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Thursday, June 12, 2025

GRICE ITALO A-Z R

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Rabirio: la ragione conversazionale e l’orto romano -- Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Orto. Criticised by Cicerone for oversimplifying the school’s doctrines in order to reach a wider audience – “which reminds me of me.” – Grice.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Raimondi: la ragione conversazionale e l’implicatura del gatto persiano – filosofia campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Napoli). Filosofo italiano. Napoli, Campania. Insegna a Roma. Contribusce alla rinascita dell’idealismo contro il Lizio che domina la filosofia. Pubblica la Data di Euclide. Le coniche di Apollonio di Perga. Autore di molti commentari, specialmente su alcuni libri della Synagoge, nota anche come Collectiones mathematicae, di Pappo d’Alessandria e sui trattati di Archimede. Membro dell'accademia fondata da Aldobrandini, nipote di Clemente VIII. -- è celebre soprattutto per essere stato il primo direttore scientifico della Stamperia orientale medicea, o Typographia Medicea linguarum externarum, fondata a Roma da Ferdinando de' Medici. L'attività principale svolta dalla stamperia e, con l'appoggio di Gregorio XIII, la pubblicazione di saggi nelle per favorire la diffusione delle missioni cattoliche in Oriente. Forma un gruppo di ricerca costituito da Vecchietti,  inviato pontificio ad Alessandria d'Egitto e in Persia, dal fratello Gerolamo, da Orsino di Costantinopoli, neo-fita ebreo convertito, e di Terracina. In un periodo in cui Roma intrattene buone relazioni diplomatiche con la dinastia Safavide, al potere in Persia  essi riuscirono a recuperare diversi manoscritti della bibbia in lingue orientali – “which were fun” – Grice. Sono portati a Roma più di una ventina di testi biblici ebraici e giudeo-persiani, tra cui i libri del Pentateuco, tra i pochi sopravvissuti ai giorni nostri.  La tipografia si trasfere a Firenze, in conseguenza dell'elezione di Ferdinando a duca di Toscana. E avviata la stampa delle opere. Sono pubblicate dapprima una grammatica filosofica ebraica e una grammatica filosofica caldea. Seguirono: una edizione arabo dei vangeli, di cui furono tirate MMM copie; un compendio del Libro di Ruggero di al-Idrisi;  Il canone della medicina di Avicenna. Il duca gli vende la stamperia, chi  a sua volta la cedette al figlio di Ferdinando, Cosimo II, salito al trono. La stamperia chiuse poiché la realizzazione di volumi nelle lingue orientali non si è rivelata economicamente conveniente (“The same happened with Austin’s attempt at Blackwell’s.” Grice). Pubblica una grammatica araba intitolata “Liber Tasriphi”. Il suo grande progetto e quello di pubblicare una bibbia poliglotta comprendente le VI lingue principali del cristianesimo orientale: I siriaco, II armeno, III copto, IV ge'ez, V arabo e VI persiano. I manoscritti appartenuti alla stamperia orientale medicea sono disseminati in diverse istituzioni: la biblioteca medicea laurenziana di Firenze, la biblioteca nazionale di Firenze, la biblioteca apostolica vaticana, la biblioteca nazionale di Napoli, la biblioteca marciana di Venezia. Giovanni Battista Vecchietti, su iliesi cnr.  L'editoria del principe, ovvero la stampa ufficiale delle istituzioni laiche e religiose. Per la dedicazione al re Ruggero II di Sicilia.  Tipografia Medicea Orientale, su thesaurus. cerl. Piemontese, La Grammatica persiana; Bibas, La Stamperia medicea orientale, in, Un Maestro insolito (Firenze, Vallecchi); Dizionario biografico degl’italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  Liber Tasriphi compositio est Senis Alemami: Traditur in eo compendiosa notitia coniugationum verbi Arabici, Roma, Medicae, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, manoscritti persiana. Grice: “I tried to study Persian once, but J. L. Austin said that it was useless!” -- Giovan Battista Raimondi. Giambattista Raimondi. Raimondi. Raimondi. Keywords: il gatto persiano. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Raimondi” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Raio: la ragione conversazionale e l’ermeneutica dell’io e del tu – filosofia campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Napoli). Filosofo italiano. Napoli. Insegna a Napoli. Si occupa in particolare dell'ermeneutica. Saggi: “Antinomia e allegoria”; “Il carattere di chiave”, “Ermeneutica del simbolo” (Napoli, Liguori); “Il simbolismo tedesco. Kant Cassirer Szondi” (Napoli, Bibliopolis); “Conoscenza, concetto, cultura” (Firenze, La Nuova Italia); “Meta-fisica delle forme simboliche” (Milano, Sansoni); L'io, il tu e l'es: saggio sulla "Meta-fisica delle forme simboliche" (Macerata, Quodlibet); Rivista "Studi filosofici".  Giulio Raio. Raio. Keywords: ermeneutica dell’io e del tu, Szondi --  Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Raio” – The Swimming-Pool Library

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Ranzoli: “going through the dictionary” – “Non il Little Oxford Dictionary, come volleva Austin, ma il Ranzoli! -- la scuola di Roma -- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Grice: “I think I prefer Stefanoni!” -- DIZIONARIO DI FILOSOFIA MANUALI HOEPLI, DIZIONARIO di FILOSOFIA, LIBRAIO DELLA REAL CASA MILANO Pat. RS Tipografia L’Arlo della Stampa, Successori Landi Firenze. Via Santa Caterina. Il dizionario di filosofia di R. è stato accolto dal pubblico in modo estremamente lusinghiero. Di ciò attribuisco una minima parte ai pregi dell’opera di R. Il resto, il più, all'essere UNICA del genere IN ITALIA e al promettente risveglio filosofico. Ma, appunto per questo, R. sente più vivo il dovere di ri-esaminarla con la più scrupolosa attenzione, per eliminarne quei difetti e apportarvi quei miglioramenti, che la rendessero meglio adatta al suo scopo. R. supprime tutti gl’argomenti che non riguardano davvicino la filosofia o le sue parti. R. Mette accanto ad ogni vocabolo il corrispondente gallico – o ‘francese’, tedesco, ed inglese, talvolta anche LATINO e greco. R. pone in fine alla maggior parte delle voci le opportune indicazioni bibliografiche. R. Aggiunge gran numero di termini, sia nuovi sia previamente dimenticati, e da più ampio svolgimento a quelli che lui pare richiederlo. Che in tal modo essa raggiunge il suo assetto definitivo, sono ben lungi dal pensarlo. Un dizionario come questo di R., specie se lavoro di uno solo, ha il poco invidiabile privilegio di non essere mai compiute. Mende, sproporzioni, ripetizioni, lacune sone inevitabili. Bisogna accontentarsi di ridurle via via al minor numero possibile, Il dizionaro di R. s’ispira ai varii criteri. Tenersi al di sopra e al di fuori d’ogni pre-concetto di scuola, presentando obbiettivamente le questioni e le idee che ai vocaboli sono legate e i vari atteggiamenti da esse assunti nella storia della filosofia. Sapere riuscire chiaro ed accessibile ad ogni media cultura, senza falsare per questo i problemi e ridurre al semplice ciò che di natura e di origine è complesso. Enumerare i diversi significati attribuiti ad ogni termine, senza pretendere di imporne uno per conto proprio. Tracciare, fin dove è possibile, la storia della parola e indicare, quando è opportuno, quale dei suoi significati è il più legittimo, o il più accettato, o il più accettabile. Ricordare, tra le espressioni proprie soltanto di un sistema o di un periodo filosofico, quelle che, pur conservando un valore storico e fisso, ricorrono con qualche frequenza nei saggi filosofici. Fare un’abile scelta, nelle terminologie delle scienze più affini, delle voci la cui conoscenza può essere utile e necessaria per lo studio della filosofia. Accogliere, senza pregiudizi puristici, tutti quei termini nuovi che hanno acquistato un certo diritto di cittadinanza, da qualunque parte essi vengano e qualunque sia la loro composizione, perchè è specialmente delle voci nuove – come l’ ‘implicatura’ di H. P. Grice -che si viene a chieder notizia al dizionario ed è alle voci nuove che la registrazione nel dizionario può riuscir utile per fissarne în modo definitivo il significato, pertanto stravagante. Ispirarsi infine ad un certo criterio che direi della convenienza, per il quale, svincolandosi dalle strettoie d’una geometrica proporzionalità, si sappia a volta a volta e secondo l’importanza delle questioni trascorrer rapido o essere diffuso, limitarsi a una frase concisa ο esaurire sufficientemente una discussione. L’a designa nella logica la proposizione universale affermativa, secondo i versi mnemonici classici, asserit a, negat e, verum GENERALITER ambo asserit i, negat o, sed PARTICULARITER ambo, È anche adoperata nei trattati di logica per esprimere simbolicamente il soggetto della proposizione. Hamilton se ne vale per indicare la proposizione toto-parziale affermativa. Con la formola a = a si suol esprimere il principio d’identità, e con la formula a = non-a il principio di contraddizione. Colla prima formula s’afferma l’identico dell’identico; con la seconda si significa che un giudizio che afferma quello stesso che nega è uguale a zero, cioe falso e nullo. Prantl, Geschichte d. Logik; Hamilton, Lectures on logic, -- quantificasione del predicato. Grice uses ‘a’ in ‘Vacuous Names’ – SYSTEM Q. Formation rules. Un’ABBITUDINE -- habitus, consuetudo; gowoknheit; habitude, habit -- è una manifestazione d’una legge generale, che la forza tende a dirigersi secondo la linea della minor resistenza, e si può definire come l'attitudine a conservare e riprodurre più facilmente le modificazioni anteriormente acquisite. Intesa in questo senso, l'ABITUDINE comprende sia i fenomeni d’ adattamento fisico e biologico, sia la facoltà, acquistata coscientemente coll’esercizio, di sopportare o di fare cid che non si poteva sopportare o fare da principio, o anche di far meglio ciò che si faceva male e con difficoltà. Stewart la definisce in facilità che la coscienza acquista, mediante la pratica, in tutte sue esercitazioni, sia animali che intellettuali. Si formano così le abitudini psichiche, le abitudini mentali e le abitudini moral. Il vizio e la virtà, in ultima analisi, non sono altro che abitudini morali; e il modo particolare che ogni individuo ha di considerare le cose, dipende spesso dall’ordine di associazioni mentali in lui prevalenti, Trattandosi di sensazioni cho accompagnano un atto, l'abitudine, diminuendo l’attività necessaria alla loro produzione, le rende a poco a poco inavvertite; nello stesso tempo però diventano più precise e distinte, se non più intense, quelle che costituiscono il fine dell’atto. Si suol distinguere, da Biran in poi, l’abitudini passive dall’abitudini attire. Le prime sono quelle delle sensazioni, caratterizzate da diminuzione della coscienza, adattamento, sviluppo del bisoguo corrispondente. Le seconde sono le abitudini dell’operazioni, caratterizzato dalla facilità, dalla perfezione, dalla tendenza alla riproduzione involontaria. Egger distingue l’abitudini particolari ο speciali, che non concernono che un atto interamente determinato, sempre il medesimo, e l’abitudini generali, in cui l’atto è variato, ma sempre di un medesimo genere. Questa distinzione corrisponde alla distinzione fatta da Hòffding e Bergson tra le due specie di memoria, la memoria libera e la memoria automatica. Ad es., l'abitudine di risolvere dei problemi, e l’abitudine di calcolare. Si suol distinguere anche l’abitudine dall’abilità, che è l'abitudine diretta alla produzione d'un lavoro e implica la variazione e il perfezionamento,  e dall’attitudine, che è la semplice possibilità di prestarsi a fare. Non si dà abilità senza abitudine, nè abitudine senza attitudine. L’abitudine ha molta affinità coll’istinto, che si può considerare come un’ abitudine ereditaria protettiva pell’individuo o per la speci tuttavia alcuni filosofi moderni, ad es. Murphy, intendono per abitudine la legge per la quale l’azioni ed i caratteri degl’esseri viventi tendono o ripetersi non solo nell’individno ma anche ne’suoi discendenti. Nella lingua scolastica habitudo significa attitudine, relazione, riguardo, capacità a qualche cosa. Da qui l’espressioni quo ad habitudinem e quo ad entitatem. Quando in una cosa si considera l’essenza, la quiddità, questa allora si considera quo ad entitatem. Quando invece si considera la potenza o capacità di fare che è nella cosa, si considera quo ad habitudinem. Così fra il divino e l’uomo non ο) ὃ proporzione d’entità ma d’abitudine, perchè la distanza dall’uno all’altro è infinita e non hanno fra loro proporzione d’entità, ma l'uomo può giungere al divino mediante la conoscenza, e può aver relazione con lui, e quindi si dice che ha con lui proportionem habitudinis. Biran, Influence de l’hab. sur la faculté de penser; Stewart, Works, ed. Hamilton; Egger, La parole intérieure; Dumont, De l’habitude, Revue phil.; Bourdon, L’habitude, Année paychol. -- memoria organica, inclinazione, automatismo, csusalità. Nella lingua scolastica ‘ABSOLUTE’ equivale talvolta a simpliciter, e si adopera quando una cosa è denominata assolutamente come tale, senza aggiunte o limitazioni. cesi anche che una cosa è absolute tale, quando ha natura e secidenti che richiedono quella e non altra denominazione. Ad es.: la neve è bianca. Dicesi invece che è respective tale, quando è tale non per natura sua e in sò, ma in confronto a un’altra. Ad es., un macigno dicesi respective piccolo se lo si confronta con una montagna. CORNOLDI (vedasi), Thesaurus philos. L’ABULIA -- ABouAla; abulie, willenslosigkeit ; I His: aboulie -- è il sindrome di molte malattie mentali che consiste in un indebolimento del volere e sembra dovuta all’atrofia dei centri motori. L’ammalate vorrebbe, ma sente di non poter eseguire la propria volontà; senza presentare alcuna impossibilità organica di movimento, ogli è incapace di decidersi a compiere qualsiasi atto, come mangiare, vestirsi, camminare, ecc. sebbene lo creda opportuno, desiderabile, persino necessario. Si parla di molte forme d’abulia, non ancora ben definite, come 1’abulia motrice, che è quella di cui ora abbiamo parlato, l’abulia intellettuale, che si manifesta con l’ indebolimento dell’attenzione, l’abulia sistematizzata, che riguarda solo uns categoria di atti, ecc. Janet chiamato abulia delirante una speciale ossessione, riguardante gl’atti stessi del soggetto, la quale, rispetto al suo contenuto, si distingue in cinque classi: ossessione del sacrilegio, del delitto, della vergogna di se stessi, della vergogna del proprio corpo, della malattia. Dicesi infine abulia morale quella debolezza della volontà morale, per cui 1’individuo, pur conoscendo il bene e desiderando seguirlo, non sa resistere agl’appotiti e alle tendenze malsane; appartiene alla categoria delle pazzie morali, e tingue dalla cecità morale in cui manca affatto la coscienza morale, e dall’anestesia morale in cui il sentimento morale è torpido ο perciò incapace d’influire sulla condotta. Quanto alla interpretazione psicologica dell’abulie in genere, secondo Ribot esse sono dovute a un indebolimento della sensibilità, legato alla depressione delle funzioni vitali; se gli ammalati sono incapaci di volere ciò succede perchè tutti i proponimenti che essi fanno non risvegliano in loro che impulsi deboli, insufficienti per spingerli ad agire. Secondo Janet l’abulia è dovuta piuttosto ad una debolezza intellettuale. Perchè la mente voglia un atto e lo eseguisca decisa, deve avere l’idea chiara e completa dell’azioni richieste dal compimento dell’atto stesso. Ora, tale capacità sarebbe diminuita negl’individui affetti da abulia, donde la difficoltà di compiere certi atti, benchè l'intelligenza ne abbia una nozione generale. Ribot, Les maladies de la volonté; Janet, Névroses dica fires; Étude sur un cas d’aboulie, Aca-Acc Revue philos.; Rivière, Contribution à l’étude des aboulies, Those de Paris -- acedia, aprosechia, aprassia, agorafobia. L’acatalessia – axataXntia -- è l’incomprensibilità del vero. È una delle tre parole che contengono le risposte ai problemi che si propone lo scetticismo pirronisno. Possiamo noi comprendere che cosa siano le cose? Noi, risponde Pirrone, non possiamo comprenderlo nè per mezzo dei sensi, md per mezzo della ragione, perchè i sensi ce le mostrano come appaiono a noi, non come sono, e la ragione #’ acquieta in ciò che le par conveniente. Nel medesimo senso Bacone contrappone ln catalessia o dubbio scettico, alla eu-catalessia, o dubbio metodico. Nos vero non acatalepsiam, sed eu-catalepsis meditamur. Richter, Der Skeptisirmus în d. Philos.; Brochard, Les sceptiques grecs; Bacone, Nov. Org. -- epoca, atarransia. Platone insegna negl’orti d’Academo, o accademia, i quali rimasero poi la sede della sua scuola, detta perciò. Essa si divide in tre periodi : la vecchia accademia, ingolfatasi, con Speusippo, Xenocrate, Crantore, nella metafisica pitagoreggiante e in un astruso dommatismo; la media, enduta nello scetticismo con Carneade e Arcesilao; la nuova, tornata al primitivo dommatismo con Filone ed Antioco. Credaro, Lo scetticismo degl’accademici. Usato sostantivamente, l’accadere -- Ereignen, Geschehen; happen --, contrapposto all’essere, indi l’insieme dei fenomeni, dei caugiamenti che si verificano nella realtà. Nella storia del pensiero filosofico il problema dell’essere e il problema dell’accadere si svolgono parallelamente; ma il primo ad imporsi è quello dell’accadere, giacchè la meraviglia suscitata dal mutare incessanto delle cose fa il primo stimolo all’indagine filosofica. Cir. Aristotele, Metaph. Nella logica, ACCESSORIO -- Nebonstohliok; accessory; Acosswire – s’oppone a essensiale, fondamentale, neceesario e designa ciò che, pur avendo una qualsisai relazione col soggetto di cui si tratta, non è nè essenziale alla maniera attuale di considerare il soggetto stesso, nö necessario alla intelligenza di ciò che se ne dice, cosicchè si può anche lasciar da parte senza che per questo ne rimanga alterata l’idea ο diminuita la chiarezza del discorso che deve spiegarlo. Per ciò nella discussione o nella esposizione di nn argomento si deve far in modo che 1’accessorio non nasconda o faccia dimenticare 1’essenziale. Accidente -- Acoidenz; Accident; Accident – è un vocabolo usato nella filosofia aristotelica e scolastica. Si oppone a essenza e a sostanza, e desìgna una qualità o modificazione che non appartiene all’essenza della cosa, che non è l’espressione de’suoi attributi fondamentali. Aristotele lo definì come ciò che aderisce ad un soggetto, ma non sempre nd necessriamento; Goolenio, traducendo la definizione di Porfirio, in uso poi presso tutti gli scolastioi peripatetici dell’eta di mezzo, determina l’accidente come quod adent οἱ abest prate# subieoti corruptionem. In altre parole, l’accidente è ciò che arriva alla cosa, quod accidit, ciò che in essa si riscontra, ouu$eBrxéç, senza essere necessariamente legato alla sua idea. Così, si può concepire una roccia senza concepirla arrotondata: essere arrotondata, uguzza, ecc. è, rispetto alla roccia, un accidente. Alcuni filosofi distinguono due sorta di legami tra la sostanza ο l accidente: l'uno, detto prioologico, è quello che interoedo tra l'idea d’accidente e quella di sostanza, 1’altro, detto ontologico, è la connessione che intercede tra In sostanza stessa ο l’accidente, cioè a parte sui. Nella lingua scolastica si sogliono anche distinguere : l’aocidens physicum, che ha entità distinta d’ogni sostanza, e può essere absolutum, cho si riduco alla quantità ο allo qualità, e modale, che non può mai trovarsi fuori di un soggetto; l’a. sepa-Ἱ -Acc rabile, che si può facilmente separare dal soggetto, come il calore dal ferro, ο l’a. inseparabile, che non si può separare, o almeno difficilmente, come il verde dalla foglia; l'a. artrineecum che denomina un soggetto solo estrinsecamente, come l’azione, e l’a. intrinsecum, che è inerente alla cosa di cui si chiama ncoidente, come il freddo della neve; Pa. logieum o predicabile, che è una qualità inerente al soggetto in modo contingente e non necessario, 6 l’a. metaphysicum ο pradicamentale, che è quello che deve inerire al soggetto per esistere, ma nel concetto fa astrazione dal modo di inerenza, se cioè sia necessario o contingente. Aristotele, Metapk.; Porfirio, Isagoge; Goclenio, Lexicon philos. -- caso, essenza, sostanza. Dicesi sofisma d’accidente quello che trae la sus origine da una proposizione difettosa nel nesso tra il predicato e îl soggetto, il primo dei quali non si congiunge a tutto il secondo nella sua unità, ma soltanto ad una parte non costituente la sua unità, cioè ad un accidente d’esso soggetto. Es.: L’arte oratoria ha spesso servito a trarre in inganno i popoli ο i giudici; dunque, l’eloquenza è riprovevole. Dicesi comversione per accidente quella operazione logica colla quale un giudizio universale affermativo, il cui soggetto è meno steso dél predicato, si converte in un giudizio particolare affermativo. Es.: ogni uomo è mortale; conv. per e., alcuni mortali sono uomini. Port-Royal, Logique; Masci, Logica, . Si chiama accomodamento -- Accomodation; Accomodation: Accomodation – o accomodazione l'atto fisiologico mediante il quale i muscoletti ciliari dell'occhio dànno alla faccia posteriore del cristallino la curvatura neeeesaria affinchè l’immagini degli oggetti, posti a maggiore ο minore distanza, si proiettino sulla retina e siano così dormalmente percepite. Quando la convessità del eristallino aumenta, l’occhio à accomodato alla visione degli oggetti vicini, e viceversa quando scema, Un tempo si credeva che l’accomodazione dell’ occhio avvenisso per uno spostamento della retina in avanti e indietro, conforme alle diverse distanzo degl’oggetti; Cartesio è il primo ad emettere il concetto che la nostra capacità di vedere distintamente gl’oggetti collocati a distanza dipenda dall’attitudine insita nell’occhio di poter modificare la lente cristallina. La dimostrazione di questa veduta teorica si ha due secoli dopo con Langenbeck, Cramer e Helmholtz. Si dice dottrina dell’ accomodamento quella di molti teologi protestanti, i quali, basandosi sulla constatazione che il cristianesimo dove, giunto in contatto coi vari popoli, modificarsi in parte secondo le loro tradizioni, costumi, credenze, rigettano tutto ciò che nei documenti evangelici non concordi colle loro vedute. Helmholtz, Handbuch d. phyeiol. Optik; Wundt, Grundzüge d. physiol, Psychol., Techernig, Optique physiol. --  miopia, ipermetropia, punto prossimo, ecc.. Acedia -- animi remissio, mentis enervatio -- così designavasi, nella teologia medievale, quella specio di depressione malinconica, di torpore dello spirito, che impedisce l’azione volitiva e coglie specialmente chi conduce vita solitaria e di meditazione. Tale disposizione d’animo è afinovorata tra i peccati cardinali, per opposizione alla SPERANZA posta tra le VIRTÙ CARDINALI. Nella psicologia moderna è considerata come una semplice anomalia della volontà. Höffding, Psychologie -- abulia. ACERVVS, mucchio, si dice così un antico sofisma, che Aristotele fa risalire a Zenone di VELIA, e che consiste in questa argomentazione. Un mucchio di frumento, cadendo, non può produrre nessun rumore, perchè in tal caso si dovrebbe sentire il rumore d’ogni grano, e delle particelle d'ogni grano, il che non accade. Ma il mucchio non è che la somma dei singoli grani, che cadono senza produr rumore. Dunque, il mucchio di grano cadendo non produce in realtà alcun rumore, il quale è soltanto una parvenza sensibile. Codesto sofisma ha poi assunto varie forme, delle quali la più comune è la seguente. Se a un mucchio di grano si leva un grano, resta ancora un mucchio. Se se ne levano due, ugualmente, fino a conchiudere che CON UN SOLO GRANO si ha un mucchio di grano. Se si osserva che un grano non basta a far un mucchio, si risponde che neppur due, tre, quattro, fino a conchiudere che cento, mille, ecc. grani. non fanno un mucchio di grano. Aristotele, Physica. Il sofisma d’Achille è uno degli argomenti di Zenone di VELIA contro la realtà del movimento. Aristotele lo espone così. Un mobile più lento non può essere raggiunto da uno più rapido; giacchè quello che segue deve arrivare al punto che occupava quello che è seguito ο dove questo non è più (quando il secondo arriva); in tal modo il primo conserva sempre un vantaggio sul secondo. Zenone assume come esempio il piè veloce Achille inseguente una tartaruga; da ciò il nome dato all’ argomento. Esso è poi formulato matematicamente nel seguente modo. Siano i punti A ο B distanti tra loro d’ una lunghezza 1, ο mocontemporaneamente nella stessa direzione con velocità disugaali, il oni rapporto sia  9. Supponiamo che il punto B, più vicino alla meta, sia il meno veloce; dico che la distanza che li separa docrescerà sempre, ma non diventerà mai  0. Infatti mentre il punto A in un primo movimento percorre la lunghezza 1, il punto B, che è 9 volte meno veloce, percorrerà una lunghezza =; ; così puro mentre il punto A in un secondo movimento percorre la lun1 ghezza il punto B ne percorre la ga parte, cioè è Dopo un numero qualunque di movimenti, la distanza fra i due Aco  10  mobili non sarà mai = 0, ma sarà sempre espresss dalla frazione En Questo argomento, insieme agli altri coi quali Zenone nega la pluralità e il movimento, ba appassionato vivamente i filosofi, da Aristotele a Horbat. Bergson lo confuta, dimostrando come esso abbia origine dalla confusione tra il movimento e lo spazio percorso dal mobile, poichè 1’intervallo che separa due punti è divisibile infiuitamente, e s’il movimento fosse composto di parti come quelle dell’ intervallo stesso, esso non sarebbe mai sorpassato. Ma la verità è che ciascuno dei passi d’Achille è un atto semplice, indivisibile, ο che dopo un numero dato di codesti atti, Achille sorpassa la tartaruga. Aristotele, Phys.; Bergeon, Essai sur les données imm. de la conscience. A contrario, nella logica si designa così un ragionamento nel quale, in luogo di conchiudere per analogia semplice, a pars, si conchiude da contrario a contrario. Per es.: se lo stesse cause, nelle stesse condizioni producono gli stessi effetti, è naturale aspettarsi che cause contrarie produrranno effetti contrari. L’acosmismo. T. Akoemiemus; I. Aoosmism; F. Aoosmiame è il trmine applicato da Hegel al sistema di Spinoza, in opposizione ad a-teismo, perchè il sistema spinoziano non nega l’esistenza del divino ma piuttosto fa ri-entrare il mondo in essa. Il termine è rimasto nell’uso per indicare il pan-teismo, e, in generale, quei sistemi filosofici, come ad es. quelli di Malebranche, Berkeley, Fichte ecc., che negano l’esistenza del mondo come realtà indipendente. Secondo Windelband anche la filosofia di VELIA è un a-cosmismo, in quanto essi nega la realtà delle cose, che l’esperienza offro in co-esistenza e successione, per non affermare che la realtà dell’essere uno ed unitario; AMORE per i fisio-psicologi moderni ogni manifestazione più squisita del sentimento d’amore non è altro che la manifestazione complessa d’un fatto semplicissimo 1’attrazione di due elementi vitali, di due cellule, che tendono 8 completarsi e ringiovanirsi vicendevolmente. Spencer analizza molto scutamente l’amore sessuale, cercandone gl’elementi costitutivi. Egli dimostra come l’amore è il più irresistibilo dei nostri sentimenti perchè è il più complesso, essendo un aggregato immenso di quasi tutte le eccitazioni di cui siamo capaci. Infatti, oltre alle sensazioni © ni sentimenti strettamente egoistici, entrano a costituirlo le impressioni complesse prodotte dulla bellezza, la stima di sè, il piacere del possesso, l’amore dell’ approvazione, la simpatia, l’ammirazione, la venerazione, l’affezione, il rispetto, il sentimento della libertà d’azione. Già fin do ORAZIO Flacco si sono distinti cinque gradi o fasi psicologiche dell’amore sessuale: rise, auditus, taotus, osculum, concubitue, I due primi gradi sono i più degni dell’uomo, i più adeguati alla raffinatezza del suo senso estetico; i tre ultimi, nei quali In voluttà raggiunge successivamente le forme più intense, gl’uomini hanno iu comune coi bruti. Nel primo grado l’uomo subisce per vin degli occhi il fascino delle forme e delle movenze femminili; come esprime il nostro poeta nei due noti versi: E vien dagl’occhi una dolcezza al core che intender non la può chi non la prova. TI senso uditivo opera nella seconda fase, e con tanto maggiore intensità quanto più l’uomo à civile e artisticamente colto. E par che dalle sue labbia οἱ mova uno spirto gentile pien d'amore che va dicendo all'anima: sospira. La fisiologia considera queste fari anecessive come prodotte dal progres Amo sivo diffondersi dell’eccitamento afrodisiaco nelle diverse sfere sensoriali; dai lobi posteriori del cervello, centri visivo e nditivo, esso s’avanza ai lobi anteriori, centri sensitivo-motori, si sprofonda nei lobi inferiori, centri olfattivi, e si diffonde infine a tutto l’asse encofulo-spinale durante la consumazione dell'atto riproduttivo. In senso teologico l'amore è il godimento che il credente prova nell’intuizione di Dio; già per Platone l’amore, ἔρος, è l'entusiasmo puro, libero da ogni sensibilità, verso la conoscenza dell’idee, e particolarmente per la più alta di tutte, il bene divino. Per Plotino, l’amore pel divino è la felicità massima dell’uomo. Agostino definisce lo stato dei beati come la più sublime delle virtù, 1’amore, charitas. Nella beatitudine eterna, in cui non ο) ὃ da superare la resistenza del mondo e della volontà peccatrice, e in cui l’amore non ha più bisogno di acquietarsi, quest’amore è una contemplazione ebra di Dio, Per AQUINO la mèta suprema d'ogni sforzo umano è la visio divine essentie, da cui segue eo ipso l’amore del divino; concetto che trova il suo poeta in ALIGHIERI, che lo porta a somma espressione di bellezza. Per il Cusano invece l’anima, se vuol conoscer il divino, deve cessare d’essere sè stessa, deve rinunciare a sè stessa; tale à lo stato del conoscere sopra-razionale, dell’ immedesimarsi dell’uomo nel divino, stato di eni il Cusano dice: esso è l’amore eterno, charitas, che vien conosciuto per mezzo dell’ amore, amor, ed amato per mezzo della conoscenza. Per Spinoza l’amor dei intellectualis è il risultato della conoscenza delle cose sub specie wernitatis; poichè da codesta specie di conoscenza nasce una gioia accompagnata dall’idea del divino come causa, cioè l'amore del divino, non nella misura nella quale ci imaginiamo il divino come presente, ma nella misura nella quale comprendiamo ch’il divino è eterno: è ciò che io chiamo: amore intellettuale del divino. Codesto amore è eterno, poichè tale è la natura della conoscenza da cui nasce, 9 quantunque non abbia avuto cominciamento ha tutte le perfezioni dell’amore. Esso è infino una parte dell’amore infinito con cui il divino ama sè stesso. Il divino ama sè stesso d’un amore intellettuale infinito. L’ amore intellettuale dell’ anima riguardo al divino è l’amore del divino stesso, amore di cui ama sè stesso, non in quanto è infinito, ma in quanto può essere spiegato dalla essenza dell’anima umana considerata dal punto di vista dell’eternità: ossia 1’amore intellettuale dell’anima riguardo al divino è una parte dell’amore infinito di cui il divino ama sò stesso. Per Malebranche ogni conoscenza umana è una partecipazione alla ragione infinita, tutte l’idee delle cose finite non sono che determinazioni dell’ idea del divino, tutti i desideri rivolti all’ individuale non sono che partecipazioni all’amore, inerente necessariamente nello spirito finito, del divino come principio del suo essere e della sua vita. Amore ο odio sono la personificazione delle due forze cosmiche con cui Empedocle di GIRGENTI spiega la formazione e In dissoluzione del mondo: l’amore è la causa per oni i quattro elementi originari, terra, aria, acqua ο fuoco, si mescolnno insieme ο dànno luogo alle cose particolari, l’odio la causa per cui gli elementi si separano ο le cose spariscono. Platone, Simp.; Rep.; Agostino, De trin.; Spinoza, Ethica; Leibnitz, Nour. Eee,; LUCIANI (vedasi) Fisiologia dell’uomo; SFUMENI (vedasi), Arch. di fisiologia, Firenze; Höffding, Psychologie; Volkmann, Lehrbuch d. Peychol. Amorfo -- T. morph; I. Amorphous; F. Amorphe – è ciò che non ha forma sistematica, ordinata. I biologi dicono amorfa una sostanza organica ma non organizzata in cellule. I sociologi, per analogia, chiamano amorfe lo società costituite da un insieme di individui senza organizzazione nè differenziazione, o gli etologi amori quegli individui che mancano di nn temperamento determinato (sensitivo, volitivo o apatico) per mancanza di nnità nelle tendenze, negl’istinti, nei desideri. L’smusin. T. Amusio; I. Amusia; F. .imusie – è una forma assai rara di amnesia parziale, che si verifica nei musicisti, e consiste o nella impossibilità di leggere la musica (a. vieira) pur rimanendo ln capacità di leggere i caratteri tipografici; o nella impossibilità di cantare, ο di sonare il proprio stromento (a. motrice); o nella impossibilità di comprendere con l'orecchio le nrie musienli (a. uditira).  Brissaud, Malattie dell'encefalo. Nella religione greca anagogia designa la festa per la partenza e il ritorno di un divino. Nella lingua teologica indica quei processi che hanno per scopo di δυvreccitare il sentimento dei fedeli, intensificandone le mistiche aspirazioni. Tali sarebbero i metodi per raggiungere lo stato d’estasi religiosa. Leibnitz adopera il vocabolo anagoge come sinonimo di induzione, ἀναγωγή. Dicesi anagogico quello tra i quattro sensi della scrittura che è considerato come il più profondo e che consiste in un simbolo di cose costituenti il mondo divino. L’analgesia -- analgesic, Analgie; I. -tnalgesia, Analgia; F. Analgésie – è un sintomo frequente nelle malattie del sistema nervoso; è sinonimo di algoanestesia, e consiste nella completa ο incompleta insensibilità al dolore, co-esistente colla conservazione d’altre sensazioni o di parte di ease. Essa può essere procurata anche per ipnotismo, in seguito a comando dell’operatore. Non va confusa coll’anestesia. La sua importanza, dal punto di vista psico-fisiologico, sta in ciò ch’essa può verificarsi anche quando rimangano integri gli altri sensi cutanei (di contatto, di pressione, di caldo, di freddo), comprovando con ciò la tesi di Brown-Sequard, Funke, Mtinsterberg, che cioò esistano nella cute terminazioni nerveo speciali e nel sistema nerveo centrale apparati sensitivi distinti per le sensazioni del dolore, contro la tesi opposta, sostenuta da Latye, Wundt, Richet, ecc., che gl’organi periferici ο centrali pelle sensazioni dolorifiche siano gli stessi che funzionano per le sensazioni tattili e termiche. GRICE VERSUS PITCHER: Would I be happy to accept a pain sense in the way in which sight or smell is a sense? I think not. For to do so would involve regarding the fact that we do not externalize our pains as a mere linguistic accident. Kiesow, Aroh. it. de Biol., Zeitsohr. für Peychol.; Alrutz, Atti del Congr. di Psicologia, Roma -- dolore, modalità, tono. Il significato della parola “Analisi. Τ. .inalyse; I. Analysis; F. Analyse -- è molto vago molto vario. Ad ogni modo, ricorrendo alla sua etimologia, analisi significa scomposizione di un tutto ne’suoi clementi, ἀνα-λύειν -~ decomporre, sintesi composizione di un tutto per mezzo de’suoi elementi, 3uy-tidy1t = comporre insieme. Trasportate nel pensiero, si dice analitica ogui funzione che distingue in un tutto una o più parti, sintetica quella che combina parti diverse e ricostruisce un tutto risoluto, ο di unità preesistenti forma un tutto nuovo. Nella logica il procedimento 0 metodo analitico consiste nel partire dai fatti particolari per nasorgere ad una legge, prima ignorata, che tutti li abbracci e li spieghi; il procedimento sintetico consiste nel partire da nn principio generale noto per trarne le conseguenze. Il primo procedimento, in cui si va dal meno al più, costituisce ’ indusione ; il secondo, in cui si va dal più al meno, la deduzione. Pure nella logica, dicesi analitica’ la prova che va dagli effetti alle cause, sintetica © progressiva quella che va dallo cause agli effetti; analitico il concetto le cui note sono sciolte dal loro logamo logico, sintetico se sono pensate secondo quel legame. Nelle matematiche la parola Analisi fu un tempo sinonimo di Algebra, la quale, in quanto metodo, consiste infatti nel supporre il problema risolto per dedurre Je condizioni della soluzione, cioè risalire dalla conseguenza cercata alle sue premesse; oggi l’Analisi designa specialmente il calcolo infinitesimale, per opposizione alla teoria delle funzioni. Wundt, Logik; Masci, Logica, Grice/Strawson, In defense of a dogma, in Studies in the way of words.  Per Aristotele l’analitica è l’arte dello scomporre il pensioro nelle se porti; perciò dal si dice Analitica quella parto dell'Organo di Aristotele che tratta dell’arte di ridurre il sillogismo nelle sue diverse figuro (Prime analitiche) e dà le regole della dimostrazione in generale (Ultime analitiche). Per Kant l’analiticn è la scienza delle forme dell’intendimento ; essa decompone tutta l'opera formale dell’ intendimento e della ragione nei suoi elementi e li presenta come i priueipt di ogni apprezzamento logico della conoscenza, ed è quindi, almeno negativamente, la pietra di paragone della verità, poichi bisogna secondo lo regole di essa controllare e gindicare la forma di ogni conoscenza. L’analitica trascendentale è una delle due parti in cui è divisa la logica del Kant. Essa ha per oggetto di scomporre la nostra facoltà totale di conoscere a priori nei concetti elementari della scienza pura »; si distingue in Analitica dei concetti dell’ intendimento puro e Analitica dei principî dell’ intendimento puro: questa è la dottrina del giudizio, quella l’analisi delle facoltà dell’ intendimento, che ha per scopo di spiegnre In possibilità di concetti a priori, ricercandoli unicamente nell’ intendimento stesso come in loro fonte vera e naturale. Aristotele, Rhetor.; Kant, Krit. d. reinen Fera., ed. Kehrbach. Analitici, sintetici, giudizi, Kant, seguendo l’antica distinzione, chiama analitici quei giudizi il cui predicato è necessariamente contenuto nel pensiero del soggetto – That child is not an audlt – Grice/Strawson --, e che quindi si rica con una semplice analisi del soggetto medesimo; sintetici quelli il cui predicato è preso fuori del soggetto – That child understands Russell’s theory of types. Es. g. sint. Il triangolo ha tre lati; g. an. Napoleone morì a S. Elena. I giudizi sintetici possono, secondo Kant, essere a priori o a posteriori. Sono sintetici a posterioni quei giudizi nei quali il fondamento del rapporto tra predicato e soggetto è l'atto stesso della percezione; invec nei sintetici a priori, cioè nei principi universali che danno la spiegazione dell’ esperienza, il fondamento è qualcos’ altro, che dev’ essere cercato. Ma per Kant l’apriorità è questo un punto essenzialissimo della sua dottrina non significa qualche cosa che precede nel tempo I’esperienza, bensì l’universalità di valore dei principi razioni universalità che trascende ogni esperienza e non si può in alcun modo fondare sul’ esperienza. Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach; Proleg.; Ewald, Kante methodologie, Grice: Nothing can be green and red all over no stripes allowed. Nel suo significato commune, l’Analogie. T. Analogie; I. Analogy; F. Analogie -- è la somiglianza più ο meno lontana esistente tra due o più cose o fatti ; nel senso primitivo è ugnaglianza di rapporti o proporzione matematica; nella logica l’analogia ο ragionamento analogico è un razioeinio col quale, date due coso aventi un certo numero di caratteri comuni, un nuovo carattere che si riconosca appartenere all’una di esse, viene attribuito ancho all’ altra. In altre parole, l’analogia, a differenza dell’ induzione, conclude da particolare n particolare, inferendo da alcune somiglianze note altre che non sono note. Il tipo dell’analogia è il seguente: A (che è πι, n, 4) ὃ P Sèm,n,4 sıP. La conelusiono dell’ analogia è dunquo soltanto probabile; giacchè, per esser certa, bisognerebbe che il termine maggiore fosso convertibile semplicemente (ciò che è m, n, q è A) Il suo grado di probabilità cresce col diminnire dei punti di differeriza e del numero delle proprietà sconosciute. L’analogia può essere di identità o di coordinarione. La prima ha luogo quando fra due coppie di concetti esiste identità di rapporto ο di sostanza; ad es. l'estensione della legge della gravità terrestre a legge della gravitazione universale. La seconda quando fra i due concetti esiste solo una identità di rapporto; ad cs. le analogie tra lo spazio visivo e il tattile, tra la propagazione del calore e quella del suono. E celebre 1’analogia d’ identità con la quale Franklin, movendo da alcune somiglianze fra il fulmine e l'elettricità, argomentd che anche quello, come questa, doveva essere attirato dalle punte metalliche. Analogie dell'esperienza chiama Kant le regole secondo le quali dalle percezioni deve uscire l’unità della esperienza. Esse si appoggiano su questo principio generale. L’esperienza non è possibile che per la rappresentazione di un logame necessario delle percezioni. Tre sono i modi secondo i quali i fenomeni esistono nel tempo, e ciod durata, successione, e simaltaneità ; tre sono quindi le analogie dell’ esperienza. Prima anslogis : principio della permanenza della sostanza: la sostanza persiste nel cambiamento di tutti i fenomeni ela sus quantità non aumenta nè diminuisce nella natura. Seconda: principio della causalità: Tutti i cangiamenti avvengono secondo In connessione degli effetti e delle cause. Terza: principio di simultaneità secondo la legge d’azione reciproca: tutte lo sostanze in tanto cho possono esser percepite come simultanee nello spazio, sono in una azione reciproca generale.  Nella lingua scolastica analoga sono quelle cose delle quali il nome è identico, mentre la ragione significata dal nome è in parte identica in parte no, come il divino e la creatura rispetto all’ arte. Analoga attributionia sono quelle cose a cui conviene un nome comuno nel senso medesimo, ma per titolo diverso; analoga proportionalitatis quelle cose a cui conviene un nome comune con significato simile e con proporzione, come al mare, al cielo e all’animo dell’uomo la serenità. Aristotele, Anal. prior.; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kohrbach; Wundt, Logik, PAGUINI (vedasi), Le analogie, Cult. filosofica; CHIDE, La logique de l’analogie, Rev. phil., Sageret, L’analogie scientifique. Grice, analogia come parte dell’escatologia. Analogismo -- T. Analogiemus, Analogiererfahren; I. Analogiem; F. Analogieme – è, in generale, ogni indirizzo che si vale del ragionamento analogico per giungere alla conoscenza di qualsiasi categorin di fenomeni. E quindi analogismo quell’ndirizzo sociologico, che concepisce la società come un organismo vivente, in cui gli individui rappresentano le cellule, e ricava lo leggi dell'organismo sociale dallo studio delle leggi dell’organiamo biologico. In senso più ristretto analogismo equivale a idealismo realistico, monismo spiritualistico, antropomorfismo, ecc.; ossia quell’indirizzo filosofico cho concepisce ln realtà esterna per analogia con la realtà interna, cioè con la coscienza umana. Nella sua forma riflessa esso comincia con Leibnitz. per il quale appunto la natura delle monadi ci è resa intelligibile per via dell’ analogia con i nostri stati interni; la legge dell’analogia ci impone di professare ovunque il principio tout comme oi (simile ul tout comme chez nous di Holberg). Leibnitz, Nour. Essaie, Erdmann; Hiffding, Hist. de la phil. moderne. Nella dottrina platonica, l’anamnesi. – Ανάμνησις -- è la reminiscenza, ossia quel movimento per il quale lo spirito dall’opinione si innalza alla scienza. Esso infatti si produce spontaneamente alla vista dei vestigi della verità, della bellezza, dell'uguaglianza, dell’unità dell'essere, che si riscontrano negli oggetti dell'opinione; sembra quindi che codesti attributi ci siano conosciuti primitivamente e che noi non facciamo che riconoscerli. Da ciò viene che per Platone la filosofia non è che una reminiscenza. Con 1’esempio del teorema di Pitagora, egli mostra che la conoscenza matematica non proviene dalla percezione sensibile, ma che questa fornisce soltanto l'uccisione per cui l’anima richiama alla memoria la conoscenza preesistente in essa, cioò avente un valore puramente razionale. Ora, se le idee preesistono nell’ anima alla percezione, l’ anima deve averle ricevute prima; e infatti le anime, prima della vita terrena, hanno, secondo Platone, veduto nel mondo incorporeo le puro forme della realtà, © la percezione di cose corporee simili richiama (secondo le leggi generali dell’ associazione e della riproduzione) il ricordo di quelle imagini, dimenticate durante la vita corporea terrena; da ciò nasce l’ impulso filosofico, l’amore per le idee (dpwg), con cni l’anima #'innalza di nuovo alla conoscenza di quella vera realtà. Cfr. Platone, Men., 80 segg.; Fedro, 246 segg.; Fedone, 72 segg. Anarchia. T. Anarchismus; I. Anarchy; F. Anarchie. Secondo l'etimologia greca (& priv. ἀρχή --comando) significa assenza di ogni autorità, di ogni legge, di ogni capo. Nella sociologia ai distingue 1’ anarchiemo politico, che ebbe per maestro Proudhon, e propugna l’ assoluta eguaglianza fra gli uomini, l'abolizione di ogni proprietà e autorità, meno la familiare, e la spartizione dei prodotti, ealcolati secondo le ore di lavoro; il comunismo anarchico, fondato da A. Herzen, M. Bakunin, ecc., che vuol tutto abbattere, famiglia, proprietà, stato, religione, per raggiungere V’ amorfismo politico; il collettiriemo anarchico, che ammette un potere pubblico per la ripartizione dei prodotti derivanti dallo sfruttamento delle terre e delle macchine, per opera di associazioni di operai e d’agricoltori. Pietro Kropotkin tentò per ultimo di unificare le varie dottrine anarchiche ; il suo armonismo sociologico, sia che cerchi di fissare una presunta posizione scientifica dell’anarchia, o tenti una valutazione critica dell’ ordinamento rociale e politico presente, 0 si avventuri in previsioni sulla società avvenire, ha qualche parentela formalistica ed estrinseca col sistema evoluzionistico dello Spencer, l’unico filosofo che abbia posizione nel corso normale della acienza da cui gli anarchici mntuino qualche detrito frammentario ANA-ANE li  46  di pensiero. Tuttavia l’armonismo sociologico del Kropotkin ha, dimostra lo Zoccoli, un carattere di troppo palese provvisorietà empirica per poter assorbire ed acquietare le tendense di autonomia dottrinale, che si manifestano anche tra gli anarobici; nn esempio tipico lo offre la dottrina dell'americano Tucker, che giunge bensì allo stesso conseguenze estreme del comunismo del Kropotkin, ma attraverso premesse aspramente individualistiche in politica, in economia e in morale. Cfr. E. Zoccoli, L’anarekia: gli agitatori, le idee, i fatti, 1907. Anatomia e fisiologia comparate. Scienze fondate dal Cuvier, ma già intravvedute con precisione da Aristotele. Esse, fondandosi sullo studio comparativo delle vario forme organiche, cercano stabilire le leggi generali di parentela fra i diversi gruppi © i modi probabili di evoluziono dei vari apparecchi dell’ organismo animale. Sebbene la natura delle due scienze sia molto nffine, cosicchè spesso si confondono, tuttavia scopo specifico della seconda è lo studio dello analogie esistenti tra i vari organi degli animali, della prima è invece lo studio delle omologie. Si dicono analoghi quegli organi che, sebbene djversi anatomicamonte fra loro, sono nei vari animali impiegati agli stessi usi, ul es., le branchie dei pesci, le trachee degli insetti, i polmoni dei mammiferi; si dicono omologhi quegli organi che, quantunque morfologicamente uguali, compiono nei diversi animali funzioni diverse, ad es. le autonne degli insetti, gli aculei dell’ istriee, le penne dogli uccelli. Cfr. R. Besta, Anatomia ο fisiologia comparata, 23 cd., Hoepli. Anatreptica (évatpénw = abbutto). L’ arte di rovesciare le proposizioni di un avversario. Fa parte dell’agoniatica, che è quella parte della dialettica che consiste in veri e propri certami o dispute (v. dialettica, erintica, maieutiva, ece.). Anestesia. l. Anisthesie; I. Anaesthesia; F. Anesthésie. Insensibilità a qualsiasi eccitazione, che pnd essere deter 47  ANF minata da una lesione degli organi periferici (pelle) o dei centri nervosi (enogfalo, midollo spinale). Nel primo caso si ha l’a. periferica, nel secondo caso Va, centrale; è speciale se limitata ad una sola regione del corpo. Si dicono poi sistematiche quelle anestesie in cni il soggetto, pure avendo tutti i suoi sensi intatti, non percepisco che le sensazioni cho riguardano un dato oggetto, oppure è incapace di percepiro quelle cho si riferiscono a un dato oggetto. Anestesimetro è lo strumento con cui si misura il grado della anestesia.  In senso figurato dicesi anestesia del senso morale (ethische Farbenheit dei tedeschi) la mancanza di senso morale, che si riscontra in alcuni individui i quali pure non ignorano le leggi della moralità, ma sono impotenti a seguirle appunto perchè la loro coscienza morale non è sorretta e guidata da alcuna di quelle tendenze emotive, che spingono 1 uomo verso il bene; essi appartengono alla entegoria dei folli morali, © si distinguono dai ciechi morali (ethische Blindheit dei tedeschi), che mancano affatto di coscienza morale, © dagli abnliei morali, nei quali le tendonze emotive verso il bono esistono, ma sono troppo. deboli per lottare contro quelle che spingono I’ individuo al soddisfacimento dei suoi appetiti e delle suc passioni. Cfr. Kraft-Ebing, Die Lehre ton mor. Wahnsinn, 1871; Dagonet, Folie morale, 1878; Bonvecchiato, Il senso morale e la pazzia morale, 1883 (v. analgesia), Anfibolia. T. {mphibolie; I. Amphibolia; F. Amphibolie. Vocabolo greco, col quale si designa, nella logica, l'eq voco di senso risultante dalla costruzione di una frase, © dall’ nso di termini di doppio significato. Kant chiamava anfbolia dei concetti della ragion pura la possibilità di nostitnire all’uso empirico dei principi dell’ intelligenza che non hanno valore se non per rapporto agli oggetti dell’esperienza un uso trascendentale illegittimo; percio egli la chiama amfbolia trascendentale o fa una critica della monadologia leibnitziana, che considera come riposante au ANF-ANI  48  tale anfibolia. Cfr. Aristotele, Le soph. elench.; Kant, Krit. d. reinen Pern., ed. Kehrbach, p. 245. Anfibologia. T. Amphibologie; I. Amphibology ; F. Amphibologie. E una forma di sofisma molto simile all’ anfibolis, ma si usa specialmente per indicare l’ ambiguità risultante dall’ uso di certe forme sintattiche. Es. la frase latina dico lupum mordere canem » è un’ anfibologia, perchè può significare tanto io dico che il lupo morde il cane » quanto io dico che il cane morde il lupo ». Anima. T. Seele; I. Soul; F. Ame, Prima che comineinsse la speculazione filosofica, l’uomo s'era già volto ad esaminare quale fosse il substratum dei fenomeni dell’esperienza interna, e per prima cosa separò questo dal corpo, spintovi forse dai sogni, poi l’identificò col soffio dolla respirazione; tale infatti è il significato etimologico del latino animus, del sanscrito dtman, dal greco φυχή. Sorta la filosofia, il concetto di anima assunse via via vari ed opposti significati, che si possono tuttavia ridurre a quattro fondamentali: 1° L’ anima è concepita come sostanza spi rituale, semplice, inestesa, immortale, indipendente e distinta dal corpo; ciò costituisce lo spiritualismo, detto anche dualismo perchè pone la dualità fondamentale del corpo e dell’ anima, della materia ο dello spirito. 2° L'anima è considerata non come esistente per sè, ma come una semplice funzione dell'organismo; ciò costituisce il materialiemo, che è monistico quando ammette la sola sostanza materiale e fa dello spirito una attività di ossa, dualistico quando considera 1’ anima come una sostanza materiale simile alla corporea. 3° L’ anima è considerata come I’ unica realtà, mentre tutte le altre cose non sono che una parvenza o una derivazione di essa; tale è la dottrina sostenuta dall’ idealismo o moniemo spiritualistico. 4° Infine l’ anima è identificata col corpo, i fenomeni psichici coi fisici, considerandosi però gli uni e gli altri come manifestazione di un principio auperiore che li contiene e li domina, di un prinei 49  ANT pio che è la sola roaltà; questa è I' ipotesi fondamentale di due sistemi, che, del resto, differiscono molto nel fondo: il panteirmo e il moniemo. A queste quattro vedute fondamentali si può aggiungere lu dottrina fenomenistica moderna, che trae le origini dallo scetticismo di Hume e dal criticismo di Kant. Essa abbandona alla metafisica ogni specalazione astratta sull'anima, limitandosi a studiarne scientificamente le manifestazioni. Non afferma che l’anima esista o non esista, ma soltanto che essu è un qualche cosa di sconosciuto, di inconoscibilo forse; e che, in ogni caso, il problems non potrà essere risolto con le ipotesi ο le congetture, ma con le ricerche minute, pazienti, positive dei Senomeni peichici. Affine al fenomenismo è l’attualiemo, ılottrina contemporanea che nega nella coscienza qualunque sostrato permanente, affermando che i fatti psichici sono reali solo quando e in quanto sono attuali, e che questi essendo in continua successione, la realtà della concienza si risolve nella attualità dei suoi stati. Ad ogni modo la parola anima implica, sia dal punto di vista empirico o fenomenico che dal metafisico, una opposizione con I’ idea di corpo, e si distingue tanto dallo spirito quanto dal me: da quello in quanto contiene P idea d’ una sostanza individnale ed ha una estensione maggiore, applicandosi la parola spirito specialmente alle operazioni intellettuali ; dal me in quanto questo non è di essa che una parte. Aristotele chiama anima regetatica quella che produce la nutri zione, l'accrescimento, la riproduzione degli esseri viventi ; a. pensante quella che è il principio del pensiero, sin puro che discorsivo: a. sensitiea quella che è il principio della sensibilità, anche negli esseri irragionevoli. Bacone chiama a. sensibile uno sostanza puramente materiale, costituita dagli epiriti animali e propria tanto dell’uomo che dei bruti. Cfr. Platone, Filebo, cap. 30; Fedone, cap. 2: stotele, Je an., I, 2; Cicerone, De nat. deorum, III, 14, 3 Plotino, Enneades, V, 5; Bacone, De augm., IV, 3; Carte» 4  Raxcout, Dirion. di scienze flosofiche. ANI  50  Principia philos., IV, 196; Holbach, System de la nature, 1770, vol. I, p. 118; Kant, Arit. dor reinen Tern., ed. Kirchm., p. 324-337; Lotze, Microkoemus, 1879, vol. I, p. 101170; Vogt, Physiol. Briefe, 1845; Lange, Gesohichte d. Materialismus, 1874; Wundt, Grundsüge d. pysiol. Psychologie, 1880, vol. I, p. 8 segg.; II, p. 453-463; Ferri, La psychol. d. l'association, 1883, p. 286-293; Mausdley, La physiol. de Veaprit, 1878, p. 75 segg.; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 8-23; Hamilton, Lectures on metaph., 1882, vol. I, p. 138 segg.; Spencer, Princ. of. peyohol., 1874, P. 11, $ 58, 59, 63; F. Bonatelli, Disoussioni gnoseologiche e note critiche, 1885; G. Sergi, L'origine dei fenomeni psichici, 1885; Ardigò, Opere ΠΙ., I, p. 189 segg.; VII, 17 segg.; G. Villa, La psiool. contemporanea, 2* ed. 1911 (v. parallelismo, idealismo, priohe, io, immortalità, semplicità, unità, identità). Anima del mondo. Gr. Ἡ τοῦ παντὸς φυχή; Lat. Anima mundi; T. Weltseele, Wellgeiat; I. Soul of the world; F. Ame du monde. Dottrina propria specialmente di Platone e degli stoici. Secondo Platone, il mondo è opera della ragione; ina la ragione non può stare senz'anima; di qui l’anima del mondo che fu creata da Dio per prima, ο serve da mediatrice fra I’ indivisibile o il divisibile, fra le ideo ο le cose sensibili. Per gli stoici, invece, il mondo è un immenso corpo organizzato, fornito di un’ anima come gli organismi individuali: quest’ anima, costituita da un fuoco etereo purissimo, è, nello stesso tempo, la ragion seminale del mondo, il principio di universale attività, la provvidenza che sn tutto vigila, in una parola Dio stesso. Cfr. Platone, Timeo, 34 b segg.; Aristotele, De anima, 407 a; Cicorone, De nat. deorum, II, 8 (v. demiurgo). Animali (spiriti). Lat. Spiritus animales; T. Tiergeister, Nercengeister ; F. Esprits animaur. Secondo un’ antica dottrina, durata lunghi secoli ma da tempo abbandonata, I’ attività sensoriale e motrice dell’ anima sarebbe determinata dagli spiriti animali, sostanza gassosn prodotta dal sangue  51  ANI e scorrente attraverso i nervi al cervello. Erasitrato, nipote di Aristotele, considerava gli spiriti snimali come provenienti dal cervello, gli spiriti vitali dal cuore; secondo Galeno gli spiriti animali derivano da una mescolanza dell’aria aspirata dalle narici con gli spiriti vitali condotti dal cuore ai ventricoli laterali del cervello mediante le arterie, ed erano trasmessi dal cervello ai nervi per determinare il movimento e la sensazione. Tale dottrina, più o meno modificata, fu accolta da S. Agostino, 8. Tommaso, Telesio, Bacone e Descartes, per il quale gli spiriti animali sono secreti dal cervello attraverso dei pori cho s’aprono nei ventricoli, e, sccumulandosi in queste cavità, eccitano I anima situata nella glaudola pineale; la volontà, a sus volta, muove gli spiriti animali dei ventricoli per mezzo della glandola pineale, e li distribuisce per la via dei nervi a tutte le parti del corpo: Notum eat, omnen hos motus musculorum, ut omnes sensus, pendere a nervis, qui sun! instar tenuium filamentorum aut instar parvorum tuborum, qui er corebro oriuntur; et continent, ut et iprum cerebrum, certum quendam aërem aut ventum subiilissimum, qui apirituum animalium nomine ezprimitur. Lunghe discussioni seguirono poi tra gli scienziati intorno alla natura, all’ origine, alla sede degli spiriti animali; ma solo verso la fine dell’ ottocento si cominciò a sostituirli con I’ ipotesi della vis nervosa, o corrente meurilica, che propagandosi lungo il cilindrasse delle fibro trasporta le eccitazioni sensorie dalla periferia all’ encefalo ο le motorie dall’ encefalo alla periferia. Cfr. Telesio, De rer. nat., V. 5; Bacone, Nov. Org., Il, 7; Hobbes, De Corp., C. 25; Descartes, Pass. an., 1, 7; Vulpian, Leçons sur la physiol. du syst. nerreuz, 1868: Bastian, Le cerveau org. de la penade, trad. franc. 1888, II, Ρ. 111 segg. Animismo. T. Animiemus; I. Animiem; F. Animisme. Nella storia delle religioni, dicesi animismo la credenza nell'esistenza degli spiriti, da cui ogni cosa è animata: à ANN una delle forme della religiosità primitiva. Si distingue dal fetieismo, che consiste nell’ adorazione degli oggetti materiali in oui si crede dimori uno spirito. Una forma affine di animismo consiste nella credenza che tutta la natura sia animata, senza che ciò implichi l’esistenza di agenti distinti dai corpi. Nella filosofia, designa quella dottrina che spiega tutti i fenomeni della vita ponendo a causa originaria di essi l’anima, principio ad un tempo della vita e del pensiero. L’ animismo filosofico 6’ oppone all’organicismo, al meccaniciemo ο al vitaliemo, obbiettando al primo che la forza direttrice e creatrice, ch’ esso pure ammette negli organi, se distinta dalla materia vivonte è una pura concezione metafisica, se identificata colla materia stessa, è, in fondo, l’anima; al secondo, che in ogni essero vivente esiste un’ idea direttrice e creatrice inesplicabilo colla semplice trasformazione del movimento ; al terzo, cho I’ esistenza di due anime, la vitale e la ponsante, Puna accanto all’ altra © ignorantisi a vicenda, è incomprens bile e, ad ogni modo, più difficile a spiegare che non l’esistenza di un’ anima sola. Si distinguono due specie di animismo filosofico: 1’ nna considera il corpo come prodotto © organizzato dall’anima, l’altra, più consona αἱ risultati della scienza moderna, e contraddistinta col nome di ani. miamo polizoista, considera ogni elemento anatomico vi vente (cellule), come un piccolo animale, cosicchè il corpo sarebbe prodotto dal consonso di tutte queste anime elementari. Cfr. Tylor, La première civilisation, 1875; H. Spencer, Principî di sociologia, trad. it. Bibliotoca dell’ economista, p. 145 sogg.; Hans Driesch, Il vitaliemo, atoria e dottrina, trad. it. 1911; Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1904, p. 264 segg. (v. cellulare pricologia, vita, duodinamismo). Annientamento. T. Vernichtung; I. Annihilation; F. Annihilation. Si distingue dal semplice cangiamento © designa il passaggio dall’ Essere al non-Essere; è quindi il contrario di oreazione, che è il passaggio dal non-Essere  53  ANO-ANT all’ Essere. Non sempre però il vocabolo è preso in senso assoluto (v. ecpirosi). Anoetico e dianoetico. Aristotele distingue le virtù in dianoetiche ed etiche, cioè virtù dell’ intelletto ο virtà del sentimento (4806): il loro carattere comune sta nel diventare qualità stabili della persona, ma mentre le prime provengono dall’ esperienza e dalla educazione, le seconde devono nascere dall’abitudine pratica dell’azione, che loro corrisponde. Due sole sono, in fondo, le virtù dianoetiche, cioè prodotte specialmente dall’intelletto: la sapienza (σοφία) © la prudenza (φρόνησις), secondo che l’operare normale dipende più dall intelligenza filosofica o da esperienza ο pratica. Il Rosmini, risuseitando con diverso significato i vocaboli già usati da Platone e da Aristotele, chiama modo anoetico il modo di pensar I’ essere prescindendo da ogni sua relazione con la mente, ed essere anoetico l’ essere così pensato; chiama invece essere dianoetioo ο modo dianoetico quando 1’ essere è pensato colla sua relazione essenziale alla mente, per mezzo della riflessione colla quale l’uomo s’accorge che I’ essere è essenzialmente intelligibile. Cfr. Aristotele, Eth. Nio., I, 18, 1103 a, 5; II, 1, 1103 a, 15 segg.; Rosmini, Nuovo saggio, 1890. Anomalia. T. Abnormität, Anomalie; I. Anomaly; F. Anomalie. Vocabolo ormai fuori d’ uso, preferendosi ad esso V altro di anormalità. Esso significa eccezione alla legge (a priv. ο vipog= legge); ma le leggi naturali non soffrono eccezioni, e quelle che si dicono tali nou sono, in fondo, che leggi particolari esse medesime, avverantesi sia pure in un numero ristrettissimo di casi, ma sempre logate al determinismo causale. In generale per anomalia si intende ogni fenomeno che si allontana dal tipo ordinario; in an senso particolare designa le deviazioni gravi d’un organo o di una funzione. Antagonismo. T. Antagoniemus ; I. Antagonism ; lagonieme. Si dicono antagonistiche due rappresentazioni che, nel momento della deliberazione volontaria, si manifestano alla coscienza con forza l’ una impulsiva l’altra inibitoria. Si dicono antagonistici due muscoli che, contraendosi, danno luogo a movimenti inversi. Sono antagonistiche due forze quando il momento della risultante è uguale alla differenza dei momenti dei loro componenti; sono invece sinergiohe quando il momento della risultante è uguale alla somma dei momenti dei loro componenti. Antecedente. T. Vorhergehend, Antecedens ; I. Antecedent; F. 4ntéoédent. In un rapporto qualsiasi, logico o metafisico, dicesi antecedente il primo termine, conseguente il secondo. Così lo 8. Mill ha definito la causa come l’antecedente invariabile e incondizionale di un fenomeno »; l’effetto in tal caso è il conseguente. Nel giudizio ipotetico dicesi antecedente lu prima parte, che enuncia la condizione, conseguente la seconda che enuncia il condizionato; nel giudizio se S è vero, P ὁ vero, 8 è l’antecedente, P il conseguente. Nella psicologia e nella teoria della conoscenza cesi antecedente d’un fatto ο d’uno stato di coscienza, ogni fenomeno che li precede nel tempo. Nella medicina diconsi antecedenti gli avvenimenti individuali o ereditari che possono spiegare certe anomalie attuali in un dato soggetto. Antecritico. Si suol designare così quel periodo della vita del Kant, che è anteriore alla pubblicazione della dissertaziono latina sul mondo sensibile e intelligibile, e alla libri pubblicati dal grande filosofo nel periodo antecritico, è manifesta l’iutluenza della filosolia wolfiana ο inglese. Ante rem. Che preesiste alla cosa. Alcuni scolastici realisti, che ammettevano cioè la realtà degli nniversali, dicevano, conformandosi alla dottrina platonica, che codesti universali sono ante rem, preesistono alle cose individuali idealismo, realismo, terminismo). Anteriore. T. Früher; I. Anterior, prior; F. ‘intérieur. In generale ciò che precede, che vien prima. Tuttavia occorre distinguere I’ anteriore aronologico, con cui si designa ciò che precede nell’ ordine del tempo, dall’anteriore logico, che indica il termine da eni un altro dipende. Es. nella formazione geologica il periodo eolitico è cronolo; camente anteriore al paleolitico; nel ragionamento sillogi stico la maggiore è logicamente anteriore alla conclusione. Antesubietto. In generale, ciò che precede cronologicamente o logicamente il soggetto. Il Rosmini chiama così l'essere, che è il soggetto dei soggetti, e distingue un antesubietto dialettico e un antesubietto ontologico. Il primo è quello che la mente prepone, nell’ atto del concepirle, a entità che sono supposte tali mentre non sono, come al nulla e all’ assurdo; ο, in altre parole, quell’antesubietto di cui la mente abbisogna per concepire le cose. Il secondo è invece quello che la mente prepone ai veri atti successivi o ai termini dell’ essere. La mente concepisce poi le cose per I’ atto dell’ essere, e questo le appariace come assolutamente essente ©, ad un tempo, come per sò intelligibile; dunque esso costituisce un antesoggetto ad un tempo ontologico ο dialettico. Cfr. A. Rosmini, Nuovo saggio, 1830. Anticipasione. T. Anticipation; I. Anticipation; F. Anticipation. È il greco πρὀληψις, che Seneos tradusse con presumptiones. Secondo gli stoici, non esistono in resltà che i singoli, mentre gli universali non sono che concetti soggettivi, formati per astrazione. Alcuni di questi concetti, nati dalla percezione, sono comuni a tutti e perciò essi li chiamavano anticipazioni, non perchè li credessero innati come a torto si interpreta da molti ma per contrap porli a quelli la cui formazione richiede le norme della dialettica. Gli epicurei, che adottarono pure questa dottrina, la intesero in modo alquanto diverso: secondo essi la conoscenza si fonda semplicemente sulle percezioni sensibili © sulla rappresentazione di più percezioni simili che rimangono nella memoria; le prime chiamavano sensazioni, le secondo anticipazioni. Il Gassendi ha ugualmente definita l’anticipazione oomprehensionem animi, opinionemve quandam congruam, sive mavis intelligentiam menti defizam,existentemque quasi memoriam monumentumve cius rei, qua extroreum sapius apparuerit.  Anticipazioni dell'esperienza si soglion dire quelle congetture provvisorie, concepite a priori, che dovranno più tardi essere confermate o distrutte dai fatti e che servono intanto come idea direttiva, come punto di partenza delle esperienze. L'ipotesi sarebbe appunto un’ anticipazione sull’ esperienza.  Kant chiamava anticipazione della percezione îl secondo dei principi delintelletto puro », che si formula coeì : ogni fenomeno ha una quantità intensiva, vale a dire una gradazione. Nella fisica codesta quantità intensiva costituisce lu forza; dunque tale proposizione è il principio a priori della dinamica. Cfr. Diogene Laer., VII, 154; Cicerone, De nat. deorum, I, 16; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 162, 169 (v. ipotesi, senso comune). Antiegoismo v. Altruismo. Antilogia. Gr. “Avtoyia; T. Antilogie; I. Antilology ; F. Antilogie. Artificio del linguaggio, mediante cui si riuniscono due parole di opposto significato, o due giudizi che si escludono. L’ antilogia è uno dei tropi degli antichi filosoti scettici: tra le due proposizioni contradditorie e di ugual valore, che si possono sempre profferire d’ogni cosa, essi non affermavano nè l'una nd l’altra. Tale dottrina era riassunta nella seguente formola: Παντὶ λόγῳ λόγος ἀντιχεῖται.  Alcuni psicologici moderni designano con 1’ espressione antilogia della volontà il fatto per cui, anche negli individui normali, la volontà cosciente e razionale è spesso turbata da impulsi oscuri, da tendenze inesplicabili, che, quantunque ordinariamente represse, spingono talvolta ad azioni irragionevoli e di cui non si aa dare spiegazione. Il fatto è spiegato mediante I’ azione che l’ incosciente esercita sulla deliberazione volontaria. Cfr. Spitta,  57  ANT Die Willenbestimmungen und ihr Verhältnisse su dom impulsicen Handlungen, 1881; Höffding, Peychologie, trad. frane. 1900, p. 447 (v. inooscionte). Antinomi. Setta di eretici cristiani, non molto diversa dal quietismo francese del secolo XVIII, la quale sosteneva che per salvarsi non è necessaria l’ osservanza della legge, ma basta la fede. Cfr. Dorner, Syst. of. christ. doctrine, 1. IV, p. 24 segg. Antinomia. Gr. Αντινομία; T. Antinomie; I. Antinomy; F. Antinomie. Vocabolo usuto originariamente nella teologin e nelle scienze giuridiche, per indicare In contraddizione tra due leggi ο principi nella loro applicazione pratica a un caso particolare. Goclenio la dice adoperata pro pugnantia seu contrarietate quarumlibet sententiarum sew propositionum. Kant adoperò per primo questo vocabolo, per designare le opposizioni contradditorie in cui incorre necessariamente la ragione quando si esercita sopra certi concetti (&vri contro, vépog regola). L’ antinomia è composta di due proposizioni (tesi ο antitesi), le quali, sebbene siano contradditorie, possono essere giustificato da argomenti d'ugual forza. Quattro sono le antinomie della ragion pura, nelle quali cioè nrta V idea cosmologica, l’iden del mondo considerato come ultima condizione dei singoli fenomeni; le prime due sono dette dal Kant antinomie matematiche, le altre antinomie dinamiche: 13 tesi, il mondo ha un cominciamento nel tempo e un limite nello spazio  antitesi, il mondo è infinito nel tempo e nello spazio; 2° t., In materia è composta di parti semplici  a., nessuna sostanza è assolntamente semplice; 3° {., si dà la libertà, cioè un’attività che non suppone alcuna causa anteriore, ο che determina tutta la serio degli effetti che κ’ intrecciano nel mondo  a., non vi è libertà nel mondo, ma tutto avviene secondo le leggi naturali; 4* t., vi è nel mondo un essere assolutamente necessario, sia como parto sin come causa di esso  a., nulla esiste di assolutamente necesANT  58  sario, nd nel mondo na fuori di esso come sus causa. Oltre queste quattro, vi è un’ antinomia della ragion pratica, che consiste in cid: noi consideriamo come necessario l’ a0cordo tra il bene e la felicità, ma questo accordo è irrealizzabile nelle condizioni della vita presente. Questa antinomia si risolve facilmente con la credenza in un mondo futuro, ove 1’ accordo potrà realizzarsi, mentre le antinomie della ragion pura sono insolvibili dalla ragione o dalla esperienza, essendo proprie di quel mondo metafisico dei noumeni, in cni c'è vietato entrare. Cfr. Eucken, Geschichte d. philos. Terminologie, 1878; Kant, Krit. d. reinen Vern., Dialettica trascend., parte 2°; Krit. d. Urthetlekraft, $ 54 segg.; F. Evelin, La raison puro et les antinomies, 1906 (v. antitesi, critiolemo, dialettica). Antipatia. T. bneigung, Antipathio; I. Antipathy; F. Antipathie. Opposto a simpatia; come dice la derivazione etimologica (ἀντί-οοπίτο, πάθος-οπιοσἰοπο) significa una repulsione istintiva e cieca che allontana certi individui da certi altri individui o cose. Secondo Spinoza essa è un prodotto dell’ associazione delle idee, come la simpatia; egli spiega il loro carattere irrazionale, ammettendo che quando l’anima è eccitata da uno stimolo doloroso o piacevole dopo averne provato uno indifferente, il ripresentarsi di questo è seguito da dolore o piacere per pura contiguità nel tempo: Da ciò comprendiamo come può accadere che noi amiamo 0 odiamo certe cose, senza alcuna cagione » noi nota, ma semplicemente, come si suol dire, per sil patin ο per antipatia ». Cfr. Spinoza, Ethica, teur. IX, seolio. | Antitesi. T. Antitheso; I. Antithesie; F. Antithèec. Nella retorica si dice così quella figura che consiste nella opposizione non solo di due parole, ma anche di due pensieri; è un’ antitesi il detto di Socrate: tutti gli uomini vivono per mangiare, io mangio per vivere. Quindi, più che un ornamento retorico, I’ antitesi è un vero © proprio stro 59  ANT mento di prova, di cni molto si valsero i filosofi. Così, le antinomie kantiane constano ciascuna di una tesi e di un’ antitesi, la prima che afferma un dato principio, la seconda che, con argomenti d’ ugual forza, lo nega. Nella filosofia di Fichte, l’antitesi è il non-Io, che si contrappone all’ Io fenomenico, tesi, e che |’ Io assoluto, vale a dire la sintesi, identifica con I’ Io fenomenico. Nel sistema Hegel }’ antitesi è il secondo momento del divenire. La sintesi, come si vede, è la proposizione che concilia la tesi e l’antitesi. Cfr. Aristotele, Phys., V, 1, 225 a, 11: Kant, Erit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 349; Hegel, Enoykl., $ 48; Fichte, Grund. d. gesamiem Wissonachaftslehre, 1802, pag. 35. Antitipia. T. Antitypia; I. Antitypia; F. Antitypie. Indica la proprietà della materia di essere impenetrabile e resistente. La parola, ricavata dal greco, fu dapprima usata dal Gassendi, per provare, contro Cartesio, che l'essenza dei corpi non è soltanto l'estensione, ma anche l’impenetrabilità. Anche il Leibnitz adopera, in senso più largo, questo vocabolo, che per lui significa quell’ attributo della materia per il quale essa esiste nello spazio, rimane immobile senza un intervento esterno, © oppone una resistenza passiva. Codesta antitipia costituisce la forza passiva della monade; in ciò il Leibnits fa consistere la materia prima: materia est quod consistit in antitypia, sen quod penetrandi resistit ». Cfr. Leibnitz, Op. fil., ed. Erdmnann, 1840, p. 466, 691. Antropismo. T. Anthropismus; I. Anthropism; F. Anthropieme. Con questo nome l’ Haeckel designa quel complesso di idee erronee, con cui l’uomo si contrappone 4 tutto il resto della natura e considera sò stesso come il fine voluto della creazione organica e cume un essere perfettamente diverso da quella e simile a Dio. L’antropismo comprende l’antropocentrismo, la credenza cioè che I’ umanità sia il centro e la causa finale dell'universo; l’antroANT pomorfismo, © la credenza in un Dio creatore del mondo, perfettamente uguale, nel pensiero e nell’ opera, all’ uomo ; © Vantropolatria, o |’ adorazione divina dell’ organismo umano. Cfr. E. Haeckel, I problemi dell’ universo, trad. it. 1902, p. 17 segg. Antropocentrico. Τ. Anthropocentrisoh; I. Anthropocentrio; F. Anthropocentrique. È quasi sinonimo di teleologico, e si applica a tutti quei sistemi che fanno dell’ uomo il centro dell’ universo, vale a dire il fine per il quale ogni cosa è stata creata e al quale ogni cosa è subordinata, Quindi, secondo l’antropocentrismo, gli occhi sarebbero stati dati alV uomo per vedere, il sole la luna © le stelle per illuminarlo di giorno e di notte, i minerali e i vegetali per nutrirlo, ece. In un senso più filosofico e più moderno è antropocentrico il pragmatismo o umanismo, il quale, subordinando la verità delle conoscenze al loro valore pratico, alla loro utilità, fa della natura umana e dei suoi bisogni fondsmentali il centro dell'universo; il Troiano lo definisce infatti come un sistema antropocentrico del sapere filosofico, sul fondamento d’una teoria delle attività, delle reazioni e dei prodotti dello spirito, studiato nella sua realtà di fatto, immediata ο storica ». Cfr. F. Ο. 8. Schiller, Humanism, 1903; P. R. Troiano, Le basi dell’ umanismo, 1906 (v. fine, geocentrismo, teleologia). Antropoidi. T. Menschenaffen, menschenähnliche Affen : I. Anthropoid; F. Anthropoides. Nel suo senso più generale indica l'ordine dei primati, che comprende l’uomo; in un senso più stretto, soltanto la famiglia delle scimmie somiglianti all’ uomo. È il vocabolo dato dal Broca alla famiglia delle scimmie più vicine all’ nomo, preferito all’ altro di antropomorfe. Secondo le classificazioni dei naturalisti moderni, questa famiglia appartiene alla classe dei mammiferi e all’ ordine dei primati, a capo della quale sta l’uomo. Il Cuvier invece fa dell’ nomo un ordine a parte, © così pure il Canestrini, il quale colloca l’ nomo nell’ordine dei bimani. Alla famiglia degli antropoidi appartengono i generi: Gorilla, Chimpanzé, Orango e Gibbon. Cfr. Broca, Sur Pordre des primates, 1869; P. Topinard, Anthropologie, 1884, p. 24, 43 © sogg.; Canestrini, Antropologia, 1898, Ρ. 112 segg.; Morselli, Antropologia generale, 1888-1900. Antropolatria. T. Anthropolatrie; I. Anthropolatry: F. inthropolatrie. Fenomeno religioso assai raro, che con siste nell'attribuire onori e potenza divina a nomini viventi. Un esempio ci è dato dalle antiche tribù dell’ Asin, che veneravano pubblicamente i microcefali, collocandoli sugli altari e facendoveli rimanere lungamente immobili. Il voenbolo si usa anche per designare |’ adorazione cieca delle folle per certi uomini politici, agitatori, conquistatori, 900. (v. antropismo). Antropologia. T. Anthropologie; I. Anthropology; F. Anthropologie. Per antropologia s'intende oggi la storia naturale dell’ uomo, ossia una monografia zoologica del genere umano. Essa appartiene dunque allo scienze naturali. 1! Topinard dice: La parola antropologia è di vecchin data ed ha sempre significato lo studio dell’ uomo; all'origine dell’ uomo morale, più tardi dell’ uomo fisico. Oggi essa li comprende entrambi ». Il Broca la definisce: la scienza che ha per oggetto lo studio del gruppo umano, considerato nel suo insieme, nei suoi dettagli e nei suoi rapporti col resto della natura ». Il De Quatrefages: In storia naturale dell’ nomo fatta monograficamente, come Vintenderebbe un zoologo studiante un animale ». Il Bertillon: una scienza pura e concreta avente per fine la conoscenza completa del gruppo umano considerato : 1° in ciascuno delle quattro divisioni tipiche, confrontate fra loro e con gli ambienti rispettivi, 2° nel suo insieme © nei suoi rapporti col resto della natura ». Secondo il Morselli, l’antropologia come scienza naturale comprende quattro gruppi distinti di scienze: 1° scienze aventi per oggetto L’umana natura (antropologia propriamente detta); 2° scienze aventi ANT  62  per oggetto le ranze (etnologia); 3° scienze aventi per oggetto i tipi ο gli individui nmanf (antropografia) ; 4° scienze aventi per oggetto i popoli (stnografia). Al terso gruppo appartiene anche l'antropologia criminale, che è la storia naturale dell’uomo delinquente, di cui studia la costituzione organica e psichica e la vita sociale o di relazione, confrontandolo coi caratteri offerti dall’uomo normale e dall’ uomo alienato. Essa quindi comprende una craniometria, una sociologia e una psicologis criminali. Nella speculazione antica e nella filosofia tedesca, specie dopo Kant, la parola antropologia ha un significato ancora più largo e metafisico, designando tutte le scienze che studiano una parte qualsiasi della natura umana, l’anima o il corpo, gli individui o la specie, l'umanità presente o la passata, Nella teologia designa quella parte della teologis dogmatica che ha per oggetto l’uomo nelle sue attuali e ideali relazioni con Dio, o l’uomo come soggetto del regno di Dio. Cfr. Kant, Anthropologie, 1872, Vorrede ; P. Topinard, L'anthropologis, 1884; A. Rosmiui, Antropologia in servisio della scienza morale, 1857; E. Morselli, Antropologia generale, 1888-1900; G. Canestrini, Antropologia, 1898; F. Del Greco, Vecohia e nuova antr. criminale, 1908; A. G. Haddon, Lo studio dell’ uomo, trad. it. 1910 (v. Antroposooiologia, biologia). Antropometria. T. AntAropometrie; I. Anthropometry ; F. Anthropométrie. Fa parte dell’ antropologia e designa V insieme dei processi di misurazione del corpo umano ο delle sue parti. Essa non si restringe però a studiare i caratteri morfologici esteriori, ma entra anche nel campo psicologico, misurando la forza muscolare, le asimmetrie sensorie, la capacità respiratoria, ecc. L’ antropometria moderna, dice il Livi, studia metodicamente le misure del corpo dell’ nomo per metterle in rapporto colle varie facoltà umane, per ricercare le leggi del suo sviluppo e le modificazioni di questo a seconda della razza, dell'ambiente, dello stato di sainte o di malattia, e per trarne deduzioni seientifiche le quali, oltre a giovare alla scienza speculativo, possano pur portare un indiretto contributo al migliora. mento sociale, mostrando in quali condizioni lo sviluppo del corpo è meglio favorito, ed aver poi anche qualche applicazione pratica nel campo della medicina legale ο dell'amministrazione della ginstizia ». La denominazione è dovuto al Quetelet. Cfr. Charles Roberts, Manual of anthropometry, 1878; R. Livi, Antropometria, 1900. Antropometrismo. T. Anthropometrismus ; I. Anthropometrism; F. Antropométrieme. Si adopera talvolta per indicare quella forma estrema di soggettivismo, ο scetticismo, che consiste nel fare dell’ uomo la misura di tutte le cose; F uomo non conosce le cose come sono, ma le conosce come sono per lui, e solo per lui, nel momento della percezione: in questo momento esse sono per lui quali egli se le rappresenta. L'espressione ha origine dalla sentenza di Protagora: l’uomo è la misura (μάτρον) di tutte le cose, sin di quelle che sono per quanto riguarda il conoscere come sono, sia di quelle che non sono per quanto riguarda il sapero come non sono ». Però non tutti gli storici della filosofia greca concordano nell’ attribuire a questa sentenza un significato scettico. ‘lutte il suo valore filosofico consiste infatti nell’estensione che si dà al concetto di uomo: se si assume come massima, la proposizione ha un significato generico, abbracciando tutti gli nomini in quanto tali, se si assume come minima ha significato individuale e si riferisce a ciascun uomo per sò stesso; col primo ci troviamo innanzi ad una dottrina relativistica che, esoludendo la possibilità della conoscenza all'infuori delle nostre facoltà di conoscere, non nega la possibilità di raggiungere il vero ο quindi la legittimità della scienza; col secondo il vero è ridotto ad una mutevole apparenza individuale ed abolita effettivamente la conoscenza ο la scienza. Questa seconds interpretazione è siata fino ad oggi accolta quasi ANT universalmente; ma contro di essa sono sorti in questi ultimi tempi il Peipers, il Lans, il Gomperz, ece., che fondandosi in parte sopra l’esame dei frammenti protagorei, in parte sopra una critica del Testeto platonico, credono invece di poter dimostrare rigorosamente la legittimità della prima. Tutto ciò prova, in ogni modo, che I’ uso di questo vocabolo può dar luogo ad equivoci se non accompagnato dalla dichiarazione del valore che ad esso si attribuisce. Cfr. Lans, Idealismus und positirismus, 1879-94, vol. I, p. 188 seg.; Grote, Aristotle, 1872, vol. II, p. 148 seg.; Gomperz, Les penseurs de la Grece, 1904, vol. I, p. 477 segg.; A. Levi, Contributo ad una interpretazione del pensiero di Protagora, 1906; C. Ranzoli, Sul preteso agnosticismo dei presocratici, Rendic. del R. Ist. lomb. di scienze e lettero », vol. XLVII, fase. 19, p. 1068 segg. Antropomorfismo. T. Anthropomorphiemue; I. Anthropomorphism ; F. Anthropomorphisme. È, come indica I’ etimologia (ἄνθρωπος uomo, µορφή forma) la dottrina che concepisce e rappresenta la divinità colla forma e gli attributi umani. Esso succede al naturalismo, e designa uno stadio già abbastanza evoluto della religiosità, giacchè il concepire Dio sotto forma umana è qualche con di superiore al concepirlo sotto forma di una rozza forza naturale. Dicesi antropopatia quel modo o fase dell’antropomorfismo, che consiste nell’ attribuire alla divinità affezioni e passioni umane, © antropopoieri l’uttribuirle azioni umane, Nel cristianesimismo primitivo la concezione della divinità è ancora antropomorfica; i Padri e i Dottori della Chiesa si sforzarono di purificarla spiritualmente, con l’applicazione dell’ interpretazione allegorica alle Scritture e del metodo negativo, o ria eminentiae, nella doterminazione degli attributi divini. Tuttavia, non sempre la teologia cattolien ha saputo evitare lo scoglio dell’ antropomortismo, pur facendo di Dio l’ essere invisibile, inconoscibile, incomprensibile, ineffabile; I’ nome non può in fine rappresen 65  AST tarsi Die che con forme simili alle proprie, od è per questo che alcuni teologi, per evitare lo scoglio dell’ agnosticismo, ammettono la legittimità di un prudente e limitato antropomorfismo.  Nella filosofa la parola antropomortismo si adopera talvolta, con valore nettamente polemico, per indicare tutte quelle forme di monismo spiritualistico ο idealismo realistico, che, in quanto tali, interpretano il mondo per analogia con lo spirito umano; a ciò si suol rispondere che, ove non si voglia rinunziare a conoscere, non si può far di meno di concepire la realtà in termini di coscienza, e che quindi sono antropomorfici tutti i sistemi filosofici, con l'aggravante in alcuni (materialismo, naturalismo, ecc.) di easer tali senza saperlo.  Il Rosmini chiama sofiema antropomorfita quel falso ragionamento con en gli epieurei e i pagani in genere attribuivano agli dei forma umana; gli dei sono beatissimi e non potrebbero essere senza aver la virtà; nd potrebbero aver la virtù senza la ragione; ma la ragione non si trova che in quell’ onte che ha forma umana, dunque gli dèi hanno forma umana. Il Rosmini considera tale ragionamento un sofisma, in quanto si fonda sopra la cognizione erronea e confusa del soggetto, traendo da esso delle conclusioni che ne sorpassano il valore. Cfr. T. Caird, Evolution of religion, vol. I, p. 289 segg., 367 segg.: Guelpe, Apologie den anthropomorphischen u. anthropopathischen Darstellung Gottes, 1842; R. Eucken, Geistige Strömungen der Gegenwart, 1909, p. 347 segg.; Ronouvier, Le personalisme, 1903, p. 49 e segg.; Rosmini, Logica, $ 714 segg... 1853; A. Aliotta, L'aocusa di antropomorfismo, Cult. filonofica », nov. 1907 (v. analogiemo, ignoratio elenchi, infinito). Antroposociologia. T. Antkroposooiologie; I.Anthroposociology; F. Anthroposouiologis. Nome col qualo oggi ni indien lo studio dell’uomo, in quanto tale studio comprende © forma il punto di partenza di tutte le scienze morali, della psicologia, dell’ etica, dell'estetica, della sociologia, dell'etnografis, della demografia, della storia, della politica. Si distingue dall’ antropologia, scienza puramente zoologica, ed è affine all’ antropologia filosofica quale era concepita nella speculazione antica. L’antroposociologia è sorta da principio con carattere prevalentemente storico, che appare in particolar modo nelle opere del Gobineau sull’ ineguaglianza delle razze umane; attraversò poi una fase biologica, corrispondente ai grandi lavori di Darwin, che pose innanzi il principio della lotta per la vita e della selezione naturale, facendone la prima applicazione alle razze umane; in una terza fase bio-peioologioa, inizinta dal Broca, la legge della selezione sociale » è assunta come principio esplicativo di tutti i fenomeni che si svolgono nella società e tra lo società umane; nella sna fuse attuale essa ha carattere antropometrioo, è rappresentata specialmente dal Lapouge, dall’Ammon, dal Muffang, dal Livi, e tende con le misurazioni e le statistiche a dare base sperimentale alle leggi » dell’antroposociologia, che sono soprattutto la selezione naturale applicata all’ uomo nella sua modalità di selezione sociale, e la superiorità etnica intellettuale e morale delVelemento dolico-biondo. Cfr. Ammon, L’ordre social ei ses bases naturelles, 1900; Lapouge Vaoter, L’aryen, son rôle social, 1899; D. Folkmar, Loçons d'anthropologie philosophique, 1900; Enrico Morselli, 1, antroposociologia, Riv. di fil. e scienze affini », ott. 1900. Apagogia. In Aristotole l’äraywyr non significa che la riduzione di un problema ad un altro. Tuttavia comunemente designa una forma di ragionamento, che consiste nel provare la falsità delle proposizioni che si vogliono confutare, deducendone delle conseguenze assurde e necessarie. Si dice anche deductio ad impossibile o ad absurdum in quanto doriva la verità della tesi da provare dalla impossibilità della sua negazione, Il Wundt ammette tre forme di prova npagogica, la disgiuntiva, la contraria, la contradditoria; la seconda però non è che una specie della prima, consistendo in uua diagiunzione che ammette due sole possibilità, le quali in quanto contrarie si escludono, mentre la terza è quella che suol dirsi riduzione all’ assurdo. Il Masci mette pure una prova apagogica disgiuntiva, la quale consiste nell’ esaminare tutte le possibilità diverse da quella che si vuol dimostrare, e dagli assurdi che ne derivano conchiude alla loro falsità, e da questa alla verità delln tesi. Cfr. Aristotele, Anal. pr., II, 25, 698, 20 © segg.; Wundt, Logik, 1893, vol. II, p. 68; Masci, Logica, 1899, p. 345 segg. A pari v. a fortiori. A parte ante, post rei. Termini propri della scolastica, che si applicano all'infinito, all’ eternità. L’ eteruità non ha limiti nel passato, ed è I’ eternità a parte ante; non ha limite nel futuro, ed è l’ eternità a parte post. Dio contiene ambedue queste parti dell'eternità, l’anima umana soltanto la seconda. Pure nella scolastica dicevansi a parte rei quegli universali che vengono dalla natura della cosa © non dalla natura dello spirito che la conosce (v. aerum, idealirmo, realismo). Apatia. (ἀπάθεια). Significa, come dice |’ etimologia, mancanza di sentimento, d’attività mentale e morale, indolenza. Ha qualche cosa del quistismo. Per Epicuro essa vale assenza di dolore, ed è sinonimo di starassia da lui più frequentemente usato: si distingue solo dall’ atarassin in quanto indica specificamente quella imperturbabilità, che il sapiente raggiunge liberandosi dai sentimenti e dalle passioni (πάθη, affectus), che la vita ed il mondo suscitano nell'uomo. Anche per gli stoici la virtù coincide con l’apatia, con l’ essere scevro da affetti; se l'uomo non può impedire che la sorte gli procuri un piacere o un dolore, può però impedire che questi sentimenti diventino affetti, cioè passioni, negando loro il consenso con la forza della ragione, non reputando il primo come un bene e il secondo come nn male. Seneca determina così la differenza tra P apatia stoica e quella megarica: Noster sapiens vinci! quidem incommodum omne, sed sentit; illorum ne sentit quidem. Clemente Alessandrino adopera questo vocabolo per indicare la mortificazione della carne, la rinunzia ottenuta dopo le lotte contro i sensi. Cfr. Diogene Laer., V, 1, 8; Se neca, Ep. mor., I, 9,104. Apodittioa. T. Apodiktik; I. Apodiotio; F. Apodiotique. Quella parte della dialettica, che insegna il modo di dimostrare la verità di un priucipio per mezzo del semplice ragionamento, senza ricorrere a prove di fatto. Secondo il Bouterwek l’apodittica è la scionza dei fondamenti ultimi del sapere 6 in generale delle convinzioni assolute ». Le altre due parti della dialettica sono l’elenctioa, che ha l’officio di confutare le affermazioni dell’ avversario, ο l’apologetica che ha lo scopo di difendere la verità contro le negazioni dell’ avversario. Cfr. Bouterwek, Ides einer Apodiktik, 1799 (v. maioutioa, ironia, anatreptioa, agonistica). Apodittici (gindisi). Vocabolo già usato da Aristotele (Ἀποδεικτικός) e di nuovo introdotto nel linguaggio filo sofico da Kant, per contraddistinguere quoi giudizi che sono al disopra d'ogni contraddizione ed esprimono una verità di diritto, in essi pensandosi il predicato come necessariamente pertinente al soggetto. Insieme agli assertori © ai problematici appartengono alla categoria della modalità, od hanno la formola: A deve esser B. Possono anche essere negativi, nel qual caso hanno la formola: A non può esser B, mentre i problematici negativi hanno per formola: A può non esser B. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 1, 24a, 30; Kant, Krit. d. reinen. Vern., ed. Kehrbach, pag. 54. Apologetica. T. -{pologetik ; 1. Apologetics; F. Apologétique. Quella parte della teologia che ha per cémpito di provare la perfezione e la verità della religione cristiana, contro le religioni e le dottrine avversarie. Gli scrittori dei primi secoli della Chiesa essendosi per la maggior parto ocenpati di cid, son detti appunto apologetici. Essi compaiono già nel secondo secolo, nel qual tempo la pubblica  69  APo-APP opinione veniva eccitata contro i cristiani da ogni sorta di calunnie, e lo Stato romano, strettamente unito alla religione pagana, cominciava a procedere giudizialmente contro la nuova religione: gli apologeti respingono le accuse dei pagani, mostrano l’iniquità ο l’immoralità dei miti degli dèi, difendono il monoteismo e il dogma della resurrezione, provano la verità della dottrina cristiana mettendone in rilievo gli alti effetti morali. Si dice anche spologetica quella parte della dialettica che ha lo scopo di difendere la verità, di qualunque ordine essa sia, contro le negazioni dell’avversario. Cfr. Bardenhewer, Patrologie, 1901; Harnack, Geschichte d. altohristlichen Literatur, 1898-1897; A. Rosmini, Apologetica, 1845. Aporema. Gr. Απόρημα, Una delle quattro specie in cui Aristotele distinse il sillogismo, considerando il fine logico che si propone chi lo adopera, L’ aporema è il sillogismo dubitativo (ἀπο-ρέω = dubito), quello cio’ che mostra 1 ugual valore di due ragionamenti contrari. Cfr, Aristotele, Top., VIII, 11, 162 a, 17. Aporetica v. Zetetica. Appercezione. T. Apperception; I. Apperoeption; F. Apperception. Parola di senso molto vario e molto vago. Cartesio la adoperò per indicare l'ufficio della volontà nel rendere distinti e precisi gli stati della coscienza: Rien qu'en regard de notre âme ce soit une aotion do vouloir quelque chose, om pout dire, que c'est aussi en elle une passion @apperceroir co qu'elle veut ». Ma la parola fu veramonto introdotta nel linguaggio filosofico dal Leibnitz, ο usata poi, nel suo primitivo significato di un aocorgersi interno, immediato, da Kant, Herbart, Maine de Biran. Por Leibnitz, infatti, le appercezioni sono percezioni chiare, caratterizzato dalla riflessione © proprie soltanto dell’ uomo; come tali si distinguono così dalle percezioni propriamente dette, che noi proviamo senza riflettere ο che ci possono essere ripresentate dalla memoria, come dalle percezioni Ave πο  oscure, quali possiamo provarle nel sogno. L’ appercozione non è, per il Leibnitz, il prodotto di una facoltà speciale, bensì la percezione stessa allo stato più perfetto, rischiarante ad un tempo I’ Io ο gli oggetti esteriori. Per Kant invece essa è completamente distinta dalla sensibilità, è l'atto fondamentale del pensiero e non rappresenta che sò stessa. La validità obbiottiva del rapporto temporale ο spaziale non può fondarsi, per Kant, che sulla sua determinazione mediante una regola dell’ intelletto; ma la coscienza individuale non sa nulla di questo concorso delle categorie nella esperienza, o non assume cho il risultato di questa funzione come la necessità obbiettiva della sua concezione della sintesi spaziale ο temporale delle sensazioni. Quindi la produzione dell’ oggetto non avviene nella coscienza individuale, ma si trova in questa como sua base; ogni oggettività che l’ individuo sperimenta ha radico in un nesso che lo trasconde, e che, determinato dalla forma pura dell’ intuizione e del pensiero, pone ogni prodotte immodiato dello spirito in un complesso di relazioni determinate; quosta attività sopraindividuale della vita rappresentativa è chiamata da Kant nei Prolegomeni coscienza in generale » (das Bewusstsein überhaupt), © nella Critica . Agire su qualche coss è volere che qualche cosa sia, nel senso che la volontà se ne serve come mezzo per realizzare sò stessa, per penetrare nell’ intimità chiusa d’altri soggetti © interesearli a sè; la scienza del renlo è du que la scienza del soggetto dell’azione. Ma agendo n AzI-BAM  128  estraiamo da noi stessi il principio della nostra azione, e questo principio oltrepassa le esperienze nostre passate ; V operare genera la riflessione, ma questa non rimane sterile, bensì fa dell’azione una volontà libera: il nostro pensiero attuale non è dunque che l’effetto e il mezzo dell’azione. Da queste premesse il Blondel ricava importanti applicazioni di natura sia filosofica che religiosa. Cfr. Blondel, L’Aotion, 1893; Id., Annales do la phil. chrétienne, giugno 1906; Cesca, La fil. dell’asione, ed. Sandron; Lamanna, La fil. dell’azione, in Cultura filosofica », luglio 1913. BB. Nella logica formale questa lettera si dà per iniziale ai nomi mnemonici dei modi delle varie figure del sillogiamo, che devono modellarsi sul modo Barbara, quando si vogliono ricondurre alla prima. E anche ussta nelle argomentazioni logiche per indicare il predicato della proposizione. Bamalip o Bramalip. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica si designa un modo della uarta figura del sillogismo, in cui la maggiore e la minore sono universali affermative, la conclusione particolare affermativa, come indicano le tre prime vocali. Es. le rondini sono uccelli migratori gli uccelli migratori tornano la primavera dunque qualche rondine torna di primavera. Come si vede, la conclusione è falsa; ma la lettera B indica che, per esser provato, questo modo deve essere ricondotto a un Barbara della prima figura; e la lettera p che questa operazione si dovrà fare convertendo per accidente la conclusione. Questo modo può anche essere designato col termine Baralipton; in tal caso I’ ultima sillaba ton non ha alcun senso, essendo stata aggiunta per la misura del verso mnemonico. Corrisponde al γράµµασιν dei greci (v. conversione). Barbara. Termine di convensione maemenies, con eni i lo, designavano un modo della prima figura del sillogismo, nel quale la maggiore, la minore e la conelusione sono proposizioni universali affermative, come indicano le tre vocali. Per es. tutti i corpi sono soggetti alla legge di gravità tutte le stelle sono corpi dunque tutte le stelle song soggette alla leggo di gravità. Corrisponde al vpénnata dei greci ο rappresenta il tipo perfetto del sillogismo categorico. Barbari. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica si designa un modo della quarta figura del sil logismo. Come indicano le tre vocali, la maggiore e la minore sono universali affermative, la conclusione particolare affermativa. È un modo analogo a Bamalip, colla differenza che non può essere ridotto al Barbara della prima figura. Baroco. Termine di convenzione mnemonica, che desigua un modo della seconds figura del sillogismo, nel quale la maggiore è universale affermativa, la minore ο In conclusione particolari negative. La lettera B indica cho, per provare questo modo, bisogna ridurlo a un Barbara della prima figura, la lettera ο che questa operazione si deve fare convertendo la minore per contrapposizione; r è eufonica. Es. Tutte le esagerazioni sono riprovevoli vi sono delle passioni che non sono riprovevoli dunqne vi sono delle passioni che non sono esagerazioni. Corrisponde all’ ἄχολον dei greci. Baroestesia. (βάρος = peso, αἴσθησις := sensazione). Il senso della pressione, che è dato dagli organi del sono tattile, di cui fa parte. Su questo senso il Weber aperimentò la legge psico-fisica, che fa poi verificate anche negli altri sensi e che suona così: il rapporto in cui devono trovarsi due stimoli della sensibilità tattile di pressione perchè abbia luogo la distinzione intensiva è di 1 a 14/5. Per ottenere una sensazione di pressione sul palmo della mano occorre almeno il peso di cinque cen9  RaszoLi, Dizion, di scienze filosofiche. tigrammi ; per poter percepire distintamente due sensazioni suocessive di pressione, queste devono suocedersi con un intervallo di tempo, che non sia minore di una data quantità, variabile negli individui ο nelle località della pelle. Cfr. Fechner, Elements der Paychophysk, 2° ed. 1889. Bastoncini. T. Stibohen; F. Bätonnet. Corpuscoli cilindrici che rivestono la parete esterna della retina, ove sono disposti nel senso dei raggi della efera oculare. Non sono altro che le terminazioni dei nervi ottici, ed è solamente da essi che, secondo il Wundt, è ricevuta e trasmessa l’ eccitazione della luce, mediante un processo chimico analogo # quello onde rimane impressionata la lastra fotografica. Questo processo dicesi asione fotochimica. La maggior parte dei psico-fisiologi condivide questa dottrina, considerando il complesso dei bastoncini della retina come P apparecchio recettore che funziona durante la visions crepuscolare, e il complesso dei coni come 1’ apparecchio che funziona durante la visione diurna. Cfr. Wundt, Grundsüge d. physiol. Ῥοψολοῖοθίο, vol. II, 1902; Horing, Zur Lehre vom Liohtsian, 1878. Bentitudine. Gr. Maxapiéing; L. Beatitudo; T. Seligkeit; I. Blossednose; F. Béatitude. Stato di godimento continuo ed uguale, che alcuni filosofi ripongono nella contomplazione delle verità eterne, altri nel pieno possesso di sò stessi, altri nell’esser liberi da passioni e da dolori. Così gli stoici consideravano la beatitudine come stato caratteristico del saggio, che racchiude tutti i boni nell'animo, disprezza le cose che gli altri desiderano, non si turba nè si piega per mutar di fortuna, segue la natura come maestra, conformandosi alle sue leggi, vivendo come essa preserive ». Per Spinoza la beatitudo seu felicita» è il riposo doll’ anima, riposo che nasce dalla conoscenza intuitiva di Dio ». Por la teologia cattolica la beatitudine à il premio che gli eletti ottongono nella vita celeste, e consiste nella visiono intuitiva, immediata di Dio uno e trino (risio beaBer tifica), del Padre nella sua stessa natura e sostanza: vident divinam oesontiam visions intuitiva et etiam facials, nulla medianto oreatura in rations obiecti visi 8ο habente, sed divina essontia immediate se, nude, olare et aperte eis ostendente; quodque sio videntes, cadem divina essentia perfruuntur, neonon quod ex tali visione.... sunt vere beata, ci habent vitam et requiem cternam. Però, la determinazione dello stato futuro di beatitudine ha subito ‘delle oscillasioni nella filosofia cattolica; così 8. Agostino, malgrado il suo volontarismo, lo faceva consistere nella visio divina cosentie, seguito in ciò da Alberto Magno e da 8. Tommaso, ma Ugo di 8. Vittore aveva già definito il supremo coro degli angeli mediante l’amore; ο S. Bonaventura aveva identificato la intuizione eterna con l’amore; Duns Scoto, procedendo oltre, insegnò che la beatitudine è uno stato della volontà, e precisamente della volontà tutta rivolta a Dio, cosiechè l’ultima trasfigurazione dell’ uomo non ènella intuizione, nella contemplazione, ma nell’ amore. Si distingue da feHoità in quanto designa uno stato di gioia spirituale ottenuto mediante uno sforzo, e implica 1’ idea della divinità © della vita futura. Alcuni psichiatri lo adoperano anche per indicare certi stati di intima contentezza, che si accompagnano talora all’ estasi, alla catalessia © alla ma Cfr. Spinoza, Ethica, I, teor. 49, scolio; IV, cap. 4; L. Billot, De Deo uno ot trino, 1845, t. I, thesis XV, art. 11; H. Siebeok, Die Willensichre bei D. Scotus u. seinen Naohfolgern, in Zeiteobr. f. Philos. u. philos. Krit. », vol, 112, P. 179 segg. (v. amore, euforia). Bellezza. T. Schônkoit; I. Beauly; F. Beauté. Si suol distinguere la bellezza fisica, che è una riunione di forme, di contorni e di colori che piace all’ occhio, dalla bellezza morale, che è propria dell’ anima, dei sentimenti © dello azioni; e la bellezza statica, che risulta dalle lince, dalle forme, dalle proporzioni, dalla bellezza dinamica, che risulta dai movimenti © dalla forza. Bri. "= 182  Bello. T. Schön : I. Beautiful; F. Beau. Si può definire, formalmente, come ciò che suscita negli uomini quel particolare sentimento che dicesi emozione estetica; oppure, ciò che piace universalmente. Infinite fnrono le definizioni del bello, che forma l’ oggetto di tutta una parte delle filosofia, l'estetica. Tuttavia queste definizioni si possono tutte ridurre sotto due grandi categorie: lo une pongono il bello come esistente in sè, e lo considerano come una proprietà dell’ oggetto; le altre invece lo considerano come un semplice prodotto della nostra attività mentale, che non esiste in sì stesso ma in noi. Per le prime il bello è dunque uni: versale, assoluto, per le seconde è relativo e mutabile coi tempi, coi luoghi e cogli individui. In Platone l’idea del bello 9 quella del bene sono strettamente congiunte; se ciò che attira da principio 1’ ammirazione dell’ anima è il hello fisico, le forme, i suoni, i colori, è perchè il bello risveglia in noi la reminiscenza d’un bene perduto, un bene che lo nostre anime possedevano quando, mescolate al coro dei beati, contemplavano il magnifico spettacolo delle Idee o essenze eterne, tra le quali brilla la Bellezza: Caduti in questo mondo, noi 1) abbiamo riconosciuta più distintamente di tutte le altre, per mezzo del più luminoso dei nostri sensi. La vista è infatti il più sottile degli organi del corpo, e tnttavia non percepisce la saggezsa! ». Di quale ineffabile amore la suggezza empirebbe le anime nostre se la sua imagine si presentasse ai nostri occhi distintamente come quella della bellezza! ma la bellezza soltanto ha ricevuto in sorte d’ essere al tempo stesso la cosa più manifesta ο la più amabile » (Fedro, 58, 250, a, b, ο). Aristotele non trattò del bello che incidentalmente, mentre vece penetrò con mirabile acume nell’ essenza dell’ arte; ma dal poco che egli lasciò seritto in proposito, sembra al Siebeck di poter dedurre che si può già scoprire in Aristotele, come condizione essenziale del bello artistico (ed alla fine d'ogni bello in generale) quella proprietà, che  133  BEL cored poi d’esprimere Kant con la formola finalità sonza scopo, 9 che Schiller espresse chioramente nella sua dottrina, secondo la quale il segno distintivo e il carattere formale del bello consiste nell’ impressione della libertà det fenomeno ». Per Plotino il bello è il tralucere dell’ essenza spirituale, ideale, attraverso la sia apparenza sensibile, © grazie appunto a questo irradiarsi della luco spirituale nella materia è bello tutto il mondo sensibile, ed è bello in esso l'individuo rappresentato ‘secondo il suo modello:, 1889. Catalettico (καταληπτικὀν). Secondo gli stoici, il eriterio della verità è la rappresentazione che coglie con pienezza e con chiarezza l'oggetto, ο risiede nel catalettico, cio nella forza di convinzione immediata, ed insita ad una data rappresentazione. Cosi per Crisippo la rappresen-, tazione vera 0 concopibile, φαντασία καταληπική, non si manifesta soltanto essa stessa, ma manifesta anche il suo oggetto; essa non è altro, egli dice, che la rappresentuzione prodotta da un oggetto reale ο in una maniera anuloga alla natura di codesto oggetto. Cfr. Plutarco, De plac. phil, IV, 12; Diogene Laerzio, VII, 46 ο 50; Zeller, Philos, der Griechen, IID, p. 85. Cataplessia (xaté οπλἑσσω  colpisco). T. Kataple. F. Cataplerio. Scomparsa repentina e violenta della sensibilità e del movimonto in qualche parte del corpo, in se 157  Car "guito a qualche emozione intensa, specialmente la paura. Designs anche lo stato di torpore prodotto negli animali con processi analoghi a quelli dell’ ipnosi, quando codesto torpore determina nello membra degli animali dei fenomeni catalettici (v. analgesia, anostoria). Catari (x&tapo; --puro). Setta di eretici oristiani, che si proclamavano gli unici depositari della pura dottrina. Secondo il Tocco le dottrine del catarismo, una delle eresie più infeste al cattolicismo, avrebbero avuto origine dall’antico manicheismo, diffuso in gran parte d’ Europa, fornendo alla lor volta i materiali a tutte le successive eresie dell’ evo medio. Il catarismo si fonda essenzialmente sul dualismo religioso: il mondo è opera di due divinità, una buona e una cattiva; il bene deriva dal primo, il male dal secondo; nell’ uomo il corpo © l’anima sono prodotti dal primo e peroiò mortali, lo spirito dal secondo, quindi immortale. Cristo non è che puro spirito, quindi non ha corpo umano, nè soffrì passione © morte; egli è un arcangelo, mandato dal principio del bene a disperdere le menzogne del vocchio Testamento, opera del dio cattivo, e ad insegnare agli uomini la schietta verità. Cfr. F. Tocco, L'ereria nel medio-evo, 1884 (v. manichelemo). Catarsi (κάθαρσις --pargazione). Grecismo col quale talvolta si designa il periodo di purgazione a cui, secondo V orfiemo, il pitagorismo e la filosofia platonica, erano sottomesse le anime dei defanti prima di essere ammesse alle sedi dei besti, o prima di dar vita a un nuovo corpo. Secondo Platone la cntarsi durava mille anni, perchè di quante mai ingiurie ogni anima e a chiunque le abbi fatte, di tutte partitamente (deve) scontare la pena; ciò fare che cisscuna pena duri cent’ anni, tale essendo la misura della vita umana affinchè scontino decupla la pena del loro peccato ». Virgilio ha seguito in questo, come in altri concetti, il filosofo greco, stabilendo così In durata della vita oltremondana: Has omnes, ubi mille rotam rolCat  158  vere per annos  Lethaoum ad fluvium deus svocat agmine magno Soilioat immemores, supera ut convera revisant  Rurews, et incipiant in corpora velle reverti. Aristotele usa la stessa parola in un particolare significato, prendendolo dalla medicina, dove per catarsi s’intendeva la cura di certi stati di eccitazione psichica col suono di melodie orgiastiche, ciod di melodie che producevano un maggiore eccitamento ; applicando questo concetto alla influenza della tragedia sull’ animo, egli dice che l’opera tragica mira, col modo onde rappresenta i suoi soggetti, a raggiungere con la paura © la compassione la catarsi di codesti effetti ». E ciò deve intendersi nel senso, che l'efficacia psicologica della tragedia consiste nel risolvere i suddetti affetti in un gradevole fluire, che ingenera il sentimento di una depurazione progressiva dal dolore, di una liberazione crescente di ciò che in esso è di opprimente, senza perciò eliminare |’ affetto stesso: quindi la tragedia non suscita soltanto la paura e la compassione, ma le purifica anche in modo ds far loro perdere il carattere di emozioni dolorose per convertirle in piacevoli. Cfr. Platone, Fedone, 67 C, D, Rep., XIII, 615; Aristotele, Poet., VI; Bernays, Ueb. die arist. Theorie des Drama, 1880; Siebeok, Zur Katharsis-frage, in Unters. z. Philos. d. Griechen, 1888, p. 163 segg.; C. Ranzoli, La religione e la filosofia di Virgilio, 1900, p. 185 seg. Catatonia. ‘I. Katatonic; I. Catatony; F. Catatonie. Nome creato dal Kahlbaum per indicare una malattia mentale, caratterizzata specialmente da disturbi psicomotori. Si verifica più frequentemente nelle donne che negli uomini, tra il quindicesimo o il trentesimo anno. Più che una malattia a si i moderni psichiatri la considerano, insieme alla cbefrenia, come una forma della demenza precoce. Si inizi con accessi di esaltamento e di depressione, cui segnono stadi di stupore, di catalessia, stereotipia, ecolulia, negativismo: il malato rimane lungamente immobile  159  Cat in posizioni trane ed incomode, i suoi muscoli sono rigidi e di un caratteristico color cereo, i suoi movimenti sono lenti, incerti, legati, come se ad ogni istante una folla di rappresentazioni antagonistiche si facessero equilibrio nella sua mente, così da allontanare il periodo della determinazione. L'intelligenza può restare lucida ο sveglia, ma di tratto in tratto vengono a intorbidarla idee deliranti, stadi di stupore, atti impulsivi e violenti. Cfr. Kahlbaum, Die Katatonie, 1874; J. Finzi, Compendio di psichiatria, 1899, p. 57, 121. Categoria. Lat. Predicamentum; T. Kategorie; I. Category; F. Catégorie. Nel senso primitivo, usato da Aristotele, le categorie sono i predicati delle proposizioni. In senso generale sono le classi più alte in cui sono distribuite le idee o gli esseri reali, in seguito a un certo ordine di subordinazione e a certe vedute sistematiche. I primi filosofi che abbiano ammesse delle categorie, furono, per non parlare dei filosofi indiani, i pitagorici, i quali ne contavano dieci, procedenti per opposizione: il determinato e l’ indeterminato, il pari e il dispari, l’unità e la pluralità, il diritto e il sinistro, il maschio e la femmina, la quiete e il moto, ritto e il enrvo, la luce © le tenebre, il bene e il male, il quadrato ο le figure dai lati disuguali. Aristotele, ponendosi dal punto di vista grammaticale, distingue pure dieci categorie: la sostanza, la qualità, la quantità, la relazione, il luogo, il tempo, la situnzione, In possessione, l’azione, la passione. Gli stoici non ne ammettevano che due: la sostanza e la qualità. Plotino cinque nel mondo sensibil la sostanza, la relazione, la quantità, la qualità, il movimento; cinque nel mondo intelligibile: la sostanza, la quiete, il moto, I’ identità e la differenza. Tra i filosofi moderni, che hanno formulato delle categorie, tralasciando quelle del Descartes, di Porto Reale, eco., ricorderemo Kant, Jo Stuart Mill ο il Renonvier. Per il Kant le categorie sono Cat  160  dodici e rappresentano non le classi più generali nelle quali si distribuiscono le nostre idee, ma i modi più generali secondo i quali la ragione costituisce i suoi giudizi; esse costitaiscono i concetti fondamentali dell’ intendimento puro, le forme a priori della nostra conoscenza, rappresentanti tutto le funzioni essenziali del pensiero discorsivo. Ora quattro sono lo classi generali dei giudizi, quindi quattro le categorie principali: 13 qualità, 2* quantità, 83 relazione, 43 modalità; ognuna di queste contiene tre categorie subordinate: 1° l’unità, la moltiplicità, la totalità; 2* la realtà, la negazione, la privazione; 83 la sostanza, la cansalità, la reciprocità; 4° la possibilità, l’esistenza, la necessità. Il Mill riduce tutte le cose nominabili a quattro classi, che propone di sostituire alle categorie aristoteliche; sentimenti o stati psichici; la mente o anima che li esperimenta; i corpi esterni con le loro proprietà che eccitano tali sentimenti; le succession e cocsistenze, le 80miglianze e dissomiglianze tra i sentimenti stessi. Il Renouvier, che le definisce come le leggi prime e irreducibili della conoscenza, distingue nove categorie: relazione, numero, posizione, suocessione, qualità, divenire, causalità, finalità, personalità. Ogni categoris esprime, secondo il Renouvier, una relazione nella quale si può trovare una tesi, un’ antitesi e una sintesi: ad es. nella successione In tesi è l'istante, l’antitesi il tempo, la sintesi la durata. Secondo l’Ardigò le categorie sono idealità strumentali, di origine empirica al pari delle altre idee, com’ è dimostrato dal fatto che esse pure variano da individuo a individuo, © nella storia della cultura, per vari rispetti; sembrano a priori perchè si vengono formando con processo inavvertito nei primordi della vita psichica individuale, cosicchè al cominciare della riflessiono, lo troviamo già costituite in noi stessi. Secondo lo Schuppe le categorie, senza lo quali nulla può essere pensato, non sono una creazione dell? io, non vengono applicate ai dati dell’ intuizione, como credo  161  Kant, ma sono fin da principio esistenti nella nostra coscienza come determinazione dei dati, che non potrebbero divenire contenuti di coscienza senza essere distinti e connessi causalmente; si può dire dunque che le categorie sono a priori, in quanto non abbiamo bisogno di aspettare questo o quel dato particolare per dire che deve conformarsi alle leggi universali del nostro pensiero, ma ci sono date a posteriori, perchè non abbiamo altro modo di ricavarle se non dalla riflessione sul contenuto della nostra coscienza. Secondo il Cohen, il pensiero è spontanea produzione di sè stesso, perchè il pensiero e l’essere sono identici; quindi è erroneo sostenere che la conoscenza si produca col plasmarsi di una materia empirica nella forma delle categorie, ma si deve riconoscere che il pensiero, non potendo aver nulla prima di sd da cui prends le mosse, produce con la sua stessa attività il suo indivisibile contenuto: questo è l’ unità attiva del gindizio, il cui contenuto non è la cosa (Ding) ma l'oggetto (Gegenstand), e che produce, con le sue diverse specie, le diverse formo di conoscenze e di oggetti. A questo tentativo di deduzione trascendentale delle categorie, la nuova scuola del Fries sostituisce l’analisi e l’osservazione dell’ intellotto umano, nella sua struttura comune n tutti gli individui; con essa risale dai comuni giudizi ai principî fondamentali che in essi sono impliciti (categorie), e la cui unità e complessità prova il loro essere conoscenze immediate di natura non empirica. Cfr. Aristotele, Categ., 4, 1 b, 25; Top., I, 9; Simplicio, In cat., 16; Plotino, Fam. VI, 1, 25 segg.; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 95 segg.; J. 8. Syst. of logio., 1865, vol. I, 83; Renouvior, Kesaie de crit. générale, Logique, I, 184; Trendelenburg, Geschichte d. Kategorienlehre, 1841; Schuppe, Grundriss d. Erkenninistheorie, 1894, p. 36 segg.; Cohen, System d. philosophie, 1902, p. 14 segg., 79-100: Nelson, Die kritische Methode, 1906, vol. I; Ardigd, Op. AV, p. 7 segg. 11  Rawzout, Dizion. di scienze filosofiche. Cat  162  Categorioo. 'T. Kategorisoh ; I. Categorical ; F. Catégorique. Nella metafisica si dice categorico un giudizio che non dipende da alcun altro giudizio esteriore. Nella logica il gindizio categorico appartiene alla categoria dei giudizi di relazione ed esprime il rapporto di sostanza ed inerenza ; esso rappresenta la forma più generale di analisi e di sintesi del pensiero. Alla categoria dei giudizi di relazione appartengono inoltre il giudizio ipotetico e il disgiuntivo (v. imporatico). Categorumeni. Aristotele distingueva, oltre le dieci categorie, che sono i predicati, anche cinque categorumeni, ossia i predicabili, i predicati dei predicati. Sono: genere (Ὑένος), specie (εἴδος), differenza (διαφορά), proprio (Ἴδιον), acoidente (συμβεβηκός). Gli scoliasti greci li chiamavano generalmente le cingue vooi (rèvte φωνάς), appunto per indicare che sono epiteti cho si possono dare allo dieci categorie, le quali invece sono le cose stesse che si predicano. Ciascuna di queste cose, se si considera iu relazione con le idee esprimenti la sua divorsa catensione, può essere specie, differenza, genere, proprio, accidente o tutto questo insieme; così la quantità può essere un proprio di quantità, come del corpo è propria una quantità figurata, o un accidente, come è un accidente la quantità determinata di materia componente il corpo di un uomo, il quale può essere più o meno grande. Il Rosmini ammette invece sette predicabili, divisi in due classi, di cui la prima ha per base l’ estensione, la seconda la comprensione : alla prima classe appartengono l'onsenza universalissima, essere ideale indeterminato, idea dell’ essere (che è non solo fuori di tutti i generi, in quanto si predica di tutti, ma è anche a tutti superiore, 9 come per #2 esente dà una differenza mussima da essi), l’essensa generica, idea generica, genere, e l'essenza specifica, idea specitica, spocie; alla seconda la differenza specifica, che è ciò che la specie comprendo più del genere, il proprio, che è ciò che l'individuo comprendo di necessario più della specie,  163  Cau l’aocidente, che è ciò che di non necessario 1) individuo comprende più della specie, il reale, che esce dal novero delle idee, ed è il massimo comprensivo come 1’ essere ideale è il massimo estensivo. Cfr. Simplicio, In Arist. Categ., 1534; Prantl, Gesohichle d. Logik, 1885, I, 395; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 97; Rosmini, Logica, 1853, § 413-416. Causa. T. Ursache; 1. Cause; F. Cause. La parola causa è adoperata comunemente per designare ciò che produce una cosa o un fatto, le loro condizioni necessarie, ciò, insomma, senza di cui cosu e fatto non sarebbero. Boezio la definisce: causa est, quam de necessitate sequitur aliquid, seilicet oausatum. Guglielmo di Occam: causa sunt quibus positis sequitur effectus. Cartesio: Jam vero lumine naturali manifestum est tantumdem ad minimum esse debere in causa efficiente et totali, quantum in eiusdem causa effectu. Hobbes: una causa è la somma o l’aggregato di tutti quegli accidenti, sia nell’ agente che nel paziente, i quali concorrono alla produzione dell’ effetto ». Malebranche: La vera causa è quella tra la quale e il suo effetto lo spirito percepisce un legame necessario ». ('. Wolff: oausa est principium, a quo eristentia sive actualilas entis alterius ab ipso diversi dependet tum quatenua existit, tum quatenue tale existit. James Mill: Una causa, o il potere di una causa, non sono due cose, ma due nomi per la stessa cosa; I’ idea di causa come esistente è seguìta irresistibilmente dall’ idea di effetto come esistente ». Kant: una particolar specie di sintesi,... per cui da un 4 vien posto un Β da esso totalmente diverso secondo una regola generale >; egli considera la nozione di causa e di effetto come una delle forme dell’ intendimento, una delle condizioni sotto cui dobbiamo pensare; noi siamo costretti da una legge della nostra mente a disporre le impressioni della esperienza secondo ‘questa forma. Ora codesta idea comune di causa è costituita da altre idee, di oni la critica filosofica, cominciando Cav dal Hume, ha esaminato il valore, La prima idea è quella di produzione: dicendosi che il fatto 4 è causa del fatto B, si intendo che il fatto 4 abbin prodotto il fatto B; così nel fatto del riscaldarsi di un pezzo di ferro (effetto) in seguito a colpi ripetuti di martello (causa), il primo di codesti fatti sarebbe prodotto dal secondo. Ora questa iden è errones : essa ha le sue radici nel sentimento dello sforzo volontario, mediante il quale sentiamo in noi la capacità di produrre un fatto nuovo che altrimenti non si produrrebbe. Codesta capacità, codesta attitudine soggettiva noi la obbiettiviamo ponendola nelle cose. La nozione di causa, dice Maine de Biran, ha origine dalla coscienza del potere della nostra volontà, che riconosce la volontà come causa delle nostre azioni; e con nna specie di analogia trasportiamo questo potere personale a tutte le operazioni della natura». Ma un'attività produttiva nelle cose è affatto inintelligibile: i colpi del martello e il riscaldamento del pezzo di ferro sono due fatti eterogenei, cosicchè per ammettere che il primo abbia prodotto il secondo, bisognerebbe ammettere che questo fosse contenuto in quello o ne facesse parte; il che è nssurdo. La seconda idea è quella di necessità, ed essa pure è illegittima, in quanto non fucciamo che collocare nelle cose ciò che non è che un puro prodotto logico della nostra attività mentale. Fuori di noi non esiste necessità, ma soltanto qualche cosa di analogo da cui quell’ idea deriva; 6 ciod la costanza nella successione dei fatti. Dacchè due avvenimenti d’ una certa specie, dice Hume, sono stati sempre ο in tutti i casi percepiti insieme, noi non ci facciamo più il minimo riguardo di presagire l’uno alla vista dell’altro allora chiamando I’ uno di essi causa e l’altro effetto, li supponiamo in uno stato di connessione: diamo al primo un potere per eni il secondo è infallibilmente prodotto, una forza che opera con la maggior certezza 9 con In più inevitnbile necessità ». La terza idea che entra a costituire  165  Cau il concetto di causa è appunto l’idea di successione. Essn è perfettamente legittima, e senza di essa non sarebbe nemmeno concepibile la nozione di causa, che è ciò per cui un’altra cosa è: se B precedesse 4, non potrebbe in nessun modo esser concepito come effetto. Da ciò la definizione dello Stuart Mill, che la causa non è altro che l’antocedonte invariabile e incondizionato di un fenomeno. Che 1’ antecedente debba essere invariabile, è implicito nella nozione stessa di causa, perchè se la causa è quella che pone l’effetto, non può esser causa un antecedente al quale non sempre segue l’effetto, quando una causa negativa non intervenga; che debba poi essero incondiziunato lo prova il fatto che due fenomeni possono succedersi invariabilmente, come il giorno e la notte, quando siano effetti collaterali di un altro fenomeno: nel qual caso, se v’ ha successione invariabile, non v’ ha però causalità. Aristotele distingueva quattro sorta di cause: la formalo o essenza, la materiale o sostrato, la efficiente o movente e la final; lo prime due furon anche dette talora intrinseche. Queste quattro cause si trovano attuate in ogni cosa, perchè esse costituiscono, secondo Aristotele, i quattro prineipt fondamentali ed universali delle cose. Si abbia una statua: essa è fatta d’una certa materia, sia marino ο bronzo; è secondo un certo modello ο idea, giacchè lu statna non sarebbe statua senza una forma; © per mezzo della mano, ossia di uno stromento operante, efticiente; © dietro un dato scopo, giacchò non vi sarebbe la statua se lo scultore non si fosse proposto un qualche scopo. In Iti casi la causa efficiente, la finale la formale si medesimano; infatti l’idea può costituire ad un tempo lo scopo, la forma e la causa efficiente d’ un essere. Quando la parola causa è adoperata senza qualificativo, essa designa sempre la causa efficiente, che Aristotele chinma la cansa nel senso primo e principale della parola. Si dice causa prima quella che non è, alla sua volta, eftetto d’ un'altra causn antecedente; cause seconde quelle invece che sono effetti di cause anteriori. La causa prima è Dio. La causa si dice prossima o immediata quando fra essa e il proprio effetto non v’ha termine o serie di termini intermedi; se questi termini vi sono la causa si dice lontana o mediata. Causa strumentale si disse il mezzo, lo stromento di cui si serve una causa intelligente per raggiungere il proprio fine. Causa esemplare si disse invece il modello, il tipo che I’ artista cerca di imitare: nell’ idealismo platonico la causa esemplare à l’Idea. Causa univoca è quella che produce un effetto della medesima specie o natura, come il calore che riscalda; causa eguivoca, quella che produce un effetto di natura diversa, come l’alcoolismo che è causa di pazzia; cnusa estrinseca quella che si distingue realmente e adeguatamente dall’ effetto, causa intrinseca le parti di cui un composto risulta, come l’anima e il corpo rispetto all’ uomo. Cfr. Aristotele, Meth., V, 2, 1013 a, 24 segg.; Sesto Emp., Ade, Math., IX, 228; Goclenio, Lezioon phil., 1618, p. 355; Cartesio, Mod., III, 18; Bossuet, Traité des causes, 1875; Chr. Wolff, Ontologia, 1736, $ 881; James Mill, Analysis of the phen. of mind., 1829, ο. 24; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 108; Hume, Essais philos., 1790, 1, 129 segg.; J. S. Mill, Syst. of logie, 1865, 1. III, ο. V (v. composizione delle cause, condizione, sofiemi di falsa causa, causa finale, causa occasionale, causalità, determinismo, ecc.). Causa finale. Lut. Causa finalis; T. Zweckursache ; I. Final cause: F. Cause finale. Lo scopo, la ragione per cui una coms è compiuta, per cui un fatto avviene. Lo scopo è il termine iniziale; ma siccome esso determina, come cuusa efticiente, la serie dei fatti che deve condurre al termino finale, così il termine iniziale diviene la causa finale. Finis ext prior in intentione sed posterior in ezocutione, dicevano gli scolastici. Si oppone a causa meccanica o naturale, che è quella che si realizza inconsciamente, senza la concezione del fine: nella causa finale si ha un  167  Cav rapporto di mezzo a fine, nella naturale un rapporto di causa ad effetto. Dicesi teleologico ο finalistico il metodo che consiste nello spiegare le cose mediante il fine per cui furono create, e teleologia la dottrina delle cause finali. Nella storia della filosofia le cause finali furono intese principalmente in tre modi; da principio I’ uomo considera sò stesso come centro dell’ universo, e crede che tutte le cose siano state create per servire di mezzo ai suoi fini; poi consi dera la natura come creata in vista di un fine, che non è l’uomo, che anzi trascende l'intelligenza umana, ma che si rivela nell’ ordine ο nelle leggi dell'universo; infine la finalità à ristretta agli organismi nei quali tanto gli organi che le funzioni tenderebbero alla conservazione della vita. La scienza moderna respinge come dannosa la ricerca delle cause finali, e dimostra che l'illusione teleologica trae origine dall'azione volontaria, nella quale realmente si ha la rappresentazione di un fine che diventa a sua volta causa, La nostra meraviglia alla vista della perfezione infinita e della finalità delle opere della natura, dice lo Schopenhauer, . deriva dal fatto che noi Ja consideriamo come consideriamo le nostre proprie opere. In queste la volontà ο l'opera sono di due specie differenti: poi, tra queste due cose, ce ne sono ancora due altre: 1° l'intelligenza, straniera alla volontà in sò stessa, e che è un mezzo che questa tuttavia deve attraversare prima di realizzarsi; 2° una materia straniera alla volontà 9 che deve ricevere da essa una forma e riceverla per forza, perchè codesta volontà lotta contro un’altra che è la natura stessa di tale materia. Tutto diversamente accade nelle opere della natura;... qui la materia, quando la si separa dalla forma, come nell’ opera d’arte, è una pura astrazione, un essere di ragione del quale non v’ ha alcuna esperienza possibile. La materia dell’opera d’arte è, al contrario, empirica. L’ identità della materia e della forma è il carattere del prodotto naturale; la loro diversità del prodotto dell’ arte >. E assai prima aveva seritto lo Spinoza: Cau  168  Tutte le cause finali non sono altro che pure finzioni imaginate dagli uomini. Il primo difetto di codesta dottrina è di considerare come causa ciò che è effetto, e viceversa; in secondo luogo, ciò che per sua natura possiede l’anteriorità, essa gli assegna un luogo posteriore ; infine essa abbassa all’ ultimo gradino della imperfezione cid che v’ ha di più elevato e di più perfetto ». Cfr. Platone, Filebo, 54 0; Aristotele, Metaph., V, 2, 1013 u, 29 segg.; Cicerone, De nat. deorum, |. 2; Spinoza, Ethica, I, appendice; P. Janet, Final causes, trad. ingl. 1883; Sully Pradhomme, I! problema delle cause finali, trad. it. 1903; E. Regalia, Contro una teleologia fisiologica, Archivio per l’Antropologia », 1897, XXVII, fasc. 3; Ardigò, Op. fil., II, 254 segg.; III, 288 segg.; IV, 244 segg. (v. antropooentriemo, geocentrismo, teleologia, finalità, fine). Causale. T. Causal, ursächlioh; I. Causal; F. Causal. ‘Tutto ciò che si riferisce alla causa: così ai dice legame causale, necessità causale, rapporto causale, eco. Con 1’ espressione complessità causale si indica che molte sono le cause che contribuiscono a determinare un fenomeno, cosicchè duto nu effetto non è data assolutamente la sua causa; n determinare la causa vera di un fenomeno vale I’ eliminazione delle accessorio. Causalità. Lat. Causalitas ; T. Cansalitàt; I. Causality, Causation ; F. Causalité. Esprime il rapporto della causa all’ effetto. Dicesi causalità immanente quella di uns sostanza o di un essere che produce, per propria azione, le proprie qualità ο modi; dicesi transitiva quella in cui l’azione enusatrice è concepita come passante da una sostanza ad un’altra. Dicesi causalità empirica quella in cui In causa è l’insiomo delle circostanze o dei fatti mediante i quali un fenomeno avviene sempre, e senza dei quali non avviene mai; dicesi invece metafisica quella in cui la causa non è già nu fenomeno, ma una sostanza attiva come Dio, un potere spontaneo come la volontà. Il principio o legge  169  Cau di causalità è uno dei postulati fondamentali del pensiero, ο può enunciarsi semplicemente così: ogni fenomeno ha una causa; oppure: nulla vi ha senza causa. Lo Spinoza lo formula così: Essendo data una determinata causa, ne risulta necessariamente un effetto; al contrario, se non è data alcuna causa determinata, è impossibile che un effetto si produca ». Leibnitz: Nulla accade senza uns causa 0 almeno una ragione determinante, cioè qualche cosa che possa servire a render ragione a priori del porchè ciò è esistente invece che inesistente © del perchè ciò è così piuttosto che in tutt'altro modo ». Kant lo formula in due modi differenti: 1° Principio della produzione (Erzewgung): tutto ciò che accade, o comincia ad essere, suppone prima di lui qualche cosa da cui risulta secondo uua regola »; 2° Principio della successione nel tempo (Zeitfolge) secondo la legge di causalità: tutti i cangiamenti succedono secondo la legge del legame tra la causa ο l’effetto ». Schopenhauer lo chiama principio della ragion sufficiente del divenire, principium rationis suficientie flendi, e lo enuncis così: Quando si produce un nuovo stato d’ uno 0 oggetti reali, è necessario che sia stato preceduto da un altro stato, da cui risulta regolarmente, vale » dire tutto le volte che il primo ha Inogo ». Anche per il Lippe il principio di causalità è un caso speciale del principio di ragion sufficiente, ο si formula così: Ogni cangiamento nel contenuto di una rappresentazione imposta, suppone un cangiamento nelle condizioni della rappresentazione stessa ». Il Wundt fa originare il principio di cansalità da un'azione reciproca (Weokseltoirkwng) tra il nostro pensiero e l’esperienza, e lo considera egli pure come una spplicazione del principio di ragion sufficiente al contenuto dell’ esperienza: La leggo di causalità non è una legge d’ esperienza nel senso, che sin ottenuta mediante l’esperienza, ma soltanto nel senso che vale a priori per ogni esperienza, poichè il nostro pensiero può riunire e ordinare le esperienze solamente in quanto Cav  170  le raccoglie secondo il principio di ragion sufficiente. Percid il principio di causalità porta in sò il doppio carattere d’una legge e di un postulato >. Il principio di causalità, comunque enunciato, importa dunque due fondamentali conseguenze. Primo: negazione della possibilità di un comineiamento assoluto ; tutto ciò che incomineia ad essere ho la propria ragion d’ essere in qualche cosa d’ anteriore: nessun cangiamento si può produrre nel vuoto ο nel riposo ussoluto. Secondo: gli avvenimenti non derivano gli uni dagli altri senza regola © senza ragione, ma con universale costanza ed uniformità; la causa A che ha prodotto un effetto 8, lo produrrà sempre, qualora, #’ intende, non intervenga l’azione d’una causa negativa; oid per l'assioma fondamentale, che cause simili, in circostanze simili, producono effetti simili. Il principio della uniformità della natura, come pure quello della continuità naturale e dell’ inerzia, non sono dunque che oorollari del principio di cuusalità, il quale trova la sua più profonda espressione nella legge della conservazione della forsa.  Accanto alla causalità fisica ο obbiettiva alcuni filosofi pongono la causalità psichica ο soggettiva : Noi possiamo, dice il Wandt,. esaminare le nostre rappresentazioni, per un canto in rapporto al significato obbiettivo che loro attribuiamo: allora le portiamo nella connessione della causalità naturale; ma noi possiamo anche ricercare le condizioni soggettive dei loro rapporti di simultaneità ο di successione ; allora entriamo nella sfera della causalità psichica, che procede sompre parallelamente alla causalità naturale ». La causalità psichica si distinguo dalla naturale o fisica in quanto non si risolve in un rapporto invariabilo di mutazioni, ma si rivela come nn principio di azione tendente sempre al conseguimento di un fine, e per di più è suscettibile di accrescimento e di sviluppo: gli atti e le funzioni psichiche appaiono come una vera © propria creazione del soggetto ο non hanno realtà fuori della sfera della coscienza indivi 171  Cau duale. La causalità psichica si distingue dalla causalità psivofisica, che intercede reciprocamente tra psiche e organismo : secondo le dottrine materialistiche tale causalità è una vera trasformazione o continuità di nzione tra luna e l’altro, secondo le altre dottrine è un puro rapporto di corrispondenza, o di successione, ο di fanzione (nel senso matematico della parola) tra atti appartenenti a due realità eterogenee, la peichica e l’organies. La causalità psichica si distingue infine dall’ interpsiohica che è la risonanza o il consenso tra lo varie coscienze individnali, per cni nella coscienza di ciaseuno si riflette lo stato mentale della totalità, Cfr. Spinoza, Ethica, 1. I, ase. 3; Leibnitz, Teodioca, $ 44; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 108 seg.; Schopenhauer, l'eber die vierf. Wurzel d. Satzes v. e. Grund., cap. IV, $ 20; Hamilton, Lectures on metaph., 1859, vol. II, p. 376; J. Petersen, Kausalität, Doterminiemus und Fataliemus, 1909; Lipps, Grendthatsachen d. Soolenlebons, 1873-94, p. 443; Wandt, Logik, 1893, I, p. 549-565; De Sarlo, La causalità psichica, Coltura filosofica >, luglio 1909; B. Baglioni, 1 principio di causalità e' la causa, 1909. Causa occasionale. Lat. Causa oocasionalis; T. Gelegenheitsursache ; I. Oocasional cause; F. Cause ocoasionelle. E la dottrina con eni la scuola cartesia spiega i rapporti tra Dio e il mondo, e tra l’ anima, sostanza puramente pensante, e il corpo, la cui essenza consiste nell’ estensione. Data l’opposizione assoluta esistente fra queste entità, tali rapporti non sono spiegabili se non ammettendo che Dio, cioè la causa prima, all’ occasione dei movimenti dell’anima eccita nel nostro corpo i movimenti che a loro corrispondono, e all’occasione dei movimenti del corpo fa nascere nell’ anima le idee che li rappresentano © le passioni di cui essi sono l'oggetto. Dice Malebranche: Non v’ ha aleuff rapporto di causalità tra un corpo ο uno spirito. Che dico! non ve n’ha alcuno da uno spirito a un corpo. Dico ancora più, non ve n’ha alcuno da corpo a corpo, nè du Cau  172  uno spirito ad un altro apirito.... Non v'ha dunque cho un solo vero Dio, e uns sola vera causa, che sia veramonte causa, 6 non si deve imaginare che ciò che precede un effetto sia la vera causa ». L'importanza di questa dottrina sta in ciò, che essa prepara la sostituzione del concetto critico di causalità sl concetto volgare, che cousiste nel pensare la causalità nella natura in base a quella del volere, e credere che tanto negli effetti del nostro volere quanto in quelli delle cause fisiche, noi cogliamo propriamente una connessione necessaria ; 1’ occasionalismo pone invece in evidenza la mancanza di un tale nesso, o l’incomprensibilità di esso, o meglio la pura effettività d’ ogni relazione causale tra fenomeni; il parallelismo tra anima © corpo; la costanza e uniférmità effettiva o sperimentale delle leggi naturali. I due maggiori rappresentanti dell’occasionalismo furono Geulinex e Malebranche. Cfr. Land, rn. Geulincr und seine Philosophie, 1895; Malebranche, De la rech. de la verité, 1678, part. II, 8; Id., Pensieri metaAsici, trad. it. Novaro, 1911, pag. 40-48; M. Novaro, La teoria della causalità in Malebranche, 1893. Causa sui. T. Selbetursache; I. First cause; F. Cause première. Nel linguaggio scolastico è la causa prima, la causa che non è essa pure un effetto. Concepito 1’ universo come uns catena di cause ed effetti, retrocedendo ο si va all'infinito, ο si deve arrestarsi ad una causa che non è causata, la causa prima dalla quale discendo tatta lu serie degli effetti, Dio. Ogni fenomeno deve avere unn causa, dice il Jevone, e questa causa di nuovo uns causa, finch? noi siamo perduti nella infinità del pussato e costretti a credere In una causa prima, da cui sia stato de_ terminato il corso della natura ». A ciò si obbietta, che in primo luogo è per noi incomprensibile che una cosa sin causa ed effetto di sè medesima, e che secondariamente la nostra esperienza non ci dà che fenomeni, dei quali vedinmo soltanto il orescere, lo svilupparsi, il trasformarsi,  178  Cau-Crc non mai il nascere, e quindi il parlare di causa o origine prima è illegittimo e illusorio. ‘Nella dottrina del libero arbitrio anche la volontà umans è concepita come causa sui, Cfr. Alfarabins, Fontes quastionum, cap. III; Jevons, The principles of science, 1879, p. 221. Causazione. Vocabolo improprio, che designa l’azione per mezzo della quale una causa produce un determinato effetto; se la causa è mediata o lontana, si usa anche l’espressione di proceso causativo. Cecità. T. Blindheit; I. Blindness; F. Cécité. Può ensore totale, e cioè assenza congenita o acquisita del senso della vista. Può essere parziale, e in tal caso può essere limitata alla metà verticale degli oggetti, emianopsia, ο riguardare soltanto il color rosso, daltonismo, o alcuni colori, disoromatopsia, o tutti i colori, acromatismo. Il Munk chiama cecità psichica e lo Charchot cecità mentale lo stato degli animali in seguito alla distruzione o alla lesione grave dei lobi cerebrali; per effetto di tale distruzione l’ animale non comprende più il senso di ciò che intende e vede, non si spaventa se minacciato, non ascolta quando lo si chiama, mangia anche il cadavere d’un individuo della sua razza, ecc. Il Munk spiega tali fenomeni con la perdita delle imagini della memoria, che permettono di riconoscere e comprendere le nuove eceitasioni. Dicesi ocoità verbale 0 alessia. uns forma di amnesia verbale che consiste nella perdita della memoria visiva della parola in quanto scritta, e dipende da lesione o atrofia dei centri visivi superiori. 11 soggetto può parlare ma non leggere, queutunque le parole siano scritte sotto i suoi occhi ed egli ne comprenda perfettamente il significato. La cecità verbale si distingue dalla ceoità letterale, che consiste nella pordita della memoria delle lettere soritte, © dalla cooità peichica delle parole, che consiste in ciò che l’ammalato può leggere le lettere e le parole, senza però capirne il significato. In senno fignrato naasi anche l’espressione ceità morale, per CEL designare V’assenza ο la degenerazione del senso morale, che si osserva in individui mentalmente deboli; i ciechi morali si distinguono dagli anestetici del senso morale che, al contrario dei primi, possiedono una coscienza morale, ma sono incapaci di obbedirla, perchè mancano delle tendense emotivo necessarie, e dagli abulioi morali che, pure possedendo tali tendenze, sono troppo deboli per lottare contro quelle che li spingono invece al soddisfacimento dei loro appetiti e delle loro passioni. Cfr. Ribot, Les maladies dela memoire, 1909; Id., Payohol. des sentiments, p. 298, 349; E. Brissaud, Malattie dell’ enogfalo, trad. it. 1906, p. 107 seg Celantes. Termine di convenzione mnemonica con cui si designa nella logica formale uno dei modi indiretti della prima delle tre figure del sillogismo, riconosciute da Aristotele. Come indicano le tro vocali, questo modo ha In maggiore e la conclusione universali negative, la minore universale affermativa. Questo modo è lo stesso del Calentes della quarta figura, ma è ricondotto alla prima per la conversione della conclusione ο la trasposizione delle premesse. Celarent. Termine mnemonico di convenzione, che desigua un modo della prima figura del sillogismo, in cui, como indicano le tre vocali, la maggiore ¢ la conclusione sono proposizioni universali negative, la minore universale negativa. Es. Nessun essere mortale à infallibile -tutti gli uomini sono esseri mortali dunque nessun nomo è infallibile. Corrisponde all’&ypaye dei greci. Cellula. T. Zelle; 1. Cell; F. Cellule. È Vindividualita organica elementare; fu detta anche otricolo, granulo, ece.; Virchow la denominò focolare di rita. La parte essenziale della cellula è il protoplasma, sostanza granulosa, semifinida, elastica, in cui si verificano la maggior parte dei fenomeni vitali della cellula, cioè le funzioni della vita vegetativa ο le funzioni della vita di relazione. Tali funzioni sono considerate dalla biologia moderna come ensen 175  το ὅσν zialmente chimiche: la costituzione chimica della collula è determinata ma variabile, poichè allo stato normale eusa subisce delle continue diegregazioni e riparazioni; tra i molteplici fenomeni chimici che in essa si notano, il principale è una grandissima affinità per l'ossigeno, sia libero sia debolmente combinato. In seguito a questa instabilità chimica, ogni cangiamento di stato della cellula determina una eccitazione, e per conseguenza una risposta della cellula stessa alla irritazione, di temperatura, di elettricità e di pressione, secondo le quali possono operarsi le reazioni chimiche in cui consiste la vita della cellula. Tale è il punto di partenza di tutte le azioni di cui gli esseri viventi sono i produttori. La forza vi è condensata sotto la forma di energia chimica, e si manifesta al di fuori sia per nn movimento, sia per la luce, sia per l'elettricità, sia per il calore, sia per il pensiero. Ogni essere vivente è costituito ο da una cellula (unicellulari) o da un aggregato di cellule (pluricellulari); negli individui pluricellulari l’unità è data all’aggregazione del sistema nervoso, che generalizza le irritazioni e raccoglie in un centro le ecoitazioni sensibili e da esso tramanda le eccitazioni motri Cfr. Henneguy, Leçons sur la morphologie et la reproduotion de la cellule, 1896; Année peychologique, tomo II, 1896; Werworn, Fisiologia generale, trad. it. 1897, p. 50 segg. (v. animismo, rita, vitaliemo). : Cellulare (pricologia). I. Collular psychology; F. Paychologie cellulaire. La psicologia delle cellule, di cui specialmente si ocenparono I’ Haeckol, il Werworn, il Binet. Secondo questa teoria, ogni cellula, sia vegetale che animale, sia isolata che facente parte d’un organismo pluricellulare, ha una vita psichica, ciod la fucoltà di sentire le eccitazioni di varia natura e di reagire a questi eccitamenti con determinati movimenti. La tesi fondamentale su cui la psicologia colInlare si fonda è: siccome la psiche dell’ animale è la risultante di tutto 1’ organismo in funzione del quale si Cer ~  176  svolge e si complica, così necessariamente tutti gli elementi dell’ organismo, che concorrono a formare questo prodotto, parteciperanno della sua proprietà generale, che è di essere cosciente, 9 le cellule di tutti i corpi avranno perciò la coscienza dei loro atti. A questa tesi perd fu opposto che un prodotto qualsiasi non è dato dalla semplice somma delle sue unità elementari, e le qualità che lo accompagnano non corrispondono all’addizione delle qualità per cui si distinguono i suoi elementi ; ogui fenomeno, dice il Lewes, è un fatto emergente non semplicemente risultante, emerge cioè dalle unità combinate come un nuovo fenomeno con caratteri propri e specifici e irreducibili ; perciò è falso cavare dal fatto che la coscienza è il prodotto dell’ intero organismo, la conseguenza che anche lo parti di questo organismo saranno coscienti. Cfr. Werworn, Psycho-pAysiologischen Protisten, 1889; Haeckl, Essai de payohol. cellulaire, trad. frano. 1880; Binet, La vie peychique des micro-organiames, in Lo félioleme dans Vamour, 1891; Lewes, Problems of Life and mind, 1879, cap. II; A. Groppali, Sociologia e psicologia, 1902, p. 103-180; G. Bilancioni, Za psicologia cellulare, 1903. Cellulari (teorie). Le teorio con le quali si è cercato di spiegare sia l’origine delle cellule, e quindi della vita, sin la formazione cellulare degli orgaui. Rispetto al primo problema, i moderni biologi propendono in geueralo a ritenere che la prima formazione cellulare non sia stata che rina semplice combinazione chimica; ciò sarebbe comprovato dai tentativi fatti da alcuni fisiologi (Mantegazza, Monnier, Virchow), tentativi in parte riusci nere artificialmente, modiante combinazioni chimiche, una sostanza analoga al protoplasma e cupace di movimento. La vita si originerebbe per tal modo dalla materia inorganica. Quanto alla seconda questione, due sono le teorie principali: quella della Hibera formazione cellulare e quella della moltiplicazione cellulare. Secondo la prima, da un liqnido formativo dotto Mastema, si forma liberamente ogni  177  CEN cellula, © cioè prima il nucleolo, poi il nucleo, poi la membrana, infine il liquido che riempie la cellula. Questa teoria è combattuta dalla maggior parte dei moderni biologi, perchè la smentiscono vari fatti, fra cui quello che molte cellule giovani mancano di nucleo, e che nelle formazioni morbose molte cellule si formano per moltiplicazione di ‘altre preesistenti ; è quindi preferita l’altra teoria, che cioè ogni cellula non può originarsi che per moltiplicazione da un’altra cellula ad essa preesistente: omnis cellula ο cellula (Virchow). Così questo secondo problema si riconnette al primo. Cfr. Delage, La structure du protoplasme et les théories sur Vhérédité, 1895; Werworn, Fisiologia generale, trad. it. 1897, p. 50 segg. (v. cellula, duodinamiemo, meccanismo, protoplaema, vitalismo, vita). Conestesi (xoivi  comune; αἴσθησις = sensazione). Lat. Coenassthesis; T. Gemeinempfindung, Gemeingefühl; I. Com: mon sensibility ; F. Sensations internes, Coencathéoie. Si adopera per designare tanto la sensibilità generale, sia interna che esterna, quanto l'insieme delle sensazioni interne ο della vita organica. Questo secondo è il significato più in uso. La cenestesi è quindi la totalità delle sensazioni prodotte nel cervello dagli stimoli che provengono da tutte le parti © da tutti gli organi del corpo. Il Wundt la definisco il sentimonto complessivo nel quale ’ esprime lo stato generale della nostra buona o cattiva disposizione sensibile ». Solitamente infatti codeste sensazioni non sono che gli elementi di an sentimento generale di benessere 0 di malessere, che corrisponde allo stato degli organi medesimi ο la cui tonalità è in rapporto diretto con la composizione e la circolazione del sangue, con la secrezione maggiore ο minore delle glandule, con la rapidità o difficoltà della respirazione e della digestione, col rilassamento ο contrazione dei mnscoli volontari ο involontari. Questi fattori agiscono tutti contemporaneamente, ed è perciò che il senso generale che ne risulta ci appare come semplice ed omogeneo, mentre 12  Raxzots, Dirion. di scienze filosoficlie. CEN  178  in realtà è molteplico e quindi in sò medesimo vario. Le sensazioni cenestesiche sono le più oscure ed indeterminate, anche perchè, a differenza dello sensazioni esterne, non sono distinguibili nettamente nd allo stato normale, perchè troppo deboli, nd allo stato anormale, perchè troppo forti. Ordinariamente il senso generale è intonato dall’ azione predominante di questo o quell’ organo, senza però che ciò appaia alla coscienza. Cfr. Sully, Outlines of peychol., 1885, p109 sogg.; Wundt, Grundrise d. Peychol., 1896, p. 55, 189; Beaunis, Les sensations internen, 1889; Ardigd, Op. All, I, 423 segg.; IV, 378 segg. Cenogenesi. La teoria che ammette anche nell’ embrione 1’ aduttamento a nuove condizioni di vita, che dà luogo a nuove forme mancanti nella figura originaria, trasmessa dalla eredità, della forma stipite. Per tal modo i fenomeni dell’ ontogenesi, ο evoluzione individuale, si dividono in due gruppi: il primo, detto palingenesi, ci presenta dinanzi quelle antichissime condizioni di struttura che sono state trasmesse per eredità dalle forme-stipiti primitive; il secondo, detto conogenesi, altera l’ aspetto originario del processo evolutivo con l'introduzione di nuovi caratteri, mancanti nelle forme stipiti, e acquistati dalle forme embrionali per adattamento alle condizioni speciali del loro sviluppo individuale. Tali caratteri nuovi diconsi cenogenie. Cfr. Haeckel, Antropogenia, trad. it. 1895, p. 621. Centrale. 1. Central; I. Central; F. Central. Si dice, per opposizione a periferico, di tutto ciò che è o avviene nel cervello, nel cervelletto, nel midollo allungato e spinale. Così per la visione si hanno degli organi periferici (occhio © sue parti, nervi ottici, ecc.) e degli organi centrali (i tubercoli quadrigemini del cervello, ecc.); lo stimolo che agisce sulla retina e determina, nel nervo ottico, una cortento nervosa centripeta, è un fenomeno periferico; la coscienza di questo stimolo (sensazione), che si desta nel cervello, è un fenomeno centrale. | Centralissasione (legge di). Una delle leggi di progresso nel mondo organico: nell'evoluzione degli organismi, accanto al differenziamento, si verifica una subordinazione sempre maggiore delle parti e una crescente centralizzazione delle fanzioni e degli organi. Centripeto e centrifugo. Dicesi centripeta una forza diretta verso il centro di curvatura della traiettoria d’un punto materiale, e che mantiene il mobile su questa traicttoria; e forza centrifuga la reazione che un mobile assoggettato a descrivere una curva fissa, esercita contro questa curva. Dicesi corrente nervosa centrifuga, ο, semplicemente, fenomeno centrifugo, quello che #’inizia in un centro nervoso e si trasmette attraverso il cilindro assile d’ una fibra fino ad on muscolo o ad una glandola. La corrente centripeta è invece quella che s’ inizia in un qualsiasi organo posto alla periforia del corpo e di IA si trasmette ad un ganglio ο ad una muses di sostanza grigia. Centro. T. Centrum; I. Centre; F. Centre. Nella psicologia fisiologica diconsi centri ideatiti, per opposizione ai motori, quei centri della parte anteriore del cervello ove si fissano le imagini, e da cui partono le correnti intercerebrali per i centri motori; e centri percettivi, quelle areo della superficio corticale del cervello in cui si raggruppa un maggior numero di cellule, e quindi di fibre nervone, legate ad un determinato organo di senso, dal quale rice. vono le eccitazioni. L'estensione di codeste zone è naturalmente in rapporto coll’ importanza del senso cui presiedono, ciod maggiore per il tatto, la vista, l'udito, minore per il gusto e l'olfatto. La loro costituziono non esclude che esistano in altre regioni del cervello altre cellule ed altre fibre collegate col senso medesimo. Dai centri percettivi sarebbero separati i centri motori, dai quali soltanto partono gli impulsi ai movimenti e in cui si fissano le imagini dei movimenti stessi. Nella meccanica razionale dicesi centro dei momenti il punto per rapporto al quale si prendono CEN-CER  180  i momenti d’ un sistema di forze situate in uno stesso piano, ϱ centro delle forse parallele il punto per il quale passa costantemente la risultante di un sistema di forze parallele, quando si fa variare la loro direzione comune senza far variare la loro intensità o facendole variare proporzionalmente. Cfr. Bastian, Le cerveau organe de la pensée, trad. franc. 1888; G. Sergi, La peychologie physiologique, 1888, 1. II (v. ciraonvoluzioni, localiszazione cerebrale). Centro di creazione, Alcuni segunci della dottrina del trasformismo biologico, tra cui il Darwin e l’ Haeckel, ritengono che ogni specie animale e vegetale non sia nata che una sola volta nel corso del tempo (origine omocrona) e in un solo punto del globo, detto perciò il sno centro di creazione. A questa legge si sottrarrebbero però, secondo V Haeckel, gli ibridi e gli individui di struttura semplice. Cfr. De Quatrefages, La specie umana, trad. it. 1871; Haeckel, I problomi dell’ unteereo, trad. it. 1903, p. 340 (v. monogenismo). Cerebraxione. L’insiemo dei processi fisiologici del cervello che corrispondono alla attività psichica, Si dicono fatti di corebrazione incosciente, quei processi fisiologici del cervello che si svolgono senza dar luogo ni fenomeni psichici relativi, i quali appaiono improvvisamente solo alla fine dei processi medesimi @ come risultato di essi. Il problema della cerebrazione incosciente, aftacciato da principio dal fisiologo Carpenter, è oggi assai discusso dai psicologi e dai fisiologi, e può formalarsi così: dobbiamo ritenere che alcuni stati del sistema nervoso, normali ο patologici, rappresentino vere interruzioni dei processi mentali, oppure che i detti processi, pur subendo grandi oscillazioni d’intensità ο di lucidezza, da un massimo ad un minimo, non subiscano mai durante la vita alcuna interruzione assoluta? La prima dottrina è sostenuta oggi du autorevoli psicologi come il Mtinsterberg e il Ribot; la seconda specialmente da coloro che adottano l'ipotesi del parallelismo  181  Cen psico-fisico, estendendolo a tutti i processi specificamente vitali, o almeno a quelli del sistema nervoso, e in special modo alla parte del sistema impegnata nelle funzioni della vita animale o di relazione. Cfr. Max Dessoir, Das Unbewussten, 1910; Boris Sidis, Studies in mental dissociation, 1905; B. Hart, The conception of the subconscious, Journal of abnormal psych. », IV, 1909-910; Aljotta, Atti del V Congr. int. di peicol. a Roma, 1906. Certezza. T. Gewissheit; I. Cortitude, Certainty ; F. Certitudo. Sia positiva che negativa, è sempre uno stato mentale, e quindi soggettivo, che consiste nella persuasione assoluta della verità cui l'intelligenza aderisce. 8. ‘Tommaso dice: Cortitudo nihil aliud ost quam determinatio intellectus ad unum. Essa ha per condizioni: la presenza di due o più mentalità dotate di un certo grado d’intensità; il legame di una mentalità, o d’un gruppo di esse, a un’altra; la coscienza di un legame energico, associativo, tra le due mentalità considerate. Si può avere anche la certezza della falsità di un giudizio o di una idea: si cognoscimus, dice Cr. Wolff, propositionem esse veram vel faleam, propositio nobis dioitur esse certam. Si suole distinguere; sebbene impropriamente, la certezza soggettica dalla oggettiva : quella è data dalla testimonianza della nostra coscienza, irrecusabile per ciascuno di noi, ma che non può essere comunicata agli altri, non essendo fondata su ragioni valide per tutte le coscienze; questa, che è la certezza scientifica, e dicesi piuttosto eridenza, non dipende da circostanze soggettive e può quindi essere condivisa da tutti. La distinzione tra certezza cd evidenza è posta talvolta in modo diverso, ad es. dul D’Alembert: L’ evidenza appartiene propriamente alle idee di oui lo spirito percepisce immediatamente il legame; la certezza a quelle il cui legame non può essere conosciuto che con l’aiuto d’un certo numero d’idee intermedie, o, che è lo stesso, alle proposizioni la cui identità non può essere scoperta che con un circolo più o meno Ces  182  lungo ». Si distinguono ancora varie specie di certezza: 1° quella logica ο metafisica, che riguarda l’ ordino immutabile dell’ ideale, dei supremi principi, ο si divide in intuitiva, quando 1’ idea uppare immediatamente come evidente, e in razionale o discorsiva quando non diviene evidente che in seguito ad altre idee, cioè mediante un raziocinio; 2° quella fisica, che riguarda le coso sensibili, e può essa pure essere razionale se si ricava indirettamente dalla percerione, peroettita se si ha immediatamente; questa poi è psicologica quando la percezione si riferisce ad un fatto interno o psichico, eetefica quando si riferisce ad un fatto esterno; 3° quella didascalica, che si fonda sopra la testimonianza ο autorità altrui, e pnd essere dottrinale 0 storica a seconda che riguarda fatti attestati da persone o dottrine tramandate da un maestro; 4° quella morale, che non bn un significato preciso, cosicchè per alcuni logici antichi designa ciò che solitamente dicesi certezza dottrinale e storica, per altri è la certezza subbiettiva ο psicologica, per altri ancora quella che aderisce agli impulsi del sentimento e dell’ istinto, ο, per i più, la certezza con cni si aderisce alla verità dell'ordine morale. Cfr. S. Tommaso, In Hb. sent., III, dist. 23, qu. 2, 2; Cr. Wolff, Philos. rationalis, 1732, $ 564; D'Alembert, Disc. prélim. de 0 Enciolopédie, § 51; Joh. Volket, Die Quellen der menschlichen Gewissheit, 1906; Rosmini, Logioa, 1853, $ 217-220; A. Farges, La orisi della certezza, trad. it. 1911 (v. criterio). Cesare. ‘Termine mnemonico di convenzione, corrispondente all’&ypape dei Greci, con eni si designa, nella logica formale, quel modo della seconda figura del sillogismo, che lia la premessa maggiore universale negativa, la minore uni versale affermativa, ὁ la conclusione universale negativa. Es.: Nessun uccello è mammifero, I pipistrelli sono mammiferi. Dunque i pipistrelli non sono uccelli. Si riconduce al Celarent della prima figura mediante la conversione della premessa maggiore.  188  Cat Chiaro. T. Klar, deutlioh; I. Clear, evident; F. Clair. Nella terminologia cartesiana è chiara l’idea che è presente e manifesta allo spirito, è distinta l’idea che è precisa ο ci fa differenziare l'oggetto a cui si riferisce da tutti gli altri di cui abbiamo conoscenza; tutto ciò di eni si ha una idea chiara e distinta è vero. Perciò la verità fondamentale è nel cogito ergo sum »; esso infatti ha entrambi i caratteri della chiarezza, perchè |’ Io è immediatamente presente et sò stesso, della distinzione perchè 1’ Io è pensante e il pensiero costituisce la nota per la quale si distingue da tutte le altre conoscenze. Alle idee chiare si oppongono le oscure, alle distinte le confuse. Il Leibnitz ha adottato la stessa differenza, spostando un poco il significato delle espressioni: per chiara egli intende la rappresentazione che, diversa dalle altre, è atta al riconoscimento del suo oggetto; per distinta quella che è chiara fino nei suoi eingoli elementi e fino alla conoscenza del loro rapporto. Le verità @ priori geometriche o metafisiche sono chiare e distinte, quelle a posteriori invece, ossia le verità di fatto, sono chisre ma non distinte: le prime sono quindi perfettamente trasparenti, congiunte con la convinzione dell’ impossibilità del contrario; nelle seconde si può ancora pensare il contrario. Cfr. Cartesio, Prino. phil., I, 45; Med., III, p. 15; Leibnitz, De cogn., Erdm. p. 19; E. Grimm, Das Lehre von den angeborenen Ideen, 1873. Chimici (consi). Si dicono tali, per distinguerli dui meccanici, quei sensi sopra i quali gli stimoli esercitano una asione chimica: tali sono la vista, il gusto © l'olfatto. Chirognomia. Gr. χείρ--mano; Ύνῶμα = contrassogno, cognizione. La pretesa di predire il futuro relativamente a una persona e indovinarne il carattere e le attitudini, coll’esame della mano e delle linee di essa. La psichiatria © l'antropologia hanno soltanto stabilito che Pirregolarit& dei solchi palmari, le dita in soprannumero © in numero minore, e la torsione o l’atrofia delle dita, Cix  184  specie il mignolo, rappresentano una stigmata degenerativa, e sono frequenti negli idioti, nei pazzi e nei criminali. L’arte della chirognomia si crede tniziata dal filosofo Anassagora, Cinematica. (Gr. Κίνημα = movimento); T. Kinematik ; I. Kinematios; F. Cinématique. Vocabolo introdotto nell’ uso dall’ Ampère, in luogo dell’antico di foronomia, per designare lo stadio del movimento considerato astrattamente, prescindendo dalle cause e dalle circostanze nelle quali si produce. Essa si occupa di tutte le considerazioni che riguardano gli spasi percorsi nei differenti moti, i tempi impiegati a percorrerli, la velocità, eco. Fa parte della meccanica. Cfr. Ampère, Essai sur la philosophie des sciences, 1834. Cinestetiche (sensazioni). (Gr. Κίνησις movimento; αἴσθησις  sensazione); T. Bewegungsempfindungen ; I. Kinaesthetio; F. Sensations kinesthésiques. Le sensazioni provocate dai movimenti, e specialmente dalla contrazione dei muscoli volontari. Alcuni psicologi ammettono che noi sentiamo non lo sforzo delle contrazioni muscolari, ma il grado di innervazione che comunichiamo ai muscoli per produrre una data contrazione. Che esista questo senso dell’innervazione è provato dal fatto che noi comunichiumo ai muscoli l’innervazione necessaria per produrre lo sforzo muscolare corrispondente alla resistenza che deve essere superata. D’ altro canto la psicologia sperimentale ha provato 1) esistenza del senso muscolare, con la scoperta di fibre muscolari sensitive e della sensibilità dei tendini, i quali, stimolati, danno movimenti riflessi. Cfr. Kreibig, Die fünf Sinne, 1907, p. 21 seg.; E. Mach, Grundlinien der Lehre von den Bewegungsempfindungen, 1875; H. C. Bastian, Le cerveau organe de la pensée, 1888, p. 279 segg.; Beaunis, Les sens. internes, 1889 (v. articolare, muscolare). Cinici. T. Cyniker ; I. Cyniques; F. Cyniques. Una delle scuole soeratiche minori, fondata da Antistene al Cino 185  IR sarge. I cinici esngerarono le dottrine di Socrate, avondo per sola mira di affrancarsi dalla schiavitù esteriore ; infatti la loro dottrina si compendia tutta in una sola massima: vivere secondo natura, Essi sostenevano che la virtù basta per sè atesss a rendere felici, in quanto è appunto quella norma di vita che rende l’uomo indipendente fino al possibile dalle vicende del mondo esterno, insegnandogli a sopprimere i desideri ο a limitare fino all’ estremo i bisogni. I cinici si possono riguardare come i precursori degli stoici. Nel linguaggio comune le parole cinico e cintemo sono rimaste per designare il disprezzo delle convenzioni sociali, dell’ opinione pubblica e anche della morale, sia negli atti sin nell'espressione delle opinioni; e ciò per il fatto che i filosofi cinici ponevano una radicale opposizione tra la natura e la legge o convenzione, conformendosi s quella nella condotta pratica. Cfr. Diogene L., VI, 2; K. W. Gôttling, Diogenes der Kyniker, Ges. Abhandl. », I, 125 segg.; Zuccante, Diogene, Cultura filos. », gennaio 1914; Windelband, Storia della filosofia, trad. it., vol. I, p. 101 segg. (v. autarohia). Circoli tattili. T. Tasteirkel. Il Weber chiamò così quelle superfici della pelle ove le due punto del compasso, più o meno divaricate, si sentono come una punta sola; la distanza fra le due punte rappresenta il diametro del circolo tattile. Quanto maggiore è il grado d’acutenza della sensibilità tattile, tanto minore è il dismetro del circolo tattile. Il punto più sensibile del corpo è l’ apice della lingua, il cui il circolo hu il diametro di nn mm.; poi vengono le punte delle dita della mano che sentono le due punte dell’ estesiometro quando sono divaricate poco più di dne millimetri; seguono poi le labbra, la punta del naso, le guance, eoc., fino a che si arriva alla coscia e al braccio, ove il circolo tattile ba, secondo il Wundt, un diametro di 68 mm. Cfr. E. H. Weber, Annotationen anat. ot phys., 1834; Fechner, Elem. d. Poychophyeik, 1860; Wundt, GrundCir  186  silgo d. phys. Psychologie, 3* ed., I, 391, II, 10 segg.; Kreibig, Die fünf Sinne, 1907, p. 32-34 (v. esteriometro). Ciroolo solido. Lat. Ciroulus materialis. Nella logica dicesi così quella operazione mentale, che consiste nel passare dalla cognizione virtuale o implicita del tutto, alla cognizione e all’ essme delle parti, per poi risalire alla cognizione attuale ed esplicita del tutto medesimo. Così lo zoologo al al quale si presenta un animale sconosciuto, prima lo conosce in modo implicito e indistinto, poi ne studia distintamente i caratteri, gli organi, le funzioni, ecc., infine raccoglie i risultati di questi suoi studi, in modo da avere dell’ animale una conoscenza più compiuta e sicura. Il circolo solido è detto anche regresso. Cfr. Rosmini, Logioa, 1853, pag. 242 segg. Circolo vizioso. Lat. Ciroulus vitiosus ; T. Zirkel, Zirkelbeweis; I. Cirole; F. Cercle ricieur. È un sofisma di ragionamento, il quale consiste nel provare una proposizione, appoggiandosi sopra una seconda, la quale non può provarsi se non appoggiandosi sulla prima. Ad es. : alcune idee sono innate perchè anteriori dell’ esperienza, e sono anteriori all’esperienza perchd innate. Oggi lo si denomina più comunemente petizione di principio, appunto perchè consisto nel postulare fin da principio quello stesso che si vuol dimostrare; nel linguaggio scolastico il circolo vizioso dicevasi anche oiroulus logious, Dicevasi poi ciroulus materialis © regressus demonstrationis il ragionamento con cui si prova la causa per gli effetti, e poi si provano gli effetti stessi mediante la causa, considerata più attentamente e meglio conosciuta, Cfr. Aristotele, Anal. pr., II, 5, 576, 18; Masci, Logica, 1899, p. 374 seg. (v. diallelo). Circonvoluzioni cerebrali. F. Circonvolutione cérebrales. Rilievi a forma di pieghe che rivestono la superficie del cervello, o mantello cerebrale, determinato da solchi corrispondenti ο solssure. Si distinguono in cire. profonde, limitate dalle scissure primarie e secondarie, e circ. di pasCir raggio, che risultano da ramificazioni delle prime. Sembra esistere un certo rapporto tra lo sviluppo della intelligenza e la profondità e quantità dello scissure e circonvoluzioni cerebrali. La loro origine fu spiegata varismente : 1° per l’azione vascolare, cioè per l’azione meccanica esercitata dui rami arteriosi corrispondenti alle scissure; 2° per I’ ineguale accrescimento della superficie cerebrale, crescendo la superficie nel foto più presto in direzione sagittale, ο determinando in tal modo una maggior tensione trasversale (Wundt); 3° per la sproporzione di acorescimento filogenetico tra oranio e cervello, poichè crescendo di più il cervello (specie nella corteccia grigia, in cui si esplica l’attività psichica) della scatola cranica che lo contiene, il primo è costretto a pieghettarsi dovendo rimaner compreso nella seconda. Questa ultima è forse la spiegazione più attendibile. Cfr. L. Clarke, Notes of researches on the intimate struoture of the Brain, Proceed of the R. Society », 1863; Bastian, Le cerveau organo de la pensée, 1888, vol. II, p. 14 segg. Cirenaici. T. Kyrenaiker; F. Cyrénaiques. Una delle scuole socratiche minori, fondata da Aristippo di Cirene. Essi ponevano come bene incondizionato, come fino n sè stesso, il piacere attuale ο presente; fra i piaceri del corpo © quelli dello spirito preferivano i primi, come più intensi e più vivi, non trascurando però l'educazione dei secondi. Fondatore della scuola fu Aristippo, nato à rene intorno al 435 a. C., da famiglia ricchissima, e vissuto qualche tempo ad Atene, dove divenne.scoluro ed amico di Socrate. Per quanto possa parer strano, egli non fece con la sua dottrina che svolgere nn elemento già contenuto nella filosofia del maestro. Per il quale, com’ et noto, non c’è contraddizione tra virtà ο felicità, anzi la virtù è il più delle volte indicata come il mezzo più sicuro per arrivare alla felicità; in un luogo dei Memorabili, Socrate dimostra, ad esempio, che la tempeCLa  188  ranza ci fa godere molto più della intemperanza, e che perciò quella, anche sotto il rispetto del piacere, è da preferirsi a questa: a seguire la virtù piuttosto che il vizio si trova sempre da ultimo, se non da principio, il tornaconto. Aristippo prese dalla dottrina socratica questo concetto, che conveniva alla sua natura ο al suo temperamento, ~ portandolo alle estreme conseguenze. Egli però, se riteneva che ogni piacere, in generale, è buono per sò stesso © merita di essere cercato, insegnava anche che certi piaceri devono essere fuggiti per i dolori che arrecano, che non conviene violare le leggi per non incorrere nelle leggi penali e nella disistima pubblica, e sovrattutto che l’uomo deve essere il signore del piacere non lo schiavo: È siguor del piacere non colui che se ne astiene e lo fugge, ma colui che ne usa senza lasciarsi trasportare, come è signore della nave o del cavallo non già colui che rifagge dall’adoperarli ma colui che li conduce dove vuole ». Morto Aristippo, la scuola continuò col nipote, poi con Teodoro l’ateo, con Anniceride e finì circa due secoli dopo con Egesia: ma l’insegnamento primitivo subì trasformazioni radicali, tantochd Teodoro pose come scopo dell’ uomo non più il piacere ma la gioia e la serenità dell’ anima, Egesia giudicò la felicità come irraggiungibile © descrisse con tanta officacia i mali della vita, che molti furon tratti dal suo insegnamento al suicidio, ond’ egli ebbe il soprannome di avvocato della morte, Πεισιθάνατος, e le autorità di Alessandria ebbero a proibirgli per questa ragione di tenere scuola, I cirenaici possono considerarsi i precursori dogli epienrei. Cfr. Cicerone, Aoadem., IV, 24; A. Wendt, De philosophia Cyrenaioa, 1841; G. Zuccante, I Cirenaici, Riv. di fil. », marzo 1912 (v. edonismo, morale). Clan. T. Sippe; I. Clan; F. Clan. Nella sociologia si dà questo nome a tutte quello forme primitive di società, che ripossno sopra la parentela ed hanno costituzione guerriera © proprietà comune; in senso più ristretto, che è anche  189  Cia il primitivo, designs le tribù delle isole britanniche, e particolarmente gli Irlandesi e gli Higlanders di Scozia, viventi sotto il regime patriarcale. Cfr.. Durkheim, Année sociologique, I, 9 e 31; Powell, ibid., IV, 125. Classificazione. T. Classification; I. Classification; F. Classification. È un'operazione logica, che consiste nel distinguere più oggetti o fatti in classi o gruppi, secondo i rapporti di somiglianza ο differenza. La classificazione dicesi sintetica quando parte da un oggetto complesso per discendere 9 oggetti meno complessi e agli elementi primi componenti; analitica se inverssmente; artificiale quando le completa conoscenza degli esseri che si classificano, si fonda sopra un numero ristretto di caratteri, scelti non secondo la loro importanza ma secondo la facilità di conoscerli; naturale quando è fondata sopra la cognizione dei caratteri più importanti, palesi o occulti, permanenti ο evolutivi. Il concetto di evoluzione, divenuto fondamentale nella scienza moderna, ha dato luogo ad una nuova forma di classificazione, detta genetica, che è la più perfetta in quanto considera le classi come il prodotto più o meno stabile, ma non assolutamente invariabile, delle variazioni causali delle proprietà ; perciò tutte le scienze tendono a costruire sul tipo genetico le proprie classificazioni, che hanno però diverso valore nelle scienze teoriche costrattive e nelle sperimentali: in quelle la genesi delle forme è una costruzione nostra e quindi può essere varia, in queste la genesi non è una costruzione nostra, ed è una, 9 quindi è una anche la classificazione genetica possibile. Cfr. Wundt, Logik, 1898, II, 40. Classificazione delle scienze. Per Aristotele, che fu il primo ad occuparsi del problema scientifico, tutte le scienze sono subordinate alla filosofia prima (φιλοσοτία πρώτη) detta poi metafisica, 9 queste scienze sono: la ieoretica di cui fanno parte la matematica, la fisica, la atorin naturale; la pratica ciod la morale; In poetica cioè 1’ enteCia tica. Per gli stoici invece tutte le scienze si riducono a tre fondamentali: fisica, etica e logioa. La classificazione di Aristotele rimase in vigore fino a che durò incontrastata l'autorità della sua filosofia, vale a dire fino al Rinascimento. Bacone, primo nell’ evo moderno, volle tentare una classificazione diversa, fondata sopra le tre grandi facoltà in oui egli divideva lo spirito : memoria, imaginazione, ragione. Opers della prima è la storia, della seconda la poesia, della terza la filosofia ; quest’ ultima ha un triplice oggetto: Dio (teologia), l’uomo considerato sia genericamente che nel corpo e nello spirito, e la natura, onde abbraccia lo matematiche, la filosofia naturale e la meta‘ fisica. Per Cartesio lo spirito nmano è come un albero, di cui la fisica è il tronco, la metafisica le radici, i rami le altre scienze, che si riducono a tre più importanti, ciod la medicina, la meccanica © la morale; la filosofia è tutto l’ albero. Notevole poi fu il tentativo di classificazione fatto dal Diderot, nel I° vol. dell’ Enciclopedia; genialissimo e compiuto quello dell’Ampère, che qui sarebbe troppo lungo ricordare, giucchè di suddivisiono in snddivisione egli giunge ad enumerare 128 scienze. Augusto Comte classificò le scienze a seconda del loro grado di complessità e la rispettiva subordinazione, stabilendo la serio seguente: matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia, sociologia. La matematica vien prima, perchè Ja più generale ο più semplico e meno subordinata; la sociologia ultima perchè più particolare, più complessa, © richiede la conoscenza di tutte le altre. Lo Spencer, tenendo conto delVoggetto delle scienze, le distingue in astratte, che studiano i rapporti indipendentemente dai fenomeni e dagli esseri, come la logica e la matematica; conorste, che studiano gli stessi esseri naturali, come l'astronomia, la biologia, la psicologia, la sociologia; astratte-conorete, che studiano i fenomeni indipendentemente dagli esseri, como la mecca nica, la fisica © la chimioa. Tra i molti tentativi dei filosofi  191  CLa-CLE contemporanei per risolvere 1’ arduo problema, ricorderemo ancora quello del Naville, che divide tutto il sapere in tre grandi gruppi: 1° la teorematica, che comprende tutte le scienze delle leggi, e ciod la nomologia, le scienze matematiche, fisiche e psicologiche, fra oui è la sociologia; 2° la storia umana; 3° la canonica, che comprende tutte le scienze delle regie ideali d’azione, e cioè le teorie dei mezzi ο delle arti, le scienze morali e l'etica propriamente detta. Ad ogni modp, la olassificazione più comune e praticamente usata, benchè poco scientifica, è la seguente: 1° sciense matematiche (aritmetica, geometria, algebra, meccanica, astronomia); 2° soiense fisiche (fisica e chimica); 3° acienze naturali (mineralogia, geologia, botanica, zoologia, antropologia, anatomia, fisiologia, etnologia, patologia, nosologia); 4° scienze morali (scienze sociali, politiche, storiche e psicologiche). Claustrofobia. T. Alaustrophobic; 1. Claustrophoby ; F. Claustrophobie. Con questo nome, introdotto nella terminologia scientifica dal Ball, si denomina quello stato patologico che consiste nell’ orrore per i luoghi chiusi. Gli ammalati non possono sopportare d’essere chiusi in una stanza, e certe volte nemmeno passare sotto una galleria o per una via stretta: essi dicono di soffocare, di non poter respirare, di sentirsi opprimere. La cluustrofobia è l'inverso dell’ agorafobia, ο l'una ο l’altra non sono che casi particolari della fobia dei luoghi, o topofobia. Cfr. A. Verga, La Claustrofobia, Rend. Ist. lombardo », 1878. Cleptomania. T. Kleptomanie, Stehltrieb; I. Cleptomany; F. Cleptomanie. Fenomeno patologico, che consiste nell’ impulso irresistibile a impossessarri di oggetti appartenenti ad altri, anche se di nessun valore e pur essendo nell’ ammalato la coscienza dell’ atto delittuoso che commette. In ciò sta la differenza tra il cleptomane e il pazzo morale: questi ruba seguendo i suoi istinti perversi, obbedendo volontieri ad nna volontà viziata per abitudine; quegli CLi-Con  192  invece cede ad un bisogno morboso intermittente, contro il quale cerca di lottare ο al quale non cede che a mnalincuore, come costretto da una forza più potente della sua volontà. Cfr. Tamburini, Riv. oliniea, 1876; E. Brissaud, Malattie del? enogfalo, trad. it. 1906, p. 108 segg. Clinanem. Con questo nome Lucrezio designa quella deolinazione degli atomi, che è I’ ipotesi fondamentale del sistema epicureo. Secondo Epicuro, nello spazio infinito sono diffusi in numero infinito gli atomi, che, essendo dotati di peso, cadono verticalmente con la stessa velocità. Ma come si spiega allora la formazione delle cose e del mondo? In questa eterna pioggia di atomi bisogna ammettere che alcuni, in momenti © posti non determinati, deviino spontaneamente dalla linea verticale e per quel tanto che basti a nrtare contro altri atomi vicini; questi, alla lor volta, producono per rimbalzo altri urti, e così via via finchè si producono degli addensamenti atomici, che, nell’infinita varietà delle combinazioni possibili, dànno luogo ai mondi e alle cose. Su questa infrazione della legge di causalità fisico, Epicuro fondava il libero arbitrio del volere, che egli riteneva indispensabile alla felicità : I’ atto volontario è in relazione coi motivi; così il primo come i secondi si riducono a moti atomici interni; mia siccome nei moti atomici c'è la libertà, così il passaggio dai secondi ai primi non è una trasformazione meccanica di movimento, bensì i primi si determinano spontaneamente, come spontanea è la declinazione atomica. Cfr. Diogene L., X, 184; Lucrezio, De rer. nat., II, 251-293; Brieger, Urbewogung der Atome, 1884; Giussani, Studi luoreziani, 1896, p. 124-169; Ranzoli, Il caso nel pensiero e nella rita, 1913, p. 26-33 (v. atomo, atomismo, coniunota). Codivisione. Quando, nella divisione logica, il concotto dividente viene diviso successivamente sotto più d’un rispetto, l'insieme di tali divisioni costituisce una codivisione. La qualo per tal modo non è possibile, se non quando  193  Cox-Coa ciascan termine dividente sia atto ad essere suddiviso sotto il medesimo rispetto ο fondamento (v. divisione). Coesione psichica. Il legame maggiore o minore che unisee gli elementi da cui risultano le formazioni psichiche. Secondo 1’ Ardigd, la coesione massima à la percettiva, e specialmente quella che si forma tra una idea e la parola che l’esprime; è media la coesione che si ha nelle formazioni ideali, come è provato dalla varia significazione che una stessa parola riceve nell’ ideazione degli individui; minima è la coesione logica, che si avvera nel sogno, nella riflessione, nel ragionamento. La legge fondamentale è che la coesione sta in rapporto inverso con la complessità del lavoro mentale. Cfr. Ardigò, Op. fil, VII, 40 e segg. Cogito, ergo sum (penso, dunque esisto). È il principio dal quale prende le mosse la filosofia di Cartesio. Dopo aver rigettato come dubbie tutte le verità accettate o per autorità o per testimonianza del senso, trovò che una cosn sola era fuori d’ogni dubbio e poteva quindi servir di base inconcusss su cui fondare tutte le altre cognizioni: il dubbio medesimo, vale a dire il pensiero, e quindi anche In certezza della nostra esistenza. Di tutto possiamo dubitare, egli diceva, ma non dubitare di dubitare, nè dubitare di esistere noi che dubitiamo. Lo stesso principio era stato altre volte affermato prima di Cartesio, ad es. da Β. Agostino, per il quale pure la conoscenza che I’ essere pensante ha del proprio esistere è immediata: Quando quidem, etiam si dubita, vivit, si dubitat, cogitat. Ugualmente 8. Tommaso: Nullus potest cogitare se non esse cum assensu in hoc enim, quod cogitat, percipit se esse. Campanella: Si nogas et divis me falli, plane confiteria, quod ego sum; non enim possum falli, si non sum.... Ergo nos esse et posse scire et volle est certissimum principium, deinde secundario, nos case aliquid et non omnia. Però, mentre per S. Agostino, 8. Tommaso e Campanella la certezza che |’ anima ha di sò à In più sicura di tutte le esperienze, il carattere fondamentale 13  RaxzoLt, Dision. di scienze filosofiche. CoL  194  della percezione interna, per cui questa ha il sopravvento gnoseologico sopra la percezione esterna, per Cartesio invece la proposizione oogito sum ha il significato di prima fondamentale verità di ragione più che di esperienza; la sua evidenza non è nemmeno quella di un sillogismo, ma quella di una immediata certezza intuitiva: prima quaedam notio quae ex nullo eyllogismo concluditur. La formula cartesiana fu spesso modificata in sdguito, dandole maggiore impersonalità ed estensione: Cogito, ergo est (Schopenhauer); Cogito, ergo sum αἱ est (Richl); Cogito, ergo res sunt (Boutroux). Cfr. 8. Agostino, De Trin., X, 14; 8. Tommaso, Quaest. disp. de ver., 10; Campanella, Universalis philos., 1688, I, 3, 3; Cartesio, Med., II, 10, 11; Resp. ad. Obj., Il; Schopenhauer, Die Welt als. W. und Vorat., suppl. cap. IV; Riehl, Die philos. Kritioiemus, 1887, II, 2, p. 147; Boutroux, Rerue des Cours, 1894-95, II, 370. Collettivismo. Kollektivismus; I. Collectiviem; F. Coliectivieme. Termine creato al Congresso di Bâle, nel 1869, per opporre al socialismo di Stato, rappresentato dai marxisti, il socialismo non centralizzatoro. Oggi perd il termine ha assunto un significato più largo, e indica la dottrina sociale e politica, che propugna l’avvento di una società nella quale sia abolita la proprietà privata, sia seso comune lo stromento del lavoro, ed ogni individuo abbia una ricompensa proporzionata così alla sua capacità come all’opera sua, ma in maniera che ognuno abbia il sufficiente, in modo degno della umanità. La propriotà è amministrata direttamente dallo Stato, il quale ne distribuisce il frutto tra i suoi membri. Cfr. Schwflle, Bau und Leben d. socialen ‚Körpers, 1874; Y. Guyot, Le oolleotivieme futur et le sooialisme présent, 1906; F. E. Restivo, Il socialismo di Stato, ed. Sanron; Ant. Labriola, Discorrendo di filosofia ο socialismo, 1898. Collettivo. T. Gesammnt, kollektir ; I. Collective; F. Colleotif. Si oppone a distributivo e si distingue da generale. È collettivo ciò che è comune ad un numero determinato  195  Com di individui ed è una proprietà dell’ insieme ; è generale ciò che è comune ad un numero indeterminato di individui e appartiene a ciasouno d’essi. Perciò nella logica dicesi collettivo il termine che abbraccia una moltitudine d’individui senza riferirsi a ciascuno di essi (es. il 19 reggimento), generale il termine che abbraccia una moltitudine indefinita di individui a ciascano dei quali si riferisce (es. soldato). Quindi il termine collettivo è individuale, perchè, sebbene poses esser detto d’una moltitndine individuale presa insieme, non pud esserlo di ciascuno degli individui presi n parte. Combinatoria (ars). Quella parte della matematica, che ha per oggetto di formare per ordine tutte le combinazioni possibili di un numero dato di oggetti, di numerarle e studiarne le proprietà ο le relazioni. Con la stessa espressione il Leibnitz designava la medesima scienza, applicata ad ogni categoria di conoetti, costituendo così la parte sintetica della logica (v. probabilità). Comico. T. Komische (das); I. Comical; F. Comique. Termine generico in cui si comprendono tutti quei sentimenti che, nella ricca varietà delle loro sfumature, ai presentano a volta a volta come umoristico, ridicolo, ironico, grottesco, satirico, arguto, scherzoso, ecc., ed hanno quasi sempre per linguaggio emozionale il riso o il sorriso. Secondo In teoria di Platone, svolta poi da Hobbes e da Lamennais, e accettata fra noi dal Troiano, il sentimento del comico si risolve nell'orgoglio prodotto dalla percezione improvvisa della nostra superiorità; così chi ride alla commedia si crede privo del difetto di cui ride e si sente superiore al personaggio che ne è macchiato. Invece per Aristotele il comico è un difetto che nd fa soffrire nà nuoce; questa definizione fu poi modificata da Cartesio ο svolta recentemente dall’ Ueberhorst, che risolve il comico nel segno @ una caftiva qualità d’una persona, se abbiamo In coscienza di non possedere un difetto della steran perio e Com  196  non sono provocati in noi sentimenti fortemente sgradevoli ». Analoga a questa è la definizione del Bergson, per il quale le oomique est 06 oôté de la personne par lequel elle ressemble à une chose, ost aspeot des événements humaine qu'imite, par sa raideur d'un genre tout partioulier, lo mécanieme pur et simple, Vautomatieme, enfin le mouvement sans la vie; esso sorge infatti quando negli atti che non sono essenziali per Is vita manca quella vigile agilità di corpo, di spirito e di carattere che la società richiede; ossia quando l’automatismo imita la vita. Secondo un’altra dottrina, accennata prima ds Cicerone e da Quintiliano, svolta oggi dal Penjon, il comico è la libertà, ciò che rompe la regolarità e l'uniformità della vita, sense spaventarci nd danneggiare noi ο altri; » questo tipo si possono ricondurre molte dottrine, come quella di Kant, che fa originare il comico dall’improvviso risolversi in nulla di una grande aspettazione; quella dello Schopenhaner, che lo riconduce ad un disaccordo subitamente avvertito tra un concetto ¢ gli oggetti reali che esso ha suggerito; quella di Giampaolo, cho lo risolve nell’ assurdo roso sensibile perchè manifesta una contraddizione; quella dello Spencer, che lo riconduce ad un contrasto tra oggetti grandi © piccoli; quella del Lipps, che lo fa originare da un contrasto tra la cosa attesa © quella che si presenta. Invece per il Sully il comico non è che il giuoco, cioè il considerare quel che si presenta davanti al? anima nostra como un oggetto di divertimento, un oggetto che non si deve prendere sul serio; per il Bain è l’accrescimento di energia prodotto dalla liberazione di una gravità forzata; per il Philbert è un errore subito rettificato, nascendo quando noi siamo ad un tempo ingannati e disingannati, quando con un solo sguardo vediamo I’ errore, tutte le sue cause © il vizio di queste cause >. Tra le dottrine più recenti ricorderemo infine quella di A. Momigliano, che, dopo aver esaminato con nentezza le forme fondamentali dol comico o lo definizioni fino ad ora proposte, conclude  197  Com che il sentimento del comico nasce dal compiacimento estetico col quale si rileva inaspettatamente il lato debole di un oggetto o nn contrasto che rende manifesti un’ imperfezione © un malanno imputabili all’ uomo o alla sorte ». Cfr. Franz Jahn, Das Problem des Komischen, 1905; Ueberhorst, Das Komische, 1896-1900; Lipps, Payohol. d. Komik, Philos. Monatshefte », 1888, XXIV; Dugas, Peyohol. du rire, 1902; Sully, Essai sur le rire, 1904; Bergson, Le rire, 1904; Bénard, La théorie du comique dans l’esthétique allemande, Revue philos. », 1880-81, vol. X, XII; C. Hanau, Del riso e del sorriso, Riv. di fil. scientitica », 1889, vol. VIII; F. Masci, Psicol. del comico, Atti della R. Acc. di s. 11. e p.», 1889; A. Momigliano, L'origine del comico, Cultura filosofica », luglio ο sett. 1909; Giulio A. Levi, Il comico, 1912 (v. ironia, umorismo). Comparazione. T. Vergleichung ; 1. Comparison; F. Comparaison. Alcuni psicologi, tra oui 1’ Höffding, considerano la comparazione come la forma fondamentale dell’ atto di conoscere, il carattere che distingue il pensiero dagli altri fatti di coscienza; pensare è comparnre, cioò trovare della diversità o della somiglianza. È una comparazione di differenza la sensazione, una comparazione di somiglianza 1’ atto del riconoscimento, una comparazione di somiglianza © differenza’) associazione, ecc. Nella logica diconsi comparative quella specie di proposizioni implicite o complesse, che costituiscono un paragone ed equivalgono 8 due proposizioni. Ad es.: l’altruismo è il più nobile dei sentimenti (l’altruismo è un sentimento nobile questo sentimento è più nobile di ogni altro). Cfr. Haffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 61, 148 (v. pensiero). Complesso. T. Zusammengesetzt, complex; I. Compler; F. Complexe. Nella logica si dice complesso un termine quando designs due o più idee, e complesss una proposizione quando consta di due o più membri. Un sillogismo è complesso, quando uno almeno dei termini della concluCom  198  sione essendo complesso, le parti componenti questo termine si trovano separate nelle premesse. Complicazione. T. Complication ; I. Complication ; F. Complication. Il Wundt, seguendo 1’ Herbart, chiama complicazione quella forma di associazione simultanea che avvieno fra imagini di specie differenti. Nella scolastica il termine complicazione era adoperato nel senso di implicito; perciò dicevasi che Dio è la complicazione del mondo e il mondo l’esplicazione di Dio. Cfr. Nicola Cusano, Docta ign., 11, 3; Herbart, Lehrbuch s. Peychol., 1850, ο. 3, p. 22; Wundt, Grundriss d. Psyohol., 1896, p. 275. Composizione delle cause. Principio logico, analogo al principio fisico della composizione delle forze. Esso si formula in questo modo: I’ effetto totale di più cause riunite insieme è identico alla somma dei loro effetti separati. Sarebbe però arbitrario dare a questa legge la stessa estensione della legge fisica sopra accennata, e applicare a tutti i fatti, specie a quelli d’ordine fisiologico e psicologico, il concetto della composizione puramente meccanica delle cause (v. p. es. legge di Weber). Compossibile. T. Compossibel; 1. Compossible; F. Compossible. La relazione tra due esseri possibili simultaneamente e di fatto. Due esseri separatamente possibili non sono sempre e necessariamente compossibili, in quanto la possibilità di fatto di ciascuno d’ essi può distruggere la loro compossibilità logica, Il termine, giù conosciuto dagli scolastici, fu adoperato specialmente dal Leibnitz. Cfr. Goclenius, Lexicon philos., 1613, p. 425 a; Leibnitz, Op. phil., Erdmann, p. 718 segg. Composto. Lut. Compositum ; T. Zusammengesetst ; I. Compound; F. Composé. Ciò che risulta di più parti. Nella logica diconsi composti quei giudizi che esprimono una relazione di giudizi e si possono perciò risolvere in due o più giudizi semplici senza alterarne il valore. Quindi i giudizi composti si suddividono soltanto secondo le forme della relazione, cioè  199  Com la categories e l’ipotetica, ο secondo la composizione di ciascuna di queste due forme con l’altra. Si avranno dunque due classi di giudizi composti: quelli a relazione semplice © quelli a relazione composta ; più una terza di giudizi contratti. La prima classe contiene i gindizi : categorico-congiuntivi, categorico-copulativi, categorico-divisivi, ipotetico-congiuntivi, ipotetico-copulativi, ipotetico-divisivi; la seconda i giudizi: categorico-ipotetici, categorico-disgiuntivi, ipotetico-disgiuntivi ; la terra i giudizi: entimematici © tetici. La forma disgiuntiva non dà luogo a forme composte, se non congiungendosi alle altre due, dalle quali differisce soltanto per la natura del predicato.  Gli scolastici dicevano compositum physioum quello che risulta da parti reali tra loro realmente distints; compositum metaphysicum quello che risulta di parti reali, distinte soltanto razionalmente ; substantiale compositum naturale quello che risulta di sostanze, le quali per intenzione di natura sono ordinate a costituire qualche cosa, ad es. P uomo, che consta di snima e di corpo; substantiale compositum supernaturale quello che risulta di sostanze le quali, benchè non ordinate per natura loro a costituire qualche cosa, hanno però attitudine ad essere innalzate da Dio a questo, ad es. l’unione delle due nature, umana e divina, in Cristo. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 186 segg.; Goclenio, Lericon phil., 1613 (v. giudizio). Comprensione. Lat. Comprehensio; T. Inhalt; I. Intension ; F. Comprekension. Dicesi comprensione, 0 tenore, o contenuto di una idea l'insieme dei caratteri ο delle qualità che essa designa; vale a dire, in altre parole, l’insieme delle determinazioni o degli elementi da cui quelV idea risulta. Così la comprensione dell’ idea triangolo è data dalle determinazioni di figura, estensione, tre angoli, ecc., che entrano a costituirla. Siccome ciascuna di queste determinazioni può determinare tutte le altre, così i logioi significarono Il rapporto che lega tra loro le parti della Com  200  comprensione col simbolo algebrico della moltiplicazione, nella quale ogni fattore moltiplica tutti gli altri. Quindi: comprensione di A = a x LX c, ossia abc. L'operazione con cui si aggiunge qualche nota ad una idea, accrescendono la comprensione, dicesi determinazione; V oporazione inversa dicesi astrazione. Cfr. Aristotelo, Anal. post., I, 4, 738, 35; Drobisch, Neue Darst. d. Logik, 1887, $ 25 (v. estensione). Comune, T. Gemein; I. Common ; F. Commun. Ciò che appartiene contemporancamente a più oggetti; si appono al proprio, che è il carattere che appartiene a un individuo e non si riscontra in nessun altro. Si distingue il comune reale o fisico (ad es. il sole è il centro comune del sistema solare) dall’ ideale o logico (ad es. le leggi biologiche sono comuni a tutti gli esseri viventi). Il nome comune è quello che denota un insieme di qualità; si oppone al nome proprio, che non indica alcuna proprietà, ma soltanto designa. Per idea o nozione comune si intende tanto quella che può essere attribuita ad un numero indefinito di oggetti differenti, quanto quella che si trova in tutti gli spiriti. Gli scolastici distinguevano i sensibili comuni dai sensibili propri: i primi sono i fenomeni che possono essere percepiti da più sensi, come la forma, 1’ estensione, il movimento, ecc., i secondi i fenomeni che non possono essere percepiti che da un solo senso, come il suono, il sapore, il colore, l'odore (v. senso comune). Comunismo. T. Kommunismus; I. Communiem ; F. Communirme. Quella dottrina politica od economica, che ripeto le sue origini dal Morus, Campanella, Morelly e propugna un ordinamento sociale in cui siano comuni tanto lo strumento del lavoro come la ricchezza prodotta, cosicchè ciascun uomo lavori per quanto può © consumi secondo i suoi bisogni. Secondo alcuni Platone sarebbe il padre del comunismo, avendone esposto il disegno nella Repubblica; mu, in realtà, l’idosle platonico dello Stato si fonda sul prin 201  Com cipio dell’ aristoorazia della oultura, che appare specialmente in questo: per la gran massa del terzo stato non si pretende se non l'abilità ordinaria della vits pratica, mentre 1) educazione che lo Stato ha il diritto e il dovere di avere nelle suo mani per formare i cittadini socondo i suoi fini, si volge soltanto alle altro due classi, degli insegnanti ο dei militari. Questi debbono avere comunanza di vita e di beni, affinchè nessun interesse personale faccia ostacolo all’ adempimento dei propri doveri a profitto della collettività. Vero padre del comunismo può invece considerarsi il Morelly, che a sua volta ο) ispirò alle utopie di Moro e Campanella, 8 il cui sistema può riassumersi così : proprietà comune dei terroni, del domieilio, degli strumenti di lavoro © di produzione; educazione accessibile a tutti; distribuziono del lavoro secondo le forze © dei prodotti secondo i bisogni, senza tener conto alcuno della capacità ο dell’ ingegno; riunione degli individui in numero di mille almeno, affinchè, lavorando ciascuno socondo le proprie forze e consumando secondo i propri bisogni, si stabilisca una media di consumo cho non sorpassi le risorse comuni, © una risultante di lavoro che le renda sufficientemente abbondanti ; abolizione delle ricompense pecuniarie; istituzione di un codice pubblico di tutte le scienze, nel quale non αἱ uggiungerà nulla alla metafisica © alla morale oltre i limiti prescritti dalle leggi; l'istruzione dei fanciulli è fatta in comune, in un vasto ginnasio, è impartita dai padri e dalle madri, comincia si cinque e termina ai dieci anni, dopo di che i giovani passano nelle officine ove ricevono I’ istruzione professionale, Il comunismo si distingue in comunismo autoritario e comunismo anarokioo. Non va confuso col collettivismo. Cfr. Pöhlmann, Geschiohte des antiken Sozialismue und Kommunismus, 1901; A. Sudre, Histoire du communieme, 1850; Marx © Engel, Man. dei comunisti, 1847 (v. anarchia, rocialiemo). Comunità v. reciprocità. Con  202  bile. ‘T. Begreiflich; I. Conoerable ; F. Conoevable. Tutto ciò di cui lo spirito può formarsi la nozione, quindi tutto ciò che non racchiude contraddizione. Il campo del concepibile è illimitato, entrando in esso tanto l’éntelligibile, vale a dire ciò che è oggetto soltanto del pensiero astratto, quanto il sensibile, vale a dire ciò che è oggetto della sensazione. Nella possibilità logica si ha la concepibilità dei contradditorii, ma soltanto perchè manca la ragione di decidere quale dei due sia vero, non perchè siano veri entrambi. Secondo alcuni filosofi la concepibilità è testimonio di verità, ad es. Cartesio: Avendo notato che in questa proposizione: io penso, dunque esisto, non vi è nulla che mi assicuri che io dica la verità, se non il vedere chiarissimamente che per pensare bisogna essere, gindioai di poter prendere come regola generale, che lo cose che noi concepiamo in modo chiarissimo ο distintissimo, sono tutte vere, ma che vi è solo qualche difficoltà nel Len discernere quali siano quelle che noi concepiamo distintamente >. Anche per Hume è una massima stabilita nella metafisica, che tuttocid che la mente concepisce, include l’idea dell’ esistenza possibile, ο, in altre parole, che nulla noi imaginiamo che sia assolutamente impossibile ». Cfr. Cartesio, /iscorao al metodo, trad. it. 1912, p. 73-74; Hamilton, Discussions ou philosophy, 1852, p. 596 (v. inconcepibile, incomprensibile, inconosoibile). Conospire. T. Hegreifen; I. Conceive; F. Concevoir. Alcuni logioi distinguono I’ atto del ragionare e del giudicare dall’ atto del concepire, che sarebbe il semplice pensare una data cosa senza nd negare nd affermare. Altri obbiettano che nella coscienza non può essere separato 1’ atto del concepire da quello del giudicare, perchè concepire una qualsiasi cosa è un rappresentarsela, e quindi affermare qualche cons che le uppartieno. Il Baldwin propone di restringere il significato del vocabolo, usandolo solo per designare la conoscenza del generale in quanto distinto dagli oggetti  203  Cox particolari cui si applica. Cfr. Logique de Port-Royal, ed. Charles, p. 37; Taine, De U Intelligenoe, 1870, II, 76 (v. concezione). Concetto. T. Begriff; I. Conception, Concept ; F. Concept. È la tradnzione latina del σύλληψις greco (συν = con, λαμβάνω =: prendo), con cui si volle indicare che mediante il concetto apprendiamo il significato della cosa. Ordinariamente per concetto si intende la sintesi ideale o tipica di una cosa ο d’un fatto, ottenuta mediante il confronto delle rappresentazioni ο |’ astrazione delle note identiche. Secondo altri, il concetto, essendo l’unità delle note essenziali dell'oggetto, ottenuta mediante l’astrazione e la determinazione, presuppone il giudizio e si definisce appunto come il sistema dei giudizi, che su quell’ oggetto si son fatti ο si possono fare, Il principio unificatore del concetto può essere intrinseoo, cioò l’unità fisica ο ideale della cosa stessa, od estrinseoo, cioè una rappresentazione schematica o una parola o una espressione composta di più parole. Gli elementi del concetto si dicono rote ο determinazioni. Bisogna però distinguere il concetto logico dal psicologico; questo è per lo più costituito da imagini frammentarie, da aspetti dell’ oggetto che più interessano un dato individuo, per la sus cultura, il sno temperamento, le sue abitudini mentali, la sua educazione, e varia perciò da individuo a dividuo ο durante la vita dello stesso individuo; invece il concetto logico, sintesi di tutto le note dell’ oggetto, è uguale per tutti i pensanti, ossia obbiettivo ο universale, 1] concetto logico esprime l’essenza della cosa; secondo lo Stuart Mill quella che noi diciamo l’ essenza della cosa è 1’ insiemo delle note del concetto; secondo altri l’ essenza è data soltanto dalle note permanenti dell'oggetto; per altri ancora V essenza è il complesso delle qualità primarie della cosa, che indica quello che la cosa è nell’ ordine delle altre cose © in relazione ad esse. I caratteri fondamentali del concetto logico sono tre: 1° di essere costituito non tanto da conCox  204  tenuti qualificativi che stanno da sò, quanto da indi relazione, cioè di somiglianze e differenze, di essere insomma un sistema di rapporti; 2° di essere universale, sia soggettivamente in quanto non si ha che un solo concetto d’una cosa, sia oggettivamente in quanto vale per tutti gli oggetti che denota; 3° di essere neoessario soggettivamente, appunto perchè non si può avere che un solo concotto d’una cosa, oggettivamente in quanto esprime la legge intima della cosa. Kant distingue il conostto, che è ogni relazione generale senza essere assoluta, dalle idee ο dati assoluti della ragione, e dalle intwisioni, che sono le nozioni particolari dovute ai nostri sensi. Egli li distribuisce in tre classi: ο. puri, che non tolgono nulla dalla esperienza (es. la nozione di causa); ο. empirici, che sono formati esclusivamente coi dati dell’ esperienza (es. la nozione generale di colore); ο. misti, formati in parte sui dati dell’ intelletto puro, in parte su quelli dell’ esperienza. Come le intuizioni sono impossibili senza una forma sensibile, così le cognizioni vere e proprie sono impossibili senza una forma intellettuale, cioè senza i concetti : perciò, egli dice, le intuizioni senza i concetti sono cieche, i concetti senza le intuizioni sono vuoti. Nel pensiero filosofico il concetto cominciò ad assumere grande importanza con Socrate. Opponendosi al relativismo dei sofisti, egli cercò un sapere che dovesse valere per norma ugualmente per tutti, un elemento costante ed unitario che ognuno deve riconoscere, e lo trovò nel concetto (λόγος); la scienza è quindi pensare per concetti, e il fine di ogni lavoro scientifico la determinazione dei concetti, la definizione. Per Platone l'oggetto della scienza è l’idea, 1’ essere incorporeo che viene conosciuto mediante i concetti; poichè i concetti, in cui Socrate aveva trovato l'essenza della scienza, non sono dati come tali nella realtà percepibile, essi devono formare una seconda realtà, una realtà inmateriale, e la conoscenza loro non può essere che una remi 205  Cox niscenza, onde l’ anima richiama alla memoria conoscenze preesistenti in essa. Per Aristotele invece ogni concetto si forma analiticamente da un concetto superiore, 0 genere prossimo, mediante l’aggiunta di una nota speciale, © differenza specifica: questa deduzione del concetto è la definizione; naturalmente, la definizione dei concetti inferiori si riferisce a concetti generalissimi, che si sottraggono ad ogni deduzione e spiegazione. Gli stoici cercarono di analizzare psicologioamente il concetto, che per essi ha origine dalla percezione, o per sè stesso o mediante parlari motivi psicologici, aut wen, aut coniunotione aut similitudine aut collatione; solo i concetti più generali, κοtiones communes, sono innati. Nel sistema dell’ Herbart il concetto ha una grande importanza : egli infatti, opponendosi agli idealisti che sostenevano esser compito della filosofia di derivare la realtà da un principio unico, attribmì alla filosofia uno scopo essenzialmente oritico, e cioè l'esame © l'elaborazione dei concetti su cui è fondata la scienza rperimentale, per ripulirli da quelle contraddizioni che falsano la giusta rappresentazione della natura; i concetti stessi sono per lui delle idealità logiohe, che non esistono che nella nostra astrazione, non essendo che rappresentazioni nelle quali astraiamo dal modo come psicologicamente si sono prodotte. Per Hegel invece il concetto non è semplicemente una rappresentazione soggettiva, ma |’ essenza storsa della cosa, il suo in sò;... le forme logiche del concetto sono il vivente spirito della realtà »; egli lo definisce come la libertà e la verità della sostanza », l’ assolutamente concreto >, l’universale in cui ogni momento è il tutto, perchè esso è il per sò ed in sò determinato ». Per Schopenhauer il concetto è la rappresentazione di una rappresentazione, in quanto non è nessuna rappresentazione data, ma ha In sna natura nel rapporto con le rappresentazioni ; esso costituisre classe particolare, diversa toto genere dallo rappresentazioni sensibili ed esistente solo nello spirito nmano. Per il Con  206  Wundt il concetto è la fusione di una singola rappresentazione dominante con una serie di rappresentazioni omogenee, fusione compiuta mediante 1’ appercezione attiva »; osso infatti sorge © si sviluppa mediante il prevalere di elomenti, che sono percepiti con la maggiore chiarezza, la scelta delle rappresentasioni da sostituire, 1’ oscuramento degli elementi rappresentativi mescolati con gli elementi dominanti, l’oscuramento degli elementi stessi e la loro sostituzione con segni verbali esteriori. Per l’Avenarius anche il concetto ha un valore psicologico, non essendo che un caso particolare del principio dell’ inerzia dominante nella vita psichica; esso infatti rappresenta un risparmio di energia, rendendo possibile alla coscienza di abbracciare con un minimo sforzo un gran numero di oggetti, e di condensare economicamente concetti © leggi particolari in concetti e leggi più universali. Per lo Schuppe è concetto tuttociò che 1’ uomo pensa come significato di una parola, in quanto vengono pensati come unità molteplici predicati realmente conosciuti »; esso esiste obiettivamente perchè contenuto nella percezione, nella quale lo cogliamo come un elemento di essa; la realtà concreta è la qualità sensoriale in un punto determinato dello spazio ο del tempo; ciascuno di questi elementi (qualità, spazio, tempo), isolato dagli altri è un concetto astratto. Secondo il Croce il concetto puro deve distinguersi dai paeudoconoetti ο finzioni concettuali: queste hanno per contennto o un gruppo di rapprosentazioni (es. gatto, casa, rosa) o nessuna rappresentazione (es. triangolo, moto libero); di quello invece è da dire n volta a volta che ogni imagine 6 nessuna imagine è simbolo di easo »; il carattere fondamentale del concetto puro è la conoreterza; il concetto è universale-concreto; chè se è trascendente rispetto alla singola rappresentazione, è, poi, immanente nella singola, ο perciò in tutte le rappresentazioni. Cfr. Platone, Terteto, 201 D e sogg.; Aristotele, De an., IT, 1, 412 b, 16 © segg.; Cicerone, De fin.. TIT, 381  207  Cox Acad., U, 7; Kant, Krit. d. reinen Vorn., ed. Reolam, p. 77, 88; Herbart, Psychologie als Wissenschaft, 1887, 1; J. Stuart Mill, Examination of Hamilton, 1867, p. 274 segg.; Hegel, Enoyol., 6105, 108, 154, 157-164; Schopenhauer, Die Welt ala W. und V., 1. 1, 69; Wundt, Logik, 1893, 1. I, p. 46 segg.; Aven: Philosophie ale Denken, 1903, p. 24 segg.; Schuppe, frrundriss d. Erkenntnistheorie, 1894, p. 81 segg.; B. Croce, Logica come soiensa del concetto puro, 1909, p. 15-84; A. Marueci, Di aloune moderne teorie del concetto, Riv. di fil. », maggio 1914 (v. idealismo, nominalismo, realismo, sermonismo). Conoettualismo. T. Conceptualiemus ; I. Conceptualiem ; F. Conceptualisme. Dottrina della scolastica, che sta fra il realismo e il nominalismo, e fu creata da Abelardo. Conciliando la teoria dei nominalisti, che sostenevano essere gli universali e le qualità astratte dei corpi un puro nome, un semplice flatus rocis, e quella dei realisti, che consideravano gli universali come le sole e vere realtà, Abelardo sostenne che codesti universali, sebbene non posseggano nna realtà a sè, indipendente dal nostro spirito, hanno tuttavia, in quanto concetti o nozioni astratte, una esistenza logica e psicologica, Ogni individuo, dice Abelardo, è composto di forma e di materia. Socrate ha per materia l’uomo 9 per forma la socratità. Platone è composto d’ una materia simile che è l’uomo ο d’una forma differente che è la platonità, e così degli altri uomini. E come la socratità, che costituisce formalmente Soorato, non è in nessuna parte fuori di Socrate, ngualmente codesta essenza d’uomo che, in Socrate, è il sostrato della socratità, non è in nessuna parte altrove che in Socrate, e così degli altri individui. Per specie io dunque intendo, non codesta sola essonza d’ uomo che è in Socrate o in qualche altro individuo, ma tutta la collezione formata da tutti gli individui di codesta natura ». L’ universale esistente nella natura è appunto, per Abelardo, codesta collezione, codesta molteplicità identienmente determinata, che diventa concetto unico solo nella Cox concezione del pensiero umano; ο poichè tale molteplicità degli individui si spiega col fatto che Dio ha creato il mondo secondo imagini preesistenti nel suo spirito, così nel concettualismo abelardiano gli universali esistono anzitutto in Dio come conoeptus mentis prima delle cose, poi nelle cose stesse come identità dei caratteri essenziali degli individui, infine nell’ intelletto umano quali suoi concetti. Alcuni considerano anche la dottrina di Kant come un vero © proprio concettualismo. Concettualisti nel vero senso della parola furono, oltre Abelardo e Durand de St. Pourgain, Locke, Reid, Brown. Dice il Reid: Quella universalità che i realisti considerano essere nelle cose stesse, e i nominalisti nel solo nome, i concettualisti considerano essere nd nelle cose nè nel nome soltanto, ma bensì nelle nostre concezioni >. Cfr. Abelardo, Opera, colleg. Cousin, p. 542; Reid, Works, 1863, p. 406; Windelband, Storia della fil., trad. it, 1913, p. 349. Concezione. T. Konoeptior, Begriffebildung; I. Conception: F. Conception. Non ha un significato ben definito nella paicologia. Alcune volte si adopera in opposisione a giudizio, per indicare l’atto con cui pensiamo o ci rappresentiamo un oggetto senza nd affermare nd negare. Altre volte è ussta in opposizione a percezione, per significare l’atto con cui ei rappresentiamo un dato oggetto che non è presente; in tal caso sarebbe analoga » rappresentazione. Codesta opposizione è adottata specialmente nel realismo razionalistico, secondo il quale noi non percepiamo che fenomeni e qualità, sia fuori che dentro di noi, ma, eccitata da essi, la mente concepisce la sostanza; tale concezione, del tutto irreducibile ai fatti che ce la suggeriscono, è la condizione della nostra conoscenza delle cose, è una delle leggi necessarie del pensiero, per cui non possiamo pensare al fenomeno Renza riferirlo all’ essere. Altre volte ancora il termine concezione à nento per designare le idee astratte e i concetti, per opposizione a sensazione e rappresentazione sensibile. Diconsi  209  Cox talvolta concezioni comuni i principi del ragionamento, in quanto tutti gli uomini li concepiscono e li seguono. Cfr. Boirac, L'idée de phénomène, 1894, p. 294 (v. concepire). Concesionismo. T. Konceptioniemus ; I. Conoeptioniem ; F. Conceptionisme. Designa tutte quelle dottrine che, come le intermediariste, considerano il mondo esteriore non come percepito immediatamente tal quale, ma come concepito dal nostro spirito mediante processi particolari. Si adopera quindi per opposizione al peroesionismo, dottrina sostenuta specialmente dagli scozzesi e dagli eolettici francesi, i quali consideravano come irreducibile il sentimento di obbiettività contenuto nella sensazione, e a codesta oredenza accordavano un valore rappresentativo. Cfr. Mac Cosh, The intuitions of the mind, 1882. Conclusione. Lat. Conclusio; T. Schluss, Sohlussate, Conclusion; I. Conclusion ; F. Conclusion. O illasione; à la terza proposizione di un sillogismo, tratta dalle premesse in cui è contenuta. Perchè il raziocinio sia giusto, la conelusione deve derivare, e necessariamente, dallo premesse, nè deve enunciare cosa diversa da quella che nelle premesse è enunciata. Da premesse entrambe particolari ο entrambe negative, non si pnd ricavare alcuna conclusione, nè si può ricavare una conclusione negativa da premesse affermative. La conclusione è negativa quando una delle premesse è negativa, particolare quando nna delle premesse è particolare. Cfr. Wandt, Logik, 1893, vol. I, p. 270 segg. (5. conseguenza, sillogiemo). Concomitansa. T. Konkomitanz; I. Concomitance; F. Concomitance. Quando due circostanze si sccompagnano "uns l’altra, e sono ο simultanee ο immediatamente successive, diconsi concomitanti. La concomitanza può essere diretta o inversa: p. es. |’ altezza della colonna di mercurio nel barometro è in ragione diretta del calore; il volume dei gas è in ragione inversa della pressione. l’ud ossere ancora accidentale, p. es. il crescere dei matrimoni ο della 14  Raxzorı, Dizion, di scienze filosofiche. Cox  210  criminalità, e necessaria p. es. il crescere del tono del suono e il crescere del numero delle vibrazioni nell’ unita di tempo. Cfr. C. Ranzoli, Il caso nel pensiero e nella vita, 1913, p. 80 © segg. Concordanza (metodo di). T. Methode der Uobereinatimmung: I. Method of agreement; F. Méthode de concordance. Uno dei quattro metodi di ricerca induttiva proposti dallo Stuart Mill. Esso consiste nel paragonare tra loro difforenti casi in cui il fenomeno che si studia avviene, © si fonda su questo canone logico: se due o più casi di un dato fenomeno hanno comune soltanto una circostanza, questa circostanza, nella quale soltanto tutti i casi concordano, è la causa o l'effetto di quel fenomeno. Ad es. dovendosi cercare la causa della combustione dei corpi, si vede che alcuni bruciano neil’ aria, altri nel cloro, come il fosforo © l’arsenico, altri nei vapori di zolfo, come il rame e il ferro, ma hanno in comune una circostanza : la viva combinazione chimica della sostanza che brucia con quella nella quale brucia; essa sarà dunque la causa della combustione. Questo metodo serve specialmente nei casi in oni l'esperimento è impossibile, ma non da il criterio decisivo della causalità, perchè la semplice concordanza di due fenomoni non basta per autorizzarci a porre il primo come causa © il secondo come effetto: essi potrebbero essere entrambi semplici effetti collaterali di due altri fenomeni, oppure il secondo potrebbe essere effetto di una causa rimasta occulta, per quanto presente in tutte le osservazioni. Cfr. J. 8. Mill, System of Logic, 1865, 1. III, o. 8, $ 1. Concordanza nella differenza (metodo di). I. Joint method of agreement and differenco. Detto anche dell'accordo nella differenza, di differenza indiretta, di concordanza negatira, della concordanza ο della differenza riunite. È un metodo complementare di ricerca induttiva, suggerito dal Mill, consistente nella riunione del metodo di concordanza e di quello di differenza. Esso si fonda su questo canone  311  Con logico: se due o più casi in cui il fenomeno avvione hanno soltanto una circostanza comune, mentre due ο più casi in cui quello non avviene nulla hanno di comune tranne |’ assenza di questa circostanza, la circostanza nelln quale soltanto le due serie di casi differiscono è l’effetto © la causa o parte essenziale della causa di quel fenomeno. Ad es. strofinando in un ambiente asciutto con un panno di lana della ceralacca, della resina, dell’ ambra, del vetro, essi attirano i perzetti di carta essendo cattivi conduttori dell’ elettricità; strofinando nelle stesse circostanze un metallo, che è buon conduttore della elettricità, la carta non resta attirata; dunque, I’ essere cattivi conduttori dell’elet. tricità è la cansa per cui quei corpi attraggono i pezzetti di carta. Cfr. J. S. Mill, System of Logic, 1865, 1, III, ο. 8, ϕ 4. Concorrensa vitale. Ha lo stesso valore della espressione lotta per l’esistenza » più frequentemente usata, Concreto. T. Concret; I. Concrete; F. Conoret. Secondo il Trendelenburg, questa parola à d’origine latina ο significò da principio denso, spesso. Si adopera infatti in opposizione di astratto, per designare un soggetto che è rivestito di tutte le sue qualità, ed ha una esistenza reale indipendente e non quella che spetta ad un puro prodotto del pensiero quale è l’astratto. Nella terminologia scolastica dicevasi coneretum il composto di sostanza ο forma, da cui si attribuisce al soggetto una qualche denomina zione; concretum metaphysicum quello in cui la forma non si distingue realmente dal soggetto; concretum physicum quello in cui si distingue veramente, ma pure gli è inerente; conorelum logioum quello in cui non gli è inerente. Per Schopenhauer il termine ha un significato speciali I concetti che non si applicano alla conoscenza intuitiva in modo immediato, ma solamente con I’ intermediario di uno ο più altri concetti, furono chiamati astratti per eccellonza, mentre al contrario quelli che hanno il loro fondaCox  212  mento immediato nel mondo dell’intuizione sono stati chiamati conoreti ». Cfr. Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1862; Schopenhauer, Die Welt als eoe., ed. Reclam, I, ὁ 9. Condizionale. T. Bedingt; I. Conditional; F. Conditionnel. Una proposizione ο giudizio è condisionale quando la posizione del predicato è condizionata ο dipendente dalln posizione del soggetto; la sua formula è: se A à B, C à D. Un sillogismo è condizionale ο ipotetico quando ha per premessa maggiore una proposizione condizionale; esso è soggetto alle seguenti regole: se la minore afferma la condizione, la conclusione afferma il condizionato, ma se la minore nega la condizione non ne segue necessariamente che la conclusione neghi il condizionato ; se la minore nega il condizionato, la conclusione nega la condizione, ma se la minore afferma il condizionato, non ne segue che la conclusione affermi la condizione. Kant chiama imperativo condizionale ο ipotetico quello che enuncia che un atto è un mezzo relativamente a un certo fine. Condizione. T. Bedingung; I. Condition; F. Condition. Si suol distinguere condisione da causa: questa è la potenza attiva che produce l’effetto, mentre la condisione è ciò senza di cui la causa non agirebbe. Es. il crescere della temperatura è la cansa del crescere della colonna di meronrio nel termometro: 1’ essere il termometro stesso esposto alla temperatara, la condizione del crescere del mercurio. Ma questa distinzione vale soltanto quando si consideri la causa come un quid che produca I’ effetto; se invece, secondo il concetto fenomenistico, la causa è riguardata come il semplice antecedente invariabile e incondizionato di un fenomeno, la causn del fenomeno stesso non è che l'insieme delle sue condizioni. Altri intendono la condizione negativamente, e cioò come quella che non produce l’effetto, mn modifica o anche elimina |’ azione di una causa: p. es. l'umidità rispetto all’ esplosività della polvere. Ma la distinzione, in questo caso, è puramente soggettiva, dipen 218  Con dendo dal fissarsi dell’ osservazione sopra l’azione di una piuttosto che di un’altra causa: così volendosi studiere, invece che l’esplosività delle polveri, l’ azione della umidità sopra I’ esplosività di esse, la medesima umidità che prima appariva semplice condizione appare come causa. In un senso più preciso dicesi condizione la circostanza mancando la quale un fatto non può prodursi. In questo senso usaai l’espressione conditio sine qua non, abbreviazione del1’ antica formula dello Zabarella: conditio necessaria sine qua non Zabarelle est causa αυοταλική, sine qua res esse non potest. In senso kantiano, spazio e tempo sono condizioni dell'esperienza, perchè soltanto per esse noi possiamo rappresentare la varietà delle sensazioni con unità sintetica: tempus non esi objectioum.... sed subjectiva conditio per naturam montis humana necessaria qualibet sensibili certa lege sibi coordinandi. Nel linguaggio matematico le condizioni di un problema sono tuttociò che particolarizza una soluzione generale; si suppone quindi che il problema, rimanendo il medesimo nella sua essenza, potrebbe essere ristretto nelle sue soluzioni mediante altre proposizioni limitative. Cfr. Goolenius, Lezioon phil., 1613, p. 435 a; Kant, De mundi sonsibilis, III, 14, § 5. Conflitto dei doveri. Widerstreit; I. Confliot; F. Conflict. Bi verifica quando alla scelta dell’ individuo si presentano due o più doveri fra loro inconciliabili; il confitto dei doveri è quindi un conflitto di motivi, ossia un conflitto di rappresentazioni (v. deliberazione). Confasione mentale. T. Hallucinatorisohe Verwirrtheit ; I. Hallucinatory confusion; F. Confusion mentale. Sindrome di varie malattie mentali, caratterizzata da disordini sensori, disorientamento rispetto al luogo, al tempo, alle persone, turbamento nel decorso delle rappresentazioni, incoerenza nel linguaggio, annebbiamento del pensiero. Secondo alcuni storici della psichiatria, essa è ciò che Ippocrate chiamava frenite, Sauvage paraphrosyne, Ploquet paracope. Con Si distinguono tre forme-di confusione mentale: una allucinatoria, caratterizzata dall’insorgere di gran numero di allucinazioni che dominano il malato; una astenioa, che ri presenta prevalentemente con l’ esaurimento; e una logorroica o maniaca, caratterizzata da fuga d’ ideo, e quindi di parole, senza aleun ordine o nesso logico. Cfr. Dagonet, Nouv. traité des maladies mentales, 1894, p. 328-347; Chaslin, La confusion mentale, 1895. Congenito. T. Angeboren ; I. Congenital ; F. Congenital. Per opposizione ad aoguisiti, diconsi così quei caratteri che l'individuo porta con sè dalla nascita, e che ha ereditato dai genitori o acquistato accidentalmente nel corso della sua esistenza embrionaria. Congettura. T. Vermuthung; I. Conjecture; F. Conjecture. Ha molte affinità con l'ipotesi e consiste in una conelusione che si cava da dati incerti, ο che per sò stessa, pur essondo certi i dati, non è nd legittima nd sicura. La congettura ha un grado minore di probabilità dell'ipotesi, della quale è una anticipazione. Si dicono razionali quelle congetture che dipendono da principi logici ο outologici. Secondo il Cusano, il pensiero dell’uomo, non conoscendo se non ciò che ha in st, non possiede per la conoscenza del mondo se non congetture, ossia i soli modi di rappresentazione che scaturiscono dalla sus propria natura; 8 la conoscenza di questa relatività di tutte le affermazioni posilive, il sapere del non sapere, come primo gradino della dotta ignoranza, è |’ unica via per arrivare, oltre la scionza razionale, alla comnnione conoscitiva inesprimibile, immedinta, con la divinità. Cfr. Cusano, De doota ignorantia, 1884; F. Fiorentino, ZI rinaacimento filonofico nel quattrocento, 1885, cap. IL Congiuntivi (giudizi). Diconsi tali, per opposizione a copulatiri, quei giudizi che sono composti nel predicato, che hanno cioè più predicati i quali possono tutti convenire, per quanto disparati, allo stesso soggetto. Possono  215  Cox essere affermativi ο negativi, categorici ο ipotetici; la lore formula è: A è tanto B che C e D (v. composti). Coni. T. Kegel; I. Cone; F. Cône. Corpuscoli di forma conica che, insieme ai bastoncini, formano lo strato superficiale della retina; sì gli uni come gli altri non sarebbero che un prodotto di secrezione, una formazione eutioulare delle cellule visive. Sono in numero minore dei bastoncini e servono alla sensaziene del colore; quella della luce ha luogo nei bastonoini. Questi costituiscono 1) apparecchio che funziona durante la risione orepuscolare, quelli 1’ apparecchio che fanziona durante la risione diurna ed ha la capacità di destare le sensazioni cromatiche quando è stimolata da raggi di media intensità, e di produrre la sensazione del bianco quando è stimolata da determinate miscele di raggi luminosi o da raggi monocromatici di eccessiva ο di debole intensità. Cfr. Wundt, Grundzüge der physiol. Psychol., vol. II, 1902; Hering, Zur Lehre vom Lichtsinn, 1878. Connotativo. T. Connotativ, mitbezeichnend; I. Connotative; F. Connotatif (da notare cum, cioò notare una cosa con ο più un’altra cosa). Lo Stuart Mill, risuscitando una vecchia © opportuna distinzione scolastica, disse connotativi quei nomi che designano un soggetto ed implicano un attributo, non-connotatiri quelli che significano un soggetto solamente o un attributo solamente. Quindi non sono connotativi i nomi propri (America, Napoleone...) perchè designano un soggetto solamente, e i termini comuni astratti (bianchezza, virtù...) perchè designano un attributo aulamente. Sono invece connotativi tutti i nomi conoreti generali (bianco, virtuoso...) perchè designano una intera classe per mezzo di uns qualità comune. Così bianco designa tutte le cose bianche e implica ο connota I’ attribute bianohesza ; il termine bianco non è affermato dell’ attribato, bensì delle cose bianche; ma quando noi |’ affermiamo di questi soggetti (le cose bianche) implichiamo o connoCox  216  tiumo che l'attributo bianchezza loro appartiene. In altro parole il nome connotativo esprime il soggetto direttamente, gli attributi indirettamente, esso denota i soggetti © connota gli attributi. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik, 1. III, Ρ. 364; J. 8. Mill, Syetem of logic, 1865, 1. I, 3, § 5. Conoscenza. T. Erkenninise, Konninisa; I. Knowledge; F. Connaissance. Per quanto in sd stessa indefinibile, si può dire che la conoscenza esprime un peculiare rapporto tra la mente © qualsiasi oggetto, per eni quest’ultimo, oltre ud esistere per sò, esiste per una coscienza. Essa è dunque una operazione attiva dello spirito, che si' compie sotto determinate condizioni e suppone tre termini: un soggetto che conosce, un oggetto conosciuto e una determinate relazione tra l’uno ο l’altro. La conoscenza dicesi: a poatoriori, se acquistata mediante l’esperienza; a priori, ο pura, o trascendentale se consiste di cognizioni innate; intuitiva, se ottenuta direttamente ο per sè stessa; discorsiva, o razionale, ο inferenziale se ottenuta mediante altre conoscenze. Il problema della conoscenza, il problema cioè del rapporto tra V essere e il pensiero, 1’ oggetto e il soggetto, la cosa conosciuta e ciò che conosce, fa sempre oggetto delle ricerche dei filosofi, ma andò sempre più allargandosi col progredire del pensiero ed è divenuto fondamentale nella filosofis moderna specialmente dopo Kant. I primissimi filosofi della Grecia non gli diedero molta importanza; essi infatti lo risolsero nel modo più ovvio, dicendo che lo spirito riceve l’ imagine o l'impronta delle cose come uno specchio o un pezzo di cera; per tal modo le sensazioni non sono che copie fedeli delle cose sensibili. Mn prima ancora di Socrate, i sofisti #’avvidero della differenza tra le nostre sensazioni © lo cose esterne, e, dirigendo la speculazione dei filosofi sopra il soggetto che sente, spostarono il centro di gravità del pensiero umano, facendolo convergere dalla natura, intorno alla quale fino a quel tempo s'era affaticato, sopra di sè. L'importanza della riforma  217  Con socratica sta nell’ aver essa determinato I’ essenza della conoscenze in maniera chiara e decisiva. I sofisti insegnavano che vi sono soltanto opinioni, che valgono solo per ogni individuo; Socrate cercò un sapere che, di fronte al mutamento ed alla moltiplicità delle rappresentazioni individuali, dovesse valere come norma ugualmente per tutti, e lo trovò nel concetto. Anche gli antichi pensatori avevano avuto un senso vago del fatto che il pensiero razionale, cui dovevano la loro conoscenza, fosse qualche cosa di essenzialmente diverso dall’ ordinaria rappresentezione sensibile del mondo e dall’ opinione tradizionale; ma non avevano potuto elaborare questa differenza di valore nè psicologicamente nd logicamente. Socrate intuì chiaramente che, se dev’ esservi un sapere, bisogna trovarlo soltanto in ciò in cui coincidono tutte le rappresentazioni individuali. Da allora comincia ad impostarai il vero ο proprio problema della conoscenza, da allora si costituisce, se non di nome, di fatto, quel ramo importantissimo del supere filosofico detto gnossologia 0 toria della conoscenza. La gnoseologia ha appunto per oggetto la ricerca dell’origine, della natura, del valore e dei limiti della nostra facoltà di conoscere; si distingue quindi dalla peicologia propriamente detta, che si limita a descrivere i fatti psichioi nel loro sviluppo e nel loro intreccio, senza ceroarne il valore in rapporto alla realtà, ο dallo logica, che non fa che determinare le norme dell’applicazione dei principi gnoseologici senza cercarne l’origine. Dalla scuola dei sofisti venendo sino αἱ criticismo lantisno, sl fenomenismo dello Stuart Mill, al realismo trasfigurato dello Spencer, al realismo psicologistico dell’Ardigò, al solipsismo degli idealisti contemporanei, il problema della conoscenza ebbe soluzioni ed orientasioni infinitamente diverse, che qui aurebbeimpossibile risasumere. Ci limitiamo quindi ad esporre, seguendo una chiara e sintetica classificazione del Musci, i prineipali sistemi gnoseologiei. Questi si distinguono inCon  218  nanzi tutto secondochè ripongono la verità nella sensazione © nel?’ intelligenza, © considerano lu sostauza ultima del reale come materiale o spirituale; secondo il primo rapporto i sistemi si distinguono in sensisti o empiristi ο in razionalisti, secondo il secondo in materialisti e idealisti. Se l’oggetto è considerato come trascendente, il razionalismo e V idealismo prendono la forma del teiemo, se è considerato come immanente prendono la forma del panteismo ο del naturalismo. 1 idealismo può essere a sua volta o particolarista 0 universalista, secondo che ammette, come Platone, idee reali ο distinte ο archetipi, o ammette un processo logico, uno sviluppo o sistema ideale uno e continuo; © può essere spiritualismo, se ripone la realtà ultima in una forma di coscienza, 9 considera tutte le relazioni esteriori, e il mondo naturale in generale, come fenomeno di realtà, che sono coscienze elementari. All’ idealismo si oppone il realismo, che ripone l’ essonza della realtà nell’ individuale assoluto, che non può essere oggetto di nessuna percezione, nella monade, nell’ ente semplice, nell’ atomo inetafisico. A tutti questi sistemi, che possiam dire positivi, si possono aggiungere quelli negativi, i cui tipi principali sono: la sofiatioa, che afferma la potenza della ragione indifferente alla verità, lo soetticismo, che considera la ragione incapace della verità, 6 il misticismo, che, negando alla ragione il potere di raggiungere le verità ultime, lo attribuisce al sentimento o alla rivelazione soprannaturale. Cfr. Nutorp, Forschungen sur Geschichte des Erkenntnieproblom bei den Alten, 1884; Β. Muene, Die keime der Erkenninistheorie in der vorsophistisohen Periode der griechischen Philosophie, 1880; Freitag, Die Entrioklung der griechischen Erkenntniathoorie bir Aristoteles, 1905; De Wulf, Histoire de la phil. médierale, 1905; H. Höffding, Histoire de la phil. moderne, trad. franc. 1906; A. Franck, Pilosophes modernes étranger ot francais, 1893; I. E. Merz, History of europ. thougt in the 19 century, 1904; Masci, Logica, 1899, p. 17  219  Con negg. ; C. Guastella, Saggi sulla teoria della conoscenza, 1905 ; B. Varisco, La conoscensa, 1904; Ardigò, Op. ΛΙ., V, 15 segg.; VII, 26 segg.; IX, 237 segg. (oltre ai vocaboli citati, v. ancora: assoluto, agnosticiemo, eoomomioa teoria, percesioniemo, conoazionismo, intermediariste, nativiemo, solipsiemo, critioismo, dogmatismo, pluralismo, soggettivismo, parallelismo, pampeichismo, fonomenismo, soggetto, oggetto, noumeno, ecc., ecc.). Conoscibile. T. Erkenndar; F. Connaissable. Tutto ciò che realizza le condizioni necessarie per essere conosciuto, sia mediante la ragione, sia mediante la sensazione e l’immaginazione. La sfera del conoscibile è uguale a quella del concepibile, ma molto più vasta di quella dell’ intelligibile, che è ciò che può essere conosciuto soltanto dalla ragione, dall’ intelletto puro. Conseontiva (imagine). T. Nachempfindung, Naokbild : I. Afterimage, after sensation; F. Image conséoutive. Con V espressione imaginé ο sensazioni consecutive si suol designure la persistenza allucinatoria d’una sensazione, dopo l'arresto della eccitazione che l’ha provocata. Il fenomeno si verifica specialmente nel senso della vista, ove si distinguono imagini consecutive positive © negatice. Le prime sono quelle che presentano una pura e semplice continuazione della sensazione provocata dallo stimolo luminoso; così, movendo rapidemente un tizzone ardente, si ha la sensazione di una linea luminosa, che è dovuta al prolungamento della sensazione che il tizzone provoca nei diversi punti della retina. Le negative si distinguono dalle positive, perchè gli oggetti luminosi che hanno provocata la sensazione paiono oseuri, e gli oggetti colorati paiono del colore complementare; così se si chiudono gli occhi dopo aver gnardato una finestra, dopo un certo tempo essa pare oscura; se si chiudono gli occhi dopo aver fisssto un oggetto rosso, esso pare di color verde azzurro. Questi fatti si spiegano per mezzo della stancherza della retina. Cfr. Kreibig, Die fünf Sinne des Mensohen, 1907, p. 121 segg. Cox  220  Consecuzione. T. Consecution; I. Consecution ; F. Consécution, Termine usato dal Leibnitz per designare’ |’ associazione delle idee, che è fornita dalla memoria e imita la ragione, dalla quale però deve essere ben distinta. Nella consecuzione, infatti, una imagine richiama automatica mente un’altra imagine, ma tra le due non v’ha alcun legame logico. La memoria fornisce una specie di conseouzione alle anime, che imita la ragione, ma che vuol esserne distinta. Noi vediamo che gli animali, avendo la percezione di qualche cosa che li colpisce e di cui hanno avuto la percezione simile in precedenza, s’ attendono per la rappresentazione della loro memoria ciò che vi è stato unito in codesta precedente percezione, e sono portati a sentimenti simili a quelli che avevano allora, Ad es.: quando si mostra il bastone ai cani, ‘ai ricordano del dolore che ha loro causato 9 guaiscono e fuggono ». Nel suo significato somune, la consecuzione è la successione immediata di due fatti. Cfr. Leibnitz, Monadologie, $ 46. Conseguente. Lat. Consequens; T. Konsequent, folgend: I. Consequent; F. Conséquent. Un atto qualsiasi dicesi conseguento quando sta in rapporto con altri che lo precedono; un ragionamento è conseguente quando le idee che lo costituiscono derivano logicamente l’una dall’ altra e tutte insieme da un principio comune. Nella logica si dice conseguente il secondo termine d’un rapporto, ο antecedente il primo. Conseguenza. Lat. Consequentia; T. Folgerung, Consequenz; I. Inference, Consequence; F. Conséquence. Una proposizione che risulta logicamente da un’ altra proposizione © du più proposizioni, ed è così strettamente legata ad esse, che non si può affermare o negare quella senza accettare o respingere questa. Una conseguenza è sempre formalmente vera, purchè, s'intende, sia stata dedotta conforme alle norme logiche; ma può essere materialmente falsa, se tali sono le premesse. La conseguenza si distingue  221  Cox dalla conclusione perchè questa risulta necessariamente, la conseguenza risulta semplicemente; tuttavia, perchè un atto, una ides, una cosa possano dirsi la conseguenza di un antecedente, non basta che esse lo seguano accidentalmente e casualmente, ma bisogna che risultino da quello, e che quindi a lui siano legate ds una relazione costante, vale a dire da una legge. Consenso. Lat. Consensus, Consensio; Τ. Übereinstimmung; I. Consent; F. Conséntement, Agrément. Molte volte, come prova della verità di determinate dottrine, libero arbitrio, immortalità dell’ anima, realtà del mondo esterno, ecc., ai invoca il consenso universale, cioò il convenire della maggior parte degli uomini in quella credenza. In omni re consensio generis humani pro veritate habenda est, dico Cicerone. Ciò però non basta per provare la loro verità; il consenso dei più è accordato solitamente alle idee tradizionali e alle attestazioni immediate, spesso illusorie, del senso; tutte le verità nuove debbono infatti combattere contro il consenso del maggior numero.  Alcune volte consenso 0 oonsensue si adopera figuratamente, e vale armonia, solidarietà delle parti d’un tutto, degli organi d’un organismo. Cfr. Aristotele, Eth. Nioom., X, 2, 1173 a; Cicerone, Tusoulano, I, 15 (v. senso comune). Conservazione. T. Erhaltung; I. Conservation ; F. Conservation. Con questo vocabolo si designa il problema della conservazione del mondo dopo la oreazione, problema molto discusso nella teologia e nella vecchia metafisica, e che si riassume tutto nello spiegare in che cosa consists l’azione di Dio nella conservazione. Secondo gli uni (cartesiani) In conservazione non è che una creazione continuata, Omnia qua exiatunt, a sola vi Dei conservantur, dice Cartesio; vi ha la sola differenza, che mentre colla creazione Dio ha prodotto la nostra esistenza dal nulla, colla conservazione rostiene in ogni istante codesta esistenza affinchè non rientri nel nulla. Secondo gli altri, invece, Dio ha conferito ml Cox ogni essere, dalla creazione, la facoltà di continuare la propria esistenza; il mondo è quindi un orologio che, una volta caricato, continua a camminare per tutto quel tempo che Dio s'è proposto di lasciarlo andare. La prima soluzione è conforme alla dottrina ortodossa, già sostenuta da,8. Tommaso, per il quale,tutte le cose create sono così strettamente congiunte al creatore, che se per poco egli si restasse dal conservarle, cesserebbero di esistere rientrando nel nulla donde uscirono: dependent esse oujuslibet orealurae a Deo ita quod nec ad momentum subsistere possent, sed in nihilum redigerentur, nisi operatione divinae virtulis conservarentur in esso. Come lu trasparenza Inminosa dell’aria scompare appena che i raggi del sole cessano d’illuminarla, così, dice Β. Tommaso, ogni cosa creata si dileguerebbe se la potenza divina si ristasse dall’ animarla. Cfr. S. Tommaso, Sum. theol., I, qu. CIV, srt. I; De Potentia, qu. V, art, I; Cartesio, Prino. phil., I, ΧΙΙ (v. oreazione). Conservazione dell'energia. T. Erhaltung der Energio: I. Conservation of energy: F. Conservation de l'énergie. Uno dei principî fondamentali della scienza moderna, detto anche delln persistenza della forza. Siccome però il vocabolo forsa ha nella meccanica un significato preciso, indicando la massa moltiplicata per 1’ accelerazione, si suol preferire la prima espressione. Fsso afferma che in tatti i fenomeni la somma delle forze vive e delle energie potenziali è costante >. Questo principio, che è } espressione più profonda della legge di causalità, e la base della teoria dell'evoluzione, fu in origine constatato dal Mayer soltanto nell'equivalenza tra il movimento meccanico e il calore; poscia fu esteso a tntte le altre forme di energia, che costituiscono la luce, il calore, 1’ elettricità, il magnetismo, eco. Non bisogna tuttavia scordare, che ciò non autorizza a considerare l’ energia cinetica come il fondamento di tutte le altre, perchè con ugual diritto si potrebbe conchiudere che calore, Ince, 600, non sono che manifestazioni diverse della  223  Cox stessa energia elettrica; l’equivalensa di tutte le forme di energia, nota l’Ostwald, lungi dall’autorizzarei a ridurre una di queste forme all'altra, le pone tutte sullo stesso piano. Di più, il principio della conservazione dell’ energia, per quanto serva a rendere concepibile la natara, in sè stesso è una ipotesi indimostrabile, in quanto non è applicabile che ai sistemi chiusi, a quei sistemi cioè che non ricevono alcuna azione dal di fuori, nd agiscono al di fuori; ora la nostra esperienza non ci offre nè potrà mai offrirci delle totalità assolutamente chiuse ed isolate. In secondo Inogo, per essere una esplicazione generale dei fenomeni naturali, dovrebbe aver avuto una conferma sperimentale in tutte le forze della natura, mentre noi non conosciamo nè conosceremo mai il contenuto totale della natura. Cfr. A. E. Haas, Die Entwickelungsgeschichte des Satz von der Erhaltung der Kraft, 1909; W. Ostwald, L'énergie, trad. franc. 1910, p. 87 segg.; E. Naville, La physique moderne, 1890, p. 14 segg.; B. Varisco, Scienza e opinioni, 1901, p. 205 segg. Consoggetto. Ciò che è percepito unitamente al soggetto. Secondo il Rosmini, nella percezione che noi abbiamo del nostro corpo come consoggetto, si sente il paziente, 08sia il paziente sente sò stesso in esso © con esso; invece uella percezione di un ente come straniero al soggetto si sente l’agente. L'ente estraneo al soggetto dicesi esérasoggetto; come tale, © quindi come agente, può essere percepito da noi il nostro corpo, quando cioò determina come ogni altro corpo esteriore un’ azione su qualcuno.dei nostri cinque sensi. Cfr. Rosmini, Pricologia, 1846, vol.I, p.97 segg. Contatto. Lat. Contactus ; T. Berührung, Kontact ; I. Contact; F. Contact. Posizione relativa di due corpi la cui stanza è la più piccola possibile. Il problema se vi siano azioni a distanza, o se tutte avvengano per contatto, fu dn principio un problema metafisico e religioso, in quanto si connetteva con l’altro dell’azione di Dio sul mondo: se si considera quale condizione del movimento il contatto Con  224  del motore col mosso, come può conciliarsi la pura spiritualità, che costituisce l’ essenza dell’ essere divino, con la materializzazione dell’ azione sua, οἱοὸ col movimento della materia? Nei tempi moderni esso è divenuto un problema essenzialmente scientifico, la cui difficoltà sta in ciò, che un contatto geometrico rigoroso non è osservabile, perchè non potrebbe aver luogo che tra due corpi continui senza parti distinte, mentre è noto che tutti i corpi percettibili, senza eccezione, constano di particelle separate; mentre, d’ altro lato, per accertare un’ azione veramente a distanza bisognerebbe sperimentare nel vuoto assoluto, ο assicnrarsi che all’ azione il mezzo non prenda alcuna parte essenziale, due cose del pari impossibili.  Le sensazioni di coutatto appartengono al senso tattile, come pure quelle di temperatnra e di pressione: per mezzo di esse si apprezza la natura dello stimolo, cioè dell’ oggetto, il duro, il molle, il gnssoso, il liquido, il levigato, l’aspro, l’appuntito.  Nella terminologia scolastica si distinguono due specie di contatto: 1) contactus suppositi ο immediatio suppositi, che si verifica quando colui che opera è immediatamente, per l'entità sua, congiunto a chi riceve l’azione, quale è Dio a qualsiasi cosa su cui operi; 2) contactus virtutis ο immediatio tirtutis, quando l’ agente, mediante la sua virtà, arriva a chi riceve |’ azione, come il sole all’ aria mediante la luce. Cfr. 8. Tommaso, Summa theol., I. qu. 75, 1; Avenarius, Philosophie ala Denken der Welt, 1908, 2* ed., pag. 3 segg.; Wundt, Logik, vol. II, p. 268; Windelband, Storia della fllorofia, trad. it. 1918, I, p. 302 segg.; R. Varisco, Scienza ο opinioni, 1901, p. 182-145. Contemperasione. È la dottrina, detta anche della soarità vittoriosa, con la quale alcuni teologi hanno cercato di conciliare la libertà del volere umano con la provvidenza © la prescienza divina. Le nostre azioni sono libere; ma Dio, nella ana infinita bontà, riesco a farci compiere certe azioni determinato ο ponendoci in circostanze tali da ren 225  Cox dere quelle azioni necessarie, ο suseltando in noi pensieri ο sentimenti che a quelle azioni ci spingono. E dunque una suggestione, o, meglio, uns seduzione che Dio esercita su di noi, e dalla quale ci lasciamo docilmente condurre per la soavità © l'abilità onde è esercitato. Cfr. C. Jourdain, La filosofia di δ. Tommaso, trad. it. 1860, p. 132 segg.; L. Friso, Filosofia morale, 1898, p. 210. Contemplazione. Lat. Contemplatio; T. Contemplation : I. Contemplation ; F. Contemplation. Termine proprio del misticismo, che designa quello stato nel quale } anima, libera da ogni tarbamento dei sensi, esercitata da lunghe meditazioni, si assorbe tutta nella visione serena e bentifica del mondo spirituale, della sorgente d’ogni verità. Per Ugo di 8. Vittore i tro gradi dell'attività intellettuale sono cogitatio, meditatio, contemplatio, e corrispondono ai tre occhi dati all’ uomo: il corporeo, per conoscere il mondo materiale; il razionale, per conoscere sè stesso nella propria intimità; il contemplativo, per conoscere il mondo spiritusle ο la divinità. Anche la contemplazione è una risio intellectualis, un vedere spirituale, che solo comprende direttamente la verità suprema, mentre il pensiero a tanto non arriva. La contemplazione si distingue dall’ estasi e dalla riflessione ; dall’estasi perchè non annienta, come questa, ogni attività dell’anima, dalla riflessione perchè, mentre questa implica la ricerea di una verità non ancora interamente conosciuta, quella invece à la visione della verità già posseduta ο splendente in tutto il suo fulgore dinanzi agli occhi. Cfr. Plotino, Enn., VI, 9, 3; R. di 8. Vittore, De cont., V, 2 ο 14. Contiguità. I. Contiguität, Berührung; I. Contiguity; F. Contiguité, Nol linguaggio comune designa la vicinanza di due oggetti nello spazio. Per analogia, nella logica In contignità indica la relazione tra due concetti, compresi sotto un terzo comune e tra i quali passa la minima difforenza possibile: ad es. tra il violetto e 1’ indaco nei sette 15  RaxzoLi, Dizion. di scienze filosofiche. colori dello spettro solare. La relazione di contiguità (che alcuni dicono con minor precisione di contingenza) è quindi possibile soltanto in una serie discreta, potendosi sempre, in una serie continua, concepire tra i due termini uno intermedio. Pure per analogia, nella psicologia la contiguità di due fatti di coscienza è la loro simultaneità o il loro succedersi immediatamente. Quando i due fatti sono simultanei, cioò contigui nello spazio, ciascuno dei due tende poi a richiamare I’ altro; quando sono successivi, cioè congiunti nel tempo, il primo tende n richiamare il secondo; ciò costituisce appunto In legge di contiguità, che è una delle leggi dell’ associazione, già descritta da Aristotele ο elevata poi a grande importanza da Hume e dalla scuola scozzese. Cfr. Aristotele, Je memoria, II, 451; Hume, Essay on human understanding, sez. III; Bain, Mental and moral science, 1884, p. 150 sogy.; Höffding, Paychologie, trad. frane. 1900, p. 205 segg. Contingenza. T. Contingenz, Zufälligkeit: I. Contingency; F. Contingence. Si oppone a necessità; questa si applica a tutti gli esseri o agli avvenimenti che non possono non essere, quella agli esseri o avvenimenti che potrebbero anche non essere: quod potest non esse. Un avvenimento futuro è contingente quando, allo stato presente delle cose, ln sus realizzazione o non realizzazione sono ugualmente compossibili. Un fatto si considera, per rispetto ad una legge generale, contingente, quando consiste non nell’ applicazione di questa legge, ma in qualche circostanza particolare a questo ο quell’ oggetto individuale a cui si applica. La contingenza è dunque, in generale, la possibilità della esistenza. Possibile quidem et contingens idem prorsus sonant, dice Abelardo. Si tratta però di nna possibilità pura ο indeterminata, cio di una vera e propria indifferenza tra l’ essere e il non essere, ben distinta quindi dalla possibilità concreta, la quale si oppone non alla necessità ma alla attualità, ο conduce, in assenza di  227  Cox fattori negativi, alla compiutezza finale dell’ essere. Tale possibilità pura, come capacità di ricevere determinazioni contradditorie, fu aramessa da Aristotele nella materia; come la forma priva della materia è l'atto puro, l'essere che permane identico a sè stesso, così la materin priva della forma è la para possibilità del? essere © del non essere, che nulla vieta si determini in tm modo o in un altro. Quindi per Aristotelo nella materia è la vera causa dell’ accidente, del fortuito; in essa stanno lo altime differenze che separano individuo da individuo, poichè discendendo dai generi alle specie via vin più particolari, scompaiono le differenze essenziali 9 nou restano infine che ‘nelle accidentali di colore, grandezza, cor. Andando anin là, Duns Sooto definisce P’individualitä come il contingente, ossia quello che non si deve derivare da una ragione generale, ma solo constatare come attuale; lo forma particolare è per lui qualche cosa di originariamente reale, di cui non si deve chiedere il perchè. Come contingenza assolnta è concepito l’atto volontario nella dottrina tradizionale del libero arbitrio di indifferenza ; dice ad es. Pietro Lombardo: arbitrium quia sine coactione et necensitate valet appetere rel eligere, quod ex ratione deorererit. E Goclenio : roluntan ut fertur sine coactione in aliqua re; nam roluntar potent relle vel non velle. E Malebranche: la puissance de rouloir ou de ne par vouloir, ou bien de vouloir le contraire. Secondo il Leibnitz vi sono due sorta di verità: le verità di ragionamento, che dipendono dal principio di contraddizione e sono necessario; lo verità di fatto, che dipendono dal principio di ragione sufficiente e sono contingenti. Secondo il Mill questa distinzione non si può faro perchè tutte le verità, in quanto tali, sono necessario; se nelle verità di ragionamento il contrario sembra inconcepibile, mentre è concepibile nelle verità sperimentali, ciò dipendo dal’ essere lo prime effetto di una forte associazione stabilitari fra due {deo in forza dell’ abitudine, mentre per lo cora Cox  228  seconde quest’ abitudine non si è ancora formata. Infatti le verità razionali, ad es. gli assiomi matematici, sono le generalizzazioni più facili e più semplici, la cui esperienza non fu mai contraddetta, e che perciò hanno in sè tutta la forza di cui la nostra credenza istintiva è capace. Del resto, la storia del pensiero umano dimostra che ciò che è inconcepibile in un’ epoca è concepibile in altra epoca, © viceversa.  Dicesi dottrina della contingenza dei futuri quella secondo la quale gli atti e gli avvenimenti, che dipendono dal libero arbitrio dell’uomo ο dall’ intervento della Provvidenza, non sono necessari, perchè nè sono retti da leggi naturali, nè hanno la loro ragion d’essere in atti antecedenti. Quindi possono realizzarsi ο non realizzarsi. Cfr. Aristotele, Meth., IX, 7, 5; VI, 2, 2; Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1862, vol. II, p. 198 segg.; J. S. Mill, Examination of Hamilton, 1867, p. 560 segg.; Ο. Ranzoli, IL caso nel pensiero e nella vita, 1913, p. 31 segg., 114 segg. (v. causalità, necessità, ragione). Contingenza (filosofia della). F. Philosophie de la contingence. O anche contingentismo, 0 idealismo conténgentiata : quell’ indirizzo della filosofia francese contemporanea, che nega la necessità delle leggi della natura, sostituendo la spontaneità, la creazione libera, lu contingenza al determinismo meccanico. Essa si riconnette per un lato con la filosofia della libertà, per l’altro con la nuova critica della scienza: dalla prima, iniziatasi con la dottrina kantiana del primato della ragion pratica e svolta in Francia da Paul Janet, Secrétan, Ravaisson, accetta la concezione morale ed estetica dell’ universo; dalla seconda, promossa in special modo dal Mach, trae gli argomenti contro la necessità della legge. Secondo il Boutroux, il più tipico rappresentante di questo indirizzo, i principj superiori delle cose anrehbero ancora delle leggi; ma delle leggi morali ed ostetiche, espressioni più o meno immediato della perfezione di Dio, preesistenti ai fenomeni e anpponenti degli agenti  229  Cox dotati di spontaneità »; codeste leggi non hanno in sò nulla di assoluto e di eterno, non sono che abitudini provvisorio contratte dall’ essere, il quale tende a persistervi riconoscendo in esse l’impronta dell’ ideale; ma il trionfo completo del Bene ο del Bello farà scomparire queste imagini artificiosamente fisse di un modello vivente e mobile, soatituendo alla legge necessaria il libero sforzo della volontà verso la perfezione con la libera gerarchia delle anime. La scienza, con la rigidità delle sue formule, non hw valore obbiettivo; essa è soltanto lo sforzo per adattare le cose alla legge d’identità del pensiero e per renderle docili al compimento della nostra volontà. Codesto adattamento appare già nella logica, Il pensiero porta in sò le leggi della logica pura, ma poichè la materia che gli è offerta non si conforma ad esso adattamento, cerca di adattare la logic alle cose creando un insieme di procedimenti e di simboli che rendano intelligibile la realtà. Le leggi della logi pura, ed eme sole, sono necessarie ed obiettivamente valide; però lasciano indeterminata la natura delle cose a cui si applicano. La sillogistics invece non ha in sò alcuna garanzia di validità obbiettiva, ma il fatto che i nostri ragionamenti riescono, ci prova che, nel fondo delle cose, c'è un che di analogo all'intelligenza umana; e come in noi, accanto alla intelligenza, v’ ha un complesso di facoltà attive, così possiamo pensare nelle cose un principio di attività ο di spontaneità. Salendo poi dalle scienze astratte verso le più concrete, ci allontaniamo sempre più dalla nocessità ed evidenza logica. Dalle leggi matematiche allo leggi della meccanica ο da queste alle leggi della fisica, della chimica, della biologia, della psicologia, della soci logia, ecc., crescono la complicazione ο il grado di conti genza. Il che prova dunque che la realtà viva ο conoreta non può esser racobiusa nei nostri quadri mentali; che la necessità della legge vale solo per i principj logici, mentre nei processi della natura dominano la libertà ὁ la spontaCox  230  à; che In scienza, se soddisfa il nostro bisogno d'eviο d universalità logica, è condannata a lasciar fuori che v ha di più reale nelle cose, ossia il loro aspetto qualitativo, la loro trasformazione incessante, U atto di creazione che è nella loro essenza come nel fondo dell’ anima umano. Tra gli altri maggiori rappresentanti del contingentismo, il Poincaré ha cercato in special modo di mostraro il carattere puramente convenzionale, economico, delle leggi e dei concetti scientifici; il Milband di porre in luce il valore soggettivo della certezza logica, che non può estendersi al dominio della realtà perchè, senza il contributo dell’esperionza, i principj logici non possono darci deduttivamente il contenuto di nessuna conoscenza; il Bergson, portando all’ estreme conseguenze lu reazione contro l’intellettualismo, risolve la realtà in un flusso cessante di forme nuove senza direzione determinata, flusso che la nostra intelligenza ba, per i suoi bisogni pratici, immobilizzato, e che noi non potromo quindi conoscere se non spogliandoci il più possibile d’ ogni forma intellettuale, ritirandoci nella nostra aninia profonda per innuedesimarci con la stessa attività creatrice. Cfr. P. Janet, Lex causes finales, 1874; Ravuisson, La fil. en Franco au XIX siècle, 1889; Boutroux, De la contingenoe des lois de la nature, 1899; Id., De l’idée de loi naturelle, 1901; Milhaud, Exsai sur les conditions et len limites de la certitude logique, 1894; Bergson, L'érolution créatrice, 1907; F. Masci, L’idealirmo indeterminiata, Atti della R. Acc. di s. mor. e pol. di Napoli », 1898; A. Levi, L'indeterminismo nella fil. franc. contemporanea, 1904; Petrone, 1 limiti del determinismo scientifico, 1900; Tarozzi, Della necesnità nel fatto naturale ed umano, 1896; ©. Rauzoli, Sulle origini del moderno idealiemo. Riv. di fil. e scienze affini », maggio 1906; A. Aliotta, La reazione idealistica contro la scienza, 19 p. 133-196 (v. economica teoria, empirinmo, esperienza, idealinmo, intuizione, tempo, vitaliamo).  231  Cox Continuità (principio di). T. Stetigkeit; I. Continuity; F. Continuité. La gloria di aver primo intuito ed esposto questo principio è universalmente atiribuita al Leibnitz (di cui è celebre il detto in natura non datur saltus), che considerava la natura come una serie continua di mona quali sono in numero determinato, ed h loro, e tutte insiome costituiscono una serie continua di differenze infinitamente piccole: ogni monade tiene il suo luogo, nessuna nasce di nuovo, nessuna perisce ; due mouadi identiche non si possono trovare; quindi levata una inonade, tutta la cutena si rompe. Questa bella legge della continuità, come il Leibnitz stesso la chiamò, importa dunque che nel mutamento non vi hanno salti fra i due stati, il vecchio e il nuovo, perehè 1’ intervallo tra l’uno e l’altro è riempito da un numero infinito di stati intermedi; e che non esiste una dirersità senza che esista pure una intinità di intermediari. Fra le applicazioni particolari più importanti che il Leibnitz fece di questa legge, vi ha la scoperta del calcolo, differenziale, in virtù di cui la disuguaglianza è come una infinitamente piccola uguaglianza, la parabola un’ ellissi, di cui un foco sia infinitamente lontano dall'altro. Applicata alla meccanica, la quiete nou è più I’ opposto del moto, ma non è che un movimento infinitamente piccolo, e la forza morta non è che un ris elementaris, una forza viva sul cominciare. Applicata alla natura, il Leibnitz ammette non solo una connessione graduale tra le varie specie d’animali, ma anche una gradazione intermedia tra il vegetale ο l’animale.  Nella scienza contemporanea, il principio della continuità dinamica, uni: versale, dei fatti, è il fondamento del concetto del della natura, in cui il fatto biologico continua il fatto tisico, ο il fatto psichico il biologico, e il fatto sociale il psichico, così nel rispetto doll’attualità come in quello della potenzialità. Integrazioni di questo principio sono la logge di causilità, di evoluzione, dell’unità della materia, della persistenza, unità Con  232  trasformazione, equivalenza e unità della forza. Cfr. Loibnitz, Nour. Ess., ed. Gerhardt, IV, 398; V, 49; Monad., 61; Kant, Krit. d. reinen Vernunft, ed. Reclam, p. 165 segg.; Dithring, Logik und Wissenschaftstheorie, 1878, pag. 198. Continuo. Lat. Continuum; T. Stetig; I. Continuous; F. Continue. Si dice continuo un oggetto le cui parti ο elementi costitutivi sono legati tra loro in modo che non rimanga tra essi alcun vnoto. Essendo gli oggetti materiali © ideali, così si distingue il continuo corporale e il coftinuo ideale. Sono continui lo spazio e il tempo, la materia e la forza; discontinui il numero e la quantità. Nel linguaggio scolastico distingnevasi il continuum permanens dal ο. successioni : il primo è quello le cui parti esistono insieme, come un bastone; il secondo quello le cai parti passano senza interruzione, ed hanno la continuità nel senso di non interrotta, successione, come il creato. Secondo 1’ Herbart, è continuo soltanto lo spazio fenomenale, quello ciod dove sono rappresentate le nostre sensazioni e che è in noi; è invece discreto lo spazio intelligibile, nel quale esistono i reali, e che è quindi reale. Cfr. Herbart, Lohruch sur Peychol., 1850, p. 67 segg.; Varisco, Scienza e opinioni, 1901, p. 136 segg.; E. Borel, Le continu mathém. et lo cont. physique, Scientia », 1909, VI. pp. 21-85 (v. quantità). Contradditorio. Lat. Contradictorius; T. Widersprechend, oontraditorisch ; I. Contraditory; F. Contradictoire. Due proposizioni si dicono contradditorie quando, avendo entrambe lo stesso soggetto e lo stesso predicato, differiscono in qualità ο quantità; tutti gli A sono B, qualche A non è B, oppure: nessun A è B, qualche À è B. Non possono essere entrambe vere, nd entrambe false; quindi se luna è vera l’altra è falsa, se luna à falsa l’altra è vera. ‘Trattandosi di due proposizioni singolari, basta che difteriscano nella qualità per essere contradditorie: A è B, 4 non è B (v. contrario).  233  Cox Contraddisione. Gr. ‘Avtipuotc; Lat. Contradiotio; T. Widerspruch, Contradiction ; 1. Contradiotion; ¥. Contradiction. Quell’ atto dello spirito mediante il quale si afferma ο si nega la stessa cosa; il suo schema è dunque il seguente 4 = non A. La contraddizione può essere formale, implicita e in adjeoto. La contraddizione è formale, ο in terminis, quando i due giudizi ο le due nozioni contradditorie sono espresse ; implicita quando uno dei due giudizi o nozioni, pure non comparendo, deve essere supposto come priucipio o come conseguenza di ciò che si enuncia; in adjeoto quando attribuisce al soggetto una qualità che ne è esclusa per la sua stessa definizione. La contraddizione tipica è la formale; ma il pensiero non vi incorre mai, quando trovasi in condizioni normali; può bensì incorrervi per la complessità dell'argomento, che non gli permette di avvertire la contraddizione. L’ antinomia è una forma di contraddizione in adjeoto, dipendente dall’ essero una proprietà, che si attribuisce a un soggetto, inconcilinbile con esso per altra proprietà che gli è essensiale, u che è affermata nel suo concetto. Cfr. Aristotele, De interprot., C. 6; Herbart, Hawpipunkte der Metaphysik, 1806, p. 6-14 (v. assurdo). Contraddizione (principio di). Aristotele, che lo considerava come il principio più certo di tutti, lo formulò in questo modo: non è possibile che la stessa cosa inerisca e non inerisca nella stessa cosa, simultaneamente ο sotto il medesimo rispetto. In altre parole, questo principio esprime che due proposizioni, di cui l’una afferma ciò che I’ altra nega, non possono essere considerate come vere entrambe, e che quindi in tal caso il pensiero è nullo: A= non À = sero. Il Leibnitz formulò diversamente il principio di contraddizione in questo modo: À non è non A. Come si vede, mentre questa formula concerne il rapporto tra soggetto e predicato contradditori d’uno stesso gindizio, quella aristotelica concerne il rapporto tra due giu 234  contradditori d’identico contenuto; perciò la formula leibnitziana integra 1’ aristotelica, estendendo il valore del detto principio non al solo giudizio ma a tutto il campo della conoscenza. Secondo alenni filosofi, ad es. gli elentici, il principio di contraddizione, come quello di identità, non ha un solo valore formale e soggettivo, ma anche uno realo ed oggettivo; vale a dira che esso non sarebbe un semplice canone cui il pensiero si deve conformare, ma un principio obbiettivo con cui si può determinare la natura del reale. Invece gli eraclitei negarono loro ogni valore, sia logico che obbiettivo, e l’antien disputa, spontasi col prevalere della logica aristotelica, fa rinnovata nei tempi moderni dall’ Hegel e dall’ Herbart. Per Eraclito l'unica cosa permanente nel diveniro incessante delle cose è l'armonia degli opposti; nella sau retorica poetica il flutto delle cose è una lotta incessante dei contrari, e questa lotta è la madre delle cose; tutto ciò che sembra essere è il prodotto di movimenti ο di forze opposte, che mercà In loro azione mantengono |’ equilibrio ; così I’ nniverso è ad ogni momento un’ unità, che si suddivide e poi ritorna in xè, una lotta che trova la sun conciliazione, un difetto che trova la sua compensazione. Nei tempi moderni, questo concetto della coincidentia oppositorum fu ripreso da Giordano Bruno e dalla metafisica idealisticn succeduta n Kant. Così per Fichte, se il mondo deve esser concepito come ragione, il suo sistema deve essere sviluppato da un problema originario, da una esigenza che ciascuno deve essere nello stato di adempiere : questa esigenza è l’autocoscienza. ossia pensa te stesso. Questo principio può svilupparsi solo fino al punto, in cui si mostra che fra ciò che deve avvenire e ciò che avviene c'è ancora una contraddizione, da cui nasce un nuovo problema, ¢ così di sèguito : il metodo dialettico è così un sistema in cui ogni problema ne produce uno nuovo; di fronte a ciò che la ragione vuol fornire, sta in essa stessa un ostacolo, © per superarlo essa  235  Cox sviluppa una nuova fanzione; questi tre momonti sono detti fesi, antitesi © sintesi. Così il mondo della ragione diventa l’infinità dell’ ontogenesi, e la contraddizione tra il dovere e il fare viene spiegata come 1’ ensenza realo della ragione stessa; tale contraddizione è necéssaria ed inevitabile, appartenendo alln natura della ragione; e poichè soltanto la ragione è reale, la contraddizione viene cost spiegata come reale. In tal modo il metodo dialettico, trasformazione metafisica della dialettica trascendentale di Kant, si mette in opposizione con la logica formale; le regole dell’ intelletto, che hanno il loro fondamento nel principio di contraddizione, sono sufficienti per l’ elaborazione ordinaria delle percezioni in concetti, gindizi ο sillogismi, ma insufficienti per la costruzione speculativa. Il metodo dialettico fu perfezionato da Hegel, per il quale l’ essenza dello spirito è di sdoppiarsi in sè stesso e di ritornare da questa separazione alla sua unità originaria; la ragione è non solo in sè come semplice realtà idenle, ma anche per sè: essa manifesta 6 stessa come qualche cosa di altro, diventa un oggetto diverso dal soggetto, e questo esser altro è il principio della negazione. Il cancellare questa diversi il negare la negazione, è la sintesi di questi due momenti: così ogni concetto si converte nel suo opposto, ὁ dalla contraddizione di ambedue deriva il concetto più elevato, che ha poi la stessa sorte di trovare uu’ antitesi, che richiede una sintesi ancora più alta, e così di sèguito. Per I’ Herbart, tutto al contrario, il principio più alto di og sare è, che ciò che è contradditorio non può essere verumente reale. Ora, poichè i concetti con cui pensiamo l’esperienza sono in sè contradditori, ne viene che la filosofia, la quale ha per compito di rintracciare il reale vero, assoluto, dovrà essere una elaborazione dei concetti dell’ esperienza; ossa deve trasformarli secondo lo rogole della logica formale (ο non v’ha altra logica che quella formale) finchi sia conosciuta la realtà scevra di contraddizioni. Cfr. AristoCon tele, Metaph., III, 2, 996 b, 28 ο segg.; Leibnitz, Monadologie, 31; Theod., I, § 44; Kant, Krit. d. reinen Vern., od. Reclam, p. 151 segg.; Herbart, Hauptpunkte d. Motaph., 1806; Id., Einleitung in die Philos., 1813, p. 72-82; Hartmann, Ueber did dialektische Methode, 1868; F. Paulhan, La logique de la contradiction, 1909; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, I, p. 176, 108, 173; II, 69 segg. (v. essere, nulla, realtà). Contrapposizione. Lat. Contrapositio; 'T. Kontraposition; I. Contraposition ; F. Contraporition. Quell’ operazione logica per cui si converte una proposizione, aggiungendo il segno della negazione ai due termini. La contrapposizione della proposizione particolare negativa è poco utile © poco usata; maggiore importanza ha invece la conversione delle universali affermative, perchè dà modo di controllare se I’ attributo è legato necessariamente al soggetto, vale a dire se l’ universale affermativo enuncia una verità. Così, convertendo per contrapposizione la proposizione: tutti i pesci sono muniti di branchie, si ha tutti gli animali non muniti di branchie sono non pesci, da cui si vede che l'essere muniti di branchie è un carattere essenziale dei pesci. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik, 1855, vol. I, p. 584; Masci, Logica, 1899, p. 225. Contrario. Gr. 'Evavriov; Lat. Contrarius; T. Conträr: I. Contrary; F. Contraire. Si dicono contrarie due proposizioni che, avendo uguali soggetto © attributo ed essendo entrambe universali, differiscono nella qualità, vale a dire l'una è negativa l’altra è affermativa; tutti gli 4 nono B, nessun A è B. Possono essere entrambe false, non entrambe vere; dato dunque che sia falsa una, non si può iuferirne che l’altra è vera; ma dato che sia vera una si deve inferirne che l’altra è falsa. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 107-109 (v. contradditorio). Contrasto. T. Kontrast ; I. Contrast ; F. Contraste. Nella psicologia designa quel fenomeno ottico, che il Chevreul  287  Cox ha espresso nella legge seguente: quando I’ occhio vede contemporanesmente due colori contigui, li vede nel modo più dissomigliante possibile quanto alla loro composizione ottica ο quanto alla altezza del loro tono. Infatti, se si pongono vicine delle striscie di carta coperte d’ una tinta uniforme di grigio di diverse intensità, ogni striscia sembra più chiara dal lato ove essa tocca una striscia più scura, e più scura dal lato ove tocca una striscia. più chiara; se si metto una riga bianca su nn fondo nero, questo fondo pare più nero in prossimità della riga. Ciò per l'intensità; quanto alle sfumature, se noi collochiamo una striscia di carta verde sopra un fondo grigio, questo fondo sembra rosso, essendo il rosso il colore complementare del verde; le nubi bianche in cielo azzurro sembrano giallognole; le ombre degli oggetti al momento del tramouto sembrano turchine, perchè la Ince inviata in tal momento dal sole è aranciata, Tutti questi fenomeni di contrasto si spiegano colla teoria di Joung e Helmholtz, che cioè nella retina si trovino tre specie di fibre, ognunn delle quali viene stimolata a preferenza da uno dei tre colori fondamentali (rosso, verde, violetto), e che quindi tutte le possibili sensazioni di colore risultino dalla combinazione delle tre sensazioni fondamentali.  L'associazione per oontrasto è uno dei tre casi fondamentali d’ associazione delle idee descritti da Aristotele. Nella psicologia moderna non la si considera che un modo subordinato dell’ associazione per rassomiglianza ο per contiguità ; infatti i contrasti rientrano sotto una medesima idea comune, ad es. fl nano e il gigante sotto quella della statura media; di più, il corso della vita implica dei contrari che si succedono, si toccano rasformano l’nno nell’ altro, come il giorno succede alla notte, la gioia alla tristezza. Secondo I’ Hüffding, nello associazioni per contrasto avrebbe parto prevalente il sentimento, determinato sempre dall’ importante contrasto del Pincere ο del dolore; a una forte tensione succede or: Cox  238  riamente un periodo di stanchezza e tendenza a dirigere il nostro interesse in senso opposto: Così potrebbe spiegarsi il bisogno che si prova di passare. dall’ imagine della luce a quella della oscurità, dall’imagine del grande a quella del piccolo ». Cfr. Wundt, Grundriss d. Psychol., 1896, p. 302 seg.; Kreibig, Die fünf Sinne des Menschen, 1907, p. 113-115; James Mill, Analysis of the phenomena of the human mind, 1869, I, p. 113 segg.; Höffding, Paychologie, trad. franc. 1900, p. 213 segg. Contratti (giudizi). Quelle forme di giudizio in cui è taciuto il predicato o il soggetto, o in cui il soggetto è puramente indientivo, o in cui tutto il giudizio è contratto in un nome. Bi distinguono in entimematici © tetici (v. composti). Contratto sociale. F. Contrat social. Espressione entrata nel linguaggio filosofico dopo la pubblicazione dell’opora del Rousseau, Del contratto sociale, ο principio di diritto politico (Amsterdam, 1762). Il contratto sociale è il tacito patto che gli uomini primitivi fecero tra di loro, rinnnziando ai propri diritti, per affidare ad un potere pnbblico e supremo la tutela degli individui ο il mantenimento della pace sociale. Secondo il Rousseau, il problema fondamentale che s'impone agli uomini, quando lo stato primitivo di natura non può più sussistere, è il seguente: Trovare una forma d’associazione, che difenda ο protegga con tutta la forza comune la persona o i beni di ogni associato, e mediante la quale ciascuno, unendosi a tutti, non obbedisca tuttavia che a sè stesso e resti libero come pri Tale è il problema fondamentale di cui il contratto sociale dà la soluzione. Le clausole di questo contratto sono talmente determinate dalla natura dell'atto, che la più piccola modificazione le renderebbe vane e di nessun offetto; per guisa che, sebbene non siano forse mai state formalmente enunciate, sono dovunque le stesse, dovnnque tacitamente ammesse e riconosciute, finchè, essendo il patto sociale violato, ognuno rientri nei suoi primitivi  239  Cox riprenda la propria libertà naturale ». Questa dottrina era giù stata svolta precedentemente da Epicuro, dal (irozio, dal? Hobbes. Il contrario del contratto è lo statuto sociale, cioè i rapporti legali che si stabiliscono tra gli nomini per il solo fatto che essi appartengono a una determinata classe sociale, oppure si trovano in una data situazione alla quale la loro volontà non può nulla mutare. Cfr. Rousseau, Du contrat social ou principes du droit politique, 1762 (v. contrattualiemo, società). Contrattualismo. ‘I. Kontraktualismue; I. Contractualism ; F. Contraotualisme. Sotto questo nome si raccolgono tutte le dottrine che fanno originare la società, e quindi la morale, il diritto, lo Stato, da un generale contratto ο da primitivi accordi contrattuali. Questa idea trovasi già esplicitamente formulata in Epicuro, per il quale la società politica non è una formazione naturale, ma è creata a ragion veduta dagli uo! in base ad un contratto, συνθήκη, che essi fanno per non danneggiarsi scambievolmente; perciò le leggi sono derivate in ogni singolo caso da un accordo rispetto alle comuni utilità; in sò non v'è niente di giusto ο d’ingiusto, e poichè è evidente che nel contratto fa prevalere il proprio vantaggio chi ha intelligonza maggiore, così sono in generale i vantaggi del sapiente che si presentano come i motivi della legislazione. ‘Tale concetto fu poi ripreso da Occam, da Marsilio, da Hobbes, che gli diede il massimo sviluppo: egli pone l’egoimo come fondamentale nell’ uomo, e considera lo stato naturale come il bellum omnium contra omnes, nel quale si dice bene ciò che soddisfa il proprio egoismo, male ciò che lo contrasta; ma poichè una condizione simile offendo lo stesso egoismo, recando morte e danno, gli nomini s' accordano tacitamente di trasferire il proprio diritto naturale ad un terzo, che rappresenti, la forza di tutti: questo è lo Stato, che fa la zione, non più relativa ma nssolnta, tra bene © male, tra lecito e illecito, tra religione Cox e superstizione: il bene à l’ azione legale, il male l’azione illegale; la religione è l'adorazione legale di Dio, la superstizione |’ adorazione illegale ; entrambe le autorità, civile e religiosa, sono incarnate nel sovrano. Mentre Hobbes giunge così alla giustificazione dell’ assolutismo, Rousseau ricava dalle stesse premesse delle conseguenze democratiche e liberali: per lui l’ uomo è originariamente buono e dominato da sentimenti sociali, quindi il principio della traslazione e della rappresentanza deve essere limitato fino al possibile, mentre a tutto il popolo si deve riconoscere direttamente |’ esercizio della sovranità. Dopo la rivoluzione francese il contrattualismo decadde, ma per risorgere ai giorni nostri sotto diversa forma, Oggi non si ammette più, in generale, un contratto alle origini della società, ma alla fine, cioè come mata da raggiungere non come punto di partenza; la storia dell’ incivilimento dimostra infatti che all’origine non sono gli individui arbitri dei propri destini, ma certi gruppi complessi tenuti saldi dall’ autorità di un capo, e che l’ autonomia individuale si viene mano mano attuando col perfezionarsi della vita sociale fino a rendere I’ individuo artefice consapevole delle proprie situazioni giuridiche e delle stesse forme vincolanti del vivere civile. Questa nuova concezione è dovuta specialmente al Summer Maine, che, a conelusione dello sue ricerche sulle società primitive, fa consistere il movimento delle società progressive nel trapasso da un primiero regime di status ad un regime di contratto; ed è svolta poi in varie forme dallo Spencer, dal Fouillée, dal De Greef, dal Bourgeois, occ, Cfr. Diogene L., X, 150 segg.; Jellinek, Allgemeine Staatalehre, 1905; G. Del Vecchio, Su la teoria del contratto sociale, 1906; G. Dallari, I! nuoro contrattualismo nella filosofia sociale e politica, 1911; P. Gentile, Sulla dottrina del “contratto sociale, 1913 (v. contratto sociale). Controprova. T. Gegenbeweis; I. Counterproof; F. Contre-éprenve. Una delle applienzioni del metodo di differenza,  A1  Cox che Bacone chiamò inrersio erperimenti. Consiste nel ripetere inversamente una esperienza per confermarne i risultati. Es.: per determinare la funzione dei nervi periferici, si fa agiro uno stimolo sui nervi periferici di un animale, ed è facile accorgersi che detto stimolo ha dato luogo alla sensazione. Controprova: ai recide la fibra stessa ο si fa agire ancora lo stimolo; in tal caso non si ha più la sensazione. Si conchiude che la continuità della fibra è necessaria per avere la sensazione. Cfr. Bacone, Nuovo organo, 1810, p. 66 segg. Controversisti. I Padri del secondo periodo della Patristica, così designati perchè non si limitano, come quelli del primo periodo, a difender la religione cristiana dagli assalti del paganesimo, ma attaccano anche le dottrine avversarie ο specialmente il gnosticismo. I principali controversisti farono Ireneo e Tertulliano (v. Patristica). Convenienza. T. Ubereinstimmung, Angemessenheit, Conrenione ; I. Propriety; F. Convenance. Significa, in generale, accordo o armonia tra due ο più termini. Nella morale ln convenienza è ciò che non ha un carattere di obbligatorietà costante, ma conviene soltanto a certe circostanze în virtù d’una regola normativa. Così gli stoici dicevano azione conceniente In giusta scelta e il retto uso che il saggio sa fare di quelle cose che stanno fra il bene e il male, che non possono nè giovare nè nuocere, che non meritano di essere cercate nè fuggite, come la vita, le ricchezze, ecc. Leibnitz chiama prinotpio della convenienza, la saggezza divina rivelantesi specialmente nelle leggi del movimento : E meraviglioso che, con la sola considerazione delle cause efficienti o della materia, non si potrebbe dar ragione di tali leggi del movimento. Poichè io ho trovato che bisogna ricorrere alle oause finali e che codeste leggi non dipendono dal principio della necessità, come le verità logiche, aritmetiche e morali, ma dal principio della conreniensa, vale a dire dalla scelta della saggezza ». Kant chiama principia con16  Raxzom, Dirion. di scienze filosofiche, Cox  242  venientiæ quelle proposizioni, che non trovauo la loro giustificazione nè nell'esperienza, nè in deduzioni a priori, ma si raccomandano per la loro opportunità, facilitando ed estendendo V uso empirico dell’ intelletto; tali principî, da lui esposti nella Dissertazione, divengono poi nella Critica della r. pura i principî dell’intelletto puro, come quelli della regolarità del divenire e della permanenza della sostanza.  Il Rosmini chiama convenienza metafisioa gli argomenti, per lo più morali, sui quali si fondano le persuasioni delle verità dell’ ordine etico ; la convenienza metafisica non riguarda in fatti P uno ο l'altro ente, ma l'essere universale stesso, ο Dio. Sebbene tali argomenti si fondino sull’idealità della cosa, importano una necessità e servono di fondamento alla fede. Cfr. Diogene L., VII, 130; Stobeo, Kel., 11, 158; Cicerone, De fin., III, 6; Leibnitz, Prino. de la nat. οἱ de la grace, 1714; Rosmini, Logica, 1853, $ 1124-26; L. Nelson, Unters. üb. die Entwickelungsgeschichte d. kantischen Erkenntniatheorie, in Aband. d. Fries'schen Schule », 1909, fuse. I. Convergenza. T. Conrergenz. Zusammenlaufen ; I. Convergency; F. Convergence. Una delle leggi dell’ evoluzione del mondo organico, che si contrappone alla legge della divergenza. Mentre per questa da forme uguali si vengono svolgendo forme differenti, come adattamento a differenti fanzioni ο condizioni biologiche, per la logge della conrergenza du forme originariamente (lifforenti si svolgono gradatamente forme somiglianti, in seguito all’ adattamento a fanzioni © condizioni di vita uguali. Aleuni biologi, col vocabolo convergenza indicano invece le rassomiglianze non ereditarie tra gli esseri organizzati, che hanno una ragione nell’ adattamento ad analoghe condizioni di ambiente.  Nolla matematica dicesi convergente una serie la cni somma tende verso un limite finito, quando il numero dei suoi termini aumenta indefinitamente. Conversione. Gr. Αντιστροφή: Lat. Conversio; T. Conversion, Umkehrung; 1. Conversion; F. Conversion. Quell’opo 243  Cor razione logica con cui da una proposizione 8ο ne forma una seconda, la quale ha per soggetto il predicato della prima, e a predicato il soggetto della stessa. Es.: qualche A è B, qualche B è A. Dicesi conversione semplico quella che ni fu conservando la quantità stessa del soggetto, il quale ha la medesima estensione del predicato; conversione per accidente quella in cui la quantità del nuovo soggetto muta, avendo esso maggiore estensione del soggetto della prima propojone; conversions per contrapposizione quella che si fa nggiungendo il segno della negazione si due termini. Es.: 1° tutti gli organismi respirano; tuiti gli esseri che respirano sono organismi; 33 tutti gli uomini sono mortali; alcuni mortali sono uomini; 33 tutti i pesci hanno branchie; tutti quelli che non hanno branchie son sono pesci. Si convertono sempre semplicemente le proposizioni universali negative, non si convertono le particolari negative. Gli scolastici hanno espresso le leggi della conversione nei due seguenti versi innemonici: F E I Simpliciter conrertitur, E v A per accid.  Alto por Contrap. Sio fit converaio tota. Cfr. Kant, Logik, 1800, p184 vegg.; l'oberweg, Logik, 1874, $ 80; Masci, Logica, 1909, p. 215 segg. Coprolalia. T. Koprolalie; 1. Coprolalia ; F. Coprolalie. Stato patologico, che appare in varie malattie mentali, talvolta anche nella pubertà, ο si manifesta con nn impulso continuo e irresistibile a pronunciare bestemmie ο a tener discorsi osceni. L’impulso a diro bestemmie si suol anche denominare teoblasfemia. Cfr. G. Pontiggia, Osservazioni pricologiohe intorno alla coprolalia, Riv. di filorofia ο acienze affini », maggio 1901. Copula. T. Copula; I. Copula; F. Copule. Quella parte del giudizio che unisce il predicato al soggetto. Spesso In copula è compresa nell’ attributo, quando questo è eapreaso da un verbo attributivo; ad es. : l'umanità progrediace l'umanità è progrediente. Alcuni logici sostennero che non può esservi una copula negntiva, perchè In negnzione è il Cop-Cor  244  toglimento della copula non una copula, e perchè officio suo è di unire il predicato al soggetto non di disgiungerli. A ciò altri logici risposero che la unità domandata dal giudizio non è un amalgama materiale di più cose, ma la semplice relazione di due o più elementi concettaali, che il pensiero può abbracciare in un solo atto; ora tale unità si ha tanto con l'affermazione quanto con la negazione. La copals, espressa dal verbo essere, è detta dai logici terzo elemento del giudizio, essendosi essa formata dopo il predicato © il soggetto; infatti, nel periodo intuitivo delle lingue, il concetto del predicato è verbale, esprime cioè tanto la qualità come l’attività; in seguito i due concetti si staccarono, e l’attività astratta, separata da ogni qualità, costituì fl terzo elemento del giudizio. Cfr. B. Erdmann, Logik, 1892, vol. I, p. 860; Ch. Sigwart, Logik, 1873, vol. 1, P. 119 (v. grammatica, linguaggio). Copulativi (giudizi). Per opposizione ai oongiuntivi, diconsi tali quei giudizi che sono composti nel soggetto, in cui cioè un solo predicato è affermato ο negato di più soggetti. Il suo tipo è: tanto 4 che B che C sono D. Il giudizio copulativo negativo è detto anche remotivo. Oltre la forma affermativa e negativa, può assumere anche quella categorica 6 ipotetica (v. composti). Corollario. Lat. Corollarium ; T. Corollar; 1. Corollary: F. Corollaire. Verità che risulta naturalmente da una proposizione già dimostrata, e non ha bisogno di appoggiarsi su una dimostrazione particolare. Si adopera anche per indicare una proposizione di minore importanza ο di minore estensione dedotta da una proposizione principale. Corpo. Lat. Corpus; T. Körper; I. Body: F. Corps. Per corpo si intende un reale che ha una data forma, una data massa ed occupa un dato posto nello spazio. Gli elementi costitutivi del corpo sono dunque: estensione, massa, imponetrabilità. Riguardo ai suoi rapporti con noi, i metafisici oggettivisti definiscono il corpo come In causa este 245  Cor riore alla quale attribuiamo le nostre sensazioni ; in altre parole, nn dato corpo è da me conosciuto per il numero delle sensazioni che da esso ho avuto, ma codeste sensazioni le considero come prodotte da qualche cosa che non solo esiste indipendentemente affatto dalla mia volontà, ma che è anche esterno ai miei organi e alla mia coscienza; ora, codesto qualche cosa di esteriore, codesto qualche cosa che permane anche collo scomparire delle mie sensazioni e che determina le leggi secondo cui le sensazioni stesse sono legate, è il corpo. La spazialità o estensione è generalmente considerata come l'attributo fondamentale dei corpi; così I’ Hobbes definisce il corpo: quioquid non depondens a nostra cogitatione cum spatii parte aliqua coincidit vel ceztenditur. Per Cartesio il concetto di corpo coincide con quello d’ una grandezza spaziale, ogni corpo è un frammento dello spazio; per Spinoza il corpo è un modo che esprime in‘ maniera certa © determinata 1’ essenza di Dio, in quanto questi è considerato come la cosa estesa ». Per altri invece il corpo non è che un gruppo di sensazioni, o pinttosto di possibilità di sensazioni, riunite insieme secondo una legge costante; non v’ ha quindi in esso alcun substratum che serva di sostegno agli attributi. Secondo il Berkeley il corpo è ciò che vien percepito, ciò che si vede, si tocca, si odora; il suo ose coincide col suo peroipi, con la somma delle sue proprietà, dietro le quali non esiste una sostanza che in esse appaia; la realtä dei corpi consiste nol fatto che le loro idee sono comunicate da Dio agli spiriti finiti, © la serie in cui Dio suol far questo è da noi detta legge naturale; la differenza tra i corpi reali e i corpi imaginarii o sognati sta in ciò, che questi ultimi vengono rappresentati solo în uno spirito singolo, in seguito a una imaginazione, sia meccanica sia volontaria, senza che essa gli sin comunicata da Dio. Secondo il Condillao un corpo è uno collection de qualités que vous touchez, toyes, etc. quand l'objet est présent: quand l'objet est Cor  246  absent, c'est le souvenir des qualités que vous aver touchées, rues, eto. Secondo Kant i corpi sono un’ unione, una sintesi di forme intellettuali e di sensazioni, le prime delle quali vengono dal nostro intendimento, le seconde dalla suscettività del nostro senso. Il Rosmini definisce il corpo una sostanza che produce in noi un’ azione, ch’ è un sentimento di piacere o di dolore, avente nn modo costante, che chiamiamo ostensione ». Gli Scolastici distinguevano : il corpus organioum, o corpo istramentale, cioè il corpo che consta di parti, di cui l’anima sensitiva si serve come di strumento; il corpus mathematioum, nns quantità che consta di tre dimensioni, lunghezza, larghezza ο profondità; corpus naturale, nna sostanza composta di materia prima e forma sostanziale, naturalmente esigente lo tre dimensioni. Cfr. Aristotele, Phys., III, 5, 204 b, 20; Goclenius, Lex. philosophicum, 1613, p.481; Hobbes, De corp... 8, 1; Cartesio, Princ. phil, I, 4; Spinoza, Ethica, II, def. I; Locke; Ess., III, cap. 10, $ 15; Berkeley, Princ.. XVIII; Condillse, Extrait raisonné, 1886, p. 50; Kant, Proleg., $ 49; Rosmini, Nuoro saggio, 1830, IT, p. 366 (v. atlante, conoscenza, essenza, 80stanza, materia, attualismo, fenomenismo, realismo, idealismo, dinamismo, energismo, ecc.). Corporale. Si oppone generalmente a spirituale, per dosignare tntto ciò che partecipa della natura dei corpi, che ha una estensione, che occupa nno spazio determinato e che può esser causa di sensazioni. Si nppone anche a morale per indicare 1’ insieme dei bisogni, dei sentimenti, dei desideri, degli appotiti provenienti dal nostro organismo, inerenti alla nostra natura materiale e contrastanti colla nostra natura spirituale. Corpuscolo. T. Corpuskel, Körperlein; 1. Corpuscle; F. Corpusoule. Termine assai vago, con cui si designavano, per il passato, le porzioni minime del mondo corporeo. Così per Descartes i corpuscoli sono gli elementi del mondo muteriale, ossia lo parti dello spazio non più realiter divisi 247  Con bili, ma anch'esse, matematicamente, divisibili all'infinito; quindi non esistono atomi. Oggi si adopera per desiguare alcuni piccoli elementi corporei, anche visibili, come: i corpuscoli tattili, che si trovano in alenne papille della cute, contengono la terminazione d’unn fibra nervosa, e sono considerati come organi del tatto: e i corpuncoli del Paoini, visibili anche ad occhio nudo, cho contengono le ramificazioni d’ una fibra nervosa sensitiva, © sono consideruti come organi di sensibilità generale.  Dicesi dottrina ο filosofia corpuscolare la teoria cho spiega i fenomeni fisici complessi mediante particolari aggruppamenti o posizioni di particelle invisibili per la loro piccolezza. Correlazione delle forze. Questa espressione è analoga all’ altra di trasformazione dei movimenti, adoperata più frequentemente. Col nome di forza si designa infatti lu causa di un movimento; ma una causa di movimento non può essere determinata altro che per i suoi effetti, che sono movimenti, e per la leggo della sua azione, che non è che lu legge del movimento. Corrispondenze (ἰοογία delle). Lat. ('orrespondentia : T. Entaprochung, Übereinstimmung; 1. Correspondence; F. Correspondance. La teoria che considera l’ universo come composto d’un certo numero di regni analoghi, i cui clementi rispettivi si corrispondono, e possono quindi servirsi reciprocamente di simboli, rivelare le loro proprietà, o anche agire l’ uno sull'altro per simputia. Cfr. Swedenborg, (lavia héerographica aroanorum per riam representationum el correspondentiarum, 1784. Corruzione. Gr. Bsopd: Lat. Corruptio; T. Vergehen : 1. Corruption; F. Corruption. In seuso tisico indica comunemente l'alterazione delle sostanze, in senso morale la degenerazione del costume. Nella filosofia si usa specialmente per indicare la dottrina greca della distruzione opposta alla generazione (γένεσις). Secondo Aristotele, la corruzione, che è l'avvenimento per cui una cosa cessa di Con  248  esser tale che si possa ancora chiamarla con lo stesso uome, avviene in tutte le cose terrestri, mentre i cieli soltanto sono incorruttibili; infatti i corpi materiali sono tutti costituiti di due specie di elémenti, di cui gli uni sono dotati di movimento rettilineo all'insù, gli altri di movimento rettilineo all’ ingitt; la sostanza dei cieli è inveco dotata del solo movimento circolare; essendo i due movimenti dei corpi terrestri contrari, e la contrarietà implicando corruzione, i corpi terrestri sono corrattibili, mentre i corpi celesti sono incorruttibili perchè ove à un movimento solo non può esistere contrarietà. Però tanto Aristotele quanto gli altri filosofi greci intendevano per corruzione non ls sparizione della materia, ma soltanto la sus dissoluzione e disgregazione; gli elementi delle cose non nascono nò spariscono. Cfr. Aristotele, De generatione et corruptione, trad. franc. 1866. Corsi e ricorsi. La celebre dottrina sullo svolgimento della storia, esposta dal Vico nella Scienza nuova, specialmente nella seconda edizione (1735). Socondo il filosofo napoletano, il peccato originale ο la caduta spinsero gli uomini ad un primitivo stato innaturale di abbrutimento, © stato ferino; ma la divina Provvidenza, valendosi di certi sensi naturali radicati nel loro animo, come il senso religioso e il pudore, © mediante gli stimoli dell’ utilità ο del bisogno, li guidò alla vita sociale, e quindi, gradatamento, all’ incivilimento. Tre sono i gradi e le età uttraverso cui passa ogni popolo per giungere alla civiltà; lu prima è l'età degli dei ο patriarcale, in cui, non essendovi un potere sociale, i deboli sono perseguitati dai forti empi © si rifugiano sotto la protezione dei forti pii, i quali riuniscono tra loro, dando così luogo ai primi stati; la seconda è l'età degli eroi, ed è caratterizzata da lotte continuo tra i nobili discendenti dei forti, e i plebei, discendenti dei deboli; la terza è degli womini, ed è iniziata dalla vittoria dei plebei, che ottengono I’ eguaglianza ciCorvile e politica, è retta a governo popolare o monarchia civile e governato da leggi dinanzi alle quali tutti i cittadini sono uguali. Ora, non solo ogni popolo è passato attraverso questi tre periodi, ma siccome la loro civiltà va soggetta a dissolvimento, così ogni popolo deve ripercorrere gli stessi stadi. La storia non è dunque che un avvicendarsi di queste tre età, con un ciclo fatale di οογ e ricorsi. Va notato però che questa periodicità di ripetizioni non ha nulla, nel pensiero del Vico, di quella rigidezza matematica che venne ad essi obbiettata, ο che si trova invece in sociologi modernissimi, ad es. nel Gumplowicz : Identità in sostanza d’ intendere, dice il Vico a tal riguardo, diversità nei modi di spiegarsi ». Cfr. Vico, Prinoipî di rienza nuova, 1735, 1. I; R. Flint, G. B. Vico, trad. it. 1888; B. Croce, La filosofia di G. B. Vico, 1911; Gumplowiez,= La lutte des races, 1893 (v. palingenesi). Corteccia ο strato: grigio, 0 sostanza corticale ο grigia, è una sostanza di colore grigiastro, costituita specialmente di cellule, la quale riveste la superficie del mantello cerebrale e nell’ interno ne forma i gangli. Il suo spessore varia tra i 22 © i 28 mm.; il massimo si ha in quel tratto che è attorno alla scissura di Rolando (ivi sarebbero i centri peico-motori), il minimo nel lobo occipitale; ha più spessore nel maschio che nella femmina e diminuisce con l'avvicinarsi della veochiaia. E costituita di vari strati sovrapposti, diverai per I’ aspetto delle cellule ο per la disposizione delle fibre nervose che fra quello si intromottono: lo strato più superficiale dicesi molecolare, quello sottoposto dicesi delle piccole cellule piramidal delle grandi cellule piramidali, l’ultimo delle cellule simorfe. Cfr. Bastian, Le oerveau organe de la pensée, 1888, vol. II, Ρ. 4 segg. Corticale. Dicesi di tutto ciò che avviene nella corteccia grigia del cervello, nella quale sembrano localizzarsi le funzioni psichiche superiori. Cosa. T. Ding; I. Thing; F. Chose. Questo termine ha un significato latissimo, indicando tutto cid che può essere penssto, supposto, affermato o negato. Nella dottrina della conoscenza si adopera tanto in apposizione a fatto per designare una realtà statica, costituita da un sistema supposto fisso di qualità e di proprietà coesistenti, quanto in opposizione a pensiero per designare il reale esteriore in genere, sia statico sia dinamico, coesistente ο successivo. Può significare tanto il reale esterno quale apparisce alla nostra esperienza sensibile, quanto ciò che riesce inaccessibile al nostro ponsiero ed è quindi fuori d’ogni esporienza. In questo secondo caso si usa, specialmente dal Kant in poi, I’ espressione di cosa in #2 0 noumeno. La cosa in sè si oppone alla cosa per noî, alla cosa in quanto ci appare, cioë al fenomeno: esen à quindi il sostrato assolutamente fisso delle qualità, il soggetto che permane sotto il mutare dei fenomeni, il reale, insomma, di cui noi non cogliamo che le apparenze. Perciò metafisicamente la cosa in sè è sinonimo di sostanza; ne differisce solo in quanto questa può essere applicata anche allo spirito (sostanza spirituale), quella invece importa sempre una certa idox di obiettività. Il concetto della cosa in sè è molto antico nella storia della filosofia; così già Pitagora parla di ciò che esiste per sè stesso, καθ΄ αὐτὸ; Democrito ascrive agli atomi una esistenza per sè stessi, ἑτεῖ ; Aristotelo distingue l'essenza concettnale della cosa da ciò che è in sò stestia; uguale opposizione è posta poi dagli scolastici tra ese in ro è in intelleotu; Gregorio di Nissa nega che noi possiamo conoscere 1 essero in sè stesso delle cose esteriori: guardando le cose cho ci appaiono, non dnbitiamo che esistano per ciò che vediamo, ina siamo tanto lontani dal comprendere 1’ essenza di ciascuna di esse, quanto se non conoscessimo col senso il principio che ci appare ». Cartesio afferma che le impressioni sensibili non si riferiscono alle coso come sono in è stesse: Satis erit, ai advertamus, sen 251  Cos euum percoptiones non referri, nisi ad istam corporis humani cum mento coniunctionem, et nobis quidem ordinarie exhibere, quid ad illam externa corpora prodesso possint, aut nooere; non autem, nisi interdum et ex accidenti, nos docere, qualia in seipeis existant. Condillac afferma ugualmente che noi non vediamo lo cose in sè stesse. Forse esse sono estese e provviste di sapore, suono, colore, odore, forse anche non hanno nulla di tuttocid. Io non affermo nè I’ una cosa nè l’altra, e attendo la prova che siano come ci appaiono © che siano invece totalmente diverse ». Ma la differenza tra cosa in sè © cosa per noi o fenomeno diviene fondamentale nella filosofia di Kant; dato cho l’ unico oggetto della conoscenza umana è l’esperienza, il fonomeno, data cio la natura delle forme dell’ intaizione © del pensiero, ne segue che nulla in generale di ciò che è intuito nello spazio è una cosa in sè, e che nemmeno lo spazio è una forma della cosn,... bensì che gli oggetti non sono da noi conosciuti in sè stessi e che ciò che noi conosciamo non sono che pure rappresentazioni (Forstellungen) della nostra sensibilità, la cui forma è quella dello spazio e il cui vero correlato, ossia la stessa cosa in sè, non è perciò da noi nè conosciuta nè conoscibile ». Tuttavia, dice Kant, non ο) è contraddizione a pensare la cosa in sì; se si pensi una intuizione di specie non ricettiva, una intuizione produttiva non solo delle forme ma anche del contenuto, i suoi oggetti dovrebbero essere non più fenomeni ma cose in sè; la possibilità di questa facoltà non si può negare più di quel che se ne possa affermare la realtà, Le cose in si sono dunque pensabili in senso negativo © quali oggetti di una intuizione non sensibile, come concetto-limite dell’euperienza. Ma la dottrina kantiana della cosa in sè, intorno alla quale si sviluppa poi tutta la filosofia tedesca, fu variamente intesa, daalcuni accolta, da inolti combattuta. Cfr. Aristotele, Metaph., I, 5; V, 18, 1022 a, 26; Gregorio Niss., Contra Eun., XII, 740; Cartesio, Prino. phil., Il, 3; Cos  252  Condillac, Traité des sensations, 1866, IV, 5, § 1; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reolam, p. 57 segg.; A. Tumarkin, Kante Lehre vom Ding an sich, Archiv fur Gesch. d. Phil. », aprile 1909; Th. Loewy, Die Vorsellung des Dinges auf Grund der Erfahrung, 1887; O. Liebmann, Kant und die Epigonen, 1865; Ardigd, Z’ inoomosoibile di H. Spencer ο il noumeno di E. Kant, 1901 (v. agnostioismo, conoscenza, corpo, limite, orilicismo, neo-oriticismo, realismo). Coscienza. T. Bewusstsein, Gewissen; I. Consciousness, Conscience; F. Conscience. È questo uno dei vocaboli di signifloato più vario e incerto nella terminologia filosotica, Etimologicamente (consoientia da consoire = conoscere insieme) non designa altro che un accordo tra diversi individui nel conoscere le stesse cose o fatti; poi, per analogia, V’ accordo, l’unità che si rivela in uno stesso individuo tra i suoi stati attuali e quelli che non lo sono più, tra il presente e il passato. Noi possiamo distinguere tre significati fondamentali che si attribuiscono alla parola coscienza: quello volgare, quello morale © quello peicologico. Va notato, però, che la coscienza non è propriamente definibile, essendo la radice di ogni conoscenza, il dato fondamentale del pensiero, irreducibile in elementi più semplici. Volgarmente, si usano le espressioni avere coscienza dei propri atti, del proprio valore », coscienza di scienziuto >, coscienza nazionale, popolare, umana, storica», ece., per indicare ln consapevolezza piena che un individuo o un gruppo di individui può avere di qualche cosa, Ancora più comune è l’uso della parola coscienza nel significato morale, espresso nei modi di dire lo speochio della propria coscienza » il testimonio della coscienza » la voce della coscienza » mancanza di coscienza », ecc. Ora, la coscienza morale, che i tedeschi distinguono col nome di Gewissen, si rivela principalmente nell’ individuo col compiacimento per le buone azioni compiute, col rimorso per lo cattive, e col giudizio interno sopra un conflitto di  253  Cos motivi. Essa dunque accompagna le azioni morali, e non ci dà soltanto il criterio per giudicare gli atti nostri, ma è pure la base del nostro giudizio intorno alle azioni sltrai, in quanto sono buone o cattive; questo giudizio, riferendosi sempre all’antore dell’ ato, dicesi imputasione. La coscienza morale è quindi concepita come il tribunale davanti a oni sono giudicati affetti, pensieri ed azioni: non bisogna però credere che essa sia qualche cosa di stabile, esistente in sò e indipendente dai sentimenti e dai giudizi pei quali si avverte il carattere morale degli affetti, ecc. ; al contrario, essa ei identifica cogli stessi fatti psichioi nei quali si manifesta e con essi è varia © mutahile. La coscienza psicologica, che i tedeschi chiamano Bewusstsein, non è altro che la nota caratteristica dei fenomeni interni o psichici, per cui essi si distinguono da quelli esterni o fisici : ad un grado assolutamente inferiore, essa consiste nel pnro fatto di avvertire una data modificarione avvenuta in sò stesso; ad nn grado superiore implica la distinzione dell’ oggetto modificante; nel suo massimo aviluppo è la contrapposizione dell’ oggetto sentito al soggetto senziente. Quest’ ultimo grado di coscienza non esiste nell’ animale ed è proprio soltanto dell’ uomo adulto normale: esso dicesi anche autocoscienza, 0 suicosciena, 0 coscionsa personale, 0 coscienza dell’ Io. Riguardo alla sua natura, le ipotesi principali possono ridursi a tre: quella apiritualiatioa, secondo cui la coscienza è la sostanza stessa dello spirito, che è tale in quanto ha coscienza di sè; oppure una facoltà originari dello spirito, un’ entità metafisica spirituale, unica, semplice, identica, esistente in sè © per sè; quella materialistios, secondo cui la coscienza non è che un fenomeno secondario (epifenomeno) nel meccaniamo della vita psichica, la quale invece è costituita essenzialmente dall’ attività nervosa, dal fenomeno fisiologico ; quella positfvistica, che, opponendosi sia allo spiritualismo che al materialismo, la considera come un fatto nuovo e Cos  254  distinto di cui si devono studiare i rapporti, senza confonderlo coi fatti materiali, che l’ esperienza ci rivela come opposti agli spiritnali, ο senza trascendere l’esperienza, che non ci può far conoscere nd la sostanza dello spirito nè una facoltà originaria di esso. Quanto alla genesi della coscienza, secondo l'ilosoiemo primitivo tutto il mondo è animato, e tutto quanto è fornito di movimento è pure fornito di coscienza. A questa dottrina dei primi filosofi greci, si accosta il pampsichiemo moderno di Ernesto Hiickel, secondo il quale ogni atomo materiale, ‘come centro di forza, è dotato di un’ anima costante, di movimento ο di sensibilità, cosicchè la coscienza o anima dell’uomo non è che la somma delle anime elementari delle sue cellule, composte appunto di protoplasmi molecolari ο queste di atomi. All’opposto il cartesianismo o automatismo attribuisce In coscienza soltanto all'uomo, negandola anche agli animali, che debbono essere considerati come macchino ο automi. Per altri invece, la coscienza non è una proprietà esclusiva dell’uomo, ma si estende a tutti gli animali e persino alle piante. Secondo altri ancora, la materia inanimata possiede nna vita psichica latente, potenziale, che diviene attuale per effetto dell’ organizzazione biologica. Infine nell’ evoluzionismo dello Spencer, la coscienza sorge da una differenziazione dell’ energia universale, fondamentalmente unica, e fa la sua prima apparizione nell’ atto riflesso, considerato como il crepuscolo della vita psichica. Quanto poi alle dottrine psicofisiologiche sulla sode della coscienza, possiamo ridurle a due: quella che la pone soltanto nel cervello, e quella che la considera come proprietà di tutto il sistema nervoso, e cioò anche del midollo spinale ο dei centri inferiori. Cfr. Malebranche, De la rech. de la verité, 1712, III, 2, 7; James Mill, Analysis of human mind, 1869, I, p. 224: Kant, Κε. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 76 segg., 127 segg.; Fechner, Über die Seelenfrage, 1861, p. 199 segg.; Hneckel, Der Monismus, 1898, p. 23 segg.;  255  Cos Wundt, Grundrim d. Psychol., 1896, p. 238 segg.; Joël, Lehrbuch d. Peychol., 1896, p. 111 segg.; Sergi, La peyool. physiologique, trad. franc. 1881, p. 223 segg.; Bonatelli, La coscienza e il mocoanesimo interiore, 1870; Ardigo, L'unità della coscienza, 1898; Id., Op. fil., III, p. 68 segg.; IV, p. 373 segg. (v. cellulare psicologia, anima, autocoscienza, psiche, spirito, io, dualismo, monismo, parallelismo, ecc.). Cosmogonia. T. Kosmogonie; I. Cormogony ; F. Cormogonie. Dottrina scientifica, filosofica o religiosa che spiega l'origine e la formazione del mondo. Tatte le religioni antiche, specie le orientali, hanno fatto larga parte alla cosmogonia. La scienza moderna ha sostituito alle poetiche immaginazioni primitive 1’ ipotesi di Kant, Herschel e Lapiace, la quale, sebbene non possa ritenersi definitiva, esclude ogni intervento sovrannaturale © spiega la formazione del mondo con le leggi puramente meccaniche. Secondo questa ipotesi, lo spazio nel quale si muove il sistem solare era occupato da una materia cosmica gassosa, ugualmente tesa © indifferenziata, la quale, irraggiando continuamente calore, si condensò a poco a poco intorno a un punto centrale destinato a diventare il sole. Per virtù della condensazione le molecole dei gas erano attratto con velocità sempre maggiore in un immenso giro Întorno all'asse del sistema; ma, nello stesso tempo, lu forza centripeta eresceva in proporzione, cosicchè bilanciandosi le due forze, si venne a costitnire intorno al nucleo centrale un primo anello rotante, poi un secondo, poi un terzo... i quali erano destinati a divonire i futuri pianeti del sistema solare. In virtù di qualche perturbazione astronomica, alcuno dei segmenti di codesti corpi anulari diventava più denso degli altri, esercitando una forza di attrazione sempre crescente, finchè rompeva a suo profitto la zona d materia gassosa © la condensava intorno 4 sd sotto forma di atmosfera concentrica. Nel nuovo pianeta, per la forza d’impalsione primitiva delle sue molecole, il moto era diCos  256  venuto doppio: il pianeta continuava a girare intorno al sole e incominciava nello stesso tempo a rotare intorno al proprio asse. Così l’intero sistema planetario avrebbe in tempi remotissimi fatto parte del sole. Alla dottrina 00smogonica del Laplace furono rivolte molte obiezioni, che giustificano i numerosi tentativi sia di perfezionarla sia di sostituirle ipotesi più soddisfacenti. Così secondo il Faye V universo si riduceva in origine a un caos generale, estremamente rado, formato da tutti gli elementi della chimica terrestre; questi materiali, sottomessi alle loro mutue attrazioni, erano da principio animati da movimenti diversi, che hanno determinato la sua separazione in brandelli o nuvoloni, i quali hanno conservato uns traslazione rapida © rotazioni intestine più o meno lente: da tali miriadi di brandelli caotici sarebbero nati per progressiva condensazione i diversi mondi dell’universo. Secondo il Du Ligondòs, al principio esiste un vero e proprio caos costituito da un gran numero di masse moventesi a caso e che per caso vengono ad urtarsi tra di loro; essendo tali urti inevitabili, ne risulta una concentrazione della nebulosa con la tendenza alla formazione di un nucleo centrale, e un appiattimento dello sferoide, che è la nebulosa caotica iniziale: dal nucleo centrale avrà origine il sole, e i materiali esterni formeranno intorno ad esso una specie di disco lenticolare equatoriale che, appiattendosi sempre più, diverrà anch’ esso instabile e potrà finalmente trasformarsi in anelli donde nasceranno poi i pianeti. Invece secondo il See i pianeti non sono stati formati da frammenti della nebulosa solare, ma sono di origine esterna, ossia corpi estranei che, venendo a passare vicino al sole, sono stati da esso catturati per effetto della resistenza della vasta atmosfera di cui un tempo era circondato ; allo stesso modo la Inna non proverrebbe da un frammento della nebulosa terrestre, ma ad una certa epoca sarebbe stata catturata dalla terra. Secondo PArrhenius gli astri si scambiano Ince,  257  Cor elettricità, materia e persino germi viventi; la pressione di radiazione che emana dai corpi luminosi ο che ha la proprietà di respingere i corpi leggeri, caccerebbe dal sole piccolissime particelle, spingendole fino alla terra, ai pi neti e alle più lontane nebulose ; queste particelle finirebbero per agglomerarsi formando le meteoriti, le quali, penetrando nella massa delle nebulose, diverrebbero centri di condensazione intorno ai quali la materia comincerebbe a concentrarsi: donde I’ evoluzione stellare, che va dn una prima fase di oscurità quasi completa attraverso un periodo di splendore a una fase di decadenza, che si chinde con an inorostamento finale. Cfr. Kant, Allgemeine Natur gesohiohte u. Theorie des Himmels, 1755; Laplace, Exposition du système du mondo, in Œuvres, 1884, t. VI, p. 498 segg.; H. Faye, Sur l'origine du monde, 1896; Du Ligondèe, Formation mécanique du système du monde, 1897; Seo, Rescarohes on the erolution of the stellar system, 1910; Arrheniua, L'évolution den monde, 1910: Ardigd, La form. nat. nel fatto del sint. solare, 1876; A. Aliotta, Le nuove teorie v0amogoniche, Cultura filosofica >, maggio 1912. Cosmologia. T. Kosmologie; I. Cosmology ; F. Comologie. Termine entrato nel linguaggio filosofico e scientifico specialmente dopo Kant; significa dottrina del mondo considerato come un tutto armonico. Nel Wolff designa lo studio delle leggi generali dell’ universo e della sua costitazione complessiva, sia dal punto di vista metafisico che da quello scientifico: cosmologia generalia eat soientia mundi neu universi in gonere, qualenus soilicet ona idquo comporitum atquo modificabile est. Per Kant la cosmologia razionale » è la scienza dell'oggetto, vale a dire il Invoro della ragione per cogliere nella sna unità ’ insieme di tutti i fenomeni; invece In psicologia razionale » è ln scienza del soggetto pensante. La cosmologia ha per oggetto l’iden razionale del mondo, come la psicologia l’idea del Me. Nella lingua filosofien classicn 1’ espressione cosmologia razionale designa 17  Ἠλκκοια, Dision. di scienze filosofiche. Cosla parte della metafisica che tratta della natura fondamentale © dell’origine delle cose sensibili. Cfr. Wolff Chr., Coamologia generalis, 1737, $ 1; Kant, Metapk. Anfangagrunde d. Nat., 1876, Vor. Cosmologico (argomento). È uno degli argomenti a posteriori dell’ esistenza di Dio, che dalla caducità e contingenzu del mondo conclude alla esistenza di un Essere assoluto come creatore 0 primo motore dell’ universo. Si può anche formulare nel modo seguente: il mondo è un sistema di mezzi e di fini, come dimostrano |’ ordine ο l'armonia che vi regnano; ogni sistema di mezzi e di fini è l’effetto di una causa, e d’una causa intelligente che sappia disporre i mezzi a quei fini, e che sappia concopire il fine quando non esiste ancora in realtà; dunque il mondo è l’effetto d’una Causa intelligente, Dio. Esso fn formulato la prima volta da Aristotele, il quale afferma la necessità di un primo motore immobile, πρῶτος κινοῦν ἀκίνητος, che muova il mondo, non per una specie di impulso meccanico che ad esso comunichi -nel qual caso sarebbe insieme movente © mosso ma per l’ irresistibile attrattiva della sua bellezza, per l’inestinguibile desiderio che suscita di sè nelle cose. Da allora I’ argomento fu formulato in modi diversi, e il suo valore spesso combattuto. Kant lo respinge perchè trova in esso questi due principali errori: 1° Ἡ principio trascendentalo che conchiude dal contingente a una causa, principio che non ha valore che nel mondo sensibile, ¢ che non ha più nemmeno significato Suori di questo mondo. Infatti, il concetto puramente intellettuale di contingenza non può produrre alcuna proposizione sintetica come quella di causalità, il principio della quale non ha valore oi neo che nel mondo sensibile; vece bisognerebbe che sorvisse appunto a uscire da questo mondo. 2° Il ragionamento che consiste nel conchiudere dal’ impossibilita d’ una serie infinita di cause date le une sopra le altre nel mondo sensibile, ad uns cansa prima; i principi d’ uso razionale non οἱ antorizzauo a conchiudere così, nemmeno nell’ esperienza, là ove codesta catena non può essere prolungata ». Cfr. Aristotele, Metaph., XII, 6 6 segg. ; Cartesio, Prino. phil., I, 14, 20, 21; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 476 seg. (v. oause finali, storico, fisico, ideologico, ontologico). Cosmopolitismo. T. Kormopolitismus ; 1. Cormopolitiem ; F. Conmopolitieme. La dottriua della fratellanza universale, che respinge ogni distinzione di nazioni e di razze, considerando tutti gli uomini come cittadini d'una sola città, come appartenenti ad una sola patria,.il mondo. Il casmopolitismo, prima che dal oristianesimo, fu bandito nella società pagana dalla scuola stoica, che di fronte allo smembramento politico dell’ umanità, insegnò che lo Stato ideale non conosce limiti di nazionalità o di Stato storico, ma è ina comunità razionale della vita di tutti gli uomini, alla quale appartiene ogni uomo, purchè saggio, sin esso barbaro, ro, ο schiavo, perchè tutti gli uomini sono fratelli. Cfr. Sencen, Ep., 95, 52; Ogereau, Le ayntème phil. den Stoioiens, 1885, cap. VIII. Cosmos (κόσμος == nniverso). L'univers considerato come un tutto armonico e ben ordinato. L'espressione, che in origine significava ordine, fu attribuita per la prima volta al mondo dai pitngoriei, per i quali U’ armonia, simholeggiats dall’ ottava musicale, risultava dall'unificazione del molteplice e dall’accordo dei dissenzienti. Cfr. Plutarco, Plas., II, 1; Renouvier, Manuel de phil. ano., 1, 200. Cosmotetico (ideulismo). I. Cosmothetic idealism. Termine creato dall’ Hamilton, per designare la dottrina che si rifiuta di ammettere una coscienza immediata di qualche cosa fuori dello spirito, civ’ In conoscenza del non-io. Gili idealisti cosmotetici si distinguono, alla lor volta, in due classi: quelli che ammettono una entità rappresentativa presente allo spirito, ma non nua semplice modificazione mentale, come Democrito, gli scolastici, Malebranche, Newton; © quelli che non riconoscono altro oggetto immediato della percezione che uno stato dello spirito, come Leibnitz, Condillac, Kant. Cfr. Hamilton, Lectures on metaph., 1859, I, p. 295 (v. idegliemo). Costume. T. Sitte, Sittlichkeit ; I. Custom; F. Coutume. Una ripetizione regolare di atti, comune ad una intera collettività ed alla quale nessuno degli appartenenti alla collottività stessa può sottrarsi, senza incorrere nel biasimo degli altri o nella punizione inflitta dal Potere. L’ importanza del costume appare dal fatto che du esso deriva, per graduale evoluzione, la moralità e che ad esso si conforma V ideale etico. Il costume si distinguo dall’ abitudine, in quanto questa è puramente individuale, © dall’ uso, che, ‘pur essendo comune a tutta una società, manca tuttavia di quel carattere di imperatività che è proprio del costume. Cfr. Kunt, Krit. d. pr. Vern., ed. Reclam, p. 37; Wundt, Grundries d. Peyohol., 1896, p. 359 segg. Creazione, T. Schöpfung, Schafen; I. Creation; F. Création. Termine teologico e metafisico, col quale si designa Vatto per cui la Divinità ha prodotto il mondo e gli esseri che in esso si trovano, senza l’aiuto di alcuna materin preesistente. Quanto al modo di questa creazione, secondo il racconto mosaico essa fu successiva, avendo richiesto sei giorni; secondo altri invece fu istantanea, non compor‘tando la potenza di Dio il bisogno del tempo: quindi tutto avrebbe ricevuto in un medesimo momento la vita e 1’ esistenza, ο i sei giorni non dovrebbero intendersi che come lo sei mutazioni attraverso le quali passò la materia, per formare l’ universo quale oggi lo vediamo. Ad ogni modo, nella filosofia cristiana la derivazione del mondo da Dio è posta non come necessità fisica 0 logica dello sviluppo dell'essere, ma come un atto di libera volontà, e quindi la ereazione del mondo non è per essa un processo eterno, ma un fatto isolato, temporaneo. Il concotto di libertà del volere aveva significato da prima, con Aristotela, In capa 261  Cre cità di una decisione fra diverse possibilità date, indipendentemente da ogni costrizione esteriore; con Epicuro aveva pot assnnto il significato metafisico di una attività acausale dell'individuo; applicato all’assolnto ο considerato come proprietà di Dio, divieno nella filosofia cristiana il concetto della orcasione dal nulla, trasformato nella dottrina di una generazione acausale del mondo dalla volontà di Dio. Mentre per la maggior parte dei filosofi anteriori al cristianesimo, In materia preesiate alla Divinità, la quale non fa che ordinarla e plasmarla come un artista (Demiurgo); per i tilosofi cristiani creare vuol dire trarre qualche cosa dal nalla, non in maniera da fare che il nulla sia la materia la causa dell’ essere, ma facendo che l’essere succeda al nulla, fit post nikilum, come il giorno succede all’ aurora, viout post mane fit meridice. Alls massima, comune nel mondo pagano, che er nihilo nihil fit, essi oppongono che la onnes prima, universale ed infinita, si distingue appunto dalle cause seconde per codesta potenza, che esclusivamonte le appartiene, di trarre le cose dal nulla. Tra le molte prove dirette a dimostrare la potenza creatrice della divinità, basti ricordare questo due: 13 gli esseri finiti non esistono per forza propria e spontenes; essi dunque ricevono I cnistenza da un essere infinito, che la possiede per eccellenza ; ora, essendo Dio il solo essere esistente per sò, tutti altri esseri hanno ricevuto da lui l’esistenza ; 2° gli effetti sono proporzionati alle loro cause; il primo di tutti gli effetti à l'essere, sia perchè è il più generale sin perel procede tutti gli altri; dunque, como gli effetti particolari dipendono da cause seconde, la partecipazione dell'essere rimonta fino alla causa prima, e come un re, signore supremo nei suoi Stati, sovrasta a tutti i depositari della sua autorità, così Dio vince tutte le cause inferiori, ο mentre questi danno origine ad accidenti fugaci, In sua potenza giunge fino u dare esistenza al nulla. La scienza moderna considera la dottrina della creazione come assurda e contradditoria e lo oppone V evolusione, che implica lo sviluppo dell'essere per cause © leggi proprio. Tuttavia alcuni teologi cercano conciliare il dogma della creazione con la dottrina dell’ evoluzione, distinguendo una oreatio prima, detta anche creazione vera, cioè la creazione diretta della sola materia informe, la quale, essendo dotata di certe ragioni causali, diede luogo alla oreatio secunda, detta anche creazione derivatica, cioè allo sviluppo delle innumerevoli forme esistenti, per cui le creature multiformi farono create indirettamente e mediatamente per opera di cause occasionali.  Con I’ espressione oreatio continua gli scoluatici e i cartesiani designavano l’azione con cui Dio conserva il mondo nell’ esistenza, azione che è ugualo a quella con cui primitivamente 1’ ha prodotto dal nulla: Dal fatto che nel momento precedente esistevo, dico Cartesio, non segue in nessun modo che io debba esistero anche nel momento attualo, cosicchè una qualche causa deve avermi creato di nuovo pure per questo secondo momento, cioè deve avermi conservato ». Ugualmente Spinoza: Da ciò segue che Dio non è soltanto la causa per cui le cose cominciano ad esistere, ma anche quella per oni perseverano nell’ esistenza, ossia, per servirmi del termine scolastico, Dio è la causa essendi delle cose ».  Dicesi teoria delle creazioni periodiche la dottrina con cui l'Agussiz spiega l'origine e la diversità delle specie: ogni specie è stata crenta da Dio e ne rappresenta un particolare concetto; ma poichè sulla superficie terrestre vi sono rapporti di continua convivenza fra specie ο specie, fra piante ed animali, fra i viventi e le condizioni di vita, il suo intervento si effettua ad intervalli di tempo e in deminati punti della terra, cosicchè si hanno creazioni pejodiche in differenti centri di creazione, Cfr. Alberto Maguo, Sum. de creat., I; S., settembre 1910 (v. agnosticimo, cononcenza, corpo, 0088, noumeno, neo-oriticirmo, dommatismo). Cromatiche (sensazioni). Si dicono tali le sensazioni visive date dai sette colori dello spettro solare : rosso, arancisto, giallo, verde, turchino, indaco, violetto. Al rosso, corrisponderebbero cirea 450 bilioni di vibrazioni al m”, della lunghezza di 688 milionesimi di mm. ciascnna; al violetto 790 bilioni della lunghezza di 393 milionesimi di mm. Da Aristotele fino ai giorni nostri sono state formulate molte ipotesi per spiegare la percezione dei colori ; lo più accreditate sono quella di ‘I. Joung, perfezionata da Helmboltz, quella del Wundt e quella di Hering. Secondo la teoria Joung-Helmholts, esistono nella retina tre distinte fibre nervose recettrici, © nei centri differenti elementi percettori, quelli pel rosso, pel verde e pel violetto ; ciascun colore fondamentale sarebbe capace di eccitare i tre elementi recettori, ma in grado differente secondo la diversa * lunghezza d'onda. 11 Wundt ammette invece che ogni qual volta la retina è eccitata da uno stimolo esterno, ai può eccitare sia un processo cromatico, in funzione specialmente della lunghezza d'onda, sin un processo acromatico, in fimCro-DaB  272  zione specialmente dell’ ampiezza delle vibrazioni} l’eccitamento cromatico sarebbe un multiforme fenomeno fotochimico, gradualmente varinbile colla lunghezza d’ onda delle vibrazioni e provocato da stimolazioni di media intensità. Secondo Hering esistono negli elementi sensibili della retina tre diverse sostanze fotochimiche visive, sede di due opposti processi contemporanei, uno assimilativo, l’altro dissimilativo: quando prevale quello si hanno le sensazioni del nero, del verde, dell’aszurro, quando prevale questo le sensazioni del bianco, del rosso, del giallo; quando i due opposti processi si fanno equilibrio, si ha In sensazione del grigio ο del bianco, Cfr. Wundt, Grundeüge dor phys. Paychologio, 1903, vol. II; Hering, Zur Lehre vom Lichtsinn, 1878; Schenck, Pflügers Arch., 1907, vol. 118 (v. aoromatiche, acromatopsia, bastoncini, coni). Cronotopo (xpévor --tempo τόπος  spazio). Questo termine si adopera qualche volta per indicate I’ unità dello spazio e del tempo ideali. Cruciale v. erperimentum orucia. D Dabitis. ‘Termine mnemonico di convenzione, col quale nella logica formale si indica quel modo indiretto della prima figura del sillogismo, in cui, come indicano le vocali, ls maggiore è universale affermativa, In minore © In conclusione particolari affermative. A questo modo pnd ossere ricondotto il Dibatis della quarta figura, mediante la conversione della conclusione e la trasposizione delle premesse. Es. Dabitis : i delinquenti nati sono individui anormali qualche uomo d’ingegno è delinquento nato dunque qualcho nomo d’ingegno è individuo anormale. Es. Dibati: qualche uomo d’ingegno è delinquente nato tutti i delinquonti nati sono individui anormali dunquo qualche individuo anormale è uomo d’ ingegno. Il daltonismo e una delle forme più comuni della discromatopsia. Consiste nella cecità per il color rosso, o nella difficoltà di distinguerlo dal verde. È così chiamata dal chimico inglese Dalton, che ne fu affetto © per primo la desorisso o la definì. L’ Helmholtz lo chiamò aneritropsia.  In senso figurato dicesi daltonirmo morale (ethische Farbenblindheit dei tedeschi) quella forma di pazzia morale, in ui I’ individuo non ignora ciò che la probità impone e la moralità proibisce, ma è incapace di tradurre le sue conoscenze teoriche nella condotta pratica, perchè non sorretto da quelle tendenze emotive che spingono l’uomo verso il bene.  In senso pure figurato e polemico usasi talvolta 1’ espressione daltonismo intellettuale per indicare l'incapacità di comprendere certe idee, di valutare la gravità e I’ catensione di problemi, che altri giudica invece importanti. Cfr. J. Dalton, Res. della soo. fil. di Manchester, t. I, ottobre 1794; Dagonet, Folie morale, 1878; Mendel, Die moralische Wahnsinn, 1876. Darapti Termine mnemonico di convenzione, col quale si designa quel modo della terza figura del sillogismo in cui la maggiore e la minore sono proposizioni universali affermative, la conelusione particolare affermativa, Fs, Tutti i pesci sono vertebrati. Tutti i pesci sono animali acquatici. Dunque alcuni animali acquatici sono vertebrati. Si riconduce al Darii della prima figura mediante la conversione parziale della premessa minore; corrisponde all’&rast dei logici greci. Darii. Termine mnemonico di convenzione, col quale si designa quel modo della prima figura del sillogismo, in cui la maggiore è una proposizione universale affermati la minore e la conclusione particolari affermativo. Es. Tutte le azioni automatiche sono incoscienti. Qualcheazione umana è automatica. Dunque qualche azione umana è incosciente, A questo modo vengono ricondotti tutti { modi delle altre 18  Ranzots, Dizion. di scienze filosofiche. Dar  274  tre figure comincianti per In lettera D; corrisponde al γραφίδι dei logici greci. Darwinismo. Τ. Darwiniemus; I. Dariciniom; F. Darwinieme. Non dovrebbe mai usarsi in luogo di trasformismo cd evolusionismo ; esso infatti indica la teoria del trasformismo biologico come fu inteso ed esposto da Carlo Darwin, il quale spiegò l’origine comuno di tutte le specio di animali o piante da semplici forme stipiti primitive, mediante il principio della selezione nuturalo 0 sopravvivenza del più adatto, necessaria conseguenza della rapida riproduzione degli organismi ο della concorrenza per la vita: tra gli organismi sopravvivono soltanto quelli che, nella lotta che devono sostenere per la sproporzione completa tra il loro accrescimento e la misura del mezzo di nutrizione disponibile, possono variare in modo ad essi favorevole, cioè conformo allo scopo. Il presupposto della teoria è quindi, accanto al principio della eredità, quello della variabilità : a ciò κ) aggiunge la concezione, che oggi è modificata dalla dottrina delle variazioni improrvise del De Vries, di grandissimi spazi di tempo per l’accumularsi delle variazioni infinitamente piccole. Il Lamarck invece, esponendo prima del Darwin la teoria della discendenza, poneva come fattore principale lo condizioni esterne di vita e 1’ uso e nonuso degli organi. L'importanza filosofica del darwinismo consiste nell’ aver dato una spiegaziono puramente meceanien dello finalità, che formano il problema della vita organica; così il concetto della soleziono fu applicato poi alla sociologia, alla psicologia, alla storia ο da molti è con#iderato come il solo metodo scientifico. La dottrina darwiniana ha molti precursori fino dall’antichità. Anassimandro ammetteva la trasformazione degli organismi per adattamento alle mutate condizioni di vita; Empedocle insegnava che gli animali hanno avuto origine qua ο là senza regola, in formo strane ο grottesche, ¢ che poi sopravvissero solo gli adatti alla vita; Aristotele riconosceva il principio della  275  Dar lotta dell’esistenza, scrivendo che gli animali sono in guerra tra loro, quando abitano gli stessi luoghi ο si cibano dello stesso nutrimento, ο se il nutrimento non è sufficiente, essi si battono, anche tra quelli della stessa specie »; Lucrezio ebbe chiaro il concetto della variabilità della specie e descrisse con grande esattezza lo sviluppo intellettuale progressivo dell’ uomo; Francesco Bacone intui la possibilità di trasformazione delle specie vegetali, ο propose anzi 1’ esperienza di variare le specie per vodere come esse si siano moltiplicate ο diversificate; Cesaro Vanini riconobbe la variabilità delle piante domestiche, suppose perciò che anche gli animali possono tramutarsi, intuì il parallelismo tra embriologia ed evoluzione e dichiarò esplicitamente che 1’ uomo deriva dalla scimmin per la graduale trasformazione dell’ atteggiamento quadrupede di questa nella stazione bipede di quello; Giordano Bruno lasciò scritto l’ aforisma che compendia tutta In dottrina, una epecio alterins est principium, © affermò persino il parallelismo tra lo sviluppo della specie ο quello dell’ indi duo. Tra i precursori più immediati basti ricordare il Buffon, che segnalò nettamento In verosimiglianza delle variazioni lente e progressive per gradi sfumati, spesso imperce bili > e fu un trasformista convinto; Diderot, Goethe, Erasmo Darwin, che sostenne prima del nipote Carlo il princi pio del trasformismo, accennando all’origine di tutte le specie da forme-stipiti primitive, estremamente semplici € analoghe al filamento embrionale », cio all’ovolo e allo spermatozoo. Ἡ massimo rappresentante del darwinismo classico è, oggi, Ernesto Haeckel. Cfr. Darwin, Origin of speciea by means of natural selection, 1859; Id., The deacent of man, 1883: G. Novicow, Critica del darwinismo rociale, trad. it. 1910: C. Fenizia, Storia ο bibliografia evoluzioniatica, ediz. Hoepli (v. neo-daricintemo, neo-lamarckismo, traaformirmo, ecc.). Datisi. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa quel modo della terza figura DAT-Drc  276  del sillogismo, in cui la maggiore è una proposizione universale affermativa, la minore e la conclusione proposizioni particolari affermative. Es.: ogni azione umana è determinata dallo stato psico-organico dell’ agente qualche azione umana sfugge all’imputabilità dunque qualche cosa che sfugge all’ imputabilità è determinato dallo stato psico-organico dell’ agente. Questo modo corrisponde al} ἁσπίδι dei logici greci, e può essere ricondotto al Darii della prima figura mediante la conversione semplice della premessa minore. Dato. T. Gegeben; I. Given: F. Donné. Indica in generale ciò che è immediatamente presente alla coscienza, prima che lo spirito lo elabori; nella scienza i dati sono i fatti ο i principi indiseutibili che servono come punto di partenza. Dicesi dato della sensazione il contenuto della sonanzione stessa, prodotto dal funzionamento dei centri” nervosi in seguito all’azione di uno stimolo centripeto, interno o esterno. I daf della conoscenza sono, alla lor volta, i dati delle sensazioni stesse, cioò i materiali sui quali opera l’attività sintotica dello spirito. In un problema diconsi dati gli elementi cogniti, mediante i quali si debbono determinare gli elementi incogniti. Decisione. T. Entscheidung; I. Decision; F. Ireision. Quel momento della volizione, ossia dell'atto singolo di volere, che segue alla deliberazione © risolve il conflitto dei motivi mediante il definitivo prevalere di una idea-fine. Solo determinate rappresentazioni hanno in un dato individuo potenza impulsiva all'atto, e nello stesso individuo l’impulsività di tali rappresentazioni può variare colla disposizione sua del momento. In generale la massima impulsività è propria delle idee fisse, la minima delle idee astratte; ma per essere normalmente impulsiva, un’ idea dove essere organizzata nolla psiche dell’ individuo. La deeisione, detta anche scelta ο risoluzione. è preceduta dalla deliberazione 0 seguita dalla esecuzione.  277 -Dec-bkb Deolinazione. La deviazione degli atomi dalla loro linca verticale, secondo la dottrina di Epicuro. Bacone chiama tarola di declinazione, oppure tarola d’ assenza, quel metodo che consiste nel confrontare i casi in cui il fenomeno nvviene, con altri, simili nel rimanente, in cui quello non avviene. Corrisponde al metodo della differenza di Stuart Mill (v. caso, olinamen, differenza). Deduzione. T. Deduction, Ableitung; I. Deduotion; F. Deduction. Forma di ragionamento, che consiste nel partire da un principio generale noto per trarne delle conseguenze particolari; si oppone all’ inducione, che consiste invece nel partire dai fatti particolari per ascendere a un principio, prima ignorato. La deduzione rappresenta dunque il procedimento sintetico, Ι’ induzione V’ analitico. Si κυgliono tuttavia distinguere due forme di deduzione, la sintetica © V’ analitica; la prima procedo da principi semplici e trae dalle loro combinazioni conseguenze complesse, la seconda consiste nella risoluzione di un concetto complesso nei suoi elementi, o nella trasformazione di un concetto mediante una diversa disposizione o combinazione dei suoi elementi (nd es. la risoluzione delle equazioni), ο nella soatituzione di un elemento del concetto complesso dal quale dipende la verità che si vnol dimostrare. La deduzione analitica à usata specialmente nelle matematiche, gin essa si applica a quelle verità cho possono essere dimostrato con semplici operazioni logiche sopra altre verità in cui sono contenute. La forma della deduzione, sia ossa analitica o sintetica, è il sillogismo. La deduzione, come metodo di ricerca, occupa un posto centrale nella logien aristotelica, posto cho essa ha conservato finchè durò, να] pensiero filosofico e scientifico, il dominio di Aristotele. Accogliendo la dottrina socratico-platonica delle idee, Aristotele ammette che il vero essere è I’ elemento universale, ϱ la sua conoscenza è il concetto; mn laddove Platone aveva fatto dell’ universale, che il concetto conosce, a del Der  278  particolare, che viene percepito, due mondi totalmente diversi, senza rapporto tm di loro, Aristotele pone invece come ufficio fondamentale della scienza di cercare quel rapporto di derivazione del particolare dall’ universale, che renda capace la conoscenza concettuale di comprendere o apiegare l'oggetto della percezione e al tempo stesso di dimostrarlo o provarlo. Lo spiegare e il provare sono, per Aristotelo, la stessa cosa e si esprimono con la stessa parola deduzione », ossia «derivazione: infatti 1’ universale che, in quanto vero ente, è la causa dell’ accadere, quello da cui il particolare, oggetto della percezione, deve essere spiogato, è nel pensiero la ragione da cui il particolare deve essere provato; per tal modo la deduzione dol dato della percezione dal suo principio universale costituiaco tanto la spiegazione scientifica dei fenomeni del mondo reale quanto il processo logico della loro dimostrazione. Du cid si comprende l'importanza data da Aristotele al sillogismo, che è la deduzione di un giudizio da due altri; ο come egli non #bbia rivolto la sua attenzione se non a quella forma di sillogismo, che esprime la subordinazione del particolare all’ universale, e come infine abbin considerata più valida di tutte ed originaria la prima figura del sillogismo, nella quale il principio della subordinazione è espresso puramente © chiaramente.  Kant chiama deduzione trascendentale la giustiticazione del fatto, che dei concetti a priori sono applicati agli oggetti della esperienza; tale one dicesi trascendentale per opposizione alla empirica, che consisterebbe nello scoprire tali concetti mediante riflessione fatta sull’ esperienza stessa. Ufr. Aristotele, anal. pr., II, 25, 69 a, 20; Wundt, Logik, 1893, II, p. 29 segg.; Kant, ΑΗ. d. reinen Fern., ed. Reclam, p. 103-104; H. Majer, De Syllogistik des Aristoteles, 1900; Rosmini, Logica, 1853, p. 170 seg., 270; Masci, Logica, 1899, p. 423 segg. Definito. Come contrario di indefinito, è ciò a cui possono essere © sono dati dei limiti, essendo indetinito ciò  279  Der che non ha dei limiti assegnabili. Si distingue dal finito, che è ciò che ha dei limiti assegnati. Nella definizione dicesi definito ο definiendo il concetto da definire, cho funge da soggetto nel giudizio con cui è formulate la definizione. Definizione. T. Definition, Begriffabestimmung; I. Definition; F. Définition. E l’ analisi o la determinazione del contenuto di un concetto, espressa in un giudizio il cui soggetto è il concetto da definire (definito ο definiendo), ο il predicato (definiente) quel gruppo di note mediante le quali il primo vien definito. ‘Tra queste note basta scegliere quelle che sono sufficienti a distinguere il concetto sia dai concetti congeneri sia da quelli che fanno parte di altri generi; a tal uopo servono il genere prossimo, cioè quel genere che più s'avvicina, come tale, alla comprensione del definiendo, e la differenza specifica, cioè l’ insieme delle qualità che lo distinguono dai concetti coordinati. Codesta determinazione risale ad Aristotele, per il quale la definizione è la formula che esprime l’ essenza della cosa, essenza che si compone appunto di genere e di differenza. Il metodo della definizione può essere positivo ο negativo ; il primo consiste nel riunire nella definizione l’intero gruppo di note che il definiendo abbraccia, il secondo nel determinare i caratteri che devono da esso escludersi. I logici chiamano nominale la definizione che spiega il significato di una parola, che determina soltanto ciò che si deve intendere con una data espressione; reale quella che si riferisco invece al valore intrinseco del definiondo ; analitica ο determinativa quella che espone gli elementi costitutivi del detiniendo in quanto sono per sò stessi determinativi ; genetica quella che espone il processo con cui la cosa definita si forma, © può essere genetica indicativa ao la formazione della coss è da noi indipendente, genetica costruttiva se noi stessi possiamo formarla, Però il significato di questi termini è ben lungi dall’ essere fisso; così per Leibnitz le definizioni nominali sono quelle che permettono solamente di distinguere Der  380  un oggetto dagli altri, le reali o causali quelle che mostrano la possibilità del definito, cioè la sua assenza da contraddizione. Kant distingue ancora le definizioni analitiche, che anaizzano un concetto anteriormente formato, e le definizioni sintetiche che servono Α formare primitivamente un concetto ; egli chiama poi reali le definizioni che non solo rendono chisro un concetto, ma anche nello stesso tempo la sua obbiottiva realità ». Nella logica algoritinica si distinguono due specie di definizioni indirette; l’ una per astrazione, che cousiste nell’ indicare a quali condizioni si ha l’uguaglianza d’una funzione logica, come quando si defigisce la massa ο la temperatura indicando le condizioni d’ uguaglianza di tali grandezze ; l’altra per postulati, che consiste nel definire un insieme di nozioni enunciando, come assiomi ο postulati, le relazioni fondamentali che questi termini verificano © che costituiscono i fondamenti necessari e sufficienti della loro teoria. Il Liard distingue due gruppi di detinizioni : le une geometriche, o formali, ο sintetiche, vervono a costituire la materia d’una scienza ὁ ne rappresentano quindi il punto di partenza; le altre empiriche, o materiali, o analitiche, servono u riassumere le conoscenze ottenute induttivamente e costituiscono perciò un punto d’urrivo. Gli errori più comuni della definizione sono l’angustia, che consiste in ciò, che il definiente contiene qualche nota che non appartiene a tutta I’ estensione del definito ; V ampiezza nell’ inverso ; la sovrabbondanza, nell’ aggiungere note superflue rispetto al fine di distinguere il concetto dato da tutti gli altri. Cfr. Aristotele, Top., VII, 5; Anal. post, 11, 3, 7, 10; Leibnitz, Nour. Eusais, 1. III, cap. 3, $ 19; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Roclam, p. 225, 55%; G. Burali-Forti, Congrès de philos., 1900, III, 289; L. Liard, Des défin. géometriques οἱ dea déf. empiriques, 1903; G. Vailati, La teoria aristotelioa della definizione, Riv. di fil. ο scienze aftini », novembre 1903 (v. tautologia, diallelo, indefinibile). Degenerasione. T. Entartung; 1. Degeneration; F. IXgénérescence. Indica in generale l'alterazione d’un organo © d’un orggnismo, per oni esso è condotto ad uns forma giudicata inferiore. In modo più preciso si può definire: un’ alterazione organica e funzionale, che degrada dal tipo normale ed è trasmissibile per eredità; o anche: l’indebolimento dei caratteri iniziali della specie a cui un essere appartiene. Il merito di aver introdotto nella psicologia il concetto della degenerazione è dello psichiatra francese B. Morel, che ne trattò in un libro rimasto celebre. Tuttavia il significato della parola non è ancora molto preciso, dandole alenni, come il Max Nordon, una grande estensione, ed usandola altri per indicare così il processo come gli effetti della deviazione di uns specie o di un organo dal suo tipo normale. Secondo il Sergi, la degenerazione consiste nel fatto di individui e di loro discendenti, i quali, nella lotta per 1’ esistenza non cssendo periti, sopravvivono in condizioni inferiori e sono poco atti a tutti i fenomeni della lotta susseguente. La degenerazione è un fatto essenzialmente ereditario ; l’ ereditarietà morbosa indebolisce a lungo andare il potere di una famiglia, cosicchd il decadimento fisico ο mentale si trasmette nei discendenti finchè la famiglia scompare. Ma è anche un fenomeno acqui potendo derivare dall’ambiente, da uno stato patologico costituzionale, dall’ arresto o deviazione di sviluppo, dalV alterazione di un viscere più o meno importante alla vitalità dell'individuo; è merito del Morel di aver dimostrato appunto come vi siano delle cause deyencratrici della specie © della famiglia, quali le intossicazioni con a capo I’ alcolica, U ambiente sociale, lu miseria, certe professioni industriali insalubri, certi climi, con a capo il palustre, ecc. La degenerazione si imprime con stimmate somatiche, fisiologiche e psicologiche. Tra le prime sono più appariscenti la microcefalia, le deformazioni del cranio, 1’ asimmetria facciale, le orecchie ad ansa, la dentatura irregolare, il Deo  282  progenoismo, il prognatismo; tra lo seconde In balbuzie, lo strabismo, il mancinismo, l’analgesia, il ritardo di sviluppo nelle varie funzioni, |’ esagerazione dei riflessi, speciali idiosinerasie del gusto e dell’ odorato, la gracilità, V idrocefulo, i sogni spaventosi, il sonnambulismo. Tra le note psichiche, 1’ onicofagia, l’onanismo, la mancanza d’armonia tra le tendenze, il difetto di attenzione, la mancanza di volontà, la tendenza alla menzogna, I’ egotismo, la criminalità, la scarsezza di senso morale, l'avidità del meraviglioso. Il Sergi distinguo una piccola e una grande degenerazione del carattere : nella prima 1’ individuo si mostra indeciso nelle sue azioni, cade spesso nel turpe e tutto urrischia per coprire lo sconvenienze della propria condotta ; nellu seconda rimane annullata la personalità morale e l’individuo si trascina nel più completo servilismo. Dal punto di vista dello sviluppo intellettuale i degenerati si sogliono distinguere in due categorie: i degenerati inferiori (idioti, imbecilli, futui) e degenerati superiori (squilibrati, mutidi). I degenerati superiori non presentano, a differenza dei primi, insufficienza di sviluppo mentale, chè anzi non à raro rilevare in ossi una notevole attitudine alle arti, ad es. alla letteratura, alla pocaia, più eccezionalmente alla scienza; ciò che li caratterizza è invece lo sviluppo ineguale delle diverse facoltà, per cui, a lato di alcune eminenti, altre sono rimaste allo stato embrionale, cosicchè nella loro mente si originano con somma facilità dello idee morboso di grandezza, alimentato dal vivo sentimento di vanità che è in tutti i deboli. Cfr. B. J. Morel, Traité des dégénérencenes de V'expèce humaine, 1857; Moreau de Tours, La psychologie morbide dane ses rapports aveo la philos. de Vhistoire, 1860; E. Reich, Veber Entartung des Menschen, 1868; Dallemagne, Dégénéré et déséquilibrés, 1895; Maguan et Debove, Les dégénérés, 1895; G. Sergi, Le degenerazioni umane, 1888; F. Mugri, La degenerazione oonsiderata nella sua ouusa, 1891; Max Norduu, Degenerazione, trad. it. 1894 (v. atariemo, reversion’).  283  Dei-Det Deismo. T. Deirmun; I. Deiem; F. Deine. 1 vocaboli deismo è teismo, derivanti il primo dal latino, il secondo dal greco, hauno etimologicamente lo stesso significato. ‘Tuttavia, benchè entrambi indichino la credenza nell’ esistenza di una Divinità personale, intelligente, distinta dal mondo, col primo, usato la prima volta dal Toland, si suol più propriamente designare una credenza filosofica che non poggia sulla rivelazione e non riconosce vincoli di dogmi. In modo diverso lo intendeva il Kant; egli infatti chiama teismo la credenza in una Divinità libera, creatrice dol mondo sul quale esercita la sun Provvidenza, e deismo la semplice credenza in una forza infinita e cieca, inerente alla mutoria © causa di tutti i fonomeni che in essa avvengono, Il Clarke stabilisce invece quattro spocie di doisti: quelli cho ammettono puramente I’ esistonza di una Divinità, negandole ogni azione sul mondo e sull’uomo; quelli che ammettono anche la Provvidenza divina, ma pongono l'indipendenza della moralità dalla religione; quelli che ammettono l’idea del duvere © della Provvidenza divina, ma nogano ogui sanzione oltremondana; quelli che ammettono tutte le verità della religione naturale, rigettando il principio di autorità e lu rivelazione. Quest’ ultimo è forse il significato oggi più in uso. Cfr. Clarke, Traité de Vertstence et des attribute de Dieu. 1828, 6. II, p. 21 segg.; Kant, Arit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 494-495; Eucken, Geschiote d. philos. Terminologie, 1879, p. 94; Ueberwog, Die Neue Zeit., 1896, I, p. 153. Deliberazione. I. Ueberlegung; 1. Deliberation : F. I liberation. Il primo dei momenti dell’ atto volontario. oppone in generale a impulsione. Esso è costituito dal pe riodo di esitazione tra la rappresentazione dell’ atto pensato come fine, o tra l'eccitazione, e il suo compimento. Le rappresentazioni che in questo periodo di tempo entrano fra loro in conflitto diconsi motiri: i sentimenti, le tendenze, gli istinti che a quelle si uniscono, prendendo parte al conflitto medesimo, diconsi mobili. 11 prevalere di Den  284  uno ο di un gruppo di motivi ο mobili dà poi Inogo alla decixione, cui consegue 1’ esecuzione. Cfr. Jodl, Lehrbuch d. Paychologie, 1896, p. 742. Delirio. T. Delirium; 1. Delirium; F. Délire. Sotto il me di stati deliranti si comprendono quei disturbi psichici, che si manifestano nello malattie infettivo, negli avvelonamenti acuti, negli stati di profondo esanrimento, e i cui sintomi principali sono : ottuudimento della coscienza, vovitazione motoria, confusione mentale, allucinazioni, spevie visive e uditive. Possono durare poche ore come alcune settimane. Quando questi sintomi hauno' intensità maggiore e sono accompagnati da febbre più ο meno alta, insonnia nssoluta, contrazioni fibrillari, rifinto di cibo, oce si ha il così detto delirio acuto. Quando poi lo ideo deliranti non sono fugaci © sconnesse, ma formano un tutto organizzato in serio logica, si hanno i delirii sistematizzati, i cui tipi principali sono: delirio di negazione, delirio di persecuzione, delirio ipocondrinco, delirio di grandezza, delirio di antorimprovero, ece. Si distingne infine un delirio di gelosia, che apparisce nella paranoia alcolica. Cfr. Kraepelin, Peyohiatrie, 4* ed. 1893, p. 254 segg.; Ziehen, Paychiatrie, 1894, p. 352 segg. Delitto. T. Verbrechen; I. Crime; F. Crime. Designa in generale ogni infrazione alla legge penale, ed implica u utto che tendo in qualsiasi modo a nuocere alla vita sociale. I criminalisti però sono ben langi dall’intendersi circa la dofinizione del dolitto, la sun natura ei suoi ratteri costanti. Così per il Franck è dolitto qualunque uttucco alla sienrezza ο alla libertà sia della società sia degli individui; per il Carrara il delitto si definisce la infrazione della leggo dello Stato promulgata per proteggere la sicurezza dei cittadini, risultante da un atto esterno dell’uomo, positivo o negativo, moralmente imputabile ; per il Garofalo è delitto ogni offesa ai sentimenti della pietà e della probità; per Ferri il delitto è un attacco alle condizioni naturali d’esistenza dell’ individuo e della società; per il Colajanni e il Berenini sono delitti le azioni determinate da motivi individuali e antisociali, che turbano le condizioni @ esistenza e offendono la moralità media d’un popolo a un momento determinato ; per il Tarde I’ idea del delitto implica essenzialmente, naturalmente, quella d’un diritto ο d’un dovere violato; il Durokheim definisce il delitto ogni atto che, et un grado qualunque, determina contro il suo autore quella reazione caratteristica che chiamasi pena, ecc. Tutte queste definizioni si bassno su caratteri variabili, come i sentimenti, i diritti, i doveri, le leggi penali, le forme sociali, mentre, per servire di base sicura alla scienza penale, dovrebbero dare della nozione in discorso 1) elemento fisso ο valido in qualunque luogo e a qualsiasi epoca. Sembra percid preferibile a tutte la definizione dell’ Hamon : ogni atto cosciente che lede la libertà d’agire d’ un individuo della stessa specie dell’ autore dell’ atto è un delitto. Cfr. F. Carrara, Programma del corso di diritto criminale, 1871; A. Marucci, La nuova filosofia del diritto criminale, 1904; E. Ferri, I nuovi orizzonti del diritto ο della procedura penale, 1884; R. Garofalo, Il delitto come fenomeno sociale, nel vol. Per lo onoranze a F. Carrara, 1899, p. 321 segg.; Colajanni, Sociologia oriminale, 1889; A. Hamon, Déterminiame et responsabilità, 1898. Demagogia (δῆμος -= popolo  &ywyé = che conduce). T. Demagogie; I. Demagogy; F. Démagogie. Etimologienmente designa quella forma di governo in cui il potere è in mano della moltitudine; ma si adopera quasi sempre in senso cattivo per indicare la tirannia esercitata dalla Plebe, giunta al potere, sopra le altre classi sociali. Demenza. T. Psychische Schicdchezustinde, Blödsinn, Schwachsinn; 1. Mental weakness, dementia; F. I)tmence. Termine molto generale, con cui si indies l’indebolimento © Vottundimento acquisito e irrimediabile delle facoltà intellettnali. Si presento come sindrome di diverse malattie Dem  286  mentali, e può essere generale e parziale, permanente e progressiva. Va notato però che l’ indebolimento caratteristico della demenza colpisce quasi sempre contemporaneamente le tre grandi funzioni psichiche, l'intelligenza, il sentimento, la volontà. I disturbi della intelligenza si manifestano col diagregarsi del legame associativo delle idee, con P incoerenza del lingnaggio ο della scrittura, con In perdita della capacità di fissare e rievocare i ricordi; i disturbi dell’ affettività con 1’ indebolimento di tutti i sentimenti ideali o rappresentativi, e col distraggersi progressivo degli affetti familiari ο del senso morale; i disturbi della volontà con } apatia ο l’indifferentismo che caratterizza gli stati dissociativi della personalità. Le forme principali di essa sono: la d. precoce, cho si presenta nella gioventà e si può esplicare con stadi di esaltamento di depressione ο di delirio; la d. senile, caratteristica della tarda otà e che si accompagna naturalmente agli altri fenomeni d’ involuzione fisiologica della vecchiaia; In d. paralitica, che è la più ricca e la più varia di fenonieni psicologici. Infine la demenza si può presentare come stato terminale dell’ alcoolismo, dell’ epilessia, dell’ antenza, © della frenosi circolare. Cfr. Ziehen, Paychiatrie, 1894, p. 335 segg. Demiurgo. Nel sistema di Plutone, il demiurgo (3nwovpy4¢ = operaio) è Dio, la ragione divina, che guardando alla idea del Bene dà forma al mondo, ordina la materia che già prima esisteva, gli impone il movimento cireolare, gli infonde l’anima e, per renderlo rompre più simile all’esemplare suo eterno, lo dota infine del tempo: «Quella cosa di cui il demiurgo effettua la forma e la funzione, guardando sempre, per servirsene come di modello, a ciò che è allo stesso modo, è necessario che riesen per questo sempre bella. Se dnnque questo mondo è bello © il demiurgo è buono, è evidente che questi ha gnaraato l'esemplare eterno.... Ma questi era per sna natura eterno,  287  Dex e ciò non poteva adattarsi in alcun modo a chi aveva avuto nascimento. Egli escogita quindi di fare una imagine mobile dell’ eternità, e mentre ordina il cielo, fa dell’ eternità, che resta sempre nell’ uno, una imagine dell’ eternità (αἰώνιον εἰκόνα), che si muove secondo il numero, quello che noi abbiamo chiamato il tempo ». Anche gli gnostici adottarono la dottrina del demiurgo, il quale anche per essi è il mediatore tra lo spirito © la materia, che trovansi in originario contrasto. Tale ufficio è a lui attribuito in quanto è l’ultimo degli eoni, quello cioè che è più vicino alla materia e perciò in immediato contatto con ébsa. Cfr. Platone, Timeo, 37 d, 41 A; Senofonte, Mem., IV, 11, 13; Fraccaroli, I! Timeo. 1906, p. 220, n. 3 (v. Dio, esemplare. creazione). Democrazia. T. /emocratie: I. Democracy; F. Démoeratie. Per Aristotele è quella forma di governo in oui i liberi e i non ricchi costituiscono la maggioranza e occupano il potere supremo; l’oligarchia è, all'opposto, quella forma di costituzione politica in cui il potere è nelle mani dei pochi © dei ricchi. Oggi designa lo stato politico, nel quale la sovranità appartieno alla totalità dei cittadini, senza distinzione di nascita, di fortuna o di capacità. Aristotele è favorevole al governo popolare, specialmente per la ragione che esso utilizza In maggior somma di attitudini individuali; anche in ciò egli si pone contro a Platone, che considerava lo Stato democratico come peggiore d’ogni altro, la libertà ο 1’ uguaglianza como origine perenne di turbamenti, d’ingiustizia, di corruzione, persino nel seno delle famiglie: Io voglio dire che il padre #’abitus n trattare il figlio come uguale, e persino a temerlo; che questi s’ nguaglia al padre e non ha rispotto nd paura per gli autori dei suoi giorni, perchè altrimenti la sua libertà ne soffrirebbe; che i cittadini e i semplici abitanti o gli stessi stranieri aspirano agli stessi diritti. Sotto un tale governo il maestro tome e tratta con riguardo i suoi diDem  288  scepoli: questi si ridono doi loro maestri ο dei loro sorveglianti. In generale, i giovani voglion essere pari ai vecchi e lottare con essi in propositi e in azioni. Ma I’ ultimo eccesso della libertà in uno Stato popolare è quando gli schiavi dell’ uno e dell’ altro sesso non sono meno liberi di quelli che li hanno comperati ». Nei tempi moderni Montesquieu, ponetrando il vero spirito del governo popolare, dice che nella democrazia il popolo è, sotto un certo riguardo, il monarca, sotto certi altri il suddito; esso non può essere monarca che per i suoi suffragi, che sono le sue volontà; la volontà del sovrano à il sovrano stesso »; perciò mentre non occorre molta probità nel governo monarchico e nel dispotico, perchè la forza delle leggi nell'uno, il braccio del principe nell’ altro, reggono tutto, nella democrazia è necessaria la virtù. Cfr. Platone, Rep., Ve VI; Aristotele, Polit., 1. III, c. 5, 6; Montesquieu, Esprit des lois, 1748, 1. II, 11 © 111 (v. aristocrazia). Demone, demoniaco. Nel linguaggio filosotico la parola demone è usata talvolta per indicare il genio familiare da cui Socrate dicevasi ispirato e che egli stesso chiamava, con parola da lui creata, δαιμόνιον. Sulla sua precisa natura molto si è disputato e si disputa ancora; secondo alcuni essa ha in Senofonte, il più diretto discepolo di Socrate, lo stesso significato di Θεός, come la parola Baluov in Omero, laddove in Esiodo i δαιµόνες sono geni intermediari tra l’uomo e la divinità; altri invece, fondandosi sopra i dialoghi platonici, sostengono doversi ammettere cho Socrate credesse davvero all'esistenza di geni familiari; altri ritiene che Socrate usasse questo neologismo per significare 1’ analogia esistente tra i suoi presentimenti interni, ispiratigli dalla divinità, e i demoni della mitologin greca; altri, specialmente psichiatri e fisiologi, upinano che Socrate softrisse di allucinazioni visive ο uditive ϱ #’imaginarso di parlare con uno spirito; altri infine, fondandosi sui della psicologia, risolvo le  385  Dew ispirazioni demoniache avvertite da Socrate nelle suggestioni del subcosciente, che in tutti i mistiei assumono una speciale vivacità e si presentano all’ introspesione nella forma di un fantasma, di una individualità estrinseca, di cui essi sentono continuamente la presenza negli strati profondi della loro anima.  In un senso analogo a quello . sonofonteo, Goethe chiama demonisco (das Zimonische) la rivelazione del divino nel mondo, I’ inaccessibile che ci circonda e del quale’ sentiamo dovunque l’affiato misterioso; esso si manifesta nei modi più diversi in tutta la natura visibile e invisibile, nella pittura, nella poesia e più ancora nella musica perchè essa sta così in alto cho nessuna intelligenza le si può avvicinare, e gli effetti che produce dominano ciascuno senza che nessuno sin in grado di rendersene ragione ». Cfr. Senofonte, Mem., I, 1v; Platone, 4pol., 31 D; Cicerone, De dirin., I, 54, 122; Fouillée, Hist. de la phil., 1884, p. 74; Luciani, Fisiologia dell'uomo, 1913, vol. IV, p. 499; Eckermann, Gesprioke mit Goethe, ed. Reclam, 1, 207 segg.; II, 166; C. Ranzoli, 1 agnosticiemo nella fil. religiosa, 1913, p. 48 segg. Demoniaci. Setta di erotici cristiani, i quali ritenevano che alla fine del mondo sarebbero stati salvi ancho i demoni, cioè gli angeli ribelli a Dio. Demonismo. M. Dimonismus; I. Demoniem ; F. Démonisme. Con questo nome si designa quello stadio della ev luzione religiosa, in cui i fenomeni naturali sono spiegati come effetto della lotta continua di spiriti, alcuni buoni ed altri cattivi, di cui è popolato il mondo. Il domonismo è anteriore al politeismo; in esso gli spiriti non hanno nome, non hanno forma umana, non hanno storia personale, sono adorati negli alberi, nel vento, nelle nubi. Quando, sotto In spinta del bisogno religioso, egsi acquistano un nome, forma umana e storia personale, il demonismo si trasforma in politeismo e in mitologia. Cfr. Durkheim, Les formes élémentaires de la vie religieuse, 1912; F. B. Jevons, L'idea di Dio nelle religion’ primi dualiemo). Demonstratio quo, dem. quid. Termini della scolastica, con cui si desigus quell’ argomentazione nella quale si va dall’ effetto conosciuto ancora imperfettamente alin causa, © si trova l’ esistenza della causa ma non la ana natura (demonstratio quo, cioè quod est). La natara della causa si scopre per mezzo delle considerazioni della mente, che la confronta con tutte le parti e condizioni dell’ effetto. Dalla causa di cui così si conosce In natura, si argomenta poi all'effetto (demonstratio quid o propter quid) cosicchè tanto nell’ una quanto nell’ altra argomentazione si va dal più al meno noto. Cfr. Goclenius, Le. phil., 1618, p. 504; Rosmini, Logica, 1853, $ 708. Denotazione. I. Denotation; F. Dénotation. Lo Stuart Mill, facendo rivivere una abbandonata distinzione scolastica, chiama connotativi quei nomi che servono a denotare un soggetto o una classe di soggetti, e nello stesso tompo implicano, οοπποίαπο un attributo. Sono connotativi tutti i nomi comuni astratti ο i nomi propri. Cfr. Stuart Mill, System of logic, 1865, vol. I, cap. II, § 5 (v. connotatiri). Deontologia (τὸ δέον --ciò che si deve fare). T. Ixontologie, Pflichtenlehre; 1. Deontology; F. Déontologie. O trattato dei doveri, è il titolo dell’opera postama del Bentham, nella quale è esposto il suo sistema di morale. Exsondo fine della vita il piacere, cho chiamasi utilità in quanto diventa regola delle nostre azioni, la misura del valore morale di una azione si dove basare sul valore effettivo che essa ha di promuovero il piacere ο la folicità. Un piacere © un dolore, dice il Bontham, possono essere produttivi o sterili. Un piscere può essero produttivo di piaceri o di dolori, o di entrambi: per contro, un dolore può esser proluttive di piaceri, di dolori, ο di entrambi. Il compito de contologin consiste nel pesarli ο nel tracciare, in, 1914, p. 19 segg. (v. religione.  291  Drr-Drs base al resultato, la linea di condotta che bisogna tenere ». In tal modo la scienza morale si riduce tutta al calcolo deontologioo. Oggi la parola deontologia è adoperata per designare la teoria dei doveri, e di quelli specialmente relativi ad una data situazione sociale. Cfr. Bentham, /eontology or the mience of morality, 1834 (v. intoresne). Depersonalissasione. F. /)épersonalisation. Fenomeno di sdoppiamento della personalità, che si presenta in vario malattie mentali © in cui il soggetto ha l'illusione di divenire un altro, pure sentendosi rimanere lo stesso divenendo due. Il vocabolo è anche usato per designare quella speciale ossessione, in cui V individuo sente come sparire la propria personalità, perdersi il proprio io. Cfr. Dugas, Un cas de depersonalisation, Revue philos. », maggio 1898; Bernard-Leroy, Sur Pillusion dite dépersonalisation, Tbid., agosto 1898. Descrittivi (giudizi). Alcuni logici chiaman tali quei giudizi in cui il predicato è una proprietà del soggetto ο snole essere espresso grammaticalmente da un aggettivo. Descrizione. T. Beschreibung; I. Description: F. Description. Nella logica designa quella operazione per cui si definisce una cosa dai segni apparenti che sono propri di essa. La descrizione non è una vera e propria definizione, ma una indicazione definiente, ο si uen appunto per quelle nozioni che, o in sè stesse o perchè imperfettamente conosciute, non si possono definiro. Minus acourata definitio, descriptio dicta, ea est, secondo i logici di Porto Reale, quae rem facit notam per aocidentia, propria, atque ita determinat, ut nobis possimua illius ideam formare, quae illam ab omni alia re distinguat. Le definizioni della storia naturale sono per la maggior parte indicazioni definienti per carattori estrinseci. Cfr. Logique du Port-Royal, ed. Charles, II, 12; Hamilton, Lectures on logic, 1860, lez. XXIV, pp. 12, 20 (v. definizione, locazione, distinzione, indefinibile, cavatteristica). Des  292  Desiderio. T. Begehren, Begehrung ; I. Desire; F. Désir. La rappresentazione effettiva di un atto sperimentato direttamente o indirettamente come piacevole, il quale tende per conseguenza a rinnovarsi. Il desiderio è quindi qualche cosa di meno generale e di più specifico della tendenza; il desiderio, dice I’ Höffding, non è che una tendenza comandata da rappresentazioni chiare. Del resto esso fu variamente inteso dai filosofi; per Leibnitz è la tendenza a’ una rappresentazione all’ altra, per Condillac una attività dell’ anima rivolta alla soddisfazione di un bisogno, per Cr. Wolff una inclinazione dello spirito verso un oggetto percepito come un bene. Secondo Kant, la facoltà di desiderare sarebbe la facoltà di esser causa, mediante le proprie rappresentazioni, della realtà delle rappresentazioni stesse ». Per Hobbes è un movimento che si compie nella sostanza cerebrale, «tale movimento si chiama appetito ο desiderio quando l’ oggetto è gradevole, avversione quando è naturalmento spiacevole, timore rispetto al dolore che se ne attende »; per Locke il desiderio è il disagio che si prova per l’assenza di qualche cosa il cui presente possesso reca con sè l'idea di un piacere »; per Bain è uno stato mentale costituito da un motivo di agire, sia esso un piacere o nn dolore, attuale o ideale, senza averne la capacità; esso è quindi uno stato di intervallo ο sospensione tra motivo ed esecuzione »; per lo Spencer è un sentimento ideale, che si manifesta quando il sentimento reale, a cui corrisponde, non è stato per lungo tempo sperimentato ». Il desiderio si distingue dall’ appetito, il quale non è che la tendenza fondamentale a cercare il piacere © fuggire il dolore; e dalla volontà, perchè mentre questa implica l'attuazione del fine, quello è semplicemente la tendenza all’ atto e non ne implica I’ effettuazione. In altre parole, mentre il desiderio è passivo la volontà è attiva; perciò il primo è per il Kant una eteronomia, la seconda una autonomia. Cfr, Leibnitz, Op. phil., Erdmann, p. 714 a;  293  Des-beT Condillac, Traité des sens., 1886, I, 3, 1; Wolff, Pryohol. empirica, 1738, 6579; Kant, Krit. d. prakt. Vern., ed. Reclam, p. 67; Hobbes, Human nature, 1650, cap. XI, $3; Locke, Human understanding, 1877, II, xx, 6; Bain, Mental and mor. science, 1884, p. 368; Spencer, Princ. of peychol., 1881, 1,$51; Höffding, Psyohologie, trad. frano. 1900, p. 312, 422. Desitive (proposisioni). Si oppongono alle incettire, ed esprimono che una cosa ha finito di essere, o di possedere una dats proprietä,.ad un dato momento. Contengono perciò due proposizioni, che possono essere contestate sepsratamente, e di cui una riguarda lo stato anteriore, I’ altra lo stato posteriore. Determinativo. T. Bestimmend; 1. Determinative; F. Déterminatif. Diconsi determinative quelle proposizioni incidentali © composte, implicite o esplicite, le quali contengono un inciso che ne determina il significato e cho non si può togliere: ad es. l’uomo, che ha commesso delle colpe, merita punizione. Se l’inciso non fa che spiegaro il significato, e può esser tolto, lu proposizione dicesi esornativa. Pure nella logica, dicesi determinative 1’ addizione che sumenta la comprensione di un termine semplice, e, quindi, ne restringe l'estensione. Cfr. Logique du PortRoyal, ed. Charles, II, cap. vi. Determinazione. T. Bestimmung; I. Determination: F. Détermination. Indica in generale la specificazione dei caratteri che distinguono un concetto da altri concetti del medesimo genere. Si oppone ad astrazione rerticale, © designa 1’ operazione logica con cui si aumenta la comprensione di an concetto, dimiauendone I’ estensione. Consiste nell’ aggiungere una nota al concetto; ma questa aggiunta non è affatto arbitraria, dovendo tale nota essere compatibile colla sostanza logica del concetto. Ad es. al concetto governo si potrà aggiungere la nota costituzionale o assoluto, ma non la nota verde ο salato.  Dicesi ancora determinazione o decisione quel momento dell’ atto volontario, Der  294  in cui si risolve il conflitto dei motivi per il definitivo provalere d’ una ides fine. Determinismo. T. Determiniemue; I. Determiniom; F. Déterminieme. Termine di uso recente nel linguaggio filosofico, nel quale fa introdotto primitivamente dalla filosofia tedesca. Si oppone 4 indeterminiemo ο libertiemo, e designa la dottrina secondo la quale ogni fenomeno, compreso quello della volontà, è determinato dalle circostanze nelle quali si produce, è l’effetto necessario di una causa, per modo che, dati quegli antecedenti, ne risultano necessariamente quei conseguenti. 11 determinismo non è dunque altra cosa che il principio di causalità : le stesse cause nelle stesso circostanze producono gli stessi effetti. Si suol distinguere il determinismo cosmico o fisico, dal determinismo psicologico o volontario; il primo riguarda i fenomeni fisici © del mondo esterno, il secondo i fenomeni psichici ο del mondo interno. I] primo è il postulato di tutte le scienze della natura: esse infatti non hanno altro oggetto che In ricerca delle leggi; ora la legge, cioè il rapporto invariabile tra due fenomeni, può essere ricercata solo a condi zione che si creda che ogni fenomeno è invariabilmente preceduto, © invariabilmente seguito, da altri fenomeni; ο tale appunto è la formula del determinismo. Nella sua espressione più rigorosa, esso porta a considerare il passato ο l'avvenire come valutabili in funzione del presente, cosicchè, per usare l’ esempio dell’ Huxley, una intelligenza sufticionto conoscendo le proprietà delle molecole di cui ora composta la nebulosa primitiva, avrebbe potuto predire lo stato della fauna dell’ Inghilterra nel 1868, con pari certezza di quando si predice ciò che accadrà al vaporo della respirazione durante una fredda giornata d’ inverno »; ο, secondo l’esempio non meno celebre del Du Bois-Reymond, si potrebbe dallo stato attuale del mondo conchiudere sia in qual momento I’ Inghilterra brucerà il sno ultimo pezzo di carbone », sin chi ora la maschera di ferro », sia tutt'e  295  Der duo le cose. Il determinismo volontario non è che nn caso 0 una specie del determinismo universale: esso onuncia che tutte le azioni dell’ numo sono determinate dai suoi stati anteriori, senza che la sus volontà possa cambiare nulla à questa determinazione; l’uomo dunque non ha li bitrio, e, se egli crede di possederlo, non ne possiede che V apparenza. Gli atti volontari sono determinati dal potere impulsivo e inibitorio dalle rappresentazioni : la scelta dipende dalla rappresentazione che ha impulsività maggiore. Se si potessero conoscero, disse Kant, tutti gli impulsi che muovono la volontà di un uomo, anche i più leggeri, ο prevedere tutte le occasioni esterne che agiranno su lui, si potrebbe calcolare la condotta faturn di questo uomo con quella stessa esattezza con cui si calcola un eclissi di sole o di luna. Si distinguono varie forme di determinismo volontario : il d. teologico, per cui i nostri atti sono un prodotto dell’azione divina, della predestinazione, della grazia, della provvidenza; il d. intellettualistico, detto anche peicologico, che ripone l’asione determinativa nell’ intelligenza, facendo di ogni atto la pura conseguenza di un giudizio, cosicchè l'atto è buono o cattivo a seconda che il giudizio è logicamente retto o errato; il d. sensistico 0 sensualistico. che fa delle sensazioni |’ unica causa necessaria degli atti; il d. idealistico, nel quale |’ idea in sè, nssoluta, agisce liberamente e determina gli atti umani senza vincolo alcuno con la resltà materiale. Molte volte si è confuso e si confonde il determinismo col fataliemo : ma mentre in questo gli avvenimenti sono predeterminati ab eterno in mod nocessario da un agente esteriore, in quello il potere è collocato nell’ agente medesimo; in altre parole meutre nel fatalismo la nutura è sottomessa ad una necessità trascendente, nel doterminismo la necessità è immanente e si confonde con la natura stessa. Oltre al determinismo per il quale il conseguente è determinato dai suvi antecedenti ο } insieme dalle sue parti, che è il determinismo meoeamico, το ar-Der-Dia  296  Claudio Bernard ha mostrato che per spiegare gli organiemi viventi bisogna faro appello a un’ altra specie di determinismo, ove l’ insieme determina le suo parti e il conseguente i suoi antecedenti; questo determinismo nuovo, che il Bernard chiama un determinismo superiore, si può anche chiamare un determinismo finalista. Cfr. Kant, rit. d. reinen Vern., ed. Rechun, p. 481 segg.; Laplace, Introd. à la théorie dea probabilités, 1886 ; CI. Bernard, Introduotion à Pt. de la physiol., 1865; Fouillée, La liberté οἱ le déterminisme, 1873; A. Hamon, Déterminieme et responsabilité, 1898; A. Lalaudo, Note sur Vindétermination, Revue de métaph. », 1900, p. 94; Petrone, I limiti del determiniamo scientifico, 1900; Ardigò, La morale dei positiviati, 1892, p. 118 segg. (v. autonomia, contingenza, equazione, indeterminismo, predeterminismo, libero arbitrio). Determinismo economico v. materialismo storico. Dialettica (διά  attraverso, λέγω  raccolgo). T. Dialektik; I. Dialectic; F. Dialeotique. Per gli antichi era |’ arto di raggiungere © cogliere il vero mediante la discussione delle opinioni. Infatti Platone, nel Cratilo, dice: colui che sa interrogare e rispondere, come lo chiameremo, se non dialettico » E Aristotele, nella metafisica: la dialettica tasta, dovo la filosofi conosce ». Non va dunque confasa con la Logica (quantunque nel medio evo designasse appunto la logica formale per opposizione alla retorica) che è una scienza vera e propria, la scienza del ragionare. La dialettica non è che un’ arte polemics, con la quale si apre la via alla scienza; essa muovo dalle opinioni comuni intorno ad un dato oggetto, le prova sl martello della critica, ne mostra lo lacnne, le difficoltà, gli errori, in modo da apparecchiare il terreno alla indagine scientifica.  Nell’ emanatismo di Proclo il principio dialettico è quello in base al quale si altera In derivazione logien del particolare dall’ nniversale, della pluralità dall'unità; tale derivazione implica da un Into la somiglianza  297  Dia del particolare all’ universale e quindi la permanenza dell'effetto nella causa, dall’ altro la contrapposizione di questo prodotto come qualche cosa di nuovo e indipendente, € infine, per questo rapporto antitetico, la tendenza del particolare alla sua origine; i tre mumenti del processo dialettico sono dnnque il persistere, il derivare, il ritornare, ossia unità, differenza © unità del differente.  Nel razionalismo di Abelardo la dialettica ha per compito di distinguere il vero dal falso; quindi, mentre per Anselmo la dialettica si limita a rendere comprensibile all’ intelletto il contenuto della fede, per Abelardo essa ha anche il diritto critico di decidere, nei casi dubbi, secondo le sue regole: così nel suo seritto Sic et mon egli oppone luna l’altra le opinioni dei Padri, per distraggerle a forza di dialettica e per trovare infine ciò che è «degno di fede in ciò che è dimostrabile.  Per Pietro Ramo la vera dinlettica ha anzitutto per compito di scoprire ciò che può la natura 6 come essa procede nell’ impiego della ragione, poscia di insegnare ad esporre con ordine, metodo ed eloganza il proprio pensiero: In tal modo la dinlettica, dopo esser stata allieva della natura, ne diventerà per così dire la maestra; poichè non v’ha natura così energica © forte, che non lo diventi ancora più medianto In conoscenza di sè ο la descrizione delle proprio forze; ο non v’ha natura così debole e Innguente che non possa, col soccorso dell’ arte, acquistare maggior forza ed ardore ».  Kant, nella terza parte della Critica della ragion pura, che egli chiama Dialettica trascendentale, esamina l'illusione naturale che ci spinge alla metafisica, cioè a cercare l’Assoluto e penetrare nel regno dei noumoni; la fncoltà che ci spinge a ciò è la Ragione, la quale può mantenersi entro i limiti dell’ esperienza, ridncendo alla maggiore unità possibile In molteplicità delle cognizioni, ma può anche pretendere di trarre da concetti puri delle cognizioni sintetiche, indipendentemente du ogni intuiDia zione; è in questo modo che sorge la dialettica, cioè la metafisica dogmatica, ed è in questo modo che la ragione diventa trascendente. Quindi per Kant la parola dialettica significa non solo |’ illusiono della ragione, ma anche lo studio e la critica di codesta illusione.  Per Schleiermacher la dialettica è la dottrina del sapere in quanto diviene, la filosofia. Ogni sapere è volto a rilevare l’identità del pensiero e dell’essere; ma nella coscienza umana essi procedono separati come fattore ideale ο fattore reale di essa, come concetto ¢ come intuizione, come funzione organica e funzione intellettuale; solo il loro piono accordo darebbe la conoscenza, perciò tale accordo, non mai pienamente raggiunto, rappresenta lo scopo assoluto, incondizionato, remotissimo, del pensiero, il cui sapere vuol diventare, ma non mai diventa, completo. La dialettica, come dottrina del sapere che diviene, suppone però In realtà di tale scopo irraggiungibile dal nostro pensiero : questa realtà, identificazione del pensiero con l'essere, Dio.  Per 1’ Hegel la dialettica è I’ applicazione scientifica della logica inerente alla natura umans »; siccome poi le forme del pensiero sono le forme del reale, così la dialettica è la vera e propria natura delle determinazioni dell’intelletto, delle cose e, in modo generale, di tutto il finito »; 0488 consiste essenzialmente nel riconoscere |’ inseparabilità dei contradditori e nello scoprire il principio di codesta unione in una categoria superiore. Egli chiama momento dialettico sia la contraddizione stessa, sia il passaggio da un termine all’altro di codesta contraddizione.  ll Balnsen chiama dialetticg reale la contraddizione posta nella stessa essenza delle volontà individuali (nelle quali la realtà si risolve) per cui uns è sdoppiata in sè stessa, essendo con ciò irrazionale e infelice; tale contraddizione è inaccessibile al pensiero logico, il quale per tal guisa è incapace di abbracciare un moudo che consiste nella volontà contradditoria di sè; ciò rende impossibile anche la liberazione parziale  299  Dia ammessa da Schopenhauer, e quindi la volontà in indistruttibile dovrà soffrire indefinitamente in esistenze sempre nuove il tormento di questa autolacerazione.  Il Gourd chiama dialettica la serie delle fasi successive percorse dallo spirito che, allontananilosi per gradi dalla coscienza primitiva, costruisce progressivamente il mondo della scienza, quello della morale e quello della religione. Il Rosmini distingne il dianoetioo dal dialettico: quello è ciò che la mente suppono nelle sue operazioni, e che non è tale in sè stesso, cioè prescindendo dall’ operazione della mente; questo è ciò che Ia mente produce nolle cose in sé essenti, per modo che la mente stessa concorre colle sue operazioni a fare che la cosa sia tale in sè stessa com'è. Quindi, mentre il dialettico è il prodotto di una mera finzione mentale, il dianoetico è il prodotto vero di una causazione. Cfr. Senofonte, Memor., IV, 5, 12; Platone, Sof., 258, C, D; Republ., 598 E, 534 B; Aristotele, Anal., I, ıv, 468; I, v, 77 a; Metaph., Il, 1, 995b; H. Kirchner, / Prooli metaphysica, 1846; Abelardo, Dialeotica, ed. Cousin: P. Ramus, Institutionen dialeoticae, 1549; Sobleiermacher, Dialektik, 1908; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 88 segg.; Hegel, Enoycl., $ 10, 81; Hartmann, Ueber die dialektische Methodo, 1868; Jal. Bahnsen, Der Widerpruch im Wisson und Wesen der Welt, 1881; J. Gourd, Les trois dialeotiques, Revue de metaph. », 1897, p. 1-9; Rosmini, Idcologia, 1858, t. IV, pag. 313 segg.; F. De Sarlo, Un ritorno alla dialettica, Cultura fil. », febbraio 1907 (v. contraddizione, divenire, oriatica, ironia, maieutica). Diallelo (ἀλλήλων ’uno per l’altro, mutunmente). Ha due significati un poco diversi; nel linguaggio degli scettici antichi esso è uno dei tropi ο motivi di dubbio, ο consiste in ciò che non è possibile la dimostrazione di alcun prin: cipio, di alcuna verità, perchè In dimostrazione deve foudarsi sopra un criterio, e il criterio ha esso pure bisogno di essere dimostrato. Più tardi il significato della parola Dis-Dic  300  8’ à venuto generalizzando, cosicchè con essa si intende ora qualsiasi circolo vizioso, qualsiasi definizione d’ una cosa per sò stessa. Cfr. Prantl, Geschichte der Logik, 1855, I, 494. Dibatis. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa uno dei modi della quarta figura del sillogismo, che ba la maggiore e la conclusione particolari affermative, la minore universale affermativa. Esso si riconduce al Dabitis della prima figura. Dicotomia. T. Dichotomie: I. Dicotomy; F. Dichotomie. E l'argomento attribuito a Zenone di Elea, e col quale egli voleva dimostrare che se |’ essere è multiplo, deve cesere infinitamente grande e composto di un numero infinito di parti. Infatti ciascuna delle parti dell’ essere deve avere una grandezza ed essere separata dalle altre; ora, siccome lo spazio è il luogo dei corpi, e il vuoto non può quindi esistere, è necessario che tra codeste parti separate altre ne esistano per separarle; e tra queste altre ancora, ο così via via all’ infinito. Egli perciò concludeva che la pluralità è impossibile e che non esiste che I’ unità.  Nella logica dicesi dicotomia la divisione che consta di due soli membri dividenti. Ogni divisione può essere ridotta a una dicotomia per opposizione logica, ponendo come primo membro il genere con l’ aggiunta di una differenza specifica e contrapponendo a questo il genere stesso più la negazione di quella; ad es., gli animali sono vertebrati o non vertebrati. La dicotomia si può fare ancora per distinzione, quando il fondamento della divisione non consente che due modalità: ad es. gli orgunismi sono piante o animali. Cfr. Aristotele, Physica, V, 9; Plutone, Polit., 262 A; Masci, Logica, 1899, p. 304 seg. Dictum de omni aut de nullo. E la formola con cui gli scolastici esprimevano il principio fondamentale del sillogismo, traducendo l’ espressione aristotelica: κατὰ πάντος À μηδενὸς κατηγοραῖσθαι. Esso significa che: ciò che si afferma di un tutto molteplice, si afferma pure dei Dip-Drr singoli, e ciò che di un tutto molteplice si nega, si nega anche dei singoli. Cristiano Wolff lo formula più esplicitamente così: Quicquid de genere vel specie omni afirmari potest, illud etiam afirmatur de quovis sub illo genere rel illa specie contento: quioguid de genere vel specie omni negatur, illud etiam de quovis sub illo genere vel illa specie contento negari debet. A questo principio altri preferiscono quollo proposto dal Kant: nota note est nota rei ipsins; questo principio però è la stessa cosa di quello aristotelico, che cioè: ciò che si afferma si nega del predicato si affermerà o negherà pure del soggetto.  Gli stessi scolastici, con l’espressione: a dicto simpliciter ad dictum secundum quid, e viceversa, designavano quella specie di sofisma di ragionamento, che consiste nel passare dul senso assoluto di un termine al relativo, e dal relativo all’ assoluto; ad es. una piccola dose di stricnina può essere salutare (a dioto secundum quid) ina non ne deriva che la stricnina, in qualunque dose, sia una sostanza benefica (ad dictum simp! citer). Cfr. Aristotelo, Topie., I, 3; Reth., I, 2, 3, II, 1, 22; Cr. Wolff, Philos, rationalis sive logica, 1732, $ 346 segg.; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 253; Rosmini, Logica, 1853, p. 166 segg. (v. rillogismo). Didattica. 1. Didaktik ; I. Didaotios; F. Didactique. 1 signa propriamente la scienza dell’ insegnamento; stingue dunque dalla pedagogia, che è vocabolo assai più recente e il cui significato odierno fu espresso in passato con In parola diduttica. La didattica si divide in due parti: una generale, che tratta della scuola, dei suoi fini, del suo ordinamento, dei suoi metodi ; l’altra particolare, che riguarda le singole materie d'insegnamento (v. pedagogia, pedologia). Differente. T. Perschieden; I. Different; F. Different. Si dice di un'entità che possiede qualche cona di comune con un’altra, ma che ha pure qualche cos di proprio, per cui si distingue dall’ altra: questo proprio è la difere Dir  302  Il differente si distingue dal diverso, che si adopera per distinguere due entità senza però indicare che differiscono in qualche cosa ο in tutto tra esse. A designare poi la più generale varietà che possa notarsi tra lo entità, fu adoperato nella terminologia scolastica il termine altro, che signified il fatto di entità che non variano punto di essere, ma variano di semplice relazione. Cfr. Aristotele, Met., V, 10, 1018 b, 1 segg.; Hume, Treatiee on human nature, 1874, I, seg. 5, p. 27 (v. alterità). Differenza. Gr. Διαφορά; T. Unterschied, Liferenc ; I. Difference ; F. Différence. Tutto ciò che serve a distinguere una cosa da un'altra, un concetto da un altro. Si suol distinguere in formale e materiale: quella è il più che risulta dal paragone di un concetto meno astratto con un altro più astratto, questa il più che risulta dal paragone di due quantità. Gili scolastici distinguovano ancora la difietonza in: oostitutica, che è quella onde un dato genero si costituisco; dibisiva, quella per la quale un genere si divide; communis, la semplice differenza di luogo ο di tempo, per cui una cosa differisce da sò ο dalle altre; propria, 1’ ncoidente inseparabile dal soggetto, per il quale differisce dal resto; propriissima o maxime propria, quella per la quale un essore è essenzialmente distinto dagli altri.  11 metodo della differenza è uno dei quattro metodi di riceren induttiva sugxeriti dal Mill. Esso consiste nel paragonaro i casi in cui un fenomeno avviene con altri, simili nel resto, in cui quello non avviene, e si fonda su questo canone logico: se un caso nel quale il fenomeno da osaminarsi s' avvera e un caso in coi il medesimo non si verifica, hanno comuni tutte le circostanze ad eccezione d’una sola € questa s’ incontra soltanto nel primo caso, questa circostanza per In quale soltanto i due casi differiscono è l'effetto o la causa ο una parte nocessaria della cansa del fenomeno. Eeso riposa sul principio, che tutto che non può essere eliminato è collegato al fenomeno 1 rapporto di enusalità, ed è molto utile quando con l'esperimento si può riprodurre, modificondola, una serie di fenonieni. Così, nelle esperienze fisiologiche, il taglio della fibra essendo seguito dall’ assenza della sensazione nonostante In presenza dello stimolo, prova che la continuità della fibra è parte essenziale della causa della scnsazione. Ma quando la produzione e la soppressione della causa non è in nostro potere, o quando la soppressione della cansa trae con sò necessariamente il subentrare d’una causa nuova, al metodo di differenza si deve sostituire quello di concordanza, o quello di concordanza e differenza riunite.  Dicesi differenza specifica quell’ insieme di qualità per cui una specie ai distingue da un’ altra, appartenente allo stesso genere. Essa perciò riguarda la connotazione delle idee: ciò che alla connotazione del genere si deve aggiungere per avere la specie, costituisce la differenza specifica. Nell’ idea di uomo, che è connotata dall’ idea di animale (genere), la differenza specifica à data dalle qualità di ragionevole, a posizione eretta, ecc. Cfr. Stuart Mill, System of logic, 1865, III, cap. 8; Masci, Logica, 1899, p. 284 segg. Differenza personale v. equazione personale. Differensiamento. T. Diferenzierung; I. Differentiation; F. Différenciation. Una delle leggi che reggono I evoluzione stories del mondo organico. Essa esprime tanto la tendenza comune a tutti gli esseri del mondo organico di avolgersi differentemente in grado sempre più elevato, e di ullontanarsi perciò dal tipo comune primitivo, quanto il risultato di tale operazione. Il differenziamento è tanto fisiologico, ossia divisione di lavoro, quanto morfologico, ossia divisione di forma. Secondo il Darwin tale tendenza ha la sua causa nella lotta per In vita. Cfr. Spencer, Firat principlos, 1884, cap. XV. Dilemma (31ç due volte, λήµµαproposizione). T. Dilemma; I. Dilemma ; F. Dilemme. Forma di argomentazione, che consiste nel porre l'avversario tra due alternative dalle quali si cava una conelnaiono medesima e contraria all'avDim  304  versario stesso, che per ciò non ha più via d’ uscita. Dicesi anche argomento cornuto, e le due proposizioni corna del dilemma; se invece di duo le proposizioni sono tre si ha il trilemma, se quattro il quadrilemma, ecc. Ha due forme fondamentali: nella prima, detta modo ponente ο dilemma di costruzione, la premessa maggiore ipotetico-congiuntiva stabilisce una conseguenza unica per tutti i casi possibili dell’ ipotesi, la minore mostra che non sono possibili altri casi fuori di quelli considerati, la illazione afferma la necessità della conseguenza ; nella seconda, detta modo tollente ο dilemma di distruzione, la maggiore è ipotetico-diegiuntiva ο determina tutte le conseguenze possiLili dell ipotesi, la minore è remotiva e mostro che nessuna di esse è possibile, la conclusione nega quindi la validità dell’ ipotesi. Schema della prima: tanto se è «4, quanto se è Bo C.... à M; ma à 4 0 Bo C; dunque à M. Schema della seconda: se M è, d0 4 0 BoC; ma non è A, nè B, nè C; dunque non è M. Perchè il dilemma sia valido occorre che la disgiunzione sia completa e siano considerati tutti i casi possibili; ο che il rapporto di condizione a condizionato sia vero © necessario, cosicchè la conclusione non si possa ritorcere. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik, 1885, I, 110: Masci, Logica, 1899, p. 266 segg. Dimaris o Dimatis. Termine di convenzione mnemonica, con cni nella logica formale si designa quel modo della quarta figura del sillogismo, nel quale la maggiore © la conclusione sono proposizioni particolari affermative, la minore universale affermativa. Es. Qualche azione virtuosa resta senza premio.  Tutte le azioni virtuose sono lodevoli.  Dunque qualche cosa che è lodovole rimane senza premio. Si riconduce al modo Dari della prima figura mediante la trasposizione delle premesse e la conversione semplice della conclusione. Dimensione. T. Dimension: I. Dimension; F. Dimension. Nella geometria designa nna grandezza renlo che, si  305  i Dim-Dix sola sia con altre, determina la grandezza d’una figura misurabile. Nell’ aritmetiea generale designa un numero reale, che è uno degli elementi costitutivi d'un numero complesso. Dimostrazione. ‘I. Demonstration, Boweis ; I. Demonatration: F. Démonstration. 11 ragionamento mediante il quale si verifica quali conseguenze dipendono da certe premesse, © da premesse vere si deduce la verità di una conclusione : le premesse diconsi argomenti, la verità da dimostrarsi tesi 0 teorema. A seconda del modo di derivazione può essere diretta ο indiretta : nel primo caso la derivasione è dai principi e dalle cause reali, nel secondo dalla impossibilità del contradditorio. La diretta pnd essere deduttiva, induttiva, entimematica, analogica ; la indiretta può avere la forms contradditoria e la disgiuntiva. La indiretta dicesi anche apagogioa © riduzione all’ assurdo. Si dice dimostrazione ad hominem quell’ artifizio della discussione per cui si parte da un principio, non in quanto sia vero in sè, ma in quanto è ritenuto vero dall’ avversario, cosicchè questo è costretto ad accettaro la tesi se non vnol cadere in contraddizione con sè stesso. Cfr. Lotze, Logik, 33 od. 1881, p. 271; Rosmini, Logica, 1853, $ 539 segg. (v. demonatratio, entimema, analogia, apagogia, prora). Dinamica. T. Dynamik; I. Dynamics; F. Dynamique. Quella parte della meccanica razionale che studia la composisione dei moti a cui danno luogo le forze motri l’altra parte è la sfatioa, che stadia invece la composizione delle forze (indipendentemente dai moti che sono capaci di produrre) considerate come grandezze e riferite ad una unità di misura della medesima specie. La dinamica si distingue alla sua volta in cinetica, che studia la composizione dei moti relativamente alla traiettoria, che essi determinano nello spazio, ed in energetica, che studia la composizione dei moti delle masse, che nel loro cammino sono capaci di produrre lavoro. Metaforicamente 1’ }ler20  RanzoLI, Dirion. di scienze filosofiche. Dix .  306  bart chiama dinamica degli stati di coscienza il loro rapporto allo stato di trasformazione © di movimento, © il Comte dinamica sociale il progresso delle società umsne. Dinamismo. T. Dynamismus; I. Dynamism; F. Dynamisme. Ogni sistema filosofico che pone come sola realtà le la forza, riducendo la materia a un semplice centro inesteso di forza, © spiegando la diversità ο l’ armonia del mondo mediante le leggi della forza. Si oppone al meccanismo, che pone come distinti l'essere e In forza,, considerando il primo come passivo rispetto alla seconda, la quale agisce su di esso dal di fuori; il meccanismo riduco quindi tutti i fenomeni naturali al movimento della materia ponderabile ed eterea. È nn dinamismo il sistema del Leibnitz, che considera |’ estensione come una pura astrazione ο riduce la materia alla monade, forza semplice, originaria, differenziata in sò stessa, considerando pure l’anima come una monade o una forza. Una moderna forma del dinamismo è 1’ energismo (Ostwald) che considera l’energin come una vora e propria sostanza, come |’ unica resltà, © si distingue dal dinamismo perchè al concetto antropologico di forza sostituisce quello scientifico di energia, e dal meccanismo perchè nega la realtà della materia e la riduce all'energia. Cfr. W. Ostwald, Chemische energie, 1893 ; Die Überwindung d. wissenschaft. Materialiemue, 1895 (v. attiviemo, attualismo, mobilismo, meccanismo). Dinamogenesi. T. Dynamogenetisch ; I. Dynamogenetio ; Dynamogène. Generazione della forza. Deve intendersi senso relativo, cioò il passaggio dell’ energia dallo stato potenziale allo stato attuale; unn generazione di forza dal nulla contrasterebbe col principio della conservazione delVonergia.  Nella psicologia dicesi logge della dinamogenesi, quella per cui ogni stato di coscienza tende a continuarsi in un movimento. Questa legge costituisce il fondamento dello moderno dottrine fisio-psicologiche sulla volontà, la quale si considera come il risultato di due forze antagoDix-Dro nistiche; un movimento è eccitato ο inibito per l'azione dinamogenetica del piacere ο inibitoria dol dolore, secondo comporta l’esperienza per la quale l’individuo distinguo il danno dall’ntile. Cfr. Ardigd, Opere fil., V, p. 503 segg.; VI, 213 sogg. (v. ideeforze). Dinamometro. Strumento destinato a misurare le forze, 6 quindi il lavoro che producono. Si conoscono varie specie di dinamometri, che si fondano però tutti sullo stesso principio. La parte essenziale di essi è costituita da una molla di cui si può notare la flessione; ogni forza che, applicata allo strumento,. produce la stessa flessiono di un peso di n chilogrammi è detta una forza di » chilogrammi. Applicando all’ apparecchio stesso un grafografo, si ha il dinamografo, il quale traccia schematicamente il gra di forza © di tonicità muscolare e indica il grado di perfezione del senso muscolare. Cfr. Année psyohologique, 1899, p. 337 segg. Dio. T. Gott; I. God; F. Dieu. La natura di Dio, la sua esistenza, i suoi rapporti col mondo, i suoi attributi, farono e sono concepiti in modi infinitamente diversi nelle varie religioni e nei sistemi filosofici. Quasi tutti, è vero, lo considerano come 1’ Ente supremo, del quale è impossibile pensare il maggiore ; ma quest’ Ente pnd essere concepito come creatore del mondo (creazioniemo, emanatismo) © come un semplice ordinatore della materia, osistente ab eterno come lui, © per il cui ordinamento si vale d’un intermediario (demiurgo); può essere concepito come immanente al mondo, con la cui sostanza è identificato (panteiemo), e come trascendente il mondo, du cui è sostanzialmente distinto; si può negargli ogni azione sul mondo e sull’ uomo (deismo, epioureismo), 9 si può farne un'entità personale, intelligente, che interviene incessantemente negli avvenimenti naturali ed umani (teismo, proveidenca) ; si può credero in una divinità unica e soln (monoteismo), o in vu’ unien divinità in tre persone (triploteismo, mistero della trinità), o in dno divinità di cui una rappresenta il prinDio  308  cipia del bene, l’altra quello del male (dualismo, manioheiemo) ο in più divinità fornite di diversi attributi ο gerarchicamente disposte (politeiemo); si può oredere che la sua esistenza non abbia alcun bisogno di essere in alcun modo provata, in quanto I’ intuizione di Dio è conereata alla nature intelligente, così da essere il fondamento e Pinisio di ogni altra cognizione (ontologismo), ο si può soatenere I’ incapacità della ragione umana a dimostrare tale verità, che essa deve ricevere dalla rivelazione ὁ dalla tradizione che la trasmette (rivelacioniemo, tradisionalismo), ο si può invece dimostrarne l’esistenza sia con argomenti a priori (ontologico, ideologico, morale) sia con argomenti a posteriori (metafisico, teleologico ο cosmologico). Quanto al modo come Dio fu concepito dai principali filosofi, per Socrate esso è uno, immenso, eterno, presente nel mondo come l’ anima è presente nel corpo: esso vede nello stesso tempo tutte le cose, comprende tutto, è presente ovunque e voglia sopra ogni cosa ». Per Platone è l’idea del Bene, l’iden più elevata a cui tutte le altre αἱ subordinano come mezzo © quindi la causa finale di ogni accadere. Per Aristotele è il primo motore immobile, la forma più alta © il fine più alto, che muove ogni cosa non per impulso meccanico ma per 1’ irresistibile attrattiva della sua bellezza; esso è una attività che risiede puramente in sò stessa, ossia il pensiero puro, che non richiede niente altro come oggetto ma che ha sè stesso per contenuto sempre uguale, dunque il pensiero del pensiero; con ciò Aristotele pone lo basi del monoteismo spiritualistico, giacchè Dio è posto come Essore antocosciente distinto dal mondo e come I’ elemento immateriale. Per gli stoici è la forza originaria universale, in cui sono contenute parimente la causalità e la finalità di tutte lo cose e di tutto I’ accadere; come forza proAuttrice © formatrice Dio è la ragione seminale, il principio della vita cho si svolge nella molteplicità dei fenomeni, e in questa funzione organica Dio è anche In ragione cho  309  Div crea e guida secondo uno scopo e quindi, rispetto a tutti i processi particolari, è la provvidenza sovrana. Nel neoplatonismo è 1’ essere primitivo assolutamente trascendente, l’unità perfetta snperiore anche allo spirito, intinito, incomprensibile, inesprimibile. Per S. Agostino è 1’ unità assoluta, la verità che tutto abbraccia, 1’ Essere supremo, la suprema bellezza, il supremo bene: Prendete questo ο quel bene particolare, 9 vedete lo stesso Bene se potete; così voi vedrete Dio, che non è buono per un altro bene, ma che è il Bene di tutto cid che è buono ». Per Scoto Erigena è l'essenza sostanziale di tutte le cose, i quanto possiede in sò stesso le vere condizioni dell’ essere: Nulla di ciò che è, è veramente in sò stesso; Dio solo, che solo è veramento in sè stesso, dividendosi in tutte le cose, comunica ad esse tutto ciò che in esse risponde alla vera nozione dell’ essere ». Per Nicolò Cusano è I unità di tutti gli opposti, la coincidentia oppositorum, 1’ aseoluta realtà in cui le possibilità sono realiszate come tali, mentro ognuno dei molti finiti è solamente possibile in sè, ο reale solamente per lui; in ognuna delle sue manifestazioni il Deus implicitus unico è insieme il Deus explicitus diffuso nella molteplicità, il finito ο l’infinito, il massimo e il minimo. Per Boehme è il primo principio e la causa del mondo, il quale non è che l’essenzialità di Dio stesso fatta creatura; ugualmente per Giordano Bruno, Dio è la causa formale, efficiente ο finale dell’ universo, l'artista che agisce senza interazione e trasforma il suo interno in vita rigogliosa. Per Cartesio è 1’ ens perfeotisnimum, 1’ essere i finito che lo spirito umuno comprende con certezza intu tiva nel suo proprio essere imperfetto ο finito. Por Spinoza è l'essenza universale delle cose finite, 1’ ens realissimum che consta di infiniti attributi, ma che non esiste se non nelle cose, come loro essenza generale, e nel quale tutte le cose esistono, come modi della sua realtà. Per Malebranche Dio è il ἔκορο degli spiriti, come lo spazio è il Inogo Dir  310  dei corpi ; ogni conoscenza umana à una partecipazione alla ragione infinita, tutte le idee delle cose finite non sono che determinazioni dell’ iden di Dio, tutti i desideri rivolti all’individusle non sono che partecipazioni all’ amore di Dio come principio dell’ essere e della vita. Per Leibnitz è lu monade centrale, la monde suprema nella serie ininterrotta che va dalle più semplici fino agli spiriti, e che pere rappresenta 1’ universo in tutta la chiarezza e la distinzione. Per Fichte è I’ Io universale assolutamente libero, l'ordinamento morale del mondo; per Scheiermacher è l'identità del pensiero con Vessere, che, in quanto tale, non può ossere oggetto nè della ragione teoretica nd della ragione pratica, ma che tuttavia costituisce lo scopo ussoluto del pensiero ; per Schelling è la ragione assoluta 0 l'indifferenza di natura e di spirito, di oggetto e soggetto, perchè il principio più alto non può essere determinato nè realmente nd idealmente e in esso debbono cessare tutti i contrasti; per Hegel è lo spirito ussoluto, 1’ Idea, delle oui determinazioni il mondo è uno svolgimento. Cfr. 8. Reinach, Der Ursprung des Gottesidee, 1912; Allen, Grant, Theevolution of the idea of God, 1897; F. B. Jevons, L'idea di Dio nelle religioni primitive, trad. it. 1914; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, passim (v. assoluto, ateismo, agnosticismo, creazione, essere, fede, fideismo, panteismo, teismo, ecc.). Diplopia. T. Doppelsehen ; I. Diplopia; F. Diplopie. Anomalia della visione, che consiste nel vedero gli oggetti doppi. Ciò deriva dal mancato parallelismo degli assi visuali, per cui l’iminagine dei due oggetti, che si produce sul centro della macchia gialla, non è quella di uno stesso punto dell'oggetto. Dicesi unche ἀΠίοροία. Dicesi diplopia monoculare la visione doppia degli oggetti con un solo occhio in determinate condizioni ; secondo G. Miiller essa dipende dai diversi campi di fibre di cui si compone ciascuno strato del cristallino; secondo Brücke dalla aberrazione di  311  Dir sfericità dello superfici dell’ apparecchio diottrico ; secondo Verhöff dalla aberrazione stessa associata a un certo grado di astigmatismo, Cfr. Helmholtz, Handbuch d. physiol. Optik, 2° ed. 1886-96 ; Techering, Optique physiologique, 1898. Diritto. T. Recht; I. Right; F. Droit. In generale è tutto ciò che è permesso, sis moralmente, sia dalle leggi scritte ο dai regolamenti riguardanti gli atti considerati, virtà di una espressa dichiarazione o anche del principio che ciò che non è proibito è permesso. Già l’Alighieri lo definì come realie ot personalis hominis ad hominem proportio, quae servata hominum sorvat socictatem, et corrupta corrumpit. Positivamente αἱ può definire come quelY insieme di norme irrefragabilmente obbligatorie, le quali, munite di sanzione e fatte valere dall’ autorità dello Stato, regolano le azioni degli individui e dei gruppi sociali, allo scopo di assicurare il rispetto, la retribuzione, il soccorso reciproco e la subordinazione delle persone nei rapporti più importanti della vita sociale; più brevemente, il diritto è una facoltà o pretesa cut la legge ο la consuetudine assicurano un carattere ooattivo, per il caso che venga disconosciuta. Il diritto presuppone il dovere e viceversa: ad ogni dovere in una persona corrisponde un diritto, il diritto necessario per il compimento di questo dovere. Carattere essenziale di entrambi è che implichino la responsabilità. Dicesi diritto naturale quello assolutamente intrinseco alla natura umana, e che quindi non può esser tolto in nessun modo; diritto positivo quello che risulta da una convenzione e non esiste se non in forza di questa. Per diritto naturale s'intende anche il diritto virtuale, e por diritto positivo quello riconosciuto fissato e garantito. Il problema del diritto naturale sorge con la sofistica greca, quando 1’ esperienza della vita pubblica e la conoscenza delle differenti legislazioni dei diversi popoli, spinse u ricercare se esiste qualche cosa di valido sempre ὁ dovunque; © poichè i filosofi anteriori avevano chiamato natura, Dir  312  φὺσις, l'essenza delle cose eternamente uguale sotto tutti i cangiamenti, così si argu) che da questa. natara sia determinata anche una legge superiore ad ogni cangiamento © differenza, ben distinta dai precetti fondati per convenzione umana © validi solo temporaneamente © in un ambito ristretto. Nel diritto romano questa legge naturale è poi definita quod natura omnia animalia doouit, e il diritto delle genti quod naturalie ratio inter omnes homines constiinit. Per 8. Tommaso il principio fondamentale del diritto naturale è il bisogno della socialità, essendo l’uomo maturaliter animal sociale; lo stesso principio vale, più tardi, anche per il Grozio, che fa consistere il jus mafurale in ciò che la ragione conosce come in un armonia con la natura socievole dell’uomo e che quindi è deducibile da essa. Per Hobbes il diritto naturale è la libertà che cisseuno possiede di adoperare ad arbitrio la propria potenza per la conservazione della propria natura, e quindi di faro tutto quelle cose, che sembrano condurre a tale scopo : Nello stato di natura è permesso di fare a ciascuno ciò che @ lui piace; nulla di ciò che l’uomo può fare è in sè stesso ingiusto ; 4ο una persona danneggia un’altra, non esistendo tra esse alcun patto, si potrà dire che quella fa torto a questa, ma non che le faccia un’ ingiustizia ». Analogamente, per Spinoza il diritto naturale è In stessa potenza della natura: Ezistit unuaguisque summo naturae jure, et consequenter summo naturae iure unuaquisque oa agit, quae ex suae naturae necessitate sequuniur; atque adeo summo naturae iure unusquisque iudicat, quid bonum, quid malum sit, suacque utilitate ex suo ingenio consulit, seseque vindioat, et id, quod amat conservare, et id, quod odio habet, destruero conatur. Per Locke il diritto è una potenza morale; il diritto naturale ha tre gradazioni : ins strictum, che si esprime col comando neminem ledere; probitas ο equità, col comando suum ouiquo tribuere; pistas col comando honeste vitere. Per Kant e per Fichte il principio del diritto naturale è  313  Dir la reciproca limitazione delle sfero di libertà nella vita esteriore degli individui, cosicchè, per usare lo parole di Fichte io debbo riconoscere in ogni caso fuori di me l'essere libero come tale, debbo cioè limitare la libertà mia mediante il concetto della possibilità della libertà sua ». L’Herbart fonda il diritto sopra l’iden pratica della disapprovazione che consegue alla perturbazione dei rapporti armonici tra la propria volontà e l’altrai; il diritto è perciò l’ unanimità di più voleri, pensato come regola che evita i conflitti ». Per il Wundt il diritto, al pari del linguaggio, del mito e del costume, coi quali da principio è strettamente connesso, non è il risultato di un accordo arbitrario, ma un prodotto naturale della coscienza, che lia la sus fonte perenne nei sentimenti © nelle tendenze suscitato dalla convivenza degli uomini »; esso si sviluppa in tro stadi auccessivi, dei quali il primo è quello delle intuizioni giuridiche naturali, il secondo della codificazione, il terzo della sistematizzazione dei diritti. Secondo l’Ardigò il diritto naturale è la stessa giustizia potenziale astratta, da cui deriva la giustizia legale, è lo stesso ideale del diritto, solo imperfettamente realizzato nelle singole formazioni storiche della società; il diritto naturale corrisponde quindi alle idealità sociali universe, ossia tanto avverate già nella coscienza umana, quanto a quello che potranno avverarsi in sèguito. Da ciò deriva: 1° che il diritto positivo è determinato ο giustificato dal natnrale ; 2° che il diritto naturale è imperscrivibile ed ba un valore truscendente assoluto, corrispondendo al ralore trascendente axsoluto della natura di cui è il prodotto; 3° che il diritto naturale è universale al pari della natura umano, con In quale si svolge parallelamente ; 4° che il diritto naturalo è infinito, essendo una potenzialità inesauribile nella serie e nelle forme dei suoi svolgimenti.  Esistono varie specie di diritti: quello pubblico, che è il diritto garantito dalla minsecia d’ una pena ο ogni sna infrazione è colpita di314 rettamente dal Potere; quello privato, per il quale il Potere non ha azione diretta, ma che è interesse stesso dei cittadini osservare e fare osservare; quello costituzionale, che determina la forma politica dello Stato e i rapporti giuridici tra i governanti ο i governati per l'esercizio della sovranità; quello ecclesiastico, che regola materie riguardanti la Chiesa; quello internazionale 0 diritto delle genti, che può essere pubblico o privato, a seconda che regola i rapporti tra i vari Stati, o tra i cittadini di uno Stato estero © lo Stato nel quale essi dimorano. Cfr. Puffendorf, De jure nature et gentium, 1672; Lasson, Syst. d. Rechtsphilosophie, 1882; B. Brugi, Introd. enciclopedica alle scienze giuridi. che, 1907, p. 66-194; Ardigò, Opere fil., vol. III, p. 181-257 ; vol. IV, 173 segg.; G. Delveochio, I! concetto del diritto, 2° ed. 1912. Disamis. Termine di convenzione mnemonica, con cui nella logica formale si designa quel modo della terza figura del sillogismo, nel quale la maggiore e la conelusione sono proposizioni particolari affermative, la minore universale affermativa. Es. Qualche fibra nervosa trasmette delle onde centrifughe. Tutte le fibre nervose provengono dalle cellule. Dunque qualche cosa che deriva dalle cellule trasmotto delle onde centrifughe. Corrisponde all’ioéxig dei logici greci, e può essere ricondotto al Dari della prima figura mediante la trasposizione delle premesse e la conversione semplice della maggiore e della conclusione. Disattensione. T. Unachtsamkeit ; I. Inattention; F. Inattention. È un complemento necessario dell’uttenzione alla quale non possono pervenire tutti gli stimoli. Si suole distinguere la disattenzione primitira, che è la semplice assenza d'attenzione, e la secondaria. che è determinata dall’ essere l’attenzione concentrata sn un oggetto, ed à tanto più forte quanto più intensa è la concentrazione dell’attenzione. Quando la disattenzione diviene persistente © si presenta come effetto di esaurimento nervoso assume  315  Dis carattere patologico e dicesi aprovessi 0 aprosechia; in essa I’ attonzione non può mantenersi anche per poco, e, se forzata volontariamente, determina nel soggetto capogiri, cefaleo, vomiti, ecc. Nei casi di demenza, come nell’idiotismo, imbecillità, ebefrenia, ece., l’attenzione è totalmente soppressa. Cfr. Ziehen, Leitfaden der physiol. Paychologie, 2% ed. 1893, p. 166 seg.; Ribot, Prychologie de l'attention, 1889. Discorsivo. T. Discursir; I. Disoursive; F. Disoursif. Si oppone a fntuitivo, per designare In conoscenza o il ragionamento mediato, mentre la conoscenza intuitiva è quella che avviene per un atto immediato, subitaneo, di cui il processo sfugge. Nel ragionamento discorsivo, il pensiero passa dal principio alla conseguenza, dalle premesse alla conolusione; nel ragionamento intuitivo, invece, il pensiero non formula alcuna dimostrazione, © la conclusione appare immediatamente nella sua evidenza. Gli scolastici avevano già distinto queste due forme di procedimento mentale; essi chiamavano cognitio disoursira, paragonandola ad un movimento, quella che trascorre da idee note a idee meno note; cognitio intuilira sia quella fatta per la specie propria, ossia per l’imagine propria dell'oggetto stesso, sia quella riferenteni all’ oggetto realmente presente; così è intuitica la cognizione del sole mentre lo vediamo, e quella che i beati banno di Dio. Cfr. Cr. Wolf, Philosofia rationalis, 1732, § 51; Wundt, Logik, 1898, vol. I, pag. 139. Discreto. T. Diskret; I. Discrete; F. Discret. Latinismo che significa diviso, separato, e αἱ applica tanto allo spazio come alla quantità dei numeri; in questo caso ha il valore di discontinuo. Dal punto di vista filosofico, una grandezza è discontinua se è composta di elementi dati, mediante i quali essa è costruita nel pensiero. Nella logien diconsi discretire quelle proposizioni composte ed esplicite, appartenenti al tipo delle congiuntire, che esprimono una Dis  316  distinzione avversativa; ad es. non è nuvolo ma sereno. Diconsi anche avversative. Cfr. Logique de Port-Royal, ed. Charles, II, 9 (v. continuo, numero, quantità). Discriminazione. T. Unterscheidung; I. Disorimination; F.' Discrimination. Termine d’origine inglese, che indica V atto con cni si distinguono l’uno dall’ altro due oggetti del pensiero concreto. Si adopera specialmente nella psicologia per significare il differente grado di intennità avvertito in due momenti di una medesima sensazione. Per mezzo di opportuni esperimenti, la psicologia fisiologica cerca appunto di determinare quali sieno le più piccole differenze percepibili di sapore, di temperatura, di peso, d’ intensità luminosa, di altezza o intensità di suono. Secondo il Bain, la discriminazione è una proprietà delle sensuzioni muscolari, per mezzo della quale ha origine la coscienza. Essendo la coscienza unità e differenza insieme, noi mancheremmo delle sue condizioni se avessimo una sensazione sola o due sensazioni con un intervallo in mezzo. Cir. Bain, The senses and the intellect, 1890; Wundt, Grundzüge d. physiol. Psychologie, 1893, I, p. 348. Discromatopsia. T. Dyschromatopsie; I. Dyschromatopsia; F. Dyschromatopsis. Acromatopsia parziale, 0 cecità per alcuni colori (specie il rosso, il verde ο il violetto) mentre gli altri sono normalmente percepiti. La forma più comune della diseromatopsia è il daltonismo, o cecità per il color rosso (v. cromatiche). Disgiunzione. T. Disjunction ; I. Disjunction ; F. Disjonction. Carattere d’ una alternativa i cui termini si eseludono reciprocamente. Il giudizio disgiuntivo è una forma dei giudizi di reciproca dipendenza; la sun formola è: 4 è Bo Co D; oppure, nella forma negativa: 4 non è nv B, nè €, nd D, Per essere valido, è necessario che non vi siano altro possibilità oltre quelle espresse nella disgiunzione, ο, in altre parole, che l'enumerazione disgiuntiva sia completa; e che le parti disgiunte si escludano, cioè siano  817  Dis coordinate e non subordinate. I sillogismi disgiuntivi sono quelli nei quali la maggiore è una proposizione disgiuntiva ; se è categorico-dingiuntiva (A è ο Bo Co D) il sillogismo ‘esi oategorico-diagiuntivo; ne In maggiore è ipotetico diegiuntiva (se A è ΗΒ, oC è D, 0 E è F) dicesi ipoteticodisgivntivo. Regola comune a tutte le forme dei sillogiemi disgiuntivi è che se la minore nega tutti i membri disgiunti della maggiore, la conclusione nega l’antecedente della maggiore. Il dilemma non è che un sillogismo disgiuntivo, in cui la minore negando tutti i dne membri disgiunti della maggiore, la conelusione nega il soggetto della maggiore. Cfr. Wandt, Logik, 1898, vol. I, p. 154 segg.; Rosmini, Logioa, 1858, $ 445 (v. remotiro). Disgrafia. T. Dyegraphie; I. Dyographia; F. Dyagraphte. Una delle forme dell’ amnesia verbale, che si vorifien nella demenza, nell’ alcolismo, nella paralisi. 1’ ammalate non è più capace di tracciare che una serie di lineo incerte ed inintelligibili, oppure la sua scrittura vien nasumendo una forma elementare, inzaccherata da continui agorbi, come nei bambini. Dicesi disgrafia emozionale quella che non dipende da alterazioni centrali, ma da sentimenti, come timore, soggezione, ecc., ed è transitoria al pari di questi. Cfr. Séglas, Les troubles du langage, 1892; Lombroso, Grafologia, 1895, p. 111 segg. (v. agrafia). Dismnesia. T. Dysmnesie: I. Dysmnesia ; F. Dyemnesic. Anomalia dolla memoria che consisto nell’ abolizione di particolari categorie di ricordi, come i nomi propri, i segni, i numeri, le figure e così via via. Nella paralisi progressiva essa si verifica sempre, attuandosi secondo le leggi psicologiche illustrate dal Ribot: 1° i ricordi più recenti scompaiono prima degli antichi; 2° i ricordi più complicati si disgregano prima dei più semplici, e quindi gli astratti prima dei concreti; 3° le ideo scompaiono prima dei sentimenti; 4° i ricordi che più resistono sono quolli organizzati fin dalle primo fasi dello aviluppo mentale. Dis Cfr. Sollior, Les troubles de la memoire, 1894; Ribot, Les maladies de la memoire, 9* ed. 1904. Disparato. Lat. Disparatus; T. Disparat; F. Disparate. Nella logica diconsi disparati due tormini, fra i quali non esiste alcuna relazione. Però la disparatezza non si'può mai dire assoluta, potendosi sempre trovare un qualche rispetto, sotto il quale i due concetti cessano di essere tra loro disparati. Per Boezio i termini disparati sono quelli diversi ma non contrari. Per Leibnitz due concetti sono disparati quando nessuno dei due contiene 1’ altro, quando cioè non sono nella relazione di genero a specio. Cfr. Prantl, Gesohichte à. Logik, 1855, t. 1, 686; Leibnitz, Inédita, ed. Conturat, p. 53 ο 62. Dissociazione. T. Dissoziation ; I. Dissociation; F. Dissociation. Alcuni psicologi distinguono dissociazione da astrazione; la prima consiste nell’ analizzare o separare gli elementi che compongono la percezione o la rappresentazione senza alterarne il valore; la seconda invece nel ricavare dagli elementi stessi una nozione generale, che non può più essere un oggetto di percezione o di rappresentazione. Si suole anche opporla alla associazione per designare l’operazione negativa e preparatoria della immaginazione creatrice, mentre l’ associazione è l'operazione positiva e costruttiva. La dissociazione trovasi già in germe nella sensazione 6 nella percezione, come prova il fatto, dimostrato dell’ Helmholtz, che nell’ atto della visione molti particolari non vengono perccpiti, essendo indifferenti ai bisogni della vita; ma nell’immagine tale lavoro si intensifica, ed è soltanto dopo un’ opera incessante stinzioni, soppressioni e corrosioni, che gli elementi dissociati di un tutto possono entrare in molte combinazioni a alla dissociazione succede l'associazione. 11 Renda distingue tre forme principali di dissociazione: la d. conoscitira, cho, smussando le imagini, decomponendo l’integralità dello serio rappresentative, permette che la reviviscenza  319  Dis degli stati passati sia, in parte, una nuova creazione, e che sintesi novelle rinnovino incessantemente il contenuto dello spirito, elevandolo dall’angusta percezione dell’individuo alle idee astratte; la d. effettiva, che, rompendo ‘ l'equilibrio dei sentimenti, pone alla nostra attività nuovi valori ed imprime ad essa nuove direzioni; la d. conatira, che, agendo sulle coordinazioni motorie, dovute ad annociazioni anatomo-fisiologiche tra centri del sistema neuromotorio e centri del sistema neurosensorio, permette nuovi adattamenti e nuovo serie sinergiche. Nella psicologia patologica dicesi dissociazione il disgregarsi degli elementi della personalità unitaria, per cui la coscienza si soinde in due coscienze separate, che coesistono o si succedono alternativamente. L’ espressione è usata specialmente da quei psicologi e psichiatri che considerano la nostra attività psichica complessiva come risultante dalla continua collaborazione coordinata del cosciente col subcosciente, dell’ io supraliminale con l'io subliminale; in tal caso gli edoppiamenti della personalità risulterebbero dalla dissociazione ubnorme dei processi psico-fisici coscienti dai subcoscienti, ο dall’esaltamento funzionale di questi ultimi, in modo da costituire un nuovo centro psichico cosciente, vale a dire una nuova personalità distinta. Altri psicologi, fondandosi sopra la dottrina segmentale, considerano la dissociazione della personalità come primitiva e propria di tutti gli nomini anche in condizioni normali; essa si rivelerebbe nel dissenso che talvolta si produce in noi tra l’io cosciente che ragiona e il subcosciente che si esprime in forma di vaghi sentimenti, nelle ineguaglianze di carattere e di condotta proprie specialmente dei giovani, nel fatto, illustrato da W.James, del senso di presenza che continuamente avvertono le persone dotate di sentimento mistico religioso. Cfr. Boris Sidis, Studies in mental dissociation, 1902 ; Myere, The human personality, 1902; Morton Princo, The dissociation of a personality, 1906; J. Sully, Les illusione der senses Dis  320 et de l'esprit, 1889; W. James, Prinoipî di psicologia, trad. it. 1901; A. Renda, La dissociazione peicologioa, 1905. Distanza (percezione o giudizio di). T. Abatand: I. Distance; F. Distance. Secondo la dottrina nativista, le nostre sensazioni ci fanno apparire fin dal principio l'oggetto © della percezione sensibile come situato ad una certa distanza. Secondo la dottrina genetica ο empirica, primitivamente enunciata dal Berkeley, la percezione della distanza deriva da un'associazione che si stabilisce tra le sensazioni e le rappresentazioni della vista, del tatto e del senso cinestetico, associazione cho diviene poi abituale e indissolubile. Ciò è provato dal fatto che 1’ apprezzamento della distanza rimane imperfetto nel bambino fino al secondo o terzo anno, e che i ciechi nati, sppena operati, non sono assolutamente capaci di apprezzarla. In codesta valutazione la base è nel senso tattile e nelle sensazioni muscolari che vi si accompagnano: la distanza è data per noi dalla serio più o meno grande di sensazioni cinestetiohe che noi proviamo quando moviamo le nostre mani ο il nostro corpo intero verso un oggetto. À queste poi si associano le sensazioni del movimento che gli occhi devono fare per accomodarsi agli oggetti più ο meno lontani. Cfr. Bérkeley, Theory of vision, 1709; W. James, Perception of space, Mind », 1887; Höffling, Peyohologie, trad. franc, 1900, p. 254 segg. Disteleologia. T. Dysteleologie. Significa in generale mancanza di finalità. L’ Haeckel chiama così la dottrina darwiniana degli organi rudimentali, perchè essa, dimoatrando I’ esistenza di organi che si sono atrofizzati perchè non compiono più alcuna funzione, prova che gli organi stessi ‚non esistono per un fine predeterminato, ma sono creati dall’ esercizio ο che quindi la dottrina delle cause finali (feleologia) è insussistente. Cfr. Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 359 segg. Distinto. T. Verschioden, Deutlich; I. Distinot; F. Diatinot. Intrinseenmente è distinto ciò di eni lo spirito vedo  321  Dis nettamente tutti gli elementi costitutivi, e in senso proprio si dico della visione ὁ delle imagini visuali. Nella terminologia cartesiana è chiara una conoscenza che è presente e manifesta a chi la considera con attenzione; è distinta invece la conoscenza che non contiene nulla più di ciò che è chiaro, che è quindi precisa e differente da tutte le altre. Peroid a chiaro si oppone osewro, a distinto confuso; unn idea è confusa quando può essere scambiata con altre, come avviene delle idee complesso; ma l'essere confusa non esclude che possa essere chiara, mentre non può mai essere distinta senza essere chiara. Cfr. Descartes, Princ. phil., I, 43. Distinzione. T. l’atersohoidung, Verschiedenheit; I. Distinction; F. Distinotion. Questo termine ha, nella logica, vari significati. Innanzi tutto designa quella forma di definiziono approssimativa esplicativa, che si adopera per quei concetti che sono, per qualsivoglia ragione, propriamente indefinibili, e dei quali, quindi, non si può far altro che distinguerli dai concetti affini. Il modo migliore della dizione è l'opposizione coi simili, purchè il concetto negativo ο il positivo abbiano lo stesso genere prossimo ο Puno sia determinato dalla negazione della diferensa dell'altro, Es.: le parallele sono rette, che giacciono sullo stesso piano e prolungate indefinitamente dai due lati, non # incontrano mai. In senso analogo intendevano In distinzione gli scolastici, per i quali però essa aveva un uso essenzialmente dialettico: essi infatti chiamavano distii zione l’ operazione per cui, prima di rispondere ad un dato argomento nel quale si era adoperata una parola in doppio senso, si distinguono questi due sensi e si definiscono esattamente, e poi si mostra come la conclusione, vera per un senso, non conviene per l’altro, o come è falaa per entrambi i sensi e non sembrava vera che a motivo della confusione. Per ricordare questo genere di risposta, gli scolastici avevano fatto questo verso: Diride, defini, con21  Ranzoti, Dizion, di scienze filosofiche. Dis  322  cede, negato, probato.  Descartes, e prima di lui gli scolastiei, ennmeravano due forme di distinzione: la distinzione di ragione, cioè quell’ operazione mentale per cui si considerano separatamente cose che nella realtà sono unite ed inseparabili; la distinzione reale, che è quella che si fa negando uns cosa di un’altra, ed esiste nelle cose stesso, indipendentemente cioè da ogni operazione mentale; questa seconda distinzione aveva tre specie; da oosa a coda, come da Dio all’ uomo, da modo a modo, come da bianco à nero, da modo a cosa come da corpo a movimento.  Nel sistema filosofico dell’ Ardigò la legge della distinzione è la legge suprema di ogni formazione naturale. Tanto nella psiche come nel cosmo, l'evoluzione formativa consiste in un passaggio incessante da un indistinto a un distinto, che in quello era contenuto; quindi ogni momento della fase evolutiva è un «distinto verso la precedente e un indistinto verso la susseguente; e risalendo indietro per le diverse fasi che si sono succedute, si trova sempre che l’ ultimo è una distinzione sul precedente, all’ infinito. Così tutte le formazioni distinte dell’attuale sistema solare sono ottenute mediante la distinzione da un unico indistinto primitivo (nebulosa) donde a poco a poco emersero e nel cui seno giacevano; e tutta la ricchezza del contenuto psichico della coscienza individuale è un distinto operatosi a poco a poco coll’ esperienza del primitivo indistinto, con cui s’ inizia la vita psichica di ogni individuo. Ma questi indistinti primitivi non sono tali che relativamente; infatti la stessa nebulosa solare apparisce formatasi da un tutto immensamente più grande, }’ universo, ed è un distinto rispetto ad un indistinto che le sta sopra, dal quale procode: 1’ indistinto supremo dato dall’ assoluta uniformità fondamentale della materia e della forza, che è quindi medesimezza e continuità; 1’ indistinto, in un altro senso, della continuità dello spazio e del tempo, in quanto la mutazione della materia implica la continnità dello spazio, e lo sviluppo della forza rappresenta Ja con 323  Dis-Div tinuità del tempo. Da ciò consegue che ogni cosa ο fatto, compresa la rappresentazione psicologica, è contenuta nel continuo dello spazio e del tempo, ed è rappresentata dal punto d’intersecazione di due linee infinite, la linea dello spazio e la linea del tempo. Cfr. Descartes, Princ. phil.,I, 60; Goolenio, Lezicon phil., 1613, p. 595; Ardigò, Opere fil., IT, 81 segg.; III, 437 segg.; IV, 43 segg.; VI, 190 segg.; Espinas, La phil. expérimentale en Italie, 1880, p. 81 segg. ; Hòffding, Philosophes contemp., trad. franc. 1908, p. 37 segg. Distributivo. Lat. Distributéous; T. Distributin; I. Distributico; F. Distributif. Si oppone a collettivo ed indica ciò che è comune ad una pluralità di individui ed appartiene a ciascuno di essi, mentre collettivo indica ciò che è comune ad un insieme determinato di individui ed è una proprietà del gruppo. Dicesi perciò giustizia distributiva quella che riguarda i rapporti fra i singoli cittadini di uno Stato e la distribuzione dei beni comuni da condividere, che si debbono distribuire proporzionatamente ai meriti. Diteismo. Sistema religioso che consiste nell’ ammettere l’esistenza di due divinità, rappresentante I’ una il principio del bene, l'altra il principio del male, ugnalmente primitivi ed eterni. La lotta continua tra queste due divinità, e il prevalere dell’ una o dell’ altra, spiega I’ esistenza del bene e del male nel mondo: Secondo l’Ardigò, il diteismo rappresenterebbe il secondo periodo dell’ evoluzione religiosa. Cfr. Ardigò, La morale dei positivisti, 1892, p. 73 (v. catari, dualiemo). . Divenire. Lat. Fieri; T. Werden; I. Becoming: F. Devenir. Si contrappone ad Essere inteso come ciò che permane immutato, e designa lu mutazione, il cangiamento, la serie dei passaggi da uno stato all’altro. Il problema se la realtà consista nel rimanere o nel mutarsi, nell’ Essere o nel Divenire, fu già posto dai primi filosofi greci. Secondo Parmenide ο In senola elentica, soltanto I’ Eanore Div  824 _ è reale, quindi il non-Essere non è possibile, come non è possibile il diventare; I’ Essero è unico, eterno, infinito, semplice, immutabile, indivisibile; esso è il sostrato del cangismento, la sostanza che rimane mentre le qualità mutano. Secondo Eraclito, invece, il reale consiste nel mutarsi, nel trasformarsi continuamente, nel Divenire ; la permanenza dell’ Essere non è che pura illusione; la realtà è come un fiume che sempre scorre. L’ antica disputa tra eleati e eraclitei fu rinnovata nei tempi moderni dall’ Hegel © dall’ Herbart: questi negò il Divenire in quanto credette implicasse la realtà del nulla; quello negò l’ Essere, ponendo l’ equazione: Essere affatto indeterminato == non-Essero. Si prenda il divenire, dice Hegel, ciascuno può rappresentarselo. Si accorderà che, quando lo si analizza, vi si trova la determinazione dell'essere, come anche del suo contrario, il nulla; si accorderà infine che queste due determinazioni si trovano riunite in una sola e medesima rappresentazione. Il divenire è, quindi, l’unità dell’essere e del nulla». Il divenire sarebbe soppresso se si ammettesse la verità del principio che nulla può renire dal nulla; ma Hegel considera tale proposizione come fondata sull'identità astratta dell'intelletto: Non sarebbe difficile provare che l’unità dell’ essere © del nulla si trova in tutti gli avvenimenti, in tutti gli ogguiti 9 in tutti i pensieri. Bi deve dire, dell'essere e del nulla.... che non v’ha nessuna cosa nel cielo e sulla terra che non li contenga entrambi. Quando si parla d’una cosa reale, queste due determinazioni, essere ο nulla, vi si tradncono mediante l'elemento positivo ο l'elemento negatiro ». Cfr. Platone, Cratyl., 1402 A; Aristotele, Metaph., IV, 5, 1010 a, 12 segg.; Hegel, Encicl., § 88 segg.; Logik, $ 88, 89 (v. cangiamento, mobilismo, essere, nulla, ente). Divergenza (legge della). 'T. Divergenz; 1. Divergence; F. Divergence. Una delle leggi che ai verificano nell’ evoluzione del mondo organico, per In quale In molteplicità  Div e la varietà delle forme viventi s’ à venuta costantemento aumentando dai tempi più remoti sino al presente. Dicesi divergenza personale quella che intercede tra gli organismi © conduce alla formazione di nuove apecie ; essa ha origine dalla divergensa dei tessuti, per cui da cellnle primitivamente uguali si sviluppano tessuti disuguali; e la divergenza dei tessuti si basa a sua volta sulla divergenza cellulare, che ha origine dal fatto fisiologico della divisione di lavoro delle cellule stesso (v. convergenza). Diverso. Gr. “Etepoc; Lat. /τεγονο; T. Versohioden ; I. Divers; F. Divers. Nel senno aristotelico il diverso è tutto ciò che, essendo reale, non è identico. Gli scolastici dicevano primo-dirersa quelle cose che non convengono in nessun genere, tranne in quello universalissimo dell’ essere; diversa © differentia solo numero le cose che hanno entità diverso in una specie medesima, come gallo e gallinn; diversa ο differentia εροοίο le cose che hanno diverse definizioni essenziali nello stesso genere, come, nel genere animale, l’uomo e il bruto; diversa o differentia genere quelle che si classificano in predicamenti diversi, come il coraggio e la pietra. Distinguevano poi la diversitas physica, che nei termini delle proposizioni negative, in quanto dire con verità che l’una cosa non è l’altra, dalla diversitas logica, che si ha in quei termini delle proposizioni affermative i quali, sebbene non differiscano da parte della cosa indicata, pure vengono intesi sotto nn concetto differente.  Alcuni distinguono il diverso dal differente, ii quanto, pure implicando una differenza intrinseca ο qualitativa fra due oggetti, non determina lu specie o il grado della differenza stessa. Cfr. Aristotele, Mefaph., V, 10, 1010 b, 1 seg.; Crist. Wolff, Ontologia, 1736, $ 188 (v. alterità, altro, differente, indiscernibili). Divinità. T. Gottàeit; I. Dirinity; F. livinitd. Si adopera quasi sempre come sinonimo di Dio; tuttavia alcuni distinsero il significato dei due vocaboli, intendendo col Divprimo 1) essenza divina e col secondo Dio in quanto essere personale. Tale distinzione trovasi ad es. in Eckhart, per il quale la Divinità, causa prima di tutte le cose, trascende V esistenza ο la conosgenza, manca di ogni determinazione, è il niente; essa si rivela nel Dio unitrino, e il Dio esistente e conoscente crea dal nulla le creature, le cni idee egli conosce in sè, perchè questo conoscere è il suo creare. Questo processo di autorivelazione appartiene all’ essenza della Divinità, la quale, come essenza creatrice, non è reale se non in quanto conosce sè stessa in Dio e il mondo come realtà creata. Cfr. Stöokl, Geschichte d. Phil. des Mittelalters, 1864-66, vol. II, p. 1098; Leibnitz, Monadologie, 47. Divisibilità. T. Theilbarkeit; I. Dirinibility; F. Divi sibilité. La proprietà di un essere di poter venire scomposto in un certo numero di parti. Si suol distinguere la divisibilità fisica dalla matemation: questa, essendo una pura operazione mentale, non ha limiti assegnabili ed è quindi indefinita; quella invece è definita, ciod può avere dei limiti, arrivando un punto in cui non è più praticabile. Secondo l’atomismo la divisibilità dei corpi è concretamente limitata, in quanto essi consistono di parti ultime indivisibili, atomi. Per Cartesio, dalla incapacità del nostro intelletto a rappresentarsi una divisibilità i finito, non segue che essa non debba realmente darsi. Secondo Spinoza la sostanza infinita è indivisibile, e non si può concepire con verità nessun attributo della sostanza, dul quale risulti che la sostanza possa essere divisa »; infatti, la sostanza così concepita sarebbe divisa in parti, che © conserveranno la natura della sostanza, 0 non la conserveranno: nel primo caso ogni parte dovrebbe essere infinita, e causa di ad, ο costituita da un attributo speciale, cosicchè da una sola sostanza si potrebbero costituirne molte, il che è assurdo, e di più le parti così ottenute non avrebbero nulla di comune col tutto da cui provengono, e il tutto potrebbe esistere secondo lo suo parti; nel  827  Div socondo caso ne risulterebbe che, dividendo tutta In sostanza in parti uguali o disuguali, essa perderebbe la natnra della sostanza ο cesserebbe di esistere. Secondo Hobbes lo spazio e il tempo non sono divisi all’ infinito, ma si dà soltanto un minimum divisibile. Secondo Leibnitz il continuo è divisibile all’ infinito, cosioch® non esistono atomi ma monadi spirituali inestese. Berkeley combatte l’idea della divisibilità infinita, perchè è una palese contraddizione dire che una estensione o una grandezza finita constino di infinite parti »; quando noi diciamo che una lines è divisibile all'infinito, intendiamo solo una linea di lunghezza infinita. Kant rappresenta il dibattito sotto forma di antinomis, la seconda delle antinomie della ragione: tesi: ogni sostanza composta consta di parti semplici, ο non esiste nel mondo che il semplice 0 ciò che di esso si compone; antitesi: non esiste alcuna cosa semplice nel mondo. Kant risolve questa, al pari della precedente antinomia, affermando che spazio, tempo, semplicità, complessità sono soltanto determinazioni che hanno valore per la cosa in quanto fenomeno, cosicchè il principio del terzo escluso perde il suo valore quando si faccia oggetto della conoscenza qualche cosa che non può mai diventar tale, come 1’ universo. Cfr. Aristotele, Phye., III, 7, 207 b; Spinoza, Ethios, 1. I, teor. ΧΙΙ, x11; Hobbes, De corp., ο. 7, 13; Berkeley, Prinoipl., ΟΧΧΙΝ segg.; Kant, Krit. d. reinne Fern., ed. Reolam. Divisione. Gr. Ataigesig; Lat. Divisio; T. Hinteilung : 1. Division; F. Division. L'operazione logica per mezzo della quale si determina l’ estensione di un concetto, enumerando gli oggetti a cui si riferisce. Essa consiste in una proposizione in cui il soggetto (dividendo) è il genere, e il predicato 1’ enumerazione delle specie contenute sotto quel genere. Perchè l'operazione sia perfetta, occorre che i membri dividenti esauriscano tutta l'estensione del diviso e che il concetto da dividersi possegga una nota, detta funDiv-Doc  328  damentum divisionis, la quale sia suscettibile di varietà. So questo fondamento è preso tra le note essenziali del concotto, la divisione dicesi naturale, so è preso tra le accidentali artificiale.  Dicesi divisione del lavoro 1’ organizzazione economica in cui il lavoro totale da compiere è ripartito tra i cooperatori, in modo che ciascuno compin sempre uno stesso genere di lavoro, per il quale acquista così una abilità particolare.  Il Rosmini chiama sofisma dell’ assurda divisione quello in cni cadde Zenone quando sostenne che, se un moggio di miglio cadendo in terra manda rumore, dove mandarlo anche ogni granello di miglio; ed il Leibnitz. quando pretese che, se peroepiamo il fragore del mare, dobbiamo percepire anche quello d’ ogni goccia d’acqua che lo compone. Cfr. Hamilton, Lectures on logic, 1860, 11, 32 segg.; Wundt, Logik, 1898, II, p. 40; Rosmini, Logica, 1853, pe 384 κ. (v. sorito, nota, dicotomia, tricotomia, suddivisione, codivisione). Divisivi (giudizi). Forma di giudizio composto, che esprime la risoluzione completa del concetto del soggetto nelle sue parti; ad es. i lingnaggi sono parte monosillabici, parte agglutinanti, parte a flessione. Possono essere divisivi anche i giudizi ipotetici, e tanto nell’ ipotesi come nella tesi, indicando nel primo modo in quanti casi la tesi è vera, nel secondo a quale condizione è sottoposto nn certo numero di cose o di eventi: es. 1° se un uomo sente rimorso per il male e compiacimento per il bene fatto, è responsabile delle proprie azioni; 2° se un animale è vertebrato, possiede uno scheletro interno cartilaginco od osseo, una colonna vertebralo, un tubo intestinale complesso, sangue rosso che circola entro vasi e simmetria bilaterale evidente. Docta ignorantia. Espressione resa celebre da Nicola Cusano, per il quale l’uomo, di fronte alla vera essenza delle cose non possiede che congetture, cioè solo i modi di rappresentazione che scaturiscono dalla sua propria natura;  329  Dor la conoscenza di questa relatività di tutte le affermazioni positive, il sapere del non sapere, come primo gradino della dotta ignoransa, è l’unica via per arrivare alla comunione conoscitiva inesprimibile, indesignabile, immediata con I’ Essere vero, cioè con la divinità. Dio infatti, mancando di attributi positivi, non può essere conoscinto che in questo modo: 44 hoc ductus sum, ut inoomprohensibilia incomprehensibiliter amplooterer in doota ignorantia.... Supra igitur nostram apprehensionem in quadam ignorantia nos doctos case convenit. Perciò la doota ignorantia è la perfoota soientia. L'espressione era già stata adoperata da 8. Agostino, 8. Bonaventura e in genere da tutti i teologi che, nella determinazione dell'essenza divina, adottavano la teologia negativa. Cfr. N. Cusano, De doota ignorantia, ed. P. Rotta, 1913, 1, 26; II pref.; III, peror.; P. Rotta, Il pensiero di Niccolò da Cusa nei suoi rapporti storici, 1911 (v. agmostiolemo, Dio, teologia). Dolore. T. Schmerz; I. Pain; F. Douleur, Uno dei due poli opposti del sentimento, il quale si manifesta sempre sotto forma di piscere o di dolore e nel numero infinito degli stati intermedi che li ricongiungono. 11 dolore’ e il piacere, essendo dati immediati della coscienza, sono per sè stessi indefinibili; soltanto se ne possono stabilire le cause 6 le condizioni. In generale, il dolore dipende dalla intensità degli stimoli; quando l’ eccitazione è troppo intensa, cosicchè essa passa il limite di adattamento dell’ dividno, si ha uno stato di dolore determinato dall’ alterazione dei tessuti. Oltre che da eccesso di funzione, il dolore può essere anche determinato da innzione di un organo, cioò da mancanza di funzione ; lo Spencer ha chiumato questo dolore negativo, il primo dolore positivo. Va notato però che, mentre per alcuni psico-fisiologi, Lotze, Wundt, Richet, ecc., gli stessi nervi ed organi di senso che servono per le sensazioni cutanee sono capaci di destare sensazioni di dolore, per ultri, come Milnsterberg, Frey, KieDor.  330  sow, esistono invece nella cute terminazioni nervee speciali, © nel sistema nervoso centrale apparati sensitivi distinti per le sensazioni di dolore. Gli studi più recenti tendono à far prevalere quest’ ultima dottrina, che si bass specialmente su queste constatazioni : a) nell’ uomo può scomparire per cause anormali la sensibilità dolorifica, restando integre le altro modalità specifiche del senso cutaneo ; d) alcune regioni della cute mancano del tutto di punti dolorifici, tantochè non reagiscono con sensazioni di dolore neanche con l'applicazione di stimoli meccanici od elettrici assai intensi; ο) la soglia della sensibilità per gli stimoli dolorifici è diversa, ossia più alta o più bassa, di quella per gli stimoli meccanici. La sede anatomica del dolore sarebbe, secondo alcuni, il midollo allungato, secondo altri il midollo spinale: ad ogni modo, per avere una sensazione di dolore è necessario che l’ eccitazione sia trasmessa nd un centro nervoso da una fibra afforente; ove queste fibre mancano (cervello, polmoni, ecc.) si può avere qualsiasi alterazione senza che ossa sia avvertita come dolore. In gonerale, i tessuti organici interni posseggono una sentà al dolore minore degli esterni. Il dolore suscitato du uno stimolo lungo il decorso di una fibra, viene riferito alla periferia, e non solamente allo parti malate ma anche alle vicine; questa proprietà di érradiarei del dolore, ne rende difficile la localizzazione. Diconsi appunto dolori riflessi quelli erroneamente proiettati alla superficie corporea dagli organi interni malati; questo fatto, già osservato dal Lange, fu ampinmente studiato dallo Head, che formulò la legge seguente: Quando uno stimolo doloritieu viene applicato ad un punto poco sensibile, il quale sia in intima connessione centrale con un altro punto più sensibile, il dolore che si desta è sentito più intensamente nella sede di maggiore sensibilità, invece che là ove la sensibilità è minore © in cui lo stimolo fu effettivamente applicato ». Le principali modificazioni fisiologiche accompa 331  Dom guanti il dolore sono: diminuzione delle fanzioni vitali, rallentamento dei battiti del cuore, turbamento delle funzioni digestive, brevità delle inspirazioni, arresto dei movimenti v agitazione motoria. Però la sensibilità dolorifien non è uguale in tutti gli animali; alcuni negano che essa esista negli infimi, mentre è certo che aumenta proporzionalmente all’ elevarsi della loro struttnra fino a raggiungere il suo massimo nell’ uomo; perciò il dolore è considerato come una funzione della intelligenza, una sovrapposizione psichica ai riflessi protettivi subcoscienti. La distinzione comune tra dolore fisico e dolore morale si considera illegittima, essendo entrambi da un lato fatti fisici e organici (in quauto anche il dolore morale implica un processo fisiologico corrispondente) e dall’ altro fatti psichici, in quanto non sono conosciuti che come stati di coscienza. La sola differenza è nella complessità: il primo infatti è semplice ο risulta da sensazioni immediate (ad es. il dolore dei denti), il secondo è inveoe indiretto e accompagnato da un certo numero di rappresentazioni e di ricordi (sd es. il rimorso). Cfr. Wundt, Grundries d. Psyohol., 1896, p. 55; Killpe, Grundriss d. Peyohol., 1893, p. 93; Kiesow e Penzo, trchi für Payohologie, vol. XVI, 1910; Höffäing, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 294 segg.; Penzo, Atti della R. Aco, delle Scienze di Torino, vol. LXV, 1911; I. Ioteyko, Peycho-physiologie de la douleur, 1908 (v. piacere, male, sentimento). Domma (da δόγμα, che significava da principio semplicemente opinione plausibile e poscia le decisioni politiche dei re o delle assemblee popolari). T. Dogma; I. Dogma; F. Dogme. Nel suo significato comune questa parola designe una opinione imposta da un'autorità collocata al di fuori © al di sopra d’ogni critica e d'ogni esame. Nella religione cristiana il domma è una verità rivelata ds Dio © come tale direttamente proposta dalla Chiesa alla nostra credenza. La rivelazione, sorgente del domma, è sia quella Dom  332  completamente esplicita, manifestante la verità divina nel suo proprio concetto, sie quella parzialmente esplicita ο implicita, che contiene οἱοὺ le verità stesse come parti costitutive ina non le fa conoscere formalmente. Perchè una verità rivelata sin un domma, deve essere proposta direttamente da una definizione solenne della Chiesa o dall’insegnamento del sno magistero ordinario 6 universale; suo carattere fondamentale è l’immufabilità, per cui deve ri. manere fino alla fine dei tempi senza subire nel suo contenuto alcuna modificazione sostanziale. Essendo comunicato al? uomo da Dio stesso. il domma fornisce una conoscenza obbiettiva delle verità divine. Contro questo carattere di obbiettività, lo Schleiermacher prima, poi il Ritschl, il Sabatier, ece., sostennero che la rivelazione divina è in ogni uomo un fatto di esperienza intima, e il domma un’ imagine ο un simbolo che traduce approssimativamente i sentimenti dell’ individuo ο esprime, In via media, le impressioni degli individui formanti una comunità, ed è quindi essenzialmente mutabile. Tra i cattolici, il Loisy considera i dormi como una semplice interpretazione dei fatti religiosi e la riveluzione come la coscienza acquisita dall’ uomo dei suoi rapporti con Dio; il Laberthonnière ammette l’esperienza religiosa come sorgente prima di tutte le verità religiose e considera la rivelazione come una conoscenza di Dio nella nostra stessa realtà vivente; il Le Roy attribuisce al domma un puro senso negativo, in quanto esso esclude © condanna certi errori piuttosto che non determini certe verità, e un valore essenzialmente pratico, in «quanto enunoia delle prescrizioni di condotta. Cfr. G. Goyan, L'Allemagne religieuse, 1898, p. 96 segg.; Loisy, Autour Wun petit livre, 1903, p. 195 segg. ; Id., Quelques lettres den questione actuelle, 1908, p. 162; Laberthonnière, Essai de phil, religieuse, 1908, p. 120; Le Roy, Dogme et critique, 1907, p. 6-15; Ch. Guignebert, L’érolution dee dogmes, 1910 (v. fideimno, immanentiemo, modernismo, ecc.).  338  Dom Dommatica oristiana. È 1’ insieme dei dommi su cui poggia la religione cristiana, e che vennero preparati, definiti ο sviluppati dai Padri della Chiesa, dai Concili o dai Papi. Essi si possono ridurre a tre fondamentali: Gesù è uomo e Dio; Dio è uno e trino; l’uomo, caduto per effetto del peccato, è redento per mezzo della grazia. Gli altri dommi non hanno che una importanza secondaria ο sono semplici corollari di questi tre. Dommatismo. T. Dogmatismus; I. Dogmatiem ; F. Dogmatisme. Nel linguaggio comune indica la tendensa a considerare come assolutamente vere le proprie opinioni, a non accettare su di esse alcuna discussione, rigettando a priori come false tutte le opinioni opposte.  Inteso come metodo, il dommatismo consiste nel partire da principii aprioristiei, sui quali non si ammette dubbio nd discussione, e ricavarne delle conseguenze senza curarsi se sono 0 no d’accordo coi fatti e con l’esperienza. Questo metodo fu in onore specialmente nella filosofia scolastica.  Nella dottrina della conoscenza si adopera il termine dommatiemo in opposizione a sosttioismo © misticismo ; il primo, cioè il dommatismo, ammette la possibilità della scienza, vale a dire la possibilità di conoscere la realtà qualo essa è; il secondo la pone in dubbio e crede quindi che l’ uomo debba astenersi da qualsiasi affermazione; il terzo afferma che la verità è bensì conseguibile dall’ uomo, ma purchè egli, abbandonato I’ uso della ragione, sappia assorbirsi tutto nella contemplazione della divinità (cioè della verità suprema) perdendo il sentimento della propria esistenza. Il oriticismo, sorto con Emanuele Kant, ruppresenta un’ attitudine intermedia tra il dogmatismo ο lo scetticismo : la critica, dice Kant, non è opposta al procedimento dogmatico della ragione nella conoscenza pura in quanto scienza.... ma al dogmatismo, cioè alla pretesa di avanzarsi in una conoscenza pura ricavata da semplici conoetti (la conoscenza filosofica) appoggiandosi su principî che In ragione impiega Dor  334  da lungo tempo, senza ricercare in qual modo e con quale diritto essa è arrivata ad affermarli ».  Alonni distinguono il dogmatismo propriamente detto, positivo, dal dogmatismo negativo, ο scetticismo; la filosofia antica è sempre dogmatica, in un senso © nell’ altro, © in ciò si distinguo dalla filosofia moderna.  Dicesi dogmatismo morale quella forma di prammatismo sentimentalistico, la quale afferma che: tutte le nostre conoscenze spontanee sono l’ espressione dei nostri desideri, delle nostre azioni ; tali conoscenze servono a proporre alla nostra attività morale dei problemi che, secondo la solazione volontariamente scelta, determinano dei nuovi stati, una nuova attitudine intellettuale; il valore metafisico o realistico della nostra conoscenza è dunque legato alla maniera morale con cui noi ci comportiamo riguardo ad esseri, che non subordiniamo al nostro egoismo, ma trattiamo come fini in sò atessi. Cfr. Ch. Wolff, Philos. rationalis, 1732, § 40; Kant, Arit. d. reinen Vern., ed, Reclam, p. 46 segg. ; Laberthonnière, Le dogmatieme moral, in Essais de phil. religieuse », 1908, p. 76 (v. oriticismo, neooritioiemo, realismo, idealismo, solipeiemo, conoscenza, ecc.). Dottrina. T. Lehre; I. Dootrino; F. Doctrine. Nel suo significato più generale designa il complesso degli insegnamenti d’ uno scienziato, d’ un filosofo ο d’ una scuola acientifica o filosofica, Si distingue perd da sistema, che è un organismo ideale in cui le parti sono logicamente coordinato fra loro 9 subordinate ad un principio generale, e da teoria, che ha valore propriamente speculativo mentre la dottrina può averne anche uno pratico.  Kant distingue In dottrina dalla critica: questa ha per oggetto di determinare il valore e la portata delle nostre conoscenze a priori, ossia puramente razionali; quella le raccoglie in un sol tutto e le coordina in un sistema. La dottrina si distingue alla sua volta in metafisica della natura, che considera i principi della ragione nella loro applicazione al mondo esteriore, © metafisica dei costumi, cho li considera mella loro applicazione alle nostre azioni. Nella dialettica trascendentale Kant dimostra che nè la psicologia razionale, nd la teologia razionale, nè la cosmologia razionale sono possi bili come dottrine ma soltanto come discipline, poichè sin V idea psicologica, che la teologica e la cosmologica sono principi regolativi, non mai costitutivi.  Nella teologia per dottrina s'intende: a) oltre l’ insieme delle verità dogmatiche, anche 1’ insegnamento non rivelato, oggetto non di un atto di fede ma di assentimento fermo, che la Chiesa definisce come necessario per la difesa ο 1’ esplicazione delle verità rivelate; 5) ciò che la Chiesa non definisce esprersamente, ma solo loda o raccomanda come utile per la proposizione dell’ insegnamento rivelato. Cfr. Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 18 segg. Dovere (τὸ dioy= l’obbligatorio). T. Pflioht ; I. Duty; F. Devoir. Non è altra cosa che l'obbligazione morale, ο, come tale, è implicito nell’ idea di giustizia, in quanto questa ha una efficacia diretta sul soggetto. In senso concreto un dovere è una regola determinata d'azione, una obbligazione definita. Nella storia della filosofia il concetto del «dovere comincia ad essere determinato con gli stoici; esso si presentò loro necessariamente, in quanto riconducevano l’attività particolare alla legge generale della natura e quindi l’attività appariva prescritta dalla legge. Essi distinguevano due specie di doveri, assoluti © medi, corrispondenti alle due specie di beni: quantunque solo il bene sia comandato incondizionatamente, tuttavia può essere moralmente’ consigliabile anche ciò che è desiderabile. Dico Cicerone: Porfeotum ofleium rectum, opinor, vocemus, quoniam Grasci κατόρθωμα, hoc autem commune officium vocant. Atque ea sic definiunt, ut rectum quod sit, id officium perfeotum esse definiunt; medium autem officium id ease dicunt, quod cur faotum sit, ratio probabilis reddi posit. La più comune ed antica classificazione dei doveri è quella fatta a seconda dei loro oggetti: verso noi stessi, verso i nostri simili, verso Dio. Fra i primi sono quelli verso la nostra integrità fisica ο psichica, verso la nostra costituzione organica, intellettuale, morale; fra i secondi, quelli verso la famiglia, verso la società, verso lo Stato, o di fratellanza morale verso le altre nazioni, cioè doveri internazionali. Altra classificazione importante è quella in doveri atretti ο perfetti, © doveri larghi ο imperfetti; i primi sono quelli che non lasciano alcuna libertà nella applicazione, i secondi quelli la cui applicazione è lasciata invece all’ apprezzamento dell’ individuo. Si distinguono anche i doveri positivi, che consistono in azioni che si devono compiere, dai negativi, azioni da cui si deve astenersi. Ricordiamo infine la distinzione fondamentale fra doveri giuridici, che sono imposti dalle leggi, si appoggiano sulla forza, ed hanno una sanzione definita nelle leggi punitive, e doveri morali, che hanno una sanzione indefinita nella pubblica opinione © nella coscienza dell’ individuo. Dicesi materia 0 contenuto del dovere l’atto che si deve compiere, e forma il carattere di necessità pratica che tale atto riveste nella nostra coscienza. Per Kant la materia del dovere si deduce dalla sua forma; il dovere è infatti la necessità di faro un'azione per rispetto alla legge, ο dn qui sgorga la suprema legge morale, ossia 1’ imperativo categorico, cho si formula così: agisci in modo che la massima della tua azione possa diventare una norma universale di condotta. Ma perchè siavi una legge che comandi senza eccezione, occorre che siavi in natura qualche cosa di valore assoluto, che cioè si imponga sempre come fino; tale è l’uomo, unico essere ragionevole della natura; perciò l'imperativo categorico si modifica così: agisci in maniera da trattar sempre I’ umanità come fine, sis nella tua che nell’ altrui persona, © dn non servirtene mai come mezzo, Occorre ancora che la volontà dia la legge a sò, sia autonoma, perchè solo a tal patto accetterà la legge senza alcun altro interesso; da ciò la terza formola doll’ imperativo categorico : opera in modo  337  Dua che la tua volontà possa considerare sè stessa come dettante, con le sue massime, leggi universali. Per Fichte V’Io è la volontà morale e il mondo è il materiale sensibile del dovere, ossia tale che in esso noi possiamo essere attivi; quindi non l'essere è la causa dell’ agire, ma per l'agire 1’ essere è sorto, ο tatto ciò che è non pnd concepirsi se non per ciò che dere essere: L'unico sicuro e definitivo fondamento di tutte le mie conoscenze è il mio dovere. Questo è l'in #è intelligibile, che, mediante la legge della rappresentazione sensibile, si converte nel mondo dei sensi ». L’urto (Anstoss) che ci obbliga a porre il mondo esterno, non è altro che il nostro dovere, o il mondo stesso il materiale per l’attività della ragione pratica. Per l'Ardigò l’imperativit del dovere ha la sun ine naturale nella impulsività delle idealità sociali, mediante un processo formativo di cui non s’accorge l’individuo, il quale solo avverte la formazione già compiuta ed è perciò indotto a credere nella primitivita del sno rentimento del dovere; in breve, l'obbligatorietà del dovere non è che la ricordanza assommata e indistinta, ma inevitabile, del dolore incontrato eseguendo atti che riescono di danno ai consoci; il dovere morale nasce quindi dal dovere giuridico, fino a diventare una forma contitutiva della psiche dell’ individuo, avverandosi così il fatto, che sembra paradossale, del convertirsi dell'attività volontaria da fondamentalmente egoistica, qual'è da principio, in virtà disinteressata. Cfr. Diogene L., VI, 1, 107-109; Cicerone, De ofleis, I, 3, $ 8; Kant, Arit. d. prakt. Vern., ed. Reolam, p. 103 segg.; Fichte, Syst. d. Sittenlehre, 1798, p. 224; G. Marchesini, La dottrina positiva delle idealità, 1913, p. 93 segg.; Ardigò, Op. /l., III, p. 132 segg. (v. autocoscienza, autonomia, dialettica, etico, idealismo, moralismo, realtà). Dualismo. T. Dualiemus; I. Dualism; F. Dualisme. Si oppone a monimo, e designa qualsiasi dottrina, sia filo22  RaxzoLi, Dision. di scienze filosofiche. Dua  338  sofica che religiosa, che spiega o un dato ordino di cose © di fatti, o tutto l'insieme delle cose © dei fatti, I’ universo, come la risultante di due principi, di due tendenze, di due canse distinte ed opposte, ο perciò irredueibili 1’ una all’ altra. Un dualismo religioso è la religione di Zoroastro, che attribuisce tutti gli avvenimenti del mondo alla lotta di dne potenze contrarie, primitive, eterne, indipendenti l'una dall'altra, di cui l’una, Ormurd, è l’autore del bene, l’altra, Abrimane, del male. Il dualismo filosofico, qnale fu inteso dai filosofi greci, da Pitagora a Platone, da Aristotelo agli stoici, consiste nel considerare l’origine ο la natura dell’ universo mediante due principi ο sostanze affatto opposte: la materia, assolutamente amorfa e passiva, © lo epirito, potenza attiva ed animatrice. Dicesi dualismo spiritualistico la dottrina, posta sotto forma precisa da Cartesio, che considera l’anima ο il corpo come due sostanze etorogenee, agenti reciprocamente l’ una sull’ altra, Questa dottrina, detta anche dell’ influsso fisico, si oppone alle vario forme di monismo, sia spiritualislico : il corpo non è che uns forma ο un prodotto d’ uno ο più esseri psichici ; sia malerialietico : l’anima non è che una forma ο un prodotto del corpo; sia pricofisico : l’ anima © il corpo non sono che due aspetti differenti di un solo e medesimo essere. Nella teoria della conoscenza dicesi dualismo ogni dottrina che faccia originare le nostre conoscenzo da due fonti; ad es. quella del Locke, che dalla sensazione fa derivare la conoscenza del mondo corporeo, dalla riflessione In conoscenza dolle attività dello spirito. Spesso il términe dualismo è adoperato in opposizione a naturaliemo © a panteismo, per indicare la dottrina che pone due ordini distinti di realtà : una spirituale, trascendente, eterna, senza causa, l'altra, che della prima è un riflesso, materiale, temporanea, creata. Cfr. Th. Hyde, Historia rel. ret. Pers, 1700, ο. 9; Cartesio, Princ, phil., I, 60; L. Stein, Dualiemus oder Moniamua, 1909 (v. anima, coscienza, manicheiemo, parallelirmo).  339  Dus Dubbio. T. Zweifel; I. Doubt; F. Douts. Lo stato di perplessità in cui trovasi l'intelligenza quando rimane sospesa senza negare nè affermare. Il dubbio presuppone l’esistenza di due gindisi contradditori, considerati entrambi come possibili, tali cioè che nessuno dei due porsegga ragioni sufficienti per essere aocettato ο respinto. Il dubbio si oppone alla certessa, che è una persnasione ferma conforme alla verità, © ni distingue dalla probabilità, che è una specie di avviamento alla certezza. Si distinguono due sorta di dubbio: quello assoluto ο definitivo, che è il vero e proprio dubbio scettico, e non ammette possibilità di conoscenza e di soienza; quello provvisorio, o metodtoo, © filosofico, che, da Cartesio in poi, è divenuto il ‘principio fondamentale del metodo scientifico, e consiste nel respingere qualsiasi opinione anteriormente accettata, 80spendendo ogni giudizio fino che la verità non siasi imposta allo spirito con evidenza assolata. I! dubbio metodico trovasi già in Socrate: opponendosi al dubbio scettico dei sofisti, che riguardava la possibilità della scienza e la realtà delle cose, egli proolama la necessità di sottoporro a revisione ogni opinione, per antica ed antorevole che sia, per eliminarne le contraddizioni, correggerla, completarla: così il dubbio, che nella sofistica era stromento di distruzione dell’ antica filosofia, diventa con Socrate il punto di partenza della filosofia nnova. Più tardi, anche 8. Agostino cerca la via della certezza attraverso il dubbio, e le stesse teorie scettiche gliene aprono la via; dubitando, egli dice, io dubitante so di esistere, di ricordare, di conoscere, di volere, perchè il dubbio contiene gid in sè la preziosa verità della realtà doll’ essere cosciente, e le ragioni del dubbio si fondano sulle nostre rappresentazioni anteriori, ο nella valutazione dei motivi del dubbio si sviluppa il nostro sapere, il nostro pensare, il nostro giudicare, Analogamente per Cartesio, la ricerca è figlia del dubbio © generatrice della conoscenza e delle convinzioni salde © coDus  340  scienti. Nel Discorso sul metodo ogli dice come dal dubbio gli sia derivato il primo impulso alle sue meditazioni : tot enim mo dubiis totque erroribus implicatum coso animadverti, ut omnes diacendi conatus nihil aliud miki profuisse judicarem, quam quod ignorantiam meam magis magisque detezisse. L'unica via di liberazione dal pregiudizio ο dall’ errore, che ingenerano il dubbio, è questa: non aliter videmus posse liberari, quam si semel in vita, de ite omnibus studeamus dubitare, in quibus vol minimam inoortitudinia euspicionem reporiomus. Il dubbio deve in primo luogo attaccare le cose sensibili © la loro esistenza, invadere le dimostrazioni matematiche e i loro principî, non risparmiare alcuna delle nostre conoscenze, finchè non incontri un limite insuperabile in sè stesso, il dubbio, dellaycui esistenza non è possibile dubitare; e da questo punto fermo cominois in Cartesio, col cogito ergo sum, tutta la fase ricostrattiva delle conoscenze chiare ο distinte non più attaccabili dal dubbio.  Si suol distinguere anche il dubbio normale dal patologico, il quale a sua volta è distinto dal Ribot in dubbio drammatico ο Sollia del dubbio. Il dubbio drammatico è quello che precede le grandi conversioni (S. Paolo, Renan, ecc.) ed è costituito da un lavono intellettuale lungo e da principio latente, che scoppia alla fine col crollo delle credenze antiche © il costituirsi delle nuove. Cfr. ΒΑ. Agostino, De vita beata, 7; Solil., II, 1 segg.; De rer. rel., 72 segg.; Cartesio, Specimen philos. seu dissertatio de methodo, 1764, p. 3; Princ. philos., IV-V; P. Sollier, Le doute, 1909; G. Zuccante, Intorno al principio informatore e al metodo della filosofia in Soorate, Riv. di fil. », febbr. 1904 ; Alemanni, Intorno a una psicologia del dubbio, Ibid., maggio 1908; R. Mondolfo, Il dubbio metodico e la storia della filosofia, 1905 (v. acatalesnia, autocoscienza, ironia, epooa, testimonianza, achepsi, dommatiamo, diallelo, dicotomia, tropi). Dubbio (follia del). T. Zweifelsuoht, Grübelsucht ; I. Doubting mania; F. Folie du doute. Stato morboso di perplessità Duocontinua, che ha tro gradazioni diverse; nel primo il malato si sente continuamente irresoluto, non sa giungere ad alcun risultato definitivo, è sempre tormentato dal bisogno di corcare il perchè di tutto, di rivolgersi domande senza fine (mania del perchè); questa ruminazione psicologica, come la chiamò il Legrand du Saulle, si traduce poi negli atti, cosicchè il malato non osa far nulla senza timori, ansie © precanzioni infinite; da ultimo questi fenomeni possono assumere carattere ipocondriaco, che si rivela con il dubbio eterno di non poter far nulla, di essere affetti da una malattia cronica, di aver mancato al proprio dovere, di essere male edncati, importuni, indisoreti. A seconda poi del contenuto dei problemi, che l’ammalato si propone, si hanno casi: di dubbio metafisico, quando riguardano l’ essenza delle cose, l’origine ο il perchè della creazione, οσο. di dubbio realista, quando le questioni mentali più comuni si riferiscono alla ragion d’ essere di certi organi, perchè l’acqua bagni, perchè la terra non sia assorbita dal more, ecc.; di sorupolo, in cui 1 dividuo è nella continna preoceupazione di non aver adempiuto bene ai propri doveri, o di non aver fatto bene ciò che ha fatto, ο d’ essere responsabile di qualche sciagura tocestn alla propria fantiglia, Cfr. Legrand du Saulle, La Jolie du doute, 1875; Ribot, Les maladies de la volonté, 1883, γ. 60 segg. Duodinamismo. Quel sistema vitalistico, che spiega il fenomeno della vita come il prodotto di an principio o anima distinta dagli organi corporei non solo, ma anche dal!’ anima pensante. Esso si trova per la prima volta in Platone. Le dottrine sue furono poi riprodotte da Galeno, e, più tardi, da Bacone, Gassendi, Buffon. Tra i filosofi moderni il duodinamiemo, variamente modificato, fu wguito specialmente da Maine de Biran, Jouffroy, Ahrena (v. animismo, archeismo, meccanismo, elettrovilaliemo, vita, protoplasma, vitaliemo). Der  342  Durata. T. Dauer; I. Duration; F. Durée. Di solito indica il tempo in cui avviene un fenomeno senza interruzione, ossia una lunghezza determinata, costituita dai mutamenti continui della successione; |’ interruzione della durata di un fenomeno dicesi intervallo. Invece gli scolaatici, ispirandosi al concetto comune, secondo il quale una coss che dura non cambia e non ha quindi, in quanto dura, nè prima nè poi, intendevano la durata come un permanere in ezistentia. Essi distinguevano la duratio intrinseca, che è In permanenza della coss nell’ esistenza sua, ossia l’esistenza perseverante, dalla duratio extrinseoa, che à il movimento del primo mobile, da cui sono regolate le durate intrinseche. Per Spinoza è la continuazione indefinita dell’esistenza » ; per Locke è l’ intervallo tra l’ apparire di due rapprosentazioni nella coscienza ». Per Cartesio la durata si distingue dal tempo, in quanto questo non sarebbe altro che la misura della durata di un fonomeno, o la parte della duruta, durante la quale un fenomeno avviene: quindi il tempo sarebbe una cosa soggettiva, la durata avrebbe uno realtà oggettiva, in quanto le cose realmento durano. Leibnitz oppono il tempo alla durata come lo spazio alla estensione: la durata è l’ordine di successione tra percezioni reali, come la massa estesa è ens per aggregationem, sed ex unitatibue infinitis; il tempo è invece un continuum quoddam, sed ideale, in cui possono essere prese frazioni pro arbitrio. La genesi delle due nozioni è inversa: in aotualibus nimplicia aunt anteriora aggregatis, in idealibue totum est prius parle. Per Clarke il tempo è una durata senza principio ο senza fine nella quale si succedono i fenomeni »; da cui seguo che la anecesione è il rapporto delle durate finite comprese nella durata infinita del tempo, e che il tempo è metatisicumente anteriore alle durate successive che lo riempiono. Per Cristiano Wolff è la eristentia. qua rebus pluribus nuocemivis quid cœnietit, veu eristontia rimultanea cum rebus pluribus xuccesiris ». Per Berkeley la durata di uno spirito  343  Dur finito deve essere valutata secondo il numero delle idee 0 delle attività che in esso si succedono |’ una all’ altra ». Anche per Hume la rappresentazione della durata discende sempre dalla successione di oggetti matabili e non può mai essere introdotta ‘nello spirito da qualche cosa di uniforme © di immutabile >. Per Kant il permanente (das Beharrliche) è il sostrato della rappresentazione empirica dello spazio; mediante il permanente soltanto 1’ essere ricevo quella grandezza costituite dalle diverse parti della serie temporale, che si chiama durata ». Per il Boirno la durata in abetraoto è la concezione della possibilità di successioni nelle cose, perchè, senza un rapporto con la successione, la durata non sarebbe misurabile e xi confonderebbe con l’esistenza; la durata concreta involge, di più, un rapporto di simultaneità col successivo, ossia il permanere identico della cosa, mentre le altre cose mutano. Per il Bergson la durata si oppone al tempo in quanto la prima è il carattere stesso della successione, quale è immediatamente appresa dalla coscienza, mentre il secondo è l’idea matematica che noi ce ne facciamo per ragionare e comunicare coi nostri simili, traducendola in imagini spaziali ; quindi In durata è per lui il tempo concreto, il tempo reale, costituito da una pura successione di cangiamenti qualitativi senza alcuna tendenza ad esteriorizzarsi gli uni rispetto agli altri, senza alcuna parentela col numero, l'hétérogeneité pure sane aucune parenté aveo le nombre. Cir. Suarez, Metaph. disputationes, 1751, 50, 1,1; Spinoza, Cog. metaph., I, 4; Ethica, 1. II, def. 5; Locke, Ese., II, cap. 14, $ 3; Cartesio, Princ. philos., I, 57; Leibnitz, Nouv. Een, II, cap. 14; Letiren de Leibnitz οἱ de Clarke, ed. Janet, t. II, p. 647; Ch. Wolf. Philosophia prima, 1736, $ 578; Berkeley, Prino., XCVIIL; Hume, Treat., Il, ser. 3; Kant, Krit. d. reinen Vern., p. 176: Boirac, L'idée du phénomène, 1894, p. 128 segg.; Bergson, Essai sur lee données imm. de la conscience, 1904, p. 74-78 (v. aevum, cangiamento, istante, mobiliemo. tempo). Ebk-Ecc  344  E. Nollu logica formale si adopera per designare la proposizione universale negativa (nessun 4 è B), e, nelle proposizioni complesse e modali, 1’ affermazione del modo e la negazione della proposizione. Nella dottrina dell’ Hamilton sulla quantificazione del predicato, designa la proposizione toto-totale negativa (nosrun 1 è nessun B). Cfr. Hnmilton, Lectures on logic, 1860, app. II, p. 288. Ebefrenia. T. Hebephrenie; I. Hébéphrénie. Una dello forme sotto cui si manifesta la demenza precoce. Compare soltanto nell’ età giovanilo e più frequentemente nell’ nomo che nella donna. Ha gradazioni che vanno da disturbi insignificanti dell’ intelligenza ο dell’ affettività alle alterazioni più profonde della psiche, manifestantesi con allucinazioni e idee deliranti malinconicho, esaltamenti improvvisi, movimenti senza scopo e sonza ordine, logorrea. Il curattere più tipico dell’ ebofrenia è 1’ indifferenza assoluta per l’ambiente, verso il quale il malato uon reagisce che debolmente e lentamente. Cfr. Daraszkiewiez, Ueber Hobephrenic, 1892 (v. demenza, oretinismo, idiotiamo, imbecillità). Bcoeità. T. Diesheit; I. This-nes; F. Eoceité. Giovanni Dune Scoto opponendosi a 8. Tommaso, che poneva la forma intellettiva come base della individualità, sostenne che la sorgento vera della individuazione non consiste in determinazioni accidentali ed esteriori, ma nel profondo stesso della ossenza, in una ultima realitas, che nella persona umana è la volontà. Questa ultima e profonda nota differenziule, che si può solo constatare come attuale ma non derivare da una ragione universale, che trascende la conoscenza οἱ è peroiò indefinibile, fu detta dagli scolari dello Scoto haccoeitas, o anche ecocitas : exsu è la traduzione del τὸ τοδέ τι di Aristotele, e, per quanto sia intraducibile, come indefinibile è la realtà, si potrebbe tradurre come:  345  Ecc questa cosa qui, il qui. L’ecceità degli Scotisti si contrappone alla quidditä dei Tomisti, che è perfettamente traducibile. Cfr. Prantl, Gesohiohte d. Logik, 1855-70, III, 219, 280; Goclenius, Lex. philos., 1613, pag. 626. Bocettuative (proposizioni). T. Auenchmend; I. Ezceptive; F. Ezoeptice, Quelle proposizioni implicite 9 composte, che di un soggetto generale affermano universalmente un predicato, ad eccezione d’ nna ο più specie d’ individui. La sua formula è: tutti gli 4, fuorchè a, sono B. Eccitazione, T. Reis, Erregung; I. Ezoitation ; F. Ezcitation. In generale significa risvegliare, mettere in azione una forza, ma si usa specialmente per designare quello stato caratteristico delle cellule nervose, che consiste in particolari modificazioni di natura ancora ignota, determinate dall’ azione di speciali agenti che si dicono stimoli. La modificazione costituisce lo stato di eccitazione; I’ attitudine a subirla costituisce 1) eccitabilita. L’ estremità delle fibre eccitate dicesi estremità di eccitazione, l’altra estremità cui l'eccitazione viene trasmessa dicesi estremità d'azione. Il limite minimo di intensità dello stimolo, che è necessario varcare per ottenere I’ eccitazione, dicesi soglia della ecoiaumento minimo dello stimolo al di sopra della soglia, capace di produrre un aumento della eccitazione, dicesi soglia della differenza. L’ eccitazione nervosa, entro certi limiti, cresce col crescere dell’ intensità degli stimoli L’ occitazione di una celluls ο di una fibra nervosa non si può arguire che dai fenomeni da essa provoesti nei centri nervosi © negli organi periferici (sensazione, contrazione muscolare, secrezione delle glandole, ecc.) non essendo note le condizioni fisiche e chimiche che costituiscono lo stato di eccitazione. Il grado di eccitabilità si desume dal grado della eccitazione prodotta da uno stimolo di intensità inferiore a quella necessaria per produrre una eccitazione di grado massimo: il grado di eccitazione xi desume dagli μοι,  946  effetti della medesima. L’ eccitazione si trasmette lungo le fibre, purchè in esse non sis avvenuta alcuna discontinuità anatomica; tale trasmissione si fa tanto in via centripeta che in via centrifuga. L’ eccitazione delle cellule nervose può essere di tre forme: riflessa, prodotta dalla eccitazione d’una fibra centripeta ; automatica, prodotta dall'azione dei liquidi che bagnano i centri nervosi; prichica, emozione, volontà, ecc. Cfr. Wundt, Grundriss d. Peychol., 1896, p. 299; Höffding, Peyohologie, trad. frane. 1900, p. 140 segg.; Richet, Reckerches sur la sensibilità, p. 42 segg., 168 segg. (v. irritabilità, quantità, atimolo). Eolettiamo. T. Eklekticismus; 1. Eolecticism ; F. Eoleotime. Sistema che risulta da un insieme di dottrine sparse nei differenti sistemi e coordinate armonicamente tra loro; quando la coordinazione manca non si ha più I’ eclettismo ma il sinoretismo. Nella storia della filosofia 1’ eclettismo comincia a manifestarsi verso la fine del II secolo d. C.; col diffondersi delle scuole nei grandi rapporti della vita dell’ impero romano, svanì lo spirito scolastico, venne meno la polemica e sottentrò invece il bisogno dell’ adattamento © della fusione: platonismo, aristoteliamo e stoicismo presero a base comune la concezione teleologica del mondo per combattere l’epicureismo. Minore importanza filosotica, ma maggiore importanza storica ebbe 1’ eclettismo a Roma: accogliendo la filosotia greca i Romani, con criterio essenrialmente pratico, dedussero 1’ una dopo I’ altra dai sistemi delle vario scuole le dottrine da loro accettato: così avvenue in Cicerone, in Varrone ο in parte nel gruppo dei Sestii. Nel pensiero moderno l’eclettismo risorge, oltrechè nei seguaci del Leibnitz, nella scuola psicologica francese restaurata da Vittorio Cousin (1791-1867) col nome di eclettica, consolidata dai seguaci di lui col nome di spiritualiatica: essa ha avuto un dominio quasi incontrastato in Francia per gran parte del secolo XIX, costituendo la filosofia ufficiale delle accademie ed avendo a rappresentanti  347  Eco uomini illustri come Jul. Simon, E. Vacherot, C. Secrétan, Ad. Franck, E. Caro, ecc. Il suo punto di partenza è il seguente: ogni uomo possiede un senso del vero, che si suol chiamaro senso comune, ragione, coscienza, spirito umano, ecc. ; esso è competente ο infallibile rispetto alle verità eterne, che giacciono inconscie ‘e latenti in ciascuno di noi; i sistemi filosofici non sono che frammenti di codesta verità, portati alla piena coscienza dalla riflessione; dato il grande numero e la grande varietà dei sistemi filosofici fino ad ora succedntiei, si può conchiudere che, frammento per frammento, essi hinno portato alla luce tutta la verità filosofica, la quale dunque esiste oggi sia inconscia nel nostro senso comune, sia chiara ma dispersa nella storia della filosofia; per scoprirla non può esserci che un metodo: la storia, unn volta giudicata dal senso comune, lascerà un residuo che sarà lo stesso senso comune, la verità allo stato di coscienza piena e chiara. Eclettica quanto alla sua formazione, per le fonti svariate cui ha attinto, ms esclusiva ο dommatica pel sno fine, di rinnovare col metodo psicologico la tradizione spirituali stica interrotta dsl predominio del sensualismo, la scuola eclettica francese ha potuto, in grazia al suo metodo, frazionarsi in tanti centri minori, senza perdere una costante intonazione spiritualistica e senza ricorrero ad altra rivelazione che a quella psicologica. Cfr. Windelband, Geschichte d. Philos., trad. it, 1913, vol. I, p. 203 seg.; Saphary, L'école colootique et V éoole française, 1844; A. Fresnean, L'éclootisme, 1847; Jouffroy, De l’éolectisme on morale, 1825; P. Junet, Victor Cousin et son œuvre, 1885, cap. XVII; De Ruggero, L'eoletiismo francese, Riv. di filosotia », aprile 1910. Boolalis. T. Echolalie, Echonprache; I. Echolalia, Echophasia; F. Hoholalie. Fenomeno psicologico che si verifica in alcune malattie mentali, specialmente nella catatonia, nel? afasio, disfasia, ecc. Consiste in ciò che 1’ ammalato neynists una tale suggestibilità, du ripetero fedelmente ogni parola che in sua presenza è pronunciata, ο, in luogo di rispondere alle domande rivoltegli, ripete le domande stesse. Aleune volte, poi, si dà il caso curiosissimo che Vammalato, sentendo pronunziare dei numeri in somma, moltiplicazione, oce., non ripeta i numeri stessi, ma il risultato della operazione. Cfr. Séglus, Les troubles du langage, 1893; Morselli, Manuale di semejotica. Nel suo significato più generale, si può definire l’ECONOMIA come la disposizione delle parti di un tutto necessaria n far sì che, con i minimi mezzi, il tutto medesimo raggiunga una determinata finalità. In questo senso si può quindi parlare tanto di economia della famiglia, dello Stato, della società, quanto di economia doll’ universo, del corpo umano, di un sistema filosofico, di un’opera scientifica ο letteraria. Per coonomia politica intendesi la scienza dei fenomeni e la determinazione delle leggi che concernono la distribuzione delle riochezze, nonchò la loro circolazione e consumazione in quanto questi fenomeni sono lognti a quello della distribuzione; ο, più brevemente, la scienza dell’ ordine sociale della ricchezza.  Nelle grandi controversie, sorte prima e dopo la tissazione del dogma cristiano della Trinità, si designava con questo vocabolo l'uguaglianza delle tre persone in una sola natura divina. Economica (concezione della scienza). Con 1’ espressione concezione economica ο biologioa della scienza o della conoscenza, si indicano tutte quelle dottrine contemporanee, sostenute specialmente da scienziati come Maxwell, Hertz, Mach, Avenarins, Dubem, Poincaré, eco., che muovono dal concotto che l’origine e quindi anche l’essenza dell’attività conoscitiva, come di qualsiasi altra attività e funzione organica, ha il suo fondamento nel grado d’utilita per l’ organismo, nella rispondenza ad un bisogno vitale; cosicchè le idee, i principi, lo ipotesi, ecc. non sono se non convenzioni, stro-* menti il cui valore sta soltanto nel loro grado di utilità  349  Eco © di comodità, non nella loro correlazione con una realtà per sè stante. E le varie forme di conoscenza, mentre sono in relazione con i nostri bisogni, rappresentano le vie per agire in modo più efficace e proficno; noi arriviamo a costrnire i vari oggetti dell’ universo e ne determiniamo le qualità, le proprietà, le attitudini, riferendoci sempre alle maniere în cui riescono a farci operare in un modo piuttostooh® in un altro, considerandoli come occasioni ο motivi della nostra condotta. L’Avenarius, ad esempio, riduce tutto lo sviluppo della conoscenza al principio delP inerzia ο del minimo consumo d'energia: l’anima non impiega in una percesione più forza di quella che necessaria e, quando si trova innanzi a una pluralità di appercezioni, dà la preferenza a quella che con uno sforzo minore produce lo stesso effetto o con uno aforeo uguale prodnce un effetto maggiore. Il Mach assegna alla scienza un solo ufficio biologico, quello ciod di daro all’uomo un orientamento completo in mezzo al complicato intreccio dei fatti naturali; così i concetti non sono che schemi suggestivi di azioni adatte, il valore delle ipotesi delle definizioni ο degli assiomi scientifici sta tntto nel modo semplice ed economico di ordinare le leggi ricnvato dall’esperienza, il principio di causalità non è che un inolamento arbitrario delle circostanze che più ci interessano per i nostri fini pratici, il tempo scientifico o astratto è una semplice parola con cni ci risparmiamo la fatica d’una serie complessa di relazioni. Per il Duhem la scienza fisica non altro si propone che di darci un sistema di proposi zioni matematiche, dedotto da un piccolo numero di principi, che hanno per fine di rappresentare più semplicemente, più completamente e più esattamente che sia possibile 1’ insieme delle leggi sperimentali. Il principio comune da ‘ni muovono i sostenitori di questa dottrina, è che la conoscenza emerga da quel fondo di esperienza diretta, in cni propriamente consiste la realtà e in cui, non essendoci dintinEoo-Ecr  350  zione tra jo e non-io, non è nemmeno da parlare di conoscenza © di realtà: quest’ultima è appresa nell’ atto stesso che è vissuta. La conoscenza vers ο propria, in quanto si pone di faccia alla realtà, all’ esperienza genuina, non è che una sovrastruttura, che diviene più artificiale a misura che ¢’ allontana dal dato immediato (sensazione), e quindi anche più convenzionale, più simbolica, più astratta, Cfr. Mach, Erkenninis und Irrthum, 1905, p. 162 segg.; Id., Dio Mechanick in ihrer Entwickolung, 1901, p. 6 segg., 80 segg.; Avenarius, Philosophie als Denken der Welt, 1903, p. 3 segg.; Duhem, L'évolution de la mécanique, 1908 1 A. Aliotta, La reazione idealistioa contro ia scienza, 1912, p. 68-110; H. Höffding, Philosophes contemporaine, trad. franc. 1908, p. 93 segg.; F. De Sarlo, I problemi gnoseologici nella fil. contemp., Cultura filosofica », nov. 1910; Masci, Scienza e conoscenza, 1911. Economismo storico v. materialismo storico. Eopirosi (ἐκ-πυρόω abbrucio). È la dottrina dell’ imbraciamento universale, che gli stoici tolsero da Eraclito, facendone unn purte essenziale del loro sistema. Secondo gli stoici, Dio è ad un tempo fuoco, anima del mondo, e ragione seminale: all’ origine delle cose, la materia universale assorbita nel fuoco divino, è uniformemente tesa © occupa un immenso spazio nel vuoto infinito; ma poi, per via di graduale raffreddamento e condensazione, da codesto fuoco vengono formandosi i diversi elementi, la terra ο gli astri, gli uomini © le coso; costituito così il mondo, esso attraversa tutte le età e tutti gli avvenimenti possibili, dopo di che ritorna di nuovo nel seno del fuoco divino, che tutto invade e tutto penetra. Dio allora regna solo ο si concentra nella contemplazione di sò stesso; ma Len presto egli si accinge alla formazione di un nuovo mondo, che si risolverà esso pure nel fuoco, e poi ad un altro, ο così via via all'infinito: ο ogni nuovo mondo corrisponde esattamente a quelli che l'hanno preceduto e a quelli che lo seguiranno, perchè l’esenza divina è sempre la medesima. Cfr. F. Ogereau, Le syst. philosophique des Stoiciens, 1885, cap. III (v. πιοπίηπιο, cosmogonia, palingenesi, panteismo, stoioimho). Edonismo. T. Hedoniemus; I. Hedoniem ; ¥. Hédonisme. Dottrina morale che identifica la virtù col piacere (ἡδονή) © sostiene non esistere altro bene che il piacere e ultro male che il dolore. Nella storia della filosotis 1’ edonismo è rappresentato specialmente dalla dottrina di Aristippo di Cirene, secondo il quale unico bene per I’ uomo è il piacere attuale ο presente, il piacere più vivo e immediato; è indifferente quale sia l’oggetto del piacere, tntto dipende solo dal grado del piacere, dalla forza del sentimento di soddisfazione, che si trova per lo più nel godimento sensuale dell’ immediato presente; la speranza d’ an bene futuro è sempre unita all’ ingnietudine dovuta all’ incertezza del destino, © perciò non è un vero bene. L’ edonismo non va confuso nd con I’ atilitariemo, nè con l’ eudemoniemo, poichè il primo al piacere immediato sostituisce l'interesse ο P utile, il secondo pone come fine ultimo la felicità, che consiste in un piacere il cui valore deve essere giudicato dalla ragione (v. Cirenaioi). Educazione. T. Ersichung; I. Education; F. Education. Fu variamente intesa e definita. Secondo Kant, è lo s luppo nell’ uomo di tutta la perfeziono che comporta la sua natura; per lo Spencer è la preparazione alla vita completa; per lo Stein è I’ evoluzione armonica ed uguale dello facoltà umane; per il Joly è la totalità degli sforzi che hanno per scopo di dare all’ uomo il possesso compiuto ed il buon uso delle sue facoltà, ecc. Come è facile vedere, si confonde bene spesso il fatto della educazione con In scienza della educazione ; questa è la serie delle operazioni con le quali si educa, quella il risultato di tali operazioni. In questo secondo senso, che è il solo legittimo, si può dire che l'educazione non è altro che un’ abitudine buona EFR-EFF e perfezionatrice, sia negativa che positiva: negativa in quanto contrasta con le tendenze riprovevoli, positiva in quanto crea delle speciali attitudini ed abilità fisiche, intollettuali e morali già possedute dalla società in genere. Si distingue perciò un'educazione fisica ο del corpo, una educaziono éntellettuale ο dell’intelligenza, e una educazione morale ο del carattere. All’ efficacia dell’ educazione possono contrastare I’ eredità ο V ambiente; tuttavia so codesti fattori spesso si rivelano con forza irresistibile (specie nelle nature estreme, idioti, geni, degenerati), più spesso ancora l'educazione riesce a modificarli radicalmente.  Dicostruite mediante le sensazioni si trasformano, si precisano, si completano e ϐ) organizzano con gli altri fenomeni psichici ; con la stessa espressione si indicano anche i mezzi con cui s' insegna a correggere gli errori (illusioni) che derivano dalla costituzione stessa degli organi sensori, a distinguere lu diversa qualità e intensità delle sensazioni, a conoscere le sensazioni simili, ad apprezzare le distanze, ecc.  Nol linguaggio teologico dicesi eduoazione dirina quella che l’uomo riceve da Dio, per effetto della rivelazione; essa coincide con l’origine del mondo, à data e continuata parte con parole parte con fatti; ha quattro fasi, Poriginaria, la patriarcale, la mossica e la cristiana; quantunquo queste fasi si debbano riguardare come un solo tutto strettamente connesso, poichè attraverso esse si svolge il piano divino dell'educazione, tuttavia le prime tre si considerano come fasi preparatorie dell'ultima, la più perfetta di tutte, perchè manifestazione diretta di Dio (v. pedologia, didattica, pedagogia). Efettici (épextixot). Con questo nome furono designati qualche volta gli scettici (v. zetética). Effetto. T. Wirkung, Effekt; I. Effect; F. Effet. Ciò che è prodotto da una causa. Un avvonimento qualainai ai co cepisce come effetto quando lo si considera come cominciante ad esistere, ossia quando si pensa la sus nuova esistenza come una mutazione o come una operazione: L'effetto i distingue dall’ accidente perchè, mentre questo si considera come una cosa sola colla sostanza e ls determina, l’effetto si concepisce invece come separato dalla causa cd appartenente ad altro essere. Gli scolastici chiamavano effectus primarius o intrinsecue il composto concreto 0 In denominazione, che risulta dalla forma unita ad un soggetto capace: ad es. l’effetto primario del calore, per cui l’acqua si riscalda, è l’acqua calda stessa; effectua secondarius © extrinscous qualsiasi effetto positivo ο negativo, che risulta dall’ unione della forma nel soggetto, in modo da essere adeguatamente distinto dalla forma o da restarle estrinseco, ad es. l'allontanamento del freddo dall’ acqua. Efficace. T. Firksam; I. Efficace; F. Efficace. Usato come sostantivo, designa il potere che ha la causa’ di produrre l'effetto; non è dunque che I’ obbiettivazione dello sforzo che proviamo nell’ agire, la virtualità dell’ effetto nella causa, costituita dall’ aspettazione di B che abbiamo visto segnire costantemente ad A. Si suol opporre l’ efficace alla condizione, che è ciò senza di cui la causa non agirebbe, e alla occasione, che è il semplice concorso delle circostanze in presenza delle quali la causa agisce (v. causa). Efficiente. T. Bewirkende; I. Efficient; F. Eficiente. Du Aristotele in poi dicesi causa efficiente, per opposizione alla finale © alla oocasionale, il fenomeno che ne produce un altro, o l’ essere che produce un’ azione. Alcuni distinguono la causa efficiente dalla efficace: questa produce I’ effetto senza nulla perdere o cedere della propria natura, o della propria efficacia d’agire ulteriormente, quella produce I’ effetto trasformandosi in esso parziahnente ο totalmente.  Gli scolastici dicevano concorrere eficienter ο effeclire ad alcunchè, l’operare immediatamente I’ azione; concorrere directive, dare le norme dell’azione; concorrere finaliter dare la ragione finale dell’azione. 2A  RarzoLi, Dizion, di scienze filosofiche Eco  354  Egoismo. T. Egoiemus, Selbatliebe, Selbateucht ; I. Egoiem, Selfishness} F. Égoïsme. Nel suo senso più proprio designa V amore di sb stessi, che è naturale ed inevitabile, che nocompagna l'individuo dalla culla alla tomba e che, se può dar luogo a sentimenti bassi e volgari, è anche 1’ unico fondamento delle azioni 6 dei sentimenti più generosi. Nel suo significato più comune, per egoismo si intendo invece l'umore assoluto ed esclusivo di sè, onde I’ individuo non cura che sd stesso anche a prezzo del danno altrui. All’ egoismo si oppone l’alfruismo o antiogoismo, che consiste nel} esercizio dell'attività propria al benessere altrui, ed è pure, come l’egoismo inteso in senso proprio, fondamentale, primordiale ed essenziale nella condotta umana, avendo la sua origine nell'organismo stesso, in quanto comincia con la propagazione della specie. Secondo Hobbes l'egoismo è l'impulso fondamentale dell’uomo, ognuno tendendo a conservare sè stesso o ad estendere In propria forza fin dove può; nello stato di natura esso domina sfrenato, e cià che lo soddisfa si chiama hene, ciò che lo contrasta si chiama male; ma poichè da ciò ne deriva la lotta di ciasenno contro tutti, che offende lo stesso egoismo indivi duale, è stato fondato lo Stato come contratto per la mutua garanzia dell’ anto-conservazione. Lo Spinoza accettò questa teoria, ma introducendola nella sua metafisica le diede una importanza più ideale: anche per Ini P essonza «ogni volere è il suum esse conservare, ma poichè ogni modo finito appartiene ugualmente ai due attributi, spirito e corpo, così il suo istinto di conservazione αἱ rivolge tanto alla sua attività cosciente, ossia al sto sapere, come alla sus affermazione nel mondo corporeo, ossia al sno potere: per tal modo Pimpulso fondamentale di ogni vita volitiva individuale vien riferito all'identità baconiana di sapere e potere. Nella filosofia sociale dell'illuminismo 1? egoismo è assunto pure come fondamentale; per il Mandeville, ad es., la vitalità del sistema sociale si fonda tutta sopra In lotta dl interessi degli  355  Eco individui, e la forza impulsiva nella civilizzazione è solo l'egoismo; non è quindi da meravigliare se la cultura si manifesta non mediante nn elevamento delle qualità morali, ma solo con un raffinamento dell’ egoismo; la felieità dell'individuo non »' accresce per effetto della civiltà, perchè se ciò accadesse, l'egoismo ne rimarrebbe indebolito, mentre su questo punto si fonda il suo progresso. La morale evoluzionistica dello Spencer è basata tutta sopra il gioco di questi tre sentimenti: Pegoismo, cheha per oggetto l’ interesse individuale; 0 allrujemo, che ha invece per oggetto il benessere degli altri e della società: l'ego-altruiemo, che rappresenta una via di merzo tra il primo e il secondo ο mediante il quale si produce 1 armonia tra l’ individuo e il suo ambiente. Ora la evoluzione morale non tende a sacrificare l’egoiamo all’altruismo, bensì a contemperare le due forme tra loro: e cioè I’ individuo si modifica per adattarsi sempre meglio all’ ambiente rociale, e questo si modifica a sua volta per soddisfare sempre meglio alle necessità dell’ individno. E tanto immorale l’assoluto altruismo come I’ egoismo esclusivo: l'individuo non deve vivere soltanto per sè, ma neppure soltanto per gli altri, poichè neppure agli altri può essere debitamente ntile se non cerca nella cura di sè stesso le condizioni adatte a tal fine. Dall’ egoismo pratico o morale, del quale abbiamo ora parlato, si distingue l'egoismo teoretico 0 aolipsiamo, dottrinn gnoseologica secondo la quale ogni singolo apirito non è certo che della sun propria esistenza, non può atfermare che sè stesso; lu realtà di tutto il resto è problematica, nè pnd essere affermata: Un egoista, dice Ch. Wolft, è nello stesso tempo un idealista, e non considera il mondo colloeato in altro spazio che nel proprio pensiero ». Però questo significato della puroln egoismo, comune nel secolo 18°, oggi non à più in nao, ndoperandosi invece le espressioni solipsismo, idealismo soggettivo, nihiliamo, eve. Cfr. Ch. Wolff, Fernünflige Gedanken, 1725; Sidywi EGo-ELa  366  Methods of elhios, 1877, p. 88, 116, 194; Bain, Mental and moral soience, 1884, p. 598 seg.; Spencer, The data of ethice, 1879; Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 323 segg.; Ardigò, Opere fil., vol. III, p. 11-14, 204 segg. (v. odoniemo, egotismo, idealismo, illuminiemo, unioismo, utilitarismo, intorease). Egotismo. I. Egotism; F. Égotisme. Gli inglesi chinmano così il grado più profondo dell’ egoismo in cui, per una specie di ipertrofia dell’ io, ogni sentimento nobile, ogni tendenga altruistica è distrutta, I’ affettività è quasi annientata e predominano soltanto le passioni più basse. I’ egotiamo è una delle stimmate psicologiche della degenerazione, anzi la fondamentale secondomolti psichiatri, i quali riconducono ad essa tutti i caratteri propri della condotta dei degenerati, come lo sviluppo eccessivo della sensibilità morale, la smania di richiamare su sò stessi l’attonzione altrui, la misantropia e la diffidenza che ri‘sultano dal non trovare nei rapporti sociali le desiderate soddisfazioni dell’ amor proprio.  In un altro senso, più letterario che filosofico, per egotismo s’ intende l’analisi particolareggiata fatta da uno scrittore della propria individualità fisica e mentale. Quest’ uso risale allo Stendhal: «Se questo libro non annoia... si vedrà che I’ egotismo è un modo di dipingere questo cuore umano, nella conoscenza del quale abbiamo fatto dei passi da gigante dal 1721 in poi, ecc. ». Cf. Stendhal, Souvenirs d’ égotieme, p. 81; Morselli, Manuale di semejotica, II, p. 480 segg. ; Lombroso, Pazzi ο anomali, 2° ed. 1889. . Eguaglianza v. uguaglianza. Elaborazione. T. Ferarbeitung ; I. Elaboration; F. Elahoration. Le attività ο facoltà di elaborazione della conoscenza si distinguono da quelle di acquisizione: queste sono costituite dall’ esperienza, sia interna che esterna, mediante cui si acquistano i materiali della conoscenza, quelle dall'astrazione, dall’immaginazione costruttiva ο ELE riproduttiva, dall’ associazione, ecc., che trasformano e organizzano i materiali stessi. Bleatismo. T. Eleatirmua; I. Hleatiom: F. Eloatiome. Senola filosofica greca, iniziata da Senofane (569 a. Cr.) © proseguita da Parmenide, Zenone e Melisso. 11 problema che essa cerca risolvere è quollo del cangiamento. Opponendosi ad Eraclito, per il quale la realtà è lo stesso cangiamento, il moto, il puro diventare, gli eleati sostengopo che il vero Resle è uno ed immutabile e che lo cose molteplici ο variabili non sono se non illusioni del nostro senso. Per Senofane codesto Uno immutabile, eterno, perfottissimo è Dio, 1’ nnico Dio e l’ unico reale ad un tempo; per Parmenide invece è 1’ Essere assolutamente intelligibile, che riempie lo spazio: Bisogna ammettere in maniera axsoluta, egli dice, o l'essere o il non-essere; la decisione su questo soggetto è tutt’ intera in queste parole: è 0 non è. Ora, non si può conoscere il non-essere, poichè è imporsibile, nd euprimerlo con parole; non resta dunque che una cons: porre l’ essere © dire esso è, ἔστι. In questa via, molti sogni si presentano per mostrare che I? essere è senza nuscita © senza distrazione; che è un tutto d’ una sola specie, senziî limiti, immobile, che non era nd sarà, poichè frattanto è tutto intero ad un tempo, e che è nno, senza discontinnità ». Melisso e Zenone, discepoli di Parmenide, ne svolsero lo dottrine, il primo in modo diretto e positivo, con rigoroso ordine scientifico, il secondo in modo indiretto, corcando di dimostrare gli assardi nei quali si cade inevitabilmente se si ammette la pluralità del reale e la possibilità dol moto. Cfr. Ritter, Geschichte d. jonischen Philosophie, 1821: G. Fraccaroli, I lirici greci, 1910, p. 139 segg.; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1918, vol. I, p. 42 segg. ‘Elemento. T. Element; I. Element; F. Élément. Deriva, secondo il Trendelenburg, dalla corrnzione del latino olomentum, che il Vossio fa venire da una antica voce cleo per oleo= cresco; secondo altri deriverehbe invece dal EL  358  greco Όλημα (Όλη = materia) ο da ἄλημα  pulviscolo di farina. Nel suo significato proprio designa le parti ultime, costitutive della materia, che non sono passibili di ulteriore decomposizione, e in questo senso è adoperato dai fisici. Nel suo significato astratto si adopera per designare le parti più semplici ed essenziali di qualunque scienza ο dottrina. I filosofi antichi chiamavano elementi le sostanze ogiginarie da cui ogni cosa deriva e in cui ogni cosa si corrompe ; per Empedocle tali sostanzo erano quattro: aria, acqua, terra © fuoco, ὁ questa dottrina fu seguita fino al Lavoisier. Con la parola elemento alcuni intendono, nella psicologia, una faccia o una particolaro qualità di un fenomeno © di uno stato di coscienza; i sonsisti e gli empiristi intendono invece la sensazione pura e semplice ; altri infine, come l’Ardigò, intendono per elemento psichico la sensazione minima (protoestema). Ad ogni modo, è chiaro che anche nella psicologia, come nella nostra conoscenza presa nel sno insieme, la nozione di elemento è aftatto relativa, perchè il limite dinanzi al quale ci arrestiamo non è un limite se non per noi, che può essere sorpassato dugli altri osservatori e nelle epoche successive. Cfr. Goclenius, Lexicon philosophicum, 1613, p. 145; Trendelemburg, Élementa logioes aristoteleæ, 1878; H6fding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 24, 112; Wundt, Grundriss d. Paychol., 1896, p. 3336; V. Alemanni, L'elemento peichico, 1903; Ardigò, Op. fil. vol. VII, p. 34 segg. (v. protoestema). Elenoo (ἔλεγχος  confutazione). È l’esume contradditorio col quale Socrate confuta gli errori © distrugge la falsa sapienza. La parola è rimasta appunto per indicare il ragionamento refutativo ; dicesi anche redarguizione. Por ignoratio elenchi intendesi quella specie di sofisma, che consiste nel dimostrare ο refutaro una cosa diversa da quella che è in questione. Cfr. Aristotele, Anal, pr., II, 20, 66 L, 11; Logique du Port-Royal, parte III, cap. XIX (v. elenotica, ironia).  359  Elenctica. Una delle tre arti speciali della dialettica, intendendo per dialettica l’arte del ragionamento. Essu ha l'ufficio di confatare le proposizioni false, ed ha per antecedente opposto l’ affermazione dell’ avversario, che si deve abbattere. Si distingue dall’ apodittica, altra parte della dialettios, in quanto suppone un avversario, fauso di sillogismi puramente formali in cui le premesse, o una di esse, sono tolte all'avversario, e può risalire ai pri principi. Essa si vale dell’ spioherema e dell’ elenco: il primo obbliga l'avversario a cadere nella contraddizione, il secondo lo convince d’ esservi caduto. Cfr. Rosmini, Logioa, 1853, $ 841 (v. maieutica, ironia, anatreptica, agonistica, apologetica). ‘Eliminazione. T. Elimination; I. Elimination; F. Élimination. L'operazione logica che si compie nella ricerca scientifica, per fissare i rapporti di causalità tra i fenoineni, sceverando le circostanze essenziali dalle non essenziali alla produzione del fenomeno stesso. Consiste nel moltiplicare il più che sia possibile le ‘osservazioni © gli esperimenti, in modo da ottenere la separazione degli elumenti causali da quelli che non lo sono, cioè dalle circostanze accessorie e dai concomitanti casuali. L’ eliminazione ha il suo fondamento logico sopra questi tre assiomi della causalità: ogni antecedente, che non può essere eliminato senza che l’effetto scompaia, è causa ο fa parte di essa; ogni antecedente, che può essere eliminato senza che l’effetto scompaia, non è causa nd fa parte di essa; un antecedente e un conseguente, che variano correlativamente in qualità e quantità, sono in rapporto causale tra di loro. I quattro metodi induttivi dello Stuart Mill, si basano cssenzialmente sopra l'eliminazione: il metodo di concordanza ha il suo fondamento sopra il secondo nssioma della causalità; il metodo di differenza sul primo; il metodo delle variazioni concomitanti sul terzo; il metodo dei residui è il risultato della applicazione di tutti tre. Cfr. Hncone, NoELi-Ema  360 vum organum, II, 18; Stuart Mill, System of logic, 1865, III, 8, $ 3 (v. causa). Eliocentrico. (#Atoç = sole). È detto così il sistema astronomico di Copernico e Galileo, che pone nel centro del nostro sistema planetario il sole, e della terra fa un pianeta che gira intorno a sò stesso © al sole. Geocentrico era invece il sistema astronomico degli antichi, che poneva la terra come centro dell’ universo. Elioteismo. T. Eliotheismus; I. Eliotheism; F. Eliova di monoteismo naturalistico, che riconosce nel sole l’incarnazione di Dio; forma analoga, ma meno importante, è il selenoteismo ο culto della luna. La scienza moderna riconosce, secondo alcuni, il fondamento dell’elioteismo, in quanto la vita umana, come ogni altra forma di vita organica, si deve ricondurre in ultima analisi al sole raggiante: 1’ astrogenia dimostra che ogni corpo celeste, compresa la terra, è una parte staccata dal sole; e la fisiologia insegna che l’origine della vita organica sulla terra è la formazione del plasma, e che questa sintesi da semplici combinazioni inorganiche avviene soltanto sotto l’azione della luce solare. Cfr. Haeckel, I problemi dell’ universo, trad. it. 1902, p. 885 seg. (v. vita). Emanatismo o emanazionismo v. emanazione. Emanazione. T. Emanation; I. Hmanation; F. Emanation. Dottrina filosofica e religiosa dell’ Oriente, secondo la quale da Dio sortirono e sortono tutti gli esseri che costituiscono l’ universo, senza che per questo la sostanza divina diminuises o si esaurisca mai. L’ emanatiswo si trova nella religione di Zoroastro, nella Cabbala e nella mitologia ebraica. Esso assume formu veramente filosofica nel neoplatonismo di Plotino, secondo il quale il Tutto nasce per l'irraggiamento intorno a sò (nepidapdtc) delP Uno immobile, cioè dell’ Unità suprema incomprensibile e ineffabile. L’immediata produzione dell’ Uno è il Noo (9οῦς), cioè I’ intelligonza, che emana da quella come la  361  Ens-Enı luce dal sole; dal Noo emana l’anima del mondo, ο da questa emanano le anime individuali. Qui si ferma il graduale irraggiamento dell’ Uno ; perchè se è vero che l’ anima produce il corpo, la materia, che ne è il sostrato, non è più Ince ma ombra. Distingnendo emanazione dell’ essenza ed emanazione della forza, la filosofia di Plotino è definita come un emanatiemo dinamico. Cfr. Plotino, Enn., II, 4,10 segg.; V, 1, 3 segg. (v. oreasionismo, cabbala, logos, x00, demiurgo). Embriologia. I. Embryologie; I. Embryology; F. Embryologie. Quella parte della biologia che studio il modo di generazione e sviluppo degli esseri. Con questo termine si designa aucora lu formaziono embrionale © lo sviluppo dell’ essere medesimo, che consisterebbe nella ripetizione compendiata delle vicende storiche attraversate dalla specie, dal genere, dalla famiglia, dall’ ordine o dalla clusse rispettiva, durante la sus evoluzione diflerenziativa: in altre parole l’ embriologia, ossia la morfogenesi individuale, non sarebbe che il risssunto della genealogia, ossia della morfogenesl atavica. Cfr. Bergh, Vorles. üb. allgemoine Embryologie, 1895; (i. Cattaneo, Embriologia e morfologia generale. od. Hoepli (v. filogenesi). Emianopsia o emiopia. T. Hémianoprie, Cecità parziale, in cui il soggetto non vede che In metà destra ο In meta sinistro degli oggetti che guarda; resta abolita per tal modo metà del campo visuale. Dipende da una lesione delle fibre del nervo ottico, nel tratto che va dal chiasma alla corteccia cerebrale. La lesione determina |’ aboliziono della visione nella parte corrispondente del campo vinivo, ο cioè destra se la lesione è a destra, sinistra se è n sinistra. Cfr. Techernig, Optique physiol.. 1498 (v. aocomodamento, binooulare, diplopia). Eminente. T. i/berragend, Hervorragend: I. Eminent; F. Éminent. Nella teologia dicesi ria eminentiæ, per opposizione alla via remotionis o negationix, la determinazione Emo  362  della natura © degli attributi divini mediante 1’ aflermazione in grado sommo di tutto I’ essere e di tutte le perfezioni che esistono nelle creature. Nella Scolastica unn causa è detta contenere eminenter I’ effetto quando è molto più perfetta di esso, non contenendone i difetti e le imperfezioni; lo contiene invece formaliter quando ha la stessa natura dell’ effotto. Nel linguaggio di Cartesio, 1’ esistenza ominente è l’esistonza in tutta la sun realtà; I’ esistenza ‚formale è V esistenza in sè; l’esistenza obbiettira è l’esistenza per il pensiero e nel pensiero, cioè come oggetto doll’ iden. L'esistenza eminente possiede quindi tutta In renltà o perfezione che è nell’ esistenza formale, e oltre. Siccome tutto ciò che vi ha di resle nel mondo vieno da Dio, così il mondo esiste eminentemente in Dio. Il Berkeloy, dopo aver negata I’ esistenza dei corpi, pone, ispirandosi a Cartesio, una causa eminente delle idee che loro corrispondono; questa cansa è Dio, cosicchè le idee del mondo esterno non sono che il linguaggio col quale Dio parla agli spiriti finiti, per regolarli nella loro vita pratica. Cr. Heinrich, Dogm. theol., 1879, t. III, $ 166; Goclenius, Lexioon phil.. 1613, p. 146; Descartes, Troirième meditation, $ 17 © 18; Berkeley, Treat. on the prino., 5 segg.; Ch. Wolf, Philos. prima site ontologia. Emozionale (lingua). T. Ansdruoksbewegungen; 1. Expression of emotion; F. Expression de l'émotion. Quell’ insieme di modificazioni organiche e di movimenti istiutivi, cho costituiscono l’aspetto fisico delle emozioni, ο, in quanto appaiono esteriormente, servono a indicare le corrispondenti emozioni, per l'esperienza che ne abbinmo. ‘Tali modificazioni e movimenti, appunto perchè possono richiamare per wwociuzione negli altri individui lo stato psicologico corrispondente, diconsi segni emozionali, o patognomici, v eapressiri. Il Darwin ha spiegato I’ espressione delle emozioni con questi tre principi: 1° associazione delle abitudini utili: le azioni che sono utili a soddisfare certi desideri ο Emo bisogui, si associano cou questi in modo che, riprodu dosi questi anche in circostanze diverse, quelle pure si riproducono; 2° azione diretta del sistema nerroso: quando un centro nervoso è fortemente cccitato, la sua energia o ribocca in certe determinate direzioni v è apparentemente sonpesa; 3° l’antitesi: quando si hanno stati opposti ni precedenti, tendono a prodursi movimenti opposti ni precedenti, benchè inutili. Questi princip non sono da tutti accettati, ed il Wundt ha ad essi sostituito i tre seguenti: dell’ associazione delle sensazioni analoghe, dell’ innervazione diretta e del rapporto del movimento colle rappresentazioni sensoriali. Ad ogni modo, le espressioni organiche delle emozioni hanno una ragione protettiva, anzitutto perchè servono di deviazione alla forte eccitazione nervosa, secondariamente perchè, specio nelle popolazioni primitive, esse avevano lo scopo della difesa, orano l’inizio della lotta. Questo fatto si riferisco alla legge seguente: un sentimento represso e quindi non troppo intenso, dà luogo al principio di quell’ atto u cui darebbe luogo il sentimento stesso qualora raggiungesse un certo limite d’ intensità, e non forse frenuto. Cfr. Darwin, The expression of the emotions, 1865, cap. 1; Spencer, Principles of psychology, 1881, vol. II, p. 545 segg.; Wundt, Grundzüge der physiol. Peyohol., 1893, vol. II, Pp. 504 segg.; Hiffding, Psychologie, trad. frane. 1900, Ρ. 126 segg. Emosione (e che vien da, motio movimento). T. Affekt, Gemiithabewegung ; I. Emotion; F. Emotion. Dosigna, nella psicologia moderna, uno stato della medesima natura del sentimento, ma molto più forte di esso in quanto sorge d'improvviso e durante un certo periodo di tempo κ’ impone allo spirito, arrestando l'associazione libera e naturale delle rappresentazioni. La passione non à che una emozione divenuta irresistibile 6 persistente. Secondo alcuni psicologi moderni (Lange, James, Ribot, Mosso) l'origine dell’ emozione si ricondurrebbe a movimenti organici; l’cleEmo  364  mento affettivo, che fa parte di esse, non sarebbe così attribuito al pensiero, ma si ridurrebbe alla sensazione, alla cenestesi, in altre parole al riecheggiare nella coscienza di più o meno profonde alterazioni somatiche. Per tal nudo l'emozione risulterebbe di questi tre momenti : rappresentazione della cansa; movimenti puramente riflessi del corpo, modificazioni vasomotrici, contrazioni muscolari; coscienza dei movimenti organici. Ad appoggio di questa teoria si osserva che, se di un'emozione qualsiasi, ad es. la gioia, si tolgono le sensazioni organiche, 1’ emozione svanisce e non rimane che un'idea pura; ο che, d’altro canto, se si producono artificialmente i concomitanti fisiologici dell’emozione stessa, non solo si vedrà apparire l'emozione medesima, ma essa cercherà e troverà una causa immaginaria, come avviene negli ubriachi ο nei malinconici. Tra questa teoria somatica della ernozione e la teoria tradizionale ο intellettualieta (secondo la quale lo stato mentale sarebbe la oansa delle modificazioni organiche) sta la dottrina intermedia, secondo la quale l’emozione sarebbe la sintesi complessiva di un particolare stato organico e di un particolare stato psichico, agenti reciproca mente l’uno su l’altro. Le emozioni farono classificate in depressive e diesaltamento, che sono le due forme principali sotto cui si manifesta il loro carattere fisiologico ; Kant chiamò le prime steniohe, lo seconde asteniche. Si dicono emozii potiori quei piaceri ο dolori intellettuali, che si godono per la sola superiorità della intelligenza: tali sono Ve. logica, che è esaltativa quando è costituita dal piacere della ricerca e della scoperta del vero, depressiva quando risulta dalle pene dol dubbio e dall’ avversione dell’errore: Pe. entetica, che risulta dalla contemplazione del bello naturale ed artistico (esalt.) e del sublime (depres.); Pe. morale, che sorge dalle azioni conformi (esalt.) o non conformi (depres.) all’ ideale del bene; l’e. religiosa, che ha origine dal sentimento del legame che unisce il nostro allo spirito misterioso, di cui riconosciamo la dominazione sul mondo ¢ sn noi stessi. Cfr. Kant, Krit. d. Urteilekraft, 1878, p. 130; Anthropologie, 1872, § 71, 72, 74; Wundt, Grundzüge d. physiol. Payohol., 1893, II, p. 405 segg. ; Grundriss d. Paychol., 1896, p. 199 ; Jodl, Lehrbuch d. Payohol., 1896, p. 692; Bain, The emotions and the will, 1865; Spencer, Prino. of peyohol., 1881, II, p. 514 seg.; Sully, Outlines of peychol., 1885, p. 454; W. James, La théorie des émotions, 1908; Lange, Les émotions, trad. franc. 1895; Th. Ribot, La Φεγολοὶ. des sentiments, 6* ed. 1906; Sergi, Lee émotions, trad. franc. 1901; Mosso, La peur, trad. franc. 1886; Ardigd, Op. fil., V, p. 506 segg.; F. B. Jevons, L'idea di Dio nelle rel. primitive, 1914, p. 24-27 (v. emosionale, sentimento, passione). Empirioo. Gr. Ἐμπειρικός: T. Empivisch; I. Empi cal; F. Empirique. Vocabolo usato nei primi secoli dell'era nostra per indicare nna scuola di medici, che si dicevano ἐμπειρικοί per opposizione ad altri detti λογικοί. Entrò poscia nel linguaggio filosofico, per designare ciò che nppartiene all'esperienza, sia esterna che interna; si oppone quindi a innato, rasionale, a priori. Talvolta si oppone anche @ sistematico per indicare ciò che è un risultato immediato dell'esperienza e non si deduce da alonna altra legge ο proprietà conosciuta, Nell’ uso kantiano empirico si contrappone a puro, © indica ciò che nell'esperienza totale non deriva dalle forme o dalle leggi dello spirito stesso, ma allo spirito è imposto dal di fuori. Cfr. Sesto Empirico, Aypot. pyrr., I, cap. 34; Ade. Logiooa, II, $ 191, 327; Kant, Krit. d. reinen Vern., od. Reclam, p. 49. Empiriooritieismo. T. Empiriokritioiemus; I. Empirioeritieism ; F. Empiriocriticieme. Il sistema filosofico dell’Avenarius, detto anche filosofia dell'esperienza pura, in quanto si propone di ristabilire l’esperienza pura con un processo di eliminazione di tuttocid che è un'aggiunta arbitraria del pensiero, di spiegare psicologienmonte e fisiologicamente la genesi dell’ illusione metafisica. Secondo Emp esso, tutto lo sviluppo della filosofia © della conoscenza si riduce al principio dell’ inerzia, del minimo consnmo di forza, che in rapporto alla vita psichica si esprime corì: il contenuto delle nostre rappresentazioni dopo una nuova appercezione, ha la massima somiglianza possibile col contenuto anteriore. In quanto poi l’aninia è soggetta alle condizioni dell’esistenza organica e ai bisogni dell’adattam questo principio diviene una legge di sviluppo: Pani non impiega in una percezione più forza di quella che sin necessaria, e, quando si trova innanzi a una pluralità di apporcezioni, dà la preferenza a quella che con nuo sforzo minoro produce lo stesso effetto, o con uno sforzo uguale produce nn effetto maggiore. Questa tendenza dell'anima al risparmio di forza, spiega la legge di assimilazione, per cni il nuovo è ricondotto all’antico, il noto all’ignoto; e spiega la creazione dei concetti, che con un unico sforro di coscienza ci rendono possibile di abbracciare nn grande numero di oggetti. In tutte le scienze agisce questo principio, facendo sì che i concetti e lo leggi particolari siano condensati in concetti e leggi più universali; la filosofia, che vuol darei un concetto universale del mondo, è In meta ultima a cui conduce il bisogno di risparmiare l'energia della coscienza. Man mano che si procede innanzi, si minano le aggiunte inutili all'esperienza, aggiunte che sono di tre specie: le mitologiche, che pongono nel dato reale In forma di tutto il nostro essere; le antropopatiche, che attribuiscono agli oggetti i nostri sentimenti; le intellettnali o formali, che aggiungono all'esperienza certe forme proprie dell’ intelletto umano (causa, sostanza, ece.), La pnrificazione delle due prime è oggi quasi completa per effetto dell’evoluzione scientifica; purificare l’esperienza anche dalle terze, ecco il cémpito della critica dell’esperienza pura, la quale «i contrappone quindi alla critica della ragion pura di Kant, che ha affermato invece la nedi tali forme por la spiegazione dei fenomeni, Que 867  Emp sti tre momenti della conoscenza, al pari d’ogni altra forma di attività psichica, anche rudimentale, si riducono a tre fasi successivo della serie vitale, cui corrispondono tre fasi della serie psichica. Le tre fasi vitali sono : 1° turbamento dell'equilibrio organico normale ; 2° processi intermedi per ristabilirlo ; 3° ristabilimento di esso e delle condizioni favorevoli alla conservazione dell'organismo. Le tre fasi paichiche corrispondenti sono: 1° momento di insoddisfazione, per il presentarsi di valori psichici, che, in contrapposto n ciò che tinora si è caratterizzato reale, vero, abituale, ecc., hanno il carattore dell’ inaspettato, del nuovo, del problematico, ecc.; 2° ricerca di ciò che è reale, evidente, noto, sicuro; 3° chiusura della ricerca col raggiungimento del vero. Cfr, Avenarius, Kritik d. reinen Erfahrung, 1888-90; Der menschliche Weltbegrif, 1891; Philosophie ale Denken der Welt gemass dem Princip des Kleinston Krafimasses, 1908 ; Petzold, Einführungn in die Philos. d, reinen Erfahrung, 1904; Hôtiding, Philosophes contemporains, 1908, p. 119-122; Aliotta, Riccardo Avenarius, Cultura filosofica », maggio 1908; Id., La reazione idealistira contro la sciensa, 1912, p. 68-110 (v. economica concezione). Empirismo. T. Empirimus; 1. Empiriciem; F. Empirisme. Dottrina psicologica, che fa derivare tutte le nostre conoscenze dall'esperienza sia esterna che interna (riflessione). Bi dice quindi empirismo, o anche sperimentalirmo «_positiviemo, quell’ indirizzo scientifico e filorofico che considera come solo oggetto di conoscenza il fenomeno, ο come solo metodo di ricerca l'osservazione, l'esperimento © induzione. L’empirismo psicologico si oppone all'innatiemo e nl razionalismo, che considerano alenne idee fondamentali ο i principi supremi della ragione, como anteriori all'esperienza e ad essa irreducibili. Si distinguo anche dal sensiemo, che pone la sensazione esteriore come la fonte unica di tutte le nostre conoscanze, mentre l'empirismo propriamente detto lo fa derivare dn due sorgenti: END  368  l’esperienza esterna, ciod le sensasioni, © l’esperienza interna, cioè la riflessione. Il massimo rappresentante dell’empirismo fu Giovanni Locke, del seusismo il Condillac. Dicesi empirismo radicale la dottrina che, considerando i principi, le leggi, ο le forme della conoscenza come convenzionali, o come aventi un puro valore economico di comodità, d’uso, vuol liberarne la conoscenza stessa per risalire all’esperienza pura, al fatto bruto che solo La valore reale, ossia alla sensazione; per essu infatti l'universo è ito di clementi sensoriali, i quali, secondo che si uns ο in altra maniera, ci danno le determinazioni più diverse della realtà, quali l’io, da una parte, © il non-io dall'altra, nelle sue varie forme ο specificazioni (v. economica, empiriocriticiemo, innatismo, prammatismo, sensazionalismo). Endictioa. Quella parte della dialettica che ha per scopo di stabilire le proposizioni (ἐνδαικτική) ; appartiene all’agonistica, cioè l’arte dei certami dialettici. Oggi è vocabolo poco usato. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 841. Endofasia. T. Endophasie; I. Endophasy; F. Endophasie. E la successione delle immagini verbali, con le quali si suole esprimere una successione di pensieri, ma che rimangono allo stato psicologico, senza dar luogo si movimenti vocali, quando tali movimenti importerebbero nna perdita di tempo e di forza. Dicesi anche linguaggio interiore ed ha nei vari individui tipi fissi, a seconda che caso è costruito su imagini acustiche, visive, motorie, ece. In alcune malattio mentali codesto linguaggio interno si intensifica a poco n poco, finchè, estendendosi I’ eccitazione all’ elemento psico-motore, l’individno, pensando, dovo articolsre intensamente nel suo interno le parole; se l’irritaziono cresce ancora, si ha la formazione di un impulso prico-motore che va agli organi esterni della favelia, a l'infermo ha delle vere allucinazioni verbali paico-motrici: da ultimo la stimolazione si scarica per le vie mo 369  END-Exr trici, © si ha l’articolazione completa © la pronunzia distinta delle parole. Cfr. Ballet, Le langage intérieur et lee formes do l'aphasie, 1886; Saint-Paul, Finde sur le langage intérieur, 1892; Morselli, Manuale di semejotica, II, p. 438 segg. Endogamia. T. Endogamie; I. Endogamy: F. Endogamie. Forma di costituzione famigliare, in cui più nomini ai uniscono con la stessa donna scelta nel seno della tribù. Secondo Mac Lennan l’endogamia rappresenta una delle primissime fasi dell’ evolnzione della famiglia: essa narebbe infatti snoceduta immediatamente alla promiscuità, perchè, praticandosi nelle tribù 1’ infanticidio ed essendo più frequente il sacrificio delle femmine, più deboli, ne segni che, per rimediare a questa deficienza di donne, si dovette ricorrere ο al matrimonio poliandrico nell’ interno della stessa tribù, o al rapimento di donne a tribit nemiche. Cfr. Mac Lennan, Studies in ancient history, 1878 ; Starke, La famille primitive, 1891 (v. emgamia, elerimo, lerirato, matriarcato, poliandria, famiglia). Endolinfa. T. Endolymphe; I. Endolymph; F. Endolymphe. Liquido trasparente, che riempie le cavità del labirinto membranoso dell’ orecchio interno. È più denso della perilinfa, contenuta nel labirinto osseo, in cni stanno lo terminazioni nervose del nervo acustico. Secondo molti psicofisiologi, Cyon, Mach, Ewald, essa avrebbe una grande importanza nel produrre le sensazioni di equilibrio e della orientazione nello spazio. Cfr. Cyon, Recherches our ler fonctions des canaux nemi-circulatres, 1878; Mach, Grundlinien der Lehre von den Bewegunsenpfindungen, 1874; R. Ewald, Pflügers Arch, vol. LV, 1895. Energia. T. Energie: I. Energy: F. Énergie. Por Aristotele la materia è la potenza (ὀύναμις) © ad essa si contrappone l’onergia, che è l’atto, l’effetto realizzato nell'opera (νέργεια): questa si distingne alla sus volta dalla entelechia (ἐντελέχεια), che accenna propriamente allo tato di perfezione in cai la sostanza si trova nituata, mentre 24  RanzoLI, Dizion. di acienze filosofiche. Ένα  370  Penergia accenna alla reale attività che essa esercita.  Nella scienza moderna dicesi energia la forza capace di lavoro; ed è attuale o cinetica quando il punto materiale cui è applicata trovasi in moto effettivo; potenziale 8e il punto materiale non è in moto, ma può effettivamente imprenderlo ; Venergia totale di un sistema materiale ad un momento dato è la somma delle sue energie potenziali. Energetica dicesi perciò quella parte della dinamica, che studia la composiziono dei moti delle masse, che nel loro cammino sono capaci di produrre lavoro. Cfr. Aristotele, Metaph., IX, 6; Phys., VIII, 5; De an., II, 5; Georg Helm, Dio Energetik nach ihrer geschichtlichen Entwickelung, 1898 (v. energiemo, forsa, morimento, laroro). Energie specifiche (legge delle). T. Specifische Sinnesenergie; I. Specific energy; F. Énergie xpeeifique des sens. Sotto la denominazione di legge delle energie specifiche degli organi di senso » si intende la dottrina svolta primitivamente da Giovanni Müller nel 1840, secondo la quale le diverse modalità delle sensazioni non dipendono dalla differenza degli stimoli esterni che le eccitano, bensì dalla natura specifica degli orguni. Essa è sinteticamente riassanta nello seguenti proposizioni : a) Per effetto di canse esterne noi non possiamo avere alcuna specie di sensazione, che non possiamo ugualmente avere senza dette canse per la sensazione degli stati dei nostri nervi (ad es. nella allucinazione, nel sogno, nelle sensazioni soggettive); 5) La medesima causa interna, 0 la medesima causa esterna, produce sensazioni differenti nei diversi sensi in ragione della loro propria natura o delln sensibilità specifica di essi (nd es. l’iperemia produce fosfeni agli occhi, tintinnio agli orecchi, ece.); 0) Le sensazioni proprie a ciascun nervo sensoriale possono essere provocate da molteplici influenze sin interne sia esterne; la sensazione è la trasmissione alla coscienza non di ana qualità o di uno stato dei corpi esterni, ma di una qualità, di uno stato del nervo sensoriale, determinato da una causa esterna, o queste qualità sono differenti nei differenti nervi sensoriali (la sensazione del suono, ad esempio, è Venergia o qualità del nervo acustico, e non ha nalla di comparabile con le vibrazioni dell’aria); d) È ignoto se le cause delle energio diverse dei nervi sensoriali abbiano sede in loro stessi ο nelle parti del cervello o del midollo spinale in cui terminano; ma è indubitato che le parti centrali dei nervi di senso nel cervello sono capaci di provocare le sensazioni proprie di ciascun senso, indipendentemente dai cordoni nervosi. Questa dottrina, svoltasi sotto 1’ influenza della teoria kantiana delle forme a priori della sensazione, ha suscitato molte discussioni ο ancor oggi è assai dibattuta sin dai psicologi che dai fisiologi. Cfr. J. Müller, Manuel de phyeiologie, trad. franc. Jourdan et Littré, I, 711; Goldscheider, Die Lehre ron den spezifischen Energien, 1881: Weismann, Die Lehre v. d. per, Sinnesenergien, 1895; Jodl, Lehruch d. Payohol., 1896, p. 182 segg. Energismo. Ί. Energismus; F. Energieme. Nella filosofia morale si oppone a edoniemo, e designa quella dottrin che pone come fine della volontà l’attività della vita; tale dottrina è specialmente sostenuta dal Paulsen.  Nella metafisica o filosofia generale, designa quella dottrina che tutta la realtà ridnco all’ energia, considerata come una vera e propria sostanza (intendendo por sostanza ciò che v'ha di permanente nel mondo esterno). Si contrappone tanto al mecoaniemo, in quanto nega la realtà della materia, che si riduce alla energia, quanto al dinamismo, in quanto al concetto soggettivo di forza sostituisce quello obbiettivo e scientifico di energia. Tale dottrina è sostenuta oggi specialmente dall’Ostwald, che la fonds su queste considerazioni: la sola cosa conosciuta e conoscibile è l'energia, nella quale si esaurisce lo stesso concetto di materia; infatti ogni nostra conoscenza del mondo esterno non è dovuta che all’azione sui nostri sensi delle energie; poichè non solo noi ENE  372  abbiamo dell’energia una esperienza diretta nello sensazioni dello sforzo muscolare, ma ciò che noi vediamo non è che un lavoro chimio, prodotto dall'energia luminosa, ciò che noi udiamo è il lavoro che le oscillazioni dell’aria compiono nell’orecchio interno, se tocchiamo un corpo fermo sentiamo il lavoro meccanico che è impiegato nella compressione della punta del nostro dito ο dell'oggetto; mentre gli altri concetti fisici, massa, quantità di moto, ece., la cui grandezza sottostà alla legge della conservazione, si applicano solo a un determinato campo di fenomeni naturali, tutto ciò che noi ssppiamo del mondo esterno lo possiamo esprimere in termini d’energia, la quale ci apparisce dunque come il concetto più generale che la scienza abbia finora formato ; esistono delle energie specificamente diverse, oltre le quali non è necessario andare per cercare il sostrato della materia nella forza o nella cosa in sè, essendo tali energie la realtà ultima e unica. Queste energie specifiche sono di forma, di volume, di distansa, di movimento: nd es. si può diminuire il volume di un corpo con una compressione fatta in modo da consorvarne la forma, spendendo dell’ energia, che sarà restituita dal corpo, quando esso riprenderà il volume di prima, e che possiamo chiamare energia di volume. Ma il concetto di energia offre ancora il mezzo di sistemare sia i fenomeni biologici, che si riducono à trasformazioni di energie le quali, a differenza di ciò che accade nel mondo organico, hanno la proprietà di conservare il sistema; sia i fenomeni psichici, i quali non devono già considerarsi come concomitanti dei processi energetici del cervello, socondo la teoria del parallelismo psico-fisico, ma comeun’energia dovnta alla trasformazione dell’ energia chimica del corvello, e che sottostà alle stesse leggi delle altre forme. Il fatto che tutti i processi Bsici si possono rappresentare come trasformazioni d'energia, si spiega appunto ammettendo che In coscienza è esan stessa energia  la forma  373  ENO-ENT più alta e più rara che ci sia nota e comunica questa sua proprietà all'esperienza esterna. Cfr. F. Paulsen, Ein leitung in die Philos., 2° ed. p. 482; W. Ostwald, Chemische Energie, 1893; Die Uberwindung d. wissenschaftl. Materialismus, 1895; Aliotta, La reasione idealiation contro la scienza, 1913, p. 468 sogg.; R. Nasini, La chimica fisica, 1907, p. 31 (v. attivismo, materia, meccanismo, dinamismo). Enoteismo. T. Henotoinnue. Max Müller .chiama così quello stadio primitivo della religione, in cui si adorano oggetti diversi presi a volta a volta isolatamente come rappresentazioni di un Dio (alç-évéç). Si distingue quindi tanto dal monoteiemo, che è la credenza in un Dio unico © solo (μόνος), quanto dal politeiemo che è ls credenza in più divinità gerarchicamente disposte a seconda della loro potenza e dei loro attributi. Cfr. Max Müller, Forlesunyen κ. d. Entw. d. Rel., p. 158 sogg., 291 segg. Ente. Lat. Æns; T. Sein; Dasein; Woson; I. Boing; F. Être. Tutto ciò che è. Ha quindi lo stesso significato di essere, col quale è sempre usato promiscuamente, sebbene alcuni filosofi, tra cui il Rosmini, credano debbano distinguersi. Gli scolastici chiamavano ene per se quello che ha una essenza sola, ad es. l’uomo; one por acoidens quello che consta di più enti in atto, o di enti di diversi predicamenti, ο di un predicamento solo ma ordinati fra loro naturalmente, ad es. un bosco di alberi; ene rationis logioum quello che si finge col pensiero pur avendo qualche fondamento nelle cose; ene rationis pure obiectum una chimera impossibile a realizzarsi.  Lente crea I’ esistente è la formula fondamentale dell’ ontologismo giobertiano, necondo il quale oggetto dell’ intuito intellettuale è lo stesso Ente (Dio), che crea le cose particolari. Infatti Dio solo 3, perch’ egli solo ha in sè stesso la ragione del suo essere; il mondo non è, ma esiste, perchè la ragione del sno essere non l’ha in sò, ma fuori di sè, cio in Dio, che produce il mondo per creazione. Per tal modo l’origine della conoENT  814  scenza si connette all’ origine delle cose, e l'atto creativo, quale ci vien fornito dall’ intuito, è ad un tempo la radice da cui germogliano tutte le conoscenze ¢ tutte le esistenze.  Mentre il soggetto della formula giobortiana è l'Ente reale, il soggetto di quella del Rosmini è l'Ente possibile indeterminatissimo, vale à dire l'essere spogliato di qualsi determinazione. L’ idea di quest’ Ente risplendo di coni nuo nella nostra mente, e per mezzo dei giudizi primitivi (giudizi percettivi) noi la riconosciamo attnata negli oggetti particolari; per tal modo 1’ Ente cessa di essere puramente possibile o ideale e diventa reale ed attuale. L’ idea dell'Ente non è dunque soggettiva, ma oggettiva, in quanto il suo oggetto si identifica da ultimo col Reale assoluto. Cfr. Gioberti, Introd. allo studio della filonofia, 1840; Protologia, 1857; B. Spaventa, La filosofia di Gioberti, 1863; B. Labanca, La mente di Ῥ. Gioberti, 1871; Rosmini, Nuoro saggio sull'origine delle idee, 1855; A. Paoli, Esposizione r gionata della filosofia di A. Rosmini, 1789; Th. Davidson, The philosophical xyatem of 4. Rosmini, 1882. Entelechia. Lat. Entelechia: T. Enteleohie; 1. Entelechy: F. Entéléchie. Aristotele distingue. nel riguardo delVoperare, la materia, che chinma potenza (δύναμις), forma che chiama entelechin (ἐντελέχεια). e l'energin (2vépyeta). L’entelechia si distingue dall'energia, in quanto quella ncconna propriamente allo stato di perfezione in cui la sostanza si trova attuata, questa alla reale attività che exsa esercita. Però Aristotele adopera la parola entelechia in due significati: 1° come atto compiuto in opposizione ad atto che sta per compiersi, ὁ come perfezione che risulto da codesto compimento; 2° come forma o ragione che determina l'attualità d’una potenza. Perciò chiama l’anima ora la forma, ora l'entelechia di ogni corpo naturale organizzato, avente in sè la vita in potenza.  Il Leibnitz diede il nome di entelechie alle monadi, perchè esse non agiscono una sull'altra, mu bastano a sè stesse,  375  ENT avendo in sò la sorgente delle loro azioni interne. Si potrebbe dare il nome di Entelechie a tutte le sostauzo semplici ο monadi create, perchè esse hanno in sò una certa perfezione (ἔκουσι τὸ ἐντελές); c'è una sufficienza (αὑτάρχεια) che le rende sorgenti delle loro azioni interne, © per così dire degli automi incorporei ». Come si vede, Leibnitz usa la parola entelechia nel significato di potenza prossima. Cfr. Aristotele, Metaph., II, 4, 415 b; IX, &, 1058 a; Leibnitz, Theodicea, I, $ 89; Monadologie, $ 18. Entimema (ἐνθυμέομαι  ripensare). T. Enthymem ; I. Enthymeme; F. Enthymème. Aristotele chiamò così una brevissima argomentazione sillogistica in cui, da un verosimile ο da un segno, si ricava una conclusione non ussoIntamente certa. Siccome in queste forma di argomentazione era tacinta une premessa, supposta come nota, così i logici posteriori, cominciando, paro, da Quintiliano, che enumerò i vari significati della parola, chiamarono e chinmano entimema quella qualunque forma di sillogismo euntratto in cui sia sottintesa una delle due premesse. Quando In premessa taciuta è la maggiore, l’entimema dicesi di primo grado, quando è la minore di secondo grado. Es. 1° grado: Anche gli animali sono di carne e d’ossa  dunque soffrono se maltrattati; qui è taciuta la maggiore: tutti gli esseri di carne e d’ossa soffrono se maltrattati. Es. 2° grado: Tutti i fenomeni naturali sono soggetti alla emusalità  dunque anche la volontà; qui è taciuta la minore: la rolontà è un fenomeno naturale. Aristotele chi poi sentenza entimematica quella in cui le due proposizioni dell’entimema sono contratte in una, e reca fra gli altri questo esempio: mortale, non serbare odio immortale. Diconsi infine giudizi entimematici quei giudizi categorici contratti, che mancano di soggetto o che hanno un soggetto puramente indicativo (questo, quello); altre volte tutto il giudizio è concentrato nel verbo, il cui soggetto è indeterminato nella mente (piove, lampeggia). Cfr. AriExr  376  stotele, Anal. pr., II, 27, 70 a, 10; Quintiliano, Inst, or., cup. X, $ 1; Masci, Logica, 1899, p. 258 seg. Entimematica (prora). Aristotele chiama così la prova dal probabile e dai segni: per probabile intende una proposizione ritenuta vera dall’opinione comune, ma non vera assolutamente, per segno intende una proposizione o necessaria o probabile, che ha la proprietà di dimostrarne un’ altra. E necessario il segno che à effetto necessario o causa unica della cosa significata, in modo che solo posto il segno sia la cosa, e posta la cosa sia il segno; in tal caso la prova è certa: ad es. lo psichiatra, dalla presenza in un individuo di deliri organizzati, che durano lungamente e non terminano in demenza, trae la prova che l’individuo è un paranoico. È probabile il segno quando non indica necessariamente una cosa sola, sia perchè è un particolare cui si dà un valore generale, sia perchè è un generale che si assume per provare l’esistenza di un individuale: la prova basata su questi segni può quindi condurre in errore, come, ud es. se dall'essere stato il Cellini grande artista e rompicollo si conchiudesse che tutti i grandi artisti sono rompicolli, ο se dall’uver scoperto un'arma indosso a un imputato si conchiudesse senz'altro che è colpevole. Ad ogni modo, la prova dai segni ha uso larghissimo nella scienza ed è assai utile: tutta una parte della medicina, la semiotica, prende nome da essi. Cfr. Aristotele, Top., I, 1, 100 a, 27; Anal. pont., II, 24, 85 b, 23 segg.; Masci, Logica. Entità. Lat. Entitas; T. Wesenheit, Entität; I. Entity: F. Entité. Vocabolo proprio della filosofia scolastica, ricavato dal participio del verbo esse (il τὸ ὃν dei greci). Vale essenza o forma. Gli scolastici lo usavano infatti per designare il genere, il modello supremo immutabile di cui gli individui non sono che le copie imperfette ο pusseggere, la natura indeterminata che rivesto tutto le forme senza esaurirsi mai. Così l'umanità era l'entità dell’uomo.  377  ENT-ENU D vocabolo è usato oggi in un senso ben diverso: ussu designa un essere sostanzialmente distinto e indipendente, per opposizione alla qualità, alla proprietà, all’ attributo, all’aceidente, che non possono esistere che in un essere 0 per un essere. Entoptiche (imagini) v. imagine. Entusiasmo. T. Enthusiarmus, Begeisterung ; I. Enthusiam; F. Enthowsiasme. In Platone e Aristotele significa ispirazione o esaltazione divina dell’ anima. Per Shaftesbury l'entusiasmo per tutto ciò che è vero buono e bello, l'elevazione dell’anima ai valori più universali, la rinunzia alla vita egoistica dell'individuo, costituisce la sorgente prima della religione naturale; la quale è così una vita superiore della personalità, un sapersi una cosa sola coi grandi nessi della realtà. Locke oppone l’entusiasmo, ossia l’impeto dell imaginazione, alla ragione, che è la rivelazione di quella parte di verità che Dio ha messo alla portata delle facoltà naturali dell’ nomo: voler scoprire il vero con l’entusiamo, vorrebbe dire perciò distruggere la ragione ο la rivelazione, sostituendo ad esse le vane ombre della fantasia umana. Barthelemy Saint Hilaire distingue l'entusiasmo dalla spontaneità: questa è la potenza interiore a cui l’anima s’abbandona ciecamente, ed è un fatto generale che appartiene a tutti gli uomini: quello ne è uns particolarità ed avviene solo in alcuni uomini. Cfr. Kant, W. W., V, 280; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, II, 179. Enumerazione. T. 4ufedhlung ; I. Enumeration; F. Enumération. L'induzione non è che un sillogismo in cui in luogo del termine medio è data l’enumerazione incompleto ο completa delle sue specie. Quando l’enumerazione dei concetti specifici del genere non ne esaurisce l’estensione, l’ induzione è imperfetta e la conclusione è soltanto probabile. La probabilità aumenta quando l’ enumerazione nou è dei concetti specifici, ma degli esemplari di un'unica Eon-Epı specie. Secondo alcuni, le prime nostro induzioni, non potendo fondarsi sopra un principio che non è ancor dato, si sostengono semplicemente sul numero dei casi, che presentano la proprietà che si attribuisce al genere; porciò tali induzioni furono dette per enumerationem simplicem. Cfr. Bacone, Noe. org., I, $ 105; De Dignitato, V, cap. II; J. 8. Mill, Syst. of logio, 1865, 1. III, cap. 3, § 2; Rosmini, Logica, 1853, $ 726 (v. induzione). Boni (aiöveg -le eternità). Lat. derum; T. don. Gli gnostici chiamavano così, a causa della loro eternità, le emanazioni ο proiezioni che, secondo la loro dottrina, colmavano l'intervallo tra la materia e lo spirito, mettendo in contatto questi due principi, da essi concepiti come opposti ϱ irredueibili. Gli eoni si combinavano in sisigie ο in pleromi. Cfr. Eusebio, Praep. ev., XI, 18; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, I, p. 313 weg., 330 seg. Epagoge, epagogico. 'T. Epagogik ; I. Fpagogio; F. Épagogique. Con questo termine, ancora in uso, Aristotele designava il procedimento induttivo; la parola induzione (induotio), fa, secondo Quintiliano, introdotta nel linguaggio filosofico da Cicerone, come corrispondente alla greca ἐπαγωγή (da ἐπί = verso, ἄγω = conduco). Tuttavia, il significato primitivo del termine non è sicuro; secondo alcuni designava quel modo di ragionare nel quale si sostiene una tesi con più ragioni ed esempi; secondo altri (Buddeo, ‘Trendelenburg) fu tolto dalla lingua militare, nella quale indicava il procedere d'una schiera di soldati in fila serrata. Ad ogni modo, oggi essa indica I’ induzione formale o aristotelica, che va dalle leggi particolari alle generali, e si distingue dall’induzione baconiana che va dui fatti alle leggi. Cfr. Aristotele, Top., I, 12, 105 a; Anal. pr., Il, 25; Cicerone, De intent., I; Trendelenburg, Elementa logicer aristoteleae, 8" cd. 1878. Epicherema. Gr. Ἐπιχείρημα: T. Epicherem; I. Epicheirema: F. Épiohéràme. Come dice la radice etimologica,  379  Epi è un sillogismo nel quale è aggiunta la prova di una ο di entrambe le promesse. Es. I pesci sono vertebrati (perchè hanno una colonna spinale). La triglia è un pesce. Dunque la triglia è un vertebrato. È detto anche dai logici sillogismo catafratto ; Aristotele, che lo considerava come una forma di ragionamento sul verosimile, lo disse sillogismo dialettico. Il Rosmini distingue due specie di epicherema, il probabile ο il dimostrativo, il primo ooncludente a probabilità, il secondo a necessità; entrambi sono usati dall’ arte di confutare ο elenotica, ed hanno per scopo di obbligare l'avversario a cadere nella contraddizione. Cfr. Aristotele, Top., VIII, 11, 162 a, 15; Rosmini, Logica, 1853, p. 314 segg. Epicureismo. T. Epikureismus; I. Epiowreanism ; F. Epicureisme. Scuola filosofica fondata da Epicuro in Atene tre secoli a. C., e durata fino sl quarto secolo dell’ era nostra. 1 suoi seguaci più noti sono Metrodoro, Ermarco, Polistrato, Apollodoro, Diogene di Tarso. Fedro; in Roma Amafinio, Pomponio Attico e T. Lucrezio Caro, che ne espone le dottrine del suo insuperabile poema De rerum natura. L’epicureismo, come quello che fu 1’ unica filosofia irreligiosa dell’antichità, fu oggetto d’ogni sorta di acense © d’una guerra accanita prima da parte delle altre scuole filosofiche, poi della Chiesa cristiana, cosicchè ancor oggi epicureo è sinomino di eretico, crapulone, gaudente. Lu critica ha dimostrato non solo infondato codeste accuse, ina ha fatto risaltare come nell’epicureismo aleggi lo spirito scientifico proprio dei tempi moderni. Esso infatti oselude ogni intervento divino e ogni finalità nella natura, nella quale non imperano che cause naturali; pone il criterio del vero nella certezza data dalla sensaziono, e il fine supremo della condotta fa consistere non già nel piacere grossolano e immediato dei sensi, ma nella felicità, che è data, per ciò che riguarda il corpo, dall’ assenza del dolore (ἀπονία), per ciò che concerne l’ animo Epi  880  dalla tranquillità (&tapafia). Per questi suoi caratteri, quando l’ascetismo cristiano comincia a declinare coll’aprirsi dell’ età moderna, la dottrina d’ Epicuro risorge : essa fa capolino prima in Montaigne, poi apertamente è diffusa in Francia dal Gassendi ; ricostratte in Inghilterra dall’ Hobbes, rinasce più tardi in Helvetius, D’ Holbach, Saint-Lambert e ispira infine gli utilitaristi inglesi da Bentham a Stuart Mill. Delle varie dottrine epicuree è fatta esposizione in questo vocabolario alle parole anticipazioni, alarassia, canonica, caso, coniunola, eventa, olinamen, oacumina, Dio, eudemonismo, intermundia, inane, idoli, atomi amo, ecc. La parola epicureismo è anche adoperata per designare, in opposizione et stoicismo, tutti quei sistemi di morale che pongono come norma suprema dell’operare il piacere o l'interesse. Cfr. Gizycki, Ueber das Leben und die Moralphilosophis des Epikur, 1879; W. Wallace Epiouroanimm, 1880; Guyau, La morale d’Epioure, 1878; Giussani, Studi luoreziani, 1896. Epifenomeno. T. Begleiterserscheinung; 1. Epipkenomenon: F. Epiphénoméne. Dato un insieme di fenomeni, costituenti una specialità fenomenica distinta, se a questi s’aggiungo un fenomeno nuovo, che può anche mancare © che, colla sua presenza ο colla sua assenza, non muta il carattere precedente dell’ insieme, codesto fenomeno dicesi più propriamente epifenomeno ossia fenomeno sovreggiunto. Quindi nella medicina si dà questo nome ad un sintomo, che si manifesta in una malattia già riconosciuta © si aggiunge agli altri sintomi presentatisi prima. Nella psicologia si chiama epifenomeno il fatto di coscienza, la coscienza, quando si crede che essa non sia costitutiva della attività psichica, ma semplicemente un fenomeno addizionale, aggiunto al fisiologico, e che può anche non comparire senza che per questo ln funzione psicologica sia distrutta. I segusci del materialismo psico-fisico, considerando il fatto psicologico e il fatto fisiologico cioè lu funzione del si 381  Err stema nervoso centrale come due diversi aspetti, il primo interno e il secondo esterno di una medesima attività, considerano i fatti di coscienza come semplici epifenomeni. Per i seguaci della dottrina somatica dell’emozione, questa, risolvendosi essenzialmente in una alterazione organica, in una reazione vasomotoria, lo stato di coscienza emotiva è un semplice epifenomeno. Cfr. Ribot, Les maladies de la personalité, 163 ed., 1899, Introd.; Les maladies de la mémoire, 313 ed., 1909, cap. I, 1; W. James, La théorie de l'émotion, trad. franc. Dumas, 1903, Introd. Epigenesi. T. Epigencse; I. Fpigenesis; F. Épigénène. Dottrina che sostiene essere ogni nuovo individuo l’effetto di un progressivo e regolare sviluppo del corpo organico, che fu formato dalla fecondazione nel seno dell'organismo generatore; in contrasto colla dottrina detta della preformazione dei germi, secondo la quale il germe sarebbe un individuo estremamente piccolo, ma già completamento formato, esistente attualmente nel generatore, e contenente alla sua volta una serie indefinita di altri germi sempre più piccoli, gli uni involti negli altri, di modo che ogni individuo conterrebbe in sè stesso tutte le generazioni cho da lui possono sortire. Per la dottrina dell’epigenesi, dovata a G. F. Wolff, lo aviluppo embrionale non consiste in uno svolgersi di organi preformati, ma in una catena di neoformazioni, in cui ciascuna parte si forma dopo l’altra e tntte compaiono in una forma semplice, che è affatto diversa da quella ulteriormente evoluta. Cfr. (i. F. Wolff, Theoria generationis, 1759; E. Haeckel, Anthropogenie, 4° ed. 1891, p. 28 segg. Episillogismo. T. Epieyllogiemus; I. Episyllogiem; F. Episyllogisme. Sillogismo aggiunto, che ha per premessa maggiore o minore Ia conclusione d’un sillogismo (v. poLisillogismo). Epistematico (ἐπιστήμη --scienza). Qualche volta si adopera per designare il procedimento deduttivo, che dai Eri-Ero  382  principi generali ricava delle conseguenze particolari; in opposizione ad epagogico, che è il procedimento inverso, © induttivo, per cui dai fatti o dalle leggi particolari si sale ai principi © alle leggi generali. Quindi dicesi epistematica quella scienza che procede per deduzioni e per sillogismi, in opposizione 8 scienza sperimentalo ο induttiva. Epistemologia. T. Wissemschaftslehre ; I. Epistemology; F. Épistémologie. La filosofia delle scienze. Essa stabilisco gli oggetti d’ogni scienza, determinandone i caratteri differenziali, ne fissa i rapporti e i principt comuni, le leggi di sviluppo e il metodo particolare. Si distingue dalla teoria della conoscenza ο gnoseologia, in quanto questa studia la conoscenza nell’ unità dello spirito, nelle forme universali © nel meccanismo interiore, mentre I’ epistemologin unalizza le conoscenze a posteriori, nella diversità dello scienze © degli oggetti. La distinzione però non è sempre osservata, specie dai filosofi inglesi. Cfr. R. Flint, Agnoaticiem, 1903, p. 10, 13. Epoca (da ἐπόχειν  sospendere, tacere). Gr. Ἐποχή: T. Epoche. La famosa dottrina dello scetticismo pirroniano; significa sospensione ο astensione dall’affermare ο dal negare intorno all'essenza di qualsiasi cosa, In altro parole l’epoca è il dubbio scettico. Constatato le antinomie della ragione e la disparità delle opinioni umane, Pirroneconsiglia l’uomo a sospendere il suo assenso circa la natura delle cose in sè stesse, le leggi e i rapporti invisibili degli esseri; egli deve aooontentarsi di considerare le cose semplicemente secondo la diversa impressione che gli arrecano. L'epoca ha una portata teorica © pratica; teorica perchè preserva l'intelligenza dalle contraddizioni; pratica perchè l'assenza della contraddizione significa la pace © la serenità dello spirito. Cfr. Sesto Empirico, Pyrrà. Hypot., I, 188 segg.; Galluppi, Lezioni di logioa e met., 1854, II, p. 250-55 (v. aoatalesia, afasia, diallelo, dicotomia, dommatiemo, tropi).  383  Epo-Equ Epoptico. Si adopera talvolta in significato di esoterico. Infatti nella scuola di Pitagora gli epopti erano quelli fra gli allievi che, avendo sostenuto le prove stabilite ο possedendo in modo completo la dottrina del maestro, fucevano parte della società stessa; gli altri erano considerati come esterni alla scuola, come semplici aspiranti ad : entrarvi. Così dicesi epoptioa quella parte del sistema filosofico di Platone e anche di Aristotele, che era destinata soltanto agli scolari più fedeli e più intelligenti (v. aoroamatioo, esoterico, ezoterico). Equabilità. Con questo vocabolo, riferito al tempo, il Rosmini designa ls medesima quantità d’ azione ottenuta con un grado costante di intensità. Infatti la durata successiva è da noi concepita come lu possibilità, che mediante un grado dato di intensità, si ottenga una data quantità di azione; in altre parole, dentro una durata qualsiasi, la quantità di azione sarà proporzionata alla intensità dell’azione. Questo rapporto costante può essere espresso Zi cui 1° desigi @ la quantità d’azione, 8 la durata successiva. Cfr. Rosmini, Nuovo raggio sull'origine delle idee, sez. V, par. V, ο. VI; Id., Peioologia, 1848, vol. II, parte II, p. 189-205 (v. durata, momento). Equazione. T. Gleichung ; I. Equation; F. Equation. Nella matematica si chiama uguaglianza l’espressione algoritmica composta di due membri, in cui il valore dell’uno è il risultato delle operazioni eseguite nell’altro. Si chiama poi equazione quella uguaglianza, specialmente letterale, nella quale in uno dei due membri si ha una lettera il oui valore non è conosciuto (incognita) e lo si vuol determinare a mezzo della espressa uguaglianza. Equazione del mondo. T. Weligleichung; F. Equation du monde. La formula del determinismo rigoroso, che concepisce l’accadere così definito in ogni ana fase, da consinella seguento formola: T= il tempo, Equ  384  derare il passato e l’avvenire come esattamente valutabili in fanzione del presente. Il Laplace la esprime così : Una intelligenza che, in un istante dato, conoscesse tutte le forze da cui la-natura è animata e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se fosse abbastanza vasta per sottoporre codesti dati all’analisi, abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei più grandi corpi dell’ universo ο quelli dell'atomo più leggero; nulla sarebbe incerto per essa, © l'avvenire, come il passato, sarebbe presente a’ snoi occhi ». E l’Huxley, in modo ancora più concreto: Se la proposizione fondamentale dell’ evoluzione è vera, che cioè il mondo intero, animato ο inanimato, è il risultato della mutua interazione, secondo leggi definite, delle forze possedute dalle molecole di cui era composta la nebulosa primitiva dell’ univereo, allora non è men certo che il mondo attuale riposava potenzialmente nel vapore cosmico, e che una intelligenza sufficiente avrobbe potuto, conoscendo le proprietà delle molecole di codesto vapore, predire ad esempio lo stato della fauna dell Inghilterra nel 1868, con pari certezza di quando si predice ciò che accadrà al vapore della respirazione durante una fredda giornata d'inverno ». Il determinismo viene così a convertirsi in un predeterminiamo, che si distingne dal teologico solo perchè la necessità è posta come immanente alla natura. Molti però intendono il determi nismo causale non come una monotona ripetizione dell’identico, ma come una mutazione incessante nella durata, come uno svilnppo continuo di forme nnove; e non lo fanno cominciare arbitrariamente dalla nebulosa primitiva, ma lo estendono all’ infinito nel tempo e nello spazio. Così inteso il determinismo è la negazione perfetta al predeterminismo e la sua espressione il contrario preciso di quella del Laplace: ogni fenomeno naturale, emergendo dal seno dell’ infinito e rappresentando il realizzarsi di nna serio infinita di possibilità, è l'equazione dell'infinito, ossin i 0  385  5 Equ l’imprevedibile, l’indeterminabile; cosicchè l’ipotesi di uno spirito infinito, che in base alla conoscenza attuale della natura ne ricostruisca a priori la storia passata, e lo svolgimento futuro, è, oltrechè inutile e indimostrabile, anche assurda. Cfr. Laplace, Introd. à la théorie analytique des probabilités, 1886, p. VI; Renouvier, Hist. et solution des problèmes metaphysiques, p. 168 segg. ; Bergson, L'érolution créatrice, 103 ed. p. 41 segg.; Stanley Jewons, The principles of science, 1877, vol. II, cap. XII, $ 9; C. Ranzoli, Il caso nel pensiero e nella vita, 1913, p. 130 segg. Equazione personale. T. Personalgleiohung ; I. Personal equation; F. Equation personelle. È la differenza di tempo con cui uno stesso stimolo è'sentifo da diverse persone. La constatazione di questo fatto, che diede il primo impulso alle ricerche della psico-fisica sulla durata dei fenomeni psichici, fa fatta la prima volta all’ Osservatorio di Greenwich. Si osservò che un assistente incaricato di segnare il momento del passaggio delle stelle sul filo, teso sopra Voculare del canocchiale e coincidente col meridiano del luogo, notava costantemente il passaggio delle stelle un minuto secondo più tardi dell’Osservatorio stesso. Fatte le opportune indagini, si potd constatare che codesta differenza si verifica sempre quando osservazioni simili vengono fatte do diverse persone, e si inventarono apparecchi appositi per misurare 1’ equazione personale, diversa nei diversi individui, ma pressochè costante nello stesso individuo; la misurazione di essa serve a correggere i dati «lolle osservazioni individnali. Cfr. Fechner, Elemente der Payohopysik, 1860 (v. tempo di reazione). . Equilibrio. T. (lechgewicht, Aequilibrium; I. Fquilibrium ; F. Équilibre. È la relazione esistente fra due corpi contigui, i quali, pur possedendo uno stato determinato di tendenza al movimento, rimangono tuttavia in riposo. In un senso più generale, e non puramente meccanico, si ‘lice che esisto equilibrio fra dne cause di canginmento, 25  RANZOLI, Dizion, di acienze filosofiche. Eu  388  qualunque siano queste cause e quel cangiamento, quando un sistema semplice o complesso, sottomesso a queste cause, non ne subisce alcun canginmento. Non bisogna tuttavia confondere l'equilibrio col riposo: un sistema è in riposo quando non è sottomesso ad alcuna causa nè interna nd esterna di canginmento. L'equilibrio si distingue ancho dall’ inerzia, perchè, mentro il concetto di equilibrio è una pura costruzione dello spirito, possibile solo in quanto esiste il concetto negativo di assenza di equilibrio, il concetto negativo di energia è d'ordine puramente ideale, non esistendo materia sprovvista d’ inerzin.  Nel dinamismo volontario 1’ equilibrio corrisponde alla perplessità in cui ci troviamo, quando la nostra volontà è sollecitata in senso opposto da motivi e mobili uguali ; la possibilità, in simile caso, della scelta, costituisco una prova di quella che dicesi libertà d’equilibrio.  Alouni psicologi chiamano senso dell'equilibrio quel sentimento particolare, che avrebbe sede nel cervelletto o nella base dei canali semi-circolari, per cui è possibile conservare al proprio corpo la giusta posizione © orientazione nello spazio; questo senso scompare in alonne malattie, © può essere sperimentalmente abolito negli animali mediante la distruzione di determinate parti del sistema nervoso centrale, Cfr. Mach, Grundlinion d. Lehre von den Bewegungsempfindungen, 1878; Grasset, Los maladies de l'orientation et de l'équilibre, 1901; Paulhan, Esprit logiques οἱ caprite Sanz, parte II, cap. I, $1; L. Amoroso, Sulle analogie tra l'e. meccanico e l'e. sconomico, Riv. di filosofia », aprile 1910. Equipollensa. T. (‘leichgeltung: I. Equipollence; F. Équipollence. È la relazione che intercede tra due concetti che si contengono a vicenda, che hanno cio la stessa entensione. Per alenni logici, due concetti equipollenti non sono che il medesimo concetto espresso con parole diverse; per altri, invece, sono equipollenti due concetti che hanno In stessa estensione ma divers comprensione, che cioè con 387  Equ-Ere notano diversamente lo stesso oggetto che denotano. Cfr. Rosmini, Logios, 1853, $ 389-391 (v. oonnotatiri). Equivalenza. T. Aequiralenz ; I. Equivalenoy ; F. Equivalence. Si dicono equivalenti due cose, ad es. due figure geometriche, quando non differiscono in nulla relativa mente all'ordine di ideo o al fine pratico che si considera. Equivalente meccanico del calore dicesi il numero dei kilogrammetri necessari in un corpo o in un sistema termicamente isolato, per accrescere d’una caloria la sus quantità di calore. Siccome la legge della conservazione della forza fu scoperta ο formnlata primitivamente nell’ equivalenza tra il lavoro meccanico e il calore, così la logge stessa dicesì anche legge di equivalenza. Equivoco. T. Aequivok ; I. Equivocation; F. Équivoque. E equivoca una parola quando ha più significati diversi, univoca quando non no ha che uno. Sopra il significato equivoco d’una parola si possono fondare molti sofiemi verbali, come l’anfibologia, la fallacia divisioni, l'accento, eco. Cfr. Aristotele, Categ., I; Metaph., IV, 4 (v. omonima). Eredità. T. Vererbung; I. Heredity; F. Hérédité, 11 fatto del trasmettersi delle proprietà degli organismi nei loro discendenti per mezzo della riproduzione. La aus formula ideale è: il simile produce il simile; oppure, como propone l’ Haeckel: l'analogo produce l'analogo. Vi sono d specie principali di eredità: la immediata, ciod la trasmissione diretta dei caratteri fisici ο psichici dei genitori ai figli; la atavioa, ciod la riapparisione di caratteri scomparsi da tempo più o ineno lontano. Vi sono pure due forme principali: la similare cioè la trasmissione inaltorata degli stessi caratteri, e la dissimilare, cioè la metamorfosi dei caratteri da una generazione all'altra. L'eredità può trasmettere tanto i caratteri normali che gli anormali; questa, che è detta eredità patologica, può avere due forme: l'una, detta eredità di germe, è la trasmissione diretta della malattia : l’altra, dotta eredità di terreno, è la tramminione ERE  388  di una predisposizione speciale a determinate malattie; alcuni biologi esclndono però l’esistenza della eredità di germe, non ammettendo che la seconda forma. Fra le leggi più generali dell'eredità sono: quella della eredità adattata ο aoguisita, per cui l'organismo può tranmettere ai discendenti delle proprietà che egli stesso ha acquistato durante la ana vita, © quella dell'eredità costituita ο iasata, per cui tanto più sicuramente si trasmettono le proprietà acquisite quanto più a lungo durano le cause che le determinarono. Dicesi eredità omoorona, quella che si manifesta alla stessa età; e. omotopa, quella in cni i caratteri si riproducono in siti corrispondenti del corpo ; ο. anfigona, quella per la quale tanto il padre che la madre riproducono nei figli i loro caratteri personali ; ο, sessuale, In logge per cni eiasonn sesso trasmette soltanto »’ suoi discendenti del medesimo sesso i suoi caratteri sessunli socondari ; e. abbreviata, per cui si saltano nell’ontogenesi alcune fasi o forme della filogenesi. Varie sono le ipotesi escogitate per spiegare i fenomeni ereditari, ma si può dire che nessuna ha raggiunto la certezza di una vera © propria dottrina scientifica. Sembra però indubbio che la trasmissione ereditaria avvenga per un passaggio diretto, dagli ascendenti ai discendenti, di una sostanza materialo apportatrice, se non dei singoli caratteri, almeno di una disposizione primigenia, onde quei caratteri vengono poi detorminati nel successivo differenziamento della cellulafiglia (quando l'organismo è monocellnlare), nella moltiplicazione e nell’ ulteriore differenziamento dei blastomeri © delle cellule elementari dei tessuti ed organi (quando l'organismo è pluricellulare). Questa sostanza materiale è il plasma germinatito, che la maggioranza dei biologi pone nel nucleo delle cellule sessuali, nucleo che perciò è stuto denominato l'organo della eredità. Quindi In trasmissione caratteri sarebbe dovuta alle minime particelle della sostanza vivente, siano esse le gemmule di Carlo Darwin.  389  Ekk-Eki le plastidule di Haeckel, i biofori di Weissmann, i granuli di Altmann, i eitoblasti di Schlater, ecc. Cfr. A. Weissmann, Das Keimplasma, eine neue Theorie d. Vererbung, 1894; P. Lucas, Traité de V'hérédité naturelle, 1847-50; Yves Délage, La structure du protoplasme et les théories de V'hérédité, 1895; ‘Th. Ribot, L’hérédité payohologique, 1884; G. Portigliotti, L'erodità comsanguinca, 1901 (v. pangonesi, perigenesi, idioplasma, germiplasma, epigencsi, embriologia, filogenesi, ecc.). Ereditarietà. La potenzialità ο la virtualità degli orgnnismi a trasmettere i loro caratteri ai discendenti per mezzo della riproduzione. Si distingue dall’eredità, che è il fatto reale ed attuale della tramissione dei caratteri dai genitori ai figli. In altre parole, l’ereditarietà indica una facoltà di cui l'eredità è l'esercizio. Eristica. Gr. Ἐριστική: T. Eristik; I. Erietio; F. Eristique, L’arte di disputare per disputare, di contraddire l’avversario ad ogni affermazione, senza l'intenzione positiva di provare qualche cosa. Sarebbe la degenernzione della dialettica. L’eristica trasse l’origine, secondo il Winokelinann, dagli enigmi e dai logogrifi che i savii della Grecia usnvano proporsi, ancora prima che sorgesse la filosofia ; fiorì specialmente nella scuola di Megara, fondata da Euclide; i filosofi che appartennero a codesta scuola furono detti eristici, appunto perchè disputatori sottili e spesso sofistici. Tattavis non bisogna confondere l’eristica colla sotistica, giacchè quella è una derivazione di questa. Tra gli argumenti dell’ oristica rimasero celebri specislmente due, il «mucchio » e la testa calva », la cui idea si fa risaliro n Zenone, adattandosi alle argomentazioni per cui si dimostra che è impossibilo la formazione delle grandezze mediante parti piccolissime. Uno dei più inosanribili nel trovare simili bisticei fa il megarico Diodoro Crono, del quale è rimasta la dimostrazione contro il concetto di possibilità: possibile è solo il reale, perchè un possibile, che non diventa reale, si dimostra appunto per ciò impossibile. Un Erm-Ekk  390  esempio di ciò che fu l’eristica ci è rimasto nell'Eutidemo di Plutone 6 nel nono dei Topici d’Aristotele. Malgrado il significato cattivo del vocabolo, il Rosmini usa Ta parola cristioa per indicare quolla parte della logica, che insegna l’arte di contendero con ragioni ed argomenti. Cfr. Diogene L., II, 107; Sesto Empirico, Adv. math., X, 85 segg.; Cicerone, De fato, 7, 13; A. G. Winckelmann, Platonie Buthydem., 1833, Prolegom. ο. Il; Rosmini, Logica, 1853, p. 310-315 (v. agonistica). Ermetismo. T. Hermelismus; I. Hermotiem ; F. Hörmétisme. L'insieme delle dottrine religione, scientifiche ο filosofiche contenuto nei libri attribuiti dagli Egiziani a Hermes Trismegisto o Mercurio. Questi libri, in cui è riussunta l’antica sapienza egiziana, furono riuniti la prima volta © tradotti in lingua latina da Marsilio Ficino ; però la loro antenticità è nessi dubbia. Cir. Marsilio Ficino, Morcurii Triemogisti liber de potestate et sapientia Dei, 1471. Errore. T. Irrtum; 1. Error; F. Erreur. E un ragionamento falso ο un'opinione erronea, cho si distingue dal sofiema, in quanto, mentre quello può essere involontario © nou dissimulato, in questo invece l’errore è più o meno abilmente rivestito delle apparenze del vero, ¢ come vero si cerca di farlo accettare agli altri. Da ciò seguo che l’errore non è mai affermato come tale; per una mente che erra, tutto quello che è affermato sembra vero e l'errore non esiste. Esso comincia ad esistere solo quando è stato scoperto. Nessun giudizio, quindi, può essore un errore per sè, ma tale divonta solamente dopo che è stato corretto. Per Cartesio il problema dell'errore sorge dal princi pio della reraoitas Dei, non potendosi comprendere come la divinità perfetta abbia potuto formare la natura umana tale che possa errare; egli ammette che solo le idee chiare © distinte esercitano una forza così preponderante sullo spi rito, che questo non può non riconoscerle, mentre di fronte alle rappresontazioni oscure © confuse esso conserva illi 391  Ekk mitata l’attività del suo libero arbitrio: così nasce Perrore, quando l'affermazione © la negazione si snccedono arbitrariamente, dato un inateriale di giudizio indistinto e oscuro. Per Spinoza Perrore è una mancanza di cognizione, cosicchè l’anima, in sè stessa considerata, non commette mai alcun errore: Cus) quando guardiamo il sole, imngininmo che si trovi a una distanza di circa cento piedi da noi, e tale errore non consiste in codesta imaginazione sola, ma in ciò che noi, mentre imaginiamo così il sole, ignoriamo la causa di tale imaginazione, così come la vera lontananza del sole ». Per Leibnitz l’errore è una privatio: «Io vedo una torre, che di lontano mi pare rotonda montre è quadrata. Il pensiero che la torre sis quale mi uppare, discende in modo naturale da ciò che vedo, ο quando rimango fermo in tale ponsiero, tale affermazione è un falso giudizio ». Per Hume invece l'errore consiste in uno soambio di rappresentazioni tra loro somiglianti; per Kant in un inavvertito influsso della sensibilità sopra 1’ intelletto, che fa sì che noi ritenismo per oggettivo il fondamento puramente soggettivo dei nostri giudizi © scambiamo quindi la pura apparenza della verità con la verità stessa ». Per il Rosmini l'errore consiste nell’assenso dato in senso contrario alla ragione; può quindi essere tanto un assenso gratuito, quando si dà ad un giudizio che pu esser falso, quanto uns conseguenza dell’assenso gratuito, quando è concesso sopra una ragione falsa; quando l’uomo dà l'assenso mosso da una ragione falsa e mediante un atto di libero arbitrio che dichiarò falso il vero, e vero il falso questo libero arbitrio, che invece di soguire la ragione data dall’intelligenza ne crea una (falsa) da vt, collocandosi nel luogo dell’intelligenza, è la facoltà dell’errore. La forza di questa facoltà dell’ errore è tale che non si può assegnarle limiti determinati, e però In storia della umanità dimostra che, verificandosi certe condizioni, ella si estende a dare l’assenso alle cose più strane e in 392  credibili, ο a negarlo alle più credibili e certe ». Por il Bradley tutto è upparenza nel mondo del pensiero umano, quindi tutto vi è errore, ma in ogni errore c’è una parto di verità, come in ogni verità c'è una parte di errore; onde si possono distinguere vari gradi, secondo che è nocossario sottoporre l'apparenza ad una nuova sistemazione per trasformarla in esperienza assoluta. Nel panteismo del Royce l’errore consiste nella inadeguatezza dello stadio attuale del processo volitivo ad esprimere il suo vero fine; poichè il fine non è sempre chiaramente presente alla coscienza, ma si passa da uno stato vago e indeterminato di inquietudine ad uno definito di volontà e di risoluzione, uttraverso il quale sono possibili gli errori riguardo all'intelligenza del nostro fine; in breve, l’errore è un contrasto tra la mia volontà parziale e il proposito finale che ho liberamente scelto.  Con l’espressione errore dei sensi, si designavano una volta quelle che oggi si dicono illusioni naturali dei sensi, come quella del sole che a noi sembra veder girare intorno alla terra, di un bastone per metà immerso nell'acqua che appare piegato, ecc. Nella psicologia sperimentale dicesi metodo degli errori un metodo che serve per stabilire i rapporti che passano in una scala di sensazioni tra ognuna di queste © gli stimoli corrispondenti. Esso può avere due procedimenti : uno, detto degli errori medi, è fondato sul principio che, quanto più piccola è la difforenza dell’eccitamento percettibile nella sensazione, tanto piccola sarà anche quella differenza di eccitamento, che non è percettibile; il secondo è fondato sul futto, che quando si fanno agire su un dato organo di senso due stimoli poco diversi I’ uno dall'altro, per le oscillazio della sensibilità di difforenza, o per altro, ora appare più forte il primo del secondo, ora all’inverso. Cfr. Descartes, Med., IV; Prine. phil., I, 31 segg.; Spinoza, Ethica, II, teor. XVII, XXXIII, XXXV, scol.; Leibnitz, Theod., I, B, 432; Hume, Treat., Il, sez. 5; Kant, Log., p. 77; Rosini, Logica, 1853, p. 25, 53 sogg.; Royce The world and tho individual, 1901, vol. I, p. 327, 384, 389; F. C. 8. Schiller, L'errore, Riv. di filosofia », aprile 1911; A. Marchesini, L'arte dell'orrore, 1906; E. Mach, Conoscenza ed errore, trail. it., Sandron. Esatto. T. Ezakt; I. Exact; F. Exact. Dicesi esatta una enunciazione, quando è adeguata a ciò che essa deve enunciare; in questo seriso esatto αἱ oppone quindi ad ambiguo. Nelle enuneiazioni che si riferiscono alla misura, l’esattezza consiste nell'essere la misura nd inferiore nd auperiore alla grandezza misurata. Diconsi esatte così le scienze matematiche, perchè, secondo la profonda intuizione del Vico, della materia di queste scienze, cioè le forme e i numeri, noi stessi siamo gli autori, noi stessi creandole per mezzo del ragionamento puro: esse quindi sono assolutamente vere 9 certe, mentre ciò non può dirsi delle scienze sperimentali, le cui conoscenze non sono che approssimative, essendo subordinate al grado di acutezza dei nostri sensi o alla perfezione dei nostri strumenti. Escatologia. T. Eschatologie; I. Eschatology; ¥. Esohatologie. Nella teologia dogmatica si designa così la dottrina delle ultime cose, le quali, secondo alcuni teologi, sono tre: risurrezione, giudizio, caugiamento della terra. In generale dicesi escatologia ogni dottrina che riguardi il destino finale dell’uomo e dell'universo, ο in questo senso il vocabolo è adoperato, oltrechè nella teologia, anche nella scienza e nella filosofia. Esclusive (proposizioni). Quelle proposizioni complesse © implicite, le quali esprimono che un dato predicato conviene a quel solo soggetto: ad es. Dio è uno solo. Possono essere rese esplicite, equivalendo a dne proposizioni: ad es. Dio è uno, e non più di uno. In generale, tutte le proposizioni affermative sono implicitamente esclusive, perchè negano tutto ciò che ripugna alla coesistenza col predicato attribuito al soggetto; questa negazione impliEst  394  cita è di due maniere: 1° Rispetto ad alcune cose, il predicato che si afferma del soggetto ha semplicemente la relazione di esclusività, onde quelle cose rimangono escluse semplicemente; ad es. dicendosi questo è un circolo », si esolude l’altra prop. contraria questo è un quadrato ». 2° Rispetto ad altre cose, ciò che si afferma nella proposizione non ha semplicemente la relazione di esclusività, ma anche quella di correlatività, in quanto ciò che viene affermato, nello stesso tempo che esclude quelle cose, implicitamente le afferma esistenti come correlativo; ad es. l'affermazione dell’effetto inchiude implicitamente l’affermazione della causa. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, p. 152. Esecuzione, T. Ausführung, Ezeoution; I. Ezeoution ; F. Erdoution. Nel processo d'ogni singolo atto volontario (rolisione) dicesi esecuzione il momento terminale del processo medesimo, ossia l’atto che consegue al prevalere definitivo d'una idea-fine nel conflitto dei motivi. L'esecuzione rappresenta nol processo volitivo il lato meceanico o materiale; la parte psicologica ed essenziale di esso è costituita invece dalla deliberazione ο dalla scelta (v. deliberazione, volontà). Esemplare. T. Exemplar; I. Exemplary; F. Exemplaire. Nei processi di finalità intelligente, in cui l’attività dell'ossere è diretta con mezzi noti ad un fine noto, dicesi causa esemplare il fino alla cui realizzazione l’essero tondo, © causa efficiente l’attività stessa che tale fine realizza. Si suol distinguere anche la causa esemplare dal fino: quella si ha quando l’attività dell’agento è essa stossa lo scopo, questo quando invece l’attività non è che un mezzo di cui lo scopo prefisso sarà l’offetto. Nella filosofia platonica lc idee sono modelli, paradigmi, cause esemplari delle cos, © quindi esistono per sò; ma esse non hanno causalità officiento e perciò questa deve trovarsi accanto a loro e concorrere con loro alla formazione del mondo; tale causa efficiente, che Platone toglie dulla credenza religiosa, è il Demiurgo (v. causa finale, finalità, fine, teologia).  395  Est Esistenza. T. Existenz, Dasein; I. Existence; F. Kzistence. Lo stato di una cosa in quanto esiste. Ha una maggiore ostensiono dei concetti di realtà ed attualità; si oppone al concetto di nulla, ed anche a quello di essenza in quanto questa è soltanto l'insieme degli attributi senza i quali la cosa non si potrebbe concepire, ma che non bastano n far sì che in realtà sia; in altre parole, l'essenza della cosa, una volta concepita, basta per dimostrarne lu realtà intrinseca, ma non la sussistenza. Dicosi esistenza per sè 0 in sè il fatto d’essere indipendentemente dalla conoscenza, sia dalla conoscenza attuale, sia da ogni conoscenza possibile; esistenza contingente, quella che non è contenuta nell’ossenza, esistenza necossaria quella che è contenuta. In questo senso il realismo dell'età di mezzo insegna che tra l'essenza e l’esistenza osiste un rapporto diretto, cosicchè quanto maggiore è l'universalità tanto maggiore è il grado della realtà, e Dio, che è l’essere più universale, è anche l’essere assolutamente realo, ene realissimum ; su ciò Ansolmo di Canterbury fonda, nel suo Monologium, la prova ontologica dell’esistenza di Dio, che si può riassumere così: mentre ogni singolo ente può anche essere pensato come non esistente, e perciò deve la realtà del suo essere ad un essere assoluto, questo, in quanto tale, devo essere pensato come esistento unicamente per sun propria essenza (ascitae), dove osistero ciuè per necessità della sua propria natura. In questo senso ancora, dice Spinoza: Alla natura della sostanza appartiene l'esistenza. Infatti una sostauza non può essere prodotta da alcuna altra cosa; essa sarà dunque causa di sò, ossia la sun essenza involgo necessariamente |’ esistenza, cioò alla sua natura appartiene d’osistore.  L'esistenza di Dio © lu sua ossonza sono una sola e medesima cosa.  L'essenza delle coso prodotte da Dio non involge l’esistenza ». Per Spinoza quindi, come per gli scolastici, l’esistenza è un predicato della coën ; per Kant invece essa non può essere un predicato, gineEsı-Esp chè il soggetto deve essere presupposto come esistente da tutti i predicati: L'esistenza è l'assoluta posizione di una cosa e si distingue da qualunque predicato, che come tale può essere posto sempre ad un’altra cosa in modo puramente relativo... Quindi l’esistenza non è manifestamente un predicato reale, cioè il concetto di un quid che possa essere mentalmente aggiunto al concetto di una cosa. Essa è la pura posizione d'una cosa o di certe determinazioni in sò stesse.... Cento talleri reali non contengono la minima cosa di più che cento talleri possibili ». Psicologicamente, il concetto di esistenza ha le sue radici nel sentimento del proprio io, che rimane continuamente presente fra il comparire e scomparire delle altre cose ; sentimento che viene poi trasportato per astrazione alle sensazioni stesse, riguardate come oggetti fuori di noi, e csteso infine a tutti quegli oggetti i cui effetti ci indicano un rapporto qualunque di distanza o d'attività con noi stessi. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik, 1855-70, t. III, p. 217 segg.; Spinoza, Hthioa, 1. I, theor. VII, XX, XXIV; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 472 segg. ; H. Spencer, Princ. of psychology, 1881, $ 59, 467 (v. es sere, ento, divenire, realtà, nulla, sussistonca). Esistenziali (giudizi) v. tetici. Esogamia. Quella forma primitiva di matrimonio poliandrico, in cui le donne vengono rapite alle tribù nemiche. Il matrimonio per cattura pare fosse determinato dalla scarsezza delle donne, poichè, praticandosi presso quelle tribù l’infanticidio, le più spesso sacrificato erano lo femmine. L’esogamia segna un passo nell’ evoluzione della famiglia, in quanto porta una limitazione alla poliandris. Cfr. Starke, La famille primitive, 1891 (v. endogamia, Ἰοτίγαίο, eterismo, matriaroato, famiglia). Esoterico v. esoterico. Esperienza. T. Erfahrung; I. Experience; F. Experience. Nella logica designa il metodo sperimentale, ο comprende  397  Esp quindi tanto l'esperimento propriamente detto quanto l’osservazione. Nella psicologia per esperienza s'intende In nostra facoltà di conoscere i fenomeni e si distingue in esperienza esterna cioè la sensazione, ed esperienza interna, ossia la coscienza; in un senso ancora più generale, ma sempre psicologico, per esperienza #’intende il fatto di provare qualche cosa, in quanto ciò non è nn fenomeno transitorio ma qualche cosa che arricchisce il nostro pensiero, ad es. esperiensa sociale, esperienza religiosa, ecc. Nelle scienze biologiche il termine ha un significato assai più vasto, intendendosi con esso l'insieme dei caratteri che l'individuo viene acquistando, nel sno adattamento all’ambiente © alle condizioni d’ osistenza; siccome tali caratteri possono trasmettersi per eredità nei discendenti, rimanendo acquisiti alla specie, così ai distinguo nna esperienza individuale © una esperiensa specifica. Nell’empiriocriticismo © nelle dottrine economiche della conoscenza, dicesi arperienza pura la conoscenza liberata da tutte le sovrastrutture e le aggiunte inutili, dalle forme artificiali proprie soltanto dell'intelletto umano (cansa, sostanza, tempo, ecc.), e ridotta in tal modo al puro dato immediatamente vissuto (sonsazione), a quel fondo di esperienza genuina e diretta in cui propriamente consiste la realtà. Cfr. Hodgson, The meta-physio of experionoe, 1898; Avenarius, Kritik d. reinen ErSahrung, 1904; Ardigò, Opere fil., vol. III, p. 266 segg. ; VI, 196 segg. Esperimento. T. Experiment; I. Experiment; F. Erpérience, Ezpérimentation. Coll’osservazione noi non facciamo che assistere allo svolgimento dei fenomeni, quali si producono in natura; l'esperimento consiste nell’intervonire nei fenomeni stessi, riproducendoli nelle condizioni più favorevoli per essero studiati. L'esperimento è dunque nina osservazione artificiale, e costituisoo un mezzo di ricerca superiore all'osservazione; infatti con esso possiamo produrre ripetutamente un fonomeno, isolurlo dalle cause Esp  398  perturbatrici, variare indefinitamente le circostanze della sun produzione, studiarlo partitamente sotto tutti i suoi aspetti. Il merito di aver introdotto l’esperimento nella ricerca scientifica, più che a Bacone e a Cartesio, vuol essere attribuito ai grandi genii del nostro Rinascimento, specio a Galileo; a lui si deve se la scienza, abbandonato il metodo aprioristico, adottò quell’ indirizzo sperimentale che doveva squarciare tanta parte del mistero ond’ era avvolta la natura; con lui 1’ esperimento non è solo una accorta domanda alla natura, ma à una operazione consapevole del suo scopo, onde le forme semplici dell’ sccadere vengono isolate, per essere sottoposte alla misurazione. Va notato però che non sempre l'esperimento è possibile, perchè in moltissimi casi In causa non è in nostro potere o non possiamo adoprarla in modo che la ricerca sia fruttifora. Cfr. J. Stuart Mill, Syst. of logie, 1865, 1. III, cap. VII; A. Valdarnini, It metodo aperimentale da Aristotele a Galileo, 1909. Esplicativo. T. Erklärend, erplioativ; I. Erplicatire : F. Ezplicatif. Che serve ad esplicare, vale a dire a descrivere ciò che era sconosciuto o a mostrare che un dato di conoscenza era implicito in una o più verità già ammesse. Per distinguerle dalle normative (logica, etica, estetica, ecc.), si dicono esplicative tutte le scienze naturali, le quali non hanno per compito di stabilire una norma suprema, ma invece di cercaro la causa per cui certi fenomeni naturali ei producono e per cui essi si spiegano. Alcuni logici chismano esplicativi quei gindizi in cui il predicato comprende nella propria estensione il soggetto, sta a sè, e suole grammaticalmente essere espresso da un sostantivo. Esplicito. T. Explicit, ausdrücklich ; I. Explicit; F. Explicite. Una nozione o un giudizio si dicono espliciti quando sono formalmente espressi nella proposizione. Le proposizioni esplicite appartengono alle proposizioni composto e possono essere congiuntive, disgiunlire, causali, condizionali e incidentali, Diconsi exponihili quelle proposizioni impli 399  Ess cite © complesse, che si possono rendere esplicite. Si distinguono in esclusire, ecoettuative, comparative, reduplicatire, determinatice, esornative. Essenza. T. Wesen; I. Essence: F. Essence. Come la parola sostanza (substantia) è la traduzione del greco broxslpsvoy, così l'essenza (essentia da cars = essere) è la tradazione esatta, data da Cicerone, del greco οὐσία (da εἷva: ossere). Ma nella filosofia greca essa non ebbe mai un significato preciso; usata per designare ciò che è sotto l'apparire dei fonomeni, ciò che persiste identico sotto la varietà ο la molteplicità di quelli, ciò che esce dal dominio della osservazione sensibile per entrare in quello della conoscenza razionale, l'essenza fu per tal modo identificata colla sostanza. Qualche volta soltanto fn adoperata per indicare ciò che αἱ aggiunge alla sostanza per darle determinazione e concretezza, e senza di cui la sortanza rimano una vuota astrazione, una semplice possibilità. Kant ne precisò meglio il valore, riducendola tuttavia ad una pura nozione logica; egli infatti distinse In essenza una cosa dalla sua natura; quosta designa ciò che v'ha di reale nella cosa che ci rappresentiamo, e non può essere constatata che per mezzo dell'esperienza ; quella invoce è determinata dalla semplice nozione che noi abbiamo della cosa, 9 può essere pienamente illusoria : L'essenza, egli dice, è il primo principio interno di tutto ciò, che appartione alla possibilità di una con... L'essenza è il contenuto di tutte le parti essenziali di una cosa, o In sufficienza (Hinlängliohkeit) del loro carattere di coordina zione e di subordinazione... Pereid αἱ riduce al primo concetto fondamentale di tutti i caratteri necessari di una cosa ». Ugualmente il Fries: L'insieme dei caratteri, che stabiliscono il contenuto di un concetto, ai chiama ancho l'essenza logica di questo concetto ». Codesto carattere logico e puramente astratto dell’ amenza  tant verso da quello attribuitole dalla filosofia green  ai trova Ess  400  per la prima volta negli scolastici. I quali considerarono la sostanza, sprovvista di ogni forma, come una realtà attuale, una esistenza positiva, ο l’essenza come l’ insieme delle qualità espresso dalla definizione, o dalle idee che rappresontano il genere e la specie, Così per G. Seoto l’essenza è quod perfootionem nature, quam definit, complet ac perficit. Per Duna Scoto, substantia duplex cet esse, sc. cose ementice et existentiæ. Individuum.... per se et primo ezietit, ossentia nonnisi per aocidene. Anche Cartesio conservò In distinzione fra i due vocaboli; ma, opponendosi agli scoInstici, considerò l'essenza non come una semplice astrazione, ma come il sostrato vero e reale di tutte le qualità ed i modi sotto i quali noi percepiamo un essere particolare, riserbando l’idea di sostanza, che è il grado più alto della realtà © dell'essere, a Dio. Ora, sottraendo dai corpi cid che non è essenziale, ciod i modi e le qualità sensibili, noi giungiamo u coglierne la vera essenza, ed è l'estensione ; come sottraendo ciò che non è essenziale dalla coscienza, si giunge a coglierne l’essenza, cioè il pensiero. Per Spinoza l'essenza d’ una cosa comporta ciò che, essendo dato, fa necessariamente che In cosa esista, © che, essendo tolto, fa necessarinmente che la cosa non esista, vale a dire ciò senza di cui la cosa non pnd nd esistere nd essere concepita, e reciprocamente, ciò che senza la cosa non può nd esistere nd essere concepito; quindi all'essenza dell’uomo non appartiene I’ essere della sostanza perchè l’essere della sostanza comporta l’esistenza necessarin, cosicchè se appartenesse all'essenza dell’ uomo, data la sostanza anche l’uomo sarebbe dato necessariamente, cosicchè l’uomo esisterebbe necessariamente, il che è assurdo. Da ciò risulta che l'essenza dell’uomo à costituita da certe modificazioni degli attributi di Dio ». Per Malebranche l'essenza di una cosa è ciò che si conce pisce di primitivo in codesta cosa, da cui dipendono tutte lo modificazioni che in ossa si notano ». Locke, riforen 401  Ess dosi alla noziono scolastica della essenza, dice: La parola essenza ha quasi perduto il suo primitivo significato, e in luogo della reale costituzione delle cose è stata quasi interamente applicata alla costituzione artificiale di genere © specie »; rifacendosi perciò al significato proprio ο primitivo, che si riferisco allo stesso esse della cosa, per essenza egli intende ciò per cui una cosa è quello che è, la reale costituzione interna, per lo più sconosciuta, della cosa, da cui dipendono le sue qualità conosciute ». Per Leibnitz è «la possibilità di ciò che si pensa »; per.J. Stuart Mill «la totalità degli attributi designati mediante la parola >; per Rosmini ciò che si comprende nell’ iden di una qualche cosa »; per Ardigò un gruppo più o meno stabilmente connesso di dati fenomenici, ossia l’aggruppamento di quegli atti coscienti, che accade si trovino costanti nella rappresentazione dell'oggetto ». Cfr. Prantl, Geschichte der Logik, 1855-70, III, 116 segg.; Aristotele, Met., VII, 4, 1030 a, 18 segg.; Cartesio, Princ, phil., I, 51 segg.; Spinoza, Ethica, II, def. II, teor. X, corol.; Malebranche, De la rech. de la verité, 1712, 11, 1; Locke, Essay, 11, cap. 3, $ 15; Leibnitz, Mouv. Kes., III, 3, $ 19; Rosmini, Nuoro saggio sull'origine del idee, 1830, II, p. 217; Ardigò, Op. fil, I, p. 63 segg.; 128 segg. (v. aocidente, sostanza, materia, forma, concetto, modo, attributo, ecc.). Essore. T. Sein, Soiendes, Wesen; I. Being; F. Être. L'idea di essero è considerata come la più universale ο quindi come la più semplice; perciò è in ad stessa indefinibile. Si è contrapposto all’essere: il nulla, considerato come principio ugualmente necessario ο primitivo dell’exsere, ma che non è, come idea, concepibile dalla nostra intelligenza se non in un senso puramente relativo; il direnire, ciod il cangiamento, mentre l’essere è la stabilità: Vesistere, ossia 1’ essere renle distinto dall'essere inmagi into Vexsera in sò, insomma ehe non nario ο semplicemente possibilo. Si è d vale a dire In sostanza, il soggetto, 28  Raxzon, Dizion. di scienze filosofiche, ha bisogno per essere di essere in un’altra coss, dall’essere per #2, che è ciò che, oltre essere in ad, non deriva la propria esistenza da un altro essere. Dicesi essere puro quello che è considerato indipendentemente dai suoi modi © dalle sue determinazioni; essere supremo, Iddio, concepito come assoluto, realissimo, infinito, necessario, immutabile ed uno, riassumente in sò sia la forma ideale che la reale e la morale; essere intelligibile ο logico, l'essenza © l’idea della cosa, cui si attribuisce una unteriorità logica rispetto all’essere conoreto nel quale si manifesta. Il concetto dell'essere comincia ad elaborarsi con la scuola elentica, e specialmente con Parmenide, per il quale l’essere è l'unico reale, l’unico nesoluto intelligibile, principio, condizione, legge e oggetto essenziale del pensiero, eterno, infinito, semplice, immutabile, indivisibile, perfettissimo, identico con la sua iden. Per Democrito l’ossere si fraziona negli atomi, per Platone #' identifica con le idee ; Aristotele definisce l’esistente como l’essere che ei sviluppa nei fenomeni stessi, cosicchè l’essere delle cose, conosciuto nel concetto, non possiede nessun’ altra realtà oltre l’insieme dei fenomeni in cui esso si realizza. Per Stratone © per gli stoici 1’ essere è determinato come la più alta delle categorie; per 8. Agostino l'essere reale è soltanto quello che permane immutabile, quindi la divinità; per 8. Tommaso il nostro intelletto conosce naturalmente l’essore, sul quale si basa la conoscenza dei principi primi: per Leibnitz noi possediamo l’idea dell’essere, perchè noi stessi siamo degli esseri e quindi troviamo l'essere in noi; per Kant essere non è il concetto di qualche determinazione che possa aggiungersi all’ idea di una cosa, ma è solo il fatto di porre una cosa o certe determinazioni in # «tosse. Per Hegel l'essere puro è l’astrasione pura, V’ essere assolutamente indeterminato ; ma l’ essere nasoIntamento indeterminato è 1’ essere che non è nulla, 1’ essere ὁ altra corn che l’essore, l’essoro e ciò cho non è  403  Est l'essere, in una parola 1’ essere e la sua negazione, il nonessere ». Secondo il Rosmini l’idea d’essere è innata e tutte le idee acquisite procedono da essa; egli distingue l’ensere necessario in sè, in tre forme; essere ideale, in quanto comparisce come oggetto e illumina le menti: es sere morale, in quanto determina il soggetto a sentire ed operare, secondo la norma dell’essero ideale; essere reale, in quauto comparisce come soggetto attivo che sente passioni ed azioni. Cfr. Kant, Krit. d. reinen Vern., cd. Roclam, p. 237, 472; Hegel, Logik, $ 86 segg.; Dauriac, Farai sur la cat. d’être, Aunée philos. », 1901; Rosmini, Nuoro saggio null’ origine dell’ idee, 1830, II, p. 15 segg. (v. ento, ontologia, divenire, nulla, esistenza, essenza, sussistenza, acvidente, sostanza, vuoto, ecc.). Estasi. T. Ekstase; I. Kontaxy; F. Eztase. 1 teologi la definiscono come un rapimento dello spirito, nel qualo l’anima umana, chiusa ad ogni voce terrena, comunica direttamente con Dio. Si chiama estasi, dice il Bontronx, uno stato nel quale ogni comnnicazione col mondo esterno è rotta e l’anima ha il sentimento di comunicare con un oggetto interno che è l'essere perfetto, l'essere infinito, Dio.... L’estasi è la riunione dell’anima e del suo oggetto. Neasun intermediario più tra essi : l’anima lo vede, lo tocca, lo possiede, è in lui come l'oggetto è in Ini. Non à più In fede che crede senza vedere, à più della scienza stessa, la quale non coglie I’ essere che nella sua idea: è una unione perfetta, nella quale l’anima si sente esistere pionamente, per ciò atesso che si dona e si rinuncia, poichè quello a cni si dons è l’essere ο In vita stessa ». La scienza In considera come un semplice stato di monoideismo, di annientamento della volontà e della personalità, in cui l’individno è fuori di ad, (ἀξίστημι = uscir di sè stesso). Un’unica rappresentazione, straordinariamente intensa, domina l’individuo assorbendone tntta l’attività e staccandolo dal mondo sonsibile. Questo stato pnd casera raggiunto ο naEst  404  turalmente o con processi artificiali, di cui abbonda la letteratura filosofica © religiosa dell'Oriente. Gli estatioi si distinguono in santi e demoniaci, a seconda del genio che li invade.  Plotino e Filone ebreo ponevano il supremo grado della virtù speenlativa nell’estasi, cioè noll’assorbimento del nostro essere individuale e del nostro pensiero stesso, in Dio o nell’Uno: L'anima non vede Dio, dice Plotino, che confondendo, facendo svanire l'intelligenza che in essa risiede.... Nessun intervallo più, nessuna dualità, tutt'e due non.fanno che uno; impossibile distinguere l’anima da Dio, finchè essa gioisce della sua presenza; l'intimità di questa unione è imitata quaggiù da coloro che, amando ed essendo amati, cercano di fondersi in un solo essere ». Cfr. Plotino, En». III, 11; A. Merx, Idee und Grundlinien einen Allgemeiner Geschichte d. Myatik, 1893; P. Janet, Une extatique, Bull. Inst. psychol. », 1901; Boutroux, Le myeticisme, Ibid. >, 1902 (v. monoideismo, ipnotismo, misticismo, suggestione). Si distingue alcune volte l'ESTENSIONE dallo spazio; quella ci è data dalle sensazioni tattili © cinestetiche, muscolari e visive, che noi abbiamo sia della forma e dimensione degli oggetti, sia del rapporto esterno tra di loro, in quanto coesistono, ossia della distanza; questo non è altro che l’oggettivazione del rapporto dei coesistenti, in quanto implicano la distanza e l'estensione. Oppure, lo spazio è il luogo reale, o ideale di tutti i corpi, la cui estensione non è che una porzione limitata di spazio; questo è illimitato, e le sue parti sono capaci di qualsiasi forma, senza averne, per sò stesso, alcuna. Secondo Hume l'estensione è idea di punti visibili o tangibili distribuiti nello spazio »; secondo Kant essa non appartiene alle coso in sò, ma è nna forma » priori dell’ intuizione; secondo Hartmann e Lotze l’estonsione non appartiene alle sensazioni primitive, ma è il prodotto di una funzione del 405  Est l’anima, che colloca spazialmente gli oggetti esteriori; secondo il Bain l’estensione risulta dal movimento delle nostre membra, a cui s’associano i movimenti d’accomodazione degli occhi. Il Rosmini distingue 1’ estensione dall’ esteso : con la prima intende lo stesso spazio considerato indipendentemente dai corpi, col secondo il corpo che occupa una parte dello spazio, vale a dire della estensione; la prima è infinita, immobile, indivisibile, ossia continus ed immodificabile, il secondo è invece misurabile, mobile, divisibile, modificabile. Quanto al concetto di estensione, inteso in senso generale, come comprendente ciod anche l’esteso, esso risulta secondo il Rosmini da due relazioni essenziali: considerata in sò stessa, l'estensione risulta da un rapporto di esterioritä di parti, per cui le une sono fuori delle altre ο tra un punto e l’altro è un dato continuo maggiore ο minore, per cui i punti non si possono toocar mai; considerata in rapporto col principio senziente, essa è n Ini condizionata e a lui inesistente, perchè il principio senziente apprende l’esteso in un modo inesteso.  Dicesi estensione, ο afora, © ambito di un concetto, l'insieme di tutti i concetti di oui il concetto dato è una determin: zione; ο, in altre parole, l’insieme di tutti i concetti nei quali il concetto dato è compreso e dei quali può essere affermato come attributo. Ad es. l'estensione del concetto uomo è data dai concetti europeo, asiatico, africano, francese, ecc. I logici esprimono il rapporto delle parti dell'estensione tra di loro mediante il simbolo dell’ addizione; ciò perchè, come gli addendi, le parti dell’ estensione xi escludono tra loro, e sommate insieme costituiscono il tutto. Cfr. Bain, The »ensen and the intellect, 1870, p. 371 sogg.; Ueberweg, System der Logik, 1874, $ 53; Rosmini, Psicologia, 1848, vol. II, p. 177 segg. (v. comprensione, distanza, spasio). Estensivo. ‘I. Ertonsir; I. Extensive; F. Ertensif. Tutto ciò che occupa uno spazio; si oppone quindi ad intensiro. Est  406  I fatti di coscienza sono per loro natura inten: surazioni psicometriche non rappresentano quindi che una rappresentazione estensiva dell’intensivo. Secondo Kant una grandezza è estensiva quando la rappresentazione delle parti rende possibile la rappresentazione del tutto, e quindi la precede necessariamente; e intensiva quando non è appresa che come unità, e la quantità non vi può essere rappresentata che avvicinandosi più ο meno alla neguzione. Soglia estensiva del tatto, dicesi il diamotro dei oircoli tuttili, rappresentato dalla superficie del derma in cui le due punte del compasso di Weber, o estesiometro, sono sentite come una punta sola. Cfr. Kant, Arit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 164 seg.; Fechner, Elemente d. Paychophyeik, 1860. Esteriore. T. scussor, Aussen; I. External; F. Estirieur. In generale, ciò che sta al di fuori di un’ altra cosu. Dicesi mondo esteriore o non-io il mondo sensibile, vale a dire l'insieme degli oggetti distinti da noi ο che sono la cause delle nostro sensazioni; il mondo interiore o Vio ci è conosciuto invece per mezzo della coscienza. Secondo il realismo ingenuo, che s'accompagne invincibilmente all'esercizio della nostra attività conoscitiva e pratica, il mondo esterno, le sue leggi e proprietà hanno una esistenza altra dal nostro pensiero o indipendente dallo percezioni che ne sbbiamo, le quali percezioni appsiono come la copia più ο meno osatta del mondo reale. Ma fin dal priucipio i filosofi groci cercarono di doterminare, sotto le mutevoli apparenze dol mondo esteriore, il fondo unico e permanente, il vero reale da cui tutte le mutazioni provengono e in cui tutte di nuovo si risolvono; stabilirono così un'antitesi tra ciò che @ © ciò che appare, tra esperienza ο riflessione, tra verità e opinione. Da allora, due problemi si imposero con forza sempre maggiore al pensiero filosofico: dato che noi sinmo chiusi nella nostra coscienza, dato che nella coscienza non ci sono che stati di  407  Est coscienza, come possiamo affermare l’esistenza di un mondo esteriore alla mostra coscienza? Dimostrata l’esistenza di questo mondo, qual'è la sua natura, quali le sue proprietà © in qual modo sono da noi conosciute? Naturalmente, le risposte furono diversissime: per alcuni filosof noi non possiamo affermare con certezza che gli stati della nostra coscienza, cosicchè l’esistenza di un mondo esterno è per lo meno ipotetica; per altri la sua esistenza è in dubbio, ma quale sia in sò stesso noi non potremo mai conoscere; per altri il mondo esterno, essendo pure di natura ‘spirituale, è conoscibile per analogia col nostro spirito, ece. (v. conoscenza, soggetto, oggetto, realirmo, idealismo, semelipsismo, percesionismo, ecc.). Esteriorità (giudizio di). Con questa espressione, usata specialmente nella filosofia francese, si desigua quell’ atto con cui proiettiamo fuori di noi le modificazioni produtte in noi dai sensi, attribuendole ad esseri distinti da noi ο di cui le nostre sensazioni sarebbero le qualità. È dunque la credenza nella esistenza del mondo esteriore, che si unisce alla sensazione e ci dà la percezione esteriore. Si contrappone al giudizio d’ interiorità, che è l’atto con cui gli stati psichici vengono riferiti al soggetto, cioè come propri di Ini (v. percesione). Esteriorissasione. T. Veriusserlichung ; I. Externalieation; F. Extériorisation. Con 1’ espressione estertorizzazione della sensibilità si designano alcuni fenomeni, non bene chiariti, nei quali la sensibilità di un individuo, durante il sonno ipnotico, si trasferirebbe fuori di lui, così da sentire, ad es. il dolore d’una puntura in una data regione del corpo, quando la punta non sia giunta aueoru a contatto con essa © sia tenuta alla distanza di qualche centimetro dalla regione stessa. Col termine esteriorizzazione si suol anche designare la proiezione della modificuzione determinata dal senso, cioè dal dato della sensazione, fuori di noi, all'oggetto che di essa è In causa oggettiva; Esr  408  è con tale esteriorizzazione, che avviene specialmente per le sensazioni visive e uditive, che noi acquistiamo la conoscenza del mondo esterno. Cfr. Ardigò, It fatto psicologico della percezione, in Op. fil, IV, p. 343 segg. (v. percezione, soggetto, oggetto, realismo, idealismo). Estesiometro. Strumento assai semplice, che servo a misurare ln sensibilità tattilo, ed è derivato dal compasso di Weber. Esso si compone di dne punte di metallo, fissate a perno sopra un’asticella divisa in millimetri : le due punte, messe più o meno divaricate a contatto col derma, sono sentite come una o come due, a seconda della maggiore o minore sensibilità della parte toccata. Cfr. Fechner, Elemente d. Peychophysik, 1860 (v. circoli tattili). Estetica (αἴσδησις = sensazione). T. Aesthetik; I. doathetios; F. Esthétique. La scionza del hello, o filosofia dell’arte, Il nome e la dignità di scienza le vennero dal Baumgarten, discepolo di Cristiano Wolff; tuttavia, fuori che per coloro i quali, come il filosofo tedesco, considerano il bello come una sensazione o un sentimento, il nome non sembra molto appropriato, data la sua etimologia; infatti fu pdoperato dal Kant nella Critica della ragion pura per designare lo studio della sensibilità ο delle forme pure del senso. Nell'antichità le questioni relative al bello, non si distinguono da quelle anl bene ο sul vero; perciò lo studio di esso fa parte della morale, della logica e della politica. Il solo Plotino ci ba lasciato un trattato veramente importante intorno al hello, che egli considera come il trionfo dello spirito sulla materia: degli altri Platone non se ne oconpa che saltuariamente, Aristotele lo studia soltanto in rapporto alla tragedia, 8. Agostino nella musica, Longino nella rettorica, Orazio nella poesia, Quintiliano nell’arte oratoria. Nei tempi moderni lo studio più poderoso intorno all'estetica fu fatto da Emanuelo Kant, che si giovò delle ricerche compiute precedentemente dai sensisti inglesi, dal Winckelmann e dal Les 409  Est sing. L'estetica di Kant, che entra nella Critica del giudizio, si distingue in due parti, di cui l’una si occupa del Bello l’altra del Sublime; tanto l’uno che l’altro sono oggetto dei giudizi estetici, che hanno per carattere comune di essere disinteressati, di non dare conoscenza, di riguardare l'oggetto solo in quanto è rappresentato, e di pretendere al consenso universale sebbene non siano logi: Kant distingue accuratamente il bello dal sublime, dal vero, dal buono e dall’aggradevole; quanto al criterio del bello, egli lo fonda sopra uns particolare sensazione, rendendolo così affatto soggettivo.  L'estetica, intesa in senso largo, comprende tre parti: una generale, che determina i caratteri dell’ idea del bello, la natura e il fine dell’arte in generale; una spooiale, che fissa la natura, i limiti, la posizione e le norme delle arti particolari; una storica, che studia l'evoluzione dell’arte nelle diverse epoche dell'umanità, Cfr. Baumgarten, Aesthetica, 1759; Kant, Krit. d. Urteilakraft, 1878, p. 39 segg., 56 segg.; Lipps, Grundlegung d. Aesthetik, 1903; Id., Die aesthetisohe Betraohtung, 1906; Dessoir, Aesthetik und allgemeine Kunaticissenschaft, 1906; M. Neumann, Einführung in die Acsthetik d. Gegenwart, 1908; Ch. Lalo, Introd. à l'esthétique, 1912; Id., L'esthétique experimentelle contemporaine, 1908; 8. Witasek, Prinoipi di estetica generale, trad. it. Sandron; Manfredi Porena, Che cos'è il bello, 1905; G. Fanciulli, La cosoienza estetica, 1906; A. Rolla, Storia delle idee estetiche in Italia, 1904; B. Croce, L'estetica come scienza dell’ capressione, 1909; A. Tari, Saggi di estetica ο di metafisica, a cura di B. Croce, 1910 (v. dello, comico, sublime). Estetismo. T. Acethetismus; I. Acstheticiem; F. Esthefirme. Nell’ estetica dicesi estetismo o estetioismo, per opposizione a storicismo, quell’ indirizzo che attua la critica d’arte con criteri esclusivamente estetici; per esso l’arte è opera d’ intuizione e quindi dev’ essere oggetto d’ intuizione da parte del critico, mentre i dati storici sono un iugombro e un ostacolo alla impressione immediata, In filosofia dicesi così, in senso dispregiativo, quel modo di ragionare, di speculare, di discutere il quale consiste in un semplice giuoco di parole ὁ di idee, in un formalismo vuoto ed astratto che, per quanto possa sembrare talora clegante, non fa procedere d’un passo la ricerca del vero. Esso è dunque più che altro una tendenza, che ha lo sue origini nella coltura e nello attitudini mentali dell’ individuo. Kant la chiamava filodozia. Infine, la parola estetiamo usasi talora in senso non dispregiativo, per denominare quei sistemi filosofici che pongono nell’ universo una finalità morale ed estetica, che considerano come vera realtà non la necessità dol fenomeno ma il mondo illuminato dalla luce dell’idea di libertà © di bellezza, e fanno quindi dell’ ispirazione artistica il vero stromento della filosofia; in tal senso è estetismo la filosofia del Ravaisson, per il quale la bellezza, e specialmente la più divina e la più perfetta, contiene il segreto del mondo », e il processo cosmico, anzichè un meccanismo di moti necessari ed eterni, è la perenne creazione di un’opera d’arte meravigliosa; ed è un estetismo il sistema del Boutroux, per il quale le leggi naturali non hanno nulla di assoluto e di eterno, risolvendosi în «leggi morali ed estetiche, espressioni più o meno immediate della perfezione di Dio, preesistenti ai fenomeni e supponenti degli agenti dotati di spontaneità >. Cfr. Kant, Krit. d. r. Vern,, prof. alla 33 ed., § 16; Ravuisson, La phil. on France, 1889, p. 322; Boutroux, Science et phil., Revue do metaph. >, nov. 1899; A. De Rinaldis, La coscienza del‘Parte, 1909; G. Natali, Storicismo ed estetioismo, Riv. di filosofia », ottobre 1909 (v. verbaliemo). SERBATI designa estra-soggetto l'insieme delle cose estranee al soggetto intelligente, e che come tali vengono da lui percepite al di fuori; però, appunto per questo atto percettivo, l’estrasoggettivo diviene in qualche modo soggettivo. Il nostro stesso corpo può venir percepito da noi sia soggettivamente, mediante il sentimento fondamentale per cui sentismo la vita essere in noi, sia estrusoggettivamente mediante i cinque sensi per cui esso è percepito come qualunque altro corpo © non come partecipe egli stesso di sensibilità. Cfr. Rosmini, Pricologia, 1846, vol. I, p. 97 segg., 157 seg. (v. oenestesi, ente). Estrinseco. T. Auesserlich; I. Extrinsio, extrinscval ; F. Extrinedque. In generale, ciò che non è compreso nel. l'essenza dell'essere © nella definizione dell’ides di cui si tratta. Nella logica diconsi estrinseche o esterne le denom nazioni, che consistono in rapporti della sostanza con qualche altra cosa che non è essa stessa. Bi dice che una cosa © un'azione hanno un ralore estrinseco, quando non sone per sè stesse un fine, ma valgono soltanto come mezzo ad un’altra cosa. Cfr. Logique de Port-Royal, parte 1, cap. 2. Eterismo. T. Heterismus ; I. Heteriem; F. Hélérieme. Il Bachofen designs con questo nome, entrato ormai nella terminologia sociologica, lo stato iniziale di vita promiscua in cui si trovò l’umanità. In tale stato, descritto gid u colori tanto vivi da Luerezio, non esisteva alcuna forma di istituzione sociale o familiare, e gli uomini vivevano in lotte continue tra di loro, fomentate sopratutto dal possesso delle donne. All’ eterismo sarebbe succeduto il primo embrione di famiglia, a base materna. Cfr. Bachofen, Jas Mutterecht, 1861 (v. matriaroato, esogamia, endogamia, lerirato, famiglia). Eternità. T. Ewigkeit ; I. Eternity; F. Éternité. In senso filosofico, l'eternità è l’immutabilità, ciò che è superiore ud ogni variazione. Perciò il tempo, anche se concepito senza principio e senza fine, è infinito ma non eterno, perchè esso perpetuamente trascorre è diviene. L’eternita è l'essere, quale fu già concepito dai filosofi greci, 1’ essere perfetto, uno, immutabile, senza successione, e quindi senza tempo. In questo senso Boezio distingue |’ eterno dal perpetuo : Eternità è l’intero e simultaneo possesso Ere  419  di una vita interminabile; ciò meglio si paless dal confronto di essa con le cose temporali. Tutte le cose che vivono nel tempo presente procedono dal passato ‘e’ vanno al futuro, © ninna è collocata nel tempo in modo da poter abbracciare tutto lo spazio della propria vita, poichè non possiede ancora il domani, ha già perduto I’ jeri, e nella vita d’oggi vive un incerto e transitorio momento. Se adunque si misura la vita di chi è soggetto al tempo... alla stregua della eternità, non giungo a tal punto ds doversi stimare eterna; e quantunque comprenda uno spazio infinito, pure non tutto lo abbraccia, mancandogli il passato © il futuro.... Se pertanto vogliamo dar nomi giusti alle cose, chiameremo Dio eterno e il mondo perpetno ». Una distinzione analoga è fatta da 8. Agostino: Si recto discornuntur acternitas ot tempus, quod tempus sine aliqua mobili mutations non est, in aeternitate autem nulla mutatio cal, quis non videat, quod tempora non fuissent, nisi oreatura fierot, quae aliquid aliqua mutatione mutaret? » In un senso più comune, l’eternità è invece il tempo senza limiti nd nel passato, nd nel futuro. Nella scolastica l'eternità era appunto concepita in questo modo, © perciò era distinta in aeternitas a parte ante, ossia il tempo infinito già trascorso, © aeternitas a parte post, ossia il tempo infinito che deve trascorrere; all'anima umana non era attribuita che questa seconda eternità, a Dio entrambe. Per Giordano Bruno il mondo è eterno e soltanto lo sue forme sono mutabili; per Spinoza l'eternità è propria della divinità e dei suoi attributi, che perciò sono immutabili; Kant sopprime la contraddizione tra an tempo infinito e l’origine del teınpo, considerando il tempo come una forma oggettiva, valida soltanto nel dominio dei fenomeni: perciò le due proposizioni: il mondo ha prineipio nel tempo », il mondo non hs alcun principio » sono ugualmente false. Cfr. Aristotele, Phys, IV, 12, 221 b; Boezio, De consol. phil, V, 6; 8. Agostino, De cir. Dei, XI, 4, 6; Bruno,  413  Ers-Erı De la causa, disl. V; Spinoza, Ethica, I, def. vin, teor. 7, 19, 20, ece.; Kant, Krit. d. reinen Fern., ed. Reolam, Ρ. 354 ségg. (v. aevum, durata, tempo). Eterogeneo. I. Heterogen, ungleiohartig ; I. Hoterogencous ; F. Hétérogene. Ciò che è composto di parti che diversificano tra loro in qualità; 1’ omogeneo è invece ciò di cui tutte le parti sono della stessa natura. Secondo lo Spencer, l’evoluzione consiste in un passaggio dall’ omogeneo all’ eterogeneo, dall’ indifferenziato al differenziato. Cfr. Spencer, First principles, 1884, cap. XIV-XVIII (v. indistinto, evolusionismo). Eterogenesia. T. Heterogenesie; 1. Heterogenesy ; F. Hétérogènesie. Nella biologia si designa con questo termine una qualsiasi deviazione organica, consistente in una anomalia nel numero degli organi ο nella loro posizione.  Por contrapposizione ad omogenesia, che è la proprietà per cui due organi di sesso opposto tendono a fecondarsi reciprocamente, il Broca chiama eterogenesia 1’ impossibilità di fecondazione tra due germi di sesso opposto, pur avendosi I’ nccoppiamento.  Col termine eterogenia si designa invece la generazione animale senza genitori, cioè la generazione spontanea (v. omogenesia, teratologioo, ibridismo). Eteronomia (ftep0¢ = diverso, νόμος = legge). T. Heteronomie; I. Heteronomy; F. Hétéronomie. Può essere adoperata in due modi diversi: nell’ uno vale anomalia, deviazione delle leggi ordinarie, nell’ altro si contrappone ad autonomia e designa il fatto di un essere che non ha in sò stesso la ragione e la possibilità di operare, ma è sottoposto passivamente all’azione di cause esterne, che gli si impongono ο lo dominano (v. libero arbitrio, delerminiamo, autonomia). Etica, Gr. Ἠθική; Lat. Ethioa; T. Kthic; I. Ethica; F. Ethique. E sinonimo di Morale; questa infatti vieno dal latino mos, quella dal greco 790g, che significano entrambi costume, abitudine. Aleuni vorrebbero forse riservata a deErn  414  signore la scienza morale, serbando la parola Morale a designare il fatto della morale, la moralità; altri chiamano etica ogni dottrina naturalistica senza principj speculativi nd obbligazione mistica, morale ogni dottrina che pretende fondare sopra principj teorici una teleologia ideale e nna obbligazione; altri ancora propongono di chiamare etica la scienza cho ha per oggetto immediato i giudizi di valutazione sugli atti detti buoni o cattivi, etologia o etografia la scienza che ha per oggetto la condotta degli uomini, indipendentemente dal giudizio che gli nomini fanno di codesta condotta, e morale l’ insieme delle prescrizioni ammesse ad un’ epoca e in ‘una società determinata, lo sforro per conformarsi a codeste prescrizioni, l'esortazione a seguirle. I filosofi kantiani distinguono generalmente l'etica dalla morale, ponendo la prima al di sopra della seconds: La morale in generale, dice Schelling, pone un comando che non si rivolge che all'individuo, e non esige che l’assoInta personalità dell’imdividuo; l’etien pone un comando che snppone una società d’ esseri morali e assicura la personalità di tutti gli individui per ciò che essa esige da ciascuno d’ essi ». Per Hegel l'etica designa specialmente il regno della moralità, la morale il dominio dell’ intenzione soggettiva. Cfr. Schelling, Sämélioho Werke, I, 25 Bulletin de la soo. frang. di philosophie, Anno V, n. 7 (v. bene, morale). Etnografia. T. Etnographie; 1. Ethnography: F. Ethnographie. Questo vocabolo si cominciò sd usare etl principio del secolo scorso, specie dal Campe, come sinonimo di descrizione dei popoli e delle razze umane. Il Wiseman la definì come la classificazione delle rarze per mezzo dello studio comparato dei linguaggi. L’etnografia appartiene allo scienze antropologiche, e nella parte generale tratta le questioni relativo alle origini, alle migrazioni, ni caratteri fisici © psichici dei popoli; nella parte speciale studia i rapporti dei vari popoli coi tipi fondamentali, la storin, le manifestazioni sociologiche e religiose, i fenomeni biologici. Cfr. Topinard, Anthropologie, 1884, p. 7, 433 (v. antropologia). Etnologia. T. Ethnologie; I. Ethnology; F. Ethnologie. Questo vocabolo sorse più tardi di etnografia ο designa, secondo il Broca, quel ramo delle scienze antropologiche che s’occnpa della descrizione particolare ο determinazione delle razze, lo studio delle loro somiglianze ο differenze, così sotto il rapporto della loro costituzione fisica come sotto quello dello stato intellettuale e sociale, la ricerea delle loro affinità attuali, della loro ripartizione nel presente e nel passato, del loro compito storico, della loro parentela ‘più ο meno probabile ο della loro posizione rispettiva nella serie umana ». Non bisogna dunque confonderla con l'etnografia, che è la parte descrittiva ο generale della scienza dei popoli. Cfr. Topinard, Anthropologie, ethnologie et ethnographie, Bull. soc. d'anthropologie », 1876; Id., Anthropologie, 1884, p. 8 seg.; F. Griibner, Methode der Ethnologie, 1911. T. Ethologie; I. Ethology: F. Ethologie. Nome dato dallo Stuart Mill alla scienza dei caratteri individuali, che altri designa col nome di caratterologia. Si fonda Λοpra la psicologia, ma se ne distingue in quanto questa hn per oggetto la conoscenza delle leggi semplici dello spirito in generale, ed è peroid una scienza d'osservazione e d’ esperimento, l’etologia invece è una scienza interamente induttiva, cercando di seguire le operazioni dello apirito nelle combinazioni complesse determinate dalle circostanze. Lo scopo fondamentale della etologia è la classificazione dei tipi dei caratteri. La classificazione più antica ο comune è quella ippocratico-galenica che, basandosi sulla credenza che 1’ indole degli individui dipendesse dal prevalere nell’ organismo degli umori (sangue, flemma, bile gialla ο bile ner) riconosce quattro caratteri fondamentali: sanguigno, bilioro, melanoonico, flemmatico. Molti filosofi moderni accettano, Eup-Eur  HR  consistere la felicità nella calma, nella tranquillità, nella liberazione dalle passioni e dai desideri, ο nell’ estasi, che è una immedesimazione con Dio (stoicismo, neoplatoniamo); infine l’eudemonismo pessimistioo ο negativo, per il quale la vita è intrinsocamente infelicità e non merita quindi di essere vissuta. Per Kant la morale eudemonisticn è il tipo della morale falsa, perchè è eieronoma, ossia perchè rende la ragione pratica dipendente da qualche cosa data esteriormente ad essa; la morale vera non può dipendere da nessuna volontà esistente empiricamente, non dove essere un mezzo in servizio di altri scopi, è, in altre parole, un precetto puro, un imperativo categorico ; lo sforzo verso Ja felicità non è un bisogno della ragione, esisto empiricamente, cosicchè ogni morale eudemonistica mena alVesplicito imperativo ipotetico, risolvendo le leggi morali precotti della prudenza ; se, dico Kant, la natura avesse voInto destinarci alla felicità, avrebbe fatto meglio a fornirei di istinti infallibili, invece che della ragion pratica della coscienza, che è incessantemento in conflitto con i nostri impulsi. Cfr. Aristotele, Ethica, 1. 1 ο 10; Kant, Grundlegung zur Metaphysik der Sitten, 1882, IV, 395; Paulsen, System der /hik, 1888, t. I, 1. 11, cap. 1; M. Heinze, Der Eudämoniemus der Griechischen Philosophie, 1383; Bain, Mental and moral science, 1884; A. Marrot, Life and happines, 1889; Wundt, Eihik, 1892, p. 508 segg. (v. attivismo, energiemo. interesse, piacere). Eudemonologia. T. Kudämonologie; I. Eudaemonoloyy; F. Eudemonologie. Dottrina che tratta della felicità che consegue al bene morale, e del modo di svolgerla, Coscienza endemonologica, si dice il giudizio che gli esseri intelligenti fanno del proprio stato di piacere; 6 bene endemonologico la stessa felicità che κ’ accompagna al bene morale. Enforia. Termine usato especialmente nella psichintri per designare quello stato di intima serenità ο di contentozza, che è proprio di alenne malattie mentali, specie della mania e della forma espansiva della demenza paraica, ma che può anche ensere l’effetto iniziale di corte sostanze, come l’oppio, la morfina e la cocaina. Lo stato di euforia varia da un soggetto all’altro, secondo I’ eccitabilità individuale del sistema nervoso contrale, l’educnzione, la cultura, ece.; in generale, caso consiste nella soppressione di ogni percezione dolorosa, eccitamento delle funzioni intellettuali, dimenticanza di ogni noia ο dolore morale, senso di dolce calore al capo e di leggerezza delle membra. Cfr. Quincey, Confensions of a english opiumeater, 1890; Chambord, I morfinomani, trad. it. 1894. Evemerismo. T. Euhemerismus; I. Euhemeriem ; F. Erhémérisme. Dottrina religiosa, che ebbe molti partigiani cos fra gli antichi come fra i moderni. Ni denomina così dal nome del suo fondatore Evemero, filosofo della scnola cirenaica, che visse nella seconda metà del secolo IV n. C. Egli sosteneva che tutte le leggende intorno agli dei erano stato avvenimenti reali, ma terrestri e umani; 6 cho gli dei stessi altro non erano se non uomini vissuti in tempi remoti, i quali, avendo colpita l’imaginazione degli uomini o per la loro virtà, ο per il loro coraggio, 0 per ln loro forza, erano stati dopo morte divinizzati. Così Giove sarebbe stato un antico ro di Creta, come proverebbe l’esistenza in codesta isola della sua culla. Ma la moderna scienza mitolo; ha dimostrato falso codesto modo di spiegare l'origine dei miti. Cfr. Cicerone, De nat. deorum, 1, 42. Eventa. Lucrezio, traducendo i συμπτώματα di Epieuro, chiama così, distingnendolo dai coniunota, lo proprietà o qualità eventuali delle cose, che sono estranee alla corporeità di esse, che cioè possono anche mancare sonza cho perciò una cosa cessi di exsero quello che è ». Tali sarebbero, per l’nomo, lo schinvità, In povertà, In ricchezza, la libertà, ecc. Siccome poi tali erenta noi li pensiamo in relazione al tempo, così il tempo e V erento Evi-Evo  420  degli eventi; vale a dire che il tempo si concepisce non in relazione coi corpi, ma coi caratteri eventuali dei corpi, ο che mentre questi si conoscono per mezzo dei sensi, il tempo non si conosce che per una inferenza dai sensi. Cfr. Lucrezio, De rer. natura, 1. I, v. 449-463; Diogeno Laerzio, X, 38, 51 (v. accidente, attributo, adiafora). Evidenza. T. Evidenz; I. Evidence; F. Evidenoe. Bi può definire come una verità così chiara e manifesta per sè stessa, che lo spirito non può rifiutarvisi. L’evidenza dicesi razionale quando risulta da un ragionamento, sensibile © sperimentale quando risulta dalla constatazione di un fatto. Si distingue dalla certezza, che è nno stato puramente mentale, © cioò lo stato del pensiero che si crede in possesso della verità; ma questo può esser dato anche dall’errore, mentre soltanto la verità può essere evidente. Epicuro pone come criterio del vero il sentimento della necessità con cui la percezione entra nella coscienza, ossia quell’ esser manifesto, quell’ evidenza (ἐνάργεια) con cui l'ammissione del mondo esterno è legata nella funzione dei sensi; ogni percezione come tale è vera ed incontestabile, sussisto per sò stessa indipendentemente da qualsiasi motivo. Cartesio pone l’evidenza come criterio della verità ; nulla è vero se non ciò che è evidente, e tutto ciò cho. è evidente è vero; a sua volta è evidente tutto ciò che è chiaro e distinto come la coscienza di sò, quod lumine naturali clare et distinote percipitur; ora, essendo solo giudice dell’ evidenza delle cose lu ragione, essa dove infine decidere tanto di ciò che è la verità come di ciò che è l'errore. Questo principio della certezza egli lo contrappone al principio d’antorità, che aveva dominato durante tutta P etd di mezzo. Cfr. Diogene L., X, 32, 52; Descartes, Princ. phil, I, 45; Wundt, Logik, 1893, I, 74-78 (v. cogito ergo sum). Evoluzione. T. Evolution, Entiriokelung: 1. Evolution; F. Frolution. Termine dal significato molto vago, che può in421  Evo dicare tanto lo sviluppo lento e graduale per opposizione a rivoluzione, quanto la trasformazione da forme basse © semplici a forme più alte e perfette, quanto lo svolgimento di un principio interno, originariamente latente e che a poco a poco si manifesta all’esterno. Nel linguaggio filosofico il vocabolo è usato più spesso ad indicare un processo di trasformazione, diretto in un senso costanto © percorrente una serie di fasi, delle quali si può assegnare in precedenza la successione; questo processo può attuarsi tanto nella roaltà materiale (mondi, organismi) quanto nella realtà spirituale (diritto, moralità, linguaggio, arte, religio ne), ma implica sempre una variazione così in senso qualitativo come in senso quantitativo; e poichè ogni sistema che si svolge è unità ‘nella molteplicità, 1’ accrescimento si riferisce così all’unità come alla molteplicità (intograzione e differenziazione). Cfr. Richard Gaston, L'idée d’érolution, 1902; Romanes, L'evoluzione mentale dell’ uomo, trad. it. 1907; De Sarlo, Il significato filosofico dell’ eroluzione, Cultura filosofica », Inglio 1913 (v. eroluzionismo, darwinismo, neo-lamarkismo, progresso, trasformismo, ccc.). Evolusionismo, T. Ecolutioniemus, Entwiokelungatheorie; I. Evolutioniem; F. Frolutionisme. Dottrina filosofica, da non confondersi col trasformismo, e che pone l'evoluzione per spiegare tutti i fenomeni naturali cogli organici. Lo Spencer, che si considera come il capo dell’evoluzionismo definisco l'evoluzione così: un'integrazione di materia accompagnata da una dispersione di movimento, durante la quale la materia passo da una omogeneità indefinita © incoerente ad una eterogeneità definita ο coerente, ο durante la quale anche il movimento, che è conservato, subisco una trasformazione analoga ». Mediante tale processo dalla nebulosa primitiva, che rappresenta il mussimo dell’ indeterminatezza ο della omogeneità, si è formato il sistema solare; poi sul piccolo globo della terra si sono venite distendendo masso viventi le quali, sottoEy EXO  422  poste a diverse influenze, si sono differenziate, dando luogo alle specie multiple delle piante ο degli animali; in questo mondo animale, per una differenziazione sempre crescente, s'è venuta svolgendo la vita dello spirito: linguaggio, religioni, istituzioni politiche, arti, scienze, ecc. Si hanno così tre forme principali di evoluzione: inorganica, organica, e superorganica. Ma va notato che lo Spencer considera l'evoluzione come l'ipotesi più accettabile, non come una legge avento valore ussoluto; e che per di più ossa non ci svela, secondo lo stesso filosofo, la natura intima e la genesi delle cose in sè, ma soltanto la loro genesi in quanto si manifestano allo spirito umano. Cfr. Spencer, First principles, cap. XVII; Baldwin, Derelopement and erolution, 1902; Richard Gaston, L'idée d'évolution dane la nature et dans l'histoire, 1902; Delage et Goldsmit, Les théories de l'évolution, 1910; E. Clodd, I pionieri dell'evoluzione, trad. it. 1909; V. Ducceschi, Evoluzione morfologica ed er. chimica, 1904; C. Fenizia, L'evoluzione biologica e le sue prove di fatto, 1906 (v. cosmogonia). Ex concessis. Termine della scolastica, con cui si designa quella forma di argomentazione sillogistica nella quale la premessa maggiore, quantunque falsa, è accordata per vora. Tale argomento non dimostra quindi per sè ma relativamente, 0, come dice Clemente Alessandrino, concludere ex concessia est raliooinare, conoludere autem ex veris est demonatrare. Cfr. Clemente A., Strom.. VIII, 771. Exoterico. Gr. Ἐξωτερικός; T. Ezoterisch ; I. Eroteric; F. Exoterique. Da principio il vocabolo, che signitica esterno, fu adoperato per indicare i libri aristotelici d’ argomento non strettamente scientifico, per opposizione ai libri enoterici. In generale dieosi esoterica una dottrina che vien insegnata soltanto agli iniziati, mentre ai profani ne è resa impossibile la conoscenza per ln voluta oscurità sotto cui è velata. Più specialmente dicesi esoterico I’ insegnamento filosofico che Aristotele impartiva la mattina ai propri di 423  Exr-ExT scepuli, i quali venivano ammessi nell'interno della scuola dopo aver assistito all'insegnamento più elementare: questo, detto per contrapposizione ezoterico, era impartito invece la sera, e trattava questioni più facili ο d'interesse più generale, assistendovi un pubblico più largo. Codesta distinzione sembra fosse esistita anche nell’ insognamento di Platone e nella scuola di Pitagora. In questa infatti erano detti esoterici gli alliovi cho avevano penetrata pionamente la dottrina del maestro, eroterioi i novizi. Cfr. Bonitz, Index aristotelious, 104 a, 44-105 L, 49 (v. epoplico). Experimentum crucis. Quando lo scienziato cuncepisce un dubbio sul valore reale d’una causa presunta, o trovasi incerto tra due ipotesi ugualmente possibili, dove produrre dei fatti che si possono spiegare soltanto con l'intervento di quella causa, o che lo costringono a respingere una delle due ipotesi, e ad accettare l’altra, ‘Tale è l’esperienza che Bacone disse oruciale pigliando la similitudine, come dice egli stesso, da quelle croci alzato nei bivj, le quali segnano le separazioni delle strade ». Cfr. Nov. organon, 1, II, cap. XXXVI (v. instantiae, crucis). Extrasensibile, I. Eztrasensible; F. Extrasensible. Non bisogna confonderlo col sorrasensibile. La sensibilità ci rivela soltanto uns piccola porzione del mondo, esterno, puichò vi sono nella nostra conoscenza di esso degli elementi non presenti ai sensi; questa parte dell'ordine esterno cle nou ci è data direttamente dalla sensazione, e che noi crediamo esistere, costituisce un’ esistenza extrasensibilo, lu quale ci è rivelata, secondo il Lewes, da varie induzioni, | È infatti tra le infinito impressioni che colpiscono i nostri sensi, soltanto alcune di esse corrispondono agli stati di coscienza, sicchè la sfera sensibile è troppo limitata per abbracciare sia la totalità obbiettiva sia quella piccola parte di essa che si trova in contatto con l'organismo : ne consegue che la sfera della conoscenza non è limitata solo alle impressioni sensibili, ma si estende anche alle Exr-Fac  424  inforenze, che sono ricombinazioni e riproduzioni di tali impressioni; quindi la conoscenza sensibile è estesa all’extrasensibile. Oltre poi questo mondo sensibile ο extrasensibile, i metafisici ammettono una terza regione sovrasensibile, che è preclusa affatto all'esperienza dei'sensi ed sporta soltanto alla fede ο alla intuizione intellettuale. Cfr. Lewes, Probleme of life and mind, 1875, vol. I, pr. I, cap. III, p. 253 sogg. F. Nellu logion formale è adoperata nei tro ultimi dei quattro versi mnemonioi che designano lo figuro del sillogismo, per indicare cho ogni modo espresso in una parola cominciante per codesta iniziale, può ossore ricondotto, con processi logici speciali, a qual modo della prima figura, cho è espresso in una parola cominciante per l’ iniziale medesima (Ferio); tali sono: Festino, Felapton, Fesapo, Fresison. Facoltà. T. Vermögen, Seelenvermögen; I. Faculty; F. Faculté. Per facoltà dell'anima s'intendono quelle forze speciali cho esistono nell’ anima, per cui essa è atta a fare qualche cosa, quelle potenze misteriose © spontaneo di cui i fatti psichici sono l'effetto. Si sogliono distinguere in pamire, come la sensibilità, ο attire, come In volontà. Le facoltà passive sono dette più comunemente capacità, risorbando il vocabolo proprietà alla semplice predisposizione della materia inorganien a divenire soggetto di un dato fonomeno, o ancho alla capacità della materia organica di dar luogo a fenomeni fisici e chimici. Dice ? Hamilton: Facoltà, facultas, è derivato dal latino arcaico facul, la forma più antica di facilée, du cui è formato facilitas. Fssa è limitata in senso proprio al potere attivo, e quindi è applicata abusivamente alle più passive affezioni dello spirito, alle quali capacità è più propriamente limitato ». An 425  Fac che per il Murphy le facoltà sono essenzialmente attive: . Boirae, L'idée de phénomène, 1894 (v. altualivmo, fenomenismo, mobilismo, sostanzialivmo). Perio ο ferioque. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa quel modo della prima figura del sillogismo, nol quale la maggiore è universale negativa, la minore particolare affermativa, la conelusione particolare negativa. Es.: I pazzi non sono esseri normali.  Qualche uomo di genio è pazzo.  Punquo qualche uomo di genio non è essere normale. Corrisponde  439  FER-Fis al τεχνικός dei logici greci ο ad esso vengono ricondotti tutti i modi delle altre figure che cominciano con la stessa lettera (v. sillogismo, figura, termine). Ferison. Termine mnemonico di convenzione, con cui si designa nella logica formale quel modo della terza figura del sillogismo, che ha la maggiore universale negativa, la minore particolare affermativa, la conclusione particolare negativa. Es.: Nessun delinquente è virtuoso.  Qualche delinquente è uomo colto.  Dunque qualche uomo colto non è virtuoso. Corrisponde al φέριστος dei logici greci, ο si può ricondurre al ‘Ferio della prima figura mediante la conversione semplice della minore. Fesapo. Termine mnemonico di convenzione, con cui si designa nella logica formale quel modo della quarta figura del sillogismo, in cui la maggiore è universale negativa, la minore universale affermativa, la conclusione particolare negativa. Es.: Nessuna azione volontaria è priva di fine.  Ogni fenomeno privo di fine è meccanico.  Dunque qualche cosa che è meccanico non è azione volontaria. Si può ridurre al Ferio della prima figura mediante la conversione semplice dello due premesse e la conversione per accidente della conclusione. Fespamo. Termine mnemonico di couvenzione, con cui nella logica formale si designa quel modo dalla quarta figura del sillogismo, che ba, como indicano le vocali, la premessa maggiore universale negativa, lu minore unive sale affermativa, la conclusione particolare negativa (v. fosupo, fapesmo). Festino. ‘Termine muemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa quel modo della seconda figura del sillogismo, nel quale la maggiore è universale” negativa, la minore particolare affermativa, la conclusione particolare negativa. Es.: Nessun uccello è mammifero.  Qualche animale che vola è mammifero.  Dunque qualche animale che vola non è uccello. Corrisponde nl pétptov dei logici groci ο si può ricondurre al Ferio della prima figura mediante la conversione semplice della promessa maggiore, Feticismo (faotitiue = fattizio). T. Fetischglauhe, Fetischimus; I. Feticiam ; F. Fétichieme. La forma più grossulana dell’animismo, quale si riscontra nelle religioni dei popoli primitivi e selvaggi. Esso consiste nell’adoraziono di un oggetto inanimato (feticcio) che si crede dimora di uno spirito. Soltantochè, mentre nell’animismo gli spiriti degli esseri naturali possono staccarsi dal loro involuero visibile e spaziure liberamente por l’aria, nel feticismo invece lo spirito del feticcio © la sua forma sensibile costituiscono una sola ο medesima cosa. E poi errore designare col nome di feticismo la semplice ailorazione degli oggetti naturali, come il sole, i fiumi, gli alberi, gli animali, poichè il feticcio ha per carattero essenziale di appartenere materialmente all’ uomo, di essere da lui scelto e lavorato ο d'essere trusportabile a volontà. Il Comte attribuisce al feticismo una estensione particolure. Egli lo considera como la faso inizialo ¢ più importante dello stadio teologico, il fondamento di ogni sistema religioso, ο riguarda lo stesso panteismo germanico dei suoi tempi come un feticismo più generalizzato © sistematizzato. Nella sua religione posi tiva, egli colloca la Terra col sistema solare nella trinità positiva chiamandola il maggiore dei Feticci, mentre lo spazio è il Gran Mezzo e I’ Umanità il Grand’ Essere, Cfr. F. Schultze, Der Fetisohismue, 1871; A. Comte, Catéchieme ponitiviete, 1851; Système de politique positive, 1854, vol. IV (v. animismo, elioteismo, pantelismo, religione). Fideismo. T. Glaubensphilosophie ; I. Faith-philosophy ; © F. Fidéieme. Con questa parola si indicò, sul principio del secolo scorso, il tradizionalismo religioso promosso dalP Huet, dal Bautain ο dal Lamennais, cho faceva dell’ intelligenza una facoltà snprema e speciale, contrapponendola alla ragione: questa ci fa conoscere soltanto le apparenze  dl Fip senza nulla dirci intorno alla vera natura dello cuse, quella invece, prendendo per baso la parola rivelata, della quale permette di cogliere il senso esoterico, dà all'uomo Ii tuizione diretta della realtà spirituale, dell’assoluta verità. Più precisamente furon detti fideisti quei seguaci del Lamennais, che attribuivano alla fede, all’autorità della rivelazione divina, un officio esclusivo nell'acquisto d’ una vera certezza dei principj della ragione. Per estensione, oggi la parola fideismo viene applicata a tutte le dottrine che ammettono delle verità di fede accanto o sopra le verità di ragione; quindi è spesso identificato con 1’ imma-ı nentismo, col prammatismo, con |’ anti-intollettualiemo, ο si riconduce, sotto tutte le sue forme, alla dottrina della fede | fiduoiale propria del luteranismo primitivo. La fede fiduciale ο giustificante, che Calvino chiama agnitio erperimen| talis, è un'esperienza interiore, che si distingue come tale dalla fede nei dogmi, e sussiste anteriormente ad ogni atto intellettaale ; è insomma una certezza immediata, non legittimata da un motivo, che possa formularsi con un giudizio che la preceda. Qui si rivela il senso delle espressioni comuni al fideismo contemporaneo: Dio è il riassunto delle nostre esperienze religiose; la religione è una vita; lo formule religiose non forniscono che l’espressione esteriore © formale dell’impressione interiore, ecc. Poichè la fede tiduciale è di sua natura soggettiva, in quanto l'oggetto di essa si risolve nel contenuto degli stati rappresentativi dell’esperienza interiore. Il fideismo, già condannato più volte nel passato, subì ugnal sorte ai giorni nostri sotto il pontificato di Pio X, che nell’enciclica Pascendi dominici gregis così lo definiva: Dinanzi a questo inconosoibile, 0 sia esso fuori dell’uomo oltre ogni cosa visibile, 0 si celi entro l’uomo nelle latebre della suboosciensa, il bisogno del divino, senza alcun atto previo della mente, secondo che vuole il fideismo, fa scattare nell'animo già inchinato a religione un certo particolare sentimento; il Fie  442  qualo, sia come oggetto, sia come causa interna, ha imPlicata in sò la realtà del divino e congiunge in certa guisa l’uomo con Dio. A questo sentimento appunto si dà dai modernisti il nome di fede, e lo ritengono quale inizio della religione ». Per queste ripetute condanne, che dànno alla parola un carattere peggiorativo, molti fra gli stessi fideisti vorrebbero fosse abbandonata. Cfr. Calvino, Institution chrétionno, 1562, 1. III, cap. II, p. 385; Lamennais, Ewai wur Vindifférence on matière de religion, 1820, t. II, p. 37, 70, 80 sogg.; A. Richard, Zamennais ot son école, 1881, p. 139 segg.; C. Ranzoli, Il fideiemo, in Linguaggio dei filosofi, 1912, p. 213-227 (v. oredenza, fede, modernismo, ragione). Figura. T. Schlussfigur: I. Figure; F. Figure. Nella logica dicesi figura (σχῆμα) d’un sillogismo, la disposizione cho essa presenta riguardo alla posizione del termine medio nollo premesse. Essendo quattro le posizioni possibili, quattro sono le figure. Nella prima il termine medio è soggetto nella promessa maggiore © predicato nella minore: nella seconda è predicato in entrambe le premesse; nella terza soggetto in entrambe ; nella quarta predicato nella maggiore e soggetto nella minore. Per ricordare facilmente la definizione delle quattro figure, fu costruito il seguente verso mnemonico, nel quale eub è abbreviazione di audiectum © prae di praedicatum : sub prae: tum prac prac; tum sub sub; denique prae sub. Le prime tre figure si debbono ad Aristotele; l’ultima venne attribuita da Averroò a Galeno, ma essa si considera concordemente come inutile et artificiale. Il sillogismo di prima figura è il vero tipo del ragionamento deduttivo, perchè va dalle condizioni al condizionato, dalla causa all’ effetto, dalla leggo al fenomeno: per esser valido deve aver sempre la maggiore universale © lu minore affermativa. Quelli di seconda figura debbono aver sempre la maggioro universale ο una delle due premosse negativa. Quelli di terza figura debbono avere la  443  Fin maggiore uffermativa © la conclusiono particolare. 1 sillogismi di seconda e terza figura possono essere ridotti alla prima, secondo le regole già fissate da Aristotele. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 4, 5, 6; Kant, Logik, 1880, $ 67-69; Masci, Logica, 1899, p. 244 segg. (ν. sillogivmo, modo, termini, premessa, conclusione, forma). . Filodoxia. T. Philodozio; 1. Philodozy; F. Philodorio. Kant chiama così quella specie di dilettantismo filosofico, che oggi dicesi estetiemo filosofico, il quale consiste nel ridurre la filosofia ad un vacuo simbolismo, in cui più che la verità d’una dottrina se ne riceroa l'eleganza e alla ricerca del vero si sostituiscono le discussioni sottili ed oziose: Quelli che rigettano il suo metodo (del Wolf) ο tuttavia non ammettono nemmeno il procedimento della critica della ragion pura, non possono avere altra intenzione che quella di sbarazzarsi completamente dei legami della scienza, di cangiare il lavoro in gioco, la certezza in opinione, e la filosofia in filodossia ». Anche Platone aveva adoperato il vocabolo filodossi, contrapponendolo u filosofi, ma non nel medesimo senso di Kant. Per filodossi (Φιλόδοξοι) egli intendeva coloro che si compiacciono ο s’accontentano dell’apparenza delle cose, della moltitudine dei fatti particolari e relativi, mentre i filosofi risalgono all’ossenza © all’ idea. Cfr. Platone, Repubblica, 1. V, 480; Kant, Krit, d. reinen Vern., prof. alla 33 vd., § 16 (v. estotirmo, verbalismo). Filogenesi (yivasıs τῶν φυλῶν). T. Philogencse; 1. Phylogeny; F. Phylogénèse. Indica l'evoluzione ο lo sviluppo della apecio, in opposizione ud omtogenesi, che indica lo sviluppo dell’ individuo. Socondo Haeckel ο i darwinisti moderni, l'evoluzione ontogenetica è il riassunto della ovoluzione filogenetica, l’embriologia uns ricapitolazione molto rapida e breve della geneologia ; vale a dire che un individuo di una data specie, prima di raggiungere il suo completo sviluppo, deve trascorrere in breve tutte lo fusi Fin MM di ovoluzione organica e psichica attraverso cui passò precodentemente la specie alla quale appartiene. Questa è detta dall’Haeckel legge biogenetica fondamentale. Cfr. Vialleton, Un problème de l’évolution, 1908; Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 100 segg. (v. embriologia, ontogonesi, darwiniemo, trasformismo, eredità, ecc.). Filoneismo (φίλος = amico, viog = nuovo). L'amore per il nuovo, che si contrappone al misoneismo, che è l'odio per tutto ciò che è nuovo. Quando il filoneismo diviene esagerato, dicesi più propriamente neomania, a cui si contrappone la neofobia. Filosofema. Gr. Φιλοσόφημα; T. Philosuphem ; I. Philosophema; F. Philosophème. Una delle quattro specie nelle quali Aristotele distinse il sillogismo, per rispetto al fine che si propone chi lo adopera. Esso è il sillogismo dimostrativo, che si propone la dimostrazione della verità, Nell’uso comune indica dottrina o teoria filosofica; ma per lo più è adoperato in senso dispregiativo, e vale sottigliezza da filosofo dialettico. Cfr. Aristotele, Top., VIII, 11, 162 a, 15. Filosofia. Gr. Φιλοσοφία; I. Philosophie; I. Philosophy; F. Philosophie. Stando ad una antica leggenda, raccolta da Diogene Laerzio e da Cicerone, il primo a chiamare la filosofia con questo nome fu Pitagora, secondo il quale Dio soltanto poteva essere sofo, ciod sapiente, e 1 uomo semplicomente filosofo, cioè amante della sapienza, desideroso d’imparare; per spiegare questo termine nuovo, avendo paragonata la vita alle grandi fiere a cui la gente aecurreva da ogni parte della Grecia, gli uni per concorrere nei giochi, gli altri per vendere e per comperare, gli altri infine per il solo piacere di vederne lo spettacolo, aggiungova: qui ceteris omnibus pro nihilo habitis, rerum natura studiose intuerentur, hos se appellare sapientiae studiosos ; id est enim philosophos. Di tale racconto dubitano i critici moderni; ma è certo, ad ogni modo, che quelli che poi si  445  Fin dissero filosofi furono chiamati soff e sofisti fino a che tale vocabolo non cadde in discredito; cho le parole filosofia e filosofare si trovano usate, nel significato che poi ebbero sempre, soltanto nelle scuole socratiche, delle quali è proprio anche fl concetto della incompiuterza del sapere umano; © che, infine, l’uso delle parole medesime, ancora fluttnante in Platone ο in Aristotele, non si fissò definitivamente che cogli stoici. Da quel tempo in poi, della * filosofia fu dato un numero grandissimo di definizioni, e in modi diversissimi furono intesi il suo compito, il suo oggetto, le sue parti, i suoi metodi, i suoi rapporti con le altre branche dello scibile; tuttavia, attraverso la diversità degli indirizzi ο dei sistemi, ha conservato uu carattere fondamentale ο costante, cho la differenzid sempre da ogni altra forma di sapere. Dalle scuole indiane agli ionici primitivi e da questi ai positivisti e ai neo-criticisti moderni, In filosofia rappresentò sempre 1’ unificazione snprema delle conoscenze, la sintesi totale dei risultati particolari d’ogni altra soienza, la matrice perenne dei problemi scientifici, lo studio delle verità più alto o più complesse, che riguardano l'essere e il conoscere, il mondo © Pesistenza, il reale ο l’ideale, lo spirito e la materia. Secondo il vecchio paragone, l'universo è per le scienze uno spocchio in frantumi; la filosofia, raccostando i frantumi, cerca di intravedere l’imagine comune. Il compito della filosofin è dunque quello dell'unità; essa è l’organizzazione dei pronunciati ultimi d’ ogni altra scienza, e dei concotti problematici che ne sorgono, in un sistema esplicativo ottenuto mediante la subordinazione loro ad un dato unico, che ne dà ragione. Ciò, come ha dimostrato l’Ardigò, attraverso tutta la storia della filosofia, dagli inizi ai nostri giorni. Agli inizi della filosofia le cognizioni furono sistemate nel concetto generico del mondo, che si cercò spiegare prima col principio dell’animazione, poi con quello del numero, indi con quello dell'ente; In sintesi o il problema filosofico fn perFr  446  ciò da prima fisico, poi matematico, indi metafisico. Formatisi poi dall’indistinto primitivo del mondo i concetti distinti della materia, del pensiero e della moralità (da cui la fisica, 14 logica e l'etica) sorse il problema del loro accordo, che la filosofia ceroò spiegare unificando i tre concetti nel principio del trascendente, concepito ora como intelligenza ordinatrice, ora come forza creatrice, ora come sostanza dei fenomeni. Nella filosofia moderna i dati offerti dalle scienze sperimentali vennero unificati nel concetto della natura, spiegata ora come attività logica, ora come pura materia dotata delle sue proprietà fisiche. Nella filosofia attuale, infine, l’esplicazione della natura è fatta mediante il principio dell’evolusione, in cui la natura appare come un'entità primitiva trasformantesi nelle sue forme definite ascendenti. Da tutto ciò si possono ricavare aleuue eonelusioni, che pongono in maggior luce il carattero fondamentale e perenne della filosofia: 1° la filosofin è soltanto la concezione del problema da essa riguardato © il tentativo non ancor riuscito della sua soluzione; in altre parole l'unificazione filosofica non ha che un valore problematico, relativo, provvisorio mentre la soluzione dei problemi stessi costituisce le scienze particolari ; 2° la filosofia precede quindi le scienze, offrendo loro i problemi da risolvere, succede alle scienze, come complesso dei problemi superiori generali ai cui presupposti le scienze si riferiscono, durerà finchè dureranno le scienze, raccogliendo il problematico insorgente perennemente allato della scoperta positiva; 3° la filosofia non consiste dunque în un semplice inventario generale dei dati ultimi delle scienze particolari; 4° non consiste, come altri credono, nel semplice insieme delle scienze non fisiche, quali l’etica, l’esteca, la psicologia, eco.; 5° non consiste nemmeno in un insieme di principi aprioristici, imponentisi per la loro intrinseca evidenza metafisica, anteriori alla scienza positiva essa inattacenbili; 6° 0 neppure si risolvo, come molti  447  Fin credono, in tante filosofie speciali quante sono lo scienze particolari. Per ricordare ora alcune delle principali definizioni della filosofia, nella Grecia sei erano specialmente celebri, secondo Hamilton : la filosofia è la conoscenza delle cone esistenti, in quanto esistenti ; è la conoscenza delle cose divino ed umane; à una meditazione della morte; una somiglianza della divinità in quanto è competente all’ nomo; l’arte delle arti e la scienza delle scienze; l’amore della sapienza. Per Cicerone la filosofia è la conoscenza divinarum humanarumgue rerum, tum initiorum causarumque cuiuaque rei. Por S. Tommaso la filosofia abbraccia tutte le verità accossibili mered il solo lume naturale, ed è l’opera della ragione applicata alla ricerca della verità: de quibus philosophicae diaciplinae tractant, secundum quod sunt oognoscibilia lumine naturalis rationis. Per Bacono, come già per Aristotele, essa è sapere razionale, scienza nol significato più generale della parola: Philosophia individua dimittit; neque Impressionen primas individuorum, sed notiones ab illis abstractas compleotitur... atque hoc proreua ofleium atque opificium rationin. Anche per Cartesio la filosofia è sapienza, sia pratica ain scientifica: Philosophiae voce sapientiae studium denotamus, et per sapientiam non solum prudentiam in rebue agendis intelligimus, verumetiam perfeolam omnium eorum rerum, quan homo potest novisne, sciontiam, quae et vitae ipsine regula rit, et valetudini comservandae, artibusque omnibus inveniendin inserviat. Per il Shaftesbury è lo studio della felicità »; per il Berkeley lo sforzo verso la sapienza e la verità»; per Cristiano Wolff la scienza dei possibili in quanto porsono essere ». Per Kant è la conoscenza razionale da concetti puri, la scienza degli scopi ultimi della ragione umana », una solenza dello più alte massime aull’ uso della nostra ragione ». Per Hogel la filosofia è, formalmente, la considerazione dell’oggetto mediante il pensiero >, dal punto di vista del contenuto In scienza dell'assolnto l’iden cho pensa sò stessa, In verità connaFi  448  pevole ». Per Galluppi è la scienza del pensiero umano »; per Rosmini la disciplina che tratta de’ primi principî », ed è ideologia se si considera l'ordine che ha col pensiero umano, teologia razionale se si considera 1’ ordine assoluto degli oggetti cogniti; per Comte l’esplicazione dei fenomoni dell’ universo »; per Spencer «il sapere completamente unificato »; per Lewes la sistemazione delle concezioni fornito dalla scienza »; per Renan lo studio della natura e dell'umanità »; per Paulsen il contenuto di tutte le conoscenze scientifiche »; per Wundt è lo sforzo di raggiungere una intaizione universale del mondo e della vita, che soddisfi le osigenze della nostra ragione e i bisogni del nostro sentimento >.  Dicesi filosofia naturale l’ interpretazione sintetica dei fatti fisici o del mondo esterno; filosofia prima o generale la filosofia propriamente detta, cioè l’interpretnzione totale dell'universo, della sua origine, della sua nntura, del sno fine; filosofia della storia quella che studia In società nel sto movimento e cerca interpretaro i fatti storici riconducendoli ad un principio unitario ; filosofia del diritto quella che ha per oggetto la ricerca dell origine del diritto, delle sue forme, della sua evoluzione; filowofia delle scienze quella che stabilisce gli oggetti d’ogni scienza, determinandone i caratteri differenziali, fissandone i rapporti e i principi comuni, le leggi di sviluppo e il metodo particolare; filosofia scfentifica quella che, basandosi sopra la relatività della conoscenza, rigetta ogni dato aprioristicn, esclade ogni dottrina dogmatica intorno al reale assolnto, e corca costruiro la sintesi filosofica appoggiandosi sui riaultati dello scienze particolari: in senso analogo si usano le espressioni filosofia dell'esperienza © filosofia epertmentale. Con le espressioni filosofia zoolagica, filorofia biologica, filosofia della chimica, ecc. si sogliono designaro quelle parti di ciascuna scienza che, per la loro astrattozza e genernlità, perdono il loro carattere strettamente scientifico ο sperimentale, per nequistare un valore speculative e filo 449  Fix sofico. Alcune volte si usano le espressioni filosofia morale in luogo di etica e filosofia dell'arte in luogo di estetica. Altre volte il termine filosofico è adoperato in luogo di sistema o indirizzo filosofico, come quando si dice filosofia dell'azione, filosofia della contingenza, filosofia dell''immanensa, 909. Con le espressioni filosofia verbale 0 filosofia letteraria si suol designare ciò che Kant chiamava filodozia, ο che altrimenti dicesi rerbaliamo o catetiemo filosofico, vale a dire quella filosofia che si compiace delle vacne esereitazioni rettoriche, che ricerca più 1’ eleganza della forma che In solidità della sostanza, che si esaurisce, insomma, nello studio delle parole trascurando quello delle cose. Cfr. Hamtiton, Lectures on metaphysica, 1859, vol. 1, p. 51 segg.; Ucherweg-Heinze, Grundries d. Geschiohte d. Philosophie, I, $ 1; F. Paulsen, Einleitung in die Philosophie, 1896, p. 19 seggi; Waundt, Einl. in die Philos., 1901, p. 1-10; Windelband, Storia della filosofia, trad. it., Sandron, I, p. 1-28; Id., PräIndien, 3% ed. 1907, p. 1 segg.; Galluppi, Lezioni di logica e met.,1854, vol. I, p. 7-61; Rosmini, Ideologia e logica, 1853, vol. IV, p. 308 seg.; Ardigò, Op. fil., II, p. 442 seggi; IV, 285 segg. (v. metafisica, sociologia, psicologia, logica, morale, estetioa, pedagogia, didattica, dommatismo, ontologia, teleologia, teonofia, epistemologia, assoluto, conoscenza, anima, criticiemo, positivismo, ccc., ecc.). Finale. T. Letst, endlich; I. Last, final; F. Final, Lo scopo per cui una cosa è compiuta, per cni un avvenimento è determinato; si oppone a causa mecoanica 0 naturale, che è quella che si reulizza incoscientemente, senza la concezione del fine. Talvolta finale si oppone a iniziale, per indicare ciù che riguarda la cessazione d’un fenomeno nel tempo. Scopo finale dicesi quello che non è mezzo per rapporto ad aleun altro fine ulteriore (v. oguae finali, finalità, fine, teleolog Finalismo v. teleologia, cause finali, fine, finalità. Finalità. T. Zeokmässigkeit, Finalität: I. Finality: F. Finalité, Una serie di cause od effetti, che fa capo nd um 20  Ranzo14, Dizion, di scienze filosofiche FIN  450  determinato scopo con l’azione di determinati mezzi. Dicesi finalità immanente quella che #’ identifica con l’attività dell'essere che, con determinati mezzi, realizza determiti fini; finalità trascendente quella che si realizza in un essere per una attività diversa da lui; finalità organica quella che si realizza negli esseri organizzati senza 1’ intervento di alcun fattore psichico, in virtù soltanto della loro struttura organica; finalità effettiva quella che si realizza nell’animale in seguito all’appetito fondamentale, che lo spinge a cercare il piacere e fuggire il doloro; finalità intelligente quelin degli animali superiori e dell’uomo, che sî rivolge con mezzi noti ad un fine noto.  Il principio di finalità, col quale alcuni filosofi vogliono integrato quello di causalità, si enuncia così: ogni fatto ha il proprio fine. Esso trovasi già in Aristotele, che lo esprimeva dicendo: ἡ φὺσιξ οὐδὲν µάτον ποιεῖ = In natura non fa nulla in«arno. Occorre notare però che Aristotele non dava alla pafola φύσις il senso universale che oggi si dà alla parola natura, e che molti filosofi escludono che l’esistenza della finalità possa dar Inogo ad un principio, vale a dire ad una proposizione universale e necessaria. L'esistenza della finalità, in quanto distinta dalla causalità efficiente, sembra casere una verità d'esperienza, specialmente interna; perciò Kant ne fa un'ipotesi direttiva, un concetto normativo: Il concetto di una cosa considerata come un fine in sè della natura, non è un concetto costitutivo dell’intendimento o della ragione; ma può servire di concetto regolutore per il giudizio riflesso e, secondo una analogia lontana con la nostra propria causalità, nella sua tendenza generale verso i fini, servire di guida alla riceroa d’oggetti di questa speci ». Altri invece, come il Lachelier, considera che l’esistenza di cause finali nel mondo è un principio razionale, che, senza avere il carattere assoluto del principio di causalità, ο però sin un elemento indispenanbile del principio dell’ induziono, sin una logge che B  451  risulta, como quella delle cause efficienti, dal rapporto dei fenomeni col nostro spirito. Cfr. Aristotele, De an., III, 12, 434 a, 31; Kant, Krit. d. Urteilskraft, 1878, I, § 65; J. Lachelier, Du fondement de induction, cap. VI; Goblot, Fonotion et finalité, Revue phil. », 1899, II, p. 505 (v. cause finali, fine, pantelinmo, teleologia). Fine. Gr. TéAoç; Lat. Finis; ‘Il’. Zweck, Endzweck; 1. End; F. Fin. Lo scopo per cui una cosa è compiutn; trovasi al principio non alla fine della serie causative. In ogni processo di finalità si distinguono, infatti, tre momenti successivi: un termino iniziole, un termine finale, e uno o più termini intermedi, che diconsi messi. Siccome il termine iniziale determina come causa efficiente la serio dei fatti che debbono condurre al termine finale, così il termine iniziale stesso dicesi fine. Il concetto di fine, dico l’Hartmann, si forma primamente dall’esperienza che ognuno fa sulla propria attività spirituale cosciente. Un fine è per mme un processo futuro da me concepito e voluto, il qualo io non sono in grado di attuare direttamente, ma sì solo per vin d’intermedii causali (mezzi). Se questo processo futuro io non lo penso, per me ora non esiste ; se non lo toglio, io non me lo propongo n fine, anzi m'è ο indifferente o repugnante; se io posso attuarlo direttamente, scompare il termine causale intermedio, il mezzo, e con ciò sfuma anche il concetto di fine, che consiste unicamente nella relazione verso il mezzo, poichi: in tal caso l’azione consegue immediatamente dal volero ». Ma per quanto riguarda la natura intrinseca del fine, per nlcuni esso non può essere che un pensiero, un'idea, cioò l’idea del termine finale; secondo altri può anche essero chiamato fine un fatto incosciente, come l'istinto, il bisogno, la prieazione. Nella morale dicesi fino ogni bene soggettivo ο oggettivo In eni acquisizione determina la volontà all’atto ; dicesi fine primario quello senza del quale l'atto non avverrebbe; fine secondario quello che alletta soltanto ad agire; fine dell'opera (finin operis) quello cho è inerente all'essenza stessa dell’atto che si compie; fine dell’operante (finis operantis) quello che è il vero © proprio fine ed è estrinseco all’azione, essendo liberamente voluto dall’agonte; finis cujus quello per raggiungere il’ quale l'agente si muove; finis qui il bene che si vuol conseguire ; finis cui la persona 0 il soggetto a cui si procura il finis qui.  Dicesi regno dei fini, per opposizione a regno della matura, l’insiome degli esseri ragionevoli come fini in sò stessi, © i fini obbiettivi che questi esseri debbono proporsi, ciod i loro doveri. L'espressione risale a Kant, il quale per regno (Reich) intende il legame sistematico degli esseri ragionevoli mediante leggi obbiettive comuui >; ora, gli esseri ragionevoli sono, per la loro ragione, degli esseri enpnei di porsi dei fini, e, per il carattere incondizionato di talo ragione, dei fini in sè stessi; può dirsi quindi regno dei fini il sistema che comprende sotto una medesima legislazione i fini degli esseri ragionevoli, che sono essi stesai dei fini in 62, e anche i fini che questi esseri possono proporsi sotto la condizione di rispettare in sò medesimi e negli esseri loro simili la dignità di essere dei fini in sè. Noll’azione volontaria Kant distingueva i fini materiali, ο oggetti particolari del desiderio, e che sono tutti relativi alla natura particolare della facoltà di desiderare, dai fini formali ο obbiettivi, che sono presentati dalla ragione come ‘oggetti assoluti del dovere. I primi dànno luogo agli imipotetici, i secondi all’imperativo categorico. Diconsi fini secondari o relativi quelli che non sono che merzi al raggiungimento di altri fini; fine ultimo ο assoluto quello nel quale #’nrresta definitivamente l’attività, non essendo un mezzo per rapporto nd un fine ulteriore. Va notato però che molti respingono codeste espressioni come intrinsecamente contradditorie ; infatti il fine, se è veramente tale, non può non essere sempre ultimo per rispetto alla volontà che se lo propone, @ se si ummotte che possa esservi un fine che non sia ultimo, esso non è più nn fine ma un mezzo,  453  Così puro, se per fine assoluto » s'intende sciolto da ogni legame o rapporto », non si capisce come possa ponsarsi un fine assoluto dal momento che il fine è, per definizione, pensabile soltanto in rapporto con la volontà; quindi fine assoluto non può significare altro che fine in sè, fine senza rapporto con la volontà, oggetto non più del volero mu del pensiero, che in tal caso deve ammettersi come identico col volere stesso. Cfr. Goclenius, Lezicon philosophicum, 1613, p. 583; Kant, Grundlegung zur Met. der Sitten, 1882, § 97-111; E. Hartmann, Philosophie des Unbewussten, 3° ed. 1869, Introd.; Wundt, Logik, 1893-95, 1, 577 segg.; Sigwart, Logik, 1889, vol. II, p. 251 segg.: Riehl, Der philosophische Kriticismus, 1887, vol. II, t. 2, p337; Vidari, I concetti di fine e di norma in etica, Riv. di filosofia », aprile 1911 (v. cause finali, toleologia). Pinito. T. Endlich; I. Finite; F. Mini. Come opposto ad infinito, dicesi di ciò che ha limiti assegnati. Si distinguo dal definito, che è ciò cui possono essere dati o sono dati dei limiti (v. infinito). Fisica. T. Physik; I. Physics, Natural philosophy; F. Physique. Per i lunghi secoli nei quali dominò la classificazione aristotelica del sapero, questa parola fu usuta in contrapposizione a metafisica, per designare tutto l'insieme di cognizioni riguardanti i fenomoni esterni, l’ universo sensibile. Il termine fisico si adopera ancor oggi in opposizione a priohioo, spirituale, morale, per indicare l’insiome doi fenomeni che appartengono al corpo, alla materia, ο sono oggetto dell’osservarione esteriore. Con Paccrencersi delle cognizioni, mediante l'applicazione del metodo sperimentale, l'antica fisica si venne dividendo in due gruppi distinti: la storia naturale, che si limita alla semplice deserizione della natura, © la filosofia naturale, che stadia le cause ο le leggi dei fenomeni di natura. La fisica, intesa nel sno significato moderno, appartiene a questo secondo gruppo, in quanto è la scienza che ha per oggetto le proFis  454  prietà generali dei corpi nei loro stati diversi e le modificazioni che ossi subiscono per lo varie azioni cui possono cavere assoggettati. La distinzione della fisica dalla chimica © dalla meccanica va sempre più attenuandosi, ed esse surebbero destinate, secondo alcuni scienziati, a divenire tanti capitoli d’ una scienza più generale, la meccanica molecolare.  Alcuni teologi chiamano argomento fisico quella fra le prove a posteriori dell'esistenza di Dio, che dalla constatazione delle cause seconde, conclude alla necessità d'una Cavea prima. Questo argomento si può formulare sillogisticamente cos): so si ha una serie o una concatenazione di fenomeni, che sono ad un tempo causa ed effetto, è necessario ammettere una Causa che non sia cansata, cioè che non sia un effetto, che sin insomma una Causa prima; ora nel mondo si osserva appunto questa serie di euuso; dunque è necessario ammettere una Causi prima esistente in virtù propria, cioè Dio. Cfr. Bacone, Notum Org., II, 9; L. Poincaré, La physique moderne, ed. Flummarion (v. filosofia, materia, causa sui, Dio, assoluto, © gli argomenti ontologico, ideologico, morale, metafisico, storico). Fisiognomica. ‘I. Physiognomik ; I. Physioynomonics ; F. Physiognomonie. O fisiognomonia. In Aristotele φυσιογνωμονεῖν significa giudicare dei caratteri in base ai segni esteriori. Per G. E. Schulze è l’arte di conoscero dai caratteri esteriori del corpo le abilità, le inclinazioni, naturali ed acquisite, le buone o le cattive qualità di un individuo ». In generale, la fisiognomonia è la scienza dei rapporti tra il carattere e l’aspetto fisico dell'individuo, e in particolar modo tra il carattere e i tratti del viso. Cfr. Schulze, Paychische Anthropologie, 1819, p. 74; A. Borse, L’Aysiognomische Studien, 1899. Fisiologia. T. Physiologie: 1. Physiology; F. Physiologie. Anticamente era lo studio della natura sia animata che inanimata; nei tempi moderni è divenuta la scienza che descrive, localizza e interpreta i fenomeni della vita, se 455  Fis condo la legge della causalità nataralo. Essa è il fondamento di tutte le soienze biologiche, e nella parte generale studia i problemi della vita in genere, nella parte speciale esamina le funzioni dei diversi spparati in una determinata specie organica. Come scienza fisico-chimiea dei viventi, la fisivlogia comprende lo studio comparato dei fenomeni vitali dei regetali, degli animali, dell’ uomo ; vi sono infatti dei fenomeni vitali comani a tutti i viventi, fenomeni che hanno per sostrato materiale le cellule, valo a dire le unità morfologiche più semplici. La fisiologia cellulare rappresento quindi il fondamento di tutta la fisiologia, perchè le funzioni dei tessuti, degli organi e degli apparati, si riducono in ultima analisi all'attività vitale degli svariati elementi cellulari da cui risultano; tanto la fisiologia vegetale, che la fisiologia animale ed umana, attingono dalla fisiologia cellulare le conoscenze relative alle funzioni elementari, e se ne valgono come basi per lo studio delle funzioni complesse e speciali dei diversi tessuti, organi ed apparati. Cfr. Luciani, Fisiologia dell’uomo, 3" ed. 1908, vol. I, Introd. (v. animiemo, cellula, cellulari teorie, meocanismo, protoplaema, vita, vitaliemo). Pissazione. T. Zwang-Vorstellungen ; I. Imperative ideas : F. Obsessions, Stato mentale caratterizzato obbiettivamento dall’ indeoisione dello spirito, dalla tendenza al dubbio, agli sorapoli esagerati e senza fondamento, da una specie di debolezza della volontà, che rende l’indi viduo incapace di resistore à certi impulsi, oppure di decidersi e di compiere certi atti fra i più comuni e semplici. Psicologicamente pare dovuto ad una diminuzione della facoltà di sintetizzare le impressioni e i ricordi, per compiere quegli atti coordinati e voluti che costituiscono la regolare manifestazione della nostra uttività mentale. Caratteristica di tutte le fissazioni è d’ essere ncoompagnate da consnpevolezza di sè stesse ο quindi du angoscia più ο meno viva; l’ammalato ha perfetta conoscenza del proprio stato, riconosce la natura patologica dei fenomeni cui va soggetto, ma è impotente a liberarsene. Fos  456  G. Folret, partendo dal concetto psicologico, ammette tro categorie di fiesasioni: le intellettuali, le emotive, le istintire, u seconda che si tratta di una idea fissa, di una paura, o di un impulso irresistibile. Il Morselli, accettando in parte quosta olassificazione, le distingue in quattro grappi: 1° follin del dubbio, ο paranoia indagatoria © interrogatorin; 2° fobie ο paure morbose ; 3° impulsi, che determinano ud atti per il predominio morboso di una tendenza: 4° abulie, ο impotense generali o parziali nel funzionamento della volontà. Cfr. Folret, Congr. int. di psichiatria di Parigi, 1889, p. 33 segg.; Morselli, Manuale di semejotica, 1885, vol. I; Pierre Janet, Hist. d’une idée fire, Revue philos. », febbraio 1894. Fobia. T. Phobie, neurasthonische Angesustinde; I. Phobia; F. Phobie. Nel linguaggio comune equivale a pauni osagorata o ingiustifienta; nel linguaggio scientifico è una forma di psicosi degenerativa, consistente in un timore istintivo irragionevole cho assale l’ammalato in certo circostanze, in presenza di dati oggetti, al pensiero di corti possibili avvenimenti, ed è sempre accompagnato da un sonso di ansia più o meno vivo. La natura delle fobie vuria infinitamente o ogni giorno so ne descrivono nuove varietà; tutte però rivelano lo stato mentale che loro serve di substrato, cioè l’emotività eccessiva, tantochè alcuni psichiatri la designano col nome di paranoia rudimentaria. Possono raggrupparsi in sei classi: 1° paura dei contatti, caratterizzata dalla oppressione che l’ummalato prova nel toccare determinati oggetti, monete, pomi delle porte (metallofobia), spilli (belonefobia), oggetti a punta (aoutofobia), pezzi di vetro o perle (oristallofobia), ecc. ; 2* paura morbosa degli spazi o topofobia, si tratti di spazi larghi e aperti (agorafobia), o di spazi chiusi e oscuri (claustrofobia), di precipini (cremnofobia), di alture (aorofobia); 3% paura morbosa di esseri viventi o biofobie, si tratti di certi animali come ragni, topi, rospi (zoofobia), ο della presenza di una  457  Fon donna (ginefobia), ο di un uomo (pirifobia); 43 paura morbosa concernente l’ambiente fisico esterno da cui si temono danni, como lu vista dell’acqua, dei flumi e ruscelli (idrofobia), del fuoco dei fiammiferi (pirofobia), dei lampi ο dei tuoni (astrofobia); 5* timori istintivi riferibili ad atti Asiologici od a possibili impotenze, come la puura di non poter stare in piedi (stasofodia), di non poter cammivare (basoSobia), di non poter muoversi dal letto (atremia), ecc.; 6* infine il gruppo numeroso delle patofoble © delle nosofobie, fra cui la paura di essere avvelenati con gli alimenti, con tossici imaginari contenuti negli abiti o negli oggetti esterni (tossicofobia), di essere deformi (diemorfobia), di esser sepolti vivi (tafefobia), ecc. Secondo la moderna psichiatrin, le fobie costituiscono quasi sempre delle stigmate psichiche della degenerazione, ma possono anche essere conseguenza di un semplico stato neurastenico, sia ereditario sia prodotto du stati di esuurimento leggero, e rimediabile, del cervello. Cfr. Friedmann, Ueber den Wahn, 1894; Gélineau, Les peur morbides, 1894; Lombroso, Alcune nuore forme di malattio mentali, Arch. di peichistria », 1881; Morselli, Kir. di freniatria, 1887. Pondamento.T. Grund, Begründung, Grundlage; I. Foundation; F. Fondement. In generale, significa ciò su cui riposa un certo ofdine di conoscenze; più specialmente, indica sia ciò che giustifica un'opinione, che determina l’assentimento dello spirito ad una serie di affermazioni, sin In. proposizione più generale ο più semplice, da oui si può dedurre un insieme di conoscenze ο di precetti. Fondamonto dolla morale dicesi il principio da cui si deducono le verità morali particolari in un dato sistema otico; ο, più in generale, ciò che legittima per la ragione il nostro riconoscimento d’una verità morale. Il fondamento della divisione logica (fundamentum divisionis) è quella nota del concetto dividendo, che è suscettibile di varietà. Il fondumento del1’ induzione è quel principio generale, che rende possibile © For  158  legittiuo l’attribuire a tutta l’estensione del genere che s'è riconosciuto soltanto in alcune sue specie. Tale principio sarebbe, secondo gli empiristi, quello della costanza e uniformità delle leggi naturali; anche eso però si forma per induzione, quindi è uecessario ammettere che le prime nostre induzioni si facciano per enumerationem aimplicem, si appoggino ciod soltanto sopra il numero dei casi, Per gli aprioristi invece anche le verità sperimentali si fonduno sopra le verità originarie, i principi supremi di ragione, nei quali è contenuta la giustificazione dei processi induttivi (v. enumerasione).  Forma. T. Form, (iestalt; I. Form; F. Forme. Aristotele dlistinse per primo in ogni cosa la materia (Όλη) dalla forma (1806), considerando la prima come l’ente in potenza, τὸ Zuväneı ὄν, 9 la seconda come l’ente in atto, τὸ évepyeta ὃν. Egli distinse anche la forma dalla figura (µορφή) cho è la più semplice determinazione della materia, ciò che v ha di più elementare nella forma; e la materia dalla sostanza, che è ciò che esiste in sè © non in altro. Ora le sostanze sensibili sono prodotte dall’ unione della materia colla forma; perciò la materia è una sostanza potenziale, © per divenire attuale occorre che sia limitata e determinata, e tale carattere le è dato dalla forma. Dunque lu forma è la sostanza in attualità, la materia à la sostanza in virtualità. Il dualismo posto da Aristotele fra queste due entità oggettive, materia e forma, non fu superato nè ila lui nò dai filosofi successivi. Nella filosofia scolastica il termine forma ha un uso larghissimo, servendo a tradurre εἴδος, µορφή, obsia, παράδειγµα. Per determinarlo, gli scolustici aggiungevano al termine stesso un gran numero di epiteti, come: f. metaphysica, l’ essenza sostanziale d’ ogni cosa; f. corporeitatia, l’organizzazione delle parti del corpo degli esseri viventi, onde questi sono atti a ricevere l’anima, organizzazione considerata quale sostanza distinta dal corpo e perciò detta organizationem substantialem ; f. accidentalie. quella che sopraggiunge ad un soggetto completo nel suo essere di sostanza; f. eubstantialis, una realtà sostanziale distinta dalla materia, ordinata per sò in modo da costituire colla materia prima la sostanza corpo naturale, cui «dà il suo essere ο la sua operazione specifica; f. materialis, quella che è inseparabile assolutamente dalla materia, che dipende da essa nella sua esistenza e nella sua operazione; J. spiritualia U anima intellettiva, che oltrepassa la materia, © se dipende da essa per alcune operazioni inferiori, ne è indipendente quanto alla esistenza e nelle operazioni più elevate; f. assistons quella che non è porzione della cous, mu presiede soltanto al moto di essa; f. informane quella che è ricevuta dalla materia e costituisce una cosa sola con essa, Giordano Bruno accetta l’ iden aristotelico-scolnatica di forma; soltanto le forme esterne mutano, egli insegna, tuentre le forme interne o forze permangono immntabili; si devono distinguere la forma prima, che dà la figuro, si estende parzialmente ed è dipendente dalla materia (ad os. la forma materiale del fuoco), dalla forma inestess (anima) © indipendente dalla materia (intelletto), come parti di un medesimo principio; dove è la forma, ivi in un certo senso è tutto; dove è l’anima, lo spirito, la vita, è il tutto, Bacone spogliò il termine del suo significato antico, cercando di dargli un senso nuovo, che servisse di base ad una teoria della natura: Nos enim, quum de formis loquimur, nil aliud intelligimus, quam leges illas et determinationes aotus puri, quae naturam aliquam rimplicem ordinant et constituunt… Qui formas novit, is nalurae nnitatem in materiis dissimillimis complectitur. Nella filosofia moderna, specio dal Kant in poi, i due vocaboli, materia © forma, farono trasportati dall’ essere al conoscere, e perciò il loro significato mutò radicaliente: infatti per materia della conoscenza intendesi oggi tutto il contenuto obbiettivo di essa, © per forma della conoscenza intendesi, nel senso logico, nou altro che il modo dell’ attività del pensiero che si fissa come proFor  460  dotto logico, e, in senso gnoseologico, la funzione formatrice della sensibilità ο del pensiero. Così nel giudizio dicesi forma lu relozione di convenienza o discrepanza tra suggetto © predicato; nella proposizione la forma è il verbo che esprime la relazione dei due termini, soggetto ο predicato; nel sillogismo dicesi forma il nesso intrinseco e la mutua dipendenza che hanno fra loro le tre proposizioni; nella legge morale In forma è il modo con cui essa impone i suoi principi, che si manifesta in un comando (imperativo positivo) o in un divioto (imperativo negativo). Cfr. Aristotele, Metaph., IX, 6; De an., II, 1; De ooolo, IV, 3, 4; Goclenius, Lexicon phil., 1613, p. 588-593; 8. Tommaso, Sum. theol., ΠΠ, 18, 1.0.; Bacone, N. Org., II, 3, 17; Bruno, De la causa, dinl. II, IV; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclum, p. 49 (v. formalismo). Formale. T. Förmlich, formal; I. Formal; F. Formel. Ciò che è indipendente dalla materia, © riguarda soltanto la forma, Dicesi verità formale 1’ armonia del pensiero con sò stesso, © verità materiale la conformità del pensiero con la cosa a cui si riferisce. Dicesi logica formale quella che considera soltanto la forma del pensiero, cioè il modo come gli olementi di questo sono tra loro combinati, e logica materiale quolla che considera anche il contenuto del pensiero, e cioò i rapporti delle idee in relazione con le cose. Cartesio disse esistenza formale quella in sè, fuori d’ ogni idea, per opposizione all'esistenza obbiettiva, che è l’ esiatenza per il pensiero © nel pensiero, Kant distinse i fini delle azioni in materiali o soggettivi © formali ο obbiettivi: quelli sono gli oggetti particolari del desiderio, questi sono presentati dalla ragione ad ogni essere razionale come gli oggetti assoluti del dovere; i primi dànno luogo agli imperativi ipotetici, i secondi all’imperativo categorico. Formalismo. T. Formalismus; I. Formalism: F. Formalisme. Nella filosofia si adopera per designare quei sistemi o quelle dottrine che si fondano sopra un principio puramente formale, e che scambiano le parole con le cose. Ad es. dicesi formaliemo matematico, la dottrina di Pitagora, che facendo dell’ unita il principio formale e della molteplicità il principio materiale d’ogni esistenza, cambin tutte le differenze di essonza in semplici determinazioni di grandesza. Dicesi pure formaliemo la filosofia naturale di F. Bacone, per il quale ogni conoscenza della natura ha lo scopo di comprendere le canse delle cose, le prime delle quali sono le cause formali, perchè 1’ necadere ha radice nelle forme, nelle nature delle cose; così, quando |’ induzione baconians ricerca la forma dei fenomeni, ad es. la forma del calore, per forma e’ intende l’essenza permanente dei fenomeni. Il vocabolo formalismo fu usato originarinmente per indicare la particolare soluzione del problema degli universali sostenuta da Duns Scoto; per codosto filosofo, tra l’individualità della cosa ο la sua essenza univerrale non esiste che ana distinotio formalie; l'individuo è V ultima forma di ogni realtà, mediante il quale soltanto esisto la materia universale © che quindi non si può derivare da una forms generale ma solo constatare come nttuale. Cfr. Duns Scoto, In lib. sent., 2, dist. 3, qn. 6, 15; Bacone, Novum organum, 1. II; Sigwart, Logik, 2° od., vol. II, 6 93, 3 Formaliter. Termine usato specialmente nella filosofia scolnatica, e con significati assai differenti. Talvolta ha idontico significato (li ensentialiter, ο per correlativi aooidentaliter © materialiter : si dice infatti che un predicato appartiene ad nn soggetto formaliter, quando non potrebbe sussistere nè osser concepito senza di esso, ad es. la ragionevolozzn all'uomo; si dice che gli appartiene aooidentaliter quando } easenza è raffrontata con predicati accidentali, materialiter quando è raffrontata con attributi o parti della com, che sono come materia del soggetto indifferente a cost tnire quella cosa o quell’ altra. Talora ha il significato mentalmente, vale n dire accondo le formalità che distinFor  462  guiamo soltanto col pensiero, e in tal caso ha per correlativo realiter. Altre volte formaliter si dice della cosa considerata in sè, e allora ha tanti correlativi quanti sono quelli coi quali una cosa pnd confrontarsi : se si confronta con l'oggetto, obiective; se con l'esemplare secondo cui una corn è fatta, eremplariter; se col fine correlativo, finaliter, ece. Altre volte ancora val quanto tere e proprie, ed allora ba per correlativi apparenter, metaphorice. Si adopera infine, assieme con virtualiter ed eminenter, per riferirlo alle cause in quanto contengono la perfezione dell’ effetto: quando nella causa si trova la natura dell’ effetto, come nel fnoco il calore, l’effetto dicesi contenuto formaliter nella cansa; quando non si trova, come la statua nella mente dello scultore, l’effetto dicesi contenuto rirtualiter nella causa; quando la causa è molto più perfetta, cioè scbvra del tutto dalle imperfezioni che si trovano nell’effetto, come Dio rispetto alla creatura, allora dicesi eminenter. Cfr. Goclenio, Lextoon philos., 1613, p. 593 seg.; Prantl, Geschichte der Logik im Abendlande, 1855-70, vol. III, 216. Fortiori (a). La dimostrazione a fortiori è quella che prova al di là della tesi o verità da dimostrarsi. Però se il provar troppo, quando è esatto, è utile, bene spesso costituisce un vero e proprio sofisma (v. argomento, quod nimis probat). Forza. T. Kraft, Gewalt; I. Force; F. Force. Intesa nel senso psicologico, essa non è altro, secondo molti filosofi moderni, che la sensazione di resistenza, ο ciò che è supposto casere la causa della sensazione di resistenza; ed anche volgarmente è sinonimo di aforzo. Esiste in noi, dice il Condillac, un principio delle azioni nostre, che sentiamo ma non possiamo definire: è chiamato forza. Noi siamo attivi del pari in relazione a tuttooid che codesta forza produce in noi ο al di fuori. Lo siamo, ad esempio, quando riflettiamo e quando facciamo muovere un corpo. Per nnalogia noi supponiamo in tutti gli oggetti che producono  463  For qualche cangiamento, una forza che conosciamo ancor meno, e siamo passivi in relazione alle impressioni che essi fanno su di noi ». Il Maine di Biran riconduce il concetto di forza alla coscionza della propria capacità attiva, alla appercezione interna immediata o coscienza d’ una forza, che è il mio mo e che serve di tipo esemplare tutte le nozioni genorali e universali delle cause, delle forze ». Il Bain, analokamente al Mill e allo Spencer, la definisce. il sentimento che noi proviamo quando spieghiamo la nostra energia muscolare, sia resistendo, sia producendo noi stessi il movimento ». Nel senso meccanico la forza è una grandozza suscettibile di misurazione, il che sarebbe impossibile se si riducesse ad un puro conoctto psicologico. Ma, anche nel senso meccanico, essa fu intesa e definita in modi diversi. Per Cartesio è ciò che dicesi oggi più propriamente impulsione o quantità di movimento; per il Leibnitz nel concetto di forza era compreso anche quello di lavoro e di energia: La forza attiva, che sta di mezzo tra la facoltà di agire e l’azione stessa, suppone uno sforzo, © con questo entra in operazione da sò stessa, senza aver bisogno @ altro ausiliare che la soppressione dell’ ostacolo. Il che si può rendere comprensibile con 1’ esempio d’un corpo grave teudente la corda che lo sostiene ». Nella meccanica modern la forza è definita comunemente come la causa che modifien o tende a modificare lo stato di movimento o di riposo di un punto materiale; quando il punto materiale non è sottomesso nd alcuna forza, ο è in riposo, ο, se si muove, il suo movimento è rettilineo ed uniforme, e ciò perchè egli non pnd modificare da sè stesso la propria velocità nò in grandezza nè in direzione. Tuttavia, anche il definire la forza come la causa del movimento non sembra esatto, innanzi tutto perchè la causa non è misurabile, in secondo Inogo perchi la forza esercitata da un sistema su un mobile non dipende solamente dallo stato intrinseco del sistema, ma anche dullo stato dol mobile ο dalle ano relazioni col sistema esteriore. Fre  464  Due forze si dicono uguali quando, applicate ad uno stesso corpo nelle stesse circostanze, producono il medesimo effetto ; forze mutue le forze uguali e contrarie che due punti esercitano V uno sull’ altro; forza omtrifuga la reazione che un mobile, assoggettato a descrivere una curva fissa, osercita contro questa curva; forza contripeta In forra diretta verso il centro di curvatura della traiettoria di un punto materiale, © che mantiene il mobile su questa traiettoria; forza d'inerzia una forza uguale ο opposta a quella che produce l’accolerazione di un mobile. Cfr. Condillac, Traité den sensations, 1886, I, cap. 2, $ 11; Leibnitz, Op. phil., Erdm., p. 121; Maine de Biran, Oeuvres phil., 1841, vol. ΠΠ, 5; Spencer, First princ., 1870, $ 31; Ardigò, Op. fil., I, p. 104 segg.; IL, p. 49 segg. (v. materia, energia, potenza, lavoro, dinamismo, ecc.). Freison o fresinon. Termine mnemonico di convenzione, con cui si designa nella logica formale quel modo della quarta figura del sillogismo, che ha In premessa maggiore universale negativa, la minore particolare afformativa, la conolusione particolare negativa. Es.: Nonsun savio è superbo.  Qualche superbo è dotto.  Dunque qualche dotto non è savio. Prenastenia (φρήν -mente, ἀσθένεια =debolezza). T. Phrenaathenie ; I. Phrenasthonia; F. Phronasthenie. Mancanza ο deficienza di vita mentale, determinata da arresto di sviluppo. Comprende due forme o gradazioni fondamentali: V imbecillit& © l’idiotismo, più tutte quelle forme di debolezza di mente, congenita 0 acquisita, che attira volgarmente in chi la possiede il titolo di scemo, zuccone, testa dura, eco. Cfr. A. Verga, Frenastenici ed imbecilli, 1877 (v. ehefrenia, catatonia, idiotiemo, demenza, eco. Frenologia. T. Phrenologie; I. Phrenology; F. Phrénologie. Questo nomo, che non dovrebbe mai usarsi in luogo di psichiatria, designa In dottrina di Gall e Spursheim, che ebbe gran favore nella prima metà del secolo scorso ed  465  Fre-Fox è ora quasi completamente abbandouata. La fronologia è V arte di scoprire il carattere ο l'intelligenza dell’ individuo mediante l'esame della forma del suo cranio, e si fonda sopra la supposizione che lo spirito sia costituito di tante facoltà innate, emozioni © tendenze affatto distinte tra di loro; che ciascuna di esse abbia la propria sede, pure indipendente ο distinta, in una regione o organo della corteccia corebrale; che quanto più sviluppata è una di questo facoltà, tanto più voluminoso sia il centro cerebrale corrispondente ; che, infine, il maggiore o minor volume dei singoli centri si riveli ulla superficie dol cranio, mediante corrispondenti rilievi, bozze, depressioni, prominenze, ecc. Le facoltà ammesse dal Gall, e i corrispondenti organi, sono ventinove, delle quali una si trova nel cervelletto (senso sessuale), cinque nel cervello posteriore, sette nel medio, sedici o diciassette nell’ anteriore. Quantunque In frenologia si fondasse su presupposti assurdi giustifica bili con l'ignoranza in cni trovavansi allora la fisiologia © l'anatomia del sistema nervoso essa ha contribuito tuttavia n perfezionare la moderna dottrina delle localizzazioni cerebrali. Cfr. Bastian, Le cerveau org. de la pensée, trad. franc. 1888, vol. 11; Ch. Blondel, La peycho-physiologio de Gall, 1914. Fresison. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa uno dei modi della quarta figura del sillogismo. È lo stesso che freison. Frisesomorum. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa in modo indiretto della prima figura del sillogismo. Come indicano le vocali delle tre prime sillabe, la premessa maggiore è una proposizione particolare affermativa, la minore nniveranle nogativa, la conclusione particolare negativa. Lo due ultime sillabe sono semplicemente eufoniche. Funzione. T. Funktion; 1. Function; I. Fonction. I norale, l'esercizio di nos determinato forma di atti 30  Rawzout, Dizion, di scienze filosofiche. Fus più particolurmente, l’attività propria e caratteristica esercitata da un organo in un insieme le cui parti sono in rapporto di mutna dipendenza. Nella fisiologia dicesi funzione ogni fenomeno che si comple nell’organiamo e concorre a realizzare un determinato risultato, necessario alla conservazione dell’ individuo e della specie. Si distinguono fanzioni di tessuti, di organi, di apparecohi. Le fanzioni generali della vita sono: la nutrisione per cui gli individui, nei limiti assegnati alla loro specie, crescono e si mantengono in vita; la riproduzione per cui la serie degli individui si perpetua moltiplicandosi nel tempo e nello spazio; le fanzioni di relasione, per cui gli individui sentono e si muovono, ponendosi così in relazione col mondo ambiente. Per analogia il termine stesso fu poi estero agli elementi e agli organi sociali; perciò si parla dolla funzione sociale nel genio, della funzione ‘dello Stato, ecc. Nella matematica due quantità variabili sono dette funzioni l’una dell’altra, quando |’ nna è legata all’ altra per modo, che variando l’una varia anche l’altra in modo perfettamente determinato, ma diverso a secondn dei casi. Così, considerando z, variabile indipendente, come tale che possa assumere tutti i valori possibili sd ognuno di questi valori dovrà corrispondere un valore determinato di y. Tale proprietà, dal Lagrange in pol, si indica con In formula y == f(x). Cfr. Goblot, Fonotion et finalità, Revue philos. », 1899, II, 695; Lebergue, Legona sur 7’ intégration, 1904. Fusione delle sensazioni. F. Fusion des sensations. Tl carattere qualitativo unitario che risulta da due senanzioni in determinati rapporti quantitativi. Così è possibile ottenere nna sensazione olfattiva qualitativamente nuova dalla fusione psichica di due o più odori applicati contemporaneamente nella mucosa nasale. Ma è specialmente nel campo dell’ adito che essa ha importanza, e lo Stumpf se ne serve per spiegare, contro 1’ Helmholtz, la consonanza  467  Fer ο la dissonanza degli intervalli musicali. Sarebbero dissonanti quegli intervalli che non sono capaci di fondersi in una percezione sonora unitaria, di guisa che anche un orecchio non musicale è capace di distinguere due suoni simultanei; consonanti quelli capaci di raggiungere una fusione perfette. Però non tutti i psico-fisiologi accettano questa spiegazione, e molti, pur accettando il concetto che dotti fenomeni stiano in rapporto con la maggiore o minore fusione delle sensazioni elementari, fanno dipendere la furiono stessa non da processi psichici centrali, ma da un fatto periferico, consistente in un nuovo fenomeno periodico, riaultante dalla composizione delle vibrazioni di duo suoni. Cfr. Stumpf, Tompeyokologie, 1890, 1. II, p. 64, 128; Helmholtz, Die Lehre von den Tonempfindungen, 5° ed. 1896; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 133; C. Zambiasi, Un capitolo di acustica musicale, Nuovo Cimento », serie V. vol. IX, 1905. Futuro. T. Zukunft; 1. Future; F. Futur. La noziono di tempo risulta di tro elementi, che rispondono ad atteggiamenti diversi del nostro pensiero: il passato, cioì la memoria, il presmte cioè il fatto attuale, il futuro ossin il fatto atteso. Il passato è già il non-essere, il presente è l'essere, il futuro è il possibile concepito relativamente alla nostra esperienza.  Diconei futuri contingenti, per opposizione a futuri necessari, quegli avvenimenti che, essendo opera della Provvidenza divina o del libero arbitrio, non hanno un legame necessario coi fatti precedenti : «1 filosofi convengono oggi, dice il Leibnitz, che la verità dei faturi contingenti è determinata, eiod che i futuri contingenti sono futuri, oppure che essi accadranno, che esai si verificheranno: poichè è ugualmento sicure che il futuro sarà, come è sicuro che il passato è stato ». Cfr. Platone, Timeo, 37 e, 88 a; Aristotele, Paye, IV. ο, 1x e segg.; Leibnitz, Teodioen, I, 36 (v. durata, intante, tempo). Generale. T. Allgemein; I. General; F. Général. T'ermino generale è quello che abbraccia un numero indefinito di individui, » ciascuno dei quali ai riferisce: ad es, scolaro. Si distingue dal termine collettivo, che abbraccia un numero determinato di individui senza riferirsi a nessuno di essi, ad es., scolaresca. Si distingue anche da wnirersale, che si può attribuire soltanto ai giudizi, i quali diconsi universali quando V attribute è affermato ο negnto di tatta 1) estensione del soggetto : perciò è universale ogni gindizio che abbia per soggetto un termine singolare ο individuale (che sono l’ opposto di generale) in quanto l’individno, che possiede l' estensione minima, non può esser preso in parte dell’ estensione. Cfr. J. S. Mill, System of logio, 1865, 1. I, $3; Wundt, Logik, 1898, vol. I, 96. Generalizsasione. T. Verallgemeinerung; 1. Generalization; F. Généralisation. Quell’ operaziono mentale con oni si estende un dato astratto a più oggetti indefinitamente. La generalizzazione implica dunque 1’ astrazione; isolato, con l’analisi mentale, dagli elementi che compongono un tutto, un dato elemento, questo che è un astratto; diventa un generale quando, appartenendo a più altri oggetti, ne estondiamo la nozione anche ad essi, cioò lo pensiamo come ad ossi proprio. Cfr. H. Ebbinghaus, Psychologie, trad. franc. 1912, p. 176 segg.; Arohiv. f. (esante Psychologie, vol. 8, 9, 12 (v. idea, astrazione). Generazione. T. Erzeugung, Generation ; I. Generation : F. Génération. L’atto del generare, sia in senso biologico sia in senso logico ed epistemologico; nel suo senso più largo è il cambiamento da un termine negativo a uno positivo, o dal non essere all’ essere. Definizione per generazione 0 genetica à quella che costruisce una figura con nn movimento determinato di un’altra figura già conosciuta; ad“es.: il cerchio è una fignra piana generata dalla rivoInzione d’una retta rigida intorno nd una delle proprie estremità. Generatio æquirooa 0 generazione spontanca è una espressione che ha due significati ben diversi: per il passato desiguava il nascere spontaneo di esseri viventi, specie insetti, senza bisogno di ova o di germi preesistenti; e questa cosa fu dimostrata falsa dalle esperienze del Redi e dello Spallanzani. Oggi per generazione spontanea ο abiogencsi si intende l’origine sulla terra della sostanza viva dalla sostanza inanimata; tale origine spontanea, che è un presupposto della concezione monistico-meccanica ο materialistica della vita, è intesa in due modi: ο gli esseri viventi nascono direttamente dalla materia inorganica per una improvvisa aggregazione di composti chimici evoluti a buso di carbonio, i quali si oristallizzano attorno ad un contro di forza, così de assumere subito i caratteri di forme riproducibili ; oppure, e questa è l’ ipotesi più accettata, alla compares di esseri monocellulari organizzati precede un periodo di combinazioni chimiche fra gli stessi elementi, per le quali si formano gradualmente quelle sostanze che si dicono proteiche ο la cui molecola complessa si costituisce attorno ad un atomo di carbonio. Quantunque lu dottrina dolls generazione spontanen si presti a molte obbiezioni, è tuttavia ammessa ds molti scienziati perchè preferibile a quella della oreasione dell’ essere vivente dal nulla, per opera d’un potere esterno al mondo, o a quella dell’ilozoismo, cioè In esistenza eterna ὁ continua della vita. Nella terminologiascolasticadistinguevansi varie spocie di generazione: generatio conversiva, quella per la quate un soggetto viene trasportato da una forma ad un’altra, ad es. il calore in movimento meccanico; g. mufativa, per la quale la materia presupposta nella generazione passa dalla negazione di qualche forma alla sua realizzazione, ad es. l’acqua che da torbida diventa limpida; g. pura, simpler, pracoiea, per la quale viene prodotto un corpo dalla muGun  470  torfa allora creata, in cui cioè non precedette forma ο privazione di sorta, nd es. le generazioni avvenute nel primo istante della creazione del mondo. Cfr. Richerand, Nuori elem. di fisiologia, trad. it. Dall’Aqua, pref., $ v; Rosmini, Pricologia, 1846, vol. I, p. 246 segg.; G. Pfitiger, Ueber die physiologische Verbrennung, Archiv für gesammte Physiol. », 1875, vol. X; Id., Élém. de physiol. générale, trad. franc. 1884; Haeckel, I problemi dell’ univereo, traduzione jana 1903, p. 353 segg. (v. monera, organiciemo, vita). Genere. Lat. Genus; T. Gattung, Genus; I. Genus; F. Genre, In sonso generale il genere, come lo definisce lo Stuart Mill, è € una classe che si distingne dalle altre, non solo per qualche proprietà definita, ma per una serie sconosciuta di proprietà in numero indefinito, di cui le prime sono V indice ». In senso logico il genere è quello che si predica di molte specie differenti in qualche cosa, 0, come brevemente lo definisce Cr. Wolff, eimilitudo specierum: in una serie di idee, in cui l'estensione va decrescendo ed aumenta quindi la comprensione, l'idea più ostesa ὁ meno comprensiva è nn genere rispetto alle meno estese e più comprensive, 6 l’idea meno estesa è una specie rispetto alle più estese di cui comprende tutte le proprietà. Ad es. nella serie: materia, organiemo, animale, vertebrate, uomo, curopeo, V iden di organismo rappresenta il genere rispetto ail animale, che è In specie e che dell’ organismo comprendo tutti gli attributi. Nella stessa serio diccni genere promimo quel genere cho più #i avvicina, come tale, ad uns data idea; ad es., animale rispetto a vertebrato, muteria’ rispetto ad organismo. Ciò che sotto un rispetto è genere, sotto un altro rispetto è specie; ad es, uomo è gonere rispetto ad europeo, ed è specie rispetto a vertebrato. Ora, i metafisioi dicono genere sommo (τὸ γενικώτατον γένος  summum genus) quello che contiene tutti gli altri generi © non è contenuto in nessuno, ossia l’idea assolutamente estensiva; tale sarebbe, socondo alcuni, I’ essere, secondo «τι  GEN altri la sostanza, ο l’ unità, ο il bene, eco. L’ idea assolìelmente specifica, ossia assolutamente comprensiva, è I’ dividuo.  Nella biologia il genere à pure 1’ insieme di pi specie presentanti qualche punto di contatto; l'insieme di più generi è la famiglia; tra il genere e la famiglia si ainmettono talvolta dei sottogeneri. Nella nomenolatura binomia © denominazione duplice stabilita da Linneo, ogni specie di animale o di pianta è designata con due nomi, di cui il primo esprime il genere, il secondo la specie e serve n stinguerla dalle oongeneri. Cfr. Aristotele, Metaph., V, 28, 1024 a, 29 segg.; Crist. Wolff, Philos. rationalis sive logica, 1732, $ 234; Kant, Logik, 1800, p. 150; J. 8. Mill, System of logie, 1. IV, cap. 6, $ 4. Genesi. Gr. Γένεσις; T. Genese; I. Genesis; F. Genèse. Significa generazione, origine, formazione, principio. Iu greco indicava più specialmente divenire, produzione; in tal senso si distingue da origine, in quauto ogni genesi suppone una realtà preesistente e un punto di partenza, che ne è l’origine. Genetico. T. Genetisch ; I. Genotio; F. Génétique. Che riguarda la genesi di un essere, di un concetto, di una istituzione. Il metodo genetico consiste nel ricercare le orig; © la formazione di un dato fenomeno, di una data dottri o scienza. La definicione genetica è quella che definisce un concetto nel modo stesso onde esso si costruisce; dicesi gonetica indicatita, se il costituirsi degli elementi non dipende da noi ma è opera della natura, genetica ricostruttiva se possiamo congiungere noi stessi gli elementi costitutivi dell'oggetto, come quando si definisce il ciliudro: una figura generata da un rettangolo, che compio una rivoluzione completa girando intorno ad uno dei suoi lati. La olassificasione genetica è quella che dispone i gruppi secondo una diversificazione progressiva, e considera le classi come prodotto più o meno stabile, ma non del tatto invariabile, delle variazioni causali delle proprietà. GEN Μο | itrine evolutive ha reso genetiche tanto } © naturali quanto le sociologiche e moÈ. Philos. rationalis, 1732, $ 195; Maso 8 segg. | om 2. vende; L Genius; F. Genio, Esistono molte definizioni del genio, cho riflettono i modi diversi di intenderne e spiegarne la natura: tutti però convengono nel considerare il genio come la forma più alta di sviluppo che l'intelligenza, l’imaginazione, il sentimento o il volere possono raggiungero in un individuo umano, come la più compiuta espressione della psiche umana. Si distingue dal’ ingegno, che è più comune e, so comprende e crea, non è nelle sue crensioni così spontaneo e originale come il genio, nd suscita intorno a sè, tra i contemporanei ο presso i posteri, quel consenso ο quell’ammirazione, che rendono immortale il genio. Si distingue anche dal falento, che è in un uomò quella inclinazione complessiva, che gli è propizia a causa delle speciali diresioni delle sue doti di fantasia e d’intelletto. Le ricerche teoretiche sul genio non cominciano che con la psicologia moderna; nei tempi antichi esso è studiato piuttosto biograficamente, come în Plutarco, e in Platone, che nei suoi dialoghi fa rivivere la figura del maestro immortale. Secondo la nota definizione, attribuita dal Littré al Buffon, il genio non è altra cosa che una grande attitudine alla pazienza ». Secondo d’ Holbach è la facilità di cogliere l'insieme e i rapporti negli oggetti vasti, utili, difficili a conoscere ». Per Cristiano Wolff è soltanto la-fcilità di osservare la somiglianza delle cose ». Per Kant il genio artistico è una intelligenza cho opera come la natura »; il segreto ο la caratteristica delle creazioni geniali sta in ciò, che lo spirito che crea con uno scopo, lavora tuttavia come la natura che crea senza uno scopo e senza un interesse; nel campo dell'attività razionale umana, il genio è la sintesi della livertà e della natura, della finalità » della necessità, della  473  GKN funzione pratica e della funzione teoretica. Anche per Schelling il genio, come la più alta sintesi di tutte le attività della ragione, consiste nella finalità senza scopo del creare; in altre parole, l'essenza della ragione si realinza pienamente soltanto mediante 1’ attività cosofente-incosciente del genio arlistico, in quanto esso supera quei contrasti tra attività cosciente © incosciente, che fanno sì che Pio teoretico e l’io pratico, tra essi racchinso, non raggiunga mai, normalmente, il suo scopo. Per Schopenhauer il genio è la capacità di penetrare con la pura intuisione nella realtà obbiettiva delle cose, di sepnrarsi per un certo tempo dalla propria personalità per essere puro soggetto conoscente. Per il Cousin il genio, specie quello artistico, è caratterizzato da due cose: anzitutto dalla vivacità del bisogno di creare, poi dalla potenza creatrice ; il vero genio non riesce a dominare la forza che ha in sè, soffre nel contenere cid che prova, cosicchè se è stato detto che non v ha uomo superiore senza un grano di follia, tale follia, como quella della croco, è la parte divina della ragione ». Per Lombroso il genio è, con la delinquenza e la pazzia, uns sottospecie di una specie psicologica abnorme, unu nevrosi degenerativa di natura epilettoide; questa teoria ha suscitato un vivace dibattito, non ancora chiuso, 0sservandosi da alcuni che la genialità non è certamente In coratteristica dei folli, da altri che il dispendio mentale da cui sorge l’opera del genio espone facilmente a forme nervose degenerative, le quali dunque non sarebbero causa ma effetto della genialità, da altri ancora che alle condizioni di assoluta squisitezza ὁ delicatezza del sistema nervoso si debbono sia le attitudini geniali sia le degenera zioni nervose, ma che le une e le altro, se sorgono su un terreno comune, non si debbono perciò considerare come vincolate tra loro da un rapporto di causalità. Cfr. Holbach, Syst. de la nature, 1770, vol. I, p. 127; Cr. Wolff, Paychologia emp. 1198, $ 476; Kant, Krit. d. Urteilekraft, 1878, Geo  AU  p187; Schopenhauer, Die Welt als, oce., suppl., 1. IIT, cap. XXXI; V. Cousin, Du vrai, du beau οἱ du bien, part. III, cup. V; Moreau de Tours, Payool. morbide, 1859; Lombroso, L'uomo di genio, 1888; Id., Genio e degenerazione, 1908; Id., Origine e natura dei genii, 1902; Padovani, Che cox’ è il genio, 1907; Id., Le origini del genio, 1909. Geocentrico. 1. Geocentrisoh; F. Géocentrique. L’antico sistema tolemaico, che poneva la terra come il punto centrale fisso dell'universo, intorno a cui si muovono il sole, la luna e le stelle. Il geocentrismo si ricollega strettamente all’altro errore antico dell’antropocentrismo, per cui l’uomo considera sò stesso come scopo finale prestabilito della creazione, e crede che tutta la natura sia stata creata per servire et lui (v. oause finali, finalità, oliooentriemo) Geografia. T. Erdkunde, Geographie; I. Geography; F. Géographie. Scienza che ha per oggetto la descrizionc della superficio della terra, la determinazione della sua veru forma, la distribuzione delle piante e degli animali, delle zone occupate dai diversi popoli, linguaggi, religioni, ecc. Si distingue perciò la geografia fisica, matematica, biologica (zoologica, botanica, etnologica), sociologica (econo-, politica, linguistica, ece.). Geologia. Ί. Erdbildungskunde, Geologie ; I. Geology; F. Géologie. La, scienza che studia la struttura interna della terra, i suoi periodi di formazione, desumendoli dall’ esame della crosta terrestre e dalle leggi fisiche e chimiche. Eas sorse quando cominciò seuoterai la fede nelle leggendo n saiche sulla creazione, verso la fino del secolo diciottesimo, οἱ è giunta oggi u stabilire i periodi principali nella storia della terra, a spiegure la formazione dei fossili, a escludere l’ intervento dei miracoli e delle cause sovrannaturali nella formazione del nostro pianeta. Cfr. K. A. Zittel, Geschichte d. Geol. und Paläontologie, 1899 (v. cosmogonia). Geometria. T. Geometrie; I. Geometry; F. Géométrie. Quella parte delle scienze matematiche che ha per oggetto  475  Gro lo studio delle forme ο delle -figure che si possono tricciare nello spazio. Secondo il Comte l'oggetto della geometria è la misura indiretta delle grandezze; infatti nelle «quantità non direttamente misurabili, conosciuti alcuni dei rapporti tra gli elementi di cui una figura è composta, essendo tali elementi necessari, mediante essi αἱ determimano tutti gli altri. La geometria distinguesi in pura e analitica: quella, senza valersi delle formule algebriche, studia direttamente le figure mediante spostamenti, sovrapposizioni ed uguaglianze; questa allo studio diretto delle figure sostituisce delle semplici formule algebriche, fondandosi sulla scoperta di Cartesio, che cioè ad ogni figura corrisponde una equazione e ad ogni equazione una figura. Alla geometria pura si connette la descrittiva, cioè 1’ arte di rappresentare delle figure solide mediante le loro proiozioni sopra due piani perpendicolari. Fino ol principio del secolo XIX la geometria enclidea era considerata il modello porfetto d’ogni certezza scientifica; il razionalismo cartesiano, ispirandosi al detto di Keplero, ubi natura ibi yeometria, l'aveva posto # fondamento d’ogni sapere intorno alle cose idealizzate nella pura estensione ed aveva persino preteso con Spinoza di costruire una morale more goometrico demonstrata. Ma con l'Helmbolte, il Lobatchewsky, il Riemann, il Bolyai, ecc. cominciò ad affermarsi la ponsibilità di altri spazi oltre quello euclideo, e quindi di geomotrie diverse da quella di Euclide. Ciò diede origine à vivact discussioni filosofiche, non ancora sopite, tra empiristi e neo-kantiani, intorno alla natura dello spazio, nlY origine degli assiomi, alla possibilità 0 meno di rappresentarsi intuitivamente lo spazio non euclideo. Altre vedute non meno importanti si annunziarono in questi ultimi tempi circa la natura e il metodo della geometria. Così secondo il Pieri la geometria deve affermarsi sempre più come lo studio d'un certo ordine di relazioni logiche, liberandosi dai legami che ancora la legano all’ intuizione e divenendo con Gen  476  ciò scienza puramente deduttiva ed astratta. A questa nuova elaborazione logica della geometria, contribuì specialmente, tra noi, il Peano; secondo il quale il calcolo geometrico consiste in un sistema di operazioni da eseguirsi su enti geometrici, analoghe a quelle che l’algebra fa sopra i numeri © permette di esprimere con formule i risultati di costruzioni geometriche, di rappresentare con equazioni proposizioni di geometria e di sostituire una trasformazione di equazioni a un ragionamento ; come si vede, questo calcolo ha analogie con la geometria analitica, dalla quale però differisce in quanto i calcoli non si fanno, come in quella, sui numeri che determinano gli enti geometrici, ma sngli enti stessi. Cfr. Klein, Porlesungon über nicht-suolidischen Geometrie, 1893; Halstead, Bibliografy of hyperspace and non-ewolidean geometry, American journ. of. math. », vol. I, p. 261 segg.; Veronese, Fondamenti di geometria a più dimensioni, 1891, p. 565 segg.; Vonola, La geometria non-cuolidea, 1905; Peano, I prinoipii di geometria logicamente esposti, 1889, p. 3 segg.; Aliotta, La reazione idealistios, 1912, p. 389 segg. (v. euclideo, matematica, metageometria, spazio, superficie). Gerarchia. T. Hierarchie; I. Hierarchy; F. Hiérarchie. Una serie di esseri ο di fatti, sia reali cho ideali, disposti in modo che ciaseuno dipende dai precedenti e comanda ai susseguenti o li determina, li spiega. In tal senso parlusi di gerarchia delle scienze, gerarchia delle funzioni xin fisiologiche che sociali, gerarchia delle specie biologi che, ece. (v. olagnifoazione delle wienze, seriazione dei fen. sociali). Germiplasma (teoria del). E la teoria con la qualo il Weissmann spiega l'eredità. L’ essere organizzato è costituito di soma 0 plasma somatico, da cui si sviluppano tutti i tessuti del corpo, ο di germiplasma, o plasma germinale, di cui una parte viene impiegata nella riproduzione οἳοditaria, dando luogo ai nuovi individui. Ora, non essendovi aleuno scambio, nessuna comunicazione tra queste due  417  Go specie di plasma, e le qualità acquisite interessando esclusivamente il primo, ne viene come necessaria conseguenza la negazione dell’ ereditarietà dei caratteri acquisiti. Ed è appunto per questa conseguenza, che la teoria del Weissmann ha suscitato infinito discussioni e critiche nel mondo scientifico. Cfr. A. Weissmann, Des Koimplaema, cino neue Theorie d. Vererbung, 1894 (v. eredità, panmizia, neolamarkismo). Gionchiti o gioachimiti. Setta di eretici medioevali, fondata dall'abate Gioacchino e originata, secondo il Tocco, dalle dottrine della Chiesa greca 9 ancor più da quelle del catarismo. Il gioachismo divide In storia dell’ umanità in tre grandi periodi, nel primo dei quali regnò il Padre, nel secondo il Figlio, nel terzo sarà per regnare lo Spirito; questo terzo periodo sarà contrassegnato della luce piena della grazia, della libertà ο della carità, impererà un vangelo più perfetto e la verità sarà colta attraverso le molteplici allegorie della Bibbia, abbandonandone | interpretazione letterale. Cfr. Tocco, L'eresia nel medio oro, 1884 (v. alimariolans). Gioia. T. Freude; I. Ioy; F. Joie. È un sentimento di piacere, che non è localizzato in nessuna regione determinate dell’ organiamo, e al quale s’unisce, secondo l'Hôffding, una tendenza involontaria a mantenere e conservare l'oggetto del piacere. Fa intesa e definita variamento dai filosofi. Per Spinoza è la passione per la quale l’anima passa a una perfezione maggiore », mentre la tristezsa è la passione per cui discende sd una minore. Por Cartesio à una gradevole passione dell'anima, nella quale consiste il godimento che essa ha del bene, che le impressioni del cervello le presentano come suo »; esiste anche una gioia puramente intellettuale, che viene nell’ anima per la sola azione dell’ anima e che si può dire essere nnn gradevole emozione eccitata in lei stessa, nella quale consiste il pincere cho essa ha del bone, cho il suo intendiGiu mento le presenta come proprio ». Per Locke la gioia è un piacere che l’anima prova quando considera il possesso di un bene presente o futuro come assicurato ; e noi siamo in possesso di nn bene quando esso è talmente in nostro potere, che possiamo goderne quando vogliamo ». Per il Galluppi la gioia è una passione, che nasce quando |’ oggetto nmato si riguarda come presente; quando si riguarda invece come vicino, e certo ad ottenersi, si ha l’allegrezza alla gioia si oppone la tristezza, all’ allogrezza lx mestizin. Per il Godwin è uno stato di piacere mentale, detorminato specialmente da sensazioni piacevoli e dai loro oggetti, dalle conoscenze di ogni specie, da ogni sorta d'esercizio. Il Bergson insiste sul carattere di pienezza o totalità della gioin, per oui essa si estende a tutto il contenuto della coscienza La gioia interiore non è, più che la passione, un fatto psicologico isolato, che occuperebbe da principio un angolo dell’ anima e a poco a poco gundagnerebbe terreno. Nel suo grado più basso, essa somiglia molto ud una orientazione dei nostri stati di coscienza verso l'avvenire. Poi, como se codesta attrazione diminuisse la loro pesanterza, le nostre idee © sensazioni si succedono con maggiore rapidità; i nostri movimenti non costano più lo stesso sforzo. Intino, nella gioin estrema, le nostre percezioni ei nostri ricordi acquistano una qualità indefinibile, paragonabile a un calore 0 a una luce, e così nuovi che a certi momenti, ritornando su noi stessi, proviamo come uno stupore di ensero ». Cfr. Cartesio, Les passions de l'âme, II, 91; Spinora, Ethica, lib. IIT, teor. XI, scolio; Locke, Essay, II, cap. 20, $ 7; Galluppi, Lesioni di logioa e metafisica; Godwin, Active principles, 1885, p. 9, 18; Bergson, Essai sur les données imm. de la conscience, 1904, p. 8; G. Dumas, La tristesse é la joie, 1908. (Giudizio. T. Urteil; 1. Judgement; F. Jugement. Essendo un atto primitivo della mente, ο quindi nasolntamante mi generis, non è propriamento detinibile. La dofinizione più  479  Gru comune, già usata da Aristotele, quell’atto per cui ni afferma ο si nega » è essa pure una tautologis, perchè I’ affermare ο il negare costituisce appunto il giudizio. Nè più felici sembrano le altre definizioni, che citiamo a caso e senz’ ordine cronologico rigoroso; Malebranche : la percezione del rapporto che si trova tra due 0 più cose; Baylo: l’atto col quale affermiamo o neghiamo qualche cosa di un’nltra; Locke: l’atto con cui si uniscono ο ri separano due idee; Kant: è l’idea dell’ unità di coscienza di difterenti idee, ο l’idea del loro rapporto in quanto compongono una nozione; Hobbes: è l’espressione del rapporto tra il significato di due nomi; Wuridt: è la decomposizione d’ una rappresentazione nei suoi elementi; Hamilton : giudicare è riconoscere la relazione di congruenza o di incongruenza in cui stanno tra di loro due concetti, due cose individuali, ο un concetto e un individuo; Munsel: un atto di comparazione tra due dati concetti riguardo la loro relazione ad un oggetto comune ; J. 8. Mill: la pertinenza di un attributo o di un grappo di attributi, ad un altro attributo o gruppo di attributi; Galluppi: un pensiero, col quale noi pensiamo che un oggetto è o non è di tale o tal maniera; Rosmini P affermazione (possibile o reale) d’ un atto in sò, che si fa, sia poi un atto essenziale, ο sostanziale, ο accidentalo, positivo ο negativo, occ.; Masci: un rapporto predicativo tra concetti; Hòfiding : un legame di nozioni fatte con coscienza © limpidezza; Volkelt: un semplice atto di relazione; Bergmann: la decisione sul valore di una rappresentazione. Nel giudizio si distinguono tre elementi costitutivi: il soggetto che è il concetto da determinarsi ; il predicato che è il concetto che serve a determinare il soggetto; la copula che è la relazione tra il predicato e il soggetto. Secondo alcuni logici, quest’ ultimo non è elemento essenziale del giudizio © può anche mancare. Varie furono le classificazioni proposto dei gindisi, perchò vario fu il modo onde il giudizio stato considerato; ma la classificazione più universalm Gv  480  accettata è quella che, abbozzata primitivamente da Aristotele, completata dai logici posteriori, fa poi raccolta in una tavola dal Kant. Essa divide i giudizi in quattro classi, secondo la qualità, la quantità, la relazione, la modalità. Sotto il primo rispetto i giudizi sono: affermativi, negativi. infiniti; sotto il secondo universali, particolari, individuali : sotto il terzo calegorici, ipotetici, disgiuntivi; sotto il quarto problematici, assertori, apodittici. La qualità © quantità doi giudizi vengono designate per brevità colle lettero a, ο, secondo i versi mnemonici: Asserit a negat €, verum generaliter ambo. Assorit i negat ο, sed partioulariter ambo. Il Kant distingue anche i giudizi in analitici ο sintetici. Alla classificazione kantiana alcuni vogliono aggiungere questa: giudizi narrativi, esplicativi, descrittivi. La classificazione kantiana dei giudizi vale porò soltanto per i giudizi semplici; i giudizi composti furono da altri divisi in tre classi: a relazione omogenea, a relazione etorogonea, giudizi contratti (v. le rispettive definizioni). Cfr. Kant, Krit. d. reinen Fern., ed. Reclam, p. 33 segg.; Logik, $ 17; Hamilton, Lectures on metaph., 1859, I, p. 204 segg., II, 271 segg.; Mansel, Metaphysios, 1866, p. 220 segg.; Hôffding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 285; Id., La base peyohologique des jug. logiques, Revue philos. », 1901, t. II; Ueberweg, System der Logik, 1874, § 67; Volkelt, Erfahrung und Denken, 1886, p. 157 segg.; Wundt, Logik, 1893, vol. I, p. 136 segg.; Gulluppi, Lezioni di logica e motaf., 1854, vol. I; p. 65; Roamini, Logica, 1853, p. 87; Masci, Logica, 1899, p. 158 segg.; Calò, Conoezione fetica ο conoesione vintetioa del giudizio, Cultura filosofica », agosto 1908; S. Tedeschi, Sulla funzione conoscitiva del giudizio, Ibid. », gennaio 1910. Giustizia. T. Gerechtigkeit; I. Justice; F. Justice, È la più grande delle virtà sociali, l’espressione più alta del sentimento di simpatia, Essa trae origine dal concetto di uguaglianza ο di reciprocità, e si compendia nel precotto evangelico: non fare agli altri cid che non vorresti fosse  481  Gru fatto a to stesso. Infatti già i pitagorici, cioè i primi filosofi che studiarono il concetto della giustizia, ls fecero consistere nel contraccambio, nella proporzione, 6, in conformita al loro simbolismo matematico, 1’ assimilarono al numero quadrato, ἡ δικαιοσύνη ἀριθμὸς ἰσάχις ἴσος. Con ciò è dato, quantunque in modo generalissimo, il concetto della giustizia come di una combinazione fra termini uguali © contrapposti; essi facevano consistere la giustizia nel1’ uguale moltiplicato per 1’ uguale, ο nel numero quadrato, perchè essa rende lo stesso per lo stesso. Anche Aristotelo affermava che il giusto è il legittimo ο 1’ uguale, 1’ ingiusto l’illegittimo ο l’inuguale; e i Romani, col termine ginstizia, designavano ciò che è esatto, imparziale, proporzionale. La giustizia scaturisce dal seno stesso della 80cietà, assumendo forme sempre più pure e perfetto, ο si personifica nel Potere, che ha l'ufficio di tutelarne il rispetto e l’applicazione anche con la coazione materiale. Si distingue quindi la giustisia sociale, che risiede nel Potere, dalla giustizia potenziale (ο equità), corrispondente alla idealità che nasce da prima nell’ individuo ο si riflette nella società. La giustizia si distingue ancora dalla carità ο beneficonza, che si compendia nel precetto: fa agli altri ciò che vorresti fatto a te stesso. Fra le classificazioni delle varie forme di giustizia, la migliore sembra ancora quella aristotelica, che distingue: 1. la ginstisis distributiva (τὸ δίκαιον daveperix6v) che riguarda i rapporti fra i cittadini d'uno stato ei beni comuni da condividero, che si devono distribuiro secondo il merito; 2. la ginstisia correttiva (τὸ δίκαιον διορθωτικὀν) che riguarda specialmente l’applicazione delle leggi e veglia non alla loro formazione ma al loro adempimento; 3. la giustisia retributiva (τὸ δίκαιον αντιπαπονθός) che può essere o penale o civile o comniutativa in quanto è l’ uguaglianza pura e semplice, ο l’equivalenza dei beni scambiati, dei mutui servigi. Cfr. Aristotole, Motaph., I, 5, 985 b, 29; EtMoa, V, 1, 1129 a, 6 segg.; 31 ; Gra-Gno  482  Zeller, Phil6s. d. Griechen, I, p. 391-426; Diels, Die Fragm. der Vorsokratiker, 1906, vol. I, p. 239 segg.; Romagnosi, L'antica morale filosofica, 1838, p. 195 segg.; Troiano, Dottrine morali di Pitagora ο di Aristotele, 1897, p. 58 segg.; Ardigò, Opere fil., IV, p. 54 segg.; Z. Zini, Giustizia, 1906; B. Donati, Dotirina pitagorica e aristotelica della giustizia, Riv. di fil. », novembre 1911. Glandola pienale. T. Zirbeldrüse; F. Glande pinéale. Organo atrofizzato ο rudimentario, di forma conico-ovolare, di colore rossastro, che si alsa davanti ai lobi ottici, tra l'encefalo anteriore e quello posteriore. Cartesio od altri filosofi ne fecero la sede dell'anima: Kem acourate eraminando, dice Cartesio, mihi videor ovidonter cognovisse, partem cam corporis, in qua anima ezerosi immediate suas functiones, nullatonus osso oor, neque etiam totum cerebrum, sod solummodo mazime intimam partium eius, qua est certa quaedam glandula admodum parva, sita in medio subatantiae ipeius, et ita suspensa supra oanalem, por quem spiritus oavitatum cerebri anteriorum communicationem habent cum spiritibue pouterioris, ut minimi motus, qui in illa sunt, multum possint ad mutandum oursum horum spirituum, σὲ reciproce minimac mutationes, quae accidunt cursui spirituum multum inserviant mutandie motibus huiue glandulae. Invece per i moderni naturalisti essa non è che il rudimento di un occhio impari, mediano, chiamato occhio parietale per la sua posizione rispetto alle ossa omonime, In parecchi vertebrati inferiori, ad os. nei rottili, esso è più che rudimentale, potondovisi discornere le varie parti degli occhi ordinari. Cfr. Cartesio, Pans, an., I, 31 seg. (v. animali spiriti). Gnomica (filosofia). Nel suo significato generale designa quella forma di sapienza che non è sistematizzata in un tutto logicamente coordinato, ma s' esprime in proverbi, sentenze, aforismi, con forma popolare sia in prosa che in poesin. In un significato più ristretto, designa la primitiva morale dei Greci, quale trovani già esposta nei versi di  483  Gxo Omero, nel poema di Esiodo, nella poesia gnomica propriamente detta di Solone, di Focide, di Teognide e nelle sentenze de’ sette Savi, conservate dalla tradizione. Cfr. Diogene Laerzio, I, 1, 40 segg.; Aristotele, EtMoa Nie., V, 3. Gnoseologia. T. Gnoseologie, Erkerntnistheoris ; I. Gnos0logy ; F. Gnostologie, Guosiologie. Nome dato dal Banmgarten a quella parte della filosofia che tratta della dottrina della conoscenza, vale a dire dell’ origine, della natnra, del valore e dei limiti della nostra facoltà di conoscere. La parola è caduta quasi in disuso nella terminologia tedesca, che preferisce la parola Erkenniwistheorie  teoria della conoscenza; è invece d’ uso comune negli altri linguaggi filosofici, sebbene con qualche oscillazione di significato. La gnoseologia non va confusa nd con la peicologia nd con la logica: sebbene abbiano per oggetto comune lo studio del pensiero, tuttavia la psicologia considera il pensiero stesso come un'attività dello spirito; la logica lo riguarda come mezzo delle conoscenze mediate, il quale condnoe alla verità ο all'errore a seconda che è usato bene o male; la gnoseologia lo studia in rapporto all’ oggetto, per vedere se © in che limiti ce ne può dare In conoscenza. La gnoseologia si distingue anche dalla epistemologia, che è lo stadio critico dei principi, delle leggi, dei postulati e delle ipotesi scientifiche. Circa la sua importanza, è indubbio che da Kant in poi casa occupa una posizione centrale nella filosofia, tantochè per alcuni essa è tutta quanta la filosofin ; nessun filosofo oggi può accingersi a discutere di questioni metafisiche senza aver prima chiarita la sua posizione riguardo ai problemi gnoseologici. I quali, trascurati ο sottomessi a presupposti metafisici nella filosofia antica ο medievale, cominciano ad assumere unu posizione autonoma ο fondamentale con l’ empirismo inglese, specialmente con Locke: La mia intenzione, egli dice, è di ricercare 1’ origine, la certezza ο 1’ estensione del sapere umano, come pure i fondamenti e lo fasi gradunli della credenza, della Gyo  484  opinione e dell’ assenso ». Mentre Cartesio, Malebranche, Spinoza, eoc., si erano affaticati intorno al problema del rapporto tra anima e corpo, tra spirito e materia, Locke, giudicando tale problema come insolubile, si propone invoce di determinare con quali mezzi giungiamo a conoacere tanto lo spirito che il corpo, e, con la distinzione tra le qualità primarie e le secondarie, con l’analisi distruttiva dell'idea di sostanza, getta le prime basi di tutte le discussioni gnoseologiche, le quali terranno occupata Ja mente dei filosofi nei due secoli seguenti. Occorre però aggiungere che non tutti i filosofi moderni convengono sulla necessità, anzi sulla legittimità della gnoseologia. Hegel aveva già osservato: L’esame della conoscenza non può farsi altrimenti che conoscendo ; questo cosidetto stromento richiede di essere esaminato non altrimenti che conoscendolo. Ma voler conoscere, prima di conoscere, è cosa tanto assurda quanto il sapiente proposito di quello scolastico, di imparare a nuotaro prima di arrischiarsi nell’acqua ». Oltre la scuola dell’ Hegel (la quale però non è tutta concorde nel seguire in questo il maestro) anche quella del Fries nega la legittimità della gnoseologia, considerando In possibilità della conoscenza non come un problema, ma come un fatto, in quanto il criterio della verità dei giudizi ata nella conoscenza immediata, quale ci è data dalla percezione che è originariamente assertoria: se la possibilità della conoscenza fosse un problema, per risolverlo dovremmo avero un criterio, mediante l'applicazione del quale si potesso decidere se una conoscenza è vera o no; questo criterio sarebbe una conoscenza 0 no; nel primo caso richiederebbe a sun volta un altro criterio per poter decidere della sus validità, nel secondo caso, se cioò non fosse conosciuto, come potremano conoscere che è un criterio della verità? Cfr. Locke, Essay, I, cap. I, $ 2; Hegel, Enoyol., $ 10; A. Phalen, Das Ærkenninisproblem in Hegels Philosophie, 1912; Riehl, Die philosophiache Kriticismus, 1879, vol. II, 1. I, p. 11; Eigler,  485  Gxo-Goc Einführung in die Erkenntnistheorie, 1906; È. Cassirer, Das Erkenntnisproblen in d. Philos. u. Wissenschaft, 1906-1907 ; .ibhandlungen der Friewechen Schule, 1909-1912, vol. III, fase. IV; Ardigò, Op. jil., vol. I, pref.: V, 15 segg.; Do Sarlo, I problemi gnoseologici nella. fil. contemp., Cultura filosofica », settembre 1910. Gmosi. T. Guosis; I. Gnosis; F. Gnose. Indica quella scuola teologica e filosofica, sorta nei primordi del oristinnesimo, la quale voleva giungere dalla pura fede nel fatto (πίστις), alla vera conoscenza (γνῶσις) di Dio, della natara e dol destino degli esseri, mediaute lo studio dello diverse religioni ο il confronto della religione cristiana colle precedenti. Varie sono le forme di gnosticismo, che si distinguono a seconda della religione a cui ciascuna dà la preferenza: quindi si ha una gnosi cristianizzante, cui appartennero Saturnino e Marcione; una paganizzante, cui appartennero Carpoerate e Manete; una giudaizzante, cui appartonnero Valentino e Basilide. Combattuta dalla Chiesa cristiana, da cui la separavano profonde divergenze, essa si spenso dopo un breve periodo di apparente fecondità. Perd, secondo aleuni scrittori cattolici, la gnosi ha gettato nelP atmosfera intellettuale una quantità di idee teologiche © di idealità morali, che hanno contribuito potentemente alla diffusione del cristianesimo dopo averne minacciato l’esistenza ». Le origini della gnosi fnrono attribuito dui SS. Padri a Simon Mago; i caratteri fondamentali di talo scuola sono: il dualismo tra spirito e materia, e la dottrina del Demiurgo. Cfr. Harnach, Lehrbuoh der Dogmengeschiohte, 1894, I, p. 220 segg.; F. Bonaiuti, Lo gnosticismo, 1907 (v. eoni, Noo, Logo, Demiurgo, pleroma, nisigia). Gnosticismo v. gnosi. Goclenico (eorite). Il tipo progressivo del sorite, In cui formola si deve a Rodolfo (ioclenio; è 1’ inverso del tipo regressivo, formolato da Aristotele. La sua formola è: C= D, B C, 4 == B, dunque A= D. Ad es.: l’ovoGra  486  luzione è perfezionamento ; la civiltà è evoluzione; la moralità è civiltà; dunque la moralità è perfezionamento. Cfr. Goclenius, Isagoge inorganon Aristotelis, 1598, p. 2, ο. 4; Lotze, Grundzüge d. Logik, 1891, p. 46 (v. sorite). Graduasioni medie (metodo delle). Uno dei metodi adoperati per verificare lu leggo di Weber sul rapporto tra la sonsaziono ο lo stimolo. Siccome 1’ intensità della sensazione cresce in proporzione aritmetica, quando l’intensità degli stimoli cresce in proporzione geometrica, così, trovando una sensazione media tra due sensazioni a’ intensità differente, l'intensità aritmeticamente modia tra le duo sensazioni dovrà corrispondero ad una intensità geometricamente media tra i due stimoli. In ciò consiste il metodo dello gradazioni medie, proposto dal Wundt. Cfr. Wundt, Grundzüge d. Psyoologie, 1893, p. 356 segg.; Id., Grundriss d. Payohol., 1896, p. 299. Grafico (metodo). T. Graphische Methode; I. Graphio mothod; F. Méthode graphique. Consiste nel rappresentare mediante traccinti o grafiche i fatti che si stanno studiando. Il metodo grafico ha ricevuto e riceve sempre nuovo applicazioni, estendendosi esso sia ai fatti puramente fisiologici che ai psicofisiologici, nei quali i movimenti corrispondono a particolari stati psichici. A seconda dei fenomeni di cui si vogliono raccogliere le indicazioni grafiche, variano naturalmente gli strumenti, fra cui ricordiamo gli psicografi, gli ergografi, i grafografi, i miografi, gli sfimografi, i pletismografi, i pressiografi, ecc. In tutti, ad ogni modo, le grafiche sono fissate in bianco sul fondo nero di una carta annerita per mezzo d’una fiamma fuliginosa, ο rese indolebili mediante un bagno di vernice. Grafologia. ‘I. Graphologie; I. Graphology ; F. Graphologie. Quantunque } etimologia della parola sembri indicaro come oggetto di questa scienza lo studio della scrittura sotto tutti i suoi aspetti, tuttavia, nel concetto dei suoi più noti cultori, essa si restringe a cercare i rapporti che  487  Gra esistono tra il carattere di un individuo e la sua scrittura, per cavarne norme generali onde poter inferire in ogni caso dalla scrittura -che è la traduzione immediata dal pensiero la conosconza del carattere dello scrivente. Tre sono le ricerche che la grafologia compio in ogni seritto: 1. i sogni generali, dati dall’ insieme dello scritto; 2. i segni particolari, dati dalla punteggiatara, dalle paraffe, dai filetti, dalle lettere; 3. le risultanti, vale a dire lo conclusioni generali derivanti dal confronto dei vari se grafologici. La grafologia studia, oltre agli soritti degli individui normali, anche quelli dei delinquenti, dei geni e dei pazzi. Cfr. Erlenmayer, Die Schrift, 1879; Goldscheider, Dio Physiologie und Pathologie ste Handschrift, 1891; Cropieux-Jamin, L'écriture οἱ le caraotère, 1879; Lombroso, Grafologia, 1895. Grafo-motore (centro). Il centro grafo-motore è situato sotto il piede della seconda circonvoluzione frontale del1’ emisfero cerebrale sinistro ; la sua distruzione determina la agrafia, ossia la perdita della memoria dei movimenti necessari alla scrittura. La scoperta di questo centro è dovuta ul Broca, allo Charcot e alla sua scuola: alcuni fisiologi, però, non ammettono I’ esistenza di un centro psichico distinto per l’impulsione e la coordinazione dei movimenti della scrittura, altri lo ripongono nel midollo all’ altezza del rigonfiamento anulare. Cfr. Ch. Bastian, Le cerregu organe de la pensée, trad. franc. 1888, vol. HI, p. 64 #ogg. Grammatica. 1. (irammatik, Sprachlekre ; 1. Grammar; F. Grammaire. E la forma del linguaggio, mentro il vocabolario no è la materia. Le forme grammaticali esprimono lu funzione essenziale del pensare, la quale consiste nel porre in relazione; quindi esse sono in continuo reciproco rapporto con lo sviluppo del pensiero stesso. Da principio non esistono che parole, cioò segni per rappresentare gli ogget: © le relazioni logiche sono significate sia con la disposizione delle parole sis adoperando certe parole ad esprimere, Gra  488  oltrechè oggetti, anche rapporti. In seguito le disposizioni di parole diventano costanti e le parole adoperate ad esprimero rapporti perdono il loro significato indipendente fino ad aggiungersi come affissi alle parole dinotanti oggetti. Intine I’ orguuismo grammaticale, sotto l’azione incessante del pensiero, si fa completo: mediante il solo cambiamento del suono (/lessione) ogni parola è un’ unità modificata secondo le suo relazioni grammaticali, ed una parto del discorso determinata, avente un’ unità sia lessicale che gramiuaticale. Lu grammatica, come scienza delle regole che le necessità logiche, l’uso e la vita sociale hanno imposto agli individui nol?’ impiego del linguaggio, comincia con i sofisti, specialmente con Prudico, Ippia ο Protagora; quali maestri d’ eloquenza politica essi dovevano insegnare, in prima istanza, come si parla bene e trasformando la retorieu da arte tradizionale in soienza, si dedicarono a ricerche intorno alle parti del discorso, all’ uso dello parole, alla sinonimia e all’ etimologia, e furono così i creatori della grammatica. Cfr, Marty, Ueber eubjeotlose Sätze und das Verkäliniss der Grammatik zu Logik und Paychologie, Wiert. fur Wiss. Philosophie >, VIII, Jahrg. 1884, 1° art. p. 73; A. Marty, Rech. sur lee bases de la grammaire οἱ de la phil. du langage, 1908; Binet et Salmon, Langage οἱ pensée, 1909 (v. linguaggio, giudizio, emozionale, eco.). Grazia. T. Gnade, Anmutk; I. Grace; F. Grice. Questo vocabolo ha due significazioni ben distinte, una teologica ο l’altra estetica, Nella teologica la grazia divina è uno dei dogmi della religione cristiana, definito dai teologi come il dono sovrannaturale e gratuito concesso da Dio agli uomini, per condurli alla eterna salvezza. Esso si ricollega strottamente col dogma della caduta dell’uomo ο del peooato originale; questi due dogmi sono dovuti entrambi a 8. Agostino, che li difese dagli assalti © dalle false interpretazioni delle sette ereticali. Grande estensione diede poi al dogma della grazia S. Tommaso, che la considera necessaria al 489  Gra PP uomo per compiere quella parte sovrannaturale del suo destino, che consiste nella visione divina; © tale necessità, inerente alla sua condizione di creatura, si è ostesa, per il peocato originale, anche a quelle azioni che non oltrepassano la natura delle sue forze: Nello stato di natura innocente l’uomo non aveva bisogno che una virtà di grazia si aggiongesse a quella di natura, se non per fare © per volere il bene sovrannaturale; ina nello stato di natura corrotto, ne ha bisogno per due riguardi: primo per rimanere terso dalla macchia della colpa, secondo por cor piere un beno di ans virtb sovrannaturale che sia mei torio ». Così l’aiuto della grazia è nocessario per osserva i precetti della leggo divina, per amare Dio, per non peccaro, per uscire dai lucci del peccato, per perdurare nel bene © infine per rendersi degni di ricoverla allorchè non si possiede. A che wi riduco allora il compito dell’uomo e la libertà del suo volere? Per conciliare questo dogma con la dottrina del libero arbitrio, i teologi distinsero varie specie di grasin: la grazia interiore, che ispira all’ nomo buoni pensieri, pie risoluzioni, © lo porta a fare il bene; la grazia abituale, cho risiede nella nostra anima, rendendolu cara a Dio © meritevole dell’ eterna felicità; la grazia attuale, che è una operazione per la quale Dio illumina la mente e muove la volontà nostra a fare un’opera buo: superare una tentazione, adempiere un precetto; la grazi afficace, che opera infallibilmento sulla volontà e alla quale l'uomo non resiste mai, malgrado la libertà che ba di resistere; la grazia sufficiente che dona alla volontà abbastanza forza per fare il bene, ma alla quale l’uomo può resistere, rendendola così inefficace.  Nell’ estetica la grazia è qualche cose di distinto ο talora indipendento dalla bellezza, tantochè, come osservò già il Winkelmann, ossa si trova anche in quelle forme che non sono belle ed è un mezzo di supplire alla mancanza del bello. Generalmente, la grazia è considerata come la bellezza di ciò che è piccolo, fragile, Gus  490  gentile; oppure come la bellazsa del morimento, comprendendo in questa espressione anche le forme fisse, nelle quali la suggestione del movimento sia non solo assai viva, ma anche principale. Per lo Schelling la grazia nell’ arte à P espressione dell anima: Dopo che l’arte ha dato alle cose il carattere che loro imprime l’ aspetto dell’individualità, fa un passo ancora; dà loro la grazia che le rende amabili, facendo che esse sembrino amare. Oltre questo secondo grado, non ve n’ha che uno, che il secondo annuncia ο prepara; è di dare alle cose un’ anima, con cui esse non sembrano più soltanto amare, ma amano. La grazia nelParte è l’espressione dell’ anima ». Per lo Spencer invece la grazia è la bellezza del movimento, che non riveli uno sforzo ο che sia vario di direzione, di volocità ο di composizione: questa varietà spiega l’etorna freschezza della grazia. Il Guyau, accostandosi allo Schelling, fa consistere la grazia in uno stato della volontà, della volontà soddisfatta o che è portata a soddisfare altrui: ovvero nell espressiono del?’ amore, perchè par che amie perciò è amata. Secondo il Masci, il sentimento del grazioso è un sentimento gaio, che rifugge dalla serietà ο dalla gravità, © suppone un contrasto oggettivamente e felicemente superato, di forma non di sostanza, di sò stesso inconsapevole; esso ha per fattore psichico essenziale la porcezione dell’ingenuità che non confini con la dabbenaggine, che non offra motivo di disistima ο di sprezzo. Cfr. 8. Tommaso, 1*, 33, qu. CIX, art. 2,3 e segg.; Jourdain, La fil. di S. Tommaso, trad. it. 1860, p. 203 segg.; Schelling, System d. transcend. Idealiomus, 1801; ‘Taine, Philosophie de Vart, 1880; Guyan, L'art au point de vue sociologique, 1884; Masci, Psicologia, 1904, p. 392 segg. (v. bello, comico, estetica, provvidenza, premozione, scienza media). Gusto. T. Gesohmach ; I. Taste: F. Goût. Senso chimico col quale si percepiscono i sapori. Di questi si distinguono quattro fondamentali: l'amaro, il dolce, l'acido, il salato, ai quali alcuni aggiungono il metallico © V alcalino. Le sen 491  Gus sazioni gustative sono molto complesso; quelle che ordinariamente si riguardano come sensazioni di gusto, sono un misto di sensazioni di gusto, di tatto, di olfatto © di temperatura. Infatti la mucosa boccale possiede papillo gustative solo in alcune parti, come la punta e i margini luterali della lingua, ls parto superioro 6 la superficie auteriore dol palato; nelle altre parti non vi sono che corpuscoli tattili. I nervi del gusto sono il linguale, che servo per il gusto della parte anteriore della lingua, e il glossofaringeo per le altre parti della lingua ο della bocca.  In, per gusto ο buon gusto ο) intende la coltà di gindicare intuitivamente ο sicuramente i valori estetici, specialmente in ciò che essi hanno di corretto © delicato. Per il Shaftesbury ο l’ Hutcheson il gusto è lu facoltà fondamentale non solo estetica ma anche eticn; l’uomo possiede, secondo essi, un sentimento naturale ο profondo tanto per il buono quanto per il bello, che non sono quindi oggetto di conoscenza razionale, ma di un intimo consenso insito nella stessa natura dell'individuo. Per il Reid anche il gusto è sottomesso a leggi: Quelli che sostengono che non v’ ha nulla d’assoluto in materia di gusto, e che il proverbio che dei gusti non si devo disputare è di applicazione illimitata, sostengono un’opinione insostenibile ; con le medesime ragioni si potrebbe sostenere che non c'è nulla di assoluto in materia di verità ». Kant inveco distingue il buono dal bello, in quanto il primo è ciò che coincide con la nonna finale rappresentata nella legge morale, il bello invece à ciò che piace senza concetto, come godimento affatto disinteressato ; quindi è impossibile una dottrina estetica, v'è soltanto una critica del gusto, ciod nua ricerca intorno alla possibilità del valore aprioristico dei giudizi estetici; il gusto è infatti per Kant la facoltà di giudicare di un oggetto o di una rappresentazione mediante un piacere o uno stato sgradevole, senza ‘alcun interesse ;... una capacità puramente regola 492  tiva di giudicare la forma nell’ unione dol molteplice nella fantasia »; pord, la sentenza che dei gusti non si può disputare, vale solo nel senso che in questioni di gusto con la prova concettuale non si ottiene nulla, il che non esclude che sia possibile in ciò nn appollo a sentimenti di valore universal. Per l'Herbart i giudisi del gusto hanno un valore necessario ο universale, d’ indimostrabile evidenza, © «si riferiscono sempre ai rapporti dell'esistente; quindi In morale è per lui un ramo dell’ ostetica, in quanto questa si risolvo nella dottrina doi giudizi estetici intorno ai rapporti della volontà umana. Cfe. Hutcheson, Philosophiae mordlis institutio oompendiaria, 1754; Reid, Works, 1817, V, 215 seg.; Kant, Krit. d. Urteilskraft, 1878, 1, $5; Blencko, Kants Unterecheidung den Sohönen rom Angenchm, 1889; Wundt, Vòlkerpsychologie, 1900, vol. 1; Kiesow, Atti del IV Congr. int. di pricologia, 1906; Windelband, Storia della fil., trad. it Sandron, 1, 328; Höflding, Prychol., trad. frane. 1900, p. 130 ο segg. 1. Nella logica formale designa le proposizioni particolari affermative (qualche À è 3). Nella teoria della quantificazione del predicato indies lo proposizioni parti-parziali afformative (qualche οἱ è qualche 1), mentre la lotters greca ı designa le proposizioni parti-totali afformative (qualche .1 è tutto B). Ibridismo. F. Hybridisme: I. Hybridiem. 1, accoppinmento fecondo di due individui più o meno diversi tra di loro. Diconsi ibridi i prodotti stabili ο instabili delle specio tra loro, e meticci i prodotti delle varietà o delle razze. Nel linguaggio comune, però, ai riserba il nome di meticci prodotti della fecondazione fra le diverse razze umane. Sembra eselusa la possibilità di fecondazione tra individui appartenenti a ordini differenti ; è invece accertata fra indiviIpe dui di differenti generi, i cui prodotti sono indefinitamente fecondi, © di differenti speoie, i oui prodotti possono essero infecondi, come i mali ei bardotti, 0 fecondi, come i piocoli della lepre ο del coniglio, del cane e del lupo, del cano e della volpo. Si ha 1’ ibridiemo unilaterale quando il maschio d'una specie dà Inogo et meticci fecondi con la femmina @ un’altra specie, mentrechd una femmina della prima con un maschio della seconda è sterile; 1 ibridiemo collaterale quando i meticci di primo sangue sono sterili, mentro quelli di secondo sangue sono indefinitamente fertili, così da dar luogo mediante i collaterali a una nuova razza; P ibridiemo diretto quando i meticci di due ordini sono indefinitamente fecondi. I fenomeni di ibridismo, non ancora pienamente spiegati, vi intrecciano ad altri importanti problemi della filosofia zoologica, riguardanti la fissità, l’unità, l’origine della specie, il concetto delle olassifionzioni zoologiche, l'eredità, 1’ affinità sessuale, eco. Cfr. A. Suchotet, L'hydridité dana la nature, 1888 (v. omogenesia, monogenismo, poligeniemo, varietà, specie, ecc.). Idea. T. Idee, Vorstellung; I. Idea; F. Idee. Comunemente per idea si intende ciò che non è reale se non in quanto è pensato, ciò che esisto soltanto nel pensiero © per il pensiero; e si suol anche opporla alla sensazione, alla percezione, alla imagine, in quanto designa i prodotti generali ed astratti dell’ attivita dello spirito. Ma nella storia della filosofia l’ides assume significati assai diversi ed implica varie ed importanti questioni riguardanti la sun origine, la sua natura, i suoi rapporti col reale, eco. Quanto alla varietà dei significati, da principio Ἴδέα equivale nella lingua greca a forma visibile, aspetto; da ciò anche il significato di forma distintiva, di specie nel significato cho questa parola ebbe presso gli scolastici : perciò Democrito chiama gli atomi anche ἰδέαι, e Dionigi Massimo definisce le idee species vel formas aelernas et incommutabiles rationes, secundum quas et in quibus visibilio mundus formatur et regitur. IDE  494  Affine a questo è il significato che Platone dà alla stessa parola, come vedremo più avanti; il passaggio si può cogliore in questa definizione di Goclenio : Idea signifioat speciem seu formam, sou rationem rei eziernam ; generatim idea est forma seu exemplar rei, ad quod respiciens opifez affoit id quod animo destinarat. Per Kant invece ha un valore differente: Per idea io intendo un concetto necessario della ragione, al quale nessun oggetto adeguato pnd esser dato nei sensi »; tali idee sono, per Kant, quelle d’unità assoluta del soggetto, di sistematizzazione completa dei fenomeni (comprondente le quattro idee cosmologiche ») e di ridusione all’ anità di tutte le esistenze, ideo alle quali corrispondono rispettivamente l’anima, il mondo e Dio. In senso psicologico l’idea equivale al concetto, considerato come fenomeno mentale in una determinata coscienza; alcuni psicologi la distinguono dal concetto solo perchè, mentre l’idea astratta può essere d’una qualità o d’ una proprietà, il concetto è l’idea d’ una cosa ο d’un fatto, e in quanto tale raccoglio in sè, come in una sintesi ideale, quegli elementi che devono costantemente associarsi per costituire la conn 0 il fatto. Già con la tarda scolastica, ma più specialmonte a partire dal sec. XVII, la parola idea si adopera anche per indicare ogni oggetto del pensiero in quanto pensiero, în opposizione sia al sentimento, all’ istinto, alla volontà, ciod ai fenomeni psichici non intellettuali, sia alla cosa, all'oggetto esistente per sè, indipendentemente dalla conoscenza che ne abbiamo. Infine, tanto nel linguaggio comune che in quello filosofico, ides è adoperata ad indicare progetto, disegno, invenzione, opinione, teoria, come appare dallo espressioni aver ’ idea di compiere qualche com », idea della filosofia trascendentale », le idee filosofiche dominanti », le ideo politicho di un uomo >, ece. Per questa varietà di significati, 1’ Hamilton dichiarava giustamente che è impossibile serbare a questa parola un uso tecnico, e che non si può usarla se non nel senso vago  495  Ipr nel quale racchiude le presentazioni dei sensi, le rappresentazioni dell’ imaginazione e i concetti ο nozioni dell’ intendimento: Le idee, parola e cosa, sono state la orur philosophorum, dacchè Aristotele lo mandò nd imballare fino ai giorni nostri >. Quanto alla natura 6 all’origine delle idee, per Platone esse sono i veri reali, che non esistono come semplici enti del pensiero, ma sono sostanziate in sè, immutabili ed universali; esse costituiscono i tipi, i modelli esemplari ed eterni delle cose, le quali non sono che imitazioni delle idee, e partecipano del reale solo in quanto partecipano delle idee ; esse non possono venir apprese che dalla ragione, e costituiscono una gerarchia al sommo della quale sta l’idea del bene, cioè il bene stesso, dal quale le altre idee ricevono realtà e intelligibilitä. Per Aristotele invece le idee non hanno una realtà separato dalle coso individuali © sd esse anteriore, ma son poste in esse medesime; soltanto gli individui sono i veri sussistenti sò, vere sostanze; l’universale esiste, ma nell’ individuo; V idea non è un semplice vocabolo, ma associata ad un vocabolo viene a fissare ciò che hanno fra loro di comune più individui della medesima specie. Da allora in poi le due teorie rimasero sempre di fronte, ο si combntterono specialmente nella scolastica sotto il nome di realismo la prima, conosttualismo o nominalismo la seconda. Più tardi sorsero le varie dottrine circa l’origine delle idee: secondo l’ innatiemo esse sono contenute nello spirito anteriormente ad ogni esperienza; secondo il seneemo sono invece il prodotto della nostra esperienza sensibilo; secondo 1’ empirismo derivano pure dall’ esperienza, ma non soltanto da quella esterna o sensibile, ma anche da quella interna ossia dalla coscienza; secondo la dottrina pricogenetioa dello Spencer, derivano non solo dall’csperionza dell’individuo mn ancho da quella della specie, accumulata, organizzata ο traamessa sotto forma di virtunlitä psicologica. La dottrina generale della ovoluzione, dico lo Spencer, concilia 1’ ipoIne  496  tesi sperimentale e quella intuisionistica, ciascuna delle quali è parzialmente vera, ma insostenibile per sò stossa. Nel sistema nervoso certe relazioni prestabilite esistono attraverso la trasmissione, rispondendo a relazioni dell’ ambiente assolutamente costanti, assolutamente universali. In questo senso esistono ‘‘ forme dell’ intuizione ”, ciod elementi di pensiero infinitamente ripotati finchè sono divenuti automatici e impossibili ad abbandonarsi. Queste reInzioni sono potenzialmente presenti avanti la nascita nella forma di determinate connessioni nervose, antecedenti e indipendenti dalle esperienze individuali, ma non indipendenti da ogni esperienza, essendo state determinate dall'esperienza di precedenti organismi ». Secondo il Condillac, sensista, non esiste una demarcazione netta tra sensazioni ed idee; queste non sono iu fondo che sentimenti esistenti nella memoria che li riproduce; così, parlando dell’ idea di spazio, ogli dice: La sensazione sia attuale che passata di solidità è sola per sè stessa sontimento ed idea ad un tempo. È sentimento per la relazione che ha con l’anima, che essa modifica; è idea per la relazione che ha con qualche cosa @ esteriore.... Tutte le nostre sensazioni ci appaiono come lo qualità degli oggetti che ci circondano; esse dunque le rappresentano, e perciò sono dello idee ». Secondo il Locke, empirista, le idee si dividono, quanto alla loro origine, in semplici 9 composte : le primo nascono dalla sensazione sola, ο dalla riflessione sola, ο dall'una e dall'altra unite; le seconde invece derivano dalle primo; colle idee semplici noi ci rappresentiamo le qualità dei corpi, sis primarie che secondarie, le composte si distingnono in modi, sostanze ο relazioni, Però alla parola idea Locke dà un significato assai vasto: Tuttocid che lo spirito percepisce in ad stesso, o è l'oggetto immediato della percezione, del pensiero, o dell’intendimento, io chiamo idea. La parola serve per qualunque oggetto dell’ intelletto, quando l’uomo pensa, qualunque sin ciò che ocenpa lo spirito nel suo pensare ».  497  Ir Lo stesso significato dà alla parola il Berkeley, per il quale non esistono che gli spiriti e le loro funzioni, cioò idee e volizioni; ma idee astratte, in quanto tali, non esistono nello spirito, non sono che finzioni scolastiche, la loro apparenza deriva dalla espressione verbale; in realtà non esistono che rappresentazioni singole, e alcune di queste, grazie alla somiglianza ο all’ uguaglianza della denominazione, possono rappresentare anche altro, simili a loro. David Hume si appropriò questa dottrina, e distinse le impressioni originarie dalle loro copie : le idee non sono che copie di impressioni, imagini sbiadite (faint images) ο non c’è idea che si sia prodotta altrimenti che come copia di una impressione, 0 che abbia altro contenuto fuori da quello che ha tolto dall’impressione. Secondo Kant, esistono nello spirito leggi e forme invariabili, che sono ls condizione necessaria del pensiero: di queste forme le une, le categorie, si applicano al mondo fenomenico e sensibile, le altre, le idee, hanno un oggetto trascendente e puramente intelli gibile: ora, siccome le idee sorpassano i limiti dell’ esperienza, non sono che forme logiche che regolano l’intelligenza, ο tutt'al più non esprimono che uns possibilità. L’ Hegel invece, accostandosi a Platone, non considera P idea come una mera entità logica, bensì come la più alta realtà, per mezzo della quale tutto si spiega, 1’ essero 9 la conoscenza, la natura e il pensiero, e nella quale tntto ha la propria ragione e il proprio fondamento; da idea in sò, potenza non ancora evoluta, diventa idea per sà, ossia natura, che si evolve per gradazioni infinitesime e continue, finchè torna in sè, si fa spirito cosciente, dando luogo alla filosofia dello spirito, alla famiglia, alla società, alla moralità e al diritto. Per il Rosmini I’ idea è I’ essere possibile presente allo spirito; la sua presenza è appunto l’esser noto: non ha altro effetto che far conoscere che cosa è essere »; l’idea e il sentimento sono i duo primi clementi di tutto le cognizioni, che sono alla lor volta anticip: 22  Ranzotı, Dizion. di acienze filosofiche. IE  498  @ ogni deduzione e d’ogni argomentazione; ogni applicazione dell’ idea dell’ essere nd uns data notizia è una riflessione, Per il Gallappi l’idea è un elemento del giudizio »; egli distingne le idee in accidentali od emensiali: sia le une che le altre sono, in quanto idee, un prodotto della meditazione sui sentimenti, ma mentre per le prime non tutti gli uomini hanno i sentimenti necessari alla loro formazione, nessun nomo manca dei sentimenti necessari per la formazione delle seconde; sono ideo essenziali quella dol proprio io, quella del proprio corpo e quella di un corpo esterno, nonchè tutte quelle idee che l’azione feconda della meditazione può sviluppare da queste e che si trovano in tutti gli nomini i quali hanno 1’ uso della ragione. Per l'Ardigò l’idea è una reduplicazione della sensazione »; la sua disformità dalla sensazione dipende unicamente dalla ripetuta elaborazione specificatrice onde è uscita, ma i caratteri di universalità ο di infinità, che all’ idea si attribuiscono con significazione metafisica, sono propri anche della sensazione, che è riproducibile senza terntine ο riferibile ad un numero illimitato di oggetti; gli uffici principali dell’ idea sono tre: 1° è il campo mentale dei particolari, che in essa si inquadrano como în una rappresentazione unica comnne, per il rapporto fondamentale dolla loro somiglianza ; 2°è una rirtualità infinita di rappresentazioni ulteriori; 3° è un segno di operazioni già eseguite o di formazioni già ottenute.  Quanto alla classificazione delle idee, essa è impossibile nei riguardi dei loro oggetti, che variano all’infinito ; per rispetto alla qualità ο forma si distinguono in vere e false, chiare ο oscure, distinte e confuse, semplici e composte, astratte ο concrete, individuali e collettive, particolari e generali ; riguardo ai loro caratteri, si sogliono distinguere in contingenti, che hanno per oggetto cose che possono essere e non essere, © necessarie, che hanno per oggetto cose che non possono non essere : le prime sono determinate, particolari, individnali, le secondo sono invece universali; nn’ idea con 499  IDE tingente e particolare dicesi idea relativa, una necessaria ο universale dicesi idea ansoluta. Cfr. Platono, Tim., 51 D; Rep., VI, 507 B; Fedr., 247 C; Aristotele, Met.;I, 9, 991 n, 11 segg.; Bacone, Nor. Org., I, 23; Cartesio, Med., III, 4 5; Locke, Essay, I, cap. 1, $ 8; Berkeley, Prino., I; Hume, Treat., I, sog. 1; Kant, Arit. d. reinen Fern., p. 274 segg.; Hamilton, Discussions on phylosophy. 1852, p. 69; Spencer, Prino. of psychology, 1881, I, p. 467 negg.; Romini, Peioologia, 1848, t. II, p. 264 segg.; Id., Logica, 1858, Ρ. 85 segg.; Galluppi, Elem. di filosofia, 1820-27, t. II, p. 9; Id., Lezioni di logica e metafisica, 1854, t. III, p. 999 segg.; Ardigò, Op. fl.. I, 219 segg.; II, 461 segg. (v. associazione, archetipo, entelechia, idealimmo, ecc.). Ideale. T. Ideel, Ideal; I. Ideal, Standard; F. Ideel. Quando si oppone a reale, designa ciò che non ha una esistenza obbiettiva, ma esiste soltanto come idea, cioè in quanto pensato. In questo senso Goclenio lo definisce esse alicniun in mente secundum epeciem, in qua, ut obiectiro prineipio, res cognoscitur. Per i platonici l'ideale costituisce una specie di mondo perfetto ed eterno, anteriore e auperiore al mondo visibile, ove quello talora si riflette fugacemente ϱ sempre in forma molto lontana dalla perfezione. Per ideale si intende ancora il modello astratto, il tipo generale ο perfetto della cosa; © nell’ agire morale cd artistico, il tipo di perfezione che lo apirito costrpisco come fine da raggiungere, l’idea che si vuole rappresentare nella materia. Nell’ arte I’ ideale risponde, secondo Hegel, al bisogno di uscire dal finito, di volgere lo sguardo ad una sfera superiore più pura ¢ più vera, dove spariscono tutte le opposizioni ο le contraddizioni del finito, dove la libertà, svolgendosi sonza ostacoli e senza limiti, raggiungo il ano scopo supremo. Questa è Ia ragione dell’arto ο la sua realtà è l'ideale: La necessità del bello nell’ arte ο nella poesia risulta perciò dalla imperfezione del reale. La missione dell'arto è di rappresentare, sotto forme sensibili, lo ariluppo Ie  500  libero della vita © sovra tutto dello spirito. Allora soltanto il vero è liberato dalle circostanze accidentali e passeggere, sciolto dalla legge che lo condanna a percorrere la serio delle coso finite; allora giunge ad una manifestazione esteriore, che non lascia scorgere i bisogni del mondo prossico della natura, ad una rappresentazione degna di lui, che ci offre lo spettacolo d’ una forza libera, non dipendente che da sò stessa, avente in sò stessa la propria destinazione © non ricevente le proprie determinazioni dal di fuori ». Nella moralità I’ ideale è più propriamente un modello proposto al nostro agire sociale; ma ciò cho lo sorregge è, anche qui, il senso dei limiti opposti dalla realt& che ci circonda al nostro volere, e il bisogno di snperarli. Il sentimento di questa limitazione, dice il Wandt, risveglia, riguardo alla attività creativa del volere, la rappresentazione che il nostro volere è I’ organo di un volere infinitamente perfetto, per la cui attività sol. tanto diventa intelligibile l’ illimitata capacità di sviluppo del pensiero ο della attività umana. Così si convertono le norme volitive nell’ ideale, che, non mai raggiungibile, deve esser sempro oggetto di aspirazione ». 1,’ ideale si sposta infatti da ogni istante; la realtà di oggi è l’incarnazione dell’ ideale di ieri, come l'ideale di oggi sarà In realtà di domani. In questo senso l’ ideale è In concezione del possibile © dell’ infinitamente possibile; quantunque non esista che nell’ idea, è vero in quanto sia fondato sulla conoscenza positiva di quanto I’ essere ha di essenziale. Cfr. Goclenius, Lex. philosophioum, 1618, p. 209; Hogel, Poétique, trad. frano., p. 45 segg.; Wundt, Logik, 1893, II, p. 514; Colozza, 1) imaginasione nella acienra, 1900, p. 104 segg.; Gaultier, L’ideal moderne, 1908. Idealismo. T. Idealismus; I. Idealiem ; F. Idéalieme. Termine di significato molto generale e vario, con cui si designano quei sistemi filorofici che considerano la sostanza ultima del roale come spirituale; oppure cho considerano  501  Ip 1 idea sia come principio della conoscenza, sia come principio tanto della conoscenza quanto della realtà. L’idealismo si oppone quindi al materialismo, che considera la sostanza ultima del reale come materiale, © al realismo, cho sostiene la validità della percezione immedista del mondo esteriore come tale, l’esistenza dell oggetto sia quale noi lo percepiamo, sia come causa delle nostre sensazioni. L’ idealiemo si divide anzitutto in due specie; luna, detta idealismo gnoseologico, psicologico, soggettivo, spiega il mondo per l’attività immanente dello spirito sulle proprie rappresentazioni; l’altra, detta idealismo obbiettivo, metafisico, realistico, ammette, al contrario del primo, un mondo realo indipendente dalla conoscenza che ne abbiamo, ma lo considora di natura spirituale, cioò come una forma di coscienza: perciò è detto anche spirifualiemo, ο monismo spiritualislico, iu quanto per esso non v'ha altra realtà che quella spirituale. Le forme dell’ idealismo metafisico sono varie: se il principio spiritunle è da esso concepito come trascendente, l’idealismo dicesi teistioo, se immanente panteistico © aucho naturalistico; ο particolarista se ammette con Plutono idee reali distinte ο archetipi, unirersalista so ammette con Hegel uno sviluppo o sistema uno e continuo, deterministico in quanto per esso l’idea in sò, assoluta, lo spirito, determina gli atti umani senza vincolo alcuno con la realtà materiale (natura). A quest’ ultimo si oppone l’idealismo contingentistico o indeterministico, che estendendo ni fatti del mondo fisico la libertà colta direttamente noi fatti della coscienza, considera il determinismo scientifico v la necessità naturale come illusioni della nostra mento, e riduce gli stessi principi logici ad nn semplice stromento soggettivo, col quale cerchiamo di rendere intelligibile la realtà ponendo in essa un ordine che corrisponda alle nostre esigenze conoscitive ; fiorisce attualmento in Francia, è sorto da lontane origini kantiane e da un più diretto influsso sia dell’ idealiamo pluralistico del Lotze sia delIpE  502  1° idoalisiuo finalistico, ο teleologion, 0 estetico del Ravaisson, del Lachelier e di Paul Janet. A seconda poi della forma di coscienza posta a fondamento della realtà, l’idealiemo può essere sensistion 0 empirico, volontaristico, razionalistion 0 panlogistico; il primo risolve la materia in una possibilità permanente di sensazioni e lo spirito nella possibilità permanento degli stati interni (J. 8. Mill); il secondo concepisce la volontà non solo come il principio della vita dello spirito ma anche como il fondamento reale ed assoluto di tutte lo cose (Schopenhauer); nell’ ultimo il mondo esteriore risulta dallo sviluppo sia di esseri pensanti, di ragioni individuali sia di una ragione cosciente universale, sia infino di un sistema di idee indipendenti dalle coscienze, incosciente almeno per lo coscienze umane, © che si pone come un oggetto per rapporto ad esse: è il movimento dialettico dello spirito obbiettivo (Fichte, Schelling, Hegel). Ma nelle scuolo filosotiche che succedettero a Kant, © per designaro lo scuole medesime, si è fatto ο si fa un vero abuso del termine idealismo. La stossa dottrina kantiana che il suo autore chiamò idealismo trascendentale dei fenomeni, porchd considera tutti i fenomeni come rappresentazioni ¢ non come cose in sè, 6 ritiene il tempo © lo spazio come condizioni nostre è denominata ora idealismo critico, perchò risulta da un'analisi ca dei poteri umani di conoscenza; ora idealismo razionalistico, perchè risolve la sostanza in un rapporto, che il pensiero impone a priori ai fenomeni; ora idealismo agnostico, in quanto ammette l’esistenza in sè dello cose ma nega all’uomo la possibilità di conoscerlo. Le dottrine di Fichte, Schelling, Hegel ο Schopenhauer sono complessivamente denominato ora idealismo metafisico, ora idenlismo trascendentale, in quanto negano con Kant che spazio, tompo, materia, ece. siano determinazioni del realo o coudizioni delle cose in sè; ora idealismo assoluto, in quanto per essi le cose sono interamente prodotte dall'attività del pensiero individuale ο universale ; ora idealismo noumenico  503  lo (noumenal idealiem), in quanto interpretano il mondo noumenico come un conoscibile mondo mentale. Ciascuna di tqueste dottrine ricevo poi delle denominazioni non meno oscillanti ; la più comune è quella che caratterizza la dottrina di Fichte come idealismo soggettivo, o etico, in quanto colloca V’ ideale, principio d’ ogni esistenza, nel soggetto morale considerato come assoluto; quella di Schelling como oggettiro, © esletico, in quanto fa della natura ο dello spirito due manifestazioni di un essere originario, superiore all'oggetto © al soggetto e a tutti i contrari che in esso coincidono; quella di Hegel come assoluto, o logico, in «quanto, mediante la tesi della convertibilit del reale nol razionale © del razionale nel reale, rappresenta la formulazione ultima v compiuta dell’idealismo metatisioo. Oggi però si dà un significato un po’ diverso alle espressioni idvalismo critico e idealismo etico, che designano due importanti indirizzi della filovofia contemporanea; entrambi muovono dal concetto kantiano, che non la realtà dotermina l'atto conoscitivo, ma questo mira a costruir quella, o, come diceva Kunt, che non la natura detta le suo leggi al ponsiero, ma questo et quella: ma mentre I’ idealismo eritico non si propono la giustificazione del processo crentivo della realtà, limitandosi a spiegare l’illusorietà dei concetti di realtà, di obiettività, di sostanza, ecc., I’ idealismo etico crede di poter indicare il motivo fondamentule dell’ esplicuziono dell'attività dello spirito nelle sue vario forme, motivo che sarebbe appunto l'esigenza morale; per l’idenlismo etico non è I’ essere la categoria fondamentale atta a servirci di guida nella costruzione del mondo, ma il dorer essere, come risulta sia dall’ esame della funzione conoscitiva (essendo ogni giudizio una decisione volontaria che richiede un apprezzamento), sia dalla riflessione critica au) concetto di realtà (la quale realtà, indipendentemente dall'atto mentale che la pone e l’afferma. non è cho nna possibilità, e si riduce quindi a ciò che Ipk  504  roclamu l’atto mentale). Idenlismo ontologico, o anche idealivmo teologico, fa detto il sistema del Rosmini e del Gioberti, secondo cui l’idea dell’ Essere, che s’ identifica in ultimo col reale assoluto, splende di continuo alla nostra mente, è oggetto d’un atto ο visione immanente del nostro spirito, in quanto la applichiamo in ogni nostro atto intellettivo. L’ idealismo guoseologico, portato alle sue estreme conseguenze, dicesi più propriamente soliprismo 0 semetipsismo: esso sostieno la realtà non dei soggetti, ma del solo soggetto pensante; dato infatti che il mondo osteriore non esiste, non è che la nostra rappresentazione, anche gli altri soggetti non avranno altra realtà che il mio pensiero, di modo che io non posso affermare che una cosa: la mia usistenza porsonale. Affine all’ idealismo solipsistico è quello che oggi dicesi idealiemo personalistico 0 anche pluralistico ; accanto alla mia coscienza personale esso riconosce I’ esistenza di altre coscienzo, risolvendo così la realtà in tanti centri spirituali o persone, in rapporto di coesistenza e di interazione. Esso ha molti punti di contatto con la dottrina del Berkeley, che comunomente si denomina idealismo s09gettito © metafisico ο ancora spiritualiemo assoluto, montre Kant lo chiamò idealismo dogmatico, contrapponendolo all’idealismo problematico di Cartesio. Finiamo avvertendo ancora che, per tutte queste espressioni, In terminologia filosofica è estremamente vaga, arbitraria e fluttuante. Cfr. Laas, Idealismus und Positiviemus, 1884; R. B. Perry, Prosent philosophical tendencies, 1912; A. Fouilléo, Le mouvement idealiste οἱ la reaction contre la soience positite, 1906 ; L. Branschwiog, L'idéalieme contemporain, 1905; Masci, 1) idealismo indeterminista, Atti della R. Aco. di Napoli », vol. XXX, p. 96 segg.; Villa, Z’idealismo moderno, 1905 ; A. Chiappolli, Dalla oritica al nuovo idealismo, 1910; A. Aliotta, La reazione idealistica contro la scienza, 1912; C. Ranzoli, Le forme storiche dell’ idealismo ο del realiemo, in Linguaggio dei filosofi, 1918, pp. 59-104.  505  Ipk Ideasione. T. Ideation; I. Ideation; F. Idéation. Si ulopera talvolta per designare genericamento il lavoro cogitativo, il processo psicologico e logico per cui si vengono formando e svolgendo lo idee; oppure il processo per cui una sensazione diventa idea. Altre volte ha significato più ristretto ancora, designando lo sviluppo di una determinata serio di atti mentali. Il Rosmini, in base al suo idealismo antologico, definisce l’ ideazione quella funzione della mento ner mezzo della quale nella specie piena di nn ente indi vile, ο considerato como tale, ossa trova altre spocie picne, aon perchè si comprendano in casa belle © formate, ma Derchè sono in essa contenuti i loro rudimenti, dei quali la mente si servo por formarle. Cfr. Rosmini, Pricologia, .848, vol. II, p. 272 segg.; Sergi, La psychologie physiol., irad. franc. 1888, p. 143 (v. ente, essere, specie). Idee-forze. F. Idées-foroes. Il Fouillée chiama filorofia lello idee-forze la propria dottrina, che attribuisce alle idee in quanto tali una azione sugli altri fenomeni, per opporiziono a tutto le altre dottrine evoluzionistiche (Spencer, 3oin, Maudsley, Huxley) che nell’ evoluzione non introdusono alcun fattore di ordine mentale, e considerano i fatti pichici come semplici risultati collaterali senza influonza propria, como fenomeni sovragginnti ο epifenomeni supericiali, incapaci di contribuire in nulla al corso delle cose. V espressione di idee-forze egli 1’ usa per racchiudervi tutti i modi d’influenza possibile che l’idea può avere, per opjosizione alle ideo inattive che non entrano per nulla nel isultato finale e non sono che simboli. La parola idea poi, 10n è presa nel senso stretto di stato di coscienza rappreæntativo d’un oggetto, ma nel senso largo di stato oscienza intellettualo, affettivo e appetitivo. La forza di questo idce non consiste nel creare dei movimenti nuovi € direzioni nuove di movimenti ; essa non è cho l’attività osciente, la legge psichica cho collega la volizione col pensero © col sentimento; questa forza psichica è infatti la Ink  506  sola propriamento detta, perch’ le forze meccanicho uon sono che movimenti. Cfr. A. Fouillée, Morale des ideesforces, 1908 ; Id., La psychologie des idées-forces, 1893; 1d., L'évolutionnisme des idées-forces, 1890. Idee rappresentative. F. Idées représentatives. Dicesi teoria delle idee rappresentative la teoria secondo la quale tra la coscienza ο l'oggetto esteriore conosciuto da essa, non c'è relazione immediata, ma soltanto relazione indiretta per mezzo d’un fertium quid, l’idea, che è ad un tempo lo stato ο l'atto della coscienza, da una parte, ο la rappresentazione dell’ oggetto conosciuto dall'altra. Quosta tworia fu sostenuta da Cartesio, Locke, Reid; ma 1’ ospressione con cui si indica sembra aver avuto origino dalla polemica di Arnauld contro Malebranche. Cfr. Arnauld, Dee vraies ot des fausses idées, od. J. Simon, p. 38-39. Identità. Gr. Tastöryg; Lat. Identitas; T. Identität; 1. Identity; F. Identité. Il porsistere dell’ nuità della cosa, attraverso il variaro degli attributi, degli accidenti o dei modi. L'identità di due cose è la luro medesimezza, la mancanza di qualsiasi differenza tra loro; tale identità assoluta è giudicata impossibile da molti filosofi, in quauto, perchò duo coso siano realmente due, occorre che almeno siano fuori l'una dall’ altra, cioè difteriscano almeno nella situazione; due cose assolutamente identicho non potrebbero duuque essere che la stessa cosa. L'identità nel primo senso, cioè la persistenza dell’ unità della cosa, è considerata como il carattere essenziale della sostanza, ciò che distingue la sostanza dai fenomeni. Si suol distinguere l'identità della materia inorganica, da quella dell’ organica © del? anima umana; la prima non è che la persistenza delle molecole di cui la materia si compone, la seconda risiede nella organizzazione e nella vita stessa. Quanto al. l'identità dell’ anima, ο identità personale, essa è, seconde molti filosofi, la sorgente medesima della nostra idea d’identità: L'identità personalo, dice il Reid, è l'identità per 507  Ins fotta; essa non ammetto gradi diversi; essa è il tipo ο la misura naturale di tutte lo altre identità, che sono imperfette. La nozione generale d’identità deriva dalla credenza nella nostra identità personale. Dove percepiamo una grande somiglianza, siamo indotti a collocare codesta identità reale con cui siamo tanto familiari. La credenza nell’ identità delle altre persone non è che una congettura; la credenza nella nostra propria identità è nna certezza invincibile. L'identità degli oggetti del senso non è mai perfetta, poichè tutti i corpi sono divisibili e in porpetuo cangiamento; ma, quando il cangiamento è graduale, noi lasciamo all'oggetto il suo nome di prima e diciamo che è il medesimo oggetto ». Secondo gli spiritualisti, U identità dell’ anima è uns conseguenza della sua natura spirituale, semplice, inestesa, che non può dar luogo nd ad aggiunte ο sostituzioni nd a cambiamenti successivi ; © ci è anche confermata, sin dalla percezione dell’ Io, sia dalla memoria, sia dalla previsione del futuro, per il quale lnvoriamo in rapporto alla nostra coscienza del passato, sia dalla possibilità dell’imputabilità morale delle uzioni compiute in ogni tempo © condizione della vita. L' dell’ anima è nogata dai materialisti ο dai fenomenisti, per i quali V anita dell’ lo non è che la tà della coscienza, il connettersi dei fatti psichici successivi; quin PP Io, se è uno, è nello stesso tempo molteplice, in quanto è la sintesi effettiva per cui ogni singolo fatto psichico è riforito 0 alla somma dei precedenti © alla sorio cui appartione: in tale costante riferimento risiede il sentimento dell'identità del proprio Io: Lo spirito, dice Hume, è una specio di teatro ove ogni percezione fa la propria comparsa, passa e ripassa, in un continuo cangiamonto.... E questa metafora del teatro non deve ingannarci; à In successione delle nostre percezioni che costituisce il nostro spirito, ο noi non abbiamo alcuna idea, nemmeno lontana e confusa, del teatro in cui codeste scene sono rappresentate. Il fondaIps  508  mento della nostra credenza nell’identità personale è in codesto legame e in codesto passaggio facile delle nostre idee, prodotto dai principi di associazione, di causalità, di contiguità, di somiglianza >.  Gli scolastici distinguevano due spocie d'identità: P identitae realis, che compete alle cose indipendentemento dalla operazione dell'intelletto, come quella che compete agli attributi divini; 1’ identitas rationalie, cho deriva da un atto della ragione o in esso consiste, come quando concepiamo medesima la natura di due uomini, sebbene l'abbiano realmente distinta.  Dicosi filosofa dell'identità (IdentitätsPhilosophie) ogni dottrina, in generalo, che ammetto l'identità originaria ο sostanziale dello spirito e della matoria, del pensiero e dell’ essere, del soggotto ο dell’ oggotto in un terzo quid, oppure li considera come due aspetti di un solo e medesimo essere. Più particolarmente, dicesi filosofia dell’ identità 1’ idealismo assoluto dello Schelling, che pone come fondamento del reule un Assoluto, suporiore a tutti i contrari che în esso coincidono : esgo è quindi P identificazione perfetta e l’unità del soggetto © doll’oggetto, del reale e doll’ ideale, dello spirito ο della natura, che si attun poi nell'universo, passando per tutto le ditteronziazioni possibili: La untura, egli dico, deve ossoro Jo spirito visibile, lo spirito la natura invisibile. Qui adunque, nell’assoluta identità dello spirito in noi e della natura fuori di noi, deve risolversi il problema, del come una natura fuori di noi sia possibile ». Il primo passo alla filosofia ο la condizione senza la quale non si può entrare addentro in essa nemmeno una volta, è questa veduta: che I’ assoluto Ideale sia anche l’ assoluto Renle ». L’idontità ansolata fu ammessa anche da altri filosofi, che la concepirono sia, come il Bruno, qualo immanenza dell’ uno nel molteplice, sia, come lo Spinoza e l’ Hegel, ‘qual immanenza del molteplice nell’ uno. L’ordine © la concatenasione delle idee, dico Spinoza, è identico all’ ordine e alla concatenazione delle cose... Da ciò risulta che la potenza del pen 509  IDE siero di Dio è identica alla sua potensa attuale d'azione, ossia che tuttocid che risulta formalmente dalla natura infinita di Dio, risulta obiettivamente, in Dio, dall’ idea di Dio nell’ identico ordine e nell’ identica concatenazione. ... La sostanza pensante © la sostanza estesa non sono che una sola e medesima sostanza, compresa ora sotto un attributo ora sotto 1’ altro. Così un modo dell’ esteso e l’idea di codesto esteso non è che una sola e medesima cosa, ma espressa in due maniere differenti ». L’ essere, dice Hegel, è nella sun essenza intima pensiero, © il pensiero nelle sue prodazioni è una cosa sola con } essere: questa unità del concetto e dell’ essere è ciò che stabilisce il concetto di Ρίο». 11 primo filosofo che affermò I’ identità assoluta del pensiero con l'essere fu Parmenide, per il quale non ο) ὃ pensiero il cui contenuto non corrisponda all’ essere, pensare ed essere sono lo stesso, τὸ γὰρ αὐτὸ vosty ἐστίν τε xal εἶναι. --Nella matematica diceei identità una uguaglianza, sis quando i termini sono interamente espressi, sia quando l'eguaglianza sussiste qualunque sia il valore attribuito alle lettere. Cfr. Aristotele, Phye., 25r, 116 D; Met., V, 29, 1024 b, 32 segg.; Spinoza, Ethica, 1. II, teor. VII, corol., scolio; Humo, Treatiso on human nature, 1739, V, 6; Roid, Works, 1827, vol. III, cap. IV; Schelling, Naturph., 1803, p. 64 segg.; Hogel, Enoyol., $ 51; Rosmini, Psicologia, 1846, t. I, p. 90 segg.; Ardigò, L'unità della coscienza, 1898; A. Rey, Identité et réalité, Rev. de metaphysique », luglio 1909 (v. anima, spirito, indiscernibili, emanatiemo, panteiemo, s0atanzialità, ecc.). Identità (principio di). Il principio razionale che afferma l’identico dell’ identico: ciò che è, è, ciò che non è, non è; oppure: il medesimo è il medesimo, l’altro è l’altro. Si anole esprimere con In formula: A -= 4. Tuttavia questa formula, che esprime una identità nssoluta, non sembra propria, in quanto è applicabile solamente ai giudizi noi quali il secondo termine è la ripetizione del IDE  510  primo; ora tali giudizi sono semplici tautologie, non esprimono la formula generale del pensare ma ne sono la negazione. Perchè l'identità riesca feconda nel lavoro conosoitivo deve essere intesa relativamente, ciod secondo certi limiti del contenuto e dell’ estensione dei concetti. In altre parole non il riferimento dello stesso allo stesso, bensi il riforimento di nozioni o cose, che in parte e sotto un rispetto coincidono, mentre nel resto e sotto altri rispetti diversificano. In questo caso soltanto, infatti, non è soltanto logica ma legittima ed utile la sostituzione dell’ identico, Il principio d'identità fu formulato in diversi modi dai filosofi; G. Buridano : quodlibet eat vel non est; Cartesio: impossibile est idem simul esse ot non ease ; Locke: lo steso è lo stesso; Leibnitz: ogni cosa è ciò che essa è; Cr. Wolff: idem ene est illud ipsum ens, quod ene, seu omne A est A; Schelling: la proposizione A = A è possibile soltanto mediante l’atto espresso nella proposizione Io = Io; Lotze: ogni contenuto pensabile è uguale a sè stesso ο diverso da ogni altro. Por l Hamilton la sua importanza logica sta in ciò, che esso è il principio di ogni affermazione ο di ogni definizione logica: Esso esprime la relazione di totale medesimezza (eameness) in cni un concetto sta con tutti i suoi caratteri costitutivi, e la relazione di parziale medesimezza in cni sta con ciascuno di essi. In altre parole, esso dichiara l’ impossibilità di pensare il concetto e i suoi caratteri come reciprocamente diversi ». Nell’ ontologismo del Rosmini il principio d'identità acquista un valore particolare: esso infatti esprime I’ ordine dell’ essere e deriva dal principio di cognizione (I essere è oggetto dell'intelligenza), perchè si conosce l'ordine dell’ essero in quanto la mente conosce V’ essere, si conosce che 1’ essere è essenzialmente uguale a sò stesso in quanta si conosce l’essenza dell’ orsere. Cfr. Schelling, Syet. d. trans, Idealismus, 1801, p. 55 segg.; Lotze, Grandziige d. Logik, 1891, Hamilton, Lecturer on logic, 1860, p. 79 segg.; Ra 611  Ipe smini, Nuoto saggio, 1830, II, p. 15 sogg.; Id., Logioa, 1853, $ 337-349. Ideologia. T. Ideologie, Denkgebilde; I. Ideology; F. Ideologie. Con questo nome il Destutt de Tracy ed altri con Ini designano la soienza del pensiero, in quanto non implica, come la psicologia, lo studio dell’ anima, che è una delle cause su cui specula la metafisica, nè, come la metafisica stessa, riguarda la natura degli esseri, le cause prime piuttosto che le loro manifestazioni fenomeniche, ma comprende soltanto lo studio degli effetti, l’analisi dei fonomeni, l'inventario metodico del contenuto della coscienza. Secondo il Galluppi, l'ideologia è la scienza delle idee essenziali all’ umano intendimento >, quali sarebbero I iden del proprio me, quella del proprio corpo, quelle di possi bilità, durata, sostanza, attributo, eco.; egli dichiara di preferire questo vocabolo a quello più antico di ontologia, © scienza dell’ essere in generale, perchè l'ontologis suppone che le nostre idee corrispondano esattamente agli oggetti in sò stessi: questa supposizione non è niente filosofiea: sarebbe stato necessario premettere una questione preliminare sul valore di queste nozioni di cui tratta 1’ ontologia. Bisognava cercare come lo spirito umano può permettersi di passare dalla regione del suo pensiero ο delle aue idee a quella dell’ esistenza. L'ideologia stessa, spiegando l’origine di queste nozioni essenziali allo spirito nmano, avrebbe somministrato i dati per la soluzione del proposto problema... L'ideologia dunque non è che ¥ ontologia ragionata e filosofica. E un’ ontologia poggiata sopra una base solida ». Secondo il Rosmini è la scienza del lume intellettivo, col quale l’uomo rendo intelligibili a sè stesso i sensibili, da cni trae l’universo sapero >; essa è scienza formale, ha per principale fondamento 1’ osservazione interna © tratta dell’ essere oggetto della mente, vale n dire dell'unione dello apirito umano coll’ essere intelligibilo sotto forma d’ iden e di concetto. Secondo il Franck l'ideologin Ipe-Inı  512  à la scienza delle idee considerate in sè stesse, cioè come semplici fenomeni dello spirito umano ». Secondo il Windelband, non è improbabile che il Destutt de Tracy abbia tolto il nome di ideologia dalla Wiseonschaftelehre del Fichte. Alcane volte però alla parola ideologia si dà un significato diverso, angi opposto, in quanto designa una scienza di pura astrazione, un insieme di ragionamenti aprioristici, di idee pure. Cfe. Destutt de Tracy, Éléments d'idéologie, 1801, I, p. 5; Galluppi, Elementi di filosofia, 1820-27, U, p, 2; Id., Lezioni di logica e metafisica, 1854, t. III, p. 982 segg.; Rosmini, Ideologia e logioa, 1853, t. IV, p. 458 segg.; Id., Pricologia, 1846, t. I, p. 23 segg.; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. Sandron, II, p. 142 4, 369 segg. Ideologioo. Ί. Ideologisch; I. Ideologioal ; F. Idéologique. Tutto cid che riguarda le idee, il pensiero in generale; così dicosi evolnzione ideologica, fattore ideologico, ecc. Dicesi argomento ideologico una delle prove a priori dell’esistenza di Dio, ricavata dalla eternità delle idee. Esistono delle verità, che sono indipendenti dal mondo in cui si realizzano © dalla coscienza nostra che le contempla; deve dunque essorvi una mente eterna di cui sono oggetto essenziale, ο in cui risiedono ab aeterno, altrimenti la loro nocessità ed oternità non avrebbe fondamento (v. Dio, ontologico, morale, fisico, cosmologico, storico). Ideorrea. Stato di disgregazione mentale, costituito da fuga di rappresontazioni e da ideazione confusa, esuberanto, senza legame logico, Si manifesta in alcune malattio mentali e costituisce il lato interno della logorres. Cfr. Dagonet, Nour. traité des maladier mentales, 1894, p. 828 segg. Idiosinorasia (ἴδιος: == proprio, civ = con, xp&atg temperamento). T. Idiosynorasie; I. Idiosynorasy, Idiocrasy; F. Idiosynerasie. In sonso proprio designa le disposizioni individuali n sentire in modo particolare l’azione degli agonti esteriori, apecio dei medicamenti; ma si adopera anche per designare l'insieme dolle varietà individuali cho  58 , Ini-Ipo si incontrano negli individui di una medesima specie, e costituiscono il temperamento. Non va confusa con I’ idiosincrisi, con cui si designano un insieme di fenomeni diversi che si manifestano spontaneamente in uno stesso individuo. Idiotismo. T. Blödeinnigkeit; I. Idiotiem ; F. Idiotisme. Uno doi gradi infimi di debolezza mentale; appartiene al gruppo delle frenastenie ο arresti di sviluppo. L' idiota fu definito come un essere estrasociale ; esso infatti presenta una inettitadine assoluta al lavoro ordinato, non prova alcun interesse per l’ambiente che lo circonda, è incapace di concepire rapporti sociali elevati ο di provare sentimenti nltruistiei, non ha altra preoconpazione che di soddisfare i propri bisogni fisici; i suoi sensi sono straordinariamente ottusi, specie il tattile e il dolorifico ; 1’ affettività rudimentaria ο irregolare; i movimenti lenti ed impacciati. L’idiota si distingue psicologicamente dall’ imbecille, perchè, pur essendo l’uno e l’altro dei deboli di spirito, il secondo ha imaginazione disordinata, associasioni rapide e incoerenti, attenzione desta ma instabile, grande concetto di sè stesso unito ad insofferenza per ogni lavoro ordinato. Per idiotiamo morale si suol intendere la cecità morale, ossia l’assenza totale © Patrofia degli impulsi altruistici, sociali, estetici ; si distingue dalla follia morale, che consiste invece in impulsi anormali. Cfr. Sollier, Psychologie de l’idiot et de T'imbéoile, 1891 (v. obefrenia). Idolatria. T. Abgötterei; I. Idolatry; F. Idoldirio. Consiste nell’ adorazione delle imagini come se fossero le stesso persone divine, ed è propria delle religioni primitive o dei popoli selvaggi. Essa ha origine dal simbolismo religioso. Da principio imagine divina, appena fabbricata, non è compresa che como un semplice simbolo; poi a poco a poco, continuando ad essere adorata, perde la sua natura di emblema ο di semplico analogia, per identifienri con l'oggetto reale del culto. Cfr. F. B. Jevona, L' idea di Dio 23  Raxzorı, Di . di scienze filosofiche. Ino  514  nelle vel. primitive, trad. it. 1914, p. 4, 14 (v. feticiamo, religione, simbolismo). Idoli. Lat. Idola; Gr. Et2oXa. Bacone chiama così, nella prima parte del suo Organo, quelle anticipazioni ed errori che la mente umana aggiunge alla esporienza, falsando in tal modo il concetto della natura. Gli idoli e le nozioni false, che invasero l’intelletto umano e vi gettarono radici profonde, non solo ingombrano le menti degli uomini in modo che la verità a mala pena vi può trovare accesso; ma anche se lo trovasse, ricompariranno di nuovo nella riforma delle scienze e saranno moleste, qualora gli nomini, preavvisati, non si muniscano al possibile contro di esso ». Egli enumera quattro classi di idoli da cui bisogna guardarsi: 1. idola tribus, che sono inerenti alla stessa natura umana in generale, perchè l’anima dell’ uomo è come uno specchio male aggiustato, che, mescolando la propria natura a quella degli oggetti, li altera e li deforma; 2. idola spocus, che derivano dall’ individualità propria di ciascuno, perchè ciascuno di noi è prigioniero nello speco profondo dei suoi pregiudizi; 3. idola fori, che sono dovuti al lingnaggio e si assorbono col commercio degli altri nomini ; 4. idola theatri, che s’imparano nelle varie scuole filosofiche, le quali sono appunto come tante finzioni teatrali, che l'autore ha cercato di rendere verosimili senza riuscirvi. Purificata l’esperienza da tutte queste illusioni, cossa il cömpito della parte negativa della logica (pars destruens) e comincia quello della parte positiva, che consiste nel riordinare i materiali ottenuti con l’ esperienza. Cfr. Bacone, Novum Organum, I, ΧΧΧΝΙΙΙ segg.; Do Dignitate, 1. V, cap. ıv, $ 8-10. Idolologia. T. Eidolologie. Una delle quattro parti cni dividesi, secondo l’ Herbart, la metafisica. Essa move dall’ Io, di cui cerca levare In contraddizione, ο contiene quindi le fondamenta essenziali della psicologia. La parola idolologin si adopera anche con significato dispregiativo, per indicare una scienza di fantasmi, nna scienza costituita di astrazioni e di imagini vnote. Cfr. Herbart, Allgemeine Metaphysik, 1828, 1, p. 71. : Ignava ratio (ἀργὸς λόγος). Gli antichi logici chinmavano così quel sofisma, che si fonda sopra una cognizione confusa ed erronea del soggetto. Cicerone ne reca questo esempio: se il fato ha predestinato che tu guarisca, guarirai, se ha predestinato che tn muoia, morrai, adoperi o no il medico; ma è certo che si compirà P ana o l’altra di queste due predestinazioni del fato, dunque à inutile che tn adoperi il medico. Il Rosmini chiama tale sofiama il pigro e lo pone nella categoria dei sofismi che derivano dall’ infinito non compreso: con esso infatti si parte dalla presupposizione di conoscore la maniera di operare dellente infinito, non volendo confessare d’ignorarla, ο αἱ attribnisce quindi alla causa prima la maniera d’operaro delle canse seconde, che sole si conoscono. Cfr. Cicerone, De fato, 12, 28; Rosmini, Logica. Ignorabimus e la celebre formula con cui il fisiologo Reymond esprime l’insolubilità assolta dei problemi metafisici, opponendola all’ ignoramus provvisorio della scienza intorno ai problemi d'ordine materiale. Codosti problemi insolubili ο enigmi dell’ unirersn sono sette: l'essenza della materia ο della forza; l’origine del movimento; l’origine delle sensazioni elomentari ; la libertà del volere; l’origine della vita; la finalità della natura; l’origine del pensiero ο del linguaggio umano. La parola ignorabimua è divenuta poi il simbolo usuale dell’ agnosticismo scientifico. Va notato, infine, che il punto di partenza dell’agnosticismo sia di Reymond sin di molti altri scienziati, è il presupposto che la sola vera scionza rin In meocaniea e cho conoscero significhi soltanto formulare meccanienmento: ogni voluta teleologien, estetica o valutativa è nna concezione antropomortica, dalla quale bisogna liherarsi per non considerare il mondo che sotto l'aspetto Ton  516  quantitativo del movimento delle masse materiali. Cfr. Dubois-Reymond, Über die Grenson des Naturerkennens, 1872; 1d., Die sieben Welträtsel, 1882; De Sarlo, Studi sulla fil. contemporanea, 1901, p. 2 segg.; C. Ranzoli, L’ agnosticiemo, i suoî significati e le sue forme, in Linguaggio dei filosofi, 1913, p. 105-154. Ignoranza. Lat. Ignorantia; T. Unwissenheit; I. Ignoranco; F. Ignorance. Assenza di conoscenza intorno a qualche cosa. Gli scolastici ne distinguevano tre specie: ignorantia negativa ο simplicis negationis, la semplice mancanza di una conoscenza che non si è obbligati a possedere, ad es. In filosofia per una donna; i. privativa ο privationis, la maneanza della conoscenza in chi è atto o obbligato ad averla, ad es. la storia della filosofia per un filosofo; i. pravae diapositionis, U’ errore contrario alla conoscenza che uno devo avore, ossia l’ ignoranza colpevole.  Con I’ espressione dotta ignoranza (doota ignorantia), già usata da 8. Agostino, S. Bonaventura e resa celebre da Niccolò da Cusa, s'intende quel sapere di non sapere, che, nelle cose inacceı alla mente umana, come la natura di Dio, costituisce I unica forma di conoscenza © il segno della vera sapienza. Cfr. S. Agostino, Epist. ad Probam, Migne, ep. 130, C. 15, $ 28; Uchinger, Der Beyrif docta ignorantia in seiner geschichil. Entwicklung, Arch. f. Gesch. d. Phil. », vol. VIII, 1895;. P. Rotta, Il pensiero di Niccolò da Cusa, 1911. Ignoratio elenchi (ἄγνοια ἐλέγχου). Termine della scolastica, con cui si designa quel sofisma, detto anche della questione sbagliata, che trao origine dal credere falsamento che l'opinione dell’ avversario sia contradditoria alla propria, mentre non è. Con lo stesso nome si sogliono designare anche quei sofismi che si fondano sopra I’ ignoranza delle regole della contraddizione e della confutazione: come, nd esempio, se uno ignorasse che fra 1’ esser doppio dell’ uno © non esser doppio del tre non v’ ha contraddizione, perchè non è esser doppio e non doppio sotto lo stesso rispetto : ILL 517  1 por tal modo la confutazione cho uno vi fondasse su non sarebbe che apparente. Cfr. Aristotele, Anal. pr., II, 20, 66 b, 11; De soph. elench., 6, 168 a, 18; Logique de PortRoyal, III, 19. Ignotum per ignotum. Espressione della scolastica, con cui si designa quella fallacia di ragionamento che consiste nel pretendere di dimostrare nna cosa ignota per mezzo di un’altra ugualmente ignota, Questa pretensione di far conoscere una cosa nota per un'altra ignota, osserva SERBATI (vedasi), è frequente ne’ semidotti, che nl ragionamento sostituiscono un gergo, che sorprende gli inesperti, una delle tanto arti della vanità umana ». Cfr. Rosmini, Logica, 1853, p. 278. Illasione v. conclusione. Illuminismo. T. Aufklärung. Si denomina così quel largo e complesso movimento degli spiriti, verificatosi nel sec. XVIII ed estesosi a tutti i popoli di cultura europea, che ha questi principali caratteri: disdegno per le sottigliezzo dialettiche, conceziono pratica della filosofia come sapienza della vita, studio apparsionato dei problemi riguardanti l'essenza dell’uomo 6 la sua posizione nel mondo; ricerca della possibilità e dei limiti della conoscenza scientitica; penetrazione della filosofia nella cerchia della cultura generale e sua fusione col movimento letterario. L’ illumimo 8'inizia in Inghilterra, ove, dopo il periodo rivoluzionario, la lotteratura e la filosofia avevano raggiunto un grande sviluppo; di qui passa in Francia, acquistandovi un carattere più vivace e una tendenza decisamente ribello contro l'ordinamento contemporaneo dello Stato ο della Chiesa; dalla Francia si diffonde poi in Germania, già intollettualmento preparata a riceverlo e dove esso raggiungo la sun più nobile espressione nella poesia tedesca. Corifeo dell’ illuminismo inglese è Giovanni Locke, perchè seppe trovare una forma piana e popolare di esposizione empiricopsicologica per le linee generali della concezione cartesiana. ILL  518  Del’ illuminismo francese è pioniere Pietro Bayle, il cui Dizionario promuove la tendenza della cultura verso lo scetticismo religioso; Voltaire è il grande scrittore che a questa tendenza diede la più eloquente espressione. La Germania era già conquistata al movimento dell’ illuminismo mediante la filosofia del Leibnitz ο il gran successo cattedratico ottenuto da Cristiano Wolf ; qui, per mancanza d’un pubblico interesse unitario, lo idee dell'illuminismo assunsero nel campo psicologico, politico e religioso una grande varietà, ma senza un nuovo spirito creatore, finchè non furono portate a maggiore altezza dal movimento poetico ο dalla grande personalità di un Lessing e di un Herder. «Cfr. E. Zeller, Geschichte d. deutschen Philosophie seit Leibnilz, 1873; Leslie Stephen, History of english thought in the 184 contury, 1876; Ph. Damiron, Mémoires pour servir à l'histoire de la philosophie au 18me sidole, 1858-64; Windelband, Storia della flosofia, trad. it. 1913, vol. I, p. 85 segg.; II, p. 115 segg. Illusione. T. JUusion, Täuschung; I. Ilusion; F. Illusion. Fenomeno psicologico, che dipende, como l'allucinazione, da una sovreceitazione dei centri corebrali ο periferici; ma mentre l’allucinazione consiste nel porre come realo ciò che è puramonte mentale, 1’ illusione consiste invece nol percepire l'oggetto diverso da quello che realmonto è, assuciando alla sensazione di esso imagini latenti nei centri sensitivi. L'illusione si può dunque definire quel fenomeno per cui s’intograno i dati sensibili attuali con dati mentali preformati, non conformi alla reale natura dell'oggetto. «Ρος illusione s’ intonde, dice lo Zichen, quella sensazione per la quale esiste realmente uno stimolo esteriore, ma cho non corrisponde qualitativamente a codesto stimolo ». Secondo I’ Ebbinghaus, il processo psicologico dell'illusione può svolgersi in due modi diversi; nell’ uno vi è contraddizione tra la realtà obbiettiva, quale noi la prevediamo in base alle leggi della vita psichica, ed uno dei  519  IuL suoi stati occezionali dovuto alle loggi della natura >; nell’altro le impressioni prodotte sono modificate e deviate nel senso delle rappresentazioni esistenti, cosicchè le stesse eccitazioni obbiettive sono percepite in modo diverso a seconds doi pensieri © delle conoscenze relativo a quelle che già si posseggono ». La distinzione fra illusione e allucinazione non è sempre praticamente possibile, perchè non sempre si può dire se si tratti di nn oggetto esterno falsamente percepito, o di una rappresentazione formatasi noi centri cerebrali indipendentemente dal mondo esterno. D'altro cuuto, spesso le illusioni si convertono gradatamente in alIncinazioni: Il grado dell’ illusione, dice il Sully, cresco proporzionalmento al orescere della forza dell’ elemento imagiuntivo rispetto alle impressioni attuali, finchè nelle illusioni sregolste del pazzo la quantità delle impressioni attuali diventa evanescente. Quando questo punto è raggiunto, l’atto della imaginazione si mostra come un processo puramente creativo, ossis come una allucinazione ». L’ illusione apparisce in parecchie malattio mentali, specie nella paranoia tipica ο nella mania. In quest’ ultima gran parte della sintomatologia è costituita appunto dalle illu V ammalato vede gli oggetti rovesciati, impiccioliti o smisuratamente ingranditi, scambia 1) infermiore con un amico, un parente, una persona illustre; un mobile, un bicchiere, assume ai suoi occhi delle proporzioni fantastiche © spaventose; i minimi rumori che giungono al suo orecchio diventano schiamaszi sssordunti o musica piacevolissima ; le bevande hanno talvolta il gusto di nettaro delizioso, tal’ altra di un liquido avvelenato. Ms l'illusione può avvenire anche negli animali e nell’ uomo solo per offetto di distrazione o di suggestione. Si dicono iMusion gli amputati quelle per cui, per un tempo più o meno lungo dopo l’amputezione di uu arto, l'individuo sente |’ arto stesso al sno posto abituale e prova acuti dolori, specio alla ana estremità. Questo fatto, secondo alcuni, è di naIL  520  tura puramente intellettuale; secondo altri dipenderebbo dalla irritazione delle fibre nervose contenute nella cicatrice del moncone. Diconsi illusioni della memoria, per distinguerle dalle sensoriali, quelle per cui i ricordi non sono più giustamente associati fra loro nella loro successione nel tempo, ο ai ricordi esatti si mescolano prodotti della fantasia; e quelle per cni si riconosce falsamente ciò che in realtà è percepito o conosciuto per la prima volta. Dicosì #llusione di Aristotele quella per cui, quando #’ incrocin il dito indice col medio ο s’interpone tra i polpastrelli delle due dita una pallina posta sul tavolo, sembra di tovcare due distinte pallino; illusione paradossale quella che si verifica talvolta nella misura della sensibilità tattile per mozzo del compasso di Werber e che consiste nella falsa percezione di duo punte, quando in realtà vi è lo stimolo d’una sola punta; illusione del Rivers quella nella quale, toccando con due baochettino i due bordi dello ditu che nell’incrociamento guardano lateralmente, si ha l’impressione di una bacchetta nelle dita; ilusioni ottiohe-geometriche, tutti quegli errori di giudizio che commettiamo sorvendoci dell’ occhio come misura della grandezza, errori il cui studio entrò nella scienza spocialmente con l’Oppel ο P Helmholtz, od è oggi oggetto importante di ricerca in tutti i Inboratori di psicologia sperimentale ; osso sono spiegato como prodotte sia dai movimenti degli occhi (Wundt, Binet), sia dall’ irradiaziono (Lehman), sia da cause psicologiohe (Lippe, Benussi). Infine, estendendo illegittimamente il significato della parola, si parla talora di illusioni logiche, metafisiche, estetiche e morali : le prime sarebbero i sofismi, le seconde gli scambi dei fenomeni con le cose stesse, le terze gli scambi dello rappresentazioni artistiche degli oggetti con gli oggotti stessi, dolle apparenze gradevoli con la verità, lo ultime quelle con cui circondiamo la vita di speranze, desideri, aspirazioni, ecc. Cfr. Mach, Sitsungaber. d, Wiener Akad., 1861; Lipps, Raumäntelik u. geom. opt. Täuschungen, 1897 ;  521  ILL-ILo Th. Zichen, Leitfaden d. physiol. Psyoologie, 1893, p. 182; Wandt, Grundries d. Peychol., 1896, p. 274 segg.; Sully, Outlines of Paychol., 1885; Id., Illusions, 1881, p. 120; Ebbinghaus, Préois de psychologie, trad. franc. 1912, p. 168171; M. Foucault, 1 illusion paradozale, 1910; Ardigò, Op. fil., IV, 381 segg.; Botti, R. Aco. delle scienze di Τοrino, 1908-1908; A. Pegrassi, Le illusioni otticho nelle figure planimetriche, 1904 (v. riconoscimento, poramneria). Illusionismo. T. Iusioninmus; I. Illusioniem ; F. Ilusionisme, Con questo termine, che ha sempre significato peggiorativo, #’ indicano talvolta le dottrine che risolvono la conoscenza nel fenomeno, o non ammettono altra certezza che quella che l'individuo ha dei propri stati di coscienza, considerando quindi il mondo esterno como nn puro fantasma mentale. S’applica anche alla dottrina di Cartesio, Malebranche, Fénelon, che pono il mondo esterno como problematico. Dico il Fénelon: Tous ces 6ires, dis-je, peurent avoir rien de réel et n'être qu'une puro illusion qui κο passo toute entière on dedans de moi seul, Talvolta è dotta illusionismo anche la dottrina dello Schopenhauer, in quanto considera la natura estoriure, così come ci appare estesa nollo spazio o perdurante nel tempo, come un fantasma, un fonomeno cerebrale. Cfr. Fénelon, De Vezistenoe et des attr. de Dieu, 1861, p. 120. Ilosoismo (Όλη = materia, {Gov  animale). T. Hylozotemus; I. Hylozotem; F. Hylozoisme. Dottrina filosofica la quale considera come inseparabili la materia ο il principio della vita e pono quindi la materia come vivente, sin in sò stessa sia in quanto partecipa all’azione di un’ anima del mondo. Il vocabolo fu usato la prima volta dal Cudworth, la cui dottrina delle nature plastiche è ilozoistica. L’ ilozoismo si distingue dal materialismo ο dallo spiritualismo in quanto nè fa risultare la vita da una combinazione meccanica di parti preesistenti, nd la fa derivare da un principio superiore o separato, Dio, Idea, Spirito, cho formi © vivifichi la maIma teria, ma considera la materia come attiva 0 vivente, dotata cioè di spontancità ο di sensibilità. L’ ilozoismo è dottrina propria della scuola ionica, e più tardi della stoica. ‘Tra quella e questa sta l’ilozoismo di Stratone di Lumpsco, che concepisce la forza divina come immanente nella natura stessa, In quale contiene in sò le cause della generazione e della dissoluzione : Strato, qui omnem vim dirinam in natura sitam esse censet, dice Cicerone, quae oausas gignendi, augendi, minuendi habeat, sed careat omni sensu et figura, Esso ricompare poi, con caratteri diversi, nei filosofi naturalisti del Rinuscimento, e in F. Glisson, H. More, Diderot, Buffon, Robinet. Nei tempi moderni I’ ilozoismo ha assunto, specialmente con Czolbo, Noiré ο con 1’ Haeckel, la forma più scientifica del pampsichismo. Cfr. Aristotelo, De An., I, 1,3; Cicerone, De nat. deorum, I, 13; A. G. Pari, Ricerche analitico-razionali sopra la fisica, l'analisi ο la vita della molecola chimica, 1834; Hacckol, Natürliche Schopfungageschiohle, 1889, p. 20 segg. (v. genorazione, mediatore plastico). Imaginazione. T. Einbildungskraft, Phantasie; 1. Imaginalion; F. Imagination. Nol suo senso più largo è l'attitudino a riprodurre delle sensazioni passate; in senso stretto è la facoltà di croare delle nuove rappresentazioni concrete. Il primo significato è il più antico; così Hobbes dico che imaginatio nihil aliud est re vera quam propter obieoti remotionem languoscena vel debilitata sensio ; Cr. Wolf: faoultas producendi perceptiones rerum sensibilium absentium faoultates imaginandi seu imaginatio appellatur; Galluppi: l'imaginazione è In potenza dello spirito di avere nell’assenza di un oggetto sensibilo la sua idea ». Il Reid restringeva ancor più il significato del vocabolo, ritenendo che soltanto le sensazioni visive potessero servire di materia alla imaginazione. Per 1’ Hamilton l' imaginazione, nel suo più largo significato, è la facoltà rappresentativa dei fenomeni sia del mondo esterno sia dell’ interno »; egli nota giustumente cho imaginazione è parola ambigua, in quanto esprime sia 1’ alto dell’ imaginare, sia il prodotto dell’ atto medesimo, ciod 1’ imagine imaginata ». La stessa osservazione fa James Mill: L'imaginazione ha due significati. Essa designa sia una certa attività, sia la potenzialità di una attività. Sono due significati che è assai necessario non confondere ». Per materia 0 contenuto dell’ imaginazione si intende l’insieme delle sensazioni che entrano a costituirla; por forma dell’ imaginazione si intendono invece lo operazioni di accrescimento, diminuziono, sostituzione, dissociazione e associazione con cui lo spirito trasforma le imagini. Quasi tutti i psicologi moderni sono concordi nel distinguere due forme fondamentali di imaginazione : l'una, detta riproduttita ο rappresentativa, è quella che consisto nella semplice riproduzione delle imagini passate; l’altra, detta oreatrice, novatrice, incentiva, produttiva, costruttica è quella che si vale del materiale offerto dall’ esperienza per oreare imagini nuove, medianto le operazioni psicologiche dell’ astrazione, della determina zione e della combinazione. Tra questo due forme princi pali, alcuni pongono una forma intermedia, detta com! natrice, che consiste nel decomporre e ricomporre, più o meno coscientemente, le rappresentazioni, in modo da 80stituire al reale il fantastico. Le ricerche della moderna psicologia dimostrano che I’ imnginaziono non crea nessun nuovo contenuto; così il cieco nato non può avere imagini visivo; anzi il Jastrow ha provato che se la vista si perdo fra il quinto e il settimo anno, i centri visivi subiscono un regresso funzionale, per cui la facoltà della imaginazione visiva si perde gradatamente. Molti psicologi unificano l’imaginazione riproduttiva alla memoria, riserbando alla creatrice il nome di imaginazione: altri invece la voglion distinta dalla memoria in quanto montre in quella è assente ogni idea del passato, e la rappresentazione dell’oggotto è talmente viva e distinta da sembraro cosa presente, nella memoria è essenziale ο caratteristico il riforimento al Ima  524  passato. Il Wundt distingue invece 1) imaginaziono in attira © passiva: l’attiva è quella in cui la volontà opera una scelta fra le varie rappresontazioni che si offrono alla oocasione di una uguale dissociazione, e per tal modo compara, conforme a un piano, il particolare per convertirlo in un tutto; è passiva quando noi ci abbandoniamo al gioco delle rappresentazioni eccitate nel nostro spirito da una rappresentazione generale qualunque. Analoga a questa, è la distinzione dell’ imaginazione in rolontaria ο anlomatica, oppure quella in sensitiva ο intelletlica ο riflessa. Altra divisione comunissima è quella dell’ imaginaziono in viviva, uditica ο motrice: essa si fonda sul fatto che lo imagini dotate di maggior chiarezza o precisione sono quelle provenienti dalla vista, dall’ udito e dal senso muscolare, o che individuo prevale quella di queste tre forme di imaginazione, che corrisponde alla maggiore finezza d’ uno dei suoi sensi. Ricordiamo infine che, rispetto all’ oggetto cui si applica, l’imaginazione inventiva à stata distinta nello tro varietà di artistica, scientifica ο pratica, ciascuna delle quali comprende tante speoie quanti sono i gruppi di arti, di scienze ο di attività in cui si estrinseen In vita dello spirito. Cfr. Hobbes, De corp., ο. 25 ; Crist. Wolf, Payohol. empirica, 1738, 692; Galluppi, El. di filosofia, 1820, vol. I, p. 181; Hamilton, Reid's Works, 1863, p. 291, 809; J. Mill, «Anal. of the hum. mind, 1871, II, 239; Wundt, Grundzüge à. phys. paychol., 1893, vol. II, p. 1 segg.; Ribot, Kesai eur l'imagination creatrice, 1900; L. Dugas, L'imagination, 1903; A. Schöppa, L’imagination, sa nature et son importance pour la vie mentale, 1909; G. A. Colozza, 1 imaginazione nella scienza, 1900; A. Murchesini, 1? imaginazione creatrice nella filosofia, cd. Paravia (v. imagine, fantasia, dissociazione). Imagine. T. Bild, Vorstellung; I. Image; F. Image. In senso ristretto è il contenuto d’una presentazione ο rappresentazione, specialmente visiva. In senso generale è sinonimo di rappresentazione e di percezione mediata, © indica il  525  Ins fatto del riprodursi di sensazioni passate senza lo stimolo diretto dell’ oggetto sensibile. Il sorgere delle imagini è determinato non da uno stimolo esterno o interno, ma da ımo stimolo intorcerebrale, e condizionato al persistere dello impressioni sensibili. Le sensazioni che più facilmento si riproducono sono quelle della vista e dell’ udito; ma si hanno anche imagini tattili, olfattive, termiche, muscolari, occ. Dicosi imagine retinica quella proiettata dagli oggetti culla retina; imaginé postume quelle prodotte da un oggetto in movimento, la oni velocità è tale che, prima che sia esanrita l'eccitazione prodotta da una località dell'oggetto medesimo, sorge I’ eccitazione della località vicina; imagini ipnagogicke quella serie di imagini allucinatorie ο illusorio che costituiscono il sogno; imagini entoptiche le sensazioni visive prodotte da una eccitazione della retina, detorminata «a un qualunque stimolo che non siano le vibrazioni Inminose, come l'alterazione dei tessuti, l’ applicazione di sostanze chimiche, la pressione, ecc.; fmagini conecoutire quelle che persistono nell’ occhio quando è cessato lo stimolo diretto dell’ oggetto esterno. Lo imagini consecutiv dovuto forse ni processi chimici della retina, per i quali si ha la visione, sono dapprima negatire ο complementari, per divenire poi positire ο di ugnal colore; vale a diro cho da prima gli oggetti chiari appaiono neri, i nori chiari, i colorati del colore contrario o complementare ; poi le im gini sia eromatiche che acromatiche tornano a comparire colle stosso proprietà di colore e di chiarezza degli oggetti reali. Cfr. J. Philippe, L'image mentale, 1903 ; E. Peillanbe, Les images, 1911 (v. contrasto, stroboncopio, stimolo, imaginazione). Imbecillità. T. Schwachsinn; I. Imbecillity, Mental weachness; F. Imbécillité, Appartione al gruppo delle frenastenie o arresti di sviluppo psichico, ¢ presenta una grande varietà sin di formo cho di gradi. Vi è l’imbecillità morale, in cni, rimanendo intatta o quasi l'intelligenza, è profondamente Im  526  turbata l’affettività, scarso e quasi nullo il senso morale, debole V inibizione; l’imbecillità geniale, in cui, fra mezzo al turbamento di alenne attività psichiche, altre presentano un grado anormale di sviluppo, come la memoria, specie musicale, e ’ attitudine a determinati lavori manuali; 1’ imbecillità parziale, che colpisce solo una sfera della vita psichica; l’imbecillità totale che la colpisce tntta. Si può dire che tante sono le forme d’imbecillità quanti i caratteri umani ο che gli elementi comuni a quasi tutte sono I’ instabilità dell’ attenzione, la debolezza delle capacità logiche, la mancanza d'iniziativa ragionata e l'irregolarità della condotta. Cfr. Sollier, Payohologie de l’idiot et de Vimbécile, 1891 (v. ebafrenia, idiotiemo). Imitazione. T. Nachahmung; I. Imitation; F. Imitation. Psicologieamente indica ogni fenomeno psichico, cosciente © no, che ha per carattere di riprodurre un fenomeno psichico anteriore. Nell’ estetica, 1’ imitazione della natura fu considerata per lungo tempo, cominciando da Platone e da ‘Aristotele per venire fino al Batteux, come l'essenza delParte. Così per Aristotele la radice psicologica dell’ arto sta nel piacero che si prova nell’ imitazione, piacere che, in ultima analisi, non è che un effetto dell'impulso a conoscore, in quanto noi riconosciamo nell’ imagine 1’ oggetto rappresentato ; 1’ imaginazione artistica ai elova al di sopra dell’imitazione comune in quanto Jo sue imagini non ritraggono gid le cose e le azioni, offerte dalla realtà, come pure copie o riproduzioni, ma come rappresentazioni della vera essenza di esse, non come sono, ma come potrebbero ο dovrebbero essere, ola ἄν γένοιτο; in tal modo l'imitazione estetica ottiene che i sentimenti, suscitati dall'opera d’arte secondo la sua particolare natura, abbiano nello spettatore un’ eco di purità e di pienezza. La teoria dell’arte como imitazione è ancora accettata da molti, a malgrado delle gravi obiezioni rivolto contro di essa in ogni tempo; si è detto infatti che l'imitazione della natura è non solo una inntile  527  Im ripetizione di ciò che la natura stessa offre spontaneamente, ma è anche umiliante per l’uomo, che di fronte ad essa sento tutta la propria inferiorità; 1) imitazione è tanto più fredda quanto più vicina all’ originale, e, come ha fatto notare Kant, il canto dell’usignuolo, imitato dall’uomo, ci dispiace non appena ci accorgiamo che è opera di un uomo; limitazione può forse giustificarsi nella pittara ο nella scultura, ma come sarebbe possibile nell’architettura, nella musica, nella poesia? Si è osservato ancora che nella natura 0’ anche del brutto, e che, come scrisse lo Schelling gli imitutori hanno l'abitudine di appropriarsi i difetti dei loro modelli piuttosto e più facilmente delle loro bellezze, perchd i primi sono più facili a cogliersi, più evidenti, più afferrabili; perciò noi vediamo che, in tal senso, gli imitatori della natura imitano più spesso il brutto che il bello ed hanno persino una notevole predilezione verso il primo ». Hegel ha osservato che il vero piacere dell’uomo è nel creare non nell’imitare, e che l’arte risponde anzi al bisogno di sorpassare la realtà, idealizzandola: Il principio dell’ imitazione, essendo puramente esteriore e superficiale, è distrutto «quando si spieghi dandogli per fine l'imitazione del dello quale esiste negli oggetti. Limitazione deve essere fedele e nulla più. Parlare d’ una differenza tra gli oggetti come belli o brutti, è introdurre nel principio una distinzione che non contiene... La missione dell’ arte è di rappresentare, sotto forme sensibili, lo sviluppo libero della vita, e specialmento dello spirito. La verità nell’ arte non può dunque essere In semplioe fedeltà, a cui si limita quella che dicesi l’ imitazione della natura ». Tra le argomentazioni dei moderni segnaci dolls teoria della imitazione, rtporteremo soltanto questa d'un psicologo contemporaneo, l’Höffding: La forma più semplice dell’ imaginazione artistica, è l’imifazione della natura, e, in un certo senso, non la sorpassa mai. Ben cogliere ο ben rendere il roale in tutta la sua ricchezza ο la sua individualità è un compito che non si può assolvero IMM  528  se non a condizione che l’intuizione e |’ imaginazione abbinno raggiunto il loro più alto sviluppo. È questa la parte di realismo contenuta in ogni arte e che si manifesta ora come studio del dato, freddo ed imparziale, ora come una cenriosità simpatica e desiderosa di ben comprenderlo. Senza questa parte di realismo, l’arte vaga nel vuoto ».  Nella sociologia l’ imaginazione ha assunto una grande importanza col Tarde, per il qualo la legge dell’ imitarione à il principio fondamentale su oui la vita sociale si regge: come il fotto meccanico elementare è la comunicazione e la modificazione di un movimento determinato dall’azione di una molecola ο di una massa sopra un’ altra, così il fatto sociale elementare è la comunicazione e la modificazione di uno stato di coscienza per l’azione di un essere cosciente esercitata sopra un altro ». I} Baldwin, che in parte concorda con le idee del Tarde, distinguo queste forme di imitazione: imitazione cosciente, in cui quello che imita sa che imita; suggestione imitativa, in cui chi imita non ha coscienza d’ imitare; imitazione plastica, ossia la conforinità subcosciente a tipi di pensiero e di azione, come avviene nelle folle; autoimitazione, o imitazione di sò stesso con sò stesso; imitazione semplice e i. persistente, la prima delle quali si compie rapidamente, mentre la seconda richiede una serie di sforzi per riusciro; imitazione istintiva ο i. volontaria, determinate da un atto di volontà o da un istinto. Cfr. Siebock, Arietotele. trad. it. Sandron, p. 140 segg.; Hegel, Système des beauzarts, trad. franc. Bénard, t. I; Höffding, Psychologie, trad. frane. 1900, p. 240 segg.; Battenux, Les beauz-arte réduits à un même principe, 1747; Tarde, Les lois de l'imitation, 1890-95; Id., La logique sociale, 1895; Baldwin, Mental derelopment in the child and the race, 1895; Id., Social and ethical interpr. in mental development, 1897; G. Pistolesi, L’imitazione, 1909. Immanente. T. Immanent; I. Immanent: F. Immanont. Si oppone n trascendente ο n transitiro, qualche volta anche a esterno, e designa in generale ciò che risiede nell’ essere,  529  Imm l’azione per cui essere produce degli effetti in ed stosso. In un significato metafisico si applica a Dio, considerato como la causa sostanziale ed immanente di tutte le cose (panteismo); quindi tra Dio e il mondo non v’ ha alcuna distinzione. In senso psicologico si applica alle azioni umane, ο precisamente a quelle che non escono dai limiti della coscienza, che non si manifestano con effetti esteriori : così è immanente il pensiero, transitiva la volontà, almeno quando muove il corpo. L’ilozoismo consiste nel considerare In vita come una proprietà della materia ο quindi immanente alle cose; il dinamismo considera invece la forza come immanente all’essere. Gli scolastici contrapponevano l’aotio immanens all’actio transiens ; le azioni immanenti sono quelle, dice Goclenio, per quas passim, id est, subiectum non trasmutatur. Spinoza dice che Dio è la causa immanente e non transitiva di tutte lo cose. Tutte le cose che eslstono, esistono in Dio e devono essere concepite da Dio. Dunque Dio è la causa delle cose che esistono in lui;... inoltre fuori di Dio non esiste alcuna sostanza, alcuna cosa che esista in sè;... dunque Dio è la causa immanente di tutte le cose e non la loro causa transitiva ». Per Kant sono immanenti i principî la cui applicazione è strettamente racchiusa nei limiti dell'esperienza possibile; e l’uso di questi principi nel mondo dell'esperienza si chiama uso 4mmanente. Cfr. Goelenio, Lezicon phil., 1613, p. 1125 ; Spinoza, Ethica, 1. I, teor. 18; Kant, Proleg., § 40 (v. immanentismo, immanenza). Immanentismo. T. Immanentimus; I. Immanentiem : F. Immanentisme. Quell’ indirizzo della filosofa religiosa contemporanea, che considera la religione come nn risultato spontaneo di esigenze inestinguibili dello spirito umano, esigenze che trovano la loro soddisfazione nell'esperienza tima e affettiva della presenza del divino in noi ; esso perciò rigetta come convenzionale la rappresentazione astratta © frazionaria del reale, e non ammette le prove concettuali e discorsive dell’ esistenza di Dio. Esso si proclama in per34  RanzoLi, Dizion. di si ‚nze filosofiche. Imm  530  fetto accordo con la tradizione, sia patristica, sia acolnstien: la prima infatti, considerando Varistotelismo como esizialo alla professione dell’ortodossia cristiana, ritenne la fede suftìciente a sd stessa; la seconda, pur caratterizzata dal sopravvento preso dal realismo logico sull’intuizionismo mistico, non dimenticò mai l'argomento morale quando volle provare le realtà dello spirito, i loro valori e i loro destini. Tuttavia V immanentismo fu condannato dall’ enciclica Pascendi dominioi gregis, che ne fissa così i due errori caratteristici : a) l'opinione che il sentimento religioso sorge per immanonza ritale dalle profondità della subcoscienza, e cho in tale immanenza sta il germe di ogni religione; b) l'opinione cho Dio è immanente nell’uomo, il che implica logicamente cho l’azione di Dio si confonde con quella della natura ο che non csiste sovrannaturale. Contro queste acense gli immanentisti obbiottano che esse falsano In loro dottrina, la qualo non è quel grosso errore che 1’ enciclica sembra credere, ma anzi è la via seguita per giungere al divino da tutta la migliore tradiziono cristiana. Cfr. E. Thamiry, Les deux aspeots de Vimmanence et le problème religieux, 1908; Laberthonnière, Saggi di filosofia religiosa, trad. it. 1907; It programma dei modernisti, 1908, p. 97-112 (v. agnosticiamo, credenza, fode, fideiemo, immanensa, modernismo). Immanenza. T. Immanens ; I. Immanence; F. Immanence. Carattere di ogni attività che risiede nell’ essere, e trova nell’ essere stesso il suo principio e il sno fine. Si può considerare sotto due aspetti : quello dell’ immanenza assoluta, che esolude la possibilità di qualsiasi influenza esteriore snl soggetto dell'attività immanente, il quale sarebbe come un sistema chiuso in sè, indipendente, sufficiente a sò stesso; quello dell’immanenza relativa, per cni l’attività immanente nel soggetto ha bisogno, per esplicarsi, di arriochirsi di dati esteriori ο implica per ciò stesso l’ esistenza di un trascendente.  Dicesi filosofia dell’ immanenza (Immanensphilosophie), l'indirizzo rnppresentnto da W. Schuppe, Rehmke,  581  Imm Leclair, Schubert-Soldern, eeo., sorto nella seconda metà del secolo scorso in Germania, secondo il quale l’ universo è immanente nella coscienza dell'individuo, non essendovi altro realtà che la percezione immediata della coscienza personale. Per esso non è quindi vera scienza se non quella del fatto, cioè della sensazione pura; l'oggetto non è conosciuto che come contenuto della coscienza e il soggetto non è che il centro delle relazioni degli oggetti; i concetti sono di origine sensibile e la loro obiettività non è altro che la permanente possibilità di certi gruppi di sensazioni, di fronte al variare di tutto il resto: Per la teoria della conoscenza, dice lo Schubert-Soldern, il mondo non è altro che ciò che è dato immediatamente nel complesso della coscienza (Betrusstecinezusammentang).... È vuota pretesa quella di poter andare oltre.... La coscienza è rilevabile soltanto per il suo contenuto; nulla è per sì, nd come cosa nd come proprietà... ciod come la cosa atta ad avere corcienza di altre cose, als die Fähigkeit dieses Dinges sich anderer Dinge bewusst zu sein oder zu werden ». Questa dottrina ha stretta affinità col fenomenismo e con l'empirismo radicale ο empiriocriticismo : tutte queste dottrine tendono infatti a ridurre tutta la realtà a quella sperimentale, identificando poi l’esperienza col complesso dei fatti e stati di coscienza, ed escludendo sia la trascendenza dell'oggetto rispetto alla coscienza individuale, sia la trascendenza di esseri ο cause sottostanti all’ insieme dei fenomeni costituenti l’universo.  Dicesi principio d’immanenza la proposizione che sta a base dell’immanentismo; essa è espressa in modi differenti dal Le Roy e dal Blondel. Secondo il primo, essa esprime che la realtà non è fatta di porzioni distinte, sovrapposte; tutto è interiore a tutto ; nei minimi dettagli della natura o della scienza, l’analisi ritrova tntta la natura e tutta la scienza; ciascuno dei nostri stati e dei nostri atti involge la nostra anima intera e la totalità dello sue potenzo; in una parola, il pensiero s'implica totalmento in ciasenno Imm  532  dei suoi momenti ο gradi »; quindi per noi non esistono mai dei dati puramente esterni, ο l’esperienza, anzichè un’acquisizione di cose a noi straniere, è invece un passaggio dall’implicito all’ esplicito, un movimento in profondità che rivela ricchezze latenti nel sistema dol sapere. Per il Blondel il principio d’immanenzs consiste in questa affermazione, cho N. Tommaso enuncia senza alcuna restrizione, gisechd lu formula persino a proposito dell’ ordine sovrannaturale : Nihil potest ordinari in finem aliquem, nisi pracezistat in ipso quaedam proportio ad finem. Io non ho fatto altro, dice il Blondel, che tradurre codesta verità essenziale ed universale, ricordando che nulla infatti può entrare nell’ uomo se non corrisponde in qualche modo αἱ suo bisogno d’ espa sione, qualunque sia del resto l’origine e la natura di desto appetito ». Cfr. Le Roy, Dogme et oritique, p. 9-10; Blondel, Lettre eur l’apologetique, p. 28; Bulletin de la Société française de phil., agosto 1908, p. 325 segg.; Schubert-Soldern, Grundl. d. Erkenntnistkeorie, 1884, p. 64-67; Schuppe, Erkenntnistheoretische Logik, 1878, p. 63-69; Lans, Idealiemus und Positiviemus, 1879, vol. I, p. 183; A. Polazza, Guglielmo Schuppe e la filosofia dell’ immanenza. 1914. Immaterialismo.T. Immaterialiemus; I. Immaterialiem ; F. Immaterialisme. Termine erento da Berkeley per opposizione a materialismo. Si dice di tutte quelle dottrine gnoscologiche e metafisiche, che considerano 1’ osistenza della inatoria come una semplice parvenza, una illusione dei nostri sensi; l’esistonza dei corpi si riduce al loro esser porcopiti: esse est percipi. È immatorialiamo la dottrina di Platone, per il quale la realtà superiore dell’ essere, la ver essenza (οὐσία) conosciuta dal pensiero, è il mondo immnterinle delle idee; montre il mondo materiale costitaisee uns sfera inferiore, la sfera del divenire (Ὑάνεσις), oggetto della percezione @ della opinione. Anche l’idealismo metnfisico del Berkeley è un vero o proprio immaterialismo. Cr. Berkeley, Dialogues betwen Hylas and Philonous, 1713,  533  IMM d. 111; B. Croce, L’immaterialismo del Berkeley, La Critica», 1909, p. 77-81. Immediato. 1. Unmittelbar ; I. Immediate; F. Immédiat. Ciò che si realizza senza bisogno di intermediari. Perciò dicesi inferenza immediata l'operazione logica con cui da un giu termedi ; conoscenza immediata o intui alla discorsiva, dicesi quella che lo atto unico © non con una successione di atti; successione immediata quella in cui il finire del primo fenomeno è l’istauto stesso in cui il secondo comincia ; contatto immediato quello che osiste fra due corpi sovrapposti che coincidono gevmotricamente per una superficie, una linea o un punto. Immediazione. Lat. Immediatio. Nel realismo ontolugico si designa con questo termine la conoscenza immeiliata, cioè l'identità del soggetto e dell’ oggetto. Immediatio virtatin, nel linguaggio scolastico, si ha quando V’ agente si congiuuge al paziente nell’operare per virtù ed energie propria, senza intervento di altra virtù intermediaria, Immensitä. T. ('nermesslichkeit ; I. Immensity; F. Immensité. Uno degli attributi di Dio, che consiste nol trovarsi egli presente in ogni luogo per la sua potenza, senza tuttavia essere esteso nello spazio, e nell’ agiro sopra tutti i punti dello spazio, senza trovarsi sostanzialmente in alcenno. Secondo altri tilosofi 1’ immensità divina non sarebbe che lo spazio infinito, che è puro un attributo di Dio (v. elernità). Immoralismo. T. Immoralismus; I. Immoraliem ; F. Immoralismo. Termine creato dal Nietzsche, che con esso vuleva intitolare la terza parte del suo libro sopra La rolontà di potenza. Ora si applica sia alla dottrina dol Nietzsche stesso, sia ad ogni dottrina che sostenga che la moralità, nel significato comune della parola, debba essere sostituita da una scala di valori affatto diversa, e anche opposta nella maggior parte dei punti, In questo senso il termine jo se ne ricava un altro senza il sussidio di giudizi ina, per opposizione Imm  534  immoralismo non sembra usato adeguatamente, giacchè tali dottrine, anzichò sopprimere la moralità, vogliono sostituirla con una nuova, Il Fouillée distingue l’ immoralismo dalV amoraliemo ; questo non ammette che giudizi di fatto, negundo i giudizi di valoro, e în tal modo nega esplicitamente la morale; quello, invece, non solo noga l’esistenza della morale, ma pretende che la condotta debba essere regolata da valori che sono én opposizione con la morale, che sono antimorali. È chiaro, ad ogni modo, che il significato del termine amoralismo à relativo al senso attribuito alla purola moralità. Cfr. A. W. Benn, The morale of a immoraliat, «Int. jurnal of Ethics », gennaio 1909; A. Fouillée, Nietzsche et Pimmoralisme, 2° ed. 1902. Immortalità. T. Unsterblichkeit; I. Immortality ; F. Immortalité. Crodenza antichissima, che si congiungo a quella dell'esistenza di Dio, ο che fu esposta per la prima volta in tutta la sua purezza da Platone. Essa osprime la proprietà essenziale dell’ anima umana di non vivero una vita legata alle leggi del tempo, di non avere ciod nd principio nè fine. Si riconnotte alle altre proprietà essenziali dell’anima, che sono l’unicità, l'identità, 1’ inestensione, V immaterialità. Le prove principali per dimostrarla sono tre: 1. prova ontologica o metafisica: l’anima principio inesteso della vita intellettiva distinto del corpo, non potrebbe esser fatta perire nd da Dio, come dimostra la teodicea, ne da un’ intima corruzione, perchè semplice, ud dagli agenti naturali, perchd l’atto, con cui essa è unita al corpo, è immodiato © nulla potrobbe frapporvisi ; 2. prova pricologica : essondo la natura di un ossere appropriata al suo destino, © la brevità o gli ostacoli della vita non permettondo di raggiungere quello sviluppo per il quale ogni funzione psichiea sembra csser fatta, bisogna ammettere una nuova vita sovrasensibile ο infinita în oui s’attui codesto ideale di perfezione; 3. prova morale: la logge morale ci obbliga a praticare la virtù: prima delle virtù è la giustizia, che  535  Imm dev’ essero osservata non solo nei rapporti recipruci degli nomini, ma ancho dallo stesso autore della legge morale verso tutti; ora, siccome in questa vita non sempre la virtà è premiata © il vizio è punito, è forza ammettere l'esistenza di un’ altra vita in cui si attui l'ideale di giustizia. Quanto al modo come 1’ immortalità è stata intesa dai principali filosofi, Socrate si comportò da scettico di fronte alla fede nell’immortalità personale, come appure doll’ Apologia platonica. La dottrina filosofica dell’ immortalità personale è prosentata per la prima volta da Platone, per il quale.l’ anima, se appartiene al mondo inferiore del divenire come principio della vita e del movimento, mediante la vera conoscenza partecipa anche delle idee della realtà superiore, dell'essere permanente: essa ha quindi uns posizione intermedia, ο cioè non l'essenza infinitamente immutata delle idee, ma una vitalità che sopravvive al cangiamento, vale a dire l'immortalità, le cui prove più efficaci Platone deduce appunto, nel Fedone, dallo parentela dell’ anima con I’ eterno per la conoscenza che essa ha delle idee. Per Aristotele è immortale solo una parte » dell'anima, cioè l'intelletto attivo, che rappresenta l’unità pura, comune » tutti gli nomini, della ragione, e, in quanto non divenuto, è imperituro; invece l'intelletto passivo, in quanto è il modo fenomenico individuale dato nella disposizione naturale dell'individuo © determinato dalle circostanze della aus esperienza personale, passa con gli individni stessi. Por gli stoici l’anima individuale, non ossendo che una parte dell’ anima generale del mondo, ha una autonomia limitata nel tempo e la sua ultima sorte è di essero riassorbita, nell’ eepirosi finale, nello spirito divino univoreale ; quanto alla durata dell'immortalità individuale, alcuni stoici Pattribuirono a tutte le anime fino alla conflagrazione finale del mondo, altri la riserbarono solo ai sapienti. Per gli apologeti cristiani 1’ immortalità dell’ anima è una grazia divina, per 8. Agostino è una conseguenza della sua partecipazione Inn  536  alle verità eterno, per Alberto Magno deriva dall’ casero Vanima ex se ipsa causa, indipendente dal corpo, per 8. Tommaso dall'essere l’anima una forma separata, cioè una intelligenza pura, immateriale. Per Spinoza l’anima umana è oterna perchò v’ ha necessariamente, in Dio, un concetto o un’ idea cho esprime l'essenza del corpo umano, e codesta idea è perciò nocessariamente qualcho cosa che si riferisce all'essenza dell'anima; poichè ciò che è concepito dall’essenza di Dio con una necessità eterna è qualche cosa, questo qualche cosa che si riferisce all'essenza dell’anima, è neccssariamonte oterno ». Per Leibnitz non v’ha mai genorazior intra nd morte porfetta, consistente cioè nella separazi dell’ anima, 0 cid che noi diciamo generazioni sono sviluppi © acerescimenti, cid che diciamo morti sono involuzioni ο diminuzioni; perciò si può dire che non solo l’anima, specchio d’ un universo indistruttibile, è indistruttibile, ma tale è anche l’animale, sebbene la sua macchina perisca sovente in parte ο lasci o prenda delle spoglio organiche ». Por Kant è un postulato della ragion pura pratica, della possibilità ciod, per un essere finito, di realizzare la perfezione moralo, sotto la forma di un progresso indefinito vorso la santità: La conformità della volontà alla legge moralo, ossia la santità, è una perfezione di cui nessun ossere ragionevole è capace nel mondo sensibile, in nessun momento della sua esistenza. E poichò casa è tuttavia una osigenza praticamente necessaria, bisogna dunque cercarla in un progresso indefinitamente continuo verso codosta perfotta conformità; 0, secondo i principi della ragion pura pratica, è necessario ammettere codesto progresso pratico come l'oggetto reale della nostra volontà. Ora, codesto progresso indefinito non è possibile che supponendo una esistenza 9 una personalità dell'essere ragionevole persistenti indefinitamente, ossia ciò che si chiama immortalità dell’anima, Il sommo bene non è dunque praticamente possibile che con la supposizione dell'immortalità dell'anima,  537  | Ina la qualo, essendo quindi inseparabilmente legata alla leggo morale, è una possibilità della ragion pura pratica ». Per lo Schopenhauer solo l'individuo muore, mentre la specie è immortale; l’ individuo è 1’ espressione nel tempo della specie, che è fuori del tempo: La specie rappresenta uno degli aspetti della volontà come cosa in sd; essa rappresenta, a tal riguardo, cid che v’ ha d’ indistruttibile nell’ individuo, vivente;... essa contiene tutto ciò che è, tutto ciò che fu, tatto cid che sarà ». Per Lotze |’ immortalità non può essere teoreticamente dimostrata; solo si può ritenere come universalmente valido il principio, che tutto ciò che una volta è nato, devo durare eternamente, finchè ha uu immatabile valore per rapporto all’ universo. L’ immortalita dell’ anima è naturalmente negata da tutti quei sistemi che funno dell’ anima una funzione del corpo; è ammessa, ma nel senso di una sopravvivenza impersonale, dal panteismo; non è negnta nd affermata dal fenomenismo, dal parallelismo psico-fisico © da tutti quei sistemi di psicologia scientifica, che dell’ anima studiano soltanto le manifestazioni, abbandonando alla metafisica il problema della sua origino, della sua essenza ed immortalità. Vi sono però due fatti positivi, ammessi dai segusci della psicologia empirica (Spencer, Ribot, Wundt, ecc.) che possono corrispondere al concetto religioso e metafisico dell'immortalità dell’ anima: uno è l’oredità psicologica per cui l'individuo, insiemo al sistema nervoso, erodita anche l'attitudine a riprodurre certi stati di coscienza acquisiti dalla specie. L'altro, ben più importanto, è che ogni coscienza individuale, passando sulla terra, lascia di sò una traccia sia pur lieve, la quale si concatenn con tutta la serie dei processi psicologici della storia; si ha così una trama psicologica, cho, passando da una generazione all’altre, abbraccia tutta la storia dell'umanità, costituendo una vera ed eterna continuità morale. Cfr. Platone, Fed., 84 C-95, 78-80, 62 segg.; Mon., 80 sogg.; Aristotele, De an.. IH, 5, 430 a, 22 segg.; Ogereau, Le syat. phil. des stoiciens, Inv  538  1885, cap. IV; Haruach, Dogmengesohiohte, 1894, I, 493 vegg.; Kant, Krit, d. prakt. Vern., dialect., 2* parte, IV; Lotze, Grundsüge d. Peychol., 1894, p. 74; W. James, Human immortality, 1898; J. Frazer, The belief in immortality and the worship of the dead, 1913; O. Lodge, La survivance humaine, 1912; F. H. Myers, La personalità umana ο la sua sopravvivenza, trad. it. 1908; Fournier d’Albe, L'immortalità escondo la scienza moderna, trad. 18. 1909; Chambers-Janni, La nostra vita dopo la morte, 1910; A. Crespi, Il concetto dell’ immortalità ; stato attuale del problema, Il Rinnovamento », IV, p. 229 sogg.; F. De Sarlo, Il problema dell’ immortalità, Cult. filosofica », marzo 1910 (v. anima, coscienza, materialismo, spiritualiamo, ecc.). . Impenetrabilitä. T. Undurohdringlichkeit; I. Impenetrability; F. Impendirabilité. Una delle proprietà fondamentali ed essenziali della materia, per cui due corpi non possono occupare nello stesso tempo un medesimo spazio. Si distingue dalla resistenza, che è una nozione d’origine sperimentale, derivando, secondo le analisi del Condillac, Bonnot, Maine de Biran, dall’ esercizio del nostro potere motore. Alcuni filosofi, in Inogo della nozione di impenetrabilità, adottano quella della resistenza nello spazio per l’espressione dell'essonza della materia, in quanto essa non pregiudica la soluzione di un altro grande problema riguardante la materia: se cioò gli elementi della materia hanno una grandezzu fissa o se la loro estensione è puramente virtuale. Una moderna dottrina considera infatti gli elementi della materia como semplici centri di forza, comprossibili fino ad essere ridotti ad un punto materiale, vale a dire ad unu sfera il oui raggio è zero: però l’annientumento del volume non toglierebbe ad essi il loro potero d'espansione, cosicchè, diminuita la compressione, la loro forma, rimasta virtuale, potrebbe attuarsi. Cfr. Uphues, Paychol. der Erkennens, 1893, I, p. 84; Condillac, Traité des sensations, 1886, p. 15, 45 (v. dinamismo, energismo, meccanismo, materia).  539  Imr Imperativo. T. Imperatir ; I. Imperative; F. Impératif. Una proposizione che esprime una determinazione della volontà sia mediante una formula (tu deri), sia per mezzo dol modo imperativo di un verbo, I comandi-o imperativi sono per Kant di due specie: ipotetici, quando consigliano un'azione come mezzo per ottenere un dato fine: categorici, quando enunciano un’ azione buona per sè stessa, che ha cioè un valore intrinseco e deve quindi compiersi indipendentemonto da qualsiasi altra considerazione. Gli imperativi ipotetici possono poi alla lor volta essore problematici © axsertori: i primi sono delle regole, che esprimono nn fino che può essere proposto, ma non necessariamente, i s0condi non sono che consigli, ed enunciano un fine che non è necessario ma che tutti si propongono. L’imperativo categorico, in cui la leggo morale si esprime, non è nè una regola nò un consiglio ma un ordine, quindi è apodittico, vale a dire incondizionato 0 assoluto; esso nou nasce dall'esperienza, ma è un fatto della ragiono, è I’ elemento a priori della moralità, la forma che tutte le nostre azioni debbono rivestire perchè abbiano il nome di morali; la sua formola è: opera in modo che la massima della tua azione possa diventare una norma universalo di condotta. Ma l'esistenza d’ una legge assoluta implica nella natura l'esistenza di un qualche cosa di valore pure assoluto, che cioè 8’ imponga sempre come fine; ora questo qualche cosa à appunto l’uomo, come l’unico essere ragionevole della natura, o quindi la forma dell’ imperativo categorico si può modificaro così: agisci in maniera da trattar sempre l'umanità como fine, e di non servirtene mai como mezzo 0 strumento. Ma perchè la volontà non accetti la legge spintavi da alcun altro interesse, occorre che tale leggo essa stessa la dia a sè, che sia cioè autonoma; da ciò la terza forma dell’ imperativo categorico : agiaci in maniera che la tua volontà possa considerarsi da νὸ come dettatrice di leggi naturali. Por Fichte l'essenza dell’ Lo è l'atto Imp  540  rivolto in sò stesso ο determinato da sò stesso empirica con tutti i suoi oggetti nou è che il materiale per l’attività della ragion pratica, è l'Io che esplica la sua tendenza n crearsi un limite, che esso supera, per obbiettivarsi; quindi l'essenza dell’ Io è l autonomia della ragione pratieu ο culmina noll’imperativo categorico, in quanto tntto ciò che esiste non può concepirsi che per ciò cho deve essere, è il materiale sensibilo del dovere: Non appena Io è posto, tutta la realtà è posta; tutto devo osser posto nell’ Io; l'Io deve ossero assolutamento indipendente, ma ogni cosa deve da lui dipendero. E dunque richiesto l’accordo degli oggetti con l'Io; o l’assoluto Io, appunto per il suo assoluto casero, è cid che esso richiede, l'imperativo categorico di Kant ». Quindi Fichte accetta l'imperativo catogorico kantiano nolls formula opera secondo la tua coscienza », come punto di partenza per una dottrina morale, cho deduco i doveri dal contrasto dell’ impulso naturale e di quello morale, che si presenta in ogni lo. Cfr. Kant, rit. d. prakt. Vern., 1898, p. 22; Fichte, Grundlage d. ges. Wissonackafislehre,.1802, p. 240; Cresson, La morale de Kant, 1897, p. 1-50. Impersonale. I. Unpersönlich; I. Impersonal; F. Impersonel, Obbiettivo, imparziale, non individuale. Dicosi teoria della ragione impersomale, quella cho ammetto che la ragione d’ ogni individuo non è che il riffesso di una Ragiono univorsale alla quale esso partecipa; questa Ragione può essero intesa como trascendente, ο in tal caso è la stessa Di nella quale lo verità eterno sono sempro sussistonti, o como immanente in quanto è In stossa in tutti e non è propria di ciascuno, ossia è in ciascuno, ossenzialmente, In concezione dell’ infinito, dell’ universale, dell’ immutabile. Impersonalismo. 'T. Impersonaliemus; I. Impersonaliom; F. Impersonalisme. Dottrina che nega ο distrugge la personalità. Alcuni filosofi, fra cui il Renouvier, danno  541  Imp questo epiteto alla filosofia evoluzionistica, la quale nega la personalità ponendola come transitiva (v. personaliamo). Implicito. T. Mitinbegrifen; I. Implicit; F. Implicite. Si oppone a eeplicito © a formale, e designo una noziono © un giudizio che sono contenuti in un’altra nozione e giudizio, senza essere formalmente espressi. I giudizi impliciti ο complessi, detti anche esponibili perchè si possono rendere espliciti, possono assumero varie forme: esclusivi, ecoottuativi, comparativi, redaplicativi, determinativi e esornativi. Dicesi contraddizione implicita quella che si riconosce deducendo dalle proposizioni formulate una contraddizione nei termini. Nella terminologia scolastica impliite © explicite valgono quanto confuse © distincte: così le note essenziali dell’uomo si conoscono implicite nel definito homo, ed explicite nella detinizione animale ragionerole; negli atti della volontà le due stesse parole equivalgono a directe e indirecte: chi vuole bere troppo vuole 1’ ubriachezza implicite, chi vnol bere per ubriacarsi vuole l’ubriachezza stessa explicit Impossibilita v. possibile. Impressione, T. Eindruck, Reiz; I. Impression, Feeling: F. Impression. Si snol distinguero 1’ impressione dalla sensazione: quella è il semplice fatto fisiologico della eccitazione di un organo di senso in seguito all’azione dello atimolo, «esta è Il fatto di coscienza che aogne all’ eccitazione modesima. Talvolta si usa invece di cocitazione: tal’ altra, specie nel linguaggio comune, si usa per opposizione a riflessione ο a giudizio, per indicare uno stato complessivo di coscienza, presentante un tono affettivo caratteristico, che risponde a una azione esteriore: n questo uso si ricollegano i termini imprersioniemo © impressionista. In un senso analogo, per impressione #’ intende qualche volta I’ impronta fatta dagli oggetti esteriori sulla coscienza: Corpus Aumanum, dice in tal senso Spinoza, multa pati potent mutationes, et nihilo minus relinere obiectorum Impressionen veu Imp  542  vestigia el consequenter casdem rerum imagines, Hume oppone l’impressione, considerata como presentazione, alla idea, considerata come rappresentazione: la prima d il fatto di coscienza che si presenta per la prima volta, la seconda è il riprodursi dol fatto medesimo: Sono improssioni, egli dice, tutte lo nostre sensazioni, passioni ed emozioni, quando fanno la loro prima comparsa nello spirito ». Tutte le rappresentazioni derivano dalle impressioni, dalle quali ei distinguono soltanto per un minor grado di vivacità; perd le impressioni possono essere di due specie, ciod originali ο riftessive, a seconda che sono impressioni di sensazioni o impressioni di passioni : Le impressioni originali ο impressioni di sensazioni sorgono nello spirito senza nessuna percezione autecodente, dalla costituzione del corpo, dagli spiriti animali ο dalla applicazione degli oggetti agli organi esterni. Lo impressioni secondario ο riffessite derivano da alcune di codeste impressioni originali o immediatamente per l’interposizione della loro idea ». Cfr. Spinoza, Ethica, 1. III, post. II; Hume, Treatise on human nature, 1874, I, sez. I. Impulso. T. Trib, Impuls; I. Impulse; F. Impulsion, In un senso generale, il Destutt de Tracy lo definisco como «la proprietà per cui i corpi, quando sono in movimento, comunicano il proprio movimento ogli altri corpi che incontrano ». In senso psicologico, per impulso s' intendo comunemento una spinta irriflessa ο irrefrenabile ad agire: in questo senso si parla di atti impulsivi, caratteri impuleiri, ecc. In un senso più ristretto, l’impulso è l’inizio d’ ogni atto volontario positivo, il comando volontario onde l’idea si traduce in movimento. Se esso è in eccesso ο in difetto si hanno, secondo il Ribot, due forme anomale del volere: nel primo caso le forme d’ impulsività irresistibile, cosciente © incosciente, nelle quali l'individuo è como trascinato da un volero diverso dal suo, e al qualo, in taluni casi, vorrebbe, ma non può resistere; nel secondo caso le varie forme doll’ abulia, dell’ agorafobin, della follin del dubbio,  543  Txp-Inc in cui l'individuo è incapace di mnovere la propria volontà. Cfr. Ribot, Les maladies de la volonté, 1901, p. 35 segg., 71 segg. Imputabilità. T. Zurechendarkeit; I. Imputability; F. Imputabilité, Si confondono spesso la colpabilità © la responcon In imputabilità. Questa pnd essero intesa in due modi: 1° ciò che permette di stabilire il conto d’un agente; la responsabilità si riferisce, in questo senso, al carattere dell’agente, l’imputabilità implica in più la considerazione dell’atto © quella dell’ intenzione; 2° ciò che costituisce pro-priamento il rapporto dell’ atto all’ agente, astrazion fatta, un lato, del valore morale di questo, e, per l’altro, della sanzione che può seguirno. Cfr. J. Hoffe, Die Zurechnung., 1877; Landry, La responsabilité pénale, p. 118 ogg. (v. delitto, pena, responsabilità). In adjeoto. Termine della scolastica, con oui nella logica ai designa quella forma di contraddiziono, cho esiste fra il sostantivo e la qualità che gli viene attribuita. Corì, secondo alcuni filosofi, la dottrina che sostiene l’ esistenza dei fatti psichici incoscienti è una contraddizione in adjeoto, poichè ogni fenomeno psichico, in quanto tale, à necessariamento avvertito dal soggetto, ossia è cosciente. Cfr. (ioelenio, Lezicon phil., 1613, p. 983. Inane. In Lucrezio significa vuoto, ed è, come in Epieuro, sinonimo di spazio e di luogo. Infatti secondo gli atomisti lo spazio à, come la materia, un reale: à il puro luogo o l'estensione pura dove i corpi materiali, che sono estesi, possono trovar posto, ciod possono estendersi. Vuoto © materia sono due realtà fondamentali opposte : I’ essonzu del primo consiste nella penetrabilità, nella intangibilità, l’essenza della seconda nella impenetrabilità e nella tangibilità (v. epieuroismo, vuoto). Incertessa. T. Ungewissheit; I. Unoertainty; F. Incertitude. Non bisogna confonderla col dubbio © colla probabilità. L'incertezza è quello stato mentale in eni trovasi Inc  54  la mente quando ragioni contrarie si disputano l’ assenso, © quando l’assenso stesso non è che provvisorio ο accompagnato da timore di sbagliare. Se fra queste ragioı contrarie esiste perfetto equilibrio, allora si ha il dubbio; se una ha qualche preponderanza sulle altre, si ha la probabilità (v. oertessa). Incettive (proposizioni). F. Propositions inoeptives. Quelle proposizioni composte, implicite o esplicite, le quali affermano che un dato predicato appartiene ad un dato sug‘getto, © che esso ha cominciato ad appartenergli ad un termina o spiega il significato, ο si può ο non si può tosi può togliere l’ inciso diconsi determinatire; quelle che gliere diconsi esornatice. . T. Neigung; I. Inclination; F. Inclina. Si può definire come la tendenza spontanea ο costante la definisce: determinatio generalis appetitus ab aliquie zioni: le egoistiche, o personali ο individuali, che mirano soltanto all’appagamento dei propri desideri; lo altruiatiche, rivolte al bene altrui; le superiori, cho hanno per oggetto dei fini impersonali, © possono essero estetiche, scientifiche, morali, religiose. Malebranche no distinguo tre specio, cho αἱ trovano più o meno in ogni uomo: 1° I clinazione per il bene in generale, che costituisce il principio di tutto lo nostre inclinazioni naturali, di tutte nostre passioni ο persino di tutti gli amori liberi della nostra anima, perchè da questa inclinazione per il bene in generale ricaviamo In forza per sospendere il nostro consenso riguardo a beni particolari »; 2° 1’ inclinazione per  545  Inc la conservazione del nostro essere; 3° l’inclinazione per le altre creature, che sono utili a noi stessi o a quelli che amiumo. Kant distingue l'inclinazione «dalla propensione (Hang): questa è la possibilità soggettiva del sorgere di un dato desiderio, che precede la rappresentazione del suo oggetto; quella è il desiderio che abitualmente occupa un individuo; in altre parole, la propensione è la predisposizione a desiderare un piacere, che, dopochà è stato sperimentato dal soggetto, produce 1’ inclinazione. Analoga distinzione si fa tra inclinazione e istinto : questo consiste nella immediata suggestione di atti o di sentimenti determinati, anche senza la coscienza del fine a oni mirano; quella pone un fine, in modo più o meno determinato, senza che vi sia necessariamente la rappresenta zione dei mezzi da impiegare per raggiungerlo. Si distingue infine l'inclinazione dalla passione, in quanto questa è una delle forme intense di quella, ed è caratterizzata dalla rottara dell'equilibrio che esiste normalmente nell’ insieme delle inclinazioni umane. Cfr. Wolff, Phil. practica, 1739, vol. II, $ 985; Malebranche, Rech. de la rerité, IMI, 11; Kant, Anthropologie, 1800, v. 78 (v. attitudine, tendenza). Incommensurabile. T. /ncommensurabel ; 1. Incommensurable; F. Incommensurable. Due grandezze diconsi incommensurabili quando non hanno una misura comune, quando non possono essere espresse in funzione della stessa unità, quando non esiste alcun numero, nè intero nè frazionario, il quale, essendo contenuto un numero intero di volte nelluna, sia contenuto un numero intero di volte anche nell'altra. Siccome quanto più l’unità presa a misura è piccola tanto maggiormente essi s'accosta alle quantità incommensurabili, così si può dire che due quantità incommensurabili hanno per comune misura una quantità infinitamente piccola (v. infinitesimale, integrale). Inconcepibile. T. Unbegreifbar: I. Inconceivable; Inconcerable. Termine usato specialmente dal Reid, da 35  RavzoLI, Dizion. scienze filosofiche. Ixc  546  l Hamilton e dallo Stuart Mill; indica in generale ciò che la mente non può rappresentarsi. Si distingue dall’inintelligibile, che è ciò che non soddisfa la ragione, quantunque sia perfettamente concepibile, e dall’ inconoscibile, che è ciò che, per sna natura, trovasi fuori della sfera d’ ogni conoscenza possibile. Alcuni filosofi intendono per incomprensibile ο inconcepibile cid che è ultimo, quindi irreduoibile ; così i concetti supremi della scienza, essendo ultimi, resistendo cioè ad ogni ulteriore analisi, riduzione ο ragionamento, sarebbero per sè inconcepibili, quantunque mediante essi ogni cosa si renda concepibile. Quanto alla distinzione dell’ irreducibile ο inconcepibile dall’ inconoseibile, essa non è adottata da tutti i filosofi; mentre per V Hegel, ad es. l'essere è l'assoluto incomprensibile in quanto è presuppostò da tutti i concetti (da tutte le determinazioni logiche) ma non presuppone nessun altro concetto, è poi = lo stesso essere -l’ assolutamente oonoscibile come risultato dell’ assoluto processo logico, analitico e sintetico: per lo Spencer, invece, i concetti ultimi delle scienze (spazio, tempo, materia, forza, coscienza) sono inconoscibili perchè inconcepibili, e non costituiscono che dei simboli o segni di un quid, che non si sa che cosa sia. Cfr. J. 8. Mill, Exam. of Hamilton, 1867, cap. VI; Spencer, Prine. of paychol., 1881, vol. II, p. 406 seg. (v. assoluto, agnosticixmo, inconoscibile, noumeno). Incondizionato. T. Unbedingt: I. Unconditional, Unconditioned; F. Inconditionné. Ciò che non è soggetto ad alcuna condizione, e che quindi ha in sè stesso le ragioni di essere, © di essere ciò che è, Tuttavia il termine che fu introdotto nel linguaggio filosofico dell’ Hamilton, come comprendente i significati di infinito e d’ assoluto è anche usato in senso relativo, per designare il rapporto di condizione a condizionato esistente fra due fenomeni, che non sono poi condizionati da un altro fenomeno, di cui siano effetti collaterali. Per I’ Hamilton invece I incondizionato  547  Inc oppone ul condizionato, ο condizionalmente limitato, il cui contradditorio, cioè l’incondizionalmente limitato, inchinde evidentemente due casi : 1’ incondizionalmente limitato ossia l'assoluto, e l’ incondizionalmente illimitato ossia V infinito: Quattro opinioni, dice l’ Hamilton, si possono enumerare riguardo all’ incondizionato come oggetto immediato di conoscenza e di pensiero: 1° L'incondizionato è inconoscibile ed inconcepibile, essendo la sna nozione puramente negativa del condizionato, il quale soltanto può essere in modo positivo concepito ο conosciuto. 2° Esso non è oggetto di conoscenza, ma la sua nozione, come un principio regolativo della mente stessa, è più di una mera negazione del condizionato. 3.° Esso è conoscibile ma non concepibile; può essere conosciuto mediante uno sprofondarsi nell’identitä dell’ assoluto, ma è incomprensibile per la coscienza e per la riflessione, che sono soltanto del relativo ο del differente. 4° Esso è conoscibile e concepibile dalla coscienza e dalla riflessione, sotto la relazione, la di ferenza ο In pluralità ». L’ Hamilton afferma la prima di queste quattro opinioni, considerando l'infinito e l’ assoluto, cioè Dio, come impensabili e oggetto solo della certezza morale, che dà la credenza; pensare è infatti condizionare, il pensiero non può trascendere la coscienza, la è possibile soltanto sotto le antitesi di un soggetto e di un oggetto del pensiero, conosciuti solo in correlazione e limitantisi a vicenda; poichè tutto ciò che noi conosciamo del soggetto e dell’ oggetto è solo, in ciascuno la conoscenza del differente, del modificato, del fenomenale ». Perciò la filosofia non può essere che una filorofia del condizionato. la quale nega all’ uomo la conoscenza sia dell’ assoluto sia dell’ infinito, © sostiene che tutto ciò che noi immediatamente conosciamo, ο possiamo conoscere. è soltanto il condizionato e il relativo, il fenomenico, il . La dottrina del condizionato è una filosofia che professa la relntività della conoscenza, ma confessa I’ assoluta Inc  548  ignoranza ». Questo agnosticismo dell’ Hamilton fu messo poi a servizio della teoria della rivelazione dal Mansel, che considerò i dogmi come affatto inconcepibili per la mente umana; ed esercitò In sua efficacia anche in altri indirizzi filosofici dell’ Inghilterra, per esempio sulla dottrina dello Spencer e sui rappresentanti del positivismo. Cfr. Hamilton, Discussions on philosophy, 1852, p. 12-14; Stuart Mill, La philosophie de Hamilton, trad. franc. 1869, p. 4 sogg.; Monk, Sir W. Hamilton, 1881, p. 83 segg.; Mansel, The limite of religious thought, 1858 (v. condizione). Inconoscibile. T. Unerkennbar ; I. Unknowable; F. Inconnaissable. Ciò che per sun natura non può essere oggetto di conoscenza. Si distingue dall’ ignoto, che è lo sconosciuto © può sempre divenire oggetto di conoscenza; dall’ inintelligibile, che è ciò che non soddisfa In ragione ; dall’ inconcepibile, che è ciò che non si può nemmeno pensare. L’ inconoscibile è invece ciò che, pur essendo reale, sfuggirebbe per ipotesi a tutti i modi della conoscenza, sia intuitiva, sia discorsiva, sia immediata, sia mediata, sia fondata sulla coscienza e sull'esperienza, sia fondata sul ragionamento. Per alcuni l’affermazione della realtà dell’ inconoscibile è assurda, tale affermazione racchiudendo già una qualche conoscenza di ciò che è dichiarato inconoseibile; altri ne ammettono la legittimità, osservando che, allorchè si afdi non veder nulla nella notte completa o nella luce accecante, si sa pure che la notte e lu luce esistono ; altri, come l’Ardigò, lo respingono sia perchè ricavato da una errata concezione della relatività della conoscenza (ogni stato di coscionza essendo per sd stesso una cognizione, che non diventa relativa se non a posteriori, ciod dopo che l'esperienza associatrico ha costituito i due concetti opposti del me e del non-me) sia perchè il preteso inconoscibile si risolve nell’ iguoto, ossia nel generico mentale dato dalla owervazione e ricorrente per associazione colla rappresentazione della realtà; altri infine, come il Berg 549  Isc son, sostengono che essendo l’ universo della stessa natura dell’Io, è possibile conoscerlo mediante uno sprofondamento sempre più completo in sò stessi, cioè con una conoscenza che coglie il suo oggetto dal di dentro, che l’appercepisce tal quale ϱ) appercepirebbe esso stesso ne c la sua esistenza non facessero che una sola ο medesima cosa, © che è quindi una conoscenza nssoluta, una conoscenza d’assoluto ». Lo Spencer pone a base del suo sistema l’inconoscibile, che egli considera come una realtà, ricavandolo dai quattro modi della relatività del pensiero: 1° la cognizione di un dato consiste nel suo riferimento ad un genere superiore; ora, perchè possiamo conoscere il dato del genere massimo al qualo arriviamo, è necessario cho tale genere non sia riferibile ad uno superiore, sia cioè inconoscibile; 2° la cognizione di un dato implica che se ne pensi la relazione, la difterenza e la somiglianza con altri dati; ora, siccome In causa, l'infinito e 1’ assoluto non possono essere comparati ad altro perchè unici, così sono inoonoscibili ; 3° la cognizione di un dato implica il riferimento di un soggetto ad un oggetto, quindi, se la manifestazione soggettiva appare relativa alla oggettiva, © questa a una condizione sua non conoscibile, ne segue che I’ inconoscibile è la condizione della conoscenza; 4° le sensazioni non sono che un semplice relativo ad un diverso che ne è causa; ne viene la conseguenza che tale diverso, del quale non possiamo conoscere che 1’ effetto in noi, è un inconoscibile. Cfr. Spencer, First principles, 1900, cap. IV; Id., Princ. of poychology, 1881, cap. XIX; W. James, À world of pure experience, Journal of philosophy », sett.-ott. 1904; Bergson, Introd. à la métaphysique, Revue de métaph. >, gennaio 1903 ; J. Laminne, La philos. de Vinconnatssable, 1908 : 8. De Dominiois, La dottrina dell'evoluzione, 1881, p. 56 segg.; Mor-, I conostti ultimi della rel. e della fil. secondo E. Spencer, Riv. di fil. scientifica », genn. 1884 ; G. Carini, II problema Inc  550  dell inconosoibile nella fil. scientifica, Id. », dic. 1891; Ardigò, L'inconoscibilo di H. Spencer, in Op. fil., II, p. 239 segg.; Id., La dottrina spenceriana doll’ inconoscibile, Ibid., VIII, p. 18 segg.; Id., It noumeno di Kant ο U inoomoscibile di H. Spencer, Ibid., p. 117 segg.; C. Ranzoli, La fortuna H. Spencer in Italia, 1904, p. 41-60 (v. agnostioiemo, inconcepibile, incondizionato). Incosciente. T. Unberwsst; I. Unconscious; F. Inooseient. Parola di valore molto vario, tantochd Willy Hellpach ne enumera otto significati. Nel suo senso più generale si dice d’ogni essere che non possiede alcuna coscienza, ad es: gli stomi materiali, i vegetali, ecc. In senso morale si dice d’un uomo incapace di riflettere, di ripiegarsi su sè stesso, di rendersi conto di ciò che fa © delle conseguenze dei propri atti. In senso scientifico si dice di quei fatti psicologici che, come i sociali, i giuridici, gli estetici, eec., possono essere studiati al di fuori della coscienza, come cose, perchè s’ impongono alla coscienza di ciascuno e sono soggetti ad un determinismo. In senso psicologico s’applica a quei fenomeni ο processi psichici, non sono avvertiti dall’ individuo in cui si svolgono; questi processi molti psicologi contemporanei attribuiscono una grande importanza, spiegando con essi la telepatia, il medianismo, l’sutomatismo, i sogni, le dissociazioni della personalità, ecc. Si confonde spesso l incosciente col suboosciente, generando non pochi equivoci : il subeoseiente è propriamente ciò che è oggetto di coscienza debole e perciò sfugge, oppure ciò che attualmente non è avvertito dal soggetto, ma che il soggetto stesso può affermare come tale che fu cosciente nel passato, sia perchè diviene chiaramente cosciente in séguito, sia perchè riconosciuto come la condizione di fatti successivi chiaramente coscienti ; Vincosciente è invece ciò che sfugge interamente alla coscienza, che è radicalmente inconscio, anche quando il soggetto cerca di coglierlo © vi applica la propria attenzione.  551  Inc Così inteso, possiamo distinguere con il Dwelshauvers sei grappi di fatti psichici ai quali si applica l'appellativo di incoscienti: 1° L’inconsciente nell’ atto del pensiero (ad es. l’attività sintetica che trasforma le sensazioni in rappresentazioni, e queste in concetti); 2° L’ incosciente della memoria nella percezione ; 3° L’ incosciente della memoria per impressioni e sentimenti latenti (ad ex. il motivo che fa apparire un dato ricordo e non un altro, rimane incosciente); 4° L’ incosciente dell’ abitudine ; 5° L’ incosciente della vocazione (disposizione a un’arte, a un mestiere, manifestantesi imperiosamente nell’ infanzia); 6° L’ incosciente nella vita affettiva. Ma altri psicologi, sia fenomenisti sia spiritualisti, ammettono che ogni fatto psichico, anche della natura più elevata, può sussistere allo stato incosciente; i primi però, dal Carpenter in poi, cercano di ricondurli al fatto fisiologico, al chimismo nervoso, alla cerebrazione incosciente. I fenomenisti si fondano, in generale, su questi fatti: 1° alcune volte ci sentiamo o tristi o lieti senza avvertirne il motivo; riflettendo, scopriamo poi codesto motivo, che esisteva dunqne anche prima di essero avvertito allo stato incosciente; 2° la soluzione d’ nn problema o @’ una questione è apparsa alcune volte improvvisamente al pensiero degli scienziati; ciò vuol dire che tale soluzione è scaturita da un lavoro mentale incosciente; 3° alcune volte, discorrendo o pensando, si giange a conclusioni di cui non si avvertono le premesse; ciò significa che codeste premesse esistono, ma allo stato incosciente; 4° nn’ idea, presente, al sopraggiungere di altre idee scompare per poi ricomparire nuovamente: non avrebbe potato se in tutto questo tempo non avesse continuato ad esistere allo stato incosciente. A ciò si suole rispondere genericamente che la coscienza non è gid un epifenomeno, un qualche cosa che s’agginnge al fatto psichico ο pnd anche mancare, ma è il carattere essenziale dei fatti psichici, cosicchè fatto psichico vuol dire fatto cosciente: porInc  552  ciò l’espressione fatti psichici incoscienti » è assurda come quella di vita morta, movimento fermo, ecc. Questa opinione è ammessa anche dagli spiritualisti, i quali però negano che la coscienza sia il carattere distintivo di tutto ciò che è psichico; infatti l’ anima, secondo essi, esiste al di fuori dei fenomeni, come principio non solo dei fatti psichici ma anche di tutta la vita animale, cosicchè le operazioni profonde dell’ anima, essendo pur sempre di natura psichica, dovranno sfuggire alla coscienza, Il Leibnitz, con la sua teorin delle petites perceptions incoscientes fu il primo a impostare nella tilosotia il problema dell’ incosciente. Bisogna considerare, egli dice, che noi pensiamo, tutto in un tempo, ad una grande quantità di cose, ma non porgiamo attenzione sc non ui pensieri più distinti; nè potrebbe essere altrimenti, chè se tenessimo conto di tutto, dovremmo pensare attentamente ad una infinità di cose nello stesso tempo, che seutiauo ugualmente e fanno impressione sui nostri sensi. E non basta: qualcosa rimane di tutti i nostri pensieri passati, e nessuno di essi potrebbe mai venire cancellato completamente. Ora, quando dormiamo senza aver sogni, o quando siamo storditi da qualche colpo, da una caduta o da qualche altro accidente, si forma in noi una quantità di piccole percezioni confuse; e la morte stessa non potrebbe avere effotto diverso sulle anime degli ani-, le quali debbono senza dubbio prima o poi ripigliare percezione distiuta ». Tutte le impressioni hanno il loro effetto, ma non tutti gli effetti son sempre osservabili ; così, quando mi volto da un lato piuttosto che da un altro, è xpesso a cagione di un complesso di piccole impressioni, di cui nou ho coscienza, le quali rendono un movimento un po' più malagevole di un altro. Tutte le nostre azioni indeliberate resultano da un concorso di piccole percezioni, dalle quali anche procedono le nostre abitudini e passioni, che hanno tanta influenza sulle nostre deliberazioni; queste disposizioni percettibili si formano a poco a poco, e senza  558  Inc le piccole percezioni inafferrabili non le avremmo in nessun siero privo d’ogni coscienza: è così assolutamente inintelligibile dire che un corpo è esteso senza parti, come dire che qualche cosa pensa senza averne coscienza ». Anche per Kant avere delle rappresentazioni e non averne coscienza, sembra una contraddizione, perchè come sappiamo di averle senza esserne coscienti ? » Però egli ammette che possiamo avere una coscienza indiretta di certe rappresentazioni; egli le chiama rappresentazioni osoure. Per 1 Herbart esistono delle rappresentazioni assolutamente in-, sprofondate sotto la soglia della coscienza. Per V Hartmann 1’ Incosciente è una vera realtà, anzi 1 essenza della realtà, il principio unico comune, attivo ed intelli gente insieme, che si manifesta nella materia e di cui gli non sono che l'apparenza; per rapporto a noi esso è incosciente, in sè è supracosciente. Del resto, con V espressione Incosciente » l’ Hartmann intende anzitutto l’attività psichica in genere, in quanto resta fuori della sfera della, coscienza, ο più propriamente 1) unità del rappresentare © del volere (alle quali due attività si riducono secondo lui le funzioni psichiche) in quanto sono inconsapevoli, e perciò anche I’ unico soggetto degli atti psi chici inconsapevoli; ma questo soggetto, essendo uno solo non pure per ciascun individuo, rua anche per tutti gli individui, ne viene che I’ Inconscio » da ultimo risulta essere non tanto I’ astratto di tutti i soggetti psichici inconsapevoli e il nome collettivo di questi, quanto piuttosto l’unico principio sostanziale di cui i singoli non sono se non manifestazioni fenomeniche. Secondo il Paulsen V essenza delle rappresentazioni incoscienti sta nella possibilità di divenire coscienti. Sono potenzialmente percezioni interne, proprio come i momenti fisici che sono peresterne potenziali >. Secondo l’Ardigò, fatto psichico essendo sinonimo di fatto cosciente, poichè il fatto psichico è l’avvertimento di una modifienzione, dire fatto psichico incosciente val quanto dire vita morta 0 movimento fermo. Anche W. James si schiera contro i sostenitori dell’ incosciente, combattendo i dieci presunti argomenti o gruppi di argomenti che sono stati addotti in sostegno di esso. Cfr. Leibnitz, Nuovi saggi, trad. it. 1909, I, p. 77, 80; Locke, Essay, 1. II, cap. I, sez. 19; Kant, introp., I, $ 5; Hartmann, rit. Grundlegung d. transo. Realismus, 1886, p. 70; Id., Philosophie de l'incoscient, trad. franc. 1877, vol. II, p. 287 segg.; A. Faggi, Filosofia dell’ incosciente, 1900; F. Bonatelli, La filosofia dell’ inconscio di E. von Hartmann, 1876; Paulsen, Einleitung in die Philos., 1896, Ρ. 127 segg.; Willy Hellpach, Unberousstes oder Wechaelioirkung, Zeitzchr. für Paychol. », XLVIII, p. 238; Patini, Coscienza, nubooscienza, incoscienza, Riv. di psicol. applicata », VI, 1910, p. 24; W. James, Prine. of Payohol., I, cap. VI; Dwelshanvers, La ayntése mentale, 1908, p. 78-1145 Ardigò, Op. fil., V, p. 56 segg. (v. automatismo, dissociazione, subcosoienza, subminimale). Indefinibile. T. Unerklärlich, unbestimmbar ; I. Undefinable; F. Indéfinissable. Un’ idea, una nozione, un oggetto possono essere indefinibili in senso assoluto e in senso relativo. Sono assolutamente indefinibili i dati della sensibilità, perchd del tutto soggettivi e incomunicabili ; le idee più generali ed astratte, che si possono spiegare soltanto per mezzo delle idee opposte ο degli esempi; i concetti astratti semplici, che non includono nè genere nè differenza. Sono indefinibili in senso relativo quegli oggetti delle scienze sperimentali, che, allo stato attuale del sapere, non sono ancora conosciuti in modo sicuro e preciso, © quelle nozioni che posseggono un numero grandissimo di note di uguale importanza, cosicchè riesce impossibile enunciarle nel definiente in modo da individuare il definiendo (v. definizione). Indefinito. T. Unbegrenzt, unendlich; I. Indefinite; F. Indifini. Si oppone a finito e si distingue da infinito. In 555  Inp fatti da Cartesio in poi per indefinito si intende ciò che non ha limiti assegnabili, sia relativamente a noi, sia nella natura delle cose stesse; ciò che col pensiero si può moltiplicare o dividere, estendere o restringere, senza trovar mai alcun ostacolo cho possa arrestare tali operazioni; quindi il definito è ciò di cui il limite © la forma sono ο possono essere fissati. Per infinito si intende invece ciò che manca affatto di termine, di fine, ciò di cui non solo non si possono assegnare i limiti, ma che ha appunto per carattere ο natura di non soffrire limitazioni. Distinguo inter indofinitum οἱ infinitum, dico Cartesio, iludque tantum proprie infinitum appello, in quo nulla ex parte limites inveniuntur, quo sensus solus Deus est infinitun; illa autem, in quibus sub aliqua tantum rationem finem non agnosco, ut ertensio epatit imaginarii, multitudo numerorum, divieibilitas partium, quantitatia ct similia, indefinita quidem appello, non autem finita. quia non omni ex parte fine carent. L' indetinito di Cartesio è dunque un infinito parziale e relativo, che si contrappone alla infinità totale ed assoluta di Dio. Una distinzione in parte analoga si trova in Spinoza, che tra l’assoluta infinità di Dio e il finito pone come termini intermedi, che li colleghino, i modi infiniti, che partecipano dell’ infinito e del finito ad un tempo; questi modi, ad es. lo spazio, sono infiniti solo sotto un certo aspetto, mentre Dio è infinito sotto tutti gli aspetti, in tutti i suoi attriDuti, ene absolute infinitum, hoo est eubetantia constane infinitie attributie, quorum unnmquodque aelernam et infinitam cesentiam exprimit. Secondo il Renouvier, 1’ indefinito è V infinito in potenza e in quanto tale s’ oppone all’ infinito in atto: Per opposizione all'infinito attuale, 7’ infinite dei possibili è ciò che si chiama indefinito ». Lo spazio, sccondo alcuni, è infinito, perchè non si potrebbe concepirlo come limitato; la serio dei numeri è invece indefinita, perchè l'operazione mediante la quale formiamo un nuovo numero, cioè l’aggianta di una unità, è sempre identica Inp  556  a sò stessa; e pure indefinita è la divisibilità matematica, giacchè non sono concepibili le parti d’ una grandezza senza grandezza, nè che sia indivisibile ciò che ha una grandezza. Cfr. Cartesio, Resp. ad I obi., $ 10; Id., Prinoipia phil., I, 26, 27; Spinoza, Æthioa, def. VI; Pillon, Année philos., 1890, p. 112; Ardigò, Infinito ο indefinito, Riv. di filosofia », genn., marzo 1909; R. Menasci, Infinito ο indefinito in Cartesio, Ibid. », maggio 1911 (v. infinito, indeterminato, numero). Indeterminato. T. Unbetimmt; I. Indeterminate: F. Indéterminé. Ciò che può assumere un numero indefinito di determinazioni differenti. Non va confuso con I’ indefinito, che si dice in special modo della quantità, mentre P indeterminato si riferisce alla qualità. Un problema è indeterminato quando le soluzioni soddisfacenti alle condizioni sue sono in numero indefinito. Un numero è indeterminato quando si sa che è un numero, senza sapere quale numero. Il Rosmini chiama sofiemi dell indeterminato quelle fallacie che derivano dalla indeterminazione del soggetto. Tali sono, ad esempio i sofismi che si formano sulla divisibilità dello spazio, del quale si conclude che è composto di punti semplici perchè è divisibile all’ infinito; ora, è erroneo supporre che la divisione indefinita dello spazio debba essere di necessità finita ο infinita, come è erronea la supposizione che esso sia veramente divisibile, poichè le parti gliele dà l’uomo con 1’ imaginazione, e con I’ imaginazione può presentarsi un numero indeterminato di queste parti, cioè un numero finito ma sempre aumentabile, perohè dopo ogni atto d’imaginazione se ne può fare un altro. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 71T (v. indefinito). Indeterminismo. T. Indeterminiemus; I. Indeterminism ; F. Indéterminisme. La dottrina che considera l’atto volontario come assolutamente spontaneo, come un fenomeno senza causa. Si oppone al determinismo, che è In dottrina che considera ogni fatto, compresa la volontà, come legato ai suoi antecedenti da una legge necessaria e costante. Si distingue, secondo alcuni, dal libertismo, che è la dottrina che non considera l’atto volontario come un fenomeno senza causa, ma sostiene essere la volontà stessa una causa prima. Dicesi indeterminiemo idealistico 1’ indirizzo, rappresentato in Francis dal Bontroux e dal Bergson, che estende la libertà e la spontaneità anche si fenomeni del mondo fisico, considerando la necessità naturale e il determinismo scientifico come illusioni della mente, © riducendo gli stessi principi logioi ad un semplice stromento soggettivo, col quale cerchiamo di rendere intelligibile la realtà, ponendo in essa un ordine che corrisponde alle nostre esigenze conoscitive: se si ammettesse l'impero della causa sn tutto il reale, non si potrebbero spiegare la varietà, la novità, i processi ascendenti dell’ evoluzione, tutto si ridurrebbe a combinazioni meccaniche di elementi identici preesistenti; nella realtà si verificano dunque sintesi creative, produzioni originali, la vita sussiste per sè, per sò sussiste lo spirito ο l'uno e l’altro principio si attuano spontaneamente, per un dinamismo che è a loro intrinseco. Cfr. Boutroux, La contingence des lois de la nature, 1899; Bergson, 1) érolution créatrice, 1907; A. Levi, L’indeterminismo nella filosofia JSranoese contemporanea, 1904 ; F. Masci, L’ideatinno indeterminista, 1898; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1918, I, p. 423 sogg. (v. autonomia, contingenza, determiniamo, libero arbitrio, nocessitiemo). Indifferensa. T. Gleichgültigkeit : I. Indifference ; F. Indifférence. Questo vocabolo ba valori differenti nella psicologia, nella morale e nella metafisica. Nella psicologia diconsi stati indifferenti quegli stati psichici che non contengono nè piacere, nd dolore, nd una mescolanza dell’uno e dell’altro. 19 esistenza di simili stati è ancora discussa tra i psicologi. Secondo il Reid oltre le sensazioni che sono gradevoli o sgradevoli, esistono ancora un gran numero di sensazioni indifferenti. A queste noi prestiamo sì scaraa attenzione, che Inn  558  non hanno nome e sono immediatamente dimenticate, come se esse non fossero mai avvenute; occorre molta attenzione ai propri stati mentali per essere convinti della loro esistenza». Anche il Bain ne ammette l’esistenza, considerando come tipico in proposito il sentimento di sorpresa: Uno stato affettivo può avere una considerevole intensità, senza essere nè piacevole nè doloroso; tali stati sono nentri ο indifferenti. La sorpresa è un esempio familiare. Ci sono sorprese che ci rallegrano, altre che οἱ addolorano; molte sorprese non producono nè l’una cosa nè l’altra ». Quasi tutte le sensazioni ed emozioni passano, secondo il Bain, traverso un momento d’indifferenza; fra le emozioni sgradevoli, l’amore e la gioia del potere hanno delle fasi di puro eccitamento ; l’amore della madre per il suo bambino è per lungo tempo un puro stimolante, che assorbe l’attenzione di lei senza arrivare al piacere. L’Hamilton e il Sully pongono in dubbio l esistenza di tali stati; il Ribot, dopo aver analizzata la questione, conclude io inelino verso In tesi degli stati d’indifferenza »; PHöffding invece, dopo aver confutata la tesi, conclude: La supposizione di stati neutri proviene non solo dal negligere gli stati più deboli di piacere 9 dolore, ma anche dal confondere uno stato generale di spirito con l’ effetto prodotto da alcune rappresentazioni ed esperienze particolari. Molte impressioni e rappresentazioni vanno 9 vengono senza suscitare sentimenti valutabili © senza avere una influenza ben netta sul nostro stato affettivo generale, ma questo stato generale è ugualmente determinato in ogni istante dal predominio sia del piacere, sia del dolore ».  Secondo i moralisti antichi esiste una categoria di cose, che stanno fra le buone e le cattive, lo quali si possono fare o non fare con uguale sicurezza di coscienza: tali cose indifferenti gli stoici chiamavano adiafora, 9 designavano col nome di adiaforia lo stato di indifferenza dell’ anima del saggio, che non prova nè desiderio nd avversione. Lo stesso stato era anche designato col  559  Ixp nome di apatia e di ataraseia.  Con |’ espressione libertà di indifferenza si sono intese, nella storia della filosofia, cose ben diverse: che la volontà è libera di determinarsi senza alcun motivo o ragione; che la volontà, avendo presenti due beni commensurabili tra loro, può rimanere indifferente al maggiore o minor valore di essi ed operare senza tenerne conto: che la volontà ha la libertà di scegliere tra due beni fra loro uguali, ossia non differenti; che, infine, la volontà posta tra i due ordini incommensurabili, s’ appiglia all’ uno pur potendo operare differentemente da quello che fa. Col vocabolo indifferentismo ο dottrina doll’ indifferente (nel senso di non differente) 8’ intende quella forma attenuata di realismo scolastico, rappresentata specialmente da Abelardo di Barth, il quale ammetteva come veramente esistente soltanto il singolo, ma, al tempo stesso, sosteneva che ogni singolo porta in sè, come determinazioni della sua propria natura, certe proprietà o gruppi di proprietà, che ha comuni con altri; questa somiglianza reale, consimilitudo, è 1’ indifferente in tutti questi individui; ο così pure il geuere si trova indiferenter nella sua specie, e la specie indifferenter nei suoi esemplari.  Nella filosofia dell’ identità dello Schelling, 1’ indifferenza è il pri cipio comune per la natura 9 per lo spirito, per l’ oggetto e per il soggetto, vale a dire per la ragione obbiettiva e per la ragione soggettiva; esso è perciò la ragione assoluta, che, essendo il principio più alto, non può essere determinata nò realmente nò idealmente, e in essa devono cessare tutti quei contrasti, che nel mondo dei fenomeni hunno origine dal preponderare nei singoli individui del fattore reale o di quello ideale: Il primo passo alla filosofia, dice Jo Schelling, e la condizione, senza la quale non si può penetrare in essa nemmeno una volta, è la veduta, che I’ assoluto Ideale è anche l’assoluto Reale». Cfr. Diogene L., VI, 104; Seneca, Ep., 13, 10; S. Agostino, De 140. arb., 1; Alberto Magno, Sum. theol., II, qu. 58; Leibnitz, Theodiode, Inp I, $46; Reid, Intel. powers, 1863, p. 311; Schelling, Säm. Werke, vol. V, p. 353 segg.; Prantl, Geschichte d. Logik, 1855-70, vol. II, p. 188 segg.; Bain, The emotions and the will, 1865, p. 13: Sully Peyoology, 1885, p. 449; Ribot, Peychol. des sentiments, 63 ed. 1906, I parte, cap. V; Héfiding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 380 segg. (v. libertà, libero arbitrio, indeterminiemo, determinismo). Indiscernibile. T. Ununterscheidbar; I. Indisoernible : F. Indiscernable. Sono indiscernibili due oggetti del pensiero quando non si distinguono I’ uno dall’ altro per nessun carattere intrinseco. Secondo il Leibnitz due esseri reali differiscono sempre per qualità intrinseche, non possono mai essere totalmente simili, perchè la qualità d’un essere non essendo altra cosa che la sua essenza, questa perfetta somiglianza non sarebbe altra cosa, che l'identità; in altre parole, due cose indiscernibili non sono che una: due cose, per esser due, debbono avere qualche differenza di qualità: Bisogna sempre che, oltre la differenza di tempo e di luogo, v'abbia un principio interno di distinzione, ο, sebbene v’ abbiano parecchie cose della medesima specie, è pur sempre vero che non se ne danno mai perfettamente simili; perciò, nonostante il tempo e il luogo (cioè a dire la relazione esterna) ci servano a distinguer le cose che non distinguiamo sufficientemente per sò medesime, esse non sono meno distinguibili in sò ». In ciò consiste il principio identitatis indincernibilium, al quale Kant obbietta che due cose, anche perfettamente simili, non possono confondersi quando non esistano nè nel medesimo Inogo nd nello stesso istante; la differenza numerica, cioè la ditferenza temporale e spaziale, basta alla distinzione degli esseri, e senza di essa tutte le altre non contano nulla. Cfr. Leibnitz, Nuovi saggi, trad. it. 1909, p. 208 segg.; /d., Monadologia, 9; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclami, p. 253 segg. (v. identità). Individuale. T. Individuelle; I. Individual; F. Individuel. Cid che appartiene all’individuo. Dicesi individuale  561  Inn il termine che non si può predicare che d’un solo soggetto; si oppone al termine collettiro, che designa un tatto composto d’un numero determinato di individui, considerato come indiviso. Dicesi individuale fl gindizio, in cui il concetto del soggetto è preso nel senso di unità indivisibile: questo À è B. Può essere tanto singolare che σοῖlettiro: questo afferma che il prodicato conviene al soggetto solo in quanto è una totalità numericamente indeterminata © determinata di parti ad es. tutti gli scolari sono la scolaresca quello che il predicato conviene al soggetto come unità indivisibile, che non può esser posto nella forma quantitativa discreta, ad es.: Garibaldi fn il più grande condottiero italiano (v. generale, universale). Individualismo. T. Individualiomus; I. Individualiem ; F. Individualisme. Indica in generale ogni dottrina e ogni tendenza che afferma il valore irreducibile dell’ individualità, sin fisica sia morale, In sua autonomia intrinseca, sin di fronte ai gruppi sociali sia nell’ordine naturale sia in quello esplicativo. Come tendenza pratica 1’ individualismo può essero sin manifestazione del carattere personale (ad es. le grandi personalità dell’arte, della scienza, della politica, eoc.), sia impronta di tutto un popolo (ad es. i popoli latini) ο di un’ opoca storica (ad es. il Rinascimento). Come dottrina l’individualismo può essere metafisico, metodologico, sociologico ed etico. Il primo consiste nello spiegare la realtà come un insieme di elementi eterogenei, ausaistenti per sè; è sinonimo di pluralismo. Il secondo è la dottrina che spiega i fonomoni sociali e storici con le leggi della psicologia individuale, con gli effetti risultanti dalla attività cosciente degli individui; tale ad es. la dottrina del Tarde, che considera come fatto sociale elementare limitazione, ossia la comunicazione di uno stato di coscienza per l’azione di un individuo cosciento sopra un altro. L’ individualismo sociologico è la dottrina per la quale In società non è fine a ad stossa, nd atromento d’un fine 36  RANZOLI. Dirion. di scienze Alosofiche. Inn  562  superiore agli individui che la compongono, ma ha per oggetto il bene di questi, la loro felicità ο il loro perfezionamento: non dunque gli individui per la società, ma la società per gli individui. L’individualismo etico ο politico si oppone al comunismo, al socialismo, al collettiviemo, e designa ogni dottrina sociale e politica che propugnn una maggioro libertà dell’ individuo, una limitazione all’azione dello Stato nella tntela ο nella protezione dell’ individuo. Condotto alle sue estreme conseguenze, acquista la forma dell’ individualismo anarchico. Cfr. E. Fournier, Essai sur Vindividwalieme, 1901; A. Schatz, L’individualismo économique et social, 1908; G. Palante, Combat pour Pindividu, 1904; G. Calò, 1? individualiemo etico nel oc. XIX, 1906; G. Vidari, 1? individuatiemo nelle dottrine morali del seo. XIX, 1909. Individuazione (principio di). Lat. Prinoipium indiciduationis. Il fattore doterminante dell’ individualita, il carattere intrinseco che costituisce 1’ esistenza individuale. La determinazione del principio d’ individuazione fa uno dei problemi più discussi, specialmente nelle scuole realistiche del tredicesimo secolo. Aristotele, per il quale le cose tutte constano di materia © di forma, fa consistere anche l individuo nell'unità dell’ una ο dell’ altra, nel ei nolo, com’ egli diceva, dei duo universali. Però il problema non era in tal modo risolto, e risorgova sotto altra forma : se l'individuo risulta dall’ intreocio della materia e della forma, quale dei due fattori è il determinante © quale il determinato, quale, insomma, il prinoipium individuationie? Per Alberto Magno prima, e per S. Tommaso poi il principio individuante è la materia, che è incomnnicabile e deve csistere in un dato tempo e Inogo, mentre la forma è comunicabilo a più individui; ma non la materia indefinita, bens quella determinata in un luogo ο in un istante (hic et nunc). Inveco per Duna Scoto ο gli scotisti l’individunlità non pnd consistere nella materia, come quella che ο  563  Inp è indefinita, o non può distinguere un individuo da un altro, o è definita per la quantità che ha, e in tal caso V individuazione è fondata sopra una dimensione accidentale ο mutabile; le vere sorgenti dell’individuazione stanno nel profondo stesso della essenza, in un’ ultima realitas, che è indefinibile © che per ciò con parola intraducibile dissero hacocoitas ο ecceitas. Questa fu contrapposta alla quiddità dei tomisti, che si può inveco definire. Quanto alla persona umana, mentre il fondamento della sua individualità è, per i tomisti, nell’intelletto, per gli scotisti invece è nella volontà, concepita come affatto indipendente sin da motivi esterni, sia da quelli dell’ intelletto, sia dalla stessa azione divina. Per Npinoza il principio dell’ individuazione è una limitazione dell’ infinito: omnis determinatio est negatio. Per Leibnitz consiste nell’ esistenza stessa, che fissa ciascun essere a un tempo particolare, in un luogo incomunicabile a due esseri della medesima specie: Il principio d’indiriduasione si riduco negli individui al principio di distinzione... Se due individui fossero perfettamente simili ed ugnali, e, in una parola, indistinguibili per sò medesim non ai avrebbe principio di individuazione; ed oso pur dire che non si avrebbe differenza individuale o distinzione a’ individui, posta quella distinzione ». Per Schopenhauer i principt d’ individuazione sono il tempo e lo spazio grazie ni quali ciò che è simile ed identico nolla sua essenza e nel suo concetto appare tuttavia come diverso, come multiplo, l'uno accanto all’ altro © l’uno dopo l’altro: easi sono dunque il principio d’ individuazione ». Cfr. Aristotele, Metaph., XII, 8, 1074 ο, 33; S. Tommaso, Summa theol., I, + qu. 86, 1; Id., De principio indiriduationie, opp., Romac, 1750, t. XVII; Duns Scoto, In Hb. sent., 2, dist. 8, qu. 6, 11; Leibnitz, Nuovi saggi, trad. it. 1909, I, p. 209; Schopenhaner, Die Welt, 1, § 23. Individuo. Gr. "Atopoy; Lat. Individuum Eingelding, Etnsehoesen ; I. Individual; F. In Indiridunm, du, Nel xuo Inp  564  senso più generalo è individuo ogni essere distinto da un altro e persistente il medesimo. Quaedam separari a quibuadam non possunt, cohaerent, individua sunt, dice Senoca. Che esistano individualità assolute, cioè esseri aventi ognuno in sè la ragiono del proprio sussistere e persistenti lo medesime eternamente, è ammesso da alcune dottrine, ad es. l’atomismo, il pluralismo, οσο.’ ed è negato invece dal monismo, per il quale ogni individnalità è una coordinazione più ο meno unitaria e sempre transitoria di parti, il cui sussistero ο il cui operare è un riflesso dell’ ossere e dell’ agire universale. In senso strotto per individuo #’ intende ciò che vive per sè stesso, ed ha un tale accentramento e coordinamento di fanzioni, che non può essere diviso in parti senza perdere il suo nome e lo sue qualità distintivo. Si sogliono distinguere lo condizioni generali dell’ individualità, ossia i limiti oltre i quali nessuna esistenza individuale è possibile, da ciò che costituisce il principio stesso della individuazione detto dagli scolastici principio d’ individuazione © haccceitas 0 quidditas ciò insomma che distingue l’individuo d’ una specie da tutti gli altri individui della medesima specie. Tale principio d’individuazione varia col variare delle categorie degli esseri. Infatti, se negli esseri intelligenti esso consiste nella coscienza della propria persona distinta da qualunque altra, negli esseri incoscienti è costituito essenzialmente dal punto che essi occupano nello spazio © dall’istante in cui hanno cominciato nel tempo. Alle differenze di spazio e di tempo, dette anche difforonze numeriche, si aggiungono poi le diversità di forma € di natura, onde le condizion generali della vita ο dell'organismo si realizzano negli individui di una med specio. Nella biologia la nozione di individuo, che si riconnette ad altri importanti problemi della biologia gonerale, fu distinta dall'Ilaeckel in tre spocie: 1. individuo morfologico 0 formale, dato da ogni manifestaziono unitaria di forma che costituisce un tutto, i eni clementi costituonti Inp  565 non possono separarsi, nè dividersi in parti, senza sopprimerne il carattere essenziale; 2. individuo fisiologico o funzionale, detto anche bion, consistento in quella manifestazione unitaria di forma, che può, per un tempo più o meno lungo, avere in modo perfettamente indipendente nna esistenza propria, esternata in ogni caso colla più generale di tutte le funzioni, la conservazione di sè stesso; 3. individuo genealogico, che non è più, come questi dne, una unità di-spazio ma di tempo, ed è costituito dalle serie chiusa delle sue variazioni spaziali. Cfr. Ardigd, Opere fil., IT, 233 segg.; VI, 139 segg.; F. Puglia, L’indiriduo in nociologia, Riv. di filosofia», sett. 1902; G. Brunelli, ZI concetto di individuo in biologia, Ibid. », nov. 1904; Do Sarlo, La nozione d'individuo. Cultura filosofica », genn. 1908 (v. individuazione, indiscernibili, personalità). Indivisibile. T. Untheildar; I. Indivisible; F. Indivisible, Nella filosofia aristotelica sono chiamati indérisibili gli oggetti della cognizione diretta ο sintetica, i quali si presentano come un tutto senza divisione d’una parte dall’altra; l'intelligenza è appunto la facoltà di conoscere gli indivisibili. S. Tommaso, seguendo le traccie di Aristotele, distinguo due scienze: la prima degli indivisibili, che è poi la cognizione diretta delle essenze © nella quale non ο) è mai errore, poichè non può esistere il falso nella conoscenza di ciò che è semplice; la seconda delle cose divise ο composto dall’ intendimento, ed è la scienza riflessa, poicl V intelligenza riflettendo sulle prime sue percezioni ο ideo, le analizza 9 compone, ¢ in tali operazioni cade in orrore. Gli scolastici chiamavano indirisibile quantitatie quello che manea di corpo; i. secundum quid quello che manca di corpo quanto ad una o ad un’altra dimensione, come la linen © la superficie; i. simpliciter quello che manca di corpo sin in sè, sia quanto ad ogni division; i. negatire quello che non ha parti nd può averle, e é. priratire quello che non ha parti ma può o deve averle.  566  Indusione. Gr. Ἐπαγωγή: Lat. Induotio; T. Induction ; 1. Induotion; F. Induction. Nel suo significato più ampio è quel procedimento di riduzione dalle conseguenze al principio © dagli effetti alla causa, il quale mira a scoprire e formulare le premesse dallo quali le conseguenze e i casi singoli si possono dedurre ; è dunque l’operagione inversa della deduzione. Ma nella storia della filosofia l’induzione fu intesa in modi diversi. Per Socrate è il processo con cui, mediante il confronto delle idee particolari e delle rappresentazioni sensibili individuali, si ginnge ad una determinazione generale astratta, che si possa applicare al problema speciale proposto. Per Aristotele è il ragionamento che procedo dal particolare all’ universale, che afferma d’ un genere ciò che si a appartenere a ciascuna delle specie di questo genere ; ossa sta in rapporto inverso alla deduzione, perchè per Aristotele cid che secondo la natura della cosa è l'originario, quindi il generale, appare per la conoscenza umana come P elemento posteriore, da acquisire, mentre il particolare, l'elemento che è più vicino a noi, è, secondo la vera ossenza, l’elemento derivato, I’ elemento posteriore. Bacone criticò questa dottrina, mostrando come codesta induzione per onumerationem simplicem non sia scientifica e non possa mai escludere completamente la possibilità d’un caso particolare che la distrugga. Egli concepisce invece l’ induzione come il procedimento che va dal fatto alla legge, da ciò che fu osservato in un tempo e in un luogo a ciò che è vero sempre od ovunque: Poichè quella induzione che segue ad ima semplice enumerazione è alquanto puerile; conchiudo così come può da quei pochi particolari, che lo vion fatto di avere alle mani, sempre in pericolo che un caso contrario la distrugge. Ma quella induzione, che farà a dimostrare lo acienzo e le arti, deve disgregare le qualità collo necessarie eccezioni ed esclusioni, e, fatta la conveniente separazione delle negative, giudicare a tenore delle affermative ». L’induzione baconiana è anche dotta soien 567  Inv tifica, quella aristotelica formale. Più tardi Hume la ridusse ad un semplice procedimento psicologico, fondato sulla tendenza della nostra mente a credere, anche sulla testimonianza di un caso solo, che i casi futuri saranno simili a quelli sperimentati ; tendenza giustificata, a sua volta, dalla nostra esperienza del passato: Esiste nua specie di armonia prestabilita tra il corso della natura ο la successione delle nostre idee; e quantanque le potenze e le forze onde la prima è governata ci siano del tutto sconosciute, i nostri pensieri e le nostre concezioni non cessano, alla fine, d’aver sempre seguìto lo stesso cammino delle altre opere della natura. L’ abitudine è il principio con cui tale corrispondonza è stata effettuata ». Infine lo Stuart Mill, persuaso che l’induzione completa non ha altro valore che quello dell’ induzione per semplice enumerazione, diede la teoria logicu dell’ induzione, mostrando come il suo fondamento sul quale si accese una discussione non ancor chiusa sis il postulato dell’ uniformità delle leggi di natura, fondato a sua volta su quella formula del principio di causalità, la quale esprime che cause simili in condizioni simili producono effetti simili. Egli distingue quattro forme che sembrano di induzione ma non sono tali: l’ induzione descrittiva, che è la semplice ricostruzione di nna imagine complessiva da iniagini parziali ; I’ induzione per enumerationem simplicem, che è una semplice raccolta di osservazioni; 1’ induzione completa, che constata una pura uniformità di fatto; infine l’induzione dal modo attuale d’azione di una causa sl suo modo d’nzione in altro tempo, che è piuttosto l’applicane deduttiva di unu legge nota a un caso particolare. Esclusi tutti questi procedimenti, rimane |) induzione incompleta, quella cioè che non scopre il fatto soltanto, ma che da un certo numero di fatti osservati trae una logge, la quale ui estende a tutti i casi omogenei possibili. Cfr. Senofonte, Mem., IV, 6, 13 segg.; Aristotele, Anal. pr., II, 23, 25; Bacone, Novum org., 104 sogg.; Hume, Essais, Ink  568  1790, t. II, 89, 69; J. 8. Mill, Syst. of logic, 1865, 1. III, cap. 2; Galluppi, Lesioni di logica ο metaf., 1854, I, pagg. 190-205; F. Enriquez, Problemi della scienza, p. 201 (v. enumerazione, epagoge, metodi indullivi). Ineffabile. Gr. "Abbnoc; Lat. Ineffabilio. Nell’ emana zionismo filosofico proprio dello gnosticismo e della scnola d’ Alessandria, è ordinarismente designata in questo modo perchè non può essere definita, non possedendo alcun attributo determinato la sostanza unica dalla quale sortono l’essere e il non essere, lo spirito © la materia, il principio di inerzia e quello della vita. Lo stesso vocabolo passò poi nella Patristica e nella teologia cattolica por esprimere l’innominabilità divina. Così per Β. Clemente, Dio è indimostrabile e incomprensibile perchè ineffabile, où è ineffabile perchè non è nd genere, nè differenza, nd specie, nd individuo, nè accidente, nd ciò in cui qualche cosa accada; ora, poichè per nominare una cosa qualsiasi è necessario che essa appartenga a uno di questi predicati, così Dio non può essere nominato, Cfr. 8. Clemente, Strom., 1, cop. XXIX. Inerensa. T. Lukdrenz; I. Inherence; F. Inhérence. Lu relazione che passa tra il fenomeno e la sostanza, fra la qualità e il soggetto. Inhaerero est existere in aliquo, dice Goclenio, ut in subjeoto, a quo habet actualem dependentiam inhaositam ; aocidens ease in subieoto per intimam prassentiam. Perciò l’ inerenza del fonomeno ο accidente si oppone alla sussistenza della sostanza. Kant: Quando si attribuisce un'esistenza separata a codeste determinazioni reali della sostanza (agli accidenti), per esempio al movimento in quanto accidente della materin, si chiaina questa esistenza inerensa, per opposizione all’ esistenza della sostanza, che si chiama sussistenza. Ma da ciò nascono molti malintesi e si parla con maggiore esattezza se non si designa I’ accidente che come il modo onde l’esistenza d’una sostanza è determinata positivamente ». Si dicono quindi giudii  569  Inn @ inerenza tutti quelli che affermano 1’ appartenenza di una qualità ad un soggetto, ad es.: Tizio è buono. Cfr. Goclenio, Lezioon philos., 1613, p. 244 segg.; Kant, Krit. d. reinen Vorn., ed. Reclam, p. 178 (v. giudizio). Inerzia. T. Trigheit, Beharrungecermigen ; 1. Inertia; F. Inertio. La legge dell’ inerzia della materia, che à il centro di tutte le concezioni della fisica moderna. L’ espressione risale a Keplero, il quale pose il principio che un corpo non può passare da sè stesso dall’ immobilita al movimento. Galileo lo complet, aggiungendo che un corpo non può modificare da sò stesso il proprio movimento nd passare dal movimento alla immobilità. Un movimento, dice Galileo nei Discorsi, non può crescere che se gli si comunica ana forza novella, nd può diminuire che se gli si oppone un ostacolo, in entrambi i casi, quindi, sotto l’azione di cause esterne; se queste cause sono tolte (dum externas causas tollantur), il movimento continuerà con la velocità acquisita. E ciò si riconduce, per Galileo, ad un principio più generale, il principio delle semplicità, per il quale «la natura non opera con molte cose quello che può operar con poche ». La legge dell’ inerzia fu formulata dal Newton nel modo seguente: ogni corpo persevera nello stato di riposo o di movimento uniforme in linea retta nel quale si trova, a meno che qualche forza non agisca eu lui e lo costringa a cambiare stato. Tuttavia, non esistendo nella natura il riposo assoluto, essa può essere più brevemente esposta così: nessun corpo ha il potere di modificaro il proprio movimento. Per inertiam materiae ft, dico Newton, ut corpus omne de statu suo vel quiescendi vel movendi difloulter deturbetur; unde etiam vie incita nomino significantisrimo vis inortiae dici possit. Perd, anche formulate in questo modo, è sempre una ipotesi indimostrabilo, gincchè l’ esperienza non può offrirci il movimento senza fine d’un corpo sottratto all’azione d’ ogni causa straniera. Ma essa ha grande importanza filosofica, giaochè esclude nella Ink  570  materia l’esistenza di alcun elomento psichico, di alcuna possibilità di produrre dei fonomeni psichici, ο d’alenua spontaneità. D'altro canto essa costringe a ridurre la concezione dei corpi a degli clementi meccanici, e quindi è lu base dell’unità della materia, della trasformazione e conservazione della forza © dell’ esplicazione matematica dei fenomeni. Non tutti gli scienziati accettano questa leggo, che rende impossibile la spiegazione meccanica della vita © della coscienza; così per il Moleschott uno dei caratteri più generali della materia è di potere, in circostanze propizie, mettersi in movimento da sd stessa ». Nella filosofia contemporanea il principio dell’ inerzia è stato trasportato dai fenomeni naturali ai procossi mentali, ο considerato come uns vera 9 propria legge generale della coscienza. Così por il Mach la storia del processo scientifico è uno svolgimento razionale e continuo di un processo permanente di semplificazione © di abbreviazione, che permette in ultimo di condensare tutto il sapere riguardante il mondo naturale nelle poche formule della meccanica, la quale scienza segnerebbe il massimo della semplicità e dell’ armonis meutale. Per l’Avenarius tutto lo sviluppo della filosofia e della conoscenza si riduce al principio dell’ inersia, cioè alla tendenza dell’ anima al risparmio di forza: l’anima non impiega in una percezione più forza di quella che sin necessaria, e, quando si trova di fronte ad una molteplicità di appercezioni, dà la preferenza a quella che con uno sforzo minore produce lo stesso effetto, 0 con uno sforzo uguale produce un effetto maggiore. Per l'Ardigò la legge d'inerzia ο del laroro abbreriato, che rendo possibile lu scienza, si attua nel mondo delle idee, in quanto ogni idea “« à un segno di operazioni già eseguite ο di formazioni giù ottenute, © quindi è il mezzo del lavoro mentale abbrevinto; onde gli abiti mentali in genere ο la scienza propriamente detta ». L'idea può infatti richiamarsi come un semplice niews, come un semplice sentimento vago di un  57  In ritmo rappresentativo, senza la coscienza distinta dei moltissimi dati in esso e con esbo associati e dei quali contiene quindi la virtualità; tale sentimento può dunque considerarsi, dice l’Ardigò, come la formula mentale cho indica in modo abbreviatissimo il lavoro ripetuto, lungo e faticoso, onde si ottenne, e che per essa può rifarsi in modo agevole e pronto ogni volta che si voglia. Cfr. Galileo, Opere, ed. Firenze 1842, XIII, p. 200 segg.; Nowton, Nat. phil, principia math., 1687, Introd., def. III; Moleschott, La ciroulation de la rie, 1870, lett. 17; E. Naville, La phyrique moderne, 1890, p. 199 segg.; Wohlwill, Die Entdookung dos Beharrungagesetzee, Zeitschr. f. Vülkerpaychologio », XIV-XV; Avenarius, Philosophie ala Denken der Welt gemase dem Princip des kleisten Kraftmaavees, 1876; Höffding, Philosophes contemporains, 190%, p. 93-122; Ardigi, Opere filosofiche, vol. V, pag. 327-361 (v. empirioeritioiemo). Infantilismo. Termine generico, con cui si desiguano quegli stati di deficienza ο insufficienza intellettuale ο affettiva, che dipendono da arresto ο involuzione di sviluppo psichico, e si manifestano nelle forme © nei modi di sentire, di pensare e di agiro propri dell'infanzia. Quindi l'incapacità di raccogliere ed elaborare le esperienze della vita, la mancanza di continuità nelle rappresentazioni mentali ο΄ di legame logico nelle idee, il difetto di inibizione © di impulsi sociali, che può esistere accanto ad una perfetta conoscenza delle leggi della morale, Ad un grado più pronunciato si hanno le vere e proprio frenasteuie, che possono assumere le forme dell’ imbecillità ο dell’ idiotismo (v. ebefrenia). Inferensa. Lat. Illatio; T. Inferiren: 1. Inference, Illation; F. Inférence, O raziocinio, è 1’ operazione mentale per cui si passa da uno ο più giudizi dati ad un nuovo giudizio che ne risulta. La maggior parte dello proposizioni, dice lo Stuart Mill, nelle quali noi crediamo, siano Inv  572  esse afformative o negative, universali, particolari ο singolari, non sono eredute per la loro propria evidenza, ma sul fondamento di altre allo quali abbiamo già dato l’ussonso e dalle quali si dice che esse sono inferite. Inferire una proposizione da una ο più proposizioni precedenti; prestare ad essa credenza o esigerla come conclusione da qualche altra; è ragionare nel senso più generale del termino ». ; più precisamente I’ intendimento è la facoltà posseduta dallo spirito di conoscere gli oggetti esterni senza formarne imagini corporee nel cervollo per rappresentarseli ». Per Locke si chiama intondimento In capacità di pensare ». Per Leibnitz l’intendimento corrispondo a quello che presso i latini è dotto inteleotus, e l'esercizio di questa facoltà si china intellezione; consistento in una percezione distinta, congiunta n quella facoltà di riflettere cho manca alle bestie ». Per il Robinet «à la facoltà d’ appercepire un oggetto, di averne P idea, mediante la vibraziono d’ una fibra intellettuale ». Por il Reid I’ intendimento comprende i nostri poteri contemplativi, per cui percepiamo gli oggetti, li concepiamo o ricordiamo, li analizziamo ο li associamo, giudichiamo e ragioniamo intorno ad essi ». Dopo di Kant il significato del vocabolo torna di nuovo ad oscillare. Per Fichte è una enpacità station, in quanto è la fissazione dei prodotti della imaginazione; per Schopenhaner è la facoltà di legare tra loro le rappresentazioni intuitivo conformemente al principio di ragion sufficiente, montre la ragione è la facoltà di formare dei concetti astratti ο di combinarli in giudizi e ragionamenti; per Herbart è la capacità dell’ nomo, di  601  Int collegare il suo pensiero con la proprietà del ponsato ». Per il Rosmini P intendimento è la sola facoltà che ha per termine un oggetto; intendendo per oggetto un termine veduto o intuito per modo, che non abbia alenna relazione con l’intuente in modo assoluto. Per questa sua proprietà l’intondimento si distingue specialmente dalla sensibilità, che involge una relazione immediata del sentito col senziente, di maniera che non si può concepire che quello stia senza questo. Cfr. Malebranche, Rech. de la vérité, 1712, 1. III, cap. I, ὁ 3; Locke, Ess., II, cap. VI, § 2; Leibnitz, Nuovi saggi, trad. it. 1909, p. 145; Robinet, De la nat., 1766, I, p. 288; Reid, Works, 1863, p. 242; Kant, Ærit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 76 eegg., 129 segg. ; Fichte, Grundlage d. ges. Wiss., 1802, p. 201 segg.; Schopenhauer, Die Welt, 1,$ 4 ο 8; Herbart, Peyohologic ale Wiss., IT, $ 117; Rosmini, Nuoto saggio, 1830, II, p. 73; Id., Logica, 1853, p. 78 segg. (v. intelletto, intelligenza, intuizione). Intensità. T. Intensitàt; I. Intonsity ; F. Intensité. Ogni quantità che non è la durata, nd l’ estensione, nd la qu tità discreta, ο che quindi non può essere nd misurata, mediante unità omogenee, nd numerata, Nella psicologia dicosì quantità della sensazione la sua maggiore o minore intensità: ma tale quantità non è traducibile o misurabile essendo, come la sensazione, affatto soggettiva. Essn nta in rapporto con l'intensità degli stimoli, e varia da un grado minimo, dotto soglia della coscienza, a un grado massimo, detto vertice ο cima della coscienza. I,’ intensità della sensazione sta in rapporto inverso con l’intonsità del sentimento: più è forte l’ elemento affettivo e più svanisce l’elemento di percezione sensibile o di conoscenza. L'intensità della volontà, cioè il suo grado di energia, sta in rapporto inverso dell'estensione dei motivi, ciod del loro numero. Secondo alcuni psicologici, non si pnd parlaro di intensità degli stati di coscienza, e quelle che sembrano differenze di intensità non sono che differenze di Int  602 qualità; così il Brentano, F. A. Müller, Bons, ecc. s0stengono che l'apparente intensità delle sensazioni non è che una certa loro qualità, mediante la quale apprezziamo le quantità degli stimoli, e che il carattere quantitativo delle sensazioni è una ripercussione del loro uso sulla loro natura. Con maggior vigore quosta tesi è sostenuta dal Bergson, per il quale i fatti psichici sono delle pure qualità, che mancano quindi di granderza; se a noi sombra di percepirne la varia intensità è perchè le riferiamo ad una quantità esteriore, cioò ad una estensione, quasi di uno spazio compresso che si dilati ; così la luce di due candele è una sensazione qualitativamente diversa dn quella di una, ma noi, ponendo la causa nell’ offetto, diamo a questa differenza, che è solo qualitativa, un carattere quantitativo; lo stesso si verifica anche nolle afere più alte della vita psichica, nelle emozioni estetiche e morali, che la nostra coscienza, rivolta all’esterno, traduce erroneamente in termini di spazio. Altri psicologi, come il Fouillée, sostengono per contro che ogni atto o stato di coscienza è dotato essenzialmente d’un grado d’intensità irreducibile sia all’ estensione, sia alla qualità, benchè sia sempro accompagnalo da variazioni estensive e qualitative. Cfr. Wundt, Grundriss d. Paychol., 1896, p. 36 segg. ; Fouilléo, Psychol. des iddes-foroes, 1893 t. I, cap. I, $ 2; Bergson, Essai sur les donneds imm. de la conscience, 1904, p. 1-55; Masci, Quantità e misura nei fenomeni psichici, Atti della R. Aoc. di Napoli », 1915 (v. estensivo, intenaivo). Intensivo. T. Intensiv; I. Intensive; F. Intensif. Si oppone a estensivo © designa ciò che non ha estensione ma soltanto una intensità, e che quindi non può essere numerato, uè misurato con quantità omogenee. Intenzionale. T. Absichtlich ; I. Intentional; F. Intentionnel. Si oppone a involontario, casuale, ecc., 9 designa l'azione determinata da una intenzione, vale a dire preconcepita e voluta, Nel linguaggio scolastico intentionaliter  608  Int significa il modo con cui la cosa conosciuta trovasi nel conoscente; l'i. primo si ha quando la cosa conosciuta si considera direttamente come è in natura, ad es. il cavallo è animale; l’i. seoundo quando la cosa si considera non secondo il modo di essere in natura, ma secondo qualche rapporto attribuitogli dall’ intelletto, ad es. il cavallo è specie. Intenzione, T. Intention, .ibsicht; I. Intention; F. Intention. L'insieme dei motivi psichici determinanti 1’ individuo ad un atto, Consiste nell’ associare all’ idea dell'atto, concepito come fine, le idee che vi si riferiscono che riguardano non solo i mezzi necessari per compierlo, ma anche i motivi per cui si compie, i quali sono spesso una sola cosa con le conseguenze dell'atto. Nell’ apprezzamento morale di un'azione non basta quindi la considerazione della sus natura esteriore, ma è essenziale la valutazione dei motivi psichici che l’hanno determinata nel quali è il primo fondamento della responsabilità. Un solo pensiero che baleni nel concerto mentale disponente ad un atto, può alterare il grado della responsabilità pro ο contro il soggetto operante. Alcuni filosofi, ad es. il Bentham, distinguono tra intenzione e motivi : quella comprende tutta la preparazione psicologica dell’ atto, le ragioni pro e contro, questi soltanto le prime, ossia le cause che ci inducono all’ atto. Il problema dell’ intenzione consiste nel sapere se, per giudicare il valore morale di un atto, si deve fondarsi esclusivamente sopra l'intenzione che l’ha promosso, oppure se si deve tener conto ugualmente delle conseguenze che l’atto ha avuto © del suo carattere specifico; la dottrina che sostiene la prima soluzione dicesi intenzionalismo.  Nel linguaggio della scolastica intenzione, intentio, valo quanto cognizione ; intenzione formale si diceva l’ applicazione dello spirito ad un oggetto di conoscenza, intenzione obbiettiva il contenuto stesso del pensiero al quale lo spirito si applica; intenInt  604  zione roluntatis l'atto della volontà che presuppone |’ ordino della ragione ordinante alcunchè ad un fine; intenzione intellootus il concetto con cui l’ intelletto conosce una cosa; prime intenzioni quelle qualità concepite nelle cose, per le quali le coso stesse si distinguono, e che consistono © in relazioni della sostanza con qualche cosa di diverso © sono concepite in una sostanza sola; lo studio delle prime intenzioni appartiene alla metafisica, Si dicevano invece seconde intenzioni le qualità o denominazioni esteriori, ricavato non dai rapporti tra le cose, ma da qualche maniera di concepirle ; il loro studio appartiene alla logica. Cir. Martineau, Types of ethioal theory, 1866, vol. Il, p. 252 sogg.; Prantl, Geschichte d. Logik, 1870, III, p. 149, 293 segg. (v. responsabilità). Interesse. T. Interesse; I. Interest; F. Intérét. La sua formula più comune è: procurarsi la più grande somma di piacere possibile per il tempo maggiore possibile. Secondo alcuni filosofi, esso è il fine supremo di tutto le azioni umane, il criterio col quale si misurano il bene ο il male, il giusto © l’ingiusto, il vizio e la virth : Se l’ universo fisico è soggetto alle leggi del movimento, dice 1’ Helvetius, l'universo morale è soggetto del pari allo leggi dell’intoresse. L’ interesse è sulla terra il potente incantatore, che trasforma davanti agli occhi d’ ogni crentura la forma di tutti gli oggetti ». Non bisogna confondere però l'interesse col piacere, ϱ la morale dell’ interesse ο utilitarismo con la morale del piacere o edonismo. Questo, rappresentato specialmente da Aristippo o dalla scuola cirenaica, pone come unico bene per l'uomo, e quindi come principio supremo della morale, il piacere attuale e presento, il piacere più vivo © immediato. Quello, rappresentato da Epicuro, Bentham, Stuart Mill, ecc., pure non separando il bene dal re, insegna che talora bi sogna sapersi privare d’un piacero immediato e sottomettero ad un dolore attuale, in vista d’ un piacere più grande  605  Int © d’un dolore minore; e che nei piaceri bisogna saper distinguere non solo la quantità ma anche la qualità, preferendo ai pinceri del senso quelli dello spirito e del cuore, più nobili e duraturi quantunque meno intensi. Per raggiungere l'interesse è quindi necessario saper frenare le proprie inclinazioni naturali, apprezzare le conseguenze dei propri atti e fore un calcolo razionale dei fini; per rnggiungere il piacere basta abbandonarsi all'impulso dei propri istinti animali. La formula completa dell’ interesse è dunque questa: cercare il pincere seguito dal minor dolore, ο il dolore seguito dal maggior piacere; fuggire il pincere seguito da un maggior dolore o il dolore seguito da un minor piacere. Cfr. Diogene L., X, 129, 141: Helvetins, De V Esprit, 1758, 11; Bentham, Deontology, 1834; J. S. Mill, Utilitarianism, 1863 (v. aritmetica, egoismo, eudemonimo, utilitarismo, ecc.). Intermediariste. Si designano così tutte quelle dottrine realistiche, proprie della filosofia antica e medioovale, che fanno della percezione l'intermediario fra due realtà distinte: le cose da un lato ο lo spirito dall’ altro. Tali sono la teoria degli idoli, sostenuta da Democrito ο dagli epicurei, © la dottrina delle apeci sensibili, assai diffusa nelVevo medio. Le dottrine intermediariste si dicono anche della percezione mediata, per opposizione alle dottrine percezionistiche, o della percezione immediata (v. conoscenza, concesionismo). Intermondi. Gr. Metaxéopta ; Lat. Intermundia; T. Intermundien. Così chiamavano gli epicurei latini gli spazi noti, o spazi intercosmici, che separano gli infiniti’ mondi tra di loro. Questi mondi erano abitati dagli dei, in numero pure infinito, ο formati di atomi finissimi, ma imimutabili, scevri di bisogni, di cure ο di pericoli, così du porgere al saggio 1’ ideale della felicità compiutamente attuato. Cfr. Diogone L., X, 89; Luorezio, De rer. nat., V, 146 segg. INT  606  Intimo. T. Innern, Innig; I. Internal, Inmost; F. Intime. Essendo il superlativo del comparativo interior, indien sempre ciò che v’ha di più intimo in una data cosa © fatto. Per senso infimo il Maine do Biran e ia maggior parte degli eclettici francesi intendevano la coscienza, ossia la conoscenza immediata che ciasenno ha dei propri fatti psichici. Secondo il Maine de Biran, noi non apprendiamo mai negli oggotti esterni direttamente 1’ essere, ma soltanto le parvenze di questo; mentre di noi stessi apprendiamo in qualche modo 1’ essere in quanto ci sentiamo atti lonti, in quanto abbiamo il sentimento immediato di fare uno sforzo per vincere non solo la resistenza dei corpi esterni, ma del nostro corpo stesso: Questo fatto è primitivo, perchè non possiamo ammetterne nessun altro prima di esso nell’ ordine della conoscenza, ο i nostri stessi sensi esterni, per divenire gli stromenti delle nostre prime conoscenze, devono osser messi in azione dalla atessa forza che crea lo sforzo. Questo sforzo priniitivo à di più nn fatto di senso intimo; poichd si constata interiormento dn sè stesso senza uscire dal termine della sua applicazione immediata © senza ammettere alcun elemento estraneo all’ inerzia stessa dei nostri organi ». Anche per il Galluppi, senso intimo equivale a senso interno, e consiste tanto nel sentimento involontario dell’ io, quanto nella riflessione volontaria sul’ io; esso ci dà la verità primitiva io penso, cioè io sono esistente allo stato di pensiero, principio d’ evidenza immodiata e perciò indimostrabile. Cfr. Maine de Biran, Fondements de la peyohol., 1859, p. 49; Galluppi, Lezioni di logioa ο metaf., 1854, I, p. 84 segg. Intrinseco. Ί. Innerlich, eigen; I. Intrinsical; F. Intrinsèque. Si dice che una cosa ha un valore intrinseco quando por sè stessa è un fine, non un mezzo per altra cosa; si dico dimostrazione dall’ intrinseco quella che dimostra la convenienza dei termini estremi della tesi, e analizzandola col mettere a fronte lo parti, no fa sortire la verità dal  607  Int suo stesso contenuto, mentre la dimostrazione dall’ estrinseco dimostra che la proposizione è vera con argomenti estranei al suo contenuto, come ad esempio l'autorità altrui; si dicono denominazioni intrinseche o interne quelle qualità della cosa che le sono essenziali e cho vengono concepite in una sostanza soln, ed estrinseohe quelle che, pur essendo essenziali, consistono in relazioni della sostanza con alcunchè di diverso. Introspezione. T. Selbstbeobachtung ; I. Introspection ; E. Introspection. Nella psicologia designa 1’ osservazione di sè stessi mediante la riflessione. Il metodo introspettito, ο soggettivo, ο diretto consiste appunto nel valersi della ossorvazione interna per lo studio dei fenomeni psichici. Fu specialmente il Wolf, la cui scuola dominò in Germania per tutto il secolo diciottesimo, che avviò In psicologia per la strada del metodo introspettivo; egli infatti eredeva che solo osservando sè atesso l'individuo può arrivare a cogliere la natura intima dei fatti della propria coscienza, e tale principio derivava direttamente dalla distinzione tra senso interno od esterno, per cui solo al primo spettava la conoscenza dei fatti dello spirito, mentre il secondo apriva all’ uomo la conoscenza della natura esterna. Poi furono elevate molte obiezioni contro la legittimità del motodo introspettivo: 1° Ogni osservazione richiede una dunlità di osservante e di osservato, mentre nell’ introspezione la coscienza dovrebbe essere ad un tempo ossorvanto ed osservata; il Comte insiste sulla profonde abrurdité, que présente la roule suppowition ni évidemment contradictoire de l’homme se regardant penser. 2° L'osservazione introspettiva è limitata agli stati di media intensità, giacchè quelli troppo deboli le sfuggono, quelli troppo intensi assorbono tutta la nostra energia psichica, 3° I fatti psichici non esistendo che nel tempo, cioè come pura successione, non possono mai essore osservati che come riproduzione, come ricordo: Non è in poter nostro, dice lo Stnart Mill, di neINT  608  certaro, con qualsiasi diretto processo, ciò che la coscionza ci dice quando le sue rivelazioni sono nella loro pristina purezza, Essa si offre alla nostra ispezione soltanto come esiste ora, quando codeste rivelazioni originali sono soverchiate © sepolte sotto una montagna di nozioni acquisite © di percezioni ». 4° L'osservazione introspettiva, essendo racchiusa nel soggetto, non può avere valore scientifico, cioè universale: A cagione delle differenze individuali degli osservatori, dice 1’ Höffding, nulla ci garantisce che essi veggano realmente una sola e medesima cosa; poichè, qui, l'oggetto non è situato fuori di loro nè dentro di loro, ma ciascuno lo porta in sè stesso ». 5° La coscienza è soggetta ad nn gran numero di illusioni di lacune, che la rendono uno stromento assai imperfetto : La coscionza, nostro principale stromento, dico il Taine, non è sufficiente, nel suo stato ordinario ; non è più sufficiente nelle ricerche psicologiche di quello che sia I’ occhio nudo nelle ricerche ottiche. Poichè la sus sfera non è grande; le sue illusioni sono molte e invincibili ; è necessario provare e correggere continuamente la sua evidenza, assisterla sempre da vicino, presentarle gli oggetti in una luce vivida, ingrandirli, e costruire per suo uso una specie di microscopio e di telescopio ». A malgrado di ciò, la maggior parte dei psicologi ammette il valore dell’ introspezione, che sola ci dà il fatto psichico in sè stesso, riconoscendo però che essa dove essere completata e integrata dalla osservazione esterna. Cfr. Ch. Wolff, Philos. rationalie, 1872, § 31; Id., Peyohologia empirica, 1738; A. Comte, Cours de phil. pos., 1830, III, p. 766 segg.; J. 8. Mill, Ezam. of Hamilton, 1867, p. 171; Taine, On intelligence, trad. ingl. 1871, p. X; Höffding, Prychologie, trad. frane. 1900, p. 20 © sogg.; A. Padoa, Legittimità e importanza del metodo introspettivo, Riv. di filosofia », aprile 1913 (v. osservazione, riflessione, ppicologia). Intuitivo. T. Jntuitir, anschaulich ; I. Intuitive; F. Intuitif. Kant chiama intuitiva ogni cognizione cho si basa  609  INT sopra la intuizione, che ciod è ottenuta immodiatamente ; discorsiva quella che è formata dal passaggio da un’ idea ad un’altra, o che risulta dalla comparazione di più nozioni ο termini. La prima è simultanea, la seconda snccossiva; con questa conosciamo i rapporti degli oggetti tra di loro, con quella cogliamo gli oggetti stessi. Dicosi ragionamento intuitivo quello in cui la conolusione è ottenuta immediatamente, senza bisogno di ricavarla dalle premesse; si ammette da alcuni che in tal caso la conclusione sia preparata da nn lavoro cerebrale incosciente, che, dal lato fisiologico, corrisponde a ciò che sarebbero le premesse dal lato psicologico. Gli assiomi matematici non sono ragionamenti intuitivi; se in essi manca la dimostrazione, non è perchè questa non sia necessaria, ma perch’ non è possibile (v. incosciente, intuisione). Intuizione. Lat. Fntuitus, Intuitio; T. Anschauung; I. Intuition; F. Intuition. Una delle parole dal significato più vago e fluttuante, sebbene essa esprima sempre ed essenzialmente un atto psicologico immediato, una manifesta zione subitanea e indubitabile di cui il processo sfugge. Intuizione è adoperata, dice l’ Hamilton, a denotare l’apprensione che noi abbiamo delle verità evidenti per sè stosse, l'immediata coscienza di un oggetto, una conoscenza intima ». Noi possiamo distinguere quattro accezioni diverse di questo vocabolo, volgare o pratica, artistica, teologica e filosofica. Nel senso rolgare l’ intuizione è una disposiziono naturale a cogliere subito e bene il lato pratico © vero di nna cosa, a comprendere ciò che è da farsi © da evitarsi. Nol senso ardstioo non è se non cid che dicesi anche creazione geniale, estro, © che tradotto nell'opera d’arte la rende tanto più suggestiva quanto meglio riesce ad essere dagli altri evocata. Nel senso feologico, che è l'originario, esprime una conoscenza immodiata di Dio ottenuta non mediante I’ intelligenza ma por virtù dolla grazia divina, prima ο dopo la morte. Nel senso ‚flo39  Ranzoti, Dizion. di scienze filosofiche. Int  610  sofico, infine, pur esprimendo sempre un atto immediato di conoscenza, ha assunto aspetti cd importanza diversa nei vari sistemi. Per Cartesio è intuizione ogni atto per mezzo del quale lo spirito considera un’ idea, comprendendola non successivamento ma in un medesimo momento e tutta intera; quindi l'opposto dell’ intuizione è la deduzione, nella quale lo spirito inferisce successivamente un dato da un altro. Hz quibus omnibus colligitur.... nullas vian hominibus patere ad cognitionem certam veritatis preter eridentem intuitum et necessariam deductionem : item etiam, quid sint nature illa simplices de quibus in octava propositione. Atque perspiouum cat intuitum mentis tum ad illas omnes ertendi, tum ad necessaria illarum inter se conneriones cognoscendas, tum denique ad reliqua omnia qua intellectun pracine, vel in ne ipro, rel in phantasia esse experitu. Locke © Leibnitz danno all’intuizione il significato cartesiano : Talvolta, dico il Locke, lo spirito coglie la somiglianza o l’incongruenza di due idee immediatamente e per sd stesse, senza l'intervento di null’ altro; e ciò io penso che possiamo chiamare conoscenza intuitiva. Perchè in essa lo spirito non fatica a provare o a esaminare, ma percepisco la verità come gli occhi percepiscono un punto Inminoso soltanto con I’ essere diretti verso esso. Così Ja mente percepisce che il bianco non è nero, che un circolo non è un triangolo, che tre ὃ più di dne ed uguale ad uno più due. Da queste intuizioni dipendo ogni certezza ed evidenza di tutta la nostra conoscenza ». Por In scuola scozzese, 9 così puro per l’eclettismo francese, è una credenza che si prosenta in modo spontaneo al nostro spirito, anteriormente a qualsiasi riflessione ο ragionamento, che anzi la presnppongono; sono conoscenze intuitive la nostra credenza incrollabile nella renltà degli oggetti ostoriori e della nostra cristonza, o la nostra spontanen partecipazione allo verità supreme, che dominano regolano I’ esperienza. L'anima doll’ umanità, dice il Cousin, è un’ anima poctica che scopre  611  Int in sè stessa i segreti degli esseri, e li esprime con canti profetici che echeggiano d’ età in età. Allato dell’ umanità è la filosofia, che ascolta con attenzione, raccoglie le sue parole e, per così dire, le nota; e quando il momento delV ispirazione è passato, le presenta con rispetto al mirabile artista, che non aveva la coscienza del proprio genio © che spesso non riconosce la propria opera ». Per Kant à intniziono ogni conoscenza che si riporta immediatamente a degli oggetti, quindi è sempre uno stato passivo della coscienza, intuitus nompe mentin nostre semper est passirun. Egli distingue due specie di intuizioni: lo empiriche, che si riportano agli oggetti per mezzo delle sensazioni, sia interne che esterne, e quelle pure che sono la forma delle empiriche, e rispondono alle nozioni dello spazio e del tempo. Kant nega l’esistenza di ana intuizione intcllettuale vale a diro di una intuizione di natura tale, da daro l’esistenza stessa dell’ oggetto, ο che, per quanto noi possiamo comprenderlo, non può appartenere se' non all’ Essere supremo ». Le intuizioni sensibili non dànno vera cognizione; anzi lo forme dello spazio ο del tempo, in esse contenute, non hanno valore necessario ed universale se non quando diventano materia di una sintesi superioro tellettualo, facendo in queste la parte modesima che in esse fanno le sensazioni. Fichte e Schelling ammettono invoce delle intuizioni intellettuali; ma per Fichte tali intuizioni non sono quelle negate da Kant, ciod intuizioni doll’ essere, delle cose in ad, bens) intuizioni degli atti: To non posso fare un passo, nd nn movimento della mano ο del piedo, senza l'intuizione intellettuale della coscienza di me stesso in queste azioni. Non è che mediauto V’ intuizione che io so di agiro; mediante essa soltanto distinguo la mia azione ο, in questa, mi distinguo dall’ oggotto proposto alla mia aziono ». Talo intuizione è il fondamento della vita cosciente, in quanto ci fa comprendere che questa, in ad modosima, non è cho atto puro. Schelling atInt  612  tribuisce, al contrario di Kant, la massima importanza nel proprio sistema alla intuizione intellettuale. La quale egli considera come un atto indefinibile, trascendente, mediante il quale l'intelletto coglie, nella sua identità, l'assoluto, nella cui natura assolutamente semplice ed ina ‘riunisce tutti i contrari, como spirito e materia, reale ed idealo, libertà e necessità: Una intuizion è una produzione libera e nella quale sono identici ciò che produce e ciò che è prodotto. Una tale intuizione sarà detta intuizione intellettuale, in opposizione con l’ intuizione sensibile, che non appare come producente il suo oggetto e nella quale perciò il fatto d’ applicare l'intuizione è differente da ciò sn cui codesta intuizione porta. All’ intuizione intellettuale corrisponde l’io, poichd non è se non mediante la conoscenza dell’ io per sè stesso che l’ io medesimo come oggetto è posto.... L’ intuizione intellettuale è l’ organo di ogni pensiero trascendentale. Poichè il pensiero trascendentale consiste nel * darsi liberamente un oggetto che, altrimenti, non è oggetto ». Anche per Schopenhauer ο) è una intuizione intellettuale; anzi ogni intuizione è intellettuale, valo a dire ci mette in presenza della realtà, facendocela cogliere di colpo © senza concetti : L’ intendimento solo conosce intuitivamente, il modo immediato e perfetto, la maniera d’ agire di una leva, di una carrucola, ecc. ». La forma più perfetta delV intuizione è la contemplazione estetica, nella quale colni che contempla lascia momentaneamente tuttociò che fa la sua individualità, e non agisce più che come nn puro soggetto conoscente, nello stesso tempo che coglie la natura metafisica dell’ oggetto contemplato, vale a dire la sua Idea. Per Rosmini e Gioberti |’ intuito intellettuale è un atto © visione immanente del nostro spirito, e oggetto suo è per il primo 1’ Ente possibile, da cui traggono realtà tutti gli oggetti, per il secondo lo stesso Ente che crea gli oggetti particolari, cioè Dio. L’atto della intelligenza è duplice, dice il Rosmini, cioè |’ atto primo che ha per sno  613  termine I’ essere indeterminato e gli atti secondi. Coll’atto primo, col quale è costituita l’ intelligenza, il soggetto non fa che ricevere irredistibilmente, cioò aver presente l’essere... In tutti gli atti secondi, opera il soggetto già costitnito intelligente. Se dunque per cognizione si intendono quelle notizie che gli vengono dalle sue proprie operazioni mentali, non si può dare il nome di cognizione alla notizia dell’ essere indeterminato, quale sta presente nell’ intuito. Pare che anche il comune degli nomini riserbi a questo solo (atto implicante il giudizio) il nome di cognizione: chè certo il comune degli uomini non pensa alla prima intuizione e però del tutto non ne parla. Comeochessia importa distinguere bene la prima intuizione dalle intellezioni che vengono approsso, nelle quali solo si ravvisa movimento intellettuale ». Por il Bradley V’ intuiziono à un’ esporienzs spirituale dell’ assoluto, un’ esperienza immediata © conoreta nella quale tntti gli elementi dell’ univorso sensazione, emozione, pensiero, volere sono fusi in un sentimento comprensivo; però di questa intuizione noi non possiamo avero che un'idea astratta, perchè è impossibile ad esseri finiti vivere pienamente la vita dell'assoluto; a noi è dato soltanto formarcene una certu idea, risalendo a quel sentimento primitivo ο diffuso, in cui non è ancora sopravvenuta nessuna distinzione di soggetto e oggetto e nessuna differenziazione di elementi. Infine il Bergson dà all’ intuizione un valore analogo all’ istinto ο al senso artistico, in quanto ci rivela ciò che gli esseri sono in sò stessi, per opposizione all'analisi ο alla conoscenza scorsiva che ce li rivela dal di fuori: Si chiama intuizione quella specie di simpatia intellettuale per cui οἱ si trasporta all’ interno di un oggetto, per coincidere con ciò cho bn di unico 9 per conseguenza d’inesprimibile. Al contrario. P analisi è l’operazione che riporta l'oggetto a elementi già noti, cioè comuni a questo oggetto ο ad altri. Anulizzare consiste dunque nell’ esprimere una cosa in funInt  614  ziono di cid cho essa non è ». La funzione abituale della scienza positiva è V analisi, mentre la metafisica deve fondarsi sull’ intuiziono; ora c'è una realtà che noi after riamo tutti dal di dentro, per intuizione e non per semplice analisi: è la nostra propria persona nel suo scorrere attraverso il tempo è il nostro io che dura. Noi possiamo non simpatizzare intellettualmente con nessuna altra cosa, ma simpatizziamo di certo con noi stessi ». Cfr. Descartes, Regule, XII; Locke, Kes., IV, 11, 1; Leibnitz, Nowe. Ees., IV, cap. 2, $ 2; V. Cousin, Frag. de phil. contemp., p. 34; Kant, De mund. sens, son. I, $ 10; Krit. d. reinen Vern., od. Reclam, p. 76, 88; Fichte, Thatsachen und Bewusstseins, in 8. IP., 1845, vol. IL, p. 541 segg. ; Schelling, Säm. Werke, 1856, I, p. 316 seg.; III, 369; Hamilton, Lect. on logic, 1860, I, p. 127; II, p. 73; Rosmini, Psicologia, II, pag. 275 s0gg.; Teosofia, IV, p. 388-391; Sistema filos., $ 16, 17; Bradley, Appearance and reality, 1883, p. 159 segg.; Bergson, La fil. dell’ intuizione, trad. it. 1909, p. 17-19; Me Cosh, The intuitions of the mind, 1882; C. Pint, Insufficence des philos. de l'intuition, 1908; M. Winter, Note sur Pint. en mathématique, Rev. de metaph. », nov. 1908; E. Lugaro, La base anatomica dell’ intuizione, Riv. filosofica », 1908, p. 465 sogg.; P. Carabellese, Intuito e sinteri primitiva in 4. Rosmini, Riv. di fil. », genn. 1911, genn. 1912. Intuisionismo. T. Intuitionismus; I. Intuitionalieme ; F. Intuitionisme. Ogni dottrina che si fonda sopra l’ intuizione, nei vari significati che questa parola può assumere © nelle diverse sue applicazioni sia alla teoria della conoscenza, sia all'etica, all’ estetica, alla religione. Si oppone à razionalismo, intellettualinmo, empirismo. Storicamente si applica all'indirizzo rappresentato dalla scuola scozzese e dall’ eclettismo francese, indirizzo detto anche filosofia delP intuizione, in quanto fonda la conoscenza sopra I’ intuinmediata delle verità razionali e superiori all’esperienza, e considera V’ esistenza della realtà materiale come zione  615  Inv direttamente conosciuta, non inferita o costruita. Oggi l’intuizionismo è rappresentato, nella religione, da alcuni indirizzi del modernismo cattolico e protestante, nella filosofia dalla maggior parte delle dottrine neo-idealistiche. Cfr. E. H. Schmitt, Kritik d. Philon. rom Standpunkt der intuitiven Erkenntnis, 1908; J. 8. Mill, Exam. of Hamilton, 1867, cap. XIV, $ 1; F.C. 3. Schiller, Humanism and intuitioninn,. Riguardo all’origine e alla natura dell’ Io, per gli spiritualisti in genere esso è un principio sostanziale, assolutamente nnico e identico, è l’anima in quanto percepisce sò medesima percipiente come identica a νὰ percepita. Dice Cartesio: Eraminantes enim, quinam simus nos, qui omnia, quae a nobis diversa sunt, supponimus falsa esse, perspisque videmus, nullam eriensionem, neo figuram, nec motum looalem, nec quid simile, quod corpori tribuendum, ad naturam noatram pertinere, sed cogitationem solam. Per gli empiristi invece non è un primum ma un poi, che risulta dal connettersi dei fatti psichici successivi, ed è quindi nello stesso tempo uno © molteplice. Così, secondo il Condillac l'Io non è che la collezione delle sensazioni; per il Taine la proprietà, comune a tutti i fatti di coscienza, di appurirei come interni, astratta da questi fatti o trasformata dsl lingnaggio in sostanza; per il Ribot è il sentimento complesso e confuso del nostro organismo individuale. Nel sistema di Fichte e di Hegel, l'Io ha un significato particolare. Con esso il Fichte non intende l'Io individuale, ma lo stesso essere assoluto, che non è originato da altra cosa ma pone originariamente sò stesso, ο quindi per determinarsi pone il non-Io; determinatosi così, ne resta Io  618  determinato anche il non-Io, cosicchè l'Io e il non-Io si determinano reciprocamente; per tal modo dal seno dell’ Io ο del pensiero hanno origine lo spirito ο la materia, l’anima ο il corpo, l'umanità e la natura, L’Io al pari del non-Io sono prodotti entrambi dall’ attività originaria dell'Io... L' lo come intelligenza in generale dipende da un non-Io indeterminato, ὁ solo mediante e in virtù di tale non-Io è intelligenza... L’Io, considerato come abbracciante lu sfora totale, assolutamente «determinata, delle relazioni, è sostanza ». Per I’ Hegel l’Io è quella estrinsecazione dell’assoluto per cui esso, raccogliendosi nella umanità depo @ essersi sparso nella natura, si rivela a sè medesimo: Il pensiero come soggotto rappresentato è pensante, e l’esprossione semplice del soggetto esistente come pensante è I’ Io. Ma } Io astratto come tale è il puro rapporto con sì stesso, in cui si fa astrazione dal rappresentare, dal sentire, da ogni situazione, come da ogni particolarità della natura, del talonto, dell'esperienza, vce. ». Schopenhauer distingue l'Io teoretico dall’ Io rolitivo ο pratico : il primo consiste nel punto unitario della coscienza e non è che la funzione conoscitiva del secondo: «Il volere rappresenta la radice, l'intelletto la corona dei rami, mentre la ceppaia, punto di indifferenza di entrambe, sarebbe 1’ 1ο, che, come punto finale comune, appartiene così al volere come alla intelligonza. Questo Io è il soggetto identico pro tempore del conoscere e del volere... Esso è il punto temporale d’inizio e di collegamento della totalità dei fenomeni, vale u dire della obbiettivazione del volere ». Secondo il Galluppi Posistenza dell'Io è una verità primitiva di fatto, che no: si può dedurre o dimostrare per razi i Plo, cioè il mio essere, il soggetto di ciò che sento in mo, fa parte dello stesso atto semplice per il quale ho coscienza delle mic modificazioni ; solo in séguito V analisi separa il soggetto dalle modific la sintesi riconduce questo a quello, e le diverse verità primitive doll’ intellettuale ο del  619  lo morale dell’ uomo si mostrano ». Secondo il Rosmini, gli atti mentali con cui l’anima giunge ad esprimersi nell’ Io, sono anzitutto una percezione intellettiva che il soggotto ha della sua propria anima, in secondo luogo, le varie operazioni di cui l’anima è principio; infine, la coscienza che ha l’anima della propria identità fra sè percipiento ο sè operante ο atteggiata a operare. Per I’ Ardigd I’ lo e il non-Io sono un punto d'arrivo non uu punto di partenza, sono cioè una distinzione operatasi per 1’ esporienza nel medesimo indistinto primitivo, la sensazione: il primo risulta dal raccogliersi e riprodursi in un ritmo comune delle sensazioni costanti prodotte dall'attività organica, il secondo dal raccogliersi delle sensazioni accidentali o discontinuo prodotte dagli stimoli esterni. Ancho per i seguaci della dottrina economica o biologica dolla conoscenza la distinzione tra Io © non-lo è uno sdoppin mento che la coscienza, per i suoi fini pratici, opera sugli elementi sonsibili, che per sè non sono nö oggettivi nè soggettivi: Non I’ Io è primario, dice il Mach, bens) gli elementi (sensazioni). Gli elementi formano l'Io. Io sperimento sensibilmente del verde, significa che l’elemonto verde si manifesta in un certo complesso di altri elemonti (sensazioni, ricordi) ». 11 Bergson distinguo 1’ lo superficiale © simbolico dull’ Io profondo : questo è durata reale, libera creazione di qualità sempre nuove, quello una soprastruttura artificiale imposta dallo esigenze della vita pratica: «ΛΙ disotto della durata omogones, simbolo ostensivo della durata vera, una psicologia attenta scopre una durata i cui elomenti si componetrano; al disotto della molteplicità numorica degli stati coscienti, una molteplicità qualitativa ; al disotto doll’ Io a stati ben definiti, un Io in cui successione implica fusione ο organizzazione. Ma noi ci contentiamo il più spesso del primo, cioè dell'ombra dell’ Io proiettata nello spazio omogeneo ». Molti psicologi contemporanei chiamano Io subliminale l'insieme delle sensazioni interne Ive  620  oscure ο dei motivi subeoseienti, che costuiscono in noi una personalità sotterranea la quale influisce continuamente sopra 1’ Jo eupraliminale, costituito dall'insieme dei pensieri, delle sensazioni ο dei motivi coscienti; socondo il Myors ο i suoi soguaci, P Io subliminale è il nucleo fondamentale ο il motore della personalità umana, tantochè da esso deriverebbero in massima parte le tendenze abituali ο istintive, gli impulsi delle nostre azioni, i prodotti spontanei del genio, © con esso si spiegherebbero i fenomeni di disintegrazione della personalità, di sdoppiamento della coscienza, di suggestione ipnotica, di telepatia. In senso analogo si distingue nella psicologia patologica l'Io primario, normale © costituito di stati di coscienza lucid dall' Jo secondario, anormale ϱ subcosciente; questi duo Io covsistono nell’ individuo ignorandosi totalmente, come si verifica nella così detta scrittura automatica e nei casi di personalità alternante. Cfr. Cartesio, Prino. phil., I, 7; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 294, 302; Fichte, Syst. d. Sittenlehre, 1798, p. 110 segg.; Grund. d. ges. Wissenschaftslehre, 1802, p. 9-11; Hegel, Enoyol., $ 20; Schopenhauer, Die Welt, vol. II, ο. 19, 20; Galluppi, Lezioni di logica e metafisica, 1854, II, p. 617 segg.; Rosmini, Psicologia, 1846, I, p. 52 segg.; Bergson, Essai eur le données, 1904, p. 96 segg. ; Ardigò, Op. fil, I. 144-50; V, 161 segg.; Mach, Beit. z. Anal, d. Empfindungen, 1886, p. 17; Myors, The human personality, 1902; G. Geley, L’étro suboosciente, 1905; M. Princo, The dissoolation of a personality, 1906; P. Janet, L'automatiome peychologiguo, 1910; A. Aliotta, Atti del V Congr. intern. di pric. a Roma, 1906 (v. essere. soggetto, oggetto, dualismo, coscienza, spirito, spiritualismo, monismo, parallelismo, ecc.). Iperalgesia. T. Hyperalgesie: I. Hyperalgesia; F. Hyperalgosio. Sovreccitazione della sensibilità dolorifica. Secondo aleuni psico-fisiologi esistono nella superficie della cute delle zone o arco iperalgesiohe, le quali non corrispon 621  Ire dono ai territori di distribuzione periferica dei nervi cutanei, © la cui sensibilità si desta quando gli stimoli dolorifici ragiscono in aree, ad esse congiunte centralmente, di minore sensibilità; ciò dimostrerebbe I’ esistenza di nervi ed organi specifici del dolore, cosicchè la sensibilità dolorifien sarebbe un quarto senso, che insieme a quelli del caldo, del freddo e del contatto, costituisce la sensibilità cutanoa generale. Cfr. Kiesow, Arok. it, de Biol., vol. XXXVI, 1901; Alrutz, Atti del V Congr. int. di peiool. a Roma, 1906. Iperestesia. T. Hyporüsthesie ; I. Hyporacstesia; F. Hyperesthésie. Sovreceitazione anormale della sensibilità di un organo o di una regione; essa prende dei nomi diversi a seconda degli organi sensori nei quali appare: così dicesi iperormia l’iperestesia del senso olfattivo, iperacusia quella del senso acustico, ipergeusia quella del senso gustativo, iperafia quella del senso tattile. Si manifesta 80litamente con una grande intensità delle sensazioni, che le rende moleste al soggetto. Il Myers chiama iperesteria della visione cerebrale l’esasperata attività delle sfere visive corticali, promossa da stimoli interni di ignota natura, che agiscono durante il sonno incompleto risvegliando dei #ogni costituiti da visioni subbiettive vivaci, nette, colorate. Cr. Myers, The human personality, 1902 (v. anestesia, sogno). Ipermetafisica. T. Hypermotaphysik. Il Kant oppone alla vera metafisica, che conosce i limiti della ragione umana, l’ipermetafisica che tali limiti vuol sorpassare vagando nel campo delle imaginazioni senza fondamento. Un senso analogo ha la parola metempirica, oggi più usata, proposta dal Lewes. Cfr. Kant, W. W., t. VIII, p. 576 seg. Lewes, Probl, of life and mind, 1875, t. II, pag. 17. Ipermetropia. T. Übereightigkeit. Difetto della visione, che consiste in cid che i raggi paralleli dell’ asse ottico non fanno foco sulla retina, come nell’ occhio normale, ma al di quo di essa. Quindi il punto di lontananza, che per l'occhio normale si trova all'infinito, per I’ ipermetropico si trova al Ing  622  di là dell'infinito, cioè non esiste, perchè solamente i raggi convergenti possono fare foco sulla lente senza sforzo di accomodazione. L’ipermotropis è prodotta da poca enrvatura dello superfici di rifrazione e da eccessiva cortezza dell’ asso ottico. Cfr. G. Abelsdorff, Das Auge des Menschen, 1907, p. 59 segg. (v. aocomodamento, emmetropia, presbitiemo, punto). i Ipermnesia. T. Hypermnesie; I. Hypermnesia; F. Hypermuésie. È il contrario di amnesia, e designa uno stato di sovreccitazione anormale della memoria. Può essere gonerale o parziale: quella consiste nel subitanco e passeggero ritorno di un gran numero di ricordi, dipendente dalla maggior rapidità della circolazione cerebrale; si verifica frequentemente noi casi di febbre acuta, nell’ eccitazione maniaca, nell’ estasi, nell’ipnotismo e talvolta anche nelV isterismo e nel periodo d’incubazione di certe malattie mentali. Lo ipermnesie parziali consistono nel ritorno di alcune categorie di ricordi, ad es. di un fatto, di una lingua dimenticata, © risultano quasi sompre da cause morbose. Cfr. Ch. Bastian, Le oeroeveau, trad. franc. 1888, vol. IT, Pp. 220 segg.; Ribot, Les maladies de la memoire, 313 ed. 1909 (v. amnesia). Iperorganico. I. Hyperorganical; F. Hyperorganique. Alcuni sociologi della scuola analogico-organica, fra i quali lo Spencer, chiamano la società iperorganismo o auperorganismo, in quanto travano in essa un legame di analogia con l'organismo individuale e in quanto essa continua l'evoluzione organien. Generalmente iperorganismo desigua ciò che è superioro all'organismo; così nel dualismo spiritualistico, l’anima, lo spirito, è un principio iperorganico, in quanto domina il corpo (v. analogico-organico). Iperpiano v. iperspazio. Iperspazio. I. Hyperspace; F. Hyperespace. Spazio ipotetico, superioro a quello tridimensionalo che i aqusi rivolano, e che ha proprietà diverse dello spazio ancliden.  623  Ipr-Ipn Date » variabili, ogni gruppo di valori particolari di queste varinbili è nn elemento (punto) in uno spazio a n dimensioni (6 κ). Invece di considerare » variabili, se ne possono considerare n + I, © i rapporti di n di esse all’ ultima; il punto di 6 n resta determinato dai valori di tali rapporti © i valori corrispondenti della n + 1 variabili possono chiamarsi coordinate omogenee del punto: ora, una equa zione lineare omogenen fra queste coordinate dicesi iperpiano ed 8 n iperspazio. Cir. Klein, Vorlesungen über nichteuclidischen geometrie, 1893; Russel, An essay on the foundation of geometry, 1897; Halstead, Bibliografy of hyperspace, Amorican journ. of math. », vol. I, p. 261 segg.; II, p. 65 segg.; Veronese, Fondamenti» di geometria a più dimensioni, 1891; Vonola, La geometria non-suclidea, 1905; M. Boucher, Essai sur Vhyperespace, 1903 (v. metageometria, non-euclideo). Ipertrofia. T. Uobernährung; I. Hypertrophy; F. Hypertrophie. L'aumento della nutrizione, ο quindi della dimensione degli organi, in seguito all’ attivo esercizio di ossi. Ipertrofia dimensionale: la legge stabilita dal Roux, secondo oni l’anmentata attività di un organo determina nm ingrandimento di esso in quella ο quelle direzioni, nelle quali avviene l'aumento di lavoro; ad es, nelle ossa lunghe la sostanza ossea si concentra alla periferia che deve sostenere lo sforzo maggiore, ritirandosi dal centro dove } eceitamento fanzionale è minimo, per cui l'osso diventa tubolare. Nel senso contrario agisce la leggo dell’ atrofia dimensionale (v. biomeccanica). Ipnotismo.T. Hypnotiemus; I. Hypnotism; X. Hypnotisme. Vocabolo creato dal Braid, che fra i primi lo studiò, vorso la seconda metà dol secolo scorso. Designa l’ insieme di quoi fenomeni che si riattaocano al sonno artificiale 0 provocato nei nevropatici. Il merito di aver sottomesso codesti fonomeni ad una accurata analisi sperimentale spetta allo Charcot ο alla ana scnola. Egli distinguo nel sonno ipnotico due stati, il grande ο il piccolo ipuotismo. Ἡ grande Ipo  626  Ipostasi (ὑπό = sotto, στάσις = dimora). T. Hypostase; I. Hypostasis; F. Hypostase. Nella filosofia, specie in quella alessandrina, e nella teologia, si usa per designare la sostanza che sta sotto i fenomeni, ciò di cui i fenomeni non sono che la manifestazione esteriore. Infatti la parola latina sub-stantia è la traduzione letterale della parola greca ipostasi, Così secondo i teologi, nella SS. Trinità vi sono tre ipostasi distinte, mentre la divinità di Gesù Cristo è l’unità ipostasica, sotto la dualità delle nature divina ed umana,  Nel linguaggio filosofico corrente, fare un’ ipostasi o ipostatizsare, significa dare concretezza ο realtà esteriore ad un dato, che è proprio soltanto del pensiero, che è una pura astrazione. Cfr. Alberto Magno, Summa theol., I, qu. 43, 2; S. Tommaso, Summa theol., I, 29, 1 ο. (v. κοatanza, essenza, astrazione). Ipotesi. Gr. Ynößeoıs; Lat. Hypothesie; T. Hypothese ; I. Hypothesis; F. Hypothèse. Secondo Platone l’ ipotesi è la supposizione di un principio universale, che si mette a fondamento di un altro. Per Aristotele è un ragionamento che riposa sopra l'assunto che, se 4 è vero, B deve essere ammesso in conseguenza; se dunque À è vero, B à ricavato per ipotesi. Secondo Cartesio l'ipotesi è una proposizione accolta senza constatarne la verità o la falsità, come principio da cui ricavare un insieme di proposizioni : Affinchè ciascuno sia libero di pensare ciò che gli piacerà, desidero che quello che scriverò sia preso solo come ipotesi, molto lontana forse dalla verità; ma anche se ciò fosse, crederei aver fatto molto se tutte le cose che ne sono dedotte sono interamente conformi alle esperienze ». E contro questo metodo che Newton protesta, rifiutando di usare di simili ipotesi: Rationem vero harum gravitatis proprietatum ex phanomenis nondum potui deduoere, et hypotheses non fingo. Quicquid enim ex phanomenis non deducitur, hypothesis vocanda est; et hypotheses seu metaphysioæ, seu physica, scu qualitatum occultarum, seu mechanicæ in philosophia  627  Ipo N experimentali locum non habent. Secondo il Turgot invece, lo ipotesi sono una condizione del progresso intellettuale; se ve ne sono di false e di arbitrarie, si distruggono da sè medesimo: Tutte le volte che si tratta di trovare la causa di un effetto, non è se non per via d’ipotesi che si può giungervi, quando l’effetto solo è conosciuto. Si risale, come si può, dall’ effetto alla causa per cercare di conchiudere a ciò che è fuori di noi. Ora, per divinare la cansa di un effetto, quando le nostre idee non ce la prosentano, bisogna imaginarne una; bisogna verificare più ipotesi ο provarle ». Secondo A. Comte le ipotesi veramente filosofiche devono presentare costantemente il carattere di semplici anticipazioni su ciò che l’esperienza e il ragionamento avrebbero potuto svelare immediatamente se le circostanze del problema fossero state più favorevoli ». Secondo il Lotze l'ipotesi è una congettura con cui cerchiamo di indovinare un dato di fatto non contenuto nella percezione, ma che erediamo debba esistere in realtà perchè la perceziono co lo presenta come possibile. Secondo la definizione del Mill, l'ipotesi è una supposizione imaginata senza prove o con prove insufficienti, în vista di «dedurre delle conclusioni che siano d’ accordo coi fatti reali. Constatato questo accordo I’ ipotesi è verificata. Si sogliono distinguere lo ipotesi «peoiali ο ideo direttrici, dallo grandi ipotesi ο ipotesi esplicative: quello stanno al principio dello scienze, in quanto servono come idea direttiva delle investigazioni, queste stanno al culmine della scienza e sono una interpretazione generalo delle esperienze. Infatti le conclusioni ultime di molte scienze, come I’ unità delle forze fisiche, I’ unità della materia, la formazione del sistema solare ο del nostro pianeta, |’ atomiamo, l’ evoluzione, ecc. non sono che grandi ipotesi, più o meno probabili ed alcune affatto inverificabili. Molti scienziati si mostrano contrari all’ uso dell'ipotesi, in quanto introducono nello sperimentalismo scientifico un elemento arbiIo.  628  trario ed a priori; va però notato che, mentre l’a priori della pura ragione è, ο pretende di essere, immutabile © assoluto, quello dell’ ipotesi è di sus natura mutabile, provvisorio, relativo, e non ha valore se non in quanto può essere direttamente o indirettamente comprovato dall’esperienza. Quindi non ogni ipotesi è legittima, e la sua introduzione è sottomessa a leggi rigorose, che costituiscono lo condizioni d' ammissibilità dell’ ipotesi. Le principali di queste condizioni sono: che l'ipotesi non inchiuda contraddizione nè in sè stessa, nd con altri principt noti ¢ certi, nd coi fatti che deve spiegare; che sia semplice, scelta tra quelle che hanno più diretta attinenza coi fatti: che riguardi possibilmente una causa reale, non agenti imaginari, o non abbia una forma troppo affermativa. Quanto alla sua verificazione, essa varia, secondo il Naville, a seconda che l'ipotesi è razionale, sperimentale ο esplicativa : nel primo caso si deve far concordare logicamente il principio razionale supposto coi principi già stabiliti; nel secondo non si deve che constatare la realtà del fatto prima imaginato ; nel terzo si devo dedurre le conseguenze © conıparare queste coi fatti. Secondo il Poincaré vi sono ipotesi verificabili con l'indagine matematica e sperimentale, ipotesi valide solo come mezzi per fissare le nostre conoscenze, ο ipotesi che non sono vere ipotesi, ma definizioni o convenzioni mascherate. È da queste ultime che le acionze traggono il loro massimo vigore; noi non concepiamo il numero, la grandezza, lo spazio, la materia, se non traverso ipotesi le quali sembrano avere dell’ arbitrario e che sono accettate, non già come la rappresentaziono della realtà, bensì come un mezzo comodo, naturale, logico (per la logica umana) di rappresentarei la realtà; non è la realtà che ci dà quei concetti, senza dei quali nulla sapremmo, siamo noi che ce li creiamo © li usiamo per convenzione. In generale, l’oggettività della conoscenza è in ragione inversa della sua universalità; il fatto bruto è il più og 629  Ipo gettivo, ma da questo in là l’oggettività diminuisce gradatamente a misura che cresce la generalizzazione; il fatto stientifico è già meno oggettivo e più ipotetico del primo, e dal fatto scientifico alla legge, ο da questa ai principt è un procedimento continuo verso il soggettivismo © verso il convenzionalisno. Questi concetti del Poincaré sono condivisi ed anche accentnati dai rappresentanti dell’ empirismo radicale, dell’ empiriocriticiemo ο dell’ energismo. Così per l’Ostwald non si può ragginngere il fondo vero delle cose se non attenendosi alla pura constatazione dei fatti offerti dall'esperienza, e costruendo una scienza libera da ipotesi, eine Aypothesenfreio Wissenschaft; le ipotesi sono, infatti, delle semplici imagini con cui arbitrariamente si aggiungono ni fenomeni dei caratteri che non ci sono dati dall’ esperienza ο non potranno mai dimostrarsi oggettivamente, imagini scelte in guisa da rappresentare con le loro proprietà le proprietà analoghe dei fenomeni; ora, il solo modo adeguato di rappresentare completamente un fenomeno à il fenomeno stesso ; ogni rappresentazione per mezzo di altri fenomeni, più o meno analoghi, contiene necessariamente elementi estranei. Cfr. Platone, Fed., 100 A segg.; Kep., VI, 510 B; Aristotele, Anal. post., I, 2; Anal. prior., I, 10, 30 b, 32; Cartesio, Prino. phil., 11, 44, 45; IV, 204206; Newton, Philos. mat. prino. math., 1687, ad finem; Comte, Cours de phil. pos., I, lez. 28; Lotzo, (irundsiige d. Logik, 1891, p. 84; Stuart Mill, Syst. of logic, 1865, II, 17; È. Naville, La logique de l'hypothèse, 1895; Ostwald, Porlesungen über Naturphilosophie, 1902; Id., Die Uberwindung des wissenehohaft. Materialismus, 1895 ; Poincaré, La valeur de la science, 1908; Id., La science et l'hypothèse, 1909; C. Ranzoli, Leggo, principio, ipotesi, in Linguaggio dei filosofi », 1913, p. 228-244. Ipotetico. T. Hypothetisch; I. Hypothetical; F. Hypothétique. In generale si riferisce a tutto ciò che è supposto arbitrariamente, che ha bisogno di essere dimostrato con Ips  630  prove.  I giudizi sono ipotetici quando esprimono che la posizione del predicato è condizionata ο dipendente dalla posizione del soggetto. La loro formula è : se 4 à, è (non è) B. in cui la prima parte, che contiene la posizione del soggetto, dicesi ipotesi, la seconda, che contiene quella del predicato, tesi. Il giudizio ipotetico, insieme al categorico e al disgiuntivo, appartiene alla forma dei giudizi di relazione.  Diconsi ipotetici puri quei sillogismi in cui In maggiore, la minore e la conclusione sono giudizi ipotetici: essi hanno, teorioamente, tanto figure © modi quanti il gindizio categorico, ma sono praticamente d’uso assai limitato. Diconsi ipotetico-categorici, quei sillogismi di eni la maggiore è un giudizio ipotetico, la minore un gindizio categorico che afferma l’antecedente o nega il consegnente della maggiore, e la conclusione un giudizio categorico che afferma il conseguente o nega l’antecedente della maggiore; esso ha quindi due modi fondamentali: il ponente (ponendo ponens), che seguo il tipo della prima figura del sillogismo categorico, © il tollente (tollendo tollens) che segue il tipo della seconda.  Nella matematica si di cono ipotetici quei problemi la cui validità dipende dal-" l’analisi necessaria a risolverli, ed assoluti quelli che sono indipendenti dall’analisi.  Kant chiama ipotetici quegli imperativi che sono subordinati ad una condizione, ed enuncinno che un atto è un mezzo relativamente ad un certo fine. Cfr. Kant, Logik, 1800, p. 163; Wundt, Logik. 1893, I, p. 182. Ipsedicitismo. Vocabolo creato dalla espressione ipre dizit, adoperato per designare In tendenza a jurare in verba magistri, nd ammettere in tutta la sua estensione il principio di autorità (v. testimonianza). Ipse dixit. Durante il medio evo, Aristotele era riguardato como giudice inappellabilo del vero, perchè si credeva che egli nvesse raggiunto il limite massimo della sapienza, conoscendo tutto quanto all’ nomo è dato co 631  Iro noscere. Quindi il criterio assoluto della verità d’ ogni dottrina era 1’ essere contenuta nelle opere d’ Aristotele, l'essere stata detta da lui: ipse dixit, egli disse. Questa espressione fu creata forse dal più grande commentatore arabo d’ Aristotele, Ibn Roschd conosciuto sotto il nome di Averroè, il quale faceva precedere ai propri commenti un compendio del testo d’ Aristotele, preceduto sempre dalla parola Κάῑ = disse. Col Risorgimento ο col decadere della scolastica finisce codesta cieca sottomissione all’autorità del filosofo greco, 9 si comprende che la verità va cercata, come disse il Galilei, non nei libri d’Aristotele, ma nel gran libro sempre aperto della natura. La inza moderna non esclude del tutto il valore della testimonianza, ossia del principio di autorità, perohè se chi coltiva una data disciplina dovesse rifare da capo tutto ciò che prima di lui è stato fatto, sarebbe impossibile il progresso scientifico; tuttavia essa si uniforma pur sempre alla massima di Bacono: veritas filia temporis non auotoritatie (v. aristoteliamo). Ironia. Gr. Εϊρώνεια; T. Ironie, Ferepottung ; I. Irony; F. Ironie. Si definisce come quella forma del comico, nella quale inaspettatamente ci compiacciamo di trovar celato il biasimo sotto la lode o sotto la rappresentazione oggettiva, oppure l’ incredulità sotto la credenza, ο, viceversa, la lode sotto il biasimo e la credenza sotto la credulità. In ogni forma d’ironie (pura, satirica, benevola, ecc.) è infatti essenziale un compiacimento più o meno esagerato, col quale si rileva un difetto o un contrasto, ο che, nella sua esagerazione, cela un compiacimento affatto opposto a quello rivelato dall’ironista.  Nella storia della filosofia la parola ironia è usata ad indicare il processo metodico confatativo, ο negativo, adoperato da Socrate nelle sue dispute. Esso consisteva nel fingersi ignorante davanti a persone che godevano fama di essere sapienti o si presumevano tali ; tale ignoranza egli la sapeva sostenere per i tratti stessi del suo viso e Ink  632  con la semplicità delle domande, ingenue in apparenza ma così sottilmente incalzanti nella sostanza, da far cadere infine l'interlocutore in un viluppo di assurdità manifeste ο da costringerlo a negare quanto prima aveva asserito. Così gli avversari vedevano rovinare la loro pretesa scienza, smantellata sotto i colpi della dialettica socratica. E tale era l'intento che Socrate proponevasi col suo metodo critico dell’ ironia: comunicare agli altri quel dubbio che era anche in lui intorno alla verità delle proprie ed altrui opinioni. Credi tu, dice Socrate a Menone, a proposito dello schiavo che aveva preso a catechizzare, ch’ei si sarebbe messo a cercare ed imparare ciò che si credeva di sapere pur nol sapendo, se prima non fosse caduto nel dubbio, accorgendosi di non sapere e sentendo desiderio di saper veramente? Pon mente adesso come egli, movendo da questo dubbio e facendo la ricerca con me, ei ritroverà il vero, non altro che io l’interroghi, non già che gli insegni >. Nei dialoghi socratici di Platone è l’ironin che prevale; in quelli di Senofonte è invece il metodo positivo o maieutica, Cfr. Senofonte, Mem., I, 3, 8; Acad., II, 15; Platone, Menone, XVIII, 84 CD; Zuccante, Metodo di filosofare di Socrate, in Saggi filosofici, 1902; Paulhan, La morale de P ironie, 1909, p. 142 segg.; G. Palante, 2’ ironie, Revue philos. », feb. 1906; A. Momigliano, L'origine del comico, Cultura filosofica », sett. 1909 (v. agonistica, anatreptica, endiotica, eristica, ecc.). Irraggiamento v. emanazione. Irrazionalismo. T. Irrationalismus ; I. Irrationalism ; F. Irrationalisme. Nella filosofia religiosa è quell’ indirizzo che considera la ragione impotente a penetrare nelle cose divine ed estrasensibili, e può avere tante forme quanti sono i mezzi o stromenti che esso ritiene idonei alla conoscenza religiosa, siano essi la fede fiduciale o giustificante (fideismo), la tradizione (tradizionalismo), il sentimento (sentimentalismo), ecc.: si oppone sia al razionalismo as 633  Iur soluto, che ritiene la ragione capace di costruire, con le sole sue forze, un sistema di conoscenze che ha valore non solo di scienza © di filosofia, ma anche di religione; sia al semi-razionaliemo, che riconosce due stromenti ο fonti della verità, la ragione e la fede, e quindi due ordini di verità, le verità di ragione ο le verità di fede. Nella metafisica l’irrazionalismo è dottrina per la quale l'universo è irrazionale, ossia tale che non pud essere ridotto ngli schemi logici della ragione ; si oppone specialmente al panlogiemo, per il quale invece tutto ciò che è razionale è reale, © tutto ciò che è reale è razionale. Forme di irrazionalismo sono l’ idealismo oggettivo dello Schelling, il rolontarismo dello Schopenhaner ο il mobiliemo contemporaneo. Cfr. C. Ranzoli, I! linguaggio dei filosofi, 1913, p. 217 segg.; Windelband, Storia della filosofia, trad. it., vol. II, Ρ. 343-351. Irritabilità. F. Irritabilit. Questo vocabolo fu introdotto nel linguaggio filosofico dall’ Haller, per designare ‘quella proprietà dei muscoli che oggi dicesi contrattilità, © cio l'attitudine dei muscoli stessi di reagire allo stimolo con uns contrazione. Poscia passò a designare I’ attitudine del muscolo a reagire allo stimolo, attitudine che con la contrattilità non costituisce che due forme di un’unica proprietà: il muscolo non si contrae se non è irritabile, © non si può dire che sia irritabile se non si contrae. Presentemente per irritabilità si intende la proprietà fondamentale della materia organica di reagire ad eccitamenti, per rispondere con una reazione propria agli stimoli. La reazione di ogni tessuto è il risultato delle reazioni minime dei singoli elementi di cui il tessuto si compone: Virritabilita è dunque la proprietà fondamentale delle cellule viventi. Variando le reazioni minime, varia anche la reazione complessiva: così |’ irritabilità del tessuto muscolare consiste nel contrarsi, quella del tessuto vascolare nel necernere, quella del tessuto nervoso nel sentire. La natura Iso-Ist  634  specifica della reazione della cellula non dipende dalla natura dello stimolo, ma da quella della cellula stessa. L’attività delle cellule ο dei tessuti è sempre determinata da uno stimolo. Tuttavia gli organismi hanno la proprietà di muoversi da sd stessi, senza In eccitazione immediata del di fuori: questa proprietà dicesi «pontaneità ed è costituita dalla scarica della forza muscolare immagazzinata, in seguito all’azione di modificazioni interne, che costituiscono lo stimolo. La spontaneità è dunque relativa non assoluta ; essa differisce dall’irritabilità non qualitativamente ma quantitativamente. Cfr. Werworn, Fisiologia generale, trad. it. 1907, p. 50 segg. (v. protoplasma, rita, vitalismo, eccitazione). Isostenia. Vocabolo dell’antico scetticismo, ancora usato per indicare il bilanciarsi delle ragioni pro e contro in un dato argomento. La conclusione ultima cui giunse tutta l’antica scuola scettica, da Pirrone d’Elide a Sesto Empirico, fu infatti che lo ragioni pro ο contro, intorno a qualsiasi oggetto, si equilibrano ed hanno forza uguale; ‘Timone di Flio, discepolo di Pirrone, disse ciò isostenia delle ragioni (ἰσοσθένια τῶν λόγων), 9 tale vocabolo è rimasto nel linguaggio filosofico. Cfr. C. Wachsmnth, De Timone phliasio, 1859. Istante. Gr. Τὸ viv; T. Augenblick ; I. Instant; F. Instant. L'attimo attuale, il punto determinato e indivisibile della durata, © che quindi sfugge ad ogni misurazione: esso è il limite comuno tra due durate successive. Il presente è un istante, che sta fra il passato, che è già un non-essere, © il futuro, che è il possibile pensato in relnzione alla nostra esperienza. Tra tutti i filosofi, Aristotele è senza dubbio quello che ha analizzato con maggiore acutezza il problema dell'istante, nel quale #’ accentra il problema del tempo. Per Aristotele l'istante è sempre diverso per la sua forma, perchè ora è in questo punto ora in altro punto diverso del tempo, ma è sempre lo stesso per la sua  635  Ist materia, cioè in quanto istante, perchè implica sempre un anteriore e un posteriore, o, in altre parole, perchè è sempre ugualmente fine del passato e principio del futuro. Così si spiega come il tempo, al pari del movimento, sia sempre diverso e sempre lo stesso. Se l'istante non fosse il tempo non sarebbe, come se fl tempo non fosse l'istante non sarebbe; non solo, ma è per l'istante che il tempo è continuo ed eterno. Tempo ed istante si implicano a vicenda come il movimento e il corpo mosso; infatti sono entrambi simultanei; © come il movimento e il corpo mosso sono simultanei, tali sono anche il numero del corpo mosso € il numero del movimento; poichè il tempo è il numero del movimento, e 1) istante, come il corpo mosso, è in certo modo l’unità del numero, μονὰς ᾽αριθμοῦ ». L’ istante è ul tempo come il punto alla linea: come I’ istante dete nina U’ anteriorità e lu posteriorit del movimento, e quindi divide il prima e il dopo, così il punto divide la linea essendone il principio e l’ estremità; come l'istante non è una porzione del tempo, quantunque determini il tempo, così il punto non è una parte della linea, quantunque generi la linea. Da ciò si comprende come Aristotele chiami l’istante un semplice accidente del tempo; infatti sotto un certo rapporto esso non è numero, ossia non è tempo, perchè mentre il numero serve a numerare le cose più disparate, l’istante serve solo a limitare cid di eni è limite; ma sotto un altro rapporto esso pure è numero, perchè può applicarsi indifferentemente a tutti i movimenti e a tutti i corpi. Cfr. Aristotele, Phys. IV. 10-12; Covotti, Le teorie dello spazio ο del tempo nella fil. greca, Annali della R. Scuola Norm. di Pisa », 1897, vol. XII (v. fempo). Istanza. Lat. Instantia; T. Instanz; I. Instance; F. Instance. Cartesio dava questo nome al nuovo argomento che si aggiunge alla risposta ad una obiezione : Ho traseurato di rispondere al grosso libro d’ istanze che 1’ autore Ist  686  delle quinte obbiezioni ha prodotto contro le mie risposte... ». L'istanza, così intesa, può consistere sia in una nuova obbiezione, sia in una confutazione della replica. Bacone dà a questa parola il valore di fatto osservato ed accertato, caso particolare, esempio. Egli divide le istanze in positive, negative e prerogative; le prime sono quelle che danno luogo ad una induzione per enumerationem simplicem, le seconde sono i casi o il caso particolare contrario, che la distruggono; le ultime il fatto o i fatti di tal natura, che bastano a garantirla. L'istanza prerogativa, che à il fondamento della legge, può offrirsi da sola alla osservazione; ma per lo più lo scienziato deve andarla a cercare, e tale ricerca si opera per mezzo dello esperimento. Cfr. Descartes, Lettre à Clerselier, ed. Ad. et Tannery, IX, 202; Bacone, Nor. Org., Il, 21 segg. ; De Augmentis, V, 2 (v. istantie, induzione, experimentum cruoie). Isterismo. T. Hysterismus; I. Hysteriem, Hysteria; F. Hystérieme. Forma di malattia nervosa, ricca dei più svariati fenomeni psichici, che si manifesta specialmente nella gioventù, più nelle donne che negli uomini, e colpisce profondamente la personalità. Secondo gli studi più recenti, esso sarebbe determinato da una specie di intorpidimento, diffuso o localizzato, passeggero o permanente, dei centri cerebrali, che si traduce con manifestazioni trofiche, viscerali, sensitive © sensoriali, motrici © psichiche, a seconda dei centri colpiti; ο con crisi transitorie, con stimmate permanenti o con accidenti parossistici, a seconda delle sue variazioni, del sno grado e della sua durata. Si distingue il grande isterismo dal carattere isterico; questo si rivela nella grande mobilità dell’ umore, nella forma vacillante © instabile della volontà, nella leggerezza dei giudizi ο degli affetti, nella incostanza dei propositi, nella facile distraibilità ed emotività, nella tendenza alla bugia e all’inganno. Il grande isterismo è caratterizzato da oscuramento della coscienza, idee deliranti, illusioni ed allucinazioni, muta 637  Ist bilità massima dell’nmore, convulsioni, nevralgie, anestesie e iperestesie locali e generali, insonnia, vertigini, ece. In tutte le forme di isterismo si osservano poi : le lesioni più © meno gravi della personalità, la grande attitudine a ricevere la suggestione (che agisce nella subcoscienza) e il sonnambulismo naturale. Tuttavia gli autori che in questi ultimi tempi hanno tentato di definire I’ isterismo, cercarono di raccogliere tutti codesti sintomi intorno ad un fenomeno morale; Moebius e Stritmpell considerano come isteiche le modificazioni patologiche del corpo determinate da idee, da rappresentazioni, e lo definiscono un insieme di malattie da idea, da rappresentazione mentale » ; altri insistono sullo sdoppiamento della personalità, sui fenomeni di dissociazione mentale, sull’ ufficio delle idee subcoscienti, ecc. Si può dire con Pierre Janet che l’isterismo è una psicosi appartenente al gruppo delle malattie mentali da insufficienza cerebrale, ed è specialmente enratterizzata da sintomi morali, il principalo dei quali è un indebolimento della facoltà di sintesi psicologica ». Ne viene che un certo numero di fenomeni elementari, sonsazioni ed imagini, cessano di essere percepite e sembrano escluse dalla percezione personale, donde una tendenza alla scissione permanente e completa della personalità, alla formazione di parecchi gruppi indipendenti gli uni dagli altri: questo stato favorisce la formazione di idee parassitarie, che si sviluppano isolatamente all’ infuori della coscienza personale e si manifestano coi disturbi più svariati d’apparenza fisica. Cfr. Ribot, Les maladies de la volonté, 1901, pag. 115 segg.; Moebius, Ueber d. Begriff d. Hysterie, 1888 : Pierre Janet, L'automatisme psychologique, 1889; Id., Anesthesie et dissociation, Revue philos. », 1887 (x. autncosoienza, autosoopia, suggestibilità). Istinto. Τ. Instinkt; I. Instinct; F. Instinct, È un insieme di abitudini protettive, formatesi lentamente a traverso l'evoluzione della specie e fissatesi progressivamente negli Ist  688  individui della specie medesima. Il Reid lo definisce un impulso naturale a certe azioni senza avere nessuna nozione del fine, senza deliberazione e assai spesso senza nessun concetto di ciò che si fa ». Kant: la necessità interiore della facoltà di desiderare il possesso di un oggetto prima di conoscerlo; ossia un bisogno affettivo di fare o godere qualche cosa, di cni tuttavia non si ha alcun concetto ». Bain: il nome dato a ciò che si fa anteriormente all'esperienza e all’educazione ». Spencer: un’ azione riflessa appropriata; esso può essere più descritto che definito, perchè non si può tracciare una linea netta di demarcazione tra esso © la semplice azione riflessa ». Romanes: termine generico comprendente tutte quelle facoltà psichiche le quali conducono alla esecuzione cosciente di azioni che sono adattative nel carattere, ma sono perseguite senza necessaria conoscenza delle relazioni tra i mezzi impiegati 9 il fine raggiunto »; egli chiama istinti primitivi quelli che risultano direttamente dalla struttura primitiva dell’essere vivente, o che non sono dovuti che alla selezione, e istinti secondari quelli che costituiscono un automatismo derivato, acquisito mediante adattamenti intelligenti, Il Bastian invece raggruppa gli istinti in tre grandi classi, a seconda «he dipendono da stimoli provenienti direttamente o in«direttamente dal canale alimentare (ad es. il modo di ricercare © catturare la preda), ο dagli organi generatori (ad es. la costruzione dei nidi, I’ incubazione, ece.), 0 da tutto intero l'organismo, sia nella parte esterna che nell’ interna (ad es. lo svernamento e |’ emigrazione). Carattere essenziale dell’ istinto è l'utilità, sia per l'individuo che per la specie; un istinto nocivo non è più un vero istinto. secondo il Bergson questo carattere di utilità (che però è uegato da alcuni biologi, che citano esempi di istinti inutili © addirittura nocivi) consiste nell’ uso degli organi, laddove il carattere della intelligenza sta nella capacità di fabbricare degli stromenti artificiali: 7’ istinto compiuto è una fa 639  Ist coltà di utilizzare e anche di costruire degli atromenti organizzati, l'intelligenza compiuta è la facoltà di fabbricare e impiegare degli stromenti inorganici. Il carattere meccanico dell'istinto è apparso così prevalente, che per lungo tempo è prevalso il concetto, elevato a legge, che I’ istinto fosse in ragione inversa dell’ intelligenza; oggi però la maggior parte dei psicologi e dei naturalisti conviene col Romanes nel respingere codesta legge, e nell’ ammettere invece che V istinto s’ accompagna a quel grado d’ intelligenza che procede per singoli casi, e che è in continua cooperazione con la scelta naturale © col meccanismo. L’ atto istintivo si distingue dal riflesso, perchè mentre questo è puramente fisiologico e riguarda solitamente un solo organo, quello ha anche un fattore psichico, ciod il sentimento, e implica l’impiego di più organi; si distingue dal volontario perchè è d’ ordinario uniforme e non snppone la netta rappresentazione del fino; si distingue infine dall’ abitudine perchd questa è acquisita quello è innato. Tuttavia è indubitabile che 1’ istinto, oltre che fatto ereditario, è anche fatto d’ acquisizione, nd si potrebbe comprenderne l’origine ammettendo la sola trasmissione ereditaria: infatti l'eredità non crea, ma soltanto conserva ciò che già esisto; 1’ eredità soffre numerose eccezioni, mentre l’ istinto non ne soffre alcuna; l'eredità trasmette anche le tendenze nocive, mentre l’istinto è sempre utile. Dol resto, che l’istinto possa ossere acquisito è dimostrato, oltrechè dalle modificazioni che esso subisce per gli adattamenti locali, anche dall’ efficacia dell’ addomesticamento, che può deprimero o distruggere istinti esistenti ο crearne di nuovi. Ora, i principali fattori che concorrono a formare l’istinto sarebbero: l'imitazione, l'adattamento, l’intelligenza e l’esperienza individuale, intesa, quest’ ultima, come qualche cosa di più semplice dell’ esperienza riflessa e pienamente cosciente, che è propria soltanto dei vertebrati superiori © dell’uomo. Cfr. Reid, On the intell. powers of man, 1785, MI, 2; Kant, Anthropologie, 1872, I, $ 78; Bain, Menta? Isı-Ira  640  and moral science, 1884, p. 68; Spencer, Prino. of psychology, 1881, I, p. 482 segg.; Romanes, L’évol. ment. chez los animauz, cap. XII; Bastian, The brain as an organ of mind, 1884, p. 227 ; Bergson, L’évol. ordatrice, 1912, cap. IL: G. Bohn, La nouvelle peychol. animale, 1911; T. Wasmann, Istinto e intelligenza nel regno animale, trad. it. 1908; F. Mi sci, La formazione naturale del? intinto, Atti della R. Acc. di Napoli », 1898. Istologia. T. Hystologie; I. Hystology; F. Hystologie. L’anatomia microscopica, che studia gli organi del corpo umano nei loro elementi componenti e stabilisce i rapporti dei vari tessuti (hista ο tela). L’ istologia moderna si fonda sulla teoria cellulare, per la quale sia nell’ uomo che nell’animale, sia nell’ organismo sano che nell’ammalato, tutti i tessuti si compongono degli stessi elementi morfologici microscopici, le cellule, le quali nascono tutte per una divisione ripetuta spesse volte, da una cellula unica, semplice, dalla cellula stipite o dalla cellula ovo fecondata (v. cellula, cellulari teorie, vita, generazione). Istorismo. O storicismo. T. Historiemus; F. Historisme. Scuola filosofica ο suciologica, che gli avvenimenti della storia, il diritto, i costumi, le azioni umane, le diverse dottrine, vuole siano giudicate non nel loro valore intrinseco, ma nel loro clima storico, vale a dire in rapporto all’ ambiente sociale, di cui esse sono il prodotto. In questo senso l’istorisno si oppone al razionalismo; ma essendo talvolta usato anche a indicare la concezione hegeliana, per cui l’accadere è un processo essenzialmente storico spirituale, si oppone a naturalismo. Cfr. Andler, Les origines du socialisme d’État en Allemagne, 1. I, c. I, $ 2-4 (v. eatetiomo, storicità). Italica (scuola). Talvolta si chiama così la scuola pitagorica perchè fiorì nella Magna Grecia, e specialmente a Crotone, colonia dorico-achea.  641  Lav-LecL Lavoro. T. Arbeit; I. Work; F. Travail. In senso generale è ogni attività legata ad uno sforzo ο diretta ad uno scopo utile, oggettivo o soggettivo; in senso meccanico il prodotto di una forza costante per il cammino che percorre il suo punto d’applicazione nella direzione di quosta forza. Dicesi lavoro elementare il prodotto di questa forza per il cammino che percorre il suo punto d’applicazione e per il coseno dell’angolo che la direzione della forza fa con la direzione del cammino. Dicesi lavoro virtuale il lavoro elementare d’una forza in un movimento virtuale ο ipotetico; il principio del lavoro virtuale, usato nella statica e già intravvisto da Galileo, consiste in ciò, che quando un sistema di pnnti materiali è in equilibrio, se gli si imprime un movimento virtuale compatibile con i legami stabiliti tra i suoi differenti punti, la somma algobrica dei lavori virtuali di tutte le forzo al quale è sottomesso è uguale a zero. Diconsiipotesidi lavoro o idee di lavoro (working ideas) quelle ipotesi e quei concetti scientifici, che non rappresentano la vera natura delle cose, non corrispondono a nulla di reale, ma hanno il semplice valore di finzioni utili, di simboli artificialmente costruiti per agire sulla realtà; secondo alconi indirizzi filosofici contemporanei, tutte le leggi scientifiche e persino le categorie intellettuali (causalità, sostanza, forza, spazio, tempo, ecc.) non sarebbero che ipotesi di lavoro. Cfr. Bradley, Appearance and reality, 1893, p. 284 (v. economica concezione, empirioeriticiemo, ipotesi). Legalità. T. Gesetzlichkeit, Genetemässigkeit; I. Legality; F. Légalité. In senso generale, conformità alle leggi positive. Per rapporto alla legge morale, Kant distingue In legalità dalla moralità: questa è la conformità soggettiva ο volontaria dell’atto con la legge morale, quella la con41  Rawzout, Dirion. di scienze filosofiche, Lea  642  formità oggettiva dell’ atto alla legge stessa, in quanto cioè l’atto compiuto è quale appunto doveva compiersi. Può dunque aversi nello azioni la moralità senza la legalità ο viceversa: si ha il primo caso quando in buona fede si fa ciò che essa proibisce di fare, il secondo quando si fa ciò che la legge comanda per un motivo diverso che l’obbedienza dovuta alla legge. Cfr. Kant, Krit. d. pr. Vernunft, D 126 segg.; Id.,The monist, gennaio 1910. Legge. Gr. Nönog; Lat. Lez; T. Gesetz; I. Law; F. Loi. Il concetto di legge ha subito molte variazioni nella storia del pensiero umano, le quali tutte permangono como gnificazioni diverse dello stesso vocabolo. Agli albori della speculazione filosofica, la leggo era considerata come un comando impartito ai fatti naturali da virtà divine occulte © dirpotiche; poscia prevalse il concetto etico-giuridico, per cui si considerarono le leggi naturali come norme impartito ai fatti da una volontà sovrannaturale, alla stessa guisa che il legislatore impone ai cittadini, con regola immutabile, i propri voleri. Con gli stoici, l’idea di legge è trasportata per la prima volta dai fatti morali si naturali, con la scuola epicurea essa cominciò a considerarsi come la manifestazione spontanen della realtà intima dei fenomeni. Ma il concetto naturale di legge nel senso moderno non comincia che verso il seicento; allora per loggo #' intese il rapporto costante fra termini, che sono rispettivamente condizionati e condizionanti. Ai nostri giorni la nozione di legge ha assunto una generalità anche maggiore, ο significa uniformità di rapporto, o anche solo di posizione, tra più cose, fatti, proprietà. La logge non è altro, per la acienza modorna, che la concordanza dei fatti in una medesima condizione, vale a diro il fatto stesso portato allasuamassima goneralitä. Così l’Ardigò definisce la logge ;  648  Lee il De Greef il rapporto necessario esistente fra ogni fenomeno e le condizioni nelle quali esso apparisce >; il Vignoli «l’ invariabilità nell’ evoluzione © molteplicità dei fenomeni », eoo. Però non tutti i filosofi concordano nel dare alle leggi naturali un valore rappresentativo della realtà; secondo alcuni indirizzi filosofici contemporanei (contingentismo, empiriooriticiemo, prammatiemo, ecc.) esse sarebbero delle semplici ipotesi, dello idee di lavoro, senza alcuna correlazione con una realtà per sò stante e costruite solo per ordinare în modo semplice ed economico le esperienze © per servire si bisogni dell’azione. Si sogliono distinguere: leggi etico-giuridicho, naturali, matematiche e storiche. Le prime non sono causali come le leggi naturali, ma riguardano un’ azione possibile © sopportano la contraddizione; le leggi matematiche non sono causali ο quindi non soffrono eccezioni; le leggi storiche sono causali come le naturali (per chi considera la storia come scienza), ma assai più complesso e meno precise per il maggior intreccio © la maggior dipendenza dei fatti storici tra di loro. Secondo alcuni pensatori, le leggi sociali, che appartengono al gruppo delle leggi storiche, non sarebbero assolute, fisse ο immutabili come le leggi fisiche, ma soltanto empiriche, di tendenza © di gruppo ; empiriche perchè non fondate su un numero sufficiente di fatti; di tendenza perchè esprimono soltanto la direzione generale delle forze socinli, sonza poter affermare se la loro direzione perdurerà ο inuterà, ο in qual modo muterà; di gruppo perch? possono essero appliente soltanto a masse o aggregati di individui. Cfr. Kant, Krit d. pr. Vernunft, 1. I, ch. I, § 1; Wundt, Logik, 33 ed., 1. II, p. 22; E. Boirac, L'idée de phénomène, 1894, p. 198 s0gg. ; L. Weber, Sur diverses acoeptions du mot loi, in Revue philosophique, maggio ο giugno 1894; A. Pagano, Vicende del termine e del concetto di legge nella filosofia naturale, Riv. filosofica», sett. 1905 (v. diritto, determinismo, empiriocriticiemo, ipotesi. Lem-Lis  644  Lemma. Gr. Λῆμμα = proposizione; T. Lehnsats, Hüdfssate; I. Lemma; F. Lemme. Proposizione che si ammette come dimostrata in quanto serve a preparare la dimostrazione di un'altra proposizione, che bisogna provare e con la quale tuttavia non ha alcun rapporto diretto. Quest’uso della parola sembra risalire a Euclide; mu già Aristotele Vadoperava per indicare le premesse del sillogismo, τὰ AFppara τοῦ συλλογισμοῦ. Oggi si usa anche ad indicare una proposizione press a prestito da un’altra scienza o da un’altra parte dello stesso sistema, dove ha la propria dimostrazione. Cfr. Aristotele, Top., VIII, 1, 156 b, 21; Fries, System der Logik, 8 Auf. 1837, p. 294 (v. dilemma, dimostrazione). Letargia. Gr. Ληθαργία, da λήθη = oblio, ἁργία inazione; T. Lethargie, Schlafeucht; I. Lethargy, Trance; F. Léthargie. Una delle fasi del sonno ipnotico, la seconda stando alla teoria dol grande ipnotiemo, sostenuta dallo Charcot ο dalla sun scuola. Lo stato letargico è caratterizzato da ancatesin quasi generale, esagerazione dei riflessi © risoInzione muscolare completa, cosicchè ogni più debole eccitazione meccanica determina la contrazione (v. ipnotiemo, catalessia, sonnambuliemo, suggestione, 900.). Levirato. Mac Lennan chiama così quel sistema di matrimonio praticato dalle antiche tribù a famiglia poliandrica esogamica, secondo il quale un uomo doveva sposare In vedova del suo fratello morto senza prole, per assicurargli una posterità. Il levirnto segna un passo notevole nell'evoluzione della famiglia, in quanto un gruppo di uomini prima nomici © poi succossivamente tra loro fratelli, coabitano con uno stessa donna, stringendosi al patto prima detto. Cfr. Mac Lennan, Studies in ancient history. 1878 (v. esogamia, endogamia, matriarcato, famiglia, cco.). Liberalismo. T. Liberalismus; I. Liberalism; F. Liberalisme. In senso politico-roligioso è la dottrina compendiata nella nota formula cavonriana «libera Chiesa in libero  645  Lis Stato ». In senso strettamente politico, la dottrina secondo la quale ai cittadini dev'essere garantita libertà di pensiero e di parola, sicurezza da ogni arbitrio governativo; il che significa che il potere legislativo e giudiziario debbono essere indipendenti quanto è possibile dall’esecutivo. In senso economico, la dottrina che sostiene non dover lo Stuto intervenire nelle relazioni economiche tra cittadini, grappi sociali, nazioni (mediante premi, dazi protettivi, ecc.), le sue funzioni non essendo nd industriali nd commerciali. Cfr. Royce, Psiohol. Rev., V, 1898, 188; © una serie di art. di vari autori in Reo. de metaph. et de morale, 1892-1893. Libero arbitrio. Lat. Liberum arbitrium indifferentia ; T. Willenafretheit; I. Freewill; F. "Libre arbitro. La libertà del volere, ossia la possibilità conoreta che l’uomo posscderebbe di determinarsi in modi svariatissimi ο indifferentemente, vale a dire senza legami con la necessaria azione delle cause determinanti. In altre parole, libero arbitrio vuol dire che la decisiono tra duo possibilità opposte appartiene esclusivamente alla volontà dell'individuo, senza che per nulla possano influire su tale docisione la pressiono multiforme ο continua dell'ambiente esteriore © la lotta interna dei diversi motivi e mobili. Arditrium, dice Pietro Lombardo, quia sino coatione et necessitate valet appetere vel eligero, quod ex rations decreverit. È Malobrancho : la puissanoe do vouloir ou de ne pas rouloir, ou bien de voulvir le contraire. E Bossuet: plus je recherche en moi-mémo la raison qui me détermine, plus je sens quo je n’en ai auoune autre que ma soule volonté; je sens par là clairement ma liberté, qui consinte uniquement dans un tel choiz. Libero arbitrio significa adunquo spontaneità, assenza di causalità ; ogni dottrina che ammette nell’ uomo il libero arbitrio dicesi indeterminiemo, contingentismo, 0 libertiemo. Anche i deterministi ammettono lu libertà del volere, ma semplicemento come una possibilità astratta: infatti essendo In libertà la possibilità di coordinaro i mezzi al compimento del fine, ed essendo la Lis  646  volontà non altro che la possibilità di una simile coordinazione cosciente, è chiaro che senza libertà non ο) ὃ nemmeno volontà non essendoci possibilità di coordinazione. Ma tale possibilità è puramente astratta, perchè nel caso conereto una data decisiono è l’effetto necessario di determinati motivi: astrattamente io posso ora scrivere e non sorivere, ma in realtà perchè smetta di scrivere occorre si verifichino quelle condizioni che non si verificano mentre scrivo. Oltre la maniera tradizionale di intendere il libero arbitrio ciod quale assoluta spontaneità, quale libertà@indifferenza,quale eocezione del principio di causalità ve n’ha una più moderna che lo intende come autonomia della ragione, dalla quale la volontà dipende. Per Kant l'autonomia è la volontà che, indipendentemento da ogni mobile, si determina da sò stessa ad agire, cioò in virtà della sola forma univeraalo della legge morale, fuori da ogni motivo sensibile; come la nostra conoscenza si regge sopra condizioni @ priori, così anche la nostra condotta morale deve dipendere dalla volontà morale © dalla sua legge morale; quindi drückt das moralische Gesetz nicht anderes aus ala die Autonomie der reinen praktischen Vernunft, d. i. der Freiheit, ossia la legge morale non esprime che l'autonomia della ragion pura pratica, vale a diro In libertà; l'autonomia del volero è quella proprictà del voloro, por cui osso è una logge a sè modesimo (indipondento da ogni propriotà dell’ oggetto del volere) ». Il principio dell’autonomia è dunque: scegliere in modo, che le massime della propria scelta siano nollo stesso tempo comprese nel volere medesimo conic legge nnivorsale. Secondo l’Ardigò ogni attività specitica è un'autonomia in quanto è la trasformazione della forza esteriore, dovuta alla proprietà di cui ogni essere è dotato, cioè alla costituzione naturale dell’ essere stesso: è un’ autonomia perchè la forza esteriorehadovutotrasformarsi secondo la proprietà dell’ essere, il quale per tal modo trova in sè  647  118 stesso la ragione e la possibilità di operare. L’autonomia del vegetale è la vita, del bruto è la priche, dell’uomo è l’idea, che è l’autonomia massima, perchè è la formazione naturale più complessa, che si sovrappone, in quanto tale, alle formazioni inferiori, dominandole, e rappresenta la maggiore specializzazione ο indeterminatezzs di azioni. L'autonomia è dunque libero arbitrio, pur non negando la legge universale della causalità: è arbitrio, in quanto è la forma speciale di attività, che ha in sò stessa la ragione di essere e domina le sottoposte, è libertà perchè non è la possibilità unica della eteronomis, ma è un numero svariatissimo di possibilità. Per il Bergson, invece, la libertà è lo stesso potere onde il fondo individunlo ο inesprimibile dell’ essere si manifesta © si crea nei propri atti, potere di oui noi abbiamo coscienza come d’una realtà immedintamente sentita, © che caratterizza un ordine di fatti in cui i concetti doll’ intelligenza, in special modo l’idea di determinazione, pordono ogni significato: si chiama libertà il rapporto dell’ io concreto con l'atto che osso compie. Questo rapporto à indefinibile, precisamente perchè noi siamo liberi: si analizza infatti una cosa, ma non un progresso; si decompone l'estensione, ma non la durata... Per ciò ogni definizione della libertà darà ragione al doterminismo ». Cfr. P. Lombardo, Opera omnia, 1855, t. II, d. 25, 5; Malebranche, De la rech. de la verité, 1712, I, p. 1; Bossuet, Traité du libre arbitre, 1872, e. II; Kant, Arit. d. prakt. Vorn., 1878, 1, $8, e Grundl. 2. Met. d. Sitt., 1882, p. 67; Fonsegrive, Eseat sur le libro arbitre, sa théorie et son histoire, 1889; G. Biuso, Del libero arbitrio, 1900; Ardigò, La morale dei positivisti, 1892, p. 118 sogg.; Bergson, Essai sur les données imm. do la conscience, 1904, p. 167 (v. determinismo, indelerminismo, libertà, epontaneità, fatalismo, scionza media, motivi, causalità, ecc.). Libero esame. È una delle forme della libertà di coscienza, e consiste nella facoltà di costruire da sè stesso Lis  648  il sistema delle proprie credenze, o nello scogliere quelle tra le credenze già costituite cho più talentano, senza che alcuna autorità le imponga con violenza sia fisica che morale. Libertà. T. Freiheit; 1. Liberty, Freedom; F. Liberté. Designs, in generale, l'assenza di ostacoli al compimento di un fine: siccome poi all’ assenza di ostacoli corrisponde la possibilità di coordinare i mezzi al fine, così per libertà si può anche intendere la possibilità di coordinare i mezzi necessari al compimento di un fine. Quando però à attribuita agli esseri incoscienti, non essendo quivi possibile la concezione del fine, designa soltanto l'assenza d’ ostacoli al compimento d’una azione: ad es. un corpo dicesi libero quando nessun ostacolo si oppone al suo movimento. Kant chiama libertà intelligibile, 0 nowmenica, ο trascendentale, quella che consiste in ciò, che l’esplicazione d’ogni fonomeno dato è duplice: a) in quanto questo fenomeno appare nel tempo, si deve collegarlo a fenomeni anteriori dai quali risulta, secondo leggi che lo determinano rigorosamente in rapporto a questi; b) i fenomeni così collegati non essendo cose in sà ma semplici rappresentazioni, hanno inoltre delle cause non temporali che non sono fenomeni, © il loro rapporto a codeste cause costituisce la libertà. Riguardo alla libertà umana si suol distinguere: 1° la libertà psicologica ο libertà morale, che non è altro che la libertà del volere, ossia la possibilità di determinarsi senza motivo o di scegliere liberamente fra motivi di egual forza; 2° la libertà fisica che non è se non la semplice possibilità dei movimenti del corpo; ne è privo chi è colpito du paralisi, atassia locomotrice, acinesia, eco.; 3° libertà personalo che è la stessa cosa della precedente, ma dipendo da cause esteriori all’individuo; manca di essa chi è in carcero; 4° libertà cirile cioò la possibilità di esercitare i diritti civili; 5° libertà politica che consiste nella facoltà dei cittadini di governarsi con proprie leggi. Alla libertà politica,  649  Lis-Lin intesa in senso largo, cioò quale facoltà concessa come tto universale agli individui di esercitare la propria uttività con la maggior sicurezza, appartengono: la libertà di coscienza 0 di pensiefd, che è la libertà degli individui di manifestare le proprie opinioni, di difenderle, propagarle criticando le contrarie, tenendosi lo Stato assolutamente neutro, specie in materia religiosa; la Ubertà di stampa, che è la forma più alta ο più moderna della libertà di coscienza; la Ubertd di parola, la libertà d’ associazione, 900., che sono tutte forme della libertà di pensiero. Cfr. Spiποσα, Ethica, IV, 68, ο tutto il 1. V De liberiate; A. Comte, Catéohieme, positiviste, 4e entretien; Déolaration dee droite de l'homme, 1879 art. 11; Kant, Krit. d. prakt. Vernunft, Kritische Beleuchtung, dal $ 7 alla fine; A. Fonillée, Liberté et determinisme, 5° ed. 1907; F. Masci, Coscienza, volontà, libertà, 1884. Libertismo. I. Libertarianiom ; F. Libertieme. Si adopera talvolta invece di indeterminiemo, per designare tutte quelle dottrine che ammettono la libertà del volere. Fn usato dal Bergson per designare la categoria di dottrine di cni fa parte il suo sistema. Cfr. Revue de métaph. et de morale, vol. VIII, p. 661 (v. necessitiemo). Linguaggio. T. Sprache; I. Language; F. Langage. Iu senso generale è linguaggio ogni espressione degli stati interni di un essere vivente ad un altro, mediante sogni o movimenti. In senso più stretto è un sistema di segni, adeguato a significare i pensieri che i membri d’una società vogliono comunicarsi; codesti segni, essendo sempre uguali, servono appunto a legare e rievocare gli elementi sempre diversi delle rappresentazioni, da cui si formano le idee generali: Ciò cho la natura, dice l Ebbinghaus, non offre all’uomo, cioò dei segni costantemente simili, congiunti regolarmente alle percezioni per metà identiche e per metà variabili, egli l’ha creato ricavandolo da sè stesso. L'uomo ha trovato così il mezzo per estendere il Lin  650  pensiero astratto e condurlo al più alto punto di perfezione imaginabile. Codesta creazione è il linguaggio ». Porò secondo la dottrina religiosa il linguaggio non sarebbe già una creazione dell’uomo, bensì ffn dono immediato fatto da Dio all'uomo; secondo un’altra dottrina il linguaggio sarebbe una scoperta ο una invenzione fatta da principio da un uomo di genio; invece per la moderna psicologia il linguaggio è un prodotto psicologicamente necessario ed evolutivo della coscienza collettiva. I linguaggi si distinguono in naturali © artificiali ο convenzionali: nei primi l'associazione tra il segno e l’idea è spontanea, involontaria, tanto per colui che significa, quanto per quello cui vien significato ; nei secondi invece questa doppia associazione è arbitraria. Sono linguaggi naturali la mimics, l’onomatopea, e, in genere, i segni emosionali o patognomici, che esprimono al di fuori le emozioni dell’animo; sono artificiali tutti gli algoritmi e i linguaggi articolati evoluti. Secondo 1 ipotosi di Darwin e Spencer, il linguaggio convenzionale ha origine dal naturale: dapprima gli uomini si servivano del gosto indicativo ο imitutivo, poi nd esso accompagnarono il suono pure imitativo (onomatopea), infine, utilizzati più largamente i movimenti del gesto e dell’ articolazione, sorso il linguaggio a forma fonetica, in oui ciascun carattere è il segno d’un suono. La forma fonetica fu preceduta dulV ideografica, in cui ogni carattere osprime direttamento un’ idea, o dalla mimica cioò dal gesto. Si distinguono anche tro tipi fondamentali di linguo: le monosillabiche composte di sillabe ciascuna delle quali rappresenta un’ idea ustratta; lo agglutinanti composte di radici ciascuna delle quali esprime o una idea generale o una accessoria; lo lingue a flesione composte di parole ciascuna delle quali esprime un’ iden principale modificata da una accessoria. Dicesi linguaggio emozionale quell'insieme di modificazioni organiche e di movimenti istintivi, che costituiscono l’aspetto fisico delle emozioni, ο, in quanto appaiono este 651  Lim riormente, servono a indicare le corrispondenti emozioni, per l’esperienza che ne abbiamo. Dicesi linguaggio interiore la successione dello imagini verbali, con cui si suole esprimere una serie di pensieri, ma che rimangono allo stato psicologico, senza dar luogo ai movimenti vocali, quando tali movimenti importerebbero una perdita di tempo e di forza. Cfr. Marty, Uber den Ursprung der Sprache, 1896; H. Paul, Prinzipien der Sprachgeschichte, 3* ed. 1898; Renan, L'origine du langage, 1858; Saint-Paul, Étude sur le langage intérieur, 1892; H. Bachs, Cerveau et langage, 1905; Ebbinghaus, Psychologie, trad. franc. 1912; H. Piéron, La nuova concesione dell afasia, Rivista di scienza », 1909, VI, 420 segg. (v. grammatica, emosionale, grafo-motore, amnesia). Limitativi (giudizi). T. Beschränkonde Urthcile. Sotto il rispetto della qualità il Kant distingue i giudizi in affermativi, negativi, e limitativi ο indefiniti, la cui formula è: .4 è un non B. Questi giudizi hanno il predicato negativo a differenza dei negativi che hanno la negazione nel verbo; perciò il soggetto è pensato nell’ estensione di un concetto indeterminato, che ha la sola determinazione negativa di essere al di fuori di un concetto positivo e determinato. Quindi tali giudizi sono limitativi in quanto limitano l’estonsione del predicato possibile di 4, essendo enso predicuto posto al di fuori della estensionedi 8; ο sono indefiniti in quanto non determinano a quale nozione, posta fuori dell'estensione di B, si riferisca il soggetto .1. Ora, siccome l’includere una nozione nella sfera, sia pure indefinita, degli esclusi dall’estensione di un’altra no: costituisce un atto positivo del pensiero, così il giudizio limitativo non può confondersi col negativo. l’erò questa dottrina fu molto combattuta e per molti logici il giudizio indefinito è la stessa cosa del negativo. Cfr. Kant, Krit. d. rei. Vernunft, ed. Reclam, Osservazioni sulla tavola delle forme del giudizio, $ 1. Lim-Loc *  652  Limitazione. T. Beschränkung, Limitation; I. Limitation; F. Limitation. Una delle categorie di Kant; essa si subordina, insieme alla realtà e alla negazione, alla categoria della qualità. Limite. T. Grenze; I. Limit; F. Limite. Originariamente il punto, la linea o la superficie assunta a determinare la separazione tra due porzioni di spazio; esteso poi per metafora al tempo, all’azione, alla conoscenza, 900. Terminus sive limes est id, dice Chr. Wolff, ultra quod nihil amplius iure conoipere licet ad candom pertinens.  Nella psicologia dicesi limite dell? eccitamento il grado minimo d’ intensità dell’ eccitazione al quale corrisponde l'intensità minima della modificazione di coscienza, e sotto il quale la sensazione non ha più luogo; d’uso più comune è l’espressione soglia della coscienza, proposto dall’ Herbart.  Nella gnoseologia dicesi limite della conoscenza, la determinazione della sfera del conoscibile. Perciò Kant chiama il noumeno, e precisamente quello in senso negativo, un concetto limite, in quanto, sebbene si presenti necessariamente al nostro pensiero, tuttavia è affatto indeterminato, servendo a limitare le nostre cognizioni entro i fenomeni: Der Begriff eines Noumenon ist bloss cin Grenzbegriff, um die Anmassung der Sinnlichkeit einzuschränken, und also nur von negatirem Gebrauche.  Nella matematica dicesi limite una grandezza finita a cui una grandezza variabile può avvicinarsi indefinitamente senza poterla mai superare. Cfr. Wolf, Philosophia prima site ontologia, 1836, $ 468; Kant, Kr. d. rei. Vernunft, p. 235; Wundt, Physiol.-Paychol., 43 ed., I, }. 334 segg. (v. inconcepibile, inconoscibile, subminimali). Localizzazione. Ί. Localisation ; I. Localisation ; F. Localisation. Processo psicologico con cui ci rappresentiamo lo qualità sensibili, e quindi gli oggetti percepi occupanti nel nostro corpo, o in rapporto ad esso, una posizione spaziale determinata.  Dicesi looalizzazione nel passato il processo psicologico mediante il quale si determina  653  Loc il tempo relativo ai nostri ricordi.  Nella logica dicesi localizzazione o looasione quest’ operazione mentale, che consiste nel richiamare l’idea della classe alla quale l’oggetto appartiene, o, in altre parole, nel collocare un’ idea in una più generale in cui è compresa. È una delle indienzioni definienti, e viene usata per quelle nozioni che in sò stesse sono indefinibili o che non sono ancora sufficientemente conosciute per poter essero definite. Cfr. Ribot, Maladies de la memoire, C. 1; Bain, The Senses and the Intelleot, 8° ed., p. 415 segg. Localizzazione cerebrale. T. Corticale Localisationen ; I. Cerebral Localisations; F. Looalisations cérébrales. Dottrina secondo la quale le diverse attività psicologiche, sensazione, memoria, linguaggio, ece., corrispondono al fanzionamento di centri o zone determinste della corteocia cerebrale. Il Gall fa il primo a considerare il cervello come un’ insieme di organi distinti, in ciascuno dei quali ha sede una determinata facoltà; ma la sua frenologia, fondata su eriteri * cervellotici, non è più accettata da alcuno. Tuttavia, con la scoperta fatta in seguito’ del centro della favella nella seconda circonvoluzione frontale sinistra, e cogli ulteriori progressi dolla fisiologia sperimentale, il concetto delle localizzazioni cerebrali è risorto: nel senso però che, so esistono gruppi cellulari distinti con speciali fanzioni psichiche, ciò non esclude che a un dato fatto psichico, specio fra i più elevati, non contribuiscano più centri, essendo il cervello un'unità, una associazione di parti sinergiche, non già nn mosaico di piccoli cervelli. Quanto alla determinazione locale dei vari centri psichici, essa è ancora molto incerta, ο varin a seconda degli osperimentatori. Cfr. Broea, Sur la siège de la faculté du langage articulé, 1861; Nothnagel u. Nauyn, Ueber die Localisation d. Gehirnkrankheit, 1887; Ferrier, The Funotions of the Brain, 1876; Mnnk, Ueber die Functionen der Grosshirnrinde, 2* ed. 1890 (v. frenologia, grafo-motore, centro). Loe  654 Logica. Gr. λογική; T. Logik; I. Logic; F. Logique. Si può definire come la scienza delle forme del pensiero in quanto sono ordinate alla conoscenza; oppure come la scienza che ha per oggetto di determinare quali, tra le operazioni mentali dirette alla conoscenza del vero, siano valido © quali no; è dunque una scienza normativa, o precettiva, o dimostrativa. Altri la considerano come scienza ed arte ad un tempo, o come la scienza dell’arte del pensare; scienza in quanto fissa dei principi, arte in quanto insegna ad applicare delle norme. Secondo alcuni la logica è scienza puramente formale, cioè considera soltanto la forma del pensiero, il modo come gli elementi di questo sono fra loro combinati; secondo altri è anche materiale, cioò riguarda anche il contenuto del pensiero. Forse l’opiniono più ragionevole è quella di coloro che nella logica riconoscono entrambi questi caratteri, inscindibili l’ uno dall'altro, e giudicano che una logion puramente formale non servirebbe alla scienza, ο una logica puramente materiale si confonderebbe col sapere obbiettivo, cioè con la scienza. Si suol distinguere là logica naturale, ossia la logion spontanen che ciascun omo porta con sò, dalla logien riflessa ο scientifica; la logica docens © la logica utens, In prima dello quali à la scienza delle forme del ponsiero, la seconda l’arte delle forme stesse in quanto praticata. Dicesi logica pura sia la logica formale, sin la logica propriamento detta in quanto distinta dalla psicologia delle funzioni mentali dirette alla conoscenza, sia, in senso kantiano, l’analisi critica dei principî puri dell intendimento; login genetica lo studio genetico della conoscenza, considerata come funzione psichica; logica reale il modo di ragionare in quanto effettivamente #’asereita. Ordinarinmente la logica è distinta in duo parti: Ja prima tratta dello forme logiche elementari, cioè del concetto, del gindizio e del raziocinio, la seconda tratta dell’ applicazione dello forme logicho ni fini spociali delle scienze, e costitui 655  Loe sce la metodologia. Aristotelo è considerato a buon diritto come I’ inventore della logica, la quale, tolti i metodi inventivi, è rimasta fino ai nostri giorni quale egli la concepì ed espose nei sei libri ad essa dedicati, che i suoi discepoli chiamarono poi Organo. Prima di lui se ne ha soltanto qualche scarso accenno nei sofisti e nella dialettica platonica; la logica indiana del Nyäya di Gotama, se fu anteriore ad Aristotele, non fa certo da lui conosciuta, nè alcuna efficacia ebbe sul movimento intellettuale europeo. Dopo di Aristotele, lo stndio della logica continuò sia nei suoi discepoli ο continnatori, sia nelle scuolo contrario, specialmente negli stoici, che per i primi le diedero il nome che poi ebbe sempre; nel loro sistema essa contituiva la parto fondamentale, procedendo la fisica ο l’etica. Attraverso tutto il mondo antico l’antorità della logica aristotelica durò immutata; e si accrebbe ancor più durante Veta di mezzo, specialmente dopo che Alberto Magno © S. Tommaso so no fecero commentatori, valendosi degli importanti Invori degli Arabi. Col cadere del dispotismo aristotelico, verso la fine del sccolo XV, anche 1’ Organo decadde. Bacone, incolpandolo di aver arrestato fino allora il progredire della scienza, gli contrappone un Nuoro Organo, una nnova logica, che si fonda non più sul sillogismo ma sull’induzione. Per vero, la teoria dell’ induzione era conosciuta anche da Aristotele, che l'aveva ancora applicata; Bacone non fece che allargarno l'applicazione e fiasarne le regole, che più tardi furono ridotto n forma più rigorosa ο precisa dallo Stuart Mill. Ancho la riforma del metodo propugnata da Cartesio, o seguita poscia dai suoi fedeli discopoli di Porto Reale, non intaccava la logica aristotelien, in quanto non facova cho aggiungervi un metodo per scopriro la verità. Ma da allora in poi lo studio della logica decaddo: ridotta a una semplice arte, fu confusa colla psicologia, e soltanto la chiara distinzione fatta dal Kant tra la forma e la materia della conoscenza, valse à Loc  656  ricondurla alla primitiva purezza di scienza formale. Nel secolo XIX molti ed importanti lavori furono pubblicati sulla logica, rimanendo pur sempre intatto il fondo aristotelico: basterà ricordare, oltre quelli dello Stuart Mill, del Bain, del Wundt, Ia teoria della quantificazione del predicato dell’Hamilton, e il tentativo di applicare alla logica i metodi ο le formule della matematica. Questo tentativo ha dato origine a un largo movimento di studi, in virtà dei quali la logics formale, prendendo in prestito dall’algebra il metodo e il simbolismo, si è costituita sotto la.doppia forma di calcolo delle classi e di calcolo delle proposizioni, ritrovando tra i due rami sorprendenti anslogie ed estendendosi in modo da divenire una logica genorale di tutte le relazioni; e siccome i rapporti più semplici © più elementari si trovano nelle teorie matematiche, era naturale che si applicasse ad analizzare ο verificare il concatenamento delle proposizioni e a dimostrare gli assiomi matematici, riducendoli a principi puramente logici. Questa parentela tra la logica 6 la matematica, già intuita dal Leibnitz, si converte per alcuni in una vera e propria identità originaria; tale concetto è sostenuto ad os. dal Russel, per il quale tutte le proposizioni matematiche ai fondano su otto nozioni indefinibili e venti principi indimostrabili, che sono anche le nozioni primitive ο i principt della logica. Altri filosofi contemporanei vanno ancora più in là, facendo della logica la base non solo della matematica, ma anche dell’otica e dell'estetica, e in generale d'ogni forma di cognizione; così per il Cohen anche nel campo della moralità ο dell’arto vi sono conoscenze pure, il cui fondamento deve ricercarsi nel pensiero e che solo nell’ idea ritrovano la consapevolezza di sb medesimo, die Idee dat dar Selbstbewusstsein des Begriffe. Un nuovo indirizzo della logica, opposto, în certo senso, a quelli ora ricordati, è rappresentato dalla logica psicologica, che allo studio astratto del pensiero puro vuol sostitnire l’ analisi della realtà  657  Loa concreta e vivente del pensiero cho si svolge negli individui singoli, la conoscenza della funzione conoscitiva nelle sue forme ascendenti di sviluppo, e non solo nel momento strettamente logico o discorsivo, ma anche nelle suo forme prelogiche. Questo concetto è sostenuto specialmente dai prammatisti, secondo i quali la logica è stata finora una pseudoscienza di quel processo non esistente e impossibile, che suol chiamarsi pensiero puro, in nome del quale ci si è imposto di bandire dalla nostra mente la più piccola traccia d'interesse, di desiderio, d’ emozione, come la più perniciosa causa d’errore; invece non v’ ha ragionamento che non abbia origine da una interna passione dell’animo, che non si fondi sopra una credenza più o meno sentimentale, sopra un bisogno soggettivo. Anche per il Baldwin accanto alla logica formale ο aristotelica, che si propone di riconoscere le leggi del ragionamento valido partendo da alcuni presupposti psicologici, e alla logica deduttiva © dialettica, che cerca d’identificare il pensiero e la realtà, anzi di dedurre uno dei due termini dal’ altro, deve sorgere una logica induttiva, psicologica, genetica, che deve considerare il pensiero come un principio vivente, attivo nel mondo, che compio il lavoro che è destinato a fare, © costituisce uno sforzo nel movimento dell'universo dello cose, che la scienza © la filosofia aspirano a conoscere >. Cfr. J, Stuart Mill, A System of Logic, 63 od. 1865; A. Bain, Logic, Deductive and Inductive, 1870; Hamilton, Lectures on Logic, 1860; Wundt, Logik, 33 ed. 1893-1895; Prantl, Geschichte der Logik im Abendlande, 1855-1870; Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1862; Rosmini, Logica, 1853 ; Galluppi, Lezioni di logica e metafisica, 1854; Masci, Logica, 1899; Liard, Les logiciens anglais contemporains, 1878; Dewey, Logioal conditions, 1903; Baldwin, Thought and thing, vol. I, 1906; Russel, The principles of mathematics, vol. I, 1903; B. Croce, Logica come acienza del concetto puro, 1909 ; P. Harmant et A. Van de Waele, Les principales théories de la 42  RanzoLı, Dizion. di scienze filosofiche. Loa  658  Logique contemporaine, 1909 (v. oanonéoa, geometria, logistica, dialettica). Logicismo. T. Logieismus; I. Logioism; F. Logioieme. Dottrina che fa della logica il principio ο il fondamento @ ogni filosofia; tale sarebbe, ad esempio, la dottrina del Cohen, per il quale la logica è la base non solo della matematica, ma anche della morale, dell'estetica ο di tutte la filosofia, perchè il pensiero puro è l’attività generatrice @ ogni processo reale 6 d’ ogni suo fondamento. Però è termine d’uso raro ed equivoco; 8’ applica talvolta, impropria» mente, al sistema hegeliano. Non è da confondere con logiamo, vocabolo col quale ο) indica ogni pensabile, in quanto promuove l’attività raziocinativa, deliberativa, riflessa delV individuo: Un fenomeno psichico, dice l’Ardigò, è un eatema o un conscio sotto un riguardo ; è un’ idea ο un tipo sotto un altro; od è un logiomo o una cogitazione energetica sotto un altro ». Cfr. Cohen, Syst. d. Philosophie, 1902, I, p. 37 segg.; Ardigò, Estoma, idea, logismo, Riv. di filosofia », maggio 1911 (v. panlogiemo). Logico. T. Logisch; I. Logioal; F. Logique. Qualcho volta si oppone a pricologico 9 a gnoseologioo, per indicare il pensiero in quanto non lo si considera in sò stesso, come un'attività dello spirito (psicologico) nd in rapporto all'oggetto (gnoseologico), ma come mezzo delle conoscenze modiate, che condnco alla verità o all’ errore a seconda che è adoperato bene o male. Si oppone anche a morale: In certenza logica è quella che si fonda sopra dei ragionamenti dednttivi, la certerza morale invece quella che non può essore dimostrata, fondandosi sul sentimento dell’ individno. In generale dicesi logico tutto ciò che è conforme alle esigenre dolla ragione. Logistica. T. Logistik; I. Logistic; F. Logistique. Nome proposto al Congresso di filosofia di Ginevra, 1904, da Itelson, Lalande e Couturat, per indicare la logica simbolica, Ὁ matematica, 0 algoritmica. Cfr. L. Conturat, Compte rondu  659  Loe du deuxieme Congrès de philosophie, Revue de métaph. et de moral », 1904, p. 1042. Logorrea (λόγος == discorso, péw = scorro). È un fenomeno che si avvera in varie malattie mentali o consiste in una fuga di parole, determinata da questi tre fatti: 1° incapacità del malato di tener ferma la propria attenzione sopra le singole immagini; 2° seguirsi di idee associate tra loro soltanto da rapporti esterni; 3° eccessiva facilità con cui queste idee si traducono nell’ espressione verbale. La logorrea non è da confondere con la logoclonia, che indica quel disturbo del linguaggio, che si osserva nella paralisi progressiva, e consiste nella frequente ripetisione di parole come da una serie di movimenti clonici degli organi della favells. Cfr. E. Kraepelin, Trattato di psichiaria, trad. it., p. 158 segg. (v. ideorrea). Logos. Gr. Λόγος; T. Logos; I. Logos; F. Logos. Significa, in greco, parola e discorso; ora, siccome la parola è la. rivelazione del pensiero, e il pensiero stesso è, come dice Platone, il discorso che la mente fa con sè intorno alle coso che considera, così lo stesso termine passò a significare l'intelligenza, la ragione: quod graece λόγος dicitur  osserva S. Agostino -latine et rationem et rerbum significat ». Eraclito chiama λόγος la ragione cosmica, in virtà della quale tutto accade ο alla quale ogni cosa à sottomessa. Aristotele intende per λόγος sia il concetto sia la ragione, e distinguo l’é£w dal ἔσω λόγος, che è nel“l’anima; l'2pSòc λόγος è poi la retta ragione, il giusto senso morale. Platone distingue nell’ anima umana tre parti: la ragione o Logos, che è la signoreggiante ed abita nel capo; l’animo ο θυμός (l’animus dei latini) che ha sede nel petto; infine la parte appetitiva, o ἀπιθυμία, che ha sede nella regione addominale. Per gli Stoici il Logos è ad un tempo il principio attivo intrinsecato nel mondo, Dio, e il fuoco artefice: esso raduna le ragioni individuali © le ragioni seminali, perciò è Logos comune 9 Logos sperLor-Lum  660  matico. In Filone il concetto del Logos non è ben definito, essendo ora una funzione di Dio, ora un’ ipostasi ; esso è Logos inarticolato in quanto racchiude le potenze di Dio, Logos articolato in quanto manifestazione particolare del mondo delle idee. Per Plotino, infine, il Logos è l’immediata produzione dell’ Uno, l'intelligenza che rappresenta l’immagine o la parola di Dio, Col cristianesimo il Logos diventa l’eterno figlio di Dio, in cui la sapienza e il potere di Dio sono manifestati, e che s'incarna nella persona del Gesù storico. Hegel chiama Logos il concetto, la cosa esistente in sè © per sè, la ragione di ciò cho è: diean und für sich seiende Sache, die Vernunft dessen, was ist. Cfr. Heinze, Die Lehre vom Logos in d. griech. Philos., 1872; Eraclito, Fram. 2; Aristotele, Anal. post., I, 10, 76 ὃ, 24; Stein, Die Psychologie d. Stoa, 1886-1888, t. I, 49 segg.: Harnach, Dogmengeschiohte, 3° ed. 1894, I, 488, 491 segg. (v. omanatiemo, demiurgo, noo). Lotta per la vita. Con tale espressione (struggle for life) il Darwin designava la concorrenza per le condizioni necessarie d’esistenza, che si verifica tanto tra gli animali come tra i vegetali, e che, determinando la selezione naturale, è fattore essenziale dell'evoluzione tanto in un regno che nell’ altro. Infatti in codesta lotta per l’esistenza soccombono i meno adatti, i quali perciò muoiono senza lasciare discendenti, mentre vincono, sopravvivono ο si riproducono i più adatti: ne sortiranno quindi delle generazioni che recheranno, sempre più rafforzati per l’eredità, quei caratteri per cui i loro antenati riportarono la vittoria sui loro competitori. Darwin, On the origin of Species by means of natural Selection, 1859; De Lanesson, La lutte pour l’ezistence et l’évolution des sociétés, 1903 (v. adattamento, selezione, variabilità, darwinismo, ecc.). Lume naturale. Lat. Lumen naturale; T. Natürliches Licht; I. Natural light; F. Lumière naturelle. Sinonimo di ragione, in quanto insieme di verità evidenti per sò stesse ;  661  Luo si oppone al lumen gratia, che ha origine dalla rivelazione largita da Dio agli nomini; quella è detta anche lumen inferins, quosta lumen superius. L'espressione è di largo uso presso gli sorittori cristiani dei primi secoli, e rimase poi sempre, sia nel linguaggio teologico che in quello filosofico. Così Cartesio chiama lumen naturale la capacità di aver ideo chiare ed evidenti delle verità teoretiche, anche indipendentemente dall’osperienza. Fénelon: cette lumière ait, que les objecte sont vrais; il ne faut point la chercher au dehors de soi: chacun la troure en soi-même. Leibnitz: pour revenir au vérités neossaires, il cat généralement vrai, quo nous ne le connoissone que par cette lumière naturelle, ot nullement par les expériences des sons. Cfr. Β. Agostino, De baptismo parv., I, 25; Cartesio, Medit., III; Fénelon, De Vexistence ot des attribute de Dieu, 1861, p. 152 segg.; Leibnitz, Nouveau essais, 1704. Luoghi comuni. Gr. Τόποι: Lat. Loot communes; T. Gemeinplätze; I. Commonplace topics; F. Lieux commune. Nella logioa si designano con questo nome i titoli generali sotto cui possono essere riportati i differenti modi d’argomentazione che si usano nelle discussioni. L’ espressione di luogo comune è propria dei latini (loci communes) ; con essa infatti Cornificio tradusse per la prima volta, secondo V Encken, la parola topica che Aristotele aveva adoperato per intitolare un suo libro, nel quale sono appunto indicati i Inoghi ove si trovano gli argomenti, che si adoperano nella ricerca non del vero, ma del verosimile. I luoghi comuni onumerati da Aristotele, ciod la definizione, il genere, il particolare, 1’ accidente, eco., furono poi detti intrinsoci, ai quali si aggiunsero gli estrinseci, cioè le leggi, i titoli, il giuramento, la testimonianza, eco. Cfr. Logique do Port-Royal, parte 93, cap. XVII; R. Eucken, Gesohichte d. philosophisoen Terminologie, 1879, p. 51. Luogo. Gr. Τόπος! T. Ort; I. Place; F. Liew. Indica in generale In situazione, il posto occupato dai corpi; si Luo-Mac  662  distingue quindi dallo spazio e dall’estensione. Per gli atomisti invece, luogo è sinonimo di vuoto ο di spazio, essendo da essi lo spazio concepito come un reale, al pari della materia, ciod il puro luogo, l'estensione pura. Cartesio distingue il luogo esteriore dal luogo interiore: questo è lo spazio occupato da un corpo, vale a dire il corpo stesso in quanto ha per attributo l’estensione, quello è la semplice situazione di tale spazio, determinata dallo relazioni che ha con gli altri corpi. Cfr. Cartesio, Principes de la philosophie, II, 14 (v. estensione, inane). M M. Nolla notaziono usuale dei sillogismi designa il tormine medio. Nei versi mnemonici i cui termini designano i modi validi delle quattro figure del sillogismo, è adoperata per designare che la ridnzione d’un modo delle tre ultime figure ad uno della prima, deve essere fatta medinnte la metatesi delle promesso. Ad es. il modo inCalemes della quarta figura deve in tal guisa essere ridotto al modo in Celarent della prima (v. sillogismo, modo, premessa, termini, conversione). Macrocosmo.Gr. paxpò; = grande, κόσμος = universo ; T. Macrocosmus; I. Maorocosm ; F. Macrocosme. Questa parola si trova da principio nei medici greci e fu popolarizzata in Occidente da Boezio, secondo 1’ Eucken. Si usa solitamente per designare 1’ universo, in corrispondenza al microcosmo, che è }’ essere individuale, il quale considerato isolatamento presenta un tutto sistematico, come un colo universo. Il concetto della corrispondenza tra V individuo ο il tutto trovasi già in Platone, in Aristotele, negli Stoici, poi in Boezio, Cusano, G. Bruno, Leibnitz. Così per Bruno, non solo l’uomo ma ogni monade o sostanza individuale è una manifestazione immediata dello vita infinita: l’universo ha in ed tutto l'essere ο tutti i modi di ca 663  Mac sere;... ed ogni cosa dell’ universo comprende in suo modo tutta l'anima del mondo, la quale è tutta in qualsivoglia parte di quello. Ugualmente per Leibnitz ogni monade individuale riflette in sò come uno specchio tutto } universo, Cfr. Stein, Die Psyohol. d. Stoa, 1886-1888, I, 207, 441; G. Bruno, De la causa, principio e uno, in Dialoghi metafisici, 1907, p. 242, 244; Leibnitz, La monadologia, 1714. Maggiore. T. Oberiegrif, Maior; I. Major term; F. Majeur. Nel sillogismo dicesi maggiore il termine che ha l'estensione maggiore, © maggiore la premessa che contiene, come soggetto o come predicato, il termine maggiore. Nei sillogismi ipotetici o disgiuntivi la maggiore è quella delle due premesse cho contiene l'ipotesi o la diagiunzione. Nella conclusione il termine maggiore fü sempro da predicato (v. termini). T. Magie; I. Magic; F. Magie. Nollo religioni primitive è un insieme di pratiche (incanti), che conferiscono ad un individuo o ad un gruppo di individui il potere eccezionale di operare miracoli e prodigi, sia nell’ interesse dell’ individuo sia in quello della comunità. Secondo una dottrina ormai caduta, la religione sarebbe derivata dalla magia e non ne rappresenterebbe che una specio ; secondo un concetto più scientifico, i riti magici non sono che una degenerazione dei riti roligiosi, operatasi, in virtù di cause particolari, solo in alcuni popoli orientali. Nel Rinascimento la magia assunse carattere di dottrina filosofica e religiosa, e si diffuso nel mondo occidentale specie por opora di Cornelio Agrippa; essa era un insieme di principi o di norme pratiche tendenti a sviscerare o dominare lo forze divine che si occultano nella natura. Si distingueva in: elementare, cho scrutava lo forze occulto degli elementi corporci ; celeste, che ricorcava l’ influsso dello stello; dirina, cho si valeva della fede e delle cerimonie religiose. Alla prima ricerca era di sussidio l’ alchimia, alla seconda l'astrologia, alla terza la tenrgia. Magia naturale dosignò per lungo . MAG-Mar  664  tempo la fisica sperimentale; Bacone indicava con tale espressione delle operazioni che dipendono dalla conoscenza della causa formale, in opposizione a quelle che non richiedono che la conoscenza d’ una causa efficiente, mentro il meccanismo intimo del fenomeno da produrre resta οὐculto, Cfr. M. del Rio, Disquisitionee magice, 1599, 1. I, cap. 2; Porta, Magia naturalis, 1558; Bacone, De dignitate οἱ augmentis scientiarum, 1829, 1. III, ο. 5; Frazer, The Golden Bough, 2* ed. vol. I, p. 62 segg., 220 segg.; C. Fossoy, La magie assyrienne, 1902; A. Lang, Magic and religion, 1901; Hubert et Mauss, Faquisse d’une théorie générale de la Magie, Année sociologique, VII, 1902-1903. Magnetismo animale. T. Thierischer magnetismus; I. Animal magnetism ; F. Magnetismo animal. Fluido che si credeva emanare dal sistema nervoso di certe persone, e inediante il quale si cercavano spiegare i fenomeni detti oggi di ipnotismo, di suggestiono © di telepatia. Ἡ nome ο l’idea di questo fluido, causa pretesa dell’ azione del pensiero a distanza, fu tolta per analogia del fluido magnetico, cui si attribuiva l’azione a distanza dei corpi elottrizzati. Cfr. Sallis, Der thierischo Magnetismus, 1887. Maieutica. Gr. Μαιευτική; T. Maieutik; I. Maieutios ; F. Maieutique. Nelle sue conversazioni filosofiche, Socrate usava due metodi o procossi: quello negativo dell’ ironia © quello positivo della maieutica, detta poi anche ostetricia. Dopo aver distrutto, col primo, le ragioni degli avversari, o averli convinti della loro ignoranza, egli li conduceva, per mezzo di opportune interrogazioni, a scoprire i vori che tenevano nascosti nelle profondità dello stesso loro spirito, li aiutava, insomma, a partorire (yatebopat) quelle idee che esistevano latenti in loro medesimi. Perciò l’ arto di Socrate non è di infondere in altri le idee proprie, ma di risvegliare nogli altri le loro stesse idee; |’ arte sua 80miglia dunque a quella di sua madre, la levatrice Fenarote, anzi è senz'altro un’ arte di lovatrice. Come le le 665  Mar vatrici aiutano a partorire le donne, dice Platono nel Teeteto, così egli gli uomini, con questa differenza però che egli non fa da levatrice ai loro corpi, ma alle loro anime partorienti ». E ciò prova come Socrate non avesse dottrine filosofiche determinate, che potesse ϱ volesse comunicare come maestro; aveva invoce vivissimo il sentimento della necessità del sapere, e questo voleva formaro ad ogni costo, facendo per ciò assegnamento sopra la suaabilità dialettica e sulla spoutaneità naturale, sulla primigenia attività dello spirito umano, che appunto con quella sua abilità si proponeva di secondare e di svolgere. Cfr. Platone, Teeteto, VI, 148 E segg.; Senofonte, Memor., IV, 4, 5-52; G. Zuccante, Intorno al principio informatore ο al metodo della filosofia di Socrate, Riv. di fil. ο scienzo af. », fobbraio 1902 (v. agonistica, eristioa, endeictioa, elenotica). Male. T. Uebel, Böse; I. Evil, Wrong; F. Mal. In senso genorico è tutto ciò che è oggetto di biasimo o di disapprovazione, tuttociò a cui la volontà ha diritto di opporsi per reprimerlo o modificarlo. In senso astratto, o metafisico, il male non è che una negazione, una imperfezione, una mancanza, 1’ opposto cioò del bene che è la perfezione, l'accordo tra il fine degli esseri e il loro sviluppo. Così per Plotino il male non è per sò stesso qualche cosa di esistente positivamente, ma è l'assenza del bene, il non essere; il non essere a sua volta è la materia priva di proprietà, lo spazio vuoto e oscuro. Anche per S. Agostino solo il bene ha una esistenza reale nel mondo, e il male nelle creature è una caduta, una mancanza, una privazione del bene; dottrina accettata poi da S. Tommaso, che considera il malo come la perdita di quel beno che un essere dovrebbe possedere, remotio boni privative aocepta malum dicitur, out privatio visue cavitas dicitur. Furono distinte due specie di mali: il male fisico, cioè il dolore, derivante sia da una alterazione del corpo, sia dai bisogni non soddisfatti della intelligenza e dell’affettività, ο il male moMax il  666  rale, che fa inteso in vari modi, o come trasgressione volontaria della legge prescritta dalla coscienza, o come il demerito, cioè il diritto al castigo come conseguenza dell’azione immorale compiuta, ο come l’ abbassamento della dignità individuale in seguito all’azione stessa, Nelle religioni dualistiche il male è concepito come un principio necessario, eterno ed assoluto come il principio del bene, © gli avvenimenti del mondo attribuiti alla lotta dei due principi contrari. La teodicea è quella parte della teologia che cerca scagionare la divinità dell’esistenza del male. Già con Platone o con gli stoici il problema della toodicen comincia ad essere trattato: si Deus est, unde malum? si non est, unde bonum? La soluzione più celebre di questo problema è dovuta al Leibnitz, che, raccogliendo ο coordinando gli argomenti svolti in precedenza dagli altri pensatori, sostiene casere il male una conditio sine qua non del bene: Il male, egli dice, si può intendere metafisicamente, fisicamente ο moralmente. Il male metafisico consiste nella somplice imperfezione, il male fisico nella sofferenza, il male morale nel peccato. Ora, quantunque il male fisico e il male morale non siano necessari, basta che in virt delle vorità sterne siano possibili. E poichè codesta immensa regione di verità contiene tutte le possibilità, è nocessario ci una infinità di mondi possibili, che il male entri in molti di ossi, ο che persino il migliore di tutti ne contenga; è ciò che ha determinato Dio n permettere il male ». Cfr. 8. Agostino, De civit. Dei, XI, 22; 8. Tommaso, S., I, q. XLVIII, art. 3; Chr. Wolff, Verniinftige Ged. v. Gott, 1733, I, § 1056; Leibnitz, Fesais de Théodicee, 1710, I, $ 23, 25 (v. ottimismo, pessimismo, dolore, sentimento). Mania. Gr. Mavia; T. Manie; 1. Mania; F. Manie. Per quanto sia vario il significato di questa parola, tuttavia la maggior parte degli alienisti la considerano ormai come una sindrome di malattie mentali, che può anche non aocompagnarsi a disturbi di coscienza, ed è caratterizzata da  667  Max grande varietà di umore, agitazione motoria, facile distraibilità, logorrea, esaltamento. Può essere oronica e transitoria; nel primo caso può durare non ostante lievi oscillazioni qualche anno, nel secondo caso poche settimane soltanto ο anche pochi giorni. Alcuni psico-patologi amnfettono anche una mania idiopatica, come psicosi autonoma caratterizzata da un accesso di stato maniaco, stabile ο “permanente, e la distinguono in due ‘gruppi: ipomania, ο eccitazione maniaca, consistente in una semplice esaltazione delle funzioni cerebrali e soprattutto del tono sentimentale, senza incoerenza, senza delirio, senza allucinazioni; delirio aouto, caratterizzato da grande agitazione, obnubilazione intellettuale, incoerenza caotica delle parole ο degli atti. Dicesi mania ragionanta quell’anomalia mentale, che si rivela con una sovrattività delle funzioni in-tellettnali, bisogno imperioso di agire e di muoversi, continua concezione di nuovi progetti in gran parte assurdi © ridicoli, prodigalità senza limiti, mendacio; mania degenerativa una psicosi degenerativa, caratterizzata specialmente da perdita più o meno completa del senso morale, idee ambiziose, tendenze distruttive. Cfr. Mendel, Die Manie, 1881; Krafft-Ebing, Die Melancholie, 1874; Magnan, Leçons oliniques sur les maladies mentales, 1899, p. 379 segg.; Campagne, Traité de la manie raisonnante, 1869; J. Finzi, Compendio di psichiatria, 1899, p. 149-78. Manicheismo.T. Manichäismus; I. Manicheirm; F. Manichéieme. Dottrina filosofica e religiosa, insegnata nel terzo secolo dell’ dra nostra da Mauicheo, sacerdote cristiano. Il fondamento di questa dottrina è il dualismo, per cui tatti i fenomeni dell’ universo sono attribuiti alla lotta fra due principî ugnalmente primitivi, eterni ed assoluti, il bene e il male; perciò dicesi anche manicheismo ogni dottrina filosofica che ammette due principi cosmici eoeterni, l'uno del bene, l’altro del male. Sembra però che nel manicheismo genuino il principio del male non fosse altro che la Man-Mas  668  materia, considerata come eterna, ma concepita come la negazione (privazione) opposta all’ affermazione, conformemente ad idee filosofiche già diffuse nel mondo antico. Cfr. 8. Agostino, Confese., VII, 3; F.C. Bauer, Manichälsches Religionssystom, 1881 (v. catari, dualismo, maedeiemo). Mantica (Μαντεύομαι --profetizzo). L’ arte di prevedere il futuro, arte che negli stadi inferiori della religiosità : è tutt'uno con la magia. Nella filosofia stoica ha grande importanza e costituisce una parte della fisica: secondo gli stoici, una causalità ineluttabile collega nel mondo tutte Je cose e gli avvenimenti, © tutti li conduce ad una causa prima, che è la causa delle cause, ciod Dio ο la necessità; dato questo legame, ogni avvenimento è segno di quello cho gli succede, lo preindica; ora l’anima umana, essendo una parte dell’ anima del mondo, della divinità, è capace di questa preindicazione o predizione, nella quale può essere anche affinata dallo studio ο dalla osservazione. Cicerone, nei libri De divinatione, ci ha lasciato molte notizie intorno a codesta arte. Cfr. F. Ogereau, Le systéme philosophique des Stoiciens, 1885, cap. IX (v. magia, profetismo). Marginale. T. Grens; I. Marginal; F. Marginale. Ciò che trovasi ai confini d’una regione, sia essa la coscienza, lu personalità, eco. In questo senso usansi anche in economia le espressioni utilità marginale, margine di coltivazione, eco. Cfr. F. Myers, Human Personality, 1903, I, Introd. $ 14; Fawcott, Manual of political theory, 1863, L II ο. IL. Massa. T. Masse; I. Mass; F. Masse. Nol linguaggio comune designa la quantità di materia contenute in un corpo, © questo fu anche il significato attribuitole dalla scienza. Però, siccome gli stati della materia sono molteplici, codesta quantità non può essero misurata dal volume dei corpi, che è mutabile, ma soltanto dal loro peso (p). Anche il pesa varia col variare del luogo ovo è valutato,  669  Mas-Mar mentre la quantità di materia rimane costante; ma siccome col variare del peso varia, e nello stesso rapporto, anche l’ accelerazione (9) dovuta alla pesantezza, e quindi il quoziente del peso d’ un corpo dovuto all’ accelerazione è una quantità costante, così nella meccanica razionale per massa si intendo: il quoziente che si ottiene dividendo il peso di un corpo per l'accelerazione dovuta alla pesantezza, essendo il peso e 1’ accelerazione misurati in un medesimo luogo: + = m. Però le nuove dottrine sulla costituzione elettronica della materia vengono modificando sempre più la nozione classica di massa; gli elementi degli atomi che si dissociano perdono non solo le qualità specifiche dei corpi da cui provengono, ma anche la massa, misurata dal peso, cosicchè ogni distinzione tra ponderabile © imponderabile viene a scomparire. Cfr. G. Le Bon, L'evolution de la matière, 1905, p. 14-15. Massimizzazione della volontà. È la formola suprems della morale utilitaria di Geremia Bentham. Ogni tomo è spinto ad agire dalla ricerca del massimo interesse proprio; ma siocome l'interesse di cisseuno è legato n quello di tutti per ls simpatia © la sanzione, così procacciando la felicità nostra noi sumentiamo la somma totale della felicità umana; perciò si diranno morali quegli atti che mirano a procacciare la massima felicità del massimo numero. Cfr. J. Bentham, Deontology. Matematica. Gr. Μαθηματική; T. Mathematio; I. Mathematics; F. Mathématique. La scienza delle relazioni astratte. I pitagorici, che usarono primi questo nome, designavano con esso tutto il conoscibile, tutta la scienza da loro possednta; e ciò è naturale, poichè essi consideravano il numero come l’ essenza stessa della cosa, e tutte le cose ed i fenomeni riducevano si numeri, alle combinazioni ο proprietà dei numeri. Mutati poi 1 criteri scientifici, ο sérte, con Aristotele, le scienze natnrali, l'oggetto della mateMar  670  matica fu ridotto ai numeri, alle figure, alle grandezze in genere, © alla determinazione dei loro rapporti. Tale è rimasto poi sempre l’oggetto della matematica, il cui o6mpito consiste, secondo il Comte, nella misura indiretta dei valori: tutti i calcoli matematici consistono nella risolazione di alcuni valori sconosciuti ο ricercati in altri conosoiuti ο dati; tra questi ultimi ο i primi deve esistere un rapporto reale o supposto ». Essa si differenzia da ogni altra scienza non tanto perchè si occupa soltanto della quantità, come perchè è scienza non causale, essendo lo sue verità fuori del tempo e indipendenti dalla nozione di forza. Nelle matematiche si distinguono: la matematica propriamente detta e la fisico-matematica, formata di elementi di matematica pura e di fisico, come la meccanica ο l'astronomia. La matematica propriamente detta si divido a sua volta in due gruppi, il primo dei quali comprende 1’ aritmetica, 1’ algebra elementare, 1’ algebra superiore, e riguarda soltanto le idee di quantità, di numero e di rapporto, senza supporle in alcun oggetto particolare © senza riferirsi alle nozioni di forma o di grandezza concreta; il secondo è costituito dalla geometria, che è la scienza delle proprietà dell’ estensione. Il metodo proprio dello scienze matematiche è quello deduttivo; 1’ induzione non ha in esse che rado applicazioni di cui 1’ esompio più importante è quello del Bernouilli, detto della conclusione da n ad n + 1. L'importanza della matematica tra le altro scienze va sempre più crescendo, 9 sempre più generale si va facendo l’ applicazione dei suoi metodi agli altri campi del sapere. Ciò massimamente perchè la quantità è una proprietà essenziale della realtà, © le qualità doi fenomeni sono quasi sempre dipendenti dalla quantità. Ciò non toglie che non sia arbitraria 1’ applicazione universale delle matematiche da alcuni tentata, poichè, osserva il Masci, non esistendo la quantità a sò, ma come quantità di qnalche cosa, la spiegazione quantitativa delle qualità deve  671  Mar arrestarsi ad un punto in eui le qualità devono essere supposte indipendentemente da ogni ragione quantitativa. Cfr. Comte, Cours de philosophie positive, 1830-1842; Poi caré, articoli in Revue de métaph. et de mor. », 18981901; Masci, Logica, 1899, p. 474-484; Cohen, Logik der reinen Erkenntnis, 1903, p. 102 segg.; A. Lalande, Letturo nella filosofia delle scienze, 1901, p. 66 segg. (v. funzione, geometria, integrale, iperspario, numero, problema). Mateologia (µάταιος = vano; inutile). Significa scienza vana, che non ha fondamento nella realtà, come l’ alchimia, la magia, l'astrologia, la mantica, eco. Dicesi anche matoosofia. Materia. Gr. fry; T. Materie, Stoff; I. Matter; F. Mafière. Questo termine hs due significati affatto distinti, a seconda che si contrappone a forma o a spirito. La contrapposizione di materia a forma è propria della filosofia antica, specialmente aristotelica; in essa per materia ϱ) intende non una sostanza in generale, ma una certa specie di sostanza, οἱοὸ la sostanza materiale, quella che si manifesta ai nostri sensi, in contrasto con la nostra attività cosciente: in altre parole, 1’ oggetto in quanto lo si oppone al soggetto. La contrapposizione di materia a forma è rimasta tuttavia anche nella filosofia moderna, ma con diverso significato : trasportate, specie dopo Kant, dall’ essere al conoscere, per materia della conoscenza si intende ora tutto il contenuto oggettivo di essa, vale a dire lo sensazioni, le percezioni sensibili e intellettuali, i concetti, ece.; per forma della conoscenza #’ intende poi, nel senso logico, il modo dell’ attività del pensiero che si fissa come prodotto logico, e nel senso gnoseologico, la funzione formatrice della sensibilità e del pensiero. Tornando ora alla filosofia antica, la materia è dunque per ossa 1’ essere indeterminato in generale, che la forma poi determina, è il fondo comune delle cose, da cui tutte sortono e in cni tutte riposano: tale fondo comune per gli ionici primitivi Mar  672  è l’acqua, l’aria, ο il fuoco, per Anassimandro l’ infinito miscuglio primitivo, per Democrito un composto di pieno © di vuoto, d’ atomi e di spazio. Platone fa della materia l'opposto dell’ idea: questa è 1’ essere, quella il non-essere, questa à il medesimo, quella 1’ altro. Aristotele la considera come I’ ente in potenza, mentre la forma è l’ente in atto: l’attuale è dunque la materia determinata ο configurata mediante la forma. Codesto dualismo posto da Aristotelo tra forma © materia non fu mai superato dalle filosofie auccessive; ma con lo schiudersi dei tempi moderni, il problema assume una orientazione diversa, e la materia, contrapposta allo spirito, non designa più che 1’ insieme dei corpi, ciò di cui i corpi sono fatti, l'essere ο la sostanza alla quale attribuiamo le qualità sensibili. Per Cartesio materia © spirito sono realtà ugualmente sostanziali, ma essenzialmente distinte per natura; 1’ essenza della prima à P estensione, della seconda il pensiero. Sorse quindi il problema se noi possiamo conoscere realmente le qualità di codesta materia. Esso fu risolto dai cartesiani con la distinzione delle qualità della materia in primarie o assolute, e secondarie o relative: le prime, cioè l’ estensione, la figura, la divisibilità, il movimento, sono inerenti si corpi stessi e quindi indipendenti dai sensi; le seconde come i colori, i sapori, gli odori, sono variabili e semplici modi della nostra sensibilità. Questa distinzione fu accettata anche dal Locke ο dalla scuola scozzese: il Leibnit la completò, aggiungendo all'estensione l’antitipia come complemento necessario dell’ essenza della materia. Ad entrambe queste soluzioni si oppone la filosofia critica: l’ estensione non è che una forma della sensibilità; la conoscenza della materia in sò stessa è irraggiungibile; i fenomeni materiali da noi conosciuti sono puramente soggettivi e dipendenti dalla natura ο dalle forme della nostra sensibilità. Kant distinse infatti la materia come fenomeno, dalla materia come nowmeno, ossia la materia in sò: questa è nasoluta 618  Mar mente inaccessibile alla nostra conoscenza, rimane fuori dal campo delle nostre idee; il nostro spirito non coglie che il fenomeno relativo e variabile, e completa la conoscenza imponendogli le forme assoluto della sensibilità. 11 neo-criticiemo ha accettato i risultati generali del criticismo: la materia non è che una nostra supposizione necessaria per spiegare i fenomeni cho si manifestano ai nostri sensi, ma non ci è direttamente conosciuta nella sua realtà; noi non potremo mai concepirla quale à in ed, ma solo in rapporto alle nostre sensazioni e alla necessità del nostro pensiero. Ma oltre al problema gnoseologico ο metafisico, la materia involge anche un problems fisico, riguardante la natura di codesta materia. La scienza moderna risolve il problema in tre modi principali: con l’atomismo, ciod la dottrina che concepisce la materia como composta di sostanze realmente distinte, infinitamente piccole, indivisibili e tuttavia estese, separate da intervalli vuoti, impenetrabili le une alle altre, incapaci di movimento spontaneo e capaci soltanto di trasmetterlo, influenzandosi reciprocamente con forze attrattive e repulsive; col mecoaniemo, che nega l’ esistenza degli stomi materiali e riduce la materia al movimento, ad un finido cioè continuo, omogeneo, nel quale il movimento determinerebbe delle unità apparenti, dei vortici, degli anelli turbinanti ; col dinamiemo, la dottrina ciod che pone come ultimg elemento della materia, non l'atomo ma il centro di forza, ossia un punto invisibile intorno a oui irraggiano in tutte le direzioni delle linee di forza, per mezzo delle quali ogni punto è in relazione con tutti gli altri punti dell’ universo. Cfr. Platone, Timeo, 48 E, 49 A, 50 C, D; Aristotelo, Metaph., VII e VIII; Cartesio, Prino. phil., II, 23; Locke, An essay conc. hum. understanding, 1877, 1. III, c. 10, $ 10 ο 15; Leibnitz, Nouv. Essais, 1704, IV, ο. III; Kant, ΚΙ. d. r. Vernunft, od. Reclam, p. 31 segg.; Ostwald, Ch ache energie, 1893, p. 5 segg.; Le Bon, L’evolution de la ma43  RANZOLI, Dizion. di scienze filosofiche. Mar  674  tière, 1905; E. Naville, La matière, 1908 ; Ardigò, Opere filosofiche, I, Ρ. 103 segg., II, p. 49 segg. (v. energismo, materialiemo, dualismo, monismo, spiritualismo, inerzia, energia, impenetrabilità, massa, essenza, sostanza, ecc.). Materiale. Τ. Stoflich, körperlich; I. Material; F. Matériel. Tutto ciò che riguarda la materia, che è della natura della materia; può essere contrapposto tanto a formale quanto a spirituale, con signiflcasioni naturalmente diverse. Così nei sistemi filosofici dell’antichità il principio materiale è la materia prima e originaria delle cose; ad 98. per Anassagora il principio materiale sono le omeomerte, il principio formale il vodg ο l'intelligenza; per Parmenide i fenomeni fisici si spiegano con due principj materiali, la Ίμοο e le tenebre, e un principio formale che li combina in differenti rapporti, l’amore. Si dice poi verità materiale la conformità del pensiero con la cosa a cui si riferisce, ϱ verità formale l'armonia del pensiero con sò stesso ; logioa materiale quella che riguarda la materia o il contenuto del pensiero, ο logica formale quella che ne considera esclusivamente la forma, cioò il modo come i suoi elementi sono fra loro combinati. Nella meccanica dicesi punto materiale il corpo di cui le dimensioni sono supposte infinitamente piccole, restando tuttavia dotato delle proprietà generali della materia, quali l’impenetrabilità ο il peso. Materialismo. T. Moterialienas ; I. Materialiem; F. Matérialieme. Il termine compare per la prima volta all’epoca di Roberto Boyle. È la dottrina che nega l’esistenza di sostanze spirituali e non ammette altra sostanza che la materia, concepita in vari modi nei vari sistemi materislistici, ma che ha sempre per carattere fondamentale d’essere un insiemo di oggetti individuali, rappresentabili mobili, figurati, occupanti ciascuno un luogo dello spazio. Matertaliste dicuntur philosophi, dico il Wolff, qui taniummodo enti a materialia sive corpora eziatero affirmant. E Baumgarten: Qui negat erisientiam monadum cat materialista uni 675  Ματ versalis. Qui negat eziatontiam monadum universi, e. g. huiue partium est materialista cormologione. Questa dottrina, como mostra il Lange, si incontra tra i più antichi tentativi d’una concezione filosofica del mondo. Si distingnono perd nel materialismo due forme o fasi: il primitivo, che potrebbe anche dirsi dualistico, il quale, pur distinguendo il corpo dall'anima, considerava sì l'uno che l’altra come sostanze materiali; esso si trova nella filosofia presocratica, nello stoicismo, nell’epicureismo e persino nei 88. Padri anteriori a S. Agostino; il moderno o monfstico, che sopprime codesta dualità tra materia e spirito, tra corpo ed anima, riguardando la seconda come una funzione ο un aspetto del primo. Con estensione forse illegittima del vocabolo, molti filosofi moderni chiamano materialismo ogni dottrina che, pur riconoscendo l’irreducibilità del fatto psichico al fatto fisico, considera tuttavia la nature, il mondo esteriore în genere, come sprovvisto di coscienza ο retto da leggi puramente meccaniche. Così per lo Schopeuhauer ogni controversis sopra l ideale si riferisco all esistenza della materia, perchè, in fondo, è la realtà ο l’idealità di questa che è disoussa: La materia, come tale, esisto puramente nella nostra rappresentazione, ο è indipendente da essa? In quest’ultimo caso sarebbe la materia la cosa in sò, e chi ammette una materia esistente in sò, deve essere, per conseguenza, materialista, ciod deve fare della materia il principio di esplicazione di tutte le cose ». Con l’espressione materialismo peloofisico, si intendono sia le dottrine che, basandosi sull constatazione empirica del parallelismo esistente tra la serio dei fatti psichici e la serie dei fatti fisiologici o fisici, considerano però i primi come semplici epifenomeni; sia le dottrine che, pur ammettendo la perfetta originalità delle due serie, la psichica e la fisica, © considerando quindi la prima come irreducibile alla seconda, dà però la preferenza dal lato teorico o scientifico alla serie fisica. Il materialismo si Mar  676  basa, in generale, su due argomenti fondamentali: 1° sui rapporti tra corpo ed anima, ossia tra sistema nervoso ο coscienza; ovunque si abbia sistema nervoso αἱ ha coscienza. mancando il sistema nervoso manca la coscienza, variando il sistema nervoso varia la coscienza; dunque il sistema nervoso è causa della coscienza; 2° sulla dottrina della conservaziono della materia e dell’ energia; nella natura nulla si crea e nulla si distrugge; ogni fenomeno non è che In trasformazione di un’altra forza prima in altro modo esistente; il fenomeno psichico non sorge quindi dal nulla, ai riconduco esso pure ad una trasformazione di materia ο di forza. Oltre a questi argomenti positivi, ve ne hanno due negativi: 1° l'impossibilità di una rappresentazione spaziale in un’ anima semplice ο inestesa; 2° l’ inconcepibilità di una azione reciproca fra due sostanze oterogenee. Cfr. Chr. Wolff, Peychol. rationalis, 1738, § 33; Baumgarten, Metaphyrica, 1739, $ 395; Büchner, Kraft und Stoff, 1883; Schopenhauer, Die Welt ale W. und Vorst., ed. Reclam, II, p. 30 segg.; Eucken, Geschiokte, d. philon. Terminologie, 1879, p. 132, n. 3; Höffding, Peyohologie, 1900, p. 11-15, 75 segg.; Lange, Geschichte der Materialismue, 1896; A. Faggi, I! ma_terialiemo peicofisico, 1901; F. Masci, Il materialismo peioofisico, Atti della R. Acc. di Napoli », 1901; Ardigd, Opere fil., I, 209 segg., IX, 306 (v. anima, coscienza, spirito, monismo, dualismo, parallelismo, influsso fisico, ecc.). Materialismo storico. Espressione creata dall’ Engels per designare la dottrina di Carlo Marx. Oggi si applica ad ogni indirizzo sociologico, che considera tutti i fenomeni sociali come produzioni scaturenti dal sottosuolo dei rapporti economici (rapporti di produzione, di distribuzione e di circolazione della ricchezza). Per dimostrare la cansalità dei fenomeni sociali, esso si fonda principalmente su queste tre condizioni: il fatto economico è di sua natura esclusivamente umano; è il più somplice di ogni altro fatto sociale; precede cronologicamente tutti gli altri  677  Mar fenomeni della convivenza umana. Conseguenza immediate di tale dottrina, è che l’espandersi continuo dell’ energie produttivo determina coi rapporti sociali esistenti molteplici contrasti, i quali, divenuti a poco a poco irreconciliabili, erompono in un conflitto che si enuncia in un cangiamento dello forme politiche, religiose, artistiche, scientifiche, filosofiche © si compie collo spostarsi dei rapporti economici. In tal modo procederebbe il cammino ascendènte della storia e della civiltà. Va notato però che, oltre coloro che sostengono rigidamente codesta causalità diretta ο immediata del fenomeno economico (Loris, Lafargue, ecc.), vi sono altri che la concepiscono come un rapporto di interdipendenza, ammettendo che i fenomeni giuridici, politici, religiosi, ecc. si svolgano sì in funzione del fenomeno economico fondamentale, ma che, una volta prodotti, possano per reazione esercitare una efficacia determinatrice sopra il fenomeno onde hanno tratto I’ origine (Engels, Labriola). All’ espressione impropria di materialismo storico, dovuta al fatto che esso sorse come opposizione all’ idealismo storico, alcuni vorrebbero che si sostituiasero lo altro: determinismo sconomico, sconomiemo atorico, concezione materialistica della storia, ecc. Il Croce, ad es., sconsiglia questa denominazione di materialismo, che non ba ragione d’ essere nel caso presente, © che fa nascere tanti malintesi », mentre potrebbe utilmente sostituirsi con quella di concezione realistica della storia. Il Labriola trova invece ln denominazione opportuna, in quanto compendia l’origine storico-psicologica della dottrina, nata nol pensiero di Marx e di Engels quando trovarono che il matorialismo tradizionale sino al Feuerbach non spiegava la storia; dal panto di vista della crisi interna, che subirono il Marx e P’Engels, il nome dunque non è secondo il Labriola indifferente, anzi rileva 1’ origine della dottrina e la sua posizione di fronte # quelle contemporanee, che si sforzarono disuperare i limiti delMat-Maz  678  V idealismo. Cfr. Engels, Horn Eugen Dühring’s Umwalsung dor Wissenschaft, 83 ed., p. 12; Marx, Zur Kritik der politi schen Oekonomie, 1859, pref.; P. Lafarguo, Le dsterminisme économique de K. Marz, 1909; E. Rignano, Le matérialieme Mstorique, Riv. di scienza », 1908, V, p. 114 segg.; A. Loria, La sociologia, 1901, p. 192; B. Croce, Materialismo storico ed econ, marz., p. 34 seg.; Ant. Labriola, Soritt di filos. ο di politica, ed. Croce, p. 242-6; A. Asturaro, 1 mat, storico ¢ la sociologia, 2° ed. 1910; E. Fabietti, Il mat. storico, 1910; R. Mondolfo, Il mat. storico in F. Engels, 1912, cap. X. Matriarcato. Dal Bachofen în poi fu chismata così dai sociologi quella fase primitiva dell'evoluzione sociale, in cui la famiglia fa centro non al padre ma alla madro, cho ha nell’organiszazione domestica l'autorità suprema, governa essa sola la casa, adempie le funzioni religiose ed impera nelle deliberazioni della comunità. Il matriaroato, che vive ancora tra le tribù Irochesi dei Seneca, e le oui reminiscenze si trovano in tutti i miti, le leggende e le letterature primitivo, sarebbe dovuto, secondo alcuni, alla promiscuità primitiva, che rende impossibile la ricerca della paternità, secondo altri alla struttura organica dell’economia primitiva, in cui la produzione, che si riassume tutta nell’ agricoltura, rimane affidata esclusivamente alle donne. Cfr. J. J. Bachofen, Das Mutterreoht, 1861; Starke, La famille primitive, 1891; Westermark, Lo matriarkat, in Annales d. l’Inst. int. de Sociologie, t. II, 1895; G. Mazzarella, La condizione giuridica del marito nella famiglia matriaroale, 1899 (v. famiglia). Masdeismo. 0 religione di Zorosstro ο dell’ Iran. E un politoismo mitologico, dominato dal principio del duatismo, in cui il Dio che comanda le divinità buone è Ormurd, quello che comanda le onttive è Arimane. L’obbligazione morale consiste nel dovero dell’uomo di allearei alla divinità buona nella sua lotta continua contro la divinità cattiva (v. dualismo, manicheismo).  679  Μκ-Μκο Meo v. D. Meccanica. T. Mechanik; I. Mechanics; F. Mecanique. La scienza che ba per oggetto lo studio dei movimenti e delle forze che li producono. Si divide in meccanica rasionale ed applicata: la prima non è che la teoria astratta delle leggi dei moti e delle forze, la seconda è la teoria delle macchine. Lo studio del moto indipendentemente dalle cause che lo producono (forze) costituisce la cinematica. La meccanica razionale si divide poi in statica e dinamioa: la prima studia la composizione delle forze considerate come grandezze riferite ad una unità di misura della medesima specie, la seconda studia la composizione dei movimenti cui dan luogo le forze motrici. La dinamica si divide a sua volta in cinetica, che studia la composizione dei moti relativamente alla traiettoria che essi determinano nello spazio, e in energetica, che studia la composizione dei moti delle masse che nel loro cammino sono capaci di produrre lavoro. Cfr. Hertz, Die Prinsipien der M. in neuem Zusammenhage dargestellt, 1894; Mach, Die M. in ihrer Entwickelung, 1883; Dühring, Kritische Geschichte der allgemeinen Prinsipion der M., 8" ed. 1887 (v. energiemo, massa, movimento). Meccanico. T. Meohanisch; I. Mechanical; F. Mécanique. Opposto a telcologioo indica ciò che si attua indipondentemente da ogni finalità, per virtù di leggi necessarie. Opposto a dinamico © a energetico, cid che escludo dalle cose la nozione di forza, considerata come un residuo di nozioni antropomorfiche. Si dicono sensi meccanici, per distinguerli dai chimici, quei sensi sopra i quali gli stimoli esercitano un’azione puramente meccanica: tali sono il tatto e l'udito. Cfr. A. Rey, L’énergetigue et lo mécaniene au point de vue de la connaissance, 1907. . Meccanismo. T. Mechanismus, Mechanistische Weltan‘echauung; I. Meoanism ; F. Méoanieme. In senso metaforico, ogni processo nel quale si può determinare, con l’analisi, Mec  680  una serio di fasi subordinate ο dipendenti l’una dall'altra; così dicesi meccanismo della coscienza, meccanismo della memoria, meccanismo dell’ imaginazione. Dicesi anche meccanismo o meccanioismo la dottrina fisica © filosofica, che escludendo ogni potenza occulta, ogni finalità, ripone nel solo movimento la natura intima della materia ο tutti i fenomeni dell’ universo riconduce al movimento: omnis materiao variatio, sive omnium eins formarum diversitas pendet a motu (Cartesio). Il meccanismo concepisce la materia 0 come un composto di atomi, o come un fluido continuo e omogeneo; tutte le modificazioni che avvengono in essa, tutti i cambiamenti, la diversità dei corpi e dei fenomeni, non sono dovuti che a diversità di movimento. Si oppone, in questo senso, al dinamismo, che identifica la materia con la forza, © spioga ogni fenomeno naturale con le leggi della forza; si oppone anche all’energiemo, che tutto riconduce a manifestazioni di un’ unica energia. Nella filosofia antica il meccanismo à rappresentato nella sua forma più precisa dall’atomismo di Democrito © di Epicuro; nei tempi moderni dalla fisica © fisiologia di Cartesio, che poteva affermare: terram totumque huno mundum instar machinae descripsi.  Dicesi mecoaniemo vitale ο iatromeocaniemo la dottrina fisiologica che riconduce pure i fenomeni biologici al movimento, considerandoli come il semplice risultato delle stesse leggi che governano il mondo inorganico: questa dottrina, che forma la base della moderna fisiologia, opponendosi all’ antico e al nuovo vitaliemo, fu intravvista già nel seicento dal nostro Borelli, per il quale animalium operationes fiunt a causis et instrumentia et rationibus mechanicis ». Quando poi anche i fenomeni psichici sono considerati como semplici movimenti molecolari della sostanza nervosa, come pura funzione organica, si ha il materialiemo. Cfr. Cartesio, Prinoipia phil., parte II, art. 3; Lamettrie, L'homme machine, 1848; J. Ward, Naturalism and agnosticism, 1903; A. Rey, La philosophie moderne, 1908, p. 173 segg.;  681  Mep J. Loeb, The mechanistic conception of life, 1912; C. Guastella, Filosofia della metafisica, 1905, t. II, p. LXXXVI segg. Modiato. T. Mittelbar, vermittelt; I. Mediated; ¥. Μέdiat. Ciò che si compie con qualche intermediario. La nostra conoscenza del mondo esteriore è mediata, perchè si compie per mezzo della sensazione; la coscienza è invece la conoscenza immediata dello modificazioni che avvengono in noi. Il sillogismo dicesi inferenza mediata, perchè si compie con |’ intermediario di una proposizione che esprime la constatazione della natura di ciò cui il principio generale, espresso nella maggiore, si applica. La rappresentazione dicesi anche percezione mediata, perchè, a differenza della percezione sensibile, si rinnova nell’ assenza di uno stimolo esterno che direttamente la provochi. Mediatore plastico o natura plastica. F. Médiateur plastique. È il principio col quale il Cudworth, opponendosi tanto alle dottrine meccaniste quanto a quelle che fanno intervenire la divinità in ogni fenomeno naturale, spiega i movimenti dei corpi, la forma di cui essi sono snscettibili, i fenomeni della generazione e della vita. Codesto principio, intermedio tra Dio e il mondo, è di natura spirituale ma privo di libertà, di sensibilità e d'intelligenza; esso penetra in tutte le parti della materia e lavora senza posa sotto la guida della di a realizzaro l’ordine del mondo. Il Le Clere lo definisco come un essere, il quale ha in sò stesso un principio di attività, e che può agire per sò stesso egualmente sull’anima che sul corpo; un essere, il quale avverte l’anima di ciò che accade nel proprio corpo per mezzo delle sensazioni che esso vi produce, ο che muove il corpo agli ordini dell’ anima senza nondimeno sapere il fine dello sue azioni ». Questa dottrina, dopo aver suscitato gran numero di discussioni, è caduta da tempo, per la sua stessa contradditorietà; come già notava il Galluppi, codesta sostanza media, che non è nè semplice nò Mxp-Mra  683  composta, nd spirito nd corpo, si risolve in un assurdo; non vi è mezzo tra due proposizioni contradditorie, ο perciò il mediatore plastico deve necessariamente essere semplice o non semplice, ma in qualunque dei due casi la difficoltà di spiegare il commercio tra l’anima e il corpo rinasce. Cfr. P. Janet, De plastica natura vi apud Cudworthum, 1848; Id., Essai sur le médiateur plastique de Cudwort, 1860 ; Le Clero, Bibliothèque choisie, t. II, art. 2, n. XII; Galluppi, Lesioni di logica 6 metafisica, 1854, vol. II, p. 606-609 (v. demiurgo, meccanismo, vita). Medio. T. Mittel (Begrif); I. Middle (term); F. Moyen (terme). Nel sillogismo dicesi medio il termine che ha la estensione media e serve come termine di confronto tra il termine maggiore e il minore. Esso si trova tanto nella premessa maggiore che nella minore, ed è escluso nella conclusione. Tutto il valore del sillogismo dipende dalla scelta del termine medio (v. termini). Megacosmo v. macrocosmo. Mogalomania. Gr. μέγας = grande, pavla = follia; T. Mogalomanie; I. Megalomania; F. Mégalomanie. Detta anche delirio di grandezza, o delirio ambizioso. E costituita da una specie di ipertrofia della personalità, per cui l’ammalato, in grazia dell’ aumentata attività psichica, si ritiene di alta nascita, di elevata posizione sociale, provvisto di grandi ricchezze, capace di riuscire in ogni più difficile impresa. In molti casi si trova associato al delirio di persecuzione. Cfr. Kraepelin, Trattato di psichiatria, trad. it., p. 182 segg.; T. Regis, Précis de psychiatrie, 1909, p. 434. jopsichia. Vocabolo usato già da Aristotele per designare quel giusto sentimento di sò stessi, del proprio valore e delle proprie attitudini, che è condizione indispensabile per lo sviluppo delle virtualità contenute nella propria natura; è vocabolo poco in uso, quantunque serva et designare assai moglio della parola orgoglio quel retto apprezzamento della propria capacità, il quale suppone non  688  Mel soltanto che l’individuo si giudichi degno di grandi cose, ma che lo sia in effetto. Col vocabolo mioropsichia lo stesso filosofo designava il sentimento opposto, ciod la sfiducia in sò stessi, per cui l'individuo non compie tutto il bene e le belle azioni che egli avrebbe potuto compiere, giudicandosene incapace. La megalopsichia non è da confondere con la megalopsia, anomalia del senso della visione, per cui gli oggetti sono peroepiti di dimensioni più grandi del reale. Cfr. Parinaud, Ancsthéste de la rétine, 1886; G. Marchesini, Il dominio dello epirito ο il diritto all'orgoglio. Melanconia. T. Melancholie, Ticfrinn, Molina; I. Molanoholia; F. Mélancolie. Psicosi che si manifesta ad accessi, talora improvvisamente in seguito ad un grave dispiacere © ad una viva emozione, talora dopo un graduale aumento di impressionabilità © di depressione affettiva. Essa può assumere varie forme, ma in tutte il carattere fondamentale consiste nell’ esistenza morbosa di una emozione spiacevole, di un senso vago più o meno cosciente di oppressione, di ansietà, di tristezza, d’impotensa; è dunque una malattia della sensibilità morale, iniziantesi con una alterazione dél tono sentimentale, e che non diventa se non in via secondaria ο episodica ung malattia della intelligenza. Gli antichi 18 chiamarono così perchè credettero che fosse determinata da un annerimento della bile (µέλας =: nero, χολή = bile). Da Esquirol in poi è chiamata anche lipemania (λύπη =tristezza); però molti psicopatologi distinguono le due forme, in quanto nella melanconia i disturbi mentali sono appunto derivati, mentre nella lipemania sono primari. La melanconia semplice è costituita dal rallentamento dei processi psicomotori, e quindi dalla lentezza dello azioni, dalla fatica che esse importano, per cui il soggetto è assalito da un senso generale di impotenza che lo abbatte 6 ne rende triste l’umore. Nella melanoonia allucinatoria a questi fenomeni si aggiangono idee deliranti ο specialmente allucinazioni cenestetiche di vaoto, Mem  684  © dolls mancanza di qualche organo. Nella melanconia ausiosa ο agitata lo allucinazioni conestetiche determinano uno stato di ansia, idee ipocondriache di negazione, di piccolezza ο d’auto-rimprovero; l’ammalato credo d’ essere perseguitato, rovinato nei propri interessi, tradito nei propri affetti, colpevole dei maggiori delitti e meritevole dei più grandi castighi ο della eterna dannazione. Infine nella melanconia stupida la difficoltà delle espressioni motorie determina gli stati stuporosi. Cfr. Krafft-Ebing, Die Molanoholie, eine klinische Studie, 1874; Christian, Etude sur la mélancolie, 1876; Roubinowitech et Toulouse, La mélancolic, 1897; Morselli, Manuale di somejotios, II, 210 segg. Momoria. T. Gedächtnis, Erinnerung ; I. Memory; F. Mémoire. Nel suo significato più elevato, che è anche il più comune, designa la funzione o la facoltà per oui si conservano, si riproducono, si riconoscono e si localiszano gli stati psichici passati; per generalizzazione, ogni conservazione del passato d’un essere vivente nel suo organismo. Gli psicologi distinguono però varie forme di memoria; la memoria organioa o muscolare, la memoria affettiva ο la memoria propriamente detta ο intellettiva. La memoria organica, che è più semplice, consiste nella proprietà appartenente ai tessuti dell'organismo, specialmente al muscolare © al nervoso, di conservare e riprodurre automaticamente dei movimenti già eseguiti; questa proprietà è generalmente spiegata con l’ammettere nell'elemento nervoso la persistenza della modificazione avvenuta, sia dinamica, fisica ο chimica. La memoria affettiva consiste nel riprodursi, insieme agli stati intellettuali, degli stati affettivi (omozioni ο sentimenti) coi quali erano primitivamente associati; si ossorva però che è più facile l’evocaziono degli stati intellettuali che non quella dei sentimenti associätivi, ο che, in ogni caso, gli stati affettivi ricordati hanno sempre minore intensità degli attuali; altra logge generale è che i sentimenti associati ai sensi della vista © dell'udito, alla  685  Μαν rappresentazione libera e all’attività libera del pensiero, sono più facili a riprodurre che quelli che οἱ vengono dai sensi inferiori © specialmente dall'esercizio delle nostre fanzioni vegetativo. La memoria propriamente detta è un fatto assai complesso, quantunque presupponga la stesss baso fisiologica della memoria organica, ο si risolve, come vedemmo, nelle operazioni della conservazione, riproduzione, riconoscimento © localissazione; condizioni generali delle due prime sono la durata e l'intensità degli stati psichici, per cui questi tanto più facilmente persistono e rivivono quanto maggiormente e più a lungo hanno agito; il riconoscimento è il confronto e il rapporto d’identità stabilito tra lo stato psichico attuale e lo stato psichico analogo cho fa attuale nel passato; la localizzazione è il riferimento dello stato psichico ad un punto preciso del passato, rievocandone il luogo, I’ ora, le circostanze. Nella memoria intellettuale si distinguono anche in vari tipi: il tipo visivo, nel quale si fissano © si riproducono più facilmente le imagini visive, quali il colore, l’aspetto, In forma estel tipo uditivo meno frequente, in cni tutto ciò a cui si pensa è rappresentato nella lingua dei suoni; il tipo motore, in oui la memoria è prevalentemente costituita da imagini di movimenti. Per Aristotele la memoria nasce dalla sensazione al pari della fantasia, © si spiega come questa mediante il movimento che la sensazione lascia nell’anima e che dura un certo tempo; si distingue dalla rappresentazione sensibile, in quanto è accompagnata dal sentimento che la rappresentazione stessa è esistita già prima nel nostro spirito, il che spiega come la memoria non esista che negli animali che posseggono il senso del tempo. Per S. Tommaso la memoria è una facoltà dell’anima, e serve al giudizio come la fantasia ai sensi: la fantasia raccoglie le sensazioni ο le raggruppa man mano che si presentano, la memoria riunisce ο conserva gli atti stabiliti dal giudizio, per riprodurli o spontaneamente o Mau  686  per mezzo della riflessione. Per Spinoza la memoria non è altra cosa che una certa concatenazione delle idee, che involgono in 68 stesse la natura delle coso esistenti fuori del corpo umano, concatenazione che si produce nell'anima secondo l’ordine e il legame delle modificazioni del corpo umano ». Per Locke la ‘memoria è una specie di retentiVità (refentivenese), 9 consiste in una forza particolare posseduta dalla coscienza, di risvegliare le rappresentazioni già possedute, ma poscia svanite ο poste in disparte; perciò le idee che sono più spesso rinfrescate da un frequente ritorno degli oggetti ο delle azioni che le producono, si fissano meglio nella memoria e vi rimangono più chiaramente e più lungamente ». Per Kant la memoria può essere meccanica, consistente nella semplice ripetizione letterale, ingegnosa, consistente nel fissare mediante l’associazione certe rappresentazioni con altre, che non hanno con le prime alcuna parentela intellettiva, © giudiziosa, che non è se non la tavola d’una disposizione sistematica nel pensiero; in generale la memoria si distingue dalla semplice imaginazione riproduttiva, in quanto, potendo riprodurre spontaneamente le rappresentazioni passate, l’anima non è con ciò un puro gioco di esse ». Per James Mill la memoria è un’ ides, formata mediante l'associazione di particolari in un certo ordine: quando penso a qualsiasi caso di memoria, trovo sempre che l’idea o la sensazione, precedente il ricordo, era una di quelle destinate, secondo la legge dell’associazione, a richiamare l’idea involta nel caso di memoria; ο che appunto per l’idea ϱ sensazione precedente, l’idea-ricordo è stata realmente portata nella coscienza >. Per l’ Hamilton la memoria è la conoscenza immediata di un pensiero presente, conoscenza che implica una credenza sssoluta, che questo pensiero rappresenta un altro atto di conoscenza che è stato ». Anche per J. 8. Mill l'atto della memoria implica una simile credenza più una speciale aspettazione: la rimembranza di una sensazione,  687  Mem anche se non riferita a nessuna data particolare, involge la suggestione e la credenza che una sensazione, di cui quella è una copia o rappresentazione, esistette attualmente nel passato; © l’aspettasione involge la credenza, più ο meno positiva, che una sensazione o un altro sentimento, a cui direttamente si riferisce, esisterà nel futuro ». Per il Galluppi, il riferimento al passato, o riconoscimento, ottenuto mediante l'associazione del ricordo con un altro stato di coscienza, è l’unico carattere per cui la memoria si distingue dall’ imaginazione: Chiamo memoria la facoltà di riprodurre le percezioni degli oggetti, che sono stati altra volta sentiti, e che nel momento attuale sono assenti, © di riconoscerle. La memoria non è dunque una facoltà diversa dall’ imaginasione, ma è la stessa imaginarione, la quale nel suo esercizio eseguisce esattamente la legge dell’ associazione delle idee ». Per l’Ardigd la memoria è un fatto fisico-psichico, consistente nel ridestarai delle impressioni per il rinnovarsi in una data ares cerebrale di un ritmo fisiologico; ogni atto memorativo è una totalità di parti concorrenti, di eccitamenti cerebrali che confiniscono, e il ridestarei di un’ idea consiste nel riprodursi di questi moti sinergioi ; il riconoscimento, essenziale nella memoria, nasce dal sovrapporsi di due atti psichici, ed ha esso pure la sua base fisiologica nella persistenza delle disposizioni cerobrali. Cfr. Aristotele, De an., I, 4, 408 b, 17; 8. Tommaso, Summa theol., I, qu. 79, 6; Spinoza, Ethioa, Ἱ. II, teor. 18, scol.; Locke, Eas., II, ο. 10, $ 2; Kant, Antrop., I, $ 32; James Mill, The hum. mind, 1871, p. 821; J. 8. Mill, Ezam. of Hamilton, 1867, p. 241; Galluppi, Lezioni, 1854, II, p. 744 segg.; Wundt, Grundriee der Peyohologie, 1896, p. 290 segg.; Höffding, Esquisee d’ une ‚psychologie, 1900, p. 186 segg.; Ardigò, Opere fil., V, p. 212 segg., VI, 23 segg., VII, 252 segg.; G. Dandolo, La dottrina della momoria nella psicologia inglese, 1891; H. Bergson, Matière οἱ mémoire, 2° od.; W. F. Colegrave, Memory, an Men 688  induotice study, 1899; Van Biervliet, La memoire, 1902; P. Sollier, Le problème de ta memoire, 1900 (v. amnesia, automnesia, automatismo, punti di ritroro, riconoscimento, riproduzione delle sensazioni, eco.). Mentale. T. Seclisoh, psychisch; I. Mental; F. Mental. Termine vago, che si contrappone ad organico, fisico, sensibile, eco., per designare tutto ciò che concerne lo spirito, o appartiene allo spirito, mentre alcune altre volte si riforisce all’ intelligenza, come distinta dalla attività psichica in generale. Mentalità. T. Mentalität, Geistesriohtung; I. Mentality; F. Méntalité. Qualsiasi fenomeno ο atto della mente. Però si adopera quasi sempre por indicare soltanto le produzioni della intelligenza più lontane dalla sensibilità ο più complesse, quali la rappresentazione, l’idea, il concetto. Ha quindi un’estensione minore del termine prichicità. Spesso si usa anche ad indicare l’insieme delle disposizioni intellettuali, delle tendenze affettive ο delle credenze fondamentali di un individuo o di ün popolo; ad cs. la mentalità di Mazzini, la mentalità tedesca. Mensogna. T. Lüge; I. Lie, Falsehood; F. Mensonge. Si definisce come un fatto psicologico, di suggestione o nou (si può mentire con gesti, lacrime, ecc.), con cui si tende più o meno intenzionalmente a introdurre nello spirito degli altri una credenza, positiva o negativa, che non sia in armonia con ciò che l’autore suppone essere una verità. Vi sono due specie di menzogne: le negative, che consistono nella dissimulazione di ciò che può fornire un indice della realtà; lo positive, che consistono nella crearione di finzioni intercalate dall’immaginazione della realtà. La menzogna, che è quasi fenomeno normale nella prima infanzia, pnd assumere aspetto patologico in alcune malattie mentali, come I isterismo e la mania ragionaute : 1) ammalato prova una vera voluttà nel dire bugie, ο questo bisogno è in lui tanto radicato, che spesso diventa e si  689  Mer-MRT serba bugiardo anche contro il proprio interesse. Cfr. Heinrot, Die Lüge, 1834; Max Nordau, Die konventionellen Lügen der Gegenwart, 1893; Delbrück, Die pathologische Lüge und die psychische abnormen Schwindler, 1891; G. Marchesini, Le finzioni dell'anima, 1905. Merito. T. Verdienst; I. Merit; F. Mérite. E, in senso largo, il diritto ad una ricompensa, che compete all’ agente in seguito ad un’ azione buona compiuta. In senso teologico è ciò che sorpassa lo stretto dovere, e costituisce una specie di eredità morale dell’ individuo. Siccome esso implica il libero arbitrio © la responsabilità, così le dottrine deterministiche al concetto di merito sostituiscono quello di accrescimento nella dignità, che l’azione morale compiuta conferisce all'agente, e che, accrescendo il suo valore sociale, allarga la sfera de’ suoi diritti e quindi della sua libertà. Mosologia. T. Mesologie; I. Mesology; F. Mesologie. Scienza che studia i rapporti e le reciproche influenze che uniscono gli esseri all’ ambiente tellurico, climatico, fisico, ecc., in cui vivono. Metafisica. T. Metaphysik; I. Metaphysics; F. Métaphysique. Questa parola fa usata primitivamente da Andronico di Rodi, per designare quelli dei libri di Aristotele, da lui ordinati, che vengono dopo i libri fisici: τὰ μετὰ τὰ φυσικά. Nel medio evo l’ espressione fu adoperata per indicare la σοφία o φιλοσοφία πρώτη di Aristotele, che ha per oggetto τὸ By 7 ὄν, ο che egli stosso definisce ἡ τῶν πρῶτων ἀρχῶν xal αἰτιῶν θεωρητική. Perciò In parola metafisica rimase ad indicare in generale quella parte eccelsa del sapere umano, che tratta dell’ essenza ultima delle cose, © cerca spiegare il mondo ο l’esistenza valendosi del metodo aprioristico, partendo cioè dall’ essere in sò, dall’ ente necessario © perfetto, e quindi reale. Ma il suo significato è ben lungi dall’ essere fisso : ora indica la conoscenza degli esseri che non cadono sotto i sensi, come Dio e l’ anima; 44  RanzoLt, Dizion. di scienze filosofiche. Mer  690  ora lo studio delle cose in sò stesse, per opposizione alle apparenze che esse presentano; ora la conoscenza delle verità morali, dell’ ideale, del dover essere, considerati come costituente un ordine di realtà superiore a quello dei fatti © contenenti la loro ragion d’ essere; spesso per metafisica β΄ intende la conoscenza sssoluta che si ottiene con I’ intuizione diretta delle cose, per opposizione al pensiero discorsivo, oppure la conoscenza mediante la ragione, considerata come l’ unica capace di raggiungere il fondo stesso delle cose. Alcune volte è adoperata per designare il complesso delle questioni filosofiche più generali e più difficili, altre volte per indicare la tendenza a sillogizzare, sd astrarre, a cavare delle conclusioni da premesse arbitrarie. Così per 8. Tommaso la metafisica è la scienza di tutto ciò che manifesta il sovrannaturale, ossia le cose divine: Aliqua scientia adquisita est circa res divinas, soilicet scientia metaphysica. Per Bayle à la soience spéoulative de l’étre. Per Platner essa ricerca non ciò che è reale secondo U esperienza, ma soltanto ciò che è possibile e necessario secondo la pura ragione. Per l’ Herbart è invece la dottrina dell intelligibilita dell’ esperienza; per Galluppi la scienza delle sotenze; per Schopenhauer ogni conoscere che si presenta come sorpassante la possibilità dell’ esperienza, 6 quindi la natura, o V apparenza delle cose quale οἱ è data, per apriroi uno spiraglio su ciò da cui questa è condizionata; per il Trendelenburg à la scienza che considera ciò che v' ha di universale negli oggetti di ogni ceperienza; per il Mo Cosh è la scienza che investiga le intuizioni originali ο intuitive della mente, per esprimerle, generalissarle, 6 determinaro quindi che cosa sono gli oggetti rivelati da esse; per il Ribot è una collesione di verità poste al di fuori e al di sopra di ogni dimostrazione, perchè sono il fondamento di ogni dimostrazione ; per il Ferrier è la sostitusione delle idee vere cioè delle verità neosssarie di ragione  agli errori dal. l'opinione popolare; per il Liard è la determinazione dell’as- soluto che sta sotto ai fenomeni, la scoperta della ragione del-  691  Ματ V osistenza; per W. James un ostinato tentative di pensare ohlaramente e coerentemente; per il Bergson è la scienza ohe non si ferma al relativo, oggetto doll'intelligenza, ma raggiunge l'assoluto mediante l'intuizione. Nella storia della filosofia mo- derna furono molte le obbiezioni mosse alla metafisica ο vari i modi onde fu considerata: Bacone ne fece una parte della scienza della natura, separandola dalla filosofia prima ο ri- ducendols alla conoscenza sperimentale delle cause astratte ; Locke e Hume ne dimostrarono la nullità, in quanto si occupa di problemi che trascendono l'intelletto umano ; Kant la ridusse alla cognizione filosofica dei concetti în unità sistematica, mostrando come la cosmologia, la psi- cologia e la teologia razionale non facessero che aggirarei in continue contraddizioni, ο come l’ ontologia fosse di- stratta dalla relatività della conoscenza: Tutti i nostri ragionamenti che pretendono uscire dal campo dell’ espe- rienza sono illusor! ο senza fondamento... Non solo l’idea di un Essere supremo, ma anche i concetti di realtà, di sostanza, di causalità, quelli di necessità nell’ esistenza, perdono ogni significato, 6 non sono più che dei vani titoli di concetti, senza contenuto alcuno, quando ci arriechiamo 8 uscire con essi dal campo delle cose sensibi L'in- tendimento, quindi, non può fare de’ suoi principt a priori, © persino di tutti i*suoi concetti, che un uso empirico, © mai un uso trascendentale.... L’uso empirico d’un con- cetto s’applica semplicemente ai fenomeni, cioò a degli oggetti dell’ esperienza... Tutti i concetti, e con essi tutti i principî, per quanto a priori, si riferiscono dunque a delle intuizioni empiriche, vale a dire si dati d’una espe- rienza possibile ». Più tardi la metafisica fa combattute dalle scienze naturali, dal materialismo tedesco e dal po- sitivismo, specie da Augusto Comte, il quale la conside- rava come un semplice stadio storico, ormai sorpassato, della conoscenza umana. Tra i positivisti posteriori manifestò tuttavia una spiccata tendenza a ridonare alla Mer  692  metafisica il suo valore: alcuni infatti, specialmente i po- sitivisti italiani (Angiulli, Villari, Ardigò, ecc.), credono possibile una nuova metafisica, la quale, abbandonato il vecchio apriorismo, stia o come critica logios della cono- scenza, 0 come investigazione ‘degli elementi primitivi, o come coordinazione totale dello scienze; altri, come i neo- kantiani, la considerano come un bisogno inerente alla ragione di completare il mondo reale con un mondo ideale, © la collocano quindi tra la religione e la poesia. Un ten- tativo di trasformare la metafisica compì il positivista in- glese Lewes. Egli distingue nella cosidetta metafisica due parti: la empirica, che è la sistemazione ultima dei risul- tati delle scienze, e la metempirica, che designa ciò che sta oltre i limiti dell’ esperienza. La prima è legittima, ed ha nn valore simile alle scienze, poichè se queste hanno per oggetto le leggi dei fenomeni, quella ha per oggetto le leggi delle leggi; la seconda, cioò la metempirica, è ille- gittima perchè non ha alcuna base e dev’ essere esclusa dal dominio della filosofia, lasciandole soltanto un valore soggettivo psioologico-estetico. Perciò non è vero che i problemi metafsici siano insolubili : essi sono solubili, pur- chè in essi si separi la parto metempirica dalla empirica, © s’applichi a questa il metodo scientifico o positivo. Oggi si può dire ormai scomparso il senso dispregiativo della parola metafisica, conferitole dalle critiche di Kant e del positivismo primitivo; essa è infatti adoperata comune- mente per indicare la filosofia propriamente detta, la filo- sofia în quanto non si identifica nò con la psicologia, nò con la logica, nd con l'etica, ma è una riflessione sui problemi generali relativi ai somni principi dell’ interpre- tazione del mondo e all’ intuizione universale della realtà che su di essi si fonda. Cfr. Aristotelo, Metaph., III, 1, 982 b, 9-10; 8. Tommaso, Contr. gent., I, 4; Bayle, Système de philosophie, 1875, p. 149; Platner, Philosophische Aphori- amen, 1790, I, $ 817; Herbart, Allgemeine Metaphysik, 1828,  693  Mer I, 215; Galluppi, Elementi di filosofia, 1820-27, II, 5; Scho- ponhauer, Die Welt a. W. u. Vorst; ed. Reclam, I, suppl. cap. XVII; Liard, La soîenoo positiro et la métaphyeique, 3° p., cap. VII; W. James, Textbook of peychology, 1906, epilogo; Bacone, Do dignilate et augmentis soientiarum, 1829, 11, 4; Kant, Krit. d. r. Vernunft, 1% ο 2" pref. e Metodol. trascend. ; Fouilléo, L'avenir de la métaphysique, 1889; Vol- kelt, Über die Möglichkeit der M., 1884; Ardigd, La peico- logia come scienza positiva, 1882, p. 130; Id., Il rero, 1891, p. 10 segg.; Id., La ragione, 1894, p. 465 segg.; A. Comte, Cours de philos. positive, 1877, I, p. 15 segg.; Angiulli, La Alosofia ο la ricerca positiva, 1869; Lowes, Problemes of life and Mind, 1875, I, p. 5 segg.; Bergson, Introd. à la mé- taph., in Revue de métaph. », 1903, p. 4 segg.; F. De Sarlo, I diritti della metafirica, Cultura filosofica », lu- glio 1913 (v. assoluto, filosofia, metodologia, ipermetafisica, poritiviemo). Metafisico. Dicesi argomento metafisico quella prova dell’ esistenza di Dio, che consiste nel partire dalla consta- tazione dell’esistenza di qualche cosa, del mondo ο di noi stessi, per concludere all’ esistenza dell’ Essere necessario, cioè di Dio. Infatti, se questo qualche cosa che esisto è contingente, dovrà la sua esistenza ad un altro essere, ο questo ad un altro, finchè perverremo a dover ammettere P esistenza di un Essere necessario; se questo qualche cosa è necessario, allora è Dio stesso. Che 1’ Essere necessario, sia Dio, si prova col fatto che essendo necessario, cioè in sd stesso e in modo assoluto, è anche perfetto;. non pnd quindi essero il mondo, cho è imperfetto e contingente; dunque sarà Dio. Punti metafisici chiamò il Leibnitz lo monadi, perchè, a differenza dei punti fisici, sono inesteso. Il Comte chiama metafisico il secondo doi tre stadi successivi attravorso i quali passa l'intelligenza umana; in esso i fonomeni non sono attribuiti, como nel primitivo stadio teologico, alla volontà di esseri sovrannaturali. imaginari, Mer  694  ina sono spiegati mediante entità astratte, cioò cause, forze, sostanze. Bisogno metafisico dicesi |’ aspirazione dell’anima umana verso l'invisibile, il sovrannaturale, il trascendente, aspirazione che, secondo alcuni pensatori, non può essere distrutta dalla scienza o dalla ragione, perchè si muove in un’orbita che alla ragione non è dato ponetrare: L'uomo à il solo essere, dice lo Schopenhauer, che si meraviglia della sua propria esistenza; 1’ animale vive nel suo riposo e non’ si meraviglia di nulla. Codesta meraviglia, che si produce specialmente in faccia alla morte, © alla vista della distruzione e della sparizione di tutti gli esseri, è la sorgente dei nostri bisogni metafisici; è per essa che l’uomo è un animale metafisico ». Cfr. Leibnitz, Die philos. Schriften, ed. Gerhardt, IV, 398; Comte, Cours de phil. positive, 1889-42, vol. I; Schopenhauer, Die Welt, vol. II, ο. 17 (v. gli argomenti ontologico, ideologico, morale, fisico, cosmologico, storico). Metageometria. T. Metageometrie e Metamathematik; I. Metageomeiry; F. Métageometrie. La geometria che, considerando falso il postulato di Euclide delle parallele, concepisce diversi spazi possibili, che non hanno le proprietà dello spazio euclideo. Il postulato euclideo ai enuncia così: 11 giugno 1910; Th. Flournoy, Archives de Psychologie, V, 1906, p. 298 (v. dissociazione, incosciente). Metempirico. T. Metempirisok ; I. Metempirical; F. Métempirique. Indica etimologicamente ciò che è al di là della natura, © quindi tatto ciò che sorpassa i limiti d’ ogni esperienza possibile. Altro volte si oppone a metafisica empirica, © designa quella parte della metafisica cho tratta i ciò che sta oltre i limiti dell’ esperienza, e non ha quindi un valore scientifico, ma soltanto estetico e psicologico. Il termine fu proposto appunto con questo significato dal Lewes, che alla motafisica empirica ascrive lo studio degli oggetti ο delle loro relazioni in quanto ci sono conosciuto ed esistono nel nostro universo; alla metafisica metempirica le costruzioni ideali dell’imaginazione. Cfr. G. H. Lewes, Problemes of life and mind, 1875, I serio, I, p. 5, 10, 17 (v. ipermetafisica). Motempsicosi. T. Scelenwanderung, Metempaychose; I. Metempsyohoses; F. Métempeychose. Dottrina secondo la quale l’anima, dopo la morte del corpo, trasmigra succossivamente a rivestire altri corpi 6 a dar vita ad essi. Questa dottrina, che nella eua forma rudimentaria fa propria di tutti i popoli primitivi, si trova specialmente nelle antiche religioni filosofiche dell’ Egitto, dell’ India © della Grecia, in ciascuna delle quali assumo aspetti differenti. Secondo gli Egiziani l’anima umana, dopo la morte, entra suceossivamente e per il corso di tre millenni in tutti gli animali che vivono sia nell’ aria, sia nell’ acqua, sia nella terra; alla fine del terzo millennio ritorna a vivificare un corpo umano, per poi ricominciare lo suc trasmigrazioni attraverso il rogno animale, e così via via all’ infinito. Secondo gli Indiani, inveco, l’anima umana passa da un corpo ad un altro finchè non s'è del tutto purificata, così da poter ritornare a componetrarsi con la divinità da cui è  697  Mer discesa; se durante queste successive esistenze essa pratica la penitenza e segue la scienza, passa in corpi sempre più perfetti e quindi torna più presto a Dio; se invece segue il male, al contrario. Nella Grecia la dottrina della metempsicosi fu insegnata da Pitagora e nei misteri, od esposta anche da Platone: l’ anima umana, dopo la morte del corpo che la racchiude, va nei regni d’ oltretomba per ritornare poi, dopo mille anni di purgazione, a rivestire un nuovo corpo in armonia con la vita precedentemente trascorsa; soltanto l’anima pura del saggio non compie queste trasmigrazioni, ma vola ad abitare con gli Dei per tutta l’ eternità. Verso la metà del secolo scorso la dottrina della metempsicosi fu rimessa in onore da tre pensatori di idee assai diverse: Pietro Leroux, che sostenne la rinascenza eterna delle stesse generazioni ο quindi dellostesse anime umane in diversi individui ; Carlo Fourier cho allargò la cerchia delle trasmigrazioni dell’ anima oltro i confini del mondo, in una sfera sovramondana ove ogni essere avrebbe natura più sottile e sensi più delicati; AllanKardec, il fondatore dello spiritismo metafisico, che pone la metempsicosi a base delle sue invenzioni sul mondo degli spiriti. Cfr. Platone, Timeo, 90 E segg.; Diogene Laerzio, VIII, 1, 31 segg.; Schlosser, Über die Seelenwanderung, 1781; P. Leroux, De l'humanité, de son principe et de son avenir, 1840; Fourier, Théorie de l'unité universelle, 1841; G. Athius, Idea vera dello epiritiemo, 1895, p. 65 segg. (v. apoteosi, catarsi, nirvana, immortalità). Metessi. Partecipazione. La usò Platone per esprimero che le cose sono una partecipazione (µέθεξις) delle Ideo. Ai tempi nostri questa parola fu adoperata, con lo stesso significato, dal Gioberti (v. mimesi). Metodi induttivi. Quei metodi che conducono alla determinazione delle leggi causali doi fatti. Allo Stuart Mill si deve la dimostrazione più precisa di codesti metodi, che prima di lui erano gid stati intuiti da Bacone, Mer  698  ο che altri, come ad es. l’ Herschel, avevano esposto con molto minor precisione. Quattro sono i metodi suggeriti ed illustrati dal Mill per la ricerca della causa dei fenomeni: metodo di concordanza, di differenza, dello variazioni concomitanti ο dei residui, ai quali si aggiunge un quinto metodo complementare, detto della concordanza nella difSerenza. Tutti questi metodi si fondano sull’ eliminazione: infatti per essi è causa ciò che non può essere eliminato senza che sia pure abolito l’effetto, non è causa ciò che può essore eliminato senza che 1’ effetto sia abolito. Da ciò appaiono le lacune dei metodi induttivi, poichò non sempre la causa è capace di produrre I’ effetto. D’ altro canto ossi hanno il difetto di presupporre che ad ogni effetto corrisponda una sola causa, © che possano essere distinti nettamente gli effetti di ciasonna causa da quelli di tutto le altro. Perciò nella ricerca scientifica i quattro metodi del Mill vogliono ossere integrati da norme complementari d’indagine e dal metodo deduttivo. Cfr. J. Stuart Mill, A System of Logio, 1865, I, o. VIII segg.; Masci, Logica, 1899, p. 410 segg. Metodo (µετά ο 626ç in via). T. Methodo; I. Method; F. Méthode. La direzione che si imprime ai propri pensieri per giungero ad un risultato determinato, ο specialmente alla scoperta della verità e alla sistemazione delle conoscenzo. Methodus nihil aliud esse videtur, dice lo Zabarella, quam habitus intelleotualis instrumentalis nobis inserviens ad rerum cognitionem adipiscendam. E la Logica di Porto Reale: ars bene disponendi seriem plurimarum oogitationum. Vi è il motodo naturale, che è quello che vien suggcrito a ciascuno nei singoli casi dalla propria intelligenza, © il motodo riflesso 0 scientifico che è una parte della logica. Questo si divide in sistematico © inrentivo: il primo studia le forme mediante le quali si ottiene I’ ordinamento più utile delle conoscenze, il secondo studia i procedimenti per cui questo conosconze si possono ostendere, passando dal noto all’ ignoto. Il primo, oltre alla coordinazione delle conoscenze, ha anche il cémpito di determinare le prove della dimostrazione, di analizzarne i procedimenti, studiarne il valore: ciò costituisce il metodo dimostrativo. Il secondo può exsore analitioo 0 sintetico : quello consiste nel sopararo, in un complesso di relazioni note tra il noto ο Y ignoto, le relazioni ignote che vi sono dissimulate ; quello nel ricercarle al di fuori delle relazioni note © comporro con queste. Dicesi didascalico il metodo che à volto a comunicare © insegnare altrui la verità; deontologico quello che guida lo studioso alla ricerca del perfetto esemplare delle cose; apologetico quello che insegna a difendere la vorità contro le obiezioni, © elenctico quello che insegna a confutare gli errori. Dicesi metodo maieutico quello adoperato da Socrate, consistente nel condurre gli uomini, per mezzo di opportune interrogazioni, a scoprire i veri che tengono nascosti nelle profondità del loro stesso spirito, a risvegliare le loro stesse idee; metodo risolutivo © compositivo i due momenti del metodo galileano, il primo dei quali consiste nell’investigare i processi più semplici matematicamente determinabili e ricavarne un'ipotesi, il secondo nel mostraro deduttivamente che l’ipotesi posta concorda con altre esperienze; metodo geometrico l'applicazione ai problemi filosofici del processo dimostrativo euclideo procedente per definizioni, assiomi, teoremi, corollari, applicazione fatta specialmente dallo Spinoza nell’ Etica; metodo oritioo 0 trascendentale, per opposizione al dogmatico, quello adoperato da Kant, consistente nell’ assumere come punto di partenza l'indagine della forma sotto la quale i principi razionali si prosentano di fatto, ed esaminarne il valore secondo la capacità, che essi posseggono in sè, di essere applicati universalmente e necessariamente all’esperienza; metodo dialettico, sin l’arte polomica che, movendo dalle opinioni comuni intorno ad un dato oggetto, le prova al martello della oritica, ne mostra gli errori, in modo da preparare il terreno all’ indagine soiontifica, sia il metodo usato da Fichto e da Hegel, consistente nel procedere per tre momenti, tesi, antitesi ο sintesi, ossia nel convertire ogni concetto nel suo opposto ο derivare dalla loro contraddizione il concetto più elevato, il qualo poi trova un’altra antitesi, che richiedo una sintesi ancora più alta, così di seguito. Metodo dei rapporti chiama 1’ Herbart il proprio metodo di eliminazione delle contraddizioni, che sono nel fondo dei nostri concetti più generali; siccome la contraddizione deriva sempre dall’esseroi dati come unici dei concetti i cui elementi opposti non possono realmente pensarsi come uno, così il metodo dei rapporti consiste nel considerare il soggetto non come uno, ma come un insieme, cioò come un sistema di rapporti; esso si compondia in questa regola: quando una cosa deve essere pensata, © non può essere ponsata come una, si pensi come molte. Cfr. Zabarella, Opera philosophica, 1623, De meth., I, ο. 2; Logique d. P. Royal, IV, 2; Cartesio, Discorso sul metodo, trad. it. 1912; Fries, System der Logik, 1837, p. 508 segg.; B. Erdmann, Logik, 1892, I, 11 segg.; Rosmini, Logica, 1853, $ 749 segg.; Masci, Logica, 1899, p. 410 sogg. (v. agonistica, dia lettica, eristica, maieutica). Metodologia. T. Methodenlehro; I. Methodology ; F. Méthodologie. Quella parte della logica che studia le regole generali per mezzo delle quali le varie discipline estendono ed ordinano le proprio conoscenze. La metodologia si divide dunque in due parti; la parte ordinativa ο sistematica, che fissa lo norme della definizione, della divisione, della classificazione, della prova induttiva ο dodattiva, diretta © indiretta, e la parte estensiva o inventiva, che fissa lo norme doi metodi di ricerca, induttivi e deduttivi, propri @ ogni scienza, Per metodologia trascendentale Kant intende la determinazione dello condizioni formali di un sistema perfetto di ragion pura; © per metodologia della ragion pura pratica l’arte con cui le leggi dolla ragion pratica pura  701  Mer-Mrz possono entrare nell’ animo umano e influire sulle sue massime, ossia l’arte onde la ragion pratica obbiettiva può anche diventare ragion pratica soggettiva.  Nel sistema dell’ Herbart, la metodologia è la prima delle quattro parti in cui distinguesi la metafisica: ossa tratta del metodo dei rapporti, col quale si possono togliere le contraddizioni che viziano i nostri concetti fondainentali della natura. Le altre tre parti sono l’ontologia, la sinecologia ο 1’ idolologia.  Dalla metodologia distinguesi la metodica, che è quella parte della pedagogia che tratta in generale del metodo d’ insegnamento ; l'applicazione della metodica alle singole materio da insegnarsi costituisce la didattioa. Cfr. Kant, Krit. d. r. Vernunft, ed. Kehrbach, p. 544; Krit. d. prakt. Vernunft, 1878, p. 181; Herbart, Einleit. in die Philos., 1834, $ 13; Bain, Eduo. as. a science, 1% ed., p. 230-357; E. Wagner, Darstellung d. Lehre Herbarts, 1896, $ 30 segg.; Wundt, Logik, II, 1881; Sigwart, Logik, 1890, IL. Metriopatia. La misura del piacere mediante la ragione. Nella morale platonica la natura del bene è fatta consistere nella metriopatia : la felicità non consiste infatti nè nel solo piacere nè nella sola ragione. Porfirio contrappone la metriopatia all’ apatia ο alla teoria: la prima è il cémpito delle virtù politiche, ed è propria dell’ uomo giusto, la seconda è lo scopo delle virtù catartiche e propria dell’uomo demoniaco; la terza è il mezzo per oui l’anima si rivolge al Noo ed è propria di Dio. Cfr. Porfirio, Ieagoge, 1887 (v. catarsi, edoniemo, eudemoniemo, morale). Mezzo. T. Mitte, Umgebung; I. Mean; F. Milieu. Cid che è collocato tra due o più cose, e in special modo ciò che è ad ugual distanza tra duo estremi; tale, nol senso aristotelico, è la virtù: µεσότης τις ἄρα ἐστιν ἡ denti. Due secoli prima Confucio aveva detto: L’ uomo superiore si conforma alle circostanze per seguire il mezzo... L'uomo volgare non teme di seguirlo temerariamento in tutto e per tutto. » Talvolta adoperasi anche, in modo improprio, per Merz  702  ambiente, ad indicare 1’ insieme delle condizioni e dei fattori tra i quali un fenomeno si produce o un essere vive. In un processo di finalità, il mezzo è il termine intermedio o la serie dei termini intermedi, che sta fra il termine iniziale, con cui il processo stesso comincia, ο il finale, con cui finisce. Cfr. Confucio, Tokoung-young, trad. franc. Remusat, 1817, XI, 3, II, 2; Aristotele, Etica a Nicomaoo, II, 5, 1106 b, 27. Mezzo escluso (principio del). Lat. Prinoipium eziusi tertii; T. Satz des ausgeschlossenen Dritten ; I. Principle of excluded middle; F. Prinoipe de milieu ezolu. O anche principio del terzo escluso, è uno del principî logici fondamentali © principî supremi di ragione. La sua formula è: 4 è ο non è B; cioè tra questi due giudizi uno deve esser vero, perchè essendo essi contradditori, non vi ha una via di mezzo, una terza possibilità, Secondo il Fries esso si esprimo così: ad ogni oggetto appartiene un conoetto ο il suo contradditorio. Secondo Hegel: di due prodicati contradditori uno soltanto appartiene a un qualche cosa, 9 non si dà un terzo. Secondo B. Erdmann: quando un giudizio affermativo è dato come vero, il suo contradditorio negativo è falso, ο viceversa. Secondo il Rosmini: tra due note contraddittorio non c'à alown mezzo. Contro questo principio furono mosse molte obbiezioni. Si disse, ad esempio, che alcune volte è possibile la vis di mezzo; così se si dicesse che un oggetto può essere © bianco ο nero, si può rispondere che può anche esser grigio. In questo caso però le due idee sono contrarie non contradditorie, essendo non-bianco il contradditorio di bianco, 9 non è possibile che un oggetto colorato, se non è bianco, sia neppure non-bianco. Fu obbiettato ancora che due giudizi contradditori possono essere entrambi falsi quando il soggetto non esiste (es. Garibaldi passeggia  Garibaldi non passeggia) ma un giudizio è sempre formulato nell’ ipotesi che al soggetto si attribuisca una qualche forma di realtà, anche puramente imaginativa. Cfr. Fries,  708  Mic-Mia System der Logik, 1837, p. 176; Hegel, Enoyklopädie, 1870, $ 119; B. Erdmann, Logik, 1892, I, 366 ; Rosmini, Logica, 1853, § 345; Masci, Logica, 1899, p. 56 segg.; Herbart, De principio logico exlusi medii, 1842. Microcosmo. T. Mikrocosmos; I. Microcosm; F. Mioroccsme. Si usa generalmente in opposizione a macrocosmo (universo) per designare l’uomo, che, considerato in sò stesso, presenta un tutto organizzato, un piccolo universo. 1) espressione trovasi per la prima volta in Aristotele: ἂν μικρῷ κόσμφ ylvetat, καὶ dv neydAp. Per il Leibnitz ogni individuo è un microcosmo, in quanto ha per sò un valore universale, contiene tutto l'universo; in ogni individuo si ha continuità di stati, come in tutto l'universo si ha una continuità di monadi: Codesto legame di tutte le cose create con ciascuna, e di ciascuna con tutte, fa sì che ogni sostanza semplice ha dei rapporti che esprimono tutte le altre, © che essa è quindi un perpetuo specchio vivente dell’ universo.... Ogni corpo risente dunque tutto ciò che si fa nell'universo; talmente, che colui che vede tutto potrebbe leggere in ciascnno ciò che si fa dovunque, e persino ciò che s'è fatto ο si farà, osservando nel presente ciò che è lontano sia secondo i tempi sia secondo i luoghi ». Cfr. Aristotele, PAys., VIII, 2, 252 b, 26; Leibnitz, Philos. Schriften, ed. Gerhardt, III, 349; Lotze, Microcosmo, trad. it. 1911 (v. maorocosmo, monade, monadismo). Micropsia. Alterazione patologica del senso della visione, per eni gli oggetti sono percepiti con dimensioni minori del vero. È il contrario della megalopsia, in cui gli oggetti sono percepiti di dimensioni maggiori del vero. Si verifica talvolta nell’ isterismo. Cfr. Pierre Janet, Nevroses et idées fixes, 3" od. 1904, I, 277 segg. Migliorismo. T. Meliorismus; I. Melioriom ; F. Méliorieme. O ottimismo relativo, è la dottrina che non considera il mondo come il migliore dei mondi possibili, alla maniera dell’ ottémismo assoluto (Leibnitz), ma sostiene che il Mir  704  mondo, pur potendo contenere un po’ meno di male, è tuttavia buono, Il vocabolo sembra dovuto a Giorgio Eliot; fu adoperato in senso analogo dallo Spencer (the melioriat tiew.... that life... is on the way to become such that it will vela mor pleausure than pain) © diffuso da James Sully : con questo io intendo la fede che afferma non solo il nostro potero di diminuire il male, ma anche la capacità di acorescere la somma del bene positivo. Si contrappone al pejoriemo ο pessimismo relativo del? Hartmann, il quale sostiene che il mondo val meno che niente, l’ordine vi è continuamente turbato dalla volontà, ma vi è un potere incosciente che tenta di ristabilirlo © vi riesce eliminandone la coscienza; si distinguo quindi dal pessimismo assoluto (Schopenhaner) per il quale il mondo è il peggiore dei mondi possibili e la vita non è che un pianto continuo, essendo 1’ uno e l’altra opera di una volontà assurda. Cfr. Spencer, in Contemporary Review, luglio 1884, p. 39; I. Sully, Pessimism, a History and Criticiem, 1877, p. 399. Millenarismo. T. Milleniumslehre; I. Millenarianiem, millenarian doctrine; F. Doctrine millénariste. Dottrina cho, fondandosi sulla predizione dell'Apocalisse, insegnava che Gesù Cristo doveva regnare temporaneamente sulla terra, insieme ai santi, durante un periodo di mille anni, che si sarebbe chinso col giudizio universalo. L'origine di questa credenza nel millenium, che sorse nei primi secoli del Cristianesimo e trovò seguaci in molti Padri della Chiesa, è in parte ebraica e in parte cristiana. Già le profezio contenute nelle sacre scritture, promettovano agli Ebrei che Dio, dopo averlì dispersi tra le varie nazioni, li riunirebbe un giorno di nuovo in un regno di pace e di felicità; ora, avvicinando queste previsioni alle parole con cui Cristo annunciava il suo ritorno e il suo regno glorioso, molti ebrei, convertiti al cristianesimo, fondarono il millenarismo. Il quale, sebbene combattuto dai Padri che fondarono il dogma, non scomparve mai del tutto; esso risorse verso  706  ΜΙΝ-ΜΙΟ la fine del secolo IX dell’era nostra, predicando la fine imminente del mondo, e, più tardi, alleatosi col oomunismo, preparò, insieme con altre sètte di esaltati, la rivoluzione inglese del 1648. In tempi ancora più vicini a noi, il millenarismo risorge specialmente nella società inglese, ove scrittori come Worthington, Bellamy, Towers profetizzarono per l’anno 2000 l’inizio del nuovo millennio di felicità © di giustizia, annunziato dall’Apocalisse. Cfr. Apooaliese, XX, 1-3; Schürer, Lehrbuch d. nontestamentlichen Zeit-Geeoh., 1881, $ 28, 29; Towers, Illustrations of profecy, 1796, t. II, cap. I; A. Sudre, Histoire du communisme, 1850, p. 182 segg. Mimesi. T. Nachahmung, Naohiffung ; I. Mimetiem ; F. Mimétisme. Imitazione, Platone adopera questa parola per indicare che le cose sono un’imitazione (µίμησις) delle idee; anche il Gioberti usò lo stesso vocabolo nello stesso significato. Per i pitagorici invece le cose erano una imitazione dei numeri.  Per mimesi o mimetismo s'intende nelle scienze biologiche il fenomeno per cui certi animali rivestono, sia temporaneamente sia stabilmente, il colore dell’ ambiente nel quale vivono; o anche la somiglianza superficiale tra animali anatomicamente diversi gli uni dagli altri, dovuta sia alle medesime condizioni d’esistenza sia ad altre cause. Cfr. Platone, Parmen., 132 d.; Sesto Emp., Pyrr. ip, III, 18; Gioberti, Protol., 1858, II, p. 3 segg. (v. idea). Minore. T. Unterbegrif, Untersats, Minor; I. Minor; F. Mineur, Mineure. Nel sillogismo dicesi minore il termine che ha l'estensione minore, e minore la premessa che contiene, come soggetto ο come predicato, il termine minoro. Nella conolusione il termine minore fa sempre da soggetto © viene perciò designato con la letters 8. Nel sillogismi disgiuntivi la minore è quella delle due premesse che esclude uno dei membri disgiunti; nei sillogismi ipotetici quella che afferma la condizione o nega il condizionato. Miopia. T. Kurssiohtigkeit; I. Myopia; F. Myopie. Difetto della vista, determinato da eccessiva curvatura dello 45  Ranzout, Dizion. di scienze filosofiche. Mie-Mis  706  superfici di rifrazione, o da maggior densità dei mersi diottriei, per oui i raggi paralleli fanno foco non sulla retina, come nell’ occhio normale, ma al disopra della retina. Quindi il punto di lontananza, anzichè all'infinito, si trova poco lontano dall’ occhio, cosicchè riesce impossibile distinguere gli oggetti lontani. Cfr. I. 8. Wells, Dis. of the Eye, 1883, p. 629 (v. accomodamento, emmetropia, punto). Miracolo. T. Wunder; I. Miracle, Wonder; F. Miracle. Originariamente, tutto ciò di cui l’uomo si meraviglia, ogni fatto che desta sorpresa; poscia, un fenomeno che è considerato, per il suo carattere, superiore ai poteri della natura o dell’uomo, e perciò manifestazione di una volontà sovrannaturale, della quale è segno ο testimonianza. Que prater ordinom communitor statutum in rebus quandoque divinitus flunt, dico 8. Tommaso. David Hume lo definisco: la trasgressione d' una legge di natura, eseguita per una tolizione particolare della divinità ο per la mediazione di qualche agonte invisibile. Secondo il Le Roy la nozione di miracolo s'appoggia su questi quattro punti: 1° non si dà il nome di miracolo che a un fatto sensibile, e a un fatto eccezionale, straordinario; 2° non si dà il nome di miracolo che a un fatto significativo nell’ ordine religioso; 8° perchd un fatto sia detto miracolo deve essere inserito nella sorio fenomenica ordinaria, pur facendo contrasto con essa; 4° perchè un fatto sia detto miracolo, bisogna che non sia nè prevedibile nè ripetibile a volontà. Cfr. 8. Tommaso, Contra gentiles, III, 101; Hume, Eeeaia, 1790, II, p. 234 n; Le Roy, in Annales de philosophie chrétienne, ottobre 1906 ; Μο Cosh, The Supernatural in relation to the Natural, 1872 ; R. Schiattarella, Miracoli e profeste, 1899. Mistero. Gr. Μιστήριον; T. Mysterium; I. Mystery; F. Mystère. Nello religioni antiche i misteri erano un insieme di pratiche, di riti ο di dottrine di natura segreta ο riservate agli iniziati. Nella teologia cristiana i misteri sono  707  Mis verità indimostrabili ο incomprensibili, rivelato da Dio © come tali imposte direttamente dalla Chiesa ai fedeli. Anche nella scienza si parla talvolta di misteri, ma in senso relativo; nel senso cioè di un ignoto qualsiasi, che può venir conosciuto © spiegato, e non è quindi contrario alla ragione; 1’ introduzione del mistero assoluto ο religioso nella sclensa costituisce il misticismo. Tuttavia i teologi sostengono che i misteri della religione non sono contrari alla ragione, ma al disopra della ragione, ciod ad essa trascendenti: la ragione non vede, con le sole sue forze, la verità che essi esprimono, ma non vede per questo l’impossibilità di tale verità. Il concetto del mistero cominciò infatti a determinarsi nella teologia, quando si rese palese il dualismo tra la soienza ellenistica ο la tradizione religiosa, tra la filosofia d’Aristotele e le dottrine specifiche del cristianosimo. Con piena coscienza di questo dualismo, Alberto Magno cercò di dimostrare, che tutto ciò che in filosofia si conosce mediante il lumen naturale è valido anche in teologia; ma che l’anima umana non può conoscere pienamente se non ciò, i cui principî porta in sò stessa, e che perciò in quei casi in cui la conoscenza filosofica non è in grado d’arrivare a una decisione definitiva © deve restare indecisa davanti a possibilità diverse, decide la rivelazione. Duns Scoto, andando più in là, pose una separazione netta fra filosofia © teologia, allargò la cerchia dei misteri della teologia, inchiudendovi persino il principio della creazione © quello dell’ immortalità dell’ anima. Cfr. Maywald, Die Lehre von der zweifachen Wahrheit, 1871; Sainte-Croix, Recherches hist. ot orit. eur les myslöree du paganieme, 1817; Le Roy, Dogme et critique, 1907; I. A. Pioton, The mystery of matter, 1873; A. D'Ancona, Le origini del teatro italiano, 1891; Chiappelli, La dottrina della doppia verità ο i suoi riflessi recenti, Atti della R. Acc. di Napoli >, 1902. Mistica. Scnola filosofica e teologica sorta, sotto I’ influsso delle idee neo-platoniche, nel seno della Scolasticn Mis  708  del secondo periodo, e importantissima perchd diede luogo, per puro zelo religioso, alla separazione e al contrasto tra le verità di ragione e le verità di fode, che prima si fondevano in un’ unica verità. Per la Scolastica la rivelazione è fissata come autorità storica, per la Mistica è invece un tuffarsi, libero da ogni mediazione esterna, dell’ individuo ‘umano nel primitivo principio divino. La Mi distingue nella fede due elementi: la cognizione, ossia il contenuto (fides quae oreditur) © l’affetto, ossia l’atto soggettivo del credere (fides qua oreditur). Ora, nella fede è importante soltanto questo secondo elemento, quindi si rende affatto inutile ogni ricerca razionale sul contenuto della fede stessa. Tuttavia non è da disprezzare anche la cognizione, che passa per tro gradi: cogitatio, meditatio, contemplatio; la prima guarda il mondo con 1’ occhio del corpo, la secondn guarda in noi stessi, la terza, che è la cognizione vera, lo affissa in Dio; questi tre gradi corrispondono rispettivamente alla materia, all’ anima, a Dio. Sotto tal rapporto può dirsi che la Mistica ο la Scolastica si integrano a vicenda: come la contemplazione mistica può benissimo diventare un capitolo della dottrina del sistema scolastico, così anche 1’ estasi mistica può presupporre I’ edificio dottrinale como suo sfondo teorico. Cfr. H. Router, Geschichte d. religiosen Aufklirung im Mittelalter, 1875; Helfforich, Die christliche Mystik in ihrer Entwickelung und ihren Denkmalen, 1842; H. Delacroix, Études d'histoire et de psychologie du mystioieme, 1908; R. Steiner, Il oristianesimo quale fatto mistico, trad. it. 1909 (v. conoscenza, credenza, fideiemo), Misticismo. T. Mystik, Mysticismus; I. Mysticiem; F. Mysticisme. Nel suo significato più generale è la credenza nella possibilità di conoscere Dio, l'infinito, la verità assoluta immedistamente, senza il sussidio dell’ intelligenza, con un puro impeto di sentimento o con uno sforzo di volontà. Il termino fu diffuso nel linguaggio religioso ο filosofico dallo pseudo Dionigi l’Areopagita, cho, nol trat 709  Mir tato eni nomi divini, dopo aver dimostrato che per raggiungere 1’ essere in sò stesso bisogna sorpassare le imagini sensibili, le concezioni e i ragionamenti dell'intelletto, afferma che codesta perfetta conoscenza di Dio risulta da una sublime ignoranza ο si compio in virtà di una incomprensibile uniono;... codesta assoluta ο felice ignoranza non è dunque una privazione, ma una superiorità di scienza. Tale scienza Dionigi chiama la dottrina mistica che spinge verso Dio e unisco a lui pev una specio d’inisiazione che nessun masstro può insegnare. Il punto culminante del misticismo è l’estasi, stato nel quale, essendo interrotta ogni comunicazione col mondo esteriore, l’anima ha l'impressione di comunicare con un oggetto interno, che è l’essere infinito, Dio. Tale fenomeno, che i teologi considerano come un effetto della grazia divina, è spiegato dalla scienza come uno stato di monoideismo, analogo al sonno ipnotico, ottenuto mediante la concentrazione dell’ attenzione in un unico pensiero © spiegabile mediante la leggo psicologica notissima che: uno stato completamente uniforme e sempre uguale conduce alla soppressione della coscienza.  Per estensione dicosi misticismo ogni dottrina, sia filosofica che scientifica, cho si ispiri più al sentimento e all’intuizione che alla osservazione e al ragionamento; e misticismo ancora ogni credenza a forze, influssi © azioni impercettibili ai sensi ο tuttavia reali. Cfr. Heppe, Geschichte der quietistischon Mistik in der katholisohen Kirche, 1875; R. A. Vaughan, Hours with the Mystics, 3° ed.; E. Boutroux, Le mysticieme, Bulletin do PInst. psychologique, gennaio 1902; J. Pachen, Peychologio des mystiques chrétiens, 1909; E. Troilo, Il misticiemo moderno, 1899; Ernesto Lattes, II misticismo nelle tendenze individuali ο nelle manifestazioni sociali, 1908; R., L' agnosticiemo nella filosofia religiosa. (v. comoscenza). Mito. Gr. Müdoc; T. Mythus; I. Myth; F. Mythe. IL Vignoli lo definisce come la spontanea e fantastica forma Mir  710  nella quale ’ umana intelligenza e le umane emozioni raffigurano sè, © lo cose tutte; © l’ obbiettivazione psico-fisica dell’uomo nei fenomeni tutti, che egli può apprendere e percepire ». Per il Simrock il mito è la forma più antica nella quale lo spirito popolare pagano conosce il mondo © le cose divine». In senso generale è mito ogni racconto favoloso, d’origine popolare e non riflessa, in cui gli agenti impersonali sono rappresentati sotto forma d’ esseri personali; in senso stretto è la descrizione d’un fenomeno naturale considerato come l’espressione di un dramma divino, ο P incorporazione d’una idea morale in un racconto drammatico. Nei due casi, ciò che è permanente ο frequente nella natura o nell’umanità, è ricondotto ad un avvenimento compiuto una volta per tutte, e il dramma, sebbene inventato, è ritenuto come reale. Questo carattere d’ingenua credulità, per oui si tengono come reali dei fatti puramente immaginari, è essenziale nel mito, e lo distingue nettamente dalla favola, dall’allegoria © dalla parabola. In queste si ha pure un’ idea morale racchiusa in un racconto drammatico; ma esse sono opera di riflessione metodica, e non pretendono di essere credute reali, Il mito si distingue anche dalla leggenda, che non ha per carattere necessario l’interpretazione d’un fenomeno naturale ο l’incorporazione d’un’ idea morale, Nolla scienza contemporanea, del mito sono date tre spiegazioni diverse: sociologica, psicologioa, psico-sociologica. La prima, sostenuta dal Durkheim ο dalla sua scuola, si fonda sul principio metodico fondamentale che i fatti religiosi, al pari dei fatti giuridici, morali, economici, non sono che fatti sociali, prodotti di stati d’ anima collettiva, spiogabili quindi non in base alla natura umana in generale, bensì in base alla natura delle società allo quali vengono riferiti; ogni gruppo sociale pensa, sente, agisce diversamente da quel che farebbero i suoi membri isolati ; diotro il mito si scorge sempre il gruppo sociale che sogna, desidera e vuole; il mondo dei miti ο degli dei non è cho l’obbiettivazione  m1  Mir del pensiero collettivo, la proiezione al di fuori che la coscienza del gruppo sociale fa delle rappresentazioni, che essa stessa si è formata sotto lo stimolo dei suoi desideri e delle sue esigenze. La dottrina psicologica, sostenuta dal Tarde, sostiene invece che i miti, al pari di tutte le altre produ» zioni sociali, sono di origine individuale e si sono diffusi per imitazione dapprima esclusiva, poi espansiva © proselitistica; i miti e le religioni non si compongono di altri elementi che non siano desiderii ο credenze: il bisogno di certezza, il bisogno di sicurezza costituiscono la duplice fonte della religiosità, il cui fine è quello di stabilire negli individui © nei popoli un’ immense convinzione », quella dell’esistenza di Dio, e un’ immensa speranza », quella dell'immortalità dell’ anima. Tra queste due opposte dottrine sta la dottrina intermedia, o psico-sociologica, del Wundt, per il quale mito, linguaggio e costume sono prodotti della psiche collettiva e ripetono, in forma più ampia ed elevata, gli elementi tutti della vita psichica individuale; il linguaggio infatti contiene la forma generale delle rappresentazioni viventi nell’ anima sociale, © le leggi delle loro connessioni; il mito racchiude in sò il contenuto originario di quelle rappresentazioni, costituito dalla concezione complessiva dell’ universo, quale la coscienza del popolo se I’ è formata sotto l’azione dei suoi sentimenti e impulsi; il costume contiene le direzioni generali della volontà collettiva risultanti da tali rappresentazioni ο sentimenti. Ciò che contraddistingue il pensiero mitico è la facoltà personificatrice, che proviene, secondo il Wundt, dalla fantasia, la quale hu due fattori essenziali : l’appercezione animatrice », per cui si proietta nell’ oggetto la coscienza del soggetto, sì che questi si sente uno con quello, e la forza intensificatrice del sentimento propria dell'illusione, forza per la quale tra tutti gli elementi di cui risulta P’intuisione di un oggetto, non quelli obbiettivi, bene) quelli subbiettivi determinano il grado d’ intensità delle impressioni emotive che accompagnano I’ intuizione dell'oggetto. Ciò spiega quel carattere importantissimo delle rappresentazioni mitologiche, per cui gli oggetti di essi appaiono come realtà immediatamente date; caraitere che dimostrerebbe, secondo il Wundt, l'infondatezza delle teorie che considerano i miti © come simboli o come tentativi di spiegazione dei fenomeni. Un secondo carattere del pensiero mitologico è la sconfinata facoltà associatrice, derivante dalla mancanza di impedimenti, che la riflessione poi oppone. Cfr. Wundt, Grundriss der Psychologie, 1889, p. 356 segg.; Id., Fölkerpsyohologie, 1900-1909, t. Il; Simrock, Handbuch d. deutschen Mythologie, 1869; Tardo, Les lois de l’imitation, 1890; Durkheim, Les règles de la méthode sociologique, 1895; 1d., De la definition des phénomènes religieux, in Année sociologique », anno II, p. 1 segg.; Saussure, Lehrbuch d. Religiongesch., 1887-89; Bréal, Mélanges de mythologie et de linguistique, 1877; E. Vignoli, Mito e soiensa, 1879; Edward Clodd, Mito e sogni, trad. it. 1905; 8. Reinach, Cultes, mythes ot religions, 1905-12; E. Lamanna, Mito e religione nelle dottrine socio-prichiohe contemporanee, Cultura filosofica », gennaio 1912. Mixoteismo. L’Hasckel chiama così tutte quelle formo della credenza in Dio, che contengono mescolanze di rappresentazioni religiose di specie diversa ed in parte direttamente contradditorie. Più che una forms di religione teorica, il mixoteismo è una forma pratica che risulta dalle varie influenze di natura diversa cui va soggetta la psiche religiosa dell’individuo. Cfr. Haeckel, I problemi dell’ universo, trad. it. 1913, p. 389 segg. Mneme, T. Mneme; F. Mnème. Termine proposto dal Semon per indicare la proprietà inerente alla sostanza vivente di conservare, come tali ο nelle loro relazioni, I’ insieme delle eccitazioni ricevute dal mondo esteriore. Il Loeb «9 l’Ardigò adoperano invece il termine isteresi per indicare la traccia lasciata nel protoplasma dalle eccitazioni anteriori. Cfr. Semon, Die Mneme, 1904; Id., Die mnemischen  13  Mxe-Mos Empfindungen, 1909; Loeb, Fisiologia comparata del cervello, trad. it., p. 967; Ardigò, L’inoosciente, Riv. di filosofia », maggio 1908. Mnemonica. T. Mnemonik, Gedächtnisskunst; I. Mnemonice; F. Mnémoteohnie. L’ arte della memoria: essa consta di un insieme di norme pratiche e processi artificiali, diretti a rendere integra, pronta, tenace la memoria delle cose e si fonda essenzialmente sopra le leggi dell’associazione delle idee. Il primo dei metodi mnemonici conosciuti, inventato da Simonide, dicesi topologico : esso consiste nell’associare le idee astratte ad altre idee, i cui modelli sono oggetti sensibili o presenti in un medesimo tempo. Cfr. Plebani, 1) arte della memoria, 1899. Mnemotecnia. Lo stesso che mnemonica. Mobile. T. Bewegliohes, Boweggrund; I. Moveable body, Mover; F. Mobile. Ciò che può esser mosso. Aristotele chiama ogni cosa mobile, xivobpevoy, in quanto cangia, e motore, κινοῦν, in quanto è causa del cangiamento.  Nella psicologia diconai mobili tutti quei fenomeni affettivi -desideri, predisposizioni, istinti, abitudini che entrano nella deliberazione volontaria, esercitando la loro influenza nella determinazione all’atto; si distinguono dai motivi, che sono i fenomeni intellettuali (rappresentazioni) i quali entrano tra loro in conflitto al momento della deliberazione. Oltrechd nell’atto volontario, il mobile entra anche negli atti compiuti per tendenza, ed è costituito, secondo P’Höffding, dal sentimento provocato dall’idea del fine, non dal sentimento provocato dall'idea che la realizzazione sarà seguita per noi da un piacere.  Nell’ astronomia antica dicevasi primo mobile la volta celeste, che credevasi solida e recante incastrate le stelle: essa si moveva intorno alla terra, quindi nel suo giro portava seco gli astri. Cfr. Aristotele, Περὶ φυχῆς, III, 10; Höffding, Psychologie, 1900, p. 424; P. Janet, Traité de philosophie, 4° ed., Psychologie, o. IV, p. 311. Mos-Mop  TU  Mobilismo. F. Mobiliene. Termine proposto dal Chide e accolto dalla Società francese di filosofia, per indicare la dottrina secondo la quale il fondo delle cose è non soltanto individuale e multiplo (pluralismo), ma in continuo movimento, in continua via di trasformazione e senza leggi fisse, così da rendere inefficace ogni tentativo d’organizzazione razionale. Il Chide considera tale dottrina come la conclusione necessaria di tutta la filosofia moderna, tendente a esoludere dal reale ogni unità, immutabilitä e razionalità, a fare della realtà stessa una creazione continua non diretta ad uno scopo determinato, ma avente valore per sè, e a porre quindi la durata, il cangiamento, come la sostanza stessa delle cose. Tre dottrine avrebbero condotto specialmente, secondo i mobilisti, a tale posizione: la dottrina hegeliana, che colloca il movimento nel senso stesso dell’ universo, il quale si sviluppa perciò in sintesi sempre nuove e con leggi che forse non raggiungeranno mai la loro formula definitiva; la dottrina darwiniana, che toglie dal cangiamento ogni finalità e pone l’irrazionale ovo prima imperava la ragione; la dottrina bergsoniana, che libera infine il cangiamento dalla sun ultima crosta deterministica e meccanica, facendo della contingenza, della durata pura, la stoffa stessa del reale. Ad ogni modo tale concetto è già espresso nel πάντα ptt di Eraclito. Cfr. Chide, Lo mobilieme moderne, 1908; Do Sarlo, I diritti della metafisica, Cultura filosofica », luglio 1912, p. 450 segg. (v. attiniemo, attività, asione, cangiamento, encrgismo, vitaliemo). Modali (proposizioni). T. Modal; I. Modal; F. Modales. Quelle proposizioni che osprimono la modalità, ossia i punti di vista più generali sotto cui possono presentarsi alla nostra intelligenza gli oggetti del pensiero. Tali punti di vista essendo quattro, cioè la possibilità, l'impossibilità, la contingenza © la necessità, le proposizioni modali fondamentali, quali Aristotele stesso le definì, sono quattro. Siccome poi ogni modo per esser affermato o negato, ad ogni pro 715  Mop porzione modificata può ugualmente essere affermativa ο negativa, così vi sono sedici specie di proposizioni modali, che gli Scolastici espressero in quattro termini mnemonici di convenzione: purpurea, iliaco, amabimus, odentuli. Le quattro proposizioni espresse in ciascuno di questi termini sono equivalenti ed hanno lo stesso significato: nei termini stessi A indica l'affermazione del modo e quella del diotum; U la negazione di entrambi; ZV’ affermazione del modo e la negazione del dictum; I viceversa. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 2, 24 b, 31; Logique de Port-Royal, 2 p., o. VIII; Hamilton, Leotures on Logic, 1860, ο. XIV. La modalità e una delle categorie del criticismo, sotto la quale si comprendono le tre categorie subordinate della realtà, della necessità ο della possibilità. Questa classificazione fu tojta da Kant dalla classificazione dei giudizi, che rispetto alla modalità, cioò al modo onde è affermata o negata la relazione tra predicato e soggetto, si distinguono in assertori (4 è B), apodittioi (A deve esser B) © problematici (A può essere B). Gli assortori esprimono dunque la realtà della relazione tra predicato © soggetto, i problematici la possibilità, gli apodittici la necessità. Ora la realtà non è altro che il contenuto dell’ osperienza; la necessità, logicamente, è V inconcepibilità del contradditorio, obbiettivamente 1’ unità delle condizioni non impedite; la possibilità dal puuto di vista logico è la conoepibilità dei contradditori in quanto manca a noi la ragione per decidere quale di esai sia vero, e dal punto di vista obbiettivo è la presenza di parte soltanto delle condizioni necessarie perchè una cosa sia. La classi ficazione dei giudizi secondo la modalità risale ad Aristotele, ma egli non usò tal nome e nemmeno i suoi commentatori. Avendo poi i grammatici detti modi del verbi le significazioni di realtà, possibilità e necessità ottenute mediante modificazioni dei verbi stessi, i logici, da Boezio in poi, tradussero con la stessa parola 1) espressione sopra Mop  716  riferita dei commentatori aristotelici.  Nella psicologia, per modalità della sensazione #’ intende, dall’ Helmholtz in poi, la natura irreducibile delle sensazioni date dai diversi organi, per cui non è possibile il passaggio dall’ una all’altra, nd è possibile col confronto di stabilire tra loro una maggiore o minore somiglianza, e anche un semplice rapporto di intensità. La gualità è invece una differenza meno profonda, cosicchè le differenze qualitative tra sensazioni della stessa modalità non esoludono il passaggio dall’ una all’ sltra nè il confronto per giudicare della loro maggiore o minore somiglianza e intensità (ad es. tra i colori dello spettro). Cfr. Kant, Krit. d. r. Vernunft, ed. Kehrbach, p. 92, 202-3; Wundt, Logik, 1893, I, 199; Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1864, II, 156 segg.; Helmholtz, Physiol. Optik, 2* ed., p. 778 segg., 372 segg.; Wundt, Physiol. Poycologie, 3* ed. I, p. 491 segg. (v. intensità, qualità). ‘Modelli (teoria dei). La dottrina, sostenuta specialmente dai fisici inglesi (Faraday, Thomson, Lodge, Maxwell) e implicante gravi problemi gnoseologici, secondo la quale non è possibile comprendere i fenomeni, la natura delle cose materiali, senza formarsene una rappresentazione concreta, senza costruire un modello meccanico che la imiti. Si oppone alla dottrina sostenuta dal Rankine, Mach, Ostwald, Duhem, che vorrebbe invece bandire qualsiasi imagine concreta per ridurre le teorie fisicho ad un puro sistema di nozioni astratte ο di rapporti matematici. Il mio oggetto, dice il Thomson, è di mostrare come si possa in ogni categoria di fenomeni fisici, che dobbiamo considerare, ο qualunque siano questi fenomeni, costruire un modello meceanico che soddisfi alle condizioni richieste. Quando noi consideriamo i fonomeni d’ elasticità dei solidi, sentiamo il bisogno di presentare un modello di questi fenomeni... Io non sono mai soddisfatto finchò non ho potuto costruire un modello meccanico dell’ oggetto che studio; se ho po 717  Mop tuto fare un modello meccanico, comprendo; finchè non ho potuto fare un modello meccanico non comprendo; ed è per questo che io non intendo la teoria elettromagnetica della luce». Però, secondo altri soguaoi della stessa dottrina, il modello non consiste in un meccanismo vero e proprio, che simula in qualche modo i fenomeni, copianfoli, ma in una imagine simbolica del fenomeno, tale che le conseguenze logiche di essa siano sempre le imagini delle conseguenze necessario del fenomeno nell’ ordine naturalo; cosa possibile, questa, appunto perchè esiste una certa armonia tra la natura e il nostro spirito, come l’esperienza di tanti secoli oi dimostra. Da noi il Pastore, applicando queste vedute alla logica, dà loro un più largo significato filosofico: egli considera In ragione umana come un modello tra gli altri modelli, che fanziona deducendo da certi principî tutte le consoguenze possibili, allo stesso modo come il fisico mette in funzione il proprio modello per scoprirne le proprietà; i modelli, una volta costruiti ragionano, come la mente umana, sempre © solo in una maniera, dandoci quella stessa evidenza di verità che il nostro pensiero riconosce al calcolo © alla dimostrazione logica astratta. Cfr. Hortz, Die Princ. der Mechanik, 1899, Einl., p. 133 segg.; Thomson, Notes of lectures on molecular dynamics, 1884, p. 131; Duhem, Les théories modernes de l'électricité, 1891, p. 16; A. Pastore, Logica formale dedotta dalla considerazione dei modelli meccanioi, 1906 ; Id., Del nuovo spirito della scienza e della filosofia, 1907 (v. concetto, imagine, empiriocritioimo). Modernismo. T. Modernismun; I. Modernism; F. Modernieme. Quell’ insieme di tendenze ο di dottrine, filosofiche, teologiche © sociali, che sono venute svolgendosi in questi ultimi anni dal seno del cristianesimo cattolico ο protestante, mirando a porlo in armonia coi bisogni della vita © del pensiero moderno. Dal punto di vista filosofico ο teologico molte sono le dottrine comprese sotto questa denoΜου  718  minazione (immanentismo, fideismo, sentimentalismo, ecc.), derivate però quasi tutte dall’ idea fondamentale del card. Enrico Newman del primato della coscienza ». L’enciclica Pascendi dominioi grogis (8 sett. 1907) le condannò tutte in blooco, additandole come sintesi di tutte le eresio, come prodotto di superbia e d’ignoranza, e riassumendone gli errori in due fondamentali, I’ agnosticismo e l’ immanenz& vitale. Per il primo la ragione umana è ristretta interamente nel campo dei fenomeni; .... per la qual cosa non è dato a lei d’innalzarsi a Dio, nd di conoscerne }’ esistenza, sia pure per mezzo delle cose visibili. E da oid si deduce che Dio, riguardo alla scienza, non può affatto esserne oggetto diretto; riguardo alla storia, non deve mai reputarsi oggetto storico ». Negata così la teologia naturale, i motivi di credibilità, la rivelazione esterna, la religione non può trovarsi che nella vita, nel cuore dell’uomo; di qui l’immanenza vitale: il bisogno del divino, senza verun atto previo della mente, secondo che vuolo il fideismo, fa scattare nell’ animo già inclinato alla religione un certo particolar sentimento ; il quale sia come oggetto sia come causa interna, ha implicata in sò la realtà del divino e congiunge in certa guisa l’uomo con Dio: A questo sentimento appunto si dà dai modernisti il nome di fede, e lo ritengono quale inizio di religione ». Cfr. Ritschl, Reokifertiguag und Versöhnung, 3° ed. 1888; C. Ranzoli, L’ agnosticismo nella filosofia religiosa, 1912; R. Murri, La filosofia nuova e l’enciolica contro il modernismo, 1908 ; *** Il programma dei modernisti, risposta all’ enciclica, 1908; Tyrrel, Modiosvalismo, 1909; Id., II cristianesimo al bivio, 1910; Laberthonnière, Saggi di filosofia religions, trad. it. 1907; *"* Lettere di un prete modernista, 1908; E. Newman, Lo sviluppo del dogma oristiano, trad. it. 1908. Modificazione. T. Zustandsänderung, Modification; I. Modification; F. Modification. In senso proprio, dicesi modificazione ogni modo che ha la sua causa non nella natura  19  Mop essenziale del soggetto, ma è l’effetto d’ uns causa esteriore o distinta dal soggetto medesimo. Perciò la modificarione non va confusa col cambiamento, in quanto essa non cambia nd distrugge la natura specifica della cosa, che non cos di essere quello che è. Modo. T. Modus, Sohlusemodue; I. Mood, Modo; F. Mode. I modi ο aocidenti d’un essere sono le qualità non essenziali ο mutabili, quelle che possono esistere, non esistero e variare senza che per questo l'essere scompaia 0 cessi di essere quello che è; le qualità essenziali si dicono invece attributi. L'estensione è un attributo della materia; P aver essa una forma 0 un’altra è un modo. In senso più generale per modo s'intende qualsiasi modificazione d’un soggetto. Così Goclenio lo definisce come roi quadam determinatio; © Spinoza: substantia affectiones, sive id quod in alio est, per quod etiam concipitur.  Dicesi modo del'sillogismo la forma che egli ha riguardo alla quantità ο alla qualità dolle due premesse e della conclusione. Ora, le combinazioni della qualità e della quantità nei giudizi dànno quattro specie di giudizi, indicati con le vocali 4, E, I, 0; queste quattro specie dànno sedici combinazioni binarie; essendo quattro le figure del sillogismo, si avranno sessantaquattro modi per tutte lo figure. Ma di questi, quarantuno sono contrari alle regole del sillogismo e non dànno conclusione: quindi i modi coneludenti ο cioè validi si riducono 8 diciannove, dei quali quattro appartengono alla prima figara, quattro alla seconda, sei alla terza, cinque alla quarta. Tali modi validi sono enunciati nei seguenti versi mnemonici, che, con qualche variante, si trovano per la prima volta nelle Summulæ logicales di Pietro Ispano: Barbara, Celarent, Darii, Ferioque, Priors  Cesare, Camestres, Festino, Baroco Seounde  Tertia, Darapti, Disamis, Datisi, Felapton  Bocardo, Ferison habet. Quarta insuper addidit  Bramantip, Camenes, Dimaris, Fesapo, Fresison, L’artifizio di questi versi sta in ciò, che le voMor  720  cali di ciascun vocabolo denotante un modo indicano la qualità e la quantità delle premesse © della conclusione ; le consonanti meno nella prima indicano, se sono iniziali, a qual modo della prima figura quel dato modo si deve ridurre per dimostrarne la validità (così l'iniziale di Calomes indica che deve esser ridotto a Celarent), se non iniziali (e, m, p, ο) con quale operazione logica la riduzione relativa deve esser fatta: e cioò, 4 per conversione semplice, m per metatesi delle premesse, p per conversione accidentale, ο per proposizione contradditoria. Cfr. Goclenio, Lezioon philosophioum, 1613, p. 694 segg.; Spinoza, Ελίσα, def. V} Locke, Essays, 1877, 1. II, ο. XII, $4 (v. figura, premesse, termini, conclusione e le vocali 6 consonanti indicate). Molecola. T. Moleküle; I. Molecule; F. Molécule. La più piccola porzione di materia costituita di atomi, alla quale’ si concepisce poter giungere nella divisione d’un corpo omogeneo, semplice o composto, senza alterarne In natura. Secondo 1’ Eucken, la molecola fa distinta nettamente dall’ atomo per la prima volta dal Gassendi. Da Avogadro in poi si sogliono distinguere le molecole éntegranti, che constano di atomi, dalle molecole costituenti, cho sono gli atomi stessi; nei corpi composti le molecole integranti constano di molecole costituenti eterogenee, nei corpi semplici di molecole costituenti della stessa specie. Nella chimica dicesi molecola la quantità più piccola di un corpo che possa esistere allo stato libero, © che è chimicamente divisibile. Il Buffon chiamava molecole organiche i complessi atomici possedenti la capacità della conservazione ο della riproduzione; con questo presupposto, egli considerava tutta la vita organica come una attività di tali molecole, sviluppata per contatto col mondo esterno. Più tardi il Lamarck, elaborando questo principio, tentò di spiegare la trasformazione degli organismi dalle forme inferiori alle superiori con la sola azione meccanica del mondo esterno, mediante l’ adattamento all’ ambiente. Con significato ana 721  MoL-Mom logo il Verworn chiama molecole biogene le particelle dotate di attività vitali elementari, cioè di assimilazione, dissimilazione e riproduzione ; nella concezione monistico meocanica della vita esse rappresenterebbero un ipotetico stadio di transizione tra il formarsi delle sostanze proteiche, la cui molecola complessa si costituisce attorno ad un atomo di carbonio, e il formarsi dei primissimi organismi, costituiti appunto da una aggregazione di molecole biogene. Cfr. Eucken, Geschichte der philos, Terminologie, 1879, p. 86; Nanmann, Über Moleküle, 1872; Würtz, Histoire des doctrines chimiques, 1872; Th. Fechner, Über die physikal. und philosophische Athomenlehre, 1864; Svedberg, Die Existenz der Molekille, 1912 (v. atomica, vita, vitalismo, cellulari teorie). Molteplicità. T. Vielheit, Mannigfaltigkeit; I. Multiplicity; F. Multiplioité. Carattere di ciò che comprende elementi diversi e separabili. È il correlativo di unéfa, senza la quale sarebbe inconcepibile, la molteplicità non essendo altro che il complesso di più unità, Secondo alcuni filosofi la molteplicità è 1’ essenza della natura corporea; altri invece distinguono la molteplicità reale dalla potenziale: la prima è accidentale, essendo il semplice rapporto di coesistenza di più oggetti, e non è proprietà reale della natura corporea se non quand’ è possibile imaginarla nell’estensione continus di cui il corpo è fornito (v. pluralismo, unità, quantità). Momento. T. Moment, Augenblick; I. Moment; F. Moment. Non è che l'abbreviazione di movimento; e siccome la durata si misura per mezzo del movimento, così nel linguaggio comune il momento è quella parte di durata, che si misura per mezzo del più piccolo movimento percepibile. Però questo momento si concepisce spesso come qualche cosa di provvisoriamente statico, che rimane per un istante fermo: quindi l’ idea comune di momento è contradditoria. Nella meccanica il momento di una forza rispetto ad un punto è il prodotto della stessa forra per la 46  RANZOLI, Dizion: di scienza Alosofichs. Mon  722  distanza da quel punto. Nella filosofia fa nsato spesso come sinonimo di stadio, fase, periodo di una successione o processo di fenomeni: con ciò il vocabolo fa condotto al suo significato etimologico. Nel sistema dell’ Hegel gli elementi ο le esistenze diverso non sono che momenti o forme transitorie del movimento universale dell’ Idea, la quale ha tro momenti fondamentali: idea in sò, idea per sò o natura, idea che torna in ed o spirito. Lo spirito a sua volts ha tre momenti: soggettivo ο individuale, oggettivo o universale, assoluto ο divino. Cfr. Locke, Essay, 1877, 1. II, ο XIV, $ 10; Hegel, Enoyolopädie, 1870, $ 145 (v. dialettica, istante, idea, pantetemo). Monade. Gr. Μονάς  unità; T. Monade; I. Monade; F. Monade. Termine antichissimo, già usato da Pitagora, che nell’ unità fa consistere il principio e l’ essenza d'ogni cosa: ἀρχήν μὲν ἁπάντων µονάδα. Platone lo applioò poi alle idee, Sinesio e Sabellio a Dio, monado delle monadi ; Giordano Bruno fa della monade il minimum indivisibile della sostanza, monas rationaliter in numoris, essentialiter in omnibue. Ma il termine fa reso celebre dal Leibnitz. Questo filosofo, opponendosi al dualismo di Cartesio e al monismo di Spinoza, sostenne che le sostanze sono più d’una e tutte attive, cioò forze, che l'estensione non è l'essenza del corpo ma un qualche cosa di derivato e suppone quindi gli elementi dalla cui opposizione si forms. Se anche questi elementi sono estesi, bisogna dividerli in altri, e così via via finchè si arrivi ai punti non più fisici ma metafisici, agli elementi primi delle cose, alle monadi. La monade, dice il Leibnitz, non è altra cosa che una sostanza semplice, che entra nei composti; semplice, cioè senza parti. Ed è necessario esistano delle sostanze semplici, poichè ci sono dei composti; infatti il composto non è che un ammasso 0 aggregatum di semplici. Ora, là dove non ci sono parti, non ο) è nd estensione, nè figura, nd divisibilità possibile; © codeste monadi sono i veri atomi della natura e  723  Mon in una parola gli olementi delle cose.... Non c'è mezzo per spiegare come una monado possa essere alterata 0 cangiata nel suo interno da qualche altra creatura, perchè non si potrebbe trasportarvi nulla, nd concepire in essa alcun movimento interno che possa ossoro eccitato, diretto, aumentato ο diminuito là dentro, come può avveniro nei composti dove c’è cangiamento tra lo parti. Le monadi non hanno finestro attraverso le quali qualche cosa possa entrare in osse © uscire. Gli accidenti non potrebbero staccarsi nd girare fuori delle sostanze, come facevano nel passato lo specio sensibili degli scolastici. Così, nd sostanza nè accidento può entrare dal di fuori in una monade. Bisogna che ciascuna monade sia differente da ogni altra; poichd non si danno mai nella natura due essori cho siano l’uno porfettamente como l’altro, ο dove non sia possibile trovaro una differenza interna o fondata sopra una denominazione intrinseca ». La monade è danque una forza semplice, originaria, differenziata in sò stessa, ο non dal di faori ; quindi noi non possiamo sapere per esperienza quale sia questa determinazione interna di ciascuna monade, ma soltanto indurlo per analogia, attribuendo alle monadi ciò che troviamo nell’ anima nostra. E siccome nell’ anima noi troviamo la percezione ο rappresentazione (vocaboli che per il Leibnitz sono sinonimi) così ogni monade avrà una forza rappresentativa. Che cosa rappresenta? Sè, © tutte le monadi. Sè, in quanto attiva, e tutte lo monadi in quanto limitata. Cfr. Diogene Laer., VIII, 25; Stobeo, Kol., I, 2, 58; Goclenio, Lezicon phil., 1613, p. 707; G. Bruno, De tripl. minimo, 1591, I, 2, 4; Leibnitz, Monadologie, 1714; Id., Discourse de métaphysique, 1686. Monadismo. T. Monadismue; I. Monadiem; F. Monadieme. La dottrina leibnitziana delle monadi. Essendo la monade, cioè 1’ elemento primo delle cose, un punto metafisico inesteso, una forza semplice, originaria, differenziata in sè stessa, consogue dal monadismo il dinamismo ; Mon  724  essendo invece I’ atomo il punto fisico, dotato di proprietà meccaniche, la conseguenza dell’ atomismo à il meccanismo. Per monadologia «’ intende invece qualunque trattato ο dottrina sulle monadi; tale nome fu dato dall’ Erdmann al libro del Leibnitz nel quale era esposta la dottrina delle monadi. Mondo. Gr. Késyog; Lat. Mundus, Orbie; T. Welt; I. World; F. Monde. In senso generalissimo V’ insieme di cid che è, la totalità delle cose e dei fatti. Primitivamente, il sistema ordinato costituito dalle terra ο dagli astri. Nella teologia, la vita sociale degli uomini, contrapposta alla vita spirituale ο religiosa, considerata come il dominio degli appetiti carnali, della dissipazione e del peccato. Mondo sensibile dicesi 1’ insieme delle cose che sono 0 possono essore oggetto di percezione, quale 1’ individuo se le rappresenta anteriormente ad ogni critica; mondo intelligibile è invece l insieme delle realtà ο essenzo corrispondenti alle apparenze sonsibili, e quali 1’ esperienza scientifica ο filosofica conduce a pensarle. Anima del mondo dicesi il principio dell’ unità e dell'ordine del mondo, concepito per analogia con l’ anima individuale ; fu ammessa da Platone, dagli stoici, da Plotino. Monera. Il più semplice degli organismi viventi, s00perto e descritto dall’ Haeckel. Le monere hanno forma sferica, mobile, © risultano costituite di una piccola masss mobile di plasma senza struttura, ο protoplasma. Si distinguono in fitomonere, vegetali, e soomonere, animali; queste, secondo 1’ Haeckel, deriverebbero da quelle, le quali alla lor volta sarebbero nate per generazione spontanea. Cfr. Haeckel, I problemi dell’ universo, trad. it. 1903, p. 506 (v. generazione spontanea, cellula, cellulari teorie). Monismo (μόνος --solo). T. Monismus, Einkeitalehre, Monistische Weltanschauung; I. Monism; F. Monieme. Termine molto vago, col quale si sogliono designare in genere quel sistemi filosofici che ammettono una unità o  725  Mon identità fondamentale, e spiegano quindi tutti i fenomeni per mezzo d’un solo principio o d’ uns sola sostanza. Fu introdotto nella terminologia filosofica da Cristiano Wolf, che con esso designava quelle dottrine che pongono una essenza unica di tutte le cose, sia lo spirito puro o la pura natura: moniste diountur philosophi, qui unum tantummodo aubstantiæ genus admittunt. In generale si oppone a dualismo, e spesso designa la dottrina panteistica, secondo la quale il tutto è uno.  Si adopera anche, in special modo nella lingua inglese, per designare quella moderna dottrina del parallelismo psicofisico, secondo la quale l’anima e il corpo, la coscienza © il cervello, il mondo dello spirito e quello dei corpi, si sviluppano come espressioni differenti di un solo e med essere: dato, da un lato, il parallelismo © la proporzionalità esistenti tra l’ attività cosciente e l’attività cerebrale, e riconosciuta, dall’ altro, la differenza tra queste due forme di attività, si conchiude che entrambe devono avere per base una identità fondamentale, che si esprime sotto una duplice forma.  Il monismo psicofisico differisce dal moniemo materialistioo, secondo il quale lo spirito non è che una forma o un prodotto del corpo, e dal moniemo spiritualistico, secondo il quale il corpo non è che una forma o nn prodotto d’ uno ο più esseri psichioi.  Monismo concreto chiama 1’ Hartmann la propria dottrina, secondo la quale solo gli attributi dell’ essere sono vari ο molteplici; © moniemo energetico 0 energiemo dicesi la dottrina dell’ Ostwald, per la quale non v’ha che una sola realtà, l'energia, di cui materia, gravitazione, calore, elettricità e pensiero non sono che modi.  Moniemo meccanico è } espressione con cni viene indicata la dottrina di Ernesto Haeckel, secondo il quale la forza e la materia, in virtà della loro inseparabile unione, sono i due principi primitivi di ogni esistenza; Dio è identico al mondo; nulla è superiore alla natura; ogni atomo, come centro di forza, è dotato di un’ anima costante, di movimento e di sensibiMon  726  lità: dai loro incontri fortuiti ο dallo loro combinazioni si formano le anime-molecole (inorganiche) e le animo dei protoplasmi molecolari (organiche) o da queste risultano le anime-cellule; l’anima umana non è che la somma delle anime elementari delle cellule.  Con l’ espressione di monismo concettuale vien designata la dottrina del De Roberty, secondo il quale non v’ ha alcuna distinzione fra spirito © materia, tra mondo esterno © mondo interno, uniti da un rapporto di perfetta uguaglianza; il movimento non è che uno degli aspetti dell’osistenza successiva © discontinua, è tempo oggettivato, coscienza proicttata nello coso che riempiono il fuori di noi; il monismo meccanico non à che una ripercussione del monismo logico.  Il Fouillée e il Guyau chiamano il proprio monismo immanente e naturalista, per distinguerlo da quello dello Spencer che essi designano come trascendente © mistico: secondo il Fouillée, il pensiero e il suo oggetto non sono che un’ unica entità; ogni cosa contiene già il germe del pensiero o delle volontà che in noi si manifestano; la volontà dispersa in tutto l’ universo non ha che da riflettersi progressivamente su sè stessa, ed acquistare così una maggiore intensità di coscienza, per divenire in noi sentimento e pensiero.  hegeliana, infine, la parola monismo è adoperata a designare quel sistema generale di filosofia, che concilia le antitesi in una sintesi superiore. In senso analogo, per opposizione a pluralismo, dicesi monismo I’ idealismo inglese d’origine hegeliana, specio quello del Bradley, che afferma l’unità del mondo, l’esistenza dell’ assoluto, 1 intelligibilità essenziale dell’ essere, il carattere puramente apparente e superficiale della molteplicità sensibile, dell’individualità e della durato.  In un senso molto più largo, in quanto designa non una dottrina ma una tendenza generale, è inteso il monismo dalla rivista The Monist », fondata nel 1900 da Hegeler ο da Paul Carus per sostenere questi concetti: 1° sopra ogni oggetto non esiste che, una verità  727  Mox sols, determinata virtualmente dal principio, intemporale, indipendente da ogni desiderio e da ogni azione individuale; 2° tutte le verità concordano tra di loro, qualunque sia il loro dominio e la loro origine ; 3° la conoscenza scientifica © la fede religiosa possono essere conciliate integralmente senza nulla perdere del loro contenuto essenziale. Cfr. Cr. Wolff, Peychologia rat., 1732, $ 32; MASCI (vedasi), Il materialismo psico-fisico; Haeckel, Der Monismus ale Band swischen Religion u. Wissenschaft, 1893; Eucken, Die geistige Sirömungen dor Gegenwart, 1909, sez. C, cap. I; Ostwald, Die ‚Energie, 1908; Id., Vorlesungen über Naturalphilosophie, 1901; Güschel, Der Monismus des reinen Godankens, sur Apologie der gegenwärtigen Philosophie, auf dem Grabe ihres Stifters, 1832; Wartenberg, Die monistische Weltanschauung, 1900; A. Fouillée, La pensde et les nouvelles écoles anti-intelleotalistes, 1911; Le volontarisme intelleotualiste de M. Fouillée, in Rev. philosophique >, gennaio 1912; e in The Monist >, Haeckel, Our monism, 1912; Morgan, Three aspects of monim, 1894; Woods Hutchinson, The Holiness of instinct, 1896; R. Benzoni, Esame orit. del concetto moniatico ο pluraliatico del mondo, 1888; G. Nicolosi, La psicologia del monismo, 1899; Ardigd, Monismo metafisico e monismo scientifico, in Opere fil., IX, p. 426 segg. (v. anima, assioma d’eterogenoità, ideo-forse, materialiemo, spiritwalismo, 600.). Monofisiti. T. Monophyeiten; I. Monophysites; F. Monophysites. Setta di eretici cristiani, che neguvano a Gesù Cristo la duplice natura umana e divina, sostenendo aver posseduto soltanto la seconda. Cfr. Dorner, Christliche Glaudenslehre, LI, 1880. Monogenismo. T. Monogenismus; I. Monogenism; F. Monogénisme. Dicesi così, in opposizione a poligenismo, la dottrina ortodossa che ammette che tutte le razze umane derivano da un solo centro di produzione, e furono determinate dall’ influenza dell'ambiente nel breve spazio di tempo trascorso dalla creazione del mondo, conforme all’ attestaMox  728  zione della Bibbia (Genesi). Tutte lo razze umane discenderebbero infatti da una sola coppia, Adamo ed Eva, e poi dalle tre coppie salvate dal diluvio; ο tutte le specie animali discenderebbero pure da un numero corrispondente di coppie salvate nello stesso tempo. Fra gli ultimi e più autorevoli difensori dell’ unità della specie umana è da ricordare il De Quatrefages, secondo il quale le specie zoologiche sono immutabili nel loro tipo fisico © delimitate nelle loro circoscrizioni dal loro carattere d’omogenesia nel proprio seno ο d’eterogenesia al di fuori; l’uomo sarobbe stato creato, da principio, in condizioni sconosciute, per I’ intervento d’ una volontà soprannaturale; le razze umane non sono che varietà dovute all’ influenza dell’ ambiente ο agli inoroci; per il loro posto elevato © la religiosità che è soltanto loro propria, esse occupano nella serie zoologica un posto a parte, il regno «mano. Col comparire successivo dolla dottrina del trasformismo, il problema dell’ unità ο della molteplicità della specie ha perduto ogni importanza, ο meglio, va posto in altri termini: dato che le specie variano all'infinito passando dall’ una all’ altra per una infinità di transizioni, © ammessa la derivazione dell’uomo da qualche forma animale anteriore (scimmie), resta a vedere se i tipi umani elementari sono usciti da più antenati pitecoidi o antropoidi, o derivano da un solo ceppo rappresentato da un solo dei loro generi. I partigiani del moderno monogenismo sostengono questa seconda ipotesi, che sembra però suffragata da ùn numero minore di prove dell'ipotesi contraria. Col nome di monogenismo 0 monogonia si dosigna anche quel modo di generazione animale, che consiste nella separazione dal corpo dell'individuo generatore di una parte di esso, che si sviluppa poscia così da dar luogo ad un nuovo individuo. Cfr. A. De Quatrefages, La spocie umana, trad. it. 1871; Id., Rapport sur le progrès de Vanthropologie, 1867; Id., Leçons professées au Muséum, Revue des cours scient. », 1864-1868 (v. poligenismo).  729  Mon Monoideismo. T. Monoideismus; I. Monoideism; F. Momoïdeisme. Vocabolo cresto dall’ Horwiez, col quale si designa quello stato psicologico, proprio del sogno, dell’ estasi € del sonno ipnotico, in cui una sola idea ο rappresenta zione prevale, e quindi un solo ordine di associazione mentale. Il Ribot lo adopera per indicare lo stato di concentra zione e d’ organizzazione della coscienza intorno ad una idea dominante, che à proprio dell’attensionc; ma si usa anche per indicare lo stato patologico dell’ ides fissa. Cfr. Pierre Janet, Nevroses ot idées fizes, 2° ed. 1904; Preyer, Die Entdeckung des Hypnotismus, 1881, p. 14 segg., 81; A. Lehman, Die Hypnose, 1890, p. 44 segg. Monolatria. Secondo alcuni storici della religione, il monoteismo sarobbe stato preceduto nell’ evoluzione del sentimento religioso dalla monolatria, cio’ 1’ adorazione di un solo idolo. Monomania. T. Monomanie; I. Monomania; F. Monomanie. Anomalia mentale, in cui l'intelligenza e |’ affottività sono alterate in un solo e determinato ordine di sentimenti e di idee, rimanendo sane in tutti gli altri. La psichiatria moderna ha abbandonato il nome e il concetto di monomania, dovuto dall’ Esquirol; essa la considera come un semplice gruppo di sintomi della follia degenerativa, comprendendoli tutti sotto il nome di passia impulsiva, o, come vorrebbe il Morselli, di parabulie costitusionali coatte. Tra le forme più comuni sono da ricordarsi la cleptomania, ο tendenza morbosa e irresistibile al furto; la dipsomania, impulso a bere specialmente bevande forti od alcoliche; l’onomatomania, bisogno imperioso di ripetere una parola sempre presente alla monte, o tendenza ad attribuire a certe parole un significato funesto ο una influenza preservatrice ; la piromania, impulso ad appiccare incendi; la olastomania, impulso a compiere atti di distrazione; la monomania suicida, quasi sempre ereditaria e manifestantesi alla stessa età nei vari individui della stossa famiglia; Mon  730  1a monomania omicida, che si attua con la mancanza di qualsiasi motivo per spiegar l’atto ο alla quale l’ammalato, che ne comprende tutta l’orridezza, non sempre è capace di resistere; costituite tutte da impulsi irresistibili a fare qualche cosa senza averne chiaro motivo. Cfr. Esquirol, Des maladies mentales, 1839; Prichard, Treat. on Insan., 1836, p. 26 segg.; Krafft-Ebing, Psychiatrie, 1883; Ribot, Le maladies de la volonté, 1888; Morselli, Manwale di som., t. II, p. 635; Tamburini, Monomania impulsiva, Riv. di freniatria >, 1877. Monoteismo. Gr. μόνος = solo, $aög--Dio; T. Monotheismus ; I. Monotheiem; F. Monothéieme. La credenza in un Dio unico e solo; non è da confondersi con l’enofeirmo, che è quel primissimo stadio della religione in oui si adorano oggetti diversi presi a volta a volta isolatamente come rappresentazioni di un Dio. Si oppone al dualismo orientale, che è la credenza în due principi supremi, ugualmente primitivi e irreducibili, il principio del bene © quello del male; © al politeismo, cioè la credenza in più divinità. Becondo aleuni il monoteismo conterrebbe come sue spocie il panteismo, il teiemo.e il deismo; però, quantunque la parola monoteismo non implichi nd escluda V idea della personalità, contiene almeno l’idea di unità, e la forma più alta e più reale di unità di cui noi abbiamo esperienza è la personalità; quindi, allorchè si parla di monoteismo sì pensa sempre, e con ragione, a un solo Dio personale. L' Haeckel distinguo un monoteismo naturalistico e un monoteismo antropistioo: il primo consiste nell’ incarnazione di Dio in un fenomeno della natura solenne, dominante su tutto (sole, luna); il secondo consiste nell’ umanizzazione dell’ ente supremo, al quale, sia pure in forma altissima, sono attribuiti sentimenti, pensieri e attività come ul? uomo. Cfr. P. D’ Ercole, II toismo, 1884; Haeckel, I problemi dell’ unicerao, trad. it. 1908, p. 384 segg.; Höffding, Filosofia della religione, trad. it. 1909, p. 148 sogg. (v. elioteismo, monolatria, mosaiciemo). Il montanismo e una setta cristiana del secondo secolo, fondata da Montano, che combinsva la credenza nella continuità dei doni miracolosi degli Apostoli e nella ispirazione personale di Montano, con l'attesa della prossima seconda venuta di Cristo e la pratica di un rigoroso ascetismo. Cfr. Bonwetsch, Geschichte d. Montaniemus, 1881. Morale. Gr. Ἠθικός: Lat. Moralis; T. Sittlich, ethisch, moralisch; I. Moral, ethical; F. Moral. Può significare tanto ciò cho è conforme alla morale, quanto ciò che riguarda sia i costumi, sia le norme d’ azione ammesse in una data epoca in una doterminata società. Opposto a fisico, materiale, corporale, indica ciò che è relativo allo spirito e alla coscienza; opposto a logico o a intellettuale ciò che riguarda l’ azione e il sentimento. Dicesi giudizio morale quello che si pronunzia sopra il valore etico d’una azione; argomento morale quelle provo tradizionali del libero arbitrio © dell’esistenza di Dio che si ricavano dall’ esigenza morale; senso morale il particolare sentimento che fa distinguere il buono dal cattivo, il giusto dall’ingiusto; statistica morale quel ramo della statistica che si occupa delle azioni volontarie dell’uomo; pazzia morale una perversione patologica della coscienza e del carattero morale, senza alterazione notevole delle funzioni intellettuali ο specialmente senza illusioni o allucinazioni. Cfr. Cabanis, Rapports du physique et du moral de l'homme, 1802 ; Kant, Krit. d. prakt. Fernunft, ed. Reclam, p. 149 segg.; Quetelet, Physique s0ciale, 1869; Drobisch, Die moraliste Statistik, 1867; F. Hutcheson, Inquiry into the original of our ideas of beauty and virtue, 1725; Delbrück, Die pathologische Lüge, 1891; Bleuler, Über moralische Idiotie, Vtljsch. fur gerichtl. Med. », 1898. Morale. T. Sittenlehre, Hthio; I. Ethice; F. Morale. O filosofia morale o etica, è quella parte della filosofia che determina le leggi della condotta umana; essa infatti ha per oggetto di stabilire il fine verso il quale devono rivolgersi Mor  782  le azioni degli individui, ο di giudicare in qual rapporto stiano le azioni stesse col conseguimento di quel fine. Si definisce anche la teoria razionale del bene ο del male; oppure la scienza della volontà e della condotta morale. Si sogliono distinguere: la morale pura, o toorioa, 0 generale, che tratta dei principî generali, della natura ed essenza del bene morale; la morale pratica, o speciale, o applicata, che è l'applicazione dei principi generali ai casi partico lari, lo studio dei mezzi atti a raggiungere il bone morale, a mantenerlo e a svolgerlo; la morale eudemonologica, che tratta della folicità che consegue al bene morale; la morale psicologica, che studia l’azione morale nel suo moccanismo interno, nelle suo basi psichiche, e cioè la coscienza morale, il sentimento morale, la volontà, il carattere e In personalità morale ; la morale sociale, che studia l’ azione stessa nelle sno basi e nei suoi fattori esterni o sociologioi, il costume, la famiglia, le classi sociali, lo stato, eoc. Si suole infine distinguere la morale individuale, che tratta dei doveri verso sò stessi, dalla morale sociale che tratta dei doveri verso gli altri, e dalla morale religiosa che tratta dei doveri verso Dio; questa parte della morale che tratta dei doveri dicesi anche morale deontologica ο deontologia. Quanto alla classificazione dei diversi sistemi di filosofia morale, ricorderemo anzitutto quella acutissima del nostro Rosmini, cho partendo dal principio che la moralità risiede nel rapporto di convenienza che passa tra l'ordine razionale e l'ordine fisico, divide tutti i sistemi in soggettivi e oggettivi; alla prima categoria appartengono quei sistemi che traggono comunque il principio della morale dagli elementi costitutivi della natura umana, siano questi le forzo fisiche, le tendenze sensitivo-animali o le inclinazioni ο affezioni razionali (edonismo, materialismo, sensismo, sentimentaliamo, associazionismo, utilitariemo, eudemonismo, ecc.); alla seconda categoria appartengono quei sistemi che pongono l'imperativo della moralità, la forza obbligante del prin 133  Mor cipio morale in qualche cosa di estraneo e superiore all’ uomo (ontologismo, morale teologica, legiemo, ecc.). Una classifica zione meno minuta, ma fatta con uno spirito sasai più eritico e positivo, è quella del Wundt, che, ponendosi dal punto di vista del fine imposto alla condotta umana, dietingue i sistemi morali in eferonomi ο autoritativi, nei qnali il fine della condotta è imposto da un comando esteriore, © in autonomi nei quali il fine stesso soaturisce dalle disposizioni originarie e da condizioni materiali di sviluppo; gli autonomi si dividono alla lor volta in evolusionistici ο eudemonistici, a seconda che 1’ azione morale fa parte di una evoluzione il cui termine ultimo è lo scopo veramente supremo dell’ attività, ο ba invece per scopo il possedimento di beni immediati che 1’ individuo stesso ο i suoi compagni devono godere; infine ambidue questi sistemi si dividono in individualisti © universalisti, a seconda che i beni o la perfezione da conseguire si restrihgono all’agente ο si estendono a tutti i soci e all’ umanità. In questi ultimi tempi una geniale e comprensiva classificazione fu proposta da Giovanni Vidari che, distinte le dottrine morali in metafisiche © scientifiche, a seconda che poggiano la morale sopra una concezione filosofica del mondo e della vita o sullo studio dei fatti, divide le prime in materialistiche, pantetatiche © teistiche, le seconde in individualietiche-psicologiche © sociologiche; la concezione materialistica dà luogo all’edonismo individuale (Epicuro, D’Holbach), la panteistica all’ edonismo universale se il panteismo è materialistico (stoici, Spinota) all’ odonirmo universale se è idealistico (Hegel), la teistica al perfarioniemo (Leibnitz) ο all’ edonismo individuale (Paley); le concezioni individualiste psicologiche (Bentham, 8. Mill, Bain) hanno per carattere comune di proporsi la ricerca non della natura del bene, ma degli impulsi e dei processi dai quali la moralità deriva; le concezioni sociologiche, allargando I’ indagine dall’ individuo alla specto e alla società, danno Inogo al biologiemo (Spencer, Stephen) Mor  734  al determiniemo economico (Marx, Loria) e alle dottrine storico-psicologiche (Ardigd, Wundt, Höffding, Baldwin, Paulson, 000.) che sono oggi le prevalenti ο cercano di stabiliro le basi scientifiche della morale dallo studio delle condizioni storiche di sviluppo della vita associata, considerata sotto l'aspetto psicologico. Cfr. Ständlin, Gesch. 4. Moralphilosophie; Sidgwick, Outlines of the history of Etichs, 1886; Id., The methods of ethics, 2* od. 1877; Lecky, History of european morale, 2* ed. 1869; Wundt, Ethic, 2° ed. 1892; Paulsen, System der Ethio, 3" ed. 1893; Rosmini, Principî della scienza morale, 1857; Id., Storia comparativa e critica dei sistemi intorno alla morale, 1837; Ardigd, La morale dei positivisti, 1892; L. Friso, Filosofia morale, 1893; Vidari, Etica, 1902 ; Marchesini, La dottrina positiva delle idealità, 1913. Moralismo. T. Moralismus ; I. Moraliem; F. Moraliame. Opposto a immoraliemo, il riconoscimento d’ una legge morale obbligatoria. In senso generale, ogni dottrina o tendenza etica, che considera la perfezione morale non soltanto come l’idealo supremo, ma anche come la suprema renltà. Questa dottrina proviene forso dalla influenza esercitata dalla filosofia di Kant, il quale elevò per primo la perfezione morale al di sopra di tutte lo realtà possibili e di tutte le nozioni concepibili, ponendola come irreducibile a tutto il resto e come fondamento di tutto il resto. Fichte chiama la propria dottrina moralismo puro, in quanto pono a fondamento supremo della filosofia una legge dell’ azione ο non dell’ essore. In quest’ ultimo senso il moralismo coincide, nella speculazione contemporanea, con 1’ cnergismo, l’attivismo, l’ idealismo etico; una delle sue forme più caratteristiche è il moralismo umanistico, il quale parte dal concetto che l’uomo, essendo un essere sociale e morale, deve subordinare al dovere sia il conoscere che l’agiro, pur riconoscendo la distinzione tra la verità e la virtù, tra l’ essere e il dovere. Cfr. Krug, Handbuch. d. Philos., 1832, p. 271; Fichte, Darstellung der Wissenschaftslehre, 1801,  735  Mor $ 26; A. Fouillée, Le moralismo de Kant et l'amoralieme contemporain, 1905; Id., Nietzsche οἱ Vimmoralieme, 2° ed. 1902 (v. attivismo, energiemo, prammatiemo). Moralità. T. Sittliohkeit; I. Morality; F. Moralité. Si può definire come la conformità soggettiva © spontanen all’ ideale morale; si distingue © in parte si contrappone alla legalità, che è In conformità oggettiva alla logge giuridica. La determinazione dei caratteri della moralità, ο In sua distinzione dal diritto, costitnisco una dello questioni più importanti e più discusse dalla filosofia etico-ginridica. Secondo la dottrina di Kant, che forse è ancor oggi la più aocettata, si è nel dominio della moralità quando si ubbidisce alla legge per un sentimento interno, che ci spinge a compiere il dovere per il dovore, si è inveco nel campo del diritto quando si compie nn dovere non per un impellente motivo psicologico, ma per la coazione propria delln legge ο per altre cause. Secondo il Romagnosi la moralità non mira, come il diritto, a rafforzare la colleganza ma a santificare la umanità; ha una maggiore estensiono del diritto, contemplando l’uomo in tutte le sue posizioni e relazioni; considera soprattytto gli eterni motivi doi volori umani gli effetti buoni o cattivi che ne derivano. Secondo lo Spencer, nella sfera della moralità impera la beneficenza positiva ο negativa, mentre in quella del diritto domina la giustizia, che impone doveri esclusivamente nogativi; la beneficenza, che è sempre libera e spontanen, rappresenta una leggo secondaria e deve rimanere una funzione privata, in quanto mira ad aumentare la prosperità sociale, mentre la giustizia rappresenta la legge primaria dell’ armonica cooperazione sociale, e viene perciò imposta coattivamente dallo Stato. Secondo l’Ardigò, infine, tanto ‘ la moralità cho il diritto germogliano dallo idenlitä socia] ma mentre la giustizia propriamente detta (cioò quella esercitata dallo Stato, con sanzione punitiva e responsabilità corrispondente) importa nell’ individuo subordinato P’idenMor-Mos  736  lità corrispondente al dorere giuridico, la giustizia impropriamente detta (cioò quella delle reazioni della convenienza, con sanzioni indefinite e responsabilità morale) importa negli individui coordinati lo idealità corrispondenti al dovere morale. Cfr. Kant, Krit. d. pr. Vern., 1878, p. 37, 39 segg.; Spencer, The data of ethics, 1879; Romagnosi, Gemosi del diritto pubblico, 1805; Ardigd, Opere fl., I, 211 segg., IV, 18 segg. Morfinismo. T. Morphiumsucht; I. Morphiniem ; F. Morphinisme. Intossicazione cronica, accompagnata da disturbi psichici 6 determinata dall’ uso continuato della morfina. L'azione paralizzante di codesto veleno sull’ apparato neuromuscolare, modifica profondamente il carattere dei malati, indebolendone la memoria e la volontà, rendendoli proclivi all’ ozio ο alla fantasticheria, ο determinando talora il sorgere di allucinazioni tattili e cenestetiche ; anche la sfera affettiva viene alterata, i sentimenti familiari ο morali si ottundono, fino a condurre talvolta ad azioni delittuose. Cfr. Levinstein, Die Morphiumeucht, 3° ed. 1883; Pichon, Le morphinieme, 1890; J. Finzi, Compendio di peiohiatria, 1899, p. 84, 87. Morfologia. T. Morphologie; I. Morphology; F. Morphologie. Scienza che studia le forme degli animali e dei vegetali, la loro struttura, il loro significato e la loro origine. Tali forme, già spiegate o mediante una forse soprannaturale creatrice, o per mezzo della forea vitale ο della causa finale, si considerano nella moderna biologia evoluzionistica come somplici fenomeni naturali spiegabili per mezzo di leggi meccaniche. Cfr. Haeckel, Gen. Morphologie, 1868. Mosaicismo. Il monoteismo giudaico, quale fu fondato da Mosd sedici secoli avanti Cristo, © il oui valore storico consiste nell’aver dato origine alle due grandi religioni mediterranee che dominano il mondo: il cristianesimo e il maomettismo. Gli studi di storia comparata delle religioni hanno ormai assodato che anche il monotelrmo giudaico  737  Mor è il prodotto d’ una lunga evoluzione, le cui fasi pit importanti furono prima 1’ animismo poi il politeismo. Cfr. Gruenesein, Der Ahnencultue n. die Urreligion Yeraels, 1900; Charles, 4 critical Aystory of the doctrine of a future life in Israel, 1900; E. Ferrière, Paganisme des Hébreux juequ'à la captivité de Babilone, 1890. Motivo. T. Motir, Beweggrund; I. Motive; F. Motif. In generale ciò che muove; psicologicamente ogni impulso che produca ο tenda a produrre un'azione. Negli antecedenti della volizione, si dicono motiri, per distinguerli dai moDili, i fenomeni intellettivi (rappresentazioni) che entrano in conflitto e determinano quindi l'atto volontario ; i moDili sono invece i fenomeni affettivi, che s’ accompagnano sempre, secondo alcuni psicologi, agli intellettivi. Cr. Wolf definisco i motivi come ratio suffioiene volitionis ao nolitionis. Per Holbach sono motivi gli oggetti esteriori o le idee interiori che fanno nascere codesta disposizione (di volere) nel nostro cervello ». Per il Bentham sono motivi in senso largo tutte le cose che possono contribuire a far sorgere qualsiasi specie d'azione, o anche a presentarla »; în senso stretto qualunque cosa che, influenzando la volontà di un essere sensitivo, è supposta servire come mezzo por determinarlo ad agire, o per trattenerlo volontariamente dalVagire in qualsiasi ocensione ». L’ Hüffding distinguo il motivo come forza determinante differente da noi e dalla nostra natura, dal vero e proprio motivo volontario, che non è che noi stessi presi sotto una forma o sotto una faccia detorminata: I nostri motivi sono delle parti di noi stessi, che appartengono ora al nostro io reale, ora al lato del nostro essere più vicino alla periferia ». Il Wundt distingue i motivi attuali dai potenziali: Noi chiamiamo attuali tutti quei motivi che raggiungono concretamente una efficacia nel volere, potenziali invece quelli che, in quanto elementi della coscienza poveri di sentimento, rimangono inefficaci ». Il Sergi definisce i motivi come gli stimolanti della vo47  Raxzout, Dizion. di scienze filosofiche. Mor  738  lizione, quando sono passati nella coscienza dell’ agente sotto una forma psichica ». Cfr. Wolff, Psyohologia empirica, 1738, $ 887 ;eBentham, Introd. to the prino. of moral, 1823, p. 161 segg.; Höffding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 450; Wandt, Etik, 1892, p. 440; Sergi, La psyohol. physiologique, trad. frano. 1887, p. 419. Motore. T. Beweger, Bewegend ; I. Mover, Motor; F. Moteur. In generale, ciò che muove. Come sostantivo si usa quasi solamente per tradurre I’ espressione aristotelica: τὸ πρῶτον κινοῦν, τὸ κινοῦν ἀκίνητον, il primo motore, il motore immobile, cioò Dio, che è causa d’ogni mutamento ο d’ogni divenire nel mondo, senza essero egli stesso s0ggetto ad alcun mutamento: C’ ὃ qualche cosa che muove eternamente;... è un essere che muove sonza esser mosso, essere eterno, essenza pura, © attualità pura. Ora, ecco come esso muove. Il desiderabile ο l’ intelligibile muovono senza esser mossi; e il primo desiderabile è identico al primo intelligibile. Poichè l'oggetto del desiderio è ciò che par buono, e l’oggetto primo della volontà è ciò che è buono, Noi desideriamo nna cosa perchò ci sembra buona, piuttostochò ci sembri tale perchè la desideriamo. II principio, qui, è dunque il pensiero; ora, il pensiero è messo in movimento dall’ intelligibile... L'oggetto immobile muove come oggetto dell’amore, e ciò ch’ esso muove imprime il movimento a tutto il resto. Ora, per ogni essere che si muove ο) ὃ possibilità di cangiamento. 1 essere che imprime questo cangiamento è il motore immobile. Il motore immobile è dunque un essere necessario; ο, in quanto necessario, è il bene ».  Diconsi centri ρείσο-πιοίογέ, o semplicemente centri motori, o sono motrici, quelle regioni della corteccia cerebrale che presiedono ai movimenti diversi del corpo. La loro esportazione o distruzione determina delle paralisi, la cui estensione corrisponde all’estensione della zona corticale distrutta. Sul’ esistenza di zone motrici distinte dalle sensorie, sembrano concordare i fisio 739  Mor-Mov logi, i quali però discordano circa l’ ubicazione delle zone stesse.  Diconsi fibre motrici ο efferenti quelle che trasmettono l’impulsione nervosa centrifuga ai muscoli e alle ghiandole; sensazioni motrici ο cinestetiche le sensazioni che accompagnano i movimenti del corpo, dovuti alla contrazione dei muscoli o alla trazione esercitata sni legamenti muscolari ; imagini motrici le sensazioni stesse che si riproducono senza lo stimolo periferico che direttamente le provochi; memoria motrice la memoria dei movimenti ; imaginazione motrice, quel tipo d’imaginazione che consiste nel predominio delle imagini di movimento ed è specialmente caratterizzata, per quanto riguards le parole, dal fatto che l'individuo le rappresenta sotto la forma dei movimenti d’articolazione con cui le pronuncerebbe. Cfr. Aristotele, Metaph., III, 8; XI, 6-7; Albertoni ο Stefani, Fisiologia umana, ed. Vallardi, p. 590 segg.; Ribot, Maladies de la colonté, 153 ed., cap. III; Haffding, Peychologio, 1900, p. 235 segg. (v. localizzazione). Motorium commune. Per analogia al sensorium commune, alcuni psicologi designano così quell’ insieme di centri motori cerebrali, che si troverebbero nella parte parietale © nella posteriore della corteccia corebrale, ο la cui stimolazione per parte dei centri percottivi ο ideativi, posti nella parte anteriore del cervello, dà luogo ad uns corrente centrifaga, che determina i movimenti volontari. Il motorium commune sarebbe quindi un magazzino di movimenti virtnali organizzati. Cfr. Bastian, Le cerveau organe de la pensee, trad. franc. 1888, vol. II, p. 169-200. Movimento. T. Bewegung; I. Morement, Motion; F. Mourement. Cambiamento di posizione nello spazio considerato in funzione del tempo e possedente quindi una velocità definita, Si sogliono distinguere tre specie di movimenti : quelli dei corpi formanti una massa più o meno coerente, che è trasportata da un luogo dello spazio ad un altro; quelli che si prodncono nell’ interno di un corpo Mov  740  di cui l'insieme continua ad occupare relativamente lo stesso luogo di spazio, ma di cui le molecole e gli atomi si muovono; quelli del fiuido (etere) che si suppone riempiro gli intervalli che separano i corpi gli uni dagli altri, e le molecole o gli atomi di ogni corpo. Il movimento è di sua natura continuo, poichè se un punto materiale è trasportato da una posizione ad un’altra, deve passare necessariamento per tutti i ponti della linea che unisce le due posizioni considerate. Il movimento dicesi assoluto quando è riferito a degli oggetti realmente fissi nello spazio; è rélatiro se è riportato ad oggetti considerati come fissi dall'osservatore, ma trasportati con lui in un movimento comune. Questa distinzione è però affatto teorica, non essendo il movimento assoluto cho un’ astrazione: infatti nell’ universo quale ci è dato dall’ esperienza non esiste un punto realmente fisso οὗ al quale si possa riportare In posizione degli altri punti. Dicesi movimento istantaneo quello compiuto da un corpo solido durante un tempo infinitamente piccolo; uniforme quello in cui gli spazi percorsi sono proporzionali ai tempi impiegati a percorrerli ; uniformemente rariato quello in cui la velocità cresce ο decresce di quantità proporzionale ai tempi.  Il concetto del movimento comincia ad assumere importanza nell’ esplicazione della natura già con i primi filosofi greci, con Eraclito che lo pone come essenziale della realtà, con la scuola eleatien ο con Zenone, che lo nega mediante argomenti ancor oggi discussi, con Democrito, che lo considera una proprietà originaria dell’atomo, con Platone che lo distingue dal cangiamento, infine con Aristotele, che lo introduco a spiegare il momento del passaggio dalla potenza all’energia. Per Aristotele il movimento non è il puro cangiamento esterno di Inogo, ma ogni processo di passaggio dalla materia alla forma, che presuppone però sempre, nell'incontro del fattore attivo col passivo, un mutamento anche spaziale, cosiechè in questo senso il movimento consiste alla  nl Mov fine nell’attività della forma che è nella materia; è il movimento che fa passare 1’ essenza ο il contenuto della materia dallo stadio della pura possibilità alla realtà. Il movimento, quindi, è già energia, essendo il processo d’ attuazione di ciò che nella materia esisto come disposizione ; ed è anche, per lo stesso motivo, il passaggio da uno stato al sno opposto. Aristotele distingue poi queste specie di movimento © cangiamento: il quantitativo, 0 d’ accrescimento e diminuzione; il qualitativo, ο di trasformazione d’ una sostanza © d’uno stato in un altro; e lo apasiale; ο di traslazione, che è continuo (συνεχής) © può essere rettilineo, circolare e misto. Gli scolastici accettarono quasi tutti la concezione aristotelica del movimento: Movers est ezistere do potentia in actum, dice Β. Tommaso; movens dat id quod habet mobili, inquantum facit ipsum esse in actu. Cartesio non ammetto invece altro movimento che quello di traslazione, come proprietà della materia sia animata sia inanimata, e lo definisce : actio qua corpus aliquod ex uno loco in alium migrat. Egli vuol costruire con figura 6 movimento tutta la realtà fisica, considerando quest’ultimo come il fenomeno che contiene la spiegazione di tutti gli altri; ammettere invece delle, novembre 1899. Neutri (stati). Gli stati psichiei caratterizzati dalla indifferenza del sentimento, e ciod privi di qualsiasi stato di piacere o di dolore. Molti psicologi negano l’esistenza di tali stati, poichè, secondo essi, ciò condurrebbe ad ammettere implicitamente la discontinuità della vita psichica, la quale è invece costituita da un flusso continuo di piaceri e di dolori. Fra coloro che ammettono l’esistenza degli stati neutri si possono distinguere due indirizzi diversi: gli uni sostengono col Wundt che essendo il piacere e il dolore i due poli opposti della coscienza, si dovrà andare dall’ uno all’altro passando per uno stadio di assoluta indifferenza; gli altri, come il Bain, si appoggiano sull’esperienza interna, che ci attesta l’ esistenza di molti stati privi affatto di tono e colorito sentimentale. Cfr. Reid, Intellectual Powers, 1863, p. 311; Wundt, Grundzüge der physiologischen Psychologie, 1893; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 380 segg.; Horwiez, Psychol. Analysen, 1878, II, 2, p. 26; A. Bain, The emotions and the will, 1865, p. 13. Nevroglia o cemento nervoso. È un tessuto di sostegno che tiene fermi gli elementi nervosi centrali e degli organi di senso. Consta di cellule speciali molto ramificate: codeste ramificazioni, a forma appiattita ο filiforme, entrano fra gli elementi nervosi ed hanno varia disposizione nelle varie porzioni del sistema nervoso centrale o degli organi di senso. Cfr. E. W. Taylor, A contribution to the study of human nerroglia, in J. of exper. med. », 1897, II. Nihilismo. T. Nichilismus; I. Nihiliem; F. Nihilisme. In generale qualunque dottrina conchiuda all’ annientamento, alla negazione, al nulla. Così si dice nihiliemo moNir  760  rale la dottrina dell’antico buddismo, che predicava la soppressione della sensibilità, il disperdersi della persona. lità per gli infiniti abissi dell’essere; nihilismo logico quello di Hegel, che nelle prime categorie della Logica afferma V identità dialettica dell’ essere e del non-essere; nihilismo gnoseologico quello che nega la possibilità della conoscenza e della verità. L’ Hamilton dico nihiliete, per opposizione a realiste, quelle dottrine che non ammettono una realtà sostanzialo corrispondente alle percezioni esteriori ; in questo senso equivale perciò a solipriemo ο idealiemo soggettivo. Nel linguaggio comune per nihilismo si suol intendere il comunismo anarchico dei rivoluzionari russi, Cfr. W. Hamilton, Leotures on metaphysics, , I, p. 293-294; Nietzsche, Wille zur Macht, 1. I, cop. I. Nirvana. Dottrina propria della religione buddistica; secondo le parole di Buddha stesso, il nirvana à l’esistenza spogliata di ogni attributo corporeo e considerata come la suprema ed eterna beatitudine ». Il nirvana non à dunque l’ annientamento, ma 1’ identificazione dell’ io individualo col principio supremo dell’ universo, lo sprofondarsi © il confondersi della personalità nell’ esistenza universale. Questo è il fine supremo ο la suprema felicità cui l’uomo deve aspirare: egli non la raggiunge subito dopo la morte, ma dopo un periodo di trasmigrazioni successive dell’ anima sua in altri corpi, periodo che è tanto più breve quanto più esso si sottopone alla penitenza, quanto più pratica la virtà, la carità, l'umiltà, la rassegnazione. Il vocabolo nirrana fu popolarizzato nei linguaggi occidentali dallo Schopenhaner, che lo usò per esprimere il nulla del mondo: «I buddisti impiegano con molta ragione, egli scrive, il termine puramente negativo di nirevîna, che è la negazione di questo mondo (sansira). Se il nirvana è definito come niente, ciò non significa se non che questo mondo © sansira non contiene alcun elemento proprio, che possa servire alla definizione o alla costruzione del nirvana...  761  NoL-Nom Noi riconosciamo volentieri, che ciò che rimane dopo l’abolizione completa della volontà non è assolutamente nulla per quelli che sono ancora pieni di volontà di vivere. Ma per quelli nei quali la volontà s’ è negata, il nostro mondo, questo mondo reale con i suoi soli e con la sua via lattea, che cos'è? Nalla ». Cfr. Max Müller, Die Bedeutung von Nirwana, in Essays >, 1869, vol. I, p. 242 segg.; Obry, De nirvana bouddhique, 1863; R. Davids, Buddhiem (William and Norgate), p. 170 segg.; G. Lo Forte, Budda, 1904, p. 50 segg.; Schopenhauer, Die Welt ale IV. und. Vorat., ed. Reclam, 1. IV, suppl. cap. XLI (v. catarsi, metempsioosi). Nolontà. Lat. Noluntas (Ennio, 8. Agostino, 8. Tommaso); T. Noluntas, Nolentia, Nolitia ; I. Nolition; F. lonté. Termine poco in uso, ma proposto da alcuni filosoti moderni per indicare non la mancanza di volontà, ma la volontaria resistenza ad una impulsione, l'arresto d’un atto in via di compiersi se la volontà non |’ ostacolasse. Chr. Wolff: nolitio et aversio sensitiva non sunt actiones priratiræ, sed positive. Il Renouvier la contrappone alla rertigine normale, che nel meccanismo volitivo è l’attività spontanea sorgente del movimento muscolare, attività diretta dall’ uomo con un’ azione di arresto, analoga a quella @ un regolatore che apra o chiuda I’ uscita ad una energia che esso non crea.  Molti però non approvano l’ uso di questo termine, anzitutto perchò è un duplicato inutile di inibizione, poi perchè si oppone per la sua forma a volontà, mentre impulsione © inibizione sono i due fattori da cui la volontà risulta. Cfr. Chr. Wolff, Philos. pratica universalis, 1738, I, $ 38; Renouvier et Prat, Nourelle monadologie, 5* parte, art. 91. Nominalismo s’oppone a realismo, e designa quella dottrina secondo la quale gli universali, cioò i generi e le specie, non hanno alcuna esistenza nella realtà, © soli reali sono gli oggetti individuali e particolari. Vi ha un nominalismo Nom  762  medievale o scolastico, e un nominalismo moderno. Il nominalismo scolastico, che trasse origine da un passo dell’Isagogo di Porfirio, è di due specie: P uno, che è il nominaliemo in senso stretto, considera le idee generali come semplici flatue vocis, ciod nomi coi quali ci riferiamo ai vari ordini di cose, sebbene in realtà noi non possiamo mai rappresentarci che degli individui; l’altro, che prende il nome di concettualiemo, sostiene che gli universali, pur essendo nomi tomuni designanti qualità che non esistono che negli individui, hanno tuttavia, in quanto concetti, una realtà nello spirito di chi li pensa. Entrambi però si oppongono al realismo, ed hanno per motto: unitersalia post rem. Il campione più risoluto del nominalismo fa Roscelline, del concettualismo Abelardo. Nella filosofia moderna il problema della realtà delle idee generali si è spostato: infatti i nominalisti moderni sostengono che il significato del nome generale non è che un sapere virtuale, essendo la possibilità dei singoli conoreti dalla rappresentazione dei quali risulta, e con ciò s’ oppongono ai concettualisti, pei quali il significato del termine generale è un concetto tuale. Fra il numero indefinito dei singoli conereti di cui il nome richisma l’imagino, esso deve essere, secondo i nominalisti, affermato degli uni e negato degli altri; per tal modo il suo significato non consiste che in tendenze e ripugnauze, che risultano da una moltitudine di associazioni anteriori.  Una forma radicale di nominalismo è sostenuta oggi in Italia dal Guastella; per esso non esistono concetti; noi non possiamo avere altro che rappresentazioni di oggetti o fatti particolari, determinati nello spazio © nel tempo; ciò che chiamiamo idea generale ο concetto è semplicemente un nome che può riferirsi a più oggetti individuali simili, un nome di classe, col corteggio delle rappresentazioni associate, pronunciato ο inteso mentalmente ».  Dicesi nominalismo scientifico 1’ insieme delle dottrine contemporanee che, nella teoria della scienza,  763  Nom sostituiscono le idee di convenzione, di comodità, di abbreviazione del lavoro mentale, a quelle di verità e conoscenza del reale; con l'antico nominalismo logico esso non ha in comune che di rifiutare ogni valore obbiettivo ai nostri concetti, e quindi alle leggi scientifiche.  Dicesi nominalismo sociologico non già, come potrebbe sembrare, la teoria che definisoe la società come una somma d'individui accidentalmente avvicinati, ma quella dottrina che riconduce analiticamente il fatto sociale alla relazione inter“ personale, reciproca e consolidata. Essa fa poggiare la sociologia comparata sulla psicologia interpersonale. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik im Abendiando, 1855-70, II, 78 segg.; Haureu, Histoire de la phil. soolastique, 1872-80, I, 260 segg.; Exner, Über Nominalismus und Realismus, 1841; Köhler, Realismus und Nominalismus in ihrem Einfluss auf die dogmatischen Systeme der Mittolalters, 1858; Woodworth, Imagelees thought, Journal of philos., psychol. and 8. meth. », 1906, n.° 26; Hoernlé, Image, idea and meaning, « Mind », gennaio 1907; Binet, La pensée sans images, nel vol. L'étude exp. do l'intelligence, 1903; Le Roy, Soience ot philosophie, « Revue de métaph, », nov. 1899; Sur la valeur objeotire den lois physiques, « Bulletin de la Soc. de philosophie », 1901; C. Guastella, Saggi eulla teoria della conoscenza, 1907, I, p. 78; A. Levi, La resurrezione del nominalismo, « Cultura filos. », aprile 1907 (v. concetto, imagine, universali, terminiemo). Nomogonia. L’Ardigd chiama così quella parte della scienza positiva delle leggi morali, che studia la formazione storica, graduale e progressiva, delle idealità umane. La parte puramente descrittiva, o delle forme osservate nel presente, dicesi nomografia; la parte che studia le loro trasformazioni relative al tempo © al luogo, dicesi nomologia. La nomografia si divide poi in geografica e etnografica, in quanto studia la distribuzione delle diversità nomografiche per le varietà dei luoghi e delle razze umane. Cfr. Ardigò, La morale dei positivisti, 1892, p. 162 segg. " Nox  764  Non-essere. T. Nichtseiendes, Nicht-sein ; I. Non-being ; F. Non-être. Sinonimo di nulla, non-ente, non-reale, Inteso in senso assoluto, è impensabile e indefinibile come non è definibile 1’ Essere assoluto. Il nostro Bertini lo comprendeva fra le sue quattordici categorie; altri ancora lo considerano come la categoria suprema, superiore all’ Essere. Gli eleatici, ammettendo che ogni pensare si riferisce ad un ente, che forma il suo contenuto, consideravano il non-essere o non-ente, τὸ μὴ éév, come tale che non può essere © non può essere pensato; siccome però per ente essi intendevano la materialità, lo spazio pieno, così per non-ente intendevano lo spazio vuoto, τὸ xevév, e la loro proposizione equivaleva a ciò che lo epasio vuoto non può essere. Gli atomisti, da Democrito a Lucrezio, ammettevano inveco l’esistenza tanto del reale, dell’essere inteso materialisticamente come il pieno, il solido, quanto del non-essere, cioè il vuoto, che è indefinito, e nel cui seno turbinano gli atomi; le cose risultano da una mescolanza del reale e del non-reale. Kant analizzd il concetto del non-essere, distinguendone quattro specie, a seconda che rappresenta la negazione di una delle sue quattro categorie: nell’ordine della quantità, si ha il nessuno, l’ons rationis; nella qualità la privazione, il nihil privativum; nella relazione il vuoto, ene imaginarium; nella modalità il contradditorio, cio il nihil κοgaticum. Per Hegel 1’ essere puro è identico al non essere, perchè di esso non si può nulla affermare senza con ciò negarlo, « quindi I’ essere puro è 1’ essere assolutamente indeterminato. Ma l’essere assolutamente indeterminato è l'essere che non è nulla, è l'essere e altra cosa che l’eswere, l’essore e ciò che non è 1’ essere, è in una parola Vessere e la sua negazione, il non-essere ». Nel divenire, Vessere come tutt’ uno col nulla, il nulla come tutt’ uno con l'essere, sono soltanto evanescenti (rerachwindende); il divenire coincide, mediante la sua contradizione in sò, con l’unità nella quale entrambi sono tolti : il suo risultato à  765  quindi l'essere determinato. Cir. Hegel, Logique, trad. franc. Vera, $ 87 sogg.; Encykl., $ 89; Ormond, Basal concepts in philosophy, 1896 (v. dialettica, essere, divenire, inane, nulla). Non-euclideo. La geometria euclidea è fondata sul postalato di Euclide delle parallele, postulato che si enuncia così: se una retta ne incontra due altre, contenute in uno stesso piano, e forma con queste angoli interni da una stessa parte la cui somma è minore di due retti, tali due rette prolungate indefinitamente #’ incontreranno da quella parte ove la somma dei due angoli è inferiore a due retti La geometria detta non-enclidea presenta idee nuove sulla teoria delle parallele, assumendo per principio fondamentale che il postulato di Euclide non è, in quanto tale, una verità che possa dedursi logicamente dalle altre, ma ne è indipendente; esso quindi si può supporre falso, e da tale supposizione si può venire alla concezione di diversi spazi possiDili, che non hanno le proprietà dello spazio euclideo. Ctr. Helmholtz, Urprung u. Bedeutung d. geom. Ariome, 1876; Gino Fano, La geometria non euclidea, « Rivista di scienza », vol. IV, 1908 (v. iperapazio). Non-io v. Io. Non-me v. Io. Noo ο Nous. È I italianizzazione del greco νοῦς. che signitica intelletto, pensiero. Fu usato da alcuni, ad es. da Platone, indifferentemente con Logo; tuttavia quest’ ultimo designa più specialmente il pensiero in quanto è unito alla sua espressione verbale. Per Anassagora il vodg è il principio ordinatore e moderatore del mondo; esso è un elemento corporeo, omogeneo in sè, increato, imperituro, jaso in una fine distribuzione in tutto il mondo, ma diverso da tutte le altre materie non solo per grado, essendo la più fine, la più leggiera, la più mobile, ma anche per sostanza, essendo materia pensante, che si muove da sù e muove gli altri elementi nel modo che si dà a conoscere nell’ ordine del mondo. Per Platone il νοῦς (ο λογιστιχὀν). Noo-Nor  766  © è quella delle due parti dell’anima che corrisponde al mondo dell» idee, quindi l'elemento razionale, la sede del sapere e della virtù corrispondente. Per Aristolele il vo5ç è l’intelletto, che può essere attivo © passito ; il primo è la pura attività intellettuale, l’unità pura, comune a tutti gli nomini © fondamentale, della ragione ; il secondo invece è il materiale della percezione, che deriva dall’ esistenza corporea dei singoli uomini, varia col variare delle loro esperienze, e fornisce alla ragione le passibilità ο le circostanze della sua funzione, Cfr. Platone, Fed., 97 B; Aristotele, Met., I, 3, 984 b; Simplicio, Phys., D., 38 (v. emanazione, intelletto). Noologia. Trattato intorno alla mente; per il Crusius noologia è la psicologia, per l’ Hamilton la solenza della ragion pura, per 1’ Eucken la scienza della vita creatrice dello spirito, per il Mentré l’analisi ο la classificazione dei differenti tipi di spirito, la ricerca dei loro legami e dello loro interazioni. Noologico dicesi di tutto ciò che si riferisce al pensiero, alla intelligenza, alla ragione. Ampère distingueva le scienze in due categorie fondamentali : noologiohe, che trattano delle cose spirituali e di tutto ciò che ha rapporto con lo spirito; cosmologiche, che trattano delle leggi della materia. Cfr. Reid, Works edited by sir W. Hamilton, 1848, nota A, $ V; Mentré, Lo Spectateur, giugno 1911, p. 284; Ampère, Philosophie des scionoes, 1834. Normale. T. Normal, gewöhnlich ; I. Normal, Customary; F. Normal. In senso rigoroso, è normale ciò che à quale dev’ essore, cid che è conforme alla regola, In generale è normale ciò che si verifica più frequentemente, ciò che si presenta abitualmente col presentarsi di determinate circostanze. Nella biologia dicesi normale un organo, una funzione, una struttura, quando, pur rappresentando una eccezione, sia tuttavia protettiva per l'individuo ο per la specie, risultando dall’ adattamento dell’ essere vivente all’ ambiente e alle condizioni d’esistenza (v. anomalia, toratologia).  767  Nor Normativo, Norma. T. Vormatir, normgebend ; I. Normative; F. Normatif. Dicesi normatiro tutto ciò che concerne una norma, o che corrisponde et una norma, Si adopera talvolta come sinonimo di imperativo e di obbligatorio, ma erroneamente, perchè la norma non ha di necessità carattere obbligatorio. La norma si distingue infatti dalla legge, che esprime ed esaurisce la natura propria della cosa, e dalla regola, che è l'enunciazione del rapporto espresso dalla legge, ma colla trasformazione della causa in mezzo e dell'effetto in fine, quindi col riferimento ad una attività che può intervenire rendendo attuale il rapporto espresso dalla legge; la norma rappresenta invece la modificazione possibile di un soggetto, la quale è avvertita come una esigenza, come un qualche cosa di desiderabile, ma la cui assenza non implios per sè stessa la non esistenza del soggetto alla cui attività essa si riferisce. La norma implica, secondo il Liebmann, la libertà del volere, ossia una potenza capace di elevarsi al di sopra del meccanismo naturale; le stesse leggi logiche ed estetiche intanto si trasformano in legge, in quanto il pensiero e la fantasia sono considerate in dipendenza della volontà, che si propone di raggiungere i fini propri del pensiero e delle funzioni estetiche.  Il Wundt designa con questo nome quelle scienze le quali, come la logica, la morale e l'estetica, stabiliscono al pensiero o all’azione una norma suprema, che è la verità per la logica, il bene per la morale, il bello per 1’ estetica. Si distinguono dalle altre, dette naturali ο esplicative, perchè non ricercano la causa dei fenomeni ma indagano il fine degli avvenimenti e non hanno una applicazione che nella sfera umana, nella quale soltanto codesti fini possono essere concepiti e raggiunti. Si distinguono anche dalle scienze pratiche, perchò queste non si occupano tanto di stabilire una norma suprema, quanto di dettare i mezzi per raggiungere un determinato stato ο abilità. Cfr. W. Wundt, Ethio, 1886, $ 1 dell’ Introd.; Id., Logik, 1893, II, 513 segg.; Nor  768  Liebinann, Gedanken und Thatsachen, 1899; De Sarlo, Causa ο legge naturale, « Cultura filosofica », aprile 1908. Nota o determinazione. Gr. Texuyptov; T. Merkmal ; I. Notion, Nota; F. Notion, Nota. Dicesi di ogni elemento che serve a costituire il concetto. Questo infatti si definisce come la sintesi ideale o tipica d’una cosa o d’un fatto, ottenuta mediante il confronto delle rappresentazioni e l’astrazione delle note identiche. L'insieme delle note di un concetto costituisce, secondo il Mill, quella che noi diciamo I’ essenza della cosa; secondo altri |’ essenza à data soltanto dalle note permanenti dell'oggetto; per altri ancora 1’ essenza è il complesso delle qualità primarie della cosa, che indica quello che la cosa è nell’ordine delle altre cose e in relazione nd esse. Fra le note del concetto si dicono comuni quello che si trovano in più altri concetti, proprie quelle che lo distinguono dagli altri con cui ha note comuni, disparate quelle che se si riducono a concetti a sò non presentano alcun elemento comuno, disgiunte quelle che importano reciproca negazione. Riguardo al valore dello singole note rispetto al concetto, si dice genere quel complesso dello note di un concetto, che sono considerate come sostanziali rispetto a tutte le altre; differensa la nota primaria costitutiva ed esclusiva di un concetto; proprietà quella che non è primaria ma costitutiva ed esclusiva; attributo quella che è soltanto esclusiva; modo quella che è costitutiva soltanto di una particolare specificazione del concetto ; accidente quella che può essere e non essere, contenendo il concetto soltanto la possibilità indeterminata di essa. Ad es., nel concetto di triangolo, il genere è la nota essere una figura chiusn rettilinea; la differenza è d'avere tre lati e tre angoli; la proprietà è che i suoi angoli interni sommati sono uguali a due retti ; 1’ attributo che gli angoli esterni presi insieme sono uguali a quattro retti; il modo la proprietà pitagorica; l’ accidente l'essere grande © piccolo, disegnato ο reale. Dicesi deferminazione 1’ ope 769  Not-Nou razione con cui si aggiunge una nota ad un concetto, acerescendone la comprensione e diminuendone 1’ estensione; astrazione l operazione inversa. Cfr. Aristotele, Rethor., I, 2, 1357 b, 14; Fries, System der Logik, 1837, p. 120 segg.; Masci, Logica, 1899, p. 105 segg. Nota notae est nota rei ipsius. Formula esposta in più luoghi da Aristotele come principio generale del sillogismo. Alcuni filosofi, come Kant ο Hamilton, la opposero al principio scolastico espresso nella formula: diotum de omni aut de nullo. Tuttavia la formula kantiana si riduce facilmente a quella scolastica, che ciod: ciò che si dice del predicato si predica pure del soggetto, pradicatum pradicati est pradicatum subieoti. Cfr. Aristotele, Kateg., 3, 1 b, 10; Hamilton, Leotures on Logik, 1860, app. VI, 11; Kant, Krit. d. r. Vern., ed. Kehrbach, 253. Noumeno (τὸ νοούμανον = ciò che è concepito dall’ intelligenza). Vocabolo reso comune dal Kant e già adoperato da Platone parlando delle idee (voobpeva). Se io ammetto, dice Kant, delle cose che siano dei puri oggetti dell’intendimento (Verstand) ¢ che tuttavia possono, in quanto tali, esser dati ad una intuizione, quantunque non intuizione sensibile,... tali cose sarebbero chiamate noumeni (Intelligibilia). Il noumeno è dunque l’intelligibile, la cosa in sè, l'oggetto quale noi supponiamo che esista in sò stesso, senza alcuna relazione con noi; si oppone al fenomeno, che è la parvenza, l’oggetto quale è formato per mezzo della esperienza © quale possiamo rappresentarcelo mediante le impressioni del senso. Però Kant distingue due specie di noumeni: nowmeni in senso positivo, cioè gli oggetti di una possibile intuizione intellettuale, che 1’ uomo non solo non ha, ma di cui non può vedere nemmeno la possibilità; noumeni in senso negativo, ciod tutte le cose non percepibili coi sensi, quali sarebbero appunto gli oggetti cui noi riferiamo le nostre parvenze. Nè la prima nd la seconda specie di noumeni sono conoscibili, poichè di essi non v’ ha 49  RaxzoLI, Dizion. di scienze filosofiche. Noz  770  nd intuizione intellettuale nd intuizione sensibile; chd sebbene il concetto del noumeno negativo si presenti necessariamente al nostro pensiero (in quanto |’ apparenza della cosa presuppone la cosa) esso tuttavia è affatto indeterminato, è un concetto che serve a limitare le nostre cognizioni nella cerchia dei fonomeni. È da notare però che Kant ed è questo il punto oscuro della sus dottrina  concepisce la cosa in sò come tale, che si trova in relazione necessaria col fenomeno, di cui è il sostrato intelligibile; nella Critica della rag. pura egli afferma spesso « che le cose hanno una duplice esistenza, fenomenica e noumenica; che esso esistono prima in sò stesse, poi nei loro rapporti con noi; e che la loro esistenza noumenica è il fondamento doi fenomeni che ce le rivelano ». Ora, ciò è fare più che un uso limitativo del concetto di noumeno; infatti, fenomeno e nonmeno sono così posti, in un certo senso, come una sola e medesima cosa còlta sotto due aspetti, ora quale è in sò, ora quale appare alla sensibilità ο al pensiero. Cfr. Kant, Krit, der rein. Vern., A 248, 287; B 334, 307; Krit. d. prakt. Vern., ed. Kirchmann, « Beleucht. der Anal. », 114-115; Platone, Timeo, 51 D (v. agnosticiemo, conoscenza, limite). ‘Nozione. Lat. Noscere  conoscere; T. Gedanke, Voretellung, Begriff; I. Notion; F. Notion. Ha un significato molto vasto 9 molto vago; forse per questo è frequentemente usato in filosofia. Può infatti adoperarsi come sinonimo di iden, di oggetto presente nel nostro pensiero, ma del quale nulla affermiamo o neghiamo; e come sinonimo di principio supremo di ragione, cioò di concetto esprimente una verità universale © necessaria. Qualche volta indica l insieme delle conoscenze elementari che si hanno intorno à un fenomeno o insieme di fenomeni. Nella logica si adopera per designare gli elementi che costituiscono la materia del giudizio, e che si esprimono nel linguaggio per mezzo dei termini, come il giudizio stesso per mezzo della  ΤΠ -Ne. proposizione. L’ Helmholtz distingue nel senso della vista la intuizione ο la nozione (Anschauung), che è la percezione accompagnata dalle sensazioni corrispondenti, dall’ impressione (Perception), che è una nozione che non contiene nulla di ciò che non proviene immediatamente dalle impressioni del momento, ossia una nozione tale che potrebbe formarsi senza alcun ricordo di ciò che prima si avrebbe veduto, e dalla rappresentazione (Vorstellung), che è l’imagine che la memoria ci presenta di un oggetto assente; quindi una sola e medesima nozione può essere accompagnata da sensazioni corrispondenti a gradazioni diversisnime; 9 per conseguenza la rappresentazione e l’impressione possono combinarsi in rapporti molto differenti per formare una nozione, Cfr. Helmholtz, Physiolog. Optik, 1867; Wundt, Grundriss d. Payohol., 1896, $ 17 B; Berkeley, Princ. of Human Knowledge, 1871, part. I, $ 142. Nulla. Lat. Nihil; T. Niohte, Nicht-sein; I. Nothing, Non-being; F. Rien, Néant. O'non-essere; fu ammesso da alcuni filosofi e negato da altri. Gli elesti, che primi formularono i principii d’identità e di contraddizione, dettero a tali principii un valore ontologico, obbiettivo, cercando di determinare con essi la natara del reale; perciò sostennero che l’essere soltanto è, che il nulla non è possibile, © che quindi è impossibile il mutamento e il diventare, i quali implicano la realtà del nulla. Gli atomisti identificarono il nulla col vuoto, cioè il puro luogo ο l'estensione pura; Platone, come ammette il correlativo oggettivo di idea, così ammette anche la realtà del nulla (non = materia) come correlativo della idea del nulla; gli eraclitei, infine, opponendosi agli eleati, considerano il nulla come principio del diventare. L'antica disputa tra gli elenti © gli eraclitei si rinnovò nei tempi moderni tra 1’ Herbart, che nega il divenire in quanto implica In realtà del nulla, © 1’ Hegel che identifica l'essere affatto indeterminato col nulla, « Il puro essere, dico 1’ Hegel, forma il NUM  772  cominciamento, perchè esso è così pensiero puro, come è, insieme, l'elemento immediato, semplice © indeterminato; ο il primo cominciamento non può essere niente di mediato e di più precisamente determinato. Ora, questo puro essere è la pura astrazione, o, per conseguenza, è l’ assolutamente negativo, il quale, preso anche immediatamente, è il nulla, Reciprocamente, il nulla, considerato come codesto immediato eguale a sò stesso, è il medesimo che l'essere. La verità dell’ essere come del nulla è perciò l’unità d’entrambi. Questa unità è il divenire ». Ad ogni modo, si può osservare contro la teoria eleatico-herbartiana, che il principio di continuità elimina dal divenire la nozione del nulla introducendovi quella del differenziale, e cho d’altro canto la realtà del divenire senza il nulla è provata dai princi, della persistenza della forza, della indistruttibilita della materia, ece.; contro 1’ Hegel, che il correlativo oggettivo del nulla è la negazione, e che l'essere affatto indeterminato è una negazione satratta, la quale non si pensa nel divenire reale, ove ogni negazione (della realtà preesistente) è un nuovo essere e una nuova determinazione. Cfr. Sesto Empirico, Adv. Math., VI, 65, 77 sogg.; Diogene Laerzio, IX, 44; C. Wolff, Vernitnftige Gedanken, 1738, I, $ 28; Hegel, Eneyklopädie d. philos. Wissensoh., 1870, $ 86-88; Rosmini, Pricologia, 1846, vol. I, p. 274-75; MASCI (vedasi), Logica. (v. essere, divenire, inane, negazione, non-essere). Numero, T. Zahl; I. Number; F. Nombre. Data l'idea di unità © la proprietà che essa possiede di poter essere aggiunta a sò stessa, da questa successiva addiziono si ottiene una serie di quantità determinate, che è il numero. Numerus est acervus ex unitatibus profueus, dice Boezio. La serie dei numeri è #llimitata © discontinna o disoreta: illimitata perchè l'operazione mediante la quale formiamo un nuovo numero, cioò l'aggiunta di una unità, è sempre identica a sè stessa; discreta perchè si passa da una unità a un’altra senza transizione, per quanto il passaggio possa  773  Num essere impiccolito mediante numeri frazionari; questo passaggio non potrebbe sparire se non nel caso in cui l’unità su cui si opera fosse nulla, ma ciò è contro l'ipotesi. Il numero è quindi una quantità discreta, ο perciò da principio il numero è concepito come avente un carattere essenzialmente conoreto; solo più tardi si concepirono numeri astratti, i cui elementi, se sono semplici unità senza comprensione, mantengono però il loro carattere di unità, cioè d’individualità distinta da tutte le altre. Soltanto nel calcolo differenziale il numero è concepito come una quantità continua, colla supposizione arbitraria d’una quantità infinitamente piccola, minore d’ogni quantità data senza però essere nulla.  Nella storia della filosofis al numero fa ‘attribuita una importanza metafisica, specie nei sistemi di Pitagora, di Platone e di Giordano Bruno. Peri pitagorici i numeri non sono soltanto la forma secondo cui son fatte le cose, ma costituiscono la vera essenza delle cose stesse, talchò tutto in sostanza è numero; il numero dispari ο illimitato è l’imperfetto, cioè il male, il numero pari ο limitato è la perfezione, cioè il bene; l’arinonia, cioè l'unione dei contrari, forma le singole cose ο il mondo intero. In Platone la teoria dei numeri non è che la traduzione della teoria delle idee; egli distinguo i numeri sensibili, cioè le coso reali © contingenti, i numeri matematici, immobili ed eterni, propri del mondo intellettuale, ο i numeri ideali, ciascuno dei quali è essenza e corrisponde ad una determinata classe di esseri; i numeri ideali generano quindi i sensibili ed i matematici, ed essendo concreti non possono-dar luogo ai calcoli. Giordano Bruno, infine, considera l’universo come un sistema di numeri; l’ ui verso è uno, sebbene sia infinito © consti d’infinite parti, in ciascuna delle quali abita la forza infinita, la quale si presenta come triade: Potenza, Sapienza, Bontà. In ciò Bruno riflette lo spirito del Rinascimento, nel quale, per P intlusso delle antiche dottrine platoniche ο neo-platoniNum  T4  che, i numeri @ il loro ordinamento si ripresentano come elementi essenziali del mondo fisico, contro la dottrinn aristotelico-stoica delle forze qualitativamente determinate, delle forme interne degli oggetti, dello qualità occulte. Il libro della natura appare scritto in cifre ο I’ armonia dello cose quella del sistema dei numeri; tutto è ordinuto da Dio secondo la misura ο il numero, ogni vita è uno sviluppo di rapporti matematici. Questo matematicismo rasionalistico -che diventa una fantastica mistica dei numeri in Bouillée, in Cardano, in Pico, in Reuchlin non mancò di continuatori nei secoli successivi; ancor oggi Ermanno Cohen proclama che « il’detto profondo di Pitagora, fl numoro è la misura di tutte le cose, rimane sempre V’ eterna guida del pensiero, perchè il numero è il principio della produzione del contenuto, è la sorgente perenne onde scaturisce l'oggetto ». Ma nel pensiero moderno e contemporaneo, il problema del numero è un problema essenzialmente gnoseologico, la cui soluzione è cercata ora nel razionalismo leibniziano, ora nell’ intuizionismo kantiano. Per il Wundt il vero sostegno dell’ idea di unità, da cni ha origine il concetto del numero, è il singolo atto del pensiero, der einselne Denkact ; la funzione del numero non è che una particolare manifestazione della funzione logica del pensiero, che collega i singoli utti mentali, astraendo totalmente dal loro contenuto ; ogni cifra rappresenta quindi una serio di atti mentali di qualsivoglia contenuto, o che si sono realmente succeduti, 0 la cui successione si indica come un problema, la cui soluziono deve avvenire nella stessa maniera onde il nostro pensiero riunisce continuamente rappresentazioni singole in una aggregazione di unità: « Il concetto di numero è ciò che rimane come costante dopo l'eliminazione di tutti gli elementi variabili, il legame dei singoli atti di pensiero in quanto tali, astrazion fatta da ogni contenuto ». Per il Jerusalem l’origine del concetto di numero sta da un lato nelle proprietà ob 1%  Num biettive delle cose, dal’ altro nella funzione del giudizio; gruppi di oggetti somiglianti debbono prima attrarre la nostra attenzione; l'osservazione di tali gruppi ci obbliga poi a ripetere un identico giudizio denominativo; ma la ripetizione non è arbitraria, bensì è determinata dal numero degli individui compresi nel grappo: « Ogni numero è una sintesi. Esso consiste di unità, ma è un tutto che riunisce in sè i singoli oggetti ο mediante tale riunione diventa un nuovo centro dinamico, nel quale sono immanenti le forze create primitivamente con tale riunione. Ma tale sintesi raggiunge sufficiente stabilità solo a condizione che il gruppo permanga sempre riunito e con la ripetizione dei singoli atti giudicativi venga di nuovo intuito ο concepito insieme come una totalità ». Per il Masci il numero non è una intuizione ma una epicategoria, in quanto è una forma generale della quantità senza individualità propria, una determinazione implicita nell’ idea di qualsivoglia ente reale come tale: « Tutto ciò che è reale è numerabile, e insieme il namerare è la forma pid generale e più estrinseca della funzione di sintesi e di analisi in cui consiste il pensare. Ma come sintesi ed analisi estrinseca è indifferente alla qualità ¢ alla natura della realtà. In questo carattere estrinseco, aggregativo, che distingue quel pensare che è numerare, sta la differenza tra l’idea di numero e le altre due categorie (di sostanze e di causa), e per questo si può dire che il numero sia una categoria avventizia, una epicategoria ». Cfr. Aristotelo, Metaph., XIII, XIV; Alb. Magn., Summa thool., I, qu. 42, 1; Kant, Arit. d. rei. Fern, A 143, 147, B 182, 186; Michaëlis, Über Kants Zahlbegrif, 1884; Id., Über Stuart Mille Zahlbegriff. 1888; Helmholtz, Zahlen und Messen, in Philos. Aufaiitze, E. Zeller gewidmet, 1887; Wundt, Logik, 1898, I, 468; Jerusalem, ie Urteilafunotion, 1895, p. 254; Couturat, Je l'infini mathématique, 1896 ; Id., art. in Revue de Métaphysique, 1898, 1899, 1910; Whitehead et B. Russel, Principia Num-0BB  776  mathomatica, 1910; A. Lalande, Letture sulla filosofia delle scienze, trad. it. 1901, p. 66 segg.; F. Masci, Sulla natura logica dello conoscenze matematiche, 1885 (v. infinitesimale, matematica, quantità). ο O. Nella logica formale designa le proposizioni particolari negative (qualche 4 non è B); nella logica dell’ Hamilton designa le proposizioni parti-totali negative (qualche 4 non è nessun B). Obbiettivare. T. Objektiviren; I. To objective; F. Obiectiver. Considerare il soggettivo come oggettivo, porre fuori di noi ciò che è in noi. Obbiettivare il dato della sensazione (percezione) significa proiettare al di fuori della coscienza le modificazioni prodotte dai sensi sulla coscienza medesima; o in altre parole, riferire la sensazione ad una causa oggettiva. L’allucinazione consiste nell’obbiettivare falsamente le modificazioni della propria coscienza, nel riferire il dato soggettivo ad una causa oggettiva che non esiste. Schopenhauer chiama il mondo un obiettivarsi del volere, e il mondo la sua obbiettità. Cfr. Riehl, Der philosophisohe Kriticiemus, 1876, II, 2, p. 56; Ardigò, 1 fatto psicologico della percezione, in Opere fil., IV, 1907, p. 357 segg.; Schopenhauer, Die Welt a. W. u. Vorst, ed. Reclam, I, $ 45, 30 (v. oggetto). Obbiettivismo v. oggettivismo. Obbiettività. T. Objektivität; I. Objectivity; F. Objecticité. Carattere di ciò che è obbiettivo. Designa comunemente l'attitudine a cogliere il significato reale delle cose ο dei fatti, a giudicare gli uomini ο gli avvenimenti indipendentemente dalle proprie attitudini mentali, dai propri sentimenti, inclinazioni e passioni. Nella psicologia per obbiettività della percezione s'intende il suo riferimento della modificazione organica (sensazione) alla causa che  T7  Ons VP ha prodotta, per cui si pone come esterna al soggetto senziente la realtà di un oggetto che agisce come stimolo. Cfr. Ardigò, Il fatto psicologico della percesione, Op. til., IV, 1907, p. 357 segg.; Laas, Idealismus und Positiviemus, 1884, III, p. 45-68. Obbiettivo v. oggettivo. Obbietto v. oggetto. x u Obbiezione. T. Einwurf, Einwand; I. Obieotion; F. Objection. Argomento che si pone innanzi per abbattere una opinione, una dottrina, ο per dimostrarne la parziale falsità. Del suo uso nelle discussioni, dice il Rosmini: « Chi obietta deve produrre un’ obiezione alla volta, e non passare ad una seconda fino che la prima non è chiarita efficace ο inefficace ». Cfr. Rosmini, Logica, 1858, $ 856. Obbligasione. T. Verpflichtung ; I. Obligation; F. Obligation. Da principio l'obbligazione è un legame di diritto, in virtù del quale una persona è costretta verso un’altra a fare o non fare qualche cosa: vinoulum jurie quo necessitate adstringimur alicujus rei solvende. Dal punto di vista morale l'obbligazione è la coscienza che l’uomo, in quanto essere capsce di scelta tra il bene e il male, ha di dover obbedire a una norma; si suol definire come una restrizione della libertà naturale, prodotta dalla ragione, i cui consigli sono altrettanti motivi che determinano gli uomini ad agire in un modo piuttosto che in un altro. L’obbligazione è dunque la necessità propria delle leggi morali, e della massima fra tutte, la giustizia. L’obbligatorietà propria della giustizia, è la giustizia interiore, che non differisce sostanzialmente dalla esteriore o sociale; il rispetto che si ha dentro di sò per la giustizia, non è infatti che un’eco del rispetto che si ha per ogni idealità sociale che la rappresenti. Ora tale rispetto s’ impone tanto, che la giustizia è, nell’ uomo morale, obbligatoria per sè stessa, cioò acquista un’ etticacia morale direttiva nel dominio stesso dello pure intenzioni. È, dice l’Ardigò, Occ  778  un senso di tensione, un’espansione interna, invincibile, un bisogno di compiere le nostre ideo mediante gli atti, senza di che il senso di obbligazione non è perfetto e non è propriamente completo il pensiero; la sua origine sta nella ricordanza assommata e indistinta del dolore provato eseguendo atti che riescono di danno ai consoci, cosicchè il dovefe morale, in ultima analisi, nasce dal dovere giuridico fino a diventare una forma costituzionale della psiche dell’individuo. Cfr. Planiol, Traité de droit civil, 3* ed., I, p. 678; Ardigò, La morale dei positivisti, 1892, p. 122 segg.; R. Bianchi, L’obbligasione morale, ; G. Fulliquet, Essai sur Vobligation morale, 1898; Fred Bon, Über das Sollen und das Gute, 1898. Occasionali (cause) v. cause occasionali. Occasionalismo. T. Ocoasionaliemus ; I. Oocasionalism ; F. Ocoasionalisme. La dottrina delle cause occasionali, secondo la quale causa vera e prima d’ogni accadere è Dio, mentre i singoli eventi sono soltanto occasioni per altri eventi, ma non li producono; con essa specialmente si ceroò di risolvere il dualismo posto da Cartesio tra l’anima e il corpo. Questa dottrina, sostenuta dal Clanberg, Geuliner e Malebranche, si oppone a quella cartesiana delVinflusso fisico, fondandosi specialmente sopra la ragione che, non essendo possibile che operi chi non ha la coscienza di operare, un influsso reciproco tra anima e corpo è impossibile, perchè I’ uomo non può averne coscienza. D'altro canto, nessun corpo ha la forza di muovere sè stesso, e uno spirito finito non può col mezzo della propria volontà muovere nessun corpo. Tra spirito e corpo non c'è dunque alcun rapporto. Essi soffrono ed operano quei cangiamenti, che in loro avvengono, ognuno da sè, nell’ambito proprio e secondo leggi proprie. Eum, qui corpus et mentem unire roluit, simul debuisse statuere et menti dare cogitationes, quas obsercamus in ipsa ex oocasione motuum sui corporis esse, el determinare corporis eius ad eum  779  Occ modum, qui requiritur ad eos mentis voluntati subiciendos. Davanti al mondo lo spirito è un inerme spettatore ; ma Dio fa sì che quando succede un cambiamento nello spirito, cioè nel pensiero, ne succeda uno di corrispondente nel corpo, cioè nell’estensione, e viceversa; i due orologi costruiti allo stesso modo dallo stesso artefite ~ secondo l’imagine del Geulinox, che più tardi Leibnitz volle rivendicare a sò 8’ accordano perfettamente ma non per virtù loro, absque nulla oawsalitate, qua alterum hoo in altero causat, sed propter meram depentiam, qua utrumque ab cadem arte et simili industria constitutum est. Cfr. Clauberg, Opera philosophioa, 1691, p. 219, 221; Pfleiderer, Leibnitz und Geulinez, 1884; La Forge, Traité de Vesprit de l'homme, , Pp. 129; Geulinox, Opera philosopkioa, 1891, I, sez. Il, § 2; Malebranche, De la recherche de la verità, 1712, II, 6, 7, III; L. Stein, Antike und mittelalterliche Vorläufer des Ocoasionaliemus,  (v. occasione, cause occasionali). Occasione. T. Gelegenheit, Veranlassung; I. Oocasion: F. Oocarion. Nel linguaggio comune è il concorso fortuito di circostanze favorevoli alla produzione di un avvenimento. Si distingue dalla condisione, che è una circostanza senza la quale l’effetto non si sarebbe prodotto, e dalla causa, considerata come la produttrice diretta e necessaria dell'effetto. Il Malebranche per occasione intendeva semplicemente l’antecedente costante di un fatto, non la causu efficiente del fatto. L'unica causa efficiente è Dio; nel mondo sensibile o materialo non vi sono nè forze, nè forme, nd capacità, nd vere qualità da cui possa risultare l’effetto; vi sono soltanto occasioni che Dio fa succedere affine di operare in questa o quella materia. Cfr. Malebranche, Entretione métaphysiques, 1871, VII, 159 segg. Occulto. T. (ieheim, Occult; I. Ucoult; F. Ocenlte. Si dicono occulte le scienze, o pretese scienze, che hanno per oggetto la conoscenza del futuro, la sua predizione, e il compimento di azioni che escono dalle leggi ordinarie della Occ  780  natura. Si distinguono in dirinatorie, che cercano scoprire l'avvenire mediante }’ interpretazione di certi segni ο avvenimenti, e tali sono la mantica, la chiromanzia, l’astromanzia, ecc.; e in taumaturgiche, quali la cabbala, la magia, l’ermetica, la demonologia, che hanno lo scopo di allontanare il male e procurare il bene, mediante regole e pratiche speciali. Diconsi potense ocoulte gli esseri imaginari e nascosti con cui si spiegarono i fenomeni naturali, qualità ooculte quelle che si presentano allo spirito come una proprietà data, irreducibile © inesplicabile, cause occulte quelle forze inosservabili, sia sovrannaturali che naturali, con cui, nella filosofia medievale, si credeva spiegare la natura delle cose. Ls dottrina delle qualità occulte, delle forze qualitativamente determinate, è caduta nel Rinasci mento, il quale, sotto l'influsso della letteratura antico, specialmente delle opere neo-pitagoriche, sostituisce ad essa il concetto quantitativo ο numerico : il libro della natura è seritto con cifre, l'armonia delle cose d'quella del sistema numerico, tutto è ordinato da Dio secondo la misura e il numero, ogni vita è uno sviluppo di rapporti matematici. Questo principio, liberato dallo strano simbolismo che raggiunge il vertice in Bouillé, Cardano, Pico, ece., costituirà poi la base metodica della scienza moderna. Tuttavia, V espressione qualità ooculte è sopravvissuta per molto tempo, e fu adoperata anche dal desismo agnostico per indicare le forze prime e sconosciute dei fenomeni: On dest moqué fort longtemps, dice il Voltaire, des qualités oooultes ; on doit se moquer de ceux qui n'y croient pas. Répetons cent fois que tout principe, tont premier resnort de quelque autre que ce puisse être du grand Demiourgor, est occulte et caché pour jamais au mortels. Ce plomb ne deviendra jamais argent; cet argent ne sera jamais or ; cet or ne sera jamais diamant Quelle physique corpusoulaire, quels atomer déterminent ainsi leur nature? Voun n’en sarez rien; la cause sera éternellement occulte. Tout ce qui vous entoure, tout ce qui est dana vous,  781  Ori-OG& est un énigme dont il went pas donné à l’homme de deriner le mot ». Cfr. Voltaire, Œurres complètes, 1817, t. II, par. II, p. 1471; Schopenhauer, Satz rom Grunde, 1878, $ 20; Nettesheim, Philosophia occulta, 1510. Ofiti. Uno dei nomi col quale fu indicata la Gnosi nel primo nascimento, e col quale si alludeva al culto del serpente, la cui dialettica aveva talmente intrecciato il bene col male, che l'uno non poteva distinguersi dall’altro.  Dicesi offolatria una specie della zoolatria, ο adorazione degli animali, propria di alcune religioni dei popoli primitivi e selvaggi; essa consiste nel culto dei serpenti, e si riscontra nell'antica religione egiziana e nelle religioni di alcuni popoli selvaggi dell’Africa. Cfr. Honig, Die Ophiten, 1889. Oggetti (teoria degli). 'T. Gegenstandtheorie. Espressione usata primitivamente dal Meinong, e adottata poi dalla sua scuola, per indicare quella forma contemporanea di razionalismo, che sostiene la necessità dello stadio dei puri oggetti del pensiero, come le somiglianze, le uguaglianze, le diversità, i complessi, le relazioni matematiche; ossia di quelle essenze razionali, che si possono elaborare a priori, indipendentemente da ogni considerazione d’esistenza obbiettiva, e che non possono quindi essere oggetto delle scienze empiriche, le quali trattano invece della realtà esistente obbiettivamente. La teoria degli oggetti non esistenti (tra i quali il Meinong include persino gli oggetti impossibili, come il quadrato rotondo, la materia inestesa, ece.) ha una sfera propria, che, tende ad allargarsi sempre più, fino a raccogliere tutte le conoscenze a priori; queste non stanno in antagonismo con le conoscenze empiriche, ma le integrano, come mostra la matematica applicata; ma per quanto le due forme di conoscenza in pratica possano compenetrarsi, si devono tener distinte teoricamente le due afere, per poter meglio elaborare e raffinare i mezzi di ricerca, tenendo presenti i loro caratteri Oa  782  distintivi. Cfr. Meinong, Ameseder, Mally, ecc., Untersuchungen sur Gegonstandtheorie und Psychologie, 1904; 8. Tedeschi, Un’ equivalente aprioristica della metafisica, « Riv. filosofica », 1908, vol. XI, p. 289 segg.; Losacco, La teoria degli obietti ο il rasionalismo, « Cultura filosofica », 1910, fasc. IV, p. 184 segg.; Aliotta, La reazione idealistica contro la soienza, 1912, p. 372-385. Oggettivismo. T. Objektiviemus; I. Objoctiviem ; F. Obiecticieme. Dati i vari © spesso opposti significati della parola oggetto, anche il termine oggettirismo può essere variamente applicato. In generale designa quei sistemi filosofici che identificano la cognizione con l’Essere, e pongono quindi come unica la verità e la scienza nell’oggetto ο nel soggetto; e quelle dottrine morali che ammettono che la moralità ha una esistenza propria, al di fuori e al di sopra delle opinioni, della condotta e della coscienza degi individui. Nel linguaggio comune, l’oggettivismo è l’attitudine a vedere le cose come sono, a giudicarle serennmente, a non deformarle per partito preso o per ristrettezza di spirito. Oggettivo s’oppone a soggettiro © designa tutto ciò che riguarda I’ oggetto ο che esiste come oggetto. Avendo il termine oggetto mutato radicalmente di signifiesto, anche il termine oggettivo assunse significazioni diverse. Nella lingua della scolastica, da Duns Scoto in poi, per oggettivo #’ intende non una realtà sussistente in sò stessa, bensì ciò che costituisco una rappresentazione della coscienza; questo significato rimane fino al Baumgarten, ma alcuni, come il Renouvier, vorrebbero continuar a chiamare oggettivo « ciò che si offre come oggetto, ciod viene rappresentativamente nella coscienza, e soggettivo ciò che è della natura del soggetto, sia d’un rappresentato qualunque in quanto la conoscenza vi scorge qualche cosa di distinto dal suo atto proprio, e d’un supposto dato în qualche  783  Oca modo fuori di essa, senza di essa ». In generale però oggi dicesi oggettivo ciò che è esteriore alla coscienza, che è al di fuori del pensiero, che esiste indipendentemente dal pensiero. Il metodo oggettiro nella psicologia, si contrappone al soggettivo ο introspettico, e consiste nello studio dei fatti psichici quali si manifestano negli altri uomini, negli animali, nell’individuo normale e nell’anormale, nel fanciullo ο nell'adulto. Cfr. Eucken, Geschichte d. phil. Terminologie, 1879, p. 68, 203, 134; Renouvier, Essais de Critique gen., Logique, cap. I; Bechterew, Les problèmes et les méthodes de la peychologie objective, « Journal de Peychologie », nov. 1909; Kostyleff, Les travaux de l’école peychologique russe, « Revue philosophique », nov. 1910; Liard, La science positive οἱ la métaphysique, 1879, 1. II, cap. I, II. Oggetto. T. Gegenstand, Objekt; I. Objeot ; F. Objet. Si oppone a soggetto, ed è la traduzione latina del greco ävzıxelpevoy, usato dla Aristotele. Però lo Stagirita usava questo termine in un senso affatto opposto al nostro e ciod per designare ciò che è pensato, ciò che è rappresentato © nella coscienza; usava invece il termine 5xoxelpevoy (che i latini tradussero subiectum) per indicare ciò che è reale, la sostanza che è il sostrato dell’azione, l'essere unico © identico che si manifesta nei fenomeni multipli ο mutabili. Tale siguificato si mantenne durante tutto il medicevo ο si trova ancora in Cartesio e Spinoza. Così per Cartesio la realtà oggettiva è quella dell’iden sola, ο della cosa in quanto non è considerata che nel pensiero; egli chiama poi realtà formale ο attuale quella dell'oggetto stesso delle nostre idee © realtà eminente quella che è superiore sia all'idea che all'oggetto, e contiene in potenza ciò che in essi è di fatto. Spinoza l’ usa nello stesso significato: « Un'idea vera deve corrispondero esattamente all'oggetto che essa esprime, ossin (e ciò facilmento si comprende da sè) che ciò che è contenuto oggettivamente nell’ intelligenza deve necessariamente esistero nella naOcc *  784  tara ». E anche il Berkeley: « I fenomeni naturali non sono che apparenze naturali, ο son dunque quali li vediamo e li percepiamo. La loro natura reale e la loro natura oggettiva sono dunque identiche ». Ma nel sec. XVIII ο al principio del XIX, il significato dei due termini mutò radicalmente, ο d’allora in poi per oggetto si intese ciò che è reale, che esist in sè, indipendentemente dal pensiero, © per soggetto l'io che pensa, che rimane uno © identico attraverso i suoi fenomeni mutevoli e multipli. Questo cambiamento nel significato assunto dai due termini, è dovuto principalmente a Kant e a Fichte, col primo dei quali assunse tanta importanza il problema della conoscenza, ossin dei rapporti tra il pensiero e la realtä. « Spatium non est aliquid obiectivi, seu realise, dice ad es. Kant, sed eubjectioum et ideale, et natura mentis stabili lege proficiscens ». Però la distinzione tra soggetto © oggetto deve essere intesa come una distinzione di diritto; ossia l'oggetto non può essere, in senso assoluto, cid che è in sò stesso, fuori del nostro spirito e d’ogni spirito, perchè un'esistenza che non è affermata da una coscienza ο spirito è inconcepibile; © nemmeno ciò che è rappresentato in comune da tutti gli spiriti, perchè tale accordo può anche verificarsi per ciò che è falso; bensì, ciò che è il fondamento stesso dell’accordo degli spiriti, ciò che è in «2 nella nostra coscienza © in tutte le coscienze, per opposizione non a ciò che è fuori d’ogni coscienza, ma a ciò che, in una coscienza qualunque, è pura rappresentazione contingente e passeggera. Cfr. Aristotele, De an., III, 2, 426 b, 8; Id., Metaph., IV. 5, 1010 b, 33 segg.; Encken, Gesch. d. phil. Terminologie, 1879, p. 134, 204; Cartesio, Medit., 1685, III, 11; Spinoza, Ethica, 1677, 1. I, teor. xxx, dimostrazione; Berkeley, Siri, $ 292; Kant, De mundi sensibili atque intelligibilio forma et principiie, $ 15: Id.. Krit. d. rein. Vern., A 780, B 808; Fichte, Grundlage d. ger. Wissenschaftelehre, 1802, p. 20-40, 131 segg.; Bulletin de la  1785  ους soc. française de phil., giugno 1912 (ν. conoscenza, coscienza, criticiemo, io). Olfattive (sensazioni). T. Geruchsempfindungen; I. Sensations of emell; F. Sensations olfaotives. Hanno per organo la regione superiore delle cavità nasali, per stimolo le particelle delle sostanze odorose trasportate dalla corrente aerea a contatto con le superfici olfattive, per contenuto l’odore. Le qualità degli odori sono, a differenza dei sapori, in numero straordinariamente grande, tantochè non solo manca una vera classificazione scientifica e una scala degli odori (la classificazione più accettata è ancora quella di Linneo) ms non siamo neanche capaci di segnalare con appellat diversi le qualità differenti degli odori, e per esprimerci dobbiamo servirei dei nomi delle sostanze vegetali ο animali che li emanano. Si suol distinguere la finezza dell'olfatto, ossia la cnpacità di distinguere le piccole differenze d’intensità degli odori, dall’acuità olfattiva, ossia la capacità di percepire minime quantità di sostanze odorose; quest’ultima si misura per mezzo dell’olfattometro, determinando i valori liminali dell’eccitamento olfattivo rispetto ai singoli odori. Dicesi ogfresologia (ὄσφρεσηις = odorato) quella parte della psicologia che ha per oggetto lo studio delle sensazioni olfattive; anosmia (ὀσμή =. odore) l’incapacith, congenita o aequisita, di percepire gli odori; paraosmia le sensazioni olfattive allucinatorie; iperosmia l'abbassamento abnorme della soglia della sensibilità dell'olfatto, per cui possono essere avvertiti odori che normalmente non si avvertono. Una caratteristica delle sensazioni olfattive, sta nel loro legame con la sfera dei sentimenti; tutti gli odori che funzionano come stimoli determinanti riflessi nella sfera della vita vegetativa e riproduttiva determinano costantemente un sentimento di piacere. Un’altra caratteristica sta nella loro capacità di rievocare per associazione l’imagine visiva di Inoghi e di avvenimenti. Cfr. Cloquet, Osfresologie, 2° ediz. 1821; Zwardemaker, 50  RanzotI, Dizion. di scienze filosofiche. OLI-OnE  786  Physiologie des Geruches, 1895; Nagel, Revue scientifique, 8 « 15 maggio 1897. Oligarchia (ὀλίγος = pooo). Forma di governo, in cui il potere supremo risiede nelle mani di pochi individui appartenenti all’aristocrazia. Platone la distingueva però dall’aristoorasia, perchè mentre in questa una classe governa nell’ interesse comune, nell’oligarchia governa invece nell'interesse proprio. Cfr. Platone, Repubblica, V ο VI (v. aristocrazia, demoorasia). Omeomeria (ὁμοιομέρεια). Elementi primitivi non percettibili, divisibili all’ infinito e qualitativamente differenziati, con la cui aggregazione Anassagora spiegava la formazione dei vari esseri. Le omeomerie sono dunque verse dagli atomi di Democrito, indivisibili e privi di ogni differenza qualitativa, e diverse pure dagli elementi di Empedocle, differenziati in quattro sole qualità primitive. Per Anassagors ogni qualità è originariamente sostantiva: il ferro, il legno, le ossa, il sangue, ecc., sono composti di particelle similari ed originariamente costituite così. Da principio queste particelle erano mescolate tutte insieme, in una specie di caos universale; perchè le diverse cose potessero formarsi, era necessario che il movimento si introducesse nella massa infinita e indifferenziata, distinguendo ciò che era confuso e producendo le forme diverse; ora, la causa di questo movimento è, per Anassagora, un’altra materia speciale e singola, più leggera e più fina degli elementi, capace di muoversi da sè e quindi di natura peichica, autrice della bellezza e dell’ordine del cosmo e quindi intelligente: tale materia pensante Anassagora chiama ragiona ο intelligenza, vodg. Dal momento in cui essa penetrò nel caos, il turbine della vita si estese in successive spirali in tutte le regioni del mondo, continua ancora, come indica la rotazione del cielo, ο continuerà senza interruzione. Il nome di omeomerie fu dato alle qualità primitive da Aristotele; Anassagora le chiamava invece semi (σπέρ 787  OMN para). Cfr. Aristotele, De gen. et corr., I, 1; Simplicio, In Phys. Arist., {. 38; Lucrezio, De rer. nat., I, 890. Omniscienza. T. Allwissenheit ; I. Omniscience ; F. Omniscience. Uno degli attributi della natura divina. Si deve intendere nel senso che Dio conosce non solo ciò che è accaduto nel passato e che socade nel presente, mn anche ciò che accadrà nell’avvenire; e che codesta conoscenza è diretta, immediata, perchò Dio non vede gli avvenimenti del mondo fuori di lui, come uno spettatore, ma li conosce in sò stesso, perchè egli n'è l’autore. L’omniscienze si basa sal principio della perfezione divina. Aristotele, infatti, aveva già detto: « Dio non è altro che l’attualità dell’i telligenza; tale attualità presa in sò stessa ne costituisce la vita perfetta ed eterna ». E 8. Tommaso: « Intendero e conoscere è la essenza medesima di Dio, éntelligere Dei est sua essentia ». E da notare però, che la concezione aristotelica di Dio come pensiero che pensa sò stesso, come pensiero del pensiero, era stata sviluppata da alcuni suoi discepoli nel senso, che Dio non conosce nessun altro oggetto che non sia il suo stesso pensiero, e quindi non conosce il mondo. Contro questa illazione insorsero prima i Padri, poi S. Tommaso, per il quale Dio, che ha distinta coscienza di sè medesimo e delle sue perfezioni, conosce anche le cose create e periture, vedendole però nella sua infinita essenza. L’uomo non può conoscere i corpi se non fanno impressione sopra i suoi sensi; ma a Dio basta contemplare ln propria illimitata potenza, perchò in lui, fonte prima ed sesoluta della vita, tutti gli esseri si concentrano come offetti nella loro causa, unde cum virtus divina ne estendat ad alio, eo quod ipse est prima oausa effectiva omnium entium, necense est quod Deus alia a #2 cognoncat. Analogamente dice il Bossuet: « Dio non intende che sò stesso, e tutto intende in sè stesso, perchè tutto quello che egli è, ο da lui si distingue, si ritrova in lui come nella propria causa ». Cfr. Aristotele, Metaph., XII, 9; Gerson, De consol. theologie, in Omo  188  Opera omnia, 1706, t.1; 8. Tommaso, 8. Yheol., I, q. 22, a. 2; Leibnitz, Essais de Théodioée, 1710, © la Corrispondance aveo Clarke, 1715-16; Bossnet, De la connaissance de Dieu, ο. IV, art. 8 (v. prescienza). Omogeneo. T. Gleichartig ; I. Homogeneous; F. Homogène. Cid che è composto di parti ο elementi qualitativa mente identici ; si oppone ad eterogeneo, che è ciò le cui parti sono di natura differente. Lo spazio ed il tempo sono, secondo alcuni filosofi, essenzialmente omogenei, perchè la differenza delle loro parti può essere nella grandezza non nella qualità. Secondo lo Spencer il processo evolutivo, sia 00smologico che biologico e sociologico, consiste in un passaggio dall’omogeneo all’eterogeneo, mediante un processo continuo di differenziazione e quindi di specificazione. Cfr. Spencer, First principles, 1884, cap. XIV-XVIII (v. eroluzioniemo). Omogenesia. F. Homogenesie. Il Broca chiamò così, in opposizione a eterogenesia, quella proprietà organica in virtù della quale due germi di sesso opposto tendono a fecondarsi reciprocamente, dato che tra di loro non intercorra una distanza zoologica troppo pronunciata. L’ omogenesia è abortira quando la fecondazione avviene, senza però che il feto giunga a maturità; agenesica quando dà luogo a prodotti, i quali però sono sterili tra di loro o con gli individui dell'una ο dell’altra razza madre; disgenerica quando i prodotti sono infecondi tra di loro, ma fecondi con individui del’ una o dell’altra razza madre, dando luogo a prodotti pure sterili; paragenesica quando i prodotti sono sterili tra di loro, ma fecondi con individui dell’ una o dell’ altra razza madre, dando luogo a nuovi prodotti indefinitamente fecondi, così da originare una nuova razza; eugenssioa quando i prodotti sono indefinitivamente fertili, cosicchè la nuova razza si produce direttamente. Cfr. Topinard, L’anthropologie, 1884, pag. 382 segg. (v. ibridiemo, dimorfismo sessuale, razza, pecie, varietà).  789  Omo-Ont Omonimia. Uno dei sofismi verbali, che si fonda sopra l'ambiguità dei termini. Consiste infatti nell’ adoperare una parola in più significati senza distinguerli. Tale sarebbe il ragionamento per cui il Berkeley, basandosi sulla constatazione che una medesima idea può sparire dalla mente ο poi tornarvi, concludeva alla esistenza di uno spirito universale in oui tutte le idee avessero la loro sede permanente; qui è confuso evidentemente il medesimo in quanto numero, col medesimo in quanto specie. Cfr. Aristotele, Metaph., IV, 4; Id., Categ., 1 (v. incosciente). Onirologia. T. Onirologie; I. Onirologg; F. Onirologie. Può designare tanto quella parte della psicologia che si oocupa dei sogni, quanto il discorrere che si fa sognando. Viene usata comunemente nel primo significato, nel quale non vuol essere confusa colla omérocrisia o oniroorifica, che è la pretesa arte di interpretare i sogni. L’onirologia, come stadio psicologico dei sogni, si basa essenzialmente sull’osservazione introspettiva; il suo metodo classico, divenuto tale dal Maury in poi, è quello della notazione immediata, che consiste nel trascrivere immediatamente, essendosi risvegliati all'improvviso, le imagini del sogno che sono ancora fresche nello spirito. Altro metodo è quello della notasione ripetuta, che consiste nel constatare l'evoluzione subita dal sogno nella memoria, traserivendo il medesimo sogno a diversi intervalli di tempo. Si sono infine proposti dei metodi che sembrano scostarsi dai precedenti, in prima linea Vexperimento: il soggetto che si addormenta in condizioni speciali (sottoposto alla pressione di guanti ο di nastri, ο dopo una viva impressione ottica, οσο.) deve riempire, al risvegliarsi, un apposito questionario. Altri ha raccomandato le inchieste; ma i risultati sono sempre scarsi, perchè i questionari comportano solo un numero limitato di domande assai semplici, Cfr. Tissié, Les révee, 1890; 5. Freund, Die Traumdentung, 1900; J. Bigelow, The mystery of sleep, 1897; Jastrow, Le subcoscient, trad. franc. 1908; Vascide, ONT  790  Le sommeil οἱ les réres, 1911; M. Foucault, Le rêve, études et observations, 1906; De Sanctie, I sogni, studi prie. e clinici, 1899. Ontogenesi. T. Ontogenesis; I. Ontogenesis, Untogeny : F. Ontogénèse, Ontogénie. Si adopera per opposizione a filogenesi, ο indica lo sviluppo dell’ individuo vivente dalla sun primitiva forma embrionaria allo stato adulto. Tale sviluppo non sarebbe altro, secondo l’ Haeckel, che una ricapitolazione, una ripetizione abbreviata dello sviluppo della specie, ciod della filogenesi. Cfr. Haeckel, I'problemi delV universo, trad. it. 1904, p. 81 segg.; Vialleton, Un problème de l'évolution, 1908 (v. embriologia). Ontologia (tv, ἔντος + ciò che è, ente). T. Ontologie: I. Ontology; F. Ontologie. La scienza che studia 1’ essere come tale, P essere considerato in sè stesso, indipenden-temente dai suoi modi di manifestarsi. Fu detta anche ontosofia ο filosofia prima. Il Clauberg la definisce quale soientia que contemplatur ens quatenus ens est, hoo est, in quantum communem quamdam intelligitur habere naturam.... (qua) omnibua οἱ singulis entibus suo modo inest. Cristiano Wolff, più brevemente, scientia entis in genere, seu quatenus ens est ; suo cômpito è di dimostrare que entibus omnibus sive absolute, sito eub data quadam conatitutione oonveniunt. Spesso ontologia è sinonimo di metafisica, quando si considera 1’ essere in sè come principio di tutte le cose; ma per 1’ Herbart, ad es., essa non costituisce che una delle parti della metafisica, la quale ha il cömpito generale di liberare i concetti dalle contraddizioni. Al nome ontologia il Galluppi vuol sostituito quello di ideologia, perchè la stessa nozione di essere, nonchè quella di esistenza, di possibilità, di sostanza, di attributo, ecc., sono idee essenziali dello spirito umano, delle quali si deve esaminare l’origine e il valore, per vedere con qual diritto noi affermiamo la loro oggettivit «L'ideologia dunque non è che l’ontologia ragionata e filosofica. È un'ontologia foggiata sopra una base solida ». Al 791  ONT tri filosofi soppressero l’ontologia, incorporandola nella teologia, altri ancora ridussero la prima alla seconda. Il Rosmini, opponendosi ad entrambi, ne distingue i domini, definendo l’ontologia la teoria dell’ essere comune, oppure la teoria dell’ essere in tutta l'ampiezza della sua possibilità, e la teologia la teoria dell’ essere proprio, cioè Dio stesso. Egli formula il problema ontologico in questi cinque modi: trovare la conciliazione delle manifestazioni dell’ ente col concetto dell’ ente ; trovare una ragione sufficiente delle diverse manifestazioni dell’ente; trovare la equazione tra la cognizione intuitiva e quella di predicazione; conciliare le antinomie che appariscono nel pensiero umano: che cosa sia ente e che cosa sia non ente. L’ontologis, secondo lo stesso filosofo, precede la cosmologia, che è la scienza dell’ ente finito, il quale è possibile soltanto dopo la conoscenza dell’ essere in universale, oggetto della ontologia, e si distingue dall’ ideologia, che si riferisce pure all’ essere, ma lo considera come pura ed assoluta idea, nella quale tutte le altre si contengono. Cfr. Clauberg, Motaphysica, 1646, cap. I, 1-2; Cr. Wolff, Philosophia prima sive ontologia, 1736, $ 1, 8; Baumgarten, Metaphysica, 1739; $ 41; Galluppi, Lesioni di logica e metafisica, 1854, vol. III, p. 982 segg.; Rosmini, Nuovo saggio aull’origino delle idee, 1830, vol. II, p. 1 segg.; Id., Logica, 1853, $ 847 (v. essere, ente, assoluto, anoetico, possibile, filosofia, metafisica, metodologia, eco.). Ontologico (argomento). Una delle prove a priori dell'esistenza di Dio. Essa fu enuncista la prima volta da 8. Anselmo d’Aosta in questo modo: quando lo stesso ateo pronuncia la parola Dio, se sa quello che dice deve avere il concetto di nn essere del quale îl maggiore non si può pensare (quo nihil maius cogitari potest); ma questo essere non sarebbe tale, non sarebbe il massimo degli esseri, se fosse solamente pensato, se mancasse di esistenza, poichè in tal caso noi potremmo pensarne un altro esistente, ed ONT  792  esso sarebbe certo maggiore; dunque non si può supporre che Dio non esista: « Se dunque codesto oggetto al disopra del quale non ο) ὃ nulla, fosse solamente nell’ intelligenza, sarebbe tuttavia tale, che avrebbe qualche cosa al di sopra di lui; conclusione che non potrebbe essore legittima. Esiste dunque certamente un essere al di sopra del quale non si può nulla imaginare, πὸ nel pensiero, nd nella realtà ». Descartes diede più tardi un’evidenza matematica a questo argomento, partendo dalla nozione che abbiamo di un Essere perfetto: come nell’ idea di triangolo è conte nuta l’idea che la somma dei suoi angoli valga due retti, così nell’ idea d’un essere perfetto è contenuta l’idea di esistenza, essendo l’esistenza una perfezione. Spinoza prende l'argomento ontologico come base e proposizione iniziale del suo sistema: Per oausam sui intelligo id, ouiue cssentia involvit existentiam, sive id, ouius natura non potest concipi nisi eziatone.  Deus sive substantia neosssario existit, perchè posso existere potentia est; quindi de nullius rei exiatentia entis absolute infiniti seu perfeoti, hoo est Dei. Infine il Leibnitz formulò l'argomento così: Dio è per definizione Vessere necessario; ora l'essere necessario esiste perchè il suo concetto racchiude necessariamente 1’ esistenza ; dunque Dio esiste. Infine l’ argomento ontologico fu criticato da Kant, il quale, pur riconoscendolo il migliore di tutti, negò ad esso qualsiasi valore oggettivo. L'esistenza, dice Kant, non fa parte del contenuto del pensiero, ma bens? lo controlla © lo necessita; il possibile non contiene nulla più del reale, e cento talleri reali nulla più di cento talleri possibili, hundert wirkliche Thaler enthalten nicht das Mindesto mehr als hundert mögliche; se jo penso un essere come la massima realtà, rimane pur sempre da chiedere se esso esista 0 no: « Il concetto di un essere supremo, conchiude Kant, è un’ ides utilissima per molti riguardi; ma appunto perchò non è che un'idea, è del tutto incapace di estendere da sola la nostra conoscenza per rapporto a ciò che esiste.... Codesta prova ontologica tanto vantats, che pretende dimostrare per via di concetti l’esistenza di un essere supremo, perde dunque tutta la sua fatica, e non si diventerà più ricchi in conoscenze con delle semplici idee, di quello che diventerebbe ricco in denaro un mercante se, nel pensiero d’aumentare la sua fortuna, aggiungesse alcuni zero al suo libro di cassa ». Cfr. 8. Anselmo, Proslog., 2, 3; Cartesio, Medit., V; Spinoza, Ethica, 1. 1 def. I, teor. XI, scol. ; Leibnitz, Mém. de Trévour, 1701; Kant, Krit. d. rei. Vern., ed. Kehrbach, p. 468-475; C. Guastella, Filosofia della metafisica, 1905, vol. I, app. al cap. VI, $ 6 (v. gli argomenti cosmologico, fisico, ideologico, morale, storico). Ontologismo. T. Ontologismus ; I. Ontologiem; F. Ontologisme. Non deve confondersi con ontologia, che ha un significato più generale. Designa talvolta quella scuola filosotica, che vuol far precedere l'ordine reale all’ ordine psicologico delle conoscenze, ossia che i metodi e i principt della filosofia vuole siano cercati nell’ oggetto ο non nel soggetto. Ma più comunemente il vocabolo è adoperato a denominare la filosofia del Gioberti, che, opponendosi allo psioologismo iniziato da Cartesio e continuato dalla filosofia moderna, sostiene che noi dobbiamo cominciare con la suprema ed obbiettiva intuizione della mente: Ens oreat existentias ; il prendere come punto di partenza |’ esame della coscienza ο dei processi del conoscere, trasporta la filosofia al di là della sua sfera e conduce logicamente al sensismo, al protestantismo, all’ ateismo, Cfr. UeberwegHeinze, Grund. d. Gesch. d. Phil., 83 ed., II, p. 328; Cournot, Essai sur les fond. de nos conn., 1851, t. I, p. 307; Gioberti, Introduzione allo studio della filosofia, 1850, t. I, p. 272 segg. (v. ente, psicologismo). Ontosofia. Sinonimo poco usato di ontologia. Opinare. T. Meinen, Vermuthen; I. To opine; F. Opiner. Consiste nel ritenere per vero ciò che si presume soltanto Orr  794  probabile, cid di cui non si possiedono le ragioni per essere perfettamente certi. È quindi un atto soggettivo, che si distingue dal sapere, che consiste nella certezza di una verità o di un ordine di verità, basste sulla ragione o sulla esperienza; © dal credere, che consiste nell'accettare come vero ciò che è indimostrato ο ciò che l’ autorità altrui ci impone di considerare come vero. Quindi si hanno due forme del credere: quella scientifica, in cui l’indimostrabilità di un dato proviene dall’ essere esso fondamento di ogni dimostrazione (assiomi, postulati), e quella religiosa, in cui il dato manos di ogni prova e non si accetta che per l'autorità altrni. E falso dunque voler porre questa seconda come base della prima (v. critica, dubbio, fede). Opinione. Gr. Δόξα; Lat. Opinio; T. Meinung; I. Opimion; F. Opinion. Non bisogna confonderla con la conoscenza, con la oredenza, con la conrinsione. La conoscenza è determinata da motivi sufficienti; la credenza da motivi insufficienti, che però non tolgono la persuasione di possedere la verità; la convinzione è una credenza spiccatamente tenace e sicura; l'opinione infine non è che una credenza incompleta, in quanto si fonda su motivi che sono insufficienti e si riconoscono come tali. « L’ opinione, dice Kant, è il fatto di ritenere qualche cosa come vero, con la coscienza d’ una insufficienza soggettiva e obbiettiva di tale giudizio ». Già prima Cicerone l’ aveva definita imbecillam assensionem, 8. Bonaventura assenzio anime generata ex rationibus probabilibue, ο Cristiano Wolff propositio inaufficienter probata. L'antica sofistica aveva ridotto ogni pensiero ad opinione; se la verità è l'opinione individuale, ogni cosa prende norma e valore dal soggetto; da ciò il detto di Protagora: « l’uomo è la misura di tutte le cose ». A codesto scetticismo 6’ oppose da prima Socrate, che foce consistere il vero sapere non nell’ opinione, ma nel conoscere i concetti delle cose; poscia Platone, che, mantenendo il divario tra l'opinione (δόξα) che deriva dai sensi  1795  OPP-ORD € la cognizione (ἐπιστήμη) che è data dai concetti, feco corrispondere all’ opinione i fenomeni mutevoli, ai concetti ciò che v' ha di costante nell’ avvicendarsi dei fenomeni, cioè la realtà, 1’ essenza, l’ Idea. Cfr. Platone, Zepubl., V, 477 B, 478 B, Meno 97 E; Aristotele, Met., VII, 15, 1039 b, 33; Cicerone, Tusc. disp., IV, 7; 8. Bonaventura, In lib. sontent., 3, d. 24, art. 2, 2; Cr. Wolff, Philosophia rationalis, 1732, $ 602; Kant, Krit. d. r. Vern., A 822, B 850 (v. antropometrismo, concetto). Opposizione. T. Gegensatz, Gegensetzung, Opposition; I. Opposition; F. Opposition. Una delle tre specie principali di relazioni immediate tra le proposizioni ; essa ha luogo tra le proposizioni identiche di contenuto, ma diverse di qualità, o diverse di qualità e modalità insieme, potendo essere identica ο diversa la quantità. L'opposizione può essere contraria, contradditoria ο suboontraria. Sono opposte contrarie le proposizioni universali d’identico contenuto ma di qualità opposta, e le proposizioni apodittica negativa e apodittica affermativa. Sono opposte subcontrarie le proposizioni particolari d’identico contenuto e di qualità opposta, e ngualmente le problematiche affermative e le problematiche negative. Sono opposte contradditorie quelle d’identico contenuto ma diverse di qualità e quantità, e ugualmente l’apodittica negativa e la problematica negativa, Si dicono infine opposte subalterne le proposizioni d’ identico contenuto e qualità ma di diversa quantità, e ugualmente le apodittiche e le problematiche della stessa qualità e contenuto. Cfr. Ueberweg, System d. Logik, 1874, $ 97; Masci, Logica, 1899, p. 201 segg. (v. contrappoxizione, conversione). Ordine, T. Oränung; I. Order ; F. Ordre. Una delle idee fondamentali della intelligenza. Si pnd definire come la nozione o la comprensione d'una coerenza qualsiasi, fondata sopra un rapporto quantitativo, qualitativo, meccanico o teleologico.  Il Cournot ha distinto I’ ordine logico dall'ordine razionale: il primo consiste nell’ incatenare i ORG  796  fatti secondo I’ ordine lineare, che è quello del discorso; il secondo nel mettere in luce la relazione secondo la quale i fatti, le leggi e i rapporti, oggetto della nostra conoscenza, si concatenano e procedono gli uni dagli altri.  Nella logica matematica l’ ordine seriale è l’ esistenza tra più termini d’ una relazione transitiva asimmetrica.  L’ordine della natura è l’ insieme delle ripetizioni manifestate sotto forma di tipi o di leggi dagli oggetti percepiti.  1) ordine sociale è l'insieme delle regole alle quali i cittadini debbono conformarsi, e la sottomissione dei citta dini a codeste regole. I giuristi distinguono l’ordine giuridico dall’ ordine pubblico, considerando questo come un fine rispetto al quale il primo è un mezzo; mentre, infatti, l'ordine giuridico è un sistema di condizioni che non possono non esistere in ogni società, l'ordine pubblico è un bene, che si ottiene © si mantiene solo a patto di osservare certe determinate condizioni, è quello stato di cose che rappresenta la normalità della vita collettiva di una determinata società. Cfr. Cournot, Essai sur le fond. de n. connais., 1851, $ 17, 24, 247; L. Couturat, Les principes des mathématiques, cap. II; Bergson, L’évolution oréatrice, 1912, cap. III, Le désordre et les deux ordres; A. Levi, La société et l'ordre juridique, 1911; Ardigd, Opere fil., I, 88-91; II, 263-265, 269-277. .L’organicismo è il sistema o dottrina che spiega i fatti della vita, della sensibilità ο del pensiero come pure funzioni organiche, senza ammettere l'intervento nd del principio spirituale, nè del principio vitale. Gli organicisti non riconoscono che l’esistenza della materia organizzata, provvista però di forze e proprietà che non esistono negli esseri inorganici; ogni organo è animato da una forza particolare che, componendosi con tutte le forze simili, mantiene la vita totale: la vita è U’ insieme delle forze che resistono alla morte, dice il Bichat. Questa dottrina ebbe ed ha illustri  1797  ORG sostenitori, fra oni it Bichat, Robin, Broussais © Claudio Bernard.  Nella sociologia dicesi organicismo la dottrina secondo la quale le società sono organismi analoghi agli esseri viventi, e la sociologia un ramo della biologia. Platone ο Aristotele tra gli antichi, Spinoza, Herder, Schelling ed altri filosofi della storia, raffigurarono la società come « an corpo vivente » sottoposto alle leggi indeclinabili della nascita, della crescita e della morte; il Comte e lo Spencer cercarono di dare una consistenza scientifica a codesto concetto, determinando le analogie e le somiglianze tra l’organismo individuale e quello sociale; lo Schüfie spinse l’analisi ancora più in là, e trattò addirittura della anatomia, fisiologia, psicologia, patologia e terapia del corpo sociale. Cfr. Snisset, Recherches nouvelles sur l’dme, « Rev. d. denx-mondes », 15 agosto 1862; Espinas, Les sooistés animales, 1878, Introd. ; Comte, Cours de phil. pos., 1877, t. IV, p. 172 segg.; Schüfle, ita ο struttura del corpo sociale, « Biblioteca degli economisti », serie IIT, vol. VII; A. Rey, La philosophie moderne, 1908, p. 177-78; Novicow, Les castes et la sociologie biologique, « Rev. philos. », 1900, II, 373 segg.; Bouglé, Le proods de la sociologia biologique, Ibid., 1901, Il (v. anima, materialismo, moniemo, paralloliamo, ritalirmo, meccanismo, organico). Organico. T. Organisch, Organisirt; I. Organio; F. Organique. Tutto ciò che appartiene all’ organismo; si oppone 3 inorganico, psichico, intellettuale, eco. Ad es., una malattia mentale presenta delle alterazioni organiche, come l’atrofia d’un organo o la distribuzione d’un tessuto, e dei fenomeni psichici corrispondenti, come le idee deliranti, le alIneinazioni, 900, Il concetto di organico si contrappone a quello di inorganico: infatti, sebbene i corpi inorganici e gli organici siano soggetti alle stesse leggi generali della materia, tuttavia gli elementi costitutivi dei primi o sono mescolati meceanicamente 0 entrano in combinazioni chimiche binarie, i secondi contengono principalmente comORG  798  binazioni ternarie e quaternarie con carbonio; le particelle ultime dei primi si attengono reciprocamente sia per forza di attrazione che per affinità chimica, quelle dei secondi sembrano invece combinate, sostenute, elaborate, consumate, trasformate da un agente di natura diversa di quelle inorganiche, agenti che alcuni chiamano forza organica o vitale, pure considerandola come un semplice concetto astratto, ipotetico e provvisorio. Organico si distingue infine da organizzato 9 da aggregato: sono organiche tutte le sostanze prodotte dalla vita di qualche organismo e che non esistono nel mondo inorganico (linfa, albumins, proteina, siero del sangue, ecc.); tuttavia possono essere omogenee, indivisibili, giacenti 1’ una accanto all’ altra, cioò non organizzate ο amorfe. I muscoli, i nervi, le glandole sono invece sostanze organiche e organizzate insieme, perchè in essi si ha la riunione di sostanze eterogenee in un tutto, la cui ragione sta in un tipo razionale. Infine, le particelle aggregate di un corpo inorganico esistono semplicemente le une accanto alle altre, senza cercare di riunirsi a vicenda, © senza cessare d’ essere quello che sono se separate. Cfr. Cournot, Essai sur le fond. de nos connaissances, 1851, t. I, p. 269 segg.; Eucken, Geistige Strömungen der Gegenwart, 1909, sez. B, $ 2 (v. fisiologia, generazione, cellulari teorie, duodinamismo, meccanismo, organioismo, vita, vitaliemo). Organo. T. Organ, Werkzeug ; I. Organ; F. Organe. Una doterminata unione di tessuti per una determinata funzione, della quale sono strumento; la riunione di tessuti uguali per una funzione più elevata costituisce il sistema: così si ha il teseuto nervoso, degli organi nervosi (es. il cervello) e il sistema nervoso. Quando un organo è formato di un solo tessuto dicesi semplice (es. alcune glandole) quando di più tessuti composto (es. il fegato). La riunione di tutti gli organi in un tutto, capace di vita, dicesi organismo; ora, nessun organo ha in sò la ragione della propria esistenza, ma la trae dal tutto al quale appartiene,  799  ORI perciò il fine ultimo dell’ organo non è la sussistenza propria, ma quella di concorrere al mantenimento dell’ intero organismo.  Nella logica il termine organo o organum significa trattato di logica. Gli antichi commentatori diedero questo nome ai libri logici d’Aristotele, intendendo con ciò di significare che la logica è lo strumento (ὄργανον = stromento) per la ricerca della verità. Bacone intitolò la propris opera principale Novum Organon appunto per signiticare che egli vuol contrapporre una nuova logica a quella aristotelica; oggetto di questa nuova logica è, come dice il sottotitolo, I’ interpretazione della natura ossia del regno dell’uomo (de interpretations naturae, sive de regno hominis). Kant distinse l'organo, ossia il metodo di ogni disciplina in particolare, dai canoni del pensiero in generale. Cfr. Kant, Krit. d. rei. Vern., ed. Kehrbach, p. 43; Fries, System der Logik, 1837, p. 13. Orientazione. T. Urientirung ; I. Orientation; F. Orientation. In generale, la coscienza delle relazioni spaziali del nostro corpo con gli oggetti che lo circondano, coscienza dovuta sia alle sensazioni visive, sia alle tattili, muscolari, uditive, eco.  Dicesi senso della orientasione la coscienza che hanno molti animali e alcune razze umane inferiori, della direzione da seguire per recarsi attraverso luoghi sconosciuti ad un punto noto. Questo senso avrebbe sede nei canali semicircolari dell’ orecchio, e funzionerebbe mediante avvertimenti dati dalla differenza di pressione dell’ endolinfa contenuta nei canali stessi.  Dicesi ilusione della orientasione quell’ anomalia della coscienza normale della direzione, che consiste nel mutarsi dei punti dello spazio circondante il soggetto, in modo da esser cambiato tutto il suo ambiente fisico, ma senza che sia alterata la nozione dei rapporti spaziali degli oggetti gli uni rispetto agli altri. Cfr. Cyon, Recherches sur len fonct. des oanaux »emioiroulaires, 1878; Peychol. Rer., 1897, IV, 341, 463; Hüfiding, Esquisse d’une paychologie, 1900, p. 256 ORI-ORO  800  segg.; Grasset, Les maladies do l'orientation et de Vequilibre, 1902. Origine. T. Ursprung; 1. Origin; F. Origine. In generale cominciamento, prima manifestazione d’ un fatto, qualche cosa che 6’ inizia nel tempo; talvolta però significa la ragion d’ essere di un avvenimento, il fatto elementare che ne spiega un altro. Tra i problemi tradizionali riguardanti l'origine sono da ricordarsi i seguenti: Problema dell’ ori gine delle idee: sono esse un prodotto di esperienza sensibile ο, le fondamentali almeno, fanno parte della costituzione stessa del nostro spirito e, in quanto tali, esistono a priori? Problema dell'origine della oosoiensa: è essa un attributo dello spirito, o una proprietà dell’ organizzazione evolntiva della materia organizzata, o la concentrazione d'una coscienza diffusa in tutto l’ universo? Problema del. l'origine del male: se Dio esiste, donde ha origine il male? Problema dell'origine della vita: è la vita il prodotto del semplice gioco di reazioni fisico-chimiche, o di un principio che ha natura e leggi proprie, diverse da quelle meocaniche? Problema dell'origine della specie: le specie viventi, animali ο vegetali, furono prodotte tali e quali da una creazione, e restano immutabili, ο ei trasformano in modo che rin’ unica specie sia passata storicamente dalle une alle altre? (v. idea, oosoiensa, male, vita, specie, innatismo, empiriemo, 600.). Orismologia (ὡρισμός  definizione). Trattato intorno ai vocaboli tecnici e alle espressioni proprie d’una data scienza ο arte. È sinonimo di terminologia. Orottero. La linea o il punto che congiunge i punti dello spazio che fanno imagine su punti identici delle due retine, in una data posizione dell’ occhio. L’ esistenza dei punti identici si ammette per spiegare la visione semplice degli oggetti, benchè le loro immagini si formino su ambedue le retine, ed è provata dal fatto che, se si sposta l'occhio con un dito mentre si guarda un oggetto, l’og 801  Osc-0ss getto è visto doppio. L’ orottero varia perciò a seconda della posizione degli occhi: così quando gli assi visuali si trovano sul piano orizzontale e sono convergenti, 1’ orottero è rappresentato da un circolo che passa per il punto fissato e i due centri ottici; quando invece gli assi visuali si trovano nel piano orizzontale e sono fra di loro paralleli (come allorchè si guarda il lontano orizzonte) l’orottero è rappresentato dal piano che passa per i medesimi. Cfr. Tschering, Optique physiologique, 1898 (v. binoowlare, campo, emianopsia, diplopia). Oscuro. T. Dunkel; I. Obscure; F. Obsour. Nel linguaggio cartesiano oscuro si oppone a chiaro e si distingue da confuso: un’ idea è oscura quando per essa non riusciamo a differenziare un oggetto dagli altri, è confusa quando per ossa differenziamo un oggetto dagli altri, ma non abbiamo la conoscenza degli elementi di ouf è composto. « Dico che una idea è chiara, scrive il Leibnitz, quando è sufficiente a distinguere la cosa e riconoscerla; così, se avrò un’ idea ben chiara di un colore, non mi avverrà di prendere un altro colore per quello che cerco, e, se avrò l’idea chiara di una pianta, la discernerò dalle piante consimili; e, se ciò non è, l’idea è oscura ».  Gli scolastici designavano con l’espressione obscurum per obscurius quella forma di petizione di principio, che consiste nel dimostrare ciò che è oscuro per sè con ciò che è ancora più oscuro. Cfr. Leibnitz, Nouveaux essais, 1704, 1. II, cap. 29, $ 2; Peirce, Comment rendre nos idées olaires, « Rev. philosoph. », genn. 1879. Osservazione. T. Beobachtung; I. Observation ; F. Observation. È l'atto mediante il quale lo spirito si applica a un fatto o a un insieme di fatti, allo scopo di conoscerli e di spiegarli. Si distingue dallo sperimento in quanto questo è attivo, perchè sperimentando si interviene nei fatti producendoli o modificandoli, mentre |’ osservazione è passiva, in quanto consiste nella semplice constatazione dei fatti; la distinzione però non è assoluta. Si diversifica anche dal51  Raxzorı, Dizion. di acienze filosofiche. Oss  802  l’attensione, perchè mentre in questa può mancare in quella è essenziale il desiderio di una esplicazione ulteriore del fatto osservato.  Si distinguono due forme d’osservazione: la comune, abbandonata all'esercizio degli organi di senso individuali, © la metodica, assistita da speciali mozzi che ne accrescono la portata, integrata da ragionamenti che ne svolgono il valore, conformata a regole costanti per la scelta degli oggetti e delle condizioni opportune d’ esame, controllata dai risultati ottenuti da diversi osservatori.  L'osservazione può anche essere esterna e interiore © psicologica. L'osservazione esterna è la base delle scienze fisiche ο naturali, ed è essenziale in alcune di esse, come ad es., nell’ astronomia. L'osservazione esterna deve essere metodica, cioè procedere regolarmente da nA oggetto all’altro, precisa ciod fare un giusto calcolo della quantità dei fatti, esatta ciod nulla trascurare. L'osservazione interiore © introspezione fu adoperata nello studio dei fenomeni psichiei, primamente dalla sonola scozzese, indi dagli eclettici francesi ο dagli associazionisti inglesi, ma fa combattuta da A. Comte, il quale sostenne essere assurdo che si possa nello stesso tempo essere il soggetto osservante e l'oggetto osservato. Con ciò il Comte veniva a negare la possibilità di ogni conoscenza dello spirito per mezzo della coscienza. Tuttavia codesta conoscenza à un fatto d’esperienza comune, ed oggi il metodo introspettivo, aiutato fin dove è possibile dall’ esterno, è ancora il metodo proprio della psicologia. Cfr. Senebier, L'art d'observer, 1802; Ribot, Contemporary english psychology, 1873, p. 84, 323; Sully, Outlines of peyohology, 2° ed. 1885, p. 6, 7; C. Bernard, Introd. à V étude de la med. ezpor., 1865, 1. I, cap. 1; Masci, Logica, 1899, p. 402 segg.; A. Padon, Legittimità € importanza del metodo introspettivo, « Riv. di filosofia », aprile 1913 (v. introspezione, riflessione, psicologia). Ossessione. T. Besessenheit; I. Obsession; F. Obsession. La presenza nello spirito di una rappresentazione, o d’una  803  Orr associazione d'idee, che la volontà non riesce ad allontanare se non momentaneamente, che impedisce agli stati antagonistici di presentarsi e intorno alla quale vengono a raccogliersi tutte le associazioni. Si verifica spesso nella malinconia religiosa, caratterizzata da un delirio di onsessione o di possessione, in cui l'individuo si sente circondato da demoni o tutt’ nno con essi. Secondo il Régis e il Tamburini tutte le varietà di ossessione si riferiscono ad un disturbo della volontà e si possono raccogliere in due gruppi: 1° ossessioni impuleive, in cui la volontà è lesa nella sua forza di arresto; 2° ossessioni abuliche, in oui la volontà è less nella sua energia generale di attività. Cfr. Pitres et Régis, Les obsessions οἱ les impulsions, 1902; Raymond et Janet, Les obsessions αἱ la peychasthénio, 1903; Régis, Manuel de méd. ment., 3" ed., p. 257-296; Tamburini, Riv. aper. di Fren., IX, 1883, p. 74 ο 297; Pierre Janet, Névroses οἱ idées fixes, 2* ed. 1904, cap. I. ο Ottimismo. T. Optimismus; I. Optimiem ; F. Optimieme. Vocabolo usato per la prima volta dai padri gesuiti di Trevoux nel render conto della teodicea del Leibnitz, e reso più tardi popolare dal Voltaire col suo Candide ou Poptimismo (1758). Vi ha un ottimismo naturale © un ottimismo filosofico. Il primo si può definire come là disposizione, quasi sempre innata, dovuta allo stesso temperamento, a cogliere il lato buono delle cose, a giudicare benevolmente degli uomini e degli avvenimenti. Il secondo, che ha forse le sue intime radici nel primo, è la dottrina secondo la quale sull'universo tutto va per il meglio e noi viviamo nel migliore dei mondi possibili. Esso ha una data relativamente recente nella storia del pensiero, ed è più che altro una dottrina teologica e metafisica; esso infatti consiste nello scagionare la divinità, creatrico del mondo, dell’esistenza del male nel mondo e nel dimostrare Ja necessità del male medesimo. Noi troviamo accennato, è vero, il problema dell’ottimismo in alcuni filosofi antichi e Orr  804  dell’ eta di mezzo. Così, già Platone insegnava che il Demiurgo non ha potuto creare che ciò che è più bello e più buono; Plotino che il male e il dolore non sono che specie negativo e conducono ancor meglio al bene; 8. Clemente che il male è solo azione, non sostanza (οὐσία), e che il mondo quale Dio l’ha creato è perciò originariamente buono; 8. Agostino che in quantum est, quidquid est, bonum est. Ma una trattazione compiuta del problema sotto tutti i suoi aspetti, nelle sue relazioni con l’idea di Dio, di Grazia e di Provvidenza divina ο di libertà umana non si ha che col Leibnitz. Secondo il filosofo tedesco, la continuità e l'armonia che si osservano nel mondo sono prestabilite da Dio, il quale, nell’ opera sua creativa, non ha agito a caso, ma ha scelto tra le creature possibili quelle che corrispondevano meglio al suo fine: « Dalla perfezione suprema di Dio consegue che, producendo l'universo, egli ha scelto il miglior piano possibile, nel quale esista la più grande varietà col più grande ordine; il terreno, il luogo e il tempo meglio governati; il maggior effetto prodotto coi mezzi più semplici; la maggior potenza, la maggior conoscenza, la maggior felicità e bontà nelle creatare che l'universo potesse comportare. Poichè tatti i possibili pretendendo all'esistenza nell’ intelletto divino, in proporzione delle loro perfezioni, il risultato di queste pretese deve essere il mondo attuale il più perfetto che sia possibile. E senza di ciò non sarebbe possibile spiegare perchè le cose siano avvenute così piuttostochè altrimenti ». Ma se Dio ha scelto il miglior mondo possibile, perchè esiste il male? Il male, risponde il Leibnitz, può essere metafisico, fisico o morale. Il male metafisico è la limitazione, che non può non esistere perchè ogni monade creata deve averla. Il male fisico è il dolore, che è pure necessario perchè senza di esso non csisterebbe il piacere; infatti il dolore nasce dallo sforzo per passare da uno stato all’altro, e senza questo sforzo non ci sarebbe azione © quindi nemmeno piacere,  805  Orr-P che consiste appunto nella coscienza dell’ azione. Infine il male morale è il peccato, ed è esso pure una condizione indispensabile: il peccato nasco da una rappresentazione oscura; dalla rappresentazione oscura si sviluppa la conoscenza chiara, la quale è la condizione prima della morslità; dunque, senza il peccato non esisterebbe la moralità, e quindi neanche il bene. Così Dio è pienamente giustificato. Oggi il problema dell’ottimismo ο del pessimismo ha perduto il suo primitivo significato: si è infatti riconosciuto che il bene e il male, il piacere e il dolore sono condizioni necessarie l'uno dell’ altro; che il dolore ha un officio biologico, in quanto ci avverte dell’alterazione degli organi, e ci è di stimolo al perfezionamento fisico e morale. Ad ogni modo si pud dire che la scienza moderna, essendo a base evoluzionistica, ammettendo οἱοὸ un perfezionamento indefinito della specie e della società, è essenzialmente ottimistica. Cfr. Platone, Zimeo, 30 A; Plotino, Enn., III, 2, 5; 8. Clemente, Strom., IV, 13, 605; 8. Agostino, De vera relig., 21; Id., Confess., VI, 12; Leibnitz, Prinoipes de la nat. et de la grâce, 1879; Id., Theodioea, 1710, $ 416; I. Duboc, Der Uptimiemus ala Weltanschauung, 1881;Sully, Pessimism, 1877, p. 399 segg. (v. dolore, piacere, migliorismo, pereimiemo, bene, male, armonia, teodicea). P. Nei versi mnemonici delle tre ultime figure del sillogismo categorico, questa lettera indica che la riduzione al modo della prima figura deve essere fatta mediante conversione per accidente di una delle due premesse o della conolusione ; ad es.: Darapti della terza figura si converte nel Darii della prima mediante la conversione per accidente della minore. La stessa lettera si usa nello espressioni simboliche delle proposizioni per indicare il predicato, e nelle espressioni simboliche del sillogismo per PAG-PAL  806  indicare il termine maggiore, che nella conclusione fa appunto da predicato (v. figura, modo, termini, sillogismo). Paganesimo. T. Paganismus; I. Paganism; F. Paganisme. Termine generico per indicare tutte le religi teriori al cristianesimo, o diverse dal cristianesimo, fatta eocezione però del giudaismo e dell’ islamismo. Esso ebbe origine nei primi secoli del cristianesimo, per il fatto che il politeismo romano conservava i suoi più tenaci difensori tra gli abitanti delle campagne. Ancor oggi il termine è usato spesso in senso dispregiativo, applicandosi a tutte le forme più basse della religiosità, Paleontologia. T. Palsontologie; I. Paleontology; F. Paléontologie. La scienza dei fossili. Essa ha origini recenti, da quando cioè col Convier e col Lamarck, si cominciò a riconoscere che le impronte e le reliquie di animali © vegetali estinti conservateci in stato pietrificato sono veri e propri documenti per la storia degli organismi: essi infatti ci dànno notizia della forma ο della struttura di piante e di animali, che sono gli antenati o i precursori degli organismi ora viventi, oppure linee laterali estinte. Prima invece s'era creduto che le pietrificazioni di piante ο di animali non fossero che scherzi di natura (ludus naturae) o prodotto di uno sforzo creativo (vis plastica), «ο modelli inorganici di cui si servì il Creatore prima di creare gli esseri organici. Cfr. K. A. Zittel, Geschichte d. Paläontologie, 1899 (v. cosmogonia, geologia). Palingenesi. Gr. πάλιν = di nuovo, γένεσις = generazione; T. Palingenese; I. Palingenesis; F. Palingenèse. E vocabolo proprio della filosofia religiosa e vale rinascimento, rigenerazione. Si applica tanto all'individuo, come all’umanità e all'universo. L'idea della palingenesi si trova nel fondo di quasi tutte le religioni filosofiche. Così nel bramanismo il mondo passa attraverso continue alternative di creazione e di distruzione, corrispondenti alla veglia ¢ al sonno di Brahma; in esso Vichnou rappresenta il prin 807  Par cipio della palingenesi universale, in quanto interviene in certe epoche per salvare il mondo da Civa, principio della distruzione: « Mentre Brahma veglia il mondo vive e si muove; ma quando il Dio dorme, quando il suo spirito è in riposo, l’ universo svanisce; tutti gli esseri cadono nell’inersia; essi sono dissolti nell’ anima suprema, perchè colui che è la vita di tutto l'essere sonnecchia dolcemente, privato della sua energia. Così, passando a volta a volta dal sonno alla veglia e dalla veglia sl sonno, esso fa nascere costantemente alla vita tutto ciò che ha il movimento ο tutto ciò che non l’ha; poi esso lo annienta e rimane immobile ». Nel cristianesimo l’ umanità risorge dalla sua caduta per opera di Gesù Cristo, © risorgerà tutta intera alla fine dei tempi, sotto nuovi cieli e in una nuova terra; nelle antiche religioni orientali, il male fa discendere l’nomo, dopo morto, nel corpo di nn animale irragionevole, mentre il bene può farlo in seguito salire nelle sfere luminose della felicità. L’ idea della palingenesi si trova anche nel sistema di Pitagora e più in quello degli Stoici: « L'anima razionale, dice Marco Aurelio, vaga sull’ali della speonlazione per l’ universo intero, comprende e vede che nulla di nuovo vedranno quelli che verranno dopo di noi e che nulla di nuovo videro mai i nostri maggiori, ma bensì che in un certo qual modo chi è giunto alla età di cinquant’anni, per poco ingegno che abbia, può dire di avere già visto tutte le cose passate e future, poichè esse saranno della medesima sorte ». Nei tempi moderni, Scho. penhauer ha sostenuto la rinascita degli stessi individui nell’ umanità. In Federico Nietzsche la palingenesi eterna costituisce ad un tempo la base e il coronamento della filosofia del superuomo, la grande idea che Zarathoustra annuncia da prima ai discepoli raccolti intorno a lui davanti alla caverna della montagna, e che poi rivela alle masse convocate in festa: « Tutti gli stati che questo mondo può raggiungere, esso li ha già raggiunti, e. non Par-Pa  808  solamente una volta, ma un numero infinito di volte ». Alcuni scienziati moderni, ispirandosi al principio fonda mentale della termodinamica, concepiscono la storia dell'universo come un processo ciclico di degradazioni ο di rigenerazioni della materia e dell’ energia, processo nel quale le identiche fasi si ripeterebbero eternamente a distanze immense di tempo: «Se i mondi muoiono, dice il Becquerel, è sempre per far posto a dei nuovi mondi. Diventa così possibile all'evoluzione dell’ energia, della materia, e dei mondi, di percorrere un ciclo perpetuo, un ciclo nel quale noi non vediamo nè cominciamento nd fine ». Cfr. M. Aurelio, I ricordi, 1. XI, 1; Schopenhauer, Die Welt als W. und Vorst., Reclam, suppl. VI, cap. LXI; Nietzsche, Werke, 1895-97, VII, p. 80, XII, p.122; G. Beoquerel, L’évoIution de la matière et des mondes, « Rev. scientifique», 25 nov. 1911; 8. Arrhönius, L'évolution des mondes, 1910, p. 218, 223; G. Le Bon, L'évolution des forces, 1907, p. 99 segg.: ©. Ranzoli, Il caso nel pensiero e nella vita, 1913, p. 169-1 (v. anamnesi, metempsicosi, nirvana, palingenetici). Palingenetici (caratteri). Fra i caratteri ereditari, alcuni sono dovuti alle condizioni di sviluppo o all’adattamento all'ambiente esterno, che si manifestano negli individui di una data specie; altri invece sono dovuti ad una trasmissione abbreviata o semplificata, e partecipano delV intima organizzazione dell'individuo e della specie: i primi si dicono cenogenetici, i secondi palingenetici. La denominazione è stata proposta dall’ Haeckel. Cfr. Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 107, 193 (v. filogenesi, variabilità). Pampsichismo. T. Panpeychismus; I. Panpsyohiem; F. Panpsychisme. Ha due significati fondamentali. In senso stretto, è la dottrina filosofica secondo la quale la coscienza o psiche non è proprietà dei soli organismi superiori, ma è comune a tutta la materia. Fra i moderni, il principale sostenitore di codesta dottrina è Ernesto Hae 809  Pam ckel, il quale considera ogni atomo materiale come provvisto di un’anima costante: dalle combinazioni multiple di questi atomi si formano le anime-molecole, e le anime dei protoplasma molecolari, organiche, da cui risultano le anime-cellule ; per tal modo tutta la natura è cosciente, sia l’organica che l’inorganica. Questa forma di pampsichismo si riconnette all’ iloroismo dell’antica scuola ionica. In senso largo, ma con significato polemico, si adopra come sinonimo di monismo epiritualistion ο idealiemo realistico, 9 indica perciò tutti quei sistemi filosofici che considerano la materia come un complesso di fenomeni psichici, sppoggiandosi sia sopra il concetto della subbiettività delle qualità della materia, sia sopra 1’ impossibilità di concepire il mondo se non per analogia con noi stessi, cioè col nostro spirito. Così il Guastella definisce come pampsichismo ogni sistema « che afferma che la materia non esiste, ma che tutto è spirito; che ciò che ci apparisco come mondo materiale non è in sò stesso che un mondo di esseri psichici; che non vi hanno in realtà particole di materia e movimenti, ma in luogo di essi spiriti e fenomeni psichici ». Inteso in questo senso, il pampsichismo ha lo stesso punto di partenza dell’ilozcismo, in quanto entrambi identificano la forza fisica con la psichica; ma mentre questo fa dello spirito una proprietà costante della materia, il pampsichismo aggiunge che la materia è una apparenza, e il realo non è che lo spirito. Si distingue anche dall’ idealismo soggettiro © dal fenomenismo, sppunto perchè, lasciando agli oggetti materiali un’ esistenza indipendente, afferma che non sono materiali che in apparenza, mentre in realtà non sono che spirito. Quests forma di pampsichismo ha, a differenza della prima, un posto assai largo nella metafisica moderna, sopra tutto nel periodo più recente, per la cresciuta coscienza delle difficoltà del realiamo comune ; esso è ammesso da Leibnitz, Schopenhauer, Maine de Biran, Rosmini, Gioberti (nella seconda forma della sua filoPan  810  sofia), Lotze, Want, Clifford, Wallace, Taine, eco. Cfr. Haeckel, Naturliche Sohopfungageschiohte, 1889, p. 20 segg.; in C. r. del Congrès de Phil. de Genève, 1904, C. A. Strong, Quelques considérations sur le panpeychieme, Th. Flournoy, Le panpsychisme ; Guastella, Filosofia della metafisica, 1905, t. I, p. 144 segg. (v. coscienza, anima, monismo, peicologia cellulare). Panenteismo. Gr. x2v= tutto, iv = in, θεός = Dio; T. Panentheismus; I. Panentheiem ; F. Panenthéieme. Vocabolo creato dal Krause per denominare la propria dottrina, che cercava di conciliare il teismo col panteismo. Per il Krause il mondo non è che lo svolgimento dell’ ossenza divina impressa nelle ideo; ma queste idee sono l’autointuizione dalla più alta personalità, in quanto l’essere di Dio non è ragione indifferente, ma il principio personale del mondo. Al pari dello Schelling, egli considera tali anche le forme del complesso sociale ο il cammino della storia. Oggi il termine panentoiemo si adopera per indicare in genere quelle forme di panteismo, in cui la sostanza divina è concepita come avvolgente il mondo, che ne è contenuto. Cfr. Krause, System der Philosophie, 1828. Pangenosi. T. Pangenesis ; I. Pangeneris; F. Pangenèse. L'ipotesi con cui il Darwin spiega la trasmissione ereditaria ο eredità dei caratteri. Da tutte le cellule dell’ organismo vivente, che sono unità biologiche, si staccano dei granuli minutissimi, detti gemule, le quali, per la loro affinità reciproca, si riuniscono e si accumulano negli elementi sessuali. Codeste gemule, trasmesse alle generazioni immediate, si sviluppano e si evolvono così da costituire le cellule, i tessuti, gli organi, o, in una parola, i nuovi individui; in tal caso si ha l’eredità immediata. Se invece le gemule rimangono latenti per un corso più o meno lungo di generazioni, nascoste, a così dire, nelle profondità degli organismi, sviluppandosi poi nelle generazioni venture, si ha l’eredità atavica o atavismo. Cfr. Darwin,  811  Pax Animals and Plants under Domestication, 1. II, cap. XXVII; W. K. Brooks, The law of heredity, 1883 (v. eredità, endogenesi, porigenesi, panmizia, germiplasma). Panlogismo. T. Panlogismus ; I. Panlogiem; F. Panlogisme. Appellativo dato a quei sistemi filosofici, che identificano, come lo stoico e l’hegeliano, il pensiero con l’essere, la ragione (λόγος) col tutto (πᾶν). Il vocabolo fu creato da J. E. Erdmann per denominare appunto In dottrina di Hegel « che non pone nulla di reale se non la ragione; all’ irrazionale non accords che una esistenza transitoria, che si sopprime da sò stessa ». Cfr. Erdmann, Geschichte d. nou. Philos., 1853, t. III, parte 2°, p. 858 (v. logos, noo, io, panteirmo). Panteismo. T. Pantheismus; I. Pantheiem; F. Panthéime. Il termine panteisti fa usato la prima volta da Toland nel 1705; il termine panteismo non si trova che nel 1709, nel suo avversario Fay. Il panteismo è la dottrina filosofica che identifica la divinità col mondo, e concepisce l'uno e il molteplice, il finito ο l'infinito, la natura natarata ο la natura naturante come due aspetti differenti ma inseparabili di un essere unico, dell’ essere divino. Però questa identificazione di Dio col mondo sostenuta dal pantelsmo, non va intesa in senso assoluto, come accade volgarmente. Il panteismo filosofico distingue Dio dal mondo, in quanto il primo è uno, è il principio dell’ unità delV universo, mentre il secondo è molteplice, è una totalità di elementi diversi; in altre parole, quello è l'essenza, questo il fenomeno, quello l’ universale, questo la collezione dei particolari. Della nozione volgare del panteismo scrisse Hegel: « Comunemente si ha del panteismo questo concetto: che Dio sia tutte le cose, il tutto, 1’ universo, codesta somma di tutte lo esistenze, codesta infinita molteplicità delle cose finite, e si fa alla filosofia il: rimprovero di affermare che ogni cosa è Dio, cioè 1’ infinita varietà delle cose singole, non I’ universo in sò e per sè, ma le Pan  812  cose individuali nella loro esistenza empirica, come esse sono immediatamente.... Ma questo fatto (ossia) che una qualche religione abbia insegnato tale panteismo, è completamente falso; non è mai capitato a nessun uomo di dire: tutto è Dio, cioè (Dio è) le cose nella loro individualità e contingenza; tanto meno ciò è stato affermato in qualche filosofia... Lo spinozismo stesso, come tale, © anche il panteismo orientale, insegnano che in tutte lo cose il divino non è che I’ universale del loro contenuto, l'essenza delle cose, ma in modo che questa essenza à rappresentata come essenza determinata delle cose stesse >. Il panteismo si distingue quindi tanto da quei sistemi che considerano la sostanza divina come distinta dalla sostanza del mondo (ereasionismo, dualismo), quanto da quelli che pongono una o più divinità personali (teismo, monoteismo, politeismo), quanto infine da quelli che negano |’ esistenza della divinità (ateismo). Va notato però che, storicamente, il panteismo si allea talvolta con qualcuna delle dottrine ora nominate; così lo stoicismo, nella sua fase eclettica, accoglie il politeismo della credenza popolare, ammettendo una schiera di divinità inferiori, emananti dall’ unica forza divina universale, considerate como organi intermedi e che, ciascuna nel proprio campo, rappresentavano la forza vitale ο la provvidenza della ragione universale; e nel panteismo logico di Scoto Eriugena, il mondo è Dio svoltosi nel particolare, con un processo degradante di universalità logica, per cui da Dio procede anzitutto il mondo intelligibile come Natura, che è creata © che crea, © il regno degli universali, delle idee, che formano le forze attive nel mondo sensibile dei fenomeni. Il panteismo assume due aspetti diversi: l’orientale, che immerge Dio nel mondo e lo concepisce come riposo, come essere; l’occidentale, che im- merge il mondo in Dio e lo concepisce come movimento, come processo. Si distinguono ancora: il panteismo matertalistico, per il quale è la semplice materia dell'universo, con  813  Pax le sue forze, la sua vita, il suo pensiero come prodotto dell'organismo, che costituisce l’ Uno-Tutto, Dio; il panteismo idealistico, che risolve ogni cosa, tempo, spazio, materia, forza, divinità, in oreazioni dello spirito; il panteismo sostanzialistico, che afferma l’esistenza di un potere spirituale operante nella forma materiale, potere infinito ed eterno che è la ragione di tutto. Fra i più importanti sistemi panteistici, sono da annoverarsi: 1° lo stoico, che considera 1’ universo come un vasto organismo penetrato în tutti i sensi da una sostanza eterea finissima, che è ad un tempo la ragione seminale da cui tutti gli esseri sono usciti, 1’ anima del mondo, la divinità; 2° l’alessandrino, secondo il quale Dio, che è P’Ente primo e |’ Uno, genera la mente, da cui emana l’Anima universale, che a sus volta produce le anime individue in lei contenute, e tutte le parvenze del mondo materiale; 3° lo spinosiano, in cui il pensiero e l'estensione non sono che due attributi di una sola sostanza infinita, Dio, cosicchè le anime e i corpi, e ciascun fenomeno di quelle e di questi, non sono che modi di codesti due infiniti attributi di Dio e ne esprimono in diversi aspetti l'essenza; 4° l’Aegeliano, in cui l'assoluto, il tutto, la divinità, è l’Idea, che per un processo di eterno divenire si sviluppa prima come potenza o germe, poi come natura, infine come spirito cosciente. Cfr. Eucken, Geschichte d. philos. Terminologie, 1879, p. 94; Hegel, Vorlesungen über die Philos. d. Religion, 1840, p. 94; C. E. Luthardt, The fundamental truths of Christianity, , p. 65; R. I. Wilbeforce, The doctrine of the Holg Eucharist, 1853, p. 423; J. M. Cosh, The intuitions of the mind, 1882, p. 449452; Jaesche, Der Pantheismus nach s. Hauptformen, 1826; "Schuler, Der Pantheismus, 1884; F. Hoffmann, Theismus und Pantheismus, 1861; C. Ranzoli, Il linguaggio dei filosofi, 1911, Ῥ. 155-174 (v. assoluto. panenteismo, emanazione, panlogiemo). Pantelismo s’adopera talvolta per designare la dottrina di Schopenhauer, la quale considera la forza come l’essenza dell’essere e identifica la forza stessa con la volontà; questa volontà cosmica è da principio incosciente e cieca, ma obbiettivandosi via via nelle gerarchie degli esseri sempre più perfetti, giunge infine alla piena coscienza di ad, cioè all’uomo. Si può adunque dire che l’essere è un voler essere. « La finalità, dice lo Schopenhauer, deriva essenzialmente dalla volontà, © poichè la volontà è il fondo d’ogni essere vivente, poichè ogni corpo organizzato non è che la volontà divenuta visibile, ne viene che codesta volontà è coestensiva all’ essere stesso, gli è interiore, immanente. La nostra meraviglia alla vista della perfezione infinita e alla finalità delle opere della natura, deriva da ciò, che noi le consideriamo come consideriumo le nostre proprie opere.... Ma le opere della natura sono invece una manifestazione immediata, e non mediata della volontà. Qui la volontà agisce nella sua natura primitiva, senza conoscenza; la volontà e l’opera non sono separate da alcuna rappresentazione intermedia; esse sono una cosa sola ». Il Guyau propone di sostituire la parola panteliemo a quella di feticiemo per designare quella fase psicologica della evoluzione del sentimento religioso, in cui 1’ uomo concepisce il mondo come una società simile alla sua, proiettando in esso la propria volontà ed intenzioni. Cfr. Schopenhauer, La rolonté dans la nature, trad. franc. 1836, p. 59; A. Guyau, Z’irreligion de l'avenir, 1887; F. De Sarlo, Metafisica, scienza 6 moralità, 1898. Parabulia. Stato anormale della volontà, che si verifica in alcune malattie mentali. Si distingue dall’abulia perchè il volere non è totalmente abolito, ma incerto, vacillante, imperfetto. Però alcuni psicopatologi preferiscono riunire sotto l’espressione di parabulie ooatte tutte le anomalie del volere, distinguendole poi in due gruppi: 1° parabulie coatte impulsive, costituite da impulsi irresistibili contro i quali l’individuo sente la propria volontà impotente, e ai quali cede spesso a malincuore (dipsomania, clep 815  Par tomanis, onomatomania, ecc.); 2° perabulia coatta inibitoria, costituita dall’impossibilità di decidersi ad una azione volontaria ο ad eseguirla, pur volendola interiormente ο mentalmente. Cfr. Kraft-Ebing, Lehrbuch d. gerichtlichen ‚Psychologie, 83 ed., 1892; Ribot, Maladie de la personnalité, 2° ed., cap. II Paradigma (δείκνυµι  mostrare). Si adopera talvolta come sinonimo di arohetipo per designare le idee platoniche, esemplari o modelli immutabili e perfetti di oui le cose singole non sono che imitazioni imperfette e transitorie. Dicesi paradigma logico quella figura di cui si serve la didattica per rappresentare in modo concreto e preciso un lavoro mentale, così da averne una intuizione diretta altrimenti impossibile. Paradosso. Gr. παρά  contrario a; δόξα  opinione; T. Paradoze, Paradozon ; I. Paradox; Y. Paradoze. Un’ affermazione 0 una negazione recisa e di solito indimostrata, che contrasta colla verosimiglianza, colle credenze del maggior numero e col così detto senso comune. Il paradosso può quindi racchiudere una verità; esso si distingue dal sofiema, che è un ragionamento falso rivestito dei lenocini dell’arte col fine di farlo accettare come vero; e dal paralogisma, che è un ragionamento involontariamente scorretto e che può anche condurre ad una conclusione vera.  Dicesi paradosso del Cournot la dottrina del caso del Cournot, in quanto essa, riducendo il caso ad un incontro ο coincidenza di serie causali non solidali tra loro concilia la necessità © la libertà, il determinismo e la contingenza.  Nella psicologia dicesi eccifamento paradosso il fenomeno consistente in ciò che, in alcune zone della pelle, il contatto dei punti pel freddo coll’ estremità di un cono metallico riscaldato, produce sempre non dubbie sensazioni di freddo, che aumentano con l’elevarsi della temperatura del cono al di sopra della temperatura media del corpo; paradosso ottico di estensione il fatto che, se le due metà perPar  816  fettamente uguali d’una linea retta orizzontale sono divise da linee angolari rivolte all’esterno nella prima metà della retta e all’interno nella seconda metà della stessa, la prima metà sembra più lunga e la seconda più breve. Cfr. Kiesow, Archiv fur ges. Payohol., 1906; Botti, R. Acc. delle scienze di Torino, 1908-909; A. Pegrassi, Illusioni ottiche, 1904; P. Bellezza, Dell’uso della voce « paradosso » specialmente nol linguaggio scientifico, « Riv. rosminiana », V, 1912; Max Nordau, Paradossi, trad. it. 1913, Prefazione. Parafasia o paralalia. Si distingue dall’ afasia in quanto la memoria motrice della parola non è perduta completamente ma soltanto turbata, cosicchè l'individuo, pur potendo parlare, adopera i vocaboli impropriamente, pronunziando a stento e interrompendosi frequentemente. Cfr. Ch. Bastian, Le cerveau organo de la pensée, 1888, vol. II, p. 245 segg.; G. Saint-Paul, Le langage intérieur et les paraphasies, 1904 (v. amnesia). Parallelismo psico-fisico. T. Peyohophysicher Paraltelismue ; I. Psychophysioal Paralleliem ; F. Parallélieme peycho-phytique. Dottrina psicologica per cui si pongono in relazione puntuale le due serie dei fatti psichici e fisici (fisiologici), cosicchè ad ogni elemento della serie psichica corrisponde una particolaremodalità di movimento. L'espressione sembra sia stata usata la prima volta dal Fechner: der Paralleliemue des Geistigen und Körperlichen der in unteres Ansicht begründet liegt (il parallelismo dello spirituale e del corporale che trova il suo fondamento nella nostra visione delle cose). Del resto, il concetto d’ una corrispondenza delle due funzioni c'è giù nell’occasionalismo, quantunque fatto psichico © fatto psichico non siano causa Puno dell'altro, ma pura occasione: Toute l'alliance de Vesprit οἱ du corps, dice Malebranche, qui nous est connue, consiste dans une correspondance naturelle et mutuelle des pentes de Véme aveo les traces du cerveau, οἱ des émotions de T'âme ateo les mouremente des esprito animaux. Anche nella  811  Par dottrina leibnitziana dell’armonia prestabilita è contenuto il concetto di un parallelismo tra spirito e corpo: omne corpus est mons momentanea, seu carena recordatione. Più osplicitamente tale concetto esisteva già nella filosofia di Spinoza, che pensiero ed estensione, spirito e materia considera come due attributi paralleli di una sola e medesima sostanza: sive naturam sub attributo extensionis, sive sub alio quocumque concipiamus, unum oumdemque ordinem, sive unam eandemque causarum connezionem, hoc est casdem res invicem sequi reporiens. Questa relazione tra le due serio di fatti ο di realtà è un dato dell'esperienza, la quale ci mostra che ovunque si abbia sistema nervoso si ha coscienza, mancando il sistema nervoso manca la coscienza, sviluppandosi il sistema nervoso si sviluppa la coscienza, variando o alterandosi il sistema nervoso varia ο si altera la coscienza. Per questo suo carattere empirico, la dottrina contemporanea del parallelismo psico-fisico si distingue dal parallelismo metafisico, spinoziano, che importa non solo la concomitanza costante tra i fenomeni psichici e certi fenomeni fisici, ma ancora: 1° che ogni fatto fisico ha un concomitante psichico e viceversa; quindi non vi ha corpo senza spirito nè spirito senza corpo, ma tutto è animato, ogni cosa vive, sente e pensa; 2° che il fisico e il psichico sono, come dice Spinoza, due espressioni differenti di una sola e stessa cosa, cosicchè la serie fisica e la serie psichica non si corrispondono soltanto pei loro rapporti di concomitanza costante, ma fra i termini delle due serie vi ha, insieme alla loro differenza, una identità parziale, come se fossero modellati sovra un tipo comune, che entrambi rappresentano, quantunque ciascuno in modo diverso. Invece l’attuale parallelismo psico-fisico importa: 1° 1 wmilateralità del rapporto, per cui, se al fatto psichico è concomitante sempre ¢ necessariamente il fatto fisico, al fatto fisico non è sempre nè necessariamente concomitante il fatto psichico; 2° il principio o assioma d’eterogeneitä, che si può 52  Ranzott, Dizion. di scienze filosofiche. Par  818  enunciare così: i corpi e lo spirito, la coscienza e il movimento molecolare del cervello, il fatto psichico e il fatto fisico, pure essendo simultanei, sono eterogenei, disparati, irreducibili, invincibilmente due. Altre dottrine si hanno se invece si considera l’una o l’altra delle due serie como funzione variabile indipendente o dipendente dell’ altra. Se la funzione indipendente è la fisica, la dottrina dicesi materialismo psico-fisico, di cui i principali rappresentanti sono lo Ziehen e il Mach, © cui fanno anche adesione molti psico-fisiologi francesi e italiani. Si distingue dal vecchio materialismo in quanto, a differenza di esso, ammette la irreducibilità del fenomeno psichico al fenomeno fisico, nonostante la dipendenza. In questi ultimi tempi molte e gravi critiche furono rivolte contro il parallelismo, specie " da parto delle nuove scuole idealistiche. Uno dei più importanti argomenti portati contro di esso è la discontinuità della vita psichica e l'impossibilità di abbracciare causalmente il passaggio da percezione a percezione, anche con la più larga applicazione delle rappresentazioni inconsoie. Cfr. Fechner, Über die Seelenfrage, 1861, pag. 210; Id., ZendAvesta, 1. II, cap. XIX; Malebranche, De la rech. de la vérité, 1712, 4. II, 5; Leibnitz, Theoria motus abetracti, 1671, IV, 230; Spinoza, Ethica, 1. II, teor. VI, VII; Wundt, Grundries der Psychologie, 1896, p. 373 segg.; F. Jodl, Lehrbuch d. Paychol., 1896, p. 57 segg.; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 63-90; Bergson, Le parallélisme prychophysique et la métaphysique positive, « Bulletin de In Soc. frangaise de philos. », giugno 1911; Villa, La psicologia contemporanea, 1899; C. Guastella, Filosofia della metafisica, 1905, t. II, p. 360 segg.; L. Chiesa, Il parallelismo prico-fisico 9 de sue interpretazioni nelle diverse scuole filosofiche, « Riv. stor. crit. scienze teolog. », 1908, p. 25-56; Eisler, Der prycho-physioche Paralleliemus, 1894 (v. anima, dualismo, materialismo, moniemo, spiritualiemo, psicologia, funzione, infuso fisico, ecc.).  819  Par Paralogismo. T. Paralogismus; I. Paralogiem; F. Paralogisme. Ragionamento scorretto, cho si usa talvolta como sinonimo di sofiema, ma che in realtà se ne distingue perchè, mentre il sofisma consiste in un ragionamento falso a cui si cerca dare l’ apparenza del vero, e di far accettare come tale, il paralogismo è invece un errore involontario, che deriva da ignoranza, da difetto di riflessione o di raziocinio, o semplicemente da distrazione. Questa distinzione non esisteva in greco, dove παραλογισμός e παραλσγίζεσθαι sono usati spesso in senso cattivo. Il Masci ritiene invece che la distinzione poteva avere importanza pei Greci, presso i quali fiorì I’ arte del falso ragionamento (Sofistica), ma non ne ha alcnna dal punto di vista logico; perciò egli adopera la parola sofisma per indicare il genere, la parola paralogismo per indicare quella specie di sofismi che dipendono non dalla falsità materiale dello premesse, ma dal cangiamento del significato ο del valore dei termini nel procedere da essi all’illazione. Kant, in quella parte della Critica della ragion pura che tratta della Dialettica trascendentale, chiamò paralogismo trascendentale quello per cui la psicologia razionale, dall'unità dell’io-soggetto considerato come uno rispetto alla molteplicità dei propri oggetti, conclude alla unità, considerata come reale ed assoluta, del1’ io-sostanza. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 365 n; Kant, Κι. d. reinen Vern., A 341-405, B 399-427 (v. dottrina). Paramnesia. T..Paramnesia; I. Paramnesia ; F. Paramnesie. Anomalia della memoria, in cui 1’ ignoto appare noto e si riconosce come già veduto ο sentito ciò che in realtà si vede e si sperimenta per la prima volta. Consiste dunque in un falso riconoscimento ed è l'opposto dell’ oblio, in cui il noto appare ignoto. Essa può verificarsi tanto nello stato anormale che nel normale: negli alienati, infatti, accade spesso che per settimano, per mesi ed anche per anni persistono sempre nell’ idea di trovarsi in circostanze nelle quali per l’addietro s'erano già trovati, e di Par  820  essere anzi in istato di poter predire ciò che dovrà accadere. Ma anche nella vita normale, specie nella gioventù, avviene spesso che in qualche congiuntura ci si imponga improvvisamente l’idea di esserci già trovati nelle identiche circostanze, e a questa idea e’accompagni il presentimento oscuro di ciò che forse accadrà. Codesti fenomeni furono spiegati in vari modi: o che si confonda il simile con l’identico; o che si ridesti una imagine da noi ricevuta durante uno stato di subcoscienza o di incoscienza, la quale quindi non produsse in quel momento che una modificazione fisiologica, o che l’imagine stessa si sia avuta nel sogno. Cfr. Ribot, Maladies de la mémoire, 1885, p. 149153; Revue philosophique, serie di articoli nel 1898, 1894 ; E. Bernard-Leroy, L’illusion de fausse reconnaissance, 1898; G. Pontiggia, Ricerche intorno al fenomeno della paramnesia, 1899; G. Fanciulli, Intorno al falso riconoscimento, in « Cultura filosofica », 1907 (v. amnesia, incosciente, memoria, riconoscimento). Paranoia. T. Paranoia; I. Paranoia; F. Paranoia. Termine creato dal Vogel (1772) e ripreso dal Kahlbaum (1863), per denominare una forma di monomania affettante specialmente l'intelligenza. Oggi, in grazia specialmente del Kraepelin, per paranoia s'intende una psicosi costituzionale degenerativa, caratterizzata dal sorgere lento e graduale di un sistema di idee deliranti e durature, senza passaggio a demenza. Da essa si distinguono gli stati paranoidi, costituiti da deliri simili ai precedenti ma accompagnati da allucinazioni e terminanti in demenza. Sotto il nome generico di paranoia si comprendono dagli psichiatri numerose forme di alienazione mentale, come la paranoia originaria, rudimentaria, primaria e secondaria, cronica, erotica, religiosa, alcoolica, semplice, allucinatoria, persecutoria, senile, ecc. Le idee deliranti del paranoico hanno generalmente origine da fatti veri, da osservazioni reali, falsamente interpretate e combinate dall’ ammalato. Cfr. Wer 821  Par ner, Die Paranoia, 1891; Kraft-Ebbing, Lehrbuoh der Paychiatrie, 1879; Ziehen, Peyohiatrie, 1894, p. 341 segg.; Morselli e Buocola, Paszia sistematiszata, 1883; Tanzi e Riva, Paranoia, 1884; Amadei e Tonnini, La paranoia e le sue forme, « Archivio it. per le malattie nervose », 1884. Parassitismo. Il significato di questa parola, alla quale alcuni preferiscono l’espressione di simbiosi antagonistica, non è ancora ben precisato nelle scienze biologiche. In generale, il fenomeno del parassitismo può considerarsi come una specie di associazione forzata, vantaggiosa per uno solo dei componenti, il paraesita, dannosa per l’altro, cioò l'ospite, alle spese del quale il parassita vive, senza però determinarne la morte immediata. Alcuni animali sono parassiti soltanto in qualche stadio della loro vita, altri invece per tutta la vita; in questi ultimi si osserva sempre un degradamento dell’ organismo in confronto degli animali liberi, appartenenti ai medesimi gruppi. I parassiti che vono sulla superficie dell’ ospite diconsi ectoparassiti, quelli che vivono nel sup interno endoparassiti. Cfr. Espinas, Les societés animales, 1878 (v. mutualiemo). Parestesia. Stato anormale della sensibilità (rapà = anormalmente), da non confondersi colla paresia (paralisi parziale). Quando la parestesia riguarda i sensi specifici, prende nomi diversi: se riguarda l’odorato dicesi parosmia, se il tatto parafia, se l’udito paracusia, se il gusto parageusia. Parlamentari (sofismi). Nome dato dal Bentham ad una specie di sofismi, che sono usati spesso nelle discussioni parlamentari, per far trionfare interessi di partito. Tali sono i soflemi d’ autorità, di confusione, di pericolo e di dilazione. Cfr. Bentham, Essai sur la taotique des assomblées legislatives, 1815. Parola interiore. T. Innere Rede; I. Inner Speech; F. Parole intérieure. Espressione divenuta comune dopo il libro di Vittorio Egger, che reca appunto questo titolo. Essa indica il fatto generale del pensiero che si presenta alla coPar  822  scienza sotto forma d’imagini uditive, o uditivo-motorie, formante parole o frasi che la parola esteriore ripete con più o meno fedeltà. La parola interiore è in tal modo una fase intermedia tra la parola sonora e il pensiero mnto, e scorre ora più ora meno veloce. Secondo l'Egger essa è propria di tutti gli uomini normali, ed è continuativa in ciascuno d’essi; ma molti psicologi contemporanei sono d’opposto avviso. Cfr. V. Egger, La parole intérieure, 1881: Ballet, Le langage intérieur, cap. V, 1886; Baldwin, Internal speech and song, « Philos. Review », luglio 1893; G. SaintPaul, Le langage intérieur et les paraphasies, 1904; Morselli, Manuale di semejotica, II, p. 438 segg. (v. endofasia). Parsimonia (legge di). T. Prinzip der Sparsamkeit; I. Law of parsimony; F. Loi de paroimonie. Detta anche legge @economia, ο del minimo sforzo, o dell'azione minore. Essa si verifica tanto nel mondo inorganico, come nell’ organico ο nel superorganico. Tutti i fini della natura si attuano infatti coi mezzi più semplici, con quelli che esigono cioè la minore quantità sia di materia che d’ energia, e quindi di tempo. La sua prima formulazione, con valore epistemologico, si fa risalire a questa formula di Occam: entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. Galileo ne fece largo uso e l’espresse con queste parole: « La natura non opera con molte cose quello che può operare con poche ». Tra gli scienziati contemporanei, il Mach le dà un valore fondamentale: « La scienza può essere considerata come un problema del minimum, che consiste nell’ esprimere i fatti nel modo più perfetto possibile col più piccolo dispendio di pensiero ». Ugual valore le attribuisce anche l’Avenarius, che riduce tutto lo sviluppo della conoscenza al principio della parsimonia o del minimo consumo d’energia, così formuluto: l’anima non impiega in una percezione più forza di quella che kia necessaria, e, quando si trova innanzi a una pluralità di percezioni, dà la preferenza a quella che con uno sforzo minore produce lo stesso effetto,  823  Par © con uno sforzo uguale produce un effetto maggiore. Nella psicologia comparata la legge di parsimonia dicesi anche principio del Morgan: secondo esso non si devono spiegare le reazioni di un animale con una facoltà psichica superiore (ad es. intelligenza, ragione), quando per giustificarle basta riferirle ad una capacita psichica meno elevata nella gerarchia delle funzioni mentali. Cfr. Galileo, Opere, VII, 143; Leibnitz, Discours de métaphysique, 1686, $ VI; Avenarius, Philosophie als Denken der Welt gemäss dem Princip des kleinsten Kraftmaasses, 1903, p. 3 segg.; E. Mach, Die Mechanich, 3% ed., p. 480; L. Morgan, dn introduction to comparatire psychology, 1884, p. 53; E. Claparède, Arch. de psychologie, giugno, 1905 (v. empiriocritioismo, tpotesi, leggo). Partenogenesi (παρθένος = vergine, γένερις = generazione), Fenomeno assai raro, che consiste nel riprodursi di certi animali per uova non fecondate, sia per accidente sia con regolare periodicità. Certi artropodi, ad es., sono partenogenetici durante I’ estate, mentre nell’ autunno depongono uova fecondate. Cfr. Y. Delage, Structure du protoplasme, Biol. gen.. 1895. PARTICOLARE è ciò che conviene ad alcuni individui o ad alcune cose. Si oppone a universale, che è ciò che conviene senza eccezione a tutti gli individui o a tutte le persone. Si distingue da individuale, che è ciò che appartiene ad un solo individuo, e da speciale, che è ciò che appartiene ad una specie. Il giudizio particolare è quello il cui soggetto è preso solo con una parte della sua estensione. Insieme con I’ universale e con I’ individuale è contenuto sotto il rispetto della quantità. Il suo valore muta a seconda che la parte di estensione in cui à preso il soggetto è deterja (molti A sono B  pochi À sono B) o indeterminata (alcuni 4 sono B). Nel primo caso può essere un giudizio di limitazione, o di eccezione di un giudizio universale (soltanto alcuni 4 sono B), oppure un giudizio induttivo che prepara Par-Pas  824  un giudizio universale (almeno alouni 4 sono B). Cfr. Eucken, Geschichte d. phil. Terminologie, 1879, p. 54; Masci, Logica, 1899, p. 175 segg. Parti-parziale. Nella dottrina di Hamilton sulla quantifleazione del predicato, si dicono così quelle proposizioni in cui tento il soggetto come il predicato sono presi in parte della loro estensione. Possono essere tanto affermative es.: alcune figure equilatere sono (sleuni) triangoli -quanto negative, ad es.: qualche triangolo non è (qualche) figura equilatera, Cfr. Hamilton, Leotures on logio, 1860, Append. II, 283. Parti-totale. Nella dottrina dell’ Hamilton sulla quantificazione del predicato, si dicono così quelle proposizioni in cui il soggetto è preso in parte della sua estensione, il predicato in tutta l'estensione. Possono essere tanto affermative es.: alcune figure sono (tutti i) triangoli quanto negative, ad es.: qualche figura equilatera non è (nessun) triangolo. Cfr. Hamilton, Lectures on logio, 1860, II, 283. Parusia. Gr. παρεῖναί = essere presente; T. Parusie ; I. Parousia; F. Parousie. Termine usato da Platone per esprimere i rapporti tra I’ essere assoluto 0 essenza e il mondo sensibile; esso sta in stretta relazione con la partecipazione ο metessi (µάθεξις) © la coinonia (κοινωνία). Fu adoperato anche da Plotino per esprimere le relazioni del‘Vanima col corpo: mediante la parusia l’ anima anima e pervade il corpo senza confondersi con esso. Cfr. Platone, Polit., 509; Plotino, Enneadi, VI, 4, 12. Pasigrafia. Lingua universale ed uniforme per tutte le scienze, vagheggiata dal Leibnitz, che usava anche a tale riguardo l’ espressione di caratteristica unirersale © are combinatoria. In codesta lingua scientifica ogni concetto doveva essere rappresentato da un simbolo grafico, ed ogni flessione, relazione, particella da un segno. Cfr. Leibnitz, De arto combinatoria, , Nouveaux Essais, IV, cap. VI, $ 2.  825  Pas io al limite, È un'applicazione particolare del metodo induttivo delle rariazioni concominanti. Quando una lunga serie di esperienze intorno a determinati fenomeni, che variano correlativamente in modo parallelo, ha autorizzato a credere che tali variazioni non hanno limite, si può conchiudere anche al di là dei limiti segnati dall esperienza. Così la legge d'inerzia si considera come vera, quantunque I esperienza non ci dia esempio di nessun movimento il quale, non incontrando alcun ostacolo, continui indefinitamente nella stessa direzione e colla stessa velocità. Secondo il Mill si può conchiudere col metodo del passaggio al limite solo quando si conoscono le qualità assolute dei fenomeni che variano correlativamente, © si sappia che il variare dell’ effetto dipende soltanto dal variare della causa. Cfr. J. Stuart Mill, À system of logio, 1865, 1, ο. 8 segg. Passione. T. Leidenschaft, Affekt; 1. Passion; F. Passion. Non è che una emozione divenuta irresistibile e persistente: ad es. la panra non è che una emozione, l’ avarizia è una passione. Essa è costituita da un’ idea predominante e da speciali movimenti organici. Così per Cartesio le passioni si possono definire come « percezioni ο sentimenti o emozioni dell’anima che si riferiscono particolarmente ad essa © che sono prodotte e conservate e rafforzate da qualche movimento degli spiriti animali ». « L'impressione che viene chiamata stato passivo dell’anima, dico Spinoza, è un’ idea confusa per la quale l’anima afferma la forza di esistere, vale a dire la potenza di agire, maggiore o mirlore di prima, del proprio corpo o di una delle sue parti, e che essendo data, determina l'anima a pensare una speciale cosa piuttosto che un’altra ». Condillac la definisco un desir qui no permet pas d'en avoir d'autres, ou qui du moine est le plus dominant. Helvetius: les passions sont dane la moral ce qui dans lo physique est lo mouvement, Kant: « le passioni appartengonoalla facoltà del desiderare (Begehrungerermigen) Pas  826  e sono delle tendenze che rendono difficile ο impossibile ogni determinazione della volontà modiante principi ». Höffding: «la passione, al contrario dell’ emozione, è il movimento affettivo radicatosi mediante I’ abitudino e divenuto una seconda natura ». Malapert e Ribot: « la passion est une inolination qui e'ezagère, surtout qui s'installe à demeure. se fait centre de tout, se subordonne lee autres inclinations et les entraine à sa suite». Il sorgere della passione può essere determinato sis da cause esterne, come l’ ambiente, limitazione, la suggestione, sia da cause interne, che si riducono a una sola: il temperamento e il carattere degli individui (passionali). Essendo esagerazioni di tendenze elementari, tutte le pnssioni si possono teoricamente ricondurre, secondo il Ribot, a queste tre tendenze: 1° tendenze che hanno per fine la conservazione dell’ individuo, ad es. la gola, l’alcoolismo; 2° tendenze che si riferiscono alla conservazione della specie, ad es. l’amore, la gelosia; 3° tendenze che contribuiscono all’ espandersi dell’ individuo, alla affermazione della sus volontà di potenza, ad es. l'ambizione, l’avarizia, la vendetta, la passione per le avventure. Le passioni possono estinguersi per esaurimento, sia lento sia improvviso, per trasformazione, per sostituzione, per follia, per morte. Nella storia della filosofia molte sono le dottrine metafisiche sulla passione: ma lo studio veramente scientifico non è stato fatto che dai psicologi moderni. Per Platone, le passioni sono la forza che solleva il sensibile e lo conforma all’ intelligibile : vi sono le passioni inferiofi, dovute alla parte più bassa dell’ anima, l'inidopla, collocata nel ventre; le passioni nobili ο caste, costituenti la seconda parte dell’ anima, il θυμός, che occupa il cuore; infine il νοῦς, impassibile, che occupa il capo; la virtù consiste non nel distraggere le passioni, che sono indistruttibili, ma nel rispettare l'armonia essenziale delPanima, nel mantenere l'autorità del voie sul θυμός ο sulla ἐπιθυμία. Nella sua parte essenziale la dottrina pla 827  Pas tonica è condivisa da Aristotele, mentre invece sia gli stoici che gli epicurei negano, per vie diverse, che lo passioni partecipino della essenza dell’ anima, considerandole come semplici turbamenti accidentali: divengono quindi possibili nella pratica la felicità e l’atarassia, ciod l’assenza d’ ogni turbamento, che soltanto 1’ esercizio dell’ intelligenza può procurare, 8. Tommaso, attenendosi alla dottrina aristotelica, fa sorgere le passioni dall’ appetito, che è la facoltà dell’ anima per la quale essa è portata verso gli oggetti esteriori come suoi propri fini; perciò tutte le passioni si riconducono infine ad una sola, l’amore: « L'amore è naturalmente il primo passo della volontà e dell’ appetito, conicchè da esso hanno origine tutti gli altri atti della passione. Ognuno desidera il bene che ama, gode di esso € si rallegra; il contrario della cosa amata produce I’ odio. Lo stesso può dirsi della malinconia e delle altre pa tutto partono dall’amore « possono in esso confondersi e riunirsi ». Bossuet, riepilogando più tardi la dottrina di 8. Tommaso, dirà: « Sopprimete l’amore e tutte lo passioni spariranno, rimettetelo al suo posto ed eccole apparire tutte di nuovo ». Nella filosofia di Cartesio la passione ha un significato peculiare; essa è una emozione dell’ anima originata dagli spiriti animali, © non nasce dagli oggetti esterni ma dalla loro valutazione: « noi riferiamo all’ anima i movimenti del nostro corpo, ma a codesto riferimento va unito il sentimento che questi moti dell’ anima non sono voluti, ma subìti, ed è così che si forma l'idea della passione. » Cartesio pone come c6mpito dell’ Etica il liberarsi delle passioni, che contraddicono alle esigenze dello spirito. Tuttavia egli considera tutte le passioni come date da natura, e tutte buone; per tal modo si contrappone per primo al concetto ascetico e teologico, che tutte le passioni condannava come nocive, e prepara la dottrina spinoziana e moderna sulla utilità delle passioni. Ogni essere, secondo Spinoza, ha una tendenza n Pas  828  perseverare nel proprio stato; questa tendenza, divenuta cosciente, dicesi oupidità, alla quale si associano due passioni, © ciod la letizia per tutto ciò che è favorevole alla nostra esistenza, la tristezza per tutto ciò che tendo a diminuirla. Non diversamente nella scienza moderna è inteso l'ufficio biologico dell’ affettività in generale, ο quindi anche della passione. La quale per di più ha il cémpito di fornire l’ eccitazione per il funzionamento delle varie serie psichiche, così negli uomini come negli animali ; e, quando non sia smoderata © patologica, di conferire energia © costanza alla volontà, acutezza alla intelligenza, forza al compimento degli ideali generosi. « Nulla di grande è mai stato compiuto nò potrà mai compiersi, dice Hegel, senza la passione. È una moralità morta e persino troppo spesso una moralità ipocrita quella che « eleva contro la passione per il solo fatto che è passione ». Uguale valore attribuisce alle passioni il Galluppi, che le considera come desideri violenti, riconducendole tutte a due fondamentali : |’ amore e V odio, di cui le varie passioni non sono che modifica zioni, determinate da giudizi diversi sull’ esistenza dell’oggetto amato ο dell’ oggetto odiato; quando l’amore per l'oggetto della propria passione è maggiore dell’ amor natarale della propria personalità, si hanno le passioni forti, senza le quali nulla vi sarebbe di grande e di sublime nelle imprese degli uomini. Per il Rosmini le passioni sono afSezioni che lasciano nell’ anima un’ abituale inclinazione a riprodursi ; a lor volta le affezioni sono modificazioni generali dell’ anima, prodotte in questa dall’ associazione di più sentimenti; nel? uomo si dànno passioni razionali e passioni animali: le prime l’uomo ha in comune coi bruti, quantunque ne differisoano sia perchè si associa }’ intelligenza a modificarle, sia perchè possono esser mosse da una _ causa razionale; le seconde sono proprie esclusivamente dell’uomo ed hanno per unica causa l'intelligenza, quali la meraviglia, lo stupore, l'estasi, eco. Cfr. Platone, Polit.,  829  IX; Aristotele, Do An., I, 3, 407 b, II, 5, 417 segg.; 8. Tommaso, Summa theol., I, qu. XX, art. 1; Cartesio, Des passions, 1649; Spinoza, Ethica, 1. IV, teor. II, 1. V, teor. III, VI, XVII, XX; Condillac, Traité des sensations, 1886, I, cap. III, $ 3; Helvetius, 1758, III, 4; L. Limentani, Le teorie psicologiohe di Helvetius, 1904, p. 33 segg.; Kant, Ærit. der Urteilskraft, 1878, p. 121 n; Héftding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 376 segg.; P. Malapert, Les éléments du caractére, 1898, p. 229; Hegel, Phänomen. des Geistes, 1832, consid. sul $ 474; Ribot, Essai sur les passions, 1907 ; Boigey, Introd. à la medicine des passions, 1914; W. James, Principi di psicologia, trad. it. 1909, ο. xxv; Galluppi, Lesioni di logica e metafisica, 1854, vol. II; Rosmini, Psioologia, 1848, vol. IT, p. 165 segg.; Ardigò, Opere fil., III, 84 segg., VI, 364 segg.; A. Renda, Le passioni, 1905 (v. affettivi, emozione, sentimento, sentimentalismo, intellettualiemo). Passività. T. Passivität; I. Passiveness; F. Passivite. Opposto ad attività, designa lo stato dell’ essere che ricove V azione, ossia le modificazioni prodotte in un essere da un altro essere che agisce su lui. Il concetto di attività © passività sarebbe, secondo alcuni, puramente psicologico, e quindi non applicabile alla realtà naturale. « Tra il dare e il ricevere, tra l’attività ο la passività, dice il Jodl, non esiste nella coscienza alcuna separazione (Trennung), ma soltanto una opposizione (Gegensatz) logica e concettuale ». L'uomo avverte in sò stesso delle sensazioni, che egli'riceve dalle cose, ο perciò sotto tal riguardo considera sè come passivo e le cose come attive; nello stesso tempo avverte la propria azione sulle cose, che rimangono da lui modificate, e sotto questo riguardo considera sò come attivo e le cose come passive. Proiettando al di fuori questi due concetti, l’uomo attribuisce alle relazioni delle cose tra loro le forme di attività e passività che ritrova in sè stesso. Ciò è, secondo alcuni filosofi, illegittimo, anzitutto perchè la sensibilità non è recettira ma attiva, in quanto PAT  830  il fatto esterno rimane esterno, e quindi il soggetto ha soltanto stati propri; in secondo luogo perchè la concezione della realtà non può modellarsi sopra un fatto assolutamente psicologico. La realtà naturale in quanto è divenire, în quanto è unità © continuità, esclude in sd ogni sostanziale contrapposizione.  Nella teologia la passività designa non già uno stato di dolore opposto al piacere, nè uno stato di inerzia o indolenza, ma bensì lo stato contemplativo dell’anima sottomessa all’azione di Dio. L'anima si trova allo stato passivo quando Dio agisce sopra le sue potenze -pensiero, sentimento, volontà le quali non fanno che patire, ricevere V opera divina. Cfr. F. Jodl, Lehrbuch der Psychologie, 1896, p. 105; Marchesini, Il simbolismo nella conoscenza e nella morale, 1901, p. 295 segg. (v. attività, azione, patire). Patarini Setta di novatori cristiani, fiorita in Lombardia © così denominata dal luogo ove si radunavano in Milano. Essi combattevano il matrimonio del clero, il lusso degli alti gradi ecclesiastici, e predicavano il disprezzo delle ricchezze e della gloria mondana. Non è improbabile, a giudizio del Tocco, che ad essi si sia moscolata la setta eretica dei Catari, allofa molto diffusa in Lombardia. Cfr. F. Tocco, Le eresie nel medioero, 1884. Patire. T. Leiden; 1. To be passive; F. Patir. Ricevere un'azione. In Aristotele è una categoria (πάσχειν), che si assimila a quella dell’ agiré (roteiv), in quanto sono fra loro nello stesso rapporto del movente ο del mosso: il mosso è anche il movente, il secante è il secato. Come termine d'una relazione sono distinti; ma la relasione è un’ unica categoria. Cfr. Aristotele, Top., I, 9; Id., Metaph., IV, 28, 1024 b, 9, VIII, 1, 1045, ecc. (v. passione, azione). Patologia. T. Pathologie; I. Pathology; F. Pathologie. La scienza che ha per oggetto la conoscenza delle malattie. Si divide în generale e speciale; quest’ultima in interna  831  Par ed esterna. Nella patologia speciale, Specht o Münsterberg hanno distinto la patopsicologia, che studia i fatti psichici presentanti un carattere morboso, e la psicopatologia che è propriamente quel ramo della patologia che studia le malattie dello spirito. La patologia non divenne vera scienza che nel secolo scorso, quanto cioè la malattia non venne più considerata come un ente speciale, ma come un fenomeno naturale, sottomesso alle leggi di natura. A tale risultato contribuirono specialmente gli studi sulla patologia cellulare del Virchow, che trasportò per primo la teoria cellulare dall’organismo sano a quello malato, dimostrando come la cansa delle malattie risiede nell’ alterazione, più ο meno vasta, dei varii territori cellulari. Cfr. Münsterberg, Zeitschrift für Pathopayohologie, 1° vol., 1911; G. Storring, Mental pathology, 1907; Lustig, Patologia generale, 1901, vol. I, p. 9 segg. Patristica. T. Patristik; I. Patristic; F. Philosophie patristique. E il primo dei due grandi periodi in cui dividesi la filosofia del medio evo, e comprende i primi otto secoli dell'era volgare; il secondo è rappresentato dalla scolastica. La patristica si distacca profondamente dalla filosofia precedente, e, in generale, da tutta la filosofia antica, in quanto vi prevale la fede sulla ragione, ogni sforzo è ridotto alla elaborazione del dogma, e la filosofia ha perduto il suo potere sovrano, non vi è più considerata che un’umile ancella della religione. Si divide in tre periodi: al primo, detto degli apologeti, appartengono principalmente 8. Giustino, Atenagora ο ‘Teofilo, che dirigono ogni loro sforzo a difendere la dottrina cristiana contro la filosofia e la religione pagana; il secondo, detto dei oontroversisti, è principalmente occupato a difendere la religione cristiana contro gli assalti della gnosi e delle ultre eresio; nel terzo periodo, detto dei sistematici, la dottrina cristiana, che aveva vittoriosamente combattuto lo dottrine avverse, è ridotta a sistema filosofico. QuePau  832  st’ ultimo periodo, che è il più importante, si svolge da prima in Alessandria con Panteno e Clemente Alessandrino, ed ha per cémpito principale di definire il dogma della Trinità; passa di poi in Occidente, ove 8. Agostino, l’intelletto più robusto della Chiesa occidentale, costituisce il sistema completo e definitivo della filosofia cristiana.  La patristica non deve confondersi con la patrologis. La parola patrologia cominciò ad usarsi nel secolo XVII, ο servì allora a designare la scienza della vita © degli scritti dei Padri della Chiesa; poi il suo significato andò sempre più allargandosi, ed oggi essa si occupa di tutti gli scrittori ecclesiastici, ne analizza gli scritti con particolare riguardo alle loro opinioni dogmatiche, cosicchè può dirai non esser altro che la storia dell’ antica letteratura oristiana. Nella patrologia i protestanti comprendono anche i libri del Nuovo Testamento e l'antica letteratura eretica; i cattolici invece lasciano i primi alla scienza dell’introduzione biblica e non inoludono nella patrologia gli scritti eretici se non in quanto è necessario alla intelligenza delle opere ecclesiastiche, Cfr. Harnack, Lehrbuch d. Dogmengeschichte, 1890; Möhler, Patrologie, 1840; Stökl, Geschichte d. Philos. d. patristischen Zeit, 1859; F. Chr. Baur, Vorlesungen über die ohrist. Dogmengeschiohte, 1865; Ritter, Histoire de la phil, chrétionne, 1843; Bardenhewer, Patrologia, trad. it. Mercati, 1903; Rauschen, Manuale di patrologia, 1905; R., L’ agnosticiemo nella filosofia religiosa, 1912, p. 125-192 (v. dommatica, domma, neotomismo, scolastica). Paura. T. Furcht; I. Fear; F. Peur. Fu definita come la reazione organica che succede alla rappresentazione viva di un pericolo reale o possibile. Cicerone la definisce: reocssus ot fuga animi. S. Agostino: perturbatio animi in exapeotatione mali. Hobbes: aversio cum opinione dammi soouturi. Spinoza l’accosta alla speranza, che definisco una gioia instabile, nata dall’ imagine d'una cosa futura ο passata, del cui realizzarsi noi dubitiamo, mentre la paura è una fri 833  Pec atesza instabile, nata, del pari, dall'imagine d'una cosa dubbia. Essa rappresenta la prima reazione emotiva della vita, comparendo, secondo il Perez, al secondo mese di esistenza. Vi sono due spocie fondamentali di paura: quella istintiva, che compare più spesso nei bambini ο negli animali, e quella cosciente o riflessa, che è sempre posteriore all’esperienza ο si fonds sopra il ricordo d’un pericolo ο d’un dolore provati o evitati. Quando la paura è sproporzionata alla causa efficiente, cronica, 9 accompagnata da movimenti troppo intensi, diventa un fenomeno patologico e dicesi fobia. Cfr. S. Agostino, De cir. Dei, Il; Spinoza, Ethica, 1. III, teor. XVI, scol. 2; Th. Ribot, Essai sur les passions, 1907; A. Mosso, La peur, trad. franc. 1888. Peccato. T. Sünde; I. Sin; F. Péché. Nel suo senso generale ο primitivo, il peccato è il male morale; in senso religioso, è la trasgressione volontaria della legge divina, © quindi l'offesa alla divinità. Il dogma del peccato originale afferma che Dio creò l’uomo morale, libero ϱ fallibile; che per un atto della sua libera volontà 1’ uomo disobbedì al volere divino; che l’uomo, essendo libero, è responsabile delle sue azioni, © che quindi la sua disobbedionza ha determinato il giusto castigo di Dio; che, infine, 1a pena del fallo è ereditaria. Secondo l’Ardigò, il concetto del peccato originale sorse come interpretazione dell’ esistenza del dolore, considerato da principio quale vendetta d'una potenza superiore inclemente e capricciosa, poi quale castigo inflitto da una divinità giusta: « In pari tempo, per la osservazione che il dolore, ossia la punizione, si verificava anche nei non colpevoli, si dovette, affine di liberare in qualche modo il concetto religioso fondamentale dalla contraddizione, ricorrere allo spediente, suggerito anch’ esso da una osservazione di fatto, del peccato originale». Cfr. I. Müller, Christl. Lehre r. d. Sünde, δ3 ed. 1887; Ardigò, La morale doi positieisti, 1892, p. 73-74 (v. male, ottimiemo, religione, teodicea). 58  RaNzoLI, Dirion. di scienze filosofiche. PED  834  Pedagogia. T. Pädagogik; I. Podagogios; F. Pédagogie. La scienza del fatto della educazione; vale a dire quel sistema di cognizioni teoriche fra loro coordinate, da cui derivano le regole pratiche che guidano 1’ educazione. Si deve dunque distinguere la scienza pedagogica, che è un complesso di regole derivanti da principi, dall’arte pedugogica, che è la semplice applicazione di norme suggerite dalla pratica ο tramandate per tradizione, ο dalla dottrina pedagogica, che è un insieme di regole delle quali non si spiegano le ragioni. La pedagogia nel sno primo significato è ad un tempo scienza ed arte. Al pari di ogni altra scienza, essa è passata nella sua evoluzione storica attraverso tre grandi periodi, empirico, precsttivo 9 organico ο ideale; nel primo periodo non è che una serie di tentativi, governati dal bisogno; nel secondo un insieme di precetti, di aforiemi ο di leggi parziali, dettate più che altro daluito pedagogico ; nel terzo, che è il più perfetto, le cognizioni vengono logicamente organizzate in un tutto ideale. La pedagogia è puro © grossolano empirismo nei popoli selvaggi © primitivi; diventa precettiva nei popoli delY Oriente, della Grecia © di Roma, come attestano le loro leggi, le loro letterature, i loro libri religiosi; si eleva infine a vera organizzazione ideale coi grandi filosofi greci. Cfr. Herbart, Pädagog. Schriften, her. O. Willman, 1880; Credaro, La pedagogia di F. Herbart, 1900; A. Angiulli, La pedagogia, 1882; A. Gabelli, La pedagogia, lo stato e la famiglia, 1876; Ardigd, La scienza dell’ eduoasione, 1893; E. Celesia, Storia della pedagogia italiana, 1893 (v. educazione, didattica, metodica, pedologia, ccc.). Pedologia. T. Paidologio; I. Paidology; F. Pédologia. Vocabolo creato dal Chrisman per designare In scienza completa del fanciullo, studiato così sotto 1 aspetto fisiologico ed antropologico, come sotto quello psicologico e psichiatrico. Essa quindi non sarebbe che una parte, per quanto fondamentale, della Pedagogia. Per altri la Pedo 835  PEN logia designa invece la vera scienza sperimentale della educazione, distinta nettamente dalla Pedagogia, che è considerata come una speculazione puramente astratta e filosofica. Per altri ancora la Pedologia non è che una parte della psicologia individuale: come questa ricerca ed esamins le differenze che mostrano i singoli individui nelle diverse funzioni psichiche, così In Pedologia non studia la vita psichica generale dell’ infanzia, ma le differenze per mezzo delle quali un fanciullo si distingue dagli altri, sia nelle funzioni inferiori psicofisiologiche e sensoriali, sia nei processi superiori della memoria, del ragionamento, delV emotività, eco. Cfr. O. Chrisman, Paidologio, Entwurf zu einer Wissenschaft des Kindes, 1894; E. Blum, La pédologie, Pidee, le mot, la chose, in « Année Paychologique », 1899; Sur les divisione et la méthode de la pédologie, C. r. del Congrès de phil. de Genève, 1904; G. Cesca, Pedagogia ο pedologia, « Riv. di fil. ο scienze aff. », sett. 1902. Pena. T. Strafe, Bestrafung; I. Punishment; F. Peine, Punition. Ha tre significati distinti: in senso generale esprime qualunque dolore, o qualunque male che cagiona dolore; in senso speciale indica un mule che si soffre per causa propria, e comprende quindi tutte le pene dette natwrali; in un senso ancora più speciale, indica la sanzione della legge, ossia quel male che l’ autorità civile infligge ad un colpevole per causa del suo delitto. Secondo la maggior parte dei criminalisti, la pena, intesa in quest’ ultimo significato, ha origine dal sentimento della vendetta, che spinse gli uomini primitivi a infliggere un male s chi aveva ad altri recato male, © che fu elevato all’ altezza di un diritto, ereditario, redimibile a piacere dell’offeso ed esclusivo dell’ offeso stesso e dei suoi familiari. In seguito, penetrata l’idea religiosa nella penalità, al concetto della vendetta privata venne sostituendosi quello della vendetta divina, e il diritto di infliggere © misurare la pena affidato al sacerdozio. Sorta infine l’idea dello Stato, a questo fu PEN  836  affidato l’ufficio di punire, riguardandosi il delitto non più come offesa al privato o alla divinità, ma come offesa alla società intera, e quindi la pena come vendetta della società offesa. Quanto al fondamento e allo scopo della pena, molto diverse sono le dottrine dei filosofi ; però, secondo una classificazione generalmente accettata, tutte codeste dottrine si possono distribuire in tre gruppi. Al primo appartengono le dottrine assolute, che pongono lo scopo della pena unicamente nel principio morale e quindi non al di là della pena stessa; si punisce quia peoatum est, perchè la pena è giusta in sd; un simile concetto fu sostenuto in Italia dal Mamiani, ed elaborato ulteriormente nell’ idea della retribuzione giuridica dal Pessina. Al secondo appartengono le dottrine relative, che dànno tutte alla pena uno scopo fuori della pena stessa, ma differiscono grandemente tra di loro nella determinazione dello scopo stesso. Così, secondo la teoria del contratto sociale (Hobbes, Rousseau, Beccaria, Fichte), scopo della pena è l'utilità: « La sola necessità, dice il Beccaria, ha fatto nascere dall’ urto delle passioni ο dalle opposizioni degli interessi l’ idea della utiUtd comune, che è la base della giustizia umana... Il fine delle pene non è di tormentare ed affliggere un essere sensibile nd di disfare un delitto già commesso... ma d’ impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi concittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali ». Secondo un’altra dottrina relativa, la pena ha per scopo tenere i proclivi al reato; essa esercita, dice il Fenerbach, una cazione pricologioa, ed è perciò necessario che il male della pena superi il vantaggio o il piacere proveniente dal delitto. Analoghe alla precedente sono le teorie dette della premonisione (la legge deve ammonire a non delinquere), della prevensione (la legge deve distruggere la volontà inclinata al delitto), del risarcimento (il colpevole deve risarcire, con 1’ espiazione della pena, i danni morali o ideali prodotti col reato), del ravvedimento ο miglioramento (scopo  837  PEN della pena è specialmente di far ravvedere il colpevole ο @ impedire quindi la ricaduta nel delitto), e della difesa. Quest’ ultima dottrina ebbe un valido sostenitore nel Romagnosi, per il quale il diritto penale non è che diritto di difesa, ed ha il fondamento nel diritto che hanno tatti gli uomini di conservare la loro felicità e nell’ uguaglianza legale naturale, che passa fra uomo'e uomo; I’ uno e Paltro diritto sono posti in moto dalla considerazione di un male derivante dsl facinoroso; fine immediato e proprio d’ogni pena, tanto minacciata quanto eseguita, è d’incutere timore affinchè non si commettano delitti. Al terzo ed ultimo gruppo appartengono le dottrine miste, che cercano di conciliare le assolute e le relative, dando alla pena un fondamento nel principio morale e uno nella dottrina sociale. Così secondo il Carrara, il diritto di punire riposa su tre principi, dell’ utilità, della giustizia, della simpatia, compresi tutti nella legge dell’ ordine prestabilita da Dio all'umanità; il fondamento è nella necessità di difendere i diritti dell’uomo, la giustizia è il limite, la simpatia il moderatore della sua forma; la forza tutelatrice del diritto deve esercitarsi mediante la coazione morale, che legittima la minaccia della pena; © poichè tale minaccia non raggiungerebbe il suo scopo se non ne seguisse Vapplicuzione, così la necessità e la legittimità della minaccia portano seco la necessità ¢ la legittimità dell’ applicazione effettiva del castigo; non sono perciò punibili se non quei fatti, che abbiano il doppio carattere di essere lesivi del diritto e siano riparabili mediante la repressione. Secondo la nuova souola criminale positiva (Lombroso, Ferri, Garofalo), essendo il delitto un prodotto di fattori antropologici, fisici e sociali, la pena non ha carattere di colpa morale, di retribuzione morale, di castigo; la scelta ο la misura della pena devono esser fatte in rapporto allo speciale carattere del delinquente e alle peculiari condizioni dell’ ambiente; lo Stato, adottato il magistero repressivo, deve agire in PEN  838  via preventiva per eliminare o modificare e diminnire i fattori della delinquenza (igiene sociale). Quanto allo scopo della pens, la scuola positiva accoglie il concetto, proprio di altre scuole, della difesa sociale: la società è un organismo che, come tale, deve vivere e conservarsi, respingendo e, ove è possibile, prevenendo ogni lesione; si applicano le pene perchè i delinquenti siano posti, temporaneamente ο perpetuamente, nell’ impossibilità di nuocere, per ottenerne l’ ammenda, per trattenere altri dal delitto. Cfr. Beccaria, Dei delitti ο delle pone, 1764; Romagnosi, Genesi del diritto penale, 1837; Carrara, Programma di dir. oriminale, Parte generale, 1871; Feuerbach, Lehrbuch d. gem. in Deutschland gült. peinlichen Rechte, 1874; H. Sidgwick, The elemente of politics, 1897; Jhering, Der Zweok im Recht, 1899; Letournean, L'érolution juridique, 1891; R. Saleilles, L'individuation de la peine, 1898; G. Tarde, La philosophie pénale, 1890; Lombroso, L’ womo delinquente, 1896; Garofalo, Criminologia, 1905; Ferri, La sootol. criminale, 1892: Antonini, Antropologia criminale, 1906; Frassati, La nuora souola del diritto penale in Italia ο all'estero, 1891; Aless. Levi, Delitto ¢ pena nel pensiero dei greci, 1903; C. Picone Chiodo, I nuori orizzonti della soc. criminale, 1914 (v. delitto, libero arbitrio, responsabilità). Pensiero. T. Gedanke, Denken ; I. Thought; F. Pensée. In senso largo comprende tutti i fenomeni conoscitivi © intellettivi, per opposizione a quelli affettivi ο volitivi. Nel suo significato proprio è l’attività dello spirito che analizza e pono tra loro in relazione i dati complessi della esperienza sia reale che possibile. AI pensiero è dunque da riferire ogni maniera di conoscenza mediata, che si ottiene cioè mediante il paragone e il riferimento cosciente de’ suoi termini; si oppone quindi alla sensazione, alla quale si riferisce ogni maniera di conoscenza immediata. I dati della esperienza sensibile costituiscono ciò che si dice In materia del pensiero, mentre il modo della comprensione dei dati  839  PEN stessi ne costituiscono la forma. Quando il pensiero è opposto all’ asione, designa in genere l’attività ideale o psichica per opposizione alla volontaria; quando è opposto alla realtà, alla cosa, designa il soggetto conoscente come contrapposto all’oggetto conosciuto. Nel linguaggio di Cartesio © de’ suoi seguaci, nel termine pensiero sono compresi tutti i fatti psichici; come l'attributo o proprietà fondamentale dei corpi è l'estensione, cos) l’attributo dello spirito è il pensiero, ο quindi tutti gli atti interni non sono che modi del pensiero. « Tutti i modi di pensare che osserviamo in noi stessi, dice Cartesio, possono essere riportati a due generali, l'uno dei quali consiste nel percepire con l'intelletto, l’altro nel determinarsi con la volontà ». Così sentire, imaginare e persino concepire delle cose puramente intelligibili, non sono che modi differenti di percepire; ma desiderare, sentire avversione, aaserire, negare, dubitare, sono modi differenti di volere. In seguito il significato del vocabolo andò sempre più restringendosi e determinandosi. Secondo Hobbes « ogni pensiero consiste in un combinare e separare, aggiungere © togliere di rappresentazioni mentali; pensare è calcolare (to reokon) ». Per Hume è « la facoltà di combinare, trasporre, aumentare o diminuire il materiale fornito dai sensi ο dalla esperienza; tutti i materiali del pensiero ci sono dati dall’ esperienza interna ο esterna, solo la loro combinazione è opera dell’intelligensa ο del volere ». Per l’Holbach è la facoltà che ha l’uomo @appercevoir en lui-même ou de sentir les difforentes modifications ον idées qu'il a rogues, do les combiner et de les δέparer, de les éteindre et de les restreindre, de les comparer, de les renouveler. Kant considera il pensiero come giudizio, come conoscenza mediante concetti, come l’azione di riferire una data intuizione ad un oggetto (die Handlung, gegebene Anschauung auf einem Gegenstand zu beziehen). Lotze considera il pensiero come « una continua critica che lo spirito esercita sul materiale delle rappresentazioni succedentisi PEN  840  (Vorstellungeverlauf), in quanto esso separa le rappresentazioni, e le collega secondo un rapporto non collocato nella natura del loro contenuto ». L’ Hamilton crede che Js peculiarità distintiva del pensiero in generale sia che esso involge la cognizione d’ uns cosa mediante la cognizione di un’altra; ogni pensiero è quindi una cognizione mediata ». Per il Galluppi, come per Cartesio, col termine pensiero si indica qualunque atto © qualunque modificazione dell’ anima umana, modificazione che consiste nel sentire, nel conoscere, nel desiderare © nel volere; l’ attenzione sul proprio pensiero costituisce la riflessione. Secondo il Rosmini il pensiero è l'insieme degli atti delle facoltà intellettive, vale a dire dell'intelletto, costituito dall’intuizione dell’ essere, ο della ragione, che è la potenza generale d’ applicare l’essere; In legge suprema del pensiero è quindi: il termine del pensiero à l'ente; il che equivale a dire « il pensiero è così fatto che ha per leggo primitiva di sua natura di avere a termine l’ente, di modo che o ha Vente a suo termine ovvero non è; l’ente considerato sotto questo aspetto è dunque la condizione a cui è legata l’esistenza del pensiero ». Secondo 1’ Ebbinghaus il pensiero si può considerare come un termine di mezzo tra la fuga delle idee ϱ le idee fisse, © consiste « in una successione di rappresentazioni, che non sono soltanto riunite per associazione le une alle altre in elementi di una serie, ma che nel tempo stesso sono auche coordinate ο subordinate ad un’altra rappresentazione direttrice; quindi esse hanno tutte dei rapporti con una rappresentazione superiore, per il fatto stesso che vi figurano come parti di un tutto ». Drobisch lo definisce brevemente come « il compondio d’una pluralità e molteplicità in una unità >; il Wundt come un appercepire attivo, come-« ogni rappresentare possedente un valore logico »; l'Hüffding: « se noi cerchiamo una definizione generale del pensiero possiamo dire: pensare è comparare, è trovaro della diversità o della  841  PER somiglianza ». Cfr. Cartesio, Princ. phil., I, 9; Spinoza, Ethica, 1. II, teor. I; Hume, Essais, II, 27'segg.; Holbach, Syst. de la Nature, 1770, I, cap. VIII, p. 112; Kant, Krit. d. r. Vern., ed. Kehrbach, p. 88, 89, 229; Lotze, Grundzüge d. Logik, 1891, p. 6, 552; Hamilton, Lectures on Logis, , t. II, p. 75; Drobisch, Neue Darstellung d. Logik, 1887, $ 4; Galluppi, Lesioni di logica 6 metafisica, 1854, vol. I, p. 18; Rosmini, Logica, 1853, $ 36 segg., 64 segg.; Id., Peiovlogia, 1848, II, p. 272 segg.; Ebbinghaus, Paychologie, trad. franc. 1912, p. 199 segg.; Liepmann, Sur la fuite d’idées, 1904; J. Dewoy, How we think, 1912; M. Stern, Das Denken w. sein Gegenstand, 1909; Wnndt, Logik, , I, 71; Hôffding, Peyokologie, trad. franc. 1900, p. 232; Id., La pensée humaine, ses formes et sea problèmes, trad. franc. 1911; A. Fouillée, La pensée et les nouvelles éooles anti-intelleotwalistes, 1911; A. Faggi, Il pensiero, « Riv. di filosofia », maggio 1912 (v. essenza, intelletto, intelligenza, noo, logos, ragione). Percetto. T. Empirische Anschauung; I. Percept; F. Percept. Neologismo usato talvolta, per analogia con concetto, per designare il contenuto della percezione. Si stingue dalla percezione, in quanto questa designa 1’ atto © il processo del percepire, mentre quello è il risultato del processo medesimo. Il Romanes chiama percetto l’idea semplice, recetto l’idea composta o combinazione di rappresentazioni, concetto l’idea generale ο astratta; i recetti derivano dai percetti più o meno simili, e la loro associazione ha carattere passivo; le somiglianze tra i percetti sono così distinte, così cospicue © così frequentenente ripetute che, nel momento stesso della percezione, si classificano tra di loro e, per così dire, cadono spontaneamente nelle loro appropriate classi, senza uno sforzo cosciente da parte del soggetto che percepisce. Cfr. Romanes, L'eroluzione mentale dell’ uomo, trad. italiana 1907, Ρ. 33 segg. PER Percezione. T. Warknemung, Perception ; I. Peroeption ; F. Peroeption: Uno dei vocaboli filosofici dal significato più vario ed oscillante. Spesso è usata come sinonimo di sensazione, per designare il fenomeno psicologico provocato dalla eccitazione d’un organo di senso; altre volte è distinta dalla sensazione per il giudizio d’obbiettività che essa implica, in quanto cio’, mentre la sensazione non è riferita ad un oggetto determinante, la percezione invece è una sensazione integrata dall’ esplicito riferimento del soggetto all’ oggetto; e vien distinta ancora dalla sensazione perchè, mentre in questa il fatto psichico provocato dalla eccitazione di un organo di senso ha carattere puramente afettivo, nella percezione ha carattere intellettuale. E usata ancora come sinonimo di rappresentazione; ma da altri ne è distinta perch’, mentre la rappresentazione è un fatto mentale, che si rinnova nell’ assenza d’ uno stimolo esteriore che direttamente lo provochi, la percezione non si ha che mediante l’azione su noi dell’ oggetto sensibile. Perciò alcuni chiamano la rappresentazione percezione mediata. Alcuni distinguono la percezione semplice dalla percezione esteriore: quella non è che la pura coscienza delle nostre sensazioni, questa è la coscienza dell'oggetto, cioò la nostra sensazione divenuta una qualità dell’ oggetto esteriore, Si soglion chiamare peroesioni acquisite quelle percezioni di un senso, che risultano non dalla eccitazione immediata che quel dato organo di senso ha dall’ oggetto (percezioni naturali), ma dalla eccitazione di quell’organo avvenuta mediante un altro organo di senso. Nella terminologia cartesiana per percezione #’ intende qualunque fatto intellettuale ; essa è opposta alla rolisione, che designa ogni atto di volontà ο di desiderio; percezioni e volizioni costituiscono l’intero ambito dei fatti di coscienza. Ommes modi cogitandi, quo in nobis experimur, dice Cartesio, ad duos generales veferri possunt, quorum unus est poroeptio, sive operatio intelleotua.... Nam sentire, imaginare ot pure intel 843  PER Ἱέροτο sunt tantum diversi modi peroipiendi, Nella filosofia del Leibnitz la parola percezione ha un significato pure anıplissimo, abbracciando ogni specie di pensieri: egli chiama percezioni insensibili, o piocole percezioni, gli stati di coscienza esistenti nel nostro spirito ma non attualmente pensati, ο in questo stato incosciente suppone esistano tutte le idee delle cose, cosicchè lo sviluppo delle facoltà intellettuali non consisterebbe che nel lavorio dell’ anima di rendere chiare © coscienti le idee che sono in essa quasi abbozzate. «In ogni momento, dice il Leibnitz, esiste in noi una infinità di percezioni, ma senza appercesione © senza rifleesione, cioè dei cangiamenti dell’ anima stessa, dei quali non οἱ accorgiamo; perchè queste impressioni sono ο troppo piccole e numerose, o troppo unite; per modo che esse non hanno nulla di sufficientemente distintivo separate, ma, unite ad altre, non mancano di fare il loro effetto, e di farsi sentire nella riunione, almeno confusamente.... Queste piccole percezioni sono assai più importanti che non si creda. Sono esse che formano quel non s0 che, quei gusti, quelle imagini delle qualità dei sensi, chiare nell’insieme ma confuse nelle parti; quelle impressioni, che i corpi che ci circondano fanno su noi © che racchiudono l’infinito; quel legame che ogni essere ha con tutto il resto dell'universo. Si può dire persino che, dunque, il presente di codeste piccole percezioni è gravido dell’ avvenire carico del passato, che tutto cospira © che degli occhi penetranti come quelli di Dio potrebbero leggere nella più piccola delle sostanze tutta la serie delle cose dell'universo ». Anche per Locke la percezione ha significato molto ampio, essendo « la prima operazione di tutte le nostre facoltà intellettuali e Padito (the inlet) di ogni conoscenza dentro la nostra mente ». Per Berkeley « avere un’ idea è la stessa cosa che percepire ». Condillac: La peroeption et la conscience ne sont qu'une même opération sous deux nome. En tant qu'on ne la considère que comme une impresrion de l'âme, on PER  844  peut lui conserver celui de perception; en tant qu'elle avertit Vame de sa présence, on peut lui donner celui de conscience. Il Reid distingue la percesione, che ci dà l’esistenza e la qualità dei corpi, dalla sensazione, che sorge nel nostro spirito in seguito alla impressione fatta sugli organi di senso dai reali esteriori; la percezione dell’esistenza dei corpi, quantunque sorga in noi contemporaneamente alla sonsazione, pure non ne è l’effetto, ma è bensì un giudizio istintivo della realtà dei corpi esteriori ο delle qualità di eni ci si presentano forniti. Per Kant la prima cosa che ci è data è il fenomeno © sensazione, che, quando è legato alla coscienza, si chiama percezione ; quindi « In percezione à la coscienza empirica, cioò la coscienza nella quale c’è nello stesso tempo sensazione ». Per |’ Hamilton la percezione è soltanto una specie di conoscenza, la sensazione una specie di sentimento: « la percezione è propriamente la coscienza, attraverso il senso, delle qualità d’un oggetto conosciuto come differente dall’ io; la sensazione è propriamente la coscienza dell’ affezione subbiettiva del piacere o del dolore, che accompagna questo atto di conoscenza ». La distinzione tra sensazione e percezione è ammessa, per quanto in modi diversi, da quasi tutti i filosofi contemporanei. Cosi lo Ziehen considera la sensazione come il materiale greggio, la percezione come lo stesso materiale rielaborato : « noi indichiamo come percezioni quelle. sensazioni sulle quali s'è esercitata la nostra attenzione ». Per questa rielaborazione le percezioni si accostano al pensiero: « Poichè la percezione, dice 1’ Höffding, riposa su un processo che si può chiamare un confronto involontario, si presenta a noi come una funzione del pensiero, mediante la quale ci appropriamo ciò che è dato nella sensazione, © incorporiamo la sensazione nel contenuto della nostra coscienza. Se dunque una funzione del pensiero si manifesta nella percezione sensibile, è chiaro che la percezione e il pensiero non possono essere due funzioni affatto differenti della coscienza. Non  845  PER c’è alcuna percezione sensibile che sia assolutamente passiva». Una distinzione analoga fa il Sally: « nella sensazione la mente è, relativamente, passiva e recipiente; nella percezione è non solo attenta alle sensazioni, discriminandole ο identificandole, ma passa dalla impressione all’oggetto che esse indicano o fanno conoscere ». Il Galluppi riteneva invece la distinzione tra percezione e sensazione affatto arbitraria, una semplice astrazione che, se fosse reale, οἱ trarrebbe allo scetticismo, in quanto condurrebbe seco la necessità di credere ciecamente a tutto ciò che la percezione ci presenta. Egli quindi identificava la percezione colla sensazione: ogni sensazione è di sua natura la percezione di un oggetto esterno, © quindi la percezione dei corpi, anzichè distinta, è inchiusa nella sensazione. Il Rosmini distingue la percezione in sensitiva © intellettiva: quella è la sensazione stessa ο un sentimento qualunque, in quanto si considera unito a un termine reale, questa è un giudizio col quale lo spirito afferına sussistente qualche oggetto percepito dai sensi, ὁ, in altre parole, è la visione del rapporto che passa tra un sentito e l’idea di esistenza. Egli distingue ancora nella percezione dei corpi la percezione soggettiva, che si ha sia col sentimento corporeo, per sò stesso, sia collo sue modificazioni, e la percezione estrasoggettiva, che è fondata sulla prima, è fornita dai sensi e ci da il sentimento dell’azione ο l'estensione di un corpo fuori di noi. L'Ardigò distingue la sensazione pura dalla percezione : quella è la semplice osservasione, vale a dire l’atto psichico avvertito come proprio della coscienza individuale nel presente della successione dei suoi atti, questa invece è l'esperimento, cioè la sensazione stessa accompagnata da altre sensazioni e verificata per mezzo di un altro senso: queste sono appunto le circostanze oggettivanti, per cui il dato sensitivo è proiettato all’esterno, ossia per cui l'oggetto ci è dato come esistente realmente fuori di noi. Il Sergi ha cercato di spiegare fisiologicamente l’oggettività della PER  846  percezione, riconducendola ad un’onda nervea di ritorno, cio’ alla riflessione dell’ onda centripeta che ha dato luogo alla sensazione; mentre nella sensazione l’ onda nervosa, prodotta dallo stimolo, va dall’organo periferico al cervello, nella percezione l’onda stessa è riflessa dal cervello lungo la medesima fibra allo stesso organo; ciò darebbe ragione, secondo il Sergi, della proiezione del dato sensibile e della sua localizzazione nell'oggetto esteriore: come l’eccitaziono centripeta tende a dare ad ogni mutazione che ne segue un carattere soggettivo, così l'eccitazione centrifuga tende a far uscire dal soggetto la modificazione prodotta. Il Jerusalem considera la percezione come la forma più semplice © primitiva del giudizio, in quanto consiste nel dar forma e obbiettività al contenuto disordinato dejle sensazioni. Il Wundt, infine, contrappone la percezione alla apperoesione : questa è quel fatto psichico che è da noi percepito con uno sforzo particolare di volontà, detto attenzione, quella è ogni fatto psichico che si trova, a così dire, situato nello sfondo della nostra coscienza. Cfr. Cartesio, Principia, I, 32; Leibnitz, Monadologia, $ 14, 21; Id., Nouv. essais, I, passim ; Locke, An. essay cono. hum. understanding, 1705, 11, cap. 15; Berkeley, Treatise on the princ. of human knowledge, 1871, VIL; Condillao, Essai sur l’origine des connaissances, 1746, I, sez. II, $4; Reid, Works, ed. by Hamilton, 1863, p. 876 segg.; Kant, Krit. d. rei. Vern., B 207; Hamilton, Leotures on Metaphysics, 1859, vol. II, p. 98 segg.; Th. Ziehen, LeitSaden dor physiol. Peyohologie, 1893, p. 17, 170; Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 167; Sully, Outlines of Psychology, 1892, p. 148; Galluppi, Elementi di filosofia, 1820; Id., Lezioni di logioa 6 metafisica, 1854, vol. I, p. 166 segg.; Rosmini, Nuoro saggio sull’ origine delle idee, 1830, $ 481 segg.; Id., Logica, 1853, $ 307 segg., 701 segg.; P. Carabellese, La teoria della percezione intellettiva di 4. Rosmini, 1907; Ardigò, Il fatto psicologico della peroezione, Op. fil. IV, 1897, p. 347 segg.; G. Sergi, Teoria fisiologica della  847  PER percezione, Milano, 1884; Jerusalem, Die Urtheilefunotion, 1895, p. 219 segg.; Wundt, Grundriss d. Peychol., 1896, Ρ. 245 sogg. (v. distanza, integrazione, rappresentazione, cateriorità, volontà, ecc.). Percezionismo. T. Perceptionnismus ; I. Perceptionism; F. Perceptionnisme. La dottrina della percezione immediata, che ebbe per principali sostenitori i filosofi della scuola scozzese e dell’ eclettismo francese. Il percezionismo è una forma di realismo. Esso consiste nell’ammettere come un fatto irreducibile il sentimento d’ obbiettività contenuto nella sensazione e nell’ accordare a codesta credenza un valore rappresentativo: la prova che esistono delle cose fuori di noi è data dal fatto che la percezione ci mostra delle cose esistenti fuori di noi. Cfr. Cousin, Fragments philosophiques, 1840, t. II, p. 30 segg.; Paul Janet, Victor Cousin et son oeuvre, 1885, p. 73-81; Mao Cosh, The intuitions of the mind, 1882, p. 108 (v. intermediariste, concezioniemo, conoscenza, senso comune). Perfezione. T. Volkommeheit; I. Perfection; F. Perfeotion. Il concetto di perfezione ha subìto non pochi mutamenti nella storia del pensiero filosofico. Per Platone è perfetto soltanto ciò che non contiene alcuna contraddizione, alcuns mescolanza, ciò che è assolutamente uno pur comprendendo in sè gran numero di attributi. Per Aristotele la perfezione consiste nel corrispondere esattamente a un concetto, a un tipo, a una norma, nell’ esser tale che non si potrebbe concepire nulla di migliore. S. Tommaso distingne due specie di perfezione: prima, quae est ipsum esse rei, secunda vero est eius operatio et haso est maior quam prima; illud igitur dieitur simplieiter pefectum, quod pertingit ad perfeotam sus operationem. Per Cartesio invece la perfezione è l'essenza stessa della divinità; Dio è, per definizione, |’ essere assolutamente perfetto: La substance que nous entendons être souverainement parfaite et dans laquelle nous ne conoevons rien qui enferme quelque defaut ou PER  848  limitation de perfection, s'appelle Dieu. Spinoza considera la perfezione © l’imperfezione come due semplici modi di pensare « ciod delle nozioni che abbiamo l'abitudine di formulare perchè confrontiamo, gli uni con gli altri, gli individui d’una stessa specie e d’uno stesso genere >; perciò, egli aggiunge, io comprendo « per realtà e perfezione la stessa cosa; noi abbiamo infatti 1 abitudine di ricondurre tutti gli individui della natura sd un sol genere, che si chiama generalissimo; ciod alla nozione delP Essere, che appartiene a tutti gli individui della natura senza eccezione. Così, in quanto noi riconduciamo gli individui della natura a questo genere e li confrontiamo tra loro e troviamo che gli uni hanno più di Essere e di Realtà degli altri, diciamo che gli uni sono più perfetti degli altri.... Infine, per perfezione in un genere io comprenderò la realtà, ossia l'essenza d’una cosa qualunque, in quanto questa cosa esiste ed agisce in un modo dato ο determinato ». Il Leibnitz la concepisce quasi matematicamente come «la grandezza della realtà positiva presa precisamente, mettendo da parte i limiti nelle cose che ne hanno». Ad ogni modo, il concetto di perfezione è puramente astratto ο relativo. Quando noi giudichiamo perfetto un oggetto qualsiasi, lo facciamo riconoscendo che esso oorrisponde al fine per il quale esiste, o realizza il tipo della specie cui appartiene; in altre parole, non facciamo che istituire un rapporto fra due termini.  Le perfezione non va confusa con la perfettibilità: quella è statica, questa è dinamica, quella è una realtà, o è assunta como tale, questa è una idenlitä. L'idea della perfettibilità, è, come quella di evoluzione e di progresso, essenzialmente moderna; nell’antichità e nell’evo medio era concetto comune che la natura delle cose è immutabile, © che, se in qualche coss muta, codesto mutamento è sempre peggioramento. Nè meno estranea è l’idea di perfettibilità all’ ottimismo filosofico : se il nostro mondo è il migliore dei possibili, cio’  849  Per il più perfetto, non vi ha possibilità di un miglioramento ulteriore, la perfezione escludendo la perfettibilità. Il merito di aver introdotto il concetto e la parola di perfettibilità spetta specialmente al Condorcet, che ne fece 1’ essenza stessa dell’uomo. Secondo alcuni la perfettibilità è contenuta anche nella dottrina della evoluzione; ma ciò può sembrare, secondo altri, inesatto, inquantoch® la perfettibilità dell'essere non è illimitata, all’ evoluzione corrispondendo inevitabilmente la dissoluzione. Cfr. Aristotele, Met., V, 16, 1021 b, 12 segg.; S. Tommaso, Contra gent., II, 46, 2; Cartesio, Réponses aux secondes objections, def. VIII; Spinoza, Ethica, Prefazione al 1. IV; Leibnitz, Monadologie, $ 41, De rerum originatione radicali, $ 3; Condorcet, Esquisse des progrès de l'esprit humain, 1794 (v. idea, progresso). Periferia, T. Peripherie; I. Periphery; F. Peripherie. La superficie esteriore di un corpo solido. Sistema nervoso periferico, dicesi quello costituito dai gangli e dalle fibre nervose, per opposizione al centrale, costituito dall’ encefalo ο dal midollo spinale; perciò dicesi periferico qualunque fenomeno nervoso, normale o patologico, che avvenga in un punto qualunque della fibra che unisce l'organo esterno al suo centro cerebrale. Sensazioni periferiche, per opposizione ad interne, diconsi quelle determinate dagli stimoli esteriori. Perigenesi. T. Perigenese. L’ ipotesi con cui 1’ Haeckel spiega la trasmissione ereditaria o eredità dei caratteri. Secondo questa dottrina, in ogni atto riproduttivo una data quantità di protoplasma o sostanza albuminoide viene trastuessa dal genitore al figlio, 9 nello stesso tempo viene trasmesso al protoplasma il movimento molecolare individuale, che gli era proprio. In altre parole, 1’ eredità consisterebbe nella trasmissione del movimento dei plastiduli, che costi tuiscono il plasma. Cfr. Y. Delage, La structure du protoplaame et les théories de l'érédité, 1895 (v. eredità, endogenesi, germiplasma, pangenesi). 54  RanzoLi, Dizion. di acienze filosofiche. PER  850  Poripatetici. T. Peripatetiker; I. Peripatetica; F. Péripatéticiens. I seguaci di Aristotele, così detti perchè studiavano e insegnavano passeggiando al Liceo. Fondatore della scuola peripatetica fu Teofrasto di Lesbo, che con l'insegnamento e con gli scritti diffuse la dottrina aristotelica, non senza allargarla, specialmente nella scienza della natura; mantenne la separazione dell’ intelletto fatta dal maestro, ma lo vollo congenito all’ nomo (σύμφυτος), ed in generale piegò più per la immanenza che per la trascendenza. Gli successe Stratone di Lampsaco, che, più risoluto del predecessore, tolse di mezzo le antinomie aristoteliche, negando l'intelletto separato ed il concorso di Dio nella produzione del mondo; egli concepì il pensiero dell’ intelletto come un movimento, e fa quindi condotto a negare l’esistenza d’un essere immobile, collocato al di fuori della natura e origine d’ogni movimento. Meno importanti furono i successori di Stratone, che seguirono a preferenza o le ricerche fisiche, o le trattazioni morali in forma popolare (v. aristotelismo). Nella filosofia scolastica dicevasi quantità PERMANENTE lo spazio, per opposizione alla quantità successiva, cio il tempo. Perseità. Lat. Perseitas; T. Perseität; I. Perseity; F. Perséité. Cid che sussiste per se, καθ᾽ αὑτό. È quindi l’attributo della sostanza: aubstantia est per ae, dice Goclenio, accidens per aliud. La parola perseità si adopera però quasi esclusivamente ad indicaro la dottrina tomistica delle relazioni tra il bene e il volere divino. Secondo S. Tommaso il volere, nella sua espressione adeguata, è mosso essenzialmente dal concetto del bene come presente alla ragione, © ciò sia nella natura umana che nella divina: la perseitas boni è dunque la razionalità essenziale del bene. Per Duns Scoto invece il bene è creazione arbitraria del volere divino, che al bene è superiore, Egli distingue due  851  PER specie di perseità: uno modo pro esse incommunicabili, et sic per se esse cat incommunicabiliter esse; alio modo... pro esse subristontiae, et sic per sè esse est per sè subeistere. Cfr. S. Tommaso, 8. theol., I, 2, q. XVIII segg.; Goolenio, Lez. philosophicum, 1613, p. 809. Persona. T. Person; I. Person; F. Personne. Questo termine originariamente designava la maschera (πρόσωπον = viso, aspetto) con eni nell’ antico teatro greco si rappresentava un dato personaggio. Quando cadde l’uso della maschera, indicò il personaggio stesso, e così passò nell’uso per indicare l’uomo, in quanto non è soltanto individuo, cioò unità organica di parti solidali, ma è un essere cosciente ed intelligente, un’ unità fondamentale di pensiero, di sentimento e d’azione. Perciò persona si oppone a cosa; il vegetale, il minerale, l’animale, e, si può aggiungere, il demente e l’idiota, sono cose, mentre l’nomo cosciente soltanto è persona. Dicesi persona morale l’uomo in quanto, per le capacità del suo spirito, può partecipare della 80cietà morale e intellettuale degli spiriti; persona fisica 1’ organismo dell’ uomo, considerato come manifestazione della sua persona morale; persona giuridica l’ uomo che possiede doveri ο diritti fissati dalla leggo. Cfr. Trendelenburg, Zur Geschichte des Vorter Person, « Kant Studien », 1908; Eucken, Geistige Strömungen der (Gegenwart, 1909, sez. D, § 5; C. Piat, La personne humaine, 2* ed. 1912 (v. io, personalità). Personalismo. T. Personaliemus; I. Personaliem; F. Personnalisme. Il Renouvier designa col nome di personalismo relatiristico la propria dottrina della personalità, che si contrappone all’ impersonalismo della filosofia evoluzionistica. Origine della personalità umana sarebbe, secondo il Renouvier, lo spirito personale di Dio, che è congiunto in un sistema fisso di relazione universale con lo personalità umane.  In un senso più generale dicesi personaliemo ogni forma d’idealisnio metafisico, che pone la realtà ultima in una coscienza unica, universale, eterna, fondandosi spePER  852  cialmente su queste due argomentazioni: 1° esiste una stretta analogia tra il modo di comportarsi delle idee nella mente individuale, ο la maniera onde ciascuna mente si connette con le altre menti; 2* il rapporto conoscitivo © pensativo por eni la mente è volta a questo o a quell'oggetto, è un rapporto del tutto peculiare, che non si può identificare nd col rapporto causale nd con quello di somiglianza, © che implica la presenza, sia pure latente, dell'oggetto stesso nella coscienza.  In un senso più generale ancora dicesi personalismo, per opposizione a panteismo, ogni dottrina che ammette Dio come persona. Cfr. Renouvier, Le personnalieme, 1903; Feuerbach, Das Wesen des Christenthume, 1841, p. 185; De Sarlo, I diritti della metafisica, « Cult. filosofica », luglio 1912 (v. fenomenismo, idealiemo). Personalità. T. Persönlichkeit; I. Personality; F. Personnalité. È la coscienza della propria individualità distinta da qualunque altra, « La personalità è V sutocoscienza, dice l’Herbart, nella quale l’io considera sè stesso come uno © medesimo in tutti i suoi molteplici stati ». E il Wundt: «Come I’ io è il volere interiore nella sua separazione da tutti gli altri contenuti della coscienza, così la personalità è Vio che si risente con la molteplicità di quei contenuti ο in tal modo si eleva al grado dell’autocoscienza ». La personalità presuppone dunque la individualità, ed il principio d’ individuazione è l'organismo. Infatti il senso organico è V elomento fondamentale della personalità, la quale muta col mutare di quello: così si spiegano i fenomeni patologici di sdoppiamento della personalità fisica, in oui l’individuo crode d’avere due corpi, di cui uno cammina © l’altro sta fermo, uno è sano e l’altro è malato. A costituire la personalità entrano anche i sentimenti e lo tendenze, cho hanno pure sede nell’ organismo ; col mutarsi e V alterarsi di quelle si muta quindi e si altera anche la personalità. L'identità della propria persona è data dalla  853  Per continuità delle coscienze successive, dall’unificarsi dei ricordi in un’ unica serie: Persona dicitur ens, quod memoriam sui conservat, hoc est, so esse idem illud, quod ante in hoo vel isto fuit statu (Chr. Wolff). Se quindi le basi organiche della memoria si alterano, può darsi che 1’ io passato scompaia dalla memoria, e allora si hanno gli sdoppiamenti della coscienza, costituiti da due io, da due persone distinte che s’alternano nello stesso organismo. Dicesi appunto fenomeno delle personalità alternanti quello sdoppiamento della personalità, nel quale all’ io primario si sostituisce un io secondario e viceversa, in periodi successivi più ο meno durevoli; le due personalità che si alternano sono del tntto separate rispetto alla memoria; la personalità 4 è incapace di rievocare tutto ciò che è avvenuto durante il periodo in cui era attiva la personalità B, ο viceversa; sono due personalità che s’ignorano reciprocamente come se fossero separate da un diaframma impermeabile.  Per personalità morale non s'intende soltanto quella coscienza della propria individualità che ha per base 1’ organismo, ma quella specialmente che deriva dalla propria capseità razionale, dalle qualità che si sono acquistate con la forza del volere, che ci dànno il sentimento della dignità nostra e ci fanno degli esseri superiori, autonomi, liberi.  Il problema della personalità dirina è la forma assunta nel pensiero contemporaneo dalla controversia tra teismo e panteismo, Il teismo cristiano si regge essenzialmente sopra la credenza in un Dio personale, © codesta personalità compete all’essere perfettissimo in quanto essa rappresenta appunto la suprema perfezione; ma, d'altro canto, la personalità è individuazione, e l'individuazione è limitazione nel tempo e nello spazio; di più la persona è opposizione e relazione, in quanto è coscienza del proprio io distinto da tutto ciò che è altro da lui e sussiste come rapporto di vari stati ad un soggetto identico: come può dunque Dio essere persona, se è eterno, infinito, atto puro PeR-PES  854  escludente ogni opposizione e relazione? Le soluzioni proposte dai filosofi contemporanei sono varie, ma tutte oscillano tra il panteismo, il teismo e l’agnosticismo. Cfr. Wundt, Ethic, 1892, p. 448; Hamilton, Lectures on metaphysics, 1859, t. I, p. 166; Ribot, Les maladies de la personnalité, 1885; P. Janet, Automatisme peyohologique, 1888 ; A. Binet, Les altérations de la personnalité, 1892; Myers, The human personality, ; Morton Prince, The dissociation of a personality, 1906; Dugas et Montier, La dépersonalisation, 1911; Hébert, Études sur la personnalité divine, « Rov. de métaphysique », giugno 1902 e marzo 1903; H. L. Mansel, The limits of religious thought, 1858, p. 59 segg.; Mac Taggart, Studies in hegelian cosmology, 1901, p. 76 segg.; Royce, Lo spirito della filosofia moderna, trad. it. , e The world and the individual, 1904, t. I, p. 425 segg., II, p. 419 seggi; Bradley, Appearance and reality, 1902, p. 135, 531 segg.; A. Chiappelli, La critica filosofica e il concetto del Dio virente, « Riv. di filosofia », anno I, n. 4; C. Ranzoli, L’agnostioiemo nella filosofia religiosa, 1912, cap. IV (v. dissooiazione, temperamento). Persuasione, T. Ueberzeugung; I. Persuasion; F. Persuasion. Si suole da alcuni distinguerla dalla certezza, perchè mentre questa è fondata su motivi adeguati e conformi al vero, la persuasione può essere anche di cosa falsa, oppure di cosa vera ma fondata su ragioni false. Dicesi naturale la persuasione spontanea che ogni uomo ha dei principi supremi di ragione, e riflessa quella che consiste nel riposo della intelligenza in un assenso dato volontariamente ad uns proposizionPessimismo. T. Pessimismus ; I. Pessimism; F. Pessimieme. Vocabolo usato la prima volta dal Coleridge per indicare « lo stato peggiore », adottato poi nel 1819 e reso comune dallo Schopenhauer. Può essere, come l'ottimismo a cui s'oppone, tanto naturale o intuitivo, quanto sistematico o filosofico. Il primo è una semplice disposizione  855  Prs dovuta sia a cause organiche ed ereditarie sia ad una dolorosa esperienza della vita a veder tutto nero nel mondo e nell'esistenza, a giudicare ogni cosa per il suo lato triste. Il secondo è invece una dottrina la quale sostiene © dimostra che tutto è male nell’universo, e che noi viviamo nel peggiore dei mondi possibili. Sebbene questa seconda forma di pessimismo tragga spesso origine dalla prima, che è antica quanto l'umanità, e sebbene essa esista più o meno latente nel fondo di ogni religione in quanto l'aspirazione verso un'esistenza oltremondana è sempre accompagnata dal malcontento dell’esistenza terrena tuttavia il pessimismo filosofico non data che dal secolo appena scorso. Schopenhauer ne è il più grande maestro, come Leibnitz può dirai il maestro dell’ottimiamo. Secondo Schopenhauer, l'essenza del mondo è la volontà, la quale è stimolo di oggettivarsi, forza cieca ed incosciente; perciò il mondo è pieno di mali; è il peggiore dei mondi possibili. L'uomo è in sus balla, ed è, per conseguenza, infelice: la sua vita oscilla come un pendolo tra il dolore e la noia. Nè egli può liberarsi dalla vita, perchè la vita è volontà essa pure, cioè volontà di vivere: « Volere è essenzialmente soffrire, e poichè vivere è volere, ogni vita è nella sua essenza dolore. Più l’essere è elevato, più esso soffre... La vita dell’uomo non à che una lotta per I’ esistenza, con la certezza d'esser vinto.... La vita è una caccia incessante nella quale, ora cacciatori ora cacciati, gli esseri si disputano i brandelli d’un orribile pasto; una specie di storia naturale del dolore che si riassume così: volere senza motivo, soffrire sempre, sempre lottare, poi morire, e così di seguito per i secoli dei secoli, tinchè questo nostro pianeta si frantumi in piccoli frammenti ». Unico rimedio è che l’ uomo cerchi di negare questa volontà, rintuzzando l'egoismo sul quale si fonda lo stimolo di continuare a vivere, © ciò potrà ottenere non già col suicidio, ma colla vita rigorosamente ascetica e contemplativa, che conPer  856  durrà al lento suicidio della specie umana. I discepoli di Schopenhauer trasformarono ο alterarono il suo sistema. Il Banhsen, più esagerato del maestro, esclude che la volontà di vivere possa in alenn modo negare sò stessa; la volontà, essendo essenzialmente cieca, non pud sottomettersi all’idea, e all’nomo non rimane quindi alcuna possibilità di liberazione. Invece per l’Hartmann l’ incosciente è nello stesso tempo volontà e idea, cosicchè, quando col tempo dominerà l’idea, quando la volontà di vivere si sottometterà alla logica, essa rinuncerà volontariamente a sò stessa, Si avrà allora il suicidio cosmico, dopo il quale regnerà la pace del nulla. Ai nostri giorni il problema del pessimismo e dell’ottimismo, che è essenzialmente metafisico, non ha più ragione di esistere: il dolore e il piacere sono la condizione stessa della vita, la quale non è nd tutto dolore nè tutto piacere. D’ altro canto, se questo mondo fosse davvero il peggiore dei mondi possibili, esso non potrebbe continuare ad esistere; ma esso continua ad esistere, e la ragione che rende la vita possibile è, dice il Gnyau, la medesima che la rende desiderabile. Cfr. Schopenhauer, Die Welt als Wille und Forstellung, ed. Reclam, t. II, $ 162; E. Hartmann, Philosophie des Unbewussten, 1890; I. Bahnsen, Der Widerspruch im Wissen und Wesen der Welt, 1880; Sully, Pessimiem, 1877; W. Thomson, Modern pessimism, 1878; G. Palante, Pessimieme et individualieme, 1913 (v. dolore, piacere, ottimismo, migliorismo, incosciente, sentimento). Petizione di principio. Lat. Petitio prinoipii; T. I Ia.; F. Pétition de principe. E il sofisma che Aristotelo designava con le frasi τὸ ἐξ ἀρχῆς, ovvero τὸ ἐν ἀρχῇ altetoda:. Esso consiste nel prendere come principio di prova la tesi stessa da provare. Aristotele ne distingue cinque specie: la prima, che si nasconde sotto le sinonimie, si ha quando si assume come principio di prova la tesi stessa da provare, sotto altra forma; la seconda si ha quando, dovendosi dimostrare una tesi particolare, si ritiene dimostrata la tesi generale che la comprende; la terza è l’inversa della pre cedente; la quarta non è che la terza estesa a tutti i casi possibili; la quinta, che è la tipica, consiste nel provare una proposizione mediante un’altra, la quale non può essere a sua volta provata che mediante la prima. Aristotele stesso cadde in quest’ultima forma di petizione di principio, quando volle provare che la terra è il centro del mondo, partendo dalla premessa che la natura delle cose pesanti è di cadere al centro del mondo. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 24, 41 b, 8; Id., Τορ., VII, 19. Piacere. T. Vergnügen, Lust; I. Pleasure; F. Plaisir. Essondo un dato immediato della coscienza, è in sò stesso indefinibile. Esso rappresenta uno dei due poli del sentimento, il quale si manifesta sempre sotto le due forme opposte del piacere e del dolore, collegate fra loro da un numero indefinito di stati intermedi. A malgrado però di questa opposizione, alcune volte i dolori intensi sono a0compagnati da un senso di piacere, dovnto alla vivacità dello stato affettivo. In generale, il piacere è determinato dal funzionamento normale dei differenti organi del nostro corpo, sia che appartengano alla vita psichica che a quella vegetativa. La stessa eccitazione che produce dolore se eccessiva, può produrre piacere se d’intensità moderata: questo fu detto piacero positivo, 9 piacere negatiro quello che deriva dalla cessazione del dolore. Il piacere è sempre accompagnato da aumento delle funzioni vitali: celerità nella circolazione del sangue e nella respirazione, abbondanza nella assimilazione delle sostanze nutritive, maggiore secrezione delle glandole, vivacità di movimenti, ecc.; a ciò devesi forse il fatto, constatato dalla psicometria, che il tempo di reazione delle sensazioni di piacere è minore di quello delle sensazioni di dolore. Si distingne comunemente il piacere fisico (ad es, quello che si prova gustando un cibo) dal morale (ad es. quello che si prova ammirando Pia  858  un’opera d’arte). Però la differonza tra I’ uno e l’altro non è di natura, in quanto entrambi implicano un fatto fisico ο organico e un corrispondente fatto psichico, ma soltanto di complessità, essendo il secondo associato ad un maggior numero di dati rappresentativi o intellettuali. Per Aristippo il piacere, ἡδονή, #’accompagna al movimento calmo dell'organismo, il dolore al movimento violento, l’ indifferenza al riposo; esso importa il sentimento della soddisfazione, che deriva dall’appagamento del desiderio; la difforenza tra i piaceri non sta nel loro oggetto, ma nella forza del sentimento di soddisfazione, forza che si trova per lo più nel piacere sensuale, corporco, che si riferisce all’ immediato presente. Per Aristotelo il piacere è la conseguenza e il completamento dell’ atto, il che spiega come esso sia fugace e cerchi la novità; esso completa anche la vita degli uomini « i quali hanno dunque ragione di amare il piacere, poichè per ciascuno d’ essi è il completamento di quella vita alla quale sono sì fortemente attaccati ». Per Epicuro il vero piacere non si trova « nelle gioie dell’amore o nel lusso e negli eccessi della buona tavola, como hanno voluto insinuare alcuni ignoranti e i nemici della nostra scuola », ma nella tranquillità dello spirito libero da agitazioni, e nella quiete del corpo esente dal dolore:, aprile 1905; A. Lalande, Pragmatismo et pragmatioisme, « Revue philosophique », febbr. 1906; L. Laberthonnière, Saggi di filosofia religiosa, trad. it. 1907; A. Schinz, Anti-pragmatisme, 1909; R. Berthelot, Le romantieme utilitaire, 1911; W. James, Lo pragmatismo, trad. frane. 1911; E. Boutroux, William James, 1911; F. Masci, Intellettualiomo e pragmatismo, in « Atti della R. Accademia di Scienze m. e pol. », Napoli. (v. azione, attivismo, attualismo, antropocentrico, moralismo, umanismo). Prammatico (πραγματικός = che si riferisco ad una azione). Ciò che si pratica per lunga consuetudine; oppure che concerne l’azione, il successo, la vita, in opposizione sia alla conoscenza astratta © speculativa, sia alla obbligazione morale. Dicesi anche di una credenza che si accetta non perchè riconosciuta vera, ma perchè ritenuta utile. In questo senso Kant chiama prammatioa una storia « quando rende pradenti, ciod quando insegna al mondo d’ oggi come possa aver cura dei propri interessi meglio o almeno tanto bene quanto il mondo passato »; prammatici gli imperativi che consistono in consigli di prudenza riferentisi al benessere, distinti dai tecnici ο regole d’abilità, e dai pratici o comandi morali. Kant chiama ancora fede prammatica una credenza che si aunmette accidentalmente come  883  Pra fondamento ai mezzi d’un fine determinato, e fede pratica una credenza che si ammette perchè è postulata dalla legge morale: il precetto d’aspirare al sommo bene è obbiettivo e la sua possibilità obiettivamente fondata, ma la credenza nei postulati che ne derivano (divinità, libertà, immortalità) è soggettiva, quindi una fede puramente pratica della ragione che in sò non è il dovere, ma sorge prima del sentimento morale e può quindi diventare incertezza, ma non mai degenerare in inoredulità. Il Blondel chiama prammatica la scienza dell’azione, in quanto questa costituisco un ordine di realtà sui generis, l’atto, il xp&ypa, nel quale s’ uniscono l'iniziativa dell’ agente, il concorso che esso riceve, le reazioni che subisce. Il Windelband chiama fattore prammatico della storia della filosofia quello pro- dotto dalla necessità interiore dei pensieri ο dalla logica delle cose, per cui nella storia stessa si ripetono non solo i problemi capitali ma anche le principali correnti della loro soluzione e le dottrino germogliano incessantemente luna dall'altra. Cfr. Kant, Grundlegung sur Met. der Sitten, 2 Absoh.; Krit. d. reinen Fernunft, Transc. Met., sez. III; Blondel, L’Action, 1893, p. 206; Hermann, Der pragmatische Zusammenhang in der Geschichte der Philosophie, 1836; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. Zaniboni, vol. I, D. 14 segg. (v. azione, attiviemo, pragmatismo). Pratica (πρᾶξις  azione). T. Praktisch, Ausübung; I. Practical, Praotice; F. Pratique. Come dice I’ etimologia, pratico non significa altro che attivo; si oppone perciò tanto a teorico, che a speculativo, i quali derivano entrambi da radici che significano mirare, guardare, e indicano quel lavoro indagativo e osservativo della intelligenza, che sono l'operazione propria della scienza e della filosofia. La pratica ha per fine l’azione, quindi il bene; essa è prodotta dalla volontà ο costituisce la materia dell’ etica. Già in Aristotele troviamo la distinzione della filosofia in teoretica, pratica e poetica; il Wolff la distinse pure in teoPra  884  retica e pratica, comprendendo sotto questa la filosofia pratica generale, il diritto naturale, l'etica, la politica e l'economia, e dandole per fine supremo il perfezionamento di sò stesso e degli altri. In Kant la critica della ragion pratica ha per c6mpito di rispondere ai due quesiti: che cosa io debbo fare? che cosa io posso sperare? Il primo quesito è oggetto della analitica, il secondo della dialettica della ragion pratica, Nell’analitica sono principî pratioi quei postulati, che contengono una determinazione universale della volontà a cui sono subordinate regole pratiche; essi sono soggettivi o massime, se la determinazione è riguardata dal soggetto come obbligatoria per la volontà propria, oggettivi ο leggi pratiche se è riconosciuta come obbligatoria per la volontà d’ogni essere ragionevole. L’Hartmann pone come cémpito della filosofia pratica di portare a fini della coscienza i fini dell'inconscio ; tali fini si riassumono tutti nella rinuncis al volere, che porterà all’ annientamento dell’ universo. 11 Windelband chiama problemi filosofici pratici quelli che hanno origine dall’ esame dell’ attività umana rivolta ad uno scopo, problemi teorici tutti quelli che si riferiscono in parte alla conoscenza della realtà, in parte allo studio della conoscenza; dei pratici si ocoupano l’etica, la sociologia, l'estetica, la filosofig del diritto, della storia e della religione. Comunemente, per sapienza pratica, o filosofia pratica, o senso pratico della vita, 8” intende quella saggezza tutta particolare che non si apprende studiando ma operando e riflettendo, che non attinge alla sola ragione, ma al sentimento, alla fantasia e al raziocinio insieme, che non è soltanto prudenza, ma, a volta a volta, prudenza ο coraggio, ardire © cautela, temporeggiamento © decisione. In altre parole, savierza pratica significa equilibrio, misura; essa dà quindi all’ imprevisto il posto che gli compete nella preparazione del futuro, ma si comporta al tempo stesso come se ogni cosa fosse esattamente prevedibile; sa quanto d’ inevitabile prema sui destini umani,  885  PRE ma procede come se tutto dipendesse dai decreti del nostro volere; riconosce tutta l’importanza che gli accidenti esteriori hanno sulla nostra felicità, ma è ancora più convinte che ogni avventura esterna si veste dei colori della nostra anima e che la pace interiore, bene supremo, non dipende alla fin fine che da noi, Cfr. Aristotele, Met., II, 1, 998 b, 98, VI, 1, 1025 b, 18; Chr. Wolff, Philosophia praotica univerealie, 1738, $ 2; Kant, Krit. d. prakt. Vernunft, ed. Reclam, p. 15 segg.; Hartmann, Phil, dee Unbewussten, 1890, III, 748; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. Zaniboni, I, p. 25 segg.; C. Ranzoli, It caso nel pensiero ο nella vita, 1913, p. 218 segg. (v. dottrina, dotore, imperativo, prammatico). Precisione. T. Präcision, Bestimmthoit; I. Precision; F. Précision. Iu senso generale, ciò che non lascia adito ad alcuna indecisione del pensiero; si oppone a vago e si distingue da esatto, che equivale a vero sia nell’ ordine logico che in quello obbiettivo. Con questo termine gli scolastici designavano l'operazione logica della astrazione orizsontale © verticale, che consiste nel diminuire la comprensione di un concetto, di una nozione, togliendo alcune note per ritenere soltento quella o quelle che si vogliono cont derare. Precoce. T. Frühzeitig, Voreilig; I. Precocious; F. Precoce. Dicesi tale un fenomeno, fisico, fisiologico, psichico o sociale, che si manifesta prima del momento comune e normale, o anteriormente alla previsione basata sul tempo d'azione delle cause. Gli zoologi chiamano la prole degli uecelli precoce 0 inetta secondochè può o non può provvedere subito da sò al proprio sostentamento, Gli psichiatri, col nome di demenza precoce designano quelle forme, sia catatoniche, che ebefreniche e paranoidi di debolezza mentale, che derivano da arresto di aviluppo psichico. Predestinazione. Lat. Praedestinatio ; T. Pridestination; I. Predestination; F. Prédestination. Dottrina teoloPRE  886  gica, secondo la quale ogni individuo è destinato, in modo infallibile ed eternamente vero, ad essere salvato o dannato. Si collega alla dottrina della prescienza divina. Come riferisce S. Agostino, secondo i Pelagiani presoiebat Deus. qui futuri cosent sanoti et immaculati per libera roluntatis arbitrium et ideo eos ante mundi constitutionem in ipsa sua prascientia, qua tale futuros esse prascivit, elegit. Leibnitz distingue la predestinazione dalla destinazione, in quanto . Cfr. S. Tommaso, 8. theol., I, 2, qu. X, a. 3, e q. XIII, 6, ecc.; Boursier, De l’action de Dieu aur les creatures, Dise. prélim., I, 8; Malebranche, Réflerions sur la prémotion physique, 1715 (v. libero arbitrio). Predeterminismo. T. Prädeterminismus; I. Predeterminism; F. Prédéterminisme. Dottrina teologica, secondo la quale gli eventi sono considerati come risultanti dalla prescienza e dalla onnipotenza divina. Si distingue dal determinismo perchd in questo, a differenza di quello, la necessità è immanente agli stessi fenomeni. Però secondo alcuni, ad es. il Renouvier, il determinismo ben compreso si identifica col predeterminismo ed ha la sua vera espressione nell'equazione del mondo del Léplace; data la ferrea necessità causale che lega i fenomeni del mondo, in ogni momento della sua esistenza sono potenzialmente contenute tutte le sue fasi successive, cosicchò una intelligenza infinita potrebbe agevolmente calcolarle.  Kant oppone il problema del determinismo a quello del predeterminismo : il primo consiste nel domandare come la volontà può essere libera, pur essendo determinata da una ragione sufticiente interiore all'agente, il secondo nel ricercare in qual modo la determinazione di ogni atto mediante ragioni anteriori e fatti che non sono più in nostro potere, possa conciliarsi con la libertà, la quale esige che l’atto, nel momento dell’azione, sia in potere del soggetto. Cfr. Ch. Renouvier, Histoire et sol. des probl. métaph., 1*ed., p. 168-9; Kant, Religion inneralb der Grenzen des blossen Vernunft, ed. Rosenkranz, parte I, p. 57 (v. equazione del mondo, fataliamo, determinismo). Predicabile. Gr. Kazyyopospevov; T. Praedicabile; I. Predicable; F. Prédicable. Tutto cid che ad un dato soggetta può essere attribuito. Aristotele, oltre alle dieci categorie (praedicamenta), diede anche una classificazione di cinque categorumeni (praedicabilia), che sono i cinque PRE  888  universali, di cui i due primi, cioò il genere e la specie Crévog e εἶδος) riguardano la estensione delle idee, gli altri, cioè la differenza, il proprio e I’ accidente (διαφορά, Toy, συμβεβηκός) riguardano la comprensione.  Kant chiama predioabili della ragion pura tutti i concetti a priori, ma derivati, che possono essere ricavati dai predicamenti © categorie, come la forza, l’azione, la passione, la presenza, la resistenza, l’origine, la distruzione, il cangiamento.  In un senso ancora più lontano dal primitivo, Schopenhauer chiama praodioabilia a priori le proposizioni generali che possono essere affermate 4 priori relativamente al tempo, allo spazio, alla materia; esse sono diciassette per ciascuna di queste tre categorie. La prima relativa al tempo è la seguente: non v’ha che un tempo solo, e tutti i tempi diversi sono parti dello stesso; la seconda: tempi diversi non sono contemporanei, ma successivi. Cfr. Aristotele, Top., I, cap. 4, 101 b, 17-25; Porfirio, Isagoge, 1; Kant, Krit, d. reinen Vern,, A 82, B 108; Schopenhauer, Die Welt als W. u. Vorst., ed. Reclam, Ergänzungen z. ersten Buch, cap. IV; Rosmini, Logica, 1853, § 413-418 (v. oatogorie, oategorumeni). Predicato. T. Prädioat ; I. Predicate; F. Prédioat. Ogni ides che può essere predicata, negata o affermata di un’altra. Logicamente ha lo stesso valore di attributo, giacchè i latini tradussero il greco κατηγόρηµα ο κατηγοροὺµενον tanto con praedicatum quanto con attributum ; ma mentre il predicato non ha che un valore logico, determinato dal posto che esso occupa nella proposizione, l’attributo è adoperato anche in un senso metafisico, per designare quelle qualità d’una sostanza, senza le quali essa non potrebbe essere, mentre le qualità accidentali diconsi modi. Preesistente. T. Prüeristent ; I. Preeristent; F. Preszistent. Ciò che esisto anteriormente ad altra cosa. Platone, ispirandosi allo dottrine teologiche dei misteri dionisiaci, estende l’esistenza immortale dell’ anima oltre i due limiti  889  © Pre della vita terrena, nella preesistenza e nella postesistenza; nella prima è da cercare la colpa per cui l’anima è ricacciata nel mondo sensibile, nella seconda la sua sorte dipende dal grado con cui, nella vita terrena, si è resa libera dalla cupidigia del senso e si è rivolta alla sua missione più elevata, alla conoscenza delle idee. Anche secondo alcuni dei primi Padri della Chiesa, come Tertulliano, Ireneo e Gregorio di Nissa, l’anima è preesistente al corpo; la materia è pure preesistente alla divinità cosicchd queste non la crea ma la organizza. Nella tilosofin gmostica gli coni non sono altro che spiriti preesistenti, che giungono alla vita terrena dopo una serie di crescenti degenerazioni. Cfr. Platone, Fedr., 246 vegg.; Id., Gorgia, 523 segg.; Id., Rep., 614 segg.; Id., Fedone, 107 segg.; 8. Ireneo, Adv. haer., V, 12, 2. Preformasione dei germi. Dottrina ora abbandonata, secondo la quale ogni individuo vivente conterrebbe attualmente preformati i germi di tutti i nuovi individui che potranno sortire da lui. Codesti germi non sarebbero che individui estremamente piccoli, ma già formati, cosicchè il loro svilupparsi non sarebbe che un ingrandire. Ogni germe, per quanto piccolo, contiene avviluppati in sò stesso altri germi ancor più piccoli, e questi altri più piccoli ancora e così via via indefinitamente. Questa dottrina fu già sostenuta da Malpighi, Haller, Bonnet. Nella sua Monadologia Leibnitz dice: « I corpi organici della natura non sono mai prodotti de un caos o da una putrefazione, ma sempre da sementi, in cui o'era senza dubbio qualche preformazione ». Oggi il preformismo è sostenuto dal Weismann, nel senso però che gli organi e i caratteri ereditari degli esseri viventi esistono nel germe allo stato di parti differenziate, quantunque non simili agli organi e ai caratteri che produrranno. La dottrina più accettata attualmente è quella dell’epigenesi, per cui si ammette che lo sviluppo embrionale dell’ individuo consiste PRE ©  890  in una oatena di neoformazioni, che si presentano per gradi ο non preesistono già formate nel germe. Cfr. C. Bonnet, Consideratione sur les corps organisés, 1776; Leibnitz, Monadologia, $ 74; C. S. Wolff, Theoria generationis. 1774; A. Weismann, Das Keimplasma, eine neue Theorie d. Vererbung, 1894; Haeckel, I problemi dell’ universo, trad. it. 1902, p. 81 (v. eredità, endogenesi, germiplasma, pangenesi, perigonesi). Premessa. Gr. Πρότασις; Lat. Praemissa; T. Prämisse, Vordersatz; I. Premise; F. Prémisse. Le due proposizioni del sillogismo, che contengono il medio e da cui risulta la conclusione. Quella che contiene il termine maggiore dicesi premessa maggiore, quella che contiene il minore premessa minore. Circa il modo di cavare dalle premesse la conclusione si hanno cinque regole: 13 non si conchiude da premesse negative, perchè posto che nd il termine maggiore nè il minore convengono col medio, non si può conchiudere nd che convengano tra loro nd che disconvengano; 2* non si conchiude negativamente da premesse affermative, perchè in tal caso la conclusione non deriverebbe, evidentemente, dalle premesse; 3° non si conchiude da premesse particolari, perchè il sillogismo consiste invece nel procedere dall’ universale ; 4* la conclusione segue sempre In parte più debole delle premesse, intendendosi per debole la proposizione negativa rispetto all’ affermativa, ο la particolare rispetto all’ universale; 5* non si conchinde da premesse delle queli la maggiore sia particolare e la minore negativa; tale regola si basa essenzialmente sulle precedenti. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 545 segg.; Masci, Logica, 1899, p. 241 segg. (v. figura, modo, sillogiemo, termini). Presciensa. T. Vorherwissen; I. Foreknowledge; F. Prescience. Uno degli attributi della natura divina. Esso si basa sul principio dell’ assoluta perfezione di Dio. Se Dio è perfetto, deve essere intelligente; alla sua intelligenza nulla deve essere nascosto, nè il prosente, nd il passato,  891  Pre nd l'avvenire. La prescienza di Dio deve essere sicura, perchè se fosse incerta potrebbe farlo cadere nell'errore, e ciò è incompatibile colla sua perfezione; e deve essere immediata, perchè se fosse ottenuta per mezzo di ragionamenti o di intermediari, bisognerebbo supporre che egli, almeno per un istante, ignorasse l'avvenire, non fosse presciente, cioè fosse imperfetto. La prescienza divina non è infatti una previsione ma una visione : da tutta l'eternità Dio contempla tutto ciò che dovrà accadere in tutto il tempo avvenire. La sua prescieuza è dunque una omniscienza, che abbraccia tutte le verità simultaneamente, e, insieme al presente, al passato, all’ avvenire, anche ciò che non fu e non sarà mai; donde la distinzione, ammessa da tutti i teologi, tra la scienza della visione, nella quale si comprendono i futuri contingenti, e la scienza di pura intelligenza, che si riferisce agli esseri che non verranno mai all'esistenza. Cfr. S. Agostino, Ootoginta trium quest., q. 24; S. Bonaventura, Opera omnia, t. I, p. 800 segi Tommaso, Summa theol., I, qu. XIV, art. 5, 6; Id., C. Gentes, I, dist. 38, qu. I, art. 5, e spec. Quaest. de acientia Dei, art. 12. Presentazione. T. Präsentation, Forstellung ; I. Presentation; F. Présentation. Per opposizione a rappresentazione alcuni psicologi adoperano questo termine a designare tutti quegli stati di coscienza in cui un dato oggetto è presentato allo spirito; quando lo stesso oggetto si presenta di nuovo, si ha una ripresentasione o rappresentazione. In tal senso V Hamilton denominava presentazionismo reale la dottrina, propria del Locke e della scuola scozzese, secondo la quale le qualità primarie delle cose, ad es. la resistenza e la forma, sono immediatamente da noi percepite, quindi sono realmente nei corpi quali noi le percepiamo. Sull’utilità del vocabolo presentazione, come opposto di rappresentazione, si è molto discusso; secondo il Bergson la parola rappresentazione è equivoca e, in base alla sua etimologia, non dovrebbe mai designare un oggetto intellettuale presentato PRE-PRI  892  allo spirito per la prima volta: « Bisognerebbe riserbarla alle idee o alle imagini che recano |’ impronta di un lavoro anteriore effettuato dallo spirito. In tal caso si potrebbe introdurre il vocabolo presentazione (ugualmente impiegato dalla psicologia inglese) per designare in generale tuttociò che è puramente e semplicemente presentato all’ intelligenza ». Anche il Claparède crede all’ opportunità ‘di distinguere in tal modo gli stati psichici a seconda che il loro contenuto è attuale ο imaginatico. Si può osservare però che coi vocaboli sensazione 0 percezione si indica abbastanza chiaramente l’attualità dei fatti psichici. Cfr. W. Hamilton, Dissertations on Reid, 1860, p. 825; J. 8. Mill, An exam. of sir Hamilton'e philosophy, 3° ed. 1867, cap. LIL; J. Ward, Psychology, Eneycl. Britannica, 1° sez.; Bergson, Bulletin de la soc. frang. de phil., giugno 1901, p. 102; Ed. Claparède, Ibid., giugno 1913, p. 213; Lachelier, Ibid., p. 214. Presentimento. T. {knung, Vorempfindung; I. Presentiment; F. Pressontiment. La previsione oscura di un avvenimento che può accadere; non è quindi da confondersi con la previsione scientifica, che è sicura in quanto è fondata sulla costanza ο l'uniformità delle leggi naturali. Il Leibnits intendeva per presentimento la facoltà di prevedere ragionando degli avvenimenti; tale facoltà proveniva, secondo lui, dal possedere lo spirito umano la rappresentazione di tutte le cose dell’universo, e quindi la possibilità di trarre dal proprio fondo delle verità sia astratte che concrete. Secondo Fries ο Jacobi il presentimento (Ahnung) è «la convinzione fondata sul solo sentimento, senza concetti determinati » a cui corrisponde la credenza nel divino. Cfr. Fries, System der Logik, 1837, p. 423 segg. (v. percezione). Presenza v. Tarole di Bacone. Prestabilita (armonia) v. Armonia. Primario. T. Erst, Elementar ; I. Primary; F. Primaire. In un sistema di classificazione per ordine di generalità  893  Pri diconsi divisioni primarie sia le divisioni che hanno l’estensione maggiore, sia le divisioni che hanno l'estensione minore.  Dicesi formazione primaria, sia nell’ordine psicologico che in quello fisico, ciò che è più antico, ο ciò che è composto del minor numero di elementi. Si dicono primarie o originali quelle qualità dei corpi senza di cui i corpi stessi non possono essere concepiti: tali |’ estensione, la figura, la resistenza. Secondarie invece quelle che si possono sopprimere senza sopprimere al tempo stesso la nozione della cosa: il colore, il sapore, l’odore, il suono, ecc. Delle qualità primarie le nostre sensazioni sono, secondo il Locke, copie fedeli di cui le cose sono gli originali: le qualità secondarie sono invece affatto relative. Il Berkeley invece ridnce le qualità primarie alle secondarie, dimostrando che quelle non sono meno relative di queste, entrambe derivando dai sensi ¢ risolvendosi tutto in stati del nostro spirito: « La volta rilucente del cielo, 1’ ornamento della terra, in una parola tutti i corpi che compongono questo mondo, non esistono che in uno spirito che li percepisce; essi non hanno altra esistenza che la possibilità d'essere percepiti; quindi tutte le idee esistono attualmente in me o in qualche altro rpirito creato, 0, se non vi esistono, non esistono affatto o esistono nello spirito divino ». Cfr. Locke, Ess., II, cap. 8, $ 8-15; Berkeley, Principl., I, VIII, XI (v. attributo, essenza). Primitivo. T. Ur... Grund...; I. Primitive; F. Primitif. Si oppone tanto a secondario che a derirato, e dicesi di ciò che sta all’origine di una serie di fatti, o che in ana cosa ha il primo luogo, ο che si ottiene per primo. Dicesi senso primitivo quello del tatto, perchè esso precede nella specie tutti gli altri sensi, i quali si considerano come semplici differonziamenti subiti nel corso della evoluzione biologica dalla sensibilità tattile, per effetto della varia natura ο del vario modo di agire degli stimoli esterni. Il Rosmini chiama giudizi primitiri quelli dati solamente dal senso e PRI  894  anteriori alla formazione del concetto; si dicono primitivi appunto perchè sono i primi che noi facciamo sulle cose, e mediante i quali delle cose stesse formiamo i concetti. Egli chiama poi sintesi primitiva l’attività spiritnalo onde il senso fondamentale unisce la sensibilità ο l’ intelletto e ne vede il rapporto; questa attività non è altro che la ragione, sesi considera più generalmente l’attività nascente dall’unità intima del sentimento fondamentale, in quanto cioò l'Io è atto a vedere i rapporti in generale: quindi la sintesi primitiva è la prima funzione della ragione. Cfr. Rosmini, Logioa, , $ 212 segg.; Id., Psicologia, 1848, t. II, § 452 segg. Primo o primum. T. Eret; I. First, Early; F. Premier. È tutto ciò che non ammette alcun antecedente. Però il primo può essere anche relativo, cioè un primo eupposto : ad es. il primo costitativo nella biologia è la molecola οοstituente le cellule; nella fisica è I’ atomo, costituente le molecole; nella chimica la monade eterea, componente dell’atomo stesso; e questo primo della chimica è tale soltanto perchè esso è l’ultimo indistinto del quale non occorre sapere in qual modo sussista, come il biologo si arresta alla molecola organica, non occorrendogli indagarne la costituzione. Si distingue poi il primo logico dal primo eronologioo : quello riguarda 1’ ordine del tempo, questo l’ordine della relazione di principio a conseguenza; ad es. nel penso dunque esisto di Cartesio, il penso è il primo logico Pesisto il primo cronologico.  Dicesi primo noto quella nozione prima, dalla quale si deducono tutte le altre idee ο principi.  Nel linguaggio aristotelico-tomistico primum e pris differiscono, in quanto quello si dice per privazione di antecedente, questo per confronto a posterius; dicesi poi primum alterans il primo cielo, il cui moto era ritenuto come principio di alterazione © di corruzione degli enti terrestri, e primum mobile il primo cielo in quanto per mezzo degli altri cieli dava moto ai corpi celesti. Primo motore (πρῶτον κινοῦν) chiama Aristotele la divinità, causa  895  Pri iniziale immobile del movimento; la materia, il puro possibile, è ciò che è mosso senza muovere, mentre Dio, il puro reale, è ciò che soltanto muove senza esser mosso e senza divenire: tra i due termini v'è tutta la serie delle cose, che subiscono o suscitano il movimento, e il oui insieme Aristotele chiama natura.  Nell’ ontologismo ai distingue il primo psicologico che è quella qualsiasi nozione, prodotto della intelligenza, dalla quale ogni altra deriva, dal primo ontologico, che è l’essere in sò stesso come distinto ed opposto alle intelligenze, e il primo ideologico che è il medesimo essere assoluto in quanto è oggetto della intelligenza umana.  Nell’ innatismo o razionalismo si distinguono i primi universali, che il nostro spirito porta con sè stesso, © che sono quindi anteriori ad ogni esperienza, dagli ultimi universali, o principi scientifici, i quali risultano dall’esperienza sensibile ο si formano appunto da ciò che nell’ esperienza vi è di costante e di comune.  Filosofia prima (φιλοσοφία πρώτη) chiama Aristotele la ricerca della realtà prima e dell’ essenza immutabile delle cose; essa poi fu detta metafisica.  Causa prima (causa sui, causa causarum, 900.) dicesi quella che non è l’effetto d'una causa antecedente e dalla quale procedono le altre cause, dette perciò seconde.  Verità prime, primi prinoipî, nozioni prime, ecc., sono quelle che non sono ricavate deduttivamente da altre.  Diconsi qualità prime della cosa quelle senza di cui la cosa non potrebbe concepirei. Principio. Gr.'Apx#; Lat. Principium ; T. Grund, Grundsatz; I. Principle; F. Principe. Ha tre significati fondamentali, uno logico, uno normativo, l’altro metafisico ο obbiettivo. Nel primo indica una proposizione generale dalla quale derivano e alla quale si subordinano altre proposi zioni secondarie. Nel secondo designa una massima o regola d’azione, chiaramente presentata allo spirito ed enunciata mediante una formala; a seconda del loro contenuto, si hanno principi morali, religiosi, artistici, politici, ecc. Nel terzo indica una realtà dalla quale dipendono ο derivano altre realtà: in questo senso gli atomisti chismavano principia gli atomi, i teologi chiamano Dio principio del mondo, e gli psicologi l’anima principio dei fatti psichici. Una dottrina scientifica può essere allo stesso tempo un principio logico, un'ipotesi e una legge. Così la conservazione della materia e dell'energia è un principio, perchè in base ad esso noi cerchiamo degli equivalenti ad ogni quanti di materia e d'energia che sembra nascere o sparire; una ipotesi, perchè non è stato sperimentato e non potrà mai esser sperimentato su tutti i corpi e su tutte le energie della natura; una legge, per il gran numero di corpi e di energie riguardo a cui fu sperimentalmente constatato.  Diconsi principt logici ο principî supremi di ragione, il principio d'identità, À è 4; il principio di contradizione, 4 non è non-4; il principio del mezzo o terzo escluso, 4 è ο non è B; il principio di ragion sufficiente, per cui nessuna verità esiste che non sia giustificabile.  Il principio di individuazione è il fondamento della individualità, per cui essa è quello che è; il principio degli indiscernibili è quello per cui due cose, per esser due, debbono avere qualche differenza di qualità; il principio di causalità, per cui nulla vi ha senza causa; il principio di finalità, per cui ogni essere ha un fine.  Il principio della minima azione, o del minimo mezzo, 0 di economia, o principio di semplicità, fa formulato in modi diversi; così per Galileo « la natura non opera con molte cose quello che può operar con poche »; per Voltaire «la natura agisce sempre per le vie più corte »; per Maupertuis « quando nella natura avviene un mutamento, la quantità di azione necessaria a produrlo è la più piccola possibile ».  Nel linguaggio aristotelico-tomistico diconsi prinoipia generationis quelli di cui tutte le cose sono fatte, mentre essi stessi non sono fatti da altri, e sono la materia, la forma, la privazione; principia compositionis ο della cosa generata, quelli dalla cui permanenza vien generato il corpo naturale; principia metaphysica quelli da cui si intende composta metafisicamente ed intellettualmente la cosa; prinoipia in habitu quelli che regolano i sillogismi senza che ne faccian parte, ad es. le coke che convengono ad una terza convengono tra di loro. Dicesi ancora principium quod la persona ο il supposito oui si attribuisce V operazione, o la denominazione dell’ operante (ls persona di Tizio è il prinsipium quod delle sue volizioni); princi pium quo ciò onde viene elicita immediatamente l’azione (la volontà di Tizio è il principium quo delle sue volizioni). Cfr. Goclenio, Lerioon phil., 1613, p. 870; Chr. Wolf, Philos. prima sive ontologia, , $ 866-876; Kant, Krit, 4. reinen Vern., ed. Reclam, p. 265 segg. Privativo (termine). T. Privato; I. Privative; F. Privatif. La privazione è, secondo Aristotele, una causa negativa che agisce per la sna stessa assenza, Quindi il termine privativo si distingue dal positivo e dal negativo, in quanto è l’una e l’altra cosa nello stesso tempo; è detto privativo perchè limito, nega una qualità ο un attributo di cui il soggetto fu possessore, ο di cui è naturalmente capace; ad es. analfabeta, cieco, anormale, ecc. Cfr. Mill, Syetom of logio, 1865, 1. I, cap. II, $ 6 (v. negativo, negazione). Privazione. T. Mangel; I. Privation, Want; F. Privation. E una qualità che consiste nella’ mancanza di una qualità positiva, ed agisce come una causa negativa per la sua stessa mancanza : cieco, mortale, povero, ecc. Così il Wolff la definisce: defeotus aliouiue realitatie, quae esse poterat. Secondo Aristotele la materia è, sotto un certo rapporto, la privazione; ad es. l’uomo sarà musicista, ma non è autor tale; in questo momento è il non musicista; il non-musicista non è una materia senza forma, poichò è già un uomo, ma è una materia ancora privata della sua qualità; codesta materia è dunque la privazione della qualità di musicista. Anche il Leibnitz usò questo vocabolo 57  RaszoLI, Dizion, di acienze filosofiche. Pro  898  ma nel senso di limitazione, imperfesione. Cfr. Aristotele, Metaph., X, 4, 1055 b; Chr. Wolff, Ontologia, 1736, $ 273. Nella morale il PROBABILISMO – H. P. GRICE, PROBABILITY, CREDIBILITY, DESIRABILITY -- à quella dottrina casuistica, secondo la quale per non cadere in colpa basta agire conformemente ad una opinione approtata, ossia che ha dei partigiani rispettabili e non è contraria all’autorita.  Nella gnoseologia il probabilismo è una dottrina che sta di mezzo tra il dogmatismo e lo scetticismo. Questo nega la possibilità di ogni conoscenza, quello invece unifica verità e certezza, considerando la prima come una proprietà intrin* seca delle cose e la seconda come un prodotto della verità sullo spirito. Il probabilismo, sia antico che moderno, crede possibile il possesso della verità, ma non di quella assoluta bensì della verità probabile, che è in noi e per noi, della verità che nasce dell’ accordo durevole delle nostre rappresentazioni tra di loro e con quelle degli altri. I probabilisti sostengono che il valore di questa verità dipendente da noi è superiore a quello della verità in 88 © per sè, poichè le cose che da noi dipendono valgono più di quelle che non dipendono, Nella filosofia antica la teoria del probabilismo fu sviluppata specialmente da Carneade, che distinse tre gradi della probabiltà: il grado più basso è quello che conviene all’ idea singola, che non si trova in nessi più larghi; un grado più alto sppartiene all’ idea che si può unire con altre, con cui si trova in connessione; il terzo grado è raggiunto dove un intero sistema di idee in tal modo connesse è riscontrato nella sua perfetta armonia e nella sua conferma sperimentale. Nella filosofia moderna il probabilismo ricompare, con tinte più o meno scettiche, prima nel Montaigne, poi in Hume, infine nel Cournot. Cfr. Mentré, Cournot et la renaissance du probabilieme au XXe sidole, 1908 (π. oritioiemo, prammatismo, nominaliemo). Probabilità. T. Wahrsoheinlichkeit, Probabilità; I. Probability; F. Probabilité. La certezza che una cosa si avveri  899  Pro è data dal suo avverarsi sempre, quando si avverino determinate circostanze; la probabilità invece è data dal suo avverarsi non sempre ma qualche volta. Questa dicesi probabilità qualitativa ο filosofica, per distinguerla dalla quantitativa ο matematica, che si fonda sul numero dei casi; si chiama anche soggettiva ο psicologica, in quanto è l’espressione di un atteggiamento del pensiero e dell’azione, che appartiene allo stesso dominio del dubbio, dell’ esitazione, dell'incertezza, In essa si possono distinguere due gradi: il primo, che chiameremo probabilità volgare, è la semplice fiducia nel verificarsi di un avvenimento, fiducia basata sa pure impressioni e perciò indimostrabile; la seconda, che chiameremo probabilità scientifica, è ugualmente soggettiva ma possiede un maggior fondamento razionale. Esempio dei due gradi, il giudizio che un profano e nn medico possono esprimere sulla probabilità che un ammalato guarisca. Matematicamente la probabilità è espressa da una frazione, che ha per numeratore il numero dei casi favorevoli, per denominatore il numero dei casi possibili; ciò costituisce il calcolo delle probabilità ο teoria dei rischi Ware conieotandi degli antichi) che si applica tanto alle questioni di pura possibilità, che sono di natura oggettiva, quanto a quelle di probabilità, che dipendono dal non conoscere tutte le circostanze del fatto supposto. Nella frazione che esprime la probabilità, quanto maggiore è il denominatore rispetto al numeratore, tanto maggiore è la probabilità ; se il denominatore è zero si ha la certezza; so è zero il numeratore si ha l'impossibilità. Il calcolo delle probabilità non pnò essere applicato alla probabilità filosofica, poichè essa non riguarda la quantità ma la qualità, non il numero ma il valore dei casi. Si distingue infine la probabilità atatietica, che sta di mezzo tra la probabilità filosofica © la probabilità matematico ; essa è il rapporto del numero dei casi avvenuti in passato con quelli che per estrema ipotesi avrebbero potuto verificarsi, rapporto supPro  900  posto costante e applicabile ai casi futuri; è quindi probabilità matematica, in quanto fondata sul rapporto dei casi reali © possibili; probabilità filosofica perchè implica la supposizione (soggettiva) che detto rapporto si conservera invariato nel futuro, © che i singoli casi siano possibili in ugual grado mentre in realtà non lo sono. Cfr. Moivre, Doctrine of chances, 1718; Cournot, Essai sur les fondements de nos connaissances, 1851, $ 31; Id., Exposition de la théorie dee chances et des probabilités, 1843; Bertrand, Caloul des probabilités, 1907; Borel, Élémonts de la thdorie des probabilités, 1909; H. Poincaré, Calcul des probabilités, 1912. Problema (xp6 avanti; βάλλω =lanoio). T. Problem ; 1. Problem; F. Problème. Significa originariamente una incognita da determinare, la quale, benchè si trovi connessa dal rapporto di principio e di conseguenza con uns conoscenza posseduta, difficilmente si può decifrare; si contrappone quindi a teorema, che è il risultato chiaro e provato di una dimostrazione. In senso largo, il problema è la necessità nella quale trovasi il nostro pensiero di spiegare un fatto qualsiasi, realo o supposto. Se il fatto che si deve spiegare è reale, il problema dicesi assoluto, in quanto esiste indipendentemento dall’ analisi, che può risolverlo o non. Se il fatto è supposto, il problema dicesi ipotetico, in quanto la sua validità dipende dall’analisi che è necessaria per risolverlo. Alcuni dei problemi assoluti possono essere anche antitetioi, quando cioè esiste opposizione tra ragionamento e ragionamento, o tra effetto e causa.  L’Avenarius considera il problema come il segno d’un rapporto di tensione, d’una « differenza vitale » tra V individuo e l’ambiente, determinate dalla sproporzione che esiste tra l’ energia dell'individuo ο quella richiesta dalle eccitazioni dell’ ambiente. Se 1’ eccitazione (R) ο la energia (E) sono assolutamente corrispondenti (R = E) si ha il massimo vitale di conservazione, l'individuo si sente a proprio agio e pieno di fiducia nelle proprie percezioni  901  Pro © rappresentazioni. Se invece, per variazioni dell'ambiente, si produce la situazione R> E, allora appare un problema e l’individno trova delle divergenze, delle eccezioni e delle contraddizioni nel dato, che gli danno I’ impressione d’essere straniero nel mondo; ogni vero problema è una nostalgia, che fa tendere tutti i nostri sforzi a togliere codesta impressione. Inversamente, se si produce la situazione E> R, un problema appare per là ragione contraria: in questo caso esiste dell’energia che non è impiegata e che, divenuta libera, esplode in direzioni insolite, non determinate dal dato; si hanno allora le epoche d’emancipasione, d’effervescenza, d’idealinmo pratico.  Dicesi problema di Molyneux quello esposto dal Leibnits nei Nouv. Essais (1. II, cup. IX, $ 8): « Supponete un cieco dalla nascita, che sia ora uomo maturo, al quale siasi insegnato a distinguere col tatto un tubo da una sfera dello stesso metallo e circa delle stesse dimensioni... Supponete che codesto cieco venga a godere della vista. Si domanda se, vedendoli senza toccarli, potrebbe distinguerli ο dire qual sia il cubo e quale la sfera ». Cfr. R. Avenarius, Kritik der reinen Erfahrung, 1888-90; Id., Die menschliche Weltbegriff, 1891; B. Varisco, I massimi problomi, 1909; Masci, Logioa, 1899, p. 451 segg. (v. economica teoria, empiriocriticismo). Problematico (giudisio). T. Problematisch; I. Problematic; F. Problématique. Nel linguaggio comune problematico equivale a incerto, dubbio, affermato senza prove sufficienti e tale quindi che deve considerarsi come rimanente in questione.  Nella logica dicesi problematico il giudizio che esprime la possibilità, cioè la concepibilità dei contradditori per la mancanza di ragione di decidere quale sia vero. Può essere affermativo e negativo; nel primo enso la sua formula è: 4 può esser B; nel secondo: A può non esser B. Il giudizio problematico negativo nega infatti la necessità; la possibilità della affermazione è invece negata Pro  902  dal giudizio apodittico negativo, la cui formala è: 4 non può esser B. Nella classificazione kantiana i giudizi problematici appartengono, insieme cogli assertori, 0 della realtà, © gli apodittici, o della necessità, alla categoria della modalità.  Nella metafisica dicesi problematica quella forma di realismo, che partendo da un dualismo realistico di soggetto e oggetto, pone tuttavia quest’ ultimo come incerto: «noi siamo uniformemente certi, dice ad es. il Wenn, dell'esistenza dell'idea ο del concetto nei nostri spiriti, e uniformemente incerti (da un punto di vista logico) che un fenomeno vi corrisponda ». Alcune volte dicesi problematico anche il realismo che meglio si direbbe ipotetico, e che lo Spencer definisce «come la dottrina secondo la quale la realtà dell’oggetto non può essere affermata come un fatto, ma deve essere accettata come un'ipotesi necessaria ». A questo tipo appartiene ad es, la dottrina delV Hodgson, per il quale la materia, pur non essendo per noi che un complesso di percezioni obbiettivate, presuppone tuttavia una condizione reale, senza di cui le sensazioni non esisterebbero, e una condizione dell’ esistenza della materia, cioè Dio, la cui natura può essere inforita mediante la ragion pratica dalla coscienza. Cfr. Kant, Krit. der reinen Vernunft, A 75-76; B 100-101; Wenn, Symbolic logic, 2* ed. 1894, p. 150; Spencer, Principles of prychology, 3* ed. 1881, t. II, § 473; Hodgson, The metaphysio of experience, 1898, t. I, p. 296; F. De Sarlo, La metafisica dell esperienza dell’ Hodgson, 1900. Processo. T. Prozess; I. Process; F. Processus. Una conentenazione o serie di fenomeni successivi, che presenta caratteristiche particolari e determinate. Dicesi anche processo la serie dei mezzi che si mettono in opera per arrivare al conseguimento di un fino; quando il fine è la scoperta del vero scientifico, il processo è quasi la stessa cosa del metodo; no differisce solo in quanto le specie del processo si desumono dalla diversità del mezzo, quelle de  908  Pro metodo dalla diversità del fine. Perciò il processo è subordinato e relativo al metodo.  Nella metatisica alessandrina il processo o processione è 1’ atto eterno con cui Dio produce il mondo, e l’atto pure eterno con oui l’Uno produce il Noo e questo } anima,  Nel linguaggio scolastico dicesi processus resolutions quello per cui si dimostra la causa dall'effetto, processus oompositivus l'inverso; l’espressione esprime la natura dell’ operazione mentale, che nel primo caso consiste nel risolvere la causa nell’effetto, nel secondo nel comporre l’effetto con la causa, Progresso. T. Fortschritt; I. Progress; F. Progrès. Si usa generalmente come sinonimo di evoluzione, e designa quindi un processo di differenziazione e specificazione. Alcuni però lo adoperano soltanto per opporlo 8 regresso ο regressione, che è il processo inverso, ossia il ritorno di un organo, di un individuo, di una specie, di una società ad uno stato anteriore, meno differenziato © meno specificato. Peroiò la regressione in un organo o in un individuo è un fenomeno degenerativo d’atavismo. Il progresso, inteso come lo svolgersi di un processo di perfezionamento, può essere sia meccanico, sia intellettuale, sia sociale o civile; e, in ciascuna di queste forme, può esser concepito come possibile ο impossibile, reale o spparente, continuo o per fasi, limitato o illimitato. Per Ruggero Bacone, ed es., il progresso del sapere umano è non solo innegabile, ma indefinito: « L’ avvenire saprà ciò che noi ignoriamo, e si meraviglierà che noi abbiamo ignorato ciò che esso sa. Nulla è finito nelle invenzioni umane, e nessuno ha l’ultima parola. Più gli uomini sono di recente venuti nel mondo, più estese sono le loro cognizioni, perchè, ultimi eredi delle età passate, entrano in possesso di tutti i beni che il lavoro dei secoli aveva per essi accumulato ». Anche secondo il Leibnitz non esistono limiti nel miglioramento progressivo dell’universo spirituale, perohè, sebbene la perfezione sia stata raggiunta in alcuni suoi elementi, nelPro  904  l'abisso delle cose restano sempre delle parti addormentate che devono risvegliarsi e svilupparsi: « È così che una parte del nostro globo riceve oggi una cultura che sumenterà di giorno in giorno. E per quanto sia vero, che talvolta certe parti ritornano selvagge ο si rovesciano e si deprimono, tale rovesciamento e depressione concorrono a qualche fine più grande, cosicchè noi profittiamo in certa guisa del danno medesimo ». Il Turgot contrappone la stabilità della natura al progresso incessante dell’ umanità : «1 fenomeni della natura, soggetti a leggi costanti, sono chiusi in un ciroolo di rivoluzioni sempre uguali. Tutto rinasce, tutto perisce, e in queste generazioni successive, onde i vegetali e gli animali si riproducono, il tempo non fa che ricondurre ad ogni istante 1’ imagine di ciò che ha fatto sparire. La successione degli nomini, al contrario, offre di secolo in secolo uno spettacolo sempre diverso. La ragione, le passioni, la libertà producono senza posa nuovi eventi. Tutte le età sono incatenate da una suocessione di cause e d’ effetti che legano lo stato del mondo a tutti quelli che ’hanno preceduto. I segni moltiplioati del linguaggio o della scrittura, dando agli uomini i mezzi d’assicurarai il possesso delle loro idee e di comunicarle agli altri, hanno formato di tutte le conoscenze particolari un tesoro comune, che una generazione trasmette all'altra, come un’ eredità sempre accresciuta delle scoperte di ogni secolo; © il genere umano, considerato dalla sua origine, appare agli occhi del filosofo un tutto immenso, che ha, al pari d’ ogni individuo, la sua infanzia ο il suo progresso >. 11 Condorcet considera il progresso sociale e morale delV umanità come svolgentesi specialmente intorno a questi tre punti : Ja distruzione dell’ ineguaglianza tra le nazioni, il progresso dell’eguaglianza in un medesimo popolo, infine il perfezionamento reale dell’uomo; quest’ ultimo sarà determinato « sia dalle nuove scoperte nelle scienze © nelle arti, e, per necessaria conseguenza, nei mezzi di benessore  905  Pro particolare e di prosperità comune, sia dal progresso nei principî di condotta ο di morale pratica, sia infine dal reale perfezionarsi delle facoltà intellettuali, morali ο fisiche, che pnd essere ugualmente la conseguenza del perfe zionarsi degli stromenti che aumentano l'intensità di codeste facoltà o ne dirigono l’impiego, ο del perfezionarsi dell’ organizzazione naturale dell’ uomo ». Kant deduce la legge storica del progresso nmano dall’ ipotesi del determinismo; in qualunque modo si concepisca il libero arbitrio, è innegabile che le azioni umane sono determinate dalle leggi universali della natura, al pari d’ogni altro fenomeno naturale, 9 che si può, in certo modo, considerare la storia della razza umana come il compimento d’un piano nascosto della natura, tendente a produrre uno stato umano perfetto, così interiormente come esteriormente: « Come la specie umana è in continuo progresso quanto alla cultura,. che è il fine naturale dell’ umanità, ‘così deve essere in progresso verso il bene quanto al fine morale della sua esistenza, © se questo progresso talvolta può subire interruzioni, non può esser mai interamente arrestato ». Fichte ha tanta fiducia nel progresso civile ο morale dell’ umanità, da profetare un giorno in cui persino il pensiero del male si cancellerà dalla mente degli uomini, © tutte le potenze della loro anima graviteranno verso il bene: « Il momento giungerà in cui il malvagio, nella sua patria, in paese straniero, sn tutta la superficie della terra, non troverà a chi nuocere impunemente, e si troverà quindi spogliato della libertà e della stessa volontà di fare il male; poichè non possiamo supporre che continuerà a amare il male, se il male dovesse aver sempre per lui delle conseguenze faneste ». Schelling invece, pur riconoscendo che la nozione di storia implica quella d’ una progressività infinità, sostiene che il progresso morale dell’ umanità non può essere per noi una certezza, non potendo essere provato nd teoricamente nd con l’esperienza, ma Pro  906  soltanto una credenza «un eterno articolo di fede dell'uomo, nel mondo dell’azione ». Per Hegel 1’ evoluzione universale si compie col ritmo della dialettica speculativa, «ο questo ritmo si riproduoo in tutti i dettagli, in tutte le sfere: tutto si riproduce, si determina, si differenzia, e tutto ritorna alla identità primitiva. E uno sviluppo continuo, che ritorna senza posa su sò stesso, con un più alto grado di realtà determinata e di conoscenza, una esplicazione eterna, infinita, il oui fine, per lo spirito che presiede senza coscienza a questo movimento, è la coscienza esplicita della sua assoluta sovranità ». Per Comte il progresso sociale dell’ umanità si compie attraverso tre fasi : militare, giuridica e industriale, corrispondenti ciascuna alle tre fasi intellettuali: teologica, metafisica ο soientifica e positiva; è infatti il modo di pensare degli uomini che determina il loro modo di essere sociale, « è per l’influenza sempre più forte dell’intelligenza sopra la condotta generale dell’uomo e della società, che il cammino graduale della nostra spocie ha potuto realmente acquistare quei caratteri di costante regolarità e di continuità perseverante, che la distinguono profondamente dal movimento vago, incoerente e sterile delle specie animali più elevate». Anche per J. 8. Mill, la testimonianza della storia e quella della natura umana concordano nel mostrare che, tra i fattori del progresso sociale, quello che possiede 1’ efficacia preponderante è l’intellettuale, ossia « lo stato delle facoltà speculative della razza umana, stato manifestato nella natura delle credenze a oui essa è arrivata per qualsiasi via riguardo sò stessa ο il mondo che la circonda »; perciò il progresso sociale, per quanto lento, è illimitato, ο « di fronte alle cure ο agli sforzi degli uomini tutte le principali cagioni della sofforenza umana possono cedere in gran parte, molte possono cedere quasi completamente ».  Dicesi progresso all’ infinito (progressus in infinitum) il movimento dello spirito che, poste certe condizioni, passa necessaria 901  Pro mente da ciascun termine ad un termine nuovo; ad es. nella serie dei numeri o nella ricerca delle cause efficienti. Gli scettici antichi, specialmente Carneade e Agrippa, lo usarono come uno dei tropi o motivi di dubbio: ogni prova presuppone, per il valore delle sue premesse, altre prove, ogni principio altri principi più generali e così via senza poter mai raggiungere la certezza. Cfr. R. Bacone, Opus majus, cap. VI; Turgot, Diso. sur les progrès du genre humain, 1750; Condorcet, Esquisse des progrès de V esprit humain, 1804; H. Spencer, I! progresso umano, trad. it. 1907; G. Sorel, Le illusioni del progresso, trad. it. 1910; A. Matteucci, Il progresso umano nella sua più intima economia, 1910; A. Loria, Che è il progresso? « Riv. it. di sociologia», 1911 (v. eredita, teratologia). Proiezione. T. Projektion: I. Projection; F. Projection. L’atto mentale con cui si riferisce il contenuto della sensazione ad una causa oggettiva, localizzandolo in punti dello spazio diversi da quelli nei quali si colloca in imaginazione lo spirito pensante. Spinoza lo esprime nel seguente teorema: « Se il corpo umano è affettato da una modificazione che involge la natura di un corpo esteriore, qualunque esso sia, l’anima umana si rappresenterà codesto corpo come esistente in fatto o come presente per essa -finchè il corpo umano sia affettato da un’altra modificazione che escluda l’esistenza o la presenza del corpo in questione ». Condillac riferisce l’origine della proiezione alle impressioni tattili: « Come il sentimento può estendersi al di là dell’ organo che lo prova e che lo limita? Considerando le proprietà del tatto, si riconobbe che esso è capace di scoprire codesto spazio e di insegnare agli altri sensi a riferire le loro sensazioni a corpi che in codesto spazio sono distribuiti ». Ugualmente il Riehl: « La proiezione dell’ imagine non è altro che l’associazione della stessa con sensazioni contemporanee del senso tattile ». Per l’Ardigò invece la proiezione è una forma d’ integraPro  908  zione d’inquadramento nello schema dell’ eterosintesi o non-Io; integrazione che si compie mediante un esperimento, il quale a sua volta consiste sia nell’ accompagnamento di altre sensazioni, sia nella verifica per mezzo di un secondo senso. Per il Sergi la proiezione è il ripereuotersi psicologico di un fatto fisiologico, costituito dal fatto che l'onda nervosa centripeta, che aveva prodotto la sensazione, torna indietro per la medesima via percorsa prima; quindi, come l'eccitazione centripeta tende a dare carattere soggettivo ad ogni mutazione psichica che ne segue, così } eccitamento riflesso centrifugo tende a far uscire dal soggetto la mutazione prodotta, perchè si spinge per le vie esterne. Cfr. Spinoza, Ethica, 1. II, teor. XVII; Condillae, Traité des sensationis, 1886, IV, cap. 8, $ 2; A. Riehl, Der philosoph. Kriticismus, 1879, II, 2, p. 58; Ardigò, Op. fll., IV, p. 343 segg.; G. Sergi, Teoria fisiologica della percesione, 1884. Prolepsi v. anticipazione. Propedentica. T. Propädeutik; I. Propaedeutica; F. Propédeutique. Quell’ insieme di nozioni che sono necessarie per prepararsi allo studio di una scienza; così l’anstomia e la fisiologia del sistema nervoso sono la propedeutica alla psicologia; la logica generale e speciale è, ο dovrebbe essere, la propedentica di tutte le scienze. Cfr. Kant, Krit. der reinen Vernunft, pref. della 2° ed., $ 3. Proporsione. T. Proportion; I. Proportion: F. Proportion. Nella logica è quel modo d’ argomentazione per cui, date tre quantità, conoscendosi il rapporto che passa tra due, si trova il rapporto che passa tra la terza ed una quarta incognita in correlazione con esse. Il rapporto fra dette quantità è diretto, quando col crescere di nna cresce proporzionatamente anche l’altra; ad es. il giovane deve saper padroneggiare sò stesso, dunque tanto più l’ adulto (col crescere dell’ età cresce il dovere di padroneggiare sò stessi). Il rapporto è inrerso quando col crescere d’ una  909  Pro delle due quantità l’altra decresce proporzionalmente: ad es. il ricco non deve essere imprevidente, dungue tauto meno deve esserlo il povero (il dovere di essere previdenti cresce col diminuire della ricchezza). Gli scolastici chiamavano la prima argomentazione a minori ad maius, la seconda @ maiori ad minus. Nel linguaggio scolastico dicesi ancora proportio entitatis ο commensurationie 1’ ordino d’una cosa ad un’altra per ragione del suo essere (ad es. la proporzione tra due uomini per ragione dell'umanità); © proportio habitudinis l'ordine di una cosa all’ altra per ragione della loro mutua convenienza (p. es. I’ intelletto all’ intelligibile). Cfr. Rosmini, Logioa, 1853, $ 678-679 (v. analogia). Proposizione. Gr. ᾽Απόφανσις, πρότασις; Lat. Propositio; T. Sate, Proposition; I. Proposition; F. Proposition. Non è altro che il giudizio espresso con parole; il giudizio è un processo mentale, la proposizione un processo linguistico che l’esprime. Ora, 1’ espressione formale perfetta del giudizio consta di due termini, soggetto e predicato, e del verbo o copula che esprime la loro relazione; quando è cost costituita si ha la proposizione binaria. La quale però non è l'unica espressione possibile di un giudizio, in quanto anche le parole si, no, gui, rado, ecc. esprimono pure dei giudizi. Secondo alcuni logici qualsiasi parola esprimento un concetto è, per sè stessa, un giudizio, e ciò sia perchò il concetto è sempre il riferimento reciproco di due termini, sia perchè quando si pensa si ha la coscienza di averlo, e quindi è implicitamente e necessariamente l’affermazione di sò stesso. Del resto la proposizione binaria è propria specialmente delle lingue a flessione; nelle lingue agglutinanti basta un termine solo, e nelle monosillabiche ne sono necessari ben più di due. Cfr. Aristotele, Περὶ éppyy., 4 ο 5, 17 a 1 segg.; Masci, Logica, 1899, P. 149 segg. (v. concetto, giudizio, grammatica, linguaggio). La PROPRIETÀ non va confusa colla qualità. Vi sono due specie di qualità: quelle che costituiscono l'essenza stessg della cosa, come l’estensione nei corpi, cosicchè non è possibile pensare quella cosa astraendo da tali qualità; e quelle che derivano da queste, o che almeno le suppongono, come la porosità dei corpi. Ora le prime diconsi più propriamente attributi, le seconde proprietà. Così infatti Wolff definisce le proprietà: attributa, quae per omnia essentialia simul determinantur, diountur propristates. E Wundt: in senso esatto devono valere come proprietà d’un corpo solo quei predicati, che gli appartengono stabilmente come caratteri suoi propri, non come effetti che il corpo produce ο riceve quando sia posto in determinate condizioni. La distinzione però non è osservata nella lingua comune, e talvolta neanche in quella filosofica. Wolff, Philosophia rationalie; Wundt, Phil. Stud. (v. qualità, attributo, essenza, modo). Proprio. Gr. Ἴδιον; Lat. Proprium; T. Eigene; I. Proper; F. Prope. Il carattere ο l'insieme dei caratteri appartenenti a tutti gli esseri d’una classe, e ad essi solo; tali caratteri possono essere tanto essenziali quanto accidentali. Il proprio è uno dei cinque categorumeni o predicabili, enumerati da Aristotele. Esso designa il carattere accidentale ο essenziale, fondamentale o derivato, che appartiene ad una specie o ad un individuo. Gli altri predicabili sono il genere, la specie, la differenza ο l’accidente; il proprio si distingue dalla differenza, perchè questa, oltrechè un carattere proprio, è anche sempre essenzialo e fondamentale, e si distingue dall’ accidente, che è sempre passeggero mentre il proprio può essere anche permanente. Aristotele distingue cinque sensi del proprio: 1° ciò che, senza esprimere l’essenza della cosa, le appartione tuttavia ο οἱ reciproca con essa; ad es. l'essere medico è proprio solo dell’uomo, ο reciprocamente, solo un uomo pud essere medico; 2° ciò che appartiene alla cosa sempre © per sò  911  Pro stessa, ma non ad essa soltanto; ad es. I’ esser bipede all'uomo; 3° ciò che appartiene alla cosa non per sò stessa, ma per il suo rapporto con un’altra; sd es. per l’anima di comandare e per il corpo di servire; 4° ciò che appartiene sempre alla cosa ma per rapporto ad altre cose dove si trova una parte del suo stesso proprio; ad es. il proprio dell’uomo rispetto agli animali è d’essere bipedo; 5° ciò che appartiene alla cosa, ma solo a un certo momento, e quindi in relazione ad altri momenti 6 ad altri individui; ad es. per un uomo il passeggiare nel ginnasio © nell’ agora. Porfirio le riassunse poi con qualche differenza. Cfr. Aristotele, Topiei, 1. I e V; Porfirio, Isagoge, IV, 4 a 14 seg.; Logique de Port-Royal, parte I, cap. VII; Rosmini, Logica, 1853, $ 408-416. Prosillogismo v. polisillogiemo. Prossimo. T. Nächst, Nächste; I. Next, Neighbour ; F. Prochain. Il più vicino. Usato come sostantivo ha significato morale, indicando l'insieme dei nostri simili considerati come fratelli; infatti la parola prossimo (meus prozimus) è la traduzione della parola biblica, che designa l’uomo della stessa famiglia o della stessa tribù: « Tu non userai vendetta contro i figli del tuo popolo, ma amerui il tuo prossimo come te stesso » (Levit., XIX, 18).  Nella logica dicesi genero prossimo l’idea che, in duo idee o in una serie di idee disposte in ordine discendente di estensione e ascendente di comprensione, contiene un’altra idea (specie) che la segue immediatamente in quanto meno estesa; causa prossima quella che precede immediatamente l'effetto; effetto prossimo quello che segue immediatamente la causa. Es.: 1° dovendosi definire la giustizia, il suo genere prossimo è virtù non qualità morale, perchè virtà è immediatamente superiore a giustizia, mentre qualità morale, essendo più estesa di virtù, le è superiore; 2° la causa immediata del dolore prodotto dalla scottatura non è il calore del corpo che ha scottato, ma la conseguonte Pro  912  irritazione delle terminazioni nervose e la sus trasmissione ai centri spinali; 3° l’ effetto immediato dell’ azione della luce sull’ occhio non è la visione, ma il processo fotochimico determinato nella sostanza purpurea della retina, al quale segue poi la sensazione visiva. Protasi. T. Fordersate ; I. Protasis; F. Protase. Aristotele chiamava così il giudizio che serve nel sillogismo di fondamento alla dimostrazione. Tale giudizio fu detto poi premessa. I grammatici, per analogia, dicono protasi la prima proposizione di un periodo. Protensivo. Si adopera talvolta in opposizione a estensiro ciò che ha una grandezza nello spazio  per designare ciò che ha una grandezza (durata) nel tempo. L’ uso filosofico di questo vocabolo risale a Kant: « La felicità è la soddisfazione di tutte le nostre tendenze, sia estensive, quanto alla loro molteplicità, che intensive, quanto al loro grado, che protensive, quanto alla loro durata ». Cfr. Kant, Krit. der reinen Vernunft, Methodenlehre, vom Ideal des hchsten Gute, A 805, B 833. Protoestemi (xpHto¢ =primo, αἴσθσις = sensazione). Con questo nome l’Ardigò designa le sensazioni minime o elementari, dalla cui somma ogni sensazione, che non è un fatto semplice ma complesso, risulta. I protoestemi sono analoghi ai singoli minimi da cui risultano per reduplicazione gli elementi delle altre formazioni naturali: le molecole della biologia, gli atomi della fisica, le monadi eteree della chimica. Come questi, i minimi protoestematici sono dati ipotetici, perchè non sperimentabili direttamente; e come questi, sono unità relative, perchè lo psicologo si ferma ad essi quale ultimo unico, non occorrendogli di ricercare come sussistano e quale sia la loro costituzione. Così si avvera per il pensiero ciò che avviene nella natura ‘universale, in cui nulla si trova essere solamente un tutto, e nulla solamente una parte, ma ogni tutto per quanto grande è sempre parte di un tutto maggiore, e ogni parte  913  Pro Per quanto piccola è sempre un tutto di parti minori; in modo che, preso dovunque un tutto, oltre di esso se ne trova un altro più grande, e poi un altro più grande ancora, e così via all'infinito; e dentro di esso si trovano delle parti componenti, poi delle parti di queste parti, ο così via all'infinito. Cfr. Ardigd, Op. fil., VII, 34 segg., 62 segg., 80 segg. (v. elementi psichici). Protologia. T. Protologie; I. Protology; F. Protologie. Vocabolo ormai in disuso, che può designare tanto la scienza Prima o dei primi principi, quanto il diritto di priorità a discorrere in una adunanza, quanto un trattato intorno ai pit semplici organismi viventi. Nell’ ontologismo del Gioberti la protologia è la scienza ο filosofia della prima attività del pensiero, vale a dire dell'ente intelligibile intuito Per via del pensiero immanente; peroid la protologia è scienza Pura, esclude ogni mescolanza di soggettivo e serve anzi di regola per sceveraro nelle altre conoscenze gli elementi soggettivi dagli oggettivi. Si differenzia dalla ontologia, che contempla I’ ente nell’ atto secondo, cioè come oggetto della riflessione e del pensiero successivo ; e dalla pricologia, che analizza il pensiero successivo considerato soggettiva mente, mentre la protologia contempla il pensiero nell’atto primo e come principio creativo e costitutivo dello spirito, quindi nell’ intuito puro dell’ intelligibile. Cfr. V. Gioberti, Della protologia, , t. I, p. 154 segg.; E. Pini, Saggio sulla protologia, 1870. Protoplasma (πρῶτος = primo, πλάσσω  formo). T. Protoplasma; 1. Protoplasm; F. Protoplasme. Termine creato dal Mohl, e tosto largamente diffuso, per indicare la materia viva fondamentale, che ha la proprietà di contrarsi. È costituito da un insieme di sostanze organiche, chimicamente indefinibili perchà di costituzione assai variabile. Quanto alla sua morfologia, queste sono le prin.cipali teorie avanzate in proposito fino ad ora: che sia formato da un reticolato di sostanza omogenea, che eser58  Raxzou, Dizion, di scienze filosofiche. Pro  914  cita la fanzione fondamentale e contiene grannlazioni non viventi; che tali granulazioni o microsomi siuno invece gli organi elementari viventi costitutivi d’ogni protoplasma; che sia costituito da un reticolato di sostanza ferma, ο da una sostanza amorfa e viscosa (sostanza vitale) contenuta nelle maglie; che detto reticolato sia formato di fibrille intrecciantisi; che il citoplasma sia composto di piccoli alveoli le cui pareti, prementisi tra loro, formano il protoplasma. Cfr. Schwarz, Die morphologische und chemische Zusammensetzung des Protoplasmas, 1887; E. B. Wilson, The structure of protoplasm, 1899; Y. Delage, La structure du protoplasma et les théories sur U’herddite, 1895 ; Luciani, Fisiol. dell’ uomo, 8" ed. 1908, vol. I, p. 16 segg. (v. generazione, cellula, vita, organismo, pionosi). Protozoi. T. Protosoon, einzelliges Tier; I. Protosoon ; F. Protozoaire. Gli animali dalla struttura più semplice, simili per la loro forma e per il loro modo di vivere agli elementi costitutivi degli animali superiori. Essi sono costituiti da una singola cellula o da un gruppo di cellule similari. Non dovrebbero confondersi coi protisti, nome proposto dall’ Haeckel per designare gli organismi costitaiti da protoplasma senza nucleo. Cfr. Haeckel, General. Morphol., 1866; Calkins, The protozoa, 1901. Provvidenza. T. Vorsehung ; I. Providence; F. Providence. La suprema saggezza e bontà di Dio, che si esercita nella natura e nella storia; la sua azione permanente che governa il mondo e l'umanità. Providentia totue mundus administratur, et ita nihil fit, quod non pertineat ad opus providentiae. La Provvidenza però non esclude, secondo la teologia cattolica, l’attività delle cose e la libertà del volere: « Secondo certi filosofi, dice S. Tommaso, l’azione divina in ciascun essere si deve intendere in questo senso, che cioò nessuna forza creata realmente agisca, ma che ogni azione proceda immediatamente da Dio. E questa una teoria assurda; prima perchè in tal caso la causalità delle  915  Pro creature verrebbe ad essere distrutta, il che imprimerebbe alla potenza divina il carattere di debolezza, giacchè è proprio di Dio produrre tali effetti, che siano capaci di dare origine a degli altri; in secondo luogo perchè le facoltà attive, di cui vediamo esser fornite le creature, invano sarebbero state a loro concesse, se dovessero rimaner prive di ogni effetto vero e reale. Chè anzi le creature stesse, prive di ogni operazione propria, diventerebbero inutili, poichè il fine dell'esistenza di ogni essere è l’azione ». La Provvidenza si collega strettamente agli altri attributi divini; infatti non è possibile concepire in Dio una Provvidenza, se non si suppone in lui una conoscenza originaria perfetta dell'avvenire © delle azioni libere degli uomini (prescienza); e Dio, essendo per definizione l’essere assolutamente necessario ed esistente per ad, non deve aver limiti nella sua potenza (onnipotenza) e tutti gli attributi della sus essenza debbono essere assoluti o infiniti. In due modi si esercita la Provvidenza divina: se non si considera che l’organizzazione permanente delle cose, la costituzione di leggi fisse i cui benefici effetti sono stati previsti ο in. ragione dei quali codeste leggi farono scelte, si ha la provvidenza generale; l’ intervento personale nel corso degli avvenimenti suocessivi, dicesi provvidenza particolare. Nel concetto cristiano i disegni © gli soopi della Provvidenza sono ignoti all’ uomo: « Dio, dice 8. Agostino, distribuisce i beni della terra ai buoni e ai malvagi secondo l'ordine dei tempi ο delle cose, ch’ egli solo conosce >. Tale concetto fu essgerato dal Malebranche, © più ancora dal Bossuet, nel cui fataliamo mistico ogni avvenimento è dovato ad un piano predeterminato da Dio, ad un ordine segreto della Provvidenza; 1’ umanità, perfettamente cieca, cammina verso una meta che non conosce, condotta da Dio che solo vede e solo sa. Asssi diversa ο più geniale è, a tal proposito, la dottrina del nostro Vico, il quale, pur facendo operare la Provvidenza sulla storia dell’umanità, ne esclude PRU  916  l’azione cieca ed arbitraria nei fatti particolari degli uomini. Secondo il Vico, la Provvidenza opera sulla natura e sulla storia per mezzo delle cause seconde (rebus ipsis dictantibus), create da Dio stesso colla natura loro propria e colle proprie leggi, ch'egli lascia svolgere liberamente; la sua Provvidenza consiste quindi nel mantenerle sempre in questa loro natura. Cfr. Gerson, De consol: theologiae, 1706; 8. Tommaso, S. theol., I, q. XVIII, art. 4, q. CII, art. 1; Malebranche, Méditations chrétiennes, med. VII, $ 17; Vico, Principi di una scienza nuova, ed. P. Viazzi, 1910, p. 59 segg. (v. omniscienza, prescienza, corsi ο ricorsi, fatalismo). Prudensa. T. Klugheit; I. Prudence; F. Prudenoe. Nel suo significato più comune indica quella capacità di riflettere e di prevedere, per cui si ovitano i periooli della vita © si adoperano i mezzi più acconci per il conseguimento dei propri fini: « La prudenza, dice il Martineau, è un affare di previdenza (foresight): il giudizio morale à inveco una questione di conoscenza intima (insight). L'una valuta ciò che sarà, l’altra ciò che immediatamente è; l'una decide tra condizioni future desiderabili, l’altra fra intime e presenti sollecitazioni ». Intesa invece come una delle quattro virtù cardinali, la prudenza (φρένησις) consiste nella forza dello spirito © nella conoscenza della verità; da essa derivano, secondo Β. Tommaso, i precetti morali. Per Kant invece la prudenza è « l'abilità nella scelta dei mezzi d’ ottenere per sè stessi il maggiore benessere »; © poichè la tendenza al proprio benessere non è un bisogno della ragione, ma esiste solo empiricamente, una morale fondata su ossa risolve le leggi morali in tanti precetti della prudenza. Por il Rosmini la prudenza può essere tanto una virtù, quanto una semplice « abilità di arrivare alla conoscenza di un fine qualsiasi >; ma al all’una come all'altra 8’ applica la suprema regola della prudenza, che si può formulare così: opera a tenore del pensare intero e complessivo, non a tenore del pensare astratto e parziale. Cfr.  917  Psr-Psı 8. Tommaso, S. theol., I, 33, q. LX, art. 1 segg.; Martineau, Types of ethioal theory, 1866, vol. I, p. 65; Kant, Grundlegung sur Metaph. d. Sitten, 1882, IV; Rosmini, Pricologia, 1848, t. II, p. 342 segg.; Id., Filosofia della politica, 1837, t. I (v. pratica, virtà). Psendoestesia. Falsa sensazione, che può essere generale oppure specifica. In questo secondo caso assume nomi diversi: quando avviene nella vista dicesi pseudoblepsia ο pseudopia, nell’ udito pseudaooe, nel gusto pseudogeusia, nell’ olfatto peoudoemia, nel tatto peeudafia. In generale si preferiscono lo espressioni di allucinazione o illusione tattile, uditiva, cenestetica, gustativa, ecc. Psiche. Gr. Ψυχή; T. Peyohe; I. Psyche; F. Payohé. Attualmente è usato come sinonimo di anima, spirito, ο talvolta anche di coscienza, io, personalità. Presso i greci dei tempi omerici la psiche era invece concepita come un’ ombra simile al corpo, un soffo di natura corporea ma più tenue, più sottile, che funzionava come principio animatore della vita e abbandonava quindi il corpo all’ istante della morte, uscendo dalla bocca o dalla ferita, per vivere poi una vita indipendente e libera. In seguito, codesta indipendenza della psiche dal corpo si afferma sempre più, fino ad essere considerata come permanente nel corpo solo per un tempo determinato, ma avente la sua vera patria oltre le stelle e capace di lasciare il corpo anche per breve tempo, come nell’ estasi ο nel sogno. I filosofi cosmologi primitivi 1’ identificarono col principio animatore ο con I’ elemento originario dell’ universo : così per Anassimandro ὃ aria, per Eraclito e Parmenide fuoco, per Diogene aria calda esalata dal sangue, per Anassagora una parte del nous cosmico, per i pitagorici un numero, l’ armonia del corpo, da cui però è separata, tantochd sopravvive alla sua morte © passa da corpo a corpo (metempsicosi). Con Platone il concetto dell indipendenza della psiche, © del suo valore etico-religioso, raggiunge la piena espressione: come principio del penPst  918  siero la paiche è immortale nella sua ragione, come principio del movimento è immortale nella sua attività, come principio della virtù è immortale nella sus sensibilità. La pura essenza della psiche è, per Platone, la ragione; la pura essenza degli oggetti le Idee; ragione e Idee sono semplici, indissolubili, quindi immortali : noi siamo dunque immortali nella nostra Idea e nella nostra ragione. Ma, osserva Simmia a Socrate, la psiche non è simile all’armonia della lira, che svanisce quando la lira è rotta? No, risponde Socrate; la psiche è piuttosto il musico invisibile che fa vibrare la lira, alla quale preesiste, dalla quale è distinto, alla quale sopravvive; è la sorgente e il principio del movimento; il movimento eterno suppone quindi una psiche eterna, nella quale le nostre erano già contenute e da cui non si sono staccate che per entrare nei corpi : la nostra psiche partecipa dell’ eternità dell’ anima universale. Ma l’anima nostra deve anche essere ricompensata © punita secondo il suo valore, che la giustizia umana è incapace di giudicare; occorre dunque un’altra giustizia, occorre un’ anima che si rivolga alla nostra faccia a faccia, e pronunci la saa sentenza con un decreto infallibile: è l’anima divina, In qual modo si compirà l’espiazione ο la ricompensa nell’ altra vita, Platone non determina in modo uniforme, abbandonandosi alle ipotesi ο ai miti poetici; dai quali traspare però un’ idea dominante, V idea della Provvidenza vigile, cho dà a ciascuno secondo le opere e dispone tutte le parti dell’ universo nell’ ordine più proprio alla perfezione dell’ insieme. Per Aristotele la psiche è la forma, che fa del corpo ciò che esso è; la psiche è dunque la piena realtà del corpo, la sua enteleohia, e, como tale, ciò che ne fa un corpo vivente, la possibilità permanente dello funzioni vitali. Questo concetto aristotelico di psiche può anche tradursi, secondo il Siebeck, in quello di forza vitale, se si considera quest’ ultima non come risultato della funzione organica nelle sue singole produzioni,  919  Pat ma come causa di essa, anzi causa nel senso che non solo da ess dipendono gli effetti organico-corporali, ma anche gli psichici © spirituali. Quindi per Aristotele le diverse specie di funzioni vitali sono come diversi gradi della vita psichica, che, non ostante la loro diversità, formano nell'organismo nn tutto unico: l’anima opera sempre nell’ organismo come una determinata specie di funzione, come anima nutritiva, sensibile, motrice, intellettiva, o come parecchie di esse insieme. Nel medio evo la rappresentazione della psiche torna ad oscurarsi di nuovo, tantochè si ritrovano tracce di rappresentazioni materialistiche anche nei Padri della Chiesa. Solo con Cartesio 1’ ides della peiche come essenza puramente spirituale torna ad acquistare la sua chiarezza: « Lo stesso rapporto che esisteva nell’antichità tra Platone e Omero, dice 1’ Héffding, esiste nei tempi moderni tra Descartes, che fa consistere l’ essenza dell’ anima nella coscienza, 9 la concezione dell’ età di mezzo ». E da questognomento cominciano a delinearsi © precisarsi lo dottrine fondamentali intorno alla natura dell’ anima: materialismo, spiritualismo monistico e dualistico, fenomenismo e attualismo. Cfr. Platone, Fedone, 245; Id., Gorgia, 493; Id., Timeo, 41 E; Aristotele, De An., 1, 421 a, 27 segg.; Siebeck, Aristotele, trad. it., p. 84 segg.; Id., Geschichte d. Peychol., 1880-84; Volkmann, Lehrbuch d. Pryohol., 43 ed. 1894, vol. I, p. 66 segg.; Chaignet, Histoire de la paychol. ohes les Grecs, 1887; Cravely, The idea of tho soul, 1909; J. G. Frazer, Peyche’s task, 1909; Héffding, Psychologie, trad. franc. 1910, p. 11; G. Sergi, La peiche nei fenomeni della vita, 1901; Ardigd, Opere fi, III, 76 segg. (v. anima, animiemo, coscienza, io, noo, ecc.). La psichiatria è la scienza che ha per oggetto le malattie mentali, di cui ricerca le cause ο stabilisco i rimedi. Il Morselli la definisce ampliamente : quella parte della medicina che studia le deviazioni della mente umana, prodotte dalle anomalie Psr  920  ο malattie primitive e secondarie del suo fondamento (cervello), © che indica i mezzi per prevenirle e curarle. Una definizione strettamente scientifica e materialistica è quella del Meynert: clinica delle malattie del cervello anteriore (in quanto sembra ormai accertato che le parti anteriori delPencefalo, e soprattutto il mantello degli emisferi, siano la sede delle funzioni psichiche più elevate). Per lungo tempo essa si abbandonò alle speculazioni filosofiche per cercare la natura dell’ anima umana; oggi ha abbandonata tale ricerca alla metafisica, e, constatato il rapporto e la proporzionalità esistente tra i fatti fisici (fisiologici) e i fatti psichici, cerca invece di stabilire la sede dei fatti psichici stessi. Essa quindi si ricongiunge da una parte alla fisiologia, dall’ altra alla psicologia. Si distingue dalla psicologia patologica propriamente detta, in quanto questa non si propone lo studio della prevenzione delle malattie mentali e dei loro rimedi. Cfr. E. Morselli, Introdusione allo studio della peiool. patologies, 1881; Id., Manuale di somejotica delle malattie mentali, 1885-94; Meynert, Peychiatrie, 1884; Kraepelin, Psychiatrie, 5° ed. 1896; Krafft-Ebing, Lehrbuch der Psychiatrie, 5* ed. 1898: 8. Lugaro, I problemi della psichiatria, 1907. Psichici (fatti). T. Psychische Erscheinungen ; I. Paydhical processes; F. Phénomènes peyohiques. Essendo semplici © primitivi sono in sò stessi indefinibili. Solo αἱ può dire che i fatti psichici sono i fatti di coscienza, poichè ogni fatto psichico è necessariamente avvertito dal soggetto: come le espressioni fatto fisico e fatto meccanico si equivalgono, così pure si equivalgono le espressioni fatto paichico e fatto cosciente, Il loro primo carattere è dunque di casero interni ο d’ essere conosciuti immediatamente ο direttamente; con ciò si oppongono a tutti gli altri fatti, i quali, avvenendo fuori di noi, sono esterni e non sono conosciuti che mediatamente, ciod per mezzo di un fatto psichico, Il secondo carattere, che si ricollega al precedente,  921  Psi è d’ essere conosciuti direttamente solo da colui in oui avtengono ; i fatti psichici che si svolgono in altri non sono da noi conosciuti che mediante un ragionamento d’analogia. Terzo carattere è di essere situati solo nel tempo e non avere dimensioni spaziali; si possono quindi misurare nella loro durata e intensità, non nella loro estensione. Altri caratteri secondari e derivati sono i seguenti: non Possono ridursi a movimento, per quanto siano sempre accompagnati da un movimento; sono reali solo quando sono attuali, presenti, giacchè anche il ricordo del passato © il pensiero del futuro sono stati presenti della coscienza ; valgono per sò stessi, laddove ogni fatto materiale deve essere spiegato con un altro fatto materiale; costituiscono sempre un’ unità che non esclude la molteplicità, il cangiamento ο la diversità, ο, inversamente, una molteplicità che non esclude l’unità; presentano un continuo sumento qualitativo e una continua novità, mentre i fenomeni materiali sono uniformi e regolati dal principio della conservazione della materia e della forza; modificano il soggetto in cui si compiono, mentre i fatti esterni, in quanto avvengono nella materia, modificano soltano le relazioni esterne degli atomi componenti, non l’atomo in sò stesso; essendo inestesi non possono localizzarsi, sebbene se ne possano localizzare le condizioni fisiologiche. Del resto, il numero e la natura dei caratteri differenziali del fatto psichico, nonchè la loro maggiore o minore importanza sono concepite diversamente nei vari sistemi: materialismo, spiritualismo, dualismo, parallelismo, attualismo, volontariemo, intellettualiemo, sensazionismo, monismo, incosciente, 900. Quanto alla loro classificazione, la più comune è quella che li distribuisce nelle categorie del sentimento, del pensiero ὁ della volontà; gli psicologi antichi fecero di queste categorie delle potenze spirituali (facoltà) con le quali vollero spiegare i fatti stessi; i moderni le considerano invece come pure astrazioni. Cfr. Münsterberg, Grundzüge der PsyohoPsi  922  logie, 1900, cap. VII; Id., Psychology and Life, 1899, cap. X; Spencer, Prinoiples of peychol., 1881, P. VIII, ο. 2; Baldwin, The story of the mind, 1896, p. 6 segg.; Wundt, System der Philosophie, 2° ed. 1897, p. 305 segg.; G. Villa, La psicologia contemporanea, 1899; Id., 1) idealismo moderno, 1905, p. 29 segg.; Höffding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 37 segg.; Ardigd, L'unità della cosoienea, in Opere fll., vol. VII, 1898, p. 39 n; M. Pilo, La olassificasione naturale dei fenomeni psichici, 1892; A. Baratono, Sulla olassif. dei Jatti priohici, « Riv. di fil. », febbr. 1900 (v. anima, coscienza, elemento, facoltà, sensazione, volontà, percezione, sostansialiemo, 600.). Psichicità. Termine generale con cui si sogliono designare tutti i prodotti dell’ attività psichica dell’animale, dai più semplici ai più complessi, sia dell’ ordine puramente intellettivo come di quello affettivo. Esso ha quindi un'estensione maggiore dei termini mentalità, sensibilità, affettività, eco. Psichico. T. Peyohiech ; I. Psyohical; F. Payohique. Che concerne la psiche, lo spirito, inteso questo in senso empirico come sintesi dei fenomeni mentali. Non dovrebbe mai confondersi con peicologico, che è ciò che riguarda la psicologia, mentre psichico è ciò che riguarda la coscienza. Si adopera anche, specialmente nel linguaggio anglo-americano, per indicare quell’ insiome di fenomeni spirituali ancora molto oscuri e che si presentano come una manifestazione di facoltà nuove della coscienza (telepatia, medianiemo, divinazione, eco.); tale è il senso del vocabolo nel nome della Society for peychioal research di Londra, ο nel titolo dell’ opera di I. Maxwell, Les phénomènes peyohiques, 1903. Psichismo. T. Psyohismus; I. Peyohiem; F. Payohieme. Termine molto vago, che a’ adopera talvolta per indicare la vita psichica totale, sia nelle sue forme più alte che nelle più basse, specialmente però in queste ultime. Altre volte il termine psichismo è adoperato per denominare le dottrine filosofiche, le quali trascrivono il mondo coi ca 923  Pst ratteri dell’ esperienza psichica, ossia interpretano la realtà esterna mediante l’analogia con la realtà interna, psicologica ed umana; in tal caso psichismo è quindi sinonimo di idealismo realistico : « Per idealismo noi non designamo, dice il Fouillée, nd la negazione degli oggetti esteriori, nd la rappresentazione puramente intellettualistica del mondo; intendiamo la nozione di tutte le cose sul tipo psichico, sul modello dei fatti di coscienza, concepiti come sola rivelazione diretta della realtà. Da ciò, presso i filosofi contemporanei, codesto idealismo, il cui nome sarebbe piuttosto psichismo ». È evidente però che, in questo caso, il termine racchiude un apprezzamento critico e un’ intenzione polemica. Cfr. Grasset, Le peychieme inférieur, 1906; G. Bohn, Le payohismo ches les animauz inférieurs, « Riv. di scienza », 1909, vol. V, pp. 86-101; Fouillée, Le mouvement idéaliete, 1896, p. vi; C. Ranzoli, Il linguaggio dei filosofi, 1913, p. 66-69. Psico-dinamica. T. Peychodynamisoh; F. Peycho-dynamique. Quella parte della psicologia che studia gli effetti dinamici dei fenomeni psichici. Già il Wundt aveva accennato alla possibilità di misurare i fenomeni psichici per mezzo dei movimenti che eseguiamo; il Loeb per primo ha tentato di farlo, cercando nella forza muscolare, determinata col dinamometro, una misura dell’attività psichica; su questa via proseguirono poi il Feré, il Lehmann, il Wolff, ece., estendendo le ricerche nel campo della memoria, dell’ associazione, dell'attenzione, della stanchezza mentale, Cfr. Wundt, Phys. Payo., I, p. 6; Loeb, Pflüger’s Archiv, XXXIX, 592; Feré, Sensation et mouvement, 1887, p. 33; Lehmann, Die Phys. Aequiv. d. Bewusstseinserscheinungen, 1901; Aliotta, La misura in pic. sperimentale, 1905, p. 167-228, Psico-fisica. T. Peychophysik; I. Peychophysics; F. Paychophysigue. Fechner designò in questo modo quel ramo della psicologia che studia sperimentalmente i rapporti tra i fenomeni psichici e i fenomeni fisiologici. Oggi si dice Ps  924  più comunemente peicologia sperimentale, usando il termine psico-fisica soltanto per indicare i lavori del Fechner. Alcuni però vorrebbero conservata la distinzione tra psicofisica © psico-fisiologica, la prima delle quali studierebbe precisamente i rapporti che corrono tra i fatti psichici © i fatti fisici nel senso stretto della parola, ad es. il grado di eccitazione neoessario per avere una data sensazione, mentre la seconda avrebbe per oggetto i rapporti dei fatti psichici con le modificazioni fisiologiche dell’ organismo. Cfr. Fechner, Elemente der Peychopysik, 23 ed., 1889; Id., Revision der Hauptpunkto der Peychophysik, 1882; Foucault, La psychophysique, 1901; Tolouse, Technique de peyoh. experimentale, 1904; A. Baratono, Elementi di peic. sperimentale, 1901; A. Aliotta, La misura in psicologia sperimentale, 1905, p. 15-110. Psicofisiologia o psicologia fisiologica v. peicofisica. Psicogenesi. T. Peychogencse, Seolenentwicklung ; I. Peychogenesis; F. Peychogénèse. Origine e sviluppo della psiche, sia nell’ individuo che nella specie; questa dicesi psicogenesi filetica, quella psicogenesi individuale ο diontioa. Secondo la legge biogenetica, stabilita dall’ Haeckel, i due processi psicogenetici, individuale e specifico, si oorrispondono, in quanto lo sviluppo della psiche individuale non à che una ricapitolazione abbreviata di quello della specie. La psicogenesi filetica sarebbe passata attraverso quattro gradi principali: 1° citopeioke ο anima cellulare; 2° oenopsiche, o anima delle associazioni cellulari; 8° istopsiohe, o anima dei tessuti così vegetali come animali; 4° neuropeiche, ο anima nervea, che appare negli animali superiori e nell’uomo.  Con l’espressione psioogonesi dell’ a priori si suol indicare la dottrina dello Spencer e del Lewes, secondo la quale le forme del pensiero sarebbero innate nell'individuo, acquisite nella specie: tale dottrina presuppone 1) la legge generale dell’ intelligenza, la quale implica l’ac 925  Pst cumulazione e l’organizzazione dell’ esperienza; 2) l’eredità Psichica, la quale implica l’ esistenza di fenomeni psichici inconsci e la correlazione tra i fatti fisici ο i psichici, Cfr. Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 207 segg.; Spencer, Principles of peyohol., 1881, vol. I, p. 467 segg.; Lewes, Probl. of life and mind, 1879, III serie, vol. II, cap. X; Ribot, L’Aérédité, 1873, p. 72 segg., 122 segg.; F. Masci, Le forme dell intuizione, 1881, p. 121-24 (v. biogenta). Psicografia. T. Psychographie; I. Payohography; F. Psychographie. Termine introdotto dall'Ampère per indicare quella parte della psicologia che descrive i fenomeni della coscienza senza spiegarli. Oggi si adopera anche per indicare l’arte di procedere alla descrizione psicologica di un individuo; pricogramma dicesi il risultato della descrizione stessa.  Dicesi pricografo uno stromento adoperato nelle ricerche psico-fisiologiche. Ogni idea implica un movimento © tende a continuarsi in un movimento, che si manifesta Spesso con una contrazione debolissima dei muscoli periferici; lo psicografo è lo strumento che raccoglie codesti movimenti esterni (delle mani, dei muscoli facciali, eco.) corrispondenti al lavoro cogitativo interno, e li fissa con tracciati sopra la carta affumicata distesa sopra un cilindro in movimento. Cfr. Ampère, Essai sur la philosophie des sciences, P. LvI; Ostwald, Peychographische Studien, « Ann. der Naturphilosophie», 1907; Baade e Stern, Uber Aufgale d. Payohographie, « Z. far Angew. Paych. », III, 1909 (v. grafografo). Psicologia. T. Peychologie; I. Psychology; F. Psychologie. Si definisce comunemente come la scienza dell’ anima. Questa definizione è però affatto provvisoria e vale solo in quanto designa la scienza di ciò che sente, pensa e vuole, in opposizione alla fisica, che è la scienza di tutto ciò che si muove nello spazio e lo riempie. E come la fisics non è obbligata a comineiare collo spiegare che cosa è la materia, così la psicologia, osserva 1’ Höffding, non è obbligata a spiegare che cosa è l’anima. Ma oltre Pst  926  la definizione comune, accettata del resto anche da psicologi contemporanei di grande valore, altre ve ne sono che ne differiscono sensibilmente. Così nei trattati vecchi, e in quelli che seguono l'indirizzo del « senso interno », la psicologia è definita come la dottrina dei fatti interni dell’uomo; per Baumgarten è la scienza dei predicati generali dell’ anima; per Kant è la metafisica della natura pensante; per Galluppi la scienza dello facoltà dello spirito ; per Beneke lo studio di tutto ciò che conosciamo mediante V interna percezione e sensazione; per Lotze 1’ oggetto della psicologia è l'insieme delle condizioni e delle forze per le quali sorgono i singoli processi della vita spirituale, il loro reciproco collegarsi e modificarsi così da costituire la totalità dell’esistenza psichica; per Haeckel la psicologia non è che una parte della fisiologia, ossia la dottrina delle funzioni e delle attività vitali degli organismi; per Lewes è l’analisi © la classificazione delle fanzioni e delle facoltà senzienti, rivelate dall’ osservazione e dall’induzione, completata dalla loro riduzione alle loro condizioni d’ esistenza, biologica o sociologica; per William James la psicologia è la scienza della vita mentale tanto nei suoi fenomeni quanto nelle sue condizioni; per il Jodl è la scienza delle leggi e delle forme naturali del corso normale dei fenomeni della coscienza; per il Sully è la scienza che mira a darci la descrizione dei fenomeni mentali nelle loro molteplici varietà, e l'esposizione delle leggi per cui possiamo spiegare tali fenomeni; per il Wundt è la scienza della esperienza diretta, mentre le scienze naturali riguardano 1’ esperienza indiretta; per Külpe è la scienza dell'esperienza soggettiva, ossia dell'esperienza in quanto dipende dagli individui che sperimentano; per Schuppe è la scienza di quei contenuti della coscienza che appartengono alla individualità; per il Meunier la psicologia ha per oggetto lo studio di tutta la mentalità, sia dinamica sia statica, valo a dire tanto degli stati di coscienza instabili con cui l'organismo rea 927  Psr gisce all’ ambiente che lo circonda, quanto degli stati mentali estra-coscienti e più stabili, che stanno in rapporto coi Primi; per Sergi 1’ oggetto della psicologia è 1’ insieme dei fenomeni organici, che hanno per carattere predominante la coscienza della funzione, i quali fenomeni si producono nei centri di relazione, e nello stesso tempo degli antecedenti immediati dei medesimi fenomeni coscienti. Il nome di psicologia sembra essere stato usato per la prima volta dal Guelenius (1594) come titolo di un libro sulla perfezione; ma soltanto con la scuola del Leibnitz il quale usava anche il termine pneumatologia -esso comincia ad essere adoperato per desiguare la parte della filosofia che riguarda |’ anima, Tuttavia, se la parola è relativamente recente, la cosa ch’esaa designa, cioè lo studio dei fatti psichici, risale molto addietro nella storia del pensiero filosofico, Cominciata con Socrate la distizione tra il mondo interno e l'esterno, con Aristotele la filosofia è già distinta in quattro grandi parti: logica, etica, fisica ο metafisica; la psicologia non è nessuna di esse, ma fa parte di tutte, in quanto è lo studio sia delle operazioni del pensiero, sia delle attività spirituali pratiche che si estrinsecano nella condotta morale, sia dei rapporti che corrono tra anima e corpo, sia infine dell’ essenza, dell’ origine e del destino dell’ anima umana. Tale fu il posto e l’ufficio della psicologia fino a che durò l'impero della filosofia aristotelica, vale a dire fino al Rinascimento. Con Cartesio e la sua scuola essa si costituisce come una parte distinta della filosofia; con Hobbes e Spinoza si afferma il principio della concomitanza dei processi organioi e psichici, e la legge d’associazione è chiamata a ridurre la complessità della vita spirituale ai suoi elementi componenti; con Hartley, James Mill, Condillac, Herbart ο Beneke i problemi psicologici assumono gradualmente una forma più definita e specifica, © si viene accumulando il materiale sperimentale per la loro soluzione; infine coi positivieti dell’ultima metà del secolo XIX diviene una scienza Pst  928  sperimentale a sò, come la filologia e la fisica, senza alcuna dipendenza dalla filosofia, e senza speciali rapporti con Ia metafisica, la logica e la morale. Questa dottrina però non è oggi condivisa da tutti: molti considerano ancora la psicologis come una parte della filosofia e le chiedono i dati necessari alla soluzione dei problemi logici, ontologici ο morali; altri, pure negandole la dignità di scienza pura e riconoscendola come parte della filosofia, credono tuttavia che essa sola possa risolvere quei problemi che stanno alla base di tutte le scienze. Cristiano Wolff divise per primo la psicologia in empirica e razionale, © questa rimase la divisione classica della psicologia: l’empirica è quella che si limita a studiare i fenomeni psichici e le loro leggi, la razionale quella che si occupa della essenza stessa delP anima e attinge i suoi principi dall’ ontologia e dalla cosmologia. Ma codesta partizione è combattuta oggi tanto dai positivisti, per i quali non esiste che la prinia, quanto dai metafisici, i quali sostengono che nello spirito fenomeni © sostanze sono indissolubilmente uniti. Gli psicologi moderni s’accordeno nel distinguere una psicologia generale, che tratta dei fatti della coscienza nelle loro forme più generali ed astratte, 9 una speciale, che si applica a determinare le forme ο le leggi delle differenti combinazioni dei fatti psichici. Questa psicologia speciale si distingue a sua volta in psico-fisica © psicologia-fisiologica ; pricologia sociale ο collettiva; psicologia patologioa ο oriminale; psicologia pedagogica ; psicologia storica ed etnografica ; peicologia ontogenetica © filogenetica ; peicologia soologica o comparata; psicologia segmentale; psicodinamica; psicometria ; psicostatistioa; onirologia; ipnologia ; psicologia dei sensi. Da alcuni si suole distinguere una psicologia descrittiva; che dei fatti psichici si limita a descrivere la natura e il processo, © una psicologia esplicativa, che dei fatti stessi rintraccia le leggi di produzione e di sviluppo. Altri distinguono invece la psicologia soggettiva ο introspettica, che  929  Pst studia i fatti psichici direttamente in sò stessi, dalla oggettiva (che comprende la fisiologica, zoologica, sociale, ecc.) che si basa essenzialmente sopra un ragionamento analogico. Cfr. Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 1 segg.; Baumgarten, Metaphysica, 1739, $ 501; Kant, Krit. d. r. Vernunft, ed. Kehrbach, p. 638 segg.; Galluppi, Elementi di fil, , vol. I, p. 141; Beneke, Lehrbuch d. Peyohol., 1861, $ 1, 12; Lotze, Grundeiige d. Peychol., 1894, p. 5 segg.; Haeckel, Der Monismus, 1893, p. 22; Lewes, Problemes of life and mind, 1874-1879, serie III, vol. I, p. 6; W. James, Principles of peyoh., 1890; Sully, Outlines of peychol., 1885 ; Jodl, Lehrbuch d. Peychol., 1896, P. 5; Wundt, Grandsüge d. physiol. Peychol., 1893, p. 1 segg.; Külpe, Grundriss d. Paychol., 1893, p. 3-4; Sergi, La peychol. physiologique, trad. franc. 1888, p. 12; Cr. Wolf, Psychologia empirica, 1738, § 1; Siebeck, Geschichte 4. Peyohol., 1880-84; Windelband, Ueber den gegenwärtigen Stand der psychologischen Forschung, 1876 ; H. Mtinsterberg, Ueber Aufgabe und Methoden der Peychol., 1891; Id., Grundsiige der Peychol., vol. I, Die Prinzipien, 1900; Hartmann, Die moderne Pryohologie, 1901; Chaignet, Hist. de la peychol= chez les Grecs, 1887; R. Meunier, Les soiences peychologiques, leurs méthodes et leurs applications, 1912; Ardigd, La paicologia come scienza positiva, 1870; Id., L' unità della coscienza, 1898; G. Villa, La psicologia contemporanea, 1911. Psicologia collettiva o sociale. T. Socialpsychologio, Vilkerpsychologie; 1. Social peicology; F. Psychologie sociale, colleotire. Quella parte della psicologia che ha per oggetto lo studio dei fenomeni psichici collettivi, Il fatto psichico è essenzialmente individuale, quindi per fatti psichici collettivi devono intendersi quelli che, pur avendo per tentro la coscienza dell’ individuo, si collegano direttamente, in sò e nel loro processo, con P’ ambiente sociale, fuori del quale riescono inconcepibili. Tali fatti psichici possono essere sia normali che patologici; quindi la psi59  Rawzout, Dizion. di scienze filosofiche. Psr  930  cologia collettiva αἱ divide in normale ο patologica.  Per molti autori le due espressioni psic. sociale © psie. collettiva si equivalgono, designando entrambe lo studio delle manifestazioni peichiche di un gruppo, di una pluralità di individui viventi insieme. Altri invece le considerano come duo scienze distinte. La psicologia sociale o demopsicologia ο psicologia dei popoli ha per proprio oggetto lo studio del meccanismo o della tecnica interiore dei processi 80ciopsichici; sorse in Germania intorno al 1860 col Lazarus e lo Steinthal, che la concepirono come disciplina intermedia tra la psicologia e la scienza morale, avente per scopo di spiegare i fenomeni complessi che si producono nella società, mediante le leggi semplici della psicologia individuale; dal Wundt è intesa invece come uno dei metodi di cui la psicologia si vale per studiare nei suoi vari aspetti i prodotti dello spirito, ο deve occuparsi esclusivamente dei prodotti primordiali che αἱ sviluppano nelle condizioni più semplici della convivenza sociale (mito, linguaggio, costume); per altri invece, come l’Ellwood, essa deve esaminare e spiegare tutti i processi psichici di gruppo, dai più semplici ai più elevati, come le istituzioni social le tradizioni, l’opinione pubblica, ecc. La psicologia collottiva ο psicologia delle folle ha invece per oggetto lo studio delle riunioni di individui avventizie, accidentali ο inorganiche; ne trattò per primo Enrico Ferri, che la concepì come scienza intermedia tra la psicologia individualo © la sociale; fu poi sviluppata da Scipio Sighele, specie sotto l’aspetto criminale, dal Tarde, dal Lo Bon, «co. Cfr. Lazarus-Steinthal, Einleitende (edanken ii. Völkorpsych., « Zeitschrift f. Wölkerpsych. und. Sprachwissenschaft », vol. I; Wundt, Pôlkerpeychologie, 1900, parte I, p. 1-31 dell’ Introd. ; Ellwood, Prolegomena to social Psychology, « Tho american journal of sociology », marzo-rettembre 1899; Ferri, Soc. criminale, 1900, p. 374 segg.; Sighele, La folla delinquente, 1895; Id., La delinquenza settaria, 1897;  931  Psr Tarde, Études des peychol. sociale, 1898; Le Bon, Peych. den Soules, 1896. Psicologia comparata. T. Ferglcichende, Psychologie ; I. Comparative paychology ; F. Psychologie comparée. Si comprendono sotto questo nome la psicologia zoologica, putologica, pedagogica, ccc., perchè ogni conoscenza sulla natura psicologica dell'animale, dell’ammalato, del bambino, oce., è possibile soltanto per mezzo della comparazione, del ragionamento analogico, I fenomeni psichici non possono essere constatati direttamente, per mezzo dell’osservazione intoriore, che dal? nomo adulto e civilizzato, dal psicologo ; ma stabilito il rapporto che corro tra codesti fenomeni con le struttnre organiche cui corrispondono e con gli atti esteriori ondo si manifestano, si può, dallo differenzo ox servate tra le strutture o gli atti negli altri esseri (selvaggio, bambino, animale, ecc.) indurne ragionevolmente le differenze psicologiche, Va notato però cho molti intendono por psicologia comparata soltanto In psicologia z0ologica, altri soltanto la otnografica. Cfr, E. Claparède, La prych. comparée est-elle légitime, « Arch. de paychol. >, giugno 1905; I. Locb, Comparatire physiol. of brain and comparative prychology, 1902. Psicologia etnografica. Ί. Raseenprychologie; I. Race paychology: F. Psychologie éthnographique, Paychologie des races. Per alcuni 9’ identifica con la demopsicologia ο con la psicologia collettiva; per altri se no distingne, in quanto indien quella parte della psicologia che ha per oggetto lo studio dei caratteri psichici dei diversi popoli ¢ che, in quanto tale, sorve da fondamento della psicologia collettiva ο della sociologia, 11 fatto paichico, per sè stesso, è eguale in tutti gli uomini, in quanto tali: sensazioni, rappresentazioni, vol zioni, associazioni, senti ece., si prodncono ο si avolgono con leggi generali identiche. Tuttavia In vita paichic nella sua complessità ¢ nel ano dinamismo, #' intona vari Itre parole, ogni popolo, ogni Psr  932  razza, ogni nazione, per la diversità delle origini sue, della sua costituzione fisica, dell'ambiente geografico in cui vive, delle vicende attraverso le quali è passato, ha un carattere © una personalità propria, fissate nella psiche d’ogni individuo, che distinguono tale popolo, meglio dei caratteri fisici, da tutti gli altri popoli, e che si rivelano in ogni esplicazione della sua attività. Lo studio di tali caratteri è l'oggetto della psicologia etnografica. Cfr. Worms, Paychol. collective et individuelle, « Revue int. de sociol. », aprile 1899; Ch. Letourneau, La psychologie éthnique, 1901 (v. antroposociologia). La psicologia patologica o psicopatologia è quel ramo della paicologia che studia le affezioni morbose e le malattie mentali. Si distingue in individuale e sociale, perchd le anomalie psichiche possono verificarsi così nell'organismo individuale, come nell'organismo sociale (psicosi epidemiche, folle delinquenti, ecc.). Una parte importante della psicopatologia è la peicologia criminale. La psicopatologia non si confonde con la psichiatria, la quale comprende, oltre lo studio delle malattie mentali, anche le norme per la loro prevenzione, cura e guarigione. Si distingue anche dalla patologia mentale in quanto questa ha per oggetto di costruire dei tipi clinici, di seguire l’eziologia e il decorso, di prepararne la terapoutica, mentre lo scopo essenzialo dolla psicologia patologica è di determinare tra i fenomeni delle leggi elementari, che valgano così per gli stati normali come per quelli morbosi. Lo Specht e il Miinsterberg distinguono anche la psicopatologia dalla patopri cologia: questa ha per oggetto lo studio dei fatti psichici presentanti un carattere morboso, quella è propriamente un ramo della patologia speciale, ed ha per soggetto lo studio delle malattio dello apirito. Cfr. Miinsterborg, Zeitschrift fur Pathopaychologie, 1° vol. 1911; A. Marie, Traité  933  Pst international de paychologie pathologique, 1912; G. Storring, Mental pathology in ite relation to normal peyohology, 1907. Psicologia pedagogica. T. Pädagogische Peyohologie ; I. Pedagogical peychology; F. Peyohologie pedagogique. Quel ramo della psicologia che studia il modo come si vengono formando e svolgendo le diverse attività psichiche nel bambino, allo scopo sia di conoscere la natura primitiva della psiche umana e rieostruirne la lenta evoluzione, sia di trarre da tali conoscenze le norme per contribuire più efficacemente allo sviluppo psichico, intellettuale e morale del bambino. Cfr. Perez, Les trois premières années de L’enSant, 1878; Baldwin, Le développement mental chez Ponfant et dans la race, trad. franc. 1897; Preyer, Die Seele des Kindes, 3° ed. (v. pedagogia, pedologia). Psicologia segmentale. Quella nuovissima parte della Psicologia, che fondandosi sopra l'anatomia e la fisiologia segmentalo, studia i fenomeni abnormi, subnormali ο supernormali, della coscienza umana, L'uomo, che à al vertice della scala animale, presenta la costituzione più profondamento unitaria di tutti i viventi, rivelata dai fonomeni del suo io e basata specialmente sulla centralizzazione dol sistema nervoso; tuttavia anche nell’uomo la fusione dei sogmenti (metameri), da cui originariamente deriva l’encefalo, è lungi dall’essero porfetta dal punto di vista fisiologico, como è dimostrato dalla moderna dottrina dello localizzazioni corebrali, mentre, d’altro canto, i fenomeni osservabili in soggetti isterici di disgregazione o frazionamento della personalità, lo sdoppiamento della coscienza, la scrittura automatica, l'ipnosi sperimentale, le pratiche dell’ occultismo, la collaborazione continua che, nell’ tome normale, esiste tra cosciente © subcosciento, tra io sopraliminale © io subliminale, rivelerebbero l’ incompleta fusione © coordinazione dei presunti segmenti, che concorrono a formare la personalità unitaria. Cfr. Max Dessoir, Das Doppelt-Ich, 1896; Myers, The human personality, 1902; BoPst  984  ris Sidis, Studies in mental dissociation, 1902; Morton Prince, The dissociation of a personality, 1906; A. Binet, Les altérations de la personnalité, 1892. Psicologia sociologica. Alcuni designano in questo modo, per opposizione a fisiologica, quella parto della psicologia obiettiva che considera In vita psichica in quanto si rivela col movimento ϱ con l’azione, colla parola e con l’imagine. Essa ha per materia la vita degli animali, dei fanciulli, dei solvaggi, la storia generale dell’ umanità, i poemi, le biografie. È quindi affine a quella che altri chiamano pricologia comparata. Psicologia zoologica. T. Tierpsychologie; I. Animal prychology; F. Paychologie zoologique. Quella parte della psicologia cho studia i fenomeni psichici come si vengono manifestando negli animali bruti. Essa si fonda sopra il concetto che la coscienza non è un privilegio escInsivamento umano, ma esisto anche negli animali, sia superiori che inferiori, nei quali si vorifica lo stesso fatto clementare che, negli esseri superiori, si complica per nuovi processi. Essa presuppone anche che il modo di manifestazione esteriore del fenomeno psichico sin analogo nell’animale ο nell’nomo. Cfr. Wundt, Porlerungen über die Monschen-und Tiersecle, 2% ed.; Lloyd Morgan, Animal life and intelligence, 1890-91; Romanes, Mental erolution in animale, 1883; F. Franzolini, I’ intelligenza delle bestie, 1899 (v. coscienza, automatismo). Psicologismo. T. Paychologiemus; I. Paychologiem; F. Peychologisme. Vocabolo non privo di senso dispregiativo, col qualo*sì snol designare non tanto una dottrina determi nata, quanto il metodo o la tendenza generale cho consiste nell’ assumere il punto di vista psicologico come unico o fondamentale, nel ridurre tutti i problemi filosofici a problemi psicologici e quindi nell’ assorbire la filosofia nella psicologia. Così il Gioberti denominava psicologismo la filosofia del Rosmini, in quanto ammetteva nella psi 935  Pst che umans la facoltà di produrre I’ ente indeterminato presente allo spirito. Il De Sarlo lo definisce: « un orientamento o atteggiamento dello spirito, per cui questo, rivolto su sò stesso, crede di trovare nell'esperienza interna non soltanto le indicazioni per pronunziarei su ciò che è reale, su ciò che è obbiettivo e su ciò che ha valore, ma unche il fondamento, la giustificazione, la garanzia di qualsiasi affermazione e credenza. Lo peicologinmo esprime la tendenza a cercare nella coscienza e nei suoi fenomeni i princip! esplicativi e le norme direttive per una comprensione piena, perfetta della realtà ». Così inteso, lo paicologismo ha le sue origini prime da Socrate, che richiamò la mente umana a volgere lo sguardo en sò stessa; ma non diventa un metodo che con la Rinascenza, nella quale, per il rinnovarsi della cultura ο per il richiamo all'autorità della coscienza individuale contenuto nella protesta di Lutero, si afferma saldamente la tendenza a porre nell’ individuo la misura dei valori © nella coscienza umana 1’ espressione più completa ο genuina della realtà, Nel oogito ergo sum di Cartesio lo pricologismo ha gettato lo sue salde basi; con Locke ο Berkeley tende a ridurre le forme più elevato dell'attività dello spirito a quelle più semplici ο ai dati sensoriali i prodotti più complessi, mirando a dimostrare l’unità di composizione dei fatti psichici © la perfetta identità tra fl fatto psichico ο il suo oggetto (esse --percipi); con Hume diventa scettico, negando tutto ciò che non sia contenuto puntuale della cosoienza in un dato istante; con la scuola scorzese cessa di essere fenomenistico e diventa intuizionistico ; con Kant, di fronte al sogKotto è aimmessa una cosa in sò, di fronto alla forma si trova la materia, ma da un canto la cosa in sò è dichiarata impenetrabile © dall’ altro la materia, riducendori a sensazioni, è pur sempre qualche cosa di soggettivo, cosicchè anche per Kant la realtà e l’esperienza si risolvono in fatti di coscienza.  Si possono distinguere due forme Psr  936  di psicologismo : uno, che possiam dire relativo 0 temperato, si appoggia sulla constatazione innegabile della posizione centrale che la coscienza umana occupa nel mondo, per affermare l’importanza della psicologia nella soluzione dei problemi riflettenti lo spirito e dei suoi principali prodotti; questa forma di psicologismo è parte integrante di tutta la cultura del nostro tempo © figura come la premessa necessaria di qualsiasi indagine sull'attività umana e gli oggetti a oni può esser rivolta. L’ altro, che possiam dire assoluto o metafisico, 6 che si suol anche denominare peichiemo, 0 pampsiohismo, o idealismo realistico, ecc., considera la psiche come la stessa realtà, come l’ unica realtà; l’universo si risolve per esso in contenuti delle coscienze indivi-. duali els metafisica nella psicologia del pensiero. Lo psicologismo assoluto ha poi aspetti diversi a seconda del campo a cui s’ applica: psicologismo gnoseologico e logico, che riduce tutta la conoscenza alle forme date dall’ esperienza paicologica, ogni attività del pensiero alle leggi della vita psichica; morale, che fa oggetto della sua ricerca il dato psicologico della coscienza morale, studiandolo come un fatto tra gli altri fatti della natura, di oui si debbano studiare le cause e lo leggi di sviluppo con gli stessi procedimenti delle scienze ompiriche; religioso, che spiega la religiosità come un derivato di condizioni psicologiche particolari (senso di debolezza, bisogno di protezione) o come un’ applicazione di leggi psicologiche generali (rapporto tra desiderio, speranza, 0 aspettazione © credenza nell’ oggetto corrispondente); estetico, che spiega la natura propria della coscienza estetica con cause psicologiche come I’ abitudine, l’ associazione, lo influenze ataviche, ece., ο fonda il valore estotico su necessità d'ordine biologico, ο riduco l’arte al bisogno di esplicare 1’ eccesso di energia, Cfr. Mikaltechow, Beitr. sur Kritik des modernen Pychologiemus, 1908; Gioberti, Protologia, 1857, vol. I, p. 91 segg.; F. De Sarlo, To psicologismo nelle sue principali forme, « Cult. filosofica »,  937  Pst marzo 1911; A. Levi, Lo paicologismo logico, « Ibi gennaio 1909. Psicometria. T. Peychometrie; I. Peychometry; F. Peyohométrie. Nome dato dal Wolff alla misurazione matemstica dei processi psichici, Oggi è usato per indicare sia la psicologia sperimentale, sia i fenomeni detti parapsichici (previsione, telepatia, eco.) sia quella parte o metodo della psicologia che misura i fenomeni psichici nella loro intensità, frequenza, durata, eco. Quest’ ultimo significato è il solo veramente legittimo. Secondo una classificazione dell’Aliotta la psicometria si divide in: psicofisica, peicocronometria, psicodinamica © psicostatistica. La psicofisica ha per oggetto la misura delle sensazioni, dell’esattezza dei giudizi sensoriali e della chiarezza delle sensazioni ; la seconda la misura del tempo di reazione semplice e delle reazioni complesse (tempo di ricognizione, di distinzione, di scelta, di associazione, di giudizio); la terza la misura dinamogenica della memoria e della forza di associazione, dell’attenzione, dell’arresto psichico, del lavoro e della stanchezza mentale; la quarta le leggi di frequenza dei fenomeni della vita psichica, sia normali che patologici, sia indivi duali che sociali. Cfr. A. Aliotta, La misura in psicolo, sperimentale, 1905; Bucoola, La legge del tempo nei fenomeni del pensiero, 1883; Münsterberg, οὐ. Aufgabe und Methoden à. Psychologie, 1891; Binet, Introduction à la peychol. expérimentale, 1894; Duchatel, Enquéte sur des cas de peychométrie, 1910; Clapardde, Classification et plan des méthodes psychologiques, « Arch. de psych. », giugno 1908. Psicomonismo. Nome dato dall’ Hucckel a quella forma estrema di idealiamo che si suol chiamare solipsismo ο semelipsismo. Cfr. Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 315 segg.; B. Rutkiewiks, Il psicomoniemo, trad. it. 1912. Paiconomia. T. Psyohonomik; I. Psychonomics ; F. Paychonomique. Vocabolo poco usato; indica la dottrina delle Psi  938  leggi che governano l’anima, o anche quella parto della scienza, che studia le relasioni della psiche individuale col suo ambiente specialmente sociale. Talvolta infine è adoperata per denominare quel ramo della sociologia che tratta dei fattori © delle leggi psicologiche contenute nell’organizzazione e nell'evoluzione sociale (v. antroposcoiologia, peicologia collettira). Psicosi. T. Peyohose; I. Peyohosia; F. Peychose. Si nea, in senso generale, per designare qualsiasi malattia mentale, oppure in senso ristretto per opposizione a nevrosi, per indicare quelle anomalie della psiche di cui si ignorano le corrispondenti lesioni organiche. Alcuni però riservano il nome di psicosi alle così dette forme degenerative, che sarobbero specialmente le ereditarie e le costituzionali, comprese quelle create dalle neurosi gravi; e chiamano perciò peicopatic tutte le malattie e anomalie mentali in genere. Ad ogni modo l’uso di questo vocabolo è assai largo nella psicopatologia, ο si trova quasi sempre unito ad altri che lo determinano : così dicesi psicosi affottiva la malinconia; psicosi morale i pervortimenti del senso morale; psicosi tossiche tutte le alienazioni mentali prodotte da intossicazione; psicosi epidemiche i disturbi mentali collettivi. Cfr. G. Ballet, Le psicosi, trad. it. 1897; G. Sergi, Psicosi epidemica, « Riv. di fil. sciontifica », marzo 1889. Psicostatistica. T. Peyohostatietik; I. Peyohontatistics ; F. Payoo-statistique. Quella parte della psicologia sperimentale, 0, come vuole l’Aliotta, della psioometria, che misura le proporzioni degli individui che presentano nn fenomeno psicologico dato. Molti metodi della psicofisica e della paicodinamica si fondano indirettamonte sulle determinazioni statisticho dei casi veri ο falsi, dello sillabe appreso, degli errori commessi, delle cifre calcolate, ecc. Un’ altra applicazione indiretta della statistica alla psicologia, ha luogo quando dalle leggi di froquenza di alcuni fenomeni ctici ο sociali (suicidi, omicidi, ecc.) si cerca di risalire alle interne  939  Psr cause psicologiche. Applicazioni più dirette dello stesso metodo fece il Fechner, studiando la frequenza della udizione colorata, il Kriipelin sul sonno ο sui sogni, il Galton sulle associazioni e sull’eredità psicologica del genio. Cfr. Galton, Brain, luglio 1879, p. 149; Ribot, Z’heredite, 1873, p. 268; Aliotta, La misura in psicologia sperimentale, 1905, p. 233-237. Psicoterapia. T. Psychotherapie; I. Psychotherapeutics; F. Psychothérapie. La cura nelle malattie mentali fatta agendo direttamente sulla psiche dell’ individuo per mezzo della suggestione ipnotica o allo stato di veglia. Essa è stata praticata presso i diversi popoli fino dalle epoche più remote; secondo il Löwenfeld essa è anzi « la forma prima © più originaria in cui fa praticata l’arte medica ». Ma la psicoterapia scientifica non comincia propriamente che verso il 1884 con la « seuola di Nanoy » per opera del Liégeois e del Bernheim; da allora ha avuto uno sviluppo sempro più rigoglioso, e all’unico metodo originario, I’ ipnosi, si aggiunsero la suggestione allo stato di veglia, la ginnastica della volontà, la psicoanalisi del Freud, la psicosintesi del Bezzola, la psicocatarsi del Frank, la persuasione del Dubois, la terapia associativa del Moll, ecc.; ο infine una curiosa riapparizione in veste scientifica della psicoterapia religiosa per opera dell’ Emmanuel movement, per non parlaro della mind-cure ο di altri motodi estrascientifici in gran voga in questi ultimi anni in America. Cfr. Bornheim, De la sugyestion, 1891; Liwenteld, Lehrbuch der gesammten Psychotherapie, 1897; P. Dubois, Les psychonéeroses et leur traitement moral, 1909; A. Thomas, l’eyohothérapie, 1912; Portigliotti, Psicoterapia, 1903; Assagioli, Paicologia ο psicoterapia, « Psiche », maggio 1913. Psittacismo. T. Prittaciemus; 1. Psittaciam; F. Peitta«πο, Dal greco 4irtaxi; = pappagallo. Nel linguaggio comune designa semplicemente l’abitudino di ciarlare a sproposito ο ripetere le stesse parole dotte da altri. Nella Pux  940  filosofia questo vocabolo fa usato la prima volta dal Leibnitz per designare quella forma esagerata di nominalismo, che considera ogni idea generale ed astratta come una semplice parola, come un puro flatus voois. Se così fosse in realtà, il linguaggio dell’uomo non differirebbe da quello del pappagallo, il quale ripete meccanicamente una serie di suoni insegnatigli, cho per Ini sono privi di ogni significato. Ora, se è vero che il rapporto tra la parola e l’idea è puramente convenzionale, è anche vero che tra una ο l’altra esiste una certa proporzionalità; la parola è infatti la virtualità dell’ idea, ed è per meszo della parola che le idee complesse sono fissate, illuminate ο richiamate. Ofr. Leibnitz, Nour. Essais, II, xxı, 31; M. Dugas, Le peittaoieme et la pensée simbolique, 1896, Pref.; G. Marchesini, Il simboliemo nella conoscenza 6 nella morale, , p. 71 segg. (v. Unguaggio, realiemo, universali). Panto. T. Punotum, Punkt; I. Point; F. Point. Dicesi punto fisico il minimo di spazio percepibile; punto materiale il corpo le cui dimensioni sono supposte infinitamente piccole, restando tuttavia dotato delle proprietà generali della materia, quali il peso e l’impenctrabilità ; punto matematico l’indivisibile avente una posizione nello spazio, oppuro P intersezione di due linee.  Punti metafisici chiamò Leibnitz le monadi: « Essi hanno qualche cosa di vitale 6 una specie di percezione, e i punti matematici sono i loro punti di vista per esprimere l'universo; ma quando lo sostanze materiali sono rinserrate, tutti i loro organi insiome non formano che un punto fisico a nostro riguardo ».  Diconsi punti di ritrovo quei ricordi che, essendo per la loro natura automaticamente localizzati nel tempo, servono poi à localizzaro gli altri ricordi. Essi non sono scelti arbitra riamente ma s’impongono a noi, in quanto per la loro intensità lottano meglio contro l'oblio, ο per la loro complessità possono suscitare un maggior numero di rapporti entare quindi la propria capacità di riviviscenza.   941  Pur Dicesi punto di vicinanza 0 punctum prozimum il punto che segna il limite di accomodamento dell'occhio per la vicinanza; negli occhi normali esso trovasi alla distanza di 100 a 120 mm. dall’ occhio. Dicesi punto di lontananza ο punctum remotum la distanza da cui debbono venire i raggi luminosi per far foco sulla retina senza nessun sforzo d’accomodazione; negli occhi normali questo punto trovasi al infinito, nei miopi invece a pochi metri dall’ occhio, negli ipermetropici al di là dell’ infinito e ciod non osiste perchè soltanto i raggi convergenti possono far foco sulla retina senza sforzo d’accomodazione.  Punto cieco dicesi Pareola circolare della retina, priva dello strato dei coni © dei bastoncini, © affatto insensibile, formata dal nervo ottico dove esso sbocca nell’ occhio.  Diconsi punti di pressione quelle piccole aree della cute, che sono la sede Periferica della sensibilità tattile ; punti termici quelli della sensibilità pel caldo e pel freddo; punti dolorifici quelli della sensibilità periferica dolorifica. Puro. T. Rein, bloss; I. Pure; F. Pur. Nella filosofin con questo termine, da Kant în poi, s'intende ciò cho è a priori, indipendente dall'esperienza, spoglio d’ogni elemento dovuto alla esperienza. « Si chiama pura ogni nosconza cho non è mescolata con nulla di eterogeneo. Ma si dice specialmente d’una conoscenza che è assolutamente pura, quando, in modo generale, non vi si moscola alouna esperienza o sensazione e che, per conseguenza, è possibile interamente a priori ». Perciò per Kant l'intelletto puro è . Cfr. Leibnitz, Monadologia, $ 60, 62; Cr. Wolff, Vernunftige Gedanken ron Gott, 1733, I, $ 774; Mendelssohn, Morgenstunden, 1786, vol. I, 6; K. Ο, E. Schmid, Empirische Peychologie, 1791, p. 172-179; Wundt, Grundsüge d. physiol. Psych., 3% ed., II, p. 1, 100, ecc.; Sully, Outlines of peycho 968  Raz logy, 1885, p. 224, e 219 nota 2; Höffding, Psychologie, trad. franc. , pp. 156-242; O. Hamelin, Essai sur les élémente Princ. de la représentation, 1907; P. Köhler, Der Begriff der Repr. bei Leibnitz, 1913 (v. percezione, presentazione, riproduzione delle sensazioni). Razionale. T. Fernünftig, Rational ; I. Rational; F. Rationnel. Ciò che fa parte della ragione. Si oppone ad irrazionale, © talvolta anche ad affettivo, volontario, sensibile, sperimentale, eco. Razionale si dice anche di ciò che è conforme alla ragione, intesa come facoltà di ben gindicare, © di conoscere in modo diretto il reale e l'assoluto, o anche come sistema di principi a priori la cui verità non dipende dall’ esperienza. Numero razionale è quello che può esser messo sotto la forma di un rapporto tra due numeri interi. Mecoanica rasionale è l'insieme di tutte le questioni della meccanica, che sono trattate con metodo puramente deduttivo partendo dalle nozioni di massa, forza, relazione, inerzia.  Nel linguaggio scolastico dicesi rationale materialiter ciò che ha in sè il principio di raziocinare, come luomo; rationale formaliter il principio del raziocinare e la differenza costitutiva dell’uomo, come la razionalità. Razionalismo. T. Rationalismus; I. Rationaliem; F. Rationalisme. Ha significati molto vari. Alcune volte è usato in senso dispregiativo, per designare V abuso che in certi sistemi filosofici si fa del ragionamento puro, 1’ eccessiva fiducia concessa alla ragione, a scapito sia dell'esperienza sia del sentimento e dell’ intuizione. I teologi applicano questo nome a tutti quei sistemi nei quali è esoluso l’intervento della rivelazione e della tradizione, e viene assunta la ragione come unico principio di conoscenza. Nel suo significato più generale designa l’ impiego della ragione nello studio dei problemi filosofici o religiosi; in questo senso non si può dire che il razionalismo sia una dottrina ο un sistema, ma soltanto un metodo, o meglio ancora, una tendenza, un indirizzo gonerale. Il razionalismo religioso si Raz  964  contrappone al eupernaturaliemo 0 irrasionalismo, che ritiene la ragione incapace di penetrare nelle cose divine, che po; giano essenzialmente sulla fede, unico fondamento di ogni religione: tra lano e l’altro sta il semirasionalismo, per il quale le fonti della verità sono due, la ragione e la fede, ma le verità di fede non sono contrarie alle verità di ragione, bensì al di sopra di esse. L’ idealismo greco ο l’idealismo assoluto della filosofia moderna sono razionalistiei; il cattolicismo, dopo la sistemazione scolastico-aristotelica di S. Tommaso, è semirazionalistico; sono irrazionalistioi tutti quei sistemi che, dentro e fuori dol cristianesimo, credono di poter giungere alla possessione immediata del divino con altri mezzi che non sieno la ragione, il pensiero, Y intelligenza (tradizionalismo, autoritarismo, fideismo, ontologismo, immanentismo, sentimentalismo, ecc.). In senso metafisico 0 ontologico, per razionalismo, ο idealismo rasionalistico, o razionalismo panlogistico 8’ intende quella forma di spiritualismo assoluto, che fa risultare il mondo esteriore dallo sviluppo sia di esseri pensanti, di ragioni individuali, sia di una ragione cosciente universale, sia infine d’un sistema di idee indipendenti dalle coscienze, incosciente almeno per le coscienze umane, 9 che si pone come un oggetto per rapporto ad esse (Fichte, Schelling, Hegel). Infine razionalismo si adopera per opposizione a sensiemo: questo sostiene che le nostre percezioni, e persino le nostre idee universali ο necessario e i principi costitutivi di ogni scienza non sono che lo sviluppo dello nostre sensazioni ; il razionalismo invece considera i principî fondamentali della ragione come innati e crede quindi la ragione irreducibilo all'esperienza. Perciò opposti sono i metodi del razionalismo e del sensismo; quello aprioristico, in quanto fa derivare da idee a priori le leggi supreme dell’ essere e le spiegazioni ultime d’ogni scienza, questo sperimentale o empirico in quanto si fonda sopra l'osservazione e l’esperienza, organizzandone i materiali mediante l’induzione e la goncra 965  Raz lizzazione. Il razionalismo, come metodo filosofico, assume nomi differenti a seconda del suo contenuto e della sua Posizione di fronte agli altri indirizzi : così dicesi razionalismo matematico quello dei pitagorici, per i quali le cose sono comprese solo quando è conosciuta la determinaziono matematica che ne è il fondamento; razionalismo teorico quello di Democrito, per il quale la conoscenza della vera realtà è essenzialmente una rappresentazione dell’ essere costante, ma tale per cui la realtà dedotta, conosciuta nella percezione, deve essere resa comprensibile; razionalismo etico invece quello di Platone, per il quale la conoscenza della vera realtà ha il suo scopo morale in sò stessa, e tale conoscenza deve essere la virtù, che non ha col mondo dato dalla percezione se non un rapporto di recisa limitazione; razionalismo pratico quello del Bayle, per il quale la ragione umana, incapace di conoscere l'essenza delle cose, è provvista però della coscienza del proprio dovere, ossia della conoscenza dei principi morali, che sono verità eterne e immutabili. Cfr. Stäudlin, Geschiohte d. Ration. u. Supranatur., 1816; Wundt, Einleitung in die Philosophie, 1901, Pp. 323 segg.; F. Maugé, Le ration. comme hypothèse méthodo. logique, 1909; F. Enriques, Scienza e razionalismo, 1912. ‘Razza. T. Rasse; I. Race; F. Race. Questo vocabolo ha accezioni diverse, implicando la risoluzione che può farsi in modi diversi -di altre complesse questioni della filosofia zoologica. Secondo alcuni per razza deve intendersi un gruppo di individui nei quali si perpetua, per eredità e indipendentemente dall’ azione attuale dell’ ambiente, un insieme di caratteri biologici, psicologici e sociali che li distingue dagli individui appartenenti ad altri gruppi ai loghi. « La razza, dice il Quatrefages, è l’ insieme degli individui somiglianti che appartengono ad una medesima specie ed hanno ricevuto e trasmesso per via di generazione i caratteri d’una varietà primitiva ». Ma la permanenza dei caratteri attribuiti all’eredità biologica, è invece REA  966  riferita da altri alla educazione, alla imitazione, all’ ambiente, ecc.; mentre altri ancora considerano lo varietà come combinazioni di razze più elementari, caratterizzato da una eredità semplice ο invariabile. La definizione più larga e nella quale tutte le scuole possono accordarsi, è forse quella del Prichard: « sotto il nome di razza si comprendono tutte le collezioni di individui presentanti un numero maggiore o minore di caratteri comuni, trasmissibili per eredità, prescindendo affatto dall’origine dei caratteri medesimi ». Cfr. Agassiz, De l'espèoe et de la classification en zoologie, 1862; G. Pouchet, De la pluralité des races humaines, 1864; A. De Quatrefages, La epecie umana, trad. it. 1871; P. Topinard, Anthropologie, 1884, p. 199 segg. (v. monogenismo, poligeninno, trasformismo, specie, varietà). Beale (rea = cosa). T. Wirklich, real; I. Real; F. Reel. Si oppone a ideale © designa tutto ciò che è, e che per sussistere non ha bisogno di essere pensato. Questo per ciò che riguarda il reale oggettiro ; dal punto di vista logico e soggettivo, il reale si può definire come il contenuto dell’esperienza. Reale si oppone anche a illusorio, apparente, fenomenioo, e indica cid che concretamente è, ciò che agisce effettivamente, Si opppone infine, nella conoscenza, et formale, e indien ciò che della conoscenza stessa costituisce la materia, il contenuto.  Diconsi definizioni reali, per opposizione alle nominali ο terbali, quelle che si fanno per il genere prossimo e la differenza specifica, ο si propongono per fine di individuare completamente il concetto della cosa definita mediante l'indicazione del comune sostrato, che lo collega con gli oggetti simili, e della differenza che da essi lo sopara (v. idea, ideale, realismo, realtà). Realismo. T. Realismus; I. Realiem; F. Realieme. Ha due diversi significati, socondochè si oppone a nominalismo 0 n idealismo. Se si oppone a nominalismo designa quella dottrina scolastica secondo la quale gli univereali ο ideo generali esistono realmente. Il realismo è la prima soluzione  967  Rea data dalla scolastica al problema degli universali, nato da un luogo dell’ Isagoge di Porfirio, nel quale erano proposte ο non risolute queste tre questioni: gli universali hanno un’ esistenza propria o esistono soltanto nel pensiero? se hanno esistenza propria sono corporali ο incorporali ? 66 sono incorporali sono accompagnati o scompagnati da circostanze sensibili? Il realismo risponde che gli universali hanno una esistenza propria; ma fra i realisti alcuni dicono, conforme alla dottrina platonica, che gli universali preesistono alle cose individuali (ante rem) come prototipi eterni di cui tali cose non sono che-imitazioni temporanee, altri invece sostengono, conforme alla dottrina aristotelica, che esistono nelle cose individuali (in re) come loro attività medesima.  Quando il realismo si oppone all’ idealismo designa tutte quelle dottrine, che ammettono la realtà obbiettiva del mondo esteriore. Si possono distinguere in esso tre periodi ο fasi: 1° il realismo primitico, proprio della filosofia antica, che considera lo spirito come uno specchio sul quale si rifletta fedelmente l’imagine degli oggetti esteriori; secondo esso vi è adunque lo spirito da una parte e la natura, il mondo esterno dall’ altra; il problema da risolvere è quindi se entrambi siano costituiti in tal modo, che il secondo possa essere oggetto di conoscenza per il primo; 2° il realismo peroerionistico o naturale, proprio della scuola soozzese e dell’eclettismo francese, secondo il quale noi abbiamo la percezione immediata del mondo esteriore come tale; le cose esistono fuori di noi perch’ la percezione ci mostra delle cose che esistono fuori di noi; in altre parole, il realismo naturale pone il sentimento di obbiettività implicito nella percezione come un fatto irreducibile, ο a tale credenza attribuisce un valore rappresentativo; 3° il realismo moderno, nel quale il problema è posto diversamente, în seguito sovra tutto alla critica dello Stuart Mill sulla nozione di obbiettivita fornitaci dalla coscienza. Codesta nozione si riduce alla obbiettivazione Rea  968  dell’ idea d’ una possibilità permanente di sensazioni, obbiettivazione determinata anzitutto dal presentarcisi di codesti gruppi di sensazioni possibili come permanenti, al contrario delle sensazioni isolate che hanno un carattere fagace; secondarismente dall'azione che codesti gruppi sembrano esercitare gli uni sugli altri secondo leggi costanti, che appaiono indipendenti dalla nostra volontà. Sostituita così all’ idea di sostanza quella di legge, il problema di cui il realismo ο l’idealismo propongono due soluzioni opposte è il seguente: come spiegare la costanza 9 la realtà di certi gruppi di sensazioni da una parte, e delle relazioni tra questi gruppi dall'altra. ‘Tra le forme principali del realismo ricorderemo: il realismo idealistico, che riconosce una realtà indipendente dalla conoscenza che ne abbiamo, ma considera tale realtà di natura ideale, spiritnale; esso è dunque una forma di moniemo epiritualistioo, ed ha il suo primo rappresentante in Platone, che consi. dera le Idee come realtà eterne, universali, immutabili, di cui le cose individuali non sono che il riflesso ο l’imagine. Il realismo trascendentale, detto così perchè in esso la causalità, che ricollega la rappresentazione alla cosa in sè, diviene una causalità trascendentale in quanto permette appunto d’ inferire dalle rappresentazioni un oggetto che non è oggetto di rappresentazione, l’ inconscio (Hartmann). 1 realismo individualistico ο pluralistico, che afferma che l'essere è costituito da una molteplicità di enti semplici ο primitivi, il cui numero è proporzionale al numero delle nostre sensazioni, poichè ogni sensazione indica un essere particolare (Herbart). Il realismo empirico, che pone la sostanza come distinta dai fenomeni e da noi immediatamente conosciuta per uns intuizione positiva (Ravaisson). Il realismo dialettico, che consiste nel realizzare le idee generali e dedurre le une dalle altre, in modo che la catena logica continua delle idee è anche una catena ontologica continua della realtà, 11 realismo ontologico ο metafisico, che  969  Rra s’oppone al realismo gnoseologico, in quanto questo afferma semplicemente l’esistenza d’una realtà esterna, sussistente come oggetto del nostro pensiero, quello spiega la natura di codesta realtà affermata come sussistente, e può essere tanto spirifualistico quanto materialiatico e naturalistico. 11 realismo razionale, che ammette una ragione assoluta la quale si manifesta così nell'esistenza delle cose come nella coscienza dell’uomo, e per la quale all’ assoluto, che si manifesta nel nostro pensiero, corrisponde perfettamente l'ordine esterno del vero essere (Bardili). Il realismo ragionato (reasoned realism), che afferma la realtà di ciò che è dato dal senso, e giustifica questa affermazione con l’indagine filosofica o razionale dei fondamenti della conoscenza (Lewes). Il realismo trasfigurato, che afferma |’ stenza dell’ oggetto separata e indipendente da quella del soggetto, nonchè la corrispondenza tra i mutamenti del primo e quelli del secondo, senza però affermare che alcun modo d’ esistenza oggettiva «in in realtà quale a noi appare (Spencer). Il realismo problematico 0 ipotetico, che parte dall’ ipotesi che, se noi non conosciamo se non stati mentali © soggettivi, ne inferiamo però qualche cosa di corporeo e di oggettivo.  Fuori della sfera della filosofia, il realismo significa: nella matematica l’ opinione secondo la quale le forme e le verità matematiche non sono create dallo scienziato, ma da lui scoperte; nell’estetioa la dottrina che all’arte impone di non idealizzare il reale, ma di esprimerne soltanto i caratteri effettivi, oppure la tendenza artistica a rappresentare nell’uomo specialmente i caratteri naturalistici, ancora se bratti o degradanti ; nel linguaggio comune il senso della realtà delle cose, la capacità di agire conforme ai dettami dell’esperienza concreta e indipendentemente da ogni vincolo del sentimento, della tradizione, dell’ imaginazione, dei principi astratti. Cfr. E. von Hartmann, Kritische Grundlegung des transoendentalen Realismus, 1875; J. H. Löwe, Der Kampf zwischen Nominalismus und Rea  970  Realismus, 1876; Holt, The new realiem, 1912; C. Ranzoli, Le forme storiche del idealismo ο del realismo, in Linguaggio dei filosofi, 1911, pp. 59-104 (v. arte, conoscenza, intermediariste, realtà, materia, nominalismo, pluralismo, sostanza, essenza). Realtà. T. Realität, Wirklichkeit; I. Reality; F. Réalité. Si oppone tanto a possibilità, quanto a idealità e ad apparensa; designa tutto ciò che esiste, che permane fuori di noi e indipendentemente dalla conoscenza che ne abbiamo, La concezione della realtà è passata per tre stadi principali. Da principio è identificata colla sensibilità, ο non si concepiscono come reali che gli oggetti percepibili ed estesi nello spazio, considerando pure come tali, ma più tenui e sottili, gli oggetti © le cose che non cadono sotto i nostri sensi. In seguito, per l'osservazione che i sensi ci ingannano spesso e che fra le qualità sensibili degli oggetti alcune sono essenziali altre mutabili e faggitive, il reale si concepisce come qualche cosa di diverso dal sensibile, e cioè come un quid assolutamente identico a sò stesso e immutabile, che serve come di sostegno ultimo alle qualità © che non può sparire senza che anche la cosa sparisca. Questo quid è la sostanza, che per tal modo è considerata come la sola realtà. Per alcuni codesta sostanza è ancora qualche cosa di conoscibile per mezzo dei sensi (elementi, atomi, ecc.), dato che essi possano attraversare lo mutevoli apparenze che la nascondono; per altri invece non può essere che l'oggetto di un intuito razionale, in quanto, consistendo essa nell’ identità e nella permanenza, tali caratteri non possono riscontrarsi nei rapporti. Si ha così, accanto alla spaziale, un'esistenza intelligibile, che, obbiettivata, costituisce la vera realtà (il Numero, le Idee, ecc.). Infine, col progredire della rifiessione e col delinearsi del problema gnoseologico, le basi della questione si spostano: si comprese che non era possibile parlare di una realtà in sè, assolutamente fuori dello Rspirito, perchè tutto ciò che conosciamo è interiore e non reale che in noi, e che quindi si trattava di risolvere non più come si potesse passare dall’ apparente al reale, ma dal conosciuto al reale. Le soluzioni date al problema sono molte e diverse: riducendosi tutto alle sensazioni e alle loro leggi, per alcuni (Kant) queste leggi, superiori alle nostre esperienze ed immanenti ad esse, si impongono alla materia sensibile e multipla delle nostre impressioni come tante forme unificatrici, universali e necessarie; per altri le leggi dei fenomeni sono esse stesse fenomeni. Per il positiviemo non vi è altra realtà oltre quella determinata dalle scienze, e non v'è realtà per le scienze oltre quella attinta all’esperienza diretta e genuina, ossia all'esperienza sensoriale; sostanza, causa, efficienza, soggetto, oggetto, essere, ecc., sono tutte aggiunte fatte dal pensiero n cui nessuna realtà corrisponde. Due sono le forme principali assunte dalla conla monistico-meccanica, cho risolve tutta la realtà in movimento e modalità di movimento; la empirico-sensazionistica, che identifica la realtà ultima con la così detta esperienza pura o radicale (sensazione), alla quale si arriva mediante l'eliminazione di tutte le aggiunte del pensiero. Affine a quest’ ultima, anche la filosofia dell’immanenza riduce tutta la realtà all'esperienza, identifica l’esperienza stessa col complesso degli stati di coscienza, esclude ogni trascendenza, sia quella dell’oggetto rispetto alla coscienza individunle, sia quella di esseri ο di cause sottostanti all’ insieme dei fenomeni che costituiscono l’universo: essa non diversifica dall’empirismo puro se non in quanto rileva ed accentua la cooperazione della coscienza nella costituzione della realtà. 1 idealismo critico, che si ricollega a Kant, nega pure ogni valore al concetto di realtà quale è posseduto dalla comune degli uomini; le idee di essere, di sostanza, di ente sono pure escogitazioni mentali; vi è il fare, il produrre, ma non vi è nè l'agente ο il producente e nemmeno il prodotto come qualcosa di fisso Rea  972  e di solido. L’idealismo etico muove esso pure dal concetto che non la realtà determina l’atto conoscitivo, ma questo mira a costruir quella; di più spiega codesto atto costruttivo come un'esigenza morale, affermando che non l'essere, ma il dover essere costituisce la categoria fondamentale atta a serviroi di guida nella costruzione del mondo; nulla esiste per sò, ma solo in quanto mezzo per l'attuazione del dovere. Spingendosi ancora più innanzi su questa via, il prammatismo, eliminato il correlato del dover essere, fa della realtà una costruzione pura della volontà, un mezzo oreato per il raggiungimento di scopi pratici, i quali poi si riassumono nella conservazione e nell’accrescimento dell’esistenza ; non è a parlare di ‘una realtà per sè stante nd di una verità valida, ma solo di azioni e dei loro effetti. Di fronte a questi indirizzi sta P idealismo metafisico, che muove dal presupposto che ogni forma di realtà si risolve in fatti mentali, appunto perchè per definirla © parlarne non si può fare a meno di ricorrere ad elementi ideali: tali fatti mentali, che costituiscono l'essenza della realtà, sono per alcuni la volontà, per altri il pensiero, per altri  imaginazione, per altri ancora la rappresentazione, Le ultime forme assunte dall’idealismo volontaristico sono: l’attualismo o mobilismo, che risolve la realtà nell’agire, nell’energia, nel movimento, nell'evoluzione, in un processo insomma che è libero e imprevedibile, ma che attinge valore dall’ideale che è destinato ad attuare; il vitalismo metafisico, che concepisce la realtà come vita, coscienza, cangiamento, durata e quindi come uns creazione continua non diretta ad uno scopo determinato, ma avente valore per sè, rispondente solo ad un impulso originario infinito. Cfr. Killpe, Die Philos. d. Gegenwart in Deutschland, 3* ed. 1905; Eucken, Geistige Strömungen der Gegenwart, 1909; G. Villa, L'idealiemo moderno, 1905; C. Ranzoli, Sullo origini del moderno idealismo, « Riv. di fil. e scienze aff. », maggio 1906; F. De Sarlo, I diritti della metafisica, « La cultura  973  Rka-REc filosofica », luglio 1912; 8. Mackenzie, The meaning of reality, «Mind », genn. 1914 (v. conoscenza, rerità, dogmatismo. scetticismo, criticiemo, empiriooriticismo, fenomenismo, realiamo, idealiomo, peroczioniemo, semetipsismo, soggetto, oggetto. valore, vita, vitaliemo, eco.). Reazione. T. Reaktion, Gegenwirkung; I. Reaction; F. Réaction. Forza uguale ο contraria all’azione, che un punto materiale dato riceve da un altro punto materiale. Il principio d’eguaglianza tra azione e reazione, divenuto un assioma di meccanica, fu esposto e dimostrato la prima volta da Leibnitz nei suoi Prineipf matematici della filosofia naturale. Nella biologia la proprietà fondamentale d’ogni cellula vivente di rispondere con una reasione propria ad una eccitazione, costituisce l’irritabilità. Nella psicologia è roazione ogni stato di coscienza determinato da uno stimolo sia esterno sia interno. Recettività. T. Reoeptirität, Empfanglicket ; I. Receptirity; F. Réceptivité. L’attitudine a ricevere delle impressioni, a provare delle modificazioni per l’azione di uno stimolo esteriore. Questo vocabolo fu usato specialmente da Kant: «La facoltà di ricevere delle rappresentazioni (recettività delle impressioni); la facoltà di conoscere nn oggetto per mezzo di queste rappresentazioni (spontaneità dei concetti) ». Reoettività è dunque sinonimo di passiritd. Secondo alcuni filosofi la sensibilità è una recettività, perchd consiste appunto nella facoltà del soggetto di ricevere delle impressioni. Tale dottrina ha origine dall'antica teoria, che spiegava la sensazione col mezzo degli idoli ο delle idee, che si portano o al cervello o all’ anima; teoria che si fondava eu semplici analogie lontane, le quali, come mostrò il Reid, non sono neppure di alcuna utilità nello spiegare il processo della sensazione. In realtà, se gli stati della sensibilità si dicono passivi è perchò sono effetto di una fazione causativa; ma non è escluso con questo che siano essi attività, poichè ogni effetto è pure un fatto e ogni Rec  974  fatto è attivo. Cfr. Reid, Œuvres complètes, trad. Jouffroy, 1829, t. III, cap. XIV; Kant, Krit. d. reinen Vernunft, A 50, B 74 (v. capacità). Becetto. Vocabolo creato per analogia con concetto e percetto; designa ciò che il soggetto riceve dall'esterno, ο, in altre parole, le modificazioni della coscienza in seguito all’azione dello stimolo esteriore. Il Romanes dà questo nome all’ idea composta, o combinazione di rappresenta zioni non ancora denominata ; essa deriverebbe dalla ripetizione di percetti più o meno simili, che si associano insieme spontaneamente, senza intenzione, tantochè si può considerare un’ astrazione non peroepita ; il suo nome di recetto significa appunto che nel riceverlo la mente è passiva, mentre nel concepire idee astratte ο concetti è attiva. Cfr. Romanes, L'evoluzione mentale dell’uomo, trad. it. 1907, p. 33 segg., 376 segg. Reciproche (teoria delle). T. Reciprok; I. Reciprocal, Converse; F. Reciprogue. Nella logica si designa con questa espressione la teoria dei raziocinii immediati per mutata posizione dei termini del giudizio. Il problema che tale teoria si propone di risolvere è il seguente: dato che un soggetto abbia o non abbia un predicato, trovare, senza bisogno di una dimostrazione speciale, entro quali limiti si può ritenere che il predicato possa esser soggetto del suo soggetto. Se il giudizio reciproco ha la stessa quantità del giudizio diretto, la conversione si dico semplice: 98. tutti gli 4 sono B  tutti i B sono 4; se ha quantità diversa la conversione è accidentale: es. 4 è B  qualche B è A. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 216 segg. + Reciprocità. T. Wechselseitgkeit, Wechselwirkung; I. Reciprocity ; F. Réciprocité. O comunità, è uno dei termini della categoria della relazione, secondo la classificazione kantiana. La reciprocità non è altro che l’azione di due sostanze l’una sull’altra. Da essa il Kant fa derivare la terza delle analogie dell'esperienza: tutte le sostanze, in quanto  975  Ren-Rec si possono percepire come simultanee nello spazio, sono in una azione reciproca generale. Cfr. Kant, Ærit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 170-196 (v. analogia, relazione). Beduplicative (proposizioni). Quelle proposizioni composte e implicite, in cui un termine, solitamente il soggetto, è ripetuto con l’espressione in guanto: ad es. il veleno, in quanto veleno, non produce necessariamente la morte. Si può rendere esplicita; il veleno, in quanto è soltanto veJeno, non produce necessariamente la morte. Registro fisiologico. Sull’orientazione del pensiero, del sentimento e del volere di ogni individuo, intluiscono in vario modo anche le eccitazioni che provengono dall’organismo, sia centrali che periferiche. L’insieme di queste eccitazioni, dipendente dallo stato degli organi, fu detto dall’ Ardigò registro fisiologico, per analogia del registro (pedali) che si trova in quel grande stromento che è Porgano di una chiesa: in questo il suonatore, col fare agire i pedali, può far suonare a piacere l’una o l’altra serie di canne, e ottenere suoni diversissimi sempre adoperando gli stessi tasti. Nel registro fisiologico le canne che suonano sono i centri cerebrali, i registri sono i visceri, e a seconda che trovansi in attività piuttosto quelli che questi, a seconda che agiscono in un modo piuttosto che in un altro, il concerto mentale riesce diverso. Cfr. Ardigd, Op. filosofiche, V, 93-96, VII, 276-302 (v. conestesi). Regola. T. Regel; I. Rule; F. Règle. Precetto pratico © specifico di condotta, formula indicante o prescrivente ciò che si deve fare in un caso determinato. Cr. Wolff la definisce come propositio enunoians determinationem rationi conformem. Differisce dalla norma in quanto questa ha maggiore estensione; infatti la norma, se vien riferita al giudizio dell'intelletto, è il criterio secondo cui questo distingue e attribuisce agli oggetti suoi l’uno o l’altro predicato, se viene invece riferita all’opera della volontà è la regola secondo cui questa sceglie i snoi fini, o i meszi per Ree  976  il conseguimento dei snoi fini. Nel linguaggio teologico dicesi regola di fede (regula fidei) la norma finale e sufficiente per la determinazione della verità in materia di dottrina e di fede religiosa.  Con 1’ espressione regulas philosophandi, rimasta famosa, il Newton designa, nella terza parte del suo trattato sui Prinoipf matematici di filo sofia naturale, le quattro regole nelle quali riassume tutto il metodo della filosofa naturale. Sono: 1° non bisogna ammettere altre cause naturali che quelle che sono vere © sufficienti a spiegare i fenomeni; 2° bisogna assegnare, per quanto è possibile, le stesse canse agli effetti naturali dello stesso genere; 8° le proprietà che convengono a tutti i corpi sui quali è possibile l'esperimento, devono essere riguardate come proprietà generali dei corpi; 4° le proposizioni ricavate dalla osservazione dei fatti devono, non ostante le ipotesi contrarie, esser ritenute come vere o verosimili finchè non giungono altri fatti mediante i quali divengono ο più esatte o soggette a eccezioni (v. legge, norma, principio). Regressione. T. Regression, Rückgang, Zurüokgehen ; I. Regression; F. Regression. Bi oppone a progresso ed equivale a ritorno all’indietro, trasformazione in senso inverso al progresso. Nella logica indica il processo dello spirito, © il metodo, che consiste nel risalire dalle conseguenze ai principi, dagli effetti alle cause, dal composto sl semplice. Nella psicologia dicesi legge di regressione il fatto che i ricordi, quando scompaiono in seguito a un indebolirsi progressivo della memoria, si perdono nell’ordine inverso della loro acquisizione, e cioè dal semplice al complesso, dal presente al passato, dal vicino al lontano. Nella biologia diconsi regressioni ataviche il ritorno di organi o di funzioni ad uno stato più rudimentario, corrispondente cioè à fasi evolutive già trascorse; peroid la reversione è sempre un fatto di atavismo e di degenerazione. Regresso v. circolo solido.  977  Rrei-ReL Beintegrazione, 1 T. Wiederherstellung; I. Redintegration; F. Rédiniégration. Termine creato dall’Hamilton per indicare quells legge della riproduzione mentale, che conSiste in ciò, che intorno ad un elemento della nostra vita Psicologica anteriore, quando sta per riprodursi, tutto l’insieme dello stato di coscienza di cui esso faceva parte tende a riprodursi integralmente. Insieme allo leggi di associazione, di ripetizione e di preferenza, essa costituisce Per l’Hamilton una delle quattro leggi generali della successione mentale riproduttiva. La legge di reintegrazione è detta anche legge di totalizzazione; secondo l'Hôffäing essa è la legge fondamentale dell’associazione, dalla quale tutte le altre derivano. Cfr. Hamilton, Ed. of. Reid, , II, nota D“; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 210 Segg. (v. associazione, associazionismo). Relative (proposizioni). Specie di proposizioni composte, che esprimono una proporzione o una comparazione ; ad es.: i caratteri ereditari si trasmettono tanto più fedelmente quanto più sono antichi ; dove è virtà, ivi è felicità. La verità di queste proposizioni dipende dalla esattezza della relazione da esse affermata. Cfr. Logique de Port-Royal, ed. Aulard, p. 132. Belativismo. T. Relativismua; I. Relativiem; F. Relatitisme. Ogni dottrina che considera la nostra conoscenza di sua natura relativa, in quanto è la conoscenza di un rapporto, e nega quindi la possibilità della conoscenza della cosa in sò, ciod indipendentemente da ogni relazione con un’altra cosa. Il relativismo ha la sua prima formula nella celebre frase di Protagora: l’uomo è la misura di tutte le cose. Per il sofista greco tutta la vita psichica non consta che di sensazioni; ogni sensazione è determinata da un movimento della cosa percepita e da un altro movimento dell’organo di senso; quindi la sensazione, prodotto dell’incontro di due moti, non solo è diversa dall’ Sggetto sentito © dal soggetto senziente, ma è vera solo in quel 62  Ranzout, Dizion. di scienze filosofiche. momento, cosicchè l’uomo non conosce le cose come sono, ma come sono per lui nel momento della sensazione, ed anche solo per lui. Il positivismo è pure relativistico; per il sno fondatore, A. Comte, non soltanto la conoscenza umana è indirizzata ai rapporti dei fenomeni tra loro, ma non v’ha nulla di assoluto che ne formi la base ignota ; l’unico principio assoluto è che tutto è relatiro; soltanto, questo relativismo (ο, come fu detto poi, correlativismo) cede alla pretensione universalistica del pensiero naturalistico-matematico, con l’assegnare alla scienza il cémpito di ridurre tutte le relazioni alla loro uniformità spaziale e temporale. In un significato ancora più generale, o metafisico, per relativismo s’ intende ogni dottrina che, negando un qualunque sostrato permanente all’ accadere del mondo sia fisico, sia psichico, risolve la realtà in relazioni più ο meno costanti tra i fenomeni, concependo tali relazioni come realtà in sò stesse, distinte e indipendenti dalla conoscenza che ne abbiamo. Cfr. Diogene Laerrio, IX, 51; A. Comte, Cours de phil. positine, 1839; C. Ranzoli, Sul preteso agnosticismo dei presooratici, « Rend. del R. Ist. lombardo di s. e lett. », vol. XLVII, faso. 19; A. Levi, Contributo ad una interpretazione del pensiero di Protagora (v. attualismo, fenomeniemo, relazione, relatività della conoscenza). Sebbene l’espressione sembri abbastanza chiara, la RELATIVITÀ DELLA CONOSCENZA designa tuttavia dottrine diverse, che debbono essere distinte per evitare equivoci dannosi. Nella sua portata generale, la dottrina della relatività della conoscenza implica che tutti gli elementi della conoscenza estesa hanno un valore soggettivo, non oggettivo, in quanto la sensazione non è considerata che come un semplice segno della cosa esterna, la percezione come la posizione di un rapporto tra questi segni, l’ides come un simbolo della sensazione, cioò  979  Rel un simbolo convenzionale d’un segno. La relatività della conoscenza è intesa in quattro modi principali: 1° ogni conoscenza è relativa al soggetto che conosce, ne è possibile la conoscenza di alcuns cosa in sò, cioò indipendentemente dalle nostre facoltà conoscitive; 2° ogni conoscenza consiste nello stabilire una relazione fra due elementi © nell’appercezione della loro differenza; è dunquo impossibile conoscere alcuna cosa in «è, cioò indipendentemente da ogni relazione con un’altra cosa; 3° la conoscenza è relativa perchò ci dà solo il finito, il limitato, non l’infnito, l'assoluto; 4° la conoscenza è relativa perchè non adegua mai perfettamente la cosa, ma ne è un puro simbolo. Si può dire che ciascuno di questi quattro modi di intendere la relatività della conoscenza rispecchi, tolto forse Pultimo, un lato reale del processo conoscitivo. Secondo l’Hamilton la conoscenza è relativa: 1° perchè l’esistenza non è conoscibile assolutamente e in sò stessa, ma soltanto nei suoi modi ο fenomeni; 2° perchè codesti modi possono essere conosciuti soltanto se stanno in una particolare relazione con lo nostre facoltà; 3° perchè i modi, così relativi alle nostre facoltà, sono presentati e conosciuti dalla mente solo con modificazioni determinate dalle facoltà stesse. Lo Stuart Mill classifica in modo an poco differente i motivi della relatività della conoscenza: 1° noi non conosciamo una cosa se non in quanto distinta da un’altra cosa; 2° noi non conosciamo In natura che per mezzo dei nostri stati di coscienza, il che conduce a queste due tesi subordinate: a) non ci sono che stati di coscienza; b) vi sono delle cose in sè, ma inconoscibili, sia nel senso di Kant e dei razionalisti, sin nel senso degli empiristi. L’Ardigd enumera sei ragioni della relatività della sensazione, e quindi dolla conoscenza, che è intessuta esclusivamente di sensazioni : 13 l’oggetto stimolante è un esteso vibrante con una certa ampiezza ο rapidità di oscillazioni delle parti componenti, mentre la sensazione RRL  980  corrispondente è un quale assolutamente diverso; 33 l'oggetto medesimo corrispondono forme di coscienza verse secondo che esso stimola apparati sensitivi diversi; 83 la stessa forma specifica propria di un dato senso si modifica, pure rimanendo identica la stimolazione, per una alterazione che esso subisca; 4° codesta forma spocifica si può produrre nel senso stesso anche senza la stimolazione operata da un oggetto, e solo per irritazione endogena, il che prova che la forma stessa non proviene dall'oggetto ma è solo il modo di funzionare dell’apparato sensibile, qualunque sia la causa da cui dipenda; 5* le sensazioni prodotte per la stimolazione dall’interno dell'animale sono fatti analoghi a quelle prodotte per la stimolazione dall'esterno, cosicchè se è assurdo considerare una cosa in sè ad es. la fame, lo è pure considerar tale ad es. il snono, © il caldo; 6° il sensibile non è una forma apatica 6 statica, come dovrebbe essere il puro ritratto dell’oggetto, ma è essenzialmente un certo sentimento, un certo agire, © quindi essenzialmente una soggettività. Cfr. Hamilton, Lootures on Metaphysics, 1859, vol. I, p. 148; Stuart Mill, Ezamination of Hamilton, 33 ed. 1867, p. 30-31; Ardigò, Opere filosofiche, I, 160-162, II, 352-355, V, 546 segg., IX, 89 segg., 426 segg. (v. assoluto, agnosticismo, antropometriamo, relativismo, inconoscibile, conoscenza, cosa, noumeno). Relativo, T. Relatir, Verhältnissmässig ; I. Relative; F. Relatif. Ciò che non sta per sè, ma dipendo da altro, esiste soltanto come relazione o in virtù d’una relazione: si oppone ad assoluto, che è ciò che esiste per sè, che non ha nd relazione, nd limitazione, nd dipendenza. ‘Relazione. T. Beziehung, Relation; I. Relation; F. Relation. Essendo un’idea semplice, non è propriamente definibile; si può dire soltanto che è quell'idea che nnisce © distinguo due altre idee, presentatosi simultaneamente al nostro pensiero. 11 Destutt de Tracy la definisce cette vue de notre esprit, cet aote de notre faculté de penser par  981  Rei lequel nous rapprochons wne idée d’une autre, par lequel nous les lions, les comparons ensemble d'une manière quelconque. Nè sembri assurda la menzione di un rapporto che disgiunge Poichè si tratta d’un rapporto pensativo, di natura affatto diversa da ogni rapporto materiale. Si distinguono però delle relazioni essenziali ο delle relazioni non essenziali ο accidentali. Le relazioni essenziali sono costituite da elementi correlativi, tali, cioè, che a ciascuno è essenziale la sua relazione con l’altro; ad es. bello e brutto, sopra © sotto, alto e basso, maggiore e minore, ecc. Ora tali elementi non sono oggetti di cognizione ma fatti di conoscenza, vale a dire concetti nostri, Invece le relazioni accidentali sono condizionate agli elementi; ad es. questo libro è sopra il tavolo, ma il tavolo può stare senza il libro, e il libro senza il tavolo, mentre il sopra non può stare senza il sotto. Per Aristotele il rapporto o relazione (πρός τι) è una categoria; tuttavia egli considera soltanto i rapporti fondati sulla reciprocanza, e non il rapporto in sò stesso ma le cose tra le quali il rapporto esiste. Hume distingue invece due significati diversi nella parola relazione: l’uno designa il fattore per cui le rappresentazioni appsiono collegate nell’imaginazione, cosicchd l’una trae seco l’altra; il secondo indies i momenti riguardo ai quali, anche con arbitraria unificazione di due rappresentazioni nella imaginazione, si confrontano casualmente l’una con l’altra: il primo significato prevale nell’uso volgare, il secondo nel filosofico; le fonti di ogni relazione filosofica sono la somigli4nza, l'identità, lo spazio, il tempo, la quantità, la qualità, la contrarietà, la causa, l’effetto. Per Kant l’idea di relazione è una delle categorie, ma egli non considera che tre specie di relazione: quella della causa all’effetto, quella della sostanza al fenomeno, quella di due cose agenti reciprocamente l’uns sull’altra. Il Locke è forse il filosofo che ha dato la classificazione più completa delle relazioni, ch’ egli distingue in: relazioni temporali, ReL  982  spaziali, causali, proporzionali, che dipendono cioè dall’uguaglianza o dal più e dal meno, naturali, fondate cioè sui leganıi stabiliti dalla natura stessa tra le cose, d’istituzione, stabilito dall'accordo degli uomini tra di loro, e morali, fondate sulla conformità o non delle azioni volontarie con la regola onde le stesse αἱ giudicano. Nella filosofia moderna e contemporanea il problema delle relazioni è un problema insieme gnoseologico e metafisico, la cui importanza appare da ciò, che le leggi naturali sono generalmente concepito come semplici uniformità di relazioni, e la realtà sia fisica, sia psichica è concepita da molti come un puro tesunto di relazioni tra fenomeni, senza alcun sostrato permanente. Si presenta quindi la domanda: le relazioni esistono come realtà in sò stesse, indipendentemente dalla conoscenza che possiamo averne, o non sono che una forma di conoscenza, una categoria che lo spirito, in virtà della sua struttura, applica spontaneamente ni fenomeni? La soluzione realistica urta contro gravi difficoltà : se si ammette che le relazioni sono in sd quali le conosciamo, si cade nella contraddizione, in quanto le relazioni non sono tali nel nostro pensiero che perchè noi le pensiamo ; se si ammotte che sono in sò stesso divorse, si cade nell’ agnosticismo. La soluzione idealistica, a sua volta, non riesco a spiegare come le relazioni, pure categorie del pensiero, s’impongano a noi con la stessa forza © la stessa fissità dei fenomeni: se la facoltà di giudicare del simile © del differente, del simultaneo ο del successivo, è una legge costitutiva del nostro spirito, lo applicazioni particolari di tale facoltà non sono regolate dagli oggetti stessif Una, terza soluzione sembra evitare queste difficoltà, collocando le relazioni in Dio: « Le relazioni hanno una realtà dipendente dallo spirito come la verità, dice il Leibnitz, ma non dallo spirito degli uomini, poichè v’ ha una intelligenza suprema che le determina tutte in ogni tempo ». Perd, anche a questa dottrina fu obbiettato cho essa conduce al pan 983  Rew teismo e che, d'altro canto, colloca in Dio la successione, il cangiamento e quindi 1’ imperfezione.  Nel linguaggio scolastico dicesi relatio in, ο relatio fundamentalis, quello su cui la relazione si fonda, in quanto è inerente a quello solo, ad es. il verde d'una foglia in quanto è in quella foglia; relatio formalis, quello stesso su cui si fonda la relazione riguardata in quanto si riferisco ad altro, ad es, il verde d’una foglia riguardata in confronto a quello di un’altra; relatio aoquiparantiae quella di somiglianza ο di uguaglianza, relatio disquiparantiae quella che domina gli estremi in modi diversi, ad es. maestro © scolaro; relatio proprie realis quella i oui termini sono entrambi non solo realmente esistenti, ma hanno anche in sò qualche cosa per cui si riferiscono a vicenda, ad es. la relazione tra causa ed effetto; relatio rationis o logioa quella per cni un cosa si riferisce ad un’altra non secondo la ragione di esistere, ma unicamente nell’ordine che |’ intelletto pono tra i concetti delle cose. Cfr. Destutt de Tracy, Eléments d’ideologie, , I, 4, p. 51; Leibnitz, Nouveaux essays, 1. II, cup. XII, $ 3, e cap. XXX, $ 1; Locke, An essay cono. hum. understanding, 1877, IL, cap. 12, 28, 30; Hume, Treatise on hum, nature, 1874, I, sez. 5; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 96 segg.; Stuart Mill, Syst. de logique, trad. franc. Peisse, 1. I, cap. III, $ 10; Boirac, L'idée du phénomène, 1894, p. 166 segg. (v. attualiemo, fenomenismo, sostanzialirmo). ‘Relazione (concetti, sentimenti di), Il Drobisch chiama concetti di relazione quelli che si formano mediante una sintesi dei singoli membri, che costruiseono un concetto. Con la stessa espressione il Wundt designa quei concetti che hanno per contenuto lo relazioni del pensiero logico, per essere poi trasferiti da esso all'oggetto del pensiero ; essi costituiscono gli ultimi gradi della trasformazione logica del contenuto delle rappresentazioni, che comincia con la costruzione dei concotti empirici individnali. Diconsi sentimenti di relazione la paura (sent. difensivo), la collera (sent. offensivo), la solidarietà (simpatia). Il Bain e l'Hôftding chiamano emozioni di relazione ο di relatività lo stupore e la sorpresa, il cui carattere essenziale è d’ essere determinate dall’opposizione del nuovo all’abituale ο, se intervengono delle rappresentazioni, dall’opposizione di ciò che accade a ciò che si attendeva. Cfr. Drobisch, Noue Darstellung der Logik, 5° ed. 1887; Wundt, System d. Phil., 1897, p. 289; Hôfding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 731 segg. ‘Relazione (legge di). La legge psichica fondamentale, secondo molti psicologi contemporanei. Sostituito al vecchio concetto della sostansialità quello dell’ attualità psichica, per cui i fatti della coscienza valgono solo in quanto esistono in un dato momento 9 non si possono riferire ad alcun sostrato fisso di cui siano le manifestazioni ο le modalità, la loro unità è spiegata mediante il rapporto che li unisce: tutti i fatti psichici che formano la trama della coscienza sono in relazione tra loro, relazione che lega i processi psichici in una connessione ininterrotta nella coscienza individuale e conferisce loro un significato particolare a secondadel posto che occupano e della relazione in cui stanno con gli altri. Questa leggo di relazione, fissata già dal Leibnitz col suo principio di continuità, è però variamente intesa dai moderni psicologi : così per il Bain essa riguarda propriamente la parte soggettiva della coscienza, ciod i sentimenti, ο si riconduce al carattere originario dello spirito, che è quello di cogliere una differenza, di percepire un cambiamento ; l’Hôffding la estende tanto alla sfera delle sensazioni come a quella del sentimento, ο distingue una relazione simultanea, ciod fra le parti di uno stesso stato, e una relazione suocessiva, cioè tra due stati che si determinano reciprocamente ; per lo Spencer anche la vita psichica, come la vita in genere, consiste in un progressivo adattamento dello relazioni interne alle esterne; per il Wund la relazione che intercede fra i processi psichici è di causa ed effetto (osusalità peichica), © insieme alle leggi delle risultanti e dei contrasti costituisce il gruppo delle leggi dei rapporti psichici. Cfr. Bain, The senses and the intelloot, 3* ed. p. 8 segg.; Id., Les émotions et la volonté, trad. franc. 1885, P. II, ο. 13; Hòftding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 145 segg., 367-393, 412; Wundt, Grundrisa d. Psychologie, 1896, p. 294 segg.; Spencer, Prino. of Peyoology, 33 ed., $ 65 (v. risultante, sintoi peichioa, attualiemo, sostanzialimo). Relazioni (problema delle). Uno dei problemi fondamentali della gnoseologia ο della metafisica, che ha la aus origine dalla constatazione: che funzione fondamentale del pensiero è quella di porre delle relazioni, di riferire I’ uno all’altro gli elementi della realtà ο di considerare in sò codeste relazioni. Ora, porre una relazione significa definire un elemento o un aspetto della realtà per mezzo di un altro: in tal caso la relazione trascende o non trascende la realtà delle cose tra le quali è stabilita? La relazione sembra non abbia senso se non presupponendo la realtà delle cose; ma a lor volta le cose sembrano non poter essere mai colte all’ infuori di una relazione, cosicchè la loro realtà si esaurisce nol complesso delle relazioni di cui possono essere termini e con cui possiamo definirlo. Tre sono le principali soluzioni del problems: 1° le qualità delle cose si risolvono in relazioni, perchè se le qualità 4 ο B sono quello che sono anche indipendentemente dalla relazione che passa tra esse, la relazione medesima è arbitraria ο senza significato per la realtà; 2* le cose si risolvono in complessi di relazioni, cosicchè essere reale non significa altro che essere riferito; 3° la relazionalità è il carattere della realtà fenomenics, ma al di sopra del pensiero comune esiste una forma diversa di conoscenza, nella quale le relazioni non hanno più senso, © che è la rivelazione della realtà metafisica. A queste si può aggiungere una quarta soluzione, che consiste nel consiReL  986  derare la realtà come costituita di termini in 0 con relazioni, gli uni © le altre ugualmonte reali, sebbene in diverso senso. Però anche quest’ ultima veduta ha suscitato, come le precedenti, gravi obbiezioni. Il Bradley, ad es., dice che i concetti di materia, tempo, spazio, energia, essendo concetti relativi, che caratterizzano le cose per rapporto le une alle altre, non ci dicono nulla delle cose stesse, © conducono a delle serie infinite; infatti si può sempre chiedere qual’ è la relazione dei membri in rapporto alle relazioni nelle quali si trovano, e studiando i membri si vede che essi possono collocarsi in ciascuna di codeste relazioni. Cfr. B. Russel, The principles of mathematics, 1903, p. 218 segg.; Id., À oritioal exposition of the philosophy of Leibnite, 1900, p. 12 segg.; Bradley, Appearance and reality, 1893, p. 25 segg.; Tailor, Elemente of metaphysio, 1903, 1. II, p. 120 segg.; G. Calò, L'intelligibilità delle relazioni, « Riv. di fil. », aprile 1910; R. Heller, La dottrina delle rel. nella critica della scienza contemp., « Cultura filosofica», marzo 1911; Ladeväze, La loi d'universello relation, 1913. Religione (dal latino religio che, secondo alcuni, ei riconduce al termine relegore = raccogliere di nuovo, e se condo altri a religare  rilegare, secondo altri ancora ad un verbo scomparso religere, opposto a negligere. La prima etimologia è sostenuta da Cicerone e dai moderni filologi, la seconda da Servio, Lattanzio, Agostino, Max Müller). T. Religion; I. Religion; F. Religion. Il merito di aver compreso che cosa sia in sò stessa la religione, indipondentemento dalle suo forme storiche, spetta esclusivamente al pensiero moderno. Soltanto nella suola platonica troviamo una nozione filosofica della religione. Per Platone, infatti, l’essenza e il fino della religione à 1’ assimilazione a Dio, fondata sopra l’unità di essenza dell’ anima umana e della divinità. Codesto concetto, intravisto già dai pitagorici e da Socrate, domina in quasi tutta la filosofia antica si ritrova nello stoicismo, nel giudaiamo © nel oristianesimo  987  ReL alessandrino, e nel neo-platonismo. Ma, in generale, il mondo antico non ebbe nè poteva avere una nozione sperimentale, storica della religione in sè, poichè per esso la religione non aveva storia. La vittoria del cristianesimo doveva perpetuare, per ben altri motivi, codesta condizione di cose; © infatti, data la rigorosa ortodossia della Chiesa, non era possibile alcuna distinzione tra religione in sò © cristianesimo cattolico. Con l’aprirsi della età moderna ο collo svincolarsi del pensiero dalle catene del dogina, cominciano infine ad accumularsi gli elementi che dovranno più tardi servire alla storia delle religioni; ma è soltanto col Lessing, in Germania, che #’inizia uno studio veramento soientifico del fenomeno religioso, perchè il lavoro compiuto s tal riguardo dai filosofi francesi del diciottesimo secolo, non esclusi il Voltaire © il Rousseau, è più che altro negativo. Per il Lessing la storis religiosa non è che l'educazione dol genere umano, che si eleva a nozioni sempre più puro della divinità © del dovere; tutte le religioni hanno quindi una relativa legittimità. Dal Lessing in poi è continuo lo sforzo dei pensatori per rendersi un concetto adeguato del complesso fenomeno religioso ; noi non ricorderemo qui che alcuni dei tentativi più importanti. Per Kant la religione è il riconoscimento dei nostri doveri come ordini divini ; soltanto la coscienza morale attesta l’universalità © la necessità nel rapporto col sovrasensibile. Per 1’ Herbart è la credenza, teoreticamente incontestabile, in una intelligenza suprema come fondamento dei rapporti fra gli elementi reali da cui deriva il mondo fenomenico, la cui finalità non sapremmo altrimenti spiegare. Per I’ Herder è 1’ appropriazione intorioro dell’ sttività divina ordinatrice delle cose, di modo che noi οἱ suVordiniamo scientemente a codesto ordine divino. Per Schelling non è altra cosa che la divinità che cerca sè stessa attraverso tutta la sorie degli intermedi, che vanno dalla materia brata allo spirito. Per Schleiermadher si riconduce Ret.  988  al sentimento, che tutti abbiamo, della nostra dipendenza assoluta da una potenza, che ci determina ma che non possiamo determinare. Comte e Feuerbach riducono I’ essenza di ogni religione all'adorazione dell’uomo fatta dall’uomo: dell’uomo come specie il primo, dell’uomo come individuo il secondo. Per l’ Hegel la religione è il sapere che lo spirito finito ha della sua essenza come spirito assoluto. Per il Miiller è una facoltà mentale che, indipendentemente e spesso auche a dispetto del buon senso e della ragione, rende l’uomo capace di cogliere l’infinito sotto differenti nomi e diverse forme. Per il Guyau è una manifestazione sociologica universale a forma mitica; per l’Hòffding è il sentimento della conservazione dei valori dello spirito nella realtà; per il Bontroux è la rivendicazione, allato al punto di vista della scienza, del punto di vista del sentimento e della fede: per il Durkheim è un sistema solidale di credenze e di pratiche relative a cose sacre, credenze e pratiche che uniscono in una medesima comunità morale tutti quelli che vi aderiscono. Ora, nessuna di codeste definizioni pare veramente comprensiva del fenomeno da definire. Ciascuna di esse contiene piuttosto una parte di verità, in quanto fa risaltare uno degli elementi costitutivi della religione. Raccogliendo ciò che esse hanno di essenziale, si potrebbe definire la religione come la determinazione della vita umana per mezzo della coscienza di un legame che unisce lo spirito umano allo spirito misterioso, di cui egli riconosce la dominazione sul mondo sopra lui stesso, ο al quale egli ama sentirsi unito.  L’antichissimo e dibattuto problema del valore conoscitivo della religione, ossia dei rapporti tra religione e scienza, tra ragione e fode, è risolto nella moderna filosofia della religione in sei modi principali: 1° La religione ha un dominio a sè, fuori del controllo della scienza e della filosofia; quella è affare di fede, queste di conoscenza. La filosofia è una conoscenza astratta, mentre la religione è una realtà essa stessa, è una forma di vita spi 989  Rew rituale. La scienza osserva e collega tra loro le apparenze esterno dei fenomeni, l’uomo pio vive in Dio e nelle anime dei suoi fratelli, prega, ama, spera. 2° Religione, filosofia ο scienza sono tronchi germogliati da una radice comune: la fede, la credenza non dimostrabile. La scienza è una fede perchè le sue definizioni sono pure forme dell’ intelligenza, non abbracciano che una parte impercettibile della realtà infinita e quindi non sono dimostrabili, non hanno che un valore ipotetico, provvisorio. La filosofia ha bisogno non di un atto di fede, come la scienza, ma di più: fede nell’oggettività dei simboli mentali rispetto ai fenomeni, fede nell’ oggettività dei medesimi rispetto all'essenza, fede nell’oggettività del sistema dei simboli mentali rispetto alla totalità sistematica e all’unità della realtà. Dunque, nd la scienza nd la filosofia possono negare la validità di quelV unico atto di fede, la fede in Dio, su cui la religione si fonda. 3° Le verità religiose sono di ordine diverso dalle verità scientifiche, ο nel loro proprio dominio non possono essere contraddette dalle verità della scienza. La scienza, infatti, studia i fenomeni nei limiti della conoscenza finita, la religione penetra intuitivamente nell’ essenza ultima del reale. La scienza usa necessariamente di ideo che sono simboli di una realtà che le sfugge; questa realtà è l'oggetto proprio della religione. 4° Ogni sapere essendo indirizzato all’azione, la differenza tra il pensiero scientifico e il religioso deriva dalla differenza di funzione e di finalità che essi rappresentano. La scienza è una manifestazione della ragione umana; la religione è specialmente una manifestazione della volontà. Ora la volontà umana tende al di là dell’ esperienza finita, che non la appaga; quindi si dirige verso un essere, verso una realtà, che se è adeguata alla potenza della volontà, è inadeguata e trascendente rispetto all'intelligenza. 5° La verità religiosa è certa per sd stessa, come verità che è una realtà vissuta, intorno alla quale la ragione si può esercitare ma unicamente per riconoscerla Reı.  990  non per dimostrarla. La religione si appunta necessaria mente nel sovrannaturale, ms la necessità del sovrannaturale non è logica o causale ma vissuta; credere significa possedere la verità sovrannaturale in modo da introdaris nella propria vita per vivere sovrannataralmente. Il metodo della scienza non può quindi valere nella religione: in questa vale un altro metodo, il metodo immanente, che fa quello già adoperato da Pascal. 6° La religione in quanto conoscenza, e per quella parte di conoscenza che solo la interessa, ciod la concezione spiritualistica del mondo, non soggiace necessarismente alla critica scientifica © filosofica, perchè è una specie di filosofis; e propriamente quella che meglio corrisponde alle esigenze ideali ο morali dello spirito umano,  Fra i molti tentativi di classificazione delle religioni, la più scientifica ci sembra quella del Reville, il quale le divide anzitutto sotto due grandi categorie: politoiate e monoteiste. Alla categoria delle religioni politeistiche appartengono cinque gruppi: 1° religione primitiva della natura, cioè il culto semplice degli oggetti naturali rappresentati come animati e infinenti sul destino umano; 2° religioni animistee Jeticiate, che si sviluppano sulla base precedente, proprio dei popoli rimasti allo stato selvaggio; 3° mitologie nazionali. fondate sulla drammatizzazione della natura © supponenti tra gli esseri divini delle relazioni uguali a quelle della vits umana; di questo grappo la mitologia vedios rappresenta la forma più ingenua, la mitologia greca la forma più raffinata; 4° religioni politetste-legaliate (che impongono cioè 1) osservanza di una legge così morale come religiosa), il mardeismo, il bramanismo e le due religioni filosofiche cinesi di Kong-fou-tzeu e di Lao-treu ; 5° il Buddismo, religione di redenzione e, teoricamente, monoteistica, ma fondantesi nells pratica sui politeismi locali. Alla seconds categoria appartengono tre religioni : 1° il giudaismo, uscito dal mosaismo, legalista © nazionale; 2° } islamiemo, legalista e interna zionale; 3° il oristianorimo, religione di redenzione, inter 991  Rer. nazionale.  Si sogliono spesso distinguere le religioni in due grandi gruppi, naturalistiche ο spiritualistiche : a queste ultime appartengono le quattro grandi religioni, giudaismo, buddismo, cristianesimo, islamismo, nelle quali il problema della vita dello spirito, e del suo destino nel mondo, soverchia il problema della natura ed è la sostanza della religiosità. Teoricamente si distinguono ancho in: religioni della logge, nelle quali è recisamente affermata la trascendenza della divinità e insieme il governo diretto del mondo dalla volontà divina onnipotente; © religioni della redensione, nelle quali la divinità, pur conservando la sua distinta essenza, è accostata all’uomo, e l’uomo alla divinità, sia per natura sia per l’opera della redenzione.  Nella lingua comune dicesi religione positiva quella che consiste più particolarmente in un insieme di insegnamenti dogmatici © nelle pratiche del culto; religione razionale quella che risulta dall'esame razionale delle oredenze; religione flosofica quella che si fonda sopra una interpretazione generale © metafisica del mondo e dell’ esistenza; religione naturale l'insieme delle credenze nell’ esistenza di Dio, nella spiritualità e immortalità dell'anima, considerate come una rivelazione della coscienza e della luce interiore che rischiara l’uomo. Cfr. Diogene L., VII, 138, X, 123 segg.; Lnerezio, De rer. nat., IV, 38 segg., V, 1159-1238; Leibnitz, Theodicea, pref. I, $6; Lessing, Duplik, 1778; Kant, W. W. ‚Rosenkranz, VII, 336, VIII, 508, VI, 201; Schleiermacher, Dialektik, 1903, p. 111, 157, 186-193; Id., Reden, 1859, p. 104 segg.; Hegel, Vorlesungen über die Philos. d. Religion, 1901; Feuerbach, Das Wesen des Christentum, 1841; Guyau, L’irreligion do l'avenir, 1887 ; Höffding, Filosofia della religione, trad. it. 1909; Bontroux, Science et religion, 1909; Durkheim, Les formes elementaires de la vie religieuse, cap. I, p. 65; W. James, The varieties of religious experience, 1902; L. R. Farnell, The evolution of religion, 1905; F. B. Jevons, Introduction to the history of religion, 1906; J. Baisssc, Les Rem  992  origines de la religion, 1899; John Caird, Introd. alla flowfa della religione, trad. it. 1909; O. Pfleiderer, Religione e re ligioni, trad. it. 1910; S. Reinach, Orpheus, storia nat. delle religioni, 1912; C. Puini, Saggi di storia della religione, 1882: C. Ranzoli, L'agnostiotemo nella filosofia religiosa, 1912; F. Masci, La filosofia della religione e le sue forme più recen 1910 (v. Dio, mito, delemo, teiemo, fideismo, panteismo, ritualiemo, ecc.). Beminiscenza (rursus © mominissee  ricordarsi una seconda volta). T. Anamnese, Reminisoens, Naokklang ; I. Reminisoenoe; F. Réminiscence. Non ha significato preciso. Pet alcuni designa un ricordo confuso, che manca di ricono scimento ο di localizzazione nel passato; in tal caso però è più esatto dire oblio. Secondo altri invece è 1’ atto con cui il nostro spirito, risalendo da una idea attuale e giovandosi di dati frammentari, completa e ricostruisce un ricordo o una serie di ricordi. In questo senso fa sdoperata da Aristotele, il quale la spiega mediante 1’ abitudine che riunisce nella nostra anima lo nostre idee ed impre» sioni, nello stesso ordine con oui si sono presentate, quando esse non sian già collegate secondo le leggi necessarie dells logica. In Platone ha un significato tutto speciale: è una forma mitica di razionalismo, secondo oui ogni nostro potere di conoscere la verità è il ricordo di uno stato antico nel quale, vivendo con gli dei, noi possedevamo una visione diretta ο immediata delle idee: « L’anima essendo immortale, ed essendo nata molte volte, ed avendo veduto ciò che accade qui, tanto in questo mondo che nell’ altro. ο tutte le cose, non v'ha nulla che non abbia apprese. Perciò non è da meravigliare se, riguardo alla virtà e 4 tutto il resto, essa possa ricordarsi di ciò che ha saputo: poichè, tutto essendo legato nella natura e tutto avende l’anima imparato, nulla vieta che ricordandoci una sola cosa, il che gli uomini chiamano imparare, possiamo tro vare da soli tutto il resto ». Egli lo prova specialmente con  993  Rem-Res l'esempio del teorema di Pitagora, il quale mostra che la conoscenza matematica non proviene dalla percesione sensibile, ma questa fornisce soltanto l'occasione per cui V anima richiama alla memoria la conoscenza proesistente in essa, cioè avente un valore puramente razionale. Per Condillac la reminiscenza è l’atto stesso per cui si riconosce un ricordo. Il Rosmini considera la reminiscenza e la memoria come due facoltà distinte: questa conserva le cognizioni formate, quella le richiama in atto, rieccitando le imagini e rinforzandone la vivezza. Invece al Galluppi « non sembra necessario riporre la reminiscenza tra le facoltà elementari dello spirito: essa è una imaginazione in oui si eseguisce in un certo modo la legge dell’ associazione delle idee »; per remin iscenza egli intende non la semplice riproduzione di uno statto passato A, ma la riproduzione di A riconosciuto mediante la riproduzione degli stati Be C, che con 4 erano associati; quindi ls reminiscenza non è che il riconoscimento mediato. Cfr. Platone, Fedro, XXIX, 249 ο) Id., Menone, XV-XXI, 81 c segg.; Rosmini, Psicologia, 1846, p. 164 segg.; Galluppi, Lesioni di logica ο metafisica, 1854, II, p. 744 segg. (v. anamnesi). Bemotivi (giudizi). Diconsi tali i giudizi copulativi negativi, la oni formula può esser tanto: nè 4, nà B, nè C sono D, quanto: A non è nè B, nè C, nè D. Nel primo caso il giudisio è remotivo nel soggetto, nel secondo nel predicato. Essi compiono la fanzione logica di escludere alcuni gruppi di oggetti da uns classe, mostrando che ad essi manca la proprietà essenziale a tutti gli oggetti in quella compresi. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 182 segg. (v. congiuntivî). Residui (metodo dei). T. Rückstandsmethode; I. Method of residues; F. Métode des résidues. Uno dei quattro metodi di ricerca induttiva indicati da I. F. W. Herschell, Whewell 9 Stuart Mill. Secondo i due primi, codesto metodo consiste nel levare da un effetto, e specialmente da un effetto numerico, la quantità che risulta da leggi già note, 68  Ramzoti, Dirion. di scienze filosofiche. Res  994  ridurre il fenomeno ad una specie di residuo, che si es minerà per scoprirne la spiegazione ο la legge. Per le Stuart Mill, invece, esso si fonda su questo canone logico: se da un fenomeno si sottrae quella parte che, per indu zioni anteriori, si sa essere effetto di certi anteoedenti, cid che resta dei conseguenti sarà l’effetto di quello ο quell degli antecedenti che sopravanzano. Tale metodo consiste dunque nell’ eliminazione degli antecedenti ο dei conse guenti il cui rapporto causale è conosciuto; i conseguenti residui saranno, in generale, effetto degli antecedenti re sidui. Molte sooperte scientifiche sono dovute a questo metodo, il quale fu adoperato anche, ed utilmente, a onoscere la causa ignota di un effetto residuo noto: co dalle anomalie inesplicabili nei movimenti di Urano si arguì l’esistenza di Nettuno, che fu poi scoperto dal telescopio. Cfr. Herschel, 4 prelim. discourse on the study of natural philos., 1831, cap. VI, $ 158-161; Whewell, Philos. of the induotive science, 1840, af. XLVII; 8. Mill, System af logic. 6* ed. , III, cap. VIII, $ 5. Resistenza. T. Widerstand, Widerstandfähigkeit; I. Reristance; F. Résistance. Una delle qualità della materia, dataci dallo sensazioni cinestetiche o di movimento, e specialmente dal senso dell’innervazione. Noi infatti comunichiamo si muscoli l’ innervazione necessaria per produrre lo sforzo muscolare, che corrisponde alla resistenza che deve essere superata; se il grado di innervazione non corrisponde alls resistenza, l’azione muscolare riesce inadeguata ο eccessiva. Nella meccanica la resistenza è uns forza misurabile, designando tutto ciò che si oppone al movimento; essa varis col variare della velocità dei corpi, dell’ ampiezza della loro superficie e della loro forma; nei fiuidi la resistenza è pro porzionale al quadrato della velocità del corpo in moto (v. articolare, impenetrabilitä). Responsabilità. T. Verantwortiohkeit; I. Responsability; F. Responsabilité. Situazione di un agente cosciente s  995  Rus riguardo degli atti che esso ha compiuti, dei quali deve dare i motivi e attendere biasimo o lode, pena o premio, a seconda della loro natura e del loro valore. Non va confusa con l’imputabilità: la responsabilità è infatti la qualità dell’agente di essere capace delle conseguenze, che la legge morale ο giuridica fa derivare dall’ atto, che gli viene imputato; l’imputasione è il giudizio che nn determinato atto è attribuibile a quell’ uomo. Un essere è responsabilo quando deve rispondere della propria condotta; quindi la responsabilità implica indipendenza assoluta del volere, suppone che la volontà si determini da sò stessa all’azione, indipendentemente da una forza che la costringe. Ed infatti il concetto della responsabilità sorse. accanto a quello del libero arbitrio; se da principio, nell'infanzia della umanità, essa era estesa alle cose inanimate, agli animali, persino ai cadaveri, in seguito fu ristretta agli esseri in cui αἱ riconosceva la facoltà di conoscere il bene ο il male e la possibilità di scegliere tra I’ uno e l’altro. Ma anche V idea dell’assoluta indipendenza del volere si dimostrò errones ο fu abbandonata; caddo perciò anche il concetto di responsabilità, e se oggi il vocabolo è rimasto ha però un significato diverso del primitivo, tanto che, forse non a torto ei proclama da alouni la necessità di abolire una parola che non adegua l’idea ed è cagione di equivoci. Alla responsabilità assoluta, che corrispondeva alla libertà assoluta del volere, alonni vogliono sostituire una responsabilità limitata corrispondente alla limitazione della libertà e distinguono una responsabilità parziale ed una responsabilità attenuata ; per la prima un individuo è responsabile soltanto degli atti emananti dalle sue facoltà mentali normali, irresponsabile per quelli emananti dalle anormali ; per la seconda la responsabilità d’un individuo debole intellettualmente e moralmente è diminuita in ragione di tale sua debolezza. Altri tentativi furono fatti per mantenere l’ idea di responsabilità, dandole una base che potesse sostituire quella caduta del libero arbitrio. Fra le dottrine a tal rignardo più importanti ricorderemo: 1° quella, oul #’iepira anche il codice penale zanardelliano, che pone per base della responsabilità la volontarietà; perchè vi sia responsabilità l’atto deve essere stato commesso volontariamente; l’azione à repntata volontaria, se agente, compiendola, voleva realmente compierla; 2° quella che le pone per base l'intelligenza, considerata come direttrice della volontà: è responsabile soltanto 1) individno la cui volontà è determinate, in generale. dalle idee, e, in particolare, dalle nozioni della religione, 8 della morale, del diritto, della prudenza; 3° quella che le pone per base l’intimidabilità per mezzo della pena; essendo tutti gli uomini, tolti gli ‘alienati, intimidabili, tatti debbono essere considerati responsabili dei loro atti; 4° quella che lo dà per base In personalità ; ogni nomo, agendo sulle circostanze, che a lor volta agiranno su lui, può modificare la propria personalità e quindi dirigere il sno spirito verso un dato ordine di idee e di sentimenti, distogliendolo da altre idee e da altri sentimenti, contraendo insensibilmente l'abitudine delle azioni e dei pensieri ai quali desidera sollevarsi; in questo potere di modificarsi ha la sua radice la responsabilità. Ricordiamo infine la soluzione data al problema dalla scuola criminale italiana; l’uomo, essendo la risultante fatale di determinati fattori antropologici, sociologici, economici, tellurici, ecc., non è moralmente responsabile delle proprie azioni, poichè non poteva non volerle. tutte le condizioni essendo date; ma siccome I’ uomo vive in società, la quale ha il diritto di difendersi ο conservarsi. e siccome ogni azione umana produce nella vita della società degli effetti e delle reazioni sia individuali, aie sociali, che ricadono sull’antore dell’azione ο gli saranno utili ο nocive secondo che l’azione stessa sarà stata utile o dannosa alla società, per questi motivi l’uomo è socialmente responsabile delle proprie azioni. Come si vede, il termine responsabilità assume qui un significato affatto diverso dal  997  Res primitivo, e ad esso si può utilmente sostituire quello di difesa 0 reazione sociale. Comunemente si distingue la responsabilità morale, la r. civile e la r. penale. La r. civile consiste nell’ obbligo di riparare, in una misura e sotto una forma determinata dalla legge, il danno causato ad altri; la r. penale è la situazione di chi può essere giustamente colpito, a titolo penale, per un crimine o per un «delitto. Nella stessa responsabilità morale si distinguono due forme: quella da noi definita sopra, e l’ obbligazione morale, sanzionata o non dalla legge, di riparare al torto causato ad altri. Ad ogni modo, il fatto fondamentale è sempre il medesimo; riunendo ciò che ν΄ ha di comune nei diversi significati, il Calderoni definisce la responsabilità col fatto che certi atti ; essa si attua in due processi : 1’ uno, che diocesi riflessione astraonte, consiste nel confrontare le idee degli enti tra di loro per fissare il più comune, che viene poi applicato agli enti stessi : l’altro, che dicesi riflessione integrante, consiste nel confrontare le idee degli enti con 1’ idea dell’ essere in universale. Per il Cousin la riflessione è un ritorno sopra uno stato precedente : « se non avesse avuto Inogo alcuna operazione anteriore, non ci sarebbe posto per codesta operazione, cio’ per la riflessione: la riflessione non crea, ma constata e sviluppa ». Per il Galluppi è l’attenzione sul proprio pensiero, ossia la percezione interiore volontaria; essa ci dà la verità particolare, primitiva, indimostrabile, io penso, ciod Ru  1004  io sono esistente nello stato di pensiero; non dove confondersi con la coscienza, che è la percezione interiore involontaria. Dalla riflessione il Locke fa derivare tutte le idee del nostro mondo interno, di ciò che si dice percepire, pensare, dubitare, credere, ragionare, conoscere, volere, e di tutte le differenti azioni del nostro spirito; dalla sensazione fa provenire le idee concernenti il mondo esterno, tutto ciò che noi chiamiamo le qualità sensibili. Per il Locke la rifleesione equivale all’ attenzione interna: « per riflessione io intendo la conoscenza che lo spirito prende delle sue’ proprie operazioni, e del modo di esse; in tal modo le idee di queste operazioni vengono a formarsi nell’intelletto >. Per Condillac invece anche la riflessione non consiste che in nna sensazione trasformata, e tutte le nostre ideo non hanno che un’ unica fonte: il senso. Perciò il sistema del Condillac dicesi sensiemo, quello del Locke empiriemo. Cfr. Leibnitz, Nouveaux essais, Pref. $ 4; Cr. Wolff, Peyoh. empirica. 1738, $ 257; Baumgarten, Metaphysioa, 1739, § 626; Kant, Kit, d. reinen Vern., A 261, B 316; Maine de Biran, Fond. de la peych., ed. Naville, II, 225; Cousin, Fragments de ‚Philos. contemporaine, 1846, p. 34; Hamilton, Leot. on metaphysios, 1859, vol. I, p. 326; Rosmini, Nuovo saggio sull'origine delle idee, 1830, II, p. 77 segg.; Galluppi, Lezioni di logioa ο metaf., 1854, I, p. 27-83; Locke, Human understanding, 1877, II, 1, p. 4. Riflesso. T. Reflex, Reflerbewegung; I. Reflex; F. Riflere. Detto anche atto 0 movimento riflesso. Nella sua forma più semplice e tipica, è il seguire immediato di una sola eccitazione ad una sola contrazione. Essa implica un organo ecoitabile per una stimolazione sia interna che esterna, un nervo centripeto ο afferente che trasmetta l'eccitazione al centro nervoso (ganglio spinale), un centro nervoso che trasmetta 1’ eccitazione al nervo centrifugo ο motore, e infine an muscolo che si contragga o una glandola che secerna. La sede centrale dei riflessi è il midollo spinale,  1005  Rie tuttavia pud intervenire nella produzione loro anche il cervello; in questo caso si hauno i riflessi psichici ο coscienti (ad es. il soldato che in battaglia abbassa la testa al fischiare delle palle) nel primo caso si hanno invece i riflessi spinali ο incoscienti (ad es. il restringersi o il dilatarsi della pupilla in seguito al crescere ο al diminnire della luce). Si dicono poi riflessi primari quelli che nella serie filogenetica non sono mai stati coscienti, e riflessi sscondari quelli che negli Antenati erano azioni volontarie coscienti, ma che sono divenuti più tardi incoscienti per abitudine o per scomparsa della coscienza. Rispetto alla complessità loro i riflessi furono distinti in: 1° semplici, che definimmo sopra; 2° difSusi incoordinati, che si manifestano in forma di contrazione di tutti i muscoli ed hanno per csuss l’ aumento della eccitabilità spinale; 3° diffusi coordinati, che manifestano un fine (ad es. i movimenti che si fanno dormendo per prendere una posizione più comoda). Il cervello esercita una asione inibitoria sui riflessi, come mostra il fatto che si possono talora abolire mediante la volontà, e che l'asportazione sperimentale del cervello è seguita da esagerazione di riflessi. Cfr. Höffding, Psychologie, trad. frano. 1900, p. 49 segg.; Wundt, Grund. d. Psychologie, 1896, p. 227 segg.; Sully, Outlines of peych., 1885, p. 593 segg.; D. Ferrier, The funotions of the brain, 1876, p. 16 segg. Rigorismo. T. Rigorismus; I. Rigoriem ; F. Rigorieme. Severità eccessiva nell’ apprezzamento delle azioni umane; affettazione di abbracciare, in fatto di morale o di fede, le opinioni più rigorose. Il termine fu usato da Kant per designare l'indirizzo antiedonistico ο ascetico della morale: « È in generale importante per l’ etica di non ammettere via di mezzo per quanto è possibile, nd nelle azioni (adiafora) nd nei caratteri umani.... Quelli che s’ attengono a questa stretta veduta sono comunemente chiamati rigoristi (nome che sembra racchiudere un rimprovero, ma che in realtà è una lode); ο i loro opposti possono esser chiamati Rısı-Rur  1006  indifferentisti, o latitudinarii del compromesso, e possono esser chiamati sinoretisti ». Cfr. Kant, Krit. d. prakt. Ver nunft, od. Reclam, p. 88; Id., Religion innerhalb d. Grenzen d. blossen Vernunft, 1879, p. 21 segg. Rimorso. T. Gewissensbise; I. Remorse; F. Remords. Sentimento complesso di dolore, che deriva dal riconoscimento d’aver violato le leggi della morale e dal conseguente disprezzo di sò a sò stesso, da un mal dissimulato interiore disprezzo. Per Spinoza conscientiae morsus est tristitia concomitante idea rei prastoritae, quae practer spem evenit. Esso è la proiezione nel campo della coscienza del fatto esteriore della punizione inflitta dalla società per la violazione della legge positiva: osservato costantemente che nella società nn genere di atti è seguito da una punizione, si forma nella mente una associazione inevitabile per oui quell’ atto si pensa necessariamente come punibile, e quindi come tale da evitarsi, cosicchè compiendolo si ha quel sentimento che dicesi rimorso. Esso è relativo quindi al grado di moralità ο alle abitudini mentali ο pratiche dell’ individuo ; quanto più un’azione immorale è ripetuta, tanto minore è il rimorso che l’accompagna. Cfr. Spinoza, Ethioa, 1. III, teor. LIX, def. 17; Ardigò, Op. filosofiche, IV, p. 120 segg. Riposo. T. Ruhe; I. Repose, Rest; F. Repos. In senso psicologico e morale è lo stato di calma in cui trovasi lo spirito, quando è libero dalle agitazioni che derivano specialmente dalle passioni e dai desideri. Per Spinoza il riposo intimo, o soddisfazione di sè stesso, è « la gioia nata dal fatto che 1’ uomo contempla sò stesso e la propria potenza d’agire »; e poichè la vera potenza d’agire dell’uomo, ossis la sua virtù, è la ragione stessa che l’uomo contempla chiaramente, così « il riposo intimo può nascere dalla ragione, e solo il riposo che nasoe dalla ragione à il massimo che possa esistere >; esso è il supremo bene che noi possiamo sperare, è la beatitudine stessa.  In senso fisico il riposo è lo stato di un corpo che conserva la sua po=  1007  Rip-Ris sizione nello spazio. Il riporo dicesi assoluto se il corpo è riportato a degli oggetti realmente fissi; è relativo se i punti ai quali è riferito sono animati da un movimento al quale questo corpo partecipa. Cfr. Spinoza, Ethica, 1. IV, teor. LIT; Appendice, cap. IV (v. atarassia, equilibrio). Riproduzione. T. Reproduction; I. Reproduction; F. Reproduotion. Il ripresentarsi alla coscienza degli stati ο dei processi passati. Kant chiama legge della riprodusione quella secondo la quale le idee che si sono presentate insieme nello spirito si richiamano V una l’altra alla coscienza. Secondo Th. Ziegler, si riproducono soltanto quegli stati « che armonizzano coi nostri attuali sentimenti ο stati d’ animo, mediante oni conservano il loro stesso valore affettivo ». Il Jodi descrive la riproduzione come quel processo paicologico mediante il quale « una primitiva eccitazione della coscienza (sensazione, sentimento, volizione) dopo essere stata soppiantata ο resa incosciente da un’altra eccita zione, rientra di nuovo nella coscienza come copia o imitazione della eccitazione primitiva, per virtù della sola energia psico-centrale, vale a dire senza causazione immediata dello stimolo corrispondente alla eccitazione primitiva ».  La riproduzione di uno stato di coscienza passato può essere volontaria e automatics ο spontanea ; nel primo caso è l’effetto di uno sforzo mentale, nel secondo l’effetto immediato di una eccitazione periferica o centrale. L’ esercizio può rendere la riproduzione volontaria sempre, più facile, fino a farla diventare automatica. Cfr. Kant, rit. d. reinen Vern., 13 ed. p. 101; Th. Ziegler, Das Gefühl, 1893; Jodl, Lehrbuch d. Payohologie, 1896 (v. revivisoenza). Risoluzione. T. Resolution, Entechluse; I. Resolution; F. Résolution. Nel processo volitivo dicesi così il momento che segue alla deliberazione © precede l’eseourione. Esso dicesi anche scelta ο determinazione ο decisione. Tuttavia questi vocaboli designano tanti aspetti del momento medesimo, il quale è risoluzione perchè è la forma attiva con cui si riRis-Rir  1008  solve il conflitto dei motivi; è scelta in quanto fra tutte le diverse possibilità una soltanto è ritenuta, mentre le altre sono scartate dopo uns resistenza maggiore o minore; è determinazione perchè si designa netta I’ idea fine, emergente vittoriosa dal conflitto dei motivi. Nella logica dicesi risoluzione il processo con cui si scompone un tutto nelle sue parti, o un giudizio in giudizi più semplici di cui è la conseguenza; esso è l'inverso del processo di composizione ο deduzione sintetica, e fu chiamato analisi (ἀνάλυσις  scomposizione) dagli antichi geometri greci, che lo ritenevano inventato da Platone. Cfr. Wundt, Grund. d. Payohol., 1896, p. 221; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 430 segg.; Conrnot, Essai, 1851, cap. XVII, $ 259. Risultante. T. Resultanten; I. Resultani; F. Réeultant. Si dice di una forza, di una velocità, d’una accelerazione, che può da sola sostituire più forze, velocità, e accelerazioni simultanee. Risultante di traslasione è la risultante delle forze applicate a un sistema materiale, supposte come trasportate in uno stesso punto dello spazio.  Nella psicologia dicesi legge delle risultanti psichiche (Wundt) la legge per cui ogni fatto psicologico un po’ complicato è un prodotto della congiunzione di più elementi psichici ο quindi una sintesi psichica, analogamente a ciò che avviene nei fenomeni chimici, in cui due sostanze congiungendosi insieme danno luogo a una nuova sostanza avente proprietà diverse da quelle degli elementi componenti. Ad es. la rappresentazione di spazio risulta da sensazioni muscolari, tattili ο visive, le quali non hanno quella proprietà spaziale che è posseduta dalla rappresentazione complessiva. Le risultanti psichiche variano naturalmente col variare dei relativi processi e sono diverse nei diversi individui. Cfr. Wundt, Grundriss d. Payohol., 1896, p. 375 (v. relazione, legge, ninteri psichica). Ritmo. T. Rhytmus; I. Rhythm; F. Rythme, Nel suo significato più stretto, è una successione di impressioni udi 1009  Rir tive che variano regolarmente nella loro intensità obbicttiva. Wundt: « Un solo e medesimo suono può esser reso più forte ο più debole. Quando tali aumenti e diminuzioni seguono con una certa regolarità P’ uno all’ altro, il suono diventa articolato ritmicamente ». In un senso più largo, il ritmo è il carattere d’ un movimento periodico, in quanto produce un effetto di bellezza o almeno di espressione. Séailles : « L'armonia dei colori è il ritmo d’ una azione, che mette in gioco le fibre ottiche senza affaticarle, per uns sapiento disposizione di intervalli di sforzo e di riparazione ».  Nel suo significato scientifico e filosofico il ritmo è il carattere periodico d’un processo, il modo caratteristico di svolgersi d’ una funzione. Per ’Ardigd la legge del ritmo è la legge universale, che domina nella natura e nel pensiero, e per la quale così in quella come in questo si verifica la varietà nell’ ordine; pensiero ed organismo costituiscono un unico ritmo, il ritmo pricofisico, che nella età del suo svolgersi riflette l’azione ritmica della natura, da cui in ultimo risulta. Cfr. Wundt, Grundzüge d. physiol. Peych., 1893, II, 72 segg.; Séailles, Le génie dans l'art, Paris, Alean, p. 236; Ardigò, Op. fl, II, 227 segg., V, 232 segg., VI, 226 sogg. Rito. T. Ritual; I. Rite; F. Rite. Un insiemo di simboli raggruppati intorno ad una idea o ad un atto religioso, allo scopo di renderne paleso il senso ο ingrandirne il carattere solenne. Si ha così il rito del battesimo, il rito dei funerali, ecc. Anche il rito si ricongiunge quindi al bisogno che l’uomo prova di obbiettivare i propri sentimenti ο lo proprie impressioni. Per ciò il rito, rispetto alla religione, è stato paragonato alla lingua nel suo rapporto col pensiero. Fin dal principio, dice Jevons, il bisogno e il desiderio di avvicinarsi a Dio si sono manifestati o han trovato il loro simbolo in atti ο in riti esterni. L’ esperienza del genere umano è la prova che i riti sono indispensabili, nello stesso modo e per la stesso ragione, che la lingua è indispensabile al pensiero. Questo non si svilupperebbe se non vi fosse la lingua, mediante il quale il pensiero si affina al contatto col pensiero. E la religione non si è mai sviluppata, in nessun luogo, senza i riti ». I riti di tutte le religioni possono dividersi in due grandi categorie: quelli-di carattere collettivo, compiuti da un insieme di individui raccolti in assemblea (sacrifiri, danze sacre, processioni, ecc.); quelli di carattere indiriduale, che mirano ο a propiziare la divinità ο a conse crare la fede religiosa personale (la preghiera individuale, il battesimo, la cresima, ecc.). Cfr. 8. Reinach, Culte, mythes et religione, 1905-12; Jevons, L'idea di Dio nelle religioni primitive, trad. it. 1914, p. 104 sogg. (v. ri tualismo). Ritualismo. T. Ritualismue; I. Ritualiem; F. Ritualiame. Nella storia religiosa si rivelano due tendenzo affatto opposte rispetto alla adorazione da rendere alla divinità. L’ una consiste nell'attribuire una grande importanza al compimento delle cerimonie simboliche, che costituiscono il rito; l’altra nell’ abolire tutte le manifestazioni esterne del culto, che sono considerate come profanazioni. La prima tendenza costituisce il ritualismo ed è spiccatissima, ad es. nel? antica religio romana © nel cattolicismo, la seconda costituisce il puritanismo ο spiritualismo religioso. Quanto all'origine del ritualismo, secondo alcuni (Brinton) è da ricercarsi nel mito, secondo altri (Max Mtiller e gli indianisti) sarebbo dovuta a una trasformazione di antiche usanze e di pratiche magiche ; secondo altri ancora (F. B. Jevons) ogni forma di rituale, sorgendo dal desiderio dell’ adoratore di rendersi accetto al suo Dio, ha le sue origini dal sacrificio, che è appunto l’atto mediante il quale tutti gli uomini si pongono in più stretta relazione coi loro Dei. Cfr. Mettgenberg, Ritualiemus und Romanismus, 1877; J. Marquardt, Le culte chez les Romaine, 1889; G. d’Alviella, Croyances, rites,inatitutiona, 1911 (v. mito, religione, rito). .  1011  Riv Rivelazione. Lat. Revelatio ; T. Offenbarung; I. Revelation; Y. Révélation. In generale, ogni manifestazione o comunicazione del pensiero ο della volontà divina, operata per mezzo di agenti naturali o sovrannaturali. Dicesi rivelazione esterna il manifestarsi della divinità sia nelle leggi ο nei processi della natara, sia nella vita dell’ individuo ο dei popoli; rivelazione interna il suo manifestarsi nella ragione ο nel sentimento morale degli uomini.  Secondo la dottrina cattolica, ufficio della rivelazione è di far conoscere agli uomini i principali elementi dell’ ordine sovrannaturale che, nel piano provvidenziale, è il fine che oceupa il primo posto perchè tutto converge verso di esso © da esso riceve la luce. La rivelazione coincide con l’origine del mondo ed è data e continuata parte con parole parte con fatti, per via mediata ο per via immediata; le sue fasi sono quattro (originaria, patriarcale, mosaica e cristiana) © quantunque si debbano guardare come un solo tutto strettamente connesso, le tre prime non si considerano che come fasi preparatorio dell’ ultima, la più perfetta di tutte perchd manifestazione diretta di Dio. Così, a differenza delle rivelazioni fatte da Dio sotto l'Antico Testamonto, la rivelazione cristiana ha por proprio carattere l’immutabilità; essa deve rimaner tale sino alla fine dei tempi, senza essere modificata da alcuna rivelazione pubblica ο senza subire nel sno contenuto integrale alcuna alterazione sostanziale. Secondo Giustino, Dio si è servito fin dall'origine di una rivelazione generale, sia esterna sin interna; di una rivelazione speciale appare» in Mosè, noi profeti e negli uomini della scionza greca; di una rivelazione piena ο completa mediante il Figlio suo, Con ciò In rivelazione valo come il vero elemento razionale, che però non deve esser dimostrato ma soltanto creduto; si cren così un’ antitesi tra rivelazione e conoscenza razionale, che si acnisco sompre più nei Pndri successivi, i quali insistono nel porro in Inco In necessità della rivelazione per 1’ inenRiv  1012  pacità dell'anima umana, limitata all’ impressione dei sensi. a raggiungere da sola la conoscenza della divinità e della sua propria destinazione. Per Tertulliano, ad es., il contenuto della rivelazione non solo è soprarazionale, ma in certo senso anche antirazionale, in quanto per ragione bisogna intendere l’attività conoscitiva naturale dell’uomo; l'evangelo non solo è incomprensibile, ma è anche in necessaria contraddizione col sapere naturale : credibile est quia ineptum est; cortum eat quia impossibile est; oredo quia abaurdum. In seguito, con Β. ‘Tommaso, la rivelazione è ancora affermata come superrazionale, ma però in accordo con la ragione, della quale è l’ integrazione necessaria ; vien rive lato ciò che In ragione non può trovare da sè, perchè di gran lunga superiore alle sue forze. Questo concetto si regge sopra l’unità della ragione divina: in Dio non οἡstono due ordini di verità ma una sola, che all’ uomo è partecipata parte per mezzo della ragione, parte per mezzi della rivelazione; quindi, se le verità rivelato sono sujxriori a quelle di ragione, in quanto emanano direttamente dalla divinità, tra le une e le altre non può esistere contra ato, perchè appoggiate entrambe sopra una ragione eterna, che è Dio; e pur essendo la rivelazione l’ultima pietra di paragone della verità, la ragione può du sò stessa preparare il cammino alla rivelazione; cos la ragione sostiene la fede, che a sua volta conferma la scienza: Minus lumen non ofascatur per majus, dice Β. Tommaso, sed magis augetur, ricut lumen auris per lumen solie ; et hoc modo lumen soientiae nor offusoatur, sed magie clarescit in anima Christi per lumen scientiae divinae. 1 Sociniani andarono ancora più in là; per essi nulla può essere rivelato che non sia accessibile alla | conoscenza razionale, e perciò nei documenti religiosi non si deve considerare come naturale se non oid che è razicnalo. Con ciò la rivelazione diveniva in fondo superfina © non restava legittima che la religione naturale: © queste infatti fu il punto di partenza del deismo inglese, che spo 1013  Rom gliò il Cristianesimo dei suoi misteri per ridurlo alla verità del « lume naturale >, ossia ad una intuizione filosofica del mondo. Cfr. Liicke, Versuch einer vollständingen Einleitung in dio Offenbarung, 1852; S. Ginstino, Apol., II, 8; Tertulliano, De carne Chr., 5; Id., De pracsor., 7; 8. Tommaso, C. Gentiles, I, ο. 1, 11, 111, 1V, 1X; Id., Summa theol., III, qu. IX, a. 1; Laberthonnière, Saggi di filosofia religiosa, trad. it. , p. 264 segg:, 295 segg.; C. Ranzoli, L'agnosticiemo nella fil. religiosa, 1912, p. 30 segg. (v. oredenza, fede, ragione, religione, fideismo, modernismo, razionalismo, tradizionaliemo). Romanticismo. T. Romantizismus; I. Romantioiem ; F. Romantieme. Nella filosofia si denomina così tutto il periodo della speculazione, specialmente tedesca, che comincia col Fichte © termina con Schopenhauer. Esso trae il suo impulso dalla convinzione, suscitata da Kant, dell’originalità ο dell’ attivita della natura spirituale, per cui αἱ credetto possibile di cogliere il principio unitario della realtà universale e di abbracciare in un sistema solo la scienza, l’arte o la religione: « Simile ideale della conoscenza, scrive 1’ Hiftding, può a buon diritto esser chiamato romantico. Esso rimane nelle nubi e nella lontananza, risvegliando il dosiderio e l'entusiasmo, © agisoe più con codesta sublimità che non con la prospettiva di trovarne uns realizzaziono ra ο positiva ». Oltre all’ influsso kantiano, contribuirono ul sorgere del romanticismo filosofico la religione, In ieuza, gli avvenimenti politici ο specialmente la letteratura: Novalis, il rappresentante più caratteristico della poesia romantica, considorava la poesia come l’ essenza più intima di tutte le cose e faceva della filosofia una semplice tcori della poesia. Il metodo del romanticismo filosofico fu principalmente deduttivo ο costruttivo; esso mise in evidenza molti problemi nuovi, ma fu inferiore per originalità ο vigore di metodo al periodo dei grandi sistemi del secolo XVII; inoltre la sua influenza venne diminuita dalla terminologia adoperata dalla maggior parte dei filosofi Rom-Sac  1014  romantici, terminologia capricciosa, oscura, che rende le loro opere difficili a chi non abbia appreso a pensare in codesto linguaggio. Cfr. Höffding, Histoire de la phil. moderno, trad. franc. 1900, vol. II, p. 139 segg.; R. Berthelot, Le romantisme utilitaire, 1911; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. , vol. II, p. 233, 327, 338; F. Loliée, Hist. des littératures comparées, 2° ed., p. 295 segg. 8. Nelle espressioni simboliche delle proposizioni si usa per designare il soggetto. Nol sillogismo designa il tormine minore, che nella conclusiono fa sempre da soggetto. Nei versi mnemonici delle tre ultime figure del sillogismo categorico, indica che la conversione di quel modo a un modo della prima figura, si deve fare per conversione semplice (v. figura, disamis, datisi, eco.). Sabeismo (dal siriaco tsaba = adorare). T. Sabäismur: I. Sabeism; F. Sabeieme. Antica setta filosofica e religiosa, sparsa nei paesi dell’ Oriente, la quale considerava gli astri come tante divinità, governate dal sole che è la divinità suprema. Ogni astro è costituito dall’ anima e dal corpo sì Puna che l’altro hanno sempre csistito e sempre steranno; ma soltanto la prima è di natura divina, e costituisce l’anima del mondo. Cfr. Ehwolsohn, Die Ssabier und der Ssabismua, 1856 (v. elioteiemo, panteismo). Saggezza. T. Weisheit; I. Wisdom; F. Sagesse. Se non è ancora la virtù, dice il Rousseau, è almeno la via per raggiungerla. Essa è ciò cho gli antichi chiamavano pradenza o sapienza. Per Pintone essa è una delle virtù cardinali, sia dell'individuo sia dello Stato. Per Aristotele esistono due specie di saggezza: la speculativa (σοφία), che è sinonimo di scienza, così intuitiva come dimostrativa, e si rivolge alla natura assoluta delle cose; e la pratica (¢pévyate), che ha per oggetto i dettagli della vita e della  1015  Ban condotta, le relazioni contingenti e particolari dell’ esperienza umana. Dopo Aristotele, uno degli argomenti più discussi nelle scuole filosofiche fu di determinare il criterio della saggezza, V’ ideale del saggio, ciod dell’ uomo che deve la sua virtù, e quindi la sna felicità, soltanto al sapere; stoici, epicurei e scettici s’ aocordano nel fissare come tratto caratteristico del saggio 1’ imperturbabilità (ἀταραξία), vale a dire l'assenza dai perturbamenti prodotti dalle passioni. Ma per gli epicurei l’ imperturbabilità, e quindi la saggezza, consiste in un godimento raffinato; per gli scettici nell’astenersi per quanto è possibile dal giudicare e quindi anche dall’operare; per gli stoici nel vivere secondo natura, ossia conforme alla ragione,  Nel suo significato comune, non filosofico, la saggezza è equilibrio, misura, contemperastone di prudenza e di coraggio, di ardire ο di cautela, di temporeggiamento e di decisione ; riguarda dunque piuttosto la ragion pratica che la ragion teorica, si basa sopra 1” esperienza del passato e la riflessione sul presente per provvedere all’ avvenire, e consiste nel cercare, trovare © porre in opera i mezzi necessari e più convenienti all'adempimento della virtà. Cfr. Sidgwick, The methode of ethics, 2* ed. 1877, p. 229; Wiudelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, vol. I, p. 208 segg.; C. Ranzoli, J2 caso nel‘ pensiero ¢ nella vita, 1913, p. 218 segg. (v. cardinali, pratica, prudenza, virtù). Sansimonismo. T. Saint-Simonismus ; I. Saint-Simonism ; F. Saint-Simonisme. La dottrina religiosa ο sociale di Enrico di Saint-Simon, che ebbe molti e fervidi adepti in Francia, Il sunsimonismo vagheggiava I’ istituzione di un ordino sociale, nel quale I’ individuo non ha altro valore che per la fanzione che compie nello Stato, vale a dire il sacerdozio, la scienza ο 1’ industria, e in cui il supremo potere è esercitato dispoticamente dal padre, che è allo stesso tempo ro e sommo sacerdote, ed assegna a ciascuno tanto la funzione che deve esercitare nello Stato, quanto la retribuzione che San-SAT  1016  gli compete per la funzione esercitata. Cfr. Janet, Saints Simon et le Saint-Simonisme, 1878; Charléty, Hist. du SaintSimonisme, 1896 (v. collettiviemo, falanstero). Sanzione, T. Sunktion ; I. Sanotion; F. Sanction. Nel suo signiticato più comune, morale e giuridico, è la reazione con la quale la società provvede alla propria conservazione e ai propri fini, contro quella violazione delle sue leggi di cui gli individui si rendessero colpevoli. In questo senso la sanzione ha un valore negativo, essendo essenzialmente una repressione. Se ne sogliono enumerare varie forme: la sanzione naturale 0 fisica, che è l'insieme delle conseguenze buone ο cattive, che risultano dalle azioni virtuose © viziose; ha la sua origine nella naturale tendenza delV organismo alla propria conservazione, per la quale reagisce col dolore a ciò che tende ad alterarlo o distruggerlo, © col piacere a ciò che può conservarlo ; la sanzione interna © della coscienza, che è costituita dal compiacimento pel bene praticato, © dal rimorso per la legge morale violata; la sanzione della pubblica opinigne, che è la stima o il disprezzo, la lode ο il biasimo che le azioni dell’ individuo gli meritano per parte degli altri individni; la sanzione politica, 0 penale, o delle leggi, che è preceduta dalla sanzione dell’ opinione pubblica, ed à costituita tanto dall’insieme delle pene per chi infrange in qualche modo (prestabilito) l'ordine morale e sociale, quanto dalle ricompense morali o materiali con cui è premiato chi allo stesso ordine presta utile concorso; la sanzione religiosa o superumana, derivante dai premi ο dai castighi promessi ο minaceiati dalla roligiono nel mondo ultraterreno. Cfr. Sidgwick, Methodèn of ethics, 2* ed. 1877, p. 229; Pope, Christian theology, 1877, vol. III, p. 159; J. S. Mill, Utilitarianiem, 1879, cap. III (v. delitto, pena, responsabilità). Sapere v. opinare. ‚turazione. T. Sättigung; I. Saturation ; F. Saturation. Dicesi saturasione del colore il grado secondo il quale la sen 1017  Sck sazione scromatica, o incolora, si unisce ad una sensazione cromatica. Il grado di saturazione è tanto maggiore quanto minore è la quantità della luce incolore, che entra nella combinazione.  Nella scuola criminale positiva (Ferri) dicesi saturazione oriminosa la legge per la quale in un dato ambiente sociale, con date condizioni individuali e fisiche, si deve commettere un dato numero di renti, non uno di più, non uno di meno, allo stesso modo con cui in un dato volume di acqua, ad una data temperatura, si deve sciogliere una determinata quantità di sostanza chimica, non una molecola di più, non una di meno; ciò perchè anche il delitto è un fenomeno collegato al determinismo universale, ed ha i suoi fattori necessari nelle varie condizioni dell’ ambiente fisico © sociale, combinate con gli impulsi occasionali degli individui e colle loro tendenze congenite. Cfr. Wundt, Grundriss d. Psychol., 1896, p. 68; E. Ferri, Sociologia oriminale, 43 ed. 1900 (v. delitto, pena, responsabilità). Scetticismo (σκέπτομαι  esamino). T. Skepticiemus ; I. Soepticiem; F. Soepticieme. Si adopera nel linguaggio comune per indicare la tendenza a dubitare, o la mancanza di fiducia nella verità di una data affermazione, dottrino, previsione, o la negazione dei principi ammessi dal maggior numero. Ma nel suo significato preciso, esso designa il dubbioesteso deliberatamente, sistematicamente, a tutti quanti gli oggotti della conoscenza umana, © quindi la sospensione di ogni nostro giudizio intorno ad essi, Nella storia del pensiero filosofico si contano varie forme di scetticismo, cominciando da Pirrone, Protagora e Sesto Empirico, venendo fino al Montaigne; ina tutte si fondano ugualmente sopra la tosi fondamentale della impossibilità di un criterio assoluto della verità, essendo la ragione condannata per sun natura alla contraddizione, e mancando ad ogni modo un qualsiasi testimonio che provi la legittimità della ragione stessa. La conclusione di tutto lo scetticismo antico i riassunta in quella che si disse l’ isostenia delle ragioni, ο cioò Scu  1018  l'equilibrio e la forza uguale delle ragioni pro e contro, intorno a qualsiasi oggetto. E il Montaigne dimostrava così l'inesistenza di un criterio assoluto per lo conoscenze sensibili © razionali: « per giudicare delle apparenze cho noi riceviamo dagli oggetti, ci sarebbe necessario nno strumento giudicatorio; per verificare questo stromento ci è necessaria una dimostrazione; per verificare la dimostrazione uno stromento.... Poichè i sensi non possono arrestare la nostra disputa, essendo pieni essi medesimi di incertezza, occorre che ciò faccia la ragione; ma nessuna ragiono si stabilirà senza ragione, ο così via via all’ infinito ». Ai nostri giorni, se è possibile lo scetticismo come tendenza dello spirito, non è più possibile come dottrina, essendo dimostrata In possibilità della scienza a malgrado della relatività della conoscenza, anzi in grazia di questa relatività stessa, poichò la scienza è del relativo non delP assoluto.  Soetticiemo oritico fu detto quello contenuto nella critica della ragion pura, o anche sostticiemo trasoendontale perchè trnpassava i limiti della pura esperienza esterna; e scetticismo mistico quello di chi nega alla ragione ogni possibilità di conoscere il vero, riponendola invece nella fede, nella rivelazione sovrannaturale. Occorre però distinguere lo scetticismo dal misticismo © dalla sofistica : tutti tre sono sistemi negativi rispetto alla conosconza, ma mentro il primo tiene la ragione incapace della verità, il terzo afferma la ragione indifferente alla verità, ο il socondo nega alla ragiono il potere di raggiungere la verità suprema, trasferendo tale potere nel sentimento ο nella fede. Cfr. R. Richter, Der Skeptiziemus in d. Phil., 1904; C. Stumpf, Vom eblischen Skept., 1909; Credaro, Lo scetticismo degli accademici, 1889 (v. dommatismo, dubbio, pirronismo, tropi, relatività, sokepsi, scienza, setetica). Schema, Schematico (σχῆμα figura). T. Schema; I. Schema; F. Schöme. Per Kant gli schemi sono quelle rappresentazioni o concetti che servono da intermedi fra le  1019  Scu dodici categorie che non possono applicarsi direttamente ai sensibili e i sensibili stessi. Gli schemi, forme pure del tempo e perciò di natura sensibile, sono tuttavia omogenei alle categorio. Ed è appunto dalle categorie e dagli schemi corrispondenti che derivano quei principî dell’ intelletto puro, coi quali noi intellettualizziamo le intuizioni empiriche, traendone le cognizioni.  Alcuni psicologi chiamano schemi fantastici, distinguendoli dai concetti, quelle imagini, assai povere di contenuto, le quali contengono solamente le parti identiche di moltissime altre (ad es. l’imagine di casa, di albero, ecc.). La loro formazione è spiegata comunemente col fatto che gli elementi comuni, fissati dalla ripetizione e fusi in uno, si mantengono intensi e vivi, mentre gli elementi diversi a poco a poco se ne staccano ο scompaiono.  Si dicono schematiche quelle rappresentazioni non identiche alle effettive, ma che hanno soltanto con esse maggiore o minore somiglianza, in quanto ne raccolgono i tratti caratteristici. Servono a scopo diduttico, poichò giovano a mettere sott’ occhio l'essenziale di una cosa, lasciando da parte l'accessorio, che può nuocere alla chiarezza di quello che si deve specialmente considerare e ritenere. Oltre la figura schematica propriamente detta, si ha la figura simbolica, che ne differisce in quanto casa rappresenta l’oggetto con un segno che può differire anche totalmente, e che ha solo un valore convenzionale (ad es. la bandiera con oui si rappresenta la patria). Una terza specie di rappresentazione schematica è In simbolico-ipotetica, nella quale il simbolo rappresenta una cosa che non si è certi che sia in realtà, ma solo si suppone. Così, ad es. il chimico rappresenta gli atomi, che non ha mai veduto, mediante un piccolo cubo, e, disegnandoli variamente disposti, rappresenta la molecola secondo la specio degli atomi componenti e secondo il numero loro per ogni specie. Cfr. Kant, Krit. d. reinen Fern., od. Kehrbach, p. 142-149; A. Riehl, Die philos. Kriticiemus, 1887, II, 11, p. 61; Ardigò, Scr  1020  La wiensa dell’ educazione, 1893, p. 151 segg. (v. simbolo, categorumeni, conoetto, dissociazione). Lo SCHEMATISMO è la dottrina del criticismo dell’uso dell’imaginazione truscendentale como intermedia tra la sensibilità e l’intendimento. Il critiismo distingue i giudizi della percezione, Wahrnemungeurteile, in cui non viene espresso che il rapporto spaziale o temporale delle sensazioni per la coscienza individuale, ο i giudizi dell esperienza, erfahrungeurteile, in cui un simile rapporto viene affermato come obbiettivamento valido, come dato nell'oggetto stesso. La differenza tra lo due specie di giudizio è provata dal fatto, che nei secondi il rapporto spaziale o temporale è regolato per mezzo d’una categoria, ciod d’un nesso concettuale, mentre nei primi manca. Ed è così che, di fronte al meccanismo della rappresentazione, in cui le singole sensazioni si riuniscono o si separano a piacero, il pensiero oggettivo, valido ugualmente per tutti, è legato con nessi doterminati e concettualmente regolati. Questo vale specialmente per i rapporti temporali. Tutti i fenomeni si trovano infatti sotto la forma del senso interno, del tempo, in quanto anche i fenomeni del senso esterno appartengono all’interno come determinazioni dell'animo nostro (Bestimmungen unsere Gemüle). Perciò Kant dimostra che tra le forme dell’ intuizione del tempo e le categorie c’ à uno schematismo, che solo rendo possibile di applicare le forme dell’intelletto ni prodotti dell’intuizione, © che consiste nel fatto che ogni categoria ha una somiglianza schematica con ogni forma particolare del rapporto temporale. Nella conoscenza empirica noi ci serviamo di questo schematismo per significare il rapporto temporale percepito medianto la corrispondente categoria. Invece la filosofia trascendentale deve cercare la giustificazione di questo procedimento nel fatto, che la categoria come regola dell'intelletto fonda obbiettivamente il corrispondente rapvorto temporale come oggetto dell’ esperienza. Cfr. Kant, 1021  Scr-Ser Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 142 segg.; W. Jerusalem, Die Urteilsfunction, 1895, p. 170 (v. eriticiemo, intuizione). Schepsi (σχέφις = dubbio, indagine). O anche scepsi. Designa in generale il dubbio degli scettici. Più propriamente, secondo lo Zeller, è la neutralità fra le opposte dottrine, ritenendo di entrambe quello che hanno di comune tanto nel principio quanto nel termine, cioè l’ astratta individualità che vuol riposare in sò stessa. L’ Herbart chiama schepsi la riflessione dubitativa che deve servire di preparazione alla filosofia, e la distingue in sohepsi inferiore, che pone in dubbio la natura delle cose, e schepsi superiore, che ne pone in dubbio anche il dato; colla prima ci persuadiamo che difficilmente possiamo riuscire coi nostri sensi et formarei una esatta nozione di ciò che sono le cose, colla seconda ci persuadiamo che le forme dell’ esperienza sono date realmente, ma ci somministrano delle idee contradditorie. Cfr. Herbart, Einleitung in die Philorophie, 1813; Schwegler, Geschichte d. Phil., ed. Reclam, p. 386-7 (v. dommatismo, dubbio, tropi, scetticismo). Sciamanismo, T. Schamanismus; I. Shamaniem ; F. Chamanisme, Setta religiosa © sacerdotalo della Siberia, ai cui misteri religiosi non si è iniziati che dopo un lungo e strano noviziato, sotto la direzione di speciali ancerdoti (shamans). Siccome codesta religione consiste ersenzialmente nel culto degli spiriti, così tutte le religioni animistiche furono classificato sotto la categoria dello sciamanismo. Cfr. Tylor, Primitive culture, 1877 (v. animismo). Scienza. T. Wissenschaft; I. Science; F. Science. Nel suo senso generale equivale a conoscenza; in un senso più riStretto è un insieme o l’insieme delle conoscenze logicamento coordinate. Cr. Wolff lo definisco habitum anserta demostrandi, hoo est, ex principiis certis et immotis per legitimam conaequentiam inferendi. Per Kant « dicesi scienza ogni dottriua che costituison un sistema, cioò una totalità di coScr  1022  noscenzo ordinate in base a principi ». Per lo Spencer è «la conoscenza parzialmente unificata >. Fu definita dal Naville come lo stato del pensiero che possiede la verità; ha per condizione il dubbio filosofico, ossia lo spirito di esame. La scienza infatti non può essere nò uno stato del sentimento nè uno stato della volontà; e perchè il pensiero progredisca nel possesso della verità, è necessario che non s' accontenti delle apparenze ma le sottometta ad essine, cioè le interpreti con la ragione; che ogni affermazione di fatti sin sottomessa alla critica, 6 che lo dottrine ammesso siano abbandonate quando non forniscono più una esplicazione dei dati dell’ esperienza. Essa ha due scopi: uno teorico e speculativo, cio la conquista e il possesso della verità, uno pratico e utilitario, ossia le infinite sue appli-cazioni alla industria. Aristotelo fu il primo ad occuparsi della natura della scienza, determinandone con grande chiarezza il metodo, l'essenza e 1’ oggetto. Secondo il filosofo greco, il primo carattere della scienza è il suo differire dalla semplico esperienza: questa è fondata sulla sensazione, l’imaginazione © In memoria, non conosce che il particolare, non coglie la causa e In prova dei fatti; quella ha un carattere generale, impresso dall’ intelletto attivo agli elomenti forniti dalla sensazione all’ intelletto passivo, per cui la scienza fornisce la prova di ciò che avanza. La prova si fa per merzo della dimostrazione, cioè modiante il ragionamento di cui la forma è il sillogismo. Oltre i principi generali, forniti dall’ intelletto attivo, e dai quali ogni scienza particolare deduce le conreguenze, vi sono dei principî che dominano tutte le scienze ο i principi di tutto le scienze: sono gli assiomi, o verità evidenti, il più importante dei quali è il principio di contraddizione. Oltro ad aver determinato la natura della scienza, Aristotele fu pure ricercatore ed osservatore meraviglioso: ma sia per il fondamento puramente deduttivo dato alla riceren wrientifien, sin por altre cause di varia  1023  Set natura, nd l’antichità greca e latina, nd l'età di mezzo ebbero vera e propria scienza. Soltanto nel rinascimento, caduto il principio di autorità, sostituiti, nello studio della natura, l'osservazione, 1’ esperimento ο l’ induzione ai metodi deduttivi ο aprioristici, il sapere scientifico potd costituirsi e progredire. Nello sviluppo del metodo delle scienze naturali conversero allora le due direzioni dell’ ompirismo e della teoria matematica; Bacone pose il programma della filosofia dell'esperienza, Descartes abbracciò il movimento scientifico del sto tempo in una nuova fondazione del razionaliemo, riempiendo il sistema concettuale scolastico col ricco contenuto delle scoperte di Galileo. Bacone insegna come la mera experientia, la sola scientificamente utile, debba essere depurata dalle aggiunte erronee ond’è inquinata, come l’induzione sia il solo modo esatto dell’ elaborazione dei fatti e col suo aiuto si debba procedere agli assiomi generali, per potere con questi spiegare deduttivamente altri fenomeni. Leonardo intravede che il vero ufficio delP induzione naturalistica consiste nel trovare quel rapporto matematico, che è costante in tutta la serie dei fenomeni di determinata misura; Keplero scopre, mediante una grandiorn intuizione, le leggi del movimento dei pianeti, cho confermano nella convinzione dell’ ordine matematico delVP universo; Galileo, con intuito metodico assai più profondo di Bacone, crea la meccanica, quale teoria matematica del movimento, investigando col metodo rieolutiro i processi più semplici matematicamente determinabili, ο dimostrando nel metodo compositivo che la teoria matomatica, col presupposto degli elementi semplici del movimento, porta agli stessi risultati che presenta l’esperienza. Cartesio, partendo dalla convinzione che Ja coscienza razionalo è la matematica, aggiunge ai pensieri metodici di Bacone ο di Galileo questo postulato: cho il metodo indnttivo © risolutivo debba condurre ad un unico principio di anproma ed assolnta certezza, partendo dal quale tutta PexpeScr  1024  rienza trovi, grazie al metodo compositivo, la sua perfetta spiegazione. Il cogito ergo sum di Cartesio ha infatti non tanto il significato di esperienza, quanto quello di prima fondamentale verità di ragiono, la cni evidenza è quella di una immediata certezza intuitiva; il metodo analitico cerca qui, come in Galileo, gli elementi semplici, intelligibili per sò stessi, coi quali tutto il resto deve esser spiegato, ma invece di trovarli nelle forme semplici del movimento, li scopre nelle verità elementari della coscienza. Per Kant la scienza della natura ha bisogno, oltre alla sua base matematica, d’ un certo numero di principi universali intorno al nesso dello cose, i quali sono di natura sintetica ο perciò non possono fondarsi sull’ esperienze, anche so per via di questa arrivano alla coscienza; in altre parole, anche per Kant il cémpito della scienza natarale è la riduzione galileiana dell’ elemento qualitativo al quantitativo, in cui solo può trovarsi necessità ο validità universale su base matematica, ma questa rappresentazione matematica della natura è per Kant fenomeno essa pure. perchè spazio © tempo, se hanno realtà empirica, hauno idealità trascendentale. La natura, infatti, non è un puro aggregato di forme spaziali e temporali, ma un nesso che noi intuiamo sensibilmente, è vero, ma che nello stesso tempo pensiamo mediante concetti; se la natura, come oggetto della nostra conoscenza, fosso un nesso reale delle cose indipendente dalle nostre funzioni razionali, se essa stessa prescrivesse le eue leggi al nostro intelletto, noi non ne avremmo che una conoscenza empirica, insufficiente ; possiamo avero invece una conoscenza universale © necessaria, in quanto le nostre forme concettuali della sintesi doterminano la natura stessa, in quanto cioè è il nostro intelletto che prescrive ad ossa lo suo leggi. Ma questa è la natura solo in quanto essa appare al nostro pensiero. quindi una conoscenza a priori della natura è possibile solo so anche il nesso, che noi pensiamo fra le intuizioni,  1025  Sor sia nd più nd meno che il nostro modo di pensare la natara: anche i rapporti concettuali, in cui la natura è oggetto della nostra conoscenza, nom possono essere che fenomeni. I concetti riassuntivi del pensiero contemporaneo, risultato della critica kantiana, intorno alla natura, ai limiti, all'oggetto ο al valore della scienza, possono ridursi a tre: 1° la scienza umana riguarda soltanto i fenomeni, vale a dire il campo del sensibile; ciò è la conseguenza della negazione della possibilità di una conoscenza a priori trascendente l’esperienza; 2° la scienza non è una trascrizione della realtà ma una costruzione ideale, astratta, e il suo valore consisto nell’ essere i suoi astratti generali una trasformazione dei concreti sensibili, dei fatti reali, per cui il mondo del senso si trasforma nel mondo del pensiero, il particolare nell’ univorsalo; 3° il valore della scienza, © la sua certezza, consistono appunto nell’ essere lo sue astrazioni costituite dagli elementi dell’ esperienza sensibile, nei quali possono essere risolti e dai quali traggono la loro verità,  Dicesi dottrina della scienza media, la dottrina con la quale il Molinos, e i Gesuiti in generale, tentano conciliare la libertà del volere umano con la provvidenza e la prescienza divina. Dio non conosce soltanto ciò che è semplicemente possibile e ciò che avviene attualmente, ma conosce anche ciò che è condizionatamente possibile, vale a dire ciò che sta fra la pura possibilità e l'attualità: la prima è in Dio semplice intelligenza, la seconda è visione, la terza è scienza media o condizionata. Le azioni umane sono di questa terza specie, cioè condizionatamente possibili: tuttavia sono libere, ο Dio, che le ha prevedute, predispone anche la grazia che spetta a ciascuna di ease.  Con l’espressione Wissenschaftslehre, dottrina della scienza, il Fichte indicò il proprio sistema, in quanto esso è costruito sopra una riflessione avente per oggetto le fasi immanenti di sviluppo del sapere: « La dottrina della scienza dev’ essere una storia pragmatica dello spirito umano ». 65  RanzoLI, Dirion. di scienze Alosoficha. Sco  1026  L’ espressione è poi rimasta nel linguaggio filosofico, ma con diverso significato : con essa infatti si designa oggi ciò che dicesi anche episfemologia, ossia lo studio dei principi comuni delle scienze, dei loro oggetti e dei loro metodi. Cfr. Aristotele, Anal. post., I, 3, Τ1 a, 21; Id., Met., I, 9812, 5; Cr. Wolff, Logica, 1732, Disc. prael. $ 30; Kant, Me taph. Anfangegrinde d. Naturwissensohaft, 1786; H. Cohen, Kante Theorie à. Erfahrung, 1871; E. Naville, Nouvelle class. des soienoes, 33 ed. 1901 ; Pearson, Grammar of science, 33 ed. 1899; L. Favre, L'organisation de la science, 1900 ; Poincaré, La valeur de la science, 1908; C. Frenzel, Ueber die Grudlagon d. exaoten Naturwissenschaften, ; F. De Sarlo, Le modificazioni nella conossione della scienza, « Cultura filosofica », maggio 1907 (v. dommatiemo, economica teoria, empiriocriticismo, ipotesi, legge, filosofia, metafisica, classificazione dello scienze). Boolastion. T. Scholastik; I. Soholastio; F. Soolastique. Il secondo dei due grandi periodi in cui dividesi la filosofia medievale, e va dall’ 800 al 1400; il primo è rappresentato dalla Patristica, Questo secondo periodo, che #’ inizia con Scoto Erigena, distinguesi nettamente dal primo, poichè mentre i Patres eoolesiae movevano direttamente dalla rivelazione, i dootores della Scuola prendon le mosse dal domms, vale a dire dalla rivelazione già elaborata; mentre i primi avevano rivolto ogni loro studio nel formulare un domma solo, i secondi mirano a organizzare l’insieme dei dommi; mentre la Patristica si svolse massimamente tra i popoli dell’ Oriente, la Scolastica si svolse tra i popoli dell’ Oceidente, ed ebbe per centro Parigi. Però così l'una come l’ altra dottrina s'accordano in un punto: nel prendere cioè le mosse da una proposizione imposta e accettata como verità assoluta, Rispetto alla filosofia dei Santi Padri quella della Scuola rappresenta, secondo alcuni, un regresso. in quanto è ancora più schiava della religione, e fa nm parte ancora minore alla ragione e alla scienza. Secondo  1027  Sco altri rappresenta invece un progresso, in quanto comincia col porre una distinzione tra il domma, o l'oggetto, e il sapere soggettivo ο il ragionamento, ο quindi tra il credere e l’intendere: da ciò lo sdoppiamento dell’ unica verità in verità di fede e verità di ragione, le quali, dopo essere procedute d’accordo per un certo tempo, daranno poi luogo alla lotta che finirà con la vittoria definitiva della ragione. La Scolastica si divide in tre periodi: il _ primo va da Scoto Erigena a S. Anselmo di Aosta, od è caratterizzato dalla prevalenza data alla ragione sulla fede; nel secondo, che va da S. Anselmo a Duns Scoto, è dato invece il primato alla fede sulla ragione; il terzo va da Duns Scoto a Occam, e rappresenta la dissoluzione della Scolastica, Più fiorente di tutti è il secondo periodo, in cui endono le controversie tra realisti e nominalisti ed ha per massimo rappresentante S. Tommaso d’Aquino. Cfr. Karl Werner, Die Scholastik d. apat. Mittelalters, 1881; A. Stökl, Geschichte d. Phil. d. Mittelalters, 1864-66; B. Hauréan, Histoire de la phil, scolastique, 1872; De Wulf, Histoire de la phil. médiévale, 4* ed. 1912. Bootismo. T. Scotiemue; I. Scotism; F. Scotieme. Il sistema e la scuola filosofica di Giovanni Duns Scoto; si oppone al tomismo, sistema 9 scuola di Β. Tommaso. Lo scotismo è caratterizzato dalla tendenza a separare profondamente la teologia, disciplina pratica, dalla filosofia, pura teoria; a porre il principio d’ individuazione non già nella materia, come Β. Tommaso e Aristotele, ma nella forma, in quanto afferma esistere in ogni essere, distinti I’ uno dall’altro non solo virtualmente ma formalmente, il carattero generale, lo specifico e l’individuale, ossia ciò che lo Scoto chiama haeoceitas © che fa essere un individuo quel tale e determinato essere. Ma ciò che distingue ancora più profondamente lo scotismo dal tomismo è il suo indeterminismo volontaristico, che 8’ oppone al determismo intellettualistico di 8. Tommaso, Secondo quest’ ultimo l’intelletto Sco  1028  è quello che comprende ciò che è bene, e siccome la volontà ‘ tende necessariamente al bene, così la volontà dipende dal1 intelletto ; invece per lo Scoto la volontà, essendo la forza fondamentale dell'anima, non subisce la costrizione dell’intelletto, bensì determina essa lo sviluppo delle attività intellettive, intervenendo a rendere chiare ed intense quelle tra le rappresentazioni alle quali essa rivolge la sua attenzione: la volontà, non l'intelletto, è sempre rivolta al bene come tale, e solo cémpito dell’ intelletto è dimostrare dove il bene sin nel caso singolo. Cfr. W. Kahl, Die Lekre rom Primat des Willene bei Augustinus, Dune Sootus und Descartes, 1886; H. Siebeck, Die Willenslehre bei Dune Scotus und seinen Nachfolgern, in « Zeitschr. £. Philos. u. philos. Krit. », volume 112, p. 179 segg. (v. indiriduazione, intollettualiemo, rolontariemo). Scotomi. Specie di allucinazione delle vista, per cui gli oggetti appsiono di color nero ο si vedono macchie nerastro immobili; è dovute all’alterasione di una parte più o meno estesa della retina, In altri casi, per alterazioni centrali, si ha il cosidetto scotoma scintillante (blindheadache degli inglesi); l’individno crede di vedere una specie di atmosfera in movimento circoscritta da lineo speszate © colorate, oppure una pioggia di scintille o figure simili a ruote infuocate, ο più spesso linee luminose a zig-zag, come oro splendonte e stendentesi a poco a poco alla linea mediana, che di rado oltrepassano. Cfr. Wundt, Grundsüge d. physiol, Peyohol., 1902, vol. II (v. illusione). Scozsismo. T. Soottischo Philosophie; I. Scottish Philoaophy; F. Philosophie écossaise. O filosofia scossese, 0 ancora filosofia del senso comune; scuola fondata nel settecento da Tommaso Reid, e continuata dal Ferguson, Dugal Steward, Tommaso Browe e William Hamilton (1788-1856). I concetti fondamentali di questa scuola si possono riassumere così: gli oggetti esterni ci sono dati da un suggerimento immediato sn cui si fonda la nostra certessa; codesto suggeri 1029  Scu-Sec mento è il senso comune, i cui principi sono accettati naturalmente e spontaneamente da tutti gli uomini; la filosofia e la scienza debbono procedere con metodo sperimentale, ο la prima si costituisce stadiando con l’introspezione le cause e le leggi dei fatti interni. Cfr. Mac Cosh, The soottish philosophy, 1875; E. Grimm, Zur Gesch. des Erkenntnisproblem von Bacon su Hume, 1890; G. L. Arrighi, L'equiroco fondamentale della filosofia scozsese, « Cultura filosofica », maggio 1913 (v. peroasionismo, concezioniemo). Scuola (la). Talora si designa con questo nome la filosofica scolastica, che viene anche indicata con l’ espressione filosofia della souola. Secondarie (qualità). T. Secunddren Qualitäten; I. Secundary qualities ; F. Qualités seoundaires. Le qualità primarie dei corpi sono quelle senza le quali i corpi non possono concepirsi, come la figura, la estensione, la resistenza. Le secondarie sono quelle che si possono sopprimere, senza sopprimere nello stesso tempo la nozione dei corpi, come il sapore, 1’ odore, il colore. Secondo il Locke, le qualità primarie appartengono ai corpi in sò, © di esse le nostre sensazioni costituiscono le copie fedeli; le secondarie sono invece relative, sono copie senza originali, poichè nei corpi nulla v'è di simile. Si dicono secondarie immediate se si riferiscono a noi, e tali sono tutte le qualità senbibili; secondarie mediate se si riferiscono tra loro, e tali sono le forze, ciod le relazioni che intercedono tra le qualità di un corpo e quelle di un altro. La distinzione fra le qualità primarie ο realmente esistenti e le secondarie o relative risale agli atomisti greci. Hamilton pose come intermediarie fra le qualità primarie e le secondarie un nuovo gruppo di qualità, ch’ egli denominò secondo-primarie; esse sono costituite dalle proprietà meccaniche delle cose, come la massa © la resistenza, e vengono conosciute sia immediatamente, come oggetti di percezione, sin mediatamente come cause di sensazioni. Cfr. Locke, Essay, 1879, IT, cap. 8, 48, 9, 10; Βκο-θκα  1030  Hamilton, Dissertations on Reid, 1863, vol. II, p. 845 seg. (v. qualità). Secundum quid. Termine degli scolastici, con cui designavano il senso particolare o il particolare rispetto secondo il quale un vocabolo è preso. La cosa considerata sotto un rispetto particolare rimane limitata e ristretta, quindi ciò che convieno a questa in quanto è così ristretta non conviene sempre alla cosa presa semplicemento ; molti sofiemi si fondano infatti su questo cangiamento di senso. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 1740. Segmentale (ieoria). La dottrina fondata nel 1827 da Moquin Tandon e Dugèt, secondo la quale gli animali risultano da una serie di aggregati morfologici complessi. zoomiti 0 metameri, ciascuno dei quali rappresenta e ripete in compendio l’organizzazione dell’ animale a cui appartiene. Essa ha assunto oggi importanza anche psicologica. per il fatto che si cerca di spiegare con essa i fenomeni di disgregazione della personalità, di sdoppiamento della coscienza, d’ipnosi sperimentale, nonchè i rapporti che normalmente interoedono in ogni individuo tra io sabeosciente ο subliminale © io cosciente o supraliminale. La dottrina segmontalo ha le sue basi nell’ anatomia ο nell’ombriologia: il sistema osseo © muscolare, il sistema nerveo © la cute dei vertebrati, presentano nei primi stadi di sviluppo ο in tutta la vita, in alcune parti o in tutto l'organismo, una divisione più o meno manifesta in segmenté simili disposti in serio lineare, Salendo In scala animale I’ unificazione dei vari segmenti, operata specialmente dal sistema nervoso, si va facondo sempre maggiore fino a raggiungere il suo massimo nell’uomo; ma anche in esso la centralizzazione dei segmenti da cni originariamente deriva l’encefalo, se quasi completa dal punto di vista anatomico, è imperfettissima dal punto di vista fisiologico, come è mostrato dalla moderna dottrina delle localizzazioni cerebrali. Questa incompleta coordinazione funzionale dei  1031  Ska segmenti che concorrono a formare la personalità unitaria, si rivela psicologicamente nei fenomeni sopra ricordati, e nelle incoerenze e irregolarità di condotta e di carattere proprie specialmente della prima gioventù, quando l’attività funzionale dell’ encefalo è ancora incompleta. Cfr. Max Dessoir, Das doppelt-Ich, 1896; Boris Sidis, Studios in montal dissociation, 1902; Luciani, Fisiologia dell’uomo, 1913, vol. IV. Segni locali. T. Lokalzeichen ; I. Local sign; F. Signes locaux. Lu dottrina con cui prima il Lotze, poi il Wundt cercarono di spiegare la localizzazione della sensazione v della percezione. Ogni percezione 0 sensazione è riferita a una certa parto del corpo, se tattile o interna, e a una certa parte del campo visuale se visiva. Perchè ciò avvenga, bisogna che ogni punto della pelle ο della retina abbia un carattere proprio, e si distingua qualitativamente da ogni altro punto. Ora, codesto carattere speciale, che dà alla sensazione il posto particolare e determinato che l’eccitazione viene a colpire, è quello che il Lotze chiama segno locale della sensazione. Esso non è altro che una sensazione secondaria, che accompagna la sensazione principale, e che varia col variare del punto toccato dalla eccitazione. In quanto al tatto, i segni locali sarebbero determinati, secondo il Lotze, dalla differenza di spessore © di tensione della pelle; per la vista consisterebbero nelle impulsioni motrici che variano secondo ogni punto, e che tendono a volgere l’occhio in modo che la eccitazione luminosa cada sulla fossa centrale. Cfr. Lotze, Mikrokormus, 1884, I, 332segg.; Id., Medicinische Psychologie, 1852, p. 296 segg.; Helmholtz, Physiol. Optik, 1886, p. 539 segg.; Wundt, Grundriss &. Peyoh., 1896, p. 129 segg. (v. atlante). Segregazione (teoria della). La teoria che Maurizio Wagner voleva sostituire a quella della selezione naturale, da lui ritenuta insufficiente a spiegare I’ origine delle forme organiche. Quando un gruppo di individui, che offrono fra loro certe particolari analogie fisiologiche ο morfologiche, SEL  1032  emigra dalla madre patria in altri pnesi, si forma da ουdesto gruppo una nuova specie con un processo di segregazione ο di isolamento naturale; ciò per le diverse coudizioni di vita ο per la necessità di riprodursi mediante unioni che sccentuano sempre più quelle date particolarità. Più che una teoria a sè, i biologi considerano questa del Wagnor come una integrazione della teoria darwiniana della selezione naturale. Cfr. M. Wagner, Die Entstehung d. Arlen durch räumlichen Sonderung, 1889 (v. atlante). Selezione. T. Auswahl, Selektion ; I. Seleotion; F. Sélection. Significa in generale scelta, in particolare il processo onde, nella lotta per 1) esistenza che gli organismi devono sostenere per la sproporzione completa fra il loro acerescimento e la misura del mezzo di nutrizione disponibile, sopravvivono quelli la cui variazione è rispetto ad essi favorevole, cioè conforme allo scopo. La selesione artificiale è la scelta con la quale gli agricoltori e gli allevatori perfezionano le razze vegetali e animali. Essa si fonda su due proprietà fondamentali degli organismi, la variabilità ο l'ereditarietà : fra gli individui di una specie alcuni presentano più degli altri la prevalenza di dati caratteri ; sciogliendo per la riproduzione soltanto questi individui, dopo un certo numero di generazioni, in base alla eredità che accumula € trasmette, si avranno prodotti in oni tali caratteri sono al massimo grado spiccati. Accanto alla artificiale, Darwin ha mostrato esistere anche una selezione naturale, determinata dalla « lotta per lu vita » che rappresenta nella natura cid che nella selezione artificiale è rappresentato dalla volontà deliberata dell’uomo: ogni organismo, sia animale cho, vegetale, deve lottare per raggiungere le necessarie condizioni di esistenza; in tale lotta sopravvivono e si riproducono soltanto gli individui più adatti, cosicchè nella serie delle generazioni si hanno individui che presentano progressivamente caratteri sempre più perfetti. Casi particolari della solezione naturale sono: In selezione aresale.  1033  SEM determinata dalla lotta fra i concorrenti per ottenere gli animali dell’ altro sesso; la selezione omooroma, che determina in molti animali la stessa colorazione dell’ ambiente in cui vivono; la selezione cellulare, data dalla lotta fra le cellule d’uno stesso individuo, per cui sopravvivono i tessuti ο gli organi più adatti. Il Weismann distingue la eelesione personale © la selezione di gruppo: la prima è il sopravvivere di individui forniti di caratteri d’ adattamento sufficienti a renderli capaci di sfaggire all’ eliminazione, la seconda il sopravvivere di gruppi animali in virtù di adattamenti risultanti da relazioni coordinate nel gruppo stesso. Il Weismann chiama selezione germinale il fatto che nella sostanza germinale i « determinanti » di certi caratteri assorbono nutrimento più rapidamente di quelli di altri caratteri e producono in tal modo discendenti più forti. Il Baldwin chiama selezione funzionale il processo con cui gli individui, mediante prove ripetute ed errori, giungono a compiere quei movimenti con eni possono ottenere utili risultati. Cfr. Darwin, Origin of species, 1859; Weismann, Das Keimplasma, eine newe Theorie der Vererbung, 1894 ; Baldwin, Developement and evolution, 1902; Plate Ludwig, Ueber die Bedeutung des darwinischen Belektionsprinzip, 1903; P. Jacoby, Études sur la selection, 2* ed. 1905. Semantica o Semasiologia. T. Semantik; I. Semantice ; F. Sémantique. Detta anche semiotica dal greco σῆμα = segno. È la dottrina del significato storico delle parole, la ricerca sistematica delle variazioni e dello sviluppo del senso dei vocaboli. Nella medicina semiotica ο semiologia è la scienza dei segni ο sintomi delle malattie. Locke usò la parola semiotica in un senso più largo, ciod quale scienza dell’uso © del significato delle parole © dei segni in generale. Con l’espressione concezione semiotica della conoscenza si indicano tutte le dottrine gnoseologiche, le quali non identificano la conoscenza con la realtà, nè la considerano come un’ arbitraria costruzione della mente, ma la rignardano come SEM  1034  un segno mentale rispetto a ciò che è posto como indipeudente dal soggetto conoscente, segno costituito di processi e forme logiche (concetti, giudizi) che si formano naturalmente ο in virtà dei quali la realtà diventa intelligibile; ver tale dottrina la conoscenza è dunque diversa da ciò cho semplicemente è, ma è connessa organicamente con la realtà, in quanto per opera sua la realtà stessa (che è conoscenza solo potenzialmente, civd attitudino ad essere cunosciuta) diventa di fatto conoscenza: in altre parole la realtà, pure non assorbendosi nella nostra rappresentazione mentale, pnd essere raggiunta solo attraverso tale rappresentazione e deve quindi possedere certe condizioni, lo quali, trovandosi in rapporto con la mente, dànno la conoscenza: «Il progressivo sviluppo della conoscenza, dice il De Sarlo, è determinato dal bisogno di fissare tutto ciò che vi ha di conforme alla ragione, o quindi di assimilabile da essa, mediante la traduzione in rapporti razionali della realtà, presa questa nel più largo senso... Trovare nella realtà ciò che la monte s'aspetta ed esige da essa, eoco il eémpito della scienza nel suo divenire. Il che però non vuol dire che lu scienza 8 misura che diviene più profonda e completa, non riconosca l’ impossibilità di risolvere la realtà nell’ intelligenza ο di cancellare ogni differenza tra conoscenza od obbietto, tra pensiero ed essere ». Cfr. Locke, Eway, 1877, 1. IV, cap. 21, $4; Trench, Study of words, 1888; Bréal, Essai de sémantique, 1901; Fries, System der Logik, 1837, p. 370; Do Sarlo, 1 problemi gnoseologioi nella filosofia contemporanea, « Cult. filosofica », novembre 1910. Semetipsismo. T. Solipsismus; F. Soliprism; F. Solipsieme. O psicomonismo, o anche solipsismo. E 1’ esageraziono dell’ idealismo: posto che il mondo esteriore non è altro che la rappresentazione stessa che è in noi, posto che l’esistenza dei corpi si riduce al loro essere perecpiti, se ne ricava la conseguenza che il soggetto pensanto non può affermare alcuna esistenza fuori della sua  1035  SEM osistenza personale, e che anche gli altri soggetti pensanti non esistono se non in quanto sono in lui rappresentati ο rappresentabili. II solipsista nega quindi non la sola materialità, me anche ogni personalità distinta dalla sua, ogni psichicità che non sia un fatto della sua coscienza. Lo Schopenhauer cita questa formula del solipsista: Hae omnes creaturae in totum ego sum, et praeter me one aliud non est, οἱ omnia ego creata foci. Il Bradley espone così la posizione del solipsismo : « Io non posso trascendero 1’ esperienza, 0 l’esperienza non può essero che la mia esperienza. Da ciò consegue che nulla esiste al di fuori del mio io, perchè ciò che è ospàrienza è stato del mio io >. Questa posizione è sostenuta oggi da alcuni seguaci della filosofia dell’ immanenza, od es. dallo Schubert-Soldern, il quale dico che guoseologicamente, non praticamente, il solipsiamo è inconfutabile: « Per la teoria della conoscenza il mondo non è altro che ciò cho è dato immediatamente nel complesso della coscienza (Berusstscinezusammenkang).... È vuota pretesa quella di andar oltro.... La coscienza è rilevabile soltanto per il contenuto; nulla è per sì, nè come cosa nè come proprieta,... cioè come la cosa atta ad avere coscienza di altre cose ». Kant adopera il vocabolo solipsismo in senso morale, per indicare l’egoismo pratico, 1’ amore esclusivo di sè stessi. Cfr. Schopenhauer, Parerg., 11,1,$13; Bradley, 4ppearance and reality, 1902, p. 248 ; Schubert-Soldern, Grundlagen d. Erkenntnistheorie, 1884, p. 64-67; Schuppe, £rkenntnistheoretische Logik, 1878, p. 63, 69; J. Potzoldt, Dax Weltproblem vom positivistischem Standpunkt aus, 1908, p. 98; Renouvier, Les dilemmer de la métaph., 1901, p. 210; VILLA (vedasi), L'idealiemo moderno; F. . δ. Schiller, Solipsism, « Mind », aprile 1909 (v. fenomenismo, idealismo). Semplice. Quosto vocabolo pud-csser preso in vari siIn primo luogo è adoperato por escludere In mol-, © in questo senso equivale ad unico; in serondo Ben  1036  luogo è preso per escludere 1’ estensione, ο in quosto senso equivale à inesteso; infine è adoprato per escludere la materialità, ο allora equivale a incorporeo ο spirituale. Quando si dice che l’anima è semplice, la parola è presa in tutti 9 tre questi significati. Nella logioa diconsi tali, per opposizione ai composti, quei giudizi i cui termini sono concetti, © che non possono quindi risolversi in altri giudizi. Cfr. Rosmini, Psicologia, 1846, vol. I, p. 212 sogg. Sensazione. T. Empfindung; I. Sensation; 1. Sensation. Nel suo significato preciso è il fatto psichico elementare. © consiste nella coscienza d’ una modificazione avvenuta nel proprio organismo in seguito ad una stimolazione interna o esterna, Perciò è stata generalmento concepita ¢ definita come passività; così per 8. Agostino è pasrio corporis por se ipsam non latens animam ; per Campanella passio per quam soimus quod est, quod agit in nos, quoniam similem sibi entitatem in nobis faoit; per Condillac l’anima « è passiva nel momento nel quale prova una sensazione, perchè la causa che Is produce è fuori di lei». Per Hobbes invece la sensazione è un’ imagine prodotta dalla reazione degli organi di senso contro una impressione dall’ esterno : Sensio est ab organi sensorti conatu ad extra qui generatur a conatu ab obiecto versus interna, eoque aliquandiu manente per reactionem factum phantasma. Per Kant è « una percezione che si riferisce solamente al soggetto come modificazione del suo stato ». Per il Bain è « una impressione mentale, un sentimento ο stato cosciente, risultente dall'azione di cose esterne su qualche parte del corpo, detta per tal ragione sensitiva ». Per il Sergi è « un fonomeno che si produce quando la forza psichica è provocata ad agire dalla forza esteriore della natura, in un modo che le è proprio, con una manifestazione comune e costante ». Per il Masci « uno stato di coscienza correlativo alla eccitazione di una fibra norvosa afferente prodotta da uno stimolo, ad esa esterno, anlla ana torminaziono, la quale eccitazione ai pro 1037  Sen paghi fino ai centri sensitivi della corteccia cerebrale ». Per il Wundt è « quello stato della nostra coscienza, che non può essere scomposto in parti più semplici »; perciò la sensazione purs è un’astrazione, ed è indefinibile come dice anche Mae Cosh: « la sensazione non è positivamente definibile; ciò dipende dal suo essere una semplice qualità, © dal non esservi nulla di più semplice in cui possa essere scomposta ». Di essa si può dire soltanto che è il primo fatto interno, conosciuto senza intermediari, accompagnato da imagini associate che lo localizzano, eccitato da un certo stato dei nervi ο dei centri nervosi, stato sconosciuto e che è ordinariamente provocato in noi dall’ urto degli oggetti esteriori. Alcune volte il vocabolo sensazione è usato per designare il fatto psichico in generale, ο quella qualsiasi modificazione dell’ io determinata da uno stimolo sia interno ed esterno che intercerebrale: in quest’ ultimo caso si usa anche I’ espressione di sensazione riprodotta ο imagine. Altre volte è preso in significato ristretto opponendolo @ percezione: in tal caso per sensazione si designa sia il fenomeno affettivo distinto dal fenomeno intellettuale, sia lo stato puramente soggettivo distinto dallo stato conoscitivo, in cui ciod si ha I’ esplicito riferimento del soggetto all'oggetto. Spesso si confondono le proprietà dell'oggetto (qualità sensibili) con le sensazioni che appartengono al soggetto: così coi vocaboli sapore, odore, suono si designa tanto una proprietà, più o meno conosciuta, dei corpi, delle particelle liquide ο volatili, delle vibrazioni aeree o luminose, quanto le specie ben note delle sensazioni che tali corpi, particelle e vibrazioni eccitano in noi. Non bisogna confondere, se non si vnol cadere in un grossolano materialismo, la sensazione col funzionamento dei nervi e dei centri nervosi che ne sono la condizione: il primo è un fatto psicologico, il secondo un fatto fisiologico, quello ci è noto immedistamente e completamente, questo è constatato indirettamente, incompletamente, e ancor oggi assai SEN  1038  pooo conosciuto. Diconsi sensazioni interne 0 della cita organioa quelle che ci avvertono di uno speciale mutamento dovuto alle condizioni interne dei nostri organi, indipendentemente da stimoli esteriori (fame, sete, fatica, nevralgia, eco.); sensazioni esterno ο periferiche ο obbiettire quelle che provengono da un organo situato alla periferia del corpo ο riflottono un cangiamento del mondo esteriore: sensazioni soggettice, quelle che provengono da un organe esterno di senso ma riflettono un mutamento avvenuto nelP organo stesso (scotomi, fosfeno, ecc.). Le sensazioni si distinguono anche in sensoriali © sensitive: le prime sono quelle che hanno sede nel capo, in organi speciali, connessi direttamente col cervello per mezzo di nervi afferenti di breve decorso; le seconde quelle che mancano di apparati terminali delimitati, ο i cui nervi conduttori si diffondono per il corpo, agli organi interni e alla superficie esterna. Dicosi sero della sensazione il minimo di eccitazione necessario a produrla; qualità della sensazione il contenuto della sensazione stessa, suono, sapore, eco., deter. minato dalla struttura dei diversi organi, e dalla qualità e intensità degli stimoli; quantità della sensazione l’intensità della sensazione stessa, dipendente dall’ intensità degli stimoli; tono o colorito della sensazione il grado di piacere ο di dolore che ncoompagna la sensazione. Cfr. 8. Agostino, De quant. animo, 25; Campanella, Universalis philos., 1638. 1, 1v, 1, 2; Condillac, Traité des sensations, 1886, I, cap. 11, $ 11; Hobbes, Lev., I, 1; Kant, Krit. d. r. Ῥ., ed. Kebrbach. 278; Bain, Mental science, 1884, p. 27; Sergi, La Ροψολοῖ. phyeiol., trad, franc. 1888, p. 17; Wandt, Grundries d. Payc.. 1896, p. 45; Μο Cosh, Exam. of S. Milde philosophy, 1866, p. 71; Mach, Analisi delle eensazioni, trad. it. 1903, cap. I: Höflding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 129 segg.; Ma. sci, Psicologia; Ardigò, Opere fil., I, 200 segg. III, 76 segg., V, 50 segg. (v. eooitasione, elementi prichici, Sacoltà, stimolo, peichioi fatti, ecc.).  1039  SEN Sensibile. T. Sensibel, Empfndlich; I. Sensible; F. Sensible, Quando è opposto a intelligibile designa tutto ciò che può divenire oggetto di percezione, vale a dire il mondo dei fenomeni; per opposizione a ciò che è oggetto dell’ intendimento puro, ossia il mondo delle idee e delle relazioni astratte. Gli scolastici distinguevano le speci sensibili e le speci intelligibili; la specie sensibile era distinta a sua volta in impressa ed espressa. Por specie impressa s’ intendeva Vimagind degli oggetti, che si forma per l’azione da essi esercitata sui sensi © per l’attività dei sensi stessi, cho aspirano al loro completo sviluppo; questa prima imagine, agendo sul senso interno, dà luogo a sna volta ad una 80conda imagine, espressa in qualche modo dalla prima e detta perciò espressa, ossia la sensaziono. A questo punto termina 1’ officio della sensibilità ο comincia quello dell’ intelletto : 1’ imagine sensibile è accolta infatti dall’ intelletto attivo, che la spoglia dalle sue condizioni materi ibuti fisici, e la trasmette quindi, divenuta ormai specio intelligibile, all’ intelletto passivo.  Gli scolastici distinguevano poi tre sorta di sensibili: i sensibili comuni, fonomeni che possono essere percepiti con diversi sensi, come il movimento e la figura; i sensibili propri, che non possono essere percepiti che da un solo senso, come il suono, il sapore, il colore; i sensibili per accidente, che sono sensazioni risvegliate per mezzo di altre sensazioni. Cfr. A. Stöckl, Geschichte der Phil. des Mittelalters, 1864-66; S. Tommaso, Sum. phil., I, qu. 46, 85, 2; Id., Contra gent., I, 46; Duns Scoto, Quaent. de rer. prine., 14, 3; Goclenio, Lex. phil., 1613, p. 1068 segg. Sensibilità. T. Empfindlichkeit, Sensibilität; I. Sensibility; F. Sensibilité, Nel suo significato più generale designa In facoltà di sentire, ciod di avvertire le modificazioni che avvengono nel proprio organismo. Sotto questo rispetto è dunque sinonimo di coscienza (nel suo significato più largo) ο ad essa pure si connettono le questioni che ne riguardano l’origine, lo sviluppo ο l'estensione: secondo alcuni à In Sen  1040  proprietà essenziale di ogni organismo, riconducendosi alla irritabilità per cui la materia organica è capace di ricevere le eccitazioni e di rispondervi con una reazione; secondo altri è una manifestazione dell’ anima o spirito; per altri ancora è una proprietà generale dell’ essere o della materia. Altre volte per sensibilità si intende: 1° la facoltà di provare piacere o dolore, e in questo senso equivale ad afJettività, si oppone a intelligenza © a volontà; 2° la facoltà non solo di sentire, ma anche di percepire, di discriminare, di distinguere; 3° l'insieme di fenomeni complessi, che contengono elementi intellettuali, come lo tendenze, le passioni, gli appetiti. Dicesi sensibilità generale 1’ insieme delle sensazioni interne ο della vita organica, © sensibilità ape ciale le sensazioni periferiche; tuttavia molte volte per sensibilità generale o cenestesi si intende l'insieme delle sensazioni così interne come esterne. Si suol anche distinguere la sensibilità superficiale ο cutanea dalla sensibilità profonda o dei muscoli © tessuti interni; che queste due forme di sensibilità siano tra loro distinte, e, in un certo grado, indipendenti, sarebbe dimostrato dal fatto che in alcuni casi patologici la prina è completamente abolita mentre la seconda è conservata, e da altri casi nei quali la sensibilità tattile e dolorifica della cute permane mentre scompare quella dei tessuti profondi. Cfr. Wundt, Grundstigo d,' physiol. Paychol., 8" ed., vol. I, p. 341; Beaunis, Les sensations internes, 1889 (v. coscienza, senso, volontà, meccanismo, ilosoismo, ecc.). Sensilli. Con questo nome vengono designati da alcuni fisiologi gli organi specifici di senso, detti da altri esteti ο esteteri, Sensismo. T. Sensualismus ; I. Sensationalism, Sonsualiem: F. Sensualieme. Non dovrebbe mai confondersi nd col semsazionismo 0 sensazionalismo, nd col sensualismo. È sensismo ogni indirizzo gnosoologico e filosofico che spiega colla sola vansazione i fenomeni della intelligenza umana, ο fuori  1041  SEN della sensazione non riconosce altra fonte delle nostre conoscenze. Il sensazionismo è una dottrina metafisica, che fa della sensazione 1’ elemento costitutivo non solo della realtà psichica ma anche della realtà fisica; il mondo è per esso un insieme di sensazioni, che stanno fra loro in determinati rapporti, cosicchè non le sensazioni sono simVoli delle cose, ma al contrario le cose sono un simbolo mentale per un complesso di sensazioni, le quali hanno solo una stabilità relativa: i vari elementi di cui la realtà è costituita non sono dunque gli oggetti, i corpi, le s0stanze, bensì i colori, i suoni, le pressioni, gli spazi, le durate (Mach, Petzoldt, Avenarius). Per sensualismo 8’ intende invece, nella lingua italiana sia comune sia filosofica, ogni indirizzo edonistico della morale, ogni dottrina che identifica il bene col piacere sensibile. Il sensismo si oppone al nativiemo ο innatiemo, che considera alcune idee fondamentali (ad es. di spazio, di tempo, di infinito, eco.) come anteriori ad ogni esperienza sensibile, e al razionalismo, che considera i principî supremi di ragione (ad es. quelli di causa, di sostanza, di identità, di ragione sufficiente, eco.) come irreducibili all'esperienza. Il sensismo si distingue dall’ empirismo, col quale è spesso confuso, in quanto questo fa derivare tutte le nostre cognizioni da due sorgenti, e cioò dall’esperienza esterna, ossia dalla sensazione, e dall’esperienza interna, ossia dalla riflessione; e dal materialismo, che consiste nel negare l’esistenza dell’ anima come sostanza spirituale, mentre nel sensismo questa negazione non è necessaria, Uno dei massimi rappresentanti del sensismo puro fu il Condillao, il quale pure ammettendo l'esistenza di Dio e Vimmortalita dell’anims, fa derivare dalla elaborazione meccanica delle sensazioni tutte le attività dello spirito, che egli riduco a due ordini: intellettive, cioè attenzione, memoria, giudizio, raziocinio, e affettite, cioè il desiderio, le passioni e la volontà. Ma il sensismo è dottrina molto antica ο risale alla stessa origine della filosofia. Tutti i filosofi greci del pe66  RanzoLI, Dizion. di sotenze filosofiche, SEN  1042  riodo cosmologico sono sensisti. Malgrado la differenza da essi posta tra l’esperienza sensibile e la riflessione, tra la verità © l’opinione (δόξα), non ammettono che una sola porta dalla quale il sapere penetra nell’ uomo: la porta dei sensi: « Eraclito non sa indicaroi, dice Windelband, una differenza psicologica tra percepire e pensare, così recisamente in antitesi nei loro valori gnoseologici ; e tanto meno Parmenide... Ancor più esplicitamente, Empedocle dichiara che pensare 9 percepire sono la stessa cosa; che il cambiamento del pensiero è dipendente da quello del corpo; e considera la miscela del sangue come quella, che determina la capacità intellettuale dell’uomo. Entrambi non esitarono a render più evidente questa concezione mediante ipotesi fisiologiche. Parmenide, nella sua tisica ipotetica, insegnò che l’uguale vien percepito da per tutto mediante l’uguale, ed Empedocle sviluppò il pensiero che ogni elemento nel nostro corpo percepisce 1’ elemento uguale nel mondo esteriore... Questi razionalisti metafisici rappresentano tutti, nella loro psicologia, un grossolano senewaliemo ». In seguito il sensismo ricompare con Protagora, per il quale l’anima non è nalla fuorchè sensazione; con gli Stoici, che considerano la coscienza come una tabula rasa che il senso riempie dei suoi caratteri; con gli Epicurei, che fanno originare la conoscenza unicamente dalle sensazioni; con Campanella, per il quale omnes seneus simul causant totius rei cognitionem ; con Bacone, Hobbes, Montaigne, che sostengono pure l’origine sensibile d’ ogni stato ο fatto della 00scienza. « La sensazione è il principio della conoscenza, dice Hobbes, e ogni specie di sapere ne deriva. La sensane stessa non è altra cosa che un movimento ‘di certe parti che esistono all’interno dell’ essere senziente, © queste parti sono quelle degli organi col cui aiuto noi sentiamo. La memoria consiste nel sentire ciò che si è sentito. Quanto alla imaginasione, essa è la sensazione continuata, Sevolita ». Nel pensiero contemporaneo il sensismo  1043  SEN ha un geniale rappresentante in Roberto Ardigò, che alla sensazione riconduce così le formazioni psicologiche come i ritmi logici © le idealità morali. Cfr. Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, I, p. 79-81, 112, 257 sogg.; Campanella, Univ. phil., 1638, I, 194; Bacone, Nov. Org., 1, 41; Hobbes, Human καὶ., cap. X, $ 3; Locke, Essay, 1858, II, osp. I, $ 2 segg.; Condillac, Extrait raie. ed. par Lyon, 1886, p. 35-10 (v. idea, empiriooritiolemo, esperienza, nativiemo, ragione). Sensitivo. T. Empfindlich ; I. Sensitive; F. Soneitif. Cid che appartiene alla sensibilità generale; non va confuso con sensoriale, che designa tutto ciò che appartiene alla sensibilità speciale; si oppone spesso a motore, che è tutto ciò che riguardala fanzione centrifuga o efferente dei nervi. Nella classificazione dei caratteri, diconsi sensitivi ο emotivi quelli nei quali predomina la sensibilità, 1’ impressionabilità, simili a stromenti in perpetua vibrazione; gli individui sensitivi vivono sempre interiormente, sono portati a provare maggior dolore per una lieve contrarietà che piacere per una gran fortuna, e sono quindi nativamente in 1 pessim sino. Diconsi fibre sensitive, quelle fibre nervose che conducono le impressioni dalla periferia al centro; radioi sensitive, le radici posteriori dei nervi rachidei ; fasoio sensitiro, quel cordone hianco del midollo spinale che #’ interna nell’ encefalo superiore, e stendendosi nella corona raggiante giunge fino alla sostanza grigia degli emisferi cerebrali. Cfr. N. R. D’Alfonso, La dottrina dei temperamenti nell'antichità ο ci mostri giorni, 1904 (v. cenestesi). Il SENSO è la facoltà di provare uno certa classe di sensazioni. Si distinguò perciò dalla sensibilità, che è, in generale, la facoltà di sentire; alcune volte però è usato in luogo di sensibilità ed opposto ad intelligenza, E si distingue anche dalla sensazione che è il fatto particolare di cui il senso è la facoltà. Faoultas sentiendi sive sensus, dice Wolff, est facultas percipiendi obieota externa mutationem organis sensoriis qua talibus induoentia, convenienter mutations in organo faotac. Più brevemente Krug lo definisce la facoltà della rappresentazione immediata; Hegel « il più semplice sistema della corporeità specificata »; H. Ritter « la facoltà di accogliere degli stimoli ». Si soglion chiamare specifici i cinque sensi esterni della vista, dell’ udito, del gusto, dell’ odorato, e del tatto. Quest’ ultimo vien anche designato con 1’ espressione di senso generale, perchè è il più esteso sia nell’individuo, di cui occupa tutta la superficie del corpo, sia nella specie, nella quale appare anche nei più infimi gradini; ο con l'espressione di senso intellettuale, perchè esso ci fornisce, associandosi al senso muscolare e visivo, le nozioni intellettuali di figura, volume, estensione, distanza, 900. Il senso visivo ed auditivo vengono anche detti sensi estetici, perchè le armonie dei colori e dei suoni ci procurano i godimenti estetici più intensi 6 completi. I sensi specifici furono anche distinti in mecognici e chimici, a seconda che lo stimolo agisce come semplice movimento, oppure si trasforma mediante un'azione chimica; sono meccanici l’udito e il tatto, chimici la vista, l'olfatto ο il gusto. Con l’ espressione sesto senso, alcuni psicologi designano talvolta il senso della direzione, ο il senso vitale, o quello muscolare, essendo ciascuno considerato come aggiunto alla classificazione tradizionale dei cinque sensi specifici.  La parola senso si usa anche in luogo di significato, di accezione d’ un vocabolo ο d’una proposizione, © si suol distinguere in senso assoInto, quando è preso semplicemente, relatito quando la cosa significata si considera sotto un rispetto particolare, collettivo quando si riferisce ad un insieme di cose o di individui, distributivo quando si riferisce a ciascuna delle parti d’un tutto, diviso quando si riferisce ad un dato soggetto mediante qualche sua qualità o relazione, composto quando la qualità o relazione con cui si denomina la cosa entra essa stessa a formare il soggetto della proposizione. Perciò  1045  SEN i logici dicono sofismi del senso diviso quelle fallacie di ragionamento, che si fondano sopra una proposizione la quale, presa in quel senso, è falsa, e soflsmi del senso composto quelli che si fondano sopra una proposizione che è falsa presa in quel senso, Nel linguaggio scolastico si distinguono tre significati dell’ affermazione: in sensu formali, quando si assevera ciò che entra nel concetto e nella definizione del soggetto, di cui si assevera, ad es.: la giustizia è virtà in Dio con cui punisce la colpa e premia il merito; in sensu pure reali 0 in sensu identico οἱ materiali, se si afferma quel predicato che è identico col soggetto, ma non è del concetto detinitivo di esso, e non è predicato quale aggettivo di quel concetto, ad es.: la giustizia di Dio è misericordia; in sonen denominativo, quando si affermano quelle cose che non appartengono al concetto definitivo dell’ essenza metafisica del soggetto, ma ne sono proprietà accidentali ο secondarie. Cfr. Cr. Wolff, Peychologia empirica, 1738, $ 67; Krug, Fundamentalphilosophie, 1818, p. 166; H. Ritter, System d. Logik, 1856, vol. I, p. 181; Hegel, Encykl. im Grundrisse, 1870, $ 401 (v. atercognoatico, cinestesiche). Senso comune. Gr. Κοινὴ αἴσθησις; Lat. Sensus communis; T. Gemeineinn : I. Common sense; F. Sono commun. Si può definire come il consenso di quasi tutti gli uomini in un insieme di credenze praticamento invincibili. Tuttavia il valore di questa espressione varid assai nella storia della filosofia. Secondo la dottrina aristotelica, nell’ interno dell’uomo v’ha qualche cosa che giudica delle sensazioni, ο questo si chiama senso comune, perchò non può giudicarne se egli da solo non sente ciò che sentono tutti gli altri sensi; anche il senso particolare sente e giudica, ma soltanto nella sfera delle cose sensibili che da Ini possono essere percepite, ο perciò seneus proprius participat aliquid de virtute sensus communis. Per Cicerone il consenso comune à il criterio della verità, in omni re consensus generis humani pro ceritate habenda est. Avicenna definisce il senso comune come Sen  1046  quella capacità quae omnia sensu porcepta rocipit et (prope corum formas) patitur, qua in ipea copulantur. Per il Descartes è sinonimo di buon senso e di ragione, vale a dire di quella facoltà di ben ragionare che tutti gli uomini posseggono, almeno virtualmente; egli lo definisce anche come potentia ® imaginatrice cognoscere. Per il Vico invece è la stessa cosa di Provvidenza, la cui azione, che egli fa intervenire tanto spesso nella sua Scienza nuova, consiste « nel fare delle passioni degli uomini, tutti attenti alle loro private utilità, per le quali viverebbero da fiere bestie dentro le solitudini, gli ordini civili per li quali vivono in umane società». Anoor più grande è il valore dato al senso comune da Tommaso Reid e dalla scuola scozzese. Infatti, secondo il Reid, la nostra certezza nella realtà del mondo esteriore non ci è data nd da un ragionamento, nd da una inferenza, nd da una abitudine, ma da un suggerimento interno, immediato, elargito a tutti gli uomini da Dio, suggerimento che costituisce il senso comune (common sense), innanzi alla cui autorità debbono inchinarsi tanto il filosofo che lo soienziato. I principi suggeriti dal senso comune, secondo gli scozzesi, sono molti, sia grammaticali che logici, matematici, morali, metafisici; di essi non è possibile’ cercare il fondamento logico, ma si debbono accettare tal quali; la stessa filosofia non consiste che nello scoprirli e porli a fondamento delle nostre conoscenze. I principi metafisici, più importanti di tutti, sono tre: 1° ogni qualità corporea ha per sostanza un corpo, ogni penaiero uno spirito; 2° ciò che comincia ad esistere deve avere una causa; 3° dove si mostrano segni d'intelligenza nelle operazioni, la causa deve essere non meccanica ma intelligente. Si comprende da ciò come per il Reid « la filosofia non ha altre radici che i principi del senso comune; da essi germoglia, da essi trae il suo nutrimento. Staccata da queste radici, i suoi pregi avvizziscono, i suoi succhi si asciugano, essa muore e marcisce ». Molti altri filosofi, fra cui il Cousin,  1047  SEN il Collard, ece., cercarono poi di far rivivere la filosofia del senso comane. Secondo il Galluppi, l’esistenza del senso comune è incontrastabile, ma esso non è altro che la logioa naturale, ossia la disposizione naturale dello 8 umano a dirigere le operazioni delle facoltà di conoscere conformemente a certe leggi costanti; ma non bisogna perciò confondere il fatto che tntti gli uomini convengano su alcune verità, con l’altro, che l'ammissione di tali verità non abbia altro motivo legittimo che il consenso comune, laddove, in realtà, tale ammissione avviene per motivi personali, perchè tutti i mezzi di conoscere ci sono personali : così ogni uomo crede nell’ esistenza dei corpi perchè i suoi sensi particolari gliela attestano, e crede alla propria identità personale perchè ha fidncia nella veracità della propria memoria; di più, se vi sono delle verità generalmente ammexse, non si può dire che tutte le proposizioni generalmente ammesse siano verità, e tutta la storia del pensiero umano dimostra anzi che vi sono dei giudizi falsi universalmente ricevuti. L’Ardigd nega ogni valore al senso comune, dimostrando come esso sia un fatto di mera suggestione la quale può anche avere a fondamento il falso -che ciascuno subisce fino dall’ infanzia dall'ambiente ove nasce, e alla quale difticilmente uno può sottrarsi; trovando tali idee e credenze già fatte all’età della riflessione, familiari, spontanee, consentanee fra loro e nelle applicazioni loro ai casi particolari di ogni momento, ciascuno le crede il naturale portato del senso comune, errando in tal modo come chi credesse che una montagna sia stata fatta addirittura come si vede. La storia del pensiero umano mostra infatti come le credenze tradizionali si siano venute successivamente formando ed accumulando, e di quali errori esse siano imbevute. Cfr. Aristotele, De an., III, 1,4258, 15; Cartesio, Mod., II; Reid, Words ed. by Hamilton, 1863, p. 101 segg.; Galluppi, Lezioni di logica e metafisica, 1854, I, p. 222 segg.; Ardigò, Op. fil., IV, 375 segg.; F. Harrison, The philosophy of common renne, 1907. SEN  1048  Senso fondamentale. O sentimento fondamentale, è chiamata dal Rosmini la coscienza primitiva © perenne che l’anima ha del corpo e dei suoi organi, nello stato in cui essi si trovano, Codesto sentimento fondamentale corporeo è essenzialmente «no per ciascun uomo, essendo uno il principio senziente, che con un solo atto sente contemporaneamente tutto il termine corporeo 8 sò unito; universale, in quanto comprende tutte le parti del corpo; piacevole, come quello che è conforme alla natura umana; immoto © infigurato, in quanto così il moto come la figura sono relazioni esistenti solo tra le parti esterne del corpo; uniforme, in quanto è il fondo omogeneo e indistinto sul quale spiccano i sentimenti particolari, che seguono all’ azione degli stimoli. La vita corporea à per I’ uomo non altro che l’incessante produzione del sentimento fondamentale corporeo. Cfr. Rosmini, Psicologia, 1846, vol. I, p. 136 segg., vol. II, p. 69 segg.; Id., Nuovo saggio, 1880, sez. V, par. V, ο, III segg. Senso intimo. Lat. Sensus intimus, interior; T. Innerer Sinn; I. Internal senso; F. Sons intime. O sentimento intimo, in opposizione a senso esterno, è chiamata da alcuni paicologi la coscienza, che ci dà la conoscenza immediata di noi stessi, © di ciò che in noi stessi avviene: « Sensus intimns est perceptio qua mens de praesenti suo stato admonetur. Dicitur etiam conscientia, quia per sensum intimum anima praceentis affootionis, verbi gratia, doloris, sibi consoia est ». Perd il valore di questa espressione ha variato nel linguaggio filosofico. Così per Cartesio non v’ha un solo senso interno, ma molti: Nempe nervi, qui ad ventrioulum, assophagum, faucee, aliasque interiores partes, explendis naturalibus desidertis destinatus, protenduntur, faciunt unum ex sonsibus internis, qui appelitus naturalis vocatur; nervuli vero, qui ad cor οἱ prascordia, quamcis perezigui sint, faciunt alium sonsum internum, in quo consistunt omnes animi commotiones. Il Locke, con la sua distinzione tra sensazione e riflessione, dà un nuovo aspetto  1049  SEN alla teoria del senso interno, il quale è per Ini « la conoscenza che la mente soquists delle sue proprie operazioni », e, in quanto tale, dà origine in noi a delle rappresentazioni determinate, cosicchè a ragione può essere chiamato senso per analogia con quello esterno. Analogo valore dà all’ espressione G. E. Schulze, il quale osserva che « alla coscienza degli stati interni si dà il nome di senso, perchè noi ci sentiamo obbligati a conoscere gli oggetti di esso, cos come a sentire gli oggetti del senso esterno ». Per il Galluppi esso consiste tanto nel sentimento involontario dell’ io, quanto nella riflessione volontaria sull’io: esso ci dà la verità primitiva indimostrabile io penso, ciod io sono esistente allo stato di pensiero, principio d’ evidenza immediata e perciò mdimostrabile: « L’ evidenza immediata consiste nella percezione chiara della convenienza o ripugnanza delle nostre idee fra di esse. Ora, il solo senso intimo può assicurarci di questa percezione immediata, perciò tutti gli assiomi, i quali non sono che proposizioni necessarie evidenti per sò stesse, hanno per motivo immediato 1’ evidenza immediata, per motivo mediato ed ultimo il senso intimo ». Cfr. Cartesio, Prino. phil., IV, 190; Locke, Ees., II, cap. 1, $ 4; G. E. Schulze, Psychische Anthropologie, 1819, p. 114 segg.; Galluppi, Lezioni di logioa ο metafisica, 1854, vol. I, P. 84 segg. (v. autocoscienza, cenestesi). Senso logico. Il Romagnosi, modificando il sensismo condillachiano, denomina così quella funzione subbiettiva per cui siamo operatori del fenomeno; esso è distinto dall’attenzione e dal giudizio, e anteriore alla coscienza stessa, nella quale noi siamo soltanto contemplatori del fenomeno. Al senso logico il Romagnosi attribuisce quella doppia fanzione differenziale e integrale, in cui lo Spencer, venuto poi, ripone il processo dell’intelligenza. Cfr. Romagnosi, Pedute fond. sull’arto logica, § 600 segg. Senso morale. T. Sittliches Gefühl; I. Moral sens; F. Sens moral. Questa espressione non ebbe mai un significato BEN  1050  preciso, se non nella scuola dei moralisti inglesi, capitanata dal terzo conte di Shaftesbury. Secondo questo filosofo il senso morale è V insieme di quegli affetti riflessi, per mezzo di cui si apprende il giusto e l’onesto ; esso è nativo nell’individuo, è di natura principalmente émozionale nella sua forma spontanes, ma, poichè esso ammette una costante educazione e uno sviluppo, l’elemento razionale ο riflessivo diviene in esso gradualmente prominente. « Così, per mezzo di questo senso riflesso, sorge un’ altra specie di affesioni rispetto alle vere affezioni, che sono già state sentite, e sono ora divenute il soggetto di un nuovo aggradimento o avversione ». L’ Hutcheson, che appartenne pure a questa scuola, esagerò la dottrina del maestro attribuendo al senso morale non più un’ energia riflessa, ma specifica, e togliendogli quell’ elemento attivo, il risentimento, per cui si distingueva dal senso estetico: « Mediante un senso superiore, che io chiamo morale, noi proviamo piacere nella contemplazione di tali azioni negli altri (azioni buone), e siamo determinati ad amare chi le ha cumpiute (e molto più proviamo piacere nell’ esser consapevoli d’aver compiuto noi quelle azioni) senza alcuna mira di ulteriore naturale vantaggio da esso ». Cfr. Shaftesbury, Inguiry conc. virtue, 1. I, parte I, $ 9; Hutcheson, Inquiry into the orig. of our ideas of beauty and virtue, , p. 106, 124; T. Fowler, Shaftesbury and Hutcheson, 1882 (v. sentimentalismo, intellettualismo, volontarismo). Bensoriale.T. Sensorisch; I. Sensory; F. Sensoriel, Soneitif. Tutto ciò che appartiene alla sensibilità speciale, ciod visiva, tattile, olfattiva, ecc. ; si distingue da sensibile, che è ciò che appartiene alla sensibilità generale. Il vocabolo sensorio è usato alcune volte per designare un organo specifico di senso. Sensorium commune. O semplicemente sensorium. Tale espressione fu già usata da Aristotele per l’organo nel quale si riuniscono i dati di tutti gli altri sensi specifici. Più tardi fu estesa a designare la sede non solo del  1051  SEN senso comune, ma dell'anima intera. Tale sede, che per gli antichi era il cuore, per i moderni è il cervello, e più precisamente la corteccia grigia del cervello. Però fra gli psicologi e fisiologi contemporanei, alcuni, col Vulpiav, intendono per sensorium commune i centri cerebrali della sensibilità comune, altri invece, col Mandsley, i centri comuni della sensibilità, quali i talami ottici, i tubercoli quadrigemini, i bulbi olfattivi, ecc. Cfr. Darwin, Expression of emotions, 1890, p. 69; Bastian, Le cerveau drgane de la pensée; Wundt, Physiol. Psyohol., 4° ed., I, p. 213 segg. (v. senso comune). Senso spirituale. T. Geistiger Sinn; I. Spiritual sense: F. Sens spirituel. In generale, l’operazione con cui l’anima, secondo alcuni filosofi, percepisce immediatamente la verità spirituale. Anche il Rosmini usa questa espressione per indicare |’ immediata intuizione che fa |’ intelletto della verità. Esso differisce dal senso corporeo perchè non ha, come questo, dei termini somatici determinati e reali; ma ha un termine spirituale e perfettamente indeterminato ; e si dice tuttavia senso, in quanto lo spirito intuisce con esso immediatamente l’essere, allo stesso modo come ogni altro senso riceve l'impressione del sensibile. Cfr. Rosmini, Nuovo saggio, sez. V, p. V, ο, 111 segg.; Psicologia, 1846-48, I, p. 136 sogg., II, p. 69 segg. (v. senso intimo, autocoscienza). Sensualismo. Τ. Sensualismus; I. Sensualiem; F. Sensualisme. Non si dovrebbe mai, imitando i francesi, usarlo in luogo di sensismo, che è la dottrina gnoseologica che pone la sensazione come unica fonte delle nostre conoscenze, mentre nella lingua nostra il sensualismo designa piuttosto una tendenza pratica o una dottrina morale, che consiste nel considerare il piacere fisico come l’unico scopo della vita, come il solo criterio del bene e del male. Sentimentalismo. Nella filosofia morale designa quella dottrina che attribuisce al sentimento morale la suprema efficacia nell'attività etica dell'uomo; si oppone all’intelSEN  1052  lettualismo, che tale officio riconosce invece alla intelligenza. L’uno e l’altro indirizzo si svolsero specialmente in Inghilterra, dalla seconda metà del secolo diciottesimo fino alla prima del diciannovesimo, I prineipali rappresentanti del sentimentalismo furono David Hume, Adamo Smith e David Hartley. Nella psicologia per sontimontalismo, in opposizione a intellettualismo e volontarismo, si intende la dottrina che considera il sentimento come l’attività più primifiva della coscienza, dalla quale si svolgono tutte le altre. Tale dottrina, sostenuta dal Barrat e dal} Horwiez, sembra essere confermata dal fatto che, fino ad un periodo avanzato dell'infanzia, l’uomo è interamente dominato dai sentimenti di piacere e di dolore, determinati specialmente dalle sensazioni organiche. Nella filosofia della religione il sentimentalismo è l’ indirizzo che, opponendosi al razionalismo, fa originare la religione da una facoltà distinta, il sentimento, collocandola così in una sfera dello spirito diversa dalla intellettuale, autonoma, irraggiungibile ai metodi ο ai processi del pensiero rasiocinativö. Questo indirizzo, che riappare oggi nel modernismo cattolico e nella psicologia prammatista, ebbe già per rappresentanti il Pascal © il Rousseau, che, sia pure con metodi e intenti diversi, sostennero la sovranità delle ragioni del cuore, l'autonomia della fede, l’originsrietà del sentimento ο la sua indipendenza dalla ragione; ma il vero dialettico © teologo del sentimentalismo religioso fa lo Schleiermacher. Egli sostenne che l’idea di Dio è fuori d'ogni possibile conoscenza, perchd efagge così alla forma del concetto come a quella del giudizio; Dio non è dato a noi che nel sentimento, ossia nell’ immediate autocoscienza; il sentimento è infatti una modificazione dell’ io, dovuta all’azione di un oggetto esterno sulla nostra coscienza, ed esprime perciò una dipendenza; la religione è appunto il sentimento della nostra assoluta dipendenza da Dio, 0, che è lo stesso, la coscienza di noi stessi come  1053  Sex essenti in rapporto con Dio. Cfr. Schleiermacher, Dialektik, 1903, p216 segg.; C. Ranzoli, L’ agnosticiemo nella fil. religiosa, 1912, p. 228 segg.; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, II, p. 203 segg. (v. fidoismo, religione, sentimento). Sentimento. T.Gefükl; I. Sentiment, Feeling; F. Sentiment. Uno dei termini filosofici di significato più vasto e più vario. Per lungo tempo fu sinonimo di sensazione, cosicchè il Descartes classificava fra i sentimenti la luce, il calore, il suono, l'odore, 909. Oggi si adopera per designare sia una tendenza, accostandolo per tal modo all’appetito e al desiderio; sia un qualanque stato affettivo, comprendendo in esso tanto i diversi stati semplici di piacere e di dolore, quanto le emozioni e le passioni: sia infine una conoscenza oscura la quale tuttavia ci dà la credenza e la certezza, In quest’ ultimo significato il dominio del sentimento viene non solo distinto, ma anche opposto a quello dell’ intelligenza © della ragione; ciò che questa distrugge (credenze morali e religiose) quello può ricostruire su basi incrollabili. Ma il significato più diffuso della parola sentimento, e il più usato nella psicologia, è quello che si riferisce si diversi stati di piacere ο di dolore, ο agli stati misti di piacere ο di dolore, che #’acoompagnano alle operazioni così semplici come complesse della nostra coscienza. Così il Jodl lo definisce come « un eccitamento psichico, nel quale il valore di una mutazione nelle condizioni dell’ organismo vivente o nello stato della coscienza, per il vantaggio ο il danno del soggetto viene immediatamente percepito come piacere o come dolore ». Per I’ Ebbinghaus la caratteristica dei sentimenti sta « nel rapporto delle loro cause obbiettive col bene e col male dell’ organigmo e della vita psichica che l’anima ; mediante i sentimenti, le impressioni che ci orientano nel mondo esteriore ricevono una estimazione, che è necessaria affinchè la coscienza possa impiegare convenientemente le cose obBEN  1054  biettive nella lotta per la sua propria conservazione ». Per il Masci « il sentimento è una eccitazione psichica, nella quale il valore di un mutamento dello stato dell'organismo © della coscienza in rapporto al soggetto è avvertito immediatamente come piacere o come dolore ». Secondo tale accezione, il sentimento è un fatto che pare abbia le sue radioi nelle stesse proprietà elementari dell'organismo, rappresentando la specificazione ulteriore della proprietà fondamentale della sostanza vivente, detta irritabilità o anche sensibilità protoplasmatica 0 precosciente, la quale consiste nella reazione particolare dell’ organismo ad una eccitazione ricevuta. Appartiene dunque alla sensibilità, ma si distingue dalla sensazione in quanto questa viene riferita al non-io, quello invece all’io, apparendo come uno stato assolutamente soggettivo ; fra l'uno e l’altra esiste tuttavia una certa proporzionalità, poichè 00] crescere e diminuire delV intensità della sensazione, cresce e diminuisce anche I’ intensità del sentimento. Questo rapporto non è però costante, potendosi persino mutare ad un certo punto la qualità det sentimento stesso, © cio di piacere passare in dolore: in generale, infatti, le eccitazioni moderate determinano uno stato di piacere, mentre le eocitazioni che sorpassano il limite di adattamento dell’ individuo sono seguite dal dolore. Ciò rivela l’officio biologico ο protettivo del sentimento, il quale serve all’animale come guida della sua vita, come stimolo necessario a soddisfare adeguatamente i suoi bisogni, come indice dello stato normale o patologico dei suoi organi. Quindi, quantunque il sentimento sia relativo allo stimolo, alla sua durata © intensità, all'individuo ed al suo stato attuale ο precedente, segue tuttavia attraverso la specie una costante © regolare evoluzione, affinandosi e complicandosi col perfezionarsi ο complicarei degli organiami. Si sogliono distinguere, sebbene non da tutti i psicologi, i sentimenti fisici ο sensitivi dai morali ο ideali, e, tra questi ultimi, i sentimenti superiori : i ο. sociali, che variano col  1055  SEN variare delle forme di convivenza sociale, e che si esplicano nella società evoluta col sentimento morale, e quelli della simpatia, della solidarietà, della beneficienza; ο. intellettuali © logici, che variano, secondo il Wundt, a seconda che accompagnano gli atti semplici del pensiero, le concordanze o le contraddizioni, oppure gli atti complessi, la verità, l'errore, il dubbio, e si manifestano nel piacere della ricerca del vero, nella gioia della verità conquistata, nelle pene angosciose del dubbio, nella avversione all'errore: s. estetici, che sono costituiti dal piacere che desta il bello nelle sue molteplici forme, e, secondo alcuni, precedono il giudizio estetico, secondo altri lo seguono, secondo altri ancora αἱ presentano contemporaneamente ad esso; il e. della natura, che sorge dalla contemplazione del bello naturale, in quanto la natura esprime nel modo più grandioso le armonie della vita, del movimento e della materia, e i bisogni del cuore; #. religiosi, che variano col variare delle credenze religiose, ὁ sono esaltativi nell’individuo compreso ed ammirato dall’onnipotense e dalla grazia divina, depressivi quando la coscienza dell'individuo è colpita dalla paura della collera e della vendetta divina. Quanto all'origine e alla natura del sentimento, cui sopra accennammo, si può dire che soltanto la psicologia contemporanea se ne sia occupata : fino a quasi tutto il secolo diciottesimo, la psicologia fu dominata dal concetto che l'intelletto, la conoscenza, fosse la facoltà dominante dell’uomo, e sotto di essa erano collocate le altre facoltà considerate come inferiori © comprese sotto il nome di appetiti o facoltà desiderative, Le dottrine della psicologia contemporanea sulla natura del sentimento si possono ridurre a cinque: la più diffusa è quella che considera il sentimento come una funzione psichica avente origine autonoma, al pari della intelligenza ο del volere, dai quali è indipendente, pure avendo con essi strettissima relazione (Hòffding, Wundt, Sully, Baldwin, Külpe); secondo gli herbartiani il sentiSER  1056  mento à invece non una attività originaria della coscienza, me il risultato di un’azione scambievole delle rappresentazioni (Nablowsky, Volkmann, Drobisch); per i seguaci del materialismo psico-fisico il sentimento semplice è una qualità inerente alla sensazione (tono sentimentale) mentre i sentimenti complessi non sono che il risultato del combinarsi di sentimenti elementari, che accompagnano quelle sensazioni che contraddistinguono le emozioni (Münsterberg); secondo i sentimentalisti puri il sentimento è l’attività più primitiva della coscienza, dalla quale si svolgono poi tutte le altre (Barrat, Horwicr); infine, secondo la scuola detta somatica o fisiologica, il sentimento non sarebbe che la pura espressione delle funzioni organiche, scaturente dai processi fisiologici (Ribot, James, Lange). Cfr. Höffding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 293 segg.; Sully, Psychology, 2° ed. 1885, p. 687; Bain, Mental science, 1884, Ρ. 215-17; Külpe, Grund. d. Peychol., 1893, p. 236; Wundt, Grund. d. Paych., 1896, p. 34-43; Volkmann, Lehrbuch d. Peychol., 43 ed. 1894, vol. II, p. 302; Münsterberg, Aufgabe u. Meth. d. Peyohol., 1888; Horwicz, Peychol. Anal., 1872, II, 2, p. 1; Ardigò, Op. fil., V, 151 segg.; Masci, Peicologia, 1904, p. 114 segg.; Ebbinghaus, Peychologie, trad. frano. 1912, p. 114 segg.; W. James, Principles of payohol., 1890, cap. XXIV; Id., La théorie de l'émotion, trad. franc.; Lange, Les emotions, trad. franc. 1902; Ribot, La psychol. des sentiments, 1896; Id., La logique d. sent. 1904; Th. Lipps, Vom Fühlen, Wollen und Denken, 190: F. Rauh, De la méth. dans la payohol. d. sent., 1899; F. Paulhan, Les phenomends affootifs et les lois de leur apparition, 1887; L. Dumont, Il piacere e il dolore, trad. it. 1878 (v. piacere, dolore, neutri, sentimentalismo, senso fondamentale, senso spirituale). Sermonismo. T. Sermoniemus ; I. Sermoniem; F. Sermonisme. La dottrina di Abelardo, secondo la quale gli universalì non esistono che nel discorso (sermo). Mentre il  1057  Srr-Sro realismo affermava l’esistenza indipendente degli universali, ed il nominalismo non vedeva in essi se non denominazioni collettive, Abelardo sosteneva che, se non possono essere cose, non possono nemmeno essere semplici vocaboli; la parola (rox) come complesso fonico è già per sè qualche cosa di singolare, può avere significato generale solo essendo pronunciata, diventando ciod sermo. Una tale applicazione della parola non è però possibile se non mediante il pensiero concettuale (conceptus) che, dal confronto dei contenuti percettivi, prende ciò che per la sua natnra si adatta ad essere espresso (quod de pluribus natum eat praedicari). L’universale è dunque l’enunciazione concettuale (sermonismo) o il concetto stesso (conoettualismo). Cfr. Windelband, Storta della filosofia, trad. it. 1913, vol. I, p. 382 segg. Sfenoidale (angolo). È determinato da tre punti: il punto basilare, il punto nasale, corrispondente al centro della sutura fronto-nasale, il punto sfenoidale corrispondente al chiasma doi nervi ottici. Un tempo si credeva da molti scienziati, fra cui il Welckere ο il Vogt, che esso fosse molto importante per stabilire la misura della intelligenza, così da servir di base alla classifienziono della specie umana; oggi invece, pure non trascurandolo, gli si attribuisce dagli antropologi scarso valore. Cfr. C. Vogt, Mémoire sur les microcéphales, 1867; P. Topinard, Anthropologie, 1884, p. 300 segg. Sforso. T. Anstrengung; I. Effort; F. Effort. Sentimento intraducibile di tensione, che s’accompagna ad ogni forma di attività volontaria. Fra le sensazioni di movimento si sogliono distinguere quello puramente passive, d’origine periferica, derivanti dalla contrazione dei muscoli, ο quelle attive, detto di aforzo ο d’innerrazione, di origine centrale, derivanti dal grado di innervazione che comunichiamo ai muscoli per produrre una data contrazione. Occorre tuttavia distinguere lo sforzo positito, col quale si tende ad accrescere l'eccitazione o si dirigo l’attività nd un fine, 67  Ranzota, Dizion. di acienze filosofiche. Sro  1058  dallo sforzo negativo, che tende a diminuire 1’ eccitazione ed inibire un movimento o una tendenza. Si distingue ancora lo aforzo muscolare, di cui parlammo, dallo sforzo mentale, diretto a promuovere od inibire un’idea o una serie di idee, e dallo sforzo morale onde si attua I’ ideale etico contro la resistenza proveniente dal fondo del nostro io ο dall'esterno. Ad ogni modo lo sforzo, per il dispendio di energia che richiede, dà sempre un criterio di conoscenza del proprio valore, rivela il dinamismo dell’essere proprio. E se, per la legge della minor resistenza, lo sforzo che accompagna gli atti va diminuendo quanto più si ripetono, rimane pur sempre che, qualora essi debbano assumere una direzione nuova, lo sforzo è pur sempre necessario; 00sicchè esso è una condizione indispensabile di progresso. Secondo il Maine de Biran, il sentimento dello sforzo è il fatto primitivo della coscienza e da esso hanno origine le idee di causa ο di forza: « Noi troviamo impressa profondamente in noi la nozione di causa o di forza; ma il sentimento immediato della forza procede la nozione ed è lo stesso sentimento della nostra esistenza, da cui quello di attività è inseparabile. Poichè noi non ci possiamo conoscere come persone individuali, senza sentirei cause relative a certi effetti o movimenti prodotti nel corpo organico. La causa, o forza attualmente applicata a muovere il corpo, è una forza agente che noi chininiamo volontà. Ἡ me #'idontifica completamente con codesta forza agente. Ma l’esistenza della forza non è un fatto per il me che in quanto si esercita, ed essa non #’ esereita che in quanto si può applicare ad un termine resistente o inerte. La forza non è dunque determinata o attuata che nel rapporto col suo termine d’applicazione, come pure questo non è determinato come resistente ο inerte se non nel rapporto con la forza attuale che le muove ο tendo a imprimergli il movimento. 11 fatto di codesta tendenza è ciò che noi chiaminmo aforzo, 0 azione roluta, ο rolizione, e io dico che codesto sforzo è il vero fatto primitivo del senso intimo ». Il sentimento dello sforzo appartiene, secondo il Maine de Biran, al senso intimo, perchè si constata da sè stesso interiormente, senza uscire dal termine della sua applica zione immediata © senza ammettere alcun elemento estraneo all’inerzia stessa dei nostri organi; ed è anche il più semplice di tutti i rapporti, il solo veramente fisso, invariabile, sempre uguale a sò stesso, in quanto non ammette alcun elemento variabile straniero, è il risultato costante dell’azione d’una sola ο medesima forza spiegata da un solo e medesimo termine. Cfr. Sully, Outlines of peych., 2° ed. 1885, p. 109 segg.; Hòffding, Peyokologie, trad. franc. 1900, p. 150; Bastian, The brain as an organ of mind, 1884, Appendice p. 691; Delboef, Revue philos., t. XII, 1881; Maine de Biran, Ocurres indites, ed. Naville. (v. cinestesiche). Billogismo (συλλογισμός da συλλέγω--metto insieme). T. Syllogiomus ; I. Syllogiom ; F. Syllogieme. Consiste in un complesso di tre proposizioni, collegate tra loro in modo che dalle due prime, dette premesse, se ne ricava una terza, detta conseguenza o illazione. La parola sillogiemo trovasi già in Platone, ma nel semplice significato di ragionamento ; con Aristotele assunso il significato speciale che ha poi sempre conservato. Egli lo defini « un ragionamento nel quale, poste alcune cose, si conclude necessariamente qualche cosa di diverss, por ciò solo che quelle sono state poste ». Sembra tuttavia che la scuola Nyaya dell’ India, fondata da Gotama sei o setto secoli a, C., conoscesse già il ragionamento sillogistico. Le definizioni del sillogismo date dopo Aristotele concordano più o meno con la sua. Per Hobbes il sillogismo è oratio, quae oonatat tribus propositionibus, er quarum duabus sequitur tertia, como additio trium nominum ; per Cr. Wolff è una operatio mentin, qua ex duabus propositionibus terminem communem habentibus formatur tertia, combinando terminos in utraque diverSit    soe; per il Dühring « un rapporto di due concetti ad un terzo concetto »; per il Wundt « una relazione mentale mediante la quale da giudizi dati proviene un nuovo giudizio ». Il principio fondamentale su cui si basa il sillogismo fn determinato già da Aristotele, sia sotto il rapporto dell’estensione che della comprensione dei concetti. Sotto il primo ha avuto poi nella logica tradizionale la formula: quidquid de homnibus valet, valet etiam de quibuadam οἱ singulis ; quidquid de nullo valet, neo de quibusdam nec de singulis valet. Sotto il secondo fu poi formulato da Kant così: nota notae est nota rei, repugnans notae repugnat rei ipei. La prima formula è quantitativa, la seconda qualitativa; contro la prima il Bain obbiettd che essa, anzichè del sillogismo, è piuttosto la formula dell’ inferenza immediata per subalternazione; contro la seconda, che non determina l'estensione dell'identità che afferma. Il Bain propose questa nuova formula, che concilierebbe le due precedenti: « ciò che è detto della classe indefinita così com’ denotata per la sun connotazione, è vero di tutte le cose la cui connotazione speciale le rende riferibili alla classe ». Il Lambert ammise come vera la formula quantitativa, specificandola però variamente per ogni figura; altri fondandosi sul fatto che ogni sillogismo esprime una identità, hanno creduto che il principio generale del sillogismo sia quello d’ identità, ’Hamilton quello dell’egua: glianza delle parti col tutto, lo Spencer quello della sostituzione dell’ identico. Nel sillogismo si distingue la materia, che è o prossima, cioè le tre proposizioni, o remota, cioè i tro termini; e la forma, cioè il nesso reciproco che hanno lo proposizioni. I sillogismi si ripartiscono in cinque classi principali: cafegorioi puri in cui tutte tre le proposizioni sono categoriche ; oategorico-ipotetici in cui tutte tre le proposizioni sono ipotetiche; épotetico-categorioi in eni la premessa maggiore è ipotetica, la minore e In conelnsione categoriche ; categorioi disgiuntiri in cni la maggiore è di 1061  Sim sgiuntiva, la minore e la conclusione categoriche ο catetegoriche-disgiuntive; ipotetici disgiuntiri in cui la maggiore è ipotetico-disgiuntiva, la minore e la conclusione categoriche o categoriche disgiuntive. Il sillogismo può avere quattro figure e sessantaquattro modi, di cui diciannove soltanto sono validi. Oltre al sillogismo deduttivo, del quale fin qui si è discorso, si ha il sillogismo impropriamente detto induttivo, nel quale, in luogo del termino medio, è data la serie completa o incompleta delle sue specie. Per lungo tempo il sillogismo fu tenuto in grande onore; sul finire della scolastica esso era considerato l’unica forma di ragionamento ed applicato all'espressione di ogni produzione del pensiero. Ma coll’età moderna si ripresero le critiche contro il sillogismo, già cominciate con gli scettici antichi: e da Lorenzo Valla, Rodolfo Agricola, Frun«esco Bacone fino allo Stuart Mill e allo Spencer è tutta una schiera di pensatori che, con argomenti di varin natura, cercarono negargli ogni valore, o di ridurlo ad un semplice mezzo di controllo per chiarire i ragionamenti oseuri o svelare i difetti d’ una argomentazione capziosa. Nè ancora si può dire che la discussione sia chiusa. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 1, 24 b, 18; Id., Anal. post., I, 2,72 a, 5; Platone, Filebo, 41 C; Id., Teet., 186 D; Id., De corp., 4 C, 1; Cr. Wolff, Logica, 1732, $ 50, § 332; Kant, Lo, 1800, $41-43; Dühring, Logik, 1878, p. 54; Wundt, Logik, 1893, I, p. 270 segg.; Sesto Empirico, Pyrrh. Hyp., II, 194 segg.; Mar. Nizolius, De rer. prino., I, 4-7; Bacone, Nor. org., I, 13-14; Stuart Mill, Logic, 6° od. 1865, II, 3, 2; Bain, Logic, 1870; Spencer, Prine. of. Peychol., 3% ed. 1881, II, Pp. 99; Rosmini, Logica, 1853, $ 545 segg.; Masci, Logica, 1899, p. 278 segg.; A. Pustore, Sillogiemo e proporzione, 1910; U. Della Seta, La dottrina del sillogismo in Aristotele, 1911 (v. conclusione, figura, termine, modo, nota notae). Simbolismo, Simbolo. T. Symbolismus; I. Symbolism ; F, Simbolieme. Nella gnoseologia dicesi simbolismo ogni dotSm  1062  trina che fa dell’ idea un semplice simbolo della cosa, negando quindi che la conoscenza adegui la realtà e che il pensiero possa cogliere |’ essere quale è in sò stesso. Nella psicologia dicesi simbolismo sensoriale il fenomeno della trasformazione automatica in imagini uditive ο visive delle impressioni sensoriali di modalità differente, tattili, olfattive, gustative, ecc.: in tali casi l’imagine visiva © uditiva diviene simbolo di sensazioni di ordine diverso. Il simbolismo sensorialo si verifica costantemente durante la voglia, ma diviene prevalente nel sogno, perchd nel sonno le vie sensoriali ordinarie sono chiuse, l’attenzione © Pinibizione volontaria sono torpide, cosicchè si ve: cano in esso le condizioni proprie alla formasione di imagini simboliche, cioò d’imagini sostanzialmente diverse du quelle che dovrebbe evocare lo stimolo che le produce. Nella religione dicesi simbolismo la tendenza a rappresentare per analogia con un atto o un oggetto materiale sia le forme diverse del sentimento religioso, sia l'oggetto della credenza. Esso ha origine dal bisogno che l’uomo prova di obbiettivare i propri sentimenti e le proprie emozioni, specie quando esse raggiungano un alto grado di intensità. Vi sono molte specie di simboli religiosi: e. di purificazione come l’acqua del battesimo, la luce delle torce, le vesti bianche, ece.; a. di sottomissione, come l’inginocchiarsi, il prosternarsi, lo scoprirsi il capo, ece.; a. di gioia religiosa, come le danzo, i baccanali, 1’ inghirlandarsi, ecc.; a. di tristezza religiosa, come il vestirsi di nero, il gettarsi la cenere sul capo, il digiunaro, ecc.; mistero, como il bendarsi gli occhi, fare la penombra, ece.; a. di imilazione, come le stimmate di Β. Francesco d'Assisi e i diversi riti.  In generale, per simbolo »’ intende un sogno il quale fissa l’idea o la rappresentazione d'una cosa ο d’un fatto, che, convenzionalmente, a quel segno si associa. Per dirla in altre parole, e ricorrendo alla sua otimologia, la parola simbolo designa la connessione logica di due termini o dati, cia 1063  Sim scuno dei quali partecipa con l’altro di un particolare rapporto. Vi sono infinite specie di simboli; tuttavia, considerandone la finalità psicologica ο logics, possiamo col Marchesini distinguere quattro classi: rapprosentativi, che hanno affinità ο perfetta somiglianza con la cosa, ad es, il ritratto d’una persona: significativi che, pur valendo a richiamare un ordine di idee, sono sostituiti da altri dati, ad es. la parola, i numeri, gli algoritmi ; ricostruttivi che, come parte di una cosa. o momento di un fatto, richiamano alla mente il tutto della cosa ο del fatto, ad es. la penna in quanto richiama l’idea dell'atto di scrivere; esplicativi, che ci danno la conclusione di una serie di operazioni, ο, nello stesso tempo, la ragione di conclusioni nuove, ad es. una formula matematica. Inspirandosi invece ad un criterio storico, Guglielmo Ferrero ne fece la seguente classificazione: #. di prora, come i nostri documenti o le citazioni : 3. descrittivi, cho significano la cosa mediante la sua figara o quella d’un oggetto affine, ad es. la leonessa di bronzo eretta dagli Ateniesi in ricordo di Leona; 4. di sopraveitenza, al. es. l'uniforme militare di certe autorità civili, che è il ricordo del predominio del potere militare; s. di riduzione, ad. es. l'investitura di una proprietà per il simbolo d'una foglia di quercia; s. emotivi, i distintivi del. l’untorità, come la corona e lo scettro; 4. mistici, come l’incanto, che un tempo era una formula à cui si attribuiva ana potenza superiore. Cfr. Ochler, Lehrb. d. Symbolik, 1876; G. Ferrero, I simboli, 1892; G. Marchesini, 17 simbolismo nella conoscenza ο nella morale, 1901 (v. ritualigmo). Simile. T. .ihnlich, gleicharting ; 1. Similar; F. Semblable. In generale due cose si dicono simili, quando presentano un corto numero di caratteri identici e un certo numero di caratteri differenti. Nella geometria due o più figure sono simili quando sono costituite dallo stesso numero di parti, della stossa forma e nel medesimo rapporte; Sim  1064  le due figure sono sempre simili qualunque sia la distribuzione, diretta o inversa, delle parti che le costituiscono, purchè il rapporto sia costante secondo la propria forma delle analoghe parti. I filosofi greci credevano che il similo possa essere prodotto soltanto dal simile (talis effeatus qualis causa): da ciò derivarono molti pregiudizi popolari, ad es. che Vortica faccia guarire l’orticaria, che il zafterano, per il suo colore, sia il rimedio contro le itterizie, ecc. (v. somiglianza). Simmetria. T. Symmetrie; I. Symmetry; F. Symétrie. Nel suo senso più generale è la giusta distribuzione delle parti nella formazione di un tutto armonico. Dicesi leggo di simmetria la legge formulate dal Bichat, secondo cui nel nostro corpo sono simmetrici gli apparati della vita animale della riproduzione, sono invece asimmetrici quelli della vita organica. Il piano mediano taglia il nostro corpo in duo metà simmetriche, considerandole esteriormente ; però codesta simmetria non è perfetta, perchd lo due motà non sono geometricamente uguali, cio se sovrapposte non si corrisponderebbero. La causa della asimmetria mediale deve attribuirsi alla curvatura laterale della colonna vertebrale (v. degenerazione). Simpatia. T.Sympathie; I. Sympaty; F. Sympathie. Etimologicamente designa lu tendenza fondamentale a dividere lo emozioni e i sentimenti altrui, interpretandoli dal loro linguaggio esteriore. Nel suo significato più comuno è la tendenza, i cui fattori sono spesso oscuri, ad amare una determinata persona o cosa. Nel primo caso è un fenomeno assai complesso, mediante il quale ciascuno è solidalo delle gioie e dei dolori de’ suoi simili; molti elementi entrano a costituirlo, fra oni l'egoismo ὃ prevalente, anzi unico secondo degli utilitaristi. Nel secondo, che al primo si ricollega, il fondamento è dato dal sentimento d’un certo insieme di contrasti ο di somiglianze tra due persone, e può evolversi nell'amore e nell’amicizia. Il Plat 1065  Sim ner definisce la simpatia « la proprietà dell’umana natura nd accordare le proprie sensazioni con le sensazioni di altri individui, il cui stato noi percepiamo o pensiamo ». IBain ugualmente: « La simpatia è l’entrare nei sentimenti di un altro © trattarli completamente come se fossero nostri. È una specie di imitazione involontaria, o di assunzione dei sentimenti espressi in nostra presenza, che è seguita dal sorgere dei sentimenti stessi in noi ». Secondo l’Hôffding la simpatia suppone che « gli interessi comuni prevalgano sugli interessi divergenti; poscia suppone che tali interessi comuni possano giungere a manifestarsi con maggiore o minore coscienza nel campo delle rappresentazioni dell'individuo. Se l’esperienza, l’intelligenza ο l’imaginasione sono limitate, la simpatia sarà pure limitata. La storia ci mostra che la simpatia si sviluppa da principio in sfere ristrette © irraggia poscia in più vaste.... Da ultimo la simpatia deve poter estendersi a tutti gli esseri viventi, alla natura intera; ensa finisce col prendere allora un carattere religioso e diventa ciò che Spinoza ha chiamato l’amore intellettuale di Dio ». Anche secondo il Bastian la simpatia ha carattere evolutivo, ο . 8. Freund, Die Traumdeutung, 1900; Id., Ueber d. Traum,  1091  SoL 1901; I. Bigelow, The mistery of sleep, 1897; Myers, The human personality, 1902; A. Maury, Le sommeil et les rêves, 1878; Max Simon, Le mondo des réves, 1888; M. Foucault, Le réce, ; I. Tobolowska, Etude sur les illusions du temps dans les rêves, 1900; Vaschide, Le sommoil et les réves, 1911; De Sanctis, I sogni, studi peio. e olin., 1899; Ardigò, Op. fil., vol. IV, p. 388 segg., vol. IX, pag. 283 segg. (v. alluoinazione, illusione, onirologia, telepatia). Solidarietà, T. Solidaritàt; I. Solidarity; F. Solidarité. Nel senso più generale è la dipendenza reciproca che esiste sia tra gli esseri che costituiscono l’ universo, sis fra le varie parti di un medesimo essere, e costituisce una delle condizioni tanto della vita cosmica come della vita individuale. In un senso più particolare è la dipendenza reciproca tra l'individuo ο la società, tra ogni uomo e tutti gli uomini. Il solidarismo, che forma la base dei moderni sistemi sociali e politici, è molto antico nella filosofia ed implicito specialmente nei sistemi panteistici, che scorgono una funzione dell’ essere assoluto nella coesistenza degli esseri particolari, nella successione dei loro movimenti ο dei loro pensieri: da ciò una interdipendenza completa di tutte le esistenze solidarizzate nell’ unità cosmica. Perd sul concetto di solidarietà non tutti i pensatori sono concordi: per il Fichte è un’ esigenza della ragione, il principio d’ intelligibilità della nostra condotta e la condizione onde ai realizza l’ unità della ragione nello sviluppo dell’ umanità; per Augusto Comte la solidarietà è In grande legge naturale, che governa la generalità dei fatti sociali nella loro simultaneità e nella loro successione, cosicchè l'individuo, il quale per sè stesso non è che un essere biologico, diviene uomo solo in quanto partecipa dell’ umanitd ed ha il sentimento del legame che lo unisce « ad una immensa © oterna unità sociale »; per Pierre Leroux, che si vanta d’avere per primo pronunciata la parola solidarietà, traSportandola dal linguaggio ginridico in quello filosofico, BoL  1092  la solidarietà è non solo un sentimento ma un dovere e su essa si fonda il diritto, in quanto « l’uomo, sentendosi parte di un gran tutto, si mette in rapporto con tutto, e arriva finalmente a comprendere che ha diritto a tutto »; per il Bourgeois la solidarietà è un fatto di carattere universale non solo per riguardo agli esseri inferiori ma anche per rispetto alla società umana, cosicchè non si può prescindere da essa nel determinare il contenuto dol concetto di giustizia, consistendo il dovore sociale nel debito che ciascuno ha verso gli avi e verso i posteri, il diritto nell'esigenza di ciascuno d’avere parte proporzionata nella somma degli averi e dei benefici sociali; per il Gide non ha valore etico nd la solidarietà che deriva dalla divisione del lavoro, nò quella che deriva dallo scambio dei servizi e dalla concorrenza, ma quella che si compie per mezzo della associazione cooperativa di consumo, nella quale si ha l’attuazione non tanto della giustizia quanto della fratellonza © dell'amore. Cfr. A. Comte, Cours de phil. positire. t. IV, lez. 48; L. Bourgeois, Keeai d’une phil. de la solid. 1902; L. Fleurant, Sur la solidarité, 1908. Solido. Lo spazio fornito di tre dimensioni, lunghezza, larghezza e profondità. L'idea del solido risulta psicologicamente dalle sensazioni muscolari, associate a quelle della vista e del tatto. Infatti le tre dimensioni corrispondono a tre specie di movimento, che sono poi relative alle disposizioni stesse dei nostri organi, onde il concetto di spazio implica un sopra e un sotto, una destra e una sinistra, un avanti e un indietro. Nell'uso comune, per sotà s'intende invece la resistenza offorta dai corpi, resistenza la quale impedisce che altri corpi occupino lu spazio di cui un corpo è attualmente în possesso; in questo senso fu usata anche dal Locke: «.... ho creduto che il termine solidità sia assai più adeguato ad esprimere tale iden, non solo perchè è comunemente neato in ta! senso, ma anche perchè importa qualche cosa di più pe  1093  SoL-Som sitivo del termine impenetrabilitd, che è puramente negativo, © che, forse, è più nn effetto della solidità che non la solidità atessa ». Cfr. Locke, Essay, 1877, 1. II, cap. IV, $ 1-6 (v. spazio, iperspazio, estensione, superficie, stereognostico, distanza). Solipsismo v. semetipsismo. Somatico (σῶμα corpo). Tutto ciò che si riferisce al corpo; si contrappone perciò a peichico, spirituale, morale, intellettuale, ecc. Così dicesi somatica, per opposizione a intellettualistica, quella teoria dell’emozione che spiega l’emozione stessa come il ripercuotersi nella coscienza di alterazioni organiche più o meno profonde; somatologia quella parte dell’antropologia che ha per oggetto lo studio della struttura del corpo umano, dello scheletro © degli organi interni, la proporzione delle sue parti, il suo sviluppo, ο V applicazione dei dati così ottenuti alla differenziazione sia dell’uomo dagli animali a lui più prossimi, sia delle differenti razze nmane, popoli, nazioni e classi. Somiglianza, T. Aehnlickeit ; I. Likeness, Resemblanoe; F. Ressemblance. Tu generale dicousi somiglianti due oggetti che presentano un certo numero di caratteri identici e un certo numero di caratteri diversi; Ja proporzione maggiore © minore dei primi rispetto ai secondi dà il grado maggiore o minore di somiglianza. Nella psicologia dicesi legge di somiglianza, quella per cui, quando due stati di coscienza xi rassomigliano, l uno dei due può richiamare l’altro, È un caso della legge generale dell’associazione, e da alcuni psicologi è ricondotta alle leggi dell’ associazione por simultaneita © per successione continua. Si distinguono varie specie di associazione per somiglianza : la somiglianza qualitativa, che ha luogo fra proprietà che non possono identi carsi, ma appartengono alla stessa famiglia; lu somiglianza dei rapporti, o analogia, per la quale lu rappresentazione d'un rapporto tra le parti o le proprietà d’un oggett« suscita la rappresentazione d’ un altro oggetto, tra le parti Som-Son  1094  © proprietà del quale esiste un identico rapporto; la mmiglianza di sovrapposizione, che è il più alto grado di ~miglianza associativa, e per la quale una rappresentazione ne evoca un'altra che, per la coscienza, è identica alla prima. Cfr. Bain, The senses and the intellecte, 3* od., p. 327; Hüfding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 202 segg. (v. simile . Sommo bene v. bene. Sommolisti v. vittorini. Sonnambulismo. T. Somnambulismus, Schlafwandeln: I. Somnambulism, Sleep-walking; F. Somnambulisme. Stato patologico, proprio specialmente degli isterici, e che si pe trebbe definire un sonno parziale. Nel sonnambulismo funzionano soltanto alcuni sensi, cosicchè il soggetto, senra svegliarsi dal suo sonno naturale, può alzarsi, lavorare. compiere ogni sorta di atti come se fosse desto. Tali azioni non sono un prodotto della volontà, bensì dell’ impulsività delle rappresentazioni e dell abitudine; l’amnesia completa che si verifica al momento del risveglio, la sorpresa ο lo spavento che coglie i sonnambuli interrotti nel corso delle loro azioni, provano che la volontà non ha parte nello stato psichico nel quale si trovano. Il fatto della aicurezza con cui il sonnambulo supera i pericoli, è spiegato dal Maudsley con l’iperestesia in cui trovansi i sensi rimasti desti. Il sonnambulismo può essere naturale e prorocato: in questo secondo caso costituisce una delle fasi del grande ipnotismo. Cfr. Wundt, Grundriss d. Peyool., 1896, p. 321 segg.; Tuke, Sleep-walking and hypnot., 1884 (v. ipnotismoi. Sonno. T. Schlaf; I. Sleep; F. Sommeil. Stato di incoscienza assoluta ο di subcoscienza, durante il quale l'organismo ricostitnisco le forze esausto nelle sne relazioni col mondo esteriore. Se le perdite e le riparazioni dell’ attività nervosa si facessero di istante in istante, dice lo Spencer, non ci sarebbe l'alternativa tra la veglia e il sbnno; ma siccomo ciò non avviene, e durante il giorno si ha un consumo superiore all’approvvigionamento, così  1095  "gon si rende necessario un periodo alterno, determinato dall'esaurimento, in cui la provvista sia superiore al consumo. Le principali teorie sulle cause normali ed immediate del sonno sono: quella che lo attribuisce ad uns specie di intossioazione dell’ encefalo, dovuta ad alcuni prodotti del lavoro organico, agenti in modo analogo agli anestetici (etere, cloroformio, ecc.); quella che lo fa derivare da uno stato passeggero di snemia cerebrale, e quella che, all’ opposto, lo attribuisce ad uno stato di iperemia degli emisferi. Secondo il Verworn, siccome la coscienza accompagna i processi di disintegrazione delle cellule corticali, il sonno, che è un processo più intenso di assimilazione, sarebbe scoompagnato dall’ inibizione dei processi dissimilativi. Secondo il De Sanctis, la causa del sonno sarebbe non l’ esaurimento cerebrale ma il muscolare, © la riparazione dei muscoli verrebbe favorita dal sonno perchè la soppressione della conduzione degli stimoli esterni sopprimerebbe il cosidetto fono chimico dei muscoli. Ultimamente duo nuove dottrine sul sonno sono state proposte, raccogliendo molti consensi tra psicologi e fisiologi: la dottrina istologica, sostenuta tra noi dsl Lugaro, secondo la qualo il sonno sarebbe determinato da una retrazione dei prolungamenti centrali dei neuroni sensoriali ο quindi dal loro isolamento dai neuroni contigui; e la dottrina biologica, sostenuta specialmente dal Claparedo, secondo la quale il sonno è una funzione di difesa, imposta dal principio come fenomeno di adattamento, sviluppata nella lotta per 1) esistenza ο divenuta poi un istinto per la trasmissione ereditaria, Le cause anormali si distinguono în organiche, come i narcotici, le grandi altezze delle vette alpine, lo compressioni sul cervello, ecc., © in peichiche, come la noia, l'allontanamento delle eccitazioni © la suggestione propria © altrui, come l’ipnotismo, detto anche sonno provocato. Cfr. Preyer, Uerber die Ursache des Soklafes, 1877; A. Marvand, Le sommeil et Pinsonnie, 1881; H. Pléron, Le probl. Sop    physiol. du sommeil, 1913; A. Mosso, Sulla ciro. del sanguc nel cervello, 1880; De Sanctis, I sogni, studi psichioî ο olimici, 1899 (v. incosciente, neurone, sogno). Soprannaturale. Τ. Übernatürlioh; I. Supernatural ; F. Surnaturel. Ciò che sorpassa In natura, ossia ciò che nel suo essere o nel suo agire trascende i poteri di quelle forze materiali che costituiscono la natura. Il soprannaturale è quindi essenzialmente spirituale, il regno dello spirito; la natura è materiale, ma include lo spirito (anima umana) © può esser oggetto d’azione dello stesso spirito infinito (miracolo). Cfr. Chr. Wolff, Vernünftige Gedanken. Il SOPRANNATURALISMO è la dottrina che fa dipendere il mondo da un essere che trascende, per la sua essenza e per il suo potere, la natura e che non può essere identificato con le sue forze e le sne leggi.  La dottrina che sostiene essere il cristianesimo di origine soprannaturale, cosicchè non può essere spiegato coi soli fattori naturali, ma riferito a Dio come suo autore.  La tendenza a sorpassare i limiti della natura, a cercare la spiegazione del mondo oltre il mondo, a porre il fine dell’esistenza oltre l’esistenza. SERBATI (vedasi) divide tutti i sistemi filosofici in rasionalisti e soprannaturalisti, determinati da due opposte maniero di pensare ο di sentire: entrambe queste tendenze sono naturali nell’uomo per quello che c'è nella sua natura, il soprannaturalismo è naturale per quello che manca. Cfr. Stäudlin, Geschichte d. Rationaliemus u. Supornaturalismus, 1826; Rosmini, Storia comparativa e oritioa dei sistemi intorno alla morale, 1837 (v. natura, naturaliemo). Sopraordinazione v. subordinazione. Soprasensibile. T. Ubersinnlich; I. Supersensible. Può designaro tanto ciò che non può esser còlto ο conosciuto mediante i sensi, quanto ciò che trascende per sua natura il mondo dei sensi; nel primo caso equivale spesso a rasio 1097  Sor nale, mentale, nel secondo a intelligibile, spirituale. 11 soprasensibile non va confuso con l'ezirasensibile, che è quella parte del mondo esterno che non ci è data direttamente dalle impressioni sensibili, bensì da inferenze risultanti da rivombinszioni e riproduzioni delle impressioni stesse. Cfr. H. Ritter, System d. Logik, 1856, I, p. 229 (v. extraseneibile). Sordità. T. Taubheit; I. Deafness; F. Sourdité. Assonza del senso dell’udito, che può dipendere da lesione o imperfezione dell’ apparecchio uditivo o del nervo acustico, oppure da una lesione della zona di corteccia cerebrale ove sono localizzate le sensazioni uditive; in questo secondo caso si ha la sordità centrale ο psichica, nel primo la sordità periferica. Dicesi sordità verbale una delle forme di amnesis parziale, che consiste nella perdita della memoria della parola in quanto è pronunziata; quindi l’ ammalato, pur udendo le parole, non ne comprende più il significato. Si manifesta specialmente nella demenza paralitica, è dovuta a lesione della parte mediana della prima circonvoluzione temporale sinistra, e va unita sempre ad altri disturbi della lettura e della scrittura. Cfr. Bastian, Le cerveau organe de la pensée, 1888, vol. II, p. 220 segg.; Brissaud, Malattie dell’ encefalo, trad. it. 1906, pag. 100 segg. Sorite (σῶρος  acervus = muechio). T. Kettenachluss, Sorites ; I. Sorites; F. Sorite. Una forma di ragionamento, costituito da una catena di proposizioni collegate tra loro in modo, che il predicato della prima fa da soggetto della seconda, il predicato della seconda da soggetto della terza, © così via via fino a che nolla conclusione si unisce il soggetto della prima col predicato dell’ ultima, Il sorite si può adunque considerare come una catena o un muoohio di sillogismi, in cui sono soppresse tutte le conclusioni e lu premesse minori intermedie; si può anche considerare come un sillogismo solo, avente come premessa maggiore l’ultima proposizione, come minore la prima, e come termino medio tutta la catena delle proposizioni intermedie. Esso Sos  1098  si adopera quando non si può dimostrare, adoperando un solo termine medio, il nesso immediato tra il soggetto e il predicato di una tesi che ei vuol dimostrare e quindi ai devono assumere più termini medi, procedendo per via di successive identificazioni. Es.: essere è agire; agire è fare sforzo; fare sforzo è tendere verso un bene di cui si è privi: tendere verso un bene di cui si è privi è soffrire; dunque essere è soffrire. Il sorite può avere due forme: la forma regressiva o aristotelica, quale fu definita più sopra e che è la più comune, e la forma progressiva o goclenioa, che comincia con la premessa che contiene il predicato della conclusione ed ha come ultima premessa quella che contiene il soggetto. Si distinguono ancora il sorite deduttivo, a cui appartengono tunto 1) aristotelico che il goclenico, e il sorite induttiro, costituito da una catena di sillogismi abbreviati della terza figura. Primitivamente il sorite aveva valore non di ragionamento logico, ma di sotisma, e si applicava a tutto ciò che presentasse una transizione uguale e continua: così Zenone di Elea diceva che se si toglie un grano da un mucchio di frumento, esso resta ancora un mucchio di frumento; se se ne toglie un altro, lo stesso; e così via via finchè si conclude che basta un solo grano di frumento per formare un mucchio; facendo lo stesso ragionamento con l’aggiungere, diceva che un grano uon forma un mucchio, due grani neppure, 9 così via via fino a coneludere che mille o più grani non formano un mucchio. Gli secttici greci si valsero molto di tale forma di sofisma, per dimostrare l'impossibilità di distinguere il vero dal falso. Cfr. Aristotelo, De soph. elenok., 24, 179 a, 35; Cicerone, 4oad., II, 49; Lotze, Grundzüge d. Logik, , p. 46 (v. tropi). SOSTANZA (sub = sutto, © stare = stare: ciò che sta sotto; substantia è la traduzione esatta della parola Sroxelpsvoy usata da Aristotele, © composta di ὑπό -= sotto, ο xetpat = stare, giacere). E il sostrato permanente e irreducibile delle varie  1099  Bos qualità, il soggetto che persiste idontico sotto il mutare delle qualità, come il colore, la forma, il peso, eco., ed è uno mentre i fenomeni e le qualità sono multiple. Il pensiero filosofico si è sempre affaticato intorno al problema della sostanza ο della sua conoscibilità. Aristotele fu il primo a definire il concetto di sostanza, determinandola come qualche cosa che sussiste per sè stesso ο si realizza nelle determinazioni particolari, che in parte sono i suoi stati (πάθη), in parte i suoi rapporti con le altre cose (τὰ, πρὸς tt); ma già in Talete ο nei presocratici si ha I’ iden di una realtà prima, ἀρχή, da cui tutto deriva e che pure nel suo fondo rimane identica. Per Platone, le essenze intelligibili sono le realtà sostanziali (οὐσίαι), e cioè l’unità sotto cui si raccoglie ln moltiplicità delle cose sensibili, gli archetipi di esse. Per gli stoici ln sostanza è l'essere, come sostrato permanente di tutti i possibili rapporti; essa è il sostegno di proprietà stabili (ποιόν), e solo per questo riguardo si trova sotto condizioni mutevoli ο quindi anche in rapporti con altre sostanze. Gli scolastici la definirono ciò che per sò sussiste (ena quod per se subsistit), ciod non per qualche altra cosa, come gli accidenti, che sussistono nella sostanza, e quindi per la sostanza. Per Cartesio è reale ciò che è di essenza semplice e indecomponibile, cioè il pensiero nella coscienza, l'estensione nei corpi: Per substantiam nihil aliud intelligere possumus, quam rem quae ita existit, ut nulla alia re indigeat ad existendum ;... Possunt autem substantia corporea, et mena, sive substantia cogitans, creata, sub hoc communi concepta intelligi; quod aint res, quae solo Dei concursu egent ad ezistendum. Per Spinoza non v’ha se non un’ unica sostanza, Dio, che si mostra in due attributi, l'estensione ο il pensiero, i quali, essendo ciascuno uel suo genere infiniti, cioò Innumercvoli, contengono a titolo di modi (cioè come natura naturata, mentre sostanza ed attributi sono natura naturante), tutti gli spiriti e tutti i corpi. Per Malebranche non esiSos    stono sostanze sensibili, e il mondo esterno è percepito in Dio, nel quale è riposta l’idea di estensione; anche | per Berkeley non esistono sostanze sensibili, ma il mond esteriore è prodotto dall’asione di Dio sul nostro spirito. Invece la scuola scozzese, seguendo il realismo volgare. considera la sensazione come un segno naturale della so stanza, Noll’empirismo di Locke e nel fenomenismo di Hume. Stuart Mill, eco., l’esistenza della sostanza è negata: ciò che noi diciamo sostanza non è che il eubstratem, da cui supponiamo che sortano, per poi ritornarvi, quelle sensazioni semplici che sono raggruppate insieme, cosicchè la consideriamo come un'idea; questa però non è altro che l’unione di un numero di idee semplici che αἱ prendono unite come in una cosa, mediante P unione di un me in cui coesistono e di cui non si ha una ides chiara. « La nostra mente; dice il Locke, è fornita d’un gran numero di idee semplici, recate ad ssa dal senso ;... essa osserva che un certo numero di tali idee stanno sempre insieme: crede perciò che appartengano ad una sola cosa, ed essendo le parole adattate alla comprensione comune e usate per un rapido disbrigo, le chiama, così unite in un solo soggetto, con un solo nome; per disattenzione noi siamo inclini poi a usarla 6 considerarla come una semplice idea, mentre in realtà è un complesso di molte; e poichè, come dissi, non imaginiamo come tali idee semplici possano sussistere per sò stesse, ci abituiamo a supporre un qualche sostrato sul quale sussistono e da cui risultano; tale svstrato noi chiamiamo perciò sostanza ». Questa critica fu accettata in parte dal Kant, il quale della sostanza fa una cutegoria © pone come prima analogia dell’ esperienza che sotto ogni mutamento dei fenomeni permane la sostanza: in tal modo essa è come un principio a priori, cho costituisce la base della nostra esperienza ma non ha alcun valore fuori di essa, essendo un prodotto della nostra mente, Il problema dell’esistenza della sostanza si subor.  1101  Sos dina donque, in tutta la storia della filosofia, a quello della sua conoscibilità: così per Platone noi conosciamo la sostanza mediante un intuito razionale; per Aristotele la sostanza è la prima delle categorie, l’atto logico onde il pensiero riporta ogni attributo ad un oggetto ; per Cartesio la sostanza è il semplice che si soopre con l’analisi al di sotto delle qualità seconde o sensibili, colori, odori, sapori e suoni; per Spinoza ciò che è in sò ed. è percepito per sè; per il Leibnitz le sostanze sono molte, e tutte quante attive e rappresentative, perchè ogni monade rappresenta con maggiore o minor chiarezza, sò © tutte le altre monadi; per il Galluppi la nostra idea di sostanza risulta ds una analisi riflessiva, per cui anzitutto distingniamo il nostro soggetto dalle modificazioni di cui è fotto ο il soggetto esteriore dalle qualità particelari di oui lo rivestiamo, poscia « paragonando queste dne nozioni di soggetto-io e di soggetto esterno, noi scopriamo con un nuovo atto di analisi in ambedue una nozione identica, cioù quella del soggetto, ο quest’ ultima risultato dall’analisi è In nozione di sostanza »; per gli empiristi non è che una idea astratta dell’impressione di resistenza, e per i fenomenisti un’abitudine mentale determinata dall’esperienza di una costante coesione di un certo peso, un certo colore, un certo sapore, ecc., ciascuna delle quali sensazioni evoca, in base alla legge d’associazione, tutte le altre. Nella filosofia contomporanea il concetto di sostanza è ancora largamonte disensso, ο si può dire che dal vario atteggiamento di fronte a tale problema derivino le più profonde differenze tra i vari indirizzi speculativi, per quanto nessuno, o assai pochi tra essi, accetti l’idea tradizionale di un sostrato irreducibile e immutabile. Il progredire delle conosconze he e chimiche ha anzi diffuso la convinzione che, in ordine alla realtà vera ο profonda, non sia lecito parlare di sostanza, ma solo di attività, di energia, e che il concotto di sostanza, o esprima niente altro cho nna legge Sos  1102a all’ equivalenza dei cangiamenti, ο sia una struzione fatta dalla mente per comodità ο per un q siasi motivo soggettivo.  Alcuni logici chiamano sestezz: logica il sostrato al quale aderiscono le note di un concetto, sostrato costituito dalla categoria alla quale il concetto stesso appartiene; per tal modo, se con l’astrazione ascendente si tolgono tutte le note di un concetto, resterà sempre in ultimo una delle categorie.  L’Ardigò chiama sostanza psico-fisica l’iudistinto dal quale emergono, spec:ficandosi, i fatti molteplici, materiali ο spirituali, fisici e psichici; tale indistinto è poi null’altro che l’unità reale cosmica, intrinsecamente e infinitamente complessa, comprendente in sò stessa quei due ordini di fatti che costituiscono l’uno il mondo esterno, l’altro l’ interno, e che in quanto tale, può essere pensata come sottostante ad entrambi e colla virtualità di presentarsi tanto nell’ uno quanto nell’ altro.  Con l’espressione sostanza del sense della vista Y. Müller e H. Helmholtz designano quelia parte della sostanza nervosa dell’ apparecchio visivo interno, la cui eccitazione può produrre sensazioni luminose 6 di colore: essa comprende la retina, il nervo ottico e la parte del cervello nella quale penetrano le radici del nervo ottico. Cfr. Aristotele, Met., VII, 2, 1023 b, 8 segg., 3. 1029 a, 1; B. Bauch, Der Substanzproblem in der griech. Philos. bis zu Blützeit, 1910; Cartesio, Prino. phil., I, 51-53: Spinoza, Eth., 1. I, teor. II-XIV; Leibnitz, Phil. Seriften, ed. Gerhardt, II, 57, VI, 488; Locke, Essay, 1877, 1. II. cap. XXIII, $ 1; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 174-192; Wundt, Logik, 1893, I, p. 483 segg.; Gallappi. Lesioni di logioa e metafisica, 1854, III, p. 1007 segg.; Ardigò, Op. fil., VI, 153-165, VII, 446 segg., I, 184 segg. (v. essenza, energismo, attualismo, mobiliemo, dualismo, fenomenismo, sostanzialiemo, idealiemo, materialismo, spiritualiemo. Sostanza (principio di). Come principio supremo di ragione si onnnein così: ogni qualità ο accidente dere arere  1108  Sos una sostanza, A questo principio alcuni riconducono quello della conservazione della massa. La massa è il quoziente di ogni forza che si applica al corpo diviso per l’accelerazione che esso gli imprime; questa quantità m  f/g è costante. Senza questo sostrato solido, che rimane invariabile e serve da termine di confronto, ogni trasformazione sarebbe inintelligibile. Allo stesso principio si riconduoe la teoria del Lavoisier: in ogni reazione chimica la massa dei composti è uguale alla somma della massa dei componenti. Il Rosmini riconduce il principio di sostanza a quello di contraddizione: se l’accidente esistesse senza la sostanza, sarebbe sostanza esso medesimo, vale a dire sarebbe accidente e sostanza nello stesso tempo, il che è contradditorio. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 413. Sostanzialismo. T. Substantialitàtstheorie, Substantialismus ; I. Substantialiem ; F. Substantialisme. Ogni dottrina che ammette l’esistenza di un reale assoluto, di una sostanza, di un soggetto che persiste identico ed uno sotto la mutabilità e molteplicità dei fenomeni. È quindi sinonimo di realismo, e si oppone ad empirismo, energismo, mobilinmo © fenomenismo. Nella psicologia il soslanzialismo, ο dottrina della sostanzialità dell'anima, si oppone all’attualismo, © dottrina dell’attualità dei fatti psichici: secondo la prima dottrina, concepita già da Platone ma posta su basi precise solo da Descartes, l’anima è una sostanza spirituale, immutabile, di cui tutti i fatti psichici (pensieri, sentimenti e voleri) non sono che manifestazioni ; secondo l’attualismo, prevalente nella psicologia contemporanea, i fatti psichici valgono per sò soli, in quanto hanno un valore attuale e non in quanto si riferiscono ad un ipotetico substrato, che, se è ammissibile nei fenomeni fisici i quali rimangono immutabili nella quantità, essendo sottoposti alla legge della conservazione dell’ energin non è invece riferibile ai processi spsichici, cho valgono Per sè soli e sono in continuo aumento. Cfr. Hòfding, Sos-Spa  1104  Psychologie, trad. franc. 1900, p. 79, 87; De Sarlo, Cul. filosofica, luglio 1912, p. 438 segg. (ν. anima, sostanza. risultanti poiohiche, vintosi). Sostrato. O substratum, si adopera talvolta per designare la sostanza, vale a dire ciò che sta sotto agli ac cidenti, che serve di fondamento alle qualità, ai fenomeni. Sottrasione. T. Subtraction; I. Subtraction ; F. Soustraction. Nella logica designa quella forma di argomentazione per cui, enumerati i caratteri di un determinato tutto. « dimostrato che un singolo è di essi totalmente o in parte sprovvisto, si conchiude che esso o non appartiene a quel tutto, o gli appartiene soltanto in parte. Questa argomentazione si fonda sopra il principio dialettico che « il residuo è uguale al tutto meno la parte ad esso tolta ». Ad es.: perchè un uomo sia virtuoso deve amare il prossimo, praticare la giustizia, astenersi dai piaceri dannosi, ecc.; ma Tizio nd ama il prossimo, nd pratica la giustizia, ecc.: dunque Tizio non è virtuoso. Cfr. Rosmini, Logica, 1853. ». 225 segg. (v. addizione, divisione). Sovrintelligenza. Nei sistemi teologici e mistici si designa così quella funzione della ragione per cui questa, paragonando il campo del possibile che le è dato nell’ idea al campo del reale datole dal sentimento, vede che quello eccede infinitamente questo, e che in quella parte di realtà non c'è la ragione suprema, che solo può esser tipo e ragione di tnite le realtà finite. La sovraintelligenza umana è dunque l’atto per cui la mente s’accorge che vi è qualche cosa oltre a tutto quello che essa conosce, un al di là sconosciuto e inoonoseibile. Cfr. Rosmini, Logis, 1853. Ρ. 493 segg. (v. agnosticiemo, misticisino). Spazio. T. Raum; I. Space; F. Espace. Secondo il realismo lo spazio è un continuo a tre dimensioni illimitate, tutte le parti del quale coesistono nello stesso momento; esso si ricollega strettamente col tempo, che è un continuo illimitato avente una sola dimensione, di  1105  Bra cui noi occupiamo un punto determinato, che si sposta continuamente nella stessa direzione. Secondo l’empirismo l’idea di spazio non è che il rapporto dei coesistenti, in quanto implicano la distanza ο l’ estensione, e l’idea di tempo il rapporto della suocessione dei fatti. Tanto lo spazio che il tempo implicano molte questioni metafisiche © psicologiche, variamente risolte nella storia della filosofia. La prima e la più importante di tali questioni è la seguente: lo spazio esiste in sò, come luogo ove sono collocati corpi, è una proprietà delle cose stesse, 0 è semplicemente un modo subbiettivo sotto il quale percepiamo certe proprietà e certe relazioni dell’ essere? La filosofia. antica, in generale, risolve la questione nel primo modo, la filosofia critica moderna nel secondo. Così per Leucippo e per i suoi seguaci della scuola atomistica, esiste nno spazio infinito, parte vuoto e parte ripieno di atomi; il vuoto è lo spazio puro, che ha per proprietà essenziale l'estensione, e la cui esistenza è provata dalla possibilità del movimento. Parmenide e gli eleati negano l’esistenza del vuoto; l'essere occupa lo spazio in tutto e per tutto, perchè non può venir limitato dal non-essere. Platone considera lo spazio vuoto come la concansa (ξυναίτιον) nel non essere, che sta accanto al mondo dell’ essero ο della causa, al mondo delle idee e dell’idea del bene; per lui lo spazio è quindi il « niente » di cui per l’iden del bene e della divinità è formato il mondo fenomenico, Questa formazione consiste nella formazione matematica ; egli insegna nel Filebo che il mondo della percezione à una miscela dell'infinito dello spazio e del limite (πέρας) delle forme matematiche, e che la cansa di questa mescolanza è l’idea del bene: per diventar simile al mondo delle idee lo spazio assume la forma matematica. Anche per Plotino lo spazio vdoto è il non essere, la materia, che forma la possibilità per l’esistenza dei corpi, pur non essendo esso stesso corpo e non essendo determinato dn 70  RanzoLI, Dizion. di scienze filosofiche. SPA  1106  alcuna proprietà; anche per Plotino lo spazio vale dunque come il presnpposto per la riproduzione, che le idee trovano nel mondo fenomenico sensibile. Aristotele si oppone alla identificasione platonica dello spasio con la msteria, osservando che la materia e la forma sono inseparabili dalle cose, mentre lo spazio è separabile e contiene le 0086; egli lo definisce invece come il primo limite del corpo contenente, in quanto il corpo che vi è contenuto è sascettibile di movimento locale; lo spazio è un vaso immobile, ma ciò che esso contiene può esser mosso, da eni segue che non può esservi che un corpo contenuto in ur altro nello spazio e che un corpo che non è contennto in un altro non è nello spazio; la terra è nell'acqua come in suo Inogo naturale, l’acqua nell’ aria, l’aria nell’etere, Vetere nel cielo, il cielo in nessun'altra cosa; per Aristotele lo spazio è dunque qualche cosa di obbiettivo, di fisico, qualche cosa che indica un ordino determinato nei mondo. La dottrina della realtà obbiettiva dello spazio persiste ancora in Cartesio, Spinoza, Locke, Newton. Per Cartesio l'estensione dei corpi, ossia lo spazio, costituisce non solo l'essenza dei corpi, ma è infinitamente divisibik nelle sue parti; per Spinoza } estensione è un attributo ino; per Newton lo spazio assoluto è reale, e deve considerarsi come il sensorium, in oui Dio ha la percezione immediata dell’ universo materiale; per il suo seguace Samuele Clarke lo spazio è una conseguenza immediata e necessaris dell’esistenza di Dio, la proprietà d’una sostanza incorporea, il posto non solo dei corpi ma anche delle idee. « Noi abbiamo delle idee, come quella di eternità e di immensità, dice il Clarke, idee che ci è assolutamente impossibile di distruggere o di bandire dal nostro spirito, e che devono perciò essere gli attributi d’un essere necessari» attualmente esistente.... Lo spazio è una proprietà della sostanza che esiste per sò stessa, e non una proprietà di qualsiasi altra sostanza. Tutte le altre sostanze sono nello    Bra spazio, © lo spazio le penetra, ma la sostanza che esiste per sò stessa non è nello spasio e non è da esso pene trata. Essa è, per così espremirmi, il substratum dello spazio, il fondamento dell’esistenza dello spazio ο della durata stessa ». Per il Leibnitz lo spazio è invece null’altro che 1’ ordine delle coesistenze e quindi non esiste indipendentemente dalle cose; è un fenomeno soggettivo, in quanto l'estensione corporea si risolve nella rappresentazione che le monadi inestese hanno della loro forza passiva. Per il Berkeley lo spazio assoluto è un mero fantasma, lo spasio puro è la semplice possibilità del movimento dei corpi, ο l'estensione, insieme con gli altri attributi sensibili della materia, una nostra idea. Per Hume 1’ idea di spazio o di esteso non è se non l’idea di panti visibili o tangibili distribuiti in un certo ordine, idea ottenuta mediante sensazioni tattili ο visive e che esclude, in quanto tale, la concepibilità di uno spazio vuoto. La dottrina della soggettività dello spazio, riconfermata poi dal Condillac, Cr. Wolf, Baumgarten, James Mill e, infine, da Emanuele Kant, dà origine ad un secondo problema: la nozione di spazio sorge come prodotto della nostra esperienza sensibile, ο la troviamo insita a priori nel nostro spirito? Secondo la dottrina empirica o genetica l'idea di spazio è un astratto, che risulta dalla percezione di distanza (lunghezza) © di estensione superficiale (larghesza © profondità): la prima è data specialmente da una associazione tra le sensazioni della vista, del tatto ο del senso muscolare, la seconda dalle sensazioni tattili cni si dssocia la rappresentazione visiva della parte toocata; I’ idea di spazio, così ottenuta, costituisce lo spasio prioologioo o Ottico, che è affatto relativo, e le cui parti non appaiono mai perfettamente continue e omogenee; lo spazio assoluto, 0 spasio puro, di cui tutte le parti sono omogenee © continue, e che non lascis alcuno spazio fuori di lui, è una pura astrazione matematica, non una vera e propria realtà concettuale; la pretesa infinità dello spazio non significa altro che ogni limite dello spazio è aceidertalo e può essere superato dall’immaginazione. Second: la dottrina nativista lo spazio è invece un dato assolutsmente a priori, che noi troviamo nel nostro spirito e ehr applichiamo alle cose; le sue proprietà essenziali, che sono l'omogeneità o identità perfetta delle sue parti, ll grandezza e la divisibilità illimitata  proprietà di low natura inafferrabili alla esperienza -provano che esso è un dato naturale ο a priori del pensiero. Così per Kant lo spazio è il molteplice @ priori come forma del sens esterno; ogni rappresentazione di un di fuori suppone infatti per base la nozione di spazio; l'originaria rapprsentazione dello spazio è necessaria, perchè quantunque si possano astrarre gli oggetti dallo spazio, non si pu però mai fare astrazione dallo spazio stesso, ed è la rap presentazione di una quantità infinita, la quale come concetto comprende infinite altre rappresentazioni : è dunque una visione sintetica a priori, che in sò congiunge la realtà empirica e la idealità trascendentale. Per Hegel Ίο spazio è mera forma, l’astrazione della esteriorità immediata; 1’ Idea come natura comincia appunto a porsi come l’ essere che è esteriormente ed è altro: « La prima o immediata determinazione della natura è l'universalità astratta della sus eseriorità; la cui indifferenza priva di mediazione è lo epazio. Lo spazio è la giustaposisione del tutto ideale, perohd è l’esser fuori di sd stesso, e semplicemente continue. perchè questa esteriorità è ancora del tutto astratta, e non ha in sd alcuna differenza determinata >. Per P Herbart lo spazio è l'apparenza obiettiva prodotta dal meccaniamo della rappresentazione e precisamente da un rapido sucoedersi di qualità, prive per sò stesse di ogni estensione; allo spazio empirico corrisponde uno spazio intelligibile « che noi aggiungiamo inevitabilmente col pensiero all’ andare ο al vedelle sostanzo,... e che la metafision costruisce per le  1109  Spa mutazioni di situazione della realtà intelligibile ». L’ Helmholtz riconduce la rappresentazione dello spazio alla organizzazione psicofisiologica; ma oltre allo spazio apparente © soggettivo dobbiamo ammettero una spazio reale « perchè nella realtà devono esistere dei rapporti di qualche genere ο dei complessi di essi, tali da determinare il luogo dello spazio nel quale un oggetto appare »; questi rapporti sono i momenti topogeni; i momenti ilogeni fanno sì) « che noi crediamo di percepire in tempi differenti cose materiali diverse nei medesimi Inoghi ». Per il Diibring lo spazio reale è « quello per il quale le cose hanno una distanza lo une rispetto alle altre »; ora, è per virtù delle stesse forze naturali che le distanze reciproche dei corpi e delle particelle materiali sono come sono e non altrimenti, ο si mautanò; la posizione spazialo ο la distanza spaziale espri mono dunque un rapporto dinamico, e le forme spaziali non possono mai per tal guisa realizzarsi senza una grandezza determinata; l’ordine spaziale delle parti si distingue pereid come un ordine di parti in cui gli clementi sono gli autori di un aggruppamento schematico: « ora, lo schema, che per tal guisa diventa percepibile, è appunto lo spazio ». Il Wundt definisce lo spazio « una grandezza permanente, infinita, congruente in sè stessa, nella quale il singolo indecomponibile è determinato mediante tre direzioni ». Contro Kant egli nega la rappresentabilità di uno spazio vnoto, pure riconoscendo che lo spazio nella forma in cui lo intuiamo non può avere realtà obiettiva; contro le dottrine nativistiche ed empiriche dello spazio egli pone la propria dottrina dei segni locali, in virtù della quale V intaizione spaziale apparo come una sintesi associativa © fusione di un sistema di segni locali fissi della retina, con un sistema di segni locali uniformi di movimento, e quindi come un prodotto delle nostre condizioni psichiche ο dolla nostra organizzazione fisica; ciò porta ad escludero tanto una corrispondenza fra la nostra intuizione spazialeSpa  1110  © l’ordine esterno delle cose, quanto l’arbitrarietà dell’intuizione stessa: « La necessità, proveniente dall’ esterno, ondo la nostra coscienza è obbligata a collocare gli oggetti in ordine spaziale, dimostra ansi l’esistenza di fondamentali determinazioni obbiettive sotto il cui influsso l’ intuizione spaziale è formata. Se noi designano tali de terminazioni come spazio obbiettivo, dobbiamo considerarlo come qualche cora di sconosciuto, che non ci è dato immedistamente, ma al quale potremmo giungere, se riusci» simo ad eliminare i processi soggettivi, che ci hanno condotto alla intuizione spaziale ». Il Masci ammette invece con Kant che.lo spazio non è un concetto discorsivo ο ge nerale di rapporti delle cose, ma una pura intuizione, anzitutto perchè il concetto è universale mentre l’intuizione ha per suo termine l’individuale, © gli spazi singoli sono appunto intuiti come parti non costitutive ma distributive © limitative; poscia perchè, mentre gli elementi dello spazio (punti) non hanno ordine logico e non si esigono ma si escludono, carattere dei concetti è di avere organisme e misura; infine perchè i concetti sono prodotto di comparazione e astrazione, mentre gli spazi non hanno nulla di diverso tra loro e si distinguono soltanto nello spazio: egli aggiunge ancora che lo spazio rende conce] il principio di causalità, © non può quindi essere, al pari di questo, un concetto, formando lo schema per cui il concetto stesso diventa rappresentabile. Il Varisco ammette uno spazio reule, a tre dimensioni, omogeneo, euolidev; # uno spazio puro o astratto, formatosi nella nostra mente allo stesso modo di tutte le altre nozioni astratte, cioè per V aggruppamento spontaneo dei dati sperimentali, con la conseguente eliminazione degli elementi che non siano compatibili; l’esistenza dello spazio reale è provata dal fatto stesso della ‘rappresentazione determinata, che gli uomini ne hauno, nonchd dalla impossibilità di sostituire i simboli spaziali con altri: « Oggettivamente, quello che  ll Bra si chiama lo spazio si risolve: primo, nell’ avere cisscun elemento materiale un’ estensione. L’ elemento non essendo composto di parti distinte, nd scomponibile in modo alcuno, la sua estensione è assolutamente inseparabile; è uno dei caratteri essenziali, dal cui complesso inseindibile risulta V elemento, appunto come la sua massa, 9 la sua attitudine a essere determinato psichicamente. Secondo, nell’ ensere gli elementi a distanza tra loro, il che significa soltanto che le loro estensioni non si continuano ». Per l’Ardigò lo spazio non è che l’astratto del rapporto di coesistenza, ossia dell’ ordine col quale si presentano associati insieme i sensibili nella percezione dei corpi: « I corpi ο le sostanze del mondo esterno, distribuiti in questo nello stesso ordine secondo il quale sono sentiti gli organi onde li percepiamo; ossia la proiezione, nello stesso mondo esterno, non solo dei sensibili relativi, ma anche dell’ ordine secondo il quale li sentiamo; e la stessa proiezione di questo ordine per la medesima legge di oggettivazione della sensazione esterna: ecco il fondamento della idea dello spa zio ». Si tratta dunque d’un concetto empirico, alla cui formazione concorrono insieme sensazioni visive, tattili, muscolari, e che non richiede quindi per essere spiegato il concorso della facoltà dell’ intelletto o del soprasensibile ; l'argomento della infinità dello spazio, e quello soeraticoplatonico della presenza intera dell'idea dello spazio già al principio della vita cogitativa, non valgono contro la concezione empirica, sia perchè I’ infinità spaziale non si intuisce veramente, sis perchè l’idea di spazio, al pari d’ogni altra ides, si va formando a poco a poco nella nostra nente col progresso dell’ esperienza e del lavoro di associazione, di distinzione, di costruzione logica. Cfr. Platone, Timeo, 49; Aristotele, Phys., IV, 5, 212 b, 27 seggi; Plotino, Enx., III, 6, 7 © 18; Cartesio, Medit., IV; Id., Prine. ΡΜ. II, 10 segg.; Spinoza, Ethéoa, II, teor. II; Locke, Éssay, II, cap. XIII, $ 2, 11, 21 segg.; Newton, Naturalia SPE phil. prino. math., 1687, p. 6. II, III; Leibnitz, Op. fi. 1840, p. 602, 241; Berkeley, Dial. b. Hylas a. Philonows, I: Hume, Treatise, 1874, II, sez. 3; Kant, De mund sesis., 1882, sez. III, $ 15; Id., Krit. d. reinen Fern., ed. Kehrbach, p. 50e segg.; Hegel, Enoiclopedia, trad. it. , p. 205 segg.: Herbart, Peyohol. als Wissenschaft, 33 ed., I, p. 488 segg.: Id., Allgemeine Metaphysik, 1828, II, p. 199; Helmholts, Pàiayol. Optik, 1867, p. 442 segg.; Dühring, Logik, 1878, p. 199-201; Wundt, Logik, 2° ed., I, p. 442-461; Id., Grundsiigo, d. physiol. Peychol., 2° ed., t. II, p. 28 segg.: Baumann, Die Lehren von Raum, Zeit und Mathematik, 1869; B. Erdmann, Die Aziome d. Geometrie, ; Schlesinger, Substantielle Wesenheit des Raumes und der Kraft, 1885; 8. H. Hodgson, Time and space, 1865; G. Lachalas, Etude aur l'évpace ot le temps, 33 ed., 1910; B. Bourdon, La perception visuelle de Véapace, 1902; A. Covotti, Le teorie dello spario e del tempo nella fl. greca, « Annali della R. Scuola Nor. di Pisa », vol. VII, 1899; Tocco, Della materia in Platone, « Stud. it. filol. class. », IV, 1895; Varisco, Soiemsa e opinioni, 1901, p. 60 segg; Masci, Le forme dell? intuizione. 1881; Ardigd, Op. fil., II, p. 110 segg., V, 259 segg., VII, 88 segg. (v. intuizione, iperspacio, estensione, superficie. distanea, stereognostico). Specie. T. Art; I. Species; F. Espèce. In una serie di due o più idee subordinate le une alle altre, le meno estese si dicono specie rispetto alle più estese, che diconsi ge nere; © siccome l’estensione e la comprensione stanno fra loro in rapporto inverso, così sotto il rispetto della comprensione la specie è invece maggiore del genere, cosicchè essa comprende gli attributi del genere. E facile comprendere che una idea può essere generica sotto un rispetto, specifica sotto un altro: così nella serie di ossere, materia, organismo, animale, vertebrato, uomo, l’iden animale è specifica rispetto a quelle più estose 9 meno comprensive di organismo, materia, cescre, è gonorioa rispotto alle idee meno cstese © più comprensive di vertebrato © uomo, Diminuendo sempre più l'estensione, si arriva all’ idea assolutamente specifica  ultima species -; compiendo l'operazione inversa si giunge all’ idea assolutamente generica summum genus  ossia all’ idea di essere, di sostanza, di qualche cosa, ecc.  Nello scienze fisicho per specie κ’ intendono gli stati o fatti primitivi, fondamentali, irreducibili; lo sforzo del pensiero scientifico è, a tal riguardo, di ridurre le specie al minor numero possibile ο di eliminarle. Nella concezione meccanica dell’ universo, le varie specie di fenomeni si fanno derivare da combinazioni e complicazioni di movimenti, eseguiti da moviili ο regolati da un numero limitatissimo di principi; in tal modo però l’unità e l'identità reale dei fenomeni è raggiunta solo apparentemente, giacchè per dar ragione della diversità occorre ammettere dello profonde differenze tra le proprietà dei movimenti, le quali, dovendo avere anch’ esse una causa, implicano necessariamente l’esistenza di specie diverse di condizioni. Una più profonda unificazione raggiunge la dottrina elettromagnetica, la quale, eliminato ogni dualismo tra materia ed etere, ponderabile © imponderabile, risolve le varie specie di sostanze materiali che noi percepiamo in forme diverse di aggregamento di elementi omogenei; in tal modo il fondamento delle distinzioni in specie o in aggruppamenti di vario ordine (si tratti di sostanze semplici o composte) non può esser posto in qualità esolurive degli elementi singoli, ma nelle maniere di aggrupparsi © di ordinarsi di elementi identici, e quindi nelle leggi che intervengono e spiegano la loro efficacia nei vari casi.  Nello scienze biologiche la definizione dalla specie, collegandosi alle questioni fondamentali della filosofia zoologica, varia a seconda dei diversi autori: per il Prichard essa è una collezione di individui somigliantisi tra di loro, discesi da una coppia primitiva, e le cui lievi difSPE  1114  ferenze si spiegano con l'influenza degli agenti fisici. Per il Cuvier è la collezione di tutti gli esseri organirsati, nati gli uni dagli altri e da parenti comuni, ο da quelli che loro somigliano tanto quanto essi si somigliano tra di loro. Per il Lamarck è la collezione degli individui somiglianti che la generazione perpetua nello stesso stato, finchè le circostanze della situazione non cambino sufficientemento per cambiare le loro abitndini, i loro caratteri, le loro forme. Ad ogni modo, il criterio prevalente è che si dicono della stessa specie gli individui che possono inorociarsi meglio tra di loro e dar Inogo a prodotti che si perpetuano all'infinito; invece V inerociamento fuori della specie, nel genere, o è sterile 0, so dà luogo a riproduzione (come tra la lepre ο il eoniglio) essa non si perpetua all'infinito. In questi ultimi tempi il concetto di specie ha subìto però nuove modificazioni, in seguito agli studi del Heincke sullo deviazioni dei caratteri dalla media, e più ancora del De Vries sulla variabilità nel mondo vegetale e sull’ ibridismo. Secondo il De Vries, i caratteri della specie presentano nell’ individno una certa indipendenza l’uno dall’altro ed una varinbilità fluttuante ο statistica, cioò una oscillazione in più o in meno, intorno ad un valore medio (ideale) del carattere, entro limiti che non sono mai oltrepassati : assolutamente infondata, egli dice, l’ opinione che la variazione lineare (in un senso ο nell’altro) di un dato carattere sia illimitata, in modo che si possano produrre nel corso di secoli ο di millenni trasformazioni, più importanti che non nel corso di pochi anni. Per il miglioramento di ciascun carattere preso per sò, bastano in condizioni favorevoM 2-3 ο per solito non più di 3-5 generazioni ». Mentre lo speoie elementari, anche quelle più affini tra loro, non differiscono per un solo carattere, ma in quasi tutti i loro organi e in tutte le loro qualità, nessun essora dà in eredità ai suoi discondenti i snoi caratteri come  1115  SPE un tutto unico. Mediante procedimenti sperimentali fu possibile separare uno o più caratteri, seguendone poi lu sorte attraverso una generazione di ibridi.  Il Rosmini chiama specie piena, o anche esemplare dell’ oggetto, il concetto pienamente determinato, che ha cioè la massima comprensione e la minima estensione; quando con l’astrazione si tolgono da questa specie piena gli accidenti, lasciando la sostanza, si ha la specie astratta sostanziale; quando si fa 1’ operazione inversa si hanno lo specie astratte accidentali.  Nel linguaggio della filosofia scolastica per species a’ intende I’ imagine rappresentante l'oggetto. Species sensibilis è quella della percezione, species intelligibilis quella del pensiero: « Species sensibilie non est illud quod sentit, sed magis id quo sensus sentit. Ergo species intelligibilie non est id quo intelligitur, sed id quo intelligit intellectus. Per apeoiem intelligibilem fit intellectus intellegens actu, siout per apociom sensibilem sonsus est aotu sentiene » (8. Tommaso). Species praedivabilis è la cosa atta ad esser predicato di molte, differenti di solo numero, nella domanda quid est; ad es. animale predicato di cavallo, pecora, eco. Species subiicibilia è il particolare che si colloca propriamente sotto il genere e di cui si predica immediatamente il genere in quid; ad es. animale rispetto ad un vivente. Speoies ezpressa è la percezione © rappresentazione dell’ oggetto, detta così perchd è espressa ο tratta fuori e dalla potenza; species impressa è la qualità prodotta dall’ oggetto quale vicaria rirtus obiecti che si imprime nella potenza e la completa ο l’aiuta a trar fuori la percezione dell’ oggetto, cioè In specie espressa; entrambe le specie vengon dette talora anche speoies intentionalis, perchè per essa la potenza tendo all'oggetto. Cfr. A. Righi; La moderna teoria dei fonomeni fisici, 1904; Hugo De-Vries, Specie ο varietà, trad. it., Palermo, Sandron ; Raffaele, Riv. di Sciensa, anno I, n. 102; De Sarlo, La nozione di specie, « Cult. filosofica », giugno 1908; S. Tommaso, Sum. phil., I, qu. 46; GocleSPE  1116  nius, Lexicon philosophicum, 1613, p. 1068 segg.; Malebranche, De la rech. de la verité, 1712, III, 2, 2 (v. darwinismo, razza, trasformismo, ibridismo, sensibile). Specifico. T. Speoifisch; I. Specific; F. Spéoifique. oppone tanto a generico quanto a individuale; così dicesi differenza specifica tutto ciò che serve a distinguere uns specie da un’altra; esperienza specifica quella fatta da tutta la specie attraverso il succedersi delle generazioni, e fissata per l'eredità nell’individuo ; memoria specifica |’ istinto che è un insieme di atti protettivi accumulati e trasmessi dalla eredità; legge delle energio specifiche, la dottrina, secondo la quale le diverse modalità delle sensazioni dipendono dalla natura specifica dei diversi organi di senso, non dalla differenza degli stimoli esterni che le eccitano (v. energie specifiche). Specioso. Un argomento specioso non è che un ragionamento sofistico, con cui si tende a persuadere altrui della verità d’una conclusione falsa. Speculare. Dicesi allucinazione speculare quel fenomeno psicologico che si verifica durante gli stati profondi del sonno ipnotico, e che consiste nella visione interiore del proprio organismo acquistata dal soggetto e proiettata al di fuori. Dicesi scrittura speculare o a specchio, quella che va da destra a sinistra, come la scrittura che si legge per riflessione in uno specchio. Può essere così istintiva come naturale (Leonardo da Vinci); nel primo osso dipende da una anomalia, non ancora bene conosciuta, dei centri motori encefalici (v. autosoopia). Speculativo. T. Speculativ ; I. Speoulative; F. Speoulatif. Si oppone tanto a sperimentale, empirico, positivo, quanto a pratico © designa il sapere astratto ο che è fine a sè stesso, e non serve quindi di mezzo a fini utilitari o pratici. Diconsi speculative le scienze filosofiche, ο quelle, in genere, nelle quali più che l’esperienza hanno parte la forza indagatrico della ragione e la sua potenza dimostrativa. Dicesi ragione speculativa la ragione in quanto ha per fine la ricerca del vero, e ragion pratica la ragione in quanto ha per fine il bene e fornisce i principi dell’azione. Speculasione (speculari = guardare attentamente). T. Speculation ; I. Speoulation ; F. Spéculation. E la traduzione latina del greco θεωρία da Sewpsty, che significa osservare, indagare. Quindi speculazione vale indagino, ricerca, ma spesse volte si adopera per indicare il sapere puro, l’indagine razionale, per opposizione alla ricerca sperimentale e positiva. Così per Aristotele la speculazione è la forma più alta e intuitiva del concepire, ed appartiene anche alla divinità. Per Kant una conoscenza teoretica è speculativa quando ha per oggetto cid che non si pud cogliere in alcuna esperienza; la conoscenza dell’universale in astratto è conoscenza speculativa; la conoscenza filosofica è la conoscenza speculativa della ragione. Cfr. Aristotele, Met., VI, 1, 1025 b, 18; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 497. Spirito. Lat. Spiritus, Mens; Τ. Goist; I. Spirit; Ἑ. Esprit. Pnò avere vari significati. Nel senso metafisico, lo spirito è la sostanza immateriale, distinta dal corpo ο ad enso opposta, semplice, indivisibile, imponderabile, incorruttibile, immortale; essa non ha alcuna forma sensibile, nessuna proprietà della materia, 9 si rivela come pensiero, sentimento e volontà. La nozione di sostanza spirituale, intravveduta nell'antichità soltanto da Platone, è relativamonte recente nella storia del pensiero. Da principio per spirito si intendeva il soffio della vita, ciò che l'essere animato sembra esalare col suo ultimo respiro, e per lungo tempo rimase a designare non ciò che è assolutamente incorpoTeo e immateriale, ma bensì una materia estremamente sottile, attenuata, penetrante e impalpabile come il soffio; tale concezione materialistica si mantenne anche nella filosofia greca, cosicchè per Anassimandro 1’ anima è gassosa, Ser  1118  per Ippone è un’ umidità, per Senofane è aria, per Eraclito, per Democrito e per gli stoici è fuoco, per Epicuro à un corpo consistente di materia serea ο di fuoco. Anche per Anassagora lo spirito (νοῦς) ordinatore dell’ univers secondo un fine e moderatore del movimento, è una materia, un elemento corporeo, omogeneo in sè, inoreato ο imperi turo, diverso da tutte le altre materie solo per grado, in quanto è la più fine, la più leggera, la più mobile, e per la sostanza, in quanto si muove da sò e muove gli altri elementi. Per Tertulliano lo spirito è una particolare svstanza: epiritus enim corpus sui generis in sua effige. Per Alberto Magno apiritus potest dici is qui active apirat. Per Melantone vapor ex sanguine expreseus. Questo concetto durò fino a tutto il medio evo, e la stessa religione cristiana non seppe spogliarsene, come è dimostrato dalle pane materiali che essa infligge alle anime condannate al fuoco eterno. Soltanto col dualismo cartesiano si distinsero nettamente le due sostanze, che esistono entrambe per sò stesse, ma di cui una, lo spirito, è pensiero ο attività, l’altra, la materia, è estensione e inerzia: questi due opposti si uniscono solo in Dio, fondamento reale della conoscenza e del moto, e nell’uomo, che è spirito e corpo, pensiero ed azione: Non autem plura quam duo genera rerum agnosco: unum est rerum intellectualium, sive cogitativarum, hoc est. ad mentem sive ad substantiam cogitantem pertinontins : aliud rerum materialium, sive quas pertinent ad substantiam, hoc est, ad corpus. (Cartesio). Una nozione ugualmente esatta dello spirito si ha nel Berkeley: « Uno spirito è nn ee sere semplice, individuale, attivo, che si chiama intelligenza in quanto percepisce le idee, volontà in quanto le produce o è attivo in rapporto ad esse ». Naturalmente, il materialismo ha sempre combattuto il concetto della sostanza incorporea, dello spirito, che per l'Hobbes è una vor insignificans, © per i materialisti del secolo soorso uns semplice fanzione della sostanza cerebrale; ma la critica  1119  fer più acuta fu fatta da Locke ο da Hume, il primo dei quali dimostrò l’inconcepibilità di una sostanza in sè stessa, il secondo sostenne che, essendo ogni idea derivata da una impressione precedente, se abbiamo un’ idea della sostanza del nostro spirito dovremmo aver pure un’ impressione di questa sostanza, il che è inconcepibile perchè V impressione dovrebbe esser simile alla sostanza; perciò egli risolve lo spirito in « un sistema di percezioni diffe- renti, che sono collegate le une alle altre da un rapporto causale e reciprocamente si producono, si distraggono, si influenzano © si alterano ». Tale critica fa accettata da Kant, che additò i paralogiemi nei quali onde la peicologia razionale quando vuol provare la spiritualità dell’anima; da J. 8. Mill, che risolve lo spirito in una possibilità permanente di sentimenti; dal Bain, che lo considera come « un residuo, che si trova dopochè si è separato il mondo obbiettivo dalla totalità della nostra esperienza »; dal Wundt, che ne fa un semplice soggetto logico dell’esperienza interna; dallo Spencer, che lo pone come inconoscibile, come un simbolo di ciò che non pnd mai cadere sotto il pensiero; dall’Ardigò, che lo considera come il ritmo comune o generico mentale, costituito dallo reminiscenze e dalle sensazioni interne, ritmo che ci si presenta come inesteso e immateriale, perchè nei suoi ele«menti non apparisce il riferimento con la meccanicità del fatto fisiologico, della quale gli elementi stessi sono la manifestazione cosciente.  Nel senso puramente psicologioo lo spirito può designare sia 1’ insieme delle attività psichiche dell’uomo, senza riferimento ad una sostanza permanente, © in tal caso ha il significato generico che si attribuisce alla parola coscienza, psiche, anima, io, eco.; ein l'insieme delle sue facoltà intellettuali, e in tal caso ha significato più ristretto, ο si oppone alle facoltà affettive ο Volitive. Cfr. Aristotele, Phys., VIII, 1, 250 b, 24; Diogene Laerzio, II, 3, 6; Platone, Rep., IV, 435; Tertulliano, Spr  1190  Adv. Praz., C 7; Cartesio, Prino. phil., I, 11, 48; Berkeley, Prino. of hum. know., 1710, XXVII; Locke, Enquiry, 1. II, cap. 23, $ 18 segg.; Hume, Treatise, P. IV, ses. v; J. è. Mill, La phil. de Hamilton, trad. franc., cap. XII, pag. 228 segg.; Bain, The sonsca and the intellect, 3* od., cap. I; Spencer, Prino. of Peychol., 1881, P. II, cap. 1, § 58; Wandt. Handbuch d. physiol. Peyohol., , vol. I, p. 8; Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 10 segg.; Tylor, La cirilisation primitive, trad. franc, 1876, vol. I, p. 497 seggi, Lubbock, I tempi prolstorioi ο l’origine dell’ incivilimento, trad. it. 1875, p. 557 segg.; Ardigò, Opere fil., I, 209 segg. IX, 306 segg. (v. anima, psiche, attualiemo, sostanzialismo). Nel suo significato più largo, lo SPIRITUALISMO è la dottrina che ammette l’esistenza di Dio e dell'anima come sostanze immateriali, © cioè semplici, inestese, attive, identiche a sè stesse, © che non cadono sotto i sensi; si oppone perciò al materialismo, il quale non ammette altre sostanze che le materiali, e nega l’esistenza di sostanze spirituali distinte dalle sostanze materiali. Si distingue dall’idealiemo, in quanto mentre questo fa dello spirito, come del corpo, un semplice modo del pensiero, un’ idea pura, quello considera invece l’idea come un modo o una forma dello spirito. La distinzione però non è sempre osservata, usandosi spesso le espressioni idealismo realistico, o metafisico, © cosmologico, ο assoluto, per indicare il monismo spiritualistico. Tre sono i principali argomenti dello spiritualismo per dimostrare la necessità di un principio immateriale che produca i fatti di coscienza: 1° la coscienza non pnd nascore dalla materia corporea, perchè mentre questa è per sua nature molteplice e composta, quella è per sua natura semplice ed una; 2° la coscienza, essendo dotata di ai vità spontanea e libera, non può derivare dalla materia. cho à inerte © incapace di modificare sò stessa; 3° la coscienza non pad derivare dall'organismo, perchd mentre essa sente di rimanere sempre identica a sè, l’organismo si rinnova © varia continuamente. Quest’ ultimo è l’argomento sul quale si appoggiano, specialmente dal Lotze in poi, gli spiritualisti moderni: se nel corso della vita psichica, nel succedersi continuo di sensazioni, rappresentazioni, emozioni ο voleri, l'individuo si sente sempre identico a sò, sempre il medesimo, vi deve essere nn sostrato permanente sotto la vicenda dei fatti psichici, i quali per ciò non sono che fenomeni molteplici e variabili d’una sostanza unica © immutabile. Ammessa l’esistenza della sostanza spirituale, due soluzioni fondamentali αἱ rendono possibili. Si può considerare lo spirito come unica realtà, di cui la materia non è che un semplico fenomeno, e in tal caso si ha lo epiritualiemo puro o monistico. Si può consideraro invece lo spirito e la materia come due principi ο sostanze opposte e irreducibili, esistenti ab aeterno I’ una accanto all'altra, e agenti reciprocamente l’ans sull'altra, 6 in tal caso si ha lo apiritualiemo dualistico. Le principali ragioni su cui lo spiritnalismo monistico si fonda, sono: 1° poichè l'universo non si rivela a noi che sotto forma spirituale, devo essere di essenza spirituale; 2° poichè l'universo è conoscibile, deve eniatere tra esso © il nostro spirito un legame essenziale, giacchè sarebbe inesplicabile una corrispondenza tra il pensiero ο ciò che gli è del tutto estraneo; 3° poichè nella coscienza non c'è che coscienza, se non si vuol rinunsiare a conoscere si deve concepire l’universo in termini di coscienza, ossia per analogia con la nostra esperienza interna. Le varie forme del monismo spiritualistico germogliano infatti da una particolare traserizione del mondo in termini di esperienza psicologica, sia che faccia dell'universo un processo organico e consideri 1’ ovoluzione cosmica come In necessaria attuazione d’unn idea immanento nella natura, sia che riduca il divenire della realtà all'esplicarsi d’ un: tendenza impulsiva, sin che la faccia rampollaro da un ferace istinto di reazione. Platone cho eleva ad immutabili #1  Ranzout, Dizion. di scienze filosofiche. Spo  1122  essenze i concetti dello spirito umano; Fichte che vede nel processo cosmico lo sforzo perenne dell’ Io morale per rendere efficace la sua libertà; Hegel che dà valore di realtà assoluta al movimento dialettico del pensiero; Schopenhauer che pone al fondo delle cose la volontà; Schelling. Froschammer, Bergson che contemplano nell’eterno dive nire del mondo l’opera d’una fantasia inesauribile, traggono tutti dalla esperienza interna il principio del low spiritualismo. Cfr. F. Kirchner, Grundprinzip des Weltprezesees, 1882; Wachrot, Le nouveau spiritualieme, 1882; A. Aliotts, Linee d’una concesione spiritualistica del mondo, « Cultura filosofica >, Anno VII, n. 3, 8, 4-5 (v. anime, monismo, influsso fisico, neo-spiritualismo, parallelismo, #stanza, sostanzialismo, spirito). Spontaneita. T. Spontaneitàt; I. Spontaneity; F. Spor tandité. Leibnitz la definì brevemente contingentia sine cos tione; Cristiano Wolff principium asse ad agendum deterninandi intrinseoum. Nel suo senso proprio, è il potere che ha un essere di modificare da sè stesso lo stato proprio. indipendentemente da ogni causa esterioro. Si oppone quindi alla inersia, che è invece la tendenza di un essere a perseverare indefinitamente nel suo stato di riposo o di movimento, finchd non sia modificato da una causa este riore. Per Aristotele gli oggetti che costituiscono la na tura hanno în sò stessi il principio del proprio moto, © tali oggetti sono non solo i corpi, ma anche quelli che sono legati con corpi, come l’uomo, © quelli che al corp? sono principio di movimento, come l’anima. Epicuro pe neva nell’atomo una spontaneità, una determinazione individuale, per oui esso può deviare nella sua caduta rettilines (clinamen) e produrre quegli urti con gli altri atom. che danno origine alle cose. Anche il Leibnitz pone ln spontaneità nella monade, che è una forza semplice, originaria, determinata in sò stessa e non dal di fuori, Nella filosofia moderna la spontaneità è da molti considerats essa è sostituito il determinismo cosmico, 1’ universale ο necessaria continuità del movimento, che si trasforma in modi infiniti. Quando la spontaneità è apposta alla recettirità, non significa più libertà: si dice infatti che la sensibilità è una recettività, l'intelletto invece una spontaneità, in quanto è la facoltà, dice Kant, di produrre in noi stessi delle rappresentazioni. Cfr. Leibnitz, Philos. Scriften, ed. Gerhardt, IV, 483, VII, 108; Kant, Krit. d. reinen Vern. (v. caso, contingenze, necessità). La STATICA è quella parte della meccanica razionale che studia la composizione delle forze (indipendentemente dai movimenti che sono capaci di produrre) considerate come grandezze riferite ad una unità di misura della stessa specie. Statistion. T. Statistik; I. Statistica; F. Statistique. Può designare tanto la scienza dei fatti sociali espressi con termini numerici, quanto i termini stessi. La statistica come scienza ha per oggetto la conoscenza della società considerata nei suoi elementi, nella sua economia, nella sua tuazione; essa si può definire come l'osservazione e l’induzione appropriate allo studio quantitativo dei fenomeni collettivi, suscettibili di variare senza regola assegnabile a tutto rigore. Nei fenomeni collettivi essa deve sceverare ciò cho v’ha di tipico nella varietà dei casi, di costante nella variabilità, di più probabile nell’apparente accidentalità, e decomporre, fino al limite che la natura del metodo consente, il sistema di cause ο di forze di cni essi fenomeni sono la risultante. La statistica è deserittica, quando si limita a raccogliere i fatti, matematica quando li rappresenta e confronta per dedurne lo leggi. Cfr. Morpurgo, La statistica e le scienze sociali, 1872; Gabaglio, Teoria generale della statistica, 33 ed. ; N. Colaianni, Manuale di mtatistioa teor., 2* ed. 1907 (v. sociologia). Stato. T. Staat: I. State; F. État. Ogni società organizzata snlle basi della giustizia; ogni società i cui membri STA  1124  prestano abituale obbedienza ad una autorità posta nel. società stessa e che non presta obbedienza abituale ad un autorità esterna. Il Brugi lo definisce « un istituto che tr tela il diritto nella società civile, induce a unità le classi > ciali, ed à il mezzo con cni si manifesta l’azione colletti»: del popolo »; così inteso, lo Stato è distinto dalla società ti vile, che è l’ ordinamento degli individui appartenenti a vi dato popolo in classi fondate sugli interessi economici, tisi © intellettuali. L'origine, la natura e le funzioni deliv Stato furono © sono spiegate in modi diversi. Per Prots gora gli dèi hanno elargito a tutti gli nomini in misun nguale il senso della giustizia e il timore morale (2ixr © αἴδώς) affinchd possano conchiudere patti durevoli per i conservazione reciproca nella lotta per la vita. Per Pis tone lo Stato ideale deve rappresentare in grande l’uomo. ο deve perciò constare di tre parti, che corrispondono alle tre parti dell'anima: la classe insegnante, la classe mil: tare e la classe guerriera; solo alla prima spetta di gu: dare lo Stato, di fare le leggi e di vegliarne l’eseenzior mentre cömpito della seconda à la conservazione dell dinamento dello Stato, interno ed esterno; alla gran mass del popolo, operai e contadini, che col lavoro provvedono alla creazione dei mezzi esteriori dello Stato, s’addicono solo l'obbedienza e la moderazione. Per Aristotele l’attività morale dell’ uomo, ζῶον zoAtttxév, non può trovare la sus perfezione se non nella vita in comune, quindi anche per lui non e’ è nessuna moralità concreta fuori dello Stato, come scopo essenziale del quale anche Aristotele considerava l’educazione morale dei cittadini; ogni costituzione politica è giusta, quando il governo ha presente, come scopo più elevato, il benessere della umanità. Cfr. Combotheern, La conospt. jurid, de Etat, 1899; Spencer, L’individu contre?" État. trad. frane. 1885; Cavagnari, Psicologia dello Stato, 1901:Brugi, Introd. alle acience giuridiche e sociali, 1907, p. 1 sogg. (v. contrattualismo, diritto, pena, società).    sre Stereognostico (senso). Espressione introdotta nel linguaggio filosofico dall’ Hoffmann, con la quale si designa il senso che ci dà la nozione della forma degli oggetti e delle loro proprietà fisiche, quali la temperatura, l’estensione, la consistenza. Più che una forma di sensibilità semplice esso è costituito dall’associazione di nozioni fornite specialmente dal tatto attivo ο dal senso muscolare. In generale si ammette che la nozione della solidità e della forma degli oggetti a distanza ci è data dalla visione bioculare, per la differenza delle due imagini retiniche prodotte dall’oggetto solido. Perciò alcuni psicologi ritengono sia più proprio parlare d’una percezione atereognostica piuttosto che di un senso stereognostico ; altri lo chiamano invoce fatto attivo, 0 percezione tattile dello spazio. Dicesi storeoagnosia il fenomeno psichico, che consiste nella perdita del riconoseimento della forma degli oggetti: sembra dovuta ad una rottura delle fibre d’ associazione leganti il contro sensoriale muscolo-tattile col centro dello imagini visive delle forme. Cfr. Helmholtz, Physiol. Optik, 2° ed. p. 782 segg.; Wundt, Physiol. Paychol., 4° ed., vol. II, p. 227; E. B. Titchener, Exper. psychol., 1901, I, p. 257 segg.; Bourdon, La perception visuelle de l'espace, 1902; Id., «Inndo peyohologique, , p. 65 segg. Stereoscopic. T. Sterooskop; I. Stereoscope; F. Stéréoscope. Stromento col quale le figure piane sembrano solido, valo a dire a tre dimensioni. Esso si fonda sulla constatazione che l'apprezzamento della solidità dei corpi è dato dalla visione bioculare, per il fatto che l’imagine di un dato corpo solido, proiettata su una retina, non può essere ngnale all’imagine che lo stesso corpo proietta nel medesimo tempo sull’altra retina. Esistono vario forme di stereoscopi, di cui il primo è dovuto al Weastone. Mediante questo stromento si fw cadere sopra una retina il disegno dell’imagine che un dato corpo solido proietterebbe su essa, e sui punti identici dell’altra retina il disegno delSTE-STO  1126  l’imagine che il medesimo corpo proietterebbe contempo raneamente su di essi; quindi, benchd ciascun disegno sia rappresentato da una superficie a due sole dimensioni, si ba la stessa sensazione che si avrebbe guardando il corpo solido, che tali disegni rappresentano, con le sue tre dimensioni (lunghezza, larghezza, profondità). Se i due disegni sono uno nero © l’altro bianco si ha la sensazione dello splendore. Cfr. Weastone, Philos. Transact., 18%: Stolze, Die Stereoscopie und das Storeorscop., 1894 ; Breuster. The stereosoope, 1857 (v. retina, peeudoscopio, spazio, risire. solido, stereognostico). Stereotipia. Sintomo di alcune malattie mentali, com la forma catatonica della demenza precoce, 1’ imbecillità. l’idiotismo. Consiste nella ripetizione continua degli stesi movimenti e delle stesse frasi, nella monotonia del tono di voce, nel ritorno incessante dei medesimi periodi ο delle medesime parole quando l’ammalato scrive. Cfr. J. Finzi. Compendio di psichiatria, 1899, p. 101,123 (v. ecolalia, stupore). Stimolo. T. Keiz; I. Stimulus; F. Stimulus, excitant. Tutto ciò che produce lo stato di eccitazione d’una cellula, d'un tessuto o d’un organo. Senza l’azione dello stimolo l'attività funzionale della cellula, e quindi del tessuto o dell'organo, non si produce. L'intensità della eccitazione prodotta è, generalmente, proporzionale all’intensità dello stimolo. Ogni organo reagisce allo stimolo in quel modo che è conforme alla sua struttura. Gli stimoli della cscienza si distinguono in esterni, che agiscono sugli organi situati alla periferia del corpo, interni, che provengono da una modificazione inerente agli organi, ο inferoerebrali, che consistono nell’ irradiarsi della eccitazione nervosa da vu centro superiore ad un altro (v. eccitazione, aubminimali). Ston (στοά = portico). Grecismo usato talvolta per designare lo stoicismo, dicendosi la filosofia dello Stoa, o seuplicemente lo Stoa. La filosofia stoica ebbe infatti la sus prima sedo nel Portico pecile.  1127  STO Stoicismo (στοά -= portico). T. Stoiciemus; I. Stoiolem; F. Stoicieme. Sonola filosofica fondata da Zenone di Cizzio, in Cipro. Il suo nome le venne dall’essere stata aperta, tre secoli a. C., nello Stoa pecile, un portico ornato di pitture del celebre Polignoto. Essa ebbe più di cinque secoli di vita rigogliosa, durante i quali attraversò due periodi nettamente distinti l’uno dall’altro: il primo ha per centro esclusivo Atene, il secondo si svolge specialmente a Roma, ove conta fra i suoi seguaci i cittadini più illustri. Mentre nella prima fase l'insegnamento originario di Zenone è conservato intatto, nella seconda esso tende all’eclettismo, specie con Cicerone, Seneca, Marco Aurelio, che attinsero largamente alla filosofia platonica. I caratteri fondamentali della filosofia stoica sono, a giudisio dello Zeller, il materialismo in quanto essa pone Dio e l’anima come sostanze corporee; il dinamismo perchè considera come inseparabili la materia ο la causa, cioò il principio passivo e l’attivo; il pantelsmo perchè il principio attivo è uno solo, ed è Dio. Secondo gli stoici la filosofia non è che lo studio della virtà, ed ha per centro la vita morale dello spirito; tuttavia essa si distingue in tre parti: logica, fisica, ed etica. Di ciascuna di queste parti sono date sufficienti notizie in questo vocabolario alle parole anticipazioni, anima nel mondo, anapodittioi, ecpirosi, mantica, adiafora, tabula rasa, noo, logos, catalettico, visa, eco. La parola stoicismo si adopera anche in opposizione ad epicureisino, per designare tutti quei sistemi di morale che pongono come norma suprema della condotta il dovere. Cfr. H. Arnim, Sloicorum voterum fragmenta, 1903-1905; L. Stein, Die Psychologie der Stoa, 1886-88; A. Dyrof, Die Hthik der alten Stoa, 1897; P. Ogereau, Le syatime philos. des Stoiciens, 1885; 8. Talamo, Le origini del cristianesimo e il pensiero aloico, 1892. Storia. T. Geschiohie; I. History; F. Histoire. Può ossere intesa come fatto, 0 come dottrina o disciplina. La Sto  1128  storia come fatto può a sua volta esser intesa in tre sensi: generalissimo, generale 6 particolare. Nel primo per storia s'intende l'evoluzione di tutto l’universo fisico ο morale, in quanto tntto ciò che esiste, essendo soggetto a cangiamento, esiste nel tempo ed ha quindi una storia; in questo sonso si usano le espressioni storia della terra, storia della specie, storia dei mondi, ecc. In un senso meno generale per storia s'intende lo spirito umano nel suo movimento, ossia 1’ evoluzione complessiva dell’ umanità, nelle suo istituzioni politiche ed economiche, nelle ane forme giuridiche, religiose, morali, eco. In senso partioolare, e più comune, per storia s'intende lo svolgimento di quegli avvenimenti umani, che hanno esercitato una azione visibile sul corso generale della società. La storia come dottrina ο storiografia, è la ricostruzione, la narrazione e l’interpretazione di tali avvenimenti; in’ modo più rigoroso è, come la definisce il Bernheim, « la scienza degli sviluppi degli uomini nella loro attività come esseri sociali », sebbene questa definizione inchinda nella storia anche la sociologia. La storiografia è passata attraverso quattro fasi: 13 primitiva o mitioa, in cui mancano i mezzi di fissazione degli eventi sociali, che sono raccolti dall’imaginazione fervida del popolo ο trasformati in miti e leggendo; 2° istruttica o prammatica, che ba per mira non tanto la ricostruzione fedele del passato, quanto la determinazione delle regole e degli insegnamenti morali, politici o religiosi, che dal passato si possono ricavare, per guidaro i contemporanei e illuminare il futuro: la storia è dunque la maestra della vita; 3% medievale ο religiosa, in cui, per il prevalere del pensiero cristiano, la suocessione dei fatti storici è considerata come lo svolgersi d’un piano provvidenziale rivolto a fini lontani 6 imperserutaDili; 4* moderna ο naturalistica, in cui la storia è considerata come sapere naturale di puri fatti umani, nei loro rap porti di causalità reale, indipendentemente da qualanqne  1129  Sto preoccupazione morale, politica o religiosa. Ma intorno alla vera natura della storia regnano profonde divergenze tra i pensatori moderni, alcuni dei quali la considerano scienza vera ο propria, «altri arte, altri disciplina a sè, distinta così dalla scienza come dall’arte. Per i primi i fatti storici sono causali, ed è quindi possibile ricavarne delle leggi che, al pari di quelle scientifiche, non varranno soltanto a interpretare il passato, ma anche a prevedere il faturo storico e sociologico; la storia adotta lo stesso metodo positivo delle altre scienze, e le sue spiegazioni si ottengono per via deduttiva; alcuni credono anzi possibile dedurre tutte le leggi storiche da uno o de pochi principi generali, come il fattore economico, l'analogia biologica, l'interesse, la simpatia, l'influsso dell’ ambiente, dell'eredità, della lotta per la vita. Per i secondi i fatti storici non sono causali, cosicchè la costruzione di leggi storiche è impossibile, e il passato, anzichè interpretato scientificamente, può essere soltanto artisticamente ricreato o rifatto; però a tale conclusione gli uni arrivano collocando l’accidentalità nella storia, perchè in essa molto può il fattore individuale, e da cause lievi possono derivare grandi effetti, e effetti molto diversi derivare da cause simili, gli altri collocandovi invece la libertà, in quanto nel divenire peichico, di cui il divenire storico è un riflesso, si ha una vera © propria creaziono continua di valori, una varietà incessante dovuta all’eterogenesi dei fini, ai contrasti e alle sintesi psichicho. L'indirizzo intermedio nega che la storia sia arte, al pari della musica o della poesia, perchè mentre l’arte ha per fine il bello ο crea essa stessa la propria realtà, sin puro imitandola dalla natura, la storia invece ha per fine il vero, per quanto brutto possa essere, © ricerca ln propria realtà servendosi di processi che le arti ignorano totalmente; e nega che la storia possa essere scienza, ciod un sistema di leggi, perchè mentre legge significa univerSTO  1130  salità © ripetizione, storia significa individualità e muiazione, mentre la legge è lo stesso fatto esteso oltre i limiti dello spazio e del tempo, la storia è I’ individua zione dei fatti nello spazio e nel tempo, e mentre infine le soienze della natura sorgono ο si sviluppano solo in quanto ciascuna può prescindere dal rapporto di solidarietà che unisco il proprio oggetto con quello di tutte le altre, la storia umana è un frammento della storia cosmica e il suo procedere è interrotto ed accresciuto ad ogni istante dal confluire di innumerevoli fattori esterni, che non si possono, in quanto tali, calcolare in base alla pura conoscenza dei momenti precedenti. La storia è dunque una particolare disciplina, la quale, per l’irreducibile singolarità dei fatti che formano il suo oggetto, singolarità dovuta all’ infinita complessità del loro determinismo. devo procedere da caso a caso, rinunziando ad ogni generalizzazione mediante le leggi; nell’aocertamento critico doi fatti essa segue il metodo positivo di tutte le scienze ο doi sussidi che la glottologia, l'archeologia, la paleografia, l'antropologia, ecc. possono offrirle; ma poichè l'oggetto della storia non à la realtà inconscia, bensi la stessa coscienza umana nel suo movimento, essa richiede in chi la coltiva quell’ intuito psicologico e quelle virtù di prosatore, che sono indispensabili per indagare lo spirito del passato ο per farlo rivivere. Cfr. Bernheim, Lehrbuch d. historischen Methode, 1903; Simmel, Problem der Geschiohtsphilosophie, 1907; Flint, History of the philosophy of history, 1893; Bourdeau, Z’histoire et les historiens, 1888; Lavolléo, La morale dans Vhistoire, 1892; Langlois et Seignobos, Introd. aux éludes historiques, 1898; Altsmira, La inseianza de la historia, 1891; Croce, It concetto della storia, 33 ed. 1896; Crivellucci, Il concetto della storia, in «Studi storici », fasc. I ο II, 1899; Ant. Labriola. 11 problema della filosofia della storia, in Scritti varî, 1906: A. Rava, It valore della storia di fronte alle scienze nat..  1131  Sro-STR 1910; C. Ranzoli, Il caso nel pensiero ο nella vita, 1913, Ρ. 199 segg. : Storicità. La caratteristica del fenomeno sociale secondo alcuni filosofi. 11 Comte la designa come « una successione © filiazione di stati e momenti storici, come intluenza graduale © continua delle generazioni le une sulle altre ». Il Littré, precisando il pensiero del Comte, fa consistere la storicità  per la quale il passato determina il prosente, © il presente l'avvenire nella accumulazione, nella preservazione © trasmissione dei prodotti, sia matoriali sia immateriali, dell'attività sociale, nella creaziono di un fondo comune di cose da apprendere, fatto questo esolusivamente sociologico, che non trova riscontro di sorta in biologia (v. estetismo, istoriemo). Storico (argomento). Alcuni teologi chiamano così quella fra lo prove a posteriori dell’esistenza di Dio, la quale, dalla constatazione che la religiosità è propria di tutti i popoli in tutti i tempi e in tutti i gradi di civiltà, conchiude all’osistenza di un Ente supremo che risplende nella intelligenza umana. Questo argomento perderebbe ogni valore qualora fosse mostrato che vi sono o vi furono popolazioni prive affatto di religiosità; alcuni antropologi infatti lo sostennero, altri lo negarono, nd può dirsi che la questione sia definitivamente risolta in un senso o nell’ altro (v. gli argomenti ontologico, ideologioo, morale, fisico, metafisico). Stratonismo. T. Stratonismus; I. Stratonism ; F. Stratonisme. L’indirizzo naturalistico © panteistico della filosofia aristotelica, iniziatosi prima con Teofrasto e poscia più energicamente con Stratone. Secondo quest’ultimo, l'intelletto ο l’attività rappresentativa costituiscono un tutto unico: come non v'è pensiero senza intuizione, così non v'è percezione senza la cooperazione del pensiero; tutt'e due uppartengono all’unica coscienza. Applicando lo stesso concetto all’analogo rapporto metafisico, Stratone insegna che STR-SUB  1132  la coscienza o ragione della natura non può esser considorata come qualche cosa di separato da essa: Dio non può essere pensato trascendente, come non può essere pensato il voîg. Così esso nega il monoteismo dello spirito, ed insegnando che non si può pensare la semplice materia © nemmeno una forma pura, respinge l’elemento platonico della metafisica aristotelica, che era rimasto nella separszione della ragione dalla materia, e lo respinge tanto lungi, che ridiventa ‘libero l’ elemento democriteo: nel divenire universale lo stratonismo vede soltanto la necessità immanente della natura e non più l’effetto di una causa spirituale, fuori del mondo. Cfr. Cicerone, De nat. deorum., I, 13, 35; H. Diels, Beriohte der Berliner Akad., 1893, p. 101 segg. Stroboscopio v. cinetoscopio. Stupore. T. Stupor; I. Stupor ; F. Stupeur. Nel suo significato comune designa lo stato di immobilità peichica, a così dire, in cui trovasi chi è colpito da qualche cosa di meraviglioso © d’inaspettato. Nella psicologia patologica designa un rallentamento delle espressioni motorie portato al massimo grado. Esso non è per sò una malattia, ma una sindrome che comparisce frequentemente nello malattie mentali: se è accompagnato da paralisi psichica si ha lo stupore epilettico, se da intima serenità lo stupore maniaco. se da tensione interna © da stato di ansin lo stupore melanconico, se da negativismo o da intoppo psichico lo stapore catatonico. Cfr. Whitwell, 4 study of stupor, « Journal of ment. scie. », 1889, XXXV, p. 360 segg. (v. atereotipia, confusione). Subalterne (ὑπάλληλαι). Due proposizioni che hanno lo stesso soggetto e predicato sono subalterne quando hanno la stessa qualità ma differiscono nella quantità del soggetto, di cui l’uno è universale l’altro è particolare : ossia 4 ed I, E ed O. La proposizione particolare dicesi subalternata, Vuniversale subalternante. Dalla verità della universale si inferisce la verità dolla particolare, ma dalla  1133  Sup falsità della universale non #’ inferisce la falsità della particolare. Inversamente, dalla verità della particolare non 8’ inferisce la verità dell’universale, ma dalla falsità della particolare si inferisce la falsità dell’universale. Tutti i ragionamenti a fortiori, sia di prova che di refutazione, hanno il loro principio fondamentale in questi due ragionamenti, che ne costituiscono il tipo più semplice. Cfr. F. Ueberweg, Syst. der Logik, 1874, § 95 (v. conversione, inferenza). Subcontrarie (ύπεναντίαι). Due proposizioni che hanno lo stesso predicato sono subeontrarie quando sono particolari ed apposte nella qualità: ossia I ed O. Possono essere entrambe vore ma non entrambe false. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 225 segg. Subcosciente. Τ. Halbbewusst, unterbewusst; I. Subconscious; F.Subconeoient. Parola d’uso recente nella psicologia, ma di valore molto incerto, tantochè Morton Prince ne espone sei significati differenti. Alcuni psicologi moderni chiamano così quegli stati particolari di oscuramento psichico o di semisogno determinati da una diminuita fanzionalità dei processi corticali ο manifestantisi frequentemente nella pazzia nei quali le impressioni del mondo esterno sono raccolte con difficoltà ο imperfettamente obbiettivate. Si dicono anche stati orepuscolari, e possono estendersi a tutta la vita sensitiva, o ad alcune parti di essa soltanto. Vi sono però molti psicologi che non ammettono tali stati di subcoscienza, e li considerano o come stati di osonramento psichico o come semplici processi fisiologici senza il loro correlativo psicologico.  Por subcosciente 0 conoosoiente e intende anche l’attività psichica dissociata dalla personalità ma provvista di coscienza, ossia l'insieme dei fenomeni psichici rappresentanti la manifestaziono di coscionzo secondarie che coesistono accanto alla principale. Secondo alcuni psicologi contemporanei, il subcosciente, così inteso, avrebbe larga parte nella vita psichica norSus  1134  male e anormale: la nostra condotta, le nostre opinioni. il nostro umore, i nostri sentimenti sarebbéro grandemente influenzati da una quantità di fattori psichici di cui moi non siamo coscienti, ma si quali non si può negare una coscienza, come provano ad es. i fenomeni della scrittura automatica e come è rivelato dalla stessa introspezione, che ci testimonia il persistero di una attività coordinata ο intelligente, dalla quale abbiamo distolto I’ attenzione. Maggiore efficacia ancora avrebbe il subcosciente nella produzione degli stati psichici anormali 6 supernormali, come gli sdoppiamenti della personalità, l’ipnotismo, la telepatia, il medianismo.  R. Assagioli propone di adoperare le espressioni : subcosciente, por designare in generale ed in blocco tutto ciò che esiste e si svolge nella nostra psiche senza che noi no siamo coscienti ; attività psichica concoacionte ο dissociata per indicare l’attività psichica dei centri secondari di coscienza; coscienza latente (6, secondo i casi residui psichici latenti, patrimonio psichico latente, ecc.) per designare tutti i nostri ricordi, idee, ece., accumulati ed a nostra disposizione, ma fuori del campo della nostra coscienza attuale. Cfr. Gross, Die cerebrale Sekundärfunction; W. Hellpach, Unbewusstes oder Wechseheirkung, « Zeitschrift für Psych. », XLVIII, p. 238; Morton Prince, The aubconscious, VI* Congr. int. de psych, Geneve, 1910, p. 71 sogg.; Id., The dissociation of a personality, 1906; Myers, The human personality, 1902; Janet, L’automatieme payohoique, 1889, p. 84 segg., 223 segg., 316 segg.; Patini Concienza, aubooscienza, incoscienza ο apeichla, « Riv. di psicologia applicata », , VI, p. 24; R. Assagioli, It eubcosciente, « Rivista di filosofia », aprile 1911, p. 197-206: C. Ferrari, Le emozioni e la vita del eubcosciente, 1911: J. Jastrow, La suboonscience, trad. franc. 1908 (+. confusione, incosciente). Sublime, T. Erhaben ; I. Sublime; Ε. Sublime. Un valore ‘tico che, in tutte lo ste sottospecie (terribile, tragico, SUB orrido, solenne, grandioso), è prodotto dalla percezione o rappresentazione dell’immensità nel tempo ο nello spazio, © della potenza fisica o morale. Già Enrico Home determinò il sublime come il bello quando è grande, e Edmondo Burke lo intese come ciò che con un brivido di benessere οἱ ‘incute terrore, mentre noi stessi ci sentiamo lontani dal pericolo d’un dolore immediato, distinguendolo dal bello, che è ogni cosa atta a suscitare piacevolmente i sentimenti dell’amore umano in generale; ma il merito di aver fatto l’analisi di questo sentimento spetta a Emanuele Kant, che pose l’essenza del sublime in una convenienza dell’azione degli oggetti col rapporto tra la parte sensibile e la soprasensibile della natura umana. Il sublime, come il bello, si rivolge alle due principali facoltà dello spirito, l’imaginazione e l'intelletto; ma mentre nel bello queste facoltà agiscono d’accordo, nel sublimo si trovano in contrasto |’ una coll’ altra. Infatti l'oggetto non è sublime che perchd colpisce i sensi, ma i sensi o l’imaginazione si sentono impotenti a raggiungerlo, como di qualche cosa che sorpassi infinitamente la sfera sensibile e che soltanto l’intelletto può comprendere. Dinanzi al sublime il selvaggio fugge perchè in esso teme la divinità. L’ uomo civile non fugge, perchè nulla ha a temere; tuttavia egli non può sottrarsi ad un senso d’ angoscia, perchè il sublime gli fa sentire tutta la sua pochezzu materiale; l'emozione del sublime è quindi, nel suo ini depressiva. Ma al senso primitivo di terrore segue poi un senso di intima soddisfazione, perchè il sublime desta in noi il senso della nostra morale grandezza; è così che da depressiva l’emozione diviene esaltativa, e dall’angoscia passiamo all’ entusiasmo. « Delle roccie sospese audacemente nell’ aria e quasi minaccianti, dice Kant, delle nubi procellose che si ammassano nel cielo tra lampi ο tuoni, dei vuleani che scatenano tutta la loro potenza di distruziono, degli urngani che seminano la distruzione, l’ oceano immenso solSUB  1186  levato dalla tempesta, la ostoratta d’un gran fume, sono cose che riducono ad una insignificante piccolezza il nostro potere di resistenza, confrontato con tali potenze. Ma l’aspetto ne è tanto più attraente quanto più è terribile, purchè noi siamo al sicuro; e noi chiamiamo volentieri queste cose sublimi, perchè elevano le forze dell’ anima sopra la loro mediocrità ordinaria, e ci fanno scoprire in noi stessi un potere di resistenza di specie al tutto diversa, che ci dà il coraggio di misurarei con l'apparente onnipotenza della natura.... Il sublime non risiede dunque in alcun oggetto della natura, ma solo nel nostro spirito, in quanto possiamo avere la coscienza d’ essere ‘superiori alla natura che è in noi, ο per tal via anche alla natura che è fuori di noi (in quanto essa ha influenza su noi). Tutte le cose che eccitano questo sentimento, e ad esse appartiene la potenza della natura che provoca le nostre forze, si chiamano allora sublimi ». Vi hanno due forme di sublime: il matematico, dato dallo spettacolo della grandezza sotto la forma della estensione, ed il dinamico datooi dallo spettacolo della potenza. Questa distinzione, già fatta da Kant, è accolta dalla grande maggioranza degli estetici; alcuni però ammettono invece tre forme di sublime: il naturale, a cui assegnano le tre forme subordi nate dell'estensione, della successione, della forsa; il sublime intellettuale, che e’ inizia col sentimento di una sorta di annientamento intellettuale davanti ad un oggetto del pensiero, che non riusciamo ad abbracciare nella sua complessità, ο si completa col sentimento della riscossa, della reazione incalzante doll’ intelligenza ο della fantasia che la sostiene; il sublime morale, che ha origine dall'idea della libertà consapevole che s’inchina al dovere, ο se ne fa l'organo nella vita © nella storia. Cfr. Home, Elements of criticism, 1761; Burke, Esgay on the sublime and beautiful, 1756; Kant, Krit. d. Urteilekraft, 1878, $ 23 seggi; Herart, Lehrbuch ©. Payoh., 1850, p. 99; Ribot, Peychol. den  1137  Sur sentiments, 1896, p. 339 segg.; Hüffding, Paycologie, trad. franc., p. 282 segg., 393 segg.; Masci, Pricologia, 1904, Pp. 396 segg. Subliminale e supraliminale. I. Subliminal, supraliminal. Con l’espressiono io subliminale, diffusa nella terminologia filosofica e religiosa dal Myers, #' intende un io suboosciente, dotato di meravigliose proprietà fra cui quella di essere indipendente dal corpo e di sopravvivere ad eso; con esso si spiegherebbero i fenomeni estranorınali della telepatia, dell'ipnotismo, del medianismo, della ispirazione geniale. Senza accettare le vedute mistiche del Myers, molti psicologi ammettono l’esistonza di stati subliminali, o subeoscienti, 0 concoscienti, che sarebbero provati sia dai fenomeni normali del sogno, delle disposizioni innate, ece., come da quelli anormali della dissociazione della personalità, dell’ automatiamo psicologico, della pazzia, ecc. Io mpraliminale o stati supraliminali sarebbero quelli della coscienza principale, dell’io empirico. Cfr. Myers, The human personality and its survival to bodily death, 1902; Janet, L’automatisme peichologique, 1889; R. Assagioli, 11 subcosciente,  un’arena spianata: abrasa, aequalio mentis arena. Per il Rosmini la tavola rasa è l’idoa indeterminata dell'ente, che è + in noi dalla nascita. Cfr. Plutarco, Plac., IV, 11; Locke, Essay, 1. 1, cap. 1, $2; Rosmini, Nuoro saggio sull'origine delle idee, 1830, II, p. 118 (v. a priori, empirismo, natirismo, sensismo). Talento v. ingegno. Tattile (sensazione). T. Tastempfindung; 1. Touch senvation; F. Sensation tactile. Le sensazioni tattili si distinguono in sensazioni di pressione, per cui si avverte la pressione e il contatto degli oggetti sugli organi tattili; ο sensazioni di luogo 0 di spazio, per cui si avverte la località del corpo che viene compressa; dalla associazione di queste due specie di sensazioni risultano le nozioni della forma e della consistenza dei corpi. Perchè sia possibile una sensazione di pressione, è necessario che il peso del corpo sia almeno da 2 milligrammi a 5 centigrammi; perchè si possa avvertire il crescere della intensità della sensazione stessa è necessario che gli stimoli successivi stiano fra loro in rapporto come di 1 ad 1 +1}; ciò costituisce la legge di Weber, che fu poi estesa a tutte lo altro spocio di sonsazioni © suona nel modo seguente: la sensazione cresce più lentamente dello stimolo, crescendo di minima differenza quando gli eccitamenti crescono di quantità proporzionali; ο, in modo più preciso: In sensazione sta allo stimolo che la determina come il logaritmo sta al suo numero. Quanto alla localizzazione delle sensazioni stesse, essa è tanto più perfetta quanto minore è la distanza in cui devono trovarsi le dne punte di ‘an compasso (compasso di Weber) per produrre duo sensazioni distinte; la Tas-Tau  1146  massima sensibilità si trova sulla punte della lingua, la minima sul dorso, le braccia e le coscie: in quella, per ottenere due sensazioni distinte, le due punte del compasso devono distare di 0,5 linee di Parigi, in queste di 30 linee. Gli organi del tatto sono le terminazioni nervose contenute nel derma ; nel capo il senso tattilo è esercitato dal 5° paio dei nervi cerebrali, nel resto del corpo dalle fibre sensibili dei nervi spinali.  Nel linguaggio aristotelico-tomistico dicesi taotue quantitatie quello per il quale una cosa si unisce con un’altra in modo che le parti aderiscono tra loro; tactus virtutis quello per il quale una cosa opera sopra un’altra. Cfr. Wundt, Grundzüge d. phys. Psych., 3* ed., II, p. 10 segg.; Hüfiding, Peychologie, trad. franc. 1900, pag. 137, 199, 255 segg. (v. circoli tattili, corpuscolo, estesiometro, distanza, spazio, superficie, stereognostico, ecc.). Tassonomia. T. Taxonomie; I. Tazonomy; F. Tazonomie. Dal greco τάξις = ordine, νόμος = legge. Le leggi e i principi della classificazione degli oggetti naturali; quella parte della scienza che tratta della classificazione. Dicesi tassonomica ogni classificazione fatta per tipi astratti; ad essa si contrappone lu classificazione genetica, nella quale gli oggetti sono invece disposti secondo la loro genesi formativa o il principio causale della loro formazione. Tautologia. T. Tautologie; I. Tautology; F. Tautologie. Del greco taité = medesimo, λόγος = discorso. Si dicono così quelle definizioni erronee, in cui il concetto da definirsi è contenuto, sia palesemente sia copertamente, nel definiente. Così la comune definizione del giudizio l'atto mentale per cui si afferma o nega è una tautologia, perchè ciò che costituisce il giudizio è appunto l’affermare o il negare. Secondo alcuni logici la definizione tautologica non sempre è illegittima, essendo in alconi cusì l’unico modo di determinare un concetto primitivo (v. circolo vizioso, diallelo, petizione di principio).  1147  Tav-Tkc Tavole di Bacone. Sono in numero di tre, di pre senza, di assenza o declinazione, di comparazione o gradazione; corrispondono rispettivamente ai tre metodi di concordanza, di differenza e delle variazioni concomitanti dello Stuart Mill. Codeste tavole hanno lo scopo di rappresentare il risultato complessivo delle ricerche fatte iutorno alle cause di un dato fenomeno. Quella di presenza riunisce tutti i fatti nei quali si trovano le cause presunte; in quella di assenza sono enumerati i casi in cui una di queste cause sarà mancata; in quella di comparazione sono indicate le variazioni corrispondenti degli effetti e delle cause. Come esempio delle tre tavole, Bacone si propuno di ricercare la causa dal calore: nella prima espone tutti i casi conosciuti nei quali si osserva produzione di calore; nella seconda enumera i casi in cui manca il calore pur essendovi la luce (luna, stelle © comete); nella terza indica i casi in cui il calore cresce o diminnisce col crescere © diminuire del volume dei corpi, del loro movimento, della distanza dalla sorgente di calore, ecc. Cfr. Bacone, Nov. organum, 1856, 1. II, XI segg. Tecnica La tecnioa d’una scienza sperimentale non è che l'insieme delle operazioni manuali che le esperienze richiedono ; il metodo è invece l'insieme delle norme logiche proprie della scienza medesima. Tecnologia. I. Technologie; I. Tecnology; F. Technologie. La scienza che si oceupa delle regole pratiche, delle arti ο tecniche che si osservano nelle società umane adulte e provviste d’un certo grado di civiltà. Alcuni la distinguouo dalla prazeologia, cho ha un senso più generale e riguarda tutte lo manifestazioni collettive del volere, sin spontanee che riflesse. La tecnologia comprende tre sorta di problemi: 1° la descrizione analitica delle arti, le loro varie specie, la loro classificazione sistematica in un piecolo numero di tipi essenziali; 2° la ricerca delle leggi per eni ogni gruppo di regole appare © dello cause cui Tri-TEL esse devono la loro efficacia pratica; 3° lo studio del divenire di osse, sia in uns data società sia nell’ intera umanità, dalle più semplici alle più complesse, attraverso lo alternative di tradizione ο d’ invenzione. Teismo. T. Theismus; I. Theism; F. Theisme. Consiste nell’ ammettere l’esistenza di una divinità personale, liDera od intelligente, cui devesi la creazione © la conservazione del mondo e la provvidenza. J! deista, dice Kant, credo in Dio, il teista oredo in un Dio viento (summam intelligentiam). Perciò ei distingue non solo dal deismo, ma anche dal panteismo, dal politeismo, dal dualismo religioso, ecc. Secondo lo Zeller, il fondatore del teismo fu Aristotele, per il quale Dio è pura forma, pensiero doi pensieri, primo motore immobile. Ma più che un essero dotato di volontà © di personalità, il Dio aristotelico è ancora un semplice concetto astratto, un pensiero teorico. Il vero teismo religioso si ha nelle tre grandi religioni, giudaismo, islamismo, oristianesimo e più spiccatamente in quest’ ultima; infatti nello due prime domina la tendenza ad affermare l’unità e la trascendenza divina, a scapito degli attributi personali, mentre nel cristianesimo la personalità divina è il concetto fondamentale, che ne informa così il contenuto dottrinario come quello pratico. Cfr. A. Campbell Fraser, Philosophy of Theiem, 1903; P. D'Ercole, Il teismo,1884; C. Ranzoli, 1) agnostioiemo nella filosofia religiona, 1912, p. 193 segg. (v. Dio, personalità, deiemo, religione). Telegonia. T. Telegonie; I. Telegony; F. Télégonie. Il trasmettersi nella prole di un dato maschio doi caratteri propri di un altro maschio antecedentemente accoppiatosi con la stessa fomminn, per la supposta modificazione stabile apportata dal primo alla matrice di questa. La telogonia è uno dei fonomeni più oscuri ο incerti dell’ eredità. Alcuni casi osservati in animali inferiori ο in pianto attesterebbero la possibilità del fenomeno. Cfr. J.C. Ewart, The Penyouik erper., 1899.  1149  TEL Telencefalo. Nella divisione dell’ encofalo adottata dalla Commissione per la nomenclatura anatomica divisione basata sugli abbozzi embrionari dell’ encefalo stesso = il telencefalo è tutto il cervello anteriore, ο comprende V’iufandibolo, l’ipofisi, il tratto ottico, il chiasma, il corpo striato, il setto lucido, i ventricoli laterali e il mantello cerebrale. Insieme al diencefalo, 0 cervello intermedio comprendente i corpi mamillari, i talami, i corpi genicolati, il corpo pineale e il terzo ventricolo  costituisce il prosenogfalo, corrispondente ad una delle tre vescicole cerebrali primitive. Le altre due vescicole dànno luogo al mesencefalo, o cervello medio, e al rombencefalo, che si divide alla sua volta in metenoefalo ο cervello posteriore, e mielencefalo ο retrocervello. Teleologia. T. Teleologie; 1. Teleology: F. Téléologie. Etimologicamente significa: scienza dei fini. Per Kant è la scienza che si occupa della finalità di quegli oggetti naturali, ch'egli chiama fini di natura, i quali non si possono pensare realizzati se non secondo un concetto finale; tali oggetti sono gli esseri organici. Qualche volta la parola teleologia è anche adoperata ad indicare la finalità di un carattere ο di un avvenimento, la proprietà di un essere o di un oggetto in rapporto alla causa finale: così dicesi teleologia del sentimento il suo carattere protetticioè il suo ufficio di conservazione dell'esistenza animale. Più spesso designa quella parte della filosofia che si applica allo studio sia dello scopo finale delle cose, sin del fine d’ogni essere particolare. In generale, però, per teleologia non s'intende nè una scienza a sè nè una parte distinta della filosofia, ma soltanto il sistema di esplicazione dei fenomeni dell'universo mediante le cause finali o intelligenti, © in questo senso ai oppone a meccanismo, à fataliemo © talvolta anche a casualimno. Così intesa, la teleologia ο teleologismo 8) inizia nella storia della filosofia con Anassagora, celebrato anche da Platone o da AristoTer  1150  tele come il primo che, con la sua dottrina del vo5g ordinatore del mondo, elevasse teoreticamente il concetto di valore della bellozza e della perfezione a principio di spiegazione. Una orientazione diversa ha In teleologia in Socrate: mentre in Anassagora essa si riferisce all’armonia del mondo celeste, non alla vita dell’uomo, le osservazioni che sono attribuite a Socrate, specialmente da Senofonte, fanno dell’ utile dell’ uomo norma dell’ammirazione dell’ universo. Quindi la teleologia socratica à tutta esterna, riferendo ogni cos al bene dell’ uomo come al suo fine supremo. Nella morale Socrate si rappresenta la sapienza che deve regolare l’attività umana como una riflessione tutta esterna sulla utilità degli atti particolari; non altrimenti, la sapienza divina che ha formato il mondo, ha regolato ogni cosa per il vantaggio dell’ uomo, il sole per rischiararlo di giorno, la luna e lo stelle per rischiararlo la notte, gli animali per nutrirlo, eco. Più profonda è la teleologia di Platone: come causa finale di tutto |’ accadele egli pone le idee, ma specialmente l’idea più elevata, a cui tutte le altre si subordinano come meszo, l’iden del bene, che è contrassegnata poi come ragione del mondo (νοῦς), come divinità. Le cose partecipano del bene perchè sono ombre, imitazioni, copie delle idee, e le idee mettono capo tutte all’idea suprema del bene, che è Dio stesso. Lo spirito di Socrate e di Platone rivive in Aristotele, nel quale la teleologia ha pure grande importanza: il passaggio dalla potenza all’atto, dalla materia indeterminata alla forma determinata, non può effettuarsi che per mezzo del moto d’una causa efficiente, la quale nella sua azione tende a raggiungere un fine; causa efficiente © causa finale sono dunque i due principi che, insieme alla materia ο alla forma, ci dànno un'adeguata spiega zione delle cose e della natura. Adeguata, ma non per fetta: come spiegare il moto incessante verso il meglio che agita tutto le cose della natura? Se ο) ὃ moto, dice  1151  TRL Aristotele, dovrà esserci un principio primo da cui il moto derivi, un motore, che senza esser mosso muova il tutto: questo primo motore immobile è Dio, la forma più alta ο il fine più alto, che, appunto perchè tale, muove il mondo per l’irresistibile attrattiva della sua bellezza, por l'inestingnibile desiderio che suscita di sè nelle cose. La teleologia di Aristotele durò attraverso tutta l'età di mezzo accanto a quella cristiana, nella quale a Dio e alla sua provvidenza è fatto risalire il mondo e tutto ciò che in esso accade, e fu combattuta insieme con questa dal meccanismo naturalistico del Rinascimento. Leibnitz prima, © Lotze più tordi, tentarono di conciliare 1’ intuizione meccanica e la concezione teleologien del mondo; Kant sostenne che la scienza della natura non può essere se non meccanica, ma che, d’altro canto, vi sono dei limiti oltre i quali la spiegarione meccanica non può andare, dei punti nei quali è innegabile l'impressione della finalità, e questi sono la vita © le leggi spoviali della natura, che necessitano per essere comprese di una considerazione teleologica; per Fichte il problema della dottrina della scienza è di comprendere il mondo come una connessione necessaria di attività razionale, e la soluzione si ottiene da ciò, che la riflessione della ragione filosofica riconosce il proprio fare e quel che per esso è necessario, cosicchè la necessità che prevale in questo sistema della ragione non è cansale ma teleologica ; per Schelling In spiegazione causale-meccanica della natura è una pura mppresentazione intellettualistica, mentre l’unità del piano che la natura segne nella serio degli esseri viventi è l’espressione di una graduale realizzazione dello scopo. Ogni forma di idealismo realistico o spiritualismo monistico è, del resto, teleologica; il suo problema fondamentale è appunto di dimostrare come le leggi meccaniche formulato dalle scienze della natura possano essere il veicolo o la rivelazione del realizzarsi dei fini.  Lo Stuart Mill adopera questo termino TEL  1152  per designare l’arte della vita, cho comprende tre branche distinte: la morale, la politica e l'estetica, ο cioè l’onesto, l’opportuno e il bello nelle azioni e nelle opere dell’uomo. Cfr. Senofonte, Memorabili, IV, 7, 6; Platone, Rep., VI, c. 19, VII, ο, 3; Id., Leggi, X, ο. 8, 10, 11; Aristotele, De aa., MI, 12, 434 a, 31 sogg.; Id., Metaph., I, 3, 983 a, 31 segg.; Leibnitz, Phil. Schriften, ed. Gerhardt, IIT, p. 607; Kant, Krit. d. Urteilskraft, 1878, II, $ 61; Schelling, Fom Ich als Princip der Philos., , p. 206 segg.; Windelband, Storia della filosofia, trad. it., II, 310 segg. (v. causa finale, finalità, fino). Teleologico (argomento) v. fisico. Tolepatia. T. Telepathie; I. Telepathy; F. Télépathie. Neologismo introdotto nel linguaggio psicologico e comune da Gurney e Myers per caratterizzare la loro posizione indipendente di fronte sia agli spiritisti sia agli scettici. Significa, etimologicamente, sentire a distanza: ma oggi si designano specialmente con questo nome tutti quei casi nei quali un individuo percepisce, o crede percepire, a distanza, e senza il concorso dei sensi ordinari, ciò che accade ad un altro individuo da lui più o meno lontano. Il fenomeno può avvenire tanto nel sonno, sotto forma di sogno, quanto allo stato di veglia, sotto forma di visione. Alcune volte è lo stesso individuo, oggetto della visione, che sppare innanzi al veggente, non come fantasma ma come essere reale; altre volte è il veggente stesso che si sente come trasportato ad assistere alla scena. che si svolge nello stesso tempo, lontano; altre volte ancora è un avvenimento inatteso e inesplicabile, che si produce d’un tratto ο sembra essere il simbolo telepatico del fenomeno che si svolge da lungi. Quanto al valore dei fenomeni telepatici, una inchiesta promossa dalla Società per le ricerche psichiche di Londra e comunicata al terzo Congr. int. di psicologia del 1896, condusse alla conclusione che vi è un caso di coincidenza reale ogni 65; 1’  1158  Tel chiesta, condotta con tutte le precauzioni atte a garantire l autenticità delle testimonianze, fu estesa a 17,000 persone, îl che dà una proporzione di coincidenza circa 292 volte maggiore di quella che si potrebbe prevedere come la più probabile so fossero dovute soltanto al caso. Ammessa la realtà dei fatti, resta da ceroarno la spiegazione. Alcuni, come il Lodge, si mantengono in una prudente riserva: « Qual’è il mezzo per cui si fa la comunicaziono a distanza? È l’aria, come pel diapasont è l'etere como per la calamita? è qualche cosa di non fisico ο d’esclusivamente psichico Nessuno può dirlo.... Intanto è chiaro che la telepatia ci si presenta come la manifestazione spontanea di quella intercomumicazione di spirito a spirito (ο di cervello a cervello) che in mancanza di una miglior denominazione, chiamiamo trasmissione del pensiero... Qual’è il significato di questa risonanza inattesa, di queste ripercussioni sintoniche tra intelligenze? Si deve pensare che esse siano il germe di un nuovo senso, di qualcosa che la razza umana è destinata a ricevere, nel corso della sua evoluzione, in una più forte misura? Oppure è il residuo di una facoltà posseduta dai nostri antenati animali prima che esistesse il linguaggio? Io non desidero faro delle speculazioni, io non voglio nulla affermare se non ciò che ritengo esser fatti solidi © verificabili », Più andace, il Myers rigetta l’ipotesi fisica delle vibrazioni intercerebrali e di qualsiasi forma imaginabile di ondulazioni © radiazioni materiali o etereo capaci di mettere in rapporto organismi distanti; ogli afferma che la telepatia è una intercomunicazione diretta delle anime, che certi segmenti della personalità subliminale, dissociati dal resto e distaocati dall'organismo, possono talora impressionare a distanza un’altra personalità, che la comunicazione può avvenire, anche tra viventi e defunti cosicchè, infine, la telepatia diventa la legge universale, che riunisce tutti gli esseri, incarnati e disincarnati, viventi in questo o in altri mondi, 73  Ranzors, Dizion. di scienze filosofiche. | Τατ ΤΕΝ  1454  in uno splendido universo di vita spirituale e morale. Cfr. Gurney, Myers, Podmore, Phantarms of the living, 1886; Id., Census of allucination, 1890-96; R. Osgood Mason, Telepathy and the subliminal Self, 1897; Myers, The human personality and ite survival to bodily death, 1902; Th. Flournoy, Eeprite ot mediums, 1911; O. Lodge, La survivence humaine, trad. franc. 1913; G. B. Ermacora, La telepatia, 1898; Enrico Morselli, I fenomeni telepatici, 1898. Telesiologia. Con questo nome I’ Ampère designava la morale normativa o pratica per distinguerla da quella puramente descrittiva indicata col nome di Etica. Temperamento. T. Temperament ; I. Temperament : F. Tempérament. Vien dal latino temperiss, che significa umore; infatti gli antichi credevano che l'indole varia degli individui dipendesse dal prevalere nell’ organismo di uno dei quattro umori principali: sangue, bile, flegma e atrabile. Da ciò la olassificazione ippocration dei temperamenti, accettata ‘in tutta l’antichità, nel medioevo e anche ai giorni nostri, in: sanguigno, bilioso, flemmatico © melanconico. In questo senso, carattere e temperamento sono sinonimi; l’uno e l’altro indicano la differenza caratteristica nella struttura congenita organico-psichica degli individui, differenza che si rivela nel modo abituale di reagire agli stimoli, di comportarsi nelle circostanze della vita. Codesta differenza è tanto maggiore quanto più largo è il differenziamento psichico delle individualità; negli animali inferiori il temperamento d’un individuo è quello stesso della specie, negli animali superiori apparisce già il differenziamento individuale, che nell’ uomo civile e colto acquista il più alto grado. Ma dal temperamento si suol distinguere il carattere morale, che non è, come quello, greditario, ma piuttosto acquisito, e formato dall’ insieme di quelle qualità psichiche e morali, che ἄληπο una particolare impronta così agli individui, come alle famiglie © alle razze. Nella moderna psicologia, la classificazione    Tem ippocratioa dei temperamenti è accolta nel sonso, che le diversità dei temperamenti dipendono dalla diversa forza, celerità © vivacità con cui le impressioni sono ricevute, conservate, e viene ad esso roagito; ma che, a sua volta, questo stesse funzioni nervose e psicologiche possono essere modificate secondo che uno degli umori indicati da Ippocrate (sangue, flemma, bile) sovrabbondi o sia in difotto nell'organismo. TI temperamento sanguigno dipenderebbe dall’abbondanza dei globuli rossi del sangue, dalla ricchezza di materiali assimilabili dai tessuti, dalla buona salute, ο sarebbe caratterizzato dalla vivacità ο dalla instabilità della reazione agli stimoli, da vita interiore varia ο ricca, manifestantesi anche nella mobilità della persona. Il malinconico risponderebbe alle condizioni fisiologiche opposte, e sarebbe caratterizzato da una certa lentezza percettiva e sensitiva, debolezza della vita interiore e quindi scarsa partecipazione al mondo esteriore. Il collerico dipenderebbe invece dalla sovrabbondanza della hile, dal versamento di essa nel sangue, dal quale sarebbe portato ai tessuti, specie al nervoso, sul quale agirebbe come stimolo eccitatore di reazioni violente e subitanee. Il flemmatico, infine, dipenderebbe dalla scarsezza dei globuli rossi del sanguo e dalla abbondanza dei tessuti inerti (liquido linfatico, tessuto connettivo, grasso), i quali, abbassando it potere funzionale degli elementi nervosi, determinerebbero negli individui la matura riflessione delle deliberazioni, e la reazione lenta ms misurata e adeguata. Cfr. Galeno, De temp., I, 5, 8; Seneca, De ira, II, 18, 19; Holbach, Syst. de la nat., 1770, I, p. 121; Kant, Anthrop., II, § 87; Volkmann, Lehrbuch. d. Peycol., 1894, p. 206; Wundt, Grundziige d. phys. Peyohol., 3° ed., IT, p. 421 segg.; Masci, Paicologia, , p. 459 segg.; N. R. D’Alfongo, La dottrina dei temp. nell'antichità e ai nostri giorni, 1902 (v. etologia). Temperansa. Τ. Mäwigkeit; 1. Temperance ; F. Tempirance. Una dello quattro virtà cardinali, cho consiste Tr  1156  nella moderazione delle passioni ο dei desideri, specialmente sessuali. Comunemente si fa sinonimo di sobrietà, ma questa è una virtà più particolare, subordinata alla temperanza. 8. Tommaso, fra le virtà che ne dipendono, annovera: l'astinenza, la sobrietà, la decenza, il pudore, la modestia, eoc. I filosofi pagani non l’intendevano diversamente; così per Aristotele la temperansa è una via di mezzo fra la sregolatezza e l’insensibilità per i piaceri, © Cicerone la fa consistere nell’ordine e nella misura che si deve osservare in tutto ciò che si fa ο si dice. Cfr. G. Grote, Aristotele, 1880, p. 581; Stephen, The science of cthics, 1882, p. 190 segg. (v. cardinali). Tempo. T. Zeit; I. Time; F. Temps. La forma misurabile della continuità di ogni processo reale; ο, più precisamente, un continuo illimitato sd una sola dimensione, di cui noi occupiamo un punto determinato, che si sposta costantemente nella medesima direzione. Esso è inconcepibile distinto dallo spazio, essendo le due idee correlaοἱ infatti l’idea di coesistenza, che à il carattere dello spazio, non può formarsi se non supponendo l’idea del tempo, il quale a sua volta si fonda sulla sucoessione, che richiede le idee di direzione e di dimensione. La natura del tempo, come quella dello spazio, fu concepita nolla storia della filosofia in due modi fondamentalmente diversi, e cioò come una realtà puramente soggettiva ο come una realtà oggettiva; se si considera come una semplice idea, rimane da risolvere la questione se tale idea sia a priori o un prodotto della nostra esperienza sensibile. Tra i filosofi greci il tempo, come riferisce Plotino, era concepito in tre modi: come moto, sis în generale sia quello delle sfere celesti; come la stessa sfera celeste moventesi; come una determinazione del moto, © più specialmente come estensione del moto per gli stoici, come numero del moto per Aristotele, come accompagnamento del moto in generale per Epicuro. Secondo la concezione  1157  Tem aristotelica, la più importante, il tempo è infatti qnalcho cosa di numerato, contenente cioè distinzioni interne che posson essere calcolate © sommate, prodotte dal movimento considerato in rapporto alla successione delle suo parti; per movimento (κίνησις) egli intende non tanto il cangiamento qualitativo, come quello quantitativo, cioè il cangiamento di posizione nello spazio; In continuità del tempo deriva dalla continuità del moto, che, a sua volta, dipende dalla continuità dell’ estensione corporea. Secondo Platone, seguito poi da Plotino e da Giamblico, il tempo è una creazione del Demiurgo, è generato della assidus energia dell’ anima che cerca di esprimere nella materia l’infinita ed eterna pienezza dell’ essere, e poichè ciò non può fare d’un tratto, è forzata ad una serie successiva di atti; il tempo è questa vita dell’anima, mentre l'eternità è la vita dell’ essere intelligibile nella sua totalità piena, assoluta, immutabile. Con S. Agostino il tempo si interiorizza, trasferendosi dall'anima del mondo al” anima umana; egli crede, con Platone, che il tempo è obbiettivo, essendo stato creato da Dio con la creuzione del mondo, ma con felice contraddizione sostiene poi che esso è il solo presente misurato dalla coscienza: c’è un presente di cose presenti, un presente di cose passate, e nn presénte di cose future, il primo nell’ attenzione, il secondo nella memoria, il terzo nella aspettazione. Nell’ età di mezzo, la formula aristotelica che il tempo è una relazione o un aspetto del movimento, vale a dire il numero del movimento secondo il prima e il poi, è generalmente accettata, quantunque per gli scolastici esso sin considerato più che altro come la base obbiettivamente valida della costruzione mentale del tempo. Gli scolastici distinsero anche il tempo, a cui è essenzialo la succes sione, dalla durata che, applicata a Dio ο agli angeli, non ha tale carattere; tale distinzione ricompare poi in Cartesio, che considera il tempo come derivato dal confronto delle durate di certi movimenti regolari, e più ancora in Leibnitz, per il quale ogni cosa ha la propria durata, ma non il proprio tempo, essendo questo esteriore alle cose, delle quali serve a misurare la durata. Secondo il Leibnitz il contenuto del tempo non è fatto di cose, ma di percezioni di cose; non è dunque che una relazione, un ordine di successione delle nostre percezioni; esso ci appare come infinito, ma tale suo carattere gli deriva dal non avere noi alcuna ragione di limitare il numero delle successioni possibili. E il Kant, spingendosi ancora più oltre, considera codesta successione delle nostre percezioni esser data dalla costituzione stessa del nostro spirito, non da un’ asione snocessiva delle cose sullo spirito stesso: il tempo non è, come lo spazio, che una forma a priori della nostra sensibilità, la forma cioè nella quale intuiamo i dati del senso interno, valo a dire i fatti psichici ©, indirettamente, quelli fisici; quindi il tempo come lo spazio, ha una realtà empirica in quanto è la condizione a priori di ogni esperienza possibile, ο una idealità trascendentale in quanto non ha alcun valore obDicttivo al di là della esperienza. La concezione del tempo come realtà indipendente fu invece sostenuta da Newton, per il quale il tempo assoluto, matematico, è qualche cosa che fluisce uniformemente per sò stesso e per sua propria natura, senza nessuna relazione con qualche cosn di esteriore e senza alcun legame col cangiamento; ma sia i filosofi inglesi anteriori a Kant, come Hobbes, Locke, Berkeley, Hume, sia i filosofi tedeschi posteriori a Kant, come Fichte, Schelling, Herbart, Hegel, ece., sostengono invece la concezione soggettivistica, riguardando il tempo © come l’astratto mentale del rapporto di successione dei fatti, o come un prodotto dell’ attività del soggetto al quale ogni esperienza è relativa. Uno svolgimento originale della concezione soggettivistion di Kant ha dato il ‘Teichmiiller; egli considera Vordine temporale obbiettivo  1159  TEM come una veduta prospettiva della coscienza, dell’ io sostanziale per sò fuori del tempo, e la durata come una pura misurazione immanente di codesto ordine; l’intera serie dei fenomeni dell’ universo, press assolutamente, deve essere considerata come tutta attuale in una sola volta; se noi facciamo astrazione dalla natura prospettiva della coscienza © dal confronto, mediante l’aspettazione ο la memoria, di parte del suo contenuto ideale con altre parti, ogni disposizione cronologica e ogni durata temporale scompare; il concetto puro del tempo non ha in sè nessuna dimensione, o grandezza, 1’ ora e il secondo sono identici. Per il Galluppi il tempo non esiste indipendentemente dalle cose ed ha per corrispondente obbiettivo lu causalità, mentre la sun valutazione soggettiva è il numero; la causalità è l’oggettivo del tempo perchè essa implica un prima e un poi, identificandosi la nozione di ciò che incomincia ad esistere con la nozione di ciò che è prodotto; esso si misura col moto, appunto perchè il moto è la produzione di uno spazio, e misurando uno spazio generato si ottiene un numero di effetti, cosicchò si attua anche qui l’assioma matematico, che la misura deve essere omogenea al misurato; il numero, infine, non ceiste che nello spirito, in quanto è quell’operazione montale con cui si uniscono în una idea differenti unità considerate. Per il Rosmini il tempo non esiste nelle cose materiali, essendo la successione segnata gradustamente dal principio senziente sulla durata; la successione, poi, suppone una serie di più avvenimenti appresa come tale dal principio senziente; ma perchè questo apprenda come suo termine più avvenimenti successivi, è necessario che cssi rimanendo in qualche modo in lui, si renduno contemporanei, perchè è evidente che se dopo averne appreso uno, questo passasse del tutto, © ne venisse un altro, gli avvenimenti apparirebbero singolari come sono in sò stessi; il tempo implica dunque la memoria, la percezione di eventi reali e il giudizio sugli eventi che precedono, cossistono e succedono. Nella moderns psicologia il tempo è considerato generalmente come uns idea di origine empirica, che risulta da questi due olementi : 1° la coscienza del cangiamento, ossia della successione; essa si produce per opposizione a una sensazione costante, o sentimento fonda mentale; 2°la rappresentazione di certi stati profondamente impegnati nella coscienza ; il riconoscimento di questi stati rende possibile uns certa misura e un certo aggrnppamento nella serie delle modificazioni. L'esistenza d’un sentimento costante sotto il variare degli stati psichici successivi, costituisce come il fondo relativamente fisso per opposizione al quale la variazione e la successione possono nettamente risaltare; la sola suocessione della sensazione, © il semplice sentimento costante, non sarebbero sufficienti a formare I’ idea di tempo. Cid dà ragione dell'incertezza della valutazione del tempo fondata soltanto sulla variazione dei nostri stati interni: i momenti di dolore intenso, ο di nois, ci sembrano più lunghi che quelli passati fra il succederei di avvenimenti diversi ο complessi ο sotto il dominio di una idea intensa che ci assorbe; retrospettivamente, invece, ci sppare più lungo il tempo in cui furono più varié, intense e numerose le sensazioni, più breve quello în cui furono rade e uniformi. Una nuova concezione paicologico-metafisioa del tempo, che sembra conciliare la veduta obbiettivistica e la soggettivistica, è sostenuta oggi dal Bergeon, per il quale la realtà totale, così interna come esterna, è essenzialmente tempo, durata pura, corrente di vita. Sviluppando le ideo già formulate dal Guyau, egli sostiene che la vera durata, quale possiamo coglierla in noi stessi con uno sforzo d’ introspezione, è l’eterogeneità pura, cioè una successione di cangiamenti qualitativi che ei fondono, si conglobano, si penetrano, senza contorni precisi, senza alcuna tendenza a esteriorizzarsi gli uni rispetto agli al 1161  Tem tri. Ma, ossessionati dell’ idea di spazio, noi l’ introduciamo senza accorgercene nella nostra rappresentazione della successione pura; sovrapponiamo i nostri stati di coscienza in modo da percepirli simultaneamente, non più l’uno nell’altro; in breve noi proiettiamo il tempo nello spazio, esprimiamo la durata in estensione. La soienza non fa diversamente, in quanto definisce il tempo mediante la sua misura e ogni misura implica traduzione in estensione. Per comprendere la nostra realtà profonda, e, in analogia con essa, la realtà evolutiva esteriore, noi dobbiamo dunque riconvertire il tempo in durata, pensare noi stessi ο le cose come una evoluzione melodica di momenti, di cui ciasouno contiene la risonanza dei precedenti ο annuncia quello che sta per seguire, come un arricchimento che non #'arresta mai e una apparizione perpetua di novità, come un divenire indivisibilo, qualitativo, organico, straniero allo spazio, refrattario al numero. Cfr. Platone, Timeo, 97 c, 38 d; Aristotele, Phys, IV, 11, 219 b, 2 segg.; Plotino, Enn., III, 7,7; 8. Agostino, Civ. Dei, XI, 5; Id., Conf., XI, 14; Cartesio, Pr. phil., I, 57; Leibnitz, Nouv. Kee, 1, cap. 14, $ 15 segg.; Kant, De mund. sens., $ 14; Id., Krit. d. reinen. Vern., ed. Kehrbach, p. 60 segg., Schelling, Syst. d. tr. Idealiemue, , p. 213 segg.; Hegel, Naturph., 1834, p. 52 segg.; Herbart, Allgemeine Metaph., 1828, p209; Teichintiller, Met., 1874, $ 287 segg.; Bain, Sennes and intellect, 1870, p. 371 segg.; Shadworth Hodgson, Time and space, 1865, p. 121 segg.; G. S. Fullerton, The docirine of space and time, 5 articoli in « Philos. Rev. », 1901; I. Royce, The world and the individual, 1901, vol. II, p. 109 segg.; Galluppi, Lezioni di logica ο metaf., 1854, III, p. 1068-97; Rosmini, Pricologia, 1848, II, p. 189 vegg.; Ardigò, Op. fl, vol. II, p. 110 segg., V, 259 segg., VII, 88 segg.; Guyau, La genèse de l’idée de temps, 1902; Borgson, Essai sur les données imm. de la conscience, 1904, p. 57 segg.; Covotti, Le teorie dello spazio e del tempo nella fil. greca fino ad Aristotele, Pisa, 1897 (v. durata, intuisione, iatante, momento, spasio, tempuscolo). Tempo di reazione. T. Keaktionseit; I. Reaction time: F. Tempe do réaction. O tempo peicologico ; è l'intervallo di tempo che intercede tra l’avvertire una impressione e il rispondere ad essa con un movimento, o, in altre parole, il tempo necessario perchè 1’ individuo reagisca con un movimento all’impressione ricevuta. La reazione si compone per tal modo di tre momenti: 1° 1’ onda nerYous che trasmette dalla periferia al centro l'eccitazione: 2° la coscienza di essa che sorge nel centro medesimo, e l impulso volitivo al movimento; 3° l'onda nervosa che trasmette l’ impulso dsl centro ad un muscolo periferico, che si contrae e determina il movimento. Le reazioni possono essere semplici e composte. Si dicono semplici quelle costituito soltanto dei tre momenti accennati; esse hanno luogo quando l’individuo risponde sempre con uno stesso movimento ad una stessa impressione (visiva, uditiva, ecc.). Sono composte quelle in cui, rimanendo il primo e il terzo dei momenti accennati, il secondo, quello οἱοὺ relativo alla funzione centrale ο cosciente, viene complicato, Tale complicazione si può produrre facendo reagire il soggetto, © soltanto quand’abbia distinto la differenza di qualità © quantità fra due ο più stimoli contomporanei; 0 quando abbia riconosciuto a quale delle sensazioni provate antecedentemento lo stimolo attuale debba riferirsi; ο quando abbia scelto fra due possibili reazioni quella impostagli per ogni determinato stimolo; o, infine, quando abbia associato all’ impressione attuale una imagine mentale che ad essa si collega. I risultati di tutte queste esperienze, ottenuti nei diversi laboratori di psico-fisiologia, sono sssai oscillanti; ciò dipende non solo dall’attitudine ο dalla pratica maggiore o ininore degli sperimentatori, dalla perfezione degli apparecchi, dal numero delle esperienze, ece., ma anche da altro influenze modificatrici, che sono: la  1163  Tem-Ten maggiore o minore intensità degli stimoli; le condizioni organiche ο psichiche del soggetto; l’aspettazione o non dell’impressione; la durata maggiore o minore dell’attenzione aspettante; gli stimoli diversi che distraggono il soggetto, ecc. In base 9 ciò si distinguono varie specie di reazione: la r. erronea, quando il soggetto non risponde all’impressione stabilita, ms sd un’altra prodottasi casualmente; la r. anticipata, quando il soggetto reagisce prima che lo stimolo abbia realmente agito; la r. muscolare, quando l’attenzione del soggetto è rivolta massimamente all’azione muscolare da compiere in risposta all’ecoitazione; la r. sensoriale, nel caso inverso. Cfr. Wundt, Physiol, Ροψολοὶ., 4° ed. , vol. II, p. 305-390; Jastrow, Time relations to mental phenomena, 1890; Flournoy, Arch. d. scie. phys. ot nat., XXVII, p. 575, XXVIII, Ρ. 319; Buecola, La leggo del tempo, 1880; Patrizi, Rio. aperim. di prichiatria, XXIII, 257; A. Aliotta, La misura in psicologia sperimentale, 1905 (v. equazione personale). Tempo psicologico v. tempo di reazione. Tempuscolo. Nello scienze fisico-matematiche si suol designare in questo modo un tempo infinitamente piccolo, vale a dire non valutabile. Una quantità dicesi infiuitamonte piccola, o semplicemente un infinitosimo, quando il suo valore è minore di qualunque quantità assognabile, per quanto si voglia piccola. Ora, noi possiamo valutare il tempo fino a 1/15.000.000 di minuto secondo: il tempuscolo, o tempo infinitesimo, sarà dunque un tempo infinitamente più piccolo di codesto che sappiamo valutare. Tendenza, T. Tendens; I. Tendenoy; F. Tendance. Nel linguaggio comune indica uno stato complesso della coscienza appetitiva, che vien designato volta per volta con nomi diversi, per i vari aspetti coi quali può rivelarsi: cioò le tendenze positive si chiamano amore, propensione, desiderio, bisogno, speranza; le tendenze neTeo  1164  gative avversione, odio, ripuguanza, disagio, timore. In senso stretto, la tendenza è un fatto primitivo, costituito da uno stato di coscienza che, in quanto rivela i bisogni dell'organismo eccitato dallo stimolo, è rivolto a cercare © conservare il piacere, a fuggire o allontanare il dolore. Ogni piacere ed ogni dolore mettono più o meno l’organismo in movimento, la forma del quale è determinata dalla struttura originaria dell’ organismo stesso, e che si manifesta con uno sforzo per allontanarsi ο avvicinarsi all'oggetto, a seconda che è conosinto piacevole o doloroso. Quando codesto inizio involontario del movimento è sentito dalla coscienza con una certa rappresentazione del fine al quale esso conduce, si ha la tendenza. Essa ha dunque per condizione l'associazione al sentimento presente della rappresentazione di ciò che può aumentare il piacere o diminuire il dolore attuale. Si distingue dalPatto riflesso ο dall’istinto, nei quali manca la rappresentazione del fine; si distingue dal desiderio, in cui la rap presentazione del fine è chiara, distinta ο sccompagnata dalla coscienza della distanza che separa la semplice rappresentazione dell’ oggetto dalla sua possessione ο realizzarione; si distingue infine dalla volontà, in quanto questa comprende non una ma più rappresentazioni antagoniatiche, al prevalere d'una delle quali, concopita come fine, si associano, coordinandosi, i meszi per raggiungerla. Cir. Spinoza, Ethica, 1. III, teor. IX, scol.; Höffding, Pay chologie, trad. franc. , p. 422 segg. Teodicen. ‘I. Theodioss; I. Theodicy; F. Théodicée. Dal greco Θεός -Dio, e δίκη stizia. Parola creata dal Leibnitz, che la usò come titolo di un’ opera nella quale cerca di giustificare la divinità dell’esistenza del male nel mondo, e di conciliare la libertà umana con la prescienza e la provvidenza di Dio. Ma come cosa, se non come nome, la teodicea esisteva da molto tempo. Per Platone ο per Aristotele l’esistenza del male à giustificata  1165  Tro riportandola alla resistonza del non ente ο della materia; per gli stoici, veri creatori della teodicea, i mali fisici non sono tali in sè stessi, ma tali diventano per colpa degli nomini © spesso sono punizioni inflitte dalla provvidenza per il miglioramento degli uomini, mentre il male morale, cioè il peccato, è necessario perchè solo dal contrasto con esso risnita il bene; per i neo-platonici il male non è per sè stesso qualche cosa di esistente positivamente, ma è la mancanza del bene, il non-essere; per Giordano Bruno il mondo è perfetto perchè è vita di Dio, fino ad ogni particolare, © colui soltanto si lagna che non può sollevarsi all’ intuizione del tutto, nella cui bellezza scompaiono le imperfezioni ο i difetti spparenti. Dopo il Leibnitz il significato della parola si esteso fino a designare quella parte della teologia ο della metafisica, che si 00caps di difendere la suprema sapienza di Dio contro le accuse elevate dalla ragione alla vista dei disordini del mondo. Come tale essa si divide, per il Kant, in tre parti che hanno per oggetto di giustificare Dio: la prima nella sua santità, in presenza del male morale; la seconda nella sua bontà, in presenza del male fisico ; la torza nella sua giustisia, davanti al disaccordo che esiste tra il bene e la virtù. Ma oggi la teodices ha assunto una estensione ancora maggiore, e comprende non solo la giustificazione delle opere di Dio, ma anche le prove della sua esistenza, la dimostrazione dei suoi attributi, la ricerca dei suoi rapporti con l’anima umana e con l'umanità, Cfr. Platone, Timeo, 42 D; Seneca, Quaest. nat., V, 18, 4; Id., Kpistulae, 87, 11 segg.; Plotino, Enneadi, II, 9; Leibnitz, Essai de théodioée, 1710; Kant, W. W., VI, 77; J. Young, Evil and good, 1861; Rosmini, Teodicea, 1846; Benedict, Theodioaea,  (v. male, peseimismo, ottimismo). In senso generale, la TEOFANIA è il manifestarsi della divinità nel mondo attraverso le sue opere; in questo senso tutto il mondo Tro    può considerarsi, secondo il cristianesimo, una teofania. In significato più ristretto, il presentarsi della stessa divinità. Thoophanias autem dici visibilium et invisibilium species, quarum ordine et pulchritudine cognorcitur deus esso. Cfr. G. Scoto, De div. nat., III, 19. Teologia. T. Theologie; I. Thoology; F. Théologie. Nel sno significato più generale, è la scienza di Dio ο delle cose divino. Aristotele fa il primo a considerarla come scienza, ponendola a capo delle scienze speculative; avanti di lui essa non era che una descrizione poetica dell’ origino delle cose © della natura degli dei. Nel mondo pagano la teologia ebbe un carattere particolare: come la religione aveva un'importanza politica, ed era ignota affatto così ai Greci come ai Latini ogni idea della rivelazione, così non v'ebbe alcuna distinzione fra teologia naturale ο positiva, ma si aveva invece, secondo la classificasione di Varrone e del pontefice Muzio Scevola, una teologia poetica, di cui parlammo sopra, una teologia fisica, che è prodotto di ragione e fa parte della filosofia, © una teologia civile, fondata dai legislatori e rivolta agli interessi dello Stato. Col cristianesimo, innalzatasi tra la ragione e la rivelazione una barriera insormontabile, fu distinta la teologia naturale, che è prodotto della ragione, dalla positita opera della rivelazione: quella è una scienza le cui verità hanno bisogno di essere dimostrate, mentre le verità di questa debbono essere aocettate per fede. Dalla teologia positiva si distingue la razionale, svoltasi specialmente in Germania, e il cui fine è di controllare pet mezzo della ragione i dati della rivelazione, con l'esame © l’interpretazione delle sacre scritture, della tradizione, dei monumenti religiosi. Colla teologia positiva non è da confondersi l’affermativa, che è l'affermazione in grado sommo (via eminentiae) nella divinità di tutto l’essere che esiste nelle creatnre ; essa si oppone alla teologia negatira, che consiste nel tentativo di ginngere alla nozione del 1187  Tro l'essere supremo o assoluto, rimovendo da lui (ria remotiomis 0 negationis) tutto ciò che non possiede l’essere che in senso negativo. Codesta distinzione fa posta da Nicol Casano; ma i due metodi erano già noti © usati dai primi Padri, © la via negationie sale a grande onore specialmente con lo pseudo Dionigi Areopagita. Teologia dogmatica è il sistema della dottrina teologica sviluppato dogmatica mente, cioò con un metodo che si appella alla sutorità, sia della sola scrittura, sia della scrittura ο delle tradi. zioni combinate insieme.  Il Comte chiama teologico il primo dei tre grandi stadi attraversati dalla intelligenza umana nel suo cammino secolare ; gli altri due sono il metafisico ο il positivo. In questa prima fase dominano i concetti mistici, e i fenomeni naturali sono attribuiti alla volontà arbitraria 6 capricciosa di enti imaginari o forze naturali personificate. A questo indirizzo mentale corrisponderebbe, dal lato sociale, lo stato militare, poichè le differenze di religione generano le guerre tra i popoli. Cfr. Aristotele, Metaph., III, 4, 1000 a, 9; Diogene Laerzio, VII, 1, 41; 8. Clemente, Stromata, V, ο. XI; Dionigi Areop., De mystica theol., I, 3; Id., De div. nom., 7, 3; C. Billot, De Deo uno et trino, 1854 (v. teosofia, teodicea, ontologia). Toologismo. T. Theologismus ; I. Theologiem ; F. Théologisme. Termine molto vago, con cni si designano quei sistemi filosofici che #’ ispirano essenzialmente alla tradizione teologica e al sentimento religioso. Teomania. Delirio religioso, che oggi più propriamente dicesi pnranoia religiosa. È costitnita da una serie di illusioni ο allucinazioni, aia visive che uditivo, riferentisi ad armonie celesti © visioni divine, intramezzate dn periodi di estasi ed episodi erotici. L’ ammalato crede di essere destinato da Dio a redimere gli uomini dal pecesto e pregusta le gioie che per la compiuta missione gli verranno largite, non badando alla propria tranquillità ο ai propri interessi materiali, non esitando nemmeno a Tro  1168  sacrificare la libertà ο la vita. Non pochi riformatori ο fondatori di religioni potrebbero, secondo alcuni psichiatri, essere legittimamente classificati tra i teomani; tale Emanuele Swedenborg, fondatore della setta degli illuministi, tale pure italiano Davide Lazzaretti, il più tipico esempio, forse, di paranoico allucinato che abbia potuto, durante l’ultimo mezzo secolo, dare origine ad un moto rivoluzionario mistico-socialistico. Cfr. Lombroso, L'uomo di genio, 63 ed., p. 507 segg.; G. Ballet, Le peicosi, trad. it. , p. 300 segg.; G. Barzellotti, Davide Lassaretti, i suoi seguaci ο la sua leggenda, 1885; Id., Santi, solitari, filosofi, 1887; A. De Nino, II Messia degli Abruszi, 1890. Teorema. T. Theorem, Lehrsatz; I. Theorem ; F. Théorème. Come mostra l’origine etimologica della parola (Δεορέω = esamino), significò da principio quello che si contempla, che è soggetto d'esame; poi la verità che è il risultato dell’ esame, della dimostrazione. In questo secondo senso si contrappone a problema, che è invece una incognita difficilmente decifrabile, quantunque sia congiunta dal rapporto di principio e di conseguensa ad nna conoscenza attuale, Teoretico. T. Thooretisch; I. Theoretical; F. Theoretique. Ciò che si riferisce alla teoria, mentre il teorieo è ciò che fa parte della teoria; nell’uso però i due termini si confondono. Si oppone a pratico © à fecnioo; mentre la teoria ha per solo fine il vero, la pratica ha per fine l’azione ο la tecnica è l’insieme delle norme con cui si applica la nostra conoscenza delle cose. Si oppone anche a storico © a empirico, perchè mentre in questi è il fatto che prevale, in quello prevale il ragionamento. Perciò si hanno le espressioni di filosofia teoretica, pratica e storia della filosofia; sapere teorico, speculativo e pratico; morale teorica e morale normativa o pratica; intelligenza teorica, speculativa e pratica, ecc. Cfr. Kant, De mund. sens., sect. II, § 9, n. 1.  1169  Tro Teoria. T. Theorie; I. Theory; F. Theorie. Nel suo significato più largo designa la sintesi comprensiva delle conoscenze, che una scienza ha raccolto nello studio di un dato ordine di fatti. In un senso più ristretto è un insieme di ragionamenti collegati fra loro e diretti a spiegare, provvisoriamente o definitivamente, una data questione. In questo senso si oppone alla pratica, la quale non è che l'applicazione della teoria. Nel primo significato si distingue dall’ipotesi, che è più spesso l’anticipazione che non il risultato delle esperienze, e dalla dottrina, che ha un’ accezione più vasta, risultando da un insieme di teorie. Quando la sintesi coordinatrice delle esperienze raccoglie sotto di sò ordini differenti di fenomeni, allora si ha qualche cosa di più esteso della dottrina, cioè il sistema. La teoria non differisce per natura dalla legge scientifica, ma soltanto per grado: la teoria è infatti una generalizzazione così astratta da non mostrare un addentellato diretto ed esauriente con la realtà, ma si fonda tuttavia sulle leggi, ο in tanto ha valore in quanto costituisce la massima approssimazione alla realtà e la massima potenzialità di contenere in sè un certo numero di leggi accertate. Tuttavia nell’ uso comune queste distinzioni non sempre sono possibili, perchè, se da un lato è difficile valutare il grado di estensione d’un dato insieme di conoscenze, non è facile dall'altro l'apprezzamento degli elementi certi e degli ipotetici che vi si mescolano. Cfr. Wundt, Logik, 1880, vol. I, p. 407; Masci, Logica, 1899, p. 72 segg. (v. dottrina, principio, prammatica, pratica). Teosofia. T. Thoosophie; I. Theosophy; F. Theosophie. Si distingue dalla teologia, in quanto designa quella scienza che si pretende ispirata dalla stessa divinità, dalla quale deriverebbe, senza però essere oggetto di una rivelazione positiva. Questa scienza si svolse specialmente in Germania nei secoli XV e XVI, per opera di Cornelio Agrippa, Paracelso e Giacomo Bihme. Le dottrine dei vari teosofi 74  Banzout, Dision. di scienze filosofiche. Teo  1170  diversificano molto tra di loro, specie perchè, mentre alcuni fanno prevalere la teologia sulla filosofia, altri dànno la prevalenza alla ragione e alla filosofia sulla fede ο enlla teologia. Però tutti si accordano nella tendenza ad unificare la scienza di Dio con quella della natura. Uno dei più interessanti tentativi di risuscitare, nei tempi moderni, la teosofia, è quello dello Schelling, spinto sulla via delV’irraionaliemo dall’ assunzione del motivo religioso nelVidealismo assoluto. Se l’assoluto era concepito come Dio, se il principio divino e quello naturale . delle cose erano distinti, sicchè alle idee eterne come forme dell’ auto-intuizione divina veniva assegnata un’ osistenza speciale accanto alle cose finite, la trasmutazione di Dio nel mondo diventava un problema; tale problema lo Schelling ha cercato di risolvere sulla via della teosofia, con una teoria mistico-speculativa nella quale i concetti filosofici sono tradotti in intuizioni religiose. Per lo Schelling le idee sono imagini riflesse, in cui l’assoluto rispecchia sè stesso, sono partecipi dell'autonomia dell’ assoluto; in ciò sta la ponsibilità della caduta delle ides da Dio, della loro sostantivazione metafisica, per oni diventano reali, empiriche, cioè finite. Il contenuto della realtà è quindi divino, perchò sono le idee di Dio quelle che ivi sono reali; ma il loro proprio esser reale è caduta, peccsto © irrazionalità. Però l'essenza divina delle idee tendo di nuovo all’ origine e al prototipo, © questo ritorno delle cose in Dio è In storia, l’epos composto nello spirito di Dio. Il Rosmini intendo per teosofia la teoria dell’ ente nella sua totalità, ossia delle ragioni supreme che si trovano nel tutto dell'ente; essa si distingue sia dalle altre scienze, che riguardano Vente solo in quanto è diviso o dalle limitazioni naturali o dallo sguardo della mente, sia dalle altre parti della filosofia, che cercano il principio da cui la scienza dell’ ente deriva (ideologia) e somministrano le condizioni formali e materiali (logica e psicologia) del passaggio della  1171  Ter mente speculativa dal sapere ideologico al sapere teosofico. Cfr. L. Judge, The ocean of theosophy, 1893; A. Besant, Teosofia e nuova psicologia, trad. it. 1909; E. P. Blawataki, Introd. alla teologia, 1910; Schelling, Religion und Philosophie, 1804; Rosmini, Teosofia, 1859 (v. ideologia, metafisica, ontologia). Teratologia. T. Teratologie; I. Teratology; F. Tératologie. Ramo della patologia e dell’ antropologia, che studia quelle anomalie di sviluppo, congenitali e irrimediabili, che diconsi mostruosità. Esse sono costituite da arresto, eccesso 0 perversione di sviluppo ; possono dipendere da predisposizione ereditaria, da nna malattia del feto, ο da un accidente sopraggiunto alla madre; alonne sono incompatibili colla vita, altre compatibili. Tra queste importanti la polidattilia, ο dita in soprannumero, l’ermafroditismo, 9 ΙΑ diplogenesi, in cui vi ha duplicazione più o meno completa del corpo intero (v. anomalia, degenerazione, reversioni). Termestesiometro. Strumento usato nelle ricerche psicofisiologiche per misurare la sensibilità cutanea sotto l’azione del calore. Termiche (sensazioni). T. Temperaturempfindung ; I. Temperature sensation ; F. Sensation de temperature. Le sensazioni di ‘caldo e di freddo. Possono essere di due specie: interne, quando hanno origine da uno stato affatto soggettivo (ad es. il calore o il brivido della febbre), ed esterne, quando sono prodotte dal contatto di un corpo qualsiasi sopra la pelle o sulle mucose che confinano con essa. Si ha la sensazione di caldo quando il corpo che tocca la pelle ha una temperatura più elevata della pelle stessa, di freddo quando ha una temperatura più bassa, nessuna quando ha la stessa temperatura. Quando il corpo ha una temperatura superiore a + 47° e inferiore a  10°, non produce sei sazioni termiche ma dolorifiche, che sono tanto più ii tense quanto maggiore è la differenza fra la temperatura  1172  del corpo e quella dell’ organismo e quanto più estesa è la superficie cutanea che col corpo si trova a contatto. Sembra esistano degli organi periferici distinti per il senso del tatto, per il caldo e per il freddo; infatti la sensibilità termica non è uguale in tutte le località della pelle, ed in alcune di esse sono possibili soltanto sensazioni di freddo, in altre soltanto sensazioni di caldo, se toocate con una punta fredda o calda. Cfr. Wundt, Physiol. Peychol., 4* ed., vol. I, p. 385, 415; Titchner, Lab. manual, 1901, cap. III; Kiesow, Zeitschrift für Peyool., vol. 35, 1904; Id., Arch, it. d. biol., T. XXXVI, 1901; N. Marotta, Le sensazioni termometriche, « Riv. di fil. e scienze affini », agosto 1899. Termine. Lat. Terminus; T. Terminus; I. Term; F. Terme. I termini del giudizio sono le nozioni che lo compongono; i termini della proposizione sono i nomi che esprimono codeste nozioni. I termini si distinguono in generali, collettivi, astratti, concreti o singolari, positivi, negativi, privativi e correlativi.  Nel sillogismo si hanno tre termini: il maggiore, che ha l’estensione maggiore e compare, soggetto o predicato, nella premessa maggiore; il minore, che ha estensione minore, e compare come soggetto o predicato nella premessa minore; il medio, che ha estensione media e si trova in entrambe le premesse. Nella conolusione il termine maggiore fa da predicato, il minore da soggetto, il medio è escluso. Il sillogismo non può avere più di tre termini, perchè il termine medio deve esser preso almeno una volta universalmente. Il termino maggiore e minore non debbono esser presi nella oonelnsione più universalmente che nelle premesse, perchè ciò sarebbe contro il principio del sillogismo, che procede sempre dall’universale. Nella terminologia scolastica dicesi terminus actionis ciò che si compie coll’arione medesima, t. denominationie ciò che prende una nuova denominazione per l’azione, f. a quo quello onde incomincia il moto, t. ad  1173  TER quem quello dove il moto finisoe; termini pertinentes duo termini tra loro opposti contrari, o di oui l’uno porta in sò l’altro, t. impertinentes due termini che non sono contrari ma non si richiamano per conseguenza diretta (ad es. il rosso © il buono); terminus intrinscous unionis quell'estremo del composto nel quale non si riceve l’ unione, che pei peripatetici era una entità distinta dagli estremi, nè da esso si trae o si sostenta: così la forma del composto è il £, intrinseous dell’ unione della materia colla forma, la quale unione ai riceve nella materia, ossia le aderisco, ed è sostenuta da questa, e non aderisce nò è sostentata dalla forma. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 1, 24 b, 16; Goclenio, Lezioon phil. (v. figura, modo, collettivo, correlative, generale, eco.). Terminismo. T. Terminismus; I. Terminiem; F. Torminieme. Forma del nominalismo, nella quale gli universali sono considerati soltanto come termini ο segni. Genera οἱ epooies, dice Buridano, non sunt nisi termini apud animam ezistentes vel ctiam termini vocales aut soripti. Il terminismo, come dottrina che considera i concetti quali segni subbiettivi per le cose singole realmente esistenti, compare nel secondo periodo della filosofia medievale, specie con Guglielmo di Oooam. Riappare poi nella filosofia dell’ Aufklärung ο nel sensismo di Condillac, per il quale ogni conoscenza consiste nella coscienza dei rapporti delle idee, le quali, con l’aiuto dei segni e, rispettivamente, della lingua, si decompongono nei loro elementi ο si ricompongono di bel nuovo: ogni lingua è un metodo per V analisi delle idee, ed ognuno di questi motodi è una lingua, e le diverse specie di segni danno diversi dialetti (le dita, la favella, le cifre, ecc.) della lingua umana. Cfr. ‘Prantl, Geschiohte d. Logik, 1885, IV, 16; Condillac, Langue des oalouls, 1798. Teromorfle ο atavismi. Furono dal Wirchow chiamate così alcune varietà anormali che si riscontrano talTes un = volta nell’uomo (muscolo sternale, osso interparietale, eco.), che sono disposizioni permanenti negli animali inferiori. Le teromorfie diconsi dirette quando riproducono le forme di animali più vicini all’ uomo, indirette 0 remote quando i caratteri riprodotti sono propri di animali più bassi, che non si considerano come gli avi diretti (v. degenerazione, reversioni, teratologia). Tesi. T. These; I. Thesis; F. Thèse. In generale significa proposizione, cioÿ qualsiasi giudizio espresso con parole; ma si adopera più propriamente per designare una proposizione che deve essere dimostrata vera. Per Aristotele la tesi si distingue dall’assioma in quanto, mentre questo è universale e necessario, quella invece è stabilita temporaneamente e per un oggetto determinato. Nel giudizio ipotetico (se À è B è) dicesi tesi la seconda parte di esso, che contiene la posizione del predicato (8 2), mentre la prima parte (ss A è) che contiene la posizione del soggetto, dicesi ipotesi.  Quando alla tesi è opposta un’altra proposizione, che sebbene contradditoria può esser dimostrata con argomenti di ugual valore, questa seconda dicesi antitesi, ed insieme con la prima costituisce la antinomia. Quando invece la tesi e l’antitesi possono essere conciliate in un principio superiore che entrambe le comprende, si ha la sintesi. Testimonianza. T. Zeugniss, Zeichen; I. Tostimony: F. Témoignage. Lo scienziato non può osservare personalmente tutti i fatti ch’egli afferma, nè sottomettere alla prova sperimentale tutte le dottrine ch’egli ammette, ma fatti è dottrine deve in buona parte accettare sopra la testimonianza altrui. Se così non fosse, se ogni scienziato dovesse ricominciare ab ovo le sue ricerche e considerare come vero soltanto ciò che ha sperimentato, il progresso della scienza sarebbe impossibile. D'altro canto, vi sono slenno scienze, come la geografia, la storia, ecc., le quali si fondano quasi completamente sopra le testimonianze  1115  Tes-Ter altrni. La necessità del principio d’autorità nella scienza impone dunque allo scienziato di fare la oritioa delle tertimonianzo (le cui norme generali sono fissate dalla logica), per determinare in quale misura esse possono esser ritenute degne di fede, Cfr. Masci, Logioa, 1899, p. 468 segg. Testo. T. Probe, Prüfung; I. Test; F. Test, Epreuve. Diconsi testi mentali, ο prove, o saggi, le determinazioni che la psicofisica e la psicofisiologia cercano di ottenero del funzionamento dei sensi ο dei processi mentali. Si hanno quindi testi della capacità sensoria, visiva, uditiva, tattile; testi della capacità muscolare, della capacità percottiva, della vivacità ο prontezza mentale; testi della memoria e dei processi mentali più complessi, come l’associazione, l’attenzione, l’imaginazione, il giudizio, Per determinare l’acutezza della visione sogliono adoperarsi lettere di varia dimensione e forma, poste a diversa distanza; per l'udito le casse di risonanza e l’audiometro, per il tatto l’estesiometro, per la capacità muscolare il dinamometro, per la percezione degli intervalli di tempo il eronosoopio di Hipp, ecc. Cfr. Binet e Henri, La peychologie individuelle, « Année payool. », ; Report of committee on testa, « Psychol. Rev.; Wiseler, Correlation of mental and physical teste, 1901. Tetici (giudizi). Quei giudizi contratti, detti anche di posizione © esistenziali (Herbart) che sono ordinariamente riferiti a giudizi ipotetici, se l'ipotesi afferma una condizione di estensione relativamente illimitata. Essi possono avoro anche la forma copulativa, remotiva, disgiuntiva, oppure una forma propria, in cui, in luogo dell’ ipotesi, è usato un avverbio o una particella localo (v. composti, congiuntivi, copulativi). Tetralemma. Argomentazione costituita di quattro membri, da ciascuno dei quali si ricava una conclusione medesima e contraria all'avversario, che per ciò non ha più via d'uscita. Nella sua forma tipica è espresso meTeu-Tir  1176  diante un sillogismo ipotetico-disgiuntivo, che, al pari del dilemma, può avere due modi, uno affermativo o ponente, l’altro negativo ο tollente; nel primo la premessa. maggiore enumera i quattro casi possibili che conducono ad un’ unica consegaenza, la minore afferma non esservi altri casi oltre quelli enumerati dalla maggiore, la conclusione afferma la conseguenza; nel secondo la maggiore espone le quattro conseguenze che dipendono da un’ unica condizione, la minore nega la verità delle conseguenze, la conclusione nega quindi la verità dell'ipotesi (v. dilemma). Teurgia v. snagia. Timpano. T. Trommelfoll; I. Tympanum; F. Tympan. La cavità del timpano è uno spazio scavato nell’osso temporale, e comunica con la faringe mediante un canale dotto tromba uditiva o d’ Eustacchio. E limitata lateralmente dalla membrana del timpano, che è una lamina sottile e trasparente, tesa © fissata al solco timpanico, a forma ellittica. Le onde sonore, urtando contro la membrana, la pongono in vibrazione; tale vibrazione è comunicata agli ossicini, da questi all’ endolinfa e alle terminazioni nervose dell’ acustico, che trasmette 1’ eccitazione al centro cerebrale relativo. Cfr. J. K. Kreibig, Die fünf Sinne des Menschen, 1907, p. 52 sogg.; Nuvoli, Fisiologia dell’ organo uditivo, 1907. Tipo. T. Typus; I. Type; F. Type. Nel sno significato generale, un tipo è an individuo di un genere che risssume in sè stesso, nel modo più spiccato, i caratteri del genere cui appartiene; tali caratteri sono tanto maggiormente netti ο palesi, quanto minore è la rilevanza dei caratteri individuali. In senso logico e astratto per tipo s'intende l’ insieme dei caratteri essenziali d’ una specie. ‘Tuttavia nelle definizioni scientifiche l’idea di tipo non è determinata ο costante: alcune volte è presa come tipica una proprietà formale, che distingue una classe dall’altra. come ad es. la distinzione che molti filologi fanno  1177  Tom delle lingue in agglutinanti, isolanti, ο flessive ; altre volte è presa come tipica un’astrasione morfologica, come ad es. la teoria di Bronn sulle forme geometriche dei corpi animali; altre volte è assunta come tipica la forma più semplice, come il dado e I ottacdro per la oristallogratis, © altre invece la forma più completa, come ad es. la forma tipioa dei mammiferi assunta dal Cuvier. Va ricordato, infine, che alcune volte il tipo fu assunto platonicamente dagli scienziati, ad es. l’Agassiz ο il Cuvier, quasi come un'entità reale, a sò, causa delle forme ο della approssimazione delle forme. Nella psicologia diconsi tipi mentali certe precise differenze di costituzione mentale, 0 certi modi di fanzionamento mentale, che caratterizzano gruppi di individui; tali caratteri sono dunque tipici, piuttostochè individuali. In questo stesso senso si parla di tipo criminale, tipo visivo, tipo sensitivo, ecc. Cfr. C. B. Davenport, Statistical metods, 1900 ; Zeitschrift für Peychol., 1899, XXII, 13 (v. archetipo, entelechia). Tomismo. T. Thomiemus; I. Thomiem; F. Thomisme. La sonola e la dottrina di 8. Tommaso d’ Aquino, i cui seguaci si reolutavano specialmente, vivo ancora l’ Aquinate, nell’ordine dei domenicani; ebbe per avversari i francescani, che seguivano le dottrine di Duns Scoto. L’opposizione tra le due scuole riguardava specialmente il valore della volontà e le sue relazioni con l'intelletto: per i tomisti la volontà teneva dietro all’ intelletto, per gli scotisti era invece il contrario (voluntas superior intellectu). Ciò era una conseguenza della teorica sul principio di individuazione, poichè, mentre i tomisti, seguendo la dottrina del loro maestro, sostenevano cho la forma intellettualo, informando un dato organismo corporeo, ne determinava la individualità, gli scotisti riponevano invece il principio di individuazione nel profondo stesso della ossenza, in un'ultima realitas che sfugge ad ogni conoscenza. Cfr. Harper, The metaphysics of the School, ; FrohTom-ToN  1178  schammer, Thomas von Aquino, ; C. Jourdain, La filo sofia di δ. Tom. d'A, trad. it. 1860, p. 243-372 (v. ecceità, quiddità, individuazione, intollettualirmo, volontarismo, scotismo, neo-tomismo). Tomo. Alcuni scienziati chiamano così l infinitamente grande, per opposizione all’ atomo che è l’infinitamente piccolo. Una grandezza che diminuisce continuamente fino a divenir zero, prima di sparire nello zero passerà per uno stato nel quale essa nulla ha di più piccolo sotto di sò, © questo è l'atomo; una grandezza che aumenti continuamente fino all’ infinito, prima di sparire nell’ infinito passerà per uno stato nel quale essa non ha nulla di più grande sopra di sò, © questo è il tomo. Il tomo non ha quindi dei multipli, come l’atomo non ha dei sottomultipli : e siccome neppure lo zero ha dei multipli, così vi ha completa analogia fra il tomo e l’ infinito da una parte, l atomo © lo zero dal’ ultra (v. atomiemo, divisibilita, infinito). Tono. T. Ton; I. Tone; F. Ton. Nel suono è dato dal numero dello vibrazioni; il tono principale è sempre accompagnato da ipertoni ο toni secondari, di minore intensità; il timbro del suono è dato dal numero e dalla altezza degli ipertoni che accompagnano il tono. Dall’ Helmholtz in poi dicesi tono differenziale il terzo tono distinguibile tra due toni, costituito da un numero di vibrazioni uguale alla differenza di quello dei due toni primari; e tono addizionale il tono più sento, risultante dalla somma delle vibrazioni dei toni primari.  Dicesi tono muscolare il grado di tensione in cui trovansi normalmente i muscoli; esso diponderebbe da sensazioni subcoscienti, mantenute dalle molteplici vie afferenti, che sono direttamente o indirettente in rapporto col cervelletto e col bulbo.  Nella sensazione il tono ο colorito è il grado di piacere o di-dolore che accompagna ogni sensazione o fatto psichico. Esso può dipendere sis dallo stato organico, sia dalla qualita della sensazione, sia dalla intensità degli stimoli, sia dal 1179  Tor-Tor l'esperienza dell’ individuo e della specie. In generale, il tono delle sensazioni è in ragione inversa della loro oggettività, ossia del loro riferimento agli oggetti, ed è maggiore a misura che questo riferimento è più diretto e più evidente; a sua volta l’ evidenza del riferimento dipende dal carattere spaziale della sensazione, perchè 1’ oggetto à per noi essenzialmente il reale esterno, Secondo alcuni peicologi, il tono è essenziale alla sensazione, in quanto, essendo fondamentale la tendenza al piacere, ogni sensazione sarà concepita come concorde con questa tendenza, e quindi piacevole, o come contraria, e quindi dolorosa; se molti stati psichici appaiono indifferenti, ciò dipende dalla tenuità del tono che li accompagna. Altri invece ammettono l’esistenza di stati psichici assolutamente indifferenti o neutri. Cfr. Kant, Krit. d. Urt., $ 3; Helmholtz, Die Lehre von den Tonempfindungen, 1863; C. Stumpf, Tonpeychologie, 1890; Th. Ziehen, Leitfaden d. physiol. Peychol., 2° ed. 1893, p. 95; Wundt, Grundr. d. Peyohol.; Sergi, La psyohol. physiologique, trad. franc.; MASCI (vedasi), Psicologia. (v. neutri stati, piacere, dolore, sentimento). Topica (da τόπος  luogo, ove si trovano gli argomenti). Nella logica antica, la Topica era la ricerca e l'esposizione degli argomenti che si possono esporre sopra ogni cosa. I Topici sono quei libri logici di Aristotele dove si espongono i sillogismi ipotetici o verosimili. Metodo topico, per opposizione al metodo critico di Cartesio, chiamò Vico il metodo che cousiste nella ricerca delle idee: « non si giudica bene, egli dice, se non si è conosciuto il tutto della cosa; © la topica è l’arte in ciascheduna cosa di ritrovare tutto quanto in quella à ». Cfr. Aristotele, Τορ., I, 1, 100 a, 1; Küstner, Topik oder Erfindungswissensch., 1816 (v. luoghi comuni). Totaliszazione (legge della). L’Hoffding designa con questo nome la tendenza che noi abbiamo, dato un parTor  1180  ticolare elemento psicologico, a riprodurre lo stato totale, di cui codesto, o un altro somigliante, formava una delle parti. Codesta legge costituisce 1 essenza di ogni forma d’ associazione mentale; infatti gli elementi singoli d’un medesimo stato di coscienza non esistono separati, ma come unità di somma, e da ciò nasce la tendenza a rievocare la somma quando sia data una delle sue unità. Il Galluppi aveva già ammesso, come fondamento dell’ associazione psichica, la legge per cui la percesione passata ritorna tutta allorchè ne torna una parte; con tale legge egli spiegava anche il fatto del riconoscimento. Cfr. Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 211 segg.; Ebbinghaus, Uober das Godächiniss; Galluppi, Lesioni di logioa ο metaf., 1854, II, p. 742 segg. (v. sintesi psichica). Totemismo. T. Totemismus ; I. Totemism; F. Totémisme. ‘l'ermine introdotto da J. Long (1791) e rimasto nell’ uso per indicare l’ adorazione di oggetti materiali ο percepibili, animali, piante, eco., fatta da tutti i membri di una tribù ο clan, che per tal modo si sentono legati socialmente tra di loro. Il totemismo, assai diffuso nei popoli primitivi e tra le razzo inferiori, si distingue dal feticismo sia per il suo carattere sociale, sia perchè 1’ adorarione si rivolge a tutti gli oggetti di una classe, considerati come capaci di esercitare un potere sull’ esistenza umana, mentre nel feticismo questo potere è attribuito ad un oggetto solo. Il totemismo involge anche là credenza che la tribù ο clan sia discesa per miracolo o mistero dall'oggetto ο animale totemico; perciò esso è considerato come sacro, ne è proibito l’uso come alimento © come vestimento, spesso è anche vietato di guardarlo © di nominarlo, è adorato, rispettato, presiede le cerimonie che riguardano la nascita, il matrimonio, la morte. Cfr. Pikler u. Somlo, Der Ursprung d. Totemismus, 1900; Frazer, Totemism, 1887; Durkheim, Les formes élémentaires de la vio  1181  ToT-Tra religionse, p. 141 segg.; F. B. Jovons, 1) idea di Dio, trad. it. 1914, p. 85-93. Toto-parsiali, Si dicono così, nella dottrina dell’Hamilton sulla quantificazione del predicato, quelle proposizioni in cui il soggetto è preso universalmente, il predicato solo particolarmente. Possono essere tanto affermative es. tutti i triangoli sono (alcune) figure quanto negative: es. nessun triangolo è (qualche) figura equilatere. Toto-totali. Si dicono così, nella dottrina dell’Hamilton sulla quantificazione del predicato, quelle proposizioni in oui tanto il soggetto quanto il predicato sono presi in tutta la loro estensione: es. tutti i triangoli sono (tutti i) trilateri. Nella loro forma negativa il predicato è escluso totalmente dalla estensione e comprensione del soggetto: es. nessnn triangolo è (nessun) quadrato. Tradizionalismo. T. Traditionaliemus; I. TraditionaKem; F. Traditionalisme. In generale designa qualunque indirizzo scientifico, filosofico, religioso, letterario che vuol tenersi ligio alla tradizione e ad essa e’ ispira. Nella religione dicesi tradisionalismo la dottrina che sostiene che le snpreme verità religiose, © specialmente I’ esistenza di Dio, nonchè le verità fondamentali di ordine metafisico, morale e religioso, non si possono conoscere se non in grazia della rivelazione primitiva conservata ο diffusa dai testi encri ο dalla tradizione, essendo la ragione umana impotente a raggiungerle. In particolare dicesi tradisionaliemo 1’ indirizzo filosofico rappresentato in Francia dal Chatenubriand, dal De Maistre e specialmente dal De Bonald, indirizzo caratteriszato da una energica reazione contro la filosofia della rivolazione (illuminiemo). L'errore di quest’ultima, secondo il De Bonald, è d’aver creduto che la ragione possa da sò stessa trovare la verità e indirizzare la società, mentre invece tutta la vita spirituale dell’uomo, essendo fondata sul linguaggio, è un prodotto della tradisione storioa; il lingnagTRA  1182  gio è stato donato all’nomo da prima come rivelazione, e la « parola » divina fonte di tutte le verità, ha per unica depositaria nella tradizione la Chiesa, la cui dottrina è dunque la ragione universale data da Dio ο trapiantata a traverso i socoli come il grande albero, su cui maturano i frutti schietti della conoscenza umana. Concetti analoghi, quasi contemporaneamente al Bonald, sostenne il Lamennais, per il quale alla nostra incapacità di raggiungore il vero, sia per mezzo dei sensi, sis per mezzo della ragione, supplisce il consenso comune, I’ autorità del genere umano, che diventa il punto d'appoggio delle nostre conoscenze: « Esiste... per tutte le intelligenze un ordine di verità ο di conoscenze primitivamente rivelate, ossia ricevute originariamente da Dio, come condizioni della vita o meglio come la vita stessa... E come la verità è la vita, com l'autorità, ossia la ragione generale manifestata con la testimonianza o con la parola, è il mezzo necessario per giungere alla conoscenza della verità, ciod alla vita dell’ intelligenza >. I tradizionalisti si divisero in due gruppi: i primi, col Lamennais a capo, costituirono l’école menaieienne, che fu dette anche fideista per P ufficio esclusivo attribuito alla fede, all’ antorità della rivelazione divina, nell’ acquisto della vera certezza; i secondi, più temperati (Bonetty, Ventura, Laforêt e i professori di Lovanio) ammettono una potenza nativa della ragione umana, indebolita però dal peccato originale e bisognosa quindi d’un aiuto intellettuale esteriore, cioè della rivelazione, per arrivare alla conoscenza distinta delle verità razionali, morali e metafisiche.  Nella sociologia dicesi tradizionalismo quell’indirizzo il quale considera le vario formazioni sociali, quali la costituzione politica, il regime economico, il diritto, eec., come fondati non sopra idealità ο principi astratti, ma sopra una tradizione, e s0stiene quindi che non possono essere mutati in base a criteri puramente teorici. Cfr. Kleugten, La philosophie scola 1188  TRA stique, 1868, t. I, diss. 482-455 ; Lamennais, Essai sur Vindifférence, 1820, t. II, ο. 13; Vacant, Études théologiques, 1895, I, p. 120 segg., 329 segg.; C. Ranzoli, II tinguaggio dei filosofi, 1911, p. 219-223. Traducianismo. T. Traducianismus: I. Traducianiem ; F. Traducianisme. O generazioniemo, è la dottrina con la quale alcuni filosofi e teologi, Tertulliano, 8. Agostino, Lutero, Leibnitz, ece., spiegano l’origine delle anime individuali, imaginando che siano esistite tutte in germe in Adamo, e si propaghino ora per generazione fisica come il corpo. « Intorno all’ origine delle forme, entelechie ο anime, dice il Leibnitz, i filosofi sono stati in grave imbarazzo; ma oggi, avendo riconosciuto mediante ricerche esatte compinte sopra le piante, gli insetti ο gli animali, che i corpi organici della natura non sono mai prodotti dal caos o dalla putrefazione, ma sempre da sementi nelle quali esisteva indubbiamente qualche preformazione, oggi si è giudicato che non solo il corpo organico vi era già prima della concezione, ma anche un’ anima in questo corpo e in una parola l’ animale stesso, e che, per mezzo della concezione, esso è stato solamente disposto ad una grande trasformazione per divenire un animale di un’ altra specie ». Questa dottrina fu respinta dagli ortodossi ed è oggi combattuta dal neo-tomismo, come contraria al dogma della spiritualità. Cfr. Tertulliano, De an., 9; Leibnits, Monad., 74. Trance. Τ. Verzückung, Entzückung; I. Tranoe ; F. Trance, Eztase. Fenomeno psicologico, caratterizzato da una grande insensibilità per gli stimoli e uno stato di incoscienza © subcoscienzs rispetto agli avvenimenti esteriori ; la personalità del soggetto è profondamente alterata, le sue funzioni automatiche in parte interrotte, e i suoi pensio possono essere concentrati in un determinato ordine di idee. Spesso però la parola trance è adoperata ad indicare gli stati di estasi, di letargia, di sonnambulismo ipnotico Cfr. Surbled, Spiriles et mediums, 1901; A. Vissni-Scozzi, La medianità, 1901. Transitivo. T. Transgredient; I. Transiont; F. Transitif. Dicesi forza o azione transitiva, per opposizione a immanente, quella che passa da un essere ad un altro; la forza o causalità immanente è invece quella che risiede e rimane nell’ essere. Dicesi anche transitiva, per opposizione ad immutabile, un’ entità che consiste in una successione continua di stati; immutabile è invece 1’ entità che non comporta cangiamento. Nel meccanismo la forsa è concepita come transitiva, nel dinanismo come immanente. Nella dottrina della creazione e del demiurgo l’azione della divinità sul mondo è transitiva, mentre è immanente nel panteismo. La psiche, ’ io, la personalità sono concepite, nel sensismo e nell’ empirismo, come smo, sostansialità).. Transustanziazione.T. Transubstantiation; I. Transubstantiation ; F. Transubstantiation. Dottrina teologica, formulata dall'abate Pascasio Radberto, e accettata poi dalla Chiesa. Essa consiste nell’ammettere che il pane e il vino nel Sacramento dell’altare, pur rimanendo gli stessi negli accidenti, sono però convertiti nella sostanza nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo. Trascendentale. T. Transscendental; I. Transcendental; F. Transcendental. Kant designa in questo modo una cognizione o sciensa, la quale non si occupa direttamente di oggetti, ma di una nostra maniera di conoscerli, in quanto essa deve essere possibile a priori; ossia si occupa della facoltà di conoscere a priori gli oggetti, ©, insiemo della validità dei suoi limiti e delle sue condizioni. Quindi trascendentale si oppone ad empirico, che è ciò che è dovuto all'esperienza sensibile. La Critica della Ragion pura, ricercando tutti gli elementi a priori della conoscenza speculativa, stabilisce tutti i concetti ο i prinoipt trascendentali; tutto ciò che appartiene alla Critica costituisce dunque la filosofia trascendentale. Vi ha perciò una estetica trascendentale, che è la scienza dei principi del pensiero puro e della conoscenza razionale, onde consideriamo gli oggetti assolutamente a priori; un’analitica trascendentale, che è il sistema dei concetti © dei principi dell’ intendimento puro; una dialettica trascendentale, che cerca scoprire l'apparenza dei giudizi trascendentali per evitare che essi ci ingannino. Nello stesso senso dicesi realismo trascendentale quello dell’ Hartmann, in quanto pur affermando l’idealità del mondo esterno in quanto tale, riconosce però alle forme dell’ intuizione e alle categorie del pensiero una validità anche nel dominio della realtà in sò stessa; idealismo trascendentale quello di H. Cohen, E. König ecc., che afferma l’immanenza del mondo esterno nella coscienza. Cfr. Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 262 segg.; Id., Proleg., $ 40; Schelling, Vom Ich als Princ. der Philosophie, 1795, p. 113 (v. trascendente). ‘Trascendentalismo. T. Transscendentalismus; I. Transcendentaliem ; F. Transcendentalisme. Nel suo senso più generale si oppone ad empirismo, e indica ogni sistema o indirizzo filosofico che fa appello alle capacità intuitive, supersensibili dello spirito. In un senso più ristretto designa l’indirizzo dei successori di Kant, che, eliminata ο trasformata la cosa in sò, unificato il soggetto ο l'oggetto della conoscenza, conferito un valore completo e non puramente fenomenico ai concetti di assoluto ο di pensiero puro, affermarono la dipendenza del mondo dell’esperionza dall'attività della ragione; in tal modo è tolta la differenza stabilita da Kant fra trascendentale e trascendente. Nel primitivo senso kantiano, che è il più limitato, il trascendentalismo è l'affermazione della possibilità della conoscenza a priori degli oggetti, e della costruzione dei concetti, che possono così essere applicati.  Nella filosofia della religione per trascendentalismo s’ intende talvolta ogni religione che ammette la trascendenza ontologica © logica della divinità; altre volte indica l’ insieme dello dottrine, che considerano la sorgente delle verità religiose come un organo o un processo di apprensione trascendente le forme ordinarie, e chiamato visione mistica, estasi, intuizione, coscienza religiosa, ecc.  Dicesi trascendentalismo logico quell’ indiriszo, rappresentato dallo Spir, dal Windelband, dal Rickert, che partendo da una particolare interpretazione delle concezioni kantiane, considera la funzione logica come un quid che, oltrepassando l’esperienza, serve come criterio per apprezzarla. Cfr. Frothingham, Transcendontalism in New England, ; A. Levi, Il trascendentaliemo logico, « Cultura filosofica», luglio 1911. Trascendente. T. Transscendent ; I. Transcendent ; F. Transcendant. Si oppone ad immanente © designa ciò che non risiede nell’ essere, che sorte da un determinato soggetto, che supera determinati limiti. Nella gnoseologia designa ciò che supera le nostre facoltà conoscitive, © semplicemente ciò che si eleva al disopra delle idee è credenze comuni. Kant applica questo termine a ogni conoscenza, che noi crediamo poter ottenere senza il soccorso dell’ esperienza, e che perciò è interamente chimerica, « Chiameremo immanenti, egli dice, le proposizioni fondamentali il cui impiego rimane completamente nei limiti dell’esperienza possibile, trascendenti quelle che tali limiti sorpassano ». Gli scolastici dicevano trascendenti le nozioni universali, come l’unità e l'essere, che a’ applicano a tutto e non sono propriamente dei generi. Cfr. Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 262; Prantl, Geschichte d. Logik, 1885, III, p. 8-9, 114, 245; A. Richi, Der philos. Kriticismus, 1887, t. Il, v. 2, p. 168 (v. transitivo, trascendentale). Trasformismo. T. Tranaformalignetheorie ; I. Transformism ; F. Tranaformieme. La dottrina secondo la quale le specie naturali non sono fisse, ma si sviluppurono gradatamente attraverso il tompo, procedendo dalle forme più semplici verso quelle più complesse. Essa si oppone all’altra dottrina, fondata già da Linneo, che considera le specie come costanti 6 tante quante ne cred Dio fin dal principio. Intuita anche nell'antichità, la dottrina del trasformismo fu scientificamente esposta e difesa per la prima volta dal Lamarck, il quale attribuì ls graduale trasformazione delle specie alle condizioni esterne della vita, all’ abitudine e all’ uso e disuso degli organi. Più tardi il Geffroy ripiglieva il concetto lamarchiano della discendenza delle specie viventi da altre che le hanno precedute, attribuendo però la massima importanza all’azione dell’ ambiente; finchè Carlo Darwin poneva il concetto dell'evoluzione su basi ancor più solide, aggiungendo ai fattori di essa, già riconosciuti dal Lamarck e dal Gefîroy, la sopravvivenza del più adatto (elezione ο selezione naturale) necessaria conseguenza della rapida riproduzione degli organismi e della lotta per In vita. Fra i-moderni sostenitori del trasformismo alcuni, col Weismann, negano l'eredità dei caratteri acquisiti, esagerando V opera dell’ elesione naturale (noo-darwiniani) ; altri, con lo Spencer, attribuiscono la maggiore efficacis all’infinenza dell’ambiente ο agli effetti dell’ uso © disuso degli organi (neo-lamarokiani). Il trasformismo si distingue dal darwinismo, che è la stessa dottrina trasformistica quale fu intesa ed esposta dal Darwin, ο dall’ evolusioniemo, che è il trasformismo applicato a tutti i fenomeni naturali, inorgonici, organici e superorganici. Cfr. R. Schmidt, D. darwinsche Theorie, 1876; H. F. Osborn, From the Greeks to Darwin, 1894; Hendley, Problems of evolution, 1901 ; Th. Ribot, La peychol. anglaise contemp., 1875, p. 160-247; Delago ο Goldamit, Les théorier de l’érolution, 1910; E. Clodd, 1 pionieri dell'evoluzione, trad. it. 1909 (v. adattamento, conrergenza, divergenza, credità, lotta, selezione, specie, variabilità, cco.). Tra-Trı  1188  Trasmissione. 1. Ucberlieferung, Foripfansung : I. Tran mission; F. Transmission. Nella biologia indica il passagyric dei caratteri degli ascendenti nei loro discendenti (eredità). Nella psico-fisiologia l’espressione conduzione ο trasmissione nervosa indica il fenomeno che si compie lungo il cilindro asso delle fibre nervose, per la loro attitudine di enbire delle particolari modificazioni in seguito ad uno stimolo, e di trasmetterle dal punto stimolato verso le estremità della fibra. Affinchè la trasmissione si possa compiere, è necessario che non sia avvenuta alcuna discontinuità anatomica lungo la fibra. La eccitazione di una fibra nervosa non si comunica alle vicine, sia la fibra stimolata di senso © di moto: ciò costituisce la legge della trasmissione isolata (G. Müller); se non esistesse questa legge, non sarebbe possibile nè di provocare la contrazione di alenni determinati muscoli soltanto, nè di localizzare le sensazioni. Le fibre che servono ai vari sensi, se stimolate, dànno sensazioni ad essi relative; le fibre motrici dànno sensazioni muscolari e seoretorie. Cfr. J. Müller, Handb. d. Physiol., 1885; Setschenow, Pfliiger’s Arch., , XXV (v. eccitazione, fibra). Traumatopio. Strumento che serve a dimostrare le proprietà delle imagini consecutive negative. Con esso si fanno vedere a brevissimi intervalli delle figuro umane o animali, nelle posizioni successive di un dato movimento, e, in conseguenza, sembra di vedere realmente una persona che eseguisca quel movimento. Tricotomia. T. Dreitheilung; I. Trichotomy ; F. Trickotomie. La divisiono logica i cui membri dividenti sono in numero di tre. Di questi membri dividenti due sono generalmente opposti, uno intermedio; ad es. : i sentimenti umani sono egoistici, altruistici ο egoaltruistici. Per tale ragione alcuni preferiscono la tricotomia alla dicotomia, nella quale i membri dividenti costituiscono una perfetta contrarietà, che le dà simmetria ed csattezra logira, ms Tro la ronde in molti casi inapplicabile.  Dicesi anche tricotomia Vantica dottrina, contenuta in germe nel Nuovo Testamento ancora sostenuta da slouni teologi tedeschi, secondo la quale la natura dell’uomo si distingue in corpo (soma), anima (psyche), e spirito (pneuma). Cfr. J. B. Heard, The tripartite nature of man, 1870; Masci, Logica, , p. 304 segg. (v. divisione, diootomica). Tropo. Dal greco τρόπος  attitudine, indole, modo di pensare. Nella retorica è una figura per cui ad una parola si dà un significato diverso dal suo proprio; nella storia della filosofia designa gli argomenti o motivi di dubbio, adoperati dagli scettici contro i dogmatici. Per Pirrone tali argomenti erano dieci, ma si risolvevano poi tutti nell’unico comune argomento delle illusioni dei sensi. Per Agrippa, invece, erano cinque, e in essi trovasi riassunto in forma precisa tutto quanto lo scetticismo aveva prodotto di essenziale in pareochi secoli di speculazione. Il primo tropo di Agrippa è la contraddizione: non essendovi alcun principio che non sia stato negato, appenn il dogmatico pronunoierà un giudizio si potrà opporgliene uno opposto. Egli cercherà allora di dedurre il proprio principio ds uno più generale, ma anche a questo si potrà fare la stessa obbiezione; ne cercherà un altro più generale, poi un altro ancora, © così via vis senza poter vincere l’obbiezione. Egli cadrà dunque nel secondo tropo, il progresso all'infinito. Ma può darsi ch'egli creda d’essere arrivato a cogliere un principio che non ha bisogno a appoggiarsi eu altri, che è evidente per sò stesso; ma in tal caso gli si risponde, che è evidente ciò che pare vero ad uno spirito, mentre agli altri può parer faluo : è il terzo tropo della relativita. Se egli obbietta che il sno principio non ha prove, cade nel quarto che è l'ipotesi, © se vuol tentare la dimostrazione cade nel quinto che è il diallelo, poichè la dimostrazione presuppone il valore della ragione, che pretendo dimostrare. Cfr. Sesto EmpiTur    rico, Pyrr. Hyp., I, 38 segg., 164 segg., II, 194 segg.; Id.. Adv. Math., VIII, 316 segg. (v. epoca, dicotomia, isostenia). Tutto. Gr. Τὸ ὅλον; Lat. Totum; T. Ganze; I. Whole: F. Tout. Per Cristiano Wolff, unum, quod idem est cum multie, dicitur totum. Il Rosmini lo definisce pure come il complesso di quelle cose che insieme formano uno. Come I’ uno è correlutivo del molteplice, così il tutto è correlativo della parte. Perd tra il concetto di tutto e il concetto di uno, vi ha la differenza che questo, in quanto è applicato a molte entità, ha in 8 la relazione per la quale un'entità esclude le altre, mentre quello ha in sè la relazione di abbracciare le parti, che compongono la medesima entità e di negare che ce ne siano altre, che concorrano a comporla. Ad ogni modo il tutto si può predicare dell’ uno © di ogni uno si può predicare il tatto, cosicchè le due proposizioni « ogni tutto è uno » e «ogni uno è tutto» sono dialetticamente convertibili. Furono distinte tre specie di tutto: il totum ante partes (BAov πρὸ τῶν μερῶν), che è quello senza parti, o quello che la mente concepisco con un solo atto senza guardare allo parti; il totum ex partibus (ὅλον dx τῶν μερῶν), che è quello che si riguarda come un composto di parti; e il totum in partibus (Άλον ἓν τοῖς µέρεσι), che è l'uno possibile considerato nelle parti, il tutto riguardato nel complesso delle parti como esistente nella sus materia, Si dice poi tutto fisico quello che è costituito di parti congiunte in modo da fo mare una sola natura, come il composto di materia e di forma; tutto metafisico ciò che è composto di genere e di differenza, di comune ο di proprio; tutto matematico ciò che è composto di parti juzta positae; tutto sillogiatico quella specie di tutto che risulta dal legame che hanno fra loro due cose affermate, l'una delle quali trae seco l'esistenza dell'altra; tutto logico una nozione universale, ad esempio il genere, che nel suo seno contiene virtaalmente altre nozioni meno estese, come le specie. Nel lin 1191  Tuz-Upr guaggio della scolastica il totum per so è quello che consta di parti ordinate a costituirne l'essenza; il totum per aocidens ciò che consta di più enti in atto 0 completi, ad es. un mucchio di grano; totum essentiale ciò che risulta da parti costituenti fisicamente e metafisicamente la sua quid„dit, ad es. l’uomo che consta fisicamente di corpo ο d’ anima, metafisicamente di animale e razionale; totum perfeotibile è detto il genere perchè della cosa esprime il materiale © il più comune, totum perfootivum la differenza, che esprime il formale della cosa, © totum perfeotum la spécie perchè esprime il formale ο il materiale della cosa. Cfr. Platone, Teoteto, 204 E; Aristotele, Metaph., V, 26, 1023 %, 26; C. Wolff, Philos. prima sive ontologia, 1786, $ 341; Rosmini, Logica, 1853, $ 571 segg. (v. molteplicità, unità). Tusiorismo (tutior = più sicuro). Il Rosmini chiama così la dottrina morale che egli considera come la prima forma sotto cui si mostra l'agire etico nella storia dell'umanità -secondo la quale, quando I’ individuo trovasi dubbioso sulla determinazione da prendere, deve scegliere sempre la via più sicura. Essa si compendia tutta nel priucipio: in dubio tutor pare eat eligenda. Cfr. Rosmini, Storia comparativa ο oritica dei sistemi intorno alla morale, 1897. Uditive (sensazioni). "I. Hörempfindungen; I. Hearing sensations ; F. Sensations auditives. Hanno per organo l’orecchio, per stimolo le vibrazioni dell’aria rispondenti alle vibrazioni di un corpo, per contenuto il suono, che è dato da una serie di vibrazioni regolari © periodiche, ο il rumore, che corrisponde a vibrazioni irregolari. Le vibrazioni sono raccolte dal padiglione dell’ orecchio, trasmesse alla membrana del timpatio, comunicate da questa agli ossicini dell’orecchio medio, che alla lor volta le trasmettono alla perilinfa © all’ endolinfa dell’ orecchio interno, ove Usu  1192  sono raccolte dalle terminasioni dei nervi nonstici. Per produrre una sensazione uditiva le onde sonore devono succedersi almeno colla frequenza di 15-40 per secondo © non oltrepassare la frequenza di 16,000-41,000. L’altessa del suono dipende dal numero delle vibrazioni in un minuto secondo; l'intensità dall’ ampiezza dell’ onda di vibrazione; il timbro o metallo delle note dalle differenze qualitative fra una medesima nota; la consonanza si ha quando le onde di due suoni si combinano in modo da produrre un suono formato da onde più ampio ma tutte uniformi. La direrione del suono viene argomentata dalPindividuo in base alla differenza fra le sensazioni percepite per meszo dell’ uno e quelle percepito per mezzo dell’altro orecchio, e in base alla differenza fra l'intensità delle sensazioni percepite dallo stesso orecchio, mentre osso si trova in questa ο quella posizione. Cfr. J. K. Kreibig, Die funf Sinne des Menschen, 1907, p. 51 segg.; Helmholtz, Die Lehre von don Tonempfindungen, 5 ed. 1896; F. Besold, Die Funktionsprüfung des Ohres, 1897; C. Stumpf, Tonpsychologie, 1890; Bain, Mental soienoe; P. Bonnier, L’ Audition, 1901 (v. aousma, biauricolare, timpano, potere risolutivo). Uguaglianza. T. Gleicheit, Gleichung; I. Equality: F. Egalité. Dicesi uguaglianza logios di due proposizioni © classi il loro reciproco implicarsi o contenersi, di due concetti l'avere la medesima estensione.  Uguaglianza politica è il principio in base al quale i diritti politici, i gradi ο le dignità pubbliche sppartengono a tutti i eittadini senza distinzione di classe o di fortuna; uguaglianza giuridica il principio in baso al quale lo prescrizioni, le proibizioni 9 le pene logali sono identiche per tutti i cittadini senza eccezione di nascita, di situazione ο di fortuna; l'una e l’altra specie di uguaglianza αἱ anol dire formale, per contrapposto alla reale ο materiale, che intercede tra due ο più uomini che hanno identica la fortuns,  1193  Uau l'intelligenza, la cultura, la salute, ecc. Il liberalismo, nella sua forma pura, consiste nel respingere l’ uguaglianza materiale, che non si realizza in alcuna società, e assumere come regola la realizzazione dell'uguaglianza formale. « Spesso esiste un grande intervallo, dice il Condorcet, tra i diritti che la legge riconosce ai cittadini e i diritti di cui essi hanno il reale godimento, tra l’ uguagliansa stabilita dalle istituzioni politiche e quella che esiste tra gli individui. Queste differenze di stato hanno tre cause principali: l’ inuguaglianza della ricchezza, l’ inuguaglianza di stato tra quello i cui mezzi di sussistenza, assicurati da lui stesso, si trasmettono alla sua famiglia, e quello per cui tali mezzi sono dipendenti dalla durata della sua vita, o piuttosto dalla parte della sua vita nella quale è capace di lavoro; infine } inuguaglianza di istruzione.... Queste tre specie di inugnaglianza reale possono diminuiro continuamente senza tuttavia annullarsi, poichè hanno delle cause naturali e necessarie, che sarebbe assurdo e pericoloso voler distruggere ; non si potrebbe nemmeno tentare di farne sparire interamente gli effetti, senza aprire delle sorgenti di disuguaglianze più fecondo, senza portare ai diritti degli uomini dei colpi più diretti e più funesti ».  Nella matematica si chiama uguaglianza l’espressione algoritmica, numerica o letterale, la quale consta di due membri separati tra di loro dal segno = (uguale); noll’uno dei due membri il valore è il risultato delle operazioni eseguite nell'altro; ad es.: b + 2  8; a (b + d) = ab + a d.  Nella meccanica due forze si dicono uguali, quando con una stessa forza si può fare equilibrio all’ una © all'altra.  Nella geometria, due figure si dicono nguali quando sono costituito di parti rispettivamente sovrapponibili; così due triangoli sono uguali, quando le parti, cioè gli angoli e i lati dell’ uno, sono rispettivamente sovrapponibili agli angoli e ai lati dell’ altro, sicchè, quando le due figure sono sovrapposte, ne formano idenULT-Uma  1194  ticamente una sola. Ciò però soltanto riguardo alle figure piane; poichè, quanto alle solide, può darsi che siano costituite di parti sovrapponibili, se prose separatamente, ma non sovrapponibili se prese tutte insieme, a causa della loro diversa distribuzione; ad es. le due mani dell’uomo sono costituite di parti perfettamente uguali, ma poichè queste sono diversamente distribuite, esse mani non sono sovrapponibili. In tal caso P uguaglianza delle figuro vien detta uguaglianza di simmetria, e le figure son dotte figure simmetriche. Se poi si hanno due figure identiche per le loro misure, ma non per la forma, esse si dicono equivalenti; nel caso inverso si dicono simili. Rousseau, L'origine de l'inégalité parmi les hommes; Condorcet, Progr. de l'esprit humain, 1804 (v. equazione, identità, geometria, simile). Ultimo. T. Letste, End-; I. Ultimate; F. Dernier, ultime, final. Ciò oltre di cui non si pnd andare: fine ultimo è quello che non è alla sua volta mezzo di un altro fine: la ragione ultima quella che non abbisogna di un’altra ragione o spiegazione; speoie ultima (ultima ο infima species) quella che non è a sua volta genere rispetto ad altre specie, ‘e non contiene che termini singolari (v. inconcepibile. inoonoscibile, supremo, primo). Umanismo. T. Humanismus; I. Humanism; F. Humanisme. Nel suo significato più generale 1’ smanismo è quel movimento degli spiriti col quale s’apre il Rinascimento, caratterizzato da uno sforzo per rialzare la dignità dello spirito umano e metterlo in valore, ricollegando, sopra il medioevo e la scolastica, la cultura moderna all’ antiea: esso giunge circa fino al 1600 e abbraccia la fine della tradizione medievale per opera dell’ellenismo puro. Il secondo periodo, il naturalismo, abbraccia i principi della nuova seienza della natura, liberi d’ogni schiavitù, e, al loro seguito, i grandi sistemi metafisici del secolo XVII. Però i due periodi, umanistico e naturalistico, costitui 1195  Uma scono nel loro insieme un tutto solo; infatti il motivo interiore del movimento umanistico è la stessa aspirazione ad una conoscenza affatto nuova del mondo, che si realizzd poi con lo sviluppo delle soienze naturali; ma il modo e le forme intellettuali come ciò avvenne, si presentano dipendenti dagli impulsi scaturiti dall’ accoglimento della filosofia greca. Il fermento essenziale del movimento umanistico fa il contrasto tra la filosofia medievale, già in dissoluzione, e le opere originali dei pensatori greci, che si cominciarono a conoscere col secolo XV. Da Bisanzio, attraverso Firenze ο Roma, sopraggiunge una nuova corrente di cultura, che fece deviare il cammino del pensiero occidentale; gli umanisti si ribellarono alle diverse interpretazioni mediovali della metafisica greca, alla deduzione autoritaria dei concetti presupposti, alla durezza inelegante del latino monastico, e la loro opposizione ottenne una rapide vittoria con la meravigliosa restituzione del pensiero antico, con la fresce percezione di una generazione amante della vita, con la finezza ο lo spirito di un tempo ricco di cultura artistica.  Nel suo significato più ristretto, l’umanismo è quell’ indirizzo filosofico contemporaneo, molto affine al prammatiemo, che fa capo a F. C. 8. Schiller, il quale gli diede appunto questo nome. Esso si riattacca, secondo lo Schiller, alla massima protagoren che l’uomo è la misura di tutte le cose, 6 ha questo tesi fondamentali: una proposizione è vera o falsa a seconda che le sue conseguenze hanno o non hanno valore pratico, quindi la sua verità o falsità dipende dallo scopo a cui si tende; tutta la vita mentale suppone degli scopi; questi scopi, non potendo essere, per noi, che quelli dell’essore che noi siamo, ne segue che ogni conoscenza è subor nata in ultimo alla nature umana e ai suoi bisogni fondamentali. Per tal modo « l’umanismo è puramente il rendersi conto che il problema filosofico rignarda degli esseri umani aforzantisi di comprendere un mondo d’espeUma  1196  rienza umana coi meszi della coscienza umana ». L’umanismo, diffondendosi, ha assunto forme diverse. Per il Le Danteo la scienza è una serie di constatazioni fatte sulla soala umana; le ipotesi non hanno altro scopo che « preparare delle esperienze utili: un'ipotesi si giudicherà dalla sus fecondità >; la logica «fa parte del meccanismo umano allo stesso titolo delle braccia o delle gambe »; «luomo non conosce che dei rapporti di cos con l’uomo; ciò che noi chiamiamo le cose, sono gli elementi della desorizione umana del mondo ». Con maggior larghezza, il Troiano concepisce l’umanismo come «un sistema autropocentrico del sapere filosofico, sul fondamento d’una teoria delle attività, delle renzioni ο dei prodotti dello spirito, studiato nella sua realtà di fatto, immediata ο storica », il quale sistema deve culminare in «uns concozione del mondo, quale appunto I’ uomo, conscio della sua centralità teoretica e apprezzativa, in connessione di tutto il sno sapere, può oriticamente formarsi »; esso perciò assume l’uomo come materia e spirito nel tempo stesso, come sensibilità, istinto, bisogno, coscienza conoscitrice © valatatrice, nd pretende identificare spirito e natura, ud toglie valore alle esigenze corporee, nd sacrifica ad osse i diritti dello spirito; e, nell’ interno dello stesso organismo psichico, non intende ridurre le esigenze dol pensiero a quelle della vita morale, nd viceversa. Il movimento umanistico contemporaneo è certo una manifestazione caratteristion del pensiero filosofico, uno sforzo di costituire una teoria dei primi principî della vita intellettuale ο della vita morale, assumendo l’uomo, realtà vivente, immediata ο storica, come centro teoretico e apprezzativo del mondo; esso supera ad un tempo il panteismo trascendente ο il solipsismo gnoseologico, cercando nella consenziente soggettività degli spiriti il tratto @’ unione dell’individualismo e dell’ univerealismo. Cfr. J. Burckhardt, Die Kultur der Renaissanoo in Italion,   Uma-Umo 1886, trad. it. Valbuss, 1899; Mar. Carrière, Die philosophische Woltanschauung der Reformationszeit; F. Fiorentino, Il risorgimento filosofico del quattrocento; F. C. Β. Schiller, Humaniem, philosophioal essays, 1908 ; Id., Studies in Humanism, 1907; F. Le Danteo, Les lois naturelles, Introd. p. x; P. R. Troiano, Le basi dell’umanesimo, ; G. M. Ferrari, L’umanesimo filosofico, « Riv.di fil. v. pragmatismo. Umanità. T. Humanität, Menscheit, Menschlichkeit; I. Humanity, Mankind; F. Humanité, Oggettivamente indica quella vasta famiglia, moralmente unita, nella quale entrano tutti gli uomini per la loro comune natura; soggettivamente designa quell’ insieme di caratteri spirituali, cho distinguono la stessa natura umana, elevandola sopra ogni altra categoria di esseri, compresi i bruti. In questo secondo senso, l’umanità è concepita sotto due aspetti diversi nella società greco-romana ο nella cristiana: in quella 1’ Άνπιαnitas è riguardata specialmente nelle sue facoltà intellettuali ed artistiche, in questa nelle sue doti morali, nella carità, nella benevolenza e nel perdono. In entrambi i sensi il vocabolo fa adoperato da Augusto Comte, per il quale l'umanità è sia l'essere collettivo costituito dalP insieme degli uomini, sia l'insieme dei caratteri costituenti «l’ascensione crescente della nostra umanità sulla nostra animalità, per la doppia supremazia dell’ intelligenza sulle tendenze e dell’ istinto simpatico sull’istinto personale >; in un terzo senso, più ristretto, l’umanità è per il Comte soltanto 1 insieme degli uomini che hanno effcacemente contribuito allo sviluppo normale delle qualità proprinmente umane, e in questo senso egli chiama 1’ umanità il Grand’ Essere. Cfr. A. Comte, Cours de philosophie positive, , lez. 59; Lévy-Bruhl, La philon. d'A. Comte, p. 389-391 (v. cosmopolitismo, solidarietà). Umorismo. T. Humoriemus; I. Humorism ; F. Humoriame. È una forma del sentimento del comico, dal quale Umo  1198  però si distingue sia per un grado maggiore di finezza e @ intellettualita, sia per la mancanza d’ogni elemento dispregiativo. Secondo 1’ Hòffding esso è «il sentimento del ridicolo avente per base la simpatia »; può svilup parsi fino a diventare un modo di comprendere la vita, una disposizione fondamentale a considerare con simpatia tutto ciò che vive e a confidare nelle forze che trionfano nella natura e nella storia: « La concezione umoristica della vita s'è adattata all’esperienza, la quale ο insegna che anche il grande ο il sublime hanno i loro limiti, il loro aspetto finito, e se essa ride di ciò che v ha di piccolo e di ristretto, non dimentica che è la forma d’un contenuto, che ha il suo valore. Essa #’ è adattata ai miti della grandezza come all’ imperfezione della folicità e sa per esperienza che, sotto apparenze piccole e meschine, può nascondersi un gran tesoro ». Per il Masci l umorismo è la forma superiore della comicità, « con esso la comicità diventa abituale, e si estende ad una parte maggiore o minore della realtà »; esso è ingenuo o consapevole, gaio o triste, e va dalla forma che è schietta comicità a quella che è una forma filosofica del dolore umano, che è riflessione comica sulla realtà in generale; se è alleato col sentimento di simpatia, se trova ancora del buono nelle cose, |’ umorismo è benevolo; se invece la simpatia è spenta e la condanna è assoluta, 1’ umore è l’espressione dello spirito che nega, l’ irrisione tragica dell’ esistenza. Secondo il Momigliano 1’ umorismo sta fra Y ironia pura e la satira, non avendo πὸ il carattere scherzoso della prima, nd lo scopo correttivo della seconda; egli ne distingue varie forme, la sentensiosa, ad cs. quella del Manzoni; la drammatica, nd es. quella del Dikens; V umorismo che consiste tutto nell’ avvicinar U’ insignificante al grave, ad os. quello del Pulct; 1’ umorismo ottimistioo, che non contrappone il male al bene, ma il bene al male; quello indulgente, che rileva un difetto ridendo; quello  1199  melanoonicamente rassegnato, nel quale la dolorosa vu del male è bensì mitigata dal sapere che esso è inevitabile, ma è mista con un mite rimprovero alla sorte degli uomini ; l’ umorismo pessimistico 0 tragico, che esagera il compiacimento con cui si rileva il male proprio ο quello sparso nel mondo; il serio, che non è che un sorriso di dolore, la voluttà triste ma tranquilla che 1’ umorista prova nel profondarsi lentamente nella malinconia, e00.; egli compendin queste forme definendolo « quella forma di comicità, in cni si rileva inaspettatamente, senz’ alcuno scopo correttivo e con un compiacimento più o meno visibile, un difetto o un contrasto, fondendo elementi seri con elementi scherzosi, oppure mescolando il compi mento colla simpatia © colla rassegnazione, oppure rivelando I’ abitudine di considerare il corso generale delle cose con una penetrazione superiore 9 con un senso filosofico della vita». Cfr. Lotse, Geschichte d. Aesthetik in Deutschland, 1868, p. 375-377; Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 390 segg.; Baldensperger, Les definitions . de l'humour, in Études d’hist. littéraire; Masci, Psicologia del comico, 1889; A. Momigliano, L’ori-! gino del comico, « Cultura filos. », sett. ; Pirandello, L’ umorismo,  (v. comico, ironia). Unicità. La qualità di ciò che è unico; si distingue dalla unità, che è la qualità di ciò che è uno. Così il monoteismo à la dottrina dell’ unicità di Dio, l’enoteismo In dottrina dell’ unità di Dio. Uniformitä. T. Einförmigkeit, Gleichförmigkeit; I. UniSormity; F. Uniformité. Può essere statica e dinami „prima consiste nel fatto che due o più individui d’ una classe posseggono caratteri essenziali identici, la soconda nel riprodursi degli stessi fatti col riprodursi delle stesse condizioni. La prima specie di uniformità dà il tipo delle scienze staticho, la seconda la legge delle dinamiche. Nel postulato della uniformità della natura sono comprese enUnt  1200  trambe le specie, ma più precisamente la seconda; poichè è su questa che è fondata la costruzione induttiva delle leggi e la loro applicazione deduttiva alla esplicazione dei singoli fatti. Nella stessa vita pratica, ogni nostra azione in vista di un fine, in quanto è conformata all’ esperienza precedente, presuppone come condizione necessaria l’uniformità statica ο dinamica, ossia di coesistenza © di sequenza, dei fenomeni naturali, Unità. T. Zinhoit; I. Unity; F. Unité. È la qualità di ciò che è uno, montre I’ unicità è la qualità di ciò che è unico. Quindi l’unità non esclude, ma implica la molteplicità, della quale è concetto correlative © senza di cui sarebbe inconcopibile. Quanto all’ origine dell’ idea di unità, secondo alcuni filosofi è innate, secondo altri è un prodotto di esperienza sensibile, secondo altri risulta dall’ esperienza interna. Per il Fénélon essa è innata, in quanto non può derivare nò dal senso interno, nè dai sensi esterni, che ci presentano sempre dei composti © dei molteplici : « Io concepisco un esseré, che non cambia mai affatto di pensiero, che pensa sempre tutte le cose insieme, ed in oui non si può trovare alcuna composizione 6 tanto meno successione. E senza dubbio questa idea della perfetta ο suprema unità, che mi fa tanto cercare qualche unità negli spiriti ed ancora nei corpi. Questa idea incessantemente presente nel fondo di me stesso è nata con me; essa è il modello perfetto sul quale io cerco dappertutto qualche copia imperfetta dell’ unità, Questa idea di ciò che è uno, somplice ed indivisibile per eocellenza, non può esser altro che l’iden di Dio ». Per Spinoza l’ unità non è una proprietà delle cose, ma ciò che è compreso in uu atto mentale: Unitaten.... onti nihil addere; sed tantum modum cogitandi esse, quo rem ab aliis separamus, quae ipti similes sunt, rel oum ipsa aliquo modo conveniunt. Invece per il Leibnitz essa è una proprietà oggettiva, tantoohd ce qui n'est pas réritablement un ostre, n'est pas non plus véritabloment um estre. UNI Per C. Bonnet è una semplice idea, che l’anima si forma « considerando in ogni oggetto soltanto I’ esistenza ο facendo astrazione da ogni composizione e da ogni attributo ». Per il Locke, « fra tutte le nostre idee, non ve n’ ha alcuna, che ci sis suggerita da un più gran numero di mezzi di quella di unità, sebbene non ve ne sia alcuna più semplice. Non v’ ha nessuna apparenza di varietà o di composizione, in questa idea: ed essa si trova unita a ciascun oggetto che colpisce i nostri sensi, a ciascuna ides che si presenta al nostro intendimento, ed a ciascun pensiero del nostro spirito ». Per Berkeley l’ unità è una semplice astrazione, senza corrispondente obbiettivo; per Kant è « l’unità formale delle coscienza nella sintesi della molteplicità delle rappresentazioni » © sorge dalla identità delVautocoscienza. Il Galluppi distingue tre specie d’anità, la sintetica, la metafisica ο la fisica. L'unità sintetica risultada una operazione del nostro pensiero, ed è perciò condizi nale; l’unità fisica è la stessa unità sintetiea che il nostro pensiero attribuisce agli oggetti corporei; l’una e l’altra derivano dall’ unità metafisica, che, essendo la stessa unità dell’ anima, è assoluta, invariabile, non risulta dalla congiunzione di diversi elementi, non dipende da alcuna condizione: « Senza l’unità metafisica non è possibile 1’ unità sintetica del pensiero, ο senza 1’ unità sintetica del pensiero non è possibile l’unità sintetica fisica ». Il Rosmi la definisce come quella qualità del soggetto, per la quale esso è indiviso in sè stesso, © diviso, ossin separato, da ogni altro; quando questa qualità si predica del soggetto, allora essa, prendendo la forma di predicato, dicesi uno. Per il Wundt il concetto di unità è puramente la funzione della concezione logica presa nel contenuto concettuale, ο da esso ba origine l’unità rappresentativa delle cose. Si distinguono varie specie di unità: quella «pirituale, vale a dire l’unità della coscienza, sia essa un’ unità sostanziale © puramente dinamica ed empirica; quella logica, che con76  RanzoLI, Dirion. di scienze filosofiche. Um  1202  siste nell’ unificarsi del molteplice particolare nel generico astratto, assunto come tipo comune; quella numerica ο matematica, che è una delimitazione nel tempo e nello spazio, © da cui originano le nozioni di numero e di grandezza; quella fisica ο materiale, risultante da un insieme di parti indivise formanti un tutto; quella trascendentale, che consiste nella individualità degli elementi costitutivi di una cosa, ad es. l’uomo è uno sebbene abbia un’ anima ed un corpo organico. Gli scolastici chiamavano unitas per se quella che nasce da una essenza o natura, sia semplice o composta, come l’unità della natura divina o dell’ uomo; unitas per accidens quella che nasce da diverse nature, di ordine o predicamento diverso, come un mucchio di pietre; unitas materialis o individualis 1’ entità di ciascun individuo, in quanto esprime incomunicabilità e indivisione in più inferiori ; unitas formalis o essentialis quella della specie o del genere in quanto si distinguono rispettivamente da ogni altra specie o genere; unitas semplicitatis quella di un ente indivisibile in atto e in potenza, unitas compositionis quella invece di un ente che è uno numerioe ma è composto di parti distinte e potenzialmente divisibili; umitas rationia quella per cui, con un atto mentale, di più individui si fa una specie sola o di più generi un solo genere; unitas #0Utudinte l'unicità in una data natura, ad es. l’unità divina. Aristotele Met.; Spinoza, Cogit. metaph., I, 5; Leibnitz, Philos. Sorhiften, ed. Gerhardt, II, 97; Wolff, Ontologia, 1736, $ 238 © 239; Bonnet, Essai de peychol., , C 14; Berkeley, Princ., XII; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 119 segg.; Genovesi, Metaph. lat., parte I, cap. 5, def. 42; GALLUPPI Lezioni di logica e metaf..; Wundt, Syst. der Phil., , p. 227 (v. individuo, numero, quantità, tutto, uno). Universale. Lat. Universalis; T. Allgemein; I. Univertal; F. Unirersel, Che si estende a tutto l'universo, o ap 1208  Uni partiene a tutti gli uomini, o non soffre alcuna eccezione; cost si dice, nel primo senso, causalità universale, nel 96condo consenso universale, nel terzo le leggi di natura sono universali. Dicesi giudizio universale quello in cui il concetto che fa da soggetto è preso in tutta la sua estensione; la sua formula è: tutti gli A sono B, oppure, nessun 4 è B. I giudizi universali sono la formula del pensiero scientifico, perchò esprimono i principî, le leggi ο le conoscenze universali. Secondo alcuni logici anche i giudizi individuali sono universali, perchè anche in essi il concetto del soggetto à preso nella massima estensione : infatti, essendo il soggetto un individuo, cioò qualche cosa che è indiviso ο che si suppone tale, non può evidentemente esser preso in parte della sua estensione, Ma altri logici respingono codesta identificazione, opponendo che nel giudizio universale il concetto del soggetto non è preso come indivisibile, mn come un tutto diviso in parti, delle quali si predica quello stesso che si predica del tutto. Diconsi nozioni universali © principi universal i principi supremi della ragione, perchè essi sono veri non già per un determinato numero di casi ο per un determinato ordine di cose, ma per tutti i casi e tutte le cose senza eccezione alcuna. La loro universalità si rivela anche nella identità con cui si manifestano in tutte le intelligenze (v. generale, individuale, singolare). Universali (universalia). Le idee generali, che Aristotele aveva classificato in numero di cinque: genere, specie, differenza, proprio, accidente. Considerati dal punto di vista della estensione, cioò dell’insieme delle cose individuali alle quali si applicano, si distinguono tra gli universali i generi e le specie; considerati dal punto di vista della comprensione, cioè dell’insieme dei caratteri ο delle qualità che designano, si distinguono la differenza, il proprio e 1’ accidente. Aristotele, che, al pari di Platone, ascriveva all’ universale un più alto valore conoscitivo che non all’ individuale, intendeva con esso ciò che appartiene ad una molteplicità Uni  1204  di cose, © che, quindi, non è una cosa in sè ma sussiste nelle cose; concettualmente e secondo l’ essenza, 1’ universale è anteriore, quantunque sia posteriore per noi, per la nostra conoscenza. Platone invece aveva attribuito agli universali, alle Idee, un’ esistenza autonoma, indipendente dal ponsiero degli uomini. Il problema degli universali, che fu oggetto di tante discussioni nel periodo della scolastica, riguardava appunto la questione, già proposta ma non risoluta da Porfirio, se gli universali hanno sussistenza propria o sono soltanto nel pensiero, Le scuole che sostenevano la primi ipotesi furono dette realiste, quelle che sostenevano la seconda concettualiste 0 nominaliste, a seconde che consideravano gli universali come concetti 0 come puri nomi. Universalia ante rem dicevansi gli archetipi eterni in Dio; #. in reo a parte rei l'essenza delle cose moltiplicata negli individui; w. post rem il concetto della nostra mente che unifica le ragioni essenziali 0 quidditative e le predica dei singoli individui. Universale in obbligando ciò che è nno e obbliga molti, come la legge; w. in causando ciò che è uno ο cagiona molte cose; u. in signifioando © repraesentando quello che essendo uno significa o rappresenta molte cose, come il vocabolo uomo; u. in essendo © praedicando ciò che è uno ed è adatto ad esser molti e predicarsi di molti; u. physioum la natura reale esistente nei singoli individui, come la natura umana di Socrate; #. motephysioum la natura reale considerata nello stato di solitudine, cioè non considerate le condizioni individuanti, come la natura umana considerata senza la socraticità; u. logioum uno che è adatto ad essere inerente a molte cose, e a predicarsi di molti per Videntica ragione, ad es. la sostanza rispetto alla materia e allo spirito ; #. inoomplezum quello che è semplice ed esprime Vordine di molte cose, ad es. la virtù rispetto alla giustizia e alla temperanza; u. complerum una proposizione generale, postulato o assioma, da cui si possono dedurre più particolari. Cfr. Aristotele, De interpret., VII, 17 a, 39; Id., Met., VII,  1205  Uni 1018 b, 33; AQUINO (vedasi), Sum. theol., I, qu. 79, art. 5; J. H. Löwe, Der Kampf zwischen Nominalismus und Realiemus in Mittelalter; Prantl, Gesch. d. Logik,  (v. concettualismo, nominalismo, realismo, terminismo). Universalismo. T. Universaliemus; I. Universaliem; F. Universalisme. Nella morale si oppone a individualismo, ο indica ogni dottrina che considera la comunità, ad es. lo Stato o la Nazione, come l'oggetto dello sforzo morale. Nella religione è la dottrina della salvazione finale di tutti gli uomini, fondata sopra la bontà essenziale di Dio, lo scopo illimitato della redenzione di Cristo ο la perfettibilità della natura umana. Cfr. Thayer, Thool. of universaἨσπε, . Universo. T. Weltall; I. Universo; F. Univers. L'insieme di tutto ciò che esiste, la collezione di tutte le cose, coesistenti e successive, tra di loro connesse. Cristiano Wolff lo definisce series entium finitorum tam simultancorum, quam suocessicorum inter se connezorum. Quale sia poi la sua natura intima, se spirituale o materiale, unica 0 molteplice, statica o evolutiva, ecc. le risposte sono tante quanti i vari sistemi filosofici. Cfr. Cr. Wolff, Cosmologia generalis, 1737, $ 48. ‘Univoco. Parola introdotta nella logica da Boezio, sebbene con significato alquanto diverso dal presente. Univoro si oppone ad equivooo, e designa un attributo che può essere applicato a più soggetti nel medesimo significato, mentre è equivoco quando può essere applicato in più significati allo stesso soggetto. Si dicono quindi univoche le coso che hanno comune il vocabolo ο l'essenza, equivoche quelle che hanno comune il vocabolo ma non l'essenza. Gli sculastici, oltre le unirooa ed aequivoca, distinguono anche le analoga, ossia le cose ad una delle quali conviene un predicato propriamente, ad un’altra impropriamente, come uomo vivo © nomo dipinto; queste si dicono anche anaUma  1196  rienza umana coi mezzi della coscienza umana >. L’umanismo, diffondendosi, ha assunto forme diverse. Per il Le Danteo la scienza è una serio di constatazioni fatte sulla soala umana; le ipotesi non hanno altro scopo che « preparare delle esperienze utili: un’ ipotesi si giudicherà dalla sua fecondità »; la logica «fa parte del meccanismo umano allo stesso titolo delle braccia ο delle gambe >; « l’uomo non conosce che dei rapporti di oose con l’uomo; ciò che noi chiamiamo le cose, sono gli elementi della deecrisione umana del mondo ». Con maggior larghezza, il Troiano concepisce l’umanismo come «un sistema antropocentrico del sapere filosofico, sul fondamento d’ una teoria delle attivitä, delle reazioni ο dei prodotti dello spirito, studiato nella sus realtà di fatto, immediata e storica >, il quale sistema deve culminare in « una concezione del mondo, quale appunto l’uomo, conscio della sua centralità teoretica e apprezzativa, in connessione di tutto il sno sapere, può oriticamente formarsi »; esso perciò assume l’ uomo come materia e spirito nel tempo stesso, come sensibilità, istinto, bisogno, coscienza conoscitrice © valutatrice, nd pretende identificare spirito © natura, nd toglie valore alle esigenze corporee, nd sacrifica ad osso i diritti dello spirito; e, nell’ interno dello stesso organismo psichico, non intende ridurre le esigenze del pensiero a quelle della vita morale, nd viceversa. Il ınovimento umanistico contemporaneo è certo una manifestazione caratteristica del pensiero filosofico, uno sforzo di costituire una teoria dei primi principî della vita intellettuale © della vita morale, assumendo l’uomo, realtà vivente, inmediata e storica, come centro teoretico © apprezzativo del mondo; esso supera ad un tempo il panteismo trascendente e il solipsismo gnoseologico, cercando nella consenziente soggettività degli spiriti il tratto d’unione dell’ individualismo ο dell’ universaliamo. Cfr. J. Burckhardt, Die Kultur der Renaissance in Italien,   Uma-Umo 1886, trad. it. Valbusa, 1899; Mar. Carrière, Dio philosophische Weltanechauung der Reformationeseit, 2* ed. 1887 ; F. Fiorentino, Il risorgimento filosofico del quattrocento; F. C. 8. Schiller, Humanism, philosophical essays; Id., Studies in Humaniem; F. Le Danteo, Les lois naturelles, Introd. p. x; P. R. Troiano, Le basi dell’umanesimo, 1906; G. M. Ferrari, L’umanesimo filosofico, « Riv. di fil. », novembre 1918 (v. pragmatismo). Umanità. T. Humanität, Menscheit, Menschlichkeit; I. Humanity, Mankind; F. Humanité, Oggettivamente indica quella vasta famiglia, moralmente unita, nella quale entrano tutti gli nomini per la loro comune natura; soggettivamente designa quell'insieme di caratteri spirituali, che distinguono la stessa natura umana, elevandola sopra ogni altra categoria di esseri, compresi i bruti. In questo secondo senso, l’ umanità è concepita sotto due aspetti diversi nella società greco-romana e nella cristiana: in quella l’Aumanitas è riguardata specialmente nelle suo facoltà intellettuali ed artistiche, in questa nelle sue doti morali, nella carità, nella benevolenza e nel perdono. In entrambi i sensi il vocabolo fu adoperato da Augusto Comte, per il quale l'umanità è sia |’ essere collettivo costituito dall'insieme degli uomini, sia l’insieme dei caratteri costituenti « l’ascensione crescente della nostra umanità sulla nostra animalità, per la doppia supremazia dell’ intelligenza sulle tendenze e dell’ istinto simpatico sull’istinto perso nale >; in un terzo senso, più ristretto, l’umanità è per il Comte soltanto l'insieme degli uomini che hanno efficacemente contribulto allo sviluppo normale delle qualità propriamente umane, e in questo senso egli chiama I’ umanità il Grand’ Essere. Cfr. A. Comte, Cours de philosophie positive, lez. 59; Lévy-Brahl, La philon. d'A. Comte, p. 389-391 (v. cosmopolitiemo, solidarietà). Umorismo. T. Humorismus; I. Humorism ; F. Humorismo. E una forma del sentimento del comico, dal quale Umo  1198  però si distingue sia per un grado maggiore di finezza ο d’ intellettualità, sia per la mancanza d’ogni elemento dispregiativo. Secondo 1’ Hüffding esso è «il sentimento del ridicolo avente per base la simpatia »; può svilupparsi fino a diventare un modo di comprendere la vita, una disposizione fondamentale a considerare con simpatia tutto ciò che vive e a confidare nelle forze che trionfano nella natura e nella storia: « La concezione umoristica della vita s'è adattata all'esperienza, la quale ο) insegna che anche il grande © il sublime hanno i loro limiti, il loro aspetto finito, e se essa ride di ciò che v’ ha di piccolo e di ristretto, non dimentica che è la forma d’un contenuto, che ha il suo valore. Essa s’ è adattata ai limiti della grandezza come all’ imperfezione della felicità © sa per esperienza che, sotto apparenze piccole e meschine, può nascondersi un gran tesoro ». Per il Masci l umorismo è la forma superiore della comicità, « con esso la comicità diventa abituale, e si estende ad una parte maggiore o minore della realtà »; esso è ingenuo © consapevole, gaio ο triste, © va dalla forma che è schietta comicità a quella che è una forma filosofica del dolore umano, che è riflessione comica sulla realtà in generale; se è alleato col sentimento di simpatia, se trova ancora del buono nelle cose, l'umorismo è benevolo; se invece la simpatia è spenta e la condanna è assoluta, 1’ umore è l’espressione dello spirito che nega, l’ irrisione tragica dell’ esistenza. Secondo il Momigliano I’ umorismo sta fra Y’ ironia pura ο la satira, non avendo nd il carattere scherzoso della prima, nè lo scopo correttivo della seconda; egli ne distingue varie forme, la sentenziosa, ad os, quella del Manzoni; la drammatica, ad es. quella del Dikons; PP umorismo che consiste tutto nel’ avvicinar U insignificante al grare, ad cs, quello del Pulci; 1’ umorismo ottimistico, che non contrappone il male al bene, ma il bene al male; quello indulgente, che rileva un difetto ridendo; quello  1199  Uni melanconicamento rassegnato, nel quale la dolorosa coscienza del male è bensì mitigata dal sapere che esso è inevitabile, ma è mista con un mite rimprovero alla sorte degli nomini; 1’ umorismo pessimistico 0 tragico, che esagera il compiacimento con cui si rileva il male proprio o quello sparso nel mondo; il serio, che non è che un sorriso di dolore, la voluttà triste ma tranquilla che 1’ umorista prova nel profondarsi lentamente nella malinconia, eco.; egli compendia queste forme definendolo « quella forma di comicità, in cui si rileva inaspettatamente, senz’ alcuno scopo correttivo e con un compiacimento più o meno visibile, un difetto o un contrasto, fondendo elementi seri con elementi scherzosi, oppure mescolando il compiacimento colla simpatia e colla rassegnazione, oppure rivelando 1’ abitudine di considerare il corso generale delle cose con una penetrazione superiore e con un senso filosofico della vita». Cfr. Lotze, Geschiohte d. Aesthetik in Deutschland, 1868, p. 875-377; Höffding, Psychologie, trad. frane.; Baldensperger, Les definitions de l'humour, in Etudes d’hist, littéraire; © Masci, Psicologia del comico; A. Momigliano, 1 origino del comico, « Cultura filos. », sett. 1909; Pirandello, 1) umorismo, 1908 (v. comico, ironia). Unicità. La qualità di ciò che è unico; ai distingne dalla unità, che è la qualità di ciò che è uno, Con il monoteismo à la dottrina dell’ unicità di Dio, P enoteiamo la dottrina dell’ unità di Dio. Uniformita. T. Einförmigkeit, Gleichförmigkeit; I. UniJormity: F. Uniformite. Può essere station ο dinamica: In prima consiste nel fatto che due ο più individui d’nna ‘elasse posseggono caratteri essenziali identici, la soconda nel riprodursi degli stessi fatti col riprodursi delle stesso condizioni. La prima specie di uniformità dà il tipo delle scienze statiche, la seconda la legge delle dinamiche. Nel postulato della uniformità della natura sono compreso enUni  1200  trambe le specie, ma più precissmente la seconda ; poichè è su questa che è fondata la costruzione induttiva delle leggi e la loro applicazione deduttiva alla esplicazione dei singoli fatti. Nella stessa vita pratica, ogni nostra azione in vista di un fine, in quanto è conformata all’ esperienza precedente, presuppone come condizione necessaria l’uniformità statica ο dinamica, ossia di coesistenza ο di sequenza, dei fenomeni naturali. Unità. T. Einkeit; I. Unity; F. Unité, E la qualità di ciò che è uno, mentre l’unioità è la qualità di ciò che è unico. Quindi l’unità non esclude, ma implica la molteplicità, della quale è concetto correlative © senza di cui sarebbe inconcepibile. Quanto all’ origine dell’ idea di unità, secondo alcuni filosofi è innata, secondo altri è un prodotto di esperienza sensibile, secondo altri risulta dall’ esperienza interna. Per il Fénélon essa è innata, in quanto non può derivare nd dal senso interno, nd dai sensi esterni, che ci presentano sempre dei composti ο dei molteplici: « Io concepisco un esseré, che non cambia mai affatto di pensiero, che pensa sempre tutte le cose insieme, ed in cai non si può trovare alcuna composizione © tanto meno successione. E senza dubbio questa idea della perfetta © suprema unità, che mi fa tanto cercare qualche unità negli spiriti ed ancora nei corpi. Questa idea incessantemente presente nel fondo di me stesso è nata con me; essa è il modello perfetto sul quale io cerco dappertutto qualche copia imperfetta dell’ unità. Questa idea di ciò che è uno, semplice ed indivisibile per eccellenza, non può esser altro che l’iden di Dio ». Per Spinoza l’unità non è una proprietà delle cose, ma oid che è compreso in un atto mentale: Unitatem.... enti nihil addere; sed tantum modum cogitandi esse, quo rem ab aliis separamus, quae ipoi similes sunt, vel oum ipsa aliguo modo conteriunt. Invece per il Leibnitz essa è una proprietà oggettiva, tantochò ce gui n'est pas τόritablement un estre, n’est pas non plus véritablement un estre. Per Bonnet è una semplice ides, che l’ anima si forma; ORESTANO, I valori umani; ARDIGÒ, La nuova filosofia dei valori, Riv. di filos.; MASCI, La filosofia dei valori, R. Ace. dei Lincei. Variabile. T. Pariabel; I. Variable; F. Variable. Due quantità, z e y, sono dette variabili quando l’uns, poniamo #, è legata all’altra,, per modo che variando z varierà anche y in modo perfettamente determinato, ma diverso a seconda dei casi: perciò 2 à detta variabile indipendente, y rariabile correlativa. Questa proprietà si enuncia anche dicendo che y è una funcione di z, ο ai indica colla formula: y=-=S"(). Variabilità. T. Vordndorlichkoit; I. Variability; F. Fariabilité. L’ attitudine intrinseca che ha ogni organiamo di acquistare nuove proprietà nella sua forma e attività vitale, in seguito all’ influenza dei vari elementi del clima, dell’alimentazione, delle condizioni topografiche, del contatto e delle relazioni con gli altri organismi. Essa può concepirsi como la forza innovatrice antagonistica dell’eredita, che è la forza conservatrice dei caratteri ο tende a trasmetterli immutati. La variabilità può essere indiretta ο diretta. La variabilità indiretta ο potenziale consiste in cid, che certe variazioni dell'organismo che dipendono dalle condizioni esterne d’ esistenza, rimangono potenziali nell’individuo in questione, e si manifestano, cioè divengono attuali, soltanto nei discendenti; invece nella diretta le modificazioni si manifestano immedintamente nell’ indivi duo stesso, Cfr. De Rosa, La ridusione progressiva della variabilità, 1899 (v. darwinismo, trasformismo, ibridiemo, monogenismo, ecc.). Variazionale (psicologia). T. Variationspeychologie; 1. Variational peycology; F. Psychologie rariationnelle. Talvolta si chiama così quel ramo della psicologia che tratta delle variazioni mentali; tale denominazione ha il vantaggio di accogliere in un solo vocabolo le varie parti della psicologia tra loro affini, come la psicologia individualo, etnografica o dei popoli, eco. Tra i principali problemi oggetto della psicologia variazionale sono da ricordarsi: lo studio della psiche del delinquente, nei suoi tipi diversi e nelle suo correlazioni coi fattori antropologici, Var economici, sociali ; lo studio del genio ; lo studio statistico delle variazioni mentali in rapporto a quelle biologiche e sociologiche; lo studio delle origini delle variazioni e modificazioni mediante l'eredità, l'educazione, 1’ ambiente fisico © sociale, ecc. Cfr. Stern, Ueber Psychol. d. individuellen Differensen, 1900. ‘Variazioni concomitanti (metodo delle). I. Method of concomitant variations. Uno dei quattro metodi di ricerca induttiva proposti dallo Stuart Mill. Esso si fonda sul seguente canone logico: un fenomeno che varia in una data maniera tutte le volte che un altro fenomeno varia alla stessa maniera, è una causa ο un effetto di questo fenomeno, 0 è ad esso collegato da un qualche rapporto di causalità. In altre parole, quando due fenomeni variano correlativamente in qualità o quantità, I’ uno è causa e I’ altro effetto. Questo metodo ripara alle imperfezioni del metodo di concordanza e sostituisce quello di differenza nei casi in cui non è applicabile. Con esso si stabiliscono i rapporti tra le funzioni psichiche © le cerebrali, tra l’ambiente e la moralità, tra l’ascendere c il discendere del mercurio d’un termometro e la temperatura, ecc. La concomitanza può essere innersa, ad es. tra il volume dei gas e la pressione, e diretta, ad es. tra l'attrazione e le masse. Quando una larga esperienza conferma che le variazioni parallele non incontrano limiti, si può conchiudere, col metodo delle variazioni, oltre i limiti della esperienza, © tale operazione dicesi passaggio al limite. Cfr, J. S. Mill, System oflogio, 6* ed. 1865, 1. III, cap. VII. Nelle scienze biologiche si designa coll nome di varietà -- Varietàt; variety; variété -- un insieme di individui, che presentano caratteri comuni e si distinguono per tal modo da altri insieme di individui, aventi altri caratteri comuni. La varietà può essero permanente, © passeggera ed accidentale. Nel primo caso essa non si 77  Ranzout, Dizion, di scienze filosofiche. distingue dalla specie, per i seguaci del trasformiamo ; nel secondo caso è data dalla varietà determinata dall’ influenza dell’ ambiente, e dalla varietà teratologica. Per le scuole non trasformiste la varietà permanente non sarebbe che una varietà accidentale, fissatasi per eredità, mentre la specie sarebbe sempro esistita o almeno discenderebbe da ana prima coppia unica. Cfr. Darwin, Origin of species, 1883; Davenport, Statistical methods in biology, 1900 (v. rassa, specie, tipo, variabilità). Velocità. T. Schnelligkeit; I. Velocity; F. Velocità, vitesse. Nel movimento variato, la velocità, alla fine di un tempo dato, è la derivata dello spazio considerato come una funzione del tempo; invece nel movimento uniforme è lo spazio che il mobile percorre in un secondo, o che percorrerebbe se il movimento avesse questa durata. Dicosì relooità dell'adattamento rifrattivo il tempo che l'occhio impiega per adattarsi alla visione degli oggetti vicini e lontani; secondo alcuni psico-fisiologi 1’ adattamento alla visione da vicino si compie più lentamente che l’adattamento a distanza, secondo altri non v'è differenza sensibile di velocità. Dicesi relocità media la velocità d’un movimento uniforme, che si dovrebbe sostituire al movimento reale d’un punto materiale, perchò lo spazio totale fosse percorso nello stesso tempo totale. Diconsi relocità virtuali gli spostamenti simultanci e infinitamente piccoli, che si possono attribuire ai differenti punti materiali componenti un sistoma dato, senza alteraro i legami stabiliti tra questi differenti punti. Vera causa. L'espressione famosa del Newton, con la qualo il grande scienziato intendeva significare, che la causa assognata ad un fenomeno non deve solamente esser tale che, ammettendola, essa spiegherebbe i fenomeni, ma deve anche essere suscettibile di venir provata mediante altr ragioni. Sembra provato, del resto, che il Newton stesso non avesso wna idea precisa della massima onunciata con queste parole, che egli stesso poi palesemente violò con la sua teoria ottica. Cfr. I. Newton, Naturalis philosophiae principia mat. (v. ipotesi). Veracità. T. Wahrhaftigkeit; I. Veracity; F. Péracité. La disposizione abituale d’ una persona a dire il vero; non va confusa con la verità, che è il carattere del giudizio. Per Leibnitz la veracità è la verità morale: la vérité morale est appelée veracité. Dicesi dottrina della reracità dirina quella con cui Cartesio, dopo aver provato l’esistenza del pensiero e di Dio, prova l’esistenza del mondo esteriore: delle idee che noi abbiamo, alcune le troviamo in noi, e sono innate, altre le produciamo noi, e sono fattizie, altre nd le troviamo nd lo produciamo, e sono arventizie: a queste appartengono lo rappresentazioni dei corpi, che talvolta succedono nostro malgrado, dunque noi non ne siamo causa; dire che esse sono causate in noi da Dio non può stare, perchè se così fosse Dio ci ingannerebbe, facendocene cercare In causa nel mondo esterno; ora, Dio, essendo sommamente perfetto, non può în alenn modo voleroi ingannare; dunque esistono i corpi esteriori corrispondenti alla idea che noi ne abbiamo. Descartes, De meth.; Leibnitz, Nouv. Ees.. Proposizioni verbali sono quelle che non pongono un rapporto tra due cose distinte, ma indicano soltanto una classe o spiegano una parola. Dicendosi ad es., che il quadrilatero è una figura a quattro lati, non si è fatto altro che spiegare il significato della parola quadrilatero. Qualche volta le proposizioni verbali possono essere utili per indicare o ricordare proprietà del soggetto da altri ignorate ο dimenticate. Masci, Logica. Verbalismo, o anche filosofia verbale, designa quel modo di argomentare e di filosofare nel quale le parole tengono il luogo delle ides e il vocabolo asservisce il pensiero, di guisa cho, mutato le convenzioni verbali, il ragionamento non potrobbo più sussistere. Verificasione. T. Bewährung, Bestitigung; I. Verification; F. Vérification. È il terzo momento del processo di ricerca scientifica: constatati i fatti mediante l’ osservazione e l'esperimento, supposti dei principi per spiegarli, occorre verificare se i principi supposti (ipotesi) siano veri. Ora la verificazione può avvenire in tre modi: se il principio supposto era di ordine puramente razionale (es. un teorema di geometria), esso diviene certo quando lo si colleghi logicamente con verità precedentemente stabilite; se era di ordine puramente sperimentale, diviene certo quando lo si colleghi coi dati della esperienza; se era d’ordine sperimentale e razionale ad un tempo, la sua veriticazione consiste sia nel dedurne le conseguenze logiche, sia nel confrontare codeste deduzioni coi dati dell’esperienza. Però non è sempro possibile la verificazione completa dell'ipotesi, specie se riguardi la causa di un fenomeno o il suo modo d'azione; può darsi che la causa non sia verificabile nò con l'osservazione nd col ragiona mento, 9 che il suo modo d'azione non renda conto di tutti i fenomeni, pur non essendo in contraddizione con alcuno di essi. Il Comte voleva non fosse ammessa alcuna ipotesi incapace di verificazione completa; ma anche la vorificazione incompleta può essere sufficiente, se permette delle previsioni sul futuro. Del resto, la verificazione incompleta può avere dei gradi, che vanno dalla pura possibilità alla probabilità fino quasi alla certezza; le differenze dipendono dalla copia dei fatti coi quali è dimostrato l'accordo, perchè la probabilità è in ragione diretta della prima, inversa della seconda. Comte, Cours de phil, positive, 1830, vol. I, lez. 28; Wundt, Logik, 1898, vol. I, p. 404 segg.; Masci, Logica. Definire la natura della Verità -- wahrheit; truth; vérité -- è stata sempre una delle più impor tanti o dibattute questioni filosofiche, collegandosi ess con tutti gli altri problomi della conoscenza e della realtà. Le molte dottrine sulla verità possono ridursi a tre fondamentali; 1° la teologica ed ontologica, secondo la quale la verità assoluta è Dio’o V essere assoluto, che è allo stesso tempo } esemplare della verità della nostra conoscenza; questa soluzione, sostenuta da Platone, da 8. Agostino, dagli Scolastici, da Hegel, Rosmini e Gioberti, ha il difetto di identificare 1’ essere con la verità, mentre ο vero e falso non sono già nelle cose ma nella nostra conoscenza di esse; 2° la realistica, sostenuta dal Leibnitz, la quale, pur distinguendo essere dal conoscere, fa consistere la verità nella concordanza tra le nostre idee delle cose 9 le cose stesse come sono fuori di noi; ma con ciò si viene a negare la possibilità della conoscenza, perchè, essendo questa relativa, dandoci cioè soltanto dei fenomeni, codesto confronto tra la cosa come la conosciamo e la cosa in sè non è in nessun modo possibile; 3° la Sonomentstioa, sostenuta da Hobbes, Locke, Spencer, ecc., secondo la quale la verità consiste nell'accordo della conoscenza coi fenomeni, che sono l’unico oggetto della conoscenza; quindi secondo questa dottrina, la verità spetta soltanto al giudizio e consiste nell’equivalenza tra due termini della proposizione. Come esempio della prima dottrina si possono citare le parole di 8. Agostino: non iudicium veritatis constitutum in sensibus;... deum, id est veritatem ;... erit igitur veritas, etiamei mundus intereat. Di Cartesio: sequitur ideas nostras sive notiones, cum in omni eo in quo sunt clarae et distinotae, entia quaedam sint, atque a Deo procedant, non possa in co non esse veras. Di Hegel: « L'oggetto della religione come della filosofia è la verità eterna nella sua stessa obbiettività, ciod Dio e nient’ altro che Dio e la spiegazione di Dio.... E in quanto la filosofia si occupa della verità eterna, della verità che è in sò © per sè, costituisce la stessa sfera d'attività della religione ». Come esempio della dottrina realistica, lu breve definizione del Leibnitz: « l'accordo delle rappreVER    sentazioni esistenti nel nostro spirito con le cose »; © quella di Cr. Wolff: oonsensus iudioii nostri cum obieclo seu re repraesentata. Come esempio della fenomenistica, quella dell’ Hobbes: Forum οἱ faleum attributa sunt non rerum sed orationis; © le parole del Locke: «la verità ο l’orrore risiedono sempre in una affermazione o in una negazione, sian esse nel pensiero o nelle parole, e perciò le rappresentazioni non sono false prima che il nostro spirito se no sia servito in un giudizio, ossia fino a che le abbia negato ο affermato ». A questi tre indirizzi fondamentali si possono ricondurre la maggior parte delle dottrine sulla verità della filosofia contemporanea, Così, per il Lotze, ogni contenuto dei nostri pensieri viene diretta mente o indirettamente dall’esperienza, ma le leggi che dirigono l’attività dell'intelletto ο in virth delle quali noi stabiliamo la nostra concezione del mondo e la nostra nozione della verità, provengono dalla natura stessa della nostra essenza spirituale; la verità consiste appunto nel fatto che tali leggi generali sono confermate, senza eccozione, in un numero dato di rappresentazioni, ogni qualvolta tali rappresentazioni appaiono nella nostra coscienza ; e poichè le leggi stesse sono identiche per tutte le coscienze, ne viene che i legami tra le rappresentazioni sono veri quando seguono i legami del contenuto rappresentato, legami che sono veri per ogni coscienza cho ha lo rappresentazioni. Per Giulio Bergmann la nozione della verità ha la sua base in quella della realtà; un giudizio è vero quando corrisponde al suo oggetto, falso quando lo contraddice; un giudizio il cui oggetto non esiste, non è nd vero nè falso. Nella filosofia dell’immanenza la verità è concepita come un puro rapporto tra stati di coscienza; così Schubert-Soldern e Schuppe la definiscono como l’ associazione e la concordanza universale di tutti i pensieri tra di loro, nonchè di quelli che sono puramente nostri con quelli che abbiamo d’altri esseri. Nell'empirioeri   VER ticismo, la verità è la qualità di quelle tra le nostre idee che presentano dei vantaggi per la nostra conservazione, in altri termini, di quelle che ci possono servire, che sone utili, frequentemente applicabili ed applicate, e quindi solide ; la verità e l'errore, dice il Mach, hanno la stessa sorgente psichica © solo le conseguenze possono farle discernere l’una dal’ altro, ma un errore chiaramente conosciuto è, in quanto correttivo, produttivo di conoscenza al pari della conoscenza positiva. Anche per il prammatismo, la verità delle idee non può riconoscersi che dalle conseguenze pratiche che possono risultarne; « la verità © le nostre conoscenze della realtà, dico F. C. 8. Schiller, sono stabilito e verificate mediante i loro risultati; prima © poi esse sono condotte alla prova certa di esperienze che riescono o falliscono, cioò che danno o riftutano soddisfaziono a qualche interesse umano ». Il Bradley, pure ammettendo il rapporto tra la verità delle nostre idee ο la loro capacità di soddisfare la nostra natura, considera però come vero solo ciò di cui il pensiero non pud dubitare, ciò che, per il pensiero, è coorcitivo © irresistibilo; la verità ha un carattere provvisorio ed evolutivo, oosicchè non y’ha alcuna verità che sin completamente vera ο nessun errore che sia totalmente falso. Il Venn intendo per verità la concordanza tra le nozioni e lo testimonianzo del senso; per John Veitch la verità è l'armonia tra il fatto © la conoscenza che no abbiamo; per il Renouvier V unica verità immediatamente còlta, ο in cui l'oggetto ο il soggetto, identificandosi nella coscienza, pongono le basi d’ una certezza rigorosa, è il fenomeno in quanto tale © nel momento stesso in cui è percepito; per il Fouillée la verità non può stare nd nella sensazione sola, nd nel ponsiero puro, ma nella sensazione congiunta all’azione, nell’ efficacia che i miei stati di coscienza possono avere sopra altri esseri che sentono e vogliono come me; per il Delboeuf la verità risulta dall’accordo della ragione VER  1224  con sd stessa, cosicchè è vero ogni sistema, dottrina o idea che non raochiuda contraddizione, è vero ogni gi dizio la cui esattezza sia confermata dall’ insieme di tutti gli altri giudizi, che ad esso si collegano come premesse © come conseguenze. Per l’Ardigò il vero è un fatto, ο precisamente quel fatto che dicesi fatto psichico ο di coscienza: come l’ osservazione distinta del fatto della luce assicura della realtà della luce, e basta ds sola alla affermazione di esso fatto, per la stessa ragione l’ osservazione distinta del fatto di uno stato di coscienza assicura che uno stato della coscienza è una realtà ο basta ds sola alla affermazione di esso. Codesta affermazione include quella della consapevolezza e della realtà assoluta della consapevolezza dello stato medesimo; ora, essendo un vero per sò ogni dato che per sò ed assolutamente afferma in modo indubitabile un reale, così uno stato della coscienza è un vero assolutamente tale o per sè stesso,  Con l’espressione dottrina della duplice verità si designa la dottrina medievale, che considera come affatto distinte la verità teologica ο la verità filosofica, cosicchè può esser teologicamente vero ciò che non è tale filosoficamente, © viceversa; essa resistette per tutto il tardo medioevo, quantunque non si sia mai bene chiarita l’origine di tale formula, ed ebbe per banditori audaci dialettici come Simone di Tournay o Giovanni da Brescia.  Si soglion distinguere le verità razionali, che sono universali e necessarie, dalle verità sperimentali, che sono contingenti e relative; le prime sono immutabili © il loro contraddittorio è inconcepibile, le seconde sono invece mutabili ο si può pensarne il contraddittorio. Le prime si dicono anche terità di diritto, le secondo rerità di fatto; le prime si esprimono coi giudizi apodittioi, le seconde con gli assertori.  Si distingue anche la verità logica ο formale, dalla reale ο materiale: la prima risulta dall’ esatto rapporto delle idee tra di loro, ossia dall’obbedienza del pensiero alle sue proprie leggi; la seconda dall’ adequazione delle idee con le cose, ossia della loro obbiettiva applicabilità. Agostino, Solilog., De div.; Cartesio, De meth.; Hegel, Forlesungen ü. d. Philos. d. Religion; Leibnitz, Nouv. Ess.Wolf, Philosophia prima, Philosophia rationalis; Hobbes, Leviathan, I, 4; Locke, Ess.; Lotze, Logik; Bergmann, Grundsiige d. Logik; Schuppe, Erkonntnéatheoretiache Logik; Mach, Erkenntnise und Irrtum, Schiller, Mind, Bradley, Appearance and reality; Wenn, Principles of logio, Veitch, Institutes of logic, Renouvier, Ess. de critique, Fouil160, Psych. des idées-forces, Maywald, Dio Lehre von der swoifachen Wahrheit, Chiappelli, La dottr. della doppia rerità e à suoi riflessi recenti, Atti della Acc. di scienze mor. e pol., Napoli; Bouty, La verité scientifique, Paulhan, Qu'est oo que la vérité, in « Rev. phil., James, L'idée de la vérité, trad. franc.; ARDIGÒ, Il vero, Padova, e Op. fil.; A. Lantrua, Verità formale e verità reale, Cult. filosofica (v. criterio della verità, conoscenza, contingenza, necessità, dommatismo, scetticismo, criticismo, solipsismo, veracità, certezza, evidenza, relatività della conoscenza, fenomenismo, ecc.). Vero e falso. T. Wahrheit und Falsohheit; I. Truth und falsity; F. Vérité et fausseté. Dicesi metodo dei casi veri ο falsi quello usato nella psicometria, per misuraro sin il potere di discriminazione, sia il minimum di eccitamento necessario per produrre la coscienza, sia le inflnenze provenienti dalla sede dell’eocitamento. Sia, ad es. da determinare la soglia della coscienza per le sensazioni di pressione: si producono nel soggetto varie sensazioni di peso, senza seguire alcun ordine prestabilito; il soggetto deve annunciare ogni volta se prova nna qualsiasi sensazione. Ripetendo la prova un buon numero di volte, si giunge a calcolare il numero di risposte giuste date per ogni grado di eccitamento. A questo modo, ripetendo più volte le ricerche, si riesée a eliminare ciò che può esservi di uocidentale nell’esperimento ο di preconcetto in chi all esperimento è sottoposto. Cfr. Cattel, Mental teats and ‘measurements, « Mind », 1890; Aliotta, La misura in prie. sperimentale, 1905. ‘Verum ipsum factum. Il vero si converte col fatto; il vero è lo stesso fatto. È il famoso aforisma del Vico, contenuto nel De antiquissima Italorum sapientia, e che il filosofo napoletano contrapponeva al cogito ergo sum di Cartesio, Il Vico voleva significare con ciò che si può avere vera conoscenza, © quindi scienza, di una cosa, soltanto quando si è causa di essa; quindi, mentre Dio conosco tutto perchè fa tutto, l’uomo conosce soltanto le astrazioni di oggetti reali, cioò di forme e di numeri, che noi generiamo per mezzo del punto © dell’ xno. Con tal criterio egli riconosce come vere scienze soltanto le matematiche, la filosofia della storia e la metafisica, la quale tratta dei punti reali ο metafisici, che generano i corpi senza essere corpi, come l’uno e il punto generano, rispettivamente, i numeri e le estensioni senza essere nè numero nè estensione. VICO, De antiquissima Italorum sapientia, 1710; Id., Prinoipî d’ una scienza nuova; Werner, Vico als Philosoph., CROCE, La filosofia di VICO (v. conoscenza, cogito, matematica, verità). Virtù. T. Tugend; I. Virtue; F. Vertu. Nel sno significato etico è l'abitudine di fare il bene diventata una seconds natura. In origine non designava che la forza e il coraggio, quali si manifestano specialmente nella guerra: ina poichè anche per resistere al male sono necessari la forza e il coraggio, passò poscia ad indicare la pratica abituale del ben. Per Socrate la virtù è sapere, e l’osatta conoscenza di sò stesso e delle cose la base di tutte le virtù; perciò la virtù si può insegnare. Per Antistene la virtù è la saggia condotta della vita; essa sola rende felici, non già per le sue conseguenze, ma per sè stessa, © quindi rende l’ uomo indipendente dalle vicende del mondo; da ciò segue che la virtù risiedo, in ultimo, nella soppressione dei desideri ο nella limitazione dei bisogni al minimo possibile, ossia nel ritorno ad un ideale stato di natura. Per Aristippo, al contrario, la virtù è la capacità di godere; ognuno, certamente, può e sa godere, ma solo VP nomo colto ο intelligente, il virtuoso, sa goder bene perchè sceglie i propri piaceri ο li domina, non ne è doininato. Per Platone il sommo bene consiste nella conoscenza delle idee ο di quella più alta di tutte, V idea del bene; perciò la virtù non può consistere per lui che nel raggiungimento del cémpito proprio d’ ogni parte della nostra anima, ossia la parte razionale nella sapienza, la parte animosa nell’energia della volontà, la parto appetitiva nella padronanza di sò stesso, © infine nel giusto rapporto di questo parti, rapporto nel quale consiste dunque la virtù complessiva dell’ anima, la rettitudine, In giustizia. Per Aristotelo la virtù è un abito, che implica una scelta doliberata, in accordo con la retta ragiono; sno oggetto e contenuto è il giusto mezzo tra gli estremi, tra l'eccesso e il difetto. In base a questo criterio Aristotele enumera la serie delle virtà morali, che sono il coraggio, la temperanza, la liberalità, la modestia, la giustizia, l'amicizia, eco.; ma oltre a queste esistono anche le virtù intellettuali ο dianoetiche, che derivano dell’esercizio dell'intelletto attivo, e sono la sapienza speculativa, che ha per oggetto la natura assoluta delle cose, ο la prudenza, che ha per oggetto le condizioni relative e mutevoli della condotta umana. Per gli scettici la virtù è l'assenza di pertnrbazioni, la calma dello spirito, l’atarassia; è virtuoso colui che, sspendo che non si può Bir niente intorno alle cose, 9 non si può accogliere nessuna opinione, si astiene per quanto è possibile dal giudizio e quindi anche dall’azione, salvandosi in tal modo dagli affetti ο dal falso operare. Per gli epicurei la virtà non è un bene in sò stesso ma un bene in quanto ci procura piacere; essa è tuttavia inseparabile dal vero piacere, nè può esservi vita piacevole senza virtù, nd virtù senza una vita piacevole. Per gli stoici è virtù, in senso largo, ogni forma di perfezione, e in tal senso anche la salute © la forza entrano nel numero delle virtù; ma la vera virtù, o virtù morale, consiste al contrario in una forza dell’anima, che ha il principio nella ragione, e in una direzione invariabile del carattere, che non soffre nd più nè meno e per la quale l’anima, durante tatto il corso della vita, è d’accordo con ad stessa; e poichd tale direzione del carattere ha il sno principio nella conoscenza razionale, essi chiamavano teorematioa la virtù morale, per opposizione alla virtù fisica, che è senza intelligenza. I moralisti del medio evo seguirono, in generale, la dottrina aristotelica; ma dal punto di vista sociale la virtà subisce un regresso, che il cristianesimo, per il quale 1’ umiltà è la prima delle virtü, riuscì solo in parte ad attenuare. Tra le dottrine medievali, grande importanza storica ha quella di S. Tommaso; egli accetta letteralmente la definizione aristotelica della virtù come giusto mezzo (virtus moralis in medio consistit), e distingue le vità in morali propriamente dette, che riguardano il destino terrestre dell’uomo, © leologali, cho riguardano il suo destino sovrannaturale. Le prime si riducono tutte alle quattro virtù cardinali, prudenza, giustizia, temperanza e fortezza: « Ogni virtà, che al bene è spinta da un motivo ragionevole, dicesi prudenza; ogni virtù tendente a rendere a ciascuno ciò che gli è dovuto, e a fare ciò che è giusto, dicesi giustizia; ogni virtà che modera e frena le passioni, dicesi temperanza; ed ogni virtù, che fortifica l’anima contro le passioni di qualsiasi specie, dicesi coraggio. Dalla pradenza derivano i provetti ; la giustizia regola i rapporti fra gli eguali ; la temperanza modera le concupiscenze della carne; il coraggio fortifica contro i pericoli della morte. Le teologali sono la fede, la speranza © la carità; la prima completa le nozioni elementari della intelligenza, mediante la conoscenza delle verità inaccessibili senza una rivelazione divina; la speranza ci agevola il cammino a quel fine divino, che vince di gran lunga le forze naturali; per la carità il volere si unisce a quel fine, quasi assumendo la medesima forma. Nella filosofia moderna e contemporanea il concetto di virtù è variamente definito, quantunque spesso rivivano le antiche dottrine aristoteliche, platoniche e stoiche; può dirsi in generale che In virtù è oggi intesa specialmente come virtù di cittadino, come predominio costante delle idealità socinli sopra gli istinti e le tendenze egoistiche, predominio che si traduce nella pratica costante delle buone azioni compiute con una chiara ο perfetta consapevolezza. La virtù germoglia e si matura nel seno della società alla quale appartiene; ma il suo carattere essenziale © più saliente sta nell’ essere essa praticata indipendentemente da ogni vantaggio egoistico e dn ogni minaccia; perciò essa ragginnge la massima sua perfezione quando il suo esercizio non richiede più alcuno sforzo soggettivo. Cfr. Platone, Tim.; Aristotele, Eth, Nio.; Diogene Laerzio; AQUINO, Summa theol.; F. Paulsen, System der Ethik; Mairhend, The elemente of ethics; Martineau, Types of ethical theory; Sidgwick, Metods of ethics; ARDIGÒ, Op. fl,; Tarozzi, La virtà contemporanea; Marchesini, La dottrina positiva delle idealità. Virtuale. T. Firtuell; I. Firtual; F. Virtuol. Ciò che osiste in potenza, che è semplicemente possibile; si oppone quindi a reale, attuale, effettivo. È dunque virtuale un fonomeno quando esisto soltanto una parte delle condizioni necessarie a produrlo, o quando, pur esistendo tutte, sono complicate accidentalmente con una o più circostanze contrarie. Cos) dicesi che una idea, quando non è più pensata, esiste nel cervello allo stato virtuale. Quando si tratta di energia, invece di virtuale usasi il termino potenziale. Il Rosmini chiama virtuale « ciò che il pensiero vede contenuto in un altro, dal quale per sè non si distingue, ma che può esservi distinto dallo stesso pensiero, o anche ricevere un'esistenza a ad separata da quella dell’ altro in cni indistinto si trova. Così nell'estensione illimitata dello spazio si possono pensare comprese tutte le figure geometriche di qualunque grandezza e forma si voglia, benchè in essa non siano distinte, ο queste figure stesse si possano anche pensare senza l’estensione illimitata, Cfr. Rosmini, Logica; Psicologia. Dicesi virtualismo -- Firtualismus; 1. Virtualism; virtualisme -- assoluto la dottrina di Bouterwek, così da lui stesso denominata perchè concepisce la conoscenza, che abbiamo immediatamente di noi stessi ο mediatamente delle cose, come effotto della resistenza che sperimentiamo da parte dello cose medesime, « La forza, in noi o fuori di noi, è una realità relativa. La resistenza è realtà opposta, contrastante, quindi roaltà relativa. Entrambe unite sono virtualità.... L’assoluta realtà non è altro appunto che questa virtualità, che è in noi, come noi siamo in essa ». Così il sentimento dell’ ostacolo, contro il quale urta la forza della nostra volontà, confuta il puro soggettivisme © solipsismo; ma questo sapere relativo delle forze speciali del reale si completa con la coscienza della nostra propria volontà soltanto per la scienza empirica. Il virtualismo del Bouterwek ebbe influenza specialmente sul Maine de Biran, la cui dottrina si basa appunto sul fatto fondamentale che noi, nel volere, viviamo immediatamente la nostra propria attività e la resistenza del non-moi (anzitutto del nostro corpo); la riflessione della personalità sn questa sua propria attività forma, secondo il Maine de Biran, il punto di partenza di tutte le filosofie, ai concetti delle quali l’esperienza interna fornisce la forma, l’esperienza di ciò che resiste la materia. Peroiò al cogito ergo sum di Cartesio, egli sostituisce il rolo ergo sum; il concetto dell’ esperienza interna, sens intime, è per lui In base chiara e per sè stessa evidente di tutta la vita dello spirito, il cui principio fondsmentalo è l’ autocoscienza della personalità volente. Cfr. Bouterwek, Idee einer “Upodiktik; Maine de Biran, Memoire sur l'habitude; Id., Rapports du physique et du moral. Virtualità. Ha lo stesso significato di potenza, nel linguaggio di Aristotelo ο degli scolastici: designa dunque la semplice possibilità ο capacità di produrre certi effetti. Perciò gli scolastici dicovano che l’effetto è contonuto nella causa virtualiter, quando nella causa non si trova la natura dell’eftetto; ad es. la statua à contenuta virtualiter nella mente dello scultore. Dicevano invece che l’effotto è contenuto formaliter nella causa, quando in essa se ne trova la natura, come il calore nel fuoco; e eminenter quando la causa è molto più perfotta dell’ oftetto, del quale non ha le imperfezioni, come Dio rispetto al eronto. Visa (i reduti). Gli stoici romani chiamavano così una delle due anticipazioni o prolepsi: l’altra ora la comprensione dei veduti. Codesti veduti degli stoici non sono altro che i sentiti; essi dicovano che quella parte dell’ anima che li apprende è la principale a cui appartiene l’assenso. Da ciò parrebbe invece che i visa degli stoici fossero non puramente sentiti, ma anche percepiti intellettivamente. La comprensione dei veduti era una operazione della intelligenza, che apprendeva il sentimento e compieva la percezione intellettiva, o la conservava in dominio della mente (v. anticipazioni, eullepei). Visive (sensazioni). T. Gesichtsompfindungen ; I. Visual sensations; F. Sensations de la vuo, visuelles. Hanno per organo l'occhio, per stimolo le vibrazioni dell’ etere, per centro psichico i tubercoli quadrigemini. Il centro periferico © il centro psichico sono collegati fra loro dal nervo ottico, che alla base del cervello si decussa formando il ολίασπια. La parte dell'occhio sensibile alla Ince è la retina, formata dalle terminazioni del nervo ottico, e nella quale trovasi il punto della massima visione, detto fossa centrale. L'apparecchio che fa concentrare in questo punto i raggi luminosi dicesi apparecchio diottrico; è in questo modo che le sensazioni visive possono venir riferite in un determinato punto del campo ottico ο precisamente nella diresione dei raggi che entrano nell’ occhio. Le sensazioni visive sono oromatiohe o aoromatiche: le prime sono date dai colori dello spettro (rosso, arancio, giallo, verde, turchino, indaco, violetto), le seconde non corrispondono alla scala cromatica e soltanto psicologica mente sono colori (nero, bianco, grigio, purpureo). L'azione dello stimolo nelle sensazioni visive è chimica: infatti sotto l’aziono della luce, la porpora retinica scompare rapidamente, e la retina si imbianca passando per gradi intermedi di colore bruno e giallo. Cfr. Helmholtz, Handbuch d. physiol. Optik; Abeladorff, Das Ange des Menschen, 1907; Wandt, Philos. Stud.; Parinaud, La rivion; Höffding, Psyohologie, trad. franc. (v. bicowlare, raggio visiro, orottero, campo, contrasto, consecutive, adattamento, accomodazione, miopia, ipermetropia, omianopsia, diplopia, astenopia, disoromatopria, daltonismo, aoromatiemo, stereosoopio, retina, eco.). Vita -- Leben; life; vie -- Come di tutti i fenomeni complessi, così anche della vita fu dato un gran numero di definizioni, che diversificano sia per la prevalenza attribuita ad alonni caratteri sugli altri, sia per il punto di vista da cui è considerata. La vita è la gravitazione della forza cosmica su sè stessa è un principio interiore d’azione è l’attività dei corpi organizzati è, secondo il Richerand, una collezione di fenomeni che si succedono l'un l’altro durante un tempo limitato in un corpo organizzato secondo Kant, la facoltà di una sostanza di agire in virtà d’un interno principio, una organizzazione meccanicamente inesplicabile perchè la sua essenza sta nell'essere il tutto determinato dalle parti, e le parti dal tutto, e ogni membro causa ed effetto del tutto secondo lo Schelling, la tendenza alla individuazione. Il Bichat la definì: l'insieme delle funzioni che resistono alla morte; lo Stahl: il risultato degli sforsi conservativi dell'anima; il Lavoisier: una funzione chimica; il Lewes: una serie di mutamenti definiti ο successivi, sia di struttura che di composizione, che s’operano in un individuo senza distruggerne l'identità; lo Spencer: l’accomodamento continuo delle condizioni interne alle condizioni esterne. Da tutte queste definizioni traspaiono evidenti i due modi . fondamentali ed opposti con cui, sia i filosofi che i biologi puri, considerarono sempre la vita: per gli uni, infatti, non è che una serie di fenomeni meccanici, chimici, termici, elettrici, ecc. dovuti all’azione ο alla trasformazione delle diverse forze cosmiche; gli altri, invece, considerano le forze della materia vivente non solo come distinte, ma anche come opposte a tutte le altre forze della natura, e spiegano i fenomeni biologici con l'intervento sia d’un principio vitale, sia dell’ anima, sia della forza plastica ο formatrice.  Dal punto di vista morale il problema della vita è quello dell'impiego cosciente e voontario della vita; con esso si entra nel regno sconfinato dei fini, nel quale può trovar posto ogni più diversa interpretazione, valutazione e direzione pratica della vita, i più diversi modi di concepirla ο di volerla, per le inesauribili varietà umane, storiche ed ideali. Non solo è incredibilmente grande il numero dei modi in cui la vita è stata già conoepita e vissuta; ma a questa varietà non è possibile assegnare teoricamente un limite, à essa non è un semplice prodotto di riflessione teorica ma dipende dal vario prevalere ο combinarsi di questa ο quella tendenza costitutiva dello spirito umano. Cfr. Moleschott, Kreislauf dee Lebens; Spencer, Principles of biology; Loeb, La dynamique des phénomènes de la vie; L. Bourdeau, Le problème de la vie; Lodge, Vita ο materia, trad. it.; Gemelli, L'enigma della vita; F. Orestano, It problema della vita, in Gravia Loria (v. generazione spontanea, cellula, cellulari teorie, organico, organiomo, animismo, vitalismo, meccanismo, duodinamismo, protoplasma, ecc.). Vitale, Senso vitale ο organico è un’ espressione generica con cui si designano le sensazioni interne, che hanno sedo in qualche regione interna dell’ organismo, specie negli organi viscerali: la fame, la sete, i dolori dei di. versi organi, 900. Principio vitale, è, secondo i segu del vitalismo, una forza speciale che risiede nella materia organizzata, dirigendo in essa tutte quelle operazioni che costituiscono la vita vegetativa: essa è essenzialmente distinta non solo dal corpo ma anche dall'anima, la quale presiede soltanto alle funzioni del sentimento ο del pensioro. Spiriti vitali furon detti doi supposti fluidi finissimi che, dal sangue, scorrendo lungo i nervi, arrivano al cervello, doterminandovi ο stimolandovi l’attività dell’anima. Cfr. Bacone, Nov. Organon; Cartesio, Pass. r an.; I. Frohschammer, Phantasie als Grundprinsip d. Weltprozesses. (v. vita, vitalismo, organismo, ecc.).' Vitalismo. T. Pitalismus; I. Vitaliom; F. Vitalisme. Termine molto generale e indeterminato, con cui si comprendono tutte quelle dottrine scientifiche e filosofiche, che spiegano ogni funzione della vita come il prodotto di speciali forze e proprietà, che risiedono nella materia organizzata, e sono affatto distinte dalle altre forze fisiche, chimiche e meccaniche. Secondo il vitalismo, adunque, la vita ha origini e leggi particolari, che non si possono spiegare con le leggi comuni agli esseri non viventi; con ciò è posta una antitesi fondamentale tra ln natura organica e quella inorganica, tra i processi meccanici e quelli vitali, tra la forza materiale ο la forza biologica, fra corpo e anima. Si distingue un vitalismo animistico 0 animismo, uno organistico o organicismo e uno dualistico ο duo-dinamismo. Il primo, già sostenuto in parte da Platone e da Aristotele, considera tutti i fenomeni della vita come dovuti ad una forza intelligente, ciod all’anima; esso risorge nei tempi moderni col Leibnitz e con lo Stahl, i quali sostengono che le operazioni vitali interne, sebbene nulla abbiano di comune con le operazioni coscienti e intelligenti, sono tuttavia effetti dell’anima, Il secondo considera la vita come una risultante © non come un principio, e crede di trovare le cause della vita nelle proprietà degli organi, ritenuti come elementi indipendenti del corpo vivente; ogni organo è animato da una forza particolare che, componendosi con tutte le forze simili, mantiene la vita totale; la vita dunque, dice il Bichat, non è che l'insieme delle forze che resistono alla morte. Il terzo, che s’inizia col Barthez e In scuola di Montpellier, pure continuando ad affermare che i fenomeni della vita non possono essere dovuti che a una causs speciale, la riconducono ad una forza vitale, differente ad un tempo dall'anima o dalle forze materiali. Tutte tre queste dottrine sono finalistiche, in quanto ammettono che l’essere vivente si sviluppa in una direzione determinata, verso nno scopo, una finalità che gli è propria; però codesta finalità non è posta come esterna, ma come interiore allo stesso essere, come azione reciproca tra il tutto ο le parti, cosicchè queste non possono esistere senza quello, nd quello senza queste. Appunto per il loro immanente finaliemo, le dottrine vitalistiche subirono un grave colpo dall’imporsi del meccanismo darwiniano; ma in questi ultimi tempi esse sono risorte e col nome generico di neo-vitalismo vanno estendendosi tra i filosofi ο gli scienziati. Tra i precursori immediati dell'odierno vitalismo, grande importanza hanno: Baer, che sostene, contro la teoria meccanica dell'evoluzione, che i processi vitali non si possono derivare dalle leggi fisico-chimiche, ma hanno una legge propria di sviluppo; il von Hanstein, che verso il 1880 dimostrava non potersi spiegare la connessione delle diverse parti se non ammettendo una forza coordinatrice specifica (Eigengestaltungekraft) che domini © diriga le energie materiali; Edmondo Montgomery, che fondaudosi sull’ analisi dei movimenti del protopinsma, delle contrazioni muscolari, della divisibilità degli infasori, ecc., proclama la necessità di ammettere un principio autonomo interno regolatore dello sviluppo e una rostanza vivente specifica, che si distingun dagli altri aggregati chimici per il suo potere di controllo sopra In organizzazione ο di sintesi della complessa struttura in una individualità organica; 1 Ehrhardt, che sostiene In possibilità logica di una teoria vitalistica, in oni la considlerazione teleologien abbia il suo legittimo posto accanto al puro meccanismo; Gustavo Wolff, che cerca di mostrare sperimentalmente ln necessità dolla veduta teleologica contro il darwinismo, provando ad es. come noll’oochio della salnmandra la lente del cristallino estirpata possa rigenerarsi dal margine anteriore dell’ iride, cioò da un tessnto che non corrisponde a quello onde si genera nello sviluppo normale. Oggi tra i vitalisti si contano Lodge, Dreyer, Morgan, Ostwald, Reinke, ecc. ; ma quello che ha dato un maggior impulso al rinnovamento della dottrina è senza dubbio Driesch, che seguendo un metodo essenzialmente critico 9 positivo e fondandosi sopra una solida base sperimentale, afferma una finalità propria dei fenomeni vitali, che non è ridncibile al gioco delle energie fisiche ο chimiche, ma presuppone una attività specifica, alla quale egli dà il nome di entelechia: esso non ha il carattere spaziale ο quantitativo delle altre forze della natura, ma regola e dirige le forze naturali al conseguimento dei fini della vita. Una forma affatto distinta, metafisica, di neo-vitalismo è quella sostenuta oggi dal Bergson ο dai suoi seguaci: per essi la realtà è durata, cangiamento, tifa, ossia creazione incessante non diretta ad uno scopo determinato, ma avente un valore per sè, rispondente solo a un impulso originario infinito, differensiantesi o detorminantesi variamente fino a produrre un movimento in senso inverso, la materia; in tal modo, non la materia precede la vita, ma è il torrente della vita che si insinua nei fenomeni materiali, deviandoli dalla legge fatale e meccanica che seguirehbero senza di essa © utilizzandoli per i suoi scopi particolari. Cfr. Bergson, L'évolution creatrice; Reinke, Die Welt ale Tat, ; Philosophie der Botanik; Driesch, Die organischen Regulationen; Der Vitaliemue als Geschichte und als Lehre; Aliotta, Il vitalismo, Cult. filosofica; Sarlo, Vitalismo ed antivitaliemo (v. archeiemo, vita, organiemo). Vittorini sono una scuola di filosofi scolastici, detti così dal chiostro di Β. Vittore, fondato fuori di Parigi, da Guglielmo di Campean. I Vittorini rappresentano il misticismo teorico, distinguendo nella fede la cognizione (Aides quas oreditur), dall’ atto soggettivo del credere (idee qua creditur), e ponendo come veramente essenziale soltanto il secondo. Ai Vittorini si contrappongono i Sommolisti, il cui più grande rappresentanto fu Pietro Lombardo (v. scolastica). Visio. T. Laster; I. Pico; F. Vice. Come la virtà è Pabitudine del bene, così il vizio è la pratica del male: come una sola azione buona non rende l’uomo virtuoso, così un’azione cattiva non lo rende vizioso. Il vizio può dirsi perfottamente organizzato nella paiche individuale, quando la pratica di esso non suscita più alcun rimorso nd determina alcun tentativo di reazione da parto dell’individuo; allo stesso modo la virtù raggiunge la massima perfezione quando il sno esercizio non richiede più alcun sforzo (v. abitudine). Volisione -- Wollen, Volition; Volition ; Volition -- designa 1’atto singolo o totale di volere, i cui momenti successivi sono: deliberazione, determinazione, esecuzione. La volontà -- Wille; will; volonté --, insieme al sentire e al pensare, costituisce uno dei tre aspetti fondamentali sotto cui si manifesta la vita psichica. Essa è quindi considerata diversamente a seconda dei modi diversi con cui si spiegano lo funzioni della psiche. Mentre nella vecchia psicologia in genere, il sentimento, la conoscenza e la volontà sono considerate come tante parti o facoltà distinte dell'anima, la psicologia contemporanea, «dominata dal concetto dell’ unità della psiche, ammette invece che esso siano tra loro così intimamente întreocinte, da costituire un organismo nel quale ogni parte non può funzionare senza il concorso delle altre. Uno dei problemi più dibattuti dalla psicologia e dalla filosofia nel passato era appunto quello dei rapporti tra la volontà © l'intelligenza; esso fu discusso specialmente durante tutto il secondo periodo della filosofia medievale, dapprima sotto forma di controversia psicologica, tendente a decidere se nel corso della vita spirituale sis maggiore la dipendenza della volontà dall’intelletto ο viceversa, poscia sotto forma metafisica ο teologica, per l'applicazione sus al concetto di libertà morale. Per 8. Tommaso l’intelletto è quello che determina la volontà, perchè esso solo comprende l’idea del bene 6 conosce in particolare cid cho è bene; quindi intelleotus altior et prior roluntale ; la libertà come ideale etico è quella necessità che si fonda sul sapere, e la libertà di scelta è' solo possibile se l’intelletto offre al volere diverse possibilità come mezzi per lo scopo. Contro questo determinismo intellettualistico, che pone l'intelletto come supremue motor della vita psichica, si erige l’indeterminismo di Enrico di Gand, di Duna Scoto ο più tardi di Occam, per i quali invece la volontà è la forza fondamentale dell’ anima e determina lo sviluppo delle attività intellettive. Poluntas imperans intelleotui cat causa euperior respeotu actu eins, dice lo Scoto dell’uomo e di Dio; la rappresentazione non è mai se non la causa occasionale (causa per accidens) del volere singolo, ma la vera decisione è sempre affare della volontà; la quale è la forza fondamentale dell'anima, tantochè ὃ essa che determina lo sviluppo delle facoltà intellettive, rendendo distinte ο perfette solo quelle tra le rappresentazioni, alle quali rivolgo In sua attenzione. La stessa controversia ai trasporta poi nel campo teologico e metafisico: per i tomisti, la volontà divina è legata alla sapienza, nd essa superiore, di Dio, mentre per gli scotisti ciò costituirebbe una diminuzione di potenza dell’ens realissimum, la cui volontà è veramente sovrana perchè scevra d’ogui determinazione, superiore ad ogni ragione, tantochà Dio, essi insegnano, ha creato il mondo per arbitrio assoluto © avrebbe potuto, volendo, crearlo ancho diversamente ; per i tomisti Dio comanda il bene perchè bene, e perchè è conosciuto como tale dalla sua natura, per gli scotisti che quello è bene solo perchè Dio l’ha voluto e comandato; per i tomisti la beatitudine eterna è uno stato intellettuale di visione o intuizione diretta dell'essenza divina, stato che Dante espresse con somma bellezza, per gli sootisti la felicità ultraterrena è uno stato della volontà e precisamente della volontà tutta rivolta a dio, ossia dell’amore. Nei secoli successivi il problema, perduto il suo apparato teologico, è variamente risolto. In Spinoza, ad es., troviamo l'affermazione della inscindibilità dell'intelletto e del volere, voluntae οἱ intellectue unum et idem sunt, non essendo la volontà che un certo modo del pensiero come l'intelligenza. Per Kant intelligenza ο volontà sono in noi due forze fondamentali, di cui la seconda, in quanto vien determinata dalla prima, è la facoltà di produrre qualche cosa conformemente a una idea, che dioesi fine, cosicchè l'intelletto è il vero legislatore e governatore della coscienza; per lo Schopenhauer la volontà non solo è superiore all'intelligenza, ma è la forza suprema così nell’ uomo come nel mondo, la vera ed unica realtà in ed stossa « ciò di cui tutte le rappresentazioni, tutti gli obbietti sono il fenomeno, l'evidenza, 1’ obbiettivita; essa è ciò che v’ha di più intimo, il nocciolo d’ogni singolo e quindi del tutto; essa appare in ogni cieca forza naturale che agisca; per 1’ Hartmann l’essenza del reale è invece 1’ Incosciente, che è ad un tempo idea e volontà, dalla prima viene la natura delle cose, della seconda l’esistenza, cosicchè con |’ Hartmann torna in onore il problema sul primato della volontà o della intelligenza, che aveva già attratto così vivacemente l’acume dialettico degli scolastici. Per Galluppi la volontà è la facoltà di volero; il volore a sua volta è un atto semplice, indefnibile, la cui nozione non pnd esserci data che dal sontimento interiore, il quale ci insegna che, in seguito ad alcuni voleri cominciano, continuano o cessano alcuni pensieri nel nostro spirito, e cominciano anche, continuano 0 cessano alcuni moti del nostro corpo. Per il Rosmini la volontà è quella virtù, che ha il soggetto, di aderire ad una entità conosciuta, mediante interno riconoscimento ; quando la cosa conosciuta sia qualche bene che l’uomo non ha ancora, consegue un decreto col quale la volontà si propone di procacciarselo e quindi di mettere in uso i mezzi necossari per arrivare a tal fine; quando il bene si possedeva già, consegue un affetto sensibile, che non è altro se nonun aumento o perfozione del piacere, ο a cui tengon dietro dei movimenti corporei. A quattro ai possono ridurre le principali teorie contemporanee della volontà: 1’ intellettualistica, la materialistica, 1a sentimentaliatioa ο quella che attribi sce alla volontà un carattere specifico proprio. La prim sostenuta quasi unicamente dagli herbartiani (Drobisch, Lipps, Volkmann) considera la volontà come il somplice risultato di uno sforzo che una rappresentazione fa per conservarsi, impedendo che altre rappresentazioni la s0praffaceiano. La seconda, sostenuta dai psicologi fisiologisti, nega l’esistenza del volere come fatto psichico, facendolo consistere unicamente nei processi fisiologici che V accompagnano; tale può considerarsi la teoria di Spencer, che definisce la volontà come « la rappresenta zione psichica di un atto che poi realmente si compie », e quella del Minsterberg, che la riduce all’ atto riflesso uccompagnato dalle sensazioni muscolari relative. La terza considera l’atto del volere como il risultato dello svolgersi del sentimento, senza spiegare in che modo, da un processo puramonte passivo quale il sentimento, derivi un fatto essenzialmente attivo quale la volontà. 1 ultima, che per contrapposto alle precedenti può dirsi porilira, riconosce nella valontà un fatto sui generis, οτί! mente diverso dalle rappresentazioni o dal sentimento. Il maggior rappresentante di questo indirizzo è oggi il Wundt, che considera la coscienza come composta di due elementi, uno obbiettivo che è dato dalle rappresentazioni, e l’alVor tro subbiettivo, dato dal sentimento ο dal volere; nell’atto del volero, più ancora che nel sentimento, si munifesta la spontaneità della coscienza, sia che esso sia esterno (movimenti del corpo) sia che sia interno (scelta tra le impressioni esterne, modificazione nel corso delle rappresentazioni). Assai più completa e positiva è a tal riguardo la dottrina dell’Ardigd, che riconduce la volontà al potere impulsivo ο inibitorio delle rappresentazioni, le quali stimolano o trattengono a seconda del loro tono: ma codesto potere delle rappresentazioni non è, a sua volta, che il potere dinamico degli organi centrali, cosicchè, se una rappresentazione ne provoca un’altra, è perchè il movimento fisiologico corrispondente alla prima provoca il movimento fisiologico corrispondente alla seconda. Tali stati ο le corrispondenze verificatesi tra gli apparati impollenti delle rappresentazioni © i motivi dei voleri corrispondenti, si fissano poi e si accumulano nella psiche, così da dar Inogo ad una somma virtuale di voleri; la volontà non è dunque altro che la somma di quegli stati di coscienza che nel doppio aspetto fisico-psichico della propria attività (dinamogonetica e inibitoria) determinano l'individuo ad un atto, rappresentato prima come fine.  Con l’espressione buona volontà ο volontà buona Kant intende la volontà razionale pura, che non è rivolta ai singoli oggetti ο ai rapporti dell'esperienza, nd da essi è determinata © dipende, ma che è determinata soltanto da sè stessa od è rivolta necessariamente al dovere: La volontà buona non trae la sua bontà dai suoi effetti ο dai suoi resultati, nò dalla sua attitudine a raggiungere questo © quello scopo proposto, ma solo dal volere, ciod da sò stessa; e, considerata in sò stessa, deve essere stimata incomparabilmente superiore a tutto ciò che mediante essa si può compiere a profitto di qualche propensione, © persino di tutte le propensioni riunite. Se anche una sorte avversa o l’avarizia d’una natura matrigna privassero tale volontà di tutti i mezzi per eseguire i propri disegni, se i suoi più grandi sforzi non approdassero à nulla, e se non rimanesse che la buona volontà sola,... essa brillerebbe ancora di sua propria luce, come una pietra preziosa, poichè ricava da sè stessa tutto il proprio valore ».  Con l’espressione rolontà di potenza, Nietzsche intonde che i forti devono acquistare sui deboli un predominio assoInto, e, spezzando ogni legame con la tradizione ο il ουstume, devono celebrare il trionfo d’ una nuova concezione etica della vita; per il Nietzsche la libertà ideale dell’uomo è nel massimo grado dell’ espansione della vita, che può essere espansione cieca, orgiastica, dionisiaca, ma ancho apollinea, cioè regolata dallo spirito della conquista e dol dominio; conviene dunque, per salvare la dignità umana, invertire i valori morali tradizionali, © porre al di là del bene e del male un ideale etico improntato alla potenza, alla forza, al valore individaale,  Con la formula volontà di oredere, usata la prima volta da William James ο divenuta comune nel pragmatismo, nell’umanismo, nol fideismo, ecc., si esprimo l'efficacia dell’azione dei fattori non intellettuali, delle raisons de coeur, nel fondamento della fede; però, mentre James invoca l’aiuto della volontà e del sentimento solo a supplire alle deficenze dell’ intelletto, la formula fu poi allargata fino ad esprimere la sostituzione della volontà ο del sentimento all’ intelletto; così, per Schiller il pensiero puro e la logica formale non esistono. Ogni ragionamento si fonda sopra una credenza più o meno sentimentale, sopra un bisogno affettivo, ogni cognizione, per quanto teorica, ha un valoro pratico cd è per ciò potenzialmente un atto morale, la natura stesu della realtà è determinata dal desiderio e dalla volontà di conoscere. Kahl, Die Lehre vom Primat den Willen bei Augustinus, Dune Scotur und Descartes; IT. Siebeck, Die Willenslehre bei Dune Scotua und seinen Nachfolgern. « heitserift für Philos.; O. Külpe, Die Leh. v. Will. in die Peycol. d. Gegenvart, « Philos. Studien; Kant, Grundlegung sur metaph. der Sitten; Nietssche, Jenseits ton Gut und Bose; W. James, The will to believe; Orestano, Le idee fondamentali di Nietzsche; Villa, La peicol. contemporanea; Ardigò, Op. fil. Dandolo, Le integrazioni peichiche ο la volontà, Marucci, La volontà secondo i recenti progressi della biologia ο della filosofia; Ribot, Le malattie della volontà, trad. it.  (v. autonomia, motore, motorium, motivo, mobile, decisione, deliberazione, rolontarismo). Volontarismo -- Voluntarismus; I. Voluntariem ; F. Volontarisme – è, nel senso suo più generale, ogni dottrina che ammetta il primato della volontà. Se la volontà è posta come la realtà essenziale di tutte le cose, come il principio primo delV universo, si ha il volontariamo metafisico; se come fattore originario e fondamentale della coscienza umana, il volontarismo psicologico. Ὦ chiaro però che codesta distinziono è affatto relativa e nen sempre storicamente applicabile, in quanto il volontarismo psicologico appare come un corollario del metafisico, e questo a sua volta, non potendo avere le sue radici che nell'esperienza psicologica, ha il suo punto di partenza nel primo. In entrambi i sensi si oppone all’ intellettualismo e al razionalismo; nel secondo anche al sentimentalismo. Il volontarismo metafisico, per quanto abbia origini lontane, raggiunge la sua completa espressione solo con lo Schopenhauer, che sviluppa la dottrina kantiana del primato della ragion pratica sopra la ragion pura. Da questa dottrina uscirono due forme di volontarismo metafisico: il v. moralistico, ο moralismo, del Fichte, por il qualo il mondo attuale, con la sua attività, non è che il materiale per l’azione della ragion pratica, il mezzo con cui il volere raggiunge la completa libertà © realizzazione morale; il v. irrazionalistico dello SchopenVou hauer, che fa del volere la cosa in sò, manifestantesi in varie fasi nel mondo della natnra come forza fisica, chimice, magnetios, vitale ο più che tutto nel mondo animale come volontà di vivere, che s’esprime nella tendenza ad affermare sò stesso nella lotta per i mezzi d’esistenza ο per la riproduzione della specie. Questo è un volere inconscio, irrazionale, non si propone alcuno scopo nelle sue obbiettivazioni; da ciò deriva nel mondo la prevalenza dol malo sul bene. Naturalmente, qui la parola volere assume un «significato particolare, che lo stesso Schopenhauer ha posto in rilievo: « Ho scelto la parola Volontà in mancanza di meglio, come denominatio a potiori, attribuendo al concetto di volontà un estensione maggiore di quella posseduta fin qui.... Non 6’ era riconosciuto, fino ad oggi, 1’ identità essenziale della volontà con tutte le forze che agiscono nella natura, 6 le cui varie manifestazioni appartengono a dolle specie di cui la volontà è il genere. Si erano considerati tutti questi fatti come eterogenei. Non poteva quindi esistere alcun vocabolo per esprimere questo concetto. Ho quindi denominato il genere secondo la specie più elevata, secondo quella della quale noi abbiamo la conoscenza immediata in noi, che ci conduce alla conoscenza immediata degli altri. Il volontarismo psicologico, che costituisce forse V indirizzo prevalente della psicologia contemporanea, ha le sue origini lontane in S. Agostino, per il quale sia gli uomini che la divinità nihil aliud quam voluntates sunt, in. Duns Scoto e nei suoi seguaci, per i quali pure tota animae natura voluntas est; le sue origini prossime nel Fichte ο nello Schopenhauer, per i quali, como vedemmo, 1’ cs senza dell’uomo sta nella volontà. Il Beneke sviluppò forma scientifica questo concetto, risolvendo la vita psichica in processi attivi elementari o impulsi, i quali, divenuti originariamente attività per opera degli stimoli, devono, nell’ irrigidirsi del loro contenuto e nel loro reciproco accomodamento per l’incessante prodursi di nuove forze, realizzare Vapparente unità sostanziale dell’ animn. Il Fortlage ha poi rielaborato il volontarismo del Beneke con elementi tratti dalla filosofia del Fichte; anch’ egli concepisce l’anima, e con essa puro la connessione delle cose, come un sistema d’impulsi, o forse nossuno come lui hu trattato così acutamente il concetto dell’ atto sonza substrato come fonte dell’ essere sostanzialo; l'essenza del divonire spirituale risiede per Ini in ciò, che da funzioni originarie scaturiscono contenuti immanenti medianto uno sviluppo sintetico, donde nascono le forme della realtà: psichica. Wundt, valendosi del concetto di Fichte e di Fortlage, dell’atto senza substrato, considera il mondo come una connessione attiva di individualità volitive, ο limita l'applicazione del concetto di rostanza alla teoria naturalistica; l’azione reciproca tra le attualità volitive produce negli esseri organici unità volitive più elevate, e quindi gradi diversi di coscienza centrale, ma l’idea di una volontà e di una coscienza assoluta del mondo, la qualo si svolga secondo il principio regolatore, è al di là dei limiti della facoltà conoscitiva umana. Wundt si arresta a questo punto; altri arrivano all’ affermasione del volere come fondo ultimo della realtà, trasformando di nuovo il volontarismo psicologico in metafisico 6 incontrandosi con una dottrina che, sotto varie forme, ha larghissima fortuna ai giorni nostri: Pattualiemo, per il quale la realtà non è che energia, divenire, movimento, evolnzione. L' essenza del volontarismo psicologico, che si limita ad una interpretazione dei fatti di coscienza, ci sembra Done espressa in queste parole dell’ Höffäing: « Se una di quoste tre specie di elomenti (sentimento, intelligenza, volontà) vuol essere considerata come la forma fondamentale della vita cosciente, questa è senza dubbio la volontà, L’attività è una proprietà fondamentale della vita cosciente, poichè bisogna costantomente supporre una forza, cho mantonga insiemo i diversi elomenti della coscionza, © ne fneVor via, per la loro unione, il contenuto d’una sola e medeSima conoscenza... Se dunque prendiamo la volontà nel Senso largo, come designante ciod ogni specie di attività legata al sentimento e alla conoscenza, si pnd diro che tutta la vita cosciente è raccolta nella volontà conte nella sua espressione più completa. Schopenhanor, Welt ala Wille u, Vorst.; Beneke, Neue Grundlegung zur Metaphysik; Dio noue Peychologie; Fortlage, Beiträge zur Psychol.; Wundt, System d. Philos.; W. James, The will to believe; Sollier, Le volontarieme, Rev. phil.; Höffding, Peychologie, trad. franc. (v. attivismo, srrazionalismo, mobilismo, volontà). Secondo alcuni dei primi filosofi, il VORTICE -- Wirbel; vortex, tourbillon -- ο rotazione ciolica, la δίνη, è la forma fondamentale del movimento cosmico. Per Empedocle di GIRGENTI (vedasi) essa è prodotta dalle forze attive fra gl’elementi, dall'amore e dall'odio. Per Anassagora incomincia dalla materia razionale e finalisticamente attiva, per proseguir poi con consecuzione meccanien. Per Leucippo à il risultato particolare dell'incontro di più atomi. Così il principio del meccanismo, rivestito ancora miticamente in Empedocle e in Anassagora, è con Lencippo pienamente elaborato: gli atomi, che volano senza regola nell’ universo, #'ineontrano qua e là, dando così luogo, secondo la necessità meccanica, a un movimento complessivo rotatorio prodotto da vari impulsi dei singoli atomi, movimento che attrac a sè i singoli atomi o complessi di atomi vicipi, talvolta anche mondi interi; un tale sistema in continuo rivolgimento si suddivide in sò stesso, essendo gli atomi più fini lanciati alla periferia, mentre i più pesanti si raccolgono al centro; in tal modo hanno origine in diversi tempi e in diversi luoghi dell’ universo infinito diversi mondi, ognuno dei quali si muove in ad per leggo mecanica, finchò per un urto con un altro mondo vien forse distrutto o attratto e assorbito nella rotazione di un mondo più grande. La teoria dei vortioi risorge con CARTESIO, che con essa volle dare un fondamento alla concezione copernicana del mondo, e si giorni nostri, in sèguito specialmente alle nuove scoperte sulla radioattività della materia. Tolta ogni differenza tra ponderabile ο imponderabile, ridotta la materia ad un equilibrio instabile di elementi eterei, l’origine di ogni sistema siderale si fa risalire alVetere, per il differenziarsi nel seno di esso di vortici animati da movimenti sempre più rapidi, fino ad agglomerarsi in gruppi atomici, in nebnlosa sferica, in mondi, con una serie di fasi evolutive analoghe a quelle descritte da Lencippo. Cfr. Aristotele, Physioa; Platone, Timeo; Plutarco, Plac. phil.; Fontenelle, Entretiena sur la pluralité des mondes; S. Arrhenius, L'évolution dee mondes, trad. franc.; Bocquerel, L'év. de la matièro et des mondes, « Revue scientifique. Vuoto. Gr. Kevév; Lat. Vacuum; T. Leere; I. Empty; F. Fide. Lo spazio puro, ciod lo spazio penetrabile, privo della materia, L'esistenza del vuoto fu sostenuta tenacemente dagli Atomisti contro gli Eleatici: questi dicevano essere incomprensibile l’idea del vuoto e affatto inconciliabile con quella di essere; il vero reule, infatti, è uno ο immutabile, o non ammette quindi nd pluralità, nd diilità, nè movimento, che ha per condizione il vaoto. Gli Atomisti invece non ammettevano che due principi gli atomi e il vuoto, cioè In materia e lo spazio, ο l’esistenza del vnoto dimostravano mediante il movimento, la compressione di cui vari corpi sono suscettibili e con vart esperimenti inventati da Leucippo. La proprietà del vuoto è l'estensione, la quale è infinita, nd vi si può distinguere alto © basso, metà ed estremità; il sno ufficio è puramente passivo, e cioè di rendero possibile il movimento e la pluralità degli esseri, dividendo la materia con la sua sola presenza. L'idea del vuoto fa combattuta vivacemente da Aristotele, che avendo concepito lo spazio come qualche cosa di reale, © cioè come il limite del corpo contenente in quanto il corpo contenuto è suscettibile di movimento locale, non poteva ammettere uno spazio senza contenuto; la sua principale obbiezione è appunto che il vuoto, anzichè rendere possibile il movimento, lo renderebbe inconcepibile, perchè nel vuoto non c'è nè alto nd basso, mentre ogni movimento natnrale sì fa in questi dne sensi. Cfr. Aristotele, Phye., De coelo (v. inane, eusere, direnire. nulla, spazio). Zero. Dicesi zero della sensazione l'intensità minima della modificazione della coscienza, che corrisponde alla intensità minima della eccitazione. Dicesi più comunemente soglia della coscienza. Più frequente è invece, l’espressione punto zero fisiologico 0 zero della sensazione termica; qualainsi temperatura degli organi nervosi termici che sorpassa tale punto è percepita come caldo, qualunque temperatura al disotto come freddo; ogni temperatura propria degli organt nervosi percepita come caldo, condiziona uno sposta mento in alto dello zero, percepita come freddo uno apostamento in basso: quando per effetto dello spostamento dello zero, questo coincide con la temperatura propria delV organo nervoso, ogni sensazione di caldo ο di freddo cossa. Cfr. Hering, Sitzungsber. d. Wien. Ak. (v. aubminimali). Si suol chiamare talvolta col nome di zetetica – Zetetik, Zététique -- lo scetticismo, che consiste appuuto in una ricerca, ζήτησις ricerca, incessante in tutte le questioni, senza uscire dul dubbio, senza venir mai ad ans conclusione, positiva ο negutiva. Gli scettici, furon, detti Zoo anche efettioi ο aporetioi da ἀπορέω  essere inoerto, imbarazzato, dubitare (v. dubbio, dogmatismo, conoscenza). Zoofobia. Fenomeno psicologico, che consiste in una paura morbosa 6 irragionevole degli animali. Fa parte delle biofobie, paure morbose concernenti i rapporti con gli altri esseri viventi, e può aver per oggetto i ragni, i topi, i cani, ecc. Germanico non poteva vedere nè sentire i galli; il maresciallo d’Albret sveniva non appena vedeva la testa di un cinghiale; Enrico III non poteva sopportare In vista di un gatto. Cfr. Friedmann, Ueber den Wakn, 1894; Gélineau, Les peurs morbides. La zoolatria o zooteismo – Zootheismus, Zootheism, Zoothéieme – è un fenomeno religioso che consiste nell’adorazione degl’animali e si rivela nei più infimi gradini del sentimento religioso; più precisamente, il, zooteismo è la rappresentazione e l'adorazione della divinità sotto forma di un animale, che è considerato non come il simbolo della divinità, ma come attualmente abitato da essa. Secondo lo Spencer la zoolatria avrebbe la propria origine nell’abitudine, che regna in certi popoli selvaggi e primitivi, di designare gli individui col nome degli animali ; il coraggio del leone, l’astuzia della volpe, la velocità dello sparviero, ecc., sono riconosciute in questo o quell’ eroe della tribù, il quale per tal guisa vien simboleggiato col nome stesso dell’animale delle cui virtù caratteristiche è adorno. Succede poi che codesti popoli, adorando i loro defunti, finiscono, dopo un certo tempo, col non avor prosente di essi che il solo simbolo verbale; confondono la cosa con la parola; attribuiscono al leone, alla volpe, allo sparviero, ecc. le gesta degli eroi che ne portarono il nome, e tributano quindi a codesti animali il culto che aspettava agli uomini. Una particolarità della soolatria è la ofiolatria, ο culto dei serpenti. Cfr. Spencer, Principi di sociologia, trad. it. Zoologia. T. Thierlehre; I. Zoology; F. Zoologie. Nel senso più generale, è la scienza che studia lo forme, la struttura, la genesi e lo sviluppo degli animali e le relazioni nelle quali essi stanno fra di loro e col resto della natura nel tempo © nello spazio. Così intesa la zoologia è scienza eminentemente sintetica, che ha le sue radi in tutte quante le scienze biologiche, come ls citologia, la paleontologia, l’embriologia, la teratologis, la fisiologia © specialmente l'anatomia comparata. Ofr. A. Giardina, Le discipline zoologiche e la scienza generale delle forme organizeate, 1906. Zoomonera. Secondo |’ Haeckel, l'origine della vita, nelle sue manifestazioni anche più complesse, si deve ricondurre alle monere, che sono le forme viventi più sem- plici che siano state osservate. Le monere sono di due specie: zoomonere, composte di zooplasma, e fitomonere, composte di fitoplasma; dalle prime hanno origine gli ani- mali, dalle seconde le piante. Siccome il fitoplasma pos- siede la facoltà di produrre sinteticamente il plasson, traen- dolo dai composti anorganici, e di trasformare la forza viva della luce solare ‘nella tensione chimica di combina- zioni organiche, così bisogna ammettere che il zooplasma - che tali proprietà non possiede e si nutre per assorbi- mento di plasma degli altri organismi - sia nato dal fi- toplasma, le zoomonere dalle fitomonere, le quali alla loro volta sarebbero nate per autogonia o generazione sponta- nea da combinazioni anorganiche. Cfr. Haeckel, Phylog. aystem. (v. generazione, vita, organismo, vitale, vitalismo, organioismo, animiemo). Zoomorfismo. T. Zoomorphiemus; I. Zoomorphism; F. Zoomorphisme. Dottrina della metamorfosi dell’uomo in animale, propria di alcune religioni primitive, specialmente dell’egiziana. Cfr. Le Page Renouf, Lectures on the origin of religion. (v. metempaicosi). ZOROASTRISMO-- Lehre von Zoroaster; Zoroastrianiem; Zoroastrisme. Il ZOROASTRISMO e la religione persiana, fondata da Zoroastro e carattorizzata dal dualismo tra il principio del bene e quello del male. Per essa il mondo, essendo una mescolanza di luce e di tenebre, di vero e di falso, di pensiero e di materia, presuppone l’esistenza di due principi, in lotta tra loro nell'universo, dei quali l'uno, Ormuzd, è il principio del bene, il dio della verità e della luce, l’altro Ahriman, il principio del male, il dio della menzogna e delle tenebre. Nel Zend- Avesta, i libri sacri del zoroastrismo, è detto. Al principio, Ormuzd, elevato al di sopra di tutto, era con Is scienza sovrana, con la purezza, nella Ince del mondo. Questo trono di luce, questo luogo abitato de Ormuzd, è ciò che si chiama la luce prima; e codesta scienza sovrana, codesta purezza, produzione d’Ormuzd, è ciò che si chiams la Legge. Ormuzd non ha prodotto direttamente gli esseri materiali e spirituali di cui l’universo si compone, ma li ha generati con l'intermediario della parola, il verbo divino. Il puro, il santo, il pronto verbo, io te lo dico chiaramente, ο saggio Zoroastro, è prima del cielo, prima dell’acqua, prima della terra, prima delle greggi, prima degl’alberi, prima del fuoco, codesto figlio d’Ormusd. Ormuzd ed Abriman hanno ls medesima potenza. Ma Orinuzd, con la sua onniscienza, prevede tutto ciò che dovrà accadere, mentre Ahriman non può caloclare le conseguenze delle proprie azioni che nel momento stesso in cui agisce. Il vantaggio della prescienza assicura ad Ormuzd la vittoria dopo un certo numero di migliaia d'anni. Cfr. Lehmann, Lehrbuch d. Religionsgesch.; Zend- Avesta, trad. Anquetil. Ranzoli. Keywords. Parole chiave: implicatura, lessicologia filosofica. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Ranzoli.”

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Raulica: SICILIANO NON ITALIANO -- all’isola -- la ragione conversazionale all’isola! l’implicatura del barone  -- l’origine dell’idee – il fondamento della certezza – filosofia siciliana – filosofia sicula – dello spirito della rivoluzione e dei mezzi di farla terminare -- corso di filosofia: ossia, re-staurazione  della filosofia – filosofia siciliana -- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Palermo). Filosofo italiano. Palermo, Sicilia. Essential Italian philosopher. Grice: “Italian philosophers can be fun: there’s ventura, and there’s Bonaventura, who was actually fidanza, i.e. fidence, as in confidence.” Noto per il suo sostegno alla causa della rivoluzione siciliana. Studia a Palermo. Insegna a Roma. Si distinse come apologeta, scrittore e predicatore, sopra-ttutto grazie alla sua "Orazione funebre di Pio VII.” La sua carriera da filosofo inizia come esponente della corrente contro-rivoluzionaria. Teatino. Intraprese l'attività di predicatore. La sua eloquenza, sebbene a volte esagerata e prolissa, e veemente e diretta ed ottenne grande fama. Con l'elezione di Pio IX al soglio pontificio, acquisì un ruolo politicamente prominente. Sostenne la legittimità storica e giuridica della rivoluzione siciliana. Auspica la ri-fondazione del regno della Sicilia indipendente all'interno di una con-federazione italiana di stati sovrani. Ministro pleni-potenziario e rappresentante del governo siciliano a Roma. La sua posizione a Roma divenne delicata per via della proclamazione della repubblica romana e dell'esilio di Pio IX. Rifiuta l'offerta di un seggio all'assemblea costituente, maoltre ad invocare la separazione tra potere temporale e spirituale riconosce la repubblica romana a nome del governo rivoluzionario di Palermo. Altri saggi: “La scuola de' miracoli: ovvero, Omilie sopra le principali opere della potenza e della grazia di Gesù Cristo, figliuolo del dividno e salvatore del mondo”; “Il tesoro nascosto: ovvero, omilie sopra la passione del nostro signor Gesù cristo”; La madre del divino, madre degl’uomini: ovvero, spiegazione del mistero della SS. vergine a piè della croce”; “Le bellezze della fede ne' misteri dell’epifania: ovvero, La felicità di credere in Cristo e di appartenere alla vera chiesa”; “I disegni della divina misericordia sopra le Americhe: panegirico in onore di Martino de Porres, terziario professo dell'ordine de’ predicatori”; “Il potere politico”; “Saggio sul potere pubblico, o esposizione della legge naturali dell'ordine sociale”; “Dello spirito della rivoluzione e dei mezzi di farla terminare”; “La ragione filosofica”; “La tradizione e i semi-pelagiani della filosofia: ossia, Il semi-razionalismo svelato”; “Saggio sull'origine delle idee e sul fondamento della certezza”; “Della falsa filosofia”; “Nuove omelie sulle donne del vangelo”; “Corso di filosofia: ossia, re-staurazione della filosofia”; “Sopra una camera di pari nello STATO pontificio”; “La questione sicula sciolta nel vero interesse della Sicilia, Napoli e dell’Italia”; “Memoria pel riconoscimento della Sicilia come stato sovrano ed indipendente”; “Menzogne diplomatiche, ovvero esame dei pretesi diritti che s'invocano del gabinetto di Napoli nella questione sicula”; “Discorso funebre pei morti di Vienna la religione e la libertà”; “Raccolta di elogi funebri e lettere necrologiche; Il pensiero politico d'ispirazione cristiana. Atti del seminario Erice, Guccione, Firenze. Andreu R.: saggio biografico, "Regnum Dei", Bergamaschi, R.: fra tradizionalismo e neo-tomismo [AQUINO], Milano, Cremona Casoli, Un illustre siciliano”; "Rassegna Storica del Risorgimento", Cultrera, Generale dell'ordine dei Teatini, Palermo; Giurintano C., Aspetti del pensiero politico nel "De jure publico ecclesiastico"; Istituto per la Storia del Risorgimento, Palermo, Guccione, Democrazia. Murri, Sturzo e le critiche di Giobetti, Palermo, Ila-Palma, Guccione, Alle radici della democrazia” Palermo; Guccione, Un omaggio clandestine; in "Nuova Antologia", Pastori, “La rivoluzione napoletana in "Rassegna siciliana di Storia e Cultura", Romano, La vita e il pensiero politico, Treccani Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Regione Siciliana. Martinucci, Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale. ELOGIO rCNEBRE DI DAIVIEllO O'COIVIVEIL MEMBBO DEL PABUHENTO BRITANKICO DA R. Ex-Genkkalb bb'Chibrigi BseoLAM Ctmtuttor» detta Saera Congregationt de' Riti td Eiaminatore dei Veuoti e del Clero Romano. J^/. L'editore, proprietario di questo elogio, per g^enerosa cessione fattagli dall' Autore, dichiara di Toleme godere il dritto di proprietà a termini della Convenzione pubblicata con Notitrazione della Segreteria di Stato COI TIPI DI CIOTAimi BATTUTA ZAMPI. .\ Ili Hisognosi di riposo per le incessanti fatiche^ durtyte negli ultimi otto mesi^ nell'esercizio dell' ecclesiasti" co ministero, e risolulissimi perdo di non intrapren^ deme delle nuove, ci eravam da principio negati di tesser VElogio funebre dell'immortale Ò'Connelh La grandezza e le circostanze tutte eccezionali del Sog* getto entrarono ancora per non piccola parte in quessto rifiuto. 0*Connell non è stato un uomo ordinario^ ma uno di quegli iwmini di cui non ne nascon mai due; uno di quegli uomini che Iddio crea per compiere grandi disegni, da prima noti a Lui solo, e che quin^ di i fatti rivelano al mondo. O'ConneU è stato un ge^ nio; ed il genio non è degnamente lodato che dal ge^ nio\ e perciò noi reputavamo un tale assunto molto al disopra di noi e delle forze nostre. La gloria poi di O'Connell è stata l'avere obbli* goto la più grande Potenza della terra a rassegnar ' si con bel garbo alla legge che un privato le ha, in certo modo, imposta. Poiché è stato ed è sempre proprio della saggezza inglese di tener fermo finché si può; e quando non si può piti, cedere a tempo^ anziché an^ dare incontro ad una di quelle orribili catastrofi in cui poi si perde tutto, per la stolida ostinazione di voler tutto conservare. La gloria di O'Connell é stata IV di avere egli solo rivendicata la libertà religiosa e etvile della sua patria per mezzo di una rivoluzione pa^ cifica, una delle più grandi che rammenti la storicu La gloria di O^Connell è stata l'aver fatto trionfare la libertà per mezzo della Religione^ e la Religione per mezzo della libertà. Or era egli possibile il rammentar queste glorie di O'Connell senza risvegliare i risentimenti e le antipatie di una politica onerosa, cui la sola parola di libertà mette paura come uno spettrOf turba come un rimorso? Era egli possibile ti non attirarsi la censura di uomini si impietriti nell'antico^ che non hanno ne intelligenza per distinguere, né cuor per sentire il pocolino di bene, che in mezzo al molto di male, vi è nel moderno? Ma tacersi^ o passar leggermente sopra il titolo principale onde O'Connell è stato il piti straordinario H piti ammirabile personaggio della età nostra, non sarebbe stato lo stesso che ridurre a piccole dimensio^ ni uno dei più, grandi spiriti che siano mai apparsi a consolazione e gloria dell'umanità? Per tutte dunque insieme queste ragioni not noti tM>levamo sapere di fare l'elogio di che si tratta; e non abbiam ceduto che in faccia a considerazioni^ ad inviti, a desidera che san del comando, ed a cui non si può resistere nemmeno con umiltà senza peccar di superbia. Nel piegare però il capo a si scabroso e difficile incarico, stabilimmo tra noi medesimi di disimpegnarlo con tutta la libertà di spirito che la Fede cattolica lascia nelle cose dubbie', la dubìis libertas; con tutta la sincerità del cuore; col maggior disprezzo di ogni personale pericolo, col più perfetto oblio di ogni proprio interesse; e ciò per elevarci in alcun modo all'altezza del nostro Soggetto coUa generosità almeno del sentimento: poiché sentivamo di doverne rimaner molto al disotto per le qualità dell'ingegno. Nulla infatti ti ha arrestato dal lodare 0*ConneU pel lato appunto onde piti meritava di esser lodato, ed eziandio dal proclamare altamente^ senza am/i'oologie ragtri^ le verità le più dure ed incommode, e per chi comanda e per chi ubbidisce; e che sono frattanto le piti salutari e le più capaci di assicurare i troni^ di fare t popoli felici, e di far trionfare la Religione, Imperciocché dapprima, due specie di ripugnanza vi sono oggi contro la Religione: Vuna totale ed assoIuta, l'altra relativa e condizionata. La repugnanza assoluta é quella onde si odia la Religione perché Religione; e quindi la Chiesa, gli ecclesiastici, tutto ciò che alla Religione si appartiene* Questa n]ptignanza è l'orribile eco, che dura ancora, della parola infernale di Voltaire: Ecrasez l'infame, et la su* perstition. L'antipatia relativa poi e condizionata è quella onde si odia la Religione, non già però per se stessa, ma in quanto stolidamente si crede rivale e nemica del processo e della libertà. Ma vi è nella natura dell'Italiano un elemento cattolico, onde l'Italiano, tenti ciò che vuole, non può senza pena e rammarico far di meno della Cattolica Religione. E questa è una delle ragioni onde gli eresiarchi e le eresie non han potuto mai far fortuna in questa bella e privilegiata parte del mondo. VAntipa^ tia assoluta dunque contro la Religione cattolica è ror rissima: essa non trovasi che nel fondo del cuore di qualche vecchio settario, impregnato sin dall' mfanzia dei pregiudizii e dei sentimenti anticristiani deUa filosofia miscredente del secolo decimottavo; e che morrà senza posterità! giacché l'odio é sterile, ed ha complici, ma non già eredi', e non vi é che Pamore che é fecondo, che genera e riproduce il medesitno essere, e perpetua la stessa verità. Non così è però della ripugnanza relativa o condizionata. Il ceto medio, cioè, il ceto che studia, il ceto che ragiona, vuoisi o non vuoisi, è il ceto piti influente e che trasforma alla lunga in se stesso e compone, e riduce a sua immagine i due altri ceti estremi deUa società; con tutta la generazione che sorge, con tutto ciò che intende, con lutto ciò che sente; poiché la società degli spiriti, o la concordia fra gli esseri intelligenti, non può mantenersi che per mezzo delCintélligenza; ed è in questo senso che ha detto Paschal: ri, che chiunque si dichiara contro di esse, non ispira che diffidenza, repugnanza, odio, disprezzo. Or poiché, come lo abbiam dimostrato (Vedipag.l^ di questo Elogio) la Chiesa nella sua saviezza non ha potuto finora parlar di libertà, ed ha dovuto anzi in certo modo fulminarla per l'orribile abuso che si è fatto di questa sparola; i Volterriani si son serviti di questo silenzio e di questi anatemi della Chiesa, per persuadere alle masse che la Chiesa, nemica, non vi è dubbio, della falsa libertà, sia nemica ancor della vera; che il Cristianesimo é oscurantismo; e che i preti e i frati sono i veri nemici, gli avversarii implacabili di ogni progresso e di ogni libertà. Il sistema poi del così detto Dritto divino nella materia politica, secondo che una scuola celebre di oltremonte si é ostinata a rappresentarlo, viene in fondo a sostenere che il Potere publico di ragione non abbisogna, ove, secondo U celebre detto di Bossuet, (( Iddio stesso ha bisogno di aver ragione. )> Ora il Dritto divino così inteso mette VUomo-Potere al disopra di Dio stesso, e non é che V apoteosi della tiran TU ma e Vidolatria della sovranità. Poiché du/nque una tale doUrma è contraria alla ragione insieme ed al sentimento, all'istinto delVuomoy e perciò non è e non può mai esser vera; così si è venuto a conchiudere che nemmeno é vera la religione che la professa^ che la insegna, e che ne fa la condizione necessaria inevite^ bile della sua seguela. Or siccome questa orribile dottrina, atta più a rendere odioso il Potere ed a distruggerlo, che a conservarlo ed a farlo amare^ certi pubblicisti ignoranti Vhan messa a carico della Chiesa cattolica e del cattolico insegnamento ; cosi la ripugnanza^ che essa ispira, si è estesa anche in Italia all'insegnamento Cattolico ed alla Chiesa; e Dio e Ge-^ sii Cristo^ le dottrine cattoliche e le caUoliche istiluiionij la Chiesa e gli ecclesiastici sono staiti avvolti nello stesso odio e nello stesso disprezzo. Oh se sapessero il gran male^ U male sommo che certi ecclesie^ élici^ piti zelanti che saggia han fatto ai popoli ed oZ-^ la Chiesa colVaver voluto fare un articolo di fede divina, di una opinione puramente umana^ e di un partito politico^ la vera adunanza dei fedeli o la vera Chiesa! Essi hanno così allontanato dalle pratiche della Religione enormi masse di cristiani, e le hanno gittate fuori delia Cattolica unitd^ nelVahisso del deismo e deW indifferenza! Imperciocché non é piti tempo di farsi illusione. Finché dureranno i pregiudizii^ gli errori funesti che un concorso di maieaugurate circostanze è giunto ad accreditare intomo alla pretesa alleanza o complicità della Chiesa coW eccesso o colVabuso della forza; intano noi ministri della vera Religione spereremo di attirare a noi le masse intelligenti; esse ci riguarderanno sempre con una specie di orrore; continueranno a camminar senza di noi, e, se noi ci metteremo loro innanzi, contro di noi e sopra di noi. Dirò anzi di più che^ se un trambusto accadesse in Italia sotto l'impero di questi pregiudizii e di questi errori^ esso sarebbe sommamente anticristiano ed an-tiecclesiastico.il grido: a A basso i preti; à basso i franti )) Starebbe tradotto in azione con una orribile fedeltà. La Chiesa si troverebbe esposta a maggiori orrori di quelli di cui al principiò di questo secolo è stata la vittima. E poiché^ come l'abbiamo di già avvertito^ l'Italiano nel fondo del suo cuore ama la cattolica Re^ ligione; il suo odio contro di essa e i suoi ministri si troverebbe fortificato ed accresciuto dal sentimento della disperazione di pàtere essere d'accordo con una religione di cui non può fare di meno; dal sentimento di rabbia di credersi respinto^ di vedere volta in sua nemica quella Religione di cui ha un immenso bisogno e per cUi sente una indestruttibile simpatia; dal sentimento in somma del furore in cui degenera ogni amore deluso nei suoi più vivi trasporti; Frustrata cupiditas vertitur in furorem (Aug.). E non vi è nuUa di più terribile^di più crudele quanto V amore furibondo ed il furore aìuoroso! Mirate dunque di quale e quanta importanza si è, per parte di noi ecclesiastici^ il parlare oggi al colto pubblico dell'Italia un linguaggio capace di disingannarlo dei fatali pregiudizii di cui una Propaganda di empietà e di disordine si è studiata d'imbeverarlo contro la Chiesa. Mirate di quale e quanta importanza si è oggi per noi di mostrarci, senza finzione, senza inganno^ colla sincerità, col candore^ col convincimenr to proprio di ministri della Religione di verità, amici e fautori di un saggio e legittimo progresso, di una saggia e legittima libertà! Mirate di quale e quanta importanza si è oggi pel gran Ponte pcej che Dio ha accordato miracolosamente alla sua Chiesa, che^ mettendosi al disopra di tutti i meschini calcoli della pò- Uiica uma/na^ parli esso pure il Ungttaggio dei popoli per meglio far loro gustare le sue celesti dottrine; prenda a cuore i loro temporali interessi, per ispirar loro maggior zelo per gl'interessi spirituali ed etemi; e faccia conoscere che egli sente e vuole disimpegnare la nobile e sublime missione del Sommo Pontificalo: Di essere non sólo il Pastore e il Maestro nell'ordine soprannaturale e divino; ma ancora, neW ordine civile e politico, U Padre, U tutore, il vindice dato da Dìo a tutti ipopoli cristiani. Né meno comuni e meno radicati sono certi pregith dizU in materia politica. A forza d'intrighi e d'inganr ni, si t giunto a persuadere agl'incauti che i Sovrani sono i nemici dei popoli; che le monarchie sono incon^ patibili colla Inerte politica; che questa libertà non si domanda co'prieghi, ma si conquista colla forza; che qtiesta pianta prospera colia scure, e germoglia nel sangue; e che l'insurrezione è l'unico mezzo da sot" trarsi dalla oppressione. Ai Sovrani poi si è vohUo pure persuadere che i popoli sono nemici della loro autorità e della loro esistenza; e che non si può aver pace con essi, non si può mantenere l'ordine politioo che coU'ajuto della forza; e che l'arte di ben governare oggi consister deve nell'arte di organizzare e di dirigere la forza pubblica per potere impunemente vessar le persone e vuotare le borse. E da questo sentii mento di mutua gelosia, di mutua diffidenza che si è giunto ad ispirare ai popoli contro i Sovrani ed ai Sovrani contro dei popoli, si è riuscito a metterli in istato di opposizione, di guerra permanente: donde fière tendenze da una parte al dispotismo, ed all'anarchia dall'altra, che mettono ad ogni istante in pericolo l'ordine e resistenza della società. Ora contro tutti questi pregiudizii, in materia di Religione e di politica, ci siamo levati arditamente in X questo Elogio, Entrando nello spirito del grand' Uomo^ cui esso é consecratOj ed esponendo le gloriose sue gè-sta nelle loro intenzioni generali, nei loro successi, abìnam procurato di dimostrare che lungi dalVessere la Religione la nemica della libertà, non vi è, non vdpuò essere libertà vera senza la vera Religione. Per calmare poi le inquietudini^, gli scrupoli delle persone semplici e dabbene, abbiamo pure insistito sul gran fatto dei tempi moderni:^ Che lungi dal dovere la Religione temer nulla dalla politica libertà; alVom^ bra anzi e col favore della libertà politica può sola" mente oggi trionfare e dilatarsi la Religione; ed abbia^ mo fatto conoscere non solo possibile ma ancor necessor ria unciUeanza sincera tra la Religione e là libertà. Al medesimo tempo però e colla medesima forza abbiamo attaccato tutti i pregiudizii politici dei po^ poli contro i governi e dei governi contro dei po^ poli. Abbiamo esposta la dottrina Cattolica intomo alla Resistenza passiva ed all'attiva Ubbidienza, con cui solo può sussistere l'ordine pubblico e la dignità umana. Abbiamo condannato con tutta l'energia della ragione e della parola il partito disperato deU'inster* rezioncj^ e l'uso brutale della forza contro gli abusi del Potere; ed al Potere ci siamo studiati di fare mtendere che ha torto di diffidare della libertà, che è an-zi un principio di ordine e di forza, e l'unico mezzo, il mezzo pvU efficace da disarmare la rivoluzione e farla una volta per sempre terminare. E così abbiam procurato di riconciliare ancora il Sovrano col popo^ lo^ il popolo col Sovrano, e l'ordine colla libertà. Il nostro linguaggio ha scandalizzato alcuni, ha sorpreso molti altri; ma in quanto alla moltitudine accorsa ad udirci, possiamo santamente gloriarci nel Signore, che esso è stato capito nella verità dei suoi principii, apprezzato nella purezza delle sue intenzioni, gustato ne^vantaggi delle sue conseguenze. Chi è stato presente a questa predicazione, nuova nelle forame ma antica nelle dottrine^ ci farà giustizia che non è una vana millanteria il dire che rare volte la sacra eloquenza ha avuto un successo si magnifico si verace e si universale. Mentre andavamo esponendo le nobUi simpatie^ le relazioni scerete della vera Religione colla vera libertà, un sentimento d'inesprimibile gioja hrillava sopra tutti gli occhi. Parca ognuno dir seco ste$^ so: « Non è dunque vero altrimenti che la Religione cattolica e nemica della libertà! Possiamo noi amare la libertà senza cessare di esser cattolici^ senza passare per miscredenti! » Cosi uno sposo^ irritato contro una sposa^ che teneramente ama, e che gli è stata dipinta come infedele; prova un senso di compiacenza, che non si può esprimere colla parola, allorquando gli si dimostra da altri che la sua cara sposa è miiacente, e che non ha cessato di maritare il suo amore. Gli stessi segni d'interno contento si son veduti trasparire nei volti quando noi abbiamo parlato deU V alleanza possibile tra l'ordine e la libertà^ tra le idee di un sensato progresso e la fedeltà al proprio Sovra^ no: « Sta lodato Iddio^ pareano tutti voler dire, che si può amare la libertà e il progresso senza passar per ribelle. » E quando, nel terminare il nostro discorso, coli' accento del piin profondo convincimento e del piti tenero affetto (giacché noi conosciamo ed amiamo il popolo romano) abbiam detto: « No, miei cari » Romani, voi non siete quali qualcuno, calunniandovi, » ama di farvi comparire. No, no, voi non siete i ne-* » mici del Trono pontificio, degli Ecclesiastici e del" » l'ordine. Se amate una onesta libertà, voi amate an» Cora la Sovranità del capo della Chiesa e la Religione; )) a queste parole l'Uditorio non fu piti padrone di se stesso: un mormorio vi si udi di una sincera lieta ed universale approvazione^ pronta a scoppiare in manifestazioni le più clamorose j se noi stessi^ ricordando il rispetto al luogo santo dovuto^ non ci fossimo affrettali di reprimerle. Ecco dunque scoperti al pubUico, nella maniera meno equivoca e piti solenne, i veri sentimenti, i sentimenti legittimi^ sinceri e comuni del popolo romano! Simili effetti ci auguriamo che produrrà nel resto dello slato Pontificio, ed anche presso allo Straniero la solenne manifestazione delle dottrine contenute m questo discorso. Almeno perirne non avvezze ad adularci questo appunto ci hat^ esortato a sperare: as^ sicurandoci che questa predicazione 9 nelle presenti drcostanze, è stata un avvenimento che avrà un gran-d'eco in tutta Italia e fuori di essa. Noi potremmo qui riportare le loro testimonianze e le loro parole^ ma per non sembrare che, all'occasione dell'Elogio di O'Connell, vogliamo fare U nostro, ci limitiamo a riferirne una sola; e ciò non tanto a glo» ria nostra, quanto a nostra difesa, in faccia a chi ha creduto di potere in buona coscienza accusare in pub" blico come pericolose o fantastiche le nostre dottrine^ e prave le nostre intenzioni; e poi crediamo di non dovere lasciar passare questa occasione da rendere qui pubblicamente la dovuta giustizia alla moderazione e alla saggezza della Censura Romana m materiadi stam^ pa. Omettendo adunque che il Censore Teologo di cui il pubblico conosce ed ammira, ed il Sommo Pontefice ha teste compensata la vasta dottrina e il fervore dello zeh, nell'esercizio dell'Ecclesiastico ministero^ omettendo, dico, che quest'uomo insigne, non meno pel suo sapere che per la sua viriti, non ha trovato a cen^ surare, nel nostro Elogio, nemmeno una virgola; diremo solo che il dottissimo Preside della Censura, che Ma profonda scienza dell'antico unisce una solida co gntzwne^ un senso squisito del moderno^ nell inviarci V Elogio col suo Imprimatur, ci Aa scriito appunto co^ sì: « Come io mi compiacqui assai di approvare la Bene^ » dizione dell'ultima sua Predica recitata in S. Pietro: » nulla curando le prevenzioni di alcuni o troppo semr » plici^ o zelanti di uno zelo male inteso; cosìi e molto » più mi compiaccio ora di approvare r Elogio fum^ » bre da lei fatto al celebre O'ConneU: perché reputo » un tale Elogio non solo eloquentissimo, ma atto an» cara a raddrizzare molte idee ed a fare un gran » bene. » Solo il savissimo Preside ha richiamata la nostra attenzione sopra una parola della pagina 104, che avrebbe potuto dar luogo ad equivoci; che noi ci sia-mo affrettati di prevenire con una noterella che vi abbiamo apposta. Possiamo adunque affermare^ a lode, noi lo ripetiam volentieri, dei dotti Censori, che nel presente Elogio stampato vi è tutto quello che ne ab* biam detto in voce, senza una sola parola di meno; ma al contrario con varii squarci di più^ che nella recita abbiamo saltati per non istancar troppo Vudi" torio e noi stessi spossati, nel solo primo giorno, da una declamazione di circa due ore. A maggior onore poi del sullodato Preside illustre^ ci crediamo anco in obbligo di aggiungere: che non avendo voluto noi prenderci la libertà di pubblicare il brano della lettera, che poco fa si è letto, senza il di lui permesso; questo permesso ci è stato daW egregio Autore dato nei seguenti termini, che fanno ben conoscere la sincerità e la generosità de'suoi senti-' menti: «e Mi ha detto il suo Tipografo che o fare U nostro, ci limitiamo a riferirne una sola; e ciò non tanto a glo» ria nostra, quanto a nostra difesa, in faccia a chi ha creduto di potere in buona coscienza accusare in pub" blico come pericolose o fantastiche le nostre dottrine^ e prave le nostre intenzioni; e poi crediamo di non dovere lasciar passare questa occasione da rendere qui pubblicamente la dovuta giustizia alla moderazione e alla saggezza della Censura Romana m materiadi stam^ pa. Omettendo adunque che il Censore Teologo di cui il pubblico conosce ed ammira, ed il Sommo Pontefice ha teste compensata la vasta dottrina e il fervore dello zeh, nell'esercizio dell'Ecclesiastico ministero^ omettendo, dico, che quest'uomo insigne, non meno pel suo sapere che per la sua viriti, non ha trovato a cen^ surare, nel nostro Elogio, nemmeno una virgola; diremo solo che il dottissimo Preside della Censura, che Ma profonda scienza dell'antico unisce una solida co gntzwne^ un senso squisito del moderno^ nell inviarci V Elogio col suo Imprimatur, ci Aa scriito appunto co^ sì: « Come io mi compiacqui assai di approvare la Bene^ » dizione dell'ultima sua Predica recitata in S. Pietro: » nulla curando le prevenzioni di alcuni o troppo semr » plici^ o zelanti di uno zelo male inteso; cosìi e molto » più mi compiaccio ora di approvare r Elogio fum^ » bre da lei fatto al celebre O'ConneU: perché reputo » un tale Elogio non solo eloquentissimo, ma atto an» cara a raddrizzare molte idee ed a fare un gran » bene. » Solo il savissimo Preside ha richiamata la nostra attenzione sopra una parola della pagina 104, che avrebbe potuto dar luogo ad equivoci; che noi ci sia-mo affrettati di prevenire con una noterella che vi abbiamo apposta. Possiamo adunque affermare^ a lode, noi lo ripetiam volentieri, dei dotti Censori, che nel presente Elogio stampato vi è tutto quello che ne ab* biam detto in voce, senza una sola parola di meno; ma al contrario con varii squarci di più^ che nella recita abbiamo saltati per non istancar troppo Vudi" torio e noi stessi spossati, nel solo primo giorno, da una declamazione di circa due ore. A maggior onore poi del sullodato Preside illustre^ ci crediamo anco in obbligo di aggiungere: che non avendo voluto noi prenderci la libertà di pubblicare il brano della lettera, che poco fa si è letto, senza il di lui permesso; questo permesso ci è stato daW egregio Autore dato nei seguenti termini, che fanno ben conoscere la sincerità e la generosità de'suoi senti-' menti: «e Mi ha detto il suo Tipografo che c da prima corno Daniello O'Connell, vero cittadino, si è giovato della Religione per rendere al suo popolo la Uber senza richiamare sopra di sé un'attenzione profonda, cosi mai non termina che lasciando l'assemblea nell'estasi di un'ammirazione silenziosa e di un silenzio ammiratore. Nel foro è il oausidico espertis-* Simo nella cognizione dell'immenso caos delle leggi inglesi, e che, con una meravigliosa precisione di 12 termÌDiy ne penetra lo spirito, le inlerpreta, le con* cilia, le confronta, le applica, e ne trae le più felici conclusioni in yantaggio della sna causa. Nelle po« polari adunanze è un Oratore vivo, nervoso, incalzante, ardito senz'esser temerario, franco senza es* sere insolente, grazioso insieme e terribile; che si avvicina, discende al linguaggio, ai sentimenti delle masse, e le eleva sino a sé, e dietro a sé le strascina senza resistenza; che padrone di tutti i suoi affetti, e, ricco di tutti gli artificii, di tutti i sussidii della parola, prende, quando e come gli aggrada^ il patetico della elegia^ Funzione del salmo, la mordacità della satira, l'amenità della novella, la luce del lampo, il terrore del tuono, l'aria impo* nente del legislatore, e l' ispirazion del profeta. Nessun uomo seppe meglio di lui eccitare le pas* sioni popolari e contenerle; carezzare il popolo e morigerarlo; ricordare le più dure verità, e farle gustare ed amare per la maniera di dirle. No^ la storia dell'Eloquenza non ci presenta esempio di un oratore più completo, più vario, più originale, più facondo, più vivo, più impetuoso e più potente. 10. Ora, a giudicarne dalle apparenze, pare che 0*Goonell a questa eloquenza, in cui non ebbe modelli né avrà mai imitatori, debba la gloria di sue fortune e la forza del suo impero. Eppure no. La saggia Antichità avea definito il vero Oratore: L'o** nesf uomo eloquente; Yir bmm dicendi pertius. Per chd| come la probità senza l'eloquenza è impotente; cosi l'eloquenza senza la probità è funesta; essa non serve che a metter sossopra gli stati, i popoli in insurrezione. Che se l'eloquenza di O'Gonnell è stata la felicità del popolo e la sicurezza dello stato, FirmametUum gentis et stabilimentum populi (Eccli. 49y/;ciò è accaduto, perchè egli, cittadino cristiano» alla forza, alla grazia del dire ha unito la virtù è la santità del vivere; si è giovato pel trionfo della li* berta dell'adempimento delle pratiche che la ReK* gione impone. ll.Qaal uomo di lui più attaccato a'differenti do* veri di figlinolo, di sposo, di padre, di cittadino? Qual cristiano di lui più fedele alle leggi di Dio e della Chiesa? Ma so quello che volete oppormi. Voi vo« lete oppormi che, in contraddizione alle leggi di Dio e della Chiesa, O'ConnelI si è una volta battuto in duello, ed ha avuta la disgrazia di uccidere il suo avversario. Sì, è vero. Ma io potrei dire che questo avversario non fu che un sicario^ onde la Munici* ypAìik.orangista di Dublino, impaziente di disfarsi del gran difensore della causa Cattolica, mandò provocando il nostro giovine eroe, sicura d'immolarlo: giacché D'Esterre, (che tale era di questo miserabile il nome) era nel tiro della pistola si destro e si sicuro, che giungeva a spegnere colla palla una lampada senza toccarla. Potrei ancora avvertire che O'ConnelI a sangue freddo, e per lungo tempo^ per non violare appunto le leggi dell'uomo e del tristianOy non rispose che col disprezzò alla crude^ le disfida, onde il fanatismo orangista augurossi di estinguer coH'arnii il grand'uomo che non potea Tincere colla ragione e col dritto. Potrei altresì notare che il vile sicario, veniva appostandolo ad ogni punta di strada; lo caricava di contumelie e di affronti; lo minacciava sempre della vita: sic* che il povero O'GonnelI era obbligato di cammi* nar sempre armato e circondato di armati. Po-* trei infine soggiungere che D*£sterre era il Go« Ha dei nuovi Filistei) il più accanito e tremendo nemipo della Fede di Roma, che si faceva un tristo- vanto d'insultare alla pretesa debolezza dd vero Israello; e che O^Connell, in un islaute di una religiosa illusione, potè credersi il nuovo Davidde scelto per vendicare l'obbrobrio del popolo del Signore; e che solo in un momento d'impazienza, d'ira, dì risentimento cavalleresco, eccitato da prò* vocazioni sì ripetute e si vili, e che gli ecclissò la ragione, cedette al principio di un falso ponto di onore e di nno zelo malinteso, e disceì^e ad una pugna in cni, cosi disponendolo Iddio, per conservare all'Irlanda e alla Chiesa // suo Vomo^ la vittima immolò il carnefice che volea immolarla. Io potrei dir tutto ciò, se non per iscusare il mio eroe> almen per attenuarne la colpa. Ma il ciel mi guardi che, ministro dL una religione di pace, in faccia alla Vittima Divina, che ha versato tutto il suo sangue perchè il sangue dell'uomo sia rispanniato, io osi difendere un delitto cbe la legge dì natara e la legge evangeUea egaalmente coddannano. II eie! mi guardi dal patrocinare nn costo* me egualmente insensato che barbaro, onde si vuol provare colla finezza dell'occhio, e colla yalenzia del braccio Tinnocenza del cuore. II ciel mi gnar* di dallo scusare un pregiudizio inescusabìle, ondq pretendesi di onorarsi coll'omicidio, e lavarsi d'una efimera macchia col sangue^ e che la Chiesa giusta* mente chiama diabolico} À diabolo ìnvectum (Con* eU. Trtd.J. Dico dunque che O'ConnelI ebbe torio e gran torto nel duellarsi. Ma dopo che ne avete ndito il peccato, uditen l'emenda. Poiché, al cadere dei parosismi della febbre del^ Fonore mondano, e di un falso zelo per la religione, la ragione e la fede ripresero nell'animo di O'ConnelI il loro impero; fu egli si dolente della sua trista vittoria, che non potè mai pensarvi senza gemerne e tremarne da capo a piedi di orrore; die fece voto solenne a Dio di non mai accettare, molto men provocare l'insensato e truce giudìzio delle armi; e che in fine quante volte (e ciò accadeva spessissimo ad un uomo che, per la gran causa che difendeva, era obbligato ad irritar molte pas-^ stoni e crearsi molti nemici) quante volte, dico, respingendo con orrore le provocazioni che gli venivan fatte a duello, era trattato da infame, da vile: cui cedette sempre e da per tutto il primo postO) avesse benedetta la mensa. Anzi in queste pubbliche riunioni si faceva un vanto particolare di professare cogli atti e colle parole la Fede romana. Deh che l'occultare i sentiménti della vera fede, il vergognarsi di adempirne in pubblico le pratiche non è che debolezza, e la maggiore di tutte- le debolezze: che perciò più comunemente ritrovasi nelle anime piccole, negli spiriti deboH, nelle donne e ne'giavanì. Il vero genio fu veramente ed amò di comparir religioso; e mai non conobbe la viltà del rispetta umano! Che dirò io poi dei sentimenti di q[uesto gran Cristiano pel Clero della sua patria ? Re dì fatto dell'Irlanda, arbitra del cuore e dell'azione di otto milioni di uomini, che, come fanciulli, pendeano dai suoi cenni, vera Campione e sostegno della Chiesa Cattolica, che gli dovette la sua più gran gloria e Ja sua libertà, non mai usci dai limiti dell'umile dipendenza dal suo vescovo o dal suo parroco. Alla testa di tutti come personaggio politico, cornee uomo religioso però si tenea come l'ultimo di tutti; e, nuovo Costantino, appena osava di prender per sé rultimo posto nelle assemblee del Clero, quando vi era chiamata a manifestarvi i suoi disegni, a d^rvi i suoi consigli per la difesa della Religione e della libertà. Pronto poi a scagliarsi come un lionc coQ' tro chiunqae avesse osato di dire a carico de'Sacerdoti una men clie rispettosa parola, dava egli stesso prove del più grande rispetto per qaesto yenerabìle corpo, si illustre pei suoi patimenti non meno che per la sua dottrina e per le sue virtù. Lo riguardava non come un ceto di uomini, ma come una riunione di santi e un collegio di martiri. Ne parlava colla più gran riverenza, col più tenero affetto. Per motivo da fuggire le società scerete: Il nostro Clero, dicea egli al popolo, ce le ha proibite. Ci sarà fra noi alcuno che osi di non ubbidire a questo Clero si saggio, si buono, si generoso e si edificante (7)? In quanto poi agli Ordini religiosi, istituti si preziosi per la Religione e per la vera civiltà, furono essi spesso il soggetto de* suoi publici discorsi^ de' suoi magnifici encomii, come lo erano del suo più tenero amore. Faceva discìogliere in lacrime il suo immenso uditorio, allorché ram^ mentaya i giorni felici in cui l'Irlanda era ricoperta di tanti monisteri, tempii della preghiera, scuole della santità, asilo della dottrina, refugio dei poveri, e che procacciarono all'Irlanda il merito, la gloria e il nome AeìVIsola dei Santi (8). La sua eloquenza diveniva più energica, più anima^ ta, più patetica allora quando, ricordando lai cose, facea egli confronto tra l' Irlanda che ora 20 moriva di fame sotto il giogo di nn protestantismo spietato, e l'Irlanda indipendente, forte, ricca e prosperosa, ajutata e seorta da*suoi monaci ne'sentieri della vera virtù e del vero sapere (9). Cosi teneva egli sempre sveglio nel popolo il sentimento della nazionalità e dell'amore per una patria già si grande, si buona, si santa, ed ora si infelice, ed allo stesso tempo avvivava sempre di più il sentimento di amorosa riconoscenza per la Fede cattolica, sorgente unica, per l'Irlanda, delle sue passate glorie, e consolazione e rimedio unico dei suoi mali presentì. 16. Ma ciò che è al disopra di ogni idea e di ogni espressione si è lo zelo di O'Gonnell per questa medesima Religione. Tutto lasciava, sacrificava tutto quando trattavasi di servirla e di adoperarsi per lei. I poveri parrochi, i Comuni, i villaggi poyeri, bisognosi di chiese, ricorrevano a lui ; ed egli colla sua attività e colla sua eloquenza trovava subito i mezzi da fame. loro costruire, come per incantesimo, delle più ampie e più belle. Invano poi 1' anglicanismo, cambiando armi, senza però mai cambiare i suoi sentimenti di odio profondo verso i cattolici, meditava di vincere -colle astuzie di una fina malizia coloro, che non'potca più opprimere colla forza di martini crudeli. O'Connell veglia sempre a discoprire, è sempre pronto ed -intrepido a combattere le insidiose macchinazioni dell' eresia, che, per essere divenuta ipocrita, non è perciò meno persecutri ce e nemica. Che non ha egli fatto; quanto non ha egli e scritto e parlato; e quanto non ha combattuto, «ino all'ultimo della sua vita, contro i due Bill tristamente famosi che abbandonan.o l'uno i pii legati e le rendite della cattolica Chiesa, l'altro i collegi e l'educazione dei giovinetti cattolici (10) alla sorveglianza, alla direzione, o a meglio dire alla dominazione dei protestanti? E sebbene la debolezza o l'inganno di alcuni membri del cattolico Clero, essendo venuto disgraziatamente in soccorso di queste leggi funeste, le abbia fatte adottare; ciò nullostante, tale, si è il discredito in cui l'eloquenza di O'Connell le ha poste; tali e si vigorosi sono i colpi che loro ha lanciati, che sono quasi morte sul nascere, o che morranno intieramente colPesser trasformate in tutt'altre. Se qualcuno, a voce bassa si avvisava, coll'antico tuono di sagrìlego insulto, di dirlo Papista, rivolgendosi tosto contro di Ini, intrepido ripigliava: 0*ConDeHo innocente. Mentre però era 0*GonnelI prìgionieroy come S. Paolo, non parlava a* suoi concittadini, se non scongiurandoli a dimostrarsi suoi degni amici e figliuoli, colf usare mansuetudine e pazienza, col rispettare quella stessa autorità che colla più manifesta ingiustizia Io avea privato della sua libertà; Obseero vòs effo' tnncius in Dommo, ìtt digne ambtsletù in mansuetudine ei pcUieniìafEph A), Sicché tutta la condotta di quesf uomo straordinario è stata il modello, e come il codice delle leggi pe) tempo dell'oppressione, ad uso degli oppressi* Perciò ancora, mentre combatteva da una parte le teoriche omicide dei turbolenti Cartisti» faceta dall'altra sentire tutto il peso della soggezione servile ad una aristocrazia usurpatrice Mentre eoa una mano arrestava il popolo dal precipitarsi nell'abisso della sedizione, gii additava coll'allra Tignominia di piegare in silenzio il collo al giogo di un sistema oppressore e tirannico. Cosi feca egH degli Irlandesi un popolo osservatore dei cristiani doveri sino allo scrupolo, e geloso de^suoi drilli civili sino al faDatismOr Gos^l lo mantenDe nei limiti della subordinazione, e ne sviluppò la nobiltà del carattere e la grandezza del cuore. Cosi elevò egli aoclie le classi più rozze e più oscure sino al subii* me del dovere, e rendette in esse comune la probità cittadina e volgare Teroìsmo cristiano. Così formò egli degl'Irlandesi no popolo modello, un popolo degno deirammirazione e dell'amore di tutti i popoli, un popolo che ba sostenuta per quarant* anni ona lotta grave, ostinata, implacabile, ma senza mai violare alcun dritto, senza mai calpestare alcun do* vere; e che, con un passo fermo e sicuro, si è avaìsk zato alla conquista della sua libertà religiosa e civile: abborrendo egualmente e dalla servitù religiosa deirEresia, che sola può far sopportare la ser* yitù politica, e dalle violenze sanguinarie dell'aoarchia, colle quali popoli ciechi troppo spesso, invece di giungere alla libertà^ ricaddero più miseri e più avviliti di prima nelle braccia della tirannìaCosi ba fatta conoscere, ha messa in azione la dot* trina, cattolica della Resistenza ptissiva e délV Ubhi» dietua attiva^ e ne ba dimostrata, sopra un grande teatro, con un magnifico esempio, la verità dei principi!,, la importanza dell'applicazione/ la sìcch rezza del successo; e si è reso benemerito del Sovrano e del popolo, della Religione e della politica, della Chiesa e della società. "Io. Finalmente gli ultimi mezzi onde pare cbc O^Gonnell abbia trionfato delia ingiustizia deireresia bono stati la sua profonda intelligenza degli uomini delle cose, la sua fermezza prodigiosa, la sua instancabile attività. Profonda intelligenza^ io dico, degli uomini e delU cose. Non mai fallirono i suoi prognostici, non mai i suoi disegni andarono a vuoto. Predice egli oggi ciò che deve dopo dieci anni accadere; e Tevento yiene a giustificare appuntino la verità dei suoi vaticinii. Tutto ciò che ilice, lo legalizza; tutto ciò che prevede, accade; tutto ciò che consiglia, riesce; tutto ciò che intraprende, lo compie. Dimodoché si era acquistata la lode deiruomò dal colpo d'occhio più sicuro, dal tatto più delicato, dalla penetrazion più profonda, dagli espedienti più infallibili nel condurre a fine i più difficili affari. 26. Dissi ancora Prodigiosa fermezza. Siccome nes« 8un uomo gittossi mai in una più grande, più nobi* le e più ardita intrapresa; cosi non ve n^ebbé mai alcuno che sia stato segno di attacchi più numerosi, di una persecuzion più ostinata. Insulti e calunnie, sarcasmi e bestemmie, satire e processi, promesse e minacce, tradimenti e apostasie, multe'e prigioni, tutto è stato adoperato per cinquantanni, con una orribile perseveranza, per abbattere un si grande coraggio. Ma invano. Come le lodi non lo inebriano, così le opposizioni non lo sgomentano. Come i successi noi fanno insuperbire, cosi non lo abbattono le sconfitte. Cornee largo, magniGco nel concepire i suoi disegni; così è costante neirescguirli. Or do-> Ve mai nella storia, mi sì additi, mi si mostri nn altro esempio di nomo che per mezzo secolo abbia lottato contro la più grande potenza della terra, sen« za lasciarsi intimidire o arrestare giammai, ma con sempre maggior lena, con coraggio, con costanza sempre maggiore? Dico infine Imtancahih attività. Il sno riposo è il non conoscer riposo. Lo avresti veduto sempre in agitazione e sempre in moto onde incoraggiare i timidi e reprimer gli audaci j sostenere i de-* boli e dirigere i forti, arrolare gli amici e sco* prire i traditori, confermare i sinceri e smascherare gì* ipocriti. Moltiplicando in certo modo se stesso, quasi allo stesso tempo è in Inghilterra ed in Irlanda, nelle assemblee nazionali e noi parlamento, tra le riunioni dei grandi e i mit^ iinghi del popolo, nelle municipalità .e nei tribunali. Dove non è presente colla persona, vi si ^rova colla sua azione. Dove non giunge colla sua voce, arriva co'suoi scrìtti. Tutti i punti delPIrlanda sentono la sua influenza. Tutte le classi dei cittadini sono agitate dalla sua forza. Tutti gli spiriti sono n* niti nei suoi disegni. Tutti i cuori son d'accordo noi lasciarsi guidare dalla sua autorità. Come il gigante della favola che co' suoi movimenti scuote e solleva una montagna; il solo O'Connell, formato avendo di otto milioni di uomini come un uom solo, agita e muore a talento questo gran popolo, e Io lancia contro deUlnghilterra, che sbigottita dk addietro per non essere schiacciata dal suo peso. Or tutto ciò è vero, Yiprissimo. Ma non è men rero però che quello che aggiunse una fopza irresistibile a tanta intelligenzai a tanta fermezza, a tanta attività si fu la carità che la Religione ispira, e da cui fu sempre penetrato il suo cuore. Prendendo dal Vangelo Ie«ue.nonne, consoli ipocrifi non fece mai pace; questi soli mai non risparmiò: fossero Lordi o ministri, nazionali o stranieri, ecclesiàstici o secolari^ questi soli, strappata loro dal r riso la maschera, additò al pubblico in tutta la loro turpitudine, in tutta la loro deformità. Contro di costoro solamente versava a piene mani il fiele delle sue invettive, laYiciava i fulmini della sua parola, e li dava al ludibrio e alla esecrazione del mondo; poiché di fatti gli scribi e i farisei sono stati mai sempre la peggior genia degli uomini che ab» hia mai macchiata la terra: una volta crocifisser Gesù Cristo, ed or sono la mina del Cristianesimo. Perciò nulla eguaglia l'amarezza e Io zelo ondo perseguitava i Metodisti e gli Oraugisti, i più ipocriti e quindi i peggiori fra gli creiici: degni discendenti del più grande ipocrita de' tempi moderni Cromwel, suoi truci ajulanti, suoi legittimi eredi neir odio furibondo e crudele contro la cattolica Chiesa. «O bravi cristiani, dicea loro, che, colla Bibbia in una mano e la spada e la fiaccola nelFaltra, non avete lasciato dietro di toì che tracce di ruine e di sangae! Voi ammossate ora calunnie contro dì noi, contro di cui prima facevate massacri. Ogni vostra parola, ogni vostra azione dimostra che vi manca il potere e non già il volere di far rivivere i giorni di Gromwel, di Irclon, e di Ludlom! » 29.Ma in quanto ai protestantismo di buona fede, alle anime sincere e generose che vi si trovano, ai suoi nemici politici, O'Gonnell, fedele alla massima cristiana di S. Agostino: Diligile homines; irUerficite erroreSf mentre ne combatteva gli errori di cui eran la vittima, non cessava di rispettarne e di amarne ancor le persone. Quindi, severo irreconciliabile e tremendo contro di loro sul campo della discussione politica, in privato poi non faceva mai molto contro di loro ; si faceva un dovere di scusarli, di difenderli e di render loro tutti i buoni uflScii della carità cristiana. Perciò dicea egli stesso con ogni verità: « Come uomo publico ho un mondo di nemici, ho nemici tutti i nemici della libertà e della religion dell'Irlanda; ma non ho, non conosco nemici come privato e come cristiano. » Gli stessi suoi avversarii politici furon più volte uditi render giustizia alla generosità cristiana di questi suoi sentimenti. « O'Gonnell, diceano essi, è un^ anima grande; bisogna volergli bene. per forza. Nemico acerrimo delle nostre opinioni, è il miglior amico de^nostri interessi e delle nostre persone. » £ perciò lo visitavan volentieri ; si onoravano della sua fatniliarltà e della soa confi' denza* Ed era bello il rederli traUenersi la sera in amichevole compagnia con quél medesimo O^Coii-* Hell contro di cui la mattina, suIFarena parlamen* taria, avevan combattuto con furor di lioni, e che collo stesso furore avea combattuto contro di loro* Deh che quanti conobbero dappiresso OXoanell fan* ti lo amarono! Se tale era egli co'nemicì, ìmaginerete facilmente qual sarà stato cogli amici della causa della sua Irlanda. In quanto poi ai suoi miseri concittadini, é impossibile il dire quanto li amasse. Rammentate i primi anni di questo secolo, in cui l'odio degli orangisti contro i cattolici, per la insurrezione del 179S dei cattolici contro gli orangisti, essendo ancora nella sua orribile vivacità; i magistrati protestanti sedcano nei tribunali come vili satelliti della tirannia, e non come sacerdoti della giustizia, tutori deir innocenza e vendicatori del delitto. Perciò il solo nome di cattolico era un .titolo bastante di proscrizione e di condanna. Gratin questi giorni nefasti, e pei cattolici di orribil memoria, il solo O'Connell, ritrovossi cbe^ erede dello spirito delFantico Daniele, conu3 del nome, si fece l'intrepido difensore dcirinnoccnza oppressa. Incontra egli un giorno Ira via una turba di cattolici che venivan tratti al tribunale, diceasi, per esservi giudicati come rei di delitto di stato, in verità però per esservi immolali come cattolici; giacché i giudici, tutti accanili Or angisti,.eran di quelli che la ScriUora chia*^ ma Iqpi togati, e non formavano un tribunale di 6ag roso, quanto O'Gonnell lo fu pei suoi cari irlandesi. Non amava che loro, non vivea, non respirava che per loro; e tutto lor sagrificare, le sue sostanze, i suoi avanzamenti, la sua opera, la sua vita, fa sempre la sua delizia e la sua felicità. Chi può però immaginare, non che esprimere il cordoglio, l'affanno onde fu trafitto e lacerato il suo tenero caore alla vista della sua povera Irlanda travagliata dalla fame, divorata dalla peste, ed intanto che non ismeotisce mai la sua pazienza, che non si scuote nella sua fedeltà! Deh che, pallido il volto, e tinto del segno di una augusta tristezza, taciturno e spesso piangente, anche in pubblico parlamento, ove si re* caya a chiedere, in aria supplichevole, pane ainrìan* da, ben dava a divedere la orribile tortura cui era in preda il suo cuore! Ecco quindi incominciare a venirgli meno, coll'antico brio e coraggio,- anco le forze; cadere in una tetra malinconia, in un abbattimento profondo; e questa robusta natura, che avea resistito a 50 anni di stenti e di fatiche, cadere sotto il peso della passione dell'animo e del dolore. Sicché con ogni verità può dirsi, che, alla carità vissuto, non è morto che per le mani della carità: soia degno sacerdote di si nobile vittima! 32. Ma se nulla eguaglia la tenerezza, l'amore di O'Connell per la sua Irlanda, nulla nemmeno egua* glia l'amore, la tenerezza dell'Irlanda pel suo O'Connell« Otto milioni di nomini Io aman tutti come lor padre, mentre gli ubbidiscono come a lor duce^ e lo venerano come loro sovrano. Quale fiducia nei suoi consigli! quale docilità ai suoi avvertimenti! quale ubbidienza a*suoi cenni ! È questa una massa di centomila uomini che fremono contro un atto oppressivo e ingiusto delTaatorità; ed una sola parola di O'Gonnell li caima, li disperde e li rimanda pacifici alle loro abitazioni. È questa una contrada di più milioni di nomini famelici; ed oh il pessimo consigliero che ò la fame! Non vi è ragione che ascolti, non vi è diritto che rispetti, non vi è rischio che non corra, non vi é gasiigo obe payentt ! O^Conaeir grida: (( Rispetto alla proprietà, che così comanda la Be-* ligione: » e la saa voce sola ottiene ciò che tutte h artiglierie dell* Inghilterra invano avrebbero sperato di ottenere, cioè: la pazienza nella fame, la rassegnazione, nella morte. Deh che la storia non ci presenta altro escn> pio di jina potenza morale sì grande, sì colossale, ed insieme .si ubbidita e sì rispettata; io non so di alcun Sovrano di dritto che,. più di questo Sovrano di fatto, sia stato fedelmente ubbidito, rispettosa^ mente yenerato, cordialmente amato! 33. Il suo viaggiare é un continuato trionfo. Trion^ fo di Otti sarebbe impossibile il formarsi Fidea, se nei trionfi di PIO IX non ne avessimo sotto gli oc* chi la realità. Appena la voce si sparge che yiene il Liberatore, ecco intere provincie in moto; ecco i rappresentanti delle Contee, delle città, ecco le Corporazioni intere dei cittadini, ecco popoli interi daUuoghi più lontani venirgli incontro con bandiere spiegate in bell'ordin disposti. Vedendolo poi spuntare da lungi il grand*Uomo, dalle forme atletiche, dall'aria sublime, dalla fronte maestosa, dallo sguardo caritatevole, dalFamabil sorriso; ecco ripetuti lietissimi evviva, pronunziati con tutta l'energia del cuore, riempir l'aria intorno. Mentre egli, a traverso gli archi trionfali e le vie tapezzale di arazzi e di fiori, in mezzo alla siepe foltissima d'immense turbe, impazienti di mirarlo in viso, di udirne la' Toce, si ayyìa pria di tatto ad adorare Dio nel suo tempio. Alla sua vistala gioj a si dipingea in tutti i volti, il gaudio inondava tutti i cuori. In presenza di O'ConnelI questo buon popolo sembrava obliare le sue miserie e le secolari sue angoscie. Per quanto lo veggano, non si saziano mai di vederlo. Per quanto Io ascoltino, non si stancan mai di ascoltarlo. Mirate^ Io circondato da due, tre e fin seicento mila persone. Oh come tutti pendono estatici dal suo labro! Ob con qaale aria di tenerezza se lo Vagheggiano, eoa quale avidità lo ascoltano,~con quale entusiasmo gli applaudiscono! Oh plausi! oh grida! che, articolate da tutte le lingue, nascon però da tutti i cuori! Oh come tutti prendono interesse alla sua sanità, alla sua vita, alla sua gloria! È il nostro padre, dicòno, il nostro amico vero, il nostro sostegno, il nostro li^ bcratore; e perciò, dopo Dio, egli è la nostra unica speranza, la nostra gloria, la nostra delizia, il nostro amore. Chi può però farsi idea della costernazione, della pena, del dolore di tutto questo buon popolo, allorquando vide il grand'Uomo a lui si caro messo in prigione per lui? Come ad una calamità pubblica, il lutto si sparse per tutta Irlanda, la mestizia era dipinta in tutti i volti, Tamarezza era in tutti i cuori. In tutte le famiglie si recìtavan preci, in tutte le chiese si facevano voti per la libertà di O'Connell DaMuoghi più distanti venivano in processione, coi sacerdoti e coi vescovi alia lor testa, popolazioni intere a visitare il gran prigioniero della Fede e della libertà dell'Irlanda, e deporre ai suoi piedi l'omaggio del loro amore e del loro dolore. Questa prigione perciò cambiossi in regìa. 0*Gonnell, più che da sovrano, vi teneva ogni mattina ricevimento solenne. Più che da sovrano, io dico, giacché nessun sovrano ha ricevuto mai tanti onori sul suo trono, quanti il nuovo Paolo prigioniero nel suo carcere! Qual fu poi la contentezza, la gioja dell'Irlanda allorquando, l'ultimo giorno appunto della Novena che, per la sua liberazione, O'Gonnell avea insinuato dì farsi alla gran Madre di Dio, l'Alta Camera del parlamento d'Inghilterra, questa volta più alia per la nobiltà dei suoi sentimenti che non lo era per l' elevazione del rango, con un atto di ammìrabii giustizia, rendette libero il suo campione all'Irlanda, il padre al suo popolo? All'uscire di O'Gonnell dalla prigione un magnifico carro trionfale ed un popolo immenso Io ricevette fra gli evviva e i segni di un entusiasmo, di un'ebrezza, di un contento più facile a idearsi che a descriversi. Questo giorno fu per O'Connell un vero trionfo: al cui confronto tanto più pallidi e meschini sarebber parsi i trionfi dei romani imperadorì, quanto che questi furono i triglifi della forza, quel dell'amore! 35. Ciò che ò singolare ancora si è l'entusiasmo, la fiducia, l'amore che il suo disinteresse, Id^>««egQ0 rifa» il suo zelo per la patria e per la fieligionv era giunto ad ispirare alle donne. Quest'entusiasmo muliebre formò una parte non piccola del l'immensa forza morale ond'egli regnò costantemente sul pò* polo. Giacché, lo ìntendan bene gli uomini dalle corte vedute, dalla cieca mente come dal cuor di maGÌgno> che si credono i soli buoni a gorernar. Tuo* mo che non conoscono, il popolo che non. intendono: Quando una idea, sia politica sia religiosa, dalla UKente degli uomini discende nel cuor delle donno e divien sentimento, la sua forza centuplica, a tutto resiste e trionfa di tutto. Or la donna irlandeiM era per O'Gonnell, ohe essa riguardava ^come runico e rero sostegno^il vindice della patria e delb Religione; ed era essa che, nell'animo del padre» dello sposo, del figliuolo, ne teneva sempre vìvo l'amore, ed ispirava loro il coraggio dei più grandi sagrifieii pel liberatore comune. Mirate colui che, col passo vacillante, col rossore- in volto, colla tremola mano si avvicina all'urna elettorale. Egli è un povero affittuario, padre di famiglia, che^ già carcerato per debito, ha veduto aprirsi le porte della sua prigione dalla mano crudelmeate. benefica del Lord suo creditore, a condiztoi> ne che voti contro di O^GonnelI. E già Famore delb tua desolata famiglia vincendola sull'amore pel Lir beralor della patria, sta egli per votare contro di lui. Quand*ec€0 udirsi voce di donna: XiseraM$ €h^ iìsìAììtìàordatt della tua anima e della libertà (Ht^ member your soul and liberty), O voce! O donaa! Essa è la spo^a di questo irlandese infelice, è la •posa, che preferisce la vittoria di O'Gonnell alla li* berta dello sposo, al sostentamento de'figli! A questa Yoce, richiamato il misero a se stesso^ oblia esso pare che è sposo, che è padre per ricordarsi di essere cittadino. Vota invece pel Liberatore; e, novello Regolo, tranquillamente alla sua prigione ritorna. Ben presto la sublime parola della sposa magnanima dall'una all'altra estremità si ripete dell'Isola dei Santi. S'imprime nel bronzo (19), si scrive sulle bandiere dell'Associazione cattolica. Poiché in questa gran parola si trova tutta compendiata la storia di questo popolo eroico, tutti espressi i sentimenti di un cuore veramente irlandese, che da tre secoli tutto sagrificaaDio e alla patria, alla Religione e olla libertà. 36.1magìnate perciò se questo popolo possa consentire che il suo Liberatore e padre, il quale tutti i suoi beni, i suoi lucri (20), il suo riposo, la sua esistenza ha sagrificato all'Irlanda, dell'Irlanda non viva^ Ma deh che il più cattolico, il più morale, il più coraggioso^ il più nobile dei popoli della terra è altresì il più miserabile. Arrivare coi più duri suoi stenti a riempirsi di patate il ventre, ò il colmo della sua agiatezza* e della sua felicità. Eppure, c^h popolo generoso! Oh come volentieri egli anche dèlia sua patata si priva per dare il suo obolo pel suo Liberatore! sino a formargli l'annuale assegno dì presso a cento mila scudi! L'insolenza protestante ha dato perciò ad O'Gon^ nell il titolo di Be mendicante. Ma insensata! men^ tre cosi intende schernirlo, lo onora. E qual più bella regalia di questa che vive non di tributi estorti colla forza^ma di offerte yolontarie ispirate dairamore? Qual più bella regalia di questa che non faa altra spada che la penna, altra artiglieria che la parola, altro corteggio che i poveri, altra guardia del corpo che Taffezion del suo popolo? Qaal più bella regalia di questa che non fa scor* rer le lacrime, ma le rasciuga; non fa versare il sangue, ma lo arresta; non immola le vite, ma le conserva; non domina il popolo, ma lo migliora ; non foggia catene, ma le spezza; che mantiene Tordine, l'armonia, la pace, senza pregiudizio della libertà! Deh qual sovrano non si stimerebbe felice di regnare cosi! Sicché di questa regalia pacifica può dirsi in certo modo ciò che di quella di Salomone fu detto: che nulla eguaglia la sua grandezza, la sua gloria e la sua magnificenza; Rex pacificus magnificcUus est super omnes reges terrae (IH, Reg.lOJ! 37. Poiché dunque, con tai mezzi, che il suo spirito religioso avea santificati ed elevati ad una al* tezza meravigliosa, ebbe disposta la pubblica opinione in Irlanda e in Inghilterra, nella regia e nel parlamento, nel santuario e nel popolo ia favore della liberazione della patria; eccolo presentarsi a reclamare i suffragi de'suoi concittadini per essere eletto uno dei Ilappresenlanti d' Irlanda al parlamento Britannico. Invano il governo, a render vana una siffatta pretensione^ per parte di un cattolico si nuova e si inaspettata, gli oppone per competitore un illustre personaggio (21) nominato di già al ministero, e benemerito della causa d'Irlanda. Invano ne'cinque giorni che durò questa memorabile lotta elettorale tutti furon messi in opera i mezzi," di cui un gran Potere potea disporre, per fare escludere un uomo, il cui solo nome era divenuto lo spauracchio dell'Inghilterra. Questa volta il merito prevalse alla ricchezza, lo zelo della patria a' turpi istinti di adulare il Potere, l'uomo del popolo all'uomo del ministero, il cattolico al protestante; ed O'Connell fu eletto tra' plausi de'veri fedeli e il fremere degli orangisti. La grande difficoltà però non era altrimenti che un Cattolico fosse eletto, ma che fosse poi accettato come Membro del Parlamento, dal quale per leg* gè ogni cattolico era stato da tre secoli formalmente escluso. Non importa. Il genio di O'Connell, con quella sicurezza di previsione che non gli venne mai manco, pien di fiducia nella giustizia della sua causa, e molto più nella protezione della Regina del cielo, dopo ottenuta questa prima vittoria» si tenne per sicura ancor la seconda; e come se^ pei solo fatto di questa elezione, fosse divenata già libera l'Irlanda, tra le rfsa di scherno degli uni e i segni d'incredulità degli altri, intonò l'inno della liberazione, dicendo a*suoi Elettori: « Uomini di dare, voi sapete che la sola base della libertà si è la Religione. Voi avete trionfato, perchè la vostra voce, che si è elevata per la patria, avea precedentemente esalata al Signore la preghiera. Ora canti di libertà si fanno sentire nelle nostre campagne; questi suoni percorrono le valli, riempiono le colline, mormorano nelle acque dei nostri fiumi; e i nostri torrenti, colla lor voce di tuono, gridano agli echi delle nostre montagne: É liberata l'Ialanoa! . Or, come lo predice, cosi avviene. Si presenta alla camera dei Comuni; un usciere gliene contrasta l'ingresso. Siete cattolico, gli dice, non vi è luogo pe' cattolici in una assemblea protestante. E poi, giurate voi i trentanove articoli della religione Anglicana? « Io giuro, ripiglia O'Gonnell, fedeltà al mio Re ed a tutte le leggi giuste del Parlamento; ma non giuro l'eresia e la bestemmia. Chieggo alla Camera di essere ammesso a provare il mio dritto. » Questa dimanda si inusitata è accordata, più per istinto di curiosità che per principio di giustizia. Il grand'uomo è introdotto. Angiolo tutelar dell'Irlanda, venite deh in soccorso del suo generoso avvocato! Non mai causa più grande fu messa in deliberazione al tribunale degli uomini. Non mai più gravi interessi dipendettero dalla parola di uà uomo! Trattasi della libertà o della servitù civile e religiosa di un gran popolo; trattasi della stabilità o della ruina di un grande impero! Non temiamo però. Queste circostanze hanno di già elevato O'Conneli sopra se stesso. Egli sente tutta l'importanza della missione di cui è incaricato. L'assemblea prende Tattitadine della più gran serietà. Nessuno 6ata; tutti gli occhi sono rivolti sopra di lui, e tutti i cuori palpitano dove di speranza, dove per paura. O'Conneli parla, ma con tuono si maestoso, con voce sì ferma, con tale elevazione di sentimenti, forza di ragioni, magnificenza di stile, vivezza di espressione, calore di affetti; che scuote e fa tremar tutti da prima, e quindi convince i più difficili, doma i più ribelli, commuove i più duri; ed in fine fa rimaner tutti come estatici e fuori di sé per Io stupore: sicché rimirandosi l'un l'altro parean dirsi con un eloquente silenzio: « Non mai uomo ha parlato cosi. Chi avrebbe coraggio di dar torto a un tal uomo? » I pregiudizii adunque cedono, gli odii religiosi taciono, le vecchie usanze non si attendono, l'eresia si arrende, la giustizia trionfa; ed ecco, in persona di 0*ConneII, il Cattolicismo prender polito nel Parlamento britannico, dopo tre secoli dacché ne era stato sbandito! 39. Ma l'Emancipazione? Non temete. La breccia é fatta. Il nemico è dentro. La cittadella è impossibile che non cada. Non passa infatti che un anno; e soggiogato dalla parola possente di O'Conneli, e dalla forza àeìV opinione e delle simpatie de' popoli (22) che O^Gonnell era giunto ad interessare nella soa causa, lo stesso ministero torys, che era stato costitoito per aggravare la servile condizion dell'Irlanda, è obbligato a proporre il Bill della sua libertà. Una parte notabile dei Comuni si oppone; l'Aristocrazia minaccia; l'Anglicanismo protesta; lo stesso re Giorgio IV, le cui ottime qualità d'inglese e di cristiano erano oscurate dal fanatismo di un settario, ne freme ; nella rabbia dell'orgoglio reale, umiliato di dover cedere ad un privato, battendo i piedi, gittando la penna, e prorompendo nella imprecazion plateale : « O'Gohnell sia dannato da Dio (6od damne O'Gonnell) : » ricusa di sottoscrivere. Tutto però è inutile. Bisogna cedere, bisogna arrendersi; e la gran le^ge, che tanto onora la benché tarda giustizia, la generosità e il buon senso inglese, è firmata; e la libertà civile e religiosa dell'Irlanda, come un trattato di pace che si è obbligato a sottoscrivere in seguito di una sconfitta, è stipolata tra la gioja degli uomini liberi ed il plauso del mondo! O vittoria! Dopo la vittoria, onde il Cristianesimo primitivo ottenne i suoi dritti civili e la sua libertà religiosa da quegli stessi Imperadori che lo avean per tre secoli trattato da schiavo, non vi è stata mai vittoria di questa più nobile, più magnifica e più sorprendente! Da UDa parte erano interessi politici e rivalità di fortuna, privilegi di casta e pregiadizii di educazione, antipatie nazionali ed odii religiosi, Pop* posizione del re e la repugnanza del popolo, ed infine una eresia radicata da trecent'anni nel suolo, intelligente, interessata, padrona delle terre, dei capitali, della marina, dell' armata, del parlamento; cioè a dire: che combatteron da un lato tutte le passioni, tutti gli errori, tutti i talenti, tutte le ricchezze) tutte le forze; e dall'altra lato ha pugnato un privato, povero, inerme, appartenente ad una nazione serva, ad una razza proscritta; un privato che chi chiama temerario e chi forsennato; chi lo taccia d'ambizione e chi di fanatismo; chi Io insulta e chi lo deride, chi lo disprezza e chi Io minaccia, chi ne sogghigna e chi ne freme. Eppure quest'uomo solo, questo privato, si combattuto, si attraversato, forte soltanto della sua eloquenza sostenuta dalla sua Religione, vince tanti e si poderosi nemici; ed a quella colossale Potenza, che dispone a suo grado de' destini del mondo e della sorte dell'umanità, a cui nulla resiste e che trionfa di tutto, O^GonnelI ha resistito, l' ha vinta, ne ha trionfato! avvenimento, grande, unico, stupendo, che cambia la faccia del mondo e onora un secolo! e che, compiutosi sotto degli occhi nostri, e tramandato alla storia, troverà incredula la posterità meravigliata; e di cui perciò può dirsi: Opus factum est in dt'ebus nostris, quod nemo credet cum narrahitur (Habac.J! Ma le leggi municipali d'Irlanda erano stafìe combinate in modo daireresia, cbe i cattolici non polean nel Goninne ottenere alcun posto, esercita-* re alcun dritto, nemmen di piantare un negorìo» nemmen di aprire una bottega: dipendendo tatto ciò dairarbitrio e dal capriccio dei protestanti. L'Emancipazione politica de'Gattolici adunque, in dritto, era senza dubbio moltissimo, ma non era nulla in fatto senza l'Emancipazione civile. Ora O'Gonnell anche questa vittoria ottiene; e per essa ba messo in mano ai cattolici tutte le municipalità dell'Irlanda. Poicbé, uso ad entrar sempre in Parlamento con in bocca il grido compassionevole insieme e terribile « Giustizia per rirlanda » onde fa rabbrividar chi lo ascolta; alla forza di questo grido, sostenuto da una agitazion sempre viva, da una eloquenza sempre possente, da milioni di petizioni (23); non vi è nulla che tenga, non vi é nulla che regga, non vi è nulla cbe resista. Cosi ottiene egli pure che fossero per metà diminuiti i vescovati ed in gran numero soppresse le parrocchie dell'eresia: piante parasite che si alimentavano dei sudore della cattolica Irlanda! Cosi le ottiene ancora l'esenzione daU pagare decime odiose pel mantenimento del culto protestante da cui era oppressa. Così ottiene che la sua patria, già serva dell'Inghilterra ne sia divenuta rivale, già schiava sia divenuta libera; già aggregato d'individui poveri, umiliati, infelici, sia sorta in una nazione proprietaria, compatta, maestosa, terribile. 56 41. Che se la morte gli ba impedito di veder compiuto il trionfo dell'Irlanda, per la Revoca delPaito iniquo che riunisce i due popoli sotto uno stesso regime; questo trionfo però O'Gonnell, colla sua agitazione, co'suoi disegni, colle sue norme, co'suoi sagrificii, lo ha così ben preparato, che è impossibile che non si ottenga. £ poi non ha egli lasciata i suoi figli, credi del suo spirito, delle sue virtù e della sua gloria, come del suo sangue? £ poi il suo secondogenito non é stato di già chiamato ad occupare Io stesso rango politico del Padre dalle onorevoli simpatie e dalla libera scelta del Clero e del popolo? E poi non ha preso egli a seguire i principii, i piani del genitore, a battere le medesime vie ? Ah sì, Giovanni compirà 1' opera di Daniello! Il nuovo Giosuè introdurrà il nuovo popolo eletto nella vera terra promessa di una completa indipendenza, che il nuovo Mese non potè che salutare da lungi. La stessa Inghilterra sarà costretta a lasciare andar libere le sante tribù. Essa incomincia a comprendere, che due popoli, di indole, di costumi, di linguaggio e molto più di religione diversi, non possono stare insieme uniti sotto un regime medesimo; che Tlrlanda, priva del suo particolar parlamento, non è un appoggio per Fin* ghilterra, ma un imbarazzo, un peso; e che non può essere salvata dalla fame e dalla peste, che minaccian di distruggerla, se non per un regime suo proprio. Sì^ o generosa nazione, da quest'ultimo travaglio che ti desola e.ti affanna, risorgerai più libera, più gloriosa e più forte. Inghilterra e Irlanda non sa* rete più due popoli 1' uno all'altro soggetto per odiarvi e indebolirvi l'un l'altro ; ma, secondo le intenzioni sublimi, ì generosi sentimenti del gran* d'aomo che tanto onorate e che tanto vi onora, sarete due giojelli della stessa corona, due appoggi dello stesso tronoj due nobili sorelle della stessa famìglia, che, amandovi, sostenendovi l'nna e l'ai* tra y camminerete sicure nelle vie della vera li* berta, della vera grandezza, al compimento dei su* blimi disegni cui la Providenza vi ha destinate-, per la diffusione del Vangelo, per la emancipa* zione degli uomini, per la salute del mondo! .42. Ecco dunque un piccolo saggio di ciò che è stato O'Gonnell come cittadino. Oh quanto perciò la sua gloria è più splendida di quella di un Napoleone! Ah che nel paragonare questi due uomini, i più straordinarii de'tempi moderni, e che hanno riempita la prima metà del nostro secolo della grandezza del loro nome, O'Gonnell e Bonaparte, la storia imparziale dirà: che l'uno è stato il genio della pace, l'altro della guerra. L'uno ha assicurati i figli alle madri, i mariti alle spose, i padri ai pupilli; l'altro li ha tolti. L'uno ha salvato milioni di vite, l' altro le ha sagrificate. L' uno ha predicata la fedeltà, l'altro la ribellione a -tutti i governi stabiliti. Il nome dell'uno non ricorda che grande disinteresse, grande amore della giustizia. della legalità e dell'ordine; il nome dell'altro non rammenta che grandi scompigli, grandi ingiastizie, grandi spogli e grandi usurpazioni. L'uno ha fatto rivivere i principii di civile indipendenza deposti nelle antiche costitazioni delle monarchie cristiane; Taltro li ha distrutti. L'ano ha per quarant'anni lavorato alla vera libertà di tutti i popoli; l'altro, sotto il nome di Centralizzazione, ha creata una servitù universale. E ciò, perchè mai? Perchè Napoleone si è ispirato dell'ambizione, O'Gonnell della carità. Quello ha disprezzata laBeligìone, imprigionando l'augusto suo Capo; questi l'ha onorata, Tha amata, mandando a questo Capo in omaggio il suo cuore; quello, cittadino mondano, si è servito di una filosofia miscredente per creare la servitù; questi, cittadino cristiano, si è giovato delle pratiche che la Religione impone, delle dottrine che la Religione insegna, della carità che la Religione ispira, per far regnare la libertà. E quindi l'uno ha ottenute solide conquiste; l'altro ba visto, pria di morire, dileguarsi le sue. L'uno ha lasciato dietro di sé un solco di luce, V altro una striscia di sangue; ed ove la memoria di Napoleone ispira un non so che di lugubre e di orrendo (24), e non desta che una sterile ammirazione mescolata col pianto; al contrario la memoria di 0*ConnelI fa tripudiare di gioja e, sempre benedetta, sarà l'amore e la delizia del mondo! Imperciocché il Liberatore d'Irlanda non bft distretti all^Irlanda i benefici! della libertà, ma li ba estesi ancora a tutta FEuropa, a tutto il mondo. Deh che Iddio non crea i grandi uomini per l'utili* tà di un sol tempo e di un sol popolo, ma per rutilila di tutti i popoli e di tutti i tempi; e l'uomo di genio perciò appartiene a tutta l'Umanità. Qui però, per farvi intendere il mio pensiero^ bo bisogno di indicarvi almeno una importante dottrina, cbe sola può darci T intelligenza delle due principali epoche della storia moderna. La storia del nostro secolo è scritta in quella del secolo decimosesto. Uomini di tutti i talenti, ma insieme di tutte le infamie e di tutti i delitti, con in bocca la parola Riforma posero allora sossopra il mondo cristiano; ed uomini di simil tempra a'di nostri, con sulle labbra la parola Libertà^ hanno sconvolto tutto il mondo politico. Ma come mai ? £ egli dunque dato al genio del male, personificato in un qualche uomo, di agitare, di sconvolgere a suo grado il mondo, e trarlo negli abissi della ribellione o dell'eresia? No, no, non è altrimenti cosi. Gli eresiarchi del secolo decimosesto amavan si poco la Riforma^ quanto poco i rivoluzionarii dei tempi nostri amano la Libertà. Come nella bocca di quelli la parola Riforma, cosi la parola Liberia nella bocca di questi non è che un pretesto, nna menzogna, una impostura. Con queste magiche parole quelli vollero distrugger la Chiesa, questi la società. Tutto ciò è vero, tutto ciò è provato dall'esperienza. Gli uni e gli altri non hanno sul lor passaggio ammassato clie ruine; e, padroni del campo, gli uni si sono mostrati cristiani i più empii e i più corrotti (25); gli altri i più despoti e i più crudeli fra gli uomini di stato. Come dunque, e donde hanno essi mai attinto sì gran potere, da strascinare la metà dell'Eurqpa ne^ loro disegni di disordine e di errore? Yel dirò io. Simile ad un fiume che in certi punti del suo corso ammassa immondezze, il tempo riunisce in alcune epoche disordini e abusi. Questo fenomeno è comune a tutte le umane società le meglio costituite; e la stessa Chiesa, nella parte che essa ha di umano, non ne va esente. Allora un malessere^ una atonia, una perturbazione secreta s'impadronisce del corpo sociale, che chiama, che cerca un rimedio pronto ed efficace; e chiunque, colla raccomandazione dell'ardire, della scienza e del genio, si offre ad apprestarlo, è sicuro di essere ascoltato. Pertanto, come gli scandali e gli abusi degli ecclesiastici, accumulatisi dai secoli precedenti nel secolo decimosesto, fecero della Riforma un bisogno universale nella Chiesa; così le ingiustizie e gli arbitrii dei politici, dai precedenti secoli derivati nel nostro, bau fatto nello stato un bisogno universale della Libertà. Non è dunque per avere insognate false dottrine che gli eresiarchi e i rivoltosi hanno ottenuto si 61 grandi e si funesti successi; ma perchè hanno indovinato, sono iti incontro ad un bisogno vero, universale della Chiesa e dello stato; e si sono offerti di appagarlo: promettendo, predicando colla lingua quello che certamente non avean nel cuore, cioè: questi Libertà^ e quelli Riforma. 44. Ma in questo rapido colpo d'occhio sopra le indicate due epoche, e sulle cause delie orribili perturbazioni che yì sodo insorte, è indicata non solo la Glosofia della loro storia, ma ancora la natura del loro rimedio. Come mai l'eresia fu nel secolo decimosesto arrestata nel tremendo suo corso, che minacciava di avvolgere nelle immonde sue acque l'intera Europa? Coll'avere la Chiesa adottata la parola medesima dell'eresia, e gridato essa pure: Riforma. Deh che appena la Chiesa, pria per la bocca del gran Pontefice Paolo III, e poi nel gran Concilio di Trento, articolò questa gran parola, Reformatio (26); questa promessa, questa speranza di una riforma vera, data dalla Chiesa, rese vana la falsa riforma proclamata e offerta dall'eresia; le spezzò in viso il talismano tremendo della magica parola, con cui avea fatto a tanti popoli illusione; e Teresia luterana e calvinista, che stava già per invàder la Francia e l'Italia, restata come dottrina politica degli stati che vi piantaron sopra le loro costituzioni e le loro dinastie, come dottrina teologica però cessò di fare nuove stragi e nuove conquiste. Or al medesimo modo, la rivoluzione, che minaccia di fare il giro del globo, non potrà essere arrestata nella sua marcia devastatrice dei troni e degli stati, se non allora quando gli stessi governi, adottandone la medesima parola, grideranno essi ancora Libertà. Questa parola, io lo ripeto, è senza dubbio cotanto bugiarda nella bocca dei demagoghi, quanto già la parola Riforma Io fu nella bocca degli eretici. Ma se, prendendo esempio da ciò che ha fatto la Chiesa rispetto alla Riforma, i governi adottano la stessa gran politica larga e generosa riguardo alla libertà; se faranno una verità di questa parola, che in bocca alla sedizione è lina menzogna; se si affretteranno essi di compiere ciò che la rivoluzione può promettere, senza poter mai mantenere; se, accorrendo così a tempo a sodisfare a ciò che è oggi un bisogno reale, sensibile, evidente dei popoli cristiani, li liberano dalle seduzioni della demagogia; se faran di buon grado e dentro certi limiti, ciò che potrebbero essere più tardi costretti a fare smodatamente da una inesorabile necessità; essi toglieranno ai nemici dell'ordine il favore dei popoli; e siccome una saggia riforma, eseguita dalla Chiesa, disarmò l'eresia, cosi una saggia libertà conceduta dai governi disarmerà la rivoluzione; e questo si è, s'intenda bene, il mezzo unico, il mezzo sicuro, infallibile da farla terminare. 45. Ora questa grande dottrina si semplice, ma insieme sì profonda^ iaiesa da pochi, e non professala da ninno ai principio di questo secolo, 0*Gonnel! è stato il primo a proclamarla, ad inaagnrarla, a metterla in pratica col più grande successo. . Quando qaest*nomo singolare incominciò a mostrarsi sulla scena politica del Regno-Unito, cioè nel plii gran teatro del mondo, i migliori spiriti erano, intorno alla libertà, dominati da pregiudizii funesti, ma disgraziatamente troppo giustificati dalla vista di tanti troni vacillanti o caduti, di tante dinastie spente o proscritte^ di tante espoiiazioni, di tante stragi, di tante mine eseguite a nome e sotto il vessillo della libertà. Qjuesta parola, indice di tanti eccessi, facea palpitar di paura. Questo vessillo, lordo di tanto sangue, non destava che orrore. Tutte le idee di ordine si erano immedesimate perciò colle idee di un insensato assolutismo; e tutte le idee di libertà in quelle di un giacobinismo crudele. Libertà era sinonimo di ribellione; liberale, di regicida. Ogni tentativo di politica riforma era riputato un attentato contro la stabilità dei troni e la tranquillità degli stati.Un dispotismo illaminato era riguardato come l'unico rifugio dell'ordine, runico tutore della società. Cosi la fedeltà moderna non comprese più Tordiae senza il dispotismo: come l'antica filosofia non comprese mai la società senza la servitù! 46. Ma da che un uomo, come O'Connell, di cui non si potca mettere in dubbio, né la grandezza del 64 genio, né la purezza deHe intenzioni, ne la fedeltà al suo principe, né l'amore pel suo popolo, né sopratuito rintelligenza della sua fede, né la sincerità della sua religione; dacché, in somma, si yide questo gran cittadino e gran cristiano insieme, in« Yocare, predicare la libertà e francamente dirsi e protestarsi liberale egli stesso; queste parole*incominciarono da prima a suonar meno ingrate alle orecchie delicate e schive del Cattolicismo e della fedeltà irlandese. Poi divennero familiari in quel popolo; poi vi si naturalizzarono, e con esse le idee che rappresentano, i sentimenti che ispirano. InGne l'Irlanda, alla scuola e sotto le ispirazioni del suo O'Gonnell, divenne il popolo più liberale di Europa e il più entusiasta per la libertà. Ma di qual libertà! Deh che la nazione irlandese, che Te* resia anglicana, orgogliosa e crudele come i Giudei, bestemmia e insulta, dopo di averla crocifissa, è frattanto una nazione di eroi. Essa, formata delle teorie cristianamente liberali di O'Gonnell, ha adottata la vera libertà figlia della Religione; si è garantita dalla falsa, parto mostruoso della ribellione; ed ha presentato al mondo lo spettacolo unico di un popolo libero nel chiedere, e docile nell'ubbidire; geloso della sua indipendenza, e nemico della sedizione; amante del suo paese, e fedele al suo re; abbastanza fiero per non avvilirsi, e abbastanza saggio per non insolentire; sublime nella rassegnazione, e moderato nella resistenza; zelante 65 dei proprìi diritti, e scrupaloso a rispettar quelli di altrui; che si riunisce ma senza tumulti, che si lagoa ma senza invettive, che grida contro la ingiustizia, e non S(»'passa mai i limiti della legalità. Oh gloria dunque, o trionfo di O'Gonnell di avere cosi il primo riconciliata la libertà coH'ordine, l'indipendenza colla fedeltà, e di aver trasformato in principio di sicurezza a di felicità il principio delia distruzione dei troni, della desolazione e delia servitù del popolo! Questa grande rivoluzione pacifica, nelle idee e nei sentimenti, ben presto dall'Irlanda guadagnò ringhilterra, e dall'Inghilterra cominciò a percorrere in tutti i sensi l'Europa. L'esempio di una nazione di otto milioni di uomini che, fedele alle dottrine del suo maestro e direi quasi profeta, è sempre agitata e sempre tranquilla, sempre intenta a discutere i suoi diritti e sempre esatta a compire i suoi doveri, sempre sdegnata delle ingiustizie che soGTre e sempre fedele; quest'esempio, io dico, fece aprire gli occhi a moltissimi, e sparse un gran lume sulla scienza di stato. I pregiudizi! si dissiparono. I grandi ingegni videro d' allora possibile un'^allcanza tra la libertà e la ubbidienza, fra l'agitazione più vivace ed il rispetto alle leggi, fra i diritti della sudditanza e la sicurezza del principato, tra la indipendenza del popolo e la stabilità degl'imperi. Là parola libertà si cominciò a pronunziare senza ripugnanza, ^i cominciò a conoscere 6 66 cbe si ^uò amare il popolo, senz'esser nemico dei re} ed essere liberale, senza essere giacobino. E gran cosa! Doye credete Toi che oggi si» ritrovino i proTOcatori audaci di leggi di eccezione, gli adulatori vilissimi del Potere, i sostenitori della dottrina degli antichi popoli pagani, deìVassoluta supremazia dello Stato : dottrina che abbandona tolto un popolo cristiano airarbitrio, al capriccio di un pugno di uomini che si dicon lo Stato, e crea una servitù universale? Dove credete voi che oggi si ritrovino coloro che ricusano la libertà ai genitori di educare i proprii figliuoli; alla Comune, di regolare le proprie spese; alla Provincia, di provedere alla sua prosperità; alla Chiesa, di predicare e condurre i popoli nelle vie della verità e della giustizia? Dove credete voi che oggi si ritrovino coloro in cui Podio del popolo è eguale ali* insolente disprezzo con cui ne parlano? Dove credete voi infine che si ritrovino i nemici di tutte le libertà, i fautori impudenti di tutte le servitù ? Si trovano fra'più fanatici demagoghi, tra gli allievi del giacobinismo e defla ribellione. Mentre al cootrario la libertà non trova amici più sinceri, seguaci più costanti, difensori più intrepidi, avvocati più generosi, che fra' più devoti partigiani dell'ordin monarchico, fra gli eroi e i martiri della fedeltà ! Ora un cambiamento sì strano e si inaspettalo ha avuto il suo principio, la sua causa in Irlanda; è nato sotta gli aùspicii e il magistero di 0*Con nell. É stato egli che, coll'esempio delia sua patri», ha dove modificate, dove cambiate affatto le idee politiche di una gran parte di Europa. È stato egli che ha screditata la falsa, libertà e raccomandata la vera. É stato egli che ha smascherata Tipocrisia dei demagoghi, e svergognata per sempre la sedizione. £ vero che questa dottrina è quella degli antichi Apostoli, degli antichi Cristiani, degli antichi Martiri che, mentre colla voce e cogli scritti, colle loro proteste nei tribunali e colle loro apologie presentate agrimperatori, reclamavano i proprii diritti e gridavano contro l'oppressione, non cessavan di esser fedeli. Ma la paura del peggio Tavea ecclissata e presso che spenta questa nobile dottrina^ fra le persone fedelmente cristiane e cristianamente fedeli. Un pensiero, una parola di lagnanza contro unMn giustizia, ài censura contro di un abisso del Potere, sarebbe loro parso un delitto. Ora O'Gonnell l'ha risuscitata questa dottrina concili»trice, l'ha restaurata^ l'ha diffusa, l'ha insegnata colla potenza della sua parola e col fatto de'suoi successi, r ha renduta comune e popolare in Europa. 47. Voi stessi, o Remani, che ciò ascoltate, voi sì siete una prova che le influenze dell^ apostolato politico di O'Gonnell han penetrato fino in questa bella parte di Europa. 68 Imperciocché, è vero, lo dirò io con dolore, è vero che vi è forse fra voi àncora un qualche tardo allievo della filosofia rivoluzionaria dello scorso secolo, un qualche pedante insensato che agogna a realizzare in Roma cristiana le teoriche republicane di Roma idolatra, e ad applicare le sue idee di collegio alla società. È vero che vi son di quelli pei quali, come già pei sangui* narii Sanculotti del . 97 da cui discendono, la parola di libertà del popolo nasconde la trista idea della distruzione e l'orribile sentimento delPodio della sovranità. Ma questi degeneri cittadini (se cittadino può dirsi chi meditd la ruina della sua patria ) sono pochissimi. Il popolo però, il vero popolo romano, pel suo spirito di ordine, ^i ubbidienza e di amore versa il suo principe, divenuto Tammirazione dell'Europa e del mondo, guarda con orrore ed obbliga a mascherarsi questi fabbri occulti di ribellione, e detesta le loro dottrine di disordine e di sangue. Il suo squisito buon senso non si -lascia prendere alle loro insidie, alla loro ipocrisia. Non comprende la libertà che coir ordine ; non divide il desiderio del suo ben essere dalla fedeltà e dall'ubbidienza ai suo sovrano. Che anzi questo popolo si buono e sì intelligente ha perfezionata, direi quasi, la dottrina che V apostolato di O'Gonnell ha accreditata in Europa. Roma alla più scrupolosa legalità ha aggiunto l'entusiasmo dell'amore. Chic 69 de per mezzo di una agitazione amorosa, come Irlanda ha chiesto per mezzo di una agitazione legale, la riforma degli abusi onde il tempo e le passioni, come sempre e da per tutto accade, hanno alterata la natura deirantìca Costituzione degli stati della Chiesa, che conciliara si bene (28) l'ordine e la libertà. E poiché il linguaggio di un popol che ama è impossibile che non sìa inteso da un Pontefice tutto amor pel suo popolo; poiché i cuori che sinceramente si amano è impossibile che alla fin non s'intendano ; oh il bel vanto che tu, o Roma, ti prepari, se però t'intendono, se però non ti arrestano, se però non t'ingannano, se però non ti tradiscono! oh la bella pagina che aggiungerai alla tua storia! quella in cui la posterità maravi- ^ gliata leggerà la conquista che tu avrai ottenuta di una saggia, di una vera libertà, per le vie sol delFamore! 48. Dico di una vera libertà: giacché, siccome vi è il vero oro e Toro falso, cosi vi è la libertà vera e la falsa libertà. Oh come quella è vaga! Oh quanto questa, è deforme! Oh come quella è maestosa! Oh quanto questa è terribile ! Oh come ' quella spira grazia e calma ! Oh quanto questa tramanda spavento ed orrore! L'una ha ornato il capo della splendida aureola dell'ordine, Fallra lo ha ricoperto del berretto rosso dell'anarchia. L'una stringe in mano l'ulivo di pace, l'altra la fiaccola della discordia. L'una è vestita di un abito si 70 bianco come qaello deirinnoccnza; TaUra è ayrol^ la nel nero paludamento del delitto, macchiato di sangue* L'una è il sostegno dei troni, 1* altra ne è la mina. L'una è la gloria e la felicità dei popoli, Taltra ne è Tìgnominia e il flagello. Questa sbuca dall'inferno come uno sbuffo avvelenato dallo spirito del diavolo; quella, come un^aura soave dello spirito di Dio, discende dal cielo; Ubi spiri' tus Domini ibi libertas (7, Corinthi Z)! 49. Perciò, intendiamolo bene, miei cari fratelli, questa vera libertà esce non già dalle orgie clandestine della ribellione, ma dal Santuario; germoglia dalle dottrine non già della filosofia, ma della Religione. La libertà è la radiazione pacifica della verità, come la servitù è il lampo funesto dell'errore. Non può perciò ottenersi sincera e pura che dalla Chiesa in cui sola si ritrova sincera e pura la verità. Come dunque è stata la Chiesa che ha sostenuta la libertà metafisica dell' anima umana contro i filosofi e gli eretici che Thanno impugnata; come è stata la Chiesa che ha creata la libertà domestica, elevando la sposa, e consecrando i figliuoli; come è stata la Chiesa che ha introdotta la libertà cn?f7e, abolendo fra'popoli cristiani la vendita dell'uomo e la servitù; così solo la Chiesa potrà proclamare la libertà politica, fissando i veri, i giusti limiti delTubbidienza e del comando, i veri e giusti dritti, i veri e giusti doveri del popolo e del principato. Fedeltà dunque, ubbidienza, fiducia, amore alla vera Religione: ad imitazione del grand'Uomo di cui deploriamo la perdita, che non solo si è della Religione giovato per ottenere la vera libertà, co» me abbiamo vedato^ Liberavit gentem stuim a perdittane; ma, come qaesf altra volta vedremo, si è servito della libertà per far trionfare la Religione; Corroboravi^ temphm. ELOGIO FUrVEBRE. Simon magnusjqui liberava gentem suam a perditione; et in dièbus suis corrobaravit templum (Eecli. ^J, 50. Siccome tì é una vera grandezza, figlia della virtù e del merito; così ve ne è una falsa, figlia del favore e del capriccio di chi la comparte, o del pregiudizio edeirioganno di chi la credevo inGne delTadolazione, dell'intrigo^ della viltà di chi se la procura. Come però la grandezza é diversa nel suo principio, cosi varia altresì nella sua darata. La falsa grandezza non basta a raccomandare, ad elevare nemmen la persona, che ne è rivestita come di un abito che non le si assesta; e perisce con essa, e spesso ancora prima di essa. La grandezza vera al contrario nobilita, non che una persona, tatta una famiglia; come una pura luce si riflette ancora so* pra una lung^ discendenza; e gli emblemi più bril« lanti ne trasmetton la gloria sino alla posterità più rimota. Egli è perciò che nel magnifico stemma della famiglia O'Gonnell si legge il bel motto «L'Occhio di O'Gonnell è la salate d'Irlanda; SaUus Hibemiae oculus O'Connell. » 51. Se non che questo splendido motto non solo é la testimonianza delle glorie passate di questa illustre famiglia, ma ancora è stato come una profezia delle sue glorie future, che in Daniello O'Gonnell ha avuto il suo compimento. Giacché l'occhio vigile e penetrante di Daniello O'Gonnell ha salvata ai giorni nostri l'Irlanda; Saìus Hihemiae oculus 0*Cannell; essendosi egli, cittadino cristiano, giovato della Religione per conquistare la libertà della sua patria, siccome ve I' ho di già dimostrato; e, cristiano cittadino, essendosi della libertà servito per far trionfare la Religione, come debbo dimostrartelo questa mattina: il perchè è stato grande della grandezza verace, e a cui può perciò attribuirsi l'elogio della Scrittura; Simun Magnus, qui Itbera^it gentem suam a perditùmcj et m JUeiui iuts carroboravit templum. Io non vi chieggo più oggi, miei cari Romani, la vostra attenzione, il favor vostro; nella vostra indulgenza voi me lo avete di già accordato nella maniera la più lusinghiera per me; io ne sono in possesso. Non mi resta dunque che cordialmente ringraziaryene^ profittarne ed incominciare. Simile ad un Sovrano legittimo, la verità non ha bisogno che di se stessa, non ha bisogno che di ri« Telarsi per quella che è, per riscuotere Tadesione, l'omaggio e regnare nel mondo delle intelligenze* AI contrario, simile ad un tiranno usurpatore, Terrore non può imporsi alle menti degli uomini, non può conservarne Fimpero che per mezzo della forza e dell'inganno. Perciò, ovei'Eresia comincia sempre dalPattaccarsi ai Grandi, per quindi, col favore delle loro passioni e colla forza del loro, potere, dominare il popolo; la Dottrina cattolica al contrario comincia sempre dalPannunziarsi da so sola al popolo, e poi si degna di ammettere alla sua seguela anche i Grandi, a patto però che veiigan col popolo ad assidersi alla mensa, a bere alla tazza dell'eguaglianza Cristiana, vestiti delle divise dell'umiltà. Ove l'Eresia è sempre in ginocchio a pie dei troni,' implorandone uno straccio di porpora che la ricuopra, una spada che la difenda; la Dottrina cattolica, santamente altèra della divina sua origine, non si presenta ritta in piedi innanzi a'troni che per predicar loro le più moleste verità, i più duri doveri. Ove in fine le Chiese ereticali e scismatiche vaU mendicando sempre dagli uomini protezione ; la vera Chiesa non chiede a Dio se non libertà] Ut Ecclesia tua secura Ubi serviat libertate. Quindi, come l'ho altrove avvertito, la libertà di coscienza che, nel senso assoluto^ è indifferenza, a* teismo, empietà, giacché è la negazione di ogni rivelazione, di ogni religione positiva, di ogni regola del credere e dell'operare; nel senso relaiivo però, cioè, rispetto alla Potestà civile, che non ha avuto da Dio la missione di predicare e d'interpretare il Vangelo, è un principio cattolico, che la Chiesa ha professato, ha insegnato, ha difeso; e cui non potrebbe Finanziare senza abdicare alla sua divina missione, senza distruggersi; è una condizione necessaria della sua esistenza e della sua propagazione. 53. Ma poiché, sulla fine dello scorso secolo, la Chiesa cattolica avea veduto, a nome e dagli apostoli della libertà, imprigionati i suoi Pontefici, dispersi i suoi ministri, distrutti i suoi altari, profanati i suoi tempii, violate le sue vergini, usurpate le sue sostanze, aboliti i suoi chiostri, screditate manomesse le sue dottrine, le sue leggi, il suo culto, le sue istituzioni; poiché infine in quell'epoca funesta la Libertà camminò sempre in compagnia della bestemmia e del sagrilegio; cosi cominciossi a rigiiardare come la nemica necessaria, inconciliàbite della vera Religione; ed i veri fedeli non poteano adir la pa- rola libertà senza fremere, e non credeano poterla pronunziare senza delitto. Che anzi, poiché nell'epoca medesima l'Altare era caduto sotto i colpi della stessa scure che avea smantellato il Trono; invalse l'idea che solo insie- me uniti potean risorgere. Quindi il Trono eVAUàrt ispirarono Io stesso interessaniento, si troiiaroDO uniti nella mente) nel cuore e sulla lingua di tutti ì buoni. E poiché una trista esperienza avea dimo- strato clie il Trono non potea far di meno delF Alta- re; cosi cominciossi anche a credere che neppur T Al- tare potesse far di meno del Trono. E quindi altresì il Trono fu considerato come l'appoggio necessa- rio non solo dell'ordine politico ma ancora del- l'ordine Beligioso. Queste idee eran divenute comuni in Europa. iTeri Fedeli tenean fiso lo sguardo non solo sui troni* cattolici, ma ancora sui troni protestanti. Gli stessi cattolici dell' Irlanda non aspettavano che dalla liberalità della Corona protestante del- l'Inghilterra l'emancipazione della loro coscienza é della loro Beligione; e tutte le loro speranze avean riposte in un trono costituzionalmente nemico della lor Fede. 54. Ma questo era lo stesso che fare della divina Religione una istituzione umana che non può far di- meno dell'appoggio dell'uomo. Ma questo era lo stesso che abbandonare la fede, la morale, il culto, la Chiesa all'arbitrio del Potere civile, che, sotto pre- testo di esserne protettore, non avrebbe mancato di farsen Pontefice; ed è provato, che la Chiesa ha avu- to più spesso a dolersi dei suoi protettori che dei suoi persecutori. Questo era lo stesso che far dipen- dere dal buono o reo volere del Principe la Fede del popolo, consacrare come politicamente legìttimi 78 tutti i sistemi di errore, persia Tateisaio; e consen- tire alla più'dura, alla più insopportabile, alla più umiliante di tutte le servitù, la servitù della co- scienza; e voler distratto fin l'ultimo vestigio del- la dignità umana. Quanto non era dunque importante^ necessario il far sentire ai popoli che il Potere civile cbe stende sulla Religione la mano, facendo sembiante di pro- teggerla, la domina, e dominandola, Tannulla, la degrada; e che la vera Religióne non può sussiste- re e propagarsi che all' ombra e coll'ajuto delta libertà? Ma, grande Iddio ! distruggere un pregiudizio che un complesso di orribili circostanze avea pian- tato profondamente negli spiriti più sag^; che, cioè, «La libertà fosse la nemica del laReligione:» calmare le apprensioni, le paure, i terrori troppo legittimi che la parola libertà destava ne'cuori più religio- si e più pii; strascinare un popolo si cattolico, co- me quel deirirlanda, a cercare nella libertà il trion- fo di quel Gattolicismo, che nel resto dell'Europa era o spento o malconcio sotto i colpi della libertà: cbe lavoro! che impresa! Una intera generazione di uomini apostolici' non parca potervi riuscire. Ep- pure, un uomo solo, un solo secolare, il solo O'Con- nell l'ha fatta. Il suo genio è bastato per concepirla, il suo coraggio per intraprenderla, la sua costao- za, la sua potenza per compierla! 55.Con quale prudenza, con quale discrezione^per non intimidire pregiudizii troppo ragione?oH, sen- timenti troppo delicati, si applicò da prima e nelle pabbliche concioni e nei privati discorsi, a persua- dere al popolo e al Clero: Gbe non vi era nulla a sperare in vantaggio della Religione cattolica dalla liberalità spontanea di un governo protestante; che Pemancipazione religiosa non si potea ottenere che pel mezzo e in compagnia deircmancipazione poli- tica; che la indipendenza della Chiesa cattolica in Irlanda dovea essere una conquista legale, pacìfica del popolo, e non già una concessione gratuita del Potere; e che la libertà era Punico mezzo che lor rimanea per far trionfare la Religione! Solea egli spesso ripetere: Che nulla gli era stato più diffì- cile quanto il persuadere al Clero che la Religio* ne non dovea, non potea vincere che col favore della libertà. Non mancarono al principio spiriti piamente de- boli o ipocritamente maligni che, al sentire un lin- guaggio si nuovo nella bocca del giovine O'Con- nell, ne diffidarono essi stessi, e lo tradussero al tribunale deiropinion publica, come uno spirito in- temperante, falsificato dalla filosofia del secolo de- cimo ottavo; o come un tristo emissario incaricato di inoculare all'Irlanda le dottrine anarchiche della rivoluzione di Francia; o, in una parola, come un Si^ttario. Ma il suo orrore pel sangue, il suo amore per la legalità, la forza del suo convincimento e sopra tutto il suo zelo sincero per la Religione^ 80 dissiparono ben presto questi sospetti e queste ca* laonie. Le sue sante intenzioni furono conosciute, le sue dottrine furono intese 5 furon gustati ap* provati applauditi i suoi disegni. Che anzi, tale si fu l'effetto magico deìla sua pa- rola e della sua azione, che nel giro di un lustro, riuaci a trasfondere nell'Irlanda tutto il suo spirito; e a trasformare in se stesso l'Irlanda; attirò nelle sue idee non solo i cattolici in massa, ma ancora moltissimi protestanti (29); non solo i secolari, ma ancora gli ecclesiastici; non solo gli uomini, ma ancora le donne; non solo in Irlanda, ma ancora in In- ghilterra; e stabili V Associazione della libertà religio- sa^ in cui tutti gli uomini di buona fede, tutti i cuo* ri nobili, tutti i caratteri generosi del Regno-Unito, di ogni chiesa e di ogni opinione, si trovaron con* cordemente collegati nella stessa idea di reclamare coi loro sforzi riuniti la libertà di coscienza dal Po- tere civile, e di far trionfare la propria religione col mezzo delia libertà. 56. Ma dove fece singolarmente conoscere la no- biltà della sua anima cattolicamente libera e- libera- mente cattolica si fu nel grande affare del Feto, os- sia della pretensione del Governo protestante d'In- ghilterra a partecipare alle nomine dei vescovi cat- tolici d'Irlanda. Poiché qui sì che addimostrò la scienza dì un dottore, lo zelo di un apostolo, il co- raggio di un eroe, e, pel molto che ebbe a soffrirvi, anche la pazienza di un martire. 81 la pretensione del governo parca discreta o in insigniGcante. Dei tre candidati, che il Clero d'Ir- landa solea, come ancor suole, presentare alla scelta della S.Sede per farne un tcscoyo, il Governo anglicano volea la facoltà di escluderne un solo. I vantaggi che sì promeUeano,per mercede di questa concessione, erano grandi, lusinghieri e capaci di abbagliare i più cauti e di sedurre anche i più pii, cioè: rEmancipaziode o la libertà religiosa e politica dL tutti ì cattolici del Regno-Unito, e la dotazione dell'Episcopato d'Irlanda. Il popolo già incominciava a sorridere ad una proposizione che gli si presentava come il termine di tré secoli di orribili angoscia Una parte del Clero, nell'interesse della dignità della Beiigione, non parve lontana dall'accettare una dotazione stabile che lo togliesse dalla dura condizione di vivere poco men che di accatto. L'Episcopato stesso, che, riunito in sinodo, avea sul principio, con un accordo unanime, respinto questo dono oOerto da greca mano, come attentatorio alla indipendenza ed alla disciplina della Chiesa; si trovò poi scisso: giacché alcuni vescovi, ingannati da fallaci promesse, da adulazioni affettate, avean data al Bill del governo una adesione, di cui ebbero vergogna e dolore e che rilrattaron più tardi. I cattolici inglesi essi pure, non vedendo nel Bill insidioso se non una concessione importante che faceva cessar^ la loro degradazione politica, il foro stato di cittadini senza città, ed apriva loro le porto del parlamento, si gittaropo dalla parie del governo, ed entrarono con uno zelo sì deplorabile n^Ile sue yisle, che tacciarono d'imprudente temerilà Topposizione deirEpiscopato d'Irlanda, ecacciaron fuori e quasi scomunicarono dal Gomitato cattolico il celebre Monsig. Milner, il solo membro del Clero cattolico d'Ingbilierra, che in una eloquente memoria al parlamento avea combattuto la misura goyemaliva collo zelo, col coraggio e colla doltrioa di un Atanasio. Boma stessa, in q,uesta gran lotta, parve inclinare versoi nemici della Chiesa d'Irlanda; e, come i me* desimi campagnuoli irlandesi, nella loro semplicità, Io diccan piangendo: Sembrava essa pure divenuta Orangtsta. Mons. Quarantotto,.Vice-Prefetto di Propaganda, durante la prigionia dell'Immorlal PioYll, avea, con suo rescritto, a.ccon$entilo alle insidiose proposte del gQverno inglese, che potean riuscire funeste alla libertà della Chiesa. L'Orangismo, forte di questa pretesa concessione di Boma, insolentisce; ii paese, lacerato da divisioni intestine, abbandonato dai suoi fratelli d'Inghilterra e da*suoi tutori di Boma, non può così solo tener fermo contro le compatte falangi dell'eresia anglicana. I più coraggiosi sono stanchi di una lotta ineguale e che non offre alcun probabii successo. ]Lo scoraggiamento è in tutti gli spiriti, la freddezza in lutti i cuori. Oh infelice Chiesa d'Irlanda ! ecco a tante tue calamità venire ad aggiungersi la maggiore e la più umiliante di tutte: La perdita di quella religio 83 sa indipendenza òhe i tuoi generosi figlinoli aveàn comperata con tre secoli di pàtinieriti e di sangue!.,. Ma no, non temete: yì è un O^ConnelI) che la ProTYÌdenza ha, come un nuovo Giuda Maccabeo, suscitato per vegliare alla difesa di questa Chiesa» OXonnell giustificherà ancor questa volta la veri-» tà del motto del suo gentilizio stemma: tu Occhio di O'Connèll salute d'Irlanda; Salus Hibtmiat ocu* lus 0*ConnelL 57. anima grande! Tante difficoltà riunite, lungi dair abbattere il suo coraggio, lo accendono. Nella disperazione comune, egli sol non dispera. Nei co* munì timori, per la condotta di Boma, egli solo è pien di fiducia nella saggezza di Boma; e nella mancanza di tutti i mezzi, di tutti gli ajuti da com*battere un potente nemico, egli solo osa di impegnare la pugna, come chi è certo della vittoria! Eccolo perciò far proclami alla nazione sopra le insidie che le si preparano; riunire ecclesiastici e secolari in grandi assemblee, ed ivi dinto&trare, colla scienza di un teologo e colla perizia di un legista, come della concessione, Ha; non oblia i preti cortigiani e li stimatizza. Che più? Vedesi qaasi al medesimo tempo confortare il Clero ed animare il popolo; risvegliare Io zelo e la vigilanza dei vescovi, e sostenerne il coraggio; far spedire dieci legati a Londra ad implorare il soccorso della società degli amici della libertà religiosa^ e far volare due vescovi a Roma al Sommo Pontefice, reduce dal glorioso suo esilio, con una dotta memoria in cui, a nome dei cattolici suoi concittadini, espone con una forza irresistibile di ragioni, i mali che Tammissione del Veto attirerebbe sulla Chiesa d'Irlanda. E poi in tutti i tempi e in tutte le occasioni, in pubblico ed in privato non cessa mai di gridar, di ripeti^re:«Ora e sempre noi rigetteremo ogni favore che ci bisognerà comprare col sagrificio della nostra Bcligione e della nostra libertà. » 58. Or che ottiene egli mai con questi sforzi delia sua eloquenza, della sua attività e del suo zelo? Ottiene il successo il più completo, il più luminoso. Ottiene che Tepiscopato conciliarmente riunito dichiari: la condizione di servo,, mal potea far valere la verità e la santità della sua religione schiava in fac-» eia alla religione dominatrice de'saoi duri padroni; Era duaqoe necessario, pei fine al quale la Nazió^ ne Irlandese parca essere stata da Dio destìnataf ch'essa rompesse i ferri del suo politico servaggio, e che per tal mezzo acquistasse la libertà e la ìa« d^endenza religiosa della sua Fede. 61. Or ecco appunto ciò che intese, ciò che vide il gienio penetrante di O'ConnelL Deh che, a diCEe*renza di certi uomini, che solo pregtwttzio e adpla* zione fa grandi, e che appajono poi men grandi di quello che sono, O'Goniieli è assai più grande di quel che apparisce. Le sue intenzioni, i suoi fini^ sono più sublimi e più stupendi delle sue opere. Da alcune sue espressiont fuggitive, dallo zelo inaudito 92 e dalla costanza, senza esempio nella storia del vero patriottismo, che egli ha dimostrata nel procurare la liherlà della sna patria, si è potuto solo comprendere che egli riguardava il popol d'Irlanda come un popolo di predilezione, scelto da Dio per la salute etema di molti popoli, come un popolo missionario. Si è potuto comprendere che O'Gonnell, nel lottare per la emancipazion dell'Irlanda, non credeva di trattare una causa ordinaria di pò* litica umana, ma di cooperare al gran lavoro di Dio nel più grande dei disegni della sua misericordia; e che egK non si riputava, semplice Irlandese, ma il servo, Io strumento di Dio nella sua Chiesa. A misura perciò che le prove del nobii destino dell'Irlanda, in vantaggio della Religione fuori d'Irlanda, si accrescono e più divengono al suo sguardo visibili; O'Gonnell sempre più si penetra del carattere religioso dell'incarico da Dio ricevuto di affirancare, di elevare Tlrianda. La sna azione diviene più intrèpida, le sue intenzioni più pie. Riguarda egli V Isola de'Sami ctome santa, non solo perchè ricoperta delle ossa, inznppota del sangue di milioni di martiri; ma. ancora perchè occupata a spargere ampiamente pel mondo la santità. La onora con sempre maggiore riverenza, l'ama, Taccarezza, vi si delizia con una tenerezza sempre maggior re. Ah che non la chiama egli del suo suolo» per l'ameaità delle sue pittoresche contrade^ per la robustezza, per la bellezza, per la grandezza del euo^ re de'suoi abitanti; ma sibbene perchè vede in questa nobile nazione, che si è voluta far passare per la pie incolta e la più irrequieta della terra, una nazione de* positaria della verità e della grazia di IKo, adorna della maestà della missione di Dio, chiamata a dar prova della' fedondità che, come la primitiva Cbie>sa di Roma, si è acquistata, con tre secoli di martim e di sangue, e a generare molti figli di Dio in tutto il mondo. E quindi il disciplinarla con tanta par zienza, il difenderla con tanto coraggio, il da#si, rimmolarsi tutto per essa con tanta alacrità, il volerla libera a costo di tanti sforzi e di tanti sagrificii. Cosi «ina madre educa con maggior cura, veglia con maggior gelosia, ania, vezzeggia con maggior tenerezzai^misla al rispetto» un figliuoletto che sa di essere destinato a regnare. > Iddio ha benedetto questi nobili diaegni, questi santi trasporti che la sua grazia avea fatti nascere nel cuor del suo servo. 0*ConneIl ha veduto la libertà civile, che egli avea vaticinata e conquistata alla sua patria, volta in mezzo di trionfo dèlia fiéligione.in diverse paHi del mondo. 62, Di fatti fu in grazia e per gli eroici sforzi delrirlanda, che, colla civile libertà, ancora la libertà religiosa fueoneédnta a tutti i cattolici della corona Britannica. Eòeo dunque dà quelFistante la cattolica «4 Beligìone, riguardata fioo allora in Inghiltora con un superbo disdegno, -come la religióne dei servi, e, $otto nome di reZt^^ftòttfPapiWa, rilegata con dtsprez« zo nella plebe e negli ergastoli, spiegarle una grande importanza, una gran forza, una gran dignità. Eccola, santamente altera, salire i palagi dei grandi, penetrare nel parlamento, insinuarsi nella regia, assidersi nei secreti consigli della regalia, obbligare Torgógliosa politica, che non la degnava già nemmeo di uno sguardo, a trattare con essa da cguale, e poco meno che a rispettarla come padrona. Eccola questa Religione, ripotata sol propria degl'ignoranti e degli imbecilli, della plebe e delle donnicciuole, invadere le Università più famose di Oxford e di Cambridge, e recintarvi seguaci fra il meglio cbe vi avean prodotto le cattolicbe tradizioni non potute dall'eresia intieramente distruggersi; e contar fra'suoi umili discepoli i migliori ingegni, gli uomini più eruditi e più profondi nella scienza della Religione, le più nobili anime^ i caràtteri più generosi* Deb òhe non è più oggi il tempo d^insultare una Religione che, senza alcun ajuto dei poteri umani e a loro disi»etto, e forte solo della sua libertà e del suo incanto, attira, alFòdore dei suoi unguenti di vini, ànime grandi; le impegna a seguirla per le vie più difficili, a sagrìBoare le posizioni più lucrose e più brillanti, ad abbracciare la povertà nell'unick ambizione di possedére la rérità! Gran cosa! La Religione cattòlica che, priva dei suoi dritti civili, non appariva che serva, fatta liberai dal Genio di 0*GonneIlj è apparsa regina. La libertà ne ha fatto nc^Iio conoscere ed apprezzare la verità e la bellezza. Il divenir Cattolico non è più oggi; presso gli slessi protestanti inglesi, nn degradarsi^ ma è un salire, nn onorarsi nella pubblica .opinioae»> Le sempre nuove conquiste, che la Fede cattoUcj^ fa ogni istante aelle classi più coispicue della società^ neiruscire dalia rete del protestantismo, sono accompagnate da un s^timento d'invidi« e non di disprezzo. Quelli che vi restano, gittano sopra se stessi uno sguardo di vergogna che li uniilia, e più non vomitano ingiuriei non lanciano sguardi d*ira sopra quelli che da lor si separano. Non biasi* mano chi si £a cattolico; si dolgono di non avier,(^« raggio d'imitarne Tesempio. Le ingiurie plateali,, i sarcasmi, le invettive violente^ le contumelie contro i cattolici. più non si trovano jche sulla bocca di fa-^ natici bigotti, cosi ignobili di sentimenti come di nascita. L'alta aristocrazia, la vera scienza, la buona fede, il filosofo che riflette, Tuomo di stato che si rispetta non ha per la Chiesa cattolica e per Taun gusto, suo Capo, che espressioni di rispetto, di ami mirazipue e di lo4e. Le volte di Westminster ogni di risuonan di accenti generosi che rendono omag* gio alla verità cattolica» e fan giustizia delle r^ncid^ iusolenze, ormai insopportabili, dei vecchi setta^ rii. Or continuftMo le coie su questo piedQ;. come dabitare della verità della profezia, che an bel genio italiano (Il Conte de Maistre) ha fatta al principio di questo secolo: « Che, pria che esso finisca 9 a San Paolo di Londra sarà celebrata la Messa?» )f a una volta che la Messa si celebri in San Paolo di Londra, chi può ridire in quante altre chiese dei vasti dominii deiringhil terra sarà pur celebrata nel medesimo giorno? Gran fatto ! la Corona Britannica domina sopra circa ottanta milioni di sudditi in tutto il mondo* Ora egli é ad una sì enorme massa di uomini, di linguaggio e di religione diversi, che O'Connell ha aperte le porte delia vera Chiesa, ha assicurata per sempre la libertà di divenire cattolici, coiraverla rivendicata airirlmida! Chi può però misurare l'estensione, Timportanra di un tal successo! Deh che, se lo zelo di O^Connell non avesse altro successo ottenuto, questo solo sarebbe più che bastevole ad assicurargli un posto distinto, una gloria affatto singolare negli annali del catto- lico apostolato ! Mirate difattì gli effetti preziosi che la Fede cattolica, emancipala nella Madre patria, -prodnce in tutte le dipendenze di quel vastissimo impero. Do* ve sventola il vessillo della Gran^Bretagna, la fede delKIrlanda, all'ombra delia libertà, spiega una for- za ed una maestà cdì nulla reaisie.ll soldato irlande- se,' il sacerdote, il missionario irlandese sono l'og- getto di un particolare rispedo per parto di coloro che vi comandano. LaRelìgione cattolica non ha ivi quasi altri nemici che i Metodisti,* la setta in cui sono colati e si sono concentrati tutti i sentimenti Tili, tutti gl'istinti crudeli dell'eresia. Le altre set- te sentono la superiorità dell'azione cattolica nel conyertire, nell'inciyilire i popoli, e le rendono o- maggio; e la Chiesa, divenuta libera, in queste va- ste contrade ogni di più si fortifica, si estende e trionfa* Or questa rivoluzione, la più grande dopo quella che operò nel mondo il cristianesimo nascente, que- sta rivoluzione si preziosa, pei suoi principii, pei suoi mezzi, pei suoi resultati. Dio per mezzo di un sol uomo l'ha operata! Daniello O'Gonnell è co- lui cui, dopo Dio, ne risale la gloria. 65. Che dirò io mai degli effetti che l'emancipazio- ne d'Irlanda ha prodotti sul protestantismo inglese? Il vaticinio che, quando trattavasi questa gran cau- sa dell'emancipazione, pronunziarono i più pro- fondi politici della Gran-Brettagna, cioè: tezzata, Tha santificata e Tha fatta servire al trion- fo della yera Religione nella sua patria; ben pre- sto questa dottrina, restata fino allora celata in qualche angolo oscuro della Francia e dell' Alle- magna, si è ripetuta con un eco sonoro in tutta FEuropa; ha guadagnate le Università, è entrata nei gabinetti, è penetrata nel Santuario; e, solo al- l'eresia ed all'errore funesta, dove ha prodotto, do- ve ha preparato i più brillanti trionfi alla verità. 68. Infatti, in faccia a questa dottrina della indi- pendenza della coscienza dal Potere civile, e quin- di della libera discussione in materia di religione» ne'paesi in cui la vera Religione si trova circondata dalle false; tutte le nuove sette religiose, nate dal- l'orgoglio dalla voluttà, come vermini della corru- zione, son morte quasi nel nascere; e mentre che la miscredenza e l'eresia vede divenire ogni dì più rar re le sue fila; la Verità cattolica, uscendo dalle sue lotte più forte e più vivace, vede ogni dì più raddop- piarsi il numero dc'suoi seguaci; ed essa sola profit- ta della libertà^ sotto i cui colpi temeasi che potesse soccombere! Deh che con più di ragione può dirsi della libertà, quello che delia Scienza si è detto: ff Che, cioè, Essa è un dissolvente che decompone tutti i metalli, meno che l'oro. » Poiché veramente la libertà tutte le religioni discioglie e annienta, ad eccezion della Vera ! E se non fosse ciò certo» se ìion fosse evidente; se la libertà, uno dei più grandi attributi dì Dio, potesse mai non convenire alla Religione di Dio; voi non mi udireste sicuramente farne l'elogio da questo luogo, sacro soltanto a tutto ciò che è vero, santo e divino. Che più? Con quest'arma alla mano il Raziona- lismo alemanno ricusa arditamente di sottometter- si al culto ufficiale della Prussia; e, negando al Po- tere ogni competenza d'imporre simboli e d'inter- pretarli, distrugge gli ultimi avanzi dell'edificio di Lutero, e lavora per la intera libertà dei cattolici. Con quest'arma la democrazia di Ginevra, combat- tendo le pretensioni intolleranti, la giurisdizione dottrinale dei ministri dell'eresia, abbatte 1' em- pietà di Calvino nella metropoli del suo impero, e prepara al Cattolicismo la libertà. Con quest'arma la Diplomazia europea batte in breccia Tintolleranza musulmana in Costantinopoli, il paganesimo om- broso della Cina; ed apre le porte alla libera pre- dicazion del Vangelo. Di quest'arma infine si fan forti oggi, ad essa sola han ricorso, essa maneggia- no con confidenza, uguale alla paura che pria loro ispirava, i fedeli, i sacerdoti, i vescovi della Chiesa cattolica, in Ispagna, in Portogallo, in Francia (33), nel Belgio, in Olanda, ed in molte contrade di Alemagna, per ottenere l'indipendenza di cui la Chiesa ha bisogno, e che un liberalismo ipocrita si ostina a negarle; arrestano il potere civile tentato di foggiare nuove catene alla Chiesa, e l'obbli- f aaio a spezzare le anticlie. Deh che la causa della yera Religione, trasportata^ una Tolta dal genio di O'CoimelI isai largo terreno della libertà, agitata alla gran luce della pubblicità, non può più perire; i suoi diritti non possono essere più contrastati; non possono più arrestarsi i suoi legittimi progressi e le sue conquiste! 69. Invano perciò certi goyerni s^'illudono di poter più dominare la Chiesa, o nella Chiesa. Poiché il grande apostolato di O'Coùnell ha fatto del principio délV Indipendenza della Religione dal Potere civile un domma universale; poiché lo ha persuaso a tutte le menti, lo ha impresso in tutti i cuori, e lo ha fatto adottare, gustare ai più zelanti, ai più pii fra i Pastori della Chiesa; queste principio non può più cadere in obblio. Acquisterà forza per la stessa resistenza che vi si vorrà opporre, trionferà di tutti gli ostacoli, e farà trionfare la Religione. E guai, guai ai governi che credessero ancora di poter fare del dispotismo reli^oso nel secolo decimonono, dopo la grande rivoluzione che vi si é creata nelle idee! Gl'Imperatori che, col farsi cristiani, non voller capire il cristianesimo, e pretesero di continuare ad esercitare il dispotismo pagano sulla Chiesa cristiana, furono dalla Chiesa abbandonati; caddero in tutte le bassezze che fecero dare ai loro regni il titolo di Storia del basso impero; e scomparvero dalla scena politica del mondo senza eredi e senza successori. La Chiesa, che non isdegna ma ricerca, non disprezza ma ao^ coglie, ma santifica tatto ciò che ha forza e vita, si Tolse allora alla Barbarie, le cui mani avean fatta ginstizia delle miserie e delle colpe dell'impero romano; le laro con un poco d'acqua il capo, la unse di nn poco d'olio in fronte, e ne fece il miracolo della monarchia cristiana. Se mai dunque i loro successori, lasciandosi penetrare dalPelemento pagano, essenzialmente dispotico, rinunziano all'eie* mento cristiano essenzialmente libero perchè caritateyole, e non vorran sapere della dottrina della libertà religiosa dei popoli, e della indipendenza della Chiesa, che formò la sicurezza e la gloria dei loro maggiori; la Chiesa saprà far di meno anche di loro; si rivolgerà forse alla Democrazia; battezzerà questa Matrona selvaggia; la farà cristiana, come già fece cristiana la Barbarie; riconoscerà nn qualche suo figliuolo, che gli ayyenimonti avran* no elevato al trono; gl'imprimerà in fronte il sigillo della consecrazione divina; gli dirà: « Begna; » ed esso regnerà: nonostante la sua origine plebeja. ^ Deh che i governi non hanno appoggio, non hanno scampo, non bau difesa, non hanno probabi* lità di durata che nel dare la sua libertà alla Chiesa (34), e nel trattare e nel rispettare i popoli come figli di Dio ! * A scanso di equivoci, non intendiamo, in così parlando, che la Chiesa disporrà a sno piacere delle corone e dei regni; ma che, riconoscendo i diritti dei governi che vorranno rico' noscere i suoi, presterà loro nooTa forza colla sua sanzione e col suo appoggio. Qual fa pertanto la pura gioja che inondò ti e acre di O'Gonnell al vedere co'proprii occhi questi segnalati vantaggi, questi splendidi trionfi, pe ift. Gli stessi sentimenli area ancora pel Clero €a«tolico di tutto il mondo. Nel 1837 arendo saputo che i giornali del Continente lo accusavano di arer parlato con poco rispetto' del Clero Spagnnolo; O'Connell smentì snhilo, in un discorso fatto al popolo, questa accusa; ed airamico, che gli area data di ciò notiiia, rescrìsse cosi: « No, io non ho mai mancato di rispetto al Clero Spagnuoio; io non mi son renduto reo di questo delitto .... Come si è potuto mai credere che io abbia così parlato dei ministri del Signore? Il linguaggio che mi si attribuisce rassomiglierebbe a quello dei pretesi liberali di Trancia che sono più nemici della Religione che amiei della libertà. Io credo, che ri son pochi che, più di me, sian lontMii dairinginriare e dal calunniare i sacerdoti di Dio. Vi ho sempre manifestato i miei secreti intorno ai sentimenti di tsnerazione che un sacerdote m'ispira. > « Voi vi burlerete forse di me, se io vi dico che spingo questo rispetto pei sacerdoti sino alla superstizione; ma il fallo è che io non sono, in questo, padrone di me stesso. Io non bo mai conosciuta una sola persona che abbia trattato di una maniera inr conveniente i Ministri dell'Altare e che abbia prosperato io questo mondo. Vi è per questa gente una male^ione anche ni questa teiTa. » A questa prova confidenziale, e perciò efficacissima, della profonda pietà e del rispetto del grand'uomo pei llinistrì di Dio, aggiungiamo che, avendo avuto non poche volle ragione di essere poco contento della rìconoscenza di un qualche membro dìel Clero, non ne fece con alcuno mai la |)iìi piccola lagnane Ecco le sue precise parole sopra di ciò: t Queste società sono dì più riproTate da tutte le persooe di educazione, di carattere e di rango. Sono riproTate specialmente dal rostro Clero si amabile, si intelligente, sì laborioso e si pio, e da Toi tanto amato. Sarà possibile il non attendere alle Toci^ ai consigli di questo Clero? Non sapete forse cb'esso altro interesse non ha che il rostro? e nessun fine ha fuorché il rostro rantaggio temporale ed eterno? » Così egli, secolare. Volesse perciò Iddio che certi ecclesiastici parlassero, come questo buon secolare, del Clero ! Il Tenerabile Beda attesta che ai monisteri dell'Irlanda concorrerà la giorenlù studiosa di tutta TEuropa. L'insigne Scrittore Ware, sebbene inglese e protestante, dice pare: Constai fuiise olim in Hibemia scholas insigniores, ubi Galli, Saxones ete. tamquam ad Bonarum Litterarum emporia, confluxerufU. Altri affermano ancora che nari cariche interamente di giorani nobili dall'Inghilterra approdarano spesso in Irlanda: i quali renirano in quei celebri monisteri ad apprendervi la letteratura e le scienze sacre e profane; Quos omne$s scrire il citato Yen. Beda, Hibemi libentissime $u$cipientes, vietum ei$ quoHdiànum sine pretio, librai quoque ad legendum» et magiHerium graiuitum praebere curabant (Hi$tor. Eccles. lib. III. cap. 23y. Non contenta però la generosa Irlanda di accogliere ne'snoi monisteri la gìorentù studiosa di tutta l'Europa, e di alimentarla ed istruirla gratuitamente; era ancora sollecita di mandare i suoi santi e dotti monaci non ad uno ad uno, ma a torme, a spargere la luce della rera fede e della rera scienza in tutta l'Europa. Egli è uno scrittore, protestante pure ed inglese il Camden che ciò ci attesta: Hibemi in univernm Europam sanetimmorum virorum examina emiserunt Il protestante Gobbet, nelle ine famose lettere contro del protestantismo inglese, dimostra che una delle cause dell'estrema miseria in cui vive il basso popolo in Inghilterra» stessa, non che in Irlanda, è stata la soppressione dei monisteri, eseguita dall'Eresia in odio della -vera Religione. Quando i monisieri erano in piedi, quando ad ogni piccolo tratto di paese tì era un'abazia, nessuno poterà proTare la fame. Giacché, oltre Tospitalità rbe per tre giorni si accordare a tutti indistintamente i yiaggiatori; qualunque pOTero si presentaYa alla porta di uno di questi pii stabilimenti della carità pubblica, ne ricerera tanto cibo da poterne portare anche a casa. Ora la massa dei poTcri è tutta a carico del gOTemo e dei particolari, che sono obbligati a concorrere # loro sostentamento con enonni tasse; e si sa con quale infelice successo ! Secondo questa legge si doTono erigere in Irlanda Collegi provinciali^ ore i gioTani di tutte le religioni devono an> dare a studiare: ma sotto professori e con libri mediatamente o immediatamente scelti dai goTemo protestante, costituzionalmente nemico della fede cattolica. Questa istituzione aTrebbe qualche cosa àelVuniversiià di Francia, contro la quale i padri di famiglia, i reri cattolici e l'episcopato di quella gran nazione reclamano da tanti anni, con tanto zelo e con tanta costanza. Questi Collegi provineiali sarebbero il mezzo più efficace da propagare rindifferenlismo e l'incredulità non solo ftra'cattolici ma ancora fra gli stessi protestanti, e da distruggere ogni germe di Cristianesimo. Un protestante imparziale li ha perciò denunziati al pubblico, come un piano gigantesco di empia educazione. Di più non ci yoUe perchè l'intrepido ed instancabile cami^one della yera Fede si lerasse ad attaccare questa oiribile legge, con tutta la forza della sua eloquenza e della sua autorità ; sicché ri eccitò contro Tesecrazione di (utU l'Irlanda. E sebbene, per la ragione indicala nel testo, questa \egge sia passata al Parlamento; pure non si è potuta eseguire: tale si è l'opposizione che troya; e probabilmente non si eseguirà giammai : e se si arriva a metterla in esecuzione, i yeri Irlandesi torneranno a fare ciò che per trecent'anni han fatto: provvederanno, cioè, essi stessi alla meglio alla istruzione dei loro figliuoli; ed a tutti i conti, preferiranno sempre che i loro figli restino senza istruzione nelle umane scienze, anziché inviarli a queste sentine deirempìetà a perdervi la fede divina. Non contento però di combattere gli eretici colla voce, li combattè ancora cogli scritti. Oltre il Trattato sopra l'Euearistia» di cui sopra si è detto (not.4), sono celebri due altri Trattati di Daniello O'Connell, in forma di lettere, contro i Metodisti. Nel primo di essi O'Connell vendica Tautenticilà dell' Edizione detta Volgata della Sacra Scrittura, con una erudizione sacra egualmente ampia che solida e sicura; e colle ragioni più forti» ed allo stesso tempo le più intelligibili, anche pel popolò, dimostra come è impossibile al protestante di Care un solo atto di fede divina appoggiandosi solo alia Scrittura interpretata secondo i principii del protestantismo. Contro poi le calunnie dei Metodisti: che la Chiesa romana non ama la diffusione del Codice divino, O'Connell prova che, nel corto intervallo passato tra rinvenzione della stampa e la così detta riforma protestante, i Cattolici pubblicarono, in diversi paesi, non men di ottocento edizioni diverse della Sacra Scrittura, delle quali duecento sono nelle diverse lingue volgari di Europa. Nota ancora un fatto della più alta importanza che, cioè, le indicate edizioni in lingua volgare della Sacra Scrittura, sono state fatte nei paesi chOv all'epoca della riformai rimasero attaccati alla fede Cattolica; e che al contrario non si era pubblicata alcuna edizione della Scrittura in volgare in Inghilterra, in Iscozia, in Danimarca ed in Isvezia prima che queste contrade avessero abbracciato il protestantismo. Dal che vittoriosamente conchiuse, che i paesi, che l'eresia accasa di essere restati Cattolici, perchè ri era scarsa la cogniiione delle Sacre Scrilture, erano infatti quelli in coi questo libro dÌTÌno era più dilTuso; e che al contrario i paesi che si yantano di avere abbracciata la riforma, seguendo le dottrine della Scrittura, in rerità sono quelli in cui questo Sacro Libro era meno conosciuto. In quanto poi alle Tersioni protestanti della Scrittura in Inglese, che sono state in uso in Inghilterra sino al 1611, 0'Connell dimostra che più di mille ministri protestanti le dichiararono « Piene di assurdità in molti luoghi, ed in molti altri colme di sensi che falsificano e pervertono la parola di Dio. > Eppure queste eran le fonti, conchiude O'Connell, dalle quali i vostri primi protestanti attinsero le loro nuove dottrine ! ! ! Nel secondo Trattato si applica particolarmente a far yedere che razza di apostolo era Giovanni Wesley fondatore de'Metodisti. O'Connell cel dimostra prima fervente ministro della chiesa anglicana, che recatosi per zelo nelle Indie, non giunge a convertire un solo uomo al cristianesimo; e termina il suo apostolato collo scomunicare una donzella perchè ricusò di sposarlo. Poi ce lo rappresenta successivamente Indifferentista, inclinato al papismo, della Setta dei Fratelli di Moravia 9 Calvinista antinomiano; ed infine, che rigetta tutte queste credenze come cattive, ed inventa una nuova religione tutta di suo conio, il Metodifmo, Questi quadri sono dipinti col pennello di un Bossuet. Wesley ed i suoi primi compagni Ti sono rappresentati negli atteggiamenti proprii a destare orrore non meno per le loro persone convinte della più fina ipocrisia e di ogni sorta di delitti, che per le loro dottrine dimostrate assurde, mostruose e ridicole. O'Connell in tutti queatl Trattati dimostra che egli era tanto profondo teologo quanto famoso giureconsulto; e che sapeva maneggiare con eguale facilità e successo la scienza del dritto e la polemica religiosa; e questi egregi Trattati sono stati degni però di essere citati con lode dal dottissimo P. Perrone gesuita nel suo famoso corso di Teologia. Lo Siandard, giornale inglese, accanito proleslante, in nn lungo articolo sopra O'GonneU, lo chiama il Tommaso Mo~. ro del 8ec(0TA i3. Pag. 25, (13) Furono perciò incredibili g^i sforzi che fece il goremo per sopprimere do, rinasceya sotto di un altro più minacciosa e più terribile, prese il partito del lasciar correre; e si diede per vinto in faccia ai rìtroyati inesaurìbili ed all'invincibile costanza di un uomo solo! QonU saivoiizioiie si Ai: Che OXonnell, nel caso che il gOTerao non avesse fallo a suo modo, avreUie sollevala conr Irò la Cmona lalta l'Irianda: so|ipoaizioiie di coi la condotta che atea O'Connell per «piarant'annl tenuta, e le note sue mottravano Tinsossislenia. Airepoca delle soounosse tentale dal RadiealUmo ingUte; se gl'Iilandesi si oniTano ai CarUsti, autori di qoeita rÌTolnzfone sociale, era finito per Tlnghiltem. GÌ* Irlandesi sono si numerosi in Inghilterra, che in una sola città se ne contamo fino ad ottanta mila; e perciò i CartUU non lasciarono alcun mezzo intentato per attirarli nelle loro idee e nel loro partito* facendo valere principalmente le troppo giuste ragioni dell'Irianda per le ingiustizie di cui è slata la vitlima. Ma le dottrine e gli ayTertimenti di O' Connell, sopi-a il dovov di rispettar Tordine ed esser fedele al Sovrano, erano sempre presenti alla mente, risuonavan sempre all' orecchio dei figli dell'Irlanda. Sicché tra le tante migliaja di quei settaiii che furono tradotti ai Irihunali come rei di alto tradimento, non si è trovato un solo Irlandese. La storia imparziale dirà dunque che O'Connell, l'uomo il più benemerito dell'Irlanda, ^ stato altresì l'uomo il più benemerito di tutto l'impero britannico e dell'intera Europa. Se mai il fanatismo puritano, anglicano, pietista, oranglsta, cosa non difllcile ad accadere, congiurerà contro il trono d'Inghilterra, è certo che la regina Vittoria non troverà volontà più fedeli per sostenerla, Inraccia più forti per difenderìa, cuori più generosi neiramarla, di ifuelli dei poveri Irlandesi, che la corona d'Inghilterra, con trecenf anni di persecuzione, ha tentalo di avvilire e di distruggere. I stonali piolesUiiti é'Iiiglulterra e élriaida sodo pieni delle confeiHOiii del profirieCarìl e dei ricchi de' due regni, che dlchlanBO ora di rieonosceie: Che essi derono all'mineiiza ed alla asioBe di O'Connell l'arer eonsenrate le loro ricchezze, le loro proprieti e la loro Tifa. Tutti gli nomini di senno vedono ora e conipssano che la morte dì O'Connell ha lasciato nn Tooto immenso nell' economia gOTemalira, cho nulla polla riempile. Manca da oggi innanzi ipiel braccio pp^ sente che, Interponendosi tra gli oppressori e gli oppressi, persnadeTa a quelli la moderazione, a cosUMro la pazienza; e mantenoTa l'M-dine dvile e politico in una grande nazione. Ndla milizia inglese tutti i milllari, di qualunque concessione fossero, erano costretti, le domeniche, di andare ali» chiesa protestante. Ora un soldato cattolico irlandese, per nome Patrio Spence, una domenica ricusò di andanri, dicendu che, essendo cattolico, non poteva assistere agli eserdzii di un culto ereticale. Cacciato per ciò nel fondo di un sozzo cavcere, a solo poco pne ed acqua per alimento, dopo una settimana di questo patimento disse che acconsentiTa di InterTenire cogli altri al tempio protestante. Ha appena il min»» stro anglicano Incominciò la sua oIBciatnra, Il braro cattolico, cavando di tasca un libretto di divozione, si mise a leggere lo sue preghiefe, voltando le spalle al ministro dell'eresia. Il pevchè, cancellato dal reggimento, fu condannato alla deportazione o airesillo perpetuo dalla sua patria. Come però O'Connell seppe un tal fatto, tanto si adoperò, tanto scrisse conilo la ingiustizia crudele, la tirannica intolleranza di obbligare i poveri cattolici ad intervenire al servizio protestante, che non solo ottenne il ritorno di Spenee al suo reggimento; ma di più costrìnse il governo a dare a'cattollcl soldati la libertà di andare le domeniche alla Messa nelle chiese cattoliche. L'Ani^icanismo intende bene che, fino a tanto ohe il Clero cattolico dell'Irlanda fa cansa comune col popolo: questo popolo non uscirà mal dalle rie deirubbidienza e dell^ordine; e che, per mezzo di una agitazione sempre pacifica e sempre legale, obbligherà l'Inghilterra a concedergli il parlamento suo proprio e tutte le sue libertà. E poiché l'Irlanda Teramente ed intieramente libera la paura all' eresia ; cerca essa, per tutti i mezzi, di dividere il Clero dal popolo, affinchè il popolo, privo della direzione del Clero, dando luogo a tumulti, presenti al governo apparente ragione non solo da negargli le libertà che reclama, ma ancora di spogliarlo di •quelle che ha già ottenute. Come però ha reduto che il bravo Clero d' Irlanda è inaccessibfle alla seduzione deir oro, l'Anglicanismo ha avuto ricorso airipocrisia; e profittando della stupidità e della debolezza di certi Cattolici inglesi ha fatto predicare all'Irlanda: « Che è uno scandalo il Tedere il Clero Cattolico di quell'Isola dimenticare le sue funzioni ecclesiastiche, e prender parte all'agitazione politica dell'Irlanda; * e con mille rergognosi artificii ha sparso da per tutto questo pregiudizio e questa calunnia contro il Clero più zelante della Cristianità, ed ò giunto ad accreditarlo fino qui in Roma: dove abbiam sentito noi stessi certi imbecilli ripetere la stessa lagnanza, senza accorgersi i porerlni che, così parlando, erano il trastullo dell'eresia e faceano la sua causa, credendo di zelare l'onore vero del sacerdozio e della Chiesa. Felicemente però per la Religione e per l'ordine pubblico, il Clero d'Irlanda non ha dato retta a queste Omilie o ipocrite o insensate. Ho detto da prima felicemente per la Religione ; perchè se il Clero si divide dal popolo e non prende a cuore tutti I SUOI Interessi corporei, civili, politici; non ha più forza, non ha più autorità allorché gli parla de'suoi interes- si spirituali e divini. Il sacerdote il quale non comincia dal- l'esercitare la carità, non può persuadere con successo la verità. Perciò Gesù Cristo incominciava dal risanare, dal nutrire i corpi con un pane materiale, pria di nutrire le anime col pane spirìtoale éeHìh soa celeste dottrìns. Il sacerdote che non prende parte alla condiiione cÌTÌle e p. La riforma qui non si arrestò. Essa rapi alia Cbiesa i suoi beni e ne fece la proprietà de' laici. Tolse t loro dritti ai popoli, ed ai poveri il loro patrimonio; e distrusse i capitali, da cui si traeira il sollievo dei miseri, il conforto degrinfcrmi, il vestito dell'indigente, il sostentamento dell'orfano e della vedova desolata ! Vedi la Bolla di Convocazione del Concilio di Trento; od il Concilio di Trento medesimo nelle Sessioni De Reformatìone. Nella rìfoluzione suscitatasi nel Canada Tanno 1837, i Cattolici Irlandesi, ivi emigrati, imbevuti delle massime di OXonnell, non vollero prendervi alcuna parte, e rimasera fermi ne'loro sentimenti di fedeltà alla Corona d'iAghilterra. I demagoghi francesi, che aveano eccitato il trambusto, ne furono arrabbiati, e concepirono il disegno di demolire la Chiesa Cattedrale e la residenza del Vescovo che con una sua lettera pastorale avea esortato il popolo al ristretto ed all'ubbidienza all'autorità. Come però i buoni Irlandesi ebbero di ciò contezza, si armaron tutti come poterono, di fucili, di spade, di spranghe di feno, di vanghe o di altri strumenti di arti, e, non potendo avere altro, di nodosi bastoni, e circondarono la Chiesa e l'Episcopio, minacciando di morte chiuniiue avesse osato di toccare la Casa di Dio o la residenza del loro Pastore. Questo contegno de'bravi Irlandesi sconcertò i sediziosi, li obbligò a rinunziare al loro disegno di distruzione e li fece divenire mansueti siccome agnelli. Tutto ciò lo sappiamo dallo stesso Monsignor Bourget, vescovo di Monreale nei Canada, che in quest'anno medesimo è stato qui in Roma, ed ha predicato in questa venerabile chiesa di Sant'Andrea della Valle nel triduo ordinato dal Sommo Pontefice ìm wo^ corvo deirirlai^a. Voltaire ha detto dei moderni Romani: Conquistatori pia non SODO, ma son felici. L^osserrazione, ripeto, è di Voltaire. NOTA 29. Pag. SO. (29) Fra questi anche dne Memfirì della Famiglia Reale; olire ima gran quioitità di Lordi e di Deputati dei Comuni. Questo celeberrimo trattato fd fatto nell'anno 1691, in Limerick, allorché l'Irlanda stava in armi per difendere Giaco* mo II. re d'Inghilterra e d'Irlanda contro l'usurpatore Guglielmo III, principe d'Orange. Combattè allora sì valorosamente l'armata Irlandese che, sebbene non riuscì a riìnettere Giacomo sul trono, pure ottenne un trattato onorevolissimo in cui vennero ampiamente guarentiti agl'Irlandesi tutti i loro dritti religiosi e civili. Prima però che fosse firmato il trattalo, arrivò in ajuto dell'Irlanda una flotta francese che facilmente Tavrebbe messa in istato d'ottenere una compiuta vittoria. Ma U cattolica Irlanda avendo impegnata la sua parola pel trattato suddetto, non volle accettare gli offerti soccorsi, per non violare la fede data. Non cosà però l'Inghilterra protestante. Non passarono che pochi mesi, ed il trattato fu da essa annullato con una insi^e malafede. Poiché non solo furono tolti ai cattolici i dritti che erano stati loro assicurati quando essi aveano le armi in mano in una guerra giusta; ma ancora si cominciò ad opprimerli con leggi le più empie e più crudelL Questo celebre trattato somministrava un argomento perenne ad O'Connell, per provare l'innata perfidia dell' Eresia anglicana e del fanatismo orangista, e la fedeltà e la onoratezza della cattolica Irlanda. L'immensa fiducia, il tenero amore degli Irlandesi pel loro Clero, indipendentemente da ogni altra considerazione, proviene da ciò che il Sacerdote Irlandese è l'aomo dell'Irlanda, è Taomo del popolo. Se mai fosse spesato, o, per un legame qualunque, fosse attinente al govemo, perciò stesso diverrebbe l’uomo del governo, lo strumento senrile della corona; cessa d’essere l’uomo del popolo, e perde la fiducia e l'amore del popolo. Un clero salariato d’un governo nemico della sua religione è un clero degradato. E un clero degradato non può più parlare a nome di dio al popolo né esseme ubbidito. Quindi il popolo si comincerebbe ad allontanare dalla pratica della legge di dio e della religione ed a poco a poco cade nella dissolutezza e nell’indifferentismo. Quanto meno si può sospettare che il sacerdote parla nell'interesse del potere umano tanto più ha forza nell’inculcare la legge divina. Quanto è più indipendente tanto è più rispettato. Quanto è più libero, tanto è più potente. Quanto è più disinteressato, tanto è più amato. L'occhio acuto e zelante di O'Connell yedeya tutte queste conseguenze nell'offerta insidiosa del goyemo protestante di salariare il Clero cattolico; e perciò attaccò sempre questa misura con una energia e con una perseveranza superiore ad ogni idea. Pochi anni sono il comandante Inglese di Gibilterra si avvisò di intavolare una persecuzione in forma contro la Chiesa Cattolica, sino ad incarcerare Monsignore Hugon Vicario Apostolico in quella stazione. Quei buoni cattolici non ebbero che a ricorrere ad O'Connell; e mediante il suo zelo^ la sua influenza e la sua attivila onde gridò altamcnlc e presso la Regina e presso il ministero e presso il Parlamento; il Vicario Apostolico fu restituito alla sua residenza, il comandante fu deposto; ed a quella Chiesa fu renduta la sua pace e la sua libertà. Questo sistema, di giovarsi dei mezzi legdi che, in ogni slato, si troTano più o meno efficaci ed a disposizione di latti, affine di rivendicare dalla Podestà civile la libertà della Chiesa, ha ricevuto non ha guari la sanzione del Sommo Pontefice Pio IX in queste parole da esso pronunziate nel Concistoro degli undici giugno p. p. a commendazione dell' Episcopato di Francia, nobilissimo corpo di Pastori della vera Chiesa: Ecco il tenero e saggio proclama che VÀssodazione della Revoca ha diretto al popolo dell'Irlanda nella circostanza della morte di O'Conell: Compatriotti ! O'Connell non è più. Lo spirito animatore dell'Irlanda è estinto. Il lume delle nazioni è scomparso. Lamentatevi' e piangete pure, o figli dell' Irlanda; poiché la tazza della vostra afflizione è piena; e i vostri patimenti sono senza misura. Colui, che formava la gloria de'vostri cuori, è stato percosso, lo splendore di Erin (dell'Irlanda) si è spento. Il liberatore dell' patria è morto. In unastagione di afflizione è piaciuto air Altissimo di colpirci fin alPestremo. La pestilenza e la fame opprimono il nostro popolo: mentre in un altro suolo, langi dalla amata sua patria, giace il veterano Campione dell'Irlanda. Sì, piangiamolo pure, perchè tutto il genere umano piange la di lui perdita; ed il lutto che ci colma, per la sua morte si estende a tutto 11 mondo.Sì per tutto il mondo un granyuoto è sentito. Chi lo colmerà? Qual nazione^ qual popolo non ha perduto in lui un benefattore? La nostra patriA ha perduta la sua guida e il suo Capitano. Abbiamo però senv: pre le massime della sua sapienza; e son queste le norme che rirlanda deve seguire: per esser sempre sotto lo stendardo di O'Connell. I suoi insegnamenti sono sparsi fra di toì, come per tutto il mondo. Non vi è durata di tempo che potrà far cadere in oblio la sua dottrina. I suoi sentieri erano quelli della pace« Egli camminò per le yie della legge e dell'ordine. RammentateTi di quel suo detto « Colui che commette un delitto, dà forza al nemico. Ora per i suoi lunghi e fedeli serrigii, per Tesempio sì nobile della sua yita, per la gloria del suo nome immortale yi preghi»* mo. Ti scongiuriamo, o Compatriotti, di non abbandonare giammai i principii, e di non mai dimenticarTi degl' insegnamenti di O'Connell. Fra mezzo a tante anime Teramente cristiane e generose, e perciò amanti della Tera Keligione e della Tera libertà, che si troTano nel partito legittimista, molte Te ne sono degeneri e Tili che, sotto pretesto di difendere il principio della legittimità, non Ti è dispotismo cui non s'inchinino, non tì è despota che non adulino, non tì è interesse, per grande che sia, che non sagrifichino: fosse anche la Keligione, fosse anche la patrial Per costoro adunque Daniello O'Connell ha doTuto essere, ed è stato di fatti segno di contradizione e di disprezzo. Non Ti è specie d'ingiurie che gli abbiano risparmiata; non Ti è specie di accuse che non gli abbiano fatte nei loro giornali; sicché, non solo in Francia ma in Italia ancora, e perfino qi^i in Roma, sono giunti a creare le più sinistre preTenzionl aiH che contro l'ortodossia di cui il grand*uomo avea date prove sì grandi e si luminose! Quindi è accaduto che ayendo egli dimandata la grazia, che il suo Confessore, che conduccTa sempre in sua compagnia, potesse, in ogni diocesi, udirne la confessione, senz'essere obbligato a chiederne la facoltà al toscoyo del luogo; questa grazia gli fu negata. L'amico, incaricato di ottenergliela usò però la delicatezza di nascondergli questa negatìTa: solo gli manifestò che, dietro le dicerie e gì' intrighi di un partito, in Roma 'si era incerto intomo a'sentimenti delrO'Connell, rispetto alla S. Sede. Ora O'Connell, al sentire che si metteyano in dubbio i suoi sentimenti di filiale attaccamento alla Sede Apostolica, ne pianse per dolore; e rescrisse subito una lettera che termina con queste ammirabili e tenere parole, degne di un S. Girolamo, e di un Sant'Agostino: «Io venero in ogni cosa Tautorità della S. Sede. Io spero bene ( poiché mi conosco) che non yi è una sola persona nella Chiesa che, più sinceramente di me, faccia di tutto cuore alla S. Sede la sommissione (nella più larga accettazione della parola) che la Chiesa Cattolica dimanda a'suoi figli. Non ho mai detto, e non dirò mai una sola parola che a lei non sommetta colla più profonda obbedienza. Sono attaccato di cuore al Centro dell'unità, col più ardente desiderio di non mai separarmene, né in pensieri né in parole né in azioni; e se mai mi accadesse che io m'ingannassi nelle opinioni che enuncio, spero che si avrà la discrezione d'interpretarle a seconda de'miei sentimenti: giac- ché LA MIA SOMMESSIONB ALL* AUTORITÀ* DELLA CHIESA t COMPLETA, INTERA ED UNIVERSALE. > QuCStO bell'atto di fede, questa bella professione dei sentimenti di un vero cattolico, di un yero figlio della Chiesa, essendo stata posta sotto gli occhi dipi Sommo Pontefice, lo intenerì sino alle lagrime. Le ingiuste preyenzioni si dissiparono, e la grazia fu all'istante accordata. Gratior et pulchro veniens in eorpore viHus (Vfa-gil. Aaeneid. lib. ix). E quell'invitta ss forza che ha virtù a beltà mista f'Ttaduz. di jnnib, CaroJ, CENNI SUI SOLENNI FUNERALI Celebrati in Sant'Andrea della Vcdh di Roma per V anima di Daniello o'connell. lìt A. quel sommo Irlandese di DanieHo O'Connell» trapassato in Genova il 15 Maggio mentre a Roma dirigeasi, doTea Ro* ma nna lacrima di dolore » una prece di etemo riposo, una parola di lode. E fu pio dlTìsamento di alcuni ottimi Ecclesiastici, e di altri distinti Romani, che per collette, solenni esequie si celebrassero per l’anima del gran Cristiano che tanto aTea meritato della Religione, della patria, del mon- do. Il Sommo Pontefice l'immortale Pio IX n'espresse il suo pieno gradimento; e allo stimolo delle parole, perchè la pom* pa funebre riuscisse degna di Roma, aggiunse l'opera di ge- nerosa largizione; concesse, per ispecialissimo pririlegio, i ric- chi paramenti sacri della Cappella Pontificia, e a maggior suf- fragio di queir anima dichiarò priTilegiati tutti gli altari di 8. Andrea della Valle nei giorno in cui quest'esequie avreb- bero avuto luogo. I desiderii del Sommo Gerarca, e l'aspettativa del popolo romano non verniero defraudati. Nulla fa ommesso, anzi con ogni premura e diligenza si procurò che la sacra cerimo- nia riuscisse decorosa e magnifica quanta altra mai di simile natura. Lo stemma gentilizio e apposita iscrizione locata sulla por- ta maggiore della Chiesa annunziava al pubblico che il po- polo romano rendeva f^i estremi uflBcii a Daniello O'Connell; altra grande iscrizione sulla porta all' intemo enumerava le principali sue gesta. Quel vasto tempio ti presentava triste ed imponente aspet- to. Il bruno di coi era tutto vestito dava maggiore risalto alle sue belle forme archiletioniche; né qaelle gramaglie ti ren- deano usa tetra monotonìa, che la maestreyole disposizione delle seterie e de'yelluti, e la ricchezza delle frange ad oro, nulla togliendo all'effetto lugubre che ispirar dee il tetro co- lor di morte, il rario e il gajo dispiegara agli occhi del ri- guardante. Maestoso e svelto- insieme sorgeva fino a sessanta palmi sotto la gran cupola il catafalco, nel cui basamento leggeyansi delle iscrizioni dettale dal yaloroso latinista il Ca^ nonico D. Francesco Mauro. Nel secondo ripiano Tedevasi un gran medaglione a basso rilievo rappresentante V effigie di O'Connell morente, cui la statua della Religione che tut- to sormontava il monumento, «ombrava dire Il valente Scultore signor Binaldi avea Tubo e l'altra modellato. Negli altri tre lati dello stesso ripiano e- rano, a finto rilievo, espresii tre fatti memorandi della vita del grand'uomo, oggetto di questa pia cerimonia; cioè: Nell'uno rappresentavasi V atleta della emancipazione Irlandese pero- rante per la prima volta nel parlamento inglese in difesa del diritto de'CattoIici a sedervi. Neiraltro scorgevasi Lui segui' to dal corteo e in abito di Lord maire di Dublino (abito che O'Connell è stato il primo Cattolico ad indossare da dueceiF t*annl) ricevuto dal Clero alla porta della Metropolitana di quella città. II terzo accennava alla sua gloriosa liberazione dal carcere» e lo si vedeva salito su di un cairo trionfale in- dicando al popolo festeggiante la gran Madre di Dio, da cai riconoscea il trionfo della sua innocenza. ADYBRSARIIS SYPBRATI8 G0NS0PITI8 FACTIONIBYS CATBOLICA RBLIGIONS CYI SE TOTYM DBYOYBRAT IN LIBBRTATBM YINDICATA BX SABCYLI PR0CBLLI8 IN PORTYM ABTERNITATI8 SE RECEPIT INGBNTI STI DESIDERIO APYD CIYBS TYM APYD feXTBROS RBLKTO OBIIT lANUAE ID. HAT AN. SAL. HDCCCXLYII TIXIT ANNOS LXXI MENS. IX. DIBS TI AD AETATBM BT RES GESTAS PER DIT AD POPTLORTH PRAB8IDITM AC SOLAMBN HBT PARTM DIT In tumuli temporarii lateribus hincinde. DANIEL O'CONNELLVS TNYS POST HOMINTU MEMORIAH QUI SCRIPTIS YOLYMINIBTS TANTA SAPIENTIA RBFBRTIS IVRA FIDBI LIDERTATI9QTB QVAE SE ANTE A INYICEM AYBRSARl YIDEBANTYR AMICE COHPOSYIT AC CETERIS GENTIBYS YTI HANC INIRBNT YIAM YNDB TAXTA AD IMPERIA FIRMITAS AD RELIGIONBM MAGNYU INCREHENTVlf REDYNDAT QYASI SIGNYH EXTVLIT YNIYERSIS KA FYIT GRATIA ET B^STIUATIONB YT PRIHVS CATHOLICORVM IN ANGLICIS COMITIIS ADYBRSARIIS FRY8TRA OBNITENTIBVS IN SBCVNDO ORDINE SBDBRIT IDEMQYB TOT ANNOS REU POPYLAREU DEXTBR BGtT ET PRINCIPBH SEMPER LOCYM OBTINYIT PER QYEM lYDKIIS SEYERITAS LEGIBYS ADSERTA EST DIGNITAS FRENA INIECTA LICENTIAB PIETAS ET RELIGIO AMPLIFICATA MAGNIS AYCTIBYS BIS ARTIBYS YIAU AFFBCTAYIT AD SYPEROS IV. DANIEL O'CONNELLVS PtO BA QVA FVIT STMMA ERGA 6EDEM APOSTOLICAH OBSERVANTIA ET SANCTISS. PONTIFICEM PIYM OPT. MAX CVIVS FAUA APVD OMNES GBNTES lAM PERCREBVERAT ROMAB INFIRMA LICET VALETYDINE ITER SVSCEPIT YERVM lANVAE QTTM MORB\'S MAGIS INGRAVESCERET IN GERISTI SBRYATORIS PRO SE CRTCI ADFIXI COMPLBXV DIEM OBIIT SYPRBMYM ALTER MOYSES TERRAM YIYENTIYM DB LONGB PROSPEXIT CVIVS TAMEN COR IN QYO DYM YIVERET CANDIDA RELIGIO PIETAS AMOR PATRIAB YNICE YALVIT DANIEL FILIVS AD PATERNA BXEMPLA C0NTBNDEN8 ROMAM SICYT MORIBNS IPSB CAYERAT PERFERENDVM CYRAYIT In aversa tumuli temporarii facie. V. DANIEL O^CONNELLVS BXIMIA FYIT IN DBYM PIBTATB m YIRGINBM DBIPARAM IN CVIVS TYTELAM SE TOTYM TRADIDERAT STVDIO SINGVLARI lUSTITIA VERO INTEGRITATE ANIMI FORTITYDINE LI6ERALITATE DILIGBNTIA FACILITATE QYA SE OMNIBYS BXAEQYAVIT NVLLI OMNINO COMPARANDYS QYAS ANIMI SVI YIRTYTBS IN QYATYOR LIBEROB SEDYLITATB TANTA INSTILLAYIT YT BOB NON TAM SIBI PROCREASSE QYAM DEO ET RBIPYBLICAE MIABSBFBRRBT BT LONGO POST SB IKTBRYALLO RBLINQUBRET QUAE SEQUUNTUR EPIGRAPHAE IN INTERIORI TEMPLO PILIS DISPOSITAE LEGEBANTUR Clamaverunt od Dominum qui suscUavU eis Salvatorem Jud. Clamor filiùrum Israel venti ad me, vidique afflictionem eorumj qui ab Àegyptiis opprimuntur Veni, et miWm te, ut educai populum meum. Ego ero tecum, (Exod.). Ab infamia mea mecum crevU miseraUo, et de utero matris meae egressa est mecum. (Job.). 4. Dedit ei Deus sapientiam, et prudentiam multam ntmis, et Mitudinem cordis, (Reg.). 6.Justitia indutus sum, et vestivi me sicut vestimento, et dia- demate judicio meo. Oculus fui cocco, etpes claudo. Job. Gubemavit ad Dominum cor ipsius, et in diebus peccato- rum corroboravit pietatem. Eccli. Princeps fratrum, fundamentum gentis, staòilimentumpo- puh Eccli. Ubi non est gubemator, populus corruet Prov. Custodiva illum ab inimids, et certamen forte dedit UH ^t vinceret (Sap. x. 12). Descendit cum ilio in foveam et in vinculis non dereliquit illum, et mendaces ostendit qui maculaverunt illum, et de- dit UH claritatem aetemam. Sap. Loquebar de testimoniis tuis in conspectu regum, et non confundebar, (Psal. ii8). i I. Populumjustum liberava a nationibus, quae iUum depri- mebant. (Sap.). i2. Vos fila confortamini, et viriliter agite inlege, quia in ea gloriosi eritis, (Macc.). Majorem hac dilectione nemo habet, ut animam suam ponat quis prò amicis suis. Joan. Mortuus est pater et quasi non est mortuus: similem enim sibi reliquit post se. In vita stia vidit, et laetatus eit in ilio: in ohitu suo non est contristatus » nee eonfu. ÀS est eoram inimicis. (Eccli.). Praecepit Josue principibus populi dicens: Mementoteser- monis^ quem praecepit voÒis Moyses famulus Domini, Et responderunt ad Josue. Omnia quaecumque praecepi- sii nohis fademus» sicut ohedivimus in cunctis Moysi» ita ohediemus tibi. Josue Decessiti non solum juvenibus, sed et universae genti memoriam mortis sttae ad exemplum virtutis, et fortitu- dinis derelinquens. (II. Mac. vi. 3). 17. Cum placuerint Domino viae hominis^ inimicos quo- que ejus convertet ad pacem Prov. Sapiens inpopulo haereditabit honorem et nomen illius erit viveììs in aetemum Eccli. NIHIL OBSTAT Josephus Maria Can. Graziosi Censor Theologus IMPRIMATUR F. Dom. Buttaoni O. P. S. P. A. M. IMPRIMATUR Canali Patr. Constantinop. Gioacchino Ventura dei baroni di Raulica, Gioacchino Ventura Da Raulica. Gioacchino Ventura di Raulica. Raulica. Keywords: l’origine dell’idee – il fondamento della certezza, la legge naturale dell’ordine sociale, la sicilia come stato sovrano ed independente. Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi Speranza, “Grice e Raulica” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Ravelli: la memoria, la ragione conversazionale, la memoria, e l’implicatura conversazionale – la scuola di Milano -- filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library, Villa Speranza (Milano). Filosofo italiano.  Milano. Lombardia. HACTENVS ab EIVS PRIMO AVTORE, HVIVSCE iecundo qmde m mcognitd, ita obfcureliudio tradita, vtiegerehedum ffi lN.lN INCLYTA Academia HeidelbergenfiltaKcs &Gallic liflguaeinforniatorcm. TRANCOFViri Hoffmanni, fum titfc bus Ioann TheodoncidcBry, i»»#>f.DC. XKl/o LLC. AMPLISSJMIS VIrisquecIari(fimis, Dominis Profcflbribus, ac Heidelbergenfis Aeademia: Mc- i coenatibus &Patronis fuisobferuaa- di/fimis, Vrn admeperuene- rit arsmemoru arttficialisperltalum Mthi tradita^uitantum ei tnbuk, vt quodmagnt mu- neris loco mthiofferret, hac ipfaarte mhilpotius aut an- Uquius haberet( cmufrcifi* dem mihi alti cmoque Ittera^ 2 rum Epistola. rum ftudtofifecerunt,quili- belli huius c&pia fibi fatta, ed maximee refitafore iudica- runt.) conicfluraaffqutpo- tuifitentiani baric fitn publicum prodirei, iuueniuti, iri cuius tnjlituiione iotius rei- publics. cardineverfaripru- dentes (emper fenfirunt singulart munufeulu offerre fed vt aliqua expartegratterganjos antmi ftgnumextaretycjua fi- ducia fretns vos idipjumfe* rena fronte accepturosnuU Ihs debito: Deum rogans, vt vos omncs et ftngulos diu 4 3 (ojjn* £ Ep I S T* DeDIC«. fofbites^ tncolumescanfer- uet> quo @f meafotiHSfy hu- tus Academufalus ac pra- Jperitas humerunec iniuria macremfapi- entiaea philofophis appellatajquo nomineetiam Themiftocles, muIciquealiiobinfigne memorias acumen commcndati leguntur. Ecfi aucemnacuravnicuiqueiat virium ad hoc conceflerit, tamcnnonoh- ftat, quominusartequadam nature^ iaftin&us augeri, et ad rnaiore perfectionem reduci poffit, ad quam artemcum proximc viam fternere prejens libellus videatur,vifum f uit eum publici iuris facere tuoque iudicio ac ccnfurae, candide lc&or, fubiicere-, in quo fi nve operaepre- cium fcciiTe iudicaueris,er i t de quo mihi gratulcr,ac ad eius generis alia aliorum commodo,fi res ita tuleritj inlucem emittendamedc- uin&um agnofcam, Valc. Vicunqs artem aliquam cupit addiicere,debcc adferre amorem et de- fiderium,finequibusin nullo ftudio proficitur, Ncmo quoque debetoffendi exilitate fundamentorum huius artis.NamTheo- logia, lurisprudentia, Medicina et septem artes liberales, aliarqj /cien- t;$ omncs,viginti fex literis confcruantur et ad pofteritate tranfmit- tuntur, nihil aurem fimplicius illij yiginti fex figurarum aJphabetica- rumnotisXonfiderandum quoq;, Japides in terra inueniri, arbores cx ipfaexfnrpere, fed tamenexiisni- hilpoiTe effici, nifi arte accedente certiffimumeft, cx quibufdaenim fitcalx, mftrumentis alijcoaptan- A 5 tur ro tur ad ftcuauram, hx fedione pr«- parantur ad ftruendu focunx idem dc Musicae fundamentis eft, m quibus trcs fignantur claues, fitfex no- %x > in his fundamentum confiftit acus tam excelientis. Idemquoque 4e alus fentiendunh Si igicut oipniufcicnciarum, et rerum etiam 'naruraimm parua cognofcarareffe fundamenta, nemo mirari debet fauius actiseciam talia effcqua? funt quacuor, locus,imago,ordo, loco- yumacimaginumpraxis, fiueipfum exercitium. Eftautemiocusimagi- pum fedes, feu receptaculum, in quo imago vna vel plures poffunt ollocari. Vtimur autem in hac arcedomibus in quibus oblecuanturcubicu la &in nsparietes hocordine: lnstantes apponimus tecgumoftio& qui a finiitra manu eft, eric primus, quemalij ordine fequuntur, men- fam feu pauimentum ponimus pro ouiato paricce, et in vnoquoque pariete vna licera M vtinfra, NB. prxcedendum figurarum ordoin- uertipoteft&debet,vbi quiseisv- titur inconcionibus, & argumentationibus applicandis, vel aliis themahabentibus. Quodquidem thema inmedio collocatur &tum procedendumeft hoc ordine, De reliquis figuris idem efto : qua: figu- rx ita funt diuerfificata: vt quis gradatim poflit proficere, et Mis vti pro variis occurrentiis, Imago eft figura cuiufcunqu%rei. Imagines rerum fub afpe^um cadentium valde faciles funf, earum vero, qu^ noa n Ars Memom^ non cadunc fub afpeftiim, vidcntur quidem difficiiiores, induftriata- men humana modum inuenit, quo omn umrerumimagines inprom- tuhabeantur. Qu >\xm mulcasfo- lcnt dareregulas ad imagines inucniendas, fed nos generalcm vnicam tantum dabimus, qua modis aliis nonindigentes,paratasfineftudio, &labprefempcrhabeamus: vcfuo locodicctur» Hqc au tem diuiditur in propria, quae refcrt illam vnicam tancum rem,cuius eft imago, vcfiponatur imagoChr.fti vt reprcjencet ipfum metChnftum, sed fi vtar jmaginc Chrifti, vt legam vir vel homo, est impropria &c. Dialecticus hoc ita cxprimic paucis: Quando imago indiuidui ponitur pro ipfo indiui- duocftpropria, fi vero pro fpeciei vel generis repra?fentationc, aut fu- pcrioris ponacur, crit impropria. Adducitur hxc diuifio vt declare- turliccrc intcrdum vti imaginibus impropriis,quiaA ffit iutitadcxcitandam memoria vt exemplis declarabitur, Altcrad.u (ioneimago tftpcrfeaa, vt rcrumimpcifcaajcdua den- fevc 14 Aks lAtU6*tM* fevt omnesviciinundent, necfic- cis pedibus tranfire liceat, iam per-fe et aeft: foloritur, imperfe&a, (ed inaximafiguracolore rubrovel viridi, nunc perfe&a eft, atq-, ita nunquam haerebimus, quin hoc!quod petimus confequamur Tertiaparseftordo, dcquople- raquc di&a funt, fed duo tantum rcftant adiicienda, vidclicet decorum in eo observandum Si quis enim velit Chriftum in cru- cependentemita repraefentare, vt mater fupradcxtrampedibuscon- fiftat, San&us Ioannes lupra sinistram, Maria vero Magdalena fu- pra caput, valde a decoro deflexerimus: fed oportet fic facerevtvfus et decorum postulant* ltem, fit fupplicatio > non erit episcopus qui crucem fequatur, fcd pueri fymphoniaci, iuniores facerdo- tcs, deinde feniores, canohici, t£ridem fequitur Episcopus. Itemda Rege intrantc ciuitatem cogican- dum. b Quarta eft praxis fiue exerci- tium, de quo poftquintam pr*le- tfionem abfolutam, qu*dam ne- cdiaria dicemus : oclaua vero lc- jftione Jatum mare praxi s nauiea- bimus, declarantesquomodo Gramatic*, Rhetoric*, Dialcftic^re- Iiquifque artibusliberalibus appli- J«ur,Thcologi*,Iurisprudciiti f Medicinx,quomodoaduocati,c6-. uiianj, pr*fides,Legariad prtncn pes, et cuiufque fun&ionis homi- nes, eadem vti poffinr* Nunc vc- ro manum operi admouentes in- cipiamus aliquid ad praxin reduce- re, a minimis paulatim ad maiora progredientes. Regula vocabulorum intelle&o* rum harc eft, (nam non intelle&a in quartam reiicimuslecl:ionem, tunc exprofeffo de iis aduri) dequibus ii iam traftare vcllcmus, nihil pr*ter ieiunam tna&acionem au- dire- Ars ditetis.idcoconf«lti U sv,dctut..$ ernims. Vobis monfttate modum edendifpcciminis, quod nemof.nc Siniculoattispotcft,ct.amf.v. er.concinuisannis ia utplunbu S memotiamcxetc Uiflct. Vocabulaita^intcUcaamcmo-, ia tctinentut, imagimbus eotum inlocispof.tis, atctibutamfign.ah. quaaamnc. quscxvctcnautno- Sofumctutteftamcnto: Ex hifto. Sfactisvclptofanis cxtabuhs «oetatum, velcx v.cacommum.h Uton.h. lcxiftisd.cuttat.l.ccc fingcte ad vohincacem noftram. tfullum auccm pocctit dic. vocabulum. cuinon ftatim poffimus et- fineerca&ioncm. Platoquodam tempote docens dcldcis intstahosauditotcshabuit Atiftotclcm adolefccntcm ad- ioc nori ca opinionc doftnns, quapoftcafuit et DiogcncmCy- ^cumicumqucfubtilitctdcmcn- Scc U cyWc loq«ct«ur, S jf heutermentemaflecutus cft, Ari- ftoteles clamfecumridebat: Dio- genes exclamauit diccns : Men- iamquide &c cyathum vidco,men- fcitatem et cyathitatem non videoS Refpondit Plato, nonmiror;ocu- los enim quibus menfam et cya- thum vidt as habes; mcntem qua menfeitatem et cyathitatem vi- dias, nonhabes; haxmolocoEra- fmus in apophthegmatibus:ex qui- bus conftatPlatonernaliquarrico- gnitiottem artis habuifle, multo 1 tamcn clarius id patet ex diaiogo in quo introducit Hyppiam tan- quam de magno bono gloriantem, quod 50. vocabula fcmel audita, quolibet ordine repctere poflet. Hocautcm nerao mortalium (au- da&erdico) fine fubfidio artis po- teft; colligitur ergo aliqua fuiflc illum adiutum arte* Idipfum au- ditores noftri aflequuhtur ex pri- ma le&ione, eodem, quo incepe- runt audire, die; &fivna,duabus B ttih iS tribus, aut quatuor feptimanis, pcf lernihoram bis quotidie quis velic ex hac fe exercere regula, ioo. 200. ^oo*aut plura repetere poterit* Contiderandumpr$tereahiceft, artem tam cfle natura? congruentem, vtnuUusfithominum,quin illa rudi modo, licet nihil vnquam . audierit, vtatur. Si quis enim velic cogitare, vbi natus fum l in qua vrbe, vico, domo, cubiculo:nonnefta- tim ad locum confugiec ? Si vero quo patre,macre, qui fratres, foro- res,(erui, ancilla? ? nonne ad imagi- nes confngiet? &c. fieri enimnon poteft, vt alicuius reirecordemur, ne minimae quidem, nifi auxilio lo- ci aut imaginis. Quemadmodurft enim D t vs principia omniii scientiarum et artium infudit homini- bus, quibusfivtivelimus, et inali- quo nos debito modo excrcercex- cellemusjfic&inhacfitarte. Aliquandoaliquis indocTus,agric#la, enthymenaa vel lyllogiimum con-£cit m ojiiii ficit, folonaturzdu&u, fiillearti DialedicaEropcradcdinct noneex- celluiiTetihca^ideiudiciudec^te» risartibus liberalibus et mechanicis Patet igitur hancartem memo na conuehifrecuipfanatura,quarri perficit, ideoqj mirtime ncgligen- dam.Sed longms a propofito denV ximus, ad fpecimen redcamus. Quamuis enim regula fit clareex- pofita, tamen nifi exemplisdecla- i ctur,arbitror non fatis eam a vobis poflecomprchendi. Exemplavero hic poncnda non putarcm, mfi ani rnusmihief Tetartisamatores iuua- du Diximus fupra vtcndum efle cu - biculisCinprinGipio)& applicanda vocabulaintelle&a, vt eo facilius, et maiori affcftione, tyrones apprehendere artcmqueguftarepoffint. fcmngat igitur fibi aliquis cubicu- lumcuiusparietes quinq; habeant Jocainpnmafigura (licet etiam v- naquaq; aliarurh vti poffet,fcd hci- Iitatis gratia hac cohtenci crirhus) B 2, quz funt quinque,| et in fingulo pa- rietetotapponendo 25«erunt,qui- buspoteruntapplicarii^. vocabu- la diuerfa non voce, fed mente, vtlinteum, culter, calceus,hber, templum|pileus, sapientia, meretrix, panis, tecl:um |campana,virgo, bos,futor,diligens| fluuius, cuftos, caro,bombarda,ftabulum| cande- la,feneftra,fponda,auis, inimicus| En habetis excmplum, iam exer- ceatis vosin hac prima lectione vt poftmodum ad alia pergamus SEntentia fiue textus continuus memori^commendaturacrcti- netur,principalium vocabulorum imaginibus in locispofitis, minus principalibus ita eft accommodan- da memoria naturalis, vt adiuta imaginibus principalium, etia minus principalia repetat.ad quod re- «ftius faciendum oportet quatuof diligenter confiderare. u prxci- puam R s Memori^e, licfl I puam imaginem tocius fencenciar, nec refert an ilJa reuera prsecipua iic,annon> modo quiseamprotali iudicec. 2. diligencer aduertendum adprimam cuiufq; fenceci di6cio- nem, nam fi redeun tes ad locum a- ciementis velprecipuaimaginem videamus, vel primamcuiuiqjfententi diclionem, facile memoria naturaHs reliqua fuggerit,perinde atqi in fcholis pueri, fi noexafte re- neac penfum leftionis.quod tamen aliquotieslegerunt; fi cuiufqjvcr- fus primum vocabulum,reliquis te- &is,liceret videre, facile ornnia recitarent, ita quoquehicfierifoJec iCauendumeftne fynonvmu pro fynonymo fubfticuacur,nam hic fa- cilis folece/Te lapfus: fi dico mulier, enfis.complccUon cibi dicendum, roemina, gladius, repleci, &c. Curandum prascerea vc fingul* didio- neseodemrepccancur ordme, quo vel leclra- vel didaca?fuerunc. Sedcurnos vrges (aliquisinrer- B 3 rogabi OnciynonymUjp fynonymo fubfticuacur, vel ne ahquando ordo nonnihil inuercacutf quorum alce- ruvel vcrunq; fi mihipermiccacur, ordo cric melior et elegancior: illi enim qui primum fencencias pro- tulerunc no cam de propriecace vocum &collocatione, qua de fcnfu expeditofueruntfoliciti. Refpon- deoduabus decaufis idvrgeri, pri- ma, vt declaretur per artem id fieri poffe:fecunda, magnam affert di- centi autoritatem, fi auditores do- mum reuerfi (ententias iifdem o- mnino verbis eodemque ordincin citatis au&orum bbris inuenianc: fi enimter, quatcr, autfaepiusidde- prchenderint,eolliget orpnesfem- pcr fentencias ica ab illo in medium produci. Sed aliquis rogabic forfan mo- dum, quo duq (uperiora conlequi quispoffic. Refpondeo,forcimen- tis applicacione ad fingula vocabu- la, & adcollQcacione:&exercicatio- nci 2S ne, quibus folis illud aftequemur, ita vt nos ipfos admiremur* Pranereaab orficio quodinora- tionehabet,(i enim videamnsima- ginem nominis fubftannui m ac- cufatiuo vel ablatiuo politam, nec- efleeft alicundeclependerc* ficon- iun£tio,iam fuofimgiturofficio: in- terie6): io facile obfcruatur. In adverbiis opus eft maiorementis applicatione: &ha?comniafunr, qn^ deregulaomnium difficillima dicerefole musiquadicctficenuclea- tafit; exiftimo tamen ptax;m vobis videridifficilcm, nili exempiisva- riisilluftretur. Sit itaq; prima fententia ha?c. Princeps fine 1iteris, quasi nau is cftfineremigc, &volucnvfinepcn- nis:qua? fic eft applicanda: ponitur nauis in qua ftat princeps, cum virocuiustunica talaris plenaeftau- reislitcris, in vefte veroprincipis nulla eft, et fi c ex oppofito legarn primam partem : deinde confide- B 4 randa 14 Ans Memorijs. jranda nauis.in iifq> locis in quibus; remiges federe foient, nemo appa- ret.ac fertur tardo ac obliquocur- fu, quod confidero non fine caufa fieri, cum alioqui re&o et celeriore procedere deberet, &: fic legam fe - cundampartem: ex clauoin malo pendebit grus vel anfer depluma- tus: ac indevltimam partemcolli- go,& fic fcntentiam» 61. literis ocu- lis exterioribus cxhibitam fextan- tum imaginum adminiculo, acic mentis iegam : atque hoc exemplo fufficiat, cu quilibet ad placitu fex- centa fibi exemplainuenirepomr, Quemadmodum ambu4antium in fole vmbra corpus feqUitu r, fic in hac regula imagines comi- tanturres ipfas. Deinde nonopus eft,vos obligare adipfamet verba, qusE duo magnam afFerunt facilita- te:regula vero hxc eft:res memorie. jommendantur, cum fummatim ipfq«f i$ jpforu negotoriuordoin lociscoj- locatur, In hac tria nobis insinuantur [HOLDCROFT ON GRICEO ON IMPLICATURE AND INSINUATION, to mean, to suggest, to imply] ; primum, omniaquaxunq; vo- lumus applicarc,redigcndacfre in epitomen, non enim cam longela- teque ficuci a concion -itoribus, vel declamacoribus ornandi; captan- da?quebeneuolenti£gracia, propo* nuncur,nobis excipienda func; fed faciseric, fiipfas cancumres necef- farias, feu nudas appliccmus ; ac cum poftea opus eric, ex nobis ipfis ornabimusapplicando, Secundu. epicome llla eric cam magna,vc vno loco comprehendi non potfic, nam fingamus biblia incpicomenreda- 6ta,camen erunc libri Genefis, Ex- odus, Leuicicus, Numeri, Deucero nomiom &c.&infinguliseruncca- pica, fed vnumquodq; capuc, quod quinquaginca auc centum lineas feu verfus concinebic, nunc cantumfex, o&o vcl decem contine- bir; et tamen tam paucis verbis, o- mnia erunc comprehenfa, qua? toro B s bibliorum corpore. tdemindiciurn deciteris* Neeeflarioitaq; diuifio inpartesmaiores et minores fein- gerit,& qui ex praecedentib. ftudiis affert promptitudine redigendi ali- quid in cpitomen et diierte diuide- di in partes maiores 6c minores, ille valdeidoneus eftad hancregulam in praxim reducendatrnqui vero id nondum funt adepti, vt icholaftici primae et fecundx claffis &c. de- bentfeexercere vt promptitudine VtriusqjConfequantur.Diicretaaut diuifio in eo confiftit, vt quae coniugenda funt non feparencur: qu* ve- yofeparanda funcnoconiugancur. Tertium accipiende, funt imagines minorumpartiu&: mlocis ponen- dar. Quartumadiungimus,videli- cet repetici one,de qua fupra locuti fumus et poftea bis terve eiufdem faciemus mencionem. Pofluntautcmin comprobatio- nem rcgute fumi exempla 4. ex ve» terijtotidemcxaouo Tefta* exhiftehis Ars Memohi^ zj ftoriis,itemfacris&cx fabulispoc- tarum,& ex vita communi ; dcindc proponercexempladuodecim,ni- hil mter fc coha?rentia et ignota, vc oftendatur reg ula a?que cpm mod&:c* da,de,di J Interponitur vocalis duab. con- {bab, bac, bad*j beb, bec,bed >&c* cob, coc, cod 4. Vocalis poftponitur duab.con- fonantibus,vtbra,bre&c.5. Dua- bus vei tribus confonantibus fub- iun« J| iungitur vocalis, aut diphtongus. alysduabus\eltribus confonanti- bus fequennbus; vtplcbs, ftirps, ftre.dts.deftprirlij.inlingua Germanica fupcriorc et inferiore. Sed hu.ufmodimonftrofefuntfyllaba' et m rarovm. Exomn.bus itaque lyllab.sre l icienda;funtinufitat a et remanebunt,ooo. a ut je oo. ttun ex D.ft.onario quzrcnda nomina fubftant.ua, ab iis iyllabis incipicn- t.a, et tam familiar.a reddenda.atq. nunc funt liter*alphabeti, accum v/uspoftulabit(fiplacethicmodus) vtemur. proutdemonftratum eft. Quartus eft vtimago pti mx U terx ponatur m loco ; et pro duabus aut tr.busreftantibus,attribuatura£rio tah .nftrumento, quod in initio fui .llasexh.bcantivtfiexprimendum efict vocabulum oma imago prima: tund.tvelfran gI t ; ca pi turprima matula.coniungiti.rimagin.primc hterc et cfficit oma:Si vero ponatur Antonhis quimolam vcrtit, capi- tut mo a mola&coiungitur imag.m prim* hteta: Antonii,& fic habe- m us,amo,quodvetbumhcetfit.n- telleaum, tamendeelarationiser- «jopofitumeft, hicmodus tantutrt fetuit diai, unculis,duaruro> tt.utn autquatuo.t htetatum.Quintus ve- to roodus, meo iudicio, aliis omhi- bus prxferendus, vtmagmshtenS infieni colore fcribantur in loc.s vocabulanonintelleaa.&ment.s acie f edeuntcs pet fingulos locoS videamusaclegamus, quod non tantumnonintellcais.ledomn.b, non figut atis:vt funt voces quatuot pattiumindcclinabilium figut* Arithmetics acc potcft appl.can,ac inteidumetiam intelleais.vtcum nominaptoptia. viforum. fem.na- rum.cm.tatum &c. f et.nenda funt. Poffunt pre,teteahiomnes mod.ad libitnro mUceti.vt vna pars per pn- mum. alia per fecundum.tett.a. aue quatta.velalia pet qu.ntum, ptout CUlUS- m cuiufqueiudicio commodiffimum videbitur,efFerantur. Huic ledtioni adiungi folet, dc perfonarum collocatione &nume- risarithmeticis, quarfubferuientfc- quentibuslc&ionibus.Perfona: tri- bus modisexprimuntur, i. per pro- prium, hoccft, quando perfona a hobis vifa collocatur ex imagine nobis ex afpedu imprefla. ^fper imagine et hic Iatiflime patet.Nam fic Patriarch ?,Propherar,Chriftus, Apoftoli, omne/q; fanfti repra?fen- tantur, et omnesquinoftro(ecuIo viuunt,feiundianobis. Sicpluri- mos fanftos, Pontifices, Imperato- res, Reges, illuftriores homines poflumus cognofcere, infpe&is i- pforum imaginibus 3 &ex figno ipfis attributo. Sic Petrusclauem,Pau- lusgladium, lohannescaiicemha- bet,&c. 3. modovtimur, vtroque praxedenti dcftituti, videlicet per fimile : vtpote perfonam nunquam vidi,imagoeiusnonextat, confu- C gien- wsam giendum igitur ad fimile,vt fi vetim exprimere Clementem Papam, ponam hominem mihi notum, cui nomen eft Clemens, quod ex facic nota eolligo, cum ipfum indu&um concipio veftibuspontificiis atque itafaciesnomen,habitus dignitatemrepraefentat, ldem de caeteris eft ludiciutmMalim ego hxc ctiam per quintum modu vocabulorum nonintelte&orumcxprimere. Nu- menarithmeticipereundem quo- quepoiTuntexpnmi: fedfi quisha- bere malit non ipfasmet figuras a- rithmeticas,fed quod cas reprefen- tare poffit, ita eft accipiendum vt pro i. candelam, vel vlnam pona- mus: pro z. anferem, cygnum fe- dentem: pro 3. anguillam tortam vel (erpentem, aut triangularem: pro 4. figuram quadrangulare vel pileum facerdotakm: pro . ma- num: pro^. ftellam: 7. normam murarij,feulignarij: pro 8.calicem, horologium arenarium, perfpicil- lum: rffl 2 Aks Me Jum: pro^.cornuvenatoriumrpro io mctamiaculantium,annuJu mj vcl fcrpentcm mordehte catidam, efteremus. Exhisdecem fimplici- busomnescomponuntunperinde ac ih notis arithmeticis fieri viJe mus. QVando nobis ipfis habendae- ntconcio.vei oratio : duo iici- musefle: Pnmo pra-fupponimus, pnmamillam cfie fcripcam vcl im- preflam, aut faltcm animoconcc- ptam. Secundo nos haberc locos paratosadillam collocandam, his auobus przfuppofitis, prima crit tegula, vt ipfarii a principio ad fi- hem tarde et attente legamus: v C rereconfideremus qnid fit materic intotaconcione : lecundaerit, v C dtuidaturin partes maiores. Thc- rna,primamath6matcpartem, fL cundam et (quod raro fit) tertiam. I hema m medio ptimi parietis; prima pars in mcdio fecudi, fecutv» dainmedio tertij, terti* in medio tertij cfollocabitur. Subdiuidentur maiores partes in minores, prout materia le patitur fecari. Tertia imaginespartium minorum, quae femper adfunt, erunt collocanda; in circumftantibus quatuor locis, quifin6fufficiant,interpofitisqua- tuor aliis, fecundam locorum figu- ram habebimus, eaque variabitur tribus modis. Tertia pars continet per diuifionem vigintiquinquelocos in vno parietc, qui fufficiunt long flimx concioni collocandae: I In medio collocabitur ipfum the- ma&quzcunq; de thematehabe- ' bimus in viginti circumftantibus locis ponemus: item iniecundofc tertio, ac (fi fuerit) quarto pariete fiucetiam quinto, qusecunquede vnaquaque parte erunt difponen- da,probeneplacito euiufqj.quem- admodum exemplo latius ad ocu- lumdemonftrabitur. Et eftvaIdefacilisIabor,cumno- frshabendaeft: nam fi nonfufficic femellegifle,biscervc, percempo- ns inccrualla legam, manc,meridie et vefperi. fi collocacio imaginum non tam celericer procedir, diucius immorabor,non opus eft feftinaco. Sed plus difficulcacis fubefle vide- tur, cum alcerius concionem cupi- musexcipere, nefcimuscnimquid didurus fic, tum vnum cancum efle fingimusvidelicec, nos habere lo- cosvaldebeneformacos, vtdeiis cumnon debeamus efle folicici, fi poft inuocacam S.Spiricus graciam dicic chema,fuo loco ponecur,fi fta- tim, antequam ad explicationem eiusprogrediatur, diuidat induas vel tres partcs, ill* fuis quoq, locis difponentur,fi non diuidit,fed the- ma profequitur, omnia compendiofeperimagines excipiemus.per regulam rorum. Abfoluto thematc diuidit>prima pars fuo loco ponen- da, &itemfecunda, rcditadexplicationem primae parcis ia viginti v jecis excipientur,prout di&um eft> Excmpli gratia. Tempus eft nos jamdefomnofurgere, Kom.Jj. fta- timcoliocabitur homo tenens de/ xtra manu horologium arenarium, finiftra falcem . et alaria habet vel ad pedcs, veladhumerps, iamha- bcs4imidiumthema, in vnaparte. cft leftica et altera ex oppofito, ex quibus morc quotidiano profiliunt c}uo (efe vcftientes, in altera parte duo homines qui ha£t,enus male vi- xerunt, emendantvitam, virtutes excrccnt, et femper intemplore- t>us diuinis in terefle videntut » iarri altera pars expreiTa. eft* Si dicat tri- plex in facris literis innuittir fqm- pus,corporis,pcccati &mortis,hoc autem thema de fecundo genere iptelligitur : pona in vna parte dor- mjentes, in alia peccantes, in alia Joculos.quibus csidauera imponun- ^un&fic vlterius progrediar,donec primam pattem> fecundarn, £ foi- fan tertiam eciam abfoluerim, in quibus cota eoncio vel oracio ver- fatur. Scd qu#ret hic quifpiam, quomodo fieri poceft.vc canra celericace excipiamus acqueillc Joqui- tur,etiamfi dedita opera velit verba celerrimeproferre, Quacuor id adminiculis futuru eft* Primum,oportetconfiderare hanc artem excipiendi per imagi- nesefle compendiofifiimam, itavc quodconcionator/oo.ita vtmulto cclerius excipiam,quamille loquatur, etiamficoneturmaximeverba mira celeritate profundere. Nam ii exemplum memorabile, vel hifto- riam mihi cognitam incipit propo- nere,antequamioij.aut ^o.proru- lit di&iones, ego paucis imaginib* exprimo, et expedo quando ali- qmd iubiunget, mihi non notum, aut illud etiam efFeram : quod ali- quoties in vna concione, vel oratione, fieripoflet: cxempli gratia, Incipit dicere inter alia, vt autem luculento monftrernus exemplo, hominibus ecclefiafticis magnum deferendum honorem eciarn a viris lummis, Rcx quidafuo nosdocuic exemplo.qui obuiamhabensduos monachos 5 ha?c tantum protulit, e- gopono Regemhonorantemmo- nachos, fratremr«prehendentem, tubicinem antea?des fratrisexcur- rere ad regem et cum illo loqui pal- lidovultw, membrisque trementi- bus, deindeabire, abfolui, ille vix 20. cxpreflit di&iones et ego totum exemplumnotaui&c. Sed quid faciendum, illo mihi C $ nota diccntc > inftituenda ne erit a- liqua repetitio di6torum,id aliqui xnihi fuadere voluerunt, icd mahm attente et patienter audirc, licct fat jnihicognita. Namfi inftitueretur repetitio, forte atitequam illaeflet abfoluta.cocionator aliuddiccret, atque ita illam abrumpere cogerer: quodconrufioniscaufaeffe poflet* Quartum eft ipla cxcrcitatio, vt poftqua hxc itapercepta, incipia- rous concionem fimplicem . ac non nimis copiofamapplicare, omiflis in principio citationibus, doncc confequuti fimus concionem fatis fceliciter exprimere, fine citationi- bus:deinde ide tentabimus et quin- que tantum eitaxiones excellentio- res locabimus, quo comparato 8. retincbimus : quod fatis eft. Nam fi ex vnaquaque concione quinq; aut o&o ietincrenturcitationes, anno abfoluto vnoduoUaut tribus pr«- cipua vtriusque Teftamcnti mc- m item fi mi- nordonec inter argumentumpro- feratur ac tum ilJa fuis quoquelocis difponetur ; vt modo di&um efi Quod fi fit indu£tio,tum tres enun- tia tiones ponentur, et tertiae adde- tur fignum, quod fignificat, et fi c de casterisj& in quarto ponetur co- clufio 48 Ars MemorijE* clufio: namcumpomntpluraeiTe membraininduftionc, longumef- fet omnia collocare» vtdmnis ho* mo cft mottalis, omnis bcftia eft " mortalis&c.ergo omncanimaleft mortale, Ex his facilc colligituri quomodoSorite», Dilcmroa,vcl a r li$ argumcntandi formae fint dif po- nendje. . Reftat, vt rormam nunc aliquam praxis, iuxta promiftum, oftenda^ mus,nihil n. obftat quin iam nos in haftenus diftis cxerccrc incipia- inusin fequenti le&ione. Romifunus leftione prima, la- ~ tius fextadehis traftaturos, fic jgiturnuncaccipite: quinquc for- mis fupra didis fextam addipolle, vt duftis /i. lineis reftis totidemque transuerfis in vnopariete fmtccn- tum loca et in toto cubicuio 500. hocmodo qux p 49 I 1 3 4 5 6 7 8 \r 10 T T A 1 T 1 t ii J 5 16 '7 18 19 20 1 I zz 2 5 26"*7 28 19 30 1 T 3 2 u E 35 3 plus illc quidem proficiet, fed rriaior rcquiritur ctiamlabor&diligentia,& deiftis diftindiuis haftenus nihil dixeramus. qux (uam fecum fueruntvti- litatem. Nam aliudagentes,vtilia memoriff retinenda commenda-tera- rum humaniorum,aiterum Theo- logiz.tertium lurifprudenti^ qua*- tumMedicin$,quintumI^iuil hp- me fextum hiftoriarura facrarum, ftptimum hiftoriarum piraphanarum,oaauurn EKcni^a, fiempra- bihurn Ars Memori^, h bilium facrorum, nonum propha- norum, dccimum comicorum, vn- decimum controuerfiarum, duo- dccimumcafuum coQfcicpqx &cc. acper fubdiuifionem per domos, cubicula, parietes de qxia odaua leclioneinfpecielatius. JT\E collocationclibrorum et citatione au&orum dediclatio- ne& celeri fcnptione nunc agendum eft nobis. Quod ad primum attinet,cumcoliocandinobis func libri, neccflceftimagineseoruha- bereparatas, vt autem rediushoc fucccdat,qu^dam(untobferuada, /♦ kribendiomnes libri quos iudi- camusnobisexprimendos, 2.quer primus Regum, Saul primus rcx ifraelitaru tenet manulibrum. fecundum Dauid tcnet, tertium manu tenet Salomon y quartum lc- hu, LibcrprimusEfdrx,tenethic librum, in cuius rrontenotaprimt numeriarithmetici. Secundus,ide tenetlibrum cum nota numen, idcm iudicium dc 3, et * Tofeias cun^ cufti angclo, luditha cum Holofc&- no, Heftera cum Afluero, Ionas in ore Balena?, Ezechias cum ferra,lc- remiasinlacu, Danielinfpelunca leonu, &c t Matthscus cum angelo» Lucas cum boue, Marcus cum Ico- nciohannescumaquila exprimi- tur, et fi idem diuerios fcripfit li- bros.diftinguendiiunt aliquomo- dp. Marcus fcripfit Euangelium, poniturcum Chrifto:ScripfitA6ra Apoftolorum, pro quibuscum A- poftolis collocabttur. loannes fcri- pfit Euangclium, proquo expri- mendo, poneturin iuggeftovncie denuntiari folet: Idem icnpfit Epi- ftolas, hoccxprimcturfimcnf^affi- dcns fcribat: Apocalypiim,pro qua cxprimenda ftabit oculis in ccelum defixis, tanquam res nouas&admi- rabiles videns. idem, vel ilmile iul- dicium eft de reliquis* Iuftinianus* pro primolibro inftitutionum, ftabit luftinianus te- nensparuulibellum manu, in quo D $ «dc crit nota arithmetica primum ex- primensnumerum,profecundo protertio i. proquarto 4. ldemfi roagnum teneat librum, in quo ut figuraprimum, fccundum, &e.ad 50. v(queexprimens,legam libro Digeft. Si Cod. addita n- gura.legam luftinianusCodicislib. j^.i.&c. Sic Nouel. et Virgilius libroi£neidis,ur^ &c. ftabitVir- giU cum^neatenenslibrum, in- fcripto numero arithmetico, Vir- gil.lib. Buc«licorum, ftabit Virg.te- nensmanulibrum,incuiusfuperfi- «icmultapecora.Virg.libro Georgicorumin fuperficic erunt imagi- nes multorum laborantium ter- ram,&c. Ouidiuslibrotriftium,Ouidius librum habet m manu vultu admo- dum trifti: De ponto,cum iibro fta- bit in ponte, metamorphofis, in fu- perficie libri. Daphne mutabitur in laurum Adeon in ceruuro, et fic de cacteris. Nemovnquam fuit auditorum,quihicaliquaminuenit difficultatem,qu#maiorvideturinci- tationc, quam vulgo quotationem voce barbaraappellant,qu£varia- tur pro diuerntate profeflionurru Theologus dicit:Qua:ft.Rcip.arti- Culo,membro,parte,&c\ iuriscon- fuitus, inft. Dig.Cod. NoueL tit. leges paragrapho,&c. Medicus,Fen. trad.cap.aphor. fe£t &c. Philofo- phus, Tex.comment.reducituraM- tem omnis citatio ad tria capita, vi- delicetadIibrum,adnomelibri, et adiun&alibri, &nominilibri\Deli- bris exprimendis modo didum eft, cni illud adiungi pofle videtur, ipfos pofle cxprimi per imaginesli- brorum, quos poflidemusjquofquc inbibliothecahabcmus, ex adfpe- ftu vnum ab aliis /ecernentes: vtfi velimexprimere, luftus Lipfius li- bro?. polit.ponamimaginem Iufti Lipfij,^ dabo illj in manum meum librum,queinteraliosnoui, inqijo f olitica eius funt: Vult aliquis «ita- rchoc modo: AuguftJib. i.de ciuie, Dei, cap. $+ ponitur Auguft. tenet manu librum,digiti duo cre&i indi • cant fecundo . retro cum in parietc eftciuitas, incuiusfupremitateeft turris> eftftatua Dei,alteramma- liumiuxtacaputhabet extenfis di- gitis, qu* reprefentat quinto,fi ma- ior fucrit quinario>vt libri,vel capi- tis numerus non poffit digitis quin- qucoftcndi, tum oportet vel ipfis notis arithmeticis maioribus, in fu- perficie libri pofitis,vel figuris ipfas repcaefcntantibus indicare : altcra manu tcnentes inftrumenta iuxta caput, fimplicia vel compofita, te- prxfcntantia quem volumus nu- merum* Si autem idem audor Ix- pius citetur, vcl diucrforum libri et capita, vt a lurisconlultis fit, qui (c- mifaciem vel totam continuis di- ucrforum au&orum citationibus rcplcnt.tumvaldedifficiliscavidc- tur tra&atio : ncq; vllus dc artc mc- morix fcribens, mihi hacinparte fatisfacit. Et licet multos modos tradidc tintalijdehacartcagcntcs. tamca cgo poft longam reidifcuffioncm, exiftimo illas citationes maiufculis literis,aut%nisiuxtalocum cuiad- hibcnturfcribendas, acfortimen- tisapphcatione, frequcntiq; repe- titione, oculis extcrioribus ficimprimendas, vt dcinde a cfaarta ad fuum locum translata-, acicmcntis videanturacrepetatur. Quodmi- hivaldeprobatur,acad praxim re- duci non ita difficultcr vidctur, Quod fi id non placet via commu- Jii memoria: mandcntur, frcqucnti Jcaioncforti mcntis applicationc, &rcpetitionc. Nihil enim eft tam difhcilc, quin paulatim obtineri poffit. Nuncaddidrationcm admirabilem, omniumque nefcienrium captumcxccdcntcm, tranfeamus. Qua-cunq; altcri cupimusdi£rare, UU pnrnum ipfi exafte memoria fenercdebcmus, noncomunimo- do,fcdger rcgulas artjs, atqueitaa- pad,] pud nos conftituamus > vt primd fcribe^rimum, fecudofecundum, tertiotertium,quarto quartumpa- tietem.quinto menfam aflignemus velpauimentum.ac deinde ex fuis cuique locis acie mentis legentes di&emusvocabula, fententiasaut resfme epiftolas, quemadmodum exemplis racilime demonftrare li- ccbit. tn vocabulis tam certo pede firmiterque proceditur, vtfiquisi principio, medio, fine, re&o vel re- trogr ado iubeat ordine procedere, finehsfitationc&errorefuccedat. Intententiis et textu continuo eft maiordifficultas, fedquaedemort- ftratione vnius hor* ita fuperetur vt ante illam pret eritam duodeeint repetantur verbotenus eodcm or- dine. In epiftolis et textu continuoi codemnoshoc modo dirigere de- bemus : diuidenda erit epiftola vel profa in partes maiores vnius lineqj fefqui,duarumveltrium: Deinde fingula; partes iuxta regulam ien*tentiarumdirigend*, provnaqua- qucepiftola opu$ cftcubiculo-dif- pofitis igiturofto, dcccm. viginti, trigmta, quinquaginta, centum, (nam co artificium pcttingit) ex luiscuiq; locis et cubiculit diftabi- mus. Si vnaepiftola quindecim, aliaoftodecim, aliavigintihabeac patticuias.icdeuntespretcribimus Ulosfcribas, quiabfolucrunttin o- &o, dccem, vel duodccimnonita dimcilecft, fed quinquaginta, o. auaginta, vel centum diftafcma- gnamtequifitptxparatione.-vidc- Jicet quatuor, quinq;, ve I fex men- Iium. ln qua.quod nos maxime mo- leltat.eft- meminifle quidcuiqj vl- timodixctimus.- ptocuiusleuami- nemultafuerunta nobis excogita- ta,& ab aliis fuggefta, quariam reii- cimus, vtpotc melioribus inuentis: icihcet, opot tet vbi tettia forma et invnoquoquenec plus nec mmus co locare, quam in fingulis vicibus volumusdi&arc. nunquamautcm dubi- fed etiarri /ooV epiftolarummateriam femel audi- tam ficartiapplicaturum, vtreuer- fus in Mu^um cas in ordinem ac debitam redigat formam, ex quo patctomniaafcretineripoflc,qu« coram irriperatore aut rege dicc- rentur: qUorumaliquaparsrionra- ro effluit,ndn fine iricommodo Im- peratoris, Regis,aut Reipub, qu* confideratamoucrcpoflunt, vta- liis omriibus prarferatun Vcl eft,qui 6,6 Ars^Memori*' 1 ftudiis diligcnfcct incumbit, peta > cultates, ofFcrc libellum fuppltcem principi Ecclefiaftico vel ciuib.dc • «detiumacmcntemindicat, pctit tecipi in mifnetum atamnorum. ne tepuliam patiatur.offett fpccimen, admittitut.admiratione et fpe con- reptade oblcquio et fetuit.o Rei- pob Chriftianxabillo pra:ftando, Tccipitutintet alumnos.continuat iudium, cutfum abfolu.t, acam cenatimaddiuctfaoffieia foticita- tur, faftus-neti 6bi tantum, ied ia- ihiIisbacutas,&ofnamet.tum. A- Tius iniecit mentionem, fe ^o. aot t? diftatut um: al-j fupra fidem efte iudicant, ceftantdepofitop.gnote, illeexanim. fententiafegefta,p.- gnus ioo.aut eotum aufett. Poftte- mo cupit quis admitationi eflc a- ; Uis,ac ^«ramnltonwn **«JJ2, 6j coetu i idoneo proponit animi gra na.fiftciat. Devs bonequantatnc adrmratio, qualis deeb opinib, q U3 } tama! Sedh* cn imisoperofa, et * communi praxi remota.cupitis fcP re modum in vfu quotidianopofi- tum, vcfcilicec, accepto Jiterarunl ™«culo, leftifq. ordine cpiftolis, ftatimd.6temus,. y . fic. lntelhgenti pauca. Facile efl: autern eum numeruro excogitare velab aliis accipcre : vocabula fcri- bentur ordine, deinde fcindentu.r forficulafipgula,, mifcebunturagi- tationeinpileo ycloUa, nc quxab qadem litera incipiunt coniungatv tur.deinde prout vnumquodque in inmanum veneritafcribeturfigno, Quod hoc modo fcripcum eft,a ne- minemortalium, imo nc qui. eab ommbus fimul huic rci operam n&- uantibus, naturaliterpoteftdctegi, etiamfi totam vitam infumerenc. Si veroquis velit conuenirc in inter- pretationefignoru cum aliis, tum vnus altcrius legeret fcripturam, fi vero hodie cum nouiiullis conue- nero, cras velim alio ordinecom- ponerefigna, iteru erunt tam igna- ri le&ura?,atque alij, variatio poteft multisfierimodis* Hos tres modos licet mifcere,vt vnumvelduoperprimum, deinde per (ccundum vel cercium,cum rur- (us per quemlibct trium ad Jubi- tumcuiufque. £ft autem obferuandum in fcri- ptioneceleri, nonomniavocabu- la effe ponenda, fed tantum necef- faria, ad rem nobis fuggerendam; ornatus gratia m publico loquen- tes, et capcanda? bencuolentia», E 4 pluribus quam opus eft, vtuntur, QVomodo fcptcm artibus libe- ralibus,grauionb. dilciplinis, Theologiae, lurifprudentiae, Medtcinae applicctur;quomodoProcu- ratores, Aduocati, C6filiani,Prxfi- des, Lcgatiad Principcs,& alii ea rn fuoquiiqueofficio vtipoflit, nunc eft dcclarandutru granmaticae, rhetoricae, et dialecticae omnium difficilime accommodaripoteft.A- rithmctica CiMuficaj. Geomecria:,^ Aftronomi^, facilius, quod h$ ido- neas habeantimagincs,quasinillis inucnire difficilimumeft. Capicn- daeftitaque Grammatica dilcrece compofna, in quonihilrcrum ne- ceflariarft defic,6c cui nihil etiam fit fuperflui, bono ordine et prarcepti- pnum vcritate infignis, diuidedo in quatuor partes, Rudimenta, Syn- taxim,profodiam,& annotationcs, Rudimenta ponentur inprimo la- tcrc: 7j tereprima? domus caftri iiteraruru humaniorum,fyntaxis in fecundo. Profodia in tertjo, Annotationes in quartolaterc. Inprimocubiculoa- liaque nonnulla, litera? earumquc diuifio, quidexipfisfiat,&o6to o- rationis partes vfque ad Nomen.In o&o fequcntibus cubicuhs omnia que. denomine habentur, In deci- mo cubiculo Pronomen,in oclo (e- qucntibus omniade verbp, Jn dcci- mononocubiculo departicipiojn vigefimode Aduerbiojn vigefimo primodeconiunaione, Invigefimo fecundode Pra-pofitione et Inter- iedione: Vacant tria cubicula. Ia fecundi lateris primo cubiculo De- finitio, piuifio,Propo(itum leufi- nis,& in quar to pariete quinque re- guI* concordantice,in fequentib. duobus cubiculis, Regimen Nomi- natiui, inalijs duobusgenitiui, Sic Ablatiui, Accufatiui& Datiui.ltem lnfinitiui.Participii, Aduerbii, Cd- lundionis, Prspofitionis, lnterie- E 5 clio aionis.lnaliisdaobosde6guris.Ia rcrrioUtetcProfodia.qu^valde paacscubUuHscomprehendtpo- feft:fednonrefertfivacental.quot ln quarto latere A nnotationes ; fc.ta nwcflariss. Eodcmmodo Rheto rica, Dialcaica& ceter* in quatuor cqualcs dmidantut partes, et appl*- l^turvtdiaumcft.ingcnercqu.. dem . fed in fpecie mahtis fcire. Quinqimodis cxprimiomn.a pol- &,quorum aliqucm ehgemus no- ftr 0 ca P tui,&ingenioconuen.en- pore- Pnmus cft omniumdimcm- mus.vt videlicct per imagmes qua- lcfcunq ; figarc«ar. Sccundusrni- hi pr* cstetis placet; qui magn.s h- teris repraifentat inf.gn.colore: K fic in vnoquoquc loco, dehn.t.o- nem,diuifionem,autaliudpono, q> lineam vnam, duas vel tres conu- net, et hoclocum habet inomm- puS non habcntibus in promptu i- • maeines.Tertiustransfe«fexo£to. vel deccm lineas impreffas a l.bro hfl et difponi t m fuo loco parietis, et fie multain vno cubieulo collocantur, Quartus librum fcindit in partes 6f eas materiali ter affigit,ita v t in cen- tumlocis totam videat Grammati- cam,in totidem Rhetoricam,Dia- Jeaicam,^Biblia,Diuu Thomam, Inftitutipnes Juris, Dig. Cod. No- uel, inft. Med.Hippo, Galenum,& alios,Hiftorias, et quicquid pme- rea voluent,etiamfi omnes fcien- nas cupiatvnoconcludere cubiciv lo, cum placet oculis leget cor- poralibus. Quintuscftvtdnndatur Grammatica a velqualibet ahafci- entia in partes minores et in vnor- quoqjloco,fineimaginibusautlittranfponendo poteri- mus cor rigere,& arti perfe&ius ap- plicare. N mautemfufficit habere Bibliacxpreffapcr iroagines, fed o- portet habere intcrpretationetex- tus,vtcmur ergo cubiculis triplica- tis, et in primo loco ponetur: In principio creauit De v s ccelum et terram,in oppofito explicatio,qux quoniam folct effeiongior,interiorem habebo locum, ita vt textu duo loci icfpoadeant t Thcologus cupit Ars MbmorijE. preterea rctinere eonciones.qua* applicatasin caftro Theologia! di- fponet fecundum regulas, dcrcti* nenda concione oftenfas,accedcn- tc repctitioncomnes in fpecie reti- ncbit&cum illicxtcmporedcrea- liqualoqucndum.tantum dequali- bctrepropofita affcretfc materi*, vt futurum fitdifficilius exitum, quam introitum inuenire. Dcinde quatuor Dodorcs Ec- cleba: vei alios quofcunquc contro- ucrfiam quamlibctcum vcra inter- pretationc ac fi bonuseft Philoio- phus, quod rcquiritur in illo qui controuerfias vult attingere. ado- mnesobieaiones ab aduerfariisal- latas.racile refpondebit.deteget vi- tium argumcntationis . videbitue etiamquomodo cafibus Confcien- ttxhscarsappiicetur.atqucex his Tneologuro, vcl Theologi* ftudio- lum.coiligerepoiTeexiftimo, auo- modo cuicunqueparti Theologiaf applicari poffit, qj, od ad ftud %^ iuin fum Iurifprudentiae, confuluerim quafi per przludium omncs titulos per artem difponere.regulas iuris& paragraphos, vt refto, et retrogra- du,& intercalari ordine promte re- petat : deinde in eodem lutilpru- denti^ caftro,in vna domo ad quatn peruentumerit, quatuor libriinfti- tutionurn, in vno latcre primuflUri altero fecundum, in tertio tertium, in quarto quartum.ln fequenti qua- tuor libri digeftorum: totidem irl fequenti,donec orhnes coliocati. Deinde ad CodiC. tranfitur,ac mo- dodi&oix* libri difponuntur : po^ ftremo ad Nouel. vcniendum,et cometationesinC.orpusiurisMynfin- geri, Gailii, Wefembccii, Cuiatii, et aliorum fed quomodo id fiat iri fpecie debetis intelligere, dilobufc jmodisid fiet,primo,vtprimustitu- lus ponatur in medio primi parietis primi cubiculi, &: in lociscirctfrri- ftantibus,quicquid de eo notatu di- gnumcft,de eotitulo. Infecundo prima Ars Memoria, primalexprimitituli Sc in circum- ftantibus ofto vel viginti locis. Iri medio tertij primus paragraphus, inmedio quarti fecundus paragra^ phus: in fequenti cubiculo quatuor paragraphi fequentes et fi c de ca% teris.donec omnes paragraphi f uc . rint colJocati, tum /ecunda lex et paragraphi, deindetertia et para- graphi.donec omnes tituli, Icges et paragraphifintdifpofiti, cum iis in circumftantibuslocis, quznotatu maxime digna vibebuntur ; Alter moduseft, vttotfumantur domus quotfunttituIi, &invnaquaqueti' tuluscum legibus, et paragraphis, itavt non opus fitvnaquaq; domo egrcdi,nifiomnibus Iegibus, &pa- ragraphisinueniatur, quicquid de eis (citu dignum eft et necefle, Sed lurifconfultus fit Aduoca- tus, Confiliariusvelpra?fes. Aduo- catus quod fibi dicendum difpo- net, fcehterproferet,quicquidviH» voce ab aduerfa parte dicitur, exci- picntur, pientur,&quicquidad vnuquem- quearticulu pofteaafeeritrefpon- dcndum- Habebitcubiculaoppoii- ta } in primo ponet ca quann caula egerit ; in oppofito collocabitur quicquidab aduerfarijscotrafuurrt clientem aftumeft-. atque ita per- multaactcmentistranfiens.videbic quid a fe in caufa f uerit aftum, et m oppofico quid abaduerfarijs : occurrentibus itaque in via publica clientibus, et de caufis f uis confulo ordine interrogantibus, confidera- bit in quoto harc vcl illa cubiculo et acic roentis percurreris, vnicuique rcfpondebit,quafi omniainmani- bushaberctdefcripta. Simodobc- nc fuum fecerit officium, et repcti- tiononfuitnegleda, Siveroconfiliarius,caufas de quib. ad corifilium referendu.difponet,accertius fuo fungetur officiojnfuffragijsitapro ccdet,vthabeat locos paratos, fin- gulaabalijsproiatadiiponet, per regulam verum ex quibus fuum faciec ruffragium.deindealioruttipoft fe etiarn locabit, et oihnibiis latis, fi quidfuo adiungendum putabit,vc perfedtius fit proferct. Si auterrt X nefes fuetit,tot a m caufam vtrinq; agitatam. fubitoexcipiet.difponet deindefufrragia fingulorum exqtif. busperFeaiore.npronuhtiabitleri- tcnol, qua: quidem iam fiunt hatii- rahs memoria: bohirate, et I 0 ncere a rbicror,quo. "«ommodetftu- dns, et funa 1 oni. Trahfeamus ad Medicmam, ftudiofus Medicin* per prsludium difpohat ih caflro omn,afuafimpIic, a& a ph„ ri f m ^ H.pprocatis, Deindeinfritufone- IenfK,P ° fteaCOni P endlfi G4. lenr, H.pp OC tatis& aliorO : Causas dt? '"'"^ morbi *'* «ed. 1 s,Prefcn pt i 0nct p tovnotlll . i .que morbo, quas deinde pro intcn- f:one,vel rcmiffione, qualitate per- fonx,£tatis, (exus,temporis,& loci, angere, vcl minuere potcrit, vt illa omnia femper habeat,mediante re- petitioneinpromptu.Confiftitautem Mcdicinainduob. potiffimum i 4 Inconferuanda valetudine 2. ln moibis depellendis, Conferuantur fobrietate,non folu in vi£tu et potu, ied in omni pr^terea a£tione,&mo- derata corporis exercitatione, faU tus, dcambulationis &c. Omniu difficilimumvidetur rede poflc co- gnofccremorbum, quod fit infpe- «ftione oculorum, linguej, vrin* cx pulfu,&:maxime ex relponlione pa- tientis,quemtamdiurogabit, do- nec aliquid eliciat,ex quo tanquam vates colligens omnia.dicet causas, dolores, tempora, intesioncs, intervalla et si morbus aliquis est simplex, facile adhibentur remedia, et nunquam fere ex simplici morbo homo moritur, sed si plures intricatifint, m Dflinii- i i 0' Ars Memom^ ti fint,tumdifficilior eftcura, &hi tales folent nos e medio tolIere, quibus curandis nobiliore opus efle puto medicina: Chemica fcilicet (quamquidam Paracelfifticamvocat) qua?extraaisoIeis &aquispra?. ftantiflimis, aliifcjue fingulari modo prarparatis, effeftus eduntadmi- rabilcs: ac vbi communis abftinet Medicus, de falute argri defperans (pace veftra qua?fo hoc didum fit Galenici&Hippocratici) illi pra % itantiorib. medicinisa-grofaluterh quaficertam,Deofauente,promit- tent, acreftituent, nuliaftipulata mercede,nififanitatereftituta No qUodhis verbisaliquid derogatum velimGalenicsarti, fedquod par- tem vtramq; coniungendam, narri Chemica, direfta ratiohibus dc ex- crcitiis quar paflim fieri iri fcholis iolent, aliquid fingulare, neclaudo illos.quifine ftudio et exercitatio- ne, folo vfu, riobiliorem partem il- lotisquafi pedib. voiunt accedereV F * f ct j fed hicverum quod de Poefi ait Horatius : Altenus fic altera pofcic opem res : et coniurat amicc. Lcgatosad Principes velimcfle in Khetonca et Dialeaica versatos, ac pnterea multarum rerum ha- bere expenentiam: quibus nifior- natus ruerit, non fatis idoneum pu- to tanto muneri. Habebit cubicula triphcata, in primo loco primum difponet per regula rerum, articu* lum&quodtuilli occurrit refpon- dendum, in loco oppofito, ita in cx tens progredietur, vlquc ad io* 30,40.50. abloluta nomine Regis vclPnncipis narratione conuertet fe ad primum locum, et ex duabus autpauciflimisimaginibuslegetac repetet articulum:ex oppofito rc- fponfum,nuilo prauermiflo,q> qur de quotidie ficri videmus a multis indece.viginti, viginti quinq; aut ttitfinta.exercitatione&longovfu, fcd arns adminiculo, et certius id ipium, et in plurib. fiet.Procuratorcs quemadmodum fe dirigere de- beancexiis,quaede Aduocaus dicla iunt,pocerunc3nimaduercerc,ideo ne longiores fimus, vel fepius ea- dcmdicamus, inde petenda relin- qiiio. Mercatorum a&iones omnes funt figurata?,&imagines habent in prompcuideoq ; ficuciiibrisfingula infcribere folenc, ica facianc in iocis pcrimagines, velper liceras maio- res inflgni colore, &: breui exercuio confequencur promptitudinemle- gendiaciemencis, Nuncii &ahi, ex fupradi&is ec- iam fua? poterunc fticcurrere me morie^ quamuis mihi ars nobilior videatur.quamvcalijsquf.mftudjjs exculcis demonllrecur: non enim exquouislignofic Merainus.ideo- quecwmiudicioarces funuhisaa denda% Ex ijs qua fexca,fepcima, et oftaua, ledionibusdi&a funcanimad- uerti poteft bibl Eftantvc z8. rcguias in me- xv dium adducamus, quibus ob- /eruatis, maiore cum gracia. memo- iix ars exercecur, qu* tam faciles func, vcle&asexfuperioribusincel- ligantur.-ideoque aliquas tantum exemplisilluftrabimus, vceaocca- fione dicamus de arte memoriar, nequclocisnequeimagloibuscon. fhnce, i J ropnmarcguiaigiturharc erunc obferuanda, quod oporteat lmaginibtis dare adiones ipfarum aftioni conqeniences : non enirn re&eaftiofabri lignanjconciona- tori, auccontraattnbuatui:Secun- da. QuandoaliquisconcionemjO- rationem,autcaufa:acl:ionem,artis regulis applicuit, in dicendo caucrede betagcftibusindccorisab arte pronunciandi,vtiiimmobihs,dcfi- F 4 xis in parietem vel in cecram o c ul is ftarct, feu relpicere t \n huqc vpl il- lumlocum,&c. Nam ex prascipuis eft poflfe celare artem, dcxtcritatc U libertategeftuu observata Tcr • tia,fi forteoccutrat io.vel iu vocabula, quae quis videtur retenturus iine applicatione>turonon opus cft fubire labore imaginum collocandarum x fed fufficit notare praeci puum, quod nobis alia reducat in, rocmoria. Ex his dubito an ex rn.en- te illius, qui di£ram icgulam poftc-. ris rchquit^ alius quis ehcuerit arr J temilbm,quxneclocis,neq; imaginibus vtitur. quxque prima fron- tcparuividetur momonti fi tamen, debito modoappliceturincredibi- lesproducitef Fedus^eaficfehabct, Excogitantur vocabula qusedam artis, inquihus vnaquaeqihcerare- Lij prajfentatprimam fencecia; di&ionem, feu primariam cxemplimc? morabilis vel hiftoria? : qua habita, tacilc excicatur mcinoria ad tepc- cn- U e, t tendum quod iam a.ntea imp re {. lumhabcbat.-c.g.Putonim:P.l>ri n - ceps, V.vtin marc-.T.tyrannorum, 0. obedientia, N.nulla. S. fctuire, 1. m t ebus, N. nobilis; initia lunt o- fto ientcnttarum. Sic fequens:aua- magalerap: refcrt duodec.m excm- plorumvocabulaprimaria, quibus lolet rcgula rcrum illuftrari. Sed vi- detui mciior cir e modus,fi vocabu la lmt ex fyllabis compofita: vt.ant- uefpal,Antiochus,Vefp a fianus,AI- exandet: plus cnim memoriajfuc- current. Non poteft ca cxcrccri ex tcmporc, fedoporrctpefotiuharc vocabula excogitare, dcmde ex mu it istacereah>ot catmina. vel nexamctra, vel elegiaca, vel faphi, ca.&adminiculovnius elegiaci ic aut plunum lencentiarum, ex emplorum memorabiiium, velhi- ftor.arummeminiflcpoftumusrfcd aiiashic fubiungamusrcgulas. Oportct imaginibus tribucre rootum, fi vcro rcs fuerit immobilis, ponenda cft perfona, qux de* cenci a&ione n? oueac . Nonconuen;cimaginesefleo- ciofas, alioqui non fatis excitarec mcmoriam.E,G. ficquusponacur, dcbec pcde terra puliare: fi lupus o- ues deuorare,& he. dux reguls facis pacenc ex regula vocabulorum in- tellefcorum, vbi diftum eft, atcri- buendascxcellcnccs a&ioncs, Sireseftanimaca,fedparua,vc acarus, culex auc fimilis, cribuenda; erunc lmagines maiores,feruaca ca menipfamecfigura: vcficulexma- gicudine columbx ponacur, acarus oui,&c t 7. lmagines habeant proporcio- nemadlocum, &nonexcedanc.vt a pi&oribus fieri confueuic, qui ia exiguacabellaexercitum.velregio- nem magna ad oculum monftrant. 8. Requiricur prauerea vc perfo- • nxinlocis coliocaca: fincgrandes, viuse, et efficaces, quoad fieri pocc- rit:quoniam plus excitanc memoriam, qua? cciam fatis cftexplicata in regula vooum intellectarunu Nefintfolita? efleinloco, in quo collocanda erunt, non enim fatis efficaciter cxcitarent memo- riam; vt,fl iedes confueuit efle in lo. co,&tameibi proimagineponen- da,inucrfa vel pendens conftituatur ; quoiignoconftabit, nonrem ordmariam, led formatam efle pcr imaginem. tx improurfo collocantibus fufficit vnam in loco ponere imaginem ed perotium &Icnte fifiat, noneft mconurltum plurcs vnoin Joco conftj cuere, bcnc diftinctas SC comrnode ic oculis mencis offerentes Imagines habeant a&iones deformes.fufdasvehidicuias, uia plusmouebunt, fiactamen imein- honesta, et indecora repracfentatione. Do&e CICERONE monetdcvigo- re fcu vitaimaginum, quoniam rcs, quas experientia cognofcimus in- tenfe facere ad fuicognitionem et contemplationem, idone (unt ad efficaciter excitadam memoriam, quales iunt res noua? > rarar, admira- biles,deteftabiles, ridicute, defor- mes,horribiles, monftrofk,velex- ceilentes pulchritudine* Item res cxcellentes in dignitate.velin con- trario, vt Papa, Imperator, Rex, pauperlacerisveftibus, fcabie ple- JIUS, &c. /3. Repetitione quadam vten- dum in collocatione imaginum, pofitis quinque vocabulis, quatuor vel quinquc fententiis,vel pcriodo, repetendapriufquamvlterius pro- grediamur: illa et diligens coniideratio valdc ftabiliuntmemoriam. i 4t Sihocdie res aliqua pofitafit pro imagine.eadcm proalia re non eft ponenda fequenti die, vt fi ho- die imagincm agni proagnopofu- erimus, eras eadem nonentvten- dum pro innocctia; quoniairrcon- fufioncmpofletinducerc, pnefer- timfiprioris non fimus oblici, auc non benefueritperfigna variata, autbenefirmatadiftinaionc men- tis,&repetitione Cum oratio vel periodus mc« mons commendanda cft ad ver- bum,prim M m bis tervelegenda eft tarde&attente,deinde diuidenda inpartesmaiores,&minores, qua- rum imagmcs collocantur in locis 9 vtlupradi£tumeft. incollocationc voeabulorum h^cgcnus per lexum indicant, vt G diuiti* exprimendar, fceminam di- uitem ponam, fi hber virum exercentema &ioncmlibro. Figura? et imagines habeanc propartionatam altitudinem, nc oculus fe nirnium debeat elcuare, vt videatj aut nimium fe dimittere* deindecauendumneimagovnaal" tcnfuperponatur.-namprior deleretur. Informationeimaginumnon opor* Ars Memori^. oportct nimium feftinare, nifi vr • g£at ncccffitas, nam occurrentc poflcaimagincmagisidonca,ditti. cilc crit eam collocare, aha pnus fublata, et moleftum omitterc me- Horcmiconfiderandaigituromnia diligentcr,antequam imagines colloccntur., Antcomniavidctidu,vtima-. eines fint rerum notiffimarum, 82 abftincndumififtis& incognicisi cumhabcripoffunt verx &c cogni- ta>, &aminus cognitiscauendum, occurrcntibus plusmanifeftis. 2 o Quemadmodum fimilituao locorum multum obeft in iis for- mandis. itaetiam imaginum incarum formatione: ideoq; danda cit opera, vt fint diuer fe, ne a! loqui er- rorfuboriatur: qux diuerfitas faci- le habctur, vcl per figna,resattn- butas, adioncs, vel alia accidentia: Vt tres Papai.vnus claiem, alius an- chora,tertius cornumanutcneat: tres viri, vnus faltacaliuspugnat, tertiusluditalca,&c. *«H*- 9 a iu Habenda quoque rario efta:- quiuocorum,&f y nonymorum,ne procanecceleftidicatur terreftris; pro petra faxum ; pro enfe gladius* profeminamulicr.&cnecumres diuerfis exprimantur nominibus, vnum pro altero ponatur, qux metisattentione diftingui poflunt, in collocando et repetendo, vel alio SIGNO. Sipluresimagines exprimen- C ! at vn ° in l°co,perfone varian- djen 1 nt ) vtvnavelduemagna:,cum puribus paruis,netammultiim- ipiafintefficaciores. Jh Cumverba&conceptusca- piunturcharta, &inlococollocan- tut.noneft applicandamemom chatta.vellocis, fed hisfolum,q uia diftraaioparitconfufionem. &va* cillationem. «mn ^ C non eft vtcnn " n » i a omn.buspaffimrebus.fedtantum •nretcntudifficilioribus. vtincau! farum a&ionibus, difputationibus concionibus, &c. Potefttamenali- quis, fucceflu temporis rebusqui- buslibetgrauioribus, magifquefe- riisappUcare: vtlatiflime patet ex o&aua Le&ione. Requirituradhanc artcm be- neexercendam vacatio mcntis, nt peroccupationemexteriorem vir- tus naturalbdiftrahatur,minufque idonea fit ad oftickim difcrete fa- cicndum: iuxtatritum vulgari (er- moneproucrbium: Pluribusinten- tus minor eft ad fingula fenfus. 16. Vt foelicius fuccedat in hac artc cxercitatio, requiritur in ope- ratore maniuetudo, ne ira, amore inordinato,odio, impatientiavcla- lioturbeturaffectu, ty. Sobriusquoquefit, ne pere- brietatem velcrapulamvirtutes naturales fuffocentur, alioqui fenfu* interiores fuperfluis humorib. im- pedirentur,vt rette fuoncquirent fungimunere* iS.Tcra* m Ars Memori^. $f i8.Tempusmagisidoncum,cuiri inftud..s )C ftmatutinum; quiapoft qu.etem. &dumlibereftahimusab aliis occupationieus, aptior eft ad iufc.piendum ; iuxta ptouerbiumAuroramufisamicacft^Non quod Vcfperihora 7. S.p.nonliceatqua- dtante vel femihorahuic exercitid vacarcvelutctiam 8. 9 .,o.ahteme- nd.em, et 3 . aut^. poft meridiem fi cu. per ncgoca iiceat fnam ita fa- c.£dum a rtisamatoribu S) prc C ipue ftud, ofisKedquodvt.liuscom- dmfque fit tempus magisidoneuni el.gcre, reb grauibus cxpcdiendis. 5ed trahfeamus ad mcthodum ftudcnd.artibusl.bcraiibus, &g«- r" b «dif C ipli„is,minbrelabore et frudu maiore, connexam arti mcmor^quaquis comilitohes fu- petet hoc dcftitutos. quamuis ih^ fcen.o et induftria pr*ftantiores; Qua qu.de perfpicaciore ingenio LecWp fe colligercqueanrcxo- G mnibus fupradiSis, tamen in aliorum gratia cam hic nude proponemus C ofiftit ea in vndccim articu- hs i:Vt cius difciplin». cui volumus darcoperam,auaorcs pr*ftantio- resnofcamus.ac vnumexomnibus Principem eligamus, inquoomnc studium et industriam colloccmus, rcliquos tamen femelpercurramus. Diftnbuendi erunt mtresordincs, in primo erit primarius ille, vt in Theologia, Biblia, in iurifprudentia, lnftitutiones, &: Corpus luns,in Medicina, Hippocrates et Galenus; in FILOSOFI Ariftotcles; mtcr oratores CICERONE, inter Poetas VIRGILIO, &c.Habendi tamcn et lcgcndi secundi et tertii ordinis auftorcs,vt fi quid vtilefc notatu dignum,quod noncft in primaricaut non tam bc- ncindetransferatur in fuumlocum apud Principcm. Nemo cnim m omnibus^que excellit, et vilis ah- quis lcriptor, interdum partem a- hquam meiius tradat, quam excel- ^ lens, fl iens,quicum plurima egregiefcri- picnc quedatamenab cohon tam cxcellenter tratfata, atq ; apud alios raedijaut infimiordinis inucniuii- tur.quimuItavuJgaritcr, vnumvel duo cximie tra^aruht. Pr*terea qux plurcs cadem habent, abfo- lutc et perfpicue fatis in vno feruan- danotatisinmargineJdcis,inquib 6 apud alios inueniantur, vel faltem ihindiccreferantur. 2. Libri dcindc eorum in com- r pcndium rcdigcndi, tranfportatis coomnib.fcituncceflariis, vtquafi I vnumex omnibusfiatcorpus. h Tumaptediuidahturinlibtosi eapi ta, materias, idque per partcs maiores&minoires. Vnaquzque imago,qusadeft femper, ac fc offert exprimenda, et fujsqu«quelocis,vtfupradiau eft„ J dilponenda. y. Rcpctitio quotidiahapartisa- licuiusmaioris ccrta horaeft infti- tucnda, vt parta conferuetur, et iu- G i ffo I0 o ftaindiesfiat acceffio, quod caput eftinomniftudio. 6 Vulgo nota funt de lectione pr xuidcnda . diligcnti mcntis inter docendumattentione.&retraaan- da, quar pauci obieruant: qui vero idfaciunt,hocfolo,rcliquos idnc- gligcntes. longe {uperabunt lndifputatioriibus,pauca:,ied vtiles quxftiories eas fi ignoremus memoriae commendantes, aut li- bris,vt ex ipfis rruftus iequatur; ne- glefta illa puerili difputatioric, qua certant liberare fe, ne ad pulfum fi- niende; difputationis in Catalogurri reteraturaca Przceptore die Sabbathi i fi (xpius ( quod cafu ficn poteft; notati fuerint, negligentiz accuienturtnullaferealiaindifputaii dovtilitate. 8 Iri dubiis frequenter dottiores commiluones, vel ipfi profeffores funtconfulendi,quodquidam nc- glignnt.timentesproderefuam incapacitatem fcddepellenda eftifta timiditas, ftudijsjpcrniciofa, quid enimtuarefcrc. fifinitocurfu, tuo- mniumfis docT:iflimus, quamPro- feffor de te habuerit opinionem? quamuis frequens dedubiis confultatio,infalhbiIe fignu fit diligentiar. Nota eft Ariftotclis fententia,' Dubitarede fingulis non eft inutilc.' 9- Omnia fernper studiaflantper intervalla temporis, vbi hora in studiis posita, tatilperrespirandu, optime n. ita fuccedu t: ac plus proficiet fex velofto quotidie horas lmpendensintcrmiffioncquater interposita, quam qui a quinta ad vndecimam, et aprimaadfeptimam vel octauam continuis fcnccat laboribus, ingenium obtundcns potius quamexacuens. io. Tempore feriarum, postquam anirnushoneftis rccreationib. fuent rclaxatus et corpus modcrato refcdumexercitio, faltusmoderati vel artificiofi^deambulationis pi- hcAc.aptiorafuntmultoadftudia, G 3 vayalctque tum acies mentis, vt cultri poft iuftam acuitione. Si igitur duabus, auttribus horis lufui honefto tribu; is, vna ftibtrahatur ftudiis tribuenda.deindepcr vnaautduas ad lufum redeatar, illa plus proficitur, a aliis duabus, et ingeniu tum penetrare et quasi in clara luce videre experiemur, adque alioqui caxutimus. iu Adhanc methodum eciamfa- C\t plurimum index vocabulorum, sententiarum rerum, locutionum, artificii Khetorici,6cunq ; notatu digna, indicis auxilio, semper in prdptu habebimus. alioqui legendisre- legendi fque libris, vita hominum breim confumitur, atque; indefeffo studio, bonar methodi deftdhj Sysiphi faxum perpetuo volutamus, omnibus itaque authoribus semel lectis. si quid mihi viva voce, ant scriptis tradandum, indicc dirigarpcr omnes audores quos in pulpito collocato, fuo quemqucordiie et materiam feligam meo iuditio convenientem, redigam in ordinem, addam elocutionem, et sic confecero librum uno menfe vel duobus, quealioquitnb, quatuor veannis non absolverem de quacunque re loquendum, femper eric perindiccmprgfto. Videtut hic ali quis rogaje: CICERONE, VIRGILIO, OVIDIO semel tantumin v.ulegendi? etiarn vtquic- quid notatu dignum iubito portis habere: Sed vt geniusoratoriusfe infinuet, legedum aliquid ft equen ter ex CICERONE Cvt Poeticus ex VIRGILIO, OVIDIO, veialio, que (ibi quis imitandumpropoluit: atq, haecfaciunt ad methodum ftudendi in genere: Sed daturus operam FILOSOFIA comparabit dt&ata iub, eodeprxceptorecurfu prxcedenti ab. aiiquo„ qui c^teris perfectius exceperit, eaque precibus velprecio impetranda,ex hjs pra>uidebit,que, Profeflor dotturus eft, diligenter audiet, retra&abit poftea, fi quid addat vel mutet, notabit : Ac plenifli- 8i$fj m W) 0 tf fliflime docentem aflequetur. Non contentus tameniis habebit commentarios eius vniversitatis, in qua studiis dat operam, et yidebi t an aliquidnotatudignuminiisfit, quod nonhabeatur in diftatis, velcomrnentariis Cux Acadcmi: fi fueric (vt non est dubium, quinmultaerunt) ad sua diclata traqfportabit, Vt exomnibus vnum flat corpus, quod diuifum.pcrcaftrum/domos cubicula, et c applicabitur, vt ex supradidispacet. Hisaccedat repetitio quotidiana eorum qua? dofta funt, vfque ad eum locum,ad quem 1 roreflor peruenerit docendo, de- lndeabinicio, adlocum, ad quem cumpcruenit,idque vfq; ad finem. inita logica vna femihora matuti - na et alia vefpcrtina repetet aliqua partem logics divis* in triginta rc pctitiones, vt singulis menfibusto- camrepetat. Vel sive litduas feminoras coniungere, vtcontinuam niane impendac horam, cuiufque Q $ relin- %c6 Ars Memorije. cam diuifam in 30. repetitiones: et ita suo cempore dc metaphysica. Hoc modofiec, vcomniaquxcun- die fiat acceffio, quod caput studio- yumefleante di&um eft. Eueniet ctiam vt cun&is fimul memorix in- hxrentib. et collatione omniu in- cer (c, videlicet principij cu medio £ne,huiuscumprincipi0 et medio et huius cum vtroque melius longc Jntelligantur et multa ex iis dubia occurrentia vel quae ab aliis obiiciuntur.ad quae alioqui cascutimus, loluantur: tantaquc hinc nafcitur akcritas, vt vix diqi poflit, dum in cxamine publico vcl priuato, item in di(putatipnibus ad propofita cxpediterefpondetur, fcadquaeftiones aliis propofitas animus refpoa- dcrcgcfti^t. Valdc precerea consultum fultum eft, a parentibus, magiftris et filiis proponi aliquod prxmium uomodo diuidatur imago. Deordine. Regula vocabulorum. Platonis auditores Vlato caliuit artem mem&ri. J$ uomodoperfinuid agendum audituri concionem. Adodus excipiendi celeriter qu* dicuntur. *>uiddgendum concionatori in fine concionis. 4° ualu debct ejfe legatus. Precuratorcs. Mercatores. Huncii. Bibiiotheca. ^ntodoquiUbetcogaturfatcrivcrlti temartis. nonx Leftionis. teguUneceJfari*. g Cauendum ageftibus indecoris ibid Ars memort* foclocisvelimaginib. /i isiri. Ravelli. Keywords: implicatura, memoria. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Ravelli.”

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Re: ragione conversazionale ed implicatura conversazionale – filosofia campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Calitri). Filosofo italiano. Calitri, Avelino, Campania. Alfonso Del Re Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Alfonso Maria Del Re (Calitri, 9 ottobre 1859 – Vico Equense, 5 settembre 1921) è stato un matematico italiano. Figlio di Raffaele e Rosa Margotta, si trasferì a Napoli all'età di quindici anni e vi compì gli studi superiori. Si laureò a Napoli nel 1886 dove iniziò anche la sua carriera accademica quale assistente universitario. Nel 1889 fu nominato professore di Geometria analitica e proiettiva alla facoltà di Matematica dell'Università di Roma, e nel 1892 passò per la stessa cattedra all'Università di Modena e Reggio Emilia. Nel 1899 fu infine richiamato presso la facoltà di matematica dell'Università di Napoli per insegnare Geometria descrittiva. Intorno al 1910 fu anche professore di matematica presso la Scuola Militare Nunziatella[1]. È stato autore di più di un centinaio di lavori di geometria, di statica e di logica matematica, la maggior parte in forma di pamphlet. Note ^ Francisco Protonotari (1935) Nuova antologia: Volumi 381-382 Bibliografia Omografie che mutano in se stessa una certa curva gobba del 4. ordine e 2. specie e correlazioni che la mutano nella sviluppabile dei suoi piani osculatori, Torino, Loescher, 1887 Sulla struttura geometrica dello Spazio in relazione al modo di percepire i fatti naturali. Discorso pronunziato in occasione della solenne inaugurazione degli studi presso la R.Università di Modena il d 16 novembre 1896, 3ª ed., Napoli, Lorenzo Alvano Edit., 1901 Lezioni di algebra della logica, dettate nella R.Università di Napoli, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1907 Lezioni sulle forme fondamentali dello Spazio rigato, sulla dottrina degli immaginari e sui metodi di Rappresentazione nella geometria descrittiva, Napoli, L.Alvano, 1906 Sulla indipendenza dei Postulati dell'Algebra della Logica, Rendiconti dell'Accademia napoletana di Lettere Scienze ed Arti, 1911, pp. 450 -458 La matematica ha un carattere universalmente unitario?, Roma, Tip. Unione Ed., 1912 Sulla visione stereoscopica e sulla stereo fotogrammetria, Napoli, Tip. R.Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1914 Sulle posizioni di equilibrio dei corpi solidi ad n dimensioni soggetti ad un sistema astatico di forze, Napoli, Tip. R.Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1914 Le equazioni generali per la dinamica dei corpi rigidi ad n dimensioni ed a curvatura costante nell'analisi di Grassmann, Napoli, Tip. R. Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1915 Nuove ricerche di astatica per gli spazi ad n dimensioni, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1915 Sopra gl'integrali delle equazioni della dinamica dei corpi rigidi negli spazi ad n dimensioni ed a curvatura Costante, Napoli, Tip. R.Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1915 Sopra certe formule fondamentali per la Rappresentazione di omografie fra forme estensive, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1915 Formule fondamentali per trasformare, con omografie estensive, formazioni d'ordine qualunque, Napoli, Tip. R. Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Hamiltoniani e gradienti di formazioni estensive nell'analisi generale di Grassmann, Roma, Tip. R. Accademia Dei Lincei, 1916 Hamiltoniani e gradienti rispetto a formazioni non interamente libere, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Gli hamiltoniani ed i gradienti del prodotto di due funzioni estensive, Roma, Tip. R.Accademia Dei Lincei, Sopra certe Relazioni di identità fra determinanti e matrici, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Sopra una formula del Betti relativa alla propagazione del calore, e sopra gli ellissoidi principali e di conducibilità del Boussinesq e del Lame. Formule fondamentali per trasformare, con omografie estensive, formazioni d'Ordine qualunque, Napoli, Tip. B.De Rubertis, 1916 Sopra una formula del Betti relativa alla propagazione del calore e sopra gli ellissoidi principali e di conducibilità del Boussinesq e del Lamé, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Voci correlate Giovanni Di Pirro Rossi, DEL RE, Alfonso, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 38, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1990. Modifica su Wikidata (EN) Alfonso Del Re, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland. Modifica su Wikidata Alfonso Del Re, in Biografie di matematici italiani, PRISTEM Università Bocconi Biografia sul sito del Comune di Calitri, su calitri.net. Portale Biografie Portale Matematica Categorie: Matematici italiani Nati a Calitri Morti a Vico Equense[altre] LEZIONI \DI ALGEBRA DELLA LOGICA AD USO DEGLI STUDENTI DELLE FACOLTÀ DI FILOSOFIA DETTATE NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI TIPOaRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA EUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHELE Largo S. Marcellino all’Università LEZIONI DI ALGEBRA DELLA LOGICA AD USO DEGLI STUDENTI DELLE FACOLTÀ DI MATEMATICA E DI FILOSOFIA E LETTERE DETTATE NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI, NAPOLI TIPOaRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA BUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHELE Largo S. Marcellino airUniversità, 6. l LEZIONI DI \U DELLA LOGICA ìli studenti delle facoltà di matematica E DI filosofia e lettere TK NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI ». IO -«NAPOLI lA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA BDOBNIO DB RDBERTIB FU MICHBLB Largo S. Marcellino all’Università LEZIONI DI ALGEBRA DELLA LOGICA t AD USO DEGLI STUDENTI DELLE FACOLTÀ DI FILOSOFIA DETTATE NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI i V. I NAPOLI TIPOGRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA EUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHBLB Largo S. Marcellino airUniveriiUt, (^Jul bcS-'/'K^ i Z> cQ^it non munite della firma dell’Autore sono contraffatte. LUIGI CREMONA PER LA VASTITÀ DELLA MENTE PER l'equilibrio MORALE DEL CARATTERE NEL MOMENTO IN CUI I METODI DELL'ALGEBRA DELLA LOGICA SEVERAMENTE RICOSTRUENDO I FONDAMENTI DELLE MATEMATICHE GETTANO VIVIDA ED INASPETTATA LUCE' SUI PRIMI PRINCIPII DELLA GEOMETRIA. QUESTO SAGGIO CON GRATITUDINE ED IN MEMORIA DEDICO. In questo saggio è con^gnata quella parte delle lezioni suir da me date a NAPOLI, che, a mio avviso, più delle altre, presenta nei suoi procedimenti, la forma e la consistenza degli ordinari i procedimenti algebrici. Partendo da un gruppo di postulati fondamentali, diverso da quelli che altri ha dati), ed introducendo la nozione del UMo in senso assoluto, l’algebra qui svolta viene a ricevere una immediata interpretazione nel campo delle così dette classi, e si presenta nel maneggio, assai più facile dell'algebra ordinaria, dalla quale è, del resto, indipendente. Più volte sono stato tentato a pensare che questa faciltà ed indipendenza, consentendo all’algebra della logica di essere studiata appena dopo gl’elementi dell'aritmetica, riescirebbe a renderla assai più utile dell' ordinaria quando portata, in luogo di questa, nell'insegnamento secondario. Mi piace qui rammentare il nome di alcuni studenti che, a preferenza degli altri, seguirono, con zelo e profitto, le mie lezioni, prendendo anche i relativi esami. Essi sono: db IR.OSIS, LicopOLi, Durante, FANELLI.. È da ratntttenture anche il mio amico Majii, che avendo ascoltato le mie lezioni per due anni successivi, maneggia ora, con distinta abilità, il calcolo logico. Dei gruppi completi di postulati propriamente detti per l'algebra della logica non vennero dati che d’Huntington nell'articolo : Seta of tndipendent postulates for the (Ugebra of logie (Transactions fo the American MathemoAical Society). Cfr. pure Vbblrn, fosse impartita a quei studenti, in ispecie, pei quali lo studio delle matematiche propriamente dette, serva più per conferire una forma maggiormente organica alla costituzione della mente che pei bisogni tecnici professionali. E mi sembra improbabile che io m'inganni a questo riguardo quando penso all'ufficio che compie nelle nostre scuole secondarie lo studio della logica classica, ai tentativi persistentemente fatti per tradurne in simboli i varii procedimenti, allo sviluppo che, portata in una logica più generale), ha preso ai nostri giorni, ed in fine al carattere eminentemente deduttivo, e proprio delle matematiche, che informa i procedimenti dell' algebra della logica. Tre sono le operazioni fondamentali sulle quali è basata tutta la tecnica dell' algebra della logica: l’addizione, la moltiplicazione, e la negazione logica. Una qualunque di queste può essere definita mediante le altre due. Cosi, a differenza di quanto avviene nell' algebra ordinaria, non si presentano qui le operazioni analoghe a quelle chiamate di sottrazione e di divisione ed in grazia delle leggi di unità e di semplicità, non si riscontrano qui né coefficienti numerici, né esponenti, peroni tutte le espressioni, e le equazioni, logiche si presentano come di primo grado. Il modo di esposizione qui tenuto, come il lettore ha occasione di rilevare, ha una impronta tutta personale. Primi principii, maniere d’eduzioni, collegamenti delle varie parti, etc. sono qui pre.sentati in forma affatto diversa da quella seguita d’altri. Anche alcune nozioni, nel modo come qui trovano il loro posto, apparvero diversamente, o non apparvero affatto, in altri scritti; e qualche problema non parve essere stato addirittura presentato. Coloro che si occuparono dell’algebra della logica, in tutta la sua estensione, a cominciare da Boole, che deve essere [La logica classica non riconosce che delle forme sillogistiche di deduzioni. Cosi, comunemente si dice. Ma, meglio si direbbe, dicendo che nell'algebra della logica manca l'elemento analogo al grado delle espressioni e delle equazioni che si presentano nell’algebra ordinaria.] considerato come il vero fondatore di essa, sono, fra gli altri, i seguenti: BooLE, liei col suo saggio An investigation oftìie Laivs of Thought, Jevons con la sua Pare logie, Peirce con articoli iuseriti nei Proceedings of the American Academy of Arts and Sciences, e con articoli posteriori apparsi nell’American Journal of Piiì^es and Applied Mai/iematics, Clifford, con articoli sui Tfjpes of compound Statements, inseriti nelle Memoirs of the Literary aud Philosophical Society of Mancester e nelle Mathematical Papers; ScHRODER con l'articolo Ope7^ationh?'eis des Logihlialhulus, e poi con la pubblicazione di tre grossi volumi col titolo Vorlesungen uber die Algebra der Logik; McCoLL, con articoli iuseriti nei Proceedlngs of the London Mathematical Society e nell’Enseignement Mathèmatiqxie, nel Congres international de Philosophie, e col saggio Symbolic Logic and its appiications, London; Maofarlane, con il saggio Pì'inciples of the Algebì'a of Logic; Venn, con la sua Symbolic Logic; Ladd, Mitchell e Peirce con articoli inseriti in Studies in Logic by Members of the Johns Hopkins University. Qui io cito soltanto i filosofi dei cui saggi mi è stato possibile prendere visione durante la pubblicazione di questo saggio, e che mi sono riusciti di utilità nella sua compilazione. A questo riguardo mi è anzi grato di dichiarare che le pubblicazioni le quali maggiormente mi sono state di guida e sprone a scrivere queste Lezioni sono quelle di Whitehead che ho citate ; e penso anche io, con r autorevole filosofo e matematico inglese, che un largo campo d' investigazioni viene aperto all' algebra della logica con la nozione di sostituzioni da lui introdotta, e con gli sviluppi che egli stesso ha dato a questa nozione. Penso' inoltre che, molta utilità deve seguire per la geometria dalle relazioni messe in luce da Kbmpe e Royce fra i prinoipii della Logica ed i fondamenti della Geometria stessa. PEANO, col suo saggio OPERAZIONI DI LOGICA DEDUTTIVA j messo come introduzione al calcolo geometrico secondo l'Ausdeh" nungsleJire di Grassmann, e poi successivamente con altri saggi e principalmente con la pubblicazione della Rivista e del Formulario di Matematica; i quali, a giudizio di persone molto competenti in materia -cfr. p. es. Russell, Principles of Mathematics e Revue de Méthaphysique et de Morale -hanno potentemente contribuito al progresso della logica simbolica, specialmente dal punto di vista delle applicazioni alla matematica. L'egregio amico e ollcega, mi permetta che io colga questa occasione per associarmi agl’elogi che gli vengono resi, e per rinnovargli qui, in iscritto, i miei rallegramenti. Johnson, con articoli inseriti in Mind, e nella Bibliothèque du Congrès internationale de Philosophie. Whitehead, con la pubblicazione della sua Universal Algebra, e con memorie apparse nell’Americaìi Journal etc, come risulta dalle citazioni fatte nel testo. PoRETSKY, con gli articoli: Sept lois fondainentales de la théorie des ègalités logiques; Quelques lois ultériores de la théorie des égalités logiques, Bulletin de Ift Société Physico-Mathématique de Kasan; Vedi anche Revue de Méthaphysique et de Morale, per l’art. : Espose élémentai^'^e de la thèorHe des égalités logiques à deux termes a e^ b; ed La Bibliotèque du Congrès international de Philosophie, per l'art. Théorie des égalités logiques a trois termes a, b et e). Couturat con la pubblicazione h' Algebre de la Logique, Scientia). Napoli.R. VW-AlV-W-VlrA/Vaf VA/V-VV-'UV-A/V AnrA/V--\r-V\r-ViHV;VAAr AVA/VAfV ^/^^ArVVA. ome affermare X e T insieme è affermare z perchè T è sempre affermabile, sicché da a;T segue x ; così, dato al SEGNO posto fra due tei-mini x,y il SIGNIFICATO che l'affermazione di x porti seco l'affermazione di y ed inversamente, ne segue essere verificati i postulati 11^,11^. La scrittura X -^ y -\-z afferma ^ -\-y o u, epperò e x-\-{y'\-x) afferma a; o y-|-s, e perciò pure j-, o i; la scrittura. Le due scritture [Io dico che UNA PROPOSIZIONE È AFFERMABILE, indipendentemente dall'essere vera o falsa, allorché essa non è in contraddizione con le leggi fondamentali del pensiero; non affermabile nel caso opposto. Ei in questo caso si dirà pure assurda. Cosi, una proposizione assurda è falsa universalmente, cioè in tutto il dominio del pensiero. Una proposizione falsa IN UN CERTO DOMINIO può non esserlo in un altro. Per es., la proposizione secondo la quale la summa dei tre angoli di un triangolo non é due rotti È FALSA NEL DOMINIO DELLA GEOMETRIA EUCLIDEA, ed è vera nel dominio più. ampio della geometria non euclidea.] rappresentano dunque la stessa afiermazione ed è quindi verificato il postulato. Similmente, la scrittura ac(y-|-z) afferma contemporaneamente 05 ed y o z. La scrittura xy -|ajz afferma o a; ed y contemporaneamente o contemp. a; e e ; essendo identiche le due affermazioni resta verificato il postulato. Sono, evid., verif. pure i post. IIIa, IIImPer ogni dato termine x si assuma come termine x la classe di tutte le proposizioni appartenenti a T che non sono x; allora, affermare x o x, indifferentemente, è come affermare T ; ed affermare x o Xj simultaneamente, è come affermare T assurdo, perchè x contiene le proposizioni che sono le negazioni delle proposizioni x, e che perciò non possono essere affermate simultaneamente ad esse. DUNQUE x-\-x=T ed a;x==N, e rimane cosi verificato pure il postulato. Alla interpretazione di x -|1/, data in I, come classe minima che abbraccia x ed y corrisponde l'interpretazione consìstente neìVaffermare x o y: ed alla interpretazione di xy quale classo masaima comune ad x, y corrisponde l'interpretazione consistente nell’affermare simultaneamente x ed y. Le due interpretazioni precedenti provano la CONSISTENZA dei postulati del gruppo proposto, e pure la loro COMPATIBILITÀ, perchè nessuno dei postulati del gruppo è escluso dalla presenza degli altri. Tal interpretazione non corriifponde esattamente a quella che generalmente vien data nel campo delle proposizioni. La INDEPENDENZA dei postulati del gruppo si prova seguendo la via indicata da PEANO, PADOA, E PIERI. Sono conseguenza immediata dei postulati nella sezione precedente, le seguenti proposizioni. Non esiste alcun termine di T cite abbia la proprietà espressa dal post. IL, ed un solo termine N esiste che abbia la proprietà espressa dal postulato IL. In fatti, esistano due termini N, Ni con la proprietà IL; alsss:. ^•Z^ • • ^ M ' colora dove aversi, per essere N, Nj tepiniai di T, e per IL : N, + N = N,, N + Ni = N, e per III4 : Ni=N. Analogamente si pruova che SE un Tj esiste con la proprietà IIm di T, è T, = T. Prop. Per ogni termine x un solo termine x esiste pel quale è x + x = T, xx = N. In fatti, esista oltre a x, un altro termine a?, pel quale sia a? + ^j = T,a?irj = N. Allora si ha x^=^T!x^=^{x-\-x) x^=a:x^-hxx^^ìs-{'XX^^.vx-{-xx^=x (X'W^)^=ocT!^x .Il termine x di cui questa proposizione si chiama termine supplementare del termine x, ovvero NEGAZIONE di X, Si dice anche che x q x sono termini contradittori. Come osservare Ladd, il solo principio di contraddizione (n.® 3 in fine) non basta a definire due termini contraddittorii, occorre ancora IL PRINCIPIO DEL MEDIO ESCLUSO, il quale merita anch'esso di ricevere quel primo nome (cfr. CouTURAt). MacColl chiama legge del medio escluso la combinazione delle due relazioni -The CaZculus of Equivalent StatemenU and Integration Limits, Proceedings of the London Mathematica! Society. L'unicità del supplemento a; di x permette di dedurre dall’EGUAGLIANZA x = y V altra us == y. Vale a dire si possono negare entrambi i memori di un'EGUAGLIANZA senza che l’eguaglianza cessi di a'oer luogo, £ cosi, allorché si vuol dimostrare un'EGUAGLIANZA, si può dimostrare l’EGUAGLIANZA logica supplementare, se ciò è più conveniente. La negazione del tutto è il nulla, la negazione del nulla è il tutto. In fatti, per IIm e per IL rispettivamente, si ha TN = N, T + N = T; dunque, per la prop. 2.% N = T, T = N. Il termine supplementare del supplementare di un dato è lo stesso termine dato. Vale a dire x=^x {LEGGE DELLA DOPPIA NEGAZIONE – reduzione all’assurdo introdutta da Zenone di VELIA. In fatti, dato x, soltanto x (prop. 2.^) soddisfa alla doppia relazione Prop. Qualunque siano i termini x, y si ha sempre xy = x{y + x) . (1) In fatti, xy=-(vy + '!>l = ooy'j-xx = x(y + x). Ponendo i/ = N dalla (1) si deduce a?N = a;(N + ^) = (per post. IL ) o?^ = N ; (2) cosi il prodotto del termine nullo per un termine arbitrario è il termine nullo. Ponendo y==^Xy dalla (1) si deduce a:x = x{x -{x) = xT = x, ovvero xx = x . Questa relazione è conosciuta col nome di legge di semplicità, o dì tautologia (Jevons, Pure Logic; Johnson, The Logicai Calculus). Osservazione. Qualunque siano x,y si ha sempre x + xy = x(x + y), (3) giacché per la (y') x + xy = xx -\xy = x(x + y) . Per y = x, tanto il 1.*^ che il 2.^ membro della (3) prendono il medesimo valore, e, in virtù della (t)>(y')» si può osservare, che la stessa cosa avviene per |/ = N e per ^ = T (dopo di avere eseguito la moltiplicazione per x). Ora dimostreremo che x è il valore comune dei due membri della (3) qualunque sia il valore di y, cioè dimostreremo la seguente Prop. 4.^ Qualunque siano x ed y si ha sempre x = x + xy = x(x + y) . (4) In fatti, X + xy = xT + xy = x{y + y) + xy = xy + xy + xy = = (per IIIa )xy + xy + xy= [per (y)] xy + xy — x(y+y)=x . — 11 — La relazioDe (4) è conosciuta col nome di legge di assorbimento, e si distingue in legge di assorbimento per l'addizione^ quando si ha riguardo air uguaglianza x=^x-\'Xy y ed in legge di assorbimento per la moltiplicazione, quando si ha riguardo air uguaglianza x = x(x + y). Corollario. Essendo x,y,z,...,t dei termini qualimque si ha x=x-\-xy'\'Xyz-\... '\'Xy ... t=x(x+y) (x+y+z) ... (x+y"\... + • Con l'aiuto della precedente proposizione e della legge associativa per l'addizione, si dimostra ovviamente la Prop. 5.* Qualunque siano x ed y si ?ia sempre x + y = x + yx . (1') In fatti, x + y = (x + y)T = (x + y){X'{'X) = = per la (4) x + (x + y)x = x + (xx + yx) ovvero (senza l'impiego del post. IV), per essere 070? = N, X {-y = x + yx . Si può pure ragionare così x+y=x-\'y{x-\-x) = (per post. IV) x+ayy+yx=: [per (4)] x+yx . Corollario. Ponendo T al posto di y in (1') si ha x-JrT = x + Tx = x + x = T ; così la somma di un termine e del tutto è il tutto. Col medesimo aiuto che per la dimostrazione della prop. precedente si dimostra la seguente Prop. 6/ Qualunque siano x,y,z si ha sempre x + yz = (x + y){x + z) . (p') In fatti, x-\-yz = x-\-xy'{-yz = x + y{x + z) = = x{x + z) + y(x + z) = (x + y) {x + z) . La proprietà espressa dalla relazione O') si chiama legge distributiva dell' addizione rispetto alla moltiplicazione. Per rappresentare il termine supplementare di una somma. ] di un prodotto, porremo in parentesi la somma ed il prodotto, e poi a sinistra, fuori della parentesi ed in alto, un piccolo tratto; scriveremo, in altri termini, per indicare rispettivamente il termine supplementare di quello che risulta dalla somma x -{y, e di quello che risulta dal prodotto (vy. In ordine al modo di formare il termine supplementare di una somma, o di un prodotto, si ha la seguente Prop. 7.* Il supplemento della somma di due ter^nini è il prodotto dei supplementi di questi termini^ ed il supplemento del prodotto è la somma dei supplementi; vale a dire '-{x-\-y) = xy (5) -{xy) = x-\'y . (6) In fatti, cc + y + xy = x + xy'\'y==x-^y-\-y = X'\-T = T (x + y)xy = X . xy + y . xy ; e per essere in generale z.zt = ìi + z,zt = zz + z,zt = z{z + zt) = zz = '!>i, ... (7) è pure dunque la (5) è vera. Per pruovare la (6) si osservi che, per la (5), ~{x + y) = xy = xy, e che perciò _ _ _ _ ~(^y) = "["(^ + y)] = oo + y La (6) può essere dimostrata direttamente in modo analogo a quello tenuto per dimostrare la (5), poiché si ha c(^y + (à) + y) = x + yx + y = x-['y + y = x + T = T (vyix + y)=(x + y)xy=x .xy-\-y,xy=[]^ev la (7;] N + N=N . Le formole (6), (7) sono generalmente conosciute col nome di (prmule di De Morgan. Con l'aiuto della proposizione precedente si può ora dimostrare che la moltiplicazione, come l'addizione, gode nell'Algebra della Logica, della proprietà associativa; cioè si ha: Prop. 8.* Qualunque siano x, y, z ha luogo la relazione xy,z = x,yz . («') In fatti, -[xy,z]=~{xy) + z={x-\-y) + z= (per post. IV) a? + (y + '2^) 5 dunque xy,z='-[x~\-{y -\-z)\ = xr{y-\'Z) = x.yz . Dai postulati Isegue che si può variare comunque l'ordine dei termini di una somma logica senza cambiare la somma stessa. Dal postulato IIIm, e dalla proposizione precedente segue che la medesima proprietà ha luogo per un prodotto. Dalle medesime sorgenti deriva pure che la prop. 7.* è vera non soltanto per la somma, o pel prodotto, di due termini, ma per una somma, o per un prodotto, di un numero qualunque di termini; giacché, per es. -{po + y + z + t)='[x + {y + Z'\-t)\ = xr{y + z + t) = = x.~[y + {z -{-()]=:= xy~{z + t) — xy zi . ~{xyzt) = '{x . yzt) = x+ "(yzt) = ==0(;+''{y.zt) = x + y +''{zt) = x + y + Z'\'l . Prop. S."" Se X + y = N è j/f^re Se xy = T, è pu7^e x = T, 2/ = T. In fatti, in virtù della (4), dopo di avere moltiplicato per ^, si ha x{x + y)==x = ìix = ]a? (1, 2) la prima delle quali sarà letta 4: x è incluso, è contenuto in {fa parte, è una sottoclasse di) y », ovvero « X IMPLICA ^ », e la seconda sarà letta « y include, contiene {ha come parte, è una sopì^aclasse di) x », ovvero « t/ È IMPLICATO DA x ». La RELAZIONE (1, 2) si chiama INCLUSIONE, o IMPLICAZIONE (ma non conversazionale – vide: H. P. GRICE: “Il profferente IMPLICA che p”], ii%verse l'una dell'altra. Imitando Poretsky *) la xy... (7) ; 5? + |/ = T... (8) sano tali che avendo Itwgo una qualunque di esse avranno luogo le rimanenti. Poiché le (6), (7), (8) sono le relazioni supplementari rispettiv. delle (3), (4), (5) è evidente (prop. 2.*, osserv.) che basta limitare la dimostrazione della proposizione soltanto a queste tre. Ora si ha: «) Se x=^xy, addizionando y ad ambo i membri, sarà: X + y = xy + y^=y, che è la (4); moltiplicando ambo i membri per y sarà in vece: ccy = xyy^='^y che è la (5). p) Se y=a) + y y moltiplicando ambo i membri per a?, si ha: ooy = x(a) + y) = x, che è la (3); e da questa, per a), segue la (5). Y) Se a?2/ = N, aggiungendo ad ambo i membri ary, si ha: an^ + xy = oo{y + y)=xT===x = ìi + an^=xy, che è la (3); e da questa, per a), segue la (4). Si osservi quanto segna : 1.^ Se è x=:^xy, aggiungendo x ad ambo i membri si ha X -{x = x -\xy j ovvero T = x -\yx = x '^y j che è la (8). 3.^ Se è ysstx^yj moltiplicando ambo i membri per y si ha yy = y(x -^-y), ovvero N=rya;, che è la (6); aggiungendo, invece, x si ha a;-|-y=a5+*"i'y=T+3/=T, che è la (8). 3.^ Se xy = 'N, aggiungendo ad ambo i membri os, si ha 1/ -|ocy = N + y, ovvero a: + y = «, tasche è Ift (4); prendeudo i supplementi d*ambo ì membri, si iui la che è la (8). 4.^ Se è x^^y^atT f moltiplicando ambo i membri per x si ha xy = Tx = X, che è la (8); moltiplicando per y e prendendo poi i supp}. dei dq^ prodotti : as -fy = y, che è la (4) ; prendendo 1 supplementi d' ambo i membri: xy = N. Cosi, limitatamente alle (3), (4), (5), (6) cba fra le sei relazioni disll* prop. precedente hanno forma effettivamente differente, questa proposizione tenuto pur conto di quanto si è detto in a), p), y) resta dimostrata, per ogni caso, direUamente, nel senso che da ciascuna delle 4 relazioni si fa, direttamente, discendere la verità delle altre tre. Osservazioni. Dalla prop. 13.* e dalle (1, 2) segue che è la medesima cosa scrivere ^oo, (9) ovvero scrivere una qualunque delle sei relazioni cc = 0(Ty, y=x-\-y, ^ = N J a? = a? + i/, y = !vy, a) + y = T ] Corollario 1.® Poiché N = Na?, ed x = Tx qualunque sia a?, si ha, per ogni termine x CoROLL. 2.^ Ogni prodotto di due, più ^ termini logici x, y, . . ., t è incltiso in eiasouno dei fattori. CoROLL. 2.^ Ogni somma di due » o più, termini logici x, y, . . ., h include ciascuno degli addendi. In fatti, dimostrando la sola proposizione a sinistra, abbiamo^ per ia legge di assorbimento ^ + (^y ... /i) = a?, ^ -f {xy ... h)==y, ..., t/i -f {xy ... h) = h; e quindi, per la 2** delle (IO) osy ..,hy (H) hanno luogo simultaneamente. Esse dicono che dalla negazione dei due membri di una inclusione logica nasce l'inclusione logica inversa (l'inclusione diventa opposta alla data). In questo enunciato, o meglio nelle formule, consiste il così detto principio, o legge, di contrapposizione, 10. Proposizioni diverse sulle inclusioni. Una serie di proposizioni sulle inclusioni, che ora daremo, permette un rapido maneggio di queste nel CALCOLO [cf. H. P. GRICE, FIRST-ORDER PREDICATE CALCULUS WITH IDENTITY] logico, e di presentarne un'applicazione a tradurre in formule le quattro proposizioni tradizionali della Logica deduttiva, e la teoria del Sillogismo. — he 9 proposizioni sono le seguenti. Prop. 14.* Se x se wy ...hA; dunque, sommando, o moltiplicando. Prop. 17.' Se z x, z>y, ..., z>h z> xy ...h . In fatti, dal coroll. 2." prop. 13.% e dal coroll, della prop. 18." a sinistra, si ha rìsp. 1 a dritta, si ha risp. xy ...h a?, ..., x+y-\-...-\ A> h icy ... A irj/...ft ; quindi, pel princìpio del sillogismo (prop. 14,') segue la verità. dell'assorta Prop. 18.' Se z(u + x) (v + y) sarà :C>xy, z>uy, C^v . In fatti, per la addizione, è ! distributiva della [ moltiplicazione, zxi/-\-uy-\-xv-\~ui:i ; d'onde, per la proposizione precedente (a sinistra ed a dritta rispettivamente), segue la verità dell'asserto. N.B. — La prop. 18.' è pure vera se le ipotesi sono; z^ux + vy, Prop. 19.' Se b a sarà (a + u)f) = (a + u)(b + u). In fatti, au + b = au •{b{u + u) ^={a-\-h)u-\'ì)u = au-^ìni, giacché da &a segue ab=^a. Prop. 20.* Se b a&, e quindi au + bù'^ b . Ravvicinando i due risultati, si ha, in fine, b x . (2) Il binomio a secondo membro è lo sviluppo normale della funzione f{x) nel termine logico x. Data Aa?), e ridotta alla (1), il processo indicato mostra come si costruiscono i coefficienti a, et dei termini a? e a; del suo sviluppo normale. Però, è interessante vedere come essi si determinano direttamente dalla f{x) nella forma nella quale è data, cioè senza ridurla dapprima alla (1) e poi senza seguire il procedimento tenuto per ricondurla alla (2). Poiché la (2) deve essere vera per qualsiesi valore di x, allorché, in essa, al posto di x si pone una volta T ed un'altra N, si avrà rispettivamente /•( N) = aN + ftN = aN + &T = ft ; opperò, i coefficienti cU x e di x nello sviluppo normale di f{x) sono rispettivaìnente ciò che diventa, f(x) quando ai pasto di x si pothe una volta T ed un' adira N ; vale a dire si ha Esempio. Sia A^) = AT)..; + /-(N).5 . (3) fix) = (l + x)(m -{x)h -{px{q -{x) + r ; poiché /(T) = (; + T) (m + N)A +pT(5 + N) + r = w»A 4-2?g + r /(N)=(Z + N)(m + T)A+i>N(5 4-T)+r = iA + r ; smtk f(x) =• {mh 4i?? + ^) * + (^* ~h ^) a? • Corollario. Dalla nx)=nT).x+m).x, moltiplicando una volta per x ed un'altra per Xy si hanno le r — 83 — segueuti fopmole (di Mac Coli.) ccfXx) = xf(T), xf{x) = xm) . (4) h) Sia ora f{Xyy) una funzione di due termini logici x,y. Considerando la f(x,y) come funzione della sola ^r, si ha per la (3) ax,y) = nT,y).x -\r(^,y)x . (5) Ora è, per la stessa (3): AT,z/) = AT,T).i/ + AT,N)^ AN,2/) = AN,T).2/ + AN,N)^; dunque, sostituendo ia (5), si avrà f{x, i/)=AT, T).^2/ + AT, N).r^ + AN, T)xy^f(f{, ì^)~xy, (6) In questa formula consiste lo svilupiH) nonaale di f{x, y) nei due termini logici x^y. I varii addendi dello sviluppo sono formati coi varii costituenti di T moltiplicati rispettivamente per ciò che diventa la f{x,y), allorché al posto ^ì x &à y si pongono T ed N secondochè, in essi, x ed y figurano direttamente, coi loro supplementi. e) Sia ancora una funzione f{x,yiZ) di tre termini logici x,y,z. Dalla (6) si deduce che Aa?,l/.2:)=AT,T,2:).^l/-t-AT,N,^)^^+AN,T,^):^i/+/^N,N,2:)^^, (7) e dalla (3) che AT,T,^) = AT,T,T)^ + AT,T,N)^ AT,N,;^) = AT,N,T)^ + AT,N,N)^ AN,T,^) = AN,T,T)^ + AN,T,N)^ AN,N,^) = AN,N,T)^ + AN,N,N)5 ; sostituendo nella (7), si avrà: A^,y,^)=AT,T,T)^(/^+AT,NTT)a;i;^+AN,T,T)^i/^+AN,N,T).^^2:+AT,T,N)r7'2/^+AT,N,N)^^z+AN,T,N)à;i/5+AN,N,N)^]/5. In questa formola consiste lo sviluppo normale di f(.v,y,z) nei tre termini x,y yZ. — l varii addendi, si presentano anche A. Dbl Rb ~ qui come formati dai varii costituenti di T moltiplicati ciascuno per ciò che diventa f{x,y,z) quando al posto delle x,y ^z si ponga T od N secondochè, nel costituente che si considera, x, yyZ entrano direttamente, o per mezzo dei loro supplementi. d) Il procedimento precedente è generale; esso può essere seguito per una funzione di un numero qualunque di variabili. Si arriva allora a ciò che si chiama lo sviluppo normale di questa funzione; ed esso si comporrà, se n è il numero delle variabili da cui dipende la funzione, di 2 addendi, formati coi 2 costituenti di T corrispondenti a tali variabili, moltiplicati rispettivamente per ciò che diventa la funzione, allorché al posto delle variabili stesse si pongono i termini T ed N secondochè queste, nei costituenti in considerazione, entrano direttamente, o col mezzo delle variabili supplementari. Cosi, ades., data una funzione f{x,y,z,t,u) di 5 variabili, considerando il costituente xyztu, per avere un addendo dello sviluppo normale della funzione si deve moltiplicare xyztu per /"(T, N, T, N, T). In pratica, quando si vuole ottenere lo sviluppo normale di una funzione in n variabili data come somma di più addendi, giova, il più delle volte, moltiplicare ogni addendo nel quale manchino r variabili per lo sviluppo di T in queste r variabili, e poi fare le riduzioni opportune. Cosi da f{x,y)=ax '\-by -^ e sì passa ad f{oo, 1/) = aa;(2/ + 2/) + hy{x + x)'\-c{xy + xy '\xy + xy) = (a + et + c)a7i/ + (a4-c)a?i/ + {l) + c)xy -\cxy, moltiplicando i tre addendi della t\x,y) data rispettivamente per gli sviluppi di T in x, in y, ed in x,y, e) Da quanto precede risulta che ciò che caratterizza lo sviluppo normale di una funzione logica sono i termini che moltiplicano i varii costituenti di T nei varii addendi dello sviluppo. Essi saranno chiamati discriminanlì della funzione *); così i discriminanti di una funzione logica sono i valori che assume la *) Adoperando un modo di discorrere usato nel!' Algebra ordinaria si può dire che i discriminanti di una funzione sono i coefficienti del suo sviluppo normale.] funzione allorché al posto delle variàbili si sostituiscono i terììiini T ed N in tutti i lìiodi possibili', cosi ancora una funzione logica dì ii vaìHabili possiede 2** discriminanti. Quando un discrimiuante di una funzione f{u;,y,...) risulta dal porre per x il termine T, il discriminante si dirà positivo rispetto ad a? ; e quando in vece risulta dal porre per a: il termine N, si dirà negativo rispetto alla x; cosi fra i 2" discriminanti di una funzione logica in u variabili ve ne sono 2""* jpositivi rispetto ad una ìuedesima variabile^ ed altrettanti negativi ; ed in generale, rispetto ad r variabili simultaneamente ve ne sono 2^'' positivi^ ed altrettanti negativi. La forma generale che può essere data al discriminante di una funzione f{x,y,...,t) di n variabili a;,y,...,t è la seguente allorché per t,,t,,...,t„ si prende una combinazione qualunque, n ed n, dei 2n termini n volte n Tolte T,T,...,T, N,N,...,N . I discriminanti di T, o di N, o di un termine qualsiasi a, considerati come funzioni logiche di un numero qualunque di variabili, sono tutti eguali a T, o ad N, o ad a. Ciò risulta evidente da quanto or ora si è detto, e direttamente per T ed a (incluso N) dagli sviluppi già dati di questi termini. f) Lo sviluppo normale di una funzione si dirà pure sviluppo di BOOLE. Nel caso di sviluppo in un sol termine x, in luogo di dire sviluppo normale, o sviluppo di Boole, in x, diremo pure espressione binomia in x, 15. Proprietà dei discriminanti e delle funzioni sviluppate, a) Se una funzione f{x,y,,..) risulta dalla somma, o dal prodotto, di due altre 9(07,2/, ...), 4^(^,1/, . ..)» sicché si abbia per tutti i valori delle x,y,. . . o /( (37, 1/,...) = 9 (a?, 1/,...) + 4; (a?, 1/, ... ) /•(a;, 2/, . . .) = 9(07, 2/, . . .) . 4;(a?, y, . . .), — 36 — ponendo al posto delle x,y, ... supposte in numero di n, ì valori Tj,Tj,,..., T^ di cui nel n.^ precedente e), in fine, si avrà o Ora /'(t,, f,, ...) è un discriminante di f{x, y, ...) e 9(t,, Xg, ...), ^(t,,Tj,...) sono i discriminanti ad essi omonimi (cioè positivi negatiti rispetto a variabili dello stesso nome) di 'fs » • • •) • Ora 9(Tj,t,,...) è un discriminante della 9(0^,2/,...) ed ~/'('r,,Tj,...) è il supplemento di f{r^, Tg, . . .) che è il discriminante omonimo delle f{x,y,.-.)', dunque Prop. 26.^ Il supplemento di un discriminante di una funzione logica è il discriminante omonimo della funzione logica supplementare. e) Dal teorema in a), e dal modo di presentarsi dei discriminanti di una funzione nello sviluppo normale della funzione stessa segue la Prop. 27. Nello sviluppo della somma, del prodotto, dì più funzioni logiche, i coefficienti dei varii addendi si ottengono sommando, moltiplicando, i coefficienti degli addendi omonimi (che moltiplicano lo stesso costituente) delle singole funzioni. Dal teorema dato in b) segue poi la Prop. 28.*" Ia) sviluppo della funzione logica supplementare di una funzione logica data si ottiene prendendo i supplementi dei coefficienti dei singoli addendi nello sviluppo della funzione data. Cosi, ad esempio, le l'unzioni supplementari delle f{30, y) = axy + l^Joy + cxy + djoy, sono rispettivamente le funzioni: ~f{x) = ax + àx ~f(3o, y) = aotry + hxy + cxy + dxy Osservazione. La proposizione può dimostrarsi direttamente sommando, o moltiplicando, due a due gli addendi omonimi, degli sviluppi delle funzioni date, ed osservando che nella moltiplicazione di questi sviluppi, il prodotto di un termine dell'uno per un termine non omonimo deir altro è nullo. La proposizione può pure dimostrarsi nei due modi seguenti: 1/* modo. Limitiamoci al caso di due funzioni di due variabili. Le due funzioni _ _ /(^ > y) = «^y + ^^y + ^^y + ^y 9(x . y) = axy + bxy -f cxy -f "dxy sommate, membro a membro, danno /(aJ » y) + 9 (•'^ > 2/ )=(« + a) ^y + (^ + ^) ^y +(c -f e) a;y 4(d +5) ay =T . xy+T . j:y +T . ij/-f TÌy=T {xy -\^xy+xy-\'~xy)='ì! ; moltiplicate, in vece, membro a membro, danno f{x, y) . ^(x ^ y) = aa, xy -\bb, xy -{ce, xy -\dd, xy = ^ ; dunque è 9(^,y) = "/(^,y)2.^ modo (Whitehead, n.® 29, 6). Per una funzione di una sola variabile _ f{x) = ax 46x, si ha ___ _ ~f{x) = {a -\x) {b -[x) = ax -^ bx -{ab, ~/{x) = (a -|ab)x + (^ + *^)* = ax -fftas, — 38 — e quindi la proposizione enunciata è vera. — Supponiamo ora che la proposizione stessa sia vera per una funzione di un numero n di variabili x,2/,...,^^y + (^'^y + ^«^'^z ~f{x,y,z)=axyz-\-hxyz -\cxyz-\-dxyz -\exyz-\-~fxyz~\' gxyz-\-/ixyz, Ora, prendendo i supplementi d'ambo i membri di ciascuna di queste relazioni, con le formule di De Morgan (prop. 7.^ ed oss. dopo prop. 8.^), si ha /'(.^,y) = (ct + x + y) (& + a? 4y) {c + x + y) (rf + a? + y) r{x,y,z) = (a\x\y\-z) {b\x-\-y^^) (^+.^+'^+'3:) {d^rOsAry\z) {e-\-^ì)\-y^z){r'\'X^y^z)(g\x^y\'Z){n-\-x-]ry-\-z\ che sono appunto gli sviluppi domandati di f{x,y),f(x ^y,z), N. B. — Il Sig. PoRETSKY {Bulle tin de Kasan, 2.* serie, t Vili, n.® 2) propone pei discriminanti della funzione f(x, y, ...) che figurano nel suo sviluppo reciproco del normale, la denominazione di CO-OPERANTI (cf. H. P. GRICE), quale correlativa dell'altra di coefficienii, già adoperata allorché di f sì ha lo sviluppo normale. ValoìH e doniinio di estensione di una funzione logica. Una funzione logica /'(.x*, 2/, . . ., ^) di un certo numero n di variabili X,y,,.,,t, assume, in generale (cioè quando non dipenda formaUnente dalle .t, 2/, ..., ^, come nel caso in cui essa si riduca ad un termine determinato a) valori diversi in seguito ad una diversa scelta delle j?, 7/, ..., /. La collezione di tutti i valori possibili per la f{x, 2/, . . ., /) in conseguenza di tutte le possibili scelte delle x,y,,.,,t si chiama il dominio, o il campo di estensione della f{x, 2/, . . ., /). Sitfatto dominio si dice illimitato se tutti i valori sono possibili perla f{x,y,...,t); si dice limitato nel caso contrario. Le parole illimitata, limitata si applicano pure conHspondentemente alla funzione /'(j:;,!/,..., ^),— Di-oendo che il valore a di una funzione è inferiore, più piccolo del valore ^ allorché è soddisfatta la inclusione a • • • > B « > • • • > H « Un'equazione in cui uno dei due membri è nullo e l'altro è presentato col suo sviluppo noì'male si dirà in forcina noì'niale. Così la forma normale dell'equazione proposta è la seguente A a A a 072/. . . ^ + Bp B p cry .. .t-\.. . \Hx xy...t = ^, (3) Esempii. 1.^ Sìa data l'equazione ax -{bx =:z ox -\dx ; i suoi discriminanti sono i determinanti formati, nel modo sopra indicato, con ì termini delle due orizzontali ab ed m ab od cioè a e a e :=ac -\a>c, b d bd = bd i-bd ] e r equazione, in forma normale è la seguente (ac -{ac)x -{{bd -fbct)x = N . 2.^ Sia ancora data l'equazione ax -|bx = cx ; siccome può scriversi cx=:cx -{Nx, cosi questo caso vien ricondotto al precedente ponendo (i = N ed osserv. che rf = T. Trattandolo direttamente, i suoi discriminanti si caveranno, nel modo sopra indicato, dal quadro e saranno, perciò a b a 6 e N e* T ac'4-ttc, òT4-òN==6 L' equazione, in forma normale, sarà {oc 4ctc)a; + òx = N . 3.° Sia l'equazione ax '\bx == e. — Potendosi scrivere c = ca;-jcas, i discriminanti dell'equazione, e la forma normale di questa, si otterranno facendo corrispondentemente e dappertutto d = c nell' es. 1.*^, ovvero, direttamente, cavandoli dal quadro a b a b e e e e I discriminanti sono ac -}oc ^ bc -{ bc j e la. forma normale dell'equazione è _ _ _ _ _ {cLc -{ac)x -f{bc -fbc)x = N . Sia l'equazione ax-{'b=cx] poiché b==bx-{-bx e cx=cx~{-ì^x ^ i discriminanti saranno cavati dal quadro a + b b ab b e N e saranno perciò (a -}6)c -|afte, 6. L' equazione in forma normale sarà [(a + b)c -\abcjx -\bx = 'N . 6.*^ Sia l'equazione axy -f bxy + cxy + dxy = exy + fxy + gxy -\hxy ; i discriminanti di essa, cavati dal quadro a b e d a b d e / g h saranno e f g k ae-^ae, bf-\-bf^ cg -^^ cg, dh -\-dh : e l'equazione, in forma normale, sarà (oe -f ae)ajy + (V + hf)xy + {cg + cg)xy + {df + d/)xy = N, — 46 — 6.*^ Sia ancora l'equazione axy + xy + dxy = xr/ + gxy ; se la scriviamo come segue ricadiamo subito sul caso precedente ; cioè troviamo che i discriminanti sono da farsi col quadro: a T N rf a N T d T N ^ N N T // T } e sono, perciò _ a, T, ^, d ; sicché l'equazione, in forma normale, sarà axy + jry + r/xy + dxy = N . OsservazioThe, Quando nello sviluppo normale di una funzione logica manca in un addendo il coefficiente del relativo costituente, allora è da intendersi per esso il termine T. Cosi, se manca addirittura l'addendo che porta un dato costituente, esso si considererà come presente e col coefficiente N. Questa osservazione è stato appunto tenuta presente nel trattare il precedente esercizio 6.® h) Quando sia data una inclusione contenente termini variabili, si diranno discriminanti della inclusione, i discriminanti di una qualunque delle equazioni che equivalgono alla inclusione. Così, data la inclusione Aa;, 1/, . . ., e per massimo a + P + ... + XOra, perchè l'equazione sia possibile per una medesima scelta delle x,y,...,t ^ è necessario .. che questi due dominii non siaAB...H A+B+...+H «P...X «+P+...+X no mutuamente esclusivi, ^^^' ^'" cioè che il loro prodotto, in senso logico, non sia nullo, e però è necessario che si abbia (fig. 7.% 8.^). AB.,.H -^^] tende che debbono essere soddisfatte coatemporaneamente, scegliendo per tutte in uno stesso modo le incognite da cui dipendono. È proposizione fondamentale per lo studio dei sistemi di equazioni la seguente Prop. 3L* Ogni sistemjx di equazioni è equivalente ad una sola equazione i cui discriminanti sono le somme dei disoHminanti omonimi delle singole equazioni del sistemai. In fatti, siano /,(^,2/,...,0 = N, /;(a7,2/,...,0 = N, ..., ^»(a?,|/,...,0 = N (6) m equazioni costituenti un sistema. Per quelle determinazioni delle a?, 1/, . . ., per le quali queste equazioni sono soddisfatte simultaneamente, è soddisfatta pure la equazione che risulta dal sommarle membro a membro; vale a dire la /; + /; + . ..+/;.=N . o) Viceversa, ogni determinazione delle x,y,,..,t per la quale è soddisfatta la (6), in virtù del CorolL della prop. 9.% a sinistra, soddisfa pure alle /;=N,/;=N, ..., /:,=N -, cioè simultaneamente alle equazioni. Dunque, il sistema e la equazione sono equivalenti. Ora, per la prop. 25.* e per la def. data al n.° 18, a), essendo i discriminanti della (7) le somme dei discriminanti omonimi delle (6), la proposizione enunciata risulta dimostrata. I discriminanti dell'unica equazione, equivalente alle equazioni di un dato sistema, si chiamano discriminanti del sistema. — Così, se i discriminanti delle /; = N, /i = N, ..., ^ = N sono rispettivamente Aj, B^, . . ., H^ ; A,, B,, . . ., H, ; . . . ; A^, B^, . . ., H^, i discriminanti del sistema saranno A = SA,, B = 2B,, ..., H = SH,, e l'equazione (in forma normale) che sostituisce il sistema stesso Kooy . . . ^ 4Bxy . . . ^ + . . . + H^i/ . . .^ = N . (8) 21. Sistemi di inclusioni. La definizione di sistema si estende al caso in cui in luogo di equazioni siano date delle inclusioni, ovvero delle inclusioni ed equazioni insieme; e la proA. Dbl Rb — Algebra della Logica, 7 — 50 — posizione 31.* regge pure in questi due casi. — In fatti, siano A (^, 2/, . . ., Yt i discriminanti delle f^ e 9,(e = 1, 2, . . ., m) rispettivamente omonimi, per essere [n. 18.% ì))] A,a,, B,p,, . . ., H,x. quelli della /Jqp^., saranno A^a^ + A,a, + . . . + A^a^ = 2Aa B,P, +B,p, + ...-hBX=2Bp" • • • • • • • quelli dell'equazione unica che rimpiazza il sistema (10), epperò il proposto (9). La forma normale dell'equazione equivalente a (9) è la seguente SAà,ODy..A-\SB^ . 0?^ . . . ^ + . . . + 2Hx . ^'^ . . . ~t = N . Se un sistema contiene inclusioni ed equazioni, ciascuna di queste ultime può essere considerata come inclusione possedente per termine maggiore il termine N. Definizione, I discriminanti della (11) si chiamano pure discriminanti del sistema. P. e., sia a formare P equazione equivalente al sistema oas -|6a; • • • > ^9 + ^9. La risultante dell’eliminazione delle (v,y,... yt dalla (10) sarà perciò la _ _ « _ » _ («9 + «9) (&9 4^9) . . . (^9 + /29) = N, ovvero la _ __ _ e scrivendo 9 e 9 per disteso, la ab...h\ aS.„hu-\'{a+S-^...'\'Ji)u\ +a&...^j(a-f&...+^)t«+a&...^w|=N ; e questa è, evidentemente, soddisfatta indipendentemente dal valore di u, poiché sono nulli i coefficienti di w e di u. Corollario 1.° Se nella (10) facciamo i^ = T, con che w = N, avremo f{a),2/,...,^) = a~|-^ + --+ ^; se facciamo, in vece, te = N, con che w = T, avremo f{x, 1/,...,/) = a& ... /z. — Gli estremi ab . . . h, a + b -|• • • + h del dominio di estensione della f (x, y, . .,, t) sono quindi valori effettivamente raggiunti dalla funzione (cfr. prop. 29.). Corollario 2.° Poiché la (a-\b +,,.-{h)u -\-ab ...u rappresenta tutti i valori compresi fra ab,.,h ed a+&+... +/^ (prop. 18.% oss. in fine), la prop. 26.* si completa affermando che i valori di cui una funzione logica è suscettibile sono tutti i valori compresi fra ilpr^odotto e la somma dei suoi discriminanti. Corollario 3.° Una funzione logica è illimitata se il prodotto e la somma dei discriminanti valgono rispettivamente il nulla ed il tutto \ cioè, riferendosi alle indicazioni di sopra, se contemporaneamente aì)...h = ^, a + et + ... + ^ = T, ovvero od anche _ _ Corollario. Perchè due funzioni f(x, y, ..., t), 9(x, y, ..., u) dello stesso > di diverso, numero di variabili abbiano eguale estensione è necessario e basta che il prodotto e la somma dei discriminanti dell'una siano rispettivamente eguali al prodotto ed alla somma dei discìHminanti dell'altra. ^ Corollario 5.® Se il prodotto dei discriminanti di una funzione logica eguaglia la loro somma, la funzione ha un sol valore (sì riduce ad un termine indipendente dalle incognite). In fatti, in tal caso, per essere sarà (prop. 10.^) a = et = ... = ^ ; epperò si avrà : f(x, 2/, ..., f ) = a{xy ... t + xy .,.t-{... + xy ... ^) = aT = a . Si puo trovare, col mezzo della precedente proposizione 33.% la condizione data al n.^ 19 [eguagl. (4)] per l' esistenza di valori comuni ai dominii di estensione delle funzioni /(a;,y,...,«), 9(05, y,...,«) . Detti A, B, . . ., H i discriminanti della /> oc } P 7 • • ^X quelli della 9, ed ii un termine assolutamente arbitrario, poiché i dominii di estensione della /, 9 sono quelli stessi delle due funzioni (A + B + . . . 4H) w + AB . . . Hw = Sm + Pt4 del termine w, vi saranno valori comuni alle /, 9 tutte le volte che è possibile scegliere u in modo che sia Sw -jPw = aw -{*Ku . Ora^ essendo Sa + Sa, Pit + Pw i discriminanti di questa equazione, ciò avviene tutte le volte che si abbia (Sa + Sa)(Pit + Pw) = N ; ovvero, essendo SPàir=(A + B + ... 4-H) AB...Hfltp...Y (à+p +-...+x)=AB...H . flìp...x SPait = SPap . . . xap . . . x = N SPaw = AB . . . H . AB . . . H . a« = N SPait=AB ... H(À-f B+ ... +H) (a+p +... +x)»P X=ÀB ... Hotp ... x, -57 — quando sia AB . . . Hap . . . X -f ap . . . ^ÀB . . . H = N, che è appunto la (4) citata. 24. Equazioni limitate ed equazioni i/^^meto^e. Un'equazione logica fra più variabili x,y,.. .,z,t si dice illimitata rispetto ad una variabile t, allorché scegliendo comunque la f, la equazione sia possibile per valori da determinarsi delle altre variabili a?, 1/, ..., ^ ; e si dice illimitata rispetto a più variabili, separatamente considerate, quando una tale proprietà ha luogo per ciascuna di dette variabili. Un'equazione logica si dice illimitata simultaneamente rispetto a più variabili quando, facendo di queste una scelta arbitraria, la equazione sia possibile per un'opportuna scelta delle altre variabili. Un'equazione non illimitata si dice limitata. Un' equazione illimitata rispetto a tutte le variabili da cui dipende ha, evidentemente, tutti i suoi discriminanti nulli ; giacché, scritta, p. es., in forma normale, . . . + L^ • • • zt-^. . . = N, se è ljxy...zt un suo termine qualunque, ponendo T al posto delle variabili che figurano in esso direttamente, ed N al postodi quelle che vi figuraflo coi supplementi, il termine stesso si riduce al suo coefficiente L, mentre con l'analoga sostituzione gli altri si annullano. Dovendo, intanto, l'equazione, per ipotesi, essere soddisfatta si ha L = N. b) Sia f{x, t/, . . ., ^, = . . . (11) un' equazione logica, nelle variabili a?,2/,...,z,^, e supponiamo dato a ^ un arbitrario valore, sicché essa diventi equazione nelle sole variabili a?,t/,...,z. Scrivendo questa equazione nella sua forma normale, sia essa kxy . . . z + Vixy ... ^ 4... -h Vi.xy . . . .s: = N ; (12) saranno A,B,...,H funzioni della sola t che potremo pensare scritte come segue k = a,t + aL~t, B = Pj^-hp/, ..., H = x\^-hx/; (13) *) Whitehbad, l, e, n.® 32, pag. 59 e 60. A. DfCL Rb ~ Algebra della Logica. . 8 \ — 58 — sostituendo nella (12) avremo la (11) nella forma a^xy .. .zt-\p^a^,, . zt -{-,., -f Xi^ . . . ^^ + oL^xy . . . ^7 + ?iXy ... ^7 + ... + Xì^y . . . ^^ = N ; dalla quale si vede che «i, Pj, . . ., Xi so^^ i discriminanti della /* (pensata come funzione dell'intero numero di variabili) positivi rispetto alla f, e che ai,p8,...,Xi sono i discriminanti negativi rispetto a t. Ora, perchè la (12) sia possibile deve aversi AB... H=N, cioè (aj + a,ì) (^,t + p^O . . . (x,t + X J) = N, ovvero aiPi---Xi-^ + a8p8...Xi-^ = N (14) pel dato valore di ty e per ogni altro arbitrariamente preso; vale a dire, in grazie di quanto si è detto in a), deve aversi «iPi • • • Xi = N, a,pj . . . Xg = N . Cosi : Prop. 34.^ Affinchè un'equazione logica sia illimitata, rispetto ad una delle incognite da cui dipende, devono essere nulli il pròdotto dei discriminanti positivi rispetto a quella incognita, ed il prodotto dei discriminanti negativi. Per trovare le condizioni di illimitazione rispetto a più variabili occorrerà scrivere per ciascuna variabile le due condizioni che risultano dalla proposizione precedente. e) Sia ancora la (11), e supponiamo fatta una scelta arbitria di alcuu'e ...z,t delle variabili; sicché la (11) diventi una equazione nelle sole variabili rimanenti a?,?/,... Allora, scritta in forma normale, la (11) sia aan/ * . . + ^(vy + . . . + xooy . . . = N . (15) Le a, p, . . ., T conterranno le . ..z,t, e perciò nel loro sviluppo normale rispetto a queste, .,z,t si presenteranno come espressioni della forma et = fltj . . . Zt -p . . . -|(Xm • • • zt p = p^,,, zt -|. . . -p p„ . . . /2^f T =T^ . . . zt -\., . -\-T^ . . . zt . — 59 — Sostituendo questi valori nella (15), potremo scrivere la (11) come segue ...+(T,...s:^-f-...-fTjj,...^0^-=N ; (16) e da questa si vede che a^,. . .,a^, Pj, . . ., p^, . . ., t,, . . ., t^^ sono i discriminanti della f considerata come funzione di tutte le date variabili, e precisamente che «1, pj, . . ., T^ sono positivi rispetto a tutte le ..,zt «j, Pj, . . ., Tj » » » alle,„Zf e negativi risp. a t •»•>•••>• «pk » P^ > • • . » T'i^ » negativi rispetto a tutte le . . . zt Ora, perchè la (15) sia possibile per valori da trovare di a;,2/,..., . dovrà aversi «p . . . t = N, cioè (a^. .zt-{-...-j-a^.,.zl) (Pi...-3:^+...+pjj... (^ 4" ^)^ 4" ^^^ > orf 4" ^^ > e quelli negativi (pj^c)d + hk, hd-\-bd, cd4-cd, Nd4-Td = d . Il prodotto dei primi (tenuto presente che sono tutti nel loro sviluppo normale rispetto a d) è (a 4" ^ 4" ^) (^ 4" ^) (^ 4" ^)^ 4" *^^ . ca . ah . ad^=^ ad '\abc . d ed il supplemento di questo prodotto (a + d) (a + 6 + e 45). Il prodotto dei secondi è, in vece, ho,d, mentre è ab ed il prodotto di tutti i discriminanti. Dunque, il dominio di estensione della x è 6c . rf ropomamooi ài trovare: 1,^ la risuUamiU (oondìzìoae per la sua possibilità); 2.^ % damimi di estensione deUe x j y, z, 1.^ Le tre equazioni del sistema possono essere scritte x^ome segue xyz -|Nosyz -fxyz -[Hixyz -|l^xyz -[Nojyz -jNasya + ì^xyz = a xyz -jxyz -|ÌHxyz -j. . = è '^ ; (31) 05^2 -|'Nxyz -f-\xyz -|Nojyz -|d'onde segue che i loro discriminanti sono rispettivamente b,b,b,b,b,b,h,b\, (32) e quelli del loro sistema a + 6-|-c, a-{-b-^c, a -{b -^ e, a-|-6-{-c, a + 6 + c, a-f-ft + c, a-|-6«-}-c, a + ^ + c(33) La risultante sarà, dunque (a + 6 + e) (à + 6 + e) (a 46 + e) (a 46 + e) (a + 6 + e) = N ; ovvero, per essere (prop. 6.% pag. 11) (a -^ b -\e) (a -\b '\' e) =^ a -\b -]ce = a -{b {a -\b -\e) (a -{b -{e) z= e '\{a '\~ b) (a '{' b) = e -\ab -{ab, e poi pure (a -}^) (e + «^ + «&} = ca -f" ^'^ ~l~ ^^, sarà (a 46 -Ie) (6c + ca -|oò) = N ; o. in fine 1 aòc -j6ca + ca^ = N . (34) 2.° Dal gruppo (33), confrontato col modo come sono state scritte le (31), si scorge che i discriminanti del sistema positivi rispetto ad x hanno per prodotto {a -^ b -{e) (a -{b -{' e) (a -{b -\e) (a -\b -\e) = a(b -^ e) -^^ a,bc e quelli negativi per prodotto (o 4è -[e) (a + ò 4e) = ò + e, ^ f-^ — 67 — ne segue che il dominio di estensione della x è h '\e -\'~c) . In vista della simmetria che presentano le equazioni del sistema rispetto ad una permutazione ciclica delle xyz ed alla corrispondente permutazione ciclica delle a ^h ^c ^ si può affermare che i dominii di estensione delle y, z sono rispettivamente ^ • (86') a 4" ft ^ a6c -|e (a + 5) ) Visto che dalla (34) seguono le ahG'=.hGa^=.cab'=il che danno ohe = bc = ca = ab e tenuto pure presente la prop. 5.*, le (36), (35'), possono pure scriversi come segue b -\e ^bc -{a ' e -{a^ca-^-b a'{' b^ab ^ e x — > «I» ^ * * * ^ Q ^®orisp. ad y, Pj, ..., Pv » » » ^^S' * ^ ® pos. risp. ad y, Pv+i » » PpL » * » >> ^ ® ^^S' risp. ad y ; perciò, il prodotto dei discriminanti negativi rispetto ad y nella data equazione è QS e la somma dei supplementi dei discriminanti positivi rispetto alla stessa y è P-f-R ; da che segue essere QS Qa?-f-S^ ovvero PRo? + PRiZ? = N, si vede che per ogni valore di x del dominio RP ad 1/, con E,F i prodotti analoghi rispetto a. z, e cosi via via con L,M i prodotti analoghi rispetto a ^, si può scrivere Sostituendo questi valori nella (1), o soltanto un gruppo di essi, si avrà, come risultato della sostituzione, una equazione nella quale entrano come incognite le Wj, t^j, ...,u^o un gruppo di queste, e tale equaz. è illimitata risp. a ciascuna delle nuove incoga. [Una equazione ad una incognita sia stata ricondotta alla sua forma normale aw + b.v = ì!i ; (11) poiché è a l'unico discriminante positivo deir equazione, e ?j l'unico discriminante negativo, sarà al) = la risultante dell'equazione stessa, e t) -|cd(d -|-«)^t) -|cd(d'{-cb)ìw= =ab . uv^buv -fo>cduv -fcd6 . wv, sicché bxy=abGduv=iN ; a;y=a6(a-|-ftc)uv -fo con l'adoperare le notazioni del n.® 25, rf), conduce ad a? = (P + Q)u + RSw = {aà' + W)u, + cc\ ùdu^, (16) e quindi [form. (5) prec. e form. (46) n.° 25, d)'\ ad y=A^(wJw,+B,(Wj)w,= = {aà! + ed, dd) u^u^ + W (aà' + dd') u^u^ + (ce' + aa'. dd') u^^ + dj^ (ce' + W) u^u^, (17) essendo _ A (Mj) = {aa' + ed. dd') u^ + {ed + aa!. dd')u^ — 77 — d'onde _ A(Wi) = aa'(6v' -f (id')u^ + cc'(aa' + M)u^, e _ B{u^) = bb'(aa' + dd')u, + M' {ed + ftft') ti^ . Dallo stesso quadro di cui sopra si vede anche subito che, per continuare ad applicare lo stesso procedimento tenuto in h), si deve osservare che il dominio di estensione della z, essendo a'c\ b'd' ^) • ^ » ^(tt, t>) = (a 4hd)uvi 4d{h -\a)uv f (6 4" clcì)uv 4" (^ + cd)iM3, ^{u, 1?) = (a 4" c(i)wD 4" ^(^^ 4" ^c)w'u -|c{a 4&)«*v 4* ^(* 4" «,) = N (a^ + b,) {a, + b,) {a, + bj (a, + &J = N Cosi, visto pure che le x^y, con formule analoghe alle (39), in vece che in funzione di due sole variabili indipendenti u^, u^ possono esprimersi iu funzione di un numero n u^yU^,., .,u^ di siffatte variabili, e che ciò fatto si arriva a conclusioni analoghe alle precedenti, abbiamo: 1.® che due variabili d’assegnate estensioni soddisfanno ad una infinità di equazioni non contenenti altre variàbili; 2,^ che due variabili di estensione illimitata possono essere indipendenti^ o collegate da una infinità di equazioni illimitate rispetto a ciascuna delle vaìHabili e non contenenti altre variabili. Ciò viene a significare, in sostanza, il fatto da ritenersi evidente, che esistono infinite equazioni in due variabili che sono illimitate rispetto a ciascuna di esse). Questi risultati possono essere estesi al caso di un numero qualunque di variabili. Le (43) contengono le (42) e contengono inoltre le seguenti, come si rileva sviluppando i prodotti e sommando, l^fl^afi^,, + ^.u^flK + 2à,«,àA..+ ^o.pypm = N (44) Sa.^.^A. + ^fl^K + ^dflAK + 2«À¥«. = N, (45) e quella che si deduce dalla (44) scambiando le a con le b. La (44) e quest'ultima possono scriversi pure come segue 2« ^a, + 2à,a^àj = N, 2^? A^, + 2^À^, = N ; (46) e poiché da (47) afl^a, -f afl^a^ = afl^ (a, + a^) = N «i«m^t + «i«À = ^m (ài + a J = N seguono rispettivamente afl^ i^i + (s » ^ J ^ » y)^i^i + (a^, 6^ ; a:, y)u^u^ = N . (62) Ora, la condizione perchè questa equazione abbia una soluzione sola è, in virtà della (31) 2~(a.,h.]x,y) r{a^, \ ; ^, 2/) = N, (e, A; = 1, . . ., 4 ; i z|= ^^ ovvero, per essere ~(a.,h^',x,y) =~\{a., x) + {h., y)\ = (a., x) (6., y) : 2(ai, x) {b., y) (a^, x) (b^, y) = l{a.a^x + a.a^x) {h.h^y + ò.6"^y)= N, od anche Sa.a^ò.ò^ . xy -f ^a.aj^.\ . xy + 2a.a^6.6^ . xy +2a.a^6.ò^ . xy = N ; e questa è soddisfatta identicamente in virtù, della (49). 88 — Rammentando quanto si è detto nel n.^ 28 in ordine ai valori delle incognite che risolvono un'equazione provvista di una soluzione sola, si ha pei valori di w^, u^ che soddisfanno alla (62) le espressioni segu. ; epperò, siccome, per tutti i valori dell'indice /, da 1 a 4, si ha -(a.,b^]x, y)={u., x) {h., y)=afi. . xy+afi. . xy+a.b. . xy + afi. . xy (a., b. :x,y) = {a. + b.) xy + {a. + ò .) xy + (a . + b.) xy + (a . -f b.) xy, se si scrivono le (53) nella forma Mj = (x^xy -f fltgjjy -}«gay -fa^xy '^2 = ?^xy + p,xy + p3xy + p^xy (54) si avranno, fra le a^, . . ., a^, p^, . . ., P^^ e le a,, . . ., ^4 ? ^i » • • • r ^4 » 1® relazioni seguenti «1 = K + ^) K + \) = a,6, + «A «2 = («3 + ^3) («4 + **) = «1^1 + «2^2 «3 = («3 + ^) («4 + h) = «1^1 + «2^2 «i = ^«3 + ^3) («4 + ^4) = a,^ + aÀ l / (65) Pi = («2 + ^) («4 + b^) = ttjò, + ajò, P2 = («2 + ^) («4 + ^4) = «1^ + «3^ P3 = («2 + ^2) K + K) = ~^i\ + «3^ Pi = (^'a + ^2) («4 + ^4) = «1^1 + «8^ Il Sig. WiiiTEHKAi) ha chiamato sostituzione l'assieme delle due relazioni quanio è soddisfatta la condizione (61), cioè quando sono possibili le relazioni inverse (53), che allora costituiscono la sostituzione inversa della data. Con le formule (65) da una data sostituzione [la (39jJ si passa alla inversa [la (54)]. Indicata con t§ una data sostituzione, con tB~* si indicherà la sostituzione inversa ; trasformare con tB le x, y nelle Wj, Uj, e poi trasformare le Wj, Wj con t§~* equivale a ritornare alle x,y ^ vale a dire, a lasciare invariate le x, y. Chiamando, perciò, prodotto t?,t§j| di due soatHuaioni t^i^t^^r ^^ ^^ dìr&nrìo fcUtorij Toperasione che cotisiste nel cambiare dapprima i due termini logici a;, ^ nei termini logici x^, y^ per messo di tS, j e poi x^ ^ y^ in x^, y^ per mezzo di t?,, operazione che^ evidentemente ò, a sua volta, una sostituzione, si chiama bosHiu9Ùme identica il prodotto tStS~^. Tutte le sostituzioni formano, cosi, quando vi ai include la sostituzione identica, una classe tale che il prodotto di due individui della classe è ancora un individuo della stessa classe; vale a dire (vista pure la proprietà cumcicUiva del prodotto: Le eoatituzioni formano un gruppo. Se si indica con t§* la sostituzione t§t§, con t?' la t3*t§, etc. con la ©** la t§**~*t?, per un certo valore di m la tS"* coincide con la sostituzione identica. Giacché, dai simboli logici che figurano in t^, come costanti, si passa a quelli che, come tali, figurano in t^, per n qualunque, per mezzo delle operazioni di somma e di moltiplicazione logica che non introducono nuovi simboli logici. Epperò, dopo un numero finito di tali operazioni, si dove tornare alle costanti di partenza. //€ sostituzioni neW Algebra della Logica, sono, dunque, tutte periodichr (cfr. Whitehbad, Memoria cit., part. II, § 3). § X. li problema generale di Booie. Metodo simmetrico di Schroder per risolvere le equazioni logiche. 30. Problema A Btole *\ Allorché è data una funzione logica di più variabili a?, y, . . ., ^ r{pD,y,...,tì (1) se si lasciano arbitrarie le a;, y, . . ., ^, i valori della f sono quelli del dominio che si estende dal prodotto alla somma dei discriminanti della /(prop. 33.*). Ora, se in qualche modo si impongoQO alle a?, !/>..•, 8. A. Dkl Rb " Algebra della Logica. 12 00 di una funzione logica V imporre alle variabili da cui la funzione dipende certe deterraìnale condizioni. Le condizioni da imporre alle Xyy,>..,t nell'algebra che studiamo, si riducono tutte ad obbligare le variabili a soddisfare ad un certo sistema di equazioni, poiché, quando, in vece di questo sistema, fosse prescritto per ogai variabile un proprio dominio di estensione, si potrebbe sempre costruire [n.** 29, b) prec] un'equazione che collegherebbe le variabili, e che, mentre prescriverebbe per queste come dominii di estensione i dati, le lascerebbe arbitrarie in tali dominii Si supponga perciò che le variabili oo,y,,..,t soddisfacciano alle equazioni, tutte possibili, del sistema 9j(ir, 1/, ..., 0=N, 92^07, 1/, ..., t)=N, ..., 9,(0?, 1/, ..., 0=N, (2) in numero di r, supponiamo. Indicando con «j, Pj, . . ., X, ; otg, Pg, . . ., X2 ; . . . ; a^, p^, . . ., X,, rispettivamente i discriminanti omonimi delle 9,, 92, . • . » 9^ » ^ ponendo a = 2a,, p = 2p,,, ..., X = 2X,, (3) al sistema (2) è possibile sostituire l'unica equazione 9 (a?, i/, . . ., = ^^y " ' t -\^^-^y . . . ^ + . . . + ^J^ . . . 7, (4) ed il problema di cercare come si restringe il dominio di estensione della f{x,y,. .,,t) vien ridotto a quello di trovare il do[*) Ad es., se si tratta delle due vai'iabili ac, y per le quali siano stati assegnati rispettivamente i dominii di estensione B^, quando^ ed x,y^...,t si trovano collegate dal sistema delle due equazioni 9(07,1/, ...,0 = N ] Ora, se si suppone che i discriminanti della f nelle a?, y, ..., ^, omonimi agli a, p, . . ., X, siano rispettivamente a,&,..., ^, i discriminanti della prima delle (5) saranno le funzioni prime ap -\ap, hp -\-l)p, .,., Ip +7/;, e quelli del sistema (5) le espressioni »-[ ap + ap = (a'\a)p + (a -f a)p ^^ì)p+hp = (^ + b)p -f (p + &)p (6) X + /!> + /p =(X + /)i> + (X -{l)p sicché la condizione per la possibilità di un tal sistema, cioè la condizione perchè p rappresenti valori della f{x,y f. ..yt) corrispondenti a valori della ;r, t/, . . ., soddisfacenti al sistema proposto, vede espressa dall' uguagliare ad N il prodotto dei -secondi membri delle (6). Si ha dunque per i? l'equazione (a + à)(p-f-&)...(X + ÒP + (a + a)(P + &)...(X j l)p = ìi ; e questa mostra che il dominio di estensione della p è (a + a) (p + &)... (X 4-, + 6rfM,= (a + e) (m, -jbdu^) xy + xy = x = {o + rf)w, + aòù^ = {c + d) (w, + oòw,) ; (14) asy + ajy = y = (6 + T{oc, y) = kxy + ^xy -fCxy + \)xy = N (15) la data equazione, e proponiamoci di soddisfare ad essa per mezzo di valori delle x, y dati dalle formole X = a^uv + a^uo -\a.^v + a,;av y = })^x> \b^uv -\h^uv -fb^uv dove u, 'V sono termini arbitrarli, ed indipendenti. (16) --Gola virtù di quanto si è detto nel n.® 29, b), le cD,y date dalle (15) sono legate dairequazione Ìl(ài'\-b,)ayy \-n{à,+b,)a^+n(a,+b,)xy, (17) se dunque si scelgano le a,, a,, flj, a*, &,, &,, &8, b^ in guisa che i coefHcienti della (17) siano rispettivamente eguali a quelli della equazione data (15), cioè in guisa che sia (18) a fi, + a fi, + afi^ + a fi, = À afi, + afi^ + afi^ + afi, = B f O'fii + «A + ^«^ + «A = ^ a fi, + «A + afi^ + a fi, = D saranno le (16) la soluzione dell'equazione (15).Le (16) sostituite nella (15), a riduzioni eseguite, danno f(a,, b,)uv\-f{a^, /;,)t«i?+Aa,, b^)uv\'f{a,, 6Jwt5=N, (19) e perchè questa sia soddisfatta qualunque siano le w, v occorre che sia f(a,, &,)=N, Aa,, &,)=N, f(a,, «^,)=N, fia,, ^)==N . (20) Ora, quando sono verificate le (18), le (20) lo sono egualmente, poiché dalle (18) si deducono le (21) kafi, + AaA + A^s^s + Afl A = N B«. A + Ka A + BaÀ + Ba/, = N Càfi, + Ca A + ^fi^ + Ca4&4 = N Da fi, 4Daj/7, + Dafi^ + Da fi, = N e da questa per* somma na,, b,) + Aa,, b^) + Aa,, b,) + /*(«,, ^) = N . (22) Abbiamo in ciò una pruova che le (16) rappresentano la soluzione generale dell'equazione (15) subordinatamente alle condizioni (18) ed altresì all'informazione che a,yb,\ a^,b^ ',a^fb^ ; ^4,^4 sono quattro soluzioni particolari della stessa equazione. Non per ogni quaterna di soluzioni particolari dell'equazione sono soddisfatte le (18); giacché, supposte le (20), queste danno AaA=N, BaÀ = N, CàA = N, DàÀ = N {^=1,...,4), e quindi pure aA,=-C, SaÀ = D ; cioè appunto le [Il nostro problema della ricerca della soluzione generale rappresentabile con le formole della equazione, è dunque ridotto a quello della ricerca di una soluzione sola per ciascuno dei 4 gruppi di equazioni /'(iP,2/)=N ) /•(^,2/)=N; Aiz?.y)=N 1 Aa?,y)=N ) _ (24) _ _ (25), _ (26) — (27) xy=^k 1 xy==Q j xy=C ] a?i/=D ] Siccome i discriminanti delle seconde equazioni dei vari gruppi sono rispettivamente A,À,À,À;B,B,B,B;C,C,C,C;D,D,D,D, cosi, al posto di tali gruppi vanno considerate le equazioni, iso\ — orlatamente prese Aa;i/ + (B4-À)a;j/ + (C + À)^j/ + (D + À)afyB=N (24) (A + B)a7V + ft»i)+(C + B)^l/ + (D + B)^ = N (25) (A + C)(Bv + (B + C)a-y + Cxy+(D + C)xy = i:i (26) (A + D)iPj/ + (B + 5)a^ + (C + D)^ -f-D^=N (27) le quali, per essere ABCD = N, sono tutte possibili. Poiché queste equazioni sono palesamente limitate, trasformiamole in equazioni illimitate. Eseguendo il calcolo per la sola prima, dovremo porre nella (24) (28.) ar=(A+B)I,-KA+CD)X, a^=ABX,4-A(C+D)X, j/==(À+C)|»,+(À+BD)|I, ' i;=AC|x.+A(B4-Ì)K ove Xj,|i, sono termini arbitrarli; avremo A{(À+BC)X,|t,+ÀX,ii, +ÀX,,i, + À.X,ii.l4+(B+À)|ABC . X,|i,,+Am,ii[, +ACDX,|i,,+ABCD . X.ji,)+ +(C+À){ACB . X.ji.-f-ABDXjjI.+AC . X,|i,+ARDC . X,ii,H+(D+À)|ABC . X,|t,-|-ABDX,p.+ACr)X,ji,+A(f) f BC)X,|i,J=0 ; ovvero, fatte le riduzioni: ABC . X,fi, + DABCX.jI, = N . (24') In modo analogo, trasformando le (25), (26), (27), si hanno rispettivamente le BAD . X.|i, + CBÀDX^. = N (25') CAD . X,|i, -1BCÀDXjI, = N (26') DBC . Xji^ 4ADBCXaT» = N (27') ove Xj, |i, ; X,, (1,, ; X^, ja^ sono termini arbitrarli, sottoposti alla sola condizione di soddisfare a queste equazioni. Scrivendo le espressioni delle 0B,y, analoghe, con le quali si passa alle ^i=N,fi.,=A ; X2=B,jji2=C ; X3=B,;i.3=(3 ; X,=D,|i^=N, — 99 — e quindi un'altra forma di soluzione generale dell'equazione, quella data dalle formule x= (A + CD)wy + (B + QXy)ui + C(B + D)wì; + CDwr ì/ == (A + G)uv + B(C + \y)ux) + (C + BD)^!; + D(À + G)ùv. Se si osserva che quando le m, v, x sono legate dalla 1.^ delle (16), il dominio di estensione di y quale è dato dalla 2.* di queste formule, calcolato con la regola data nel n.° 80, b) si estende da un minimo rappresentato dal prodotto delle espressioni a^x + ttjX + ^1 = («1 + ^i)^ + («1 + ^i)^ a^x + a,x + 6, = (a, -f 6,)x -f (a, + 6,)x a,x + a,x + 6, = (a, + 6,)x + (a, + 63)x ad un massimo rappresentato dalla somma cioè, rispettivamente, da n(o'^. -|6^.) . X -[n (a^. -f6^ . X, 2 aJb^ . x + 2 a^A^ . x. Si trova che un tal dominio è quello stesso che ha la y considerata quale incognita soddisfacente alla equazione (15), se [n.^ 26, d), pag. 68] n(a, + 6^ = B, n(a. + 6,) = D, 2a.A, = A, Zàfi, = C ; vale a dire se sono soddisfatte le (18). Si arriva cosi a queste condizioni nel modo stesso che si trova seguito da Whitehead. Cosi può giustificarsi pure perchè il metodo di Schrodbr, che, come risulta dalla esposizione fattane, è indipendente dal problema di Boole, si trova qui presentato dopo della soluzione di questo problema. Il metodo precedente si può estendere ad una equazione con un numero qualunque di variabili, che supporremo scritta, in forma normale, nella maniera seguente f(x, y, . . ., = Aooyz .,,t + Bocyz . . . ^ + . . . + K^l^ . . . ^ ; (30) sicché ne sono a,b,c,, ., yh i discriminanti. Supponiamo di volere soddisfare alla equazione con valori della — 100 — forma X =s a^uvw . . . T + d^vw . . . T + . . . + QJ^'cw . . . T \ y = b^umo . . . T + b^uvw . . . T + . . • + h^uvw . . . T f t = k^UVW . . . T + h^UVW . . . T + . . . + hJULVW . . . T (31) ove w, t?, t^?, . . ., T sono termini logici arbitrarii ed è |ji = 2** ; bisogna, fatta l’eliminazione delle te, i;, ..., t da quest'espressioni, che l'equazione in ^, 2/, . . ., ^ risultante, sia identica alla equazione proposta. Ora, poiché i discriminanti del sistema delle (31), considerate come relazioni in w, i^, ..., t sono, per 1 = 1, 2, . . . w. _ _ («i,a7)-f(&,,2/) + --+ (AtJ) ; così l'equazione cui soddisfanno le x,y,...,t date dalle (31) sarà S(a,,a?)(6,,i/)...(/2,,0 = T ; ovvero lapfii ... hi . xyz... t-\^apf^ ...h^. xyz.,. ^-f +Sa,^^c,... ^^ . (vyz„.ì=T ; e questa equazione coincide con la proposta, se uJOaC^ ... fit ""p Cl^O^C^ ... rJj ~j— ... ~p" ^nPttyn^ ... n>^ ^— A. ttàO^Cà ... ria "X* C»|L/jC| ... rtji ""Y" ... ~p* dfx Ut Uf • • • JA "^ > . (32) 111 • * • ^i i" CtJDuC^ ... /vj ~j~ ... "Y* ^lìPtx u» • • • ^ui — xV. Ora, per soddisfare a queste relazioni, con valori delle a^.,&^, ^i, . . •, ^i > basterà prendere queste, per modo che siano soddisfatte le seguenti relazioni dtO^C^ • • • Ht — ^ Jx., CL^O^C^ ... /vj ^, JD, . . *, Cu^O^C^ ... /vj ^^ xv CL^O^C^ ... ^j ^^ A, (Z^O^O^ • • • ^j — * ìj, . . •, Clt^O^C^ ... ^j ^^ Jl\. ' . (33) poiché, sommando queste per colonne si deducono appunto le — 101 — (32); ed inversamente. Alle (33) si possono sostituire le ka^hyC^ ... /Ji = N, Ba,&iC, ... /^^ = N, ..., KaJ)fi^,..li^ = N Aajì^c^ ... /{, = N, Ba,&,c, ... 7e, = N, ..., Ka,&,c, ...\ = N ; (34) e queste, sommate per orizzontali, danno Queste si ottengono pure se si fanno le sostituzioni (31) nella (30) e poi si esprime che l'equazione risultante deve essere soddisfatta indipendentemente dalle w, ^, ..., t ; perciò le a^,b^, ..., h^ ; ag,&j,...,^j ;... ;aj^,&^,...,ftjj^ sono, rispettivamente, soluzioni dei sistemi di equazioni , _ _ ,..., -_ ; (35^) xy ... t =A ] xy,.,t =B ) xy ... t =K j ovvero delle equazioni, equivalenti a tali sistemi, kooy... ^ + (B + K)xy... ^ -f ... + (K + À)a72/...7 = N (A + Wjxy ... t + Bxy.,. ^ +... + (K + B)i^... ì= N, (36) (A + K)xy ... ^ + (B + ^)xy ... ^ + ... + KiT^... F= N tutte le volte che le (31) soddisfanno alla (30) indipendentemente dalle w, i;, . . ., T. Indichiamo con V^^Q^ rispettivamente il prodotto dei discriminanti positivi ed il prodotto dei discriminanti negativi rispetto ad X, nella prima delle (36), con P^, Qy i prodotti analoghi rispetto ad 2/, e così successivamente, con P,,Qj i prodotti ana- loghi rispetto a t ; per mezzo delle relazioni X = V^u^ 4- Q^w,, y = V^u^ + QyU^, ..., t = V,u^ + Q,^^, (37) la prima delle (36) verrà trasformata in una equazione illimi- tata rispetto alle t^j, tt,, . . ., t*^ . — In modo analogo verranno — 102 — trasformate in equazioni illimitate tutte le rimanenti equazioni (36); ed allora, per mezzo di gruppi particolari di soluzioni di tali equazioni illimitate in u^,u^,, . . ^u^ e per mezzo delle re- lazioni (37) e delle analoghe non scritte, si troverà, come si è fatto pel caso di n = 2, la forma che assumono le (31) allorché rappresentano una soluzione generale dell'equazione proposta. (Cominciato a stampare il dì 12 Ottobre 1906, Terminato il dì 15 Gennaio 1907), ERRATA-CORRIGE A pag. 12, penultimo verso, in luogo di «(6), (7)» leggi «(5), (^6)» A pag. 19, verso 6.®, in luogo di «§ I», leggi «§ II». A pag. ì>7, sestultimo verso, a pag. 43 (l.*^, 4.°, ultimo verso della Nota) ed a pag. 64, verso G.^ della prop. 33.% in luogo di « AVi- THEAD leggi « WniTBHEAD ». A pag. 76, verso 2.°, prima del segno =, in luogo di « a; »' leggi « x ». A pag. 80, verso 4.°, in luogo di «soluzioni» leggi «equazioni». A pag. 83, ultimo verso, cambia le due A in due B. A pag. 94, verso 6.°, togli « (12) » dopo la parola « relazioni ». Come comincia ogni conoscenza capace di deduttivo trattamento — Consi- stenza, compatibilità, indipendenza di postulati — No- zione di classe e di relazione — Calcolo di classi o di proposizioni e calcolo delle relazioni. Come qui si in- tende svolta l'Algebra della logica ....... » 1-5 § II. Primo sistema di postulati e concreta interpreta- zione di essi. — Addizione e moltiplicazione logica — Il tutto, il nulla — Leggi commutative — Legge asso- ciativa per l'addizione — Legge distributiva della mol- tiplicazione rispetto all'addizione — Legge dell'unità. . » 5-8 § IH. Proposizioni fondamentali. Termine supplementare di un termine dato Legge del medio escluso Legge di semplicità o di tautologia Leggi di assorbimento Legge distributiva dell'addizione rispetto alla moltipli- cazione — Formule di De Moruan — Legge associativa della moltiplicazione » 8-16 § IV. Legge di reciprocità di Peirce e Schroder— Enun- ciazione della legge — Osservazioni — Secondo sistema di postulati » 16-20 § V. Le inclusioni logiche — Delìnizioni ed uguaglianze co- me equivalenti ad inclusioni — Operazioni sulle inclu- sioni — Legge di contrapposizione — Osservazioni — Altre proposizioni — Teorema di Poretsky — Esercizi . » 20-28 § YI. Le funzioni logiche. I loro sviluppi. I loro discri- minanti. — Definizioni — Sviluppi di Boole e sviluppi reciproci — I minima ed i maxima di un discorso in n termini — Osservazioni — Proprietà dei discriminanti e delle funzioni sviluppate — Valori e dominio di esten- sione di una funzione logica — Esempii » 28-41 — 104 — » 61-71 § VII. Le equazioni logiche — l loro sistemi — Definizio- ni — Equazioni logiche equivalenti — Discriminante di equazioni e di inclusioni — Condizione per la possibi- lità di una equazione logica o di una inclusione — Si- stemi di equazioni — Sistemi di inclusioni — Esercizii^ esempi pag. 41-51 § Vili. Il processo di eliminazione— Le risultanti. — Il processo di eliminazione come equivalente a quello che PoRBTSKY chiama problema delle conseguenze — Teorema di ScHRODER, e conseguenza per la possibilità di un'e- quazione logica — Nozioni complementari sul dominio di estensione di una funzione logica — Esercizio — Equa- zioni limitate ed equazioni illimitate — Eserapii — Do- minii di estensione per le incognite che verificano una equazione, ed esempii — Caso di un sistema di equa- zioni, ed esempio — Come si restringe il dominio di estensione di unMncognita per un valore assegnato, nel proprio dominio di estensione, ad un'altra incognita — Esempio corrispondente — La risoluzione delle equazioni logiche. — Procedi- mento generale — Trasformazione di equazioni limitate in equazioni illimitate — Soluzione delle equazioni con una incognita e delle equazioni con due incognite — Verifica — Soluzione di un problema di Jonhson — Equa- zioni con tre incognite — Metodo di Jonhson per la so- luzione delle equazioni con un numero qualunque di incognite, limitato al caso di due sole — Equazioni con una sola soluzione — Funzioni w'** lineari prime e sepa- rabili prime (Whitbhead) — Il problema inverso della soluzione delle equazioni — Le sostituzioni. Il problema generale di Boole •— Metodo simmetrico di Scbrdder per risolvere le equazioni logiche — In che consiste il problema più. generale di Boole per l'Algebra della Logica, e soluzione di questo problema — Esempio— Come un'equazione condiziona i minima d'un discorso in n termini — Metodo di Schrodbr per la soluzione delle equazioni logiche. Insegnamento di Geometria descrittiva nella Università di Napoli. Fascicolo stampato per uso degli studenti. Coutiene : oc) Il programma del corso ed il programma di esame per Tanno 1906-1907. P) L'elenco dei modelli geometrici donati dal prof. A. Del Re. Y) L'elenco dei modelli geometrici eseguiti dagli studenti nel pe- riodo 1901-1906. d) L' elenco dei modelli geometrici acquistati dal prof. A. Del Re sui fondi assegnati alla sua scuola. L' indice dettagliato delle materie contenute nelle Lezioni di Geometria Descrittiva. La Astàttca e le sue rappresentazioni prospettiche -- presentata alla R. Accad. di Napoli, ed inserita nei Rendiconti della medesima. Alfonso de Re. Keywords: implicatura. Luigi Speranza, “Grice e Re”. Re.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Reale: la ragione conversazionale del capretto di Kant --  erote demone mediatore, o del gioco delle maschere nel convito – filosofia italiana – Luigi Speranza (Candia Lomellina). Filosofo italiano. Candia Lomellina, Pavia, Lombardia. Ho la ferma convinzione che l’ACCADEMIA e la più grande associazione o gruppo di gioco filosofico in assoluto comparso sulla terra, e che il compito di chi lo vuole comprendere e fare comprendere agl’altri, pur avvicinandosi sempre di più alla verità, non può mai avere fine. Studia a Casale Monferrato e Milano sotto OLGIATI. Insegna a Parma e Milano. Fonda il centro di ricerche di meta-fisica.  La sua tesi di fondo è che la filosofia antica dei romani crea quelle categorie e quel peculiare modo di pensare che hanno consentito la nascita e lo sviluppo della scienza e della tecnica dell'occidente.  I suoi interessi spaziano lungo tutto l'arco della filosofia romana antica e i suoi contributi di maggior rilievo hanno toccato via via APPIO, CICERONE, ANTONINO, Aristotele, Platone, Plotino, Socrate e Agostino. Studia ognuno di questi filosofi andando, in un certo senso, contro corrente e inaugurandone una lettura nuova.  La ri-lettura che da di Aristotele e del LIZIO in generale – tanto influente a Roma -- contesta l'interpretazione di Jaeger, secondo il quale i saggi del LIZIO seguirebbero positivisticamente un andamento storico-genetico che partirebbe dalla teo-logia, passerebbe per la meta-fisica, per approdare infine alla scienza. Reale sostenne invece la fondamentale unità del pensiero metafisico del LIZIO.  Ne “La filosofia antica”, mette in evidenza come la filosofia di Teofrasto nel LIZIO si diffuse per l'aspetto scientifico con un'ampiezza del tutto paragonabile a quella del maestro Aristotele, rivelando però uno scarso spessore nella speculazione filosofica. Da Stratone in poi, ciò provoca un ripiegamento della scuola del LIZIO verso l'ambito della fisica e delle scienze empiriche.  Per quel che riguarda L’ACCADEMIA, importando in Italia gli studi della scuola accademica di Tubinga, mette in crisi l'interpretazione romantica di Platone stesso, che risale a Schleiermacher, e rivalua il senso e la portata delle dottrine non scritte, vale a dire gli insegnamenti che gl’accademici hanno tenuto solo oralmente all'interno della villa al ginnasio dell’Accademia e che conosciamo dalle testimonianze dei discepoli. In questo senso, l’accademia risulterebbe essere il testimone e l'interprete più geniale di quel peculiare momento della civiltà che passa dalla cultura dell'oralità a quella della scrittura. Negli studi su Plotino, contesta la tesi di fondo di Zeller che vede nel grande accademico il principale teorico del pan-teismo e dell'immanentismo. Al contrario, R. ri-legge Plotino come il campione della trascendenza metafisica dell'uno.  L'interpretazione che ha dato di Socrate, analogamente, si propone di risolvere le aporie della cosiddetta questione socratica, entrata in un vicolo cieco dopo gli studi di Gigon, secondo cui di Socrate non possiamo sapere nulla con certezza. R. inaugura, invece, un nuovo modo di interpretare Socrate, non solo cercando di risolvere dall'interno le testimonianze contraddittorie degl’allievi, ma soprattutto guardando al contesto della filosofia italica prima di Socrate e dopo Socrate. In questo modo, balzerebbe agl’occhi la scoperta socratica del concetto di ‘animo’ (greco – animos) o anima come essenza e nucleo pensante dell'uomo. Socrate dice che il compito dell'uomo è la cura dell'anima o dell’animo: la psico-terapia, potremmo dire. Che poi oggi l'animo e interpretato in un altro ‘senso’, questo è relativamente importante. Socrate per esempio non si pronuncial sull'immortalità dell'animo, perché non ha ancora gl’elementi per farlo, elementi che solo con emergeno coll’Accademia. Ma, nonostante ancora oggi si pensa che l'essenza dell'uomo sia l’animo. Molti, sbagliando, ritengono che l’animo e una creazione semitica: è sbagliatissimo. Per certi aspetti il concetto di ‘animo’ e di immortalità dell'animo è contrario alla dottrina semitica che parla invece di risurrezione dei corpi degl’uomini. Che poi i primi filosofi della patristica utilizzano categorie della filosofia antica, e che quindi il suo apparato concettuale sia in parte basato sulla filosofia antica non deve far dimenticare che il concetto dell’animo è una concezione aria. L'Occidente viene da qui. Infine, per quanto riguarda all’africano Agostino,  tende a ricollocarlo  nel contesto dell’Accademia dell’antichità e quindi nel momento dell'impatto del dell’ebraismo con filosofia aria italica cercando di scrostarlo di tutte le successive interpretazioni dell'agostinismo medioevale. Ritiene, poi, che la cifra spirituale che caratterizza la filosofia d’Occidente sia costituita dalla filosofia italica. È stato infatti il logos a caratterizzare le due componenti essenziali della filosofia d’Occidentre e precisamente a fornire gli strumenti concettuali per elaborare l’ebraismo, dando luogo, così, a quella peculiare mentalità da cui sono scaturite la scienza e la tecnica. Ma se la cultura d’non si capisce senza la filosofia aria degl’italici, questa a sua volta non si capisce senza la meta-fisica come studio dei veliani dell’unità dell'essere. Il lavoro che svolge, studiando i filosofi italici – CROTONE, VELIA, GIRGENTI, ecc. -- vuole anche servire a un confronto fra la meta-fisica antica e quella moderna. La preferenza che accorda all’accademia dipende dal fatto che la scuola di Atene è, con la seconda navigazione di cui parla nel Fedone, la creatora di questa problematica. Si fa così porta-voce di un meditato ritorno alle radici della nostra cultura attraverso la riproposta dei classici filosofi italici. E in sintonia con la Scuola di Tubinga rinnova l'interpretazione, mettendo in luce la primaria importanza delle dottrine non scritte di cui riferiscono gli allievi del fondatore stesso dell’Accademia -- Aristotele  del Lizio in primis. In “Per una interpretazione dell’Accademia” fa affiorare l'immagine di una accademia diversa, una accademia orale e in certo senso dogmatica. Del resto, non è forse l’accademia stessa (ad esempio, nella Lettera VII) a garantirci che la sua filosofia dev'essere ricercata altrove rispetto agli scritti? Lo stesso corpus degli scritti dell’accademia, giuntoci nella sua interezza (circostanza, questa, unica nella storiografia della filosofia antica), non presenta, invero, quell'unità sistematica che ci si dovrebbe attendere, il che, ancora una volta, depone a favore della tesi secondo cui l’accademia cerca altrove, e precisamente nelle dottrine non scritte. Studia anche la metafisica del Lizio, smaschererebbe la tesi fatta valere da Jaeger, secondo cui l'opera non presenta un'unitarietà ma sarebbe piuttosto una sorta di zibaldone filosofico -- e, in particolare, il libro XII risalir ebbein forza del suo spiccato interesse teologico alla didattica del Lizio. Lungi dal risolversi in un coacervo di scritti risalenti a differenti epoche e contesti, la Meta-fisica del Lizio rileva R. è profondamente unitaria. Al centro c'è la definizione della meta-fisica come scienza della causa e del principio, dell'essere in quanto tale, della sostanza, dei dei e della verità. In “La saggezza antica”, R. sostiene che tutti i mali di cui soffre l'uomo d'oggi hanno proprio nel nichilismo la loro radice e che un'energico questi mali implicano il loro sradicamento, ossia la vittoria sul nichilismo, mediante il recupero di un ideale e di un valore supremo, e il superamento dell'a-teismo. Ma quello che egli propone non è affatto un ritorno a-critico a certe idee della antica filosofia italica, ma l'assimilazione e la fruizione di alcuni messaggi della saggezza antica, che, se ben recepiti e meditati, possono, se non guarire, almeno lenire i mali degl’uomini, corrodendo le radici da cui derivano. In una siffatta prospettiva, può acquistare un valore eminentemente filosofico anche la filosofia in lingua latina in Seneca, a suo parere ingiustamente trascurato da una lunga tradizione che non gl’ha riconosciuto alcuna cittadinanza filosofica, per il fatto di non avere nato romano. In “La terapia dell'anima” (Bompiani, Milano) riprende, ancora una volta, l'idea che la filosofia degl’antichi in questo caso, quella di Seneca puo costituire un farmaco per l'animo dilaniato degl’uomini. Oltre al campo specifico della filosofia antica, si occupa a vario titolo anche della storia della filosofia posteriore. Per esempio, nella stesura del noto “Manuale di filosofia” per i licei edito dalla scuola oltre alla direzione delle collane filosofiche classici della filosofia, Testi a fronte della Bompiani e I filosofi per Laterza.  Oltre a questo, i suoi principali scritti sono: “ Il concetto di filosofia prima e l'unità della Meta-fisica del LIZIO” (Vita e Pensiero, Milano); “Il Lizio” (Laterza, Bari); Storia della filosofia antica (Vita e Pensiero, Milano); “Il pensiero occidentale dalle origini (Scuola, Brescia); Per una nuova interpretazione dell’Accademia” (CUSL, Milano); “Proclo” Laterza, Bari); “Filosofia antica” (Jaca, Milano); “Saggezza antica” (Cortina, Milano); “Eros demone mediatore. Il gioco delle maschere nel "Simposio" dell’Accademia” (Rizzoli, Milano); “L’accademia: alla ricerca della sapienza segreta” (Rizzoli, Milano, Bompiani, Milano, La nave di Teseo, Milano); “La Meta-fisica del Lizio” (Laterza, Bari); Raffaello: La "Disputa", Rusconi, Milano); “Corpo, anima e salute: il concetto di uomo" (Collana Scienza e Idee, Cortina, Milano) – cf. Grice, ‘urina sana, corpo sano, medicina sana – scremento sano -- “Socrate. Alla scoperta della sapienza umana” (Rizzoli, Milano); “La filosofia antica” (Vita e Pensiero, Milano); ““Radici culturali e spirituali dell'Europa” (Cortina, Milano); “Storia della filosofia romana” (Bompiani, Milano, Collana Il pensiero occidentale, Bompiani); “Valori dimenticati dell'Occidente” (Bompiani, Milano); “ L'arte di Muti e la Musa accademica” (Bompiani, Milano); “Agostino” (Bompiani, Milano); “Wojtyla: un pellegrino dell'assoluto” (Bompiani, Milano); “Auto-testimonianze e rimandi dei Dialoghi dell’Accademia alle dottrine non scritte" (Bompiani, Milano); “Storia della filosofia” (Scuola, Brescia); “Salvare la scuola nell'era digitale” (Brescia, Scuola); “Responsabilità della vita: un confronto fra un credente e un non credente” (Milano, Bompiani); “Mi sono innamorato della filosofia” (Milano, Bompiani); “Romanino e la «Sistina dei poveri» a Pisogne” (Milano, Bompiani); “Filosofia” (Scuola, Brescia); Introduzione, traduzione e commentario della Meta-fisica del Lizio, su archive. Bompiani, Traduzioni e commenti R. ha tradotto e commentato molte opere dell’Accademia, del Lizio e dell’Accademia romana -- la sua nuova edizione delle Enneadi è stata pubblicata  nella collana "I Meridiani" della Mondadori. Pubblica per Bompiani il poderoso volume I presocratici, da lui presentato come la prima traduzione integrale. Nonostante in Italia ne è già uscita una traduzione da Giannantoni edita da Laterza. Sostene la presenza di lacune e manomissioni nel Giannantoni, lacune e manomissioni che sarebbero dovute, a parere di R., all'ossequio all'ideologia e all'egemonia culturale marxista, secondo cui in quel periodo gl’intellettuali di area comunista dominano la scena in campo editoriale. CANFORA, in risposta alle accuse di R., sostene la natura pubblicitaria e l'inconsistenza del ragionamento. Si sostene che, se influenza c'è stata nel Giannantoni, essa è stata di matrice idealistica, hegeliana e crociana – CROCE (si veda). Qualsiasi omissione è da evitare, specie se non è segnalata nel testo. Con riguardo alla presunta irrilevanza di taluni tagli operati da Giannantoni sottolinea come i capretti a volte segnano la storia della filosofia più di alcuni filosofi e togliere questi animali dai frammenti, così come far sparire dei cavolfiori, si tasformarsi in una censura. Di Seneca, cura le opere in "Seneca. Tutti gli scritti". Interprete dell’Accademia, La Stampa, Ripensando l’Accademia e l’accademicismo” (Milano, Vita e Pensiero). Dimostra la profonda unità concettuale di questi saggi di filosofia prima, mettendo in luce come Jaeger e condizionato dal positivismo e dalla teoria dell'evoluzione della cultura secondo le tre tappe di teologia-metafisica-scienza. Il concetto di filosofia prima e l'unità della "Meta-fisica" di Aristotele” (Milano, Bompiani); Storia della filosofia antica. La fondazione della botanica e il suo guadagno essenziale. Verso una nuova immagine dell’accademia, Milano, Vita e Pensiero, Cfr., in particolare, Il paradigma romantico nell'interpretazione dell’accademia, di Krämer, Napoli,  La filosofia antica, Milano,  Jaca. Ha ragione, bisogna imparare ad accettare la morte, Corriere della Sera.  Il concetto di filosofia prima (cf. Grice) e l'unità della meta-fisica di Aristotele, Milano, Vita e Pensiero, La filosofia di Seneca come terapia dei mali dell'anima, Milano, Bompiani, In memoriam. Pur riconoscendo a Giannantoni una statura di studioso di prim'ordine, sostiene che molti marxisti non presentano talune cose nella loro effettiva realtà. Pur non potendosi parlare di complotto, nel testo di Laterza curato da Giannantoni mancano in un'edizione chiamata l'unica integrale italiana decine e decine di passi che elenco in 4 pagine all'inizio della mia traduzione dei veliani e crotonensi. Ci sono inoltre indebite aggiunte assenti nell'originale. Una raccolta di tal fatta, nata assemblando anche vecchie versioni e tagliando pure molte note di queste ultime, ha l'effetto di svuotare le idee forti di codesti filosofi. Svuotare, ironizzare, occupare uno spazio e toglierlo ad altri, evitare un vero confronto. Ecco la vecchia tattica che rimane ancora molto viva. Naturalmente, sul piano pubblicitario, si comprende la auto-esaltazione. La mia traduzione è più completa della tua, come il mio bucato è più bianco del tuo. Ma anche la pubblicità bisogna saperla fare. Ci sono lauree brevi da poco istituite in proposito. Particolarmente inconsistente appare il ragionamento. Eccolo nella sintesi fornita dal suo intervistator.  Giannantoni e molto bravo, e questo lo sapevamo anche senza il supporto di R., Laterza è innocente del sopra menzionato reato ideologico. La colpa è della penetrazione comunista. Sembra quasi di sognare. Ma questa è la caricatura dell'antica cantilena sui comunisti padroni dell'editoria italiana. Per confutare questa sciocchezza BOBBIO si limita a trascrivere i titoli del catalogo Einaudi. E infatti come negare l'affiliazione bolscevica di BOBBIO? Che pena. Si fa riferimento all'osservazione secondo la quale le omissioni di Giannantoni riguardano aspetti poco rilevanti per un marxista come il frammento di Orfeo -- un mal-ridotto frustulo papiraceo in cui si fa cenno ad un rituale misterico. Queste, e consimili, sono le omissioni rimproverate dal neo-presocratico R. Sembra del tutto irrilevante sapere se Kant, quando scrive la Critica della ragion pratica, mangia capretto o una particolare minestra. Alla storia della filosofia questo poco interessi. Ma sapere se un *orfico* o un crotonese mangia capretto è MOLTO significativo dal punto di vista filosofico. Se l’orfico crotonese s’astene, allora e vegetariano e, come tale, non ha condiviso la ritualistica italica in cui si consumeno le carni offerte ai dei e si lasciano ai dei gl’aromi per segnare la distanza tra gl’uomini e i dei. In sostanza, l’orfico crotonese crede, evitando il capretto, in una filosofia in cui gl’uomini e i dei sono legati. Non è un capretto né una vacca quello che manca in Giannantoni. Mancano in un'edizione chiamata l'unica integrale decine e decine di passi che elenco in 4 pagine all'inizio della mia traduzione dei Presocratici. Ci sono inoltre indebite aggiunte assenti nell'originale. Una raccolta di tal fatta, nata assemblando anche vecchie versioni e tagliando pure molte note di queste ultime, ha l'effetto di svuotare le idee forti di codesti autori. Svuotare, ironizzare, occupare uno spazio e toglierlo ad altri, evitare un vero confronto. Ecco la vecchia tattica che rimane ancora molto viva. Laudatio. Radice, Tiengo, Seconda navigazione. Omaggio (Vita e Pensiero, Milano); Grampa, "Ritornare a Crotone: intervista a sulla sua «Storia della filosofia antica»", Vita e Pensiero. Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, La mia accademia bocciata. Il cattolico amico dell’accademia. Critico l’accademia di R. il marxismo non c'entra. La dittatura culturale del marxismo, in Corriere della Sera, Treccani Storia della filosofia antica. Dalle origini a Socrate. Ospitato su gianfranco bertagni. R. Storia della filosofia antica. Platone e Aristotele. Storia della filosofia Come Filone e Antioco sono i più tipici rappresentanti dell’Eclettismo greco, così CICERONE è il più caratteristico rappresentante dell’Eclettismo romano. Antioco si colloca decisamente a destra di Filone, diremmo con  metafora moderna, mentre CICERONE prosegue piuttosto sulla linea  di Filone. Il primo elabora un Eclettismo decisamente dogmatico, il secondo un Eclettismo cautamente e moderatamente scetticheggiante.   Non c’è peraltro dubbio che, dal punto di vista speculativo, CICERONE resti al di sotto sia dell’uno che dell’altro, non presentando  alcuna novità che sia paragonabile alle formulazioni del probabilismo  positivo del primo o alla sagace critica antiscettica del secondo.   Se, in sede di storia della filosofia greca e romana, ci occupiamo di  Cicerone è soprattutto per motivi culturali più che speculativi.    ! Cicerone nacque nel 106 a.C. ad Arpino. Si accostò fin da giovane alla filo-  sofia, che coltivò con interesse e costanza. Tuttavia l’amore della filosofia fu lungi  dall’assorbire per intero tutte le energie e gli interessi di Cicerone. Egli, infatti, si sentì  prevalentemente portato alla vita pubblica, alla vita forense e alla vita politica. Perciò  la sua scelta di fondo fu per la retorica, ossia per l’oratoria. La sua carriera oratoria  inizia pronto; e inizia la sua attività politica, con la sua elezione a questore. Da allora in poi Cicerone legò spesso il suo nome a clamorosi processi e a  importanti avvenimenti politici. Morì ucciso dai soldati di Marc’Antonio.  Dei suoi maestri di filosofia abbiamo già detto, e diremo ancora nel testo. I numerosi saggi di filosofia di Cicerone pervenuteci furono da lui scritti nell’ultimo periodo  della sua vita: i Paradoxa Stoicorum; gli Academzica, due dialoghi  intitolati a Catullo e a Lucullo, di cui fece una seconda redazione, in cui comparivano come interlocutori Attico e Varrone (degli Acaderzica priora ci è rimasto il libro  II Lucullus, degli Academica posteriora il libro I e frammenti); il De  finibus bonorum et malorum. Sono pubblicate le Tusculanae disputationes, il  De natura deorum e il De offictis. A queste opere vanno inoltre aggiunte: il De fato, il  De divinatione, il Cato maior de senectute e il Laelius de amicitia. Da ricordare, infine,  sono le opere politiche De re publica e De legibus. Del De re publica ci sono giunti i  primi due libri, non completi, frammenti del III, del, IV, del V e gran parte del libro  VI, che già nell’antichità ha vita autonoma col titolo Sognum Scipionis. Diamo  dettagliate indicazioni in Schedario, s.v. Per i rapporti fra Cicerone e Platone, cfr.  l’eccellente raccolta di testi in Dòrrie, Bausteine. In primo luogo, Cicerone offre, in certo senso, il più bel paradigma  di pensiero eclettico, che è come dire il più bel paradigma della più  povera delle filosofie, e, in certo senso, la più antispeculativa delle  speculazioni. In secondo luogo, Cicerone è di gran lunga il più efficace, il più  vasto e il più cospicuo ponte attraverso il quale la filosofia greca si è  riversata nell’area della cultura romana e, poi, in tutto l'Occidente. E  anche questo è un merito non teoretico, ma di mediazione, di diffusio-  ne e di divulgazione culturale, e comunque di altissima classe. Ciò non toglie, però, che Cicerone abbia intuizioni felici e anche  acute su problemi particolari, specie su problemi morali. Il De officiis  è, probabilmente, la sua opera più vitale. Inoltre, presenta anche ana-  lisi penetranti. Tuttavia, si tratta di intuizioni e di analisi che si collocano — per così dire — a valle della filosofia; sui problemi speculativi che  stanno a monte egli ha poco da dire, come del resto in questo ambito  hanno poco da dire quasi tutti i rappresentanti della filosofia romana.  Già i maestri frequentati da Cicerone indicano chiaramente la ge-  ografia del suo pensiero. Da giovane udì l’epicureo Fedro e, più tardi,  anche Zenone epicureo; sentì anche le lezioni dello stoico Diodoto,  conobbe a fondo il pensiero di Panezio e allacciò stretti rapporti di  amicizia con Posidonio; fu influenzato da Filone di Larissa in modo  decisivo e, inoltre, udì per un certo tempo anche le lezioni di Antioco  di Ascalona.   Inoltre, lesse Platone, Senofonte, le opere pubblicate di Aristotele,  alcuni filosofi della vecchia Accademia e del Peripato, ma sempre con  i parametri della filosofia del suo tempo. Da tutti prese e in tutti cercò conferme su determinati problemi,  eccettuati forse i soli epicurei, coi quali polemizzò accesamente. Egli stesso si autodefinì espressamente come accademico, e  come accademico della corrente filoniana. Anche per lui, infatti, la  probabilità positiva è alla base della filosofia. Nell’operare la fusione eclettica delle varie correnti, dunque, Cicerone non diede contributi essenziali, perché tale fusione era già stata  operata dai maestri che egli aveva udito. Cicerone si limitò a ripropor-  la in termini latini e ad amplificarla non qualitativamente giacché  questo non era possibile ma quantitativamente. CICERONE respinge il tipo di eclettismo di Antioco e assume, invece, una  posizione simile a quella di Filone di Larissa: il dogmatismo eclettico d’Antioco gli sembrava alquanto incauto, mentre il «probabili-  smo» filoniano lo appagava pienamente.  Come avevano fatto molti dei nuovi Accademici, CICERONE adotta il  metodo della discussione del pro e del contro su ogni questione. Questo metodo gli offre grandi vantaggi: in primo luogo, gli offre la possibilità di far conoscere le varie  posizioni dei filosofi in materia, facendo largo sfoggio della sua erudizione; in secondo luogo, gli offre la possibilità di valutare la consistenza delle opposte tesi;  in terzo luogo, il raffronto di opposte idee gli offre la possibilità  di scegliere la soluzione più probabile; infine, da buon oratore e avvocato, trova che questo metodo  costituisce un perfetto esercizio di eloquenza.  Dunque, il raffronto non deve portare alla «sospensione del giudizio, bensì al ritrovamento del probabile e del verosimile e anche  all'esercizio retorico.  Ecco le precise parole del nostro filosofo che mettono bene a fuoco  questo punto. A me è sempre piaciuta la consuetudine dei Peripatetici e degli Accademici di discutere in ogni problema il pro e il contro: non soltanto  perché questo sistema è l’unico adatto per scoprire in ogni questione  l'elemento di verosimiglianza, ma anche per l'ottimo esercizio che ciò  costituisce per la parola. Ma il passo ci permette di fare anche un’altra riflessione. Cicerone pone e risolve i problemi filosofici sempre in chiave prevalentemente culturalistica e mai direttamente, ossia in maniera puramente teoretica. Le questioni che egli imposta sono quelle che già altri  hanno sollevato, e anche le soluzioni che sceglie sono per lo più quelle  già proposte in tutto o in parte da altri.   E così si spiega perfettamente come il suo moderato scetticismo per sua stessa confessione non derivi tanto dalle difficoltà che intrinsecamente sollevano i problemi della conoscenza e del criterio della verità (per esempio gli errori dei sensi, e simili), quanto dalle diffi- [Tusc. Disput., Dérrie; ed. Virginio.] coltà che scaturiscono dal dissenso circa le soluzioni di quei problemi  che sono state proposte dai vari filosofi.   Di conseguenza, risulta anche chiara la ragione per cui, da un lato  il «dissenso» dei filosofi sconcerti Cicerone, mentre dall’altro lo conforti in pari modo il «consenso», quando ci sia, al punto che egli non  esita a fare di tale consenso ur criterio di probabilità.   Il vero, dunque, è irraggiungibile, come prova il dissenso dei  filosofi; tuttavia restano il probabile e il verosimile, che sono se  non il vero stesso, ciò che tuttavia al vero più si avvicina. Dice Cicerone nel De natura deorum. Non siamo di quelli che negano in assoluto l’esistenza della verità. Ci limitiamo a sostenere che a ogni verità è unito qualcosa che vero  non è, ma tanto simile a essa che quest’ultima non può offrirci alcun  segno distintivo che ci permetta di formulare un giudizio e di dare il  nostro assenso. Ne deriva che ci sono delle conoscenze probabili le  quali, benché non possano essere compiutamente accertate, appaiono  così nobili ed elevate da poter fungere da guida per il saggio. Nel De officiis Cicerone ribadisce. Mi si chiede però, e proprio da uomini di lettere e colti, se io creda  di agire con sufficiente coerenza, quando, mentre osservo che nulla può  essere conosciuto con certezza, tuttavia e soglio disputare di altre que-  stioni e in questo stesso momento cerco di dare regole sul dovere. A costoro vorrei che fosse abbastanza noto il mio pensiero. Giacché io non  sono di quelli il cui animo vaga nell’incertezza e non ha mai un principio  da seguire. Quale sarebbe infatti la nostra mente, 0, piuttosto, la nostra  vita, quando fosse tolta ogni norma non solo di ragionare, ma anche  di vivere? Come gli altri affermano la certezza di alcune e l'incertezza di  altre cose, noi invece, dissentendo da loro, sosteniamo la probabilità di  alcune cose e l’improbabilità di altre. Che cosa, dunque, mi può impedi-  re di seguire ciò che mi sembra probabile e di disapprovare ciò che mi  sembra improbabile, e di fuggire così, evitando la presunzione di recise  affermazioni, la temerarietà, che è lontanissima dalla vera sapienza.  E a questo «probabile» si perviene non legandosi dogmaticamente  ad alcuna Scuola, ma restando liberi di scegliere ecletticamente ciò  che pare più verosimile. Nelle Tuscolazze leggiamo: De nat. deorum, ed. Pizzani; cfr. Acad. pr., De offictis, ed. Cataudella.  Esiste libertà di pensiero, e ognuno può sostenere ciò che gli pare;  per me, io mi atterrò al mio principio, e cercherò sempre in ogni que-  stione la probabilità massima, senza essere legato alle leggi di nessuna  scuola particolare che debba per forza seguire nella mia speculazione. Il probabilismo di Cicerone è, in tal modo, strutturalmente con-  giunto col suo «eclettismo»: l’uno sta a fondamento dell’altro e vice-  versa, e ambedue hanno radice, più che teoretica, culturale e storica,  come sopra dicevamo.   Questo ben spiega tra l’altro come, a seconda dei problemi  che Cicerone tratta, il probabile si assottigli fino a diventare dubbio,  oppure, per contro, si consolidi fino a diventare quasi certezza. Anche Cicerone, come tutti i filosofi  del suo tempo, ritiene che il compito precipuo della filosofia consista nello stabilire il «fine dell’uomo», e quindi la natura del sommo  bene, e che, per poter far questo, occorra stabilire quale sia il criterio  del vero: Queste sono le questioni massime in filosofia: il criterio della verità  e il fine dei beni, né può essere sapiente chi ignori o il principio del  conoscere o il termine dell’appetizione, così da non sapere da dove si  debba partire o dove si debba arrivare. Iniziamo dall’esame del «criterio del vero», che è il punto di partenza. In primo luogo, CICERONE accoglie positivamente la testizzonianza dei sensi. Non l’accoglie a livello di certezza assoluta, ossia a livello di certezza tale da meritare l’assenso totale, ma 4 livello di probabilità (si  ricordino le posizioni di Filone e di Antioco). L'evidenza dei sensi e  dell’esperienza è, dunque, un primo criterio: chi nega queste evidenze, sovverte la possibilità stessa della vita.”   Un secondo criterio Cicerone lo trova nel «senso comune», nel  «consenso universale degli uomini» (nonché nel consenso dei dotti).  Egli usa anzi espressioni che riecheggiano una certa forma di «inna-  tismo», che si rifà, molto alla lontana, all’innatismo platonico e, più [Tusc. disp., Acad. pr. Cfr. Acad. Pr.] da vicino, alla dottrina della prolessi che come abbiamo visto è  comune sia al Giardino sia al Portico.   Così Cicerone — per limitarci all'ambito che maggiormente interessa ammette non solo che la natura umana ci abbia dato serzina  innata delle virtù, cioè naturali disposizioni alla virtù, ma che abbia  altresì ingenerato size doctrina notitias parvas rerum maximarum, per  raggiungere le medesime virtù. Ed è precisamente questo generico innatismo la vera motivazione  che gli fa ritenere come probante il senso comune e il consenso di tutti  gli uomini.   Naturalmente, Cicerone non ci sa dire di più a questo proposito:  risale dal senso comune e dal consenso universale a nozioni da-  teci naturalmente, cioè innate, e con questo crede di aver raggiunto  un criterio dotato di evidenza tale da non aver bisogno di ulteriore  fondazione.  Per i problemi fisici — cioè per il grosso dei problemi  cosmo-ontologici che le filosofie ellenistiche includevano nella dottrina della NATVRA — Cicerone mostra pochissimo interesse. Ciò è ben  conforme al sentire squisitamente romano, il quale solo se vede una  precisa valenza pratica si interessa ai problemi speculativi. Naturalmente, egli fa eccezione per i problemi di Dio e dell’anima,  che sono strettamente legati all’etica, nel senso che condizionano, in  ultima analisi, il senso ultimo della medesima.   Per quanto concerne la soluzione dei problemi metafisici e ontolo-  gico-cosmologici egli nutre uno scetticismo molto più spinto che per  tutto il resto. Non li sa impostare e risolvere, soprattutto per il motivo  che non gli interessano esistenzialmente. Perciò gli è anche più como-  do affermare che sulla natura delle cose è molto più facile dire corze  non sia la verità che non come sia, e che tutto è circonfuso di tenebre  che non si possono squarciare: Tutte queste cose ci restano nascoste, occultate e circonfuse di  dense tenebre, al punto che nessun acume di umano ingegno è così  grande, da saper penetrare nel cielo o entrare dentro la terra.!° Tuttavia egli prudentemente non ritiene che siano da bandire del  tutto le questioni fisiche, perché la considerazione della natura è, in [Tusc. disput., De finibus, Acad. pr.] ogni caso, cibo e sostentamento della mente, forza che ci sorregge e  che ci porta in alto e, portandoci così in alto, ci permette di guardare  con nuova ottica le cose umane e quindi di ridimensionarle. Considerando le cose celesti e sublimi, si comprende come le cose terrestri  siano piccole e meschine. Senza contare, poi, la gioia spirituale che noi  proviamo allorché ci imbattiamo, se non nell’irraggiungibile vero, in  qualcosa di verosimile. Non penso che si debbano bandire queste questioni dei fisi-  ci. Infatti la considerazione e la contemplazione della natura è come  naturale pascolo degli animi e degli ingegni. Ci innalziamo, ci sembra  di diventare più grandi, disprezziamo le cose umane, e pensando alle  cose superiori e celesti, disprezziamo queste nostre come piccole e  vili. La stessa indagine di cose grandissime e occultissime ci dà dilet-  to. Se poi accade che qualcosa ci sembri verosimile, allora l’animo si  riempie di piacere umanissimo.!!    Come si vede, è sempre in chiave etica e antropologica che Cicerone affronta i problemi. Sull’esistenza del divino Cicerone non sembra nutrire dubbi. Il consenso di tutti i popoli è per lui la prova più solida: Quanto all’esistenza degli dèi, la prova più solida che se ne possa  addurre è questa, a quel che pare: non c’è popolo, per quanto barba-  ro, non esiste uomo al mondo, per selvaggio che sia, che non abbia  nella mente almeno un’idea della divinità. Sugli dèi molti hanno delle  convinzioni errate, e questo fatto normalmente è dovuto all’influenza  corruttrice dell’abitudine: ma tutti quanti credono nell’esistenza di  una forza e di una natura divina, e questa convinzione non è effetto di  un precedente scambio di idee fra gli uomini e di un accordo generale,  né ha trovato appoggio in istituzioni o leggi: ora, in ogni questione, il  consenso dei popoli si deve considerare legge di natura.!    Analogamente, Cicerone non ha dubbi sulla Provvidenza: sia le  cose esterne dimostrano di essere state finalizzate in funzione dell’uo-  mo, sia la forma e la struttura dell’uomo stesso e dei suoi organi ricon-  fermano una organizzazione finalistica.   E dire organizzazione finalistica è dire Provvidenza. Acad. pr. Tusc. disput. Cfr. De nat. deor. Nulla ripugna a Cicerone più della concezione meccanicistica pro-  pria dell’atomismo epicureo: un casuale e meccanico accozzamento  delle lettere dell’alfabeto non potrà mai — dice sensatamente Cicerone  — generare gli Arzali di Ennio: Come non provare meraviglia, a questo punto, se qualcuno ritiene  che corpi solidi e invisibili siano trascinati dalla forza del loro peso  e che dalla loro fortuita unione sia derivato il mondo con tutti i suoi  splendori e le sue bellezze? Chi fosse disposto ad ammettere una cosa  del genere non vedo perché non dovrebbe anche ritenere che, se si  raccogliessero da qualche parte in un numero molto elevato di esemplari le ventuno lettere dell’alfabeto foggiate in oro o in altro materiale  e le si gettassero a terra, dovrebbero ricostituirsi tutti gli Armati di ENNIO ormai pronti per la lettura: un risultato che il caso non riuscirebbe  forse a realizzare neppure limitatamente a un solo verso. Più incerto si mostra, invece, Cicerone quando deve prendere posizione circa la natura del divino.   Egli, in primo luogo, crede all’unità del divino. Ma come concepiremo, dal punto di vista ontologico, questo divino-uno? Chi fin qui ci ha seguito non può aver dubbi sul fatto che alla do-  manda non potremo avere se non risposte ambigue e oscillanti fra spi-  ritualismo e materialismo. E, questo, non già per ragioni contingenti,  ma per motivi strutturali. In effetti, o si recuperavano i risultati della seconda navigazione platonica e il senso del trascendente, oppure  le affermazioni sulla spiritualità del divino dovevano rimanere senza alcun  fondamento teoretico. Nelle Tuscolane leggiamo.  E il divino stesso, quale noi ce la rappresentiamo, non può essere  concepita che come uno spirito indipendente, libero (vers soluta quaedam et libera), e privo di ogni elemento corruttibile: uno spirito che  tutto sente e tutto muove, ed è a sua volta dotato di eterno movimento. Ma l’espressione «7ens soluta quaedam et libera» non ci deve trarre in inganno, perché questa z2ers soluta et libera non può essere pen-  sata da Cicerone in funzione della categoria del soprasensibile, tant'è  che egli finisce per accettare l’ipotesi stoica che si tratti di aria e fuoco,  oppure anche dell’aristotelico etere. De nat. deor., Tusc. disput. Analogamente CICERONE non dubita dell'immortalità  dell’anima, giacché è la natura stessa che ha posto in noi questa convinzione, tanto è vero che tutti si preoccupano di quello che sarà dopo  la morte.!8   Questo è per Cicerone il più valido argomento a favore dell’immortalità, anche se non esita a riprendere, di rincalzo, le tradizionali  prove di estrazione platonica.! L'anima è ciò che ci congiunge al divino  ed è quasi il punto di tangenza che l’uomo ha col divino. Niente di quello che sta sulla terra può spiegare l'origine dell’ani-  ma, perché in essa non c’è nulla che sia misto o composto, nulla che  si possa considerare derivato o formato dalla terra, nulla che abbia la  natura dell’acqua, dell’aria o del fuoco. In effetti, nella composizio-  ne di questi elementi, non rientra nulla che abbia la proprietà della  memoria, dell’intelligenza, del pensiero, che possa ritenere il passato, prevedere il futuro, abbracciare il presente: questi sono attributi  esclusivamente divini e non si potrà mai trovare per loro altra provenienza che non sia la divinità. L'anima, insomma, ha un’essenza e una  natura del tutto speciali, e ben distinte da quelle degli altri elementi  comuni e a noi noti. Pertanto, qualunque sia la natura di quell’entità  che sente, che conosce, che vive, che agisce, essa deve essere necessa-  riamente celeste e divina, e di conseguenza eterna. E la divinità stessa,  quale noi ce la rappresentiamo, non può essere concepita che come  uno spirito indipendente, libero, e privo di ogni elemento corruttibile:  uno spirito che tutto sente e tutto muove, ed è a sua volta dotato di  eterno movimento. Di questa specie e di questa medesima natura è  l’anima umana.? Naturalmente, anche a proposito del problema della natura dell’a-  nima si notano le stesse incertezze e le stesse oscillazioni che abbiamo  notato a proposito del problema della natura del divino. E la radice di  queste incertezze è la medesima: la natura dell’anima è filosoficamente  determinabile solo in funzione della categoria del soprasensibile. Altrimenti si cade inesorabilmente nel materialismo. E, infatti, poco prima del passo letto, Cicerone scrive:    E certo, se la divinità è aria o fuoco, come lei è fatta l’anima  dell’uomo: quella sostanza celeste non ha in sé né terra né liquido, e ! Cfr. Tusc. disput.] questi due elementi sono egualmente assenti dall'anima umana. Se poi  esiste una quinta essenza, quella introdotta da Aristotele, essa rientra  sia nella divinità sia nell’anima.?! Ma aria, fuoco e la stessa quinta essenza sono, appunto, sempre e  solo materia. La parte della filosofia che di gran lunga più  interessa Cicerone è l’etica. E non è  quindi senza ragione che le sue due opere più vive siano quelle Suz  doveri e Sul fine dei beni e dei mali. Più che mai è vero per Cicerone che non la aristotelica pura attività  contemplativa, ma la attività pratica e sociale è regina. Ecco un passo  molto eloquente. Ritengo siano più conformi alla natura quei doveri che promanano  dal sentimento sociale, che non quelli che promanano dalla sapienza,  e questo può essere affermato dal seguente argomento, che, se a un  uomo sapiente toccasse una condizione di vita tale che, affluendo a lui  le ricchezze più varie, egli potesse dedicarsi in piena tranquillità allo  studio e alla contemplazione di tutte quelle cose che sono degne di  essere conosciute, tuttavia, se la solitudine fosse così grande che non  potesse vedere nessun uomo, egli preferirebbe morire. Infatti,  la conoscenza e la contemplazione (della natura) sarebbero in certo modo manchevoli e imperfette, se non dovesse seguir loro alcuna  attività concreta; e questa attività si manifesta specialmente nell’assicurare l’utilità degli uomini; riguarda, dunque, la società del genere  umano; perciò questa deve essere anteposta alla scienza. Ma, anche in questo ambito specifico, si cercano invano delle novità di fondo in Cicerone. Egli discute le etiche dei sistemi epicureo, stoico, accademico e peripatetico; respinge in blocco la morale epicurea e procede a eclettici  accomodamenti fra le altre. Da un lato, egli è portato ad ammirare soprattutto la morale stoica,  da un altro lato fa concessioni alla morale accademica e a quella peri-  patetica (che egli considera sostanzialmente identiche. Tusc. disput., De offictis, (nel passo omesso dopo i puntini Cicerone parla della  superiorità della sophia sulla phroresis, ma autocontraddicendosi in modo impressionante). Cicerone non può, infatti, accettare il principio stoico che solo il  sapiente è buono e tutti gli altri sono viziosi, perché egli rileva la  sapienza dello stoico sapiente è tale che alcun mortale ancora non ha  raggiunto, e perciò egli propone di considerare ciò che è nella con-  suetudine e nella vita comune, non quello che è nelle pure aspirazioni  e nei puri desideri. Anche per lui il principio fondamentale della morale è seguzre la  nostra natura individuale nel rispetto della generale natura umana. Questo richiamo alla natura dell’uomo, che è anima e corpo, permette a Cicerone di temperare la morale stoica e rivendicare anche  i diritti del corpo, giacché è necessario vivere biologicamente, ossia  soddisfare alle esigenze del corpo, proprio per poter ulteriormente  soddisfare alle esigenze della ragione. E, così, per questo aspetto, egli  si schiera dalla parte dei Peripatetici, come già Panezio e Posidonio  avevano in parte fatto. Ma poi torna agli Stoici nel riportare la virtù interamente alla ragione, dissentendo dalla tipica concezione aristotelica della virtù etica  come via di mezzo fra opposte passioni. E come gli Stoici, egli ritiene la virtù autosufficiente e bastevole  per la vita felice. E sembra allearsi con gli Stoici anche nel concepire il  saggio come privo di passioni e imperturbabile. Infine, anche le rivendicazioni dell’umana libertà nell’opera Sul  Fato vanno ben poco oltre la pura affermazione di una libertà intuitivamente colta: i moti volontari dell’anima non hanno cause esterne  ma dipendono da noi, nel senso che ne è causa la natura stessa della  nostra anima. Quando Cicerone dai prin-  cìpi scende all’analisi dei doveri intermedi (quelli che gli Stoici chiamano kathekonta), allora mette in evidenza tutta la sua intelligenza  e assennatezza pratica. Ma qui siamo, ormai, non più nel campo della filosofia in senso  stretto, ma piuttosto in quello della fenomenologia morale. D'altra parte è inevitabile che tutte le notazioni e i rilievi originali  che si ritrovano in Cicerone nell’ambito delle analisi morali non va-  dano oltre il piano fenomenologico e restino teoreticamente in certo  senso un poco informi. De amicitia Cfr. De officiîs. Le ambigue risposte ai problemi ontologici e antropologici dell’eclettismo non gli permettono — proprio per ragioni strutturali di  spingersi oltre. Come giustamente scrive Marchesi, Cicerone non da  nuove idee al mondo. Il suo mondo interiore è povero per la ragione che dà ricetto a tutte le voci.   Il suo contributo maggiore sta, dunque, nella fusione e divulgazio-  ne della cultura antica e, in questo ambito, egli è veramente una figura  essenziale nella storia spirituale dell'Occidente. Anche qui è ancora Marchesi che scrive si manifesta la forza divulgatrice e animatrice  dell’ingegno latino: perché nessun Greco sarebbe stato capace di diffondere, come ha fatto CICERONE, il pensiero greco per il mondo. La figura di uomo dalle conoscenze enciclopediche di Varrone. Uomo di vaste conoscenze filosofiche come Cicerone, e anche VARRONE (si veda). Egli fu propriamente un enciclopedico: già i suoi con-  temporanei lo giudicarono il più colto dei Romani. Più che di una filosofia di Varrone si può parlare di implicanze  filosofiche della sua cultura generale. Contrariamente a Cicerone, che come abbiamo visto segue Filone  di Larissa, egli si schiera dalla parte di Antioco, e gli resta in larga  misura fedele.   La sua concezione dell’anima come pneuma e del divino come  anima del mondo sono in perfetta sintonia appunto con l’ecletti-smo stoicizzante antiocheo.   E le sue idee morali non presentano novità di rilievo. La dottrina filosofica per cui egli è più noto consiste nella distinzione delle tre forme di teologia (una distinzione che ha radici molto  antiche:  la teologia favolosa o mitica dei poeti;  la teologia naturale propria dei filosofi; la teologia civile, che si esprime nelle credenze e nei culti delle  Città. Marchesi, Storia della filosofia latina, Milano. Per uno sta-  to della questione, una dettagliata analisi del pensiero filosofico di Cicerone e per  aggiornamenti bibliografici, si veda l’opera citata supra, che contiene la trattazione del nostro autore a cura di Gawlick e Gòrler. E nato a Rieti] VARRONE È fuori dubbio che Varrone ritenesse la seconda forma di teologia  come la più vera. Tuttavia, Boyancé rileva quanto segue: «da tempo alcuni filosofi  si sforzavano di dare un posto alla teologia dei poeti e delle Città. Si  trattava della tradizione storica dei Greci e di Roma e Varrone aveva  un rispetto tutto romano di questa tradizione. L’erudito, in lui, rispettoso in particolare della storia delle parole, credeva di poter fondare la verità dei filosofi. Tutto ciò non avveniva in Varrone senza  esitazioni, dubbi e scacchi, di cui aveva consapevolezza. Ma egli era  sostenuto dal fervore delle sue convinzioni e dalla vastità delle sue  conoscenze. Boyancé, Les implications philosophiques des recherches de Varron sur la re-  ligion bumaine, in «Atti del Congresso Internazionale degli Studi Varroniani», Rieti. Cfr. Schedario. Giovanni Reale. Reale. Keywords: Crotone, Velia, Crotonensi, la scuola di Crotone, la scuola di Velia, I veliani, Parmenide, Girgentu – filosofia siciliana – magna Grecia non e Sicilia --. I confine della magna Grecia – filosofia italica, filosofia italiana – la filosofia nella peninsula italiana in eta anticha – filosofia Latina, filosofia romana. Catalogo di Nome di Filosofi Italici, il poema di Parmenide, il poema di Girgentu, il poema di Velia, la porta rossa di Velia, Zenone di Velia, Filolao di Taranto, Gorgia di Lentini, Archita di Taranto, studi degl’antichi italici da I romani, Etruria e Magna Grecia, le radice etrusche della filosofia romana, fisiologia, teoria dela natura, uomo, la moralia, la colloquenza o dialettica. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Reale” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Reghini: la ragione conversazionale -- numero tri-angolare, numero qua-drato, numero pi-ramidale -- l’implicatura del numero sacro crotonese, e il simbolismo duo-decimale del fascio littorio etrusco – la scuola di Firenze -- filosofia toscana -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Firenze). Filosofo italiano. Firenze, Toscana. Grice: “It’s difficult to call Reghini a philosopher; yes, he was interested in Pythagoras – but to what extent can, in spite of Russell, number GROUND a whole philosophy?” Studia a Pisa. Insegna a Roma. Promotore della setta di Crotone, è affiliato a vari gruppi dell'esoterismo italiano. Entra nella società teo-sofica e ne fonda la sezione romana. Fonda a Palermo la biblioteca di teo-sofia filo-sofica. È iniziato a Memphis di Palermo, rito massonico di supposta origine egizia. Entra a Firenze nella loggia Lucifero, dipendente dal Grande Oriente. Adere al martinismo papusiano, diretto da SACCHI, verso le carenze della cui maestranza e pubblicistica apporta una demolizione magistrale. È chiamato d’ARMENTANO, che lo avvia allo studio della scuola di Crotone. Entra nel supremo consiglio universale del rito filosofico italiano, dal quale però si dimise, non havendo infatti un'alta opinione dello stato della massoneria in Italia. Insignito del XXXIII massimo grado del rito scozzese antico e accettato, entra a far parte come membro effettivo del supremo consiglio, di cui è cancelliere e segretario.  Gl’anni della grande guerra vedeno discepoli e maestri della schola italica pitagorica partire volontari per il fronte. Non rimase inerte innanzi al sorgere dell’istanze interventiste. Partecipa attivamente alla manifestazione romana del maggio, culminata in Campidoglio, tesa ad ottenere la dichiarazione di guerra. Accolto nell'accademia militare di Torino come allievo ufficiale di Genio, parte volontario per il fronte, ottenendo sul campo il grado di capitano di Genio. Lui ed il suo maestro ARMENTANO creano a Roma l'associazione pitagorica, che riprende le fila di precedenti esperienze e si richiama operativamente al sodalizio pitagorico. Fonda e anima varie riviste, con interventi sagaci e ricchi di dottrina. Scrive sul papiniano “Leonardo”, dando vita ad “Atanór, Ignis, e UR, con COLAZZA,  EVOLA (si veda) come direttore, PARISE, ed ONOFRI. Contrasti d'idee e caratteriali prevalser nel rapporto di collaborazione fra lui ed EVOLA, provoca la scelta evoliana di allontanamento di questi, assieme a PARISE, dalla rivista “UR” -- rivista sórta a esprimere al pubblico della cultura l'intento dell'occulto Gruppo di Ur -- dove il maestro fiorentino pubblica con l'eteronimo di ‘Pietro Negri’. E se ne ha anche strascichi giudiziari. Infatti EVOLA tenta di farlo incriminare per affiliazione massonica -- affiliazione che costituiva reato dopo l'imposizione di scioglimento dell’associazioni segrete decretata dal regime fascista. Ma il potere giudiziario opta infine per un accordo tra i due onde evitare uno scandalo. Per via del condizionamento repressivo fascista volto all'emarginazione di tanti esponenti dell'esoterismo italiano – ARMENTANO parte per il Brasile --, ormai isolato si ritira dalle attività pubbliche e a Budrio si dedica all'insegnamento nel circolo quirico filopanti, alla meditazione in chiave pitagorica delle scienze matematiche. Ottenne riconoscimenti  dei lincei e dall'accademia per la sua opera sulla restituzione della geo-metria pitagorica. Il Crepuscolo dei Filosofi regalato dal suo autore, Papini all’amico Arturo al suo ingresso nella loggia fiorentina ‘Lucifero.” Nel fronte-spizio una dedica ad inchiostro, scolorito dal tempo, ‘Al fratello R. il suo PAPINI’ in R., pitagorico, su il manifesto  Rito filosofico italiano, Massa, “Pagine esoteriche” (Finestra, Trento). In questa qualità firma il decreto del suo scioglimento (riprodotto in Sessa, I sovrani grandi commendatori e storia del supremo consiglio d'Italia del rito scozzese antico ed accettato, Palazzo Giustiniani (Bastogi, Foggia), in seguito all'approvazione alla camera dei deputati del progetto di legge sulla disciplina delle associazioni, presentato da MUSSOLINI, mirante allo scioglimento della massoneria. Iacovella, "Il barone e il pitagorico”, Vie della Tradizione, Cfr. la recensione fatta ne da Guénon. Altri saggi: ““Parola sacra e parola di passo dei gradi”; “Il mistero massonico” (Atanor, Roma); “Geo-metria pitagorica” (Basilisco, Genova); “Il numero sacro nella tradizione pitagorica”; “Il numero sacro e la geo-metria pitagorica”;  Il fascio littorio, ovvero il simbolismo duo-decimale”; Il fascio etrusco” (Basilisco, Genova); “Il numero sacro nella tradizione crotonese” (Ignis, Roma); “Del numero”; Prologo Associazione culturale Ignis, Dell'equazione indeterminata di secondo grado con due incognite” (Archè/pizeta); “Della soluzione dell'equazione di tipo Pell x2-Dy2=B e del loro numero” (Archè/pizeta); “Il numero tri-angolare, il numero qua-drato, il numero pi-ramidale  a base tri-angolare, il numero piramidale a base qua-drata” (Archè/pizeta); “Dizionario filologico” (Associazione culturale Ignis"), Cagliostro, ("Associazione culturale Ignis"), “Considerazioni sul rituale dell'apprendista libero muratore” (Phoenix, Genova); “Paganesimo, scuola di Crotone, Massoneria” (Mantinea, Furnari, Messina); “Per la restituzione della massoneria crotonese italica (Raffaelli, Rimini); “La tradizione crotonese massonica” (Melita, Genova);  “Trascendenza di spazio e tempo”, Mondo Occulto (Napoli, ASEQ). Cura “De occulta philosophia” di AGRIPPA (Fidi, Milano);  I Dioscuri, Genova; La Sapienza pagana e crotonese (La Cittadella.  I Libri del Graal. Geminello Alvi, R., il massone pitagorico che ama la guerra, Corriere della Sera; Paradisi, Il pitagorico che sogna l’impero, L’Indipendente, Luca, "Un intellettuale neo-pitagorico tra massoneria e fascismo" (Atanòr, Roma); Parise, "Nota su R.", in calce a “Considerazioni sul rituale dell'apprendista libero muratore” (Phoenix, Genova); Sestito, “Il figlio del sole” (Ancona, Associazione Culturale Ignis); Via romana agli Dei Amedeo Rocco ARMENTANO, Evola  Parise, Schiavone, a metà strada tra fascismo e massoneria, su archivio storico. Centro Giorgi Scuola Normale Superiore di Pisa, Breve biografia su mathematica. Boni, Omaggio su rito simbolico; Un pitagorico dei nostri tempi; Bizzi, La Tradizione occidentale. Grandi massoni. Illustre matematico e anti-fascista -- grande oriente. Pitagorico, su ilmanifesto.  Derivo l’espressione di «corrente tradizionalista romana» dal po¬   deroso (e ponderoso) lavoro di P. DI VONA, Evola e Guénon. Tradizione e civiltà, Napoli, in cui, nel VI cap., intitolato appunto Il tradizionalismo romano, l’A. studia la «corrente romana del  tradizionalismo, ad opera di R., Evola e GIORGIO. È evidente  che col termine «corrente» noi non intendiamo riferirci (se non in singoli casi, che ben preciseremo) ad una linea di pensiero omogenea, bene  organizzata in un gruppo unitario e compatto dalle caratteristiche comuni, ideologicamente e politicamente parlando, ma ad una tendenza  che potè as sumere aspetti e sfaccettature diverse, come proprio i casi di  R., Evola e GIORGIO (e non sono certo gli unici) sono a dimostrare.] zioni e che non mancherà di ulteriori sviluppi.   In questa sede sarà sufficiente fare rapido riferimento a quell’epoca gravida di grandi e decisive trasformazioni che fu il Rinascimento italiano. È soprattutto nel corso del XV secolo che tradizioni oc¬  culte, sopravissute per secoli nel più grande segreto,  paiono ricevere nuova linfa e l’impulso ad una nuova manifestazione dal contatto con personalità dell’Oriente europeo di altissima rilevanza intellettuale,  come quella di PLETONE, il grande  rivitalizzatore della filosofia platonica negli ultimi  anni dell’Impero d’Oriente e fondatore di un cenacolo esoterico a Mistra, la medievale erede dell’anti¬  ca Sparta, all’interno del quale, oltre a conservare  testi dell’antichità pagana (come le opere dell’impe¬  ratore Giuliano, che vi venivano trascritte), si celebravano veri e propri riti e si elevavano inni in onore  degli dèi olimpici.  La figura e la funzione di PLETONE sono ancora troppo poco note in generale e, in  Italia, non ancora studiate. In genere, ci si limi- [Cfr. ad esempio: R. DEL PONTE, Sulla continuità della tradizio¬  ne sacrale romana, Arthos;  vedi anche: SIMMACO, Relaziones sull’altare della Vittoria, con un’introduzione di R. del Ponte su Simmaco e isuoi tempi. Edi¬  zioni del Basilisco, Genova] Si tenga conto che nel sud del Peloponneso sono attestati, a livello  popolare, culti nei confronti degli dèi classici. In lingua italiana mancano ancora del tutto studi approfonditi.] ta a citare, a proposito di lui, la sua partecipazione  al Concilio di Firenze e l’istituzione dell’Accademia  Platonica Fiorentina, che ebbe sede nella villa di Careggi (o delle Cariti, o Muse), concepita da Cosimo il Vecchio e realizzata da Lorenzo il Magnificosu suggestione del Pletone. Ma gli effetti dovettero  essere ancora più interessanti e gravidi di conseguenze, se si considerino i legami, ad esempio, PLETONE e MALATESTA. Signore di Rimini: colui che ne sottrarrà il cadavere agl’Ottomani, i quali avevano occupato Mistra, onde deporlo pietosamente in  un’arca marmorea del suo famoso Tempio Malatestiano. Lo stesso Malatesta dovette pure essere in  rapporto con la ben nota Accademia Romana di  Pomponio Leto, propugnatore, scrive Pastor, del romanesimo nazionale antico. Il capo [Ci si dovrà pertanto limitare a rimandare a: KIESZKOWSKI, Studi  sul platonismo del Rinascimento in Italia,  Sansoni, Firenze; FENILI, Bisanzio e la corrente tradizionale  del Rinascimento, in Vie della Tradizione, (ci viene comunicato ora, che a cura dello stesso P. Fenili è in corso di  stampa un’antologia di brani di Pletone, dal titolo Paganitas, lo  squarcio nelle tenebre, per Basala Editore di Roma). Di recente, ci è capitato di leggere in un’insolita pubblicazione, una rivistina satirica di sinistra, un reportage da Mistra singolarmente informato e documentato  su PLETONE e la sua scuola (cfr. .LOSARDO, La repubblica  dei Magi. Da Sparta alla Firenze, in Frigidaire. Per mezzo del Platina (definito da Pomponio pater sanctissi-  mus), 1 ’Accademia Romana intratteneva rapporti col Malatesta, il quale  dell’Accademia Romana, riporta il von Pastori  spregia la religione cristiana ed usciva in violenti discorsi contro i suoi seguaci venera il genio della città di Roma. Quale rappresentante  di queU’umanesimo, che gravitava verso il paganesimo, si schierarono ben presto attorno a Pomponio un certo numero di giovani, spiriti liberi dalle  idee e dai costumi mezzo pagani. Gli iniziati  consideravano la loro dotta società come un vero  collegio sacerdotale alla foggia antica, con alla testa un pontefice massimo, alla quale dignità fu  elevato Pomponio Leto. Si noti che sembra certa l’adesione alla cerchia del  Leto del principe Francesco Colonna, Signore di Palestrina, l’antica Praeneste, dai più ritenuto l’autore della celeberrima Hypnerotomachia Poliphili, un testo molto citato, ma molto poco letto e soprattutto compreso, dove, in ogni modo, una sapienza ermetica si sposa all’esaltazione, non tanto filosofica. E notoriamente nemico dei papi e ammiratore del movimento pagano  di Mistra (cfr. F. Masai, Pléthon et le platonisme de Mistra, Paris] L’opera del Masai è a tutt’oggi la più completa esistente  sulla dottrina e la figura di PLETONE). Si noti che Platina e allievo a Firenze d’Argiropulo, discepolo di Pletone, e che un  altro antico discepolo, Bessarione, si prodigò per la liberazione da Castel Sant’Angelo dei membri dell’ACCADEMIA ROMANA,  dopo che furono accusati dal papa Paolo II — non senza fondamento  — di paganesimo. 11 Masai si domanda se l’Accademia Romana non fosse in qualche modo una filiale di quella di  Mistra. PASTOR, Storia dei Papi, Roma] quanto mistica, del mondo della paganità romano¬  italica, culminante nella visione di Venere Genitrice. Se si rifletta al fatto che Francesco Colonna, realizzatore dell’imponente palazzo gentilizio eretto sulle rovine del tempio di  Fortuna Primigenia (ancora oggi ben identificabili  nelle strutture originali), vantava discendenza diretta dalla gens Julia e quindi da Venere, si potrà  allora intravedere come l’apporto vivificante della  corrente sapienziale reintrodotta in Italia da PLETONE si fosse incontrato col retaggio gentilizio  di una tradizione antichissima, gelosamente custodi¬  to nel silenzio dei secoli col tramite di alcune famiglie nobiliari italiane, in ispecie laziali, generosamente fruttificando: nel senso di spingere ad un rin¬  novamento tradizionale non solo l’Italia, ma persino, ad un certo momento, lo stesso papato, se avventi [Risulterà forse sorprendente apprendere come i Colonna possedessero ancora fino ai nostri giorni il feudo originale di Giulio Cesare, Boville (Frattocchie d’Albano). É visibile nel giardino Colonna al Quirinale  l’aitare antico dedicato al Vediove della gens Julia (notizie ricavate da:  P. COLONNA, I Colonna, Roma). Tolomeo 1 Colonna  ostentava il titolo di Romanorum consul excellentissimus e Julia stirpe  progenitus -- cfr.FEDELE, s.v. Colonna, Enciclopedia Italiana. Ha compiuto un’attenta analisi deWHypnerotomachia Poliphili (editio princeps, presso Manuzio) come opera di COLONNA, M. CALVESI, Il sogno di Polifilo prenestino, Roma. Si veda anche: OLIMPIA PELOSI, Il sogno di Polifilo: una quéte dell’umanesimo, ed. Palladio. Ambesi, in considerazione  della dimensione iniziatica dell’opera di COLONNA, la considera come un’anticipazione cifrata del movimento dei Rosacroce (/ Rosacroce, Milano). ne che poco mancò che salisse al soglio pontificio quel BASSARIONE che e discepolo  diretto di PLETONE (si veda) Pletone, da lui giudicato,  come scrisse in una lettera privata ai figli del maestro dopo la sua morte, il più grande dei Greci dopo Platone. Ma altri tempi tristi dovevano giungere, tempi in  cui sarebbe stato più prudente tacere, come dimostra il bagliore delle fiamme in Campo dei Fiori, il corpo, ma non  l’animo, di BRUNO (si veda)  rivivificatore generoso,  ma impaziente, di dottrine orfico-pitagoriche, che  trovavano analoga eco — frutto di una linfa non  mai del tutto estinta nell’Italia Meridionale — nella  poesia e nella prosa dell’irruente frate calabrese CAMPANELLA (si veda), lui pure oggetto di odiose  persecuzioni. Bisogna giungere sino all’unità d’Italia, parzialmente realizzatasi con la fine della millenaria usurpazione temporale dei papi, per trovare una  situazione mutata. A questo punto bisogna chiarire  una volta per tutte, con la maggiore evidenza, che  dal punto di vista del tradizionalismo romano l’unità d’Italia — indipendentemente dai modi con cui [Si dovrà ricordare che BESSARIONE (si veda) raccolse cum pietate nel suo  studio le opere e i manoscritti del maestro, in particolare alcuni frammenti apertamente pagani delle Leggi, dotandone poi la Biblioteca  Marciana da lui fondata, a Venezia.] potè in effetti verificarsi (modi spesso arbitrari e  prevaricatori della dignità e delle sacrosante autonomie di diverse popolazioni italiche) e dall’azione di  certe forze sospette (Carboneria, massoneria e sette  varie) che per i loro fini occulti poterono agevolarla  — era e rimane condizione imprescindibile e necessaria per ritornare alla realtà geopolitica dell’Italia au-  gustea (e dantesca): quindi per propiziare il rimanifestarsi nella Saturnia tellus di quelle forze divine  che ab origine a quella realtà geografica — consacrata dalla volontà degli dèi indigeti — sono legate.   È un dato che si dovrà tenere ben presente, per  meglio intendere certi fatti che avremo modo di  esporre in seguito.  Intanto è nell’aria qualcosa di nuovo e antico insieme, che verrà avvertito dalle anime più sensibili.  Fra queste, il grande PASCOLI (si veda)i, con  un equilibrio ed una compostezza veramente classici, valendosi di una sensibilità non inferiore a quella  con cui in quegli stessi anni conduceva l’esegesi di  certi lati occulti della dantesca Commedia, con il seguente sonetto (e col corrispondente testo in esametri latini, da noi non riprodotto) celebrava in una  semplice aula scolastica la solennità. L’aratro è fermo: il toro d’arar sazio,  leva il fumido muso ad una branca  d’olmo; la vacca mugge a lungo, stanca,  e n’echeggia il frondifero Palazio. Una mano sull’asta, una sull’anca  del toro, l’arator guarda lo spazio:  sotto lui, verde acquitrinoso il Lazio;  là, sul monte, una lunga breccia bianca. È Alba. Passa l’Albula tranquilla,   sì che ognun ode un picchio che percuote   nell’Argileto l’acero sonoro.  Sopra il Tarpeio un bosco al sole brilla,  come un incendio. Scende a larghe ruote  l’aquila nera in un polverio d’oro.  É un fatto nuovo  di ordine archeologico il punto di riferimento importante ed essenziale per il secolo che sta per aprirsi: la scoperta nel foro da parte da BONI (si veda) (un nome che non dovremo scordare) del  cippo arcaico sotto il cosiddetto Lapis Niger, in cui l’iscrizione in caratteri antichi del termine RECHI ( = regi) attesta documentariamente l’effettiva esistenza in Roma della monarchia e, con  quanto ne consegue, la sostanziale fondatezza della  tradizione annalistica romana, trasmessa nel corso  di innumerevoli generazioni, dai primi Annales Maximi dei pontefici sino a LIVIO (si veda) e, al termine del-  [PASCOLI (si veda), Antico sempre nuovo. Scritti vari di argomento  latino, Zanichelli, Bologna. Il lettore esperto potrà notare  come in pochi versi il poeta abbia saputo sapientemente concentrare  particolari nomi evocativi di determinate realtà primordiali dell’Urbe.] l’Impero d’Occidente, alle ultime gentes sacerdotali  ed a quegli estremi devoti raccoglitori e trasmettitori  della sapienza delle origini, come poterono essere un  Macrobio ed un Marziano Capella nel V secolo.   È come se, fisicamente, una parte di tradizione romana si esponesse improvvisamente alla luce del sole a smentire l’incredulità e l’ipercriticismo della  scuola tedesca, che, in nome di un presunto realismo  scientifico, aveva respinto in blocco le più antiche  memorie patrie, e soprattutto dei suoi squallidi seguaci italiani, come quell’Ettore Pais che nella sua  Storia di Roma (ristampata innumerevoli volte fino  in piena epoca fascista) aveva negato ogni tradizione  da una parte, costruendo dall’altra fantastici castelli  in aria, senza alcuna base, né storica, né filologica.   Risulta che BONI (si veda) fu in corrispondenza  con un altro principe romano, pioniere degli studi  islamici e deputato al parlamento nei banchi della  sinistra: Leone Caetani duca di Sermoneta, principe  di Teano, marito di una principessa Colonna.   Suo nonno, Michelangelo Caetani, era stato l’au¬  tore di un fortunato opuscolo di esegesi dantesca, dove si sosteneva l’identità d’ENEA col  dantesco messo del cielo che apre le porte della  Città di Dite con l’aurea verghetta degl’iniziati d’Eleusi: quello stesso che nel 1870, già vecchio e  quasi cieco, fu il latore a Vittorio Emanuele II dei Cfr. M[. CAETANI di SERMONETA, Tre chiose nella Divina  Commedia di Dante Alighieri, II ed., Lapi, Città di Castello] risultati del plebiscito che sanciva l’unione di Roma  all’Italia.   Proprio Leone Caetani sarebbe stato l’autorevole  tramite attraverso cui si sarebbero manifestate all’interno della Fratellanza Terapeutica di Myriam  (operativa proprio negli anni della scoperta del Lapis Niger) fondata da Giuliano Kremmerz (cioè Ciro  Formisano di Portici) — che la definì talvolta come Schola Italica — determinate influenze derivanti  dall’antica tradizione romano-italica se, come scrive l’esoterista DAFFI (si veda), alias il conte Libero Ricciardelli -- (è lui il misterioso Ottaviano, altro  riferimento alla gens Julia! --  autore nella rivista Commentarium diretta dal Kremmerz di un  articolo sul dio Pan e di una lettera di congedo dalla  redazione in cui egli riafferma in tali termini la proti?) Sotto tale pseudonimo si nasconde persona veramente autorevole, autorevolissimo collega di ricerche ermetiche di Kremmerz tanto  da potere essere ritenuto portavoce di sede superiore Don Leone CAETANI (si veda). Duca di Sermoneta, Principe di Teano (M. DAFFI, Giuliano  Kremmerz e la Fr+Tr+ di Myriam, a cura di G.M.G., Alkaest, Genova). Gli scritti firmati d’Ottaviano in Commentarium sono tre: La divinazionepantéa, Per BORRI (si veda), Gnosticismo e iniziazione. In quest’ultimo scritto, consistente in una lettera di congedo come collaboratore della rivista, si rimanda all’opera di un altro personaggio che, come Ottaviano, dove  riconnettersi allo stesso ambiente iniziatico gravitante alle spalle dell’organismo kremmerziano: l’avvocato Giustiniano Lebano, autore di un  curioso libretto intitolato Dell’Inferno: Cristo vi discese colla sola anima o anche col corpo? (Torre Annunziata), in cui nuovamente si  accenna al RAMOSCELLO DORATO del segreto, ossia la voce mistica di convenzione che ENEA presenta a Proscrpina. ] pria fede pagana:  non sono che pagano e ammiratore del paganesimo e divido il mondo in volgo e sapienti volgo, che i miei antenati simboleggiavano nel cane e lo pingevano alla catena sul vestibolo del Domus familiæ con la nota scritta: Cave canem; cane perché latra, addenta e lacera. Comincia l’attività pubblicistica ed iniziatica di R.. La sua importanza fra i  più autorevoli esponenti europei della tradizione, e  del filone romano-italico in particolare, risiede certamente non tanto nel tentativo, vano e fatalmente  destinato all’insuccesso, per quanto disinteressato,  di rivitalizzare la massoneria al suo interno,  quanto nell’attenzione da lui portata allo studio ed  [OTTAVIANO, Gnosticismo e iniziazione. Tentativo che si concretizzò soprattutto con la creazione del Rito  Filosofico Italiano, fondato da R., FROSINI (si veda) ed  altri (vi e accolto come membro onorario Crowley), ma dall’esistenza effimera, dal momento che si  fuse con la massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato di Piazza  del Gesù. R. segue le sorti e le direttive di Piazza del Gesù di  Raoul Palermi, molto favorevole nei confronti del fascismo, sino ai  provvedimenti contro le società segrete. PAPINI (si veda)  dedica alcune pagine nel contempo pungenti e commosse a R. di cui e amico negli, cosi concludendo: R. vive, povero e solitario, una vita di pensiero e di sogno: anch’egli difese e incarnò, a suo modo, il primato dello spirituale. Nessuno  di quelli che lo conobbero potrà dimenticarlo» (Passato remoto, ed. L’Arco, Firenze] alla riscoperta della tradizione classica e romana,  che gli era stato dato in compito di rivitalizzare «in  segreto», così come egli stesso si esprime in una lettera inviata ad AGABITI (si veda) e pubblicata nell’Ultra: sai bene come il nostro lavoro, puramente metafisico e quindi naturalmente esoterico, sia rimasto  sempre e volontariamente segreto.   In tal modo R. ben si inseriva nel filone  della corrente tradizionalista romana, in quella sua  variante che si può legittimamente definire orfico-pitagorica), col contributo di numerosi scritti,  soprattutto sulla numerologia pitagorica, sparsi fra  molti articoli e opere impegnative, come Per la resti¬  tuzione della geometria pitagorica; rist.),  I numeri sacri della tradizione pitagorica massonica, Aritmosofia R., La tradizione itala, Ultra. Allo stesso modo, di tradizione ermetica egizio-ellenistica si  potrebbe parlare per il filone essenzialmente seguito dalla corrente  kremmerziana. È chiaro come nessuna di queste correnti possa preten¬  dere di identificarsi con il filone centrale deWa tradizione romana (come  vorrebbero, ad esempio, certi continuatori del Reghini dei nostri giorni),  rappresentandone, semmai, corollari concentrici ed espressioni validissime, ma essenzialmente periferiche. Il nucleo della tradizione romana  è altra cosa: può includere tutto ciò, ma al tempo stesso ne è al di sopra  nella sua essenza originaria. Per cercare di comprendere la cosa, si dovrà  riflettere sul simbolismo e sulla funzione del dio Giano, non per caso  divinità unica e propria della sacra terra laziale.] ed il tuttora inedito Dei numeri pitagorici. Con questa attività egli avrebbe perseguito la missione affidatagli da un’antica scuola iniziatica di tra¬  dizione pitagorica della Magna Grecia allorché,  ancora giovane e studente a Pisa, fu avvicinato da  colui che sarebbe divenuto il suo maestro spirituale: ARMENTANO (si veda), ufficiale  dell’esercito all’epoca in cui lo conosce R.   Ad ARMENTANO (si veda) appartene [Per il quarantesimo anniversario della scomparsa del  R. è stata edita una raccolta di suoi scritti vari: Paganesimo, pitagorismo, massoneria, ed. Mantinea, Fumari, cur. Associazione Pitagorica, un gruppo costituitosi con un poco iniziatico atto notarile (sic), ma che vanta diretta discendenza dal gruppo di R.. La raccolta è stata purtroppo eseguita  con dilettantismo, senza criteri ed inquadramenti storico-filologici e gli  scritti reghiniani (uno addirittura incompleto) non seguono nè un ordine logico, nè cronologico. Il saggio sull’nterdizione pitagorica delle fave si potrà leggere ora completo in Arthos. DIOGENE LAERZIO ricorda come il pensiero di Pitagora di CROTONE in Calabria avesse trovato accoglienza presso gl’itali della Magna Grecia. Come dice Alcidamante tutti onorano i sapienti. Così i Pari onorano Archiloco, che pur era blasfemo, e i Chii Omero, che era d’altra città e gl’itali Pitagora -- Die fragmente der Vorsokratiker, a cura di Diels-Kranz; Bari. Per alcune notizie su Armentano (ed una sua foto), cfr. SESTITO, A.R.A., il Maestro, in Ygieia, bollettino interno dell’Associazione Pitagorica. Di Armentano si vedano le Massime di scienza iniziatica, commentate dal Reghini in vari numeri d’Atanòr ed Ignis. Negli anni Trenta Armentano lasciò l’Italia per il Brasile, dove morì. È sintomatico come anche Ottaviano  in quel periodo si sarebbe allontanato dall’Italia stanziandosi a Vancouver in Canada] quella misteriosa «torre in mezzo al mare. Una vedetta diroccata, su di uno scoglio deserto dove,  con gran dispiacere di Sibilla Aleramo, il giovane  protagonista del romanzo Amo, dunque sono (Mondadori, Milano), Luciano {alias PARISE (si veda), avrebbe dovuto diventare mago in compagnia  di un amico non nominato, vale a dire proprio R.   Fu proprio nella torre di Scalea, in Calabria, che  R. rivide il testo della traduzione italiana deirOccw//flr Phylosophia di Agrippa,  a cui premise un ampio saggio di quasi duecento pagine su E.C. Agrippa e la sua magia. Vi scriveva, fra  l’altro. E perciò, in noi, il senso della romanità si fonde  con quello aristocratico e iniziatico nel renderci fieramente avversi a certe alleanze, acquiescenze e  deviazioni. Forse si avvicina il tempo in cui sarà  possibile di rimettere un po’ a posto le cose, e noi  speriamo che ci venga consentito, una qualche volta, di riportare alla luce qualche segno dell’esoterismo romano. Quanto alla permanenza di una  “tradizione romana”, si vorrà ammettere che se  una tradizione iniziatica romana pagana ha potu¬  to perpetuarsi, non può averlo fatto che nel più assoluto mistero. Non è quindi il caso di interloquire  con affermazioni e negazioni» SALERAMO, Amo, dunque sono. Luciano, Luciano, e tu vuoi essere mago! M’hai detto d’aver già operato  fantastiche cose, fantastiche a narrarsi, ma realmente accadute».  R., E.C. Agrippa e la sua magia, in: AGRIPPA,  Il 1914 è un anno molto importante, sotto diversi  aspetti, per i tentativi di rivivificazione della tradizione itala. Nella Salamandra, in un articolo dal titolo fortunato, poi ripreso da Evola, Imperialismo pagano, il R. coglie occasione, scagliandosi contro il parlamentarismo ed il suffragio universale che favoriva  cattolici e socialisti, di riaffermare l’unità e l’immutabilità della tradizione pagana in Italia, che, sempre  ricollegata nella sua visione al pitagorismo, si sarebbe trasmessa attraverso le figure di alcuni grandi iniziati sino ai nostri giorni. Dalle pagine d’Ultra, precisa in un  importante articolo dottrinario, che LA LINGUA LATINA e la razza romana non sono le cause della  superiorità metafisica, essa appare connaturata al  luogo, al suolo, all’aria stessa. Roma, Roma caput  mundi, la città eterna, si manifesta anche storicamente come una di queste regioni magnetiche della terra. Se noi parleremo del mito aureo e solare in Egitto, Caldea e Grecia prima di occuparci  della sapienza romana, non è perché questa derivi  da quella, ché il meno non può dare il più.    Lm Filosofia occulta o la Magia, voi. I, rist. Mediterranee, Roma. L’articolo fu poi ripubblicato in Atanòr, oggi nella ristampa anastatica a cura dell’omonima casa editrice di Roma. R., Del simbolismo e della filologia in rapporto alla  sapienza metafisica, in Ultra] Intanto, nella notte del solstizio d’inverno, si era verificato un insolito episodio, gravido  di future conseguenze: in seguito a misteriose indicazioni, nei pressi di un antico sepolcro sull’Appia Antica era stato rinvenuto, a cura di Ekatlos,  accuratamente celato e protetto da un involucro impermeabile, uno scettro regale di arcaica fattura e i  segni di un rituale.  Ed il rito — riporta Ekatlos — e celebrato per mesi e mesi, ogni notte, senza sosta. E noi  sentimmo, meravigliati, accorrervi forze di guerra  e forze di vittoria; e vedemmo balenar nella sua luce le figure vetuste ed auguste degl’eroi della  razza nostra romana; e un segno che non può fallire e sigillo per il ponte di salda pietra che uo¬  mini sconosciuti costruivano per essi nel silenzio  profondo della notte, giorno per giorno. Il significato, le vere intenzioni e le origini di tali  [Lasciamo ogni responsabilità circa l’identificazione d’Ekatlos con il principe Leone Caetani, già da noi incontrato, all’anonimo  autore -- si tratta, peraltro, certamente di Mutti, fanatico integralista  islamico -- di una postilla alla parziale traduzione francese della rivista  evoliana «Krur» (TRANSILVANUS, A propos de l’article d’Ekatlos, seguito da una Note sur Leone Caetani, in: J. EVOLA, Tous les  écrits de «Ur» et «Krur»  [Krur], Arché, Milano). Ancor più lasciamo all’autore di tali tristi note (in cui ancora una  volta si dimostra come tra fanatismo religioso e via iniziatica esista un  divario invalicabile) la pesante responsabilità delle poco ragguardevoli  espressioni usate nei confronti del benemerito principe romano. EKATLOS, La Grande Orma: la scena e le quinte, in Krur,  in: GRUPPO di UR, Introduzione alla Magia, Roma] riti pongono un problema», osserva VONA (si veda),  ma il loro fine immediato fu esplicito, e come tale  è stato dichiarato. Esso fu compiuto nel dovuto  modo da un gruppo che si propose di dirigere verso  la vittoria italiana la Grande Guerra.   Ma l’episodio ha un seguito. Il giorno in cui cade la festa romana del Tubilustrium,  o consacrazione delle trombe di guerra e fondato  a Milano, nella famosa riunione di Piazza Sansepolcro, il primo FASCIO di Combattimento, piu tardi denominato Partito Nazionale Fascista. Fra gli astanti  vi fu chi, emanazione dello stesso gruppo che aveva  riesumato l’antico rituale, preannuncio a Benito  Mussolini: «Voisarete Console d’Italia». E fu la stessa persona che, qualche mese dopo la Marcia su Roma, vestita di rosso, offrì al capo  del governo un’arcaica ascia etrusca, con «le dodici  verghe di betulla secondo la prescrizione rituale legate con strisce di cuoio rosso» Con tale atto dal sapore sacrale, come è evidente.  [VONA, Evola e Guénon.  EKATLOS. La notizia è riportata con altri  particolari nel «Piccolo» di Roma. Particolare curioso: la sera stessa del 23 maggio Mussolini  parti in aereo alla volta di Udine, onde potere inaugurare il giorno dopo, nell’anniversario dell ’entrata in guerra, il monumentale cimitero di Redipuglia, alla presenza del Duca d’Aosta. La sera, sulla via  del ritorno verso Roma, l’aereo fu costretto, da un inspiegabile guasto,  ad un atterraggio di fortuna nei pressi di Cerveteri, cioè l’antica etrusca  Cere, donde forse proveniva l’arcaico fascio.] le correnti più occulte portatrici della tradizione romana avrebbero voluto propiziare una restaurazione  in senso «pagano» del fascismo.   Altri episodi concomitanti concorrono a rafforzare questa supposizione. E rappresentata sul palatino la tragedia Rumori: Romae sacrae origines, col beneplacito e la  presenza plaudente di MUSSOLINI. La tragedia  -- o, meglio, alla latina, il carmen solutum -- risulta  opera di un certo Ignis (pseudonimo sotto cui si  celerebbe l’avvocato Musmeci Ferrari Bravo), che risulta godere di appoggi assai influenti, come quello di SOFFICI (si veda) Soffici, e  appare, specialmente in quel terzo carmen che fu recitato, più che una semplice rappresentazione scenica, un vero e proprio atto rituale: un rito di consacrazione, certamente denotante nell’autore, o nei  gruppi restati nell’ombra di cui egli era emanazione,  una conoscenza non solo filologica della tradizione  romana (si pensi che in intermezzi scenici vengono  cantati, al suono di flauti, i versi ianuli e iunonii dei  Fratres Arvales), ma anche di certi suoi lati occulti,  come lascia intendere il rito di incisione su lamine  auree dei nomi arcani deU’Urbe e l’esegesi, volutamente incompleta, dei significati del nome di Roma. Quest’azione, occulta e palese, sulle gerarchie fasciste affinché i simboli da esse evocate, come l’aquila o il fascio, non restassero puro orpello di facciata,  continuerà sino all’anno in cui Rumon verrà pubblicata, in splendida edizione uffi¬  ciale, dalla Libreria del Littorio, con i frontespizi ornati di caratteri arcaici romani, disegnati appositamente da BONI (si veda), lo scopritore del  Lapis Niger già da noi incontrato, il quale avrà il privilegio poco dopo, alla sua morte, di essere  inumato sul Palatino stesso Ancora noteremo come sintomatica l’uscita, della Apologia del paganesimo (Formiggini, Roma) di Giovanni Costa, futuro collaboratore  delle iniziative pubblicistiche di Evola.  Uscirono le due riviste di studi iniziatici, Atanòr ed Ignis, dirette da R., e in cui inizia una collaborazione Evola: affronteranno con un rigore ed una serietà  inconsuete, per l’eterogeneo ambiente spiritualista  dell’epoca, tematiche e discipline esoteriche di parti¬  colare interesse: vi comparvero, per la prima volta in  Italia, scritti di René Guénon, fra cui a puntate, prima ancora che in Francia, L'esoterismo di Dante. È  peraltro evidente come il contenuto di queste riviste  non avesse un valore puramente speculativo, come  dimostrano gli scritti di Luce suirO/7M5 magicum  (Gli specchi - Le erbe) negli ultimi due numeri di [E proprio BONI che, risalendo ai modelli d’origine, mise a punto il prototipo del fascio romano, oggi al Museo dell’Impero,  per il Regime Fascista: è quello che compare sulle monete da due lire di  quel periodo (cfr. V. BRACCO, L’archeologia del Regime, Volpe, Roma. Ignis, che preludono a quelli del successivo gruppo di Ur. Ma intanto l’auspicata svolta in senso pagano da parte del fascismo sperata dalla corrente  tradizionalista romana non solo stenta a verificarsi,  anzi è messa pericolosamente in forse dalle mene de¬  gli ambienti cattolici e clericali. Nell’Atanòr R. con parole di fuoco depreca alcune espressioni pronunciate da MUSSOLINI in occasione del natale di Roma. Il colle del Campidoglio, egli ha detto, dopo il  Golgota, è certamente da secoli il più sacro alle  genti civiir. In questo modo l’On. MUSSOLINI, invece di esaltare la romanità, perviene piuttosto ad  irriderla ed a vilipenderla. Noi ci rifiutiamo di  subordinare ad una collinetta asiatica il sacro colle  del Campidoglio. E, dopo il delitto Matteotti: ecco un clamoroso delitto politico viene a  sconvolgere la vita della nazione, ad agitare gl’animi. Investito da popolari e da ogni gradazione  di democratici, a MUSSOLINI non resterebbe che  battere la via dell’imperialismo ghibellino, se non  esistesse un partito che già lo sta esautorando tengano ben presente i nostri nemici che, nonostante la loro enorme potenza e tutte le loro prodezze, esiste ancor oggi, come è esistita in passato,  traendo le sue radici da quelle profondità interiori  che il ferro e il fuoco non tangono, la stessa catena  iniziatica pagana e pitagorica, inutilmente e seco¬  larmente perseguitata. L’ordine del giorno Bodrero e le successive leggi sulle società segrete tolgono ulteriore spazio all’attività pubblicistica del R., che peraltro confluisce nel gruppo di Ur, formalmente diretto da Julius Evola. A noi qui non interessa tanto esaminare il lavoro  di ricerca esoterico svolto dal Gruppo di Ur, cui partecipano, come è noto, personalità appartenenti  alle principali correnti esoteriche operanti in quegli  anni in Italia, dai pitagorici ai kremmerziani, dagli  steineriani (antroposofi) ai cattolici eterodossi come  il De Giorgio, quanto sottolineare come in quella sede dovesse essere stato, almeno in parte, ripreso il  programma di influenzare per via sottile le gerarchie  del fascismo, nel senso già voluto dal gruppo mani¬  festatosi con la testimonianza d’Ekatlos  (che, non lo si dimentichi, viene riportata proprio  nel terzo dei volumi che raccolgono le testimonianze  di tutto il gruppo in apparenza slegata da esse —  successivamente apparse col titolo di Introduzione  alla Magia). In un inserto per i lettori comparso in Ur, Evola poteva scrivere: possiamo dire che una Grande Forza, oggi più che  mai, cerca un punto di sbocco in seno a quella bar¬  barie, che è la cosidetta civilizzazione contemporanea — e chi ci sostiene, collabora di fatto ad una  opera che trascende di certo ciascuna delle nostre  stesse persone particolari».   Del resto, molti anni più tardi, Evola stesso di¬  chiarerà piuttosto esplicitamente nella sua autobiografia spirituale che l’intento del Gruppo era stato  quello, oltre a «destare una forza superiore dr servire d’ausilio al lavoro individuale di ciascuno», di far  sì che «su quella specie di corpo psichico che si voleva creare, potesse innestarsi per evocazione, una vera  influenza dall’alto», sì che «non sarebbe stata esclusa la possibilità di esercitare, dietro le quinte, un’azione perfino sulle forze predominanti nell’ambiente generale. Un’indagine ben più approfondita, come si vede, meriterebbe di essere svolta sugli  evidenti tentativi di rivitalizzazione, all’interno del  Grupo di Ur, delle radici esoteriche e dei conte¬  nuti iniziatici della tradizione romana: a parte i contributi dello stesso Evola (che firmerà come «EA» e,  pare, anche come AGARDA e lAGLA), di cui  ricordiamo l’importante saggio Sul  sacro nella tradizione romana, ancora una volta  fondamentale resta l’apporto di R. (che firma  come PIETRO NEGRI: egli, nella relazione Sulla tradizione occidentale, sulla scorta di un’attenta  esegesi delle fonti antiche (soprattutto Macrobio) e  di personali acute intuizioni, nonché di probabili  «trasmissioni» iniziatiche, non esiterà ad indicare  nel mito di Saturno il luogo ove è racchiuso il senso e il massimo mistero iniziatico della tradizione  [EVOLA, Il cammino del cinabro, Milano] Un esame generale, storico-bibliografico, sul Gruppo di Ur è stato da me compiuto in lingua tedesca, come studio introduttivo alla versione tedesca del I volume di Introduzione alla Magia (Ansata Verlag,  Interlaken). Si tratta del notevole ampliamento, riveduto e corretto, di un mio precedente studio già apparso in «Arthos] romana, un’indicazione utilizzata e sviluppata ulteriormente nel nostro recente Dèi e miti italici.   Intanto, una serie di  articoli polemici sui nuovi rapporti tra fascismo e  chiesa cattolica, che Evola aveva pubblicato in Critica fascista di BOTTAI (si veda) e in Vita Nova d’ARPINATI (si veda), e la successiva comparsa di Imperialismo pagano, che quegli articoli  raccoglieva e sviluppava, riversarono proprio sul  Gruppo di Ur pesanti attacchi clericali, fra cui è interessante segnalare quello particolarmente violento  e ambiguo, del futuro papa Paolo VI, MONTINI, allora assistente centrale ecclesiastico della Federazione Universitari Cattolici Italiani, che aveva come organo culturale la rivista  Studium (redazione a Roma e a Brescia). Dalle  pagine di «Studium» il Montini accusava i maghi  riuniti attorno a Evola d’abuso di pensiero e di parola di aberrazioni retoriche, di rievocazioni fanatiche e di superstiziose magie. G.B.M., Filosofia: una nuova rivista, Studium. Oltre che del futuro Paolo VI (certamente  il più nefasto fra i papi), apparvero in Studium anche  gli attacchi del futuro ministro democristiano del dopoguerra Gonella {Un difensore del paganesimo; Il nuovo colpo di testa di un filosofo pagano), cui Evola replica — dopo averlo definito un tale il cui nome esprime felicemente che vesti gli si confacciano più che non quelle della  romana virilità — nell’Appendice Polemica di Imperialismo pagano. Contro Imperialismo pagano (le nostre citazioni sono tratte dalla  ristampa, presso Ar di Padova) si scomodò tuttoe l’ntourage  del giornalismo clericale, dall’Osservatore Romano a L’Avvenire, Imperialismo pagano fu l’ultimo deciso, inequivocabile e tragico appello da parte di esponenti della corrente tradizionalista romana, prima del triste  compromesso del Concordato, affinché il fascismo,  come si esprimeva Evola, «cominciasse ad assumere  la romanità integralmente e a permearne tutta la coscienza nazionale», così che il terreno fosse «pronto  per comprendere e realizzare ciò che, nella gerarchia  delle classi e degli esseri, sta più su: per comprendere  e realizzare il lato sacro, spirituale, iniziatico della tradizione. A questo scopo Evola non risparmia taglienti critiche alle gerarchie del  Regime. Il fascismo è sorto dal basso, da esigenze confuse  e da forze brute scatenate dalla guerra europea. Il  fascismo si è alimentato di compromessi, si è alimentato di retorica, si è alimentato di piccole ambizioni di piccole persone. L’organismo statale che  ha costituito è spesso incerto, maldestro, violento,  non libero, non scevro da equivoci. Di più: Evola prevede addirittura gli al Cittadino di Genova, nonché tutta la pubblicistica fascista fautrice  dell’intesa col Vaticano, d’Educazione fascista a Bibliografia fascista, sino alla stessa bottaiana Critica fascista che aveva ospitato i  primi articoli evoliani.] esiti e gli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale. L’Inghilterra e l’America, focolari temibili dei  pericolo europeo, dovrebbero essere le prime ad  essere stroncate, ma non occorre di certo spendere  troppe parole per mostrare che esito avrebbe una  simiie avventura sulla base dell’attuale stato di fatto. Data la meccanizzazione della guerra moderna, le sue possibilità si compenetrano strettamente  con la potenza industriale ed economica delle  grandi nazioni. Era dunque necessario che il fascismo, che bene  o male ha messo su un corpo. Ma non ha ancora  un'anima, si rivolgesse senza esitazioni a  quella della Roma precristiana prima che fosse troppo tardi, sì da «eleggere l'Aquila e il fascio e non le  due chiavi e la mitria a simbolo della sua rivoluzione. Il nostro divino italiano può essere quello aristocratico dei  Romani, il divino dei patrizi, che si prega in piedi e  a fronte alta, e che si porta alla testa delle legioni  vittoriose non il patrono dei miserabili e degli  afflitti che si implora ai piedi del crocifisso, nella  disfatta di tutto il proprio animo. Il governo di MUSSOLINI firma a nome del Re d’Italia, considerato dai  papi un «usurpatore», il cosiddetto Coneordato con  la Chiesa Cattolica e nasce il monstrum giuri- [Che il cosiddetto Concordato abbia sortito un effetto a dir poco  nefasto sulle sorti, non solo dello stesso fascismo (come le vicende stori-   dico della Citta del Vaticano. Veniva con ciò  tolta ogni speranza residua di azione all’interno degli’ambienti ufficiali, sia da parte di Evola che di R. e di altri autorevoli esponenti, restati per lo più  in ombra, del «tradizionalismo romano»: alcuni di  loro, come già si è accennato in nota, abbandonarono per sempre l’Italia per il Nuovo Continente nel  corso degli anni Trenta. Resta il programma minimo indicato ancora  d’Evola in Imperialismo pagano, secondo cui il fascismo avrebbe dovuto: promuovere studi di critica e di storia, non partigiana, ma fredda, chirurgica, sull’essenza del cristianesimo. Contemporaneamente dovrebbe  promuovere studi, ricerche, divulgazioni sopra il lato spirituale della paganità, sopra la sua visione  vera della vita] che successive ben presto dimostrarono, avvalorando i timori di R. e di Evola), ma della stessa Italia del dopoguerra, lo sperimentiamo ancora oggi sulla nostra pelle, dopo che un quarantennale dominio  clericale-borghese ha provveduto, quasi in ogni campo, ad addormentare la coscienza delle «masse» ed a stroncare, con un autentico terrorismo di stato, qualsiasi velleità di reazione delle minoranze coscienti  della necessità di mutare uno stato di cose ormai incancrenito.  MUSSOLINI non si e reso conto che prima di lui uomini non solo autoritari, ma dal potere assoluto — gl’Ottoni, gli Svevi, perfino  Carlo V ecc. — si erano dovuti pentire di ogni intesa, patto e transazione con la Santa Sede.] ogni intesa tra Santa Sede e Stato italiano  avrebbe significato unicamente il riconoscimento giuridico della validità [Chi avesse pensato che la scuola di mistica fascista, fondata significativamente poco dopo la conciliazione nell’ambito del  G.U.F. di Milano per opera di GIANI (si veda), avrebbe  svolto una funzione del genere, avrebbe dovuto ben  presto ricredersi amaramente. In realtà, il sentimento religioso dichiarato di quella che avrebbe voluto  costituire Vélite politico-intellettuale del fascismo si  configura con precisione come cattolico. Lo dichiara, in una maniera che non potrebbe essere più  esplicita, lo stesso fratello del duce, MUSSOLINI (A), in un discorso tenuto alla Scuola. La nostra esistenza deve essere inquadrata in una  marcia solida che sente la collaborazione della  gente generosa e audace, che obbedisce al comando e tiene gli occhi fissi in alto, perché ogni cosa  nostra, vicina o lontana, piccola o grande, contingente od eterna, nasce e finisce in Dio. E non parlo  qui del Dio generico che si chiama talvolta per  sminuirlo Infinito, Cosmo, Essenza, ma di Dio  nostro Signore, creatore del cielo e della terra, e  del suo Figliolo che un giorno premierà nei regni  ultraterreni le nostre poche virtù e perdonerà, speriamo, i molti difetti legati alle vicende della nostra esistenza terrena.] dei principii su cui si fonda l’ingerenza della Chiesa nelle questioni dello stato italiano (SERVENTI, Dal potere temporale alla repubblica  conciliare. Volpe, Roma. Cfr. Il Popolo d’Italia] Sulla scuola di mistica fascista, si veda: MARCHESINI, La scuola dei gerarchi,  Feltrinelli, Milano. E CARLINI (si veda), discutendo della  nuova mistica, ravvisa la nota più originale del fascismo proprio nel suo presupposto religioso, anzi  cristiano, anzi cattolico; perché il DIVINO di  MUSSOLINI vuol essere quello definito dai due dogmi  fondamentali della nostra religione: il dogma  trinitario e quello cristologico. Quel programma che abbiamo detto minimo  cerca Evola in parte di compiere con  l’organizzare il lavoro di alcuni suoi insigni collaboratori attorno al diorama filosofico, la pagina  speciale che, con uscita irregolare e alterna, quindicinale e mensile, cura all’interno del quotidiano cremonese di Farinacci, Il Regime Fascista. La tematica della tradizione romana, esaminata nei suo simboli, nei suoi  miti, nella sua forza spirituale, ritorna qui frequentemente negli scritti dello stesso Evola, di COSTA (si veda), di SCALIGERO (si veda) e di diversi collaboratori stranieri, come Dodsworth, appartenente alla famiglia reale britannica) e lo storico tedesco Altheim. Analoghe collaborazioni sono fornite da BRELICH (si veda), destinato a ricoprire degnamente l’impor- [CARLINI, Mistica fascista, Archivio di studi corporativi, Saggio sul pensiero filosofico e religoso del fascismo, Roma] tante cattedra, che e di PETTAZZONI (si veda)i, di Storia delle  Religioni a Roma, e da GIORGIO (si veda), già collaboratore di’Ur e di altre iniziative evoliane. Nel contesto della corrente da noi definita del tradizionalismo romano GIORGIO (si veda) occupa una posizione piuttosto anomala e tale che il  Reghini avrebbe visto con sospetto: egli infatti concepisce in Roma la sede eterna, geografica e storica,  ma soprattutto metafisica, in grado di unire in sé  stessa la religione pagana e il cristianesimo, tesi elaborata soprattutto ne La tradizione romana. D’altra parte, è lo stesso  De Giorgio a ribadire con sorprendente sicurezza la  persistenza del culto di Vesta in un misterioso centro, nascosto e inaccessibile. Il fuoco di Vesta arde inaccessibilmente nel  Tempio nascosto ove nessuno sguardo profano sa-  [L’uscita alle stampe di questa edizione (presentata come Flamen, Milano) offre contorni alquanto misteriosi. In ogni caso, il manoscritto dell’opera sarebbe stato consegnato all’autore della nota  introduttiva, ASILAS -- che corrisponderebbe ad uno degli ispiratori  del gruppo dei Dioscuri e nel contempo autore di due dei fascicoli  omonimi, da un antico componente del Gruppo di Ur, che  noi sappiamo corrispondere al TAURULUS, cioè Reginelli. L’uscita della Tradizione romana, in ogni modo, è stata 1 ’occasione  per una salutare riflessione sul tema da parte dell’ambiente tradizionalista nella prima metà degli anni Settanta, sia da parte cattolica (si vedano il bollettino Il rogo,  e la successiva  rivista Excalibur, sia da parte propriamente «pagana» (si veda la nostra recensione dell’opera di GIORGIO (si veda), confortata da un parere di  Evola, in Arthos: essenziale come punto di ripresa del discorso  sulle origini della tradizione romana).  prebbe penetrare e a lui deve l’Europa intera la sua  vita e il prolungamento della sua agonia. Da questo  fuoco occulto partono scintille che alimentano le  crisi e risollevano periodicamente l’esigenza del ritorno alla romanità attraverso le varie vicende di  cui s’intesse la storia delle nazioni europee considerata geneticamente, internamente e non sul piano li mitatissimo della contingenza dei fatti e degli  uomini. Queir immane conflitto, già previsto da Evola, e che anche GIORGIO giudica del tutto  inefficace, se non addirittura letale per lo spirito e  il nome di Roma, avrà in effetti come risultato  più manifesto, per i fini dello studio che qui andiamo conducendo, di occultare del tutto le fila della  corrente di pensiero di cui siamo andati ripercorrendo la trama. Solo piu tarde è proprio la  ristampa dell’evoliano imperialismo pagano (e la  scelta pare significativa), curata dal Centro studi ordine nuovo di Messina, a tentare  GIORGIO. L’edizione, ciclostilata, con copertina stampata in azzurro, venne  tolta subito dalla circolazione in quanto non autorizzata da Evola: la si  può considerare oggi una vera rarità bibliografica] di riannodare i termini di un antico discorso:   «L’angoscioso grido d’allarme rivolto dall’autore  a MUSSOLINI per metterlo in guardia contro il ventilato proposito della  cosiddetta conciliazione  si afferma nell’anonima introduzione — risuona oggi con inusitata attualità e fa si che Imperialismo pagano venga guardato come un oracolo. Ed è proprio provenendo dalle fila di ordine  nuovo, un’organizzazione che lo stesso Evola ha  tenuto in buona considerazione almeno fino  a che la sua ala borghese-modernista, condotta da Rauti, non confluì nel  MSI  che comincia ad agire, tra la fine degli  anni Sessanta ed i primi anni Settanta, il Gruppo  dei Dioscuri, con sede principale a Roma e dirama¬  zioni a Napoli e Messina. Pare assodato che all’interno del Gruppo dei Dioscuri venissero riprese [Cfr. EVOLA, Il cammino del cinabro. L’unico  gruppo che dottrinalmente ha tenuto fermo senza scendere in compromessi è quello che si è chiamato AeWOrdine Nuovo. L’interesse dei «tradizionalisti romani» nei confronti di «Ordine  Nuovo» si esaurisce sin dall’inizio degli anni Settanta, allorché, da una  parte, la frazione rautiana rientrata nei ranghi del MSI si isterilì in fatui  ed estenuanti giochi di potere (!?) all’interno del partito e in declamazioni populistico-giovanilistiche (non a caso la cosiddetta nuova  destra proviene quasi esclusivamente da quell’ambiente torpido ed ambiguamente compromissorio), dall’altra, la frazione movimentista ed extraparlamentare condotta d’Oraziani ed altri si smarrì  nelle velleità inconcludenti e pericolose della lotta di popolo, con  conseguente ed inevitabile suo annientamento da parte del Potere vero.] tematiche e pratiche operative già in uso nel gruppo di Ur ed è perlomeno probabile che lo stesso  Evola ne fosse al corrente.   Fatto sta che nei Fascicoli dei Dioscuri,  usciti in quel torno di tempo, l’idea di Roma da una  parte e di un Centro nascosto dall’altra, a cui il tradizionalismo dovrebbe far riferimento, ritornano  con grande evidenza. Per l’anonimo autore del primo Fascicolo dei  Dioscuri, intitolato Rivoluzione tradizionale e sovversione (Centro di Ordine Nuovo, Roma), il  più grande dei meriti di Evola è quello:   «di avere rammentato il destino di Roma quale  portatrice dell’Impero Sacro Universale e di avere  tratto da tale verità le necessarie conseguenze in  ordine alle idee-forza che devono essere mobilitate  per una vera rivoluzione tradizionale. Qualche anno dopo, al termine del Fascicolo intitolato Impeto della vera cultura (tradotto  poi anche in francese), il mito di Roma viene additato come l’unico che sia in grado di condur¬  re ad una superiore unità gli sforzi di tutti i tradizionalisti italiani:  a tutti i tradizionalisti, anziché proporre uno dei  tanti miti soggetti a rapido e facile logoramento, si  può ricordare la presenza di una forza spirituale  perennemente viva e operante, quella stessa che il  mondo classico ed il medio-evo definirono l’ÆTERNITAS ROMÆ. Il Gruppo dei Dioscuri ha notevole importanza come cosciente riconnessione alle precedenti  esperienze sapienziali e come indicazione, per taluni  elementi particolarmente sensibili dell’area della de¬  stra radicale, di possibili indirizzi e sbocchi futuri  del tradizionalismo romano, anche se la partico¬  lare via operativa scelta e, soprattutto, la mancata  qualificazione di taluni componenti, porterà ben  presto alla distruzione dall’interno del Gruppo stesso, di cui non si sentirà più parlare già prima della  metà degli anni Settanta (ci viene detto che frange  disperse del gruppo continuerebbero a sussistere so¬  prattutto a Napoli). È tuttavia da supporre che alcu¬  ni dei gruppi periferici, sia pure trasformati, ne abbiano continuato il retaggio se, ad esempio, a Messina, molto probabilmente nell’ambito di alcuni dei vecchi membri del «Gruppo dei Dioscuri»  viene elaborato un testo dottrinale ed operativo, a  circolazione interna, sotto forma di «lezioni» di un  maestro a un discepolo, piuttosto interessante. La  via romana degli dèi. Diremo anzitutto dell’essenza della tua religiosità, fornendo alla tua mente profonda gli argomenti per una serie di esercizi di meditazione affinché  con saldo cuore, tu possa prepararti all’assolvimento del rito [La via romana degli dèi. Istituto di Psicologia Superiore  Operativa, Messina. E certamente non priva di connessioni genetiche  col gruppo romano appare la sortita, improvvisa,  verso la fine degli anni Settanta, nella stessa Messi¬  na, del «Gruppo Arx», successivamente editore del  periodico «La Cittadella» e degli omonimi quader¬  ni, in cui senza alcuna attenuazione i possibili itinerari di approccio alla «via romana degli dèi» sono  indicati attraverso la cosciente riappropriazione del-  Vanimus romano-italico, rivissuto nel rito stesso, e  nel rigetto, sostanziale e formale, di ogni adesione a  forme anche esteriori del culto cristiano. Quanto segue è storia dei nostri giorni, dal mo¬  mento che proprio con l’inizio degli anni Ottanta vi  è stata una nuova cosciente ripresa del moderno  «movimento tradizionalista romano», una cui rimanifestazione pubblica si estrinsicherà in una data  ed in un luogo alquanto significativi. Infatti nella data in cui iniziava l’anno sacro  romano, a Cortona, donde in epoca primordiale  Dardano, figlio di Giove, si sarebbe mosso alla volta  della Troade, si tenne un importante Convegno di  studi sulla tradizione itala, che, a  [Gli’atti sono stati pubblicati nel numero speciale triplo d’Arthos dall’omonimo titolo. Per una sintetica analisi  sulla diversa valenza del termine “italo” nei vari interventi, cfr. PONTE, Che cos’è la tradizione itala, Vie della Tradizione] parte l’emergenza di differenti prese di posizone dei  tradizionalisti presenti, ebbe il merito di riproporre la questione non puramente dottrinale o formale di una cosciente riconnessione all’aurea catena Saturni della tradizione indigena da parte di chi, pur  in quest’epoca di totale dissoluzione di ogni valore, intenda coscientemente riassumere il fardello delle  proprie radici etniche e spirituali. Successivamente  ad un nuovo Convegno, tenutosi a Messina, sul Sacro in VIRGILIO (si veda), la rielaborazione dottrinale e la ridefinizione concettuale dei valori  difesi dagli attuali esponenti del tradizionalismo  romano (di cui è parte cospicua anche l’apparire  alle stampe di alcune collane di libri specifiche) si è spostata su un piano più interiore, ma la loro  presenza è destinata a riaffiorare a livello di influen¬  za sottile e indiretta di gruppi o ambienti eticamente  sensibili di un’area superante i limiti stessi del mondo della destra politica. Il futuro dimostrerà se la funzione di questa mi¬  noranza (ben cosciente di esserlo) si limiterà ad una [Gli Atti sono stati pubblicati in buona parte nel numero speciale  di «Arthos» n. 20 (uscito successivamente al n. 22-24), daH’omonimo  titolo. Ci limiteremo a ricordare la collana «1 Dioscuri» per le ECIG di  Genova, in cui figurano L’oltretomba dei pagani di C. Pascal, il mio  Dèi e miti italici. La religiosità arcaica dell ’Eliade di N. D’Anna e Arcana Urbis di M. Baistrocchi (in stampa); o quella di «Studi Pagani» del  Basilisco di Genova, in cui sono comparsi testi di antichi (Giuliano Augusto, Giamblico, Simmaco, Porfirio) e di moderni (Guidi, De Angelis,  Beghini, Evola ecc.). pura e semplice azione di testimonianza, sia pure  «scomoda» per molte cattive coscienze. Il mito capacitante di Roma, come l’antica fenice, è destina¬  to a risorgere continuamente dalle sue ceneri, poiché  riposa nella mente feconda degli dèi archegeti di  questa terra.  Il Piccolo» di Roma, Il fascio littorio a Mussolini. Presentata dall’esimia prof.a  Regina Terrazzi, e dall’on. Mussolini ricevuta la  dott.a prof.a Cesarina Ribulsi, che offriva al Presidente del Consiglio come augurio un fascio littorio da lei esattamente  ricostruito secondo le indicazioni storiche e iconografiche.   L’ascia di bronzo è proveniente da una tomba  etrusca bimillenaria ed ha la forma sacra col foro  per la legatura al manico: alcuni esemplari simili so¬  no conservati nel nostro Museo Kircheriano. Le dodici verghe di betulla, secondo la prescrizione rituale, sono legate con stringhe di cuoio rosso  che formano al sommo un cappio per poter appendere il fascio, come nel bassorilievo per la scala del  Palazzo Capitolino dei conservatori.   Il fascio ricomposto con elementi antichissimi e  nuovissimi è stato offerto al Duce come simbolo della sua opera organica di ricostruzione dei valori del¬  la nostra stirpe allacciando le vetuste origini alle forme più vibranti dell’attività gagliarda e rinnovata  che prende le mosse.   La rudezza espressiva del Fascio è ingentilita dal  contrasto tra il verde della patina bronzea e il rosso del cuoio che ricorda la stessa armonica tonalità che  producono le colonne di porfido presso la porta di  bronzo àcWheroon di Romolo, figlio di Massenzio,  al foro romano. L’offerta era accompagnata da una epigrafe latina  dedicatoria composta dall’offerente, la quale nell’università popolare fascista svolge una fervida  opera di propaganda di romanità viva.   Il Duce gradì l’augurio ed il voto accogliendoli  colla sua consueta serena nobiltà, non senza un segno della vivacità del sorridente suo spirito latino:  «Lei mi ha dato una lezione di storia osserva in  tono scherzoso. Singolari parole in bocca di chi dà  e darà non poco a fare agli storici futuri.   (La notizia è riportata in una rubrica dedicata a  «I solenni riti del XXIV Maggio», senza indicazione  di paternità). IGNIS, Rumori. Sacrae Romae origines, tragedia in carmi. Libreria del Littorio,  Roma, dopo il frontespizio. LETTERA DI ARDENGO SOFFICI A S. E.  MUSSOLINI. Mio caro Presidente, permettimi ti dia, scritte  e sottoscritte anche da me, che ne resto garante, al¬  cune prove di pregi eccezionali della tragedia, che, in  fondo, in un vero poema epico delle origini, è l’esaltazione di oggi della nostra stirpe. Comincio da un  mio giudizio, già a te noto; Rumori è tragedia romana che può stare a paro col Giulio Cesare di Shakespeare ti fo osservare che il titolo di Poeta di Roma, dato da Jean Carrère ad ignis, si è dato solo a  Virgilio e ad Orazio: Augusto, vive, oggi, tra noi tutti in ispirito, più per questi due poeti, da lui protetti,  che per la sua politica imperiale.   E tu vedi come Rumori sia stato giudicato, prima  ancora che esistessero l’idea e la forza fascista, tragedia degna di Roma quando competenti — dai  nostri a Carrère, ed a me che sono l’ultimo al giudizio corrono all’iperbolico per lodare Rumori di ignis bisogna concludere che ci si trova da¬  vanti ad un’opera d’arte somma, e per fortuna nostra, d’arte italiana — opera che è, anche per se stessa, di alto significato politico, e di spirito fascista. Mi rileggo, e mi credo, caro Presidente ed amico  carissimo, di averti scritto una lettera storica. Fai  che non sia stata scritta invano, ma invece il tuo no¬  me vada unito a quello della tragedia Rumori, al  poema di Roma e degno di Roma: e di questo legame in avvenire, spero che tu possa essere un po’ grato al tuo affezionato amico e devoto   ARDENGO SOFFICI:   IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Caro Soffici,   bisogna assolutamente far marciare Rumori. Il governo appoggia fervidissimamente l’iniziativa  perché essa rientra nel grande quadro della rinascita  nazionale.   Saluti fascisti e cordialissimi. f.to MUSSOLINI Roma (Carme terzo): AUGURE   Manifesto è dunque: amor essere — ROMA.  Se tutte move, ed incende, le create cose legge si è Amor dell’universo vita...  così, un tanto Nome, a noi predice:  dono di regno e potestà sovra ogni terra,  e dello spirito, e d’imperio.   Confirmato si è, per te, prodigioso il vaticinio.   Non pronunciati mai più sien i Nomi occulti su la Città terribili chiamerebbero fortune. Li trasmettano, oralmente, i Pontefici ai Pontefici.  Né mai più, tu, l’eccelso pronuncia Nome palese,  se concluso non avrai, prima, il solco sacro.  Permesso e commesso mi è: Nunziare, allora,  in gran letizia, al Popolo... quel Nome  che licito non più mi è dire   quando, già per tre volte, qui, in tre diversi suoni,  de la gran Madre nostra il Nome risonò.   {Dispiega le dita della sinistra, ad una ad una, per numerare i significati del nome). Di significati cinque: È’l Nome palese, latore, con l’occulto. Chiama la Città: Valentia... Ròbure... Virtù!  e ancor: Madre. Mamma. Alma Nutrice! Vostra nei nomi vostri oh Re! suoi fondatori...  Come del grande Rumon: URBE: la Città del  Fiume (Pausa) Ammirate! se gli Dei saputo abbiano addensare,  in così breve Verbo, sì pieni... tanti arcani. Mirifici! donando Nomi nove:   in quattro occulti ed un Medio palese,   e quando, nove, siamo al Rito.  Ili Da: COSTA, Apologia del paganesimo, Formìggini, Roma. Il pagano è, per definizione, buono. Né un greco,  né un romano avrebbero concepito che l’uomo potesse esser qualcosa di diverso da ciò, che in lui litigassero per così dire due nature, che la manifestazione esterna fosse diversa dall’interna, che né nella vita individuale, né in quella sociale vi fossero mezzi termini, transazioni, compromessi. Esso è quello  che naturalmente è, cioè buono, come ideale supremo della vita, come dovere, come necessaria fatalità insita nelle cose umane. Egli vive quindi la vita interamente, dolorosamente, gioiosamente a un tempo, con un pragmatismo sano e forte che non ammette  ipocrisie, doppiezze, scuse. Solamente all’uomo cosiddetto moderno è stato  concesso, per virtù di dottrine religiose e culturali  che si sono formate a lui d’intorno, una distinzione  ed una separazione del suo essere intimo, spirituale,  psicologico, dal suo essere apparente, esteriore, materiale. All’antico quando di questa scissione apparve per un momento la possibilità, egli ne cacciò da  sé l’idea, ne biasimò perfino la concezione. La concezione pagana della vita ha fatto perciò  l’uomo tutto d’un pezzo, ne ha affermato il carattere, ne ha provocato 1 ’azione. Ecco perché la vita nel  paganesimo ha avuto tutto il suo massimo sviluppo  ed è stata accettata non come un male, ma come un bene che bisognava con interezza di carattere vivere  interamente e sanamente per sé e per gli altri.  Per stabilire l’equilibrio l’uomo deve tornare al  paganesimo poiché il cristianesimo si è mostrato divina opera cui le sue spalle non sanno sottostare. Ma paganesimo è sincerità e l’uomo deve ritornare ad essere sincero. Il cozzo a cui l’ha costretto per  due millenni il suo desiderio di seguire il messaggio  cristiano e la sua manifesta impotenza di non saperlo fare, deve risolversi in armonia se egli vuol sanare  in sé l’eterno dissidio. Lo spirito e la carne debbono  avere il medesimo valore ed il loro prevalere non può essere determinato che da circostanze speciali di individuo, di momento e di luogo che l’uomo può intravvedere, non deve violare con convinta testardaggine. L’equilibrio di queste forze, l’esteriore e l’interiore, quindi, deve essere nella dottrina, come nella  vita, assoluto. Da: Im via romana degli dèi, ciclostilato anonimo,  Messina. L'immagine di un dio è lo stemma della Forza che  essa rappresenta. A tutti i fini pratici tali immagini  sono personae, perché qualsiasi cosa possano essere  nella realtà esse sono state personalizzate e forme di  pensiero sono state proiettate su un altro piano. Alcune di queste immagini e le loro attribuzioni  sono così antiche e sono state costruite con tanta  ricchezza di lavoro sottile da essere capaci di ricostruirsi da se stesse, durante l’eventuale lavoro di  meditazione, che l’allievo può fare su una divinità.  Resta un minimo «invito», un minimo stimolo, perché il meccanismo scatti e l’immagine si ricompon¬  ga, sia pure su un piano semplicemente psichico.  Così, della limatura di ferro, dispersa su un piano,  si raccoglie intorno ad un magnete che venga posto  in mezzo. Se il magnete è forte esso attirerà i granelli  anche se essi sono pochi e molto distanti.  AMKDKO R(K ( ARMKM ANO  (im -    da «Ygieia»,  Piscio littorio a Mussolini   n florno If »cor*o. pr^eniaU dalla tsl-  bjU prof.» Rcidna Trmiizl. fa rtalTon. Maa.  aOltnl rlotwta la doti.» pmf.» Osarina RI-  baiai cba offriva al Proatdanta dr’. Contiguo romo aufurln la data de) Mabfio «n falcio littorio da lei eaattamcDte  licoatndto lecoudo la lodicaslonl atorictie  e leooograflclia. l.‘aicla di bronra k prorenlenU dm aoa  tomba etmaca hlmtneoarta ed ba la forma  aorra eoi foro per la Vantura hi manico:  alcool eaamplan slmili sono coosenrat: il nostro Ma.*«o Klrcberiamo. é   La dodict verace di l>ctulla. ascondo la  prescrizione rit'iale. sono legala con tirisele ^ cuoio rosso cba formano al tonimo  ua cappio per poter appendere fi fascio,  conta nel ba.MorUiero per la acala del Pa  lazzo Capitolino dd Conaenalori.   Il Fascio ricomposto con elementi antl-  fhlHilmt a nuoTltaUnl k stato offerto al  Dora come simbolo della saa opera onra-  ntea di rieoatruztona del valori della no-  Mra attrpa allacciando le veia«ie origini  alla fonn più vibranti dell'attività ga-  giarda a rinnovata cha prendo la mosse  ^ XXIY Maggio 19t8  Là rudezza espressiva dal Fascio è in-  gantlHta dal contrasto tra (I verde della  patind bronsea e U rosso del molo che ri¬  corda la stes.aa armonica tonalità che pm- doeono le colonne di porfido presso la porta di bronzo deD'brroon di Itomdlo, figlio  41 Massenzio al Foro Romano. L'oflerla efa accompagnata da ani epl-graia latina dedicatoria composta dall'or- farente. la quale nell'UntvcnUtà Popolare  faartsta avolga una fervida opera di pro-  pafgada di romani Ih viva.   n Duca gradi raugorto a fi voto acro-  Mlaodoll colla sua consueta serena nobiltà.  2«m senza tm segno della vivacità del sor>  ridaots ano spirito latino: • Let mi ba dato  nna testone di storia osservò In tono  aehanoao. Btngolart parole In bocca di r.hl  db a darà non poca a fare agli storici fu-  tnrl Riproduzione da «11 Piccolo. Arturo Reghini. Reghini. Keywords: implicature, il fascio etrusco, scuola di Crotone, il fascio littorio, simbolismo duodecimale, Cuoco, il fascio etrusco – Pitagora dell’Etruria, Evola, numero tri-angolare, numero qua-drato, numero pi-ramidale, la logica del numero – il concetto di numero in Frege – Austin, Grice.  Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Reghini” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza -- Grice e Regina: la ragione conversazionale dell’esse e dell’inter-esse, o degl’uomini complementari, la potenza e il valore – filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Sabbioneta). Filosofo italiano. Sabbioneta, Mantova, Lombardia. Grice: “When Urmson said that for Prichard, duty cashed out in interest, he was right! But we must wait for Regina to emphasise Kierkegaard’s punning on interest – which literally means, ‘being in between’! The interesting (sic) thing is that Kierkegaard exploits the old Roman aequi-vocation between the alethic (being in between) and the practical (Prichard, ‘duty as interest’). Studia a Milano sotto SEVERINO, laureandosi con una tesi su Lavelle e Heidegger. Insegna a Macerata, Verona, e Cagliari. Progetto «Tempus», relativo all'organizzazione presso Sarajevo e Mostar di un master sulla tolleranza religiosa. Saggi: “Ripresa, pentimento, perdono” (Verona); “L'essere umano come rapporto: l’antropologia filosofica e teologica di Kierkegaard.” Forum, Conferenza Episcopale Italiana, Progetto culturale della Chiesa. Insegna a Verona. Si basa su Kierkegaard, Nietzsche e Heidegger (“the greatest living philosopher” – Grice). In Heidegger evidenzia l'importanza del ruolo sapienziale assegnato alla finitezza dell'uomo. In Kierkegaard vede invece da cui partire per costruire una ontologia e una antropo-logia basate su una concezione dell'essere: l'esse come “inter-esse.” L'essere come inter-esse -- nella doppia valenza ontologica ed etica -- pone il pensante in rapporto con un'ulteriorità che, nel trascenderlo, ne accentua e personalizza il differire. La metafisica fondata sull’ “inter-esse” cessa di essere onto-teologia, ossia nient'altro che proiezione idola-trica della logica umana.  Sarajevo; “Dal nichilismo alla dignità dell'uomo” (Vita e Pensiero, Milano); “Esistenza e sacro” (Morcelliana, Brescia); “L'arte dell'esistere” (Morcelliana, Brescia); Romera, “Acta Philosophica”, recensione a Noi eredi dei cristiani e dei Greci (Poligrafo, Padova). Il termine è stato acquisito da  Heidegger. “Gesù e la filosofia” (Morcelliana, Brescia); “L'uomo complementare: potenza e valore” (Morcelliana, Brescia); “Servire l'essere” (Morcelliana, Brescia); “La differenza viva: per una nuova concettualità” (Sentiero, Verona); “Noi eredi dei Greci” (Il Poligrafo, Padova); “La soglia della fede: la domanda su Dio” (Studium, Roma); “L'arte dell'esistere” (Morcelliana, Brescia). Umberto Regina. Regina. Keywords: uomini complementari – potenza e valore, essere ed interesse, esse ed interesse, Heidegger (? – il termino, acquisito da Heidegger), Prichard, duty and interest, Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Regina” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Renda – the power structure of the soul – la struttura di potere dell’anima -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Prego di perdonare qualche omissione. Una sopratutto debbo segnalarne: quella del nome di Antonio Renda che per la finezza dei suoi studii di psicodissociazione psicologica, Torino; Le passioni, Torino; L oblio, Torino), è tra i migliori positivisti. Nella seconda fase del suo pensiero il Renda si è accostato all’idealismo assoluto e alla filosofia dell’azione del Blondel col suo libro La validità della religione, Città di Castello. Prego di perdonare qualche omissione. Una sopratutto debbo segnalarne: quella del nome di RENDA (si veda) che per la finezza dei suoi studii di psico- dissociazione psicologica, Torino; Le passioni, Torino; L’oblio, Torino, è tra i migliori positivisti. Nella seconda fase del suo pensiero R. si è accostato all’idealismo assoluto e alla filosofia dell’azione di Blondel col suo sagio La validità della religione. LE PASSIONI DEL MEDESIMO AUTORE. Del fattore religioso nella vita e nétte opere di T, Tasso Caserta, Tip. sociale, L^ideazione geniale. Un esempio: A.Comte Con prefazione di C. Lombroso Torino, Bocca La questione meridionale. Inchiesta Palermo, Sandron, n pensiero mistico Palermo, Sandron, n destino delle dinastie. L'eredità morbosa nella storia Torino, Bocca, La dissociazione psicologica Torino, Bocca, Psicologia Shakespeariana dalla Rivista Abruzzese Teramo Folie criminélle en Calabre Rapporto al Congr. d’Antrop. Crimin. in collaborazione con Sqnillace Amsterdam. Le pazzie sociali (dalla ' Rivista di Filosofia, Bologna, Agli albori della psicopatologia dalla Gazzetta Giudiziaria, Catanzaro, La nostalgia dalla 'Rivista di Psicologia, Bologna, LE PASSIONI TORINO BOCCA UILAKO BOBA nsENSEB colta intellettuali, febbre intermittente. In tutte sono frequenti le insonnie, la denutrizione, le dispepsie, turbamenti vasomotori, ecc. Le malattie medesime, che tengono dietro a certe passioni, non sono forse, più che effetto d’esse, sviluppo di alterazioni fisiologiche ed anatomiche, che coesistevano all'abnorme attività passionale? Altrettanto può dirsi dell' anatomo-patologia delle passioni. Qualcheduno a creduto di poter additare lesioni anatomiche nei nostalgici (Larrey, Bógin, Haspel); ma s’è osservato all' incontro che esse erano fatti secondari, oppure che erano da attribuirsi ad altre malattie (Benoist de la Grandière). Documento indiretto dell'esistenza di lesioni anatomiche nelle passioni può essere l'autopsia dei suicidi, che sono per tre quarti dei passionah. Vi accenniamo. Sopra 544 cadaveri studiati nel Wurtemberg si sono riscontrati 265 volte (45*^/0) lesioni del cervello e delle membrane; 98 volte (16°/o) lesioni degh altri organi; fra le prime predomiaavano la menengite cronica, le aderenze della pia alla sostanza grigia, l'ascroma dell’arterie, la varicosità delle vene, l'iporostasi endocranica; fra l’altre, posizione anormale degl’intestini e dello stomaco, tumori addominah, degenerazioni del fegato, poi ancora malattie genito-urinarie, e d’ultimo cardiopatie (Morselli). In altri casi furono trovati: ipertrofia del ventricolo sinistro, aracnoide diffusa, divisione della circonvoluzione frontale media, sclerosi eburnee, ecc. (Tane, Pawloski). Quasi tutti gl’omicidi-suicidi condotti al triste proposito dalla violenza d'una passione studiati da Casper, da Krafft-Ebing, da BERTI, avevano presentato durante la vita affezioni cardiache ed epatiche. Non trascurabile ci pare il fatto che agli stati passionah si accompagnano fatti psichici morbosi e vere e proprie psicopatie. Abbiamo già visto qualche esempio d’illusioni e d’allucinazioni. Non infrequenti sono le fobie e le ossessioni. Antonini à studiata l'azione delle idee ossessive nell'amore. Ma ogni passione è, dal punto di vista conoscitivo e affettivo, ricca di idee ossessive, con le quah spesso si può confondere. Sentite quale specie di fascino dominava l'animo d'un giuocatore, Durand: Per me le carte sono sirene: la vista d'un fante di cuore mi fa un senso magico, mi «ra più dilettevole di qualsiasi pittura. Quando più arde il giuoco, io, stringendomi la mano sopra il cuore, me lo sentiva tentennare di ansietà; e se la sorte mi anda avversa, io, senza averne sentore, mi trovavo d'essermi confìtto le unghie entro la carne viva. Il simbohsmo, che è tanta parte dell'espressione artistica dei fatti passionali, e l'antropomorflsmo, sono anche sintomi d'una abnorme attività mentale (Nordau). Aggiungiamo lo stato continuo doloroso (psicalgie) e quello abbandono alla tristezza, quel compiacersi di fermare quasi il dolore, di tener sempre aperta la piaga, di abbandonarsi alla depressione melanconica, che si riscontra in tutte le passioni, e avremo un altro gruppo di fatti che ne attestano TanormaUtà. Ve poi non solo un rapporto generico tra passione e foUia, ma delle colleganze speciah, di cui ci occuperemo nel capitolo seguente, che attestano esservi un fondo comune ai due ordini di fatti. Vediamo la gelosia apparire, nella sua forma più schiettamente morbosa, per l'intossicazione alcoohca. I casi sono frequenti : nel manuale di psicopatologia del Krafft-Ebing se ne trovano parecchi. Spesso essa è concomitante a mania persecutoria, e in ogni modo offre sintomi così comuni, che la pazzia gelosa fu generalmente ritenuta una forma di delirio persecutorio, n Venturi ed il Pellegrini da poco anno tentato di dare al delirio geloso un'individuahtà clinica a parte. Nel nostro saggio psicopatologico sulle famighe reaU abbiamo riscontrato tale concomitanza in molti casi: Giovanna la Pazza, malinconica e gelosa, il figlio Carlo V, Enrico IV di Lancaster, manìa di persecuzione e gelosia, Enrico VII idem, Elisabetta e Maria, malinconiche e gelose. In un caso da noi pubblicato, la nostalgia si manifestava su un fondo persecutorio. L'amore si mostra connesso con misticismo morboso. L'odio, il giuoco con la criminalità e la follia morale. Nell'insieme abbiamo una serie di fatti che distinguono le passioni, anzi meglio, la personalità passionale da quella normale; mancanza di utilità, alterazioni dei dati psichici e dei principali processi, manifestazioni morbose che l'accompagnano, malattie organiche e mentah che ne formano l'esito frequente. Vi è più d'una distinzione; v'è la prova che ci troviamo in presenza di un processo morboso e che l' analogia tra passione e mlattie mentah, intravista anche da osservatori antichi (Zenone, Ippocrate, Platone, Galeno) e riconfermata, sebbene indeterminatamente, dai psichiatri (Lélut, Trólat, Moreau, Maudsley e molti contemporanei), è un fatto. Resta a vedere che valore abbia la morbosità passionale, qual posto debba occupare nel quadro triste dei fatti psicopatologici. Bisogna distinguere tre gruppi di fatti psichici affini: momenti passionali, psicopatie passionali, passioni vere e proprie. Per quanto le passioni non siano tali fatti che possano attuarsi in ogni personahtà, come avviene invece per le emozioni, per i desideri, per le volizioni, ecc., nondimeno la storia di ogni coscienza offre esempi di atteggiamenti passionali, rapidi, superati senza che Tattività psichica abbia assunta l'orientazione necessaria a costituire una passione. Un morso acuto di gelosia, un breve Hvore d'invidia, il fascino transitorio d'un tappeto verde, la carezza triste d'un pensiero nostalgico, un raptus amoroso, una fiammata d'odio, la lusinga d'un sogno ambizioso s'insinuano nella placida corrente dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti, improvvisi e passeggieri come emozioni, e ne arrestano per poco il córso, o per poco lo deviano verso altre direzioni. Sono spunti passionali, che non vanno confusi con le passioni. Sono oscillazioni della personalità, alle quali manca la forza di trasformarla e di alterarla. Non abbiamo forse del pari nella coscienza normale fobie passeggiere, fugaci idee impulsive, istanti di abbandono a pensieri di ingiuste persecuzioni subite o a scrupoK irragionevoli ? Non siamo forse talvolta tormentati da un ritmo musicale, da una frase sorta improvvisamente nella nostra coscienza e che vi permane automaticamente ? Non per ciò ci troviamo in presenza della follia del dubbio, della mania di persecuzione, del delirio malinconico, delle idee incoercibih. Per ciò questi albori di passioni, che illuminano per poco della loro luce l'orizzonte della coscienza normale, non sono i fatti dei quah vogliamo cercare il posto in mezzo ai processi morbosi dello spirito. n secondo gruppo, che con espressione assai larga diciamo delle psicopatie passionah, abbraccia quei fatti che si distiuguono dalle passioni per la loro natura più schiettamente morbosa, si che sembrano forme speciali delle ordinarie malattie dello spirito, psicopatie che polarizzano la loro attività in un circolo di rappresentazioni e di affetti, in modo da assumere la fìsonomia di un fatto passionale esagerato. Anzi è opportuno notare che accanto alle passioni, che per noi costituiscono la forma tipica di tale serie di fatti, c'è una serie di forme corrispondenti, più chiaramente morbose. In queste l'automatismo associativo è dehrio, le illusioni divengono allucinazioni, l'incoercibihtà psichica è al suo massimo, l'esito è sicuramente fatale, la passione ahmenta sé stessa con U contenuto e U processo di altre morbosità spirituali concomitanti. Notiamo accanto alla gelosia la foUia gelosa o il cosi detto delirio dell'infedeltà com'ugale ; accanto all'odio la vendetta criminale; accanto all'avarizia ordinaria quella folle e dehttuosa di Fihppo IV e Fihppo VI di Francia, per esempio; accanto aUa passione collezionistica la cleptomania ; accanto all'ambizione l'ambiziosa criminahtà di Riccardo HI. Tale distinzione però serve a distinguere empiricamente due gruppi di fatti assai affini. I caratteri differenziah non ci pare si possano riportare a differenza di natura, e le manifestazioni tanto chiaramente morbose forse si debbono attribuire a fatti estrinseci, al dinamismo della passione, a resistenze o a caratteri speciali dell'ambiente, a una differente valutazione etica del contenuto rappresentativo, che forma lo stato passionale. In ogni modo, distinte le passioni dai raptus passionali, che non arrivano a costituirle, e da quelle forme, che, almeno in apparenza, sembrano sorpassarle, sono esse fatti morbosi da accomunarsi senz'altro con le malattie dello spirito? L'origine e la natura di molti fatti psichici non si intendono se l'analisi si limita all'esame dell'individuahtà pura e semplice. Oramai s'è capito che l'individuo, considerato in sé e per sé, al di fuori dell'ambiente naturale e sociale in cui vive, é un' entità irreale e incomprensibile. È necessario che nella psicologia si faccia strada la convinzione che é parimente incomprensibile gran parte della vita psichica, se si prescinde dal fatto che ogni individuo é un anello d'una catena d'esseri, la cui storia ereditaria, sia specifica, sia familiare, influisce sulla genesi i di molti fatti psichici. Né ciò solo per la psicologia cosi detta " delle differenze individuali „, ma anche per la psicologia generale, schematica, poiché non pochi fatti psichici sono conclusioni o aurore o crepuscoh di processi, che si svolgono interi al di fuori del breve ciclo d'una personahtà, nell'evoluzione filogenetica, e in quella più ristretta della famigha, che potremmo dire oichigenetica. n dato ereditario, in rapporto aUa specie, é già entrato nell' esperienza del psicologo con benefici effetti : gii istinti, le forme della sensibilità e dell'intelletto, tutti quei fatti un tempo ritenuti innati, né ora del tutto riducibili all'esperienza, sono spiegati come formazioni ereditarie. Per quei fatti più complessi, che dovrebbero formare oggetto dell'etologia, importa tener conto d'un processo ereditario più diretto, immediato, quello familiare, che é qualche cosa di diverso, non solo una parte, del processo ereditario della specie. Inutile aggiungere che ciò è poi indispensabile per la psicopatologia, che si trova di fronte a fatti più individuah, più concreti, meno agevolmente riducibili a schemi tipici. Ora considerando le passioni in sé stesse e attraverso il processo ereditario famiKare (oichigenesi) possono farsi tre osservazioni. Nello svolgersi d'una diatesi familiare impressiona l'alternarsi delle manifestazioni schiettamente degenerative con individualità passionali. Accenniamo ai risultati di nostre osservazioni, esposte, per altri fini, più largamente altrove. La degenerazione della famiglia Plantageneto comincia con individui, che son preda di passioni ereditate in parte dal capostipite Guglielmo (avarizia, dissolutezza, ambizione, accidia); un breve periodo di malinconia, nel terzogenito, Enrico I. Procede offrendo in una generazione medesima casi di passioni e casi di malattie dello spirito, tanto in individuahta diverse, quanto in un medesimo individuo, o alternando nello svolgersi del processo ereditario passioni con psicopatie. Sopratutto prevalgono personahtà con stati passionah variabili per contenuto. Ad Enrico II, in cui la degenerazione si eccentua senza dar luogo a forme chiaramente morbose, succede Giovanni senza Terra, imbecille morale, dissoluto, criminale, con accessi epilettici; Riccardo I, agitato da passioni diverse. Dei figh di Giovanni uno è caratterizzato dall'avarizia e dalla vanita ; Enrico III è debole, deficiente, collerico, e procrea figli deformi e morti precocemente. Da Edoardo I, di cui ben dieci nati muoiono bambini, discendono due deficienti, Edmondo ed Edoardo II. Il figlio, Edoardo IH, principe valoroso e intelligente, à un amore senile per Alice Perrers, dalla quale è così dominato da oscurare con debolezze continue la fama della sua gioventù. Nelle altre generazioni: Riccardo II, tisico, deficiente ; Enrico IV, epilettico, gelosissimo, ambizioso, allucinato ; Enrico VI, folle, imbecille; Edoardo IV, dissoluto, criminale; Riccardo III, foUe, morale, ambizioso, crudele, deforme, eroico ; Enrico VII, avaro, geloso ; Enrico VILE, criminale sino alla follia, geloso; Maria, crudele, malinconica; Elisabetta, avara, gelosa, che muore dopo due anni di malinconia con stupore. La stessa vicenda di passioni violente, sopratutto erotiche e di psicopatie, si trova nella famigha reale spagnuola; nella famigha Giuha; nei Medici; nella dinastia francese. Qualche altro caso tratto dalla storia di quest'ultima. A Luigi IX, allucinato, crudehssimo, e a Fihppo IH, valoroso e vendicativo, succede Fihppo IV, avaro come Carlo II, che vende sua figha " come fanno i corsar dell'altre schiave „, falso monetario. H nipote Fihppo IV ne segue gh esempi. La degenerazione ereditaria, che si manifesta neUa mancanza di vitahtà dei membri di questo ramo, si accentua con Carlo V, da cui discendono allucinati, persecutori (Carlo VI), malinconici (Carlo VII, Luigi XI), deficienti e deformi (Carlo VITE, Giovanna). Le passioni dominanti sono avarizia, ambizione, amore dei piaceri. 2. Vi sono stretti rapporti tra speciali malattie deUo spirito e speciali passioni, si che non solo esse si trasformano l'una nell'altra attraverso il processo ereditario deUa famiglia, ma nello stesso individuo. I casi nella letteratura psichiatrica sono molti. Ne riportiamo uno da noi raccolto. Prof. L. P, d'anni 29, geloso, sino a tentare il suicidio, trasferito ad Imola, diventa preda di idee persecutorie ed è ricoverato in un manicomio. Il padre era anch'egK cosi geloso, che pochi giorni dopo le nozze, per un improvviso sospetto, lasciò, durante un ballo, la giovine sposa, come per abbandonarla. La trasformazione della gelosia in mania persecutoria e malinconia è frequentissima ; né occorre illustrarla nell'individuo. Dell'avvicendarsi di essa con le forme malinconiche nel processo ereditario f amiKare, diamo un esempio, che ci sembra tipico, nella tavola annessa. E un caso specifico dell' alternanza generica di passioni e di malattie notata sopra, e insieme un interessante documento di eteromorfia ereditaria, logica, per dir cosi, comprensibile, non capricciosa, come per lo più apparisce nella storia delle famiglie nevrotiche. Un'osservazione della medesima natura abbiamo raccolta per l'avarizia. L'avv. B. G. (collaterali sani), sposa a 48 anni una vedova quasi ricca, di anni 57. La sua avarizia era proverbiale in G Entrato in possesso del patrimonio della moglie, con abili mene, pratica l'usura. Dopo qualche anno diventa cleptomane. Dal tribunale sottrae una volta una sedia, un'altra un vaso di fiori, che tenta di portar via, nascondendo sotto U soprabito. Si fu costretti di inviarlo in manicomio, dove è morto. 3. Le passioni non solo anno talvolta, quando specialmente sono contrastate, come esito una vera e propria malattia dello spirito, ma spesso sono segni prodromici di profonde alterazioni della personaKtà normale, quasi le prime oscOlazioni che la coscienza, spostata dal suo centro, à attorno allo stato morboso. Gli studi intomo alle cause della follia anno raccolte alcune significanti statistiche della nefasta efficacia delle passioni; ma non essendosi ben distinti i fatti emotivi da quelli passionali, esse non hanno per noi quel valore probativo, che a prima vista parrebbe che dovessero avere. D'altra parte le difficoltà di avere complete storie cliniche degh individui, e spesso la trascuranza dei raccoglitori, rendono scarsa la messe di prove, che noi crediamo dovrebbero essere abbondantissime. In ogni modo molti, e tra i primi il Maudsley e U Moreau, anno notato che fatti passionah segnano la fase d'incubazione di una malattia dello spirito ; anzi la scuola della Salpètrière attribuisce all'epilessia uno stadio nel suo sviluppo di atteggiamenti passionali. Si che v'è da pensare che quelle sorti di traumi psichici, che sono interpretati come cause di psicopatie, sono più tosto la fase iniziale del processo morboso. Le passioni su fondo erotico, la dissolutezza, la passione degli acquisti, delle costruzioni, delle speculazioni, la gelosia, precedono spesso la paralisi progressiva, la malinconìa, la mania. Prima che le tristi tenebre della follia avvolgano la coscienza, il carattere subisce delle alterazioni, le quali talvolta assumono appunto la fìsonomia di fatti passionali, emersi quasi dai bui fondi della vita psichica, dove li ratteneva il dominio di sé. Ed ecco prodigalità improvvise, sogni ambiziosi mai prima carezzati, piani di conquiste, che sorridono all'animo che vi si abbandona nella sicurezza della vittoria immediata, conversione maniaca delle proprie sostanze in beni immobili nella speranza di guadagni favolosi, impeti d' amore spesso abnormi... Sono le prime disgregazioni della personalità, che si sprofonda lentamente negh abissi della follia. Queste tre osservazioni conducono a un unico concetto, che stretti rapporti, ora generali, ora speciali, vi sono tra passioni e psicopatie. L'analisi intrinseca dei fatti paissionali lo riconferma. Non solo le passioni sono, come le psicopatie, alterazioni della personahtà ; non solo il loro meccanismo psicologico è affine a quello delle malattie dello spirito, ma v'è una corrispondenza di tendenze, di orientazione, di contenuto affettivo e rappresentativo tra speciah passioni e speciah forme morbose. Più volte abbiamo notato come tipica la somiglianza tra gelosia e mania persecutoria: il medesimo processo iniziale (sospetto), il medesimo svolgimento (persecuzione), le medesime reazioni (impulsi distruttivi). Nella gelosia v'è tutto il quadro del delirio persecutorio, ma con tinte più deboli, n contenuto del delirio è polarizzato in un gruppo distinto di rappresentazioni. Perfino la nostalgia, che è qualche cosa di più tormentoso e di più grave di quello che non si imaginino coloro, i .quali sono abituati a scorgere in essa il triste abbandono ai dolci ricordi, un ansioso rapimento dello spirito ai fantasmi di luoghi e persone care lontani, assume l'aspetto di una psicopatia persecutoria. Riproduciamo un caso, pubbhcato già da noi. V. G., studente, di anni 18; madre neurastenica. E nato e dimora in un paese molto infelice, sito in luogo poco ameno. Carattere anormale. Giovinetto ancora, abbandonò la famigha per seguire una donna da teatro: fu però subito ricondotto a casa. Ogni lontananza, anche breve, dal paese natale produce una vera rivoluzione nel suo spirito, si che è costretto a fare alla megho colà i suoi studi, pur essendovi*- a tre ore di ferrovia il capoluogo della Provincia con buoni istituti d'istruzione. Lontano, à tutta la fenomenologia estema della passione nostalgica. Deve essere scortato sempre dai suoi compaesani, perchè manifesta idee suicide. In ognuno che non sia del suo paese vede un nemico. Saluta umilmente tutti i suoi condiscepoK e le conoscenze che fa ; sospetta e teme impossibili persecuzioni. Intelligentissimo e discretamente studioso, quando si reca al capoluogo per dare gli esami perde, nel tormento dello spirito, le cognizioni acquisite e vive in uno stato di semicoscienza. Commette non poche stravaganze, informate alle idee persecutorie e nostalgiche come improvvise fughe al paese natale di cui poi à ricordo confuso e indeterminato. Tra i timori che più lo tormentano v'è quello che sua madre sia ammalata e muoia: parlanr done piange. Mi si dice che invece in paese abbia condotta normale. Le passioni coUezionistiche differiscono poco dalla cleptomania: l'impulso irresistibile al possesso dell'oggetto desiderato, la inutiUtà di alcune collezioni ravvicinano queste due forme. Né mancano casi in cui la mania coUezionistica spinga al furto. Qualche esempio si troverebbe nei casi del cosi detto crimine estetico. Cosi, per dirla in breve, l'ambizione ricorda la megalomania; l'odio la criminahtà; l'avaro assume spesso le parvenze d'un melanconico e di persona turbata da delirio di piccolezza; e l'amore rassomigha tanto ad una di quelle follie d'esaltazione, senza contomi nosologici precisi, che i cento pretesi fisiologi che r anno studiato, manifestano sempre il dubbio che noi ci troviamo innanzi a una forma morbosa. In conclusione i fatti passionali anno gli stessi caratteri delle psicopatie, ma attenuati, si che ci sembra di poter trarre due conseguenze sulla loro individualità morbosa. In sé stesse le passioni sono equivalenze psicopatiche. La concezione, imphcita nella teoria degli equivalenti epilettici (Samt, Lombroso), così feconda di risultati per la conoscenza di molti fatti morbosi, deve estendersi dal campo dell'epilessia a tutta la attività patologica dello spirito umano. È noto che gU equivalenti epilettici sono quei profondi disturbi della coscienza che, quasi preludio di un vero e proprio accesso, spesso lo sostituiscono senza che appaiano altri disordini motori, vasomotori, ecc. E una riduzione nella sfera psichica del quadro clinico dell'epilessia, quasi un' attenuazione dei fenomeni che questa presenta. Ora appunto le passioni sono per le psicopatie ciò che gli equivalenti epilettici sono per l' epilessia. Esse preludiano e sostituiscono, sia nell'individuo, sia nel processo ereditario, le classiche forme morbose; esse ne presentano i fenomeni attenuati e anno talvolta gK stessi esiti. La lacuna tra l'attività normale e quella morbosa dello spirito, colmata vagamente con confusi riferimenti a tipi pazzeschi, à cosi una soluzione precisa, e che risponde non solo alle recenti vedute sull'arbitrarietà di netti quadri clinici, chiusi nei sintomi classici delle varie forme morbose, ma ancora alla natura dello spirito umano, che à nella sua storia lente gradazioni di forme normali e di forme morbose. Lo stato passionale può dunque, secondo noi, considerarsi un equivalente psicopatico in doppio senso: generico, in quanto ogni passione preludia o sostituisce un qualsiasi stato psicopatico; specifico, in quanto determinate forme passionah, ad esempio la gelosia, preludiano e sostituiscono determinate forme psicopatiche, ad esempio la malinconia e la manìa di persecuzione. Le passioni, guardate nello svolgimento d'un processo ereditario, appariscono forme di passaggio, casi di eteromorfìa ereditaria. Noi abbiamo avuto altrove occasione di enunciare il nostro parere intomo alle trasformazioni che subiscono le forme morbose nel processo ereditario. Ci pare che il mito delle entità psichiche, perdurando, consapevolmente o no, anche neUe ricerche biologiche e psichiatriche,, abbia nello studio delTeredità prodotto un errore: la negazione della trasmissibilità delle malattie mentali, e un problema fondato su un'illusione: l'eteromorfismo. Gli avvenimenti psichici non sono oggetti, ma processi, formazioni comphcate, attuali, individuah. Le forme morbose parimenti sono manifestazioni, che si attuano in date individuaKtà alla stregua e in base alle varietà morfologiche di ciascuna persona. Come tah non si ereditano : quel che si trasmette è al più una serie di disposizioni psicofisiche, dalle quaK esse emergono, assumendo per contingenze attuah, individuah, una determinata fisonomia psicopàtologica. Dato questo concetto, in armonia con le recenti interpretazioni dell' ereditarietà patologica, la similarità delle forme trasmesse diventa un caso, e la metamorfosi la logica e naturale espressione che deve assumere una diatesi nervosa quando diventa un avvenimento individuale. In tal senso noi diciamo le passioni forme di passaggio o trasformazioni ereditarie di un processo degenerativo. Esse, come tutti gK avvenimenti psichici, sono deviazioni di una personaUtà, la quale resta il termine di ragguagho per intenderne la formazione e lo sviluppo; ma presuppongono una somma di dati morfologici e di disposizioni psicofisiche ereditate e tali, che possono volta a volta provocare un processo psicopatico o un processo passionale, come suo surrogato. Cosi intesa la natura morbosa delle passioni, è implicitamente delineato il posto che esse debbono occupare tra le manifestazioni normah e anormah dello spirito. Da una parte distìnte per una serie di caratteri dagh ordinari processi psichici, dall'altra distinte dalle psicopatie, di cui appariscono forme prodromiche o attenuate, equivalenti che le sostìtuiscono, esse occupano il vasto campo intermedio tra la sanità e la follia. L'aUenazione mentale, sia considerata nella varietà infinita di forme che riveste tra gli uomini, sia considerata nel suo sviluppo individuale, apparisce una deviazione lenta, insensibile, ricca di sfumature difficilmente notabih, dallo stato sano. Il normale e l'anormale sono come un binario, di cui lo sguardo distingue le due parallele sino ad lai certo punto, al di là del quale queste par si confondano in una linea sola. Questa zona grigia, indistinta, fu notata dai psichiatri e battezzata con nomi diversi: è la zona media del Maudsley, quella degli ereditari del Morel, dei tipi misti del Moreau, dei cerebrali del Laségue, dei psicastenici del Benedikt, delle costituzioni psicopatiche dello Schiile, dei mattoidi del Lombroso, dei degenerati in generale ; zona che raccoghe grandezze e miserie, dalla quale sbocciano talvolta i fiori del male e i fiori più belli dell'attività umana, eroi, santi, criminah, genii. Il MorseUi enumera alquante categorie di tipi che vi appartengono: insufficienti (imbeciUi), incompleti (criminaloidi), irrogolari (mattoidi), instabili (isteriche e neurastenici), incoerenti, irreflessivi, impulsivi, e poi ancora i distratti, i fantastici, gh spostati, i pervertiti, gh eccentrici, gli abuhci, gU apatici, ecc. E nota che la enumerazione potrebbe allungarsi, sì che noi vedremmo passarci davanti tutte le disposizioni illogiche dell'inteUigenza, tutte le perversioni del sentimento, tutte le tendenze antisociah delle voKzioni, tutte le eccentricità del carattere, tutte le bizzarrie della condotta, che la proteifonjae individuahtà umana ci può presentare. E il campo più suggestivo e più fecondo per la psicologia e per la psicopatologia. Queste forme intermedie, che discoprono il meccanismo della personalità, senza distruggerla, che offrono alterazioni di singoli processi su un fondo indistinto di morbosità diffusa, danno tutti i benefizi riconosciuti al metodo patologico senza gli inconvenienti da qualche psicologo notati. Eppure, tranne la classica opera del Moreau, e a parte gli studi su casi speciali, come i mattoidi del Lombroso, i mostruosi del Venturi, ecc., nessuna concezione sintetica à tentato l'arduo compito di determinare, ordinare, illustrare questa grigia zona dell'attività umana. Non tenteremo di sostituire all'elenco del Morselli una classificazione che ordini in gruppi la varietà indeterminata di queste manifestazioni intermedie. Osserviamo che, messe da parte quelle che presentano una deficienza di attività, come gli apatici, gli accidiosi, i distratti, i deboli, i suggestivi e così via, nelle altre anno gran parte e importanza notevole i fatti passionali, siano essi neUa forma specifica di passioni a contomi netti (gelosia, amore, ecc.), siano nella forma generica di stati passionah mute voh per contenuto affettivo e conoscitivo. Le passioni ci sembrano per ciò stati della personaUtà caratteristici deUa zona intermedia e atti, più che altri, a farci conoscere la fase di passaggio dell'attività psichica normale in quella morbosa, e indirettamente a proiettare gran luce sulla conoscenza della psiche sana e delle psicopatie. Poiché nelle passioni, mentre si accentuano alcuni caratteri della normale personalità e si rende più agevole lo studio di questa, si profilano le prime linee delle psicopatie, in modo che si può meglio secondare il giusto criterio della ricerca moderna, la quale considera le forme morbose come turbamenti dell'intera personahtà, comprensibili a pieno quando si scorgano i legami che li congiungono insensibilmente allo stato sano. tristezza, alcune passive, altre attive. Lo Spi noza fa derivare per mezzo dell'associazione, I dell'immaginazione, della simpatia, tutte le passioni dal desiderio, dalla gioia, dalla tristezza. \ Con Kant abbiamo una classificazione, la quale non solo esclude i fatti emotivi, ma tralascia di assumere come criterio distintivo l'oggetto delle passioni. Esse, dice Kant, debbono essere classificate, non in quanto agli obbietti del desiderio, ma in quanto al principio dell'uso e dell'abuso, che gU uomini fanno della loro persona e della loro libertà „. Le divide in naturah, che riguardano la libertà e la sessuahtà, e di cultura (ambizione, avarizia, dominazione); ardenti le prime, fredde le seconde. H Lélut ne fa parecchie distinzioni: corporah e spirituah, dolorose e hete, calme e 1 >dbi la tri ito bert, Descuret), pur partendo da criteri più accettabili, non colgono i caratteri fondamentali delle passioni. Queste sono bene singolari gruppi di rappresentazioni e di sentimenti, diversi per tono e per significato, come l'amore, il fanatismo, l'ambizione, la gelosia, l'odio, ecc. ; ma quel che più importa è la forma di personalità su cui esse s'adergono, come indici o come specializzazioni rappresentative e affettive di processi più profondi e fondamentali. E in una classificazione bisognerebbe tener conto non di ciò che è un esponente o un episodio, non delle singole passioni, ma dello stato passionale, e vedere se di questo vi sono più forme e quaU. La classificazione del Ribot, che potrebbe ravvicinarsi a quella del Kant, merita migUore accogUenza delle altre, ma non è soddisfacente. L'intensità è carattere certo importante, ma non proprio, né principale; quindi non può essere elevato a dignità di criterio di una classificazione. Noi siamo convinti che questa deve essere corollario di una più profonda conoscenza del temperamento e del carattere, una conseguenza della classificazione dei diversi tipi di personaUtà ; per ciò di là da venire. Come tentativo provvisorio ci pare che si potrebbe ordinarle, tenendo conto di due fatti: il rapporto che le passioni anno con la personalità normale, di cui sono deviazioni o alterazioni, e ÌI carattere psicofìsico di càascheduna. Tenendo presente il primo, a norma delle osservazioni fatte, avremmo tre classi distinte: 1" Passioni^ per dir così, costituzionali, le quali non anno il carattere d'un trauma psichico, non nascono in una fase di sviluppo della personalità, ma ne sono l'espressione originaria; esempio: l'ambizione, l'avarizia, l'invidia. Sono le passioni pili temperate, più croniche. 2" Passioni antagonistiche, le quali presentano il carattere d'una deviazione o alterazione del carattere normale, e lo conservano lungo tutto LI loro decorso. Esse non distruggono la personaUtà j : promanano; si sovrappongono ad essa, nano quel conflitto classico di sentiche è sembrato il carattere proprio itati passionah. Esempio; l'amore, la le del giuoco. 3" Passioni sostitutive, li, dopo un periodo d'incubazione e di dominano senza contrasti la coscienza La personalità preesistente è da esse ::to sostituita, se non distrutta. Sono le passioni più cieche, più irresistibili, e quelle più vicine alle vere psicopatie, io: il fanatismo, l'odio, la gelosia.Come abbiamo fatto osservare iimanzi, le passioni facilmente passano daUa fase di contrasto a quella di dominio assoluto; si che alcune del secondo gruppo possono anche appartenere al terzo. A noi pare che a preferenza di un ordinamento, che le distingua e le divida nettamente per tipi rappresentativi e affettivi, importi una classificazione che, tenendo conto del loro carattere fondamentale, cioè dell' essere espressioni della personalità, indichi più tosto il raggio della loro influenza su di questa, alla stregua del processo dissolutivo, per cui, alienandola dalla normalità, la ravvicinano alle malattie dello spirito. Ognuna di queste classi va poi suddivisa, in base ai caratteri psicofisiologici delle passioni, in tre gruppi: A) Passioni espansive; sono quelle che imphcano un inclinazione positiva, con colorito affettivo predomiaante gaio, e che anno per carattere V attività. Esse ricordano le manie e i dehri d'esaltazione. Esempio : ambizione, amore, fanatismo. B) Passioni depressive ; sono quelle, che per lo più implicano un'avversione, con colorito affettivo predominante triste, e che non anno ordinariamente una forza espansiva.Ricordano la malinconia. Esempio: avarizia, nostalgia, odio. Passioni miste; sono quelle che consistono in un continuo avvicendarsi di stati di depressione e di esaltazione. Questo carattere, che non manca nei due gruppi precedenti, è qui più accentuato e forma la fisonomia psichica della passione. Esempio: invidia, passione del giuoco, gelosia. La ricerca della responsabilità nel campo giuridico, quando le passioni anno un esito criminale, deve essere in parte fatta in rapporto alla classificazione ora data. L'attuale periodo di transizione tra i vecchi concetti giuridici, non scalzati e sovente imbastarditi dalla rinnovellata coscienza scientifica, e i nuovi orizzonti del diritto, che danno alla responsabilità una base nuova, iudipendente dalla valutazione etica, derivata dalla temibUità del dehnquente e daUa sua adattabilità, diversa secondo le circostanze speciali dell'individuo, dell'atto compiuto e della società in cui vive (Ferri, Garofalo, Lombroso, Colajanni), danno luogo a una contraddizione. E cioè spesso si giudica irresponsabile il delinquente, ad esempio, in cui è visibile anche per i profani la follia morale, che è temibUissimo e inadattabile all'ambiente sociale, e si condanna il delinquente per passione, meno pericoloso e quasi sempre correggibUe ; e inviando il primo tutt' al più in un manicomio comune (i manicomi criminali può dirsi non esistEino) e il secondo in carcere, che conserva ancora gli odiosi caratteri di un luogo di vendetta e di pena, si fìnisee col colpire più gravemente chi à minori caratteri d'antisocialità. Anzitutto occorre fare una distinzione. Tranne il Severi, che distingue tre classi di delinquenti (emozionali, passionali, aUenati o nati) gli altri confondono in un sol gruppo, con il nome di delinquenti passionali, coloro che sono spinti al dehtto da un'emozione improvvisa e transitoria, e coloro nei quah il delitto è l'episodio finale e quasi sempre la conclusione d'uno stato passionale. Certo, considerando solo il momento del delitto, par non vi sia differenza tra chi uccide o ferisce in un impeto d'ira e chi uccide o ferisce in un impeto di gelosia, poiché la passione esplode in un atto criminoso durante e per effetto d'un'emozione. Ma la fisionomia psicologica e il significato sociale dei du" dehtti è diverso. I delinquenti emotivi e i delinquenti paf sionali anno bene in comune i caratteri de servati dal Lombroso {Uomo delinquente, II, 204), dal Ferri {Sociologia criminale^ 240) e da altri: la mancanza delle stimmate criminali, l'onestà dell'animo, l'esagerata affettività, il pentimento immediato e sincero, la sproporzione tra il delitto e la causa, e così via. Però accanto a questa affinità, quale differenza nel loro dinamismo psichico e nel loro valore sociale ! La criminalità emotiva è un raptus^ senza preparazione cosciente, improvvisa, rapida; la criminalità passionale è l'esito d'un processo lento di alterazione della personalità, è un atto, talvolta preparato con la parvenza di volizione libera, sempre effetto d'una accumulazione incessante di motivi subcoscienti e spesso illusori. Non v'è un ragionamento puramente emozionale; o l'emozione à una logica istintiva, quasi una attività teleologica fissata dall'eredità (Tarde), o tutt'al più una parvenza di ragionamento rapido, embrionale, fatto d'un gruppo di idee e consistente in una costruzione immaginativa (Ribot). V'è invece un ragionamento passionale, importa poco ora se falso, contradditorio, fondato su illusioni. Ciò distingue la fisonomia psichica di chi delinque stimolato da un'emozione (ira, paura), la quale rompe momentaneamente l'equihbrio affettivo, e di chi, assillato dal martoro d'un dubbio geloso o incalzato dalla disperazione d'un abbandono, orienta poco la volta ranimo verso il delitto, che si perpetra, quando un impeto emotivo fa da scintilla, che produce l'esplosione d'una mina. In breve, un fatto emotivo può agire su una personalità normale, in modo da spingerla al delitto, la cui causaUtà si esaurisce nell'emozione provocatrice; abbiamo il delitto emozionale. Può agire su una personalità dominata daUa passione; allora l'emozione è solo la causa occasionale del delitto provocato, la cui preparazione è nel processo psicopatologico della passione: abbiamo il delitto, passionale. Inoltre: la passione si esaurisce in quella scarica antisociale che è il delitto, compie con essa il suo ciclo evolutivo, come può compierlo con il suicidio, con una malattia, con una psicopatia. Una recidiva criminale è inconcepibile, né la statistica ne dà esempi, poiché la personalità umana é capace d'una sola passione, che raggiunga tale massimo di violenza. Quindi, tranne il caso in cui il dehtto rimanga incompiuto o la passione sia piuttosto il pretesto aU'esplicazione di tendenze criminose, il dehnquente passionale cessa d'essere temibile con l'atto che chiude il ciclo del processo passionale. Il rimorso, il pentimento, le conversioni radicali, osservate dagli studiosi nei rei per passione, provano questa rapida riadattabilità loro all'ambiente sociale. Non così avviene per il delinquente emozionale. Se il delitto non è proporzionato aUa causa — valutata anche in base ai principi etici della società in cui quello si perpetra fa sospettare un temperamento emotivo, incline alle improvvise rotture dell' equilibrio psichico, capace di ricadere in .nuove violenze e per ciò più temibile. Qui i mezzi riparatori non sono sufficienti a tutela della società; occorrono i mezzi repressivi, temporanei, a tempo indeterminato. Un'altra ragione di minore temibLlità del delinquente passionale è riposta nel rapporto di dipendenza, già notato, della passione da speciali gruppi rappresentativi. Questa è legata al suo obbietto cosi, che non ne esiste indipendentemente. Il geloso è geloso d’una determinata persona e non d’altre. Si che, mentre un impeto emozionale, ad esempio l'ira, travolge seco anche persone ed oggetti che non dovrebbero esservi connessi (s’è irati con tutti), la passione colpisce oggetti o persone determinate. L'esilio è garanzia sufficiente per un tentativo di defitto passionale; non sarebbe sufficiente nel caso d'un delinquente emozionale. Trovandoci poi innanzi a un delitto per passione, occorre ancora procedere a un'altra distinzione: può trattarsi d'un caso di criminalità, per cui la passione è solo una causa determinante; può trattarsi d'un caso, in cui cooperano insieme la passione e una psico-patia o un disordine momentaneo, che agisce come fattore supplementare; può trattarsi infine del delitto passionale vero e proprio. La reazione sociale deve essere diversa nei tre casi; diversa anche nel terzo, a seconda che la criminalità passionale prorompe d’una passione antagonistica, o sostitutiva, o costituzionale, poiché il grado di responsabihtà è diverso, essendo diverso il grado di dissoluzione della personalità, diverso il grado d’adattabihtà, diversa la fisonomia psichica. Da così complesse e difficUi distinzioni deve concludersi che occorre sempre, nel delitto passionale, l'analisi e il giudizio dell'uomo di scienza. Né l'impressionismo psicologico, né una formula a priori, antropologica o giuridica, né il buon senso d'un'accozzaglia fortuita di gente spesso non nata pei pensare, possono risolvere il problema deUi responsabilità d'un individuo, che si dibal dolorando nella zona grigia, dove non splendi la luce della coscienza sana, né sono ancor scese le tenebre della follia. piccbibl.dj scieu.mod. Fi^'BOCCRED. Piccola Biblioteea di Seieoze Jloderae Klscuitl volnmi In-ia L Zuom-Biuioo. Im «lato. Svrl di MtrouomlK L. afiO a n n . BooTBloro tooretiBo^pnrtioa-CB'^di- dlfaHl'M'aMva'iiHÉàuM.'— ' Óoà lìcùia XJK) «.Bnai. ArU e ItaUd. Attorno »U'ItaU»preiaUniM. CooUniTS> B B. BouTTi. Twlvlà 41 MbHb MuBla. - OoD flniraLoHBXOM. n yrcUoHs «alla ralleltà KOMMO. IToatlBl « Mm «al «oibbbI.•ualilB . Kjpmi. JL» J ottri^a aeaB*BU«ba 41 C Mmrx— (Sequeitrato) FiATL Is «tr'fr— n '. l '. U. Buoni Buuoo. S«l nvwi 4el hU ifiO la. Taoiui. n MilatlalM •«ara* BU. JnuoB. Irfi BlaaiHttaB « l'arte !««•. — Con finua U. BarOLLL Pa>«k* al awiti MMaiii • ABHlae T 8,60 10. QMrruL K* cevaal aaalala 4al ftaonieBo aalaatuiaw . afiU IB. Tboobj D'Amu. lA Butrlut naataiapa r a a tai — OoD DO Bg. •Da Saboth. x aacal >eDb LioT EvAn. VMsa prataacara la vita B li. SnurtoBSLLo. Dapa la naarl • B V. IiUU»^m>. lAdElHilaa aella vita «BaUdlaa».Oon llgiin > IL ILuM. IbaMara «slaalUeka > B,GO Si. AjfToam. I rFaemm 41 I^aakrMa OoD flnua S^CO W. Turno. la MaHa 4*1 >l«i— SÌO Tmii li maniirlMnatn ritaratlT» U SE. Dai. I« vHTlalaal 4el tamira B K. TuMUL Ka Tlrt* •aatemponUHa i S 6(L Db Bobbio. ••Arte - BL BioOKiBi. la TtsUaau Islaalaa 4e^ alUautl. Oon Binro >Zoooou. Te4erlea BB. LoRU. n e^rttaUBBia e la Hnaaia • h^U 87. OraoKB. Dal Sreel narirla B& OiOOinn. IM #ii e i ' i» e la paee ael moKdo aaUaa i BfiO TUanra. Diritti e «arari «ella «nUe» B «X Sbbbl Im palcba k«I (iBaaiaeiil 4cUa vita don figure . . > ifio 41. ^XvLB. la vita a la eaaalaBia. Con flpiT* B ta. Baooiowi. Sai rasa* 4al prafiuaa.— Con fignis S^ MI. &TBArroBBLLO. Il prasreM* 4ella eieaaa U. llirrTn.u. la 'TrlpalltaBlik—Con una carta IB. MlBTBBIJBB. «.HOLU. I«K i7. Tiocuo. la B. QRtin Au:Ea. la Tlta «alla piante.Con flgnn O. Zau K . fa.ilA.TBa. I neatleU B la (Olla OonSgwa 4ell* «pirite pa e la Aula.Cim figim CO. Habvagk. Ii'mmmum del Crirtlanfwlw L. Jamsi. «U MmOI della ! (9» edisioiM) .B40GEOHI. D»U'al«talml» ali» ehimiea,Con iigQxe .Gappbllbtti. Ia l«n(«ada Napaleaalea. ~ Oon Agore 68. Mach, am^umi delle ifariwiil Ti>Ti*ifnA. O m a é. CMaCa. don figure &^ AvDKBaoH. Iln«éllls«iua della folla HiouoH. Iia rica ael mari.Ckm Agore . CoflTA. n Baddba 70. SouBBTx. Iie oriolai del mél«khraauMi 71. BROTrxBio. Per la Spirlttaoia Clodd. Starla deU'AIflàbeta. Ckm figoxe Bkl Luiroo. Claeiiie e Héladiala 74. Furor. Iia lUoMlla della laaseTlià 75. AzjPFi e CoiLuiDuooi. Ia Uqaefludaae del sas e dell'i Fbacxubolx. Ii'lrraalanale aella leMeraiara, Oonr. I^ meecaaUma della vita LsYi. l>ellMo e pena aél penalero del Oreel . Bkl Gibbo. Fra le «alate della Starla YxAczL Paleolecla del mmaà 8L Sbboi. BTOloBlaae amaaa iadlTldoaie < Clodd. VaesAO prlaUtlTa.Con Agore BALDwnr. li' lateniseaBa . Gafpbli«vxtl Ia rlTdoslaae 86. LoMBBOSO. Iia rlta del bamblal. — Goii Agore -86. Emkbboh. Vomlal rappreeeatatlTl MoxBxufl. laferlarltà meatale della daaaa GuMPLOWXCZ. 11 eoneetto eoeloloslea della Stato Agbxsti. Ia lUoeolla aella letteratora moderaa LoMBBOSO. I TaatacBl della deseaerasloae. Gon Agore PBGBABn. Iie lUoBloBl ottlelte. Gon Agore MoBASflO. lA aaoTa anaa (I<a auMelilaa) MavosB. I<o stato soelalteta GAinESTBon. CHI amori desìi aalmall. Gon Agore BizzATTx. IHdla pietra flloeofUo al radio.Gon Agore Gabltlx. PawMito e preeeate Gouorar. D Teatro del popoli 98. BizKABBi. lA iMMe flalea del audo 90. Gapfellxtti. Storie e leggende 100. Glodd. Storia della firgert— e. Gon Agore ZAHOTn-BKABOO. Astrologia ed aetronoaida lOB. Hall. H snolo lOB. Babatta. Gnrioeità Tlaeiame. Gon Agore Fbaccabou. Ia «aeetlone della «enola Eyavs. Iiao-tee e U libro della via e della Tirtdi Glodd. Miti e aogal Lababca. D papato Villa. 1/ ideolltiMO moderao Fahoiulli. Ii'iadlTidBo aei saoi rapporti soeiall DncLAUx. Igieae SocialeBavizza. Peieologia della lingua Glodd. Fiabe e illoeolla primitiTa 118. Oappbllvtti. PriaeipeaM e graadi KicxroBO. Fona e ricebeani ne. Bbitda. Iie paartOBi BOMAVO. I<a peieologia pedagogiea MB. I Tolomi di qoesta serie esistono pore elegantemente legati in tela oon fregi artistioi, oon «laa Ura d'aomento sol presso indicato. Antonio Renda. Renda. Keywords: High Church. Speranza, “Grice e Renda”. Renda.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Renier: la ragione conversazionale e l’implicatura – filosofia veneta -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Treviso). Filosofo italiano. Treviso, Veneto. Essential Italian philosopher. Studia in Camerino, Urbino, ed Ancona, a Bologna, sotto CARDUCCI, Torino, e Firenze, sotto BARTOLI. Insegna a Torino. Fonda il “Giornale storico della litteratura e la filosofia italiana”, «profonden dovi, negli studi particolari, nelle rassegne, negli annunci analitici e in un ricchissimo notiziario, un vero inesauribile tesoro di cultura, di notizie, di rilievi. Cura importanti edizioni critiche e monografie. I suoi saggi critici spaziano attraverso tutta la letteratura e la filosofia italiana. “Il tipo estetico della donna nel medio evo” (Ancona, Morelli); Isabella d'Este Gonzaga” (Roma, Vercellini); “Mantova e Urbino” (Torino, Roux); “La cultura e le relazioni letterarie d'Isabella d'Este Gonzaga (Torino, Loescher); “Svaghi critici” (Bari, Laterza); Luzio, La coltura e le relazioni letterarie di Isabella d'Este Gonzaga, Sylvestre Bonnard. Vendittis, Letteratura italiana. I critici, Milano, Marzorati, Renda, Operti, Dizionario storico della letteratura italiana (Torino, Paravia); Letteratura italiana. Gli Autori, Torino, Einaudi. Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. SVAGHI CRITICI. CENNI SULL'OSO DELL'ANTICO GERGO FURBESCO Tuttociò senza che vi siano se non pochissime tracce si 1 1 Flamini, Studi ili «torta letter. Hai. e straniera, Livorno, im. A c. r. Vedi Zardo, Petrarca e i Carraresi, Milano. In quest'ultimo luogo Zardo afferma che le terzine, da lui non riferite perché non ne inleseil senso, sono forse scritte in lingua furbesca. Neri ha la cortesia d'inviarmene una esatta trascrizione, che mi convince non esservi alcuna frase veramente gergale. (3i Si consulti la lettera del rimpianto Milanesi da me edita nella prefazione alla mia versione del Slnduy, Br. [Mini (ij Sono parole di Borgognoni nella Rassegna settimanaie, cure di vero gergo furbesco; come una parte delle rime del Burchiello e dei Burchielleschi. Per qupl che ho potuto veder io, tanto nel caso di Burchiello quanto dei Burchielleschi, la cosa più difficile è decidere quanta parte della loro poesia è veramente senza senno e rientri in quel giuoco di spirito, che ha una storia ben lunga e (convien confessarlo) poco edificante, per cui non si dice nulla facendo le viste di dir qualche cosa. Ma in questa poesia alla burchia, da cui il barbiere di Calimala trasse il suo soprannome, I critici, veramente, credettero di ravvisarvelo, e già Fujjia vi trova ? A parer mio, la parte che vi ha il furbesco non è molta. Vedi il sonetto invettiva contro un ignoto poeta, che dal celebre ms. Magi. trasse Spinelli, Poeaie inedite di Galeotto del Carretto, Savona Ivi calcagni compagni e truccare e cerre mani sono sincere parole furbesche, ed altre forse se ne ravviserebbero, se il testo non fosse guasto. L'invettiva acerba richiama l'uso del gergo, come può persino scorgersi nei sonetti scambiati fra Dante e Forese, sebbene di furbesco deciso là non sia il caso di parlare. Bossi, che ha il merito d'illustrare quel notevolissimo documento storico e letterario, mise insieme anche un elenco delle parole di gergo usate dallo Strazzòla. Vedilo nel Oiorn. stor. Quello £ gergo veneto della più bell'acqua. Uno spoglio della nostra poesia giocosa e delle commedie antiche darebbe, a questo proposito, frutti eccellenti. Il Lii-hi nel Malmantile, II, 5 fa che un suo personaggio fin 12 censi sull'uso dell'antico gergo furbesco continuato del gergo, vale a dire dai componimenti gergali da capo a fondo. E di questi (quando se ne eccettui Pulci, la cui produzione furbesca rimane pressoché ignota), fu forse il primo Brocardo a dare esempio, conseguendovi una certa celebrità attestata dalle parole di Villani. Per questa parte Brocardo terrebbe fra noi il posto che occupa rispetto all'uso letterario del gergo francese Villon. tosi baro vada chiedendo un po1 di bene per Sant'Alto Sani'Allo è designazione notissima di Dio nel parlare furbesco. Lastri nel luogo sopra menzionato dell' Osservatore fiorentino cita un passo delle Storie fiorentinede] Varchi ove è detto: « Appariscono più lettere, non in cifra, ma in gergo, ad uso di lingua furfantina, molto strano. Gitakixi termina con una battuta furbesca la se. X dell'Atto III della sua Idropica. Vi occorrono note parole di gergo come contrapunto, cordovano, sbasire, lenza, fratengo, cosco, monello, canzonare, grimo. Vedi l' ediz. veronese. Il cui giudizio fu, senza citarne l'autore, ripetuto dal Crescimbeni e poi dal Del Furia, in Alti Accad. Crusca, ove scrisse che Brocardo fu l'inventore della lingua gerga o furbesca . Su questo ingegnosissimo scapigliato criminnlp del sec. XV è ora da vedere il bel libretto di G. Paris, Francois Villon, Paris, 1901. Le sei ballate in gergo, che sono veramente sue, e le cinque altre d'un ms. di Stocolma, che gli furono attribuite, costituiscono il più antico patrimonio gergale francese. Quell'antico materiale fu studiato senza troppo metodo, ma con informazione larghissima da A. Vrrr nel volume notevole Le jargon du X V siècle, Paris, 1884, che ho consultato più volte con profitto. Ma di capitale importanza pel gergo del Villjy^e per gli altri documenti scritti nel furbesco francese è il libro di L. Schòne, Le jargon et jobelin de Francois Villon sitivi du jargon au thèàtre, Paris, 1888. Ben altrimenti che in Italia fu studiato in Francia Vargot, del quale si compiacquero anche i romanzieri moderni (V. Hugo, Sue, Ad attestarci la facilità ch'egli aveva a scrivere in gergo sta una delle tre lettere alla cortigiana Manetta Mirtilla; quella che il Brocardo le diresse da Padova, dove studiava leggi. In essa lettera sono due periodi furbeschi, che riferisco ed interpreto. Sono fatte le vacationi nello Studio, et io fornirò il libro et lo vi mandaró tanto più con ordine et meglio scritto, quanto più vorrò mostrarvi che non è fede pari alla mia, non restando però dall'esservi quel inimico che io vi sono, dannosa rubuina, che se mi rifondo un lustro alla bolla della lenza, ve la martinerò coi merli che non potrete più amarezar contro, di Simon. Se contrapontizatt in amaro col cornifico, che farete coi tjaii di vostrisef Gli dovete ammartinare et carpir la perpetua dal fusto con quelle cerette fratenghe, le quali Versione. lingua diabolica, che se mi reco un giorno a Venezia, ve la trafiggerò con i denti, che non potrete più ingiuriarmi. Se voi mormorate del fratello, che farete con gli amanti vostri? Li dovete pugnalare e strappar loro l'anima dal corpo con quelle buone manine, le quali con le ginocchia in terra bacio di tutta anima. Rai zac, Zola), che ne lardellarono talvolta certi loro libri. La Bildiographie raisonnée de l'argot et de la langue verte en Frnnce du XV (in XX siede di E. Yve-Plessis, Paris, comprende ben 865 numeri!! DeìVargot moderno parigino, che è in continua evoluzione, si hanno parecchi dizionari. Per quel che spetta al gergo francese più antico, é pur sempre prezioso e fondamentale il volume di Fr. Michel, Eludei de philologie comparie sur l'argot, Paris. Cfr. ÌIazzuchelu, Scrittori. con le seste alla calcosa morfisco di tutta perpetua. Volea tornare al nostro parlare, ina come si dice che chi sta furfante tre eli soli, mai più non può lasciare quella vita, coni chi comincia a scrivere cella loro lingua, da virtù furfantesca sforzato, convien, se ben nonvolesse, finire in quella. Vostrodeno, dunque, rifonderà breviosa per breviosa, se sbasirete così per lo cornifico, come il carni fico per vostrise. Del quale vi potrà poi dannezzar l'osmo rifonditor di questa. Vostrise rifonda morfa et morfa, per nome del cornifico, a l'osino della bolla dei tuferi, cornifico et inazo mio fratengo, et a tutti i gali di vostrodeno Rifondo stanga al burlante et ri morfisco tutta da chietina a calchi. Di vostrise, maza sant'alta Ant. Brocardo cornifico et falconissimo con cera comprante viole. V. S., dunque, risponderà con una lettera a questa lettera, se morrete cosi pel fratello, come il fratello per voi. Del quale potrà poi informarvi l'uomo latore di questa. Voi date bocca e bocca, per nome del fratello, all'uomo di Vicenza, fratello e signore mio ottimo, e a tutti gli amanti di V. S. Do stanga all'uscio (idest finisco) e vi bacio tutta da capo a piedi. Di voi, divina signora, Ant. Brocardo fratello e servitorissimo, con mano fuggevole (*). Vedi Lettere volgari di diversi nobilinsimi homini ecc., race, da P. Alamijj^^ L. II, p. ili e anche la Xuova scelta di lettere race, da ±S. Pino, p. 336. Cfr. pure Cian nel Oiorn. degli eruditi e curiosi. La mia interpretazione coincide quasi interamente con quella che diede V. Eossi a p. 30 «. del libretto del Vitaliani, che citerò tra breve e che fu edito quando questi miei cenni erano già stesi. In questo gergo furfantesco veneto avrebbe il Brocardo, secondo Alessandro Zanco, scritto un Capitolo in rima, e probabilmente non quello solo, se in questo genere di composizioni egli si guadagnò reputazione siffatta, da esser creduto l'inventore di quel linguaggio. Nulla sinora sape vasi della produzione letteraria furbesca del Brocardo; ma io credo di non ingannarmi supponendo ch'essa ci sia in parte conservata da un codicetto anonimo cinquecentista, già posseduto dal marchese 6. Campori, ed ora depositato all'Estense. Sono già passati molti anni che il rimpianto marchese, con la liberalità eccezionale ond'era dotato, accondiscese al mio desiderio di avere in prestito quel codicetto ('), sicché io ebbi agio di ricopiarmelo tutto. E un zibaldoncino di 55 carte, evidentemente dovuto ad un dilettante di poesia furbesca, che potrebbe anche essere il Brocardo medesimo. Le prime 26 carte sono occupate da uno spoglio copioso di parole e frasi gergali, ad alcune delle quali è messa accanto la spiegazione, il che accade pure in un altro elenco finale, che empie fi) Xe rinvenni dapprima notizia nel Catalogo dei mss. Campori compilato da E. Vaxdwi. Il nostro codicetto ha il n. 425 nella Appendice I, Modena. Noto la nomenclatura dei vari dragoni, cioè « dottori e quella interessante, e solo in parte nota, delle Mie, cioè • città ». la questa parte è pure svelato il segreto dei nomi da intendere quello ha il compagno quando si gio« cha alle carte », vale a dire il frasario convenzionale dei bari. 16 censi sull'oso dell'antico gergo furbesco le carte 52-55 del ras. Nel mezzo sono scritte parecchie poesie (vale a dire due capitoli o ternari, trenta sonetti ed una stanza) tutte d'una stessa mano, ma alcune scritte accuratamente, altre affrettatamente. Le cancellature e correzioni della mano medesima mostrano che il codicetto è autografo e che almeno alcune di quelle rime sono fattura della persona stessa che quivi le scrisse. Certamente questo ras., dal quale forse mi avverrà di trarre in seguito altre comunicazioni, è d'interesse capitale per chi voglia studiare il furbesco del nostro Cinquecento. La ragione per cui inclino ad attribuirlo al Brocardo non sta solo nella coincidenza perfetta di questo gergo con quello che il Brocardo usò nella riferita lettera, nè solo nella fama ch'egli ebbe di maestro nel linguaggio furfantino, ma anche in un altro fatto che mi pare significante. Tutti sanno che l'episodio capitale della vita del Brocardo sta nella sua ribellione alla dittatura letteraria di Pietro Bembo, ribellione che produsse un vero scandalo, che tirò addosso all'infelice giovine le ire di molti, fra cui quelle di Pietro Aretino, e che forse contribuì al suo spegnersi immaturo. Quivi è una lunga e interessante lista di rase iUUi furbi, cioè dei diversi inganni dei vagabondi, nelle loro espressioni di gergo, ed inoltre ijriomi furbeschi di molti santi. Per questo episodio vedi Mazzuchki.i.i, II, IV, 219; Vmoiu, F. Berni, Firenze; V. Ci an, Decennio, pagine 178-183; C. Bertaxi. Pietro Aretino e le sue opere, Sondrio. Come accennai, erano già scritte queste mie pa Il chiasso fu tale, che in Padova si formarono due fazioni: quella dei Brocardiani e quella degli anti-Brocardiani ('). Le ire dovettero sfogarsi particolarmente in versi, e si deplora che di quei versi ben pochi siano giunti a noi (2). Quelli atroci con cui l'Aretino da vasi vanto d'aver ammazzato il Brocardo, non li conosciamo: nè si conoscevan finora le risposte con cui certo non mancò di dargli addosso il Brocardo (3). Quale cosa più probabile che in quelle invettive il giovine poeta usasse il gergo, che gli era famigliare e che all'invettiva particolarmente riusciva acconcio? Il modo con cui Bernardo Tasso, in una lettera all'Aretino, cercò scusare l'amico suo d'uno di quei sonetti non esclude davvero ch'essi fossero scritti in una lingua incomprensibile (*). Ora, nel codicetto Campori esistono per lo meno due sonetti diretti contro l'Aretino, nè è detto che non ve ne sia qualche altro in cui non appaia il nome di lui e che pur lo abbiano in mira. gine quando comparve il libretto di D. Vitaliahi su Antonio Brorardo, Lonigo, 1902, ove i fatti sono estesamente narrati ed esaminati. Cfr. Ciak. Vedi Vitamani, Op. cit., pp. 99-100. Il sonetto del ms. della Marciana, che si dice essere stato scritto dal Brocardo contro l'Aretino (v. Vitaliani, pp. 42-44), è certo minima parte di quella diatriba velenosa. Dice il Tasso che quel sonetto « fra Taltre cose, non • s'intende che si voglia dire; e par più tosto fatto contra una puttana • (Lettere scritte a Pietro Aretino, ed. Landoni. Doveva essere ben oscuro, se era possibile un dubbio siffatto! Ecco i sonetti, che sono oscurissimi, volutamente oscuri: La ludovica calca vii baceone masca che il eapuan Pietro Aretino, con il suo canzonar vago e. divino, l'altrui fama imbrunisca da Marone. Amor per che il cavato e ver dragone d'ogni osmo di campagnapellegrino fratengamente travaglia e il lodesino al sfoglioso di .grandi s'il rippone. Però di salso lui canzona e frappa di maggi loi ch'hanno già smarrita la calca d'ogni virtude et fatti goi. Acciò ch'a più fratenga et onta vita ritracchi ognun, li loffiosi suoi errori imbianca con la mista unita Pietro Aretin, che la tua serpentina Sant'Alto l'ha riffosa in si furore per il qual speglia e tartisse ogni signore che contra lor non trucchi alla marina. Fratenga sorte bella e pellegrina che mancando in amor et in ardore in alto sbigni si ch'a grande onore di cavi liniator sei posto in cima. A vostriso si riffonde dell'albume d'ogni fiorita cerra nella bolla che batte la gran lenza a la marina. Ivi Simon il preggiato rosume spande al sono di fiori e poi per fola con guaschi cavi solazzi Pedrina (!). Il sonetto è irregolare nelle rime e ha parecchi versi che non tornano. Coi mezzi di cui dispongo se ne intendono bensì diverse parole e frasi, ma non il senso generale. Solo l'ultima terzina parmi sia da interpretare così: « Perchè « ognuno ritorni a vita più^dfona e bella, [l'Autore] con l'unita « lettera scopre la nefandità degli errori di lui [Aretino] » Mi è chiara solo la prima terzina: A voi si dà del « denaro da ogni bella mano nella città che batte la gran ; Lii presenza di questi due sonetti, che possono offrire un saggio del più puro furbesco vèneto, rende assai verosimile, a me sembra, che al Brocardo appartenga, in tutto od in parte, la raccoltimi del ìus. Campori. Nella quale raccoltina ricompaiono pure la stanza, il capitolo in lode del contrappunto o parlar furbesco (l), ed i quattro sonetti, che sono stampati in fondo al Modo novo da intendere la lingua serga (2): tutti componimenti che non ri d'acqua a la marina ». Non si creda che il vocabolo Pedrina, con cui il sonetto si chiude, accenni a Perina Riccia, una delle amanti dell'Aretino a Venezia. Se è vero che nel 1537 essa avesse soli 14 anni (cfr. Bertasìi), non poteva il Brocardo alludere a lei nel '31. Inoltre v'è la frase furbesca satirizzar Pedrina, che vale « darsi buon tempo ». Essa ricorre in un altro sonetto del codice Campori : Et se in la rasa sguazzare Pedrina ». (1) Contrappunto dice « farsetto • nel gergo del Pulci e lingua nel gergo veneto. Il passaggio ideologico è il medesimo per cui i Sardi chiamano il gergo cobertanza. Due di quei sonetti passarono anche nei cit. Studii sulle lingue furbesche del Biondelli, a pp. 169-70. Riferisco la stanza correggendone gli errori con l'aiuto del codice; Chi tuoI far l'arte del buon calcagnante attenda, che monel vi farà cima. Vostriso il tappo anelle e le tirante, il basto sodo e gualdi nella lima. Se tu vuoi aste a morrizar raspante, riffbndi il talian a qualche grìitia. Sul burchio truccarsi per la calcosa e avrai sempre gonfiata la sfoiosa. Interpreterei cosi : « Stia attento eh*" vuol fare l'arte del buon compagnone, che lo farò diventar perfetto. Bucati (?) siano • il vostro mantello e le brache; la giubba sucida; pidocchi « nel! a camicia. Se vuoi denari per mangiar capponi, dà l'e sca (?) a qualche vecchia. -Tu n'andrai a cavallo per la terra « e avrai sempre piena la borsa salgono all'autore di quell'antico lessico, perchè il lessico non serve ad intenderli compiutamente, e perchè l'editore vi lasciò correre molti errori manifesti, che nel ms. Campori sono. Quindi la raccolta del codice Campori è anteriore alla edizione principe rarissima del Modo novo, che. è del 1549. Quel libretto, che ci rappresenta la lingua dei hianti e dei pitocchi nell'Italia superiore (') fu Bitinte, come ci insegna la Crusca, vale vagabondo, « che • va intorno birboneggiando e cercando di truffare il pros« simo » . Questi pericolosi individui, nelle loro numerose suddivisioni in mendicanti, mercenari, cerretani, ladri, merciaioli ambulanti, avventurieri, scrocconi, ecc., che popolarono in Francia le corti dei miracoli, si costituirono in Parigi, fin dal Quattrocento, in una corporazione avente la sua gerarchia, i suoi statuti, la sua lingua. Vedi pp. 3 sgg. dell'Op. cit. di A. Vitu, e l'articolo di Fh. Micukl nel I voi. dell'opera Le mot/en-age et la renaissance, ove alle categorie dei vagabondi francesi sono accostate quelle dei vagabondi italiani, quali furono noverate da Raffaele Frianoro. Questo Frianoro è pseudonimo del padre Giacinto de' Nobili, romano, che nel lò!)4 fu ascritto ai domenicani di Viterbo e dettò varie opere di religione e riguardanti la storia del suo ordine (cfr. QukriF-EcHAKD, Script, ord. praedicatorum, II, 408). Per trastullo egli pubblicò nel 1621, col pseudonimo di Frianoro, un libretto dal titolo II vagabondo, ovvero Sferza de' bianti e vagabondi, che ebbe varie edizioni antiche ed una moderna, procurata da Alessandro Torri in Pisa pel Capurro nel 1W28, con le false indicazioni « Italia, F. Didot =• e col titolo di Trattato dei bianti. Vedi per la bibliografia Passalo, Xovell. Hai. in prosa -, I, 392 sgg. e le aggiunte di A. Tkssieu nel Oiom. degli ermi, e curiosi, li, 555 sgg. Sono trentaquattro le categorie di vagabondi che il Xobili registra, esemplificandone con acconcie novellette le gesta. Quivi talora essi parlano con qualche termine del loro misterioso linguaggio, e persino alcuni dei loro nomi ritraggono dal gergo: p. es. morghigeri da Morgana « campana ristampato molte volte (4) ed è finora il principale, quantunque defieentissimo, strumento che ci sia concesso per intendere, alla peggio o alla meglio, l'antico gergo furbesco italiano (*). Intorno a quel primo nucleo si potranno raggruppare molti altri vocaboli da chi sappia convenienteniente trar partito dal codice tto Cam pori e dai e ruffiti, bruciati, da ruffa « fuoco ». Interessante è ciò che scrive di codesti furfanti T. Garzoni ne] disc. 72 della sua l'iazza universale, ove riferisce anche parole del loro gergo, evidentemente dedotte, insieme con la prima quartina d'un sonetto furbesco, dal Modo novo. Vedil'ediz. citata della Piazza, Venezia, 1592, a pp. 582 e 584. (li Del Modo novo, dal 1549 in poi, si ebbero una quindicina di edizioni, tutte oggi rare. Si possono vedere annoverate dal Biicket, Manuel, 111,1784 e dal Pitrè, Bibliografia delle tradiz. popolari, Torino-Palermo, 1894, pp. 172-73. Il piccolo lessico, come dice un sonetto proemiale, fu fatto con lo scopo pratico di far intendere ai galantuomini, per loro difesa, il gergo dei birbanti. Il Modo novo fu dal Torri accodato, con ottimo pensiero, all'ediz. pisana del Trattalo dei bianti, ed è questa la ristampa meno difficile a trovarsi, sebbene il libretto sia stato tirato a soli '250 esemplari. Con poche aggiunte, tutte da qualche testo furbesco, il Modo novo ritorna, in forma più rigorosamente alfabetica, negli Studii sulle lingue furbesche di B. Biondelli e nel menzionato volume di Elude» sur l'argot di Fu. Michel, app. 425 sgg. L'Ascoli, Studii critici, I, 102 n. menziona come cose diverse dal Modo novo suddetto due pubblicazioni di Pietro e Giov. Maria Sabio, che i bibliografi registrano, il Vocalmlario della lingua zerga, Venezia, 1556 e il Libro zergo de interpretare la lingua zerga, Venezia, 15G5. Io cercai indarno di vedere questi due libretti, che non esistono neppure nella Marciana. Il Michel pure, che li cita a p. 424, non credo li abbia veduti. Ilo un fiero dubbio che siano, sott'altro titolo, ristampe del Modo novo, e in questo dubbio mi conferma anche una not3 sgg. Sul gergo dei pastori del Bergamasco si trattenne re 28 cenni sull'uso dellUnttco gergo FURBESCO e criminalisti ('). Prescindendo dall'enorme varietà della terminologia oscena, che si rinnova e si arricchisce di continuo molti termini del plicate volte, in speciali memorie, A. Tirabosciu, che tornò ad occuparsene in appendice a] suo Vocabolario bergamasco. Un saggio di gergo torinese fu messo insieme da A. Vihiglio nell1 opuscolo Come si parla a Torino, Torino, 1897, pp. 38 sgg. Un elenco di vocabili furbeschi palermitani si trova nell'opera del Pitrè, Usi e costumi siciliani, II, 319-36. Per altre piccole raccolte vedi la Bibliografia del Pitrè. stesso ed anche K. Sachs nel Literaturblatt far gemi, und roman. Pliilotogie, XX, 414. (1) Alcuni fra i contributi dei criminalisti, sebbene non abbiano scopo filologico, sono preziosi. Pei gerghi della bassa mafia e della camorra, vedasi il Pitrè, Op. ci/, e Archivio di psichiatria, 111,448-50; X. 271-76: XXI. 9b-101.Per quello toscano, Ardi, cit., XI, 220; per quello romano, Xicufuro e Sighele, La mala vita a Roma, Torino, 1898 passim, ma specialm. 107-72; per quello piemontese, oltre il cit. Viriglio, Ardi., Vili, 125130; per quello veneto, Ardi., I, 204-12. Il Soranzo ed il Pitrè registrano un Vocabolario dei gerghi veneziani più oscuri di L. Pasto, Venezia, 1803. ma a me non riuscì di averlo fra mani. Questi ed altri materiali pone a profitto, con osservazioni non tutte inutili, C. Lombroso, nell'ultima ediz. dell' Uomo delinquente*, I, 531 sgg. 11 libro di A. Xicefoko, // gergo nei normali, nei degenerati e nei criminali, Torino 1897, mantiene assai meno di quel che il titolo prometta e gli studiosi del furbesco italiano avranno ben poco da apprendervi. (2j Nel linguaggio erotico le parole di gergo passano spesso nella lingua o viceversa. Vedasi la ricchezza delle denominazioni date alle meretrici secondo gli scrittori napoletani dal sec. XV al XVII in S. Di Giacomo. La prostituzione in Napoli nei sec. XV-XV1I, Napoli, 1899, pp. £H>-97. Più d'una volta il Lombroso ha ripetuto dal Dufodr, Histoire de la prostitution, che nella lingua erotica francese del sec. XVI l'atto venereo aveva 300 sinonimi, le parti sessuali 400, le prostitute 103. Nel furbesco torinese recentissimo, p. es., dice « prostituta » anche bicicletta, forse per analogia con pietà (bicia) che ha il medesimo senso. gergo antico ricompaiono tali e quali nelle parlate moderne dei truffatori e dei ladri ('), e vi sono voci gergali che riescono a penetrare nei dialetti e a farsi accogliere persino nella lingua letteraria ("'). Chi consideri questo, vedrà age Lenza, lima, maggio, perpetua, dragone, ecc. sono ancor vivi e comunissimi in varie parlate furbesche d'Italia, nel si-nso stesso che avevano nel Cinquecento. Cosi pure i prouomi mascherati, come mamma per « io » (nel gergo antico mia madre io •, tua madre * tu », accanto a simone, monello ecc. per io »; vostriso, vostrodeno ecc.). Cfr. Lombroso, Op. cit., I, 542-43 e 550. Lustro dice giorno » nel gergo veneto odierno; Instic nel piemontese. Del gergo piemontese è pure calcusana per « terra >, l'antico calcosa; magruna per morte », l'antica magra; sfóióse per « carte >; riaro pungent per aceto », antico chiaro vino » ; viprósa per « lingua , analogo all'ant. serpentina (Ardi, di psirhialria, Vili, 125 sgg.). E a Firenze oggi pure è detto in furbesco ridarò il vino », Itnxa l'« acqua », raspanti i « polli », fangose le « scarpe »; a Torino fangóse ecc. (Arch. cit., XI, 220). Un giuoco di carte fatto per ingannare i gonzi è ancora detto dai bari trucco delle sfogliose » (..IrcA. cit., XIX, 874). In Valsoana si usa hriina per notte »; chiarir per « bere »; romene per « bastone », ant. ramengo ; rUf per fuoco » ; barar per « guardare », ant. Ixdcare, ed il bellissimo marconar per maritarsi », che risponde agli antichi marca « donna » e quindi meretrice » e marcane « rumano ». La mala vita di Roma conosce tuttora I ih iosa per « prigione » ; sgrondare per « rubare », ant. grand/re, e grane-io « ladro »; bianchetto « argento » analogo all'ant. albume; forntica soldato »; grimo « vecchio » ecc. Invece il furbesco dei manosi e quello dei camorristi non presentano alcuna somiglianza col gergo antico. Vedi in proposito l'arguto, ma in qualche parte paradossale, articolo di F. Brcxktiéhk, De la deformation de la languc par l'argot, in Heiuc de* deux mondes, voi. 47, 1881. pp. -134 sgg. Nulla di simile s'è fatto per l'Italia e converrebbe tentarlo. Cito solo qualche esempio. 11 veneto odierno ha sbasir per « svenire » e sbasto nei vari significati che registra il Boerio: il che richiama lo sbasire « morire » del volmente che lo studio del gergo può divenire qualcosa più che una semplice ricerca di curiosità erudita. Nota aggiunta. — Comjjarso la prima volta nella Miscellanea- di studi critici in onore di Arturo Grraf, Bergamo, Istituto d'arti grafiche, 1908. Dopo uscito il mio studietto, comparve in Francia un dotto volume, che sarà d'ora innanzi il vero fondamento per ogni ulteriore ricerca sui linguaggi furbeschi d'un tempo, Lazark Saisean. L'argot ancien, Paris, Champion, 1907. Il Sainéan, straniero, profittò del mio scritto, sebbene lo riguardasse solo fino ad un certo punto; noi conobbe invece, o ne tacque, Dino Provenzal, italiano, che sui gerghi cittadini fece alcune considerazioncelle nel suo articolo 1 nuovi orizzonti del folklore, Bologna, 1906, pp. 25 sgg. gergo antico. Nel veneto occorre pure spessegar per « camminare in fretta », e parrebbe frequentativo di spcssar « andare », che è gergale, da cui il bello lustro sposante « oggi », quasi « giorno corrente » (cfr. Ardi, di psichiatria, I, '210). Pel volgo dell'Italia centrale marchese dice « mestruo », il che ci richiama al furbesco marca « donna». Su ciò cfr. marque nel Michel, Op. cit., p. 960. Gaia di Gherardo da Camino. Rammentate la chiesa di S. Nicolò a Treviso? Il superbo tempio dei padri predicatori, che maestosamente domina" i piccoli edifìci circostanti, s'erge grandioso, semplice ed elegante sugli svelti colonnati, che sopportano gli archi acuti, mentre dalle grandi finestre ogivali penetra eternamente giovine il sole, e gli ex voto frescati nel Trecento ridono nella gaiezza delle loro tinte dalle colonne e dalle pareti, ed a destra un colossale ti. Cristoforo, pure dipinto a fresco, guarda sempre ingenuo e stupito il piccolo Redentore che reca in ispalla. L'edifìcio, tra i più belli e puri del Veneto, è in gran parte dovuto alla munificenza di quel dotto e pio monaco, di cui in quest'anno Treviso s'appresta a celebrare il centenario della morte, Nicolò Boccasini domenicano, che per pochi mesi, in sugli albori del XIV secolo, portò la mitezza della sua santa anima sulla cattedra pontificale, succedendo col nome di Benedetto XI al fiero papa Caetani, e s'ebbe poi aureola di beato e presso i suoi concittadini tanta estimazione, che qualcuno di essi avrebbe augurato, a ricordo di lui, il nome di Benedetto XV all'attuale pontefice, pure trevisano. Grande venerazione nutrirono i signori da Camino per S. Nicolò. Il vecchio Guecello dei Caminesi di sotto, già nel 1272, quando l'attuale tempio non era ancor sorto, volle essere sepolto apud ecclesia m sancii Nicolai, la modesta chiesa di S. Nicolò, detta dei pescatori, che un giorno appartenne ai Domenicani; e con ogni verosimiglianza le sue ossa furono poi trasportate nella tomba che presso la porta maggiore del nuovo S. Nicolò ordinò fosse a sè costrutta il figliuolo di Guecello, Tolberto (1317). Là presso riposava ormai da sei anni la sua prima moglie, Gaia, figliuola di Gherardo da Camino, la nobilis, prndens et honesta domina Gaia, come la chiama il notaio che rogò il suo testamento nel castello di Portobuffolò il 14 agosto 1311, la quale aveva lasciato cinquecento lire di piccoli prò opera et laborerio della nuova chiesa. E nel mausoleo materno, posto a sinistra di chi usciva dal tempio (nel sec. XVIII se ne vedevano ancora gli avanzi), mentre la tomba di Tolberto era a destra, volle esser tumulata l'unica figlia nata da Gaia, la virtuosissima Chiara, che fu moglie al nobil conte Rambaldo Vili di Collalto e fece testamento il 7 settembre 1348. Presso la madre e la nonna dormi l'eterno sonno anche Ailice, una delle figliuole di Chiara, morta nel 1381. Queste ed altre cose molte largamente espone e documenta, in un recentissimo libro, Angelo Marchesan (l), il quale alle attestazioni recate Gaia da C'amino nei dorumenli trevisani, in Sanie e nei commentatori della Die. Commedia, Treviso, tip. Turazza. dall'antico storico della Marca trevigiana, il Verci ('), altre ne aggiunge dedotte da documenti sinora inediti, custoditi in depositi pubblici e privati. Non molto aggiungono i documenti nuovi a quello che di Gaia già si sapeva; ma invece sono preziosi per farci meglio conoscere le persone che furono a lei più strette di affinità, particolarmente il marito e la figlia. Gaia nacque, secondo le probabili congetture del Marchesan, fra il 1265 ed il 1270 dal magnanimo Gherardo e da Chiara della Torre. Siccome questa mori solo nel 1299, passò Gaia la giovinezza sotto l'amorosa vigilanza materna, e la madre potè condurla all'altare, allorché verso il 1293 essa impalmò Tolberto dei Caminesi di sotto. Questi fu uomo di non comune autorità, prode nell'armi, accorto negoziatore. Va da sè che i documenti ufficiali non ci dicono se siano stati buoni i suoi rapporti con la moglie; ma il fatto che egli testò di voler esser sepolto non lungi da lei, morta nel 1311, non sembrerebbe certo indizio di malevolenza. Indubitato è poi l'affetto figliale tenerissimo di Chiara, la quale non solo dispose d'essere riposta nell'arca stessa di Gaia, ma in una sua figlia ne rinnovò il nome, e forse chiamò Gaia di Del Verci, per quel che concerne i Caminesi, s'era particolarmente giovato il Mawiiesan nell'altro utilissimo suo volume, che cosi bene illustra la storia più gloriosa di Treviso e che contiene assai più di quel che dica il titolo, L'università di Treviso nei secoli XIII e XIY, Treviso, 1892. Re .1 KB Svayhi Critici. pure una sua figlioccia, ed a suffragio dell'anima della madre destinò un legato a' poverelli nel suo testamento. Per quanto la pratica degli atti legali antichi ci premunisca dal dare loro un peso soverchio per quel che spetta alle condizioni intime dei personaggi a cui si riferiscono, e per quanto nel frasario e nelle disposizioni di quelli atti molto si debba alla convenzione inveterata, sta il fatto che il complesso dei numerosi documenti fatti conoscere dal Marchesati è tale da farci credere Gaia gentildonna esemplarmente intemerata, e che non si conosce pure un atto della sua breve vita onde sia lecito trarre qualche legittimo sospetto in contrario. O come va, dunque, che ormai nella critica dantesca predomina opposta sentenza ? Nella terza cornice del Purgatorio, quella fumosa degli iracondi, s'imbatte l'Alighieri in Marco Lombardo, che spiegatagli la funzione del libero arbitrio nelle operazioni umane, assorge da questa considerazione psicologica ed etica alla teoria politica, svolgendo il principio tanto caro a Dante delle due autorità necessarie al regolato consorzio umano, l'imperiale e la pontificia, operanti divise ma concordi; lamenta la degenerazione di quella larga zona della superiore Italia che francescamente chiamavasi Lombardia, e dice che tre soli vecchi ancor vivono, « in cui rampogna l'antica età la nuova », Corrado da Palazzo, il buon Gherardo, e Guido da Castello. Noti sono a Dante il bresciano Corrado ed il reggiano Guido; ma chi sia il buon Gherardo ùnge d'ignorare. E allora Marco a stupirsi di siffatta ignoranza ed a replicare: O tuo parlar m'inganna o e' mi tenta, chè, parlandomi tosco, Par che del buon Gherardo nulla senta. Per altro soprannome io noi conosco, s"io noi togliessi da sua figlia Gaia ('). Dopo quest'accenno, tronca il discorso bruscamente: « Dio sia con voi, che più non vegno vosco » . Ora, l'oscurità voluta di quest'accenno indusse i dantologi a lunghe discussioni; ma ormai i più autorevoli inclinano a ritenere che Marco, dopo aver così esaltato il vecchio Gherardo da Camino, abbia voluto pungere la degenerata figliuola tristamente celebre per la libertà de' suoi costumi. A non dilungarci in citazioni che riuscirebbero interminabili e uggiose, basti il dire che la scostumatezza di Gaia parve certa ad un filologo come il Rajna (*) e ad uno storico e dantista come il Del Lungo (3), e che ormai passò in giudicato nelle più pregiate opere di consultazione e di complesso come il Dante DicUonary del Toynbee fpp. 113 e 255) ed il Dante dello Zingarelli (p. 635). Sarà fuor di strada la maggiore e più autorevole parte dell'esegesi dantesca, rispetto al picei» Purgai., XVI, 136-140. iSI (fai-a da C'amino, in Arch. star, italiano, serie o», voi. IX . 103-104. Cfr. i>. lir>. GAIA DI GHERARDO DA CAMINO ricerca storica intorno ai fotti della sua patria ('), avendo rinvenuto nell'archivio notai-ile di Treviso un documento in cui Gaia è detta Goya Soprano, de Camino, suppose che a Dante non fosse ignoto quel secondo nome dato nel rogito alla contessa, e che quindi con la circonlocuzione di Marco il poeta venisse a chiamare Gherardo, oltreché buono, anche sovrano. L'ipotesi potrebbe quadrare se il secondo nome di soprano, ricorresse abitualmente nei documenti; ma la raccolta del Marchesan ci dimostra che ciò non avviene e che l'atto notarile fatto conoscere dal Bisca ro è un'eccezione. Di solito la contessa caminese è indicata senz'altro col nome di Gaia. Ma pur concedendo, e volentieri lo concedo, che l'Alighieri non sapesse punto esser quel nome (latinamente Caia) una specie d'anagramma di Atea ("), non è forse vero che Gaia molto si presta a foggiarne un soprannome? È questo uno di quei nomi significativi di donna che occorrono cosi di frequente presso i poeti dello stil nuora e la cui singolare ricorrenza fece pensare al sempre rimpianto Bartoli ch'essi avessero quasi il valore di quei senhals, con che i trovatori di Provenza artificiosamente celavano i nomi veri delle donne da loro amate in rima. E Dante aveva un gran gusto, da uomo medievale che era, d'arzigogolare sui nomi, come tutti sanno, e sui nomi di Gerolamo Bisc.aro, Dante e Gaia ciò Camino, nella Gazzetta di Treviso, fin. XV (1878), n. 282 CI) Vedi Ra.jna, Ardi, r.it, donna in ispecie. Quindi io non vedrei proprio difficoltà alcuna ad ammettere che abbia colpito nel vero il march. Domingo Fransoni, il quale levatosi fra i primi a difendere l'onore di Gaia (.'/, sostenne che il secondo soprannome appropriato dal Lombardo al vecchio Caminese fosse quello di gaio; opinione alla quale, senza sapere di chi 10 avea preceduto, mostrò di propendere anche 11 mio carissimo Novati (*). E si noti che la parola gaio ha nel linguaggio nostro antico una estensione di significato ben maggiore che nel moderno, forse per influenza di quella specie di camaleonte degli epiteti che fu il gay di lingua d'oc. Dal più comune senso di lieto, che è dantesco nel Farad. XV, 60 e XXVI, 102, si giunge a piacevole, a gentile, a nobilmente giocondo. Quest'ultimo significato è forse nel luogo nostro il più acconcio. E mestieri, infatti, tener fermo anzi tutto un principio, a parer mio, sicuro: Dante nel XVI del Purgatorio, deplorando la decadenza del valore e della cortesia, dicendo l'età sua divenuta selvaggia, non intende alludere propriamente ad una degenerazione etica, come non ha punto valore ristrettamente etico l'epiteto buono che accompagna il nome di Ghe (lj Lo scritto del Fransoni, rimasto generalmente ignoto a chi si occupò della questione nostra, è nel volume de' suoi Studi cari sulla Dio. Commedia, Firenze, 1887. Io pure lo avrei ignorato se non era il rinvio del prezioso catalogo americano del Kocli e poi il resoconto che ne diede il Marchesan, pp. 105 e sgg. Giornale storico della letteratura italiana, rardo da Camino. Buono per Dante ha senso ben più largo che buono pei' noi; tanto è vero che egli chiama buono, uè certo per ironia, il Barbarossa nel Pitrg., XVIII, 119 i,1). Rispetto al costume non fu buono Gherardo, del cui libertinaggio abbiamo indizi sicurissimi, certo non ignoti al poeto, che potè verificarli coi propri occhi a Treviso, quando vi andò (*), e Gherardo era vecchio e Rizzardo ormai camminava con la testa afta. Qualunque portata abbia la digressione dottrinale, di carattere psicologico e politico, che occupa tanta parte del Purgatorio XVI (3), è indubitabile che la bontà di Gherardo, come quella dei due vecchi suoi compagni, è bontà cavalleresca, è curialilas. Fu già da parecchi osservato che Dante fa qui parlare un uomo di corte, vale a dire uno di quei curiosi tipi, in cui il poeta sentiva qualcosa di sè medesimo, costretto per tanti anni a salire le altrui scale, uno di quei tipi che a seconda delle loro qualità personali potevano elevarsi dal basso mestiere del buffone all'altissimo del diplomatico; ma che tuttavia vivevano della magnanimità dei signori e dovevano quindi tenerla in altissimo conto, non meno di quel che facessero (1; Cfr. il volume Con Dante e per Dante, Milano, 1899, pp. 82-83. Basserjiaxn, Orme, trad. Gorra, pp. 437 e 447; Zixgareli.i, Dante, p. 204. Sul valore di questa digressione, vedasi l'opuscolo di M. Los aito, Xel terso rerchio ilei Purgatorio, Torino, i poeti girovaghi di Provenza (')• La perfetta curialitas equivaleva alla perfetta nobiltà, che secondo Egidio Romano (il cui De regimine principimi non fu ignoto all'Alighieri) consisteva in quatti'o virtù: la magnanimità, la magnificenza, V ingegnosa dolcezza, l'affabilità (*). Della nobiltà l'Alighieri parla a lungo, con molte e sottili distinzioni scolastiche nel trattato IV del Convivio, ed ivi cerca l'accordo fra la nobiltà del sangue e quella dell'animo. Ora è cosa notevolissima che in quel trattato appunto, nel cap. 14, egli invoca l'esempio di Gherardo, siccome quello d'uomo senza possibilità di contestazione tiobilissimo: « Pognamo che Gherardo « da Camino fosse stato nepote del più vile vil« lano che mai bevesse dal Sile o dal Cagnano, « e la obblivione ancora non fosse del suo avolo « venuta, chi sarà uso di dire che Gherardo da « Camino fosse vile uomo? e chi non parlerà « meco, dicendo quello essere stato nobile? Certo nullo, quanto vuole sia presuntuoso, perocché « egli fu, e ha sempre la sua memoria ». E però Vedi specialmente la felice indagine di F. Colagrusso, Gli uomini di corte nella Dio. Commedia, ove sulla cortesia del buon Gherardo sono osservazioni degne di nota. Studi di letteratura italiana, II, 51-55. f2) Sull'evoluzione del concetto di nobiltà nei tempi di Dante ai leggano le belle pagine di K. Vossler nel suo libretto or oia uscito in luce, Die philosophiachen Grundlagen ztim • aflsSUI Heidelberg. 1904, pp. 24 e sgg. Sulla parte che aveva l'amore in questo concetto della nobiltà cortese, vedasi Covati nel voi. Arte, scienza e fede ai giorni di Dante, Milano. a buon diritto Benvenuto cosi intende l'epiteto buono! « Hic fuit viitotus benignus, bumanus, « curialis, liberalis et amicus bonorum: ideo an * tonomastice dictus est bonus ». Le qualità cavalleresche sopra indicate il poeta riconosceva tutte nel degno signore trevisano, al cui palagio si recava ancora per antica simpatia, sebbene a motivo della vecchiaia non andasse più altrove, maestro Ferrarino, il gran conoscitore della poesia trobadorica ; e Gherardo ed i figliuoli suoi (fra cui Gaia) « li fasian grand « honor e'1 vesian voluntera e molt l'aquliau * ben e li donavan voluntera » (x). Ma a differenza dagli altri due vecchioni una prerogativa avea il Caminese che agli altri non era propria, la gaiezza, la giocondità. E per dir questo il poeta ricorre allo spediente ingegnoso di far rammentare la sua figliuola, la quale Gaia appunto chiamavasi, ed incline com'era (non meno del padre) alle « delegazioni amorose », chissà non rispondesse a ciò che un giullare del tempo scrisse delle concittadine di lei: De le donne da Treviso: queste soii cavalcareselie ; sempre con allegro vitto, tutte quante zentilesche: Su Ferrarino e sul svio famoso florilegio, recpiitemente edito, cfr. G. Bertoni nel Giorn. stor. della leti, italiana, XLII, 378 sgg. Vedi Casini, / trovatori nella Marca Trevigiana, in Propuynalore. lei liei balli e delle tresche limino ben ile saver fare, e poi san bea solazare con ognun gentil barone [}). irfliezza e giocondità codeste, che erano in piena relazione con la vita tradizionale nella Marca, tanto conforme ai gusti degli uomini di corte. Cosa notissima è infatti che segnatamente nel sec. XIII fu Treviso ricetto di bella e fresca coltura, teatro di feste amorose, di giostre, di tornei. Non è certo d'uopo di rammentare ai lettori colti la festa del castello d'amore, bizzarra, elegante, fastosa, di cui ci serba memoria il cronista Rolandino (2). Noi troviamo Trevigi nel cammino, che di chiare fontane tutta ride, e del piacer d'amor che quivi è fino, scrive l'autore del Ditt amondo (III, 2). Là sulle rive del limpido Sile parve che rivivessero in una primavera italica le tradizioni cavalleresche d'oltralpe, e insieme al canto dei trovatori echeggiarono le leggende classiche e carolingie nella * jojose marche del cortois trivixan >. Questo verso appartiene al poema franco-veneto della Entrée de Spagne, al quale poema, ed all'arguto (l) Versi editi da T. Casini nel Propugnatore del 1882 e rammentati, nel libro sull'università, dal Marchksax e poi anche dallo Zenatti. C2\ Per questo e per altri particolari della vita nella Marca, vedansi i capitoli 111 e IV della citata opera del Marchesa», L'università di Treviso. lai d'Aristote, che è una specie d'apoteosi della potenza d'amore, pare certo s'inspirasse un pittore venerando in certi suoi freschi preziosi della fine del dugento o del principio del trecento, che, scoperti in una casa privata di Treviso, furono nel 1902 allogati nel museo di quella città dal dotto e benemerito cittadino che risponde al nome di Luigi Bailo ('). Quelli affreschi, e gli altri ugualmente antichi di cui si conservano i resti nella loggia de' cavalieri, ove i nobili si accoglievano a sollazzo, ammirandovi ritratte le leggende di Troia, stanno a dimostrarci che nella terra de' Caminesi tutte le arti si davano la mano per render gioconda e raffinata la vita. * E ora ammainiamo le vele. Che Marco Lombardo, trattato male, a quanto sembra da Rizzardo da Camino, abbia potuto riguardare come una tentazione la dimanda di Dante rispetto al buon Gherardo, e non abbia voluto, per non abbandonarsi all'ira, biasimare nei figli di lui la natura parca che altrove (Farad., Vili, 82) Carlo Mai-fello lamenterà discesa in Roberto Angioino, il re da sermone, non è improbabile. Di ben altro che d'avarizia era Su quelli affreschi veramente notevolissimi abbiamo sinora solo una relazione del Bailo stesso e la nota di V. GiiEStwi negli Atti dell'Istituto veneto, tacciabile Rizzardo, ed il poeta infligge a lui In condanna in luogo più acconcio, e per altra bocca. L'intemerato e sdegnoso uomo di corte, invece, che deplora la degenerazione penetrata nei nobili della Marca, integra con la sua seconda designazione la prima. Gherardo non ha soltanto in sè tutte le doti della curialitas, per cui fu detto antonomasticamente buono; gli si può appropriare un altro soprannome, togliendolo da sua figlia Gaia, ed allora egli apparirà qual'è, non solamente generoso, liberale, arrendevole, affabile, ma anche giocondo, della bella ed artistica giocondità della sua patria. Nessun dato serio di fatto ci consente di credere che la gaiezza di Gaia (seppure ella fu gaia non solamente nel nome) abbia oltrepassato i limiti dell'onestà: tutti i documenti cospirano a farcela invece ritenere figliuola amorosa, moglie esemplare, madre teneramente amata; la cruda attestazione dell'Imolese più che con l'esagerato desiderio di contar fatterelli piccanti, di cui Benvenuto fu ghiottissimo, più che ad una amplificazione maligna del nome della gentil donna e della chiosa del Laneo, è forse dovuta ad un equivoco. Ma se anche qualcosa di vero vi fosse nella imputazione di « tota amorosa » inflitta a Gaia; se anche, nella giovinezza, i suoi costumi fossero stati alquanto leggieri, come certamente furono quelli del padre e quelli dei fratelli, non è il caso di credere che a ciò volesse accennare il poeta divino. Molto indulgente ei fu sempre ai peccati d'amore, massime in donna nobile e per altri Rfmrr Svaghi Critici i rispetti stimabile. L'altro requisito, che meglio serviva a caratterizzare Gherardo, era la giocondità. Nessun soprannome onorevole poteva venirgli da una figlia scostumata; ed il cognome della figlia era, in questo caso, quello del padre, sicché chi avesse ignorato l'uno non poteva ricever lume dall'altro. Nota aggiunta. — Nel Fmiftdla della Domenica, 24 gennaio 1904. L'opinione qui sostenuta, che Dante non volesse punto infamare Gaia, fu, dopo quest'articolo mio, patrocinata da L. Bailo nel Nuovo Archivio veneto, N. S., VII, P. II, pp. 433-38; da Luigi Colktti nello scritto Gaia e Rizzardo da Camino, Treviso, Zoppelli, 1904; da G-. B. Picotti in un articolo su Gaia da C'amino che si legge nel Giornale Dantesco, an. XII, quad 6°, e quindi nel volume / Caminesi e la loro signoria in Treviso, Livorno, Giusti, 1905; da Mario Cevolotto, Dante e la Marca trevigiana, Treviso, tip. Turazza, 1906; da F. Torraca in enti-ambe le edizioni del suo ottimo commento al poema dantesco; da A. Medix nella Ras», bibl. della Ietterai, italiana, XIII, '210-11. Invece ritornò all'antica credenza che Dante nominasse Gaia a vitupero Pio Eajsa nel Bullelt. della Società Dantesca italiana, X S., XI, 349 sgg. Egli non mi ha persuaso: ma d'un particolare di fatto conviene tener conto: che la sgualdrina caminese menzionata da Giovanni da Non non si chiamava Gaia (vedi le pp. 355-56 del Rajnaj. Ed un secondo particolare di fatto voglio richiamare. Secondo una dimostrazione inoppugnabile di M. Barbi nel citato Bullett., X. 8., XV, 213 sgg., il commento del cosidetto Talice da Eicoldone, che io fui il primo a studiare, mostrandone l'affinità con quello di Benvenuto, non è sostanzialmente altro che l'esposizione del poema fatta a Bologna da Benvenuto medesimo. Il Vànnozzo. Chi era costui? La domanda, da parte del pubblico anche non mediocremente colto, è davvero più giustificata di quella che rivolgeva a sè medesimo il più celebre dei curati a proposito d'un filosofo antico punto oscurissimo. Di Francesco di Vaunozzo non da molti nè da molto tempo si bisbiglia. E ben vero, che già nel 1825, Niccolò Tommaseo, con quel suo ingegno acuto, di pensatore edi artista, ravvisava l'importanza di certe rime politiche del Vannozzo edite per nozze dall'abate Andrea Coi e minuziosamente le commentava ('). È ben vero che dopo d'allora, attingendo a quel preziosissimo cimelio che è il codice n. 59 della biblioteca del Seminario di Padova, ove si conserva per intero il patrimonio poetico del rimatore spontaneo e bizzarro (2), parecchi eruditi fecero conoscere qualcosa di lui, massime il ghiNon pago di quello studio giovanile, tornava il Tommaseo sul Vaunozzo nel Dizionario d'estetica (1860), I, i'27 sgg. La tavola del codice è già nell1 Indire delle carte dì P. Bilan edizione il907). — Tal quale nella prima edizione, del 1898. Gescli. der ital. Liti., II (1888>, p. 80; nella traduzione. 2=> ediz., II, 1, 79. !p. 1G9). Sapeva di musica più che mediocremente; adattava a' suoi versi le melodie popolari ovvero quelle dei musicisti stranieri; sonava con maestria più d'uno strumento. Sciolte e gaie, tutte conteste d'allusioni mordaci e talora d'espressioni gergali, gli fluivano dalle labbia le rime. Al pati del suo più tardo confratello, il Pistoia, con cui ha vari punti di simiglianza, di tutto ciò che gli capitava sott' occhio faceva sonetti, canzoni, frottole. Souetti e canzoni, che dai motivi tradizionali burleschi, dalle movenze proprie ai buffoni, dalla satira personale sguaiata, assorgevano talora ad alti argomenti politici, s'ingentilivano in rime d'amore d'un petrarchismo cosi vivo e sano e sentito, quale poche altre volte al Trecento venne fatto d'udirne. Esemplari di ciò i due magnifici sonetti al giardino, uno dei quali, d'una freschezza mirabile, malgrado qualche lombardismo nella dizione, voglio riferire per saggio: Gaio e zentil zardino adorno e fresco, dove per suo piacer la Dea s'asconde, inclina verso me tue fresche fronde se per parlar un poco non t' incresco. Io sono il cor del tuo frate-I Francesco, quel che sì crudelmente Amor confonde; da te mi parto e non so veder donde, mia morte fuggo, in cui tanto m'adesco. Sol un rimedio trovo a la mia doglia, che, se '1 fie mai eh' a te costei si stenda, tu faccia lagrimar ciascuna foglia e gli arbor tutti mia rason difl'enda. Perfin ch'ella non è mossa de voglia i fiori e l'erba sta giudea riprenda, e s'ella vi domanda: « A che piangete? » ognun risponda: « Pietà non avete. » (') Il poeta, che sapeva trovare accenti così aristocraticamente soavi nella poesia d'amore; il poeta che con balda prosopopea faceva, inv ocare dalle città italiane il conte di Virtù a redentore d'Italia e con verace inspirazione accomiatava quella manatella di sonetti dicendo: Dunque correte insieme, o sparse rime, e gite predicando in ogni via che Italia ride e ch'è giunto il Messia; il poeta capace di questi e d'altri sentimenti gentili e generosi, come s'incanagliava talor nelle bettole e nei bordelli, attratto dalla follia del dado e dal fascino dei mali compagnoni e delle male femmine, cosi si sbizzarriva nelle frottole saltellanti e procaci, vere orgie poetiche. Una di quelle frottole, la frottola del mariazo, è una specie di farsa popolare in embrione, riflesso senza dubbio, come il Levi dimostra dottamente, d'altre consimili rappresentazioni profane, che per non esser state fissate con la scrittura il tempo c'invidiò. Strano, dunque, mutevole, randagio, questo Vannozzo; un po' cantampanca, un po' uomo di corte, un po' confidente di principi e gran signori; riproduzione, debitamente modificata in conformità alla temperie italiana, Seguo la lezione data dal Levi a p. 420, solo modificando l'interpunzione nelle terzine. Il sonetto fu molte volte stampato. E desideratissima l' edizione critica di tutte le poesie del Vannozzo, che il Levi ha già pronta. dell'antico giullare francese; senza speciale coltura, ma tutto spontaneità e brio, tutto vita, tutto arte non riflessa. In altri termini, un rappresentante sincero di quella scapigliatura, che all'età nostra critica piace tanto, perchè vi ravvisa riflesso più genuinamente il vario atteggiarsi dell'anima umana. Documenti rintracciati permettono al Levi di ricostituire la biografia del personaggio bizzarro, rispetto alla quale sinora s'era brancolato nel buio. Non veronese egli fu, nè trevigiano di Volpago, sì bene padovano, figlio a Giovanni di Bencivenne d'Arezzo, detto Vannozzo, fido cortigiaao di Francesco I da Carrara e da lui regalato d'una casa in Padova. Erano codesti Vannozzi, o Vannucci che dir si vogliano, telaroli toscani, di cui alcuni fecero quattrini, comprarono terre, divennero prestatori e banchieri. Non cosi il nostro Francesco, cui tormentava l'assillo della irrequietezza e fors' anche la tendenza a quell'onesta pigrizia che le Muse tanto volentieri consigliano. Egli fu povero in canna e della miseria sua ebbe a lamentarsi in rima più volte, piacevoleggiandovi sopra per meglio intenerire i potenti e stuzzicarne la vanagloria munifica. Per quanto ingegno e buona volontà ci abbia messo, non riusci al Levi di diradare del tutto quel tenebrore che avvolge le vicende del Vannozzo; tuttavia, mercè sua, parecchia luce è entrata là dove prima era buio pesto. Congettura plausibilmente il novello critico che sino al 1358 messer Francesco non si movcsse da Padova, ove era nato fra il '30 e il '40. Da Padova s'allontanò forse la prima volta nel 1363, ma la abbandonò solo nel '73, per motivi politici, caduto in disgrazia al Carrarese dominante. Dopo quel tempo si stabili a Verona presso gli Scaglieri; ma caduti gli Scaglieri nel 1387 e poco appresso anche i Carraresi, si volse a quella meta a cui sembrava che Fortuna avesse diretto la sua ruota, la corte di Milano. Fu composto intorno al 1389 quel canto con cui il conte di Virtù, Giangaleazzo Visconti, è invocato come messia d'Italia, e con esso si chiude il codice del Seminario ed il Vannozzo ammutolisce. Non è improbabile che poco appresso sia morto, chissà dove. Da Padova e da Verona fece frequenti escursioni a Venezia, a Ferrara, a Bologna. A Bologna, tra il 1377 e il 1378, gli saltò persino il ticchio di frequentare lo Studio; ma ben presto fu travolto dai bisogni aspri della vita e se ne ritrasse. Se lo si chiamò maestro, fu per l'arte dei suoni, in cui davvero si formò reputazione. A Bologna ebbe un processo, per violenze, la moglie del Vannozzo, Orsolina, una parmigiana, di cui non ci è rimasta se non quella traccia criminale, sebbene di criminalità non obbrobriosa, ma che pur sembra non facesse cattiva compagnia al rimatore girovago, perchè morta giovine egli la pianse in un sonetto alquanto rugginoso ma efficace. Stima il Levi non impossibile che il Vannozzo passasse qualche tempo, con Marsilio da Carrara, in Avignone e che in Francia si trattenesse, imparandovi la lingua del paese o desumendo dalla poesia e dalla musavi francesi elementi ohe trasferì nelle proprie. Pollando su d'un accenno ili certo sonetto di Antonio Del d'aio diretto al Vanuozzo [). "14*0, ritenne pure il Levi che questi siasi recato in Catalogna ed in Fiandra: ma a vero dire su tutti codesti viaggi fuori d'Italia avrei diverse, e non tutte spregevoli, ragioni da accampare. Comunque sia, che facesse un gran girare non è dubbio, ed il fatto ch'egli esercitò per qualche tempo la dura professione del corriere vale a persuadercelo più d'ogni altra cosa. Mentre i suoi famigliari, più pratici di lui. s'arricchivano col traffico, il povero poeta snodava le membra poco impedite dalla polpa e s'inzaccherava i calzari, con la borsetta a lato ed il bordone in mano, sotto pioggie e sotto nevi, ovvero s'impolverava dardeggiato dal solleone, sulle poco comode strade del tempo. E ben volentieri, talvolta, trattenevasi a conversare nelle osterie mal frequentate, ove non poteva resistere alla tentazione del dado, fatale ad altri poeti suoi contemporanei. E là e per le piazze, quand'era di umor lieto, buffoneggiava. Amato, per la vena faceta, per certa accortezza nativa, pel dono di verseggiatore e di musicista, dai signori, prestava loro servigi ora umili ora onorevoli. Che fosse addetto ai falconi, come il Levi sospetta per un momento, non v'è ragione plausibile che induca a crederlo: ma invece è certo che l'occasione lo trasmutò di corriere in soldato e che fu ferito ad una coscia. Vuole il Levi che ciò IL VAXNOZZO seguisse nel novembre del 1372. allorché alle l'rcntelle fu combattuta tr;i Padovani e Veneziani una battaglia. Così gli fu presto tronca la rarriera d'anniderò, che, forse, al suo inesaurihile talento d'avventure non ispiaeeva. E siccinui' nell'eccitabile fantasia di lui tutto prendeva vita e parola, ne vennero i piacevoli sonetti a dialo.no tra lui e la rem'lfu. cioè il giavellotto che l'avea colpito. Le peregri nazioni del Vannozzo, come misero alla prova l'infaticabile e non ordinaria abilità ili ricercatore del Levi, così gli concessero eli tracciare, con un bel gruzzolo di dati nuovi di t'alio, la storia politica e letteraria delle città in cui dimorò e delle quali son vestigia nell'opera sua. Questo praticò con estrema larghezza, che non è prolissità di parole, ma è, se cosi fosse dato esprimersi, prolissità di fatti. Peccato giovanile perdonabilissimo, di cui egli, con la seconda parte del titolo dato al libro, cercò di produrre anticipata giustificazione. Meniamogliela buona, giacché in vero questo studioso ci sa dire di gran cose anche recondite. La prima città in cui il Levi si trattiene è, naturalmente, Padova, ove il Vannozzo ebbe a goderò le poche gioie ed i non pochi travagli (iella giovinezza spensierata e pur melanconica. La città, suntuosa e sucida, i signori che vi dominavano in quel tempo, il palazzo carrarese, lo stato della coltura, la bella schiera di umanisti e di uomini di lettere che vi trassero, richiamati dalla presenza del Petrarca, gli uomini di corte e i giullari che vi bazzicavano, principe fra essi quel messer Dolcibene celebrato dal Sacchetti, tutto è qui rammentato, descritto, documentato. Balza fuori specialmente una figura pressoché nuova, quel Niccolò Beccari da Ferrara, fratello del poeta Antonio ('), che in gioventù era sceso nel purgatorio di San Patrizio, e poi fu precettore di Francesco Novello da Carrara, amico del Petrarca e famigliare di Carlo IV imperatore. A Ferrara il Vannozzo non si fermò a lungo: non gli piaceva la città allora meschina, senza nessuna, se ne togli la vetusta cattedrale, di quelle attrattive edilizie onde la ornarono i principi del Kinascimento ed in ispecie Ercole I: non gli piaceva l'aria bassa ed insalubre; non gli piacevan gli uomini, millantator pomposi e gran busardi, nei fatti vili e nel parlar gaiardi. La vita di corte allora v'era parsimoniosa: i signori, anzichenò grossi, più si dilettavano di giuochi d'armi e di buffoni che non di artisti e di letterati. Lo Studio solo nel 1891 divenne genefi) Su l'uno e su l'altro Beccari s'aggirerà una monografia del Levi che ormai si viene stampando. Questo lavoro sarà di grande interesse per le relazioni della coltura italiana con Carlo IV e i Boemi. ì ale. Tuttavia a Ferrara erano stati il Petrarca, Donato degli Albanzani, Benvenuto da Imola; e dei letterati che il Vannozzo potè conoscervi, o sicuramente vi conobbe, tiene il Levi lungo ragionamento. A Verona il Vannozzo era stato più volte ed aveva carteggiato in rima con l'oscuro rimatore Pier della Rocca, allorché lo chiamò a quella corte, a nome del Signore, l'umanista Antonio Del Gaio da Legnago. Colà fissò radici nel 1382, presso Antonio della Scala, bastardo fratricida, che ai piedi della bionda Samaritana da Polenta, di cui era pazzamente innamorato, profondeva ricchezze, circondando d'ogni maniera di sfarzo e d'ogni raffinatezza d'arte la donna godereccia e perversa. Colà vide, e segui rimando, il tramonto e la rovina della superba dominazione scaligera. Colà visse intensa vita d'intelletto coi dotti che vi soggiornavano, Gaspare Broaspini, Leonardo da Quinto, Taddeo del Branca, Guglielmo da Pastrengo e altri non pochi. Tra gli ufficiali della cancelleria scaligera ebbe amico Niccolò degli Scacchi; ma gli furono avversi quattro altri tra i quali i più noti sono Alberico da Marcellise e maestro Marzagaglia. Curiose novità ci sa dire il Levi di quelle battaglie a punta di penna, e non meno curioso è l'osservare come in Verona lo spontaneo bohémien padovano s'acconciasse alla moda favorita dal trattatista e rimatore Gidino da Sommacampagna e dietro il suo esempio si lambiccasse il cervello con gli acrostici, le poesie trilingui ed altri giocherelli eli sapor medievale, finché un bel giorno, infastidito, mandò al diavolo tutta quella zavorra. Assai interessante è quanto il Levi ci sa dire del Vannozzo a Venezia. Qui non la corte di un mecenate, ma la opulenta regina delle lagune, prodiga d'ogni maniera di sollazzi. I venturieri vi trovarono sempre il fatto loro, e non meno dei venturieri i poeti. Neil incantevole città il nostro rimatore immergevasi nei bagordi e nei giochi, frequentava gente gaia e senza scrupoli, ma al tempo stesso s'inebbriava di quella vita fulgida e satura d'arte, e osservava. Le sue frottole veneziane sono scritte durante la guerra di Chioggia; qualcuna, come quella lunghissima « Perdonime ciascun s'io parlo troppo >, che fu edita, e infelicemente, dal solo Grion, ha intento politico e si sviluppa talora con solennità epica dal saltellio usuale frottolesco; quella del mai-iaso invece è un quadro magnifico di costume. Il Levi è meraviglioso nella illustrazione di quei difficili componimenti e delle altre rime vaunozziane, che burlescamente o satiricamente rappresentano tipi veneziani allora noti quanto oggi oscurissimi. Il soggiorno del Vannozzo presso il conquistatore di Verona e di Padova, Giangaleazzo Visconti, al quale i poeti del tempo inneggiavano come a rivendicatore d'Italia (dovevano pure i poeti, due secoli dopo, ubbidire ad un miraggio non dissimile intorno a Carlo Emanuele I di Savoia), il soggiorno, ripeto, presso Giangaleazzo, offre occasione al Levi di rappresentare in un quadro ampio e finito la vita materiale ed intvllettuale sfoggiata, che in Milano si conduceva, non solo a' tempi del conte di Virtù, ma anche a quelli de' suoi antecessori immediati, Bernabò e Galeazzo. Con felice industria raccoglie e conserta il nuovo critico le molte notizie già note specialmente per le fruttuose ricerche del Nbvati e del Medin, e molto aggiunge di suo, e figure e figurine di gran signori, di umanisti, di letterati d'ogni genere fa spiccare su quello sfondo. Sfoggio grande d'erudizione senza dubbio intorno agli otto sonetti patriottici bene immaginati ed alla tediosa canzone morale, gli uni e l'altra al conte di Virtù, che il Vannozzo compose; ma sfoggio non vano. Segue nel libro lo studio interno, anzi intimo del verseggiatore. Osservatisi in esso elementi francesi, ma non tali, a parer mio, da esigere che il poeta li attingesse in Francia. La gran valle padana era tutta irrigata di costumanze e d'arte francesi; e non era mestieri varcare le Alpi per esserne imbevuti (';. Maggior peso hanno forse i riscontri musicali. Che, in teoria ed in pratica, abbiano '1.» Con la massima cautela voglionsi interpretare certi accenni a viaggi remoti, che occorrono nelle rime del VannoEzo. Questo dei viaggi, per lo più imaginari, è accenno tipico dei vanti giullareschi e se ne ha esempio celebre anche nel contrasto di Cielo d'Alcamo. per questa parte influito sul padovano il Machault ed il Deschamps, sembrami ben dimostrato; ma dubito se anche per la musica, in cui fu maestro, il Vannozzo dovesse proprio recarsi all'estero. Le nostre raccolte di liriche musicali hanno testi e melodie francesi in quantità, testi e melodie che durarono per secoli, e di cui, a traverso alle intavolature del Petrucci e d'Andrea Antico, s' hanno vestigi fin nel seicento. Ciò nondimeno le indagini che il Levi pratica intorno alle cognizioni musicali del Vannozzo sono una delle parti più belle e nuove del poderoso volume. Credo ch'egli colpisca nel segno allorché viene a concludere che il nome alquanto misterioso di ciciliana, dato a certi componimenti musicali, riguardasse la melodia più che la forma poetica. Le canzoni, le ballate, i rondelli che il Vannozzo avea (e pei' far ciò di recarsi in Francia con la persona non aveva proprio bisogno), egli le eseguiva su vari strumenti musicali, massime sul liuto e sull'arpa. Se veramente azzecca giusto il Levi in un suo ragionamento sottile quanto ardimentoso, il padovano nostro avrebbe anche inventato uno strumento da fiato, la calandra. Non meno fruttifero è l'insieme degli elementi popolari che il Vannozzo fece suoi con inesauribile franchezza di assimilazione. La tendenza giullaresca, che si sfoga in lui nel cinguettìo e scintillio della frottola, e nel tempo medesimo l'abito democratico conseguito per nascita e l'invigorito per elezione, lo indussero a trar molto della sua vitalità artistica dal popolo, ch'egli osservava ed amava, nonché dalla borghesia, ch'era popolo grasso. Echeggiano nelle sue rime varie leggende; fan capolino tipi comici che forse erano appartenuti ad un teatro popolare perduto per noi C1); variamente risuonano e talora riddano fragorosamente termini dialettali senza numero, specialmente veneziani e pavani, che mettono a dura prova le nostre cognizioni glottologiche; si fan sentire di tanto in tanto le note aspre e chioccie del gergo usato nelle taverne fra giuocatori arrabbiati, fra compagnoni alticci, fra scozzoni di scuderia, fra femmine allegre e sciolte; s'allarga e si scompone la cerimonia di rito nel gustosissimo mariazo. Accanto a tutto questo vive la tradizione letteraria, vive e frutta. Non è la tradizione classica, ma quella dei due maggiori toscani, saputi e ammirati anche nel nord dell'Italia, Dante e Petrarca. Quanto di Dante e quanto del Petrarca risuoni anche nelle poesie del Vannozzo è dal Levi benissimo dimostrato. Col Petrarca aveva il padovano comune l'origine aretina; erano contemporanei; s'amarono e poi per ragioni non chiare ruppero la loro amicizia. Avea famigliarità col Petrarca il padre del Vannozzo, e Xon ne] Vannozzo, ma in un imitatore di lui. posteriore di poco, Giovanni de Bonis, il Levi ha scovato un accenno a pulcinella, d'importanza straordinaria, perchè sconvolge tutte le ipotesi recenti sul]' origine di quella maschera. Vedi p. 381 nota. Bemer Svaghi Critici 5 6 del Camposanto pisano, le riproduzioni presenti rifuggono costantemente dalla banalità, che suol essere la malattia consueta degli illustratori da strapazzo. Più che all'arte si bada al carattere; e pel carattere sono notevoli le storie raffigurate in certi antichi cassoni nuziali e le figure desunte dal Tacuinum Sanitatis del Hofmuseum di Vienna e da quello non meno rilevante della Casanatense. Se in questa larga maniera di concepire e d'integrare la critica il maggior merito è del giovine e perspicace autore, conviene pure assegnarne qualche parte alle scuole onde è uscito, l'Università di Pavia, ove compì il corso normale, e l'Istituto superiore di Firenze, ove completò ed affinò la sua educazione scientifica. Era, in origine, questo volume, un capitoletto alquanto smilzo d'uno studio destinato a considerare i poeti borghesi del sec. XIV, tema caro al Levi, su cui egli si propone di ritornare quanto prima. Il capitolo prese consistenza ed estensione d'opera a sè, dopoché all'autore balenò l'idea di fare del Vannozzo quasi il centro ed il rappresentante della letteratura lombarda. Veneto, veramente il Vannozzo era, e nel Veneto trascorse la maggiore e miglior parte della vita sua, e veneti furono i vernacoli a lui più famigliari; ma il Levi ch'i alla regione lombarda quella larghezza che le era propria nella nomenclatura medievale e trecentesca. Lombardia chiamavasi in quel tempo il vasto territorio dominato dalle più splendide signorie, disposte attorno al corso medio ed inferiore del Po, quelle di Milano, Verona e Padova al nord, di Ferrara, Bologna, Ravenna e d'altre terre di Romagna al sud. Nella vita spirituale del Trecento quest'ampia regione ebbe un'importanza che sinora non le fu riconosciuta e di cui la storia delle lettere perdette ogni chiara visione, dopoché l'aveva intuita l'intelletto penetrante del Tiraboschi. Rivendicare il Trecento lombardo (p. 425) divenne l'intento del libro, il quale intento ne spiega, anzi in parte ne giustifica, la larghezza. Raccogliendone i risultati nella conclusione, il giovine filologo, che è sempre garbato e spesso vivace espositore, scrive pagine calde di vera eloquenza. L;i gran luce raggiata dalle tre corone indusse il generale convincimento che il Trecento letterario fosse toscano. Il Levi, invece, ritiene che debba essere distinta la prima dalla seconda metà del secolo: predominò la Toscana nell'una, prevalse la Lombardia nell'altra. Di fronte al fiorire delle signorie altitaliane, il primato fiorentino decadde. Altre correnti culturali entrarono nella vita italiana e l' animarono variamente; altri ideali furono proseguiti, e la lirica attinse alle sempre fresche sorgenti popolari, si rinsan (j-iiò al contatto della poesia musicale francese. Tra queste nuove tendenze ed il tradizionalismo conservatore del centro toscano sarebbe accaduta una vera e rude scissura se non l'avesse impedita una energia latente, ma formidabile, * il eulto e l'amore per i due grandi randagi « del Trecento, Dante e il Petrarca » (p. 385). Questo culto impedì lo sdoppiarsi della letteratura italiana; e quando, nel territorio lombardo, sbocciò il più bel fiore della poesia ribattezzata nel classicismo, i Libri degli amori del conte di Scandiano, tutta la freschezza degli elementi lirici lombardi vi ravvivò l'imitazione petrarchesca. Non altrimenti la pittura, spentosi il grido che intorno a Giotto sonò cosi alto, rinvenne nelle botteghe degli artisti padovani, ferraresi e veronesi quelli instauratori robusti e vitali la cui arte naturalista dovea metter capo al grande Ma u taglia. Che la dimostrazione d'una tesi tanto importante e nuova sia piena ed incontrastabile nel libro del Levi, non dirò certo. Ma il contributo di fatti che egli recò a sostenerla è dei più ragguardevoli, e l'elaborazione e l'interpretazione di essi delle più oculate e sapienti. Nota aggiunta. — In Fanfnila della Domenica, 21 febbraio 1909. Nulla ho da aggiungere sul Vannozzo, ma bensì qualcosa ho da dire sa pulcinella. La canzone di Giovanni de Bonis in cui si trova l'accenno, è a c. 279 a del codice Trivulziano 861 (cfr. E. Cabraka, Giovanni L. de Bonis d'Arezzo e le sue opere inedite, Milano, 1898, p. 80), e reca la didascalia ' Cantilena moralis de laudibns .lacopi da Appiano et gene' logia |*ic] aquile Johannis L. de Bonis de Aretio ». Io he copia dell'intero componimento, brutto e scorretto, per la gentilezza di Ezio.Levi. Il principio della quinta scrofe suona così : Quest'alta ucella nobile e decora che fu da questi divi si orata per tucto era scacciata co' nibio perseguendo i pulcinelli per che voltan mantelli e mutansi di senno in ora in ora. Il passo é oscuro, massimamente per la parola cornino, che non può essere letta diversamente. Quindi, io non mi arrischierei più a vedervi una sicura allusione a pulcinella, trovando gravi le riflessioni fatte in proposito da B. Croce, nella sua Critica, VII (1909), 142, che interpretò pulcinelli con piccoli pulcini. Quel loro voltar mantelli resta tuttavia misterioso, tanto più che una erudita comunicazione di Vittorio Fainei.i.i nel Giornale storico, LI X, 59 sgg. ha posto in chiaro di qual nominanza godesse un Pulcinella dalle Carceri, illustre voltafaccia politico del sec. XIII. Secondo il Fainelli, la fama di quel personaggio popolare sarebbe passata dall'Italia superiore in Toscana e quindi nel Napoletano, sino a fissarsi sul teatro quando Silvio Fiorillo ne fece una maschera. La psicopatia di Benvenuto Cellini. Il credito di cui godono le indagini intorno alla psicopatia degli uomini di genio panni abbia fortuna non diversa da quella della cosidetta teoria mitologica, invocata a spiegare le origini delle novelle tradizionali e dell'epope a. Fuvvi un periodo di gran voga dell'interpretazione mitologica. Intorno alla metà del secolo passato e nei due decenni che seguirono molto se ne discorse e se ne discusse: da alcuni si giunse ad arditezze ed esagerazioni siffatte, da legittimare la parodia di chi negò l'esistenza di Napoleone, facendo toccare con mano che egli fu un mito solare. Ne venne una acerba reazione, per cui oggi filologi e storici e filosofi hanno a fastidio ogni interpretazione che pur di lontano accenni a rapporti col mito. Del pari, or e un decennio era in auge presso di molti l'idea prima formulata in Francia dal Moreau de Tours e divulgata in seguito ovunque, ma più specialmente nella penisola nostra, da Cesare Lombroso, che il genio sia squilibrio, degenerazione, follia, epilessia. Ribellavasi, bensì, a siffatta conclusione frettolosa e paradossale, per cui « il tempio delle glorie italiane > vedeasi trasformato « in un nosocomio e parzialiuciito in un manicomio » (' ., qualche spillilo elei lo di conservatore attaccato agli antichi sistemi; ma i giovani si sentivano trascinati verso le nuovi' teorie e inolia confusione f'acevasi nei loro cervelli. Se non clic, intorno al in ispecie per le intemperanze clic seguirono alla celebrazioni' ilei centenario Ieopanliano, pai've ai sensati che ormai li psichiatri varcassero i contini della ragionevolezza e mettessero a nudo una deplorevole leggerezza nei loro procedimenti critici. E anche questa volta venne la parodia, col libro di Paolo Bellezza sul Xanzoni, od alla parodia sentii la disistima e la conseguente reazione. Da allora in poi, si voglia o non si voglia, la equazione ormai celebre del genio con la follia, che all'anima esuberante di fede del Lombroso era sembrata un « vero monumento granitico elio le molli unghie « dei pedanti e dei teologizzanti non possono toccare » r*i, andò perdendo terreno ogni giorno più, sicché oggi, con la vertiginosa rapidità di sviluppo ideale della società moderna, .sembra quasi passata alla storia. Contro quella equazione non insorgono solamente i conservatori e gli spiritualisti di ogni genere e specie leggi navichiamo in pieno spiritualismo, con in poppa un soave venticello di idealismo che ne sospin gi La frase è eli A. D'Ancona, in uu discorso sul Leopardi che contiene una vera carica a t'ondo contro gli studi psichiatrici applicati al senio. — L'ir. liaimp.ijim hihhmjraliia ilrlla I rilevai il ra italiana, VI, 1S2 sjjg. i'2t Ari'htcio ili pxirhtal rio, XIX, IJTiO, ],\ l'SlL'Ill'ATI.V 1)1 HKXVKXrTII CKLUNI --a opera d'arre fu prodotta e ipiindi anche Ielle speciali nonnaliià od anomalie della psiche lei suo creatore. L'estetismo può ancia1 ti vere, dal suo punto i visra. ragione: ma non mi sembra abbia raj ii me chi è seguace del metodo storico quando dell'estetismo sottoscrive in questo 'caso la rinuncia. Non son passate molte settimane dacché un maestro solenne di metodo storico, che tutti veneriamo, togliendo occasione da certa polemica, abitatasi nel d-inntnle d'Haliti del settem190U e altrove intorno alle ricerche del fisiologo Patrizi sul Leopardi, ha scritto che quelle indagini, anche avessero la sicurezza che s'arrogano, non giovano ad avvalorare la ricerca letteraria « ed a formare il l'etto apprezzamento estelieo dell'opera d'arte » e quindi sono « allo scopo dei nostri studi assolutamente estranee » ''). A me pare che questo non si possa dire. I seguaci del metodo storico, come si erodono in olililigo, per spiegai'si l'opera d'arte o di scienza, di studiare accuratamente la temperie in che l'artista o il pensatore è cresciuto, la sua educazione, la sua indole, la sua biografia, giacché li JiiiM*. lìihlfdiir. ilclla Ietterai lira italiana, XI V, Il g'm• Wy.'tt* ìion i' firmato, ina attrilnu'ndolo al D'Ancona eri-ilo «li non inanimarmi. da particolari siffatti può ricevere luce la sua produzione, cosi non debbono essere indifferenti alle qualità fisiche dell'individuo che studiano, alle sue anomalie morali ed intellettuali, ai suoi vizi ed alle sue debolezze di uomo. Si potranno approvare in parte ed in parte disapprovare, a mo' d'esempio, i parecchi studi recenti sulla malattia nervosa e mentale di Torquato Tasso; ma non si avrà davvero il diritto di asserire, movendo dai principi su cui la critica storica si fonda, che al retto apprezzamento dell'opera letteraria del povero recluso di Sant'Anna è inutile di sapere se per buona parte della vita sua egli sia stato savio o mentecatto. Per parte mia confesso che rispetto alla portata degli studi psichiatrici nei rispetti della storia letteraria non ho mutato parere e potrei scrivere oggi quello che sci'issi anni sono, quando ancora le ricerche di questo genere non erano cadute in discredito Sinceramente deploro il preconcetto con cui taluni biologi hanno condotto innanzi le loro ricerche, la incredibile fatuità con cui credettero di poter concludere in materia tanto delicata, la grossolanità dei loro procedimenti fondati Rimando a ciò che mi avvenne (li scrivere nel Giornale storico della letteratura italiana, XXVII. 442, a proposito del saggio psico -antropologico sul Leopardi del Patrizi, e più specialmente a quello che dissi nel Giornale stesso,., prendendo posizione nell'arduo dibattito intorno al fatto della genialità. Si vedano pure le asserzioni e le riserve di V. Rossi nella Haas, bihlìogr. della letteratura italiana. spesse volte, anziché su esplorazioni dirette ed oculate, su articoli di enciclopedia e persino su riferimenti pettegoli di cronaca cittadina; ma lutto questo non deve indurci al dispregio assoluto dell'indagine in sè, che fatta prudentemente e con le cognizioni volute, può offrire alla storia delle lettere, delle arti e delle scienze, elementi considerevoli per completare, o attenuare, o anche modificare sostanzialmente il suo giudizio. * Se v'è tipo d'uomo che presenti caratteri di singolarità grande, il cui esame è essenziale nel raffigurarcelo, gli è Benvenuto Cellini. Oso dire, anzi, che ii coefficiente primo della sua fama non sta punto nelle opere di plastica e di cesello, poveramente rappresentate all'età nostra da pochi campioni sicuri, ma sta nel carattere. Lo intuì il Goethe; lo riconobbe il Baretti. Il Goethe, che su di una cattiva stampa e con imperfetta cognizione della lingua nostra ridusse, in tedesco l'autobiografia celliniana, pubblicandola intera a Tubinga nel 1803, s'innamorò del Cellini perchè in lui riconosceva uno di quei « geistige Flùgelmanner » che meglio rappresentano nei suoi tratti tipici la natura umana ('). Fra i vari scritti intorno al Goethe traduttore del Cellini, è specialmente raccomandabile quello di K. Vossi.er, Goethe'» Cellini - 1. berseteung, nella Beilaye zur Ali yemeinen Zeilunt). Il Ba retti scrisse del grande orafo autobiografo: « Si dipinse... còme si sentiva d'essere: cioè animoso come un granatiere francese, vendicativo come una vipera, superstizioso in sommo grado, e pieno di bizzarrie e di capricci, galante in un crocchio di amici, ma poco suscettibile di tenera amicizia, un poco traditore, senza credersi tale, un poco invidioso e maligno, millantatore e vano senza sospettarsi tale, senza cerimonie e senza affettazione, con una dose di matto non mediocre, accompagnata da ferma fiducia d'esser nTolto savio, circospetto e prudente. Di questo bel carattere l'impetuoso Benvenuto si dipinge nella sua vita, senza pensarvi su più che tanto, persuasissimo sempre di dipingere un eroe » (M. Non per nulla il più benemerito studioso del Cellini che abbia avuto la nuova Italia, Orazio Bacei, riconoscendo nella Vita « un prezioso documento psicologico », uscì a dire: credette di dare Giovanni Bovio: « Quel grado supremo della sintesi, onde il pensiero, originalmente ed in un rapporto lontano, scopre il vero . Vedi Bovio, Il genio, Milano, 1899, p. 32. In questo concetto vi è certo molto di vero, e con esso si viene a limitare alquanto il numero dei geni, che dando retta ai sintomi di nevrosi diventano legione. Schierare fra gli uomini di genio il Cellini sarebbe un vero assurdo.la impressionabilità estrema del fratello e della sorella. L'orafo, generato da genitori ormai quarantenni, ebbe in sè esagerate le tendenze paterne, l'emotività, la instabilità, l'impulsività e ad acuire siffatte tendenze cooperarono le malattie onde fu affetto nel corso della sua vita travagliata.. Una delle stimmate degenerative più ragguardevoli che il Courbon riconosce nel Cellini è la incostanza nelle occupazioni. Vi si gettava dentro con gran foga, ma poi non meno subitamente se ne scostava; il che accadeva pure nelle amicizie, dalle quali, per cordiali che fossero, si ritraeva alla minima ombra, e quasi sempre passava dall'affetto ardente all'odio, dall'adorazione alla denigrazione. Alla ombrosità malata di quella natura passionale contribuiva una forma di mania di persecuzione. Ben è vero che di invidie e di gelosie gliene pullularono intorno moltissime e che, ad esempio, il Bandinelli era emulo subdolo e velenoso; ma è altrettanto indubitato che nelle accuse del Cellini contro altri personaggi (sia nominato Pier Luigi Farnese), egli oltrepassava le frontiere del reale e vedeva persecuzioni e pericoli ed agguati dove non erano. Benvenuto è tratto dall'indole sua a vedere dovunque malevoli, invidiosi, maneggioni, calunniatori vilissimi. A ciò contribuiva anche in sommo grado l'alto sentimento che aveva di sè, anzi quella specie di megalomania degenerante talora in volgare jattanza, che colpisce, ogni lettore della Vita ed assume spesso tali proporzioni da riuscire esilarante. Per ragioni che assai poco mi persuadono, nvde il Courbon di poter ravvisare nel Cellini anche la eosidetta dromomania, cioè lo spasmodico desiderio di mutar soggiorno. Tutti sanno (pianta importanza assegnino gli psichiatri al sintomo del nomadismo; ma nel Cellini a me non sembra vi siano gli estremi per riconoscerlo. Tutt'al più si può notare che la stessa impulsività del suo carattere dava spesso alle sue partenze una repentinità così violenta da farle somigliare a vere fughe. Maggior gravità hanno i deliri e le allucinazioni, a cui il nostro artista aveva una innegabile predisposizione neuropatica. Non si tratta solo di deliri in istato febbrile, provocato dalla malaria devastatrice, poiché in questo caso ci troviamo di fronte ad una condizione patologica dell'organismo; ma si tratta di visioni che egli dice di aver avute nella dura prigionia di Roma e d'una vera e propria allucinazione durante l'intenso lavoro del Perseo. Fu in conseguenza d'una, la più grave, di quelle allucinazioni che il Cellini pretese che una lingua di fuoco, visibile a tutti, permanesse sulla sua fronte, a ricordo della visita fattagli da Dio ('). L'esame Vedi Vita, I, 128. Per maggior comodità dei lettori, uso della l'ila la buona edizione. di Brunoue Bianchi, uscita in luce la prima volta nel 185*2 e poi tante volte ristampata dalla Casa Le Mounier. Delle edizioni integre è la più comune, ed ha il vantaggio su quella scientifica del Bacci di avere la divisione in libri e paragrafi, i primi dei quali indico con cifra romana, i secondi con cifra araba. Tale e quale 80 la psicopatia m benvenuto cellini di questi fenomeni è la parte migliore dell'opuscolo (del resto un po' tirato viti) del dottore francese; solo sarebbe stato desiderabile che a rincalzo delle idee da lui espresse intorno alle tendenze mistiche del Cellini avesse invocato anche, il sussidio delle rime di lui, molte delle quali hanno contenuto religioso. I fatti delle visioni e delle all ucinazioni, ai quali non abbiamo ragione di negar fede, accusano certamente perturbamenti nervosi non ordinari. Anche quella specie di aureola sul capo, che all'orafo cinquecentista sembrava cosa « meravigliosa » e tale da fargli credere ad un prodigio divino, non è poi, al lume delle odierne scienze biologiche, la inverosimile cosa che taluno la reputò, giacché può essere stata una di quelle irradiazioni luminose che furono costatate più volte in certi neuropatici e particolarmente negli affetti d'isterismo. Il connotato psichico più caratteristico del Cellini è peraltro quella impulsività, che così spesso lo conduceva alle querele, alle liti, alle risse, ai ferimenti, agli omicidi. Questa impulsività costituzionale, venutagli per via ereditaria e cresciuta in lui per le agitazioni dell'esistenza che condusse, è la fonte a cui si lasciano ricondurre moltissimi fra gli atti del nostro soggetto. In que' momenti di furore nessuna potenza inricompare codesta partizione nella comunissima edizione stereotipa Sonzogno curata dal Camerini, in quella del Biagi (1883,1 e con lievi variazioni in quella di Gaetano Guasti. tima d'inibizione volitiva era in grado di vincere l'impulso manesco e sanguinario. La sincerità con che Benvenuto confessa e documenta quei casi è davvero preziosa per lo psichiatra, ed il Courbon sa trarne conveniente partito. Un caso, fra tutti, a me fa gagliarda impressione, e mi sembra tale da provare anche da solo lo stato di malattia del Cellini: l'uccisione a tradimento di quel tal « archibusiere » che, per difendere la propria vita, gli area morto il fratello Cecchino ('). Quella « cosi bassa impresa e non molto lodevole », come lo stesso violento autore la chiama, non è dovuta ad un impeto di collera; ma è premeditata in condizioni eccezionali. Dopo hi morte di Cecchino, Benvenuto vive in uno stato di vera ossessione: egli ha giurato al fratello spirante di vendicarlo; egli sa che il soldato, tirandogli quel tal colpo d'archibugio che l'ha ferito sopra il ginocchio, agiva per difendersi: ma ciò non pertanto non può liberarsi da quell'imagine, da quell'idea, da quel proposito, che gli son sopra notte e giorno come incubi; egli prende a vagheggiare queir « archibusiere » come la sua innamorata, e solo quando l'ha freddato si sente tornare la tranquillità dello spirito. Tuttociò ha i caratteri dell'ossessione impulsiva studiata dai criminalisti, che implica il ritorno della imagine della vittima e dell idea di doverla punire, la coscienza piena e netta della condizione delle cose e del proprio Vita. torto, la inutilità della resistenza nella lotta intima, il sollievo dopo compiuto il delitto. La più mirabile analisi d'uno stato psicopatologico come questo si trova nel fosco romanzo di Feodor Dostoiewski II delitto e il castigo. Rispetto agli stimoli sessuali, è indubitato ohe il Celimi li sentiva violentemente, come tutto era violento in quella tempra duomo; è anche vero che la donna fu per lui un semplice strumento di piacere; ma il Courbon va più in là e vorrebbe ammettere pervertimenti del senso che pur troppo nel Cinquecento erano tanto più frequenti quanto più minacciati da gravi punizioni. In questo apprezzamento non credo prudente il seguirlo per ragioni che dirò tra breve. Tuttavia, in conclusione, reputo io pure che i sintomi constatati, sebbene, presi isolatamente, abbiano poco valore, siano tali nel complesso da far considerare il Cellini « cornine réalisant le type menta! du dégénéré ». Ciò premesso, e data al Courbon la lode che gli spetta per aver compiuto uno studio sinora non tentato e per averlo anche condotto innanzi senza preconcetti e senza leggerezze, mi si conceda di accodargli per mio conto qualche obiezione. Una pregiudiziale deve andare innanzi ad ogni altro ragionamento, ed il Courbon, nonché risolverla, non ha neppure pensato a proporsela. Fondandosi esclusivamente sui dati di fatto porti dalla Vita celliniana, siamo certi di lavorare sul solido? In altri termini, è la Vita sicuramente ed in tutto veridica? L'obiezione speciale si perde in una più generale. Qua l'è il valore storico delle autobiografie, sulle quali i signori psicologi ed i signori psichiatri hanno la abitudine di giurare? Nessuna cosa più difficile che essere veritieri parlando di se stessi: anche quando si abbiano i migliori propositi di sincerità, troppo spesso l'amor proprio ne induce a tacere certi fatti ed a colorirne altri nel modo che ci torna più comodo. Se l'autobiografo è un artista, accade anche di peggio. L'artista possiede in alto grado qualità di fantasia, che lo tentano, per non dire 10 costringono, ad atteggiarsi, e codesti atteggiamenti sono più o meno adulterazioni del vero. 11 Bertana lo ha dimostrato egregiamente per l'Alfieri, alla cui pienissima sincerità si è creduto per tanto tempo. L'artista crea di sè un tipo, e scrivendo la propria vita elabora quel tipo. Ciò è umano, nè giova la volontà di fare diversamente. Non dice male una recente studiosa delle autobiografie, parlando appunto del Cellini: « Egli si rappresentò con grande ingenuità, tal « quale si credeva di essere, se non sempre qual « fu veramente, onde più che ingannare il let« tore, ingannava sovente se stesso » ('). Il Plon, fi) Jonk Pomi-ki, L'autohion rafia nella letteratura italiana, Macerata, 1!J0G, p. 61. Vedo lodato, ma non potei conoscerlo direttamente, lo studio di Emilia Lwokati, Benvenuto Cellini e la sua autobiografia, Fireuze, 1!XX). nella nota e sontuosa sua opera sull'orafo nostro, ha bensì cercato di controllare i fatti della Vita e in molta parte gli è accaduto di confermarli; ma restano pur sempre infiniti particolari non controllabili e restano incongruenze patenti con ciò che il Cellini narra di sè nei Trattati. Si deve inoltre riflettere che l'opera fu di sua mano presa a scrivere (in un manoscritto ora mediceo-palatino della Laurenziana di Firenze, e poi dettata ad un garzonettoj, quando aveva già compiuto 58 anni; quindi gli errori mnemonici, che nelle Memorie goldoniane si riscontrano cosi frequenti, non possono mancare, neppure qui. Per tutte queste ragioni non mi sembra abbia torto il Symonds nell'applicare alla Vita celli ninna la designazione celebre del Goethe Dichtung uncl Wahrheit ('), ed il Courbon non fece bene procedendo sempre sicuro nella sua analisi senza pur l'ombra d'un dubbio sulla assoluto veridicità dei fatti che egli prendeva in esame. Ho già notato che il Courbon è, del resto, abbastanza spregiudicato e non si lascia sedurre, come tanti suoi compagni di studi, dalla fìsima di trovar dovunque sintomi di degenerazione. Tuttavia avrei le mie riserve da fare intorno al valore ch'egli attribuisce alle infermità del Cellini, la cui diagnosi può essere fatta a puntino da un medico, per i gran particolari che il pa ci) La citazione è del Baci-i, nell'introduzione al suo citato testo critico, p. LSLXVIII, ove sono dette cose sensate intorno alla veridicità della Vita. ziente stesso ne fornisce. Ninna di quelle malattie ha particolare valore diretto per le condizioni mentali del nostro soggetto, ed il dire che la gotta, sofferta a 65 anni, siccome manifestazione dell'artr itismo « s'associe au terapérament nerveux », panni un fuor d'opera, perchè può anche non associarvisi. Cosi pure non riveste punto il carattere di morbosità l'incostanza del Celimi nelle occupazioni. Se da orefice divenne scultore (fatto allora non straordinario, perchè il passaggio dalle arti minori alle arti maggiori era frequente per non dir quasi abituale) e pei* necessità anche un po' meccanico ed ingegnere, e più che un po' bombardiere c musicista, per certa tendenza che anche nolente aveva ereditata dal padre, e letterato, e nel 1558 per una bizzarria ricevette persili gli ordini ecclesiastici minori; ciò non vuol dire che veramente cangiasse di occupazione. Bisogna richiamare alla* memoria quali erano quelli spiriti del Rinascimento italiano, multilaterali per eccellenza, aborrenti dalle morse dello specialista odierno; e bisogna tener presente il tatto che il più delle volte fu la necessità del momento che indusse Benvenuto ad occuparsi in modi diversi. In realtà, peraltro, chi legge la Vita ha l'impressione d'una costanza unica del suo pi'otagonista nel proseguire certi ideali di arte e nel perfezionarsi continuamente nell'esecuzione artistica; costanza, che culmina nel fatto eroico della fusione del Perseo. La megalomania, invece, è innegabile e si manifesta sin dalle prime l'itili' della Vitti, ove Ben vomito vir-onoscinuli uomini * che hanno tallo H U'iSA già rosiaim. clii' priniii si poteva percorrere con niella iiiciTU'Xiiii, sorretti e guidali da congetture più (i niciio ingegnose. .Ma ciò clic più inolila, ipirlLc lettore gli fornirono l'Achille degli argomenti per statare ima delle più notevoli ed accredilate legende hiogra lidie relative al Uosa: die t'irli, cioè, nel H>47. prendesse parte in Napoli alla rivolta di Masaniello e. con altri pittori napoletani, formasse la eosidetta Compagnia della morte, armata contro irli Spaglinoli e vendicatrice dei loro obbrobrii. Bella certamente era questa leggenda, che, creata dapprima dal malfido Bernardo de' Dominici, trovò sviluppo sotto la penna della fantastica lady Morgan ed eccitò l'alto senso civile del Carducci, clic ne trasse occasione per dettare le pagine più calde ed eloquenti della sua biografia del Rosa. Ma al cimento dei fatti e d una critica circospetta non regge quella leggenda, ignota ai primi biografi, contraddetta anziché confortata da un passo frequentemente allegato delle satire. Nelle lettere ai Maffei. che precedettero e seguirono la rivolta di Masaniello, non v'ha pur un accenno, nò che il Uosa partecipasse a quei casi cruenti, nò che in quel tempo si recasse a Napoli: cosa che, s'egli realmente vi fosse stato, sarebbe inesplicabile, sovratutto con un'indole della sua tempra, non certo schiva dalla millanteria. 11 Cesareo batte in breccia, a parer mio definitivamente, quell'episodio della vita del Rosa e mostra eziandio come, con ogni probabilità, sia una favola la stessa Compagnia della morte, quale divenne sinora tradizionale nella srori;i del seicento napoletano ' . Questo è il più rilevante tra i riunirmi storici del libro. Se di ciò i non tepidi amici del vero debbono rallegrarsi, gli è pur «l'uopo eoli venire die la figura del Uosa viene a perderne il suo più bell'ornamento. Quel tipo cosi idealizzato nei romanzi, nelle commedie, nei libretti d'opera (lady Morgan ebbe in queir idealizzazione una parto cospicua, perche essa fu la prima a rappresentare, eome.il Cesareo ben nota, « un Salvator Rosa byronianamente romantico » l. «pici tipo di. avventuriere elefante, artista nell'anima, pronto a tutte le più nobili iniziative, aperto ai manieri ideali, he lascia le tele adorate per cospirare e combattere a prò della patria oppressa, che altel-na le occupazioni della .scena con quelle ili dia tavolozza, i versi con la musica, gli amori con la politica: quid tipo bizzarramente eroico vien pure ridotto a proporzioni pici-ole, piccole assai! Ter valutarlo ancora, per quello che è, e non _ua per quello che ne hanno fatto, è mestieri considerarlo, non già isolato, ma allato agli uomini dei tempi suoi. In questo modo egli guadagna assai, perchè al paragone di quelli uomini, >e non è adirittura un gigante, non i' neppure ili statura comune. In mezzo alla cortigianeria qiagnolesca. che tutto invadeva, ed allo infiaechimeulo generale delle tempre, egli sa serbarsi indipendente, altero, anzi nero, immune da qual ! ' V,.,li voi. I, pl>. 17-.">li. RfcviEu Sunijhi frittosi 1 ROSA siasi bassezza. E un gran pregio senza dubbio, anche se, in ultima analisi, esso germoglia da un cumulo di difetti. A guardar bene, infatti, mi sembra che molta parte di quella fierezza derivi dal concetto altissimo che il Eosa aveva di sè, e che andava congiunto ad una grande vanità e ad una prosopopea ciarlatanesca da matamoros, d'onde procedeva una prodigalità senza limiti ed una maldicenza cosi ostinata e linguacciuta, come solo i gran vanitosi soglio»» averla. Di tutto ciò la sua vita e gli aneddoti copiosi che ne raccontano il Passeri ed il Baldinucci sono sicura testimonianza. Prontezza e versatilità d' ingegno, spirito arguto e caustico, bizzarria, talor naturale, tal 'altra voluta, velano, non nascondono, queste qualità morali non buone, alle quali ne va congiunta una peggiore di tutte, che il Cesareo stesso non dissimula, la poca o nessuna delicatezza del sentimento. Se il Eosa ebbe pochi ed oscuri discepoli, la ragione è forse da richiamarne a ciò; perchè a far dei discepoli non basta l'ingegno e la maestria, occorre anche il cuore. E di cuore il Eosa ne aveva pochino. Le lettere ai Maffei sono piene d'eff,usione e talvolta fin di tenerezza: ma un osservatore non mancherà di notarvi dei tratti grossolani, che indispongono. Con Giulio Maffei il Rosa è spesse volte sgarbato: un animo gentile non sarebbe mai sceso ad insolenze come queste: « In fatti voi siete « pontuale: promettesti mandare il terzo delle « cose e così felicemente è sortito. Si desidera sapere se le forchette mandate da voi habino da .servire per vangare la terra o la minestra, « chè per la minestra non sono il caso, atteso « che, per quest'uso, doveva V. S. mandarle « alla Ruota prima d'inviarle a noi. Ha perchè « la nostra prudenza sa trovar ripiego a tutte « le cose (toltone però l'accomodare il vostro « cervello) procureremo di servircene per la « prima caccia che si farà dei porci o altra « bestia grossa più di voi » (*). E la volgarità di modi che predomina sempre nelle sue lettere e che si palesa in genere nello sboccato turpiloquio di tutti i suoi scritti. All'altro grande amico suo, Giambattista Ricciardi, il professore pisano, poeta burlesco, osceno ma spiritoso, quanto lirico serio indigeribile (s), mostrò bensì il Rosa benevolenza sincera, ma appena al malcapitato avvenne di stuzzicarlo, gli piombò addosso una lettera di quelle che non si dimenticano (3). Tuttavia il Rosa, come amico, non può dirsi cattivo, ed a Lorenzo Lippi, l'autore del Malmantile, sembra fosse abbastanza largo di favori. (li Voi. II, p. 46 i'2) Cfr. il voi. di Rime burìenche ili G. B. Mù Ciardi, edito ila E. Toci. Livorno, 1881, nella cui garbata prefazione si troveranno copiose notizie del Ricciardi ed anche della sua famigliarità col Eosa. A p. XXXI il Toci parla di molte lettere inedite del professore pisano esistenti in casa Maft'ei ed altrove. Chissà che, scovandole, non vi si trovino nuove notizie anche del Uosa. (3i Voi. II. pp. 122-23. Al Ricciardi sono dirette tutte le lettere del Rosa che mise in luce il Bottari. Una fastidiosa canzone del Ricciardi al Rosa pubblica il Cesareo nel volume II, p. 138. sALVA'l'oH Peg-gioro tu invoce nei rapporti famigliari. S'inveitili in Firenze d una fanciulla di nome Lucrezia l'aolini. secondo il Cesareo, che irli aveva servilo da modello, ne beneficò i congiunti e se la tenne in casa, allora e poi sempre, come moglie. Xei tivnt'niini elle visse con lei. non sembra avesse mai a lamentarsene: eppure non la sposò se non agli estremi della vi costrettovi quasi dal l'ani ieo Baldovini. alle cui istanze, narra il Pascoli, cli'ei rispondesse con giuoco inopportuno di spirito: « Se andare non si può in paradiso senza essere cornuto, converrà tarlo ». E agevole immaginare quali drammi si agitassero nel petto della povera donna, allorché Salvafere, ogni qualvolta ella gli partoriva un figliuolo, ne taceva un mostruoso presente» alla ruota degli esposti! a lui bastava ili allevare presso di sé il primogenito. Rosai vo; degli altri si sbrigava in quella maniera molto spicciativa. Solo quando Rosalvo venia» a morirgli di contagio, si decise a tenere presso di sé un altri) figliuolo. Augusto. Ma più d'uno non mai. checché avvenisse! Le gravidanze di Lucrezia ci le chiamava impicci. « La signora Lucrezia i partecipava nel « ltiòl a (tÌuIìo iiaft'ei ' oggi son otto giorni ohe « mandò alla luce un figliuolo maschio, copia « spiccicata di Salvatore Rosa a Imre f) ili notte, « con più facilità di quello ch'ha sinora fatto por « la Dio grazia. Il parto il giorno dopo, con La figura di quest'uomo stravagante Intlaìiilc, latin s/ji/'i/n. full') fuoco, com'egli medesimo i lilie a dire di sé in una lettera al Ricciardi, simpatica non riesce davvero. 1 biografi stessi, i rendercela tale, dovettero lavorare di fantasia ed appiopparle per loro conto delle doti che non aveva. Del resto, la simpatia importa ben poco allo storico, il quale nel Rosa è pur costretto ad ani mirare l'ingegno ed a riconoscere in lui 1 1 . v..i. n, |>. ss. iJ ì Ve.]. II. y. uno dei più caratteristici tipi di quello squilibrato e tipico seicento, ch'egli vituperò tónto a parole. ^ Nelle sue linee fondamentali, la vita del Rosa resta, dopo la pubblicazione del Cesareo, tal quale la si conosceva per gli studi antecedenti, onde basterà richiamarla con pochi cenni, rettificandone col nuovo libro la cronologia. Nato — all'Arenella presso Napoli, nel 1615, di famiglia poco agiata, in cui l'amore per la pittura era ereditario, SAlvatoriello palesò ben presto inclinazione al disegno ed alla musica. In Napoli ebbe la fortuna di riscuotere l'ammirazione di Giovanni Lanfranco e di potersi giovare degli anmaestramenti del Ribora e del Falcone, ai quali peraltro non professò mai gratitudine. Recatosi a Roma nel 1635, v'ammalò, onde dovette tornarsene a Napoli. Ma presso questa nazìoìi di gran fumo e poco arrosto (a detta del Rosai, non potè resistere a lungo: ivi le tre chiesuole artistiche del Ribera, del Caracciolo, del Corenzio, « accanite tra loro in ogni altra cosa, « scrive il Carducci, in questa si trovavano d'ac« cordo, allontanare i forestieri, calcare gl'iu* gegni crescenti ». Però Salvatore prese di nuovo la via di Roma in sul principio del 1637. Da Roma si recò col cardinale Brancaccio a Viterbo, e di là novamente, ma per poco, a Napoli. Partitosene col proposito di non più ritornarvi, si stabili a Roma nella primavera del 1638, in mezzo a quella fioritura artistica che v'avea procurato papa Urbano Vili. Il Rosa ebbe campo ROSA d'acquistarsi fama come pittore, d'esercitarsi nel toccare il liuto e nel l'improvvisa re poesie, nel far bella mostra di sè recitando farse e commedie a braccia, ed anche di procurarsi non pochi nemici con la sua lingua tagliente. Nel 1640 si riduceva in Firenze, terra promessa per lui. ove si congiunse alla signora Lucrezia, strinse amicizie gioviali e simpatiche, continuò ad istruirsi, a dipingere, a recitar commedie, fondò con altri capiscarichi l'Accademia dei Percossi. Il suo amico Lippi [Malmantile, IV, 1-1) dice di lui: pittar, passa chiunque tele imbiacca: tratta d'ogni scienza, ut ex professo: e. in palco fa sì ben Coviel Patacca, che sempre ch'ei si mova o eh'ei favella fa proprio sgangherarti la inascella. Stretta relazione coi signori Maffei di Volterra, si recava spesso nelle loro tenute. Sembra anzi i^he in casa loro si sgravasse Lucrezia del bambino Rosalvo, nel 1641. Nel 1649 il Rosa si ridusse di bel nuovo a Roma, ove si trattenne il resto della sua vita, allontanandosene solo per qualche tempo, nel 1661, per recarsi a Strozzavolpe, villa del Ricciardi, e quindi a Firenze, in caso Paolo Mi micci, il commentatore del Malmantile. La sua attività di pittore diede in quegli anni i frutti migliori: alle esposizioni di S. Giovanni decollato e della Rotonda aveva sempre qualche nuova tela da mettere in mostra, e l'ammirazione dei contemporanei giungeva al colmo. Gli acciacchi della vecchiaia lo assalsero precocemente; nel 1666, a 50 anni, già se ne doleva. Continuò tuttavia a lavorare di pittura e di poesia, finché non infermò di un' idrope, che Io spense nella primavera del 1673. In Salvator Rosa l'artista fu senza dubbio superiore all'uomo: ed è appunto dell'artista che mi propongo ora di discorrere. II L'artista. Il 16 settembre 1662, Salvator Rosa scriveva all'amico Ricciardi: « Lessi subito la vita d'Ap« pollonio, composta da Filostrato, con mia par« ticolar sodisfazione per quel che s'appartiene « alla curiosità; ma non ci ho trovato quello, « ch'ella mi significò che ci avria trovato, di « singolare e stravagante per la pittura, essendo « fatti, che quasi tutti darebbono in una cosa * medesima, onde vi prego a propormi qualche « altra cosa, acciò vi potessi trovar cose più « fuori dell'ordinario, avendovi però notato al« cuni fatti per servirmene » ('). Grammatica a parte, queste linee, o m'inganno, sono abbastanza significative nello esprimere il concetto che il Rosa si era fatto della pittura. Egli andava alla ricerca del singolare, dello sh'avagante: non per nulla viveva in quel secolo in cui il cav. Marino avea apertamente dichiarato: k del poeta il fui la meraviglia. Aveva molte letture e di esse amava far sfoggio nelle sue tele, il cui soggetto, di per se stesso, era atto a colpire. La storia vi dava la mano all'allegoria filosofica. Cadmo e gli uomini che sorgono armati dai denti dell'atterrato serpente; Socrate che beve la cicuta: Democrito in contemplazione tra le tombe e gli scheletri; Pitagora che parla ai discepoli stupiti dell'Eliso, e altrove, circondato dalla sua scuola, offre denaro ai pescatori perchè lascili liberi i pesci; Catilina; l'ombra di Samuele innanzi a Saulle, ecc. ecc.; e poi personificazioni allegoriche in gran copia, con largo sviluppo del concetto simbolico, la Fragilità, la Fortuna, lo Spavento, la Giustizia, la Pace, ed altre ed altre: ecco i soggetti che prediligeva. Quando era di vena, e lo era quasi sèmpre, lavorava con meravigliosa sollecitudine. In poco più d'un mese consegnò finita una grande battaglia, che doveva essere regalata al re di Francia e che oggi si vede tuttora al Louvre. Le battaglie si prestavano alla sua fantasia sbrigliata, e però gli piacevano. Fu infatti il Rosa, anzitutto, un pittore fantastico: gran parte della sua potenza consiste nel modo imaginoso e bizzarro in cui vi si vede il soggetto, quasi sempre ben scelto. Per questa parte pochi pittori più ricchi di lui vanta la storia gloriosa delle nostre arti del disegno. Nella satira La pittura, ch'è una specie di prò', gramma teorico d'arte, ove Salvatore monta sui I trampoli, fa la lezione e trincia giudizi e dà la stui'ii ;i invettive, egli deplora l'ignoranza ilei pittori, tallio più biasimevole in clic tal vii Itti inliliti lilttrt>fan;iti i palazzi di principi cristiani. .Sul di t'emminc igiiude i re. fregiati hanno i lor jrabinetti, e quindi nasce che divengano anch'essi effeminati. Ve li figurate quelli innocentini di principi secentisti, che macchiano la purità delle loro animucee di tortora al cospetto delle Veneri Tizianesche? È il falso, che giunge al grottesco: il falso di tutto quel secolo ipocrita e vile, in cui moraleggiala col pennello, fino a non osare di far comparir Frine ignuda innanzi a Senocrate, e più con la penna, chi viveva gran parte della vita in concubinato e mandava i figliuoli a' trovatelli! Quantunque il Rosa avesse a sdegno d'esser chiamato paesista, la sua vera gloria è la pittura di paesaggio. Chi farà un giorno la storia di questa pittura dovrà assegnargli un luogo eminente. Egli aveva il sentimento vivo, ardente della natura. Basta osservare, per accorgersene, il desiderio immenso che gli lasciava sempre la campagna, la vera sete di ritornare a Barbaiano e a Monterufoli, che si palesa nelle sue lettere ai Mafifei. Basta por mente a quella lettera significatissima al Ricciardi, in cui gli dà conto d'un suo viaggio da Roma nelle Marche, attraverso l'Appennino c E un misto, diceva egli, « così stravagante d'orrido e di domestico, di « piano e di scosceso, che non si può desiderare * di vantaggio per lo compiacimento dell'occhio ». E ammirava le tinte delle montagne, i cupi orridi « da far spiritare ogni incontentabile cervello », i romitori solitàrissimi di quei luoghi « di stra« ordinario diletto per la pittura ». Maniera questa tutta moderna di considerare le cose esteriori, che si trova riflessa nella modernità dei paesaggi Rosiani, sapienti nelle tonalità elei colori, pregevoli per l'aria e gli sfondi, felici nelle prospettive, pieni di rilievo, di vita, di robustezza nel tocco. Senza punto atteggiarsi a critico d'arte, il Carducci disse in proposito egregiamente: « Nel, appartiene alla vecchiaia del Rosa ('), ed ha della vecchiaia tutti i difetti: querimoniosità ancor cresciuta, cicaleccio sempre più prolisso, pessimismo arcigno, inclinazione al bigottismo. Qualche terzina robusta, qualche strale ben diretto non valgono, a parer mio, a salvare questo componimento. Eppure è proprio qui che il poeta esclama: Bastami solo in quest'età corrotta, senza adulnzion, nè falsi orpelli, in Pindo aver la verità condotta, dato a le tosche satire i modelli, a Parnaso il suo Elia e il suo Tirteo (s). No, no; è troppo, è troppo! Le tosche satire avevano ben altri modelli: fu ben altro poeta satirico l'Ariosto, e seppe esserlo quando volle, ben altrimenti plastico e rovente, anche Dante. La satira del Rosa, tutta invettiva e sarcasmo, dettata dall'ira, anzi dal furore, come tante volte egli dice, non era di quelle che possano produrre buoni frutti. Le lungaggini, la pesantezza dei continui richiami classici, addotti a pompa, infiniti, per cui, come il Carducci notò, « a questo La cronologia delle satire fu dal Cesareo fissata con molta cura ed ingegnositì di osservazioni.autore ò necessaria l'illustrazione più forse « che a qua lehc poeta latino », lo stile disuguale e spesso sciatto, l'espressione troppo di frequente plebea, non sono qualità che si addicano a componimenti esemplari. Il cardinale Pallavicino, che senti quei componimenti dalla bocca del loro autore, disse che gli sembravano bellissimi solo in alcuni squarci: e disse bene. K il Giusti, rammentato già dal Carducci, ancora meglio: « sorridono d'una certa scioltezza gaia e « ciarleria: vi sentì il brio pronto e loquace del « Napoletano: il fare dell'uomo avvezzo in palco « a spassare la brigata; ma io lo scorgo povero « in mezzo a quel lusso erudito: declamatore, « pieno di lungaggini, si lascia e si ripiglia per « tornare a lasciarsi e ripigliarsi cento volte: « vanga e rivanga uno stesso pensiero, e te lo « rivolta da tutti i lati, come se faccettasse un « brillante; si sente insomma che lo scrivere non « era l'arte sua naturale, ma un di più del suo « ingegno » ('). E nobile talvolta la sua ira, ma non sa conservarsi nella misura e dà botte da orbo a diritta e a mancina. La ragione forse per cui la satira sulla poesia è riuscita migliore delle altre è appunto questa, a parer mio, che in essa il Rosa ha voluto e saputo determinar meglio il suo concetto, additar meglio i bersagli contro cui scoccava le sue freccio. Onde (piando lo ve (li Discorso premesso al l'armi, eiliz. Le Mounier. ISiiO, li. 1 1 i ; 1 1 1 1 > > porro in canzone, ad esempio, le accademie ed il v liuto della poesia roboante di quello versaiuolo. e quando, attediandosi a fiero .iiiiiiiiai inista, lo troviamo ridere di quelle ima- i ni sbalorditole e di «incile ridicoli' ampollosità ilei suo seicento, non possiamo a mimo di battergli le mani, e di ammirarlo immune, quanl inique non solo ad esserlo, da quella lebbra, cozzante coni ro il mal gusto clic dilagava. * Bello scrittore il Rosa non fu. Xella prosa ancor meno che nei versi. Nelle lettere, che il Cesareo seppe raccogliere abbastanza copiose, stile e liniaia sono incerti, ortografia incertissima. L'editore avrebbe usato cortesia al povero Salvatore non riproducendole con sì scrupolosa fedeli;!, come se si t'osse trattato d'autografi del fingente. Regolare quella selva selvaggia di maiuscole fuor ili luogo, raddrizzare qua e là la grafi;i. collocare un po' meglio la punteggiatura, non rispettare persino i trascorsi di penna, sarebbe stato torse1 pietà. Almeno quella prosa, bella non mai. sarebbe riuscita più leggibile, come più leggibili sono le lettere al Ricciardi le migliori per contenuto che si abbiano del Rosa) edite dal Bottali. Ciò peraltro che l'editore- non avrebbe in nessun caso potuto mutare è la volgarità dell'espressione, la libertà sboccata degli scherzi indecenti. .Strana, invero, tanta trivialità in un pittore qualche volta così elegante, in un uomo d'animo, se non altissimo, certo non del lutto ignobile, che protese coi Tevere i vizi de' suoi simili nel costume e nelle arti! Nota aggiunta. — E'Iitn nella Gazzetta letlrrmiti ilei ."J . L invilenti! mniinirralin su] lìnsn pi 1 1 >, ]ier Olii si veila riò rhe ne scrissi nel II ioni, storiro, LUI. l'il. Sulle satire è semine cmisiileraliile il ijiuiliy.io de] Bki.i."XI. // Srirrutn, Milano lsìtìl. '2iU Si ai i i 4.'» anni) il conte liiulio Perticali. Si spegneva dopo una malattia Pinna ed oscura, accompagnata da n'eri abbati imcnti inorali, da preoccupazioni angosciose e misteriose. Si spegneva fuori di casa sua, a San t'usiaiizo di Pesaro, presso il cugino Francesco i'a»i. Aveva intorno parenti, amici, la moglie, accorsa tardi al suo capezzale perchè trattenuta altrove da gravi cure, ma desiderala. Quella donna aveva pianto amaramente, s'era data in preda alla disperazione (piando vide esanime il marito, ma nello sfogare l'ambascia aveva pur a -l'usato se medesima, quasiché non avesse avuto pi'l suo (iiulio l'affetto e la premura ch'egli meritava. Poscia s'era allontanata, senza pur recarsi a visitare in Pesaro la buona suocera, quasi si vergognasse di comparirle d innanzi. Kd ecco una voce farsi strada in mezzo all'universale rimpianto per la perdita dell'insigne letterato: una voce dapprima bisbigliata da qualche parente, poi propagata dai fratelli dell'i .-liuto, finalmente accreditata da molti amici presso il pubblico. La contessa Pertieari era stata una cattiva moglie; il conte Giulio era morto di crepacuore per i mali portamenti di lei; lo aveva pur detto ella stessa che si sentiva lacerata dai rimorsi, s'era pur vergognata ella stessa di presentarsi alla suocera, da cui con materna tenerezza era amata. Le accuse furono concretate in un libello, che « alcuni amici del vero » scrissero in risposta a certa necrologia del Perticari uscita nel Giornale delle dame. Il libello anonimo, che fu largamente diffuso a penna e letto avidamente dai dilettanti di scaudali, tacciava la contessa Perticari di colpe gravi e la additava come responsabile della morte di Giulio. Nessuna cosa più facile che il far penetrare nel pubblico simili sospetti, massime quando si tratti di persone illustri e perciò osservate ed invidiate. Le accuse ottennero fede anche presso coloro che avrebbero potuto e dovuto procedere con maggiore cautela nel crederle. Il Giordani, in un paio di lettere, deplorava la mala azione e se la pigliava (mancomale!) con l'utero e con la perfida razza umana. Il Niccolini, scettico e sboccato come al solito, vi ghignava sopra scrivendo: « Io non lo posso credere, « perchè il Perticari era uomo dottissimo e di «•molta perizia nella lingua; ma non fatto da « natura a sentire fortemente ed affliggersi per « le corna, necessità antica ed eterna di tutti ' i mariti ». Persino il Mustoxidi, che dapprima aveva inorridito alle accuse lanciate contro la vedova Perticari da lui un giorno idolatrata, qualche mese appresso, scrivendo ad Antonio Papadopoli, trattava di lei con sprezzante malevolenza e la chiamava « una donna » di cui si vantano, false o vere che siano, « mille galanterie ». Ma la voce sparsa dal libello, accortamente esagerata, doveva ben presto figliarne un'altra, mostruosa. Non solo la Perticar! aveva trafitto l'animo del marito co' suoi disordini morali, ma lo aveva anche materialmente ucciso. La morte misteriosa era dovuta a veneficio; e a riprova si adducevano certe macchie che i medici rinvennero nelle membrane del ventricolo di Giulio allorché ne sezionarono il cadavere. In pieno secolo decimonono, Costanza .Monti Perticali, la bella, la dotta, la inspirata figliuola di Vincenzo Monti, aveva avvelenato il marito e (si aggiunse persino) con la complicità del padre celebratissimo, geloso della fama crescente del genero! * • * Tanta enormità chiedeva solenne smentita. E la smentita venne dal celebre clinico Giacomo Tommasini, che aveva assistito (troppo tardi chiamato da Bologna) alla fase estrema della malattia di Giulio. Il Tommasini, in un suo opuscolo stampato a Bologna nel 1823 col titolo Storia della malattia per la quale mori il conte Giulio Perticati, attestò solennemente che si trattava di morte naturale dovuta ad una « lenta infiammazione di fegato ». Da parte 120 LA FIGLIUOLA DEL MONTI sua, Vincenzo Monti, fieramente irritato contro i denigratori della figliuola dilettissima, li pungeva in un'ode stampata nel 1823, e quindi in un'apostrofe eloquente della Feroniade lamentava la loro freddezza per Giulio, accostandola al dolore profondo della « derelitta sua misera sposa ». Spettava alla critica moderna il vagliare coteste voci e testimonianze contraddittorie. Ernesto Masi (l), mentre produceva una lettera di Costanza Perticari diretta a Paolo Costa nel novembre del 1822, difendeva la misera vedova, facendo intravvedere quanto calunniose fossero le dicerie sparse a suo carico; e un paio d'anni dopo la difesa era avvalorata da altre preziose lettere di Costanza scovate in Fano da G. S. Scipioni tra le carte di Filippo Luigi Polidori e da lui, con giuste considerazioni, fatte conoscere (!). Tanto il Masi quanto lo Scipioni, ma specialmente quest'ultimo, riuscirono a ricostruire la tristissima guerra di cui la contessa Perticari fu vittima, indicandone, come principali attori i fratelli di Giulio e più specialmente due corteggiatori delusi della bella figliuola del Monti, letterati entrambi, il pesarese conte Francesco Cassi, noto traduttore della Farsaglia, ed il fanese conte Cristoforo Ferri. Oggi una signorina buona, intelligente e colta toglie ogni velo a (X) Parrucche e sanculotti, Milano, 188G, pp. 239 sgg.Giornale storico della letteratura italiana quella specie di congiura e chiarisce in ogni punto la biografia di Costanza con un libretto vivace e simpatico ('), che si basa su di un numero ragguardevole di documenti amorosamente ricercati in vari depositi, ma in ispecie nella Oliveriana di Pesaro, e sulle lettere tutte, in grandissima parte inedite sino ad ora, della Per ticari (!), che costituiscono un volume istruttivo e valgono meglio d'ogni altro discorso a farci leggere nel cuore e nella mente della donna infelice. La signorina Maria Romano, con una franchezza che le fa onore, non dissimula che il suo libro ha una tesi. « Desiderava, scrive, di « scoprire la verità intorno alla vita di que * sta donna, ero però decisa a non pubblicare j7 sgg. Zaiotti, perchè quelle pagine ebbero successo e diffusione veramente grandi rlett. 197, 198). Lo Zaiotti, a. sua volta, la cui figura letteraria attende d'essere degnamente tratteggiata (')serbò costante la stima e l'affetto per la sventurata figliola del grande amico suo, e quand'ella fu liberata dalle pene dell'esistenza fece incidere sulla sua tomba ferrarese una bella iscrizione, che si chiude qualificandola « sempre buona | ora anche felice ». E davvero la bontà di Costanza rifulge nel suo epistolario e nella biografia che seppe scriverne la Romano con delicatezza squisitamente e caldamente amorosa. È una bontà robusta, senza sdilinquimenti, oserei quasi dire classica; ma è una bontà che vale a scusare qualsiasi debolezza, perchè proviene veramente da un cuore ben fatto e retto. Quando il cugino Luigi Cassi languiva in terra straniera dopo aver partecipato alla disastrosa spedizione di Russia, fu lei, Costanza, che cercò in tutti i modi di averne novelle, mentre la famiglia si baloccava nella più vergognosa apatia. E dopo la morte del il) Nocque grandemente allo Zaiotti la sua qualità di fervido austriacante e la parte avuta nei processi contro i cospiratori italiani, nonché quel libretto della Semplice rarità, che fece fremere tanti onesti patrioti, sebbene di cose vere ne dica parecchie. Non certo il politicante d'idee strette e malsane, ma il letterato meriterebbe qualche studio, non foss" altro per le molte ed alte relazioni che ebbe. Speriamo che possa un giorno farcelo conoscere appieno il Luzio, il quale si valse sinora del suo carteggio col Salvotti, massime nel recente volume sul Processo Peìliro-MaroncelH. marito, la nobiltà d'animo di Costanza si mostrò superiore ad ogni elogio. Solo preoccupata di rendere onore al defunto pubblicando i suoi scritti, perdonò ai propri calunniatori, serbò sempre affetto alla suocera, prese cura di Andrea, rampollo illegittimo di Giulio (lett. 132). Allorché nel febbraio del 1824 mori l'archeologo bolognese Giuseppe Tambroni, al quale Costanza era singolarmente affezionata, la vediamo piangere e desolarsi (lett. 158), sebbene avesse tante ragioni di cruccio per le faccende sue personali. « Sul mio cuore l'amicizia stampa « caratteri indelebili » (lett. 71) scrisse un giorno, ed era vero. Da questa maniera di sentimento non la distrassero i molti e gravi disinganni, nè valsero i dolori suoi a renderla indifferente ai dolori altrui. Allorché le mori la seconda persona ch'ella amava di più sulla terra, il padre, provò più cupo il dolore, solo lenito dalla fede religiosa (lett. 192). Come avea fatto per Giulio, cosi anche del padre curò la fama procurando la stampa delle sue opere inedite, e fu afflitta al vedere che la madre voleva immischiarsene lei e cercava il lucro nell'impresa pietosa (lett. 197 e 199). Sebbene anche alla madre chiudesse gli occhi con figliale pietà (lett. 210) e per la sua dipartita rimanesse sinceramente addolorata (lett. 211), non vi fu mai vero affiatamento tra Costanza e Teresa Pichler (*). Cosi va scritto il casato della moglie del Monti, sebbene ossa firmasse, secondo la falsa pronunzia italiana, Pilcler, Erano troppo diverse. La Pichler era vana, superficiale, ma in fondo calcolatrice ed egoista; la generosità, lo slancio ed il disinteresse Costanza li aveva ereditati dal padre. * * • Se v'ha una deficienza nella biografia di Costanza dettata dalla Romano, questa si riferisce alle occupazioni intellettuali della figliuola del Monti. In estremo grado assorbita dal quesito inorale propostosi, la Romano non consacrò a questa parte molta attenzione. Sarebbe utile che un giorno altri vi si indugiasse; ma a farlo convenientemente sarà necessario che prima si abbia quello studio definitivo, che ancora manca, sugli scritti e sul valore di Giulio Perticari. Tutta l'educazione e l'attività di Costanza dipendono direttamente dall'indirizzo che le diede il padre e dalla consuetudine col marito, che nel campo intellettuale fu più fervida e simpatica che in quello affettivo. In una lettera del 1818 la contessa gli scrive: « te lontano, io non posso più * nulla. Una prova te ne sia che i miei studi « languiscono, ho mille dubbi che nessuno mi « solve, perchè nessuno ha la pazienza tua e « d'altronde in nessun altro potrei porre la fidu crane pure si legge sulla sua fede battesimale (cfr. Vici hi, Primo *aygio su V. Monti, p. 5), e in altri documenti. Però nella fede di battesimo (9 giugno ITtfii di Costanza è detta Pichler (Viccui, op. cit., p. 52; e tale dovette essere la forma del cognoDe, comunissimo nelle province tedesche dell'Austria.eia, perchè so die nessuno così mi anici come « tu fai Per ora non ti dico di più, se non che « i miei libri son chiusi e non li riaprirò se non « all'apparire del mio Apollo. » (lett. 58). Musa leggiadra e vivace nel gruppo letterario pesarese, che aveva in casa Pertica ri il suo centro, Costanza non riuscì solamente artista squisita ne' versi, tra' quali eccelle quel poemetto su L'origine della rosa, che alla fluidità ariostesca dell'ottava rima accoppia l'urbanità molle e gentile del sentimento virgiliano ('); ma diede anche opera, sovvenendo il marito, a severi studi filologici nel modo che a quel tempo s'intendevano. Alla retta lettura e all'interpretazione dei testi classici essa mostrò una passione che in donna non è comune, occupandosi con predilezione della Commedia, tanto cara al suo genitore. Come appare dall'epistolario, ella era sempre in traccia di codici del poema dantesco e dei migliori testi a penna studiava le varianti con buon discernimento critico, sebbene con un criterio soggettivo che non sarebbe più approvato a' di nostri. Una parte delle sue fatiche fu fatta conoscere nel (!) Achille Monti, pronipote di Vincenzo, accostò alcune odi proprie ai versi di Costanza, ed il volumetto usci nel 18H0 in Firenze, per cura di L. F. Polidori. Altri versi di Costanza pubblicò lo Scipioni ne] menzionato volume XI del (riornale storv;o. Ma abbiamo ragione di credere che buon numero di sue produzioni letterarie siansi perdute per malevolenza dei parenti, che gliele ritolsero in modo indegno, come appare da una sua lettera a Laudadio della Ripa (lett. 149). l'edizione De Komanis del commento del Lombardi. Sovvenne anche il marito nella revisione del Convivio e nella restituzione critica del DitI a mondo, opera che al Pertieari stava molto a cuore, e che dopo la morte di lui fu dalla vedova curata (lett. 131) e servi alla nota edizione ventisettana del Silvestri ('). In queste fatiche, come nell'attendere alla fama letteraria di Giulio, pose Costanza quell'impegno e quell'ardore che erano propri del suo carattere. Degna tigli noia del Monti, essa era innamorata dei classici ed oltre a Dante aveva studiato a fondo e chiosato il Petrarca, l'Ariosto, il Poliziano, il Tasso. Non meno del padre, che chiamava epizoozia il romanticismo, anzi la ro mantice ria (f), detestava Costanza i romantici e col solito fuoco flava sfogo a tale suo odio scrivendo a Urbano Lara predi: « queste tue lodi che non merito mi « saranno stimoli perchè io studi a meritarle « quando che sia. E di questa sola ed alta spe« ranza mi vo pascendo. Questa mi tiene di (li II Perticali in una lettera del 16 marzo 1818 a G. Antonio Roverella dice che la « buona Costanza... gli si è fatta ■ un grande aiuto nei suoi penosi studi Vedi la mia edizione delle Liriche di Fazio degli l'berti, p. CCLXXVII. Rispetto agli studi del Perticali su] Diltamondo sono da vedere le recenti comunicazioni dei dottori Pelaez e Nicolussi; cfr. (riorn. star, lìella leti, italiana, XXX, 333 e XXXI, 4li2. Intorno all'edizione milanese del Conririo ed alla parte che v'ebbero le correzioni del Pertieari, è da consultare uno speciale articolo di R. Murari nel (Giornale dantfuro, V, 11. 2i Ciò è detto in una lettera inedita del Botta a G. Grassi, per cui si veda la memoria di Emilia Rkois, Studio intorno alla cita di Carlo Bolla, Torino continuo fra i diletti miei libri e specialmente « fra quelli de' latini divinissimi peni ri nostri, spregiati solo da quella vigliacca pk'be di ro« marnici, che squarciano la bocca a bestemmiare ciò che non intendono, anzi elle non « sono né pur degni d'intendere. Kd è caso « veramente non tollerabile che idi uomini del « settentrione cerchino ora di farsi barbari culla « penna, come già negli anelali secoli il fecero « colle spade. E che v'abbiano de' nostri così vili, cosi dimentichi di loro stessi che s'in« chinino a tanta servitù! 0 mio Lamprcdi, il mio cuore è ponilo d'ira: toccando di queste * cose, tu mi fai bollir l'animo. Qui è ueces« sai'ia una interra seenni : tu puoi, tu devi os« seme gran campione: e fare che almanco in « Napoli e in Roma non penetri questa pesti« lenza di che già in Lombardia ammalano « molti e molti: e sarà grave il danno ove non « si metta pronto il rimedio » lett. 47.. Tale misoneismo intemperante, ma spiegabilissimo, in fatto a letteratura, non impediva in altre pertinenze idee più larghe improntate a sentimenti moderni. Così rispetto all'educazione delle donne, reputava Costanza essere « bestiale pregiudizio » quello che le allontana da ogni coltura dello spirito, giacché, aggiungeva, « Pini« imaginazione essendo generalmente più viva « nelle donne, fa d'uopo maggiormente di fer« mare questa nostra troppa fervidezza in cose « di severa applicazione, perchè i lavori ma« nuali non bastano a tenere occupato lo spiri ro » (lett. -JOx . Cosi pure nel vagheggiare un'Italia libera ed una, essa si accostava agli odiati romantici e partecipa va alle aspirazioni del marito '). Xello lettei'e scritte da Roma e manifesto il disgusto che le ispira la città papale, in cui \i sono tante cose che la « arrabbiano » ilett. &2). Essa si trova colà quando vi giunge, t'esteiigiatissiino. Francesco I d'Austria, e ([nelle gazzarre, lungi dal rallegrarla, le danno dispettosa melanconia, come scrive al fido Alitatili: « troppo alti sentimenti mi bollono nel« l'anima per poter essere spettatrice fredda «. della vergogna italiana. E quindi inutile che ti dica non aver ancora veduta neppure una festa pel cos'i detto imperatore: anzi al suo inuresso in Rom a, quando tutta la città era spopolata tranne il corso e la via di Ponte Molle, la tua Costanza passeggiava mestamente per Campo Vaccino, maledicendo il Cielo e la nostra iniqua fortuna. Io sola fra quelle rovine piangeva mestamente la nostra perduta patria; e forse troppo alto orgoglio era il mio, ma in quid giorno io mi sentiva, quantunque isolata, assai più grande dei grandi che ci rovinano » dott. 79). Benedetta colei che in te t'iiiciiise.' verrebbe voglia di sciamare. Eppure essi era fervidamente religiosa, e in moltissime lettere dice e ripete che senza quella religiosità limi avrebbe esitato un istante a troncare la I Vi'dasi il discorso di Gr. S. ìS i li di due settimane se ne smalti un'edizione copiosa, e mentre scrivo si lavora febbrilmente per farne uscire presto una seconda. Non malsana curiosità del pubblico spiega questo successo d'un volume che si direbbe a prillisi giunta vivanda da eruditi: anzi, l'avere il pubblico italiano, cosi poco facile a prendere fuoco pei libri clic non sieno d'occasione, ili scandalo o di lettura anienissima, inteso subito l'importanza di questo, gli torna per lo meno a tanto onore quanto ridonda a disdoro di pochi letteristi scontrosi l'averne .n'indicata inopportuna la pubblicazione. E ciò non solo perchè, come disse un buon s'indico i 1 1, cotesti Bruii/ « contendono gemmo di rara bellezza », ma specialmente perchè, fu aggiunto a buon dritto dalla medesima persona, « nel confronto che possiamo « fare è un elemento di studio, per scrutare e « indovinare la paziente opera del genio». Confronto di svaria tissima natura: studio d'importanza tale che da molti anni, oso dire, la critica non ebbe occasione di farne uno più significante nò più proficuo. È noto con quanta pena e con quale industria sottile l'arte incontentabile del Manzoni raggiungesse nell'edizione del 1840 la perfezione formale che difettava in quella del 18*27. Le due edizioni furono stampato a fronte e furono studiate comparativamente da parecchi, con speciale acume i ti A. FouAzzAim nel (liofiia/c ti 'Italia 'IH. e fortuna segnatamente dal D'Ovidio. Anche da questo punto di veduta i Brani, stesi tra la primavera del 1 Si? 1 e l'autunno del ltòS, offrono a rgoniento ad osservazioni preziose, giacché ci fan vedere quanto miserella. disuguale, taloi'a persino sciatta e mal contesta t'ossela primissima veste die il pensiero manzoniano si mise addosso. Ma non di ciò io mi propongo di qui discorrere: ■4 bene del contenuto, richiamando l'attenzione dei lettori sulla fisionomia che il romanziere milanese diede dapprima a eerti suoi personaggi e sullo sviluppo primitivo di certe scene. Ammetto senz'altro che ognuno abbia presente nelle sue particolarità quel libro meravigliosamente fresco, che doveva dapprincipio intitolarsi Vcrmo e Laviti, più tarili (Hi Sposi Promessi e finalmente si chiamò / Promessi Sposi. Quindi, ■icnz altri preamboli, vengo al buono, e considero anzitutto Gertrude. In altro articolo esaminerò l'Innominato ed in un terzo rivolgerò la mia attenzione a figure e ad episodi minori. Cenni fugaci saranno questi miei, ma mi terrò pago se per essi nascerà in altri la voglia di uno scandaglio più profondo e se questi altri troveranno nella lettura e nel lavoro il diletto spirituale *q insito che a me venne dal confronto dei Brani con le (luti redazioni del romanzo. ■.^ Senza pur conoscerne il nome, attinse il Manzoni la tragica storia di suor Virginia Maria, al "croio Marianna de Lev va. dal Ripamonti. Ripamonti aveva conosciuto di persona la Signora di Monza ne' suoi ultimi anni. In quella vecchierella curva per la grave età, macilenta e torrefatta dai patimenti e dalla espiazione, veneranda per santità di pensieri e di opere ('), inai si riusciva, dice egli, a figurarsi quale doveva essere stata un tempo, bella, altera, procace. In tutto il racconto latino, elegante e pomposo, i personaggi sono anonimi, ail'infuori del seduttore, Giampaolo Osio; ma ciò gli concilia certa vaga solennità, suggestiva in sommo grado pei1 un artista. Sebbene nell'annalista milanese si scerna manifesto il proposito di togliere anche da quella storia esempio edificante e di farvi risplendere la parte di sant'uomo che anche in essa ebbe il cardinal Federigo, v'ha senza dubbio materia più che sufficiente per tesserne un romanzo saturo di forte drammaticità. E il Manzoni lo fece: ma in entrambe le redazioni del romanzo la sua attenzione fu volta in particola!1 guisa alla psicologia della fanciulla, spinta contro ili Dopo la condanna, suor Virginia stetto 13 anni murata in una cella oscura, poi passò alle convertite di Santa Valeria, ove fu soccorsa dalla carità del cardinale Federigo Borromeo. Xata nel 1575, mori nel IliòO. A noi è consentito di leggere nella sua anima pervertita col sussidio degli atti processuali, che conosciamo mutili, come ce li diede in due edizioni il855 e D-W4) Tullio Dandolo. Lo Sforza mi dice che per buona ventura il processo integro fu rintracciato a Milano. Del periodo espiatorio conosciamo sue lettere pd altri documenti, per via del nutrito lavoro di Lrioi Zkriii, La f)'iipiora ili Monza nella aloria, ili Ardì. star, lomliartlo, an. XVII, 1HH0, fase. voglia nel chiostro (argomento pel quale non mancavano a lui reminiscenze personali e letterarie W), ed alla psicologia della monaca forzata (s), e tirò via sulla seduzione e sulle conseguenze atroci della seduzione. Privatamente informato, tra la prima e la seconda edizione, dell'esistenza del processo, e avutane fors'anche cognizione diretta, egli non modificò affatto nella sostanza il lungo episodio, e del nuovo elemento onde si precisava in lui la nozione del soggetto ci lasciò una spia quasi impercettibile in un solo particolare aggiunto nella stampa del '40. Quivi è detto che dopo la sparizione della conversa uccisa nel monastero di Santa Margherita perchè non riferisse gli amoreggiamenti della Signora, « si fecero gran ricerche in Monza e nei con« torni e principalmente a Meda, di dov'era * quella conversa» (3). Il nome dell'oscuro villaggio in quel di Monza non sarebbe certo passato per la niente dell'autore, se egli non avesse il) Per le reminiscenze personali e famigliari leggasi Cu. Faiihis, Memorie manzoniane, Milano, 1SK)1, pp. 57-58. Quanto ai ricordi letterari, essi possono esser diversi, oltre al libretto Jel Diderot, perchè, nelle molte letture del Manzoni di libri del sec. XVII e del VXIII, di violenze fatte a fanciulle nobili perchè prendessero il velo non v'era penuria. Vedasi in proposito una calzante comunicazione di E. Beiitana, nel (ìiorn. slor. ■Iella leti, ila!., voi. XXXV, p. 172. Il migliore esame psicologico della Signora lo dobbiamo sinora ad un filosofo, Giovanni Viuaki, Suor Oertriule, l' Innominato e Fra Cristoforo, Firenze, 18!I5. C&) Vedi p. 239 (cap. X) nell' ed. col commento del Petrocchi, Firenze, 1S)8, alla quale sempre mi attengo per questi articoli. 142 ì promessi sitisi ix formazione: appreso che la conversa violentemente soppressa ehiamavasi Caterina Cassini dn Mrrftr, come risulta dai constiluti processuali. Oli non' rammenta la tragica e misteriosa terrihiiilii con cui quel primo delitto è accennato nel roman/.oV La conversa più non si trova: una buca praticata nel muro dell'orto la fa supporre fuggita; si fan congetture: la Signora di quella storia non ama sentir discorrere: ma vi pensa di e notte e rimugino di quella donna le compare nella fantasia come uno spettro. Nella prima minuta il fatto è narrato invece per disteso, con evidenza mirabile pp. li'0-127'. Come si può imporre silenzio alla conversa, che in un momento d'ira avea minaccialo la delazione? Eiridio '(die così si chiama anche qui l'Osio) si stringe a consulta con le tre sciagurate da lui sedotte, la Signora e le due suore a lei addette e sue complici, qui innominate ('). « Il modo fu « pensato e proposto da lui con indifferenza e « acconsentito dalle altre con difficoltà, con resi di 111 realtà chiamava usi Ottavia Ricci e Benedetta Ornati. Esse fufrjiirono poi amliedue dal trai vento con 1" Osio, clic cercò sbrigarsene, gettando 1' una nel fiume Larabro, e V altra in un pozzo. All' uccisione della conversa Caterina, per mano dell' Osio. realmente assistevano, oltreché Virginia. Ottavia e Benedetta, anche due altre monache. Silvia Casati ed una Candida, ch'era la druda del laido prete Paolo Arrisone, mezzano dell' Osio. dopo aver invano tentato la de Ij^vva. In quel convento delle Umiliate la disciplina era a tali termini, da farlo poco dissimile da un lupanare. 11 Ripamonti tacque di molti abusi; il Manzoni, a sua volta, in questa parte idealizzò. i promessi sposi ix formazione 143 sieuza, ma alla line acconsentito ». Geltrude ■ •he nel romanzo, con maggiore conformità al.'I imo fermali ico, è invece Gertrude' l'esiste più .[rlle altre, ma alfine cedi1 essa pure e pattuisce ehe non si sarebbe impacciata di nulla, od avrebbe lasciato fare ». Presa da parte la con•ersa, le dui1 suore le propongono di farla assilere a qualche scena che ronda più sicura la -uà delazione. A tale scopo la nascondono nella im o cella, e di notte, al dubbio chiarore che veniva dalla stanza vicina, una di osse la finisco dandole un colpo di sgabello sul capo, impacio i 'tccijì"t scnìt/'Uo, come scrive il Ripamonti. I -nccessivi portamenti dell'Osio e di Gcltnule, ;. sottrazione del cadavere celato in una cantina, u -.bigotti monto pauroso delle tre monache rimasto solo, tutto magnifico, tutto degno del stanzoni ne' suoi migliori momenti. «Le duo serventi partirono; Geltrude le segui fino alla porta, aspettando che tornassero col lume. I.o deposero sur una tavola, lo spensero, e sedettero di nuovo attorno a quello che ardeva da prima. Slavano così tacite guardandosi furtivamente « ili tratto in tratto; quando gli sguardi s'incontravano, ognuna abbassava gli occhi, come se « temesse un giudice, e avesse ribrezzo d'un colpevole. Ma l'omicida, più agitata, o agitata in modo diverso dalle altre, cercava ad ogni mo"iciiio di cominciare un discorso, voleva par« lare del fatto e del da. farsi come di cosa co« mime, parlava sempre in plurale conio per tenero afferrate le compagno nella colpa, per es* seve nulla più che una loro pari». 141 I PROMESSI SPOSI IN FORMAZIONE Anche Egidio, il fosco, facinoroso, volgare Giampaolo della realtà storica ('), è un'ombra nel romanzo ed è una figura concreta nell'abbozzo. Quel « giovine, scellerato di professione », la cui caratterizzazione sommaria mi ha fatto pensare tante volte all' « uomini poi, a mal più eh' a bene tisi » di Piccarda, è qui rappresentato, se non con finezza di particolari, almeno con sicurezza di tratto; e l'episodio degli amori, condensato nella redazione definitiva in quel solenne «la sventurata rispose», che per la sua pregnante concisione fece andare in visibilio più di un critico, è narrato per disteso (pp. 107 segg.). Della scelleratezza d'Egidio s'indagano le origini, trovandole nelle condizioni e nelle idee dei tempi, non che in certe tradizioni famigliari, che al Manzoni offrono il destro a considerazioni svariate; i primi rapporti con la Signora, succeduti a quelli non colpevoli con una educanda da lei sorvegliata ('), sono descritti con cura, ed è con la consueta vivezza intuitiva che il gran romanziere sorprende i primi commovimenti dell'anima di Gelt-rude, le prime esitazioni, la prima dedizione. Pagine davvero osservabili, nelle quali unica Per la storia dell' Osio, oltre la citata memoria dello Zkiiiii sulla monaca, vedasi di lui l'opuscolo L'Eyìdio dei Promessi Sposi nella famiglia e nella storia. Como, 1895. Se pure quello Zerbi scrivesse un po' da cristiano! Quind' innanzi la cognizione integrale del processo potrà forse gettare nuova luce anche sul maggiore colpevole. A questi amoreggiameli con un' educanda accenna anche il Ripamonti. Dalle carte processuali apprendiamo che essa chiamavasi Isabella degli Ortensi, di Monza. note, forse un poco stonata, è l'aver dato, anziché al sangue giovanile ed alla passione incalzante, una parte ragguardevole a certo pervertimento teoretico « Ella fu dunque una docile e cieca di« scepola, e conobbe e ricevè tutte quelle idee ge« nerali di perversità a cui l'ignoranza e la irri* flessione di quei tempi permetteva di arrivare » ip. 119). Se il Manzoni avesse conosciuto in tempo il constituto di Virginia de Leyva, egli ne avrebbe per avventura tratto partito per far predominare invece un elemento assai meno razionale: il fascino irresistibile; ciò che la povera Virginia, caduta nell'abisso, chiamava malia, stregoneria ed altro di simile, quasiché attratta nell'orbita del peccato, a lei non fosse più dato di pensare con la testa propria e forzatamente precipitasse al delitto. Per quanto certe teorie moderne fossero assai remote dai principi e dal modo di concepire la vita e l'anima umana da cui il Manzoni non usava mai dipartirsi, credo chela confessione della povera suora d'innanzi ai suoi giudici lo avrebbe indotto a renderle ancora più debole la volontà di contro alla passione e meno attivo l'intelletto. Altro particolare, che nel romanzo difetta, è una motivazione adeguata del tranello in cui la Signora fa cadere Lucia ('). Dire che « la sven ti) È un vecchio appunto del Tommaseo, ripreso dal Borgognoni e dal Luzio, ed è un appunto eh' io trovo giusto, malgrado la difesa del Finzi, Lezioni di storia della lett. italiana, IV, I, 407 segg. e quella di Giov. Negri, Commenti sui Promessi Spori, Milano, 1903, I. 184 n. Anche il Vidari (Op. ci?., p. 34) sentì cotesta lacuna. turata tentò tutte le strade per esimersi dal« l'orribile comando »; sentenziare che « il de« litto è un padrone rigido e inflessibile, contro « cui non divien forte se non chi se ne ribella « interamente.» (cap. XX), son cose giuste e ben dette; ma non vediamo in esse raffigurata la maniera come una delinquente per passione può trasformarsi in una traditrice cosciente. Nella prima minuta Geltrude vive sotto l'ossessione di quella morta deposta in cantina sotto un mucchio di sassi, la povera conversa di Meda. Egidio, di ritorno da un colloquio avuto col Conte del Sagrato (che sarà poi l'Innominato), le promette che, se ella consente ad ingannare Lucia, caverà il cadavere da quel luogo e lo porterà lontano. La Signora, che non ama Lucia, perchè quel candore le è quasi un perpetuo rimprovero, repugna e resiste. Ma il giovinastro la circuisce con arte infernale, si tinge adirato e pronto ad abbandonarla, le fa balenare l'idea di quella trucidata che rimarrà là sotto se ella non cede, chiama in soccorso le due complici, più volgarmente perverse di Geltrude, ed ottiene ciò che vuole, anzi ottiene più di quel che vuole. « Gertrude, avvezza « ad essere strascinata, e a far sempre qualche « cosa di più di ciò che sul principio aveva ri« casato di fare, rispose tosto che pigliava essa « l'impegno, che ne aveva i mezzi più di chic« chessia » (p. 185). Persuasa al tradimento, la sua natura superba vuol esserne, non solo compiacente intermediaria, ma artefice diretta. In questa parte l'abbozzo completa magistralmente l'azione del romanzo. Non così si può dire dello altre parti do" Urani ove ricompare la Signora. Oziose le cautele di lei colle compagne e col Guardiano dei cnppuceini il'amico di padre Cristoforo) dopo il ratto ili Lucia (pp. 208-10); poco opportuna la dimanda che a Lucia medesima, liberata, muove intorno alla Signora il cardinale Federigo (p. ;i'22ì. 11 rimanente della lugubre storia, fino al pentimento dell'infelice monaca, anzi sino alla morte di Egidio, non è nell'abbozzo (e l'autore lo confessa) che un compendio della narrazione del Ripamonti (pp. 192-95) talora quasi tradotto alla lettera; nè mette conto di occuparsene. Val meglio il fugace accenno inesso in boccanel romanzo(cap.XXXVII) alla mercantessa vedova, che Lucia conobbe nel lazzaretto. Quei fatti posteriori non avevano che vedere con l'azione principale del romanzo. Che in origine gli ultimi casi della suora fossero « intrecciati agli ultimi dei due promessi », e che in nne del romanzo, in luogo del signor marchese, ricomparisse Geltrude pentita a chiedere perdono a Lucia, sono stranezze che poterono essere asserite con sbalorditola sicurezza ('), ma che pel cervello di don Alessandro non passarono, la Dio mercè, mai. * * La penna del romanziere corse troppo nel riferire gli strani discorsi che la Signora usava fare il) Da F. P. Cesta un, La storia nei Proni. Sposi, uel volume Studi storici e letterari, Torino-Eonia, 1804, pp. 288 e 810-11. con Lucia. Ve a questo proposito un dialogo singola rissimo nei Umili p|). ji)2-o9, ove la Signora s'abbassa al pili ributtante cinismo prendendo a difendere Don Rodrigo e dicendo alla semplice conUidinella affidata a lei : « convien dire che voi non abbiate mai avuio chi vi volesse male, fiacche sentite tanto orrore per chi vi ha voluto bene ». Par di sentire il Pisistrafo dantesco rispondere alla moglie, che si lagnava di chi aveva abbracciato in pubblico la loro figliuola: Clic t'areni noi a chi nini ne (lenirà Se ; ma, conclude con sopraffina malizia, « si « parla soltanto di questo fatto, perchè può dar « luogo ad una osservazione piccante: ohe vi ha « talvolta delle leggi che non sono eseguite » (pagina 80). Spiace pure alquanto che il Manzoni abbia dato di frego al discorsetto con cui la badessa di Monza rispose alla domanda della giovinetta Geltrude d' essere ammessa nel chiostro: discorsetto breve, ma forbito, che le era stato dato in iscritto « da un bell'ingegno di Monza » e che fece sorridere di compiacenza le suore, perchè « la gloria del capo si diffonde sugli inferiori », e lasciò il popolo minuto, che pure fu messo alla porta poco dopo senza cerimonie, pieno d'ammirazione (p. 18). In quanto a psicologia, il Manzoni, ammonito più di una volta dall'amico Ermes Visconti, le cui postille all'abbozzo danno spesso nel seguo ed ebbero, di regola, esaudimento, ha quasi seni pi e e con mano sicura migliorato nella redazione stampata. Il padre di Geltrude è nell'abbozzo un marchese Matteo, più bonaccione, più ignorante, più asservito ai pregiudizi che il principe del romanzo. Il principe ha ben altra austerità imperiosa ed esercita pei1 mezzo di essa ben diversa efficacia sulla figliuola e sui lettori. Maggior risalto che nel romanzo hanno invece nei Brani (pp. 02-63 e 72-73) la marchesa ed il marchesino; i quali poi, divenuti la principessa ed il principino, perdettero di significato pei' lo meno quanto avevano guadagnato di grado. Nè fu gran male: cosi campeggiano meglio le due figure capitali, il principe e la figlia. Del resto, quella marchesa era tale pupattola, da non sentirne punto la mancanza : figuratevi che nel ritorno da Monza, dove Geltrude era stata con tanta pompa presentata al convento, essa riuscì a dormire placidamente « malgrado i trabalzi che una carrozza di quei c tempi dava in una strada di quei tempi». Di materno non le era rimasto assolutamente nulla. Il prete esaminatore e nei Brani (pp. 92-93) troppo buon uomo, e forse in virtù d'una giusta osservazione del Visconti divenne l'uomo dabbene del romanzo, che è più a suo posto. Geltrude è, nè più nè meno, ciò che sarà Gertrude nel romanzo: lo scrittore la concepì di getto sull'arido fondamento di poche frasi latine del Ripamonti. Solo nell'abbozzo è più spiegata la vanità di Geltrude, e là dove il romanzo condensa tutto in una frase dicendo « idolatrava insieme e piangeva la sua bellezza », qui invece è detto come la idolatrasse e come la piangesse (pp. 101-103). Fu osservato che il Manzoni, cosi sobrio e riguardoso nel descrivere donne giovani, solo della monaca scrisse che avea la persona ben formata La tormeutatissima descrizione dell'abbozzo (pp. 21-24) dice poco di più, ma si trattiene sul muoversi e sul gestire di quella infelice, che alla fantasia del Manzoni richiama certe parodie di monache sulla scena, in paesi non cattolici. Un vizio, invece, che la Signora ha nell'abbozzo, e che le fu tolto con ragione, è di alludere continuamente a sè, ai propri casi, alla propria vocazione forzata. Sin dal primo momento in cui parla ad Agnese e a Lucia, completamente estranee, esce in una sfuriata con amarissimi accenni al destino proprio (pp. 29-30), e poi seguita su questo tono spessissimo, il che è fuori del verisimile. In luogo più acconcio che nei Brani è posta nel romanzo la guerricciuola pettegola fra educande, nella quale le compagne di Geltrude si vendicano della sua superiorità, vantando il proprio avvenire nel secolo e spargendo il ridicolo sul suo futuro impero di badessa ; ma qui è andata perduta una perla d'osservazione psicologica, racchiusa in questi termini: « Geltrudina non poteva rivol« gere le stesse armi contro le avversarie, perchè « le ricchezze e la voluttà non sono di quelle « cose delle quali si ride in questo mondo. Si « ride bensì di chi le desidera senza poterle ot ti) F. Romani, Ombre e carpi, Città di Castello, tpnere, e di chi ne usa sgraziatamente; e questo ridere mostra l'alta estimazione, in cui sono « tenute le cose stesse. Quei pochi che non le c stimano, non esprimono il loro giudizio con la derisione » (p. 39). * • In conclusione, adunque, nella prima stesura dell'episodio della Signora sono sviluppate due scene, quella dell' uccisione della conversa di Meda e quella del dialogo con Egidio, che giovano alla motivazione intima del tranello teso u Lucia e potevano rimanere, sia pure modificate, nel romanzo. Il resto si può dire quasi tutto ridotto in meglio nella redazione definitiva, e i tagli della storia ulteriore di Gertrude, compendiosamente esposta nell'abbozzo, sono pienamente giustificati. Certamente i casi di Virginia de Leyva, quali risultano dal processo, sono d'una drammaticità prepotente (*). Quella specie di tristissima suggestione che esercita l'Osio su di lei; l'agonia di quell'anima, che vorrebbe ribellarsi e non può; il peso di complicità abominevoli e di delitti orrendi; la tabella votiva inviata, dopo il primo aborto, da Virginia alla Madonna di Loreto perchè la liberasse dalla colpa ruinosa; le ripetute ansie della maternità; quella bambina, legittimata po (1) Sintesi efficace ne dà il Luzio, Manzoni e Diderot. scia dall' Osio con un sotterfugio giuridico nel ItiOO, che veniva al convento ed era colmata di carezze dalla Signora, presenti e non ignare le monache; sono tutti particolari di altissimo valore psicologico, da tentare un artista. Il Manzoni dapprima li ignorò: in seguito, saputili, non se ne valse. L'episodio, di cui s'era invaghito, aveva già troppo il carattere di un romanzo nel romanzo; e perciò l'amico Fauriel consigliava di sopprimerlo. A questo partito radicale l'autore non seppe decidersi, ma ne eliminò una parte, ne eliminò anche troppa parte. Perchè? Possibile che il romanziere non siasi avveduto essere quelle due scene rappresentate con plasticità geniale, più utili all'azione principale che quella lunga preparazione remota, per cui Geltrude divenne monaca contro voglia e spergiura e complice d'omicidio? Se si doveva adoperare il ferro chirurgico sulla carne viva del magnifico episodio, perchè rispettare tanto ciò che era più lontano dalla storia dei due sposi, il lento ed inevitabile pervertimento, mentre spietatamente si recidevano le circostanze essenziali del primo delitto e gli stimoli irresistibili al secondo ? Bisogna pur pensare che gli scrupoli religiosi di mons. Tosi avessero qualche presa sull'animo del Manzoni. E vero che nella prima stesura aveva messo le mani innanzi dicendo : « il Ri« pamonti racconta di questa infelice cose più «forti di quelle che siano nella nostra storia; « e noi ci serviamo anzi delle notizie che egli ci ha lasciate per render più compiuta la storia « particolare della Signora. Queste cose però, * quantunque rese più che probabili da una tale « testimonianza, e quantunque essenziali al filo « del nostro racconto, noi le avremmo taciute; « avremmo anche soppresso tutto il racconto, se « non avessimo potuto anche raccontare in proli presso un tale mutamento d'animo nella Si« guora, che non solo tempera e raddolcisce l'im« pressione sinistra che deggiono fare i primi fatti « della Signora, ma deve creare una impres« sione d'opposto genere e consolante » (p. 33). Questa giustificazione etica, ricercata nella esemplarità finale di quell'intermezzo storico, indusse forse la coscienza del Manzoni a non sopprimere di sana pianta quei due capitoli che tanto gli piacevano; ma rimaneva pur sempre il pericolo di eccitare soverchiamente, con rappresentazioni vivaci, il raccapriccio dei lettori per scene pur troppo seguite in un luogo sacro, tra quelle che avrebbero dovuto essere le spose del Signore. Chi sappia ciò che il Manzoni pensava a questo proposito troverà per avventura in questo timore la ragione sufficiente della mutilazione. I successivi portamenti della Signora non avevano relazione diretta con la favola principale del romanzo, e furono eliminati; le due scene di cui non si poteva far senza furono ridotte con tanta arte, che la fantasia dei lettori potesse colmare la loro misteriosa indeterminatezza. Così si tacitavano gli scrupoli e si ubbidiva anche un poco alle esigenze dell'economia del libro, alle quali per altro don Alessandro non era disposto a sacrificare troppo lesile personali inclinazioni e i suoi gusti. Si tenga presente che, malgrado tutti i consigli ed i consiglieri, il vero od assoluto arbitro nell'opera propria rimase pur sempre lui. II. L'Innominato. Francesco Bernardino Visconti di Brignano fu senza dubbio una gran canaglia; ma una canaglia che avea certa signorile alterezza, per cui non tollerava uguali ma voleva soggetti, anche fra i suoi alleati di scelleraggini, presso i quali, come presso i veri sudditi, esercitava il prestigio di un coraggio a tutta prova e di quella specie di magnanimità che non mancò talora ai più feroci briganti. Tale il Ripamonti, senza nominarlo, lo descrive; e dice di aver conosciuto lui, come la Signora, già vecchio e volto a nuovi pensieri per l'eloquenza, narravasi, del card. Federigo, che avea trovat o la via del suo cuore, pervertito, non guasto. Anche in quella sua verde vecchiezza, fa capire l'annalista, serbava i vestigi dell'antica imperiosità; ma questa sembrava piegata a forza, da un'altra volontà intima, a mansuetudine. Nelle frasi incisive del Ripamonti, l'Innominato v'è già tutto; e si delinea persino quella specie di sdoppiamento spirituale che il Manzoni sviluppò in un cosi splendido saggio di analisi. I PKOMKSSI SPOSI IN F0K.MAZ1ONK lf>7 Ma non subito trovò la sua via, e, caso singolare, dapprima si scostò dalle linee severe tracciate dal Ripamonti, poi vi tornò grado a grado. (Questa tigura fu una delle più tormentate del libro: don Alessandro la rifece tre volte, perdendosi nella seconda a contare di molte prodezze delittuose dell'Innominato e a sciorinare considerazioni storielle generali su quella specie di tiranni, che la dominazione spagnuola in Lombardia era costretta a tollerare ('). Nel primo abbozzo, l'Innominato ha un nome, o, meglio detto, ha un nomignolo, datogli per certa sua ribalderia brigantesca riinasta celebre, l'aver freddato di pieno giorno, di piena festa anzi, sul sagrato d'unii chiesa, mentre ne uscivii con altri, Vedasi lo squarcio della seconda minuta opportunamente riferito in appendice dallo Sforza, Brani, 591 segg. Anche là il Manzoni era costretto a scusarsi per le digressioni generiche, e nella scusa fa capolino il suo solito esagerato scrupolo di storico, che se in tanti casi giovò alla grandezza del suo libro, in altri, è forza ammetterlo, gravemente gli nocque: « Vorrei poter risparmiare al lettore tutte queste notizie e riflessioni generali su le opinioni, gli usi, le istituzioni di que' tempi, e condurlo speditamente di fatto in fatto fino al termine della storia; ma i fatti che mi tocca di raccontare sono talvolta cosi dissimili dall' andare comune dei nostri giorni, così estranei alla nostra esperienza, « che, a dar loro un certo grado di chiarezza, mi par pure indispensabile di spiegare alquanto lo stato di cose nel quale e pel quale potevano essere. Altrimenti, a quelli che non hanno fatto studi particolari sopra quell'epoca, sarebbe come presentare un osso di questi animaloni di razze perdute, senza dare un. po' di descrizione dello scheletro, o di quel tanto che si è potuto trovare e mettere insieme, per la quale si vegga come quell'osso giaceva • (p. GCM). 11)8 untale elio aveva usato resistere alla sua prepotenza. Quel delitto, compiuto con truce sangue freddo (pp. 144-149), gli guadagnò la designazione di Conte del Sagrato. Il Conte del Sagrato differisce assai dall'Innominato: di gran lunga più turbolento, egli manca quasi interamente di generosità; è un delinquente triviale, una specie d i Egidio elevato alla terza potenza. Quando il timido cappellano crocifero chiama nel romanzo l'Innominato « appaltatore di delitti» (*), c'è da giurare che tale designazione colorita spettava al Conte del Sagrato, meglio che quella d' « intraprendi tore di scelleratezze », che è nei Brani (p. 150). II Conte vende la sua potente mediazione delittuosa a suon di doppie, e guai a chi non paga con scrupolosa puntualità! Egli non ammette dilazioni; presso un abile mercante della sua risma, quelle son cambiali che vanno in protesto, e l'avviso del protesto potrebbe anche essere un'archibugiata nella schiena. Pel ratto di Lucia, impresa piena di pericoli, chiede dugento doppie; e don Rodrigo, se anche a malincuore, deve striderci. L'idea del mercato fa capolino ogni momento e volgarizza tutto. Volgari, sebbene efficaci sono i colloqui del Conte con don Rodrigo e con Egidio, ridotto il primo ad un breve cenno, l'altro soppresso nel romanzo nel pensiero e nell'espresEdiz. Petrocchi, p. 552, cap. XXIII. In fondo al colloquio con Egidio trovi un tratto umoristico, che va rilevato. Dice il Manzoni che « uno dei molti « vantaggi dei lettori di storie » è « il sapere certe cose igno sione il Conte è un vero soldataccio, e tale resta anche al cospetto del card. Borromeo, sebbene vada a lui (cosa estremamente inverosimile) con mezza voglia di convertirsi (p. 235). Figuratevi clic appena introdotto al suo cospetto, prende a dir ira di Dio dei preti e poco manca non gli esca dalla strozza un moccolo! (pp. 258 59). Anche dopo la conversione, nella celebre cavalcata con don Abbondio, il Conte appare alquanto rozzo, e non ancora del tutto spoglio dall'abito consueto della violenza. Bellissima, pur nel primo getto, la scena del Conte che notifica il suo mutamento ai bravi e ai domestici; ma ben lontana dalla solennità sublime che la medesima scena assume nel romanzo, ove la superiorità tutta morale dell'Innominato su quella ciurmaglia risplende luminosa. Poco mi garba veder nei Brani quel povero Conte che si sottopone a una specie di vili crucis, e non contento del colloquio, che è qui duplicato, col cardinale, non pago alle refezioni che prende secolui, lo segue in ogni sua tappa, sicché nel più bello lo troviamo (indovinate?! nella cucina di Perpetua! Decisamente quel povero Conte non sa essere signore, nè prima della conversione nè dopo. In luogo del semplice e toccante «perdonatemi», pronunciato quasi timidamente da quel potente, nella stesura defi ■ rate dai personaggi più importanti di esse ; il veder chiaro dove i più accorti ed oculati personaggi camminano all'oscuro : vantaggio che dovrebbe ispirare ad ogni lettore ben nato molta riconoscenza a coloro che glielo procurano, che alla fin line sono gli scrittori di quelle storie • fp. 1&>). ItiO nitiva, quando va a liberare Lucia; nella prima minuta il Conte va in piena forma a chiedere perdono a Lucia nella sua casetta natale, e in persona regala alle donne dugento scudi d'oro, mentre nel romanzo ne manda cento con una lettera. Meno liberale del suo, ma più dignitoso. Altra umiliazione, che nel romanzo fu tolta a buon diritto, perchè non ha punto punto del signorile, è che quando, per fuggire l'invasione dei lanzi, tre dei personaggi del romanzo, che tutti sanno quali siano, si ricoverano nel castello del Conte, questi è costretto, per mancanza di posto, a cedere il proprio letto ad Agnese e ad andare lui a dormir sulla paglia (p. 456). Inoltre, quel Conte convertito dà talora un po' troppo nel semplice. Con don Abbondio egli aveva bazzicato assai più di quel che facesse l'Innominato, eppure, sembra, non s'era per nulla accorto con che razza di pulcin bagnato egli avesse a che f are. Infatti, quando il povero prete viene pien di sospetti al suo castello per ricoverarvisi con le due donne, egli non esita, il Conte, a pregarlo di « animare questa buona gente alla difesa della * vita di tanti deboli, della pudicizia di tante « donne », e di * assistere quelli fra noi che la« sciassero la vita in questa impresa di miseri« cordia» (p. 4oò). Che dica per burla, non consta, e non sarebbe in carattere; se dice da senno, deve avere avuto chiusi gli occhi e gli orecchi, tutto assorto nella sua santità nova, quell'uomo ch'era pur avvezzo a praticare con tanti e a legger loro nell'anima. Allorché don Abbondio, nel suo segreto, gli risponde « un corno » ; non sappiamo se sia più comica la situazione di chi risponde a questo modo o quella di chi avea fatto proprio a lui la strana proposta. Nè si creda che questa diversità d'indole, di modi e di educazione del Conte del Sagrato sia solo limitata a fatti secondari. Essa viene ad intaccare la compagine stessa di quel carattere, in quella crisi massima della sua esistenza, che è la conversione. Nella prima minuta il Conte ha 50 anni, mentre nel romanzo l'Innominato ne ha 60. Dieci anni sono molti quando il mezzo del cammino è oltrepassato da un pezzo. Infatti nei Brani non hai quella specie di malaise nel delinquere, che proviene dall'età e dal conseguente appressarsi della morte ('), e non hai neppure quello sdoppiamento dell'io, meravigliosamente dipinto nel romanzo, che prepara la conversione, e su cui il Graf scrisse parole d'oro (*). « Quel nuovo lui, che cresciuto terribilmente a « un tratto, sorgeva come a giudicare l'antico » (3), è il vero autore della conversione; la presenza di Lucia, il discorso eloquente del mite Federigo, (T) Ciò avrebbe garbato al Finzi, Lezioni, IV, I, 40i, a cui sembra inn attirale nel rispetto dell'arte» quell'Innominato che già sin dalla presentazione è « prossimo a battere la via di Damasco • . Non si può negare che qualche ragione possa averla anche il Pinzi; ma della psicologia della conversione, rispetto alla quale il Manzoni aveva principi suoi ed era maestro, quell'egregio critico non si è curato. c2) Foscolo, Manzoni e Leopardi, Torino, 1898, pagine 118, l'20, 130. Cól Ediz. Petrocchi, p. 515, cap. XXI. Ee.iier Svaghi Critici 11 liC' non sodo causo, ma occasioni. Sono occasioni volute dalla Provvidenza, la quale opera il miracolo in quell'ordine appunto che è consono alla icona della (inizia, online chiaramente rappresentalo nella Scrittura ('>. Che l'operazione della (ìrazia corrisponda appieno alle esigenze della psicologia, non è meraviglia: ma pel i-redente la conversione non può esser altro che un miracolo: ed il Manzoni più d'ogni altro se lo sapeva, egli che d un miracolo siffatto credeva d'aver ricevuto la ( ìrazia. Ora la lettura di quelle importantissime pagine della minuta, che ritraggono i pensieri e le operazioni del Conte del Sagrato, ci svelano un particolare degnissimo di nota. Questo. Che il Manzoni, nella trattazione alquanto grossolana del personaggio che gli usci dalla mente e dalla penna nella prima stesura, non pensò a motivare secondo gli studi scritturali il gran mutamento del Conte. Solo in seguito, col continuo pensarci su, egli s'avvide della minor logica della trasformazione, e ci diede quella conseguente e vivissima rappresentazione di una coscienza morale che si ridesta, per cui la storia dell'Innominato è tra le più profonde concezioni dei PromessiSpasi. ili Alquanto prolissi e talora sin troppo sottili, ma sostanziosi e d'innegabilivalore sono in proposito i due saggi recenti di Gimv. Xkivki, La cOìtrerxioHe iìe/PJtiuominnto e il ronfilo ilclln Uraz'w e Se la eonfc salone il eli' Iiinomhia'o fu prr il Manzoni mi miwofo, nei citCommenti, voi. II. Panni cIih il Negri abbia ben risolto il quesito, intornu a cui erano discordi il Graf e il D'Ovidio. I l'Ko.MtlsSI smisi IN I che quella lolla benediva acciò se ne andasse ed era troppo -.alito per mandarla, invece, a tarsi benedire) fu costretto a rompere il digiuno in pubblico con mi lezzo di pane ed un bicchiere d'acqua. Per un principe della Chiesa non c'era male! Il Manzoni non fece forse benissimo trascurando, per isiudio di brevità, quest'aneddoto: mentre operò -augii-unente troncando l'indagine dei motivi per cui Federigo, pur avendo scritto tante opere, non .i.iiM'gui celebrità letteraria. Chi voglia, può leggere quei motivi nei Brani pp. 241 e segg.ì, ma non vi apprenderà nulla di peregrino. Lucia è in questa parte della prima minuta meno soavemente mansueta che nel romanzo, anzi a volte ò un po' imperiosa e stizzosetta. specialmente con la vecchia a cui il Conte l'ha ci Dimessa in custodia. Curioso è il notare che in quel forzato sodalizio di Lucia con la vecchia, il Manzoni si era del tutto scordato di far portare un po' di cena, di che lo avverti il Visconti (p. 224 il), ed egli ne fece poi quella squisita minia turi uà eh' è nel romanzo. La vecchia, del resto, è qui più sordida che nel romanzo, più volgare essa pure, come il suo padrone; il Manzoni ha tratti di crudo realismo quando più tardi la fa pacchiare e trincare (pp. 285-87), ma c'è da averne rivoltato lo stomaco. Una persona che si può dir nuova è il curato di Chiuso, giacché il paese ove segui la conversione del Conte (paese che nel romanzo non ha nome) è veramente Chiuso, come suppose il bravo Bindoni (l). Nella redazione definitiva quel curato è un prete dabbene, zelante, ma molto comune, al punto che lo scrittore lo chiama una volta scherzosamente « guastamestieri » perchè non ò atto ad intendere la sublime umiltà del cardinale (2). Nella prima minuta era addirittura un mezzo santo, tantoché la sua riputazione era diffusa ed esaltata nei villaggi circonvicini. Appena Lucia, liberata dalla prigionia del Conte del Sagrato, sente dire che si va a Chiuso : «Chiuso, esclama, dov'è quel buon curato ! andiamo, andiamo » (p. 295). Difatti il Manzoni, con insolita solennità, ci dice che si chiamava don Serafino Morazzone (p. 267) (3), « uomo che fi) La topografia dei Promessi Sposi, voi. I, Milano, ltìOo, pp. 145 segg. Ediz. Petrocchi, p. 62fi, cap. XXIV. Altrove Merazzoni. « La Tigna di quel liuou prete Me■ razzoni era tanto ben coltivata, che aveva poco bisogno 7 protezione f1). A un certo punto del dialogo il Conte perde la pazienza e scatta: « Al diavolo « anche V amparo... . tenga queste parolacce per « adoperarle in Milano con quegli spadaccini im« balsamati di zibetto, e con quei parrucconi impostori, che non sapendo essere padroni in « casa loro, si protestano servitori d'uno spa • gnuolo infingardo Intendiamoci fra noi da «buoni patriotti, senza spagli uolerie » . Il (ìraf, rammentando questo passo (2), osserva: « Chi • ha orecchie intende; e la censura austriaca, « se non aveva molto cervello, aveva ottime « orecchie ». Vero; ma non questo certo fu il motivo per cui il Manzoni soppresse il colloquio. Sentimenti patriottici erano assai mal collocati in bocca a uomini come il Conte del Sagrato e sarebbero stati altrettanto male in bocca all' Innominato. La censura austriaca ne avrebbe riso maliziosamente, come d'una mossa poco accorta, e l'avrebbe reputata, per gl' italianamente pensanti, un tirar sassi in colombaia. Il Manzoni vide a tempo la poco opportunità di quell'atteggiamento, e lo tolse. L' exjMiinoì de Manzoni, in Bulletin i/alien, voi. I, 1901, pp. 20G sggVedi anche Eugenio Memì, Spegnitoio, Spagnolismo e Spagna nei « Promessi Sposi*, in Fan filila della domenica, l'i e 19 luglio 1908. Cll La voce amparo è rimasta anche nell'arguta introduzione al romanzo «sotto l' amparo del Re Cattolico nostro Signore ». i'2i In un articoletto del giornale La Stampa di Torino Così pure soppresse la morte del Conte di peste, « contratta uelì'assistere i primi appestati » (pagina 558). Sarebbe stato un doppione della morte d' un altro convertito, padre Cristoforo, e ciò che stava bene al cappuccino disdiceva alqua nto ad un laico gran signore, per quanto inoltrato sulla strada del paradiso. * Angelo De Gubernatis scrisse anni sono che l'episodio dell'Innominato « poco mancò non diventasse il pernio di tutta l'opera », e affermò più oltre, rincarando la dose, che quella figura doveva essere, in origine « il centro di tutto il poema o romanzo » (')■ Questa ipotesi assunse maggiori proporzioni nel noto scritto del Cestaro, ove si legge: « Il voto è la catastrofe religiosa « dei Promessi Sposi. Forse n'era veramente la « catastrofe, insieme con la conversione dell' In« nominato, che, nel primo abbozzo del romanzo, « ne doveva essere il protagonista. E forse allora « i casi dei promessi non formavano che l'azione « secondaria; il ratto di Lucia doveva se rvire « alla grande opera della conversione; e, l'In« nominato un santo, Lucia votata alla madonna, «Renzo, chi sa? converso nel convento di tra « Cristoforo, tutto finiva con grande consolazione « del vescovo Tosi, ad majorem dei gloriarti » (*). C'è da trasecolare! (lj Alessandro Manzoni, Firenze, 1879, pp. 221 e 228.Nei cit. Sludi storici e letterari Dicesi che le bugie, in genere, hanno le gambe corte; ina per opposito, in letteratura pare le abbiano, anzichenò, lunghe. Cotesta, infatti, dell'Innominato primo protagonista dei Promessi Sposi, sebbene di per sè inverosimilissima e non confortato da veruna prova di fatto, si fece strada e fu ripetuta da diversi, persino in libri scolastici. Sembra che ad arrestarne la voga non servissero neppure attestazioni in contrario venute da persone che col Manzoni convissero o conversarono, e dalle sue labbra udirono qual fu e come gli venne la prima idea del romanzo. La grida del ló ottobre 1627, firmata da don Gonzalo Fernandez de Cordova, governatore di Milano, quella stessa che il dottor Azzeccagarbugli mette «otto gli occhi al buon Renzo e in cui si parla, tra l'altro, di pene comminate a chi impedisca matrimoni e al « prete non faccia quello che è obbligato per l' ufficio suo », gli fece balenare alla mente l'idea d'un racconto storico, avente per soggetto un matrimonio contrastato « e per finale grandioso la peste che aggiusta ogni cosa» ('). Il caso dell'Innominato, come quello della Signora, gli si fece innanzi più tardi, studiando il Ripamonti, e sin da principio l' uno e l' altro dovevano entrare nella storia come narrazioni episodiche. Oggi il fatto, attestato da testimoni de audita, è luminosamente confermato dalla conoscenza che abbiamo fatta con la prima stesura del libro. E questo fia suggel, con ciò che segue. (li S. Stampa. Alessandro Manzoni, I, (iO, II, 87 e 141; Faiihis, Memorie manzoniane, p. 102. 1. Nella minuta vi giunge « a notte già fitta », e la sgridata se la busca. IL (iuardiano, sebbene fosse « con« tento in fondo del cuore che il padre Cristo« foro avesse commesso un mancamento », gli fece il viso serio e gli indisse una penitenza. « Un lettore di otto anni (aggiunge argutamente « il Manzoni^ potrebbe qui domandare: perchè « faceva il volto serio, se era contento? e gli si « risponderebbe, che appunto era contento perchè « il padre Cristoforo gli aveva dato il diritto di EJiz. Petrocchi, j>. 128. cap. VII. I PROMISI SPOSI IN" FORMAZIONE 171 « fa rirli il volto serio ». Tutta la scenetta (pagine .")li5-ii9i è deliziosa, e non si può pensare i-ho Io scrittore l'abbia elimina fa se non per un corto scru polo religioso. Che non rutti i religiosi t'(isscr«i della tempra ili patire Cristoforo, eirli lo taceva capire abbastanza con altre figure fratesche assai meno elevate della sua: spinger rocchio di linee nelle invidiuzze pettegole che allignavano alla sordina tra le cocolle ed a cui non si sottraevano i superiori, gli sembrò forse libertà soverchia. Bastava la scena indimenticabile del cull0(]uiu tra il conte zio ed il padre provinciale u-ap. XIX i, colloquio ch'ebbe per effetto di far andare fra Cristoforo a piedi da Pescarenico a Rimini « che è una bella pas-i ggiata »: ma in origine troppo era maggiore, perché il monaco venia sbalestrato a Palermo i, per mostrale la pieghevolezza ossequiosa dei frati posti più in alto verso la mondanità potente. Padre Cristoforo guadagna sempre più in diluirà ed in fervore nelle successive elaborazioni ■ Iella materia. La grandiosità santa della sua tiirura silicea particolarmente là nel lazzaretto, presso don Rodrigo agonizzante. Scena molto diversa india prima minuta, ove quel prepotente non è lasciato nel suo giaciglio di dolore, mentre il cappuccino e gli sposi promessi pregali por lui: ma invece appare in un momento d'insensato furore, seminudo e coi capelli rabbuffati, e si slancia su d'un cavallaccio dei monatti, e fugge fugge pazzamente, tinche precipita morto. Fosca scena, satura di terribilità tragica, che attrasse l'attenzione dei manzonisti sino da quando poterono conoscerla nel primo volume degli Scritti postumi. Se il Manzoni si decise a mutarla di sana pianta, lasciandone appena una traccia in altro luogo ('), dovette certo avere i suoi buoni motivi. Più d'uno cercò* d'indovinarli. A me pare che anche qui prevalessero una ragione estetica ed una religiosa : la ragione estetica è che quella molte, sebbene poeticamente trovata, avea troppo del colpo di scena, e don Alessandro aborriva dagli effetti, da ciò che chiamava « battere la gran cassa » la ragione religiosa è che quella morte da disperato non lasciava adito alla speranza di pentimento negli ultimi istanti, pent imento che poteva essere impetrato da Dio per mezzo di coloro appunto a cui quel prepotente vigliacco aveva fatto più male (3). Chi sin del primo getto fu quell'impagabile tomo che tutti conoscono, ò don Abbondio. Egli Allorché Renzo entra nel lazzaretto, vede un cavallo fuggente spinto da un cavaliere frenetico. Come nota lo Sforza (Sfrìtti pontumi di A. Manzoni, I, 124 1, quella scena si ficcò nella mente di Emilio Zola, cosi incline al terribile e al raccapricciante, e non ne usci più. Il Previati (p. 555 della edizione maggiore hoepliana) cercò ridarla; ma Ti riusci poveramente. Parole del Manzoni riferite dallo Stampa, I, 57. Bene sviluppò questo concetto A. Eòndani, in un articolo ove parla di più altre cose : Una variante del Manzoni circa la morte di don Bodrigo, in Natura ed arte ebbe intorno molto meno concieri di ogni altro, sebbene all'artista sommo che lo creò sia avvenuto dapprima di caricarlo un po' troppo. La più parte dei tratti tolti via hanno essi pure gran sapore di comicità, perchè quella figura il Manzoni non riusciva a toccarla senza farne sprizzare le più amene trovate che imaginar si potessero. Ameno è don Abbondio alla mensa del Conte del Sagrato, allorché il territorio circostante è tutto invaso dai lanzichenecchi, ed il povero curato, con quel po' po' di tremerella addosso, è costretto a fare il disinvolto, a mangiare ed a ridere (p. 458j. Più ameno è don Abbondio predicatore, con tutte le sue cautele di dire e non dire, e con l'abile conciliazione degli interessi dell'anima e dei parocchiani con quelli del corpo e della sua particolare tranquillità d'uomo timido p. 464). La conversazione di Renzo rimpatriato, dopo vinta la peste, e don Abbondio, che pur n'è scampato, è nel cap. XXXIII del romanzo un gioiello; ma non lo era punto meno nell'abbozzo, anzi arricchiva don Abbondio di qualche tratto d'egoismo e di comicità poi scomparso (pp. 49Ó-99). Qui Fermo (che sarà poi Renzo) non incontra il suo curato per via « portando il bastone come chi n'è portato a vicenda »; ma lo vede ad una finestra della canonica. Nel vano egli scorge « un so che di bianco giallastro in « campo nero, una figura immobile, appoggiata * ad un lato della finestra. Era don Abbondio « in persona, e "ad una certa distanza poteva « pa i-ere un vecchio riti-atto di qualche togato, scialbo per natura, per l'arte del pittore e per « l'opera del tempo, appeso di traverso fuori al « muro, perla buona intenzione di ornare qualche « solennità ». Il dialogo segue tra il prete che è alla finestra e Fermo che è sulla via. Questa scena inette capo ad un'altra variante segnalabile. Nel romanzo Renzo non trova Agnese nel villaggio natio, perchè essa si è recata presso certi suoi congiunti, a Pasturo nella Valsassina, sicché il bravo giovinotto la rivede solo dopo che ha trovato Lucia e può recarle la buona novella (cap. XXXVII). Nella minuta invece Agnese non s'è mossa, ed avendo fino allora evitato il contagio, vive con grandissime precauzioni. Fermo la rivede ed ha secolei un colloquio i pp. 499-505;, di cui nel testo definito dovea sparire ogni traccia. Qualche diversità nel carattere di Lucia ho già notato. Il i-atto di lei è rappresentato con perfezione di gran lunga minore nei Brani. Con singolare inverosimiglianza, i falsi forestieri invitano Lucia ad accompagnarli in carrozza per meglio indicare loro la strada di Monza (p. 201), e quel che più importa, lo strillo acuto della fanciulla rapita è udito da contadini che lavorano nei campi circostanti, e se ne fa poco appresso un gran cicalare pei' Monza, e le fantasie riscaldate ne inventano di carine. Anche in questo sviluppo del fatto, che al Manzoni sembrò meno opportuno in seguito, sicché lo tolse, v'è quel senso vivo e sperimentale della realtà, che in lui siam soliti ad ammirare. Le esagerazioni e le .storture della voce pubblica furono delle più buffe (J); sinché un cagnotto di Egidio non ebbe rimesso le cose a posto, facendo credere in piazza che la giovine fosse d'accordo e che l'avesse portata via il suo innamorato. Si tini col « ragionare profondamente sulle astuzie delle « donne che fanno la semplice, sulla dabbenaggine della Signora che aveva raccolto quella « mozzina » (p. 208). La diversa ubicazione del castello dell'Innominato, costringe l'autore a far comparire prima la vecchia. Il contegno di Lucia coi manigoldi non differisce molto da quello del romanzo; solo in principio essa è più fiera ed i bravi più cinici e sguaiati. Maggiori sono le varianti nella breve dimora di Lucia a Chiuso. Tommaso Dalceppo (p. 316) è un personaggio tanto insignificante, quanto diventerà gustoso in seguito, quando si trasformerà nell'anonimo sarto, che sa di lettere. Il Manzoni qui teorizza, alquanto fuor di luogo, sui sentimenti di chi ha scampato un pericolo e sul valore del voto. Inoltre non è il cardinale che visita la casa del sarto, dando luogo alla scenetta indimenticabile del cap. XXIV; m» son le tre donne che si recano dal prelato, per invito di lui. Tanto il curato di Chiuso (quel sant'uomo), quanto Federigo, sono con le donne il) Probabilmente l'autore si ricordò in tempo che di simili mascheramenti della verità nel pettegolezzo popolare egli si era burlato altrove, dove parla d'un altro ratto, fallito, quello di cui ebbero incarico il Griso e gli altri bravi di don Rodrigo. Vedi cap. XI, a p. 253 dell' ediz. Petrocchi. stranamente impacciati (pp. 321-22; cfr. p. 341). 11 Borromeo « in quella canizie conservava la purità ombrosa di una fanciulla » . In un uomo dell'indole sua, ciò dava nel ridicolo; e infatti il Manzoni se ne avvide e soppresse del tutto quel tratto di carattere, sebbene nel romanzo egli abbia ringiovanito di parecchio il nobile personaggio, sempre rappresentato nei Brani come un vegliardo. Non mi tratterrò qui ad osservare che nella prima minuta il Manzoni aveva ceduto ancor più che nel romanzo alla tentazione di divagare nella storia, sicché le digressioni sulla carestia del 1628 e sulla peste successiva erano ancor più lunghe di quelle che si conoscono (*). Dirò, invece, che la tìne del romanzo era, nell'abbozzo, schematica, fredda, lontana dalla bella e bonaria efficacia del cap. XXXVIII. Anche là. in origine, la mente di don Alessandro si palesava più ragionatrice che rappresentatrice. Inoltre, nel banchetto dato agli sposi nel palazzotto già appartenuto a don Rodrigo, il « parente lontano » che ne è l'erede, non mangia con loro « alle« gando che il pranzare a quell'ora non si eoli« faceva al suo stomaco » . « Ma (osserva il Mali ci) In queste pagine soppresse, non posso trattenermi dal cogliere un'osservazione umoristica tutta manzoniana: Il « tempo è una gran bella cosa: gli uomini lo accusano, è vero, di due difetti: d'esser troppo corto e di esser troppo lungo: di passare troppo tardamente, e d' essere passato troppo in « fretta; ma la cagione primaria di questi inconvenienti è « negli uomini stessi, e non nel tempo, il quale per sè è una « gran bella cosa ; ed è proprio un peccato che nessuno finora • abbia saputo dire precisamente che cosa egli sia zoni) la vera cagione fu... che quel brav'uomo c non aveva saputo risolversi a sedere a mensa « con due artigiani: egli, che si sarebbe recato * ad onore di prestar loro i più bassi servigi, « in una malattia. Tanto anche a chi è esercitato « a vincere le più forti passioni, è difficilé il vin« cere una piccola abitudine di pregiudizio, « quando un dovere inflessibile e chiaro non « comandi la vittoria » (p. 557). Invece, nel romanzo, il marchese aiuta a servire li sposi invitati; ma li tiene a tavola separata. Ed il malizioso romanziere, commenta: c A nessuno verrà, « spero, in testa di dire che sarebbe stata cosa « più semplice fare addirittura una tavola sola. « Ve l'ho dato per un brav'uomo, ma non per « un originale, come si direbbe ora; v'ho detto « ch'era umile, non già che fosse un portento « d'umiltà. N'aveva quanta ne bisognava per « mettersi al disotto di quella buona geute, ma * non per istare loro in pari ». Parole che per l'estrema finezza dell'ironia riuscirono equivoche, tanto che a qualcuno parve che la sostenutezza del marchese fosse lodata, ad altri che fosse biasimata, perchè non conforme alla schietta umiltà evangelica. Questi ultimi aveano ragione ed il passo è chiarito nella forma, meno arguta ma più esplicita, che la chiosa manzoniana ha nell'abbozzo ('). Vien così ad essere dichiarata s e nz altro vera l'interpretazione del passo che con la sua ingegnosità consueta propose nel 1900 G-iov. Negri. Quelle sue considerazioni uscirono a Pavia in foglio volante, e il Petrocchi fece benissimo riferendole integralmente nel suo commento Or ecco avanzarsi la « coppia d'alio affare », don Ferrante e donna Prassede. Nei Brani non è per impulso spontaneo di quella faccendona delle buone opere di donna Prassede che Lucia entra in quella casa; ma perchè ve la manda in custodia il cardinale. E ci va a fare la cameriera, perchè quella « coppia » non è soltanto una « coppia », ma ha seco una figliuola e la sorella del capo di casa, rimasta vedova. Una famiglia, dunque, in tutte le regole, che poi nel romanzo sarà ridotta ai soli due coniugi rispettabilissimi. La figliuola, unica, di quei due (') chiamavasi Ersilja, famigliarmente Silietta, » personaggio « non troppo facile da descriversi, nò da detì« nirsi. Le sue fattezze erano senza difetti e « senza espressione; i suoi due grandi occhi * grigi non si movevano che quando si moveva « tutta la testa; teneva la bocca sempre semi« aperta, come se ad ogni momento sentisse « una leggera meraviglia: rideva spesso e sorri« deva di rado; parlava lentamente e placida« mente, ma volentieri e a lungo tutte le volte « che alcuno dei suoi parenti non fosse presente Xel romanzo (cap. XXVII) le figliuole erano state cinque, ma son tutte fuori di casa, tre monache e due maritate, sicché donna Prassede ha « tre monasteri e due case a cui sopraintendere. il darle su la voce » (p. 417). Si potrebbe dipinger meglio quella pacifica scimunitella, destinata al monastero, ove entrò poi senza slancio e senza repugnanza ? Perchè il Manzoni più non la volesse, non è chiaro: forse gli diede ombra l'idea che ne venisse nuovo sminuimcnto di stima ai monasteri femminili, quasi che fossero additati come ordinario ricetto di simili pupattole; forse quella figurina gl'impacciava l'azione. Pei" quest'ultimo motivo deve, senz'altro, aver abolito donna Beatrice, la sorella di don Ferrante (p. 363), severamente e sentitamente pia, quanto donna Prassede era pinzocchera ed inframmettente; e il procacciante maggiordomo Prospero « faceto e rispettoso, disinvolto e composto, dotto « a tutto fare e a tutto soffrire » ; e la donna di governo Ghitina, che il servitorame chiamava * la signora Chitarra » perchè « il suo collo « lungo, la sua testa in fuori, le sue spalle sehiac« ciate, la vita serrata dal busto e le anche alc largate » la facevano « somigliare alla forma di quello strumento », il cui suono, ricavato da mano inesperta, somigliava alla voce di lei, « cicuta, scordata e saltellante » (pp. 418-19). Questi personaggi, che promettevano bene davvero e che pur di primo acchito ci balzano innanzi vivi e parlanti, scomparvero. Ma, anche i due onesti coniugi erano nel primo getto alquanto diversi da ciò che furono nel libro definitivo. Più maligna donna Prassede, tiranneggiava, per le sue fisime, Lucia e la faceva spiare da Ghita: essa avrebbe voluto che la mite Imi contadina prendesse il velo con la sua Krsilia. Don Fori-ante, anche qui, dotto d'una cloUrina senza luion senso, che degenera nella pedanteria: ma oltracciò sudicio nella persona e nel vestire, e. non meno che pretensiosi), pitocco. Viveva di prestiti: e chi armeggiava sapientemente con gli usurai per trovare i quattrini indispensabili al tasto della casa spiantata, ora quel mellifluo e pieghevoli» Prospero. Del resto, già nell'abbozzo era ideata quella libreria di don Ferrante, che nel romanzo fu condotta a perfezione, ed è uno dei tratti più finamente umoristici del libro (''). In questo luogo abbiamo anzi una curiosità da notare. Nella redazione definitiva il Manzoni, avendo di molto arricchita la descrizione della libreria nelle parti che a lui parevano secentescamente sostanziali e, per dar la misura dell'uomo e dei gusti del tempo, essenziali, omise la sezione delle « lettere amene » i2). I n critico morto giovine, in certa sua conferenza, volle colmare codesta lacuna e imaginò che vi figurassero « fra i più graditi, i nomi del Tasso, « del Marini, del Tassoni, del Bracciolini, del Cfr. D'i. Non vi sarà forse fra i ilici lettori chi non rammenti che appunto da 1111,1 lettera dell'Achillini è tolto quasi di peso i kirocco ragionamento con cui nel romanzo i Ferrante viene a dimostrare che il contagio della peste è una chimera (cap. XXXVII) I. Stui'I'.mii. La hiblioteia ili ilun Ferrante, Milano, 1SM7.,•. I.-.. Ji li. Haiti, in Sanai letterari. Firenze. 1KH p. 109. i La telaxiime de] passo manzoniano con la lettera dell' tu indicata nel 1S7!I da O. (irKBtiixi. nella liax&ei/ìia 'nuli III. Vii. La distanza fra i due passi none punto un lini rahite. come sostieue con poca critica il Petrocchi anzi es:-i sono molto simili; il (die non vuol dire Manzoni alibia commesso un plagio. Questa è una Già nella minuta si leggevano quelli sgangherati dilemmi (pp. 469-70); ma essi facevano parte d'un dialogo, di cui sopravvisse appena lo spunto, tra don Ferrante e un don Lucio, figurina ben trovata di « professore d'ignoranza e dilettante d'enciclopedia », che non aveva mai studiato, anzi si vantava di aver tutti i libri in gran dispillo perchè « fanno perdere il buon senso e « tuttavia pretendeva decidere d'ogni cosa ». Che gioia! Di codesti sensatissimi faciloni v'ò chi dice che se ne trovano anche fuori del seicento; ma io non lo credo. * I Brani (pp. 3 sgg.) ci fanno conoscere intero un intermezzo di cui era nota solo una parte, per via del discorso pronunciato dal Bonghi in Milano nel 1885, quando s'inaugurò nella Braidense la sala manzoniana. Finge il Manzoni in quell'intermezzo di discutere e di ribattere le obiezioni di un personaggio ideale, che gli fa carico di presentarci nel romanzo due fidanzati senza descrivere « i principi, li aumenti, le comunicazioni del loro affetto ». Egli si professa « del parere di coloro i quali dicono che non « si deve scrivere d'amore in modo da far con appropriazione lecita ed opportuna, e mi par più probabile ch'ei sia ricorso all'Achillini, anziché ad un opuscolo di Massimiliano Viani di Pallanza, stampato nel 1630, ov'è fatto il medesimo ragionamento (Stoppato, pp. 48-49). Due sonetti politici dell' Achillini cita il Manzoni. sentire l'animo eli chi legge a questa passione », perchè d'amore al moudo ve n'ha quanto basta, nè v'è bisogno che altri s'industri a coltivarlo ed a fomentarlo con gli scritti, d'amore « ve n'ha, « facendo un calcolo moderato, seicento volte « più di quello che sia necessario alla conser« vazione della nostra riverita specie». Strana teoria senza dubbio, che provocò ben presto una rispettosa, ma energica confutazione del Fogazzaro. Questi non può ammettere un concetto cosi materialistico dell'amore, e convenendo che gli amori di puro senso non vanno descritti, ritiene vi sia nell'amore un elemento idealistico elevatissimo, atto a sublimare le anime e a completarle, sicché l'indurre i mortali a quell'amore, che ha qualcosa d' immortale, è opera meritoria^). Nella quale interpretazione dell'amore fa capolino il poeta idealista, non alieno dallo spiritismo, che fece giuocare cosi bene in un suo rooianzo la sempre risorgente imaginazione dell'amore dopo la morte (2), rappresentata dall'adagio antico « Hyeme et sestate, et prope et procul, usque dum vi vara et ultra » (3). Sta bene: ma il Manzoni voleva dire altra cosa. L'ha dimostrato con molta diffusione, ma insieme anche con molto ingegno, Giovanni Ne (li Un'opinione di A. Manzoni, in Fouazzaho, Discorsi, Milano, 1898. Il discorso fu letto a Firenze nel marzo de] 1887. C2) I numerosissimi indizi concreti di questa credenza o imaginazione furono raccolti da A. Giìaf in un recente articolo della X. Antologia, 16 novembre 1904. i'ò) Daniele Cortis, Torino gri (')■ L'autore dei Promessi Sposi fu ben lungi dal disconoscere l'amore ideale e puro, anzi quest'amore egli fa sentire di continuo nel suo libro, non evitandone neppure qualche tratto passionale. Ma egli sapeva che in ogni amore, anche il più puro, vi sono, in quanto è umano, elementi di impurità, e a questa impurità non avrebbe voluto che la letteratura provocasse il consenso, cioè l'adesione del cuore per mezzo dell'eccitamento dei sensi. A chiarire siffatto consenso aggiunge una esemplificazione, che il Bonghi non fece conoscere e che non potrebbe essere più calzante: « Ponete « il caso che questa storia venisse alle mani, per « esempio, d'una vergine non più acerba, più « saggia che avvenente (non mi direte che non « se n'abbia), e di angusta fortuna, la quale, per« duto già ogni pensiero di nozze, se ne va cam« puechiando quietamente, e cerca di tenere oc« cupato il cuor suo coll'idea dei suoi doveri, « colle consolazioni della innocenza e della pace, « e colle speranze che il mondo non può dare « nè torre, ditemi un po' che bell'acconcio po« trebbe fare a questa creatura una storia che « le venisse a rimescolare in cuore quei senti« menti che molto saggiamente ella vi ha sopiti. « Ponete il caso, che un giovane prete, il quale * coi gravi uffici del suo ministero, colle fatiche « della carità, con la preghiera, con lo studio, « attende a sdrucciolare sugli anni pericolosi che L'opinione del Manzoni e quella del Fogazzaro intorno all'amore, nel I volume dei cit. Commenti. gli rimangono da trascorrere, ponendo ogni « cura di non cadere, e non guardando troppo « a diritta uè a sinistra, per non dar qualche * stramazzone in un momento di distrazione, « ponete il caso che questo giovane prete si « ponga a leggere questa storia (giacché non « vorreste che si pubblicasse un libro che un t prete non abbia da leggere), e ditemi un po' « che vantaggio gli farebbe una descrizione di « quei sentimenti ch'egli debba soffocar ben bene « nel suo cuore, se non vuol mancare ad un « impegno sacro ed assunto volontariamente, se « non vuol porre nella sua vita una contraddi« zione che tutta la alteri ». Fuvvi chi si meravigliò che tenesse questo concetto dell'amore nei romanzi chi avea provato replicatamente e potentemente quella passione, sino ad averne « spossata l'anima d'ogni forza », come scrisse un giorno al Fauriel ('). Nessuna meraviglia meno giustificata. Gli è appunto perchè la natura del Manzoni era una natura sommamente, e non platonicamente, amatoria, che la sua rigorosa morale cristiana gli imponeva di evitare ad altri quegli stimoli, di cui gli eran ben noti i pericoli e contro cui aveva dovuto lottare egli stesso. Tanto è vero ch'egli fin da principio si guardò da quegli scogli, e nella prima minuta non occorre nessuna di quelle descrizioni che nell'intermezzo sull'amore volle (li Stampa far credere d'aver messe in carta l'i. Ora. che • ■levando a teoria generalo l'idea del Manzoni si venga a sacrificare l'arte alla morale, e che silfatio sacrificio, per motivi estranei alle ragioni intime dell'opera letteraria, sia ingiusto, non sarò certo io a negarlo: ma movendo dai principi etici che il gran romanziere poneva a baso di ogni pensiero e ili ogni operazione, l'opinion sua era perfettamente logica. Che volete farci? Createvi un Manzoni di vostro gusto, se vi garba: quello • •he tu al mondo e vestì panni era fatto cosi. Lo studio della prima minuta ci convince, adunque, che nel lavorio di perfezionamento dell'oliera sua il Manzoni si studiò in ispecie di ridurre a giusta misura la materia, di resecare da essa // froppn f il l'ano. Menfe dialettica ebbe il Manzoni quant'altri mai ed all'opera d'arte si preparava con lunghissimo studio di storia, perche nell'uomo gli piaceva di osservare non solo le attitudini e i moti spirituali del presente, ma anche quelli del passato. Quindi il so ili Ad un imaginario interlocutore, che gli rimprovera di aver trascurato nel libro i particolari dell'amore. Unge dori Alessandro di rispondere: Trabocca, invece (il liìiroi di queste cose, e deagio confessare che sono anzi la parte più • elaborata dell'opera; ma nel trascrivere, e nel rifare, io . Ciò non risponde al vero, se pure non si tratti di abbozzi parziali, anteriori alla prima minuta, dei quali ignoro l'esistenza, ovvero della storia secentesca che finge di avere scoperta. verchio od il meno utile elio gli uscì dalla pernia nella prima foga ilei comporre consistono in abuso ili ragiona mento ed in abuso di storia. Per quel i-Inspetta alla sostanza del libro, la sua maggior preoccupazione fu di proporzionare all'insieme questi due elementi, e nel tempo stesso di ottenere maggior tinozza d'osservazione psicologica maggiore efficacia rappresentativa. A togliere ilei tutto l'abuso della storia non riuscì: e questo restò il difetto massimo del romanzo, rilevato da molti, a principiare dal (ioethe e a finir col De Sanctis (' . Riuscì invece a temperare l'inclinazione dello spirito raziocinante, intensificò l'osservazione e la rappresentazione, aguzzò l'umorismo bonariamente ironico. Ma già nella prima minuta, se non è tutta l'arte, è tutta l'anima sua. Se per lo innanzi, mediante il raffronto delle due edizioni, potevamo farci un'idea del lavoro immenso che costò al Manzoni quella sua forma sempre limpida e sempre acconcia; ora possiamo in oidio valutare, per mezzo dei Brani, l'opera sua di artefice squisito nel trattare la sostanza del libro. Ed è mirabile la cura da lui posta nelle minuzie. Vedete, ad esempio, quanto è incontentabile fin nei nomi dei suoi personaggi. Ai nomi egli annetteva importanza grande, e non senza rati Lp parole ilei fioptlie all' Eekermarm. riferite anche stiirza nella prefazione ai Brani, p. XLIV. sera notissimi'; quelle ilei De Sanetis si possono leggere, ne' suoi Hrrilli ivi e»'/, ed. Croce. Xapoli. gione: si direbbe gli echeggiasse sempre nella memoria la vecchia sentenza, che Dante pur fece sua, nomina sunl consequentia rerum. Nel fissare quello di Lucia, più che la martire siracusana del IV secolo, può darsi gli risonasse dentro il dantesco « Lucia nimica di ciascun crudele ». Il suo fidanzato aveva in alto grado la virtù della costanza, rara nei giovinotti: quindiFermo. Ma questo poi gli sembrò nome troppo aulico, troppo poco comune, e sostituì il popolare Renzo, che dà pure indizio di fermezza, perchè rammenta un santo, il cui « volere intero » resistette al supplizio della « grada ». Il casato di Lucia era in origine Zarella; ma non gli piacque: sostituì Mondello,, ove l'aggettivo mondo non entra a . caso ('). Fermo era di cognome Spolino; poi divenne Renzo Tramaglino, vocaboli che richiamano l'uno l'arte tessile e l'altro la pesca. Potrà fare qualche meraviglia che il padre Cristoforo fosse in origine Galdino, nome che desta il riso pel ricordo di quel semplice e golfo cercatore delle noci; ma una vecchia cronaca rappresentava eroicamente un frate Galdino della Brusada, ed a costui pensò dapprima il Manzoni (s). Don Ferrante e donna Prassede, Che v'abbia anche parte quella Lucia Mantella, che il Ripamonti nomina (cfr. Nkgri, Commenti, I, 27, n. 2), non è escluso. Xe avrà conforto il dabben Luigi Lucchini, che nel suo Commentario dei Promessi Sposi, ovvero la rivelazione di tutti i personaggi anonimi, Bozzolo, 1902, male era riuscito a conciliare rimanine di quel monaco austero con quella dell'umile laico. prima d'avere questi due nomi altosonanti, spagnolescamente e lombardescamente eletti e nobiliari, rispondevano a quelli di don Valeriano e di donna Margherita, il primo assai probabilmente suggerito da quel Valeriano Castiglione, il cui Statista regnante sarà fra i libri politici quello che meglio tornerà accetto al pedantesco personaggio. L'avvocato imbroglione, prima d'immortalarsi col nomignolo di Azzeccagarbugli, era detto il Duplica, ma di primo getto il Pèttola, vocabolo che in milanese vale viluppo, intrigo. La governante del prete, prima di ricevere quel battesimo di Perpetua, giusto premio alla sua fedeltà, dal padrone cosi mal compensata, si chiamò per breve tempo Vittoria, certo perchè col padron suo, tranne quando la paura lo rendeva ostinatamente ribelle, essa la vinceva sempre. « So quello che posso fare, la padrona * sono io qui >, dice nei Brani al Conte del Sagrato: e quel qui vuol essere la cucina, ma tutti v'intendono sotto l'intera casa. Gli otto nomi di bravi che nel romanzo occorrono, son tutti trovati con finissimo accorgimento; qualcuno suggerito dal Grossi, qualcuno peravventura scovato nei gridart del tempo ('). Nella prima minuta ve n'erano altri, foggiati con sistema non diverso, come il Nato in casa e lo Spettinato (p. 288). ili Vedansi le comunicazioni del Tamassia e del Bellezza nel (ìiorn. storico, XXX, 352 e 516, ed anche il commento del Petrocchi a p. 469. ino La cura grandissima dei particolari minimi, l'assiduo infaticabile lavoro della lima, si unirono nello scrittore lombardo (ne abbiamo qui una riprova) alla pronta percezione del reale, alla facoltà di ridarlo con una evidenza mirabile, all'intelletto sollecito nel giudicare rettamente di tutto e di tutti. Non errerebbe davvero chi dicesse che il genio del Manzoni fu metà intuito e metà pazienza, pensarci su. Nota aggiunta. — Questi tre articoli furono i primi di qualche estensione che vedessero la luce, nel Fanfulla della Domenica, 15, 22, 29 gennaio 1905, appena diffusa la prima edizione dei Brani inediti. Nel medesimo anno 1905 venne fuori la 2a ediz. dei Brani suddetti : in che cosa essa differisca dalla prima indicai nel Giorn. storico, XLVII, 159-ltìl. Fra gli altri articoli dettati quando comparvero i Brani son segnalabili in particolar guisa quello di Fedet.k Bojiani, La prima minuta dei Promessi Sposi, nel Marzocco, XI, 5 ed anche a parte in un elegante estrattino, e quello di Vittorio Osimo, La prima stesura dei Promessi Imposi, nell'Acanti della Domenica, 27 agosto 1905, ristampato nel volumetto Studi e profili, Milano-Palermo, Sandron, 1905, pp. 54 sgg. La .più estesa, peraltro, e rilevante di tutte le analisi dei Brani inediti, resta quella che F. D Ovidio inserì nel volume dei Xuori studi manzoniani, villano, Hoepli, 1908. — Tra le molte particolari considerazioni suggerite da quel libro, vogliono essere ricordate ed apprezzate quelle di Attilio Momigliano, Perchè Don Bodrigo muore sul suo giaciglio?, negli Atti della B. Accademia delle scienze di Torino, XL (1905 j e La rivelazione del roto di Lucia, nel Giornale storico, L, 116 sgg. e l'altra di Luigi Fassò, Padre Cristoforo balordo, nel Giorn. storico, LI, 257 sgg. — Le obiezioni che mi furono mosse non hanno menomamente alterato i miei convincimenti rispetto alle ragioni, alquanto complesse, per cui il Manzoni abbreviò l'episodio della Signora. Vedi Achille Pellizzaki, 77 delitto della Signora, Città di Castello, 1907 e Antonietta Cajafa, La Signora di Monza nella storia e nell'arte, Eoma, 1907, e ciò che io ne scrissi nel Giornale, storico, L, 223-24. Si confronti pure l'esame che fa del quesito G. Bito IDI liNnuu'j nella Bass. crit. della letter. italiana, XII, 202 sgg. — Per Don Ferrante è da vedere Giuseppe d'Ansa, L'umorismo di Don Ferrante ìlei « Brani inediti ■, in Fan filila della Domenica. XXIX (1907), n. 31, nonché AKTtrno Pompeati, A proposito rli Don Ferrante, nella Rirista abruzzese, XXII 11907), 52J) sgg. Dell' opuscolo di Evabisto Marsili, Don Ferrante nei Promessi Sposi, Città di Castello, Lapi, 1907 conosco solo il titolo. — Per lo studio dei nomi dati dal Manzoni a' suoi personaggi, eccellente lo studio di Felice Scolari, Xomi, cot/nomi e soprannomi nei Promessi Sposi, Milano. De Mohr, 1908. La vecchia " Antologia ... Anche alla storia del giornalismo italiano si cominciano a porre seriamente le basi. Di questa che a' tempi nostri diventò una forza cosi poderosa, i veri precursori son noti ; spiriti bizzarri e scapigliati del cinquecento, Pietro Aretino, il Giovio, il Doni. Ma fu nei due secoli successivi, principiando dal romano Giornate dei letterati, apparso nel 1668, che il giornalismo ubbidì alle tendenze positive scientifiche ed erudite, passate dallo sperimentalismo galileiano nelle indagini di storia e di critica. Vi rifulsero uomini del valore di L. A. Muratori, dei due Zeno, di Scipione Maffei, dello Zaccaria, del Tiraboschi. La storia esterna di quel giornalismo erudito accademico fu già tracciata ('). Ma quella non era ancora rivelazione di spinti nuovi, a provocare la quale giovarono particolarmente nuove visioni del progresso e nuovi Da Luigi Piccioni nel I volume dell'opera 7/ giornalismo letterario in Italia, Torino, Loescher, 1804, su cui son da vedere A. D'Ancona nella sua Rassegna bibliografica, II, 27H e V. Gian nel (riorn. storico della leti, italiana, XXV, 98. 11 II volume dell'opera non venne mai, perchè il Piccioni, datosi, a motivo di esso, a studiare il Baretti, s'invaghì di quel soggetto e scrisse un grosso e utile libro di Studi e ricerche su ti. Baretti, Livorno, Giusti LA VECCHIA ANTOLOGIA indirizzi della critica, maturatisi segnatamente in Francia ed in Inghilterra. Nella seconda metà del diciottesimo secolo ecco abbiamo l'Osservatore di Gaspare Gozzi, atteggiato su modello inglese ad arguta moralità e civiltà di costumi ('); la Frusta letteraria del Baretti, tutta fremiti di rivolta ai vecchiumi arcadici, alle erudizioni insulse, alle vanità ciarliere degli accademici, tutta presentimenti, pur di mezzo a qualche solenne cantonata, d'innovazione salutare del pensiero letterario; il Caffè milanese dei Verri, che, pur non scostandosi fondamentalmente dal tipo inglese dello Spectator, dava particolare risalto alla filosofìa pratica ed all'economia, intonandosi a parecchie fra le idee che in Francia avrebbero maturata la grande rivoluzione (*). Per tal guisa la rivista letteraria si veniva sempre meglio preparando ad essere agone di lotte intellettuali ed a rispecchiare le aspirazioni politiche e sociali dei tempi nuovi. Nei primi decennii del secolo decimonono, ogni cosa in Italia diventava politica, perchè alla politica s'appuntavano le aspirazioni di tutti gli ingegni più eletti, di tutti i cuori più fervidi. La lotta tra il foglio azzurro dei romantici, il Conciliatore, I rapporti dell' Osservatore col suo modello britannico, lo Spectator di G. Addison, furono dapprima studiati da Giacomo Zanella, poi da Pia Treves (ora signora Sartori;, finalmente da Carlo Segrè. (2.) Egregiamente vagliò le idee di quel giornale Luigi Ferrari, nella dissertazione Dei ■ Caffè', periodico milanese dei sec. XVIII, Pisa, bistri, ltf&t. vissuto nel 1818-19, e La biblioteca italiana, cominciata a venir fuori nel 1816 e diretta da Giuseppe Acerbi, è lotta eminentemente politica; ma sarebbe tempo ormai di riconoscere che, come organismo di giornale ed all'infuori della santa causa da esso patrocinata, il Conciliatore non valeva gran che ('), mentre la Bililioteca italiana, quando si faccia astrazione dall'indirizzo politico asservito all'Austria, fu una rivista notevolissima ed egregiamente redatta (*.). Con ben altro intuito giornalistico, con ben altra abilità e profondità che il Conciliatore, fu diretta e scritta la nuova rivista che un ginevrino di larga coltura fondò a Firenze nel 1821 e intitolò Antologia. La tenacia singolare, lo spinto di abnegazione, la prudenza e CI) Nonostante l'innegabile arruffio di idee e di cose, resta però sempre, per ciò che spetta ai fatti, una fonte ragguardevole il volume di Cesare Cauti ;, II Conciliatore e i carbonari, Milano, Treves, 1878. Senza aggiungere novità quanto ai fatti, analizzò gli spiriti del foglio azzurro Edmondo Clehicì nella sua memoria 11 Conciliatore periodico milanese, Pisa. 3s it-tri, 1903, memoria condotta con diligenza, ma che sa ancora troppo di lavoro scolastico. Una vera storia della Biblioteca ancor si desidera, e la naturale antipatia che inspira la sua tendenza fece velo anche ull'apprezzamento di studiosi bene informati e autorevoli. I migliori e più obbiettivi contributi a codesta storia sono quelli dati da A. Luzio nel 1806, con l'inserire nella S. Antologia e nella cessata Biviata storica (lei Risorgimento italiano articoli e documenti che illustrano in ispecie l'attività dell'Acerbi e ce la mostrano sotto una luce diversa da quella che sinora prevalse. Vedi anche Eugenia Montanari, Per la atoria della ■ Biblioteca italiana », nella Miscellanea di studi critici pubblicati in onore di Guido Mazzoni, Firenze, 1907, II, 361 sgg. l'oculatezza (li quello straniero che divmnc per elezione italiano, fecero vivere, in mezzo ad ostacoli di 012,11 i genere. Y Aiìtolngin per dodici anni. Le vicende di quella rivista, sorta come per incanto in una regione di antica civiltà, ma frolla e pettegola, in mezzo alla sciopera tagline miserevole di quei Stigcjiafori. di quei Jiarcac/lHnri, di quei Yufitintorì. o come altro .si chiamassero; le vicende, dico, di quella rivista sbozzò già col suo fare nervoso e concettoso uno dei massimi suoi cooperatori. Niccolò Tommaseo, commemorando Gian Pietro Vieusseux; ma nessuno finora ne aveva discorso paratamente e con la debita cura f>. Questo ha fatto testé, in un volume sommamente encomiabile per il metodo, per il giudizio e per l'economia. Paolo Prunas 2, autore, anni .sono, di una meli matura opera sul Tommaseo i3), hi (piale certo gli inspirò l'ottimo proposito di tessere una buona volta e definitivamente la storia della rivista fiorentina i . Dico 1 1 1 Giova rammentare che uh capitoletto, il nono, ile Ilo scritto citato elei Clerici sul logia considerata come continuarne»? delle idee che il foglio lombardo propugnava. i'2t L'Antologia ili Gian Pietro \'ieits*nt.r, Roma-Milano. Società editrice Dante Alighieri, liKUi. Il volitine appartiene alla Hihlio/rra s/ori'-a dei rinorgimento italiano, e come tutta quella collezione benemerita lascia non poco a desiderare nella correzione tipografica. i3) /.fi rrìtira. l'arte e i'ith.a sociale, ili Xirrotò Tontmaseo, Firenze. Seeher. I!l01. i li 11 primo capitolo di questa storia, in forma alquanto diversa da quella che ha oggi, comparve già nella Jiaxsegna nazionale del 1" luglio 1SJ03, col proposito di trattare le origini dell' Antologia. ■fìititir(tiitente con la maggiore soddisfazione i-oii piena sicurezza, fiacche se anche avliga (e sani facile) clic altri aggiunga qualche ■miiento nuovo i ') o chiarisca con nuove in— idilli qualche particolare mcn noto, il liei li-, i del Prunai resterà sempre la prima e l' ulula storia complessiva dv\Y Antologia di Firenze, indotta non solo sullo spoglio coscienzioso ed ! ■■Iligente dei 4S volumi del periodico, ma sulle le del Yieusseiix. sui suoi appunti, sui donneati numerosissimi dell'Archivio di Stato fiondilo, su esplorazioni di più archivi privati, -ii trentamila lettere di amici (scusate se son n-hine! indirizzate all'infaticabile ginevrino che I .ini" e diresse il grande periodico. E quel che urna a massima lode del Prunas, in tanta con. i ic ili materia prima, pericolo più che beneficili a lauti a u torelli inesperti o mal dotati o male avviati, egli volle e seppe orientarsi in umili i del tutto plausibile, volle e seppe dar ri> ho ai tatti essenziali, giovandosi dei secondari a lumeggiarli: in una parola, fece un libri organico come pochi san fare, esauriente senza essere stucchevole, minuto senza essere prolisso. I IJ l'ima ili licenziare r ili'l liuim profitto che già trasse, per completare la stoini ilt-H' litluìiìt/iti. l'amico mio Vittorio C'iau dal carteggio del in col |it-iinlista e letterato di Pisa Giovanni Carini ■ruuili. si : imbuiti lo scritto La prima rifiuta italiana, nella \ittuu Antuìoijiti. J-1 agosto lilOb. L'idea di dotare l'Italia di una rivista di coltura emulante i celebri modelli inglesi, particolarmente la gloriosa Edimburgh Heview, fu dapprima concepita a Londra nel 1819 da Gino Capponi, il quale ne aveva anche steso il progetto che, come dimostra il Pruaas, equivaleva nelle linee essenziali a quell'abbozzo di programma di giornale letterario che fino dal 1815 aveva redatto Ugo Foscolo. Ma nel Capponi, idealista irresoluto, difettava una gran dote per fondare e continuare una rivista, l'intelletto pratico deciso e tenace; sicché fu una fortuna che egli non giungesse a colorire il suo disegno, ma anzi con nobile disinteresse si acconciasse ad appoggiare quello del Vieusseux, che appunto nel 1819 aveva fondato in Firenze il celebre gabinetto di lettura nel vecchio palazzo dei Buondelmonti sulla piazzetta di Santa Trinità, ed amava di farsi editore di una rivista, che raggruppasse intorno a sè le forze intellettuali d'Italia, le mettesse in comunicazione fra loro, e, facendo conoscere il buono ed il meglio di ciò che si pensava presso i popoli europei più evoluti, desse efficace incremento alla coltura della penisola, preparando idealmente quella unificazione a cui miravano politicamente gli intelletti più elevati. Spirito equilibrato e colto, anima innamorata d'ogni cosa buona, liberale e mite, il Vieusseux fece il miracolo di smercanteggiarsi diventando editore, forse perchè dell'origine mer fantesca possedeva le qualità pratiche, ma non la caratteristica sete del guadagno. L' Antologia, il cui programma ebbe divulgazione nel settembre del 1820, differiva dal modulo ideato dal Capponi. Il tipo di essa non era inglese, ma piuttosto francese, come voleva l'origine e l'educazione del Vieusseux. L'esemplare più imitato era la Reme encyclopèdique fondata di fresco a Parigi da Marcantonio Jullien, con la differenza che dapprima il periodico italiano si proponeva di trattenere il pubblico sulle questioni più ardenti per via di versioni e di riassunti d'articoli e di libri stranieri. Tenuta entro questi limiti modesti, anzi umili, {'Antologia non avrebbe certo potuto rappresentare quello che. dipoi rappresentò nel pensiero italiano; ma ben presto, fin dal terzo quaderno, cominciarono gli articoli originali, che in sul principio s'aggirarono sulla questione della lingua, alla quale gli italiani presero sempre interesse, e poi si estesero ad altre, svariatissime materie: arti, scienze, geografia, storia, questioni sociali, agricole, economiche, letteratura, istruzione, educazione. Il periodico guadagnò sempre più una personalità propria distinta od originale, tantoché nel 1830 il direttore ne escluse le traduzioni. Uomini di opinioni svariatissime erano chiamati a scrivervi, e l'abilità somma del Vieusseux consisteva nel fare in modo che di mezzo a quel vario pensare e scrivere un principio unico prevalesse, quello della italianità. Tale intento nazionale del periodico fu la sua vera gloria. Esso ■200 LA VECCHIA ANTOLOGIA rappresentava veramente tendenze più elette, i bisogni, la vita letteraria e scientifica della nazione, abbracciava in un solo affetto i vicini e i lontani, era strumento di conciliazione assai più di quello che il Conciliatore, nella sua vita breve ed effimera, avesse, potuto neppur sognare di essere. Timidi parevano all'anima agitatrice di Giuseppe Mazzini gli scrittori dell'Antologia, nè si può dire che, in fondo, avesse torto. Ma in questa medesima timidità era un punto di programma nella mente accorta del fondatore e direttore, il quale ben vedeva che una maggiore arditezza avrebbe sollevato subito sospetti e sarebbe stata motivo di una disastrosa catastrofe. Non evitò morte violenta neppure a quel modo, ma pur potè l'esistere dodici anni. Inoltre, quel medesimo intento di provvida conciliazione lo costringeva a schivare ogni scritto troppo ardito e violento, che avrebbe potuto alienare cooperatori disposti, nelle loro idee, a temperanza, e quella gran pai-te di pubblico a cui non son date le ali per seguire i voli troppo eccelsi e che si ricantuccia imbronciata, seppure indispettita non indietreggi, a tuttociò che le sappia di paradosso. Modernità amava il Vieusseux, e nell'organo da lui diretto se ne scorgevano specialmente i principii in quel che riguarda la storia, l'economia pubblica, l'incremento dato al danteggiare, siccome ritorno ad un grande scrittore degnamente raffigurante la patria; ma la modernità non voleva sconfinasse nè antivenisse le esigenze dei tempi: basta, a questo proposito, l'osservare in quali limiti si mantenesse rispetto al romanticismo, che era ammesso si e riconosciuto, ma in quel modo temperato, con quasi tutte quelle restrizioni che poneva nello accoglierlo il Manzoni. Voleva il mite ginevrino che l'Italia s'avviasse al suo risorgimento con l'estendersi della coltura moderna, col comunicarsi degli spiriti, con l'affratellarsi delle regioni lontane e politicamente divise, non coi mezzi violenti uè delle sette nè delle rivolte. Bello è poi l'osservare come alla vitalità sempre crescente di quell'organo di divulgazione intellettuale cooperassero i convegni del palazzo Buondelmonti. Nelle sale di quel gabinetto di lettura, che il Prunas ci riapre d'innanzi con la scorta dei numerosi carteggi e delle Memorie inedite del Pieri, si raccoglieva non solo quanto avea di più eletto Firenze, ma convenivano i molti italiani e stranieri, che in quella città erano di passaggio, attrattivi dalla fama 'del luogo e dal tatto squisito e dalla cortesia non mai smentita del fondatore. Molte volte le radunanze del circolo (alcune delle quali, come quella del settembre 1827 in cui fu festeggiato il Manzoni, riuscirono solenni) erano il primo incentivo a scrivere articoli, ovvero erano palestra in cui nobili ingegni discutevano ciò che nel 1'. 4 litologia si stampava; dimodoché al sodalizio delle anime contribuivano in ugual misura i convegni e la rivista. Raro accadde che un periodico avesse l'onore d'esercitare una così alta e benefica influenza d'affiivtellamento e di scambio intellettuale. 202 LA VECCHIA ANTOLOGIA TI Prunas passa in rassegna tutti gli scrittori dell 'A n tolng irì e di tutti sa darci informazioni preciso, e nou di rado nuove e curiose ('). Ci passano d innanzi i più bei nomi che in quelli anni onorassero gli studi fra noi; a trattenerci più specialmente sui letterati, Gino Capponi, Enrico Mayer, Urbano Lampredi, 6. B. Niecolini (che scrisse poco, perchè nell'immenso suo orgoglio gli parve di non essere abbastanza apprezzato dal Vieusseux, al quale usò, come a tanti altri, degli sgarbij, Ugo Foscolo, Giuseppe Montani (colonna e cireneo dell'Antologia dal '2'2 in poii, Cesare Lucchesini, Sebastiano Ciampi, Pietro Giordani (alla cui pigrizia i pungoli del direttore non bastavano), Pietro Colletta, Andrea Mustoxidi, Carlo Botta, Giovanni Carmignani, Silvestro Centofanti, Raffaele Lambrusehini, Terenzio Mamiani. Luigi Fornaciai!, Giuseppe Grassi, Giacomo Leopardi, Niccolò Tommaseo, Giuseppe Mazzini. Quest'ultimo onorò l'Antologia con quel suo mirabile scritto Di una letteratura europea, troppo alto per essere inteso dalle menti comuni dei letterati d'allora (fossero anche della stregua di quella del Giordani), ma che in sè chiudeva il presagio d'un'intelligenza divinatoria. II Leopardi diede all' Antologia tre dialoghi delle sue Operette morali, di cui i buoni intenditori riconobbero il profondo significato filosofico, celato sotto l'ironia apparentemente leg Cl) In un utile elenco, che è a p. 435 del volume, egli spiega anche le sigle, le iniziali e gli pseudonimi con cui sono contrassegnati molti articoli. gera. Il Tommaseo, chiamato a Firenze dal Vieusseux e divenuto suo cooperatore assiduo, si valse d'ordinario nella rivista della sigla K. X. Y., e vi scrisse molte cose significanti, esercitandovi quella sua critica penetrante e caustica, anzi acida, che talvolta dava in fallo, ma più spesso, anche esorbitando e pungendo, sapea dire con esemplare schiettezza tante verità. Con lui il Vieusseux era spesso rudemente franco, come richiedeva l'indole dell'uomo; ma lo stimava assai e non si formalizzava punto se altri collaboratori, irritati dai suoi giudizi recisi, lo chiamavano bestia o bue, o, con maggiore novità spiritosa di epiteto, onagro. Gran pazienza, del resto, quella del Vieusseux, a procurare che non si sbranassero a vicenda, a maggior gloria dell'Italia unita futura, tutti quelli illustri campioni dell'irritabile génus! Solo chi abbia diretto una rivista letteraria, e più specialmente critica, può formarsi idea giusta delle pene a cui andava incontro, tanto maggiori quanto più egli voleva, in un certo senso, serbare al suo giornale un certo carattere eclettico. Quando una rivista ha un programma ben definito e non decampa da certi principii e da certi metodi, vi collaborano coloro che a quei" principii e a quei metodi aderiscono, e gli altri stan fuori, e poco importa se applaudano o fischino. Ma allorché una rivista, come era il caso dell'Antologia, intende riunire sotto una mededesima bandiera e far cospirare allo stesso intento forze e tempre del tutto diverse, e non vuole (come oggi fanno le più tra le riviste divulgative) rimpannucciarsi nella veste comoda di Arlecchino, offrendo lo spettacolo dei magazzini inglesi, aperti ad ogni merce purché sia di moda, ad ogni nome purché accresca i proventi con lo stuzzichino deWattuatità; quando non si voglia abbassare, in una parola, una rivista al livello volgare d'un'intrapresa industriale, ma serbarne sempre alto il carattere di propagatrice della buona coltura, di vindice di idee temperatamente moderne, d'organo sincero e imparziale di censura e d'encomio, oh allora c'è da trovarsi fra i triboli d'una lotta incessante, ora a mazzate, ora a colpi di spillo. Da buon schermitore il Vieusseux sapeva parare le une e opporre ai secondi un'epidermide di rinoceronte. Contro la sua longanimità fenomenale le mille bizze», i mille risentimenti degli scrittorelli e degli scrittoroui finivano con lo spuntarsi, fossero pure, nonché le ridicole contumelie di una pretensionosa nullità come il Rosini, o d'una ciana sghangherata e maligna come il Pieri, anche i veleni dell'irritabile e arcigno Niccolini. Ma a quel martirio il pover'uomo pur non era corazzato al punto da non sentirne talvolta fiera, nel più segreto dell'animo, la ferita sanguinante. L'aver saputo sempre resistere e tirare innanzi, senza far motto, col sorriso sul volto argutamente bonario, senza piegare, con l'occhio fisso al grande ideale della patria da ricostituire, questo, questo è un merito che pone il Vieusseux al livello dei più insigni fattori dell'unità italiana. E avesse solo avuto a combattere con la suscettività esagerata e con le bizze irragionevoli degli scrittori! Ben filtri e non minori ostacoli gli opponevano l'apatia egoista del pubblico mal preparato, la sospettosità dei governi, le difficoltà delle comunicazioni, e, segnatamente negli ultimi anni, la censura. Di queste delizie i giornalisti d'oggi, per loro fortuna, non hanno ad assaporarne. Senza grandi mezzi, egli si mise all'opera costosa con un coraggio ammirevole. Complimenti gliene vennero molti, sin dai primi quaderni dell' Antologia, dai letterati d'Italia; ma quattrini pochi. Per quanto la mano d'opera tipografica non costasse allora gran che fnè la veste dell'.-ljitologia era certo suntuosa), con meno di cento associati non si giungeva a fronteggiare le spese. L' Antologia, nei primi tempi, non ne contava di più. E si noti che le spedizioni ed i dazi importavano aggravi di cui noi oggi non abbiamo neppure l'idea: s'imagiui che ogni quaderno spedito nel Belgio costava più di cinque lire, ed il dazio per gl'invìi nel Regno di Napoli era cosi grave che l'editore avea dovuto ricorrere allo spediente di non mandarvi la rivista se non a volume finito. Neppure nei giorni più doridi della sua esistenza V Antologia non oltrepassò i 530 associati, sicché il Vieusseux, con tutta la fatica che vi spendeva intorno, anziché ricavarne utile, ci rimetteva quasi del suo. Nel Napoletano an davano cinque copie; nel Lombardo-Veneto quaranta. Di questo strano disinteresse la colpa principale l'aveva la censura. Ogni momento gli associati non ricevevano l'uno o l'altro quaderno, perchè le censure diverse lo intercettavano. In Piemonte si giunse addirittura a proibire V Antologia, e solo lunghe insistenze fecero togliere la proibizione. Frattanto la rivista era sequestrata a Palermo. Insomma, vessazioni tali e così continue in ogni parte, che il giornale non poteva espandersi liberamente. In Toscana dapprima la censura fu mite, ma dopo il '30 rincrudì e poco appresso infieri, per le pratiche caritatevoli proseguite da governi vicini, meno remissivi di quello di Leopoldo IL Un miserabile spione posto dalla polizia ai fianchi del Vieusseux, Pietro Brighenti, riuscì a conquistarsi la sua fiducia come si era cattivato l'amicizia del Leopardi. Quel malvagio ascoltava e rifischiava. Egli era giunto a formarsi l'idea, e ad esprimerla, che il Vieusseux fosse « centro del liberalismo di tutta Firenze ». Non avea torto davvero il mariuolo; ma questa voce, giunta agli orecchi di chi stava vigilando pauroso di tutto, doveva acuire sempre maggiormente gli sguardi dei censori toscani. Allora si cominciò a scorgere quali sentimenti e quali ideo covassero in articoli apparentemente innocui. « Non v'ha quasi pagina in cui non si parli dell'amor di patria, della libertà, ecc. », scriveva inorridendo un corrispondente milanese del Parenti. Si cominciarono pertanto a sopprimere dalla censura mezzi articoli e talora articoli interi, con quanto dispendio del povero editore ognuno può imaginare. Alcuni fogli reazionarii modenesi, segnatamente la famigerata Voce della verità, considerarono come una loro nobile missione il venir smascherando ogni allusione liberalesca che nell'Antologia si celasse, il che provocò richiami polizieschi e diplomatici da parte dell'Austria. Finalmente gli ambasciatori d'Austria e di Russia chiesero solennemente la punizione di due scrittori anonimi dell' Antologia, che avevano ardito accennare, sotto molti veli, alle condizioni deplorevoli del Lombardo- Veneto e della Polonia. Furono fatte pratiche presso il Vieusseux perchè svelasse i nomi di quelli scrittori. Il Vieusseux non volle dirli, e nel marzo del 1833 V Antologia era soppressa. Per quante pratiche si facessero, per quante intei'posizioni si usassero, la soppressione fu mantenuta; il debole governo toscano aveva troppa paura degli artigli dell'aquila bicipite. A che non risorgesse la nobile rivista fiorentina, malgrado gli sforzi d'ogni genere fatti dal povero Vieusseux, contribuirono poi ancora con velenose insinuazioni i giornali legittimisti di Modena, la cui azione fu davvero delle più svergognate in questa feroce quanto insidiosa demolizione Il Vieus (1) Purtroppo in quelle brutte mene ebbe parte anche un valentuomo, di cui è molto rispetftibile la dottrina, Marcantonio Parenti. Leggasi in proposito l'articolo di Eumosiio Ci.kkici, Le polemù-Jie intorno all'' Antologìa », nel Giornale storico della letteratura italiana seux dovette rimaner pago a proseguire il suo gabinetto ed a tenere in vita il Giornate agrario. Miracolo che i governi, divenuti ormai infantilmente sospettosi, non scoprissero la serpe del liberalismo anche in mezzo a' cavolfiore ed alle carote! La narrazione documentata del Prunas è feconda di utili ammaestramenti e ricostruisce una bella pagina di quella storia del Risorgimento nostro politico, che si viene a grado a grado svelando sempre più manifesta ed intera agli occhi nostri. Non è una pagina di eroismo sfolgorante sul campo di battaglia, non è una. pagina di trame pericolose, non è una pagina di sommosse cruenti; ma ormai tutti gli esperti e i sennati sono convinti che a combattere nel modo come ha combattuto il Vieusseux, in una battaglia di intraprendenza, di tenacia, di accortezza, di sacrifìcio, col proposito di fare gli italiani prima che fosse fatta l'Italia, ci vuole un eroismo più calmo, ma non meno vivo e fecondo, di quello che spinse tanti generosi a congiurare, a battersi con forze disuguali col nemico, a cimentarsi sulle barricate. Nota aggiunta. — Nel Fanfulla della domenica, 19 agosto 1D06. A rappresentare la temperie intellettuale e morale in che nacque e visse V Antologia valgono le conferenze, di valore diverso, raccolte nel volume La Toscana alla fine del Granducato, Firenze. Barbèra. 15KX). Gegia Marchionni. « Due occhi cilestri, una bocca ridente, un « naso epigrammatico, una fronte serena, una « bionda chioma ed una bianchissima carnagione « da far invidia a madonna Laura; tutto questo « animato da una favella toscana la più pura, « da un discorso ridondante di vezzi poetici, che t in lei erano naturai dono, da un'amabile schiet« tezza che talvolta si vestiva di frizzante im« pazienza, da una rara bontà di cuore che in « ogni suo atto si rivelava. » Cosi descrive il Brofferio la Teresa Bartolozzi, la quale amava chiamarsi e farsi chiamare Gegia Marchionni per l'affetto che portava alla sua cugina materna, la celebre Carlotta Marchionni. Le notizie più diffuse che sinora si abbiano, anzi, a dir propriamente, le uniche notizie riguardanti questa bizzarra figura della Gegia, sono quelle che si leggono neh' ottavo volume dei Miei tempi, da cui il Masi trasse profìtto in un articolo del Fan fui la della domenica ('). Il Brofferio, curioso di conoscere qualche particolare intorno alla Gegia ed al Pellico, amico di famiglia, s'era riAn. V, 1883, n. 1. Kkmsh Svaghi Critici II UEKIA MARC rlIONNI volto a Carlotta. che In compiaceva subito inviandogli alcuni preziosi documenti, vale a dire duo lettore innamoratissime del Pellico alla Gegia, 1 una del 22 inumilo, l'altra del 20 luglio ]X20, e ([uatfro lettore piene di ammirazione e di affetto alla Carlotta medesima. Di, si lamenta poi osservando che Gigliola, in qualche parte, oscilla, ondeggia, è dubitosa. Ciò non mi par ragionevole; anzi, per me, Gigliola è fin troppo greca, specialmente nell'atto del suicidio espiatorio, che a noi moderni pare un controsenso. Non per niente i secoli trascorsero e l'età di re Borbone Ferdinando I non è nè quella di Edipo nè quella degli Atridi. Sulla Orestiade passò Amleto, nè poteva un poeta d'oggi, sforzandosi di risentire tragicamente un fatto antico e di rappresentare tragicamente una figura antica, spogliarsi interamente della sua qualità di uomo moderno. La volontà ferma e diritta di Antigone, che contro l'empio decreto di Creonte dà sepoltura alla misera spoglia del fratello Polinice, è passata sin troppo in Gigliola, quando oltre al resto si pensi che Antigone esercita l'inflessibilità del suo volere nel compiere un'opera pietosa, mentre Gigliola nel commettere un'uccisione. Articolo della .V. Antologia, lfi aprile 1905. LA FIACCOLA 249 E sia pure l'uccisione di ima mala bestia, d'una bestia selvaggia senza nome, che tutto insozza e corrompe, Angizia Fura, la femmina di Luco. Trascinata dal suo perverso istinto ambizioso, essa ha suscitato nelle carni flaccide del padrone Tibaldo de Sangro la libidine ardente di possederla, s'è disfatta della padrona, Monica, facendole cadere sul collo, tagliuola orrenda, il coperchio massiccio d'un cassone nuziale e cosi soffocandola in quell'ordegno di morte ('); e ora delinque col cognato sanguigno e brutale, e ora mina con le misture venefiche la tenue esistenza dell'adolescente Simonetto. In una parola; un mostro. Non giusto ini sembra l'appunto del Corradini che trova in queir Angizia una specie di « dilettantissimo criminale » e non sa spiegarsi perchè essa voglia la morte (inutile, egli dice) del giovinetto. Data la natura mostruosa di quella bestia, tutta la sua delittuosità procede a fi 1 di logica. Essa vuole spiantare la famiglia intera dei Sangro, e comincia con l'erede, che è legato d'un sol filo alla terra; poi si può giurare che attenterà a Gigliola ed al marito, perchè vuole arricchire sè Codesta morte è d'un genere che potrebbe piacere ai romanzieri ed ai drammaturghi russi. Dicesi, del resto, che non sia sconosciuta nelle leggende abruzzesi. II D'Annunzio medesimo ne avea già fatto una crudissima rappresentazione in certo suo vecchio bozzetto, La madia, Cfr. oggi Le nocelle ilella Peni-ara, Milano, 1902, p. 381. [Un riscontro antico, di Masuecio, additò il mio caro discepolo M. A. Garrone, nella Rivìnta d'Italia del 1908]. e far ricco e potente il suo drudo, Bertrando Acclozamóra. Se non che questa figura non ha di greco nulla; essa ci richiama ad altre fonti, ci richiama, anzi, ad una fonte che non so se sia stata avvertita altrove, ma che a me, sin dalla prima audizione, apparve manifesta. Alludo ad uno dei capolavori del dramma borghese nordico, Fuhrmann Henschel di Gherardo Hauptmann. Si giudichi. In casa del vetturino Henschel, la saggia e mite moglie di lui si ammala, langue per alcun tempo e poi muore, lasciando una iìgliuola, Gustla. Il marito, che alla domestica sana, florida, energica, Hanne, avea già fatto l'occhiolino dolce, tantoché Frau Henschel se n'era impensierita; il marito, reso vedovo, un paio di mesi dopo che la moglie era sotterra sposa la serva. Questa trionfa nell'amor proprio appagato, nella sete di dominio soddisfatta, e ben presto si palesa fredda, egoista, poco deferente verso il marito. La piccola Gustla, non molto appresso, viene a spirare. Il povero vetturale affranto, ridotto a mal partito, materialmente e moralmente, vuol prendere in casa una bimba che Hanne ha avuto illegittimamente prima di congiungersi a lui, Berthla. Ma Hanne non vuol saperne d'impicci, impietrata com'è nella sua nequizia. Un brutto giorno, in una bettola, lo Henschel si sente dire in faccia dal proprio cognato, con cui viene a parole, che sua moglie ha una tresca e che probabilmente a lei si deve la morte della sua prima compagna e LA FIACCOLA quella dì Gustki. Ciò conduce alla catastrofe: il vetturale tornato a casa si appende per la gola. Questa lugubre storia non ha veri antecedenti drammatici, salvo in una novella del medesimo Hauptmann, Bahnwàrter Thiel: le affinità che si vollero vedere con drammi scandinavi e russi sono troppo vaghe ('). In quella parte della produzione dello Hauptmann che è sinceramente e rudemente realistica, Fuhrmann Renschel è l'opera più poderosa, non solo per logicità serrata di condotta, ma anche per originalità. Nulla di più agevole ad intendersi che sul temperamento recettivo del D'Annunzio essa abbia lasciato gagliarda impressione e ch'egli, nella sua facoltà assimilativa non ordinaria, abbia innestato quella favola germanica sul vecchio tronco greco delle nitrici fatali. Angizia è una variante di Hanne; serva che si fa padrona, seducendo il padron suo ed ammazzandone la moglie; vipera che attossica l'aria nella casa diventata sua, e senza scrupoli, insidiosamente, tende a sbarazzarsi d'ogni ostacolo; bestia che procura la rovina di quanto la circonda, con l'intento di sedersi poi essa sui ruderi, trionfando e gavazzando immonda. Per tal guisa, all'impostatura greca della tragedia s'allaccia il dramma moderno, saturo di Per siffatte affinità e per l' analisi più particolareggiata del dramma, è da vedere il garbato libretto di C. De Lolms, Geranio Haiiptmann e l'opera sua letteraria, Firenze, 1899, pp. 170 sgg., ed anche nn suo articolo, L'ultimo dramma di (1. Hauptmann, nella A. Antologia patologia. Esso influisce anche su altri personaggi, sulla stessa Gigliola, che ha l'ossessione d'una monomaniaca, come certe donne dell'Ibsen, come certe ligure del maggiore fra i seguaci scandinavi dell' Ibsen, lo Strindberg. A questo gli antichi non pensavano; erano troppo sani. Ed è pure ricorrendo a quest'ordine di fatti che si spiega Tibaldo de Sangro, un cardiopatico floscio, che trova la violenza del nativo Abruzzo e la cattiveria acre degli istinti primitivi pervertiti nella sola scena terribile, pur tanto evidente nella sua fierezza, dell'alterco col fratello Bertrando. Nel resto, Tibaldo è un indeciso, è, come fu detto assai felicemente dal Corradini, « la materia frolla che sta fra le due eroine, tra la volontà del delitto e quella della vendetta » . Ma io che non parto, come il Corradini, dal preconcetto per cui nel teatro tragico dovrebbe esservi solamente « scultura che si muove », io non posso scandalizzarmi al cospetto di quel disgraziato adiposo, senza sangue e senza muscoli, che si vede crollar tutto d'intorno, tutto, tutto, irrimediabilmente. Non so come qualcuno abbia potuto sospettare ch'egli sia complice nel delitto per cui Monica lasciò la vita nella tagliuola. Quest'è una sopraffina e premeditata calunnia, che gli lancia in volto Angizia, sicura del potere che ha su di lui. * Sono coperta dal tuo padre; due siamo, due fummo », esclama ella al cospetto di Gigliola esterrefatta, e così pensa, la scellerata, di LA FIACCOLA 253 farsi scudo della complicità altrui nel delitto. E da quel momento la pace di Tibaldo è interamente perduta; egli si vede sospettato e reietto, dalla figlia, dalla madre; la sua meschina anima n'è martoriata, n'è trascinata alla disperazione. La disperazione sola può fare il miracolo di armargli la destra e d' indurlo a prevenire sulla selvaggia bestia, cagione di tutti i mali, la vendetta che dovea compiersi per le mani pure di Gigliola. Il vetturale Henschel ammazza sè: Tibaldo uccide altri; ma nella inderisione, come nell'infelicità, hanno molti punti di somiglianza, per quanto può essere simile un barone abruzzese ad un popolano tedesco. I parenti più prossimi di Tibaldo non sono certo da ricercarsi in Italia e molto meno in Grecia; ma tra le brume del nord, nel teatro ibseniano. Un terzo elemento, complesso e non trascurabile, cooperò alla formazione della Fiaccola, la tradizione, la topografia, gli usi paesani. Anche qui il D'Annunzio ha saputo profittare, con senso d'arte insuperato, dei tesori offertigli dal suo Abruzzo, e ciò contribuisce a formale lo sfondo del suo quadro e a dar vita a un personaggio che anche i più scontenti dovettero ammirare. Lo sfondo, che talor si anima e incombe col gravame solenne dei secoli, è il palazzo dei Sangro; il personaggio è Edio Fura di Forco, il serparo, padre sconfessato e maledicente d'Angizia. Oli quella casa baronale dei Sandro, dominante il paesello di Anversa, nella regione degli antichi Peligni, a mezzodì, oggi, nella provincia dell'Aquila! Le casupole di Anversa, appollaiate sulla rupe, sembrali pulcini intorno alla chioccia, paurose di precipitare nel burrone li presso, ove scroscia rabbioso e spumeggiante il Sagittario; in lontananza si profila la Maiella nevosa ('). Gran predilezione ebbe sempre il D'Annunzio per le case signorili vetuste, deserte, cadenti. Rammenterete, nel Trionfo della morte, la casa degli Aurispa, a Guardiagrele, pure al cospetto della Maiella, meno grandiosa certo e meno consunta di quella dei Sangro, ma ricettacolo essa pure di brutture, di violenze, di malattie, d'insidie, ove pure scoppia un alterco fra due fratelli, Giorgio e Diego, che si detestano. Rammenterete, nelle Vergini delle rocce, la gran villa trasformata di rocca feudale che prima era, conservante « tuttavia l'enormità formidabile delle « sue mura e delle sue volte su cui le epoche « successive avevano lasciate impronte varie di « arte e di lusso, talora in contrasto e talora j?8, duna bambina, quella Jeanne d'Albret, che. doveva essere un giorno madre di Enrico IV. Margherita. « donna di talento e di saldezza rara », com'obbe a qualificarla l'ambasciatore veneto* !iustiniani. s'adoperò in tutte guise perchè la pace domestica non tosse turbata, ed all'amore verso il fratello sacrificò, insieme, il suo stesso affetto materno e consenti che quell'unica figliuola (un fanciullo, nato di poi. non visse che due mesi) le fosse strappata ancor tenera, e clic, educata lontana di lei. servisse ai disegni politici del re di Francia. Lungi dal serbargli rancore per quell'alto crudele, la donna sublime continuò ad essere il buon genio del re Francesco, lo sovvenne nella fondazione del Collegio di Francia, lo indirizzò nella scelta dei professori, si studiò d'inspirargli, come sempre, quella tolleranza religiosa che era in cima ai suoi pensieri e da cui i credenti s'allontanavano allora, come ora, cosi di frequenti*. Quando era lasciata libera dalle occupazioni presso la Corte grande, si rifugiava volentieri nella sua pacifica Corte minuscola del Bea mese, nei castelli di Nenie e di Pan, ove si abbandonava all'antico amore per la produzione poetica, e conversava d'arte, di lettere e di filosofia con illustri personaggi, ovvero esercitava le agili dita nei più squisiti ricami istoriati. La morte del fratello Francesco fu un colpo di fulmine che distrusse quella pace. Dopo l'infausto avvenimento, Margherita non stette più bene di LA MARGHERITA DELLE l'HINCII'ESNE salute: una gran stanchezza la opprimeva, contro la quale tentava ormai indarno ili reagire la sua volontà eccezionalmente energica. Il colpo d'apoplessia, clic la colse il 21 dicembre lf>4^, fu per lei una liberazione; per quanti, amandola, la circondarono, una irreparabile sventura. Con Mitezza di penetrazione psicologica femminile, la (iarosci ha rinarrato in tutti i più minuti particolari questa vita, di cui qui son tracciate solo le linee capitali. E una vita d'operosità, d'abnegazione, di pensiero, di sentimento, che non ha pari nel periodo della Rinascita. Invano il pettegolezzo cortigiano, di cui fu uno dei principali interpreti il Hrantòme, cercò di spruzzare del fango su quella candida ed eletta figura. Essa resta, alla luce dei documenti, immacolata: e tale, nel suo misticismo soave, nell'amore disinteressato per ogni cosa bella, della natura e dell'arte, nella sete perpetua di verità e di poesia, nella pratica indulgente e sagace della vita, è rappresentata nel libro della signora G-a rosei. En po' di grafomania potrebbe non ingiustamente essere rimproverata a Margherita d'Angoulóme. Ila scritto troppo, e non sempre bene. La Garosci passa in rivista tutta intera la sua produzione e sa distinguervi ciò che vale e ciò che significa da quel molto clic è vanità, lungaggine, cicaleccio. La regina di Navarra non è una grande scrittrice, ma una scrittrice rapprese illativa. Già Alfredo de Musset nota che in Margherita ci sarebbe stata la stoffa di una romanziera; ma invece Elle aima mieux mettre en lumiere Une larine qui lui fut ehère, Un bon mot dot elle avait ri. Codeste sue osservazioni, ora gaie, ora malinconiche, affidò, quando ormai l'età le consentiva ogni libertà di linguaggio, ad un libro di novelle, imitante il Decaìneron, che per la sua educazione mezzo italiana potè conoscere nel testo prima che, per sua iniziativa, fosse tradotto, nel 1543, in francese. Il libro, rimasto interrotto per la morte di Francesco I 1.1547), fu in gran parte composto in lettiga, nei frequenti viaggi di Margherita. Le novelle non raggiunsero il numero di cento, come avrebber dovuto; se n'ebbe un Heplamèron. Se l'inspirazione prima è nel Boccaccio, si può ben dire che molto vi si sente il Cortegiano del Castiglione, libro che alla regina piaceva in sommo grado. A differenza dal Boccaccio, la nostra gentildonna vi narra quasi sempre fatti accaduti; a differenza dal Boccaccio, la satira che v'è frequente e pungente contro il clero corrotto, non si estende mai dalle persone alle istituzioni, per le quali Margherita nutriva sommo rispetto; a differenza dal Boccaccio, pur mostrandosi l'autrice del tutto spregiudicata nel narrare fatterelli scabrosi, non ha punto quella compiacenza del lubrico che caratterizza l'oscenità della coscienza. Scagionandone Margherita, la Garosci ha fatto in proposito distinzioni giustissime: « Questa raccolta di disgrazie coniu« gali (conclude), di tragedie galanti e di stra« nezze antiraonastiche è immorale solo secondo « le convenienze del nostro secolo; e le conve« nienze sono, si sa, cosa estremamente varia* bile ». La pudibonda schizzinosità femminile dell'età nostra, che non è punto indizio di vera e sentita verecondia, non era nelle consuetudini nò del medioevo, nè del rinascimento (*). L' Heptamèron, chi lo consideri a fondo, è libro di indiscutibile moralità, pensato e scritto da chi aveva nobilissimo il sentimento dell'amore come quello della religiosità. L'aver apprezzato giustamente, nel suo valore biografico, psicologico e dottrinale, questo libro « parlato e vissuto » ; l'avervi per la prima volta in Italia, additato la « profonda e sottile e compiuta conoscenza della psicologia femminile »; l'averne giudicato rettamente il valore artistico, rilevandovi la mancanza della lima, la soverchia prolissità dei ragionamenti filosofici e teologici, « di una teologia ch'è « troppo femminina per non essere più diffusa « che profonda », la deficienza d'ogni sentimento della forma, che pur non toglie efficacia all'opera, giacché Margherita « non ha affatto bisogno di « essere una scrittrice per scrivere eccellente« inente »; tutte queste cose ed altre fanno del (li Su questo argomento sono da vedere i fatti e le chiose di F. Novati, nello scritto I detti d'amore d'ima contessa pisana, in Attraverso il medioevo, Bari, capitolo dedicato all' Heplaméron la parte forse più interamente riuscita e più vivacemente spigliata del libro della Garosci. I molti scritti in poesia, liriche, poemi, poemetti, drammi, si dispongono in due grandi raccolte: quella delle Marguerites, edita la prima volta nel 1547, e riprodotta in quattro volumi, coi migliori sussidi della critica, da Félix Frank nel 1873; e quella delle Demières poésies, fatta conoscere nel 1896 da Abel Lefranc. Se a tali due raccolte si aggiungono le due commediole satiriche: Le malade e L' inquhiteur, pubblicate dal Le Roux de Lincy e dal Jlontaiglon in appendice all' Heplaméron, si avrà tutta intera la produzione della regina di Navarra ('). II valore delle Marguerites è più specialmente sentimentale e religioso. Se nel poemetto La coche è presentata una sottile disputa d'amore, nella quale è chiamata a pronunciare verdetto Renata di Fi-ancia; se nella Complainte, tutta costellata di concetti biblici, è difeso Clemente Marot, profugo per ragion di fede; se le epistole poetiche spirano tutto l'affetto che la nostra verseggia trice aveva sempre desto nell'anima per il fratello monarca: le chansons spirituelles esprimono con lirismo entusiasta il fervor religioso della grande credente ed i lunghi componimenti che I non molti componimenti poetici che restano ancora inediti nel ms. Bouhier, e dei quali diede qualche conto il Paris nel menzionato articolo del Journal des savanti, hanno importanza minima. s'intitolano Miroir de l'dme pecheresse e Triomphe de VAgneau implicano discussioni dottrinali di fede e tripudio di un'anima mistica. Malgrado la vivezza del sentimento, in tutti codesti versi vi è di rado poesia: Margherita ragiona troppo e troppo sottilmente: lo slancio del suo cuore entusiasta avviva spesso i suoi ragionamenti, ma a renderli poesia questo non basta. Lo dice non male anche la signora Garosci: « Tutta questa * poesia delle Marguerite?, non può dirsi, salvo « l'are eccezioni, della grande poesia: elevatis« sima per il contenuto e scritta in lingua lim« pida e sana, manca troppo spesso di ciò che ' distingue la poesia: il rilievo, il canto, il ritmo, « lo slancio, che solleva non solo, ma sostiene il « pensiero ». Nelle Demières poésies predomina la filosofia. Frammezzo alle epistole, alle liriche ed a qualche componimento dialogato, spiccano qui due poemi: il poemetto in terzine Le Navire, in cui Margherita piange per l'ultima volta la morte del fratello, e la cosa più rilevante che la principessa abbia scritto in versi, l'esteso poema allegorico Les Prisons. Nel Navire è imitata la terzina di Dante; nelle Prisons è fusa in una visione di sapore dantesco quella filosofia platonica, che fu l'ultimo rifugio dello spirito combattuto, esulcerato e passionale di Margherita. Ivi assistiamo al progressivo liberarsi dell'anima umana, condotta da guide simboliche, dalle prigioni dell'amore, della mondanità, della scienza: la liberazione viene dal lume divino, partecipato per via della fede, ed è esso la verità a cui l'anima anela ed in cui finalmente s'acqueta. Dante e Platone furono l'ultimo conforto di Margherita, eda lei pervennero entrambi dall'Italia. 11 platonismo della dama d'Angoulème era passato a traverso il Ficino ed il Landino, era il platonismo del nostro Quattrocento ('). La Commedia di Dante fu uno dei libri che potè avere tra mano fin da giovinetta, e non è impossibile che la madre, la quale insegnò a lei ed al fratello l'italiano, e lo spagnuolo, gliene facesse sin d'alloragustare qualche episodio. L'alta società francese di quel tempo era tutta satura d'italianismo: è noto quanto le arti e le lettere italiane campeggiassero alla Corte del re cavaliere (!), dal desiderio di compiacere il quale sembra che il nostro Castiglione abbia avuto la prima mossa a scrivere il Corlegiano. Margherita, che non solo intendeva, ma anche parlava e forse scriveva persino in versi la lingua nostra (3), informò, come vedemmo, a quell'impareggiabile libro di cortigiania le sue novelle, per cui aveva dal Boccaccio solo attinto l'idea e l'ordinamento, e di altri scrittori nostri, come ad esempio del Sannazaro, si mostrò buona cofi) Vedi Lkfranc, Marguerite de Xararre et le platonisme de la Renaissance, nella Bib1iotli*que de l'école dea chaHes del 1897 e del 1898. Tutti ormai hanno letto il buon saggio di F. Flamlni, Le lettere italiane allacorte di Francesco I di Francia, nel suo volume di Studi di storia letteraria italiana e straniera, Livorno, 1895. Vedi I'» ot, I^es Francois ilalianhant* aie XVI siede, I, Paris noscitrice. All'ostico ma salutare nutrimento della poesia dantesca sembra tornasse nell'ultima fase del suo pensiero; ma le traccie che ne rimasero nell'opera sua sono delle più significanti, ond'è che questo soggetto, prima che ne trattasse nel suo volume la signora Garosci, aveva già attirato l'attenzione di critici come l'Hau vette (') ed il Farinelli (*). * Tre periodi riconosce la Garosci nella vita e nel pensiero di Margherita: « un periodo di mi« sticismo giovanile, un periodo di più decisa (li Margherita delle Dernières poesìe» è l'argomento principale di cui tratta I'Hauvette nella sua conferenza su Dante nella poesia francese del Rinascimento, trad. it., Firenze, 1901. È noto che il Farinelli attende ad una grande opera in due volumi su Dante in Francia, di cui vedemmo, per cortesia dell'autore, molti fogli di stampa, e che si spera esca in luce entro l'anno 1906, editor* lo Hoepli. Tra i saggi di quest'opera egregia, che sono già comparsi, uno riguarda Dante nell'opere di Christine de Pisan (Halle, 1905, nel volume giubiliare dedicato ad Enrico llorf i ed un altro Dante e Maryherita di Xacarra, nella lìii-ista d'Italia del febbraio 1902. Se Cristina, specialmente nel poema Le chemin de long elude (1402), fu la prima imitatrice francese dell'Alighieri, Margherita fu la seconda; il culto di essa per Dante va collegato col suo desiderio sempre vivo di scrutare i problemi religiosi e con l'elevazione costante dell'anima sua nel proseguire la verità. Si noti che la prima versione francese AelVInferno Dantesco, fatta sugli inizi del sec. XVI, è giudicata opera d'un abitante del Berri : e siccome Margherita era nel 1517 creata dal fratello duchessa di Berri, si suppose che il traduttore fosse uno dei suoi cortigiani. La supposizione, ardita ma non iuverosimile, è di G. Camus, nel Giornale storico della letteratura italiana « partecipazione alle dottrine e agli ideali della « Riforma, un ritorno al misticismo giovanile con« fortato di elementi platonici: tutto ciò su un « fondo stabile di catolicismo non mai aperta« mente sconfessato nelle linee dogmatiche, as« sidua mente praticato nelle cerimonie del culto « e nelle relazioni eccellenti con la Santa Sede > (p. 342). Questo convincimento intorno alla posizione della regina di Na varrà rispetto al moto riformista rampolla da tutto il libro di cui ci occupiamo, e ne è il risultato più notevole. Il Lefranc, e, dietro a lui, il Rasraussen, considerarono Margherita come decisamente protestante; opinione, del resto, già antica per la costante simpatia da essa dimostrata ai riformisti, per la protezione accorda taad alcuni diloro, per Je opinioni espresse con tanta insistenza nella parte maggiore dell'opera sua. Sin dalla giovinezza la nostra gentildonna aveva stretto relazione con quel Guglielmo Brigonnet, vescovo di Meaux, spirito nobilissimo, mistico, aspirante al rinnovamento del clero, che accolse poi nella sua diocesi i principali fautori della riforma religiosa in Francia, Guglielmo Farei, Gherardo Roussel, Michele d 'A rande, e il Lefòvre d'Etaples (';. Al centro intellettuale di Meaux aderì con tutta l'anima la giovine duchessa dalla vicina Alencon. Si badi, I rapporti di Margherita col Brigonnet sono oggi meglio noti mercè la pubblicazione fatta nel 1900 da Ph. A. Becker. peraltro, le dottrine di elevatezza e larghezza religiosa, professate dal Lefèvre d'Etaples erano anteriori a Lutero e a Calvino. Quando la Sorbona ed il governo di Francia presero e reagire violentemente contro ogni idea di riforma ecclesiastica e religiosa, Margherita fu presso il fratello titubante ed opportunista la maggiore alleata del Bri5per chi scende dal Cenisio (XIX, ;V), e quell'Ancona mezzo orientale, abitata per un buon terzo da Greci, come non fu mai (I, 4), e via dicendo. Ma in fondo, anche per la Stael, l'Italia è la terra dei morti ; solo essa ha uno strano presentimento che possa risorgere come nazione moderna, e di questo presentimento si fa interprete Corinna, che sente l'italianità con vero fervore. Tutti sanno che Cornine è per tre quarti una specie di Baedeker anticipato: le città visitate dall'autrice, Roma specialmente, poi Napoli, Milano, Venezia, Bologna, Firenze e altre minori, ci sfilano d' innanzi coi loro monumenti, sui quali molto, anzi troppo si ragiona. Ma son ragiona ri) Leggasi il libro di U. Mknoix, ÌJ Italie dei romantìtjites, Paris, 1902, ov' é pure un capitolo sulla Stael. 294 CORINNA nienti -che quasi sempre rivelano più dottrina e pensiero che gusto. Osservazioni come quella calzante fatta sul Correggio, « le Corrège est peut-ètre le seul peintre qui sache donnei' aux yeux baissés une expression aussi pénétrante que s'ilsétaient levés vers le ciel » (XIX, 6), sono rare. Sente la Stael il fascino delle rovine a cui l'aveva iniziata Guglielmo Schlegel, suo compagno di viaggio, che sapeva a memoria i principi del Winckelmann e del Lessing e le osservazioni del Goethe sente anche la suggestione dei luoghi deserti e delle catacombe, che parlano all'anima; ma vivo senso della natura non ha (*). Alle cose inanimate preferisce pur sempre gli uomini; ma gli uomini e le donne d'Italia conosce troppo imperfettamente, sicché i suoi tipi d'italiani sono astrazioni. La preferenza che Osvaldo dà a Lucilla Edgermond in confronto a Corinna, sia pure sospintovi dal culto per la memoria paterna (un tratto anche questo che il lord scozzese ha comune con la Stael), è un disconoscere le qualità di spirito italiane. Osvaldo, in ultima analisi, al pari della scrittrice di Corintie, al pari del volubile conte d'Erfeuil, ama, si e no, l'Italia accademica, ma non ama l'Italia degli italiani, perchè non la conosce. Piaceva alla Staèl segnatamente la poesia italiana: cita (talora storpiandoli) versi di Dante, (1; Cfr. Blesnerhasset, Op. cit., Ili, 168 sgg. Vedi pure di lei l'articolo Frati voti Stael in Italien, nella Deutsche Iiunrfschau del 1888, voi. 56, pp. '267 sg#. (2,1 Vedi ciò che osserva il Saixte-Bei:ve, Op. cit., p. 127 «. CORINNA 21)5 del Tasso, del Metastasio; loda specialmente il Monti e l'Altieri; ma s'ingannerebbe a partito chi reputasse profonda la sua cultura nelle cose letterarie nostre. Prima di scendere nella penisola, la Staci sapeva assai poco di letteratura italiana. Nei mesi che vi trascorse nel 1804 e nel 1805 sfogliò molti libri italiani, si entusiasmò più volte, perchè la sua indole era facile all' entusiasmo; ma non ebbe il tempo necessario per approfondire i suoi studi. Chi le fece gustare la nostra poesia fu Vincenzo Monti. Oggi, meglio che un tempo, conosciamo le relazioni della Staèl col Monti ('). E risulta sfatata da questa miglior conoscenza la leggenda, accreditata specialmente dal Cantù ('), che la gentildonna francese fosse intensamente innamorata del Monti, e che questi non le corrispondesse. Nulla di simile alla relazione, veramente amorosa, che avvinse per quasi tutta la vita mad. de Stael a Benjamin Constant, il quale ne subiva il giogo. È ben vero che la scrittrice nostra dirigeva lettere molto espansive al Monti, Alle 36 lettere della scrittrice francese al poeta italiano note sin dal 1876 per un volumetto ormai divenuto assai raro, la sig. Ilda Morosini volle aggiunte le altre, che si trovavano inedite a Ferrara, e su tutte compose un garbato articolo del Qiorn. stor. Mia leti, italiana, voi. XLVI (1905). Poco appresso Julien Lxichaire ottenne di poter estrarre dall'archivio di Coppet le lettere del Monti alla Staèl e le inserì nel Bulletin italien, voi. VI (1906,). Così si può studiare intero quel carteggio, e le nostre idee ne guadagnan chiarezza. Monti e l'età che fu sua, pp. 99-101. 296 CORINNA e che questi, non sempre, ma spesso, la ricambiava con uguale espansione ; è anche vero che tra le cose ammirate in Italia la Stael soleva porre il Monti in prima linea, accanto al mare, a S. Pietro, al Vesuvio; ma conoscendo i due personaggi, entrambi sensitivi e pieni di fuoco, è agevole capacitarsi che tutto ciò si potea conciliare con una semplice, affettuosa amicizia. Di ricorrere all'ipotesi dell'amore, dall'una o dall'altra parte, non v'è necessità alcuna anzi se ne ha smentita. La Staèl desiderava che il poeta italiano la riguardasse come una sorella e il Monti voleva esserle fratello ('). Queste designazioni commentano i loro rapporti vicendevoli e ci spiegano l'affettuoso interessamento reciproco, anche se in qualche lettera la frase colorisca il sentimento. Giacché, come accennai, la fonte principale della grande amicizia della Staèl pel Monti era letteraria. Ammirasi in Corintie il Monti come un impareggiabile dicitore di versi: il sentirlo recitare squarci come l'Ugolino, la Francesca, la morte di Clorinda è « un des plus grands plai* sirs dramatiques * . Infatti il Monti, a Milano, lesse alla dama, che poco sapeva di lettere italiane e se n'era foggiata idea storta (!), molti fi) Bulletin ilalien cit., pp. 164 e 354. Vedasi specialmente la sua opera La littérature ronsidèrèe dans spu rapporta avec leu inatitutions socìales e ciò che ne dice il Dejob. Op. cit., pp. 25-41. V CORINNA brani di classici nostri, segnatamente di Dante ('); lesse come sapeva legger lui, sicché la Stael ne fu commossa sino alle lagrime. A Luigi Hossi, che gliela aveva presentata, scrisse il Monti il 9 gennaio 1805, d'essere soddisfatto d'averle inspirata « una migliore idea dell'italiana lettera« tura, facendola piangere largamente alla recita « di qualche bel pezzo de' nostri classici, e for« zandola a confessare di a ver errato nei suoi « giudizi, de' quali mi ha promesso la ritratta« zione » (*). E il Monti continuò sempre ad essere per la Stael il miglior consigliere in fatto a poesia italiana, sebbene essa conoscesse altri letterati ben più disposti di lui ad incensarla, specialmente il Cesarotti. Quell'amicizia era cementata di letteratura e, malgrado le espansioni, continuò sempre ad essere letteraria, mentre verso la cara figliuola di Germana. Albertina, il Monti sentiva tenerezza paterna e ne era tìglialmente corrisposto. Intercedeva (nè fu abbastanza considerato) tra gli spiriti del Monti e della Stael diversità non piccola, specialmente nel modo d'intendere la Per Fuso che là Stael fece di Dante cfr. Counson, Dante en Franr.e, Erlangen, 1906, pp. 111-115. E notissimo il passo d' vi ria lettera al Monti del 23 giugno 1905 : « J' étudie le Dante • avec ardeur, pour qu'à votre arrivée à Còppet vous me trouviez plus avancée encore dans Titalieu . Nell'autunno di quel medesimo anno il Monti fu nel castello di Coppet, ospite desideratissimo della Stael. Cfr. Il libro e la stampa, I. 53-54. G. BiADEGn, Vincenzo Manti e la baronessa di Stael, Verona CORINNA letteratura. Il Monti piegò al romanticismo solo in qualche occasione, per quella sua duttilità singolare, ma in fondo rimase sempre classicista fervente; la Staél era, per indole e per cultura, una romantica. Assai prima d'affermare col famoso libro De VAllemagne (1810) le sue simpatie per la Germania dei filosofi e dei letterati, la cui conoscenza fu per quell'opera particolarmente diffusa oltre il Reno, la Stael, svizzera d'origine e cosmopolita per educazione, avea mostrato decisa tendenza al rinnovamento delle lettere. Essa partì dal Rousseau, il cui influsso è patente nel romanzo epistolare Delphine (1802), e con la meditazione dei pensatori tedeschi, e con lo studio della propria anima passionale affinò l'arte propria in Corintie, che è scrittura, malgrado incertezze e contraddizioni, eminentemente romantica ('). In Italia Corintie fu bene accolta dai novatori, e quando, per curar la salute del secondo marito Alberto de Rocca, sposato clandestinamente nel 1811, la scrittrice francese scese fra noi una seconda volta, negli ultimi mesi del 1815, si trovò in un ambiente tutto romantico. Conobbe il Con ci) Il Leapardi trovò più volte nel libro un'implicita condanna di massime professate dal romanticismo. Con l' usata precisione è qualificato il romanticismo della Stael in Laxsiix, Liti, francatile, pp. 865-9". Ivi su C'orinne l'eccellente p. 860. CORINNA 299 falonieri, il Pellico ('), il Nìccoliin,«-+! ab. di Breme ed altri molti. Fu anzi il di Breme che prese caldamente le difese della Stael, autrice di un articolo sulle traduzioni inserito nella Biblioteca italiana, a llorché divamparono le polemiche su quel soggetto scottante (*). Il di Breme, come fu recentemente dimostrato, venne ad essere con quella sua difesa della Staci il primo aperto avvocato italiano del romanticismo, perocché il suo articolo precede di qualche mese la notissima Lettera semiseria di Grisoslomo, per la quale il Berchet è solitamente considerato come il nostro più antico annunciatore del nuovo verbo letterario (3). Il quale verbo letterario era tale da adattarsi all'indole dei vari paesi e quindi era logico che la fisionomia da esso assunta in Italia diversificasse parecchio da quella di altri luoghi. Temerario l'asserire per ciò non solo che fra noi romanticismo non esistette (4): può darsi, E strano che il Dejoh. il quale diffusamente nana la seconda dimora italiana della Stael, affermi che il Pellico non la conobbe (pag. 124). Il Pellico medesimo nel cap. 50 delle Prigioni, dice di averla incontrata in casa Porro. Di quelle polemiche riassunse bene le vicende Eugenia Montanari, Per la storia della « Biblioteca Italiana », in Miscellanea in onore di G. Mazzoni, II, 3(i3 sgg. Se ne veda la dimostrazione in (ìuuxrinne con rispettosa riconoscenza. Nota aggiunta. — Già nel Fanfulla della Domenica del 14 marzo 190i). sunse in Germania ed in Francia. Se il Trezza allargò oltre ogni misura il valore del romanticismo, panni che questa signorina, tutt1 altro che poco intelligente del resto, lo restringa ingiustificatamente. Il soggetto, delicatissimo, non vuol essere trattato a sciaholate. Dovréhbe servire di monito e di modello la cautela con che procedette il Graf nello studiare il romanticismo del Manzoni. il) AH" ipotesi del romanticismo considerato come pianta indigena italiana accenna G. Perai.k, a p. 87 del suo libretto su L'opera di (Gabriele Rossetti, Città di Castello, 190ti. L'idea fu sostenuta dal Flamini in un corso universitario. Scorrendo il carteggio dello Stendhal. Per Enrico Beyle, lo confesso subito e sinceramente, io non ho alcuna particolare ammirazione. Poco simpatico lo scrittore; meno simpatico l'uomo. Ho assistito con stupore, e non senza qualche disgusto, al gran da fare che si diedero gli stendhaliani di Francia per pubblicare e pubblicare e pubblicare tutti gli abbozzi e frammenti di suoi lavori rimasti inediti a Grenoble, per raccogliere tutte le briciole cadute dalla sua mensa, per chiarire le innumerevoli sue bizzarrie e svelare il mistero dei molti pseudonimi con che designò sè medesimo e gli amici suoi. S'è costituito un club stendhaliano; vi sono più raccoglitori specialisti di autografi stendhaliani e di memorie di lui : tutte cose ottime quando si avesse a fare veramente con una individualità eccelsa; ma trattandosi invece d'un uomo, vivace innegabilmente d'ingegno, ma sregolato, paradossale, sconclusionato e più che un poco mattoide, sembrano tanto esagerate, da confinare col grottesco. Il fenomeno, per altro, di questa contagiosa montatura entusiastica, che ha prodotto ormai mezza biblioteca, non cessa, per questo, d'esser cleono di noto, anzi lo è tanto più, quanto meno sembrerebbe, a persone equilibrate, degno d'incenso e d'adorazione quell'idolo. Non fu, quindi, senza interesse che appena uscita in buon assetto, ordinata, annotata la Corrispondance dello Stendhal, mi diedi a scorrerla con gran curiosità, per vedere se i miei preconcetti, leggendo nell'anima dello scrittore come prima non s'era potuto fare, si dileguassero. La Correspondance infatti, che ora ha veduta la luce in tre grossi volumi ('), consta di ben 700 lettere, mentre i primi due volumetti della Correspondance inedite, editi nel 1855, con una prefazione di Prospero Mérimée, ne contenevano solo '212. Quel libro, inoltre, divenuto ormai quasi irreperibile, recava le lettere in gran parte mutile e deformate. La nuova edizione le dà intere, perchè rivedute quasi tutte sugli autografi. Essa aggiunge e pone al loro luogo, secondo cronologia, le lettere già edite nel 1892 col titolo di Lettves inlimese nel 1893 in seguito ai Sourenirs d'égotisme, quelle officiali od officiose rintracciate negli archivi dei Ministeri di Francia, ed un centinaio circa di lettere inedite e sconosciute. Giovarono massimamente alla nuova raccolta gli autografi stendhaliani posseduti dal Cheramy, sicché oggi si ha un epistolario nutrito e ben curato. Di esso ho profittato per rivivere col fi) Corresponrìanne de Stendhal (lXfx)-1842), pubi, par Ad. Paupe et P. A. Cheramy, Paris, Oh. Bosse, 1908; tre volumi in-8 gr. DELLO STENDHAL 303 Beyle; ed ho richiamato alla memoria quel molto di autobiografico, che v'è negli scritti editi da lui, sia viaggi, sia romanzi; e mi son servito, con la debita circospezione, delle tre opere postume più ragguardevoli, fatte conoscere da quel gran beylista che è Casimiro Striyenski ed aventi carattere autobiografico: il Journal, che va dal 1801 al 1814 la Vie de Henri Brulard, che narra i fatti dal 1878 al 1800 (2), i Souvenirs d'ègotisme, che dal 1821 giungono al 1830 (3> Della ormai grande letteratura critica sull'autore delfinatese potei consultare i prodotti più notevoli, facendo tesoro in ispecie del laborioso e sensatissimo volume di Arturo Chuquet (*), che è e resterà l'opera capitale scritta sul Beyle (5). Fatto ciò, la mia coscienza non mi rimorde di aver trascurato nulla per addentrarmi nella cognizione d'uno scrittore, di cui troppi ragionano e scrivono senza conoscerlo. Le spigolature critiche, che qui seguono, non sono frutto di una escursione superficiale e molto meno di ricerche indirette e frettolose. Se da esse lo Stendhal non uscirà in paludamento eroico nè con l'aureola dovuta ai sovrani intelletti, la colpa non sarà mia. (I) Paris, Charpentier. 1888., non hanno prodotto che un grand'uorao ed un pazzo: « le grand nomine est Shakespeare, le fou Milton » (I, 93). Sdegnava il Pope e credeva che il Lutrin del Boileau valesse cento di quei ricci perduti (I, 245). Quando si recò, nel 1826, in Inghilterra, quella vita gli piacque pochissimo e trovò da biasimare, con poco giudizio, precisamente ciò che altri lodano, le istituzioni giudiziarie e la condizione della donna (II, 436). Per lo Scott provò dapprima entusiasmo (II, 195, 227, 272, 302; ; ma poi gli venne in uggia e ne disse corna t1). Nell'autunno del '16 conobbe a Milano il Byron nel palchetto di Ludovico di Breme (II, 501) (*), e desinò poi con lui (II, 13) e si compiacque di scriverne ad una dama inglese nel '24 (II, 341-43); ma da quella lettera importante e dallo schizzo Lord Byron en Italie che è nel volume lìacine et Shakespeare, risulta che gli piaceva più la sua bella ed espressiva fisionomia delle sue opere e che quella inamidatura di lord gli dava ai nervi. Tuttavia, meglio gli inglesi che i tedeschi. Sebbene più d una biondina formosa gli piacesse in Germania, non ebbe mai buon sangue nè con Hod, p. 80; Chuqitet, p. 30f>. Quivi la data 1812 è un errore di stampa, o di gTafia, o di memoria. Vedi II, 342. quella gente, nè con quella lingua, nè con quella letteratura. I maschi gli sembravano sgraziati, le femmine * agréables » prima del matrimonio; ma dopo il matrimonio « faiseuses d'enfants, « en perpétuelle adoration clevant le faiseur » (*). La lingua e la letteratura tedesca faceva le viste di conoscerle, ma ne sapeva poco e male (*), come in genere sapeva imperfettamente ogni lingua all' infuori della sua. A Vienna solo se la godette davvero, sebbene vi fossero sin troppe belle donne (I, 343). Vienna era notoriamente la città tedesca che più talentava ai francesi. Oltre al resto, v'era per lui anche l'attrattiva della musica. Descrive un Tedeum sentito nella cattedrale di Santo Stefano nel novembre del 1809, alla presenza dell'imperatore Francesco, che fa pensare a tante cose (I, 350 e sgg.). Annoiato di Civitavecchia, nel 1835 chiese qualche consolato in Spagna, ma non l'ottenne (III, 147). Di quel paese poco seppe: non andò mai più in là di Barcellona; la Spagna rimase per lui sempre un paese fantastico, che vedeva traverso ai libri (I, 128). Non dimentichiamo che nel 1840 carteggiava con la bellissima signorina Eugenia Guzman y Palafox, poi contessa di Montijo, a cui la sorte riserbava la corona di imperatrice di Francia, corona di spine (III, 253). (lj Chequi-, pp. 94-95. Questo giudizio che mi formai sulla Correiipondance, godo di vederlo condiviso dallo Chuqi-et, p. 299, buon conoscitore di cose tedesche. SCORRENDO IL CARTEGGIO Resterebbe, a provare il famoso cosmopolitismo del Beyle, la nostra Italia. E qui non certo io negherò che egli l'abbia amata, anzi amata molto, amate come pochi stranieri. Dalla prima volta che vi mise piede fino ai suoi di estremi, egli ebbe per l'Italia e per gli Italiani una grande simpatia, e le prove, come da tutte le altre opere, cosi pure dall'epistolario, potranno esserne agevolmente raccolte a centinaia. Ma che l'abbia capita molto e bene questa patria nostra, che si sia veramente reso ragione de' suoi bisogni, de' suoi pregi e delle sue miserie materiali e morali, dubitavo dopo aver letto Home, Naples et Florence (l) e gli altri viaggi, e ancor più dubito oggi dopo percorso il carteggio. Incanto impareggiabile hanno per lui, in Italia, le bellezze naturali; ma solo in qualche lettera vi s'mdugia; mentre gli pare più conveniente occuparsi in pubblico delle arti, cosi solennemente rappresentate nel nostro paese. I due volumi usciti nel 1817 col titolo troppo pretensioso di Hifttoirie de la peinture en Italie sono certo curiosi, ma affogano le osservazioni personali in un mare di discussioni teoretiche, e per quel fi) Questo libro usci la prima volta nel 1817; nel 1818 se n'ebbe a Londra una traduzione inglese; la seconda edizione francese fu del 1826; la terza, postuma, del 1854, sulla quale furono condotte le successive ristampe stereotipe. L'esemplare del 182(7 che è nella Vittorio Emanuele di Roma ha postille autografe, di non grande momento. Le comunicò il dott. Paolo Costa nella Xuova Antologia del lfXDC. che è dei particolari di fatto, rappresentano un vero saccheggio di nozioni date da altri. Se si volessero distinguere, nelle innumerevoli osservazioni d'arte di cui lo Stendhal ha seminato i suoi scritti, quelle che hanno vero valore d'originalità, se ne ricaverebbe un libretto di pochi fogli. Di artisti contemporanei, egli ammirò con fanatismo il Canova; ma non si rileva troppo perchè veramente lo amasse tanto, egli che pure a certe idealità canoviane sembrava così estraneo. Non diversamente dal Montaigne, tanto più arido di lui ('), gli piace studiare in Italia specialmente gli uomini, che gli si presentano con quella spontanea schiettezza e con quella fiera e primitiva energia, onde è innamorato. Ma anche qui cade nel suo solito difetto, il plagio; giacché fu assai giustamente osservato che senza la Corinne della Stael, di quella povera Stael su cui esercitò tanto la sua maldicenza (cfr. Ili, 81-87), egli sarebbe difficilmente riuscito a valutare l'anima italiana e a leggervi dentro (s). Il più delle volte, peraltro, egli ci appare un gran cronista, curioso, anzi ficcanaso, parecchio pettegolo, ma superficiale. Sia nei viaggi, sia nelle lettere, rileva in gran copia gli aneddoti, se ne compiace, li accarezza, li gonfia: raro è che assorga a vedute originali e larghe; raro è 9 Mi sia concesso di richiamare in proposito il mio vecchio articolo Montaigne in Italia, nella Gazzetta Letteraria del 25 maggio 1889. Chuqckt, che s'immedesimi nella vita italiana, come seppe fare, nei rapporti artistici, il Goethe, che dal viaggio in Italia tornò rinnovato. Massone sin dal 1806 e ribelle per indole, frequentatore a Milano dei palazzi e dei salotti, ove fermentavano le idee liberali, cadde in sospetto (ci voleva tanto poco!) alla polizia austriaca, che lo sfrattò dalla Lombardia (';; e quando, più tardi, fu nominato console a Trieste, ove si annoiava a morte, il principe di Mettermeli non ce lo volle. Eppure, pochi uomini politicamente meno pericolosi di lui. Non capi affatto la poi-tata politica del Conciliatore, nè seppe vedere che cosa in Italia importasse il romanticismo. Un suo scritto italiano sul romanticismo fu, con ogni probabilità, solo annunciato e non mai eseguito (!); e, del resto, non concepisco come ei potesse scrivere in italiano un'opera da dare alle stampe, mentre fu sempre così imperfetto conoscitore della lingua nostra (3). Si hanno di lui alcune il) Vedi i documenti prodotti dal D'Ancona in quella parte delle sue Spigolature nell'archìvio della polizia austriaca di Milano i yuova Antologia. 10 gennaio 1899), che concerne il Beyle. Il dilingentissimo Chuquet non lo conosce; il D'Ancona ne fece indarno ricerca. Io stesso, che pure ebbi la fortuna di disporre, per lo Stendhal, d'un ricco materiale, quale è quello che venne alla Biblioteca Nazionale di Torino pel munifico dono della raccolta, in gran parte napoleonica, del barone Alberto Lumbroso, non potei vederlo. Tuttavia anche recentemente H. P. Thiemk. nella sua Guide bibliografiiiue de la littérature franqahe de 181MJ à 19, Paris, 1907, pagina 394, registra dello Stendhal come stampata a Firenze nel 1819, un'operetta Del Romantismo nelli arti! Cos.!! (8) La sua mostruosa lettera italiana alla sorella Paolina, pairine francesi, Qu'est-ce que le vomantìhmeì, nel volume Racine et Shakespeare; ma attestano solo una gran confusione d'idee. Il romanticismo, per lui, era solo naturalezza e verità contrapposte all'accademicismo convenzionale; quindi in una lettera, dice arciromantici Dante e l'Ariosto (II, 124) e altrove professa che tutti i grandi scrittori furono romantici al tempo loro ('). iSiamo, evidentemente, fuori di strada. Se pei' il Pellico, di cui stimava oltre il merito la Francesca, si adoperò con sincera amicizia presso il Bvron ili, :$03-4 e 338-40), gli è solo perchè quella soave e quasi femminea natura di iioino^ lo aveva stranamente soggiogato. Quali siano stati i giudizi del Beyle su lette dei 23 dicembre 1800 (I. 17-18;, è cosa giovanile; ma anche in seguito i suoi progressi non furono grandi. Si può esser sicuri che ogni qualvolta gli accade di citare una frase italiana la infarcisce di spropositi. Cfr. I, 153, 294. 381, ecc. In una importante lettera alle sorelle, del 1827. in cui dà loro utili consigli pratici per \m prossimo viaggio in Italia e le raccomanda al Vieusseux, « libraire et homme d'esprit qui rassemble à un épervier », commette il comico errore di scrivere spezzate invece di spesate (II, 471). Aveva proprio ragione il Beyle quando diceva: « Je crois qu'il y a peu d'hommes qui aient aussi peu de disposition que moi pour ■ appvendre les langues » CI, 55.). I nuovi editori dell'epistolario gareggiano col loro autore nello spropositare l'italiano. Sono essi, ritengo, e non l'autore, che convertono l'ufficio del bollo in ufficio del botto (Ill.»153-154) e costantemente mascherano Sinigaylia in Sivigaglia. A p. 57 del voi. Ili il B. si chiede: « permettra-t-on la force de Sivigaylìa? * E ovvio che si doveva leggere « la foire de Sinigaylia >, la fiera celebratissima a quel tempo. Siamo nel 1831.Rod, rati italiani indicarono parecchi espressamente, specie il D'Ancona e lo Chuquet. Con l'epistolario non vi è molto di nuovo da aggiungere, ma parecchio da completare. Per quanto i suoi apprezzamenti di critica letteraria siano molte volte di discutibil valore, s'ha almeno il vantaggio di trovarsi qui d'innanzi impressioni immediate e genuine, non già rifacimento di pareri altrui, come avviene altrove, ove parla del Metastasio e dell'Alfieri ('). Di scrittori nostri antichi, i più graditi gli sono sempre l'Ariosto ed il Tasso. Anche il Bandello gli piace e lo rammenta nell'avvertenza proemiale alla Chartreuse de Parme, libro in cui l'influsso bandelliano mi sembra innegabile. La lettura del Goldoni lo rasserena a Berlino nel 1807 e gli ricorda giocondamente l'amata e remota Italia (I, 299). Legge pure Carlo Gozzi, ma non lo stima (I, 319). Il Monti è una « girouette », ma nel medesimo tempo « le Racine de l'Italie » (II, 65). Nel Jacopo Ortis non sa vedere che « une copie du Werther » (IL 286). Curioso è il paragone che istituisce fra i Sepolcri ed il carme in morte dell'Imbonati, dando la preferenza a quest'ultimo (II, 408). Il suo fanatismo irreligioso gli fa considerare come antisociali e venefici gli inni sacri del Manzoni; ha certa deferenza per le sue tragedie, ma le giudica più letterarie CI) Dei plagi nella critica letteraria dello Stendhal s'occupò a varie riprese A. Lumbroso. Vedi indicazioni nella Rivista d'Italia che teatrali (II, 165, 168, 295-96Ì. Va in solluchero pel Cinque maggio; ma non sembra che i Promessi Sposi lo abbiano colpito eccessivamente (II, 515; III, 91). Si scompiscia dalle risa al leggere la satira del Giraud intitolato Cetra spermaceutica e chiama il conte « petit Mirabeati de Rome » (II, 171). La poesia dialettale italiana lo esalta: tuttavia ci fa cader le braccia il notare che mentre ignora il Belli e appena cura il Porta, i versi vernacolari del Gross^ e del Buratti dice che saranno vivi quando più non si rammenteranno i Sepolcri ili, 416). La Prineide del Grossi, di cui dà un riassunto, gli pare . 244 sgg. Per questa dolorosa istoria è da consultare Chco.uet, pp. 233 a 214. 10 coglieva la morte (M. Con una profezia che lusingava il suo amor proprio, egli aveva detto che solo verso il 1880 i suoi libri avrebbero avuto fortuna: i critici della seconda metà del secolo XIX colsero a volo questa curiosa profezia e cercarono di dargli ragione. L'elogio sperticato che della Chartreuse de Parme fece il Balzac, conciliò al Beyle le simpatie dei veristi, ultimo dei quali scese in campo ad esaltarlo, ma con più criterio e più moderazione del Balzac, lo Zola. Il caustico SainteBeuve vide in lui un eccitatore suggestivo; Ippolito Taine un gran psicologo, sicché più tardi al Bourget parve doveroso riconoscerlo precursore del romanzo psicologico. Non senza ragione fu osservato da altri che il creatore di Julien Sorel e di Fabrizio del Dongo, i due volitivi che pongono il proprio piacere al di sopra di tutto e « la ragion sommettono al talento », personazione di quella energia che affascinava 11 Beyle, potrebbe anche essere rivendicato a precui-sore del moderno nitschianismo penetrato nell'arte, degli ammiratori del superuomo e dell'uomo che vive al di fuori della morale. Presentimenti di modernità, germi d'avvenire sono certamente nei tre romanzi del Beyle: Armance, Le rouge et le noir, La Chartreuse de Parme (!). Il migliore dei tre è Le rouge et le Vedi l'ultima lettera dell'epistolario, III, 285. c2) Pei due romanzi abbozzati e pubblicati postumi uon mi curo. SI noir, che ha pagine bellissime, piene di osservazioni psicologiche fini e felici. Ma, nell'insieme, né quello nè gli altri sono libri tali da resistere al tempo e da riuscire da capo a fondo soddisfacenti. V'è prolissità, pesantezza, inesperienza. Non ebbe del tutto torto chi definì lo Stendhal « moins un romancier qu'un collectionneur d'observations psicologiques » ('). Il soggetto dell'Armance, in mano ad un grande analizzatore d'anime, poteva riuscire un capolavoro: un giovine visconte, bello, ricco e bizzarro, che ha il difetto dell'impotenza fisiologica e che si innamora perdutamente di una fanciulla russa, povera e gentile, da cui è passionatamente corrisposto. Tema tragico, cui sovrasta il pericolo di scivolare nel comico, che il Beyle trattò in maniera assai maldestra, sebbene egli avesse sempre un debole per quel suo libro. La Chartreuse de Parme dovrebbe interessare maggiormente a noi, perchè la scena è in Italia, e italiani ne sono i personaggi. Ma, ahimè! Quale Italia e quali italiani! L'autore non ha saputo fare di meglio che camuffare gli italiani del secolo XIX incipiente, che aveva conosciuti, con i costumi dell'età dei Borgia e dei Farnesi, sicché ne è venuto fuori il più miserando cibreo che immaginar si possa. Tocchi realistici eccellenti non mancano qua e là, ed eran quelli che facevano andare in visibilio il Balzac; ma nel Georges Pellissier nell'tìwtoire del Petit de JuUeville suo complesso il libro è illeggibile. Non posso dire mi appaghi neppure quella battaglia di Waterloo vista in iéeorcio, perchè essa si riduce ad una serie di scenette tragicomiche. Può darsi che una battaglia napoleonica vista da vicino (ed il Beyle ne sapeva qualcosa) fosse cosi; ma noi stiamo piuttosto con la grande visione epica del fatto quale seppe rievocarla Victor Hugo. Nel romanzo, più che negli altri scritti suoi, il Beyle ha il merito della sincerità, merito riconosciutogli anche da Emilio Faguet, che fu forse il più penetrante e sicuro e imparziale tra quanti critici letterari di lui parlarono sinora (*). Sincero nel l'osservare, nel ritrarre, nel comporre; sincero e personale. I suoi protagonisti finiscono col riuscire tutti poco simpatici, perchè ritengono del suo beylismo, nella ricerca sfrenata del piacere, nell'egotismo straripante. Ma sono anche, come lui, mobili, intraprendenti, curiosi, disuguali; sono uomini che vivono. Aver fatto vivere nell'arte delle creature umane è già una fortuna che non tocca a tutti. Nata aggiunta. Già nel Fanfuìla della Domenica del 14 giugno 1908. La letteratura stendhaliana si viene di continuo-aumentando, ma poco v'è che direttamente riguardi lo scopo dell" articolo mio. Lo scritto più importante che ho da segnalare, occasionato dalla C'orrespondance, è di H. Mosix, Stendhal educateti); nel Mercure de France, voi. 78", p. 392 sgg. (1» aprile 1909). Ivi sono studiati i rapporti di Enrico Beyle fi) Articolo su Stendhal nella Berne dea deux monde», Serie IJI. an. H2" con la sorella Paolina, e vi pi dice giustamente che « Henri « Beyle a voulu fture de .sa seur préférée, à l'insu et à « l'encontre du pére, la fille de son esprit, de son coeur • 4>. SiT). Conchiude il Monin ohe l'influsso di lui sulla sorella fu influsso di pervertimento. Chi voglia approfondire quella relazione fraterna, nonché certi rapporti del Beyle con l'Italia, non deve trascurare la seconda serie dello Soirée» du .Stendhal Club. Paris. 1908, tutta gremita di documenti inediti. Ne sono editori Casimiro Striyenski e Paul Arbalet. Dello Striyenski, che è notoriamente imo dei più passionati e benemeriti beylisti, vedasi una severa critica della Correnponiìanre nella Revue. critiqne ristoro nella campagna, che amava tornare ai tranquilli ritiri della sua Normandia, che passeggiava volentieri con gli amici, che s'abbandonava alle salutari fatiche del canottaggio sulla Senna, o ai salutari riposi della navigazione sul mare, sempre da lui adorato; ma troppo spesso que' medesimi riposi e sollazzi implicavano consumo di forze. Siccome egli era un vero « gourmand de la vie », facendo a fidanza sulla propria robustezza, s'immerse sin da giovine nei piaceri, sicché già nel 1878 gli si fecero palesi quei disturbi nervosi, per cui lo ammoniva il suo Flaubert. Non diede retta, anzi fece peggio. Inebbriato del successo, produsse in un decennio una formidabile quantità di novelle e di romanzi, sino a procurarsi l'agiatezza, anzi la ricchezza. Nè smise per questo le male pratiche, giacché ebbe la suprema sventura di non innamorarsi mai sul serio d'una donna. Sarà verissimo ciò che disse di lui la madre: « il fut sou« vent un séducteur, jamais un dépravateur » ('); ma è cei'to, nel tempo stesso, che nella donna egli vedeva solo uno strumento di piacere e che ne abusava (*), perchè la coscienza sua non aveva nessuna forte base di moralità su cui poggiare. Lasciamo qui nell'ombra un'altra considerazione, che avrebbe pure importanza capitale nella diagnosi del suo male; se, cioè, quella vita sessuale (l.i Lumiiroso, pp. 321-25. (2| AI AYNIAT. sregolata gli lasciasse qualche ricordo rovinoso (.'): sta però sempre incrollabile il fatto che uno strapazzo tisico unito ad uno strapazzo intellettuale continuo non poteva che trascinarlo alle più sinistre conseguenze. Infatti, ben presto gli s'indebolì la visto, l'olfatto pati d'una iperestesia malata, l'umore divenne tetro, le notti tormentosamente insonni; fu preso da un desider io di solitudine assoluta, che acuiva il suo male; non tardarono le allucinazioni, a cui successero i tenori della mania persecutiva, la megalomania, il lento ma progressivo ottenebrarsi delle facoltà intellettive, fino al tentato suicidio del gennaio 1892 ed alla morte, nel 1893, nella casa di salute del dott. Bianche a Passy, dopo 18 mesi di follìa. Avea cercato distrazione nei viaggi; forse troppo tardi, certamente non in .guisa da conferir vigore ài suo sistema nervoso tanto scosso. Sin da giovinetto Guy mostrò inclinazione a far versi, e forse, se fosse vissuto il suo zio materno Alfred Le Poittevin, che mancò giovanissimo nel .1848, e se non avesse avuta corta vita anche lo squisito rimatore Louis Bouilhet, che fu il suo primo maestro quando studiava a Rouen, chissà ch'egli non si fosse dato esclusivamente alla poesia. Non sarebbe stato un vantaggio, giacili II medico Louis Thomas. nell'opuscolo ì4a malattie c/la mori ile Manjmftìtrrnt i Bruges, 190fì), cerca dimostrare la parte ch'elibe la sifilide nella precoce rovina di quell'esistenza. Nel primo saggio d'analisi, uscito nel fascicolo 1« giugno 1905 del Mentire de France, egli non dava alla sifilide tanta importanza. chè i saggi poetici che abbiamo eli lui son molto lontani dal valore delle prose. La madre e lo zio erano stati compagni d'infanzia di Gustavo Flaubert: avviamento alle lettere Guy l'ebbe in famiglia, uno dei primi autori che la madre gli lesse fu Shakespeare. Il giovinetto era insofferente d'ogni disciplina, amante della vita semplice e libera, della campagna, del mare, degli abitatori della campagna e dei frequentatori del mare. Malgrado avesse l'aspetto vigoroso d'un torello, era un sensitivo non meno che un volitivo. Passato a Parigi per guadagnarsi da vivere nei ministeii, s'ebbe dal Flaubert, amico di famiglia, il gusto e l'indirizzo della prosa narrativa. La prima novella il Maupassant la pubblicò nel 1875, a 25 anni, con lo pseudonimo di Joseph Prunier. Il Flaubert non ne fu contento. La disciplina del Flaubert era delle più austere: « Un « artista, egli diceva, deve avere un solo pro« posito : sacrificare tutto all'arte » ('). Con questa specie d'ascetismo artistico venne su il Maupassant osservatore e rappresentatore. Il Flaubert volle anche insegnargli praticamente i processi della sua arte e in certa guisa lo chiamò a cooperare a quel Bouvnrd et Pècuchet, di cui Guy doveva, morto il maestro, sorvegliare la stampa postuma. Introdotto nei circoli letterari più in voga, l'impiegato ai ministeri venne sempre meglio sviluppando le sue eccezionali qualità di scrittore. Si provò nella drammatica, ma senza Correspondance de Flaubert buon esito; abbozzò più di un racconto, che il Flaubert gli cincischiò spietatamente; alfine riusci ad ottenere un grande successo presso il maestro e presso il pubblico con Bou.lt de saif, novella introdotta nella raccolta miscellanea delle Soù-àes deMedan. S'era intorno al 1880: l'8 maggio di quell'anno il Flaubert passò di vita ('). Botile de suif dà allo scrittore normanno la coscienza della sua forza. Lascia l'impiego per consacrarsi tutto alle lettere, e in un decennio pubblica sedici volumi di novelle, sei romanzi, tre volumi d'impressioni di viaggio: in qualche anno, come nel 1885, riesce a pubblicare da quattro a cinque volumi nuovi, oltreché accudire alle ristampe e seminare d'articoli non so quanti giornali. Guadagnava con la penna non meno di ventotto mila franchi l'anno. Non si lasciò prendere quasi mai dal desiderio di scrivere pel solo guadagno; si mantenne coscienzioso, anzi fin scrupoloso; ma, amante della vita e dei godimenti, apprezzava il denaro, era oculatissimo affinchè i suoi editori non profittassero Nella Correspomlance, IV, 351, il Flaubert dice del Maupassant: « C'est mon disciple et je l'aime comme un fila ». A sua volta, il Maupassant dedicò al Flaubert il volume Des eers, che coutiene una scelta delle sue poesie, e fu per la prima volta pubblicato nel 1880. Lo chiama € l'illustre et paternel ami, que j'aime de toute ma tendresse » e 46. Egli, del resto, come tutti i naturalisti francesi, è povero critico. L'articolo su L'évolution da roman au XIX siede, che inseri nella Sevue de l'exposUion universdle del novembre 1889, è miserrima cosa. (4) Un erudito, che modestamente firma con le sole iniziali (Lumbroso, pp. 586-90), ma in cui riconosco l'amico L. Or. Pélissier di Montpellier, colpisce nel segno dicendo del Maupassant: « Moins copieux que Balzar, il est plus précis de « contour; moins profond que Flaubert, il est plus spon« tanè; moins puissant que Zola, il est plus humain Le l'Oman, che va innanzi al suo Pierre et Jean, e si vedrà che nei principi dell'aite egli fondamentalmente non si scosta dalle teorie del Flaubert, con la differenza che a lui, natura più benigna, aveva concesso una felicità rappresentativa e sintetica, che il maestro non ebbe, una felicità nell' imbroccare a prima giunta l'espressioni' e l'epiteto, che il maestro era ben lungi dal possedere ('). Nel primo e più fortunato periodo della sua operosità, lo scrittore normanno non si allontanò mai dal proposito di far vedere la psicologia in azione, di considerare la psiche come « la carcasse de l'oeuvre », la quale deve rimanere invisibile « cornine l'ossature invisible est la carcasse du corps humain » (2). Potrà quindi sembrare ardita, ma non è punto falsa, anzi è ingegnosamente indovinata l'espressione di ehi lo designava « un grand paysagiste d 'àmes » (3). Non diversamente dal Flaubert, egli ammetteva nell'artista il procedimento di scelta e quello di composizione, perchè « faire vrai consiste... « à donneil'illusion complète du A rai, suivant « la logique ordinaire des faits, et non à les Specialmente dalla Corresporulance rilevò le teorie artistiche del solitario di Croisset. con diligenza e perspicacia, Antonio Fusco, nell'eccellente libretto La filosofia dell'arie in Gustavo Flaubert (Messina. 1907 1, che è uno dei pochissimi saggi pregevoli usciti in Italia sulla letteratura francese modernissima. Le roman. in Pierre et Jean, 44a ediz., Paris, Ollendorff, 1891, p. XXI. (3j Henri Fouquier. Vedi Lcmbroso, p. -20ij MADPASSANT « transcrire servilment dans le pèle-mèle de leur « succession » ('). Ora è appunto in questa scelta che appare la sua indole d'uomo sensuale e scettieamente burlone. Aveva un gran gusto a « mystifier le bourgeois », come dimostrò in varie occasioni (% dividendo anche in questo certa tendenza del suo maestro, che odiava le menzogne convenzionali della società per bene, non meno di quanto Ai-rigo Heine odiasse le abitudini dei philister tedeschi (3). Quando poteva sollevare scandalo, andava a nozze; e a ciò si deve gran parte della crudezza di certe sue novelle. Ma si deve anche, lo ripeto, alla natura disposta ai piaceri del senso. Il sensualismo fu tutta la filosofia e tutta la morale del Maupassant (*). Vi ritorna di continuo, in tutti i modi, e talora ne fa, con ironia atroce, la caricatura, o meglio ne promuove la caricatura per effetto spontaneo di casi. Singolare indulgenza ha per le mogli infedeli e specialmente per le femmine da conio. Il romanticismo sentimentale avea creato in Francia il tipo fortunatissimo di Marguerite Gautier, la cortigiana redenta dall'amore, uccisa dall'amore. In alcune novelle celebri come Binde rie suif, come La maison Tetliev, Guy si diverte a presentarci la cortigiana boa enfant, che ha le sue fierezze, le sue abnegazioni, i suoi Le roman, p. XVII. Mav.mai., pp. J7-Ì8 e (il. Prcfaz. cit. alle Lettre* de li. Flaubert à fi, .Santi, pagine LXXIV sgg. (4) Petit de Jii.i.kvillk, Liti, francaine, tenerumi. Messa in scena, ha fatto trionfalmente il giro dei teatri, tolta da una sua novella, quella soave grisette, che è tutta un alito di poesia, cui fu dato il nome di Musotte ('). Sino ad un certo punto è vero ch'egli ha « la grande sensuali té », ch'egli ama, a differenza d'altri suoi connazionali letterati, più cinici o più corrotti, « le geste animai cìans toute sa beau té » (s); ma è pur anche verissimo che la sua predilezione per la turpitudine, la sua impassibilità nel rappreseli tare la turpitudine, sono qualità non belle, inerenti al suo organismo e al suo spirito. Carnalità, peraltro, convien riconoscerlo, non mai volgare, che trova sovente nella sua anima di artista una forma di idealizzazione. Significativi sono, per questa parte, i suoi viaggi. Vedansi quelli in Italia descritti nel volume La vie errante. Lasciata Parigi e la Francia perchè la torre Eiffel avea finito con l'annoiarlo orrendamente, egli costeggia l'Italia percorrendo col suo yacht il Mediterraneo, e si ferma in vari luoghi delle due Riviere e poi va in Sicilia. Del paesaggio ha senso squisito: sente anche l'architettura, ma a modo suo. Per apprezzare il paese nostro gli manca un grande elemento, la coltura. È agevole l'accorgersi che quando parla di monumenti che non sieno archi tetto ilici, non ha l'attitudine ad" intenderli. Due sole opere di Rappresentata la prima volta il I marzo novella è nella raccolta t'Iair tle lune. Mavxiai., p. 290. M Lombroso l plastica suscitano la sua ammirazione, gli fanno sentire ardente il desiderio di rivederle: il capro di bronzo del Museo di Palermo e la Venere di Siracusa ('). Perchè quel capro e perchè quella Venere? Il capro per la sua potente espressione animalesca; la Venere per la sua balda carnalità bella. « Ce n'est point la fera me poetisée, « la femme idéalisée, la fera me divine ou maje« stuense corame la Vénus de Milo, c'est la femme « telle quelle est, telle qu'on I'airne, telle qu'on « la désire, telle qu'on la veut étreindre ». Su quella statua senza testa, e che gli piace di più perchè manca di quell'accessorio troppo spirituale; su quella statua piena di pudore e d'impudicizia e che, velando e svelando, attirando e sottraendosi, « semble definir toute l'attitude de la femme sur la terre »: su quella statua che è « le symbole de la chair », il Maupassant ha scritto pagine calde ed eloquenti, in singolar modo significative. L'artista è là. Ma a Palermo volle visitare puranco la necropoli dei cappuccini e non si lasciò distogliere dalla macabra fissazione. Anche questo spettacolo di morte ei descrive e si sente fremere nella sua descrizione il terrore Ecco il Maupassant del secondo periodo, il fantasticante, il visionario, l'atterrito, l'allucinato, cui la paralisi preme, incubo orrendo. La vie errante, Paris, OUendorff, 1890, pp. 117-123. La vie errante Nel secondo periodo scema la nitidezza incisiva, che ò pregio massimo delle prime novelle, ma scema pure la brutalità; si ha un Maupassant più morbido, più amabile e che perciò piace di più al signor Brunetière. Eppure, quella maggior morbidezza è decadenza; quella maggiore amabilità implica l' intrusione dell'autore nell'opera d'arte e quindi una divergenza dalla formula iniziale del rigido naturalismo. Ripensiamo le parole che un altro insigne scrittore francese, J. M. de Heredia, disse di lui nel 1900, quando fu inaugurato il suo busto a Rouen: « La dernière fois que je le vis, il me dit lon« guement sa mélancolie, l'ennui de la vie, la « maladie grandissante, les défaillance» de sa * vision et de sa mémoire, ses yeux cessant « tout à coup de voir, la nuit totale, l'aveugle« ment persistant un quart d'heure, une demi« heure, une heure... Puis, la vision revenue, « dans la hàte, la fièvre du tvavail repris, un * arrét subit de la mémoire et (quel supplice « pour un tei écrivain!) l'impuissance à trou« ver le mot juste, sa recerche acharnée, la « rage, le désespoir. Il ne prenait plus plaisir « à rien, raèrae à taire le bien. Il medisait en« core l'angoisse où le tenait le dédoublement « maladif de sa personalité » (*). Ldibroso La tragedia intima di quella povera anima si dipinge nell'opera, ove entra sempre più la personalità dello scrittore, col suo pessimismo e i suoi terrori. Notre cceur, lo sappiamo ormai con sicurezza, è quasi un romanzo autobiografico ('). Frammezzo ai facili amori di Bel ami s'insinua terrifico lo spettro della morte: si rileggano le amare considerazioni di Norbert de Varenne e tutto ciò che circonda la fine di Forestier ('). Questo spettro non abbandona più il Maupassant: ed egli ce lo farà ricomparire in altri suoi racconti. Perchè, ed è questa una strana bizzarria della nevrosi, quanto più quella visione gli riusciva paurosa, tanto più si sentiva fascinato da essa e voleva ritrarla. Con l'amore della solitudine cresce in lui e si fortifica una specie di amore e quasi di culto per la paura (3). Ancor più tormentose sono le allucinazioni vere e proprie, di cui la massima ed insistente consiste nello sdoppiamento della personalità ritratto nelle novelle che s'intitolano Lui?, Le Eorla, Qui sait? (4). Queste condizioni patologiche di spirito e di corpo danno all'arte di Guy una singolare propensione alla tenerezza e talvolta una finezza d'osservazione psicologica meravigliosa. Abbiamo in proposito indicazioni precise della madre. Vedi Lcmbroso, p. 331. Nell'edizione illustrata Ollendortf di Bei-ami vedi le pp. 159-G4, -204, 215. Belle sono su questo soggetto alcune pagine del Maini al; pp. 239-44; cfr. pp. 257-58. (4) Mavhiai-, Gli balena a volte anche l' idea del divino, ma lo spirito suo irreligioso ed educato fuori della religione non riesce a trovarvi i conforti impareggiabili che altri vi rinvenne. Cosi prosegue senza bussola, nella vita e nell'arte, ed egli ricco, egli glorioso è un grande infelice. « La folie de Mau« pausa ut, scrive il suo biografo, ne fut constatée « par son entourage et rendile presque publique « qu'à la fin de 1891, dans les mois qui précé« dèrent sa tentati ve de suicide. Mais on peut « relever les prémiers indices de troubles nerveux « dès l'année 1884, dans les pages de da ir de « lune, d'Au soleil, des Soeurs Rondoli...; le mal « s'accentue en 1887-1888, et nous avons pu en « suivre revolution dans Le Hnrla et dans Sur « l'eait; en 1890, certaines nouvelles de l'Inutile « beauté, certains chapitres de La vie errante lais« sent deviner le dètraquement irrémédiable» ('). Sulla tomba dell'amico perduto, Emilio Zola, pronunciando un discorso memorabile, deplorava la sparizione di quella « bornie tòte limpide et solide » e aggiungeva che quanti di persona non lo conobbero a v l'ebbero amato nelle sue opere « l'éteruel chant d'amour qu'il a chanté à la vie » (2). E. de Goncourt, costantemente a lui malevolo, lasciava scritto nel Journal: « Maupassant est un tròs remarquable novelliere, « un très charmant conteui' de nouvelles, mais « un styliste, un grand écrivain, non, non! » (=>). Mav.mai., p. 256. Lusibroso p. 103. (3; Cfr. Mavnial, p. 208. maupassanV S'inganna. Nelle novelle del primo periodo il Maupassant raggiunse spontaneamente una cosi mirabile evidenza, riuscì a toccare tale perfezione espressiva, che può a buon diritto essere chiamato stilista e scrittore grande. Tra i romanzi il migliore, a parer mio, resta il primo in ordine di tempo (usci nel 1883 dopo lunga preparazione), Une vie, che è, in fin dei conti, un'estesa novella, o meglio un gruppo di novelle concatenate. Nessun altro romanzo suo può gareggiare in perfezione con le novelle. Ho inteso da più d'uno dar la preferenza a Bei-ami; ma io non posso piegarmi a questo giudizio. Su Bel ami ò passato il Daudet; su qualche altro romanzo è passato il Bourget. Confesso che nella produzione del secondo periodo, ove ormai predomina quel romanesque senza cui la Santi non credeva potesse esistere romanzo, le mie simpatie sono tutte per Fort corame la mori, il più profondo, forse, tra i libri del Man passa nt, certo quello che lascia nell'animo dei lettori solco più duraturo. Del resto, il difficile argomento delle parentele letterarie e degli influssi è, rispetto al nostro autore, ancor vergine, e chi si metterà a trattarlo dovrà procedere con delicatezza e ponderazione. Sarà bello anche il vedere quanto debba al Maupassant la moderna novella italiana. Ne risenti il soffio potente Giovanni Verga; lo assimilò talora, insieme con tante altre cose, il D'Annunzio nelle Novelle della Pescara ('). E Nel volume del Lombroso (pp. 519 sgg.) v'ha uno speciale capitolo su Maupassant et les plagiata de G. D'Annunzio. le imitazioni portate in altra terra e cementate con l'osservazione diretta d'altri costumi, furono opere d'arte anch'esse ragguardevoli. Il buon seme, caduto in terreno fecondo, produce buoni frutti. Nota aggiunta. — Nel Fanfulla della domenica, 1» marzo 1903. Un1 grosso libro venne fuori in Germania dopo la comparsa del mio articolo, Pai l Mann, (rui/ de Maupassant, sein Leben nnarone di Milnchliausen, Ancona, Morelli bizzarre avventure, fu il compito che il Poe si propose. (Jiovossi il Venie di parecchi argomenti suoi, ma li rìcostrusse su base scientifica e li rese verisimili: giovossi pure di certi procedimenti, ma ne mitigò l'inclinazione americana all' intemperante, allo sconfinato, al paradossale, sparse poi dovunque la gentilezza dell'indole sua latina equilibrata, mentre nel Poe, randagio infelice, troppo traspira l'acidità della vita scontento. Il Poe. talora può sembrarci più polente; il Venie è sempre più amabile, e sovratutto più sano ('). Il romanzo scientifico ha nel Venie il suo creatore: non v'è quesito arduo d'applicazione scientifica ch'egli non abbia affrontato. Cominciò con l'aereo nautica. Il suo primo romanzo è del 1803, Cinq semaines en ballon: l'Africa tenebrosa traversata nella sua maggiore ampiezza, da est ad ovest, dal dottor Samuele" Fergusson e da due suoi compagni montati sul pallone Victoria. L'aereonautica anche fra noi era ormai da tre quarti di secolo argomento di viva discussione; sin dal chiudersi del Settecento se n'era impadronita la poesia: parecchi poeti, tra i quali vola come aquila Vincenzo Monti, se n'erano dimostrati entusiasti, con lui il Betel) Sensatamente dimostrò questo il Tcrikli.o nelle citate Kttules de critit/tte lettéraire. Anche in un articolo del Tempn, che il Cernire riferisce (cfr. p. 100), è fatta ben rilevare la differenza tra il Terne ed il Poe. Ma le migliori considerazioni stigli antecedenti tutti del nostro romanziere son quelle che fa il Popi tinelli, il R,ozzbjii(5o, la Grisraondi: perplèsso era rimasto il Parini, incredulo e schernitore il Pienotti ('). Una ipotesi effettuata rende possibile il viaggio del dottor Fergusson: l'ipotesi che si possa conseguire la dirigibili tà alzando od abbassando il pallone con uno speciale spediente, sicché esso trovi sempre la corrente d'aria che gli conviene. Ma in realtà il Verne, nel 1863, considerava come impossibile il diligere i palloni; venti anni dopo, quando pubblicò, nel 1886, Robur le conquJrant egli aveva seguito i progressi della navigazione aerea, ed era venuto alla conclusione che si dovesse sostituire il principio più pesante dell'aria all'altro, fino allora predominante, più leggero dell'aria. h'Albalros di Robur è una macchina volante complicata ma ingegnosa. Siamo già agli inizi dell'aviazione per aerooplano, di cui si tien parola nel romanzo Deux ans de vacances del 1888 (*). Da ciò si rileva che il Verne non campa ipotesi del tutto in aria; ma procede, anche nel suo lavoro fantastico, con certa scientifica ponderatezza, si da predire quanto un giorno potrà essere verità dimostrata. Più arditi, ma estremamente ingegnosi, i due romanzi lunari (1865, De la Terre à la Lune; 1870, Autour de la Lune), basati sui progressi Si consulti in proposito un buon articolo del Buriana nel Giom. stor. della leti, italiana, XXX 1 1897), pp. J14 sgg. e a complemento Ciro Trabalza nel voi. di Sludi e profili, Torino-Roma, 1903, pp. 86 sgg. Vedi Popp RICORDANDO GIULIO VKRNE dell'astronomia e della balistica. Nel primo di ossi, Barbicane, il presidente del Orni Club, fa la storia dei viaggi anteriori alla volta del nostro satellite, col quale tanti, non escluso Lodovico Ariosto, han fatto all'amore in varia guisa. .San tutti viaggi fantastici, mentre quello del Venie ha un fondamento di possibilità reale, ed il francese che lo provoca, Ardali, è l'anagramma d'un personaggio veramente esistito, amico dell'autore, Nadar, pseudonimo dell'ardito navigatore aereo Felice Tournachon Non solo. Con singolare ideazione, il romanziere francese fa che i suoi tre ardimentosi viaggiatori non raggiungano la luna, perchè il gran proiettile che li ospita non sfugge abbastanza alla forza dell'attrazione terrestre da subire quella lunare; quindi essi possono osservare la luna da vicino, e quel che ne dicono non è prodotto di fantasia, ma è conforme ai risultamenti scientifici dei tempi moderni in cui fu reso possibile il tracciare cai-te descrittive della superficie lunare. Persino in quell'ardimentoso romanzo che è Hector Servadac (1877), più conosciuto fra noi sotto il titolo di Attraverso il mondo solare, il Venie, traendo profìtto dalle cognizioni astronomiche dei tempi in cui scriveva, si guarda bene dall'abbandonarsi alle orgie fantastiche del Poe. E in quel mirabile libro, ch'è uno dei suoi primi, il Voyage au centre de la terre, uscito nel 18U4, egli mette a base della straordinaria spedizione Lumi re, p. lOli; Popp. del professor Livenbrok e di suo nipote i progressi della geologia in quel periodo ed in ispecie la teoria del chimico Davy. Chi non rammenta quello stupefacente sottomarino e.h'è il Nautilus e quella specie di mago misterioso che ne è l'ideatore ed il signore, il capitano Nemo? Ebbene, quelle Vingt mille lienes sous les mers (1870; costituiscono una delle prove migliori, non solo della facoltà inventiva, ma delle cognizioni di chimica, d'elettrotecnica e d'ingegneria navale del Venie. Con vero occhio profetico egli intravvide gli immensi vantaggi che l'umanità poteva trarre dalle applicazioni della forza elettrica: non poche sue profezie si sono avverate, altre troveranno nel secolo in cui viviamo non difficile attuazione. Le meraviglie della meccanica sono rappresentate in Lea cinqcents milions de la Iiègum, romanzo scritto nel 1879, quando ancora la Francia sanguinava per la catastrofe di nove anni prima. Là il Venie, che non cessò mai d'essere intimamente francese, francese sino alla punta dei capelli, nell'antagonismo fra il potente ma brutale professor Schultze ed il geniale ed umanitario dottor Sarrazin, rappresentò idealmente il conflitto tra la Germania e la Francia, tra la scienza che distrugge e la scienza che con serra ed allieta ('). Tra le molte altre concezioni in cui ha Il Verne, quanto dimostrò la sua simpatia per gli Inglesi e gli Americani del Nord, altrettanto non dissimulò V antipatia per i Tedeschi, nemici della sua patria. Su questo parte la chimica segnaliamo quella sulla tanto ricercata produzione artificiale del diamante, per cui è da vedere la sua Etoile du Sud del 1884. Ogni progresso scientifico, ogni problema scientifico infiammava quella fantasia che ne traeva argomento a libri attraentissimi; peccato non abbia potuto giovarsi delle più recenti scoperte sulle proprietà del radio e intorno alla telegrafia senza fili. Chissà quante belle cose egli avrebbe dette e profetate. Scienze predilette del Venie furono la geografìa e l'etnografia: ad esse tornava continuamente e gli offri van sempre nuova materia ai suoi libri. Egli ha anche opere strettamente geografiche, quali la sua geografia della Francia e la storia delle scoperte geografiche; ma la più gran parte de' suoi romanzi ha per soggetto viaggi in lontane regioni. Percorre quasi intero il nostro pianeta nei viaggi della sua fantasia, dall' un polo all'altro, con predilezione spiccata per l'Africa e per l'America. Delle bellezze naturali e delle costumanze dei popoli è descrittore tasto batte di frequente. Egli ha una istintiva avversione per ogni maniera di tirannia e di sopruso. L'tle myatérieuse si riattacca alla guerra americana per l'abolizione della schiavitù e termina con la morte del capitano Kemo (il costruttore del Xautilus), che è un grande indiano ribelle. La guerra americana del 1861-65 è rappresentata in Xord contre Sud (1887); nella Famille sans nom (1889) rivivono le inquietudini del Canada; nell' Archipel en feti (1884) troviamo la guerra per l'indipendenza greca; nello sfondo della Maison à capeur (1880), preannunciante l' automobilismo odierno, s' agitano le lotte degli Indiani contro gli Inglesi. Cfr. Popp brevi' ma vivaci.': in particolari di zoologia e di botanica non s'indugia, come sogliono tare i Rubinsonisti. Ad accrescere la T-ultura ii,t'. Per quella ferita il romanziere ebbe a soffrire assai tìsicamente, e più moralmente. Si narra che durante le lunghe notti insonni di febbricitante egli si distraesse componendo indovinelli, logogrifi, ed altri giuochi di spirito complicatissimi: ne mise insieme da tre a quattro mila, si che se ne potrebbe comporre un volume. Ciò non è inutile ad essere avvertito; si vede quanto in lui potesse l'attività fantastica. D allora in poi egli si abbandonò tutto al ragionamento ed alla fantasia. La sua operosità fu spesa tutta nei libri, nelle soavi cure della famiglinola diletta, nell'amministrazione di Amiens, ove fu consigliere comunale assiduo ed ascoltato, nelle tornate dell'Accademia di Amiens, ove diede saggio del suo inalterabile buonumore. Viaggi non più. Vendette il suo secondo yacht, il San Michele che ora è posseduto dal principe di Montenegro. Con esso, e prima con un altro yacht, di ugual nome, ma più piccino e primitivo, aveva di frequente costeggiato la Francia e anche la Spagna, s'era spinto fino alle coste africane, aveva visitato la (li Lkmiiìt-:. 55-àrt: Porr, \ C). Nell'azione e nella tipificazione è facile scorgere una certa fìcelle. Ei ritorna sovente e volentieri allo schema delle Cinq semaines e delle Arentures du cajntaine Hatteras. Un esploratore di gran risolutezza, coraggio e sapere, di solito più d'un tantino eccentrico, di solito inglese o americano, è l'eroe principale dell'impresa. Esso ha un servo fedele, intelliLettera riferita dal Lemihe gente, servizievole, gaio, animosissimo. Lo accompagnano un amico o più amici, di attitudini e di gusti diversi dal protagonista. S'aggiunge o interviene talvolta un traditore o un malevolo, che attraversa la via all'eroe, suscita difficoltà, minaccia di mandare tutto a male, ma alla fine ha la peggio. Esempio tipico il detective Fix nel Le tour du monde. Ma quest'azione semplice e fin povera s'arricchisce per una miriade di episodi svariatissimi e vivi, s'ingarbuglia in modo che sembra inestricabile, si direbbe dovesse finire con una catastrofe, quando, alla fine, tutto si scioglie per il meglio. Non irragionevolmente fu accostata questa tecnica a quella usata nei suoi drammi dal Sardou ('). In mezzo ai rigidi inglesi ed americani spunta qualche francese, e vi fa sempre la parte più nobile e bella. Francese è quel godibilissimo tipo di Passepartout (felicemente tradotto in italiano con Gambalesta), che è una delle più riuscite macchiette di servo che il Verne abbia tracciato, da mettere in compagnia col semplice ed ardito Joe, servo del dottor Fergusson, e con Ben-Zuf, l'ordinanza fida del capitano Servadac. Questi ed altri servi del nostro scrittore rimontano originariamente al tipo di Venerdì nel più antico Robinson. La donna ha nei libri del Verne parte accessoria ed è delineata con certa superficialità. Non già che non vi siano tipi teneri o eroici di donne, come Ilulda, come Nadia, Popp, RICORDANDO GIULIO VKKNK come Hadjine, come AliceWatkins, come mistress Branieau ; ma di consueto le donne occupano nel quadro il secondo piano, servono a lumeggiare l'uomo, offrono esempi di pietà, di tenerezza, di abnegazione a vantaggio dell'uomo. La loro psicologia, come in genere tutta la psicologia del Venie, è delle più semplici. La passione non le agita: il Venie era, in fatto a donne, un gran semplicista. Egli voleva che i suoi libri potessero esser letti senza turbamento dai giovinetti e dalle giovinette, e inoltre, confessò un giorno egli stesso, « l'amour est une passion « absorbante qui ne laisse que fort peu de place « pour autre chose dans le coeur de l'homme; « mes héros ont besoin de toutes leurs facul« tés » ('). Se manca l'amore passionato, abbonda l'umorismo, nei caratteri e talora anche nell'azione. Sui tratti umoristici del Verne ci sarebbe da scrivere un articolo speciale; tutta umoristica è quella gustosa novella del Docteur Ox (1874), la cui singolare trovata mi ha fatto sempre pensare all'antica faida del poeta provenzale Peire Cardenal (!), alla quale vanno accostate lestrane avventure d' un veggente nell7so/a dei ciechi del Fraccaroli. Se non che qui tutto è satira, mentre nel Venie v'è solo umoristica e bonaria caricatura. Parole del Verne inserite nella Recite ile Brelaijne del 190(5, che il Lemiue riferisce a p. 111. Vedasi in proposito un articolo di V. Cian nel Fanfulla della Domenica Fu detto ohe Philens Fogg è una specie di D'Artagnan in costume di viaggiatore moderno (1). È un avvicinamento che ha solo l'apparenza del vero. L'eroe del vecchio Dumas è una creazione fantastica, materiata bensì di certi elementi reali, ma che è fuori della vita; mentre Phileas Fogg è tanto nella vita che il viaggio di lui, profetato dal Venie, potè essere compiuto realmente, non solo in quelli ottanta giorni, ma in molto minor tèmpo (*). Soavi alcuni racconti del nostro autore, specialmente quelli di tipo robinsoniano, che s'aggirano nell'impossibile; ma i più, quelli che hanno maggiore consistenza e vitalità, si contengono nell'orbita del verisimile e con la poesia volgarizzano il sapere. Si potranno far valere contro di essi le sottili ragioni che il Manzoni ricamò contro "il romanzo storico; ma come il romanzo storico iiqh è morto per quei ragionamenti, così non muore ormai, nò morrà, il romanzo scientifico. Il Popp nel suo libro pregevole raccolse una gran quantità di indicazioni sugli imitatori del Verne, sorti in * ogni parte d'Europa e d'America. Le scoperte fatte in Marte dall'astronomo nostro Schiaparelli hanno già prodotto una vera fioritura di romanzi intorno a Marte, ed a' suoi abitatori, ed a' suoi rapporti con la nostra Terra. E cosi accadrà Popp, p. 41. i'2i Xel 1!K)1 certo Stiegler compi il giro de] mondo in (i5 giorni e nel 1907 certo Canipell, giovandosi della ferrovia transiberiana, in il giorni. Cfr. Porr, d'ogni altra scoperta scientifica atta a stuzzicare e ad esaltare l' imaginazione. Ma purtroppo i seguaci non hanno, di consueto, l'equilibrio, la sensatezza, la ponderatezza del maestro. Troppo spesso a loro accade, come all'italiano Salgali, di subordinare ogni esigenza scientifica filla fantasia più sbrigliata e, mirando solo a far colpo, di sottomettere le esigenze della scienza e dell'arte e le limitazioni del buon senso al gusto d'interessare e d'impinguare la borsa interessando. In questo caso, il romanzo, divenuto pseudo-scientifico, non serve se non a provocare una iperestesia fantastica, dannosa a tutti e segnatamente ai fanciulli. Di siffatta degenerazione non diede certo Giulio Venie l'esempio. Nota aggiunta. — Pochi giorni dopo pubblicato questo articolo (nel Fanfulla della domenica del "2 maggio 1909) fu scoperto ad Amiens il monumento di Oiulio Verne, dovuto a quel medesimo scultore Alberto Roze, che già effigiò, a spese della famiglia, la robusta statua della tomba del Venie nel cimitero dello Maddalena ad Amieus. Il nuovo monumento consiste in un bel busto poggiante su di una stela elegante a" piedi della quale un giovane viaggiatore sdraiato, in attitudine di riposo, consulta una carta geografica, mentre dall'altro lato un giovinetto legge con gran attenzione un volume del Verne e la giovane madre gli sta a fianco assistendo alla lettura. L'inaugurazione segui il 9 maggio 1909 e le feste ed i discorsi di quell'occasione possono leggersi nel Mémorial d' Amiens di quel giorno e del successivo. * Patriottismo e socialismo di Arrigo Heine. Dacché nou rivedevo il Walhalla, fatto edificare tra il 1830 ed il 1842 dal re Ludovico I di Baviera, molt'anni erano trascorsi. Volli visitarlo in una giornata precocemente autunnale e ne ritornai con un senso di profonda tristezza. Quel gelido simulacro del Partenone impicciolito biancheggia su d'una collina boscosa non lungi da Ratisbona: a' suoi piedi si svolge a larghe spire il Danubio. Ira fantasia regale di Ludovico rievocante, nel neoclassicismo dell'arte germanica di quel periodo, i più solenni monumenti di Grecia e d'Italia, intese fare di quel tempio una specie di famedio sacro alla memoria dei più celebri personaggi tedeschi, i cui busti sono allineati lungo le pareti della sala jonica interna. Il busto di Arrigo Heine non ve lo trovai; non già per una specie di vendetta postuma contro il gran flagellatore, che canzonò così neramente il re Ludovico I nei Zeitgedichte e parodiò lo « stile bavarico » delle sue iscrizioni del Walhalla ('). rna per una deplorevole noncuranza d'ogni grandezza spirituale, per cui nessun busto nuovo fu collocato là dentro da circa mezzo secolo, ali 'infuori di quello di Guglielmo I imperatore, « der Siegreiche » come lo chiamano i Tedeschi. C'è da scommettere, peraltro, che se anche la Baviera d'oggi fosse meno volta di quel che è agli interessi materiali, il poeta di Dusseldorf non troverebbe la sua nicchia tra gli ospiti del Walhalla. Troppo è tenace l'avversione contro di lui d'una gran parte dei suoi connazionali, quell'avversione, in cui non riesco neppure ad ammirare la rigida disciplinatezza ch'altri vi ravvisò non a torto r), perchè mi appare meschina ed iniqua. Com'è risaputo, gli si rifiutò finora un palmo di terra germanica, ove i suoi ammiratori potessero erigergli una statua: l'umile sepolcro di lui, nel cimitero di Montmartre, fu abbellito da una donna fantasiosa ed infelicissima, Elisabetta d'Austria, che già gli aveva costruito un tempietto presso il suo Achilleion di Corfù (3); il monumento che un gruppo di Rc 2. Elisabetta, sul cui bellissimo capo il triste fato degli Absburgo non pesò meno dall'ereditaria psicosi dei Wittel DI ARRIGO HEINK nani voleva erigergli, dovette migrare oltre l'Atlantico. Di Arrigo Heine la Francia ha le ossa; Corfù e New York he serbano le sembianze effigiate; la Germania nulla. A noi individualisti di razza latina codesto » ostracismo inflitto al genio dà senso di pena e d'irritazione. E più ancora ci irrita l'asprezza con che lo Heine Viene giudicato, non solo dal volgo partigiano ed incosciente, ma da critici e storici rispettabili e rispettati, in opere serie e diffuse. Non esitano costoro a riconoscere in lui un poeta lirico eminente ed a porlo a fianco del Goethe per lo sviluppo tutto personale che diede al lieti germanico; ma non sanno perdonargli la nascita israelitica, la simpatia per la Francia, la leggerezza nel giudicare, e specialmente nel mettere in caricatura, tanta, parte dello spirito tedesco, la scorrettezza della vita libertina, la mancanza di carattere fermo, la perpetua ironia, degenerante talora in cinismo volgare. I Tedeschi si sentono offesi dallo Heine in ciò che hanno di più caro e di più sacro; i sentimenti della famiglia, della religione, della patria, della razza. Compresi della loro attuale grandezza, vedono in lui un profeta fallito, che dei germi di quella grandezza non intese nulla e all'entusiasmo e alla rude tendenza tradizio snach. amava nello Heine specialmente la profonda tristezza pessimistica, se dice vero il libro saturo di sentimentalismo del suo confidente greco. Cfr. C. Christomakos, Iìeyhia di dolore, Firenze, 1901, pp. 240 41. naie della nazione contrappose il dileggio beffardo demolitore. All'ebreo rinnegato per farsi eristiano, al cristiano rinnegato per divenire ateo, al tedesco rinnegato per infranciosarsi, oppongono un dispregio acre e pungente; non mitigato neppure dalle melodie dello Schubert e degli altri interpreti musicisti dell'anima lirica heiniana. In molte parti questo loro giudizio sembra ragionevole; eppure sostanzialmente essi hanno torto e riescono ingenerosi. Abituato a leggere con simpatia e diletto le opere heiniane, da molti anni io lo penso; ma non ero mai riuscito ad averne convinzione chiara e fondata, come ne ho oggi, dopo aver letto il volume recentissimo d'uno squisito scrutatore d'anime, Henri Heine penseur di Enrico Lichtenberger ('). Dello Heine fu scritto non poco, in Germania e fuori, senza che con ciò siasi ottenuta piena chiarezza sul soggetto. Ciò che meglio di lui si conosce ò l'arte. Sui particolari della sua vita, breve ed infelice, si accumularono notizie contraddittorie, radendo non di rado nell'indiscrezione pettegola, lasciando nella storia delle sue relazioni non poche dubbiezze. Il suo pensiero fu, di solito, trascurato, ovvero trattato in modo sbrigativo movendo dal preconcetto che, in ultima analisi, di pensiero ne albergasse pochino in quel cervello, e quel poco senza radici e a dir così fluttuante. In ciò vi ha, per lo meno, molta esageParis, Alcan, lflOn. razione, e. non s'è tenuto conto, com'era giusto e necessario, di elementi che in un giudizio siffatto dovevano avere parte precipua, le condizioni somatiche dell'individuo c la sua essenziale qualità dit poeta. Arrigo Heine fu un sensitivo ed un sensuale: la sua poesia rampolla dafla sensività e dalla sensualità: ma è in parte fecondata da un certo numero di idee politiche, religiose e sociali, che non è lecito trascurare. Quando, nel 1830, poco più che trentenne, egli varcò l'amato Reno, che lambisce la sua città natale, por esiliarsi volontariamente a Parigi, era un uomo fallito, materialmente e moralmente. Avvocato senza vocazione, negoziante inetto, con la testa piena di grilli e la tasca vuòta, senza educazione morale solida, con inolto ingegno ed una sensitività morbosa, egli andava incontro all'ignoto, in una gran" metropoli, sedotto da un fantasma di libertà. Ci andava pur essendo ancora cosi giovine, con una gran dose di pessimismo nell'anima, dovuta, oltreché a condizioni fìsiche, a delusioni amorose. Tempra eminentemente erotica, egli s'era invaghito due volte in Amburgo, nella casa dello zio milionario, Salomone Heine, prima della cugina Amalia, creatura fredda e speculatrice, più tardi della sorella minore di lei. Teresa, che i parenti calcolatori destinarono ad altre nozze. La massima parte delle liriche del Bach der Lieder fu I'ATKIuTTIsMii K Si n. 1 A Usili i inspirata da questi din» amori e da queste due crisi amorosi», allo quali successero ben presto passionacci» libertine, i-hi» lasciavano il poeta stremato di forze e melanconico. Quantunque non volesse ron venirne e sebbene alla prima apparenza non sembri, la sua sensitività, a traverso le stesse orgie sensuali, menava all'idealismo. Più tardi a Parigi, dopo disordini d'ogni genere, di mezzo al bizzarro e degradante connubio, legittimato dal matrimonio per compassione, con quella magnifica statua di carne da lui comperata, (die fu Matilde Mirnt i';, spunta l'amore fragrante por la signora Krinitz. la poetica Monche, cosi variamente giudicata dagli. studiosi delLo Heine ' ). Lo spirito di lui ora soggetto ai più stridenti contrasti: ora angelo, ora demonio, e pur troppo i molto malevoli videro il demonio e non vollero vedere l'angolo. Il peggio è (die da se medesimo fece di tutto per calunniarsi o por mostrarsi diverso da quello (die in realtà era. Il suo pessimismo lo portava all'ironia, e l'ironia sapeva armare di tutte le punte della 117/ 'sigia' il germanica. Accortosi delti j Le l>'" curiose notizie su Ini flirtino date -lo un tv(jUPIitatore ili casa Heine. Alessandro AVeill. Voli I'iiiaiiim. Stilili e ritratti letterari, Livorno, liXXI, [in. 17:2 sir;r. \'Ai E sia [une stata un'avventuriera colei che in Francia amò chiamarsi Camilla tSelilen e con questo nome [mlihlici'i un libro siurli ultimi giorni dello Heine: non è meli vero ch'ella riuscì a penetrare come ragjllo ili luce nella tornila di materassi i Àtatrazen^rut't i in cui il poeta languì ]>er otto anni i lK4H-|S:Vli e che i]uiuili non pote essere un avventuriera vulvare. Il] AKKtlìI l HKIXK l'effetto die faceva quel suo spirito indici volato, ne abusò lino al inailirrismo. ne divenne la vittima .'). Disse male dei romantici ed in fondo civi un romani ico egli pure; sparlò dei Tedeschi, e la >u»-i anima restò tedesca fondamen1,'ilnienie sempre: mise in burletta il rraseendentalismo della lilosotia germanica, e le sue teorie politiche e sociali germinavano dallo hegelismo. Kcco perche, pur essendo assai migliore di quel che parve, egli riuscì a farsi sprezzare e odiare da tanti. Tali enunciati avrebbero mestieri d'una lunga (limosi razione, che non è qui il caso di sciol inare. IO già mollo se riuscirò a far vedere clic lo Heine fu. anelli' contro voglia, tedesco, e clic in politica egli si spinse di molto oltre al liberalismo comune e giunse al più schietto socialismo, pur rimali 'lido aristocraticamente poeta. La Germania filistea gli riusciva detestabile, è vero: ma (pianta dolcezza, quanta alterezza gli ispiravano la terra tedesca, la lingua tedesca, i cosi unii tedeschi! Chi non le sente codeste tenerezze di tìglio leggendo «pici suo insuperabile f)eit/sf]ifiiin1 V Dopo tredici anni di esilio volontario, nel 1 9| col contrabbando delle idee più ardite rincantucciato nel cranio. Eccolo al confine : il cuore gli batte più torte, gli occhi gli si inumidiscono, si sente riconfortato; le stelle sul patrio suolo brillano d'una luce più viva. Poco appresso si commuove a rivedere il vecchio Reno (mein Vater Rhein) al quale pensò ognora con sentimento nostalgico. Nello scherzoso saluto a quelle quercie sentimentali che sono gli abitanti dell'antica Westfalia. v'è un mal celato compiacimento; nella splendida allocuzione ai lupi germanici egli si proclama ancor sempre lupo: « Ich bin einWolf geblieben, mein Herz | Und meine Zanne sind wolfisch ». La tipica cucina tedesca, a ventricoli latini cosi poco confacente, gli è gradita come il saluto della madre; nei letti tedeschi di piuma più dolce gli sembra il riposo f1). Altrove, nelle liriche, confessa che talvolta il pensiero della patria lontana lo muove alle lacrime, e quando la notte si desta l'imagine di essa non gli consente più il sonno. « Io credo, dice egli « stesso, che questa ardente e pazza bramosia « si chiami amor di patria » (s). E così era veramente. Il flagellatore di tante idee tedesche, di tanti sentimenti tedeschi, non riuscì a Per tutto ciò si vedono i capit. I, V, VII. Vili, IX, X, XII del Deutschlaml. Deutsrhlaud, caput XXIV. Fra i molti che svelarono, con più numerose attestazioni, questo sentimento dello Heine, cfr. CniARiNi, op. cit., pp. 329-32; Legbas. op. cil., pp. 283-**) e Ed. Esoel nella sua prefazione alle Memorie postume di Enrico Meine, Firenze stedescarsi giammai; la Francia, per cui nutriva tanta simpatia e a cui lo legava gratitudine per ospitalità e benefìci di ogni genere che ne aveva ricevuti, fu sempre per lui un paese straniero. D'altro lato ragioni ideali lo sospingevano verso Parigi e dalla Germania lo staccavano. Sotto il vento de' cantici immortali Piegavano crosciatiti Le selve delle vecchie cattedrali Con le lor guglie e i santi. Rintoccava, dai culmini ondeggiando, A morto ogni campana, E Carlo Magno s'avvolgea tremando Nel lenzuol d'Aquisgrana ('). Disse un poeta nostro della poesia giacobina del biondo Arrigo, e non disse falso, perchè realmente nei poemetti e nei Zeitgedichte, fra lo scoppiettare dei frizzi e le bollature roventi del sarcasmo, freme e geme l' idea politica e sociale di un ribelle. Qui talora l' inspirazione heiniana trova note inusate di solennità formidabile, come in quella gran lirica dei tessitori che instancabili e maledicenti tessono il lenzuolo funebre della Germania (2). Quella poesia, come parecchie altre, come la più parte degli articoli che lo Heine mandò all' AUgemeine Zeitung di Augusta, riflette l'idea" capitale politica che alliCaupitcci, A un heniano d'Italia, nei friambi ed, epodi. (2; Abbiamo di questa lirica una versione del Carducci nelle Rime nuove. gnò per tanto tempo nel suo cervello e per cui erti così poco tedesco e tanto francese, l'idea rivoluzionaria. Noi oggi, dopo tanti studi storici e politici, ci siamo formati un concetto più sicuro di quel gran fatto che fu la rivoluzione francese; ma nei primi decenni del XIX secolo non v'era via di mezzo nel considerarla, o l'obbrobrio o l'ammirazione. Arrigo Heine fu della rivoluzione francese vero ammiratore. Sin dalla sua giovinezza, quando diede il primo bacio alla rossa Peppina, la nipote del carnefice tedesco, che si schermiva con la mannaia onde erano stati decapitati cento poveri furfanti, sin d'allora, dice egli, T sliauesimo la dottrina principale, l'amore del prossimo, ma se ne togliesse l'autaii'onismo tìa la vila terrena e quella dello spirito, fra la terra e il ciclo, quell'antagonismo con «-ni i prcli. predicando acqua in pubblico e bevendo vino in seirrcto, hanno cantate la ninna nanna al tripiante popolo, al grosso minchione. Noi vogliamo l'ominiqui sulla temi Il ri'amc (ti Dio. Quniiji'iù i|iiaj;'{iiù voiiliaino essere l'elii-i. Non \oj;li;uii più stentare; Ciò che il braccio iniadafnia, il pi^-ro ventre Non si' lo dee pappare. Cresce pani' iiua^ii'i clic basta a noi Ed a' nostri fratelli; Ed il piacere e la bellezza; r tose, E mirti anelie e piselli, Si, piselli per tutti escono fuori Dai usci appena rotti. Lasciamo il cielo azzurro ai vagabondi Angeli e ai passerotti'1' Idea semplice, senza dubbio: ma nella sua semplicità sta la sua forza. Sono unicamente le idee semplici, che conquistano il mondo. Legittimismo, bonapartismo, assolutismo, democrazia, repubblica erano tutte cose per cui lo l'I) Trad. Chiarini (Iella iirrmnnìa. Di Ilrìnr p Ir Salril-Srmonisme tratta egregiamente il Lichtenberger uel cap. UT dell'opera sua. Heine si sfaldava solo fugacemente, prò o contro. Ossili contingenza ed ogni lolla politica iì"1 i sembrava secondaria di fronte alla importanza massima (lolla (picstione sociale, l'irai (li questo concetto >oil piene le carte, e i tribuni delle nielli vi pnppagalloggiano .sopra i loro roboanti discorsi: ma il pensarlo intorno al 1S40 non era di lutti uè era senza pericolo allora il bandirlo « a' quattro venti. Il poeta divenuto giornalista di straordinaria efficacia, osò tarlo, e prosegui por anni, su quella via, incurante di stringere alleanze opportunisti' e poco sincere, incurante di lauti guadagni, egli che puro aveva sempre tanto bisogno di quattrini. Tale atteggiamento della sua attività non è abbastanza conosciuto nò a sufficienza apprezzato. Lo apprezzarono solo alcuni fondatori di sistemi socialistici, come Carlo Marx, che strinse con lo Heine amicizia, e fu suo compagno nella redazione del ]~ot'i. 1# 8-1X5 e o99-408. e H. BAituiEitA, La prinHpps^a Belgioioso^ stilano. eminentemente parata e conservatrice, tre uomini, tutti tre di origine giudaica tutti tre spuntati, per logica propaggine, dallo hegelismo, disciplinavano nel cervello dal mondo le idee rivoluzionarie francesi dello spirato secolo XVIII, dando loro sviluppo di cai-attere sociale e dignità di scienza. Non passera molto e ne verrà fuori, nel 18(57, l'opera economica più importante del socialismo europeo nel suo primo periodo, Das KapitaL Ma allora il povero Heine riposerà orinai da undici anni nella tomba modesta del camposanto di Montmartre. A lui che pur vide così addentro nei destini dell'umanità futura e che combattè con ardire e pertinacia una battaglia pericolosa, senza spirito di setta, senza speranza d'alcun guadagno uè prossimo" uè remoto, uè materiale nò morale: a lui banditore di uguaglianza, il mescolarsi tra la folla spiaceva e non arrossiva di confessarlo. Amico sincero del popolo, rivoluzionario più che democratico, schivava i contatti coi molti e coi rozzi. E un altro dei tanti contrasti già osservati nella sua natura. Pochi furono al pari di lui aristocraticamente schivi della folla, forse perchè egli era, a differenza de' suoi compagni nelle idee, un poeta. Al poeta ripugnano molte cose che al freddo ragionatore fi) Bispetto alla grande parte che gli israeliti ebbero nella prima propagazione del socialismo, molte e curiose osservazioni si potrebbero fare. Vedi notato e commentato il caso anche dal Laveleve, he socìcUimiie contemporain, !t» ediz., Paris sembrano logiche e naturali. Nell'animo suo egli aveva dedicato un tempio alla bellezza, e la futura tragedia sociale, a cui gli sembrava che l'Europa andasse incontro, sarebbe stata sacrilega verso le manifestazioni più alte e più disinteressate del bello. Dal fondo del suo pessimismo, avea pur sempre levato gli occhi azzurri e penetranti verso il sole dell'ideale ed i beni mondani avea apprezzati solo in quanto gli riuscivano necessari. Invece la potenza uguaglia trìce del socialismo portava a collocare il benessere materiale al primo luogo e ad aspirarvi come al maggiore diritto, cacciando in disparte le aspirazioni dello spirito alla cultura ed alla scienza. Ciò riconosceva fatale; ma siffatta fatalità della rivoluzione lo riempiva di angoscia secreta. La sua forte individualità di artista non s'adattava ad essere pecora in una greggia ('). Se la crudele malattia che lo consunse non lo avesse inchiodato a letto per tanti anni, logorandogli l'energia di ogni lavoro che non fosse poetico, chissà come si sarebbe risolto il dramma della sua anima, chissà se in lui avrebbe prevalso la sincera tendenza socialista o l'individualismo prepotente del genio solitario. Forse quella tempra tedesca di sognatore, balsamo e martello alle sue piaghe, non avrebbe vinto in un organismo sanò, come vinse, per quel che riguarda le idee religiose, nel lento sfasciarsi della gracile persona. Il panteista ir ci) Lichtknhekgeh PATRIOTTISMO E SOCIALISMO riverente e sarcastico, tra i patimenti inenarrabili e la disperazione cupa d'una infermità senza ristoro, ridivenne credente nello spiritualismo nazzareno, riprese in mano la Bibbia e vi si compiacque. Ma non si infeudò a nessuna chiesa positiva. Il poeta (gli sembrava) è già di per sè in istato di grazia: a lui si aprono spontaneamente le porte del cielo, senza bisogno uè delle chiavi di san Pietro nè di quelle di ver un altro portinaio delle Chiese costituite. In questo poeta ed in questo martire noi uomini moderni troviamo tutti qualche parte di noi medesimi. I contrasti della sua anima sono quelli delle nostre anime; non altrimenti che nei contrasti dello spirito altissimo di Francesco Petrarca gli uomini dell'incipiente rinascita sentirono l'età nuova lottante col medioevo. Senza essere come il Petrarca un genio universale, Arrigo Heine fu non meno di lui uu genio rappresentativo. Vizi e difetti ebbe senza dubbio; ma amò assai e assai sofferse, ed a chi amò e sofferse va perdonato molto. Oltre la fresca e limpida vena del poetare, oltre la generosità del pensiero umanitario, oltre il coraggio nel combattere per le sue idee, egli ebbe un pregio che (1; LtCUTBNBEBGEB. nessuno può contestargli e di cui va tenuto gran conto, la sincerità. Oggi, nella superba capitale della Germania unita, movendo dalla colossale colonna su cui si libra dorata al sole la Vittoria glorificante la gran conquista tedesca del 1870, s'apre fra la verzura e le piante annose del Tiergazten la cosidetta Siegesallée. Disposte simmetricamente ai due lati del viale, ergonsi trentadue statue di grand'elettori, di principi, di monarchi, dall'alto medioevo all'età modernissima; dietro a ciascuna statua marmorea stanno a corteggio due erme, coi busti di due personaggi ragguardevoli che fiorirono nell'età di ognuno di quelli eroi e ne sovvennero, col consiglio o col braccio, la potenza. Idea grandiosa certamente, ma non tale da suscitare entusiasmo, giacché pur troppo più d'uno di quei vindici superbamente atteggiati vale meglio nel marmo di quel che valesse in carne ed ossa, ed il visitatore anche coltissimo deve non senza stento ripescarne le notizie grame nei recessi più oscuri della memoria. Sfarzo, dunque, di compiacenza dinastica, monumento d'imperialismo, che non ha eco nel mondo. Un'altra Siegesallée piacerai prevedere che la Germania contrapporrà un giorno a quella berlinese, ove siano effigiati altri trionfatori, ben altrimenti noti e civili e benefici; i trionfatori del pensiero e dell'arte, tutti raccolti insieme, senza esclusioni partigiane, senza predilezioni regionali, senza male prevenzioni politiche o religiose. Questi sono i vittoriosi di tutti i tempi, i cittadini di tutti i luoghi, ai quali il mondo s'inchina. E tra costoro, ben meglio onorati die nel Walhalla di Ratisbona, penso che sorriderà la fiiccia arguta e splenderà l'alta fronte geniale di Arrigo Heine, redento dalla potenza ultrice del tempo, riconciliate col suo popolo, ch'egli amò sempre, tra la ironia scettica della sua travagliata esistenza, di cosi fido e tenero affetto. Nota aggiuiTìa — Xe] Fan f itila della domenica, 26 novembre l!)0ò. L'imperatore di Germania, che acquistò l'Achilleiou di Corfù, ne tolse il simulacro di Arrigo Heine, che fu venduto al banchiere Cainpe. Costui, fino ad oggi, non ha trovato modo di farlo accettare da nessun sodalizio tedesco. Su queste storia poco edificante vedi ciò che scrive G. A. Boiuìesk nel volume La nuova Germania, Torino, 1909, pp. 164 sgg. Adalberto Stifter novellatore. Nell'autunno del 190.T i paesi di lingua tedesca echeggiarono in ogni parte delle lodi d'uno scrittore austriaco, di cui in Italia neppure si bisbiglia. A questo scrittore furono consacrati articoli, opuscoli, volumi: le edizioni popolari delle sue opere, dopoché nel 1898 fu terminato il trentennio di proprietà esclusiva, che dalla Casa editrice Ileckenastdi Pesterà passato alla Casa Amelang di Lipsia, si moltiplicarono rapidamente: all'obelisco eretto sin dal 1877 in suo onore sul Blockenstein dell'amato Bohinerwald fu aggiunto nel maggio del 1902 un monumento a Linz, nel quale lo si rappresentò adagiato presso ad una rupe in atto d'intenta e tranquilla osservazione delle bellezze naturali; un altro monumento gli si eresse pel centenario nella sua patria, Oberplan di Boemia, ed un terzo ne vedrà presto sorgere l'antica e grande capitale dell'impero d'Austria, mentre già a Vienna stessa, e a Budweis, e a Linz alcune vie sono chiamate col suo nome; il sodalizio costituitosi per l'incremento della cultura tedesca in Boemia fondò in Praga uno Stifter-Archiv, destinato a raccogliere i manoscritti delle sue opere, i suoi carteggi, i documenti tutti che in qualche modo si riferiscono alla sua vita, alla sua attività, alla sua reputazione; quel medesimo sodalizio ha dato opera alla stampa d'una edizione critica definitiva di tutti gli scritti, editi ed inediti, dello Stifter, che, assunta dall'editore Calve sotto l'alta direzione di Augusto Sauer di Praga, consterà di ventun volumi. E cosa singolare davvero che di questo scrittore, di cui suona ormai cosi alto il nome in Germania e sembra che col volger degli anni la fama acquisti sempre nuovo vigore, l'Italia non siasi mai occupata con qualche cura, sicché tra i maggiori scrittori tedeschi dell'Austria egli è certamente il meno noto. Per studi e per traduzioni sono conosciuti abbastanza nel paese nostro Niccolò Lenau, Francesco Grillparzer e Roberto Ilamerling; nò si può dire che alla cognizione diretta dello Stifter s'oppongano difficoltà idiomatiche o difetto di famigliarità con gli usi locali, come accade per l'umorista fantasiosamente insuperabile, che risponde al nome di Ferdinando Raimund. Ad intendere le produzioni sceniche del Raimund, che fanno ancor sempre la fortuna del Volks-Theater di Vienna, occorre esser addentro nello spirito del popolo e del vernacolo viennese; mentre a leggere e a gustare 10 Stifter è unicamente mestieri di conoscer bene 11 tedesco, cognizione che ormai non deve difettare a nessuna persona colta non mediocremente. Alieno dalle esagerazioni, io mi guarderò bene dall' innalzare lo Stifter su d'un piedistallo più elevato di quello che gli competa, e mi terrò lontano dall' infatuamento a cui si abbandonarono certi suoi ammiratori; ma non è esagerazione ne è frutto di infatuamento l'asserire ch'egli è il maggior prosatore tedesco dell'Austria. Vale quindi la pena che in breve se ne discorra la vita e se ne tratteggi l'indole, ponendone in evidenza l'opera letteraria ('). Questo articolo risulta non solo dalla lettura attenta delle principali opere narrative dello Stifter, ma anche dallo studio della parte più notabile di quella assai larga letteratura storico-critica che in Germania fu a lui consacrata. A Praga uscì nel 1904 intorno a lui un volume di Litigi Raimondo Hkh (Adalbert Stifter, seiu Lehen und seine lleite), che quasi tocca le 700 pagine in-8» grande. È un'opera bio-bibliografica di estrema minuziosità, corredata di un ragguardevole numero di documenti, condotta su molti carteggi inediti e col sussidio dei riferimenti di quanti amici dello Stifter poterono essere consultati. Accrescono pregio al volume, farraginoso invero assai, ma pure preziosissimo, la riproduzione di tutti i ritratti noti dello scrittore, nonché di una parte dei suoi quadri e schizzi, le vedute dei paesaggi che gli furono più famigliari e di cui scrisse, i disegni delle case da lui abitate e fin dei suoi mobili prediletti. Più di cosi non si potrebbe fare! Fra gli scritti critici intorno allo Stifter trovo segnalabile sempre un libro ormai vecchio: Enti. Kuh, ZweiDichter Oesterreiclis, Franz Grillparzer und Adalbert Stifter CPest, Heckenast, 1872;. Buono nella letteratura recentissima il volumetto di W. Koscn, Adalbert Stifter eine Stadie (Leipzig, Amelang, 1905), che fa seguito ad un'indagine letteraria del Kosch medesimo, uscita a Praga, Adalbert Stifter und die Bomantik. Nella alluvione di articoli ed opuscoli che portò seco il centenario, merita il primo posto il numero speciale (an. IV, n. 12, settembre 1905 1 che allo Stifter consacrò la rivista mensile Deutsche Arbeit di Praga, perchè vi sono parecchi articoli con nuovi documenti, massime intorno alle amicizie dello scrittore di Oberplan. L Siete mai passati dalla Boemia in Baviera? 11 confine occidentale della terra boema è naturalmente segnato da un succedersi di monti boscosi, che ha il nome di Bòhmerwald. Nella parte più meridionale di quella regione montagnosa scorre limpida nella sua giovanilità presaga di grandezza la Moldava, e dove la valle prima angusta di quel fiume czeco si allarga, giace in pittoresca posizione, adagiato sulle pendici erbose, il villaggio di Oberplan, e i boschi gli fanno corona. In una di quelle tranquille casette dal solo pianterreno, che tanto piacciono alle popolazioni rusticane dei piccoli Slavi, in una casetta che dai restauri in fuori, imperiosamente imposti dal tempo roditore, si conserva oggi ancora tal quale, vide la luce in Oberplan il 23 ottobre 1805 Adalberto Stifter, da un agricoltore che avea dapprima esercitato l'industria della tessitura e dalla figlia d'un macellaio. Non la madre, creatura soave, « lago senza fondo d'amore », ritrasse egli nella sua lunga opera descrittiva di uomini e di cose, ma l'ambiente domestico e specialmente la nonna, Frau Ursula Kary, nel racconto Ileidedorf, da lui già abbozzato in ginnasio. Come il Felice di quel racconto è in gran parte l'autore medesimo, cosi ritrae la figura idealizzata dell'ava veneranda quella vecchia nonna di Felice, che nella sua vita laboriosa ha letto un libro solo, la Bibbia, e per 70 anni lo ha elaborato nella vivace fantasia, sicché le voci della sua anima austera e mite trovano spesse volte nel suo umile discorso di popolana la'solennità sacra dell'espressione scritturale. Nell'infanzia dello Stifter le narrazioni fantastiche di quella vecchia, non dissimili da quelle della nonna di Katsensitber, influirono assai ad atteggiargli all'arte rappresentativa l'anima tenera e pronta, come sul giovinetto Goethe potè non poco la gioconda madre Elisabetta, inesauribile narratrice di fiabe e di leggende. Se non che sul capo del povero Adalberto, che faceva ormai progressi sotto la guida intelligente del maestro del villaggio, Giuseppe Jeune, s'addensava un nembo procelloso. Nel 1817, a 12 anni, un tragico infortunio lo orbò del genitore; l'infelice madre di lui rimase vedova, senza mezzi, con cinque figliuoletti. Energicamente venne in soccorso il nonno materno, la cui onesta figura è ritratta in Granii-, e malgrado i presagi di qualche corvo di malo augurio e difficoltà materiali d'ogni genere, egli volle che il fanciullo proseguisse gli studi e lo allogò a percorrere il ginnasio nella non troppo remota abbazia benedettina di Kremsmunster nell'Alta Austria, asilo di cultura molte volte secolare, ricca di libri, di quadri, di raccolte antiquarie e naturalistiche. Quivi il giovinetto, sebbene strappato così precocemente alla famiglia, vinse ben presto il troppo naturale sentimento nostalgico e si trovò, negli studi, come un pesce nella sua acqua. A Kremsmunster compi con onore l'intero corso classico medio, e per quel ch'è della letteratura influì colà massimamente sull'animo suo il padre Placido Hall, che si dice sia ritratto nel candore dell'anima, nella vita parsimoniosa e segnatamente nell'amore intenso ai fanciulli, in quel parroco singolare che è protagonista del bel racconta Kalkstein. Sin d'allora lo Stifter si senti prepotentemente attratto all'arte, e gli studi di scienze naturali, condotti innanzi con fervore nelle raccolte dell'abbazia, non intiepidirono punto in lui l'ammirazione per la natura bella e grande, che gV ispirava versi e lo induceva a dipingere i suoi primi acquarelli. Cosi tra le brune tonache benedettine, nell'austerità d'un glande monastero, si venivano maturando nello Stifter quelle tendenze ideali, che dovevano costituire la gioia ed il tormento della sua esistenza. Passato nel 1826 all'Università di Vienna, fu indotto dalle esigenze pratiche della vita a seguire il corso giuridico; ma nel tempo stesso frequentava lezioni di scienze naturali, di fìsica, di matematiche, e per impinguare un po' il borsellino, ch'era sempre magramente fornito, dava lezioni private in case signorili. Ciò gli permetteva di procurarsi il godimento di frequentare concerti e teatri, che costituivano per lui, insieme con le raccolte di pittura, la massima attrattiva. Fra gli autori drammatici era specialmente lo Shakespeare che gli incatenava l'attenzione e gli commoveva gagliardamente l'animo sensitivo; nel suo romanzo Nachsommer è descritta coi colori dell'esperienza propria la recita del King Lear e l'effetto che può fare sui giovani. La Vienna di que' tempi non era la suntuosa metropoli de' giorni nostri: la vita vi si svolgeva àncora semplice, bonaria, gioconda, d'una giocondità e d' una bonarietà che avevan bensì qualcosa di borghesemente ristretto, ina tuttavia erano tipicamente caratteristiche. Le impressioni di que' giovani anni, tutti dati alla spensieratezza e all'arte, sono descritte nel racconto Leben unti Hanshalt*dreier Wiener Studenten, ove lo Stifter narra di sè e de' suoi due fidi compagni, Anton Mugerauer e Franz Schift'er. La Vienna di que' giorni fu ritratta con mirabile efficacia negli scritti Aus dem alien Wien, editi dalPAprent nel voi. II delle Vermiscìite Schriflen; più generalmente nota è, tra le Erzàhlungen, quella intitolata Ehi Gang durcìi die Kalakomben, che descrive una visita nei sotterranei del tempio viennese di Santo Stefano, destinati a cimitero, la cui solitudine tetra di sepolcreti stride con la vita multiforme e assordante che si agita di sopra, nella piazza e nel vicino Graben, che erano allora, e sono in parte anche ora, il cuore della metropoli austriaca. Sulla cattedrale di Santo Stefano meditava un libro intero. In parecchi altri scritti lo Stifter ritrae con la sua impareggiabile perizia descrittiva qualche recesso della vita o della topografia viennese; ma in nessun luogo forse più felicemente che nella seconda parte del Tur mal in, ov'è quell'aristocratico, ma remoto, triste, deserto, cadente « Perronsche Haus», che nell'evidenza de' suoi tratti ha la precisione d'una miniatura. Cade nel periodo di quel soggiorna viennese dello Stifter il suo primo, fervidissimo, non mai estinto amore per la giovinetta Fanny Greipl, nata essa pure nel Bóhmenvald e precisamente nell'amena borgata di Friedberg. Quando quel legame si strinse, Adalberto aveva 23 anni e Fanny 20. S'amavano passionata mente, con tutto lo slancio, con tutta la devozione d'un primo amore in anime nobilmente disposte, ma all'eccesso infiammabili. Se non che la fanciulla era abbastanza agiata e lo Stifter era povero e senza prospettiva d'una carriera soddisfacente. La madre di Fanny gli fece intendere che non era prudente continuare ima relazione di cui pel momento non si vedeva esito alcuno, ed il giovine addoloratissimo si ritrasse, pur sempre sperando di potersi un giorno presentare con un impiego decoroso. Nel Nachsommer l'amore infelice del barone di Risach e di Matilde rispecchia questa condizione psicologica; come in Heidedorf è rappresentato lo strazio della rottura. Giacché la rottura definitiva venne in una lugubre giornata del 1833: Fanny pregava Adalberto di non scriverle più perchè s'era fidanzata ad un serio ed onesto impiegato, che avea la compostezza e la borghesia grassa fin nel nome, Josef Fleischanderl. Si sposarono il 18 ottobre 1836 e la bella Fanny moriva di parto il 12 settembre 1839. Allora lo Stifter era già coniugato, perchè il 15 novembre 1837 aveva condotto all'altare una vezzosissima morava, Amalia Mohaupt, poverissima, che a Vienna faceva la sartina c la modista, ed il cui padre, ufficiale a riposo, viveva lontano, in Ungheria, La bellezza femminile, che potè sempre tanto sui sensi e sullo spirito del nostro scrittore, lo indusse a stringere rapporti con la signorina Mohaupt, la quale non si lasciò sfuggire l'occasione d' un matrimonio civile. Sinché visse Fanny il cuore dello Stifter continuò ad essere con lei: dopo si volse maggiormente ad Amalia ed egli in molte lettere disse la sua unione felice, e manifestò per la moglie vivissimo affetto. Nò si può dire che questa non lo ricambiasse, anzi è generalmente riconosciuto che negli anni infermi della vecchiaia lo assistette con esemplare premura. Ma ad essa mancarono le doti d'intelletto e di cultura necessarie per intendere un uomo di spirito non ordinario, un artista nato; e l'essere rimasto quel matrimonio senza figliuoli non permise la comunità d'interessi e d'affetti, che molte volte cementa unioni matrimoniali non bene assortite. Vissero insieme più di trent'anni senza urti e senza scosse; l'abitudine rese tollerabile e financo gradito un vincolo che s'era stretto, da una parte per attrattiva fisica, dall'altra per interesse. La descrizione della visita fatta dal maggior biografo dello Stifter, lo Hein, alla vedova di lui, sopravvissutagli sino al 1888, non ce la mostra certo sotto la luce migliore. V'ha poi in quella donna qualche tratto, che si direbbe tradire grossolanità di sentimento: ad esempio, la vendita, per 800 fiorini, all'editore Heckenast delle lettere a lei dirette dal marito. Le speranze d'un impiego nell'insegnamento pubblico, che lo Stifter aveva vagheggiato nei primi anni del suo matrimonio, andarono deluse. Egli viveva meschinamente dando lezioni in case sovratutto patrizie. Quella del principe di Mettermeli, di cui istruì i figliuoli, gli si doveva aprire più tardi, nel 1844. Allora era già noto come scrittore, poiché il suo primo l'acconto, il Kondor, uscì nella Wiener Zeitschriff del 1840, e nel medesimo anno comparve lo studio Feldblumen nella rivista Iris di Pest. Cosi si avviava la preziosa amicizia dello Stifter con l'editore intelligentissimo Gustavo Heckenast, senza del quale forse il novellatore boemo si sarebbe dato alla pittura anziché all'arte dello scrivere. Lo Heckenast di Pest, che non valeva meno come suscitatore d'ingegni e giudice di produzione letteraria di quel che valesse come abile amministratore ed accorto mercatante, diresse e consigliò lo Stifter, sovvenne ai suoi bisogni materiali, che spesso lo angustiavano, rinfrancò il suo coraggio, aiutò a diffondere la sua reputazione di scrittore. Abituati a vedere troppo spesso negli editori non altro che sfruttatori del lavoro intellettuale altrui, impresari materiali e gretti dell'opera dell'ingegno, una specie di Medebac sempre solleciti a mortificare ogni slancio che non torni d'immediata utilità alla cassetta, ci impone ammirazione e quasi tenerezza questa amicizia di due uomini così variamente dotati. Lo He ADALBERTO STIFTER NOVELLATORE J1Ó ckenast si procurò molte simpatie presso parecchi scrittori tedeschi; tutti i biograti dello Stifter ne parlano con sincero encomio, e di recente A. Schlosser, col sussidio di carteggi inediti, ha illustrato quella nobile esistenza. Lo straordinario successo che ebbero i primi racconti dello Stifter disseminati per le riviste, incoraggiò nel 1844 l'edizione dei primi due volumi degli Studien. Cosi la t'ama dello scrittore restò fissata definitivamente e si sarebbe'anche estesa con maggiore rapidità, se non venivano a trasformarla i gravi avvenimenti del 1848. Lo Stifter non era un rivoluzionario; anzi l'insurrezione viennese di marzo lo costernò profondamente. 11 suo spirito mite rifuggiva dalla violenza; le sue convinzioni religiose informate al cattolicesimo gli imponevano ossequio all'autorità costituita. Tuttavia esagerano il Kosch ed altri quando lo dipingono coinè un reazionario. Sebbene bazzicasse, per necessità di pane, nelle famiglie più aristocratiche di Vienna, egli fu sempre considerato da esse come un parvenu: in quella classe sociale trovò una sola amica veramente fida, la baronessa Luisa di Eichendorff, sulle cui lettere al nostro autore il Kosch ha di recente dettato un'interessante memoria. Nel suo petto egli sentiva battere un cuore di popolano, e sangue di popolo era quello che gli scorreva nelle vene ; sicché se della rivoluzione, deplorava le violenze e gli eccessi, non era cieco ad alcuni suoi giusti moventi. L'uomo che, a quanto ci attesta Emilio Kuh, aveva fatto oggetto di Ilf. speciali stadi Ja rivoluzione francese e area in animo di scrivere un romanzo su Massimiliano Robespierre, non poteva schierarsi inflessibile fra i nemici della libertà e chiudere a questa il suo gran cuore di artista e di educatore. Fondamentalmente il suo indirizzo era di conservatore, ma conservatore illuminato, non arcigno, nè intollerante, conservatore amante del progresso ed in ispecie della soda educazione popolare. Tanto è vero che nel decennio di reazione, prodotto dai moti del '48 in Austria, una sua antologia scolastica, ch'egli aveva messa insieme con l'amico Aprent, fu dal Ministero dell'istruzione austriaco vietata in tutte le scuole austriache perchè troppo poco ortodossa. I trambusti politici mal si convenivano al diffondersi dei suoi racconti, sicché d'allora in poi, tratto dall'imperiosità degli avvenimenti non meno che dall'indole propria, si diede con fervore all'educazione e all'istruzione del popolo. Per questa via pervenne finalmente ad ottenere un posto, che gli assicurò una posizione finanziaria, se non lucrosa, almeno decente. Il ministro dell'istruzione pubblica, Leo Thun, lo nominò ispettore per le scuole popolari dell'Alta Austria, con residenza a Linz. Nel giugno del 1850 quell'ispettorato gli fu conferito provvisoriamente, quasi a modo di prova : con decreto del 5 febbraio 18òò l'ufficio si trasmutò in stabile, e nello stesso tempo Linz, la piccola ma ridente città sul Danubio, divenne la sua seconda patria, d'onde il nostro Adalberto non s'allontanò, se non temporaneamente, e dove lasciò le sue ossa. Nei tredici anni ch'egli visse colà, la sua vita fu divisa tra l'ufficio e l'arte. L'ufficio lo occupava immensamente: egli pose ogni suo zelo nel fare il bene e, come sempre accade, si trovò impigliato in brighe molestissime e fu amareggiato da gravi dispiaceri. L'anima impressionabile di lui si sentiva sopraffatta della marea montante delle piccole animosità, delle meschine codardie, degli interessucci personali molteplici, che d'ogni parte gli facevano ressa e gli impedivano l'operosità benefica nel campo dell'istruzione. L'ufficio in cui aveva portato tanto entusiasmo e tanti nobili propositi, gli divenne poco per volta catena quasi insopportabile, che rodeva il suo fisico e deprimeva il suo morale. Parecchie sue lettere ci sono conservate, in cui dà sfogo all'interna amarezza. Unico conforto, nei giorni desolati, l'arte. Non lasciò in pace mai nè la matita, nè il pennello, nè la penna. Disegnò, dipinse, scrisse, con crescente fervore. Accrebbe il numero dei suoi Studien, compose in un volume i Bunte Steine, donò a riviste qualcuna delle sue Erzahlungen, diede opera ad iin romanzo singolare, Nachsommer. L'ala della sventura colpì di nuovo, e ben sinistramente, la sua povera casa. Dolorosa, sebbene attesa, riusci allo Stifter la morte della madre adorata, £he segui il 27 febbraio 1858; ma ben più amara dovette parergli la sparizione tragica della sua figliuola adottiva Giuliana nel marzo del 1859. A 18 anni quella giovinetta bizzarra abbandonò la casa che Be.vier Svaghi Critici 27 US U> AI .Hi: li Tu sTIK'l Kl! XoVEI.I.ATOUK In aveva ospitata, lasciandovi un biglie! to tor1*1 1 »1 1 1 n i m i ti» ., p. 3. Bald., II, pp. 24849. Bald.. glie di lui, ohe diverrà un giorno la protagonisti della novella Frau Regel Amrain (*). Fra quella buona gente egli si consolò alquanto della mortificazione sofferta; ma non si che non cominciasse fin d'allora quell'amarezza nel suo spirito, che doveva accompagnarlo per gran parte della sua vita e che si suole ravvisare quasi sempre negli autodidatti. Là si decise pure a voler divenire paesista ed ebbe la sventura d'imbattersi in un maestro convenzionale e senza criterio, Pietro Steiger che è lo Habersaat del Heinrich f\ Lo jcor resse poscia di molte viziature Rodolfo Meyer, che è il Roemer del romanzo; ma Goffredo non potè profittarne quanto avrebbe voluto perchè quel poveretto nel 1838 impazzì (3). Così egli rimase novamente abbandonato a se medesimo e ai suoi ideali, non ancora ventenne. Fu allora, dopo avere accompagnato al cimitero un'esile e gentile amica d'infanzia, Enrichetta Keller, suo primo amore, che è la piccola Anna del romanzo (*); fu allora che decise di recarsi nella metropoli artistica della Germania, Monaco, per trovare avviamento e fortuna. Vi trovò invece qualche ebbrezza momentanea, la compagnia diversa di artisti scapigliati, ma nessun profitto serio, anzi la convinzione di essere un pittore Bald., p. 27. Bald., p. 30. Bald., pp. 38-39. (4) Bald., pp. 40-41. Anche, la Giuditta de] romanzo ha un fondo di vero, ma che si lascia meno precisare. Cfr. Bald., p. 42. ALC'UNC'HK VI KELLKK J40 mancato l'i. Questo fa il dramma della sua giovinezza, descritto con tcaftrheit unti diclitung nelle pagine deìVJùirico, rappresentato nella più inde schiettezza dalle lettere alla "madre, che il Baechtold ha fatto conoscere. Quella povera madre si legava il pan di bocca per soccorrere il figliuolo, che continuamente le chiedeva danaro e danaro, ed era ingolfato sino agli occhi nei debiti. Finalmente, nel 1842, battè melanconicamente la via del ritorno, senza trovare sulla sua via nessun cónte benefico e romanzescamente mecenate, ma, in compenso, trovando ancor viva ed arzilla la genitrice con la sorella. Dal 1842 al 1848 stette a Zurigo, in famiglia. Viveva fra gli stenti, ma almeno non pativa la fame. E a poco a poco si venne allora svegliando . in lui lo scrittore; anzitutto il lirico, al contatto dei commovimenti politici del tempo, poi il narratore e descrittore. Non potè gran fatto su di lui un secondo amore, pure sfortunato, per Luisa Rieter di Winfcerthi.tr, la amabilissima Figura Leu del Landvogt von Greifensee^): ormai egli aveva Ben lo dice Max Koi'H (ffeseh. der deutxchen Lite-rat» r, Stuttgart, 1895) « gleich Scheffel, ein verungl iickter Maler » (p 255). Questa è pure l'opinione di C. Brcn, . Cominciò anche a pensare al romanzo del pittore mancato, al Grune Heinrich, che condusse a termine in mezzo ad incertezze, a pentimenti, ad interruzioni, e poi rifece durante una lunga serie d'anni (3). Intendeva, peraltro, il Keller che a divenire scrittore gli era mestieri di allargare e consolidare la propria cultura. Ottenne, pei1 buona sorte, un sussidio dalle autorità cantonali e con esso potè recarsi e vivere prima a Heidelberg, poi a Berlino. A Heidelberg giocondamente, freBald., I, p. 193. Bald., I, p. 89. Non era dir poco, perchè al K. la birra ed il vino piacevano assai. Cfr. B., II, pp. 320-21 e III, p. 124. L'abitudine teutonica del kneipen non la smise mai. Cfr. Bald., pp. 219, 227, 316-17. In B., Il, pp. 33 sgg. è narrata e documentata la storia del Grane Heinrich. quentando l'università e stringendo relazione col filosofo Feuerbach, che influì massimamente sul concetto religioso del nostro scrittore ('); a Berlino, ove dimorò dal 1850 al 1855, con grandi privazioni, messo di nuovo per una strada che non era la sua, quella della drammatica (*)• Per buona ventura se n'accorse in tempo e non vi si incaponì, come nella pittura. Egli aveva ormai la coscienza della propria potenzialità artistica e sorretto da essa tornò di nuovo a Zurigo, dopo sette anni non infruttuosi di dimora in Germania. Aveva cominciato a scrivere novelle, e tra novelle e liriche prosegui per il resto della sua vita. Dal 1856 al 1861 visse tranquillo nella sua città svizzera, che non era ancora il fiorente centro industriale d'oggigiorno, conoscendo molti spiriti eletti, tra cui Riccardo Wagner, ch'egli ammirava (3). Nel 1861 un colpo di buona fortuna gli procurò l'agiatezza con la nomina di primo cancelliere del cantone di Zurigo, impiego che egli tenne con zelo ed intelligenza pei1 quindici anni. Quell'occupazione, che non era puramente materiale (*), valse a disciVedi B., I, pp. 832-38. 3ti3, J07-8. La religiosità del K., conforme al suo ideale repubblicano, scostavasi da] cristianesimo come da qualsiasi altra religione positiva. Cfr. O. Fikjmmei.. (iottfr. Ketlers relitjitìse Entirickluni), iu Deutsehe liunclschau. voi. Ili (1802i, pp. 367 sgg. In appendice al II voi. de] B. souo pubblicati gli abbozzi drammatici delK. Teresa è l'unico condotto abbastanza innanzi. Cfr. anche Bali»., pp. 104-7. B., II, pp. 307 sgg. i li lUus, p. 211. plinare il suo spirito, che fino allora non ora stato costretto da veruna disciplina ('). La madre vecchierella, chiudendo gli occhi nel 1864, aveva la consolazione di lasciare il figliuolo, che le aveva costato tanti sacrifizi, in buona condizione materiale e generalmente onorato. Nel 1869 l'università di Zurigo lo creava doclor honoris causa. Per poter attendere con maggior lena a' suoi scritti, si dimetteva nel 1876 da cancelliere, e con la sorella, che gli fece da massaia, visse per dodici anni vita semplice e quieta. Regala gli mori nel 1888 ed egli ne fu afflittissimo, sebbene il carattere di lei (e specialmente la sua levatura) molto differisse da quella del novellatore. Nel 1889, quando la Svizzera e la Germania commemorarono il suo settantesimo natalizio, gli fu presentata una medaglia disegnata dall'amico dei suoi vecchi anni, il celebre pittore Bocklin ('). Egli l'ammirò senza dir parola, ma le lacrime gli spuntarono sul ciglio e concluse: « Signori, « è la fine della canzone, das Elide rom Lied! « Sento che non ne avrò più per lungo tempo » (3). Un anno dopo, il 15 luglio 1890, egli non era più di questo mondo. (li B., II, pp. 817-1». L'effigie della medaglia è riprodotta uell' Eniporium, li (1*4*5.1, p. lt>4, ed ivi a p. loft é pure la bella incisione dello Staiiffer che rappresenta il K. seduto, in età già avanzata. Per l'amicizia col Bocklin vedi B., Ili, p. 315. Bami., p. 368. L'ultimo anno della vita del K. è descritto de L'ita da Adolfo Frey nella Deutsche Rundschau Vigorosa, se non molto simpatica, natura d'uomo; diritta, rude, sincera, con gli altri e, quel eh' è più raro, con sè. Uomo talora, nella sua irascibilità, alquanto grossolano: diffidente e acido negli ultimi anni, ma non mai vano uè fatuo. Semplice, solido, ordinato come un perfetto borghese, senz'averne né la pedanteria uè il filisteismo. Patriota, liberale, larghissimo nelle idee. Innamorato della sua arte: multiforme nell'umorismo: svizzero. * Sopratutto svizzero. L'elvetismo di Goffredo Keller è la sua gran forza: si percorra la storia letteraria della Svizzera tedesca (') e si vedrà ch'egli ne raccoglie l'eredità intellettuale e molale. Egli è perfetto rappresentatole, paesista della penna, ora idillico ora umorista, ora pensatore oia fanciullo. Ha degli svizzeri tedeschi l'ingenuità primitiva e giuliva, ed a tempo e luogo la causticità e la riflessività melanconica. E uno scrittore tipico della sua razza e come tale vuol essere studiato ed amato. S'è detto e 'ripetuto ch'egli subì gl'influssi del Richter (Jean Paul) e dei romantici tedeschi. Tieck, Brentano, Amadeo Hoffmann; fu accostato remotamente allo Sterne, prossimamente a quel suo connazionale pastore d'anime ch'ebbe in letteScrìsse egregiamente questa storia J. Baechtolh, (lescltichte der ileulnchen Litentlur in rìer Hrhiceiz, Frauenfeld, 1892. ratura il nome di Geremia Gotthelf e che, con intento di moralità, osservò e rudemente ritrasgg tanta parte della vita popolare svizzera ('). Non dirò che codesti avvicinamenti siano fuori di luogo; ma in realtà il Keller ha una personalità artistica tutta propria, che si stacca da ogni modello. Romantico nel fondo, come ogni buon tedesco, ha talora crudezze di realismo che lo avvicinano allo Zola, ha talora ironie e stridori di contrapposti che fan pensare allo Heine (*). Ingegno lirico il Keller non fu, sebbene scrivesse gran numero di poesie, alcune tra le quali felici, ma le più mediocri (3). Manifesta anche nella lirica un senso vivo della natura; ma è troppo ragionatore, troppo epico, se cosi fosse lecito esprimersi. Questa medesima tendenza epica gli fu d'intoppo a riuscire nel dramma. Ne gli valse abbastanza pel romanzo: notai già i gravissimi difetti di composizione dett' E)i>-ico il Verde: difetti non dissimili si possono ravvisare Quest'ultimo confronto è di J. BnritnKAC in un articolerò, npl resto superficiale e poco sensato, intorno al IC, che si legge npl volume Po°le.i et humorisleit tip V Alleniityne, Paris, Hachette, 1H0(>. Sui rapporti del K. con lo Heine vedi B., 11, pp. 32.~> sgg. Non é troppo giusto ciò clip osserva in proposito il Tìai-d. a p. 361. Ampio e pazientissimo lavoro è quello di P.vrr. Bui xsek. Slmììen unrì BeilrOge zìi Gotlfr. Krìlers Li/rik. Zurich. lHOli. Col confronto dei mss. vi è studiata la tecnica della lirica kelleriana; con l'aggiunta di poesie oramai divenute rare e d'un poemetto inedito. Sulla lirica del Keller leggasi un articolo del Sri-GER GrEBi.so nella Beilage. rìer Milm-hener Xeueslen Ximhrifihle.ii, nel Martin Salander, romanzo della vecchiaia, composto fra il 1881 ed il 18815 con intento sociale e con quella fosca concezione pessimistica del presente, che trionfava in quel tempo nel romanzo russo e nel dramma ibseniano. Dell'opera amara, in cui prevale la proverbiosità querula d'un laudato»' temporis adi, l'autore stesso fu malcontento (,'). Prescindendo dalla tendenza che vi è palese, lontana troppo dalla serenità dell'arte e dall'ottimismo proprio allo spirito del Keller, due difetti suoi vi riescono quasi insopportabili, la prolissità e la ineguaglianza. L'ineguaglianza che il Keller aveva nel carattere è anche nella sua arte: questo il motivo principale per cui la sua innegabile inclinazione all'epica non potè svilupparsi bene nel largo quadro del romanzo. La novella, invece, era il componimento che meglio gli si confaceva. Paolo Heyse lo proclamò un giorno « lo Shakespeare della novella* >, e questa designazione fu ripetuta da più di uno. Non esageriamo e non tiriamo in ballo certi santi, che è meglio lasciare nel loro paradiso. Goffredo Keller era troppo tozzo per poter raggiungere in alcun modo la statura gigantesca di Guglielmo Shakespeare. Tuttavia giova riconoscere che come novellatore egli è davvero ragguardevolissimo, uno dei più ragguardevoli e significativi e rappresentativi, forse, che abbia avuto l'Europa nel secolo XIX. Bald., ALCUNCHÉ DI KELLER Lo tre raccolte di novelle del Keller tendono tutte a raggrupparsi intorno ad un concetto unico, che funge in vario modo da cornice. È l'antica consuetudine delle raccolte novellistiche indiane, di cui i più insigni documenti occidentali sono il Decameron ed i Canterbury tales; ma come fu osservato, per l'intento didattico della cornice il Keller s'accosta all'India più che al Boccaccio, a' suoi seguitatori italiani e allo Chaucer ('). Nella Gente di Selcila (Die Leale ron Seldicyla), raccolta di dieci novelle, le prime composte tra il 1853 e il '55, le altre uscite solo nel 1870, Selvila è una città immaginaria, collocata leggiadramente a solatio « irgendwo in der Schweiz », in qualche parte della Svizzera, sicché le novelle che s'inquadrano nei pressi di quella cittaduzza, cinta di vecchie- mura epacificamente assaporante la carezza del sole, che fa maturare le sue uve e fa sorridere le sue case, rappresentano vari aspetti del carattere elvetico, o meglio dei campagnoli e dei borghesi della Svizzera tedesca (*). Le Nocelle zurighesi (Zùricher Norellen), cinque di numero, uscite in redazione definitiva solo nel 1876, hanno bensì tutte uno scopo storico, quello di presentare lo spirito svizzero in varie età, dall'evo medio al sec. XVIII, il periodo fedi Cfr. W. Scheheh, nella Deutsche lìuntìm-h^, voi. 17, p. 824. Non devesi tuttavia dimenticare che anche i novellieri nostri avevano V intenzione di ammaestrare. (•2) Scrivendo quelle novelle pensava il K. che ne venisse • ein artiger kleiner Dekanieron come è detto in una sua lettera del 16 aprile 185U. Vedi B., tó7 lice del Bodmer e del Gessner; ma almeno le tre prime s'incorniciano nell'ammonimento che un saggio padrino vuol impartire al giovinetto Giacomo, il quale ha il ticchio di voler riuscire ad ogni costo originale. È, in altri termini, una lezione esemplificata di ciò che vale e vuol dire la vera, la buona originalità. Anche Vepigrauiìna (I)a$ Sinngedicht), se non una vera e propria cornice, ha un leitmotiv, il matrimonio ed i diversi e gravi problemi matrimoniali, che trattennero sempre il Keller, pur tanto ammiratore del bel sesso ed amico di più d'una donna, dal decidersi ad ammogliarsi. Se mi si chiedesse quale di queste raccolte di novelle io stirai la migliore, sarei alquanto imbarazzato nella scelta, giacché in tutte soavi racconti notevolissimi e di sommo significato. Tuttavia a noi italiani le Nocelle zurighesi, sature d'una storicità che è lontana dalla nostra, riescono alquanto pesanti, e lo stesso Landvogt con Gveinfensee, che presenta tipi di donne e tii amori con un umorismo sempre fresco e vivo, è tale da apparirci in qualche parte alquanto puerile e grossolanuccio. Il Sinngedicht è troppo teoretico, mentre vere gemme rifulgono nella Gente di Selcila. Non già che anche nella raccolta selvilana non s'intravveda spesse volte il desiderio di dimostrare e di ammonire; nel Panhras è l'idealista rinsavito nella lotta rude per l'esistenza; in Fvau Hegel Amrain è una vera tesi pedagogica in azione, una madre retta e saggia, che riesce il condurre al bene un figliuolo fantastico ed un marito stravagante; in Das verlorene Lachen s'impone la questione religiosa fra coniugi ed è propugnata la religiosità indipendente da qualsiasi setta. Ma per me non sono le tesi morali che maggiormente m'appassionino; anzi di esse farei volentieri a meno. La tesi è sempre un pericolo per l'artista. Ma in queste novelle il Keller seppe svincolarsi da ogni preconcetto estraneo all'arte; e nel plasmare caratteri, e nel descrivere paesaggi ed ambienti, e nel far muovere le anime e le persone, riuscì quasi sempre magistrale, spesso persino ammirevole. Ed ammirevole è pure la varietà somma di queste novelle, dal gustoso apologo del Gatto Spiegel, graziosissimo scherzo dei tempi in cui le bestie parlavano, ove lo Spiegel è un onesto campione di quella categoria di gatti filosofi a cui appartiene il Murr dello Hoffmanu e lo Hiddigeigei dello Scheffel; a quella Storia di tre giusti (Die (Irei gerechten Kammacher), che piaceva tanto a colui che scrisse i Maestri cantori, perchè è una impareggiabile pittura, grigio su grigio, di caratteri borghesi senza slancio e senza poesia; a quella poetica e passionale storia di Giulietta e Romeo villerecci (Romeo und lìdia aufriem Dorfe), che fra le novelle del Keller è forse la più meritamente celebre. Questa storia di amore e morte fu paragonata, non bene, ad altri rammodernamenti di temi shakespeariani, come ad esempio, V André Cornelis di Paolo Bourget ('). (lj Bai.d, Non bene, mi sembra perchè lo' Shakespeare c'entra ben poco, nel titolo e nello spunto iniziale dei due giovani, innamorati, tìgli di genitori nemici. Il fatto è ispirato ad un lugubre stellone di cronaca giornalistica: un giovine di 19 anni ed una fanciulla di 17, figli di povera gente, repugnante alla loro unione, che, il 12 agosto 1847, dopo essersi divertiti in un albergo e dopo aver danzato buona parte della notte si suicidarono insieme ('). A questo fatterello cupo c purtroppo non del tutto straordinario nel nevrotismo dei giorni nostri, il Keller seppe dare elasticità e grandiosità epiche. T due contadini Manz e Marti, che arano i loro campi vicini, e poi per una di quelle lotte di proprietà che i coltivatori della terra sogliono proseguire con tanta cocciutaggine, diventano nemici, consumano in querele giudiziarie tutto il loro, s'immiseriscono e s'incanagliano; sono figure che potrebbero palpitare nella rude Terre dello Zola. Di contro a tanto realismo, con un contrasto strano, spiccano le due creature, ingenue fino all'idillio, di Sali (0 Salomone), figlio di Manz, e di V re lichen o Vreeli, figliuola di Marti, che cresciute por alcunJ*nnni insieme, si rivedono nell'età critica, e si amano con uno di quelli slanci fulminei verso l'amore, che è sete di felicità in chi si trova, sul fiore degli anni, immerso nella miseria materiale e morale. A quella felicità hanno contro tutto, uomini e cose; ma essi vogliono B., II, pure saggiarne e poi morire; passano una giornata da signori, ballano a perdifiato, e poi s'adagiano su d'una barca carica di fieno, che mentre lenta va alla deriva pel fiume è il loro talamo, e da cui scivolano abbracciati, in sul primo imbiancarsi del cielo, nell'acqua gelida. Non molte volte la prosa tedesca è riuscita ad assumere, come in questa splendida novella, la grandiosità calma e solenne dell'epopea. Ma v'è un'altra operetta del Keller a cui io do una grande importanza, e che mi sembra in tutto degna dell'autore della raccolta selvilana: Sieben Legenden. Queste leggende erano già scritto nel 1 862 ; ma solo dieci anni dopo videro la luce (' ). Da telluì-ista impenitente, il Keller vi ha rinarrate, dando loro significato e sapore terreno, certe leggende pie da lui lette nella raccolta di Ludovico Teobulo Kosegarten (*>. Non sono veramente novelle; ma alle novelle s'accostano; tresche, semplici, adorabilmente scritte. Lo stile del Keller non raggiunse altrove trasparenza siffatta. In alcune, come nelle tre leggende mariane e nel San Vitale, il sarcasmo del protestante e la canzonatura del razionalista stridono talora un po' troppo sul fondo armonioso; ma altre, rome k'ngenia e specialmente La danzatrice (Das Tanslegendchen), sono mirabilmente svolte, con una poesia candida ed olezzante, non turbata, ma resa piccante, da qualche inciso lievemente ironico. La interpretazione terrena di poetiche tradizioni cristiane, se anche nasconda il sorriso di uno scettico, non è qui profanazione, perchè l'arte vera e delicata non è profanatrice mai. Fuori dei paesi di lingua tedesca il Keller è pochissimo noto. Parecchie sue novelle furono tradotte, alla spicciolata, in francese (.'); nella lingua nostra si hanno traduzioni d'un apologo, di due novelle del Sekhcyla e di due canzoni. Con poca lode registra queste traduzioni il prof. Carlo Fasola, che non senza certa amorosa diligenza scrisse del Keller in un articolo della sua Rivista mensile di letteratura tedesca (*). Ma egli trascura l'infelice versione e riduzione italiana del Grime Heinrich, ch'è l'unico libro per mezzo del quale chi non legga il tedesco può formarsi tra noi una pallida ed incompiuta idea del novellatore svizzero (3). Il Fasola nel 1907 asseriva che da noi « questo scrittore veramente grande pare ancora un Cameade » ; nel 1876 lui vivo, la signora Emilia Ferretti nata Viola, (1; Vedine l'elenco in Bald., p. 505. l'2l Voi. I 11902), pp. 292 sgg. Con piccole varianti, è il medesimo articolo ch'era comparso neWEmporium. voi. II (1895), pp, 163 sgg. In quest'ultimo luogo v'è in più l'illustrazione grafica, pregevole, alla quale già rimandai. La traduzione poco decente usci anonima nella Bibìioteca della Rivista Minerva col titolo Enrico il Verde, romanzo biografico, Roma, Società edit. Laziale lo diceva « nome quasi ignoto all'Italia », e con la buona intenzione di farlo conoscere scriveva su di lui alcune pagine assai superficiali ed in parte false, riassumendo la novella di Giulietta e Romeo Sta il fatto, peraltro, che il nostro novelliere non è tra quelli scrittori che possano godere di molta fortuna all'estero. Le qualità sue medesime di elvetismo e di umorismo lo rendono estremamente difficile per chi non abbia famigliarità col suo paese e con la sua lingua. Intenderlo e gustarlo nelle traduzioni non si potrà, se anche le traduzioni saranno buòne, ciò che avviene rosi di rado in Italia, quando si tratta di prosatori tedeschi. Conosceva il Keller l'italiano, come provano le letture ch'egli faceva nel XWiSò per un dramma, disegnato e non mai eseguito, sul Savonarola ('). Ma di influssi della letteratura nostra su di lui non v'ha traccia, anzi appare da qualche lettera ch'egli non aveva per gli italiani soverchia simpatia (*). A Ludmilla Assing, che viveva a Firenze ed era amica del Mazzini e di parecchi altri « italiauissimi », parla talora di cose italiane ('i; ma senza il minimo interessamento : anzi, quando quella povera Assing è travagliata da sventure Vedi l'articolo firmato Emma nella Xuoea Antologia, Serie II, Voi. 31 (aprile 1876>, pp. 711 sgg. 11 Jv. s'indignò per quell'articolo, come appare da una sua lettera ad Adolfo Exner. Cfr. B., Ili, p. 230. B., II, p. 26. Vedi B., Ili, p. 207 e anche II, p. 355. coniugali, ne scrive ad altri con grossolano disprezzo, uè per la sua morte, avvenuta nel 1880 in Firenze, dopo accessi di pazzia, trova parola alcuna di rimpianto ('). Ebbe bensì l'idea di venire in Italia: ma non ne fece nulla. Gli mancava la grande curiosità del viaggiare. Si recò solo in qualche parte della Germania e dell'Austria; non percorse neppure compiutamente la sua Svizzera; non fu mai nè nell'Engadina nè nell'alto Bernese, santuari del solenne alpinismo: solo a sessantanni, nel settembre del 1878, si decise a salire sul Rigi! (*) Spirito chiuso ed alquanto arido, non aveva le grandi espansioni ed i grandi bisogni comunicativi degli intelletti d'arte superiori. E sarà sempre straniero a coloro che furono stranieri per lui. Nota aggiunta. — Inserito ue.1 Faiifnlla della domenica del •20 giugno 1909. B.. III. pp. 151, 15tt, J5SI. (-2) Bald., p. 2X1. Arlecchino. Verso la fine di febbraio del 1899 corse voce per Bergamo alta, e ben presto si diffuse nelle vie anguste fiancheggiate da foschi palagi e tra i rari viandanti dei magnifici viali, che si svolgono sulle antiche mure attestanti veneta munificenza, onde l'occhio domina panorama cosi variato e grandioso; corse voce che nella civica biblioteca scartabellava libri da più giorni un tedesco, con l'intento di mostrare che Arlecchino non era bergamasco d'origine. Dove mai si ficca codesta nasutissima e dottissima teutonica oltracotanza? O che ne sarebbe dunque di quel vecchio Alberto Ganassa, rinomatissimo zanni di Bergamo, che secondo incontestabili documenti, avrebbe ideato il variopinto folletto, poco dopo il lóTO, rendendolo famoso in Francia ed in Spagna? (l) E che avverrebbe d'una tradizione costante, durata per secoli, nella commedia del (1) Il Baschet, nel suo noto volume sui comici italiani in Francia, dà di Ini molte notizie. Vedi anche D'Ascosa, Origini del teatro italiano, seconda edizione, II, segg., e ora le Voticias biografica! de Alberto Ganana, comico famoso del siglo XVI di E. Cotaeei.o y Mori, in Recista de archimi, bibiotecas y museos. serie III, an. XII, n. 7-8. l'arte e nel pubblico, nelle scene goldoniane e nell'umile baracca del burattinaio? Tanta petulanza non si potea tollerare. E nelle stanze del bel broletto gotico ov'ba sede la biblioteca, là su quel piazzaletto delizioso che è al culmine di Bergamo alta, e su cui guardano le venerande min a della chiesa di S. Maria Maggiore, ed occhieggia il rinascimento con la elegante cappella Colleoni, sfilarono popolani bene informati, che misero in opera tutta la loro pittoresca eloquenza dialettale, per distogliere lo studioso tedesco dall'idea pazza di dare ad Arlecchino una patria che Bergamo non fosse. Fra le parecchie curiosità che gli fecero vedere una ve ne fu specialmente gustosa: lo condussero nella bottega d'un droghiere, ove gli additarono dietro il banco, tutto occupato a servire i suoi avventori, l'Arlecchino carnevalesco della Bergamo d'oggi, Giuseppe Tironi. Interrogato, egli espose con grande semplicità, senza interrompere le sue faccende, la propria storia arlecchinesca: come, cioè, dal 1874 egli abbia vestito la maschera e la incarni, in fin di carnevale, non solo a Bergamo, ma anche a Lecco enei carnevalone a Milano; come quelle rappresentazioni gli costino grande fatica e richiedano agilità straordinaria, che non consegue se non chi abitui le membra dalla giovinezza a siffatta ginnastica; come purtroppo il pubblico cittadino s'interessi sempre meno alle arlecchinate (a quelle almeno popolaresche, di cui il Tironi è ingenuo e rispettabile rappresentante!), sicché si può avere il malinconico pre ARLECCHINO sentimento che tra qualche anno passerà in Bergamo il carnevale senza che Arlecchino riviva. Lei signora Tironi, non senza qualche compiacenza, mostrò allo straniero il costume del marito, ed egli ebbe la degnazione di dar qualche saggio dei suoi lazzi prendendo in mano la spatola, acconciandosi sulla testa il cappelluceio moscio con la coda di lepre, e assestandosi sul volto la maschera nera, orribile a vedersi, scimmiesca, col naso l'incagliato, gli occhi tondi e infossati, la barba ispida e scura. Tale l'Arlecchino Tironi. E chi dubiterà, dopo averlo veduto, che Bergamo sia la vera ed unica patria della maschera gaia, mobilissima, spiritosa talvolta nella sua infinita sciocchezza? La investigazione scientifica non si tien paga a codeste prove, in cui entra per tre quarti il sentimento, e dubita e scruta ormai da lunghi anni. A quelle curiosissime apparizioni che sono le maschere della nostra commedia improvvisa, onde andarono famose in tanta parte d'Europa le compagnie comiche italiaue, si volse ben presto l'attenzione degli eruditi. Vi fu un tempo in cui prevalse l'idea che quelle maschere avessero origini assai remote, e per analogie esterne furono richiamate a certe figure dei mimi e delle atellane, che i Romani avevano in gran parte ereditate dai primitivi popoli italici. Allora negli zanni si vollero vedere gli antichi sanniones, nel dottore il vecchio dossenno, nel pantalone il pappus, nel capitano il rnues gloriosus, nel pulcinella il inaccus atellanico, nell' 'arlecchino il centunculus dei mimi, dal vestito rappezzato ('). Ma ad una più attenta considerazione non potè sfuggire che ben tenui sono i rapporti tra le maschere tradizionali e quelle antichissime figure comiche di cui si sa tanto poco; ed inoltre si obiettò giustamente che la continuità di quei tipi non si può in modo alcuno provare, sicché sombrerebbe che d'un tratto rispuntassero nella seconda metà del sec. XVI, mentre per secoli e secoli non se ne ha veruna memoria. È ben vero che delle farse e commedie popolari dell'età di mezzo a noi son giunti scarsissimi vestigi e che forse, bene indagando, certe caratteristiche di personaggi comici persistono, variamente atteggiate nello spirito medioevale ('); ma è altrettanto vero che gli argomenti sinora fatti valere non bastano a darci fondata convinzione d'una continuità di tipi durata per un periodo cosi lungo. Specie per quel che riguarda Pulcinella, rimasero senza confutazione gli argomenti che tra noi addusse lo Scherillo in favore della modernità di quella iliaci) In Italia fu rappresentante principale di questa tendenza il prof. Vincenzo De Amicis, di cui sono conosciute due pregevoli dissertazioni sulla nostra antica commedia, edite nel 1871 e nel 1882, la prima anzi ristampata nel 1897 con qualche modificazione ed aggiunta. Vedasi specialmente quel che osserva intorno alla continuità del miles gloriosus il Xovati, nel Giornale xtorir.o della letteratura italiana, V, 27il segg. Cfr. pure Gii, Skniciaglia, Capitan Spavento, Firenze schera (*); anzi essi furono rincalzati da Benedetto Croce (2), allorché il Dietrich cereo di ravvisare gli antenati di Pulcinella nei freschi pompeiani Se anche, peraltro, si voglia ammettere, come 10 inclinerei, che certe innegabili analogie tra le nostre maschere ed i tipi comici antichi si spieghino con quella uniformità fondamentale nelle manifestazioni dello spirito umano, che ha la sua più eloquente dimostrazione nella monotonia essenziale dei canti e dei temi novellistici, sicché tipi e spedienti comici analoghi, se non identici, si ripresentano sulle piazze e sulle scene per un ricorso spontaneo necessario, non implicante in renimi guisa imitazione; resta pur sempre curioso l'investigare in qual guisa ed in qual luogo la comicità tipica delle maschere siasi venuta fissando. Ora lo studioso tedesco, a cui accennavo nel principio di quest'artìcolo, 11 dottor Otto Driesen, è già da parecchi anni occupato dall'arduo problema della primitiva formazione di Arlecchino, e finalmente ci ha dato in proposito un libro pieno di molta ed in gran parte originale dottrina i4), che emi ri) La ronimeilia dell'arte in Italia, Torino, IP&l. (2j In un articolo pieno di osservazioni acute ed originali, che comparve nel volume XXIII AeW Archivio storico per te Provincie napoletane. (iJj Non credo che di molto si possa modificare la convinzione degli eruditi per la dotta e recentissima opera di HkhiiAxs Kkich. Der Mimits, di cui usci il primo volume a Berlino nel 1903. i4i Der T'rsprung des Harlekin, Berlin. Duncker ferma i risultamene a cai erano giunti, quasi divinando, altri studiosi, come il Littré nel suo celebre Dictionnaire ed il demopsicologo russo Alessandro Wesselofsky ('). La dimostrazione del Driesen tende a farci vedere che il sollazzevole servitore balordo, i cui lazzi inducevano un tempo al riso anche bocche aristocratiche e poi lungamente formarono la delizia dei volghi; colui che divenne famoso con Tristano Martinelli in Francia ed in Spagna, e poscia, in pieno seicento, ingentilito da Giuseppe Domenico Biancolelli, ebbe l'onore di godere la intrinsichezza di re Luigi XIV, e nel secolo successivo in sè riuniva, per mezzo di Giov. Antonio Sacchi, gli elogi di due grandi rivali, Carlo Gozzi e Carlo Goldoni (*), per finire straviziando, nel sec XIX, con Antonio Papadopoli (s); colui che ebbe una storia non lunga, ma brillantissima, ed accanto all'astuto suo compaesano Brighella, contribuì tanto alla fortuna del nostro teatro a soggetto, per essere ora ridotto al lumicino, come dicono le malanconiche confessioni del bergamasco Tironi, che forse è l'ultimo ad impersonarlo in fi) Di lui sono specialmente notevolissime in proposito 1p pp. 8144-86' del Giornale storico della letteratura italiana, volume XI, 1888. Chivoglia specificate notizie di tutti questi attori legga la benemerita opera di Lumi Rasi, 1 comìrì italiani. I, 48(1 sgg.. II, 95 sgg. e 490 sgg. Circa il Papadopoli arlecchino vedi G. Petkai, Lo spirito delle maschere, Torino-Roma, 1001, pp. 10 sggIl Rasi. Op. cit., II, 215, non accenna punto ch'egli abbia sostenuto questa parte. carne ed ossa, mentre continua a vivere, umilissima testa di legno, nelle povere baracche dei burattini (!); non è nato in Italia, ma in Francia, ed è la trasformazione di un diavolo. * * Diabolico invero è il suo ceffo quale lo conserva il Tironi, a cui dobbiamo esser grati pel prezioso arcaismo della sua maschera, resa invece tanto più leggiera e fin leggiadra dagli Arlecchini meno popolari di lui. Il Driesen rinvenne nell'archivio del teatro dell'OjBcVrt in Parigi due altre antiche maschere di Arlecchino, che hanno aspetto ancor più orrendamente selvaggio e satanico, e le riproduzioni fotografiche ch'egli ce ne offre sono davvero significantissime. Rimontando indietro nei secoli, troviamo narrata dal cronista normanno Orderico Vitale una visione occorsa nel 1091 al prete Gaucheliu, il quale vide una notte « gentem Ulani fantasticam quae vulgodieitur/rt»uV/Z/« Re-t'lequini » . È questa una Aera processione di dannati, che passano tumultuariamente correndo, in vario modo tormentati a seconda delle loro colpe, trasformazione d'un'antica saga. germanica che imaginava schiere d'anime volanti per l'aria, guidate da un (li Dal 1880 circa Arlecchino è sbandito dai teatri francesi di marionette ; ma intorno al 18(30 viveva ancora ne) teatro dei Vaudevilles. rappresentato dall'ultimo arlecchino celebre francese, il Laporte dio. Presso le genti cristiane, la fiera caccia diventò strumento di dannazione, ed il dio guidatore si trasformò in demonio. Anche in Italia vive questa tradizione delle anime perverse trascinate per l'aria da demoni; specialmente vive ili qualche vallata alpina, ove i fantastici e talor lugubri rumori che fa il vento sibilando tra le gole de' monti e rompendosi alle rupi ed alle macchie, potè ravvivare nelle menti ingenue imaginazioni tetre e paurose ('). Visse e vive nella Francia, particolarmente nordica, ove la masnada assunse ben presto il nome di rnesnie Hellequin, che sa di germanico o, come al Diez parve, di fiammingo. Le vicende francesi di questa strana masnada segue con cura speciale il Driesen (*), e mostra i vari sensi che assunse, secondo l'aspetto da cui la si considerava. Chrestien de Troyes, nel 1162, discorrendo delle abilità di Filomela nel ricamo, afferma: Xei's la maisnie Hellftquin Seiist eie en un drap portraire. Il che si riferisce all'apparenza multicolore della masnada, nel qua! senso ancor oggi si chiamano Un riflesso della caccia selvaggia si può asservare, nelle tradizioni medievali, nel castigo inflitto ai crudeli in amore, di cui è cospicuo rappresentante la novella boccaccesca di Nastagio degli Onesti. Cfr. W. A. Neilson, The purgatori! of cruel beatities, in Romania, XXLX, pp. 85 sgg. Ci) Del soggetto s'era già occupato con vantaggio (ì. Eavnai'u in un articolo inserito nelle Elude* romana dédù'ti « Gonion Paria, Paris avleqnim i fuochi fatui nella Champagne. Circa il I23f> II non de Meiy, nel TournoiemeiU Antecrisi, si rammenta della mesnie Hellequin, allorché vede sopravvenire monna Civetteria, accompagnata dal suono dei campanelli, segno che alla masnada non era poi sempre e solo attribuito un aspetto spaventevole. Non tarderà molto a comparire il primo diavolo buffonesco. Eccolo infatti nel bizzarrismo Jeu de la feuilìée di Adam de la Halle, rappresentato ad Arras verso il 1262, curioso ed arditissimo dramma, unico nella letteratura medievale, che a ragione fu paragonato alle produzioni aristofanesche da un grande conoscitore della materia ('). Quivi non solo la masnada si distingue pel suono de' suoi campanelli, quando precede la venuta delle fate, ma balza in scena un hevlequin (è già avvenuta la dissimilazione fonetica da heNequin), che ha il nome di .croquesots (maciullapazzi), e porta alla fata Morgana il messaggio del suo signore, il re degli herlequitis, che ne è invaghito. Croquesots non è fatto nè di nebbia nè di fuoco; esso è umano, è giullaresco, è mordace. E tali perdurano gli herìequins ed il re degli herleqm'ns, malgrado il loro terribile aspetto, nel teatro religioso dell'età media (*); tale ci si presenta il G. Pahis, La liUérat. franraist au moi/en age, Paris, 1890, p. 391. Nella scena dei misteri francesi l'imboccatura dell'inferno era chiusa da un telone, su cui era dipinta la 3, libro cbe, malgrado deficienze ed errori, era buona promessa, felicemente ottenuta, di cose migliori. ivi accorrevano a frotte, tratti all'esca dei tacili guadagni. In quella sua gustosa ed inesauribile Piazza universale di tutte le professioni del mondo, il Garzoni, contemporaneo, ci descrive codesti montanari seesi dalle vallate particolarmente bergamasche nella dominante, grossi al di fuori, ma talora sottili al di dentro, tenaci, anzi cocciuti, non di rado maneschi, volentieri burlati dal popolino che in quei laboriosi e robusti giovinotti vedeva, con mal celata invidia, concorrenti molesti e si rifaceva berteggiandoli per la loro grossolanità, palese anche nella parlata dialettale rude ed esotica. Quella pailata, aggiunge il Garzoni medesimo, « i zani se e l'hanno usurpata in comedia per dar trastullo e « diletto a tutta la brigata, essendo ella di l'azza « di merlotti nella pronunzia e in tutto il rima« «ente ». Xe derivò quella lingua rustica bergamasca e facchinesca, che gli zanni parlarono nella commedia popolare improvvisa e quindi anche nella scritta f1). Nè ciò solamente. In quell'antica cariatide della piazzetta delle erbe oltre Rialto, che comunemente si chiamò il gobbo di Rialto, ed alla quale i Veneziani, per avere essi pure un Pasquino, affiggevano satire e caricature, si volle non a torto vedere il tipo pieSu questo e su altri particolari della formazione e dello sviluppo degli zanni vedasi un libretto coscienzioso di un mio caro discepolo, il dottor D. Merlisi, Saggio di ricerche sulla satira contro il villano, Torino, 1894, pp. 118 sgg., di cui il Driesen avrebbe potuto giovarsi. trincato del facchino bergamasco, in altri termini la figura dello sanni (*}. Lo zanni astuto e lo sanni balordo, tipi comici germogliati dalla satira contro i villani e divenuti bergamaschi a Venezia, ottennero nella commedia improvvisa una fortuna stragrande, e si moltiplicarono in quella innumerevole serie di figure A-ariamente grottesche, che ci è rappresentata dal Callot. Che uno di questi zanni, singolarmente elastico e perciò atto alle più meravigliose giravolte e capriole, sia stato colpito dal gran fracasso e dagli eccentrici ghiribizzi ginnici, non che dalla grottesca figura degli herlequins francesi ed abbia votuto imitarli sulla scena, non deve far meraviglia: e ancor meno deve far meraviglia che quella novità piacesse agli spettatori e li facesse smascellare dalle risa. Gli spettatori francesi, che conoscevano quel vestito, quella maschera diabolica e quei salti ancor più diabolici, avranno detto : « ecco harlequin ; andiamo a vedere harlequin » ; ed il nome, strano e ghiribizzoso ad orecchio italiano, avrà garbato anche allo zanni inventore, che d'allora in poi, a consacrazione della sua trovata, e senza sospettare che il diavolo ci avesse messo ancor più della coda, si sarà battezzato da sè medesimo harlequin, italianamente Arlecchino. Chi sarà stato quello zanni1? Alberto tìanassa od altri? Qui sta il mistero, che forse non si chiarirà mai. Cfr. A. ÌIoschetti, lì gobbo di Rialto e le sue relazioni con Pasquino, nella terza annata del Nuovo Archivio Veneto. Reniek Svaghi Critici 3J A «LECCHINO Resta però il fatto, a parer mio, che se anche Arlecchino, coinè tale, ha origine francese, molti de' suoi caratteri distintivi sono italiani, anzi bergamaschi, e come tali si svolgono parallelamente a quello dello zanni astuto, del servo procacciante, più direttamente collegato alle ligure servili dell'antichità, Brighella. In Francia Arlecchino prese il ceffo, il vestito, il nome e certe abitudini sbrigliate di saltimbanco, ma fondamentalmente egli era e restò sempre uno sanni-, anzi se quello zanni primitivo non fosse stato, c'è da scommettere che la fortunata figura comica non avrebbe mai calcato le scene, e sarebbe sopravvissuta solo nelle leggende popolari, nel gergo teatrale, nel tenace echeggiare di qualche proverbio francese, nelle consuetudini, dalla civiltà illanguidite e fatte sempre più rare, di qualche charivari pazzaiuolo. Il vanto d'aver tolto quella figura dal trivio spetta all'arte comica italiana, la quale assimilandosene vari requisiti esotici, ebbe pur sempre il merito di nou snaturare il tipo paesano, anzi di ribadirlo. Sicché lo zanniarlecchino, se senza saperlo fu tinto dalla pece del diavolo, visse sempre onestamente uomo ed onestamente gonzo, com'era stato in origine, prima di assumere veste e maschera arlecchinesche; e se diavolo lo si potè chiamare perle sue mosse svelte, per le sue snodature d'acrobata, per la insensibilità alle percosse, per l'inconscia e beffarda impertinenza, pel ceffo orrendo prima della riforma del Biancolelli, tutti debbono convenire che in fondo era un buon diavolo, degno di godere, anziché il ghigno procace delle streghe e delle male femmine, il sorriso malizioso delle sveglie Coralline. Nota aggiunta. — Xel Fanfulla della domenica, '20 marzo 1£K)J. La mia argomentazione sulla.italianità della maschera, da me ribadita nel Giornale storico, XL1V, 25tì, fu appoggiata da B. Cuoce in La crìtica, II, 388. Dopo di che spiace il vedere che Ebmksto Caffi, in un articolo su La questione d'Arlecchino, che si legge nella Rassegna nazionale del lfi sett. 1908. nulla sappia di ciò, e ripeta l'ipotesi del Driesen rispetto all'origine prettamente francese di Arlecchino. Per quel che concerne Pulcinella vedasi una curiosa comunicazione di V. F^iselli nel Giornale storico, LIV (1009;, 59 sgg. La leggenda dell' Ebreo errante nelle sue propaggini letterarie. I Buttadeo. V'ha nel lungo e travaglioso cammino che il genere umano percorre una serie di figure, mitiche o leggendarie, che sembrano destinate ad una singolare specie d'immortalità spirituale, perchè ogni età vi ritrova una parte di sè medesima, si che le ravviva nella sua fantasia e le chiama a rappresentare, travestendole variamente, tendenze, bisogni, dolori, che in fondo costituiscono quanto nella natura umana v'è di immutabile o di ineluttabile. Di codeste figure la più eccelsa è certamente Prometeo, il mitico Prometeo da tanti secoli rinnovantesi nella rappresentazione dello « spirito umano che faticosamente si emancipa dalle esterne e dalle interne servitù » ('). Si dispongono presso a lui figure mitologiche, bibliche e leggendarie diverse, tra Son parole di Auturo Graf, che scrisse già un buon libretto su Prometeo nella poeitia, Torino-Roma, 1880. 48 (4). Ma la più eloquente storia italiana di Buttadeo è nello squisito documento che Alessandro Gherardi rinvenne tra le carte strozziate dell'Archivio di Stato fiorentino ed il 11) D'Ascosa, in Romania, X, 213-15. Paris, Légendes, pp. 191-92. Masskra, 1 sonetti di Cecco Angiolieri, Bologna, 1906, p. 51. Cfr. p. 139. (4) Lega, Il Canzoniere Vaticano Barlierino lai. 3953, p. 234. Cft. p. XXXVII. Joan Butladio è pure chiamato l'ebreo errante in un sonetto burlesco pubblicato anonimo per nozze nel 1894. Vedi Giorn. stor., XXIV, 481. Ora si sa che quel sonetto è del Vannozzo. Cfr. Ezio Levi, Francesco di Yannozzo e la lirica nelle corti lombarde, Firenze Morpurgo egregiamente pubblicò ed illustrò. Quel riferimento, dovuto ad un Antonio di Francesco d'Andrea, riguarda le strabilianti operazioni di Giovanni Buttadeo, in parecchie sue comparse in Toscana nel secolo XV e prima. Quel Giovanni sa il futuro, conosce i segreti della gente, fa prodigi, è pratico in tutte le lingue ed in tutte le scienze, si rende invisibile quando gli talenta e chi più ne ha più ne metta. A decine cita l'autore i testimoni delle sue abilità, nè sono esseri inventati o del tutto oscuri: il medesimo illustratore ne appurò quasi sempre lo stato civile; e fra gli ammiratori di quel fenomeno d'uomo v'è anche il dotto e celebre Lionardo Bruni d'Arezzo. Interrogato da Antonio se egli si chiamasse Giovanili ButatMo, rispose: «Vuoisi dire « Giovanni Batté-Iddio, cioè Giovanni percosse« Iddio. Quando saliva el monte dove fu messo « in croce, e Ila Madre chon altre donne chon « gran pietà e lamenti e pianti andaveno drieto, « allora si volse per volerle dire, e fermò al« quanto e piedi, onde questo Giovanni el per« chosse di dreto nelle reni, e disse: Va su tosto; «e Gesù si volse a Ilui: E tu andrai tanto to« sto che tu m'aspetterai!». Parrebbe che non si dovesse ormai esitare nella spiegazione del nome: l'ha data l'ebreo stesso! Ma i dubbi invece sorgono per l'appunto maggiori a motivo della narrazione fiorentina, ove di solito Giovanni è chiamato Votaddio, Botaddio, e in un luogo «Votaddio, altrimenti Giovanni servo di Dio » . Ciò ha fatto pensare che l'antica interprelazione, a cui già vedemmo consentire e il Bonatti ed il Tizio («impulerat Deum»), ed a cui s'uniforma il villico siciliano ( « pirchi arributtau a Gesù Cristu»), non sia che una falsa etimologia popolare, e che invece abbia ragione la egregia fra le cultrici odierne di studi romanzi, Carolina Michaelis de Vasconcellos, la quale notando che il nome consueto dato all'errante in Ispagna è Juan espera en Dios (una volta anche Juan devoto a Dios) e in Portogallo Joào espera em Deus, pensò per prima che il nome significasse devoto a Dio, votato a Dio ('). Congetturache diede assai da pensare al Paris, il quale la discusse (*), arrecandovi una nuova attestazione preziosa, quella d'un Liber terre sancte Jericsalem del sec. XIV, ove colui che « impulit Chrij c stum Dominum.... corrupto nomine dicitur Jo * hannos Buttadeus, sano vocubulo appellami' * Joannes devotus Deo ». Preziossima indicazione senza dubbio, che ci richiama novamente alla Terra Santa e di bel nuovo ci mostra bizzarramente commista nella memoria dei volghi la profezia di lougevità premiante il discepolo eletto e la punizione dell'offensore brutale, del Buttadeo, che non per nulla s'ebbe in sè rinnovato il nome appunto di Giovanni. Ma del resto l'attraente, ma arduo e forse insolubile, problema delle origini non deve distrarci Si- consulti il succoso articoletto della Michaelis. 0 judeu errante em Portugal, nella Revista Lusitana, an. I (1887), pp. ai sgg. Leijeiidfs NELLE SUE PROPAGGINI LETTERARIE dallo scopo nostro. Buttadeo, Giovanni Buttadeo, è il pellegrino che l'Italia conosce già nel dugento. Il suo peccato è d'aver crudelmente negato un po' di riposo al figliuolo di Dio, che sotto il carico immane della croce batteva ]a via dolorosa del Calvario. Variano le versioni nelle modalità: chi (ed è forse ricordo di Malco e Cartafilo) pretende che l'inumano colpisse la sacra persona del Redentore per spingerlo innanzi, chi crede lo stimolasse semplicemente con la voce a procedere, chi ritiene gli contendesse di appoggiarsi alquanto alla sua casa o di adagiare un istante su d'una panca (mnchiteddu, dice un testo siciliano) le povere membra affrante. La punizione profferita dal Salvatore suona non dissimile da quella presagita a Malco: solo Malco deve, attendere in un luogo determinato, Buttadeo deve attendere camminando sempre, come volle che l'Uomo-Dio camminasse. Vario è pure quel peregrinare, da provincia a provincia, eia città a città, da paese a paese, con sosta o senza sosta prestabilita. Anche qui è l'Italia che ci dà la prima determinata indicazione, conforme alle narrazioni che verranno poi. Nel racconto di Antonio Francesco d'Andrea, Giovanni Buttadeo «non può stare più che tre di per provincia », cammina scalzo, non ha tasca, mangia e beve dove gli capita « e mai non vedi donde e' si vengha e denari, e mai non gniene avanza » . SI preparano i famosi cinque soldi, nè uno più nè uno meno, perpetuamente rinnovantisi, che per i suoi bisogni ha sempre a mano Asvero. Asvero è la terza incarnazione di Buttadeo, che prima era stato Maleo-Oartafilo. Asvero è l'errante su cui si schiuse, nelle sue cento forme, la fantasia trasformati- ice degli artisti. Le paure del finimondo, riprodueentisi ad ogni spirare di secolo, provocarono la comparsa di un libretto tedesco, che uscì per la prima volta, con la falsa data di Leida, nel 1602. Ivi si narrava che nel 1542 Paulo di Eitzen, venuto da Vittemberga, ove studiava, ad Amburgo, vide colà in una chiesa, intento alla predica, un uomo di c i nq uà n fauni circa, il cui sembiante ed i cui atti erano strani. Alto della persona, i capelli spioventi sugli omeri, vestiva poveramente, con un lungo mantello, che gli scendeva sino a' piedi, e questi avea nudi, malgrado i rigori del verno, Ascoltava compunto il sermone, ed ogni volta che Cristo venia nominato, si picchiava il petto e sospirava. Interrogato, rispose con semplicità e modestia ch'egli era ebreo di nascita e calzolaio di mestiere, e che essendo vissuto in Gerusalemme quando Cristo vi sofferse passione, era stato testimonio oculare di quei grandi fatti. A nuove domande soggiunse che reputando egli Gesù un seduttore del popolo lo trattò duramente allorché egli passò, gravato dalla croce, innanzi alla sua dimora. Per riposarsi alquanto, s'era il Redentore appoggiato alla casa dell'ebreo, ma questi, pieno di maltalento e bramoso di farsi un merito presso i suoi correligionàri, gli imposo di camminare innanzi. A tale intimazione Gesù replicò, guardandolo fisso in viso: «Io mi «fermerò e mi riposerò, ma tu camminerai fino «al giudizio universale». Da allora in poi tu sempre in moto. Assistè sul Golgota alla tragica crocifissione, ma non gli fu concesso di tornare in Gerusalemme, se non per vederla distrutta. Gira continuamente sulla superficie del globo, tranquillo, severo, anzi melanconico, di scarse parole. Invitato a desinare, si nutre sobriamente; se gli si offre del denaro, lo accetta per distribuirlo ai poverelli. Per sè non ha bisogno di nulla, perchè Dio provvede ai suoi bisogni. In tutti i paesi ove arriva, parla correntemente il linguaggio del luogo. Tollera pazientemente la punizione inflittagli, perchè è pentito del suo peccato e spera il perdono. — Chi sia l'autore dello strano libretto s'ignora, perchè la prima edizione è anonima. In una successiva, ove l'incontro di Paolo col giudeo è posto nel 1547, se ne dà per autore un Crisostomo Duduleo di Vestfalia, pseudonimo di cui sinora non s'è potuto scoprire il segreto. Il libretto ebbe in Germania straordinaria fortuna: nelle -elaborazioni successive la durezza dell'ebreo verso il Messia è variamente rappresentata e giunge persino all'efferatezza di farlo percuotere con una formadi scarpa. La punizione è sempre la stessa: il nome è sempre Asvero, e solo nella menzionata opera di Andrea Liba vio fa capolino il più antico Buttadeo ('). (li Rarissime sono le edizioni antiche, sicché solamente in tempi recenti si è venuti a chiarezza rispetto alla loro LA LEGGUNDA DELL'EBREO ERRANTE È generalmente ammesso che nel libretto originario tedesco, insignificante come opera letteraria, ma notevolissimo come prima narrazione seguita (se si faccia eccezione per la relazione fiorentina rimasta inedita e perciò inefficace) delle condizioni e vicende dell'ebreo, si ha a vedere con tutta probabilità la mano di un prete protestante. Lo stesso nome di Asvero, che ebbe tanta fortuna, ne è indizio. Asvero è il nome che hanno varii re persiani dell'antico Testamento; specialmente noto è il personaggio che cosi si chiama nel Libro cVEsler ('). Nei paesi protestanti l'apparizione dell'ebreo, ripetutasi più volte nel secolo XVII, divenne oggetto di dispute teologiche, mentre nei paesi cattolici se ne impossessò in mille guise la fantasia. Non è ragionevole il credere che il misterioso personaggio veduto nel secolo XVI e nel XVII a Madrid, a Danziea, a Vienna, a Lubecca, a Mosca, a Cracovia, a Bruxelles, a Lipsia, in Inghilterra; che ancora nel secolo XIX meravigliò di sè i tranquilli abitatori della Sassonia e di altre terre tedesche; che a Berna lasciò il bastone e le scarpe, le scarpe massicce e rattoppate del grande cam bil)]iografia. Aucora il Paris, nel suo primo articolo, aveva in proposito molte incertezze (cfr. Lcgendes, pp. 162 sgrg). Fu il Neubaur, negli scritti da me indicati, che ne diede la notizia più sicura ed esatta. Ad esso rimando siccome a fonte eccellente. Aliasceros è denominato nella Bibbia di Lutero. Vedi Eira, IV, li; Daniele, IX, 1; Ester, I, 1 e passim. Di là la forma del nome, che nella vulgata suona Assiierii*. minatore ('); che nel 1868 si lasciò vedere persino in America (!); che in Italia, a memoria di uomo vivo, incutè paurosa venerazione ai buoni contadini del Veneto, della Sicilia, del Canavese; che tornato dopo mille anni sul posto alpestre ove aveva già veduto fiorire una città, vi trovò invece giganteggiare immane ii Cervino, sicché dalle lagrime che quella trasformazione gli spremette dal ciglio riarso si formò il Lago Nero (3): non è ragionevole, ripeto, il credere che alle molteplici apparizioni e trasformazioni di questo personaggio non abbiano contribuito abili ciurmadori e nevropatici vagabondi. Difficile il precisarlo oggi, in tanto succedersi di fenomeni in cui le forze della psiche si palesano oscuramente, ove termini in siffatti trucchi la malattia e dove cominci la frode; diffìcile lo sceverare la verità dalla menzogna, giacché ormai siamo tutti d'accordo nel riconoscere che non tutto l'inverosimile è bugiardo. Ma comunque sia di ciò, i casi come quelli di Giovanni Bottaddio, di cui riferisce Antonio di Francesco d'Andrea nel secolo XV, non posDi solito l'ebreo cammina scalzo, come quando apparve nella chiesa d'Amburgo, e in questo caso narra la leggenda che pel lungo peregrinare gli si sono incallite le piante dei piedi in modo da sembrare ferrate. Vedi Nblhaur, Die Sage cit., p. 45. La bellissima tradizione è riferita da Mahia Savi-Loi-kz nelle Leggente delle Alpi, Torino 1889, pp. 165-7. Un garbato libretto che si legge con piacere per la vivace rappresentazione dell'instancabile israelita nelle sue varie fasi, è quello di Cohbado Rieri, L'ebreo errante, Roma, Voghera, sono essere invenzione pura: riè mera invenzione saranno stati la più parte dogli ebrei eirauii, di cui narratori degni di fede seppero riferire in diversi paesi. La tradizione popolare si meseolò alla realtà; cervelli esaltati visi compiacquero truccandosi da Asvero, abili impostori sfruttarono la credenza volgare per loro intenti loschi. Ma, sostanzialmente, su questa gran diffusione popolare della leggenda influì in ispeeie il libriccino tedesco tradotto, ridotto, rifatto, versificato in tutti modi, cincischiato e trasformato nelle varie parti di Europa. La prima diffusione del libretto tedesco fu in Francia e nei Paesi Bassi. Il Discvurs véri tabi e d'un juif erratili, edito nel 1009, ne è tradii zione letterale; se ne scosta invece, sebbene Paolo d'Eitzen vi sia nominato, la Hislnire ad mi rubi» da juif errami, uscita essa pure nella metà del secolo XVII e larghissimamente diffusa. Accanto a questi due testi, si hanno, in Francia, nel Belgio ed in Olanda, numerose varianti d'indole popolareggiante, che qui sarebbe inopportuno l'enumerare paratamente f1). In Inghilterra la figura dell'errante viene usata a scopo satirico nel libro The iccmdering jew telìing fortune* to Englishmeu, uscito nel 1640. In Danimarca il l'acconto tedesco fu tradotto nel 1621 e s'ebbe fortuna; non diversamente accadde in Svezia nel (1,1 Rimando per esse e per tuttociò che concerne la iortuna dell'ebreo nella letteratura popolare d'Europa alla pi fi volte menzionata e fondamentale operetta del Xeubaur. N'EIjLE SDK PROPAGGINI LETTERARIE Non molto si conosce circa la diffusione della storia nei paesi slavi i/j; in quelli di razza latina, ove già prima serpeggiavano nel popolo le tradizioni su Malco e su Buttadeo, fu conosciuto Asvero per mediazione francese. Si parlò anche, dovunque, agli occhi del popolo; e nelle rozze silografie fu rappresentato l'ebreo dalla barba prolissa, in abito di pellegrino, camminante perpetuamente col suo grosso bastone e avente spesso alla cintola la piccola tasca coi famosi cinque soldi che si rinnovano (*). Il soggetto, per altro, non inspirò, nelle arti grafiche, capolavori: i disegni del fantasioso artista francese Gustavo Dorè, comparsi nel 18ó6, si perdono negli accessorii di sfondo tratteggiati con singolare bravura, e dimenticano quasi il miserello protagonista; nel grande dipinto di quel simbolista scenografo che fu il Kaulbach, rappresentante la distruzione di Gerusalemme, l'ebreo non ha che una parte secondaria, diremo cosi, episodica; egli fugge dall'incendio struggitore della città maledetta scacciato dalle Furie. Vedremo ora quale sia stato il destino della leggenda asveriana nei regni multiformi della poesia. Un lavoro russo del \Vesselofsky. uscito nel 1880 in occasione della prima memoria del Paris, non fui in grado di leggere. Xella Romania, X, 212 il Paris medesimo prometteva di dar conto di ciò che gli era stato riferito intorno alla fortuna dell'ebreo in Russia, ma non ne fece poi nulla. Nel citato libro del Ciiami'flel'RY, Histoire de l'imagerie populaire, sono riprodotti parecchi di quei grossolani disegni, tanto accetti al popolino. li Asvero. Col nome biblico di Asvero, reso famigliare dai libretti popolareggianti del secolo XVII, l'ebreo errante entrò nella letteratura ed ottenne singoiar fortuna segnatamente in Germania. Pochi autori lo chiamarono diversamente: Alessandro Dumas padre, nei due volumi (1853) del suo Isaac Laquedam, dà all'ebreo questo nome, appoggiandosi alla aompkiinte francese, scritta nel Belgio da persona che aveva qualche tintura di ebraico ('); l'opericciuola satirica inglese del 1640 gli foggia un nome semitico a cui non è estranea la beffa; il barone tedesco di Malti tz lo chiama Gelasio; il reverendo ministro inglese Giorgio Croly Salatine!; Adolfo Wilbrandt lo trasforma in Apelle nella filosofica concezione del suo Mei ale r voti Pnlmyra, e non occorre fermarci sullo strano poema di Roberto Buchanan, The -wandering jew (1893), in cui l'ebreo è Cristo stesso, che fa la figura d'una specie di salvatore fallito. In genere, però, è Asvero che ci ricompare d'innanzi, nei più svariati, e spesso bizzarri, camuffamenti. Dei quali non è davvero Vedi Paris, Légeniies dn moi/en-ót/e, p. 177, e Xeubaith, Die Sage coni ewigen Jtiden, pp. 39 e 123. Nella leggenda poetica italiana stampata ad uso del popolo da chi segui passo passo la complainte, l'ebreo è detto Ixacco Liquerleinme. D'Ancona, in Nuova Antologia, LUI, 42t>. nelle biblioteche italiane, cosi povere tutte di libri d'arte stranieri, che si possano aver notizie dirette e compiute: ma per buona sorte abbiamo studi recentissimi, che ci aiutano almeno a conoscerli in via indiretta. Alla ormai vecchia, ma pur benemerita, memoria di Federico Helbig si sono venuti ad aggiungere in questi ultimi anni i coscienziosi volumi di Giovanni Prost (*), di Alberto Soergel (3), di Teodoro Kappstein (*), sui quali si può senza imprudenza appoggiarsi. Di essi feci tesoro nei moltissimi casi in cui non mi fu dato d'aver fra mano i testi. Allo scopo mio di rapido riassunto delle principali tendenze di pensiero, prevalenti nelle elaborazioni asveriane, anche la notizia indiretta riusciva sufficiente. Tenni d'occhio in particola!guisa la Germania, ove la straordinaria fioritura di composizioni d'arte e di filosofia su questo argomento è spiegata non solo dallo spirito di quel paese, tratto di natura sua alla speculazione ed al simbolismo, ma dall'esservi stato larghissimamente diffuso il libretto popolare, come vedemmo, tedesco d'origine, intonato alla tedesca, fruttificante nel suolo tedesco. Tanto il Goethe, quanto il Mosen ebbero la prima spinta a poetare d'Asvero da ciò che in gioventù udirono a riferire di lui nei luoDie Sage vom eiciyeH Juden, ihre poetische W'andlung nnd Forlhildung, Berlin, 1874. Die Sage vom cwiyen Juden in der venerai deutsrhen Litteratur, Leipzig, 1905. \3) Ahasverdirhtuntjen seti Ooet/ie, Leipzig, 1(105. (4; Ahascer in der Wellpoene. Berlin gin natii Nella sola Germania il Prost conta 69 elaborazioni artistiche della leggenda dell'ebreo ed il novero è molto accresciuto dal Soergel, la cui bibliografia, la più ricca che sinora si abbia conta (non trascurando i libretti popolari) 210 numeri. * * * Presso le persone illuminate la fede nella realtà dell'ebreo errante, inconcussa nell'evo medio, andò illanguidendo dal sec. XV in poi, e tutti sanno che dalla miscredenza al ridicolo il passo è breve. Già nella prima metà del Seicento, quando era in piena voga il racconto tedesco, compariva il disgraziato ebreo in un balletto cortigiano francese del 16:58 a cantarvi certa sua incomprensibile filastrocca, farcita di termini esotici, in parte pseudo-ebraici. Nel 1669 egli fa una figura tra seria e faceta nella commedia spagnuola di Antonio de Huerta, Las ciuco btaneux de Juan de Esperà en Dios. Nel sec. XVIII. in cui maturò il razionalismo, tutta la gente colta stimava favola la credenza nel longevo peregrinante, sic (1) Ctr. Nkpbaib, pp. 28 e 116. Aggiunte bibliografiche, di non granile entità, fece Max KocHj in una sua recensione degli Sludien zht ceri/leicfi. Literoturi/fir/iirìile, VI (lfKXi), p. 389. Il lavoro del Soergel è il più ricco e meglio organato : quello del Prost, tuttavia, riesce più agevole e chiaro per la disposizione cronologica della materia. Il Kappstein, che non vuole « katalogisiereu ma « anregen », si trattiene solamente sulle opere che a lui sembrano più significative. NELLE SCE PROPAGGINI LETTERARIE 507 clìè si facea strada la satira, destinata ad infiltrarsi fin nei concepimenti del Goethe e dello Schubart, o dilagava la beffa in componimenti burleschi come la mascherata inglese del 1797 di Andrew Franklin. Fu per altro solo il sec. XIX che atteggiò la figura dell'ebreo a seconda della multiforme energia che si addensava nell'anima propria, a seconda degli indirizzi vari di pensiero che turbinavano nella sua mente di secolo rinnovatore. In codeste svariate configurazioni ebbe parte preponderante il romanticismo. Sotto l'impero eli quella nuova tendenza lugubre e sentimentale, la figura leggendaria si umanizzò: narrazioni episodiche o componimenti lirici espressero il suo dolore di non poter morire. In seguito personificò il popolo ebreo reietto e profugo, quindi la personificazione s'allargò, e da un popolo solo venne a significare l'intero genere umano, nel travaglio e nella lotto del suo continuo divenire. Lo spirito filosofico se ne impadronì, e per alcuni l'ebreo rappresentò le idee politiche liberali, le idee religiose più larghe e tolleranti, finalmente la ribellione a tutte le confessioni positive; per altri, ortodossi, fu un valletto dell'anticristo, una figum diabolica. In conclusione, a quella larva indeterminata d'uomo eccezionale, che lasciava libero il campo alla fantasia, ognuno foggiò quella individualità che più gli garbava, introducendovi parte di sè e delle idee od aspirazioni proprie. Ritrarre sotto brevità i principali aspetti di siffatte incarnazioni diverse, è lo scopo della disamina che segue. I primi tentativi d'una figurazione letteraria di Asvero si debbono al Goethe (1 774= i ed allo Scbubart (1783). Nelle memorie (Dichtung und Wahrheit) il Goethe espose il piano dell'opera, che poi modificò durante il viaggio in Italia; ma i frammenti, che ci pervennero postumi, del suo componimento, mal si accordano col primo disegno e danno la persuasione che quel tema poco gli convenisse e si prestasse solo a qualcuno di quei tentativi di poema drammatico simbolico che dovevano aprirgli la via al Faust. Sul canevaccio del vecchio israelita voleva il Goethe ricamare le sue convinzioni politico-religiose; per lui Asvero era l'uomo comune, senza idealità, dato alla vita materiale, nemico d'ogni innovazione; lo spettatore ironico, come fu detto, delle miserie umane. Pensandoci su, in appresso, gli pareva scorgervi l'occhio aperto della storia universale; ma il concetto non si determino altrimenti. E neppure il pensiero dello Schubart, natura focosa ed indisciplinata quanto altra mai, venne a maturanza. La rapsodia rimastaci di lui, umile frammento di maggior lavoro, ci presenta l'ebreo nell'umana disperazione di non poter morire. Tutto egli esperimento per procurarsi la morte. Si fece calpestare dagli elefanti, sfidò gli artigli della tigre e le fauci del leone, provò i morsi velenosi del serpente, si cacciò nelle città incendiate e rumanti, si gettò nel cratere dell'Etna, ma nulla valse a togliergli il peso della vita. Dopo circa duemila anni di peregrinazioni angosciose lo vediamo sul Carmelo, che getta via da sè con terribile cinismo i crani ammonticchiati dei suoi congiunti e discendenti ('). Senza questa particolarità macabra, troviamo qualche altra volta raffigurata anche di poi in Asvero la gran miseria del non poter morire; ma più spesso da questo concetto dell'individuo non mortale si assurge alla personificazione del genere umano perpetuamente affaticato ed errante, al « vecchierel bianco, infermo, mezzo vestito e scalzo », che Con gravissimo fascio sulle spalli-, Por montagna e por valle, Por sassi acuti, ed alta rena, e fratte, Al vento, alla tempesta, e quando avvampa L'ora, e quando poi gela, Corre via, corre, anela, Varca torrenti e stagni, Cade, risorge, e più e più s'affretta Senza posa o ristoro, Lacero, sanguinoso, infin ch'arriva Colà dove la via E dove il tanto affaticar fu volto; Abisso orrido, immenso, Ov'ei, precipitando, il tutto oblia. Questa allegoria della vita umana, che all'infuori da ogui rapporto con l'ebreo errante tro (1) Il CiiasipfleCkv, Hìsltiire de Vimagerie populaire, p. 42, riproduce facsimilata nna ÌDcisione tedesca moderna, che rappresenta per l'appunto Asvero in quell'atteggiamento disperato. villino accennata dal nostro Leopardi (M, costituisce l'intima essenza della maggior parte delle creazioni poetiche as vedane, sia che esse iniaginino l'ebreo pentito e volto al bene mediante la gran luce del cristianesimo piovuta su di lui, sia che lo rappresentino pertinace nell'empietà e disperato insidiatore d'ogni felicità dei mortali. Così in Halle und Jertisalem dell' Amim 1 18091, l'ebreo si dà ad ogni specie di opere buone, e, fatto cristiano, spira placidamente presso il santo sepolcro; cosi nella novella di Franz Ilorn che inspirò le due prime tragedie sul soggetto, quelle di A. Klingeman e di W. Iknrrienl, l'ebreo diventa maestro della vera vita, che è quella dell'anima, di contro alle a trattative della falsa vita, che è queliti del corpo: cosi nella maggiori1 elaborazione russa ilei soggetto, il poema del .lonkoffsky rl852.', assistiamo al travaglio psicologico di un uomo che lentamente, in mezzo alle tempeste della vita, muta animo e si converte; cosi nell'altro poema, in un certo senso parallelo, di Edoardo (Irenici-, La inori du juif erranl (1854), il peccatore si converte per una visione e muore confortato da Cristo; cosi nel grandioso concepimento del danese Paludati Moller , ove è ritratto Asvero quale simbolo della umanità pessimista, nell'estremo conflitto della fine del mondo; così nell'ultima produzione asveriana di alto stile, il dramma di il) Il felice avvicinamento del Pastore errante leopardiano si deve al D'Ascosa, nel cit. articolo della Xuova Antologia. Giovanna e Gustavo Wolff ii, ove Asvero prosegue in certo modo il destino di Fausto, e in compagnia di una certa Asvera, che si chiama Atta, di fronte all'ideale cristiano che addita il cielo, mostra il progressivo perfezionamento umano in questa vita col mezzo della comunione dei due sessi. E questo unii specie di inno alla vita terrena, in cui la lirica predomina. Ma la lirica, di solito, fa assumere ad Asvero altra tendenza; è il Weltschmei'c che tutto lo compenetra: i melanconici figliuoli del secolo scettico e sconfortato con la maschera del perpetuamente errante davano sfogo al loro prepotente desiderio di pace. Il Song for the wamlei-ing jew del Wordsworth i I8OO1 inspirò probabilmente la romanza di Guglielmo Mailer, che è tutta affanno per il gran peso dell'esistenza. Lo sforzo del Seidl di combattere coi suoi due Asveri posti di fronte la malattia romantica del secolo non valse. Imitando in qualche parte la diffusa poesia su Le juif errant del Béranger (1831), l'elegante Chamisso, in parecchie sue liriche, rappresentò in Asvero il proprio amore non corrisposto ed i tormenti1 della propria nostalgia. E tutto il suo tetro pessimismo prestò ad Asvero il Lenau in quello dei suoi Heidebilder (1833) in cui il vecchio indistruttibile abbraccia il cadavere del giovinetto pastore ed esce in un inno alla morte liberatrice, che finisce con la strana efficacia di questi versi sublimi: Las.s dich limarmeli, Tod, in dieser Laiche. Balsamiseh rieselt ihre frische Kiihle Durch mein Gebein, durch meines Hirnes Schwiihle. Assai meno potente hi poesia Der eiKuge Jn.de del 1839, ma 'nell'ini Luogo e nell'altro l'ebreo non è che un prestanome di Niccolò Lenau. * Sinora abbiamo veduto specialmente l'efficacia che ebbe sugli spiriti dei poeti uno degli elementi della nostra figura leggendaria, la perpetuità errante. Ma allato a questo v'è pur un altro elemento non meno osservabile, quello che è dato dalla realtà oggettiva che codesto errante tante volte secolare dovè conoscere de visi'. Asvero entra nella storia, come spettatore glaciale, come genio filosoficamente benefico, come personificazione d'idee o tendenze, come simbolo di ribellione. Il primo a dare esempio di questa maniera di far funzionare l'errante fu, già nel 1791, W. F. Heller, coi suoi Briefe rie» eirigen Judeii, che sono una scorsa sintetica alle vicende del mondo obiettivamente osservate dall'ebreo longevo. Nel 1832, J. v. Zedlitz imagina Asvero sempre vigile nella tomba e come in sogno gli fa passare dinanzi i maggiori avvenimenti storici, con lo scopo specioso di flagellare Napoleone, rappresentato come un nuovo Attila. Due episodi storici sono pur quelli che ci mette innanzi lo Schenk in due frammenti epico-lirici sull'ebreo, che videro la luce nel 1834 e nel 1836: due anni appresso F. F. Franke con lo pseudonimo di Ferd. Hauthal imaginò una Asceviade, che dovea percorrere la storia universale rilevandovi le principali lotte religiose. Ne abbiamo solo il principio, farraginoso e pesante. Assai più sembrerebbe che si dovesse aspettarsi dal grande novellatore danese Cristiano Andersen, il quale nel suo Ahasverus (1844 e 1847.) imaginò il fantastico pellegrino come lo spirito del dubbio e della negazione, a convincere il quale della grandezza di Dio è necessario ch'egli assiste allo svolgersi della storia umana. Questa impostatura non era davvero cattiva; ma l'opera poetica riusci poco chiara e poco grandiosa, perchè cosi voleva il temperamento dell'artiste, chiamato ad altro. Tuttavia quel concepimento trovò in Germania imitazione neìì'Ahasrer di Seligmann Heller (1866), esteso poema filosofico in terzine, poco noto anche fra i tedeschi. Qui Asvero non è altro che un'idea: una personificazione astratta dell"uman genere. Gli si svolge dinanzi la storia, dal giudaesimo all'umanitarismo, attraverso il cristianesimo. Uomo, invece, in tutta l'estensione del termine, che vive nelle amarezze e nei dolori de' suoi sciagurati nepoti e assaggia cosi tre capitali periodi storici, è 1 "Asvero di M. Haushofer '1886), intorno a cui il suo ajwtore consumò la vite e che qualche critico paragonò alla Commedia dantesca. Unità non vi è; sono tre drammi accostati, ma la loro potenza poetica è grande. Ben misere cose sono, al confronto, le peregrinazioni a traverso alla storia del personaggio imaginario, largamente concepite e solo in parte eseguite nell'opera prosaica dal primo Dumas. Categoria a parte di componimenti è quella in cui Asvero ha spirito deciso di ribellione, anche se non arrivò ad assumere aspetto diabolico come nel romanzo di Levili SchQcking, Der liaaevnfùrst (1851). La simpatia per la ribellione è frutto rivoluzionario del romanticismo ed ebbe interpreti in tutti i paesi d'Europa, segnatamente, nel nord, il Byron e lo Shelley, nel sud il Carducci ed il Rapisardi. Giulio Mosen, nel suo poema epico Ahmrer (1838), imaginò l'ebreo uomo, in vari periodi della storia, lottante, nella sua disperazione di padre orbato più volte dei figli, contro l'inesorabile e crudele Iddio. È questa la pugna quotidiana, tenace, inevitabile, feroce dell'umano contro il divino, rappresentata talora con tocchi di grande efficacia, ma in complesso oscura ('). Più perspicuo, ma più povero, è l'errante della lirica di J. (>. Fischer (,1854), nella quale assume i caratteri di Prometeo e rappresenta la verità di contro alla tirannia oscurantista divina. La regina Elisabetta di Rumenia (Carmen Sylva) nel suo poemetto Jeliova ( 1882) fa pure di Asvero una specie di Prometeo, per non dire di Capaneo, che sfida il Creatore, ma trova finalmente nell'idealismo filosofico tedesco la possibilità d'una fede, e in essa muore. Anche nell'altro poema simbolico del Mosen, Hitter Wahn, v"ha non poca nebulosità di concetto. Fra le parecchie composizioni, di che por brevità qui si tace, ove l'ebreo entra in un'episodica narrazione storica, va annoverata quella che rese il nome di Asvero più noto plesso il pubblico d'Italia, VAhasrer in Itom di Roberto Hamerling iltflió). E poema di vivissimo colorito, nella rappresentazione fulgida dei contrasti dell'età neroniana. Il Grillparzer già disse che dovrebbe a maggior diritto intitolarsi Nerone, e cosi osò fare, traducendolo, il nostro Vittorio Betteloni. Intorno alle straordinarie risorse che può avere il carattere di Nerone molto s'è scritto, anche in Italia, in questi ultimi anni, massime dopo la immensa fortuna del troppo celebrato romanzo dello Sienkiewicz ('j. Il maggior difetto del personaggio di Nerone nello Hamerling è di avere esso pure, fondamentalmente, funzione simbolica (:). Tutto simbolo è Asvero, nuova incarnazione di Caino, portata ad operare in mezzo a persone storiche: una astrazione sotto forma umana; l'umanità eterna, ma nel suo lato mefistofelico. Come concezione asveriana il poema dello Hamerling non vale molto (3i. Notabili sono specialmente gli scritti di Gaetano Negri e di Carlo Pascal. Vedansi gli articoli sereni (giacché non sempre prevalse la serenità in questa disamina storica) di Achille Cokn nel periodico Atene e Homo, anno III, 1!KX). Leggansi le osservazioni di Ko3iUAi.no Giani, // Xerone di Arrigo Boito, Torino, 1901. p. 52. Xel volumetto del Giani si ha una coscienziosa rassegna dell'uso che fece la poesia, specialmente quella drammatica, della figura di Xerone. (3> Troppo severo, tuttavia, gli è il Soergel : il l'rost scrive su questo tema le migliori pagine del suo li Da questi concetti simbolici sorti nel seno della storia è breve il passo al simbolismo di tendenze religiose, politiche, sociali. E i primi esempi di questo sono remoti. Già nel 1714, quando non tacevano ancora le discussioni sulla realtà dell'ebreo, Gianjacopo Schud, nelle sue Judische Merkw'ùrdigkeiten, lo interpretava come un simbolo del popolo israelita vagante sulla superfìcie del globo, per la maledizione del sangue sparso di Cristo, piovuta sopra il suo capo, e l'opinione, poggiante su alcuni celebri versi di Prudenzio, trovò seguitatori (*). Nel secolo XIX le condizioni religiose e politiche mutare fecero assumere a quest'idea diversa colorazione: la posizione economica conquistata dalla razza semitica nella società europea produsse lo strano fatto che Asvero divenne per molti bandiera di lotta antisemitica, mentre altri, in nome suo, corsero alla difesa. Prima del Goethe, uno scrittore israelita compose certo Spiel voti Ahasvei; che doveva essere cosa ben cruda se l'autorità municipale di Francoforte, bro (pp. Hl-lMi). Le considerazioni di L. A. Michki.anueli, Sopra V Ahascero in Roma poema di lì. Hamtrliny, Bologna. 187H, sono d'una prolissità spaventosa, ma spesso colgono nel segno. Cfr. specialmente le pp. 13D-40. 142 e ló(>57. ri) Vedi Xeuhaur. Die Sage cit.. pp. '22, 118. 15S8. Istruttivo è nel libro del Soergel il capitoletto Ahaseer ah Vertreter des jttdinclien Voìkes, pp. 57 sgg. r»i7 nel 1708, non sólo ne fece proibire la reciti), ma ordinò che se ne ardessero tutti gli esemplari a stampa, sicché noi ora, purtroppo, non lo conosciamo più. Molto tempo appresso un celebre novelliere tedesco, israelita di nascita e di religione, Bertoldo Auerbach, non tanto in una sua novella del 1827, quanto nell'importantissimo Spinoza (188ó), rappresentò con Asvero il perseguitato giudaismo, riconciliato finalmente con l'umanità dal grande pensatore olandese ('). Con siffatto intento di compassione e di ammirazione verso gli ebrei fu interpretato Asvero anche da altri; ma più di frequente egli servi a sfogare passioni antisemitiche. HrW Altascerus di Bernardo Giseke (1868) è il cieco giudaismo che odia il cristianesimo; nel mistero di Giovanni Lepsius (1894) raffigura il tragico conato del popolo giudeo per trovare il nuovo Messia; il poema di Giuseppe Seeber (1894), salutato in Germania con entusiasmo, porta la tragedia messianica di Asvero ad una conclusione, che è conforme alle teorie chiliastiche: quel tipo vagabondo dell'ebraismo antico giunge a riposo solo quando tutto Israello è redento, cioè convertito. Più ristretto concepimento, ma sempre intonato alla questione semitica, è ne\Y Ahasver del prete austriaco Enrico von Levitschnigg (1842), che con molta vivezza porta innanzi l'ebreo moderno da rigattiere fatto banchiere, che stende la mano unghiata È noto che lo S]>inozn nacque da genitori ebrei di culto spagnuolo. sul mondo intero; nel romanzo di Fr. Mauthnef De)neue Ahamer nel dramma asveriano dell'olandese Ermanno Heijermanns, che mette in scena un episodio della persecuzione degli ebrei in Russia. Come alla questione semitica nei paesi in cui specialmente si agitò e si agita, cosi Asvoro fu ben lontano dal serbarsi indifferente agli altri problemi che s'imposero al consorzio umano nel gran rinnovamento liberale de] secolo XIX. D'un Asvero fautore di libertà, nemico del medio evo, del misticismo, della scolastica, è ovvio l'intendere come e perchè desse il primo esempio hi Francia con le satiriche Tableltes da jaif crrant di Edgard Quinet (\82'2) . le cui tracce sono seguite in Germania nel iìelasius del Maltitz (1820) e nel New; Aliaaver di Lodovico Kohler. Tendenza anticlericale e rivoluzionaria ebbe il voluminoso, fortunatissimo romanzo in dieci volumi di Eugenio Sue., Le jaif erranf (1844). In esso Asvero è il lavoratore diseredato, che si oppone al clero sfruttatore, con allato Erodiade, la malvagia omicida del Battista. Con slancio di carità non mai smentita, Asvero passa dal nord al sud, dall'est all'ovest, per recare soccorso ove se n'ha bisogno. Tanto egli quanto Erodiade finiscono perdonati ed Disposizione di spirito in tutto diversa manifesta il Quinet dopo un decennio nel mistero Ahasvérus del 183B. Questo é frutto d'una sentimentalità morbosa e d"una fantasia sbrigliata, e troppe volte dà nell'oscuro e nell'incongruo. A ragione il Lanson chiama il Quinet « faiseur d'apoealvpses. Asvero presagisce la distruzione del chiericato egoista e tiranno, e l'avvento trionfale della democrazia, in cui il lavoro sarà, rispettato, amato, valutato, compensato. Il successo di questo romanzo a tesi, in cui è scarso il valor letterario, superò ogni aspettativa: la Germania ne smalti in quattro anni più di quindici edizioni, delle quali una sola contava undicimila esemplari. Trovò anche colà imitatori, tra cui emerge il romanzo storico Ahasver di Chr. Kuffner (184(1), il cui ideale asveriano di amore sociale non fu estraneo alla creazione dello Hamerling e forsanco neppure a quello dello Sienkiewicz. Particolarmente dal 1880 in poi, i progressi fatti dal socialismo provocarono la nascita di parecchi Asveri più o meno dottrinariamente socialisteggianti, l'ultimo, e forse più notevole, dei quali è nel poema Ahasver di Gustavo Rentier (1902), energica figurazione del proletariato che insorge contro ogni specie di oppressione sociale e contro ogni bassezza morale. Se questa è l'ultima forma di Asvero nell'ordine politico-sociale, ve nha un'altra, non meno moderna, nell'ordine filosofico. Tutti sanno quale influsso esercitarono le idee del Nietzsche sul pensiero europeo. A quell'influsso non si sottrae neppure l'antico errante e l e teoriche individualiste trovarono un portavoce anche in lui('). Per contro altre produzioni, come il poema di M. E. von Stf.kn, Die Insel Aluiauer til31 terminato: tener desta la fede, esaltare le anime nel servigio di Dio, diffondere la moralità cristiana ; e però quelle vecchie vite di santi tenevano dtjlla biografìa, del panegirico e della le zione moraleggiante. Ingrandire i fatti perchè all'elogio meglio servissero, ritorcerli a maggior gloria del Signore e ad esempio di moralità e di fede, non erano punto azioni che si giudicassero sconvenienti. Con questo concetto così preciso del lavorio leggendario e retorico, vuoi popolare, vuoi individuale, è facile imaginare come sia restio il Delehaye nel concedere ai testi agiografici il valore di documenti storici. Importante e fecondo sembra a lui pure lo studio comparato delle religioni; ma contro le troppo facili identificazioni del culto cristiano col pagano, contro l'idea che la devozione ai santi sia una concessione fatta dalla Chiesa alle abitudini inveterate del politeismo, contro il presupposto della dipendenza diretta e immediata degli onori tributati ai santi da quelli con cui i pagani esaltavano i loro eroi, scrive pagine di ragionamento serrato, nutrite di meditata dottrina. Ammette bensì che la tradizione del culto degli eroi abbia conservato negli animi una migliore disposizione ad accogliere quello dei santi; riconosce certi adattamenti di templi pagani a uso cristiano e l'analogia non intenzionale di certi santi con certi eroi; trova non solo verisimile, ma storicamente necessario che nella nuova religione si scoprano vestigi di gentilesimo: ma sostiene che il culto dei santi ha un fondamento essenziale diverso da quello degli" eroi, derivando esso dall'onore reso ai martiri, incili nato dal Cristo medesimo i*). La mitologia comparata, pur raggiungere certe identificazioni, ha costrutto talora a sua volta delle vere leggende erudite, come fece lo Harris per ravvisare nel cristianesimo il culto dei Dioscuri e altri per identificare san Luciano con Dionysos e santa Pelagia con Venere Afrodite. In siffatte identificazioni analogiche bisogna procedere coi piedi di piombo, giacché il lasciarsi trascinare dalla ingegnosità soverchia o dal preconcetto impellente è cosa facilissima. Non minori cautele son praticabili nel giudicare sospetti alcuni santi solo perchè hanno nomi di divinità greche ovvero significanti la personificazione di un attributo. La buona critica può riconoscere bensì in questa condizione di cose qualche motivo di titubanza; ma è pur d'uopo tener presente che in ispecie i Romani usarono talora imporre ai loro schiavi e liberti nomi bizzarrissimi, di divinità o di esseri astraiti, sicché il solo significato del nome non dev'essere indizio di falsità. Siccome è assurdo l'ammettere una brusca discontinuità nella storia, va da sé Siffatto raginnaniento, condotto con finezza e con cau tela, è ben altrimenti convincente che le consuete riflessioni proposte dall'ortodossia cattolica nel mettere a confronto il santo e l'eroe. Quanta grossolanità vi fosse nn tempo in siffatti confronti può vedersi in una chiacchierata su L'ayiografia antica e moderna della Civiltà Cattolica, Serie 3», voi. \ li (anno che nella religione nuova molti elementi pagani si continuarono e rivissero in forma l'innovellata. Il Delehaye ritiene anzi che un sempre più accurato e profondo studio comparativo moltiplicherà il numero dei fatti che riattaccheranno al paganesimo le leggende di molti santi; ma non per questo si sarà licenziati a dire, per esempio, col Ilartland che in san Giorgio la Chiesa ha « convertito e battezzato l'eroe pagano Perseo ». L'infiltrazione di elementi letterari pagani nelle leggende agiografiche cristiane è un fatto talora innegabile, tal'altra assai verosimile; ma ciò non dà ancora facoltà di distruggere la personalità reale del santo e di concludere ch'egli sia un dio pagano o un eroe pagano cristianeggiato. Massimo errore è, in materia agiografica, il non separare la personalità del santo dalla sua leggenda: questa può essere assurda, il santo legittimo. L'atteggiamento, peraltro, dell'indagatore moderno di fronte ai fatti biografici recati dalla tradizione o attestati dagli agiografi deve essere, non pur prudente, ma razionalmente scettico: per le ragioni esposte, tanto la tradizione popolare quanto il racconto degli agiografi sono il più delle volte mendaci; poco valore hanno le tradizioni della chiesa ove il santo è venerato, ed è un'illusione il credere d'aver ricostrutto la verità storica allorché si siano eliminati da una biografia i tratti inverosimili e si sia trovata corrispondente a puntino al vero la topografia. Anche nei romanzi del Bourget, osserva spiritosamente il nostro Bollandista, la. to pografia è talora esattissima. Che si direbbe di chi ne concludesse che quei romanzi narrano fatti realmente accaduti? Una cosa ve eli al Irniente e solennemente reale nel complesso delle leggende agiografiche, e questa nessuno potrà negarla: l'ideale concretato nella santità. Le parole con cui il Delehaye chiude il suo libro sono nobilmente significative. La vita dei santi, egli dice, è « la réalisation concrète de l'esprit évan« gélique, et par le fait qu elle rend sensible « cet idéal sublime, la legende, cornine toute « poésie, peut prétendre à un degré de vérité « plus elevé que l'iiistoire ». « * Difficilmente, nel seno dell'ortodossia cattolica, si potrà portare a maggiore elevatezza spirituale il concetto della santità e circoscrivere di maggiori cautele l'accertamento del vero. In fondo, non batte diversa strada neppure uno studioso nostro del diritto, che recentemente sciasse un libro dotto e arditissimo sul santo di Assisi (ri. La parte più solida, se vedo bene, in quel libro, in cui la temerità dell'ipotesi non ha limiti e non scarseggiano neppure gli errori di fatto, sta nell'avere intuito in san Francesco Tamassia, San Francesco d'Assisi e la sua leggenda, Padova e Verona, Drucker un tipo, che già nella prima biografia del CeIanense è compiutamente costituito e si contrappone, materiato con gli elementi della tradizione evangelica e con tratti desunti in massima parto dalle opere di Gregorio Magno, al clero degenerato ed avido di beni mondani. E improbabile che i cultori di studi francescani si pei'suadano col^Tamassia della parte di eretico, rientrato per via della leggenda nell'ortodossia, che vuol far giuocare a san Francesco; nè gli meneranno buono il sistema di escludere il fondamento reale di certi fatti, solo perchè essi hanno riscontri negli avvenimenti o nelle leggende o nelle dottrine anteriori, quasiché la tradizione, specialmente religiosa, non abbia la tendenza a ripercuotersi nella realtà non meno che nella fantasia; nè potranno convincersi della genesi unicamente letteraria che è assegnata al fatto delle stimmate, e se anche nella seconda biografia di Tommaso da Celano vorranno riconoscere gli elementi dottrinari che valgono a farne un « manuale di perfezione monastica », non per questo vi ravviseranno addirittura « il capolavoro dell'impostura monastica del secolo decimoterzo ma ciò non per tanto tutti dovranno ammettere che l'indagine, se anche abbia trascinato l'autore a conclusioni eccessive, ha indiscutibile utilità e non rimarrà senza buoni effetti nell'agiografia. Lasciata da parte la fede (positiva o negativa), che non è strumento di ricerca, si avrà fatto un gran guadagno accordandosi tutti nel giudicare la santità coi criteri AGIOGRAFIA SCIENTIFICA psicologici moderni (') e nel l'in daga re le vicende dei santi eoi metodi severamente scientifici che già da molto tempo si applicano con profitto alla storia profana e alle leggende profane. Lo spirito del genere umano è uno ed opera . 011 leggi costanti: è puerile il ritenere che in materia religiosa esso deroghi a quelle leggi. Purtroppo una voragine intercede ancora fra lo studioso credente e lo studioso non credente: la possibilità della sospensione delle leggi naturali nel miracolo, che il credente ammette e l'incredulo nega. Ma chi tien dietro spassionatamente ai progressi grandissimi che gli studi religiosi vengon facendo, trova che insensibilmente codesta voragine perde di profondità e di ampiezza. La parte più colta del clero si piega orinai alla discussione del miracolo e talora lo pone apertamente in dubbio (*). È vero che la maggior parte dei miracoli non costituisce articolo di fede: ma è vero altresì che la tendenza scettica cosi lucidamente tracciata dal Delehaye rispetto all'agiografia non ha da fare che un passo e può essere applicata ai Vangeli (3). E La psicologia del santo non fu perauco indagata in conformità alla scienza. Il troppo fortunato libro sul soggetto di Enrico Joly, che ebbe anche una traduzione italiana Roma, Desclée e Lefebvre, 190-1,1, non ha base scientifica. Per citare un esempio tra mille, gravi dubbi ormai si sollevano nel clero stesso su quello che fu considerato come uno dei più angusti fra i santuari cattolici, la casa di Loreto. Vedasi nel presente volume l'articolo speciale da me consacrato alla questione lauretana. Lo ha detto apertamente, a proposito del libro del Deallora? Non si spaventino gl’ortodossi per questo. L'esegesi biblica, a cui teneva tanto l'illuminato pontefice Leone XIII, può essere praticata presso i cattolici con una indipendenza di criteri scientifici non diversa da quella che giù da tempo adottarono certi esegeti protestanti, per non dire gli scienziati aconfessionali. Lo ha provato col fatto l'abate Alfredo Loisy, studiando al lume della critica storica il quarto Vangelo (*) e contrapponendo all'opera teologica del protestante Harnack, Das Wesen des Chrisfenlums (!), il tanto discusso libretto L'émngile et l'èglise. A quel tentativo di esegesi storica dei Vangeli i vescovi di Francia contrapposero aspre, roboanti parole e divieti: ma la loro piccineria, anche di fronte alla pura credenza ortodossa, ha qualcosa di desolante. La frase di condanna trovata dall'arcivescovo di Cambi ai: «au lieu d'élever l'hom« me à la hautaur mystérieuse des Livres saints, « certains auteurs f'ond descendre ces livres au « niveau de la raison et de la nature humaine >, è la decapitazione, in seguito a giudizio statario, della scienza e della ragione umana is). Uno leha ve, Maiicki. Hkiikbt, nella He vite de l'unicersité de Bruxelles, voi. XI, 190T), p. 14li. L'Héhert è autore d'un libro ili non grande levatura, ma non destituito d'interesse, L'évululìo» de la foi rittholitjue, Paris, Alcan, 11)05. Le t/ualrième évangile, Paris, Picard, 1908. Leipzig, 1900. Versione italiana, L'essenza del Cristianesimo, Torino, Bocca. . Tutte le condanne e le loro motivazioni si possono leggere, raccolte dal Loisy medesimo, in fondo ni suo volumetto polemico Aulour d'un peli! licre, Paris, Picard, 1H03. storico di grande riputazione, Gabriel Monod, ebbe a notare che dopo il concilio di Trento e segnatamente dopo il concilio Vaticano, la Chiesa ha smarrito il senso della storia ed l al 17(55 sei volumi di dissertazioni uni culto di Maria, sbarazzava la tradizione lauretaua da quell'ani masso di favole ond'era aduggiata e per primo faceva vedere l'inutilità dei pretesi documenti antichi, rutti falsi. Ad una negazione decisa del fatto egli per altro non giunse, come non vi giunse quel dotto e candido sacerdote alsaziano lìiiis. Antonio Vogcl, che rifugiatosi nella Marca pel turbinare della rivoluzione francese, compulsò quanti documenti d'archivio gli venne fatto trovare e scrisse un commentario latino De ecclesia Recana tenni Lanretana, pubblicato postumo, che non oppugna decisamente la tradizione per rispetti ovvii, se non del tutto giustificabili. Monaldo Leopardi, tuttavia, ci assiema esser il Vogel venuto nella persuasione « qualmente la santa cappella Lauretana poteva venerarsi per molti titoli, ma non « era la Santa Casa di Nazareth •. Solo in tempi a noi vicini un barnabita, Leopoldo De Feis, aveva il coraggio di dire chiaramente ed esplicitamente ciò die molti altri pensarono prima di lui: i suoi due solidi articoli su La S. Casa di Nazareth ed il Santuario di Loreto .('), destinati a sfatare la tradizione laure tana, suscitarono plausi e contumelie, ma ebbero nello stesso clero difensori illuminati, specialmente in Francia l'abate Boudinhon, che nella Reme da clvrgè franrais sostenne una vera battaglia contro gii oppositori. Finalmente venne in luce il voluminoso ed eruditissimo libro del canonico Ulisse Chevalier, Nolre-Dame de Lorette, ètwle hi sto rique sur l'aatìienticifè de la Santa Cum ('), che resterà il vero punto di partenza per ogni ricerca futura. Per quel che concerne la portata dialettica, il nerbo dell'argomentazione contro la veridicità della leggenda, l'opera dello Chevalier, condotta più da bibliografo che da storico, non supera in valore l'opuscolo del De Feis, perchè l'immensità del materiale erudito, sebbene ordinatamente disposto e bene riassunto, turba il I due articoli uscirono nei volumi 141 e UH della /?«.«seyha nazionale di Firenze; ma in quel medesimo anno 1H0-") comparvero anche, con aggiunte, in un opuscolo a parte. Paris, Picard, 190b\ Lo Chevalier è notissimo in ispecie per la grande benemerenza acquistatasi col suo Hi'pertoire rfes sources [ustorique.s du moi/en-àge. Altre opere sue principali riguardano la poesia liturgica dell'evo medio. Ejrli suscitò pure rumore fra noi impugnando l'autenticità della Sindone di Torino. procedimento ragionativo e svia l'attenzione del lettore; ma in compenso si ha qui raccolto tuttociò ehe in ogni senso può interessare gli studiosi della grande leggenda. Prima di venire ad esporre di volo la sua argomentazione, mi sia concesso avvertire ch'egli ebbe un consentimento particolarmente autorevole e non sospetto. Cario De Smedt, uno di quelli esperti e spregiudicati lìollandisti del Belgio, che altra volta ebbi già a lodare, dopo aver con mirabile chiarezza riassunto le conclusioni dello Chevalier, considera il suo libro « cornine une oeuvre définitivc. dont « anemie déeou verte de doruments encore in« comi us ne pouria ébranler les solides a.sp. rito, la qual è facta de quadreli o ina toni et « è coperta de copi (tegole); et in quel paese « non se trovano tali cosse. La casaadumque vera « de la b. Verzene è cavata nel monte, lo qual « è de tupho, et è soto terra, grande per quadro « sedpce braza, cum due stantiolete, l'ima an« canto l'altra; in una de le quale dimoiava « Joseph et in l'altra la b. Verzene. E quella « casa medesima che era in quel tempo, quando « la fo annunciata, è al presente. Nè non se « poterla apportar uè levare salvo chi non pov« tasse el monte » . Candida quanto energica protesta ; ina a farla il dabben francescano dovette essere indotto da ciò che in Italia a' tempi suoi si narrava. E infatti nel 1472 Pietro di Giorgio Tolomei, detto dalla città nativa il Teramano, avea pei" la prima volta riferito il miracolo della traslazione, asserendo di saperlo da due vecchioni di Recanati, che a lor volta lo tenevano dai loro avi. Più che il silenzio di ogni fonte trecentesca, compresi cronisti come Giovanni Villani, potè questa pretesa diceria di vecchi, passata di bocca in bocca. Le parole del Teramano furono riprodotte, affisse nella cappella lauretana, tradotte; il carmelita mantovano Battista Spagnuoli contribuì a diffonderle elaborandole in una operetta latina, ch'ebbe voga. Papa Giulio II non tardò a confermare la leggenda con una bolla, che è tuttavia assai circospetta nell'affermare la traslazione, usando la forinola « ut pie credi tur et fama est. Bili qui siamo ancora nella buona fede; più tardi principia la intenzionale mistificazione, che consiste nell'in venta re circostanze di fatto, nel precisare tutto, nel'" tenticare coi falsi la tradizione corrente ('i. 1 documenti allora addotti, siccome rimontanti al XIII e al XIV secolo, furono già dimostrati falsi dal Trombelli, dal Vogel e dal Leopardi, e nessuno ha potuto salvarli da quella condanna, che lo Chevalier ribadisce. Le bugie si ammonticchiarono nel racconto che, togliendo a base il Teramano, credette di redigere nel ìò'òì Girolamo Angelita, segretario del Comune di Recanati, e quindi in quello di Raffaele Riera, e finalmente nell'opera divenuta celebre di Orazio Torsellini, di cui s 'hanno traduzioni in tutte le lingue. Con testimonianze false, inventate di sana pianta, si cercò dimostrare il passaggio della Santa Casa per la Dalmazia, di cui nessun documento di qualche valore fa motto; e quindi si pose ogni industria nel determinare i suoi piccoli giri in Italia, nel territorio di Recanati. I pellegrini del seicento videro in Palestina ciò che sin 'allora nessuno aveva veduto: le fondamenta della casetta, le cui mura soprastanti eran volate a Loreto. Finalmente, nell'opera sua rara stampata ad Anversa, Franti) I valenti sacerdoti che s'occuparono del soggetto questo non dissero; ma appare evidente dai fatti ampiamente allegati dallo Chevalier. Nel Cinquecento e nel Seicento s'è mentito sapendo di mentire, nè giova dissimularlo. Divido interamente su questo punto l'opinione del Delabohde, L'évolution d'une legende pieuse, in Journal des novanta cesco Quaresmio, motivava la fuga della Santa Casa con le strano racconto, del tutto favoloso, d'un vescovo che per paura de' Maomettani avrebbe apostatato la fede cristiana, sostituendo il turbante alla mitra. Scandalizzata per questo contegno, la vergine avrebbe intimato il trasloco della sua abitazione, non altrimenti da ciò che avvenne poscia nella Marca, ove cangia di posto prima perchè i briganti infestano la località prescelta e quindi perchè sono sorte discordie tra i due fratelli Alitici, nel cui podere è venuta a posarsi. Essendo cosi suscettibile alla buona moralità delle genti che l;i circondano, non ò del tutto insussistente l'odierna speranza dei Mariaviti polacchi, i quali attendono che d’un giorno all'altro la santa casa prenda il volo di nuovo e venga a collocarsi in mezzo ad essi. Un Muratori, credenzone, anzi haggeo, di tutte le fandonie spacciate sino a quel tempo sulla santa casa è Pietro Valerio Martore-Ili nei tre grandi volumi in folio intitolati Teatro /storico della Santa Cam Nazarena della lì. Vergine Maria, editi in Roma. Questo che lo Chevalier chiama le mare magmi m de notre legende ha il merito di accogliere il più gran numero di tradizioni leggendarie ed ha il torto di accettarle tutte come verità sacrosanta, senz'ombra di critica. Per tale curiosissima aspettazione vedasi Ciiev.m.ikh. 1>. 11 gran battagliale che si fece contro il De Feis e lo Chevalier in giornali, in riviste, in opuscoli, in libri, non si può dire abbia alcun valore scientifico. Trattasi del solito cicaleccio inconcludente di persone in cui la coltura e l'abito della critica sono di gran lunga inferiori al fervore religioso. Ameno è, in questo genere di letteratura, l'opuscolo scervellato d'un guidatore di pellegrinaggi francesi a Loreto, l'untuoso abate J. Faurax (*). Questo confuso ed idiota affastellamento di frasi, condito di velenose insinuazioni, rappresenta purtroppo l'indirizzo pietistico di una buona parte del clero cattolico, di che non c'è da consolarsi. Meno insensato, ma non meno inconcludente, è un libretto italiano diretto contro il De Feis da R. Della Casa, col titolo pretensioso di Studio storico documentato sulla S. Casa di Maria venerata a Loreto; ma s'ingannerebbe a partito chi, illuso dal frontispizio, credesse di apprendervi qualche novità di rilievo. Del resto lo Chevalier, sempre coscienziosissimo, non mancò di prendere in esame qualsiasi dato di fatto nuovo che nell'ardente polemica gli venisse presentato: cosi Tedi le indicazioni bibliografiche date in proposito dall' Ai.i.mano, nel cit. Histor. Jahrbnch, Tjt Halnte Maison rie Sotre Mère à Loretle. Lyon-Paris Siena, Tip. S. Bernardino mostrò che è «cura e gotta falsificazione del seicento certa bolla pontificia che volevasi emanata nel 1310 da Clemente V con accenno alla Vergine di Loreto; e cosi, avendo udito di una reliquia farfense del sec. XII avente la scritta « de domo lauretana Virginis ilariae », non fu pago se non quando, appurato bene le cose, si persuase che la scritta appartieni! al sec. XVI Sarebbe solenne ingiustizia il confondere con le altre cianfrusaglie polemiche pregiudicate e melense il bello e ricco volumetto di ìnons. Michele Faloci Pulignani, La Sanici Casa di Loreto secondo un a/fresco di Gvìiltio, Roma, HiOT. Sebbene, a parer mio, non t'aggiunga il suo scopo rispetto alla dimostrazione del miracolo, questo libro è e resterà sempre un eccellente contributo alla storia della fortuna che ebbe la Santa Casa nelle arti del disegno. Le illustrazioni onde lo scritto è corredato sono curiose »\1 alcune non ovvie; ma non giovano a mostrare, come il valente autore vorrebbe, che nel rovinatissimo affresco dipinto nell'antico chiostro di S. Francesco in Gubbio sia rappresentata la traslazione della Santa Casa. Pare anche a me, contro le obiezioni di altri, che quel dipinto, per ragioni stilistiche, non possa ascriversi se non alla seconda metà del sec. XIV; quindi mostrerebbe la leggenda formata un buon secolo prima di quanto sinora ci (1) I due articoli dello Clievalier sui menzionati soggetti leggonsi nei Mélanges d'archeologie et d'histoire editi dalla Scuola francese di Roma, ,V>7 risulti, ila la difficoltà sta pur sempre nel provare che quella cappellaccia portata da angeli, che la Madonna, chiusa in un'aureola a mandorla e da angeli circondata, addita dall'alto, sia veramente la Santa Casa. Il Faloci ha posto nella dimostrazione, col fuoco consueto della sua indole, molto acume e molla dottrina, non v'ha dubbio. Tuttavia che l'affresco d'un chiostro francescano, primo nella sua ubicazione e quindi tale da aprire una serie di rappresentazioni francescane, raffigurasse proprio un fatto che con S. Francesco e con l'ordine suo non ha nulla, o quasi nulla, da vedere, è cosa ostica a credersi. Inoltre quella che gli angeli portano non ò una casa, ma una chiesa: e il paesaggio e i pochi altri particolari di fatto che la gran rovina del dipinto ci permettono di scorgere, non corrispondono, checché ne dica l'erudito monsignore, a nessuna particolarità della leggenda lauretana; e la Vergine non è rappresentata con in braccio il Bambino, come costantemente pratica l'iconografia della Santa Casa. L'affresco eugubino dovrà ancora essere sottoposto a studi; ma sinora, a parer mio, non è la tradizione lauretana che possa rallegrarsene, perchè con ogni probabilità si tratta di un soggetto simbolico francescano, che esso ci pone sott'occhio. Se anche non tutto sia chiaro, ha molto maggiore verosimiglianza l'ipotesi prima sostenuta dal defunto dottor Lapponi, medico di Leone Rassegna Gregoriana e ora più ampiamente dal canonico Vittorio Pa. gliari ('). che quel dipinto ingenuamente ci dica come, per volontà di Maria, la chiosimi della Porziuncula fosse dagli angeli portata in terra e deposta presso Assisi. Quel simbolo racchiude quanto v'ò di misticamente più significativo nell'opera di S. Francesco; e però appare molto probabile che aprisse, come in altri conventi francescani avveniva, la serie delle pitture. Le quali, anche per tradizione di chi potè vederle ancora ben conservate, rappresentavano fatti di 8. Francesco e non altro, « varia et plura gesta « S. Francisci da Assisto, singula inter se di« visa et depicta rudi et antiquo modo », come scrisse nel suo rogito del 16.V5 il notaio eugubino Anton Maria Valentin! Giunti a questo punto, legittima e la domanda : come germogliò la leggenda, che trovò hi prima consacrazione scritta sul cadere del secolo XV, e fu tanto amplificata, e non sempre onesta mente elaborata e diffusa nei successivi? Chi ha qualche pratica in siffatto ordine di indagini sa che c assai più agevole segnalarci caratteri specifici di una leggenda e indicarne la evoluzione, di quello che sia scoprirne con si Rivista storico-critica delle scienze teoloyiche, 5èB 9gg. Faloci-Pcligxaxi, Op. cil., p. S. cu rezza l'origine. Tuttavia parecchie congetture si possono fare e furono fatte ('). Una di esse è, sopra tutte, la più calzante e verosimile. Eccola. Esisteva in quel di Recanati un'antica chiesetta, che pare fosse gentilizia (*), intitolata alla Natività di Maria, ove si venerava una Madonna che divenne celebre per miracoli, cosicché nel XIV e nel XV secolo vi traevano in gran numero i pellegrini. Come accadde tanto sposso nei santuari medioevali, crebbero intorno ad essa piccole case, ad uso d'ospizio, d'ospedale e di amministrazione, che si chiamarono al plurale dotuus Marine. Di quella chiesetta e di quei pellegrinaggi e dei doni cospicui accumulati colà parlano molti documenti, amministrativi, ecclesiastici e pontifici, senza far mai motto della traslazione. Mentre ancora nel 1438 si parla delle case di Maria (domokum gloriosae Virgiuis Marine de Laureto), si ha il primo accenno scritto alla casa di Maria (domum sacratissimae Sanctae Mariae de Laureto), e la confusione non ò difficile a spiegarsi quando si consideri che domus, appartenendo alla quarta declinazione, ha l'uscita uguale nel nominativo singolare e nel nominativo plurale. In questa (1) Chevamek Vedi anche la lucida esposizione del Journal ile» garanti c Lo si deduce da documenti vaticani della prima metà del sec. XIV, rimasti sconosciuti allo Chevalier, per cui vedi Burniscile Quarlalschrift, an. (3; Cubvaliek, pp. 226-2SJ, confusione e nel fatto attestato da unii bolla di Paolo II del 12 febbraio 1470, clic la miracolosa, imagine della Vergine, venerata uella piccola chiesa, era stata colà portata dagli angeli (angelico Gomitante celti mira Dei clementia collocata est) si ha con tutta probabilità da riconoscere il germe della tradizione leggendaria ltturetaua. che nell'attestazione del Teramano ha già portato i suoi frutti. Quando il Sai-ehetti, che conobbe de risa la Marca ed in ben diciassette novelle parla di soggetti marchigiani, pone in bocca a Mauro pescatore di Oivitatiova il giuramento » per Santa Maria de Loreto » '*), egli senza dubbio allude alla Madonna miracolosa, che come tante altre dice vasi colà trasportata dagli angeli. Tutti intendono quanto facilmente dalla Madonna si potesse passare alh: casa della Madonna nell'idea di si {fatto trasporto', dal momento che in un darò tempo casa di Maria fu detta la primitiva chiesuccia laurctana, non diversamente fora* dalia « casti di Notlra Donna in sul lito Adriano » che nomina San Pier Damiano nel cielo di Saturno (3). (1) Chevamkr, p. 2CHì. Credo io pure felice la correzione proposta dal Bottari. giacché il testo ha « Santa Maria dell'Oreiio I dubbi dello Chevalier, non mi sembrano fondati. Vedi anche D. Spadoni, // santuario di Loreto e un novelliere toscano d"l sec. XIV. in Rivisto marchigiana illustrata Anche il ternario inedito fatto conoscere da M. Vattasso nel Giornale Arcadico del gennaio 1907 invoca unicamente la Madonna di Loreto, senza verun accenno nè alla Santa Casa n'' alla sua traslazione. Paradiso. Ma Dante con quella casa designa una chiesa o un monastero? Vedi perle controversie I luoghi di grandi e frequenti pellegrinaggi sono singolarmente disposti a veder nascere e vigoreggiare le leggende. Quel pubblico di devoti, e talor di fanatici, è sempre in sommo grado suggestionab|le, nè giova tacere che v'è talvolta chi tei il massimo interesse di trar profitto dalla sua propensione ad essere suggestionato. Le leggende di questa specie hanno quasi sempre un periodo spontaneo ed un altro artificiale; come vedemmo esser seguito a Loreto. La cosa non deve far certo meraviglia quando si pensi che uno studioso serissimo, dotto ed acuto, Giuseppe Bédier, vien consacrando da anni le sue fatiche a mostrare che tutte o quasi tutte le leggende epiche carolingie hanno la loro sorgente nei santuari medievali e gli organi principali della loro trasmissione nei pellegrinaggi ('). a cut dà luogo quel passo, oltreché i commenti dello Scartazzini, dej Casini, ilei Torraca, anche C. fiicci, L'ultimo rifu/fio di Dante Alighieri, Milano, e Suììelt. »Soc. Dantesca, X. S., VI, 75-77 e XI, 318. Monaldo Leopardi, come mostra nella XIII e nella XXII delle sue Discusmoìii lanretane e ribadisce negli Annali, si faceva forte specialmente del passo dantesco per sostenere la sua tesi che la traslazione della Santa Casa è anteriore. Del resto, l'identificazione, del tutto falsa, della caaa nominata da Dante con quella di Loreto pare risalga al Maglia bechi. Cfr. Chevamer, p. 158. il) Il I$>dier ha già pubblicato in proposito una bella serie di articoli, tra i quali sono per noi importantissimi quelli su I^e* rhannonx de geste et les routes d'Italie, inseriti nei volumi della Romania. Dell'opera d'insieme che ne risulterà, Leu légendes épiqitea, recherches sur la formation de* channona de geste, è già uscito il primo volume, sul sottociclo di Guglielmo d'Orange (Paris, Champion, 1908). Kknikr Scatj/ti Critici Oramai la parte più illuminata ck'l cloro cattolico, quella parte che non rinuncia a pensare col proprio cervello e che non ripugna ai procedimenti scientifici, non può più prestar fede a certi tradizioni destituite d'ogni solida base storica, come quella della traslazione della Santa Casa. E tuttavia i vescovi marchigiani, in una lor pastorale dell'aprile 1906, asseverano che le conclusioni negative dei dotti su quest'argomento suscitano « l'indignazione dell'innamorato stuolo « dei devoti della Vergine (') », e l'attuale pontefice fa scrivere a mons. Faloci che « approva al« tamente i suoi studii per la difesa d'una tra« dizione venerata da tanti secoli, cosi cara alla « Chiesa ed alla pietà dei fedeli» . E quel eh 'è peggio, un uomo d'altissimo sapere, esperto in ogni accorgimento dalla critica, autore d insigni studi sul papato nel medioevo, il padre (irisar, discorrendo nel 1900 in Monaco agli scienziati cattolici riuniti a congresso, sostiene che sarebbe sconveniente (ungesiemend) l'annunciare dal pergamo al popolo che la Santa Casa non fu portata dagli angeli e non è quella di Nazareth, perchè maxima debetur puero reverentia, e conviene che la verità s'infiltri a poco a poco dalla cerchia ristretta degli scienziati nel pubblico La Ranaerpia Xazionale. La Civiltà Cattolica. largo E l'illustre bollandista De Smcdt, pur riconoscendo con tutti gli altri che la Chiesa non ha punto autorità infallibile quando non si tratti dell'interpretazione di verità rivelate, crede che sarebbe temerario il chiedere all'autorità ecclesiastica d'affrettarsi a proclamare la falsità di certe credenze trasmesse di generazione -in generazione Di cotali asserzioni e professioni, venute da ecclesiastici che sono veri scienziati, potrei aggiungerne agevolmente un'altra dozzina. Ora io trovo che codesta acquiescenza interessata all'errore, codesta custodia conservatrice gelosa di tante falsità, che s'ammantano col nome di pie credenze, non sono degne di chi ama proclamarsi interprete della verità rivelata. So pormi facilmente nella condizione della Chiesa rispetto a tendenze per essa pericolosissime come era il modernismo, e ne intendo la condanna. Non intendo invece, in chi non muova da principi utilitari e sia in buona fede, questo rispetto malato per tutte le mille incrostazioni superstiziose che il cattolicesimo ha dal medioevo; non intendo come non si veda che lo sbarazzarsene risolutamente sarebbe atto salutare alla stessa purità e santità della fede. Maxima debettupuero reveventia, non c'è dubbio: ma non è reverente chi permette che il popolo, l'eterno fanciullo, sia goffamente ingannato in materia non dommatica e sulla quale è possibile veder chiaro con la ra ili Hhttor. Jahrburhj. l'ij Anatrila Boltaiiiliana, gione. Ammenoché il puer non sia il (frosse Lummel di Heine, il grosso babbeo, destinato, in questa come in tante altre bisogne, a lasciarsi infinocchiare. Se non che considerarlo a questo modo e profittarne fu ed è costume di tutti i settari, i-ossi e neri, ma non è da cristiano. Nota aggiunta. Ne] Fanfulla della lìouienira. Sul soggetto non usci di importante dopi' d'allora se non lo studio dChkscenzi, Iconografia lauretana, Rivista storico-critica delle scienze teologicJie Crescenzi riguarda come confutazione definiti va quella che Pagliari oppose a Faloci rispetto al sifruitìcato clell'aiiresco di Gubbio, e ordinato meglio il materiale iconografico, propone una nuova ipotesi rispetto all'origine della leggenda. Secondo Ini, il germe di quella leggenda sarebbe stato un affresco, forse dipiuto bu di una delle pareti esterne del santuario, che fin da tempo antico si venera presso l'attuale Loreto. La vergine ivi sarebbesi veduta sopra una casa portata d’angeli, e questo tipo di 8. Maria dpgl’ angeli avrebbe prodotto nella tradizione popolare la credenza nella casa della vergine miracolosamente trasportato, dagl’angeli. Alle obiezioni rivoltagli dal padre Esehhaeh nell'Osservature romano Crescenzi rispose uella medesima Hivista storico-rritica. Perl' corografia lauretana vedasi pure Tini nella Rivista abruzzese, La produzione artistica moderna più ragguardevole suggerita dalla nostra leggenda è il vivacissimo affresco di Tiepolo nel soffitto della chiesa degli scalzi in Venezia. Si veda Molme.n'tx, Tiepolo. Milano. LATERZA BIBLIOTECA DI CULTURA MODERNA. Orano Psicologia sociale King e Okev L'Italia d'oggi Ciccotti Psicologia del movimento socialista Amadoki-Virgilj L'Istituto famigliare nelle Società primordiali Martin L'Educazione del carattere (esaurito) G. Db Lorenzo India e Buddhismo antico Spinazzola Le origini ed il cani iu ino dell'Arte . H. i>b Goijhmont Fisica dell'Amore. Saggio sii l'istinto sessuale Cassola I sindacati industriali. Cartelli Pool. Trust Marchesini Le finzioni dell'anima. Saggio ili Etica jiedagogka Kkich Successo delle Nazioni Barbagallo La line della Grecia mitica Movati Attraverso il Medio Evo Spixgarn La critica letteraria nel Kj nascimento Cariale Sartor Resnrtus Carabellese Nord e Sud attraverso i secoli Spaventa Da Socrate a Hegel Labriola Scritti vari di filosofìa e politica a cura di Croce Balfour Le basi della fede Freycinet Saggio sulla Filosofìa delle Scienze Croce Ciò che è vivo e ciò che è morto della filosofia di Hegel Hearx Kokoro. Cenni ed echi dell'intima vita giapponese Nietzsche Le origini della tragedia Imbriani Studi letterari e bizzarrie satiriche Hearn Spigolature nei campi di Ituddho. Sai.eeby Iju Preoccupazione ossia la malattia del secolo Vossier Positivismo e idealismo nella scienza della lingua Arcoleo Forme vecchie, idee nuove Il pensiero dell'Aitate Galiani Antologia di tutti i suoi scrìtti editi e inediti Spaventa La filosofia italiana nelle sue relazioni colla filosofia europea Sohel Considerazioni sulla violenza Labriola Socrate Nuova edizione Kohler Moderni problemi del Diritto Yosslkr La Divina Commedia studùtta netta sua genesi e interpretata Gextii.k Il Modernismo e i rapporti tra religione e filosofia Festa Un galateo femminile italumo Spaventa La politica della destra Rovck Lo spirito della filosofia moderna. R. Svaghi critici. Rodolfo Renier. Renier. Keywords: italiano? No, la lingua d’Italia -- Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Renier” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Rensi: TRASEA – l’implicatura – la scuola di Villafranca di Verona -- filosofia veneta -- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Villafranca di Verona). Filosofo italiano. Villafranca di Verona, Verona, Veneto. Grice: “Only in Italy does a philosopher get his obituary when still alive!” Studia a Verona, Padova, e Roma. Insegna a Genova. Iscrittosi al partito socialista, si reca a  Milano per assumere la direzione del giornale “La lotta delle classi sociali”, collaborando assiduamente anche alla turatiana Critica Sociale e alla Rivista popolare. A seguito delle misure repressive adottate dal governo, e per sfuggire alla condanna del tribunale militare per aver preso parte ai mossi operai milanesi, stroncati dall'esercito con la strage del generale sabaudo Beccaris, è costretto a cercare rifugio in Svizzera. Frutto dell'esperienza ticinese e la pubblicazione de “Gl’anciens régimes e la democrazia diretta” (Colombi, Roma) in cui difende il principio della democrazia diretta del sistema istituzionale federalista. Collabora con numerosi articoli ai fogli radicali Il Dovere di Bellinzona, la Gazzetta Ticinese e L'Azione di Lugano, nonché alla rivista socialista e pacifista Coenobium. Ri-entra in Italia per stabilirsi a Verona dedicandosi alla filosofia del linguaggio – “o semantica.” A seguito della campagna libica, vi è la rottura col partito socialista, poiché  si è schierato con l'interventismo di Bissolati. Pubblica “Il fondamento filosofico del diritto” (Petremolese, Piacenza). Altri due volume seguono: “Formalismo e a-moralismo giuridico” (Cabianca, Verona) e “La trascendenza: studio sul problema morale” (Bocca, Torino), ove sviluppa un idealismo trascendente. Insegna a Bologna, Ferrara, Firenze, e Messina. L'esperienza della grande guerra manda in crisi (“alla merda”) la sue convinzione idealistica, conducendolo verso lo scetticismo – della ‘scessi’, come la chiama --, la cui prima formulazione sono i “Lineamenti di filosofia della scessi” (Zanichelli, Bologna). Sostene che la guerra distrue la fede ottimistica nell'universalità della ragione, sostituendola con lo spettacolo tragico della sua pluri-versalità, vale a dire dell'irriducibile conflittualità dei diversi punti di vista. Espose nella “Filosofia dell'autorità” (Sandron, Palermo) la traduzione politica di questa concezione. Poiché tutti i punti di vista politici sono sullo stesso piano, quello che anda al potere lo fa con un atto di forza, tacitando tutti gl’altri punti di vista. In questo saggio si è scorta una prima GIUSTIFICAZIONE dell'autoritarismo fascista. Tuttavia, dopo una prima simpatia per il fascismo, ne divenne un fiero avversario quando MUSSOLINI con metodi un po ‘anti-democratici’ comincia a perseguire un disegno dittatoriale ispirandosi a GIULIO CESARE – o duca/duce. R., non Mussolini, sottoscrisse il Manifesto degl’intellettuali o filosofi anti-fascisti di CROCE, pagando questa scelta con la sospensione,  dalla cattedra di filosofia a Genova. Arrestato e rinchiuso in carcere. Solo un abile stratagemma escogitato dall'amico e collega SELLA, che pubblica sul “Corriere della Sera” il necrologio del filosofo, diffondendo così la falsa notizia della sua morte, induce il duce a rimetterlo prontamente in libertà. Il dittatore teme l'ondata di sdegno sollevatasi per i metodi oppressivi del regime. Per la sua coerenza agl’ideali di libertà, sube il definitivo allontanamento dalla cattedra, è, comandato, da vigilato speciale, presso il centro bibliografico dell'ateneo genovese, per la compilazione della biografia ligure. Nonostante il doloroso distacco dalla scuola dove insegna, continua la sua attività filosofica e collabora al quotidiano socialista genovese Il Lavoro, l'unico foglio che accoglie testi di personalità che non hanno fatto atto di sotto-missione al fascismo.  Ricoverato al ospedale Galliera mentre infuria  il bombardamento della flotta inglese su Genova, per essere operato d'urgenza. Tuttavia l'azione militare danneggia alcune sale dell'edificio e i medici doveno rinviare l'intervento, una fatalità che non lascia scampo a R. Ai funerali pochi amici ed ex allievi poterono seguire per breve tratto il carro funebre. La polizia, che vieta questo devoto omaggio, dispersa il funerale, schedando alcuni discepoli. R., anche morto, tura il potere. Sulla tomba nel cimitero di Staglieno un'epigrafe riassume uno stile di vita ed esprime il suo dissenso, la sua resistenza e indipendenza filosofica. ETSI OMNES NON EGO. La sua filosofia si è sviluppata  dopo l'approdo alla scessi in direzione del realismo e del materialismo critico. Un realismo materialistico quindi, che considera derivato, con una certa libertà interpretative, dal criticismo. Arrriva ad ipotizzare che Kant puo pensare alla cosa in sé come a una più nascosta essenza materiale della cosa stessa.  La sua filosofia non e esente da paradossi concettuali e da mutamenti continui che lo hanno portato a cadere in alcune contraddizioni e incoerenze. Ma va anche considerato che al di sopra d’esse a dominare è comunque un forte pessimismo, che non è solo esistenziale, ma anche gnoseologico. Sia il mondo, sia la mente umana sono irrazionali. Ma supponiamo che un tale fatto esteriore ai nostri orologi, destinato al controllo di questi, non esiste, e che i nostri orologi continuassero a discordare. Come potremmo allora, in mancanza di quel fatto esteriore obbiettivo e nel discordare dei singoli nostri orologi, conoscere l’ora che è? Ora questo è appunto il caso delle nostre ragioni. Non c’è l’oggetto esterno ad esse, l’esterno modulo-ragione, su cui controllarle e che le giudichi, ed esse discordano tra di loro. Come conoscere l’ora che è della ragione? Per esempio egli ha sostenuto che, siccome la filosofia ha una storia che si snoda nel tempo, ciò significa che un pensiero vero e unico non può esistere e che perciò nel suo procedere ed evolvere essa nega continuamente sé stessa. Contro l'idealismo di GENTILE, allora imperante, che considera la storia una realizzazione progressiva dello spirito e della ragione, ha una visione negativa della storia, come assurdo caso e vana ripetizione.  C'è storia dunque perché ogni presente, ossia la realtà, è sempre falsa, assurda e cattiva, e perciò si vuol venirne fuori, passare ad altro, quel passare ad altro in cui, unicamente, la storia consiste. C'è storia, insomma, l'umanità corre nella storia, per la medesima ragione per cui corre un uomo che posa i piedi su di un sentiero cosparso di spine o di carboni ardenti. La sua critica della religione si sviluppa poi in un'aperta apologia dell'a-teismo. Sembra quasi di poter cogliere uno dei tratti dell'a-teismo in un saggio “Sopra lo amore di FICINO (si veda). FICINO  propone una visione dell'amore come amore eterno che ritorna come desiderio di ogni grado ontologico di ritornare al bene e al tutto. Propone una nuova interpretazione di questa tipica teologia dell’ACCADEMIA, vedendo nell'amore ipotizzato da Ficino in realtà un preludio a quelle che diventeranno due tra le più influenti correnti filosofiche: l'idealismo e il volontarismo. L'amore come totalità dei diversi, o come volontà nelle vesti di matrice essenziale del tutto, mette da parte il bisogno dell’amore trascendente e sussurra l'ipotesi di un a-teismo, forse professato tra le righe dai più celebri filosofi.  Filosofo profondamente problematico e inquieto, fine però per approdare a un forte pessimismo ontologico ed esistenziale, che lo spinse verso derive spiritualistiche, forse latenti nelle sue riflessioni fin dalle origini nelle “Lettere spirituali”. In quest'opera, come anche nell “La morale come pazzia” (Guanda, Modena), delinea una sorta di mistica dei valori e un'etica concepita come l'azzardo dell'uomo che scommette sul bene in un universo cieco e indifferente. Nella sua “Autobiografia intellettuale” suddivide in tre periodi la sua evoluzione. Un primo misticismo idealistico. Un secondo relativismo scettico materialistico e ateo. Un terzo misticismo spiritualistico come ultimo approdo della sua filosofia.  Il primo è un misticismo di tipo platonico dell’ACCADEMIA, in cui sono presenti anche elementi di San Paolo e di Malebranche. Scrive “L’antinomie dello spirito” (Petremolese, Piacenza); “Sic et non: meta-fisica e poesia” (Romaa, Roma); “La trascendenza: studio sul pensiero morale”. Il secondo periodo nasce dal suo sconcerto di fronte alle violenze della grande guerra e lo porta alla negazione di qualsiasi razionalità della realtà. Pensa infatti che se gl’uomini ricorrono sistematicamente alla violenza per risolvere i loro conflitti, questo significa che la ragione in sé non esiste, e che si tratta dell'illusione dell'uomo di pensare che si puo dare ordine al caos. L'irrazionalità della realtà si trova espressa in “Lineamenti di filosofia della scessi”; “La filosofia dell'autorità”; “La scessi estetica” (Zanichelli, Bologna); “Polemiche anti-dogmatiche” (Zanichelli, Bologna); “Interiora rerum – la filosofia dell’assurdo” (Milano, Unitas); “Realismo” (Milano, Unitas); “Apologia dell'a-teismo” (Formiggini, Roma); e “L’aporie della religione”. Il secondo periodo è altresì caratterizzato da un avvicinamento al positivismo materialistico e dal rifiuto dell'idealismo di CROCE e di GENTILE. In esso va registrata anche una rivisitazione del panteismo di Spinoza, che interpreta alla maniera dei teologi, quindi come a-teistico perché  nega il divino personalizzato del mono-teismo. Pensa anche di realizzareuna sintesi di scessi e realismo perché se solo la scessi è il modo reale e utile di porsi di fronte al mondo, essa è anche l'unica verità possibile. Si tratta anche del momento di punta del nichilismo, perché si afferma che siccome l'unica cosa certa e stabile è la morte, ed essa è il nulla, solo il nulla possede una verità. Prevale una forma di misticismo che non sorge, però, improvvisamente, essendo già chiaramente presente nelle opere maggiormente influenzate dalla scessi. Quest'ultima è, infatti, sempre sollecitata da un'innata, profonda religiosità, sicché non stupisce che il filosofo si apra alla voce del divino, poiché cerca nella negazione assoluta un criterio positivo che consenta la negazione stessa. A questo periodo appartengono: “Critica della morale”; "Critica dell'amore e del lavoro”; “Paradossi di estetica e dialoghi dei morti” (Corbaccio, Milano); “Frammenti di una filosofia del dolore e dell’errore, del male e della morte” (Guanda, Modena); “La filosofia dell'assurdo” e “GORGIA (si veda) -- Autobiografia intellettuale – la mia filosofia – testamento filosofico” (Corbaccio, Milano). Isolato in vita nel mondo filosofico italiano, nel quale domina l'idealismo crociano-gentiliano, trova la comprensione di pochi intellettuali a lui affini. È stato quest'ultimo a creare la formula della scessi credente, che in forme diverse ha dominato i pochi studi sulla sua filosofia. Oggi trova la collocazione nell'ambito del nichilismo. Per alcuni, tale collocazione resta comunque riduttiva rispetto alla vastità della sua filosofia, che andrebbe ancora approfondito. La trascuratezza nei suoi confronti sta nel fatto che la cultura italiana è stata dominata dall'idealismo e dall'esistenzialismo. Legato alla cultura socialista, si caratterizza per una certa dose di eclettismo e per una forte componente umanitaria, distante dal materialismo storico marxiano e riconducibile, più agilmente, nel novero dei filosofi vicini al socialismo utopista. Se durante l'attività politica in Italia aderisce all'idea della lotta delle classi sociali, l'esperienza svizzera lo porta a ri-considerare tale concezione dei rapporti di forza nella storia, ri-dimensionandone la portata. Infatti, l'ant-agonismo tra proletariato e borghesia è circo-scrivibile ad alcune realtà contingenti e non costituirebbe un'invariante delle relazioni socio-politiche. E se, da un lato, il suo realismo politico lo porta ad apprezzare le teorie elitistiche del conservatore MOSCA (si veda), dall'altro, la matrice umanitaria e socialista emerge nell'esaltazione degli istituti della democrazia diretta, caratterizzanti il sistema costituzionale svizzero, considerati come l’unico in grado di far emergere la volontà popolare e di permettere l'emancipazione delle classi lavoratrici. L'elogio ai regimi federalisti appena citati, e il contingente recupero di CATTANEO sono sintomatici di un altro aspetto del suo orizzonte culturale: la feroce critica dell'istituto monarchico -- tanto nell'accezione assolutista, quanto in quella temperata del costituzionalismo borghese ottocentesco -- appannaggio di una vicinanza con il programma del partito repubblicano. Mostra un pessimismo storico verso il risorgimento, la disapprovazione intransingente del ruolo, ritenuto ambiguo e ostile al riscatto sociale del proletariato, della casa regnante dei Savoia e l'appartenenza alla massoneria.  Influenze "Atomi e vuoto e il divino in me", queste parole di Rensi hanno ispirato Lobaccaro nella composizione della canzone Rosa di Turi dei Radiodervish. Altri saggi: “Una Repubblica italiana: il Canton Ticino, "Critica sociale", Milano), “L'immoralismo di Nietzsche” (Carlini, Genova); “Il genio etico ed altri saggi” (Laterza, Bari); “Sulla risarcibilità del danno morale” (Cooperativa,Verona); “L’istinto morale” (Riuniti, Bologna); “L'orma di Protagora” (Treves, Milano); “Principi di politica im-popolare” (Zanichelli, Bologna); “Introduzione alla scessi etica” (Perrella, Napoli); “Teoria e pratica della re-azione politica” (Stampa, Milano); “L'amore e il lavoro nella concezione della scessi” (Unitas, Milano); “Dove va il mondo?, Inchiesta fra gli scrittori italiani» (Libreria Politica Moderna, Roma); “L'irrazionale, il lavoro, l'amore” (Unitas, Milano); "Terapia dell'a-teismo" (Castelvecchi, Roma);  “Apologia della scessi” (Formiggini, Roma); “Autorità e libertà: le colpe della filosofia” (Politica, Roma); “Il materialismo critico” (Sociale, Milano); “Spinoza” (Formiggini, Roma); “Scheggie: pagine di un diario intimo” (Bibl. Ed., Rieti); “Cicute: dal diario di un filosofo” (Atanòr, Todi); “Impronte: pagine di un diario” (Italia, Genova); “Raffigurazioni: schizzi di filosofi e di dottrine” (Guanda, Modena); “L’a-porie della religione” (Etna, Catania); “Sguardi: pagine di un diario” (Laziale, Roma); “Passato, presente, future” (Cogliati, Milano); “Motivi spirituali dell’ACCADEMIA” (Gilardi, Milano); “Scolii: pagine di un diario” (Montes, Torino); “Vite parallele di filosofi: l’accademia e CICERONE” (Guida, Napoli); “Critica della morale” (Etna, Catania); “Figure di filosofi: ARDIGÒ e GORGIA” (Guida, Napoli); “Poemetti in prosa e in verso” (Ist., Milano); "La morale come stato d'eccezione?" (Castelvecchi, Roma); “TRASEA (si veda) contro la tirannia” (Oglio, Milano) – FASCISMO E STORIA ROMANA – la critica -- ; “Lettere spirituali” (Bocca, Milano); “Sale della vita -- saggi filosofici” (Oglio, Milano); “La religione -- spirito religioso, misticismo e a-teismo” (Sentieri Meridiani, Foggia); “Contro il lavoro -- saggio su L’ATTIVITA PIU ODIATA DALL’UOMO” (Gwynplaine, Camerano);  “Le ragioni dell'irrazionalismo” (Orthotes, Napoli); “Su LEOPARDI” (Bruni, Torino). – “Il filosofo dissidente, Pastorino, Uomini e idee della Massoneria. La Massoneria nella storia d'Italia, Roma, Atanor sub voce (in ordine cronologico), R. Istituto di Studi filosofici, Roma); Untersteiner, Interprete del pensiero antico (Bocca, Milano); La scessi estetica (Zanichelli, Bologna); Cuneo, Conti e C., Cuneo); Un moralista, Italia, Resta (SIAG, Genova); Poggi (Azzoguidi, Bologna); “Il problema generale della giustizia e della giustizia penale” (Vallardi, Milano); Rossi, “L’deale di Giustizia” (Bocca, Milano); Buonaiuti, “La scessi credente” (Partenia, Roma); Mignone, “Leopardi e Pascal” (Corbaccio, Milano); Nonis, La scessi etica, Studium, Roma, Morra; R., Scessi e mistica in R. (Ciranna, Siracusa); Tecchiati, Alla mostra del libro filosofico", La Voce di Calabria, Palmi, Bassanesi, La coscienza tragica” (Filosofia, Torino); Alpino, La collaborazione di Rensi alla rivista "Pietre" (Marzorati, Milano); Liguori, “La scessi giuridica” (Giuffrè, Milano); Noce, "Tra Leopardi e Pascal, ovvero l'auto-critica dell'a-teismo negativo", in Una giornata rensiana, Marzorati, Milano, Sciacca, “Una giornata rensiana” (Marzorati, Milano); Perano, Il problema della verità nella scessi di Rensi” (Lateranense, Roma); Mas, Tra democrazia e anti-democrazia” (Bulzoni, Roma); Santucci, Un irregolare: Tendenze della filosofia italiana nell'età del fascismo, Pompeo, Faracovi, Belforte, Livorno; Rognini, “Dal positivismo al realismo” (Benucci, Perugia); L'inquieto esistere” (EffeEmmeEnne, Genova); Boriani, La questione morale nel positivismo” (Melusina, Roma); Silva, “La ribellione filosofica” (Genova,  Liguori); Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo. La coerenza critica, Il sentiero dei perplessi. Scetticismo, nichilismo e critica della religione in Italia da Nietzsche a PIRANDELLO (si veda), La Città del Sole, Napoli, Gianinazzi, Intellettuali in bilico, Milano, Ed. Unicopli, Emery, Lo sguardo di Sisifo: R. e la via italiana alla filosofia della crisi: con una nuova  rensiana, Marzorati, Settimo Milanese,  Mancuso, Tra democrazia e fascismo, Aracne, Roma, Serra, Tra dissoluzione del socialismo e formazione dell'alternativa nazionalista” (Angeli, Milano); Meroi (Olschki, Firenze); “L’eloquenza del nichilismo, SEAM, Formello); Pezzino, Scacco alla ragione” (C.U.E.M.C., Catania);  Castelli, Un modello di Repubblica; la politica e la Svizzera (Mondadori, Milano); Greco, politica, autorità, storia, Viaggi di carta, Palermo); P. Serra, “La rivolta contro il reale, Città Aperta,  Enna); A.  Montano, “Ethica ed etiche” (Napoli); G. Barbuto, Nichilismo e stato totalitario: libertà e autorità” (Guida, Napoli); Greco, la filosofia morale, Viaggidicarta, Palermo, Mancuso; Montano, Irrazionalismo e impoliticità Rubbettino, Mannelli, Meroi, filosofia e religione (Storia e letteratura, Roma). Lobagueira,  Documenti, Trento; Mascolo, Il corso infernale della storia. L'influenza di Schopenhauer nella filosofa, in Ciracì, Fazio, Schopenhauer in Italia, Lecce, Pensa Multi Media, Bruni, “Il leopardismo filosofico” (Firenze, Le Lettere); “Filosofo della storia, Firenze, Le Lettere, Bignami E. Buonaiuti, Croce, Ghisleri, Manifesto degli intellettuali antifascisti Ad. Tilgher, Treccani Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Il contributo italiano alla storia del Pensiero: Filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. R. il filosofo dimenticato. scomodo nichilista di Volpi l'"irregolare" di Martinetti. Di qui, con evidenza, un elemento evolutivo nel “Trasea, contro la tirannia” (Corbaccio dall’oglio, Milano) -- dove R. introduce elementi di giudizio nei confronti dei regimi statali che pregiano maggiormente le questioni materiali e spirituali rispetto all'effcienza dell'amministrazione -- quasi a dire che non è possibile accettare l'affermazione tirannica del potere, anche se questo risulta poi operativo ed efficiente, perché essa coarta eccessivamente lo spazio della personalità individuale. Di qui il limite della stessa filosofia dell'autorità, la cui estensione trova nel rispetto della moralità e interiorità un limite; e che tale limite sia valicato si intuisce dalla crescita dell'im-moralità pubblica -- delazione, adulazione etc. ne sono i fenomeni rivelatori. Questa vicenda è descritta con riferimento all'impero d’OTTAVIANO a Nerone inclusi, e, alla data di stesura, intuitivamente e obliquamente  allusiva al fascismo. Cf. Il CICERONE di Rensi. Spero enim homines mtellecturos  quanto sit omnibus odio crudelitas et  quanto amori probitas et clementia.   C. Cassio in Cic., Ad farri. Cicerone era vicino ai sessantanni, quando lo  Stato legale romano, che già precedentemente aveva subito terribili scosse, ma che mediante una  saggia riforma avrebbe potuto rinvigorirsi sul suo stesso tronco senza frattura o soluzione di continuità, riceveva da GIULIO (si veda) Cesare il colpo di grazia. Non è più necessario rivendicare la grandezza  di CICERONE contro le denigrazioni di Mommsen  e di altri due o tre storici tedeschi. Egli non  e una ràbula e un politico superficiale. Bensì  un uomo di stato dallo sguardo ampio e sicuro,  nel cui animo si radica e vive di vita vigorosissima tutta la grande tradizione politica romana, [Una bella e vivace confutazione di Mommsen si  può leggere nel saggio di Horncffer, Cicero und die  Gegenwarl, contenuto nel volume Das Klassische Idealm Lipsia, Klinkhardt. Horneffer però rivendica  solo il valore di Cicerone come epistolografo e oratore,  non come FILOSOFO.] e pur senza che l’animo servilmente vi soggiacesse,  ma, anzi, insieme, con la chiara coscienza della  nuova direzione che quella tradizione dove prendere, e della misura e forma in cui dove prenderla, per svilupparsi fecondamente e superarsi vivificandosi. Accanto a ciò, mente che s’e impadronita di tutta la più alta cultura dell'epoca: Demostene e Platone insieme pel suo paese, come  riconosce Moellendorf . Accanto  a ciò, una squisitissima sensibilità artistica e una  passione vivacissima per le cose d’arte. Basta vedere quanto “vehementer” com’egli stesso dice,  attende che Attico gli mandasse sculture ed oggetti artistici greci: “genus hoc est voluptatis rneae” (Ad Att.); e  basta aver letto attentamente le sue orazioni e  aver scorto il perfetto senso d’arte con cui sono costruite e che vi circola. Accanto a ciò, infine,  una sensibilità in generale per le cose, le persone, gl’eventi, gl’affetti, così moderna, che in lui, nella sua pronta e multiforme impressionabilità, ritroviamo  interamente noi stessi: e il suo dolore erompente  e pieno di accenti passionali per la morte della  figlia Tullia, è il palpito d’un cuore dei nostri  tempi. Uomo, in una parola; assolutamente completo. Un pensatore di così sottile e sicuro buon gusto  e di cosi grande penetrazione storica (e particolarmente [Il rimprovero che gli si fa di debolezze e incertezze è uno dei soliti rimproveri che gl’eroi  di poltrona hanno quasi sempre occasione di rivolgere al grande che si è trovato a dover davvero vivere avvolto da un gigantesco turbine d’avvenimenti, e che nemmeno se fosse stato mille volte più grande poteva abbracciarne tutte le fila, come è invece agevole a quelli che non fanno se non pacificamente rileggerli nel loro tranquillo gabinetto venti secoli dopo. Egli non e debole ed incerto nè nella repressione della congiura di CATILINA (si veda), nè  nella lotta per la salvezza della costituzione contro il cesarismo rinvelenito da MARC’ANTONIO (si veda), lotta che  chiuse cosi gloriosamente la sua carriera mortale. Le sue incertezze d’altri momenti sono unicamente  frutto della sua profonda moralità. Perché l’uomo fondamentalmente morale e intelligente, in mezzo a cataclismi enormi che travolgono gl’individui come fuscelli, quali quelli in cui CICERONE si trova,  mentre non può operare contro coscienza, e per questa, che pure sarebbe l’unica via possibile, salvarsi o tornare a grandeggiare, però avverte anche  i pencoli micidiali a cui espone sè ed 1 suoi operando secondo coscienza: e la condotta risultante è necessariamente quella che tracciano le  fluttuazioni di tale angoscioso conflitto interno.] circa la storia romana) come Montesquieu ne dà questongiudizio. Ciceron, selon moi, est un des plus grands  espnts qui aient jamais été -- Pensées diverses -- Ab illis est periculum si peccare, ab hoc si recte  fecero, nec ullum in his malis consilium periculo  vacuimi inveniri potest (Ad Att.). Quando  i frangenti in cui un uomo si trova realmente a  vivere sono davvero quelli così delineati, si può  domandarsi se sia umanamente possibile la rettilineità che esigono da lui coloro che poi spulciano comodamente gl’eventi della sua vita. Sicuro e  diritto, in tali circostanze, è l'uomo amorale che  non sente scrupoli: il cinico ed elegante arrivista  CELIO RUFO, che a CICERONE dava questo consiglio (Ad. Di'.). Suppongo che non ti  sfugga come nelle discordie politiche interne gl’uomini debbano seguire, finché si lotta senz’armi,  la parie più onesta, ma la più forte quando vengono in gioco guerre ed eserciti, e stabilire che  è migliore ciò che è più sicuro. CELIO RUFO, del  resto ottimo filosofo, tanto che per molti umanisti ed altri dotti è ancor oggi il miglior modello  di stile. Ma CICERONE e un uomo di coscienza.  Questa soltanto, non la sua incapacità mentale,  la causa della sua rovina. Egli e andato con POMPEO (si veda), non già sedotto  dalla speranza della vittoria, ma quando la causa  di costui era ormai pressoché perduta e con la  piena nozione di tale condizione di cose, e mentre GIULIO Cesare, MARC’Antonio, Celio, per cercar di trattenerlo  almeno neutrale, gli fanno offerte larghissime:   secuti non spem, sed officium (Ad Div.).  Vi era andato essendo consapevole, non solo dell’inettitudine e impreparazione di Pompeo e di  quelli che sono con lui, ma altresi del fatto che  poco o nulla c’e da sperare da essi circa la  restaurazione della legalità, animati come costoro sono da propositi di persecuzione sillana (Ad Att.), e   chiaro ormai essendo che dai pompeiani non meno  che dai cesariani non si pensa che a far man  bassa dello Stato --  regnandi contendo est -- Ad  Att. -- dominatio quaesita ab utroque est,  non id actum beata et honesta civitas ut esset. Vi era andato straziato dall’ idea  d una guerra civile e unicamente in obbedienza a  considerazioni d ordine morale. E’ la coscienza  che ci costringe, scrive ad Attico, a staccarci da Cesare più ancora se vincitore che se vinto, per non essere solidali con ciò che segue  alla sua vittoria, stragi, estorsioni, violenze -- et  turpissimorum honores, et regnum non modo Romano homini, sed ne Persae quidem cuiquam tolerabile. E andato da Pompeo, senza illusioni  e speranze, unicamente per senso del dovere. Sed valuit -- scrive a Cecina -- apud me  plus pudor meus quam timor -- veritus sum deesse  Pompeii saluti, cum ille aliquando non defuisset  meae. ltaque vel officio, vel fama bonorum, vel  pudore victus, ut in fabulis Amphiaraus, sic ego  prudens ac sciens, ad pestem ante oculos positam  sum profectus -- Ad Div. Egli sa  cioè di andare alla rovina e vi anda in obbedienza a yu principio d'onore (pudor) e di gratitudine,  per quel poco che Pompeo aveva fatto onde richiamarlo dall’esilio.  Pudori tamen malui famaeque cedere quam salutis meae rationem ducere  riconferma a M. Mario. E ritornando  più tardi in una lettera a Torquato, che aveva  anch’egli seguito la parte pompeiana, su quell’episodio a entrambi comune, sente di poter ricordare in cospetto al correligionario politico -- nec  nos victoriae praemiis ductos patriam olim et liberos et fortunas reliquisse, sed quoddam nobis  officium iustum et pium et debitum reipublicae  nostraeque dìgnitati videbamur sequi, nec cum id  faciebamur tam eramus amentes ut explorata nobis  esset victoria. Ne è questa un’opportunistica configurazione postuma della sua condotta di quel tempo. Basta percorrere la sua corrispondenza con il cosidetto “ATTICO” -- suo amico intimo e suo  editore, uomo consumato nell’ impresa di tener il  piede in più staffe e nella difficile arte di conservarsi amici i vincitori senza inimicarsi i vinti -- per constatare che tale veramente, cioè il senso del  dovere, e il nobile sentimento da cui fu mosso. Officu me deliberalo cruciat, cruciavitque  adhuc. Cautior certe est mansio. Honestior existimatur traiectio (Ad Att). E quando  Pompeo è pressoché spacciato e stretto da tutte  le parti, e Cicerone è ritornato in Italia, egli si  cruccia proprio di questo suo atto da cui gli sarebbe derivato vantaggio e che poteva quindi essere reputato abile, e si rammarica di non essere  stato con Pompeo sino alla fine -- numquam  enim illus victoriae socius esse volui. Calamitatis  mallem fuisse (Ad Att.). Il principio,  insomma, che in un’altra posteriore circostanza,  piena di pericoli mortali, nella sua lotta contro Antonio, egli enuncia a Planco così. Mihi maximae curae est, non de mea quidem vita, cui satisfeci vel aetate vel factis vel gloria, sed me patria sollicitat -- ( Ad Dio.), questo è il principio che domina costantemente nell’animo di Cicerone, insieme con l’insormontabile ripugnanza,  o meglio con 1’impossibilità, di venir meno al  rispetto verso se stesso. Allorché, essendo Cesare  incontrastato padrone, l’accomodante Attico gli  dà il consiglio di obbedire ai vincitori. Non  mihi quidem, egli risponde, cui sunt multa potiora (Ad Att.). Certo, un uomo mosso prevalentemente da sentimenti di tale natura, nelle tragiche vicende pubbliche da cui si trova avvolto Cicerone, va al  fondo. Resta a vedere se ciò sia un indice di  inferiorità o se non lo sia piuttosto quel successo  che è raggiunto -- e la cosa è facile --  in grazia dell’assenza di tali sentimenti, della mancanza d’ogni  freno etico, dell insensibilità ad ogni scrupolo di coscienza, della nessuna riluttanza a violare cinicamente ogni principio di diritto e di morale. Nè r uomo che comincia la sua carriera  attaccando coraggiosamente nell’orazione prò Roselo  un favorito potentissimo di SILLA, e un pavido.  Dimostra ancora di non esserlo nel suo consolato. L’apparenza  di timidità da lui talvolta offerta, deriva da ciò  che egli, come dice di sè, si preoccupa grandemente dei pericoli nella rappresentazione e raffigurazione mentale anticipata di essi, non già che  titubasse poi ad affrontarli nella realtà. Quintiliano  narra. Parum fortis videtur quisbusdam. Quibus  optime respondit ipse, non se timidum in suscipiendis, sed in providendis periculis. E’ press’a poco ciò che egli scrive a Toranio. Mi accusano di essere timido -- eram piane,  timebam enim, ne evenirent, quae acciderunt. Mi diceno timido -- quia dicebamus ea futura,  quae facta sunt (Ad Dio.). Nè è giusto  accusarlo di non aver saputo intuire con chiarezza  le situazioni e di essersi per questa deficienza di  sguardo gettato a corpo perduto a combattere per  soluzioni che la realtà escludeva. È questa la solita iniqua condanna che ì posteri, aggiungendosi  ai contemporanei nell’incensare i vincitori e nel  dare il calcio dell’asino ai vinti, pronunciano contro  colui che difende la causa rimasta storicamente soccombente. Quasiché il fatto che una causa sia rimasta storicamente sconfitta dimostri anche che e giusto e logico che essa lo fosse. Quasiché il mero  fatto, il fatto del successo, sia anche verdetto di  giustizia e logicità, quasiché assai spesso la causa  storicamente prostrata non sia quella che avrebbe  dovuto vincere. Che la cosa stia così nel caso di  Cicerone, lo dimostra il fatto che la causa da lui combattuta e che vinse costituì LA ROVINA DELLA VITA DI ROMA. Basta per accertarsene constatare che  NELLA STESSA NOSTRA MEMORIA DI POSTERI LA VITA DI ROMA RESTA CHIARAMENTE PRESENTE E ATTIRA LA NOSTRA APPASIONATA ATTENZIONE APPUNTO SINO AD OTTAVIANO. Ci rimangono ancora come appendice già torbida  i primi imperatori. Poi tutto ci si confonde dinanzi in un lungo stato comatoso chiazzato di  continui sussulti sanguigni, in cui -- se non siamo storici di professione -- non distinguiamo piu ne nomi,  nè persone, nè eventi, di cui non ricordiamo, NE C’IMPORTA RICORDARE, più nulla. Si rammenti come, per es., scorge Roma Massimo d’Azeglio. Fra tutti gli stati dell’antichità è Roma  quello che ho in maggior stima, FINO ALL’EPOCA DEI GRACCHI, intendiamoci ! lo ammiro que’ tempi durante i quali domina la legge -- durante i quali le più bollenti passioni agitate  dai più vitali interessi, non cercano altr armi nè altre  vittorie che un voto ne’ Comizi. E poco prima. Se  è giusto e vero il principio fondamentale delle società  moderne, essere la legalità di un governo dipendente dalla volontà del popolo che vi è governato, vorrei sapere se l’umanità consultata avrebbe ne’ tempi dei Romani votato Nemmeno i mezzi che egli aveva messo in opera per sostenere la causa che soccombette, erano inadeguati. Tutto, invece, egli aveva provvisto; tutto  quanto era necessario perchè essa vincesse: aveva  cercato di assicurare ad essa l’appoggio e la  fedeltà dei maggiori personaggi militari e politici; aveva costituito e messo in campo eserciti  poderosi; con la sua parola tenne altissimo il  tono morale del popolo all’ interno. Se la causa  non vinse, lo si deve, non a un fato storico, a  condizioni incoercibili insite nella realtà e sfuggite  allo sguardo di Cicerone, o al logos immanente  nella storia. Ma unicamente a due o tre puri casi,  che potevano accadere diversamente e in tal modo  rovesciare la situazione. Dice in qualche luogo SERBATI che uno de’ mezzi, co’ quali l’uomo  può sciogliere la propria mente da molti pregiudizi e da’ legami delle consuetudini sensibili, si è  l’esercitarsi a considerare le cose non solo come  sono, ma come potrebbero essere. Se vogliamo applicare questo precetto al periodo di  storia in discorso -- come Renouvier in Uchwnie  l’ha applicato in modo grandemente interessante a  tutta la storia occidentale dagli Antonini in poi -- scorgeremo agevolmente che due o tre futili casi, per l'impero (Miei Ricordi, Barbera, Antologia Pedagogica cur. di Pusinieri, Rovereto, Mario] i quali fossero avvenuti diversamente, sarebbero  bastati a cambiare del tutto la faccia delle cose;  se, p. e., LEPIDO non avesse tradito, o se un giavellotto l’avesse ucciso quando egli si mosse per  portar soccorso a MARC’ANTONIO ormai disfatto, se PLANCO  non avesse fatto il doppio giuoco, ciò sarebbe bastato per far di Cicerone il capo dello Stato romano, e perchè egli occupasse nella politica di Roma d’allora, e nella storia, il posto d’OTTAVIANO. E quanto lo stato romano e la posterità sarebbero stati più fortunati se il potere fosse venuto  in mano ad un uomo di rettitudine profonda e  di vivo senso del diritto e del dovere, come Cicerone, anziché ad un uomo la cui bassezza d’animo è provata luminosamente dal fatto che, avendo cominciato ancora puer o adolescens, come sempre  Cicerone lo chiama -- sed est piane puer n \Ad  Att.-- ad essere qualcosa solo per l’appoggio datogli appunto da Cicerone e con lo strisciarsi umilmente ai suoi piedi -- a me postulat  primum ut clam conloquatur mecum Capuae vel  non longe a Capua... ducem se profitetur nec nos  sibi putat deesse oportere -- binae uno die mihi  litterae ab Octaviano -- deinde ab Octaviano cotidie litterae, ut negotium susciperem, Capuani  venirem, iterum rem publicam servarem » ; mihi  totus deditus. Nobiscum hinc perhonorifice   et amice Octavius — Ad Att., non si trattenne dal sacrificare ad  una propria maggiore ascesa la vita di colui che l’aveva sorretto nei suoi primi passi. Uomo egli,  si, veramente, pusillanime, che vinse le guerre solo  per mezzo dei suoi generali e specialmente di Agrippa, e non aveva il coraggio di presentarsi  nel campo se non dopo che Agrippa gli annunzia la vittoria (Svet. Aug.). Fondamentalmente istrione e poseur come risulta dal fatto,  narrato da Svetonio (Aug.), che non comunica mai nemmeno con sua moglie senza scrivere prima e leggere ciò che voleva dire, nonché  dall’altro, sempre narrato da Svetonio, che  egli ama stilizzare a particolare espressività e luminosità i suoi occhi -- quibus etiam existimari volebat inesse quiddam divini vigoris, gaudebatque. Octave lui, a Sesto Pompeo, fit deux guerres  laborieuses ; et après bien de mauvais succès il le vainquit por i’habilité d’Agrippa. Je crois qu’Octave est le  seul de tous les capitaines romains qui ait gagné l’affection  des soldals en leuv donnant sans cesse des marques d’une  làcheté naturelle  (Montesquieu, Grandeur et Dócadence des Romains. Tanto GIULIO Cesare quanto OTTAVIANO hanno l’abitudine di citare dei versi delle Fenicie di  Euripide. E la citazione che l’uno e l’altro aveva scelto  è rivelatrice del loro rispettivo carattere. Cesare ama  citare i versi -- “se c' è un caso in cui sia bello VIOLARE IL DIRITTO, è quando lo si VIOLA – cf. H. P. GRICE – FLOUT, VIOLATE --  per conseguire la  tirannide -- citazione signifìcatiice dello spirito violento e  illegale. OTTAVIANO ama citare il versoL è meglio  per un generale procedere al sicuro (àacpaÀr/c) che essere ardito (ihf aouc) -- citazione significatrice della vigliaccheria -- cfr. Cicer. De Off. e Svetonio  Aug.] si qui sibi acrius contuenti quasi ad fulgorem solis  vultum summiteret e infine in modo palmare dalle  parole -- ecquid iis videretur mimum vitae commode transigisse -- e dalla citazione greca richiedente l’applauso per la commedia ben riuscita,  con cu; egli chiuse la sua esistenza. Uomo  che desta particolare antipatia precisamente in  grazia del suo proposito di moralizzare la vita  romana; perchè niente è più ripugnante del dissoluto che si da il compito di costringere gli altri  alla virtù e posa a restauratore della morale pubblica; e OTTAVIANO cambia tre mogli prendendo l’ultima al manto sotto ì suoi stessi occhi,  conducendola con sé in un altra stanza donde e  ritornata spettinata e con gli orecchi rossi, e poi  introducendola in casa propria INCINTA D’UN ALTRO; aveva commesso le oscenità che narra  Svetonio, irripetibili, tranne forse una -- adultena quidem exercuisse ne amici quidem  negant -- e dopo ciò faceva udire le parole ammonitrici di vita austera e imprende a ricondurre  i costumi alla prisca severità. La scandalosa condotta di sua figlia e di sua nipote, che condusse  -- A cool head, an unfeeling heart, and a cowardly  disposition, promtcd finn al thè age of nmeieen, to assume  thè maske of hypocrisy, which he never afterwards laid  aside. With thè saine hand, and proba’bly with thè same  temper, he signed thè proscription of CICERONE and thè  pardon of Cinna. His virtues, and even his vices, are  artifìcial -- Gibbon, Decime and Fall] all’esilio di entrambe, e di OVIDIO (si veda) complice o pronubo, dimostra che nella sua famiglia stessa si ha il senso netto del come si puo prendere sul serio una riforma morale che pretendeva attuare un individuo di siffatta ìndole e di siffatti  precedenti. Non ostante che all’epoca del trionfo di Cesare si avvicinasse alla sessantina, Cicerone non era  uomo che non sa comprendere i tempi. Li comprende benissimo, più profondamente e sapientemente di Cesare e di Ottavio. La sua mente  e in pieno vigore. Subito dopo quell epoca egli  poteva scrivere quei suoi saggi di FILOSOFIA che suscitano l’ammirazione dei contemporanei e sono letti con entusiasmo o rispetto da tutte [Coglie veramente nel segno Aurelio Vittore: Cum esset luxuriae serviens erat eiusdem vitii severissimus ultor,  more hominum, qui in ulciscendis vitiis, quibus ipsi veliementer indulgent, acres sunt. E s. può dire d.  lui quel che Boissier dice di Domiziano: 1 ar malheur,  ce prince si sevère pour les defauts des autres, etait lui-mème très vicieux. 11 avait fait des lois rigoureuses contre  l’adultere et il vivait publiquement avec sa mèce, la bile  de Titus, qu’il avait enlevée à son mari et dont il causa  la mort en essayant de la taire avorter. Ce contraste etait  choquant, et il n’ ignorait pas qu’on en etait indigne (Tacite).] le generazioni successive. Poco più oltre egli  svolgeva anzi la sua azione politica più abile, più decisa, piu energica e più importante, e, insieme,  con le filippiche raggiungeva un’altezza da lui  ancora non tocca nella forma d’arte che gli era  propria -- “divina chiama giustamente un giudice certo non facile, Giovenale, la seconda  di esse. La sua idea di portare alla luce del  mondo politico, sotto la sua direzione, il pronipote e figlio adottivo di Cesare, ancora ragazzo  -- ha  appena diciannove anni --, accordandogli anche onori che a molti pareno eccessivi, e di  riuscire così giovandosi del nome di Ottavio a far  rientrare il ribollente partito cesariano nell’ordine costituzionale e a dominare in tal modo una situazione difficilissima, e una idea geniale, abilissima, da politico grandemente avveduto, l’unica [Sull immensa influenza esercitata da Cicerone sui   a t“ di tutti ' tempi ' veg § asi ‘'furiente  r “, Z r fe,v C f er, 0 o ™ Wandel dcr Jahrhunderte  I d-' P r a ' ed ;. lj^ 9 ) Strachan-Davidson nella  sua Vita di Cicerone, Heroes of thè Nations Series, dice giustamente che se si dovesse decidere quale degli  filosofi romani maggiormente influì sul mondo moderno, la decisione sarebbe in favore di Cicerone —  hrasmo, scrivendo ad un amico, dice che, se da giovane   aonr enVa rf matUra anda sempre più  apprezzando Cicerone. Ld è proprio giusto il noto giud. Z .o di Quintiliano. Ille se profecisse sciat, (e s. può  aggiungere: tanto gusto letterario, quanto in retti Jne  etico-politica) cui Cicero valde placebit. G. Sensi . y ita paratiti  di due fila.ofi] idea che in quel terribile cataclisma poteva dar  buoni frutti. Non è sua colpa se 1 idea non riuscì,  e proprio sopratulto per la perfidia senza scrupoli del futuro Augusto. Per quanto avveduto e grandemente intelligente, un uomo di Stato fondamentalmente onesto come Cicerone, non fa entrare  nel suo giuoco la supposizione di una perfidia  enorme, di gran lunga travalicante la media nequizia umana, come fu quella di Augusto; nè si  può accusarlo di incapacità se non ve la fa entrare, e se essa gli si rizza impensatamente dinanzi mandando a picco i suoi piani più accortamente e  sapientemente elaborati. Cicerone  assume risolutamente, nel momento più pieno di  vicissitudini e pericoli, la parte di leader del Senato e del popolo romano, come egli stesso scrive  a Cornificio -- me principem Senatui populoque  romano professus sum (Ad Dio.). Spiega un’attività prodigiosa, tanto verso gl’eserciti  quanto rispetto alla situazione interna, per dirigere   [Giustamente Platone osserva (Rep.) che  le persone oneste sono facili ad essere ingannate dai  malvagi perchè non hanno in sé il modulo dei sentimenti  di costoro (fire oòv. s'/ovre? èv éaotoT; 7 iapaos'y|J.axa  óp. 0 i 07 ia{H) tot; nove^oi?) ; mentre però il malvagio, abilissimo nel suo comportamento coi malvagi, resta ingannato quando tratta coi buoni, perchè, giudicando da se,  e ignorando le indoli onesti, vede dappertutto inganni  (àruaT&v Tiapà xaipòv xaì àYVOtòv uytè; fjU'o;)] la lotta contro Antonio; getta di nuovo, attesta  scrivendo ancora a Cornificio, 1 fondamenti dello  Stato con la prima Filippica: fundamenta ieci  reipublicae (Ad D/v.); e al giocondo Peto conferma quanto abbia fatto, quanto  faccia e come ritenga che se dovesse in tale sua  azione perdere la vita l’avrebbe spesa bene ; “ sic  tibi, mi Peto, persuade, me dies et noctes mini  aliud agere, nihil curare, nisi ut mei cives salvi  liberique sint : nullum locum praetermitto monendi, agendi, providendi : hoc demque animo  sum, ut si in hac cura atque admistratione vita  mihi ponenda sit, praeclare actum mecum putem -- Ad Div. In questi primi mesi  del 43, Cicerone fu veramente il princeps, ch’egli idealizza nel De republica: consigliere,  esortatore, ispiratore del Senato, dei consoli, dei  governatori delle provincie. Non è questa  la condotta d un uomo le cui facoltà spirituali siano  illanguidite. Ma, sopratutto, a prova della sua esatta comprensione dei tempi, basta ricordare come la riforma che occorreva allo Stato romano, pessimamente attuata, secondo attestò la susseguente vita  Amateli, Cicerone, (Bari, Laterza). Jamais Ciceron n a joue. un plus grande róle politique  qu à ce moment; jamais il n’a mieux mérité ce nom d’hom-  me d Etat que ces ennemis lui refusent (Boissier, Cicéron et ses amis -- dell’Impero, da Cesare e da Augusto, fosse stata  prospettata per primo da Cicerone nel De Repubblica. L’introduzione, cioè, d’un nuovo e più  fermo principio d’autorità sotto forma di un rector  rerumpublicarum d’un moderator reipublicae d’un princeps civitatis (De Ti,ep.). Senonchè Cicerone, con molto maggior senso della  necessaria continuità di sviluppo dello Stato romano  e con molta maggior disinteressata cura di esso,  non intendeva che questa riforma dovesse rivolgersi a distruzione della costituzione esistente, bensì  che dovesse ingranarsi in essa e formarne un naturale complemento e uno svolgimento spontaneo  e logico ; “ homines non tarai commutandarum  quam evertandarum rerum cupidos, egli giudica  i cesariani -- De Off., mentre per lui la  costituzione romana, come esattamente nota lo  Zielinski, era “ capace di ogni progresso in quanto  questo conducesse all’accettazione e allo sviluppo  di idee feconde (fordeTnder), non di idee distruttive. La differenza tra il modo con cui egli  concepiva la riforma e il modo con cui la attuarono Cesare ed Augusto è si può dire scolpito  dalle seguenti sue due proposizioni : “ me nun-  quam voluisse plus quemquam posse quam universam rempublicam (jdd Div.); ego  sum, qui nullius vim plus valere volui, quam honestum otium. Ovvero: la differenza tra la concezione ciceroniana del princeps  e la pratica applicazione fattane da Cesare è resa  nel bell’ emistichio con cui Lucano descrive il modo di operare di quest’ultimo -- gaudens viam fecisse ruina. Basta riflettere a tutto ciò per scorgere tosto che non solo la mente di CICERONE era nel suo pieno vigore, ma altresì la sua comprensione dei tempi (se per questa s’intende, non già furbesca  valutazione personalmente opportunistica delle circostanze, ma avvertimento delle necessità profonde  che ad un dato momento si presentano nella vita  sociale e politica d’un paese) era perfetta. Il  sovversivismo di Cesare è provato dal dolore  che per la sua morte manifestarono sopratutto gl’Ebrei  (qui etiam noctibus continuis bustum frequentabant -- Svet, Caes., cioè precisamente coloro che nel seno nello stato romano, da essi violentemente odiato, costituivano la catapulta diretta a farlo saltare, e che, sotto la  veste del Cristianesimo, a farlo saltare effettivamente riuscirono. Si può anzi con sicurezza dire che l’impero romano si deve agl’ebrei, perchè sono i loro lunghi tetri lamenti  intorno al cadavere di GIULIO Cesare che suscitarono nella plebaglia quella sommossa per e attorno al rogo del dittatore, la quale fa prender nuova forza al cesarismo. É  noto come per la commozione popolare che lo straziante  rito ebreo provoca colle sue lugubri lamentazioni orientali,  se ne ingenerò quel tumulto che dove mutare la faccia  de! mondo, mandando in fumo i diplomatici accordi con  Bruto e Cassio, che dovettero fuggire in Illirio : sicché ne  vennero le lunghe guerre civili e l’Imperio di Augusto  (Ottolenghi, Voci JOriente, Lugano, Mente possente, senso politico sicuro, comprensione dei tempi piena. Non si può dunque attribuire a deficienze intellettuali il modo con cui Cicerone valutò Cesare e il movimento da costui  capeggiato. Egli non vide certamente Cesare come  la sua figura si è plasmata nella storia, che corona  con eternità d’ apoteosi tutto ciò che ha trovato  in ogni presente la consacrazione del bruto successo di (atto. Lo vide come glielo presentava la  realtà immediata. Lo vide come lo vide Catullo: Pulcre convenit improbis cinaedis,   Mainurrae pathicoque Caesarique. E questo Caesar era proprio Caio Giulio Cesare  e quel Mamurra (da Catullo soprannominato Mentula) il suo generale del genio. A permettere al quale di mangiare  (il verbo si usava anche in  latino con questo preciso significato) milioni su  milioni, il commovimento politico aveva principalmente servito. Doveva essere una cosa nota a  tutti, se Catullo la mette correntemente in versi: Cinaede Romule, haec videbis et feres?   Es inipudicus et vorax et aleo. Eone nomine, imperator unice, Fuisti in ultima occidentis insula. Ut ista vostra diffutata Mentula  Ducenties comesset aut trecenties? Cinaede Romule Romolo debosciato, impudico, vorace e giuocatore. Cosi Catullo vede Cesare. E press’a poco così lo vede Cicerone. Egli non scorge Cesare, quale il fanatismo interessato dei seguaci e poi gli storici l’hanno costruito: gli storici, i quali (in generale) non fanno  mai altro se non aggiungere, per supino servilismo postumo, la loro adulatrice consacrazione al successo di fatto e di solito non osano mai, per la  paura di passar per singolari sviscerare il  clamoroso successo di fatto ottenuto da un grande nella età in cui visse, mettendone coraggiosamente  in luce le vere molle, spessissimo casuali, o basse,  o vili, ma sempre invece per essi è grande colui che nella sua epoca le circostanze, o la  perfidia, o i misfatti hanno portato in alto. Si vous avez une vue nouvelle, une idée origi nale, si vous présentez !es hommes et les choses sous  un aspect inattendu, vous surprenez le lecteur. Et le lecteur n’aime pas à ótre surpris. Il ne cherche jamais  dans une histoire que les sottises qu’ il sait dejà. Si  vous essayez de l’instruire, vous ne ferez que l’humilier  et le fàcher. Ne tentez pas de l’éclairer, il criera que  vous insultez à ses croyances... Un historien originai est  1 objet de la défiance, du mépris et du dégoùt universels.  Questo è l’abituale comportarsi degli storici, secondo la  satira, aggiustatissima, che ne schizza A. France, L’ile  des Pingouins. Ci sarebbe solo da aggiungere che spesso il servilismo degli storici verso i pesonaggi della storia che scrivono serve al loro servilismo  verso i personaggi della storia che vivono. Cicerone vede Cesare muoversi davanti ai suoi occhi,  nella vita vera, non nella luce abbagliante del  mito. Esso gli appare screditato, corrotto, senza  senso di morale nè privata nè pubblica, uomo la  cui vita, i cui costumi danno la certezza che si  condurrà male : e sopratutto la danno la gente che  lo circonda. O Dii, qui comitatus ! in qua erat  area scelerum! scrive ad Attico, dopo  uno dei suoi abboccamenti con lui. Egli sa che  Cesare aveva cominciato a costruirsi la sua potenza  accaparrandosi e tenendo alle proprie dipendenze  i manigoldi audaci e bisognosi. Egli scorge. Nell' interessantissima antologia di pagine storiche  di Chateaubriand, testé pubblicata dall’editore Tallandier  sotto il titolo Scénes et portrails historiques, si legge. Tout personnage qui doit vivre ne va point  aux générations futures tei qu’ il était en réalité: a quelque  distance de lui, son epopèe commence : on idéalise ce  personnage, on le transfigure ; on lui attribue une puissance,  des vices et des vertus qu’ il n’eut jamais ; on arrange les  hasards de sa vie, on les violente, on les coordonne à  un système, Les biographes répètent ces mensonges ; les  peintres fixent sur la toile ces inventions et la posterité adopte le fantóme. Bien fou qui croit à l’histoire. L’histoire est une  pure tromperie. E Montesquieu, dal canto suo aveva già  osservato: “ Les places que la posterité donne sont sujettes,  corame les autres, aux caprices de la fortune. Grandeur  et décadence des Romains. Habebat hoc omnino Caesar : quem piane per-  ditum aere alieno egentemque, si eumdem nequam hominem audacemque cognorat, hunc in familiaritatem libentissime recipiebat (Fi/.radunata attorno a Cesare tutta la gente equivoca  e sospetta, violenta e disperata, tutte le anime dannate, vexu (<x (Ad Att.), omnes damnatos, omnes ignominia affectos, omnes damnatione ignominiaque dignos, omnem fere inventutem, omnem  illam urbanam et perditam plebem (Ad Att.), tutti i giovani circa i quali pensava che maximas republicas ab adolescentibus labefactas,, (De  Seti.), tutti coloro ch’egli chiamava perdita  iuventus (Ad Att.) e poc’anzi barbatuli iuvenes, grex Catilinae), feccia  di Romolo, i precursori di quella che  poi Giovenale denominerà turba Remi. Cosicché, egli scrive ad Attico, intorno a Cesare  è raggruppato tutto il canagliume della penisola,  cave autem putes quemquam hominem in Italia  turpem esse, qui hinc absit; osservazione identica a quella che è costretto a fare il  cesariano Sallustio: occupandae reipublicae in  spem adducti homines, quibus omnia probo ac luxuria polluta erant, concorrere in castra tua (De Rep. Ord.). Come Catullo, Cicerone vede con  disgusto i cesariani ormai dominatori darsi al lusso  ed al fasto, giuochi, cene, delizie, mentre Balbo  (altro comandante del genio di Cesare e sua longa  manus in Roma) si costruisce dei palazzi, “quae  coenae? quae deliciae?... at Balbus aedificat (Ad  Att), e Antonio scorrazza l’Italia confi) Val la pena di riportare tutto il passo perchè esso ducendosi dietro in una lettiga aperta la sua amante  in un’altra sua moglie, “ septem praeterea coniun-  ctae lecticae amicarum sunt an amicorum? l^/JJ  Att.). Tutto ciò desta in Cicerone  una nausea invincibile: “ nosti enim non modo stomachi mei, sed etiam oculorum, in hominum insocontiene un’osservazione di indole psicologica e morale  eternamente vera e colta da Cicerone dalla vita stessa  che lo circonda. At Balbus aedificat ; tl yàp ÒTfij  péÀst; Verum si quaeris, homini non recta sed vuluptaria quaerenti nonne [kfifwTai ?  Cioè: “ Balbo pensa a  costruirsi palazzi. Che importa a lui di tutto ciò ? E in  verità, se a un uomo non sta a cuore la dignità e la coscienza, ma solo il suo interesse, fa bene a far così : può  dire ho vissuto   La ributtante figura d’Antonio risalta scolpita non  solo nelle lettere di Cicerone, ma, più ancora nelle Filippiche (v. specialmente FU. He.). Pagine che  stanno a dimostrare una volta di più come, in una situazione politica tirannica ed eslege, anche persone notoriamente  turpi possano salire ai più alti gradi, perchè il controllo  dell opinione pubblica e la possibilità di censure sono soppresse dalla forza e la gente costretta al silenzio. Non  ostante, in un primo tempo Cicerone, usando l’avveduta  prudenza dell’uomo politico, aveva cercato di persuadere  quasi amichevolmente Antonio a rimanere nell'orbita della  legge. Ciò con la Fil. I, di cui è il caso di citare le seguenti righe. Sin consuetudinem meam, quam in republicam semper habui, tenuero, id est, si libere, quae sentiam, de republica dixero; primum deprecor ne irascatur,  deinde, si haec non impetro, peto ut sic irascatur, ut civi lentium indignitate, fastidium (Ad Div.). Quanto a Cesare, egli è per Cicerone hominem amentem et miserum che non ha mai conosciuta  neppur l’ombra dell'onestà, che considera la tirannide come il maggior dono degli Dei, (Ad Alt.), capace di ogni scelleraggine,  omnia taeterrime facturum, uomo del quale vita, mores, ante facta, ratio suscepti negotii, sodi fanno ritenere che non potrà comportarsi se  non perdite. La sua condotta sarà anche resa peggiore di quel che per  l’indole di lui sarebbe, dal fatto che il vincitore nella  guerra civile deve pur contro sua volontà operare ad  arbitrio di coloro che l’hanno aiutato a vincere. Omnia, scrive a Marcello, sunt misera in bellis  civilibus ; sed miserius nihil, quam ipsa victoria :  quae etiamsi ad meliores venit, tamen eos fero- [La stessa ripulsione, e per la stessa ragione, Filippo destava in Demostene. È circondato (egli dice) da  ladri, da adulatori, da gente che si abbandona a immoralità che non oso neanche ripetere. E Demostene si illudeva che anche perciò Filippo sarebbe caduto. Geloso e ambizioso com' è (egli dice) allontana gl’uomini di valore, che gli danno ombra ; gli uomini assennati e morigerati, che sono rivoltati dalle sue immoralità  (àxpaafav xoO pioti -/.al xal xopSaxia|jioOs)   sono da lui cacciati e ridotti a nulla, TrapEwaHa'. xal sv  Ò'jSevò; s!va'. |ispei. Ma pur troppo i fatti  hanno sempre provato che è vana speranza contare che queste ragioni facciano cadere un uomo dal potere. L’esigenza  morale non trova sanzione nella storia e nella politica. ciores impotentioresque (più sfrenati) reddit; ut  etiamsi natura tales non sint, necessitate esse cogantur ; multa enim victori eorum arbitrio per quos  vicit, etiam invito, facienda sunt (Ad Div.). E su questo stesso pensiero insiste anche con Cor-  nificio (Ad Div. ). Bellorum enim civilium hi semper exitus sunt, ut non ea soium fiant,  quae velit victor, sed etiam, ut iis mos gerendus  sit, quibus adiutoribus sit parta victoria La situazione scaturita dalla vittoria di Cesare  appare a Cicerone un mostruoso sfacelo dell’eticità  pubblica. Tutto allora in Roma precipita a  rovina, religione, costumi, esercito, cittadinanza, popolo, senato, magistrati, privati; e in quel rovescio  d’ogni cosa umana e divina, poneva i fondamenti  sanguinari la tirannia degli imperatori Cicerone vede come non appena Cesare, annientati i  suoi avversari, e rimasto solo sulla scena politica,  ha messo violentemente le mani sullo Stato, e in Il modo genuinamente italiano di considerare Cesare  è quello che un veramente grande italiano, Carducci,  ci presenta nei due sonetti II Cesarismo, che cominciano  con le parole, estremamente significanti e pregnanti,  Giove ha Cesare in cura. Ei dal delitto  Svolge il diritto, e dal misfatto il fatto.   Entrambi i sonetti mentano di essere attentemente letti,  con la nota al v. 14 del secondo, che li accompagna. Barzellotti, Delle Dottrine Filosofiche di CICERONE.  seguito a ciò “ omnia delata ad unum sunt (jdd  Div.) al punto che Cesare redige in casa  sua, a suo libito, quelli che devono apparire come  senatusconsulta (Ad Div.), si formi un’atmosfera di falsità, di servilismo, di adulazione universale, tanto da parte di privati quanto di enti  pubblici, cosicché non si distingue più il sentimento  sincero dalla simulazione, “ signa perturbantur,  quibus voluntas a simulatione distingui posset   (Ad Att.); quell’adulazione e quel  servilismo, che, diventati poi a poco a poco oramai di rito, Lucano, più tardi sotto NERONE, stigmatizza con magnifici versi, facendone risalire  1' inizio appunto al dominio di Cesare. Cette abjection de la patrie releva I’ àme de  Cicéron par l’indignation et par la honte. La victoire de  Cesar, au lieu de l’en rapprocher, l’en éloigna. Le succès,  qui est la raison du vulgaire, est le scandale des grandes  àmes (Lamartine, Cicéron, Calmati-Levy). E’ un saggio, poco conosciuto, in cui Lamartine,  in forma simpaticamente piana e scevra da ogni erudizione,  presenta, nella sua nobile luce, e con accenti assai elevati,  la figura di Cicerone. Ne vogliamo, a conferma di precedenti osservazioni, estrarre ancora due passi. Les ambitieux, les factieux, les séditieux, les corrupteurs et les corrompus, la jeunesse, la populace et la soldatesque, les  barbares mèmes enrólés dans les Gaules, étaient avec Cesar.  Coriolan n’avait rien fait de plus  monstrueux et cependant l’histoire a flétri Coriolan et a  déifié Cesar. Voilà la justice des hommes irréfléchis, qui  prennent le succès pour juge de la moralité des événements. Namque omnes voces, per quas iam tempore tanto  Mentimur dominis, haec primum repperit aetas. Qua, sibi ne ferri ius ullum, Caesar, abesset,  Ausonias voluit gladiis miscere secures, Addidit et fasces aquilis et nomen inane  Imperii rapiens signavit tempore digna  Maestà nota. Cicerone vede come, appena risultò che Cesare  era saldamente stabilito al potere, non solo i sovversivi ma anche gl’ottimati le vecchie figure  Si avverte che la parola  imperium qui non significa il nostro impero ma officio pubblico legale Lucano vuol dire che Cesare copri l’usurpazione, assumendo falsamente il semplice nome d’un officio  pubblico legale. Come è noto, è sopratutto col nome di  potestà tribunicia che ( usurpazione si effettuò. Nel libro,  ricco di dottrina e di acume, di G. Niccolint, Il Tribunato della Plebe (Hoepli) si mostra che 1’ impero  si costitui deformando e nell’ istesso tempo assorbendo la  potestà tribunicia.  L'impero non era, in ultima analisi,  che il trionfo della democrazia [più esatto sarebbe dire:  demagogia], e se chi aveva fondato il suo potere sul partito  democratico, non poteva abolire la pericolosa magistratura,  non gli restava che appropiarsela nella sua sostanza, se  non nella forma esteriore... Cosi la temuta magistratura,  nata per difendere la libertà del popolo, che conteneva  perciò elementi di sovranità atti a svilupparsi in tirannide costituiva ora l’essenza del potere civile del monarca. 11 contegno adulatorio e vilmente opportunistico comincia con gli uomini il cui prototipo è Attico. C’est assurément ce qui nous répugne le plus dans sa  vie ; il a mis un empressement fàcheux à s’accomoder au  regime nouveau (Boissier, Cicéron et ses amis).  politiche, abili a restar sempre a galla,huic se  dent, se daturi sint sia pure perchè terrorizzati,  sebbene essi ora dicano che lo erano quando ossequiavano Pompeo (Ad Alt); come essi se venditant a lui, mentre i'municipi fanno di  lm vero Deum, e il grosso del  pubblico sta inerte, passivo, indifferente, non pensa  che alla propria tranquillità (otium), non rifiuta,  come non ha mai rifiutato, nemmeno la tirannide  dummodo otiosi essent, non si  occupa che dei campi, delle ville, dei quattrini,  nihil prorsus aliud curant nisi agros, nisi villulas,  msi nummolos suos; atonia che  si aggravo ancora più tardi quando diventa po  tenie Antonio : “ mihi stomachi et molestiae est  populum romanum manus suas non in defendenda   YA/I own, plaudendo consumere (Ad Att.  AV| . lU- Ma questa prosternazione e adula- [Anche qui si riscontra un parallelo nella potente  e \ ibrante invettiva di Demostene per l’inerzia dei Greci  del suo tempo. Non e senza ragione (egli dice) che i  Greci una volta avevano a cuore la libertà e ora invece  hanno a cuore la servitù. Gli è che allora (prosegue) vi   iTera^ C ° Sa 'vi  Persian ° e fece la Grecia   def rarH mVlnC |! bl 6 “ T* ® “ mare : ed era la fermezza  (Filla 36 C 37ìT 81 asciavano corrompere e comprare   uiterr di bene ** Gr “ j .' 1 era un tempo non avere   fil ventre el’“7 qUa 'Ì la misura della felicità  e il ventre e 1 inguine (xig yaatpl jisxpoOvtsc xaì iole   V ' l0X ° tS Tr ' v £tJ °aqtovtav) l a libertà fu bevuta alla  zione universale, questo continuo panegirismo ormai diventato di prammatica, non è, per Cicerone,  se non un’universale falsificazione di coscienza,  quella stessa per cui più tardi egli osservava che  i cittadini gementi sotto l’oppressione avevano dato  a Cesare colpevole dell’ orrendo parricidio della  patria il titolo di parens patriae: potest cuiquam  esse utile faedissimum et taeterrimum parricidium  patriae, quamvis ìs, qui se eo abstnnxerit, ab oppressi civibus parens nominaretur?,, {De Ojf.) Questa situazione che fa fremere d’orrore Cicerone, nella quale egli trova che non c e   salute di Filippo e di Alessandro. E, data questa vostra  viltà e servilità, (dice altrove) è mutile che speriate nella  malattia o nella morte di Filippo : anche se muore, vi  creerete tosto voi stessi un altro Filippo, "ay^Éu; upet;  gxepov OIXiotvov Tìsir/ae-re (Fil.). In questo stesso luogo, volendo Cicerone dimostrare  che l'utile e il giusto non possono distinguersi, scrive fra  l'altro :  Hanc cupiditatem [quella di Cesare di voler  dominare tirannicamente la patria] si honestam quis esse  dicit, amens est ; probat enim legum et libertatem mteritum,  earumque oppressionem taetram et detestabilem glonosam  putat ». Come, aggiunge, può essere ciò utile all usurpatore?  Anche i re legittimi hanno avversari. Quanto plures ei  regi putas, qui exercitu popuh romani populum ipsum  romanum oppressisset? Ricco com’era d’un pathos etico affine a quello di  Kant, si intuisce chiaramente dalle sue lettere e dai suoi  scritti che egli sentiva profondamente, come il filosofo  tedesco, che il “ dovere relativo alla dignità dell umanità  in noi, e che è per conseguenza un dovere verso noi  piu posto“ non modo pudori, probitati, virtuti, rec-  tis studiis, bonis artibus, sed omnino Iibertati ac   Dh ), gli appare sopraia!,  basata sulla menzogna e sul falso, perchè sotto l’adesione, l’adulazione, l’apoteosi che l’atmosfera  ufficiale orma, impone, circola larghissimamente  quel malcontento e quell’esecrazione generale verso  ì distruttori dello Stato legale, che egli constatava  già precedentemente quando essi avevano iniziata  tale loro opera di demolizione (“ sumiTITJm odium  omnium hominum in eos qui tenent omnia ; mutationis tamen spes nulla Ad Alt.). Questa esecrazione generale, sotto le parvenze dell’ossequio più profondo, s’è ora concentrata in Cesare,  il quale, dopo poco tempo di dominio, ormai in  realta persino “ egenti ac perditae multiludini in  odium acerbissimum venerit. Invero,  Cesare stesso sapeva d’essere odiato e di dover  esserlo, sopratutto per la posizione di superiorità  e distanza, così urtante al senso cittadinesco romano, che egli aveva finito per prendere : dopo  la sua uccisione, Mazio racconta a Cicerone che    stess., può esprimersi in modo più o meno chiaro nei  seguent, precetti: non siate schiavi degli uomini: non  permettete che, vostri diritti siano impunemente calpestati  (Dottr. della Virtù). Che è, del resto, il  precetto evangelico : \ii) r £veafre SotW.c- àv&pdmwv (1,   SU V1 ’ 2 ' 3 1 t V Xeu ^ e P t( É Xptaxòs   UylCWXw!])  4Xlv tu r»   G. Reati . Vita parallele di due filosofi   avendo dovuto una volta Cesare far fare anticamera a quest ultimo, aveva detto : se un uomo  come Cicerone deve attendere per essere introdotto  da me e non può a piacer suo parlarmi, “ ego  dubitem quin summo in odio sim  ? (Ad Att.  XIV, 1 e 2) A proposito dell’uccisione di Cesare. Vi sono molti  i quali pensano che perchè Bruto era stato perdonato  da Cesare e poi anzi beneficato, egli dirigendo  il  tradimento e l’uccisione del suo benefattore, abbia dato perfido esempio di cuore ingrato e irreverente (Corradi). Questa opinione è la tipica prova della completa  mancanza d’ogni senso di ciò che è diritto. Proprio il fatto  che Cesare gli aveva perdonato », doveva essere per  Bruto una giusta ed onesta ragione di più per abbonirlo.  Bruto aveva preso le armi contro Cesare in difesa dello  Stato legale : dunque conforme al diritto. Decidere sul suo  caso, condannarlo od assolverlo, spettava alle autorità legali  (Senato), non a un individuo. Il solo fatto che non già le  leggi o le autorità legalmente costituite, ma l’individuo Cesare, potesse a suo beneplacito interrompere o far  proseguire i processi, ordinare condanne o assoluzione,  assolvere Bruto, perdonare a Bruto (quasiché condannare  od assolvere, e, peggio,  perdonare, supposto si trattasse  di delitto, fosse di competenza d’un individuo, e quasiché  questo stesso fatto non comprova lo sfasciamento dello  stato legale compiuto da Cesare) era una ragione di più  per avversare e condannare legittimamente l’uomo e il  sistema, e per ricorrere ad ogni mezzo onde liberarsene.  Che, per citare un altro fatto, onde far ritornane Marcello  dall esilio ì senatori abbiano dovuto pregare un individuo,  gettarsi ai piedi d’un individuo, dell' individuo Cesare, è  un fatto che doveva legittimamente suonar condanna per   Era, insomma, la situazione che un filologo italiano contemporaneo descriveva di recente crn  tutta esattezza così: La crescente potenza di  Cesare, il quale, dopo la funesta giornata di Farsalo, erigendosi a signore assoluto, e sopprimendo  la libertà della vita politica di Roma, ha, per  primo, inaugurato la lunga e mostruosa serie degli questo individuo, che si sovrapponeva in tal guisa alle  leggi : condanna, anche quando  perdonava, perchè  precisamente così dimostrava che dipendeva, non più dalle  leggi assolvere o condannare, ma da lui perdonare o no.  Piena ragione ha Seneca quando in un capitoletto pieno  di considerazioni interessanti circa l’atto di Bruto, dice che  egli non aveva ragione di gratitudine verso Cesare, perchè  questi non aveva acquistato il diritto di fare il bene se  non violando il diritto e perchè chi non uccide non arreca  un beneficio, ma si astiene da un maleficio: in ius dandi  beneficii iniuria venerai; non enim servavit is, qui non  interficit, nec, beneficiun dedit, sed missionem. De Benef.. Del pari piena ragione ha Cicerone, il quale, ad  Antonio, che gli rinfacciava come un benefizio usatogli di  non averlo ucciso al suo sbarco a Brindisi, rispondeva :  questo è lo stesso beneficio di cui potrebbe vantarsi un  assassino per non aver ucciso taluno. Quod est aliud  beneficium latronum, nisi ut commemorare possint iis se  dedisse vitam, quibus non ademerint?  (Fil.).  E si noti ancora che Seneca e Lucano, vivendo entrambi  alla corte di Nerone, il quale, pure, era della casa Giulia, poterono il primo dare a Bruto la massima delle lodi  facendo dire da Marcello a sè stesso: “ tu vive Bruto  miratore contentus (Ad Helviam), il secondo  dipingere nel suo poema con smaglianti colori di grandezza morale “ magnanimi pectora Bruti mperatori romani ; la viltà degli adulatori, che  disertavano il partito dei vinti per quello più vantaggioso dei vincitori ; le mene degli ambiziosi,  che, r er trar partito dalle circostanze ad accumular potenza e ricchezze, pullulavano su su dal  fondo di quella corrotta società, come marcida  fungaia dal fondo d’un’ acqua stagnante; le crudeltà dei prepotenti, che volevano, anche a mezzo  di violenze e di sangue, aprirsi un varco nella  folla dei concorrenti a quella specie d’albero della  cuccagna ch’erano le usurpazioni dei poteri dello  Stato con le loro mille seduzioni e promesse di  dominio e di saccheggio dei beni pubblici e privati ; il vivo cordoglio e l’abbandono sconsolato  in cui vivevano, nell’esilio volontario o non volontario, le anime dei virtuosi e degli onesti, fautori  del partito repubblicano. Tutto insomma contribuiva  a mostrare l’immagine dell’irreparabile catastrofe. Anziché assopirsi, cresce a dismisura nelle classi  non mai dome nel loro caratteristico orgoglio, il  malcontento per il nuovo regime... La miseria intanto cresce spaventosamente in Roma e nella  provincia ; lo spettro della fame s’aggira nelle campagne desolate e incolte dell’ Italia; le classi  medie e il popolino sono ridotti alla miseria ed  alla disperazione. Torme di miserabili si vedono  per ogni dove languire d’ozio e di fame U. Moricca, Introd. a Cicer. De Finibus, Torino,  Chiantore Ora, tanto appare a Cicerone falsa e menzognera  la situazione che egli è certo che non può durare.  La maschera di clemenza di Cesare e le sue bugie  circa la restaurazione finanziaria (divitiarum in aerario) sono cadute; è impossibile che egli e  i suoi, non d’altro capaci che di scialacquare, riescano ad amministrare soddisfacentemente le provincie e lo stato; cadranno da sè, per gli errori  propri, per se, etiam languentibus nobis aut  per adversarios aut ipse per se, qui quidem sibi  est adversarius unus acerrimus. Questa tirannide  non può reggere sei mesi, iam intelliges id regnimi vix semenstre esse posse Probabilmente, ciò di cui Cicerone avrebbe sopratutto incolpati i cesariani è che essi cadevano in quell’errore che il Romagnosi descrive così. La temerità e l’intolleranza sono i vizi che sogliono guastare questo procedimento [inventivo dell’ incivilimento). Si pecca di temerità allorché si tentano innovazioni o rifiutate dalla natura  o non preparate sia nei fondamenti, sia dal tempo. Si  pecca d’intolleranza allorché si vuole seminare e raccogliere ad un sol tratto, e però si passa ad infierire contro attriti che da se stessi vanno cessando in forza della  riforma fondamentale già praticata. Siate severi nel mantenere la giustizia, e nel rimanente lasciate operare il  tempo sul fondo ben disposto. 1 vostri stimoli artificiali,  le vostre correzioni minute, invece di giovare nuociono,  invece di affrettare ritardano; e se per caso avrete un  frutto precoce, ne avrete mille falliti (Dell’ Indole e dei  Fattori dell’ Incivilimento, Avvertimento finale). Auree parole d’uno dei nostri massimi pensatori politici, che andrebbero anche oggi meditate e tenute presenti. Alle Tale previsione di Cicerone andò incontro ad nna smentita colossale. Quella divinatio dell’andamento degli eventi che egli, ricavatala dallo  studio e dalla pratica, aveva la coscienza di possedere, qui gli fallì del tutto. E' vero che Cesare quali vanno accostate, sempre ad illustrazione del sentimento politico, che, in quelle perturbate circostanze, si  sprigionava vivo in Cicerone, le seguenti: “ guai a quel  popolo, nel quale, spento il punto d’onore, non prevalgono che poteri individuali!  (/,/. di Ciò. FU Giurispr.   T e ° r \. P \ 1,1 C - 1V ): nonché la sua affermazione  dei diritti dell uomo, da lui chiamati originaria padronanza naturale di ogni individuo. Quelli che vennero  appellati diritti dell'uomo formano appunto il complesso  di questa originaria padronanza. L’indipendenza, la libertà  1 eguale inviolabilità e il diritto di difesa e di farsi render  ragione, sono tutte condizioni di questa originaria padronanza  (Lett. a G. Valeri, Cu, quidem divinationi hoc plus confidimus, quod  ea nos mhil in his tam obscuris rebus tamque perturbatis  umquam omnmo fefellit. Dicerem, quae ante futura dixissem,  ni vererer ne ex eventis fìngere viderer (Ad Dio. VI,  o). Exitus, quem ego tam video animo, quam ea quae  ocuiis cemimus (Ad Dio.). Tamquam ex aliqua  specula prospexi tempestatem futuram. Questa  sicura previsione degli eventi, questo sicuro presentimento,  Cicerone lo possedeva in effetto. Anche nella circostanza  suaccennata egli prevedeva giusto, preveveva cioè quello  che tutto faceva ritenere dover accadere. Se i fatti si svolsero  in senso del tutto opposto alla sua previsione, si può, in  un certo senso, dire che ebbero torto i fatti, non Cicerone;  cioè che la realtà è irrazionale e casuale, e che mai vi  tu un periodo di storia che sia stato come quello irrazionale  e casuale.   fu ucciso poco dopo e probabilmente lo fu quando  e perchè divenne chiara a tutti I’ impossibilità in  cui egli era di dominare la situazione, di riordinare cioè seriamente lo Stato e di soddisfare insieme le brame dei suoi seguaci, cosicché  Mazio  uno dei pochi cesariani onesti, che, come  risulta da una sua nobilissima lettera (Ad T)iv., non aveva sfruttato Cesare vivo, e che  gli rimase fedele anche morto, e anche durante  quel momento in cui, subito dopo l’uccisione del  dittatore, il cesarismo sembrava crollato e i cesariani in pericolo — dice, deplorandone la morte:   che catastrofe ! non c’è più rimedio ; se lui,  con l’ingegno che aveva, non trovava la via d’uscita, (exitum non reperiebat), chi la troverà ora? (Ad Att.). Ma dopo la morte  di Cesare, come appunto prevedeva Mazio le cose  finirono per peggiorare rapidamente. Anche Cicerone è costretto a constatarlo. Il tiranno perì, egli  dice, ma vive la tirannia (Ad Att.) Va però tenuta presente anche la profondissima  osservazione di Montesquieu. Il étoit bien difficile que  GIULIO CESARE pùt défendre sa vie; la plupart des conjurés étoient  de son parti ou avaient été par lui comblés de bienfaits :  et la raison en est bien naturelle. Ils avoient trouvé de  grands avantages dans sa victoire : mais plus leur fortune  devenoit meilleure, plus ils commen 9 oient à avoir part  au malheur commun : car, à un homme qui n’ a rien, il  importe peu à certains égards en quel gouvernement il  vive -- Grandeur et décadence d siamo liberali dal re dai regno (yìj Di,. /aj' fi marzo non consolano più come  pnma (Ad Att.): stolta L iZZ  Martmrum consolano, animis usi sumus virilibus  cooubs puenbbus ; excisa est arbor, non avulsa   ^ i, fi ; e st . a ‘° Iasc,al ° vi vo in Antonio l’erede del regno; si poteva con   piu libertà parlare contra illas nefarias partes   xiv r vivo che non uccitó  lnfine crebbe meglio che Cesare   vivesse ancora “ nonnumquam Caesar desideran-  dus, Infatti, la situazione era diventata quale la descrive ad Attico così. Sed  vides magistrati ; si quidem illi magistratus'; vides  tyranni satellites m impems; vides eiusdem exercniis; vides in latere veteranos In conseguenza il sistema di governo che Cicerone  prevedeva non poter durare un semestre, durò  invece, continuamente aggravandosi o peggiorando  per quattordici secoli, cioè per quanto visse l’impero bizantino.   Ma la fallacia di questa previste   la torio all. mente di Cicerone. E' la fallacia  propria delle menti profondamente razionali, che  hanno una fede inconcussa nella ragione; e la mente di Cicerone era appunto secondo la felice  dennizione che ne dà Io Zielinski, un  Aufkà-  rungsvers tand. A codeste menti è impossibile O. c. .ammettere che la mostruosità, l’irrazionalità, l’assurdo vengano a tradursi permanentemente nel fatto,  si facciano solida e stabile realtà. Ciò è assurdo,  quindi è impossibile; questo è per siffatte menti  un canone assolutamente insopprimibile, sradicando  il quale essa sentirebbero di strappar le proprie  medesime radici. A cagione della stessa forza della  loro compagine razionale, è ad esse impossibile  riconoscere che il fatto che una cosa sia assurda  non impedisce menomamente che essa divenga  realtà e che anzi quasi sempre nella storia umana  avviene che ciò che all’ inizio la mente scorgeva  come cosa assurda, pazzesca, implacabilmente ciò non ostante si realizza. Come buon  platonico Cicerone non poteva a meno di essere  fermamente convinto che oòx eattv Sit àv xij |a£r;ov  xoótotj xaxòv TTaìfoi y) Xóyou? (juar^aag (Fed..).  Nel logos egli aveva indefettibile fede. Egli scorgeva  dietro a sè, fin dove 1 occhio della memoria poteva  giungere, soltanto governo di popolo. Questo era per  lui una conquista permanente» della civiltà, la civiltà stessa, la civiltà che non può perire. Con tale  forma di governo il suo spirito si era immedesimato ; essa faceva parte essenziale della sua coscienza d uomo, forma il cardine su cui poggiava  tutta la sua vita spirituale Pensare che tale   Che tale stato d'animo fosse non solo ciceroniano ma romano, emerge anche da ciò che l’indignazione per la caduta di quella forma di governo si  formi potesse crollare e permanentemente scomparire, era come pensare che potesse precipitare  tutto ciò che si è sempre visto stabile, la terra,  il sistema solare, ciò che è l’incarnazione di un’eterna legge della natura. Sempre gli uomini quan-  o si sono trovati in una fase di cangiamento analoga a quella in cui si trova Cicerone_e   tanto più quanto più la loro mente era fortemente  razionale hanno emesso la medesima errata previsione di lui ; ciò è assurdo, quindi impossibile,  quindi non può durare. prolunga sino in S. Ambrogio, in cui, da signore romano  d antica razza quale era, la romanità viveva ancora, Hic  erat pulchemmus rerum status, nec insolescebat quisquam  perpetua potestate, nec diuturno servitio frangebatur. Nemo  audebat alium servitio premere, cuius sibi successuri in  honorem mutua forent subeunda fastidia; nemini labor  gravis quem dignitas ecutura relevaret. Sed postquam do-  mmandi libido vindicare coepit indebitas et ineptas nolle  deponere potestates... continua et diuturna potentia gignit  msolentiam. Quem invenias Hominem qui sponte deponat  impenum et ducatus sui cedat insigne, fiatqe volens numero postremus ex primo? {Hexameron).  osa et nota : lo stesso errore, la stessa   illusione— nobilissimo errore ! troviamo, come già si  e rilevato, in Demostene, il dramma della cui vita fa  esattamente riscontro a quello di Cicerone. Anche Demo-  j. en  e . p - e - ne,,a seconda Olintiaca prevedeva che la potenza  di rilippo era alla fine ; npÒQ a ùvfjv tfy.ec ~riv teXsut^v  t payiiax aòttji (§ 5). E questa previsione era per  lui principalmente fondata appunto sul fatto che una potenza  costrutta sulla malvagità non può durare. Oò yàp gcmv,  Il dramma, terribile dramma, della vita di Cicerone, è appunto questo. II dramma dell’uomo   oìjy. laxiv, u> àvopEg ’Avrjvatoi, àSixoùvta -/.al èruop-  xoOvxa xa: ^£'joÓ|ìsvov Sóvajuv j3ej3aiav XTiqaaad’at...  xwv jrpà^ewv xàg àp%à<; xxl xàg ÒTtofliaeig àX^S-sT;  xa’. òtxaiag Etvai /tpcaTjxei. E nemmeno dieci  anni dopo Filippo trionfava definitivamente a Cheronea.  Ad ogni momento troviamo questi pensieri nelle orazioni  di Demostene, che perciò sono cosi istruttive circa le  illusioni in cui il  razionalismo » induce gli uomini. Ma  neppure la battaglia di Cheronea guarì Demostene dal1 illusione. Plutarco narra che quando Filippo fu assassinato,  Demostene comparve nell’assemblea, raggiante, tpatSpòg,  splendidamente vestito, incoronato: con la morte dell’uomo,  secondo lui, la costruzione improvvisata ed effimera doveva  certo crollare. E quando Alessandro si fece avanti a sorreggerla Demostene rideva di quel ragazzo imbecille, ndsioa  xai |ia T txT)V (Plot., Dem.). Ma la costruzione  fondata sulla perfidia, e che perciò, secondo Demostene,  non poteva reggersi, sboccò invece nel trionfo addirittura  fantastico ottenuto appunto da Alessandro. Gli uomini non  possono rassegnarsi a credere che una politica malvaga  possa ottenere un successo duraturo, che il male trionfi  permanentemente. Pur troppo, invece, è questa una pia  illusione; e le cose vanno precisamente cosi. E gli astrattisti,   1 razionalisti, gli spiritualisti, non sanno ricavare dal  male che sotto ì loro occhi permanente trionfa, neppure  quell unico bene che vi si potrebbe ricavare: quello cioè  di essere definitivamente istrutti dell andamento assolutamente arazionale, alogo, ateo, del mondo e della vita.  Chiusi nel loro mondo dei meri concetti, è a quelli e  alle deduzioni da quelli che continuano a credere, anziché  aprire gli occhi ai fatti. < Sapiunt alieno ex ore petuntque  res ex auditis potius quam sensibus ipsis » (Lucr.).  che con disperazione vede rovinare intorno a sè  senza possibilità di salvezza il mondo civile di  cui la sua più intima vita stessa era intessuta, il  mondo razionale e trionfare ineluttabilmente,  in causa impia, victoria etiam foedior  ( De  Off.), l’ingiustizia ed il male, una  forma di mondo umano “ impensabile assurda, il dramma della coscienza eticamente desta che  vede con orrore ciò che essa giudica aberrazione  morale e iniquità acquistare ufficialmente il carattere di nobiltà, grandezza, elevazione, e avviarsi  a restare definitivamente sotto questo aspetto nella storia. Quando si fa a poco a poco chiaro nella mente di Cicerone 1 ineluttabilità dell’evento, quando  egli è ormai costretto a vedere che non c’è più  speranza, a domandarsi: quae potest spes esse  in ea republica, in qua hominis impotentissimi  (violento) atque intemperantissimi armis oppressa  sunt omnia?  (Ad Div.); quando deve constatare che tot tantìsque rebus urgemur, nullam  ut allevationem quisquam non stultissimus sperare  debeat  (Ad Div.), il suo strazio non ha  confini- Ciò che già precedentemente, quando tale  condizione di cose si delineava, egli cominciava  a sentire, civem mehercule non puto esse qui  temporibus his ridere possit  (Ad. Div.),  diventa ora il suo stato d’animo permanente. La  vita non ha più sorriso : “ hilaritas illa nostra  erepla mihi omnis est. Il suo grido è quello del coro degli Spiriti nel Fausi. Du hast zerstòrt  Die schòne Welt Mit màchtiger Faust; Sie stiirzt, sie zerfàllt! Ein Halbgott hat sie zerschlagen! Wir tragen   Die Triimmern ins Nichts hinuber Und kiagen Uber die verlorne Schòne.   Questo dramma strappa a Cicerone espressioni  di dolore profondamente dilacerante. E la sua  corrispondenza è forse la lettura più viva che l’antichità e probabilmente la letteratura d’ogni tempo  ci offra, appunto perchè, come in nessun altro scritto, vi si scorge con l’immediata evidenza della vita  vissuta e quasi vedessimo la cosa svolgersi giorno  per giorno sotto i nostri occhi, come sotto quel  dramma sanguini il cuore d’un uomo. Certo anche la  terribilità della sua rovina personale affligge gravemente Cicerone. Natus enim ad agendum   semper aliquid dignum viro, nunc non modo agendi rationem nullam habeo, sed ne cogitandi quidem (Ad Div.) ; ed egli ha ragione   di deplorare di essere stato travolto proprio nel  momento in cui avrebbe potuto e dovuto, cogliendo  il frutto dell’opera della sua vita, toccare l’apice  della sua carriera. Omnis me et industriae meae  fructus et fortunae perdidisse Casu nescio quo in ea tempora aetas nostra incidit, ut  cum maxime florere nos oporteret, tum vivere  edam puderet. Certo anche la rovina che incombe sulla sua famiglia e specialmente sulla sua figlia lo tortura.Quibus in miseriis  una est prò omnibus quod istam miseram patre,  patrimonio, fortuna omni spoliatam relinquam  (Ad Att.). Ma ciò che forma il crepacuore  di Cicerone non è la sua situazione personale,  bensì il baratro in cui è precipitato lo Stato. Sed tamen ipsa republica nihil mihi est carius  (Ad Dio.). “ Ego enim is sum,  qui nihil umquam mea potius, quam meorum ci-  vium causa fecerim. Ma ora ? Ego  vero, qui, si loquor de re publica, quod oportet,  insanus, si, quod opus est, servus existimor, si  taceo, oppressus et captus, quo dolore esse debeo ? (Ad Att.). Due sono sopratutto le note in cui erompe l’espressione di questo suo strazio. In primo luogo,  andarsene, andarsene dovunque, pur di non veder  più simili cose: “ evolare cupio et aliquo pervenire  ubi nec ‘Pelopidarum nomea nec facta audiam   egli ripete con un tragico antico Ad Att.; “ ac mihi quidem iam pridem venit in mentem bellum esso aliquo  exire, ut ea quae agebantur hic, quaeque dicebantur, nec viderem nec audirem (Ad ‘Dio.); “ longius etiam cogitabam ab urbe discedere,  cuius iam etiam nomen invitus audio. Tu mi sembravi pazzo (scrive a Curio) quando  abbandonasti Roma per la Grecia, ora veggo che  sei “ non solum sapiens, qui hinc absis, sed etiam  beatus : quamquam quis, qui aliquid sapiat, nunc  esse beatus potest ? (Ad Db.). E’ il  desiderio che si fa strada persino nei suoi trattati, p. e. nelle Tusculane, dove parlando di Damarato. Io giustifica cosi : “ num stulte anteposuit  exilii libertatem domesticae servituti? O, se andarsene non si può, almeno ritirarsi in  solitudine. Nunc fugientes conspectum scelerato-  rum, quibus omnia redundant, abdimus nos, quamum licet, et saepe soli sumus (De Off.). In secondo luogo, morire.  Perire satius est,  quam hos videre (Jd Db.) Mortem]  quam etiam beati contemnere debebamus, propterea quod nullum sensum esset habitura, nunc [Che cosa pensi intimamente Cicerone della vita futura, risulta, non già dal quadro, avente scopi puramente  estrinseci, che traccia nel Somnium Scipionis. ma dalla  sua corrispondenza Oltre il passo sopra ricordato, e due  altri, (Ad Dw.) ricordati più innanzi, basterà  citare: Fraesertim cum impendeat, in quo non modo or,*. v erum finis etiam doloris futurus sit. E anche in altre opere di Cicerone questo suo  vero pensiero si manifesta. Cosi nelle Tusculane. Mors. aeternum nihil sentienti receptaculum. Cosi in  Pro Marcello Quod (la fine) cum venit, omnis  voluptas preterita prò mhilo est, quia postea nulla est  futura» Cosi in Pro Cluentio: quid  ei tamdem almd mors eripuit, praeter sensum doloris ? sic affecti, non modo contemnere debeamus, sed  etiam optare. La filosofia sembra  < exprobrare quod in ea vita maneam, in qua  nihil insit, nisi propagatio miserrimi temporis ; non si sa <si aut hoc lucrum est  aut haec vita, superstitem reipublicae vivere  ; nam mori millies praestitit quam haec  pati (Ad. AH.) ;  eis conficior curis,  ut ipsum quod maneam in vita, peccare me existimem  (Ad Div.);  mortem cur con-  sciscerem causa non visa est, cur optarem, multae  causae. In uno spirito, così profondamente romano, cioè volto all’attività pratica  e civica, la desolazione dello Stato faceva spuntare questo pensiero:  Ipsi enim quid sumus ?  aut cum diu haec curaturi sumus?  (jdd Att.); quid vanitatis in vita non dubito quin  cogites (Ad Div.). Cosi, pur nell'atto che prevede la prossima caduta del cesarismo, dice.  Allo stesso modo la pensava Cesare, il quale nel discorso,  riferito da Sallustio, da lui tenuto in Senato circa la pena  da darsi ai complici di Catilina, si oppose alla pena di  morte appunto perchè con questa cessa la coscienza e  quindi ogni male. Eam cuncta mortalia dissolvere; ultra  neque curae neque gaudio locum esse (Cat.). Va  però notato che Cicerone dà un’altra interpretazione a  questo punto del discorso di Cesare. Cesare cioè era  contrario alla pena di morte. Egli intelligit, mortem a  diis immortalibus non esse supplici causa constitutam, sed  aut necessitatem naturae, aut laborum ac miseriarum  quietem esse. -- In S. Catilinam. id spero vivis nobis fore ; quamquam tempus  est nos de illa perpetua iam, non de hac exigua  vita cogitare » (Ad. Att.). E il pensiero della  morte come unico scampo e rifugio viene a grandeggiargli dinanzi in modo, che bene spesso lo  vediamo insinuarsi anche nei suoi scritti teorici: così, p. e., nel De  Oratore. Sed 11 tamen rei publicae casus secuti  sunt, ut mihi non erepta L. Crasso a dis immor-  talibus vita, sed donata mors esse videatur;  e così nelle Tusculane : multa mihi ipsi ad  mortem tempestiva fuerunt, quam utinam potuissem obire ! nihil enim iam acquirebatur, cumulata erant officia vitae, cum fortuna bella restabant. Morte per sè, morte per coloro che  amiamo ; questo soltanto è ciò che lo status  ipse nostrae civitatis ci costringe a desiderare: cum beatissimi sint qui liberi non susceperunt,  minus autem miseri qui his temporibus amiserunt,  quam si eosdem, bona, aut denique ahqua republica, perdidissent non, mehercule, quemquam audivi  hoc gravissimo, pestilentissimo anno adolescentulum  aut puerum mortuum, qui mihi non a Diis immorta-  libus ereptus ex his miseriis atque ex iniquissima  conditione vitae videretur (Ad Div.). Ne solo nell animo di Cicerone il trovarsi  in  tantis tenebris et quasi parietinis rei publicae induceva il desiderio di sfuggire a  questo sfacelo con la morte ; ma tale sentimento  era certo diffuso. Nella bellissima lettera con cui Servio Sulpicio cerca di consolare Cicerone per  la morte della figlia, 1 argomento principale che  egli fa valere e, nelle circostanze presenti, non  pessime cum iis esse actum, quibus sine dolore  licitum est mortem cum vita commutare e che  Tullia visse finché visse lo stato, una cum republica fuisse (Ad Dio.); al che Cicerone  dolorosamente risponde che l’attività pubblica lo consola dei dolori domestici, l’affettuosa intimità  con la famiglia delle traversie pubbliche, ma ora  “ nec eum dolorem quem a re publica capio domus iam consolari potest, nec domesticum res publica . Ed anche in Catullo, il disgusto invincibile suscitatogli dai “ turpissimorum  honores , disgusto che faceva gemere dal suo canto Cicerone, cosi; o tempora ! fore cum dubitet Curtius consulatum petere? „ (Ad Att., e circa Vatinio) suscita l’aspirazione  alla morte. Quid est, Catulle? quid moraris emori? Sella in curulei struma Nomus sedet,  per consulatum peierat Vatinius;   Quid est, Catulle ? Quid moraris emori ? Donde attinge Cicerone qualche conforto in  questa immensa iattura ? Non dal foro che egli  (interessante confessione) dichiara di non aver mai  amato e nel quale del resto oggi non c’è più nulla  da tare: quod me in forum vocas, eo vocas,  unde, etiam bonis meis rebus, fugiebam: quid enim mihi cum foro, sine iudiciis, sine curia? (Jld  Jltt.). Era il momento in cui i vincitori  della violenta lotta politica, giravano per Roma  baldanzosi ed allegri, e i sostenitori dello Stato  legale, battuti, erano melanconici. Mane salutarne domi et bonos viros multos sed tristes,  et hos laetos victores, qui me quidem perofficiose  et peramenter observant {Ad Div.). Due  di essi, anzi, Irzio e Dolabella, si erano messi a  prender lezioni d’eloquenza da lui, o forse, con  questo pretesto, lo sorvegliavano per conto di Cesare. Anche queste lezioni recano a Cicerone qualche sollievo {yld Di\>.). In maggior misura, egli ne ricava dal far udire, quando e come  era possibile, qualche parola di ammonimento. Così,  pur avendo risoluto di non più parlare in Senato,  allorché sulla universale istanza di questo, Cesare  amnistia Marcello (che non aveva fatto nessun  passo per essere richiamato e sembrava non desiderarlo — e che fu, del resto, assassinato da un  suo impiegato nel momento in cui stava per partire alla volta di Roma), Cicerone prende la pa- [La voce dei gaudenti sfruttatori di situazioni immorali rinfaccia sempre a coloro che le condannano, come  un torto, di essere afflitti o melanconici. Cosi quella voce  si fa udire, secondo Seneca : c Istos tristes et superciliosos  alienae vitae censores, suae hostes, publicos paedagogos  assis ne feceris » (Ep.) rola per ringraziare il dittatore ; ma sa anche attraverso i ringraziamenti esporgli il parere più  libero e coraggioso che forse mai Cesare abbia  sentito. Quodsi rerum tuarum immortalium (egli  ha 1 ardue di significargli) hic exitus futurus fuit,  ut devictis adversariis rem publicam in eo statù  relinqueres, in quo nane est, vide quaeso, ne tua  divina virtus admirationis plus sit habitura quam glonae (Pro Marc.). Tu devi, egli incalza,  preoccuparti della vera gloria, del giudizio che daranno i posteri sulle tue azioni, saper considerare  ciò che tu fai, non cogli occhi abbacinati dei contemporanei, ma con quelli di coloro che giudicheranno le cose a distanza, nell’avvenire. Se tu non  avrai ristabilito la vera legalità nello Stato, tu sarai certo sempre ricordato, ma non con giudizio  concorde: “ erit inter eos etiam, qui nascentur,  sicut mter nos fuit, magna dissensio, cum alii lau-  dibus ad caelum res tuas gestas efferent, alii for-  tasse ahquid requirent, idque vel maximum, nisi  belli cmlis incendium salute patriae restinxeris, ut  illud fati fuisse videatur, hoc consilii. E questo un nobilissimo linguaggio da cittadino  onesto e d’animo forte ; linguaggio che, bisogna  riconoscerlo, Cesare sa ascoltare, come altri e ben  più vivaci attacchi contro di lui, con tolleranza ed  equanimità, civili animo. Svet,, Caes.. Anche Cicerone nella sua corrispondenza talvolta  constata che Cesare andava orientandosi a mitezza. P. e.: L intolleranza, l’oppressione, l’uso del potere per  far tacere censure al detentore di esso, e persino  per impedire di rispondere agli attacchi, comincia  con Augusto ; ed è ciò che fa uscire Asinio Pollione (lo stesso, alla nascita del cui figlio il servile  Virgilio, pronto a vendersi a tutti i potenti e a  prostituire poi il suo genio a colui che tra questi  occupa nella storia per bassezza e nequizia uno degli nam et ipse, qui plurimum potest, quotidie mihi delabi ad acquitatem et ad rerum naturam videtur „ Ad Dio.  VI, 10!, Che cosi fosse (ed è la stessa cosa che accadde  con OTTAVIANO) è naturale, perchè, se un uomo non è straordinariamente perverso, il suo grande successo e trionfo  personale lo rende incline alla benevolenza verso gli altri,  a diffondere anche intorno il sentimento di felicità che il  successo gli dà. Solo un uomo dal cuore fondamentalmente malvagio nel suo più pieno e grandioso trionfo,  quando ogni cosa gli va a seconda, diventa sempre più  duro e crudele, e non è pago se non condisce quel trionfo  col darsi la sensazione di poter a suo beneplacito tormentare, perseguitare, far soffrire altri uomini. Tale era  Siila, secondo le parole che Sallustio mette in bocca ad  Emilio Lepido. Cuncta saevus iste Romulus, quasi ab  externis rapta, tenet, non tot exercituum clade neque con-  suhs et aliorum principum, quos fortuna belli consumpse-  rat, satiatus : sed tum crudelior, curri plerosque secundae  res in miserationem ex ira vertunt. -- Hist. Fragni. Raramente, si, ma però talvolta avviene che un uomo, favorito dalia più straordinaria fortuna, diventi sempre più  bramoso di far del male agli altri. “ Felicitas in tali ingenio avaritiam, superbiam ceteraque occulta mala pate-  fecit. -- Tac., Hist.. “Itimi posti, Ottavio, dedicò la sconciamente  cortigiana e piagg.atr.ee Egloga IV) nell’elegante  epigramma, riportato da Macrobio (Satura II 4)  che non si può più scrivere dove in risposti si  può proscrivere : temporibus triumviralibus PoIIio  cuna fescenmnos,n eum Augustus scripsisset, ait:   g taceo ; non est emm facile in eum scribere  qui potest proscribere (2)   Più ampio conforto ricavò Cicerone dagli studi,  bbene una volta fuggevolmente accenni che forse  senza la sua cultura sarebbe più atto a resistale!  exculto emm animo nihil agreste, nihil inhuma-   (I) Si vegga nel libro diV. Alfieri D»/ p •, »    I  J1 '> e la dimostrazione che questa   viltà ha in Virg.ho guastato l’arte. “Quella parte divTna  e ha per base il vero robusto pensare e sentire tm-,1  niente manca in Virgilio (L. II C VI) “ V  -esse avuto nell’animo quella   P napesco, assai maggiore sarebbe stato egli stesso e  quindi assai maggiore il suo saggio (L. II C VI •  vegga anche il C. Vili) E il Canti 1 . Ci  j ;•, C S ‘   uh. ed. I. 582 n 94.V- r ÌU '. Sorla de S^ Italiani,   V l D < ’ VIRGILIO si lascia traricchire   anche Boissier, L’opposition sous tes Césars p. I3Ì”   RnU 1 j- qUe f°, . t epigramma ’ senza citare la fonte il   Les e Rom P - r0ba . b,,mente a memor ia, la seguente versione:  Les Komains disaient avec raison qu’ il est rare mi’ ™  num est „. (Ad Alt.) ; e sopratutto dallo  studio della filosofìa, la passione per la eguale '’quo-  tidie ita ingravescit, credo et aetatis maturitate ad  prudentiam et his temporum vitiis, ut nulla res alia  levare animum molestiis possit. „ (Ad Dio. IV, 4).  Le sue lettere di questo periodo sono piene delle  sue attestazioni che non vive se non negli studi  filosofici e non trae conforto che da essi. Ad aumentare  questo conforto, ad aiutarlo a stornare il pensiero  dalle calamita dello Stato, s aggiunge la sua attività di scrittore. Sono questi gli anni della sua  intensa e feconda produzione filosofica. Nisi mihi  hoc venisset in mente, scribere ita nescio quae,  quo verterem me non haberem (Jld Alt.) Equidem credibile non est, quantum scribam  die, quin etiam noctibus, nihil enim sommi. Nullo enim alio modo a miseria quasi  aberrare possum. Vero è che le afflizioni e le ìnquietitudmi, I incertezza dell’avvenire, derivanti dal pessimo andamento degli affari  pubblici, non permettono piena pace nemmeno nello  studio : Utinam quietis temporibus, atque aliquo,  si non bono, at saltem certo statu civitatis, haec  inter nos studia exercere possemus ! „ Però, appunto in tali circostanze, “ sine his cur vivere velimus? -- d Dio. Così nascono i saggi di FILOSOFIA di Cicerone, circa i quali si cita  sempre per aiutare a deprezzarli la fuggevole frase “sono copie” cascatagli dalla penna scrivendo al suo amico e certo come convenzionale espressioni   t Xlì Vf fr ° nte j 1Iammiraz ' on e di lui (Ad  X ’ I 52 ’ ma 51 dimentica di affrontare tale  fra e con le sue numerose e consuete esternaziom  dalle quali risulta che ben altra era la stima ch’egli   off" 3 de ‘ pr0pr ;. scrltti ' “ Res difficiles „ (ib. XII  38) egli dice di star scrivendo ; quanto alle Jìc-   G Q rto -5 C ° nVInt,° “ U ‘, Ìn f3lÌ 8 enere ne aVud, cos quidem simile quidquam „ (ib. XIII 1 3)-   le chiama “ argutolos libros „ ^ XIli.Y 8,00^   XIII 19? ac n ra ? posset supra ” r/4.   XIII, 9); 1 libri del De Oratore gli sono “ vehementer probati (ib.) e così il De Finibus ib   ?AJ ÀI XvT i, soddisfa Attico   bl v ’ im7 e M) e l0ra,OT L'P'a (M   AA- ( ’ 8 ^ eSpnme anehe,a sua Propria soddisfazione per queste due opere; mihi vakle   pbcent, maHem tibi dice dei libri, perduti d!  Giona (Ad Ali). In particolare, i| e  sua opere filosofiche LE TUSCULANE, che facilmente si prendono per un mero esercizio letterario, sono  invece un saggio profondamente vissuto, rampollato  da a tragica realtà di vita i cui Cicerone si dibatte e che come tale, come idoneo cioè a fornir conforto e forza in quelle circostanze dove  essere generalmente sentito, e certo da Attico se  Cicerone gl, scrive -- quod prima disputatio Tuscu ana te confirmat, sane gaudeo. Neque enim  ndhim est perfugium aut melius aut paratius. Bel saggio, che in ogni epoca, nelle medesime circostanze da cui  esso è nato, è servito allo scopo per cui era stato  scritto – DIE EROICA DER ROMISCHEN PHILOSOPHIE, come con calzante espressione lo definisce Zielinski. Ma il supremo conforto di Cicerone è  un altro.  Esso consiste non tanto nell’ immergersi nella  FILOSOFIA come un’occupazione mentale opportuna  a distornare il pensiero da quello che poi Lucano,  il grande poeta anti-cesariano, define“ ius sceleri  datum, quanto nel rivivere in sè I CONCETTI DELLA FILOSOFIA come atti a fornire forza d'animo per affrontare e sopportare le sciagure derivanti da una situazione politica e sociale particolarmente triste. FILOSOFIA cioè non come “ostentationem scientiae, sed legem vitae (Tusc.). Anche in lui, per usare l’espressione di cui poi si  servì Marco Aurelio zi 5 óypaia. Giustissimamente il Moricca. Saremmo forse anche noi tentati di ritenere l’operetta tulliana un’amplificazione rettorica, se non pensassimo che quelle parole sono scritte per una generazione d’uomini nelle cui orecchie esse andavano diritte al cuore. Un saggio di morale dell’epoca di Cicerone è da considerarsi non come una fredda e vuota argomentazione  rettorica bensi come un’eco squillante delle voci del passato, che sale dalle tombe e vince i secoli. Secondo il testo di Trannoy (Les Belles Lettres).  bisogno di vivere tali precetti A' i,• .  ventar succo e sangue e il f T l d ‘ faHl dl  gere a ciò, Cicerone Lnl f" 0 S ° rZ ° per 8 iun 'maniera singola,sima, scnVoSo^v"' 0 i'I “ na  consolazione a se stesso “ D • Un ^ ro dl  profecto anfe me TeZ. ^Z 'T consolarer ; que m librum jf . me per i‘ tera s  serint librari; affirmo tibi^nuLm” 3 " 1 S ‘,^'P'  esso talem ; totos die® U c °nsolationem   quid, sed t n^sper 1 C ;,b ° 5 T“ qU ° proflci ™  XII 14) p t,sper im P e dior, relaxor „ (Ad 4tt    'a ll'Tlzr ™ di r'*   d„e meditazioni morali!^ e8mam0 le Mslre   '4fr-r v lLStó et,r°d servire 4   IL PORTICO, di cui poi in,CaZI ° ne Pra ' ÌCa de,, °  e d oppressivi, uomm Lme° Tm "p" ^ tehi   vid.o Prisco fornirono ° Peto ed EI ’   e che successivamente si anc ° Ta p ‘ù insigni, .1 hiosofo :z :L: r, ai cristiano, il sacerdnie • ’ p ° SCIa> n el mondo   c„i i,Tat'„ e ' „x:; a ” d f molti tenevano costantemente in d m ° nre ’ anZI  rettoredi coscienza e confortatore, iHoro ZofoOX . Plauto, fatto morire da Neron» •  mi istanti assistito e confortato dai “ / V ‘ ene " ei 3U0 ' u,tl  Cerano e Musonio (Tac., Ann. XwTv)), Trlse’  O Socrates et socratici viri! -- esclama Cicerone, qui, veramente riguardo a traversie di carattere privato). Numquam vobis gratiam referam  Un immortales quam m ihi ista prò nihilo (Ad Alt. ). Attico (egli scrive al suo liberto e segretario Tirone) mi vide agitato, crede che sia sempre lo stesso, “nec videt quibus presidii philosophiae  septus sim -- Ad Div. La disperata  e rovinosa condizione dello Stato -- quidem ego  non ferrem nisi me in philosophiae portum con-  tulissem. “ Equidem et haec et  omnia quae homini accidere possunt sic fero ut  PHILOSOPHIAE magnam habeam gratiam, quae me  non modo ab sollecitudine abducit, sed etiam contra omnes fortunae impetus armat, tibique idem  censeo faciendum, nec, a quo culpa absit, quid-  quam m malis numerandum -- Ad Div.  E noi vediamo veramente questo pensiero centrale  del PORTICO, cioè lo sforzo di distornare il  proprio interesse da ogni cosa esteriore per concentrarlo unicamente nel nostro comportamento, e  m ciò trovare appagamento e pace (questo, come  si può chiamare, ottimismo della disperazione, che  e il solo che resta nei momenti di maggiormente  infelici condizioni esterne, perchè vuole appunto,  riconoscendo tale inguaribile infelicità, trovare an- Demetrio: e Seneca dice di Cano.  dato al supplizio da Caligola -- prosequebatur illuni  Losophus suus -- (De Tranq. An.). man-   phi-    i cora una tavola di salvezza), vediamo questo pensiero centrale dello stoicismo svelarsi sempre più  chiaro agli occhi di Cicerone e proprio come postogli innanzi delle circostanze di fatto. Sic enim  sentio, id demum, aut potius id solum esse miserum quod turpe est (Ad Att.). Video philosophis placuisse iis qui mihi soli videntur vim virtutis tenere, nihil esse  sapientis praestare nisi culpam -- (Jld Dio..  Cogliamo il procedere di questa appassionante tragedia, per cui un uomo di indole ilare e disposto  a gioire delle cose, degli spettacoli naturali, delI arte, della letteratura, delle relazioni sociali, dell’attività pubblica e anche della ricchezza, è, a  poco a poco, dal rovinio politico, risospinto entro  se stesso e costretto a vedere e cercare la felicita soltanto nel proprio retto comportarsi. Le  meditazioni filosofiche (scrive a VARRONE) ci recano ora maggior frutto “sive quia nulla nunc in  re alia acquiescimus, sive quod gravitas morbi  tacit, ut medicmae egeamus eaque nunc appareat,  cuius vim non sentiebamus cum valebamus -- Ad  r i0 ’. Naturalmente con questo alto sentimento a cui Cicerone è ora pervenuto, il pensiero della morte, qui fonte anchesso di consolazione e forza, viene a intrecciarsi. Nunc vero,  eversis omnibus rebus, una ratio videtur, quicquid  e veni t ferre moderate praeserlim cum omnium rerum  mors sit extremum magna enim consolatio est cum  recordere etiamsi secus acciderit te tamen recta vereque sensisse --Ad Div. Nec enim  dum ero angar alia re, cum omni vacem culpa ;  et si non ero, sensu omnino carebo. Il crollo dello Stato è cosa gravissima -- tamen  ita viximus et id aetatis iam sumus, ut omnia quae  non nostra culpa nobis accident, fortiter ferre debeamus (Jld Div.). E tali pensieri, tali alti ed austeri conforti ed  incoraggiamenti, i grandi spiriti di quel periodo si  scambiavano tra di loro, prova, sia di quanto il  dolore per la catastrofe dello Stato era largamente  sentito, sia della estensione che a lenimento di  questo dolore siffatto ordine di pensieri allora aveva  preso. Era la genuina visuale del PORTICO a cui i nefasti  avvenimenti politici aveva tutti guidati -- non aliundo pendere, nec extrinsecus aut bene aut male vivendi suspensas habere rationes -- Ad Div. Se Cicerone ad ogni momento ripete di sè  quidquid acciderit, a quo mea culpa absit, animo forti feram (Ad Div.), nec  esse ullum magnum malum praeter culpam; sed tamen vacare culpa magnum est  solatium; se per sè pensa fortunato, quam existimo levem et imbecillam, animo  firmo et gravi, tamquam fluctum a saxo frangi  oportere; se l’esperienza di quella dolorosissima fase lo fa approdare alla definitiva conclusione che in omni vita sua quemque a recta conscientia transversum unguem non oportet discedere (Ad Att.) — queste sono amici,  a Lucccio7 1   f'umanas contemnentem et opule C on^t r 7 "* c„ g „„ vi „ {Ad0 7   casu, et deiicto h Z,n non aP r l “ 1U,piludi ”' non  veri „ (ih V |7) ’ M a i ° rum ln,una commo-   Pme.;/ cu,pl'ai picca,tT'° " “ÌJ*   digni et Ss TstrrdublteTo; ea maxime conducant ! P ° SSimus V. 19 ) : e a Torquato ‘ ‘ f T Tectl8s '™" (A.   praesertim quae absit a   ancora a Torauato •  P, V1 ’ 2 )> e   delio Stato) vereor ne I ^ n 3 ' (,a rovina  teperiri, praete, i|| am q “ a TtaMa"e“ “ P °7   “r: e®, atque noTZIt,»   questi sentimenti ogni IralToìtTd' !“l “ 7 ° a  anch’egli aveva bisogno ’’No|!\e oh  - ' 7 ? scrive Sulpicio in morte di Tullia) Cicerone  et eum aui a Ine ' '-',cer °nem esse  9 ' 3l,,S COnsuer,s Praecpere et dare consilium... quae alns praecipere soles, ea tute tibi  subirne, atque apud animum propone; vidimus ali-  quotiens secundam pulcherrime te ferre fortunam  fac ahquando intelligamus adversam quoque té  aeque ferre posse. Dalle lettere di Cicerone si potrebbe così ricavare un antologia di massime di vita del PORTICO da  servire efficacemente in ogni tempo al ripresenarsi di analoghe circostanze (e tale è forse sopratutto la ragione per cui queste lettere suscitarono  in ogni tempo I ammirazione, anzi il culto di nobili animi), pm efficacemente ancora che non i suoi  trattati, come le TUSCULANE e il DE OFFICIIS, ove  egli da sistemazione teorica alle medesime idee  1 qual, però appunto perchè non contengono se'  non quelle .dee morali che, suscitate in Cicerone  dalle vicende di ogni giorno, riempiono la sua corrispondenza, ci si ridimostrano, non mere esercitazioni letterarie, ma anzi saggi cresciuti su dalla  vita vera e scritti col sangue che le ferite inferte  da questa fanno stillare dal suo cuore. Herzenphilosophen chiama giustamente Cicerone Plutarco racconta che un giorno OTTAVIANO essendosi accorto che un suo nipote scorgendolo nasconde impaurito un saggio sotto la  (1)0. dt., 112    toga, glielo prende, e visto che e di Cicerone ne  legge un tratto, poi lo reshtui al ragazzo, dicendo uomo dotto e amante della patria, Xó r,o : *vl'  ?. «rat, io T,o £ *«l Tardo (come al so’   hto) riconoscimento del meriti di colui che egli ha raggirato, tradito, abbandonato al carnefice Ma  Cicerone e qualcosa di più. Spirito altissimo e   st'anzetn m n “'T'? 1 "”'’ da »! le circo-  ero \ „ j " 6 r 1 ' **' vivere, espres.   sero, m ragione di tale sua sensibilità, una soma   d dolore enorme, egli seppe da questa esperienza  d, dolore trarre un-espenenza morale di elevazione   e di purificazione del dolore stesso nel fuoco della  filosofia intesa come via, di cui molti,„ e b   dTrendl' ' aPaC '' QUeS '° * P a,ll “ la "”ente ciò  che rende appassionatamente attraente la sua grande   figura alla quale veramenle-secondo un penTero   che trova eco sino m Giovenale e   Roma' ltf !a  u la 8erva arl “lazione lo dava   Sr p a,t a, a, ' ebl> ' a,hibl,Ì, ° N di ' P ad - Sed Roma parentem, Roma patrem patriae Ciceronem libera dixit.  Altri saggi:  Pesco Piente Fu, un [Mi|an0i CogliariJ.  f? Ap ° r ' e Jella R'Hgiont [Catania, - Etna 1  Motwl Spirituali Platonici [Milano, Gilardi e Noto]   nSTT, d ' W Jr aZl0nalim0 |N«poli. Guida],  Materialismo C„„ c0 [R om ., CaS a  Pagine di Diario: Scheggio [Rieti, Biblioteca Editr.J, Cicute [Todi, Atanórj. Impronte [Genova, Libt. Ed. Italia]  Sguardi [Roma. La Laziale],   Scolli [Torino, Montes, ],  Imminenti:    Critica deir Amore e del Lavoro [Catania.  Critica della Morale [Catania, “ Etna Etna J. Giuseppe Rensi. Rensi. Keywords: filosofia dell’autorita, autorita e liberta, Gorgia, Gorgia ed Ardigo, Santucci, Tendenze della filosofia italiana nell’eta del fascismo, Gentile, necrologio, Ardigo, Platone, Cicerone, Ficino, Bradley, Bosanquet, diritto e forza, filosofia della storia, Gogia, Elea, Velia, Elea ed Efeso, Gorgia. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Rensi” – The Swimming-Pool Library. Rensi.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Renzi: ESKIMO, implicature del deutero-esperanto – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo ialiano. Roma, Lazio. Di un progetto di tipo pasigrafico si occupa R. quando compone Le polyglotte improvisé ou l'art d'écrire les langues sans les apprendre. Dictionnaire Italien-Français, Italien-Français avec 3000 verbes conjugués. Langue des signes, professore di lingua e letteratura italiana, par répondre à un besoin qui existe dans la société, celui de se faire comprendre des étrangers. Il n'y a personne qui n'ait senti la nécessité de posséder un moyen quelconque, mais prompt et immédiat, de communiquer ses idées, exprimer ses besoins dans une langue qu'il ne connassait pas et qu'il ne pouvait pas étudier. Le polyglotte improvisé ou l'art d'écrire les langues sans les apprendre. Dictionnaire Italien-Français-Anglais, Anglais-Italien-Français avec 3000 verbes conjugués. Langue des signes., Parigi. R. immagina un metodo d’apprendimento contrario a quelli tradizionali e fa premettere l'esercizio pratico alla teoria, sperando che la sua lingua possa essere utilizzata nel momento in cui serve anche senza essere stata precedentemente appresa. Di nuovo sottolinea che “la richesse, l'abondance des mots, n'est utile qu'aux savants,” e auspica che la lingua internazionale sia semplice e libera di sinonimi, scevra delle parole non fondamentali, s’esprima per valori e idee e che accanto a ciascuno di questi trovano la traduzione nelle restanti lingue. L’opera si apre con una tabella in cui sono riportati circa 300 verbi francesi o “gallici” coniugati, i soli ritenuti fondamentali per la comunicazione di base, di cui è offerta anche la traduzione in italiano. A questa prima sezione segue poi la parte più consistente dell'opera che spiega come R. associa queste poche prime idee fondamentali a dei simboli che sono “la seule langue universelle écrite qui soit possible et utile.” In ogni pagina del dizionario vi sono XV segni differenti, ciascuno dei quali è associato ad altri quattro (« -», «=», «. », « ..»), per un totale di sessante righe (composte di simbolo e relativo significato nelle tre lingue):93 (110!) +\ S.VOIAT 14 2. Questa successione di simboli è ripetuta identicamente in ogni pagina dell'opera. Gl’unici elementi che variano sono il numero di pagina e i verbi tradotti. In questo modo, per comunicare è sufficiente indicare il simbolo corrispondente all'idea, cioè all'azione, con su scritto il numero della pagina a cui è possibile ritrovarlo. VERBI. VERBES. Nella tabella sono visibili L ARBATTERE ABATTRE -- alcune forme verbali, il cui Abbatto J'abats 1 abate significato R. si è L Abbatti Tu abats L •• Abhalte Il abat -- premurato di spiegare e - Abbattiamo Nous abattons We abate tradurre nella sezione = Abbattete Vous abattez precedente dell'opera, Abbattono Ils abattent Abbatteró J'abattrai I shall abate accompagnate dal simbolo Abbatterai Tu abattras corrispondente. Per indicare = Abbatterá Il abattra Abbatteremo Nous abattrons -- ad esempio la 1° pers. pl. del Abbatterete Vous abattrez futuro semplice indicativo 'noi Il 1: Abbatteranno Ils abattront -- abbatteremo è sufficiente Abbattendo Abattant alltl Abbattuto Abaltu indicare il simbolo «T» Abbattuti Abattus rovesciato, seguito dal punto Abbattuta Abatlue termo e indicarvi sopra il Abbattute Abattues numero di pagina.*4. DREZEN, Historio de la Mondolinguo, Lipsia, Ekrelo. Con questo metodo ecco che non è necessario imparare lingue diverse, ma basta ritrovare nel dizionario il simbolo corrispondente. v'-yfjVi JTO^ H !^-4 ^i MJUW. "W mwv ^*V/ iv V VÏWv, WF\ TmJtm jÇ0V-;OWV tv wmPim nwmvvw " MJUW. "W mwv ^*V/ iv V VÏWv, WF\ TmJtm jÇ0V-;OWV tv wmPim nwmvvw PARIS, CHEZ L AUTEUR, RUE DE MADAME, 32; CHEZ BADDRY, LIBRAIRE, RUE DU COQ-SAINT-HONORF, ET CHEZ LES PRINCIPAUX LIBRAIRES. J'ai donné à ce dictionnaire le titre de polyglotte improvisé, parce qu'il désigne parfaitement le but et le caractère de l'ouvrage. La forme est nouvelle et commandée par l'usage auquel il est destiné. Le but que je me suis proposé est de faciliter l'étude des langues, et par là de répondre à un besoin qui existe dans la société, celui de se faire comprendre des étrangers et d'étudier leur langue. Il n'y a personne qui n'ait senti la nécessité de posséder un moyen quelconque, mais prompt et immédiat, de communiquer ses idées, exprimer ses besoins dans une langue qu'il ne connaissait pas et qu'il ne pouvait pas étudier. On sait que les méthodes pour l'enseignement des langues causent, par leur longueur, plus d'ennui et de dégoût qu'elles ne produisent d'élèves. L'exercice pratique et journalier, par lequel on apprend PASSABLEMENT SA LANGUE MATERNELLE n'étant pas applicable à l'enseignement des langues étrangères, il est impossible d'obtenir les mêmes résultats. Il n'est pas aisé d'ailleurs de soumettre à l'étude cette immense quantité de personnes, que des communications rapides rapprochent entre elles en si peu de temps. Ce que l'on cherche, ce que l'on désire dans la société, c'est de pouvoir comprendre un idiome étranger et traduire ses pensées dans cet idiome sur-le-champ et sans étude. C'est à ce désir, qu'on a considéré long-temps comme extravagance, que j'ai voulu satisfaire. On peut, par le moyen de sa propre langue, comprendre et écrire une langue étrangère sans l'avoir apprise. L'exécution est possible par la disposition des mots et des rapports qu'on établit entre les langues. Cette idée trouvera des contradicteurs sans doute: je m'en rapporte en cette matière au jugement plus raisonnable des personnes qui éprouvent le besoin de connaître les langues étrangères, et de celles qui, tout en les connaissant, ne se laissent pas dominer par les préventions qu'elles pourraient avoir en faveur des dictionnaires connus. Il n'y a pas d'homme qui se soit adonné à l'étude des langues sans avoir acquis la certitude de la parfaite inutilité de ces dictionnaires – I GIVE A HOOT TO OUR DICTIONARY, AUSTIN ! GRICE -- avant de savoir une seule langue étrangère. La disposition des matières dans ces ouvrages a toujours été imposée à leurs auteurs par l'idée dominante de faire précéder la pratique de la théorie – GRICE : IF I THEN WILL BE HELPING THE GRASS (LAWN MATERIAL ? MARIJUANA ?) TO GROW, I SHALL HAVE NO TIME FOR READING. GRICE -- J'ai jugé à propos d'agir dans un sens tout opposé, en donnant à mon dictionnaire la disposition convenable, pour que tout le monde puisse s'en servir avant d'apprendre, pour apprendre, et pour se faire comprendre à l'instant. La richesse, l'abondance des mots, n'est utile qu'aux savants. Ce qu'il faut au vulgaire, c'est la traduction fidèle de la langue usuelle – LE SENS PROPRE DE GRASS, LE SENS PROPRE DE SNOW IN ESKIMO – GRICE AUSTIN --, de la langue parlée dans toute société. Dans la reproduction de cette langue j'ai évité toute équivoque et toute incertitude, en ne donnant que mot pour mot, valeur pour valeur, afin que chacun puisse représenter les idées et les mots de sa propre langue par les idées et les mots correspondants des langues placées à côté de la sienne. Il m'a fallu faire la comparaison et en quelque sorte l'analyse du sens des verbes (que j'ai conjugués séparément), des adverbes, des substantifs – grass : lawn-material, marijuana --, des adjectifs, des prépositions, des locutions – helping the grass to grow/pushing up daisies --, de tous les mots enfin de chaque langue, et, avant de les mettre en rapport entre eux, je me suis assuré de l'approbation des hommes savants du pays, pour en déterminer l'exacte signification -- GRICE : WORDS ARE NOT SIGNS -- et l'usage familier. Après avoir disposé toutes les matières contenues dans ce dictionnaire, il y avait plusieurs difficultés à vaincre pour pouvoir écrire à la fois les deux langues qu'on ne connaît pas. Difficulté d'abord de les écrire selon leur génie, qu'on n'arrive d'ailleurs à bien posséder qu'à condition d'oublier celui de sa propre langue – GRICE : THAT’S WHY I SAY I SPEAK OXONIAN, NOT ENGLIH ! --; puis difficulté d'appliquer les articles et les prépositions des trois langues, et de disposer les pronoms personnels et les négations avant ou après les infinitifs, et les personnes des verbes. Pour rendre une idée simple comme celle-ci. JE ME PROMENAIS DANS LE JARDIN, on ne rencontre pas de difficulté; PASSEGIAVA NEL GIARDINO. Aucun embarras pour celui qui ne cherche pas à se rendre compte des expressions de cette phrase, où l'on voit que le français se traîne en quelque sorte, que l'italien marche lentement, et que l'anglais est prenant une promenade. Il trouve la valeur de ce qu'il veut savoir, et c'est tout ce qu'il lui faut. L'usage des articles est commun dans les deux langues. Mais les pronoms possessifs de la langue française n'admettent pas d'article, tandis qu'il est indispensable devant les pronoms possessifs de la langue italienne: mon livre, IL mio libro. J'ai placé par conséquent l'article devant tous les pronoms possessifs italiens et dans tous les cas: de votre ami, del vostro amico. Toutefois les pronoms possessifs ne demandant pas l'article, [Il y a dans la langue anglaise quelques exceptions de peu d'importance.] dans aucune des deux langues, devant les noms de parenté et de dignité, je les ai donc répétés dans tous les cas lorsqu'ils sont joints à ces noms: mon père, MÌO PADRE; de ton frère, DÌ TUO FRATELLO; de votre sœur, DA VOSTRA SORELLA; à son excellence, A SUA ECCELLENZA. Toutes les répétitions qui semblent superfluessont indispensables à tous ceux qui doivent se servir de l'ouvrage sans aucune connaissance. Reste à vaincre la difficulté des pronoms personnels et des négations,dont l'usage est indispensable dans la langue. J'ai remarqué que trois cents et quelques verbes sont plus ou moins susceptibles de s'unir avec les pronoms personnels et la négation; une trentaine surtout les reçoivent très-souvent. J'ai eu soin de donner dans la conjugaison de ces verbes toutes les combinaisons compatibles avec l'étendue de l'ouvrage, et comme je suis persuadé que l'on peut être rempli d'esprit et manquer au besoin des expressions propres à exprimer à l'instant son idée, j'ai jugé à propos de faire un tableau, que j'appelle tableau des phrases élémentaires, de toutes les combinaisons que les trois à quatre cents verbes contiennent avec les pronoms et les négations. D'après ce tableau on peut exprimer toutes ses idées par écrit et avec toute l'étendue nécessaire. Ce tableau, nécessaire aux personnes qui ont besoin de traduire leurs pensées en des langues étrangères, est en même temps très-utile aux élèves qui veulent apprendre les mêmes langues par la pratique. Leur volonté est libre d'agir sans recevoir ni les idées d'un maître – IT WAS AUSTIN WHO TAUGHT ME ESKIMO, NOT THE ESKIMOS ! GRICE --, ni celles d'un auteur qu'on leur fait traduire, et qui souvent n'est pas de leur goût. En prenant les verbes écrire, répondre, parler, supposer, se porter bien, on peut faire les phrases que l'on veut; exemple: Je ne vous écris pas, parce que vous ne me répondez pas: Vous ne me parlez pas de votre santé, donc je suppose que vous vous portez bien. NON VI SCRIVO, perché NON MI RISPONDETE. NON MI PARLATE DELLA VOSTRA SALUTE, dunque suppongo che state bene. L'ordre des matières contenues dans ce dictionnaire et l'exactitude de la valeur de chaque mot, m'a donné l'idée de créer une [Avoir, être, avoir été, aller, écrire, dire, donner, devoir, entendre, faire, incommoder (déranger), lire, paraître, parler, se porter bien, pouvoir, presser (et se), prévenir, raconter, recevoir, refuser, regarder, rencontrer, reprocher, saluer, savoir, tromper, venir, voir, vouloir, etc., sans compter les verbes réfléchis.] langue de SIGNES faciles et simples à côté des deux langues, de manière à pouvoir les représenter toutes à la fois. C'est la seule langue universelle écrite qui soit possible et utile. Il n'y a que XIX signes, dont IV seulement sont répétés XV devant les soixante lignes qui composent la page. Mais ces IV signes, toutes les fois qu'ils sont répétés, sont précédés par un autre signe bien distinct et bien différent, de manière à présenter autant de combinaisons différentes de signes, qu'il y a de lignes dans la page. Cette disposition des signes se trouve répétée à toutes les pages de l'ouvrag. Il n'y a de changé que le numéro de la page. La simplicité est telle, que beaucoup de personnes en l'apprenant croiront qu'elles en auraient fait autant. Ce système, que je crois nouveau, pourrait, dans son application, représenter toutes les langues qu'on voudrait soumettre à l'ordre que j'ai donné aux deux langues de mon dictionnaire. Au lieu d'écrire: Comment vous portez-vous? COME STATE? on écrira \= qui est le numéro de la page et le signe qui se trouve à côté des expressions des deux langues. Au lieu d'écrire; Je me porte bien, STO BENE, on marque L= 1U* représente cette idée. On représente J'ai l'honneur d'etre, HO L’ONORE D’ESSERE, par fi. et Je ne sais que dire, NON SO CHE DIRE, sont représentés par ^°. Ce même système devenu public, peut être particulier à chaque individu, qui n'a qu'à intervertir l'ordre des signes, en substituer d'autres, ou donner une autre valeur aux dix chiffres qui servent à la pagination, pour assurer le secret de sa correspondance. Je me regarderai comme heureux si après de longs et pénibles efforts, je puis espérer que mon travail sera utile. On trouve les verbes français au moyen des tables qui sont à la fin de l'ouvrage. TABLEAU DES PHRASES ÉLÉMENTAIRES COMPOSÉES AVEC LES VERBES, LES PRONOMS ET LES NEGATIONS. Abandonner abbandonare Vous abandonner m'abandonner je ne vous abandonne pas je vous abandonne vous ne m'abandonnez pas je ne vous abandonnerai pas abandonnez Aborder approdare Abordez Accompagner accompagnare to accompany Vous m'accompagnez je vous accompagnerai Accorder concedere to grant Vous accorder m'aecorder je vous accorde si vous ne m'accordez pas accordez-moi Accoutumer (s'), abituarsi to accoustom one's self. Je m'accoutume Acheter comprare Achetez Acquitter (s') disimpegnarsi to acquit Je m'acquitte Admettre ammettere to admit M'admettra vous m'admettez Admirer ammirare to admire Admire admirez Adresser indirizzare to address Vous adresser je vous adresse je vous adresserai vous m'adresserez Affirmer affermare to affirm Vous affirmer vous m'affirmez Affliger (s') affliggersi to be afflicted Ne vous affligez pas Agréer gradire to agree Agréez Aider, ajutarc, to help. — Aidez, aidez-moi. 33 Aimer, amare, to lo ce. — Vous aimer, je vous aime. {fr. le verbe.) 37 Ajouter, aggiungere, to subjoin. — Ajoutez. 32 Aller, andare, to go. — Je ne vais pas, vous n'allez pas, je n'irai pas, va, allez. 41 Allumer, accendere, to light. — Allume, allumez. 12 Ambitionner, ambizionare, to aspire to. — Je n'ambitionne pas. 38 Amuser (s'), divertirsi, to amuse one's self. — Je m'amuse, je me suis amusé. {V. le verbe.) 154 Amuser (s'), spassarsi, to amvse one's self. Je m'amuse. {V. le v.) 454 Animer, animare, to animate. — Je vous anime, vous m'animez, je vous animerai, vous m'animerez. Annoncer, annunziare, to announce. — Je vous annonce, vous m'an- noncez. 43 ArPELER, chiamare, to call, appelle, appelons, appelez. Apercevoir (s'), accorgersi, to perceive. — Je m'aperçois. [V. le verbe.) 18 Appliquer, applicare, to apply. — Vous appliquer, m'appliquer, je m'applique, vous vous appliquez, je m'appliquerai. 4 0 Api-orter, recare, to bring. — Vous apporter, je vous apporte, je ne vous apporte pas, vous m'apportez, vous ne m'apportez pas, je ne vous apporterai pas, vous m'apporterez, il m'apporterait, apportez. 338 Apprendre, imparare, to learn. — l'apprendre, l'apprendre, les ap- prendre, les apprendre, vous apprendre, m'apprendra, vous n'apprenez a. X TABLEAU pas, je vous apprendrai, apprends, apprenez, apprenez -moi. 202 Aitrocher, accostare, to draw near. — Approchez-vous. 20 Approcher, avvicinare, to approach. — Approchez-vous. Approuver, apnrovare, to approve. — Approuvez. 47 Armer, armare, to arm. — Armons-nous, armez, armez-vous. 49 Arrêter, fermare, to stop. — Vous vous arrêtez., je m'arrêtai, je m'arrêterai, ne vous arrêtez pas. 1 7 7 Arriver, arrivare, to arrive. — Arrive, arrivez. 52 Arriver, accadere, to arrive. — "Vous arriver, m 'arriver, il m'arrive, il ne m'arrive pas, s'il m 'arrivait, s'il vous arrivait. 9 Arriver, capitare, to arrive. — Il m'arrive, il ne m'arrive pas. 83 Asseoir (s' ), sedere, to sit down. — Asseyez-vous. 4 1 9 Assurer, assicurare, to assure. — Tous assurer, l'assurer, m'assu- rer, je vous assure, vous m'assurez, vous ne m'assurez pas, assurez- moi, assurez-vous. 56 Attaquer, attaccare, to assault. — Attaquez. 58 Attendre, aspettare, to wail. — Attends, attendons, attendez. 55 Attendre, attendere, to expect. — Attends, attendez. 58 Avancer, avanzare, to advance. — Avancez. 63 Aveugler ( s' ), accecarsi. — Il s'aveugle. 1 1 Avoir, avere, to have. — M'avoir, vous avoir, vous n'avez pas, je n'avais pas, vous n'avez que, on a. [V. le verbe.) 03 Avoir coutume, ou être accoutumé, solere, ed esser solito, to be in the habit. — Je suis accoutumé, tu es accoutumé, nous sommes accoutumé, vous êtes accoutumés. 4 39 Avoir ite, essere stato, to have been. — Si j'avais été. (V. le verbe.) 1 68 Avoir faim, aver fame, to be hungry. — Je n'ai pas faim. G6 Avoir honte, vergognarsi, to be ashamed. — J'ai honte, avez honte. 5 28 Baiser, baciare, to kiss. — Je vous baise. 68 Battre, battere, Bâtiez. 7 1 Blesser, ferire, to wound. — Vous me blessez. 1 7 G Boire, bevete, to drink. — Bois, buvons, buvez. 73 Boutonner, abbottonare, to button. — Boutonnez-vous. 5 Cacher, nascondere, to hide. — Vous cacher, me cacher, le cacher, je ne vous cache pas, vous me cachez, cachez. Cacheter, sigillare, to seal. — Cachetez. 429 Calculer, calcolare, to cypher. — Calculez. 79 Calmer, calmare, to pacify. — Calmez-vous. 79 Camper, accamparsi, to encamp. — Je campe. 9 Causer, cagionare, to cause. — Me causer, vous causer. 78 Causer, causare, to cause. — Vous me causez. 85 Cìder, cedere, to give up. — Me céder, je vous cède, je ne vous cède pas, cédez. 87 Cesser, cessare, to cease. — Cessez. 89 Chagriner, accorare, to grieve. — Vous me chagrinez. 1 7 Chagriner, affannarsi, to grieve. — Je me chagrine. 27 Changer, cambiare, to change. — Changez. Chanter, cantare, Chante, ne chante pas, ne chantons pas, chante, chantez. XI Charger (se), incaricarsi, io talee upon one's self. — Je me charge, il se charge, vous vous chargez. 2 1 0 Châtier, castigare, to chastise. — Vous châtier, le châlier, je vous châtierai. 184 Chauffer, sea/dare, to warm. — Vous chauffer, me chauffer, je me chauffe, vous vous chauffez, vous ue vous chauffez pas. 401 Choisir, scegliere, to choose. — Choisissez. 405 Commander, comandare, to command. — Commandez. 95 Commencer, cominciare, to begin. — Ne commence, commencez. 96 Commencer, principiare, to begin. — Ne commencez pas. 315 Communiquer, comunicare, to communicate. — Je vous communique. 101 Combattre, combattere, to fight. — Combattez. 90 Comprendre, capire, to understand. — Vous comprendre, je vous com- prends, je ne vous comprends pas, vous me comprenez, vous ne me compreuez pas, ne comprenait pas. S3 Comprendre, comprendere, to understand. — Vous comprendre, me comprendre, je vous comprends, je ne vous comprends pas, vous me comprenez, vous ne me comprenez pas, comprenez. 100 Compter, contare, to count. — Comptez. 1 1 2 Concerner, concernere, to concern. — Cela me regarde. 102 Concevoir, concepire, to conceive. — Je ne conçois pas, je ne concevais pas, vous concevez. 102 Conclure, concludere, to conclude. — Concluez. 102 Conduire, condurre, to lead. — Conduisez. 103 Confesser, confessare, to confess. — Vous confesser, je vous confesse. 104 Confier, affidare, to trust with. — Confiez-vous. 28 Conjurer, scongiurare, to conjure. — Vous conjurer, je vous con- jure, je vous conjurerai. 411 Connaître, conoscere, to know. — Je vous connais, il ne connaît pas, vous me connaissez, vous ne connaissez pas, vous ne me connaissez pas, connaissez- vous. 106 Conseiller, consigliare, to advise. — Vous conseiller, je vous con- seille, vous me conseillez, je vous conseillerais, conseillez-moi. 109 Cokserver, conservare, to preserve. — Conservez. x 108 Conserver (garder), conservare, to keep. — Je vous conserve, vous me conservez. 108 Considérer, considerare, to consider. — Vous considérer, je v. considère. 109 Consoler, consolare, to comfort. — Me consoler, je me cousole, il se console, consolez, consolez-vous. 110 Conter, narrare, to relate. — Vous, me, nous conter, contez. 262 Continuer, continuare, to continue. — Continuez. 114 Contraindre, costrignere, to constrain. — Vous contraindre, vous me contraignez, je le contraindrai, contraignez. 121 Convaincre, convincere, to convince. — Vous convaincre, me con- vaincre, le convaincre, je vous convaincrai, vous me convaincrez. 1 1 6 Convenir, convenire, to suit. — Me convenir, vous convenir, il me con- vient, il ne me convient pas, il vous convient, il ne vous convient pas. lime conviendrait, il vous conviendrait, s'il vous convenait, s'il me convenait. 1 1 S Corriger, correggere, to correct. — Corrigez. 1 1 8 Courber, curvare, to bend. — Je ne courberai pas. 126 Courir, correre, to run. — Courez. 1 1 8 Coûter, costare, to cost. — Combien coûte- t-il? 120 Couvrir, coprire, to cover. — Me couvrir, je eie couvre, couvrez- vous. 1 1 7 AÎÏ TABLEAU Craindre, temere, to fear. — Vous craindre, je ne vous craius pas, je ne crains rien, craignez, ne craignez pas. 489 Crîer, gridare, to cry. — Ne criez pas. 193 Critiquer, criticare, to criticize. — Vous critiquer, vous me critiquez. 12i Croire, credere, to believe. — Me croire, vous croire, le croire, je vous crois, je le crois, je ne le crois pas, on croit, vous ne me croyez pas, vous me croyez, je le croyais, croyez, ne croyez pas. 1 22 D Daigner, degnarsi, to condescend. — Daignez. 1.31 Danser, ballare, to dance. — Dansez. 70 Décharger, scaricare, to discharge. — Déchargez. 403 Décharger une arme à feu, sparare, to shoot. — Déchargez. 452 Décider, decidere, to decide. — Décidez, décidez-vous. 128 Déclarer, dichiarare, to declare. — Vous déclarer, je v. déclare, .déclarez. 1 37 Décrire, descrivere, to describe. — Décrivez. 133 Dédaigner, sdegnare, to disdain. — Vous ne dédaignerez pas. 4 1 8 Dédier, dedicare, to dedicate. — Vous dédier, je vous dédie. 1 30 Dédommager, risarcire, to indemnify. — Me dédommager, vous dédom- mager, je vous dédommagerai, vous me dédommagerez. 377 Défendre, difendere, to defend. — Me défendre, vous défendre, je vous défends, je vous défendrai, défendez, défendez-moi. 138 Défendre, prohiber, proibire, to forbid. — Me défendre, vous dé- fendre, le défendre, je vous défends, je ne vous défends pas. 3 1 9 Défier (se), diffidarsi, to distrust. — Défiez- vous. 139 Délier, sciogliere, to untie. — Déliez. 407 Demander, chiedere, to ask. — Vous demander, vous me demandez. 90 Demander, domandare, to ask. — Me demander, vous demander, je vous demande, je ne vous demande pas, vous me demandez, je vous deman- derai, demandez, demandez-moi. 1 55 Démontrer, dimostrare, to demonstrate. — Le démontrer, me démontrer, vous démontrer, on démontre, vous me démontrez, vous ne me dé- montrez pas, je vous démontrerai, démoutrez-moi. 142 Dépêcher, sbrigare, to make haste. — Je me dépêche, vous ne vous dé- pêchez pas, dépêchez -vous. 400 Dépendre, dipendere, to depend. — Il ne dépend. 143 Dépenser, spendere, to spend. Je ne dépenserais pas, il ne dépenserait pas. 4 57 Déplaire, dispiacere, to displease. — Lui déplaire, me déplaire, vous déplaire, il me déplaît, il ne me déplaît pas, il me déplairait, il ne me déplairait pas, s'il ne vous déplaisait pas. 1 50 Déplaire, rincrescere, to displease. — Me déplaire, vous déplaire, il me déplaît, il vous déplaît, il me déplaisait, s'il ne vous déplaisait pas, il me déplairait. 3G7 Déplaire, spiacere, to displease. — Tous déplaire, me déplaire, il ne me déplaît pas, il me déplaît, il vous déplaît, il me déplut, il lui dé- plut, il vous déplaira. 46 1 Déposer, deporre, to deposit. — Déposez. 1 3 1 Déranger, sturbare, to derange. — Vous déranger, me déranger, je vous dérange, il me dérange, vous ne dérangez pas, vous me dérangez, il me dérangeait, je ne vous dérangerai pas, ne vous dérangez pas. 479 Désabuser (se), ricredersi, to undeceive one's self. — Je me désabuse, désabusez-vous. 352 Désarmer, disarmare, to disarm. — Désarmez. 1 40 DES PHRASES ELEMENTAIRES. X1ÎI Désestérer, disperare, to dispair. — Vous désespérer, me désespérer, je me désespère, ne vous désespérez pas. 149 Déshabiller (se), spogliarsi, to undress one's self. — Je me désha- bille. {V. le verbe.) 4£4 Descendre, scendere, to descend. Descends, desrendez. 406 Désirer, desiderare, to desire. — Vous désirer, je vous dés re. 133 Dessiner, disegnare, to draw. — Dessinez. 148 Deviner, indovinare, to guess. — Devine, devinez. 217 Devoir, dovere, to owe. — Je vous dois, je ne v. dois pas, vous ne devez pas, vous me devez, vous ne me devez pas, vous me devriez, v. ne devriez pas. 1 57 Dévouer, consacrare, to devote. — Dévouez, dévouez-vous. 107 Dicter, dettare, to dictate. — Dictez. 136 Dire, dire, to say, to tell. — ■ Vous, me, lui dire, je vous dis, je ne vous dis pas, vous me diles, on dit. ( V. le 2e v. ) Je vous dirai, on dirait. 144 Donner, dare, to give. — Lui, me, vous donner. Je vous donne, je ne vous donne pas, on donne, vous me donnez, vous ne me donnez pas. ( V. le verbe. ) Donnez-moi, nous, donuez-vous la pene. 1 27 DoRMra, dormire, to sleep. — Dors, dormez. 156 Douter, dubitare, to doubt. — Je ne doute pas, on ne doute pas, on doute, si vous doutez, on doutait, si je doutais, si vous doutiez, ne doutez pas. 157 Durer, durare, to last. — Il ne dine pas, il ne durera pas. 1 58 E Éblouir, abbaggliare, to dazzle. — Vous éblouir, vous m'éblouissez. Écouter, ascollare, to listen. — Écoutez. Écrier (s'), sclamare, to exclaim. — Écriez-vous. Écrire, scriveremo write. — Vous écrire, lui écrire, m 'écrire, je vous écris, je vous écrirai, écrivez-moi. {F. le verbe.) Effrayer (s'), inorridire, to be afraid. — Eftrayez-vous. Élever, innalzare, to raise. — Élevez. Élire, eleggere, to elect. — Vous élire, m'élire. Embarquer (s'), imbarcarsi, to go on board. — M 'embarquer, vous em- barquer, nous embarquer, l'embarquer, l'embarquer, les embarquer, je m'embarquai. Embarquer, imbarcare, to embark. — N'embarquez pas. Embrasser, abbracciare, to embrace. — Je t'embrasse, je vous embrasse, embrasse, embrassez, embrassez-mok Employer, impiegare, to employ. — Employez. Emporter, portar via, to run away with. — Emportez. Enchaîner, incatenare, to chain down. — Enchaînez. Enchanter, incantare, to enchant. — Vous m'enchantez. Encourager, incoraggiare, to encourage. — L', les, !', les encourager, m'encourager, vous encourager, vous m'encouragez, vous ne m'encou- ragez pas, vous m'encouragerez, vous ne m'enrouragerez pas Endormir ( s' ), addormentarsi, to fall asleep. — Je m'endors. Endurer, soffrire, to endure. — Vous n'endurerez pas. Enfoncer (s'), ingolfarsi, to sink. — Je m'enfonce. Enivrer (s'), inebriarsi, to get drunk. Il s'enivre. Ennuyer, infastidire, to tire. — Vous ennuyer, je ne vous ennuie pas, vous m'ennuyez, vous ne m'ennuyez pas. Enseigner, insegnare, to teach. — M'enseigner, vous enseigner, je vous enseigne, il n'enseigue pas, vous m'enseignez, vous ne m'enseignez pas, je vous enseignerai, tu m'enseigneras, enseignez-mo;. 04 408 415 226 224 159 I9S 198 6 205 303 210 209 213 23 436 223 217 21 236 XIV TABLEAU Entendre, intendere, to hear- — L'entendre, m'enîendre, vous enten- dre, je vous entends, je ne vous entends pas, vous n'entendez pas, vous m'entendez, vous ne m'entendez pas, je n'entendais pas, il n'en- tendait pas, je n'entendis pas, vous m'entendrez. 229 Entendre udire, to hear. — Entendez-vous ? 514 Entrer, entrare, to come in. — Entrez. 1 CO Entretenir, trattenere, to in/ertain. — Tous entretenir, ni'enlretenir, je m'entretiens. 506 Envoyer, mandare, to send. — M'envoyer, vous envoyer, lui, m'en- voyer, je vous envoie, je ne vous envoie pas, vous ne m'envoyez pas, vous m'envoyez, je vous enverrai, vous m'enverrez, envoyez-moi. 247 Épargner, risparmiare, to save. — Je n'épargnerai pas, je vous épargnerai, vous m'épargnerez. 379 Erot ser, sposare, to marry. — Tous épouser, je vous épouserai, nous nous marierons, vous vous marierez. 4G5 Epouvanter, sgomentarsi, to frighten. — M' épouvanter, vous épouvan- ter, je ne m'épouvante pas, je n'épouvante pas, ne v. épouvantez pas. 427 Espérer, sperare, to hope. — Espérez. 4ò8 Essuyer, tergere, to wipe. — Essuyez. 492 Estimer, stimare, to esteem. — Vous estimer, m'estimer, l'estimer, je vous estime, je l'estime, on n'estime pas, on estime, vous m'estimez, vous n'estimez pas, je vous estimerai, vous m'estimerez, vous ne m'estimerez pas. 473 Étonner ( s' ), maravigliarsi, to be surprised. — Tous étonner, je ne m'étonne pas, je ne m'étonnerai pas, ne vous étouuez pas. 249 Etre, essere, to be. — M'être, vous être, je ne suis pas. {V . le verbe.) 1 65 Etre étonne, stupire, to be astonislicd. — Je suis étonné. [V. le verbe.) 478 Etre utile, giovare, to be useful. Vous être utile, m'être utile, il n'est pas u'ile, il m'est utile, il ne sera utile, il me sera utile, il me serait utile. 1 87 Etudier, studiare, to study. — Vous n'étudiez pas, étudiez, étudie. 478 Evaluer, valutare, to appraise. — Je n'évalue pas, on évalue, vous n'é- valuez pas, on évaluait. 520 Éveiller, svegliare, to awake. — M'éveiller, je m'éveille, je m'éveille- rai, ne m'éveillez pas, ne l'éveillez pas. 48 4 Eviter, sfuggire, to avoid. M'éviler, l'éviter, je l'évite, il m'é\ ite, vous m'évitez, je l'éviterai. 4 26 Examiner, esaminare, to examine. — Examinez. 103 Excuser, scusare, io excuse. — M'excuser, vous excuser, je vous ex- cuse, je ne \ous excuse pas, on excuse, vous ne m'excusez pas, vous m'excusez, vous m'excuserez, excusez-moi. 417 Expérimenter, sperimentare, to experiment. — Expérimentez. 458 Expliquer, spiegare, to explain. — Expliquez, expliquez-moi. 461 F Faire, fare, to do. • — Vous faire, me faire, lui faire, le faire, les, la, les faire. Je me fais, je ne fais pas. ( V. le verbe. ) 171 Faire, fare, to make. — Vous faire, me faire. ( V. le verbe.) 1 73 Faire attention, badare, to pay attention. — Faites attention. 08 Faire part, participare, to impart. — Vous faire part, je vous fais part. 286 Faire (se) illusion, illudersi, to delude one's self. — Je me fais illusion. 196 Falloir, bisognare, to be necessary. — Il me faudra, il vous faudra, il me faudrait, il vous faudrait, s'il vous fallait, s'il me fallait. 74 Falloir, accorrere, to be necessary. — S'il le faut. 270 DES PHRASES ELEMENTAIRES. XV Favoriser, favorire, to favour. — Me favoriser, vous me favoriserez. 176 Féliciter, felicitare, to felicitate. — Je vous félicite. 1 76 Fermer, chiudere, to shut. — Ferme, fermez. 91 Fier (se), fidarsi, to confide. — Je me fie. Fiez- vous. 178 Figurer, figurare, to figure. — Vous figurer, je me figure, je me le fi- gure, vous ne vous figurez pas, figurez-vous. 178 Finir, finire, lo finish. — Finissez. 1 79 Flatter, lusingare, to flatter, lusingarsi, to flatter one* s self. — Se flatter, le flatter, ia flatter, me flatter, vous flaiter, je me flatte, je ne me flatte pas, je ne vous flatle pas, ne vous flallez pas. 24 a Forcer, forzare, to force. — Me forcer, vous forcer, je ne vous force pas, vous me forcez, je vous forcerai, ne mé forcez pas. 1 8 1 Fréquenter, frequentare, to frequent. — Je ne fréquente pas, vous ne fréquentez pas. 182 Fuir, figgere, to fly. — Vous me fuyez, voua ne me fuirez pas, fuyez. 1 83 G Garder, serbare, to keep. — Gardez. 422 Gronder, sgridare, to scold. — Vous gronder, me gronder, le gron- der, je ne vous gronde pas, je ne vous gronderai pas, ne me grondez pas, ne le ( la) grondez pas. 428 Gronder, rimbrottare, to scold. — Le gronder, la gronder, vous gronder. 362 Guérir, guarire, to cure. — Vous guérir, me guérir, je vous guérirai, guérissez. 195 H Haïr, odiare, to hate. — Me haïr, vous haïr, le haïr, je ne vous hai* pas, vous me haïssez. 272 Hater, affrettale, to accelerate. — Hàlez-vous. 30 Hater, (se) spicciarsi, to hasten. — Je me hâte, hâtez-vous. ( V. le y.) 460 Honorer, onorare, to honour. — M'honorer, m'honore, vous m'hono- rez, vous m'honorerez, honorez. 27a Humilier, umiliare, to humble. — Vous humilier, m 'humilier, von» vous humiliez, il s'humilie. à IS I Ignorer, ignorare, to be ignorant of — Je l'ignore, vous n'ignorez pas. 1 96 Importer, importare, to concern. — Vous importer, il n'importe pas, il m'importe, il ne m'importe pas, il n'importait pas, il m'importerait. 206 Imprimer, slampare, to print. — Imprimez. 469 Incommoder, déranger, incommodare, to trouble. — Vous incommo- der, je vous inrommode, cela m'incommode, vous n'incommodez pas, vous m'incommodez, vous ne m'incommodez pas, vous ne vous dé- rangerez pas, il vous incommodera, si je vous dérangeais, si cela vous dérangeait, ne vous dérangez pas. 2 I 2 Ingénier (s'), ingegnarsi, to endeavour. — Je m'ingénie. 222 Informer, informare, to inform. — Vous informer, je vous informe, je m'informai, je vous informerai, vous m'informerez, informez-moi. 220 Inquiéter, inquietare, to disturb. — M'inquiéler, ^us inquiéter, je n'inquiète, vous n'inquiétez pas, vous m'inquiétez, je ne vous inquié- terai pas, ne vous inquiétez pas. 226 Jmspirer, inspirare, to inspire. — Vous inspirer, vous m'inspirez, vous n'inspirez pas, inspirez-moi. 228 XVI TABLF.AU Intercéder, Intercedere, to intercede. — Intercédez. 230 Intéresser, interessare, to interest. — L'intéresser, m'intéresser, vous intéresser, je m'intéresse, il m'intéresse, il ne m'intéresse pas, vous m'intéressez, je m'intéressais, il s'intéressait, inléressez-vous. 231 Interrompre, interrompere, to interrupt. — Vous interrompre, m'in- terrompre, je vous interromps, je ne vous interromps pas, il m'in- terrompt, vous m'interrompez. 232 Inventer, inventare, to invent. — Inventez. 235 Inviter, invitare, to incite. — L'inviter, vous inviter, m'inviter, je vous invite, tu m'invites, il n'invite pas, vous m'invitez, vous n'invitez pas, ne m'invitez pas, je vous inviterai, tu m'inviteras, vous n'invite- rez pas, vous m'inviterez, invitez... 230 Invoquer, invocare, to invoke. — Invoquez. 237 Irriter, irritare, to irritate. — Il m'irrite. 237 Jeter (lancer1, gettare, to cast. — Je ne jette pas, jetez, ne jetez pas. 1S6 Joindre, giungere, to join. — Tous ne joignez pas. 188 Jouer, giuocare, to play. — Jouez, ne jouez pas. 289 Jouer ( d'un instrument ), sonare, to play. — Jouez. 4 4 2 Jouir, godere, to enjoy. — Jouissez. 190 Juger, giudicare, to judge. — Me juger, je vous juge, je le juge. 1 88 Jurer, giurare, to swear. — Je vous jure, jure, jurez, jurez-moi. 1 89 Justifier, giustificare, to justify. — Me justifier, je me justifierai, vous vous justifierez. 190 L Laisser, lasciare, to leave. — Tous laisser, le laisser, je vous laisse, je ne laisserai pas. 239 Lever, alzare, to lift. — Levons-nous, le\ez. 33 Lever (se), levarsi, to get up. — Je nie lève. 243 Licencier, congédier, licenziare, to disband. Tous ne me licencierez pas. 243 Lire, leggere, to read. — Le lire, je ne lis pas, tu ne lis pas, il ne lit pas, vous ne lisez pas, je ne lisais pas, il ne lisait pas, je ne lus pas, je ne lirai pas, tu ne liras pas, si vous lisez. (F. le verbe.) 241 Louer, affittare, to let. — Louez. 29 Louer, lodare, to praise^ — Je vous loue, je ne vous loue pas, je vous louerai. 244 M Manger, mangiare, to eat. — Je ne mange pas, tu ne manges pas, il ne mange pas, vous ne mangez pas, je ne mangerai pas, il ne le mangera pas, mange, mangez, ne mangez pas. 24 8 Manquer, mancare, to miss, — Tous manquer, me manquer, je ne man- que pas, il ne manque pas, je ne manquerai pas. 247 Marcher, c mminare, to walk. — Tous ne marchez pas, marchez. 8 1 Marier (se), ammogliarsi, to marry. — Je me marie, vous vous marierez. 40 Mêler (se), impicciarsi, to meddle. — Je me mèle. 205 Mentir, * mentire, to lie. — Je ne mens pas, ne mentez pas. 2 52 Mettre, mettere, to put. — Me mettre, vous mettre, vous ne mettez pas, vous me mettez, mettez. 253 Mettre a couvert, mettere in salvo, io secure. Mettre ( se ) à l'abri, mettersi in salvo, in securo, to shelter one's self. Je me mets à l'abri. 254 DES PHRASES ÉLÉMENTAIRES. XVII Modeler, modellare, to model. — Modelez. 256 Monter, salire, io go up. — Montez. 393 Monter, montare, to go up. - — Je ne monle pas, montez. 257 Montrer, mostrare, to show. — Vous montrer, me montrer, je vous montre, vous me montrez, vous ne me montrez pas, je lui montrais, il me montrait, je le montrerai, je vous montrerai, vous me mon- trerez, montrez-moi. 259 Moquer ( se ) ^burlarsi, to despise. — Moquez-vous, ne vous moquez pas. 7 6 Mourir, morire, to die. — Il ne meurt pas. 258 N Nager, nuotare, to swim. — Je ne nage pas, nagez. 269 Négliger, trascurare, to neglect. — Je ne néglige pas, il ne néglige pas, nous ne négligeons pas, ils ne négligeaient pas, vous ne négligerez. 502 Négocier, marchander, contratiare, negociare. — Négociez. 114 Nier, negare, to deny. — Me nier, vous nier, le nier, je ne le nie pas, je ne vous nie pas, ne me niez pas. 264 Nommer, nominare, to name. — Je ne le nomme pas, il ne me nom- me pas, vous me nommerez, ne me nommez pas. 266 Noter, prendre note, notare, to note down. — Notez. 267 Notifier, annoncer, notificare, to notify. V. notifier, je v. notifie, notifiez. 267 Nuire, nuocere, to hurt. — "Vous nuire, me nuire, je ne nuis pas. 268 0 Obéir, ubbidire, to obey. — Vous obéir, m' obéir, l'obéir, lui obéir, je vous obéis, vous n'obéissez pas, il n'obéissait pas, je n'obéirai pas, si vous obéissez, obéissez. 513 Obliger, obbligare, to oblige. — Vous obliger, m'obliger, l'obliger, je ne vous oblige pas, vous m'obligez, je vous obligerai, vous ne m'obli- gerez pas, ne m'obligez pas. 270 Observer, osservare, to observe. — Observez. 280 Obstiner (s1), ostinarsi, to persist in. — Je m'obstine. 281 Obtenir, ottenere, to obtain. — Je n'obtiens pas, je n'obtins pas, il n'ob- tint pas, je n'obtiendrai pas, vous n'obtiendrez pas. 281 OccurER, occupare, to occupy. — M', vous, l'occuper, je m'occupe, je ne m'occupe pas, il s'occupe, m'occupe, vous ne vous occupez pas, vous vous occupez, je m'occuperai, occupez-vous, ne vous occupez pas. 27 1 Offenser, offendere, to offend. — M'offenser, vous offenser, je ne vous offense pas, il m'offense, vous m'offensez, vous v. offensez, je v. offensai. 273 Offrir, offrire, to offer. — Vous offrir, je vous offre, vous n'offrez pas, vous m'offrez, je vous offrirai, offrez. 273 OrrosER, opporre, to oppose. — Vous opposer, m'opposer, je m'oppose, je ne m'oppose pas, vous vous opposez, vous ne vous opposez pas, je ne m'opposerai pas, il s'opposera, opposez. 276 Ordonner, ordinare, to order. — Ordonnez. 277 Organiser, organizare, to organize. — Organisez. 278 Oser, osare, to dare. — Je n'ose pas, il n'ose pas, je n'osais pas, je n'oserai pas, si j'osais, si vous osiez. 279 Oter, togliere, to take away. — Vous ôter, m'ôler, je vous ôte, tu m'ôtes, il n'ôle pas, nous ne vous ôtons pas, vous m'ôtez, vous ne m'ô- tez pas, je vous ôterai, vous m'ôterez, n'ôtez pas. 495 Oublier, scordare, to forget. — Je n'oublierai pas, vous m'oublierez, vous ne m'oublierez pas. 413 XVIII TABLEAU Oublter, dimenticare, to forget. — Vous oublier, n'oubliez pas. 141 Ouvrir, aprire, io open. — Ouvre, ouvrons-nous, ouvrez, ouvrez-moi. 4 8 Ouvrir de toute sa largeur, spalancare, to open wide. — Ouvrez largement. 451 P Paraître, parere, to appear. — Me paraître, vous paraître, il ne me paraît pas, il me paraît, vous ne me paraissez pas, il me paraissait, il ne me paraissait pas, il vous paraîtra. 284 Pardonner ì perdonare, to pardon. — Me pardonner, je vous pardon- ne, je ne vous pardonnerai pas, il vous pardonnera, vous me pardon- nerez, pardonne, pardonnez, pardonnez-moi. 293 Parler, parlare, to speak. — Tous parler, me parler, lui parler, je ne parle pas, je vous parle, je ne vous parle pas, tu me parles, il me parle, il ne parle pas, vous me parlez, vous ne me parlez pas, je lui parlais, il me parlait, je ne parlerai pas, si je parlais. (V. le verbe.J 284 Partir, partire, to depart. — Je ne pars pas, il ne part pas, nous ne partons pas, vous ne partez pas, ils ne partent pas, je ne partirai pas, vous ne partirez pas, ils ne partiront pas, partez. 286 Payer, pagare, to pay. — Me payer, vous payer, le payer, vous ne me payez pas, je vous paierai, vous me paierez, payez-moi. 282 Peindre, dipingere, to paint. — Peignez. 144 Peiner, penare, to hurt. — Je ne peinerai pas. 29 1 Penser, pensare, to think. — Y penser, j'y pense, je n'y pense pas, vous y pensez, j'y penserai, n'y pensez pas, pensez-vous. 292 Permettre, permettere, to allow. — Yous permettre, me permettre, le permettre, je vous permets, on permet, vous ne permettez pas, vous me permettez, si vous me le permettez, je ne permettrai pas, vous me permettrez, permettez-moi. 295 Persécuter, perseguitare, to persecute. — Me persécuter, vous persécuter, le persécuter, il me persécute, je le persécuterai. 29,parer (la table), imbandire, to prepare. — Préparez. 197 Préparer, apparecchiare, to prepare. — Prépare, préparez. 44 Prescrire, prescrivere, to prescribe. — Vous prescrire, me, lui pres- crire, je ne vous prescris pas, vous me prescrivez, prescrivez. 311 Présenter, presentare, to present. — Vous présenter, à vous présenter, me présenter, je vous présente, vous ne me présentez pas, vous me présentez, je vous présenterai (à vous), présentez. 31 1 Presser ( et se ), sollecitare, to make haste. — Me presser, vous, le presser, je ne me presse pas, je ne vous presse pas, vous me pressez, vous ne vous pressez pas, je ne me pressais pas, nous ne nous pres- sions pas, je vous presserai, je ne me presserai pas, ne me pressez pas, pressez-vous, ne vous pressez pas. 440 Prétendre, pretendere, to pretend. — Je ne prétends pas, il ne pré- tend pas, je ne prétendrai pas, vous ne prétendrez pas, que prétendez- vous ? 313 Prévenir, prevenire, to let a person know before hand. — Vous pré- venir, me prévenir, le prévenir, je vous préviens, vous me préve- nez, je vous préviendrai, je ne vous préviendrai pas, vous me pré- viendrez, prévenez. 3 1 4 Prévoir, prevedere, to foresee. — Le prévoir, je le prévoyais. 313 Prier, pregare, to beseech. — Vous prier, je vous prie, je vous prierai, je vous prierais. 308 Priver, privare, to deprive. — Le, nous, me priver, vous me privez. 315 Procurer, procurare, to procure. — Me procurer, vous procurer, vous me procurez, vous ne procurez. 316 Promettre, promettere, to promise. — Vous promettre, le promettre, je vous promets, vous me promettez, promettez. 319 Promener ( se ), passeggiare, to walk about. — Promenez-vous. 288 Promener ( se ), spasseggiare, to take a walk. — Je me promène. {V. le verbe.) 454 Prononcer, pronunziare, to pronounce. — Prononcez. 320 Proposer, proporre, to propose. — Vous proposer, me proposer, je vous propose, je me propose, vous me proposez, proposez. 321 Protéger, proteggere, to protect. — Vous protéger, nous protéger, le protéger, je ne le protège pas, vous me protégez, vous ne me proté- gez pas, je vous protégerai, protégez. 323 Protester, protestare, to protest. — Vous protester, je vous proteste. 323 Prouver, provare, to prove. — Me, vous prouver, le prouver, il ne prouve pas, ne prouve, vous ne prouvez pas, vous ne me prouvez pas, je vous prouverai, prouvez. 324 Punir, punire, to punish. — Punissez. 3 26 XX TABLEAU Quitter, tralasciare, to quit. — Je ne quitterai pas, ne quittez pas. 32G R Raconter, raccontare, to relate. — Me, vous raconter, on raconte, il ne raconte, vous ne racontez, il nie racontait, je vous raconterai, vous me raconterez, ne racontez pas, racontez-moi, que js raconte. 329 Raisonner, ragionare, to reason. — Raisonnez. 332 Rappeler le souvenir, ricordarsi, to remind. — Je rappelle le souve- nir, rappelez Je souvenir. 351 Rappeler ( se ), ricordarsi, to recollect. — Je me rappelle. {V. le verbe.) Rappelez-vous. 351 Rappeler (se), sovvenirsi, to remember. — Je me rappelle. {f. le verbe.) 450 Rapporter, riportare, to bring back. — Rapportez. 374 Rapprocher, ravvicinare, to draw near again. — Rapprocbez, rappro- cbez-vous. 337 Rassasier, saziare, to satiate. — Rassasiez-vous. 398 Rattraper, raggiugnere, to overtake. — Vous rattraper, me rattraper, je vous ratlraperai, vous me rattraperez. 331 Recevoir, ricevere, to receive. — Me recevoir, vous recevoir, le recevoir, je ne reçois pas, vous me recevez, vous ne recevez pas, je ne recevrai pas, je vous recevrai, je le recevrai, vous ne recevrez pas, recevez. 348 Recommander, raccomandare,. to recommend. — Le recommander, ■vous recommander, me recommander, je vous recommande, il se re- commande, vous me recommandez. 328 Récompenser, ricompensare, to reward. — Vous, me, le récompenser, vous me récompensez, je vous récompenserai, vous me récompenserez. 349 Reconnaître, riconoscere, to know again. — Le reconnaître, je le recon- naisse ne le reconnais pas, je vous reconnais, vous me reconnaissez. 350 Recourir, ricorrere, to have recourse to. — Recourez. 352 Redouter, paventare, to fear. — Je ne redoute pas, je ne redoutais pas, je ne redouterai pas. 290 Réduire, ridurre, to reduce. — Me réduire, vous, le réduire, il se réduit, on réduit, vous me réduisez, il se réduisait, on le réduira, vous ne le réduirez pas, vous vous réduirez, ne vous réduisez pas. 355 Réfléchir, riflettere, to think of. — Rélléchissez. 357 Réformer, riformare, to reform. — Me réformer, le, la réformer. 358 Refuser, ricusare, to refuse. — Me, vous refuser, je le refuse, je ne vous refuse pas, je vous refuse, il me refuse, vous me refusez, il me refusait, il me refusa, je ne vous refuserai pas, vous ne me refuserez pas. 353 Régaler, regalare, to treat.- — Vous régaler, me régaler, je vous régale, vous me régalez, je vous régalerai, régalez-moi. 340 Regarder, guardare, to look. Me regarder, regarde, regardez, ne regar- dez pas. 194 Regarder, riguardare, to look. — Vous regarder, me regarder, le re- garder, je ne regarde pas, je vous regarde, il le regarde, nous le re- gardons, vous me regardez, je le regardais, tu le regardais, on le regardait, il vous regardait, je vous regarderai, vous me regarderez, vous ne regarderez pas, ne le regardez pas. 359 Regarder fixement, mirare, to stare at. — Regarde, regardez fixement. 255 Regarder ( se ), dans le miroir. — Specchiarsi, to look in the glass. Regardez-vous dans le miroir. ( V. le verbe.) 455 DES PHRASES ELEMENTAIRES. XXI Hégler, regolare, to regular. — Se régler, je me règle, vous vous ré- glez, je me réglerai, vous vous réglerez, réglez-vous. 341 Regretter, compiangere, to regret. — Regrettez-vous. 98 Regretter, rammaricarsi, to regret. — Me, vous regretter, je regrette. 333 Rejoindre, rigiungere, to meet again. — Vous rejoindre, je vous re- joindrai, vous me rejoindrez. 358 Héjouir fsej, rallegrarsi, to rejoice. — Me réjouir, vous réjouir, je me réjouis, réjouissez-vous. 332 Remarquer, osservare, to remark. — Remarquez. 280 Remercier, ringraziare, to thank. — Vous remercier, le remercier, je vous remercie, je ne vous remercie pas, vous me remerciez, je vous remercierai, je vous remercierais, remerciez. 369 Remettre, rimettere, to put back. — La remettre, les remettre, remettez. 363 Remettre, * reconnaître, raffigurare, to remember. — Je ne vous re- mettais pas. 330 Remettre a sa place, riporre, to put back. — Remettezà sa place. 373 Remorquer, rimurchiare, to tow. — Remorquez. 366 Remplir, riempiremo fill. — Remplissez. 355 Rencontrer, incontrare, to meet. — Me, vous rencontrer, je ne rencon- tre pas, ne rencontre pas, vous ne rencontrez pas. 2 1 2 Rencontrer, rincontrare, to meet. — Vous rencontrer, me, le, nous rencontrer, si je le rencontre, je ne vous rencontre pas, je ne le ren- contre pas, on le rencontre, vous me rencontrez, je le rencontrerai, je vous rencontrerai, vous ne rencontrerez pas. 3G6 Rendre, rendere, to give back. Vous rendre, me rendre, le rendre, je ne rends pas, je vous rends, vous me rendez, vous ne me rendez pas, je vous rendrai, vous me rendrez, vous me rendriez. 343 Rendre (se), arrendersi, to surrender. — Je me rends, rendez- vous. 50 Rendre ta pareille, render la pariglia, to retaliate. — Je vous rends la pareille, vous me rendrez la pareille, je vous reudrai la pareille. 343 Renouveler, rinnovare, to renew. — Renouvelez. 370 Rentrer, rientrare, to reenter. — Rentrez. 355 * Renvoyer, rimandare, to sendback. — Renvoyez-moi. 300 Repentir ( se ), pentirsi, to repent. — Me repentir, vous repentir, je me repens. 292 Repentir (se), ripentirsi, to repent. — Je me repens. "{V. le verbe.) 372 Répondre, rispondere, to answer. — Me répondre, vous répondre, je vous réponds, je ne vous réponds pas, il me répond, vous ne répondez pas, vous me répondez, vous ne me répondez pas, je vous répondrai, il ne répondra pas, répondez. 381 Reposer, riposare, to rest. Me, vous reposer, je me repose, je ne me re- • pose pas, il se repose, vous vous reposez, je me reposerai, reposez-vous. 374 Repousser, respignere, to repulse. — Me repousser, vous repousser, je vous repousse, vous me repoussez, repoussez. 344 Représenter, rappresenta e, to represent. — Vous représenter, me re- présenter, je vous représente, vous me représentez, je vous représen- terai, vous lui représenterez. 335 Reprocher, rimproverare, to reproach. — Me, vous, le reprocher, je vous reproche, je ne vous reproche pas, tu me reproches, vous me repro- chez, je le reprochais, tu me reprochais, il me reprochait, vous me re- prochez, je reprochai, il me reprocha, il le reprocha, vous me reprochâ- tes, je ne vous reprocherai pas, tu ne me reprocheras pas, nous ne vous reprocherons pas, vous ne me reprocherez pas, reprochez-moi. 364 XXII TABLEAU Résigner (se), rassegnarsi, to be resigned. — Je me résigae. 336 Résister, resistere, to resist. — Résistez. 344 Résoudre, risolvere, to resolve. — Résolvez. 378 RtsrECTER, rispettare, to respect. — Me, vous, le respecter, je vous res- pecte, vous ne respectez pas, je vous respecterai, respectez. 380 Ressembler, ri somigliare, to look like. — Tous ressembler, il ne ressem- ble pas, il vous ressemble, il lui ressemble, il ue lui ressemble pas, ils ne ressemblent pas. 378 Ressouvenir ( se ) risovvenirsi, to recollect. — Je me ressouviens. 379 Rester, restare, to stay. — Restez. 3 ^i 5 Rester, stare, to stay. — Restez. 471 Retourner, ritornaj-e, to return. — Je ne retourne pas, je ne retournerai pas, retournez. 385 Retourner, rivolgere, to return. — Retournez. 389 Retrouver, ritrovare, to find again. — Me, vous, se, le retrouver, je vous retrouve, je ne le retrouve pas, on retrouve, si vous ne retrouvez pas, je vous retrouverai, vous me retrouverez, retrouvez. 386 Réussir, riuscire, to succeed. — Si je ne réussis pas. 387 Il evenir, rivenire, to return. — Je ne reviens pas, vous ne revenez, je ne reviendrai pas, si je ne revenais pas, revenez. 388 Revenir, tornare, to return. Je ne reviens pas, il ne revient pas, vous ne revenez pas, ils ne reviennent pas, il ne revint pas, nous ne revînmes pas, je ne reviendrai pas, il ne reviendra pas, revenez, ne revenez pas. 497 Rêver, 'vaneggiare, to rcve. — Je ne rêve pas. 520 Révérer, riverire, to revere. — Vous révérer, je vous révère, révérez. 389 Revoir, rivedere, to see again. — Vous, le revoir, je ne reverrai pas, je vous reverrai, vous ne me reverrez pas. 388 Rire, ridere, to laugh. — Je ne ris pas, vous ne rirez pas. 354 Risquer, rischiare, to risk. — Risquez. 377 * Ronger, rodere, to graw. — Le rongeait. 390 Sacrifier, sacrificare, to sacrifice. — Me sacrifier, vous sacrifier, je me sacrifie, vous me sacrifiez. 399 Saigner (se), cavarsi sangue, to bleed ones self. — Saignez-vous. &6 Saluer, salutare, to salute. — Vous saluer, le saluer, je vous salue, vous salue, il ne salue pas, il vous salue, il te salue, vous saluent, je le saluais, il mésalliait, saluez. 395 Sauver, salvare, to save. — Me sauver, vous, le sauver, sauvez. 395 Savoir, sapere, to know. — Le savoir, je le sais, je ne sais pas, on le sait, si je savais. [V. le verbe entier.) 396 Scandaliser, scandalizzare, to scandalize. — Vous scandaliser, je vous scandaliserai, ne vous scandalisez pas. 402 Secourir, soccorrere, to succour. — Me secourir, vous secourir, le se- courir, vous ne me secourez pas, je vous secourrai, secourez. 435 Sembler, sembrare, to seem. — Vous sembler, je te semble, je vous sem- ble, tu me semblés, il me semble, ne me paraît pas, vous me semblez, ils me semblent, il me semblait, il vous semblera. 420 Sentir, sentire, to feel. — Je ne sens pas, vous ne sentez pas, sentez. 42 1 Serrer, stringere, to squeeze. — Serrez. 476 Servir, servire, to serve. — Vous servir, je vous sers, il ne sert pas. 423 Solfier, solfeggiare, to sing the garnet. — Solfie, solfiez. 439 Solliciter, sollecitare, to solicit. — Je solliciterai, sollicitez. (PP.) 440 DES PHRASES ELEMENTAIRES. XXIII Sortir, sortire, to go out. — Je ne sortirai pas, sortez. 447 Sortir, uscire, to go out. — Sortez. 5î7 Soucier ( se), curarsi, to care. — Je me soucie, je ne me soucie pas. 125 Soulager, sfogare, to rent a person's fury. — Me, vous soulager, je me soulagerai, soulagez. 424 Soupirer, sospirare, to sigh. — Ne soupirez pas. 448 Sourire, sorridere, to smile. — Me sourira. 44(5 Souscrire, soscrivere, to subscribe. — Souscrivez. 447 Soutenir, sostenere, to support. — Yous soutenir, le soutenir, je me sou- tiens, vous ne me soutenez pas, je vous soutiendrai, soutenez. 449 * Subsister, subsistcre, to subsist. — Il ne subsiste pas. 484 Suivre, seguire, to follow. — Suivez. 420 Supplier, supplicare, to beseech. — Vous supplier, le supplier, je vous supplie, vous ne suppliez p*>s, je le suppliais, je le suppliai, je vous supplierai, je vous supplierais. 482 Supposer, supporre, to suppose. — Me supposer, vous supposer, le sup- poser, je ne le suppose pas, vous ne me supposez pas, vous me sup- posez, je ne supposais pas, vous ne supposiez pas, supposez. 483 Surpasser, superare, to excel. — Le surpasser, vous, me surpasser, je vous surpasse, il le surpasse, vous me surpassez, vous ne me surpassez pas. 481 Surprendre, sorprendere, to surprise. — Vous, me surprendre, je vous surprends, il ne me surprend pas, nous vous surprenons, vous me sur- prenez, ils nous surprennent, il ne surprenait pas, il me surprenait. 4415 Suspendre, sospendere, to suspend. — Suspendez. 448 Taire (se), tacere, to be silent. — Taisez-vous. 487 Tarder, tardare, to delay. — Je ne tarderai pas, vous ne tarderez pas, ne tardez pas. 488 Tendre, porgere, to aimât. — Vous tendre, me tendre, je vous tends, vous me tendez, je lui tendais, il me tendait, tendez-moi. 301 Tenir, tenere, to hold. — Me tenir, vous tenir, je vous tiens, il me tient, vous me tenez, je vous tiendrai, il ne tiendra pas, vous me tiendrez, tenez, ne le tenez pas. 499 Traduire, tradurre, to translate. — Traduisez. 499 Trahir, tradire, to betray. — Vous, me trahir, je ne trahirai pas, je ne vous trahirai pas, vous ne me trahirez pas, ne me trahissez pas. 499 Traiter, trattare, to treal. — Vous, me, le traiter, je vous traite, il me traite, vous me traitez, je ne traitais pas, il me traitait, il ne me trai- tait pas, je vous traiterai, si vous me traitez, vous me traiterez. 50,"> Transporter, trasportare, to transport. — Transportez. 504 Travailler, lavorare, to work. — Je ne travaille pas, vous ne travail- lez pas, je ne travaillerai pas, ne travaillez pas. 240 Traverser, traversare, to pass. — Traversez. 507 Tkembler, tremare, to tremble. — Je ne tremble pas, ne tremblez pas. 508 Tromper, soverchiare, to deceive. — Me, vous tromper, je ne vous trompe pas, vous me trompez, ne me trompez pas. 450 Tromper, ingannare, to deceive. — Le, vous, me tromper, je ne vous trompe pas, vous me trompez, je me trompai, il me trompa, je ne tromperai pas, vous ne me tromperez pas, je vous tromperais, je ne vous tromperais pas, vous ne me tromperiez pas, ne me trompez pas. 221 Trompkr (se), ingannarsi, to mistake. — Je me trompe. 222 XXIV TABLEAU DES PHRASES ELEMENTAIRES. Trouver, trovare, to find. — Me trouver, vous trouver, je vous trouve, vous me trouvez, je vous trouverai, on trouvera, vous me trouverez, trouvez. Tuer, uccidere, to kill. — Tuez. u Unir, unire, to unite. — Vous unir, les unir, m'unir, je m'unis, je m'unirai, il s'unira, vous vous unirez, ils s'uniront. 516 User, usare, to wear. — Je n'userai pas, vous n'userez pas. 517 Usurper, usurpare, to usurp. — Je n'usurpe pas., je n'usurperai pas, n'usurpez pas. 518 •v "Valoir, valere, to be worth. — Il ne vaut pas. 519 Vanter (se), vantarsi, to boast. — Me vanter, vous vanter, je ne me vante pas, ne vous vantez pas. ( V. le verbe.) . 521 Varier, variare, to vary. — Variez. 521 Veilt.er, vegliare, to sit up. — Veillez. 523 Vendre, vendere, to seel. — Me vendre, vous vendre, je ne vends pas, on vend, vendez-moi. ( V. le verbe. ) 5 24 Vfnérer, venerare, to venerate. — Je vous vénère. 526 Venger, vendicare, to take reveng. — Me, vous venger, je me venge, il se venge, ils se vengent, je me vengerai, il se vengera, vous vous vengerez, vengez vous, vengez. 5 25 Venir, venire, to come. — Je ne viens pas, si tu viens, si tu ne viens pas, si vous ne venez pas, venez. ( V. le verbe. ) 526 Venir a bout, venire a capo, to accomplish. — Je viendrai à bout. 527 Visiter, visitare, to visit. — Me visiter, vous visiter, le visiter, je ne visite pas, je vous visiterai. 533 Vivre, vivere, to live. — Vivez. 534 Voir, vedere, to see. — Vous, me, le voir, je ne vois pas, je vous vois, on voit, vous ne voyez pas, vous le voyez. ( P.ie verbe.) 521 Voter ( donner sa voix ), votare, to vote. — Je ne voterai pas, votez, ne votez pas. 5V0 Voyager, viaggiare, to travel. — Voyagez. 531 Vouloir, volere, to want. — Me, le vouloir, je neveux pas, je le veux, je ne voudrais pas. ( V. le verbe. ) 537 Vouloir (pour souhaiter), volere ( per desiderare) ', to wish. — Si vous voulez, si vous ne voulez pas, si je voulais, s'il voulait, s'il ne voulait pas, si vous vouliez, si vous ne vouliez pas. 536 L - ABBAGLIARE ÉBLOUIR ro DAZZLE L = Abbagliarvi Vous éblouir Io dazzle you L • Abbaglio ï'éblouis I dazzle L ■•Abbagli Tu éblouis Tbou dazzlest ( - Abbaglia [l éblouit He dazzles ( = Abbagliamo Nous éblouissons We dazzle ( • Abbagliate Vous éblouissez You dazzle ( •• Mi abbagliate Vous m'éblouissez You dazzle me H - A.bbagliano Ils éblouissent They dazzle H = Abbagliava J'éblouissais I dazzled H • Abbagliavi Tu éblouissais Thou dazzledst H •• Abbagliava Il éblouissait He dazzled 1 - Abbagliavamo Nous éblouissionsWe dazzled 1 = Abbagliavate Vous éblouissiez You dazzled 1 • Abbagliavano Ils éblouissaient They dazzled 1 Abbagliai J'éblouis I dazzled o — Abbagliasti Tu éblouis Thou dazzledst o = Abbagliò Il éblouit He dazzled 0 . Abbagliammo Nous éblouîmes We dazzled o .. Abbagliaste Vous éblouîtes You dazzled 1 - Abbagliarono Ils éblouirent. They dazzled 1 = Abbaglieró J'éblouirai I shall dazzle 1 • Abbaglienti Tu éblouiras Thou wilt dazzle 1 .. Abbagliera Il éblouira He will dazzle ),- Abbaglieremo Nous éblouirons We shall dazzle ) = Abbagliente Vous éblouirez You will dazzle ) . Abbaglieranno Ils éblouiront. They will dazzle ) .. Abbagliando Éblouissant Dazzling + — Abbagliato Ébloui Dazzled + = Abbagliati Éblouis Dazzled + . Abbagliata Éblouie Dazzled + ■• Abbagliate. Éblouies Dazzled ^ Abbajare Aboyer To BARK ~^ = Abbaja Il aboie He barks \ . Abbajano Ils aboient They bark \ . . abbajava Il aboyait He barked p - Abbajavano Ils aboyaient They barked p = Abbajó Il aboyHe barked p ■ Abbajarono Ils aboyèrent They barked p .. Abbajerâ Il aboiera He will bark v — Abbajeranno Us aboieront They will bark v = Abba j andò Aboyant Barking v . Al)bajato Abozé Barked v .. Abbandonare Abandonner To abandon- 0 — Abbandonarvi Vous abandonner To abandon you 0 = Abbandonarmi M'abandonner To abandon me 0 . Io abbandono J'abandonne I abandon 0 . Non vi abbandono Je nevous abandonne pas Y do not abandon you / - • \ i abbandono Je vous abandonne Y abandon you / = = Abbandoni Tu abandonnes Thou abandonest / Abbandona Il abandonne He abandons / • Abbandoniamo Nous abandonnons We abandon A - - Yoi abbandonate Vous abandonnez You abandon A = = Non mi abbandonate Vous ne m'abandonnez p You do not abandon me 2 VERBI. VERBES. VERBS. L - Eglino abbandonano Ils abandonnent They abandon L = Abbandonava t'abandonnais I was abandoning L • Abbandonavi Tu abandonnais Thou wast abandon L ... Abbandonava Il abandonnait He was abandoning ( - Abbandonavamo Nous abandonnions We were abandoning( = Abbandonavate Vous abandonniez You were abandoning 1 • Abbandonai ano [ls abandonnaient [bey were abandoning i .. Abbandonai ['abandonnai I abandoned H — Abbandonasti Tu abandonnas Tiiou abandonedst -I = Abbandonò Il abandonna He abandoned H . • Abbandonammo Nous abandonnâmes We abandoned H •• AbbandonasteVous abandonnâtes You abandoned 1 - Abbandonarono Ils abandonnèrent I'liey abandoned Abbandonerò J'abandonnerai I .shall abandon i • Non vi abbandonerò Jenevousabandonneraip. I shall noi abandon 1 •• Abbandonerai Tu abandonneras rhou wilt abandon o — Abbandonerà Il abandonnera He will abandon 0 = Abbandoneremo Nous abandonnerons We aliali abandon o . Abbandonerete Vous abandonnerez You will abandon 0 . . Abbandoneranno Ils abandonneront They will abandon 1 - Abbandona Abandonne Abandon 1 = Abbandoni Qu'il abandonne Let him abandon 1 • Abbandoniamo Abandonnons Let us abandon 1 •• Abbandonate Abandonnez Abandon ) - Abbandonino Qu'ils abandonnent Let them abandon ) = Cb'io abbandoni Que j'abandonne That I may abandon ) • Che abbandoni Que lu abandonnes Th. thou mayst abandon ) •• Che abbandoni Qu'il abandonne Th. he may abandon L) Che abbandoniamo Que nous abandonnions Th. we may abandon 4- == Che abbandoniate Que vous abandonniez Th. you may abandon — . Che abbandonino Qu'ils abandonnent ih. they may abandon 4- .. Che io abbandonassi Que j'abandonnasse That I might abandon \ — Che abbandonassi Que tu abandonnasses Th. thou mighst abandon ~-^ = Che abbandonasse Qu'il abandonnât Th. he might abandon ^ . Che abbandonassimo Que nous abandonassions Th. we might abandon \ .. Che abbandonaste Que vous abandonnassiez Th. you might abandon P — Che abbandonassero Qu'ils abandonnassent Th. they might abandon P = Abbandonando Abandonnant Abandoning P • Abbandonato Abandonné Abandonned P •■ Abbandonati Abandonnés Abandonned V - Abbandonata Abandonnée Abandonned V = Abbandonate Abandonnées Abandonned v . Abbassare Abaisser To Lower ( bring down v .. Abbasso J'abaisse I lower 0 — Abbassa Il abaisse He lowers id = Abbassiamo Nous abaissons We lower 0 . Abbassate Vous abaissez You lov\ er 0 .. Abbassano Ils abaissent They lower / - Abbasserò J'abaisserai I shall lower / = Abbasserai Tu abaisseras Thou wilt lower / . Abbasserà Il abaissera He will lower / .. Abbasseremo Nous abaisserons We shall lower A - Abbasserete Vous abaisserez You will lower A = Abbasseranno Ils abaisseront They will lower A • Abbassando Abaissant Lowering A •• Abbassato Abaissé Lowered T - Abbassati Abaissés Lowered T = - Abbassata Abaissée Lowered T Abbassate i Abaissées Lowered VERBI. VERBES. VERBS. O \_ — Abbattere Abattre To abate (striek down) L = Abbatto J'abats I abate L • Abbatti Tu abats Thou abatest L •• Abbatte Il abat He abates ( - Abbattiamo Nous abattons We abate ( = Abbattete Vous abattez You abate ( • Abbattono Ils abattent They abate ( •• Abbatterò J'abattrai I shall abate H - Abbatterai Tu abattras Thou wilt abate H = Abbatterà Il abattra He will abate H • Abbatteremo Nous abattrons We shall abate H •• Abbatterete Vous abattiez You vi ill abate 1 - Abbatteranno Ils abattront They will abate i = Abbattendo Abattant Abating 1 Abbattuto Abattu Abated i •• Abbattuti Abattus Abated e — Abbattuta Abattue Abated o = Abbattute Abattues Abated o . Abbellire Orner To ADORN o .. Abbellisco J'orne I adorn 1 - Abbellisce Il orne He adorns 1 = Abbelliamo Nous ornons We adorn 1 • Abbellite Vous ornez You adoni 1 •• Abbelliscono Ils ornent They adorn ) - Abbellirò J'ornerai I shall adorn ) = Abbellirai Tu orneras Thou wilt adorn ) • Abbellirà Il ornera He will adorn ) •• Abbelliremo Nous ornerons We shall adorn + — Abbellirete Vous ornerez You will adorn + = Abbelliranno Ils orneront They will adora + . Con abbellire En ornant In adorning ~r • • Abbellito Orné Adorned "«*, — Abbelliti Ornés Adorned *> — Abbellita Ornée Adorned v. . Abbellite Ornées Adorned "«Si . . Abbendare Bander To BEND 0 — Abbendando Bandant Bending p = Abbendato Bandé Bent p Abbendati B amies Bent p •• Abbendata Bandée Bent V — Abbondate Bandées Bent V = Abbeverare Abreuver To WATER V • Abbeverando Abreuvant Watering v .. Abbeverato Abreuvé Watered 0 — Abbeverati Abreuvés Watered 0 = Abbeverata Abreuvée Watered o . Abbeverate Abreuvées Watered 0 .. Abbigliare Habiller Do DRESS / - Abbiglio J'habille I dress / = Abbiglia Il babille He dresses / • Abbigliamo Nous habillons We dress / .. Abbigliate Vous habillez You dress A — Abbigliano Ils habillent They dress A = Abbigliava J'habillais I dressed A • Abbigliava Il habillait He dressed A •• Abbigliavamo Nous habillions We dressed T- Abbigliavate Vous habilliez You dressed T = Abbigliavano Ils habillaient They dressed 4 VERBI. VERBES. VERBS. L — Abbigliai J'habillai 1 dressed L = Abbigliasti Tu babillas Thou dressedst L . Abbigliò II habilla He dressed j_ .. Abbigliammo Noos habillâmes We dressed ( — Abbigliaste Vous habillâtes You dressed ( — Abbigliarono Ils habillèrent They dressed c . Abbicherò J'haillerai [ «bali dress ( - Abbiglierai Tu habilleras Thou wilt dress -\ — Abbigliela [1 habillera He will dress H = \bbiglieremo Nous habillerons We shall dress H • Abbiglierete Vous Babillerez You will dress M •■ Abbiglieranno fis habilleront They will dress 1 — Abbigliando Habillant Dressing 1 = Abbiglialo Habille Dressed I . Abbigliali Habilles Dressed 1 •• Abbigliala Habillée Dressed o — Abbigliale Habillées Dressed 0 = Abbittare (t. di marina) Bitter (1. de marine) TO RIT o . Abbitto le bitte I bit () .. Abbitti Tu billes Thou bitfest 1 - Abbitta 11 bitte He bits 1 = Abbcttiamo Nous biltons We bit "1 . Abbinate Vous bittez You bit 1 .. Abbinano Ils bittent They bit ) - Abbittava Je luttais I bitted Abbinava Il bittait He bitted ) . Abbinavamo Nous billions We billed ) .. Abbinavate Vous bittiez You bitted -f — Abbinavano Ils bittaient They bitted + = Abbinai Je bittai I bitted + . Abbittó Il bitta He bitted + .. Abbinammo INous bittàmes We bitted \ — Abbinaste Vous biltàtes You bitted \ = Abbinarono Ils bittèrent They bitted -^ Abbinerò Je bitterai I sbaU bit ^ . . Abbinerai Tu bitteras Thou wilt bit Û — Abbinerà Il bittera He will bit P = Abberemo Nous lutterons ^\Ye shall hit p Abbinerete Vous bi lierez Y'ou will bit 0 Abbineranno Ils bitteront They will bit V - Abbinando Bittant Bitting V = Abbinato Bitte Bitted V • Abbinati Bittes Bitted v .. Abbinata Bittée Bitted o - - Abbinate Bittées Bitted o = : Abboccarti S'aboucher To HAVE an interview 0 Abboccandosi S'abouchant Having an interview- G . Abboccato Abouché Had an interview 1 - - Abboccati Abouchés Had an interview 1 = ^ Abboccata Abouchée Had an interview / Abboccate Abouchées Had an interview / • Abbonacciare Calmer To CALM A - - Abbonaccia Il calme He calms A = = Abbonaciava Il calmait He calmed A . Abbonacciò Il calma He calmed A . . Abbonaccerà Il calmera He will calm T- - Abbonacciando Calmant Calming T = = Abbonacciato Calmé Calmed VERBI. VERBES. VERBS. 5 L - Abbonacciati Calmés Calmed L = Abbonacciata Calmée ) = Abbinava Il bittait He bitted ) . Abbinavamo Nous billions We billed ) .. Abbinavate Vous bittiez You bitted -f — Abbinavano Ils bittaient They bitted + = Abbinai Je bittai I bitted + . Abbittó Il bitta He bitted + .. Abbinammo INous bittàmes We bitted \ — Abbinaste Vous biltàtes You bitted \ = Abbinarono Ils bittèrent They bitted -^ Abbinerò Je bitterai I sbaU bit ^ . . Abbinerai Tu bitteras Thou wilt bit Û — Abbinerà Il bittera He will bit P = Abberemo Nous lutterons ^\Ye shall hit p Abbinerete Vous bi lierez Y'ou will bit 0 Abbineranno Ils bitteront They will bit V - Abbinando Bittant Bitting V = Abbinato Bitte Bitted V • Abbinati Bittes Bitted v .. Abbinata Bittée Bitted o - - Abbinate Bittées Bitted o = : Abboccarti S'aboucher To HAVE an interview 0 Abboccandosi S'abouchant Having an interview- G . Abboccato Abouché Had an interview 1 - - Abboccati Abouchés Had an interview 1 = ^ Abboccata Abouchée Had an interview / Abboccate Abouchées Had an interview / • Abbonacciare Calmer To CALM A - - Abbonaccia Il calme He calms A = = Abbonaciava Il calmait He calmed A . Abbonacciò Il calma He calmed A . . Abbonaccerà Il calmera He will calm T- - Abbonacciando Calmant Calming T = = Abbonacciato Calmé Calmed VERBI. VERBES. VERBS. 5 L - Abbonacciati Calmés Calmed L = Abbonacciata Calmée Calmed L • Abbonacciate Calmées Calmed L •• Abbondare Abonder To ABOUND ( - Abbondo J'abonde I abound . Abbordata Abordée Landed "^ - Abbordate Abordées Landed P - Abborrfre DÉTESTER To DETEST ? = Abbonisco Je déteste I detest ? • Abbonisce Il déteste He detests 0 Abboniamo Nous détestons We detest V - Abbonite Vous détestez You detest V = Abboniscono Ils détestent They detest v . Abboniva Je détestais I detested v .. Abboniva Il détestait He detested u — Abbonivamo Nous détestions We detested 0 = Abbonivate Vous détestiez You detested 0 . Abbonivano Ils détestaient They detested 0 .. Abbonendo Détestant Detesting / - Abbonito Détesté Detested / = Abboniti Détestés Detested / . Abbonita Détestée Detested / .. Abbonite Détestées Detested A — Abbottonare Boutonner To BUTTON UP A = Abbottono Je boutonne 1 button up A . Abbottoni Tu boutonnes Thou buttonest up A •• Abbottona [1 boutonne He buttons up T — Abbottoniamo Nous boutonnons We button up T = Ablxrttonate Vous boutonnez You button up 1. 6 VERBI. » VERBES. VERBS. L — Abbottonano Ils boutonnent They button up L = Abbottonatevi Boutonnez-vous Button yourself up L • Abbottonato Boulonné Buttoned up L •• Abbozzare* ÉBAUCHKR To SKETCH ( — Abbozzo J'ébauche I sketch ( = Abbozzi Tu ébauches Thou sketchest ( Abbozza [1 ébauche He sketches ( •• Abbozziamo Nous ébauchons We sketch -{ — Abbozzate Vous ébauchez You sketch H = Abbozzano Ils ébauchent Thev sketch H . Abbozzerò J'ébaucherai I sball sketch -\ ■■ Abbozzerai Tu ébaucheras Thou wilt sketch 1 — Abbozzerà [1 ébauchera He will sketch I = Abbozzeremo Nous ébaucherons We shall sketch 1 Abbozzerete Vous ébaucherez You will sketch 1 •• Abbozzeranno Ils ébaucheront They will sketch o — abbozzando Ébauchant Skeching o = Abbozzato Ébauché Sketched o . Abbozzata Ébauchée Shetched o .. Abbracciare Embrasser TO EMBRACE 1 — Abbraccio J'embrasse Embrace 1 = Ti abbraccio Je t'embrasse I embrace thee 1 . Vi abbraccio Je vous embrasse I embrace, you 1 •• Abbracci Tu embrasses Thou embracest ) - Abbraccia Il embrasse He embraces ) = Abbracciamo Nous embrassons We embrace ) . Abbracciate Vous embrassez You embrace ) •• Abbracciano Ils embrassent They embrace + — Abbracciava J'embrassais I embraced + = Abbracciava Il embrassait He embraced + • Abbracciavamo Nous embrassions We embraced + .. Abbracciavate Vous embrassiez You embraced *>s Abbracciavano Ils embrassaient They embraced •«^ — Abbracciai J'embrassai I embraced ^ . Abbracciò Il embrassa He embraced *»s . . Abbracciammo Nous embrassâmes We embraced p - Abbracciaste Vous embrassâtes You embraced P F= Abbracciarono Ils embrassèrent They embraced p . Abbraccerò J'embrasserai I shall embrace p .. Abbraccerai Tu embrasseras Thou wilt embrace V - Abbraccerà Il embrassera He will embrace V = Abbracceremo Nous embrasserons We shall embrace v . Abbraccerete Vous embrasserez You will embrace V •> Abbracceranno Ils embrasseront They will embrace 0 — Abbraccia Embrasse Embrace 0 = Abbracci Qu'il embrasse Let him embrace 0 . Abbracciamo Embrassons Let us embrace 0 .. Abbracciate Embrassez Embrace / - Abbraciatemi Embrassez-moi Embrace me / = Abbraccino Qu'ils embrassent Let them embrace / • abbracciando Embrassant . Embracing / •• Abbracciato Embrassé Embraced A - Abbracciati Embrassés Embraced A = Abbracciata Embrassée Embraced A • Abbracciate Embrassées Embraced A •• Abbrancare Empoigner TO GRA.SP T- Abbrancando Empoignant Grasping T = Abbrancato Empoigné Grasped T • Abbrancati Empoignés Grasped VERBI. VERBES. VERBS. L - Abbrancata Empoignée Grasped L - Abbrancate Empoignées Grasped L • Abbriyidire Frissonner To SHIVER L •• Abbrividisco Je frissonne I sbiver ( - Abbrividisci Tu frissonnes Tbou sbiverest ( = Abbrividisce Il frissonne He shivers ( . Abbrividiamo Nous frissonnons We shiver ( -. Abbrividite Vous frissonnez You shiver -*- Abbrividiscono Ils frissonnent They shiver H = Abbrividiva Je frissonnais I shivered H . Abbrividiva Il frissonnait He shivered H •• Abbriviti ivamo Nous frissonnions We shivered 1 - Abbrividivate Vous frissonniez You shivered 1 = Abbrividivano Ils frissonnaient They shivered 1 . Nell' abbrividire En frissonnant Shivering 1 .. Abbrividito Frissonné Shivered o — Abbriyidirsi Engourdir ( s' ) • TO GROW NUMR o = Abbrh idendosi S'engourdissant Growing numb 0 . Abbrividito Engourdi Grown numb 0 .. Abbrividiti Engourdis Grown numb 1 -Abbrividita Engourdie Grown numb 1 = Abbrividite Engourdies Grown numb 1 . Abbreviare Abréger TO ABRIDGE 1 .. Abbrevio J'abrège I abridge ) - Abbrevi Tu abrèges Thou abridge ) = Abbrevia Il abrège He abridge ) . Abbreviamo Nous abrégeons We abridge ) .. Abbreviate Vous abrégez You abridge H Abbreviano Ils abrègent They abridge + = Abbrevieró J'abrégerai I shall abridge + • Abbrevierai Tu abrégeras Thou wilt abridge + •• Abbreviera Il abrégera He will abridge \ — Abbrevieremo Nous abrégerons We shall abridge -s. = Abbrevierete Vous abrégerez You will abridge *■>. . Abbre^ieranno Ils abrégeront They will abridge. ^-» . . Abbreviando Abrégeant Abridging ? — ' Abbreviato Abrégé Abridged 0 = Abbreviati Abrégés Abridged p Abbreviata Abrégée Abridged ? .'. Abbreviate Abbrégées Abridged V — Abbronzare (del sole) Ha LERipar l'effet du soleil To scorch V = Abbronzato Hàlé Scorched V • Abbronzati Hàlés Scorched V .. Abbronzata Halée Scorched 0 — Abbronzate Hâlées Scorched 0 = Abbruciare Brûler To BURN 0 . Abbrucio Je brûle I burn 0 •• Abbruci Tu brûles Thou burnest / - Abbrucia Il brûle He burns / = Abbruciamo Nous brûlons We burn / . Abbracciate Vous brûlez You burn / .. Abbruciano Ils brûlent They burn A - Abbruciava Je brûlais I was burning A = Abbruciavi Tu brûlais Thou wast burning A • Abbruciava Il brûlait He was burning A •• Abbracciavamo Nous brûlions We were burning T- Abbruciavate Vous brûliez You were burning T = Abbruciavano [Ils brûlaient They were burning 8 VERBI. L - Abbruciando L = Abbruciato L ■ Abbruciate L •• Abbruciata ( - Abbruciate ( = Abbrustolare (, Abbrustolando ( •• Abbrustolato H - Abbrustolati H = Abbrustolata H • Abbrustolate H .. Abdicare 1 — Abdicando 1 = Abdicato 1 . Abdicati 1 •• Abdicata o — Abdicate o = Abitare 0 . Abito o .. Abiti 1 - Abita 1 = Abitiamo 1 . Abitate 1 .. Abitano ) - Abitava ) = Abitavi ) . Abitava ) . Abitavamo H Abitavate 4- = Abitavano + . Abitando + .. Abitato •*s. Abituarsi *««. = M' abituo \ . T abitui •^ . . S' abitua p - Ci abituiamo p = Vi abituate p . Si abituano ? Mi abituava V — Si abituava V = Ci abituavamo v . Vi abituavate v .. Si abituavano 0 — Mi abituai o = Si abituò 0 . Ci abituammo 0 .. Vi abutuaste 1 - Si abituarono / - Mi abituerò / • Ti abituerai / •• Si abituerà A — Ci abitueremo A = Vi abituerete A . Si abitueranno A •• Abituandosi T — Abituato T = Abituati verbes. VERBS. Brûlant Burning Brûlé Burned Brûlés Burned Brûlée Bui-ned Brûlées Burned Griller To broil Grillant Broiling Grillé Broiled Grillés Broiled Grillée Broiled Grillées Broiled Abdiques To RESIGN Abdiquant Resigning Abdiqué Resigned Abdiqués Resigned Abdibuée Resigned Abdiquées Resigned H veiter To nwi !.l ( v. Inhabit ) J'habile I dwell Tu habites Thou dwellest Il habite He dwells Nous habitons We dwell Vous habitez You dwell Us habitent They dwell J'habitais I dwelt Tu habitais Thou dwellest Il habitait He dwelt Nous habitions We dwelt A'ous habitiez YOU dwelt Us habitaient They dwelt Habitant Dwelling Habité Dwelt S'ACCOLTI MUR TO ACCUSTOM ONESSELF Je m'accoutume I accustom myself Tu t'accoutumes Thou accustomestthysel! Il s'accoutument He accustoms himself Nous nous accoutumons We accustom ourselves Vous vous accoutumez You accustom yourselves Ils s'accoutume They accustom themseh . Je m'accoutumais I accustomed myself Il s'accoutumait He accustomed himself Nous nous accoutumions We accustomed ourselves Vous vous accoutumiez You accustomed yoursei. Ils s'accoutumaient They accustomed thems. Je m'accoutumai I accustomed myself Il s'accoutuma He accustomed himself Nous nousaccoutumâmes We accustomedoursehfs Vous vous accoutumâtes You accustomed yoursei. Ils s'accoutumèrent They accustomed thems. Je m'accoutumerai I shall accustom myself Tu t'accoutumeras Thou wilt accustom thys Il s'accoutumera He will accustom himself Nous n. accoutumerons We shall accustom ours. Vous vous accoutumerez You will accustom your. [ls s'accoutumeront They will accustom th. S'accoutumant Accustoming one'sself Accoutumé Accustomed Accoutumés Accustomed VERBI. VERBES. VERB?. 9 L — abituata Accoutumée Accustomed. L = Abituate Accoutumées Accustomed L • Abolire Abolir TO ABOLISH L •• Abolendo Abolissant Abolishing ( — Abolito Aboli Abolished ( = Aboliti Abolis Abolished ( • Abolita Abolie Abolished ( •• Abolite Abolies Abolished H - Abortire Avorter To MISCARRY H = Abortito Avorté Miscarried H • Abortiti Avortés Miscarried H •• Abortita Avortée Miscarried 1 - Abortite Avortées Miscarried 1 = Abusare Abuser TO ABUSE 1 Abuso J'abuse I abuse 1 .. Abusi Tu abuses Thou abusest o — Abusa Il abuse He abuses o = Abusiamo Nous abusons We abuse 0 . Abusate Vous abusez You abuse o .. Abusano Ils abusent They abuse 1 — Abusava J'abusais I abused 1 = Abusavi Tu abusais Thou abusedst 1 . Abusava Il abusait He abused 1 ■■ Abusavamo Nous abusions We abused ) — Abusavate Vous abusiez You abused ) = Abusavano Ils abusaient They abused ) . Abusai J'abusai I abused ) •• Abusasti Tu abusas Thou abusedst + — Abusò Il abusa He abused + = Abusammo Nous abusâmes We abused + . Abusaste Vous abusâtes You abused + .. Abusarono Ils abusèrent They abused ^ — Abuserò J'abuserai I shall abuse ^ = Abuserai Tu abuseras Thou wilt abuse «^ Abuserà Il abusera He will abuse ^>. . . Abuseremo Nous abuserons We shall abuse p - Abuserete Vous abuserez You will abuse p = Abuseranno Ils abuseront They will abuse ? . Abusando Abusant Abusing p •• Abusato Abusé Abused v — Accadere Arriver TO ARRIVE v = Accadermi M'arriver To arrive to me v . Accader vi Vous arriver To arrive to you v .. Accade Il arrive He arrives 0 — Mi accade Il m'arrive It arrives to me 0 = Non mi accade Il ne m'arrive pas It do not arrives to me 0 . Accadeva Il arrivait He was arriving 0 -. Accadde Il arriva He arrived 1 - Accadrà Il arrivera He shall arrive / = Accadrebbe Il arriverait He would arrive / • Accada Qu'il arrive Let him arrive / •• Accadesse Qu'il arriva That he might ani ve A - Se mi accadesse S'il m'arrivait If it arrive to me A = Sevi accadesse S'il vous arrivait If it arrive to you A • Accadendo Arrivant Arriving A •• Accaduto Arrivé Arrived T - Accamparsi Camper To ENCAMP T = [MI accampo Je campe jl encamp 10 VERBr. VERBES. VERBS. L - Si accampa 1 campe He encamps L = Ci accampiamo Nous campons We encamp L • Vi accampate Vous campez You encamp L •• Si accampano Ils campent They encamp ( - Mi accampava Je campais I encamped ( = Si accampava Il campait He encamped ( • Ci accampavamo Nous campions We encamped ( •• Vi accampavate Vous campiez You encamped H - Si accampavano Us campaient They encamped -T= Mi accampai Je campai I encamped H • Si accampò Il campa He encamped H •• Ci accampammo Nous campâmes "We encamped 1 - Vi accampaste Vous campâtes You encamped 1 = Si accamparono Ils campèrent They encamped 1 • Mi accamperò Je camperai [ shall encamp 1 •• Ti accamperai Tu camperas Thou wilt encamp o — Si accamperà Il campera He will encamp 0 = Ci accamperemo Nous camperons We shall encamp 0 . Vi accamperete Vous camperez You will encamp 0 .. Si accamperanno Us camperont They will encamp 1 - Accampandosi Campant Encamping 1 = Accampato Campé Encamped 1 . Accampati Campés Encamped 1 .. Accampata Campée Encamped ) - Accampate Campées Encamped ) = Accanire Achat, ner TO ANIMATE ) . Accanendo Acharnant Animating ) .. Accanito Acharné Animated + — Accaniti Acharnés Animated + = Accanita Acharnée Animated + . Accanite Acharnées Animated + .. ACC ARRICCIA RE Frémir To SHUDDER ■^ — Accapriccio Je frémis I shudder ^ = Accapricci Tu frémis Thou shudderest «N^ . Accapriccia Il frémit He shudders *•». .. Accapricciamo Nous frémissons We shudder ? - Accapricciate Vous frémissez You shudder p = Accapricciano Ils frémissent They shudder f> Accapricciava Je frémissais I shuddered ? •• Accapricciavi Tu frémissais Thou shudderedst V — Accapricciava Il frémissait He shuddered V = Accapricciavamo Nous frémissions We shuddered v . Accapricciavate Vous frémissiez You shuddered V .. Accapri celavano Ils frémissaient They shuddered 0 — Accapricciai Je frémis I shuddered o = Accapriciasti Tu frémis Thou shudderedst 0 . Accapriccio Il frémit He shuddered 0 .. Accapricciammo Nous frémîmes We shuddered / - Accapricciaste Vous frémîtes You shuddered ./ = Accapricciarono Ils frémirent They shuddered / •Accapricciando Frémissant Shuddering / .. Accapricciato Frémi Shuddered A - Accapricciati Frémis Shuddered A = Accapricciata Frémie Shuddered A • Accapricciate Frémi es Shuddered A •• Accarezzare Caresser To CARESS T — Accarezzo Je caresse I caress T = Accarezzi Tu caresses Thou caressest T • Accarezza Il caresse He caresses VERBI. VERBES. VERBS. 1 i I - Accarezziamo Vous caressons We caress L = Accarezzate Vous caressez You caress L • Accarezzano [Is caressent rhey caress L •• Accarezzava Je caressais ; caressed ( - Accarezzavi Ta caressais Thou caressedst ( = Accarezzava [1 caressait He caressed ( • Accarezzavamo Nous caressions We caressed ( •• Accarezzavate Vous caressiez You caressed H - Accarezzavano Us caressaient They caressed -i = Accarezai Je caressai I caressed H • Accarezzasti Tu caressas Thou caressedst H •• Accarezzò Il caressa He caressed I - Accarezzammo Nous caressâmes We caressed 1 = Accarezzasti Vous caressâtes You caressed I • Accarezzarono Ils caressèrent They caressed 1 •• Accarezzerò Je caresserai I shall caress o — Accarezzerai Tu caresseras Thou wilt caress 0 — Accarezzerà Il caressera He will caress 0 . Accarezzeremo Nous caresserons We shall caress o .. Accarezzerete Vous caresserez You will caress 1 - Accarezzeranno lis caresseront They will caress 1 = Accarezzando Caressant Caressing 1 - Accarezzato Caressé Caressed 1 .. Accarezzati Caressés Caressed ) - Accarezzata Caressée Caressed ) = Accarezzate Caressées Caressed ) . Accartocciare Envelopper (encornet) To WRAPP ) •• Accartocciando Enveloppant Wrapping + — Accartocciato Enveloppé Wrapped 4- = Accartocciati Enveloppés Wrapped +, Accartocciata Enveloppée Wrapped + . Accartocciate Enveloppées Wrapped *■*. — Accasarsi Se mettre en ménage TO SET IP A HOUSE \ — Accasandosi Se mettant en ménage Setting up a house *»». Accasato Mis en ménage Set up a house ■^ . . Accasati Mis en ménage Set up a house ? — Accasata Mise en ménage Set up a house 3 = Accasate Mises en ménage Set up a house ? . Accattare Emprunter TORORF.OW ? •• Accattando Empruntant Borrowing V — Accattato Emprunté Borrowed V = Accattati Empruntés Borrowed V • Accattata Empruntée Borrowed V •• Accattate Empruntées Borrowed 0 — VCCECARE Aveugler To BLIND jO = Mi accieco Je m'aveugle I hlind myself « . Ti àcciechi Tu t'aveugles Thou hlindest thyself 0 .. Si accieca Il s'aveugle He hlinds himself / - Ci aeciechiamo Nous nous aveuglons We hlind ourselves / - Vi accieca te Vous vous aveuglez You hlind yourselves / • Si acciecano Ils s'aveuglent They hlind themselves / •• Mi acciecava Je m'aveuglais I Blinded myself A - Ti acciecavi Tu t'aveuglais Thou hlindedst thyself A = Si acciecava Il s'aveuglait He Winded himself A • Ci accieca vamo Nous nous aveuglions We blinded ourselves A • Vi accecavate Vous vous aveugliez You blinded yourselves T- - Si acciocavano Tls s'aveuglaient Thev blinded themselves T = - Acciecalo Aveuglé Blinded ri VERBI. VERBES. VERBS. L - Acciecati Aveuglés Blinded L = Acciecata Aveuglée Blinded L • Acciecale Aveuglées Blinded Accedere Accéder TO ACCEDE ( — Acceduto Accede Acceded ( = Accelerare Hater TO HASTEN Accelerando Hâtant Hastening Accelerato Hate Hastened H - Accelerati Hides Hastened H = Accelerata Hâtée Hastened H • Accelerate Hâtées Hastened H -• Accendere ALLUMEE TO LIGHT - 1 Accendo J'allume I light 1 = Accendi Tu allumes Thou lightest Accende il allume He lishts Accendiamo Nous allumons We light o — Accendete Vous allumez You light 0 = Accendono Ils allument They light Accendeva J'allumais I was lighting Accendevi Tu allumais Thou wast lighting "I — Accendeva Il allumait He was lighting "1 = Accendevamo Nous allumions We were lighting Accendevate Vous allumiez You were lighting Accendevano Ils allumaient They were lighting ) — Accesi J'allumai I lighted ) — Accendesti Tu allumas Thou Ughtedst Accese Il alluma He lighted Accendemmo Nous allumâmes We lighted H Accendeste Vous allumâtes You lighted 4- = Accesero Ils allumèrent They lighted + . Accenderò J'allumerai I shall light + •• Accenderai Tu allumeras Thou wilt lijdit v^ — Accenderà Il allumera He will light -*, = Accenderemo Nous allumerons We shall light ■«s • Accenderete Vous allumerez You will light *>v, . . Accenderanno Ils allumeront They will light P - Accendi Allume Light P = Accenda Qu'il allume Let him light ? • Accendete Allumez Light ? • • Accendendo Allumant Lighting V - Acceso Vilume Lighted V = Accesi Allumés Lighted V . Accesa Allumée Lighted V •• Accese Allumées Lighted 0 — Accennare Faire signe To BECKON 0 = Accenno Je fais signe I heckon 0 . Accenni Tu fais signe Thou beekonesl 0 ■■ Accenna Il fait signe He beckons 1 - Accenniamo Nous faisons signe We beckon 1 = Accennate Vous faites signe You beckon / . Accennano Ils font signe They beckon / .. Accennava Je faisais signe I beckoned A — Accennavi Tu faisais signe Thou beckonedst A = Accennava Il faisait signe He beckoned A • Accennavamo Nous faisions signe We beckoned A •• Accennavate Vous faisiez signe You beckoned T- Accennavano Ils faisaient signe They beckoned T = Accennai Je fis signe I beckoned VERBI. Accennasti Accennò Accennammo Accennaste Accennarono Accennerò Accennerai Accennerà Accenneremo Accennerete Accenneranno Accennando Accennato Accennati Accennata Accennate ACCENTUARE Accentuando Accentuato Accentuati Accentuata Accentuate Accertare Accerto Accerti Accerta Accertiamo Accertate Accertano Accertava Accertava Accertavamo Accertavate Accertavano Accertai Accertasti Accertò Accertammo Accertaste Accertarono Accerterò Accerterai Accerterà Accerteremo Accerterete Accerteranno Accertando Accertato Accertati Accertata Accertate Accettare Accetto Accetti Accetta Accettiamo Accettate Accettano Accettava VERBES. Tu fis signe Il fit signe Nous fîmes signe Vous fites signe Ils firent signe Je ferai signe Tu feras signe Il fera signe Nous ferons signe Vous ferez signe Ils feront signe Faisant signe Fait signe Fait signe Fait signe Fait signe Accentuer Accentuant Accentué Accentués Accentuée Accentuées Assurer J'assure Tu assures Il assure Nous assurons Vous assurez Ils assurent J'assurais Il assurait Nous assurions Vous assuriez Ils assuraient J'assurai Tu assuras Il assura Nous assurâmes Vous assurâtes Ils assurèrent J'assurerai Tu assureras Il assurera Nous assurerons Vous assurerez Ils assureront Assurant Assuré Assurés Assurée Assurées Accepter J'accepte Tu acceptes Il accepte Nous acceptons Vous acceptez Ils acceptent J'acceptais VERBS. Thou beckonedst He beckoned We beckoned You beckoned Tbey beckoned I shall beckon Thou wilt beckon He will beckon We shall beckon You will beckon They will beckon Beckoning Beckoned Beckoned Beckoned Beckoned To accent Accenting Accented Accented Accented Accented To ASSURE I assure * Thou assures t He assures We assure You assure They assure I assured He assured We assured You assured They assured I assured Thou assuredst He assured We assured You assured They assured shall assure Thou wilt assure He will assure We shall assure You will assure They will assure Assuring Assured Assured Assured Assured To accept I accept Thou acceptest He accepts We accept You accept They accept I accepted 1.1 14 VERBI. L - AccettaA i L = Accettava L • Accettavamo L •• Accettavate ( - Accettavano ( = Accettai ( . Accettasti ( •• Accettò H - Accettammo H = Accettaste H . Accettarono H •• Accetterò 1 - Accetterai i = Accetterà ! • Accetteremo 1 •• Accetterete o — Accetteranno o = Accettando o . Accettalo o .. Accettati 1 - Accettata 1 = Accettate 1 . Acchetare 1 ■■ Acchetatevi ) - Acchetando ) = Acchetato ) . Acchetati ) •• Acchetata -f — Acchetate + = Acchiappare + . Acchiappando + .. Acchiappato *>v Acchiappati ■>, = Acchiappata ^> . Acchiappate *>. .. Acciaccare ? — Acciaccando p = Acciaccato p . Acciaccati p .. Acciaccata V — Acciaccate V = ACCIARE V . Accciando v .. Acciato 0 — Acciati 0 «= Aciata 0 . Acciate 0 .. AfCIGLIARE / - Acciglia / = Accigliava / . Accigliò / •• Acciglierà A — Accigliando A = Accigliato A • Accigliati A .. Accigliata T- Accigliate VERBES, VERBS. Ta acceptais Thou acceptedst il acceptait He accepted Vous acceptions We accepted Vous acceptiez You accepted Ils acceptaient Thej accepted J'acceptai I accepted Tu acceptas Thou acceptedst Il accepta He accepted Vous acceptâmes We accepted Vous acceptâtes You accepted Ils acceptèrent They accepted J'accepterai I shall accept Tu accepteras Thou wilt accept Il acceptera He will accept Vous accepterons We s lia 11 accept Vous accepterez You will accept Ils accepteront They will accept Acceptant Accepting Accepté Accepted Acceptés Accepted Acceptée Accepted Acceptées Accepted Apaiser To PACIFY Apaisez-vous Be pacified Apaisant Paci lying Apaisé Pacified Apaisés Pacified Apaisée Pacified Apaisées Pacified Attraper To CATCH Attrapant Catching Attrapé Caught Attrapés Caught Attrapée Caught Attrapées Caught ÉCRASER To CRUSH Éciasant Crushing Écrasé Crushed Écrasés Crushed Écrasée Crushed Écrasées Crushed Hacher TO HACK Hachant Hacking Haché Hacked Hachés Hacked Hachée Hacked Hachées Hacked Froncer le sourcil To FROWN Il fronce le sourcil He frowns Il fronçait le sourcil He frowned Il fronça le sourcil He frowned Il froncera le sourcil He will frow n Fronçant le sourcil Frowning Froncé le sourcil Frowned Froncé le sourcil Frowned Froncé le sourcil Frowned Froncé le sourcil Frowned VERBI. VERBES. VERBS. IO I — Acclamare Proclamer TO PROCLAIM L = Acclamando Proclamant Proclaiming L • Acclamato Proclamé Proclaimed L • • Acclamati Proclamés Proclaimed ( - Acclamata Proclamée Proclaimed ( = Acclamate Proclamées Proclaimed ( • Accogliere AccuEiLLiR(gracieusemt.j TO RECEIVE KINDLY ( •• Accolgo J'accueille I receive kindly H- Accogli Tu accueilles Thou receivest kindly H = Accoglie Il accueille He receives kindly H • Accogliamo Nous accueillons We receive kindlyH •• Accogliete Vous accueillez You receive kindly ì - Accolgono Ils accueillent They receive kindly j = Accoglieva J'accueillais I received kindly 1 • Accoglievi Tu accueillais Thou receivedst kindly I •• Accoglieva Il accueillait He received kindly o — Accoglievamo Nous accueillions We received kindly 0 = Accoglievate Vous accueilliez You received kindly .. Accoglierà Il accueillera He will receive kindly H Accoglieremo Nous accueillerons We shall receive kindly + = Accoglierete Vous accueillerez You will receive kindly + . Accoglieranno Ils accueilleront They will receive kindly + .. Accogliendo Accueillant Receiving kindly \ — Accolto Accueilli Received kindly *■«* = Accolti Accueillis Received kindly *"*. . Accolta Accueillie Received kindly «v. .. Accolte Accueillies Received kindly P - Accomiatare Congédier To DISMISS ? = Accomiato Je congédie I dismiss P • Accomiata Il congédie He dismisses P •• Accomiatiamo Nous congédions We dismiss V — Accomiatate Vous congédiez You dismiss V = Accomiatano Ils congédient They dismiss V . Accomiatava Je congédiais I dismissed V .. Accomiatavi Tu congédiais Thou dismissedst 0 — Accomiatava Il congédiait He dismissed a = Accomiatavamo Vous congédiions We dismissed 0 . Accomiatavate V^ous congédiiez You dismissed 0 .. Accomiatavano ïls congédiaient They dismissed / - Accomiatai Je congédiai I dismissed / = Accomiatò Il congédia He dismissed / . Accomiatammo Nous congédiâmes We dismissed / .. accomiataste Vous congédiâtes You dismissed A - Accomiatarono Ils congédièrent They dismissed A = Accomiaterò Je congédierai I shall dismiss A • Accomiaterai Tu congédieras Thou wilt dismiss A •• Accomiaterà Il congédiera He will dismiss T - Accomiateremo Nous congédierons We shall dismiss T = Accomiaterete Vous congédierez You will dismiss T . Accomiateranno Ils congédieront They will dismiss 15 VERBI. VERBES. verbs. L — Accomiatando Congédiant Dismissing L =J accomiatato Congédié Dismissed L • j accomiatati Congédiés Dismissed L •• J accomiatata Congédiée Dismissed ( - accomiatate Congédiées Dismissed ( = ACCOMODARE ACCOMMODER To ACCOMMODATE ( • Accomodo ['accommode I accommodate ( .. Accomodi ru accommodes Thou aceommodatest H- Accomoda ïl accommode He accommodates H = Accomodiamo Nous accommodons We accommodate H • Accomodate Vous accommode/ You accommodate H •• Accomodano fis accommodent Tiiey accommodate 1 - Accomoderò J'accommoderai I shall accommodate Accomoderai Tu accommoderas Thou wilt accommodate !■ • Accomoderà Il accommodera He will accommodate 1 .- Accomoderemo Nous accommoderons We shall accommodate o — Accomoderete Vous accommoderez You will accommodate. o = Accomoderanno lis accommoderont They will accommodate o . Accomodatevi Donnez-vous la peine de vous asseoir Accommodate yourself o . Accomodando Accommodant Accommodating "1 - Accomodato Accommodé Accommodated 1 = Accomodati Accommodés Accommodated 1 . Accomodata Accommodée Accommodated 1 .. Accomodate Accommodées Accommodated ) - Accompagnare Accompagner TO ACCOMPANY ) = Accompagno J'accompagne I accompany ) . Accompagni Tu accompagnes Thou accompaniest ) .. Accompagna Il accompagne He accompanies + — Accompagniamo Nous accompagnons We accompany + = Accompagnate Vous accompagnez You accompany -4- . Mi accompagnate Vous m'accompagnez You accompany me + .. Accompagnano Us accompagnent They accompany ^ — Accompagnava J'accompagnais I accompanied ->, = Accompagnavi Tu accompagnais Thou accompaniedst -«* . Accompagnava Il accompagnait He accompanied *»> .. Accompagnavamo Nous accompagnions We accompanied ? — Accompagnavate Vous accompagniez You accompanied ? = Accompagnavano Us accompagnaient' They accompanied ? . Accompagnai J'accompagnai I accompanied ? •• Accompagnasti Tu accompagnas Thou accompaniedst V — Accompagno Il accompagna He accompanied V = Accompagnammo Nous accompagnâmes We accompanied V . Accompagnaste Vous accompagnâtes You accompanied v .. Accompagnarono Us accompagnèrent They accompanied 0 — Accompagnerò raccompagnerai I shall accompany 0 = Vi accompagnerò Je vous accompagnerai I shall accompany you 0 . Accompagnerai Tu accompagneras Thou wilt accompany 0 .. Accompagnerà Il accompagnera He will accompany / - Accompagneremo Nous accompagnerons We shall accompany / = Accompagnerete Vous accompagnerez You will accompany / . Accompagneranno Us accompagneront They will accompany / .. Accompagnando Accompagnant Accompanying A - Accompagnato Accompagné Accompanied A = Accompagnati Accompagnés Accompanied A • Accompagnata Accompagnée Accompanied A •• Accompagnate Accompagnées Accompanied T- -Acconciare Parer To ADORN VERBI. VERBES. VERBS. Acconciando Parant Adorning Acconciato Paré Adorned Acconciati Parés Adorned Acconciata Parée Adorned Acconciate Parées Adorned Accoppare Assommer To kNOCk DOWN Accoppando Assommant Knocking down Accoppato Assommé Knocked down Accoppati Assommés Knocked down Accoppata Assommée Knocked down Accoppate Assommées Knocked down Accoppiare Accoupler To COUPLE Accoppiando Accouplant Coupling Accoppiato Accouplé Coupled Accoppiati Accouplés Coupled Accoppiata Accouplée Coupled Accoppiate Accouplées Coupled Accorare Chagriner TO GRIEVE Accoro Je chagrine I grieve Accori Tu chagrines Thou grievest Accora Il chagrine He grieves Accoriamo Nous chagrinons We grieve Mi accorate Vous me chagrinez You grieve me Accorate Vous chagrinez You grieve Accorano Ils chagrinent They grieve Accorava Je chagrinais I grieved Accorava Il chagrinait He grie^ ed Accoravamo Nous chagrinions We grieved Accoravate Vous chagriniez You grieved Accoravano Ils chagrinaient They grieved Accorai Je chagrinai I grieved Accorasti Tu chagrinas Thou grievedst Accorò Il chagrina He grieved Accorammo Nous chagrinâmes We grieved Accoraste Vous chagrinâtes You grieved Accorarono Ils chagrinèrent They grieved Accorando Chagrinant Grieving Accorato Chagriné Grieved Accorati Chagrinés Grieved Accorata Chagrinée Grieved Accorate Chagrinées Grieved Accorciare Accourcir To SHORTEN Accorcio J'accourcis I shorten Accorci Tu accourcis Thou shorlenest Accorcia Il accourcit He shortens Accorciamo Nous accourcissons We shorten Accorciate Vous accourcissez You shorten Accorciano Ils accourcissent They shorten Accorciava J'accourcissais I shortened Accorciava Il accourcissait He shortened Accorciavamo Nous accourcissions We shortened Accorciavate Vous accourcissiez You shortened Accorciavano Ils accourcissaient They shortened Accorciai J'accourcis I shortened Accorciasti Tu accourcis Thou shortenedst Accorciò Il accourcit He shortened Accorciammo Nous accourcimes We shortened Accorciaste Vous accourcites You shortened 17 18 VERBI. L - Accorciarono L = Accorcerò L • Accorcerai L .. Accorcerà ) - Accorceremo ) = Accorcerete ) • Accorceranno ) •• Accorciando H- Accorciato H = Accorciati H • Accorciata H •• Accorciate I - Accordare 1 = Accordo 1 • Accordi ! •• Accorda o — Accordiamo o = Accordate o . Accordano 0 .. Accordava 1 — Accordavi 1 = Accordava 1 . Accordavamo 1 .. Accordavate ( - Accordavano ( = Accordai . . .. ( . Accordasti ( .. Accordò _l_ — Accordammo + = Accordaste 4- . Accordarono + •• Accorderò ^ — Accorderai »»> = Accorderà Accorderemo -■■>. . . Accorderete P — Accorderanno P = Accordando ? • P -. V — V = Accordato Accordati Accordata Accordate V • Accorgersi v .. Mi accorgo 0 — Ti accorgi 0 *= Si accorge ff Ci accorgiamo 0 .. Vi accorgete 1 — Si accorgono 1 = Mi accorgeva 1 . Ti accorgevi / .. Si accorgeva A — Ci accorgevamo A = Vi accorgevate A • Si accorgevano A •• Mi accorsi T — Ti accorgesti T = Si accorse T • Ci accorgemmo VERBES. Ils accourcirent raccourcirai Tu accourciras Il accourcira Nous accourcirons Vous accoureirez Ils accourciront Accourcissant Accourci Accouix-is Accourcie Accoure ics Accorder J'accorde Tu accordes Il accorde Nous accordons Vous accordez Ils accordent J'accordais Tu accordais Il accordait Nous accordions Vous accordiez Ils accordaient raccordai Tu accordas Il accorda Nous accordâmes Vous accordâtes Ils accorderont J'accorderai Tu accorderas Il accordera Nous accorderons Vous accorderez Ils accorderont Accordant Accordé Accordés Accordée Accordées Apercevoir (s') Je m'aperçois Tu t'aperçois Il s'aperçoit Nous nous apercevons Vous vous apercevez Ils s'aperçoivent Je m'apercevais Tu t'apercevais Il s'apercevait Nous nous apercevions Vous vous aperceviez Ils s'apercevaient Je m'aperçus Tu t'aperçus Il s'aperçut Nous nous aperçûmes VERBS. They shortened shall shorten Thou wilt shorten He will shorten We shall shorten You will shorten They will shorten Shortening Shortened Shortened Shortened Shortened To CHANT I grant Thou grantest He grants We grant Wou grant They grant I granted Thou granted»! He granted We granted You granted They granted ranted Thou granted»! He granted We granted You granted They granted I shall grant Thou wilt grant He will grant We shall grant You will grant They will grant Granting Granted Granted Granted Granted To perceive I perceive Thou perceivest He perceives We perceive You perceive They perceive I perceived Thou perceivedsl He perceived We perceived You perceived They perceived I perceived Thou perceived He perceived We perceived VERBI. VERBES. VERBS. L - Vi accorgesti Vous vous aperçûtes You perceived L = Si accorsero Ils s'aperçurent They perceived L • Mi accorgerò Je m'apercevrai : shall perceive L -. Ti accorgerai ru t'apercevras rhou wilt perceive ( — Si accorgerà [I s'apercevra He will perceive ( = Ci accorgeremo Nous nous apercevrons We shall perceive ( . Vi accorgerete Vous vous apercevrez You will perceive ( .. Si accorgeranno Ils s'apercevront rhey will perceive H- Accorgendosi S'apercevant Perceiving -i = Accorto Aperçu Perceived H . Accorti Aperçus Perceived H •• Accorta Aperçue Perceived 1 - Accorte Aperçues Perceived 1 = Accorrere Accourir TO HASTEN TO 1 Accorro J'accours I hasten to Accorri Tu accours Thou hastenest to o — Accorre Il accourt He hastens to o = Accorriamo Nous accourons We hasten to 0 . Accorrete Vous accourez You hasten to o .. Accorrono Ils accourent They hasten to 1 — Accorreva J'accourais I hastened to 1 = Accorrevi Tu accourais Thou hastenedst to 1 . Accorreva Il accourait He hastened to 1 .. Accorrevamo Nous accourions We hastened to ) — Accorrevate Vous accouriez YTou hastened to ) — Accorrevano Us accouraient They hastened to ) . Accorsi J'accourus I hastened to ) .. Accorsesti Tu accourus Thou hastenedst to + — Accorse Il accourut He hastened to + = Accorremmo Nous accourûmes We hastened to + . Accorreste Vous accourûtes You hastened to 4- •• Accorsero Ils accoururent They hastened to *»«. — Accorrerò J'accourrai I shall hasten to *»* = Accorrerai Tu accourras Tlrou wilt hasten to S*. . Accorrerà Il accourra He will hasten to . = Accusammo -V . Accusaste Ss_ . . Accusarono p Accuserò ? = Accuserai p Accuserà ? • • Accuseremo V — Accuserete V = Accuseranno V . Accusando V •• Accusato 0 — Accusati 0 = Accusata 0 . Accusate 0 .. Acquistare / - Acquisto Acquisti / = / • Acquista / •• Acquistiamo A — Acquistate A = Acquistano A • Acquisterò A •• Acquisterai T- Acquisterà T = Acquisteremo VERBES. VERBS. Il augmentera He will encrease Nous augmenterons We shall encrease Vous augmenterez You will encrease Ils augmenteront They will encrease Augmentant Encreasing Augmenté Encreased Augmentés Encreased Augmentée Encreased Augmentées Encreased Soigner To TAKE CARE Soignant Taking care Soigné Taken care Accumuler TO ACCUMULATE Accumulant Accumulating Accumulé Accumulated Accumulés Accumulated Accumulée Accumulated Accumulées Accumulated Accuser To ACCUSE J'accuse I accuse Tu accuses Thou accusest Il accuse He accuses Nous accusons We accuse Vous accusez You accuse Ils accusent They accuse J'accusais I accused Tu accusais Thou accusedst Il accusait He accused Nous accusions We accused Vous accusiez You accused Ils accusaient They accused J'accusai I accused Il accusa He accused Nous accusâmes We accused Vous accusâtes You accused Ils accusèrent They accused J'accuserai I shall accuse Tu accuseras Thou wilt accuse Il accusera He will accuse Nous accuserons We shall accuse Vous accuserez You will accuse Ils accuseront They will accuse Accusant Accusing Accusé Accused Accusés Accused Accusée Accused Accusées Accused 21 Acquérir J'acquiers Tu acquiers Il acquiert Nous acquérons Vous acquérez Ils acquèrent J'acquerrai Tu acquerras Il acquerra Nous acquerrons To acquire I acquire Thou acquirest He acquires We acquire You acquire They acquire I shall acquire Thou wilt acquire He will acquire We shall acquire "l'I VERBI. L -1 acquisterete L = acquisteranno L • acquistando L •• acquistato ( - Acquistali ( = acquistata ( • Acquistate ( •• ADAGIARSI H- Adagiandosi H = Adagiato H • Adagiati H •• Adagiata 1 — Adagiate 1 = Adacquare 1 • Adacquo 1 •• Adacqui o — Adacqua o = Adacquiamo 0 . Adac([uate o .. Adacquano 1 - Adacquava 1 = Adacquava 1 . Adacquatilo 1 .. Adacquavano ) - Adacquai ) = Adacquò ) . Adacquammo ) .. Adacquaste H Adacquarono + = Adacquerò + • Adacquerai + .. Adacquerà \ — Adacqueremo ^. — Adacquerete ^. . Adacqueranno •^ .. Adacquando ? — Adacquato ? = Adacquati ? . Adacquata ? .. Adacquate V - Adattare V = Adattando V • Adattato V .. Adattati 0 — Adattata 0 = Adattate 0 . Adattare 0 .. Adatto / - Adatti / = Adatta / Adattiamo / • Adattate A - ■ Adattano A = Adattava A Adattavi A • Adattava T- Adattavamo T = .Adattavate VERBES. Vous acquerrez Ils acquerront Acquérant Acquis Acquis Acquise Acquises Prendre ses aises Prenant ses aises Pris ses aises (qui a) Pris ses aises Prisses aises Pris ses ai -es Arroser J'arrose Tu arroses Il arrose Nous arrosons Vous arrosez Ils arrosent J'arrosais Il arrosait Vous arrosiez Us arrosaient J'arrosai Il arrosa Nous arrosâmes Vous arrosâtes Us arrosèrent J'arroserai Tu arroseras Il arrosera Nous arroserons Vous arroserez Us arroseront Arrosant Arrosé Arrosés Arrosée Arrosées Appliquer Appliquant Appliqué Appliqués Appliquée Appliquées Approprier J'approprie Tu appropries Il approprie Nous approprions Vous appropriez Us approprient Fappropriais Tu appropriais Il appropriait Nous appropriions Vous appropriiez You will acquire They will acquire Acquiring Acquired Acquired Acquired Acquired TO T\KE ONE'S EASE Taking one's ease Taken one's ease \\ hobas Taken one's ease Taken one's ea>e Taken one's ease To WATEB I water Thou waterest He waters We water You water They water I watered He watered You watered They watered I watered He watered We watered You watered They watered shall water Thou wilt water He will water We shall water You will water They will water Watering Watered Watered Watered Watered To apply Applying Applied Applied AppliedApplied TO APPROPRIATE I appropriate Thou appropriatesi He appropriates We appropriate You appropriate They appropriate I appropriated Thou appropriatedst He appropriated We appropriated You appropriated VERBI. I Adattavano Adattai Adattasti Adatto Adattammo Adattaste Adattarono Adatterò Adatterai Adatterà Adatteremo Adatterete Adatteranno Adattando Adattato Adattati Adattata Adattate Addobbare Addobbando Addobbato Addobbati Addobbata Addobbate Addolcire Addolcendo Addolcito Addolciti Addolcita Addolcite Addomesticarsi Addomesticandosi Addomesticato Addomesticati Addomesticata Addomesticate Addoppiare Addoppiando Addoppiato Addoppiati Addoppiata Addoppiate Addormentarsi Mi addormento Ti addormenti Si addormenta Ci addormentiamo Ti addormentate Si addormentano Mi addormentava Ti addormentavi Si addormentava Ci addormentavamo Vi addormentava lo Si addormentavano Mi addormentai Ti addormentasti VERBES. Ils appropriaient J'appropriai Tu approprias Il appropria Nous apppropriàmes Vous appropriâtes Ils approprièrent J'approprierai Tu approprieras Il appropriera Nous approprierons Vous approprierez Ils approprieront Appropriant Approprié Appropriés Appropriée Appropriées Embellir Embellissant Embelli Embellis Embellie Embellies Adoucir Adoucissant Adouci Adoucis Adoucie Adoucies Se familiariser Se familiarisant Familiarisé Familiarisés Familiarisée Familiarisées Doubler Doublant Doublé Doublés Doublée Doublées Endormir (s') Je m'endors Tu t'endors Il s'endort Nous nous endormons Vous vous endormez Ils s'endorment Je m'endormais Tu t'endormais Tl s'endormait Nous nous endormions \ ous vous endormiez Ils s'endormaient Je m'endormis Tu t'endormis verbs. 23 They appropriated I appropriated Thou appropriatedst He appropriated We appropriated You appropriated They appropriated I shall appropriate Thou wilt appropriate He will appropriate We shall appropriate You will appropriate They will appropriate Appropriating Appropriated Appropriated Appropriated Appropriated To embellish Embellishing Embellished Embellished Embellished Embellished To sweeten ( dulcify ) Sweetening Sweetened Sweetened Sweetened Sweetened TO GROW FAMILIAR Growing familiar Grown familiar Grown familiar Grown familiar Grown familiar To DOUBLE Doubling Doubled Doubled Doubled Doubled TO FALL ASLEEP I fall asleep Thou fallest asleep He falls asleep We fall asleep You fall asleep They fall asleep I fell asleep Thou fellest asleep He fell asleep We fell asleep You fell asleep rhey fell asleep I fell asleep Thou fellest asleep 24 VERBI. VERBES. VERBS. L - Si addormentò Il s'endormit He fell asleep L = Ci addormentammo Nous nous endormîmes We fell asleep L ■ Vi addormentaste Vous vous endormîtes You fell asleep L •• Si addormentarono Ils s'endormirent They fell asleep ( - Addormentandosi S'endormant Falling asleep ( = Addormentato Endormi Fell asleep ( . Addormentati Endormis Fell asleep ( •• Addormentata Endormie Fell asleep H - Addormentate Endormies Fell asleep H = Addurre Apporter To BRING H . Adduco J'apporte I bring H •• Adduci Tu apportes Thou bringest 1 - Adduce Il apporte He brings Adduciamo Nous apportons We bring 1 • Adducete Vous apportez You bring 1 ■• Adducono Ils apportent They bring o — Adduceva J'apportais I brought. o = Adduceva Il apportait He brought o . Adducevamo Nous apportions We brought o .. Adducevate Vous apportiez You brought 1 - Adducevano Us apportaient They brought 1 -3 Addussi J'apportai I brought 1 - Addusse II apporta He brought 1 •• Adducemmo Nous apportâmes We brought ) - Adduceste Vous apportâtes You brought ) = Addussero Us apportèrent They brought ) . Addurrò J'apporterai I shall bring ) •• Addurrai Tu apporteras Thou wilt bring H Addurrà 11 apportera He will bring ■+- = Addurremo Nous apporterons We shall bring + - Addurrete Vous apporterez You will bring + .. Addurranno Us apporteront They will bring **>. — Adducendo Apportant Bringing "^s = Addotto Apporté Brought ^» . Adotti Apportés Brought *-» . . Addotta Apportée Brought p -Affacciate Addotte Apportées Brought p = Adequare ÉGALER To EQUAL p . Adequando Égalant Equalling p Adequato Égalé Equalled V — Adequati Égalés Equalled V = Adequata Égalée Equalled V . Adequate Égalées Equalled v .. Adempiere Accomplir To ACCOMPLISH 0 — Adempio J'accomplis I accomplish 0 = Adempì Tu accomplis Thou accomplishest 0 . Adempie Il accomplit He accomplishes 0 .. Adempiamo Nous accomplissons We accomplish / - Adempite Vous accomplissez You accomplish / = Adempiono Ils accomplissent They accomplish / Adempii J'accomplis I accomplished / .. Adempisti Tu accomplis Thou accomplishedst A — Adempi Il accomplit He accomplished A = Adempimmo Nous accomplîmes We accomplished A • Adempiste Vous accomplîtes You accomplished A •• Adempirono Us accomplirent They accomplished T - Adempirò J'accomplirai I shall accomplish T = Adempirai Tu accompliras Thou wilt accomplish VERBI. VERBES. VERBS. 25 i_ — ] Adempirà II accomplira le will accomplish L =J \.dempiremo Nous accomplirons We shall accomplish L ■ adempirete Vous accomplirez You will accomplish L • adempiranno Is accompliront Ihey will accomplish ( - Adempiendo Accomplissant Accomplishing ( = Adempito accompli Accomplished ( • Adempiti Accomplis Accomplished ( •• Adempita Accomplie Accomplished H - A-dempite Accomplies Accomplished H = Aderire ADHÉRER To adhere -\ ■ Aderendo Adhérent Adhering H .. Aderito Adhéré Adhered 1 - Adirarsi Emporter (s') TO FLY INTO A PASSION 1 = Adirandosi S'emportant Flying into a passion 1 Adirato Emporté Flown into a passion 1 •• Adirati Emportés Flown into a passion o — Adirata Emportée Flown into a pasaion o = Adirate Emportées Flown into a passion o . Adocchiare Fixer (des yeux) To eye o .. Adocchiando Fixant Eyeing 1 - Adocchiato Fixé Eyed 1 = Adocchiati Fixés Eyed 1 . Adocchiata Fixée Eyed 1 .. Adocchiate Fixées Eyed ) — Adombrare Ombrager To shade ) = Adombrando Ombrageant Shading ) Adombrato Ombragé Shaded ) • Adombrati Ombragés Shaded _l — Adombrata Ombragée Shaded + = Adombrate Ombragées Shaded 4- • Adoperare Employer To EMPLOY + •• Adopero J'emploie I employ ^. — Adopera Il emploie He employs -■>. = Adoperiamo Nous employons We employ ^ Adoperate Vous employez You employ *■>%. . . Adoperano Ils emploient They employ P — Adoperava J'employais I employed P = Adoperavi Tu employais Thou employedst P . Adoperava II employait He employed P •• Adoperavamo Nous employions We employed V — Adoperavate Vous employiez You employed V = Adoperavano Ils employaient They employed V . Adoperai J'employai I employed V .. Adoperasti Tu employas Thou employedst. 0 — Adoperò Il employa He employed 0 = Adoperammo Nous employâmes We employed 0 • Adoperaste Vous employâtes Y^ou employed 0 .. Adoperarono Us employèrent They employed / - • Adopererò J'emploierai I shall employ / = : Adopererà Il emploiera He will employ / Adopereremo Nous emploierons We shall employ / . Adopererete Vous emploierez You will employ A - - Adopereranno Ils emploieront They will employ A = : Adoperate Employez Employ A . Adoperando Employant Employing A • .Adoperato Employé Employed T- -(Adoperati Employés Employed 26 VERBI. L - Adoperata L = Adoperate L • Adorare L •• Adoro ( - Adori i = Adora ( • Adoriamo ( ■• Adorate H - Adorano H = Adorando H • Adorato -\ ■• Adorati ï - Adorata 1 = Adorate 1 • Adornare 1 •• Adornaneio o — Adornato o = Adornati * 0 . Adornata o .. Adornate 1 - Adottare 1 = Adotto 1 • Adotti 1 .. Adotta ) - Adottiamo )■ = Adottate ) . Adottano ) •• Adottai -, Adottò + = Adottammo J_ Adottaste + .. Adotterò N Adotterà -•^ = Adotterete **» Adotterei ^N .. Adottando ? - Adottato p = Adottati p . Adottata p Adottate v — Affaccendarsì V = Affaccendato v . Affaccendati V .. Affaccendata 0 — Affaccendate il = Affacciarsi j9 . Affacciatevi 0 .. Affacciandosi / - Affacciato / = Affacciati / • Affacciata / ••Affamare A = Affamando A • Affamato A •• Affamati T — Affamata VERBES. VERBS. Employée Employed Employées Employed Adorer To WORSHIP J'adore I worship Ta adores Thou worshipest Il adore He worships Nous adorons We worship Vous adorez You worship Ils adorent They worship Adorant Worshipping Adoré Worshipped Adorés Worshipped Adorée Worshipped Adorées Worshipped Embellir (orner) To ADORN Embellissant Adorning Embelli Adorned Embellis Adorned Embellie Adorned Embellies Adorned Adopter To ADOPT J'adopte I adopt Tu adoptes Thou adoptest Il adopte He adopts Nous adoptons We adopt Vous adoptez You adopt Ils adoptent They adopt J'adoptai I adopted Il adopta He adopted Nous adoptâmes We adopted Vous adoptâtes You adopted J'adopterai I shall adopt Il adoptera He will adopt Vous adopterez You will adopt J'adopterais I should adopt Adoptant Adopting Adopté Adopted Adoptés Adopted Adoptée Adopted Adoptées Adopted Occuper (s') To APPLY ONE' SELF Occupé Applied one's self Occupés Applied one's self Occupée Applied one's self Occupées Applied one's self Se mettre a la fenêtre TO LOOK OUT ATA WINDOW Mettez-vous à la fenêtre Look out at the window En se mettant àia fenêtre Looking out at the wind. Mis à la fenêtre Looked out at the wind. Mis à la fenêtre Looked out at the wind. Mise à la fenêtre Looked out at the wind. Mises à la fenêtre Looked out at the wind. Affamer Alfamarit Affamé Affamés Affamée To FAMISH Famishing Famished Famished Famished VERBI. Affamate Affannarsi Mi affanno Ti affanni Si affanna Ci affanniamo Vi affannate Si affannano Mi affannava Ti affannavi Si affannava Ci affannavamo Vi affannavate Si affannavano Mi affannerò Ti affannerai Si affannerà G affanneremo Vi affannerete Si affanneranno Affannandosi Affannato Affannati Affannata Affannate Affermare Affermarvi Affermo Affermi Afferma Affermiamo Affermate Mi affermate Affermano Affermava Affermavi Affermava Affermavamo Affermavate Affermavano Affermai Affermasti Affermò Affermammo Affermaste Affermarono Affermerò Affermerai Affermerà Affermeremo Affermerete Affermeranno Affermando Affermato Affermati Affermata Affermate. Afferrare Afferrando VERBES. Affamées Chagriner (se) Je me chagrine Tu te chagrines Il se chagrine Nous nous chagrinons Vous vous chagrinez Ils se chagrinent Je me chagrinais Tu te chagrinais Il se chagrinait Nous nous chagrinions Vous vous chagriniez Ils se chagrinaient Je me chagrinerai Tu te chagrineras Il se chagrinera Nous nous chagrinerons Vous vous chagrinerez Ils se chagrineront Se chagrinant Chagriné Chagrinés Chagrinée Chagrinées Affirmer Vous afiirmer J'affirme Tu affirmes Il affirme Nous affirmons Vous affirmez Vous m'affirmez Ils affirment J'affirmais Tu affirmais Il affirmait Nous affirmions Vous affirmiez Ils affirmaient J'affirmai Tu affirmas Il affirma Nous affirmâmes Vous affirmâtes Ils affirmèrent J'affirmerai Tu affirmeras Il affirmera Nous affirmerons Vous affirmerez Ils affirmeront Affirmant Affirmé Affirmés Affirmée Affirmées Empoigner Empoignant verbs. Famished To grieve I grieve Thou grievest He grieves We grieve You grieve They grieve I grieved Thou grievedst He grieved We grieved You grieved They grieved I shall grieve Thou wilt grieve He will grieve We shall grieve You will grieve They will grieve Grieving Grieved Grieved Grieved Grieved To affirm To affirm you I affirm Thou a f firmest He affirms We affirm You affirm You affirm me They affirm I affirmed Thou affirmedst He affirmed We affirmed You affirmed They affirmed I affirmed Thou affirmedst He affirmed We affirmed You affirmed They affirmed I shall affirm Thou wilt affirm He will affirm We shall affirm You will affirm They will affirm Affirming Affirmed Affirmed Affirmed Affirmed To GRASP Grasping 27 28 VERBÏ. L - Afferrato L = Afferrati L • Afferrata L •• Afferrate ( - Affettare ( = Affettando ( Affettato ( •• Affettati H- Affettata -4 = Affettate H ■ Affezionare H - Affezionando 1 - Affezionato 1 = Affezionati 1 • Affezionata 1 - Affezionate o — Affibbiare o = Affibbiando 0 . Affibbiato 0 .. Affibbiati 1 - Aflibbiata 1 = Affibbiate 1 . Affidare 1 .. Affido ) - Affidi ) = Affida ) . Affidiamo ) .. Affidate + — Affidano + = Affidava + . Affidavi + .. Affidava **> — Affidavamo >v = Affidavate •^. . Affidavano ■%> . . Affidai p - Affidasti ? = Affidò p . Affidammo p .. Affidaste V — Affidarono V = Affiderò V . Affiderai v .. Affiderà o — Affideremo a = Affiderete 0 • Affideranno 0 .. Affidatevi 1 - Affidando 1 = Affidato 1 • Affidati / •• Affidata A — Affidate A = affiggere A - Affiggendo A .. Affisso T- Affissi VERBES. Empoigné Empoignés Empoignée Empoignées Affecter Affectant Affecté Affectés Affectée Affectées Attacher Attachant Attaché Attachés Attachée Attachées Agrafer Agrafant Agrafé Agrafés Agrafée Agrafées Confier Je confie Tu confies Il confie Nous confions Vous confiez Ils confient Je confiais Tu confiais Il confiait Nous confiions Vous confiiez Ils confiaient Je confiai Tu confias Il confia Nous confiâmes Vous confiâtes Ils confièrent Je confierai Tu confieras Il confiera Nous confierons Vous confierez Ils confieront Confiez-vous Confiant Confié Confiés Confiée Confiées Ficher Fichant Fiché Fichés VERBS. Grasped Grasped Grasped Grasped To affect Affecting Affected Affected Affected Affected TO AFFECT Affecting Affected Affected Affected Affected TO CLASP Clasping Clasped Clasped Clasped Clasped TO TRUST WITH I trust with Thou trustest with He trusts with We trust with You trust with They trust with I trusted with Thou trustedst with He trusted with We trusted with You trusted with They trusted with I trusted with Thou trustedst with He trusted with We trusted with You trusted with They trusted with I shall trust with Thou wilt trust with He will trust with We shall trust with You will trust vith They will trust with Trust With Trusting with Trusted with Trusted with Trusted w ith Trusted with To drive in Driving in Driven in Driven in VERBI. VERBES. VERBS. L - - Affissa Fichée Driven in L = = Affisse Fichées Driven in L Affittare Louer (Affermer) To let L • Affitto Je loue Uet ( - • Affìtti Tu loues Thou lettest ( = Affitta Il loue He lets ( . Affittiamo Nous louons We let ( •• Affittate Vous louez You let H- Affittano Ils louent They let H = Affittai Je louai I let H . Affittasti Tu louas Thou lettest H ■• Affìtto Il loua He let 1 - Affittammo Nous louâmes We let 1 = Afflittasi» Vous louâtes You let ! . Affittarono Ils louèrent They let { .. Affitterò Je louerai 1 shall let o — Affitterai Tu loueras Thou wilt let 0 = Affitterà Il louera He will let o . Affitteremo Nous louerons We shall let o .. Affitterete Vous louerez You will let 1 - Affitteranno Ils loueront They will let 1 = Affittate Louez Let 1 . Affittando Louant Letting 1 .. Affittato Loué Let ) ~ Affittati Loués Let ) = Affittata Louée Let ) . Affittate Louées Let ) .. Affliggersi Affliger ( s1 ) TO BE AFFLIGTED + — Mi affliggo Je m'afflige I am afflicted + = Ti affliggi Tu t'affliges Thou art afflicted + . Si affligge Il s'afflige He is afflicted + .. Ci affliggiamo Nous nous affligeons We are afflicted "V — Vi affliggete Vous vous affligez You are afflicted *Ve shall he afflicted / .. Vi affliggerete ^ous vous affligerez fou will be afflicted A - 5i affliggeranno 1 is s'affligeront r\ rhey will be afflicted A =, affliggendo t affligeant I Lfflicting A . afflitto 1 Lffligé 1 Lfflicted A .. L afflitti i affligés 1 afflicted T-L afflitta ì Lffligé e .l afflicted T =1 afflitte P iffligées I Lfflicted 29 . 3. 30 VERBI. L — AFFOGARE Affogando Affogato Affogati ( — Affogata ( = Affogate Affondare Affondando H- Affondato H = Affondati H • Affondata H •• Affondate 1 - Affrancare 1 = Affrancando 1 . Affrancato i • • Affrancati o — Affrancata o = Affrancate 0 . Affrettare o .. Affretto 1 - Affretti 1 = Affretta 1 . Affrettiamo 1 .. Affrettate ) - Affrettano ) = Affrettava ) . Affrettava ) .. Affrettavamo + — Affrettavate + = Affrettavano 4- . Affrettai + •• Affrettò *^ — Affrettammo -^ = Affrettaste ^, . Affrettarono -v. . . Affretterò P - Affretterai P = Affretterà P • Affretteremo P •• Affretterete V — Afretteranno V = Affrettatevi V . Affrettando v .. Affrettato 0 — Affrettati 0 = Affrettata 0 . Affrettate 0 .. Affrontare 1 - Affronto 1 = Affronti / • Affronta / •• Affrontiamo A — Affrontate A = Affrontano A • Affrontava A •• Affrontava T - Affrontavamo T = Affrontavate VERBES. VERBS. Étouffer To STIFLE Étouffant Stifling Étouffé Stifled Étouffés Stifled Étouffée Stifled Étouffées Stifled Couler a fond ( subm. ) To SINK Coulant à fond Sinking Coulé à fond Sunk Coulés à fond Sunk Coulée à fond Sunk Coulées à fond Sunk Affranchir To FREE Affranchissant Freeing Affranchi Freed Affranchis Freed Affranchie Freed Affranchies Freed Hater TO ACCELERATE Je hâte I accelerate Tu hâtes Thou acceleratesi Il hâte He accelerates Nous hâtons We accelerate Vous hâtez You accelerate Ils hâtent They accelerate Je hâtais I accelerated Il hâtait He accelerated Nous hâtions We accelerated Vous hâtiez You accelerated Ils hâtaient They accelerated Je hâtai 1 accelerated Il hâta He accelerated Nous hâtâmes We accelerated Vous hâtâtes You accelerated Ils hâtèrent They accelerated Je hâterai I shall accelerate Tu hâteras Thou wilt accelerate Il hâtera He will accelerate Nous hâteron A — We shall accelerate Vous hâterez You will accelerate Ils hâteront They will accelerate Hâtez-vous Make haste Hâtant Accelerating Hâté Accelerated Hâtés Accelerated Hâtée Accelerated Hâtées Accelerated Affronter TO ENCOUNTER J'affronte I encounter Tu affrontes Thou encounterest Il affronte He encounters Nous affrontons We encounter Vous affrontez You encounter Ils affrontent They encounter J'affrontais I encountered Il affrontait He encountered Nous affrontions We encountered Vous affrontiez You encountered VERBI VERBES. VERBS. L - Affrontavano fis affrontaient They encountered L = Affrontai J'affrontai ; encountered L . Affrontò Il affronta ïe encountered L •• Affrontammo Nous affrontâmes We encountered ( — Affrontaste Vous affrontâtes ïou encountered ( = Affrontarono Ils affrontèrent They encountered ( . Affronterò J'affronterai [ shall encounter ( •• Affronterai Tu affronteras Thou wilt encounter H- Affronterà Il affrontera He will encounter H = Affronteremo Nous affronterons We shall encounter H • Affronterete Vous affronterez You will encounter H •• Affronteranno Ils affronteront They will encounter 1 - Affrontando Affrontant Encountering 1 = Affrontato Affronté Encountered 1 • Affrontati Affrontés Encountered ] •• Affrontata Affrontée Encountered o — Affrontate Affrontées Encountered 0 = Affumicare Noircir TO BLACKEN o . Affumicando Noircissant Blackennig o .. Affumicato Noirci Blackened 1 — Affumicati Noircis Blackened 1 = Affumicata Noircie Blackened 1 . Affumicate Noircies Blackened "1 .. AG EVALORE faciliter TO FACILITATE ) - Agevola Il facilite He facilitates ) = Agevolando Facilitant Facilitating ) . Agevolato Facilité Facilitated ) .. Agevolati Facilités Facilitated H Agevolata Facilitée Facilitated + = Agevolate Facilitées Facilitated + . Agghiacciare, v. Giace. Glacer To FREEZE 4- •• Agghiacciato Glacé Frozen --*. — Agghiacciati Glacés Frozen ">». = Agghiacciata Glacée Frozen **•«■ • Agghiacciate Glacées. Frozen ^ .. Aggiornare Ajourner To ADJOURN ? — Aggiorno J'ajourne I adjourn p = Aggiorni Tu ajournes Thou adjournesl p Aggiorna Il ajourne He adjourns ? •• Aggiorniamo Nous ajournons We adjourn V — Aggiornate Vous ajournez You adjourn V = Aggiornano Ils ajournent They adjourn v . Aggiornerò J'ajournerai I shall adjourn V .. Aggiornerai Tu ajourneras Thou wilt adjourn 0 — Aggiornerà Il ajournera He will adjourn 0 = Aggiorneremo Nous ajournerons We shall adjourn 0 . Aggiornerete Vous ajournerez You will adjourn 0 .. Aggiorneranno Ils ajourneront They will adjourn 1 - Aggiornando Ajournant Adjourning 1 = Aggiornato Ajourné Adjourned 1 . Aggiornati Ajournés Adjourned / •• Aggiornata Ajournée Adjourned A - Aggiornate Ajournées Adjourned A = = Aggiudicare Adjuger TO ADJUDGE A Aggiudicato Adjugé Adjudged A • Aggiudicati Adjugés Adjudged T- - Aggiudicata Adjugée Adjudged T = =| Aggiudicate Adjugées Adjudged 31 32 VERBI, L - AGGIUNGERE L = Aggiungo L • Aggiungi L • Aggiunge ( - Aggiungiamo ( = Aggiungete ( • Aggiungono ( •• Aggiungeva H - Aggiungevi H = Aggiungeva H • Aggiungevamo H •• Aggiungevate 1 - Aggiungevano 1 - Aggiunsi 1 • Aggiungesti Aggiunse o — Aggiungemmo o = Aggiungeste 0 . Aggiunsero o .. Aggiungerò 1 - Aggiungerai "1 = Aggiungerà 1 ■ Aggiungeremo 1 .. Aggiungerete ) - Aggiungeranno ) = Aggiungi ) . Aggiunga ) .. Aggiungiamo -i — Aggiungete + = Aggiungano + . Aggiungendo + ... Aggiunto S- — Aggiunti ■V» = Aggiunta ***. . Aggiunte ■-*. . . Aggradire p Aggradito ? = Aggraditi 0 Aggradita P •'• Aggradite V - Aggrampare V = Aggrampato V . Aggrampati v .. Aggrampata o — Aggrampate 0 = Aggrandire 0 . Aggrandendo 0 .. Aggrandito / - Aggrandita / = Aggrandite / . Aggravare / .. Aggravando A — Aggravato A = Aggravati A . Aggravata A •• Aggravate T — Aggraziare T = Aggraziando T • Aggraziato VERBES* Ajouter J'ajoute Tu ajoutes Il ajoute Nous ajoutons Vous ajoutez lis ajoutent J'ajoutais Tu ajoutais Il ajoutait Nous ajoutions Vous ajoutiez Ils ajoutaient J'ajoutai Tu ajoutas II ajouta Nous ajoutâmes Vous ajoutâtes Ils ajoutèrent J'ajouterai Tu ajouteras Il ajoutera Nous ajouterons Vous ajouterez Ils ajouteront Ajoute Qu'il ajoute Ajoutons Ajoutez Qu'ils ajoutent Ajoutant Ajouté Ajoutés Ajoutée Ajoutées Agréer Agréé Agrées Agréée Aggréées Accrocher Accroché Accrochés Accrochée Accrochées Agrandir Agrandissant Agrandi Agrandie Agrandies Aggraver Aggravant Aggravé Aggravés Aggravée Aggravées Faire grace Faisant grâce Fait grâce (qui a) VERBS. To subjoin, ( to add 1 subjoin Thou subjoinest He subjoins We subjoin You subjoin They subjoin I subjoined Thou subjoinedst He subjoined We subjoined You subjoined They subjoined I subjoined Thou subjoinedst He subjoined We subjoined You subjoined They subjoined I shall subjoin Thou wilt subjoin He Avili subjoin We shall subjoin You will subjoin They will subjoin Subjoin Let him subjoin Let us subjoin Subjoin Let them subjoin Subjoining, adding Subjoined, added Subjoined, added Subjoined, added Subjoined, added To PLEASE Pleased Pleased Pleased Pleased TO HANG UPON A HOOK Hung upon a hook Hung upon a hook Hung upon a hook Hung upon a hook TO ENLARGE Enlarging Enlarged Enlarged Enlarged TO AGGRAVATE Aggravating Aggravated Aggravated Aggravated Aggravated TO PARDON Pardoning Pardoned VERBI. VERBÈS. VERBS. dû L — Aggraziati Fait grace Pardoned L = Aggraziata Fait grâce Pardoned L • Aggraziate Fait grâce Pardoned L •• Aggregare Agréger To admit into a society ( — Aggregato Agrégé Admitted into a society ( = Aggregati Aggregata Agrégés Admitted into a society ( . Agrégée Admitted into a society ( •• Aggregate Agrégées Admitted into a society H- Aggrottare (le ciglia) Froncer ( le sourcil ) To FROWN H = Aggrottando Fronçant Frowning H • Aggrottato Froncé Frowned H •• Aggrottati Froncés Frowned 1 - Aggrottata Froncée Frowned 1 = Aggrottate Froncées Frowned 1 • Agguerrire Aguerrir To INURE to war 1 •• Agguerrendo Aguerrissant Inuring to war o — Agguerrito Aguerri Inured to war o = Agguerriti Aguerris Inured to war o . Agguerrita Aguerrie Inured to war o .. Agguerrite Aguerries Inured to war 1 - Agire Agir TO ACT 1 = Agisco J'agis I act 1 . Agisci Tu agis Thou actest 1 .. Agisce Il agit He acts ) - Agiamo Nous agissons We act ) = Agite Vous agissez You act ) • Agiscono Ils agissent They act ) . Agiva J'agissais I acted + — Agiva Il agissait He acted + = Agivamo Nous agissions We acted + . Agivate Vous agissiez You acted + .. Agivano Ils agissaient They acted "H. Agirò J'agirai I shall act V» = Agirai Tu agiras Thou wilt act *^s Agirà Il agira He will act -■>. .. Agiremo Nous agirons We shall act p - Agirete Vous agirez You will act p = Agiranno Ils agiront They will act p . Agendo Agissant Acting p .. Agito Agi Acted V - Agitare Agiter TO AGITATE V = Agito J'agite I agitate V • Agita Il agite He agitates V .. Agitiamo Nous agitons We agitate 0 — Agitate Vous agitez You agitate 0 = Agitano Ils agitent They agitate 0 . Agitava J'agitais I agitated 0 .. Agitava Il agitait He agitated / - Agitavamo Nous agitions We agitated / = Agitavate Vous agitiez You agitated / • Agitavano Ils agitaient They agitated / .- Agitando Agitant Agitating A - Agitato Agité Agitated A = Agitati Agités Agitated A • Agitata Agitée Agitated A -. Agitate Agitées Agitated T- Ajutare Aider To HELP T = Ajuto J'aide I help 34 VERBI VERBES. VERBS. L - Ajuti Tu aides Thou helpest L = Ajuta Il aide He helps L • Ajutiamo Nous aidons We help L •• Ajutate Vous aidez You help ( - Ajutano Ils aident They help ( = Aj utero J'aiderai I shall help ( • Ajuterai Tu aideras Thou wilt help c .. Ajuterd Tl aidera He will help H - Ajuteremo Nous aiderons We shall help H = Ajuterete Vous aiderez You will help H . Ajuteranno Ils aideront They will help H •• Ajuta Aide Help 1 - Ajutate Aidez Help I = Ajutatemi Aidez-moi Help me 1 • Ajutando Aidant Helping 1 -. Ajutato Aidé Helped o — Ajutati Aidés Helped o = Ajutata Aidée Helped o . Ajutate Aidées Helped o .. Alberare Arborer TO HOIST LP 1 - Alberando Arborant Hoisting up 1 = Alberato Arboré Hoisted up 1 . Alberati Arborés Hoisted up 1 .. Alberata Arborée Hoisted up ) - Alberate Arborées Hoisted up ) = Alenare Respirer To breathe ) . Alenando Respirant Breathing ) .. Alenato Respiré Breathed + — Alienare Aliéner To alienate + = Alienando Aliénant Alienating 4- . Alienato Aliéné Alienated + •• Alienati Aliénés Alienated •^. — Alienata Aliénée Alienated "*«s = Alienate Aliénées Alienated -V. . Allacciare Lacer To lace ->» .. Allacciando Laçant Lacing p - Allacciato Lacé Laced ? = Allacciati Lacés Laced p • Allacciata Lacée Laced p .. Allacciate Lacées Laced V — Allagare Inonder To OVERFLOW V = Allagando Inondant Overflowing v . Allagato Inondé Overflowed v .. Allagati Inondés Overflowed 0 — Allagata Inondée Overflowed 0 = Allagate Inondées Overflowed 0 . Allattare Allaiter TO SUCKLE 0 .. Allattando Allaitant Suckling / - Allattato Allaité Suckled / = Allattati Allaités Suckled / . Allattata Allaitée Suckled / .. Allattate Allaitées Suckled A — Allegare Alléguer TO ALLEGE A = Allegato Allégué Alleged A . Allegerire Alléger TO LIGHTEN A •• Allegerisco J'allège I lighten T - Allegerisci Tu allèges Thou lightenest VERBI. VERBES. VERBS. Allegerisce Il allège He lightens Allegeriamo Nous allégeons We lighten Ali egerite Vous allégez You lighten Allegeriscono Ils allègent They lighten Peli' allegerire En allégeant Lightening Allegerito Allégé Lightened Allegeriti Allégés Lightened Allegerita Allégée Lightened Allegerite Allégées Lightened Allegrare RÉJOUIR To REJOICE Allegrando Réjouissant Rejoicing Allegrato Réjoui Rejoiced Allegrati Réjouis Rejoiced Allegrata Réjouie Rejoiced Allegrate Réjouies Rejoiced Allessare Bouillir To BOIL Allessato Bouilli Boiled Allessati Bouillis Boiled Allessata Bouillie Boiled Allessate Bouillies Boiled Allevare ÉLEVER TO BRING UP Allevo J'élève I bring up Alleva Il élève He brings up Allevate Vous élevez You bring up Allevano Ils élèvent They bring up Allevai J'élevai I brought up Allevò Il éleva He brought up Allevammo Nous élevâmes We brought up Allevaste Vous élevâtes You brought up Allevarono Ils élevèrent They brought up Alleverò J'élèverai I shall bring up Alleverà Il élèvera He will bring up Alleveremo Nous élèverons We shall bring up Alleverete Vous élèverez You will bring up Alleveranno Ils élèveront They will bring up Allevando Élevant Bringing up Allevato Élevé Brought up Allevati Élevés Brought up Allevata Élevée Brought up Allevate Élevées Brought up Allocare Placer To PLACE Allocando Plaçant Placing Allocato Placé Placed Allocati Placés Placed Allocata Placée Placed Allocate Placées Placed Alloggiare Loger To LODGE Alloggio Je loge I lodge Alloggi Tu loges Thou lodgest Alloggia Il loge He lodges Alloggiamo Nous logeons We lodge Alloggiate Vous logez You lodge Alloggiano Ils logent They lodge Alloggiava Je logeais I lodged Alloggiavi Tu logeais Thou lodgedst Alloggiava Il logeait He lodged Alloggiavamo Nous logions We lodged Alloggiavate, Vous logiez You lodged 35 36 VERBI. VERBES. VERBS. L - Alloggiavano Ils logeaient They lodged L = Alloggiando Logeant Lodging L • Alloggiato Logé Lodged L -• Alloggiati Logés Lodged ( - Alloggiata Logée Lodged ( = Alloggiate Logées Lodged ( • Allontanare( •• Allontano J'éloigne 1 remove H- Allontani Tu éloignes Thou removest -i = Allontana Il éloigne He removes H • Allontaniamo Nous éloignons We remove H •• Allontanate Vous éloignez You remove 1 - Allontanano Ils éloignent They remove 1 = Allontanava J'éloignais I removed 1 ■ Allontanava Il éloignait He removed 1 •• Allontanavamo Nous éloignions We removed o — Allontanavate Vous éloigniez You removed 0 = Allontanavano Ils éloignaient They removed 0 . Allontanai J'éloignai I removed o .. Allontanò Il éloigna He removed 1 - Allontanammo Nous éloignâmes We removed 1 = Allontanaste Vous éloignâtes You removed 1 . Allontanarono Ils éloignèrent They removed 1 .. Allontanerò J'éloignerai I shall remove ) - Allontanerai Tu éloigneras Thou wilt remove ) = Allontanerà Il éloignera He will remove ) Allontaneremo Nous éloignerons We shall remove ) .. Allontanerete Vous éloignerez You will remove + - Allontaneranno Ils éloigneront They will remove + = Allontanando Eloignant Removing + . Allontanato Eloigné Removed + .. Allontanati Eloignés Removed \ — Allontanata Eloignée Removed •^ = Allontanate Eloignées Removed *->. . Alludere faire allusion To ALLUDE *»«. . . Alludendo Faisant allusion Alluding p - Alluso Fait allusion Alluded p = Allungare Allonger TO LENGTHEN ? • Allungando Allongeant Lengthening ? •• Allungato Allongé Lengthened V — Allungati Allongés Lengthened V = Allungata Allongée Lengthened V . Allungate Allongées Lengthened V .. Alterare Altérer To CHANGE 0 — Alterando Altérant Changing 0 = Alterato Altéré Changed 0 . Alterati Altérés Changed 0 .. Alterata Altérée Changed / - Alterate Altérées Changed / = Altercare Disputer TO DISPUTE / . Altercando Disputant Disputing / -. Altercato Disputé Disputed A — Altercati Disputée Disputed A = Altercata Disputés Disputed A • Altercate Disputées Disputed A •• Alzare Lever To LIFT T- Alzo Je lève I lift VERBI. L - jAlzi L = Alza L ■ Alziamo L •• Alzate ( - Alzano ( = Alzava ( - Alzavi ( ■ Alzava -\- Alzavamo H = Alzavate H • Alzavano H •• Alzai 1 - Alzasti 1 = Alzò 1 • Alzammo 1 •• Alzaste o — Alzarono o = Alzerò o . Alzerai 0 .. Alzerà 1 - Alzeremo 1 = Alzerete 1 . Alzeranno 1 •• Alza ) - Alziamo ) = Alzate ) . Alzatevi ) .. Alzando H Alzato + = Alzati 4- . Alzata + Alzate -*. Amare \ = Amarvi >*s. Amo ■v. . . Vi Amo p _ Ami p = Miami p • Ama ? .. Amiamo V — Amate V = Mi amate V . Non mi amate v .. Amano 0 — Amava 0 = Amavi 0 . Amava 0 .. Amavamo 1 ~ Amavate / = Amavano / • Amai / •• Amasti A — Amo A = Amammo A . Amate A •• Amarono T - Amerò T = Vi amerò T . Amerai VERSES. Tu lèves Il lève Nous levons Vous levez Ils lèvent Je levais Tu levais Il levait Nous levions Vous leviez Ils levaient Je levai Tu levas Il leva Nous levâmes Vous levâtes Ils levèrent Je leverai Tu lèveras Il lèvera Nous lèverons Vous lèverez Ils lèveront Lève Levons Levez Levez-vous Levant Levé Levés Levée Levées Aimer Vous aimer J'aime Je vous aime Tu aimes Tu m'aimes Il aime Nous aimons Arous aimez Vous m'aimez Vous ne m'aimez pas Ils aiment J'aimais Tu aimais Il aimait Nous aimions Vous aimiez Ils aimaient J'aimai Tu aimas Il aima Nous aimâmes Vous aimâtes Ils aimèrent J'aimerai Je vous aimerai Tu aimeras VERBS. Thou 1 if test He lifts We lift You lift Thev lift I lifted Thou liftedst He lifted We lifted You lifted They lifted I lifted Thou liftedst He lifted We lifted You lifted They lifted I shall lift Thou wilt lift He will lift We shall lift You will lift Thev will lift Lift Let us lift Lift Lift you Lifting Lifted Lifted Lifted Lifted TO LOVE To love you I love I love you Thou l'ovest Thou lovest me He loves We love You love You love me You do not love me They love loved Thou lovedst He loved We loved You loved They loved loved Thou lovedst He loved We loved You loved They loved shall love shall love you Thou wilt love Amerà Ameremo Amerete Ameranno Amerei Ameresti Amerebbe Ameremmo Amereste Amerebbero Ama Amami Ami Amiamo Amate Amatemi Amateci Amino Che ami Che ami Che ami Che amiamo Che amiate Che amino Che amassi Che amassi Che amasse Che amassimo Che amaste Se mi amaste Che amassero Amando Amato Amati Amata Ama Amareggiare Amareggiando Amareggiato Amareggiati Amareggiata Amareggiate Ambire Ambisco Non ambisco àmbito Ammaestrare Ammaestrando Ammaestrato Ammaestrati Ammaestrata Ammaestrate Ammalare Ammalando Ammalato Ammalati Ammlata Ammalate AMMANSIRE VERBÈS. VERBS. 11 aimera He will love Nous aimerons We shall love Vous aimerez You will love Ils aimeront They will love J'aimerais I should love Tu aimerais Thou wouldest love Il aimerait He would love Nous aimerions We should love Vous aimeriez You would love Ils aimeraient They would love Aime Love Aime-moi Love me Qu'il aime Let him love- Aimons Let us love Aimez Love Aimez-moi Love me Aimez-nous Love us Qu'ils aiment Let them love Que j'aime That I may love Que tu aimes That thou mayst love Qu'il aime That he may love Que nous aimions That we may love Que vous aimiez That you may love Qu'ils aiment That they may love Que j'aimasse That I might love Que tu aimasses That thou mighst love Qu'il aimât That he might love Que nous aimassions That we might love Que vous aimassiez That you might love Si vous m'aimiez If you loved me Qu'ils aimassent That they might love Aimant Loving Aimé Loved Aimés Loved Aimée Loved Aimées Loved Tourmenter TO TORMENT Tourmentant Tormenting Tourmenté Tormented Tourmentés Tormented Tourmentée Tormented Tourmentées Tormented Ambitionner To ASPIRE TO J'ambitionne I aspire to Je n'ambitionne pas I not aspire to ambitionné Aspired to Instruire TO INSTRUCT Instruisant Instructing instruit Instructed Instruits Instructed Instruite Instructed Instruites InstructeH = Éloigner TO REMOVE Tomber malade TO FALL ILL Tombant malade Falling ill Tombé malade Fell ill Tombés malades Fell ill Tombée malade Fell ill Tombées malades Fell ill Apprivoiser TO TAME VERBI. VERBES. VERBS. a Ammansito Apprivoisé Tamed Ammansiti Apprivoisés Tamed Ammansita Apprivoisée Tamed Ammansite Apprivoisées Tamed Ammazzare v. Decidere Tuer TO KILL Ammazzo Je tue I kill Ammazza Il tue He kills Ammazzano Ils tuent They kill Ammazzarono Ils tuèrent They killed Ammazzerò Je tuerai I shall kill Ammazzerà Il tuera He will kill Ammazzeranno Ils tueront They will kill Ammazzando Tuant Killing Ammazzato Tué Killed Ammazzati Tués Killed Ammazzata Tuée Killed Ammazzate Tuées Killed Ammendare v. Emendare Corriger TO CORRECT Ammettere Admettre To admit Ammettermi M'admettre To admit me Ammetto J'admets I admit Ammetti Tu admets Thou admittest Ammette Il admet He admits Ammettiamo Nous admettons We admit Ammettete Vous admettez You admit Mi ammettete Vous m'admettez You admit me Ammettono Ils admettent They admit Ammisi J'admis I admitted Ammise Il admit He admitted Ammettemmo Nous admîmes We admitted Ammetteste Vous admîtes You admitted Annuissero Ils admirent They admitted Ammetterò J'admettrai I shall admit Ammetterai Tu admettras Thou wilt admit Ammetterò Il admettra He will admit Ammetteremo Nous admettrons We shall admit Ammeterete Vous admettrez You will admit Ammetteranno Ils admettront They will admit Ammettendo Admettant Admitting Ammesso Admis Admitted Ammessi Admis Admitted Ammessa Admise Admitted Ammesse Admises Admitted Amministrare Administrer To ADMINISTER Amministro J'administre I administer Amministri Ta administres Thou administerest Amministra Il administre He administers Amministriamo Nous administrons We administer Amministrate Vous administrez You administer Amministrano Ils administrent They administer Amministrerò J'administrerai I shall administer Amministrerai Tu administreras Thou wilt administer Amministrerà Il administrera He will administer Amministreremo Nous administrerons We shall administer Amministrerete Vous administrerez You will administer Amministreranno Ils administreront They will administer Amministrando Administrant Administering 33 40 VERBI. VERBES. VERBS. L - Amministrato Administré Administered Amministrati Administrés* Administered Amministrata Administrée Administered Amninistrate Administrées Administered ( — Ammirare Admirer TO ADMIRE ( = Ammiro J'admire I admire Ammiri Tu admires Thou admirest Ammira Il admire He admires H - ammiriamo Nous admirons We admireAmmirate Vous admirez You admire -i • Ammirano lis admirent They admire H •• Ammirava J'admirais I admired Ammiravi Tu admirais Thou admiredst j — Ammirava H admirait He admired Ammiravamo Nous admirions We admired Ammiravate Vous admiriez You admired o — Ammiravano Ils admiraient They admired o = Ammirai J'admirai I admired Ammirasti Tu admiras Thou admiredst Ammirò Il admira He admired ~l — Ammirammo Nous admirâmes We admired ~l = Ammiraste Vous admirâtes You admired Ammirarono- Ils admirèrent They admired Ammirerò J'admirerai I shall admire ) — Ammirerai Tu admireras Thou wilt admire } = Ammirerà Il admirera He will admire Ammireremo Nous admirerons We shall admire Ammirerete Vous admirerez You will admire + — Ammireranno Ils admireront They will admire _j_ — Ammira Admire Admire + • Ammiriamo Admirons Let us admire H- •• Ammirate Admirez Admire "*»-s Ammirando Admirant Admiring Ns, = Ammirato Admiré Admired ■^ . Ammirata Admirée Admhed ^ .. Ammogliarsi Se marier To MARRY ? Mi ammoglio Je me marie I marry ? = Ti ammogli Tu te maries Thou marriest 0 Si ammoglia Il se marie He marries ? •• Vi ammogliate Vous vous mariez You marry V — Mi ammoglieró Je me marierai I shall marry V = Ti ammoglierai Tu te marieras Thou wilt marry V . Si ammoglierâ Il se mariera He will marry V .. Vi ammoglierete Vous vous marierez You will marry O — Ammogliandosi Se mariant Marrying 0 = Ammogliato Marié Married 0 . Ammollare Tremper To SOAR o .. Ammollando Trempant Soaking. 1 - Ammollato Trempé Soaked / = Ammollati Trempés Soaked / • Ammollata Trempée Soaked / .- Ammollate Trempées Soaked A — Ammoscirb Faner To FADE A = Ammoscilo Fané Faded A • Ammosciti Fanés Faded A •• Ammoscita Fanée Faded T - Ammoscite Fanées Faded T = Ammucchiare A.MMONCELER ro heap t:p VERBI . VERBES. verbs. 41 Ammucchiando Ammoncelant Heaping up Ammucchiato Ammoncelé Heaped up Ammucchiati Ammoncelés Heaped up Ammucchiata Ammoncelée Heaped up Ammucchiate Ammoncelées Heaped up Ammutinarsi Se mutiner To MUTINY Ammutinandosi Se mutinant Mutinying Ammutinato Mutine Mutinied Ammutinati Mutinés Mutinied Ammutinata Mutinée Mutinied Ammutinate Mutinées Mutinied Amplificare amplifier To AMPLIFY Ampliiicato Amplifié Amplified Amp liticata Amplifiée Amplified Ammutolire Devenir muet To CROW DUMB Ammutolendo Devenant muet Growing dumb Ammutolito Devenu muet Grew dumb Ammutoliti Devenus muets Grew dumb Ammutolita Devenue muette Grew dumb Ammutolite Devenues muettes Grew dumb Analizzare (far Panai.) Analyser To ANALYSE Analizzato Analysé Analysed Anallizzati Analysés Analysed Analizzata Analysée Analysed Analizzate Analysées Analysed Ancorare, -arsi Ancrer, mouiller To CAST ANCHOR Ancorando Ancrant Casting ancbor Ancorato Ancré Anchored or cast anchor Ancorati Ancrés Anchored Ancorata Ancrée Anchored Ancorate Ancrées Anchored Andare Aller Togo Vado Je vais I go Non vado Je ne vais pas I do not go Vai Tu vas Thou goest Va Il va He goes Andiamo Nous allons We go Andate Vous allez You go Non andate Vous n'allez pas You do not go Vanno Ils vont They go Andava J'allais I was going Andavi Tu allais Thou wast going Andava Tl allait He was going Andavamo Nous allions We were going Andavate Vous alliez You were going Andavano Ils allaient Yhey were going Andai J'allai I have been going Andasti Tu allas Thou hast been going Andò Il alla He has been going Andammo Nous allâmes We have been going Andaste Vous allâtes You have been going Andarono Ils allèrent They have been going Andrò J'irai I shall go Non andrò Je n'irai pas I shall do not go Andrai Tu iras Thou wilt go Andra Dira He will go Andremo Nous irons We shall go 42 TERBI. VERBES. VERBS. L — Andrete Vous irez You will go L = Andranno Ils iront They will go L • Andrei J'irais I should go L •• Andresti Tu irais Thou wouldst go ( — Andrebbe Il irait He would go ( = Andremmo JNous irions We should go ( . Andreste Vous iriez You would go ( •• Andrebbero Ils iraient They would go H — Va Va Go H = Vada Qu'il aille Let him go H Andiamo Allons Let us go H •• Andate Allez Go 1 — Vadano Qu'ils aillent Let them go i = Cb'io vada Que j'aille That I may go i . Che vada Que tu ailles That thou mayst go 1 •- Che vada Qu'il aille That he may go o — Che andiamo Que nous allions That we may go o = Che andiate Que vous alliez That you may go o . Che vadano Qu'ils aillent That they may go 0 . Che andassi Que j'allasse That I might go 1 — Che andassi Que tu allasses That thou couldst go 1 = Che andasse Qu'il allât That he could go "1 . Che andassimo Que nous allassions That we might go "1 •• Che andaste Que vous allassiez That you could go ) — Che andassero Qu'ils allassent That they could go ) = Andando Allant Going ) . Andato Allé Gone ) •• Andati Allés Gone H Andata Allée Gone + = Andate Allées Gone + . Anelare Haleter To PANT + •• Anelando Haletant Panting ■^ — Anelato Haleté Panted ■^ = Animare Animer TO ANIMATE ^. . Vi animo Je vous anime I animate you "^ .. Mi animate Vous m'animez You animate me ? — Animava J'animais I animated p — Animavi Tu animais Thou animatedst P - Animava Il animait He animated P -. Animavamo Nous animions We animated V — Animavate Vous animiez You animated V = Animavano Ils animaient They animated V . Vi animerò Je vous animerai I shall animate you v .. Mi animerete Vous m'animerez You will animate me 0 — Animando Animant Animating 0 = Animato Animé Animated 0 ■ Animati Animés Animated 0 ■ Animata Animée Animated 1 - Animate Animées Animated 1 = Annegare Noyer To DROWN / . Annego Je noie I drown 1 ■■ Anneghi Tu noies Thou drowuest A — Annega Il noie He drowns A = Annegate Vous noyez You drow n A • Annegano Ils noient They drown A ■• Annegava Il noyait He drow ned T - Annegavano Ils noyaient They drowned T — Annegò Il noya He drow ned VERBI. VERBES. VERBS. L - Annegarono Ils noyèrent They drowned L = Annegato Noyé Drowned L • Annegati Noyés Drowned L •• Annegata Noyée Drowned ( - Annegate Noyées Drowned ( = Annichilare Anéantir To ANNIHILATE ( Annichilando Anéantissant Annihilating ( •• Annichilato Anéanti Annihilated H- Annichilati Anéantis Annihilated H = Annichilata Anéantie Annihilated H • Annichilate Anéanties Annihilated H •• Annodare Nouer To TIE Annodando Nouant Tying j = Annodato Noué Tied 1 . Annodati Noués Tied 1 •• Annodata Nouée Tied o — Annodate Nouées Tied o = Annojare,-arsi Ennuyer ( et S') To WEARY o . Annojo J'ennuie I weary o .. Annoj Tu ennuies Thou weariest L — Annoja Il ennuie He wearies L = Annojamo Nous ennuyons We weary L • Annoj ate Vous ennuyez You weary Annojano Ils ennuient They weary r Annoj ava J'ennuyais I wearied ( = Annojava Il ennuyait He wearied Annojavamo Nous ennuyions We wearied Annoj avate Vous ennuyiez You wearied H Annoj avano Ils ennuyaient They wearied + = Annoj ai J'ennuyai I wearied + . Annoj ó Il ennuya He wearied + .. Annojammo Nous ennuyâmes We wearied -•s. — Annojaste Vous ennuyâtes You wearied ^ = Annojarono Ils ennuyèrent They wearied ^» . Annojeró J'ennuierai I shall weary "-». . . Annoj era Il ennuiera He will weary p Annoj eramrno Nous ennuierons We shall weary ? = A.nnoj erete Vous ennuierez You will weary Ò Annojando Ennuyant Wearying p Ànnojato Ennuyé Wearied V — Annojati Ennuyés Wearied V = Annoj ata Ennuyée Wearied V . Annoj ate Ennuyées Wearied v .. Annoverare Compter TO RECKON 0 — Annoverando Comptant Reckoning 0 = Annoverato Compté Reckoned 0 . Annoverati Comptés Reckoned 0 . Annoverata Comptée Reckoned / - Annoverate Comptées Reckoned / = Annullare Anéantir TO ANNIHILATE / . Annullando Anéantissant Annihilating / .. Annullato Anéanti Annihilated A - Annullati Anéantis Annihilated A = Annullata Anéantie Annihilated A • Annullate Anéanties Annihilated \ .. Annunziare Annoncer TO ANNOUNCE T - Vi annunzio Je vous annonce I announce to you r = Mi annunziate Vous m'annoncez You aunounce to me 43 44 VERBI. VERBES. VERBS. L - Annunziando Annonçant Announcing L = Annunziato Annoncé Announced L - Annunziati Annoncés Announced L •• Annunziata Annoncée Announced ( - Annunziate Annoncées Announced ( = ANNUVOLARE, -ARSI Se couvrir de nuages TO BE CLOUDY ( • Annuvolando Se couvrant de nuages Being cloudy ( •• Annuvolato Couvert de nuages Was cloudy H - Anteporre Préférer To PREFER -T= Antepongo- Je préfère I prefer H • Anteponi Tu préfères Thou p refers t H •• Antepone Il préfère He prefers 1 - Anteponiamo Nous préférons We prefer ! = Anteponete Vous préférez You prefer 1 • Antepongono Ils préfèrent They prefer 1 •• Anteposto Préféré Preferred o — Anteposti Préférés Preferred o = Anteposta Préférée Preferred 0 . Anteposte Préférées Preferred 0 .. Anticipare Anticiper To ANTICIPATE 1 - Anticipato Anticipé Anticipated 1 = Anticipata Anticipée Anticipated 1 . Antivedere Pressentir TO FORESEE 1 .. Antivedendo Pressentant Foreseeing ) - Antiveduto Pressenti Foreseen ) = Antiveduti Pressentis Foreseen ) . Antiveduta Pressentie Foreseen ) .. Antivedute Pressenties Foreseen + — Appagare Satisfaire TO SATISFY + = Appagando Satisfaisant Satisfying 4- . Appagato Satisfait Satisfied + .. Appagati Satisfaits Satisfied *•*. — Appagata Satisfaite Satisfied >. = Appagate Satisfaites Satisfied ^ . Appaltare Donner a ferme TO LEASE ^ .. Appaltato Donné à ferme Leased P - Appaltati Donnés à ferme Leased ? = Appaltata Donnée à ferme Leased p Appaltate Données à ferme Leased ? •• Apparecchiare Préparer TO PREPARE V — Apparecchio Je prépare I prepare V = Apparecchia Il prépare He prepares v . Apparecchiate Vous préparez You prepare v .. Apparecchiano Ils préparent They prepare / - Apparecchia Prépare Prepare / = Apparecchiate Préparez Prepare / . Apparecchiando Préparant Preparing / -■ Apparecchiato Préparé Prepared 0 — Apparecchiata Préparée Prepared 0 = Apparire Apparaître To APPEAR 0 . Apparito Apparu Appared e .. Appariti Apparus Appared A — Apparita Apparue Appared A = Apparite Apparues Appared A • Appartenere Appartenir To BELONG A •• appartengo J'appartiens I belong VERBI. VERBES. verbs. 4o 1 - Appartieni Tu appartiens Thou helongest 1 = Appartiene Il appartient He belongs Apparteniamo Nous appartenons We belong Appartenete Vous appartenez You belong ) — Appartengono Ils appartiennent They belong ) = Apparteneva J'appartenais I belonged Apparteneva Il appartenait He belonged Appartenevamo Nous appartenions We belonged H- Appartenevate Vous apparteniez You belonged -t = Appartenevano Ils appartenaient They belonged H • Appartenni J'appartins I belonged H ■ Appartenne Il appartint He belonged 1 - Appartenemmo ISo us appartînmes We belonged 1 = Apparteneste Vous appartîntes You belonged i • Appartennero Ils appartinrent They belonged 1 •• Apparterrò J'appartiendrai I shall belong o — Apparterrà Il appartiendra He will belong 0 = Apparterremo Nous appartiendrons We shall belong 0 . Apparterrete Vous appartiendrez You will belong o .. Apparterranno Ils appartiendront They will belong T-1- Appartenendo Appartenant Belonging 1 = Appartenuto Appartenu Belonged 1 . Appartenuti Appartenus Belonged "1 . Appartenuta Appartenue Belonged ) - Appartenute Appartenues Belonged ) = Appassionarsi Se passionner To WISH passionately f. ) • Appassionandosi Se passionnant Wishing passionately for ) •• Appassionato Passionné Wished passionately for -i — Appassionati Passionnés Wished passionately for + = Appassionata Passionnée Wished passionately for + • Appassionate Passionnées Wished passionately for + .. Appellare, v. Chiamare. Appeler To CALL -> — Appello J'appelle leali ■»•» = Appelli Tu appelles Thou callest ■*>. Appella Il appelle He calls >. . . Appelliamo Nous appelons We call ? - Appellate Vous appelez You call J) — Appellano Ils appellent They call P • Appellato Appelé Called P • Appellati Appelés Called V — Appellata Appelée Called V = Appellate Appelées Called V . Appendere Pendre TO APPEND V .. Appeso Pendu Appended 0 — Appesi Pendus Appended 0 = Appesa Pendue Appended 0 . Appese Pendues Appended 0 .. Appiccare Attacher To attach, Hang up / - Appiccando Attachant Attaching / = Appiccato Attaché Attached / • Appiccati Attachés Attached / •• Appiccata Attachée Attached A — Appiccate Attachées Attached A = Applaudire Applaudir To APPLAUD A • Applaudendo Applaudissant Applauding A • Applaudito Applaudi Applauded T- Applauditi Applaudis Applauded T = Applaudita Applaudie Applauded Applaudite Applicare Applicarvi Applicarmi Mi applico Vi applicale Mi applicherò Applicando Applicato Applicati Applicata Applicate Appoggiare Appoggiando Appoggiato Appoggiati Appoggiata Appoggiate Appostare Appostato Appostati Appostata Appostate Apprendere Apprendo Apprendi Apprende Apprendiamo Apprendete Apprendono Apprendeva Apprendevi Apprendeva Apprendevamo Apprendevate Apprendevano Appresi Apprendesti Apprese Apprendemmo Apprendeste Appresero Apprenderò Apprenderai Apprenderà Apprenderemo Apprenderete Apprenderanno Apprendendo Appreso Appresa Approdare Approdo Approda Approdiamo Approdate Approdano Approdava VERSES. Applaudies Appliquer Vous appliquer M'appliquer Je m'applique Vous vous appliquez Je m'appliquerai Appliquant Appliqué Appliqués Appliquée Appliquées Appuyer Appuyant Appuyé Appuyés Appuyée Appuyées Guetter Guetté Guettés Guettée Guettées Apprendre J'apprends Tu apprends Il apprend Nous apprenons Vous apprenez Ils apprennent J'apprenais Tu apprenais Il apprenait Nous apprenions Vous appreniez Ils apprenaient J'appris Tu appris Il apprit Nous apprîmes Vous apprîtes Ils apprirent J'apprendrai Tu apprendras Il apprendra Nous apprendrons Vous apprendrez Ils apprendront Apprenant Appris Apprise Aborder J'aborde Il aborde Nous abordons Vous abordez Ils abordent J'abordais VERBS. Applauded To APPLY To apply yourselves To apply myself I apply myself You apply yourselves I shall apply myself Applying Applied Applied Applied Applied To SUPPORT Supporting Supported Supported Supported Supported To WATCH Watched Watched Watched Watched TO LEARN I learn Thou learnest He learns We learn You learn They learn I learned Thou learnedst He learned We learned You learned They learned I learned Thou learnedst He learned We learned You learned They learned shall learn Thou wilt learn He will learn We shall learn You will learn They will learn Learning Learned Learned TO LAND Hand He lands We land You land They land I landed TERBS. 47 Approdava Approdavamo Approdavate Approdavano Approdai Approdasti Approdò Approdammo Approdaste Approdarono Approderò Approderà Approderemo Approderete Approderanno Approdate Approdando Approdato Approdati Approdata Approdate Appropriarsi Appropriato Appropriati Appropriata Appropriate Approvare Approvo Approvi Approva Approviamo Approvate Approvano Approvava Approvavi Approvava Approvavamo Approvavate Approvavano Approverò Approverai Approverà Approveremo Approverete Approveranno Approvate Approvatemi Approvando Approvato Approvati Approvata Approvate Appuntare, Aguzzare Appuntando Appuntato Appuntati Appuntata Appuntate Il abordait He landed Rous abordions We landed Vous abordiez You landed Ils abordaient They landed J'abordai I landed Tu abordas Thou landedst Il aborda He landed Nous abordâmes We landed Vous abordâtes You landed Ils abordèrent They landed J'aborderai I shall land Il abordera He will land Nous aborderons We shall land Vous aborderez You will land Ils aborderont They will land Abordez Land Abordant Landing Abordé Landed Abordés Landed Abordée Landed Abordées Landed S'approprier To appropriate to one' s Approprié Appropriated [ self Appropriés Appropriated Appropriée Appropriated Appropriées Appropriated Approuver To APPROVE J'approuve I approve Tu approuves Thou approves t Il approuve He approves Nous approuvons We approve Vous approuvez You approve Ils approuvent They approve J'approuvais I approved Tu approuvais Thou approvedsl Il approuvait He approved Nous approuvions We approved Vous approuviez You approved Ils approuvaient They approved J'approuverai I shall approve Tu approuveras Thou wilt approve Il approuvera He will approve Nous approuverons We shall approve Vous approuverez You will approve Ils approuveront They will approve Approuvez Approve Approuvez-moi Approve me Approuvant Approving Approuvé Approved Approuvés Approved Approuvée Approved Approuvées Approved Aiguiser To SHARPEN Aiguisant Sharpening Aiguisé Sharpened Aiguisés Sharpened Aiguisée Sharpened Aiguisées Sharpened 48 L - Aprire L = Apro L - Apri L ■• Apre ( - Apriamo ( = Aprite ( • Aprono ( •• Apriva H- Aprivi H - Apriva H • Aprivamo H •• Aprivate 1 - Aprivano 1 - Aprii 1 • Apristi 1 •• Apri o — Aprimmo o = Apriste 0 . Aprirono o .. Aprirò 1 - Aprirai 1 = Aprirà 1 . Apriremo 1 .. Aprirete ) - Apriranno ) = Apri ) . Apriamo ) -. Aprite + — Apritemi +■ = Aprendo + . Aperto + .. Aperti ^ — Aperta ->. = Aperte -^ . Arare "•«I . . Arando p - Arato p = Arati p . Arata p .. Arate V — Ardere V = Ardo V - Ardi V •• Arde 0 — Ardiamo 0 = Ardete 0 . Ardono 0 .. Ardeva / - Ardevi / - Ardev / . Ardevamo / •• Ardevate A — Ardevano A = Arsi A - Ardesti A .. Arse T- Ardemmo T = } Ardeste T • 1 Arjero VERBES. Ouvrir J'ouvre Tu ouvres Il ouvre Nous ouvrons Vous ouvrez Ils ouvrent J'ouvrais Tu ouvrais Il ouvrait Nous ouvrions Vous ouvriez Ils ouvraient J'ouvris Tu ouvris Il ouvrit Nous ouvrîmes Vous ouvrîtes Ils ouvrirent J'ouvrirai Tu ouvriras Il ouvrira Nous ouvrirons Vous ouvrirez Ils ouvriront Ouvre Ouvrons Ouvrez Ouvrez-moi Ouvrant Ouvert Ouverts Ouverte Ouvertes Labourer Labourant Labouré Labourés Labourée Labourées Brûler Je brûle Tu brûles Il brûle Nous brûlons Vous brûlez Ils brûlent Je brûlais Tu brûlais Il brûlait Nous brûlions Vous brûliez Ils brûlaient Je brûlai Tu brûlas Il brûla Nous brûlâmes Vous brûlâtes Ils brûlèrent VERBS. To open I open Thou openest opens open You open They open I opened Thou openedst He opened We opened You opened They opened I opened Thou openedst He opened We opened You opened They opened I shall open Thou wilt open He will open We shall open You will open They will open Open Let us open Open Open to me Opening Opened Opened Opened Opened To PLOUGH Ploughing Ploughed Plougned Ploughed Ploughed To BURN I burn Thou burnest He burns We burn You bum They burn I burnt Thou burntst He burnt We burnt You burnt They burnt I burnt Thou burntst He burnt We burnt You burnt They burnt VERBI. L - - Arso L = = Arsi LU Arsa L • Arse ( - - Ardire ( - Ardisco ( • Ardisci ( •• Ardisce H - Ardiamo -\ = Ardite H ■ Ardiscono H •• Ardiva 1 - Ardiva 1 = Ardivamo 1 • Ardivate 1 •• Ardivano o — Ardii o = Ardisti 0 . Ardi 0 .. Ardimmo 1 - Ardiste 1 = Ardirono 1 . Ardirò 1 .. Ardirai ) - Ardirà ) = Ardiremo ) . Ardirete ) .. Ardiranno + — Ardito -f = Arditi + . Ardita + .. Ardite *»«. — Argomentare »«x = Argomentando ^ • Argomentato Armare p - Armo p = Armi p . Arma p .. armiamo V — Armate V =, Vrmano V . i Vrmava V .. i armavi 0 — 1 armava 0 = 1 armavamo 0 . 1 armavate 0 .. 1 armavano 1 -1 b-mai 1 =J armasti / • i ^.rmó 1 •• 1 armammo A — i armaste A = t armarono A • i armerò A .. i armerai T - i armerà T = j armeremo VERBES. Brûlé Brûlés Brûlée Brûlées Oser J'ose Tu oses Il ose Nous osons Vous osez Ils osent J'osais Il osait Nous osioftg Vous osiez Ils osaient J'osai Tu osas Il osa Nous osâmes Vous osâtes Ils osèrent J'oserai Tu oseras Il osera Nous oserons Vous oserez Ils oseront Osé Osés Osée Osées Raisonner Raisonnant Raisonné Armer J'arme Tu armes Il arme Nous armons Vous armez Ils arment J'armais Tu armais Il armait Nous armions Vous armiez Ils armaient J'armai Tu armas Il arma Nous armâmes Vous armâtes Ils armèrent J'armerai Tu armeras Il armera Nous armerons verbs. 49 Burned Burned Bui-ned Burned To DARE I dare Thou darest He dares We dare You dare They dare I dared, or durst He dared, or durst We dared, or durst You dared, or durst They dared, or durst dared, or durst Thou daredst, or durst He dared, or durst We dared, or durst You dared, or durst They dared, or durs i I shall dare Thou wilt dare He will dare We shall dare You will dare They will dare Dared Dared Dared Dared To REASON Reasoning Reasoned TO ARM I arm Thou armest He arms We arm You arm They arm I armed Thou armedst He armed We armed You armed They armed I armed Thou armedst He armed We armed You armed They armed I shall arm Thou wilt arm He will arm We shall arm 5 50 VERBI. VERBES. VERBS. L - Armerete Vous armerez You will arm L = Armeranno Ils armeront They will arm L ■ Armiamoci Armon-snous Let us arm ourselves L •- Armate Armez Arm C — Armatevi Armez-vous Arm yourselves « = Armando Armant Arming ( - Armato Armé Armed ( -. Armati Armés Armed H - Armata Armée Armed H = Armate Armées Armed -H • Arpeggiare Jouer de la harpe TO PLAY UPON THE HARP H -• Ella arpeggia Elle joue de la harpe She plays upon the harp i - Ella arpeggiava Elle jouait de la harpe She played upon harp i = Arpeggiando jouant de la harpe Playing upon the harp l ■ Arpeggiato Joué de la harpe Played upon the harp l ■■ Arrabbiare Enrager Torace o — Arrabbio J'enrage I rage,) == Arrabbia ïl enrage He rages o . Arrabbiamo Nous enrageons We rage 0 . . Arrabbiate Vous enragez You rage 1 - Arrabbiano Ils enragent They rage 1 = Arrabbiava J'enrageais I raged 1 . Arrabbiava I! enrageait He raged 1 -• Arrabbiavamo Nous enragions We raged ) - Arrabbiavate Vous enragiez You raged ) = Arrabbiavano Ils enrageaient They raged ) • Arrabbiai J'enrageai I raged ) .. Arrabbiò Il enragea He raged A Arrabbiammo Nous enrageâmes We raged + = Arrabbiaste Vous enrageâtes You raged 4- • Arrabbiarono Ils enragèrent They raged + .- Arrabbiando Enrageant Rageing ^ — Arrabbiato Enragé Raged ■^ = Arrabbiati Enragés Raged ■^ Arrabbiata Enragée Raged *•>. . . Arrabbiate Enragées Raged p — Arrecare v. Recare. Apporter To bring ? = Arredare Équiper To equip ? • Arredato Équipé Equipped ? •■ Arredati Équipés Equipped v — Arredata Equipée Equipped V = Arredate Équipées Equipped V - Arrenare Engraver (échouer) TO RUN AGROUND V .. Arrenando Engravant Pcun ning aground .0 — Arrenato Engravé Run aground .0 = Arrenati Engraves Run aground 0 . Arrenata Engravée Run aground 0 .. Arrenate Engravées Run aground i - Arrendersi Rendre (se) TO SURRENDER / = Mi arrendo Je me rends I surrender / • Ti arrendi Tu te rends Thou surrenderest / •• Si arrende Il se rend He surrenders A — Ci arrendiamo Nous nous rendons We surrender A = Vi arrendete Vous vous rendez You surrender A . Sì arrendono Ils se rendent They surrender A •• Mi arrendeva Je me rendais I surrendered T — Ti arrendevi Tu te rendais Thou surrenderedst T = Si arrendeva Il se rendait He surrendered VERBI. VERBES. VERBS. Ci arrendevamo Nous nous rendions We surrendered Vi arrendevate Vous vous rendiez You surrendered L • Si arrendevano Ils se rendaient They surrendered L •• Mi arresi Je me rendis [ surrendered ( - Ti arrendesti Tu te rendis Thou surrendered^ t •«» = Arrotato Affilé Whetted ■^ Arrotati Affilés Whetted •*»» .. Arrotata Affilée Whetted 3 — Arrotate Affilées Whetted 3 = Ascendere Monter To GO UP 0 . Ascendendo Montant Going up ? .. Asceso Monté Went up V - Ascesi Montés Went up V = Ascesa Montée Went up V • Ascese Montées Went up v .. Asciugare SÉCHER To DRY 0 — Asciugando Séchant Drying 0 = Asciugato Séché Dried 0 . Asciugati Séchés Dried 0 • Asciugata Séchée Dried / - ■ Asciugate Séchées Dried / = - Ascoltare ÉCOUTER To LISTEN / Ascolto J'écoute I listen / • Ascolti Tu écoutes Thou listenest A - - Ascolta Il écoute He listens A = = Ascoltiamo Nous écoutons We listen A . Ascoltate Vous écoutez You listen A • . Ascoltano Ils écoutent They listen T- - Ascoltava Técoutais I listened 53 54 VERBI. VERBES. VERBS, L - ascoltava Il écoutait He listened L = Ascoltavamo Nous écoutions We listened L • Ascoltavate Vous écoutiez You listened L •• Ascoltavano Ils écoutaient They listened ( - Ascoltai J'écoutai I listened ( = Ascoltò Il écouta He listened ( • Ascoltammo Nous écoutâmes We listened ( •• Ascoltaste Vous écoutâtes You listened H- Ascoltarono Ils écoutèrent They listened H = ascolterò J'écouterai I shall listen H*. Ascolterai Tu écouteras Thou wilt listen H •• Ascolterà Il écoutera He will listen 1 - Ascolteremo Nous écouterons We; shall listen I = Ascolterete Vous écouterez You will listen 1 - Ascolteranno Ils écouteront They will listen 1 .- Ascoltate Écoutez Listen o — Ascoltando Écoutant Listening o = Ascoltato Écouté Listened 0 . Ascoltati Écoutés Listened o .. Ascoltata Écoutée Listened "1 - Ascoltate Écoutées Listened 1 = Aspergere Asperger TO BESPRINKLE WITH HO- LY WATER 1 . Aspergo J'asperge I besprinkle etc. 1 .. Asperge Il asperge He besprinkles etc. ) — Aspergete Vous aspergez You besprinkle etc. ) = Aspergono Ils aspergent They besprinkle etc. ) . Aspergeva J'aspergeais I besprinkled etc. ) -. Aspergeva Il aspergeait He besprinkled etc. H Aspergevamo- Nous aspergions We besprinkled e g ;• You besprinkled etc. + == Aspergevate Vous aspergiez + • Aspergevano Ils aspergeaient They besprinkled etc. + .. Aspergendo Aspergeant Besprinkling with, etc -"*> — Asperso Aspergé Besprinkled --». = Aspersi Aspergés Besprinkled ^ • Aspersa Aspergée Besprinkled ">» . . Asperse Aspergées Besprinkled ? ~ Aspettare Attendre To WATT P = Aspetto J'attends I wait ? • Aspetti Tu attends Thou waitest e .. Aspetta Il attend He waits v — Aspettiamo Nous attendons We wait v = Aspettate Vous attendez You wait V • Aspettano Ils attendent They wait V .. Aspettava J'attendais I waited 0 — Aspettavi Tu attandais Thou waitedsf 0 = Aspettava Il attendait He waited 0 . Aspettavamo Nous attendions We waited 0 . Aspettavate Vous attendiez You waited / - Aspettavano Ils attendaient They waited / = Aspettai J'attendis I waited / . Aspettò Il attendit He waited / .. Aspettammo Nous attendîmes We waited A — Aspettaste Vous attendîtes You waited A == Aspettarono Ils attendirent They waited A • Aspetterò J'attendrai I shall wait A •• Aspetterai Tu attendras Thou wilt wait T — Aspetterà Il attendra He will wait T = Aspetteremo Nous attendrons We shall wait VERBI. VERBES. VERBS. L - Aspetterete Vous attendrez You will Avait L = Aspetteranno Ils attendront They will wait L . Aspetterei J'attendrais I should wait L .. Aspetteresti Tu attendrais Thou wouldst wait ( - Aspetterebbe Il attendrait He would wait ( = Aspetteremmo Nous attendrions We should wait ( • Aspettereste Vous attendriez You would wait ( •• Aspetterebbero Ils attendraient They would wait H- Aspetta Attends Wait H = Aspettiamo Attendons Let us wait H • Aspettate Attendez Wait H •• Aspettino Qu'ils attendent Let them wait 1 - Aspettando Attendant Waiting I = Aspettato Attendu Waited 1 • Aspettati Attendus Waited I •• Aspettata Attendue Waited o — Aspettate Attendues Waited o = Aspirare Aspirer (avoir envie de) TO LONG 0 . Aspiro J'aspire I long 0 .. Aspiri Tu aspires Thou longest. 1 — Aspira Il aspire He longs 1 = Aspiriamo Nous aspirons We long Aspirate Vous aspirez You long Aspirano Ils aspirent They long ) — Aspirava J'aspirais I longed ) = Aspiravi Tu aspirais Thou longedst Aspirava Il aspirait He longed Aspiravamo Nous aspirions We longed ~ì — Aspiravate Vous aspiriez You longed + = Aspiravano Ils aspiraient They longed + . Aspirando Aspirant Longing + .. Aspirato Aspiré Longed \ — Assalire Assaillir To ASSAULT **» = Assalendo Assaillant Assaulting ■^ . Assalito Assailli Assaulted *x» . . Assaliti Assaillis Assaulted p Assalita Assaillie Assaulted p = Assalite Assaillies Assaulted p . Assassinare Assassiner TO ASSASSINAIT 0 Assassinando Assassinant Assassinating V — Assassinato Assassiné Assassinated V = Assassinati Assassinés Assassinated V . Assassinata Assassinée Assassinated V .. Assassinate Assassinées Assassinated 0 — Assediare Assiéger TO BESIEGE 0 = Assediando Assiégeant Besieging 0 . Assediato Assiégé Besieged 0 .. Assediati Assiégés Besieged / - Assediata Assiégée Besieged / = Assediate Assiégées Besieged / • Assegnare Assigner TO ASSIGN / ■• Assegnando Assignant Assigning A — Assegnato Assigné Assigned A = Assegnati Assignés Assigned A . Assegnata Assignée Assigned A •• Assegnate Assignées Assigned T- Assentarsi Arsenter f S'1) TO ABSENT ONE'S SELF T = Assentato Absenté Absented himself 56 VERBI. VERBES. VERBS. L - Assentati Absentés Absented themsel ve» L = Assentata Absentée Absented herself L • Assentate Absentées Absen ted themselves L •• Assestare Arranger ro SET IN ORDER ( - Assestato Arrangé Set in order ( = Assestati Arrangés Set in order ( • Assestata Arrangée Set in order ( •• Assestate Arrangées Set in order H - Assetare Altérer (avoir soif) TO MARE BR Y H = Assetato Altéré Dry H • Assetati Altérés Dry H •• Assetata Altérée Dry 1 - Assetate Altérées Dry i = Assicurare Assurer TO ASSURE 1 • Assicurarlo L'assurer To assure him, her ! •• Assicurarvi Vous assurer To assure you o — Assicurarmi M'assurer To assure me 0 = Assicuro J'assure I assure 0 . Vi assicuro Je vous assure I assure you o .. Assicuri Tu assures Thou assures I 1 — Assicura Il assure He assures 1 = Assicuriamo Nous assurons We assure Assicurate Vous assurez You assure Mi assicurate Vous m'assurez You assure me ) — Non mi assicurate Vous ne m'assurez pas You do not assure me ) = Assicurano Ils assurent They assure Assicurava J'assurais I assured Assicuravi Tu assurais Thou assuredst + — Assicurava Il assurait He assured 4- = Assicuravamo Nous assurions We assured 4- . Assicuravate Vous assuriez You assured 4- .. Assicuravano Ils assuraient They assured -^. — Assicurai J'assurai I assured -^ == Assicurasti Tu assuras Thou assuredst *-«. . Assicurò Il assura He assured "^ .. Assicurammo Nous assurâmes We assured ? — Assicuraste Vous assurâtes You assured ? = Assicurarono Ils assurèrent They assured ? . Assicurerò J'assurerai I shall assure ? .. Assicurerai Tu assureras Thou wilt assure v — Assicurerà Il assurera He will assure v = Assicureremo Nous assurerons We shall assure v . Assicurerete Vous assurerez You will assure v .. Assicureranno Ils assureront They will assure 0 — Assicuratemi Assurez-moi Assure me 0 = Assicuratevi Assurez-vous Make yourself assure 0 . Assicurando Assurant Assuring 0 .. Assicurato Assuré Assured / - Assicurati Assurés Assured / = Assicurata Assurée Assured / • Assicurate Assurées Assured / -. Assistere Assister To ASSIST A - Assisto J'assiste I assist A = Assisti Tu assistes Thou assistest A . Assiste Il assiste He assists A •• Assistiamo Nous assistons We assist T- Assistete Vous assistez You assist T = Assistono Ils assistent They assist VERBI. VERBES. VERBS. 57 Assisteva 3'assistais I assisted Assisteva Il assistait He assisted Assistevamo Nous assistions We assisted Assistevate Vous assistiez You assisted Assistevano - Ils assistaient Tbey assisted Assistei J'assistai I assisted Assistè Il assista He assisted Assistemmo Nous assistâmes We assisted Assisteste Vous assistâtes You assisted Assisterono lis assistèrent They assisted Assisterò J'assisterai I shall assist Assisterai Tu assisteras Thou wilt assist Assisterà Il assistera He will assist Assisteremo Nous assisterons We shall assist Assisterete Vous assisterez You will assist Assisteranno Ils assisteront They will assist Assistendo Assistant Assisting Assistito Assisté Assisted Assistiti Assistés Assisted Assistita Assistée Assisted Assistite Assistées Assisted Associare Associer TO ASSOCIATE Asssociato Associé Associated Associati Associés Associated Assiciata Associée Associated Associate Associées Associated Assoldare Enrôler TO ENLIST Assoldato Enrôlé Enlisted Assoldati Enrôlés Enlisted Assoldata Enrôlée Enlisted Assoldate Enrôlées Enlisted Assolvere Absoudre To ABSOLVE Assolvo J'absous I absolve Assolvi Tu absous Thou absolvest Assolve Il absout He absolves Assolviamo Nous absolvons We absolve Assolvete Vous absolvez You absolve Assolvono Ils absolvent They absolve Assolverò J'absoudrai I shall absolve Assolverà Il absoudra He will absolve Assolverete Vous absoudrez You will absolve Assolveranno Ils absoudront They will absolve Assolvendo Absolvant Absolving Assoluto Absous Absolved Assoluti Absous Absolved Assoluta Absoute Absolved Assolute absoutes Absolved Assomigliare Ressembler To resemble Assomigliato Ressemblé Resembled Assommigliati Ressemblé Resembled Assommigliata Ressemblée Resembled Assomigliate Ressemblées Resembled Assorbire Absorber To ABSORB Assorbendo Absorbant Absorbing Assorbito Absorbé Absorbed Assorbiti Absorbés Absorbed Assorbita Absorbée Absorbed Assorbite Absorbées Absorbed 58 VERBI. VERBES. VERBS. L _1 ASSORDARE Assourdir To deafen L =J assordito Assourdi Deafened L • assorditi Assourdis Deafened L •• assordita Assourdie • Deafened ( -- assordite Assourdies Deafened ( = ASSUEFARSI Accoutumer ( s' ) To use ( • Assuefatto Accoutumé Used ( -. Assuefatti Accoutumés 1 Used H - Assuefatta Accoutumée Used H — Assuefatte Accoutumées Used H . Astenersi Abstenir (s') ro ABSTAIN H -. Astenuto Abstenu ( qui s'est ) Abstained ì - Astenuti Abstenus Abstained j = Astenuta Abstenue Abstained 1 • Astenute Abstenues Abstained 1 -■ Attaccare Attacher To TIE UP o — Attaccato Attaché Tied up o = Attaccati Attachés Tied up o . Attaccata Attachée Tied up o .. Attaccate Attachées Tied up 1 - Attaccare (l'inimico) Attaquer (quelqu'un) To ASSAULT 1 = Attacco J'attaque I assault 1 • Attacca Il attaque He assaults 1 .. Attacchiamo Nous attaquons We assault ) - Attaccate Vous attaquez You assault ) = Attaccano Ils attaquent They assault ) • Attaccava J'attaquais I assaulted ) .. Attaccava Il attaquait He assaulted + — Attaccavamo Nous attaquions We assaulted + = Attaccavate Vous attaquiez You assaulted 4- . Attaccavano Ils attaquaient They assaulted + .. Attaccai J'attaquai I assaulted ->. — Attaccò Il attaqua He assaulted ■*-. = Attaccammo Nous attaquâmes We assaulted — . . Attaccaste Vous attaquâtes You assaulted "*•. . . Attaccarono Ils attaquèrent They assaulted 2 — Attaccherò J'attaquerai I shall assault ? = Attaccherai Tu attaqueras Thou wilt assault 5 Attaccherà Il attaquera He will assault ? •• Attaccheremo Nous attaquerons We shall assault V - Attaccherete Vous attaquerez You will assault V = Attaccheranno Ils attaqueront They will assault V • Attaccate Attaquez Assault v .. Attaccando Attaquant Assaulting 0 - Attaccato Attaqué Assaulted 0 = Attaccati Attaqués Assaulted 0 Attaccata Attaquée Assaulted 0 • Attaccate Attaquées Assaulted / - - Attenuare Camper (dresser les tent. To ENCAMP / = = Attendato Campé Encamped / Attendati Campés Encamped / . Attendata Campée Encamped A - - Attendate Campées Encamped A = = Attendere Attendre To EXPECT A . Attendo J'attends I expect A • . Attendi Tu attends Thou expectest T- - Attende | Il attend He expects VERBI, VERBES. VERBS. !_ — Mtendiamo Nous attendons We expect L = Attendete Vous attendez You expect L • Attendono Ils attendent They expect L •• Attendeva J'attendais I expected ( - Attendeva Il attendait He expected ( = Attendevamo Nous attendions We expected ( - Attendevate Vous attendiez You expected ( -■ Attendevano Ils attendaient They expected H- Attesi J'attendis I expected H = Attese Il attendit He expected H • Attendemmo Nous attendîmes We expected H •• Attendeste Vous attendîtes You expected ! - Attesero Ils attendirent They expected i = Attenderò J'attendrai I shall expect 1 • Attenderai Tu attendras Thou wilt expect 1 •■ Attenderà Il attendra He will expect o — Attenderemo Nous attendrons We shall expect 0 = Attenderete Vous attendrez You will expect n Attenderanno Ils attendront They will expect o Attendi Attends Expect 1 - Attenda Qu'il attende Let him expect 1 = Attendiamo Attendons Let us expect 1 ■ Attendete Attendez Expect 1 •• Attendetemi Attendez-moi Expect me Attendano Qu'ils attendent Let them expect ) = Attendendo Attendant Expecting Atteso Attendu Expected Attesi Attendus Expected + — Attesa Attendue Expected + = Attese Attendues Expected 4- . Attenuare Atténuer To WEAKEN + .. Attenuando Atténuant Weakening -•^ — Attenuato Atténué Weakened •^ == Attenuati Atténués Weakened •^ Attenuata Atténuée Weakened *»>. . . Attenuate Atténuées Weakened 0 Attergare Placer derrière TO PLACE BEHIND ? = Attergato Placé derrière Placed behind 3 Attergati Placés derrière Placed behind ? •• Attergata Placée derrière Placed behind V — Attergate Placées derrière Placed hehind V = Atterrare Arattre TO STRIKE DOWN V . Atterrando Abattant Striking down V .. Atterrato Abattu Struck drown 0 = Atterrati Abattus Struck drown 0 = Atterrata Abattue Struck drown 0 . Atterrate Abattues Struck drown 0 .. Atterrire Effrayer TO FRIGHTEN 1 - Atterrito Effrayé Frightened 1 = Atterriti Effrayés Frightened / . Atterrita Effrayée Frightened / .. Atterrite Effrayées Frightened A = Attestare Attester To ATTEST A = Attestando Attestant Attesting A • Attestato Attesté Attested A Attestati Attestés Attested T = ■- Attestata Attestée Attested T- • Attestate • Attestées J Attested 59 60 VERBI. L - Attignere L = Attignendo L • Attinto L •• Attinti ( — Attinta ( = Attinte ( i Attillarsi ( -. Attillandosi H - Attillato -\ = Attillati H . Attillata H •• Attillate 1 - Attirare 1 = Attirando 1 . Attirato 1 . Attirati o — Attirata 0 = Attirate 0 . Attirare o .. Attiro 1 - Attiri 1 = Attira 1 • Attiriamo 1 .. Attirate ) — Attirano ) = Attirava ) . Attiravi ) .. Attirava H Attiravamo + = Attiravate -f- Attiravano + .. Attirerò ■-■> — Attirerai >*, = Attirerà -^ . Attireremo ^s. .. Attirerete ? - Attireranno ? = Attirando ? ■ Attirato ? .. Attirati V — Attirata V = Attirate V . Attizzare V .. Attizzando 0 — Attizzato 0 = Attizzati 0 . Attizzata 0 .. Attizzate / - Attorniare 1 = Attorniando / • attorniato / •• Attorniati A — Attorniata A = attorniate A • Attrarre A -. Attraendo VERBES. VERBS. Puiser TO DRAW WATER Puisant Drawing water Puisé Drawn Avater (who has ) Puisés Drawn water Puisée Drawn water Puisées Drawn water Se parer avec affectatior To dress extravagantly Se parant etc. Dressing extravagantly Paré etc. Dressed extravagantly Parés etc. Dressed extravagantly Parée etc. Dressed extravagantly Parées etc. Dressed extravagantly Attirer TO ATTRACT Attirant Attracting Attiré Attracted Attirés Attracted Attirée Attracted Attirées Attracted Attirer To allure J'attire I allure Tu attires Thou allurest Il attire He allures Nous attirons We allure Vous attirez You allure lis attirent They allure J'attirais I allured Tu attirais Thou alluredst Il attirait He allured Nous attirions We allured Vous attiriez You allured Ils attiraient They allured J'attirerai I shall allure Tu attireras Thou wilt allure Il attirera He will allure Nous attirerons" We shall allure Vous attirerez You will allure Ils attireront They will allure Attirant Alluring Attiré Allured Attirés Allured Attirée Al hired Attirées Allured Attiser To POCRE Attisant Pocking Attisé Pocked Attisés Pocked Attisée Pocked Attisées Pocked Entourer ro SURROUND Entourant surrounding Entouré surrounded Entourés surrounded Entourée surrounded Entourées surrounded Attirer ro ATTRACT Attirant i Ukacting VERBI. Attratto Attratti Attratta Attratte Attivare Attribuire Attribuito Attribuiti Attribuita Attribuite Attristale Attristato Attristati Attristata Attristate Attuftare, v . Tuffare Atturare Atturate Atturato Atturati Atturata Atturate Augurare Auguro Auguri Augura Auguriamo Augurate Augurano Augurava Auguravi Augurava Auguravamo Auguravate Auguravano Augurai Augurasti Augurò Augurammo Auguraste Augurarono Augurerò Augurerai Augurerà Augureremo Augurerete Augureranno Augurando Augurato Augurati Augurata Augurate Aumentare Aumento Aumenta Aumentiamo Aumentate VERBES. VERBS. Attiré Attracted Attirés Attracted Attirée Attracted Attirées Attracted Activer To put in motic Attribuer To attribute Attribué Attributed Attribués Attributed Attribuée Attributed Attribuées Attributed Attristeb TO AFFLICT Attristé Afflicted Attristés Afflicted Attristée Afflicted Attristées Afflicted Plonger To PLUNGE Boucher To STOP Boucliez Stop Bouché Stopped Bouchés Stopped Bouchée Stopped Bouchées Stopped Souhaiter To wish Je souhaite I wish Tu souhaites Thou wishest Il souhaite He wishes Nous souhaitons We wish Vous souhaitez You wish Ils souhaitent They wish Je souhaitais I wished Tu souhaitais Thou wishedst Il souhaitait He wished Nous souhaitions We wished Vous souhaitiez You wished Ils souhaitaient They wished Je souhaitai I wished Tu souhaitas Thou wishedst Il souhaita He wished Nous souhaitâmes We wished Vous souhaitâtes You wished Ils souhaitèrent They wished Je souhaiterai I shall wish Tu souhaiteras Thou wilt wish Il souhaitera He will wish Nous souhaiterons We shall wish Vous souhaiterez You will wish Ils souhaiteront They will wish Souhaitant Wishing Souhaité Wished Souhaités Wished Souhaitée Wished Souhaitées Wished Augmenter TO ENCREASE J'augmente I encrease Il augmente He encreases Nous augmentons We encrease Vous augmentez You encrease 6 61 tri VERBI. VERBES. VERBS. L - Aumentano Ils augmentent Tliey encrease Aumentava J'augmentais I encreased L • Aumentava Il augmentait He encreased L •• Aumentavamo Nous augmentions We encreased ( - Aumentavate Vous augmentiez You encreased ( = Aumentavano lis augmentaient They encreased ( . Aumentai J'augmentai I encreased i .. Aumentò Il augmenta He encreased H - Aumentammo Nous augmentâmes We encreased H = Aumentaste Vous augmentâtes You encreased H • Aumentarono Ils augmentèrent They encreased ^ ■■ Aumenterò J'augmenterai I shall encrease i - Aumenterà Il augmentera He will encrease î = Aumenteremo Nous augmenterons We shallencrease i . Aumenterete Vous augmenterez You will encrease ì •• Aumenteranno Ils augmenteront They will encrease o — Aumentando Augmentant Encreasing . Autorizzavano Ils autorisaient They authorized ? •■ Autorizzai J'autorisai I authorized v - Autorizzò Il autorisa He authorized V = Autorizzammo Nous autorisâmes We authorized v . Autorizzaste Vous autorisâtes You authorized V •■ Autorizzarono. Ils autorisèrent They authorized Ai — Autorizzerò J'autoriserai I shall authorize 0 = Autorizzerai Tu autoriseras Thou wilt authorize J0 . Autorizzerà Il autorisera He will authorize il ... Autorizzeremo Nous autoriserons We shall authorize 1 - Autorizzerete Vous autoriserez You will authorize l = Autorizzeranno Ils autoriseront They will authorize / . Autorizzando Autorisant Authorizing 1 •• Autorizzato Autorisé Authorized A — Autorizzati Autorisés Authorized A = Autorizzata Autorisée Authorized A - Autorizzate Autorisées Authorised A •• Avanzare Amasser To HEAP T - Avanzato Amassé Heaped T = Avanzati Amassés Heaped VERBI. VERBES. VERBS. (_ — Avanzata Amassée Heaped L = Avanzate Amassées Heaped L • Avanzare Avances. TO ADVANCE L •• Avanzo J'avance I advance ( - Avanzi Ta avances Thou advancest ( = Avanza Il avance He advances ( • Avanziamo Nous avançons We advance ( .. Avanzate Vous avancez You advance H- Avanzano Ils avancent They advance H = Avanzava J'avançais I advanced H • Avanzavi Tu avançais Thou advancedst H -• Avanzava Il avançait He advanced j - Avanzavamo Nous avancions We advanced 1 = Avanzavate Vous avanciez You advanced J • Avanzavano Ils avançaient They advanced ! .. Avanzai J'avançai I advanced o — Avanzaste Tu avanças Thou advancedst 0 = Avanzò Il avança He advanced o . Avanzammo Nous avançâmes We advanced 0 .. Avanzaste Vous avançâtes You advanced 1 - Avanzarono Ils avancèrent They advanced 1 = Avanzerò J'avancerai I shall advance 1 ■ Avanzerai Tu avanceras Thou wilt advance 1 .. Avanzerà Il avancera He will advance ) - Avanzeremo Nous avancerons We shall advance ) = Avanzerete Vous avancerez You will advance ) . Avanzeranno Ils avanceront They will advance ) ..- Avanzate Avancez Advance H Avanzando Avançant Advancing + = Avanzato Avancé Advanced + . Avanzati Avancés Advanced + .. Avanzata Avancée Advanced ■"•»• — Avanzate Avancées Advanced ^ = Avere Avoir To HAVE Avermi M'avoir To have me Avervi Vous avoir To have you p - Averlo L'avoir To have it, him p = Ho J'ai I have p . Vi ho Je vous ai I have you p .. Non vi ho Je ne vous ai pas I have not you V — Non ho Je n'ai pas I have not V = Hai Tuas Thou hast V . Mi hai Tu m'as Thou hast me V .. Non mi hai Tu ne m'as pas Thou hast not me 8 — Ha Il a He has 0 = Ha A Has 0 . Vi ha Ilya There is 0 .. Non ha Il n'a He has not / - Non ha N'a Has not / = Si ha On a A person has it / . Abbiamo Nous avons We have / .- Non abbiamo Nous n'avons pas We have not A — Non vi abbiamo Nous ne vous avons pas We have not you A = Avete Vous avez You have A • Non avete Vous n'avez pas You have not A •• Mi avete Vous m'avez You have me T — Non mi avete Vous ne m'avez pas You have not me T = Vi avete Vous vous avez You have yourselve T . Non avete che Vous n'avez que You have only 6% 64 VERBI. VERBES. VERBS. L - Hanno Ils ont They have L = Hanno Ont Have L • Non hanno Ils n'ont pas They have not L .. Vi hanno Ils y ont Them have ( - Non hanno Nont pas Have not ( = Aveva J'avais I had ( • Non aveva Je n'avais pas I had not ( •■ Avevi Ta avais Thou hadst H - Non avevi Ta n'avais pas Thou hadst not H = Aveva Il avait He had H • Aveva Avait Had H - Vi aveva Il y avait It had 1 — Si aveva On avait A person had it 1 = Avevamo Nous avions We had 1 . Non avevamo Nous n'avions pas We had not 1 •• Avevate Vous aviez You had (j — Non avevate Vous n'aviez pas You had not o == Mi avevate Vous m'aviez You had me o . Avevano Ils avaient They had o .. Avevano Avaient Had 1 - Non avevano Ils n'avaient pas They had not 1 = Non avevano N'avaient pas Had not 1 . Ebhi J'eus I have, had 1 .. Non ebbi Je n'eus pas I have had not ) - Avesti Tu eus Thou hast had > = Non avesti Tu n'eus pas Thou hast had not ) . Ebbe Il eut He have had ) .. Ebbe Eut Had + — Non ebbe Il n'eut pas Had not + = Vi ebbe Il y eut It had + . Avemmo Nous eûmes We have had + .. Non avemmo Nous n'eûmes pas We have had not ■^ — Aveste Vous eûtes You have had ■>■*. = Non aveste Vous n'eûtes pas You have had not -*, . Ebbero Ils eurent They have had \ .. Ebbero Eiu'ent Have had ? — Non ebbero Ils n'eurent pas They have had not ? = Vi ebbero Ils y eurent Them had g Avrò J'aurai I shall have ? Non avrò Je n'aurai pas I shall have not V — Avrai Tu auras Thou wilt have V = Non avrai Tu n'auras pas Thou wilt have not V . Mi avrai Tu m'auras Thou wilt have me v .. Avrà Il aura He will have 0 — Avrà Aura Will have 0 = Non avrà Il n'aura pas He will have not 0 . Non avrà N'aura pas Will have not 0 .. Vi avrà Il y aura It will have 1 - Non vi avrà Il n'y aura pas It will have not 1 = Avremo Nous aurons We shall have / . Non avremo Nous n'aurons pas We shall have not / .. Avrete Vous aurez You will have A — Mi avrete Vous m'aurez You will have me A = Non avrete Vous n'aurez pas You will have not A . Non mi avrete Vous ne m'aurez pas You will have not me A .. Avranno Ils auront They will have T - Avranno Auront Will have T = Non avranno Ils n'auront pas They will have not T . Non avranno N'auront pas Will have not T .. Vi avranno Us y auront Them will have VERBI. VERBES. VERBS. OD L = Non vi avranno Ils n'y auront pas Them will have not L - Avrei Paurais I would have L • Non avrei Je n'aurais pas I would have not L •• Ti avrei Je t'aurais I would have thee ( - Non ti avrei Je ne t'aurais pas I Mould not have thee ( = Vi avrei Je vous aurais I would have you ( • Non vi avrei Je ne vous aurais pas I would not have you ( .. Avresti Tu aurais Thou wouldst have H- Non avresti Tu n'aurais pas Thou wouldst not lune H = Mi avresti Tu m'aurais Thou wouldst hate me H • Avrebbe Il aurait He would have H •• Non avrebbe Il n'aurait pas He would not have ] - Avrebbe Aurait Would lune 1 = Non avrebbe N'aurait pas Would not have 1 • Mi avrebbe Il m'aurait He would have me 1 •• Non mi avrebbe Il ne m'aurait pas He would not have me o — Vi avrebbe Il vous aurait He would have you o = Non vi avrebbe Il ne vous aurait pas He would not have you o . Avremmo Nous aurions We would have o .. Non avremmo Nous n'aurions pas We would not have 1 - Avreste Vous auriez You would have 1 = Non avreste Vous n'auriez pas You would not have "I . Mi avreste Vous m'auriez You would have me 1 .. Non mi avreste Vous ne m'auriez pas You would not have use ) - Ci avreste Vous nous auriez You would have us ) = Non ci avreste Vous ne nous auriez pas You would not have us ) . Avrebbero Ils auraient They would have ) .. Avrebbero Auraient Would have + — Non avrebbero Ils n'auraient pas They would not have + = Non avrebbero N'auraient pas Would not have + . Vi avrebbero Ils y auraient Theni would have + .. Abbi Aie Have -v. — Non avere N'aie pas Do not have ^ = Abbia Qu'il ait Let him have •N, . Abbiamo Ayons Let us have """s. . . Abbiate Ayez Have p - Non abbiate N'ayez pas Do not have ? = Abbiano Qu'ils aient Let them have p . Ch'io abbia Que j'aie That I may have ? .. Che abbia Que tu aies That thou mayst have, V - Che abbia Qu'il ait That he may have V = Che abbiamo Que nous ayons That we may have V . Che abbiate Que vous ayez That you may have v .. Che abbiano Qu'ils aient That they may have 0 — Ch'io avessi Que j'eusse That I might have 0 = Avessi Que tu eusses That thou couldst have 0 . Avesse Qu'il eût That he could have 0 .. Avessimo Que nous eussions That we might have / - Aveste Que vous eussiez That you could have / = Avessero Qu'ils eussent That they could have / • Se vi avessi Si je vous avais If I had you / •• Se mi avessi Si tu m'avais If thou hadst me A - Se non mi avessi Si tu ne m'avais pas [f thou hadst not me A = Se mi avesse S'il m'avait [f he had me A . Se non mi avesse S'il ne m'avait pas [f he had not me A .. Se vi avessimo Si nous vous avions [f we had you T- Se non vi avessimo Si nous ne vous avions p. [f we had not you T = Se mi aveste Si vous m'aviez [f you had me T . Se non mi aveste Si vous ne m'aviez pas if you had not me T .. Se mi avessero S'ils m'avaient If they had me 6. 66 VRBBI,- VERBES. VERBS. L - Se non mi avessero S'ils ne m'avaient pas If they had not me L = Avendo Ayant Having L • Avuto Eu Had L •• Avuti Eus Had ( - Avuta Eue Had ( = Avute Eues Had ( . Aver fame Avoir faim TO BE HUNGRY ( •• Ho fame J'ai faim I am hungry H- Non ho fame Je n'ai pas faim I am not hungry H = Hai fame Tu as faim Thou art hungry H . Ha fame Il a faim He is hungry H •• Ambiamo fame Nous avons faim We are hungry 1 — Avete fame Vous avez faim You are hungry 1 = Hanno fame Ils ont faim They are hungry 1 . Avvampare Brûler To BURN 1 •• Avvampato Brûlé Burnt o — Avvampati Brûles Burnt 0 = Avvampata Brûlée Burnt 0 . Avvampate Brûlées Burnt o .. Avvelenare Empoisonner To POISON 1 — Avvelenato Empoisonné Poisoned 1 = Avvelenati Empoisonnés Poisoned 1 . Avvelenata Empoisonnée Poisoned 1 .. Avvelenati Empoisonnées Poisoned ) — Avvenire Arriver To HAPPEN ) = Avviene Il arrive It happens ) . Avveniva Il arrivait It happened ) .. Avvenne Il arriva It happened -1 Avverrà II arrivera It will happen + = Avvenendo Arrivant Happening + . Avvenuto Arrivé Happened + .. Avvenuti Arrivés Happened *XN Avvenuta Arrivée Happened -» = Avvenute Arrivées Happened "x» . Avventare Lancer To LAUNCH ""v. . . Avventato Lancé Launched ? — Avventati Lancés Launched ? = Avventata Lancée Launched p Avventate Lancées Launched p •• Avventurare Aventurer To RISK A — Avventurato Aventuré Risked A = Avventurati Aventurés Ri&ked A • Avventurata Aventurée Risked A •• Avventurate Aventurées Risked 0 — Avvertire Avertir To WARN 0 = Avverto J'avertis I warn 0 . Avverti Tu avertis Thou warnest 0 .. Avverte Il avertit He warns 1 — Avvertiamo Nous avertissons We warn Avvertite Vous avertissez You warn / • Avvertono Ils avertissent They warn Avvertiva J'avertissais I warned A — Avvertiva Il avertissait He warned A = Avvertivamo Nous avertissions We warned A • Avvertivate Vous avertissiez You warned A •• Avvertivano Ils avertissaient They warned T — Avvertii J'avertis I warned VERBI, L - Avverti L == Avvertimmo L • Avvertiste L •• Avvertirono ( - Avvertirò ( = Avvertirai ( • Avvertirà ( .. Avvertiremo H- Avvertirete H = Avvertiranno H • Avvertendo H •• Avvertito 1 - Avvertiti 1 = Avvertita I • Avvertite 1 •• Avvezzare o — Avvezzato o = Avvezzati 0 . Avvezzata 0 .. Avvezzate 1 - Avviare 1 = Avviando 1 . Avviato 1 .. Avviati ) - Avviata ) = Avviate ) . Avvicinare ) .. Avvicino + — Avvicini + = Avvicina + . avviciniamo + .. Avvicinate ~-o — Avvicinano ^ = Avvicinava "-v. . Avvicinava ^ .. Avvicinavamo ? — Avvicinavate p = Avvicinavano p . Avvicinai p •• Avvicinò V — Avvicinammo V = Avvicinaste V . Avvicinarono v .. Avvicinerò 0 — Avvicinerai 0 = Avvicinerà 0 . Avvicineremo 0 .. Avvicinerete / — Avvicineranno / = Avvicinatevi / • Avvicinando / •• Avvicinato A - Avvicinati A = Avvilire A • Avvilisco A .. Avvilisce T — Avvilite T - Avviliscono VERBES. Il avertit Nous avertîmes Vous avertîtes Ils avertirent J'avertirai Tu avertiras Il avertira Nous avertirons Vous avertirez Ils avertiront Avertissant Averti Avertis Avertie Averties Habituer Habitué Habitués Habituée Habituées Acheminer Acheminant Acheminé Acheminés Acheminée Acheminées Approcher J'approche Tu approches H approche Nous approchons Vous approchez Ils approchent rapprochais Il approchait Nous approchions Vous approchiez Ils approchaient J'approchai Il approcha Nous approchâmes Vous approchâtes Ils approchèrent J'approcherai Tu approcheras Il approchera Nous approcherons Vous approcherez Ils approcheront Approchez-vous Approchant Approché Approchés Avilir J'avilis Il avilit Vous avilissez Ils avilissent VERBS. He Warned We warned You warned They warned I shall warn Thou wilt warn He will warn We shall warn You will warn They will warn Warning Warned Warned Warned Warned TO ACCUSTOM Accustomed Accustomed Accustomed Accustomed TO SET FORWARD Setting forward Set forward Set forward Set forward Set forward To APPROACH I approach Thou approachest He approaches We approach You approach They approach I approached He approached We approached You approached They approached I approached He approached We approached You approached They approached I shall approach Thou wilt approach He will approach We shall approach You will approach They will approach Approach Approaching Approached Approached TO DEGRADE degrade He degrades You degrade They degrade m I 68 VERBI. VERBES. VERBS. L - Avvilito Avili Degraded L = Avviliti Avilis Degraded L - Avvilita Avilie Degraded L •• Avvilite Avilies Degraded ( - Avviluppare Envelopper To WRAP ( = Avviluppato Enveloppé Wrapped ( • Avviluppati Enveloppée Wrapped ( •• Avviluppata Enveloppée Wrapped H - Avviluppate Enveloppées Wrapped H '. . . Baciate Vous baisez You kiss e — Baciano Ils baisent They kiss Baciava Je baisais I kissed 0 Baciavi Tu baisais Tbou kissedst ? Baciava Il baisait He kissed V — Baciavate Vous baisiez You kissed V = Bacerò Je baiserai I shall kiss v . Bacerai Tu baiseras Thou wilt kiss v .. Bacerà Il baisera He will kiss 0 — Bacerete Vous baiserez You will kiss 0 = Baciando Baisant Kissing 0 . Baciato Baisé Kissed 0 .. Baciati Baisés Kissed / — Baciata Baisée Kissed / = Baciate Baisées Kissed / . Badare Faire attention TO PAY ATTENTION / •• Bado Je fois attention I pay attention A — Badi Tu fais attention Thou pay est attention A = Bada Il fait attention He pays attention VERBI. Badiamo Badate Badano Badava Badavi Badava Badavamo Badavate Badavano Badai Badò Badammo Badaste Badarono Baderò Baderai Baderà Baderemo Baderete Baderanno Badate Badateci Badando Badato Bagnare Bagno Bagni Bagna Bagniamo Bagnate Bagnano Bagnerò Bagnerai Bagnerà Bagneremo Bagnerete Bagneranno Bagnando Bagnato Bagnati Bagnata Bagnate Bagnarsi Bagnato Bagnati Bagnata Bagnate Balbettare Balbettando Balbettato Balenare Balena Balenava Balenò Balenato Ballare Ballo Balli verbes. Nous faisons attention Vous faites attention Ils font attention Je faisais attention Tu faisais attention Il faisait attention Nous faisions attention Vous faisiez attention Ils faisaient attention Je fis attention Il fit attention Nous fîmes attention Vous fîtes attention Ils firent attention Je ferai attention Tu feras attention Il fera attention Nous ferons attention Vous ferez attention Ils feront attention Faites attention Faites attention à vous Faisant attention Fait attention verbs. 69 We pay attention You pay attention They pay attention I paid attention Thou paidest attention He paid attention We paid attention ou paid attention They paid attention ~ paid attention He paid attention We paid attention You paid attention They paid attention I shall pay attention Thou wilt pay attention He will pay attention We shall pay attention You will pay attention They will pay attention Pay attention Take care of yourself Paying attention Paid attention Baigner To BATHE Je baigne I bathe Tu baignes Thou bathest Il baigne He bathes Nous baignons We bathe Vous baignez You bathe Ils baignent They bathe Je baignerai I shall bathe Tu baigneras Thou wilt bathe Il baignera He will bathe Nous baignerons We shall bathe Vous baignerez You will bathe Ils baigneront They will bathe Baignant Bathing Baigné Bathed Baignés Bathed Baignée Bathed Baignées Bathed Se mouiller To WET one'sself Mouillé Wet Mouillés Wet Mouillée Wet Mouillées Wet Balbutier TO STAMMER Balbutiant Stammered Balbutié Stammered Faire des éclairs TO LIGHTEN Il fait des éclairs He lightens Il faisait des éclairs He lightened Il fit des éclairs He lightened. Fait des éclairs Lightened Danser To DANCE Je danse I dance Tu danses [Thou dancest 70 VERBI. VERBES. VERBS. L — Balla Il danse He dances L = Balliamo Nous dansons We dance L • Ballate Vous dansez You dance L •• ballano Ils dansent They dance ( - Saltava Je dansais I danced ( = Ballavi Tu dansais Thou dancedst ( • Ballava 11 dansait He danced ( .. Ballavamo Nous dansions We danced H - Ballavate Vous dansiez You danced H = Ballavano Ils dansaient They danced H • Ballai Je dansai I danced H •• Ballasti Tu dansas Thou dancedst 1 - Ballò Il dansa He danced 1 = Ballammo Nous dansâmes We danced i . Ballaste Vous dansâtes You danced ! •• Ballarono Ils dansèrent They danced o — Ballerò Je danserai I shall dance o = Ballerai Tu danseras Thou wilt dance 0 . Ballerà Il dansera He will dance o .. Balleremo Nous danserons We shall dance 1 - Ballerete Vous danserez You will dance 1 = Balleranno Us danseront They will dance "1 . Ballate Dansez Dance 1 .. Ballando Dansant Dancing ) - Ballato Dansé Danced ) = Ballati Dansés Danced ) . Ballata Dansée Danced ) .. Ballate Dansées Danced + - Ballottare Élire par suffrages To ELECT + = Ballottando Élisant Electing + . Ballottato Élu Elected + .. Ballottati Élus Elected Ballottata Élue Elected \ = Ballottate Élues Elected >^ Balzare Bondir To BOUND -^ Balza Il bondit He bounds p — Balzava Il bondissait He bounded p = Balzò Il bondit He bounded p . Balzerà Il bondira He will bound p .. Balzando Bondissant Bounding V — Balzato Bondi Bounded V = Balzati Bondi Bounded V . Balzata Bondi Bounded v .. Balzate Bondi Bounded 0 — Bandire Exiler To EXILE 0 = Bandito Exilé Exiled 0 . Banditi Exilés Exiled 0 .. Bandita Exilée Exiled 1 - Bandite Exilées Exiled 1 = Barattare Changer TO CHANGE / . Barattando Changeant Changing / .- Barattato Changé Changed A — Barattati Changés Changed A = Barattata Changée Changed A ■ Barattate Changées Changed A •• Barcollare Chanceler TO STAGGER T — Barcollando Chancelant Staggering T = Barcollato Chancelé | Staggered VERBI. VERBES. VERBS. L - Barcollati Chancelés Staggered L = Barcollata Chancelée Staggered L • Barcollate Chancelées Staggered L • Bastare Suffire TO SUFFICE ( - Basta Il suffit He suffices ( - Bastano Ils suffisent They suffice ( • Bastava Il sutìsait He sufficed ( •- Bastavano Ils suffisaient They sufficed H - Basterà Il suffira He will suffice H = Basteranno Ils suffiront They will suffice H • Basterebbe Il suffirait He would suffice H •• Basterebbero Ils suffiraient They would suffice I - Bastando Suffisant Sufficing i = Bastato Suffi Sufficed i i Battagliare Combattre To fight 1 •- Battagliando Combattant Fighting o — Battagliato Combattu Fighted 0 — Bastonare Batonner To CUDGEL o . Bastonato Bàtonné Cudgelled 0 • • Bastonnatì Bàtonnés Cudgelled 1 - Bastonata Bàtonnée Cudgelled 1 = Bastonate Bàtonnées Cudgelled "1 . Battere il tamburro Battre le tambour To DRUM 1 .. Si batte il tamburro On bat le tambour It drums ) - Battere Battre TO BEAT ) = Batto Je bats I beat ) . Batti Tu bats Thou beatest ) .. Batte Il bat He beats. H Battiamo Nous battons We beat + = Battete Vous battez You beat 4- . Battono Ils battent They beat -r • • Batteva Je battais I beat *>>. — Battevi Tu battais Thou beatest "-«. == Batteva Il battait He bent ■^ Battevamo Nous battions We beat *v. . . Battevate Vous battiez You beat ? — Battevano Ils battaient They beat p = Batterò Je battrai I shall beat ? • Batterai Tu battras Thou wilt beat ? •• Batterà Il battra He will beat V - Batteremo Nous battrons We shall beat V — Batterete Vous battrez You will beat V . Batteranno Ils battront They will beat v .. Batti Bats Beat 0 — Battiamo Battons Let us beat 0 = Battete Battez Beat 0 . Battendo Battant Beating 0 .. Battuto Battu Beat / - Battuti Battus Beat / = Battuta Battue Beat / . Battute Battues Beat / .. Batter le mani Claquer des mains To CLACK A - Batto le mani Je claque des mains I clack A = Batte le mani Il claque des mains He clacks A . ! Battete le mani Vous claquez des mains You claefe A •• Battono le mani Ils claquent des mains They clack T - 1 Battevano le mani Ils claquaient des mains They clacked li 72 VERBI. VERBES. VERBS. L - Batterò le mani Te claquerai des mains I shall clack L = Batteremo le mani Nous claquerons des m. We shall clack L • Battuto le mani Claqué des mains Clacked L •• Battezzare Bapptiser To BAPTI ZE ( - Battezzo Je baptise I baptize ( = Battezzi Tu baptises Thou baptizest ( • Battezza Il baptise He baptizes ( •■ Battezzando Baptisant Baptizing H - Battezzato Baptisé Baptized H = Battezzati Baptisés Baptized H • Battezzata Baptisée Baptized -i •• Battezzate Baptisées Baptized i - Beffare Railler TO RAIL AT I = Beffo Je raille I rail at 1 Beffa Il raille He rails at 1 •• Beffate Vous raillez You rail at o — Beffano Ils raillent They rail at 0 = Beffava Je raillais I railed at 0 . Beffava Il raillait He railed at 0 .. Beffavate Vous railliez You railed at 1 - Beffavano Ils raillaient They railed at 1 = Befferò Je raillerai I shall rail at 1 . Befferà Il raillera He will rail at "I .. Befferete Vous raillerez You will rail at ) - Beffando Raillant Railing at ) — Beffato Raillé Railed at ) • Beffati Raillés Railed at ) .. Beffata Raillée Railed at _] — Beffate Raillées Railed at 4- = Belare Bêler To BLEAT -4- . Bela Il, elle bêle It, her bleat + .. Belano Ils, elles bêlent They bleat --». — Belando Bêlant Bleating ■>■». = Belato Bêlé Bleated ■^ . Bendare Bander ( les yeux ) TO BLINDFOLD "*'•. . . Bendando Bandant Blindfolding 0 Bendato Bandé Blindfolded ? = Bendati Bandés Blindfolded p . Bendata Bandée Blindfolded ? .. Bendate Bandées Blindfolded V — Benedire BÉNIR TO BLESS V = Benedico Je bénis I bless V . Benedice Il bénit He blesses V .. Benedite Vous bénissez You bless 0 — Benediceva Je bénissais I blessed 0 = Benedicevi Tu bénissais Thou blessedst 0 . Benediceva Il bénissait He blessed 0 .. Benedicevamo Nous bénissions We blessai 1 — Benedicevate V^ous bénissiez You blessed 1 = Benedicevano Ils bénissaient They blessed ! . Benedisse Il bénit He blessed / •• Benedissero Ils bénirent They blessed A — Benedirò Je bénirai I shall bless A = Benedirai Tu béniras Thou wilt bless A • Benedirà Il bénira He will bless A •• Benediremo Nous bénirons We shall bless T — Benedirete Vous bénirez You will bless T = Benediranno Ils béniront They will bless VERBI. L - Benedicendo L = Benedetto L • Benedetti L •• Benedetta ( - Benedette ( = Beneficare ( • Beneficando ( •• Beneficato -\ - Beneficati 4 = Beneficata H ■ Beneficate H •• Bestemmiare ! - Bestemmiando 1 = Bestemmiato 1 • Bestemmiati 1 •• Bestemmiata o — Bestemmiate o = Beyere 0 . Bevo 0 .. Bevi 1 - Beve 1 = Beviamo 1 . Bevete "1 .. Bevono ) - Beveva ) = Bevevi ) . Beveva ) .. Bevevamo H Bevevate + = Bevevano + Bebbi + .. Bevesti >» Bebbe ^v = Bevemmo **>. . Beveste **«s . . Bebbero ? - Beveró ? = Beverai p . Beverâ ? .. Beveremmo V — Beverete V = Beve ranno V . Bevi V ■- Beva 0 — Beviamo 0 = Bevete 0 . Bevano 0 .. Bevendo 1 ~ Bevuto 1 = Biasimare / ■ Biasimando / - Biasimato A - Biasimati. A = Biasimata A Biasimate A •• Bindolare T - Bindolato T = Bindolati VERBES. Bénissant Béni Bénis Bénie Bénies Faire du bien Faisant du bien Fait du bien Fait du bien Fait du bien Fait du bien Blasphémer Blasphémant Blasphémé Blasphémé Blasphémé Blasphémé Boire Je bois Tu bois Il boit Nous buvons Vous buvez Ils boivent Je buvais Tu buvais Il buvait Nous buvions Vous buviez Ils buvaient Je bus Tu bus Il but Nous bûmes Vous bûtes Ils burent Je boirai Tu boiras Il boira Nous boirons Vous boirez Ils boiront Bois Qu'il boive Buvons Buvez Qu'ils boi\ ent Buvant Bu Blâmer Blâmant Blâmé Blâmés Blâmée Blâmées Bercer Bercé Bercés VERBS. Blessing 73 Blessed Blessed Blessed To DO GOOD Doing good Done good Done good Done good Done good To blaspheme Blaspheming Blasphemed Blasphemed Blasphemed Blasphemed To drink I drink Thou drinkest He drinks We drink You drink They drink I drank Thou drankest He drank We drank You drank They drank I drank Thou drankest He drank We drank You drank They drank I shall drink Thou wilt drink He will drink We shall drink You will drink They will drink Drink Let him drink Let us drink Drink Let them drink Drinking Drunk To blame Blaming Blamed Blamed Blamed Blamed To ROCK Rocked Rocked 74 L • L •• ( - VERBI. Bindolata Bindolate Bisbigliare Bisbigliando Bisbigliato == Bisognare . Bisogna . . Bisognava — Bisognò = Bisognerà . Mi bisognerà . . Vi bisognerà — Bisognerebbe = Mi bisognerebbe . Vi bisognerebbe . . ! Bisognasse — ÌSe mi bisognasse = | Se vi bisognasse . j Bisognato Bisognare Bisognarmi Bisognarvi Non bisogna Mi bisogna _iNon mi bisognt Vi bisogna 1 - 1 = 1 . 1 ) ) Bollare Bollato Bollati Bollata Bollate Bollire Bolle Bollono Bolliva Bollivano Bolli Bollirono Bollirà Bolliranno V —I Bollendo V = Bollito Bombardare Bombarda Bombardano Bombardava Bombardavano Bombardò Bombardarono Bombarderà Bombarderanno Bombardando Bombardato Bombardati Bombardata Bombardate Barbottare VERBES. verbs. Bercée Rocked Bercées Rocked Chuchoter To WHISPER Chuchotant Whispering Chuchoté Whispered Falloir TO BE NECESSARI Tl faut It is necessary Il fallait It was necessary 11 fallut It was necessary Il faudra It will be necessary Il me faudra It will be necess. for me H vous faudra It will be necess. for you Il faudrait It would be necessary Il It would be neces. for you Qu'il fallut That it might be necess. S'il me fallait If it was necess. for me Sïl vous fallait If it Avas necess. for you Fallu Been necessary Falloir TO MUST Me falloir I must Vous falloir You must Il ne faut pas It must not Il me faut I must 11 ne me faut pas I must not Il vous faut You must Sceller To SEAL Scellé Sealed Scellés Sealed Scellée Sealed Scellées Sealed Bouillir To BOIL Il bout It boils Ils bouillent They boil Il bouillait It boiled Ils bouillaient They boiled Il bouillit It boiled Ils bouillirent They boiled I! bouillira It will boil Ils bouilliront They will boil Bouillant Boiling Bouilli Boiled Bombarder TO BOMBARD ty bombarde He bombards Ils bombardent They bombard Il bombardait He bombarded Ils bombardaient They bombarded Il bombarda He bombarded Ils bombardèrent They bombarded Il bombardera He will bombard Us bombarderont They will bombard Bombardant Bombarding Bombardé Bombarded Bombardés Bombarded Bombardée Bombarded Bombardées Bombarded Barbotter TQ DABBLE VERBES, L - Barbottando L = Borbottato L • Brasure L •- Bramo ( - Brami ( = Brama ( • Bramiamo ( .. Bramate H- Bramano H = Bramava H ■ Bramavi H •• Bramava 1 - Bramavamo 1 = Bramavate 1 Bramavano 1 •• Bramai o — Bramò o = Bramammo 0 . Bramaste o .. Bramarono 1 — Bramerei 1 = Brameresti 1 . Bramerebbe 1 .. Brameremmo ( - Bramereste ) = Bramerebbero ) . Brami ) .. Bramate H Bramassi -h = Bramassi + . Bramasse + .. Bramassimo ^«, — Bramaste *■»*, = Bramassero *««« . Bramando "*»■ . . Bramato ? - Bramati p = Bramata p . Bramate p .. Brancolare V — Brancolando V - Brancolato v . Brandire V .. Brandendo 0 — Brandito 0 = Brandita 0 . Bravare 0 .. Bravato 1 ~ Bravati / = Bravata / Bravate / •• Brigare A — Brigato A = Brigati A • Brigata A •■ Brigate Barbottant Barbotté Désirer ardemment To desire Je désire ardemment I desire Ta désires ardemment Thou desirest Il désire ardemment He desires Nous désirons ardemm. We desire Vous désirez ardemment You desire Ils désirent ardemment Tbey desire Je désirais ardemment I desired Ta désirais ardemment Thou desiredst Il désirait ardemment He desired Nous désirions ardemm. We desired Vous désiriez ardemment | You desired Ils désiraient ardemment They desired Je désirai ardemment I desired VERBS. Dabbling Dabbled Il désira ardemment Nous désirâmes ardemm Vous désirâtes ardemm. Ils désirèrent ardemment Je désirerais ardemment Tu désirerais ardemment Il désirerait ardemment Nous désirerions ardem. Vous désireriez ardem. Ils désireraient ardem. Qu'il désire ardemment Désirez ardemment Que je désirasse ardem. Que tu désirasses ardem. Qu'il désirât ardemment Que nous désirassions ar. Que vous désirassiez ard. Qu'ils désirassent ardem. Désirant ardemment Désiré ardemment Désirés ardemment Désirée ardemment Désirées ardemment Marcher à tâtons Marchant à tâtons Marché à tâtons Brandir Brandissant Brandi Brandie Braver Bravé Bravés Bravée Bravées Travailler a Travaillé à ( qui a ) Travaillés à Travaillée à Travaillées a Ke desired We desired You desired They desired I should desire Thou wouldst desire He would desire We should desire You would desire They would desire Let him desire Desire That I may desire That thou mayst desire That he may desire That we may desire That you may desire That they may desire Desiring Desired Desired Desired Desired TO GROPE ALONG IN THL DARK Groping along in the d. Groped along in the d. TO BRANDISH Brandishing Brandished Brandished To DEFY Defied Defied Defied Defied To WORK AT Worked at ( who has ) Worked at Worked at Worked at ?6 VERBI. VERBES. VERBS. L -p Brillare Bbiller, (éclater) To SHINE L — 1 Brillo Je brille [ shine L - 1 Brilli Tu brilles Thou shine s t L •• ] Brilla Il brille He shines ( -J ìrilliamo Nous brillons We shine ( = Brillate Vous brillez ïou shine ( - Milano Ils brillent They shine ( .. Brillava Je brillais I shone 4 - Brillavi Tu brillais Thou shonest 1 = Brillava Il brillait He shone -T Brillavamo Nous brillions We shone 4 •• Brillavate Vous brilliez You shone 1 — Brillavano Ils brillaient They shone I = Brillai Je brillai I shone ! . Brillasti Tu brillas Thou shonest i •• Brillo Il brilla He shone () — Brillammo Nous brillâmes We shone 0 — Brillaste Vous brillâtes You shone 0 Brillarono Ils brillèrent They shone ( ) . . Brillerò Je brillerai I shall shine "1 — Brillerai Tu brilleras Thou wilt shine 1 = Brillerà Il brillera He will shine 1 . Brilleremo Nous brillerons We shall shine 1 .. Brillerete Vous brillerez You will shine ) — Brilleranno Ils brilleront They will shine Ì = Brillando Brillant Shining ) . Brillato Brillé Shone ) •• Bubolare Escamoter To conceal dexterously -j — Bubolato Escamoté Concealed dexterously -L- — Bubolati Escamotés Concealed dexterously + . Bubolata Escamotée Concealed dexterously + •• Bubolate Escamotées Concealed dexterously >. ■ Bucare Trouer TO MAKE A HOLE ■^ = Bucando Trouant Making a hole ■^ • Bucato Troué Make a hole ( who has ) "»» . . Bucati Troués Make a hole P - Bucata Trouée Make a hole P = Bucate Trouées Make a hole 0 Burlare ( burlarsi ) Plaisanter ( se moquer ) To joke (to despise) P ■* Burlo Je plaisante I joke V — Burli Tu plaisantes Thou jokest V = Burla Il plaisante He jokes V . Burliamo Nous plaisantons We joke V .. Burlate Vous plaisantez You joke 0 — Burlano Ils plaisantent They joke 0 — Mi burlo Je me moque I despise 0 - Ti burli Tu te moques Thou despisest .0 .. Si burla Il se moque He despises / - Ci burliamo Nous nous moquons We despise / = Vi burlate Vous vous moquez You despise / • Si burlano Ils se moquent They despise / •• Burlava Je plaisantais I joked A — Burlavi Tu plaisantais Thou jokedst A = Burlava Il plaisantait He joked A • Burlavamo Nous plaisantions We joked A -• Burlavate Vous plaisantiez You joked T — Burlavano Ils plaisantaient They joked T = Burlai Je plaisantai I joked T . Burlasti Tu plaisantas Thou jokedst VERBI. VERBES. VERBS, L - Burlò Il plaisanta He joked L = Burlammo Nous plaisantâmes We joked L Burlaste Vous plaisantâtes You joked Burlarono Ils plaisantèrent They joked Burlatevi Moquez-vous Despise ( = Non vi burlate Ne vous moquez pas Not despise Burlando Se moquant Despising Burlato Moqué ( qui s'est ) Despised H- Burlati Moqués ( qui se sont ) Despised H = Burlata Moquée ( qui s'est ) Despised H • Burlate Moquées ( qui se sont ) Despised H •• Buscare Chercher To SEEK 1 - Buscato Cherché Sought ! = Buscati Cherchés Sought 1 • Buscata Cherchée Sought 1 •• Buscate Cherchées Sought o — Bussare (picchiare) Frapper TO KNOCK 0 = Busso Je frappe I knock 0 . Bussa Il frappe He knocks 0 .. Bussiamo Nous frappons We knock 1 - Bussano Ils frappent They knock 1 = Bussava Je frappais I knocked 1 . Bussava Il frappait He knocked 1 .. Bussavamo Nous frappions We knocked ) - Bussavate Vous frappkz You knocked ) = Bussavano Ils frappaient They knocked ) . Bussai Je frappai I knocked ) .. Bussò Il frappa He knocked + - Bussammo Nous frappâmes We knocked + = Bussaste Vous frappâtes You knocked 4- . Bussarono Ils frappèrent They k hocked + .. Busserò Je frapperai I shall knock *•>, — Busserai Tu frapperas Thou wilt knock "^ = Busserà Il frappera He will knock ^ Busseremo Nous frapperons We shall knock ■V, . . Busserete Vous frapperez You will knock p - Busseranno Ils frapperont They will knock p = Bussando Frappant Knocking ? . Bussato Frappé Knocked p .. Buttare Jeter To THROW V — Butto Je jette I throw V = Butti Tu jettes Thou throwest V • Butta Il jette He throws v .. Buttiamo Nous jetons We throw 0 — Buttate Vous jetez You threw 0 = Buttano Ils jettent They throw 0 . Buttai Je jetai [ threw 0 .. Buttò Il jeta Be tln-ew / - Buttaste Vous jetâtes You threw / = Buttarono Ils jetèrent They threw / • Butterò Je jetterai I shall throw / •• Butterai Tu jetteras Thou wilt throw A — Butteremo Nous jetterons We will throw A = Butterete Vous jetterez You will throw A • Butta Jette Throw A •• Buttando Jetant Throwing T — Buttato Jeté Thrown T = Buttati Jetés rhrown 77 78 VERBI. VERBES. C Chasser VERBS. L - Cacciare TOHUNf L = Cacciando Chassant Hunting L • Cacciato Chassé Hunted L •- Cacciati Chassés Hunted ( — Cacciata Chassée Hunted ( = Cacciate Chassées Hunted ( • Cadere Tomber TO FALL ( •- Cado Je tombe I fall ~f - Cadi Tu tombes Thou fallest -T = Cade Il tombe He falls -i • Cadiamo Nous tombons We fall H •• Cadete Vous tombez You fall i - Cadono Ils tombent Thev fait ! = Cadeva Je tombais I fell 1 • Cadevi Tu tombais Thou fellest 1 •• Cadeva Il tombait He fell o — Cadevamo Nous tombions We fell o = Cadevate Vous tombiez You fell 0 . Cadevano Ils tombaient They fell o .. Caddi Je tombai I fell 1 - Cadesti Tu tombas Thou fellest 1 = Cadde Il tomba He fell "1 . Cademmo Nous tombâmes We fell 1 .. Cadeste Vous tombâtes You fell ) - Caddero Ils tombèrent They fell ) = Cadrò Je tomberai I shall fall ) . Cadrai Tu tomberas Thou wilt fall ) .. Cadré Il tombera He will fall _f- Cadremo Nous tomberons We shall fall + = Cadrete Vous tomberez You will fall + . Cadranno Ils tomberont They will fall + .. Cadendo Tombant Falling ■^- — Caduto Tombé Fallen *•». = Caduti Tombés Fallen ■ — . Caduta Tombée Fallen *"«. . . Cadute Tombées Fallen p — Cagionare Causer To CAUSE ? = Cagionarvi Vous causer To cause you ? . Cagionarmi Me causer To cause me ? •• Cagionando Causant Causing V — Cagionato Causé Caused V = Cagionati Causés Caused V . Cagionata Causée Caused v .. Cagionate Causées Caused 0 — Calare Baisser TO LOWER 0 = Calando Baissant Lowering 0 . Calato Baissé Lowered 0 ■■ Calar la bandiera Désarborer le pavillon To strike down the fla 1 — Calando Désarborant Striking down the flag 1 == Calato Désarboré Struck down the flag / • Calati Désarborés Sruck down the flag / • Calata Désarborée Struck down the flag A - Calate Désarborées Struck down the flag A == Calcare Presser To PRESS A • Calcando Pressant Pressing A •• Calcato Pressé Pressed VERBI. VERBES. VERBS. Calcati Pressés Pressed Calcata Pressée Pressed Calcate Pressées Pressed Calcolare Calculer To CYPHER Calcolo Je calcule I cypher Calcoli Tu calcules Thou cypherest Calcola Il calcule He cyphers Calcoliamo Nous calculons We cypher Calcolate Vous calculez You cypher Calcolano Ils calculent They cypher Calcolava Je calculais I cyphered Calcolava Il calculait He cyphered Calcolavamo Nous calculions We cyphered Calcolavate Vous calculiez You cyphered Calcolavano Ils calculaient They cyphered Calcolai Je calculai I cyphered Calcolò Il calcula He cyphered Calcolammo Nous calculâmes We cyphered Calcolaste Vous calculâtes You cyphered Calcolarono Ils calculèrent They cyphered Calcolerò Je calculerai I shall cypher Calcolerai Tu calculeras Thou -wilt cypher Calcolerà Il calculera He vs ill cypher Calcoleremo Nous calculerons We shall cypher Calcolerete Vous calculerez You will cypher Calcoleranno Ils calculeront They will cypher Calcolate Calculez Cypher Calcolando Calculant Cyphering Calcolato Calculé Cyphered Calcolati Calculés Cyphered Calcolata Calculée Cyphered Calcolate Calculées Cyphered Calmare Calmer To PACIFY Calmo Je calme I pacify Calmi Tu calmes Thou pacifiest Calma Il calme He pacilies Calmiamo Nous calmons We pacify Calmate Vous calmez You pacify Calmano Ils calment They pacify Calmava Je calmais I pacified Calmavi Tu calmais Thou pacified st Calmava Il calmait He pacified Calmavamo Nous calmions We pacified Calmavate Vous calmiez You pacified Calmavano Ils calmaient They pacified Calmai Je calmai I pacified Calmasti Tu calmas Thou pacifiedst Calmò Il calma He pacified Calmammo Nous calmâmes We pacified Calmaste Vous calmâtes You pacified Calmarono Ils calmèrent They pacified Calmerò Je calmerai I shall pacify Calmerai Tu calmeras Thou wilt pacify Calmerà Il calmera He will pacify Calmeremo Nous calmerons We shall pacify Calmerete Vous calmerez You will pacify Calmeranno Ils calmeront They will pacify Calmatevi Calmez-vous Pacify Calmando Calmant J Pacifying 79 80 VERBI. VERBES. VEBS. L - Calmato Calmé Paciiied L = Calmati Calmés Pacilied L • Calmata Calmée Pacified L •• Calmate Calmées Pacified ) - Calunniare Calomnier TO CALUMNIATE ) = Calunniando Calomniant Calumniating ) • Calunniato Calomnié Calumniated ) •• Calunniati Calomniés Calumniated H - Calunniata Calomniée Calumniated -1 = Calunniate Calomniées Calumniated -\ • Calpestare Fouler aux pifds To tread -\ •• Calpesta Il foule aux pieds He treads 1 — Calpestava Il foulait aux pieds He trode i = Calpestando En foulant aux pieds Treading 1 • Calpestato Foulé aux pieds Trodden 1 ■• Calpestati Foulés aux pieds Trodden o — Calpestata Foulée aux pieds Trodden o = Calpestate Foulées aux pieds Trodden 0 . Calzare Chausser TO PUT ON ONE'S BOOTS o .. Calza Il chausse He puts on his boots 1 - Calzano Ils chaussent They put on their boots 1 = Calzava Il chaussait He put on his boots 1 . Calzavano Ils chaussaient They put on their boots 1 ■• Calzò Il chaussa He put on his boots ) - Calzarono Ils chaussèrent They put on their boots ) = Calzerà Il chaussera He will put on his boots ) . Calzeranno Ils chausseront Tbey will put on their b. ) •• Calzando Chaussant Putting on one's boots + — Calzato Chaussé Put on one's boots + = Calzati Chaussés Put on one's boots + . Calzata Chaussée Put on one's boots + .. Calzate Chaussées Put on one's boots •^ — Cambiare Changer To CHANGE **■*« = Cambio Je change I change ^ . Cambi Tu changes Thou changest -^ .. Cambia Il change He changes ? - Cambiamo Nous changeons We change p = Cambiate Vous changez You change p - Cambiano Ils changent They change p •• Cambiava Je changeais I changed V — Cambiava Il changeait He changed V = Cambiavamo Nous changions We changed V . Cambiavate Vous changiez You changed V .. Cambiavano Ils changeaient They changed 0 — Cambiai Je changeai I changed 0 = Cambiò Il changea He changed 0 . Cambiammo Nous changeâmes We changed 0 . Cambiaste Vous changeâtes You changed / ~ Cambiarono Ils changèrent They changed / = Cambieró Je changerai I shall change / • Cambierai Tu changeras Thou wilt change / •■ Cambi era Il changera He will change A — Cambieremo Nous changerons We shall change A = Cambierete Vous changerez You will change A • Cambieranno Ils changeront They will change A •• Cambiando Changeant Changing T - Cambiate Changez Change T = Cambieto Changé Changed VERBI. VERBES. verbs. 81 Cambiati Changés Changed Cambiata Changée Changed Cambiate Changées Changed Camminare Marcher To WALK Cammino Je marche I walk Cammini Tu marches Thou walkest Cammina Il marche He walks Camminiamo Nous marchons We walk Camminate Vous marchez You walk Non camminate Vous ne marchez pas You do not walk Camminano Ils marchent They walk Camminava Je marchais I was walking Camminavi Tu marchais Thou wast walking Camminava Il marchait He was walking Camminavamo Nous marchions We were walking Camminavate Vous marchiez You were walking Camminavano Ils marchaient They were walking Camminerò Je marcherai I shall walk Camminerai Tu marcheras Thou wilt walk Camminerà Il marchera He will walk Cammineremo Nous marcherons We shall walk Camminerete Vous marcherez You will walk Cammineranno Ils marcheront They will walk Cammina Marche Walk Cammini Qu'il marche Let him walk Camminate Marchez Walk Camminando Marchant Walking Camminato Marché Walked Campare DÉLIVRER To DELIVER Campato Délivré Delivered Campati Délivrés Delivered Campata Délivrée Delivered Campate Délivrées Delivered Campare VIVRE To LIVE Campando Vivant Living Campato Vécu Lived Campati Vécu Lived Campata Vécu Lived Campate Vécu Lived Campeggiare Roder avec l'armée TO FOLLOW THE ARMY Campeggia Il rôde avec l'armée He follows the army Campeggiano Ils rôdent avec l'armée They follow the army Campeggiava Il rôdait avec l'armée He followed the army Campeggiavano Ils rôdaient avec l'armée They followed the army Campeggiò Il rôda avec l'armée He followed the army Campeggiarono Ils rôdèrent avec l'armée They followed the army Campeggerà Il rôdera avec l'armée He will follow the army Campeggeranno Ils rôderont avec l'armée They will follow the ar. Campeggiando Rôdant avec l'armée Following the army Campeggiato Rôdé avec l'armée Followed the army Cancellare Effacer To' EFFACE Cancellando Effaçant Effacing Cancellato Effacé Effaced Cancellati Effacés Effaced Cancellata Effacée Effaced Cancellate Effacées Effaced Cannonare Canonner TO CANNONADE Cannonando Canonnant Cannonading 82 VERBI. VERBES. VERBS. L - Cannonato Canonné Cannonaded L = Cannonati Canonnés Cannonaded L • Cannonata Canonnée Cannonaded L •• Cannonate Canonnées Cannonaded ( - Canonizare Canoniser To CANONIZE ( = Canonizato Canonisé Canonized ( • Canonizati Canonisés Canonized ( •• Canonizata Canonisée Canonized ^ - Canonizate Canonisées Canonized H = Cantare Chanter To SING H • Canto Je chante I sing H •- Canti Tu chantes Thou singest 1 - Canta Il chante He sings 1 = Non canta Il, elle ne chante pas He, she, does not sing 1 • Canta Chante Sing 1 •• Non canta Ne chante pas Does not sing o — Cantiamo Nous chantons We sing o = Cantate Vous chantez You sing o . Cantano Ils chantent They sing 0 .. Non cantano Tls, elles ne chantent pas They do not sing 1 - Non cantano Ne chantent pas Do not sing 1 = Cantano Chaulent Sing 1 . Cantava Je chantais I was singing 1 .. Cantavi Tu chantais Thou wast singing ) - Cantava Il chantait He was singing ) = Cantavamo Nous chantions We were singing ) . Cantavate Vous chantiez You were singing ) .. Cantavano Ils chantaient They were singing + — Cantai Je chantai I sung -4- = Cantasti Tu chantas Thou sungest + - Cantò Il chanta He sung + .. Cantammo Nous chantâmes We sung "v. — Cantaste Vous chantâtes You sung *-*. = Cantarono Ils chantèrent They sung ->. . Canterò Je chanterai I shall sing ">«, . Canterai Tu chanteras Thou wilt sing e - Cantera Il chantera He will sing ? = Canteremo Nous chanterons We shall sing p Canterete Vous chanterez You will sing p •' Canteranno Ils chanteront They will sing v — Canterei Je chanterais I could sing v = Canteresti Tu chanterais Thou wouldst sing v . Canterebbe Il chanterait He would sing V .. Canteremmo Nous chanterions We could sing 0 — Cantereste Vous chanteriez You would sing 0 = Canterebbero Ils chanteraient They would sing 0 . Canta Chante Sing 0 .. Canti Qu'il chante Let him sing / - Cantiamo Chantons Let us sing / = Cantate Chantez Sing / . Cantino Qu'ils chantent Let them sing / .. Che io canti Que je chante That I may sing A - Che canti Que tu chantes That thou mayst sing A = Che canti Qu'il chante That he may sing A • Che cantiamo Que nous chantions That we may sing A •• Che cantiate Que vous chantiez That you may sing T — Che cantino Qu'ils chantent That they may sing T = Che cantassi Que je chantasse That I might sing T • Cantassi Que tu chantasses That thou mights! sing VERBI, Cantasse Cantassimo Cantaste Cantassero Cantando Cantato Cantati Cantata Cantate Canterellare Canterellando Canterellato Canterellati Canterellata Canterellate Cartonarsi Cantonata Cantonati Cantonata Cantonate Canzonare Canzonando Canzonato Capacitare Capacitando Capacitato Capacitati Capacitata Capacitate Capire (contenere) Capito Capiti Capita Capite Capire, v. Comprendere Capirvi Capisco Vi capisco Non vi capisco Capisci Capisce Capiamo j Capite Mi capite •Non mi capite Capiscono Capiva Capiva Non capiva Capivamo Capivate Capivano Nel capire Capito Capitare Mi capita VERBES. VERBS. 83 Qu'il chantât That he might sing Que nous chantassions That we might sing Que vous chantassiez That you might sing Qu'ils chantassent That they might sing Chantant Singing Chanté Sung Chantés Sung Chantée Sung Chantées Sung Fredonner To HUM Fredonnant Humming Fredonné Hummed Fredonnés Hummed Fredonnée Hummed Fredonnées Hummed Cantonner (se) TO FORTIFY ONE'S SELF IN A PLACE Cantonné Fortified in a place Cantonnés Fortified in a place Cantonnée Fortified in a place Cantonnées Fortified in a place Badiner TO BE FROLICRSOME Badinant Being frolicksome Badiné Been frolicksome Persuader TO PERSUADE Persuadant Persuading Persuadé Persuaded Persuadés Persuaded Persuadée Persuaded Persuadées Persuaded Contenir To CONTAIN Contenu Contained Contenus Contained Contenue Contained Contenues Contained Comprendre TO UNDERSTAND Vous comprendre To understand j ou Je comprends I understand Je vous comprends I understand you Je ne vous comprends pas I do not understand j o i Tu comprends Thou understandest Il comprend He understands Nous comprenons We understand Vous comprenez You understand Vous me comprenez You understand me Vous ne me comprenez p. You do not underst. me Ils comprennent They understand Je comprenais I understood II comprenait He understood Ne comprenait pas Do not understood Nous comprenions We understood Vous compreniez You understood Ils comprenaient They understood En comprenant Understanding j Compris Understood [ Ab river To ARRIN E ill nrarrive It arrives to me 84 VERBI. VERBES. VERBS. L - Capita [1 arrive He arrives L = Non mi capita [1 ne m'arrive pas It did not arrive to me L • Capitano [Is arrivent They arrive L •• Capitava Il arrivait He arrived ( - Capitavano ils arrivaient They arrived ( = Capitò Il arriva He arrived ( • Capitarono [Is arrivèrent They arrived ( -. Capiterà Il arrivera He will arrive H - Capiteranno Ils arriveront They will arrive ^ = Capiterebbe Il arriverait He would arrive ^ • Capiterebbero Ils arriveraient They would arrive ^ .. Capitasse Qu'il arrivât That he might arrive i - Capitassero Qu'ils arrivassent That they might arriv i = Capitando Arrivant Arriving i . Capitato Arrivé Arrived i .. Capitati Arrivés Arrived 0 — Capitata Arrivée Arrived 0 = Capitate Arrivées Arrived 0 . Capitolare Capituler To capitulate o .. Capitolo Je capitule I capitulate 1 - Capitoli Tu capitules Thou capitulatest 1 = Capitola Il capitule He capitulates 1 • Capitoliamo Nous capitulons We capitulate 1 •• Capitolate Vous capitulez You capitulate ) - Capitolano Ils capitulent They capitulate ) = Capitolò Il capitula He capitulated ) Capitolarono Ils capitulèrent They capitulated ) ■ Capitolerà Il capitulera He will capitulate + — Capitoleranno Ils capituleront They will capitulate + = Capitolando Capitulant Capitulating + - Capitolato Capitulé Capitulated + •- Caratterizare Caractériser To characterize \ — Caratterizato Caractérisé Characterized ■"•». = Caratterizati Caractérisés Characterized -^. . Caratteri zata Caractérisée Characterized ^ .. Caratterizate Caractérisées Characterized p — Carcerare Emprisonner TO DIPRISON ? = Carcerato Emprisonné Imprisoned p Carcerati Emprisonnés Imprisoned ? . . Carcerata Emprisonnée Imprisoned V — Carcerate Emprisonnées Imprisoned V = Cardare Carder To CARD V • Cardato Cardé Carded V •• Cardata Cardée Carded / - Caricare Charger TO CHARGE / = Caricato Chargé Charged 1 . Caricati Chargés Charged / •• Caricata Chargée Charged 0 — Caricate Chargées Charged 0 = Carpire Arracher To pluck Up 0 . Carpito Arraché Plucked up 0 ■■ Carpiti Arrachés Plucked up A — Carpita Arrachée Plucked up A = Carpite Arrachées Plucked up A - Carteggiare Être encorrespoxdance TO CORRESPOND WITH A •• Carteggiato Été en correspondance Corresponded with VERBI. VERBES. VERBS. Ì Cartolare Numéroter les pages To number the pages " = Cartolato Numéroté Numbered L • Cartolati Numérotés Numbered L -■ Cartolata Numérotée Numbered ( - Cartolate Numérotées Numbered ( = Cascare, v. Cadere Tomber To FALL ( Cassare Abolir To ABOLISH ( ■■ Cassato Aboli Abolished 4 - Cassati Abolis Abolished ^ = Cassata Abolie Abolished ^ . Cassate Abolies Abolished -\ .. Cassare ( i soldati ) Casser TO BREAK i - Cassato Cassé Broken i = Cassali Cassés Broken i ■ Castrare Châtrer TO CASTRATE i •• Castrato Châtré Castrated 0 — Castrati Châtrés Castrated 0 == Cattare (ottenere) Cat-ter To obtain something 0 . Cattato Capté Obtained something 0 .. Cattati Captés Obtained something 1 - Cattata Captée Obtained something 1 = Cattate Captées Obtained something 1 . Cattivare Captiver (se concilier) To CAPTIVATE 1 .. Cattivato Captivé Captivated ) - Cattivati Captivés Captivated ) = Cattivata Captivée Captivated ) . Cattivate Captivées Captivated ) •• Catturare Appréhender (saisir) To TAKE UP H Catturato Appréhendé Taken up 4- = Cattu i-ati Appréhendés Taken up + ■ Catturata Appréhendée Taken up +• •• Catturate Appréhendées Taken up "»* — Causare, v. Cagionare Causer (occasionner ) TO OCCASION x = Mi causate Vous me causez You cause me ■*>. . Causato Causé Occasioned *v . . Causati Causés Occasioned ? - Causata Causée Occasioned P = Causate Causées Occasioned ? • Cautelarsi Précautionner ( se ) To provide against P • • Cautelato Préeautionné Provided against V — Cautelati Précautionnés Provided against V = Cautelata Précautionnée Provided against V . Cautelate Précautionnées Provided against v .. Cavalcare Monter a cheval To RIDE 0 — Cavalcando Montant à cheval Riding 0 s= Cavalcato Monté à cheval Ridden 0 . Cavalcati Montés à cheval Ridden e .. Cavalcata Montée à cheval Ridden / - Calvalcate Montées à cheval Ridden / = Cavar sangue Saigner To BLEED / • Cavo sangue Je saigne I bleed / -. Cava sangue Il saigne He bleeds A — Cavate sangue Vous saignez You bleed A = Cavano sangue Ils saignent They bleed A . Cavai sangue Je saignai I bled 85 86 VERBI. VERBES. vaRBS. L - Cavò sangue Il saigna He bled L = Cavaste sangue Vous saignâtes You bled L • Cavarono sangue Ils saignèrent They bled L •• Caverò sangue Je saignerai I shall bleed ( - Caverà sangue Il saignera He will bleed ( = Caverete sangue Vous saignerez You will bleed ( ■ Cavando sangue En saignant Bleeding ( ■• Cavato sangue Saigné Bled H - Cavare Tirer TO RRAAV OLT H = Cavo Je tire I draw out H • Cavi Tu tires Thou drawest out H •• Cava Il tire He draws out i - Caviamo Nous tirons We draw out ! == Cavate Vous tirez You draw out I . Cavano Ils tirent They draw out î ■• Cavava Je tirais I drew out o — Cavava Il tirait He drew out o = Cavavamo Nous tirions We drew out 0 - Cavavate Vous tiriez You drew out 0 .. Cavavano Ils tiraient They drew out 1 — Cavai Je tirai 1 drew out 1 == Cavò Il tira He drew oui 1 . Cavammo Nous tirâmes We drew out 1 .. Cavaste Vous tirâtes You drew out ) — Cavarono Ils tirèrent They drew out Ì = Caverò Je tirerai I shall draw out ) . Caverai Tu tireras Thou wilt draw out ) .. Caverà Il tirera He will draw out H Caveremo Nous tirerons We shall draw out _i- ~ Caverete Vous tirerez You will draw out -f- Caveranno Ils tireront They w ill draw out 4. . . Cavando Tirant Drawing out \ — Cavato Tiré Drawn out »^ = Cavati Tirés Drawn out ^ Cavata Tirée Drawn out ^ .. Cavate Tirées Drawn out ? — Cavarsi sangue Saigner . Cenare Souper To sup -•v. .. Ceno Je soupe I sup p — Ceni Tu soupes Thou suppest P = Cena Il soupe He sups ? • Ceniamo Nous soupons We sup ? Cenate Vous soupez You sup V — Cenano Ils soupent They sup V = Cenava Je soupais I supped v . Cenavi Tu soupais Thou suppedst v .. Cenava Il soupait He supped 0 — Cenavamo Nous soupions We supped 0 = Cenavate Vous soupiez You supped 0 . Cenavano Ils soupaient They supped 0 .. Cenai Je soupai I supped / - Cenò Il soupa He supped / = Cenammo Nous soupàmes We supped / • Cenarono Ils soupèrent They supped / ~ Cenerò Je souperai I shall sup A — Cenerà Il soupera He will sup A = Ceneremo Nous souperons We shall sup A • Cenerete Vous souperez You will sup A •• Ceneranno Ils souperont They will sup T — Cenando Soupant Supping T = Cenato Soupe Supped T • Censurare Censurer TO CENSURE VERBI. VERBES. VERBS. L - Censurato Censuré Censured L = Censurati Censurés Censured L • Censurata Censurée Censured L .- Censurate Censurées Censured ( - Cercare Chercher To SEER ( = Cerco Je cherche I seek ( . Cerchi Tu cherches Thou seekest ( •• Cerca fi_ cherche He seeks H - Cerchiamo Nous cherchons We seek -\ = Cercate Vous cherchez You seek -\ . Cercano Ils cherchent They seek H •• Cercava Je cherchais I sought j — Cercavi Tu cherchais Thou soughtest J = Cercava Il cherchait He sought 1 • Cercavamo Nous cherchions We sought 1 •• Cercavate Vous cherchiez Thou sought o — Cercavano Ils cherchaient They sought o = Cercherò Je chercherai I shall seek 0 . Cercherai Tu chercheras Thou wilt seek o .. Cercherà Il cherchera He will seek L — Cercheremo Nous chercherons We shall seek L = Cercherete Vous chercherez You will seek L • Cercheranno Ils chercheront They will seek L •• Cercando Cherchant Seeking ) — Cercato Cherché Sought ) = Cercati Cherchés Sought ) . Cercata Cherchée Sought ) •• Cercate Cherchées Sought + — Certificare Certifier To CERTIFY + = Certificato Certifié Certified + . Cessare Cesser To CEASE + .. Cesso Je cesse I cease ->s — Cessi Tu cesses Thou ceasest "^ = Cessa 14 cesse He ceases ■v. . Cessiamo Nous cessons We cease "*S. . . Cessate Vous cessez You cease P - Cessano Ils cessent They cease ? = Cessava Je cessais I ceased P • Cessava Il cessait He ceased P •• Cessavamo Nous cessions We ceased V — Cessavate Vous cessiez Y'ou ceased V = Cessavano Ils cessaient They ceased v . Cessai Je cessai I ceased V .. Cessasti Tu cessas Thou ceasedst 0 — Cessò Il cessa He ceased 0 = Cessammo Nous cessâmes We ceased 0 ■ Cessaste Vous cessâtes You ceased 0 .. Cessarono Ils cessèrent They ceased / - Cesserò Je cesserai I shall cease / = Cesserai Tu cesseras Thou wilt cease / . Cesserà Il cessera He will cease / .. Cesseremo] Nous cesserons We shall cease A — Cesserete Vous cesserez You will cease A = Cesseranno Ils cesseront They cease A • Cessate Cessez Cease A •• Cessando Cessant Ceased T — Cessato Cessé Ceased T = Cessati Cessés Ceased T = [Cessata Cessée Ceased 8. 88 m VEBBI. VERBES. VERBS. i - Cessate Cessées Ceased L = Chiacchierare Jaser TO CHAT L - Chiacchiero Je jase [chat L •■ Chiacchieri Tu jases Thou chatest ( - Chiacchiera tl jase Eie chats ( = Chiacchierava Je jasais I chated ( . Chiacchierava Il jasait He chated ( •■ Chiacchieravamo Nous jasions We chated ^ - Chiacchieravate Vous jasiez You chated ^ = Chiacchieravano Us jasaient They chated -♦ . Chiacchierando Jasant Chating H •• Chiacchierato Jasé Chated 1 — Chiamare Appeler TO CALL 1 = Chiamo J'appelle leali I . Chiami Tu appelles Thou callest 1 •• Chiama Il appelle He calls o — Chiamiamo Nous appelons We call o = Chiamate Vous appeler You call 0 . Chiamano Ils appellent They call 0 .. Chiamava J'appelais I called 1 — Chiamavi Tu appelais Thou calledst -\ = Chiamava Il appelait He called 1 . Chiamavamo Nous appelions We called 1 ■■ Chiamavate Vous appeliez You called ) - Chiamavano Ils appelaient They called ) = Chiamai J'appelai I called ) . Chiamasti Tu appelas Thou calledst ) .. Chiamò Il appela He called H Chiamammo Nous appelâmes We called + = Chiamaste Vous appelâtes You called + . Chiamarono Ils appelèrent They called -f •• Chiamerò J'appellerai I shall call ^ — Chiamerai Tu appelleras Thou wilt call *««, = Chiamerà Il appellera He will call *-> . Chiameremo Nous appellerons We shall call ^«. . . Chiamerete Vous appellerez You will call p — Chiameranno Us appelleront They will call ? = Chiama Appelle Call ? . Chiamiamo Appelons Let us call p .. Chiamate Appelez Call V — Chiamando Appelant Calling V = Chiamato Appelé Called V • Chiamati Appelés Called V -• Chiamata Appelée Called 0 — Chiamate Appelées Called 0 = Chiarirsi, v. Schiarirsi ÉCLAIRCIR (s') TO CLEAR UP 0 . Chiavare Enclouer i p. de canon To spike a piece of canon. 0 .. Chiavato Encloué Spiked / - Chiavati Encloués Spiked / = Chiavata Enclouée Spiked / • Chiavate Enclouées Spiked / •• Chiedere Demander To ask A - Chiedervi Vous demander To ask you A = Chiedo Je demande I ask A • Chiedi Tu demandes Thou askest A ■• Chiede Il demande He asks T- Chiediamo Nous demandons We ask / = T = VERBI. VERBES, VERBS. Chiedete Vous demandez You ask Mi chiedete Vous me demandez You ask me Chiedono Ils demandent They ask Chiedeva Je demandais I asked Chiedevi Tu demandais Thou askedst Chiedeva Il demandait He asked Chiedevamo Nous demandions We asked Chiedevate Vous demandiez You asked Chiedevano Ils demandaient They asked Chiesi Je demandai I asked Chiedesti Tu demandas Thou askedst Chiese Il demanda He asked Chiedemmo Nous demandâmes We asked Chiedeste Vous demandâtes You asked Chiesero Ils demandèrent They asked Chiederò Je demanderai I shall ask Chiederai Tu demanderas Thou wilt ask Chiederà Il demandera He will ask Chiederemo Nous demanderons We shall ask Chiederete Vous demanderez You will ask Chiederanno Ils demanderont They will ask Chiedendo Demandant Asking Chiesto Demandé Asked Chiesti Demandés Asked Chiesta Demandée Asked Chieste Demandées Asked Chinare Pencher To BOW DOWN Chinando Penchant Bowing down Chinato Penché Bowed down Chinati Penchés Bowed down Chinata Penchée Bowed down Chinate Penchées Bowed down Chiudere Fermer To SHUT Chiudo Je terme I shut Chiudi Tu fermes Thou shuttest Chiude Il ferme He shuts Chiudiamo Nous fermons We shut Chiudete Vous fermez You shut Chiudono Ils ferment They shut Chiudeva Je fermais 1 shut Chiudevi Tu fermais Thou shutst Chiudeva Il fermait He shut Chiudevamo Nous fermions We shut Chiudevate Vous fermiez. You shut Chiudevano Ils fermaient They shut Chiusi Je fermai I shut Chiudesti Tu fermas Thou shutst Chiuse Il ferma He shut Chiudemmo Nous fermâmes We shut Chiudeste Vous fermâtes You shut Chiusero Ils fermèrent They shut Chiuderò Je fermerai I shall shut Chiuderai Tu fermeras Thou wilt shut Chiuderà Il fermera He will shut Chiuderemo Nous fermerons We shall shut Chiuderete Vous fermerez You will shut Chiuderanno Ils fermeront They will shut Chiudi Ferme Shut 91 92 VERBI. VERBES. VERBS. L - Chiuda Qu'il ferme Let him shut L = Chiudiamo Fermons Let us shut L • Chiudete Fermez Shut L •• Chiudano Qu'ils ferment Let them shut ( - Chiudete Fermez Shut ( = Chiudendo Fermant Shutting ( . Chiuso Fermé Shut ( •• Chiusi Fermés Shut H - Chiusa Fermée Shut H = Chiuse Fermées Shut H • Ciarlare Bavarder To CHAT H .. Ciarla Il bavarde He chat? 1 - Ciarlano Ils bavardent They chat 1 = Ciarlava Il bavardait He chated 1 • Ciarlavano Ils bavardaient They chated 1 ■■ Ciarlando Bavardant Chatting o — Ciarlato Bavardé Chatted o = Cibare Nourrir TO FEED 0 . Cihato Nourri Fed 0 .. Cibati Nourris Fed 1 - Cubata Nourrie Fed 1 = Cibate Nourries Fed 1 • Cicatrizzare Cicatriser TO CICATRIZE 1 .. Cicatrizzato Cicatrisé Cicatrized ) - Cimentare Tenter TO ATTEMPT ) = Cimento Je tente I attempt ) . Cimenti Tu tentes Thou attemptest ) .. Cimenta Il tente He attempts H Cimentiamo Nous tentons We attempt -f = Cimentate Vous tentez You attempt 4- . Cimentano Ils tentent They attempt + .. Cimentava Je tentais I attempted -v. Cimentavi Tu tentais Thou attemptedst "■- = Cimentava Il tentait He attempted >N* • Cimentavamo Nous tentions We attempted -*N . . Cimentavate Vous tentiez You attempted p — Cimentavano Ils tentaient They attempted ? = Cimenterò Je tenterai I shall attempt ? Cimenterai Tu tenteras Thou wilt attempt ? .. Cimenterà Il tentera He will attempt V — Cimenteremo Nous tenterons We shall attempt V = Cimenterete Vous tenterez You will attempt v . Cimenteranno Ils tenteront They will attempt V .- Cimentando Tentant Attempting 0 — Cimentato Tenté Attempted 0 = Cimentati Tentés Attempted 0 . Cimentata Tentée Attempted 0 .. Cimentate Tentées Attempted / - Cingere Entourer To SURROUND / = Cingo J'entoure I surround / ■ Cingi Tu entoures Thou surroundest 1 .. Cinge Il entoure He surrounds A — Cingiamo Nous entourons We surround A = Cingete Vous entourez You surround A • Cingono Ils entourent They surround Ai:. Cingeva J'entourais I surrounded T — Cingevi ru entourais Thou surroundedst VERBI. VERBES. VERBS. 93 L - Cingeva Il entourait He surrounded L = Cingevamo Nous entourions We surrounded L • Cingevate Vous entouriez You surrounded L •• Cingevano Ils entouraient They surrounded ( — Cinsi J'entourai I surrounded ( = Cingesti Tu entouras Thou surroundedst ( . Cinse Il entoura He surrounded ( •• Cingemmo Nous entourâmes We surrounded H - Cingeste Vous entourâtes You surrounded -\ = Cinsero Ils entourèrent They surrounded 4 • Cingerò J'entourerai I shall surround -\ ■■ Cingerai Tu entoureras Thou wilt surround 1 - Cingerà Il entourera He will surround 1 = Cingeremo Nous entourerons We shall surround 1 - Cingerete Vous entourerez You will surround 1 .. Cingeranno Ils entoureront They will surround o — Cingendo Entourant Surrounding 0 = Cinto Entouré Surrounded 0 . Cinti Entourés Surrounded o .. Cinta Entourée Surrounded 1 - Cinte Entourées Surrounded "| = Cingere Ceindre To GIRD Cinto Ceint Girded Cinti Ceints Girded ) Cinta Ceinte Girded ) = Cinte Ceintes Girded Circolare Circuler To CIRCULATE Circolando Circulant Circulating + — Circolato Circulé Circulated + = Circondare Eorder TO LINE + • Circondato Bordé Lined + .- Circondati Bordés Lined *■>*. Circondata Bordée Lined •*- = Circondate Bordées Lined "V. . ClRCONSCRIVERE Circonscrire TO CIRCUMSCRIBE ^ . . Circonscrivendo Circonscrivant Circumscribing P - Circonscritto Circonscrit Circumscribed P = Circonscrilti Circonscrits Circumscribed P Circonscritta Circonscrite Circumscribed P •• Circonscritte Circonscrites Circumscribed V — Circonvenire Circonvenir TO CIRCUMVENT V = Circonvenuto Circonvenu Circumvented V • Circonvenuta Circonvenue Circumvented V •• Circuire Environner To SURROUND 0 — Circuito Environné Surrounded 0 = Circuiti Environnée Surrounded 0 . Circuita Environnés Surrounded 0 .. Circuite Environnées Surrounded 1 - Citare Sommer To SUMMON 1 = Citato Sommé Summoned 1 . Citati Sommés Summoned / .. Citata Sommée Summoned A — Citate Sommées Summoned A = Citare Citer To CITE A • Cita Il cite He cites A •• Non cita Il ne cite pas He does not cite T- Citato Cité Cited 94 TERBI, L - Cogliere L = Colgo L • Cogli L •• Coglie ( - Cogliamo ( = Cogliete ( - Colgono ( • Coglieva 4 - Coglievi ^ = Coglieva -\ ■ Coglievamo H •• Coglievate 1 - Coglievano 1 = Coglierò 1 • Coglierai 1 -. Coglierà o — Coglieremo o = Coglierete 0 . Coglieranno o .. Cogliendo 1 - Colto 1 = Colti 1 • Colta 1 .. Colte ) - Colare ) = Gola ) . Colano ) .. Colava + — Colavano + = Colò + . Colarono + .. Colera *-*. — Coleranno *">. = Colando *-«. . Colato ■^ . . Colati ? - Colata ? = Colate p Collazionare 0 Collazionato V — Collazionati V = Collazionata V . Collazionate V .. Collegare e — Collegato 0 = Collegati 0 . Collegata 0 .. Collegate / - Collocare / = Collocando / . Collocato / •- Collocati A - Collocata A = . Collocate A • Colmare A •• Colmando T- • Colmato T = : Colmati VERBES. Cueillir Je cueille Tu cueilles Il cueille Nous cueillons Vous cueillez lis cueillent Je cueillais Tu cueillais Il cueillait Nous cueillions Vous cueilliez Ils cueillaient Je cueillerai Tu cueilleras Il cueillera Nous cueillerons Vous cueillerez Ils cueilleront Cueillant Cueilli Cueillis Cueillie Cueillies Couler Il coule Ils coulent Il coulait Ils coulaient Il coula Ils coulèrent Il coulera Ils couleront Coulant Coulé Coulés Coulée Coulées Collationner Collationné Collationnés Collationnée Collationnées Unir Uni Unis Unie Unies Situer, arranger. Plaçant Placé Placée Placés Placées Combler Comblant Comblé Comblés VEBBS. TO GATHER gather Thou gatlierest He gathers We gather You gather They gather I gathered Thou gatheredst He gathered We gathered You gathered They gathered shall gather Thou wilt gather He will gather We shall gather You will gather They will gather Gathering Gathered Gathered Gathered Gathered To FLOW It flows They flow It flowed They flowed It flowed They flowed It shall flow They shall or will flow Flowing Flowed Flowed Flowed Flowed TO COLLATE Collated Collated Collated Collated To UNITE United United United United To PLACE Placing Placed Placed Placed Placed To HEAP Heaping Heaped Heaped VERBI. L - Colmata L = Colmate L • Colorare L ■• Colorato ( - Colorati ( = Colorata ( • Colorale ( •• Colpire -\ - Colpito H = Colpiti -\ ■ Colpita -} -• Colpite 1 - Coltivare 1 = Coltivo I • Coltivi 1 ■• Coltiva o — Coltiviamo o = Coltivate 0 . Coltivano o .. Coltivava 1 - Coltivava 1 = Coltivavamo 1 . Coltivavate 1 .. Coltivavano ) - Coltiverò ) = Coltiverai ) . Coltiverà ) •• Coltiveremo -f ^~ Coltiverete + = Coltiveranno + . Coltivando 4- •• Coltivato --^ — Coltivati »»•* = Coltivata *o» Coltivate \ . . Comandare p - Comando ? = Comandi p Comanda p .'. Comandiamo V — Comandate V = Comandano v . Comandava v .. Comandavi 0 — Comandava 0 = Comandavamo 0 . Comandavate iti .. Comandavano 1 ~ Comandai 1 = Comandasti / • Comandò / •• Comandammo A — Comandaste A = Comandarono A • Comanderò A •• Comanderai T- Comanderà T = 1 Comanderemo VERBES. VERBS. Comblée Heaped Comblées Heaped Colorer To COLOUR Coloré Coloured Colorés Coloured Colorée Coloured Colorées faudrait It would be neces. for me Il vous faudrait Coloured Frapper To STRIKE Frappé Struck Frappés Struck Frappée Struck Frappées Struck Cultiver To CULTIVATE Je cultive I cultivate Tu cultives Thou cultivatest Il cultive He cultivates Nous cultivons We cultivate Vous cultivez You cultivate Ils cultivent They cultivate Je cultivais I cultivated [1 cultivait He cultivated Nous cultivions We cultivated Vous cultiviez You cultivated Ils cultivaient They cultivated Je cultiverai I shall cultivate Tu cultiveras Thou wilt cultivate Il cultivera He will cultivate Nous cultiverons We shall cultivate Vous cultiverez Thou will cultivate Ils cultiveront They will cultivate Cultivant Cultivating Cultivé Cultivated Cultivés Cultivated Cultivée Cultivated Cultivées Cultivated Commander TO COMMAND Je commande J command Tu commandes Thou commandes! Il commande He commands Nous commandons We command Vous commandez You command Ils commandent They command Je commandais I commanded Tu commandais Thou commandedst Il commandait He commanded Nous commandions We commanded Vous commandiez You commanded Ils commandaient They commanded Je commandai I commanded Tu commandas Thou commandedst Il commanda He commanded Nous commandâmes We commanded Vous commandâtes You commanded Ils commandèrent They commanded Je commanderai I shall command Tu commanderas Thou wilt command Il commandera He will command Nous commanderons We shall command 95 96 VERBI. VERBES. VERBS. L = Comanderete Vous commanderez You will command Comanderanno Ils commanderont They will command L . Comandate Commandez Command L •- Comandando Commandant Commanding ( — Comandato Commandé Commanded ( — Comandati Commandés Commanded ( . Comandata Commandée Commanded ( • Comandate Commandées Commanded H — Combattere Combattre To fight ^ = Combatto Je combats I fight -\ . Combatti Tu combats Thou lightest -\ -• Combatte Il combat He fights i — Combattiamo Nous combattons We fight \ = Combattete Vous combattez You fight i Combattono Ils combattent They fight i •■ Combatteva Je combattais I fought o — Combattevi Tu combattais Thou foughtest 0 = Combatteva Il combattait He fought o . Combattevamo Nous combattions We fought o .. Combattevate Vous combattiez You fought 1 — Combattevano Ils combattaient They fought 1 = Combattei Je combattis I fought 1 . Combattesti Tu combattis Thou foughtest 1 •• Combatté Il combattit He fought ) — Combattemmo Nous combattîmes We fought ) = Combatteste Vous combattîtes You fought ) . Combatterono Ils combattirent They fought ) •• Combatterò Je combattrai I shall fight H Combatterai Tu combattras Thou wilt fight + = Combatterà Il combattra He will fight + . Combatteremo Nous combattrons We shall fight -t- • • Combatterete Vous combattrez You will light Combatteranno Ils combattront They will light «^ _ Combattete Combattez Fight ^ Combattendo Combattant Fighting -»«. Combattuto Combattu Fought p — Combattuti Combattus Fought p = Combattuta Combattue Fought p • Combattute Combattues Fought p •• Combinare Combiner TO COMBINE V — Combinando Combinant Combining V = Combinato Combiné Combined V • Combinati Combinés Combined V •• Combinata Combinée Combined 0 - Combinate Combinées Combined 0 = Cominciare Commencer To BEGIN 0 • Comincio Je commence I begin 0 •• Cominci Tu commences Thou beginest / ~ Comincia Il commence He begins / = Comincia Commence Begins / ■ Non comincia Ne commence pas Do not begin / •■ Cominciamo Nous commençons We begin A — Cominciate Vous commencez You begin A = Cominciano Ils commencent They begin A . Cominciava Je commençais I began A •• Cominciavi Tu commençais Thou beganst T — Cominciava Il commençait He began T = Cominciavamo Nous commencions We began T • Cominciavate Vous commenciez You began VERBI. VERBES. VERBS. Cominciavano Ils commençaient They -began Cominciai Je commençai I began Cominciasti Tu commenças Thou beganst Cominciò Il commença He began Cominciammo Nous commençâmes We began Cominciaste Vous commençâtes You began Cominciarono Ils commencèrent They began Comincerò Je commencerai I shall begin Comincerai Tu commenceras Thou wilt begin Comincerà Il commencera He will begin Cominceremo Nous commencerons We shall begin Comincerete Vous commencerez You will begin Cominceranno Ils commenceront They will begin Cominciate Commencez Begin Cominciando Commençant Beginning Cominciato Commencé Began Cominciati Commencés Began Cominciata Commencée Began Cominciate Commencées Began Commettere Enjoindre To ENJOIN Commesso Enjoint Enjoined Commessi Enjoints Enjoined Commessa Enjointe Enjoined Commesse Enjointes Enjoined Commuovere Toucher To TOUCH Commosso Touché Touched Commossi Touchés Touched Commossa Touchée Touched Commosse Touchées Touched Comparare (Paragonare) Comparer To COMPARE Comparire Comparaître TO APPEAR Comparisco Je comparais I appear Comparisci Tu comparais Thou appearest Comparisce Il comparait He appears Compariamo Nous comparaissons We appear Comparite Vous comparaissez You appear Compariscono Ils comparaissent They appear Compariva Je comparaissais I appeared Comparivi Tu comparaissais Thou appearedst Compariva Il comparaissait He appeared Comparivamo Nous comparaissions We appeared Comparivate Vous comparaissiez You appeared Comparivano Ils comparaissaient They appeared Comparirò Je comparaîtrai I shall appear Comparirai Tu comparaîtras Thou wilt appea Comparirà Il comparaîtra He will appear Compariremo Nous comparaîtrons We shall appear Comparirete Vous comparaîtrez You will appear Compariranno Ils comparaîtront They will appeal- Comparendo Comparaissant Appearing Comparso Comparu Appeared Comparsi Comparus Appeared Comparsa Comparue Appeared Comparse Comparues Appeared Compassionare Avoir compassion (pitié) To PITY Compassionando Ayant compassion To pitying Compassionato Eu compassion ( qui a) Pitied Compassionati Eu compassion Pitied 9-7 98 VERBI. VERBES. VERBS. L - Compassionata Eu compassion (qui a) Pitied L = Compassionate Eu compassion Pitied COMPATIRE Plaindre TO PITV Compatirmi Me pîaindre To pity of me ( — Compatisco Je plains I pity ( = Vi compatisco Je vous plains I pity of you Compatisci Tu plains Thou pittiest Compatisce Il plaint He pities H - Compatiamo Nous plaignons We pity H = Compatite Vous plaignez You pity H • Compatiscono lis plaignent They pity -i •• Compativa Je plaignais I pitied i — Compativi Tu plaignais Thou pitiedst i = Compativa Il plaignait He pitied 1 . Compativamo Nous plaignions We pitied 1 •• Compativate Vous plaigniez You pitied o — Compativano Ils plaignaient They pitied 0 = Compatirò Je plaindrai I shall pity o . Compatirai Tu plaindras Thou ^vilt pity o .. Compatirà Il plaindra He will pity 1 - Compatiremo Nous plaindrons We shall pity 1 = Compatirete Vous plaindrez You will pity 1 . Compatiranno Ils plaindront They will pity 1 .. Compatitemi Plaignez-moi Pity of me ) - Compatito Plaint Pitied ) = Compatiti Plaints Pitied ) . Compatita Plainte Pitied ) .. Compatite Plaintes Pitied 4- — Compensare Compenser To COMPENSATE -f- = Compensando Compensant Compensating + . Compensato Compensé Compensated -f .. Compensati Compensés Compensated ->. — Compensata Compensée Compensated ■*> == Compensate Compensées Compensated ^ Competere Disputer To DISPUTE ""*», . . Competendo Disputant Disputing P - Competuto Disputé Disputed p = Compiacere Complaire To COMPLY P • Compiacendo Complaisant Complying P •• Compiaciuto Complu Complied V — Compiaciuti Complus Complied V = Compiaciuta Complue Complied V . Compiaciute Complues Complied V .. Compiàngere Regretter To REGRET 0 — Compiango Je regrette I regret 0 = Compiangi Tu regrettes Thou regrettest 0 . Compiange Il regrette He regrets 0 . . Compiangiamo Nous regrettons We regret / — Compiangete Vous regrettez You regret I = Compiangono Ils regrettent They regret 1 . Compiangeva Je regrettais I regretted / •• Compiangevi Tu regrettais Thou regretteds A — Compiangeva Il regrettait He regretted A = Compiangevamo Nous regrettions We regretted A • Compiangevate Vous regrettiez You regretted A •• Compiangevano Ils regrettaient They regretted T — Compiansi Je regrettai I regretted T = Compianse Il regrettas He regretted VERBI. VERRES. VERBS. Compiangemmo Nous regrettâmes We regretted Compiangeste Vous regrettâtes You regretted Compiansero TIs regrettèrent They regretted Compiangerò Je regretterai I shall regret Compiangerai Tu regretteras Thou wilt regret Compiangerà Il regrettera He will regret Compiangeremo Nous regretterons We shall regret Compiangerete Vous regretterez You will regret Compiangeranno Ils regretteront They will regret Compiangendo Regrettant Regretting Compiangete-voi Regrettez-vous Regret you Compianto Regretté Regretted Compianti Regrettés Regretted Compianta Regrettée Regretted Compiante Regrettées Regretted Compiere Accomplir To ACCOMPLISH Compiendo Accomplissant Accomplishing Compiuto Accompli Accomplished Compiuti Accomplis Accomplished Compiuta Accomplie Accomplished Compiute Accomplies Accomplished Comporre Composer To COMPOSE Compongo Je compose I compose Componi Tu composes Thou composest Compone Il compose He composes Componiamo Nous composons We compose Componete Vous composez You compose Compongono Us composent They compose Componeva Je composais ï composed Componevi Tu composais Thou composedst Componeva Il composait He composed Componevamo Nous composions We composed Componevate Vous composiez You composed Componevano Ils composaient They composed Composi Je composai I composed Componesti Tu composas Thou composedst Compose Il composa He composed Componemmo Nous composâmes We composed Componeste Vous composâtes You composed Composero Ils composèrent They composed Comporrò Je composerai I shall compose Comporrai Tu composeras Thou wilt compose Comporrà Il composera He will compose Comporremo Nous composerons We shall compose Comporrete Vous composerez You will compose Comporranno Us composeront They will compose Componendo Composant Composing Composto Composé Composed Composti Composés Composed Composta Composée Composed Composte Composées Composed Comportarsi Conduire (se) TO BEHAVE ONE'SSELF Comportato Conduit Behaved one'sself Comportata Conduite Behaved one'sself Comprare Acheter To BUY Compro J'achète I buy Compri Tu achètes Thou buyest Compra Il achète He buys Compriamo Comprate Comprano Comprava Compravi Comprava Compravamo Compravate Compravano Comprai Comprasti Comprò Comprammo Compraste Comprarono Comprerò Comprerai Comprerà Compreremo Comprerete Compreranno Comprate Comprando Comprato Comprati Comprata Comprate Comprendere Comprendervi Comprendermi Comprendo Vi comprendo Non comprendo Comprendi Comprende Comprendiamo Comprendete Mi comprendete Non mi comprendete Comprendono Comprendeva Comprendevi Comprendeva Comprendevamo Comprendevate Comprendevano Compresi Comprendesti Comprese Comprendemmo Comprendeste Compresero Comprenderò Comprenderai Comprenderà Comprenderemo Comprenderete Comprenderanno Comprendete VERBES. Nous achetons Vous achetez Ils achètent J'achetais Tu achetais Il achetait Nous achetions Vous achetiez Us achetaient J'achetai Tu achetas Il acheta Nous achetâmes Vous achetâtes Us achetèrent J'achèterai Tu achèteras Il achètera Nous achèterons Vous achèterez Us achèteront Achetez Achetant Acheté Achetés Achetée Achetées Comprendre Vous comprendre Me comprendre Je comprends Je vous comprends Je ne comprends pas Tu comprends Il comprend Nous comprenons Vous comprenez Vous me comprenez Vous ne me comprenez p Us comprennent Je comprenais Tu comprenais Il comprenait Nous comprenions Vous compreniez Us comprenaient Je compris Tu compris Il comprit Nous comprîmes Vous comprîtes Us comprirent Je comprendrai Tu comprendras Il comprendra Nous comprendrons Vous comprendrez Us comprendront Comprenez VERBS. Wehuy You buy They buy I bought Thou boughtst He bought We bought You bought They bought I bought Thou boughtst He bought We bought You bought They bought I shall buy Thou wilt buy He v\ ill buy We shall buy You will buy They will buy Buy Buying Bought Bought Bought Bought To understand To understand you To understand me I understand I understand you I do not understand Thou understandest He understands We understand You understand You understand me You do not underst. me They understand I understood Thou understoodst He understood We understood You understood They understood I understood Thou understoodst He understood We understood You understood They understood I shall understand Thou wilt understand He will understand We shall understand You will understand They will understand Understand VERBI. VERBES. VERBS. 10 Ì L - Comprendendo Comprenant Understanding L = Compreso Compris Understood L • Compresi Compris Understood L .. Cempresa Comprise Understood ( — Comprese Comprises Understood *. .. Concitato" Provoqué Provoked ? - Concitati Provoqués Provoked ? = Concitata Provoquée Provoked p Concitate Provoquées Provoked ? .. Concludere Conclure To CONCLUDE V — Concludo Je conclus I conclude V = Concludi Tu conclus Thou concludesi V • Conclude Il conclut He concludes v .. Concludiamo Nous concluons We conclude 0 — Concludete Vous concluez You conclude 0 = Concludono Ils concluent They conclude 0 . Conclusi Je conclus I concluded 0 .. Concludesti Tu conclus Thou concludedst 1 - Concluse Il conclut He concluded Concludemmo Nous conclûmes We concluded 1 . Concludeste Vous conclûtes You concluded / •• Conclusero Ils conclurent They concluded A — Concluderò Je conclurai I shall conclude A = Concluderai Tu concluras Thou wilt conclude A • Concluderà Il conclura He will conclude A •• Concluderemo Nous conclurons We shall conclude T- Concluderete Vous conclurez You will conclude TERBI. VERBES. VERBS. Concluderanno Ils concluront They will conclude Concludete Concluez Conclude Concludendo Concluant Concluding Concluso Conclu Concluded Conclusi Conclus Concluded Conclusa Conclue Concluded Concluse Conclues Concluded Concorrere Accourir TO HASTEN TO Concorso Accouru Hastened to Concorsi Accourus Hastened to Concorsa Accourue Hastened to Concorse Accourues Hastened to Condannare Condamner To CONDEMN Condanno Je condamne I condemn Condanni Tu condamnes Thou condemnest Condanna Il condamne He condemns Condanniamo Nous condamnons We condemn Condannate Vous condamnez You condemn Condannano Ils condamnent They condemn Condannava Je condamnais I condemned Condannavi Tu condamnais Thou condemnedst Condannava Il condamnait He condemned Condannavamo Nous condamnions We condemned Condannavate Vous condamniez You condemned Condannavano Ils condamnaient They condemned Condannai Je condamnai I condemned Condannò Il condamna He condemned Condannammo Nous condamnâmes We condemned Condannaste Vous condamnâtes You condemned Condannarono Ils condamnèrent They condemned Condannerò Je condamnerai I shall condemn Condannerai Tu condamneras Thou wilt condemn Condannerà Il condamnera He will condemn Condanneremo Nous condamnerons We shall condemn Condannerete Vous condamnerez You will condemn Condanneranno Ils condamneront They will condemn Condannando Condamnant Condemning Condannato Condamné Condemned Condannati Cnodamftés Condemned Condannata Condamnée Condemned Condannate Condamnées Condemned Condenzarsi ÉPAISSIR (s') TO CONDENSE Condenzato Épaissi Condensed Condenzata Épaissie Condensed Condescendere Condescendre TO CONDESCEND Condescenderò Je condescendrai I shall condescend Condesceso Condescendu Condescended Condire Assaisonner TO SEASON Condito Assaisonné Seasoned Conditi Assaisonnés Seasoned Condita Assaisonnée Seasoned Condite Assaisonnées Seasoned Condurre Conduire TO LEAD Conduco Je conduis I lead Conduci Tu conduis Thou leadrtsf. Conduce Il conduit He leads Conduciamo Nous conduisons We lead 103 10* VERBI. VERBES. VERBS* L - Conducete Vous conduisez You lead L = Conducono Us conduisent They lead L • Conduceva Je conduisais lied L •■ Con ducevi Tu conduisais Thou leddest ( - Conduceva Il conduisait, He led ( = Conducevarao Nous conduisions We led ( • Conducevate Vous conduisiez You led ( •• Conducevano Ils conduisaient They led H - Condussi Je conduisis Tied H = Condusse Il conduisit He led H • Conducemmo Nous conduisîmes We led H •• Conduceste Vous conduisîtes You led 1 — Condussero Us conduisirent They led 1 = Condurrò Je conduirai I shall lead Condurrai Tu conduiras Thou wilt lead 1 •■ Condurrà Il conduira He will lead o — Condurremo Nous conduirons We shall lead o = Condurrete Vous conduirez You will 'tlead o . Condurranno Ils conduiront They will lead o .. Conducete Conduisez Lead 1 - Conducendo Conduisant Leading 1 = Condotto Conduit Led Condotti Conduits Led Condotta Conduite Led ) — Condotte Conduites Led ) = Confederarsi Confedérer (se) TO CONFEDERATE Confederato Confédéré Confederated Confederati Confédérés Confederated 4 — Confederata Confédérée Confederated 4- = Confederate Confédérées Confederated 4- • Conferire Conférer To CONFER 4 .. Conferito Conféré Confered ■^ — Conferiti Conférés Confered *>>. = Conferita Conférée Confered "^ . Conferite Conférées Confered ^ .. Confermare Confirmer TO CONFIRM P - Confermato Confirmé Confirmed ? = Confermati Confirmés Confirmed i> • Confermata Confirmée Confirmed ? •■ Confermate Confirmées Confirmed V - Confessare Confesser To CONFESS V = Confessarvi Vous confesser To confess to you V . Confesso Je confesse I confess V .. Vi confesso Je vous confesse I confess to you 0 — Confessi Tu confesses Thou confessest 0 = Confessa Il confesse He confesses 0 . Confessiamo Nous confessons We confess 0 .. Confessate Vous confessez You confess / ~ Confessano Ils confessent. They confess / = Confesserò Je confesserai I shall confess / • Confesserai Tu confesseras Thou wilt confess / .. Confesserà Il confessera He will confess A — Confesseremo Nous confesserons We shall confess A = Confesserete Vous confesserez You will confess A . Confesseranno Ils confesseront They will confess A •• Confessando Confessant Confessing T — Confessato Confessé Confessed T = Confessata Confessée Confessed VERBI. VERBES. verbs. L -, Confinare Confiner To confine L = Confino Je confine I confine L • Confini Tu confines Thou confinest L •• Confina [1 confine He confines ( - Confiniamo Nous confinons We confine ( - Confinate Vous confinez You confine ( • Confinano [Is confinent They confine ( •• Confinava Je confinais I confined H — Confinavi Tu confinais Thou confinedst H = Confinava Il confinait He confined H • Confinavamo Nous confinions We confined H •• Confinavate Vous confiniez You confined 1 — Confinavano Ils confinaient They confined 1 = Confinai Je confinai I confined 1 • Confinasti Tu confinas Thou confinedst 1 •• Confinò Il confina He confined o — Confinammo Nous confinâmes We confined 0 = Confinaste Vous confinâtes You confined 0 . Confinarono Us confinèrent They confined o .. Confinerò Je confinerai I shall confine 1 - Confinerai Tu confineras Thou wilt confine 1 = Confinerà Il confinera He will confine 1 . Confineremo Nous confinerons We shall confine "1 .. Confinerete Vous confinerez You will confine ) - Confineranno Ils confineront They will confine ) = Confinando Confinant Confining ) . Confinato Confiné Confined ) .. Confinati Confinés Confined -\ — Confinata Confinée Confined + = Confinate Confinées Confined + . Confiscare Confisquer To Confiscate -f- .. Confiscato Confisqué Confiscated ^ — Confiscati Confisqués Confiscated *-^ = Confiscata Confisquée Confiscated *-«. . Confiscate Confisquées Confiscated "*■•» . . Confondere Confondre TO CONFOUND ? - Confondo Je confonds I confound p = Confondi Tu confonds Thou confoundest p . Confonde Il confond He confounds ? Confondiamo Nous confondons We confound V — Confondete Vous confondez You confound V == Confondono Us confondent They confound V • Confondendo Confondant Confounding v .. Confuso Confondu Confounded 0 — Confusi Confondus Confounded 0 = Confusa Confondue Confounded 0 . Confuse Confondues Confounded 0 .. Conformare Conformer To CONFORM / - Conformato Conformé Conformed / = Conformati Conformés Conformed / • Conformata Conformée Conformed / •• Conformate Conformées Conformed A — Confortare Conforter To COMFORT A = Confortato Conforté Comforted A • Confortati Confortés Comforted A •• Confortata Confortée Comforted T - Confortate Confortées Comforted T = Confrontare Confronter TO CONFRONT 105 105 VERBI. VERBES. VERBS. L - Confrontato Confronté Confronted L = Confrontati Confrontés Confronted L • Confrontata Confrontée Confronted L •• Confrontate Confrontées Confronted ( - Confutare Réfuter To refute ( = Confutato Réfuté Refuted ( • Confutati Réfutés Refuted ( •• Confutata Réfutée Refuted H- Confutate Réfutées Refuted H = CONGIHETTURARE Conjecturer To conjecture H • Gonghietturo Je conjecture 1 conjecture H •• Conghietturato Conjecturé Conjectured 1 - CONGIUGARE Conjuguer To CONJUGATE 1 = Congiugando Conjuguant Conjugating 1 • Congiugato Conjuguez Conjugated 1 •• Congiugato Conjugué Conjugated o — Congiugati Conjugués Conjugated o = Congiurare Conjurer To CONJURE o . Congiuro Je conjure I conjure 0 .. Congiuri Tu conjures Thou conjurest 1 - Congiura Il conjure He conjures 1 = Congiuriamo Nous conjurons We conjure 1 . Congiurate Vous conjurez You conjure 1 .. Congiurano Ils conjurent They conjure ) - Congiurava Je conjurais I conjured ) = Congiuravi Tu conjurais Thou conjuredst ) . Congiurava Il conjurait He conjured ) .. Congiuravamo Nous conjurions We conjured H Congiuravate Vous conjuriez You conjured + — Congiuravano Ils conjuraient They conjured + . Congiurerò Je conjurerai I shall conjure + .. Congiurerai Tu conjureras Thou wilt conjure ^v. Congiurerà 11 conjurera He will conjure ^ === Congiureremo Nous conjurerons We shall conjure ->■«. . Congiurerete Vous conjurerez You wilt conjure "-■s. . . Congiureranno Ils conjureront They will conjure P - Congiurando Conjurant Conjuring P = Congiurato Conjuré Conjured P Congiurati Conjurés Conjured P •■ Congiurata Conjurée Conjured V - Congiurate Conjurées Conjured V = Congratularsi Féliciter ( se) TO CONGRATULATE ONE'SS. V . Mi congratulo Je me félicite I congratulate myself v .. Ti congratuli Tu te félicites Th. congratulates! thys. 0 — Si congratula Il se félicite He congratulates himself 0 = Ci congratuliamo Nous nous félicitons We congratulate ourseJ. 0 . Vi congratulate Vous vous félicitez You congratulate yours. 0 .... Si congratulano Ils se félicitent They congratulate them. / - Mi congratulerò Je me féliciterai I shall congratulate mys. / - Ci congratuleremo Nous nous féliciterons We shall congrat. ourse. / . Congratulato Félicité Congratulated / .. Congratulati Félicités Congratulated A - Congratulata Félicitée Congratulated A = Congratulate Félicitées Congratulated A . Conoscere Connaître To KNOW A .. Conosco Je connais I know T — Vi conosco Je vous connais I know you T = Conosci Tu connais Thou knowest Conosce Non conosce Conosciamo Mi conoscete Conoscete Non conoscete Non mi conoscete Conoscono Conoscerò Conoscerai Conoscerà Conosceremo Conoscerete Conosceranno Conoscete voi Conoscendo Conosciuto Conosciuti Conosciuta Conosciute Conquistare Concfuistando Conquistato Conquistati Conquistata Conquistate Consacrare Consacrato Consacrati Consacrata Consacrate Consacrare Consacro Consacri Consacra Consacriamo Consacrate Consacrano Consacrerò Consacrerei Consacra Consacrate Consacratevi Consacrando Consacrato Consacrati Consacrata Consacrate Consegnare Consegnando Consegnato Consegnati Consegnata Consegnate Consecuire Conseguito Conseguiti Conseguita VERBES. VERBS. 107 [1 connaît He knows [l ne connaît pas He do not knows Nous connaissons We know Vous me connaissez You know me Vous connaissez You know Vous ne connaissez pas You do not know Vous ne méconnaissez p. You do not know me Ils connaissent They know Je connaîtrai I shall know Tu connaîtras Thou wilt know Il connaîtra He will know Nous connaîtrons We shall know Vous connaîtrez You will know Ils connaîtront They will know Connaissez-vous Know you Connaissant Knowing Connu Known Connus Known Connue Known Connues Known Conquérir To CONQUER Conquérant Conquering Conquis Conquered Conquis Conquered Conquise Conquered Conquises Conquered Consacrer TO CONSECRATE Consacré Consecrated Consacrés Consecrated Consacrée Consecrated Consacrées Consecrated Dévouer TO DEVOTED Je dévoue I devoted Tu dévoues Thou devotes t Il dévoue He devotes Nous dévouons We devote Vous dévouez You devote Ils dévouent They devote Je dévouerai I shall devote Je dévouerais I should devote Dévoue Devote Dévouez Devote Dévouez-vous Devote yourself Dévouant Devoting Dévoué Devoted Dévoués Devoted Dévouée Devoted Dévouées Devoted Consigner To CONSIGN Consignant Consigning Consigné Consigned Consignés Consigned Consignée Consigned Consignées Consigned Obtenir To OBTAIN Obtenu Obtained Obtenus Obtained Obtenue Obtained 108 VERBI. VERBES. VERBS. L - Conseguite Obtenues Obtained L = Consentire Consentir To consent L ■ Consentito Consenti Consented L •• Consentiti Consentis Consented ( - Consentita Consentie Consented ( = Consentite Consenties Consented ( • Conservare Conserver To PRESERVE ( •• Conservo Je conserve I preserve H - Conservi Tu conserves Thou preservest H = Conserva Il con serve He preserves H • Conserviamo Nous conservons We preserve H .. Conservate Vous conservez You preserve 1 - Conservano Ils conservent They preserve 1 = Conservava Je conservais I preserved Conservavi Tu conservais Thou preservedst 1 Conservava Il conservait He preserved o — Conservavamo Nous conservions We preserved 0 = Conservavate Vous conserviez You preserved 0 . Conservavano Ils conservaient They preserved o .. Conservai Je conservai I preserved 1 - Conservasti Tu conservas Thou preservedst 1 = Conservò Il conserva He preserved 1 . Conservammo Nous conservâmes We preserved "1 .. Conservaste Vous conservâtes You preserved ) - Conservarono Ils conservèrent They preserved ) = Conserverò Je conserverai I shall preserve ) . Conserverai Tu conserveras Thou wilt preserve ) .. Conserverà Il conservera He will preserve + — Conserveremo Nous conserverons We shall preserve + = Conserverete Vous conserverez You will preserve _L Conserveranno Ils conserveront They will preserve + .. Conservate "Conservez Preserve Conservando Conservant Preserving \ = Conservato Conservé Preserved ">» Conservati Conservés Preserved *•■>> . . Conservata Conservée Preserved p - Conservate Conservées Preserved ? = Conservare (tenere) Conserver (garder) To KEEP ? . Conservo Je conserve I keep p .. Vi conservo Je vous conserve I keep for you V — Conservi Tu conserves Thou keepest V == Conserva Il conserve He keeps V . Conserviamo Nous conservons We keep V •• Conservate Vous conservez You keep 0 — Mi conservate Vous me conservez You keep for me 0 »= Conservano Ils conservent They keep 0 . Conservava Je conservais I keept 0 .. Conservavi Tu conservais Thou keeptst / - Conservava Il conservait He keept / = Conservavamo Nous conservions We keept * / . Conservavate Vous conserviez You keept / •• Conservavano Ils conservaient They keept A — Conservai Je conservai I keept A = Conservasti Tu conservas Thou keeptst A • Conservò Il conserva He keept A •• Conservammo Nous conservâmes We keept T — Conservaste Vous conservâtes You keept T = Conservarono Ils conservèrent' They keept VERBI. Conserverò Conserverai Conserverà Conserveremo Conserverete Conserveranno Conservando Conservato Conservati Conservata Conservate Considerare Considerarvi Considero Vi considero Consideri Considera Consideriamo Considerate Considerano Considerava Consideravi Considerava Consideravamo Consideravate Consideravano Considerai Considerasti Considerò Considerammo Consideraste Considerarono Considererò Considererai Considererà Considereremo Considererete Considereranno Considerate Considerando Considerato Considerati Considerata Considerate Consigliare Consigliarvi Consiglio Vi consiglio Consigli Consiglia Consigliamo Consigliate Mi consigliate Consigliano Consigliava Consigliavi Consigliava Consigliavamo Consigliavate VERBES. Je conserverai Tu conserveras Il conservera Nous conserverons Vous conserverez Ils conserveront Conservant Conservé Conservés Conservée Conservées Considérer Vous considérer Je considère Je vous considère Tu considères Il considère Nous considérons Vous considérez Ils considèrent Je considérais Tu considérais Il considérait Nous considérions Vous considériez Ils considéraient Je considérai Tu considéras Il considéra Nous considérâmes Vous considérâtes Ils considérèrent Je considérerai Tu considéreras Il considérera Nous considérerons Vous considérerez Ils considéreront Considérez Considérant Considéré Considérés Considérée Considérées Conseiller Vous conseiller Je conseille Je vous conseille Tu conseilles Il conseille Nous conseillons Vous conseillez Vous me conseillez Ils conseillent Je conseillais Tu conseillais Il conseillait Nous conseillions Vous conseilliez 109 I shall keep Thou wilt keep He will keep We shall keep You will keep They will keep Keeping Keept Keept Keept Keept TO CONSIDER To consider you Consider I consider you Thou considerest He considers We consider You consider They consider I considered Thou consideredst He considered We considered You considered They considered I considered Thou consideredst He considered We considered You considered They considered I shall consider Thou wilt consider He will consider We shall consider You will consider They will consider Consider Considering Considered Considered Considered Considered To ADVISE To advise you Advise I advise you Thou advisest He advises We advise You advise You advise mc They advise I advised Thou advisedst He advised We advised You advised 10 110 VERBI. VERBES. verbs. L - Consigliavano [Ils conseillaient They advised L = Consigliai Je conseillai I advised I* - Consigliasti Tu conseillas Thou advisedst L -• Consigliò Tl conseilla He advised ( - Consigliammo Nous conseillâmes We advised ( = Consigliaste Vous conseillâtes You advised ( . Consigliarono Us conseillèrent They advised ( .. Yi consiglierei Je vous conseillerais I should advise you H- Consigliatemi Conseillez-moi Advise me H = Consigliando Conseillant Advising H • Consiglialo Conseillé A-dvised — i • • Consigliati Conseillés Advised i - Consigliata Conseillée Advised 1 = Consigliate Conseillées Advised 1 . Consistere Consister To CONSIST 1 .. Consiste Il consiste It consists o — Consistono Ils consistent They consist 0 = Consisteva Il consistait It consisted 0 . Consistevano Ils consistaient They consisted 0 .. Consisterà Il consistera It will consist 1 — Consisteranno Ils consisteront They will consist 1 = Consistito Consisté Consisted 1 . Consistiti Consisté Consisted 1 .. Consistita Consisté Consisted ) - Consistite Consisté Consisted ) = CONSOLÀPvE Consoler TO COMFORT ) . Consolarmi Me consoler To comfort me ) .. Consolo Je console I comfort Consoli Tu consoles Thou comfortest -}_ = Consola Il console He comforts _I_ Consoliamo Nous consolons We comfort Consolate Vous consolez You comfort **> — Consolano Us consolent They comfort ^ _ Mi consolo Je me console I am comforted ^». . Ti consoli Tu te consoles Thou art comforted «^ Si consola Il se console He is comforted z Ci consoliamo Nous nous consolons We are comforted ? = Vi consolate Vous vous consolez You are comforted ? . Si consolano Ils se consolent They are comforted : . . Consolava Je consolais I comforted V — Consolavi Tu consolais Thou comfortedst V = Consolava Il consolait He comforted V • Consolavamo Nous consolions We comforted V •• Consolavate Vous consoliez You comforted 0 — Consolavano Ils consolaient They comforted 0 = Consolerò Je consolerai I shall comfort 0 . Consolerai Tu consoleras Thou wilt comfort 0 .. Consolerà Il consolera We will comfort 1 — Consoleremo Nous consolerons We shall comfort I = Consolerete Vous consolerez You will comfort 1 . Consoleranno Us consoleront They will comfort / .. Consolate Consolez Confort A — Consolatevi Consolez-vous Comfort A = Consolando Consolant Comforting A • Consolato Consolé Comforted A -. Consolati Consolés Comforted T — Consolata Consolée Comforted T = Consolate Consolées Comforted T •• Consolidare Consolider To Consolidate 1 - Consolidato 1 = Consolidati 1 . Consolidato 1 .. Consolidate ) - Cospirare ) = Conspiro ) . Conspiri ) .. Conspira H - Conspiriamo H = Conspirate H • Conspirano H •• Conspirava 1 - Conspiravi 1 = Conspirava 1 . Conspiravamo 1 •'. Conspiravate o — Conspiravano o = Conspirai o . Conspiró o .. Conspirammo 1 - Conspiraste 1 = Conspirarono 1 . Conspireró 1 .. Conspirera ) - Conspireremo ) = Conspirerete ) . Conspireranno ) .- Conspirando + — Conspirato + = Constare + . Consta + .. Constava *■«* — Constò *o«, = Consterà •^ • Constato ■^ .. CONSTITUIRE ? - Constituisco p = Constituisce p . Const ituiamo p .. Constitute V - Constituiscono V = Constituiró V . Constituirai v .. Constituirâ 0 — Constituiremo 0 = Constituirete 0 . Constituiranno 0 .. Constituito / - Constituiti; / = Constituita / • Constituite / •• Construire A - Construendo A = Construtto A • Construtti A •• Construtta T- Construtte T = Consultare VERBES. verbs. Consolidé Consolidated Consolidés Consotidated Consolidée Consolidated Consolidées Consolidated Conspirer To conspire Je conspire I conspire Tu conspires Thou conspirest Il conspire He conspires Nous conspirons We conspire Vous conspirez You conspire Ils conspirent They conspire Je conspirais I conspired Tu conspirais Thou conspiredst Il conspirait He conspired Nous conspirions We conspired Vous conspiriez You conspired Ils conspiraient They conspired Je conspirai I conspired Il conspira He conspired Nous conspirâmes We conspired Vous conspirâtes You conspired Ils conspirèrent They conspired Je conspirerai I shall conspire Il conspirera He will conspire Nous conspirerons We shall conspire Vous conspirerez You will conspire Ils conspireront They will conpire Conspirant Conspiring Conspiré Conspired Apparaître To APPEAR Il apparaît It appears Il apparaissait It appeared Il apparut It appeared Il apparaîtra It will appear Apparu Appeared Constituer To CONSTITUTE Je constitue I constitute Il constitue He constitutes Nous constituons We constitute Vous constituez You constitute Ils constituent They constitute Je constituerai I shall constitute Tu constitueras Thou wilt constitute Il constituera He Avili constitute Nous constituerons We will constitute, Vous constituerez You will constitute Ils constitueront They will constitute Constitué Constituted Constitués Constituted Constituée Constituted Constituées Constituted Construire (bâtit) ro BUILD Construisant Building Construit Built Construits Built Construite Built Construites Built Consulter ro CONSULT Hi IVI VERBI» L - Consultate L = Consultando L • Consultato L - Consultati ( - Consultata ( == Consultate ( • Consumare ( •• Consumato H- Consumati H = Consumata H • Consumate H •• Contaminare Contaminato 1 = Contaminati Contaminata Contaminate o Contare, Conto Conti Conta -j _ Contiamo ~] = Contate Contano Contava ) — Contavi ) = Contava Contavamo Contavate _j- — Contavano + = Contai + . Contasti -t- .. Contò •>^ — Contammo ■*>. = Contasti ■*■>. Contarono ■»•» . . Conterò 0 Conterai ? = Conterà 0 Conteremo ? Conterete V — Conteranno V = Contate V . Contando V .. Contato 0 — Contati 0 = Contata 0 . Contate 0 .. Contemplare / - / = / • / • A — Contemplando Contemplato Contemplati Contemplata Contemplate A = Contendere A - Contendo A •• Contendi T - Contende T = Contendiamo VERBES. VERBS. Consultez Consult Consultant Consulting Consulté Consulted Consultés Consulted Consultée Consulted Consultées Consulted Consumer To consume Consumé Consumed Consumés Consumed Consumée Consumed Consumées Consumed Souiller To CONTAMINATE Souillé Contaminated Souillés Contaminated Souillée Contaminated Souillées Contaminated Compter To COUNT Je compte I count Tu comptes Thou countest Il compte He counts Nous comptons We count Vous comptez You count Ils comptent They count Je comptais I counted Tu comptais Thou countedst Il comptait He counted Nous comptions We counted Vous comptiez You counted Ils comptaient They counted Je comptai I counted Tu comptas Thou countedst Il compta He counted Nous comptâmes We counted Vous comptâtes You counted Ils comptèrent They counted Je compterai I shall count Tu compteras Thou wilt count Il comptera He will count Nous compterons We shall count Vous compterez You will count Ils compteront They will count Comptez Count Comptant Counting Compté Counted Comptés Counted Comptée Counted Comptées Counted Contempler TO CONTEMPLATE Contemplant Contemplating Contemplé Contemplated Contemplés Contemplated Contemplée Contemplated Contemplées Contemplated Contester To CONTEST Je conteste I contest Tu contestes Thou contestest Il conteste He contests Nous contestons We contest VERBI. VERBES. VERB3. L - Contendete Vous contestez You contest L - ■ Contendono Us contestent They contest L . Contendeva Je contestais I contested L •• Contendevi Tu contestais Thou contestedst ( - Contendeva Il contestait He contested ( = Contendevamo Nous contestions We contested ( . Contendevate Vous contestiez You contested ( •• Contendevano Ils contestaient They constested H - Conteso Contesté Contested H = Contesi Contestés Contested H . Contesa Contestée Contested H .- Contese Contestées Contested 1 — Contenere Contenir To CONTAIN 1 = Contiene Il contient He contains ! . Conteneva Il contenait He contained 1 •• Conterrà Il contiendra He will contain o — Contenuto Contenu Contained G = Contenuti Contenus Contained O . Contenuta Contenue Contained O .. Contenute Contenues Contained 1 - Contentare Contenter To SATISFY 1 - Con lento Je contente I satisfy 1 . Contenti Tu contentes Thou satisfied; 1 ■■ Contenta Il contente He satisfies ) - Contentiamo Nous contentons We satisfy ) = Contentate Vous contentez You satisfy ) . Contentano Us contentent They satisfy ) .. Contentava Je contentais I satisfied + — Contentavi Tu contentais Thou satisfiedst + = Contentava Il contentait He satisfied + . Contentavamo Nous contentions We satisfied + .. Contentavate Vous contentiez You satisfied s» — Contentavano Us contentaient They satisiied ->. = Contentai Je contentai I satisfied s. . Contentasti Tu contentas Thou satisfiedst ■^ .. Contento Il contenta He satisfied ? - Contentammo Nous contentâmes We satisiied ? = Contentaste Vous contentâtes You satisiied p . Contentarono Us contentèrent They satisiied ? Contenterò Je contenterai I shall satisfy V - Contenterai Tu contenteras Thou wilt satisfy V = Contenterà Il contentera He will satisfy v . Contenteremo Nous contenterons We shall satisfy v .. Contenterete Vous contenterez You will satisfy 0 — Contenteranno Us contenteront They will satisfy 0 = Contentando Contentant Satisfying 0 . Contentato Contenté Satisfied 0 .. Contentati Contentés Satisfied 1 ~ Contentata Contentée Satisiied / = Contentate Contentées Satisfied / • Continuare Continuer ro CONTINUE / •• Continuo fe continue continue A - Continua [1 continue ] le continues A = Continuiamo Nous continuons We continue A - Continuate Vous continuez i'ou continue A .. Continuano Is continuent r ?hey continue T- Continuava >e continuais 1 continued T = Continuavi ru continuais ?hou continued T A Continuava [1 continuait ] Se continued 113 10. 114 VERBI. VERBES. VERBS. L — Continuavamo Nous continuions We continued L = Continuavate Vous continuiez ÌTou continued L • s. = Correggemmo -^ . Correggeste -*■». . . Corressero p - Correggerò ? = Correggerai ? • Correggerà ? •• Correggeremo V — Correggerete V = Correggeranno v . Correggete V .. Correggendo 0 — Corretto 0 = Corretti 0 . Corretta 0 .. Corrette / - Correre / = Corro / Corri / •■ Corre A - - Corriamo A = : Correte A Corrono A • Correva T- - Correvi T = ^Correva VERBES. VERBS. Je coucherai I shall lie down Tu coucheras Thou wilt lie down Il couchera He will lie down Nous coucherons We shall lie down Vous coucherez You will lie down Ils coucheront They will lie down Couchant .ying down Couché Lied down Couchés L,ied down Couchée Lied down Couchées Lied down Couronner To CROWN Garnir, Orner To FURNISH Garni Furnished Garnis Furnished Garnie Furnished Garnies Furnished Corriger To CORRECT Je corrige I correct Tu corriges Thou correctest Il corrige He corrects Nous corrigeons We correct Vous corrigez You correct Ils corrigent They correct Je corrigeais I corrected Tu corrigeais Thou correctedst Il corrigeait He corrected Nous corrigions We corrected Vous corrigiez You corrected Ils corrigeaient They corrected Je corrigeai I corrected Tu corrigeas Thou correctedst Il corrigea He corrected Nous corrigeâmes We corrected Vous corrigeâtes You corrected Ils corrigèrent They corrected Je corrigerai I shall correct Tu corrigeras Thou wilt correct Il corrigera He will correct Nous corrigerons We shall correct Vous corrigerez You will correct Ils corrigeront They will correct Corrigez Correct Corrigeant Correcting Corrigé Corrected Corrigés Corrected Corrigée Corrected Corrigées Corrected Courir TO RUN Je cours I run Tu cours Thou runnest Il court He runs Nous courons We run Vous courez You run Ils courent They run Je courais I ran Tu courais Thou rannest Il courait He ran VERBI. verbes. VERB3. 119 L - Correvamo >îous courions 1 We ran L = Correvate Vous couriez You ran L • Correvano [Is couraient They ran L •- Corsi Je courus [ran ( - Corresti Tu courus Thou rannest ( = Corse Il courut He ran ( • Corremmo Nous courûmes We ran ( •• Correste Vous courûtes You ran H~ Corsero Ils coururent They ran H = Correrò Je courrai I shall run H • Correrai Tu courras Thou wilt run H ■. Correrà Il courra He will run 1 - Correremo Nous courrons We shall run 1 = Correrete Vous courrez You will run 1 • Correranno Ils courront They will run 1 .. Correte Courez Run o — Correndo Courant Running 0 = Corso Couru Run 0 . Corsi Courus Run o .. Corsa Courue Run 1 - Corse Courues Run "1 = Corroborare Corroborer, Fortilier TO CORROBORATE, to For- 1 . Corroborato Corroboré Corroborated [tify 1 .. Corroborati Corroborés Corroborated ) - Corroborata Corroborée Corroborated ) = Corroborate Corroborées Corroborated ) . Corrodere Ronger To GNAW ) .. Corroso Rongé Gnawed + — Corrosi Rongés Gnawed +• = Corrosa Rongée Gnawed + . Corrose Rongées Gnawed + .. Corrompere Corrompre To CORRUPT ->■>. — Corrompi Tu corromps Thou corruptest •">. = Corrompe Il corrompt He corrupts -v. . Corrompete Vous corrompez You corrupt ^ . . Corrompono Ils corrompent They corrupt ? — Corruppe Il corrompit He corrupted p = Corrompeste Vous corrompîtes You corrupted p . Corruppero Ils corrompirent They corrupted p Corromperete Vous corromprez You will corrupt V — Corromperanno Ils corrompront They will corrupt V = Corrotto Corrompu Corrupted v . Corrotti Corrompus Corrupted V .. Corrotta Corrompue Corrupted 0 — Corrotte Corrompues Corrupted a =s CORRUCCIARSI Fâcher (se) courroucer TO BE ANGRÏ e . Corrucciato Courroucé Angry 0 .. Corrucciati Courroucés Angry / - Corrucciata Courroucée Angry / = Corrucciate Courroucées Angry / . Corseggiare PiRATER,écumer les mers TO PIRATE / .. Corseggia Il pirate He pirates A - Corseggiano Ils piratent They pirate A = Corseggiava Il piratait He pirated A • Corseggiavano Ils pirataient They pirated A •• Corseggiato Piraté Pirated T- Corteggiare Courtiser, faire la cour To COURT Corteggio Corteggi Corteggia Corteggiamo Corteggiate Corteggiano Corteggiava Corteggiavi Corteggiava Corteggiavamo Corteggiavate Corteggiavano Corteggiai Corteggiasti Corteggiò Corteggiammo Corteggiaste Corteggiarono Corteggerò Corteggerai Corteggerà Corteggeremo Corteggerete Corteggeranno Corteggiando Corteggiato Corteggiati Corteggiata Corteggiate Cospargere Cosparso Cosparsi Cosparsa Cosparse Costare Costa Costano Costava Costavano Costò Costarono Costerà Costeranno Quanto costa Costasse Costassero Costando Costato Costati Costata Costate Costeggiare Costeggio Costeggia Costeggiamo Costeggiate Costeggiano Costeggiava "VERBES. VERBS. Je courtise I court Tu courtises Thou courtest Il courtise He courts Nous courtisons We court Vous courtisez You court Ils courtisent They court Je courtisais i courted Tu courtisais Thou courtedst Il courtisait He courted Nous courtisions We courted Vous courtisiez You courted Ils courtisaient They courted Je courtisai I courted Tu courtisas Thou courtedst Il courtisa He courted Nous courtisâmes We courted Vous courtisâtes You courted Ils courtisèrent They courted Je courtiserai I shall court Tu courtiseras Thou wilt court Il courtisera He will court Nous courtiserons We shall court Vous courtiserez You will court Ils courtiseront They will court Courtisant Courting Courtisé Courted Courtisés Courted Courtisée Courted Courtisées Courted Arroser TO WATER Arrosé Watered Arrosés Watered Arrosée Watered Arrosées Watered Coûter To COST Il coûte It costs Us coûtent They cost Il coûtait It cost Ils coûtaient They cost Il coûta It cost Ils coûtèrent They cost Il coûtera It shall cost Ils coûteront They will cost Combien coûte-t-il How cost it Qu'il coûtât That it might cost Qu'ils coûtassent That they might cost Coûtant Costing Coûté Cost Coûtés Cost Coûtée Cost Coûtées Cost COTOVER To sail along the coast Je côtoie I sail along the coast Il côtoie He sails along the coast Nous côtoyons We sail along the coast. Vous côtoyez You sail along the coast Ils côtoient They sail along the coast Je côtoyais I sailed along the coast VERBI. VERBES. VERBS. 121 L — Costeggiavi Tu côtoyais Th. sailedst along the e. L =« . . Costringete Vous contraignez You constrain e - Mi costringete Vous me contraignez You constrain me ? = Costringono Ils contraignent They constrain ? . Costringeva Je contraignais I constrained p • • Costringevi Tu contraignais Thou constrainedst v — Costringeva Il contraignait He constrained V = Costringevamo Nous contraignions We constrained V • Costringevate Vous contraigniez You constrained V .. Costringevano Ils contraignaient They constrained 0 — Costrinsi Je contraignis I constrained 0 = Costringesti Tu contraignis Thou constrainedst 0 . Costrinse Il contraignit He constrained o . Costringemmo Nous contraignîmes We constrained / - - Costringeste Vous contraignîtes You constrained / = : Costrinsero Ils contraignirent They constrained / Costringerò Je contraindrai I shall constrain / . Lo costringe. ò Je le contraindrai I shall constrain him A - - Costringerai Tu contraindras Thou Avilt constrain A = = Costringerà Il contraindra He will constrain A . Costringeremo Nous contraindrons We shall constrain A • . Costringerete Vous contraindrez You will constrain T - - Costringeranno Ils contraindront They will constrain T = = Costringete Contraignez Constrain T . 1 Costringendo Contraignant 1 Constraining 11 122 VERBI. L - Costretto L = Costretti L Costretta L ■• Costrette ( — Covare ( = Cova ( • Covano ( •• Covava H - Covando H = Covato H . Cozzare H •• Cozzando i - Cozzato 1 = Crapulare l • Crapulando l •• Crapulato o — Creare o = Creato o . Creati o .. Creata 1 - Create 1 = Credere 1 Credermi "1 .. Credervi ) - Crederlo ) = Credo > . Vi credo ) •• Lo credo H Non lo credo + = Credi + . Crede + •• Si crede Crediamo ^ — Non mi credete \ Credete ^ Mi credete ? — Credono P = Credeva c Lo credeva ? • • Credevi V — Credeva V = Credevamo V • Credevate V .. Credevano 0 — Credei 0 = Credesti 0 . Credè 0 .. Credemmo / - Credeste / = Crederono / . Crederò / •• Crederai A — Crederà A = Crederemo A - Crederete A •• Crederanno T — Crederei T = Crederesti VERBES. VERBS Contraint Constrained Contraints Constrained Contrainte Constrained Contraintes Constrained Couver To BROOD Il couve tt broods Ils couvent rhey brood Il couvait [t brooded Couvant Brooding Couvé Brooded Frapper ( casser ) To STRIKE Frappant Striking Frappé Striked Crapuler To live in drunkenness Crapulant Living in drunkenness Crapule Lived in drunkenness Créer To create Créé Created Créés Created Créée Created Créées Created Croire To BELIEVE Me croire To believe me Vous croire To believe you Le croire To believe it Je crois I believe Je vous crois I believe you Je le crois I believe it Je ne le crois pas I do not believe it Tu crois Thou believest Il croit He believes On croit One believes Nous croyons We believe Vous ne me croyez pas You do not believe me Vous croyez You believe Vous me croyez You believe me Ils croient They believe Je croyais I believed Je le croyais I believed it Tu croyais Thou believedst Il croyait He believed Nous croyions We believed Vous croyiez You believed Ils croyaient They believed Je crus I believed Tu crus Thou believedst Il crut He believed Nous crûmes We believed Vous crûtes You believed Ils crurent They believed Je croirai I shall believe Tu croiras Thou wilt believe Il croira He will believe Nous croirons We shall believe Vous croirez You will believe Ils croiront They will believe Je croirais I would believe Tu croirais Thou wouldst believe VERBI. VERBES. VERBS. 123 L - Crederebbe Il croirait He would believe L = Crederemmo Nous croirions We would believe L • Credereste Vous croiriez You would believe L .. Crederebbero Ils croiraient They would believe ( - Credete Croyez Believe ( = Non credete Ne croyez pas Do not believe ( • Credessi Que je crusse That I might believe ( .. Credessi Que tu crusses Th. thou mightst believe H- Credesse Qu'il crut Th. he might believe H = Credessimo Que nous crussions Th. we might believe H • Credeste Que vous crussiez Th. you might believe H ■• Credessero Qu'ils crussent Th. they might believe 1 - Credendo Croyant Believing 1 = Creduto Cru Believed 1 • Creduti Crus Believed 1 .. Creduta Crue Believed o — Credute Crues Believed o — Crepare Crever ( se ) TO BURST 0 . Crepo Je crève I burst o .. Crepi Tu crèves Thou burstest 1 - Crepa Il crève He bursts 1 = Crepiamo Nous crevons We burst 1 . Crepate Vous crevez You burst 1 .. Crepano Ils crèvent They burst ) ~ Crepava Il crevait He burst ) = Crepavamo Nous crevions We burst ) . Crepavano Ils crevaient They burst ) .. Crepo Il creva He burst + — Crepammo Nous crevâmes We burst + = Creparono Ils crevèrent They burst -f . Creperà Il crèvera He will burst + .. Creperanno Ils crèveront They will burst ^ Crepando Crevant Bursting "->. = Crepato Crevé Burst ^«. Crepati Crevés Burst ~^s .. Crepata Crevée Burst ? — Crepate Crevées Burst p = Crescere Croître To GROW p . Cresco Je croîs I grow p .. Cresce Il croit He grows V — Cresciamo Nous croissons We grow V = Crescete Vous croissez You grow V • Crescono Ils croissent They grow V •• Cresceva Je croissais I grew 0 — Crescevi Tu croissais Thou grewst 0 = Cresceva Il croissait He grew 0 ■ Crescevamo Nous croissions We grew 0 .. Crescevate Vous croissiez You grew / ~ Crescevano Ils croissaient They grew / = Crebbe Il crût He grew / • Crebbero Ils crûrent They grew / •• Crescerò Je croîtrai I shall grow A - Crescerai Tu croîtras Thou wilt grow A = Crescerà Il croîtra He will grow A • Cresceremo Nous croîtrons We shall grow A •• Crescerete Vous croîtrez You will grow T- Cresceranno Ils croîtront They will grow T = Crescendo Croissant Growing T • Cresciuto Crû Grown 124 VERBI. L - Cresciuti L = Cresciuta L • Cresciute L •• Cresimare ( - Cresimato ( = Cresimati ( • Cresimata ( .. Cresimate H - Criticare H = Criticarvi H • Critico H -. Critichi 1 - Critica 1 = Critichiamo i ■ Criticate 1 •• Mi criticate o — Criticano o = Criticava 0 . Criticavi 0 .. Criticava 1 - Criticavamo 1 = Criticavate 1 • Criticavano 1 .. Criticò ) - Criticarono ) = Criticherai ) . Criticherà ) .. Criticherete + — Criticheranno + = Criticando + . Criticato + .. Criticati \ — Criticata "-s. = Criticate --N. Crivellare -^ .. Crivellato ? - Crivellati p - Crivellata p Crivellate ? Crollare v — Crollato V = Crollati V • Crollata v .. Crollate 0 — Crucifiggere 0 = Crucifìsso 0 . Cucire 0 .. Cucio 1 - Cuci 1 = Cuce / . Cuciamo / •• Cucite A — Cuciono A — Cuciva A - Cucivi A •• Cuciva T- Cucivamo VERBES. V ERBS. Crûs Grown Crue Grown Crues Grown Confirmer TO CONFIRM Coniirmé Confirmed Confirmés Confirmed Confirmée Confirmed Confirmées Confirmed Critiquer To CRITICIZE Vous critiquer To criticize you Je critique I criticize Tu critiques Thou criticizes! Il critique He criticizes Nous critiquons We criticize Vous critiquez You criticize Vous me critiquez You criticize me Ils critiquent They criticize Je critiquais I criticized Tu critiquais Thou criticized»! Il critiquait He criticized Nous critiquions We criticized Vous critiquiez You criticized Us critiquaient They criticized Il critiqua He criticized Us critiquèrent They criticized Tu critiqueras Thou will criticize Il critiquera He will criticize Vous critiquerez You will criticize Us critiqueront They will criticize Critiquant Criticizing Critiqué Criticized Critiqués Criticized Critiquée Criticized Critiquées Criticized Cribler To SIFT Criblé Sifted Criblés Sifted Criblée Silted Criblées Sifted Ébranler TO SHAKE Ébranlé Shaken Ébranlés Shaken Ébranlée Shaken Ébranlées Shaken Crucifier To CRUCIFY Crucifié Crucified Coudre To SEW Je couds I sew Tu couds Thou sewest Elle coud She sews Nous cousons We sew Vous cousez You sew Elles cousent They sew Je cousais I sewed Tu cousais Thou sewedst Elle cousait She sewed Nous cousions We sewed VERBI. VERBES. VERBS. î Cucivate Vous cousiez You sewed Cucivano Ils cousaient They sewed Cucendo Cousant Sewing Cucito Cousu Sewed Cucita Cousue Sewed Cullare Bercer To ROCK Cullato Bercé Rocked Cullati Bercés Rocked Cullata Bercée Rocked Cullate Bercées Rocked Cumulare Cumuler TO ACCUMULATE Cumulato Cumulé Accumulated Cumulati Cumulés Accumulated Cumulata Cumulée Accumulated Cumulate Cumulées Accumulated Cuocere Cuire To COOK Cuoco Je cuis I cook Cuoce Il cuit He cooks Si cuoce On cuit One cooks Cocete Vous cuisez You cook Cuociono Ils cuisent They cook Cuocendo Cuisant Cooking Cotto Cuit Cooked Cotti Cuits Cooked Cotta Cuite Cooked Cotte Cuites Cooked Curare Soigner TO TAKE CARE OF Curo Je soigne I take care of Non mi curo Je ne me soucie pas I do not care Curi Tu soignes Thou takest care of Cura Il soigne He takes care of Curiamo Nous soignons We take care of Curate Vous soignez You take care of Curano Ils soignent They take care of Curava Je soignais I took care of Curavi Tu soignais Thou tookest care of Curava Il soignait He took care of Curavamo Nous soignions We took care of Curavate Vous soigniez You took care of Curavano Ils soignaient They took care of Curai Je soignai I took care of Curasti Tu soignas Thou tookest care of Curo Il soigna He took care of Curammo Nous soignâmes We took care of Curaste Vous soignâtes You took care of Curarono lis soignèrent They took care of Curando Soignant Taking care of Curato Soigné Taken care of Curati Soignés Taken care of Curata Soignée Taken care of Curate Soignées Teken care of Curarsi Se soucier To CARE Mi curo Je me soucie 1 care Ti curi Tu te soucies Thou carest Si cura Il se soucie He cares Ci curiamo Nous nous soucions We care Vi curate Vous vous souciez You care 11. 125 / 126 VERBI. VERBES. VERBS. L - Si curano Ils se soucient Tbey care L = Curato Soucié Cared L • Carati Souciés Cared L ••• Curata Souciée Cared ( - Curate Souciées Cared ( = Curvare Courber To BEND ( . Curverò Je courberai I sball bend ( ■■ Non cui" vero Je ne courberai pas I shall do not bend H - Curverai Tu courberas Thou wilt bend H = Curverà Il courbera He will bend H • Curveremo Nous courberons We shall bend H •• Curverete Vous courberez You will bend 1 - Curveranno Ils courberont They will bend i = Curvando Courbant Bending 1 • Curvato Courbé Bent I •• Curvati Courbés Bent o — Curvata Courbée Bent o = Curvate Courbées Bent o . Custodire Garder To KEEP o .. Custodisco Je garde I keep 1 - Custodisci Tu gardes Thou keepest 1 = Custodisce Il garde He keeps 1 . Custodiamo Nous gardons We keep 1 .. Custodite Vous gardez You keep ) - Custodiscono Ils gardent They keep ) = Custodiva Je gardais I kept ) . Custodivi Tu gardais Thou keptest ) .. Custodiva Iî gardait He kept 4- — Custodivamo Nous gardions We kept + = Custodivate Vous gardiez You kept -4- . Custodivano Ils gardaient They kept + •• Custodirò Je garderai I shall keep -^. — Custodirai Tu garderas Thou wilt keep --» = Custodirà Il gardera He will keep ■***. . Custodiremo Nous garderons We shall keep "»x, . . Custodirete Vous garderez You will keep p — Custodiranno Ils garderont They will keep ? = Custodito Gardé Kept ? . Custoditi Gardés Kept 0 Custodita Gardée. Kept V — Custodite Gardées Kept V = Dannare, v. Condannare Condamner To CONDEMN V . Dannarsi DAMNER TO DAMNE ONE'SSELt- v .. Dannato Damné Damned 0 — Daunati Damnés Damned 0 = Dannata Damnée Damned 0 . Dannate Damnées Damned 0 .. Danneggiare Endommager To DAMAGE / - Danneggiato Endommagé Damaged / = Danneggiati Endommagés Damaged / . Danneggiata Endommagée Damaged / .. Danneggiate Endommagées Damaged \ — Danzare Danser To DANCE A = Danzando Dansant Dancing A • Danzato Dansé Danced VERBI. VERBES. L - Dare Donner L = Dargli Lui donner L • Darmi Me donner L •• Dani Vous donner ( — Do Je donne ( = Vi do Je vous donne ( . Non vi do Je ne vous donne pas ( •• Dai Tu donnes H - Non da Il ne donne pas H = Da Il donne H . Si da On donne H •• Diamo Nous donnons 1 - Date Vous donnez 1 = Mi date Vous me donnez I . Non mi date Vous ne me donnez pas Danno Ils donnent o — Ci danno Ils nous donnent o = Dava Je donnais 0 . Non dava Je ne donnais pas 0 .. Ci date Vous nous donnez 1 — Non ci date Vous ne nous donnez pas 1 = Davi Tu donnais "1 . Dava Il donnait 1 •• Non dava Il ne donnait pas ) — Davamo Nous donnions ) = Davate Vous donniez ) . Davano Ils donnaient ) .. Detti Je donnai + — Desti Tu donnas + = Dette Il donna + . Demmo Nous donnâmes + .. Deste Vous donnâtes *•«. — Dettero Ils donnèrent ^ — Darò Je donnerai •**. . Mi darò Je me donnerai \ Vi darò Je vous donnerai p — Non vi darò Je ne vous donnerai pas p = Darai Tu donneras p . Darà Il donnera p •• Si darà On donnera V - Daremo Nous donnerons V = Ci daremo Nous nous donnerons v . Darete Vous donnerez v .. Mi darete Vous me donnerez 0 — Non mi darete Vous ne me donnerez pas 0 = Gli darete Vous lui donnerez 0 . Non gli darete Vous ne lui donnerez pas e .. Ci darete Vous nous donnerez / - Vi darete Vous vous donnerez / - Daranno Ils donneront / • Si daranno Ils se donneront / •• Darei Je donnerais A — Non darei Je ne donnerais pas A = Non vi darei Je ne vous donnerais pas A • Non gli darei Je ne lui donnerais pas A •• Daresti Tu donnerais T - Darebbe Il donnerait T = Non darebbe Il ne donnerait pas T • Daremmo Nous donnerions T •• Dareste Vous donneriez VERBS. 127 TO GIVE To give to it To give to me To give to you I give I give to you do not give to you Thou givest He does not give He gives One give We give You give You give to me You do not give to me They give They give to us I was giving I did not give You give us You do not give us Thou wast giving He was giving He did not give We were giving You were giving They were giving gave Thou gavest He gave We gave You gave They gave I shall give I shall give to myself I shall give to you I shall not give to you Thou wilt give He will give They will give We shall give We shall give ourselves You will give You will give to me You will not give to me You will give to him You will not give to him You will give to us You will give yourselves They will give They will give themseiv. I should give I should do not give I should not give to you I should not give to it Thou wouldst give He would give He would not give We should give You would give I'lb VERBI. VERBES. VERBS. L - Darebbero Ils donneraient They w ould give L = Da tu Donne Give L • Dammi Donne-moi Give me L •• Dia Qu'il donne Let him give ( - Diamo Donnons Let us give ( = Date Donnez Give ( • Datevi l'incommodo Donnez-vous la peine Give yourself the trouble ( •• Datemi Donnez-moi Give me H- Dateci Donnez-nous Give us H = Diano Qu'ils donnent Let them give H • Ch'io dia Que je donne That I may give ^ -. Che tu dia Que tu donnes That thou mayst give i — Ch'egli dia Qu'il donne That he may give i = Che noi diamo Que nous donnions That we may give i - Che voi diate Que vous donniez That you may give i .. Ch'eglino diano Qu'ils donnent That they may give o — Ch'io dessi Que je donnasse That I might give 0 = Dessi Que tu donnasses That thou couldst give 0 . Desse Qu'il donnât That he could give 0 .. Se mi desse S'il me donnait If he was giving me 1 - Dessimo Que nous donnassions That we might give 1 = Deste » Que vous donnassiez That you might give 1 . Semi daste Si vous me donniez If you were giving me 1 .. Dessero Qu'ils donnassent That they might give ) - Se mi dessero S'ils me donnaient If they were giving me ) = Dando Donnant Giving ) . Dato Donné Given ) .. Dati Donnés Given + — Data Donnée Given + = Date Données Given + . Dare appuntamento Donner rendez-vous To APPOINT + .. Dato appuntamento Donné rendez- vous Appointed ^ — Debellare Dompter To TAME \ = Debellato DomptéTamed ^ . Debellati Domptés Tamed -^, . . Debellata Domptée Tamedp - Debellate Domptées Tamed p = Debilitare Affatblir TO WEAKEN p . Debilitato Affaibli Weakened p .. Debilitati Affaiblis Weakened V — Debilitata Affaiblie Weakened V = Debilitate Affaiblies Weakened V . Decadere Déchoir To FALL V •• Decaduto Déchu Fallen 0 — Decaduti Déchus Fallen 0 = Decaduta Déchue Fallen 0 . Decadute Déchues Fallen 0 .. Decampare DÉCAMPER To DECAMP 1 - Decampato Décampé Decamped 1 = Decampati Décampés Decamped / . Decampata Décampée Decamped / .. Decampate Décampées Decamped A — Decidere,u. Determinare DÉCIDER To DECIDE A = Decido Je décide I decide A • Decidi Tu décides Thou decidest A •• Decide Il décide He decides T- Decidiamo Nous décidons We decide VERBI. VERBES. VERBS. L - Decidete Vous décidez You decide L = Decidono Ils décident They decide L • Decideva Je décidais I decided L • Decideva Il décidait He decided ( - Decidevamo Nous décidions We decided ( = Decidevate Vous décidiez You decided ( • Decidevano Ils décidaient They decided ( •• Decisi Je décidai I decided H- Decise Il décida He decided H = Decidemmo Nous décidâmes We decided H • Decideste Vous décidâtes You decided H •• Decisero Ils décidèrent They decided 1 — Deciderò Je déciderai I shall decide 1 = Deciderai Tu décideras Thou wilt decide 1 Deciderà 11 décidera He will decide 1 •• Decideremo Nous déciderons We shall decide o — Deciderete Vous déciderez You will decide o = Decideranno Ils décideront They will decide 0 . Decidi Décide Decide 0 .. Decidiamo Décidons Let us decide 1 - Decidete Décidez Decide 1 = Decidetevi Décidez-vous Decide 1 . Decidano Qu'ils décident Let them decide 1 .. Decidendo Décidant Deciding ) - Deciso Décidé Decided ) = Decisi Décidés Decided ) . Decisa Décidée Decided ) .. Decise Décidées Decided H Decimare ( t. milit. ) DÉCIMER To decimati: + = Decimato Décimé Decimated + . Decimati Décimés Decimated + .. Decimata Décimée Decimated ^. — Decimate Décimées Decimated -»». = Declamare DÉCLAMER To DECLAIM *••> . Declamo Je^déclame I declaim **«. . . Declami Tu déclames Thou declaimest P - Declama Il déclame He declaims P = Declamiamo Nous déclamons We declaim P • Declamate Vous déclamez You declaim P •• Declamano Ils déclament They declaim V — Declamava Je déclamais I declaimed V = Declamavi Tu déclamais Thou declaimedst v . Declamava Il déclamait He declaimed V .. Declamavamo Nous déclamions We declaimed 0 — Declamavate Vous déclamiez You declaimed 0 = Declamavano Ils déclamaient They declaimed 0 . Declamai Je déclamai I declaimed 0 .. Declamasti Tu déclamas Thou declaimedst / - Declamò [1 déclama He declaimed / = Declamammo Nous déclamâmes We declaimed / • Declamaste Vous déclamâtes You declaimed / •• Declamarono [ls déclamèrent They declaimed A — Declamando Déclamant Declaiming A = Declamato Déclamé Declaimed A • Declamati Déclamés Declaimed A •• Declamata Déclamée Declaimed T- Declamate Déclamées Declaimed T = Declinare DÉCLINER TO DECLINE 129 30 VERBI. L -I tedino L = I )eclini L • I )eclina L •• I )ecliniamo ( — I )eclinate ( = 1 Declinano ( • 1 Declinato ( •• 1 Declinati H -] Declinata H = J Declinate -\ ■ 3 Decollare H •• Decollato Decollati 1 = Decorare 1 • Decorato 1 •• Decorati o — Decorata o = Decorate 0 . Decretare o .. Decretato "1 — Decretati 1 = Decretata 1 . Decretate 1 •• Dedicare ) - Dedicarvi ) = Dedico ) . Vi dedico ) .. Dedicate + — Dedicai + = Dedicasti + . Dedicò + .. Dedicammo -^ — Dedicaste \ = Dedicarono -«■« . Dedicherò "^ . . Dedicherà p - Dedicherete p = Dedicheranno p . Dedicando p .. Dedicato V - Dedicati V = Dedicata V • Dedicate V •• Dedurre 0 - Dedotto 0 = Dedotti 0 Dedotta 0 . Dedotte 1 ~ - Defraudare 1 = = Defraudando / . Defraudato / • . Defraudati A - - Defraudata A = = Defraudate A . Degenerare A • . Degenerato VERBES. VERBS. Je décline I decline Tu déclines Thou declinest Il décline He declines Nous déclinons We decline Vous déclinez You decline Ils déclinent They decline Décliné Declined Déclinés Declined Déclinée ] Declined Déclinées Declined Décapiter TO BEHEAD Décapité Beheaded Décapités Beheaded DÉCORER TO DECORATE Décoré Decorated Décorés Decorated Décorée Decorated Décorées Decorated Arrêter ( décréter ) TO ARREST Arrêté Arrested Arrêtés Arrested Arrêtée Arrested Arrêtées Arrested DÉDIER TO DEDICATE Vous dédier To dedicate to you Je dédie I dedicate Je vous dédie I dedicate to you Vous dédiez You dedicate Je dédiai I dedicated Tu dédias Thou dedicatedst Il dédia He dedicated Nous dédiâmes We dedicated Vous dédiâtes You dedicated Ils dédièrent They dedicated Je dédierai I shall dedicate Il dédiera He will dedicate Vous dédierez You will dedicate Ils dédieront They will dedicate Dédiant Dedicating Dédié Dedicated Dédiés Dedicated Dédiée Dedicated Dédiées Dedicated DÉDUIRE To DEDUCT Déduit Deducted Déduits Deducted Déduite Deducted Déduites Deducted Frauder TO DEFRAUD Fraudant Defrauding Fraudé Defrauded Fraudés Defrauded Fraudée Defrauded Fraudées Defrauded DÉGÉNÉRER TO DEGENERATE Dégénéré Degenerated VERBI. VERBES. VERBS. 131 L — Degenerati 1 Dégénérés j Degenerated L = Degenerata Dégénérée Degenerated L • Degenerate Dégénérées Degenerated L . • Degnarsi Daigner To condescend ( -1 degnatevi Daignez Condescend ( = Degnandosi Daignant Condescending ( . Degnato Daigné Condescended ( .- J degnati ] Daignés I Condescended H-i )egnata ] Daignée Condescended H = ] Degnate Daignées Condescended H • J Delegare DÉLÉGUER ro DELEGATE -\ ■• Delegato Délégué Delegated 1 - Delegati Délégués Delegated 1 = Delegata Déléguée Delegated 1 • Delegate Déléguées Delegated 1 •• Delineare Tracer To DRAW o — Delineando Traçant Drawing o = Delineato Tracé Drawn o . Delineati Tracés Drawn o .. Delineata Tracée Drawn "1 - Delineate Tracées Drawn 1 = Delirare DÉLIRER TO BE DELIRIOUS 1 . Deliri Tu délires Thou art delirious 1 •• Delira Il délire He is delirious ) — Delirate Vous délirez You are delirious ) = Delirava Il délirait He was delirious ) Deliravate Vous déliriez You were delirious ) .. Deliravano Ils déliraient They were delirious ^ — Delirando Délirant Being delirious + = Delirato Déliré Been delirious + . Deludere Jouer quelqu'un To put A TRICK upon one + .. Deluso Joué ( qui a été ) Tricked (who has been) "^ — Delusi Joués Tricked \ = Delusa Jouée Tricked -~s. . Deluse Jouées Tricked ^ Demeritare DÉMÉRITER To DO AMISS p — Demeritando Déméritant Doing amiss p = Demeritato Démérité Done amiss p . Demolire DÉMOLIR To DEMOLISH p •• Demolisce Il démolit He demolishes V — Demoliscono Ils démolissent They demolish V = Demolito Démoli Demolished V Demoliti Démolis Demolished V • Demolita Démolie Demolished 0 — . Demolite Démolies Demolished 0 = : Denigrare DÉNIGRER TO SLANDER 0 Denigrato Dénigré Slandered 0 ■ Denigrati Dénigrés Slandered 1 - - Denigrata Dénigrée Slandered 1 = = Denigrate Dénigrées Slandered 1 Denotare DÉSIGNER To DESIGN 1 . . Denotato Désigné Designed A - - Denotati Désignés Designed A = = Denotata Désignée Designed A . Denotate Désignées Designed 140 VERBI. L - Denudare L = Denudato L • Denudati L •• Denudata ( - Denudate ( = Denunziare, v ( • Deplorare ( •• Deplorato H- Deplorati H = Deplorata H • Deplorate H •• Deporre Depongo 1 = Deponi Depone Depongliiamo o — Deponete o = Depongono Deponeva Deponevi 1 — Deponeva ~l = Deponevamo Deponevate Deponevano ) — Deposi ) = Deponesti Depose Deponemmo + — Deponeste 4- — Deposero 4- . Deporrò + •• Deporrai -v, — Deporrà \ = Deporremo ~-^ Deporrete "-N. . . Deporranno P Deponete P = Deponendo F « Deposto P Deposti v — Deposta V = Deposte v . Depositare V •• Depositato 0 — Depositati 0 = Depositata idf . Depositate 0 .. Depravare / - Depravato / = Depravati / • Depravata / •• Depravate A — Depredare A = Depredato A • Depredati A • Depredata T - Depredate Dinun- VERBES. DÉNUER Dénué Dénués Dénuée Dénuées DÉNONCER DÉPLORER Déploré Déplorés Déplorée Déplorées DÉPOSER Je dépose Tu déposes Il dépose Nous déposons Vous déposez Ils déposent Je déposais Tu déposais Il déposait Nous déposions Vous déposiez Ils déposaient Je déposai Tu déposas Il déposa Nous déposâmes Vous déposâtes Ils déposèrent Je déposerai Tu déposeras Il déposera Nous déposerons Vous déposerez Ils déposeront Déposez Déposant Déposé Déposés Déposée Déposées DÉPOSER Déposé Déposés Déposée Déposées DÉPRAVER Dépravé Dépravés Dépravée Dépravées Ravager Ravagé Ravagés Ravagée Ravagées VERBS. To bereave Bereft Bereft Bereft Bereft TO DENOUNCE TO DEPLORE Deplored Deplored Deplored Deplored To DEPOSIT 1 deposit Thou depositest He deposits We deposit You deposit They deposit I deposited Thou depositedst He deposited We deposited You deposited They deposited I deposited Thou depositedst He deposited We deposited You deposited They deposited I shall deposit Thou wilt deposit He will deposit We shall deposit You will deposit They will deposit Deposit Depositing Deposited Deposited Deposited Deposited To DEPOSIT Deposited Deposited Deposited Deposited To DEPRAVE Depraved Depraved Depraved Depraved TO RAVAGE Ravaged Ravaged Ravaged Ravaged VERBI. VERBES. VERBS. L - Deputare Députer TO DEPUTE L = Deputato Député Deputed L Deputati Députés Deputed L •• Deputata Députée Deputed ( - Deputate Députées Deputed ( = Deridere Conspuer To SPIT UTON ( • Deriso Conspué Spit upon ( • Derisi Conspués Spit upon H - Derisa Conspuée Spit upon H = Derise Conspuées Spit upon H • Derivare DÉRIVER To DERIVE H - Derivando Dérivant Deriving 1 - Derivato Dérivé Derived 1 = Derivati Dérivés Derived 1 • Derivata Dérivée Derived 1 •• Derivate Dérivées Derived o — Derogare DÉROGER TO DEROGATE 0 = Derogando Dérogeant Derogating o . Derogato Dérogé Derogated 0 .. Descrivere DÉCRIRE TO DESCRIBE 1 - Descrivo Je décris I describe 1 = Descrivi Tu décris Thou describest 1 ■ Descrive Il décrit He describes 1 .. Descriviamo Nous décrivons We describe ) - Descrivete Vous décrivez You describe ) = Descrivono Ils décrivent They describe ) . Descriveva Je décrivais I described ) .. Descriveva Il décrivait He described -i Descrivevamo Nous décrivions We described + = Descrivevate Vous décriviez You described + . Descrivevano Ils décrivaient They described + .. Descrissi Je décrivis I described ***. ' — Descrisse Il décrivit He described ">». = Descrivemmo Nous décrivîmes We described >^ Descriveste Vous décrivîtes You described \ .. Descrissero Ils décrivirent They described 1° — Descriverò Je décrirai I shall describe 0 SS- Descriverai Tu décriras Thou wilt describe CI Descriverà Il décrira He will describe ? .. Descriveremo Nous décrirons We shall describe V — Descriverete Vous décrirez You will describe V = Descriveranno Ils décriront They will describe V . Descrivete Décrivez Describe V .. Descrivendo Décrivant Describing 0 — Descritto Décrit Described 0 = Descritti Décrits Described 0 . Descritta Décrite Described 0 .. Descritte Décrites Described I - Desiderare Désirer To DESIRE 1 = Desiderarvi Vous désirer To desire you 1 . Desidero Je désire I desire 1 •■ Vi desidero Je vous désire I desire you A — Desideri Tu désires Thou desirest A = Desidera Il désire He desires A • Desideriamo Nous désirons We desire A -• Desiderate Vous désirez You desire T - Desiderano Ils désirent They desire T = Desiderava Je désirais Ï was desirous 133 ; 12 134 YEP.BÏ: L - Desideravi L = Desiderava L • Desideravamo L ■• Desideravate ( — Desideravano ( = Desidererei ( . Desidereresti L ■■ Desidererebbe H - Desidereremmo H = Desiderereste H • Desidererebbero H •• Desiderando \ — Desiderato î = Desiderati î • Desiderata Ì ■■ Desiderate o — Desinare 0 = Desino 0 . Desini o .. Desina 1 - Desiniamo 1 = Desinate 1 . Desinano 1 .. Desinava ) - Desinavi ) = Desinava ) . Desinavamo ) .. Desinavate -+■ — Desinavano 4- =s Desinai + . Desinasti -f- .. Desinò ■^ — Desinammo N, = Desinaste >>. . Desinarono "»-s .. Desinerò e - Desinerai Ç = Desinerà ? . Desineremo p •• Desinerete V — Desineranno V — Desinando V . Desinato v .. Desolare 0 — Desolo 0 = Desoli 0 . Desola 0 .. Desoliamo 1 - Desolate 1 — Desolano / . Desolava 1 .. Desolavi A — Desolava A = Desolavamo A • Desolavate A •• Desolavano T - Desolando T = Desolato T • Desolati YERBKS, Tu désirais II désirait Nous désirions Vous désiriez lis désiraient ■Je désirerais Ta désirerais Il désirerait Nous désirerions Vous désireriez Ils désireraient Désirant Désiré Désirés Désirée Désirées Dîner Je dîne Tu dînes Il dîne Nous dînons Vous dînez Ils dînent Je dînais Tu dînais Il dînait Nous dînions Vous dîniez Ils dînaient Je dinai Tu dînas Il dîna Nous dînâmes Vous dînâtes Us dînèrent Je dînerai Tu dîneras li dînera Nous dînerons Vous dînerez Ils dîneront Dînant Dîné DÉSOLER Je désole Tu désoles Il désole Nous désolons Vous désolez Us désolent Je désolais Tu désolais Il désolait Nous désolions Vous désoliez Ils désolaient Désolant Désolé i Désolés VERBS. Thou wast desirous He was desirous We were desirous You were desirous They were desirous 1 would desire Thou wouldst desire He would desire We would desire ïou would desire They would desire Desiring Desired Desired Desired Desired To DINE I dine Thou di nest. He dines We dine You dine They dine I dined Thou dinedst. He dined We dined You dined They dined I dined Thou dinedst He dined We dined You dined They dined I shall dine Thou wilt dine He will dine He shall dine You will dine They will dine Dining Dined TO DESOLATE I desolate Thou desolatesi He desolates We desolate You desolate They desolate I desolated Thou desolatedst He desolated We desolated You desolated They desolated Desolating Desolated Desolated TERBI. EREES. VERBS. 135 L — Desolata Désolée Desolated L = Desolate Désolées Desolated L • Destare Éveiller TO AWARE L •• Desto J'éveille I awake ( - Desti Tu éveilles Thou awakest ( = Desta Il éveille He awakes ( - Destiamo Nous éveillons We awake ( •- Destate Vous éveillez You awake H- Destano Ils éveillent Tho3r awake H = Destava J'éveillais I awoke H • Destavi Tu éveillais Thou awokest H •• Destava Il éveillait He -awoke 1 - Destavamo Nous éveillions We awoke I = Destavate Vous éveilliez You awoke 1 • Destavano Ils éveillaient They awoke J • Destai J'éveillai I awoke o — Destasti Tu éveillas Thou awokest o = Destò Ì1 éveilla He awoke 0 . Destammo Nous éveillâmes We awoke 0 .. Destaste Vous éveillâtes You awoke 1 - Destarono Ils éveillèrent They awoke 1 = Destato Éveillé Awoke (who was) 1 . Destati Éveillés Awoke 1 .. Destata Éveillée Awoke ) - Destate Éveillées Awoke ) = Destinare Destiner To DESIGN ) . Destino Je destine I design ) .. Destini Tu destines Thou designest + — Destina Il destine He designs + = Destiniamo Nous destinons We design + . Destinate Vous destinez You design + .. Destinano Ils destinent They design \ Destinava Je destinais I designed *•*. = Destinavi Tu destinais Thou designedst "V. Destinava Il destinait He designed \ . . Destinavamo Nous destinions We designed ? — Destinavate Vous destiniez You designed p = Destinavano Ils destinaient They designed p Destinai Je destinai I designed p Destinasti Tu destinas Thou designedst v — Destinò Il destina He designed V = Destinammo Nous destinâmes We designed V . Destinaste Vous destinâtes You designed V •• Destinarono Ils destinèrent They designed 0 — Destinerò Je destinerai I shall design 0 = Destinerai Tu destineras Thou wilt design 0 . Destinera Il destinera He will design 0 .. Destineremo Nous destinerons We shall design 1 - Destinerete Vous destinerez You will design 1 - Destineranno Ils destineront They will design / • Destinando Destinant Designing / .. Destinato Destiné Designed A — Destinati Destinés Designed A = Destinata Destinée Designed A • Destinate Destinées Designed A .. Deteriorare DÉTÉRIORER To SPOIL T - Deteriorato Détérioré Spoiled T = Deteriorati Détériorés Spoiled 136 VERBI. VERBES. VERBS. L - Deteriorata Détériorée Spoiled L = Deteriorate Détériorées Spoiled L • Determinare Déterminer To DETERMINE L ■• Determinarmi Me déterminer To determine me ( - Determinarvi Vous déterminer To determine you ( = Mi determino Je me détermine I determine ( - Vi determinate Vous vous déterminez You determine ( .. Non vi determinate Vous ne v.déterminez pas You do not determine H - Mi determinerò Je me déterminerai I shall determine H = Determinato Déterminé Determined H • Determinati Déterminés Determined H •• Determinata Déterminée Determined 1 — Determinate Déterminées Determined 1 = Detestare Détester To DETEST 1 • Detesto Je déteste I detest 1 •• Detesti Tu détestes Thou det estest o — Detesta Il déteste He detests o = Detestiamo Nous détestons We detest 0 . Detestate Vous détestez You detest 0 .. Detestano Ils détestent They detest 1 — Detestato Détesté Detested 1 = Detestati Détestés Detested 1 . Detestata Détestée Detested "1 .. Detestate Détestées Detested ) - Detrarre Déduire To DEDUCT ) = Detratto Déduit Deducted ) • Detratti Déduits Deducted ) . Detratta Déduite Deducted + — Detratte Déduites Deducted + = Dettare Dicter To DICTATE + . Detto Je dicte I dictate + .. Detti Tu dictes Thou dictatest -N. — Detta Il dicte He dictates *•«* = Dettiamo Nous dictons We dictate \ . Dettate Vous dictez You dictate ■^ .. Dettano Ils dictent They dictate p Dettava Je dictais I dictated ? = Dettavi Tu dictais Thou dictatedst 0 Dettava 11 dictait He dictated ? Dettavamo Nous dictions We dictated V - Dettavate Vous dictiez You dictated V = Dettavano Ils dictaient They dictated v . Dettai Je dictai I dictated V .. Dettasti Tu dictas Thou dictatedst 0 — Dettò n dicta He dictated 0 = Dettammo Nous dictâmes We dictated 0 . Dettaste Vous dictâtes You dictated i3 .. Dettarono Ils dictèrent They dictated / - Detterò Je dicterai I shall dictate / = Detterai Tu dicteras Thou wilt dictate / • Detterà Il dictera He will dictate / •- Detteremo Nous dicterons We shall dictate A — Detterete Vous dicterez You will dictate A = Detteranno Ils dicteront They will dictate A - Dettate Dictez Dictate A .. Dettando Dictant Dictating T — Dettato Dicté Dictated T = Dettati Dictés Dictated VERBI. VERBES. VERBS. Dettata Dictée Dictated Dettate Dictées Dictated Deturpare Flétrir To WITHER Deturpato Flétri Withered Deturpati Flétris Withered Deturpata Flétrie Withered Deturpate Flétries Withered Disviare S'ÉGARER TO LOSE ONE'S WAY Disviato Égaré Lost one's way Dis\iati Égarés Lost one's way Dis\iata Égarée Lost one's way Disviate Égarées Lost one's way Dibattere Brouiller TO PERPLEX Dibattuto Brouillé Perplexed Dibattuti Brouillés Perplexed Dibattuta Brouillée Perplexed Dibattute Brouillées Perplexed Dichiarare DÉCLARER TO DECLARE Dichiararvi Vous déclarer To declare to you Dichiaro Je déclare I declare Vi dichiaro Je vous déclare I declare to you Dichiari Tu déclares Thou declarest Dichiara Il déclare He declares Dichiariamo Nous déclarons We declare Dichiarate Vous déclarez You declare Dichiarano Ils déclarent They declare Dichiarava Je déclarais I declared Dichiarava Il déclarait He declared Dichiaravamo Nous déclarions We declared Dichiaravate Vous déclariez You declared Dichiaravano Ils déclaraient They declared Dichiarai Je déclarai I declared Dichiarò Il déclara He declared Dichiarammo Nous déclarâmes We declared Dichiaraste Vous déclarâtes You declared Dichiararono Ils déclarèrent They declared Dichiarerò Je déclarerai I shall declare Dichiarerai Tu déclareras Thou wilt declare Dichiarerà Il déclarera He will declare Dichiareremo Nous déclarerons We shall declare Dichiarerete Vous déclarerez You will declare Dichiareranno Ils déclareront They will declare Dichiarate Déclarez Declare Dichiarando Déclarant Declaring Dichiarato Déclaré Declared Dichiarati Déclarés Declared Dichiarata Déclarée Declared Dichiarate Déclarées Declared DlCIIIARIRE ÉcLAiRcre(tirer du doute) TO CLEAR UP Dichiarito Éclairci Cleared up Dichiariti Éciaircis Cleared up Dichiarita Éclaircie Cleared up Dichiarite Eclaircies Cleared up DlDIACClARE DÉGELER To THAW Didiaccia Il dégèle It thaws Didiaccerà Il dégèlera It shall thaw Didiacciando Dégelant Thawing 12. 37 138 VERBI. VERBES. VER3&, 1 - Didiacciato Dégelé Thawed 1 = Difendere Défendre To defend 1 • Difendermi Me défendre To defend me 1 •• Difendervi Vous défendre To defend you ) - Difendo Je défends I defend ) => Vi difendo Je vous défends I defend you ) Difendi Tu défends Thou defendest ) . Difende Il défend He defends -i- Difendiamo Nous défendons We defend H = Difendete Vous défendez You defend H Difendono Ils défendent They defend H -. Difendeva Je défendais I defended 1 - Difendeva Il défendait He defended 1 = Difendevamo Nous défendions We defended 1 . Difendevate Vous défendiez You defended 1 •• Difendevano Ils défendaient They defended 0 — Difesi Je défendis I defended 0 = Difese Il défendit He defended 0 . Difendemmo Nous défendîmes We defended 0 .. Difendeste Vous défendîtes You defended 1 - Difesero Ils défendirent They defended 1 = Difenderò Je défendrai I shall defend Vi difenderò Je vous défendrai I shall defend you Difenderai Tu défendras Thou wilt defend ) — Difenderà Il défendra He will defend ) == Difenderemo Nous défendrons We shall defend Difenderete Vous défendrez You will defend Difenderanno Ils défendront They will defend + — Difendi Défends Defend 4- = Difendiamo Défendons Let us defend + . Difendete Défendez Defend + .. Difendetemi Défendez-moi Defend me -^ — Difendano Qu'ils défendent Let them defend *»> = Difendendo Défendant Defending v — Diffidavano Ils se défiaient They distrusted — = Diffidai Je me défiai I distrusted --^, Diffidasti Tu te défias Thou distrustedst *•»• . . Diffidò Il se défia He distrusted ? - Diffidammo Nous nous défiâmes We distrusted ? = Diffidaste Vous vous défiâtes You distrusted j> Diffidarono lis se défièrent They distrusted ? Diffiderò Je me défierai I shall distrust V — Diffiderai Tu te défieras Thou wilt distrust V = Diffiderà Il se défiera He will distrust V . Diffideremo Nous nous défierons We shall distrust v .. Diffiderete Vous vous défierez You will distrust 0 — Diffideranno Ils se défieront They will distrust 0 = Diffidatevi Défiez-vous Distrust 0 . Diffidando Défiant Distrusting 0 .. Diffidato Défié Distrusted 1 - Diffidati Défiés Distrusted 1 = Diffidata Défiée Distrusted 1 • Diffidate Défiées Distrusted 1 .. DlFFINIRE Définir To define A - Diffinito Défini Defined A = Diffiniti Définis Defined A • Diffinita Définie Defined A •• Diffinite Définies Defined T- Diffondere Répandre, Épancher To SPILT, T = Diffuso Répandu Spilt 139 140 VERBI, L - Diffusi L = Diffusa L • Diffuse L - DlFFORMARE ( - Difformato ( = Difformati ( • Difformata ( •• Difformate H — Digerire H = Digerisco H • Digerisci H •• Digerisce 1 - Digeriamo 1 = Digerite 1 • Digeriscono 1 •• Digerito o — Digeriti o = Digerita 0 . Digerite o .. Digiunare 1 - Digiuno 1 = Digiuni 1 • Digiuna 1 .. Digiuniamo ) - Digiunate ) = Digiunano ) . Digiunerò ) .. Digiunerai + — Digiunerà + = Digiuneremo + . Digiunerete + .. Digiuneranno \ — Digiunate ^ = Digiunando ^■N . Digiunato \ Dilatare ? - Dilatato ? = Dilatati ? - Dilatata ? .. Dilatate V — Dileguarsi V = Dileguandosi V . Dileguato V •• Dileguati O — Dileguata 0 = Dileguate e . Dilettare 0 .. Diletto / - Diletti / = Diletta / . Dilettiamo / -. Dilettate A - Dilettano A = Dilettava A • Dilettavi A •• Dilettava T — Dilettavamo VERBES. VERBS. Répandus Spilt Répandue Spilt Répandues Spilt DÉFIGURER TO DISFIGURE Défiguré Disfigured Défigurés Disfigured Défigurée Disfigured Défigurées Disfigured Digérer To DIGEST Je digère I digest Tu digères Thou digestest Il digère He digests Nous digérons We digest Vous digérez You digest Ils digèrent They digest Digéré Digested Digérés Digested Digérée Digested Digérées Digested Jeûner To FAST Je jeune I fast Tu jeûnes Thou fastest Il jeune He fasts Nous jeûnons We fast Vous jeûnez You fast Ils jeûnent They fetst Je jeûnerai I shall fast Tu jeûneras Thou wilt fast Il jeûnera He will fast Nous jeûnerons We shall fast Vous jeûnerez You will fast Ils jeûneront They will fast Jeûnez Fast Jeûnant Fasting Jeûné Fasted Dilater, Étendre TO DILATED Dilaté Dilated Dilatés Dilated Dilatée Dilated Dilatées Dilated S'éloigner, Disparaître To REMOVE En s'éloignant Removing Éloigné Removed Éloignés Removed Éloignée Removed Éloignées Removed RÉJOUIR To REJOICE Je réjouis I rejoice Tu réjouis Thou rejoicest Il réjouit He rejoices Nous réjouissons We rejoice Vous réjouissez You rejoice Ils réjouissent They rejoice Je réjouissais I rejoiced Tu réjouissais Thou rejoicedst Il réjouissait He rejoiced Nous réjouissions We rejoiced VERBI. Dilettavate Dilettavano Dilettato Dilettati Dilettata Dilettate DlLIBERARE Diliberato Diliberati Diliberata Diliberate Dilucidare Dilucidato Dilucidati Dilucidata Dilucidate Dilungare Dilungato Dilungati Dilungata Dilungate Diluviare Diluvia Diluviava Diluviò Diluvierâ Diluviando Diluviato Dimacrare, v. Smagrire Dimandare, v. Domand. Dimenticare Dimenticarvi Dimentico Dimentichi Dimentica Dimentichiamo Dimenticate Dimenticano Dimenticava Dimenticavi Dimenticava Dimenticavamo Dimenticavate Dimenticavano Dimenticai Dimenticasi Dimenticò Dimenticammo Dimenticaste Dimenticarono Dimenticherò Dimenticherai Dimenticherà Dimenticheremo Dimenticherete Dimenticheranno Non dimenticate VERBES. Vous réjouissiez Ils réjouissaient Réjoui Réjouis Réjouie Réjouies Délivrer Délivré Délivrés Délivrée Délivrées ÉCLAIRCIR Éclairci Éclaircis Éclaircie Éclaircies Prolonger Prolongé Prolongés Prolongée Prolongées Pleuvoir a verse Il pleut à verse Il pleuvait à verse Il plut à verse Il pleuvra à verse Pleuvant à verse Plu à verse (il a) Maigrir Demander Oublier Vous oublier J'oublie Tu oublies Il oublie Nous oublions Vous oubliez Ils oublient J'oubliais Tu oubliais Il oubliait Nous oubliions Vous oubliiez Ils oubliaient J'oubliai Tu oublias Il oublia Nous oubliâmes Vous oubliâtes Ils oublièrent J'oublierai Tu oublieras Il oubliera Nous oublierons Vous oublierez Ils oublieront N'oubliez pas 141 VERBS. You rejoiced They rejoiced Rejoiced Rejoiced Rejoiced Rejoiced TO DELIVER Delivered Delivered Delivered Delivered To CLEAR up Cleared up Cleared up Cleared up Cleared up To prolong Prolonged Prolonged Prolonged Prolonged To POUR OF RAIN It pours of rain It poured of rain It poured It will pour of rain Pouring of rain Poured of rain (it has) To grow lean To ASK TO FORGET To forget you I forget Thou forgettest He forgets We forget You forget They forget I forgot Thou forgottest He forgot We forgot You forgot They forgot I forgot Thou forgottest He forgot We forgot You forgot They forgot I shall forget Thou wilt forget He will forget We shall forget I You will forget jThey will forget Do not forget J 42 VERBI. VERBES. VERBS. L -; Dimenticando Oubliant Forgetting L = Dimenticato Oublié Forgotten L • Dimenticati Oubliés Forgotten L •• Dimenticata Oubliée Forgotten ( - Dimenticate Oubliées Forgotten ( = Dimesticare Apprivoiser TO TAME ( • Dimesticando Apprivoisant Taming ( •• Dimesticato Apprivoisé Tamed H - Dimesticati Apprivoisés Tamed H = Dimesticata Apprivoisée Tamed H • Dimesticate Apprivoisées Tamed H •• Diminuire Diminuer To DIMINISH 1 - Diminuito Diminué Diminished 1 = Diminuiti Diminués Diminished ! • Diminuita Diminuée Diminished i • Diminuite Diminuées Diminished o — Dimorare Demeurer TO STAY o = Dimoro Je demeure I stay o . Dimori Tu demeures Thou staves t o .. Dimora Il demeure He stays ' 1 - Dimoriamo Nous demeurons We stay 1 = Dimorate Vous demeurez You stav 1 . Dimorano Ils demeurent They stay 1 .. Dimorava Je demeurais I staid ) - Dimoravi Tu demeurais Thou staidst ) = Dimorava Il demeurait He staid ) • Dimoravamo Nous demeurions We staid ) •• Dimoravate Vous demeuriez You staid H Dimoravano Ils demeuraient They staid + = Dimorai Je demeurai I staid + . Dimorasti Tu demeuras Thou staidst + .. Dimorò Il demeura He staid ^ — Dimorammo Nous demeurâmes We staid \ = Dimoraste Vous demeiu'àtes You staid ->s . Dimorarono Ils demeurèrent They staid **. . . Dimorerò Je demeurerai I shall stay p — Dimorerai Tu demeureras Thou wilt stay ? = Dimorerà Il demeurera He will stay p Dimoreremo Nous demeurerons We shall stay ? Dimorerete Vous demeurerez You will stay v — Dimoreranno Ils demeureront They will stay V = Dimorando Demeurant Staying V . Dimorato Demeuré Stayed V .. Dimostrare Démontrer TO DEMONSTRATE 0 — Dimostrarlo Le démontrer To demonstrate it 0 = Dimostrarvi Vous démontrer To demonstrate to you 0 . Dimostrarmi Me démontrer To demonstrate to me 0 .. Dimostro Je démontre I demonstrate / - Dimostri Tu démontres Thou demonstrates! / = Dimostra Il démontre He demonstrates / . Si dimostra On démontre One demonstrate / •• Dimostriamo Nous démontrons We demonstrate A — Mi dimostrate Vous me démontrez You demonstrate to me A = Dimostrate Vous démontrez You demonstrate A • Non mi dimostrate Vous ne me démontrezp. Y. do not demonstrate me A .. Dimostrano Ils démontrent They demonstrate T - Dimostrava Je démontrais I demonstrated T = Dimostravi Tu démontrais Thou demonstratedst VERBI. VERRES. VERBS. 14ó L - dimostrava Il démontrait He demonstrated L = Dimostravamo Nous démontrions We demonstrated L • Dimostravate Vous démontriez You demonstrated L .. Dimostravano Us démontraient They demonstrated ( - Dimostrai Je démontrai I demonstrated ( = Dimostrasti Tu démontras Thou demonstratedst ( ■ Dimostrò Il démontra He demonstrated ( • Dimostrammo Nous démontrâmes We demonstrated H- Dimostraste Vous démontrâtes You demonstrated M = Dimostrarono Ils démontrèrent rhey demonstrated H - Dimostrerò Je démontrerai [ shall demonstrate H •• Vi dimostrerò Je vous démontrerai I shall demonstr. to you 1 - Dimostrerai Tu démontrer as Thou wilt demonstrate ! = Dimostrerà Il démontrera He will demonstrate 1 • Dimostreremo Nous démontrerons We shall demonstrate 1 •• Dimostrerete Vous démontrerez You will demonstrate o — Dimostreranno Us démontreront They will demonstrate o = Dimostratemi Démontrez-moi Demonstrate me 0 . Dimostrando Démontrant Demonstrating o .. Dimostrato Démontré Demonstrated 1 - Dimostrali Démontrés Demonstrated 1 = Dimostrata Démontrée Demonstrated 1 . Dimostrate Démontrées Demonstrated 1 .. DlNUNZIARE DÉNONCER TO DENOUNCE ) - Mi dinunziò Il me dénonça He denounced me ) - Vi dinunziò Il vous dénonça He denounced you ) . Ci din iniziarono Ils nous dénoncèrent He denounced us ) .. Dinunziato Dénoncé Denounced + — Dinunziati Dénoncés Denounced + = Dinunziata Dénoncée Denounced + • Dinunziate Dénoncées Denounced + .. Dipendere DÉPENDRE To DEPEND "•s, — Dipendo Je dépends I depend \ = Dipendi Tu dépends Thou dependest *««» Dipende Il dépend He depends \ . . Dipende Dépend Depends e - Non dipende Il ne dépend It does not depend ? = Dipendiamo Nous dépendons We depend ? . Dipendete Vous dépendez You depend ? Dipendono Us dépendent They depend V - Dipendeva Je dépendais I depended V = Dipendevi Tu dépendais Thou dependedst V . Dipendeva Il dépendait He depended V .. Dipendevamo Nous dépendions We depended 0 = Dipendevate Vous dépendiez You depended 0 = Dipendevano Ils dépendaient They depended 0 . Dipenderò Je dépendrai I shall depend 0 . . Dipenderai Tu dépendras Thou wilt depend / — Dipenderà Il dépendra He will depend / = Dipenderemo Nous dépendrons We shall depend / . Dipenderete Vous dépendrez You will depend / .. Dipenderanno Ils dépendront They will depend A = Dipendendo Dépendant Depending Dipeso Dépendu Depended A Dipesi Dépendus Depended A • Dipesa Dépendue Depended T = : Dipese Dépendues Depended T - - Dipingere Peindre To PAINT^ 144 VERBI. VERBES. VERBS. L - Dipingo Je peins I paint L = Dipingi Tu peins Thou paintest L • Dipinge Il peint He paints L •- Dipingiamo Nous peignons We paint ( - Dipingete Vous peignez You paint ( = Dipingono Ils peignent They paint ( • Dipingeva Je peignais I painted ( •• Dipingevi Tu peignais Thou paintedst H- Dipingeva Il peignait He painted J- = Dipingevamo Nous peignions We painted H • Dipingevate Vous peigniez You painted H .. Dipingevano Ils peignaient They painted 1 - Dipinsi Je peignis I painted 1 = Dipinse Il peignit He painted 1 • Dipingemmo Nous peignîmes We painted ] -- Dipingeste Vous peignîtes You painted o — Dipinsero Ils peignirent They painted 0 = Dipingerò Je peindrai I shall paint 0 . Dipingerai Tu peindras Thou wilt paint o .. Dipingerà Il peindra He will paint 1 - Dipingeremo Nous peindrons We shall paint 1 = Dipingerete Vous peindrez You will paint 1 . Dipingeranno Ils peindront They will paint 1 .. Dipingete Peignez Paint ) - Dipingendo Peignant Painting ) = Dipinto Peint Painted ) . Dipinti Peints Painted ) .. Dipinta Peinte Painted -\ — Dipinte Peintes Painted -4- — Dire Dire To SAY + . Dirvi Vous dire To say you + .. Dirmi Me dire To say me --V. — Dirgli Lui dire To say to him -^. = Dico Je dis I say -^-, Dico io! Dis-je Quoth \ . . Vi dico Je vous dis I say to you ? - Non vi dico Je ne vous dis pas I do not say to you ? = Non dico Je ne dis pas I do not say 3 Dici Tu dis Thou sayst ? .'. Dice Il dit He says V — Dice egli Dit-il Quoth he V = Si dice On dit They say so V . Non si dice On ne le dit pas They do not say it v .. Diciamo Nous disons We say 0 — Dire Dire TO TELL 0 = Vi dico Je vous dis I tell you 0 . Non mi dite Vous ne me dites pas You do not tell me 0 .. Mi dite Vous me dites You say to me 1 - Dite Vous dites You say 1 = Non dite Vous ne dites pas You do not say / . Non mi dite Vous ne me dites pas You do not say me / •. Dicono Ils disent They say A — Diceva Je disais I said A = Dicevi Tu disais Thou saidst A . Diceva Il disait He said A •• Dicevamo Nous disions We said T- Dicevate Vous disiez You said Dicevano Ils disaient They said T . Dissi Je dis I said VERBI. Dicesti Disse Dicemmo Diceste Dissero Dirò Vi dirò Gii dirò Dirai Mi dirai Dira Si dira Diremo Direte Mi direte Diranno Se dicessi Se vi dicessi Se dicessi Se dicesse Se dicessimo Se diceste Se mi diceste Se dicessero Si direbbe Direste Non direste Dicebbero Ditemi Dicendo Detto Detta Dette Dirigere Dirigo Dirrigi Dirige Dirigiamo Dirigete Dirigono Dirigeva Dirigevi Dirigeva Dirigevamo Dirigevate Dirigevano Diressi Diresse Dirigemmo Dirigeste Diressero Dirigerò Diligerai Dirigerà Dirigeremo Dirigerete Dirigeranno Dirigendo Dirclto VERBES. Tu dis Il dit Nous dimes Vous dîtes Ils dirent Je dirai Je vous dirai Je lui dirai Tu diras Tu me diras Il dira On dira Nous dirons Vous direz Vous me direz Ils diront Si je disais Si je vous disais Si tu disais S'il disait Si nous disions Si vous disiez Si vous me disiez S'ils disaient On dirait Vous diriez Vous ne diriez pas Ils diraient Dites-moi Disant Dit Dite Dites Diriger Je dirige Tu diriges Il dirige Nous dirigeons Vous dirigez Ils dirigent Je dirigeais Tu dirigeais Il dirigeait Nous dirigions Vous dirigiez Ils dirigeaient Je dirigeai Il dirigea Nous dirigeâmes Vous dirigeâtes Ils dirigèrent Je dirigerai Tu dirigeras Il dirigera Nous dirigerons Vous dirigerez Ils dirigeront Dirigeant Dirigé VERBS. Thou saidst He said We said You said They said I shall say I shall say to you I shall say to him Thou wilt say Thou wilt say to me He will say One will say We shall say You will say You will say to me They will say If I said If I said to you If thou saidst If he said If we said If you said If you said to me If they said One would say You would say You would not say They would say Say to me Saying Said Said Said To DIRECT I direct Thou directest He directs We direct You direct They direct directed Thou directedst He directed We directed You directed They directed I directed He directed We directed You directed They directed I shall direct Thou will direct He will direct We shall direct You will direct. They will direct Directing Directed 13 145 146 TERBI. VERBES» VERBS. L — Diretti Dirigés Directed L = Diretta Dirigée Directed L • Dirette Dirigées Directed L •• Dirizzare Dresser To ERECT ( - Dirizzato Dressé Erected ( = Dirizzati Dressés Erected ( • Dirizzata Dressée Erected ( •• Dirizzate Dressées Erected H - Diroccare DÉMOLIR To KNOCK DOWN H = Diroccato Démoli Knocked down H • Diroccati Démoiis Knocked down H -. Diroccata Démolie Knocked down 1 - Diroccate Démolies Knocked down 1 = Dirozzare DÉGROSSIR To CHIP I • Dirozzato Dégrossi Chipped 1 •• Dirozzati Dégrossis Chipped o — Dirozzata Dégrossie Chipped o — Dirozzate Dégrossies Chipped 0 . Disaffezionare Refroidir To GROW COLD o .. Disaffezionato Refroidi Grown cold 1 - Disaffezionati Refroidis Grown cold 1 = Disaffezionata Refroidie Grown cold 1 . Disaffezionate Refroidies Grown cold 1 .. Disanimare DÉCOURAGER TO DISHEARTEN ) - Disanimato Décoiu'agé Disheartened ) = Disanimati Découragés Disheartened ) . Disanimata Découragée Disheartened ) .. Disanimate Découragées Disheartened -1 Disapprovare DÉSAPPROUVER To DISAPPROVE + = Disapprovo Je désapprouve I disapprove + . Disapprovi Tu désapprouves Thou disapproves* H- •• Disapprova Il désapprouve He disapproves *v, Disapproviamo Nous désapprouvons We disapprove "«s. = Disapprovate Vous désapprouvez You disapprove \ . Disapprovano Ils désapprouvent They disapprove ■*- . . Disapprovai Je désapprouvai I disapproved ? — Disapprovasti Tu désapprouvas Thou disapprovedst ? = Disapprovò Il désapprouva He disapproved ? . Disapprovammo Nous désapprouvâmes We disapproved p .. Disapprovaste Vous désapprouvâtes You disapproved V — Disapprovarono Ils désapprouvèrent They disapproved V = Disapprovando Désapprouvant Disapproving v . Disapprovato Désapprouvé Disapproved v .. Disapprovati Désapprouvés Disapproved 0 — Disapprovata Désapprouvée Disapproved 0 = Disapprovate Désapprouvées Disapproved 0 . Disarmare DÉSARMER TO DISARM 0 .. Disarmo Je désarme I disarm / - Disarmi Tu désarmes Thou disarmest / = Disarma Il désarme He disarms / . Disarmiamo Nous désarmons We disarm / •■ Disarmate Vous désarmez You disarm A — Disarmano Ils désarment They disarm A — Disarmava Je désarmais I disarmed A • Disarmavi Tu désarmais Thou disarmedst A .. Disarmava Il désarmait He disarmed T-* Disarmavamo Nous désarmions We disarmed VERBI. VERBES. VERBS. L - Disarmavate Vous désarmiez You disarmed L = Disarmavano Ils désarmaient They disarmed L • Disarmai Je désarmai I disarmed L •• Disarmasti Tu désarmas Thou disarmedst ( - Disarmò Il désarma He disarmed ( = Disarmammo Nous désarmâmes We disarmed ( . Disarmaste Vous désarmâtes You disarmed ( •• Disarmarono Ils désarmèrent They disarmed H - Disarmerò Je désarmerai I shall disarm H = Disarmerai Tu désarmeras Thou wilt disarm H • Disarmerà lì désarmera He wiU disarm H •• Disarmeremo Nous désarmerons We shall disarm Disarmerete Vous désarmerez You will disarm 1 = Disarmeranno Ils désarmeront They will disarm 1 . Disarma Désarme Disarm Disarmate Désarmez Disarm o — Disarmino Qu'ils désarment Let them disarm o = Disarmando Désarmant Disarming 0 . Disarmato Désarmé Disarmed o .. Disarmati Désarmés Disarmed 1 - Disarmata Désarmée Disarmed 1 = Disarmate Désarmées Disarmed 1 • Discendere, v. Scendere Descendre To GO DOWN 1 .. Discendendo Descendant Going down ) - Disceso Descendu Gone down ) = Discesi Descendus Gone down ) . Discesa Descendue Gone down ) .. Discese Descendues Gone down + — DlSClOGLIERE Dissoudre To dissolve + = Disciolto Dissous Dissolved + . Disciolti Dissous Dissolved 4- .. Disciolta Dissoute Dissolved ' Disciolte Dissoutes Dissolved -^ = Disciplinare Discipliner To discipline -Nw . Disciplinato Discipliné Disciplined ■^ .. Disciplinati Disciplinés Disciplined P ~ Disciplinata Disciplinée Disciplined P = Disciplinate Disciplinées Disciplined P Discolpare Disculper TO DÎSCULPATE P ■'. Discolpalo Disculpé Disculpated V — Discolpati Disculpés Disculpated V = Discolpata Disculpée Disculpated V . Discolpate Disculpées Disculpated V .. Discorrere Discourir To speak 0 — Discorro Je discours I speak 0 = Discorri Tu discours Thou speakest 0 . Discorre Il discourt He speaks 0 .. Discorriamo Nous discourons We speak / - Discorrete Vous discourez You speak / = Discorrono Ils discourent They speak / . Discorreva Je discourais I spoke / .. Discorrevi Tu discourais Thou spokest A — Discorreva Il discourait He spoke A = Discorrevamo Nous discourions We spoke A = Discorrevate Vous discouriez You spoke A •• Discorrevano Ils discouraient They spoke T- Discorrendo Discourant Speaking 147 148 VERBI. VERBES. VERBS L = Discorso Discouru Spoke L - Discreditare DÉCRIER TO CRY DOWN L • Discreditato Décrié Cried down L ■- Discreditati Décriés Cried down ( - Discreditata Décriée Cried down ( = Discreditate Décriées Cried down ( • Disdire DÉNIER To DENY ( .- Disdetto Dénié Denied H - Disdetti Déniés Denied H = Disdetta Déniée Denied H • Disdette Déniées Denied H •- Disegnare DESSINER To DRAW 1 - Disegno Je dessine I draw ! = Disegni Tu dessines Thou drawest 1 • Disegna Il dessine He draws 1 •• Disegniamo Nous dessinons We draw o — Disegnate Vous dessinez You draw o = Disegnano Ils dessinent They draw 0 . Disegnava. Je dessinais I drew 0 .. Disegnavi Tu dessinais Thou drewest 1 - Disegnava Il dessinait He drew 1 = Disegnavamo Nous dessinions We drew 1 . Disegnavate Vous dessiniez You drew 1 .. DisegnaArano II dessinaient They drew ) - Disegnerò Je dessinerai I shall draw ) = Disegnerai Tu dessineras Thou wilt draw ) . Disegnerà Ils dessinera He will draw ) .. Disegneremo Nous dessinerons We shall draw + — Disegnerete Vous dessinerez- You will draw + = Disegneranno Hs dessineront They will draw- + . Disegnate Dessinez Draw + .. Disegnando Dessinant Drawing *>» — Disegnato Dessiné Drawn \ — Disegnati Dessinés* Drawa --V . Disegnata Deesinée Drawn \ .. Disegnate Dessinées Drawn p Disertare DÉSERTER To DESERT ? = Disertata Déserté Deserted p . Disertati Désertés- Deserted 0 Disertata Désertée Deserted v — Disertate Désertées Deserted V = Disfare DÉFAIRE To UNDO; V . Disfatto Défait Undone v .. Disfatti Défaits Undone 0 — Disfatta Défaite Undone 0 = Disfatte Défaites Undone 0 . Disgiungere DÉJOINDRE To DISJOIN 0 .. Disgiunto Déjoint Disjoined / - Disgiunti Déjoints Disjoined / = Disgiunta Déjointe Disjoined 1 . Disgiunte Déjointes Disjoined 1 .. Disgustare DEGOUTER TO LOATHE A — Disgustato Dégoûté Loathed A = Disgustati Dégoûtés Loathed A • Disgustata Dégoûtée Loathed A •• Disgustate Dégoûtées, Loathed VERBI. VERBES. VERBS. 1 -49 L - DlSlMPEGNARSI Acquitter (s') TO ACQUIT L "= Mi disimpegno Je m'acquitte I acquit L • Ti disimpegni Tu t'acquittes Thou acquittes! L -. Si disimpegna ÏI s'acquitte He acquits ( - Ci disimpegniamo Nous nous acquittons We acquit ( = Vi disimpegnate Vous vous acquittez You acquit > — Distinta Distinguée Distinguished s == Distinte Distinguées Distinguished ^ Distogliere DÉTOURNER TO PUT OUT OF THE WAY. ^ . . Distollo Détourné Put out of the way 0 Distolti Détournés Put out of the way p = Distolta Détournée Put out of the way ? . Distolte Détournées Put out of the w ay ? Distrarre Distraire To DIVERT THE ATTENTION V - Distratto Distrait Diverted the attention V = Distratti Distraits Diverted the attention v . Distratta Distraite Diverted the attention V .. Distratte Distraites Diverted the attention 0 — Distribuire Distribuer TO DISTRIRUTE 0 = Distribuito Distribué Distributed 0 . Distribuiti Distribués Distributed 0 .. Distribuita Distribuée Distributed 1 - Distribuite Distribuées Distributed 1 = Distruggere DÉTRUIRE TO DESTROY / . Distruggo Je détruis I destroy / .. Distruggi Tu détruis Thou destroyest A — Distrugge Il détruit He destroys A == Distruggiamo Nous détruisons We. destroy A - Distruggete Vous détruisez You destroy A .. Distruggono Ils détruisent They destroy T - Distruggeva Je détruisais I destroyed VERBI. VERBES. VERBS. Distruggevi Tu détruisais Thou destroyedst Distruggeva 11 détruisait We destroyed Distruggevamo Nous détruisions He destroyed: Distruggevate Vous détruisiez You destroyed Distruggevano Ils détruisaient They destroyed Distrussi Je détruisis I destroyed Distruggesti Tu détruisis Thou destroyedst Distrusse Il détruisit He destroyed Distruggemmo Nous détruisîmes We destroyed Distruggeste Vous détruisîtes Thou destroyed Distrussero Ils détruisirent They destroyed Distruggendo Détruisant Destroying Distrutto Détruit Destroyed Distrutti Détruits Destroyed Distrutta Détruite Destroyed Distrutte Détruites Destroyed Disubbidire Désobéir To disobey Disubbidito Désobéi Disobeyed Disubbiditi Désobéis Disobeyed Disubbidita Désobéie Disobeyed Disubbidite Désobéies Disobeyed Divenire Devenir To BECOME Divengo Je deviens I become Divieni Tu deviens Thou becomest Diviene Il devient He becomes Divenghiamo Nous devenons We become Divenite Vous devenez You become Divengono Ils deviennent They become Diven iva Je devenais I became Divenivi Tu devenais Thou becamest Diveniva Il devenait He became Divenivamo Nous devenions We became Divenivate Vous deveniez You became Divenivano Us devenaient They became Divenni Je devins I became Divenisti Tu devins Thou becamest Divenne Il devint He became Divenimmo Nous devînmes We became Diveniste Vous devîntes You became Divennero Ils devinrent They became Diverrò Je deviendrai I shall became Diverrai Tu deviendras Thou wilt become Diverrà Il deviendra He shall become Diverremo Nous deviendrons You will become Diverrete Vous deviendrez We shall become Diverranno Ils deviendront They will become Divenendo Devenant Becoming Divenuto Devenu Became Divenuti Devenus Became Divenuta Devenue Became Divenute Devenues Became Diversificare (variare) Diversifier ( varier ) To DIVERSIFY Diversificato Diversifié Diversified Diversificati Diversifiés Diversified Diversificata Diversifiée Diversified Diversificate Diversifiées Diversified Divertirsi S'AMUSER To amuse one'sself Mi diverto Je m'amuse I amuse myself 153 154 VERBI, VERBES. VERBS. L — ri diverti [ Tu t'amuses Thou amusest thyself L — Si diverte [1 s'amuse He amuses himself L • Ci divertiamo Nous nous amusons We amuse ourselves L •■ Vi divertite Vous vous amusez You amuse yourselves ( — Si divertono [ls s'amusent They amuse themselves ( = Mi sono divertito Je me suis amusé I amused myself ( . Ti sei divertito Tu t'es amusé Thou amusedst thyself ( •• Si è divertito Il s'est amusé He amused himself H — Ci siamo divertiti Nous n. sommes amusés We amused ourselves H e= Vi siete divertiti Vous vous êtes amusés You amused yourselves H . Si sono divertiti [Is se sont amusés T. amused themselves H •• Mi divertirò Je m'amuserai I shall amuse myself 1 — Ti divertirai Tu t'amuseras Thou wilt amuse thyself 1 = Si divertirà [1 s'amusera He will amuse himself \ Ci divertiremo Nous nous amuserons We shall amuse ourselv. 1 •• Vi diverte rete Vous vous amuserez Y. will amuse yourselves o — Si divertiranno Ils s'amuseront T. will amuse themselves o = Divezzare DÉSHABITUER TO DISACCUSTOM 0 . Divezzarmi Me déshabituer To disaccustom myself 0 .. Divezzato Déshabitué Disaccustomed 1 - Divezzati Déshabitués Disaccustomed 1 = Divezzata Déshabituée Disaccustomed 1 . Divezzate Déshabituées Disaccustomed 1 .. Dividere Diviser To DIVIDE ) - Divido Je divise I divide ) = Dividi Tu divises Thou dividest ) • Divide Il divise He divides ) .. Dividiamo Nous divisons We divide + — Dividete Vous divisez You divide + = Dividono Ils divisent They divide -f . Divideva Je divisais I divided + .. Dividevi Tu divisais Thou dividedst ^ — Divideva Il divisait He divided "-v. = Dividevamo Nous divisions We divided -s. . Dividevate Vous divisiez You divided ■^ . . Dividevano Ils divisaient They divided p — Divisi Je divisai I divided ? = Divise Il divisa He divided p Dividemmo Nous divisâmes We divided e .'. Divideste Vous divisâtes You divided v — Divisero Ils divisèrent They divided V = Dividerò Je diviserai I shall divide V • Dividerai Tu diviseras Thou wilt divide V •- Dividerà Il divisera He will divide .0 — Divideremo Nous diviserons We shall divide 0 = Dividerete Vous diviserez You will divide 0 . Divideranno Ils diviseront They will divide 0 .. Dividendo Divisant Dividing / - Diviso Divisé Divided / = Divisi Divisés Divided / . Divisa Divisée Divided / • Divise Divisées Divided A - Divorare Dévorer TO DEVOUR A =T= = Divorando Dévorant Devouring A Divorato Dévoré Devoured A • Divorati Dévorés Devoured T - - Divorata Dévorée Devoured T = = Divorate Dévorées Devoured VERBI. VERBES. VERBS. L - Dolersi Se plaindre To COMPLAIN L = Dolervi Vous plaindre To complain you L • Dolermi Me plaindre To complain mi L •• Mi dolgo Je me plains I complain ( - Ti duoli Tu te plains Thou complainest ( = Si duole Il se plaint He complains ( Ci dogliamo Nous nous plaignons We complain ( .. Vi dolete Vous vous plaignez You complain H- Si dolgono [1s se plaignent They complain H = Mi doleva Je me plaignais I complained H • Ti dolevi Tu te plaignais Thou complainedst H •• Si doleva [1 se plaignait He complained 1 - Ci dolevamo Nous nous plaignions We complained 1 = Vi dolevate Vous vous plaigniez You complained 1 • Si dolevano ils se plaignaient They complained 1 •• Mi dolsi Je me plaignis I complained o — Ti dolesti Tu te plaignis Thou complainedst o = Si dolse [1 se plaignit He complained 0 . Ci dolemmo Nous nous plaignîmes We complained o .. Vi doleste Vous vous plaignîtes You complained 1 - Si dolsero Ils se plaignirent They complained 1 = Dolendosi Se plaignannt Complaining 1 . Doluto Plaint Complained 1 .. Doluti Plaints Complained ) - Doluta Plainte Complained ) = Dolute Plaintes Complained ). • Domandare Demander To ASK ) .. Domandarmi Me demander To ask me H Domandarvi Vous demander To ask. you 4- = Domando Je demande I ask 4- . Vi domando Je vous demande I ask you + •• Non vi domando Je ne vous demande pas I do not ask you •«■^ — Domandi Tu demandes Thou askest -». = Domanda Il demande He asks >». . Domandiamo Nous demandons We ask ^ . . Mi domandate Vous me demandez You ask me P - Domandate Vous demandez You ask ? = Domandano Ils demandent They ask P • Domandava Je demandais I asked P •• Domandavi Tu demandais Thou askedst V — Domandava Il demandait He asked V = Domandavano Nous demandions We asked V . Domandavate Vous demandiez You asked V -• Domandavano Ils demandaient They asked 0 — Domandai Je demandai I asked 0 = Domandasti Tu demandas Thou askedst 0 . Domandò Il demanda He asked 0 .. Domandammo Nous demandâmes We asked / - Domandaste Vous demandâtes You asked / / = Domandarono Ils demandèrent Thev asked / / . Domanderò Je demanderai I shall ask / / •• Vi domanderò Je vous demanderai I will ask yA A — Domanderai Tu demanderas Thou wilt «k A = Domanderà Il demandera He shall aA A . Domanderemo Nous demanderons We shaPask A •• Domanderete Vous demanderez You wf as^ T - Domanderanno Ils demanderont Thev yra ask T • Domanderei Je demanderais I shodd ask T •• Domanderesti ITu demanderais Thça shoudlst ask 155 / 156 VERBI. VERBES* VERBS. L - Domanderebbe Il demanderait He should ask L = Domanderemmo Nous demanderions We should ask L • Domandereste Vous demanderiez You would ask L • • Domanderebbero Ils demanderaient They would ask ( — Domanda Demande Ask ( = Domandi Qu'il demande Let him ask ( . Domandiamo Demandons Let us ask ( •• D omandate Demandez Ask H- Domandatemi Demandez-moi Ask me H = Domandino Qu'ils demandent Let them ask H • Domandando Demandant Asking H •• Domandato Demandé Asked 1 - Domandati Demandés Asked 1 = Domandata Demandée Asked i • Domandate Demandées Asked 1 •• Domare Dompter To TAME o — Domai Je domptai I tamed o = Domasti Tu domptas Thou tamedst 0 . Domò Il dompta He tamed o .. Domammo Nous domptâmes We tamed 1 - Domaste Vous domptâtes You tamed 1 = Domarono Ils domptèrent They tamed 1 . Domato Dompté Tamed 1 ... Domati Domptés Tamed ) - Domata Domptée Tamed ) = Domate Domptées Tamed ) • Dominare Dominer To RULE ) .. Dominato Dominé Ruled -1- — Dominati Dominés Ruled + = Dominata Dominée Ruled -1- Dominate Dominées Ruled + .. Donare Donner, faire présent To make a present ■*-"■> — Donato Donné Made a present ~^ = Donati Donnés Made a present -~. . Donata Donnée Made a present s . . Donate Données ^ Made a present f - Dorare, v. Indorare Dorer To GILD ? = Dormire Dormir TO SLEEP ? • Dormo Je dors I sleep ? •• Dormi Tu dors Thou sleepest 1 — Dorme Il dort He sleeps \ = Dormiamo Nous dormons We sleep V Dormite Vous dormez You sleep V . Dormono Ils dorment They sleep 0 — Dormiva Je dormais I slept 0 = dormivi Tu dormais Thou sleptst 0 . fttrmivâ Il dormait He slept 0 .. ^•olivate Vous dormiez You slept / — Dormivano Ils dormaient They slept / — Dorai ró Je dormirai I shall sleep / - Dormiuai Tu dormiras Thou wilt sleep / •• Dormivi Il dormira He will sleep A — Dormiremo Vous dormirons We shall sleep A = Dormirete Vous dormirez You will sleep A - DormiraniV fis dormiront They will sleep A -. Dormi \ Dors Sleep VERBI. VERBES. VERBS. L - - Dorma Qu'il dorme Let him sleep L - = Dormiamo Dormons Lei us sleep L Dormite Dormez Sleep L • Non dormite Ne dormez pas Do not sleep ( - Dormano Qu'ils dorment Let them sleep ( = Dormendo Dormant Sleeping ( • Dormito Dormi Slept ( -. Dotare Doter TO PORTION ^ - Dotato Doté Portioned H = Dotati Dotés Portioned -\ . Dotata Dotée Portioned -i .. Dotate Dotées Portioned 1 - Dovere Devoir To OWE 1 = Debbo Je dois I owe 1 • Vi debbo Je vous dois I owe you 1 •• Non vi debbo Je ne vous dois pas I do not owe you o — Devi Tu dois Thou owest o = Deve Il doit He owes 0 . Dobbiamo Nous devons We owe 0 .. Dovete Vous devez You owe 1 - Non dovete Vous ne devez pas You do not owe "I = Mi dovete Vous me devez You owe me "I . Non mi dovete Vous ne me devez pas You do not owe me 1 .. Debbono Ils doivent They OAve ) - Doveva Je devais I owed ) = Dovevi Tu devais Thou owedst ) . Doveva Il devait He owed ) .. Dovevamo Nous devions We owed + — Dovevate Vous deviez You owed + = Dovevano Ils devaient They owed + . Dovetti Je dus I owed + .. Dovesti Tu dus Thou owedst -^ — Dovette Il dut He owed -^ = Dovemmo Nous dûmes We owed ~-N. . Doveste Vous dûtes You owed *"-» .. Dovettero Ils durent They owed p - Dovrò Je devrai I shall owe ? = Dovrai Tu devras Thou wilt owe p Dovrà Il devra He will owe p .'. Dovremo Nous devrons We shall owe V - Dovrete Vous devrez You wilt OAve V = Dovranno Ils devront They will owe V . Dovrei Je devrais I should OAve v .. Dovresti Tu devrais Thou Avouldst owe 0 — Dovrebbe Il devrait He Avould OAve 0 = Dovremmo Nous devrions We should OAve 0 . Dovreste Vous devriez You Avould owe 0 .. Mi dovreste Vous me devriez You Avould owe me 1 ~ Non dovreste Vous ne devriez pas You would not OAve 1 = Dovrebbero Ils devraient They Avould owe / • Dovendo Devant Owing / ■• 1 Dovuto Dû Owed A - J )ovuti Dus Owed A = ] )ovuta Due Owed A • ] Dovute Dues Owed A .. 1 OUBITARE Douter To DOUBT T-l Subito le doute [ doubt T = ] Von dubito le ne doute pas [ do not doubt T • 1 Dubiti ru doutes rhou doubtest, 15: 14 ]o8 YERKÎ. YElvIÌES- VERBS. L - Non si dubita On ne doute pas One does not doubt L = Dubita Il doute He doubts L • Si dubita On doute One doubts L •• Dubitiamo Nous doutons We doubt ( - Dubitate Vous doutez You doubt ( = Se dubitate Si vous doutez If you doubt - Dubitato Douté Doubted ^ _ DULCIFICARE DULCIFÎE* To DULC1I \ -^ Dulcificato Dulcifié Dulcified ■-V. . . Dulcifìcati Dulcifiés Dulcified ? - Dolcificata Dulcifiée Dulcified p = Dulciiìcate Dulcifiées Dulcified ? Duplicare Doubler TO ROUBLE Duplicato Doublé Doubled V — Duplicati Doublés Doubled V = Duplicata Doublée Doubled V . Duplicate Doublées Doubled v .. Durare Durer To LAST j0 — Dura Il dure It last 0 = Non dura Il ne dure pas It does not last -0 . Durano Ils durent They last 0 .. Durava Il durait It lasted / — Duravano Ils duraient They lasted / = / • / -• A — Durò Il dura It lasted Durarono Ils durèrent They lasted Durerà Il durera It will last Non durerà Il ne durera pas It will not last A == Dureranno Ils dureront They will last A Durando Durant Lasting A •• Durato Duré Lasted T — Durati Dures Lasted T = Durata Durée Lasted VERBI. VERBES. VERBS. i_ —i Durate Durées E Lasted L = Eccedere Excéder TO EXCEED L • Eccedete Vous excédez You exceed L -• Ecceduto Excédé Exceeded ( - Eccettuare Excepter To EXCEPT ( = Eccettuato Excepté Excepted ( • Eccettuati Exceptés Excepted ( •• Eccettuata Exceptée Excepted H - Eccettuate Exceptées Excepted H = Eclissare ÉCLIPSER To ECLIPSE -i Eclissato Eclipsé Eclipsed -» •• Eclissati Eclipsés Eclipsed 1 - Eclissata Eclipsée Eclipsed 1 = Eclissate Eclipsées Eclipsed \ . Edificare Edifier To EDIFY ! .. Edificato Edifié Edified o — Edificati Edifiés Edified o = Edificata Edifiée Edified o . Edificate Edifiées Edified o .. Educare ÉLEVER TO EDUCATE 1 - Educato Elevé Educated 1 = Educati Elevés Educated 1 . Educata Elevée Educated 1 .. Educate Elevées Educated ) — Effettuare Effectuer, exécuter TO EFFECT ) = Effettuato Effectué Effected ) . Effettuati Effectués Effected ) • Effettuata Effectuée Effected -f- — Effettuate Effectuées Effected 4- = Eleggere Elire TO ELECT + . Eleggervi Vous élire To elect you + .. Eleggermi M'étire To elect me *"«* Eleggo réiis I elect ■^> = Eleggi Tu élis Thou electest "X. . Elegge ïl élit He elects *««. . . Eleggiamo Nous élisons We elect 0 Eleggete Vous élisez You elect P = Eleggono Ils élisent They elect P • Eleggeva J'élisais I elected P .. Eleggevi Tu élisais Thou electedst V — Eleggeva Il élisait He elected V = Eleggevamo Nous élisions We elected v . Eleggevate Vous élisiez You elected V •• Eleggevano Ils élisaient They elected / - Elessi J'élus I elected / = Eleggesti Tu élus Thou electedst / . Elesse Il élut He elected / .. Eleggemmo Nous élûmes We elected 0 — Eleggeste Vous élûtes You elected 0 = Elessero Ils élurent They elected 0 . Eleggerò J'élirai I shall elect 0 .. Eleggerai Tu éliras Thou wilt elect A - Eleggerà Il élira He will elect A = Eleggeremo Nous élirons We shall elect 159 i6u VERBI. VERBS. L - Eleggerete Vous élirez You will elect L = Eleggeranno Ils éliront They will elect L • Eleggerei J'élirais I would elect L •• Eleggeresti Tu élirais Thou wouldst elect ( - Eleggerebbe Il élirait He would elect ( = Eleggeremmo Nous élirions We would elect ( . Eleggereste A^ous éliriez You would elect ( .. Eleggerebbero Ils éliraient They would elect ^ - Eleggendo Elisant Electing H = Eletto Elu Elected H • Eletti Elus Elected -ì ■■ Eletta Elue Elected i - Elette Elues Elected i - Emendare Corriger To CORRECT ì • Emendato Corrigé Corrected 1 •• Emendati Corrigés Corrected o — Emendata Corrigée Corrected o = Emendate5 Corrigées Corrected 0 . Empire Remplir To fill o .. Empio Je remplis I fill 1 — Empi Tu remplis Thou fillest 1 = Empie Il remplit He fills Empiamo Nous remplissons We fill Empite Vous remplissez You fill ) — Empiono Ils remplissent Thev fill ) = Empiva Je remplissais I filled Empivi Tu remplissais Thou iilledst Empiva Il remplissait He filled + — Empivamo Nous remplissions We filled + = Empivate Vous remplissiez You filled + . Empivano Ils remplissaient They filled + .. Empirò Je remplirai I shall fill ~^ ■ Empirai Tu rempliras Thou wilt fiH -^. = Empirà Il remplira He will fill -^ Empiremo Nous remplirons We shall fill -s. .. Empirete Vous remplirez You will fill ? - Empiranno Ils rempliront They will fill p = Empiendo Remplissant Filling p Empito Rempli Filled p .'. Empiti Remplis Filled V — Empita Remplie Filled V = Empite Remplies Filled v . Emulare Etre l'émule de To BE the rival of V •• Emulato Été l'émule (qui a) Been the rival (who has) 0 — Emulati Été les émules Been the rival (who has ) 0 = Emulata Été l'émule Been the rival (who has ) 0 . Emulate Été les émules Been the rival (who has ) 0 .. Entrare Entrer To COME IN / ~ Entro J'entre I come in 1 = Entri Tu entres Thou comest in 1 • Entra Il entre He comes in / •• Entriamo Nous entrons We come in A — Entrate Vous entrez You come in A = Entrano Ils entrent They come in A • Entrava l'entrais I came in A •• Entravi Tu entrais Thou earnest in T -l Entrava Il entrait He came in L - Entravamo L = Entravate L • Entravano L ■• Entrai ( - Entrasti C = Entrò ( • Entrammo ( •• Entraste H - Entrarono H = Entrerò H • Entrerai -\ •• Entrerà 1 - Entreremo 1 = Entrerete 1 • Entreranno i •• Entrate o — Entrando 0 = Entrato 0 . Entrati 0 .. Entrata 1 - Entrate 1 = Entrare 1 . Entro 1 .. Entri ) - Entra ) = Entriamo ) . Entrate ) .. Entrano + — Entrava 4- = Entravi + . Entrava + -• Entravamo — Entravate ^, = Entravano >» . Entrerò ^. .. Entrerai ? - Entrerà ? = Entreremo o . Entrerete ? Entreranno V — Entrando V = Entrato V . Entrati V .. Entrata 0 — Entrate 0 = Epilogare 0 . Epilogato 0 .. Epilogati / - Epilogata / = Epilogate / . Equipaggiare (t / .. Equipaggiato A - Equipaggiati A = Equipaggiata A • Equipaggiate A •• Equivalere T - Equivale T = Equivalgono mar. ) VERBES. Nous entrions Vous entriez Ils entraient J'entrai Tu entras Il entra Nous entrâmes Vous entrâtes Ils entrèrent J'entrerai Tu entreras Il entrera Nous entrerons Vous entrerez Ils entreront Entrez Entrant Entré Entrés Entrée Entrées Entrer J'entre Tu entres Il entre Nous entrons Vous entrez Ils entrent J'entrais Tu entrais Il entrait Nous entrions Vous entriez Ils entraient rentrerai Tu entreras Il entrera Nous entrerons Vous entrerez Ils entreront En entrant Entré Entrés Entrée Entrées RÉSUMER Résumé Résumés Résumée Résumées Equiper ( t. de mar. Equipé Equipés Equipée Equipées Equivaloir Il équivaut Ils équivalent VERBS. 161 We came in You came in They came in I came in Thou earnest in He came in We came in You came in They came in " shall come in Thou wilt come in He will come in We shall come in You will come in They will come in Come in Coming in Come in Come in Come in Come in TO ENTER I enter Thou enterest He enters We enter You enter They enter I entered Thou enteredst He entered We entered You entered They entered I shall enter Thou wilt enter He will enter We shall enter You will enter They will enter Entering Entered Entered Entered Entered TO RECAPITULATE Recapitulated Recapitulated Recapitulated Recapitulated To equip Equipped Equipped Equipped Equipped To re equivalent to It is equivalent to They are equivalent to 14. 162 VERBI. L - Equivaleva L = Equivalevano L • Equivaluto L •• Equivocare ( - Equivocato ( = Erigere ( • Erigo ( •• Erigi H- iu-ige H = Erigiamo H • Erigete H •- Erigono 1 - Erigeva 1 = Erigevi 1 . Erigeva 1 .. Erigevamo1 o — Erigevate 0 = Erigevano 0 . Eressi 0 .. Erigesti "I - Eresse 1 = Erigemmo- 1 . Erigeste 1 .. Eressero ( - Erigerò ) = Erigerai ) . Erigerà ) .- Erigeremo + — Erigerete + f= Erigeranno? Erigendo + -. Eretto ^> — Eretti "-v == Eretta ■^ Erette Errare ?" — Erro 0 — Erri 0 Erra ? Erriamo v — Errate V — Errano V . Errando v .. Errato 0 — Errare 0 == Erro 0 . Erri 0 .. Erra 1 - Erriamo / = Errate / Errano / .. Errava A - Erravi A = Errava A • Erravamo A .- Erravate -;- — Erravano T = Errerò VERBES. Il équivalait Ils équivalaient Equivalu Eqcivoquer Equivoque Ériger J'érige Tu ériges Il érige Nous érigeons Vous érigez Ils érigent J'érigeais Tu érigeais Il érigeait Nous érigions Vous érigiez Ils érigeaient J'érigeai Tu érigeas Il érigea Nous érigeâmes Vous érigeâtes Ils érigèrent J'érigerai Tu érigeras H érigera Nous érigerons Vous érigerez Ils érigeront Érigeant Érigé Érigés Érigée Érigées Errer (se tromper) J'erre Tu erres Il erre Nous errons Vous errez Us errent Errant Erré Errer (vaguer) J'erre Tu erres Il erre Nous errons Vous errez Ils errent J'errais Tu errais Il errait Nous errions Vous erriez Ils erraient J'errerai VERBS. It was equivalent to They were equivalent to Equivalent To equivocate Equivocated To erect I erect Thou erectest He erects We erect You erect They erect I erected Thou erectedst He erected We erected You erected They erected I erected Thou erectedst He erected We erected You erected They erected I shall erect Thou wilt erect He will erect We shall erect You will erect They vili erect Erecting Erected Erected Erected Erected To be mistaken I am mistaken Thou art mistaken He is mistaken We are mistaken You are mistaken They are mistaken Being mistaken Been mistaken To wander I wander Thou wanderest He wanders We wander You zander They wander I wandered Thou wanderedst He wandered We wandered You wandered They wandered I shall wander VERBI. VERBES. VERBS. i L -ì Errerai Tu erreras rhou wilt wander L = Errerà [1 errera He will wander L - Erreremo Nous errerons We shall wander L •• Errerete Vous errerez You will wander ( - Erreranno Ils erreront They will wander ( = Errando Errant Wandering ( • Errato Erré Wandered ( •• Esagerare Exagérer TO EXAGGERATE ^ - Esagero J'exagère I exaggerate H = Esageri Tu exagères Thou exaggeratest H • Esagera Il exagère He exaggerates H •• Esageriamo Nous exagérons We exaggerate 1 - Esagerate Vous exagérez You exaggerate 1 = Esagerano Ils exagèrent They exaggerate 1 • Esagerava J'exagérais I exaggerated 1 •• Esageravi Tu exagérais Thou exaggeratedst o — Esagerava ■ Il exagérait He exaggerated o = Esageravamo Nous exagérions We exaggerated 0 . Esageravate Vous exagériez You exaggerated o .. Esageravano Ils exagéraient They exaggerated 1 ~ Esagerando Exagérant Exaggerating 1 = Esagerato Exagéré Exaggerated 1 . Esagerati Exagérés Exaggerated 1 .. Esagerata Exagérée Exaggerated ) - Esagerate Exagérées Exaggerated ) = Esaltare Exalter TO EX\LT ) . Esaltato Exalté Exalted ) .. Esaltati Exaltés Exalted + — Esaltata Exaltée Exalted + = Esaltate Exaltées Exalted -f . Esaminare Examiner TO EXAMINE + .. Esamino J'examine I examine \ — Esamini Tu examines Thou examinest *■*, = Esamina Il examine He examines •*•> . Esaminiamo Nous examinons We examine ~-> . Esaminate Vous examinez You examine p - Esaminano Ils examinent They examine ? = Esaminava J'examinais I examined p . Esaminavi Tu examinais Thou examinedst p Esaminava Il examinait He examined V - Esaminavamo Nous examinions We examined V = Esaminavate Vous examiniez You examined V . Esaminavano Ils examinaient They examined V •• Esaminai J'examinai I examined 0 — Esaminasti Tu examinas Thou examinedst 0 = Esaminò Il examina He examined 0 . Esaminammo Nous examinâmes We examined 0 .. Esaminaste Vous examinâtes You examined 1 ~ Esaminarono Ils examinèrent They examined 1 = Esaminerò J'examinerai I shall examine 1 ■ Esaminerai Tu examineras Thou wilt examine 1 •• Esaminerà Il examinera He will examine A - Esamineremo Nous examinerons We shall examine A = Esaminerete Vous examinerez You will examine A • Esamineranno Ils examineront They will examine A •• Esaminate Examinez Examine T - Esaminando Examinant Examining T - Esaminato Examiné Examined 163 104 VERBI. VERBES. VERBS. L - Esaminati Examinés Examined L = Esaminata Examinée Examined L ■ Esaminate Examinées Examined L •• Esaudire Exaucer To grant ( - Esaudito Exaucé Granted ( = Esauditi Exaucés Granted ( • Esaudita Exaucée Granted ( .. Esaudite Exaucées Granted _4 _ Esclamare ÉCRIER (S') To CRY OUT 4 = Esclamo Je m'écrie I cry out 4 • Esclamava Je m'écriais I cried out H •• Esclamava Il s'écriait He cried out 1 - Esclamavamo Nous nous écriions We cried out 1 = Esclamavano Ils s'écriaient They cried out 1 • Esclamai Je m'écriai I cried out 1 .- Esclamò Il s'écria He cried out o — Esclamammo Nous nous écriâmes We cried out o = Esclamarono Ils s'écrièrent They cried out 0 . Esclamando S'écriant Crying out 0 .. Esclamato Écrié (qui s'est) Cried out 1 - Esclamati Écriés Cried out 1 = Esclamata Écriées Cried out 1 . Esclamate Écriées Cried out 1 .. Eseguire Exécuter To EXECUTE ) - Eseguirò J'exécuterai I shall execute ) - Eseguirete Vous exécuterez You will execute ) . Eseguito Exécuté Executed ) .. Eseguili Exécutés Executed + — Eseguita Exécutée Executed + = Eseguite Exécutées Executed + . Esentare Exempter TO EXEMPT 4- .. Esentato Exempté Exempted -V. — Esentati Exemptés Exempted •^ = Esentata Exemptée Exempted ">*. . Esentate Exemptées Exempted ■^ Esercitare Exercer To EXERCISE p - Esercitato Exercé Exercised p = Esercitati Exercés Exercised p . Esercitata Exercée Exercised p .. Esercitate Exercées Exercised V - Esiliare Exiler To EXILE V = Esiliato Exilé Exiled V . Esiliati Exilés Exiled v .. Esiliata Exilée Exiled 0 — Esiliate Exilées Exiled 0 = Esistere Exister To EXIST 0 . Esisto J'existe I exist 0 .. Esisti Tu existes Thou existest 1 - Esiste Il existe He exists / = Esistiamo Nous existons We exist / . Esistete Vous existez You exist / •• Esistono Ils existent They exist A — Esisteva 11 existait He existed A = Esistevate Vous existiez You existed A . Esistevano Ils existaient They existed A •• Esistendo Existant Existing T — Esistito Existé Existed VERBI. VERBS. 165 L - Esistiti Existes Existed L = Esistita Existée Existed L • Esistite Existées Existed L •• Espiare Expier TO EXPIATE ( - Espiato Expié Expiated ( = Espiati Expiés Expiated ( . Espiata Expiée Expiated ( -. Espiate Expiées Expiated H - Esplorare ÉPIER To WATCH H = Esplorato Épié Watched -1 • Esplorati Épiés Watched 4 .. Esplorata Épiée Watched 1 - Esplorate Épiées Watched 1 = Esprimere Exprimer To EXPRESS 1 • Esprimendo Exprimant Expressing 1 •• Espresso Exprimé Expressed o — Espressi Exprimés Expressed o = Espressa Exprimée Expressed 0 . Espresse Exprimées Expressed 0 .. Espugnare Forcer To FORCE 1 - Espugnato Forcé Forced 1 = Espugnati Forcés Forced 1 . Espugnata Forcée Forced 1 .. Espugnate Forcées Forced ) - Essere Être Tore ) = Essermi M'être To be ) . Esservi Vous être To be ) .. Sono Je suis lam H Non sflno Je ne suis pas I am not + = Mi sono Je me suis lam + . Non mi sono Je ne me suis pas I am not -t- .- Vi sono Je vous suis lam ^ — Sei Tu es Thou art *-». = Ti sei Tu t'es Thou art Non ti sei Tu ne t'es pas Thou art not Non mi sei Tu ne m'es pas Thou art not P - È Il est He is P = È Est Is p Non è Il n'est pas He is not P •'■ Non è N'est pas Is not V — Vie Il y est Is there V = Non vi è Il n'y est pas There is not v . Si è On y est It is V .. Non si è On n'y est pas It is not 0 — Siamo INous sommes We are 0 = Non siamo Nous ne sommes pas We are not 0 . Ci siamo Nous nous sommes We are 0 .. Non ci siamo Nous ne nous sommes p. We are not / - Siete Vous êtes You are / = Non siete Vous n'êtes pas You are not / . Ci siete Vous nous êtes You are / .. Vi siete Vous vous êtes You are A - Non vi siete Vous ne vous êtes pas You are not A = Sono Ils sont They are A . Sono Sont Are A .. Non sono Ils ne sont pas They are not T — Non sono Ne sont pas Are not 166 VERBI. VERBES. VERBS, L - Si sono Ils se sont They are L = Non si sono Ils ne se sont pas They are not Era J'étais I was Non era Je n'étais pas I was not ( — Mi era Je m'étais I was ( = Non mi era Je ne m'étais pas I was not Eri Tu étais Thou wast Non eri Tu n'étais pas Thou wast not H - Ti eri Tu t'étais Thou wast _j = Non ti eri Tu ne t'étais pas Thou wast not H • Era Il était He was H •• Era Était Was 1 - Vi era Il y était He was there 1 = Non era Il n'était pas He was not i ■ Non era N'était pas Was not 1 •• Si era Il s'était He was o — Non si era Il ne s'était pas He was not o = Eravamo Nous étions We were o . Non eravamo Nous n'étions pas We were not o .. Ci eravamo Nous nous étions We were 1 - Non ci eravamo Nous ne nous étions pas We were not 1 = Eravate Vous étiez You were 1 . Non eravate Vous n'étiez pas You were not Vi eravate Vous vous étiez You were ) — Non vi eravate Vous ne vous étiez pas You were not ) = Erano Ils étaient They were Erano Etaient Were Non erano Ils n'étaient pas They were not H Non erano N'étaient pas Were not + = Si erano Ils s'étaient They were + . Non si erano Ils ne s'étaient pas They were not + .. Ci erano Ils nous étaient They were * -^ — Non ci erano Ils ne nous étaient pas They were not \ = Fui Je fus I Was -»s Non fui Je ne fus pas I was not *■>. . . Fosti Tu fus Thou wast ? - Non fosti Tu ne fus pas Thou wast not ? = Fu Il fut He was ? • Fu Fut Was p .. Non fu Il ne fut pas He was not V — Non fu Ne fut pas Was not V = Vi fu Il y fut He was there V . Fummo Nous fûmes We were v .. Non fummo Nous ne fûmes pas We were not 0 — Foste Vous fûtes You were 0 = Non foste Vous ne fûtes pas You were not 0 . Furono Ils furent They were 0 .. Furono Furent Were / - Non furono Ils ne furent pas They were not / = Sarò Je serai I will be / ■ Non sarò Je ne serai pas I will not be 1 .. Vi sarò Je vous serai I will be A - Non vi sarò Je ne vous serai pas I will not be A = Ti sarò Je te serai I will be A • Mi sarò Je me serai I will be A .. Sarai Tu seras Thou wilt be T — Non sarai Tu ne seras pas Thou wilt not be T = Mi sarai Tu me seras Thou wilt be T . Sarà Il sera He will be T •■ Sarà Sera Will be VERBI . VERBES. VERBS. ID L - Non sarà ïl ne sera pas He will not be L = Si sarà On se sera One will be L • Non si sarà On ne se sera pas One will not be L •• Mi sarà Il me sera It will be ) - Saremo Nous serons We shall be ) = Non saremo Nous ne serons pas We shall not be ) • Ci saremo Nous nous serons We sahll be ) •• Vi saremo Nous vous serons We shall be H- Sarete Vous serez You will be H = Non sarete Vous ne serez pas You will not be H • Mi sarete Vous me serez You will be H •• Vi sarete Vous vous serez You will be 1 - Saranno Ils seront They will be 1 = Saranno Seront Will be 1 . Non saranno Us ne seront pas They will not be 1 •• Si saranno Ils se seront They will be o — Non si saranuo Us ne se seront pas They will not be 0 = Sarei Je serais I would be 0 . Non sarei Je ne serais pas I would not be o .. Mi sarei Je me serais I would be 1 - Non mi sarei Je ne me serais pas I would not be 1 = Saresti Tu serais Thou wouldst be 1 . Non saresti Ta ne serais pas Thou wouldst not be 1 •• Ti saresti Tu te serais Thou wouldst be ) - Non ti saresti Tu ne te serais pas Thou wouldst not be ) = Mi saresti Tu me serais Thou wouldst be ) . Sarebbe Il serait He would be ) .. Sarebbe Il serait It would be H Si sarebbe On serait One would be there + = Vi sarebbe Il y serait He would be there -t- - Non vi sarebbe Il n'y serait pas He would not be there + .. Saremmo Nous serions We would be ^». — Non saremmo Nous ne serions pas We would not be \ = Vi saremmo Nous a ous serions We would be \ . Non vi saremmo INous ne vous serions pas We would not be *•>. . . Sareste Vous seriez You would be ? - Non sareste Vous ne seriez pas You would not be P = Mi sareste Vous me seriez You would be e . Ci sareste Vous nous seriez You would be p .- Vi sareste Vous vous seriez You would be v — Sarebbero Ils seraient They would be v = Sarebbero Seraient Would be v . Non sarebbero Ils ne seraient pas They would not be v .. Non sarebbero Ne seraient pas Would not be 0 — Vi sarebbero Us vous seraient They would be 0 = Ci sarebbero Us nous seraient They would be 0 . Non vi sarebbero Ils ne vous seraient pas They would not be 0 .. Si sarebbero Us se seraient They would be 1 - Non si sarebbero Us ne se seraient pas They would not he 1 = Sii Sois Be 1 ■ Non essere Ne sois pas Do not be 1 ■■ Sia Qu'il soit Let him be A — Siamo Soyons Let us be A = Siate Soyez Be A - Non siate Ne soyez pas Do not be A •• Siano Qu'ils soient Let them be T - Ch'io sia Que je sois That I may be T = Che sia Que tu sois That thou mayesl be T • Che sia Qu'il soit That he may be T •• Che siamo Que nous soyons That we may be i(jg VERBI. VERBES. VERBS. L - Che siate Que vous soyez That you may be L = Che siano Qu'ils soient That they may be L - Che fossi Que je fusse That I might be L •• Fossi Que tu fusses That thou mightest be ( - Fosse Qu'il fût That he might be ( = Fossimo Que nous fussions That Ave might be ( • Foste Que vous fussiez That you might be ( •• Fossero Qu'ils fussent That they might be H - Se fossi Si j'étais If I was -i = Se non fossi Si je n'étais pas If I was not H • Se mi fossi Si je m'étais If I was -J .. Se non mi fossi Si je ne m'étais pas If I was not 1 - Se tu fossi Si tu étais If thou wast 1 = Se non fossi Si tu n'étais pas If thou wast not 1 • Se ti fossi Si tu t'étais If thou wast 1 •• Se non ti fossi - Si tu ne t'étais pas If thou wast not o — Si fosse S'était Was o = Se fosse S'il était If he was 0 . Se non fosse S'il n'était pas If he was not o .. Se si fosse Si on était If he was "1 - Se non si fosse Si on n'était pas If he was not 1 = Se fossimo Si nous étions If Ave were "1 . Se non fossimo Si nous n'étions pas If we were" not 1 .. Se ci fossimo Si nous nous étions If we were ) - Se non ci fossimo Si nous ne nous étions p. If we were not ) = Se foste Si vous étiez If you were ) . Se non foste Si vous n'étiez pas If you were not ) .. Se vi foste Si vous vous étiez If you were H Se non vi foste Si vous ne vous étiez p. If you were not + = Se fossero S'ils étaient If they were -t . Si fossero S'étaient Were + • . Non si fossero Ne s'étaient pas Were not ■^ — Se si fossero S'ils s'étaient If the Mere \ = Se non si fossero S'ils ne s'étaient pas If they were not ^-». . Essendo Étant Being •^ . . Stato Été Been ? - Stati Été Been ? = Stata Été Been ? ■ State Été Been 0 Essere stato AVOIR ÉTÉ TO HAVE BEEN V - Essere stata Avoir été To have been V = Sono stato J'ai été I have been v . Sono stata J'ai été I have been v .. Sei stato Tu as été Thou hast been 0 — Sei stata Tu as été Thou hast been 0 = È stato Il a été He has been 0 . È stata Elle a été She has been 0 .. Siamo stati Nous avons été We have been / - Siamo state Nous avons été We have been 1 = Siete stati Vous avez été You have been / . Siete state Vous avez été You have been / .. Sono stati Is ont été rhey have been A — Sono state Elles ont été rhey have been A = Era stato 'avais été : had been A . Era stata i f'avais été [ had been A .. Eri stato ru avais été rhou hadst been T — Eri stata ?u avais été rhou hadst been T = Era stato 1 avait été 1 He had been T ., Era stata I Llle avait été { >he had been VERBI, VERBES. VERBS. 169 L — Eravamo stati Nous avions été We had been L = Eravamo state I Vous avions été We had been L • Eravate stati V'ous aviez été You bad been L • • Eravate state Srous aviez été fou had been ( - 1 Erano stati ils avaient été rhey had been ( =1 Erano state Elles avaient été They had been ( i Saro stato Paurai été : shall have been ( •■ 1 sarò stata T'aurai été : shall have been ^ - sarai stato Eu auras été rhou wilt have been ^ = Sarai stata Tu auras été rhou Avilt have been H - Sard stato [1 aura été Se will have been H •• Sarà stata Elle aura été She will have been 1 - Saremo stati Nous aurons été We shall have been 1 = Saremo state Nous aurons été We shall have been 1 • Sarete stati Vous aurez été You shall have been 1 -• Sarete state Vous aurez été You will have been o — Saranno stati Ils auront été They will have been o = Saranno state Elles auront été They will have been o . Sarei stato J'aurais été I would have been 0 .. Sarei stata J'aurais été I would have been 1 - Saresti stato Tu aurais été Thou wouldst have been 1 = Saresti stata Tu aurais été Thouwouldst have been 1 . Sarebbe stato Il aurait été He would have been "1 .. Sarebbe stata Elle aurait été She would have been ) - Saremmo stati Nous aurions été We would have been ) = Saremmo state Nous aurions été We would have been ) • Sareste stati Vous auriez été You would have been ) .- Sareste slate Vous auriez été You would have bean H Sarrebbero stati Ils auraient été They would have been + = Sarebbero state Elles auraient été They would haAe been + • Se fossi stato Si j'avais été If I might have been + .. Se fossi stata Si j'avais été If I might have been >•>. — Se fossi stato Si tu avais été If thou mightest have b. ■»■». = Se fossi stata Si tu avais été If thou mightest have b. ^. . Se fosse stato S'il avait été If he might have been *»> . . Se fosse stata Si elle avait été If she might have been ? - Se fossimo stati Si nous avions été If we might have been P = Se fossimo state Si nous avions été If we might have been ? • Se foste stati Si vous aviez été If you might have been ? •• Se foste state Si vous aviez été If you might have been V — Se fossero stati S'ils avaient, été If they might have been V = Se fossero state Si elles avaient été If they might have been v . Essendo stato Ayant été Having been V .. Essendo stati Ayant été Having been 0 — Essendo stata Ayant été Having been 0 = Essendo state Ayant été Having been . 0 . Estinguere ÉTEINDRE TO EXTINGUISH 0 .. Estinguo J'éteins I extinguish 1 - Estingui Tu éteins Thou extinguishest 1 = Estingue Il éteint He extinguishes / • Estinguiamo Nous éteignons We extinguish / . Estinguete Vous éteignez You extinguish A - Estinguono Ils éteignent They extinguish A = Estinguendo Éteignant Extinguishing A . Estinto Éteint Extinguished A .. Estinti Éteints Extinguished T - Estinta Éteinte Extinguished T = Estinte Éteintes Extinguished T 'estirpare DÉRACINER To PLUCK up 15 170 VEEBÎ. VERBES. VERBS. L - Estirpato Deraciné Plucked up L = Estirpati Déracinés Plucked up L • Estirpata Déracinée Plucked up I -• Estirpate Déracinées Plucked up ( — Eternare Éterniser To immortalize ( = Eternato Éternisé Immortalized i • Eternati Éternisés Immortalized ( •■ Eternata Éternisée Immortalized H — Eternate Éternisées Immortalized -1 = Evadere Échapper To ESCAPE -\ ■ Evaso Échappé Escaped H •• Evasi Échappés Escaped 1 - Evasa Echappée Escaped 1 = Evase Échappées Escaped j . Evitare Éviter To AVOID 1 •• Evitato Évité Avoided 0 — Evitati Évités Avoided o = Evitata Évitée Avoided 0 . Evitate Évitées F Bâtir Avoided y .. Fabbricare To BUILD 1 — Fabbrico Je bâtis I build "1 == Fabrichi Tu bâtis Thou buildest 1 . Fabbrica Il bâtit He builds 1 •• Fabbrichiamo Nous bâtissons We build } — Fabbricate Vous bâtissez You build ) = Fabbricano Ils bâtissent They build ) . Fabbricava Je bâtissais I built > •• Fabbricava Il bâtissait He built H Fabbricavamo Nous bâtissions We built + = Fabbricavate Vous bâtissiez You built + . Fabbricavano Ils bâtissaient They built + •• Fabbricai Je bâtis I built •-». — Fabbricò Il bâtit He built ^ = Fabbricammo Nous bâtîmes We built Fabbricaste Vous bâtîtes You built *»- . . Fabbricarono- Ils bâtirent They built j? — Fabbricherò Je bâtirai I shall build ? = Fabricherai Tu bâtiras Thou wilt build e . Fabbricherà Il bâtira He will build ? Fabbricheremo Nous bâtirons We shall build v — Fabbricherete Vous bâtirez You will build V = Fabbricheranno Ils bâtiront They will build v ■ Fabbricando Bâtissez Building v .. Fabbricato Bâti Built 0 — Fabbricati Bâtis Built 0 = Fabbricata Bâtie Built 0 - Fabbricate Bâties Built 0 .. Falciare Faucher To MOW / — Falciato Fauché Mown / = Falciati Fauchés Mown / • / . Falsificare Falsifier TO FALSIFY Falsificato Falsifié Falsified A — Falsificati Falsifiés Falsified A = Falsificata Falsifiée Falsified A . Falsificate Falsifiées Falsified VERBI. VERBES. VERBS. Fare Faire To do Farvi Vous faire To do you Farmi Me faire To do me Fargli Lui faire To do him Farlo Le faire To do it Farli Les faire To do them Farla La faire To do it Farle Les faire To do them Fo Je fais I do Mi fo Je me fais I do myself Non fo Je ne fais pas I do not do Non mi fo Je ne me fais pas I do not do mysell Fai Tu fais Thou doest Non fai Tu ne fais pas Thou doest not do Mi fai Tu me fais Thou doest me Fa Fait Do Fa Il fait He does Mi la Il me fait He does me Si fa On fait One does Non fa Il ne fait pas He does not Non mi fa Ne me fait Do not do me Non si fa On ne fait pas One does not Facciamo Nous faisons We do Non facciamo Nous ne faisons We do not do Non vi faciamo Nous ne vous faisons pas We do not do you Fate Vous faites You do Mi fate Vous me faites You do me Non fate Vous ne faites pas You do not do Non mi fate Vous ne me faites pas You do not do me Ci fate Vous nous faites You do us Non ci fate Vous ne nous faites pas You do not do us Fanno Font Do Fanno Ils font They do Non fanno Ils ne font pas They do not do Non mi fanno Ils ne me font pas They do not do me Faceva Je faisais I did Non mi faceva Je ne me faisais pas I did not do myself Facevi Tu faisais Thou didest Non facevi Tu ne faisais pas Thou didest not Faceva Faisait Did Faceva Il faisait He did Non faceva Il ne faisait pas He did not Mi faceva Il me faisait He did me Non mi faceva Il ne me faisait pas He did not do me Facevamo Nous faisions We did Non facevamo Nous ne faisions pas We did not do Facevate Vous faisiez You did Non facevate Vous ne faisiez pas You did not do Mi facevate Vous me faisiez You did me Non mi facevate Vous ne me faisiez pas You did not do me Facevano Ils faisaient They did Non facevano Ils ne faisaient pas Thev did not do Facevano Faisaient Did Feci Jef?s I did Non feci Je ne lis pas I did not do Facesti Tu lis Thou didest Kon facesti Tu ne fis pas Thou didest not do Fece Il lit He did Non fece Il ne fit pas He did not do Mi fece Il me fit He did me 171 172 VERBI, VERBES. VERBS. L - Fece Fit Did L = Si fece On lit One did L • Non mi fece Il ne me lit pas He did not do me L -- Facemmo Nous fîmes We did ( - Non facemmo Nous ne fîmes pas We did not do ( = Faceste Vous fîtes You did ( . Non faceste Vous ne fîtes pas You did not do ( -• Mi faceste Vous me fîtes You did me H - Ci faceste Vous nous fîtes You did us H = Fecero Ils firent They did H • Fecero Firent Did H -. Non fecero Ils ne firent pas They did not do ! - Farò Je ferai I shall do 1 = Non farò Je ne ferai pas I shall not do ! • Mi farò Je me ferai I shall do myself 1 •■ Vi farò Je vous ferai I shall do you 0 — Farai Tu feras Thou wilt do 0 = Non farai Tu ne feras pas Thou wilt not do 0 . Mi farai Tu me feras Thou wilt do me 0 .. Farà Il fera He will do me 1 - Farà Fera Will do 1 = Si farà On fera One will do "1 . Non si farà On ne le fera pas One will not do it 1 .. Non farà Il ne fera pas He will not do ) - Se si farà Si on le fera If one will do it ) = Se non si farà Si on ne le fait pas If one will not do it ) . Faremo Nous ferons We shall do ) .. Non faremo Nous ne ferons pas We shall not do H Vi faremo Nous vous ferons We shall do you + = Farete Vous ferez You will do + . Non farete Vous ne ferez pas You will not do -4- .. Mi farete Vous me ferez You will do me V - Non mi farete Vous ne me ferez pas You will not do me V == Faranno Ils feront They will do v . Non faranno Ils ne feront'pas They will not do v .. Mi faranno Ils me feront They will do me ? - Faranno Feront Will do ? = Farei Je ferais I should do ? . Non farei Je ne ferais pas I should not do ? Vi farei Je vous ferais I should do you v — Non vi farei Je ne vous ferais pas I should not do you V = Faresti Tu ferais Thou wouldst do v . Non faresti Tu ne ferais pas Thou wouldst not do v .. Mi faresti Tu me ferais Thou wouldst do me 0 - Farebbe Il ferait He would do 0 = Non farebbe Il ne ferait pas He would not do 0 . Si farebbe On ferait One would do 0 .. Non si farebbe On ne ferait pas One would not do 1 - Mi farebbe Il me ferait He would do me ! = Mi farebbe Me ferait Would do me / . Non mi farebbe Il ne me ferait pas He would not do me / -. Farebbe Ferait Would do A — Faremmo Nous ferions We should do A = Non faremmo Nous ne ferions pas We should not do A • Fareste Vous feriez You would do A ... Mi fareste Vous me feriez You would do me T — Non fareste Vous ne feriez pas You would not do T = Ci fareste Vous nous feriez You would do us T • Farebbero Ils feraient They would do T •• Farebbero Feraient Would do VERBI. VERBES. VERBS. 1 L - - Non farebbero Ils ne feraient pas They would not do L = = Mi farebbero Ils me feraient They would do me L . Fa Fais Do L • Non fare Ne fais pas Dot no ( - - Facciamo Faisons Let us do ( - = Non facciamo Ne faisons pas Let us not do ( Fate Faites Do ( ■ Non fate Ne faites pas Do not do -i - - Fatemi Faites-moi Do me ^ - - Non mi fate Ne me faites pas Do not do me. 4 . Non ci fate Ne nous faites pas Do not do us H •• Fateci Faites-nous Do us 1 - Che faccia Que je fasse That I may do 1 - Che l'accia Qu'il fasse That he may do \ . Che facciamo Que nous fassions That we may do 1 .. Che facciate Que vous fassiez That you may do o — Che facciano Qu'ils fassent That they may do o = Che facessi Que je lisse That I might do o . Che tu facessi Que tu fisses That thou mightst do o .. Che facesse Qu'il fit That he might do 1 - Che facessimo Que nous lissions That we might do 1 - Che faceste Que vous lissiez That you might do 1 • Che facessero Qu'ils lissent That they might do 1 .- Se facessi Si je faisais If I did ) - Se vi facessi Si je vous faisais If I did you ) = Se non facessi Si je ne vous faisais pas If I did not do ) . Se tu facessi Si tu faisais If thou didest ) .. Se tu non facessi Si tu ne faisais pas If thou didest not do 4- — Se facesse S'il faisait If he did 4- = Se non facesse S'il ne faisait pas If he did not do + . Se si facesse Si on faisait If one did + .. Se non si facesse Si on ne faisait pas If one did not do "-^ — Se facessimo Si nous faisions If we did -•*. = Se non facessimo Si nous ne faisions pas If we did not do *■>* . Se vi facessimo Si nous vous faisions If we did you s .. Se faceste Si vous faisiez If you did p - Se non faceste Si vous ne faisiez pas If you did not do ? = Se mi faceste Si vous me faisiez If you did me p . Se non mi faceste Si vous ne me faisiez pas If you did not do me p .. Se ci faceste Si vous nous faisiez If you did us V - Se non ci faceste Si vous ne nous faisiez p. If von did not do lie V = Se facessero S'ils faisaient If they did v . Se non facessero S'ils ne faisaient pas If they did not do v .. Facendo Faisant Doing 0 — Non facendo Ne faisant pas Not doing 0 = Fatto Fait Done 0 . Fatti Faits Done 0 .. Fatta Faite Done 1 ~ Fatte Faites Done 1 = ?ARE Faire ro MARE / • Fani Vous faire ro make you / .- Farmi Vie faire To make me A — ] Fo re fais make A = 1 Pai ru fais rhou makest A . 1 «•a ] 1 fait ] ie makes A .. 1 facciamo 1 Vous faisons , We make T — 1 ?ate ^ous faites if ou make T = I Hi fate ^ous me faites ifou make me T . 1 ?anno J j Is font rhey make m 15, 174 VERBI. VERBES, VERB % L — Faceva Je faisais I was making L = Facevi Ta faisais Thou wast making L • Faceva Il faisait He was making L •• Facevamo Nous faisions We were making ( - Facevate Vous faisiez You were making ( = Facevano Ils faisaient They were making ( • Feci Je fis I made ( .. Facesti Tu fis Thou madest H- Fece Il fit He made -\ = Facemmo Nous fîmes We made H • Faceste Vous fîtes You made H .. Facero Ils firent They made 1 - Farò Je ferai I shall make j = Farai Tu feras Thou wilt make I • Fard Il fera He will make 1 •- Faremo Nous ferons We shall make o — Farete Vous ferez You will make 0 = Faranno Ils feront They will make 0 . Farei Je ferais I would make 0 .. Faresti Tu ferais Thou wouldst make 1 - Farebbe Il ferait He would make 1 = Faremmo Nous ferions We would make 1 ■ Fareste Vous feriez You would make 1 .. Farebbero Ils feraient They would make ) - Fa Fais Make ) - Faccia Qu'il fasse Let him make ) . Facciamo Faisons Let us make ) .. Fate Faites Do ye make + — Fatemi Faites-moi Do me + = Fateci Faites-nous Do us + . Facciano Qu'ils fassent Let them make + .. Faccia Que je fasse That I may make -^ — Faccia Que tu fasses That thou mayst make "-■H = Faccia Qu'il fasse That he may make \ . Facciamo Que nous fassions That we may make \ .. Facciate Que vous fassiez That you may make p _ Facciano Qu'ils fassent That they may make ? = Facessi Que je fisse That I might make ? . Facessi Que tu fisses That thoumightest make ? Facesse Qu'il fit That he might make V - Facessimo Que nous fissions That we might make V = Faceste Que vous fissiez That you might make v . Facessero Qu'ils fissent That they might make v .. Facendo Faisant Making 0 — Fatto Fait Made 0 = Fatti Faits Made 0 . Fatta Faite Made 0 .. Fatte Faites Made 1 - Fare colezione DÉJEUNER TO BREAKFAST / = Faccio colezione Je déjeune I breakfast / . Fai colezione Tu déjeunes Thou breakfastest / •• Fa colezione Il déjeune He breakfasts A - Facciamo colezione Nous déjeunons We breakfast A = Fate colezione Vous déjeunez You breakfast A • Fanno colezione Ils déjeunent They breakfast A •• Faceva colezione Je déjeunais I breakfasted T — Facevi colezione Tu déjeunais Thou break fastedst T — Faceva colezione Il déjeunait He breakfasted T • Facevamo colezione Nous déjeunions We breakfasted VERBI. Facevate colezione Facevano colezione Feci colezione Facesti colezione Fece colezione Facemmo colezione Faceste colezione Fecero colezione Farò colezione Farai colezione Fara colezione Faremo colezione Farete colezione Faranno colezione Farei colezione Faresti colezione Farebbe colezione Faremmo colezione Fareste colezione Farebbero colezione Fa colezione Faciamo colezione Fate colezione Facendo colezione Fatto colezione Far cadere Faccio cadere Fai cadere Fa cadere Facciamo cadere Fate cadere Fanno cadere Faceva cadere Facevi cadere Faceva cadere Facevamo cadere Facevate cadere Facevano cadere Feci cadere Facesti cadere Fece cadere Facemmo cadere Faceste cadere Fecero cadere Farò cadere Farai cadere Farà cadere Faremo cadere Farete cadere Faranno cadere Fate cadere Facendo cadere Fatto cadere Fatti cadere Fatta cadere Fatte cadere Far quesiti Facendo quesiti verbs. i/5 Vous déjeuniez Ils déjeunaient Je déjeunai Tu déjeunas 11 déjeuna Nous déjeunâmes Vous déjeunâtes Ils déjeunèrent Je déjeunerai Tu déjeuneras Il déjeunera Nous déjeunerons Vous déjeunerez Ils déjeuneront Je déjeunerais Tu déjeunerais Il déjeunerait Nous déjeunerions Vous déjeuneriez Ils déjeuneraient Déjeune Déjeunons Déjeunez En déjeunant Déjeuné Faire tomber Je fais tomber Tu fais tomber Il fait tomber Nous faisons tomber Vous faites tomber Ils font tomber Je faisais tomber Tu faisais tomber Il faisait tomber Nous faisions tomber Vous faisiez tomber Us faisaient tomber Je fis tomber Tu fis tomber Il fit tomber Nous fîmes tomber Vous fîtes tomber Ils firent tomber Je ferai tomber Tu feras tomber Il fera tomber Nous ferons tomber Vous ferez tomber Us feront tomber Faites tomber Faisant tomber Fait tomber Fait tomber Fait tomber Fait tomber Questionner Questionnant You breakfasted They breakfasted I breakfasted Thou breakfastedst He breakfasted We breakfasted You breakfasted They breakfasted I shall breakfast Thou wilt breakfast He will breakfast We shall breakfast You will breakfast They will breakfast I should breakfast Thou wouldst breakfast He would breakfast We should breakfast You would breakfast. They would breakfast Breakfast Let us breakfast Breakfast Breakfasting Breakfasted To DROP I drop Thou dropest He drops We drop You drop They drop I dropped Thou droppedst He dropped We dropped You dropped They dropped I dropped Thou droppedst He dropped We dropped You dropped They dropped I shall drop Thou wilt drop He will drop We shall drop You will drop They will drop Drop Dropping Dropped Dropped Dropped Dropped To query Querying 176 VERBI. VERBES. VERBS. L - Fatto quesiti L = Fare a pugni L Fatto a pugni L •• Fatto a pugni ( - Faticare ( = Faticato ( • Faticati ( •• Faticata H - Faticate H = Favellare ^ . Favelli H .. Favella 1 - Favellate 1 = Favellava 1 • Favellavate 1 •• Favellavano o — Favellato o = Favorire 0 . Favorirmi o .. Mi favorirete "I - Favorito 1 = Favoriti 1 . Favorita 1 •• Favorite ) - Fecondare ) = Fecondato ) . Fecondati ) .. Fecondata -1 — Fecondate + = Felicitare + . Vi felicito + .. Felicitato \ — Felicitati ^ == Felicitata N . Felicitate ^ .. Fendere P - Fenduto ? = Fenduti P • Fenduta P •• Fendute V - Ferire V = Ferisco v . Ferisci v .. Ferisce 0 — Feriamo 0 = Ferite 0 . Mi ferite 0 .. Feriscono 1 - Feriva 1 = Ferivi / • Feriva / .. Ferivamo A — Ferivate A = Ferivano A . Ferito A •• Feriti T — Ferita T • Ferite questionne Battre (se) à coups de p queried To BOX. Battu à coups de poing Boxed Battus à coups de poing Boxed Fatiguer, lasser To TIRE Fatigué Tired Fatigués Tired Fatiguée Tired Fatiguées Tired Parler To TALK Tu parles Thou talkest Il parle He talks Vous parlez You talk Il parlait He talked Vous parliez You talked Ils parlaient They talked Parlé Talked Favoriser To FAVOUR Me favoriser To favour me Vous me favoriserez You will favour me Favorisé Favoured Favorisés Favoured Favorisée Favoured Favorisées Favoured FÉCONDER TO FERTILIZE Fécondé Fertilized Fécondés Fertilized Fécondée Fertilized Fécondées Fertilized FÉLICITER To felicitate, congratul Je vous félicite I congratulate you Félicité Felicitated Félicités Felicitated Félicitée Felicitated Félicitées Felicitated Fendre To split Fendu Split Fendus Split Fendue Split Fendues Split Blesser TO WOUND Je blesse I wound Tu blesses Thou woundesl Il blesse He wound Nous blessons We wound Vous blessez You wound Vous me blessez You wound me Ils blessent They wound Je blessais I wounded Tu blessais Thou woundedst Il blessait He wounded Nous blessions We wounded Vous blessiez You wounded Ils blessaient rhey wounded Blessé Wounded Blessés Wounded Blessée Wounded Blessées Wounded VERBI. verbes. verbs. 1 L - Fermare Arrêter To STOP L = Fermarvi Vous arrêter To stop you L • Fermo J'arrête I stop L •• Fermi Ta arrêtes Thou stoppest ( - Ferma Il arrête He stops ( = Fermiamo Nous arrêtons We stop ( • Fermate Vous arrêtez You stop ( •• Vi fermate Vous vous arrêtez You stop you H - Fermano Ils s'arrêtent They stop H = Fermava J'arrêtais I stopped H • Fermavi Tu arrêtais Thou stoppedst H •• Fermava Il arrêtait He stopped 1 - Fermavamo Nous arrêtions We stopped 1 = Fermavate Vous arrêtiez You stopped 1 • Fermavano Ils arrêtaient They stopped 1 -. Fermai J'arrêtai I stopped o — Mi fermai Je m'arrêtai I stopped 0 = Fermasti Tu arrêtas Thou stoppedst 0 . Fermò Il arrêta He stopped 0 .. Fermammo Nous arrêtâmes We stopped 1 - Fermaste Vous arrêtâtes You stopped 1 = Fermarono Ils arrêtèrent They stopped 1 . Fermerò J'arrêterai I shall stop 1 .. Mi fermerò Je m'arrêterai I shall stop ) - Fermerai Tu arrêteras Thou wilt stop ) = Fermerà Il arrêtera He will stop ) . Fermeremo Nous arrêterons We shall stop ) .. Fermerete Vous arrêterez You will stop H Fermeranno Ils arrêteront They will stop + = Fermatevi Arrêtez-vous Stop + • Non vi fermate Ne vous arrêtez pas Do not stop + .. Fermando Arrêtant Stopping ■ — — Fermato Arrêté Stopped --*. = Fermati Arrêtés Stopped ■*•■* . Fermata Arrêtée Stopped ^ .. Fermate Arrêtées Stopped p Ferrare Ferrer To SHOE P = Ferrato Ferré Shod P - Ferrati Ferrés Shod ? Ferrata Ferrée Shod V — Ferrate Ferrées Shod V = Fiammeggiare ÉTINCÈLER TO SPARKLE V . Fiammeggia Il étincèle It sparkles V •• Fiammegiano Ils étincèlent It sparkle 0 — Fiammegiava Il étincelait It sparkled 0 = Fiammegiavano Ils étincelaient It sparkled 0 . Fiammeggiato Étincelé Sparkled 0 .. Fiancare Flanquer To FLANK 1 - Fiancato Flanqué Flanked 1 = Fiancati Flanqués Flanked 1 . Fiancata Flanquée Flanked 1 .. Fiancate Flanquées Flanked A — Fiancheggiare Attaquer en flanc TO ATTACK IN FLANK A = Fiancheggiato Attaqué en flanc Attacked in flank A • Fiancheggiati Attaqués en flanc Attacked in flank A .. Fiancheggiata Attaquée en flanc Attacked in flank T- Fiancheggiate Attaquées en flanc Attacked in flank T = Fiatare Souffler To BLOW 17? 178 VERBI. VERBES. VEBBS. L - Fiatava Il soufflait He blew L = Fiatato Soufflé Blown L • Ficcare Enfoncer TO KNOCK IN L •• Ficcato Enfoncé Knocked in ( - Ficcati Enfoncés Knocked in ( = Ficcata Enfoncée Knocked in ( • Ficcate Enfoncées Knocked in ( •• Fidarsi Fier (se) To confide H - Mi lido Je me fie I confide H = Ti lìdi Tu te fies Thou confidest H • Si fida Il se fie He confides H .- Ci fidiamo Nous nous fions We confide 1 - Vi fidate Vous vous fiez You confide 1 = Si fidano Ils se fient They confide 1 • Fidato Fié Confided 1 -. Fidati Fiés Confided o — Fidata Fiée Confided o = Fidate Fiées Confided o . Fidare, v. Fidarsi Fier To INTRUST 0 .. Fidatevi Fiez-vous Intrust 1 - Figurare Figurer To figure 1 = Firgurarvi Vous figurer To figure to yourself 1 • Figuro Je figure I figure 1 .. Mi figuro Je me figure I figure to myself ) - Me lo figuro Je me le figure I ligure it to myself ) = Figuri Tu figures Thou figurest ) . Figura Il figure He figures ) .. Figuriamo Nous figurons We figure + — Figurate Vous figurez You figure + = Non vi figurate Vous ne vous figurez pas You do not figure yours 4- . Figurano Ils figurent They figure + .- Figurava Je figurais I figured •^ — Figuravi Tu figurais Thou figuredst ^> = Figurava Il figurait He figured ^ . Figuravamo Nous figurions We figured -->. .. Figuravate Nous figuriez You figured P - Figuravano Ils figuraient They figured P = Figuratevi Figurez-vous Figure P • Figurando Figurant Figuring P •• Figurato Figuré Figured V - Figurati Figurés Figured V = Figurata Figurée Figured V • Figurate Figurées Figured v .. Filare Filer To SPIN 0 — Filato Filé Spun 0 = Filati Filés Spun 0 . Filata Filée Spun 0 .. Filate Filées Spun 1 - Filosofare Philosopher To PHILOSOPHIZE / = Filosofando Philosophant Philosophizing / • Filosofato Philosophé Philosophized / .. Fingere Feindre To feign A — Fingo Je feins I feign A = Fingi Tu feins Thou feignest A • Finge 11 feint He feigns A •• Fingiamo Nous feignons We feign T — Fingete Vous feignez You feign VERBES. VERBS. 179 L - Fingono Ils feignent They feign L = Fingeva Je feignais I feigned L • Fingevi Tu feignais Thou feignedst L •• Fingeva Il feignait He feigned ( - Fingevamo Nous feignions We feigned ( = Fingevate Vous feigniez You feigned ( • Fingevano Ils feignaient They feigned ( .. Finsi Je feignis I feigned ^ - Finse Il feignit He feigned ^ = Fingemmo Nous feignîmes We feigned H • Fingeste Vous feignîtes You feigned H .. Finsero Us feignirent They feigned i - Fingerò Je feindrai I shall feign i = Fingerai Tu feindras Thou wilt feing i . Fingerà Il feindra He will feign i .. Fingeremo Nous feindrons We shall feign o — Fingerete Vous feindrez You will feign 0 = Fingeranno Ils feindront They will feign 0 . Fingendo Feignant Feigning 0 .. Finto Feint Feigned 1 - Finti Feints Feigned 1 = Finta Feinte Feigned 1 . Finte Feintes Feigned Finire Finir To FINISH ) — Finisco Je iinis I finish ) = Finisci Tu finis Thou linishest Finisce Il finit He finishes Finiamo Nous finissons We finish + — Finite Vous finissez You finish + = Finiscono Ils finissent They finish + . Finiva Je finissais I finished -4- .. Finivi Tu finissais Thou finishedst ^N» — Finiva Il finissait He finished >». = Finivamo Nous finissions We finished "S. Finivate Vous finissiez You finished •s. . . Finivano Ils finissaient. They finished P - Finii Je finis I finished P = Finisti Tu finis Thou finishedst P • Fini Il finit He finished P •• Finimmo Nous finîmes We finished V — Finiste Vous finîtes You finished V = Finirono Us finirent They finished V . Finirò Je finirai I shall finish v .. Finirai Tu finiras Thou wilt finish 0 — Finirà Il finira He will finish 0 = Finiremo Nous finirons We shall finish 0 . Finirete Vous finirez You will finish 0 .. Finiranno Us finiront They will finish / - Finite Finissez Finish / = Finito Fini Finished / . Finiti Finis Finished / Finita Finie Finished A - Finite Finies Finished A = Fioccare Neiger T9 SNOW A . Fiocca Il neige It snows A .. Fioccava Il neigeait It snowed Snown T — Fioccato Neigé T = Fiorire Fleurir To BLOOM T • 0 = Fiorisce Il fleurit It bloom» 180 VERBL VERBES. VERBS. L - Fioriva [1 fleurissait It bloomed L = Fiorirà Il fleurira It will bloom L • Fiorito Fleuri In bloom L ■• Fioriti Fleuris In bloom ( - Fiorita Fleurie In bloom ( = Fiorite Fleuries In bloom ( ■ Firmare Signer To SIGN ( •- Firmato Signé Signed H - Firmati Signés Signed H = Firmata Signée Signed -4 • Firmate Signées Signed 4 .. Fischiare Siffler To HISS, to whistle 1 - Fischiato Sifflé Hissed I = Fischiati Siffles Hissed 1 • Fischiata Sifflée Hissed 1 •• Fischiate Sifflées Hissed o — Fissare Fixer To fix 0 = Fissato Fixé Fixed 0 . Fissati Fixés Fixed o .. Fissata Fixée Fixed 1 - Fissate Fixées Fixed 1 = Fluttuare Balancer To balance 1 . Fluttua 11 balance He balances 1 .. Fluttuato Balancé Balanced ) - Foderare Doubler To double ) = Foderato Doublé Doubled ) . Foderati Doublés Doubled ) .. Foderata Doublée Doubled H Foderate Doublées Doubled + = Folgorare, v. Fulmina- Foudroyer To STORM + • FOMENTARE Fomenter TO FOMENT + •• Fomentato Fomenté Fomented Fomentati Fomentés Fomented -^ — Fomentata Fomentée Fomented ~>.» Fomentate Fomentées Fomented -»» . . FOiNDARE Fonder To FOUND ? — Fondato Fondé Founded Fondati Fondés Founded ? . Fondata Fondée Founded ? •• Fondate Fondées Founded V — Formare Former To FORM V = Formo Je forme I form V . Formi Tu formes Thou formest v .. Forma Il forme He forms 0 — Formiamo Nous formons We form 0 == Formate Vous formez You form 0 . Formano Us forment They form 0 .. Formava Je formais I formed 1 — Formavi Tu formais Thou formedst / = Formava Il formait He formed / . Formavamo Nous formions We formed F ■■ Formavate Vous formiez You formed A — Formavano Ils formaient They formed A == Formai Je formai I formed A • Formasti Tu formas Thou formedst A .. Formò Il forma He formed VERBI. VERBES. VERBS. L - Formammo iNous formâmes We formed L = Formaste Vous formâtes You formed L - Formarono [Is formèrent rhey formed L •• Formerò fé formerai I shall form ( — Formerai ru formeras Thou wilt form ( = Formera [1 formera He will form ( . Formeremo Nous formerons We shall form ( Fermerete Vous formerez You will form H — Formeranno [ls formeront They will form H = Formando Formant Forming H • Formato Formé Formed H •• Formati Formés Formed j - Formata Formée Formed 1 = Formate Formées Formed 1 . Fortificare Fortifier TO FORTIFY Fortificato Fortifié Fortified o — Fortificati Fortifiés Fortified o = Fortificata Fortifiée Fortified 0 . Fortificate Fortifiées Fortified o .. Forzare Forcer, Contraindre To FORCE 1 — Forzarmi Me forcer To force me 1 = Forzarvi Vous forcer To force you 1 . Forzo Je force I force 1 .. Non vi forzo Je ne vous force pas I do not force you ) — Forzi Tu forces Thou forcest ) = Forza Il force He forces ) . Forziamo Nous forçons We force ) .. Forzate Vous forcez You force H Mi forzate Vous me forcez Y^ou force me Forzano Ils forcent They force + . Forzava Je forçais 1 forced + •■ Forzavi Tu forçais Thou forcedst Forzava Il forçait He forced "»* = Forzavamo Nous forcions We forced "--N . Forzavate Vous forciez You forced ->» . . Forzavano Ils forçaient They forced p - Forzai Je forçais I forced 0 — Forzasti Tu forças Thou forcedst p . Forzò Il força He forced p •• Forzammo Nous forçâmes We forced V — Forzaste Vous forçâtes YTou forced V = Forzarono Ils forcèrent They forced V • Forzerò Je forcerai I will force V .. Vi forzerò Je vous forcerai I will force you 0 — Forzerai Tu forceras Thou wilt force 0 = Forzerà Il forcera He will force 0 . Forzeremo Nous forcerons We will force 0 .. Forzerete Vous forcerez YTou will force / - Forzeranno Us forceront They will force / = Non mi forzate Ne me forcez pas Do not force me / Forzando Forçant Forcing / • Forzato Forcé Forced A - - Forzati Forcés Forced A = = Forzata Forcée Forced A Forzate Forcées Forced A • Fracassare Fracasser TO SHATTER T - - Fracassato Fracassé Shattered T = = Fracassati Fracassés Shattered 16 182 VERDI. L - Fracassata L - Fracassate L • Frangere L •• Franto ( - Franti ( = Franta ( . Frante ( •• Fraseggiare H - Fraseggiato H = Fraudare H • Fraudato H •• Fraudati ! - Fraudata ! = Fraudate 1 • Fregare J .. Fregato o — Fregati 0 = Fregata et . Fregate o .. Fremere 1 - Fremo 1 = Fremeva 1 . Fremendo 1 •• Fremuto ) - Frenare ) = Frenato ) • Frenati ) .. Frenata -1 — Frenate — = Frenare -L . Frenato _j_ Frenati ■*> — Frenata ^ = Frenate -^ Frequentare \ .. Non frequento ? — Frequento 2 = Frequentate 0 Non frequentate ? • • Frequentato V — Frequentati V = Frequentata V • Frequentate V •• Friggere 0 — Fritto 0 = Fritti 0 . Fritta 0 .. Fritte / - Frugare / = Frugato / • Frugati / •• Frugata A — Frugate A = Frustare A ■ Frustato A .. frustati VERBES. Fracassée Fracassées. Briser Brisé Brisés Brisée Brisées Péripii raser Périphrase Frauder Fraudé Fraudés Fraudée Fraudées Frotter doucement Frotté doucement Frottés doucement Frottée doucement Frottées doucement Frémir Je frémis Il frémissait Frémissant Frémi Brider Bridé Bridés Bridée Bridées Modérer Modéré Modérés Modérée Modérées Fréquenter Je ne fréquente pas Je fréquente Vous fréquentez Vous ne fréquentez pas Fréquenté Fréquentés Fréquentée Fréquentées Frire Fri Fris Frite Frites Tâtonner Tâtonné Tâtonnes Tàtonnée Tâtonnées Fouetter Fouetté Fouettés VERBS. [Shattered Shattered TO BREAK Broken Broken Broken Broken To PERIPHRASE Peri phrased To smuggle Smuggled Smugggled Smuggled Smuggled To rub softly Ruhhed softly Ruhhed softly Ruhbed softly Rubbed softly TO SHUDDER I shuddered He shuddered Shuddering Shuddered To BRIDLE Bridled Bridled Bridled Bridled TO MODERATE Moderated Moderated Moderated Moderated TO FREQUENT I do not frequent I frequent You frequent You do not frequent Frequented Frequented Frequented Frequented TO FRY Fried Fried Fried Fried To grosse Grossed Grossed Grossed I Grossed | TO WHIP j Whipped i Whipped VERBI. VERBES. VERBS. VSà Frustata Fouettée Whipped Frustate Fouettées Whipped Fruttare Produire To PRODUCE Frutta li produit He produces Fruttano Ils produisent They produce Fruttava 11 produisait He produced Fruttavano Ils produisaient They produced Fruttò Il produisit He produced Fruttarono Ils produisirent They produced Frutterà Il produira He will produce Frutteranno Ils produiront They will produce Fruttato Produit Produced Fugare Chasser TO SEND AWAY Fugato Chassé Sent away Fugati Chassés Sent away Fugata Chassée Sent away Fugate Chassées Sent away Fuggire Fuir TO FLY Fuggo Je fuis I fly Fuggi Tu fuis Thou flyest Fugge Il fuit He flies Fuggiamo Nous fuyons We fly Fuggite Vous fuyez Hou fly Mi fuggite Vous me fuyez You fly me Fuggono Ils fuient They fly Fuggiva Je fuyais I flewr Fuggivi Tu fuyais Thou flewest Fuggiva Il fuyait He flew Fuggivamo Nous fuyions We flew Fuggivate Vous fuyiez You flew Fuggivano Ils fuyaient They flew Fuggii Je fuis I flew Fuggisti Tu fuis Thou flewest Fuggi Il fuit He flew Fuggimmo Nous fuîmes We flew Fuggiste Vous fuites You flew Fuggirono Ils fuirent They flew Fuggirò Je fuirai I shall fly Fuggirai Tu fuiras Thou wilt fly Fuggirà Il fuira He will fly Fuggiremo Nous fuirons We shall fly Fuggirete Vous fuirez You will fly Non mi fuggirete Vous ne me fuirez pas You will not fly from m Fuggiranno Ils fuiront They will flv Fuggi Fuis Fly Fugga Qu'il fuie Let him flv Fuggite Fuyez Fly Fuggendo Fuyant Flying Fuggito Fui Flown Fuggiti Fuis Flown Fuggita Fuie Flown Fuggite Fuies Flown Fulminare Foudroyer To STORM Fulmina Il foudroyé It storms Fulminava Il foudroyait It stormed Fulminerà Il foudroycra It will storm Fulminato Foudroyé Stormed Fulminati Foudroyés Stormed 184 VERBI. L - Fulminata L = Fulminate L • Fumare L •• Fumo ( - Fumi ( = Fuma ( • Fumiamo ( •• Fumate _j_ Fumano H = Fumando H • Fumato VERRES. Foudroyée Foudroyées Fumer Je fume Tu fumes Il fume Nous fumons Vous fumez Ils fument Fumant Fumé VERBS. Stormed Stormed To SMORE I smoke Thou smokest He smokes We smoke You smoke They smoke Smoking Smoked Gallegiare Galleggia Galleggiano Galleggiava Galleggiavano Galleggiò Galleggiarono Galleggiando Galleggiato Galoppare Galoppa Galoppano Galoppava Galoppavi Galoppava Galoppavamo Galoppavate Galoppavano + = Galoppando + . Galoppato Gareggiare Gareggiato Garrire Garrisce Garriscono Garriva Garrivano Garrito Garrulare Garrulato Gastigare Gastigarvi Gastigarlo Gastigo Gastighi Gastiga Castighiamo Gastigate Gastigano Gastigheró Vi gastigheró Castigherai Flotter To FLOAT 11 flotte It floats Ils flottent Thou float Il flottait It floated Ils flottaient They floated Il flotta It floated Ils flottèrent They floated Flottant Floating Flotté Floated Galoper ( aller le galop) To GALLOP Il galope He gallops Ils galopent They gallop Je galopais I galloped Tu galopais Thou gallopedst Il galopait He galloped Nous galopions We galloped Vous galopiez You galloped Ils galopaient They galloped Galopant Galopping Galopé Galopped Entrer en concurrence To CONTEND Entré en concurrence Contended Gazouiller (fredonner) TO WARBLE Il gazouille It warbles Ils gazouillent They warble Il gazouillait It warbled Ils gazouillaient They warbled Gazouillé Warbled Babiller TO CHATTER Babillé Chattered Châtier TO CHASTISE Vous châtier To chastise you Le châtier To chastise him Je châtie I chastise Tu châties Thou chastisest Il châtie He chastises Nous châtions We chastise Vous châtiez You chastise Ils châtient They chastise Je châtierai I shall chastise Je vous châtierai I shall chastise you Tu châtieras Thou wilt chastise VERBI. VERBES. VERBS. L - Castigherà Il châtiera He will chastise L = Castigheremo Nous châtierons We shall chastise L • Castigherete Vous châtierez You will chastise L •• Castigheranno Ils châtieront They will chastise ( - Castigando Châtiant Chastising ( = Gastigato Châtié Chastised ( • Castigati Châtiés Chastised ( .. Castigata Châtiée Chastised H- Castigate Châtiées Chastised H = Gelare Geler To freeze H ■ Gelo Je gèle I freeze ^ •• Geli Tu gèles Thou freezes! i - Gela Il gèle He freezes i = Geliamo Nous gelons We freeze i . Gelate Vous gelez You freeze i •• Gelano Ils gèlent They freeze o — Gelava Je gelais I froze o = Gelavi Tu gelais Thou frozest o . Gelava Il gelait He froze 0 .. Gelavamo Nous gelions We froze 1 - Gelavate Vous geliez You froze 1 = Gelavano Ils gelaient They froze 1 . Gelò Il gela It froze 1 .. Gelarono Ils gelèrent They froze ) - Gelerà Il gèlera It will freeze ) = Gelando Gelant Freezing ) . Gelato Gelé Frozen ) .. Gelati Gelés Frozen + — Gelata Gelée Frozen + = Gelate Gelées Frozen + . Gemere GÉMIR TO LAMENT + .. Gemo Je gémis I lament Gemi Tu gémis Thou lamentest •^> = Geme Il gémit He laments v^ Gemiamo Nous gémissons We lament ^ . . Gemete Vous gémissez You lament p - Gemono Ils gémissent They lament p = Gemeva Je gémissais I lamented ? . Gemevi Tu gémissais Thou lamentedst ? .. Gemeva Il gémissait He lamented V - Gemevamo Nous gémissions We lamented V = Gemevate Vous gémissiez You lamented v . Gemevano Ils gémissaient They lamented v .. Gemendo Gémissant Lamenting 0 — Gemuto Gémi Lamented 0 = Generaleggiare GÉNÉRALISER TO GENERALIZE 0 . Generaleggiato Généralisé Generalized 0 .. Generaleggiati Généralisés Generalized / ~ Generaleggiata Généralisée Generalized / = Generaleggiate Généralisées Generalized / . Generare Engendrer To BEGET / -. Generato Engendré Begotten A — Generati Engendrés Begotten A = Generata Engendrée Begotten A • Cenerate Engendrées Begotten A .. Gentilire Embellir TO EMBELLISH T- Gentilito Embelli Embellished 185 16. im VERBI. VERBES. VERES. L - Gentiliti Embellis Embellished L = Gentilità Embellie Embellished L • Genti lite Embellies Embellished L -• Germogliare Germer To SPRING OUT ( - Germoglia Il germe It springs out ( = Germogliano Ils germent They spring out ( • Germogliava Il germait It sprung out ( •• Germogliavano Ils germaient They sprung out H- Germogliò Il germa It sprung out H = Germogliarono Ils germèrent They sprung out H • Germoglierâ Il germera It will sprung out -\ •• Germoglieranno Ils germeront They will sprung c 1 - Germogliando Germant Springing out \ = Germogliato Germé Sprung out ! • Gestire Gesticuler (faire des g.) To GESTICULATE I •• Gestisce Il fait des gestes He gesticulates o — Gestiscono Ils font des gestes They gesticulate o == Gestiva Il faisait des gestes He gesticulated o . Gestivano Ils faisaient des gestes They gesticulated o . Gestito Fait des gestes ( qui a ) Gesticulated 1 - Gettare Jeter (lancer) To CAST 1 = Getto Je jette I cast 1 . Non getto Je ne jette pas I do not cast 1 .. Getti Tu jettes Thou castest ) - Getta Il jette He casts ) = Gettiamo Nous jetons We cast ) . Gettate Vous jetez You cast ) •• Gettano Ils jettent They cast -\ — Gettava Je jetais I cast + = Gettavi Tu jetais Thou castest + . Gettava Il jetait He cast + .. Gettavamo Nous jetions We cast -s» — Gettavate- Vous jetiez You cast \ = Gettavano Ils jetaient They cast "»» . Gettai Je jetai I cast -»s . . Gettasti Tu jetas Thou cast ? - Gettò Il jeta He cast ? = Gettammo Nous jetâmes We cast p Gettaste Vous jetâtes You castest p •• Gettarono-' Ils jetèrent They cast V — Getterò Je jetterai I shall cast V = Getterai Tu jetteras Thou wilt cast V . Getterà Il jettera He will cast V .. Getteremo Nous jetterons We shall cast 0 — Getterete Vous jetterez You will cast 0 = Getteranno Ils jetteront They will cast 0 ■ Gettate Jetez Cast 0 . . Non gettate Ne jetez pas Do not cast 1 - Gettando Jetant Casting 1 = Gettato Jeté Cast / . Gettati Jetés Cast 1 .. A - Gettata Jetée Cast Gettate Jetées Cast A = Ghermire Gripper ( attraper ) To GRIPE A • Ghermito Grippé Griped A •• Ghermiti Grippés Griped T - Ghermita Grippée Griped T - Ghermite Grippées Griped VERBI. VERBES. VERBS. 18 L - Ghiacciare Giacer TO FREEZE L = Ghiacciato Glacé Frozen L ■ Ghiacciati Glacés Frozen L .. Ghiacciata Glacée Frozen ) - Ghiacciate Glacées Frozen ) = Giacere ÊTRE COUCHÉ TO BE IN BED ) • Giaccio Je suis couché I am in bed ) .. Giace Il est couché He is in bed H - Giaciamo Nous sommes couchés We are in bed H = Giacete Vous êtes couchés You are in bed H • Giacciono Ils sont couchés They are in bed H •• Giaceva J'étais couché I was in bed 1 - Giacevi Tu étais couché Thou wast in bed 1 - Giaceva Il était couché He was in bed 1 • Giacevamo Nous étions couchés We were in bed 1 •• Giacevate Vous étiez couchés You were in bed o — Giacevano Ils étaient couchés They were in bed o = Giacendo Étant couchés Being in bed 0 . Giaciuto Couché Was in bed o .. Giaciuti Couchés Were in bed "1 - Giaciuta Couchée Was in bed 1 = Giaciute Couchées Were in bed 1 . Giostrare Jouter To TILT 1 .. Giostrato Jouté Tilted ( - Giovare ÊTRE UTILE TO BE USEFUL ( = Giovarvi Vous être utile To be useful to you ( . Giovarmi M'être utile To be useful to me ( .. Giova Il est utile It is useful H Non giova Il n'est pas utile It does not useful + = Mi giova Il m'est utile It is useful to me + . Giovano Ils sont utiles They are useful + .. Giovava Il était utile It was useful **>. — Giovavano Ils étaient utiles They were useful ^ = Giovò Il fut utile It was useful *>^ . Giovarono Us furent utiles They were useful *>>. . . Non gioverà Il ne sera inutile It will not be useful ? - Gioverà Il sera utile It will be useful ? = Mi gioverà Il me sera utile It will be useful to me ? • Gioveranno Ils seront utiles They shall be useful ? Mi gioverebbe Il me serait utile It would be useful to m V — Giovando Étant utile Being useful V = Giovato Été utile Been useful V • Giovati Été utiles Been useful V .. Giovata Été utile Been useful 0 — Giovate Été utiles Been useful 0 = Girare Tourner To TURN 0 . Giro Je tourne I turn 0 .. Giri Tu tournes Thou turne&t / - Gira Il tourne He turns / = Giriamo Nous tournons We turn / . Girate Vous tournez You turn / •• Girano Ils tournent They turn A — Girava Je. tournais I turned A = Girava Il tournait He turned A • Giravamo Nous tournions We turned A ■• Giravate Vous tourniez You turned T - Giravano Ils tournaient They turned T = Girai Je tournai I turned 188 VERBI. L - Girò L = Girammo L • Giraste L •• Girarono ( - Girando ( = Girato ( • Gire v. = Giustiziare Justicier To PUT TO death s. . Giustiziato Justicié Put to death *»* . . Giustiziati Justiciés Put to death 2 — Giustiziata Justiciée Put to death ? = Giustiziate Justiciées Put to death ? • Gocciolare Dégoutter (tomb, gout» To DRAP ? •• Gocciolato Dégoutté te à goutte ). Dropping V — Gocciolati Dégoutté Dropped V = Gocciolata Dégoutté Dropped V . Gocciolate Dégoutte Dropped v .. Godere Jouir To ENJOY 0 — Godo Je jouis I enjoy 0 = Godi Tu jouis Thou enjoyest 0 . Gode Il jouit He enjoys 0 .. Godiamo Nous jouissons We enjoy 1 - Godete Vous jou issez You enjoy 1 = Godono Ils jouissent They enjoy / . Godeva Je jouissais I enjoyed / •• Godevi Tu jouissais Thou enjoyedst A — Godeva Il jouissait He enjoyed A = Godevamo Nous jouissions We enjoyed A • Godevate Vous jouissiez You enjoyed A .. Godevano Ils jouissaient They enjoyed IT- Godei Je jouis I enjoyed VERBI. VE RE ES. verbs. 191 L - Godesti Tu jouis Thou enjoyedst L = Godé Il jouit He enjoyed L • Godemmo Nous jouîmes We enjoyed L •• Godeste Vous jouites You enjoyed ( - Goderono Ils jouirent They enjoyed ( = Godró Je jouirai I shall enjoy ( . Godrai Tu jouiras Thou wilt enjoy ( •• Godrà Il jouira He will enjoy H - Godremo Nous jouirons We shall enjoy H = Godrete Vous jouirez You will enjoy H • Godranno Ils jouiront They will enjoy H •• Godete Jouissez Enjoy 1 - Godetevi Jouissez Enjoy 1 = Godendo Jouissant En joying 1 • Goduto Joui Enjoyed 1 •• Goduti Joui Enjoyed o — Goduta Joui Enjoyed o = Godute Joui Enjoyed 0 . Gonfiare Gonfler (enfler) To SWELL o .. Gonfiato Gonflé Swollen 1 - Gonfiati Gonflés Swollen 1 == Goniiata Gonflée Swollen 1 . Gonfiate Gonflées Swollen 1 .. GORGHEGGHIARE Fredoisner To HUM ) - Gorghegghia Il fredonne He hummed ) = Gorghegghiava Il fredonnait They hummed ) . Gorghegghiato Fredonné They hummed ) .. Governare Gouverner To GOVERN Governa Il gouverne He governs -f = Governano Ils gouvernent They govern __ Governava Il gouvernait He governed -r- Governavano Ils gouvernaient They governed \ — Governerà Il gouvernera He will govern "S = Governerete Vous gouvernerez You will govern ^ Governeranno Ils gouverneront They will govern V» . Governate Gouvernez Govern ? — Governando Gouvernant Governing ? = Governato Gouverné Governed ? Governati Gouvernés Governed ? • • Governata Gouvernée Governed V — Governate Gouvernées Governed V = Gracchiare Croasser (du corbeau) To CAW v . Gracchia Il croasse It caws v .. Gracchiano Us croassent They caw 0 — Gracchiava Il croassait It cawed et = Gracchiavano Ils croassaient They cawed u . Gracchiato Croassé (il a, ou ayant) Cawed (it has or having) 0 .. Gradire Agréer To AGREE / — Gradisco J'agrée I agree '/ — Gradisci Tu agrées Thou agreest / . Gradisce Il agrée He agrees / Gradiamo Nous agréons We agree A — Gradite Vous agréez You agree A = Gradiscono Ils agréent They agree A • Gradiva J'agréais I agreed A •• Gradivi Tu agréais Thou agreed st T — Gradiva Il agréait He agreed T = Gradivamo Nous agréions We agreed 192 VERBI. VERBES. VERBS. L —"Gradivate Vous agréiez You agreed L = Gradivano Ils agréaient They agreed L • Gradii J'agréai I agreed L •• Gradisti Tu agréas Thou agreedst ( - Gradi Il agréa He agreed ( = Gradimmo Nous agréâmes We agreed ( • Gradiste Vous agréâtes You agreed ( •• Gradirono Ils agréèrent They agreed H - Gradirò J'agréerai I shall agree H = Gradirai Tu agréeras Thou wilt agree H . Gradirà Il agréera He will agree H •■ Gradiremo Nous agréerons We shall agree 1 — Gradirete Vous agréerez You will agree 1 = Gradiranno Ils agréeront They will agree 1 . Gradite Agréez Agree 1 •• Gradito Agréé Agreed o — Graditi Agréés Agreed o = Gradita Agréée Agreed O o Gradite Agréées Agreed 0 .. Graduare Graduer To graduate "i - Graduato Gradué Graduated 1 = Graduati Gradués Graduated 1 . Graduata Graduée Graduated "1 .. Graduale Graduées Graduated ) — Graffiare ÉGRATIGNER To SCRATCH ) = Graffiato Ëgratigné Scratched ) . Graffiati Égratignés Scratched ) .. Graffiata Égratignée Scratched -ï — Graffiate Égratignées Scratched 4- == Grandinare Grêler To HAIL + . Grandina Il grêle It hails 4- •• Grandinava Il grêlait It was hailing -^ Grandinò Il grêla It hailed ^ __ Grandinerà Il grêlera It will hail ^ Grandinerebbe Il grêlerait It would hail -v. Grandini pure Qu'il grêle Let it hail ? — Grandinasse Qu'il grêlât That it might hail p = Grandinando Grêlant Hailing 3 Grandinato Grêlé Hailed e .. Gratificare Gratifier TO GRATIF Y v — Gratificato Gratifié Gratified v = Gratificati Gratifiés Gratified v . Gratificata Gratifiée Gratified V •• Gratificate Gratifiées Gratified 0 — Grattare Gratter TO SCRATCH 0 = Grattato Gratté Scratched 0 . Grattati Grattés Scratched 0 .. Grattata Grattée Scratched / - Grattate Grattées Scratched 1 = Gravare Charger To LOAD / . Gravato Chargé Loaded / .. Gravati Chargés Loaded A — Gravata Chargée Loaded A — Gravate Chargées Loaded A • Graziare Gracier ( faire grâce) To PARDON A •• Graziato Gracié Pardoned T- Graziati Graciés Pardoned VERBI. L — Graziata L = Graziate L Gridare L Grido ( — Gridi ( — Grida ( Gridiamo ( Gridate H — Gridano H H H = Gridava Gridavi Gridava 1 Gridavamo 1 = Gridavate Gridavano Gridai 0 Gridasti 0 0 0 ~ Gridò Gridammo Gridaste 1 Gridarono 1 1 1 — Griderò Griderai Griderà ) 11 Grideremo ) ) ) = Griderete Grideranno Non gridate + Gridando + + + Gridato Grondare Grondano Grondavano "Nu "N, == Grondarono Grondando Grondato p Grondata p p p Grondate Guadagnare Guadagno V — Guadagni V V V Guadagna Guadagniamo Guadagnate 0 — Guadagnano 0 0 0 Guadagnava Guadagnavi Guadagnava / — Guadagnavamo / / / Guadagnavate Guadagnavano Guadagnai A — Guadagnasti A = Guadagnò A A • Guadagnammo Guadagnaste T — Guadagnarono VERBES. Graciée Graciées Crier Je crie Tu cries Il crie Nous crions Vous criez Ils crient Je criais Tu criais Il criait Nous criions Vous criiez Ils criaient Je criai Tu crias Il cria Nous criâmes Vous criâtes Ils crièrent Je crierai Tu crieras Il criera Nous crierons Vous crierez Ils crieront Ne criez pas Criant Crié DÉGOUTTER Ils dégouttent Ils dégouttaient Ils dégouttèrent Dégouttant Dégoutté Dégoutté Dégoutté Gagner Je gagne Tu gagnes ÏFgagne Nous gagnons Vous gagnez Ils gagnent Je gagnais Tu gagnais Il gagnait Nous gagnions Vous gagniez Us gagnaient Je gagnai Tu gagnas Il gagna Nous gagnâmes Vous gagnâtes Ils gagnèrent VERBS. Pardoned Pardoned TO CRY Icry Thou criest He cries We cry You cry They cry I cried Thou criedst He cried We cried You cried They cried I cried Thou criedst He cried We cried You cried They cried I shall cry Thou wilt cry He will cry We shall cry You will cry They will cry Do not cry Crying Cried To drop They drop They dropped They dropped Dropping Dropped Dropped Dropped To gain I gain Thou gainest He gains We gain You gain They gain I gained Thou gainedst He gained We gained You gained They gained I gained Thou gainedst He gained We gained You gained They gained 17 193 194 VERBI. VERBES. VERBS. L - Guadagnerò Je gagnerai ! shall gain L = Guadagnerai Tu gagneras Thou will gain L • Guadagnerà Il gagnera He will gain L •• Guadagneremo Nous gagnerons We shall gain ( - Guadagnerete Vous gagnerez You will gain ( = Guadagneranno Ils gagneront They will gain ( - Guadagnerei Je gagnerais I would gain ( •- Guadagneresti Tu gagnerais Thou wouldst gain H - Guadagnerebbe Il gagnerait He would gain H - Guadagneremmo Nous gagnerions We would gain H • Guadagnereste Vous gagneriez You would gain H •■ Guadagnerebbero Ils gagneraient They would gain ï - Guadagnassi Que je gagnasse That I might gain 1 = Guadagnassi Que tu gagnasses That thou mightst gain i . Guadagnasse Qu'il gagnât That he might gain 1 •• Guadagnassimo Que nous gagnassions That we might gain o — Guadagnaste Que vous gagnassiez That you might gain 0 = Guadagnassero Qu'ils gagnassent That they might gain o . Guadagnando Gagnant Gaining o .. Guadagnato Gagné Gained L — Guadagnati Gagnés Gained L = Guadagnata Gagnée Gained L • Guadagnate Gagnées Gained L ■• Guardare Regarder To LOOK ( — Guardarmi Me regarder To look at me ( = Guardo Je regarde Hook ( • Guardi Tu regardes Thou lookest 1 -. Guarda Il regarde He looks + — Guardiamo Nous regardons We look + = Guardate Vous regardez You look + - Guardano Ils regardent They look G uardava Je regardais I looked ^ Guardavi Tu regardais Thou lookedst ^ = Guardava Il regardait He looked ^ . Guardavamo Nous regardions We looked ■v. Guardavate Vous regardiez You looked P — Guardavano Ils regardaient They looked P = Guardai Je regardai I looked P . Guardasti Tu regardas Thou lookedst P •• Guardò Il regarda He looked V — Guardammo Nous regardâmes We looked V — Guardaste Vous regardâtes You looked V • Guardarono Ils regardèrent They looked v .. Guarderò Je regarderai I shall look 0 — Guarderai Tu regarderas Thou wilt look 0 = Guarderà Il regardera He will look 0 . Guarderemo Nous regarderons We shall look J0 .. Guarderete Vous regarderez You will look / — Guarderanno Ils regarderont They will look / - Guarda Regarde Look / . Guardi Qu'il regarde Let him look / .. Guardiamo Regardons Let us look A - Guardate Regardez Look A = Non guardate Ne regardez pas Do not look A • Guardando Regardant Looking A •• Guardato Regardé Looked Guardati Regardés Looked T = Guardata Regardée Looked T • Guardate Regardées Looked Guardarsi Guardatevi Guarentire Guarentisco Guarentisce Guarentiamo Guarentite Guarentiscono Guarentirò Guarentirai Guarentirà Guarentiremo Guarentirete Guarentiranno Guarentito Guarentiti Guarentita Guarentite Guarire Guarirvi Guarirmi Guarisco Guarisci Guarisce Guariamo Guarite Guariscono Guarii Guaristi Guari Guarimmo Guariste Guarirono Guarirò Vi guarirò Guarirai Guarirà Guariremo Guarirete Guariranno Guarite Guarito Guariti Guarita Guarite Guastare Guasto Guasti Guasta Guastiamo Guastate Guastano Guastai Guastasti Guastò Guastammo Guastaste Guastarono VERBES*. Garder (se) de Gardez-vous Garantir Je garantis Il garantit Nous garantissons Vous garantissez Ils garantissent Je garantirai Tu garantiras Il garantira Nous garantirons Vous garantirez Ils garantiront Garent i Garantis Garantie Garanties Guérir Vous guérir Me guérir Je guéris Tu guéris Il guérit Nous guérissons Vous guérissez Ils guérissent Je guéris Tu guéris Il guérit Nous guérîmes Vous guérites Ils guérirent Je guérirai Je vous guérirai Tu guériras Il guérira Nous guérirons Vous guérirez Ils guériront Guérissez Guéri Guéris Guérie Guéries Gâter (endommager) Je gate Tu gâtes Il gâte Nous gâtons Vous gâtez Ils gâtent Je gâtai Tu gâtas Il gâta Nous gâtâmes Vous gâtâtes Ils gâtèrent VERBS. TO GUARD ONE'SSELF Guard yourselves TO WARRANT I warrant He warrants We warrant You warrant They warrant I shall warrant Thou wilt warrant He will warrant We shall warrant You will warrant They will warrant Warranted Warranted Warranted Warranted To CURE To cure you To cure me I-cure Thou curest He cures We cure You cure They cure I cured Thou curedst He cured We cured You cured They cured I shall cure I shall cure you Thou wilt cure He will cure We shall cure You will cure They will cure Cure Cured Cured Cured Cured To SPOIL I spoil Thou spoilest He spoils We spoil You spoil They spoil I spoiled Thou spoiledst He spoiled We spoiled You spoiled They spoiled i% 196 VERBI. L — Guasterò L = Guasterà L • Guasterete L •• Guastando ( - Guastato ( = Guastati ( • Guastata ( .- Guastate H - GUERNIRE, V. C H = Guerreggiare H • Guerreggiato H .. Guidare I - Guidato 1 = Guidati ! • Guidata 1 •• Guidate o — Gustare 0 = Gustando o . Gustato 0 .. Gustati 1 - Gustata 1 5= Gustate 1 . Idolatrare 1 .. Idolatrato ) - Idolatrati ) = Ignorare ) - Ignoro ) .. L'ignoro + — Ignori + = Ignora -+• . Ignoriamo + .. Ignorate ^ — Non ignorate *•*. = Ignorano \ Ignorava \ . . Ignoravi e - Ignorava ? = Ignoravamo ? . Ignoravate □ Ignoravano V - Ignorando V = Ignorato V . Ignorati v .. Ignorata 0 — Ignorate 0 = Illudersi 0 . M'illudo 0 .. T'illudi 1 - S'illude / = C'illudiamo / • V'illudete / •■ S'illudono A — M'illudeva A = T'illudevi VERBES. Je gâterai Il gâtera A7ous gâterez Gâtant Gâté Gâtés Gâtée Gâtées Garnir Guerroyer Guerroyé Guider Guidé Guidés Guidée Guidées Goûter Goûtant Goûté Goûtés Goûtée Goûtées I Idolâtrer Idolâtré Idolâtrés Ignorer J'ignore Je l'ignore Tu ignores Il ignore Nous ignorons Vous ignorez Vous n'ignorez pas Ils ignorent J'ignorais Tu ignorais Il ignorait Nous ignorions Vous ignoriez Ils ignoraient Ignorant Ignoré Ignorés Ignorée Ignorées Faire (se) illusion Je me fais illusion Tu te fais illusion Il se fait illusion Nous n. faisons illusion Vous v. faites illusion Ils se l'ont illusion Je me faisais illusion Tu te faisais illusion VERBS. I shall spoil He will spoil You will spoil Spoiling Spoiled Spoiled Spoiled Spoiled To furnish To WAR Warred To guide Guided Guided Guided Guided To taste Tasting Tasted Tasted Tasted Tasted To idolize Idolized Idolized TO BE IGNORANT OF I am ignorant of I am ignorant of it Thou art ignorant of He is ignorant of We are ignorant of You are ignorant of You are not ignorant of They are ignorant of I was ignorant of Thou wast ignorant of He was ignorant of We were ignorant of You were ignorant of They were ignorant of Being ignorant of Been ignorant Been ignorant Been ignorant Been ignorant To delude one'sself delude myself Thou deludest thyself He deludes himself We delude ourselves You delude yourselves They delude themselves I deluded myself | Thou deludest thyself VERBI. L - S'illudeva L = C'illudevamo L • V'illudevate S'illudevano ( — Illuso ( = Illusi Illusa Illuse H- Illuminare H = Illumino H • Illumini H •• Illumina 1 — Illuminiamo 1 === Illuminate 1 . Illuminano 1 •- Illuminava o — Illuminava O sas Illuminavamo O . Illuminavate O .. Illuminavano 1 ~ Illuminando 1 = Illuminato 1 . Illuminati 1 •• Illuminata ) ~ Illuminate ) = Illustrare ) • Illustrando ) -. Illustrato H Illustrati + = Illustrata 4- . Illustrate + .. Imballare Imballato ->^ — Imballati ■^. . Imballata -X .. Imballate P - Imbalsamare o = Imbalsamato p Imbalsamati ? Imbalsamata V - Imbalsamate V == Imbandire V . Imbandisco V .. Imbandisce 0 — Imbandite o — Imbandiva o . Imbandivate 0 .. Imbandirò / - Imbandirai / = Imbandirà / . Imbandirete / .. Imbandiranno A - Imbandite A = Imbandito A . Imbandita A .. Imbarazzare T - Imbarazzando VERBES. Il se faisait illusion Nous n. faisions illusion Vous v. faisiez illusion Ils se faisaient illusion Fait illusion Faits illusion Faite illusion Faites illusion Éclairer (illuminer) J'éclaire Tu éclaires Il éclaire Nous éclairons Vous éclairez Ils éclairent J'éclairais Il éclairait Nous éclairions Vous éclairiez Ils éclairaient Éclairant Éclairé Éclairés Éclairée Éclairées Illustrer Illustrant Illustré Illustrés Illustrée Illustrées Emballer Emballé Emballés Emballée Emballées Embaumer Embaumé Embaumés Embaumée Embaumées Préparer (la table). Je prépare Il prépare Vous préparez Il préparait Vous prépariez Je préparerai Tu prépareras Il préparera Vous préparerez Ils prépareront Préparez Préparé Préparée Embarrasser Embarrassant VERBS. 19: He deluded bimself We deluded ourselves You deluded yourselves They deluded themselv. Deluded itself Deluded themselves Deluded herself Deluded themselves To light (to illuminate) I light Thou lightest He lights We light You light They light I lighted He lighted We lighted You lighted They lighted Lighting Lighted Lighted Lighted Lighted TO ILLUSTRATE Illustrating Illustrated Illustrated Illustrated Illustrated To PACK UP Packed up Packed up Packed up Packed up To EMBALMS Embalmed Embalmed Embalmed Embalmed To PREPARE I prepare He prepares You prepare He prepared You prepared I shall prepare Thou wilt prepare He will prepare You will prepare They will prepare Prepare Prepared Prepared To PUZZLE Puzzling Imbarazzato Imbarazzati Imbarazzata Imbarazzate Imbarcare Imbarco Imbarchi Imbarca Imbarchiamo Imbarcate Imbarcano Imbarcava Imbarcava Imbarcavamo Imbarcavate Imbarcavano Imbarcherete Imbarcate Non imbarcate Imbarcando Imbarcato Imbarcati Imbarcata Imbarcate Imbarcarsi Imbarcarmi Imbarcarvi Imbarcarci Imbarcarlo Imbarcarla Imbarcarli M'imbarco T'imbarchi S'imbarca C'imbarchiamo V'imbarcate S'imbarcano M'imbarcai T'imbarcasti S'imbarcò C'imbarcammo V'imbarcaste S'imbarcarono M'imbarcherò rimbarcherai S'imbarcherà C'imbarcheremo V'imbarcherete S'imbarcheranno M'imbarcassi T'imbarcassi S'imbarcasse C'imbarcassimo V'imbarcaste S'imbarcassero Imbarcandosi Imbarcato Imbarcati Imbarcata VERBES. Embarrassé Embarrassés Embarrassée Embarrassées Embarquer J'embarque Tu embarques Il embarque Nous embarquons Vous embarquez Ils embarquent J'embarquais Il embarquait Nous embarquions Vous embarquiez Ils embarquaient Vous embarquerez Embarquez N'embarquez pas Embarquant Embarqué Embarqués Embarquée Embarquées S'embarquer M'embarquer Vous embarquer Nous embarquer L'embarquer L'embarquer Les embarquer Je m'embarque Tu t'embarques Il s'embarque Nous nous embarquons Vous vous embarquez Ils s'embarquent Je m'embarquai Tu t'embarquas Il s'embarqua Nous nous embarquâmes Vous vous embarquâtes Il s'embarquèrent Je m'embarquerai Tu t'embarqueras Il s'embarquera Nous nous embarquerons Vous vous embarquerez Ils s'embarqueront Que je m'embarquasse Que tu t'embarquasses Qu'il s'embarquât Que n. n. embarquassions Que v. v. embarquassiez Qu'ils s'embarquassent S' embarquant Embarqué Embarqués Embarquée VERBS. Puzzled Puzzled Puzzled Puzzled TO EMBARK I embark Thou embarkest He embarks We embark You embark They embark I embarked He embarked We embarked You embarked They embarked You will embark Embark Do not embark Embarking Embarked Embarked Embarked Embarked TO GO ON BOARD To embark me To embark you To embark us To embark it To embark it To embark them I go on board Thou goest on board He goes on board We go on board You go on board They go on board I went on board Thou went on board He went on board We went on board You went on board They went on board I shall go on board Thou wilt go on board He will go on board We shall go on board You will go on board They will go on board That I might go on board That thou mighst go on b. That he might go on b. That we might go on b. That you might go on b. That they might go onb. Going on board Gone on board Gone on board Gone on board VERBI, VERBES. verbs. Ivy Imbarcate Embarquées Gone on board Imbellire Embellir To embellish Imbellito Embelli Embellished Imbelliti Embellis Embellished Imbellita Embellie Embellished Imbellite Embellies Embellished Imbestialirsi Devenir brutal To become unmannerly Imbestialisco Je deviens brutal I become unmannerly Imbestialisce Il devient brutal He becomes unmannerly Imbestialite Vous devenez brutaux You become unmannerly Imbestialiscono Ils deviennent brutaux They become unmanerL Imbestialito Devenu brutal Became unmannerly Imbestialiti Devenus brutaux Became unmannerly Imbestialita Devenue brutale Became unmannerly Imbestialite Devenues brutales Became unmannerly Imbiancare Blanchir To WASH Imbiancato Blanchi Washed Imbiancati Blanchis Washed Imbiancata Blanchie Washed Imbiancate Blanchies Washed Imboccabe (de' fiumi) Jeter (se) To throw Imbocca Il se jette It throws Imboccano Us se jettent They throw Imboccato Jeté Thrown Imboccati Jetés Thrown Imboccata Jetée Thrown Imboccate Jetées Thrown Imbottire Piquer To PRICK Imbottito Piqué Pricked Imbottiti Piqués Pricked Imbottita Piquée Pricked Imbottite Piquées Pricked Imbrandire Mettre l'épée à la main To draw (the sword) Imbrandito Mis l'épée à la m. (qui a) Drawn (who has) Imbranditi Mis l'épée à la main Drawn Imbrandita Mis l'épée à la main Drawn Imbrandite Mis l'épée à la main Drawn Imbrattare Salir To SOIL Imbrattato Sali Soiled Imbrattati Salis Soiled Imbrattata Salie Soiled Imbrattate Salies Soiled Imbbiacare, -arsi Enivrer TO GET DRUNK Imbriacato Enivré Got drunk Imbriacati Enivrés Got drunk I mbriacata Enivrée Got drunk Imbriacate Enivrées Got drunk Imbrigliabe Brider To RRIDLE Imbrigliato Bridé Bridled Imbrigliati Bridés Bridled Imbrigliata Bridée Bridled Imbrigliate Bridées Bridled Imbrogllvre Embrouiller To PERPLEX Imbroglio J'embrouille I perplex Imbrogli Tu embrouilles Thou perplex est Imbroglia Il embrouille He perplexes 200 VERBI. VERBES. VERBS. L - Imbrogliamo Nous embrouillons We plerplex L = Imbrogliate Vous embrouillez You perplex L - Imbrogliano Ils embrouillent They perplex L •■ Imbrogliando Embrouillant Perplexing ( - Imbrogliato Embrouillé Perplexed ( = Imbrogliati Embrouillés Perplexed ( Imbrogliata Embrouillée Perplexed ( . Imbrogliate Embrouillées Perplexed H- Imbrunire Brunir TO GROW BROWN H = Imbrunito Bruni Grown brown H • Imbruniti Brunis Grown brown H •• Imbrunita Brunie Grown brown 1 — Imbrunite Brunies Grown brown 1 = Imbucare Fourre dans un trou TO PUT INTO A HOLE 1 - Imbucato Fourré dans un trou Put into a hole I •• Imbucati Fourrés dans un trou Put into a hole o — Imbucata Fourrée dans un trou Put into a hole o = Imbucate Fourrées dans un trou Put into a hole o . Imitare Imiter To imitate o .. Imito J'imite I imitate "1 - Imiti Tu imites Thou imitates! "1 = Imita Il imite He imitates 1 . Imitiamo Nous imitons We imitate 1 .. Imitate Vous imitez You imitate ) - Imitano Ils imitent They imitate ) = Imiterò J'imiterai I shall imitate ) • Imiterai Tu imiteras Thou wilt imitate ) •• Imiterà Il imitera He will imitate + — Imiteremo Nous imiterons We shall imitate + = Imiterete Vous imiterez You will imitate + . Imiteranno Ils imiteront They shall imitate + .. Imitando Imitant Imitating *>X Imitato Imité Imitated *"-. === Imitati Imités Imitated ^s» Imitata Imitée Imitated \ .. Imitate Imitées Imitated ? - Immaginare (Inventare) Imaginer (Inventer) To CONTRIVE ? = Immagino Jlmagine I contrive 0 Immagini Tu imagines Thou contrives t ? •• Immagina Il imagine He contrives V — Immaginiamo Nous imaginons We contrive V = Immaginate Vous imaginez You contrive V . Immaginano Ils imaginent They contrive v .. Immaginava J'imaginais I contrived 0 — Immaginavi Tu imaginais Thou contrivedst Q = Immaginava Il imaginait He contrived 0 . Immaginavamo Nous imaginions We contrived 0 .. Immaginavate Vous imaginiez You contrived 1 - Immaginavano Ils imaginaient They contrived 1 = Immaginai J'imaginai I contrived J . Immaginasti Tu imaginas Thou contrivedst / .. Immaginò Il imagina He contrived A — Immaginammo Nous imaginâmes We contrived A = Immaginaste Vous imaginâtes You contrived A - Immaginarono Ils imaginèrent They contrived A -• Immaginerò J'imaginerai I shall contrive T - Immaginerai Tu imagineras Thou wilt contrive T = Immaginerà Il imaginera He will contrive Immagineremo immaginerete Immagineranno Immaginando Immaginato Immaginati Immaginata Immaginate Immaginare Immagino Immagina Immaginiamo Immaginate Immaginano Immaginava Immaginava Immaginavamo Immaginavate Immaginavano Immaginai Immaginò Immaginammo Immaginaste Immaginarono Immaginatevi Immaginando Immaginato Immaginati Immaginata Immaginate Immergere Immergo Immerge Immergiamo Immergete Immergono Immergeva Immergevi Immergeva Immergevamo Immergevate Immergevano Immergerò Immergerai Immergerà Immergeremo Immergerete Immergeranno Immergerei Immergeresti Immergerebbe Immergeremmo Immergereste Immergerebbero m m ergendo Immerso Immersi Immersa Immerse VERBES. Nous imaginerons Vous imaginerez Ils imagineront Imaginant Imaginé Imaginés Imaginée Imaginées Imaginer J'imagine II imagine Nous imaginons Vous imaginez Ils imaginent J'imaginais Il imaginait Nous imaginions Vous imaginiez Ils imaginaient J'imaginai Il imagina Nous imaginâmes Vous imaginâtes Ils imaginèrent Imaginez-vous Imaginant Imaginé Imaginés Imaginée Imaginées Plonger, Tremper Je plonge Il plonge Nodf plongeons Vous plongez Ils plongent Je plongeais Tu plongeais Il plongeait Nous plongions Vous plongiez Ils plongeaient Je plongerai Tu plongeras Il plongera Nous plongerons Vous plongerez Ils plongeront Je plongerais Tu plongerais Il plongerait Nous plongerions Vous plongeriez Ils plongeraient Plongeant Plongé Plongés Plongée Plongées VERBS. We shall contrive You will contrive They will contrive Contriving Contrived Contrived Contrived Contrived To imagine I imagine He imagines We imagine You imagine They imagine I imagined He imagined We imagined You imagined They imagined I imagined He imagined We imagined You imagined They imagined Imagine Imagining Imagined Imagined Imagined Imagined To DIP I dip He dips We dip You dip They dip T dipt Thou diplest He dipt We dipt You dipt They dipt I shall dip Thou wilt dip He will dip We shall dip You will dip They will dip I would dip Thou wouldst dip He would dip We vould dip You would dip They would dip Dipping Dipt Dipt Dipt Dipt 201 202 VERBI. L - - Immergere L - - Immergermi L Immergervi L • Immergerlo ( - Immergo ( = Immerge ( • Immergeva ( •• Immerse H — Immergerà H = Immergendo H • Immerso H -. Immersi I - Immersa I = Immerse 1 • Immolare 1 •• i Immolato o — Immolati 0 = Immolata 0 . Immolate 0 .. Immortalare 1 - Immortalato 1 = Immortalati 1 . Immortalata 1 .. Immortalate ) - Impadronirsi ) = Impadronito ) . Impadroniti ) .. Impadronita H Impadronite + = Impalare + - Impalato + .. Impalati \ _ Impallidire •»*. = Impallidisco ^ . Impallidisci "-- . . Impallidisce P - Impallidiamo ? - Impallidite 0 Impallidiscono ? •' Impallidiva V - Impallidivano V = Impallidì v . Impallidirono v .. Impallidirà 0 — Impallidiranno 0 = Impallidito 0 . Impalliditi 0 .. impallidita 1 - Impallidite 1 --= Imparare 1 . Impararlo 1 ■• Impararla A - impararle A = impararli A • impararvi A . impararmi VERBES. VERBS. Plonger To dive Me plonger To dive me Vous plonger To dive you Le plonger To dive it Je plonge I dive Il plonge He dives Il plongeait He dived Il plongea He dived Il plongera He will dive Plongeant Diving Plongé Dived Plongés Dived Plongée Dived Plongées Dived Immoler TO SLAV Immolé Slain Immolés Slain Immolée Slain Immolées Slain Immortaliser TO IMMORTALIZE Immortalisé Immortalized Immortalisés Immortalized Immortalisée Immortalized Immortalisées Immortalized Rendre maître ( se ) TO BECOME MASTER Rendu maître Became master ( who is Rendus maîtres Became master Rendue maîtresse Became master Rendues maîtresses Became master Empaler To IMPALE Empalé Impaled Empalés Impaled Pâlir To GROW PALE Je pâlis I grow pale Tu pâlis Thou growest pale Il pâlit He grows pale Nous pâlissons We grow pale Vous pâlissez You grow pale Ils pâlissent They grow pale Il pâlissait I grew pale Ils pâlissaient They grew pale Il pâlit I grew pale Ils pâlirent They grew pale Il pâlira He will gr ow pale Ils pâliront They will grow pale Pâli Grown pale Pâlis Grown pale Pâlie Grown pale Pâlies Grown pale Apprendre To LEARN L'apprendre ro learn it L'apprendre To learn it Les apprendre To learn them Les apprendre To learn them Vous apprendre To learn you M'apprendre To learn me VERBI. VERBES. VERBS L - Imparo J'apprends I learn L = Impari Tu apprends Thou learnest Impara Il apprend He learns Impariamo Nous apprenons We learn ( — Imparate Vous apprenez You learn ( = Non imparate Vous n'apprenez pas You do not learn Imparano Ils apprennent They learn Imparava J'apprenais I was learning H - Imparavi Tu apprenais Thou wast learning H = Imparava Il apprenait He was learning H • Imparavamo Nous apprenions We were learning H -■ Imparavate Vous appreniez You Avere learning i — Imparavano Ils apprenaient They were learning \ = Imparai J'appris I learned 1 • Imparasti Tu appris Thou learnedst 1 .. Imparò Il apprit He learned o — Imparammo Nous apprîmes We learned o = Imparaste Vous apprîtes You learned o . Impararono Ils apprirent They learned 0 .. Imparerò J'apprendrai I shall learn 1 - V'imparerò Je vous apprendrai I shall learn you 1 = Imparerai Tu apprendras Thou wilt learn 1 . Imparerà Il apprendra He will learn 1 .. Impareremo Nous apprendrons We shall learn ) - Imparerete Vous apprendrez You will learn ) = Impareranno Us apprendront They will learn ) . Imparerei J'apprendrais I would learn ) .. Impareresti Tu apprendrais Thou wouldst learn + — Imparerebbe Il apprendrait He would learn + = Impareremmo Nous apprendrions We would learn + . Imparereste Vous apprendriez You would learn 4- .. Imparerebbero Ils apprendraient They would learn -^ — Impara Apprends Learn >> = Imparate Apprenez Learn "~>. . Imparatemi Apprenez-moi Learn me *>. . . Imparino Qu'ils apprennent Let them learn p - Imparando Apprenant Learning p = Imparato Appris Learned p . Imparata Apprise Learned p .. Imparate Apprises Learned V — Impastare PÉTRIR To KNEAD V = Impasto Je pétris I knead v . Impasta Il pétrit He kneads V .. Impastiamo Nous pétrissons We knead 0 — Impastate Vous pétrissez You knead 0 = Impastano Ils pétrissent They knead 0 . Impastando Pétrissant Kneading J0 .. Impastato Pétri Kneaded / - Impastati Pétris Kneaded / - Impastata Pétrie Kneaded / . Impastate Pétries Kneaded / .. Impaurire Épouvanter To TERRIFY A — Impaurito Épouvanté Terrified A = Impauriti Épouvantés Terrified A - Impaurita Épouvantée Terri lied A •• Impaurite Épouvantées Terrified T - Impazzire Devenir fou TO GROW MAD x «= Impazzisco Je deviens fou I grow mad T • Impazzisci Tu deviens fou Thou grow est mad 203 ( 204 VERBI. L - Impazzisce L = Impazziamo L • Impazzite L •• Impazziscono ( - Impazzito ( = Impazziti ( ■ Impazzita ( .. Impazzile H - Impedire H = Impedisco H - Impedisci H •• Impedisce 1 - Impediamo 1 = Impedite 1 • Impediscono 1 •• Impediva o — Impedivi o = Impediva o . Impedivamo o .. Impedivate 1 - Impedivano 1 = Impedii 1 . Impedisti 1 .. Impedì ) - Impedimmo ) = Impediste ) . Impedirono ) .. Impedirò + — Impedirai -f = Impedirà + . Impediremo + .. Impedirete *»s. Impediranno ■*>. == Impedirei ^ Impediresti -^ Impedirebbe p — Impediremmo p = Impedireste p . Impedirebbero p .. Impedito V — Impediti V = Impedita v . Impedite v .. Impegnare una 0 — Impegnato una 0 = Impegnare 0 . Impegno 0 .. Impegni 1 - Impegna 1 = Impegniamo / . Impegnate / .. Impegnano A - Impegnai A = Impegnasti A . Impegnò A .. Impegnammo T.— Impegnaste T = Impegnarono VERBES. Il devient fou Nous devenons fous Vous devenez fous Ils deviennent fous Devenu fou Devenus fous Devenue folle Devenues folles Empêcher J'empêche Tu empêches Il empêche Nous empêchons Vous empêchez Ils empêchent J'empêchais Tu empêchais Il empêchait Nous empêchions Vous empêchiez Ils empêchaient J'empêchai Tu empêchas Il empêcha Nous empêchâmes Vous empêchâtes Ils empêchèrent J'empêcherai Tu empêcheras Il empêchera Nous empêcherons Vous empêcherez Ils empêcheront J'empêcherais Tu empêcherais Il empêcherait Nous empêcherions Vous empêcheriez Ils empêcheraient Empêché Empêchés Empêchée Empêchées Retenir un carrosse Retenu un carrosse Engager J'engage Tu engages Il engage Nous engageons Vous engagez Ils engagent J'engageai Tu engageas Il engagea Nous engageâmes Vous engageâtes Ils engagèrent VERBS. He grows mad We grow mad You grow mad They grow mad Grown mad Grown mad Grown mad Grown mad To prevent I prevent Thou preventest He prevents We prevent You prevent They prevent I prevented Thou preventedst He prevented We prevented You prevented They prevented I prevented Thou preventedst He prevented We prevented You prevented They prevented I shall prevent Thou wilt prevent He will prevent We shall prevent You will prevent They will prevent I would prevent Thou wouldst prevent He would prevent We would prevent You would prevent They would prevent Prevented Prevented Prevented Prevented TO BESPEAK A COACH Bespoken a coach TO ENGAGE I engage Thou engagest He engages We engage You engage They engage I engaged Thou engagedst He engaged We engaged You engaged They engaged Impegnerò Impegnerai impegnerà Impegneremo Impegnerete Impegneranno Impegnando Impegnato Impegnati Impegnata Impegnate Impennare ( dei cavalli ) Impennato Impennati Impepare Impepato Impepata Impestare, v. Infettare Impetrare Impetrato Impetrata % Impiastrare Impiastrato Impiastrati Impiastrata Impiastrate Impiccare Impiccato Impiccati Impiccata Impiccate Impicciarsi M'impiccio T'impicci S'impiccia C'impicciamo V'impicciate S'impicciano Impicciato Impicciati Impicciata Impicciate Impiegare Impiego Impieghi Impiega Impieghiamo Impiegate Impiegano Impiegava Impiegavi Impiegava Impiegavamo Impiegavate Impiegavano Impiegai VERBES. J'engagerai Tu engageras Il engagera Nous engagerons Vous engagerez Ils engageront Engageant Engagé Engagés Engagée Engagées Cabrer (se) Cabré Cabrés Poivrer Poivré Poivrée Empester Obtenir par des prières Obtenu par des prières Obtenue par des prières Barbouiller Barbouillé Barbouillés Barbouillée Barbouillées Pendre Pendu Pendus Pendue Pendues Mêler (se) Je me mêle Tu te mêles Il se mêle Nous nous mêlons Vous vous mêlez Ils se mêlent Mêlé Mêlés Mêlée Mêlées Employer J'emploie Tu emploies Il emploie Nous employons Vous employez Ils emploient J'employais Tu employais Il employait Nous employions Vous employiez Ils employaient J'emploj ai VERBS. 205 Il engage Thou wilt engage He will engage We shall engage You will engage They will engage Engaging Engaged Engaged Engaged Engaged TO PRANCE Pranced Pranced To PEPPER Peppered Peppered To infecte To obtain by intreaties Obtained by intreaties Obtained by intreaties To DAUB Daubed Daubed Daubed Daubed To HANG Hung Hung Hung Hung TO MEDDLE I meddle Thou mecldlest He meddles We meddle You meddle They meddle Meddled Meddled Meddled Meddled To EMPLOY. I employ Thou employest He employs We employ You employ They employ I employed Thou employedst He employed We employed You employed They employed I employed 18 206 VERBI. VERBES. VERBS. L - Impiegasti Tu employas Thou employedst L = Impiegò Il employa He employed L • Impiegammo Nous employâmes We employed L •• Impiegaste Vous employâtes You employed ( - Impiegarono Us employèrent They employed «. == Impiegherò J'emploierai I shall employ ( • Impiegherai Tu emploieras Thou wilt employ ( •• Impiegherà Il emploiera He ^ill employ H- Impiegheremo Nous emploierons We shall employ H = Impiegherete Vous emploierez You will employ H • Impiegheranno Ils emploieront They Nvill employ H ■• Impiegate Employez Employ i — Impiegando Employant Employing ! = Impiegato Employé Employed i Impiegati Employés Employed i .. Impiegata Employée Employed o — Impiegate Employées Employed o = Implicare Impliquer To INVOLVE 0 . Implicato Impliqué Involved ') . . Implicati Impliqués Involved 1 - Implorare Implorer To IMPLORE 1 = Imploro J'implore I implore 1 . Implori Tu implores Thou implorest 1 .. Implora Il implore He implores ) - Imploriamo Nous implorons We implore ) = Implorate Vous implorez You implore ) . Implorano Ils implorent They implore ) .. Implorando Implorant Imploring Implorato Imploré Implored + = Implorata Implorée Implored + . Imporre Imposer (ordonner) To PRESCRIBE — .. Impongo J'impose I prescribe "-» — Imponi Tu imposes Thou prescribest "^ = Impone Il impose He prescribes -"v Imponiamo Nous imposons We prescribe ""«s . . Imponete Vous imposez You prescribe ? - Impongono Ils imposent They prescribe p = Imporrò J'imposerai I shall prescribe ? • Imporrai Tu imposeras Thou wilt prescribe ? .. Imporra Il imposera He will prescribe V — Imporremo Nous imposerons We shall prescribe V = Imporrete Vous imposerez You will prescribe V . Imporranno Ils imposeront They will prescribe V .. Imponendo Imposant Prescribing 0 — Imposto Imposé Prescribed 0 = Imposti Imposés Prescribed 0 ■ Imposta Imposée Prescribed 0 .. Imposte Imposées Prescribed 1 - Importare Importer To CONCERN 1 = Importarvi Vous importer To concern you / ■ Importa Il importe It concerns 1 •• Non importa Il n'importe pas It does not concern A — M'importa II m'importe It concern me A = Non m'importa Il ne m'importe pas It does not concern me A • Importava Il importait It concerned A •• Non importava Il n'importait pas It did not concerned T — Importerà Il n'importera pas It not will concern T = Importerebhe Il importerait It would concern VERBI. M'importerebbe Importando Importato Importunare Importunato Importunati Importunata Importunate Impoverire Impoverito Impoverito Impoverita Impoverite Impressionare Impressionato Impressionati Impressionata Impressionate Imprestare Impresto Impresti Impresta Imprestiamo Imprestate Imprestano Imprestai Imprestasti Imprestò Imprestammo Imprestaste Imprestarono Impresterò Impresterai Impresterà Impresteremo Impresterete Impresteranno Imprestatemi Imprestando Imprestato Imprestati Imprestata Imprestate Imprigionare Imprigionato Imprigionati Imprigionata Imprigionate Imprimere Impresso Impressi Impressa Impresse Improvvisare Improvvisato Improvvisati Improvvisata VERBES. VERBS. 1 Il m'importerait It would concern me Important Concerning Importé Concerned Importuner TO IMPORTUNATE Importuné Importunated Importunés Importunateci Importunée Importunated Importunées Importunated Appauvrir (s') To GROW POOR Appauvri Grown poor Appauvris Crown poor Appauvrie Grown poor Appauvries Grown poor Imprimer dans l'idée To IMPRESS Imprimé Impressed Imprimés Impressed Imprimée Impressed Imprimées Impressed Prêter To LEND Je prête llend Tu prêtes Thou lendest Il prête He lends Nous prêtons We lend Vous prêtez You lend Ils prêtent They lend Je prêtai Tient Tu prêtas Thou lentest Il prêta He lent Nous prêtâmes We lent Vous prêtâtes You lent Ils prêtèrent They lent Je prêterai I shall lend Tu prêteras Thou wilt lend Il prêtera He will lend Nous prêterons We shall lend Vous prêterez You will lend Us prêteront They will lend Prêtez-moi Lend Prêtant Lending Prêté Lent Prêtés Lent Prêtée Lent Prêtées Lent Emprisonner To IMPRISON Emprisonné Imprisoned Emprisonnés Imprisoned Emprisonnée Imprisoned Emprisonnées Imprisoned Imprimer dans (l'esprit) To IMPRESS Imprimé Impressed Imprimés Impressed Imprimée Impressed Imprimées Impressed Improviser To EXTEMPORIZE Improvisé Extemporized Improvisés Extemporized Improvisée Extemporized 207 208 VERBI. VERBES. VERBS. L - Improvvisate Improvisées Extemporized L = Impugnare Empoigner To GRASP L • Impugnato Empoigné Grasped L •• Impugnati Empoignés Grasped ( - Impugnata Empoignée Grasped ( = Impugnate Empoignées Grasped ( • Imputare Imputer (accuser) To IMPUTE ( •• Imputato Imputé Imputed H- Imputati Imputés Imputed H = Imputata Imputée Imputed H • Imputate Imputées Imputed H .. Imputridire Pourrir To ROT i — Imputridito Pourri Rotten l = Imputridita Pourrie Rotten I . Inagrire Aigrir (s1) To TURN SOUR 1 •• Inagrito Aigri Turned sour o — Inagriti Aigris Turned sour 0 = Inagrita Aigrie Turned sour 0 . Inagrite Aigries Turned sour 0 .. Inamidare Empeser TO STARCH 1 — Inamidato Empesé Starched 1 = Inamidati Empesés Starched 1 • Inamidata Empesée Starched 1 .. Inamidate Empesées Starched ) - Inantennare (t. m.) Enverguer (t. de m.) TO BEND A SAIL ) = Inantennato Envergué Bent a sail ) . Inantennati Envergués Bent a sail ) .. Inantennata Enverguée Bent a sail _1_ Inantennate Enverguées Bent a sail -4- = Inaridire Dessécher (tarir) To DRY UP + . Inaridito Desséché Dried up + •• Inariditi Desséchés Dried up -«v — Inaridita Desséchée Dried up ^ — Inaridite Desséchées Dried up ^. Inasprire Aigrir (irriter) To IRRITATE •">*. . . Inasprito Aigri Irritated P - Inaspriti Aigris Irritated ? = Inasprita Aigrie Irritated p Inasprite Aigries Irritated ? •• Inaugurare Tnaugurer TO INAUGURATE V — Inaugurato Inauguré Inaugurated V = Inaugurati Inaugurés Inaugurated V . Inaugurata Inaugurée Inaugurated V •• Inaugurate Inaugurées Inaugurated o — Incagliare Engraver (s') TO GET AGROUND 0 = Incagliato Engravé Got aground 0 • Incagliati Engraves Got aground 0 .. Incagliata Engravée Got aground 1 - Incagliate En gravées Got aground 1 = Incallire Endurcir TO HARDEN 1 . Incallito Endurci Hardened 1 •• Incalliti Endurcis Hardened A — Incallita Endurcie Hardened A — ^Incallite Endurcies Hardened T — VERBI. Incalzare Incalzato Incalzati Incalzata Incalzate Incamminare, -arsi Incammino Incammini Incammina Incamminiamo Incamminate Incamminano Incamminava Incamminava Incamminavamo Incammanivate Incamminavano Incamminai Incamminò Incamminammo Incamminaste Incamminarono Incamminerò Incamminerai Incamminerà Incammineremo Incamminerete Incammineranno Incamminando Incamminato Incamminati Incamminata Incamminate Incantare Incanto Incanti Incanta Incantiamo Incantate M'incantate Incantano Incantato Incantati Incantata Incantate Incanutire Incanutito Incanutiti Incanutita Incanutite Incaparrare Incapannato In caparrati Incapannata Incapannate Incappare Incappato verbes. Talonner Talonné Talonnés Talonnée Talonées Acheminer (s') J'achemine Tu achemines Il achemine Nous acheminons Vous acheminez Ils acheminent J'acheminais Il acheminait INous acheminions Vous acheminiez Ils acheminaient J'acheminai Il achemina Nous acheminâmes Vous acheminâtes Ils acheminèrent J'acheminerai Tu achemineras Il acheminera Nous acheminerons Vous acheminerez Ils achemineront Acheminant Acheminé Acheminés Acheminée Acheminées Enchanter J'enchante Tu enchantes Il enchante Nous enchantons Vous enchantez Vous m'enchantez Ils enchantent Enchanté Enchantés Enchantée Enchantées Blanchir de vieillesse Blanchi de vieillesse Blanchis de vieillesse Blanchie de vieillesse Blanchies de vieillesse Arrher (donner des ar- Arrhé [rhes) Arrhé Arrhé Arrhé Donner dans une embû- che Donné dans une embûche VERBS. 209 Tore close at one's heels Beehclose at one's heel s Been close at on's heels Been close at on's heels Been close at on's heels TO GO FORWARD I go forward Thou goest forward He goes forward We go forward You go forward They go forward I went forward He went forward We went forward You went forward They went forward I went forward He went forward We went forward You went forward They went forward I shall go forward Thou wilt go forward He will go forward We shall go forward You will go forward They will go forward Going forward Gone forward Gone forward Gone forward Gone forward TO ENCHANT I enchant Thou enchantest He enchants We enchant You enchant You enchant me They enchant Enchanted Enchanted Enchanted Enchanted TO BECOME GREY BEADED Became grey headed Became grey headed Became grey headed Became grey headed TO GIVE EARNEST Given earnest Given earnest Given earnest Given earnest TO FALL INTO A SNARE Fallen into a snare 18. 210 VERBI. L - Incappati L = Incappata L • Incappate L •:. Incapricciarsi ( — Incapricciato ( = Incapricciati ( - Incapricciata ( •• Incapricciate H - Incaricarsi H = M'incarico H S'incarica H •• V'incaricate 1 - Incaricato 1 = Incaricati 1 • Incaricata 1 •• Incaricate o — Incassare o == Incassato 0 . Incassati 0 .. Incassata 1 - Incassate 1 = Incatenare 1 . Incatena 1 .. Incatenava ) - Incatenò ) = Incatenarono ) . Incatenate ) •• Incatenando + — Incatenato + = Incatenati + . Incatenata + .. Incatenate -. Incendiare "■«Si = Incendiato ^ . Incendiati "*•>. . . Incendiata p - Incendiate ? = Incenerire p . Incenerito ? Inceneriti V — Incenerita V = Incenerite V . Incensare v .. Incensato 0 — Incerare 0 = Incerato 0 . Incerati 0 .. Incerala / ~ Incerate / = INCHIAVARE / • Inchiavato / •• Inchiavata A - Inchinare A = Inchinato A . Inchinata VERBES. Donné dans une embûche Donné dans une embûche Donné dans une embûche Eprendre (s') To be smitten (to fall in Épris Been smitten [ love ) Épris Been smitten Éprise Been smitten Éprises Been smitten Charger (se) TO TAKE UPON ONE'S SELF Je me charge 1 take upon myself Il se charge He takes upon himself Vous vous chargez You take upon yourself Chargé Taken upon one's self Chargés Taken upon one's self Chargée Taken upon one's self Chargées Taken upon one's self Encaisser Encaissé Encaissés Encaissée Encaissées Enchaîner Il enchaîne Il enchaînait Il enchaîna Ils enchaînèrent Enchaînez Enchaînant Enchaîné Enchaînés Enchaînée Enchaînées Incendier Incendié Incendiés Incendiée Incendiées Réduire en cendres Réduit en cendres Réduits en cendres Réduite en cendres Réduites en cendres Encenser Encensé Cirer Ciré Cirés Cirée Cirées Fermer a clef Fermé à clef Fermée à clef Incliner Incliné Inclinée VERBS. Fallen into a snare Fallen into a snare Fallen into a snare TO PACK UP GOODS IN CA- Packed up [ses Packed up Packed up Packed up TO CHAIN DOWN He chains down He chained down He chained down They chained down Chain down Chaining down Chained down Chained down Chained down Chained down TO SET ON FIRE Set on fire Set on lire Set on lire Set on fire TO REDUCE TO ASHES Reduced to ashes Reduced to ashes Reduced to ashes Reduced to ashes TO INCENSE Incensed To WAX Waxed Waxed Waxed Waxed To LOCK Locked Locked To INCLINE Inclined Inclined VERBI. verbes. VERBS. L - INCHIODARE Clouer. To nail L » . . Incisa Gravée Engraven 0 — Incise Gravées Engraven ? = Incipriare Poudrer To POW DER P • Incipriato Poudré Powdered ? • • Incipriati Poudrés Powdered V - Incipriata Poudrée Powdered V = Incipriate Poudrées Powdered v . Incitare Inciter To INCITE V .. Incitato Incité Incited 0 — Incitati Incités Incited o = Incitata Incitée Incited 0 . Incitate Incitées Incited 0 .. Incivilire Devenir civil (se polir) To GROW CIVIL / - Incivilito Devenu civil Grown civil Inciviliti Devenus civils Grown civil / . Incivilita Devenue civile Grown civil / .. Incivilite Devenues civiles Grown civil A - Inclinare Pencher To LEAN A = Inclinato Penché Leaned A • Inclinati Penchés Leaned A •• Inclinata Penchée Leaned T — Inclinate Penchées Leaned T = Incollare Coller To CLUE 211 212 VERBI. VERBES. VERBS. L - Incollato Collé Glued L = Incollata Collée Glued L • Incolpare Inculper To CRIMINATE L ■• Incolpato Inculpé Criminated ( - Incolpati Inculpés Criminated ( = Incolpata Inculpée Criminated ( • Incolpate Inculpées Criminated ( •• Incominciare, v. Comin- Commencer To BEGIN H- ciare. Incomodare Incommoder ( déranger) TO TROUBLE H = Incomodarvi Vous incommoder To trouble you H • Incomodo J'incommode I trouble ■H •• V'incomodo Je vous incommode I trouble you ! - Incomodi Tu incommodes Thou troublest I = M'incomoda Cela m'incommode It troubles me 1 • Incomoda Il incommode He troubles 1 •• Incomoda Incommode Troubles o — Non m'incomoda Cela ne me dérange pas It does not trouble me 0 == Incomodiamo Nous incommodons We trouble 0 . Incomodate Vous incommodez You trouble o .. Non incomodate Vous n'incommodez pas You do not trouble 1 - M'incomodate Vous m'incommodez You trouble me 1 = Non m'incomodate V. ne m'incommodez pas You do not trouble me 1 . Incomodano Ils incommodent They trouble 1 •• Incomodava J'incommodais I troubled ) - Incomodavi Tu incommodais Thou troubledst ) = Incomodava Il incommodait He troubled ) • Incomodavamo Nous incommodions We troubled ) .. Incomodavate Vous incommodiez You troubled + — Incomodavano Ils incommodaient They troubled + = Non v'incomoderò Je ne vous dérangerai p. I shall not trouble you + . Incomoderà Il incommodera He will trouble + .. V'incomoderà Il vous incommodera It will trouble you "x, — Incomoderemo Nous incommoderons We shall trouble •>■> = Se v'incomodassi Si je vous dérangeais If it troubled you ■^ . Se v'incomodasse Si cela vous dérangeait If it troubled you *^ . . Non v'incomodate Ne vous dérangez pas Do not trouble yoorsel* 3 — Incomodando Incommodant Troubling (yes o — Incomodato Incommodé Troubled ? Incomodati Incommodés Troubled P •• Incomodata Incommodée Troubled V - Incomodate Incommodées Troubled V = Incontrare Rencontrer To MEET V • Incontrarmi Me rencontrer To meet me V .. Incontrarvi Vous rencontrer To meet you 0 — Incontro Je rencontre I meet 0 = Non incontro Je ne rencontre pas Do not meet 0 . Incontra Il rencontre He meets 0 .. Non incontra Ne rencontre pas It does not meet 1 - Incontriamo Nous rencontrons We meet / = Incontrate Vous rencontrez You meet / ■ Non incontrate Vous ne rencontrez pas You do not meet / •• Incontrano Ils rencontrent They meet A - Incontrava Je rencontrais I met A = Incontravi Tu rencontrais Thou mettest A - Incontrava Il rencontrait He met A ■• Incontravamo Nous rencontrions We met T- Incontravate Vous rencontriez You met VERBI. Incontravano Incontrai Incontrò Incontrammo Incontraste Incontrarono Incontrerò Incontrerai Incontrerà Incontreremo Incontrerete Incontreranno Incontrando Incontrato Incontrati Incontrata Incontrate -IRE Incoraggiare, Incoraggiarlo Incoraggiarli Incoraggiarla Incoraggiarle Incoraggiarmi Incoragiarvi Incoraggisco Incorraggisci Incoraggisce Incoraggiamo Incoraggite M'incoraggite Non m'incoraggite Incoraggiscono Incoraggiva Incoraggivi Incoraggiva v Incoraggivamo Incoraggivate Incoraggivano Incoraggii Incoraggisti Incoraggi Incoraggimmo Incoraggiste Incoraggirono V'incoraggiró Incoraggiró Incoraggirai Incoraggirâ Incoraggiremo M'incoraggirete Incoraggirete Non m'incoraggirete Incoraggiranno Incoraggendo Incoraggito Incoraggiti Incoraggita Incoraggite Incordare verbes. Ils rencontraient Je rencontrai Il rencontra Nous rencontrâmes Vous rencontrâtes Ils rencontrèrent Je rencontrerai Ta rencontreras Il rencontrera Nous rencontrerons Vous rencontrerez lis rencontreront Rencontrant Rencontré Rencontrés Rencontrée Rencontrées Encourager L'encourager Les encourager L'encourager Les encourager M'encourager Vous encourager J'encourage Tu encourages Il encourage Nous encourageons Vous encouragez Vous m'encouragez Vous ne m'encouragez p. Ils encouragent J'encourageais Tu encourageais Il encourageait Nous encouragions Vous encouragiez Ils encourageaient J'encourageai Tu encourageas Il encouragea Nous encourageâmes Vous encourageâtes Ils encouragèrent J'encouragerai Je vous encouragerai Tu encourageras Il encouragera Nous encouragerons Vous m'encouragerez Vous encouragerez Vous ne m'encouragerez Ils encourageront [ pas Encourageant Encouragé Encouragés Encouragée Encouragées Raidir verbs. 213 They met Imet He met We met You met They met shall meet Thou wilt meet He will meet We shall meet You will meet They will meet Meeting Met Met Met Met To encourage To encourage Jiim To encourage them To encourage her To encourage them To encourage me To encourage you I encourage Thou encouragest He encourages We encourage You encourage You encourage me You do not encourage me They encourage I encouraged Thou encouragedst He encouraged We encouraged You encouraged They encouraged I encouraged Thou encouragedst He encouraged We encouraged You encouraged They encouraged I shall encourage I shall encourage you Thou wilt encourage He will encourage We shall encourage You will encourage me You will encourage You will not encourage They will encourage [me Encouraging Encouraged Encouraged Encouraged Encouraged TO GROW STIFF 214 VERBI. VERBES» VERBS. L — Incordato Raidi Grown stiff L = Incordata Raidie Grown stiff L Incorniciare Encadrer To frame L •• Incorniciato Encadré Framed ( - Incorniciati Encadrés Framed ( = Incoronare Couronner To CROWN ( • Incorono Je couronne I crown ( Infastidiamo Nous ennuyons We tire ? •• Infastidite Vous ennuyez You tire V — M'infastidite Vous m'ennuyez You tire me V = Non m'infastidite Vous ne m'ennuyez pas You do not tire me V . Infastidiscono Ils ennuient They tire v .. Non v'infastidirò Je ne vous ennuierai pas I shall not tire 0 — Infastidito Ennuyé Tired 0 = Infastiditi Ennuyés Tired 0 . Infastidita Ennuyée Tired 0 .. Infastidite Ennuyées Tired / - Infatuare Infatcer TO BE INFATUATED / = Infatuato Infatué Infatuated / . Infatuati Infatués Infatuated / .. Infatuata Infatuée Infatuated A - Infatuate Infatuées Infatuated A = Inferire Inférer To infer A • Inferito Inféré Inferred A .. Infervorare Exciter To excite (to animate) VÈRBI. I - Infervorato L = Infervorati L • Infervorata L • Infervorate ( - Infestare ( = Infesta ( • Infestano ( •• Infestato H - Infestati H = Infestata H • Infestate H •• Infettare 1 - Infetta 1 = Infettano 1 Infettando I •• Infettato o — Infettati o = Infettata o . Infettate o .. Infeudare 1 — Infeudato 1 = Infeudati Infeudata Infeudate ) Infiammare ) = Infiammo Iniìammi Infiamma + — Infiammiamo + = Infiammate + . Infiammano + .. Infiammava \ — Infiammava •^ = Inliammavamo ^ . Infiammavate •^ . . Infiammavano p - Infiammando p = Infiammato p . Infiammati p .. Infiammata V — Infiammate V = Infiascare V • Infiascato V .. Infilare 0 — Infilato 0 = Infilati 0 ■ Infilata 0 .. Infilate / ~ Infingere / = Infingo 1 ■ Infingi 1 •■ Inlìnge A — Infìngiamo A = Infingete A • Infingono A •• Infingeva VERBES. VERBS. Excité Excited Excités Excited Excitée Excited Excitées Excited Infester To infest Il infeste It infests lis infestent They infest Infesté Infested Infestés Infested Infestée Infested Infestées Infested Infecter To INFECT Il infecte It infects Ils infectent They infect Infectant Infecting Infecté Infected Infectés Infected Infectée Infected Infectées Infected Inféoder TO INFEOFF Inféodé Infeoffed Inféodés Infeoffed Inféodée Infeoffed Inféodées Infeoffed Enflammer To INFLAME J'enflamme I inflame Tu enflammes Thou inflamest Il enflamme He inflames Nous enflammons We inflame Vous enflammez You inflame Ils enflamment They inflame J'enflammais I inflamed Il enflammait He inflamed Nous enflammions We inflamed Vous enflammiez You inflamed Ils enflammaient They inflamed Enflammant Inflaming Enflammé Inflamed Enflammés Inflamed Enflammée Inflamed Enflammées Inflamed Mettre en bouteilles To BOTTLE UP Mis en bouteilles Bottled up Enfiler TO THREAD Enfilé Threaded Enfilés Threaded Enfilée Threaded Enfilées Threaded Feindre TO SHAM Je feins I sham Tu feins Thou shammest, Il feint He shams Nous feignons We sham Vous feignez You sham Ils feignent They sham Je feignais I shammed 219 220 VERBI L - Infìngevi L = Infingeva L • Intìngevamo L •- Infingevate ( - Intìngevano ( = Infingendo ( • Infìnto ( -. Infiorare H- Infiorato H = Infiorati H • Infiorata ^ .. Infiorate 1 - Influire I = Influito 1 • Infocare 1 •• Infocato 0 — Infocati o = Infocata o . Infocate o .. Infondere 1 - Infuso 1 = Infusi 1 - Infusa 1 -• Infuse ) - Informare ) = Informarvi ) • Informo ) .. V'informo + — Informi + = Informa + . Informiamo + .. Informate -v. — Informano \ = Informava -x. Informavi •^ Informava ? — Informavamo Informavate ? Informavano s Informai V — M'informai V = Informasti V . Informò v .. Informammo 0 — Informaste 0 = Informarono 0 . Informerò 0 .. V'informerò / - Informerai / = Informerà / . Informeremo / .. Informerete A — M'informerete A = Informeranno A • Informatemi A •• Informando VERBES. Tu feignais Il feignait Nous feignions Vous feigniez Ils feignaient Feignant Feint Parsemer de fleurs Parsemé de fleurs Parsemés de fleurs Parsemée de fleurs Parsemées de fleurs VERBS. Thou shammedst He shammed We shammed You shammed They shammed Shamming Shammed TO STREW WITH FLOWERS Strewed with flowers Strewed with flowers Strewed with flowers Strewed with flowers Influer To INFLUENCE Influé Influenced Embraser TO BURN Embrasé Burnt Embrasés Burnt Embrasée Burnt Embrasées Burnt Infuser TO INFUSE Infusé Infused Infusés Infused Infusée Infused Infusée Infused Informer To INFORM Vous informer To inform you J'informe I inform Je vous informe I inform you Tu informes Thou in form est Il informe He informs Nous informons We inform Vous informez You inform Ils informent They inform J'informais I informed Tu informais Thou informedst Il informait He informed Nous informions We informed Vous informiez You informed Us informaient They informed J'informai I informed Je m'informai I informed myself Tu informas Thou informedst Il informa He informed Nous informâmes We informed Vous informâtes You informed lis informèrent They informed J'informerai I shall inform Je vous informerai I shall inform you Tu informeras Thou wilt inform Il informera He will inform Nous informerons We shall inform Vous informerez You will inform Vous m'informerez You will inform me Ils informeront They will inform Informez-moi Inform me Informant Informing VERBI . VERBES. VERBS» 221 L - Informato Informe Informed L = Informati Informés Informed L • Informata Informée Informed L •• Informate Informées Informed ( - Infracidare Pourrir To ROT ( = Infracidato Pourri Rotten ( . Infracidati Pourris Rotten ( •• Infracidata Pourrie Rotten H- Infracidate Pourries Rotten H ==■ Infreddarsi Enrhumer (s') TO CATCH A COLD H . Infreddato Enrhumé Caught a cold H •• Infreddati Enrhumés Caught a cold 1 - Infreddata Enrhumée Caught a cold 1 = Infreddate Enrhumées Caught a cold 1 . Infuriare S'emporter vivement TO FALL USTO A PASSION 1 •• Infuriato Emporté vivement Failed into a passion o — Infuriati Emportés vivement Failed into a passion o = Infuriata Emportée vivement Failed into a passion 0 . Infuriate Emportées vivement Failed into a passion 0 .. Ingannare Tromper To deceive 1 - Ingannarlo Le tromper To deceive him 1 = Ingannarvi Vous tromper To deceive you 1 . Ingannarmi Me tromper To deceive me 1 .. Inganno Je trompe I deceive ) - Non v'inganno Je ne vous trompe pas I do not deceive you ) = Inganni Tu trompes Thou deceivest ) • Inganna Il trompe He deceives ) .. Inganniamo Nous trompons We deceive 4- — Ingannate Vous trompez You deceive + == M'ingannate Vous me trompez You deceive me + . Ingannano Ils trompent They deceive + .. Ingannava Je trompais I deceived •*■> — Ingannavi Tu trompais Thou deceivedst -^ = Ingannava Il trompait He deceived ■^ . Ingannavamo Nous trompions We deceived ~-^ . . Ingannavate Vous trompiez You deceived ? - Ingannavano Ils trompaient They deceived ? = Ingannai Je trompai I deceived ? • M'ingannai Je me trompai I deceived myself ? •• Ingannasti Tu trompas Thou deceivedst V — Ingannò Il trompa He deceived V = M'ingannò Il me trompa He deceived me v . Ingannammo Nous trompâmes We deceived v .. Ingannaste Vous trompâtes You deceived 0 — Ingannarono Ils trompèrent They deceived 0 = Ingannerò Je tromperai I shall deceive 0 . Non v'ingannerò Je ne vous tromperai pas I shall not deceive you 0 .. Ingannerai Tu tromperas Thou wilt deceive 1 - Ingannerà Il trompera He will deceive 1 = Inganneremo Nous tromperons We shall deceive / . Ingannerete Vous tromperez You will deceive / .. Non m'ingannerete Vous ne me tromperez pas You will not deceive me A - Inganneranno Ils tromperont They will deceive A = Ingannerei Je tromperais I would deceive A • V'ingannerei Je vous tromperais I Mould deceive you A •• Non v'ipgannerei Je ne vous tromperais pas I would not deceive you T - Ingannereste Vous tromperiez You could deceive T = Non m'ingannereste V. ne me tromperiez pas You could not deceive me 19. 222 VERBI. VERBES. VERBS. L — Non m'ingannate Ne me trompez pas Do not deceive me L = Ingannando Trompant Deceiving L • Ingannato Trompé Deceived L •• Ingannati Trompés Deceived ( - Ingannata Trompée Deceived ( = Ingannate Trompées Deceived ( • Ingannassi Tromper (se) To MISTAKE ( •• M'inganno Je me trompe I mistake H- T'inganni Ta te trompes Thou mistakest H = S'inganna Il se trompe He mistakes H • C'inganniamo Nous nous trompons We mistake H •• V'ingannate Vous vous trompez You mistake 1 - S'ingannano Ils se trompent They mistake I = M'ingannava Je me trompais I mistook 1 • T'ingannavi Tu te trompais Thou mistookest 1 •• S'ingannava Il se trompait He mistook o — C'ingannavamo Nous nous trompions We mistook o = M 'ingannavate Vous vous trompiez You mistook 0 . S'ingannavano Ils se trompaient They mistook 0 -. M'ingannai Je me trompai I mistook 1 - T'ingannasti Tu te trompas Thou mistookest 1 = S'ingannò II se trompa He mistook 1 . C'ingannammo Nous nous trompâmes We mistook 1 .. V'ingannaste Vous vous trompâtes You mistook ) - S'ingannarono Ils se trompèrent They mistook ) = M'ingannerò Je me tromperai I shall mistake ) . T'ingannerai Tu te tromperas Thou wilt mistake ) .. S'ingannerà Il se trompera He will mistake + — C'inganneremo Nous nous tromperons We shall mistake + = V'ingannerete Vous vous tromperez You will mistake + . S'inganneranno Ils se tromperont They will mistake + .. Ingannando Trompant Mistaking -%, — Ingannato Trompé Mistalen \ — Ingannati Trompés Mistaken ^ . Ingannata Trompée Mistaken •^ .. Ingannate Trompées Mistaken p - Ingegnarsi Ingénier (s') TO ENDEAVOUR ? — M'ingegno Je m'ingénie I endeavour ? . T'ingegni Tu t'ingénies Thou endeavourest p S'ingegna Il s'ingénie He endeavours v —C'ingegniamo Nous nous ingénions We endeavour V = V'ingegnate Vous vous ingéniez You endeavour V . S'ingegnano Ils s'ingénient They endeavour v .. M'ingegnava Je m'ingéniais I endeavoured 0 — T'ingegnavi Tu t'ingéniais Thou endeavouredst 0 = S'ingegnava Il s'ingéniait He endeavoured 0 . C'ingegnavamo Nous nous ingéniions Weendeavoured 0 .. V'ingegnavate Vous vous ingéniiez You endeavoured 1 - S'ingegnavano Ils s'ingéniaient They endeavoured 1 = M'ingegnerò Je m'ingénierai I shall endeavour / . T'ingegnerai Tu t'ingénieras Thou wilt endeavour / .. S'ingegnerà Il s'ingéniera He will endeavour A — C'ingegneremo Nous nous ingénierons We shall endeavour A = V'ingegnerete Vous vous ingénierez You will endeavour A . S'in gegneranno Ils s'ingénieront They will endeavour A •• Ingegnato Ingénié Endeavoured T - Ingegnati Ingéniés Endeavoured T = Ingegnata Ingéniée Endeavoured T • Ingegnate Ingéniées Endeavoured VERBI. VERBES, VERBS. 223 L - Inghiottire Engloutir TO SWOLLOW UP L = Inghiottito Englouti Swollowed up L • Inghiottiti Engloutis Swollowed up L .-. Inghiottita Engloutie Swollowed up ( - Inghiottite Englouties Swollowed up ( = Ingiallire Jaunir TO GROW VELLOW ( • Ingiallito Jauni Grown yellow ( •• Ingialliti Jaunis Grown yellow H- Ingiallita Jaunie Grown yellow H = Ingiallite Jaunies Grown yellow H • Inginocchiarsi Agenouiller (s') To RNEEL H •■ Inginocchiato Agenouillé Knelt 1 - Inginocchiati Agenouillés Knelt 1 = Inginocchiata Agenouillée Knelt 1 • Inginocchiate Agenouillées Knelt 1 • Ingiuriare Injurier To INSULT o — Ingiuriato Injurié Insulted o = Ingiuriati Injuriés Insulted 0 . Ingiuriata Injuriée Insulted o .. Ingiuriate Injuriées Insulted 1 - INGOJARE Avaler TO SWOLLOW 1 = Ingojato Avalé Swollowed 1 ■ Ingojati Avalés Swollowed 1 .. Ingojata Avalée Swollowed ) - Ingojate Avalées Swollowed ) = Ingolfarsi Enfoncer (s') TO SINK ) . M'ingolfo Je m'enfonce I sink ) .. T'ingolfi Tu t'enfonces Thou sinkest + — S'ingolfa Il s'enfonce He sinks + = C'ingolfiamo Kous nous enfonçons We sink + . V'ingolfate Vous vous enfoncez You sink 4- .. S'ingolfano Ils s'enfoncent They sink *>s Ingolfandosi S'en fonçant Sinking — = Ingolfato Enfoncé Sunk — Ingolfati Enfoncés Sunk ■V. . . Ingolfata Enfoncée Sunk p — Ingolfate Enfoncées Sunk ? = Ingombrare Encombrer TO ENCUMBER 0 Ingombrato Encombré Encumbered ? .. Ingombrati Encombrés Encumbered V - Ingombrata Encombrée Encumbered V = Ingombrate Encombrées Encumbered V . Ingommare Empâter de gomme TO MARE STICKY WITH GBM V .. Ingommato Empâté de gomme Made sticky with gum 0 — Ingommati Empâtés de gomme Made sticky with gum 0 — Ingommata Empâtée de gomme Made sticky with gum 0 . Ingommate Empâtées de gomme Made sticky with gum 0 .. Ingrandire Grandir To GROW UP 1 - Ingrandisco Je grandis I grow up 1 = Ingrandisci Tu grandis Thou growest up / . Ingrandisce Il grandit He grows up / •• Ingrandiamo Nous grandissons We grow up A — Ingrandite Vous grandissez You grow up A = Ingrandiscono Ils grandissent They grow up A • Ingrandirà Il grandira He Avili grow up A •• Ingrandiranno Ils grandiront They will grow up Ingrandito Ingranditi Ingrandita Ingrandite Ingrassare Ingrassato Ingrassati ngrassata Ingrassate Ingravidale Ingravidata Ingrossare Ingrossa Ingrossano Ingrossava Ingrossavano Ingrosserà Ingrosseranno Ingrossando Ingrossato Ingrossati Ingrossata Ingrossate Inibire Inibito Inimicarsi Inimicato Inimicati Inimicata Inimicate Innacquare (il vino) Innacqualo Innaffiare Innaffiato Innaffiati Innaffiata Innaffiate Innalzare Innalzo Innalzi Innalza Innalziamo Innalzate Innalzano Innalzava Innalzavi Innalzava Innalzavamo Innalzavate Innalzavano Innalzai Innalzasti Innalzò Innalzammo Innalzaste \ERBES. Grandi Grandis Grandie Grandies Engraisser Engraissé Engraissés Engraissée Engraissées Rendre une femme en- B.endue enceinte [ceinte Grossir Il grossit Ils grossissent Il grossissait Ils grossissaient Il grossira Ils grossiront Grossissant Grossi Grossis Grossie Grossies Prohiber Prohibé Devenir ennemi Devenu ennemi Devenus ennemis Devenue ennemie Devenues ennemies Mettre de l'eau dans le VIN Mis de l'eau dans le vin Humecter Humecté Humectés Humectée Humectées Élever J'élève Tu élèves Il élève Nous élevons Vous élevez Ils élèvent J'élevais Tu élevais Il élevait Nous élevions Vous éleviez Us élevaient J'élevai Tu élevas Il éleva Nous élevâmes J Vous élevâtes VERBS* Grown up Grown up Grown up Grown up To fatten Fattened Fattened Fattened Fattened TO GET A WOMAN WITH Got with child [child TO GROW RIG He grows big They grow big He grew big They grew big He will grow big They will grow big Growing big Grown big Grown big Grown big Grown big To PROHIBIT Prohibited To become enemies Became enemies Became enemies Became en ernie? Became enemies TO ADD WATER TO WINE Added water to wine To WET Wet Wet Wet Wet To RAISE I raise Thou raisest He raises We raise You raise They raise I raised Thou raisedst He raised We raised You raised They raised I raised Thou raisedst He raised We raised You raised VERBI. VERBES. VERBS. TlÙ L — Innalzarono lis élevèrent They raised L = Innalzerò J'élèverai I shall raise L . Innalzerai Ta élèveras Thou wilt raise L •• Innalzerà Il élèvera He will raise ( - Innalzeremo Nous élèverons We shall raise ( = Innalzerete Vous élèverez You will raise ( . Innalzeranno Ils élèveront They will raise ( •• Innalzate Élevez Raise H - Innalzando Élevant Raising H = Innalzato Élevé Raised H . Innalzati Élevés Raised H •• Innalzata Élevée Raised 1 - Innalzate Élevées Raised 1 = ÏNNAMMORARSI Devenir amoureux To fall m LOVE 1 Innamorato Devenu amoureux Fallen in love 1 •• Innamorati Devenus amoureux Fallen in love o — Innamorata Devenue amoureuse Fallen in love o = Innamorate Devenues amoureuses Fallen in love 0 . Innamorare Rendre amoureux TO MARE FALL IN LOVE 0 .. Innamoro Je rends amoureux I make fall in love 1 - Innamori Tu rends amoureux Thou makest fall in love 1 = Innamora Il rend amoureux He makes fall in love 1 . Innamoriamo Nous rendons amoureux We make fall in love 1 .. Innamorate Vous rendez amoureux You make fall in love ) - Innamorano Ils rendent amoureux They make fall in love ) = Innamorando Rendant amoureux Making fall in love ) . Innamorato Rendu amoureux Made fall in love ) .. Innamorati Rendus amoureux Made fall in love + — Innamorata Rendue amoureuse Made fall in love + = Innamorate Rendues amoureuses Made fall in love + . Innestare (t. agr. ) Enter To GRAFT + .. Innestato Enté Grafted ■^ — Innestati Entés Grafted \ = Innestata Entée Grafted ^s. . Innestate Entées Grafted ">>. . . Innoltrare Avancer (s') To GET FORWARD p - Innoltrato Avancé Got forward p = Innoltrati Avancés Got forward p . Innoltrata Avancée Got forward p .. Innoltrate Avancées Got forward V — Innovare Innover To INNOVATE V = Innovato Innové Innovated v • Innovati Innovés Innovated v .. Innovata Innovée Innovated 0 — Innovate Innovées Innovated 0 = Inoculare Inoculer TO INOCULATE 0 . Inoculato Inoculé Inoculated 0 .. Inondare Inonder TO INUNDATE / ~ Inonda Il inonde He inundates / = Inondano Ils inondent They inundate / • Inondava 11 inondait He inundated / •• Inondavano Ils inondaient They inundated A — Inondò II inonda He inundated A = Inondarono Ils inondèrent They inundated A • Inonderà Il inondera He will inundate A •• Inonderanno Ils inonderont They will inundate T - Inondato Inondé Inundated - 226 VERBI. VERBES. VERBS. L - [nondati Inondés Inundated L = inondata Inondée Inundated L Inondate Inondées Inundated L ■• [iVORRlniRE Effrayer (s') TO BE AFRAID ( - Inorridisco Je m'effraie I am afraid ( = Inorridisci Tu t'effraies Thou art afraid ( • Inorridisce Il s'effraie He is afraid ( • Inorridiamo Nous nous effrayons We are afraid H - Inorridite Vous vous effrayez You are afraid H = fnorridiscono Ils s'effraient They are afraid H • Inorridite Effrayez-vous Be afraid H •• Inorridito Effrayé Been afraid ì - Inorriditi Effrayés Been afraid 1 = Inorridita Effrayée Been afraid 1 • Inorridite Effrayées Been afraid 1 -. Inquietare Inquiéter To DISTURB o — Inquietarmi M'inquiéter To disturb me o = Inquietarvi Vous inquiéter To disturb you 0 . Inquieto J'inquiète I disturb 0 .. Non inquieto Je n'inquiète I do not disturb 1 - Inquieti Tu inquiètes Thou disturbest 1 = Inquieta Il inquiète He disturbs 1 . Inquietiamo Nous inquiétons We disturb 1 .. Non inquietate Vous n'inquiétez pas You do not disturb ) - Inquietate Vous inquiétez You disturb ) = M'inquietate Vous m'inquiétez You disturb me ) . Inquietano Ils inquiètent They disturb me ) .. Inquieterò J'inquiéterai I shall disturb + — Non v'inquieterò Je ne vous inquiéterai pas I shall not disturb you + = Inquieterai Tu inquiéteras Thou wilt disturb + . Inquieterà Il inquiétera He will disturb + .. Inquieteremo Nous inquiéterons We shall disturb -«s. _ Inquieterete Vous inquiéterez You will disturb ■*•>. = Inquieteranno Ils inquiéteront They will disturb ">, . Non v'inquietate Ne vous inquiétez pas Do not be uneasy --V. . . Inquietando Inquiétant Disturbing ? - Inquietato Inquiété Disturbed ? = Inquietati Inquiétés Disturbed p Inquietata Inquiétée Disturbed ? .'. Inquietate Inquiétées Disturbed V — Insanguinare Ensanglanter TO MAKE BLOODY V = Insanguinato Ensanglanté Made bloody V . Insanguinati Ensanglantés Made bloody V .. Insanguinata Ensanglantée Made bloody 0 — Insanguinate Ensanglantées Made bloody 0 = Insaporire Prendre saveur TO TARE A SAVOUR 0 . Insaporito Pris saveur Taken a savour 0 .. Insaporiti Pris saveur Taken a savour 1 ~ Insaporita Pris saveur Taken a savour 1 = Insaporite Pris saveur Taken a savour 1 ■ Inscrivere Inscrire TO WRITE DOWN 1 •• Inscritto Inscrit Written down A - Inscritti Inscrits Written down A = Inscritta Inscrite Written down A • Inscritte Inscrites Written down A .. Insegnare Enseigner Jo TEACH T - | Insegnarmi M'enseigner To teach me Insegnarvi Insegno V'insegno Insegni Insegna Non insegna Insegniamo Non insegnate Insegnate M'insegnate Non m'insegnate Insegnano Insegnava Insegnavi Insegnava Insegnavamo Insegnavate Insegnavano Insegnai Insegnasti Insegnò Insegnammo Insegnaste Insegnarono Insegnerò V'insegnerò Insegnerai M'insegnerai Insegnerà Insegneremo Insegnerete Insegneranno Insegnate mi Insegnando Insegnato Insegnati Insegnata = Insegnate ? • P •• V - V = v . v .. a — 0 = 0 . 0 .. 1 - I I Inserire Inserito Inseriti Inserita Inserite Insidiare Insidiato Insidiati Insidiata Insidiate Insinuare Insinuato Insinuati Insinuata A — Insinuate A == \ • A •• T - Insolentire Insolentito Insolentiti Insolentita Insolentite VERBES. Vous enseigner J'enseigne Je vous enseigne Tu enseignes Il enseigne Il n'enseigne pas Nous enseignons Vous n'enseignez pas Vous enseignez Vous m'enseignez Vous ne m'enseignez pas Ils enseignent J'enseignais Ta enseignais Il enseignait Nous enseignions Vous enseigniez Ils enseignaient J'enseignai Tu enseignas Il enseigna Nous enseignâmes Vous enseignâtes Ils enseignèrent J'enseignerai Je vous enseignerai Tu enseigneras Tu m'enseigneras Il enseignera Nous enseignerons Vous enseignerez Ils enseigneront Enseignez-moi Enseignant Enseigné Enseignés Enseignée Enseignées Insérer Inséré Insérée Insérés Insérées Dresser des pièges Dressé des pièges Dressé des pièges Dressé des pièges Dressé des pièges Insinuer ( suggérer ) Insinué Insinués Insinuée Insinuées Devenir insolent Devenu insolent Devenus insolents Devenue insolente Devenues insolentes verbs. 22 ', To teach you I teach I teach you Thou teachest He teaches He does not teach We teach You do not teach You teach You teach me You do not teacli me They teach tanghi Thou tanghtest He tang ht We tanght You tanght Thev tanght I tanght Thou tanghetst He tanght We tanght You tanght They tanght shall teach I shall teach you Thou wilt teach Thou wilt teach mo He vili teach We shall teach Yhou will teach They vili teach Teach me Teaching Tanght Tanght Tanght Tanght To insert Inserted Inserted Inserted Inserted TO LAV SNARES Laid snares Laid snares Laid snares Laid snares To SUT.GEST Suggested Suggested Suggested Suggested To GROW INDOLENT Grown indolent Grown indolent Grown indolent Grown indolent 228 VERBI. verbes. verbs. L - Insorgere Lever (se) To rise L = Insorgerà Il se lèvera He shall rise L • Insorgeranno Ils se lèveront They will rise L •• Insorto Levé Risen ( - Insorti Levés Risen ( - Insorta Levée Risen ( • Insorte Levées Risen ( •• Insospettire Soupçonner To suspect -i- Insospettito Soupçonné Suspected H = Insospettiti Soupçonnés Suspected H • Insospettita Soupçonnée Suspected H •■ Insospettite Soupçonnées Suspected 1 - Inspirare Inspirer To inspire 1 = Inspirarvi Vous inspirer To inspire you I • Inspiro J'inspire I inspire 1 .. Inspiri Tu inspires Thou inspirest o — Inspira Il inspire He inspires o = Inspiriamo Nous inspirons We inspire o . M'inspirate Vous m'inspirez You inspire me o,. Non inspirate Vous n'inspirez pas Yo' do not inspire 1 - Inspirate Vous inspirez You inspire 1 = Inspirano Ils inspirent They inspire 1 • Inspirava J'inspirais I inspired 1 .. Inspiravi Tu inspirais Thou inspiredst ) — Inspirava Il inspirait He inspired ) = Inspiravamo Nous inspirions We inspired ) . Inspiravate Vous inspiriez You inspired ) •• Inspiravano Ils inspiraient They inspired + — Inspirai J'inspirai I inspired + = Inspirasti Tu inspiras Thou inspiredst + . Inspirò Il inspira He inspired + .. Inspirammo Nous inspirâmes We inspired •*->. — Inspiraste Vous inspirâtes You inspired ->> = Inspirarono Ils inspirèrent They inspired ^ • Inspirerò J'inspirerai I shall inspire ^ .. Inspirerai Tu inspireras Thou wilt inspire p — Inspirerà' Il inspirera He wilt inspire P = Inspireremo Nous inspirerons We shall inspire P • Inspirerete Vous inspirerez You will inspire P •• Inspireranno Ils inspireront They will inspire V — Inspiratemi Inspirez-moi Inspire V — Inspirando Inspirant Inspiring v . Inspirato Inspiré Inspired v .. Inspirati Inspirés Inspired 0 = Inspirata Inspirée Inspired 0 = Inspirate Inspirées Inspired 0 . Instigare Inciter To incite 0 .. Instigate Incité Incited / - Instigati Incités Incited / = Instigata Incitée Incited / . Instigate Incitées Incited / .. Instituire Instituer TO INSTITUTE A = Instituito Institué Instituted A = Instituiti Institués Instituted A • Instituita Instituée Instituted A -• Instituite Instituées Instituted T = Instruire Instruire To instruct VERBI. VERBES. VERBS. Instruisco J'instruis I teach Inst rui sci Tu instruis Thou teachest Instruisce Il instruit He teaches Instruiamo Nous instruisons We teach Instruite Vous instruisez You teach Instruiscono Ils instruisent They teach Instruiva J'instruisais I taught Instruivi Tu instruisais Thou taughtest Instruiva Il instruisait He taught Instruivamo Nous instruisions We taught InstL'uivate Vous instruisiez You taught Instruivano Ils instruisaient They taught Instrutto Instruit Taught Instratti Instruits Taught Instruite Instruite Taught Instrutte Instruites Taught Insudiciare Salir (souiller) To dirty insudiciato Sali Dirtied insudiciati Salis Dirtied insudiciate Salie Dirtied Insudiciate Salies Dirtied Insultare Insulter To insult insultando Insultent Insulting insultato Insulté Insulted insultati Insultés Insulted insultate Insultée Insulted Insultate Insultées Insulted Insuperbire Enorgueillir (s') To GROW Insuperbisce Il s'enorgueillit He grows Insuperbito Enorgueilli Grown Insuperbiti Enorgueillis Grown Insuperbite Enorgueillie Grown Insuperbite Enorgueillies Grown ìntagliare Graver TO ENGRAVE intaglia Il grave He engraves intagliano Ils gravent They engrave intagliava Il gravait He engraved intagliavano Us gravaient They engraved intagliato Gravé Engraved intagliati Gravés Engraved intagliata Gravée Engraved Intagliate Gravées Engraved Intavolare Entamer (proposer) To PROPOSE Intavolato Entamé Proposed [utavolati Entamés Proposed Intavolate Entamée Proposed Intavolate Entamées Proposed Integrare Accomplir (achever) TO COMPLETE Integrato Accompli Completed Integrati Accomplis Completed Integrate Accomplie Completed Integrate Accomplies Completed Intendere Entendre To HEAR Intenderlo L'entendre To hear it Intendermi M'entendre To hear me Intendervi Vous entendre To hear you Intendo J'entends I hear V'intendo Je vous entends I hear you Non v'intendo Je ne vous entends pas I do not hear you Intendi Tu entends Thou hearest Intende Il entend He hears Intendiamo Nous entendons We hear Non intendete Vous n'entendez pas You do not hear Intendete Vous entendez You hear M'intendete Vous m'entendez You hear me Non m'intendete Vous ne m'entendez pas You do not hear me Intendono Ils entendent They hear Intendeva J'entendais I heard Non intendeva Je n'entendais pas I did not hear Intendevi Tu entendais Thou heardst Intendeva Il entendait He heard Non intendeva Il n'entendait pas He did not hear Intendevamo Nous entendions We heard Intendevate Vous entendie? You heard Intendevano Ils entendaient They heard Intesi J'entendis I heard Non intesi Je n'entendis pas I did not hear Intendesti Tu entendis Thou heardst Intese Il entendit He heard Intendemmo Nous entendîmes We heard Intendeste Vous entendîtes You heard Intesero Ils entendirent They heard Intenderò J'entendrai I shall hear Intenderai Tu entendras Thou wilt heat- Intenderà Il entendra He will hear Intenderemo Nous entendrons We shall hear Intenderete Vous entendrez You will hear M'intenderete Vous m'entendrez You will hear me Intenderanno Ils entendront They will hear Intendendo Entendant Hearing Inteso Entendu Heard Intesi Entendus Heard Intesa Entendue Heard Intese Entendues Heard Intenerire Attendrir (s') To be moved (to mollify) Intenerisce Il s'attendrit He is moved Inteneriscono Ils s'attendrissent They are moved Inteneriva Il s'attendrissait He was moved Intenerivano Us s'attendrissaient They were moved Intenerì Il s'attendrit He was moved Intenerirono Ils s'attendrirent They were moved Intenerito Attendri Moved Inteneriti Attendris Moved Intenerita Attendrie Moved Intenerite Attendries Moved Intentare Intenter To begin a law suit Intentato Intenté Begun a law suit Intentati Intentés Begun a law suit Intentata Intentée Begun a law suit Intentate Intentées Begun a law suit Intercedere Intercéder To intercede Intercedo J'intercède I intercede Intercedi Tu intercèdes Thou intercedest Intercede Il intercède He intercedes Intercediamo Nous intercédons We intercede VERBI. VERBES. VERBS. '10 L - Intercedete Vous intercédez You intercede L = Intercedono Us intercèdent They intercede L - Intercederò J'intercéderai 1 shall intercede L • Intercederai Tu intercéderas Thou wilt intercede ( - Intercederà Il intercédera He will intercede ( = Intercederemo Nous intercéderons We shall intercede ( • Intercederete Vous intercéderez You will intercede ( •• Intercederanno Us intercéderont They will intercede -f- Intercedete Intercédez Intercede H = Interceduto Intercédé Interceded H • Interceduti Intercédés Interceded H •• Interceduta Intercédée Interceded 1 - Intercedute Intercédées Interceded 1 = Interdire Interdire TO INTERDICT 1 • Interdetto Interdit Interdicted î • Interdetti Interdits Interdicted o — Interdetta Interdite Interdicted o = Interdette Interdites Interdicted 0 . Interessare Intéresser TO INTEREST o .. Interessarlo L'intéresser To interest him 1 - Interessarvi Vous intéresser To interest you 1 = Interessarmi M'intéresser To interest me 1 . Interesso J'intéresse I interest "1 .. M'interesso Je m'intéresse I interest myself ) - Interessi Tu intéresses Thou interestest ) = Interessa Il intéresse He interests ) . M'interessa Il m'intéresse He interests me ) .. Non m'interessa Il ne m'intéresse pas It does not interest me H Interessiamo Nous intéressons We interest + = Interessate Vous intéressez You interest + . M'interessate Vous m'intéressez You interest me + •• Interessano Ils intéressent They interest ^ — Interessava J'intéressais I interested \ = M'interessava Je m'intéressais I interested myself •^ Interessavi Tu intéressais Thou interestedst •^ Interessava Il intéressait He interested ? - S'interessava Il s'intéressait He interested himself P = Interessavamo Nous intéressions We interessed P • Interessavate Vous intéressiez You interessed P •• Interessavano Ils intéressaient They interessed V — Interesserò J'intéresserai I shall interest V = Interesserai Tu intéresseras Thou wilt interest V . Interesserà [1 intéressera He will interest v .. Interesseremo Nous intéresserons We shall interest 0 — Interesserete Vous intéresserez You will interest 0 = Interesseranno [ls intéresseront The)" will interest 0 • Interessatevi [ntéressez-vous Interest 0 .. Interessato Intéressé Interested / - Interessati Intéressés Interested Interessata Intéressée Interested / ~ Interessate Intéressées Interested / .. INTERNARSI Enfoncer (s'), pénétrer To sink ( to penetrate ) A — [nternato Enfoncé Sunk A = Internati Enfoncés Sunk A • Internata Enfoncée Sunk A •• Internate Enfoncées Sunk T — Interpretare Interpréter TO INTERPRET T = Interpretate Vous interprétez You interpret 232 VERBI. Interpretato Interpretati Interpretata Interpretate Interporre Interposto Interposti Interposta Interposte Interrogare Interroga Interrogano Interrogava Interrogavano Interrogò Interrogarono Interrogherà Interrogheranno Interrogato Interrogati Interrogata Interrogate Interrompere Interrompermi Interrompervi Interrompo V'interrompo Non v'interrompo Interrompi Interrompe M'interrompe Interrompiamo Interrompete M'inlerrompete Interrompono Interrompeva Interrompevi Interrompeva Interrompevamo Interrompevate Interrompevano Interrotto Interrotti Interrotta Interrotte Intertenere Intervengo Intertieni Intertiene Interteniamo Intertenete Intertengono Interteneva Intertenevi Interteneva Intertenevamo Intertenevate Intertenevano Interprete Interprétés Interprétée Interprétées Interposer Interposé Interposés Interposée Interposées Interroger Il interroge Ils interrogent Il interrogeait Ils interrogeaient Il interrogea Ils interrogèrent Il interrogera Ils interrogeront Interrogé Interrogés Interrogée Interrogées Interrompre M'interrompre Vous interrompre J'interromps Je vous interromps Je ne vous interromps p Tu interromps Il interrompt Il m'interrompt Nous interrompons Vous interrompez Vous m'interrompez Ils interrompent J'interrompais Tu interrompais Il interrompait Nous interrompions Vous interrompiez Ils interrompaient Interrompu Interrompus Interrompue Interrompues Entretenir J'entretiens Tu entretiens Il entretient Nous entretenons Vous entretenez Ils entretiennent J'entretenais Tu entretenais Il entretenait Nous entretenions Vous entreteniez Ils entretenaient Interpreted Interpreted Interpreted Interpreted To interpose Interposed Interposed Interposed Interposed TO QUESTION He questions They question He questioned They questioned He questioned They questioned He will question They will question Questioned Questioned Questioned Questioned TO INTERRUPT To interrupt me To interrupt you Interrupt I interrupt you I do not interrupt you Thou interruptest He interrupts He interrupts me We interrupt You interrupt You interrupt me They interrupt I interrupted Thou interruptedst He interrupted We interrupted You interrupted They interrupted Interrupted Interrupted Interrupted Interrupted TO ENTERTAIN I entertain Thou entertainest He entertains We entertain You entertain They entertain I entertained Thou entertainedst He entertained We entertained You entertained They entertained _\_. VERBI. VERBES. VERBS. L - Inter tenni J'entretetins I entertained L = Intei'tenesti Tu entretins Thou entertainedst L • Intertenne Il entretint He entertained L •• Intertenenimo Nous entretînmes We entertained ( - Interteneste Vous entretîntes You entertained ( = Intertennero Ils entretinrent They entertained ( • Tntertenato Entretenu Intertained ( •• Intertenuti Entretenus Intertained H- Intertenuta Entretenue Intertained H = Intertenute Entretenues Intertained ^ - Intervenire Intervenir To intervene H .'• Intervenuto Intervenu Intervened 1 - Intervenuti Intervenus Intervened 1 = Intervenuta Intervenue Intervened 1 • Intervenute Intervenues Intervened 1 •• INTIGNERE Tremper To DIP o — Intinto Trempé Dipt o = Intinti Trempés Dipt 0 . Intinta Trempée Dipt o .. Intinte Trempées Dipt 1 - Intimorire Intimider TO INTIMIDATE 1 = Intimorito Intimidé Intimidated 1 . Intimoriti Intimidés Intimidated "1 .. Intimorita Intimidée Intimidated ) ~ Intimorite Intimidées Intimidated ) = Intirizzire Engourdir To BENUMB ) . Intirizzito Engourdi Benumbed ) .. Intirizziti Engourdis Benumbed + — Intirizzita Engourdie Benumbed + = Intirizzite Engourdies Benumbed + . Intitolare Intituler TO ENTITLE + .. Intitolato Intitulé Entitled *•>» — Intitolati Intitulés Entitled "*N = Intitolata Intitulée Entitled ^s. Intitolate Intitulées Entitled ">. . . Intonare (t. di mus.) Entonner ( t. de mus. ) TO BE IN TUNH 3 Intonato Entonné Been in tune ? = Intonati Entonnés Been in tune 3 Intonata Entonnée Been in tune ? .' Intonate Entonnées Been in tune V — Intorbidare Troubler To TROUBLE V = Intorbidato Troublé Troubled V . Intorbidati Troublés Troubled v .. Intorbidata Troublée Troubled 0 — Intorbidate Troublées Troubled 0 = Intraprendere Entreprendre TO UNDERTAKE o . Intraprendo J'entreprends I undertake 0 .. Intraprendi Tu entreprends Thou undertakest / - Tntraprende El entreprend He undertakes / = Intraprendiamo Nous entreprenons We undertake / . Intraprendete Vous entreprenez You undertake / .. Intraprendono Ils entreprennent They undertake A — Intraprendeva J'entreprenais I undertook A = Intraprendevi Tu entreprenais Thou undertookest l\, Intraprendeva Il entreprenait He undertook A .. Intraprendevamo Nous entreprenions We undertook 233 20. Ml 234 VERBI. verbes. VERBS, L - Intraprendevate Vous entrepreniez You undertook L = Intraprendevano Us entreprenaient They undertook L • Intrapresi J'entrepris I undertook L •• Intraprendesti Tu entrepris Thou uudertookest ( - Intraprese Il entreprit He undertook ( = Intraprendemmo Nous entreprimes We undertook ( • Intraprendeste Vous entreprîtes You undertook ( •• Intrapresero Ils entreprirent They undertook H - Intraprenderò J'entreprendrai I shall undertake H = Intraprenderai Tu entreprendras Thou wilt undertake H • Intraprenderà Il entreprendra He will undertake H •• Intraprenderemo Nous entreprendrons We shall undertake 1 - Intraprenderete Vous entreprendrez You Avili undertake i = Intraprenderanno Ils entreprendront They will undertake 1 • Intrapreso Entrepria Undertaken ! •• Intrapresi Entrepris Undertaken o — Intrapresa Entreprise Undertaken o = Intraprese Entreprises Undertaken 0 . INTRECCIARE Tresser TO MAT o .. Intrecciato Tressé Matted 1 — Intrecciati Tressés Matted 1 = Intrecciata Tressée Matted 1 • Intrecciate Tressées Matted 1 .. Intridere Tremper To dip ) - Intriso Trempé Dipped ) = Intrisa Trempée Dipped ) . Intrise Trempées Dipped ) .. Introdurre Introduire To INTRODUCE -Ì — Introduco J'introduis I introduce + = Introduci Tu introduis Thou introduces! + . Introduce Il introduit He introduces + •• Introduciamo Nous introduisons We introduce -«^ — Introducete Vous introduisez You introduce *»» = Introducono Ils introduisent They introduce ^. Introduceva J'introduisais I introduced •-«. . . Introduceva Il introduisait He introduced ? — Introducevamo* Nous introduisions We introduced ? = Introducevate Vous introduisiez You introduced p Introducevano Ils introduisaient They introduced ? Introdussi J'introduisis I introduced V — Introdusse Il introduisit He introduced V = Introducemmo Nous introduisîmes We introduced V . Introduceste Vous introduisîtes You introduced V .. Introdussero ' Ils introduisirent They introduced 0 — Introdurrò J'introduirai I shall introduce 0 = Introdurrai Tu introduiras Thou wilt introduce 0 . Introdurrà Il introduira He will introduce 0 •• Introdurremo Nous introduirons We shall introduce / - Introdurrete Vous introduirez You will introduce / = Introdurranno Ils introduiront They will introduce / . Introducendo Introduisant Introducing / •• Introdotto Introduit Introduced A - Introdotti Introduits Introduced A = Introdotta Introduite Introduced A • Introdotte Introduites Introduced A •• Intronizare Introniser To enthrone T - Intronizato Intronisé Entrhoned T = Invadere Envahir TO INVADE VERBI. L - Invaso L = Invasi L • Invasa L • Invase ( - Invaghire ( = Invaghito ( . Invaghiti ( •• Invaghita H- Invaghite H = Invecchiare H • Invecchio H •• Invecchi 1 - Invecchia 1 = Invecchiamo 1 • Invecchiate 1 •• Invecchiano o — Invecchiando o = Invecchiato 0 . Invecchiati 0 .. Invecchiata 1 - Invecchiate 1 = Inventare 1 . Invento "1 .. Inventi ) - Inventa ) = Inventiamo ) . Inventate ) .. Indentano + — Inventai + = Inventasti 4- . Inventò + .. Inventammo \ — Inventaste •^ = Inventarono \ . Inventerò \ .. Inventerai p - Inventerà p = Inventeremo •p . Inventerete p .. Inventeranno V — Inventate V = Inventato V . Inventati v .. Inventata 0 — Inventate 0 = Inverniciare 0 . Inverniciato 0 .. Inverniciati / - Inverniciata / = Inverniciate / • Investire / .. Investito A — Investiti A = Investita A • Investite A .. Inviare VERBES. Envahi VERBS. Invaded Envahis Invaded Envahie Invaded Envahies Invaded Charmer To CHARM Charmé Charmed Charmés Charmed Charmée Charmed Charmées Charmed Vieillir To grow old Je vieillis I grow old Tu vieillis Thou growest old Il vieillit He grows old Nous vieillissons We grow old Vous vieillissez You grow old Ils vieillissent They grow old Vieillissant Growing old Vieilli Grown old Vieillis Grown old Vieillie Grown old Vieillies Grown old Inventer To INVENT J'invente 1 invent Tu inventes Thou inventest Il invente He invents Nous inventons We invent Vous inventez You invent Ils inventent They invent J'inventai I invented Tu inventas Thou inventedst Il inventa He invented Nous inventâmes We invented Vous inventâtes You invented Ils inventèrent They invented J'inventerai I shall invent Tu inventeras Thou wilt invent Il inventera He will invent Nous inventerons We shall invent Vous inventerez You will invent Us inventeront They will invent Inventez Invent Inventé Invented Inventés Invented Inventée Invented Inventées Invented Vernir To VARNISH Verni Varnished Vernis Varnished Vernie Varnished Vernies Varnished Investir To INVEST Investi Invested Investis Invested Investie Invested Investies Invested 235 Envoyer To SEND J 236 VERBI, VERBES. VERBS. L -1 Inviato i Envoyé Sent |_ — ■ Inviati Envoyés Sent L • Inviata Envoyée Sent L •• Inviate Envoyées Sent ( - Invidiare Envier To ENVY ( = Invidio Ternie I envy ( • Invidi Tu envies Thou envies* ( •• Invidia Il envie He envies H- Invidiamo Nous envions We envy H = Invidiate Vous enviez You envy -\ ■ Invidiano Ils envient They envy -\ •• Invidiato Envié Envied 1 - Invidiati Enviés Envied 1 = Invidiata Enviée Envied 1 • Invidiate Enviées Envied 1 •• Invitare Inviter To INVITE o — Invitarlo L'inviter To invite him o = Invitarvi Vous inviter To invite you 0 . Invitarmi M'inviter To invite me 0 .. Invito J'invite I invite 1 - V'invito Je vous invite I invite you 1 = Inviti Tu invites Thou invitest 1 ■ M'inviti Tu m'invites Thou invitest me 1 .. Invita Il invite He invites ) - Non invita Il n'invite pas He does not invite ) = Invitiamo Nous invitons We invite ) • M'invitate Vous m'invitez You invite me ) .. Invitate Vous invitez You invite + — Non invitate Vous n'invitez pas You do not invite + = N'm'in vitate Vous ne m'invitez pas You do not invite me + . Invitano Ils invitent They invite + .. Invitava J'invitais I invited ■*>» — Invitavi Tu invitais Thou invitedst ~*-s = Invitava Il invitait He invited ^, . Invitavamo Nous imitions We invited -^ . . Invitavate Vous invitiez You invited ? - Invitavano Ils invitaient They invited ? = Invitai J'invitai I invited ? . Invitasti Tu invitas Thou invitedst ? Invitò Il invita He invited v — Invitammo Nous invitâmes We invited V = Invitaste Vous invitâtes You invited V . Invitarono Ils invitèrent They invited v .. Inviterò J'inviterai I shall invite 0 — V'inviterò Je vous inviterai I shall invite you 0 == Inviterai Tu inviteras Thou wilt imite 0 . M'inviterai Tu m'inviteras Thou wilt invite me 0 .. Inviterà Il invitera He will invite / — Inviteremo Nous inviterons We shall invite / = Non inviterete Vous n'inviterez pas You will not invite / . Inviterete Vous inviterez You will invite / •• M'inviterete Vous m'inviterez You will invite me A — Inviteranno Ils inviteront They will invite A = Invitate Invitez Imite A . Invitando Invitant Inviting A •• Invitato Invité Invited T — Invitati Invités Invited T = Invitata Invitée Invited T . Invitate Invitées Invited VERBI. VERBES. VERBS. 52 L - Invocare Invoquer TO INVOKE L = Invoco J'invoque I invoke L • Invocava J'invoquais I invoked L •• Invocai J'invoquai I invoked ( - Invocherò J'invoquerai I shall invoke ( = Invocate Invoquez Invoke ( • Invocando Invoquant Invoking ( .. Invocato Invoqué Invoked H- Invocati Invoqués Invoked H = Invocata Invoquée Invoked H • Invocate Invoquées Invoked H •• Involtare Envelopper TO ENVELOP 1 - Involtato Enveloppé Enveloped 1 = Involtati Enveloppés Enveloped 1 • Involtata Enveloppée Enveloped ! .- Involtate Enveloppées Enveloped o — Inzaccherare Crotter TO COAVER AVITII DIRT o = Inzaccherato Crotté Dirty o . Inzaccherati Crottés Dirty o .. Inzaccherata Crottée Dirty 1 - Inzaccherate Crottées Dirty 1 = Inzuccherare Sucrer TO SUGAR 1 . Inzuccherato Sucré Sugared Inzuccherati Sucrés Sugared ) — Inzuccherata Sucrée Sugared ) = Inzuccherate Sucrées Sugared Inzuppare Tremper (imbiber) To SOAK Inzuppato Trempé Soaked -I- — Inzuppati Trempés Soaked + = Inzuppata Trempée Soaked + . Inzuppate Trempées Soaked + .. Ipotecare Hypothéquer TO 3I0RTGACE v. — Ipoteco J'hypothèque I mortgage ■^ = Ipotechi Tu hypothèques Thou mortgagest ^» . Ipoteca Il hypothèque He mortgages *"x . . Ipotechiamo Nous hypothéquons We mortgage e - Ipotecate Vous hypothéquez You mortgage ? = Ipotecano Ils hypothèquent They mortgage ? . Ipotecherò J'hypothéquerai I shall mortgage ? .. Ipotecherai Tu hypothéqueras Thou wilt mortgage v - Ipotecherà Il hypothéquera He aa ill mortgage v = Ipotecheremo Nous hypothéquerons We shall mortgage V . Ipotecherete Vous hypothéquerez You will mortgage v .. Ipotecheranno Ils hypothéqueront They will mortgage 0 — Ipotecando Hypothéquant Mortgaging 0 = Ipotecato Hypothéqué Mortgaged 0 . Ipotecati Hypothéqués Mortgaged 0 .. Ipotecata Hypothéquée Mortgaged 1 - Ipotecate Hypothéquées Mortgaged / = [RE ALLER Toco / . Ito allé Gone / .. Ili Allés Gone A — Ita Allée Gone A = Ite Allées Gone A • Irritare [rriter TO IRRITATE A •• M' irrita Il m'irrite He irritate me T - Irritato Irrité Irritated 237 238 VERBI. verbes. VERBS. L - Irritati Irrités Irritated L = Irritata Irritée Irritated L » Irritate Irritées L Lacérer (déchirer) Irritated L •• Lacerare To tear ( - Lacero Je lacère I tear ( = Laceri Tu lacères Thou tearest ( • Lacera Il lacère He tears ( .. Laceriamo Nous lacérons We tear H - Lacerate Vous lacérez You tear H = Lacerano Ils lacèrent They tear H • Lacerando Lacérant Tearing H •• Lacerato Lacéré Torn 1 - Lacerati Lacérés Torn 1 = Lacerata Lacérée Torn 1 • Lacerate Lacérées Torn 1 •• Lagnarsi Plaindre (se) TO COMPLAIN o — Mi lagno Je me plains I complain o = Non mi lagno Je ne me plains pas I do not complain o . Ti lagni Tu te plains Thou complainest o .. Si lagna Il se plaint He complains 1 - Non si lagna Il ne se plaint pas He does not complain 1 = Ci lagniamo Nous nous plaignons We complain 1 . Vi lagnate Vous vous plaignez You complain 1 ■■ Si lagnano Ils se plaignent They complain ) — Mi lagnava Je me plaignais I complained ) = Ti lagnavi Tu te plaignais Thou complainedst ) • Si lagnava Il se plaignait He complained ) .. Ci lagnavamo Nous nous plaignions We complained -f — Vi lagnavate Vous vous plaigniez You complained + = Si lagnavano Ils se plaignaient They complained + . Mi lagnai Je me plaignis I complained + .. Ti lagnasti Tu te plaignis Thou complainedst "»». — Si lagnò Il se plaignit He complained \ = Ci lagnammo Nous nous plaignîmes We complained -«*. Vi lagnaste Vous vous plaignîtes You complained ■^ . . Si lagnarono Ils se plaignirent They complained ? — Mi lagnerò Je me plandrai I shall complain ? = Non mi lagnerò Je ne me plaindrai pas I shall not complain p Ti lagnerai Tu te plaindras Thou wilt complain ? Si lagnerà Il se plaindra He will complain V — Ci lagneremo Nous nous plaindrons We shall complain V = Vi lagnerete Vous vous plaindrez You will complain V . Si lagneranno Ils se plaindront They will complain V •• Lagnatevi Plaignez-vous Complain you 0 — Lagnandosi Se plaignant Complaining 0 = Lagnato Plaint Complained 0 . Lagnati Plaints Complained 0 .. Lagnata Plainte Complained 1 ~ Lagnate Plaintes Complained 1 = Làgrimare Larmoyer TO SHED TEARS / . Lagrima Il larmoie He sheds tears / •• Lagrimano Ils larmoient They shed tears A — Lagrimava Il larmoyait He shed tears A = Lagrimavano Ils larmoyaient They shed tears A • Lagrimato Larmoyé Shed tears A •• Lambiccarsi il cervello Creuser (se) le cerveau To rack one's brains £»s . . Lapidato Lapidé Stoned p - Lapidati Lapidés Sioned p = Lapidata Lapidée Stoned p . Lapidate Lapidées Stoned p .. Lasciare Laisser TO LEAVE V - Lasciarvi Vous laisser To leave you V — Lasciarlo Le laisser To leave him, it V . Lascio Je laisse I leave v .. Vi lascio Je vous laisse I leave you 0 — Lasci Tu laisses Thou leavest 0 = Lascia Il laisse He leaves 0 . Lasciamo Nous laissons We leave 0 .. Lasciate Vous laissez You leave 1 - Lasciano Us laissent They leave 1 = Lasciava Je laissais I left 1 . Lasciavi Tu laissais Thou leftest 1 •• Lasciava Il laissait He left A — Lasciavamo Nous laissions We left A = Lasciavate Vous laissiez You left A • Lasciavano Ils laissaient They left A •• Lasciai Je laissai Heft T - Lasciasti Tu laissas Thou leftest 240 VERBI. L - Lasciò L = Lasciammo L - Lasciaste L •• Lasciarono ( - Lascerò ( = Non lascerò ( ■ Lascerai (. •• Lascerà H - Lasceremo H = Lascerete H • Lasceranno H •• Lascia I - Lasciamo I = Lasciate 1 • Lasciatemi I •• Lasciateci o — Lasciando o = Lasciato 0 . Lasciati 0 .. Lasciata 1 - Lasciate 1 = Lassare 1 . Lassato 1 .. Lassati ) - Lassata ) = Lassate ) • Lavare ) .. Laverò H Laverai - f- = Laverà 4- . Laveremo + •• Laverete - — — Laveranno "»». = Lavate s . Lavando ^ . . Lavato ? - Lavati ? = Lavata P • Lavate ? •• Lavorare V — Lavoro V = Non lavoro V . Lavori V .. Lavora 0 — Lavoriamo 0 = Lavorate 0 . Non lavorate 0 .. Lavorano / - Lavorava / = Lavorava / . Lavoravamo / •• Lavoravate A — Lavoravano A = Lavorerò A • Non lavorerò A -. Lavorerai T - Lavorerà T = Lavoreremo T • Lavorerete VERBES. VERBS. Il laissa He left Nous laissâmes We left Vous laissâtes You left Ils laissèrent They left Je laisserai I shall leave Je ne laisserai pas I shall not leave Tu laisseras Thou wilt leave Il laissera He will leave Nous laisserons We shall leave Vous laisserez You will leave Ils laisseront They will leave Laisse Leave Laissons Let us leave Laissez Leave Laissez-moi Leave me Laissez-nous Leave us Laissant Leaving Laissé Left Laissés Left Laissée Left Laissées Left Lasser To tire Lassé Tired Lassés Tired Lassée Tired Lassées Tired Laver To WASH Je laverai I shall wash Tu laveras Thou wilt wash Il lavera He will wash Nous laverons We shall wash Vous laverez You will wash Ils laveront They will wash Lavez Wash Lavant Washing Lavé Washed Lavés Washed Lavée Washed -Lavées Washed Travailler To WORK Je travaille I work Je ne travaille pas I do not work Tu travailles Thou workest Il travaille He works Nous travaillons We work Vous travaillez You work Vous ne travaillez pas You do not work Ils travaillent They work Je travaillais I worked Il travaillait He worked Nous travaillions We worked Vous travailliez You worked Ils travaillaient They worked Je travaillerai I shall work Je ne travaillerai pas I shall not work Tu travailleras Thou wilt work Il travaillera He will work Nous travaillerons We shall work Vous travaillerez You will work VERBI. VERBES. VERBS. 2 L — Lavoreranno Ils travailleront Thev ^vill work L =. Lavora Travaille Work L • Lavorate Travaillez Work L ■• Non lavorate Ne travaillez pas Do not work ( - Lavorano Qu'ils travaillent Let them work ( = Lavorando Travaillant Working ( - Lavorato Travaillé Worked or wrought ( .- Lavorati Travaillés Worked or wrought H- Lavorata Travaillée Worked or wrought -\ = Lavorate Travaillées Worked or wrought H • Lavorare Travailler TO LABOUR H •• Lavoro Je travaille I lahour 1 - Lavori Tu travailles Thou labourest 1 = Lavora Il travaille He labours 1 • Lavoriamo Nous travaillons We lahour 1 .. Lavorate Vous travaillez You lahour o — Lavorano Ils travaillent They labour o = Lavorava Je travaillais I laboured o . Lavoravi Tu travaillais Thou labouredst o .. Lavorava Il travaillait He laboured 1 - Lavoravamo Nous travaillions We laboured "1 = Lavoravate Vous travailliez You laboured 1 . Lavoravano Us travaillaient They laboured 1 .. Lavorai Je travaillai I laboured ) - Lavorasti Tu travaillas Thou labouredst ) = Lavorò Il travailla He laboured ) . Lavorammo Nous travaillâmes We laboured ) .. Lavoraste Vous travaillâtes *"ou laboured Lavorarono Us travaillèrent They laboured -4- = Lavorerò Je travaillerai I shall labour -f . Lavorerai Tu travailleras Thou wilt labour + .. Lavorerà Il travaillera He will labour «^, Lavoreremo Nous travaillerons We shall labour ^s» = Lavorerete Vous travaillerez You will labour ■^^ . Lavoreranno Ils travailleront They will labour "* 0 = Legato Lié Bound 0 . Legati Liés Bound 0 .. Legata Liée Bound / - Legate Liées Bound / = Leggere Lire To READ 1 ■ Leggerlo Le lire To read it 1 .. Leggo Je lis I read A — Non leggo Je ne lis pas I do not read A = Leggi Tu lis Thou readest A • Non leggi Tu ne lis pas Thou doest not read A •• Legge Il lit He reads T- Non legge Il ne lit pas He does not read T = Leggiamo Nous lisons We read 241 21 242 VERBI L - Leggete L = Non leggete L • Leggono L •• Leggeva ( - Non leggeva ( = Leggevi ( . Leggeva ( .. Non leggeva H - Leggevamo H = Leggevate H . Leggevano H -• Lessi 1 — Non lessi 1 = Legesti ! . Lesse ! •• Leggemmo o — Leggeste o = Lessero o . Leggerò o .. Non leggerò 1 — Leggerai 1 = Non leggerai 1 . Leggerà 1 .. Non leggera 1 — Leggeremo ) = Leggerete ) . Non leggerete ) .. Leggeranno H Leggerei 4- = Leggeresti + . Leggerebbe 4- .. Leggeremmo ■*>. — Leggereste --«. = Leggerebbero \ . Leggi *»«. . . Legga P - Leggiamo P = Leggete P . Non leggete e .. Leggano v — Cbe legga v = Che legga V . Che legga v .. Che leggiamo 0 — Che leggiate 0 = Che leggano 0 . Che leggessi 0 .. Leggessi / - Leggesse / - Leggessimo / ■ Leggeste / •■ Leggessero A — Se non leggete A == Se leggessi A • Se leggeste A •■ Leggendo T — Letto T = Letti T • Letta T •• Lette VERBES. Vous lisez Vous ne lisez pas Ils lisent Je lisais Je ne lisais pas Tu lisais Il lisait Il ne lisait pas Nous lisions Vous lisiez Ils lisaient Je lus Je ne lus pas Tu lus Il lut Nous lûmes Vous lûtes Ils lurent Je lirai Je ne lirai pas Tu liras Tu ne liras pas Il lira II ne lira pas Nous lirons Vous lirez Vous ne lirez pas Ils liront Je lirais Tu lirais Il lirait Nous lirions Vous liriez Ils liraient Lis Qu'il lise Lisons Lisez Ne lisez pas Qu'ils lisent Que je bise Que tu lises Qu'il lise Que nous lisions Que vous lisiez Qu'ils lisent Que je lusse Que tu lusses Qu'il lut Que nous lussions Que vous lussiez Qu'ils lussent Si vous ne lisez pas Si je lisais Si vous Usiez Lisant Lu Lus Lue Lues VERBS. You read You do not read They read I was reading I was not reading Thou wast reading He was reading He was not reading We were reading You were reading They were reading I read [ did not read Thou readest He read We read You read They read I shall read I shall not read Thou wilt read Thou wilt not read He will read He will not read We shall read You will read You will not read They will read I would read Thou wouldst read He would read We would read You would read They would read Read Let him read Let us read Read Do not read Let them read That I may read That thou mayst read That he may read That we may read That you may read That they may read That I might read That thou might read That he might read That we might read That you might read That they might read If you do not read If I read If you read Reading Read Read Read Read VERBI. VERBES. VERBS. 243 L - Legittimare LÉGITIMER TO LEGITIMATE L = Legittimato Légitimé Legitimated L • Legittimati Légitimés Legitimated L ■• Legittimata Légitimée Legitimated ( - Legittimate Légitimées Legitimated ( == Levare ( Levarsi ) Lever, se lever TO LIFT s, . Levata Levée Lifted "•». . . Levate Levée Lifted ? - Levitare Fermenter ( lever ) TO FERMENT p = Levitato Fermenté Fermented ? . Liberare DÉLIVRER To deliver (to free) ? .. Liberato Délivré Delivered V — Liberati Délivrés Delivered V = Liberata Délivrée Delivered V • Liberate Délivrées Delivered V •• Licenziare Licencier (congédier) To DISBAND 0 — Licenzio Je licencie I disband 0 = Licenzieró Je licencierai I shall disband 0 . Non mi licenzierete Vous ne me licencierez p. You will not disband me 0 .. Licenziate Licenciez Disband 1 ~ Licenziato Licencié Disbanded / = Licenziati Licenciés Disbanded / ■ Licenciata Licenciée Disbanded / •• Licenziate Licenciées Disbanded A — Limare Limer To FILE A = Limato Limé Filed A . Limati Limés Filed A .. Limata Limée Filed T - Limate Limées Filed 244 VERBI. VERBES. VERBS. L — Limitare Limiter f borner) To limit ( to hound > L = Limitato Limité Limited Limitati Limités Limited Limitata Limitée Limited ( — Limitate Limitées Limited ( = Liquidare ( un conto) Liquider To liquidate (one's debts) Liquidato Liquidé Liquidated Liquidati Liquidés Liquidated -\ - Liquidata Liquidée Liquidated H = Liquidate Liquidées Liquidated H • Lisciare Lisser To SMOOTH H •• Lisciato Lissé Smoothed 1 — Lisciati Lissés Smoothed 1 = Lisciata Lissée Smoothed i • Lisciate Lissées Smoothed 1 ■• Litigare Plaider To PLEAD o — Litigherò Je plaiderai I shall plead o = Litigherai Tu plaideras Thou wilt plead o . Litigherà Il plaidera He w ill plead 0 .. Litigheremo Nous plaiderons We shall plead "I - Litigherete Vous plaiderez You will plead 1 = Litigheranno Ils plaideront They will plead 1 . Litigando Plaidant Pleading "1 .. Litigato Plaidé Pleaded ) — Livellare Niveler TO LEVEL ) = Livellato Nivelé Leveled ) . Livellati Nivelés Leveled ) .. Livellata Nivelée Leveled + — Livellate Nivelées Leveled -h = Lodare LOLER To praise -j- Lodarvi Vous louer To praise you + . . Lodo Je loue I praise "^s Vi lodo Je vous loue I praise you -■>» =. Non vi lodo Je ne vous loue pas I do not praise you ^ Lodi Tu loues Thou praisest ~^H . . Loda Il loue He praises 0 Lodiamo Nous louons We praise p — Lodate Vous louez You praise Ò Lodano lis louent They praise ? Lodava Je louais I praised V — Lodava Il louait He praised V = Lodavamo Nous louions We praised V . Lodavate Vous louiez You praised V .. Lodavano Ils louaient They praised 0 — Lodai Je louai I praised e = Lodò Il loua He praised 0 . Lodammo Nous louâmes We praised 0 .. Lodaste Vous louâtes You praised / - Lodarono Ils louèrent They praised Loderò Je louerai I shall praise / - Vi loderò Je vous louerai I shall praise you / •• Loderai Tu loueras Thou wilt praise A — Loderà Il louera He will praise A = Loderemo Nous louerons We shall praise A • Loderete Vous louerez You will praise A .. Loderanno Us loueront They will praise T - Lodando Louant Praising VERBI. VERBES. VERBS. 245 L - Lodato Loué Praised L = Lodati Loués Praised L • Lodata Louée Praised L •• Lodate Louées Praised ( - Logora ïiE User, consumer To WEAR OUT ( = Logorato Usé Worn out ( • Logorati Usés. Worn out ( •• Logorata Usée Worn out H- Logorate Usées Worn out H = Lordare Crotte» To DIRTY H • Lordato Crotté Dirtied H •• Lordati Crottés Dirtied 1 — Lordata Crottée Dirtied 1 = Lordate Crottées Dirtied 1 • Lottare Latter To LATH I •• Lottato Latte Lath o — Lusingare Flatter, caresser TO FLATTER o = Lusingarsi Se flatter To flatter one'sseli o . Lusingarlo Le flatter To flatter him 0 .. Lusingarla La flatter To flatter her "1 - Lusingarmi Me flatter To flatter me 1 = Lusingarvi Vous flatter To flatter you 1 ■ Mi lusingo Je me flatte I flatter myself 1 .. Lusingo Je flatte I flatter ) - Non vi lusingo Je ne vous flatte pas I do not flatter you ) = Non mi lusingo Je ne me flatte pas I do not flatter mvself ) . Lusinghi Tu flattes Thou flatterest ) .. Lusinga Il flatte He flatters + — Si lusinga Il se flatte He flatters himself + = Lusinghiamo Nous flattons We flatter + . Lusingate Vous flattez You flatter + .. Vi lusingate Vous vous flattez You flatter yourselves "•s. — Lusingano Ils flattent They flatter ^. =3 Si lusingano Ils se flattent They flatter themselves >» Lusingava Je flattais I flattered -^ .. Mi lusingava Je me flattais I flattered myself ? - Lusingavi Tu flattais Thou flatteredst e = Lusingava Il flattait He flattered e . Lusingavamo Nous flattions We flattered e •• Lusingavate Vous flattiez You flattered A — Lusingavano Ils flattaient They flattered A = Non vi lusingate Ne vous flattez pas Do not flatter yourselves A • Lusingato Flatté Flattered A •• Lusingati Flattés Flattered 0 — Lusingata Flattée Flattered 0 = Lusingate Flattées M Flattered 0 • Macchiare Tacher To ENDEAVOUR 0 •• Macchiato Tâché Endeavoured / - Macchiati Tâchés Endeavoured / = Macchiata Tâchée Endeavoured / ■ Macchiate Tachées Endeavoured / •• MACCHINARE Machiner TO MACHINATE A — Macchinato Machiné Machinated A = Macchinati Machinés Machinated 21 A 246 TERBI. VERBES. VERBS. L - Macchinata Machinée Machinated L = Macchinate Machinées Machinated L • Macinare Moudre To grind L •• Macinato Moulu Ground ( - Macinati Moulus Ground ( = Macinata Moulue Ground ( • Macinate Moulues Ground ( .- Malandare Tourner à mal To turn out bad H — Malandato Tourné à mal Turned out bad H = — j . Malandati Tournés à mal Turned out bad Malandata Tournée à mal Turned out bad -{ ■■ Malandate Tournées à mal Turned out bad 1 — Maledire Maudire To CURSE j = Maledico Je maudis I curse 1 . Maledici Tu maudis Thou cursest 1 •• Maledice Il maudit He curses o — Maledite Vous maudissez You curse o = Maledicono Ils maudissent They curse 0 . Malediceva Je maudissais I cursed 0 .. Malediceva Il maudissait He cursed 1 — Maleddicevamcr Nous maudissions We cursed 1 = Maledicevate Vous maudissiez You cursed 1 . Maledicevano Ils maudissaient They cursed 1 .. Maledissi Je maudis I cursed ) - Maledisse Il maudit He cursed ) = Maledicemmo Nous maudîmes We cursed ) . Malediceste Vous maudîtes You cursed ) •• Maledissero Ils maudirent They cursed + — Maledirei Je maudirais I would curse + = Malediresti Tu maudirais Thou wouldst curse + . Maledirebbe Il maudirait He would curse + .. Malediremmo Nous maudirions We would curse ■»*, — Maledireste Vous maudiriez You would curse \ — Maledirebbero Us maudiraient They would curse \ Maledicendo Maudissant Cursing ■>* Maledetto Maudit Cursed p — Maledetti Maudits Cursed ? = Maledetta Maudite Cursed p Maledette Maudites Cursed ? •• Malfare Mal faire To DO ILL V — Malfatto Mal fait ( qui a ) Done ill ( who has ) V = Malfatti Mal faits Done ill V • Malfatta Mal faite Done ill v .. Malfatte Mal faites Done ill 0 — Malmenare Malmener TO USE ILL 0 =5 Malmenato Malmené Used ill 0 . Malmenati Malmenés Used ill 0 .. Malmenata Malmenée Used ill / - Malmanate Malmenées Used ill / = Maltrattare Maltraiter To Ill-treat / • Maltrattato Maltraité Ill-treated / .. Maltrattati Maltraités Ill-treated A — Maltrattata Maltraitée Ill-treated A = Maltrattate Maltraitées Ill-treated A . Malvedere Voir de mauvais œil TO SEE WITH AN EVIL EYE A .. Malvisto Vu de mauvais oeil Seen with an evil eye T - Malvisti Vus de mauvais œil Seen with an evil eye VERBI. VERBES. VERBS. L- L - Malvista Vue de mauvais œil Seen with an evil eye L = Malviste Vues de mauvais œil Seen with an evil eye L • Mancare Manquer To MISS L •• Mancarvi Vous manquer To miss to you ( - Mancarmi Me manquer To miss to me ( = Manco Je manque I miss ( • Non mauco Je ne manque pas 1 do not miss ( •• Manchi Tu manques Thou missest H- Manca Il manque He misses -H = Mi manca Il me manque He misses me ^ . Non manca Il ne manque pas He does not miss -\ •• Manchiamo Nous manquons We miss i - Mancate Vous manquez You miss l = Mancano Ils manquent They miss ! . Mancava Je manquais I missed 1 •• Mancavi Tu manquais Thou missedst o — Mancava tl manquait He missed 0 = Mancavamo Nous manquions We missed 0 . Mancavate Vous manquiez You missed o .. Mancavano Ils manquaient They missed 1 - Mancai Je manquai I missed 1 = Mancasti Tu manquas Thou missedst 1 . Mancò Tl manqua He missed 1 .. Mancammo Nous manquâmes We missed ) - Mancaste Vous manquâtes You missed ) = Mancarono Us manquèrent They missed ) . Mancherò Je manquerai I shall miss ) .. Non mancherò Je ne manquerai pas I shall not miss + — Mancherai Tu manqueras Thou wilt miss + = Mancherà Il manquera He will miss + . Mancheremo Nous manquerons We shall miss + .. Mancherete Vous manquerez You will miss ^ — Mancheranno Ils manqueront They will miss «*s. = Mancando Manquant Missing ■^ Mancato Manqué Missed --^ . . Mancati Manques Missed p — Mancata Manquée Missed p = Mancate Manquées Missed p . Mandare Envoyer TO SEND ? .. Mandarmi M'envoyer To send me V — Mandarvi Vous envoyer To send to you V = Mandargli Lui envoyer To send to him V • Mando J'envoie I send V .. Vi mando Je vous envoie I send you 0 — Non vi mando Je ne vous envoie pas I do not sent to you 0 = Mandi Tu envoies Thou sendest 0 . Manda 11 envoie He sends 0 .. Mandiamo Nous envoyons We send / ~ Non mi mandate Vous ne m'envoyez pas You do not send me 1 = Mandate Vous envoyez You send / • Mi mandate Vous m'envoyez You send me / •• Mandano Ils envoient They send A - Mandava J'envoyais I sent A = Mandavi Tu envoyais Thou sentest A . Mandava Il envoyait He sent A •• Mandavate Nous envoyions We sent T - Mandavamo Vous envoyiez You sent T • Mandavano Ils envoyaient They sent T .. Mandai J'envoyai |l sent 247 '248 VERBI. Mandasti Mandò Mandammo Mandaste Mandarono Manderò Vi manderò Manderai Manderà Manderemo Manderete Mi manderete Manderanno Mandatemi Mandando Mandato Mandati Mandata Mandate Maneggiare Maneggiato Maneggiati Maneggiata Maneggiate Maxgiare Mangio Non mangio Mangi Non mangi Mangia Non mangia Mangiamo Mangiate Non mangiate Mangiano Mangiava Mangiavi Mangiava Mangiavamo Mangiavate Mangiavano Mangiai Mangiasti Mangiò Mangiammo Mangiaste Mangiarono Mangerò Non mangerò Mangerai Mangerà Non lo mangerà Mangeremo Mangerete Mangeranno Mangerei Mangeresti Mangerebbe Mangeremmo VERBES. Tu envoyas Il envoya Nous envoyâmes Vous envoyâtes Ils envoyèrent J'enverrai Je vous enverrai Tu enverras Il enverra Nous enverrons Vous enverrez Vous m'enverrez Ils enverront Envoyezx . Marinata "^ . . Marinate p - Maritare ? = Marito ? . Marita p .. Maritiamo V - Maritate V = Maritai V . Maritò v .. Maritammo 0 — Maritaste 0 = Mariterò 0 . Mariterà 0 .. Mariteremo 1 - Mariterete 1 = Mariteranno / . Maritando / .. Maritata A — Maritate A = Martellare A . Martellato A .. Martellati T- Martellata T = Martellate VERBES. VERBS. Marquer To MARE Marqué Marked Marqués Marked Marquée Marked Marquées Marked Marcher To WALK Je marche I walk Il marche He walks Nous marchons We walk Vous marchez You walk Ils marchent They walk Je marchais I walked Tu marchais Thou walkedst Il marchait He walked Nous marchions We walked Vous marchiez You walked Ils marchaient They walked Je marchai I walked Tu marchas Thou walkedst Il marcha He walked Nous marchâmes We walked Vous marchâtes You walked Ils marchèrent They walked Je marcherai I shall walk Tu marcheras Thou wilt walk Il marchera He will walk Nous marcherons We shall walk Vous marcherez You will walk Ils marcheront They will walk Marchant Walking Marché Walked Mariner To picele Mariné Pickled Marines Pickled Marinée Pickled Marinées Pickled Marier TO MARRY Je marie I marry Il marie He marries Nous marions We marry Vous mariez You marry Je mariai I married Il maria He married Nous mariâmes We married Vous mariâtes You married Je marierai I shall marry Il mariera He will marry Nous marierons We shall marry Vous marierez You will marry Ils marieront They will marry Mariant Marrying Mariée Married Mariées Married Frapper du marteau ou TO HAMMER Martelé [marteler Hammered Martelés Hammered Martelée Hammered Martelées Hammered VERBI. VERBES. VERBS. 251 L - Martirizzare Martyriser TO MARTYR, TO MAKE ONE SUFFER MARTYR DOWtf L = Martirizzato Martyrisé Martired L ■ L •• Martirizzati Martyrisés, Martired Martirizzata Martyrisée Martired ( - Martirizzate Martyrisées Martired ( = Mascherare Masquer (déguiser) To mask (to disguise) ( . Mascherato Masqué Masked ( .. Mascherati Masqués Masked H - Mascherata Masquée Masked H = Mascherate Masquées Masked H • Masticare MACHER To CHEW H •■ Masticato Mâché Chewed 1 - Masticati Mâchés Chewed 1 = Masticata Mâchée Chewed 1 • Masticate Mâchées Chewed 1 • Matricolare Matriculer TO MATRICULATE o — Matricolato Matricule Matriculated o — Matricolati Matricules Matriculated o . Matricolata Matriculée Matriculated o . . Matricolate Matriculées Matriculated 1 - Mattonare Carreler TO PAVE WITH TILES 1 = Mattonato Carrelé Paved with tiles 1 . Mattonati Carrelés Paved with tiles 1 .. Mattonata Carrelée Paved with tiles ) - Mattonate Carrelées Paved with tiles ) = Maturare Mûrir To RIPEN ) . Matura Il mûrit It ripens ) .. Maturano Ils mûrissent They ripen H Maturerà Il mûrira It will ripen + = Matureranno Ils mûriront They will ripen + . Maturato Mûri Ripened + .. Maturati Mûris Ripened "■v, Maturata Mûrie Ripened ■»■- = Maturate Mûries Ripened \ . Medicare MÉDICAMENTER TO GIVE MEDICINE --, Medicato Mèdicamente Given medicine p — Medicati Médicamentés Given medicine p = Medicata Médicamentée Given medicine p . Medicate Médicamentées Given medicine e .. Meditare MÉDITER TO MEDITATE V - Medito Je médite I meditate V = Mediti Tu médites Thou meditatesi v . Medita Il médite He meditates v .. Meditiamo Nous méditons We meditate 0 — Meditate Vous méditez You meditate o = Meditano Ils méditent They meditate 0 Meditava Je méditais I meditated 0 .. Meditavi Tu méditais Thou meditatedst 1 - Meditava Il méditait He meditated 1 = Meditavamo Nous méditions We meditated / • Meditavate Vous méditiez You meditated / •■ Meditavano Ils méditaient They meditated A — Meditai Je méditai I meditated A = Meditasti Tu méditas Thou meditatedst A . Meditò Il médita He meditated 252 VERBI. VERBES. L - Meditammo Nous méditâmes L = Meditaste Vous méditâtes L . Meditarono Ils méditèrent L .. Mediterò Je méditerai ( — Mediterete Vous méditerez ( = Meditando Méditant ( . Meditato Médité ( .. Meditati Médités H — Meditata Méditée H = Meditate Méditées H . Menare Mener (conduire) H .. Menato Mené i - Menati Menés 1 = Menata Menée 1 • Menate Menées 1 .. Mendicare Mendier o — Mendicato Mendié o == Mendicati Mendiés 0 . Mendicata Mendiée 0 .. Mendicate Mendiées 1 - Mentire Mentir "1 = Mento Je mens 1 . Non mento Je ne mens pas 1 •- Menti Tu mens ) - Mente Il ment ) = Mentiamo Nous mentons ) • Mentite Vous mentez ) .. Mentono Ils mentent + — Non mentite Ne mentez pas + = Mentito Menti + . Mentovare Mentionner + .. Mentovato Mentionné -^ — Mentovati Mentionnés ->«. = Mentovata Mentionnée ■^ . Mentovate Mentionnées ■*•» .. Mercanteggiare Marchander P - Mercanteggiato Marchandé P = Mercanteggiati Marchandés P . Mercanteggiata Marchandée P Mercanteggiate Marchandées V — Meritare MÉRITER V = Merito Je mérite v . Meriti Tu mérites v .. Merita Il mérite 0 — Meritiamo Nous méritons 0 = Meritate Vous méritez 0 . Meritano Ils méritent 0 .. Meritava Je méritais / — Meritavi Tu méritais / = Meritava Il méritait / . Meritavamo Nous méritions / .. Meritavate Vous méritiez A — Meritavano Ils méritaient A = Meritai Je méritai A • Maritasti Tu méritas A -• Meritò Il mérita T- Meritammo Nous méritâmes VERBS. We meditated You meditated They meditated I shall meditate You will meditate Meditating Meditated Meditated Meditated Meditated To LEAT Led Led Led Led TO BEG Begged Begged Begged Begged TO LIE Hie I do not'lie Thou liest He lies We lie You lie They lie Do not lie Lied To MENTION Mentioned Mentioned Mentioned Mentioned To PRICE Priced Priced Priced Prcied To DESERVE I deserve Thou deserve st He deserves We deserve You deserve They deserve I deserved Thou deservedst He deserved We deserved You deserved They deserved deserved Thou deservedst He deserved We deserved VERBI. Meritaste Meritarono Meriterò Meriterai Meriterà Meriteremo Meriterete Meriteranno Meriterei Meriteresti Meriterebbe Meriteremmo Meritereste; Meriterebbero Meritando Meritato Mescolare Mescolato Mescolati Mescolata Mescolate Mettere Mettermi Mettervi Metto Metti Mette Mettiamo Non mettete Mettete Mi mettete Mettono Metteva Mettevi Metteva Mettevamo Mettevate Mettevano Misi Mettesti Mise Mettemmo Metteste Misero Metterò Metterai Metterà Metteremo Metterete Metteranno Mettete Mettendo Messo Messi Messa Messe Mettere in salvo Metto in salvo VERBES. VERBS. 253 Vous méritâtes You deserved Ils méritèrent They deserved Je mériterai I shall deserve Tu mériteras Thou wilt deserve Il méritera He will deserve Nous mériterons We shall deserve Vous mériterez You will deserve Ils mériteront They will deserve Je mériterais I would deserve Tu mériterais Thou w'ouldst deserve Il mériterait He would deserve Nous mériterions We would deserve Vous mériteriez You would deserve Ils mériteraient They would deserve Méritant Deserving Mérité Deserved MÊLER To MIX Mêlé Mixed Mêlés Mixed Mêlée Mixed Mêlées Mixed Mettre To put Me mettre To put me Vous mettre To put you Je mets I put Tu mets Thou putest Il met He puts Nous mettons We put Vous ne mettez pas You do not put Vous mettez You put Vous me mettez You put me Ils mettent They put Je mettais I put Tu mettais Thou putest Il mettait He put Nous mettions We put Vous mettiez You put Ils mettaient They put Je mis I put Tu mis Thou putest limit He put Nous mîmes We put Vous mîtes You put Ils mirent They put Je mettrai I shall put Tu mettras Thou wilt put Il mettra He will put Nous mettrons We shall put Vous mettrez You will put Ils mettront They will put Mettez Put Mettant Putting Mis Put Mis Put Mise Put Mises Put Mettre a couvert To SECURE Je mets à couvert, I secure 22 254 VERBI. L - Metti in salvo L = Mette in salvo L • Mettiamo in salvo L • • Mettete in salvo f — Mettono in salvo ( = Metteva in salvo ( • Mettevi in salvo ( •• Metteva in salvo — ? — Mettevamo in salvo ~7 = Mettevate in salvo -} • Mettevano in salvo -! . . Misi in salvo 1 - Mettesti in salvo 1 = Mise in salvo 1 • Mettemmo in salvo ! •• Metteste in salvo o — Mesero in salvo 0, = Metterò in salvo ' . Metterai in salvo o .. Metterà in salvo 1 - Metteremo in salvo 1 = Metterete in salvo 1 ■ Metteranno in salvo 1 -• Mettendo in salvo ) - Messo in salvo ) = Messi in salvo ) • Messa in salvo ) .. Messe in salvo Mettersi in salvo Mi metto in salvo Ti metti in salvo Si mette in salvo Ci mettiamo in salvo vi mettete in salvo Si mettono in salvo Mi metteva in salvo P — Ti mettevi in salvo P = Si metteva in salvo P . Ci mettevamo in salvo P . . ! Vi mettevate in salvo V — ! Si mettevano in salvo V = Mi misi in salvo V . Ti mettesti in salvo V . . Si mise in salvo 0 — Ci mettemmo in salvo 0 = Vi metteste in salvo 0 . Si misero in salvo 0 . . Mi metterò in salvo / —, Ti metterai in salvo / = ; Si metterà in salvo / . ! Ci metteremo in salvo / . . i Vi metterete in salvo A — ! Si metteranno in salvo A =' Mettendosi in salvo A • ! Messo in salvo \ .. ! Messi in salvo T — -j Messa in salvo rr — Messe in salvo VERBES. Tu mets à couvert Il met à couvert Noos mettons à couvert Vous mettez à couvert Ils mettent à couvert Je mettais à couvert Tu mettais à couvert Il mettait à couvert Nous mettions à couvert Vous mettiez à couvert Ils mettaient à couvert Je mis à couvert Tu mis à couvert Il mit à couvert Nous mîmes à couvert Vous mites à couvert Ils mirent à couvert Je mettrai à couvert Tu mettras à couvert Il mettra à couvert Nous mettrons à couvert Vous mettrez à couvert Ils mettront à couvert Mettant à couvert Mis à couvert Mis à couvert Mise à couvert Mises à couvert Mettre (se) à l'abri, à couvert Je me mets à l'abri Tu te mets à l'abri Il se met a l'abri Nous nous mettons à 1. Vous vous mettez h l'abri Ils se mettent à l'abri Je me mettais à l'abri Tu te mettais à l'abri Il se mettait à l'abri Nous nous mettions à 1. Vous vous mettiez à 1. Ils se mettaient à l'abri Je me mis à l'abri Tu te mis à l'abri Il se mit à l'abri Nous nous mimes à l'abri Vous vous mites à l'abri Ils se mirent à l'abri Je me mettrai à l'abri Tu te mettras à l'abri Il se mettra à l'abri Nous nous mettrons à I. Vous vous mettrez à 1. Ils se mettront à l'abri En se mettant à l'abri Mis à l'abri, à couvert Mis à l'abri, à couvert Mise à l'abri, à couvert Mises à l'abri, à couvert VERBS. Thou securest He secures We secure You secure They secure I secured Thou securedst He secured We secured You secured They secured I secured Thou securedst He secured We secured You secured They secured I shall secure Thou wilt secure He will secure We shall secure You will secure They will secure Securing Secured Secured Secured Secured To shelter one's self I shelter myself Thou shelterest thyself He shelters himself We shelter ourselves You shelter yourselves They shelter themselves I sheltered myself Thou sehlteredst thys. He sheltered himself We sheltered ourselves You sheltered yourselves They sheltered thems. I sheltered myself Thou shelteredst thyself He sheltered himself We sheltered ourselves You sheltered yourseh They sheltered thems. shall shelter myself Thou wilt shelter thys. He will shelter himself We shall shelter ours. You will shelter yours. They will shelter 'thems. Sheltering themselves Sheltered himself Sheltered themselves Sheltered herself Sheltered themselves VEREÎ. VERBES. VERBS. 23 L - Mietere Moissonner To reap (mow ) L = Miete Il moissonne He reaps L • Mietono lis moissonnent They reap Mieteva li moissonnait He reaped { — Mietevano Ils moissonnaient They reaped ( = Mietuto Moissonné Reaped, mown Mietuti Moissonnés Reaped, mown Mietuta Moissonnée Reaped, mown -\ - Mietute Moissonnées Reaped, mown H = MrGLIOIURE AMÉLIORER To IMPROVE H - Migliorato Amélioré Improved H •• Migliorati Améliorés Improved 1 - Migliorata Améliorée Improved 1 = Migliorate Améliorées Improved 1 • Militare Porter les armes (mil.) TO PRESENT ARMS 1 •• Militato Porté les armes Presented arms o — Minacciare Menacer TO THREATEN o = Minacciato Menacé Threatened o . Minacciati Menacés Menacée Threatened 0 .. Minacciata Threatened 1 - Minacciate Menacées Threatened 1 = Minchionare Railler To GIBE 1 . Non mi minchionate Vous ne me raillez pas You do not gibe at mt 1 .. Mi minchionate Vous me raillez You gibe at me ) - Minchionato Raillé Gibed ) = Minchionati Raillés Gibed ) . Minchionata Raillée > Gibed ) .. Minchionate Raillées Gibed + — Minorare Diminuer TO DIMINISH -t- = Minorato Diminué Diminished + . Minorati Diminués Diminished -f .. Minorata Diminuée Diminished — — Minorate Diminuées Diminished • — = Mirare Regarder fixement To STARE at **v. . Miro Je regarde iixement I stare at ^ . Miri Tu regardes fixement Thou starest at p - Mira Il regarde Iixement He stares at p = Miriamo Nous regardons fixement We stare at p . Mirate Vous regardez fixement You stare at p .. Mirano Ils regardent Iixement They stare at V - Mirava Je regardais fixement 1 stared at V = Miravi Tu regardais Iixement Thou stared st at V • Mirava Il regardait Iixement He stared at V .. Miravamo Nous regardions fixement We stared at 0 — Miravate Vous regardiez fixement You stared ad 0 = Miravano Ils regardaient fixement They stared at 0 . Mira Regarde fixement Stare 0 .. Mirate Regardez fixement Stare / ~ Mirando Regardant fixement Staring / = Mirato Regardé fixement Stared / Mirati Regardés fixement Stared / •• Mirata Regardée fixement Stared A - Mirate Regardées fixement Stared A = Misurare Mesurer To MEASURE A . Misuro Je mesure I measure A •• Misuri Tu mesures Thou measurest T - Misura Il mesure He measures T- Misuriamo Nous mesurons We measure 256 VERBI. L - Misurate L = Misurano L • Misurerò L .-. Misu rerete ( - Misurando ( = Misuralo ( • Misurati ( •• Misurata H - Misurate H = Mitigare H • Mitigato -\ ■■ Mitigati i - Mitigata Î - Mitigate 1 • MOBILARE 1 •• Mobilerò o — Mobilerai 0 = Mobilerà o . Mobileremo o .. Mobilerete 1 - Mobileranno 1 = Mobilando 1 . Mobilato 1 ■• Mobilati ) - Mobilata ) = Mobilate ) . Modellare ) .. Modello + — Modelli + == Modella -r Modelliamo + -. Modellate -v^ Modellano ^> == Modellava ■■»«. Modellavi \ . . Modellava ? — Modellavamo p = Modellavate p Modellavano ? Modellerò V — Modellerai V = Modellerà v . Modelleremo V .. Modellerete u — Modelleranno 0 = Modellate 0 . Modellando 0 .. Modellato 1 - Modellati 1 = Modellata / - Modellate / .. Modificare A — Modifico A = Modifichi A • Modifica A .. Modifichiamo T — Modificate T=' Modificano VERBES. VERBS. Vous mesurez You measure Ils mesurent They measure Je mesurerai I shall measure Vous mesurerez You will measure Mesurant Measuring Mesuré Measured Mesurés Measured Mesurée Measured Mesurées Measured MlTIGER To MITIGATE Mitigé Mitigated Mitigés Mitigated Mitigée Mitigated Mitigées Mitigated Meubler TO FDRNISB Je meublerai I shall furnish Tu meubleras Thou wilt furnish Il meublera He will furnish Nous meublerons We shall furnish Vous meublerez You will furnish Ils meubleront They will furnish Meublant Furnishing Meublé Furnished Meublés Furnished Meublée Furnished Meublées Furnished Modeler To MODEL Je modèle I model Tu modèles Thou modelest Il modèle He models Nous modelons We model Vous modelez You model Ils modèlent They model Je modelais I modeled Tu modelais Thou modeledst Il modelait He modeled Nous modelions We modeled Vous modeliez You modeled Ils modelaient They modeled Je modèlerai I shall model Tu modèleras Thou wilt model Il modèlera He will model Nous modèlerons We shall model Vous modèlerez You will model Ils modèleront They will model Modelez Model Modelant Modeling Modelé Modeled Modelés Modeled Modelée Modeled Modelées Modeled Modifier TO MODIFY Je modifie I modifiy Tu modifies Thou modifies! I l modifie He modifies Nous modifions We modify Vous modifiez You modify Ils modifient They modify VERBI. Modificherò Modificherai Modificherà Modificheremo Modificherete Modificheranno Modificando Modificato Modificati Modificata Modificate Molestare Molestando Molestato Molestati Molestata Molestate Mollificare Mollificato Mollificati Mollificata Mollificate Moltiplicare Moliiplicando Moltiplicato Moltiplicati Moltiplicata Moltiplicate Mondare Mondato Mondati Mondata Mondate Monetare Monetato Monetati Monetata Monetate Montare Monto Non monto Monti Monta Montiamo Montate 0 = Montano 0 . Montava 0 -. Montavi / ~ Montava / = Montavamo / • Montavate / .. Montavano A - Montai A = Montasti A • Montò A •• Montammo T - Montaste T = Montarono VERBES. VERBS. Je modifierai I shall modify Tu modifieras Thou wilt modify ti modifiera He will modify Nous modifierons We shall modify Vous modifierez You will modify Ils modifieront They will modify Modifiant Modifying Modifié Modified Modifiés Modified Modifiée Modified Modifiées Modified Molester To molest Molestant Molesting Molesté Molested Moiestés Molested Molestée Molested Molestées Molested AMOLLIR To SOFTEN Amolli Softened Amollis Softened Amollie Softened Amollies Softened Multiplier To multiply Mulipliant Multiplying Multiplié Multiplied Multipliés Multiplied Multipliée Multiplied Multipliées Multiplied Monder (éplucher) To cleanse Mondé Cleansed Mondés Cleansed Mondée Cleansed Mondées Cleansed Monnoyer To COIN Monnoyé Coined Monnoyés Coined Monnoyée Coined Monnoyées Coined Monter To GO UP Je monte I go up Je ne monte pas I do not go up Tu montes Thou goest up Il monte He goes up Nous montons We go up Vous montez You go up Ils montent They go up Je montais I went up Tu montais Thou wentest up Il montait He went up Nous montions We went up Vous montiez You went up Ils montaient They went up Je montai I went up Tu montas Thou wentest up Il monta He went up Nous montâmes We went up Vous montâtes You went up Us montèrent They went up 22. 257 258 VERBI. VERBES. VERBS, L - Monterò Je monterai I shall go up L = Monterai Tu monteras Thou wilt go up L • Monterà Il montera He will go up L •■ Monteremo Nous monterons We shall go up ( - Monterete Vous monterez You will go up ( = Monteranno Us monteront They will go up ( • Montate Montez Go up ( .. Montando Montant Going up H - Montato Monté Gone up 4 = MORA.LIZÀRE Moraliser TO MORALIZE H • Moralizato Moralisé Moralized -i .. Moralizati Moralises Moralized 1 - Moralizata Moralisée Moralized 1 = Moralizate Moralisées Moralized 1 • Mordere Mordre To BITE 1 •■ Morde Il mord It bites o — Mordono Ils mordent They bite o = Mordeva Il mordait It bit 0 . Mordevano Ils mordaient They bit 0 .. Morse Il mordit It bit 1 - Morsero Ils mordirent They bit 1 = Morderà Il mordra It will bite "1 ■ Morderanno Ils mordront They will bite 1 .. Morso Mordu Bitten ) - Morsi Mordus Bitten ) = Morsa Mordue Bitten ) • Morse Mordues Bitten ) .. Morire Mourir To DIE + — Muojo Je meurs I die + = Muore Il meurt He dies + . Non muore Il ne meurt pas He does not die + .. Morite Vous mourez You die ■»>>, — Muojono Ils meurent They die ^ = Morrò Je mourrai I will die "»S. . Morrai Tu mourras Thou wilt die \ . . Morra Il mourra He will die ? - Morremo Nous mourrons We will die ? = Morrete Vous mourrez You will die p Morranno Us mourront They will die ? .'. Morrei Je mourrais I would die V - Morresti Tu mourrais Thou wouldest die V = Morrebbe II mourrait He would die V . Morremmo Nous mourrions We would die V •• Morreste Vous mourriez You would die 0 — Morrebbero Us mourraient They would die 0 = Morendo Mourant Dying 0 . Morto Mort Dead 0 ■■ Morti Morts Dead 1 - Morta Morte Dead 1 = Morte Mortes Dead 1 . Mormorare Murmurer To MURMUR / •• Mormora Il murmure He murmurs A — Mormorano Us murmurent They murmur A = Mormorava Il murmurait He murmured A • Mormoravano Us murmuraient Theing 0 . Morto Mort Dead 0 ■■ Morti Morts Dead 1 - Morta Morte Dead 1 = Morte Mortes Dead 1 . Mormorare Murmurer To MURMUR / •• Mormora Il murmure He murmurs A — Mormorano Us murmurent They murmur A = Mormorava Il murmurait He murmured A • Mormoravano Us murmuraient Thec Grown mouldy Muffati Moisis Grown mouldy v^ = Muffata Moisie Grown mouldy ^ Muffate Moisies Grown mouldy •**. . . Mugghiare Mugir (beugler) To BELLOW e — Mugghia Il mugit It bellows e = Mugghiano Ils mugissent They bellow P Mugghiava Il mugissait It bellowed ? .. Mugghiavano Ils mugissaient They bellowed v — Mugghiò Il mugit It bellowed V = Mugghiarono Ils mugirent They bellowed V . Mugghiando Mugissant Bellowing v .. Mugghiato Mugi Bellowed / - Mugnere Traire To MILK. / = Munge Il trait He milks / . Mungete Vous trayez You milk / •• Mungono Ils traient They milk 0 — Mungendo Trayant Milking 0 = Munto Trait Milked 0 - Munta Traite Milked 0 .. Munte Traites Milked A — Muggire, v. Mugghiare v. Mugir To BELLOW A = Mugolare Glapir TO YELP A • Mugola Il glapit It yelps A •• Mugolano Ils glapissent They yelp T = Mugolava Il glapissait It yelped VERBI. VERBES. VERBS. Mugolavano Ils glapissaient They yelped Mugolando Glapissant Yelping Mugolato Glapi Yelped Multare Condamner a une amend. To FINE Multato Condamné à une amende Fined Multati Condamnés à une amen. Fined Multala Condamnée à une amen. Fined Multate Condamnées à une ame. Fined Multi PLic are, (v. Molti.) Multiplier TO MULTIPLY Muovere Mouvoir TO MOVE Muovo Je meus I move Muovi Tu meus Thou movest Muove 11 meut He moves Muoviamo Nous mouvons We move Muovete Vous mouvez You move Muovono Ils meuvent They move Muoveva Il mouvait He moved Muovevano Ils mouvaient They moved Mosse Il mut He moved Mossero Ils murent They moved Muovendo Mouvant Moving Mosso Mu Moved Mossi Mus Moved Mossa Mue Moved Mosse Mues Moved Muoversi a pietà Être ému To YEARN Muovetevi a pietà Soyez ému Yearn Mosso a pietà Ému Yearned Mossa a pietà Émue Yearned Murare Murer To WALL ROUND Murando Murant Walling round Murato Muré Walled round Murati Murés Walled round Murata Murée Walled round Murate Murées Walled round Mutare Changer To CHANGE Muto Je change I change Muti Tu changes Thou changest Muta Il change He changes Mutiamo Nous changeons We change Mutate Vous changez You change Mutano Ils changent They change Mutava Je cl) an geais I changed Mutavi Tu changeais Thou changedst Mutava II changeait He changed Mutavamo Nous changions We changed Mutavate Vous changiez You changed Mutavano Ils changeaient They changed Mutai Je changeai I changed Mutasti Tu changeas Thou changedst Mutò Il changea He changed Mutammo Nous changeâmes We changed Mutaste Vous changeâtes You changed Mutarono Ils cl langèrent They changed Muterò Je changerai I shall change Muterai Tu changeras Thou wilt change Muterà Il changera He will change Muteremo Nous changerons \ We shall change 261 262 VERBr, L — Muterete L = Muteranno L • Mutando L •• Mutato ( - Mutati ( - Mutata ( • Mutate c .. Mutilare 4 - Mutilato H = Mutilata -1 • Mutilate ^ .. Narrare Narrarvi i = Narrarmi Narrarci i - • Narra 0 — Narrava o = Narrò o . Narrate 0 .. Narrando 1 - Narrato 1 = Narrati 1 . Narrata 1 .. Narrate ) - Nascere ) = Nasco ) . Nasci ) .. Nasce + — Nasciamo + = Nascete + . Nascono + .. Nasceva \ — ■- Nascevi \ = Nasceva "»v . Nascevamo ^v . . Nascevate ? — Nascevano ? — Nacqui p Nascesti 0 Nacque v — Nascemmo V = Nasceste V . Nacquero V •• Nascerà 0 — Nasceranno 0 = Nascendo 0 . Nato 0 .. Nati 1 - Nata 1 = Nate 1 . Nascondere 1 ■■ Nascondervi A — Nasconderlo A = Nascondermi A • Nascondo A •• Non vi nascondo VERBES. VERBS. iVous changerez You will change Ils changeront They will change Changeant Changing Changé Changed Changés Changed Changée Changed Changées Changed Mutiler TO MUTILATE Mutilé Mutilated Mutilée Mutilated Mutilées Mutilated N Conter To RELATE Vous conter To relate you Me conter To relate me Nous conter To relate us Il conte He relates Il contait He related Il conta He related Contez Relate Contant Relating Conté Related Contés Related Contée Related Contées Related Naître To BE BORN Je nais I am born Tu nais Thou art born Il naît He is born Nous naissons We are born Vous naissez You are born Ils naissent They are born Je naissais I was born Tu naissais Thou wast born Il naissait He was born Nous naissions We were born Vous naissiez You were born Ils naissaient They were born Je nacquis I was born Tu nacquis Thou wast born Il nacquit He was born Nous nacquimes We were born Vous nacquites You were born Ils nacquirent They were born Il naîtra He will be born Ils naîtront They will be born Naissant Being born Né Been born Nés Been born Née Been born Nées Been born Cacher To HIDE Vous cacher To hide from you Le cacher To hide it Me cacher To hide from me Je cache I hide Je ne vous cache pas I do not hide from you VERBI. VERBES. VERBS. L - Nascondi Tu caches Thou hidest L = Nasconde Il cache He hides L • Nascondiamo Nous cachons We hide L •• Nascondete Vous cachez You hide ( - Mi nascondete Vous me cachez You hide from me ( = Nascondono Ils cachent They hide ( • Nascondeva Je cachais I hid ( •• Nascondevi Tu cachais Thou hiddest H - Nascondeva Il cachait He hid ^ = Nascondevamo Nous cachions We hid ^ • Nascondevate Vous cachiez You hid H •■ Nascondevano Ils cachaient Thev hid 1 - Nascosi Je cachai I hid 1 = Nascondesti Tu cachas Thou hiddesl 1 • Nascose Il cacha He hid 1 •• Nascondemmo Nous cachâmes We hid o — Nascondeste Vous cachâtes You hid o = Nascosero Ils cachèrent They hid o . Nasconderò Je cacherai I shall hide O .- Nasconderai Tu cacheras Thou wilt hide 1 - Nasconderà Il cachera He will hide 1 = Nasconderemo Nous cacherons We shall hide 1 . Nasconderete Vous cacherez You will hide 1 .. Nasconderanno Ils cacheront They will hide ) - Nascondete Cachez Hide ) = Nascosto Caché Hid ) • Nascosti Cachés Hid ) .. Nascosta Cachée Hid -+• — Nascoste Cachées Hid + = Naturalizare Naturaliser TO NATIT. ALIZE ■+■ . Natura li zato Naturalisé Naturalized + .. Natura lizati Naturalisés Naturalized \ — Naturalista Naturalisée Naturalized *>*. = Natura li za te Naturalisées Naturalized -»» . Naufragare Faire NAUFRAGE(échouer To be wrecked *■-» . . Naufrago Il fit naufrage It was wrecked p - Naufragarono Us firent naufrage They were wrecked ? = Naufragando Faisant naufrage Being wrecked p . Naufragato Fait naufrage Been wrecked p .. Navigare Naviguer TO NAVIGATE V — Navigo Je navigue I navigate V = Naviga Il navigue He navigates V . Navighiamo Nous naviguons We navigate v .. Navigate Vous naviguez You navigate 0 — Navigano Ils naviguent They navigate 0 = Navigava Je naviguais I navigated fi . Navigavi Tu naviguais Thou navigatedst 0 .. Navigava I! naviguait He navigated / - Navigavamo Nous naviguions We navigated 1 = Navigavate Vous naviguiez You navigated 1 ■ Navigavano Ils naviguaient They navigated 1 .. Navigai Je naviguai I navigated A — Navigasti Tu navigas Thou navigatedst A = Navigo Il naviga He navigated A • Navigammo Nous navigàmes We navigated A •• Navigaste Vous navigates You navigated T - Navigarono Ils naviguèrent They navigated T == Navigherò Je naviguerai I shall navigate T • Navigherai Tu navigueras Thou will navigate 263 264 VERBI. L - Navigherà L = Navigheremo L • Navigherete L •• Navigheranno ( - Navigando ( = Navigato ( ■ Negare ( -. Negarmi H- Negarvi H = Negarlo H • Nego H •• Non lo nego 1 — Non vi nego 1 = Neghi Nega Mi nega o — Neghiamo o = Negate o . Non mi negate o .. Negano 1 - Negava 1 = Negavi 1 • Negava 1 .. NegaAramo ( - Negavate ) = Negavano ) . Negai ) .. Negasti • + — Negò -4-- = Negammo + . Negaste + .. Negarono ■*. = Negozieró *»» . Negozierai *-^ . . Negozi era p - Negozieremo p = Negozierete p . Negozieranno p .. Negoziando V — Negoziato V = Negoziati V . Negoziata v .. Negoziate 0 — Nettare 0 = Netto 0 . Netti 0 .. Netta / — Nettiamo Nettate / . Nettano / •• Nettava A — Nettavi A = Nettava A • Nettavamo A •• Nettavate T — Nettavano T = Nettate T • Nettando Nous négligeâmes Vous négligeâtes Ils négligèrent Je négligerai Tu négligeras Il négligera Nous négligerons Vous négligerez Ils négligeront Négligeant Négligé Négligés Négligée Négligées NÉGOCIER Je négocie Tu négocies Il négocie Nous négocions Vous négociez Ils négocient Je négociais Tu négociais Il négociait Nous négociions Vous négociiez Ils négociaient Je négociai Tu négocias Il négocia Nous négociâmes Vous négociâtes Ils négocièrent Je négocierai Tu négocieras Il négociera Nous négocierons Vous négocierez Ils négocieront Négociant Négocié Négociés Négociée Négociées Nettoyer Je nettoie Tu nettoies Il nettoie Nous nettoyons Vous nettoyez Ils nettoient Je nettoyais Tu nettoyais Il nettoyait Nous nettoyions Vous nettoyiez Ils nettoyaient Nettoyez Nettoyant VERBS. We neglected You neglected They neglected I shall neglect Thou wilt neglect He will neglect We shall neglect You will neglect They will neglect Neglecting Neglected Neglected Neglected Neglected To negociate I negociate Thou negociatest He négociâtes We negociate You negociate They negociate negociated Thou negociatedst He negociated We negociated You negociated They negociated negociated Thou negociatedst He negociated We negociated You negociated They negociated " shall negociate Thou wilt negociate He will negociate We shall negociate You will negociate They will negociate Negociating Negociated Negociated Negociated Negociated To CLEAN I clean Thou cleanest He cleans We clean You clean They cleau I cleaned Thou cleanedst He cleaned We cleaned You cleaned They cleaned Clean Cleaning 23 265 2(3(3 VERBS. L - 1 Nettato L = Nettati L - Nettata !_ •• Nettate ( - Nevigare ( = Neviga ( Nevigava ( •• Nevigó H — Nevigherà -f = Nevi gasse ^ • Nevighi pure ^ •• Nevigando i - Nevigato i = Nitrire i • Nitrisce i .. Nitriscono 0 — Nitriva 0 = Nitrivano 0 Nitrito o .. Nobilitare 1 - Nobilitando 1 = Nobilitato 1 . Nobilitati 1 .. Nobilitata 1 - Nobilitate ) = Nodrire, v. N ) . Noleggiare ) .. Noleggio Noleggi -f = Noleggia — Noleggiamo -f .. Noleggiate ■-> — Noleggiano ~--> = Noleggiava *». . Nolegiavi ■"-* . . Noleggiava Z — Noleggiavamo ? = Noleggiavate i Noleggiavano 0 Noleggiai V — Noleggiasti V = Noleggiò V . Noleggiammo v .. Noleggiaste 0 — Noleggiarono 0 ~ Noleggerò 0 . Noleggerai 0 .. Noleggerà / - Noleggeremo / = Noleggerete / . Noleggeranno / .. Noleggiando A — Noleggiato A = Noleggiati A • Noleggiata A •• Noleggiate T — Nominare VERBS. Nettoyé Cleaned Nettoyés Cleaned Nettoyée Cleaned Nettoyées Cleaned Neiger To SNOW Il neige It snows Il neigait It was snowing Il neigea It snowed 11 neigera It will snow Qu'il neigeât That it might snow Qu'il neige Let it snow Neigeant Snowing Neigé Snow Hennir To NEIGH Il hennit It neighs Ils hennissent They neigh Il hennissait It neighed Ils hennissaient They neighed Henni Neighed Anoblir (ennoblir) TO ENNOBLE Anoblissant Ennobling Anobli Ennobled Anoblis Ennobled Anoblie Ennobled Anoblies Ennobled Nourrir To FEED Noliser ( fréter > TO FREIGHT Je nolise I freight Tu nolises Thou freightest Il nolise He freights Nous nolisons We freight Vous nolisez You freight Ils nolisent They freight Je nolisais Ï freighted Ta nolisais Thou freightedst Il nolisait He freighted Nous nolÌ5Ìons We freighted Vous nolisiez You freighted Ils nolisaient They freighted Je nolisai I freighted Tu nolisas Thou freightedst Il nolisa He freighted Nous noiisàmes We freighted Vous nolisâtes You freighted Ils nolisèrent They freighted Je noli serai I shall freight Tu noliseras Thou wilt freight Il nolisera He will freight Nous noliserons We shall freight Vous noli serez You will freight Ils noliseront They will freight Nolisant Freighting Nolise Freighted Nolises Freighted Nolisée Freighted Nolisées Freighted Nommer TO NAME YERBÏ. VERBES. verbs. '2 b Nomino Je nomme I name Non lo nomino Je ne le nomme pas I do not name him, it Nomini Tu nommes Thou names t Nomina Il nomme He names Non mi nomina Il ne me nomme pas He does not name me Nominiamo Nous nommons We name Nominate Vous nommez You name Nominano Ils nomment They name Nominava Je nommais I named Nominavi Tu nommais Thou namedst Nominava Il nommait He named Nominavamo Nous nommions We named Nominavate Vous nommiez You named Nominavano Ils nommaient They named Nominai Je nommai I named Nominasti Tu nommas Thou namedst Nominò Il nomma He named Nominammo Nous nommâmes We named Nominaste Vous nommâtes You named Nominarono Ils nommèrent They named Nominerò Je nommerai I shall name Nominerai Tu nommeras Thou wilt name Nominerà Il nommera He will name Nomineremo Nous nommerons We shall name Nominerete Vous nommerez You will name Mi nominerete Vous me nommerez You will name me Nomineranno Ils nommeront They will name Nominate Sommez Name Non mi nominate Ne me nommez pas Do not name me Nominando Nommant Naming Nominato Nommé Named Nominati Nommés Named Nominata Nommée Named Nominate Nommées Named Notare Noter (prendre note) TO NOTE DOWN Noto Je note I note down Noti Tu notes Thou notest down Nota Il note He notes down Notiamo Nous notons We note down Notate Vous note* You note down Notano Ils notent They note down Noterò Je noterai I shall note down Noterai Tu noteras Thou wilt note down Noterà Il notera He will note down Noteremo Nous noterons We shall note down Noterete Vous noterez You will note down Noteranno Ils noteront They will note dow n Notate Notez Note down Notando Notant Noting down Notato Noté Noted down Notati Notés Noted down Notata Notée Noted down Notate Notées Noted down Notificare Notifier (annoncer) TO NOTIFY Notificarvi Vous notifier To notify you Notifico Je notifie I notify Yi notifico Je vous notifie I notify you Notifichi Tu notifies Thou notifiest Notifica Il notifie He notifies 268 VERBI. L - Notifichiamo L = Notificate L • Notificano L •• Notificai ( - Notificasti ( = Notificò ( • Notificammo ( .. Notificaste H - Notificarono H = Notificherò H • Notificherai H •• Notificherà 1 - Notificheremo 1 = Notificherete I • Notificheranno 1 •• Notificate o — Notificando- o = Notificato o . Notificati 0 .. Notificata 1 - Notificate 1 = Nudare 1 . Nudando 1 .. Nudato ) - Nudati ) - Nudata ) . Nudate ) .. Numerare + — Numerate + = Numerando + . Numerato + .. Numerati -^ — Numerata ^ = Numerate \ Nuocere "-»» . . Nuocervi ? — Nuocermi p = Nuoco ? • Non nuoco ? .. Nuoci V - Nuoce V = Nociamo v . Nocete v .. Nuociono 0 — Nuoceva 0 = Nuoceva 0 . Nuocevamo 0 .. Nuocevate 1 - Nuocevano / = Nocqui / • Nocque / •• Nuocemmo A— Nuoceste A = Nocquero A • Nuocerò A •• Nuocerai T- Nuocerà T = Nuoceremo VERBES. Nous notifions Vous notifiez Ils notifient Je notifiai Tu notifias Il notifia Nous notifiâmes A7ous notifiâtes Tls notifièrent Je notifierai Tu notifieras Il notifiera Nous notifierons Vous notifierez Ils notifieront Notifiez Notifiant Notifié Notifiés Notifiée Notifiées DÉPOUILLER Dépouillant Dépouillé Dépouillés Dépouillée Dépouillées NOMBRER Nombrez Nombrant Nombre Nombres Mombrée Nombrées Nuire Vous nuire Me nuire Je nuis Je ne nuis pas Tu nuis Il nuit Nous nuisons Vous nuisez Ils nuisent Je nuisais Il nuisait Nous nuisions Vous nuisiez Ils nuisaient Je nuisis Il nuisit Nous nuisîmes Vous nuisîtes Us nuisirent Je nuirai Tu nuiras Il nuira Nous nuirons VERBS. We notify You notify They notify I notified Thou notifiedst He notified We notified You notified They notified I shall notify Thou wilt notify He will notify We shall notify You will notify They will notify Notify Notifving Notified Notified Notified Notified TO STRIP Stripping Stripped Stripped Stripped Stripped To NUMBER Number Numbering Numbered Numbered Numbered Numbered To HURT To hurt you To hurt me I hurt I do not hurt Thou hurtest He hurts We hurt You hurt They hurt I hurt He hurt We hurt You hurt They hurt I hurt He hurt We hurt You hurt They hurt I shall hurt Thou wilt hurt He shall hurt We shall hurt VERBI, VERRES. VERBS, L - Nuocerete Vous nuirez You will hurt L = Nuoceranno Ils nuiront They will hurt L . Nuocendo Nuisant Hurting L •• Nociuto Nui Hurt ( - Nuotare Nager To SWIM ( - Nuoto Je nage I swim ( • Non nuoto Je ne nage pas I do not swim ( •• Nuoti Tu nages Thou swimmest H - Nuota 11 nage He swims H - Nuotiamo Nous nageons We swim H . Nuotate Vous nagez You swim H •• Nuotano Ils nagent They swim 1 - Nuotava Je nageais I swam 1 = Nuotavi Tu nageais Thou swamest 1 • Nuotava Il nageait He swam 1 •• Nuotavamo Nous nagions We swam o — Nuotavate Vous nagiez You swam o = Nuotavano Ils nageaient They swam o . Nuoterò Je nagerai I shall swim o .. Nuoterai Tu nageras Thou wilt swim "1 - Nuoterà Il nagera He will swim 1 = Nuoteremo Nous nagerons We shall swim 1 . Nuoterete Vous nagerez You will swim 1 .. Nuoteranno Ils nageront They will swim ) - Nuotate Nagez Swim ) = Nuotando Nageant Swimming ) . Nuotato Nagé Swum ) .. Nutrire Nourrir To NOURISH + — Nutro Je nourris I nourish + = Nutri Tu nourris Thou nourishest + . Nutre Il nourris He nourishes + .. Nutriamo Nous nourrissons We nourish V - Nutrite Vous nourrisse! You nourish V = Nutrono Ils nourrissent They nourish V . Nutriva Je nourrissais I nourished v .. Nutrivi Tu nourrissais Thou nourishedst ? - Nutriva Il nourrissait He nourished p = Nutrivamo Nous nourrissions We nourished ? . Nutrivate Vous nourrissiez You nourished ? .. Nutrivano Ils nourrissaient They nourished V — Nutrii Je nourris I nourished V = Nutrì Il nourrit He nourished v . Nutrimmo Nous nourrîmes We nourished v .. Nutrisce Vous nourrîtes You nourished 0 - Nutrirono Ils nourrirent They nourished 0 = Nutrirò Je nourrirai I shall nourish 0 . Nutrirai Tu nourriras Thou wilt nourisl 0 .. Nutrirà Il nourrira He will nourish 1 - Nutriremo Nous nourrirons We shall nourish 1 = Nutrirete Vous nourrirez You will nourish ! ■ Nutriranno Ils nourriront He will nourish 1 .. Nutrendo Nourrissant Nourishing A - Nutrito Nourri Nourished A - Nutriti Nourris Nourished A . Nutrita Nourrie Nourished A ■• Nutrite Nourries J Nourished ±m 270 VERBI. VERBS. 0 L - -' Obbedire, v. Ubbidire Obéib TO OBEY L = ^Obiettare, vt Oggettan ì Objecter TO OBJECT L Obbligare Obliger To OBLIGE L •• Obbligarvi Vous obliger To oblige you ( - Obbligarmi M'obliger To oblige me ( = Obbligarlo L'obliger To oblige him ( • ! Obbligo J'oblige I oblige ( •• | Non vi obbligo Je ne vous oblige pas I do not oblige you -\ - Obblighi Tu obliges Thou obligest H = Obbliga Il oblige He obliges H • Obblighiamo Nous obligeons We oblige H •• Obbligate Vous obligez You oblige } - Mi obbligate Vous m'obligez You oblige me •1 = Obbligano Ils obligent They oblige 1 . Obbligava J'obligeais I obliged 1 .. Obbligavi Tu obligeais Thou obligedst o — Obbligava Il obligeait He obliged o = Obbligavamo Nous obligions We obliged 0 . Obbligavate Vous obligiez You obliged 0 .. Obbligavano Ils obligeaient They obliged 1 - Obbligai J'obligeai I obliged "1 = Obbligasti Tu obligeas Thou obligedst 1 . Obbligò Il obligea He obliged 1 .. Obbligammo Nous obligecâmes We obliged ) - Obbligaste Vous obligeâtes You obliged ) = Obbligarono Obbligherò Ils obligèrent They obliged ) . J'obligerai I shall oblige ) .. Vi obbligherò Je vous obligerai I shall oblige you H Obbligherai Tu obligeras Thou wilt oblige + = Obbligherà Il obligera He will oblige + . Obbligheremo Nous obligerons We shall oblige + .. Obbligherete Vous obligerez You will oblige *>> — Non mi obbligherete Vous ne m'obligerez pas You will not oblige me ^ = Obbligheranno Ils obligeront They will oblige "^ . Obbligate Obligez Oblige "^> . . Non mi obbligate Ne m'obligez pas Do not oblige me ? - Obbligando Obligeant Obliging p = Obbligato Obligé Obliged p . Obbligati Obligés Obliged ? .. Obbligata Obligée Obliged V — Obbligate Obligées Obliged V = Occorrere Falloib TO BE NECESSARY v . Occorre Il faut [t is necessary v .. Occorreva Il fallait [t was necessary 0 — Occorse Il fallut tt was necessary 0 = Occorrerà Il faudra [t will be necessary 0 . Se occorre S'il le faut [fit is necessary 0 .. Occorso Fallu 3een necessary / - Occorsi Fallu Been necessary / = Occorsa Fallu Seen necessary / . Occorse Fallu Been necessary / .. Occultare Cacher ro CONCEAL A — Occulto Fe cache [ conceal a =;, Occulti Fu caches jr rhou concealest Occulta Occultiamo Occultate Occultano Occultava Occultavi Occultava Occultavamo Occultavate Occultavano Occultai Occultasti Occultò Occultammo Occultaste Occultarono Occulterò Occulterai Occulterà Occulteremo Occulterete Occulteranno Occultate Occultando Occultato Occultati Occultata Occultate Occupare Occuparmi Occuparvi Occuparlo Occupo Mi occupo Non mi occupo Occupi Si occupa Occupa Non si occupa Mi occupa Occupiamo Non vi occupate Occupate Vi occupate Occupano Occupava Occupavi Occupava Occupavamo Occupavate Occupavano Occupai Occupasti Occupò Occupammo Occupaste Occuparono Occuperò Mi occuperò VERBES. Il cache Nous cachons Vous cachez Ils cachent Je cachais Tu cachais Il cachait Nous cachions Vous cachiez Ils cachaient Je cachai Tu cachas Il cacha Nous cachâmes Vous cachâtes Ils cachèrent Je cacherai Tu cacheras Il cachera Nous cacherons Vous cacherez Ils cacheront Cachez Cachant Caché Cachés Cachée Cachées Occuper M'occuper Vous occuper L'occuper J'occupe Je m'occupe Je ne m'occupe pas Tu occupes Il s'occupe Il occupe Il ne s'occupe pas M'occupe Nous occupons Vous ne vous occupez pas Vous occupez Vous vous occupez Ils occupent J'occupais Tu occupais Il occupait Nous occupions Vous occupiez Ils occupaient J'occupai Tu occupas Il occupa Nous occupâmes Vous occupâtes Ils occupèrent J'occuperai Je m'occuperai VERBS. 271 He conceals We conceal You conceal They conceal I concealed Thou concealedst He concealed We concealed You concealed They concealed I concealed Thou concealedst He concealed We concealed You concealed They concealed I shall conceal Thou wilt conceal He will conceal We shall conceal You will conceal They will conceal Conceal Concealing Concealed Concealed Concealed Concealed To OCCUPY To occupy me To occupy you To occupy him I occupy I occupy myself I do not occupy myself Thou occupiest He occupies himself He occupies He does not occupy him . Occupies me We occupy You do not occupy yours. You occupy You occupy yourself They occupy I occupied Thou occupiedst He occupied We occupied You occupied They occupied I occupied Thou occupiedst He occupied We occupied You occupied They occupied I shall occupy I shall occupy myself 272 VÈRBI. VERBES. VERBS, L - Occuperai Tu occuperas Thou wilt occupy L = Occuperà Il occupera He will occupy L • Occuperemo Nous occuperons We shall occupy L • Occuperete Vous occuperez You will occupy ( - Occuperanno Ils occuperont They will occupy ( = Non vi occupate Ne vous occupez pas Do not occupy you ( • Occupatevi Occupez- vous Occupy ( •• Occuperei J'occuperais I would occupy H - Occuperesti Tu occuperais Thou wouldst occup H = Occuperebbe Il occuperait He would occupy ^ . Occuperemmo Nous occuperions We would occupy H .. Occupereste Vous occuperiez You would occupy 1 - Occuperebbero Ils occuperaient They would occupy ! = Occupando Occupant Occupying 1 • Occupato Occupé Occupied 1 •• Occupati Occupés Occupied o — Occupata Occupée Occupied o = Occupate Occupées Occupied 0 . Odiare Haïr To HATE o .. Odiarmi Me haïr To hate me L — Odiarvi Vous haïr To hate you L = Odiarlo Le haïr To hate him L • Odio Je hais I hate L .. Non vi odio Je ne vous hais pas I do not hate you ) - Odii Tu hais Thou hatest ) = Odia Il hait He hates ) • Odiamo Nous haïssons We hate ) •• Odiate Vous haïssez You hate -+• — Mi odiate Vous me haïssez You hate m€ + = Odiano Ils haïssent They hate + . Odiava Je haïssais I hated + .. Odiavi Tu haïssais Thou hatedst . . Odiavate Vous haïssiez >> . . Odiavano Ils haïssaient They hated p Odiai Je haïs I hated ? = Odiasti Tu haïs Thou hatedst p Odiò Il haït He hated ? ..' Odiammo Nous haïmes We hated V — Odiaste Vous haïtes You hated V = Odiarono Ils haïrent They hated V . Odieró Je haïrai I shall hate v .. Odierai Tu haïras Thou wilt hate 0 — Odierâ Il haïra He will hate 0 = Odieremo Nous haïrons We shall hate 0 . Odierete Vous haïrez You will hate 0 .. Odieranno fis haïront They will hatf / - Odiando Haïssant Hating / = Odiato Haï Hated / ■ Odiati ffaïs Hated / .. Odiata Haïe Hated A - Odiate Haïes Hated A = Odorare Sentir (bon) TO SMELL A . Odoro Te sens I smell A .. Odori fu sens Thou smellest f — Odora I sent He smells T = Odorate Vous sentez You smell T . Odorano j [ls sentent They smell VERBI. VERBES. VERBS. L - Odorava Je sentais I smelt L = Odoravi Tu sentais Thou smeltest L • Odorava Il sentait He smelt L •• Odoravamo Nous sentions We smelt ( - Odoravate Vous sentiez You smelt ( = Odoravano Ils sentaient They smelt ( • Odorai Je sentis I smelt ( •• Odorasti Tu sentis Thou smeltest H - Odorò Il sentit He smelt ^ = Odorammo Nous sentîmes We smelt -\ . Odoraste Vous sentîtes You smelt H .. Odorarono Ils sentirent They smelt 1 ~ Odorando Sentant Smelting i = Odorato Senti Smelt I Offendere Offenser To OFFEND 1 ■• Offendermi M'offenser To offend me o — Offendervi Vous offenser To offend you o = Offendo J'offense I offend o . Non vi offendo Je ne vous offense pas I do not offend you 0 .. Offendi Tu offenses Thou offendest "1 — Offende Il offense He offends 1 = Mi offende Il m'offense He offends me "1 . Offendiamo Nous offensons We offend 1 .. Mi offendete Vous m'offensez You offend me ) — Offendete Vous offensez You offend ) = Vi offendete Vous vous offensez You are offended ) . Offendono Ils offensent They offend ) .. Offendeva J'offensais I offended H Offendevi Tu offensais Thou offendedst + = Offendeva Il offensait He offended + • Offendevamo Nous offensions We offended -f .- Offendevate Vous offensiez You offended Offendevano Ils offensaient J'offen ai They offended ■"•N. = Offesi I ofiended •v^ Vi offesi Je vous offensai I offended you \ .. Offendesti Tu offensas Thou offendedst e - Offese Il offensa He ofiended ? = Offendemmo Nous offensâmes We offended p Offendeste Vous offensâtes You offended ? •• Offesero Ils offensèrent They offended v — Offenderò J'offenserai I shall offend V = Offenderai Tu offenseras Thou wilt offend V . Offenderà Il offensera He will offend v .. Offenderemo Nous offenserons We shall offend 0 — Offenderete Vous offenserez You will offend 0 = Offenderanno Ils offenseront They will offend 0 . Offendendo Offensant Offending 0 •• Offeso Offensé Offended / - Offesi Offensés Offended / = Offesa Offensée Offended / . Offese Offensées Offended / .. Offrire Offrir TO OFFER A - Offrirvi Vous offrir To offer you A = Offro J'offre I offer A • Vi offro Je vous offre I offer you A •• Offri Tu offres Thou offerest T — Offre Il offre He offers T = Offriamo Nous offrons We offer T • JNon offrite Vous n'offrez pas You do not offer 273 274 VERBI. VERBES. VERBS. L - Offrite Vous offrez You offer L = Mi offrite Vous m'offrez You offer me L • Offrono Ils offrent They offer L •• Offriva J'offrais I offered ( - Offrivi Tu offrais Thou offeredst ( = Offriva Il offrait He offered ( • Offrivamo Nous offrions We offered ( •■ Offrivate Vous offriez You offered H - Offrivano Ils offraient They offered H = Offrii J'offris I offered 4 • Offristi Tu offris Thou offeredst •4 •• Offri Il offrit He offered 1 - Offrimmo Nous offrîmes We offered j = Offriste Vous offrîtes You offered I • Offrirono Ils offrirent They offered 1 .. Offrirò J'offrirai I shall offer o — Vi offrirò Je vous offrirai I shall offer you o = Offrirai Tu offriras Thou wilt offer 0 . Offrirà Il offrira He will offer o .. Offriremo Nous offrirons We shall offer 1 - Offrirete Vous offrirez You Avili offer 1 = Offriranno Ils offriront The will offer 1 . Offrite Offrez Offer 1 .. Offrendo Offrant Offering ) - Offerto Offert Offered ) = Offerti Offerts Offered ) . Offerta Offerte Offered ) .. Offerte Offertes Offered + — Offuscare Offusquer To obscure + = Offuscato Offusqué Obscured + . Offuscati Offusqués Obscured + .. Offuscata Offusquée Obscured >s. Offuscate Offusquées Obscured \ == Oggettàre Objecter To OBJECT •^ . Oggetto J'objecte I object ■^ . . Oggetta Il objecte He objects 0 Oggettate Vous objectez You object ? = Oggettano Ils objectent They object p . Oggetto Il objecta He objected 0 Oggettaste Vous objectâtes You objected V — Oggettarono Ils objectèrent They objected V = Oggetteró J'objecterai I shall object V . Oggetterai Tu objecteras Thou wilt object V -• Oggetterâ Il objectera He will object 0 — Oggetteremo Nous objecterons We shall object 0 = Oggetterete Vous objecterez You will object 0 . Oggetteranno Ils objecteront They will object 0 .. Oggettando Objectant Objecting / ~ Oggettato Objecté Objected / = Oggettati Objectés Objected / • Oggettata Objectée Objected / •• Oggettate Objectées Objected A — Oltraggiare Outrager (offenser) To insult (to offend A = Oltraggiando Outrageant Insulting A • Oltraggiato Outragé Insulted A •• Oltraggiati Outragés Insulted T — Oltraggiata Outragés Insulted T = Oltraggiate Outragées j Insulted Oltrepassare Outrepasser TO GO BEYOND Oltrepassando Outrepassant Going beyond Oltrepassalo Outrepassé Gone beyond Oltrepassati Outrepassés Gone beyond Oltrepassata Outrepassée Gone beyond Oltrepassate Outrepassées Gone beyond Ombrare Ombrager To SHADE Ombrando Ombrageant Shading Ombrato Ombragé Shaded Ombrati Ombragés Shaded Ombrata Ombragée ' Shaded Ombrate Ombragées Shaded Omologare Homologuer TO APPROVE OF Omologando Homologuant Approving oi Omologato Homologué Approved of Omologati Homologués Approved of Omologata Homologuée Approved of Omologate Homologuées Approved of Ondeggiare Flotter TO FLOAT Ondeggio Je flotte I float Ondeggi Tu flottes Thou floatest Ondeggia Il flotte He floats Ondeggiamo Nous flottons We float Ondeggiate Vous flottez You float Ondeggiano Ils flottent They float Ondeggiava Je flottais I floated Ondeggiavi Tu flottais Thou floatedst Ondeggiava Il flottait He floated Ondeggiavamo Nous flottions We floated Ondeggiavate Vous flottiez You floated Ondeggiavano Ils flottaient They floated Odeggiando Flottant Floating Ondeggiato Flotté Floated Onorare Honorer To HONOUR Onorarmi M'honorer To honour me Onoro J'honore I honour Onori Tu honores Thou honourest Onora Il honore He honours Mi onora M'honore Honours me Onoriamo Nous honorons We honour Onorate Vous honorez You honour Mi onorate Vous m'honorez You honour me Onorano Ils honorent They honour Onorava J'honorais I honoured Onorava Il honorait He honoured Onoravamo Nous honorions We honoured Onoravate Vous honoriez You honoured Onoravano Ils honoraient They honoured Onorai J'honorai I honoured Onorò Il honora He honoured Onorammo Nous honorâmes We honoured Onoraste Vous honorâtes You honoured Onorarono Ils honorèrent They honoured Onorerò J'honorerai I shall honour Onorerai Tu honoreras Thou wilt honour Onorerà Il honorera He will honour Onoreremo Nous honorerons We shall honour Onorerete Vous honorerez You will honour •Vii onorerete Vous m'honorerez JYou will honour mo 275 •276 L - VERBI. Onoreranno Onorate Onorando Onorato Onorati Onorata Onorate Operare Opero Operi Opera Operiamo Operate Operano Operava Operava Operavamo Operavate Operavano Operai Operasti Operò Operammo Operaste Operarono Operate Operando Operato Operati Operata Operate Opporre Opporvi Oppormi Oppongo Mi oppongo Non mi oppongo Opponi Oppone Opponiamo Vi opponete Opponete Non vi opponete Oppongono Opponeva Opponeva Opponevamo Opponevate Opponevano Opposi Oppose Opponemmo Opponeste Opposero Opporrò Non mi oporró Opporrai Opporrà Si opporrà VERBES. Ils honoreront Honorez Honorant Honoré Honorés Honorée Honorées Opérer J'opère Ta opères Il opère Nous opérons Vous opérez Ils opèrent J'opérais Il opérait Nous opérions Vous opériez Ils opéraient 'opérai Tu opéras Il opéra Nous opérâmes Vous opérâtes Ils opérèrent Opérez Opérant Opéré Opérés Opérée Opérées Opposer Vous opposer M'opposer J'oppose Je m'oppose Je ne m'oppose pas Tu opposes H oppose Nous opposons Vous vous opposez Vous opposez Vous ne vous opposez pa: Ils opposent J'opposais Il opposait Nous opposions Vous opposiez ils opposaient J'opposai Il opposa Nous opposâmes Vous opposâtes Ils opposèrent J'opposerai Je ne m'opposerai pas Tu opposeras Il opposera Il s'opposera VERBS. They will honour Honour Honouring Honoured Honoured Honoured Honoured To OPERATE Operate Thou operatest He operates We operate You operate They operate operated He operated We operated You operated They operated operated Thou operatedst He operated We operated You operated They operated Operate Operating Operated Operated Operated Operated To OPPOSE To oppose you To oppose me I oppose I oppose myself 1 do not oppose Thou opposest He opposes We oppose You oppose You oppose You do not oppose They oppose I opposed He opposed We opposed You opposed They opposed I opposed He opposed We opposed You opposed They opposed I shall oppose I shall not oppose Thou wilt oppose He will oppose He will oppose VERBI. VERBES. VERBS. L - Opporremo Nous oposerons We shall oppose L = Opporrete Vous opposerez You will oppose L • Opporranno Ils opposeront They will oppose L •• Opponete Opposez Oppose ( - Opponendo Opposant Opposing ( = Opposto Opposé Opposed ( • Opposti Opposés Opposed — Organizzava Il organisait He organized »■«, = Oragani zzavamo Nous organisions We organized ^ Organizzavate Vous organisiez You organized *"-» . . Organizzavano Us organisaient They organized P — Organizzai J'organisai I organized ? = | Organizzasti Tu organisas Thou organizedst ? . Organnizzó Il organisa He organized P .. Organizzammo Nous organisâmes We organized V — Organizzaste Vous organisâtes You organized V = Organizzarono Ils organisèrent They organized V • Organizzerò J'organiserai I shall organize v .. Organizzerai Tu organiseras Thou wilt organize 0 — Oraganizzera Il organisera He will organize 0 = Organizzeremo Nous organiserons We shall organize 0 . Organizzerete Vous organiserez You will organize 0 .. Organizzeranno Us organiseront They will organize 1 — Organizzate Organisez Organize 1 = \ Organizzando Organisant Organizing / . j Organizzato Organisé Organized / .. I Organizzati Organisés Organized A — ; Organizzata Organisée Organized A = Organizzate Organisées Organized A • Orientarsi S'orienter (t. de géogr.) TO SET TOWARDS THE E.4ST A •• J Orientato Orienté Set towards the east T - i Orientati Orientés Set towards the east Orientata Orientée Set towards the east -t- | Orientate Orientées Set towards the east VERBI. VERBES. VERBS. L - Orlare Ourler, border To hem L = Orlato Ourlé Hemmed L • Orlati Ourlés Hemmed L ■• Orlata Ourlée Hemmed ) - Orlate Ourlées Hemmed ) = Ormeggiare Ancrer ( t. de mar. ) To ANCHOR ) • Ormeggiato Ancré Anchored ) •• Ormeggiali Ancrés Anchored H - Ormeggiata Ancrée Anchored H = Ormeggiate Ancrées Anchored H • Orbare Orner, embellir To ADORN H •• Ornando Ornant Adorning 1 - Ornato Orné Adorned I = Ornati Ornés Adorned i • Ornata Ornée Adorned 1 •• Ornate Ornées Adorned o — Osare Oser To DARE 0 = Oso J'ose I dare 0 . Non oso Je n'ose pas I do not dare o .. Osi Tu osìjs Thou darest 1 - Osa Il ose He dares 1 = Non osa Il n'ose pas He does not dare 1 . Osiamo Nous osons We dare 1 .. Osate Vous osez You dare ( - Osano Ils osent They dare ( = Osava J'osais I dared ( . Non osava Je n'osais pas I did not dare ( .. Osavi Tu osais Thou daredst -f — Osava Il osait He dared + = Osavamo Nous osions We dared -f . Osavate Vous osiez You dared + .. Osavano Ils osaient They dared -^. — Osai J'osai I dared ■ —, = Osasti Tu osas Thou daredst ^s» . Osò Il osa He dared ***. . . Osammo Nous osâmes We dared ? - Osaste Vous osâtes You dared p = Osarono Ils osèrent They dared p . Oserò J'oserai I shall dare p •• Non oserò Je n'oserai pas I shall not dare V - Oserai Tu oseras Thou wilt dare V = Oserà Il osera He will dare V . Oseremo Nous oserons We shall dare V .. Oserete Vous oserez You will dare 0 — Oseranno Ils oseront Thev will dare 0 = Se osassi Si j'osais If I dared 0 . Se osaste Si vous osiez If you dared 0 .. Osando Osant Daring 1 ~ Osato Osé Dared 1 = Oscurare Obscurcir To DARREN 1 • Oscura Il obscurcit He darkens / •• Oscurano Ils obscurcissent They darken A — Oscurava Il obscurcissait He darkened A = Oscuravano Ils obscurcissaient They darkened A • Oscurò Il obscurcit He darkened A •• Oscurarono Ils obscurcirent They darkened T- Oscurerà Il obscurcira He will darken T = Oscureranno Ils obscurciront They will darken 279 mo TERBI. VERBES. VERBS. L - Oscurando Obscurcissant Darkening L = Oscurato Obscurci Darkened L • Oscurati Obscurcis Darkened L •• Oscurata Obscurcie Darkened ( - Oscurate Obscurcies Darkened ( = Ossequiare RÉVÉRER To REVERE ( • Ossequiato Révéré Revered ( .. Ossequiati Révérés Revered -c- Ossequiata Révérée Revered H = Ossequiate Révérées Revered H . Osservare ( distinta- Remarquer To REMARK H •• Osservo mente) Je remarque I remark 1 - Osservi Tu remarques Thou remarkest r = Osserva Il remarque He remarks i Osserviamo Nous remarquons We remark i .. Osservate Vous remarquez You remark o — Osservano Ils remarquent They remark 0 = Osservava Je remarquais I remarked 0 . Osservavi Tu remarquais Thou remarkedst 0 .. Osservava Il remarquait He remarked 1 - Osservavamo Nous remarquions We remarked 1 = Osservavate Vous remarquiez You remarked 1 . Osservavano Ils remarquaient They remarked 1 .. Osservai Je remarquai I remarked ) - Osservasti Tu remarquas Thou remarkedst ) = Osservò Il remarqua He remarked ) • Osservammo Nous remarquâmes We remarked ) . Osservaste Vous remarquâtes You remarked H Osservarono Ils remarquèrent They remarked + = Osservate Remarquez Remark + . Osservando Remarquant Remarking + .. Osservato Remarqué Remarked \ — Osservati Remarqués Remarked \ = Osservata Remarquée Remarked \ Osservate Remarquées Remarked \ . . Osservare Observer To OBSERVE p Osservo J'observe I observe ? = Osservi Tu observes Thou observest p . Osserva Il observe He observes ? Osserviamo Nous observons We observe v — Osservate Vous observez You observe V = Osservano Ils observent They observe V . Osservava J'observais I observed V •• Osservavi Tu observais Thou observedst 0 — Osservava Il observait He observed 0 = Osservavamo Nous observions We observed 0 . Osservavate Vous observiez You observed 0 .. Osservavano Ils observaient They observed 1 - Osservai J'observai I observed 1 = Osservasti Tu observas Thou observedst / . Osservò Il observa He observed / •• Osservammo Nous observâmes We observed A — Osservaste Vous observâtes You observed A = Osservarono Ils observèrent They observed A • Osserverò J'observerai I shall observe A •• Osserverai Tu observeras Thou wilt observe T — Osserverà Il observera He will observe T = Osserveremo Nous observerons We shall observe VERBI. VERBES. VERBS. L - - Osserverete Vous observerez You will observe L = = Osserveranno Ils observeront They will observe L . Osservate Observez Observe L • Osservando Observant Observing ( - - Osservato Observé Observed ( = - Osservati Observés Observed ( Osservata Observée Observed ( • Osservate Observées Observed H- • Osteggiare Camper TO ENCAMP H = Osteggiato Campé Encamped H • Osteggiati Campés Encamped H •• Osteggiata Campée Encamped 1 - Osteggiate Campées Encamped 1 = Ostentare Faire parade TO MAKE A SHOW 1 • Ostentato Fait parade ( qui a ) Made a show ) .. Ostentati Fait parade Made a show o — Ostentata Fait parade Made a show o = Ostentate Fait parade Made a show 0 . Ostinarsi S'OBSTINER To PERSIST IN o .. Mi ostino Je m'obstine I persist in "1 - Ti ostini Tu t'obstines Thou persistest in 1 = Si ostina Il s'obstine He persists in 1 . Ci ostiniamo Nous nous obstinons We persist in 1 .. Vi ostinate Vous vous obstinez You persist in ) - Si ostinano Ils s'obstinent They persist in ) = Si ostinava Il s'obstinait He persisted in ) . Si ostinavano Ils s'obstinaient They persisted in ) .. Si ostinò Il s'obstina He persisted in + — Si ostinarono Ils s'obstinèrent They persisted in + = Si ostinerà Il s'obstinera He will persist in -f . Si ostineranno Ils s'obstineront They will persist in + .. Ostinandosi S'obstinant Persisting in ^ — Ostinato Obstiné Persisted in ^ = Ostinati Obstinés Persisted in ^ . Ostinata Obstinée Persisted in ^x . . Ostinate Obstinées Persisted in p - Ottare Opter To CHOOSE ? = Ottando Optant Choosing ? . Ottato Opté Chosen ? .. Ottenere Obtenir To OBTAIN V — Ottengo T'obtiens I obtain V = Non ottengo te n'obtiens pas I do not obtain V . Ottieni ru obtiens Thou obtainest v .. Ottiene 11 obtient He obtains 0 — Otten ghiaino Nous obtenons We obtain 0 = Ottenete Vous obtenez You obtain 0 . Ottengono Ils obtiennent They obtain 0 .. Otteneva ['obtenais I obtained / ~ Ottenevi Tu obtenais Thou obtainedst / = Otteneva 1 obtenait He obtained / • Ottenevamo Vous obtenions We obtained / -. Ottenevate Vous obteniez You obtained A - Ottenevano ls obtenaient rhey obtained A = Ottenni 'obtins 1 obtained A • Non ottenni e n'obtins pas I did not obtain A .. Ottenesti ru obtins Thou obtainedst T - Ottenne [1 obtint He obtained :81 24. 282 VERBI. VERBES. VERBS. L - Non ottenne TI n'obtint pas He did not obtain L = Ottenemmo Nous obtînmes We obtained L • Otteneste Vous obtintes You obtained L .- Ottennero Ils obtinrent They obtained ) - Otterrò J'obtiendrai I shall obtain ) = Non otterrò Je n'obtiendrai pas I shall not obtain ) . Otterrai Tu obtiendras Thou wilt obtain ) •• Otterrà 11 obtiendra He will obtain -4~ Otterremo Nous obtiendrons We shall obtain H = Otterrete Vous obtiendrez You vili obtain H • Non otterrete Vous n'obtiendrez pas You will not obtain H •• Otterranno Ils obtiendront They will obtain 1 - Ottenendo Obtenant Obtaining 1 = Ottenuto Obtenu Obtained 1 . Ottenuti Obtenus Obtained 1 •• Ottenuta Obtenue Obtained o — Ottenute Obtenues Obtained o = Pacificare o . Paciticando 0 .. Pacificato 1 — Pacificati 1 = Pacificata 1 . Pacificate 1 .. Pagare ( - Pagarvi ( = Pagarmi ( . Pagarlo ( .. Pago + — Paghi + = Paga + . Paghiamo + .. Non mi pagate -v^ Pagate -^. = Non pagate ^*s . Pagano ^. .. Pagava ? - Pagavi p = Pagava p . Pagavamo p .. Pagavate V — Pagavano V = Pagai V • Pagasti v .. Pagò 0 — Pagammo 0 = Pagaste 0 . Pagarono 0 .. Pagherò / - Vi pagherò / = Pagherai / . Pagherà / •■ Pagheremo A - Pagherete A = Mi pagherete A - Pagheranno Pacifier Pacifiant Pacifié Pacifiés Pacifiée Pacifiées Payer Vous payer Me payer Le payer Je paye Tu payes Il paye Nous payons Vous ne me payez pas Vous payez Vous ne payez pas Ils payent Je payais Tu payais H payait Nous payions Vous payiez Ils payaient Je payai Tu payas Il paya Nous payâmes Vous payâtes Ils payèrent Je payerai Je vous payerai Tu payeras Il payera Nous payerons Vous payerez Vous me payerez Ils payeront To PACIFY Pacifying Pacified Pacified Pacified Pacified To PAY To pay you To pay me To pay him I pay Thou payest He pays We pay You do not pay me You pay You do not pay They pay I paid Thou paidst He paid We paid You paid They paid I paid Thou paidst He paid We paid You paid They paid I shall pay I shall pay you Thou wilt pay He will pay We shall pay You will pay You shall pay me They will pay VEUBI. L -. Pagate L = Pagatemi L • Pagando L •• Pagato ( - Pagati ( = Pagata ( • Pagate ( .. Palesare H- Palesando H = Palesato H • Palesati H •• Palesata 1 - Palesate 1 = Palliare 1 • Palliando 1 •• Palliato o — Palliati 0 = Palliata 0 . Palliate o .. Palpare 1 - Palpato 1 = Palpati 1 . Palpata 1 .. Palpate ) - Palpitare ) = Palpita ) . Palpitano ) .. Palpitava + - Palpitavano + — Palpitai + . Palpitasti + .. Palpitò •*»» — Palpitammo "*«» = Palpitaste ■-S. . Palpitarono "**. .. Palpitando ? - Palpitato ? = Pappare p . Pappato p .. Pappati V — Pappata V SB Pappate V . Parafrasare v .. Parafrasato 0 — Parafrasati 0 = Parafrasata 0 . Parafrasate 0 .. Paragonare / - Paragono / = Paragoni / . Paragona / ■• Paragoniamo A — Paragonate A = Paragonava A • Paragonavi A •• Paragonava T- Paragonavamo VERBES. Pàyez Payez-moi Payant Payé Payés Payée Payées DÉCOUVRIR Découvrant Découvert Découverts Découverte Découvertes Pallier (déguiser) Palliant Pallié Palliés Palliée Palliées Palper Palpé Palpés Palpée Palpées Palpiter Il palpite Ils palpitent Il palpitait Ils palpitaient Je palpitai Tu palpitas Il palpita Nous palpitâmes Vous palpitâtes Ils palpitèrent Palpitant Palpité Se gorger Gorgé Gorgés Gorgée Gorgées Paraphraser Paraphrasé Paraphrasés Paraphrasée Paraphrasées Comparer Je compare Tu compares Il compare Nous comparons Vous comparez Je comparais Tu comparais Il comparait Nous comparions VERBS. Pay Pay me Paying Paid Paid Paid Paid To DISCOVER Discovering Discovered Discovered Discovered Discovered To PALLIATE Palliating Palliated Palliated Palliated Palliated TO HANDLE GENTLY Handled gently Handled gently Handled gently Handled gently To PANT He pants They pant He panted They panted I panted Thou pantedst He panted We panted You panted They panted Panting Panted To gorge one's self Gorged Gorged Gorged Gorged TO PARAPHRASE Paraphrased Paraphrased Paraphrased Paraphrased To COMPARE I compare Thou comparest He compares We compare You compare I compared Thou comparedst He compared We compared 283 284 VERBI. L - Paragonavate L = Paragonavano L • Paragonai L • Paragonasti ( - Paragonò ( = Paragonando ( • Paragonato ( •• Paragonati H - Paragonata H = Paragonate H • Parare H .. Parando 1 - Parato 1 = Parati 1 • Parata i ■ Parate o — Pareggiace o = Pareggiando 0 . Pareggiato 0 .. Pareggiati 1 - Pareggiata 1 = Pareggiate 1 . Parere 1 .. Parermi ) - Parervi Ì = Pajo ) . Pari ) .. Mi pare -f — Pare + = Non mi pare + . Pajamo + .. Parete \ — Non mi parete ^ = Pajono \ . Pareva "s. . . Parevi ? - Pareva 0 = Mi pareva p Non mi pareva f Parevamo V — Parevate V = Parevano V . Parve v .. Parvero 0 — Parrà 0 = Vi parrà 0 . Parranno 0 .. Parendo 1 - Parso / = Parsi / . Parsa / .. Parse A - Parlamentare A = Parlamentando A • Parlamentato A .. Parlare T = Parlarvi T- Parlarmi VERBES. Vous compariez Ils comparaient Je comparai Tu comparas Il compara Comparant Comparé Comparés Comparée Comparées Parer Parant Paré Parés Parée Parées ÉGALER Egalant Egalé Egalés Egalée Egalées Paraître Me paraître Vous paraître Je parais Tu parais Il me parait Il paraît Il ne me parait pas Nous paraissons Vous paraissez Vous ne me paraissez Ils paraissent Je paraissais Tu paraissais Il paraissait Il me paraissait Ne me paraissait pas Nous paraissions Vous paraissiez Ils paraissaient Il parut Ils parurent Il paraîtra Il vous paraîtra Us paraîtront Paraissant Paru Parus Parue Parues Parlementer Parlementant Parlementé Parler Vous parler Me parler VEtîBS. You compared They compared I compared Thou compared st He compared Comparing Compared Compared Compared Compared To ADORN Adorning Adorned Adorned Adorned Adorned To EQUAL Equalling Equalled Equalled Equalled Equalled To APPEAR To appear to mé To appear to you I appear Thou appearest It appears to me He appears It does not appear to me We appear You appear You do not appear to me They appear I appeared Thou appearedst He appeared It appeared to me It did not appear to me We appeared You appeared They appeared He appeared They appeared It will appear It will appear to you They will appear Appearing Appeared Appeared Appeared Appeared To PARLEY Parleying Parleyed To SPEAK To speak to you To speak to me VERBI. Parlargli Parlo Non parlo Vi parlo Non vi parlo Parli Mi parli Parla Mi parla Non parla Parliamo Mi parlate Parlate Non mi parlate Parlano Parlava Gli parlava Parlavi Parlava Mi parlava Parlavamo Parlavate Parlavano Parlai Parlasti Parlò Parlammo Parlaste Palarono Non parlerò Parlerò Gli parlerò Parlerai Parlerà Mi parlerà Parleremo Parlerete Non parlerete Parleranno Parlerei Parleresti Parlerebbe Parleremmo Parlereste Parlerebbero Parla Non parlare Parli Parliamo Parlate Non parlate Parlino Ch'io parli Che parli Che parli Che parliamo Che parliate Che parlino Che parlassi Parlassi VERBES. Lui parler Je parie Je ne parle pas Je vous parle Je ne vous parle pas Tu parles Tu me parles Il parle Il me parle Il ne parle pas Nous parlons Vous me parlez Vous parlez Vous ne me parlez pas Ils parlent Je parlais Je lui parlais Tu parlais Il parlait Il me parlait Nous parlions Vous parliez Ils parlaient Je parlai Tu parlas Il parla Nous parlâmes Vous parlâtes Ils parlèrent Je ne parlerai pas Je parlerai Je lui parlerai Tu parleras Il parlera Il me parlera Nous parlerons Vous parlerez Vous ne parlerez pas Ils parleront Je parlerais Tu parlerais Il parlerait Nous parlerions Vous parleriez Ils parleraient Parle Ne parle pas Qu'il parle Parlons Parlez Ne parlez pas Qu'ils parlent Que je parle Que tu parles Qu'il parle Que nous parlions Que vous parliez Qu'ils parlent Que je parlasse Que tu parlasses verbs. 285 To speak to him I speak I do not speak I speak to you I do not speak to you Thou speak est Thou speakest to me He speaks He speaks to me He does not speak We speak You speak to me You speak You do not speak to me They speak I was speaking I was speaking to him Thou wast speaking He was speaking He was speaking to me We were speaking You were speaking They were speaking I spoke Thou spokest He spoke We spoke You spoke They spoke I shall not spake I shall speak I shall speak to him Thou w ilt speak He will speak He will speak to me We shall speak You will speak You will not speak They w ill speak I would speak Thou wouldst speak He would speak We would speak You w'ould speak They would speak Speak Do not speak Let him speak Let us speak Speak Do not speak Let them speak That I may speak That thou mayst speak That he may speak That we may speak That you may speak That they may speak That I might speak That thou mighst speak 286 VERBI. L - Parlasse L = Parlassimo L • Parlaste L •• Parlassero ( - Se parlassi ( - Se parlaste ( • Parlando ( •• Parlato H - Partici? are H = Participo H • Participi H •• Participa ! - Participiamo ! = Participate 1 • Partici pano 1 •• Participava o — Participavi 0 = Participava o . Participavamo o .. Participavate 1 - Participa vano 1 =? Participeró 1 . Participerai 1 .. Participera ) - Participeremo ) = Participerete ) . Participeranno ) .. Participate + — Participando + = Participato 4- . Participati + .. Participata ^ - Participate ■^ = Participare ^■v . Partici parvi -»^ . . Participo p - Vi participo p = Participi p . Participa ? •• Participiamo V — Participate V = Participano V . Participeró V •• Participerai 0 — Participera 0 = Participeremo 0 . Participerete 0 .. Participeranno / - Participate / = Participatemi / ■ Participateci / •• Participando A — Participato A = Participati A • Participata A .. Participate T — Partire T = Parto x . Non parto VERBES. Qu'il parlât Que nous parlassions Que vous parlassiez Qu'ils parlassent Si je parlais Si vous parliez Parlant Parlé Participer Je participe Tu participes 11 participe Nous participons Vous participez Ils participent Je participais Tu participais Il participait Nous participions Vous participiez Ils participaient Je participerai Tu participeras Il participera Nous participerons Vous participerez Ils participeront Participez Participant Participé Participés Participée Participées Faire part Vous faire part Je fais part Je vous fais part Tu fais part Il fait part Nous faisons part Vous faites part Ils font part Je ferai part Tu feras part Il fera part Nous ferons part Vous ferez part Ils feront part Faites part Faites-moi part Faites-nous part Faisant part Fait part Fait part Fait part Fait part Partir Je pars Je ne pars pas VERBS. That he might speak That we might speak That you might speak That they might speak If I was speaking If you were speaking Speaking Spoken To participate participate Thou participates! He participates We participate You participate They participate participated Thou participated^ He participated We participated You participated They participated I shall participate Thou wilt participate He will participate We shall participate You will participate They will participate Participate Participating Participated Participated Participated Participated To IMPART To impart to you I impart I impart to you Thou impartst He imparts We impart You impart They impart I shall impart Thou wilt impart He will impart We shall impart You will impart They will impart Impart to Impart me Impart to you Imparting Imparted Imparted Imparted Imparted To depart I depart I do not depart VERBI. VERBES. VERBS. 287 L - Parti fu pars rhou departest L = Parte [1 part Eie departs L • Non parte [1 ne part pas tie does not depart L •• Partiamo Nous partons We depart ( - Non partiamo Vous ne partons pas We do not depart ( = Partite Vous partez You depart ( • Non partite Vous ne partez pas You do not depart ( •• Partono tls partent rhey depart -\ - Non partono Ils ne partent pas They do not depart H = Partiva Je partais I departed H • Partivi Tu partais Thou departed st H •• Partiva Il partait He departed 1 - Partivamo Nous partions We departed 1 = Partivate Vous partiez You departed 1 • Partivano Ils partaient They departed I -. Partii Je partis I departed o — Partisti Tu partis Thou departedst 0 == Parti Il partit He departed 0 . Partimmo Nous partîmes We departed 0 .. Partiste Vous partîtes You departed -1 Partirono Ils partirent They departed 1 = Partirò Je partirai I shall depart "1 • Non partirò Je ne partirai pas I shall not depart 1 .. Partirai Tu partiras Thou wilt depart ) - Partirà Il partira He will depart ) = Partiremo Nous partirons We shall depart ) • Partirete Vous partirez You will depart ) .. Non partirete Vous ne partirez pas You will not depart + — Partiranno Ils partiront They will depart 4- = Non partiranno Ils ne partiront pas They will not depart + . Partite Partez Depart + ■■ Partendo Partant Departing *«*. — Partito Parti Departed -»* == Partiti Partis Departed ■*> Partita Partie Departed > .. Partite Parties Departed ? - Partorire Accoucher To be brought to bed ? = Partorì Elle accouche She is brought to bed P • Partorirà Elle accouchera She will be brought to b ? •• Partorito Accouché Brought to bed V - Pascere Paître To GRAZE V = Pasce Il paît It grazes V . Pascono Ils paissent They graze V .. Pasceva Il paissait It grazed 0 — Pascevano Ils paissaient They grazed 0 = Pascendo Paissant Grazing 0 . Pasciuto Paissant Grazed 0 .. Pasciuti Paissant Grazed / - Pasciuta Paissant Grazed / = Pasciute Paissant Grazed / . Pascolare Brouter To BROWSE / •• Pascola Il broute He browses A - Pascolano Ils broutent They browse A =-- . Pascolava Il broutait He browsed A Pascolavano Ils broutaient They browsed A • Pascolò Il brouta He browsed T - - Pascolarono Ils broutèrent They browsed T - - Pascolerà Il broutera He will browse T 'Pascoleranno Ils brouteront They will browse 288 L - L = L • L •• ( - Pascolando Pascolato Pascolati Pascolata Pascolate ( = Passare ( . Passo ( .. Passi H - Passa H = Passiamo H • Passate H •• Passano 1 - Passava Passavi ! • Passava 1 •• Passavamo o — Passavate O s= Passavano 0 . Passai 0 .. Passasti 1 - Passò 1 = Passammo 1 . Passaste 1 .. Passarono ) - Passerò ) = Passerai ) . Passera ) .. Passeremo H Passerete -f = Passeranno + . Passate + .. Passando "**, — Passato *> == Passati ■^ . Passata **•». . . Passate ? - Passare per le armi ? = Passato per le armi p . Passati per le armi ? Passata per le armi V — Passate per le armi V = Passeggiare v . Passeggio v .. Passeggi 0 — Passeggia 0 = Passeggiamo 0 . Passeggiate 0 .. Passeggiano / - Passeggiava / = Passeggiavi / . Passeggiava / .. Passeggiavamo A — Passeggiavate A = Passeggiavano A • Passeggiai A •• Passeggiasti T - Passeggiò T = Passeggiammo VERBES. Broutant Brouté Broutés Broutée Broutées Passer Je passe Tu passes Il passe Nous passons Vous passez Ils passent Je passais Tu passais Il passait Nous passions Vous passiez Ils passaient Je passai Tu passas Il passa Nous passâmes Vous passâtes Ils passèrent Je passerai Tu passeras Il passera Nous passerons Vous passerez Ils passeront Passez Passant Passé Passés Passée Passer par les armes Passé par les armes Passés par les armes Passée par les armes Passées par les armes Promener (se) Je me promène Tu te promènes Il se promène Nous nous promenons Vous vous promenez Ils se promènent Je me promenais Tu te promenais Il se promenait Nous nous promenions Vous promeniez Ils se promenaient Je me promenai Tu te promenas Il se promena Nous nous promenâmes verbs. Browsing Browsed Browsed Browsed Browsed To pass I pass Thou passest He passes We pass You pass They pass I passed Thou passedst He passed We passed You passed They passed I passed Thou passedst He passed We passed You passed They passed I shall pass Thou wilt pass He will pass We shall pass You will pass They will pass Pass Passing Past Past Past Past To be shot Been shot Been shot Been shot Been shot TO WALK ABOUT I walk ahout Thou walkest ahout He walks about We walk about You walk about They walk about I was taking a walk Thou wast taking a walk He was taking a walk We were taking a walk You were taking a walk They were taking a walk I took a walk Thou tookest a walk He took a walk We took a walk VERBI. VERBES. VERBS. ' 2£ L — Passeggiaste Vous vous promenâtes You took a walk L = Passeggiarono Ils se promenèrent They took a walk t.: Passeggerò Je me promènerai I shall take a walk Passeggerai Tu te promèneras Thou wilt take a walk ( - Passeggera Il se promènera He will take a walk ( = Passeggeremo Nous nous promènerons We shall take a walk ( • Passeggerete Vous vous promènerez You will take a walk ( • Passeggeranno Ils se promèneront They will take a walk H- Passeggiate Promenez-vous Go and take a walk H = Passeggiando Se promenant Taking a walk H . Passeggiato Promené Took a walk -1 •• Passeggiati Promenés Took a walk I — Passeggiata Promenée Took a walk 1 = Passeggiate Promenées Took a walk 1 . Passionare Tourmenter To TORMENT 1 •• Passionai Je tourmentai I tormented o — Passionasti Tu tourmentas Thou tormentedst o = Passionò Il tourmenta He tormented 0 . Passionammo Nous tourmentâmes We tormented o .. Passionaste Vous tourmentâtes You tormented 1 - Passionarono Ils tourmentèrent They tormented Passionando Tourmentant Tormenting Passionato Tourmenté Tormented Passionati Tourmentés Tormented ) — Passionata Tourmentée Tormented ) = Passionate Tourmentées Tormented Pasturare Mener paître TO LEAD TO PASTURE Pastura Il mène paître He leads to pasture + — Pasturano Ils mènent paître They lead to pasture + = Pasturava Il menait paître He led to pasture + . Pasturavano Ils menaient paître They led to pasture + .. Pasturando Menant paître Leading to pasture *""■•» — Pasturato Mené paître Led to pasture «V. = Patire Souffrir TO SUFFER "■V. Patisco Je souffre I suffer *»* .. Patisci Tu souffres Thou sufferest p — Patisce Il souffre He suffers p = Patiamo Nous souffrons We suffer p . Patite Vous souffrez You suffer p .. Patiscono Ils souffrent They suffer V — Pativa Je souffrais I suffered V = Pativi Tu souffrais Thou sufferedst V . Pativa Il souffrait He suffered V .. Pativamo Nous souffrions We suffered 0 — Pativate Vous souffriez You suffered 0 = Pativano Ils souffraient They suffered 0 . Patii Je souffris I suffered 0 .. Patisti Tu souffris Thou sufferedst 1 — Pati Il souffrit He suffered Patimmo Nous souffrîmes We suffered / . Patiste Vous souffrîtes You suffered / .. Patirono Ils souffrirent They suffered A — Patirò Je souffrirai I shall suffer A = Patirai Tu souffriras Thou wilt suffer A • Patirà Il souffrira He will suffer A .. Patiremo Nous souffrirons We shall suffer T — Patirete Vous souffrirez You will suffer T = \ Patiranno Ils souffriront They will suffer 23 \ 290 L - L = L • L •• . . . Perseguitai Je persécutais I persecuted p Perseguitò Il persécuta He persecuted ? = Perseguitammo Nous persécutâmes We persecuted p Perseguitaste Vous persécutâtes You persecuted ? .'. Perseguitarono Ils persécutèrent They persecuted V — Perseguiterò Je persécuterai I shall persecute V = Lo perseguiterò Je le persécuterai I shall persecute him v . Perseguiterai Tu persécuteras Thou wilt persecute V •• Perseguiterà Il persécutera He will persecute / - Perseguiteremo Nous persécuterons We shall persecute / = Perseguiterete Vous persécuterez You will persecute / . Perseguiteranno Ils persécuteront They will persecute / Perseguitando Persécutant Persecuting 0 — Perseguitato Persécuté Persecuted 0 — Perseguitati Persécutés Persecuted 0 . Perseguitata Persécutée Persecuted 0 .. Perseguitate Persécutées Persecuted A - Perseverare Persévérer TO PERSEVERE A = Perseverando Persévérant Persevering A • Perseverato Persévéré Persevered A .- Perseverati Persévères Persevered T - Perseverata Perévérée Persevered T = Perseverate Persévérées Persevered VERBI. VERBES. VERBS. 297 L - Persuadere Persuader To persuade L - Persuaderlo Le persuader To persuade him L • Persuadervi Vous persuader To persuade you L •• Persuadermi Me persuader To persuaderne ( - Persuado Je persuade I persuade ( = Vi persuado Je vous persuade I persuade you ( ■ Persuadi Tu persuades Thou persuadest ( • Persuade Il persuade He persuades H - Persuadiamo Nous persuadons We persuade H = Mi persuadete Vous me persuadez You persuade me H - Persuadete Vous persuadez You persuaded H -• Persuadono Ils persuadent They persuaded 1 - Persuadeva Je persuadais I persuaded 1 = Persuadevi Tu persuadais Thou persuadest 1 • Persuadeva Il persuadait He persuaded 1 •• Mi persuadeva 11 me persuadait He persuaded me o — Persuadevamo Nous persuadions We persuaded o = Persuadevate Vous persuadiez You persuaded 0 . Persuadevano Ils persuadaient They persuaded 0 .. Persuasi Je persuadai I persuaded 1 - Mi persuasi Je me persuadai I persuaded myself 1 = Persuadesti Tu persuadas Thou persuadedst 1 ■ Persuase Il persuada He persuaded 1 .. Persuademmo Nous persuadâmes We persuaded ) - Persuadeste Vous persuadâtes You persuaded ) = Persuasero Ils persuadèrent They persuaded ) . Persuaderò Je persuaderai I shall persuade ) .. Vi persuaderò Je vous persuaderai I shall persuade you + — Persuaderai Tu persuaderas Thou wilt persuade + = Persuaderà Il persuadera He will persuade + . Persuaderemo Nous persuaderons We shall persuade -4- .. Persuaderete Vous persuaderez Y^ou will persuade -o» Non mi persuaderete Vous ne me persuaderez You will not persuade me ■V, == Persuaderanno Ils persuaderont [pas They will persuade \, Persuadetevi Persuadez-vous Persuade •>% Persuadendo Persuadant Persuading p - Persuaso Persuadé Persuaded p = Persuasi Persuadés Persuaded p . Persuasa Persuadée Persuaded ? .. Persuase Persuadées Persuaded V - Pervenire Parvernir To succeed ( to arrive ) V == Pervenuto Parvenu Succeeded v . Pervenuti Parvenue Succeeded v .. Pervenuta Parvenus Succeeded 0 — Pervenute Parvenues Succeeded 0 = Pervertire Pervertir To pervert 0 . Pervertito Perverti Perverted 0 .. Pervertiti Pervertis Perverted / - Pervertita Pervertie Perverted / = Pervertite Perverties Perverted / . Pesare Peser To WEIGH / Peso Je pèse [ weigh A — Pesi Tu pèses Thou weighest A = Pesa Il pèse He weighs A • Pesiamo Nous pesons We weigh A •■ Pesate Vous pesez You weigh T- Pesano Ils pèsent They weigh T = Pesava Je pesais [ weighed 298 VERBI. L - Pesavi L = Pesava L • Pesavamo L •• Pesavate ( - Pesavano ( = Pesai ( • Pesasti ( •• Pesò H - Pesammo H - Pesaste H • Pesarono H •• Peserò 1 - Peserai I = Peserà 1 . Peseremo 1 •- Peserete o — Peseranno 0 = Pesate 0 . Pesando 0 .. Pesato 1 - Pesati 1 = Pesata 1 . Pesate 1 .. Pescare ) - Pesco ) = Peschi ) . Pesca ) . Peschiamo + — Pescate + = Pescano + . Pescando + .. Pescato ^ — Pescati ""«s. = Pescata -*. . Pescate *"-. . . Pestare P ~ Pestando P = Pestato P • Pestati P •• Pestata V - Pestate V = Pettinare V . Pettinando V .. Pettinato 0 — Pettinati 0 = Pettinata 0 . Pettinate 0 .. Piacere 1 - Piaccio 1 = Piaci / . Vi piace / .. Mi piace A — Piace A = Non mi piace A . Piacciamo A ... Piacete T- Mi piacete T=l Piacciono VERBES. VERBS. Ta pesais Thou weighedst Il pesait He weighed Nous pesions We weighed Vous pesiez You weighed Ils pesaient They weighed Je pesai I weighed Tu pesas Thou weigedst Il pesa He weighed Nous pesâmes We weighed Vous pesâtes You weighed Ils pesèrent They weighed Je pèserai I shall weigh Tu pèseras Thou wilt weigh Il pèsera He will weigh Nous pèserons We shall weigh Vous pèserez You will weigh Ils pèseront They will weigh Pesez Weigh Pesant Weighing Pesé Weighed Pesés Weighed Pesée Weighed Pesées Weighed PÊCHER To FISH Je pèche I fish Tu pêches Thou fishest Il pèche He fishes Nous péchons We fish Vous péchez You fish Ils pèchent They fish Péchant Fishing Péché Fished Péchés Fished Pêchée Fished Pêchées Fished Piler To POUND Pilant Pounding Pilé Pounded Piles Pounded Pilée Pounded Pilées Pounded Peigner To COMB Peignant Combing Peigné Combed Peignés Combed Peignée Combed Peignés Combed Plaire TO PLEASE Je plais I please Tu plais Thou pleasest Il vous plaît [t pleases you Il me plaît ft pleases me Il plaît He pleases Il ne me plaît pas ïe does not please me Nous plaisons We please Vous plaisez Sfou please Vous me plaisez ifou please me Ils plaisent rhey please VERBI. VERBES. VERBS. Piaceva Je plaisais I pleased Piacevi Tu plaisais Thou pleasedst Piaceva Il plaisait He pleased Piacevamo Nous plaisions We pleased Piacevate Vous plaisiez You pleased Piacevano Ils plaisaient They pleased Piacqui Je plus I pleased Piacesti Ta plus Thou pleasedst Piacque Il plut He pleased Piacemmo Nous plûmes We pleased Piaceste Vous plûtes You pleased Piacquero Ils plurent They pleased Piacerò Je plairai I shall please Piacerai Tu plairas Thou wilt please Piacerà Il plaira He will please Piaceremo Nous plairons We shall please Piacerete Vous plairez You will please Piaceranno Ils plairont They will please Se mi piacesse S'il me plaisait If he pleased me Piacendo Plaisant Pleasing Piaciuto Plu Pleased Piaciuti Plu Pleased Piaciuta Plu Pleased Piaciute Plu Pleased Piangere Pleurer To weep Piango Je pleure I weep Piangi Tu pleures Thou weepest Piange Il pleure He weeps Piangiamo Nous pleurons We weep Piangete Vous pleurez You weep Piangono Ils pleurent They weep Piangeva Je pleurais I wept Piangevi Tu pleurais Thou weptst Piangeva Il pleurait He wept Piangevamo Nous pleurions We wept Piangevate Vous pleuriez You wept Piangevano Ils pleuraient They wept Piansi Je pleurai I wept Piangesti Tu pleuras Thou weptst Pianse Il pleura He wept Piangemmo Nous pleurâmes We wept Piangeste Vous pleurâtes You wept Piansero Ils pleurèrent They wept Piangerò Je pleurerai I shall weep Piangerai Tu pleureras Thou wilt weep Piangerà Il pleurera He w il* weep Piangeremmo Nous pleurerons We shall weep Piangerete Vous pleurerez You will weep Piangeranno Ils pleureront They will weep Non piange Ne pleure pas Do not weep Non piangete Ne pleurez pas Do not weep Piangendo Pleurant Weeping Pianto Pleuré Wept Pianti Pleures Wept Pianta Pleurée Wept Piante Pleurées Wept Piantare Planter TO PLANT Pianto Je plante I plant Pianti Tu plantes Thou plantest 299 - _ 300 VERBI. L - Pianta L = Piantiamo L - Piantate L •• Piantano ( - Pianteranno ( = Piccare ( • Piccato ( •• Piccati H- Piccata H = Piccate ^ • Picchiare, v. H -. Piegare 1 — Piego 1 = Pieghi 1 . Piega 1 •• Pieghiamo o — Piegate o = Piegano o . Piegate o .. Piegando 1 - Piegato "1 = Piegati Piegata Piegate ) _ Pigliare ) = Pigliarci Pigliarete Pigliate + — Pigliando + = Pigliato -4- . Pigliati 4- .. Pigliata -»«. — Pigliate •^ = PlNGERE, V. D *•». . Piombare *•*. .. Piomba P - Piombano P = Piombava P • Piombavano P .. Piombò V - Piombarono V = Piomberà V - Piomberanno V .. Piombando 0 — Piombato 0 — Piombati 0 . Piombata 0 .. Piombate 1 - Piovere 1 = Piove 1 . Pioveva / .. Piobbe A — Pioverà A = Piova A • Piovesse A •• Piovendo T — Piovuto VERBES. VERBS. Il piante He plants Nous plantons We plant Vous plantez You plant Ils plantent They plant Ils planteront They will plant Piquer To PRICK Piqué Pricked Piqués Pricked Piquée Pricked Piquées Pricked Frapper To KNOCK Plier TO FOLD Je plie I fold Tu plies Thou foldest Il plie He folds Nous plions We fold Vous pliez You fold Ils plient They fold Pliez Fold Pliant Folding Plié Folded Plies Folded Pliée Folded Pliées Folded Prendre, saisir To take, to seize Je prendrai I shall take Vous prendrez You will take Prenez Take Prenant Taking Pris Taken Pris Taken Prise Taken Prises Taken Peindre To PAINT Tomrer à plomb To fall perpendicularly Il tombe à plomb It falls perpendicularly Ils tombent à plomb They fall perpendicularl Il tombait à plomb It fell perpendicularly Ils tombaient à plomb They fell perpendicularl Il tomba à plomb It fell perpendicularly Ils tombèrent à plomb They fell perpendicularl Il tombera à plomb It will fall perpendicular. Ils tomberont à plomb They will fall perpendic. Tombant à plomb Falling perpendicularly Tombé à plomb Fallen perpendicularly Tombés à plomb Fallen perpendicularly Tombée à plomb Fallen perpendicularly Tombées à plomb Fallen perpendicularly Pleuvoir To RAIN Il pleut It rains Il pleuvait It was raining Il plut It rained Il pleuvra It will rain Qu'il pleuve Let it rain Qu'il plût That it might rain Pleuvant Raining Plu Rained Pipare Pipo Pipi Pipa Pipiamo Pipate Pipano Pipava Pipavi Pipava Pipavamo Pipavate Pipavano Pipando Pipato Pizzicare Pizzicato Pizzicati Pizzicata Pizzicate Poltroneggiare Poltroneggio Poltroneggi Poltroneggia Poltroneggiamo Poltroneggiate Poltroneggiano Poltroneggiava Poltroneggiavi Poltroneggiava Poltroneggiavamo Poltroneggiavate Poltroneggiavano Poltroneggiando Poltroneggiato Pompeggiare Pompeggia Pompeggiano Pompeggiando Pompeggiato Popolare Popolando Popolato Popolati Popolata Popolate Poppare Poppa Poppava Poppando Poppato Porgere Porgervi Porgermi Vi porgo Porgo Porgi VERBS. 301 Fumer la pipe Je fume la pipe Ta fumes la pipe Il fume la pipe Nous fumons la pipe Vous fumez la pipe Ils fument la pipe Je fumais la pipe Tu fumais la pipe Il fumait, la pipe Nous fumions la pipe Vous fumiez la pipe Ils fumaient la pipe Fumant la pipe Fumé la pipe Pincer Pincé Pinces Pincée Pincées Vivre dans la paresse Je vis dans la paresse Tu vis dans la paresse Il vit dans la paresse Nous vivons dans la par. Vous vivez dans la par. Ils vivent dans la paresse Je vivais dans la paresse Tu vivais dans la paresse Il vivait dans la paresse Nous vivions dans la p. Vous viviez dans la p. Ils vivaient dans la p. Vivant dans la paresse Vécu dans la paresse Faire parade (de luxe) Il fait parade Ils font parade Faisant parade Fait parade Peupler Peuplant Peuplé Peuplés Peuplée Peuplées Tetter Il tette Il tettait. Tettant Tette Tendre Vous tendre Me tendre Je tends Je vous tend.-. Tu tends To SMORE A PIPE smoke a pipe Thou smokest a pipe He smokes a pipe We smoke a pipe You smoke a pipe They smoke a pipe 1 smoked a pipe Thou smoked a pipe He smoked a pipe We smoked a pipe You smoked a pipe They smoked a pipe Smoking Smoked To PINCH Pinched Pinched Pinched Pinched TO LIVE IN IDLENESS I live in idleness Thou livest in idleness He lives in idleness We live in idleness You live in idleness They live in idleness I lived in idleness Thou livedst in idleness He lived in idleness We lived in idleness You lived in idleness They lived in idleness Living in idleness Lived in idleness TO MAKE A SHOW He makes a show They make a show Making a show Made a show To PEOPLE Peopleing Peopled Peopled Peopled Peopled To SUCK It sucks It sucked Sucking Sucked To aim AT To aim at you To aim at me I aim at I aim at you Thou aimes t at 26 302 YERBI. VERBES. VERBS. L — Porge Il tend Eie aims at L — Porgiamo Nous tendons We aim at L Porgete Vous tendez You aim at L • • Mi porgete Vous me tendez You aim at me ( — Porgono Us tendent Tliey aim at ( = Porgeva Je tendais [ aimed at ( . Gli porgeva Porgevi Porgeva Mi porgeva Je lui tendais I aimed at him ( .- H- H = Tu tendais Thou aimedst at [1 tendait He aimed at Il me tendait He aimed at me ^ • 1 — Porgevamo Porgevate Porgevano Nous tendions We aimed at Vous tendiez You aimed at Ils tendaient They aimed at ! = Porgetemi Tendez-moi Aim at me Porgendo Tendant Aiming at 1 •' Porto Tendu Aimed at o — Porre Placer To PLACE 0 = Porlo Le placer To place it o . Porla La placer To place her 0 .. Porli Les placer To place them 1 - Porle Les placer To place them. 1 = Pongo Je place I place 1 . Poni Tu places Thou placest 1 .. Pone Il place He places ) - Ponghiamo Nous plaçons We place ) = Ponete Vous placez You place ) . Pongono Ils placent They place ) .. Poneva Je plaçais I placed -\ — Ponevi Tu plaçais Thou placedsl + — Poneva Il plaçait He placed + . Ponevamo Nous placions We placed + •• Ponevate Vous placiez YTou placed Ponevano Ils plaçaient They placed ^ __ Posi Je plaçai I placed ^ Ponesti Tu plaças Thou placedst ^ Pose Il plaça He placed p — Ponemmo Nous plaçâmes We placed ? = Poneste Vous plaçâtes You placed e • Posero Ils placèrent They placed p .'. Porrò Je placerai I shall place V — Porrai Tu placeras Thou wilt place V == Porrà Il placera He will place V • Porremo Nous placerons We shall place V •• 0 — Porrete Vous placerez You will place Porranno Ils placeront They will place j0 = Ponete Placez Place 0 . 0 .. / - / = / • Ponendo Plaçant Placing Posto Placé Placed Posti Placés Placed Posta Poste Placée Placées Placed Placed / •• A - A = A • A • T- T = T Portare Porter To CARRY . Portarvi Vous porter To carry to you Portarlo Le porter To carry it Porto Je porte I carry Porti Tu portes Thou carriest . Porta Il porte He carries Portiamo { Nous portons We carry Portate [Vous portez You carry VERBI. L - Portano L = Por tea va L • Portavi L •• Portava ( - Portavamo ( = Portavate ( • Portavano ( •• Portai H- Portasti -1 = Portò -\ • Portammo H •• Portaste 1 - Portarono 1 = Porterò 1 . Porterai i •• Porterà o — Porteremo o = Porterete o . Porteranno 0 .. Portate 1 - Portando 1 = Portato 1 . Portati 1 .. Portata ) - Portate ) = Portar via ) . Porto via ) •- Porti via + — Porta via + = Portiamo via a. Portate via 4- .. Portano via ^». — Portava via ^ = Portavi via ^>. . Portava via ^ . . Portavamo via p — Portavate via P = Portavano via ? - Portate via ? •• Portando via V — Portato via V = Portati via v . Portata via V •• Portate via 0 — Posare 0 = Poso 0 . Posi 0 .. Posa / - Posiamo / = Posate / . Posano / .. Posate A — ! Posando A = Posato A • Posati A •• Posata T - Posate T = Posporre T • Posposto VERBES. Ils portent Je portais Tu portais Il portait Nous portions Vous portiez Ils portaient Je portai Tu portas Il porta Nous portâmes Vous portâtes Ils portèrent Je porterai Tu porteras Il portera Nous porterons Vous porterez Ils porteront Portez Portant Porté Portés Portée Portées Emporter (enlever) J'emporte Tu emportes Il emporte Nous emportons Vous emportez Us emportent J'emportais Tu emportais Il emportait Nous emportions Vous emportiez Us emportaient Emportez Emportant Emporté Emportés Emportée Emportées Poser Je pose Tu poses Il pose Nous posons Vous posez Ils posent Posez Posant Posé Posés Posée Posées Mettre après Mis après VERBS. 303 They carry I carried Thou carriedst He carried We carried You carried They carried I carried Thou carriedst He carried We carried You carried They carried I shall carry Thou wiL carry He will carry We shall carry You will carry They will carry Carry Carrying Carried Carried Carried Carried TO RUN AWAY WITH I run away with Thou runnest away with He runs away with We run away with You run away with They run away with Ï ran away with Thou rannest away with He ran away with We ran away with You ran away with They ran away with Run away with Running away with Run away with Run away with Run away with Run away with To lay lay Thou layest He lays We lay You lay They lay Lay Laying Laid Laid Laid Laid TO PLAGE AFTER Placed after 304 L - L = L • L - ( ( = ( ( H — Potere H = Posso H Non posso Se posso — Se non posso = Puoi . Se puoi Non puoi O — Se non puoi O = 0 . 0 .. 1 - 1 = 1 . 1 .. ) - ) = ) . ) .. ■f ? p o ? V V V V 0 0 (ô (Ì I I I I .. A — A — A • A •• T - VERBI. Posposti Posposta Posposte Postillare Postillato Postillati Postillata Postillate Può Non può Si può? Si può Non si può Possiamo Non possiamo Se possiamo Potete Non potete Se potete Se non potete = Non possono Se possono . Possono — Poteva = Non poteva Potevi . . Poteva — Non poteva = Potevamo Potevate . . Non potevate — Potevano Non potevano . Potei . . Non potei — Potesti IN on potè Potè Non si potè Potemmo = Poteste Non poteste Poterono Potrò Non potrò Potrai Potrà Si potrà X = Potremo VERBES. Mis après Mise après Mises après Apostiller Apostille Apostilles Aposti liée Apostillées Pouvoir Je puis Je ne puis pas Si je puis Si je ne puis pas Tu peux Si tu peux Tu ne peux pas Si tu ne peux pas Il peut Il ne peut pas Peut-on? On peut On ne peut pas Nous pouvons Nous ne pouvons pas Si nous pouvons Vous pouvez Vous ne pouvez pas Si vous pouvez Si vous ne pouvez pas Ils ne peuvent pas S'ils peuvent Ils peuvent Je pouvais Je ne pouvais pas Tu pouvais Il pouvait Il ne pouvait pas Nous pouvions Tous pouviez Vous ne pouviez pas Ils pouvaient Ils ne pouvaient pas Je pus Je ne pus pas Tu pus Il ne put pas Il put On ne put pas Nous pûmes Vous pûtes Vous ne pûtes pas Ils purent Je pourrai Je ne pourrai pas Tu pourras Il pourra On pourra Nous pourrons VERBS. | Placed after Placed after Placed after TO WRITE NOTES IN TIIE MARGIN Written notes in the m. Writt. notes in the mar. Writt. not. in the marg. Writt. not. in the marg. To BE ABLE can can not If I can If I can not Thou canst If thou canst Thou canst not If thou canst not He can He can not Can a person? One can One can not We can We can not If we can You can You can not If you can If you can not They can not If they can They can I could I could not Thou couldst He could He could not We could You could You could not They could They could not I could I could not Thou couldst He could not He could He could not ZH We could You could You could not They could I shall he ahle I shall not he able Thou wilt be able He will be able One could be able We shall be able VERBI. VERBES. VERBS. JOc> Potrete Vous pourrez You will be able Se potrete Si vous pouvez li you be able Potranno Us pourront They will be able Potrei Je pourrais I could Non potrei Je ne pourrais pas I could not Poresti Tu pourrais Thou couldst Non potrebbe Il ne pourrait pas He couid not Potrebbe Il pourrait He could Si potrebbe On pourrait You could Potremmo Nous pourrions We could Non potremmo Nous ne pourrions pas We could not Potreste Vous pourriez One could Non potreste Vous ne pourriez pas You could not Potrebbero Ils pourraient They could Non potrebbero Ils ne pourraient pas They could not Puoi tu ? Peux-tu ? Canst thou? Potete voi ? Pouvez-vous ? Can you? Che possa Que je puisse That I may be able Che possa Que tu puisses That thou mayst be able Che possa Qu'il puisse That he may be able Che possiamo Que nous puissions That we may be able Che possiate Que vous puissiez That you may be able Che possano Qu'ils puissent That they may be able Che potessi Que je pusse That I might be able Potessi Que tu pusses That thou mightst be able Potesse Qu'il put That he might be able Potessimo Que nous pussions That we might be able Poteste Que vous pussiez That you might be able Potessero Qu'ils pussent That thev might be able Se potessi Si je pouvais If I could Se non potessi Si je ne pouvais pas If I could not Se potessi Si tu pouvais If thou couldst Se non potessi Si tu ne pouvais pas If thou couldst not Se potesse S'il pouvait If he could Se non potesse S'il ne pouvait pas If he could not Se si potesse Si on pouvait If one could Se non si potesse Si l'on ne pouvait pas Itone could not Se non potessimo Si nous ne pouvions pas If we could not Se potessimo Si nous pouvions If we could Se poteste Si vous pouviez If you could Se non poteste Si vous ne pouviez pas If you could not Se potessero S'ils pouvaient If they could Se non potessero S'ils ne pouvaient pas If they could not Potendo Pouvant Being able Potuto Pu Been able Pranzare Dîner To DINE Pranzo Je dîne I dine Pranzi Tu dines Thou dinest Pranza Il dîne He dines Pranziamo Nous dînons We dine Pranzate Vous dinez You dine Pranzano Ils dinent They dine Pranzai Je dînai I dined Pranzasti Tu dînas Thou dincdsl Pranzò Il dîna He dined Pranzammo Nous dînâmes We dined Pranzaste Vous dînâtes You dined Pranzarono Ils dînèrent They dined Pranzerò Je dînerai I shall dine 26. .30(5 VERBI. VERBES. VERBS. L - Pranzerai Tu dineras Thou wilt dine L = Pranzerà Il dînera He will dine L • Pranzeremo Nous dînerons We shall dine L •• Pranzerete Vous dînerez You will dine ( - Pranzeranno Ils dîneront They avi 11 dine ( = Pranzando Dînant Dining ( • Pranzato Dîné Dined ( •• Praticare Pratiquer, exercer To PRACTICE H- Non praticate Vous ne pratiquez pas You do not practice _[ = Praticate Pratiquez Practice H • Praticando Pratiquant Practicing H •• Praticato Pratiqué Practiced 1 — Particati Pratiqués Practiced 1 = Praticata Pratiquée Practiced 1 • Praticate Pratiquées Practiced I .. Precedere Précéder To PRECEDE o — Precedo Je précède I precede o = Precedi Tu précèdes Thou precedest 0 . Precede Il précède He precedes o .. Precediamo Nous précédons We precede 1 - Precedete Vous précédez You precede 1 = Precedono Ils précèdent They precede 1 . Precedeva Je précédais I preceded "1 .. Precedevi Tu précédais Thou precededst ) - Precedeva Il précédait He preceded ) = Precedevamo Nous précédions We preceded ) . Precedevate Vous précédiez You preceded ) .. Precedevano Ils précédaient They preceded + — Precederò Je précéderai I shall precede + = Precederai Tu précéderas Thou wilt precede + . Precederà Il précédera He will precede + .. Precederemo Nous précéderons We shall precede "*». — Precederete Vous précéderez You will precede *»«. = Precederanno Ils précéderont They will precede \ . Precedete Précédez Precede **>» .. Precedendo Précédant Preceding p - Preceduto Précédé Preceded p = Precedati Précédés Preceded p . Preceduta Précédée Preceded p .. Precedute Précédées Preceded V — Precipitare Précipiter To HURRY V = Precipitarvi Vous précipiter To hurry you V . Precipitarmi Me précipiter To hurry me v .. Precipitarlo Le précipiter To hurry him 0 — Precipito Je précipite I hurry 0 = Precipiti Tu précipites Thou hurries! 0 . Precipita Il précipite He hurries 0 .. Precipitiamo Nous précipitons We hurry 1 - Precipitate Vous précipitez You hurry 1 = Precipitano Ils précipitent They hurry / • Non precipitate Ne précipitez pas Do not hurry / •• Precipitando Précipitant Hurrying A — Precipitato Précipité Hurried A = Precipitati Précipités Hurried A • Precipitata Précipitée Hurried A •• Precipitate Précipitées Hurried T- Precorrere Devancer To GO BEFORE VERBI . VERBES. VERBS. i Precorso Devancé Cone he fore Precorsi Devancés Gone hefore Precorsa Devancée Gone before Precorse Devancées Gone before Predare Piller To prey Predato Pillé Preyded Predati Pillés Preyded Predata Pillée Preyded Predate Pillées Preyded Predicare Prêcher TO PREACH Predico Je prêche I preach Predichi Tu prêches Thou preaches! Predica Il prêche He preaches Predichiamo Nous prêchons We preach Predicate Vous prêchez You preach Predicano Ils prêchent They preach Predicava Je prêchais I preached Predicavi Tu prêchais Thou preachedst Predicava Il prêchait He preached Predicavamo Nous prêchions We preached Predicavate Vous prêchiez You preached Predicavano Ils prêchaient They preached Predicando Prêchant Preaching Predicato Prêché Preached Predicati Prêches Preached Predicata Prêchée Preached Predicate Prèchées Preached Predire Prédire To PREDICT Predico Je prédis I predict Prediceva Il prédisait He predicted Predissi Je prédis I predicted Predisse Il prédit He predicted Predetto Prédit Predicted Predetti Prédits Predicted Predetta Prédite Predicted Predette Prédites icted Preferire Préférer To PREFER Preferirmi Me préférer To prefer me Preferirvi Vous préférer To prefer you Preferisco Je préfère I prefer Lo preferisco Je le préfère I prefer him Vi preferisco Je vous préfère I prefer you Preferisci Tu préfères Thou preferest Preferisce Il préfère He prefers Preferiamo Nous préférons We prefer Preferite Vous préférez You prefer Mi preferite Vous me préférez You prefer me Preferiscono Ils préfèrent They prefer Preferiva Je préférais I preferred Preferivi Tu préférais Thou preferredst Preferiva Il préférait He preferred Preferivamo Nous préférions We preferred Preferivate Vous préfériez You preferred Preferivano Ils préféraient They preferred Preferii Je préférai I preferred Preferisti Tu préféras Thou preferredst Preferi Il préféra He preferred Preferimmo Nous préférâmes We preferred 307 308 VERBI. Preferiste Preferiremo Preferirò Vi preferirò Preferirai Preferirà Preferiremo Preferirete Preferiranno Preferendo Preferito Preferiti Preferita Preferite Prefiggere Prefiggo Prefìggi Prefigge Prefiggiamo Prefiggete Prefiggono Prefiggerò Prefiggerai Prefìggerà Prefìggeremo Prefìggerete Prefiggeranno Prefiggendo Prefisso Prefissi Prefissa Prefìsse Pregare Pregarvi Prego Vi prego Preghi Prega Preghiamo Pregate Pregano Pregava Pregavi Pregava Pregavamo Pregavate Pregavano Pregai Pregasti Pregò Pregammo Pregaste Pregarono Pregherò Vi pregherò Pregherai Pregherà Pregheremo Pregherete VERBES. Vous préférâtes Ils préférèrent Je préférerai Je vous préférerai Tu préféreras Il préférera Nous préférerons Vous préférerez Ils préféreront Préférant Préféré Préférés Préférée Préférées Déterminer (arrêter) Je détermine Tu détermines Il détermine Nous déterminons Vous déterminez Ils déterminent Je déterminerai Tu détermineras Il déterminera Nous déterminerons Vous déterminerez Ils détermineront Déterminant Déterminé Déterminés Déterminée Déterminées Prier Vous prier Je prie Je vous prie Tu pries 11 prie Nous prions Vous priez Ils prient Je priais Tu priais Il priait Nous priions Vous priiez Ils priaient Je priai Tu prias Il pria Nous priâmes Vous priâtes Ils prièrent Je prierai Je vous prierai Tu prieras Il priera Nous prierons Vous prierez VERBS. You preferred They preferred " shall prefer - shall prefer you Thou wilt prefer He will prefer We shall prefer You will prefer They will prefer Preferring Preferred Preferred Preferred Preferred To determine I determine Thou determines! He determines We determine You determine They determine I shall determine Thou wilt determine He will determine We shall determine You will determine They will determine Determining Determined Determined Determined Determined TO PRAY (TO BESEECHj To beseech you beseech I beseech you Thou prayest He prays We pray You pray They pray I prayed Thou prayedst He prayed We prayed You prayed They prayed I prayed Thou prayedst He prayed We prayed You prayed They prayed I shall beseech I shall beseech you Thou wilt pray He will pray We shall pray You will pray VERBI. VERBES. VERBS * ,3 L — ! Pregheranno Ils prieront 1 rhey will beseech L == Pregherei Je prierais I would beseech L • Vi pregherei Je vous prierais I would beseech you L •■ Pregando Priant Beseeching ( — Pregato Prié Beseeched ( = Pregati Priés Beseeched ( • Pregata Priée Beseeched ( •• Pregate Priées Beseeched H - Pregiudicare Nuire To HURT -j = Pregiudica Il nuit He hurts ^ • Pregiudicano Ils nuisent They hurt H •• Pregiudicava Il nuisait He hurt î - Pregiudicavano Ils nuisaient They hurt i = Pregiudicò Il nuisit He hurt i . Pregiudicarono Ils nuisirent They hurt t .. Pregiudicherà Il nuira He will hurt o — Pregiudicheranno Ils nuiront They will hurt o = Pregiudicando Nuisant Hurting o . Pregiudicato Nui Hurt o .. Pregiudicati Nui Hurt 1 - Pregiudicata Nui Hurt 1 = Pregiudicate Nui Hurt 1 . Premere Presser To MAKE I1ASTE 1 .. Premuto Pressé Making haste ) - Premuti Pressés Making haste ) = Premuta Pressée Making haste ) . Premute Pressées Making haste ) .. Premiare Récompenser TO REWARD 4- — Premi ero Je récompenserai I shall reward + = Premierai Tu récompenseras Thou wilt reward 4- • Premi era 11 récompensera He will reward + .. Prenderemo Nous récompenserons We shall reward "-N Prenderete Vous récompenserez You will reward "»>■» = Prenderanno Ils récompenseront They will reward \ . Premiando Récompensant Rewarding *»> . . Premiato Récompensé Rewarded P ~ Premiati Récompensés Rewarded P = Premiata Récompensée Rewarded P « Premiate Récompensées Rewarded P .- Premunire Prémunir To provide against V — Premunito Prémuni Provided against V = Premuniti Prémunis Provided against v . Premunita Prémunie Provided against V .. Premunite Prémunies Provided against 0 — Prendere Prendre To TARE 0 = Prenderlo Le prendre To take him 0 . Prendervi Vous prendre To take you 0 .. Prendermi Me prendre To take me 1 - Prendersi Se prendre To take one's self 1 = Mi prendo Je prends I take / . Mi prendo la liberta Je prends la liberté I take the liberty / .. Prendo Je prends I take A - Non prendo Je ne prends pas I do not take A = Vi prendo Je vous prends I take you A • Prendi Tu prends Thou takest A •• Prende 1 prend He takes T- Prendiamo Nous prenons Iwe take 309 — : óiV VERBI. VERBES. VERBS. L -] fendete Vous prenez You take L =l Mi prendete Vous me prenez You take me L • fendono ] 1 s prennent They tak e L •• 3 rendeva re prenais was taking ( - fendevi Tu prenais Thou wast taking ( = Prendeva l prenait le was taking ( • Prendevamo Nous prenions We were taking ( ■• Prendevate Vous preniez ïou were taking -\- Prendevano Ils prenaient They were taking -\ = Presi Je pris ! took H • Prendesti Tu pris Thou tookest -i •• Prese Il prit Be took 1 - Prendemmo Nous prîmes We took ! = Prendeste Vous prîtes You took 1 • Presero Ils prirent rhey took 1 •• Prenderò Je prendrai I shall take o — Lo prenderò Je le prendrai I shall take him o = Prenderai Tu prendras Thou wilt take o . Prenderà Il prendra He will take o .. Prenderemo Nous prendrons We shall take "1 - Prenderete Vous prendrez You will take 1 = Prenderanno Ils prendront They will take 1 • Prendendo Prenant Taking 1 •• Preso Pris Taken ) - Presi Pris Taken ) = Presa Prise Taken ) . Prese Prises Taken ) .. Prendere il cambio Prendre la revanche To tare revenge + — Prendo il cambio Je prends la revanche I take revenge + = Prendete il cambio Vous prenez la revanche You take revenge + . Prenderò il cambio Je prendrai la revanche I shall take revenge + .. Preso il cambio Pris la revanche Taken revenge -^ — Preoccupare Préoccuper, prévenir To PREPOSSESS \ = Preoccupato Préoccupé Prepossessed ""^ . Preoccupati Préoccupés Prepossessed "*>■ . . Preoccupata Préoccupée Prepossessed ? - Preoccupate Préoccupées Prepossessed e = Preparare Préparer TO PREPARE ? . Prepararmi Me préparer To prepare me ? • • Prepararvi Vous préparer To prepare you V — Preparo Je prépare I prepare V = Prepari Tu prépares Thou preparest V ■ Prepara Il prépare He prepares V .- Prepariamo Nous préparons We prepare 0 — Preparate Vous préparez You prepare 0 = Preparano Ils préparent They prepare 0 ■ Preparava Je préparais I prepared 0 .. Preparavi Tu préparais Thou preparedst / - Preparava 11 préparait He prepared / = Preparavamo Nous préparions We prepared / . Preparavate Vous prépariez You prepared / .. Preparavano Ils préparaient They prepared A - Preparai Je préparai I prepared A = Preparasti Tu préparas Thou preparedst A • Preparò Il prépara He prepared A •• Preparammo Nous préparâmes We prepared T — Preparaste Vous préparâtes You prepared T = [Prepararono Us préparèrent They prepared VERBI. VERBES. VERBS. 311 L - Preparerò Je préparerai I shall prepare L = Preparerai Ta prépareras Thou wilt prepare L • Preparerà II préparera He will prepare L •• Prepareremo Nous préparerons We shall prepare ( - Preparerete Vous préparerez You will prepare ( = Prepareranno ils prépareront The)' will prepare ( • Preparate Préparez Prepare ( •• Preparando ^réparant Preparing H - Preparato Préparé Prepared H = Preparati >réparés Jrepared H • Preparata Réparée Prepared H •• Preparate ] Préparées Prepared 1 — Prescrivere ^ESCRIRE Fo prescribe Prescrivervi V'ous prescrire ro prescribe for me 1 • Prescrivermi Me prescrire To prescribe for you 1 .. Prescrivergli Lui prescrire ro prescribe for him o — Prescrivo fe prescris : prescribe o = Von vi prescrivo fe ne vous prescris pas [do not prescribe for you 0 . Prescrivi ru prescris rhou prescribes! o .. Prescrive [l prescrit fie prescribes 1 - Prescriviamo Vous prescrivons We prescribe 1 = Prescrivete Vous prescrive? You prescribe 1 . Mi prescrivete Vous me prescrivez You prescribe for me Prescrivono Us prescrivent They prescribe ) — Prescriveva Je prescrivais [ prescribe ) = Prescriveva Il prescrivait He prescribed Prescrivevamo Nous prescrivions We prescribed Prescrivevate Vous prescriviez You prescribed + — Prescrivevano Ils prescrivaient They prescribed 4- = Prescrissi Je prescrivis I prescribed + . Prescrisse Il prescrivit He prescribed + .. Prescrivemmo Nous prescrivîmes We prescribed ^ — Prescriveste Vous prescrivîtes You prescribed -^ = Prescrissero Ils prescrivirent They prescribed s*«. . Prescriverò Je prescrirai I shall prescribe ^ . . Prescriverai Tu prescriras Thou wilt prescribe P - Prescriverà Il prescrira He will prescribe P = Prescriveremo Nous prescrirons We shall prescribe P • Prescriverete Vous prescrirez You will prescribe P •• Prescriveranno Ils prescriront They will prescribe V — Prescrivete Prescrivez Prescribe V = Prescrivendo Prescrivant Prescribing V . Prescritto Prescrit Prescribed v .. Prescritti Prescrits Prescribed 0 — Prescritta Prescrite Prescribed 0 = Prescritte Prescrites Prescribed 0 . Presentare Présenter To PRESENT 0 .. Presentarvi Vous présenter To present to you / - . Presentarvi Vous présenter To present yourself / = : Presentarmi Me présenter To present myself / Presento Je présente I present / . Vi presento Je vous présente I present to you A - . Presenti Tu présentes Thou presentest A = : Presenta Il présente He presents A Presentiamo Nous présentons We present A • Non mi presentate Vous ne me présentez pa s You do noi present to m T - -Presentate Vous présentez You present T = = Mi presentate Vous me présentez You present to me T . 1 Presentano Ils présentent They present ^ 312 VERBI. VERBES. VERBS. L - Presentava Je présentais I presented L = Presentavi Tu présentais Thou presentedst L • Presentava Il présentait He presented L •• Presentavamo Nous présentions We presented ( — Presentavate Vous présentiez You presented ( = Presentavano Ils présentaient They presented ( • Presentai Je présentai I presented ( • Presentasti Ta présentas Thou presentedst H- Presentò Il présenta He presented H = Presentammo Nous présentâmes We presented -{ • Presentaste Vous présentâtes You presented H .. Presentarono Ils présentèrent They presented 1 - Presenterò Je présenterai I shall present 1 = Vi presenterò Je vous présenterai I shall present to }Tou 1 . Presenterai Tu présenteras Thou wilt present 1 .. Presenterà Il présentera He will present o — Presenteremo Nous présenterons We shall present o = Presenterete Vous présenterez • Y'ou will present o . Presenteranno Ils présenteront They will present 0 .. Presentatemi Présentez-moi Present me 1 - Presentate Présentez Present 1 = Presentando Présentant Presenting 1 . Presentato Présenté Presented 1 .. Presentati Présentés Presented ) - Presentata Présentée Presented ) = Presentate Présentées Presented ) . Preservare Préserver To preserve ) .. Preservando Préservant Preserving + — Preservato Préservé Preserved -f = Preservati Préservés Preserved -f . Preservata Préservée Preserved + .. Preservate Préservées Preserved -- Presidiare Mettre une garnison dans une place To GARRISON "^ = Presidiando Mettant une garn. d. u. p. Garrisoning "^ . Presidiato Mis une garnison d. u. p. Garrisoned ^ .. Presidiati Mis des garnisons d. u. p. Garrisoned p - Presidiata Mis une garnison d. u. p. Garrisoned ' p = Presidiate Mis des garnisons d. u. p. Garrisoned p . Presiedere Présider To PRESIDE p .. Presiedendo Présidant Presiding v — Presieduto Présidé Presided V = Presieduti Présidés Presided V . Presieduta Présidée Presided V •• Presiedute Présidées Presided 0 — Pressare Presser, hâter To PRESS 0 = Pressato Pressé Pressed 0 . Pressati Pressés Pressed 0 .. Pressata Pressée Pressed / - Pressate Pressées Pressed / = Prestare, v. Imprestare Prêter TO LEND / . Presumere Présumer TO PRESUME / •• Presumo Je présume I presume A — Presumi Tu présumes Thou presumes! A =? Presume Il présume He presumes A • Presumiamo Nous présumons We presume Prevede Prevediamo Prevedete Prevedono Prevedeva Lo prevedeva Prevedevi Prevedeva Prevedevamo Prevedevate Prevedevano Previddi Prevedesti Previdde Prevedemmo Prevedeste Previddero Prevedendo Preveduto Preveduti Preveduta Prevedute Prevenire Prevenirvi Prevenirmi Prevernirlo Prevengo Vi prevengo Previeni Previene Preveniamo Prevenite Mi prevenite Non mi prevenite Prevengono Preveniva Prevenivi Preveniva Prevenivamo Prevenivate Prevenivano Prevenni Prevenisti Prevenne Prevenimmo Preveniste Prevennero Preverrò Vi preverrò Non vi preverrò Preverrai Preverrà Preverremo Preverrete Mi preverrete VERBES. Il prévoit Nous prévoyons Vous prévoyez Ils prévoient Jeprévoyais Je le prévoyais Tu prévoyais Il prévoyait Nous prévoyions Vous prévoyiez Ils prévoyaient Je prévis Tu prévis Il prévit Nous prévîmes Vous prévîtes Ils prévirent Prévoyant Prévu Prévus Prévue Prévues Prévenir Vous prévenir Me prévenir Le prévenir Je préviens Je vous préviens Tu préviens Il prévient Nous prévenons Vous prévenez Vous me prévenez Vous ne me prévenez pas lis préviennent Je prévenais Tu prévenais Il prévenait Nous prévenions Vous préveniez Ils prévenaient Je prévins Tu prévins Il prévint Nous prévînmes Vous prévîntes Ils prévinrent Je préviendrai Je vous préviendrai Je ne vous préviendrai p. Tu préviendras 1 préviendra Nous préviendrons Vous préviendrez Vous me préviendrez VERBS. He foresees We foresee You foresee They foresee I foresaw I foresaw it Thou foresawest He foresaw We foresaw You foresaw They foresaw I foresaw Thou foresawest He foresaw We foresaw You foresaw They foresaw Foreseeing Foresaw Foresaw Foresaw Foresaw To LET a person know before hand To let you know before h, To let me know before h. To let him know before h. I let a person k. before h. I let you know before h. Thou letstap. knowb. h. He lets a pers. know b. h. We let a pers. k. before h. You let a p. know bef. h. You lei me know bef. h. You do not let tc\& know [before hand They let a p. know bef. h. I le ta per. know before h . rhouletst a p. knowb. h. He let a p. know before h . W e let a p. know before h . ïou let a p. know bef. h. Fhey let a p. know bef. h . I let a pers. know bef. h. houletst a p. knowb. h . He letap.know before h . We let a p . know before h . You let a p. know bef. b. fhey let a p. know bef. h . i shall let a p. know bef. h. I shall let a p. know b.h. I shall not let you kn. [ before hand Thou w. let a p.know b.h . Hewillletap.knowb.h. We sh. let a p. know b.h I You w. let a p. know b. h . You will let me know [before hand VERBI. VERBES. VERBS. ÔlD L — Preverranno Ils préviendront They will let a p. k. b. 1» L = Prevenite Prévenez Let a person know b. li L . Prevenendo Prévenant Letting a person k. b. h L .- Prevenuto Prévenu Let a person know b. h ( - Pre venati Prévenus Let a person know b. h ( = Prevenuta Prévenue Let a person know b. li ( - Prevenute Prévenues Let a person know b. h ( .. Principiare, v. Comin- Commencer To begin H- Principio chi re. Je conupence I begin -\ = Principii Tu commences Thou beginnest H . Principia 11 commence He begins H •• Principiamo Nous commençons We begin 1 - Principiate Vous commencez You begin 1 = Non principiate Ne commencez pas Do not begin 1 • Principiano Ils commencent They begin 1 •• Principiate Commencez Begin o — Principiando Commençant Beginning o = Principialo Commencé Begun o . Privare Priver To DEPRIVE o . Privarlo Le priver To deprive him. 1 - Privarvi Vous priver To deprive you 1 = Privarmi Me priver To deprive me 1 . Privo Je prive I deprive 1 .. Privi Tu prives Thou deprivest ) - Priva Il prive He deprives ) = Priviamo Nous privons We deprive ) . Private Vous privez You deprive ) . . Mi private Vous me privez You deprive me H Privano Ils privent They deprive + = Privava Je privais I deprived + . Privavi Tu privais Thou deprivedst + .. Privava Il privait He deprived •^ — Privavamo Nous privions We deprived *>. = Privavate Vous priviez You deprived ->. . Privavano Ils privaient They deprived ■*«. .. Privai Je privai I deprived p Privasti Tu privas Thou deprivedst p — Privò Il priva He deprived p Privammo Nous privâmes We deprived P •'• Privaste Vous privâtes You deprived V — Privarono Ils privèrent They deprived V = Priverò Je priverai I shall deprive v . Priverai Tu priveras Thou wilt deprive v .. Priverà Il privera He will deprive 0 — Priveremo Nous priverons VVe shall deprive 0 — ' Priverete Vous priverez You will deprive 0 . Priveranno Us priveront They will deprive 0 .. Privando Privant Depriving / - Privato Privé Deprived / - Privati Privés Deprived / . Privata Privée Deprived / .. Private Privées Deprived A — Privilegiare Privilégier ro GRANT A PRIVILEGI: A = Privilegiato Privilégié Granted a privilege A . Privilegiati Privilégiés Granted a privilege A •• Privilegiata Privilégiée Granted a privilege T — Privilegiate Privilégiées Granted a privilege T = Procedere l Procéder (dériver) ro proceed (to derive) 316 VERBI. VE REE 5. VERBS. L - Procede Il procède It proceeds L = Procedono Ils procèdent They proceed L • Procedeva Il procédait It proceeded L •• Procedevano Ils procédaient They proceeded ( - Proceduto Procédé Proceeded ( = Proceduti Procédés Proceeded ( • Proceduta Procédée Proceeded ( •• Procedute Procédées Proceeded H - Procurare Procurer* To PROCURE H = Procurarmi Me procurer To procure me H • Procurarvi Vous procurer To procure you _j .. Procuro Je procure I procure l' - Procuri Tu procures Thou procurest 1 = Procura Il procure He procures ! • Procuriamo Nous procurons We procure 1 .. Mi procurate Vous me procurez You procure me o — Procurate Vous procurez You procure 0 = Non procurata Vous ne procurez pas You do noi procure 0 . Procurano Us procurent They procure o .. Procurava Je procurais I procured 1 - Procuravi Tu procurais Thou procuredst 1 = Procurava Il procurait He procured 1 . Procuravamo Nous procurions We procured 1 .. Procuravate Vous procuriez You procured ) - Procuravano Ils procuraient They procured ) = Procurai Je procurai 1 procured ) . Procurasti Tu procuras Thou procuredst > .. Procurò Il procura He procured H Procurammo Nous procurâmes We procured + — Procuraste Vous procurâtes You procured + . Procurarono Ils procurèrent They procured 4- .. Procurerò Je procurerai I shall procure \ — Procurerai Tu procureras Thou wilt procure \ = Procurerà Il procurera He will procure ^. . Procureremo Nous procurerons We shall procure *■-» . . Procurerete Vous procurerez You will procure P - Procureranno Ils procureront They will procure ? = Procurando Procurant Procuring P ■ Procurato Procuré Procured P -. Procurati Procurés Procured V — Procurata Procurée Procured V = Procurate Procurées Procured V . Produrre Produire TO PRODUCE V •• Produco Je produis I produce 0 — Produci Tu produis Thou producest 0 = Produce Il produit He produces 0 - Produciamo Nous produisons We produce 0 .. Producete Vous produisez You produce / - Producono Ils produisent They produce / = Produceva Je produisais 1 produced / . Producevi Tu produisais Thou producedst / -• Produceva Tl produisait He produced A — Producevamo Nous produisions We produced A = Producevate Vous produisiez You produced A • Producevano Ils produisaient They produced A .. Produssi Je produisis I produced T — Producesti Tu produisis Thou producedst T = Produsse Il produisit He produced T • Producemmo Nous produisîmes We produced VERBf. VE LIBS. 317 L - -j Produceste L = = J Produssero L • Produrrò L .. Produrrai ) - Produrrà ) = Produrremo ) Pj-odurrete ) . Produrranno H- Producendo H = Prodotto H • Prodotti H •• Prodotta 1 - Prodotte 1 = Profanare ! • Profanato 1 •• Profanati o — Profanata o = Profanate 0 . Professare 0 .. Professo 1 - Professi 1 = Professa 1 . Professiamo 1 .. Professate ) - Professano ) = Professava ) . Professavi ) .. Professava + — Professavamo 4- = Professavate -4- . Professavano + .. Professai ^ — Professasti --v = Professò ^ . Professammo ^» .. Professaste P — Professarono 0 — s Professerò ? . Professerai p .- Professerà V — Professeremo V = Professerete v . Professeranno v .. Professando 0 — Professato 0 = Professati 0 . Professata 0 .. Professate 1 - Profferire 1 = Profferendo 1 . Profferito 1 .. Profferiti A - Profferita A = Profferite A . Profittare A .- Profitto T- Profitti T = Profitta Vous produisîtes jYou prod need Ils produisirent They produced Je produirai I shall produce Tu produiras Thou wilt produce Il produira He will produce Nous produirons We shall produce Vous produirez You will produce Ils produiront They will produce Produisant Producing Produit Produced Produits Produced Produite Produced Produites Produced Profaner To PROFANE Profané Profaned Profanés Profaned Profanée Profaned Profanées Profaned Professer To PROFESS Je professe I profess Tu professes Thou prôfessesl Il professe He professes Nous professons We profess Vous professez You profess Ills professent They profess Je professais I professed Tu professais Thou professed >? Il professait He professed Nous professions We professed Vous professiez You professed Us professaient They professed Je professai I professed Tu professas Thou professedst Il professa He professed Nous professâmes We professed Vous professâtes You professed Ils professèrent They professed Je professerai I shall profess Tu professeras Thou wilt profess Il professera He will profess Nous professerons We shall profess Vous professerez You will profess Us professeront They will profess Professant Professing Professé Professed Professés Professed Professée Professed Professées Professed Proférer To UTTER Proférant Uttering Proféré Uttered Proférés Uttered Proférée Uttered Proférées Uttered Profiter To PROFIT Je proli te I profit Tu profites Thou profites! Il profite He profits 27. 318 VERBI. VERBES. verbs. [_ —, Profittiamo Nous profitons We profit L = ■Profittale Vous profitez You profit L • Profittano Ils profitent They profit L •• Profittai Je profitai I profited ( - Profittasti Tu profitas Thou protitedst ( = Profittò Il profita He profited ( • Profittammo Nous profitâmes We profited ( •• Profittaste Vous profitâtes You profited H- Profittarono Ils profitèrent They profited H = Profitterò Je profiterai I shall profit H • Profitterai Tu profiteras Thou wilt profit H -. Profitterà Il profitera He will profit Profitteremo ; Nous profiterons We shall profit Profitterete Vous profiterez You will profit. Profitteranno Ils profiteront They will profit Profittando Profitant; Profiting o — Profittato Profité Profited 0 = Profondare Enfoncer (aller au fond ) To SINK 0 . Profondato Enfoncé Sunk o .. Profondati Enfoncés Sunk Profondata Enfoncée Sunk "I = Profondate Enfoncées Sunk Profumare Parfumer To perfume Profumo Je parfume I perfume \ Profumi Tu parfumes Thou perfumest J _ Profuma Il parfume He perfumes Prof umia ino Nous parfumons We perfume Profumate Vous parfumez You perfume -1 — Profumano Ils parfument They perfume -f = Profumava Je parfumais I perfumed + . Profumavi Tu parfumais Thou perfumed s t + .. Profumava Il parfumait He perfumed -»*. — Profumavamo Nous parfumions We perfumed ^ = Profumavate Vous parfumiez You perfumed -"-» . Profumavano Ils parfumaient They perfumed *-v . . Profumando Parfumant Perfuming 3 Profumato Parfumé Perfumed ? = Profumati Parfumés Perfumed ? . Profumata Parfumée Perfumed ? .. Profumate Parfumées Perfumed V — Progettare Projeter To PROJECT V = Progetto Je projette I project V . Progetti Tu projettes Thou projectest V .. Progetta Il projette He projects 0 — Progettiamo Nous projetons We project 0 = Progettate Vous projetez You project 0 . Progettano Us projettent They project 0 .. Progettando Projetant Projecting 1 - Progettato Projeté Projected / = Progettati | Projetés Projected / . Progettata Projetée Projected / •• Progettate. l Projetées Projected A — Progredire avancer (faire des pro- To get on A = Progredisce 1 avance [ grés) ie gets on A . Progrediscono Is avancent Phey get on A •- Progrediva 1 avançait He got on T — Progredivano 1s avançaient They got on T =' Progredirà 1 l d\ ancóra He will get on VERBI. VERBES. VERBS. L - Progrediranno Ils avanceront They will get on L = Progredendo Avançant Getting on L • Progredito Avancé Got on L •• Proibire DÉFENDRE To FORBID ( - Proibirmi Me défendre To forbid me ( = Proibirvi Vous défendre To forbid you ( - Proibirlo Le défendre To forbid it ( •• Vi proibisco Je vous défends I forbid you H- Proibisco Je défends I forbid ^ = Non vi proibisco Je ne vous défends pas I do not forbid you H . Proibisci Tu défends Thou forbidest H •• Proibisce Il défend He forbides 1 — Proibiamo Nous défendons We forbid I — Proibite Vous défendez You forbid 1 Proibiscono Ils défendent They forbid 1 •• Proibiva Je défendais I forbide o — Proibivi Tu défendais Thou forbidest o = Proibiva Il défendait He forbide 0 . Proibivamo Nous défendions We forbide - o .. Proibivate Vous défendiez You forbide 1 — Proibivano Ils défendaient They forbide -\ = Proibii Je défendis I forbide 1 . Proibisti Tu défendis Thou forbidest 1 .. Proibì Il défendit He forbide ) — Proibimmo Nous défendîmes We forbide ) = Proibiste Vous défendîtes You forbide ) . Proibirono Ils défendirent They forbide ) .. Proibirò Je défendrai I shall forbid -\ — Proibirai Tu défendras Thou wilt forbid -f as Proibirà Il défendra He will forbid + . Proibiremo Nous défendrons We shall forbid + .. Proibirete Vous défendrez You will forbid ■v» — Proibiranno Ils défendront They will forbid «^ _ Proibendo Défendant Forbiding ">. . Proibito Défendu Forbided ^ Proibiti Défendus Forbided ? ~ Proibita Défendue Forbided ? = Proibite Défendues Forbided P . Prolungare Prolonger To PROLONG ? •• Prolungando Prolongeant Prolonging V — Prolungato Prolongé Prolonged V = Prolungati Prolongés Prolonged V . Prolungata Prolongée Prolonged v .. Prolungate Prolongées Prolonged 0 — Promettere Promettre To PROMISE 0 = Promettervi Vous promettre To promise you 0 . Prometterlo Le promettre To promise it 0 .. Prometto Je promets I promise 1 - Vi prometto Je vous promets I promise you 1 = Prometti Tu promets fhou promisest / . Promette Il promet He promises 1 .. Promettiamo Nous promettons We promise A — Promettete Vous promettez You promise A = Mi promettete Vous me promettez You promise me A • Promettono Ils promettent They promise A .- Prometteva fe promettais [ promised T- Promettevi ru promettais Thou promised s t T = Prometteva Il promettait He promised 319,vio VERBI. VERBES. VERBS . L - Promettevamo Nous promettions We promised L = - Promettevate Vous promettiez You promised L • Promettevano Ils promettaient They promised L • Promisi Je prorais I promised ( - Promettesti Tu promis Thou promisedst > — Pronosticando Pronostiquant Prognosticating ■"v = Pronosticato Pronostiqué Prognosticated \ . Pronunziare Prononcer To PRONOUNCE •^ . . Pronunzio Je prononce I pronounce ? - Pronunzi Tu prononces Thou pronouncest ? - Pronunzia Il prononce He pronounces p Pronunziamo Nous prononçons We pronounce ? Pronunziate Vous prononcez You pronounce V — Pronunziano ils prononcent They pronounce V = Pronunziava Je prononçais f pronounced v . Pronunziavi Tu prononçais Thou pronouncedst V .. Pronunziava 1 prononçait Eie pronounced 0 — Pronunziavamo Nous prononcions We pronounced 0 = Pronunziavate Vous prononciez You pronounced 0 . Pronunziavano [1s prononçaient They pronounced 0 .. Pronunzieró ie prononcerai : shall pronounce / - Pronunzierai ru prononceras rhou wilt pronounce / = Pronunziera Il prononcera le will pronounce / . ^ronunzieremo Vous prononcerons We shall pronounce / .. Pronunzierete Vous prononcerez Lou will pronounce A -1 Pronunzieranno Is prononceront rhey will pronounce A =1 Pronunziate Prononcez 1 Pronounce A • 1 Pronunziando j Jrononçant 1 )ronouncing A •• 1 Pronunziala Prononcé 1 ^-onounced T-ll Pronunziati 1 Prononcés 1 Dronounced VERBI. VERBES. verbs. Pronunziata Prononcée Pronounced Pronunziate Prononcées Pronounced Propagare Propager To PROPAGATE Propagando Propagea»* Propagating Propagato Propagé Propagated Propagati Propagés Propagated Propagata Propagée Propagated Propagate Propagées Propagated Proporre Proposer To PROPOSE Proponi Vous proposer To propose to you Propormi Me proposer To propose to me Propongo Je propose I propose Vi propongo Je vous propose I propose you Mi propongo Je me propose I propose myself Proponi Tu proposes Thou proposest Propone Il propose He proposes Proponiamo Nous proposons We propose Proponete Vous propose/ You propose Mi proponete Vous me proposez You propose to me Propongono Ils proposent They propose Proponeva Je proposais I proposed Proponevi Tu proposais Thou propose dst Proponeva Il proposait He proposed Proponevamo Nous proposions We proposed Proponevate Vous proposiez You proposed Proponevano Ils proposaient They proposed Proposi Je proposai I proposed Proponesti Tu proposas Thou proposedst Propose Il proposa He proposed Proponemmo Nous proposâmes We proposed Proponeste Vous proposâtes You proposed Proposero Ils proposèrent They proposed Proporrò Je proposerai I shall propose Proporrai Tu proposeras Thou wilt propose Proporrà Il proposera He will propose- Proporremo Nous proposerons We shall propose Proporrete Vous proposerez You will propose Proporranno Ils proposeront They will propose Proponete Proposez Propose Proponendo Proposant Proposing Proposto Proposé Proposed Proposti Proposés Proposed Proposta Proposés Proposed Proposte Proposées Proposed Proporzionare Proportionner TO APPORTION Proporzionando Proportionnant Apportioning Proporzionato Proportionné Apportionned Proporzionati Proportionnés Apportionned Proporzionata Proportionnée Apportionned Proporzionate Proportionnées Apportionned Prorogare Proroger To PROROGUE Prorogando Prorogeant Proroguing Prorogato Prorogé Prorogued Prorogati Prorogés Prorogued Prorogata Prorogée. Prorogued Prorogate Prorogées Prorogued Prorompere Sortir avec violence TO GO OUT FURIOUS 321 322 VERBI. L - Prorompendo L = Prorotto L • Proscrivere L •• Proscrivendo ( - Proscritto ( = Proscritti ( • Proscritta ( •• Proscritte H - Proseggiare H = Proseggiando H • Proseggiato H •• Proseguire 1 - Proseguo i = Prosegui 1 - Prosegue 1 •• Proseguiamo o — Proseguite o = Proseguono 0 . Proseguiva 0 .. Proseguivi 1 — Proseguiva 1 = Proseguivamo 1 • Proseguivate 1 .. Proseguivano ) - Proseguii ) = Proseguisti ) . Prosegui ) .. Proseguimmo + — Proseguiste + = Proseguirono + . Proseguirò . + .. Proseguirai1 ^ — Proseguirà •^ = Proseguiremo *s. . Proseguirete **». . . Proseguiranno p - Proseguendo ? = Proseguito ? . Proseguiti p .. Proseguita V - Proseguite V = Prosperare V . Prospero V .. Prosperi 0 — Prospera 0 = Prosperiamo 0 . Prosperate 0 .. Prosperano / ~ Prosperando / = Prosperato / • Prostituire / •• Prostituisce A — Prostituite A = Prostituiscono A • Prostituendo A •• Prostituito T- Prostituiti Sortant avec violence Sorti avec violence Proscrire Proscrivant Proscrit Proscrits Prosa-ite Proscrites ÉCRIRE EN PROSE Écrivant en prose Écrit en prose Poursuivre, Continue Je poursuis Tu poursuis IPpoursuit Nous pursuivons Vous poursuivez Ils poursuivent Je poursuivais Tu poursuivais Il poursuivait Nous poursuivions Vous poursuiviez Ils poursuivaient Je poursuivis Tu poursuivis Il poursuivit Nous poursuivîmes Vous poursuivîtes Ils poursuivirent Je poursuivrai Tu poursuivras Il poursuivra Nous poursuivrons Vous poursuivrez Ils poursuivront Poursuivant Poursuivi Poursuivis Poursuivie Poursuivies Prospérer Je prospère Tu prospères Il prospère Nous prospérons Vous prospérez Ils prospèrent Prospérant Prospéré Prostituer Il prostitue Vous prostituez Us prostituent Prostituant Prostitué Prostitués VERns. Going out furiously Gone out furiously TO' OUTLAW Outlawing Outlawed Outlawed Outlawed Outlawed To WRITE prose Writing prose Written prose To pursue (to prosecute) I pursue Thou pursuest He pursues We pursue You pursue They pursue I pursued Thou pursuedst He pursued We pursued You pursued They pursued pursued Thou pursuedst He pursued We pursued You pursued They pursued I shall pursue Thou wilt pursue He will pursue We shall pursue You will pursue They will pursue Pursuing Pursued Pursued Pursued Pursued To PROSPER I prosper Thou prosperest He prospers We prosper You prosper They prosper Prospering Prospered TO PROSTITUTE He prostitutes You prostitute They prostitute Prostituting Prostituted Prostituted VERBI. VERBES. VERBS. 323 L - Prostituita Prostituée Prostituted L = Prostituite Prostituées Prostituted L • Prostrare Jeter a terre To THROW DOWN L .. Prostrato Jeté à terre Thrown down ( - Prostraci Jetés à terre Thrown down ( = Prostrata Jetée à terre Thrown down ( • Prostrate Jetées à terre Thrown down ( •• Prostrarsi Prosterner (se) TO PROSTRATE ONE 'S sell H- Prostrandosi Prosternant (se) Prostrating one's self H = Prostrato Prosterné Prostrated one's self H . Prostrati Prosternés Prostrated one's self H .- Prostrata Prosternée Prostrated one^ self Prostrate Prosternées Prostrated one's self 1 = Proteggere Protéger To PROTECT 1 • Proteggervi Vous protéger To protect you 1 .. Proteggermi Nous protéger To protect me o — Proteggerlo Le protéger To protect him 0 =5 Proteggo Je protège I protect 0 . Non ti proteggo Je ne te protège pa^ I do not protect him 0 .. Proteggi Tu protèges Thou protectest 1 - Protegge Il protège He protects 1 = Proteggiammo Nous protégeons We protect 1 • Mi proteggete Vous me protégez You protect me 1 .. Proteggete Vous protégez You protect ) - Non mi proteggete Vous ne me protégez pas You do not protect me ) = Proteggono Ils protègent They protect ) . Proteggeva Je protégeais I protected ) . Proteggevi Tu protégeais Thou protectedst + — Proteggeva Il protégeait Ke protected + = Proteggevamo Nous protégions We protected + . Proteggevate Vous protégiez You protected + .. Proteggevano Ils protégeai^ They protected "*«s ' — Protessi Je protégeai I protected ■**. = Proteggesti Tu protégeas Thou protectedst •^ . Protesse Il protégea He protected \ .. Proteggemmo Nous protégeâmes We protected p - Proteggeste Vous protégeâtes You protected ? = Protessero Ils protégèrent They protected p Proteggerò Je protégerai I shall protect p •' Vi proteggerò Je vous protégerai I shall protect you V - Proteggerai Tu protégeras Thou wilt protect V = Proteggerà Il protégera He will protect V . Proteggeremo Nous protégerons We shall protect V .. Proteggerete Vous protégerez You will protect 0 — Proteggeranno Ils protégeront They will protect 0 = Proteggete Protégez Protect 0 . Proteggendo Protégeant Protecting 0 .. Protetto Protégé Protected / - Protetti Protégés. Protected / = Protetta Protégée Protected / . Protette Protégées Protected / .. Protestare Protester To PROTEST A — Protestarvi Vous protester To protest to you A = Protesto Je proteste I protest A ■ Vi protesto Je vous proteste I protest to you A .- Protesti Tu protestes Thou protestes* T - Protesta Il proteste He protests T = Protestiamo INous protestons We protest 324 VERBI. Protestate Protestano Protestava Protestavi Protestava Protestavamo Protestavate Protestavano Protestai Protestasti Protestò Protestammo Protestaste Protestarono Protesterò Protesterai Protesterà Protesteremo Protesterete Protesteranno Protestando Protestato Protestati Protestata Protestate Provare Provarmi Provarvi Provarlo Provo Provi Prova Non prova Non prova Proviamo Provate Non provate Non mi provate Provano Provava Provavi Provava Provavamo Provavate Provavano Provai Provasti Provò Provammo Provaste Provarono Proverò Vi proverò Proverai Proverà Proveremo Proverete Proveranno Provate Vous protestez Is protestent Je protestais Tu protestais Il protestait Nous protestions Vous protestiez Ils protestaient Je protestai Tu protestas Il protesta Nous protestâmes Vous protestâtes Ils protestèrent Je protesterai Tu protesteras Il protestera Nous protesterons Vous protesterez Ils protesteront Protestant Protesté Protestés Pro testée Protestées Prouver Me prouver Vous prouver Le prouver Je prouve Tu prouves Il prouve Il ne prouve pas Ne prouve Nous prouvons Vous prouvez Vous ne prouvez pas Vous ne me prouvez pas Ils prouvent Je prouvais Tu prouvais Il prouvait Nous prouvions Vous prouviez Ils prouvaient Je prouvai Tu prouvas Il prouva Nous prouvâmes Vous prouvâtes Ils prouvèrent Je prouverai Je vous prouverai Tu prouveras Il prouvera Nous prouverons Vous prouverez Ils prouveront Prouvez VERBS,» You protest They protest I protested Thou protested He protested We protested You protested They protested I protested Thou protestedst He protested We protested You protested They protested I shall protest Thou wilt protest He will protest We shall protest You will protest They will protest Protesting Protested Protested Protested Protested To PROVE To prove to me To prove to you To prove it I prove Thou pro vest He proves He does not prove Does not prove We prove You prove You do not prove You do not prove to m$ They prove I proved Thou provedst He proved We proved You proved They proved I proved Thou proved»! He proved We proved You proved They proved I shall prove I shall prove to you Thou wilt prow He will prove We shall prove You will prove They will prove Prove VERBI. VERBES. VERBS. Provando Prouvant Proving Provato Prouvé Proved Provare inquietudine Appréhender TO APPREHEND Provo inquietudine J'appréhend I apprehend Provato inquietudine Appréhendé Apprehended Provenire Provenir TO COME FROM Proviene Il provient It comes from Provengono Ils proviennent They come from Proveniva Il provenait It came from Provenivano Ils provenaient They came from Proverrà Il proviendra It will come from Proverranno Ils proviendront They will come fr id ed Provveduti Pourvus Provided Pro-, veduta Pourvue Provided Provvedute Pourvues Provided Publicare Publier To publish Publicheró Je publierai I shall publish Pubìicherai Tu publieras Thou wiit publish Punì iene ni Il publier.) He will publish Publicberemo Nous publierons We shall publish 28 325 326 VERBI. L - Publicherete L = Publicheranno L • Publicato L •• Publicafi ( - Publicata ( = Publicate ( - Pugnare, = Punite >•«. Puniscono • .. Raccomanda Il recommande He recommends + — Si raccomanda lì se recommande He recommends + — Raccomandiamo Nous recommandons We recommend + . Raccomandate Vous recommandez You recommend + .. Mi raccomandate Vous me recommandez You recommend me \ — Raccomandano Ils recommandent They recommend ■^. == Raccomandava Je recommandais I recommended ■^. Raccomandavi Tu recommandais Thou recommendedst \ .. Raccomandava Il recommandait He recommended p Raccomandavamo Nous recommandions We recommended ? = Raccomandavate Vous recommandiez You recommended 0 Raccomandavano Ils recommandaient They recommended ? Raccomandai Je recommandai I recommended V — Raccomandasti Tu recommandas Thou recommendedst V = Raccomandò Il recommanda He recommended V . Raccomandammo Nous recommandâmes We recommended v .. Raccomandaste Vous recommandâtes You recommended 0 — Raccomandarono Ils recommandèrent They recommended o = Raccomanderò Je recommanderai I shall recommend 0 . Raccomanderai Tu recommanderas Thou wilt recommend 0 .. Raccomanderà II recommandera He will recommend 1 - Raccomanderemo Nous recommanderons We shall recommend Raccomanderete Vous recommanderez You will recommend / ■ Raccomanderanno Ils recommanderont They will recommend 1 ■• Raccomandando Recommandant Recommending A — Raccomandato Recommandé Recommended A = Raccomandati Recommandés Recommended A • Raccomandata Recommandée Recommended A .. Raccomandate Recommandées Recommended T — Raccomodare Raccommoder To mend T = ; Raccomodato Raccommodé Mended VERBI. verbes. VERBS. 3 L — Raccomodati Raccommodés Mended L = Racomodata Raccommodée Mended L * Raccomodate Raccommodées Mended L •• Racconciare Rapiécer To PATCH LP ( - Racconciato Rapiécé Patched up ( = Racconciati Rapiécés Patched up ( • Racconciata Rapiécée Patched up ( •• Racconciate Rapiécées Patched up H- Raccontare Raconter To RELATE H = Raccontarmi Me raconter To relate to me H • Raccontarvi Vous raconter To relate to you H ■■ Racconto Je raconte I relate 1 - Racconti Tu racontes Tbou relates i 1 = Si racconta On raconte One relates 1 • Racconta Il raconte He relates 1 .. Non racconta Il ne raconte He does not relate o — Raccontiamo Nous racontons We relate 0 = Raccontate Vous racontez You relate 0 . Non raccontate Vous ne racontez You do not relate o .. Raccontano Us racontent They relate 1 - Raccontava Je racontais I related 1 = Raccontavi Tu racontais Tbou relatedst 1 ■ Mi raccontava Il me racontait He did relate to me 1 .. Raccontava Il racontait He related ) - Raccontavamo Nous racontions We related ) = Raccontavate Vous racontiez You related ) . Raccontavano Us racontaient They related ) .. Raccontai Je racontai I related -i Raccontasti Tu racontas Thou relatedst + = Raccontò Il raconta He related + . Raccontammo Nous racontâmes We related 4- . . Raccontaste Vous racontâtes You related •»%. — Raccontarono Us racontèrent They related \ = Racconterò Je raconterai I shall relate — Vi racconterò Je vous raconterai I shall relate to you *■«* . . Racconterai Tu raconteras Thou wilt relate p Racconterà Il racontera He will relate P = Racconteremo Nous raconterons We shal I relate 0 Racconterete Vous raconterez You will relate ? • • Mi racconterete Vous me raconterez You will relate to me V — Racconteranno Us raconteront They will relate V = Racconta Raconte Relate V . Non raccontate Ne racontez pas Do not relate v .. Raccontatemi Racontez-moi Relate me 0 — Che io racconti Que je raconte That I may relate 0 es Raccontando Racontant Relating 0 . Raccontato Raconté Related o .. Raccontati Racontés Related / - Raccontata Racontée Related / = Raccontate Racontées Related / . Raccozzare Rassemble» TO COLLECT / •• Puiecozzato Rassemblé Collected A - Raccozzati Rassemblés Collected A = Raccozzata Rassemblée Collected A . Raccozzate Rassemblées Collected A ■• Racimolare Grappiller To SCRAPE vv T - Racimolato Grappillé Scraped up T = Raddirizzare Redresser TO MAKE STRAIGHT 28. 329 ;ì3o VERBI. VERBES. VERBS. L - Raddirizzato Redressé Made straight L = Raddirizzati Redressés Made straight L • Raddirizzata Redressée Made straight L • ■ Raddirizzate Redressées Made straight ( - Raddolcire Adoucir To SWEETEN ( = Raddolcito- Adouci Sweetened ( . Raddolciti Adoucis Sweetened ( .. Raddolcita Adoucie Sweetened -i- Raddolcite adoucies Sweetened H = Raddoppiare Redoubler TO REDOUBLE H - Raddoppio Il redouble I redouble H •• Raddoppi Tu redoubles Thou redoubles t 1 - Raddoppia Il redouble He redoubles 1 = Raddoppiamo Nous redoublons We redouble 1 • Raddoppiate Vous redoublez You redouble 1 .« Raddoppiano Ils redoublent They redouble o — Raddoppieró Je redoublerai I shall redouble o == Raddoppieri Tu redoubleras Thou wilt redouble 0 . Raddoppierâ Il redoublera He will redouble 0 .. Raddoppieremo Nous redoublerons We shall redouble 1 - Raddoppiereto Vous redoublerez You will redouble "1 = Raddoppieranno Ils redoubleront They will redouble "I . Raddoppiando Redoublant Redoubling 1 .. Raddoppialo Redoublé Redoubled ) - Raddoppiati Redoublés Redoubled ) = Raddoppiata Redoublée Redoubled ) . Radoppiate Redoublées Redoubled ) .. Radere (radersi) Raser (se raser) To SHAVE H Radendo Rasant Shaving + =■ Raso Rasé Shaven + .' Rasi Rasés Shaven 4- .. RADICARSI Enraciner (s') TO TARE ROOT •^ — Radicato Enraciné Taken root --» = Ragiraste Vous jouâtes You deceived "s . Ragirarono Ils jouèrent They deceived *•"» .. Ragi rancio Jouant Deceiving p - Ragirato Joué Deceived e = Ragirati Joués Deceived ? . Rag irata Jouée Deceived p .. Ragirate Jouées Deceived V — Raggiugnere Rattraper (rejoindre) TO OVERTAKE v ~ Raggiugnervi Vous rattraper To overtake you v . Raggiugnermi Me rattraper To overtake me v .. Vi raggi ugnerò Je vous rattraperai I shall overtake you 0 — Mi raggiugnerete Vous me rattraperez You -will overtake me 0 = Raggiunto Rattrapé Overtaken 0 ■ Raggiunti Rattrapés Overtaken 0 .. Raggiunta Rattrapée Overtaken / ~ Raggiunte Rattrapées Overtaken / = Raggrinzare Froncer To WRINKLE / • Raggrinzato Froncé Wrinkled / •- Raggrinzali Froncés Wrinkled A - Raggrinzata Froncée Wrinkled A = Raggrinzate Froncées Wrinkled A • Ragguagliare Égaler TO EQUAL A •• Ragguagliato Égalé Equalled T- Ragguagliati Égalés Equalled 332 TERBI. VERBES. VERBS. L -I Ragguagliata Égalée Equalled L = Ragguagliate. Égalées Equalled L • Ragionare Raisonner To reason L -• Ragiono Je raisonne I reason ( - Ragioni Tu raisonnes Thou reason est ( = Ragiona Il raisonne He reasons ( . Ragioniamo Nous raisonnons We reason ( ■ • Ragionate Vous raisonnez You reason ^ _ Ragionano Ils raisonnent They reason H = Ragionava Je raisonnais I reasoned H . Ragionavi Tu raisonnais Thou reasonedsi, H -• Ragionava Il raisonnait He reasoned 1 — Ragionavamo Nous raisonnions We reasoned 1 = Ragionavate Vous raisonniez You reasoned \ . Ragionavano Ils raisonnaient They reasoned 1 •■ Ragionai Je raisonnai I reasoned o — Ragionasti Tu raisonnas Thou reasonedst 0 = Ragiono Il raisonna He reasoned o . Ragionammo Nou& raisonnâmes We reasoned 0 .. Ragionaste Vous raisonnâtes You reasoned 1 - Ragionarono Ils raisonnèrent They reasoned 1 = Ragionerò Je raisonnerai I shall reason 1 . Ragionerai Tu raisonneras Thou wilt reason 1 .. Ragionerà Il raisonnera He will reason ) — Ragioneremo Nous raisonnerons We shall reason ) = Ragionerete Vous raisonnerez You will reason ) . Ragioneranno Ils raisonneront They will reason ) .. Rogionate Raisonnez Reason 4- — Ragionando Raisonnant Reasoning -f = Ragionato Raisonné Reasoned + . Ralingare ( terme de Ralinguer, couper le TO LET THE SHEE marine ) vent pour qu'il ne donne dans les voiles sail loose to th + .. Ralingate Ralinguez Let loose, etc. ->» — Ralingato Ralingue Let loose, etc. -^ __ Ralingati Ralingues Let loose, etc. ^ Ralingata Ralinguée Let loose, etc. ^ .. Raiingale Raîinguées Let loose, etc. P - Rallegrarsi Réjouir (se) To REJOICE ? = Rallegrarmi Me réjouir To rejoice ? . Rallegrarvi Vous réjouir To rejoice P •- Rallegro Je réjouis I rejoice V — Rallegri Tu réjouis Thou rejoicest V = Rallegra Il réjouit He rejoices V . Rallegriamo Nous réjouissons We rejoice v ... Rallegrate Vous réjouissez You rejoice 0 — Rallegrano Ils réjouissent They rejoice 0 = Mi rallegro Je me réjouis I rejoice 0 . Ti rallegri Tu te réjouis Thou rejoicest 0 .. Si rallegra Il se réjouit He rejoices / — Ci rallegriamo Nous nous réjouissons We rejoice Vi rallegrate Vous vous réjouissez You rejoice / . Si rallegrano Ils se réjouissent They rejoice / •• Mi rallegrava Je me réjouissais I rejoiced A — Ti rallegravi Tu te réjouissais Thou rejoicedst A = Si rallegrava Il se réjouissait He rejoiced A • Ci rallegravamo Nous nous réjouissions We rejoiced A ■• Vi rallegravate Vous vous réjouissiez You rejoiced VERBI. VERBES. VERBS. L -1 Si rallegravano Ils se réjouissaient | They rejoiced L = Mi rallegrai Je me réjouis I rejoiced L • Ti rallegrasti Tu te réjouis Thou rejoicedst L •• Si rallegrò Il se réjouit He rejoiced ( - Ci rallegrammo Nous nous réjouîmes We rejoiced ( = Vi rallegraste Vous vous réjouîtes You rejoiced ( • Si rallegrarono Ils se réjouirent They rejoiced ( •• Mi rallegrerò Je me réjouirai I shall rejoice H - Ti rallegrerai Tu te réjouiras Thou wilt rejoic® H - Si rallegrerà Il se réjouira He will rejoice H • Ci rallegreremo Nous nous réjouirons We shall rejoice H •• Vi rallegrerete Vous vous réjouirez You will rejoice 1 - Si rallegreranno Ils se réjouiront They will rejoice i — Rallegratevi Réjouissez-vous Rejoice 1 • Rallegrandosi Se réjouissant Rejoicing 1 •• Rallegrato Réjoui Rejoiced o — Rallegrati Réjouis Rejoiced o == Rallegrata Réjouie Rejoiced 0 . Rallegrate Réjouies Rejoiced 0 .. Rallentare Relâcher To RELAX 1 - Rallentato Relâché Relaxed "1 = Rallentati Relâchés Relaxed 1 • Rallentata Relâchée Relaxed 1 ■■ Rallentate Relâchées Relaxed ) - Rallungare Rallonger TO LENGTHEN ) = Rallungato Rallongé Lengthened ) - Rallungati Rallonges Lengthened ) .. Rallungala Rallongée Lengthened H Rallungate Rallongées Lengthened + = Ramificare Ramifier TO BRANCH OUT -f . Ramilicato Ramifié Branched out + .. Ramificati Ramifiés Branched out •x. — Ramilicata Ramifiée Branched out -N» = Ramilicate Ramifiées Branched out ^ . Rammaricarsi Regretter TO REGRET \ .. Rammaricarmi Me regretter To regret me P ~ Rammaricarvi Vous regretter To regret you P = Mi rammarico Je regrette I regret P • Ti rammarichi Tu regrettes Thou regretesi P •• Si rammarica Il regrette He regrets A - Ci rammarichiamo Nous regrettons We regret A = Vi rammaricate Vous regrettez You regret A • Si rammaricano Ils regrettent They regret A •• Mi rammaricava Je regrettais I regreted 0 — Ti rammaricavi Tu regrettais Thou regretedst 0 = Si rammaricava Il regrettait He re gre ted 0 . Ci rammaricavamo Nous regrettions We re gre ted 0 .. Vi rammaricavate Vous regrettiez You regreted / - Si rammaricavano Ils regrettaient They regreted / = Mi rammaricai Je regrettai I regreted / • Ti rammaricasti Tu regrettas Thou regretedst / •• Si rammaricò Il regretta He regreted A — 'Ci rammaricammo Nous regrettâmes We regreted A = Vi rammaricaste Vous regrettâtes You regreted A • Si rammaricarono Ils regrettèrent They regreted A -• Mi rammaricherò Je regretterai I shall regret T - Ti rammaricherai Tu regretteras Thou wilt regrei T - Si rammaricherà Il regrettera He will regret 333 AH VERBT. VERBES. VERBS. L — Ci rammaricheremo Nous regretterons We shall regret L = Vi rammaricherete Vous regretterez You will regret L • Si rammaricheranno Ils regretteront They will regret I .. Rammaricandosi Regrettant Regretting ( - Rammaricato Regretté Regretted ( = Rammaricati Regrettés Regretted ( • Rammaricata Regrettée Regretted ( .. Rammaricate Regrettées Regretted H - RAMMENTARE Rappeler TO RECOLLECT H = Rammento Je rappelle I recollect H • Rammenti Tu rappelles Thou recollectst H •• Rammenta Il rappelle He recollects 1 — Rammentiamo Nous rappelons We recollect 1 = Rammentate Vous rappelez You recollect Rammentano Ils rappellent They recollect Rammentava Je rappelais I recollected o — Rammentavi Tu rappelais Thou recollectedst o = Rammentava Il rappelait He recollected 0 . Rammentavamo Nous rappelions We recollected 0 .. Rammentavate Vous rappeliez You recollected 1 - Rammentavano Ils rappelaient They recollected 1 = Rammentai Je rappelai I recollected Rammentasti Tu rappelas Thou recollectedst Rammentò Il rappela He recollected ) — Rammentammo Nous rappelâmes We recollected ) = Rammentaste Vous rappelâtes You recollected Rammentarono Ils rappelèrent They recollected Rammenterò Je rappellerai I shall recollect + — Rammenterai Tu rappelleras Thou wilt recollect + = Rammenterà Il rappellera He will recollect + . Rammenteremo Nous rappellerons We shall recollect + .. Rammenterete Vous rappellerez You will recollect ■es* — Rammenteranno Ils rappelleront They will recollect "^ = Rammentando Rappelant Recollecting *-*. . Rammentato Rappelé Recollected **»- . . Rammentati Rappelés Recollected 0 — Rammentata Rappelée Recollected ? = Rammentate Rappelées Recollected f • Ram picare Grimper To CLIMB ? Rampico Je grimpe I climb v - RampichL Tu grimpes Thou climbest V = Rampica Il grimpe He climbs V . Rampichiamo Nous grimpons We climb V .. Rampicate Vous grimpez You climb 0 — Rampicano Ils grimpent They climb 0 == Rampicando Grimpant Climbing 0 • Rampicato Grimpé Climbed 0 .. Rampi cati Grimpés Climbed / - Rampicata Grimpée Climbed / •= Rampicate Grimpées Climbed / Rampognare Gronder To SCOLD / •• Rampognato Grondé Scolded A — Rampognati Grondés Scolded A = Rampognata Grondée Scolded A • Rampognate Grondées Scolded A -• Rannicchiare Ratatiner TO SHRINK. T - Rannicchiato Ratatiné Shrunk y == Rannicchiati Ratatinés Shrunk VERBI, VERBES. VERBS. 005 L - Rannichiata Ratatinée Shrunk L = Rannichiate Ratatinées Shrunk L • Rannodare Renouer TO BEGIN AGAIN L •• Rannodato Renoué Begun again ( - Rannodati Renoués Begun again ( = Rannodata Renouée Begun again ( • Rannodate Re nouées Begun again ( •• Rapire Enlever (ravir) TO RUN A WAV WITH H - Rapisco Je ravis I run away with H = Rapisci Tu ravis Thou runnest away with H • Rapisce Il ravit He runs away with -\ ■■ Rapiamo Nous ravissons We run away with 1 - Rapite Vous enlevez You run away with 1 = Rapiscono Ils enlèvent They run away with 1 • Rapiva Je ravissais I ran away with 1 .. Rapivi Tu ravissais Thourannest away with o — Rapiva Il ravissait He ran away with 0 B= Rapivamo Nous ravissions We ran away with 0 . Rapivate Vous ravissiez You ran away with o .. Rapivano Ils ravissaient They ran away with 1 - Rapii Je ravis I ran away with 1 = Rapisti Tu ravis Thou rannest away with 1 . Rapi Il ravit He ran away with "1 .. Rapimmo Nous ravîmes We ran away with ) - Rapiste Vous ravites You ran away with ) . . . Rapita Enlevée Run away with P - Rapite Enlevées Run away with ? = Rappattumare Raccorder, réconcilier To RECONCILE P • Rappattumato Raccordé Reconciled c Rappattumati Raccordés Reconciled v — Rappattumata Raccordée Reconciled. V = Rappattumate Raccordées Reconciled V . Rappellare Rappeler TO RECALL v .. Rappellato Rappelé Recalled 0 — Rappellati Rappelés Recalled 0 = Rappellata Rappelée Recalled 0 . Rappellate Rappelées Recalled 0 .. Rapportar i:,t\ Riportare Rapporter TO BRING BACK / - Rappresentare Représenter TO REPRESENT / = Rappresentarvi Vous représenter To represent to you / • Rappresentarmi Me représenter To represent to me / •• Rappresento Je représente I represent A - Vi rappresento Je vous représente I represent to you A == Rappresenti Tu représentes Thou représentes! A • Rappresenta Il représente He represents A -• Rappresentiamo Nous représentons We represent T - Mi rappresentate Vous me représentez You represent to me 336 VERBI. VERBES. VERBS. L - Rappresentate Vous représentez You represent L = Rappresentano Ils représentent They represent L • Rappresentava Je représentais I represented L •• Rappresentavi Tu représentais Thou represented.-^ ( - Rappresentava Il représentait He represented ( = Rapprese ntavam o Nous représentions We represented ( - Rappresentavate Vous représentiez You represented ( •• Rappresentavano Ils représentaient They represented H — Rappresentai Je représentai I represented H = Rappresentasti Tu représentas Thou representedst H . Rappresentò Il représenta He represented H •• Rappresentammo Nous représentâmes We represented 1 — Rappresentaste Vous représentâtes You represented 1 =* Rappresentarono Ils représentèrent They represented 1 Rappresenterò Je représenterai I shall represent 1 •• Vi rappresenterò Je vous représenterai I shall represent to you o — Rappresenterai Tu représenteras Thou wilt represent o = Rappresenterà Il représentera He will represent 0 . Rappresenteremo Nous représenterons We shall represent o .. Rappresenterete Vous représenterez You will represent 1 — Gli rappresenterete Vous lui représenterez You will represent to him "I = Rappresenteranno Ils représenteront They will represent 1 . Rappresentando Représentant Representing 1 . Rappresentato Représenté Represented ) - Rappresentati Représentés Represented ) = Rappresentata Représentée Represented ) • Rappresentate Représentées Represented ) •• Rarefare Raréfier TO RAREFY H Rarefatto Raréfié Rarefied + = Rarefatta Raréfiée Rarefied + ■ Raschiare Racler To RAKE + .. Raschiato Raclé Raked *-*, — Raschiati Raclés Raked •^. — Raschiata Raclée Raked •^ . Raschiate Raclées Raked \ .. Raspare Râper To RASP P - Raspato Râpé Rasped ? = Raspati Râpés Rasped P • Raspata Râpée Rasped P •• Raspate Râpées Rasped V - Rassegnarsi Résigner (se) To BE RESIGNED V = Mi rassegno Je me résigne I am resigned V . Ti rassegni Tu te résignes Thou art resigned V •• Si rassegna Il se résigne He is resigned 0 — Ci rassegniamo Nous nous résignons We are resigned 0 = Vi rassegnate Vous vous résignez You are resigned 0 ■ Si rassegnano Ils se résignent They are resigned 0 .. Mi rassegnava Je me résignais I was resigned 1 - Ti rassegnavi Tu te résignais Thou wast resigned / = Si rassegnava Il se résignait He was resigned / . Ci rassegnavamo Nous nous résignions We were resigned / .'. Vi rassegnavate Vous vous résigniez You were resigned A — Si rassegnavano Us se résignaient They were resigned A = Mi rassegnai Je me résignai I was resigned A • Ti rassegnasti Tu te résignas Thou wast resigned A •• Si rassegnò Il se résigna He was resigned T — Ci rassegnammo Nous nous résignâmes We were resigned T = Vi rassegnaste Vous vous résignâtes You were resigned VERBI. Si rassegnarono Mi rassegnerò Ti rassegnerai Si rassegnerà Ci rassegneremo Vi rassegnerete Si rassegneranno Rassegnandosi Rassegnato Rassegnati Rassegnata Rassegnate Rassettare Rassettato Rassettati Rassettata Rassettate Rassicurane: Rassicurato Rassicurati Rassicurata Rassicurate Ratificare Ratificato Ratificati Ratificata Ratificate Rattenere _ Rattiene, Rattenerà Rattenendo Rattenuto Rattenuti Rattenuta Rattenutc P - P = P • Rattizzare Rattizzato Rattristare, Ravvedersi Ravveduto Ravveduti Ravveduta Ravvedute Ravviare 0 — Ravviato 0 = Ravviati 0 . Ravviata 0 .. Ravviate 1 - Ravvicinare 1 = Ravvicino / • Ravvicini / • Ravvicina A - Ravviciniamo .'. Attrist VERBES. V'ERiiS. 33/ [Is se résignèrent They were resigned Je me résignerai I shall be resigned Tu te résigneras Thou wilt be resigned Il se résignera He will be resigned Nous nous résignerons We shall be resigned Vous vous résignerez You will be resigned Ils se résigneront They will be resigned Se résignant Being resigned Résigné Resigned Résignés ] lesigned Résignée lesigned Résignées Resigned Rajouter TO ADD Rajouté Added Rajoutés Added Rajoutée Added Rajoutées Added Rassurer TO QUIET ONE'S FEARS Rassuré Quietted one's fears Rassurés Quietted one's fears Rassurée Quietted one's fears Rassurées Quietted one's fears Ratifier TO RATIFY Ratifié Ratified Ratifiés Ratified Ratifiée Ratified Ratifiées Ratified Retenir To KEEP Il retient He keeps Il retiendra He will ke«p Retenant Keeping Retenu Kept Retenus Kept Retenue Kept Retenues Kept Attiser le feu TO POKE THE EIRE Attisé le feu Poked the fire • Attrister, Affliger. TO AFFLICT Rentrer en soi-même. TO REFLECT SERIOUSLY ON ONE'S SELF Rentré en soi-même Reflected ser. on one's s. Rentrés en eux-mêmes Reflected ser. on thems. Rentrée en soi-même Reflected ser. on one's s. Rentrées en elles-mêmes Reflected ser. on thems. Redresser TO MARE STRAIGHT Redressé Made straight Redressés Made straight Redressée Made straight Redressées Made straight Rapprocher TO DRAW NEAR AGAIN Je rapproche I draw near again Tu rapproches Thou drawest near again Il rapproche He draws near again INous rapprochons We draw near a gain 29 338 VERBI. L — Ravvicinate L. == Ravvicinano L • Ravvicinava L • Ravvicinavi ( — Ravvicinava Ravvicinavamo i • Ravvicinavate ( ■• Ravvicinavano -i- Ravvicinerò H = Ravvicinerai H • Ravvicinerà H -. Ravvicineremo 1 ~ Ravvicinerete i = Ravvicineranno 1 • Ravvicinate ! -. Ravvicinatevi o — Ravvicinando o = Ravvicinato 0 . Ravvicinati o .. Ravvicinata 1 - Ravvicinate 1 = Ravvivare 1 . Ravvivato 1 .. Ravvivati ) — Ravvivata ) = Ravvivate ) . Ravvolgere ) .. Ravvolto 4- — Ravvolti 4- = Ravvolta 4- . Ravvolte f .. Recare ■>^ — Recarvi ^«. = Vi reco •-^ . Reco -•*. . . Non vi reco ? — Rechi ? = Reca p Rechiamo ? •• Mi recate V — Recate V = Non mi recate V . Recano v .. Recava 0 — Recavi 0 = Recava o . Recavamo 0 -. Recavate / - Recavano / = Non vi recherò / . Recherò / •■ Recherai A — Recherà A = Recheremo A • Recherete A •■ Mi recherete T — Recheranno T = Mi recherebbe VERBES, Vous rapprochez Ils rapprochent Je rapprochais Ta rapprochais 11 rapprochait Nous rapprochions Vous rapprochiez Ils rapprochaient Je rapprocherai Tu rapprocheras Il rapprochera Nous rapprocherons Vous rapprocherez Ils rapprocheront Rapprochez Rapprochez-vous Rapprochant Rapproché Rapprochés Rapprochée Rapprochées Ranimer Ranimé Ranimés Ranimée Ranimées Envelopper Enveloppé Enveloppés Enveloppée Enveloppées Apporter Vous apporter Je vous apporte J'apporte Je ne vous apporte pas Tu apportes Il apporte Nous apportons Vous m'apportez Vous apportez- Vous ne m'apportez pas Ils apportent J'apportais Tu apportai! Il apportait Nous apportions Vous apportiez Ils apportaient Je ne vous apporterai pas J'apporterai Tu apporteras ïl apportera Nous apporterons Vous apporterez Vous m'apporterez Ils apporteront Il m'apporterait You draw near again They draw near again drew near again Thoudrewest near again He drew near again We drew near again You drew near again They drew near again ~ shall draw near again Thou wilt draw nearag. He will draw near again We shall draw near ag. You will draw near again They will draw near ag. Draw near again Draw near again Drawing Drawn Drawn Drawn Drawn TO REANIMATE Reanimated Reanimated Reanimated Reanimated To envelop Enveloped Enveloped Enveloped Enveloped To bring To bring to you I bring to you I bring I do not bring you Thou brigest He brings We bring You bring me You bring You do not bring me They bring I brought Thou broughtest He brought We brought You brought They brought I shall not bring you I shall bring Thou wilt bring He will bring We shall bring You will bring You will bring me They will bring He would bring me VERBI. VERBES. VERBS. L -i Recatemi Apportez-moi Bring me L = Recando Apportant Bringing L • Recato Apporté Brought L •• Recati Apportés Brought ( - Recata Apportée Brought ( - Recate Apportées Brought ( • Recidere Couper (trancher) To CUT ( •• Reciso Coupé Cut _| __ Recisi Coupés Cut H — Recisa Coupée Cut H • Recise Coupées Cut H ■■ Recitare RÉCITER TO RECITE 1 - Recito Je récite I recite 1 = Reciti Tu récites Thou recitest 1 ■ Recita Il récite He recites i •• Recitiamo Nous récitons We recite o — Recitate Vous récitez You recite 0 = Recitano Ils récitent They recite 0 . Recitava Je récitais I recited 0 .. Recitavi Tu récitais Thou recitedst 1 - Recitava Il récitait He recited 1 = Recitavamo Nous récitions We recited 1 . Recitavate Vous récitiez You recited 1 .. Recitavano Ils récitaient They recited ) - Recitai Je récitai I recited ) = Recitasti Tu récitas Thou recitedst ) . Recitò Il récita He recited ) .. Recitammo Nous récitâmes We recited + — Recistate Vous récitâtes You recited + = Recitarono Ils récitèrent They recited ■f . Reciterò Je réciterai I shall recite + .. Reciterai Tu réciteras Thou wilt recite -^ Reciterà Il récitera He will recite ~^ = Reciteremo Nous réciterons We shall recite -^ Reciterete Vous réciterez You will recite -«s . . Recitera ni so Ils réciteront They will recite ? — Recitando Récitant Reciting 9 = Recitato Récité Recited ? . Recitati Récités Recited ? .. Recitata Récitée Recited V — Recitate Récitées Recited V = Reclamare RÉCLAMER CONTRE To OBJECT TO V . Reclamo Je réclame contre T ohject to V .. Reclami Tu réclames contre Thou objectest to e — Reclama Il réclame contre He objects to 0 = Reclamiamo Nous réclamons contre We object to 0 . Reclamate Vous réclamez contre You object to 0 .. Reclamano Ils réclament contre They object to / - Reclamerò Je réclamerai contre I shall object to Reclamerai Tu réclameras contre Thou wilt object to / . Reclamerà Il réclamera contre He will object to / •• Reclameremo Nous réclamerons contre We shall object to A — Reclamerete Vous réclamerez contre You will object to A =* Reclameranno Us réclameront contre They will object to A • Reclamando Réclamant contre Objecting to A •• Reclamato Réclamé contre Objected to T — Reclamati Réclamés contre Objected to T = Reclamata Réclamée contre Objected against 339 340 VERBI. VERBES. VERBS. L - Reclamate Réclamées contre Objected against L = Reclutare Recruter ( faire des re- TO RECRUIT L • Reclutato Recruté [crues) Recruited L .. Reclutat Recrutés Recruited ( - Reclutata Recrutée Recruited ( = Reclutate Recrutées Recruited ( • Recuperare Recouvrer To RECOVER ( •• Recuperato Recouvré Recovered H - Recuperati Recouvrés Recovered H = Recuperata Recouvrée Recovered H • Recuperate Recouvrées Recovered H .. Redimere Racheter To REDEEM 1 - Redento Racheté Redeemed 1 - Redenti Rachelés Redeemed 1 • Redenta Rachetée Redeemed 1 •• Redente Rachetées Redeemed o — Refrigerare Rafraîchir TO REFRESH o = Refrigerato Rafraîchi Refreshed o . Refrigerati Ralraichis Refreshed o . . Refri gerata Rafraîchie Refreshed 1 - Refrigerate Rafraîchies Refreshed 1 = Regalare RÉGALER To TREAT 1 • Regalarvi Vous régaler To treat you 1 .. Regalarmi Me régaler To treat me ) - Regalo Je régale I treat ) = Vi regalo Je vous régale I treat you ) • Regali Tu régales Thou treatest ) .. Regala Il régale He treats + — Regaliamo Nous régalons We treat + = Regalate Vous régalez You treat + . Mi regalate Vous me régalez You treat me + .. Regalano Ils régalent They treat \ — Regalava Je régalais I treated "o, = Regalavi Tu régalais Thou treated st -■*, Regalava Il régalait He treated "--. . . Regalavamo Nous régalions We treated p — Regalavate Vous régaliez You treated p = Regalavano Ils régalaient They treated p . Regalai Je régalai I treated p ■• Regalasti Tu régalas Thou treatedst V — Regalò Il régala He treated V = Regalammo Nous régalâmes We treated V . Regalaste Vous régalâtes You treated V •• Regalarono lis régalèrent They treated o — Regalerò Je régalerai I shall treat 0 = Vi regalerò Je vous régalerai I shall treat you 0 . Regalerai Tu régaleras Thou wilt treat 0 .. Regalerà Il régalera He will treat 1 - Regaleremo Nous régalerons We shall treat / = Regalerete Vous régalerez You will treat / . Regaleranno Ils régaleront They will treat / •• Regalatemi Régalez-moi Treat me A — Regalando Régalant Treating A = Regalato Régalé Treated A . Regalati Régalés Treated A .. Regalata Régalée Treated T~ •Regalate Régalées Treated VE UBI. VERBES. Verbs. S L - Reggere RÉGIR TO GOVERN L = Reggo Je régis I govern L • Reggi Tu régis j Thou governest L •• Regge Il régit He governs ( - Reggiamo Nous régissons We govern ( = Reggete Vous régissez You govern ( . Reggono Ils régissent They govern ( •• Reggeva Je régissais I governed H- Reggevi Tu régissais Thou governedst H = Reggeva Il régissait He governed H • Reggevamo Nous régissions We governed H .. Reggevate Vous régissiez You governed 1 - Reggevano Ils régissaient They governed 1 = Ressi Je régis I governed ! • Reggesti Tu régis Thou governedst i •• Resse Il régit He governed o — Reggemmo Nous régîmes We governed O = Reggeste Vous régîtes You governed 0 . Ressero Ils régirent They governed o .. Reggerò Je régirai I shall govern 1 - Reggerai Tu régiras Thou wilt govern '1 = Reggerà Il régira He will govern 1 . Reggeremo Nous régirons We shall govern 1 .. Reggerete Vous régirez You will govern ) - Reggeranno Ils régiront They will govern ) = Reggendo Régissant Governing ) . Retto Régi Governed ) .. Retti Régis Governed + — Retta Régie Governed + = Rette Régies Governed -f- . Registrare Enregistrer TO REGISTER + .. Registrato Enregistré Registered •\ — Registrati Enregistrés Registered -^ == Registrata Enregistrée Registered *»* . Registrate Enregistrées Registered •^ ... Regnare Régner To REIGN ? — Regna Il règne He reigns p = Regnate Vous régnez You reign p . Regnano Ils régnent They reign ? .. Regnava Il régnait He reigned V — Regnavate Vous régniez You regned V = Regnavano Ils régnaient They reigned V . Regnò Il régna He reigned V •• Regnarono Ils régnèrent They reigned 0 — Regnerà II régnera He will reigned 0 =» Regnerete Vous régnerez You will reign 0 . Regneranno Ils régneront They will reign 0 .. Regnando Régnant Reigning / - Regnato Régné Reigned / = Regolare RÉGLER TO REGULATE / . Regolarsi Se régler To regulate one's sell / •• Regolo Je règle I regulate A — Mi regolo Je me règle I regulate myself A = Regoli Tu règles Thou regulatest A - Regola Il règle He regulates A •• Regoliamo Nous réglons We regulate T - Regolate Vous réglez You regulate T = Vi regolate Vous vous réglez You regulate yôurseb T • Regolano Ils règlent They regulate 29. Hi ;^42 VERBI. VERBES, VERBS.: L - Regolava Je réglais I regulated L = Regolava Il réglait He regulated L • Regolavamo Nous réglions We regulated L • Regolavate Vous régliez You regulated ( - Regolavano lis réglaient They regulated ( = Regolai Je réglai I regulated ( • Regolasti Tu réglas Thou regulated^t ( •• Regolò Il régla He regulated -J- Regolammo Nous réglâmes We regulated H = Regolaste Vous réglâtes You regulated H • Regolarono Ils réglèrent They regulated H -. Regolerò Je réglerai I shall regulate 1 - Mi regolerò Je me réglerai I shall regulate myself Regolerai Tu régleras Thou wilt regulate 1 Regolerà Il réglera He will regulate 1 •• Regoleremo Nous réglerons We shall regulate o — Regolerete Vous réglerez You will regulate o = Vi regolerete Vous vous réglerez You will regulate yours. 0 . Regoleranno Ils régleront They will regulate 0 .. Regolatevi Réglez-vous Regulate yourselves 1 - Regolando Réglant Regulating 1 - Regolato Réglé Regulated 1 . Regolati Réglés Regulated 1 .. Regolata Réglée Regulated ) - Regolate Réglées Regulated ) = Reintegrare RÉINTÉGRER TO REINSTATE ) . Reintegrato Réintégré Reinstated ) .. Reintegrati Réintégrés Reinstated _l — Reintegrata Réintégrée Reinstated + = Reintegrate Réintégrées Reinstated + . Reiterare RÉITÉRER To REITERATA + .. Reiterato Réitéré Reiterated -«*. — Reiterati Réitérés Reiterated -•s. = Reiterata Réitérée Reiterated -^ . Reiterate Réitérées Reiterated -««N . . Relassare RELACHER To STOP AT p - Relassato Relâché Stopped at p = Relassati Relâchés Stopped at p . Relassata Relâchée Stopped at p .. Relassate Relâchées Stopped at V - Relegare Reléguer To exile V = Relegato Relégué Exiled V . Relegati Relègues Exiled v .. Relegata Reléguée Exiled 0 — Relegate Reléguées Exiled 0 = Remare Ramer (voguer) To ROW 0 • Remate Ramez Row 0 .. Remando Ramant Rowing / ~ Remato Ramé Rowed / = Remare Voguer To sail / . Remava Je voguais I sail / •• Remavi Tu voguais Thou sailest A — Remava Il voguait He sails A = Remavamo Nous voguions We sail A • Remavate Vous voguiez You sail A •• Remavano Ils voguaient They sail T - Remato Vogué Sailed • VERBI, Rendere Rendervi Rendermi Renderlo Non rendo Rendo Vi rendo Rendi Rende Non rende Rendiamo Mi rendete Rendete Non mi rendete Rendono Rendeva Rendevi Rendeva Rendevamo Rendevate Rendevano Resi Rendesti Rese Rendemmo Rendeste Resero Renderò Vi renderò Renderai Renderà Renderemo Renderete Mi renderete Renderanno Rendetemi Renderei Renderesti Renderebbe Renderemmo Rendereste Mi rendereste Renderebbero Rendendo Reso Resi Resa Rese Render la pariglia Vi rendo la pariglia Mi rendete la pariglia Vi renderò la pariglia Reso la pariglia Reparare Reparafo Reparati Reparata Reparate Replicare verbes. Rendre Vous rendre Me rendre Le rendre Je ne rends pas Je rends Je vous rends Tu rends Il rend Il ne rend pas Nous rendons Vous me rendez Vous rendez Vous ne me rendez pas Ils rendent Je rendais Tu rendais 11 rendait Nous rendions Vous rendiez Ils rendaient Je rendis Tu rendis Il rendit Nous rendîmes Vous rendîtes Ils rendirent Je rendrai Je vous rendrai Tu rendras Il rendra Nous rendrons Vous rendrez Vous me rendrez Ils rendront Rendez-moi Je rendrais Tu rendrais Il rendrait Nous rendrions Vous rendriez Vous me rendriez Ils rendraient Rendant Rendu Rendus Rendue Rendues Rendre la pareille Je vous rends la pareille Vous me rendez la par. Je vous rendrai la par. Rendu la pareille RÉPARER Réparé Réparés Réparée Réparées Répliquer verbs. 343 TO GIVE BACK To give back to you To give back to me To give it back I do not give back I give back I give back to you Thou givest back He gives back He does not give back We give back We give back to me You give back You do not give back They give back I gave back Thou gavest back He gave back We gave back You gave back They gave back I gave back Thou gavest liack He gave back We gave back You gave back They gave back I shall give back I shall give back to you Thou wilt give back He will give baci. We shall give back You will give back You will give back to me They will give back Give back to me I would give back Thou wouldst give back He would give back We would give back You would give back Y. would give back to me They would give back Giving back Given back Given back Given back Given back To retaliate I retaliate you You retaliate me I shall retaliate you Retaliated To REPAIR Repaired Repaired Repaired Repaired To REPLY,344 VERBI/ VEKBÉS. VERBS'. • L - Replicato Répliqué Replied L = Replicati Répliqués Replied L • Replicata Répliquée Replied L •• Replicate Répliquées Replied ( - Reprimere RÉPRIMER To repress ( = Reprimo Je réprime I repress ( • Reprimi Tu réprimes Thou repressesi ( -. Reprìme Il réprime He represses -i- Reprimiamo Nous réprimons We repress H = Reprimete Vous réprimez You repress -{ • Reprimono Ils répriment They repress M .. Represso Réprimé Repressed I - Repressi Réprimés Repressed 1 = Repressa Réprimée Repressed 1 - Represse Réprimées Repressed 1 •• Resistere RÉSISTER TO RESIST o — Resisto Je résiste I resist o = Resisti Tu résistes Thou resistest 0 . Resiste Il résiste He resists o- ... Resistiamo Nous résistons We resist 1 - Resistete Vous résistez You resist 1 = Resistono Ils résistent They resist 1 . Resisteva Je résistais I resisted 1 .. Resistevi Tu résistais Thou resisted s t ) - Resisteva Il résistait He resisted ) - Resistevamo Nous résistions We resisted ) . Resistevate Vous résistiez You resisted X •• Resistevano Ils résistaient They resisted -i Resistei Je résistai I resisted + = Resistè Il résista He resisted, + . Resistemmo Nous résistâmes We resisted + .. Resisteste Vous résistâtes You resisted -^ — Resisterono Ils résistèrent They resisted -^ == Resisterò Je résisterai I shall resist ^ . Resisterai Tu résisteras Thou wilt resist *■> . . Resisterà Il résistera He will resist ? - Resisteremo Nous résisterons We shall resist ? = Resisterete Vous résisterez You will resist p Resisteranno Ils résisteront They will resist ? ■* Resisti Résiste Resist V — Resistete Résistez Resist V = Resistendo Résistant Resisting v . Resistito Résisté Resisted V .. Resistiti Résistés Resisted 0 — Resistita Résistée Resisted et = Resistite Résistées Resisted 0= . Respigneee Repousser To REPULSE 0 .. Respingermi Me repousser To repulse me / - Respingervi Vous repousser To repulse you / = Respingo Je repousse I repulse / • Vi respingo Je vous repousse I repulse you / •• Respingi Tu repousses Thou repulsest A — Respinge Il repousse He repulses A = Respingiamo Nous repoussons We repulse A • Respingete Vous repoussez You repulse A .. Mi respingete Vous me repoussez You repulse me T — Respingono Ils repoussent They repulse T = Respingeva Je repoussais I repulsed VERBI. VERBES. VERBS. Respingevi Tu repoussais Thou repulsedst Respingeva Il repoussait He repulsed Respingevamo Nous repoussions We repulsed Respingevate Vous repoussiez You repulsed Respingevano Ils repoussaient They repulsed Respinsi Je repoussai I repulsed Respingesti Tu repoussas Thou repulsedst Respinse Il repoussa He repulsed Respingemmo Nous repoussâmes We repulsed Respingeste Vous repoussâtes You repulsed Respinsero Ils repoussèrent They repulsed Respingerò Je repousserai I shall repulse Respingerai Tu repousseras Thou wilt repulse Respingerà Il repoussera He will repulse Respingeremo Nous repousserons We shall repulse Respingerete Vous repousserez You will repulse Respingeranno Ils repousseront They will repulse Respingete Repoussez Repulse Respingendo Repoussant Repulsing Respinto Repoussé Repulsed Respinti Repoussés Repulsed Respinta Repoussée Repulsed Respinte Repoussées Repulsed Respirare Respirer TO BREATHE Respiro Je respire I breathe Respiri Tu respires Thou breathest Respira II respire He breathes Respiriamo Nous respirons We breathe Respirate Vous respirez You breathe Respirano Ils respirent They breathe Respirava Je respirais I breathed Respiravi Tu respirais Thou breathedst Respirava Tl respirait He breathed Respiravamo Nous respirious We breathed Respiravate Vous respiriez You breathed Respiravano Ils respiraient They breathed Respirai Je respirai I breathed Respirasti Tu respiras Thou breathedst Respirò Il respira He breathed Respirammo Nous respirâmes We breathed Respiraste Vous respirâtes You breathed Respirarono Ils respirèrent They breathed Respirerò Je respirerai ' I shall breathe Respirerai Tu respireras Thou wilt breathe Respirerà Il respirera He will breathe Respireremo Nous respirerons We shall breathe Respirerete Vous respirerez You will breathe Respireranno Ils respireront They will breathe Respirando . Respirant Breathing Respirato Respiré Breathed Restare Rester TO STAY Resto Je reste I stay Resti Tu restes Thou stayest Resta Il reste He stays Restiamo Nous restons We stay Restate Vous restez You stay Restano Ils restent They stay Restava Je restais I stayed Restavi Tu restais Thou stayedbt 345 346 VERBI. L - Restava L = Restavamo L • Restavate L •• Restavano ( - Restai ( = Restasti ( • Resto (. •• Restammo H - Restaste -i = Restarono H • Resterei H •• Resteresti i - Resterebbe 1 = Resteremmo 1 • Restereste 1 •• Resterebbero o — Resterò o = Resterai o . Resterà o .. Resteremo "I - Restereste "1 = Resteranno 1 . Restate 1 .. Restando ) - Restato ) = Restati ) . Restata ) .. Restate + — Restaur ABE + = Restaurato 4- . Restaurati + .. Restaurata ■^ — Restaurate ^ = Restituire -X. . Restituito s*. .. Restituiti p - Restituita ? = Restituite £> Restrignere, V ? .. Retribuire V — Retribuito V = Retribuiti v . Retribuita v .. Retribuite o — Retrocedere 0 = Retrocesso n . Retrocessi 0 .. Retrocessa / ~ Retrocesse / _ Retrogradare / • Retrogradato / •• Retrogradati A — Retrogradata A = Retrogradate /\ • Rettificare A ., Rettificato VERBES. Il restait Nous restions Vous restiez lis restaient Je restai Tu restas Il resta Nous restâmes Vous restates Ils restèrent Je resterais Tu resterais Il resterait Nous resterions Vous resteriez Ils resteraient Je resterai Tu resteras Il restera Nous resterons Vous resterez Ils resteront Restez Restant Resté Restés Restée Restées Restaurer Restauré Restaurés Restaurée Restaurées Restituer . Restitué Restitués Restituée Restituées Restreevdre Rétribuer Rétribué Rétribués Rétribuée Rétribuées Reculer Reculé Reculés Reculée Reculées Rétrograder Rétrogradé Rétrogradé Rétrogradé Rétrogradé Rectifier Rectifié rendi VElìBS. He stayed We stayed You stayed You stayed I stayed Tliou stayedst He stayed We stayed You stayed Tbey stayed I would stay Thou wouldst stay He Avould stay We would stay You would stay They would stay I shall stay Thou wilt stay He will stay We shall stay You will stay They will stay Stay Staying Stayed Stayed Stayed Stayed To restore Restored Restored Restored Restored To GIVE BACK Given back Given back Given back Given back To restrain- To REWARD Rewarded Rewarded Rewarded Rewarded To draw back Drawn back Drawn back Drawn back Drawn back To retrogradi: Retrograded Retrograded Retrograded Retrograded To rectify Rectified VERBI. Rettificati Rettificata Rettificate Rialzare, v. Rinnalzare Riaprire Riaperto Riaperti Riaperta Riaperte Riavere Riavendo Riavuto Riavuti Riavuta Riavute Ribaltare Ribaltato Ribaltati Ribaltata Ribaltate Ribalzare Ribalza Ribalzando Ribalzato Ribalzati Ribalzata Ribalzate Ribaldare (t. di mar.) Ribandato Ribandau Ribandata Ribandate Ribellare Ribellato Ribellati Ribellata Ribellate Ributtare Ributtato Ributtati Ributtata Ributtate Ricadere Ricaduto Ricaduti Ricaduta Ricadute Ricalcitrare Ricalcitrato Ricapitare Ricapitato Ricapitati Ricapitata Ricapitate VERBES. VERBS. 64/ Rectifiés Rectified Rectifiée Rectified Rectifiées Rectified Rehausser To raise again Rouvrir To re-open (open again) Rouvert Re-opened Rouverts Re-opened Rouverte Re-opened Rouvertes Re-opened Ravoir (avoir de nou- TO GET AGAIN Ayant de nouveau [veau Getting again Eu de nouveau Got again Eu de nouveau Got again Eu de nouveau Got again Eu de nouveau Got again Renverser To OVERTURN Renversé Overturned Renversés Overturned Renversée Overturned Renversées Overturned Rebondir To REBOUND Il rebondit It rebounds Rebondissant Rebounding Rebondi Rebounded Rebondis Rebounded Rebondie Rebounded Rebondies Rebounded Rebander ( se tourne r To STEER Rebandé [d'un autre côté) Steered Rebandés Steered Rebandée Steered Rebandées Steered Soulever (révolter) To REVOLT Soulevé Revolted Soulevés Revolted Soulevée Revolted Soulevées Revolted Rebuter To REFUSE Rebuté Refused Rebutés Refused Rebutée Refused Rebutées Refused Retomber TO FALL AGAIN Retombé Fallen again Retombés Fallen again Retombée Fallen again Retombées Fallen again Regimber To KICK Regimbé Kicked Adresser To DIRECT (a letton Adressé Directed Adressés Directed Adressée Directed Adressées Directed 348 VERBI. L -] RICAVARE L «=1 Ricavato L ■ n Ricavati L '■> Ricavata ( - Ricavate C = Ricercare C • Ricercato ( •• Ricercati H- Ricercata H = Ricercate H ■ Ricettar e H •• Ricettato 1 — Ricettati 1 --= Ricettata 1 • Ricettate 1 •■ Ricevere o — Ricevermi 0 = Ricevervi 0 . Riceverlo o -. Ricevo "1 - Non ricevo 1 = Ricevi Riceve Non riceve ) — Riceviamo ) = Mi ricevete Ricevete Non ricevete ^ — Ricevono + = Riceveva •+• • Ricevevi + .. Riceveva •v^ Ricevevamo **», = Ricevevate ■-»» Ricevevano --«. . . Ricevei p - Ricevesti p = Ricevè p . Ricevemmo p .. Riceveste V — Riceverono V = Non riceverò V . Riceverò V •• Vi riceverò 0 — Lo riceverò 0 = Riceverai 0 . Riceverà 0 .. Riceveremo 1 - Riceverete / = Non riceverete / . Riceveranno / .. Ricevete A - Ricevendo A = Ricevuto A • Ricevuti A • Ricevuta T - Ricevute T = Richiamare VERBES. YEB8S. Retirer To draw Retiré Drawn Retirés Drawn Retirée Drawn Retirées Drawn Rechercher To search Recherché Searched Recherchés Searched Recherchée Searched Recherchées Searched Donner asile àquel qu'un To shelter Donné asile Sheltered Donné asile Sheltered Donné asile Sheltered Donné asile Sheltered Recevoir To RECEIVE Me recevoir To receive me Vous recevoir To receive you Le recevoir To receive lu m Je reçois I receive Je ne reçois pas I do not receive Tu reçois Thou receivest Il reçoit He receives Il ne reçoit pas He does not receive Nous recevons We receive Vous me recevez You receive me Vous recevez You receive Vous ne recevez pas You do not receive Ils reçoivent They receive Je recevais I received Ta recevais Thou receivedst Il recevait He received Nous recevions We received Vous receviez You received Ils recevaient They received Je reçus I received Tu reçus Thou received.st Il reçut He received Nous reçûmes We received Vous reçûtes You received Ils reçurent They received Je ne recevrai pas I shall not receive Je recevrai I shall receive Je vous recevrai I shall receive you Je le recevrai I shall receive him Tu recevras Thou wilt receive Il recevra He will receive Nous recevrons We shall receive Vous recevrez You will receive Vous ne recevrez pas You will not receiv Ils recevront They will receive Recevez Receive Recevant Receiving Reçu Received Reçus Received Reçue Received Reçues Received Rappeler TO CALL BACK Richiamarlo Richiamo Richiami Richiama Richiamiamo Richiamate Richiamano Richiamando Richiamato Richiamati Richiamata Richiamate Richiedere Richiesto Richiesti Richiesta Richieste RlCOGLIERE Ricolto Ricolti Ricolta Rico te Ricolmare Ricolmato Ricolmati Ricolmata Ricolmate Ricomparire Ricomparito Ricompariti Ricomparita Ricomparite Ricompensare Ricompensarvi Rieompensarmi Ricompensarlo Ricompenso Ricompensi Ricompensa Ricompensiamo Ricompensate Mi ricompensate Ricompensano Ricompensava Ricompensavi Ricompensava Ricompensavamo Ricompensavate Ricompensavano Ricompensai Ricompensasti Ricompensò Ricompensammo Ricompensaste Ricompensarono | Ricompenserò VERBES. Le rappeler Je rappelle Tu rappelles Il rappelle Nous rappelons Vous rappelez ïîs rappellent Rappelant Rappelé Rappelés Rappelée Rappelées Redemander Redemandé Redemandés Redemandée Redemandées Recueillir Recueilli Recueillis Recueillie Recueillies Combler Comhlé Comblés Comblée Comblées Reparaitrf Reparu Reparus Reparue Reparues RÉCOMPENSER Vous récompenser Me récompenser Le récompenser Je récompense Tu récompenses Il récompense Nous récompensons Vous récompensez Vous me récompensez Ils récompensent Je récompensais Tu récompensais Il récompensait Nous récompensions Vous récompensiez Us récompensaient Je récompensai Tu récompensas Il récompensa Nous récompensâmes Vous récompensâtes Ils récompensèrent Je récompenserai VERBS. 349 To call back him call back Thou callest back He calls back We call back You call back They call back Calling back Called back Called back Called back Called back To ask again Asked again Asked again Asked again Asked again T© GATHER Gathered Gathered Gathered Gathered To HEAP l !> Heaped up Heaped up Heaped up Heaped up TO RE-APPEAR ( appear- Re-appeared [again i Re-appeared Re-appeared Re-appeared TO REWARD To reward you To reward me To reward him I reward Thou rewardest He rewards We reward You reward You reward me They reward I rewarded Thou rewardedst He rewarded We rewarded You rewarded They rewarded I rewarded Thou rewardedst He rewarded We rewarded You rewarded They rewarded I shall reward 30 >00 VERBI. VERBES. VERBS. L — Vi ricompenserò Je vous récompenserai I shall reward you L == Ricompenserai Tu récompenseras Thou wilt reward i Ricompenserà Il récompensera He will reward L •• Ricompenseremo Nous récompenserons We shall reward ( - Ricompenserete Vous récompenserez You will reward ( = Mi ricompenserete Vous me récompenserez You will reward me ( - R icom penseran no Ils récompenseront They will reward v ■ • Ricompensando Récompensant Rewarding ^ - Ricompensato Récompensé Rewarded -\ = Ricompensati Récompensés Rewarded -} . Ricompensata Récompensée Rewarded -t •- Ricompensate Récompensées Rewarded i - Ricomperare Racheter To redeem i = Ricomperato Racheté Redeemed i • Ricomperati Rachetés Redeemed i .. Ricomperata Rachetée Redeemed 0 — Ricomperate Rachetées Redeemed 0 = RICONCENTRARE Concentrer TO CONCENTRAT!: 0 . Riconcentrato Concentré Concentrated 0 .. Riconcentrati Concentrés Concentrated "J — Riconcentrata Concentrée Concentrated 1 = Riconcentrate Concentrées Concentrated Riconciliare RÉCONCILIER TO RECONCILE Riconciliando Réconciliant Reconciling ) — Riconciliato Réconcilié' Reconciled ) — Riconciliati Réconciliés Reconciled Riconciliata Réconciliée Reconciled Riconciliate Réconciliées Reconciled -f- — Ricondurre Ramener TO BRING BACK + == Ricondotto Ramené Brought back -1- . Ricondotti Ramenés Brought back + .. Ricondotta Ramenée Brought back ^ — Ricondotte Ramenées Brought back ■ — = Riconoscere Reconnaître TO KNOW AGAIN \ Riconoscerlo Le reconnaître To know it again *"■"«. . . Riconosco Te reconnais I know again o Lo riconosco Je le reconnais I know it again P - Non lo riconosco Je ne le reconnais pas I do not know it again P - Vi riconosco Je vous reconnais I know you again 0 Riconosci Tu reconnais Thou knowest a gai a V — Riconosce Il reconnaît He knows again V = Riconosciamo Nous reconnaissons We know again V . Riconoscete Vous reconnaissez You know again v .. Mi riconoscete Vous me reconnaissez You know me again o — Riconoscono Ils reconnaissent They knoAV again o = Riconosceva Je reconnaissais I knew again a . Riconoscevi Tu reconnaissais Thou knewest again (y .. Riconosceva Il reconnaissait He knew again 1 — Riconoscevamo Nous reconnaissions We knew again / = Riconoscevate Vous reconnaissiez You knew again / • Riconoscevano Ils reconnaissaient They knew again / ■- Riconobbi Je reconnus I knew again A — Riconoscesti Tu reconnus Thou knewest again A = Riconobbe Il reconnut He knew again A • Riconoscemmo Nous reconnûmes We knew again A •• Riconosceste Vous reconnût&s You knew again T - Riconobbero Ils reconnurent They knew again VF.RBÎ. L - Riconoscerò L = Riconoscerai L • Riconoscerà L •• Riconosceremo ) - Riconoscerete ) = Riconosceranno ) . Riconoscendo ) •• Riconosciuto H — Riconosciuti H = Riconosciuta H • Riconosciute H •• Ricoprire ! - Ricoperto 1 = Ricoperti 1 . Ricoperta 1 •• Ricoperte o — Ricordarsi o = Mi ricordo a . Ti ricordi o .. Si ricorda 1 - Ci ricordiamo 1 = Vi ricordate 1 • Si ricordano 1 -• Mi ricordava ) - Ti ricordavi ) = Si ricordava ) • Ci ricordavamo ) .- Vi ricordavate + — Si ricordavano + = Mi ricordai + . Ti ricordasti + .. Si ricordò v^. Ci ricordammo ^ s= Vi ricordaste -S* Si ricordarono *> .. Mi ricorderò ? — Ti ricorderai p = Si ricorderà p Ci ricorderemo p Vi ricorderete V — Si ricorderanno V = Ricordatevi v . Ricordando v .. Ricordato 0 — Ricordati 0 = Ricordata 0 . Ricordate 0 .. Ricordarsi I ~ Mi ricordo 1 = Ti ricordi / • Si ricorda 1 •■ Ci ricordiamo A — Vi recordate A = Si ricordano A • Mi ricordava A •■ Ti ricordavi T- Si ricordava T = Ci ricordavamo VERBES. Je reconnaîtrai Tu reconnaîtras Il reconnaîtra Nous reconnaîtrons Vous reconnaîtrez Ils reconnaîtront Reconnaissant Reconnu Reconnus Reconnue Reconnues Recouvrir Recouvert Recouverts Recouverte Recouvertes Rappeler (se) Je me rappelle Tu te rappelles Il se rappelle Nous nous rappelons Vous vous rappelez Ils se rappellent Je me rappelais Tu te rappelais Il se rappelait Nous nous rappelions Vous vous rappeliez Ils se rappelaient Je me rappelai Tu te rappelas Il se rappela Nous nous rappelâmes Vous vous rappelâtes Ils se rappelèrent Je me rappellerai Tu te rappelleras Il se rappellera Nous nous rappellerons Vous vous rappellerez Ils se rappelleront Rappelez-vous Rappelant Rappelé Rappelés Rappelée Rappelées Rappeler le souvenir Je rappelle le souvenir Tu rappelles le souvenir Il rappelle le souvenir Nous rappelons le souv. Vous rappelez le souvenir Ils rappellent le souvenir Je rappelais le souvenir Tu rappelais le souvenir Il rappelait le souvenir Nous rappelions le souv. VERBS. 3.*)1 I shall know again Thou wilt know again He will know again We shall know again You will know again They will know again Knowing again Known again Known again Known again Known again To cover again Covered again Covered again Covered again Covered again To RECOLLECT I recollect Thou recollectest He recollects We recollect You recollect They recollect I recollected Thou recollected.^ He recollected We recollected You recollected They recollected I re collected Thou recollectedst He recollected We recollected You recollected They recollected I shall recollect Thou wilt recollect He will recollect We shall recollée You will recollect They will recollée Recollect Recollecting Recollected Recollected Recollected Recollected TO REMIND I remind Thou remindest He reminds We remind You remind They remind I reminded Thou remindedst He reminded We reminded 352 L - Vi ricordavate L = Si ricordavano L • Mi ricorderò L •• Ti ricorderai ( - Si ricorderà ( = Ci ricorderemo ( • Vi ricorderete ( •• Si ricorderanno H - Ricordatevi -\ = Ricordati ^ . Ricordandosi ^ •• Ricordato i - Ricordati ! = Recordata t . Ricordate 1 .. Ricoricare o — Ricoricato o ~ Ricoricati 0 . Ricoricata 0 .. Ricoricate 1 - Ricorrere 1 = Ricorro 1 . Ricorri "1 .. Ricorre ) — Ricorriamo ) = Ricorrete ), Ricorrono ) .. Ricorreva H Ricorrevi Ricorreva + . Ricorrevamo + •• Ricorrevate Ricorrevano ->*» = Ricorrerò ^ Ricorrerai ■^ . '. Ricorrerà ? — Ricorreremo D = Ricorrerete 0 Ricorreranno ? .'• Ricorrete V — Ricorrendo V = Ricorso V . Ricorsi v .. Ricorsa / - Ricorse / = Ricoverare / . Ricoverato / .. Ricoverati 0 — Ricoverata 0 = Ricoverate 0 . Ricrearsi 0 •• Ricreato A — Ricreati A = Ricreata A • Ricreate A •• Ricredersi T — Mi ricredo T = Ti ricredi VERBES. Vous rappeliez le souven . Us rappelaient le souv. Je rappellerai le souvenir Tu rappelleras 1 e souven. Il rappellera le souvenir Nous rappellerons le souv. Vous rappellerez le souv. Ils rappelleront le souv. Rappelez le souvenir Rappelez le souvenir Rappelant le souvenir Rappelé le souvenir Rappelé le souvenir Rappelé le souvenir Rappelé le souvenir Recoucher Recouché Recouchés Recouchée Recouchées Recourir Je recours Tu recours Il recourt Nous recourons Vous recourez Ils recourent Je recourais Tu recourais Il recourait Nous recourions Vous recouriez Ils recouraient Je recourrai Tu recourras Il recourra Nous recourrons Vous recourrez Us recourront Recourez Recourant Recouru Recourus Recourue Recourues Recouvrer Recouvré Recouvrés Recouvrée Recouvrées Délasser (se) Délassé Délassés Délassée Délassées DÉSARUSER (Se) Je me désabuse Tu te désabuses VERBS. You remind They remind I shall remind Thou wilt remind He will remind We shall remind You will remind They will remind Remind Remind Reminding Reminded Reminded Reminded Reminded TO GO TO RED AGAIN Gone to bed again Gone to bed again Gone to bed again Gone to bed again TO HAVE RECOURS R TO I have recourse to Thou hast recourse to He has recourse to We have recourse to You have recourse to They have recourse to I had recourse to Thou hadst recourse to He had recourse to We had recourse to You had recourse to They had recourse to I shall have recourse to T. wilt have recourse to He will have recourse to We shall have recourse to You will have recourse to T. will have recourse to Have recourse to Having recourse to Had recourse to Had recourse to Had recourse to Had recourse to To RECOVER Recovered Recovered Recovered Recovered To REST Rested Rested Rested Rested I TO UNDECEIVE ONE'S SELF I undeceive myself Thou undecei vest thyself Si ricrede Ci ricrediamo Vi ricredete Si ricredono Ricredetevi Ricreduto Ricreduti Ricreduta Ricredute Ricrescere Ricresciuto Ricresciuti Ricresciuta Ricresciute Ricucire Ricucito Ricuciti Ricucita Ricucite Ricuocere Ricotto Ricotti Ricotta Ricotte Ricuperare Ricuperato Ricuperati Ricuperata Ricuperate Ricusare Ricusarmi Ricusarvi Ricuso Lo ricuso Non vi ricuso V ricuso Ricusi Ricusa Mi ricusa Ricusiamo Mi ricusate Ricusate Non mi ricusate Ricusano Ricusava Ricusavi Ricusava Mi ricusava Ricusavamo Ricusavate Ricusavano Ricusai Ricusasti Ricusò Mi ricuso Ricusammo Ricusaste VERBES. VERBS. 353 Il se désabuse He undeceives himself Nous nous désabusons We undeceive ourselves Vous vous désabusez You undeceive yoursel. Ils se désabusent They undeceive themsel- Désabusez-vous Undeceive yourself [ves Désabusé Undeceived Désabusés Undeceived Désabusée Undeceived Désabusées Undeceived Accroître To INCREASE Accru lu creased Accrus Increased Accrue Increased Accrues Increased Recoudre TO SEW AGAIN Recousu Sewed again Recousus Sewed again Recousue Sewed again Recousues Sewed again Recuire TO COOK AGAIN Recuit Cooked again Recuits Cooked again Recuite Cooked again Recuites Cooked again Recouvrer TO RECOVER Recouvré Recovered Recouvrés Recovered Recouvrée Recovered Recouvrées Recovered Refuser To REFUSE Me refuser To refuse me Vous refuser To refuse you Je refuse I refuse Je le refuse I refuse it Je ne vous refuse pas I do not refuse you Je vous refuse I refuse you Tu refuses Thou refusest Il refuse He refuses Il me refuse He refuses me Nous refusons We refuse Vous me refusez You refuse me Vous refusez You refuse Vous ne me refusez pas You do not refuse me Ils refusent They refuse Je refusais I refused Tu refusais Thou refusecbt Il refusait He refused Il me refusait He refused me Nous refusions We refused Vous refusiez You refused Ils refusaient They refused Je refusai I refused Tu refusas Thou refused si Il refusa He refused Il me refusa He refused me Nous refusâmes We refused Vous refusâtes You refused 30, 3M VERBï. VERBES. VERBS. L - Ricusarono Ils refusèrent They refused L = Ricuserò Je refuserai I shall refuse L • Non vi ricuserò Je ne vous refuserai pas I shall not refuse you L •• Ricuserai Tu refuseras Thou wilt refuse i - Ricuserà Il refusera He will refuse ( - Ricuseremo Nous refuserons We shall refuse ( . Ricuserete Vous refuserez You will refuse ( •• Non mi ricuserete Vous ne me refuserez pas You will not refuse rase H- Ricuseranno Ils refuseront They will refuse -j = Ricusando Refusant Refusing H • Ricusato Refusé Refused H .. Ricusati Refusés Refused 1 - Ricusata Refusée Refused I = Ricusate Refusées Refused 1 • Ridare Redonner TO GIVE AGAIN Ridato Redonné Given again o — Ridati Redonnés Given again o = Ridata Redonnée Given again 0 . Ridate Redonnées Given again 0 .. Ridere Rire TO LAEGH 1 - Rido Je ris I laugh 1 = Non rider Je ne ris pas I do not laugh 1 . Ridi Tu ris Thou laughest 1 .. Ride Il rit He laughs ) - Ridi amo- Nous rions We laugh ) = Ri dete Vous riez You laugh ) . Ridono fis rient They laugh ) .. Rideva Je riais I was laughing + — Ridevi Tu riais Thou wart laughing _j_ = Rideva Il riait He was laughing + . Ridevamo- Nous riions We were laughing + .. Ridevate Vous riiez You were laughing ^. — Ridevano Ils riaient They were laughing \ = Risi Je ris I laughed \ Ridesti Tu ris Thou laughedst -*v. . . Rise Il rit He laughed p - Ridemmo Nous rimes We laughed p = Rideste Vous rites You laughed p • Risero Ils rirent They laughed p .. Riderò Je rirai I shall laugh V — Riderai Tu riras Thou wilt laugh V = Riderà Il rira He will laught V . Rideremo Nous rirons We shall laugh v .. Riderete Vous rirez You will laugh 0 — Non riderete Vous ne rirez pas You will not laugh 0 = Rideranno Ils riront They will laugh 0 . Ridendo Riant Laughing 0 .. Riso Ri Laughed 1 - Ridestare RÉVEILLER To ROUSE 1 = Ridestato Réveillé Roused / . Ridestati Réveillés Roused 1 ■■ Ridestata Réveillée Roused A — Ridestate Réveillées Roused A = Ridire Redire To REPEAT A • Ridetto Redit Repeated A •• Ridetti Redits Repeated T - Ridetta Redite Repeated T- Ridette Redites I Repeated VERRI. VERBES. VERBS. óòd 1 —| Ridurre RÉDUIRE To reduce L H Ridurmi Me réduire To reduce me L • Ridurvi Vous réduire To reduce you L •• Ridurlo Le réduire To reduce him, it ( — Riduco Je réduis I reduce ( = Riduci Tu réduis Thou reducest ( • Si riduce Il se réduit He reduces himself ( •• Riduce Il réduit He reduces H — Si riduce On réduit One reduces _l = Riduciamo Nous réduisons We reduce H • Riducete Vous réduisez You reduce -i .. Mi riducete Vous me réduisez You reduce me i - Riducono Ils réduisent They reduce 1 = Riduceva Je réduisais I reduced I . Riducevi Tu réduisais Thou reducedst 1 •• Riduceva Il réduisait He reduced o — Riducevamo Nous réduisions We reduced o = Riducevate Vous réduisiez You reduced 3 . Riducevano Ils réduisaient They reduced 0 .. Ridussi Je réduisis I reduced 1 ~ Riducesti Tu réduisis Thou reducedst 1 = Ridusse Il réduisit He reduced 1 • Si ridusse Il se réduisit He reduced himself 1 •• Riducemmo Nous réduisîmes We reduced ) ~ Riduceste Vous réduisîtes You reduced ) = Ridussero Ils réduisirent They reduced ) . Ridurrò Je réduirai I shall reduce ) •• Ridurrai Tu réduiras Thou wilt reduee + — Ridurrà Il réduira He will reduce + = Si ridurra On le réduira They will reduce him + • Ridurremo Nous réduirons We shall reduce him + •• Non lo ridurrete Vous ne le réduirez pas You will not reduce him «^ — Ridurrete Vous réduirez You will reduce him ■*■». = Vi ridurrete Vous vous réduirez You will reduce yoursel v. — . Ridurranno Ils réduiront They will reduce *s. . . Riducete Réduisez Reduce e - Non vi riducete Ne vous réduisez pas Do not reduce yourselves ? = Riducendo Réduisant Reducing 3 Ridotto Réduis Reduced ? • • Ridotti Réduits Reduced V - Ridotta Réduite Reduced V = Ridotte Réduites Reduced v . Riempire Remplir To FILL v .. Riempio Je remplis I fill o — Riempi Tu remplis Thou Idlest 0 = Riempie Il remplit He fills 0 . Riempiamo Nous remplissons We fill 0 .. Riempite Vous remplissez You fill 1 - Riempiono Ils remplissent They fill 1 = Riempite Remplissez Fill / . Riempiendo Remplissant Filling / .. Riempito Rempli Filled A - Riempiti Remplis Filled A = Riempita Remplie Filled A • Riempite Remplies Filled A •• Rientrare Rentrer TO REENTER T — Rientro Je rentre I reenter T =« Rientri Tu rentres Thou reentejest T- Rientra Il rentre He reenters 356 VERBI. VERBES. VERBS. L -P Rientriamo Nous rentrons We reenter L =1 Rientrate Vous rentrez ïou reenter L • 5 8-ientrano [Is rentrent rhey reenter L - 1 Rientrava Je rentrais ; reentered ( - Rientravi Tu rentrais rhou reenteredst ( = Rientrava Il rentrait He reentered ( . Rientravamo Nous rentrions We reentered ( ■■ Rientravate Vous rentriez You reentered H - Rientravano Ils rentraient They reentered1 H = Rientrerò Je rentrerai ' I shall reenter H . Rientrerai Tu rentreras Thou wilt reentei H •• Rientrerà Il rentrera He will reentei- ! — Rientreremo Nous rentrerons We shall reenter 1 = Rientrerete Vous rentrerez You will reenter I Rientreranno Ils rentreront They will reenter 1 •• Rientrate Rentrez Reenter o — Rientrando Rentrant Reentering 0 = Rientrato Rentré Reentered o . Rientrati Rentrés Reentered 0 .. Rientrata Rentrée Reentered 1 - Rientrate Rentrées Reentered 1 = RlFABRICARE Rebâtir To rebuild 1 . Rifabricato Rebâti Rebuilt 1 •- Rifabricati Rebâtis Rebuilt ) — Rifabricata Rebâtie Rebuilt ) = Rifabricate Rebâties Rebuilt ) . Rifare Refaire TO MAKE AGA1IN ) -. Rifacendo Refaisant Making again + — Rifatto Refait Made again 4- = Rifatti Refaits Made again -r Rifatta Refaite Made again; + -. Rifatte Refaites Made again ^ _ Riferire Rapporter To REFER \ = Riferirvi Vous rapporter To refer to yoS *>** . Riferirmi Me rapporte To refer to me •v. .. Riferisco Je rapporte I refer ? - Riferisci Tu rapportes Thou referest ? = Riferisce Il rapporte He refers P . Riferiamo Nous rapportons We refer ? -• Riferite Vous rapportez You refer v — Riferiscono Ils rapportent They refer V = Riferiva Je rapportais I refered V - Riferivi Tu rapportais Thou referedst V -• i Riferiva Il rapportait He refered 0 — Riferivamo Nous rapportions We refered o = Riferivate Vous rapportiez You refered 0 • Riferivano Ils rapportaient They refered O ■■ Riferirò Je rapporterai I shall refer 1 - Riferirai Tu rapporteras Thou wilt refer 1 =i Riferirà Il rapportera He will refer / . Riferiremo Nous rapporterons We shall refer 1 .. Riferirete Vous rapporterez You will refer A - Riferiranno Ils rapporteront They will refer A = Riferendo Rapportant Refering A Riferito Rapporté Refered A • Riferiti Rapportés Refered T - - Riferita Rapportée Refered T = [Riferite Rapportées 'Refered VERBI. VERBES. VERBS. L - Rifinire Abattre TO PILL DOWN L = Rifinito Abattu Pulled down L - Rifiniti Abattus Pulled down L •- Rifinita Abattue Pulled dow u ( - Rifinite Abattues Pulled down ( = Rifiutare Refuser To REFUSE ( • Rifiutato Refusé Refused ( ■• Rifiutati Refusés Refused -» - Rifiutata Refusée Refused -f = Riiiutate Refusées Refused -4 • Riflettere Réfléchir To THINK OF H •• Rifletto Je réfléchis I think of Rifletti Tu réfléchis Thou thinkest of 1 = Riflette Il réfléchit He thinks of 1 • Riflettiamo Nous réfléchissons We think of Riflettete Vous réfléchissez You think of o — Riflettono Ils réfléchissent They think of 0 = Rifletteva Je réfléchissais I reflected 0 . Riflettevi Tu réfléchissais Thou reflected st o .. Rifletteva Il réfléchissait He reflected ~] — Riflettevamo Nous réfléchissions We reflected 1 — Riflettevate Vous réfléchissiez You reflected Riflettevano Ils réfléchissaient They reflected Riflettei Je réfléchis I reflected ) _ Riflettesti Tu réfléchis Thou reflected ) = Rifletté 11 réfléchit He reflected Riflettemmo Nous réfléchîmes We reflected Rifletteste Vous réfléchîtes You reflected + — Rifletterono Ils réfléchirent They reflected + = Rifletterò Je réfléchirai I shall think of •+- . Rifletterai Tu réfléchiras Thou wilt think of + .. Rifletterà Il réfléchira He will think of ^» — Rifletteremo Nous réfléchirons We shall think of ■ —, = Rifletterete Vous réfléchirez You w ill think of -»». . Rifletteranno Ils réfléchiront They will think of -> Riflettete Réfléchissez Think of ? — Riflettendo Réfléchissant Thinking of p = Riflettuto Réfléchi Thought of p . Riflettuti Réfléchis Thought of p .. Riflettuta Réfléchie Thought of V — Riflettute Réfléchies Thought of V = Riflettere Réfléchir TO REFLECT V . Rifletto Je réfléchis I reflect V •• Rifletti Tu réfléchis Thou reflectest 0 — Riflette Il réfléchit He reflects 0 = Riflettiamo Nous réfléchissons We reflect 0 . Riflettete Vous réfléchissez You reflect 0 .. Riflettono Ils réfléchissent They reflect / - Rifocillare Ranimer TO REANIMATE / = Rifocillato Ranimé Reanimated / . Rifocillati Ranimés Reanimated / •• Rifocillata Ranimée Reanimated A - Rifocillate Ranimées Reanimated A = Rifondere Refondre TO MELT AGAIN A • Rifuso Refondu Melted again A . . Rifusi Refondus Melted again T — Rifusa Refondue Melted again T m Rifuse Refondues Melted again 35: 358 TERBI. L - Riformare L = Riformarmi L • Riformarlo L •• Riformarla ( - Riformo ( = Riformi ( . Riforma ( •• Riformiamo H - Riformate 4 = Riformano ^ . Riformò H •• Riformaste 1 - Riformarono 1 = Riformerò 1 • Riformerai 1 .. Riformerà o — Riformeremo o = Riformerete 0 . Riformeranno O .- Riformando 1 - Riformato 1 = Riformati 1 . Riformata 1 .. Riformate ) — RlFORTIFICARE ) = Rifortiiicato ) . Rifortificati ) .. Rifortificata + — Rifortificate + = Rifuggirsi + . Rifuggito + .. Rifuggiti \ ■ — Rifuggita **N = Rifuggite *>* . Rigare »•*. . . Rigato ? - Rigata ? = Rigettare p . Rigettando ? .. Rigettato V — Rigettati V = Rigettata V . Rigettate V .. Rigsugnere 0 — Rigiungervi 0 = Rigiungo 0 . Rigiungi 0 .. Rigiunge / - Rigiungiamo / = Rigiungete / - Rigiungono / .. Rigiungeró A — Vi rigiungeró A = Ri giungerai A • Ri giungerà A •• Ri giungeremo T — Rigiungerete T = Mi rigiungerete VERBES. RÉFORMER Me réformer Le réformer La réformer Je réforme Tu réformes Il réforme Nous réformons Vous réformez Ils réforment Il réforma Vous réformâtes Ils réformèrent Je réformerai Tu réformeras 11 réformera Nous réformerons Vous réformerez Ils réformeront Réformant Réformé Réformés Réformée Réformées Renforcer Renforcé Renforcés Renforcée Renforcées Se réfugier Réfugié Réfugiés Réfugiée Réfugiées Régler (tirer des lignes] Réglé Réglée Rejeter Rejetant Rejeté Rejetés Rejetée Rejetées Rejoindre Vous rejoindre Je rejoins Tu rejoins Il rejoint Nous rejoignons Vous rejoignez Ils rejoignent Je rejoindrai Je vous rejoindrai Tu rejoindras il rejoindra Nous rejoindrons Vous rejoindrez Vous me rejoindrez VERBS. To reform To reform myself To reform it To reform it I reform Thou reformest He reforms We reform You reform They reform He reformed You reformed They reformed I shall reform Thou wilt reform He will reform We shall reform You will reform They will reform Reforming Reformed Reformed Reformed Reformed To reinforce Reinforced Reinforced Reinforced Reinforced TO TARE SHELTER Taken shelter Taken shelter Taken shelter Taken shelter TO RULE Ruled Ruled TO REJECT Rejecting Rejected Rejected Rejected Rejected TO MEET AGAIN To meet you again I meet againf Thoumeetest again He meets again We meet again You meet again They meet again I shall meet again I shall meet you again Thou wilt meet again He will meet again We shall meet again You will meet again You will meet me again VERBI. VERBES. VERBS. à L - Rigiungeranno Ils rejoindront They will meet again L = Rigiugnendo Rejoignant Meeting L • Rigiunto Rejoint Meet L •• Rigiunti Rejoints Meet ( - Rigiunta Rejointe Meet ( = Rigiunte Rejointes Meet ( • Rigonfi Ali e Regonfler TO SWELL ( •• Rigoniiato Regonflé Swollen -i- Rigonfiati Regonflés Swollen H = Rigonfiata Regonflée Swollen H . Rigonfiate Regonflées Swollen H •• Rigovernare Laver la vaisselle TO WASH THE PLATES 1 - Rigovernato Lavé la vaisselle Washed the plates 1 = Rigovernata Lavée (a été) la vaisselle Washed the plates ! . Riguardare Regarder To LOOK • 1 .. Riguardarvi Vous regarder To look at you 0 — Riguardarmi Me regarder To look at aie o = Riguardarlo Le regarder To look at him o . Non riguardo Je ne regarde pas I do not look 0 .. Riguardo Je regarde Hook 1 - Vi riguardo Je vous regarde I look at you 1 = Riguardi Tu regarder Thou lookest 1 . Lo riguarda II le regarde He looks at it 1 .. Riguarda II regarde He looks ) - Lo riguardiamo Nous le regardons We look at it ) = Riguardiamo Nous regardons We look ) . Riguardate Vous regardez You look ) .. Mi riguardate Vous rae regardez You look at me H Riguardano Ils regardent They look "T = Riguardava Je regardais I looked + . Lo riguardava Je le regardais I looked at it + -. Lo riguardavi Tu le regardais Thou lookedst -^. — Si lo riguardava On le regardait One looked at it ^>. = Riguardava Il regardait He looked -~~- Vi riguardava Il vous regardait He looked at you \ . . Riguardavamo Nous regardions We looked ? - Riguardavate Vous regardiez You looked P = Riguardavamo Ils regardaient They looked ? • Riguarderò Je regarderai I shall look P .. Vi riguarderò Je vous regarderai I shall look at you V — Riguarderai Tu regarderas Thou wilt look V — Riguarderò Il regardera He will look v . Riguarderemo Nous regarderons We shall look v .. Mi riguarderete Vous me regarderez You will look at me 0 — Riguarderete Vous regarderez You will look 0 = Non riguarderete Vous ne regarderez pas You will not look a . Riguarderanno Us regarderont They will look 0 .. Riguardatelo Regardez-le Look at it / - Non lo riguardate Ne le regardez pas Do not look at it Riguardando Regardant. Lookind / ~ Riguardato Regardé Looked / •• Riguardati Regardés Looked A — Riguardata Regardée Looked A = Riguardate Regardées Looked A • Rilasciare Relâcher To enervai:: A •• Rilasciato Relâché Enervated T — Rilasciati Relâchés Enervated 359 3t>0 VERBI. VERBES. VERBS. L -j Rilasciata Relâchée Enervated L = Rilasciate Relâchées Enervated L • Rilassare, v. Lassare Lasser To tire L •• Rilegare Relier To BIND ( - Rilegato Relié Bound ( «= Rilegata Reliés Bound ( . Rilegata Reliée Bound ( .- Rilegate Reliées Bound H - Rilegare Reléguer (exiler) To EXILE H *? Rilegato Relégué Exiled H . Rilegati Relégués Exiled ^ .. Rilegata Reléguée Exiled i - Rilegate Reléguées Exiled i = Rileggere Relire TO READ OVER AGAIN i • Riletto Relu Read over again i .- Riletti Relus Read over again o — Riletta Relue Read over again o = Rilette Relues Read over again 0 . Rilevare Relever To RAISE o .. Rilevato Relevé Raised 1 - Rilevati Relevés Raised 1 s= Rilevata Relevée Raised "1 . Rilevate Relevées Raised 1 .. Rilucere Reluire To SHINE ) - Riluce Il reluit It shines ) = Riluceva Il reluisait It shone ) . Rilucevano Ils reluisaient They shone ) .. Rimandare Renvoyer TO SEND BACK 4- — Rimandatemi Renvoyez-moi Send me back 4- == Rimandato Renvoyé Sent back + . Rimandati Renvoyés Sent back + .. Rimandata Renvoyée Sent back > — Rimandate Renvoyées Sent back ^ == Rimaneggiare Remanier TO HANDLE AGA1K -»s. . Rimaneggiato Remanié Handled again ^« .. Rimaneggiati Remaniés Handled again P - Rimaneggiata Remaniée Handled again P = Rimaneggiate Remaniées Handled again P • Rimanere Rester To REMAIN P •• Rimango Je reste I remain V — Rimani Tu restes Thou remai nest V = Rimane Il reste He remains v . Rimaniamo Nous restons We remain v .. Rimaneie Vous restez You remain 0 — Rimangono Ils restent They remain 0 *= Rimaneva Je restais I remained 0 . Rimaneva Il restait He remained 0 .. Rimanevamo Nous restions We remained / - Rimanevate Vous restiez You remained / = Rimanevano Ils restaient They remained / . Rimasi Je restai I remained / .. Rimase Il resta He remained A - Rimanemmo Nous restâmes We remained A = Rimaneste Vous restâtes You remained A . Rimasero Ils restèrent They remained A •• Rimarrò Je resterai I shall remain VERBI. verbes. verbs. L - Rimarrai Tu resteras Thou wilt remain L = Rimarrà ti restera Se will remain L • Rimarremo Nous resterons We shall remain L •• Rimarrete Vous resterez You will remain ( - Rimarranno Ils resteront They will remain ( = Rimanendo Restant Remaining ( • Rimasto Resté Remained ( •• Rimasti Restés Remained H - Rimasta Restée Remained -\ = Rimaste Restées Remained H • Rimare Rimer To rhyme H •• Rimato Rimé Rhymed 1 - Rimati Runes Rhymed 1 = Rimata Rimée Rhymed 1 • Rimate Rimées Rhymed 1 •• Rimarginare Refermer To SHUT AGAIN o — Rimarginato Refermé Shut again o = Rimarginati Refermés Shut again 0 . Rimarginata Refermée Shut again 0 .. Rimarginate Refermées Shut again 1 - Rimbambire Radoter (tomber en en- To DOTE 1 = Rimbambisco Je radote (fance.) I dote 1 • Rimbambisci Tu radotes Thou dotest 1 .. Rimbambisce Il radote He dotes ) - Rimbambite Vous radotez You dote ) = Rimbambiscono Ils radotent They dote ) . Rimbambiva Je radotais I doted ) .. Rimbambito Radoté Doted + — Rimbambiti Radoté Doted + = Rimbambita Radoté Doted + . Rimbambite Radoté Doted -f .. RlMBASTIRE Faufiler To BAST -■s. — Rimbastito Faufilé Basted ^ = Rimbastiti Faufilés Basted **>. . Rimbastita Faufilée Basted *»* .. Rimbastite Faufilées Basted p - Rimbarcarsi Rembarquer (se) TO REEMBARK p = Rimbarcato Rembarqué Reembarked p . Rimbarcati Rembarques Reembarked p .. Rimbarcata Rembarquée Reembarked V — Rimbarcate Rembarquées Reembarked V = Rimbombare Retentir (résonner) To RESOUND V . Rimbomba Il retentit It resounds V •• Rimbombano Ils retentissent They resound 0 — Rimbombava Il retentissait It resounded 0 = Rimbombavano Ils retentissaient They resounded 0 • Rimbombò Il retentit It resounded 0 .. Rimbombarono Ils retentirent They resounded / - Rimbomberà Il retentira It will resound / = / . Rimbomberanno Ils retentiront They will resound Rimbombando Retentissant Resounding / .. Rimbombato Retenti Resounded A — Rimbombati Retenti Resounded A = - Rimbombata Retenti Resounded A Rimbombate Retenti Resounded A • Rimborsare Rembourser TO REIMBURSE 31 361 362 VERBI. L - Rimborsato L = Rimborsati L . Rimborsata L •• Rimborsate ( - Rimbrottare ( = Rimbrottarlo ( • Rimbrottarla ( •• Rimbrottarvi H - Rimbrotto H = Rimbrotti H • Rimbrotta -\ .. Rimbrottiamo 1 - Rimbrottate 1 = Rimbrottano 1 • Rimbrottava 1 .. Rimbrottavano o — Rimbrottò o = Rimbrottarono o . Rimbrotterà o .. Rimbrotteranno 1 - Rimbrottato 1 = Rimbrottati 1 . Rimbrottata 1 .. Rimbrottate ) - Rimediare ) = Rimediaj ) . Rimediò ) .. Rimediammo + — Rimediaste + = Rimediarono + . Rimedieró 4- .. Rimedierai V - Rimedierâ V = Rimed ieremo V . Rimedierete V .. Rimedieranno p - Rimediando p = Rimediato p . Rimediati p .. Rimediata v - Rimediate V = Rimembrare V . Rimembro v .. Rimembri 0 - Rimembra 0 = Rimembriamo 0 . Rimembrate 0 .. Rimembrano 1 - Rimembrava / = Rimembravi / . Rimembrava / .. Rimembravamo A — Rimembravate A = Rimembravano A • Rimembrerò A .. Rimembrerai T — Rimembrerà T = Rimembreremo VERBES. Remboursé Remboursés Remboursée Remboursées Gronder (tancer) Le gronder La gronder Vous gronder Je gronde Tu grondes Il gronde Nous grondons Vous grondez Ils grondent Je grondais Ils grondaient Il gronda Ils grondèrent Il grondera Ils gronderont Grondé Grondés Grondée Grondées Remédier Je remédiai Il remédia Nous remédiâmes Vous remédiâtes Ils remédièrent Je remédierai Tu remédieras Il remédiera Nous remédierons Vous remédierez Ils remédieront Remédiant Remédié Remédiés Remédiée Remédiées Ressouvenir (se) Je me ressouviens Tu te ressouviens Il se ressouvient Nous nous ressouvenons Vous vous ressouvenez Ils se ressouviennent Je me ressouvenais Tu te ressouvenais Il se ressouvenait Nous nous ressouvenions Vous vous ressouveniez Ils se ressouvenaient Je me ressouviendrai Tu te ressouviendras Il se ressouviendra N, nous ressouviendrons VERBS. Reimbursed Reimbursed Reimbursed Reimbursed To scold To scold bim To scold her To scold you I scold Thou scoldest He scolds We scold You scold They scold I scolded Thou scolded st He scolded We scolded He will scold They will scold Scolded Scolded Scolded Scolded To remedy I remedied He remedied We remedied You remedied They remedied I shall remedy Thou wilt remedy He vili remedy We shall remedy You will remedy They will remedy Remedying Remedied Remedied Remedied Remedied To remember I remember Thou rememl>erest He remembers We remember You remember They remember I remembered Thou rememberedst He remembered We remembered You remembered They remembered I shall remember Thou wilt remember He will remember We shall remember VERBI. VERBES. VERBS. 36^ L - Rimembrerete V. vous ressouviendrez [ You will remember L = Rimembreranno Ils se ressouviendront They will remember L • Rimembrando Se ressouvenant Remembering L » Rimembrato Ressouvenu Remembered ( - Rimembrati Ressouvenus Remembered ( = Rimembrata Ressouvenue Remembered ( Rimembrate Ressouvenues Remembered ( •• Rimenare Ramener TO RRING BACK H - Rimenato Ramené Brought back H = Rimenati Ramenés Brought back ^ • Rimenata Ramenée Brought back H •• Rimenate Ramenée Brought back j — Rimescolare MÊLER DE NOUVEAU To MIX AGAIN 1 = Rimescolato Mêlé de nouveau Mixed again 1 • Rimescolati Mêlés de nouveau Mixed again 1 •• Rimescolata Mêlée de nouveau Mixed again o — Rimescolate Mêlées de nouveau Mixed again o = Rimettere Remettre TO PUT BACK o . Rimetterlo Les remettre To put back it o .. Rimetterla La remettre To put back it 1 — Rimerterle Les remettre To put back them 1 = Rimetto Je remets I put back 1 . Rimetti Tu remets Thou putest back 1 .. Rimette Il remet He puts back ) - Rimettiamo Nous remettons We put back ) = Rimettete Vous remettez You put back ) . Rimettono Ils remettent They put back ) .. Rimetteva Je remettais I put back + - Rimetteva Il remettait He put back + = Rimettevamo Nous remettions We put back H- • Rimettevate Vous remettiez You put back 4-,. Rimettevano Ils remettaient They put back ->. — Rimisi Je remis I put back ^ = Rimise Il remit He put back *^ . Rimettemmo Nous remîmes We put back *-~» .. Rimetteste Vous remîtes You put back ? - Rimisero Ils remirent They put back ? = Rimetterò Je remettrai I shall put back P • Rimetterai Tu remettras Thou wilt put back P •• Rimetterà Il remettra He will put back V - Rimetteremo Nous remettrons We shall put back V = Rimetterete Vous remetterez You will put back V . Rimetteranno Ils remettront They will put back v .. Rimettete Remettez Put back 0 — Rimettendo Remettant Putin g back 0 = Rimesso Remis Put back 0 . Rimessi Remis Put back 0 •• Rimessa Remise Put back / - Rimesse Remises Put back / « Rimirare, v . Mirare Regarder fixement To STARE / • Rimischiare Remêlf.r TO REMIX / •• Rimischiato Remêlé Remixed A - Ri mischiati Remêlés Remixed A = Rimiscliiata Remêlée Remixed A . Rimischiate R-emèlées Remixed A •• Rimodernare Refaire a la moderne TO NEW-FASHION T — Rimodernarlo Le remettre à la moderne To new-fashion it 364 VERBI. VERBES. VERBS. L - Rimodernato Refait à la'moderne New-fashioned L = Rimodernati Refaits à la moderne New-fashioned L • Rimodernata Refaite à la moderne New-fashioned L -. Rimodernate Refaites à la moderne New-fashioned ( - Rimontare Remonter To GO UP AGAIN ( = Rimontato Remonté Gone up again ( • Rimontati Remontés Gone up again ( •• Rimontata Remontée Gone up again H - Rimontate Remontées Gone up again ^ = Rimostrare Remontrer To demonstrate ~i • Rimostrato Remontré Demonstrated ^ .. Rimpastare PÉTRIR DE NOUVEAU TO KNEAD AGAIN i - Rimpastato Pétri de nouveau Kneaded again i = Rimpastata Pétrie de nouveau Kneaded again i • RïMPENNARE Remplumer To retrieve one's loss i •• Rimpennato Remplumé Retrieved his losses 0 — Rimpennati Remplumés Retrieved their losses o = Rimpennata Remplumée Retrieved his losses 0 . Rimpennate Remplumées Retrieved their losses o .. Rimpiazzare Remplacer To REPLACE 1 - Rimpiazzo Je remplace I replace 1 - Rimpiazzi Tu remplaces Thou replaces! 1 Rimpiazza Il remplace He replaces 1 .. Rimpiazziamo Nous remplaçons We replace ) - Rimpiazzate Vous remplacez You replace ) = Rimpiazzano Ils remplacent They replace ) . Rimpiazzai Je remplaçai I replaced ) .. Rimpiazzasti Tu remplaças Thou replacedst + — Rimpiazzò Il remplaça He replaced + = Rimpiazzammo Nous remplaçâmes We replaced + . Rimpiazzaste Vous remplaçâtes You replaced + .. Rimpiazzarono Ils remplacèrent They replaced -^ — Rimpiazzerò Je remplacerai I shall replace ->. = Rimpiazzerai Tu remplaceras Thou wilt replace •^ . Rimpiazzerà Il remplacera He will replace •^. . . Rimpiazzeremo Nous remplacerons We shall replace p - Rimpiazzerete Vous remplacerez You will replace p = Rimpiazzeranno Ils remplaceront They will replace p . Rimpiazzando Remplaçant Replacing ? .. Rimpiazzato Remplacé Replaced V — Rimpiazzati Remplacés Replaced V = Rimpiazzata Remplacée Replaced v . Rimpiazzate Remplacées Replaced V .. Rimpicciolire Rapetisser To LESSEN 0 — Rimpicciolito Rapetissé Lessened 0 = Rimpiccioliti Rapetisses Lessened 0 . Rimpicciolita Rapetissée Lessened 0 .. Rimpicciolite Rapetissées Lessened / - Reimproverare Reprocher To REPROACH / = Rimproverarmi Me reprocher To reproch me / . Rimproverarvi Vous reprocher To reproch you / .. Rimproverarlo Le reprocher To reproch him A - Rimprovero Je reproche I reproach A = Vi rimprovero Je vous reproche I reproach you A • Non vi rimprovero Je ne vous reproche pas I do not reproach you A .. Rimproveri Tu reproches Thou reproachest T — Mi rimproveri Tu me reproches Thou reproachest me VERBI. VERBES. VERBS. 365 L - Rimprovera Il reproche He reproaches L = Rimproveriamo Nous reprochons We reproach L • Rimproverate Vous reprochez You reproach Mi rimproverai Vous me reprochez You reproach me ( — Rimproverano Ils reprochent They reproach ( = Rimproverava Je reprochais I reproached Lo rimproverava Je le reprochais I reproached him Rimproveravi Tu reprochais Thou reproachedst ^ - Mi rimproveravi Tu me reprochais Thou reproached me ^ = Rimproverava Il reprochait He reproached ^ . Mi rimproverava Il me reprochait He reproached me H .. Rimproveravamo Nous reprochions We reproached i - Rimproveravate Vous reprochiez You reproached i = Mi rimproveravate Vous me reprochiez You reproached me i • Rimproveravano Ils reprochaient They reproached i Rimproverai Je reprochai I reproached 0 — Lo rimproverai Je le reprochai I reproached him 0 = Rimproverasti Tu reprochas Thou reproachedst o . Rimprovero Il reprocha He reproached o .. Mi rimprovero Il me reprocha He reproached me 1 - Lo rimprovero Il le reprocha He reproached him 1 = Rimproverammo Nous reprochâmes We reproached 1 . Rimproveraste Vous reprochâtes - You reproached 1 .. Mi rimproveraste Vous me reprochâtes You reproached me ) - Rimproverarono Ils reprochèrent They reproached ) = Rimprovererò Je reprocherai I shall reproach ) . Non vi rimprovererò Je ne vous reprocherai p. I shall not reproach you ) .. Rimprovererai Tu reprocheras Thou wilt reproach + — Non mi rimprovererai Tu ne me reprocheras p. Th. wilt n. reproach me + — Rimprovererà Il reprochera He will reproach + . Rimprovereremo Nous reprocherons We shall reproach + .. Non vi rimprovereremo Nous ne v. reprocherons We shall not reproach y. ■*>. — Rimprovererete "Vous reprocherez [pas You will reproach — Rincalorita Rechauffée Warmed >s = Rincalorite Rechauffées Warmed >>. . RISC APPELLARE Entasser (augmenter) To HEAP UP •^ . . Rincappellato Entassé Heaped up P - Rincappellati Entassés Heaped up ? = Rincappellata Entassée Heaped up ? • Rincappellate Entassées Heaped up 0 Rinchiudere Renfermer To shut up v — Rinchiuso Renfermé Shut up V = Rinchiusi Renfermés Shut up V - Rinchiusa Renfermée Shut up V .. Rinchiuse Renfermées Shut up 0 — Rincontrare Rencontrer To MEET 0 = Rincontrarvi Vous rencontrer To meet you 0 . Rincontrarmi Me rencontrer To meet me 0 .. Rincontrarlo Le rencontrer To meet him / - Rincontrarci Nous rencontrer To meet us / = Se lo rincontro Si je le rencontre If I meet him / - Non vi rincontro Je ne vous rencontre pas I do not meet you / •• Rincontro Je rencontre I meet A — Lo rincontro Je le rencontre I meet him A = Non lo rincontro Je ne le rencontre pas I do not meet him A • Rincontri Tu rencontres Thou meetest A •• Rincontra Il rencontre He meets T — Si rincontra On le rencontre One meets him T = Rincontriamo Nous rencontrons We meet VERBI. VERBES. VERBS. ab/ L - - Rincontrate Vous rencontrez You meet L = : Mi rincontrate Vous me rencontrez You meet me L ■ Rincontrano Ils rencontrent They meet L •• Rincontrava Je rencontrais I met ( - Rincontrava Il rencontrait He met ( = Rincontravamo Nous rencontrions We met ( Rincontravate Vous rencontriez You met ( .- Rincontravano Ils rencontraient They met H - Rincontrai Je rencontrai I met -) = Rincontrò Il rencontra He met H • Rincontrammo Nous rencontrâmes We met -\ .. Rincontraste Vous rencontrâtes You met ! - Rincontrarono Ils rencontrèrent They met 1 = Lo rincontrerò Je le rencontrerai I shall meet him 1 • Rincontrerò Je rencontrerai I shall meet 1 .. Vi rincontrerò Je vous rencontrerai I shall meet you o — Rincontrerai Tu rencontreras Thou wilt meet o = Rincontrerà Il rencontrera He will meet 0 . Non rincontrerà Il ne rencontrera pas He will not meet o .. Rincontreremo Nous rencontrerons We shall meet 1 - Rincontrerete Vous rencontrerez You will meet 1 = Non rincontrere e V. ne rencontrerez pas You will not meet 1 • Rincontreranno Ils rencontreront They will meet 1 .. Rincontrando Rencontrant Meeting ) - Rincontrato Rencontré Met ) = Rincontrati Rencontrés Met ) . Rincontrata Rencontrée Met ) .. Rincontrate Rencontrées Me + — Rincorarsi Reprendre courage To take courage again + = Rincorato Repris courage Taken courage again + . Rincorati Repris courage Taken courage again + .. Rincorata Repris courage Taken courage again ^~ Rincorate Repris courage Taken courage again ->v. = Rincrescere DÉPLAIRE To DISPLEASE ^ Rincrescermi Me déplaire To displease me •^ .. Rincrescervi Vous déplaire To displease you p - Rincresce Il déplait He displeases p = Mi rincresce Il me déplait It displeases me p . Non mi rincresce Il ne me déplait pas It does not displease me p .. Vi rincresce Il vous déplaît It displease you V — Rincrescono Ils déplaisent They displease V = Rincresceva Il déplaisait He displeased v . Mi rincresceva Il me déplaisait It displeased me V .. Rincrescevano Ils déplaisaient They displeased 0 — Rincrebbe Il déplut He displeased 0 = Rincrebbero Ils déplurent They displeased 0 . Se non vi rincrescesse S'il ne vous déplaisait pas If it did not displease you 0 .. Rincrescerà Il déplaira He will displease 1 - Rincresceranno Ils déplairont They will displease 1 = Mi rincrescerebbe 11 me déplairait He would displease me / . Rincresciuto Déplu Displeased / .. Rincresciuti Déplu Displeased A - Rincresciuta Déplu Displeased A = Rincresciute Déplu Displeased A • Rinculare Reculer To DRAW BACK A •• Rinculo Je recule [ draw back T — Rinculi Tu recules Thou drawest back T = Rincula Il recule He draws back 368 VERBI. VERBES. VERBS. L - Rinculiamo Nous reculons We draw back L = Rinculate Vous reculez You draw back L • Rinculano Ils reculent They draw back L •• Rinculava Il reculait He drew back ( - Rinculavate Vous reculiez You drew back ( = Rinculavano Ils reculaient They drew back ( • Rinculo Il recula He drew back ( .. Rinculammo Nous reculâmes We drew back H- Rinculaste Vous reculâtes You drew back H = Rincularono Ils reculèrent They drew back H • Rinculando Reculant Drewing back H •• Rinculato Reculé Drawn back 1 - Rinculati Reculés Drawn back 1 = Rinculata Reculée Drawn back 1 ■ Rinculate Reculées Drawn back 1 •■ Rinfacciare Reprocher To reproach with o — Rinfacciato Reproché Reproached with o = Rinfacciati Reprochés Reproached with o . Rinfacciata Reprochée Reproached with 0 .. Rinfacciate Reprochées Reproached with 1 - Rinforzare Renforcer To reinforce 1 = Rinforzando Renforçant Reinforced 1 . Rinforzato Renforcé Reinforced Rinforzati Renforcés Reinforced ) Rinforzata Renfoncée Reinforced ) = Rinforzate Renforcées Reinforced Rinfrancare Raffermir Consolidate Rinfrancato Raffermi Consolidated H Rinfrancati Raffermis Consolidated + = Rinfrancata Raffermie Consolidated + • Rinfrancate Raffermies Consolidated + .. Rinfrescare Rafraîchir To refresh \ — Rinfrescando Rafraîchissant Refreshing ■^ — Rinfrescato Rafraîchi Refreshed *^ . Rinfrescati Rafraîchis Refreshed *>« . . Rinfrescata Rafraîchie Refreshed P - Rinfrescate Rafraîchies Refreshed ? = RlNGALLU ZZARSI Enhardir (s') TO GROW BOLD ? - Ringalluzzato Enhardi Grown bold ? •• Ringalluzzati Enhardis Grown bold V — Ringalluzata Enhardie Grown bold V = Ringalluzzate Enhardies Grown bold v . Ringhiare Grincer les dents To grind one's teeth v .. Ringhia II grince les dents He grind his teeth 0 — Ringhiano Ils grincent les dents They grind their teeth 0 = Ringhiava Il grinçait les dents He ground his teeth 0 ■ Ringhiavano Us grinçaient les dents They ground their teeth 0 .. Ringhiando Grinçant les dents Grinding one's teeth / - Ringhiato Grincé les dents Grinded one's teeth / = Ringiovenire Rajeunir To GROW young / • Ringiovenisco Je rajeunis I grow young / .. Ringiovenisci Tu rajeunis Thou growest young A — Ringiovenisce Il rajeunit He grows young A - Ringioviniamo Nous rajeunissons We grow young A • Ringiovenite Vous rajeunissez You grow young A •• Ringioveniscono Ils rajeunissent They grow young T- Ringiovenito Rajeuni Grown young VERBI, VERBES. verbs. 6 L - Ringioveniti Rajeunis Grown young L = Ringiovenita Rajeunie Grown young L • Ringiovenite Rajeunies Grown young L -. Ringraziare REMERCIER To THANK ( - Ringraziarvi Vous remercier To thank you ( = Ringraziarlo Le remercier To thank him ( Ringrazio Je remercie I thank ( •• Vi ringrazio Je vous remercie I thank you H - Non vi ringrazio . Je ne vous remercie pas I do not thank you ^ = Ringrazii Tu remercies Thou thankest H .1 Ringrazia Il remercie He thanks H •• Ringraziamo Nous remercions We thank 1 - Ringraziate Vous remerciez You thank 1 = Mi ringraziate Vous me remerciez You thank me 1 • Ringraziano Ils remercient They thank 1 ■■ Ringraziava Je remerciais I thanked o — Ringraziavi Tu remerciais Thou thankedst o = Ringraziava Il remerciait He thanked 0 . Ringraziavamo Nous remerciions We thanked o .. Ringraziavate Vous remerciiez You thanked 1 - Ringraziavano Ils remerciaient They thanked 1 = Ringraziai Je remerciai I thanked 1 . Ringraziasti Tu remercias Thou^ankedst 1 .. Ringraziò II remercia He thanked ) - Ringraziammo Nous remerciâmes We thanked ) = Ringraziaste Vous remerciâtes You thanked ) . Ringraziarono Ils remercièrent They thanked ) .. Ringrazieró Je remercierai I shall thank + - Vi ringrazieró Je vous remercierai I shall thank you + = Ringrazierai Tu remercieras Thou wilt thank + . Ringrazierà 11 remerciera He will thank + .. Ringrazieremo Nous remercierons We shall thank *•*. — Ringrazierete Vous remercierez You will thank — = Ringrazieranno Ils remercieront They will thank ^*. . Vi ringrazierei Je vous remercierais I would thank you ^ . . Ringrazierei Je remercierais I would thank p - Ringrazieresti Tu remercierais Thou wouldst thank ? = Ringrazierebbe Il remercierait He would thank ? . Ringrazieremmo Nous remercierions We would thank ? .. Ringraziereste Vous remercieriez You would thank V - Ringrazierebbero Ils remercieraient They would thank V = Ringraziate Remerciez Thank V . Ringraziando Remerciant Thanking V .. Ringraziato Remercié Thanked 0 — Ringraziati Remerciés Thanked 0 = Ringraziata Remerciée Thanked 0 . Ringraziate Remerciées Thanked 0 .. Rincalzare Rehausser To RAISE / ~ / = / . Rinnalzato Rehaussé Raised Rinnalzati Rehaussés Raised Rinnalzata Rehaussée Raised / •• Rinnalzate Rehaussées Raised A — Rinnegare Renier To ABJURE A = Rinnegato Renié Abjured A • Rinnegati Reniés Abjured A •• Rinnegata Reniée Abjured T - Rinnegate Reniées Abjured T = Rinnestare Regreffer TO GRAFT AGAIN 369 370 VERB*. VERBES. VERBS. L - Rinnestato Regreffé Grafted again L = Rinnestati Regreffés Grafted again L • Rinnestata Regreffée Grafted again L •• Rinnestate Regreffées Grafted again ( - Rinnovare Renouveler TO RENEW ( = Rinnovo Je renouvelle I renew ( . Rinnovi Tu renouvelles Thou renewest ( .. Rinnova Il renouvelle He renews H - Rinnoviamo Nous renouvelons We renew 4 = Rinnovate Vous renouvelez You renew -\ ■ Rinnovano Ils renouvellent They renew H .- Rinnovava Je renouvelais I renewed J - Rinnovavi Tu renouvelais Thou renewedst 1 = Rinnovava Il renouvelait He renewed 1 - Rinnovavamo Nous renouvelions We renewed 1 •■ Rinnovavate Vous renouveliez You renewed o — Rinnovavano Ils renouvelaient They renewed o = Rinnoverò Je renouvellerai I shall renew o . Rinnoverai Tu renouvelleras Thou wilt renew 0 .. Rinnoverà Il renouvellera He will renew 1 - Rinnoveremo Nous renouvellerons We shall renew 1 '== Rinnoverete Vous renouvellerez You will renew 1 . Rinnoveranno Ils renouvelleront They will renew 1 .. Rinnovate Renouvelez Renew ) - Rinnovando Renouvelant Renewing ) = Rinnovato Renouvelé Renewed ) . Rinnovati Renouvelés Renewed ) .. Rinnovata Renouvelée Renewed + - Rinnovate Renouvelées Renewed + = Rinominare Renommer TO MARE FAMOUS + . Rinominato Renommé Renowned + .. Rinominati Renommés Renowned ■*•» — Rinominata Renommée Renowned ■^ = Rinominate Renommées Renowned •>^ Rinunziare Renoncer TO RENOUNCE ""N . . Rinunzio Je renonce I renounce ? - Rinunzii Tu renonces Thou renouncest p = Rinunzia Il renonce He renounces ? . Rinunziamo Nous renonçons We renounce ? .. Rinunziate Vous renoncez You renounce V — Rinunziano Ils renoncent They renounce V = Rinunziava Je renonçais I renounced V . Rinunziavi Tu renonçais Thou renouncedst v .. Rinunziava Il renonçait He renounced 0 — Rinunziavamo Nous renoncions We renounced 0 = Rinunziavate Vous renonciez You renounced 0 . Rinunziavano Ils renonçaient They renounced 0 .. Rinunziai Je renonçai I renounced / - Rinunziasti Tu renonças Thou renouncedst / = Rinunziò Il renonça He renounced / . Rinunziammo Nous renonçâmes We renounced / .. Rinunziaste Vous renonçâtes You renounced A — Rinunziarono Ils renoncèrent They renounced A = Rimunzieró Je renoncerai I shall renounce A • Rinunzierai Tu renonceras Thou wilt renounce A •- Rinunzierà Il renoncera He will renounce T — Rinunzeremo Nous renoncerons We shall renounce T = Rinunzierete Vous renoncerez You will renounce VERBI. RinunzieranDo Rinunziando Rinunziato Rinun7iati Rinunziata Rinunziate Rinserrare Rinserro Rinserri Rinserra Rinserriamo Rinserrate Rinserrano Rinserrava Rinserravi Rinserrava Rinserravamo Rinserravate Rinserravano Rinserrai Rinserrasti Rinserrò Rinserrammo Rinserraste Rinserrarono Rinserrerò Rinserrerai Rinserrerà Rinserreremo Rinserrerete Rinserreranno Rinserrando Rinserrato Rinserrati Rinserrata Rinserrate Rinvenire Rinvenuto Rinvenuti Rinvenuta Rinvenute Rinverdire Rinverdito Rinverditi Rinverdita Rinverdite Rinviare Rinviato Rinviati Rinviata Rinviate Riordinare Riordinato Riordinati Riordinata Riordinate Riparare verbes. Ils renonceront Renonçant Renoncé Renancés Renoncée Renoncées Renfermer Je renferme Tu renfermes Il renferme Nous renfermons Vous renfermez Ils renferment Je renfermais Tu renfermais Il renfermait Nous renfermions Vous renfermiez Ils renfermaient Je renfermai Tu renfermas Il renferma Nous renfermâmes Vous renfermâtes Ils renfermèrent Je renfermerai Tu renfermeras Il renfermera Nous renfermerons Vous renfermerez Ils renfermeront Renfermant Renfermé Renfermés Renfermée Renfermées Retrouver Retrouvé Retrouvés Retrouvée Retrouvées Reverdir Reverdi Reverdis Reverdie Reverdies Renvoyer Renvoyé Renvoyés Renvoyée Renvoyées Rajuster Rajusté Rajustés Rajustée Rajustées Réparer verbs. 371 They will renounce Renouncing Renounced Renounced Renounced Renounced To GONFINE I confine Thou coniinest He confines We confine You confine They confine I confined Thou conlinedst He confined We confined You confined They confined I confined Thou conlinedst He confined We confined You confined They confined I shall confine Thou wilt confine He will confine We shall confine You will confine They will confine Confining Confined Confined Confined Confined To find again Found again Found again Found again Found again To become green again Become green again Become green again Become green again Become green again To SEND AWAY Sent away Sent away Sent away Sent away To ADJUST Adjusted Adjusfed Adjusted Adjusted TO REPA1P 372 VERBI. VERBES. VERBS. L - Riparo Je répare I repair L = Ripari Ta répares Thou repairest L • Ripara Il répare He repairs L •• Ripariamo Nous réparons We repair ( - Riparate Vous réparez You repair ( = Riparano Ils réparent They repair ( • Riparai Je réparai I repaired ( •• Riparò Il répara He repaired ^ - Riparammo Nous réparâmes We repaired H = Riparaste Vous réparâtes You repaired -} • Ripararono Ils réparèrent They repaired H .. Riparerò Je réparerai I shall repair 1 — Riparerai Tu répareras Thou wilt repair 1 = Riparerà Il réparera He will repair 1 Ripareremo Nous réparerons We shall repair 1 .. Riparerete Vous réparerez You will repair o — Ripareranno Ils répareront They will repair o = Riparando Réparant Repairing o . Riparato Réparé Repaired o .. Riparati Réparés Repaired "I - Riparata Réparée Repaired 1 = Riparate Réparées Repaired 1 • Ripartire Répartir (diviser) To DIVIDE 1 •• Ripartito Réparti Divided ) - Ripartiti Répartis Divided ) = Ripartita Répartie Divided ) • Ripartite Réparties Divided ) ■• Ripassare Repasser TO COME BACK AGAIN + — Ripassalo Repassé Come back again -u = Ripassati Repassés Come back again + • Ripassata Repassée Come back again + .. Ripassate Repassées Come back again RlPATRIARE Retourner dans sa pa- TO RETURN TO ONE'S COUN- trie TRY *«*. = Ripatriato Retourné dans sa patrie Returned to his country *«>. Ripatriati Retournés dans sa patrie Returned to the ir countr. ■s .. Ripatriata Retournée dans sa patrie Returned to his country P - Ripatriate Retournées dans sa patrie Returned to their countr. P = Ripentirsi Repentir (se) TO REPENT P • Mi ripento Je me repens I repent P •• Ti ripenti Tu e repens Thou repentest V — Si ripente Il se repent He repents V = Ci ripentiamo Nous nous repentons We repent V . Vi ripentite Vous vous repentez You repent v .. Si ripentono Us se repentent They repent 0 — Mi ripentiva Je me repentais I repented 0 = Ti ripentivi Tu te repentais Thou repentedst 0 . Si ripentiva Il se repentait He repented 0 .. Ci ripentivamo Nous nous repentions We repented / - Vi ripentivate Vous vous repentiez You repented 1 = Si ripentivano Ils se repentaient They repented / . Mi ripentii Je me repentis I repented / .. Ti ripentisti Tu te repentis Thou repentedst A - Si ripenti Il se repentit He repented A = Ci ripentimmo Nous nous repentîmes We repented A . Vi ripentiste Vous vous repentîtes You repented A .. Si ripentirono Ils se repentirent They repented T - Mi ripentirò Je me repentirai I shall repent VERBI. L - ri ripentirai L = Si ripentirà L • Ci ripentiremo L •■ Vi ripentirete ) - Si ripentiranno ) = Elipentito ) Ripentiti ) •• Ripentita H- Ripentite H ~ Ripercuotere H . Ripercosso H •• Ripesare 1 - Ripesato 1 - Ripesati 1 • Ripesata 1 ■• Ripesate o — Ripescare 0 5= Ripescando 0 . Ripescato 0 .. Ripescati 1 — Ripescata 1 = Ripescate 1 . Ripiegare Ripiegando ( — Ripiegato ( = Ripiegati Ripiegata Ripiegate -h - Ripigliare + = Ripigliato + . Ripigliati + .. Ripigliata >*, — Ripigliata ■»«» es Riporre "*«* . Ripongo ^% .. Riponi p - Ripone 0 =3 Riponghlamo P • Riponete P •• Ripongono V — Riponeva V => Riponevi V * Riponeva V .. 7 iponevamo 0 — riponevate 0 =» Riponevano 0 . Riposi 0 .. Riponesti / - Ripose / « Riponemmo / . Riponeste / ., Riposero A — Riporrò A = Riporrai A • Riporrà A .- Riporremo T - Riporrete VERBES. Tu te repentiras TI se repentira Nous nous repentirons Vous vous repentirez Ils se repentiront Repenti Repentis Repentie Repenties Refrapper Refrappé Repeser Repesé Repesés Repesée Repesées Repêcher Repêchant Repêché Repêchés Repêchée Repêchées Replier Repliant Replié Repliés Repliée Repliées Réprimander Réprimandé Réprimandés Réprimandée Réprimandées Remettre a sa place Je remets à sa place Tu remets à sa place 11 remet à sa place Nous remettons à sa place Vous remettez à sa place Ils remettent à sa place Je remettais à sa place Tu remettais à sa place Il remettait à sa place Nous remettions à sa place Vous remettiez à sa place Ils remettaient à sa place Je remis à sa place Tu remis à sa place Il remit à sa place Nous remimes à sa place Vous remites à sa place Ils remirent à sa place Je remettrai à sa place Tu remettras à sa place Il remettra à sa place Nous remettrons à sa pi Vous remettrez à sa pi ace verbs. 373 Thou wilt repent He will repent We shall repent You will repent. They will repent Repented Repented Repented Repented To strike again Struck again TO WEIGH OVER AGAIN Weighed over again Weighed over again Weighed over again Weighed over again TO FISH UP AGAIN Fishing up again Fished up again Fished up again Fished up again Fished up again TO FOLD AGAIN Folding again Folded again Folded again Folded again Folded again TO REPRIMAND Reprimanded Reprimanded Reprimanded Reprimanded To PUT BACK. I put hack Thou putest hack He puts back We put back You put back They put back I put back Thou putest back He put back We put back You put back They put back I put back Thou putest back He put back We put back You put back They put back I shall put back Thou wilt put back He will put back We shall put back You will put back 32 374 VERBI. VERBES. VERBS. L - Riporranno Ils remettront à sa place They put back L = Riponete Remettez à sa place Put back L • Riponendo Remettant à sa place Puting back L •• Riposto Remis à sa place Put back ( - Riposti Remis à leur place Put back ( = Riposta Remise à sa place Put back ( Riposte Remises à leur place Put back ( •• Riportare Rapporter To bring back (Carry H - Riporto Je rapporte I bring back [back) H = Riporti Tu rapportes Thou bringest back H • Riporta Il rapporte He brings back H •• Riportiamo Nous rapportons We bring back i - Riportate Vous rapportez You bring back 1 = Riportano Ils rapportent They bring back 1 . Riportava Je rapportais I brought back 1 •• Riportavi Tu rapportais Thou broughtst back o — Riportava Il rapportait He brought back 0 = Riportavamo Nous rapportions We brought back 0 . Riportavate Vous rapportiez You brought back 0 .. Riportavano Ils rapportaient They brought back 1 - Riportai Je rapportai I brought back 1 = Riportasti Tu rapportas Thou broughtst back 1 . Riportò Il rapporta He brought back 1 .. Riportammo Nous rapportâmes We brought back ) — Riportaste Vous rapportâtes You brought back ) = Riportarono Us rapportèrent They brought back ) . Riporterò Je rapporterai I shall bring back ) .. Riporterai Tu rapporteras Thou wilt bring back H Riporterà Il rapportera He will bring back -h = Riporteremo Nous rapporterons We shall bring back + . Riporterete Vous rapporterez You will bring back + .. Riporteranno Ils rapporteront They will bring back ->. — Riportate Rapportez Rring back ^ _ Riportando Rapportant Bringing back ->% . Riportato Rapporté Brought back v Riportati Rapportés Brought back ? — Riportata Rapportée Brought back P = Riportate Rapportées Brought back P . Riposare Reposer (se reposer^ To rest (to repose P •• Riposarmi Me reposer To rest myself V — Riposarvi Vous reposer To rest yourself V = Riposo Je repose I rest V • Mi riposo Je me repose I rest myself V .. Non mi riposo Je ne me repose pas I do not rest myself 0 — Riposi Tu reposes Thou restest 0 = Riposa Il repose He rests 0 • Si riposa Il se repose He rests himself 0 .. Riposiamo Nous reposons We rest 1 - 1 = 1 . / .. A — A = A • A •• Riposate Vous reposez You rest Vi riposate Vous vous reposez You rest Riposano Ils reposent They rest yourselves Riposava Je reposais I rested Riposavi Tu reposais Thou restedst Riposava Il reposait He rested Riposavamo Nous reposions We rested Riposavate Vous reposiez You rested T — Riposavano Ils reposaient They rested T = Riposai Je reposai I rested T • Riposò Il reposa He rested VERBI. VERBES. VERBS. Riposammo Nous reposâmes We rested Riposaste Vous reposâtes You rested Riposarono Ils reposèrent They rested Riposerò Je reposerai I shall rest Mi riposerò Je me reposerai I shall rest myself Riposerai Ta reposeras Thou wilt rest Riposerà Il reposera He will rest Riposeremo Nous reposerons We shall rest H - Riposerete Vous reposerez You will rest H = Riposeranno Ils reposeront They will rest H • Riposatevi Reposez-vous Rest H .. Riposando Reposant Resting 1 - Riposato Reposé Rested 1 = Riposati Reposés Rested 1 • Riposata Reposée Rested i • Riposate Reposées Rested o — Riprendere Reprendre (rattraper) To CATCH o = Riprendo Je reprends I catch o Riprendi Tu reprends Thou catchest o .. Riprende Il reprend He catches 1 - Riprendiamo Nous reprenons We catch 1 = Riprendete Vous reprenez You catch 1 . Riprendono Ils reprennent They catch 1 .. Ripresi Je repris I caught ) - Riprendesti Tu repris Thou caughtest ) = Riprese Il reprit He caught ) . Riprendemmo Nous reprîmes We caught ) .. Riprendeste Vous reprîtes You caught + - Ripresero Ils reprirent They caught + =*> Riprenderò Je reprendrai I shall catch + - Riprenderai Tu reprendras Thou wilt catch + .. Riprenderà Il reprendra He will catch -^ — Riprenderemo Nous reprendrons We shall catch ^ == Riprenderete Vous reprendrez You will catch ^v. . Riprenderanno Ils reprendront They will catch ^>» . . Riprendendo Reprenant Catching p - Ripreso Repris Caught p = Ripresi Repris Caught p . Ripresa Reprise Caught p .. Riprese Reprises Caught V — Riprendere Reprendre (répriman- To CHIDE V = Ripreso Repris [ der ) Chidden V . Ripresi Repris Chidden V •• Ripresa Reprise Chidden 0 — Riprese Reprises Chidden 0 = Riprimere Réprimer To REPRESS 0 . Ripresso Réprimé Repressed 0 .. Ripressi Réprimés Repressed / - Ri pressa Réprimée Repressed / = Ripresse Réprimées Repressed / • Riprincipiare Recommencer TO BEGIN AGAIN / .. Riprincipia [l recommence He begins again A - Riprincipiano [Is recommencent They begin again A = Riprincipiava [1 recommençait He began again A - Riprincipiavano [Is recommençaient They began again A •• Riprincipiò [1 recommença He began again T = Riprincipiarono [1s recommencèrent They began again T- Riprincipierd Il recommencera He will begin again 375 Ô7S VERBI. VERBES. VERBS. L - Riprincipieranno Tls recommenceront They will begin again L = Riprincipiando Recommençant Beginning again Riprincipiato Recommencé Begun again, Riprincipiati Recommencés Begun again ( — Riprincipiata Recommencée Begun again ( — Riprincipiate Recommencées Begun again Riprodurre Reproduire To reproduce Riprodotto Reproduit Reproduced H - Riprodotti Reproduits Reproduced H = Riprodotta Reproduite Reproduced H • Riprodotte Reproduites Reproduced H •• Ripromettere Promettre de nouveau TO PROMISE AGAIN 1 - Ripromesso Promis de nouveau Promised again i = Ripromessi Promis de nouveau Promised again 1 • Ripromessa Promise de nouveau Promised again 1 •• Ripromesse Promises de nouveau Promised again o — Riprovare RÉPROUVES TO REPROBATE 0 = Riprovato Réprouvé Reprobated o . Riprovati Réprouvés Reprobated o .. Riprovata Réprouvée Reprobated 1 - Riprovate Réprouvées Reprobated 1 = Ripudiare RÉPUDIER TO REPUDIATE 1 . Ripudiato Répudié Repudiated 1 .. Ripudiati Répudiés Repudiated ) - Ripudiata Répudiée Repudiated ) = Ripudiate Répudiées Repudiated ) . Ripugnare Répugner TO BE REPUGNANT ) .. Ripugna 11 répugne He is repugnant + — Ripugnano Ils répugnent They are repugnant + = Ripugnava Il répugnait He was repugnant + . Ripugnavano Ils répugnaient They were repugnant + .. Ripugnò Il répugna He was repugnant *"•*» — Ripugnarono Ils répugnèrent They were repugnant ">>. = Ripugnerà Il répugnera He will be repugnant -^ . Ripugneranno Us répugneront They will be repugnant "-•». . . Ripugnato Répugné Been repugnant p _ Ripulire Retoucher (un ouvrage) To correct ( a work ) p = Ripulito Retouché Corrected p . Ripuliti Retouchés Corrected ? .. Ripuliti Retouchée Corrected V — Ripulite Retouchées Corrected V = Riputare RÉPUTER To REPUTE V • Riputato Réputé Reputed v .. Riputati Réputés Reputed 0 — Riputata Réputée Reputed 0 = Riputate Réputées Reputed 0 . Risalire Remonter TO COME UP AGAIN 0 .. Risalito Remonté Came up again / - Risaliti Remontés Came up again / = Risalita Remontée Came up again / . Risalite Remontées Came up again / . Risanare Guérir To CURE A — Risanato Guéri Cured A = Risanati Guéris Cured A • Risanata Guérie Cured A ., Risanate Guéries Cured VERBI. VERBES. VERBS. 61 L - ■ Risapere Savoir par oli- dire TO KNOW BY HEARSAY L = Risaputo Su par ouï -dire Known hy hearsay L Risaputi Sus par ouï-dire Known by hearsay Risaputa Sue par ouï-dire Known by hearsay Risapute Sues par ouï-dire Known by hearsay DlSARCIRE DÉDOMMAGER To INDEMNIFY Risarcirmi Me dédommager To indemnify me Risarcirvi Vous dédommager To indemnify you H- Vi risarcirò Je vous dédommagerai I shall indemnify you H = Mi risarcirete Vous me dédommagerez You will indemnify me ^ . Risarcito Dédommagé Indemnified H .. Risarciti Dédommagés Indemnified 1 - Risarcita Dédommagée Indemnified 1 = Risarcite Dédommagées Indemnified 1 • Riscaldare RÉCHAUFFER To WARM 1 .. Riscaldato Réchauffé Warmed o — Riscaldati Réchauffés Warmed o = Riscaldata Réchauffée Warmed 0 . Riscaldate Réchauffées Warmed 0 .. Riscattare Racheter (payer rançon) TO REDEEM 1 - Riscattato Racheté Redeemed 1 = Riscattati Rachetés Redeemed 1 . Riscattata Rachetée Redeemed 1 .. Riscattate Rachetées Redeemed ) - Rischiare (risicare) Risquer To RISK ) = Rischio Je risque I risk ) . Rischi Tu risques Thou riskest ) .. Rischia Il risque He risks + — Rischiamo Nous risquons We risk + = Rischiate Vous risquez You risk + . Rischiano Us risquent They risk + .. Rischiava Je risquais I risked ^» — Rischiava Il risquait He risked >s = Rischiavamo Nous risquions We risked ">>. . Rischiavate Vous risquiez You risked *»N . . Rischiavano Ils risquaient They risked p - Rischieró Je risquerai I shall risk p = Rischierai Tu risqueras Thou wilt risk p . Rischierâ Il risquera He will risk p .. Rischieremo Nous risquerons We shall risk V — Rischierete Vous risquerez You will risk V = Rischieranno ils risqueront They will risk v . Rischiate Risquez Risk V .. Rischiando Risquant Risking a — Rischiato Risqué Risked 0 = Rischiati Risqués Risked 0 . Rischiata Risquée Risked 0 .. Rischiate Risquées Risked / - Riscontrare, v. Rincont. Rencontrer To MEET / - Riscuotere Recouvrer TO RECOVER / • Riscuotendo Recouvrant Recovering / •• Riscosso Recouvré Recovered A - Riscossi Recouvrés Recovered A = Riscossa Recouvrée Recovered A • Riscosse Recouvrées Recovered A .. RlSEGNARE Résigner To RESIGN T- Risegnato Résigné Resign Risegnati Risegnata Risegnate Risentirsi Risentito Risentiti Risentita Risentite RlSERBARE Riserbato Ri serbati Riserbata Riserbate Risolare Risolato Risolati R isolata Risolate Risolvere Risolvo Risolvi Risolve 1 . Risolviamo 1 .. Risolvete ( - Risolvono, ( = Risolveva ( . Risolvevi ( .. Risolveva + — Risolvevamo + = Risolvevate + . Risolvevano + .. Risolsi ">«* — Risolse \ — Risolvemmo >s Risolveste \ .. Risolsero p - Risolverò p = Risolverai p . Risolverà p .. Risolveremo V - Risolverete V = Risolveranno* V . Risolvete v .. Risolvendo 0 — Risoluto 0 = Risoluti 0 . Risoluta .0 ., Risolute / - RlSOMIGLIARE / - Risomigliarvi / . Risomiglio / • Risomigli A — Non risomiglia A = Risomiglia A • Vi risomiglia A •• Gli risomiglia T —[Non gli risomiglia -j- = ] Risomigliamo Résignés Resign Résignée Resign Résignées Resign Ressentir (se) To FEEL Ressenti Felt Ressentis Felt Ressentie Felt Ressenties Felt RÉSERVER To RESERVE Réservé Reserved Réservés Reserved Réservée Reserved Réservées Reserved Ressemeler To NEW -SOLE Ressemelé New-soled Ressemelés New-soled Ressemelée New-soled Ressemelées New-soled RÉSOUDRE TO RESOLVE Je résouds I resolve Tu résous Thou resolvest Il résoud He resolves Nous résolvons We resolve Vous résolvez You resolve Us résolvent They resolve Je résolvais I resolved Tu résolvais Thou resolvedst 11 résolvait He resolved Nous résolvions We resolved Vous résolviez You resolved Ils résolvaient They resolved Je résolus I resolved Il résolut He resolved Nous résolûmes We resolved Vous résolûtes You resolved Ils résolurent They resolved Je résoudrai I shall resolve Tu résoudras Thou wilt resolve Il résoudra He will resolve Nous résoudrons We shall resolve Vous résoudrez, You will resolve Ils résoudront They will resolve Résolvez Resolve Résolvant Resolving Résolu Resolved Résolus Resolved Résolue Resolved Résolues Resolved Ressembler To look like (resemble) Vous ressembler To look like you Je ressemble I look like Tu ressembles Thou lookest like Il ne ressemble pas He does not look like [l ressemble He looks like [1 vous ressemble He looks like you [1 lui ressemble He looks like him [1 ne lui ressemble pas He does not look like him Nous ressemblons We look like VERBI. VERBES. VERBS. d/ L - Risomigliate Vous ressemblez You look like L = Non risomigliano Ils ne ressemblent pas They do not look like L • Risomigliano Ils ressemblent They look like L .- Risomigliava Je ressemblais I looked like ( - Risomigliavi Tu ressemblais Thou lookedst like ( = Risomigliava Il ressemblait He looked like ( • Risomigliavamo Nous ressemblions We looked like ( .. Risomigliavate Vous ressembliez You looked like H- Risomigliavano Ils ressemblaient They looked like _f = Risomiglierai Tu ressembleras Thou wilt look like H . Risomiglierâ Il ressemblera He vili look like -* •• Risomiglieremo Nous ressemblerons We shall look like 1 - Risomiglierete Vous ressemblerez You will look like 1 = Risomiglieranno Ils ressembleront They will look like 1 • Risomigliando Ressemblant Looking like 1 -. Risomigliato Ressemblé Looked like o — Risomigliati Ressemblés Looked like 0 = Rissomigliata Ressemblée Looked like o . Risomigliate Ressem lées . Looked like 0 .. Risorgere Rfl^yer (se) TO RISE 1 — Risorgo Je me relève I rise T = Risorgi Tu te relèves Thou risest 1 • Risorge Il se relève He rises 1 .. Risorgiamo Nous nous relevons We rise ) - Risorgete Vous vous relevez You rise ) - Risorgono Ils se relèvent They rise ) . Risorgete Relevez-vous Rise ) Risorgendo Se relevant Rising + — Risorto Relevé Risen + = Risorti Relevés Risen + . Risorta Relevée Risen -f .. Risorte Relevées Risen ■* RlSOVVENIRSI Ressouvenir (se) TO RECOLLECT -^ = Mi risovvengo Je me ressouviens I recollect *^ . Ti risovvieni Tu te ressouviens Thou recollected t s. . . Si risovviene Il se ressouvient He recollects ? — Ci risovveniamo Nous, nous ressouvenons We recollect p = Vi risovvenite Vous vous ressouvenez You recollect p . Si risovvengono Ils se ressouviennent They recollect P' .. Mi riso v verrò Je me ressouviendrai I shall recollect V — Ti risovverrai Tu te ressouviendras Thou wilt recollect V = Si risovverra Il se ressouviendra He will recollect v . Ci risovverremo N. nous ressouviendrons We shall recollect V .. Vi risovverrete Vousvous ressouviendrez You will recollect 0 — Si risovverranno Ils se ressouviendront They will recollect 0 => Risovvenitevi Ressouvenez-vous Recollect 0 . Risovvenendosi Se ressouvenant Recollecting 0 .. Risovvenuo Ressouvenu Recollected / - Risovvenuti Ressouvenus Recollected 1 = Risovvenuta Ressouvenue Recollected / • Risovvenute Ressouvenues Recollected / •• Risparmiare Er-ÀRGiSER (MÉNAGER) To save A - Risparmio J'épargne I save A = Risparmi Tu épargnes Thou savest A . Risparmia Il épargne He saves A •• Risparmiamo Nous épargnons We save T- Risparmiate Vous épargnez You save T = Risparmiano Ils épargnent They save T . Risparmiava J'épargnais. I saved ÒSO VERBI, VERBES. L - Risparmiava Il épargnait L = Risparmiavamo Nous épargnions L • Risparmiavate Vous épargniez L - Risparmiavano Ils épargnaient ( - Risparmiai J'épargnai ( = Risparmiasti Tu épargnas ( • Risparmiò Il épargna ( .. Risparmiammo Nous épargnâmes H- Risparmiaste Vous épargnâtes H = Risparmiarono Ils épargnèrent H • Non risparmieró Je n'épargnerai pas H •• Risparmieró J'épargnerai 1 - Vi risparmieró Je vous épargnerai 1 = Risparmierai Tu épargneras 1 • Risparmierà Il épargnera 1 .. Risparmieremo Nous épargnerons o — Risparmierete Vous épargnerez o ■ = Mi risparmierete Vous m'épargnerez 0 . Risparmieranno Ils épargneront 0 .. Risparmiando Épargnant 1- Risparmiato Épargné 1 == Risparmiati Épargnés 1 . Risparmiata Épargnée 1 ... Risparmiate Épargnées ) - Rispettare Respecter ) = Rispettarmi Me respecter ) . Rispettarvi Vous respecter ) . Rispettarlo Le respecter + — Rispetto Je respecte + = Vi rispetto Je vous respecte + . Rispetti Ta respectes + .-. Rispetta 11 respecte ~>* Non rispetta Il ne respecte pas ^s = Rispettiamo Nous respectons- ^ . Rispettate Vous respectez ^s. .. Non rispettate Vous ne respectez pas p - Rispettano Ils respectent p = Rispettava Je respectais p . Rispettava Il respectait p .. Rispettavamo Nous respections V - Rispettavate Vous respectiez V " = Rispettavano Ils respectaient v .. Rispettai Je respectai V •• Rispettasti Tu respectas 0 — Rispettò Il respecta 0 = Rispettammo Nous respectâmes 0 . Rispettaste Vous respectâtes 0 .. Rispettarono Ils respectèrent / ~ Rispetterò Je respecterai / = Vi rispetterò Je vous respecterai / . Rispetterai Tu respecteras / ». Rispetterà Il respectera A — Rispetteremo Nous respecterons A = Se non rispetterete Si vous ne respectez p A . Rispetterete Vous respecterez . A .. Rispetteranno Ils respecteront T- Rispettate Respectez T = Rispettando Respectant T . Rispettato Respecté VERBS. He saved We saved You saved They saved I saved Thou savedst He saved We saved You saved They saved I shall do not save I shall save I shall save you Thou wilt save He will save We shall save You will save You will save me They will save Saving Saved Saved Saved Saved To RESPECT To respect me To respect you To respect him I respect I respect you Thou respectest He respects He does not respect We respect You respect You do not respect They respect I respected He respected We respected You respected They respected I respected Thou respectedst He respected We respected You respected They respected I shall respect I shall respect you Thou wilt respect He will respect We shall respect If you do not respect You will respect They will respect Respect Respecting Respected VERBI. VERBES. VERBS. 38 L - Rispettati Respectés Respected L = Rispettata Respectée Respected L • Rispettate Respectées Respected L •• RlSPINGERE Repousser To REPULSE ( - Rispinto Repoussé Repulsed ( = Rispinti Repoussés Repulsed ( • Rispinta Repoussée Repulsed ( •• Rispinte Repoussées Repulsed H- RlSPLENDERE ÊTRE ÉCLATANT TO BE BRILLIANT H = Risplendo Je suis éclatant I am brilliant H • Risplendi Tu es éclatant Thou art brilliant H •• Risplende Il est éclatant He is brilliant 1 - Risplendiamo Nous sommes éclatants We are brilliant 1 = Risplendete Vous êtes éclatants You are brilliant 1 • Risplendono Ils sont éclatants They are brilliant 1 •• Risplendeva J'étais éclatant I was brilliant o — Risplendevi Tu étais éclatant Thou wast brilliant o = Risplendeva Il était éclatant He was brilliant o . Risplendevamo Nous étions éclatants We were brilliant 0 .. Risplendevate Vous étiez éclatants You were brilliant 1 - Risplendevano Ils étaient éclatants They were brilliant 1 = Risplenderai Tu seras éclatant Thou wilt be brilliant 1 . Risplenderà Il sera éclatant He will be brilliant 1 .. Risplenderete Vous serez éclatants You will be brilliant ) - Risplenderanno Ils seront éclatants They will be brilliant ) = Risplendendo Étant éclatant Being brilliant ) Risplenduto Été éclatant Been brilliant ) .. Risplenduti Été éclatants Been brilliant + — Risplenduta Été éclatante Been brilliant + = Risplendute Été éclatantes Been brilliant + . Rispondere RÉPONDRE To ANSWER + .. Rispondermi Me répondre To answer me "■», — Rispondervi Vous répondre To answer you ■>»» = Rispondo Je réponds I answer ^ . Vi rispondo Je vous réponds I answer you ^> . . Non vi rispondo Je ne vous réponds pas I do not answer you p - Risponde Tu réponds Thou answerest p = Mi risponde Il me répond He answers me ? . Risponde Il répond He ansvers ? .. Rispondiamo Nous répondons We answer V — Non rispondete Vous ne répondez pas You do not answer V = Rispondete Vous répondez You. answer V • Mi rispondete Vous me répondez You answer me V .. Non mi rispondete Vous ne me répondez pas You do not answer me 0 — Rispondono Ils répondent They answer 0 = Rispondeva Je répondais I answered 0 . Rispondevi Tu répondais Thou answeredst 0 .. Rispondeva Il répondait He answered / ~ Rispondevamo Nous répondions We answered / = Rispondevate Vous répondiez You answered / • Rispondevano Ils répondaient They answered / •• Risposi Je répondis [ answered A — Rispose Il répondit He answered A = Rispondemmo Nous répondîmes We answered A ■ Rispondeste Vous répondîtes You answ ered A •• Risposero Ils répondirent They answered T- Risponderò Je répondrai I shall answer T = Vi risponderò Je vous répondrai [ shall answer you T .1 Risponderai Tu répondras Thou wilt answer 382 VERBI. VERBES. VERBS. L - Risponderà Il répondra He will answer L — Non risponderà Il ne répondra pas He will not answer L • Risponderemo Nous répondrons We will answer L •• Risponderete Vous répondrez You will answer ( - Risponderanno Ils répondront They will answer ( = Rispondete Répondez Answrer ( • Rispondendo Répondant Answering ( •• Risposto Répondu Answered H - Rissare Débattre (se quereller) TO QUARREL H = Rissando Débattant Quarrelling Quarrelled H • Rissato Débattu H •• Rissati Débattus Quarrelled 1 - Rissata Débattue Quarrelled 1 = Rissate Débattues Quarrelled 1 • Ristagnare Souder avec de l'étain To SOLDER I •• Ristagnato Soudé avec de retain Soldered o — Ristagnati Soudés avec de retain Soldered 0 = Ristagnata Soudée avec de retain Soldered 0 . Ristagnate Soudées avec de l'étain Soldered 0 .. Ristampare Réimprimer To reprint 1 - Ristampando Réimprimant Reprinting 1 = Ristampato Réimprimé Reprinted Ristampati Réimprimés Reprinted Ristampata Réimprimée Reprinted ) — Ristampate Réimprimées Reprinted ) = Ristorare RÉPARER To repair Ristorato Réparé Repaired Ristorati Réparés Repaired + — Ristorata Réparée Repaired + == Ristorate Réparées Repaired + . RiSTRiNGERE(ristrignere) Restreindre (resserrer) To restrain + ... Ristringo Je restreins I restrain ^ — Ristringi Tu restreins Thou restrainest ^ = Ristringe Il restreint He restrains *^ Ristringiamo Nous restreignons We restrain ^ . . Ristringete Vous restreigne You restrain p - Ristringono Ils restreignent They restrain p = Ristringeva Je restreignais I restrained p . Ristringevi Tu restreignais Thou restrainedst p .. Ristringeva Il restreignait He restrained V — Ristringevamo Nous restreignions We restrained v - Ristringevate Vous restreigniez You restrained V - Ristringevano Ils restreignaient They restrained v .. Ristringerò Je restreindrai I shall restrain 0 — Ristringerai Tu restreindras Thou wilt restrain 0 = Ristringerà Il restreindra He will restrain 0 . Ristringeremo Nous restreindrons We shall restrain 0 .. Ristringerete Vous restreindrez You will restrain / - Ristringeranno Ils restreindront They will restrain / = Ristringendo Restreignant Restraining / ■ Ristretto Restreint Restrained / •• Ristretti Restreints Restrained A — Ristretta Restreinte Restrained A = Ristrette Restreintes Restrained A • Risultare Résulter To RESULT A •• Risulta Il résulte It results T- Risultava Il résultait It resulted VERBI. VERBES. VERBS. òbò 1 L. — Risultò [1 résulta [t resulted L = Risulterà Il résultera It will result L • Risultato Résulté Resulted L •• Risultati Résultés Resulted ( - Risultata Résultée Resulted ( = Risultate Résultées Resulted ( • Risuscitare Ressusciter To raise from the dead ( •• Risuscitando Ressuscitant Raising from the dead H - Risuscitato Ressuscité Raised from the dead H = Risuscitati Ressuscites Raised from the dead H . Risuscitata Ressuscitée Raised from the dead H •• Risuscitate Ressuscitées Raised from the dead 1 - Risvegliare RÉVEILLER To AWARE I = Risveglio Je réveille I awake 1 • Risvegli Tu réveilles Thou awakest t •• Risveglia Il réveille He awakes o — Risevgliate Vous réveillez You awake o = Risvegliano Ils réveillent They awake 0 . Risvegliava Je réveillais I awoke o .. Risvegliavi Tu réveillais Thou a wok est 1 - Risvegliava Il réveillait He awoke 1 = Risvegliavamo Nous réveillions We awoke 1 . Risvegliavate Vous réveilliez You awoke 1 .. Risvegliavano Ils réveillaient They awoke ) - Risvegliai Je réveillai I awoke ) = Risvegliasti Tu réveillas Thou awokest ) . Risvegliò Il réveilla He awoke ) .. Risvegliammo Nous réveillâmes We awoke -f — Risvegliaste Vous réveillâtes You awoke + = Risvegliarono Ils réveillèrent They awoke + . Risveglieró Je réveillerai I shall awake + •• Risveglerai Tu réveilleras Thou wilt awake •^ — Risveglierà Il réveillera He will awake *>i = Risveglieremo Nous réveillerons We shall awake *■>. . Risveglierete Vous réveillerez You will awake ■*»» . . Risveglieranno Ils réveilleront They will awake p - Risvegliando Réveillant Awaking p = Risvegliato Réveillé Awaked p . Risvegliati Réveillés Awaked p .. Risvegliata Réveillée Awaked V — Risvegliate Réveillées Awaked V = Ritagliare Recouper To CUT AGAIN V • Ritagliato Recoupé Cut again V .. Ritagliati Recoupés Cut again 0 — Ritagliata Recoupée Cut again 0 = Ritagliate Recoupées Cut again 0 . Ritardare Retarder TO DELAY o .. Ritardo Je retarde I delay / - Ritardi Tu retardes Thou delavest / = Ritarda Il retarde He delays / . Ritardiamo Nous retardons We delay / .. Ritardate Vous retardez You delay A - Ritardano Ils retardent They delay A = Ritardava Je retardais T delayed A . Ritardava Il retardait He delayed A •• Ritardavamo Nous retardions We delayed T - Ritardavate Vous retardiez You delayed T = Ritardavano Ils retardaient They dcla\ ed 384 VERBI. VERBES. VERBS. L - Ritardai Je retardai ï delayed L «= Ritardasti Tu retardas Thou delayedst L • Ritardò Il retarda He delayed L •• Ritardammo Nous retardâmes We delayed i - Ritardaste Vous retardâtes You delayed ( = Ritardarono Ils retardèrent They delayed ( . Ritarderò Je retarderai I shall delay ( •• Ritarderai Tu retarderas Thou wilt delay H - Ritarderà Il retardera He will delay H = Ritarderemo Nous retarderons We shall delay H . Ritarderete Vous retarderez You will delay H .. Ritarderanno Ils retarderont They will delay 1 - Ritardando Retardant Delaying Ritardato Retardé Delayed 1 • Ritardati Retardés Delayed 1 •• Ritardata Retardée Delayed o — Ritardate Retardées Delayed o = Ritenere Retenir To RETAIN 0 . Ritengo Je retiens I retain 0 .. Ritieni Tu retiens Thou retainest 1 - Ritiene Il retient He retains 1 = Ritenghiamo Nous retenons We retain 1 . Ritenete Vous retenez You retain 1 .. Ritengono Ils retiennent They retain ) - Riteneva Je retenais I retained ) = Ritenevi Tu retenais Thou retainedst ) . Riteneva Il retenait He retained ) .. Ritenevamo Nous retenions We retained + — Ritenevate Vous reteniez "You retained + ta Ritenevano Ils retenaient They retained + . Ritenni Je retins I retained + .. Ritenesti Tu retins Thou retainedst Ritenne Il retint He retained "•>. œ= Ritenemmo Nous retînmes We retained **>. . Riteneste Vous retintes You retained "■>> . . Ritennero Ils retinrent They retained ? — Riterrò Je retiendrai I shall retain Riterrai Tu retiendras Thou wilt retain ? • Riterrà Il retiendra He will retain ? •• Riterremo Nous retiendrons We shall retain V — Riterrete Vous retiendrez You will retain V = Riterranno Ils retiendront They will retain v . Ritenendo Retenant Retaining V .. Ritenuto Retenu Retained e — Ritenuti Retenus Retained 0 = Ritenuta Retenue Retained 0 . Ritenute Retenues Retained 0 .. RlTIGNERE Teindre de nouveau To DYE AGAIN / - Rintinto Teint de nouveau Died again / = Ritinti ' Teints de nouveau Died again / . Ritinta Teinte de nouveau Died again / •• Ritinte Teintes de nouveau Died again A — Ritirare Retirer To DRAW OUT A = Ritiro Je retire [ draw out A • Ritiri Ta retires rhou drawest out A ..| Ritira Il retire He draws out T-l Ritiriamo Nous retirons We draw out T = Ritirate Vous retirez You draw out VERBI. VERBES. VERBS. « L - Ritirano Ils retirent They draw out L = Ritirava Je retirais I drew out Ritiravi Ta retirais Thou drewest out Ritirava Il retirait He drew out ( — Ritiravamo Nous retirions We drew out ( = Ritiravate Vous retiriez You drew out Ritiravano Ils retiraient They drew out Ritirai Je retirai I drew out H- Ritirasti Tu retiras Thou drewest out H = Ritirò Il retira He drew out H • Ritirammo Nous retirâmes We drew ont H •• Ritiraste Vous retirâtes You drew out f - Ritirarono Ils retirèrent They drew out 1 = Ritirerò Je retirerai « I shall draw out 1 . Ritirerai Tu retireras Thou wilt draw out 1 .. Ritirerà Il retirera He will draw out o — Ritireremo Nous retirerons We shall draw out o = Ritirerete Vous retirerez You will draw out 0 . Ritireranno Ils retireront They will draw out o .. Ritirando Retirant Drawing out 1 - Ritirato Retiré Drawn out "1 = Ritirati Retirés Drawn out 1 . Ritirata Retirée Drawn out 1 .. Ritirate Retirées Drawn out ) - Ritoccare (un ritratto) Retoucher (un portrait) TO MEND A PICTURE ) = Ritoccato Retouché Mended a picture ) . Ritoccati Retouchés Mended a picture ) .. Ritogliere Reprendre TO TAKE BACK _j Ritolto Repris Taken back + = Ritolti Repris Taken back + . Ritolta Reprise Taken back + .. Ritolte Reprises Taken back s^ Ritorcere Retordre TO SHEER AGAIN ^ = Ritorto Retordu Sheered again Ritorti Retordus Sheered again Ritorta Retordue Sheered again ? - Ritorte Retordues Sheered again p = Ritornare Retourner To RETURN ? . Ritorno Je retourne 1 return p .. Non ritorno Je ne retourne pas I do not return V — Ritorni Tu retournes Thou relurnest V = Ritorna Il retourne He returns V . Ritorniamo Nous retournons We return v .. Ritornate Vous retournez You return 0 — Ritornano Ils retournent They return 0 = Ritornava Je retournais I returned 0 . Ritornavi Tu retournais Thou returnedst 0 .. Ritornava 11 retournait He returned / - Ritornavamo Nous retournions We returned / = Ritornavate Vous retourniez You returned / . Ritornavano Ils retournaient They returned / .. Ritornai Je retournai I returned A — Ritornasti Tu retournas Thou returnedst A = Ritornò Il retourna He returned A • Ritornammo Nons retournâmes We returned A •• Ritornaste Vous retournâtes You returned T- Ritornarono Ils retournèrent They returned T = Ritornerò Je retournerai I shall return 385 33 38(3 VERBI. VERBES. VERBS. L - Non ritornerò Je ne retournerai pas I shall not return L = Ritornerai Tu retourneras Thou wilt return L • Ritornerà Il retournera He will return L •• Ritorneremo Nous retournerons We shall return ( — Ritornerete Vous retournerez You will return ( = Ritorneranno Ils retourneront They will return ( • Ritornerei Je retournerais I would return ( .. Ritorneresti Tu retournerais Thou wouldst return H- Ritornerebbe Il retournerait He would return H = Ritorneremmo Nous retournerions We would return H • Ritornereste Vous retourneriez You would return ~\ •• Ritornerebbero Ils retourneraient They would return 1 - Ritornate Retournez Return 1 = Ritornando Retournant Returning 1 . Ritornato Retourné Returned i .. Ritornati Retournés Returned o — Ritornata Retournée Returned o = Ritornate Retournées Returned o . Ritrarre Retirer To DRAW OUT o .. Ritraendo Retirant Drawing out 1 - Ritratto Retiré Drawn out 1 = Ritratti Retirés Drawn out 1 • Ritratta Retirée Drawn out 1 .. Ritratte Retirées Drawn out ) - Ritrovare Retrouver TO FIND AGAIN ) = Ritrovarmi Me retrouver To find me again ) . Ritrovarvi Vous retrouver To find you again ) •• Ritrovarsi Se retrouver To find one's self again + - Ritrovarlo Le retrouver To find him again + = Vi ritrovo Je vous retrouve I find you again 4- . Ritrovo Je retrouve I find again + .. Non lo ritrovo Je ne le retrouve pas I do not find him again -«■*. — Ritrovi Tu retrouves Thou findest again ^> = Ritrova Il retrouve He finds again >, Si ritrova On retrouve One finds again ^» . . Ritroviamo Nous retrouvons We find again ? - Ritrovate Vous retrouvez You find again ? = Se non trovate Si vous ne retrouvez pas If you do not find again P • Ritrovano ils retrouvent They find again ? Ritrovava Je retrouvais I found again V — Ritrovavi Tu retrouvais Thou foundst again V = Ritrovava Il retrouvait He found again V . Ritrovavamo Nous retrouvions We found again V .. Ritrovavate Vous retrouviez n You found again 0 — Ritrovavano Ils retrouvaient They found again 0 — Ritrovai Je retrouvai I found again 0 . Ritrovasti Tu retrouvas Thou foundst again 0 .. Ritrovò Il retrouva He found again 1 - Ritrovammo Nous retrouvâmes We found again / = Ritrovaste Vous retrouvâtes You found again / . Ritrovarono Us retrouvèrent They found again / • Ritroverò Je retrouverai I shall find again A — Vi ritroverò Je vous retrouverai I shall find you again A = Ritroverai Tu retrouveras Thou wilt find again A • Ritroverà' Il retrouvera He will find again A •■ Ritroveremo Nous retrouverons We shall find again T — Ritroverete Vous retrouverez You will find again T == Mi ritroverete Vous me retrouverez You will find me again Ritroveranno lis retrouveront They will find again VERSI. VERBES. VERBS. Ritrovate Retrouvez Find again Ritrovando Retrouvant Finding Ritrovato Retrouvé Found Ritrovati Retrouvés Found Ritrovata Retrouvée Found Ritrovate Retrouvées Found Riunire RÉUNIR TO REUNITE Riunisco Je réunis I reunite Riunisci Tu réunis Thou reunitest Riunisce Il réunit He reunites Riuniamo Nous réunissons We reunite Riunite Vous réunissez You reunite Riuniscono Ils réunissent They reunite Riuniva Je réunissais I reunited Riuniva Il réunissait He reunited Riunivamo Nous réunissions We reunited Riunivate Vous réunissiez You reunited Riunivano Ils réunissaient They reunited Riunii Je réunis I reunited Riunisti Tu réunis Thou reuniteclst Riunì Il réunit He reunited Riunimmo Nous réuûimes We reunited Riuniste Vous réunîtes You reunited Riunirono Ils réunirent They reunited Riunirò Je réunirai I shall reunite Riunirai Tu réuniras Thou wilt reunite Riunirà Il réunira He will reunite Riuniremo Nous réunirons We shall reunite Riunirete Vous réunirez You will reunite Riuniranno Ils réuniront They will reunite Riunendo Réunissant Reuniting Riunito Réuni Reunited Riuniti Réunis Reunited Riunita Réunie Reunited Riunite Réunies Reunited Riuscire RÉUSSIR To SUCCEED Riesco Je réussis I succeed Se non riesco Si je ne réussis pas If I do not succeed Riesci Tu réussis Thou succeedest Riesce Il réussit He succeeds Riusciamo Nous réussissons We succeed Riuscite Vous réussissez You succeed Riescono Ils réussissent They succeed Riusciva Je réussissais I succeeded Riuscivano Ils réussissaient They succeeded Riuscii Je réussis I succeeded Riusci Il réussit He succeeded Riuscimmo Nous réussîmes We succeeded Riuscirono Ils réussirent They succeeded Riuscirò Je réussirai I shall succeed Riuscirai Tu réussiras Thou wilt succeed Riuscirà Il réussira He will succeed Riusciremo Nous réussirons We shall succeed Riuscirete Vous réussirez You will succeed Riusciranno Ils réussiront They will succeed Riuscendo Réussissant Succeeding Riuscito Réussi Succeeded Riusciti Réussis Succeeded Riuscita Réussie Succeeded 387 388 VERBI. VERBES. VERBS. L - Riussite Réussies Succeeded L = Rivedere Revoir To see again Rivedervi Vous revoir To see you again Rivederlo Le revoir To see him again ( — Rivedo Je revois I see again ( = Rivedi Tu revois Thou seest again Rivede Il revoit He sees again Rivediamo Nous revoyons We see again H- Rivedete Vous revoyez You see again H = Rivedono lis revoient They see again H • Rividdi Je revis I saw again H -■ Rivedesti Tu revis Thou sawest again 1 - Rividde Il revit He saw again 1 = Rivedemmo Nous revîmes We saw again 1 . Rivedeste Vous revîtes You saw again 1 •• Rividdero Us revirent They saw again o — Non rivedrò Je ne reverrai pas I shall not see again o = Rivedrò Je reverrai I shall see again 0 . Vi rivedrò Je vous reverrai I shall see you again 0 .. Lo rivedrò Je le reverrai I shall see him again 1 - Rivedrai Tu reverras Thou wilt see again 1 = Rivedrà Il reverra He will see again 1 . Rivedremo Nous reverrons We shall see again 1 .. Rivedrete Vous reverrez You will see again ) - Non mi rivedrete Vous ne me reverrez pas You will not see me again ) = Rivedranno Ils reverront They will see again ) . Rivedendo Revoyan t Seeing again ) . Riveduto Revu Seen again H Riveduti Revus Seen again + = Riveduta Revue Seen again + . Rivedute Revues Seen again + .. Rivelare Révéler TO REVEAL ">>> — Rivelato Révélé Revealed *«•« == Rivelati Révélés Revealed ^ Rivelata Révélée Revealed «-S. .. Rivelate Révélées Revealed 0 — Rivenire Revenir To RETURN p = Rivengo Je reviens I return p . Non rivengo Je ne reviens pa I do not return p .. Rivieni Tu reviens Thou returnest V — Riviene Il revient He returns V = Riveniamo Nous revenons We return v . Rivenite Vous revenez You return V .. Non rivenite Vous ne revenez You do not return / - Rivengono Ils reviennent They return Riveniva Je revenais I returned / • Riveniva Il revenait He returned / •■ Rivenivamo Nous revenions We returned 0 — Rivenivate Vous reveniez You returned 0 = Rivenivano Ils revenaient They returned 0 . Rivenni Je revins I returned 0 .. Rivenne Il revint He returned A — Rivenimmo Nous revînmes We returned A = Riveniste Vous revîntes You returned A . Rivennero Ils revinrent They returned A •• Riverrò Je reviendrai I shall return T - Non riverrò Je ne reviendrai pas I shall not return T = Riverrai Tu reviendras Thou wilt return T Riverrà Il reviendra He will return VERBI. Riverremo Riverrete Riverranno Rivenite Se non rivenissi Rivenendo Rivenuto Rivenuti Rivenuta Rivenute Riverberare Riverberato Riverberati Riverberata Riverberate Riverire Riverirvi Riverisco Vi riverisco Riverisci Riverisce Riveriamo Riverite Riveriscono Riverite Riverito Riveriti Riverita Riverite Rivestire Rivestito Rivestiti Rivestita Rivestite Rivocare Rivocato Rivocati Rivocata Rivocate Rivolgere Rivolgo Rivolgi Rivolge Rivolgiamo Rivolgete Rivolgono Rivolgeva Rivolgeva Rivolgevamo Rivolgevate Rivolgevano Rivolsi Rivolse Rivolgemmo A ..Rivolgeste A ..Rivolsero T —[Rivolgerò T =" Rivolgerai VERBES. Nous reviendrons Vous reviendrez Tls reviendront Revenez Si je ne revenais pas Revenant Revena Revenus Revenue Revenues Réverbérer Réverbéré Réverbérés Réverbérée Réverbérées Révérer Vous révérer Je révère Je vous révère Ta révères Il révère Nous révérons Vous révérez Ils révèrent Révérez Révéré Révérés Révérée Révérées Rhabiller Rhabillé Rhabillés Rhabillée Rhabillées Révoquer Révoqué Révoqués Révoquée Révoquées Retourner Je retourne Tu retournes Il retourne Nous retournons Vous retournez Ils retournent Je retournais Il retournait. Nous retournions Vous retourniez Ils retournaient Je retournai Il retourna Nous retournâmes Vous retournâtes Ils retournèrent Je retournerai Tu retourneras VERBS, 389 We shall return You will return They will return Return If I did not return Returning Returned Returned Returned Returned . To reflect Reflected Reflected Reflected Reflected To REVERE To revere you I revere I revere you Thou reverest He reveres We revere You revere They revere Revere Revered Revered Revered Revered TO DRESS AGAIN Dressed again Dressed again Dressed again Dressed again TO REVOKE Revoked Revoked Revoked Revoked To return (to revolve ) I return Thou returnest He returns We return You return They return I returned He returned We returned You returned They returned I returned He returned We returned You returned They returned I shall return Thou wilt return 33. 390 VÈRBI. L - Rivolgerà L = Rivolgeremo Rivolgerete Rivolgeranno ( — Rivolgete ( = Rivolgendo Rivolto Rivolti H- Rivolta H = Rivolte H - Rivoltare H -• Rivoltato 1 - Rivoltati 1 = Rivoltata 1 • Rivoltate 1 •• Rizzare o — Rizzando o = Rizzato 0 . Rizzati o .. Rizzata "1 - Rizzate 1 = Rodere 1 . Rode 1 .. Rodono ) - Lo rodeva ) = Rodeva ) . Rodendo ) .. Roso + — Rosi + = Rosa + . Rose + .. Rogare ^x Rogando -^ = Rogato •^x . Rogati *N* .. Rogata ? - Rogate ? = Rombare p . Romba p .. Rombano V — Rombava V = Rombavano V . Rombando v .. Rombato 0 — Rompere 0 = Rompo 0 . Rompi 0 .. Rompe 1 - Rompiamo / = Rompete J . Rompono 1 .. Rompeva A — Rompevi A = Rompeva A - Rompevate A •• Rompevamo T - Rompevano T = Ruppi VERBES. VERBS. TI retournera He wiH return Nous retournerons We shall return Vous retournerez You will return Ils retourneront They will return Retournez Return Retournant Returning Retourné Returned Retournés Returned Retournée Returned Retournées Returned Renverser TO THROW DOWN Renversé Thrown down Renversés Thrown down Renversée Thrown dowu Renversées Thrown down Dresser To set up Dressant Setting up Dressé Set up Dressés Set up Dressée Setup Dressées Set up Ronger To GNAW Il ronge He gnaws Ils rongent They gnaw Le rongeait Gnawed him Il rongeait He gnawed Rongeant Gnawing Rongé Gnawed Rongés Gnawed Rongée Gnawed Rongées Gnawed Dresser un acte TO DRAW UP A DEEU Dressant un acte Drawing up a deed Dressé un acte Drawn up a deed Dressé (ont été) des actes Drawn up a deed Dressé un acte Drawn up a deed Dressé un acte Drawn up a deed Bourdonner To BUZ Il bourdonne It buzzes Ils bourdonnent They buz Il bourdonnait It buzzed Us bourdonnaient They buzzed Bourdonnant Buzzing Bourdonné Buzzed Rompre To BREAK Je romps I break. Tu romps Thou breakest Il rompt He breaks Nous rompons We break Vous rompez You break Us rompent They break Je rompais I broke Tu rompais Thou brokest Il rompait He broke Nous rompions We broke Vous rompiez You broke Ils rompaient They broke Je rompis I broke VERBI. VERBES. VERBS. ÓVl L — Rompesti Tu rompis Thou brokest L — Ruppe Il rompit He broke Rompemmo Nous rompîmes We broke Rompeste Vous rompites You broke ( — Ruppero Ils rompirent They broke ( = Romperò Je romprai I shall break Romperai Tu rompras Thou wilt break Romperà Il rompra He will break H- Romperemo Nous romprons We shall break H = Romperete Vous romprez You will break H • Romperanno Ils rompront They will break -\ •• Non mi rompate Ne me cassez pas Do not break me 1 - Rompendo Rompant Breaking 1 = Rotto Rompu Broken 1 . Rotti Rompus Broken 1 •- Rotta Rompue Broken o — Rotte Rompues Broken o = Ronzare Bruire To RUSTLE 0 . Ronza Il bruit It rustles o .. Ronzano Ils bruissent They rustle 1 - "1 = Ronzava Il bruissait It rustled Ronzavano Us bruissaient They rustled "] . Ronzando Bruissant Rustling 1 ■. Ronzato Brui Rustled ) — Rosicare Ronger peu a peu TO GNAW LITTLE BY LITTLE ) = Rosicato Rongé peu à peu Gnawed little by little ) . Rosicati Rongés peu à peu. Gnawed little by little ) •• Rosicata Rongée peu à peu Gnawed little by little + — Rosicate Rongées peu à peu Gnawed little by little + = Rotolare Rouler To ROLL + . Rotola Il roule It rools + .. Rotolava Il roulait It rolled \ — Rotolando Roulant Rolling *»«. =3 Rotolato Roulé Rolled *^. . Rotolati Roulés Rolled -^ Rotolata Roulée Rolled p - Rotolate Roulées Rolled p = Rotondare Arrondir TO MAKE ROUND ? . Rotondato Arrondi Made round p .. Rotondati Arrondis Made round V — Rotondata Arrondie Made round V = Rotondate Arrondies Made round V . Rovesciare Renverser TO OVERTHROW v .. Rovesciando Renversant Overthrowing 0 — Rovesciato Renversé Overthrown 0 = Rovesciati Renversés Overthrown 0 . Rovesciat Renversée Overthrown 0 .. Rovesciate Renversées Overthrown 1 - Rovinare Tomber en ruines To FALL INTO RUINS 1 = Rovina Il tombe en ruines It falls into ruins / . Rovinano Ils tombent en ruines They fall into ruins / .. Rovinava Il tombait en ruines It fell into ruins A - Rovinavano Us tombaient en ruines They fell into ruins A = Rovinò Il tomba en ruines It fell into tarns A • Rovinarono Ils tombèrent en ruines They fell into ruins A •• Rovinerà Il tombera en ruines It will fall into ruins T - Rovineranno Us tomberont en ruines They will fall into ruins T = Rovinando Tombant en ruines Falling into ruins Rovinato Rovinati Rovinata Rovinate Rubare Rubo Rubi Ruba Rubate Rubano Rubava Rubavano Rubasti Rubò Rubaste Rubarono Rubando Rubato Rubati Rubata Rubate Rugumare Ruguma Rugumano Ruguniato Ruotolare (t. di mar.) Ruotola Ruotolava Ruotolando Ruotolato Ruotolati Ruotolata Ruotolate Ruzzare Ruzzando ■ •1 Ruzzato VERBES. VERBS. Tombé en ruines Fallen into ruins Tombés en ruines Fallen into ruins Tombée en ruines Fallen into ruins Tombées en ruines Fallen into ruins Voler To ROB Je vole I rob Ta voles Thou robbest Il vole He robs Vous volez You rob Ils volent They rob Il volait He robbed Ils volaient They robbed Tu volas Thou robbedst Il vola He robbed Vous volâtes You robbed Ils volèrent They robbed Volant Robbing Volé Robbed Volés Robbed Volée Robbed Volées Robbed Ruminer TO RUMINATE Il rumine Ruminated Ils ruminent Ruminated Ruminé Ruminated Rouler (balancemt du To ROLL Il roule [vaisseau) It rools Il roulait It rolled Roulant Rolling Roulé Rolled Roulés Rolled Roulée Rolled Roulées Rolled Folâtrer TO DALLY Folâtrant Dallying Folâtré Dallied —[Saccheggiare =j Saccheggiato . j Saccheggiati Saccheggiata Saccheggiate Sacramentare Sacramentato Sacramentati Sacramentata Sacramentate Sacrificare Sacrificarmi Sacrificarvi Sacrifico Mi sacrifico Sacrifichi Sacrifica Saccager (piller) Saccagé Saccagés Saccagée Saccagées Administrer les sacre ments. Administré les sacrem. Administré les sacrem. Administré les sacrem. Administré les sacrem. SACRD7IER Me sacrifier Vous sacrifier Je sacrifie Je me sacrifie Tu sacrifies Il sacrilie To PILLACE Pillaged Pillaged Pillaged To administer tue sa- crement Administered the sacr. Administ. the sacrement Administ. the sacrement Administ. the sacrement To SACRIFICE To sacrifice me To sacrifice you I sacrifice I sacrifice myself Thou sacrifices t He sacrifices VERBI. VERBES. VERBS. 393 Sacrifichiamo Nous sacrifions We sacrifice Sacrificate Vous sacrifiez You sacrifice Mi sacrificate Vous me sacrifiez You sacrifice me Sacrificano Ils sacrifient They sacrifice Sacrificava Je sacrifiais I sacrificed Sacrificavi Tu sacrifiais Thou sacrificedst Sacrificava Il sacrifiait He sacrificed Sacrificavamo Nous sacrifiions We sacrificed Sacrifica vate Vous sacrifiiez You sacrificed Sacrificavano Ils sacrifiaient They sacrificed Sacrificai Je sacrifiai I sacrificed Sacrificasti Tu sacrifias Thou sacrificedst Sacrificò Il sacrifia He sacrificed Sacrificammo Nous sacrifiâmes We sacrificed Sacrificaste Vous sacrifiâtes You sacrificed Sacrificarono Ils sacrifièrent They sacrificed Sacrificherò Je sacrifierai I shall sacrifice Sacrificherai Tu sacrifieras Thou wilt sacrifice Sacrificherà Il sacrifiera He Avili sacrifice Sacrificheremo Nous sacrifierons We shall sacrifice Sacrificherete Vous sacrifierez You will sacrifice Sacrificheranno Ils sacrifieront They will sacrifice Sacrificando Sacrifiant Sacrificing Sacrificato Sacrifié Sacrificed Sacrificati Sacrifiés Sacrificed Sacrificata Sacrifiée Sacrificed Sacrificate Sacrifiées Sacrificed Saettare Darder To dart Saettato Dardé Darted Saettati Dardés Darted Saettata Dardée Darted Saettate Dardées Darted Salare Saler To salt Salato Salé Salted Salati Salés Salted Salata Salée Salted Salate. Salées Salted Salariare Salarier To give a salart Salariato Salarié Given a salary Salariati Salariés Given a salary Salariata Salariée Given a salary Salariate Salariées Given a salary Saldare Solder To SOLDER Saldato Soudé Soldered Saldati Soudés Soldered Saldata Soudée Soldered Saldate Soudées Soldered Saldare (un conto) Solder TO BALANCE AN ACCOUNT Saldato Soldé Balanced Saldati Soldés Balanced Saldata Soldée Balanced Saldate Soldées Balanced Salire Monter To GO UP Salgo Je monte I go up Sali Tu montes Thou gost up Sale Il monte He goes up Saliamo Nous montons We go up Salite Vous montez You go up 394 VERBI. VERBES. VERBS. L - Salgono Ils montent They go up L = Saliva Je montais I went up L • Salivi Tu montais Thou wentst up L •• Saliva Il montait He went up ( - Salivamo Nous montions We went up ( = Salivate Vous montiez You went up ( • Salivano Ils montaient They went up ( •• Salii Je montai I went up H- Salisti Tu montas Thou wents up H = Sali Il monta He went up H • Salimmo Nous montarne We went up H •• Saliste Vous montâtes You went up 1 - Salirono Ils montèrent They went up 1 = Salirò Je monterai I shall go up 1 - Salirai Tu monteras Thou wilt go up 1 •• Salirà 11 montera He will go up o — Saliremo Nous monterons We shall go up o == Salirete Vous monterez You will go up 0 . Saliranno Ils monteront They will go up 0 .. Salite Montez Go up 1 - Salendo Montant Going up 1 = Salito Monté Gone up 1 . Saliti Montés Gone up 1 .. Salita Montée Gone up ) - Salite Montées Gone up ) = Salpare ( t. di mar. ) Serper (lever l'ancre) TO WEIGH ANCHOR ) . Salpa Il serpe He weighs anchor ) .. Salpano Ils serpent They weigh anchor + — Salpava Il serpait He weighed anchor + = Salpavano Ils serpaient They weighed anchor + . Salpò Il serpa He weighed anchor + .. Salparono Ils serpirent They weighed anchor s Salpato Serpé Weighed anchor ""«■s = Saltare Sauter To LEAP ^s. . Salto Je saute I leap **-s .- Salti Tu sautes Thou leapest ? - Salta Il saute He leaps p = Saltiamo Nous sautons We leap p . Saltate Vous sautez You leap p .. Saltano Ils sautent They leap V — Saltava Je sautais I was leaping V = Saltavi Tu sautais Thou wast leaping v . Saltava 11 sautait He was leaping v .. Saltavamo Nous sautions We were leaping 0 — Saitavate Vous sautiez You were leaping 0 = Saltavano Us sautaient They were leaping 0 . Saltai Je sautai I leapt 0 .. Saltasti Tu sautas Thou leaptst 1 - Saltò Il sauta He leapt 1 = Saltammo Nous sautâmes We leapt / . Saltaste Vous sautâtes You leapt / .. Saltarono Ils sautèrent They leapt A - Salterò Je sauterai [ shall leap A = Salterai Tu sauteras Thou wilt leap A • Salterà Il sautera He will leap A .. Salteremo Nous sauterons We shall leap T - Salterete Vous sauterez You will leap T = Salteranno Ils sauteront They will leap T • Saltando ! Sautant Leaping VERBI. VERBES. VERBS L - Saltato Sauté Leapt L = Saltati Sautés Leapt L • Saltata Sautée Leapt L •• Saltate Sautées Leapt ( - Saltellare Sautiller To Jump ( = Saltellato Sautillé Jumped ( • Salutare Saluer To SALUTE ( •• Salutarvi Vous saluer To salute you H - Salutarlo Le saluer To salute him H = Saluto Je salue Salute H • Vi saluto Je vous salue I salute you H -• Saluti Tu salues Thou salutest i — Vi saluta Vous salue Salutes you 1 = Saluta Il salue He salutes 1 - Non saluta Il ne salue pas He does not salute 1 -. Vi saluta Il vous salue He salutes you o — Ti saluta Te salue Salute thee o = Salutiamo Nous saluons We salute 0 . Salutate Vous saluez You salute 0 .. Salutano Ils saluent They salute 1 - Vi salutano Vous saluent Salute you 1 = Salutava Je saluais I saluted 1 . Lo salutava Je le saluais I saluted him 1 .. Salutava Il saluait He saluted ) - Mi salutava Il me saluait He saluted me ) = Salutavamo Nous saluions We saluted ) . Salutavate Vous saluiez You saluted ) .. Salutavano Ils saluaient They saluted + — Salutai Je saluai I saluted 4- = Salutò Il salua He saluted 4- . Salutammo Nous saluâmes We saluted + . . Salutaste Vous saluâtes You saluted -^ — Salutarono Ils saluèrent They saluted ^ = Saluterò Je saluerai I shall salute >v» . Saluterai Tu salueras Thou wilt salute «^ .. Saluterà Il saluera He will salute p — Saluteremo Nous saluerons We shall salute p = Saluterete Vous saluerez You will salute p . Saluteranno Ils salueront They will salute p .. Salutate Saluez Salute V- Salutando Saluant Saluting V = Salutato Salué Saluted v . Salutati Salués Saluted v .. Salutata Saluée Saluted 0 — Salutate Saluées Saluted 0 = Saltare Sauver TO SAVE a . Salvarmi Me sauver To save me o .. Salvarvi Vous sauver To save you 1 - Salvarlo Le sauver To save him 1 = Salvo Je sauve I save 1 • Salvi Tu sauves Thou savest 1 •• Salva Il sauve He saves A — Salviamo Nous sauvons We save A = Salvate Vous sauvez You save A - Salvano Ils sauvent They save A •• Salvava Je sauvais I saved T - Salvavi Tu sauvais Thou saveds1 T = Salvava Il sauvait He saved 395 396 VERBI. L -I Salvavamo L = Salvavate L • Salvavano L •• Salvai ( - Salvasti ( = Salvò ( • Salvammo ( •• Salvaste H- Salvarono -!•= Salverò -\ • Salverai H •• Salverà 1 - Salveremo 1 = Salverete Salveranno l •• Salvate o — Salvando o — Salvato 0 . Salvati 0 .. Salvata 1 - Salvate 1 = Sahare i : Sanando i •• Sanato ) — Sanati ) = Sanata ) . Sanate ) .. Santificare H Santificato -f = Santificati + . Santificata _j_ Santificate ■^ Sapere ^ = Saperlo \ . Lo so •^ .. So p _ Non so P = Non lo so P - Sai ? -• Si sa V — Sa V = Non si sa V . Sappiamo v .. S on sappiamo 0 — Sapete 0 = Non sapete 0 . Sanno 0 .. Non sanno / - Lo sapeva / = Sapeva / • Non sapeva / •• Non lo sapeva A — Sapevi A = Sapeva A - Non sapevamo A •• Sapevamo T- Lo sapevamo T = Sapevate T • Sapevano VERBES. VERBS. Nous sauvions We saved Vous sauviez You saved Ils sauvaient They saved Je sauvai I saved Tu sauvas Thou savedst Il sauva He saved Nous sauvâmes We saved Vous sauvâtes You saved Ils sauvèrent They saved Je sauverai I shall save Tu sauveras Thou wilt save Il sauvera He will save Nous sauverons We shall save Vous sauverez You will save Ils sauveront They will save Sauvez Save Sauvant Saving Sauvé Saved Sauvés Saved Sauvée Saved Sauvées Saved Guérir To CURE Guérissant Curing Guéri Cured Guéris Cured Guérie Cured Guéries Cured Sanctifier To SANCTIFY Sanctifié Sanctified Sanctifiés Sanctified Sanctifiée Sanctified Sanctifiées Sanctified Sayoir To KNOW Le savoir To know it Je le sais I know it Je sais I know Je ne sais pas I do not know Je ne le sais pas I do not know it Tu sais Thou knowest On le sait They know Il sait He knows On ne sait pas They do not'know Nous savons We know Nous ne savons pas We do not know Vous savez You know Vous ne savez pas You do not know Ils savent They know Ils ne savent pas They do not know Je le savais I knew it Je savais I knew Je ne savais pas I did not know Je ne le savais pas I did not know it Tu savais Thou k newest Il savait He knew Nous ne savions pas We did not know Nous savions We knew Nous le savions We knew it Vous saviez You knew l Ils savaient They knew VERBI. VERBES. VERBS. 397 L - Seppi Je sus I knew L = Lo seppi Je le sus I knew it L . Sapesti Tu sus Thou knewest L .. Seppe Il sut He knew ( - Sapemmo Nous sûmes We knew ( = Sapeste Vous sûtes You knew ( • Seppero Us surent They knew ( .. Saprò Je saurai I shall know H - Lo saprò Je le saurai I shall know it H = Saprai Tu sauras Thou wilt know H • Lo saprai Tu le sauras Thou wilt know it H •• Non lo saprai Tu ne le sauras pas Thou wilt not know it 1 - Saprà Il saura He will know- 1 = Lo saprà Il le saura He will know it 1 Sapremo Nous saurons We shall know 1 .. Non sapremo Nous ne saurons pas We shall not know o — Saprete Vous saurez You will know o = Non saprete Vous ne saurez pas You will not know o . Non lo saprete Vous ne le saurez pas You will not know it o .. Sapranno Ils sauront They will know 1 - Non lo sapranno Ils ne le sauront pas They will not know it 1 = Saprei Je saurais I would know 1 . Non saprei Je ne saurais I would not know 1 .. Sapresti Tu saurais Thouwouldst know ) - Saprebbe Il saurait He would know ) = Non saprebbe Il ne saurait pas He would not know ) . Sapremmo Nous saurions We would know ) .• Sapreste Vous sauriez You would know H Non sapreste Vous ne sauriez pas You would not know -+- = Saprebbero Ils sauraient They would know ■+■ • Non saprebbero Us ne sauraient pas They would not know + •• Sappi Sache Know ■^s Sappia Qu'il sache Let him know ^ — Sappiamo Sachons Let us know ^-. . Sappiate Sachez Know "*>S .. Sappiate mi dire Sachez me dire Tell me P « Sappiano Qu'ils sachent Let them know P = Ch'io sappia Que je sache That I may know P . Che sappia Que tu saches That thou mayst know P •• Che sappia Qu'il sache That he may know V — Che sappiamo Que nous sachions That we may know V = Che sappiate Que vous sachiez That you may know V . Che sappiano Qu'ils sachent That they may know v .. Che sapessi Que je susse That I might know 0 — Sapessi Que tu susse That thou mightst know 0 = Sapesse Qu'il sût That he might know 0 . Sapessimo Que nous sussions That we might know 0 .. Sapeste Que vous sussiez That you might know / - Sapessero Qu'ils sussent That they might know / - Se sapessi Si je savais If I knew / . Se lo sapessi Si je le savais If I knew it / .. Se tu sapessi Si tu savais If thou knewest A — Se sapesse S'il savait If he knew A = Se si sapesse Si on le savait If one knew it A • Se sapessimo Si nous savions If we knew A .. Se sapeste Si vous saviez If you knew T — Se sapessero S'ils savaient If they knew T = Sapendo Sachant Knowing T • Saputo Su Known T •• Saputa Sue Known Sboccato ) .. Sboccati + — Sboccata + = Sboccate + . Sbranare + .. Sbrana ■*»> — Sbranato ■^ _ Sbranati •^ Sbranata "^ . . Sbranate p Sbrigare p = Sbrigo p Mi sbrigo p . . Sbrighi V — Sbriga V = Sbrighiamo V . Sbrigate V .. Non vi sbrigate 0 — Sbrigano 0 = Sbrigatevi 0 . Sbrigato 0 .. Sbrigati I - Sbrigata 1 = Sbrigate 1 . Sbucare 1 .. Sbucato A — Sbucati A = Sbucata A • Sbucate A •• Sbucciare verbes. VERBS. Secouant Shaking off Secoué Shaken off Secoués Shaken off Secouée Shaken off Secouées Shaken off Débander TO DISBAND Débandez Disband Débandé Disbanded Débandés Disbanded Débandée Disbanded Débandées Disbanded Effrayer To frighten (despond) Effrayé Frightened. Effrayés Frightened Effrayée Frightened Effrayées Frightened Faire perdre l'équili- TO MARE ONE LOSE ONE'S bre EQUILIBRIUM Faisant perdre l'équilibre Making one lose one's eq. Fait perdre l'équilibre Made one lose one's equil. Fait perdre l'équilibre Made one lose one's equi. Fait perdre l'équilibre Made one lose one's equi. Fait perdre l'équilibre Made one lose one's equi. DÉCHARGER (se) TO DISCHARGE Il se décharge It discharge itself Ils se déchargent They discharge themsel v. Déchargeant Discharging Déchargé Discharged Déchargés Discharged Déchargée Discharged Déchargées Discharged Mettre en pièces TO TEAR TO PIECES Il met en pièces He tears to pieces Mis en pièces Torn to pieces Mis en pièces Torn to pieces Mise en pièces Torn to pieces Mises en pièces Torn to pieces DÉPÊCHER TO MAKE HASTE Je dépêche I make haste Je me dépèche I make haste Tu dépêches Thou makest haste Il dépêche He makes haste Nous dépêchons We make haste "Vous dépêchez You make haste Vous ne vous dépêchez p. I do not make haste Ils dépêchent They make haste Dépêchez-vous Make haste Dépêché Made haste Dépêchés Made haste Dépêchée Made haste Dépêchées Made haste Sortir d'un trou TO GET OUT OF A HOLE Sorti d'un trou Got out of a hole Sortis d'un trou Got out of a hole Sortie d'un trou Got out of a hole Sorties d'un trou Got out of a hole ÉPLUCHER; To PEEL VERBI. VERBES, VERBS. 401 Sbucciato Épluché Peeled Sbucciati Épluchés Peeled Sbucciata Épluchée Peeled Sbucciate Épluchées Peeled Scacciare DÉBUSQUER (CHASSER) TO TURN OUT OF A PLACE Scacciato Débusqué Turned out of a place Scacciati Débusqués Turned out of a place Scacciata Débusquée Turned out of a place Scacciate Débusquées Turned out of a place Scadere DÉCHOIR To decline (delay) Scaduto Déchu Declined Scaduti Déchus Declined Scaduta Déchue Declined Scadute Déchues Declined Scagliare Lancer TO THROW WITH VIOLENCE Scagliato Lancé Thrown with violence Scagliati Lancés Thrown with violence Scagliata Lancée Thrown with violence Scagliate Lancées Thrown with violence Scalare Escalader To SCALE Scalato Escaladé Scaled Scalali Escaladés Scaled Scalata Escaladée Scaled Scalate Escaladées Scaled Scalcare Découper (une volaille) TO CUT UP A FOWL Scalco Je découpe I cut up a fowl Scalchi Tu découpes Thou cutest up a fowl Scalca Il découpe He cuts up a fowl Scalcate Vous découpez You cut up a fowl Scalcherò Je découperai I shall cut up a fowl Scalcherete Vous découperez You will cut up a fowl Scalcate Découpez Cut Scalcando Découpant Cutting Scalcato Découpé Cut Scalcati Découpés Cut Scalcata Découpée Cut Scalcate Découpées Cut Scaldare Chauffer TO WARM Scaldarvi Vous chauffer To warm you Scaldarmi Me chauffer To warm me Scaldo Je chauffe I warm Mi scaldo Je me chauffe I warm myself Scaldi Tu chauffes Thou warmest Scalda Il chauffe He warms Si scalda Il se chauffe He warms himself Scaldiamo Nous chauffons We warm Scaldate Vous chauffez You warm Vi scaldate Vous vous chauffez You warm yourself Non vi scaldate Vous ne vous chauffez p. You do not warm yours Scaldano Ils chauffent They warm Scaldava Je chauffais I warmed Scaldavi Tu chauffais Thou warmedst Scaldava Il chauffait He warmed Scaldavamo Nous chauffions We warmed Scaldavate Vous chauffiez You warmed Scaldavano Ils chauffaient They warmed Scaldai Je chauffai I warmed Scaldò Il chauffa He warmed 34. 402 VERBI. L - [Scaldammo L = Scaldaste L • Scaldarono L .- Scalderò ( - Scalderai ( = Scalderà ( • Scalderemo ( •• Scalderete H - Scalderanno H = Scaldando H • Scaldato H •• Scaldati 1 - Scaldata 1 = Scaldate 1 . Scaltrire I .. Scaltrito G — Scaltriti 0 = Scaltrita O . Scaltrite 0 .. Scalzare 1 ~ Scalzato 1 = Scalzati 1 • Scalzata 1 -. Scalzate ) - Scambiare ) = Scambiato ) • Scambiati ) •• Scambiata + — Scambiale _j. = Scampare -f . Scampato + • • Scampati -^. — Scampata •^ = Scampate ^. Scancellare ^ .. Scancellate ? — Scancellando 0 — Scancellato ? • Scancellati P •• Scancellata V - Scancellate V = Scandagliare V . Scandagliato V .. Scandagliati 0 — Scandagliata 0 ■ = Scandagliate 0 . Scandalizzare 0 .. Scandalizzarvi / - Scandalizzo / = Scandalizzi / . Scandalizza / •• Scandalizziamo A — Scandalizzate A = Scandalizzano A » Scandalizzerò A •• Vi scandalizzerò T — i Scandalizzerai VERBES. VERBS. Nous chauffâmes We warmed Vous chauffâtes You warmed Ils chauffèrent They warmed Je chaufferai I shall warm Tu chaufferas Thou wilt warm Il chauffera He will warm Nous chaufferons We shall warm Vous chaufferez You will warm Ils chaufferont They wil warm Chauffant Warming Chauffé Warmed Chauffés Warmed Chauffée Warmed Chauffées Warmed DÉGOURDIR TO REMOVE NUMBNESS Dégourdi Removed numbness Dégourdis Removed numbness Dégourdie Removed numbness Dégourdies Removed numbness DÉCHAUSSER TO TAKE OFF ONE'S BOOTS OR SHOES Déchaussé Taken off one's boots or s. Déchaussés Taken off one's boots or s. Déchaussée Taken off one's boots or s. Déchaussées Taken off one's boots or s. ÉCHANGER TO EXCHANGED Échangé Exchanged Échangés Exchanged Échangée Exchanged Échangées Exchanged Délivrer, sauver To deliver, to save Délivré Delivered Délivrés Delivered Délivrée Delivered Délivrées Delivered Effacer To ERASE Effacez Erase Effaçant Erasing Effacé Erased Effacés Erased Effacée Erased Effacées Erased Sonder To SOUND Sondé Sounded Sondés Sounded Sondée Sounded Sondées Sounded Scandaliser TO SCANDALIZE Vous scandaliser To scandalise you Je scandalise I scandalize Tu scandalises Thou scandalizest Il scandalise He scandalizes Nous scandalisons We scandalize Vous scandalisez You scandalize Ils scandalisent They scandalize Je scandaliserai I shall scandalize Je vous scandaliserai I shall scandalize you Tu scandaliseras fhou wilt scan nalize VERBI . VERBES. VERBS. 403 L — Scandalizzerà Il scandalisera He will scandalise L = Scandalizzeremo Nous scandaliserons We shall scandalize Scandalizzerete Vous scandaliserez You will scandalize Scandalizzeranno Ils scandaliseront They will scandalize ( — Non vi scandalizzate Ne vous scandalisez pas Do not scandalize yours* ( = Scandalizzato Scandalisé Scandalized Scandalizzati Scandalisés Scandalized Scandalizzata Scandalisée Scandalized: H - Scandalizzate Scandalisées Scandalized H = Scannare ÉGORGER TO SLAUGHTER H • Scanna Il égorge He slaughters H -. Scannano Us égorgent They slaughter | — Scannava Il égorgeait He slaughtered 1 = Scannavano Ils égorgeaient They slaughtered Scannò Il égorgea He slaughtered Scannarono Ils égorgèrent They slaughtered o — Scannato Égorgé Slaughtered o = Scannati Égorgés Slaughtered Scannata Égorgée Slaughtered Scannate Égorgées Slaughtered 1 Scansare DÉPLACER To DISPLACE 1 = Scansato Déplacé Displaced Scansati Déplacés Displaced Scansata Déplacée Displaced ) — Scansate Déplacées Displaced ) ~ Scapigliare ÉCHEVELER To DISHEVEL Scapigliato Échevelé Dishevelled Scapigliati Ëchevelés Dishevelled H Scapigliata Échevelée Dishevelled + = Scapigliate Échevelées Dishevelled + . Scappare ÉCHAPPER To ESCAPE + .. Scappo J'échappe I escape ^»» — Scappi Tu échappes Thou escapes t "■"s = Scappa Il échappe He escapes *"»• . Scappiamo Nous échappons We escape s^« . . Scappate Vous échappez You escape j> — Scappano Ils échappent They escape ? = Scapperò J'échapperai I shall escape ? Scapperai Tu échapperas Thou wilt escape ? • . Scapperà Il échappera He will escape V — Scapperemo Nous échapperons We shall escape V = Scapperete Vous échapperez You will escape v . Scapperanno Ils échapperont They will escape v .. Scappato Échappé Escaped o — Scappati Échappés Escaped 0 = Scappata Échappée Escaped 0 . Scappate Échappées Escaped 0 .. Scaramucciar e ESCARMOTICHER To SKIRMISH 1 - Scaramucciando Escarmouchant Skirmirshing / = Scaramucciato Escarmouche Skirmirshed / . Scaricare DÉCHARGER TO DISCHARGE / .. Scarico Je décharge I discharge A — Scarichi Tu décharges Thou dischargest A = Scarica Il décharge He discharges A • Scarichiamo Nous déchargeons We discharge A •• Scaricate Vous déchargez You discharge T — Scaricano Ils déchargent They discharge ! 404 TERBI. VERBES. VERBS. L - Scaricava Je déchargeais I discharged L => Scaricavi Tu déchargeais Thou dischargedst L • Scaricava Il déchargeait He discharged L .. Scaricavamo Nous déchargions We discharged ( - Scaricavate Vous déchargiez You discharged ( = Scaricavano Ils déchargeaient They discharged ( • Scaricherò Je déchargerai I shall discharge ( ■• Scaricherai Tu déchargeras Thou wilt discharge H = Scaricherà Il déchargera He will discharge -\ - Scaricheremo Nous déchargerons We shall discharge H • Scaricherete Vous déchargerez You will discharge H .. Scaricheranno Ils déchargeront They will discharge 1 — Scaricate Déchargez Discharge 1 = Scaricando Déchargeant Discharging 1 ■ Scaricato Déchargé Discharged 1 •• Scaricati Déchargés Discharged o — Scaricata Déchargée Discharged o = Scaricate Déchargées Discharged 0 . Scarpellare Ciseler To chase (to engrave 0 .. Scarpellato Ciselé Chased 1 - Scarpellati Ciselés Chased 1 = Scarpellata Ciselée Chased 1 . Scarpellate Ciselées Chased 1 .. Scartare Écarter To remove ) - Scarto J'écarte I remove ) = Scarti Tu écartes Thou removest ) . Scarta Il écarte He removes ) .. Scartiamo Nous écartons We remove + — Scartate Vous écartez You remove + = Scartano Ils écartent They remove + . Scartava J'écartais I removed + .. Scartavi Tu écartais Thou removedst "•n. — Scartava Il écartait He removed s = Scartavamo Nous écartions We removed \ . Scartavate Vous écartiez You removed -""S .. Scartavano Us écartaient They removed P » Scartai J'écartai I removed P = Scartasti Tu écartas Thou removedst P • Scartò Il écarta He removed P -. Scartammo Nous écartâmes We removed V - Scartaste Vous écartâtes You removed V = Scartarono Ils écartèrent They removed v . Scarterò J'écarterai I shall remove v .. Scarterai Tu écarteras Thou wilt remove 0 — Scarterà Il écartera He will remove 0 = Scarteremo Nous écarterons We shall remove 0 . Scarterete Vous écarterez You will remove 0 .. Scarteranno Ils écarteront They will remove 1 - Scartando Écartant Removing 1 = Scartato Écarté Removed 1 . Scartati Écartés Removed 1 .. Scartata Écartée Removed A - Scartate Écartées Removed A = Scassare Déballer To unpack A • Scassato Déballé Unpacked A •• Scatenare Déchaîner TO UNCHAIN T — Scatenando Déchaînant Unchaining T = Scatenato Déchaîné Unchained L - Scatenati L = Scatenata L • Scatenate L •• Scaturire ( - Scaturisce ( = Scaturiva ( . Scaturito ( •• Scaturiti H - Scaturita H = Scaturite H • Scavalcare H •• Scavalcato 1 — Scavalcati 1 = Scavalcata 1 - Scavalcate 1 •• Scavare o — Scavato o = Scavati 0 . Scavata o .. Scavate 1 - Scavezzare 1 = Scavezzato 1 . Scavezzati 1 .. Scavezzata ) - Scavezzate ) = Scegliere ) . Scelgo ) .. Scegli + — Sceglie + = Scegliamo + . Scegliete + .. Scelgono "»*. Sceglieva ^ = Sceglievi >s . Sceglieva X. . . Sceglievamo ? - Sceglievate p = Sceglievano p Scelsi p .' Scegliesti V — Scelse V = Scegliemmo v . Sceglieste v .. Scelsero 0 — Sceglierò 0 = Sceglierai 0 . Sceglierà 0 .. Sceglieremo / - Sceglierete / = Sceglieranno / . Scegliete / .. Scegliendo A — Scelto A = Scelti A • Scelta A •• Scelte VERBES. VERBS. 405 Déchaînés Unchained Déchaînée Unchained Déchaînées Unchained Jaillir To SPOUT OUT Il jaillit It spouts out Il jaillissait It spouted out Jailli Spouted out Jailli Spouted out Jailli Spouted out Jailli Spouted out Descendre de cheval TO ALIGHT FROM HORSE- BACK Descendu de cheval Alighted fromhorsehack Descendus de cheval Alighted from horseback Descendue de cheval Alighted from horseback Descendues de cheval Alighted from horseback Creuser To DIG Creusé Dug Creusés Dug Creusée Dug Creusées Dug Rompre (casser) TO BREAK Rompu Broken Rompus Broken Rompue Broken Rompues Broken Choisir To CHOOSE . Je choisis I choose Tu choisis Thou choosest Il choisit He chooses Nous choisissons We choose Vous choisissez You choose Ils choisissent They choose Je choisissais I chose Tu choisissais Thou chosest Il choisissait He chose Nous choisissions We chose Vous choisissiez You chose Ils choisissaient They chose Je choisis I chose Tu choisis Thou chosest Il choisit He chose Nous choisîmes We chose Vous choisîtes You chose Ils choisirent They chose Je choisirai I shall choose Tu choisiras Thou wilt choose Il choisira He will choose Nous choisirons We shall choose Vous choisirez You will choose Ils choisiront They will choose Choisissez Choose Choisissant Choosing Choisi Chosen Choisis Chosen Choisie Chosen Choisies Chosen 40b VERBI, VERBES. VERBS. L — 1 Scemare Diminuer TO DIMINISH L =, Scemato Diminué Diminished L • Scemati Diminués Diminished L .. Scemata DiminuéB Diminished ( - Scemate Diminuées Diminihed ( = Scendere Descendre To DESCEND ( • Scendo Je descends I descend ( •• Scendi Tu descends Thou descendest H - Scende 11 descend He descends H = Scendiamo Nous descendons We descend -ï • Scendete Vous descendez You descend H -. Scendono Ils descendent They descend 1 - Scendeva Je descendais I descended 1 = Scendevi Tu descendais Thou descendedst \ ■ Scendeva Il descendait He descended 1 •• Scendevamo Nous descendions We descended o — Scendevate Vous descendiez You descended o = Scendevano Ils descendaient They descended o . Scesi Je descendis I descended o .. Scendesti Tu descendis Thou descendedst 1 - Scese Il descendit He descended 1 = Scendemmo Nous descendîmes We descended 1 . Scendeste Vous descendîtes You descended 1 .. Scesero Ils descendirent They descended ) - Scenderò Je descendrai I shall descend ) .= Scenderai Tu descendras Thou wilt descend ) . Scenderà Il descendra He will descend ) .. Scenderemo Nous descendrons We shall descend + — Scenderete Vous descendrez You will descend + = Scenderanno Ils descendront They will descend + . Scendi Descends Descend + .. Scendete Descendez Do you descend -N. — Scendano Qu'ils descendent Let them descend *■»> = Scendendo Descendant Descending *•*. . Sceso Descendu Descended *-. . . Scesi Descendus Descended ? - Scesa Descendue Descended p — Scese Descendues Descended ? • Scernere Discerner TO DISCERN ? •• Schermire Escrimer TO FENCE V — Schermito Escrimé Fenced V = Schermiti Escrimés Fenced V . Schermita Escrimée Fenced v .. Schermite Escrimées Fenced 0 — Scherzare Plaisanter To JOKE 0 == Scherzo Je plaisante I joke 0 . Scherzi Tu plaisantes Thou jokest 0 .. Scherza Il plaisante He jokes / - Scherziamo Nous plaisantons We joke / = Scherzate Vous plaisantez You joke / . Scherzano Ils plaisantent They joke / •• Scherzava Je plaisantais I joked A — Scherzavi Tu plaisantais Thou jokedst A = Scherzava Il plaisantait He joked A • Scherzavamo Nous plaisantions We joked A •• Scherzavate Vous plaisantiez You joked T — Scherzavano Ils plaisantaient They joked T = Scherzando Plaisantant Joking T • Scherzato Plaisanté Joked VERBI. VERBES. VERBS. 407 L - Schiacciare Ecraser TO CRUSH L = Schiacciato Écrasé Crushed L . Schiacciati Écrasés Crushed L •• Schiacciata Écrasée Crushed ( - Schiacciate Écrasées Crushed ( = Shiarare ÉCLAIRC1R TO CLARIFY ( • Schiarato Éclairci Claritied ( •• Schiarati Éclaircie Clarified H - Schiarata Éclaircie Clarified -\ = Schiarate Éclaircies Clarified -\ ■ Schiarirsi Éclaircir (s') TO ENLIGHTEN H .. Schiarito Éclairci (qui s'est) Enlightened I - Schiariti Ëclaircis Enlightened i = Schiarita Éclaircie Enlightened J • Schiarite Éclaircies Enlightened J •• Schierare Ranger en ordre de ba- taille To array (to draTi up an army) o — Schierando Rangeant en ordre de b. Arraying o = Schierato Rangé en ordre de bataille Arrayed o . Schierati Rangés en ordre de bat. Arrayed o .. Schierata Rangée en ordre de bat. Arrayed 1 - Schierate Rangées en ordre de bat. Arrayed ♦ 1 = Schiodare DÉCLOUER To UNNAIL 1 . Schiodato Décloué Unnailed 1 .. Schiodati Décloués Unnailed ) - Schiodate Déclouée Unnailed ) = Schiodate Déclouées Unnailed ) . Schivare Esquiver To SLIP OFF ) .. Schivando Esquivant Slipping off H Schivato Esquivé Slipped off + = Schiudere Ouvrir To OPEN + • Schiuso Ouvert Opened + .. Schiusi Ouverts Opened *-«. — Schiusa Ouverte Opened "-^ = Schiuse Ouvertes Opened ~^» Schiumare ÉCUMER To SKIM ■^ . . Schiumato Ecume Skimmed P - Schiumata Écumée Skimmed ? = Schizzare (il fango) Éclabousser To SPLASH P • Schizzuto Éclaboussé Splashed P •• Seni zzuta Éclaboussée Splashed V — Schizzare Jaillir To SPOUT OUT V = Schizzato Jailli Spouted out v . Schizzata Jailli Spouted out v .. Scialacquare Gaspiller (prodiguer) TO SQUANDER 0 — Scialacquando Gaspillant Squandering 0 = Scialacquato Gaspillé Squandered 0 . Scialacquata Gaspillée Squandered 0 .. Scintillare Étinceler To sparkll: / - Scintillando Etincelant Sparkling / = Scintillato Étincelé Sparkled / . Sciogliere Délier To UNTIE / .. Sciolgo Je délie I untie A - Sciogli Tu délies Thou unti est A = Scioglie Tl délie He unties 408 VERBI. L — Sciogliamo |_ = Sciogliete |_ . Sciolgono L .. Scioglieva ( — Scioglievi ( = Scioglieva ( . Scioglievamo ( . . Scioglievate -| — Scioglievano -j = Sciolsi -f . Sciolse -] . . Sciogliemmo | — Scioglieste j = Sciolsero | . Sciorró | . . Sciorrai O — Sciorrà O = Sciorremo O . Sciorrete O . . Sciorranno "| — Sciogliete "1 == Sciogliendo 7 . Sciolto T .. Sciolti ) _ Sciolta ) = Sciolte ) . Scivolare (sdruceiolare) ) .. Scivolo -I Scivoli + = Scivola Scivoliamo Scivolate Scivolano Scivolava Scivolavi Scivolava Scivolavamo Scivolavate Scivolavano Scivolai Scivolasti Scivolò Scivolammo Scivolaste Scivolarono Scivolando Scivolato Scivolati Scivolata Scivolate Sclamare Sclamo Sciama Sclamiamo Sclamate Sclamano Sclamava Sciamavi clamava VERBES. Nous délions Vous déliez Ils délient Je déliais Tu déliais Il déliait Nous déliions Vous déliiez Ils déliaient Je déliai Il délia Nous déliâmes Vous déliâtes Ils délièrent Je délierai Tu délieras Il déliera Nous délierons Vous délierez Us délieront Déliez Déliant Délié Déliés Déliée Déliées Glisser Je glisse Tu glisses Il glisse Nous glissons Vous glissez Us glissent Je glissais Tu glissais Il glissait Nous glissions Vous glissiez- Us glissaient Je glissai Tu glissas Il glissa Nous glissâmes Vous glissâtes Us glissèrent Glissant Glissé Glissés Glissée Glissées Écrier (s') Je m'écrie Il s'écrie Nous nous écrions Vous vous écriez Us s'écrient Je m'écriais Tu t'écriais Il s'écriait VERBS. We untie You untie They untie I untied Thou untiedst He untied We untied You untied They untied I untied He untied We untied You untied They untied I shall untie Thou wilt untie He will untie We shall untie You will untie They will untie Untie Untying Untied Untied Untied Untied To SLIP I slip Thou slippest He slips We slip You slip Thev slip I slipt Thou sliptest He slipt We slipt You slipt They slipt I slipt Thou sliptest He slipt We slipt You slipt They slipt Slipping Slipt Slipt Slipt Slipt To exclaim I exclaim He exclaims We exclaim You exclaim They exclaim I exclaimed Thou exclaimed He exclaimed VERBI, L -1 Scl amavamo L = Sclamavate L • Sclamavano L .. Sclamai ( - Sclamasti ( = Sciamò ( . Sclamammo ( .. Sclamaste H - Sclamarono -4- Sclamerei H • Sclameresti H •• Sclamerebbe 1 - Sclameremmo Sclamereste 1 . Sclamerebbero 1 •• Sclamate o — Sclamando 0 = Slamato o . Sclamati o .. Sclamata "1 - Sclamate 1 = Scolare 1 . Scolato 1 .-. Scolati ) - Scolata ) = Scolate ) • Scollare ) .. Scollato H Scollati + = Scollata + . Scollate + .. Scollare -^. — Scollato ^ = Scollati ■~-^ . Scollata ^. . . Scollate ? - Scolorare 9 = Scolorato P . Scolorati ? • • Scolorata V - Scolorate V = Scolorirsi V • Scolorito V .. Scoloriti 0 — Scolorita 0 = Scolorite 0 . Scolpire 0 .. Scolpisco 1 - . Scolpisci 1 = : Scolpisce 1 Scolpiamo 1 • Scolpite A - . Scolpiscono A = : Scolpiva A Scolpivi A • . Scolpiva T- - Scolpivamo \ERBES. VERBS. 41 A Nous nous écriions We exclaimed Vous vous écriiez fou exclaimed Ils s'écriaient They exclaimed Je m'écriai ! exclaimed Tu t'écrias rhou exclaimedst Il s'écria ïe exclaimed Nous nous écriâmes We exclaimed Vous vous écriâtes You exclaimed Ils s'écrièrent rhey exclaimed Je m'écrierais [ would exclaim Tu t'écrierais Thou wouldst exclaim Il s'écrierait Eie would exclaim Nous nous écrierions We would exclaim Vous vous écrieriez You would exclaim Ils s'écrieraient They would exclaim Écriez-vous Exclaim S'écriant Exclaiming Écrié Exclaimed Écriés Exclaimed Écriée Exclaimed Écriées Exclaimed Égoutter To DRIP Égoutté Dripped Égouttés Dripped Égouttée Dripped Égouttées Dripped Décolleter To uncover the reek Décolleté Uncovered the neek Décolletés Uncovered the neek Décolletée Uncovered the neek Décolletées Uncovered the neek Décoller (détacher) TO UiNGLUE Décollé Unglued Décollés Unglued Décollée Unglued Décollées Unglued Décolorer To DISCOLOUR Décoloré Discoloured Décolorés Discoloured Décolorée Discoloured Décolorées Discoloured Décolorer (se) TO DISCOLOUR Décoloré (qui s'est) Discoloured (which is) Décolorés Discoloured Décolorée Discoloured Décolorées Discoloured Sculpter To SCULPTURE Je sculpte I sculpture Tu sculptes Thou sculpturest Il sculpte He sculptures Nous sculptons We sculpture Vous sculptez You sculpture Ils sculptent They sculpture Je sculptais I sculptured Tu sculptais Thou sculpturedest Il sculptait He sculptured Nous sculptions We sculptured 35 410 TERBI. VERBES. VERBS. L - Scolpivate Vous sculptiez You sculptured L = Scolpivano Us sculptaient They sculptured L • Scolpii Je sculptai I sculptured L -. Scolpisti Tu sculptas Thou sculpturedst ( - Scolpi Il sculpta He sculptured ( = Scolpimmo Nous sculptâmes We sculptured ( • Scolpiste Vous sculptâtes You sculptured ( •• Scolpirono Ils sculptèrent They sculptured H - Scolpirò Je sculpterai I shall sculpture ^ = Scolpirai Tu sculpteras Thou wilt sculpture H • Scolpirà Il sculptera He will sculpture H .. Scolpiremo Nous sculpterons We shall sculpture 1 - Scolpirete Vous sculpterez You will sculpture j — Scolpiranno Ils sculpteront They will sculpture; 1 • Nello scolpire Sculptant Sculpturing I .- Scolpito Sculpté Sculptured o — Scolpiti Sculptés Sculptured 0 = Scolpita Sculptée Sculptured 0 . Scolpite Sculptées Sculptured 0 .. Scommettere Pabier TO LAY A WAGER 1 - Scommetto Je parie I lay a wager 1 = Scommetti Tu paries Thou layest a wager 1 . Scommette Il parie He lays a wager 1 .. Scommettiamo Nous parions We lay a wager ) - Scommettete Vous pariez You lay a wager ) = Scommettono Us parient They lay a wager ) . Scommetterò Je parierai I shall lay a wager ) .. Scommetterai Tu parieras Thou wilt lay a wager- H Scommetterà Il pariera He will lay a wager + = Scommetteremo Nous parierons We shall lay a wager + . Scommetterete Vous parierez You will lay a wager + .. Scommetteranno Us parieront They will lay a wager -»s Scommetterei Je parierais I would lay a wager •*•». = Scommetterebbe Il parierait He would lay a wager ^. . Scommettereste Vous parieriez You would lay a wager ^Si .. Scommettendo Pariant Laying a wager p - Scommesso Parié Laid a wager p = Scommessi Pariés Laid a wager p . Scommessa Pariée Laid a wager p .. Scommesse Pariées Laid a wager V — Scompagnare DÉCOUPLER To UNCOUPLE V r= Scompagnato Découplé Uncoupled V . Scompagnati Découplés Uncoupled v .. Scompagnata Découplée Uncoupled 0 — Scompagnate Découplées Uncoupled 0 = Scompigliare Bouleverser TO OVERTHROW 0 . Scompigliando Bouleversant Overthrowing 0 .. Scompigliato Bouleversé Overthrown / - Scompigliati Bouleversés Overthrown / = Scompigliata Bouleversée Overthrown / - Scompigliate Bouleversées Overthrown / •• Scomporre Déranger To DISPLACE A — Scomposto Dérangé Displaced A = Scomposti Dérangés Displaced A . Scomposta Dérangée Displaced A .. Scomposte Dérangées Displaced T — Scomunicare Excommunier TO EXCOMMUNICATE . VERBI. L - Scomunicato L - Scomunicati L - Scomunicata L •• Scomunicate ( - Sconcertare ( = Sconcertato ( • Sconcertati ( •• Sconcertata H - Sconcertate H = Scongiurare H • Scongiurarvi H ■• Scongiuro 1 - Vi scongiuro Scongiuri 1 • Scongiura 1 •• Scongiuriamo o — Scongiurate o = Scongiurano 0 . Scongiurava 0 .. Scongiuravi "1 - Scongiurava 1 = Scongiuravamo 1 • Scongiuravate 1 .. Scongiuravano ) - Scongiurai ) = Scongiurasti ) . Scongiurò ) .. Scongiurammo + — Scongiuraste + = Scongiurarono + . Scongiurerò + .. Vi scongiurerò *-* — Scongiurerai ■^ — Scongiurerà *"v» . Scongiureremo *»-. .. Scongiurerete p - Scongiureranno p = Scongiurato p . Scongiurati p .. Scongiurata V - Scongiurate V = Sconoscere V . Sconosciuto V .. Sconosciuti 0 — Sconosciuta 0 = Sconosciute 0 . Sconquassare 0 .. Sconquassato 1 - Sconquassati 1 = Sconquassata / . Sconquassate / .. SCONSIDERARE A — Sconsiderato A = Sconsiderati A . Sconsiderata A .. Sconsiderate T- Sconsigliare VERBES. Excommunié Excommuniés Excommuniée Excommuniées Déconcerter Déconcerté Déconcertés Déconcertée Déconcertées Conjurer Vous conjurer Je conjure Je vous conjure Tu conjures Il conjure Nous conjurons Vous conjurez Ils conjurent Je conjurais Tu conjurais Il conjurait Nous conjurions Vous conjuriez Ils conjuraient Je conjurai Tu conjuras Il conjura Nous conjurâmes Vous conjurâtes Ils conjurèrent Je conjurerai Je vous conjurerai Tu conjureras Il conjurera Nous conjurerons Vous conjurerez Ils conjureront Conjuré Conjurés Conjurée Conjurées Méconnaître Méconnu Méconnus Méconnue Méconnues Fracasser Fracassé Fracassés Fracassée Fracassées Déconsidérer Déconsidéré Déconsidérés Déconsidérée Déconsidérées Dissuader verbs. Excommunicated Excommunicated Excommunicated Excommunicated TO DISCONCERT Disconcerted Disconcerted Disconcerted Disconcerted To CONJURE To conjure you I conjure I conjure you Thou conjurest He conjures We conjure You conjure They conjure I conjured Thou conjuredst He conjured We conjured You conjured They conjured I conjured Thou conjuredst He conjured We conjured You conjured They conjured I shall conjure I shall conjure you Thou wilt conjure He will conjure We shall conjure You will conjure They will conjure Conjuring Conjured Conjured Conjured To know badly Known hadly Known badly Known badly Known badly TO SHATTER Shattered Shattered Shattered Shattered TO DISRESPECT Disrespected Disrespected Disrespected Disrespected To DISSUADE 411 412 VERBI. "VERBES. VERBS. L — Sconsigliato Dissuadé Dissuaded L = Sconsigliati Dissuadés Dissuaded L • Sconsigliata Dissuadée Dissuaded L •• Sconsigliate Dissuadées Dissuaded ( - Sconsolare Faire perdre courage Dishearten ( = Sconsolato Sans consolation Comfortless ( • Sconsolati Sans consolation Comfortless ( .- Sconsolata Sans consolation Comfortless -\- Sconsolate Sans consolation Comfortless H = Scontare Escompter To DISCOUNT H • Sconto J'escompte I discount H •• Sconti Tu escomptes Thou discountest 1 — Sconta Il escompte He discounts ! = Scontiamo Nous escomptons We discount 1 • Scontate Vous escomptez You discount 1 •• Scontano Ils escomptent They discount o — Scontai J'escomptai I discounted o = Scontasti Tu escomptas Thou discountedst 0 . Scontò Il escompta We discounted o .. Scontammo Nous escomptâmes He discounted 1 - Scontaste Vous escomptâtes You discounted 1 = Scontarono Ils escomptèrent They discounted 1 • Sconterò J'escompterai I shall discount 1 .. Sconterai Tu escompteras Thou wilt discount ) - Sconterà Il escomptera He will discount ) = Sconteremo Nous escompterons We shall discount ) . Sconterete Vous escompterez You will discount ) .. Sconteranno Ils escompteront They will discount + — Scontando Escomptant Discounting + = Scontato Escompté Discounted + . Scontati Escomptés Discounted + .. Scontata Escomptée Discounted *-v. — Scontate Escomptées Discounted \ = Scontrare, v. Incontrare Rencontrer To MEET \ . Sconvolgere Renverser To OVERTHROW >» . . Sconvolto Renversé Overthrow p - Sconvolti Renversés Overthrow ? = Sconvolta. Renversée Overthrow p Sconvolte Renversées Overthrow p .. Scopare Balayer To SWEEP V — Scopate Balayez Sweep V = Scopato Balayé Swept V . Scopati Balayés Swept V .. Scopata Balayée Swept 0 — Scopate Balayées Swept 0 = Scopettare ËPOLSSETER To DUST 0 . Scopettate Époussetez Dust 0 .. Scopettato Ëpousseté' Dusted 1 ~ Scopettati Époussetés Dusted 1 = Scopettata Époussetée Dusted 1 • Scopettate Ëpoussetées Dusted / -. Scoppiare ÉCLA.TER (se rompre) To BURST A — Scoppiato Éclaté Burst A = Scoppiata Éclaté Burst A • Scoprire DÉCOUVRIR TO DISCOVER A •• Scopro Je découvre I discover VERBI . VERBES. VERBS. fi L - Scopri Tu découvres Thou discoverest L = Scopre Il découvre He discovers L • Scopriamo Nous découvrons We discover L •• Scoprite Vous découvrez You discover ( - Scoprono Ils découvrent They discover ( = Scoprii Je découvris I discovered ( . Scopristi Tu découvris Thou discoveredst ( •• Scopri Il découvrit He discovered -i- Scoprimmo Nous découvrîmes We discovered H = Scopriste Vous découvrîtes You discovered H • Scoprirono Ils découvrirent They discovered H -. Scoprirò Je découvrirai I shall discover 1 - Scoprirai Tu découvriras Thou wilt discover 1 = Scoprirà Il découvrira He will discover 1 • Scopriremo Nous découvrirons We shall discover 1 .. Scoprirete Vous découvrirez You will discover o — Scopriranno Ils découvriront They will discover o = Scoprendo Découvrant Discovering 0 . Scoperto Découvert Discovered 0 .. Scoperti Découverts Discovered 1 - Scoperta Découverte Discovered 1 = Scoperte Découvertes Discovered 1 . Scorciare Accourcir To SHORTEN 1 .. Scorciato Accourci Shortened ) - Scorciati Accourcis Shortened ) = Scorciata Accourcie Shortened ) . Scorciate Accourcies Shortened ) .. Scordare DÉSACCORDER To untune 4 Scordato Désaccordé Untuned 4- = Scordati Désaccordés Untuned + • Scordata Désaccordée Untuned 4- .. Scordate Désaccordées Untuned -^ — Scordare Oublier TO FORGET ^ = Scordate Vous oubliez You forget --^ . Scorderò J'oublierai I shall forget -»» .. Non scorderò Je n'oublierai pas I shall not forget P - Mi scorderete Vous m'oublierez You wilt forget me o = Non mi scorderete Vous ne m'oublierez pas You will not forget me 3 Scordato Oublié Forgotten 3 Scordati Oubliés Forgotten V — Scordata Oubliée Forgotten v = Scordate Oubliées Forgotten V . Scorgere Apercevoir To perceive v .. Scorgo J'aperçois I perceive 0 — Scorgi Tu aperçois Thou perceivest 0 = Scorge Il aperçoit He perceives o . Scorgiamo Nous apercevons We perceive 0 .. Scorgete Vous apercevez You perceive / - Scorgono Ils aperçoivent They perceive / = Scorgeva J'apercevais I perceived / • Scorgevi Tu apercevais Thou perceivedst / •• Scorgeva Il apercevait He perceived A — Scorgevamo Nous apercevions We perceived A = Scorgevate Vous aperceviez You perceived A • Scorgevano Ils apercevaient They perceived A •• Scorsi. J'aperçus I perceived T- Scorgesti Tu aperçus Thou perceivedst T = Scorse Il aperçut He perceived 35, 414 VERBI. L - Scorgemmo L = Scorgeste L • Scorsero L - Scorgerò ( - Scorgerai ( = Scorgerà ( • Scorgeremo ( •• Scorgerete H- Scorgeranno H = Scorgendo H • Scorto H •• Scorti 1 - Scorta i = Scorte 1 • Scornare 1 •• Scornato 0 — Scornati o = Scornata 0 . Scornate o .. Scorrere 1 — Scorro 1 = Scorri 1 . Scorre 1 .. Scorriamo ) - Scorrete ) = Scorrono ) . Scorreva > .. Scorrevi + — Scorreva + = Scorrevamo + . Scorrevate + .. Scorrevano •^ — Scorrendo *->. = Scorso \ Scorsi ^ . . Scorsa p - Scorse p = Scortare p . Scortando p .. Scortato A — Scortati A = Scortata A - Scortate A •• Scortare 0 — Scortando 0 = Scortato 0 . Scortati 0 .. Scortata / ~ Scortate J = Scorticare I • Scorticato / •• Scorticati A — Scorticata A = Scorticate A . Scostare A •• Scostati VERBES. VERBS. Nous aperçûmes We perceived Vous aperçûtes You perceived Ils aperçurent They perceived J'apercevrai 1 shall perceive Tu apercevras Thou wilt perceive Il apercevra He will perceive Nous apercevrons We shall perceive Vous apercevrez You will perceive Ils apercevront They will perceive Apercevant Perceiving Aperçu Perceived Aperçus Perceived Aperçue Perceived Aperçues Perceived Écorner TO BREAK THE CORNERS OF A THINC Écorné Broken the corners of at. Écornés Broken the corners of a t. Écornée Broken the corners of a t. Écornées Broken the corners of a t. Glisser To SLIP Je glisse I slip Tu glisses Thou slippest 11 glisse He slips Nous glissons We slip Vous glissez You slip Ils glissent They slip Je glissais I slipped Tu glissais Thou slippedst Il glissait He slipped Nous glissions We slipped. Vous glissiez You slipped Ils glissaient They slipped Glissant Slipping Glissé Slipped Glissés Slipped Glissée Slipped Glissées Slipped Raccourcir To shorten Raccourcissant Shortening Raccourci Shortened Raccourcis Shortened Raccourcie Shortened Raccourcies Shortened Escorter To escort Escortant Escorting Escorté Escorted Escortés Escorted Escortée Escorted Escortées Escorted ÉCORCHER To FLAY Écorché Flayed Écorchés Flayed Écorchée Flayed Ëcorchées Flayed ÉCARTER TO REMOVE Écarte-toi Remove VERBI. VERBES. VERBS. 41 Ù L - Scostato Écarté Removed L = Scostati Écartés Removed L • Scostata Écartée Removed L .. .. Scrivevi Tu écrivais Thou wast writing ? - Mi scrivevi Tu m'écrivais Thou wast writing to me p = Scriveva Il écrivait He was writing ? . Scrivevamo Nous écrivions We were writing p .. Scrivevate Vous écriviez You were writing V — Scrivevano Ils écrivaient They were writing v = Scrissi J'écrivis I wrote xV • Scrivesti Tu écrivis Thou wrotest v .. Scrisse Il écrivit He wrote 0 — Scrivemmo Nous écrivîmes We wrote 0 = Scriveste Vous écrivîtes You wrote 0 . Scrissero Ils écrivirent They wrote 0 .. Vi scriverò Je vous écrirai I sball write to you 1 - Gli scriverò Je lui écrirai I shall write to him 1 = Scriverò J'écrirai I shall write 1 . Non vi scriverò Je ne vous écrirai pus I shall not write to you 1 .. Scriverai Tu écriras Thou wilt write A - Mi scriverai Tu m'écriras Thou wilt write to me A --= Scriverà Il écrira He will write A • Non scriverà Il n'écrira pas He will not write A •• Scriveremo Nous écrirons We shall write T - Vi scriveremo Nous vous écrirons We shall write to you T = Scriverete 1 Vous écrirez You will write ■M 416 VERBI. L - Mi scriverete L = Scriveranno L • Scriverei L •• Vi scriverei ( - Scriveresti ( = Scriverebbe ( • Scriveremmo ( - Scrivereste H- Scriverebbero H = Scrivi H • Scriva H •• Scriviamo 1 - Scrivete 1 = Scrivetemi 1 • Scriveteci 1 •• Scrivano o — Ch'io scriva o = Che scriva 0 . Che scriva o .. Che scriviamo 1 - Che scriviate 1 = Che scrivano 1 . Che scrivissi "1 .. Scrivessi ) - Scrivesse ) = Scrivessimo ) . Scriveste ) .. Scrivessero + — Se gli scrivessi + = Se mi scrivesse + . Se mi scriveste + .. Scrivendo •»»» — Scritto **«. = Scritti "■>. . Scritta *-» .. Scritte p Scrollare p = Scrollato p . Scrollati p .. Scrollata V - Scrollate V = Scrosciare V . Scrosciato^ v .. Scrosciati 0 — Scrosciata 0 = Scrosciate 0 . Scucire 0 .. Scucito 1 - Scuciti 1 = Scucita J . Scucite / .. Scuotere A — Scuoto A = Scuoti A • Scuote A .- Scutiamo T- Scuotete VERBES. Vous m'écrirez Ils écriront J'écrirais Je vous écrirais Tu écrirais Il écrirait Nous écririons Vous écririez Ils écriraient Écris Qu'il écrive Écrivons Écrivez Écrivez-moi Écrivez-nous Qu'ils écrivent Que j'écrive Que tu écrives Qu'il écrive Que nous écrivions Que vous écriviez Qu'ils écrivent Que j'écrivisse Que tu écrivisses Qu'il écrivit Que nous écrivissions Que vous écrivissiez Qu'ils écrivissent Si je lui écrivais S'il m'écrivait Si vous m'écriviez Écrivant Écrit Écrits Écrite Écrites Secouer Secoué Secoués Secouée Secouées Craquer Craqué Craqués Craquée Craquées Découdre Décousu Décousus Décousue Décousues Secouer (agiter) Je secoue Tu secoues Il secoue Nous secouons 1 Vous secouez VERBS. You will write to me They will write would write would write to you Thou wouldst He would write We would write You would write They would write Write Let him write Let us write Write Write to me Write to us Let them write That I may write That thou mayst write That he may write That we may write That you may write That they may write That I might write That thou mightst write That he might write That we might write That you might write That they might write If I was writing to him If he was writing to me If you were writing to Writing ! me Written Written Written Written To SHAKE Shaken Shaken Shaken Shaken To CRACK Cracked Cracked Cracked Cracked To UNSEW Unsewed Unsewed Unsewed Unsewed To SHAKE I shake Thou shakest He shakes We shake You shake VERBI. . VERBES. VERBS. 41 L - Scuotono [Is secouent They shake L = Scuoteva Je secouais.. I shook L • Suotevi Tu secouais Thoushookst L -. Scuoteva [1 secouait He shook ( - Scuotevamo Nous secouions We shook ( = Scuotevate Vous secouiez You shook ( • Scuotevano Ils secouaient They shook ( •• Scossi Je secouai I shook H- Scuotesti Tu secouas Thou shookst H = Scosse Il secoua He shook -\ • Scuotemmo Nous secouâmes We shook H •• Scuoteste Vous secouâtes You shook 1 - Scossero Ils secouèrent They shook 1 = Scuotete Secouez Shake 1 • Scuoterò Je secouerai I shall shake 1 .- Scuoterai Tu secoueras Thou wilt shake 0 -r Scuoterà Il secouera He will shake 0 = Scuoteremo Nous secouerons We shall shake 0 . Scuoterete Vous secouerez You will shake 0 .. Scuoteranno Ils secoueront They will shake 1 - Scuotendo Secouant Shaking 1 = Scosso- Secoué Shaken 1 • Scossi Secoués Shaken 1 •• Scossa- Secouée Shaken ) - Scosse Secouées Shaken ) = Scusare Excuser To EXCUSE ) • Scursarmi M'excuser To excuse me ) .. Scursarvi Vous excuser To excuse you + — Scuso J'excuse I excuse + = Vi scuso Je vous excuse I excuse you + • Non vi scuso Je ne vous excuse pas I do not excuse you + •• Scusi Tu excuses Thou excusest ^ — Scusa Il excuse He excuses *-s. = Si scusa On excuse One excuse -^ . Scusiamo Nous excusons We excuse \ .. Non mi scusate Vous ne m'excusez pas You do not excuse me P - Scusate Vous excusez You excuse P = Mi scusate Vous m'excusez You excuse me ? • Scusano Ils excusent They excuse P •• Scusava J'excusais I excused V - Scusavi Tu excusais Thou excusedst V = Scusava Il excusait He excused V . Scusavamo Nous excusions We excused V .. Scusavate Vous excusiez You excused 0 — Scusavano Ils excusaient They excused 0 = Scusai J'excusai I excused 0 . Scusasti Tu excusas . Thou excused 0 .. Scusò Il excusa He excused / - Scusammo Nous excusâmes We excused / = Scusaste Vous excusâtes Thou excusedst / . Scusarono Ils excusèrent They excused / .. Scuserò J'excuserai I shall excuse A — Scuserai Tu excuseras. Thou wilt excuse. A = Scuserà Il excusera He will excuse A • Scuseremo- Nous excuserons We shall excuse A .. Scuserete Vous excuserez You will excuse T - Mi scuserete. Vous m'excuserez You will excuse me T = Scuseranno Ils excuseront They will excuse T • t Scusate Excusez Excuse Scusatemi Scusando Scusato Scusati Scusata Scusate Sdegnare Sdegno Sdegni Sdegna Sdegniamo Sdegnate Sdegnano Sdegnava Sdegnava Sdegnavamo Sdegnavate Sdegnavano Sdegnai Sdegnò Sdegnammo Sdegnaste Sdegnarono Sdegnerò Sdegnerai Sdegnerà Sdegneremo Sdegnerete Non sdegnerete Sdegneranno Sdegnando Sdegnato Sdegnati Sdegnata Sdegnate Sdiacciare, v. Slacciare Sdoganare p = Sdoganato p . Sdoganati p .. Sdoganata v - Sdoganate V = Sdonzellarsi V • Sdonzellato v .. Sdonzellati 0 — Sdonzellata 0 = Sdonzellate 0 ■ Sdrucciolare 0 .. Sdrucciola 1 - Sdrucciolano / = Sdrucciolava / . Sdrucciolavano / .. Sdrucciolai A — Sdrucciolato A = Sdrucciolati A • Sdrucciolata A •• Sdrucciolate VERBES. Excusez-moi Excusant Excusé Excusés Excusée Excusées Dédaigner Je dédaigne Tu dédaignes Il dédaigne Nous dédaignons Vous dédaignez Ils dédaignent Je dédaignais Il dédaignait Nous dédaignions Vous dédaigniez Ils dédaignaient Je dédaignai Il dédaigna Nous dédaignâmes Vous dédaignâtes Ils dédaignèrent Je dédaignerai Tu dédaigneras Il dédaignera Nous dédaignerons Vous dédaignerez Vous ne dédaignerez pas Ils dédaigneront Dédaignant Dédaigné Dédaignés Dédaignée Dédaignées Délacer Retirer de la. douane Retiré de la douane Retirés de la douane Retirée de la douane Retirées de la douane Dandiner (se) Dandiné Dandinés Dandinée Dandinées Glisser Il glisse Ils glissent Il glissait Ils glissaient Je glissai Glissé Glissés Glissée Glissées VERBS. Excuse me Excusing Excused Excused Excused Excused To disdain I disdain Thou disdainest He disdains We disdain You disdain They disdain disdained He disdained We disdained You disdained They disdained I disdained He disdained We disdained You disdained They disdained I shall disdain Thou wilt disdain He will disdain We shall disdain You will disdain You will not disdain They will disdain Disdaining Disdained Disdained Disdained Disdained To UNLACE TO DRAW FROM THE CUS- TOM HOUSE Drawn from the cust. h. Drawn from the cust. h. Drawn from the cust. h. Drawn from the cust. h. TO BE AFFECTED IN ONE'S Affected ways Affected Affected Affected To SLIP He slips They slip He slipped They slipped I slipped Slipped Slipped Slipped Slipped YERBI. VERBES. VERBS. L — Sdrucire DÉCOUDRE TO RIP UP L = Sdrucito Décousu Ripped up L • Sdruciti Décousus Ripped up L .- Sdrucita Décousue Ripped up ( - Sdrucite Décousues Ripped up ( = Seccare SÉCHER To Dry ( . Seccato Séché Dried ( •• Seccati Séchés Dried H - Seccata Séchée Dried H = Seccate Séchées Dried H • Secondare Seconder To second H •• Secondato Secondé Seconded 1 - Secondati Secondés Seconded ! = Secondata Secondée Seconded 1 • Secondate Secondées Seconded 1 •• Sedare Apaiser To APPEASE o — Sedato Apaisé Appeased o = Sedati Apaisés Appeased 0 . Sedata Apaisée Appeased 0 .. Sedate Apaisées Appeased 1 - Sedere S'asseoir To SIT DOWN 1 = Siedo Je m'assieds I sit down 1 . Siedi Tu t'assieds Thou sittest down Siede Il s'assied He sits down ) Sediamo Nous nous asseyons We sit down ) — Sedete Vous vous asseyez You sit down Siedono Ils s'asseyent They sit down Sedeva Je m'asseyais I sat down H Sedevi Tu t'asseyais Thou sats down + = Sedeva Il s'asseyait He sat down + • Sedevamo Nous nous asseyions We sat down 4- •• Sedevate Vous vous asseyiez You sat down -->» — Sedevano Ils s'asseyaient They sat down -*. = Siederó Je m'assiérai I shall sit down \ . Siederai Tu t'assiéras Thou wilt sit dowji "«•«. ■ . Siederà II s'assiéra He will sit down P - Siederemo Nous nous assiérons We shall sit down P = Siederete Vous vous assiérez You will sit down P • Siederanno Ils s'assiéront They will sit down P -. Sedete Asseyez-vous Sit down V — Sedendo Asseyant Sitting down V = Seduto Assis Sat down V . Seduti Assis Sat down v .. Seduta Assise Sat down 0 — Sedute Assises Sat down 0 = Sedurre SÉDUIRE To SEDUCE 0 . Sedotto Séduit Seduced 0 .. Sedotti Séduits Seduced / - Sedotta Séduite Seduced / = Sedotte Séduites Seduced / . Segare Scier To SAW / .. Segato Scié Sawn A - Segati Sciés Sawn A = Segata Sciée Sawn A . Segate Sciées Sawn A •• Segnare Marquer To MARK T- Segnato Marqué Marked T = Segnati Marqués Marked 419 420 VERBI. L - Segnata L = Segnate L ■ Seguire L •• Seguo ( - Segui ( = Segue ( • Seguiamo ( •• Seguite H — Seguono H = Seguiva -4 • Seguivi -1 •• Seguiva ! - Seguivamo 1 = Seguivate 1 • Seguivano 1 • Seguii o — Segui o = Seguimmo 0 . Seguiste o .. Seguirono 1 - Seguirò 1 = Seguirai 1 . Seguirà 1 .. Seguiremo ) - Seguirete ) = Seguiranno ) . Seguite ) .. Seguendo + — Seguito + = Seguiti + . Seguita + .. Seguite *»» — Seguitare — . = Seguitato ->, f Seguitati ^ . . Seguitata p - Seguitate p = Sellare p . Sellate p .. Sellato V - Sellati V = Sembrare V • Sembrarvi V .. Ti sembro 0 — Sembro a = Vi sembro 0 ■ Sembri 0 .. Mi sembri 1 - Sembra / = Sembra / • Mi sembra / •• Non mi sembra A - Sembriamo A = Sembrate A • Mi sembrate A •• Sembrano T - Mi sembrano T = Sembrava VERBES. VERBS. Marquée Marked Marquées Marked Suivre To FOLLOW Je suis [ follow Tu suis rhou followest Il suit He follows Nous suivons We follow Vous suivez You follow Ils suivent They follow Je suivais [ followed Tu suivais Thou followedst Il suivait He followed Nous suivions We followed Vous suiviez You followed Ils suivaient They followed Je suivis I followed Il suivit He followed Nous suivîmes We followed Vous suivîtes You followed Ils suivirent They followed Je suivrai I shall follow Tu suivras Thou wilt follow Il suivra He will follow Nous suivrons We shall follow Vous suivrez You will follow Ils suivront They will follow Suivez Follow Suivant Following Suivi Followed Suivis Followed Suivie Followed Suivies Followed Continuer To CONTINUE Continué Continued Continués Continued Continuée Continued Continuées Continued Seller To SADDLE Sellez Saddle Sellé Saddled Sellés Saddled Sembler To SEEM Vous sembler To seem to you Je te semble I seem to thee Je semble I seem Je vous semble T seem to you Tu semblés Thou seemest Tu me semblés Thou seemest to me Ce semble It seems Il semble He seems Il me semble It seems to me Ne me paraît pas It does not seem to me Nous semblons We seem Vous semblez You seem Vous me semblez You seem to me Ils semblent They seem Ils me semblent IThey seem to me Je semblais 11 seemed VERBI. VERBES. VERBS. 42 Sembravi Tu semblais Thou seemedst Sembrava Il semblait He seemed Mi sembrava Il me semblait It seemed to me Sembravamo Nous semblions We seemed Sembravate Vous sembliez You seemed Sembravano Ils semblaient They seemed Sembrerò Je semblerai I shall seem Sembrerai Tu sembleras Thou wilt seem Sembrerà Il semblera He will seem Vi sembrerà Il vous semblera It will seem to you Sembreremo Nous semblerons We shall seem Sembrerete Vous sembler ez You will seem Sembreranno Ils sembleront They will seem Sembrando Semblant Seeming Sembrato Semblé Seemed Sembrati Semblé Seemed Sembrata Semblé Seemed Sembrate Semblé Seemed Seminare Semer To sow Semina Il sème He sows Seminava Il semait He sowed Seminò Il sema He sowed Seminate Semez Sow Seminato Semé Sown Seminati Semés Sown Seminata Semée Sown Seminate Semées Sown Sentenziare Juger (arrêter) TO JUDGE (TO ARREST) Sentenziato Jugé Judged Sentenziati Jugés Judged Sentenziata Jugée Judged Sentenziate Jugées Judged Sentire Sentir To FEEL Sento Je sens I feel Non sento Je ne sens pas I do not feel Senti Tu sens Thou feelest Sente Il sent He feels Sentiamo Nous sentons We feel Sentite Vous sentez You feel Non sentite Vous ne sentez pas You do not feel Sentono Ils sentent They feel Sentiva Je sentais I felt Sentivi Tu sentais Thou feltest Sentiva II sentait He felt Sentivamo Nous sentions We felt Sentivate Vous sentiez You felt Sentivano Ils sentaient They felt Sentii Je sentis I felt Sentisti Tu sentis Thou feltest Senti Il sentit He felt Sentimmo Nous sentîmes We felt Sentiste Vous sentîtes You felt Sentirono Ils sentirent They felt Sentirò Je sentirai I shall feel Sentirai Ta sentiras Thou wilt feel Sentirà Il sentira He will feel Sentiremo Nous sentirons We shall feel Sentirete Vous sentirez You will feel 36 422 VERBI. L - sentiranno L = Sentite L . Sentendo L •• Sentito ( - Sentiti ( = Sentita ( • Sentite ( .. Seppellire H- Seppellito H = Seppelliti H • Seppellita H .- Seppellite r - Sequestrare l = Sequestrato l . Sequestrati 1 .. Sequestrata 0 — Sequestrate a = Serrare o . Serbo o .. Serbi 1 - Serba 1 = Serbiamo 1 . Serbate Serbano ) — Serbava ) = Serbavi Serbava Serbavamo + — Serbavate + = Serbavano 4- • Serbai + .. Serbasti •■»•» — Serbò ■^ = Serbammo ■^ Serbaste *»«. . . Serbarono e - Serberò p = Serberai ? . Serberà e .. Serberemo v - Serberete v = Serberanno v . Serbate v .. Serbando 0 — Serbato 0 = Serbati 0 . Serbata 0 .. Serbate / - Serrare / - Serro / . Serri / .. Serra A - Serriamo A = Serrate A • Serrano A .. Serrai "ri- Serrasti VERBES. VERBS. Ils sentiront They will feel Sentez Feel Sentant Feeling Senti Felt Sentis Felt Sentie Felt Senties Felt Enterrer To BURY Enterré Buried Enterrés Buried Enterrée Buried Enterrées Buried Séquestrer To SEQUESTER Séquestré Sequestered Séquestrés Sequestered Séquestrée Sequestered Séquestrées Sequestered Garder To KEEP Je garde I keep Tu gardes Thou keepest Il garde He keeps Nous gardons We keep Vous gardez You keep Ils gardent They keep Je gardais I kept Tu gardais Thou keptest Il gardait He kept Nous gardions We kept Vous gardiez, You kept Ils gardaient They kept Je gardai I kept Tu gardas Thou keptest Il garda He kept Nous gardâmes We kept Vous gardâtes You kept Ils gardèrent They kept Je garderai I shall keep Tu garderas Thou wilt keep Il gardera He will keep Nous garderons We shall keep Vous garderez You will keep Ils garderont They will keep Gardez Keep Gardant Keeping Gardé Kept Gardés Kept Gardée Kept Gardées Kept Fermer TO SHUT, TO CLOSE Je ferme I shut Tu fermes Thou shuttest Il ferme He shuts Nous fermons We shut Vous fermez You shut Ils ferment rhey shut Je fermai [shut Tu fermas rhou shuttest Il ferma ' Be shut vcaBi. VERBES. VERflS. 42 L - Serrammo Nous fermâmes We shut L = Serraste Vous fermâtes You shut L • Serrarono Ils fermèrent They shut L •• Serrerò Je fermerai I shall shut ( - Serrera* Tu fermeras Thou wilt shut ( = Serrerà Il fermera He will shut ( • Serreremo Nous fermerons We shall shut ( .. Serrerete Vous fermerez You will shut H - Serreranno Ils fermeront They will shut H = Serra Ferme Shut H - Serrate Fermez Shut H •• Serrato Fermé Shut 1 - Serrati Fermés Shut 1 = Serrata Fermée Shut J . Serrate Fermées Shut 1 .. Servire Servir TO SERVE o — Servirvi Vous servir To serve you 0 = Servo Je sers I serve 0 . Vi servo Je vous sers I serve you 0 .. Servi Tu sers Thou servest 1 - Serve Il sert He serves n => Non serve II ne sert pas He does not serve i . Serviamo Nous servons We serve i .. Servite Vous servez You serve ) - Servano Ils servent They serve ) = Serviva Je servais I served ) . Servivi Tu servais Thou servedst ) .. Serviva Il servait He served + - Servivamo Nous servions We served + = Servivate Vous serviez You served + . Servivano Ils servaient They served + .. Servii Je servis I served / - Servisti Tu servis Thou servedst / = Servi H servit He served / . Servimmo Nous servîmes We served / ... Serviste Vous servîtes You served p - Servirono Ils servirent They served p = Servirò Je servirai I shall serve p • Servirai Tu serviras Thou wilt serre p .. Servirà Il servira He will serve v - Serviremo Nous servirons We shall serve V = Servirete Vous servirez You will serve V . Serviranno Ils serviront They will serve v .. Servirei Je servirais t shall serve 0 — Serviresti Tu servirais Thou wilt serve 0 = Servirebbe [1 servirait He will serve 0 . Serviremmo Vous servirions We shall serve 0 .. Servireste Vous serviriez You will serve / - Servirebbero [ls serviraient rhey will serve / = Servendo Servant Serving / . Servito Servi Served / .. Serviti Servis Served A - Servita Servie Served A = Servite Servies Served A . Sfidare DÉFIER ro challenge (to dare) A •• Sfido re défie : challenge T - Sfidi ru défies fliou challengest z = Sfida Il défie le challenges T .| Sfidiamo Vous défions We challenge Sfidate Sfidano Sfidai Sfidò Sfidammo Sfidaste Sfidarono Sfiderò Sfiderai Sfiderà Sfideremo Sfiderete Sfideranno Sfidando Sfidato Sfidati Sfidata Sfidate Sfogare Sfogarmi Sfogarvi Sfogo Sfoghi Sfoga Sfoghiamo Sfogate Sfogano Sfogava Sfogavi Sfogava Sfogavamo Sfogavate Sfogavano Sfogai Sfogasti Sfogò Sfogammo Sfogaste Sfogarono Sfogherò Mi sfogherò V = Sfogherai Sfogherà Sfogheremo Sfogherete Sfogheranno Sfogate Sfogando Sfogato Sfogati Sfogata Sfogate A — Sfondare A f= Sfondato Sfondati Sfondata Sfondate Sformare "VERBES. VERBS. Vous défiez You challenge Ils défient They challenge Je défiai I challenged 11 défia He challenged Nous défiâmes We challenged Vous défiâtes You challenged Ils défièrent They challenged Je défierai I shall challenge Tu défieras Thou wilt challenge Il défiera He will challenge Nous délierons We shall challenge Vous défierez You will challenge Ils défieront They will challenge Défiant Challenging Défié Challenged Défiés Challenged Défiée Challenged Défiées Challenged Soulager To VENT A PERSON'S FURY Me soulager To vent my fury Vous soulager To veni your fury Je soulage I vent my fury Tu soulages Thou ventest thy fury Il soulage He vents his fury Nous soulageons We vent our fury Vous soulagez You vent your fury Ils soulagent They vent their fury Je soulageais I vented my fury Tu soulageais Thou ventedst the fury Il soulageait He vented his fury Nous soulagions We vented our fury Vous soulagiez You vented your fury Ils soulageaient They vented their fury Je soulageai I vented my fury Tu soulageas Thou ventedst thy fury Il soulagea He vented his fury Nous soulageâmes We vented our fury Vous soulageâtes You vented your fury Ils soulagèrent They vented their fury Je soulagerai I shall vent my fury Je me soulagerai I shall vent my fury Tu soulageras Thou wilt vent thy fury Il soulagera He will vent his fury Nous soulagerons We shall vent our fury Vous soulagerez You will vent your fury Ils soulageront They will vent their fury Soulagez Vent our fury Soulageant Venting a person's fury Soulagé Vented a person's fury Soulagés Vented a person's fury Soulagée Vented a person's fury Soulagées Vented a person's fury DÉFONCER To STAVE IN Défoncé Staved in Défoncés Staved in Défoncée Staved in Défoncées Steved in DÉFORMER TO PUT OUT OF FORM V VERBI. VERBES. VERBS. 425 L - - Sformato Déformé Put out of form L = = Sformati Déformés Put out of form L Sformata Déformée Put out of form L • Sformate Déformées Put out of form ( - - Sfornare DÉFODRNER TO TAKE OUT OF THE OVEN ( = = Sfornato Défourné Taken out of the oven ( Sfornati Défournés Taken out of the oven ( . Sfornata Défournée Taken out of the oven H- Sfornate Défournées Taken out of the oven H = Sfornirb DÉGARNIR TO UNFURNISH H . Sfornito Dégarni Unfurnished H .. Sforniti Dégarnis Unfurnished 1 - Sfornita Dégarnie Unfurnished 1 = Sfornite Dégarnies Unfurnished 1 . Sforzare, v. Forzare Forcer To FORCE 1 •• Sfratarsi Jeter le froc (apos- To APOSTALiZE ( or run [ tasier ) away from one's con- o — Mi sfrato Je jette le froc Iapostalize [vent) 0 = Mi sfratai Je jetai le froc I apostalized o . Ti sfratasti Tu jetas le froc Thou apostalizedst 0 .. Si sfratò Il jeta le froc He apostalized 1 - Ci sfratammo Nous jetâmes le froc We apostalized 1 = Vi sfrataste Vous jetâtes le froc You apostalized "I . Si sfratarono Ils jetèrent le froc They apostalized 1 .. Sfratato Défroqué Apostalized ) - Sfratati Défroqués Apostalized ) = Sfrattare Chasser To EXPEL ) . Sfrattato Chassé Expelled ) .. Sfrattati Chassés Expelled + — Sfrattata Chassée Expelled + = Sfrattate Chassées Expelled + . Sfregiare Balafrer To DISFIGURE + .. Sfregiato Balafré Disfigured **» — Sfregiati Balafrés Disfigured ^ = Sfregiata Balafrée Disfigured •>». .. Sfregiare Diffamer To DEFAME p - Sfregiato Diffamé Defamed p = Sfregiati Diffamés Defamed p . Sfregiata Diffamée Defamed p .. Sfregiate Diffamées Defamed V — Sfrenare DÉBRIDER TO UNBRIDLE V = Sfrenato Débridé Unbridled V . Sfrenati Débridés Unbridled v .. sfrenata Débridée Unbridled 0 — ! sfrenate Débridées Unbridled 0 = I SFUGGIRE ÉVITER ro AVOID 0 . i sfuggirmi M'éviter ro avoid me 0 .. i sfuggirlo L'éviter ro avoid him / ~i Jfuggo F'évite : avoid 1 =1 ^o sfuggo fe l'évite ' avoid him / • i Jfuggi Tu évites rhou avoidest 1 .• t jfugge 1 évite ] fie avoids A -Ï Hi sfugge 1 m'évite le avoids me A-Ï > fug giamo \ous évitons We avoid 36. 426 YERBT. VERBES. VERBS. L - [Sfuggite Vous évitez You avoid L = Mi sfuggite Vous m'évitez You avoid me L • Sfuggono Ils évitent They avoid L •• Sfuggiva J'évitais I avoided ( - Sfuggivi Tu évitais Thou avoidedst ( - Sfuggiva Il évitait He avoided ( ■ Sfuggivamo Nous évitions We avoided ( •■ Sfuggivate Vous évitiez Y^ou avoided H - Sfuggivano Ils évitaient They avoided H = Sfuggirò J'éviterai I shall avoid H • Lo sfuggirò Je l'éviterai I shall avoid him M •• Sfuggirai Tu éviteras Thou wilt avoid 1 - Sfuggirà Il évitera He will avoid I - Sfuggiremo Nous éviterons We shall avoid 1 • Sfuggirete Vous éviterez You Avili avoid 1 • Sfuggiranno Ils éviteront They will avoid o — Sfuggendo Évitant Avoiding o =* Sfuggito Évité Avoided 0 . Sfuggiti Évités Avoided o .. Sfuggita Évitée Avoided 1 - SfuggiteÉvitées Avoided 1 = Sganasciare DÉMANTIBULER TO PUT TOPSYTORYY "1 . Sganasciato Démantibulé Put topsytorvy 1 .. Sganasciati Démantibulés Put topsytorvy ) - Sganasciata Démantibulée Put topsytorvy ) = Sganasciate Démantibulées Put topsytorvy ) Sgangherare Disloquer (faire sortir To unhinge ) .. Sgangherato Disloqué [des gonds ) Unhinged + - Sgangherati Disloqués Unhinged + = Sgangherata Disloquée Unhinged + . Sgangherate Disloquées Unhinged + .. Sghermire Iacher TO LET GO *""- — S ghermì to Lâché Let go \ = Sghermiti Lâchés Let go ■**» • Sghermita Lâchée Let go "S* . . Sghermite Lâchées Let go ? - Sgomberare Déménager TO REMOVE p = Sgombero Je déménage I remove p . Sgomberi Tu déménages Thou removes t p .. Sgombera Il déménage He removes V - Sgomberiamo Nous déménageons We remove V - Sgomberate Vous déménagez You remove v . Scomberano Ils déménagent They remove V •• Sgomberava Je déménageais I removed 0 = Sgomberavi Tu déménageais Thou removedst 0 — Sgomberava Il déménageait He removed 0 . Sgomberavamo Nous déménagions We removed 0 .. Sgomberavate Vous déménagiez You removed / = Sgomberavano Ils déménageaient They removed / = Sgomberai Je déménageai [ removed / . Sgomberasti Tu déménageas rhou removedst / .. Sgomberò [1 déménagea ïe removed A = Sgomberammo Nous déménageâmes We removed A - Sgomberaste Vous déménageâtes fou removed A .Sgomberarono [ls déménagèrent rhey removed A . . Sgombrerò le déménagerai ] shall remove T-K Sgombrerai 1 ru déménageras rhou wilt remove VERBI. VERBES. VERBS. 427 Sgombrerà Il déménagera He will remove Sgombreremo Nous déménagerons We sball remove Sgombrerete Vous déménagerez You will remove Sgombreranno Ils déménageront They will remove Sgomberando Déménageant Removing Sgomberato Déménagé Removed Sgomentarsi Épouvanter To FRIGHTEN Sgomentarmi M'épouvanter To frighten me Sgomentarvi Vous épouvanter To frighten me Non mi sgomento Je ne m'épouvante pas I do not frighten myself Sgomento J'épouvante I frighten Non sgomento Je n'épouvante pas 1 do not frighten Sgomenti Tu t'épouvantes Thou frightenest thyself Sgomenta Il s'épouvante He frightens himself Sgomentiamo Nous nous épouvantons We frighten ourselves Sgomentate Vous vous épouvantez You frighten yourselves Non sgomentate Vous n'épouvantez pas You do not frighten Sgomentano Ils s'épouvantent They frighten themselves Sgomentava J'épouvantais I frightened Sgomentavi Tu épouvantais Thou frightenedst Sgomentava Il épouvantait He frightened Sgomentavamo Nous épouvantions We frightened Sgomentavate Vous épouvantiez You frightened Sgomentavano Ils épouvantaient They frightened Sgomentai J'épouvantai I frightened Sgomentasti Tu épouvantas Thou frightenedst Sgomentò Il épouvanta He frightened Sgomentammo Nous épouvantâmes We frightened Sgomentaste Vous épouvantâtes You frightened Sgomentarono Ils épouvantèrent They frightened Sgomenterò J'épouvanterai I shall frighten Sgomenterai Tu épouvanteras Thou wilt frighten Sgomenterà Il épouvantera He will frighten Sgomenteremo Nous épouvanterons We shall frighten Sgomenterete Vous épouvanterez You will frighten Sgomenteranno Ils épouvanteront They will frighten Non vi sgomentate Ne vous épouvantez pas Do not frighten yourselv. Sgomentando Épouvantant Frightening Sgomentato Épouvanté Frightened Sgomentati Epouvantés Frightened Sgomentata Épouvantée Frightened Sgomentate Épouvantées Frightened Sgomitolare Dévider un peloton TO UNWIND A BALL OF THREAD Sgomitolando Dévidant Unwinding a ball of thr. Sgomitolato Dévidé Unwound a ball of thread Sgomitolati Dévidés Unwoundaball of thread Sgomitolata Dévidée Unwound a ball of thread Sgomitolate Dévidées Unwound aball of thread Sgonfiare Désenfler TO DIMINISH A SWELLING Sgonfiando Désenflant Diminishing a swelling Sgonfiato Désenflé Diminished a swelling Sgonfiati Désenfles Diminished a swelling Sgonfiata Désenflée Diminished a swelling Sgonfiate Désenflées Diminished a swelling Sgorgare DÉBORDER TO OVERFLOW Sgorga Il déborde It overflows Sgorgano Ils débordent They overflow 428 VERBI. VERBES. VERBS. L — Sgorgava Il débordait It overflowed L = Sgorgavano Ils débordaient They overflowed L • Sgorgato Débordé Overflowed L - Sgorgati Débordés Overflowed ( - Sgorgata Débordée Overflowed ( = Sgorgate Débordées Overflowed ( • Sgozzare Égorger TO SLAUGHTER ( .. Sgozzato Égorgé Slaughtered H - Sgozzati Égorgés Slaughtered H = Sgozzata Égorgée Slaughtered H . Sgozzate Égorgées Slaughtered H .. Sgradire Ne pas agréer Tonotacgept (displease) 1 - Sgradito N'a pas agréé Has not accepted i = Sgraditi N'ont pas agréé Have not accepted 1 Sgradita N'a pas agréé Has not accepted î •• Sgradite N'ont pas agréé Have not accepted o — Sgraffiare ÉGRATIGNER To SCRATCH o . = Sgraffiato Égratigné Scratched 0 . Sgraffiati Égratignés- Scratched o .. Sgraffiata Ëgratignée Scratched 1 - Sgraffiate Ëgratignées Scratched" ~] = Sgravare Alléger To LIGHTEN Sgravato Allégé Lightened ~t • - Sgravati Allégé» Lightened ) — Sgravata Allégée Lightened ) = Sgravate Allégées Lightened Sgridare Gronder To scold ( to rebuke.) Sgridarvi Vous gronder To scold you + - Sgridarmi Me gronder To scold me + = Sgridarlo Le gronder To scold him -f . Sgrido Je gronde I scold + -. Non vi sgrido Je ne vous gronde pas I do not scold you ^ — Sgridi Tu grondes Thou scoldest "^ = Sgrida Il gronde He scolds "V. . Sgridiamo Nous grondons We scold ^ . .. Sgridate Vous grondez You scold p - Sgridano Ils grondent They scold ? = Sgridava Je grondais I scolded p . Sgridavi Tu grondais Thou scoldedst ? •- Sgridava Il grondait He scolded V — Sgridavamo Nous grondions We scolded. V = Sgridavate Vous grondiez You scolded V > Sgridavano Ils grondaient They scolded v .. Sgridai Je grondai I scolded 0 — Sgridasti Tu grondas Thou scoldedst 0 = Sgridò Il gronda He scolded 0 . Sgridammo Nous grondâmes We scolded 0 .. Sgridaste Vous grondâtes You scolded / — Sgridarono Ils grondèrent They scolded / = Non vi sgriderò Je ne vous gronderai pas I shall not scold you / . Non mi sgridate Ne me grondez pas Do not scold me / •• Non lo, la sgridate Ne le, la grondez pas Do not scold him, her A - Sgridando Grondant Scolding A = Sgi'idato Grondé Scolded A • Sgridati Grondés Scolded A ., Sgridata Grondée Scolded T — Sgridate Grondées Scolded T = Sguainare DÉGAINER To draw (the sword) VERBI, VERBES. VERBS. L - Sguainato Dégainé Drawn L - Sguainati Dégainés Drawn L • Sguainata Dégainée Drawn L ■• Sguainate Dégainées Drawn ( - Sguazzare Faire gogaille To MAKE MERRY ( == Sguazzando Faisant gogaille Making merry ( • Sguazzato Fait gogaille Made merry ( •• Sguernire DÉGARNIR To STRIP H - Sguernito Dégarni Stripped H = Sguerniti Dégarnis Stripped H • Sguernita Dégarnie Stripped H ... Sguernite Dégarnies Stripped 1 - Sguizzare (di pesci) Glisser (des poissons) To SLIP 1 = Sguizza Il glisse It slips I • Sguizzano Ils glissent They slip 1 •• Sguizzava Il glissait It slipped o — Sguizzavano lis glissaient They slipped o = Sguizzando Glissant Slipping 0 . Sguizzato Glissé Slipped o .. Sigillare Cacheter TO SEAL 1 - Sigillo Je cachete I seal 1 = Sigilli Tu cachetés Thou sealest 1 ■ Sigilla TI cachete He seals 1 .. Sigilliamo Nous cachetons We seal ) - Sigillate Vous cachetez You seal ) = Sigillano Ils cachètent They seal ) . Sigillerò Je cachèterai I shall seal ) .. Sigillerai Tu cachèteras Thou wilt seal + - Sigillerà Il cachètera He will seal + = Sigilleramo Nous cachèterons We shall seal + . Sigillerete Vous cachèterez You will seal + .. Sigilleranno Ils cachèteront They will seal ■**. — Sigillate Cachetez Seal ">s = Sigillando Cachetant Sealing ->. . Sigillato Cacheté Sealed *»•» . . Sigillati Cachetés Sealed p - Sigillata Cachetée Sealed p = Sigillate Cachetées Sealed p • Significare Signifier To signify p .. Significo Je signifie I signify V - Significhi Tu signifies Thou signiliest V = Significa Il signifie He signifies V . Significhiamo Nous signifions We signify V .. Significate Vous signifiez You signify 0 — Significano Ils signifient They signify 0 — Significai Je signifiai I signify 0 . Significasti Tu signifias Thou signifiedst 0 .. Significò Il signifia He signified / ~ Significammo Nous signifiâmes We signified / = Significaste Vous signifiâtes You signified / • Significarono Ils signifièrent They signified / - Significherò Je signifierai I shall signify A — Significherai Tu signifieras Thou wilt signify A = Significherà Il signifiera He will signify A . Significando Signifiant Signifying A •• Significato Signifié Signified T - Significati Signifiés Signified 429 430 VERBI. VERBES. VERBS. L — Significata Signifiée Signified L = Significate Signifiées Signified L . Signoreggiare Dominer To COMMAND L " Signoreggia Il domine He commands ( — Signoreggiano Ils dominent They command ( = Signoreggiava Il dominait He commanded Signoreggiavano Ils dominaient They commanded ( » — Smagriti Maigris Grown lean -^ = Smagrita Maigrie Grown lean ->. . Smagrite Maigries Grown lean >» .. Smaltare ËMAILLER TO ENAMEL p - Smaltato Ëmaillé Enamelled p = Smaltati Émaillés Enamelled p . Smaltata Ëmaillée Enamelled p .. Smaltate Émaillées Enamelled V - Smaltire Débiter (vendre) To SELL V = Smaltito Débité Sold V . Smaltiti Débités Sold v .. Smaltita Débitée Sold 0 « Smaltite Débitées Sold 0 ~ Smaniare Emporter (s') TO FLY INTO A PASSION 0 . Smanio Je m'emporte I fly into a passion 0 .. Smania Il s'emporte He flies into a passion / - Smaniamo Nous nous emportons We fly into a passion / - Smaniano Ils s'emportent They fly into a passion / • Smaniava Je m'emportais I flew into a passion / .. Smaniava Il s'emportait He flew into a passion A - Smaniavano Ils s'emportaient They flew into a passion A = Smaniando S'emportant Flying into a passion A • Smaniato 1 Emporté Flown into a passion 432 VERBI, VERBES. VERBS. L - Smaniati Emportés Flown into a passion L = Smaniata Emportée Flown into a passion L • Smaniate Emportées Flown into a passion L •• Smantellare DÉMANTELER To dismantle a town ( - Smantellato Démantelé Dismantled a town ( = Smantellati Démantelés Dismantled a town ( . Smantellata Démantelée Dismantled a town ( •• Smantellate, Dématelées Dismantled a town H - Smarrire ÉGARER To MISLAY -i = Smarrito Égaré Mislaid H • Smarriti Égarés Mislaid H .. Smarrita Égarée Mislaid I - Smarrite Égarées Mislaid 1 = Smarrirsi ÉGARER (s') To LOSE ONE'S WAY 1 • Smarrito Égaré Lost one's way 1 .. Smarriti Égarés Lost one's way o — Smarrita Égarée Lost one's way o = Smarrite Égarées Lost one's way 0 . Smascellar dalle risa Creyer de rire TO BURST YOUR SIDES WITH LAUGHING o .. Smascellato dalle risa Crevé de rire Burst your sides with 1. 1 - Smascellati dalle risa Crevés de rire Burst your sides with 1. 1 = Smascellata dalle risa Crevée de rire Burst your sides with 1. 1 . Smascellate dalle risa Crevées de rire Burst your sides with 1. 1 .. Smascherare DÉMASQUER To UNMASK ) - Smascherate Démasquez Unmask ) = Smascherato Démasqué Unmasked ) . Smascherati Démasqués Unmasked ) •• Smascherata Démasquée Unmasked + — Smascherate Démasquées Unmasked + = Smattonare DÉCARRELER To UNPAYE + . Smattonato Décarrelé Unpaved + .. Smattonati Décarrelés Unpaved ■*•«. — Smattonata Décarrelée Unpaved -V. = Smattonate Décarrelées Unpaved ^ . Smembrare DÉMEMBRER TO DISMEMBER *»* . . Smembro Je démembre I dismember ? - Smembri Tu démembres Thou dismemberest ? = Smembra Il démembre He dismembers p Smembriamo Nous démembrons We dismember ? .. Smembrate Vous démembrez You dismember V - Smembrano Ils démembrent They dismember V = Smembrando Démembrant Dismembering v . Smembrato Démembré Dismembered V •• Smembrati Démembrés Dismembered 0 — Smembrata Démembrée Dismembered 0 = Smembrate Démembrées Dismembered 0 . Smemorare (arsi) Perdre le souvenir TO FORGET 0 .. Smemorato Perdu le souvenir Forgotten / - Smemorati Perdu le souvenir Forgotten / - Smemorata Perdu le souvenir Forgotten / • Smemorate Perdu le souvenir Forgotten / •• Smentire Démentir To GIVE THE LIE A - Smentisco Je démens [ give the lie A == Smentisci Tu démens rhou givest the lie A • Smentisce Il dément He gives the lie A .. Smentiamo Nous démentons We give the lie Smentite Vous démentez You give the lie L = Smentiscono [Is démentent They give the lie L . Smentiva Je démentais [ gave the lie L -• Smentivi Tu démentais Thou gavest the lie ( - Smentiva [1 démentait He gave the lie ( = Smentivamo Nous démentions We gave the lie ( • Smentivate Vous démentiez You gave the lie ( .. Smentivano [ls démentaient They gave the lie 4- Smentii Je démentis I gave the lie H = Smentisti Tu démentis Thou gavest the lie H • Smenti Il démentit He gave the lie H .- Smentimmo Nous démentîmes We gave the lie 1 - Smentiste Vous démentîtes You gave the lie 1 = Smentirono Ils démentirent They gave the lie 1 • Smentirò Je démentirai I shall give the he 1 -. Smentirai Tu démentiras Thou wilt give the lie o — Smentirà Il démentira He will give the lie o = Smentiremo Nous démentirons We shall give the lie 0 . Smentirete Vous démentirez You will give the lie 0 .. Smentiranno Ils démentiront They will give the lie 1 - Smentendo Démentant Giving the lie 1 = Smentito Démenti Given the lie 1 . Smentiti Démentis Given ihe lie -\ .. Smentita Démentie Given the lie ) - Smentite Démenties Given the lie ) = Sminuzzare Émincer To MINCE ) . Sminuzzato Émincé Minced ) .. Sminuzzati Émincés Minced + — Sminuzzata Émincée Minced + = Sminuzzate Émincées Minced + . Sminuzzolare Hacher To HASH + .. Sminuzzolato Haché Hashed ^ — Sminuzzolati Hachés Hashed *"». = Sminuzzolata Hachée Hashed *>. . Sminuzzolate Hachées Hashed -»» . . Smoccolare Moucher (une chandelle) To SNUFF A CANDLR p - Smoccolate Mouchez Snuff the candle p = Smoccolato Mouché Snuffed the candle p • Smoccolati Mouchés Snuffed the candle ? .. Smoccolata Mouchée Snuffed the candle V — Smoccolate Mouchées Snuffed the candle V = Smontare Descendre To GO DOWN V • Smontate Descendez Go down V .. Smontato Descendu Gone down 0 — Smontati Descendu Gone down 0 = Smontata Descendu Gone down 0 . Smontate Descendu Gone down 0 .. Smontare DÉMONTER TO TAKE TO PIECES 1 - Smonto Je démonte I take to pieces / = Smonta Il démonte He takes to pieces 1 . Smontiamo Nous démontons We take to pieces 1 .. Smontate Vous démontez You take to pieces A - Smontano Ils démontent They take to pieces A = Smontava Je démontais I took to pieces A . Smontava Il démontait He took to pieces A •• Smontavamo Nous démontions We took to pieces T- Smontavate Vous démontiez You took to pieces 37 434 VERBI, L - Smontavano L = Smonterò L • Smonterai Smonterà ( — Smonteremo ( = Smonterete Smonteranno Smontando H- Smontato M = Smontati H • Smontata H •• Smontate 1 - Smorzare 1 = Smorzo 1 • Smorzi 1 •• Smorza o — Smorziamo o = Smorzate o . Smorzano 0 .. Smorzando 1 — Smorzato 1 = Smorzati 1 . Smorzata 1 .. Smorzate ) - Smozzicare ) = Smozzicato > . Smozzicati ) .. Smozzicata + — Smozzicate + = Smugnere + . Smunto + .. Smunti *•>* — Smunta ^s. = Smunte — . Smuovere •*■* .. Smosso p - Smossi e = Smossa p . Smosse p .. Smurare V - Smurato V = Smurati V . Smurata v .. Smurate 0 — Snamorare 0 = Snamorato 0 . Snamorati 0 .. Snamorata / ~ Snamorate / = Snervare / • Snervato / •• Snervati A- Snervata A = Snervate A • SUCCHIARSI A .. Snicchiato VERBES. VERBS. Ils démontaient They took to pieces Je démonterai I shall take to pieces Tu démonteras Thou wilt take to pieces Il démontera He will take to pieces Nous démonterons We shall take to pieces Vous démonterez You will take to pieces Ils démonteront They will take to pieces Démontant Taking to pieces Démonté Took to pieces Démontés Took to pieces Démontée Took to pieces Démontées Took to pieces ÉTEINDRE To put out J'éteins I put out Tu éteins Thou puttest out Il éteint He puts out Nous éteignons We put out Vous éteignez You put out Ils éteignent They put out Éteignant Putting out Éteint Put out Éteints Put out Éteinte Put out Éteintes Put out Mdtiler To MUTILATE Mutilé Mutilated Mutilés Mutilated Mutilée Mutilated Mutilées Mutilated Dessécher To DRY UP Desséché Dried up Desséchés Dried up Desséchée Dried up Desséchées Dried up ÉMOUVOIR To MOVE Ému Moved Émus Moved Émue Moved Émues Moved DÉMOLIR TO DEMOLISH ( to puU Démoli Demolished down) Démolis Demolished Démolie Demolished Démolies Demolished Guérir de l'amour (se) TO BE CURED OF LOVE Guéri de l'amour Cured of love Guéris de l'amour Cured of love Guérie de l'amour Cured of love Guéries de l'amour Cured of love Énerver (épuiser) TO ENERVATE Énervé Enervated Enervated Énervés Énervée Enervated Énervées Enervated Dénicher (décamper) To GET OUT Déniché Got out Verbi. VERBES. VERBS. 4.5 5 L - Snicchiati Dénichés Got out L = Snicchiata Dénichée Got out L ■ Snicchiate Dénichées Got out L •• Snidare Dénicher (òter du nid) To take out of the nest ( — Snidato Déniché Taken out of the nest ( = Snidati Dénichés Taken out of the nest ( . Snidata Dénichée Taken out of the nest ( .. Snidate Dénichées Taken out of the nest H - Snocciolare Oter les noyaux TO UNKERNEL FRUIT -1 = Snocciolato Oté les noyaux Unkerneled fruit H • Snocciolati Oté les noyaux Unkerneled fruit H •• Snocciolata Oté les noyaux Unkerneled fruit 1 - Snocciolate Oté les noyaux Unkerneled fruit 1 = Snodare DÉNOUER To UNTIE Snodato Dénoué Untied 1 •• Snodati Dénoués Untied o — Snodata Dénouée Untied o = Snodate Dénouées Untied o . Snudare DÉGAINER To DRAW o .. Snudato Dégainé Drawn 1 - Snudati Dégainés Drawn 1 = Snudata Dégainée Drawn 1 • Snudate Dégainées Drawn 1 •• Socchiudere Entr'ouvrir (ouvrir à TO HALF-OPEN ) - Socchiudo J'entr'ouvre [demi ) I half-open ) = Socchiudi Tu entr'ouvres Thou half-openest ) . Socchiude Il entr'ouvre He half-opens ) .. Socchiudiamo Nous entr'ouv rons We half-open + — Socchiudete Vous entr'ouvrez You half-open + = Socchiudono Ils entr'ouvrent They half-open + . Socchiudendo Entr'ouvrant Half-opening + .. Socchiudete Entr'ouvrez Half-open \ — Socchiuso Entrouvert Half-opened *>» = Socchiusi Entr'ou verts Half-opened «V. Socchiusa Entr'ouverte Half-opened ■•v. . . Socchiuse Entr'ouvertes Half-opened ? — Soccorrere Secourir To SUCCOUR p = Soccorrermi Me secourir To succour me p . Soccorrervi Vous secourir To succour you p .. Soccorrerlo Le secourir To succour him V - Soccorro Je secours I succour V = Soccorri Tu secours Tliou succourest V . Soccorre Il secourt He succours v .. Soccorriamo Nous secourons We succour 0 — Soccorrete Vous secourez You succour 0 = Non mi soccorrete Vous ne me secourez pas You do not succour me 0 . Soccorrono Ils secourent They succour 0 .. Soccorreva Je secourais I succoured / - Soccorrevi Tu secourais Thou succourest / = Soccorreva li secourait He succoured / . Soccorrevamo Nous secourions We succoured / .. Soccorrevate Vous secouriez You succoured A — Soccorrevano Ils secouraient They succoured A = Soccorsi Je secourus I succoured A . Soccorresti Tu secourus Thou succouredst A .. Soccorse Il secourut He succoured 436 VERBI. YERBES. VERBS. L - Soccorremmo Nous secourûmes We succoured L = Soccorreste Vous secourûtes You succoured". L - Soccorsero Ils secoururent They succoured L - Soccorrerò Je secourrai I shall succour ( - Vi soccorrerò Je vous secourrai I shall succour you ( = Soccorrerai Tu secourras Thou wilt succour ( • Soccorrerà Il secourra He will succour ( - Soccorreremo Nous secourrons We shall succour H- Soccorrerete Vous secourrez You will succour H = Soccorreranno Ils secourront They will succour H - Soccorrete Secourez Succour -\ ■■ Soccorrendo Secourant Succouring 1 — Soccorso Secouru Succoured Soccorsi Secourus Succoured 1 Soccorsa Secourue Succoured Soccorse Secourues Succoured o — Sodare Affermir TO STRENGTHEN o = Sodato Affermi Strengthened o . Sodati Affermis Strengthened o .. Sodata Affermie Strengthened 1 - Sodate Affermies Strengthened 1 = Soddisfare Satisfaire To satisfy 1 . Soddisfatto Satisfait Satisfied 1 .. Soddisfatti Satisfaits Satisfied ) — Soddisfatta Satisfaite Satisfied ) = Soddisfatte Satisfaites Satisfied ) . SOFFERIRE Endures To ENDURE ) .. Soffro Tendure I endure + — Soffri Tu endures Thou endurest + = Soffre Il endure He endures -f . Sofferiamo Nous endurons We endure + .. Sofferite Vous endurez You endure ^ — Soffrono Ils endurent They endure "^ = Sofferiva J'endurais I endured «^ Sofferivi Tu endurais Thou enduredst ■*»« . . Sofferiva Il endurait He endured ? — Sofferivamo Nous endurions We endured p = Sofferivate Vous enduriez You endured ? . Sofferivano Ils enduraient They endured p .- Soffrirò J'endurerai I shall endure V — Non soffrirò Je n'endurerai pas I shall not endure V = Non soffrirete Vous n'endurerez pas You will not endure V . Sofferendo Endurant Enduring v .. Sofferto Enduré Endured 0 — Sofferti Endurés Endured 0 = Sofferta Endurée Endured 0 . Sofferte Endurées Endured 0 .. Soffiare Souffler To BLOW 1 - J = 1 ■ 1 .. A — Soffio Je souffle I blow Soffi Tu souffles Thou blowest Soffia Il souffle He hlowes Soffiamo Nous soufflons We blow Soffiate Vous soufflez You blow A = Soffiano Ils soufflent They blow A • Soffiava Je soufflais I blew A •• Soffiavi Tu soufflais Il soufflait Inous soufflions Thou blewest T — Soffiava He blew T = Soffiavamo We blew VERBI. VERBES. VERBS. L — Soffiavate Vous souffliez You blew L = Soffiavano Ils soufflaient They blew L • Soffiato Soufflé Blown L •• Soffittare LA3IBRISSER To WAINSCOT ( - Soffittato Lambrissé Wainscotted ( = Soffittati Lambrissés Wainscotted ( . Soffittata Lambrissée Wainscotted ( •• Soffittate Lambrissées Wainscotted H - Soffocare Suffoquer To CHORE H = Soffocato Suffoqué Choked H • Soffocati Suffoqués Choked H -. Soffocata Suffoquée Choked 1 - Soffocate Suffoquées Choked 1 = Soffrire Souffrir To suffer 1 • Soffro Je souffre I suffer 1 .. Soffri Tu souffres Thou suffered o — Soffre Il souffre He suffers o = Soffriamo Nous souffrons We suffer o . Soffrite Vous souffrez You suffer 0 .. Soffrono Ils souffrent They suffer 1 - Soffriva Je souffrais I suffered 1 = Soffrivi Tu souffrais Thou sufferedst 1 • Soffriva Il souffrait He suffered 1 ■■ Soffrivamo Nous souffrions We suffered ) - Soffrivate Vous souffriez You suffered ) = Soffrivano Ils souffraient They suffered ) • Soffrii Je souffris I suffered ) •• Soffristi Tu souffris Thou sufferedst H Soffri Il souffrit He suffered + = Soffrimmo Nous souffrîmes We suffered + . Soffriste Vous souffrîtes You suffered 4- .. Soffrirono Ils souffrirent They suffered \ — Soffrirò Je souffrirai I shall suffer *-» = Soffrirai Tu souffriras Thou wilt suffer *"S. . Soffrirà Il souffrira He will suffer *>. . . Soffriremo Nous souffrirons We shall suffer p - Soffrirete Vous souffrirez You will suffer ? = Soffriranno Ils souffriront They will suffer p Soffrendo Souffrant Suffering ? .. Sofferto Souffert Suffered V — Sofisticare Sophistiquer TO SOPHISTICATF V = Sofisticato Sophistiqué Sophisticated V . Sofisticati Sophistiqué Sophisticated v .. Sofisticata Sophistiqué Sophisticated 0 — Sofisticata Sophistiqué Sophisticated 0 = Soggiacere Succomber To SUCCUMB 0 . Soggiacendo Succombant Succumbing 0 .. Soggiaciuto Succombé Succumbed / - Soggiaciuti Succombé Succumbed Soggiaciuta Succombé Succumbed 1 ~ Soggiaciute Succombé Succumbed 1 ■■ SOGGIOGAR!: Subjuguer TO SUBJUGATF. A — Soggiogato Subjugué Subjugated A = Soggiogati Subjugués Subjugated A • Soggiogata Subjuguée Subjugated A • Soggiogate Subjuguées Subjugated 437 07. 438 VERBI. VERBES. VERBS. L - Soggiornare SÉJOURNER TO STAY L = Soggiorno Je séjourne I stay L • Soggiorni Tu séjournes Thou stayest L •• Soggiorna Il séjourne He stays ( - Soggiorniamo Nous séjournons We stay ( = Soggiornate Vous séjournez You stay ( • Soggiornano Ils séjournent They stay ( .. Soggiornerò Je séjournerai I shall stay H- Soggiornerai Tu séjourneras Thou wilt stay -{ = Soggiornerà 11 séjournera He will stay H . Soggiorneremo Nous séjournerons We shall stay H .. Soggiornerete Vous séjournerez You will stay 1 - Soggiorneranno Ils séjourneront They will stay I = Soggiornando Séjournant Staying 1 . Soggiornato Séjourné Stayed 1 •• SOGGIUGNERE Ajouter TO ADD o — Soggiugneva J'ajoutais I added o = Soggiugneva Il ajoutait He added 0 . Soggiugnevamo Nous ajoutions We added o .. Soggiugnevate Vous ajoutiez You added 1 - Soggiugnevano Ils ajoutaient They added 1 = Soggiunsi J'ajoutai I added 1 . Soggiunse Il ajouta He added 1 .. Soggiugnemmo Nous ajoutâmes We added ) - Soggiugneste Vous ajoutâtes You added ) = Soggiunsero Ils ajoutèrent They added ) . Soggiugneró J'ajouterai I shall add ) ... Soggiugnerai Tu ajouteras Thou wilt add H Sogghignerà Il ajoutera He will add 4- = Sogghigneremo Nous ajouterons We shall add + . Sogghignerete Vous ajouterez You will add + .. Sogghigneranno Ils ajouteront They will add -^ — Soggiugnendo Ajoutant Adding \ — Soggiunto Ajouté Added ^ . Soggiunti Ajoutés Added "*•. . . Soggiunta Ajoutée Added P - Soggiunte Ajoutées Added P = Sognare RÊVER TO DREAM P • Sogno Je rêve I dream P Sogni Tu rêves Thou dreamest V - Sogna Il rêve He dreams V = Sogniamo Nous rêvons We dream v . Sognate Vous rêvez You dream v .. Sognano Ils rêvent They dream 0 — Sognava Je rêvais I dreamt 0 = Sognavi Tu rêvais Thou dreamtst 0 . Sognava Il rêvait He dreamt 0 .. Sognavamo Nous rêvions We dreamt / - Sognavate Vous rêviez You dreamt / = Sognavano Ils rêvaient They dreamt / . Sognai Je rêvai I dreamt / .. Sognasti Tu rêvas Thou dreamtst A — Sognò Il rêva He dreamt A = Sognammo Nous rêvâmes We dreamt A • Sognaste Vous rêvâtes You dreamt A •• Sognarono Ils rêvèrent They dreamt T - Sognando Rêvant Dreaming T = Sognato Rêvé Dreamt T • Sognati Rêvés Dreamt VERBI. Sognata Sognate Solcare Solcava Solcava Solcavamo Solcavate Solcavano Solcando Solcato Solcati Solcata Solcate Sold are Soldato Soldati Soldata Soldate Solennizzare Solennizzato Solennizzati Solennizzata Solennizzate Solere Soglio Suoli Suole Sogliamo Solete Sogliono Soleva Solevi Soleva Solevamo Solevate Solevano Solito Soliti Solita Solite Sono solito Sei solito Siamo soliti Siete soliti Solfeggiare Solfeggio Solfeggi Solfeggia Solfeggiamo Solfeggiate Solfeggiano Solfeggiava Solfeggiavi Soleggiava Solfeggiavamo Solfeggiavate Solfeggiavano VERBES. VERBS. 4Ò\ Rêvée Dreamt Rêvées Dreamt Sillonner To FURROW Je sillonnais I furrowed Il sillonnait He furrowed Nous sillonnions We furrowed Vous sillonniez You furrowed Ils sillonnaient They furrowed Sillonnant Furrowing Sillonné Furrowed Sillonnés Furrowed Sillonnée Furrowed Sillonnées Furrowed Soudoyer To keep in pay Soudoyé Kept in pay Soudoyés Kept in pay Soudoyée Kept in pay Soudoyées Kept in pay Solenniser TO SOLEMNIZE Solennisé Solemnized Sclennisés Solemnized Solennisée Solemnized Solennisées Solemnized Avoir coutume TO BE IN THE HABIT J'ai coutume I am in the habit Tu as'coutuine Thou art in the habit Il a coutume He is in the habit Nous avons coutume We were in the habit Vous avez coutume You were in the habit Ils ont coutume They were in the habit J'avais coutume I was in the habit Tu avais coutume Thou wast in the habit Il avait coutume He was in the habit Nous avions coutume We were in the habit Vous aviez coutume You were in the habit Ils avaient coutume They were in the habit Eu coutume Been in the habit Eu coutume Been in the habit Eu coutume Been in the habit Eu coutume • Been in the habit Je suis accoutumé I am accustomed Tu es accoutumé Thou art accustomed Noussommesaccoutumés We are accustomed Vous êtes accoutumés You are accustomed Solfier TO SING THE GAMET Je soliie I sing the garnet Tu solfies Thou singest the garnet Il soliie He sings the garnet Nous sollions We sing the garnet Vous solfiez You sing the garnet Ils solfient They sing the garnet Je solfiais I sung the garnet Tu solfiais Thou sungest garnet Il solfiait He sung the garnet Nous solfiions We sung the garnet Vous solfiiez You sung the garnet Ils soldaient They sung the garnet Solfeggia Solfeggiate Solfeggiando Solfeggiato Solfeggiati Solfeggiata Solfeggiate Sollazzale Sollazzato Sollazzati Sollazzata Sollazzate Sollecitare Sollecitarmi Sollecitarvi Sollecitarlo Sollecito Non sollecito Non vi sollecito Solleciti Sollecita Sollecitiamo Mi sollecitate Sollecitate Non sollecitate Sollecitano Sollecitava Non sollecitava Sollecitavi Sollecitava Non sollecitava Sollecitavamo Non sollecitavamo Sollecitavate Sollecitavano Sollecitai Sollecitasti Sollecitò Sollecitammo Sollecitaste Sollecitarono Vi solleciterò Solleciterò Non solleciterò Solleciterai Solleciterà Solleciteremo Solleciterete Solleciteranno Sollecita Non mi sollecitate Sollecitatevi Non vi sollecitate Sollecitando Sollecitato Sollecitati Sollecitata Sollecitate Sollecitare verbes. VERES. Solfìe Sung the garnet Solfier Sang the garnet Solliant Singing the garnet Sollié Sung the garnet Solfiés Sung the garnet Solfiée Sung the garnet Solfiées Sung the garnet Récréer, Amuser To AMUSE Récréé Amused Récréés Amused Rércéée Amused Récréées Amused Presser (se) Me presser Vous presser I Le presser | Je me presse j Je ne me presse pas | Je ne vous presse pas Tu te presses Il se presse Nous nous pressons Vous me pressez Vous vous pressez Vous ne vous pressez p. Ils se pressent Je me pressais Je ne me pressais pas Tu te pressais Il se pressait II ne se pressait pas Nous nous pressions Nous ne nous pressions p. Vous vous pressiez Ils se pressaient Je me pressai Tu te pressas Il se pressa Nous nous pressâmes Vous vous pressâtes Ils se pressèrent •Je vous presserai Je me presserai Je ne me presserai pas Tu te presseras Il se pressera Nous nous presserons Vous vous presserez Ils se presseront Presse-toi Ne me pressez pas Pressez-vous Ne vous pressez pas Se pressant Pressé Pressés Pressée Pressées Solliciter To make haste To make haste To make haste To make haste I make haste I do not make hasle I do not make haste; Thou makest haste He makes haste We make haste We make haste You make haste You do not make haste They make haste I made haste I did not made haste Thou madest haste He made haste He did not made haste We made haste We did not made haste You made haste They made haste I made haste Thou madest haste He made haste We made haste You made haste They made haste I shall make haste I shall make haste I shall not make haste Thou wilt make haste He will make haste We shall make haste You will make haste They will make haste Make haste Do not make haste Make haste Do not make haste Making haste Made haste Made haste Made haste Made haste To solicit VERBI. VERBES. VERBS. L - Solleciterò Je solliciterai I shall solicit L = Sollecitate Sollicitez Solicit L - Sollecitato Sollicité Solicited L - Sollecitati Sollicités Solicited ( - Sollecitata Sollicitée Solicited ( = Sollecitate Sollicitées Solicited ( • Solleticare Chatouiller To TICKLE ( •• Solletico Je chatouille I tickle H- Solletichi Ta chatouilles Thou ticklest H = Solletica Il chatouille He tickles H • Solletichiamo Nous chatouillons We tickle H - Solleticate Vous chatouillez You tickle 1 - Solleticano Ils chatouillent They tickle 1 = Solleticando Chatouillant Tickling I Solleticato Chatouillé Tickled 1 •• Solleticati Chatouillés Tickled o — Solleticata Chatouillée Tickled o = Solleticate Chatouillées Tickled 0 . Sollevare Soulever To RAISE 0 .. Sollevato Soulevé Raised 1 - Sollevati Soulevés Raised 1 = Sollevata Soulevée Raised 1 • Sollevate Soulevées Raised 1 .. Somigliare Ressembler To RESEMBLE ) - Somiglio Je ressemble I resemble ) = Somigli Tu ressembles Thou resemblest ) . Somiglia Il ressemble He resembles ) .. Somigliamo Nous ressemblons We resemble + — Somigliate Vous ressemblez You resemble + = Somigliano Ils ressemblent They resemble + . Somigliando Ressemblant Resembling + .. Somigliato Ressemblé Resembled "V. — Somigliati Ressemblé Resembled ■»>. = Somigliata Ressemblé Resembled — . Somigliate Ressemblé Resembled -«* . . Sommergere Submerger TO SUBMERGE p - Sommerso Submergé Submerged p = Sommersi Submergés Submerged p . Sommersa Submergée Submerged p .. Sommerse Submergées Submerged V - SOMMETTERE Soumettre To SUBMIT V = Sommesso Soumis Submitted v . Sommessi Soumis Submitted v .. Sommessa Soumise Submitted 0 — Sommesse Soumises Submitted 0 = Somministrare Fournir (subvenir) To FURNISH 0 . Somministro Je fournis I furnish 0 .. Somministri Tu fournis Thou furnishest / - Somministra Il fournit He furnishes / = Somministriamo Nous fournissons We furnish / • Somministrate Vous fournissez You furnish / •• Somministrano Ils fournissent They furnish A — Somministrava Je fournissais I furnished A = Somministravi Tu fournissais Thou furnishedst A • Somministrava Il fournissait He furnished A •• Somministravamo Nous fournissions We furnished T- Somministravate Vous fournissiez You furnished 441 442 VERBI. VERBES. VERBS. L - Somministravano Ils fournissaient They furnished L = Somministrerò Je fournirai I shall furnish L • Somministrerai Tu fourniras Thou wilt furnish L -■ Somministrerà Il fournira He will furnish ( - Somministreremo Nous fournirons We shall furnish ( = Somministrerete Vous fournirez You will furnish ( • Somministreranno Ils fourniront They will furnish ( •• Somministrando Fournissant Furnishing H - Somministrato Fourni Furnished H = Somministrati Fournis Furnished H • Somministrata Fournie Furnished H •• Somministrate Fournies Furnished 1 - Sommuovere Remuer To STIR UP 1 = Sommosso Remué Stirred up 1 • Sommossi Remués Stirred up 1 •• Sommossa Remuée Stirred up o — Sommosse Remuées Stirred up o = Sonare Sonner To RING 0 . Sono Je sonne I ring o .. Soni Tu sonnes Thou ringest 1 - Sona Il sonne He rings "1 = Soniamo Nous sonnons We ring 1 • Sonate Vous sonnez You ring "1 .. Sonano Ils sonnent They ring ) — Sonava Je sonnais I rang ) = Sonava Il sonnait He rang ) . Sonavamo Nous sonnions We rang ) .. Sonavate Vous sonniez You rang + — Sonavano Ils sonnaient They rang + = Sonai Je sonnai I rang + . Sonasti Tu sonnas Thou rangest + .. Sonò Il sonna He rang •**. — Sonammo Nous sonnâmes We rang *>■«. = Sonaste Vous sonnâtes You rang "**• • Sonarono Ils sonnèrent They rang *•>» . . Sonerò Je sonnerai I shall ring P - Sonerai Tu sonneras Thou wilt ring P = Sonerà Il sonnera He will ring ? • Soneremo Nous sonnerons We shall ring P •• Sonerete Vous sonnerez You will ring V — Soneranno Ils sonneront They will ring V = Sonando Sonnant Ringing v . Sonato Sonné Rung v .. Sonati Sonnés Rung 0 — Sonata Sonnée Rung 0 = Sonate Sonnées Rung 0 . Sonare (istrom. mus.) Jouer d'un instrument TO PLAY (UPON AN IÏ 0 .. Sono Je joue I play 1 - Soni Tu joues Thou playest / = Sona Il joue He plays / . Soniamo Nous jouons We play / .. Sonate Vous jouez You play A — Sonano Ils jouent They play A = Sonava Je jouais I played A . Sonava Il jouait He played A •• Sonavamo Nous jouions We played T — Sonavate Vous jouiez You played T = Sonavano Ils jouaient They played [MENT) Sona Sonale Sonando Sonato Sonare tl violino Sono il violino Sona il violino Sonnacchiare Sonnacchiando Sonnacchiato Soperchiare Soperchiato Soperchiati Soperchiata Soperchiate Soppiantare Soppiantato Soppiantati Soppiantata Soppiantate Sopportare Sopporto Sopporta Sopportiamo Sopportate Sopportano Sopportava Sopportavi Sopportava Sopportavamo Sopportavate Sopportavano Sopporterò Sopporterai Sopporterà Sopporteremo Sopporterete Sopporteranno Sopportando Sopportato Sopportati Sopportata Sopportate Sopprimere Soppresso Soppressi Soppressa Soppresse Soprabbondare Soprabbondando Soprabbondato Sopraccaricare Sopraccaricato Sopraccaricati Sopraccaricata Sopraccaricate VERBES. Joue Jouez Jouant Joué Jouer du violon Je joue du violon Il joue du violon Sommeiller Sommeillant Sommeillé Surprendre Surpris Surpris Surprise Surprises Supplanter Supplanté Supplantés Supplantée Supplantées Supporter Je supporte Il supporte Nous supportons Vous supportez Ils supportent Je supportais Tu supportais Il supportait Nous supportions Vous supportiez Ils supportaient Je supporterai Tu supporteras Il supportera Nous supporterons Vous supporterez Us supporteront Supportant Supporté Supportés Supportée Supportées Fouler Foulé Foulés Foulée Foulées Surabonder Surabondant Surabondé Surcharger Surchargé Surchargés Surchargée Surchargées VERBS. Play Play Playing Played TO FIDDLE I fiddle He fiddles TO SLUMBER Slumbering Slumbered To surprise Surprised Surprised Surprised Surprised TO SUPPLANT Supplanted Supplanted Supplanted Supplanted To SUPPORT I support He supports We support You support They support I supported Thou supportedst He supported We supported You supported They supported I shall support Thou will support He will support We shall support You will support They will support Supporting Supported Supported Supported Supported TO TRAMPLE UPO^ Trampled upon Trampled upon Trampled upon Trampled upon. TO SUPERABOUND Superabounding Superabounded TO OVEBLOAD Overloaded Overloaded Overloaded Overloaded 443 444 VERBI. VERBES. VERBS. L - Sopraccennare ÉNONCER AUPARAVANT TO DECLARE PREVIOUSLY L = Sopraccennato Énoncé auparavant Declared previously L • Sopraccennati Énoncés auparavant Declared previously L -. Sopraccennata Énoncée auparavant Declared previously ( - Sopraccennate Énoncées auparavant Declared previously ( = SOPRACCHIEDERE Surfaire To ask too much ( • Sopracchiedo Je surfais I ask too much ( -. Sopracchiedi Tu surfais Thou askest too much H- Sopraccbiede Il surfait He asks too much H = Sopracchiediamo Nous surfaisons We ask too much H ■ Sopracchiedete Vous surfaites You ask too much H •• Sopracchiedono Ils surfont They ask too much 1 - Sopracchiedendo Surfaisant Asking too much 1 = Sopracchiesto Surfait Asked too much 1 • SOPRAGGIUGNERE Survenir à l'improviste TO COME UNEXPECTEDLY 1 •• Sopraggiunto Survenu Come unexpectedly o — Sopraggiunti Survenus Come unexpectedly o = Sopraggiunta Survenue Come unexpectedly 0 . Sopraggiunte Survenues Come unexpectedly o . Soprannotare Surnager TO FLOAT 1 - Soprannota Il surnage It floats 1 = Soprannotano Ils surnagent They float 1 . Soprannotava Il surnageait It floated 1 .. Soprannotavano Ils surnageaient They floated ) - Soprannotó Il surnagea It floated ) = Soprannotarono Ils surnagèrent They floated ) . Soprannoterâ Il surnagera It will float ) .. Soprannoteranno Ils surnageront They will float + — Soprannotando Surnageant Floating -f = Soprannotato Surnagé Floated + . Soprannotati Surnagé Floated 4- .. Soprannotata Surnagé Floated ">>» — Soprannotate Surnagé Floated ^ = Soprapporre Mettre dessus To PUT UPON ^ . Soprapposto Mis dessus Put upon ^ .. Soprapposti Mis dessus Put upon e - Soprapposta Mise dessus Put upon ? = Soprapposte Mises dessus Put upon p . SOPRÀRRIVARE Survenir To COME p .. Soprarrivato Survenu Come v - Soprarrivati Survenus Come v = Soprarrivata Survenue Come V - Soprarrivale Survenues Come v .. SOPRASCRIVERE Mettre l'adresse (aune To direct a letter (to su- lettre ) perscribe) 0 — Soprascritto Mis l'adresse Directed a letter 0 = Soprascritta Mis l'adresse Directed a letter 0 . Soprassedere Surseoir To PUT OFF 0 .. Soprasseduto Sursis Put off 1 - Soprasseduti Sursis Put off / = Soprasseduta Sursis Put off / ■ Soprassedute Sursis Put off / •• Soprastare Maîtriser (dominer) To master A — Soprastato Maîtrisé Mastered A = Soprastati Maîtrisés Mastered VER3Î. VERBES. VERBS. 4 L — Soprastata Maîtrisée Mastered L = Soprastate Maîtrisées Mastered L • Sopravanzare Surpasses To SURPASS L •• Sopravanzato Surpassé Surpassed ( - Sopravanzati Surpassés Surpassed ( = Sopravanzata Surpassée Surpassed ( • Sopravanzate Surpassées Surpassed ( •• Sopravvenire SURVENIR To HAPES H- Sopravvenuto Survenu Hapened H = Sopravvenuti Survenus Hapened H • Sopravvenuta Survenue Hapened H •• Sopravvenute Survenues Hapened i - Sopravvivere Survivre To outlive 1 - Sopravvivo Je survis I outlive 1 Sopravvivi Tu survis Thou outlivest J •• Sopravvive Il survit He outlives o — Sopravviviamo Nous survivons We outlive o = Sopravvivete Vous survivez You outlive 0 . Sopravvivono Ils survivent They outlive o .. Sopravviveró Je: survivrai I shall outlive 1 - Non sopravviveró Je ne survivrai pas I shall not outlive 1 = Sopravviverai Tu survivras Thou wilt outlive 1 . Sopravviverâ Il survivra He will outlive 1 .. Soprawiveremo Nous survivrons We shall outlive ) - Sopravviverete Vous survivrez You will outlive ) = Sopravviveranno Ils survivront They will outlive ) . Sopravvivendo Survivant Outliving ) .. Sopravvissuto Survécu Outlived + - Sopravvissuti Survécu Outlived 4- = Sopravvissuta Survécu Outlived 4- . Sopravvissute Survéca Outlived + .. Sorbire Avaler To SWALLOW "*». — Sorbito Avalé Swallowed -*^ = Sorbiti Avalés Swallowed »>* . Sorbita Avalée Swallowed -^» . . Sorbite Avalées Swallowed ? - Sorgere in costa Mouiller en rade (t. m.) TO CAST ANCHOR P = Sorgo Je mouille I cast anchor 9 . Sorgi Tu mouilles Thou castest anclior P .. Sorge Il mouille He casts anchor v — Sorgiamo Nous mouillons We cast anchor V «= Sorgete Vous mouillez You cast anchor V . Sorgono Ils mouillent They cast anchor V,- Sorgeva Je mouillais I cast anchor 0 — Sorgevi Tu mouillais Thou castest anchor 0 s= Sorgeva Il mouillait He cast anchor 0 . Sorgevamo Nous mouillions We cast anchor 0 T. Sorgevate Vous mouilliez You cast anchor / - Sorgevano Il mouillaient They cast, anchor / = Sorgendo Mouillant Casting anchor / • Sorto Mouillé Cast anchor / .. Sorti Mouillés Cast anchor A — Sorta Mouillée Cast anchor A = Sorte Mouillées Cast anchor A . Sormontare Surmonter To SURMOUNT A •• Sormontato Surmonté Surmounted T - Sormontati 1 Surmontés (Surmounted 445 38 L 44b VERBÎ. VERBES. YEBBS. L - Sormontata Surmontée Surmounted L = Sormontate Surmontées Surmounted L • Sorpassare Surpasser To SURPASS L •• Sorpassato Surpassé Surpassed ( - Sorpassati Surpassés Surpassed ( = Sorpassata Surpassée Surpassed ( • Sorpassate Surpassées Surpassed ( •• Sorportàre Emporter Carry away H - Sorportato Emporté Carried away H = Sorportati Emportés Carried away H ■ Sorportata Emportée Carried away H .- Sorportate Emportées Carried away I — Sorprendere Surprendre To SURPRISE 1 = Sorprendervi Vous surprendre To surprise you I . Sorprendermi Me surprendre To surprise me 1 •• Sorprendo Je surprends I surprise o — Vi sorprendo Je vous surprends I surprise you o = Sorprendi Tu surprends Thou surprises t o . Sorprende Il surprend He surprises o .. Non mi sorprende Il ne me surprend pas He does not surprise me 1 - Sorprendiamo Nous surprenons We surprise 1 = Vi sorprendiamo Nous vous surprenons We surprise me 1 . Sorprendete Vous surprenez You surprise 1 .. Mi sorprendete Vous me surprenez You surprise me ) - Sorprendono Ils surprennent They surprise ) = Ci sorprendono Ils nous surprennent They surprise us ) . Sorprendeva Je surprenais I surprised ) .. Non sorprendeva Il ne surprenait pas He did not surprise -+■ — Sorprendeva Il surprenait He surprised + = Mi sorprendeva 11 me surprenait He surprised me + . Sorprendevamo Nous surprenions We surprised + •• Sorprendevate Vous surpreniez You surprised ^. — Sorprendevano Ils surprenaient They surprised ^ = Sorpresi Je surpris I surprised . Sospettare ) .. Sospetto 4- — Sospetti + = Sospetta 4- . Sospettiamo + • • Sospettate \ — Sospettano *>. = Sospettava •V. . Sospettavi •«v. . . Sospettava p - Sospettavamo e = Sospettavate p . Sospettavano p .. Sospettai V — Sospettò v = Sospettammo v . Sospettaste v .. Sospettarono 0 — Sospettando 0 = Sospettato o . Sospettati 0 .. Sospettata / ~ Sospettate 1 = Sospirare / • Sospiro / •• Sospiri A — Sospira A = Sospiriamo A • Sospirate A •• Non sospirate T- Sospirano T = Sospirava Souscrite Subscribed Souscrites Subscribed Suspendre To SUSPEND Je suspends I suspend Tu suspends Thou suspendest Il suspend He suspends Nous suspendons We suspend Vous suspendez You suspend Ils suspendent They suspend Je suspendis I suspended Il suspendit He suspended Nous suspendîmes We suspended Vous suspendîtes You suspended Ils suspendirent They suspended Je suspendrai I shall suspend Tu suspendras Thou wilt suspend Il suspendra He will suspend Nous suspendrons We shall suspend Vous suspendrez You will suspend Ils suspendront They will suspend Suspendez Suspend Suspendant Suspending Suspendu Suspended Suspendus Suspended Suspendue Suspended Suspendues Suspended Soupçonner To SUSPECT Je soupçonne I suspect Tu soupçonnes Thou suspectest Il soupçonne He suspects Nous soupçonnons We suspect Vous soupçonnez You suspect Ils soupçonnent They suspect Je soupçonnais I suspe ted Tu soupçonnais Thou suspectedst Il soupçonnait He suspected Nous soupçonnions We suspected Vous soupçonniez You suspected Ils soupçonnaient They suspected Je soupçonnai I suspected Il soupçonna He suspected Nous soupçonnâmes We suspected Vous soupçonnâtes You suspected Ils soupçonnèrent They suspected Soupçonnant Suspecting Soupçonné Suspected Soupçonnés Suspected1 Soupçonnée Suspected Soupçonnées Suspected Soupirer To SIGH Je soupire I sigh Tu soupires Thou sighest Il soupire He sighs Nous soupirons We sigh Vous soupirez You sigh Ne soupirez pas Do not sigh Ils soupirent They sigh Je soupirais I sighed VERBI. VERBES. VERBS. A L -1 Sospiravi Tu soupirais Thou sighedst L = Sospirava Il soupirait He sighed L • Sospiravamo Nous soupirions We sighed L •• Sospiravate Vous soupiriez You sighed ( - Sospiravano Ils soupiraient They sighed ( = Sospirai Je soupirai I sighed ( ■ Sospirò Il soupira He sighed ( •• Sospirammo Nous soupirâmes We sighed H- Sospiraste Vous soupirâtes You sighed H = Sospirarono Ils soupirèrent They sighed H • Sospirando Soupirant Sighing H .- Sospirato Soupiré Sighed 1 - Sospirati Soupiré Sighed 1 = Sospirata Soupiré Sighed 1 • Sospirate Soupiré Sighed 1 •• Sostenere Soutenir To SUPPORT o — Sostenervi Vous soutenir To support you o = Sostenerlo Le soutenir To support it 0 . Sostengo Je soutiens I support 0 .. Mi sostengo Je me soutiens I support myself "1 — Sostiene Il soutient He supports "I = Sosteniamo Nous soutenons We support Sostenete Vous soutenez You support Non mi sostenete Vous ne me soutenez pas You do not support ) — Sostengono Ils soutiennent They support ) — Sosteneva Je soutenais I supported Sostenevi Tu soutenais Thou supportedst Sosteneva Il soutenait He supported + — Sostenevamo Nous soutenions We supported + = Sostenevate Vous souteniez You supported + . Sostenevano Ils soutenaient They supported + Sostenni Je soutins I supported ^ — Sostenesti Tu soutins Thou supportedst ~-^ == Sostenne Il soutint He supported ^* . Sostenemmo Nous soutînmes We supported ^ . . Sosteneste Vous soutîntes You supported ? — Sostennero Ils soutinrent They supported è = Sosterrò Je soutiendrai I shall support p . Vi sosterrò Je vous soutiendrai I shall support you p .. Sosterrai Tu soutiendras Thou \Vilt support V — Sosterrà Il soutiendra He will support V = Sosterremo Nous soutiendrons We shall support V . Sosterrete Vous soutiendrez You will support v .. Sosterranno Us soutiendront They will support 0 — Sostenete Soutenez Support 0 = Sostenendo Soutenant Supporting 0 . Sostenuto Soutenu Supported 0 .. Sostenuti Soutenus Supported 1 - Sostenuta Soutenue Supported 1 = Sostenute Soutenues Supported / . Sostentare Alimenter To feed / •• Sostentato Alimenté Fed A — Sostentati Alimentés Fed A = Sostentata Alimentée Fed A . Sostentate Alimentées Fed A .. Sotterrare Inhumer TO BIRY T — Sotterrato Inhumé Buried T = Sotterrati Inhumés Buried 38. 450 VERBI. VERBES. VE LIBS. L - Sotterrata Inhumée Buried L = Sotterrate Inhumées Buried L • SOTTIGLIARE Subtiliser To subtilize L •• Sottigliato Subtilisé Subtilized ( - Sottigliati Subtilisés Subtilized ( = Sottigliata Subtilisée Subtilized . — Spandesti Tu répandis Thou spiltest "v« == Spase Il répandit He spilt "*>, Spandemmo Nous répandîmes We spilt >*. . . Spandeste Vous répandîtes You spilt ? — Spasero Ils répandirent They spilt p = Spanderò Je répandrai I shall spill p . Spanderai Tu répandras Thou wilt spill p ... Spanderà Il répandra He will spill V - Spanderemo Nous répandrons We shall spill V = Spanderete Vous répandrez YTou will spill; v . Spanderanno Ils répandront They will spill v .. Spandendo Répandant - Spilling 0 — Spaso Répandu Spilt 0 = Spasi Répandus Spilt 0 . Spasa Répandue Spilt 0 .. Spase Répandues Spilt / - Sparare DÉPARER To DISGARNISB / = Sparato Déparé Disgarnished / • Sparati Déparés Disgarnished / •• Sparata Déparée Disgarnished A - Sparate Déparées Disgarnished A = Sparare Décharger (une arme à To SHOOT A • Sparo Je décharge feu) I shoot A •• Spari Tu décharges Thou shootest T - Spara Il décharge He shoots T = Spariamo Nous déchargeons We shoot VERBI. VERBES. verbs. L - Sparate Vous déchargez You shoot L = Sparano Ils déchargent They shoot L • Sparava Je déchargeais I shot L •• Sparavi Tu déchargeais Thou shotest ( - Sparava Il déchargeait He shot ( = Sparavamo Nous déchargions We shot ( . Sparavate Vous déchargiez You shot ( •• Sparavano Ils déchargeaient They shot H - Sparai Je déchargeai I shot H = Sparasti Tu déchargeas Thou shotest H • Sparò Il déchargea He shot H •• Sparammo Nous déchargeâmes We shot 1 - Sparaste Vous déchargeâtes You shot 1 - Spararono Ils déchargèrent They shot 1 • Sparate Déchargez Shoot ! . Sparando Déchargeant Shooting o — Sparato Déchargé Shot o == Sparati Déchargés Shot 0 . Sparata Déchargée Shot o .. Sparate Déchargées Shot 1 - Spargere Verser To POUR 1 = Sparso Versé Poured 1 . Sparsi Versés Poured Sparsa Versée Poured ) — Sparse Versées Poured ) — Spargere Divulguer, Publier To DIVULGE Sparso Divulgué Divulged ) '• Sparsi Di\ ulguës Divulged + — Sparsa Divulguée Divulged + - Sparse Divulguées Divulged + . Sparire Disparaître TO DISAPPEAR + .. Sparisci Il disparaît He disappears "*>. — Spariscono Ils disparaissent They disappear -^ = Spariva Il disparaissait He disappeared "-V, . Sparivano Ils disparaissaient They disappeared ■-o . . Spari Il disparut He disappeared p - Sparirono Ils disparurent They disappeared p = Sparire. Il disparaîtra He will disappear p . Spariranno Ils disparaîtront They will disappe ? .. Sparendo Disparaissant Disappearing V - Sparito Disparu Disappeared V = Spariti Disparus Disappeared v . Sparita Disparue Disappeared v .. Sparite Disparues Disappeared 0 — Sparlare MÉDIRE TO SLANDER 0 = Sparla Il médit He slanders 0 . Sparlano Ils médisent They slander 0 .. Sparlava Il médisait Be slandered 1 ~ Sparlavano Ils médisaient They slandered 1 = Sparlando Médisant Slandering / • Sparlato Médit Slandered / •• Spartire, v. Separare SÉPARER To SEPARATE A - Spartito Séparé Separated A => Spartiti Séparés Separated A • Spartita Séparée Separated y\ ..Spartite Séparées Separated T -1* Spartire Partager To SHARE 453 454 VERBI. L - L = L • L •• Spartirò Spartirai Spartirà Spartiremo ( — I Spartirete ( = Spartiranno Spartendo Spartito Spartiti Spartita Spartite ( ( H- H = H H • Spasimare Spasima Spasimato Spasimare Spasima Spasimate Spasimano Spasimava Spasimavate Spasimavano Spasimando Spasimato Spassarsi Mi spasso Ti spassi Si spassa Ci spassiamo Vi spassate Si spassano Mi spassava Ti spassavi Si spassava Ci spassavamo Vi spassavate Si spassavano Mi spasserò Ci spasseremo Vi spasserete Spassando Spassato Spassati Spassata Spassate Spasseggiare Spasseggio Spasseggi Spasseggia Spasseggiamo Spasseggiate Spasseggiano Spasseggiava Spasseggiavi Spasseggi— ' Spassegg Spasseggiavate Spasseggiavano iggiavamo VERBES. Je partagerai Ta partageras Il partagera Nous partagerons Vous partagerez Ils partageront Partageant Partagé Partagés Partagée Partagées Avoir des convulsions Il a des convulsions Eu des convulsions ÊTRE ÉPERDUMEKT A MOU REUS. Il est éperdument amour Vous êtes éperdum. am. Ils sont éperdument am Il était éperdument am. Vous étiez éperdum. am Ils étaient éperdum. am Étant éperdument am. Été éperdument amour. S'AMUSER Je m'amuse Tu t'amuses Il s'amuse Nous nous amusons Vous vous amusez Ils s'amusent Je m'amusais Tu t'amusais Il s'amusait Nous nous amusions Vous vous amusiez Ils s'amusaient Je m'amuserai Nous nous amuserons Vous vous amuserez S'amusant Amusé Amusés Amusée Amusées Promener (se) Je me promène Tu te promènes Il se promène Nous nous promenons Vous vous promenez Ils se promènent Je me promenais Tu te promenais Il se promenait Nous nous promenions Vous vous promeniez Ils se promenaient VERBS. I shall share Thou wilt share He will share We shall share You will share They will share Sharing Shared Shared Shared Shared TO HATE FITS He has fits Had fits TO BE OYER HEAD AND EARS IN LOVE He is head and ears in love You are head and ears in 1. Th. are head and ears in 1. He was head and ears in 1. Y.were head and ears ini. Th. were head and ears in Being head and ears in 1. Been head and ears in love To amuse one's self I amuse myself Thou amusest thyself He amuses himself We amuse ourselves You amuse yourselves They amuse themselves I amused myself Thou amusedst thyself He amused himself We amused ourselves You amused yourselves They amused themselves I shall amuse myself We shall amuse ourselv. You will amuse yoursel. Amusing one's self Amused Amused Amused Amused TO TARE A WALK I take a walk Thou takest a walk He takes a walk We take a walk You take a walk They take a walk I took a walk Thou tookst a walk He took a walk We took a walk You took a walk They took a walk Spasseggiai Spasseggiasti Spasseggiò Spasseggiammo Spasseggiaste Spasseggiarono Spasseggerò Spasseggerai Spasseggerà Spasseggeremo Spasseggerete Spasseggeranno Spasseggiando Spasseggiato Spasseggiati Spasseggiata Spasseggiate Spaventare, v. Sgomen- tare Spaziare (e-arsi) Spazia Spaziano Spaziava Spaziavano Spaziò Spaziarono Spazierà Spazieranno Spaziandosi Spaziato Spaziati Spaziata Spaziate Spazzare Spazzando Spazzato Spazzati Spazzata Spazzate Spazzare il cammino Spazzato il cammino Spazzati i cammini Specchiarsi Mi specchio Ti specchi Si specchia Ci specchiamo Vi specchiate Si specchiano Mi specchiava Ci specchiavi Si specchiava Ci specchiavamo Vi specchiavate Si specchiavano Mi specchierò VERBS. 455 Je me promenai Ta te promenas Il se promena Nous nous promenâmes Vous vous promenâtes Ils se promenèrent Je me promènerai Tu te promèneras Il se promènera Nous nous promènerons Vous vous promènerez Ils se promèneront Se promenant Promené Promenés Promenée Promenées ÉPOUVANTER S'ÉTENDRE Il s'étend Ils s'étendent Il s'étendait Us s'étendaient Il s'étendit Us s'étendirent Il s'étendra Us s'étendront S'étendant Etendu Étendus Étendue Étendues Balayer (nettoyer) Balayant Balayé Balayés Balayée Balayées Ramoner Ramoné Ramonés Regarder dans le mi- roir ( se) Je me regarde dans le m. Tu te regardes d. le m Il se regarde dans le m. Nous n. regardonsd. 1. m. Vous v. regardez d le m. Us se regardent d. le m. Je me regardais d. le m. Tu te regardais d. le m. Il se regardait dans 1. m. N. n. regardions d. 1. m. Vous v. regardiez d. 1. m. Us se regardaient d. 1. m, Je me regarderai d. le m I took a walk Thou tookst a walk He took a walk We took a walk You took a walk They took a walk I shall take a walk Thou wilt take a walk He will take a walk We shall take a walk You will take a walk They -w ill take a walk Taking a walk Taken a walk Taken a walk Taken a walk Taken a walk To FRIGHTEN TO STRETCn It stretches They stretch It stretched They stretched It stretched They stretched It will stretch They will stretch Stretching Stretched Stretched Stretched Stretched To SWEEP Sweeping Swept Swept Swept Swept TO SWEEP A CHIMNEY Swept a chimney Swept a chimnies TO LOOK IN THE CLASS I look in the glass Thoulookestin the glass He looks in the glass We look in the glass You look in the glass They look in the glass I looked in the glass Th. lookedst in the glass He looked in the glass We looked in the glass You looked in the glass They looked in the glass I I shall look in the glass 456 VERBI. VERBES. VERBS. L - Vi specchierete V. v. regarderez d. le m. You will look in the glass L = Specchiatevi Regardez-vous Look in the glass L - Specchiandosi Se regardant Looking in the glass L • Specchiato Regardé Looked in the glass ( - Specchiati Regardés Looked in the glass ( = Specchiata Regardée Looked in the glass ( ■ Specchiate Regardées Looked in the glass ( •• Specificare Spécifié To SPECIFY H - Specificato Spécifié Specified H = Specitìcat Spécifiés Specified H ■ Specificata Spécifiée Specified ^ .. Specificate Spécifiées Specified i — Speculare Spéculer TO SPECULATE i = Speculando Spéculant Speculating i . Speculato Spéculé Speculated i • Specula^ Spécules Speculated o — Speculata Spéculée Speculated 0 = Speculata Spéculées Speculated 0 . Spedire Expédier TO DISPATCH 0 .. Spedisco J'expédie I dispatch 1 - Spedisci Tu expédies Thou dispatches! 1 = Spedisce Il expédie He dispatches 1 . Spediamo Nous expédions We dispatch 1 .. Spedite Vous expédiez You dispatch ) - Spediscono Ils expédient They dispatch ) = Spediva J'expédiais I dispatched ) . Spedivi Tu expédiais Thou dispatche/lst ) .. Spediva Il expédiait He dispatched + — Spedivamo Nous expédiions We dispatched -f = Spedivate^ Vous expédiiez You dispatched + . Spedivano Ils expédiaient They dispatched + .. Spedirò J'expédierai I shall dispatch -•v. Spedirai Tu expédieras Thou wilt dispatch \ == Spedirà Il expédiera He will dispatch \ . Spediremo Nous expédierons We shall dispatch ->-% . . Spedirete Vous expédierez You will dispatch p - Spediranno Ils expédieront They will dispatch F = Spedite Expédiez Dispatch P . Nello spedire Expédiant Dispatching ? .. Spedito Expédié Dispatched V — Spediti Expédiés Dispatched V ~ Spedita Expédiée Dispatched v . Spedite Expédiées Dispatched V ... Spegnere Éteindre TO EXTINGUISH 0 — Spengo J'éteins I extinguish 0 =3 Spegni Tu éteins Thou extinguishest 0 . Spegne H éteint He extinguishes 0 ... Spegniamo Nous éteignons We extinguish Spegnete Vous éteignez You extinguish 1 « Spengono Ils éteignent They extinguish / . Spegneva J'éteignais I extinguished / .. Spegnevi Tu éteignais Thou extinguishedst A — Spegneva Il éteignait He extinguished A — Spegnevamo Nous éteignions We extinguished A • Spegnevate Vous éteigniez You extinguished A ... Spegnevano Ils éteignaient They extinguished T — [Spensi 'Spegnesti J'éteignis I extinguished T = Tu éteignis Thou extinguishedst VERBÏ. L - Spense L = Spegnemmo L • Spegneste L .. Spensero ( - Spegnerò ( = Spegnerai ( . Spegnerà ( .. Spegneremo H - Spegnerete H = Spegneranno H • Spegnendo H .. Spento 1 - Spenti 1 = Spenta 1 • Spente 1 •• Spelare o — Spelato -o = Spelati 0 . Spelata 0 .. Spelate 1 - Spendere 1 = Spendo "1 . Spendi 1 ■. Spende ) - Spendiamo ) = Spendete ) . Spendono ) .. Spendeva H Spendevi + = Spendeva + • Spendevamo + .. Spendevate -^ — Spendevano ^ = Spesi — . Spendesti ^ . . Spese P - Spendemmo P = Spendeste P • Spesero P .. Spenderò V - Spenderai V = Spenderà v . Spenderemo v .. Spenderete 0 — Spenderanno 0 = Spenderei 0 . Non ispenderei 0 .. Spenderebbe / - Non ispenderebbe / = Spendendo / . Speso / .. Spesi A - Spesa A = Spese A . SPENNAI! E A •• Spennato T- Spennati T = Spennata T - Spennate VERBES. Il éteignit Nous éteignîmes Vous éteignîtes Ils éteignirent J'éteindrai Tu éteindras il éteindra Nous éteindrons Vous éteindrez Ils éteindront Éteignant Éteint Éteints Éteinte Éteintes Peler Pelé Pelés Pelée Pelées Dépenser Je dépense Tu dépenses Il dépense Nous dépensons Vous dépensez Ils dépensent Je dépensais Tu dépensais Il dépensait Nous dépensions Vous dépensiez Ils dépensaient Je dépensai Tu dépensas Il dépensa Nous dépensâmes Vous dépensâtes Ils dépensèrent Je dépenserai Tu dépenseras Il dépensera Nous dépenserons Vous dépenserez Ils dépenseront Je dépenserais Je ne dépenserais pas Tl dépenserait Il ne dépenserait pas Dépensant Dépensé Dépensés Dépensée Dépensées Plumer Plumé Plumés Plumée Plumées VERBS. 457 He extinguished We extinguished You extinguished They extinguished I shall extinguish Thou wilt extinguish He will extinguish We shall extinguish You will extinguish They will extinguish Extinguishing Extinguished Extinguished Extinguished Extinguished To PARE Pared Pared Pared Pared To SPEND I spend Thou spendest He spends We spend You spend They spend I spent Thou spentesi He spent We spent You spent They spent spent Thou spentest He spent We spent You spent They spent I shall spend Thou wilt spend He will spend We shall spend You will spend They will spend I would spend I would not spend He would spend He would not spend Spending Spent Spent Spent Spent TO PLUCK A FOWL Plucked a fowl Plucked a fowl Plucked a fowl Plucked a fowl Sperare Spero Speri Spera Speriamo Sperate Sperano Sperava Speravi Sperava Speravamo Speravate Speravano Sperai Sperasti Sperò Sperammo Speraste Sperarono Spererei Spereresti Spererebbe Spereremmo Sperereste Spererebbero Sperate Sperando Sperato Sperati Sperata Sperate Sperdere Sperduto Sperduti Sperduta Sperdute Spergere Sperso Spersi Spersa Sperse Spergiurare Spergiura Spergiurano Spergiurava Spergiuravano Spergiurò Spergiurarono Spergiurando Spergiurato Spergiurati Spergiurata Spergiurate Sperimentare Sperimento Sperimenti Sperimenta Sperimentiamo verbes. Espérer J'espère Vous Ils J Tu II Nous Vous Ils Tu espères espère Nous espérons _ espérez espèrent 'epérais " î espérais espérait espérions _„ espériez espéraient espérai espéras Il espéra Nous espérâmes Vous espérâtes Ils espérèrent J'espérerais Tu espérerais Il espérerait Nous espérerions Vous espéreriez Ils espéreraient Espérez Espérant Espéré Espérés Espérée Espérées Dissiper Dissipé Dissipés Dissipée Dissipées Disperser Dispersé Dispersés Dispersée Dispersées Parjurer (se) Il se parjure Ils se parjurent Il se parjurait Ils se parjuraient Il se parjura Ils se parjurèrent Se parjurant Parjuré Parjurés Parjurée Parjurées Expérimenter J'expérimente Tu expérimentes Il expérimente Nous expérimentons verbs. To hope I hope Thou hope He hopes We hope You hope They hope I hoped Thou hopedst He hoped We hoped You hoped They hoped I hoped Thou hoped He hoped We hoped You hoped They hoped I would hope Thou wouldst hope He would hope We would hope You would hope They would hope Hope Hoping Hoped Hoped Hoped Hoped To. dissipate Dissipated Dissipated Dissipated Dissipated To disperse Dispersed Dispersed Dispersed Dispersed To perjure one's self He perjures himself They perjure themselves He perjured himself They perjured themselv. He perjured himself They perjured themselv. Perjuring one's self Perjured one's !&elf Perjured one's self Perjured one's sell Perjured one's self To experiment I experiment Thou experimented He experiments We experiment Sperimentate Vous expérimentez You experiment L = Sperimentano Ils expérimentent They experiment L • Sperimentai J'expérimentai I experimented L •• Sperimentasti Tu expérimentas Thou experimentedst ( - Sperimento Il expérimenta He experimented i = Sperimentammo Nous expérimentâmes We experimented ( . Sperimentaste Vous expérimentâtes You experimented ( •■ Sperimentarono Ils expé cimentèrent They experimented H — Sperimenterò J'expérimenterai I shall experiment ^ = Sperimenterai Tu expérimenteras Thou wilt experiment H . Sperimenterà Il expérimentera He will experiment H •• Sperimenteremo Nous expérimenterons We shall experiment 1 — Sperimenterete Vous expérimenterez You will experiment 1 = Sperimenteranno Ils expérimenteront They will experiment 1 Sperimentate Expérimentez Experiment 1 •• Sperimentando Expérimentant Experimenting o — Sperimentato Expérimenté Experimented o = Sperimentati Expérimentés Experimented 0 . Sperimentata Expérimentée Experimented o .. Sperimentate Expérimentées Experimented "1 — Spesare DÉFRAYER To DEFRAY 1 = Spesato Défrayé Defrayed 1 . Spesati Défrayés Defrayed 1 .. Spesata Défrayée Defrayed ) - Spesate Défrayées Defrayed ) = Spessare (spessire) ÉPAISSIR To THICKEN ) . Spessato Épaissi Thickened ) .. Spessati Épaissis Thickened + — Spessata Épaissie Thickened + = Spessate Épaissies Thickened + . Spettare Appartenir To BEHOVE + .. Spetta Il appartient It behoves ^ — Spettava Il appartenait It behoved **v = Spetterà Il appartiendra It will behove ^ . Spettato Appartenu Behoved "*v. . . Spettati Appartenu Behoved ? - Spettata Appartenu Behoved ? = Spettate Appartenu Behoved ? . Spettorarsi Se débrailler (se dé- couvrir la poitrine) To open one's breast 9 •• Spettorato Débraillé Opened one's breast V - Spettorati Débraillés Opened one's breast V = Spettorata Débraillée Opened one's breast v . Spettorate Débraillées Opened one's breast v .. Spezzare Briser To SMASH 0 — Spezzo Je brise I smash 0 = Spezzi Tu brises Thou smashest 0 . Spezza Il brise He smashs 0 .. Spezziamo Nous brisons We smash / - Spezzate Vous brisez You smash / = Spezzano Ils brisent They smash / . Spezzava Je brisais I smashed / .. Spezzavi Tu brisais Thou smashedst A - Spezzava Il brisait He smashed A == Spezzavamo Nous brisions We smashed A • Spezzavate Vous brisiez You smashed A •• Spezzavano Ils brisaient They smashed 459 460 VERBI. VERBES. VERBS. L - Spezzerò Je briserai I shall smash L = Spezzerai Tu briseras Thou wilt smash L • Spezzerà Il brisera He will smash L ■• Spezzeremo Nous briserons We shall smash ( - Spezzerete Vous briserez You will smash ( = Spezzeranno Ils briseront They will smash ( • Spezzate Brisez Smash ( -. Spezzando Brisant Smashing H - Spezzato Brisé Smashed 4 = Spezzati Brisés Smashed H . Spezzata Brisée Smashed H •• Spezzate Brisées Smashed ! — Spiacere Déplaire To DISPLEASE 1 = Spiacervi Vous déplaire To displease you 1 • Spiacermi Me déplaire To displease me 1 • Non mi dispiace Il ne me déplaît pas It do not displease me o — Spiace Il déplaît He displeases 0 = Mi spiace Il me déplaît It displeases me 0 . Vi spiace Il vous déplaît It displeases you 0 .. Spiascono Ils déplaisent They displease 1 - Spiaceva Il déplaisait He displeased 1 = Spiacevano Ils déplaisaient They displeased 1 . Mi spiacque Il me déplut It displeased me 1 -• Spiacque Il déplut He displeased ) - Gli dispiacque Il lui déplut It displeased to him ) = Spiacquero Ils déplurent They displeased ) . Spiacerà Il déplaira He will displease ) .. Vi spiacerà Il vous déplaira It will displease you + — Spiaceranno Ils déplairont They will displease + = Spiacendo Déplaisant Displeasing + Spiaciuto Déplu Displeased 4- Spiaciuti Déplu Displeased -^ _ Spiaciuta Déplu Displeased \ = Spiaciute Déplu Displeased ■-» Spianare Aplanir To SMOOTH "*»> . . Spianando Aplanissant Smoothing P - Spianato Aplani Smoothed ? = Spianati Aplanis Smoothed e . Spianata Aplanie Smoothed p .. Spianate Aplanies Smoothed v — Spiantare Raser TO LEVEL V = Spiantato Rasé Leveled v . Spiantati Rasés Leveled v .. Spiantata Rasée Leveled 0 — Spiantate Rasées Leveled 0 = Spiccare Décrocher To UNHOOK 0 . Spiccate Décrochez Unhook 0 .. Spiccando Décrochant Unhooking / - Spiccato Décroché Unhooked / = Spiccati Décrochés Unhooked 1 . Spiccata Décrochée Unhooked / .. Spiccate Décrochées Unhooked A — Spicciarsi Hater ( se ) To HASTEN A = Mi spiccio Je me hâte I hasten A • Ti spicci Tu te hâtes Thou hastenest A .- Si spiccia Il se hâte He hastens VERBI. Ci spicciamo Vi spicciate Si spicciano Mi spicciai Si spicciò Ci spicciammo Vi spicciaste Si spicciarono Mi spiccerò Ti spiccerai Si spiccerà Ci spicceremo Vi spiccerete Si spicceranno Spicciati Spicciatevi Spicciando Spicciato Spicciati Spicciata Spicciate Spicciolare Spicciolato Spicciolati Spicciolata = Spicciolate Spiegare Spiego Spieghi Spiega Spieghiamo Spiegate Spiegano Spiegava Spiegavi Spiegava Spiegavamo Spiegavate Spiegavano Spiegai Spiegasti Spiegò Spiegammo Spiegaste Spiegarono Spiegherò Spiegherai Spiegherà Spiegheremo Spiegherete Spiegheranno Spiegate Spiegami Spiegatemi Spiegando Spiegato Spiegati Spiegata Spiegate VERBES. VERBS. 4bl Nous nous hâtons We hasten Vous vous hâtez You hasten Ils se hâtent They hasten Je me hâtai I hastened Il se hâta He hastened Nous nous hâtâmes We hastened Vous vous hâtâtes You hastened Ils se hâtèrent They hastened Je me hâterai I sball hasten Tu te hâteras Thou wilt hasten Il se hâtera He will hasten Nous nous hâterons We shall hasten Vous vous hâterez You will hasten Ils se hâteront They will hasten Hâte-toi Hasten Hâtez-vous Hasten Hâtant Hastening Hâté Hastened Hâtés Hastened Hâtée Hastened Hâtées Hastened ÉGRENER TO TAKE OUT THE GRAIN Égrené Taken out the grain Égrenés Taken out the grain Égrenée Taken out the grain Égrenées Taken out the grain Expliquer To EXPLAIN J'explique I explain Tu expliques Thou explainesl Il explique He explains Nous expliquons We explain Vous expliquez You explain Ils expliquent They explain J'expliquais I explained Tu expliquais Thou explainedst Il expliquait He explained Nous expliquions We explained Vous expliquiez You explained Ils expliquaient They explained J'expliquai I explained Tu expliquas Thou explainedst Il expliqua He explained Nous expliquâmes We explained Vous expliquâtes You explained lis expliquèrent They explained J'expliquerai I shall explain Tu expliqueras Thou wilt explain Il expliquera He will explain Nous expliquerons We shall explain Vous expliquerez You will explain Ils expliqueront They will explain Expliquez Explain Explique-moi Explain to mc Expliquez-moi Explain to me Expliquant Explaining Expliqué Explained Expliqués Explained Expliquée Explained Expliquées Explained 39. 462 VERBI. VERBES. VERBS. L "I Spiegare DÉPLOYER TO UNFOLD L = Spiego Je déploie I unfold L • Spieghi Tu déploies Thou unfoldest L •• Spiega Il déploie He unfolds ( - Spieghiamo Nous déployons We unfold ( = Spiegate Vous déploj7ez You unfold ( ■ Spiegano Ils déploient They unfold ( -. Spiegava Je déployais I unfolded -t - Spiegavi Tu déployais Thou unfoldedst H = Spiegava Il déployait He unfolded ^ • Spiegavamo Nous déployions We unfolded -\ .. Spiegavate Vous déployiez You unfolded i - Spiegavano Ils déployaient They unfolded i = Spiegando Déployant Unfolding i • Spiegato Déployé Unfolded i • • Spiegati Déployés Unfolded o — Spiegata Déployée Unfolded 0 = Spiegate Déployées Unfolded 0 . Spieggiare Épier TO WATCH 0 .. Spieggiato Épié Watched 1 - Spieggiati Épiés Watched 1 = Spieggiata Épiée Watched 1 . Spieggiate Épiées Watched 1 .. Spigare Monter en épi To form the grains ) - Spigato Monté en épi Formed the grains ) = Spigati Montés en épi Formed the grains ) . Spigata Montée en épi Formed the grains ) .. Spigate Montées en épi Formed the grains + - Spignere (spingere) Pousser To PUSH + = Spingermi Me pousser To push me + . Spingervi Vous pousser To push you + •• Spingerlo Le pousser To push him ■**, — Spingo Je pousse I push \ = Vi spingo Je vous pousse I push you \ . Spingi Tu pousses Thou pushest ""■>■» . . Mi spingi Tu me pousses Thou pushest me p - Spinge Il pousse He pushes p = Spingiamo Nous poussons We push p Non spingete Vous ne poussez pas You do not push p Spingete Vous poussez You push v - Mi spingete Vous me poussez You push me V = Spingono Ils poussent They push V • Spingeva Je poussais I pushed V .. Spingevi Tu poussais Thou pushedst jO — Spingeva Il poussait He pushed a = Spingevamo Nous poussions We pushed o . Spingevate Vous poussiez You pushed G .. Spingevano Ils poussaient They pushed / — Spinsi Je poussai I pushed / = Spingesti Tu poussas Thou pushedst / . Spinse Il poussa He pushed / •• Spingemmo Nous poussâmes We pushed A — Singeste Vous poussâtes You pushed A = Spinsero Ils poussèrent They pushed A • Spingerò Je pousserai I shall push A •• Vi spingerò Je vous pousserai I shall push you T — Spingerai Tu pousseras Thou wilt push T*= Spingerà Il poussera He will push VERBI. VERBES. VERBS. 4b. . Si spiriterà Il s'effraiera He will startle ^ .. Si spiriteranno Us s'effraieront They will startle ? - Spiritato Effrayé Startled p --= Spiritati Effrayés Startled p . Spiritata Effrayée Startled p .. Spiritate Effrayées Startled V — Spiumare Déplumer To UNFEATHER V = Spiumato Déplumé Unfeathered V . Spiumati Déplumés Unfeathered v .. Spiumata Déplumée Unfeathered 0 — Spiumate Déplumées Unfeathered 0 = Splendere Briller To SHINE 0 . Splendo Je brille I shine 0 .. Splendi Tu brilles Thou shinest 1 - Splende Il brille He shines 1 = Splendiamo Nous brillons We shine 1 . Splendete Vous brillez You shine 1 Splendono Ils brillent They shine A - Splendeva Je brillais I shone A = Splendi Tu brillais Thou shonest A • Splendeva Il brillait He shone A ■• Splendevamo Nous brillions We shon« Splendevamo Splendevate Splendevano Splenderò Splenderai Splenderà Splenderete Splenderanno Splendendo -j = Splenduto Spogliare Spoglio Spogli Spoglia Spogliamo Spogliate Spogliano Spogliava Spogliavi Spogliava Spogliavamo Spogliavate Spogliavano Spogliai Spogliasti Spogliò Spogliammo Spogliaste Spogliarono Spoglieró Spoglierai Spoglierà Spoglieremo Spoglierete Spoglieranno Spogliando Spogliato Spogli ati Spogliata Spogliate Spogliarsi Mi spoglio Ti spogli Si spoglia Ci spogliamo Vi spogliate Si spogliano Mi spogliava Si spogliava Ci spogliavamo Vi spogliavate Si spogliavano Mi spogliai Si spogliò Ci spogliammo Vi spogliaste Si spogliarono Mi spoglieró Ti spoglierai VERBES. Vous brilliez Ils brillaient Je brillerai Tu brilleras Il brillera Nous brillerons Vous brillerez Ils brilleront Brillant Brillé Dépouiller Je dépouille Tu dépouilles Il dépouille Nous dépouillons Vous dépouillez Ils dépouillent Je dépouillais Tu dépouillais Il dépouillait Nous dépouillions Vous dépouilliez Ils dépouillaient Je dépouillai Tu dépouillas Il dépouilla Nous dépouillâmes Vous dépouillâtes Ils dépouillèrent Je dépouillerai Tu dépouilleras Il dépouillera Nous dépouillerons Vous dépouillerez Ils dépouilleront Dépouillant Dépouillé Dépouillés Dépouillée Dépouillées DÉSHABILLER (se) Je me déshabille Tu te déshabilles Il se déshabille Nous nous déshabillons Vous vous déshabillez Ils se déshabillent Je me déshabillais Il se déshabillait Nous nous déshabillions Vous vous déshabilliez Ils se déshabillaient Je me déshabillai Il se déshabilla Nous nous déshabillâmes Vous vous déshabillâtes Ils se déshabillèrent Je me déshabillerai Tu te déshabilleras VERBS. You shone They shone I shall shine Thou wilt shine He will shine We shall shine You will shine They will shine Shining Shone To strip I strip Thou strippesi He strips We strip You strip They strip I stript Thou striptst He stript We stript You stript They stript I stript Thou striptst He stript We stript You stript They stript I shall strip Thou wilt strip He will strip We shall strip You will strip They will strip Stripping Stript Stript Stript Stript TO UNDRESS ONE'S SELF I undress myself Thou undressest thyself He undresses himself We undress ourselves You undress yourselves They undress themselves I undressed myself He undressed himself We undressed ourselves You undressed yourselv. They undressed themsel v . I undressed myself He undressed himself We undressed ourselves You undressed yourselv. They undressed themselv. I shall dress myself Thou wilt dress thyself Si spogli erâ Ci spoglieremo Vi spoglierete Si spogleranno Spogliatevi Spogliandosi Spogliato Spogliati Spogliata Spogliate Spolpare Spolpato Spolpati Spolpata Spolpate Spolverare Spolverando Spolverato Spolverati Spolverata Spolverate Spopolare Spopolando Spopolato Spopolati Spopolata Spopolate Sporcare Sporcando Sporcato Sporcati Sporcata Sporcate Sporgere Sporgete Sporgendo Sporto Sporti Sporta Sporte Sposare Sposarvi Sposo Sposa Sposate Sposerò Vi sposerò Sposerai Sposerà Ci sposeremo Sposerete Vi sposerete Sposando Sposato Sposati Sposata Sposate VERBES. Il se déshabillera Nous nous déshabillerons Vous vous déshabillerez Ils se déshabilleront Déshabillez-vous Se déshabillant Déshabillé Déshabillés Déshabillée Déshabillées DÉCHARNER Décharné Décharnés Décharnée Décharnées Épousseter Ëpoussetant Ëpousseté Ëpoussetés Époussetée Époussetées Dépeupler Dépeuplant Dépeuplé Dépeuplés Dépeuplée Dépeuplées Salir Salissant Sali Salis Salie Salies Avancer ( saillir en de- Avancez. [hors) Avançant Avancé Avancés Avancée Avancées Épouser Vous épouser J'épouse Il épouse Vous épousez J'épouserai Je vous épouserai Tu épouseras Il épousera Nous nous marierons Vous épouserez Vous vous marierez Épousant Épousé Épousés Épousée Épousées VERBS. 465 He will dress himself We shall dress ourselves You will dress yourselv. They will dress themsel. Undress yourself Undressing one's self Undressed himself Undressed themselves Undressed herself Undressed themselves TO PICK OFF FLESH Picked off flesh Picked off flesh Picked off flesh Picked off flesh To DUST Dusting Dusted Dusted Dusted Dusted To unpeople Unpeopling Unpeopled Unpeopled Unpeopled Unpeopled To DIRTY Dirtying Dir tied Dirtied Dirtied Dirtied To PROJECT Project Projecting Projected Projected Projected Projected TO MARRY To marry you I marry He marries You marry I shall marry I shall marry you Thou wilt marry He will marry We shall get married You will marry You will get married Marrying Married Married Married Married 46(3 VERBI. VERBES. VERBS. L - Spossare ÉPUISER To exhaust L = Spossa J'épuise I exhaust L • Spossi Tu épuises Thou exhaustest L •• Spossa Il épuise He exhausts ( - Spossiamo Nous épuisons We exhaust ( = Spossate Vous épuisez You exhaust ( • Spossano Ils épuisent They exhaust ( •• Sposserò répuiserai I shall exhaust H - Sposserai Tu épuiseras Thou wilt exhaust H = Sposserà Il épuisera He will exhaust H - Sposseremo Nous épuiserons We shall exhaust H .. Sposserete Vous épuiserez You will exhaust 1 - Sposseranno Ils épuiseront They w ill exhaust 1 = Spossando Épuisant Exhausting 1 - Spossato Épuisé Exhausted 1 •• Spossati Épuisés Exhausted o — Spossata Épuisée Exhausted o = Spossate Épuisées Exhausted 0 . Spreggiare,v.Sprezzare MÉPRISER TO CONTEMN o .. Spremere Presser (tirer le suc) To press (to extract the 1 - Spremete Pressez Press juice) 1 = Spremendo Pressant Pressing 1 . Spremuto Pressé Pressed 1 .. Spremuti Pressés Pressed ) - Spremuta Pressée Pressed ) = Spremute Pressées Pressed ) . Sprezzare DÉDAIGNER To DISDAIN ) .. Sprezzo Je dédaigne I disdain + — Sprezzi Tu dédaignes Thou disdainest" -f = Sprezza Il dédaigne He disdains + . Sprezziamo Nous dédaignons We disdain + .. Sprezzate Vous dédaignez You disdain -*-v Sprezzano Ils dédaignent They disdain *"*. = Sprezzava Je dédaignais I disdained \ . Sprezzavi Tu dédaignais Thou disdainedst -v. . . Sprezzava Il dédaignait He disdained p Sprezzavamo Nous dédaignions We disdained ? = Sprezzavate Vous dédaigniez You disdained p . Sprezzavano Ils dédaignaient They disdained ? .. Sprezzerò Je dédaignerai I shall disdain V — Sprezzerai Tu dédaigneras Thou wilt disdain V = Sprezzerà Il dédaignera He will disdain v . Sprezzeremo Nous dédaignerons We shall disdain v .. Sprezzerete Vous dédaignerez You will disdain 0 — Sprezzeranno Ils dédaigneront They will disdain 0 = Sprezzando Dédaignant Disdaining 0 . Sprezzato Dédaigné Disdained 0 .. Sprezzati Dédaignés Disdained / - Sprezzata Dédaignée Disdained 1 = Sprezzate Dédaignées Disdained / . Sprofondare Écrouler (s') ro shake down / .. Sprofondato Écroulé Shaken down A — Sprofondati Écroulés Shaken down A = Sprofondata Écroulée Shaken down A . sprofondate Écroulées shaken down A .. spronare Éperonner (piquer) ro SPUR T-i spronato Éperonné Spurred T=L spronati Éperonnés f spurred VERBI. verbes. VERBS. 4b/ L - Spronata Éperonnée Spurred L = Spronate Éperonnées Spurred L • Spropriare Déposséder To DISPOSSESS L •• Spropriato Dépossédé Dispossessed ( - Spropriati Dépossédés Dispossessed ( = Spropriata Dépossédée Dispossessed ( • Spropriate Dépossédées Dispossessed ( .. SPROPOSITARE Faire ou dire des sot- tises TO DO or SAY NONSENSE -1- Spropositato Fait ou dit des sottises Done or said nonsense H = Spropositati Fait ou dit des sottises Done or said nonsense -i • Spropositata Fait ou dit des sottises Done or said nonsense H •• Spropositate Fait ou dit des sottises Done or said nonsense 1 - Sprovvedere DÉPOURVOIR TO DEPRIVE 1 = Sprovveduto Dépourvu Deprived 1 . Sprovveduti Dépourvus Deprived 1 •• Sprovveduta Dépourvue Deprived o — Sprovvedute Dépourvues Deprived a = Spruzzare Humecter légèrement To wet (lightly) o . Spruzzato Humecté légèrement Wet lightlv o .. Spruzzati Humectés légèrement Wet lightly 1 — Spruzzata Humectée légèrement Wet lightly 1 = Spruzzate Humectées légèrement Wet lightly 1 . Spumare ÉCUMER To SCUM 1 .. Spumato Écume Scummed ) - Spumata Ëcumée Scummed ) = Spuntare ÉCLORE TO COME OUT OF THE EGG ) • Spunto Il éclot It comes out of the egg ) •• Spuntano Us éclosent They come out of the egg + — Spuntava Il éclosait It came out of the egg -f = Spuntavano Ils éclosaient They came out of the egg -f . Spuntò Il éclot It came out of the egg -f .. Spuntarono Ils éclorent They came out of the egg Spunterà Il éclora It will come out of the egg >•» = Spunteranno Ils écloront They will come out of t. e . *»>. . Spuntato Éclos Come out of the egg •^ .. Spuntati Eclos Come out of the egg P - Spuntata Éclose Come out ol the egg P = Spuntate Écloses Come out of the egg P • Spuntarsi ËMOUSSER (S') To BLUNT P •• Spuntato Ëmoussé Blunted V — Spuntati Émoussés Blunted V — Spuntata Émoussée Blunted V . Spuntate Émoussées Blunted v .. Spurgare MONDIFIER TO MUNDIFY 0 — Spurgato Mondifié Mundilied 0 = Sputare Cracher To SPIT o . Sputato Craché Spitten 0 .. Squadernare Feuilleter TO TURN OVER THE LEAVES OF A BOOR / - Squadernato Feuilleté Turned over the 1. of a I). 1 «= Squadernati Feuilletés Turned over the 1. of a h. / . Squadernata Feuilletée Turnedover the 1. of a b. / .. Squadernate Feuilletées Turned over the 1. of a b. A - Squadrare ÉQUARRIR To SQUARE 468 VERBI. VERBES. YERBS. L - Squadrato Équarri Squared L = Squadrati Équarris Squared L • Squadrata Équarrie Squared L •• Squadrate Équarries Squared ( - Squadronare Ranger en escadrons TO ARRAY IN SQUADRONS ( = Squadronato Rangé en escadrons Arrayed in squadrons ( • Squadronati Rangés en escadrons Arrayed in squadrons ( .. Squadronata Rangée en escadrons Arrayed in squadrons -\ - Squadronate Rangées en escadrons Arrayed in squadrons H - Squagliare Fondre To MELT H • Squagliato Fondu Melted 4 .- Squagliati Fondus Melted 1 - Squagliata Fondue Melted 1 = Squagliate Fondues Melted 1 • Squarciare DÉCHnŒR TO TEAR 1 •• Squarcio Je déchire I tear o — Squarci Tu déchires Thou tearest o == Squarcia Il déchire He tears 0 . Squarciamo Nous déchirons We tear 0 .. Squarciate Vous déchirez You tear 1 - Squarciano Ils déchirent They tear 1 = Squarciando Déchirant Tearing 1 . Squarciato Déchiré Torn 1 .. Squarciati Déchirés Torn ) - Squarciata Déchirée Torn ) = Squarciate Déchirées Torn ) . Squartare ËCARTELER TO QUARTER ) .. Squartato Ëcartelé Quartered -i Squartati Ëcartelés Quartered + = Squartata Écartelée Quartered + . Squartate Ecartelées Quartered + .. Squillare RÉSONNER To SOUND \ — Squilla Il résonne It sounds -^ = Squillano Ils résonnent They sound -««« . Squillato Résonné Sounded *>*. Squittinare Passer par le scrutin TO PASS BY BALLOT ? - Squittinato Passé par le scrutin Passed by ballot ? = Squittinati Passés par le scrutin Passed by ballot ? . Squittinata Passée par le scrutin Passed by ballot p .. Squittinate Passées par le scrutin Passed by ballot V — Srugginire Dérouiller TO TAKE OFF THE RUST V = Srugginito Dérouillé Taken off the rust V - Srugginiti Dérouillés Taken off the rust V .. Srugginita Dérouillée Taken off the rust 0 — Srugginite Dérouillées TakeD off the rust 0 = Stabilire Établir To SET UP 0 . Stabilito Établi Set up 0 .. Stabiliti Établis Setup 1 ~ Stabilita Établie Setup 1 = Stabilite Etablies Setup 1 . Staccare Détacher TO DETATCH 1 •• Stacco Je détache I detatch A — Stacchi Tu détaches Thou detatchest A = Stacca Il détache He detatches A • Stacchiamo Nous détachons We detatch A •• Staccate Vous détachez You detatch VERBI. L - Staccano L = Staccava Staccavi Staccava ( — Staccavamo ( = Staccavate Staccavano Staccai H- Staccasti H = Staccò H • Staccammo H •• Staccaste 1 - Staccarono 1 = Staccherò 1 • Staccherai Staccherà o — Staccheremo o = Staccherete 0 . Staccheranno o .. Staccando 1 - Staccato 1 = Staccati 1 . Staccata 1 .. Staccate ) — Staffilare ) = Stafiilato ) . Staffilati ) .. Staffilata + — Staffilate + = Stagionare + . Stagionato + .. Stagionati -^ — Stagionata ^ = Stagionate ^ . Stagnare ^ .. Stagnato p - Stagnati p = Stagnata p . Stagnate p .. Stagnare V — Stagnato V = Stagnati V • Stagnata v .. Stagnate 0 — Stampare 0 = Stampo 0 . Stampi 0 .. Stampa / ~ Stampiamo / = Stampate / • Stampano / •• Stampava A — Stampavi A = Stampava A • Stampavamo A •• Stampavate T- Stampavano VERBES. VERBS. Ils détachent They detatch Je détachais I detatched Ta détachais Thou detatchedst Il détachait He detatched Nous détachions We detatched Vous détachiez You detatched Ils détachaient They detatched Je détachai I detatched Tu détachas Thou detatchedst Il détacha He detatched Nous détachâmes We detatched Vous détachâtes You detatched Ils détachèrent They detatched Je détacherai I shall detatch Tu détacheras Thou wilt detatch Il détachera He will detatch : Nous détacherons We shall detatch Vous détacherez You will detatch Ils détacheront They will detatch Détachant Detatching Détaché Detatched Détachés Detatched Détachée Detatched Détachées Detatched Fouetter To WHIP Fouetté Whipped Fouettés Whipped Fouettée Whipped Fouettées Whipped Mûrir To ripen Mûri Ripened Mûris Ripened. Mûrie Ripened Mûries Ripened Croupir TO STAGNATE Croupi Stagnated Croupi Stagnated Croupi Stagnated Croupi Stagnated ÉTAMER To TIN Élamé Tinned Étamés Tinned Étamée Tinned Ëtamées Tinned Imprimer To print J'imprime I print Tu imprimes Thou printest Il imprime He prints Nous imprimons We print Vous imprimez You print Ils impriment They print J'imprimais I printed Tu imprimais Thou printedst Il imprimait He printed Nous imprimions We printed Vous imprimiez You printed Ils imprimaient They printed 40 469 ! 470 VERBI. VERBES. VERBS. L - Stampai J'imprimai [ printed L = Stampasti Tu imprimas Thou printedst L • Stampo Il imprima He printed L •• Stampammo Nous imprimâmes We printed ( - Stampaste Vous imprimâtes You printed ( = Stamparono [Is imprimèrent They printed ( • Stamperò J'imprimerai I shall print ( • Stamperai Tu imprimeras Thou wilt print H - Stamperà Il imprimera He will print H = Stamperemo Nous imprimerons We shall print H • Stamperete Vous imprimerez You will print -\ •■ Stamperanno Ils imprimeront They will print 1 - Stamperei J'imprimerais I would print 1 = Stamperesti Tu imprimerais Thou wouldst print 1 • Stamperebbe Il imprimerait He would print 1 •• Stamperemmo Nous imprimerions We vould print o — Stampereste Vous imprimeriez You would print o = Stamperebbero Ils imprimeraient They would print 0 . Stampate Imprimez Print 0 .. Stampando Imprimant Printing 1 - Stampato Imprimé Printed 1 = Stampati Imprimés Printed 1 . Stampata Imprimée Printed 1 •• Stampate Imprimées Printed ) — Stancare Lasser To TIRE ) = Stanco Je lasse I tire ) . Stanchi Tu lasses Thou tirest ) .. Stanca Il lasse He tires + — Stanchiamo Nous lassons We tire + = Stancate Vous lassez You tire + . Stancano Ils lassent They tire + .. Stancava Je lassais I tired -■s. Stancavi Tu lassais Thou tiredst ^ — Stancava Il lassait He tired — Stancavamo Nous lassions We tired "*»» . . Stancavate Vous lassiez You tired p — Stancavano Ils lassaient They tired p = Stancai Je lassai I tired p . Stancasti Tu lassas Thou tiredst ? .. Stancò Il lassa He tired V — Stancammo Nous lassâmes We tired V = Stancaste Vous lassâtes You tired V . Stancarono Ils lassèrent They tired V .. Stancherò Je lasserai I shall tire 0 — Stancherai Tu lasseras Thou wilt tire 0 = Stancherà Il lassera He will tire 0 . Stancheremo Nous lasserons We shall tire 0 .. Stancherete Vous lasserez You will tire 1 - Stancheranno Ils lasseront They will tire / = Stancando Lassant Tiring / . Stancato Lassé Tired / •• Stancati Lassés Tired A — Stancata Lassée Tired A = Stancate Lassées Tired A • Stangare Barrer To BAR A •• Stangato Barré Barred T — Stangati Barrés Barred T = Stangata Barrée Barred T • Stangate Barrées Barred VERBI. VERBES* VERBS. 47 L - Star bene Porter bien (se) TO BE WELL L = Sto bene Je me porte bien I am well Stai bene Tu te portes bien Thou art well Sta bene Il se porte bien He is well ( — Stiamo bene Nous nous portons bien We are well ( — State bene Vous vous portez bien You are well Stanno bene Ils se portent bien They are well Stava bene Je me portais bien I was well -1- Stavi bene Tu te portais bien Thou wast well H = Stava bene Il se portait bien He was well H . Stavamo bene Nous nous portions bien We were well H •• Stavate bene Vous vous portiez bien You were well i — Stavano bene Ils se portaient bien They were well 1 = Sta bene, stati sano Porte-toi bien Take care of thyself 1 • State bene, state sani Portez-vous bien Take care of yourselves 1 •• Che stia bene Que je me porte bien That I may be well o — Che stiamo bene Que nous nous portions That we may be well o = Che stiate bene Que vous vous portiez b. That you may be well o . Se io stassi bene Si j'étais bien portant If I were well 0 .. Se tu stassi bene Si tu étais bien portant I thou wert well 1 - Se stasse bene S'il était bien portant I he were well 1 = Se stassimo bene Si nous étions bien port. I we were well 1 . Se staste bene Si vous étiez bien port. I you were well 1 .. Se stassero bene S'ils étaient bien port I they were well ) - Stare Rester To STAY ) = Sto Je reste Istay ) . Stai Tu restes Thou stayest ) .. Sta Il reste He stays .+ - Stiamo Nous restons We stay 4- = State Vous restez You stay ' + . Stanno Ils restent They stay + .. Stava Te restais ï stayed •^ — Stavi Tu restais Thou stayedst "»* = Stava Il restait He stayed "»«. . Stavamo Nous restions We stayed "*«s . . Stavate Vous restiez You stayed p - Stavano Ils restaient They stayed p = Stetti Je restai I stayed p . Stesti Tu restas Thou stayedst ? .. Stette 11 resta He stayed V — Stemmo Nous restâmes We stayed V = Steste Vous restâtes You stayed v . Stettero Ils restèrent Thou stayed V .. Starò Je resterai I shall stay 0 — Starai Tu resteras Thou wilt stay 0 = Stara Il restera He will stay 0 . Staremo Nous resterons We shall stay 0 .. Starete Vous resterez You will stay / - Staranno Ils resteront They will stay / = Starei Je resterais I would stay / • Staresti Tu resterais Thou wouldst stay / .. Starebbe Il resterait He would stay A - Staremmo Nous resterions We would stay A = Stareste Vous resteriez You would stay A • Starebbero Ils resteraient They would stay A .. Sta Reste Stay T — Stia Qu'il reste Let him stay T = Stiamo Restons Let us stay T • State Restez Stay : - -- 472 VERBI. L - Stiano L = Ch'io stia L • Che stia L •• Che stia ( - Che stiamo ( = Che stiate ( • Che stiano ( .. Che stessi H- Stessi H = Stesse H ■ Stessimo H •• Steste 1 — Stessero 1 = Stando ì . Stato 1 .. Stati o — Stata o = State 0 . Starnutare o .. Starnutato 1 - Statuire 1 = Statuito 1 . Statuiti 1 .. Statuita ) - Statuite ) = Steccare ) . Steccato ) .. Steccati + — Steccata + = Steccate + . Stemperare + .. Stemperato \ — Stemperati "-». = Stemperata •*>. . Stemperate ■*>. .. Stendere p — Stendo p = Stendi p . Stende ? .. Stendiamo V — Stendete V = Stendono V . Stendeva v .. Stendevi 0 — Stendeva 0 = Stendevamo 0 . Stendevate 0 .. Stendevano 1 - Stesi 1 = Stendesti 1 ■ Stese 1 .- Stendemmo A — Stendeste A = Stesero A • Stenderò A •• Stenderai T- Stenderà T ^= Stenderemo VERBES. VERBS. Qu'ils restent Let them stay Que je reste That I may stay Que tu restes That thou mayst stay Qu'il reste That he may stay Que nous restions That Ave may stay Que vous restiez That you may stay Qu'ils restent That they may stay Que je restasse That I might stay Que ta restasses That thou mighst stay Qu'il restât That he might stay- Que nous restassions That we might stay Que vous restassiez That you might stay Qu'ils restassent That they might stay Restant Staying " Resté Stayed Restés Stayed Restée Stayed Restées Stayed ËTERN'UER To sneeze Éternué Sneezed Statuer To ENACT Statué Enacted Statues Enacted Statuée Enacted Statuées Enacted Barricader To barricade Barricadé Barricaded Barricadés Barricaded Barricadée Barricaded Barricadées Barricaded Détremper TO TARE OUT THE TEMPER Détrempé Taken out the temper Détrempés Taken out the temper Détrempée Taken out the temper Détrempées Taken out the temper Étendre TO SPREAD J'étends I spread Tu étends Thou spreadest Il étend He spreads Nous étendons We spread Vous étendez You spread Ils étendent They spread rétendais I spread Tu étendais Thou spreadst Il étendait He spread Nous étendions We spread Vous étendiez You spread Us étendaient They spread J'étendis I spread Tu étendis Thou spreadst 11 étendit He spread Nous étendîmes We spread Vous étendîtes You spread Ils étendirent They spread J'étendrai I shall spread Tu étendras Thou wilt spread Il étendra He will spread Nous étendrons We shall spread VERBI. L - Stenderete L = Stenderanno L • Stendendo L •• Steso ( - Stesi ( = Stesa ( • Stese ( •• Stentare H- Stentato H = Stentati H ■ Stentata H •• Stentate 1 — Sterminare 1 = Sterminato I • Sterminati 1 .. Sterminata o — Sterminate o = Stignere 0 . Stigne 0 .. Stinto 1 - Stinti 1 = Stinta 1 . Stinte 1 .. Stillare, v. ] ) - Stimare ) = Stimarvi ) . Stimarmi ) .. Stimarlo + — Stimo + = Vi stimo + . Lo stimo + .. Stimi . . . Strozzati Étranglés Strangled p - Strozzata Étranglée Strangled p = Strozzate Étranglées Strangled p . Struggere Fondre To melt (dissolve) p Struggo Je fonds I melt V - Struggi Tu fonds Thou meltest V = Strugge Il fond He melts V . Struggiamo Nous fondons We melt v .. Struggete Vous fondez You melt 0 — Struggono Ils fondent They melt 0 = Struggeva Je fondais I melted 0 . Struggevi Tu fondais Thou meltedst 0 .. Struggeva Il fondait He melted 1 - Struggevamo Nous fondions We melted 1 = Struggevate Vous fondiez You melted 1 . Struggevano Ils fondaient They melted / .. Struggendo Fondant Melting A - Strutto Fondu Melted A = Strutti Fondus Melted A • Strutta Fondue Melted ' A .. Strutte Fondues Melted 477 478 VERBI. VERBES. VERBS. L - Stuccare Boucher avec du plâtre TO STOP UP WITH PLASTER OU DU STUC ( to do oner with stucco ) L = Stuccato Bouché avec du plâtre Stopped up with plaster L • Stuccati Bouchés avec du plâtre Stopped up with plaster L •• Stuccata Bouchée avec du plâtre Stopped up with plaster ( - Stuccate Bouchées avec du plâtre Stopped up with plaster ( = Studiare ÉTUDIER To STUDY ( . Studio J'étudie I study ( •• Studi Tu étudies Thou studiest H- Studia Il étudie He studies -i = Studiamo Nous étudions We study H • Studiate Vous étudiez You study H ■- Non istudiate Vous n'étudiez pas You do not study Studiano Ils étudient They study 1 = Studiava J'étudiais I studied t . Studiavi Tu étudiais Thou studiedst 1 -. Studiava Il étudiait He studied o — Studiavamo Nous étudiions We studied o = Studiavate Vous étudiiez You studied 0 . Studiavano Ils étudiaient They studied o .. Studiai J'étudiai I studied 1 - Studiasti Tu étudias Thou studiedst 1 = Studiò Il étudia He studied 1 . Studiammo Nous étudiâmes We studied 1 .. Studiaste Vous étudiâtes You studied ) - Studiarono Ils étudièrent They studied J = Studieró Tétudierai I shall study ) . Studierai Tu étudieras Thou wilt study ) .. Studierâ Il étudiera He will study + - Studieremo Nous étudierons We shall study + = Studierete Vous étudierez You will study 4- . Studieranno Ils étudieront They will study + .. Studia Étudie Study *•»» — Studiate Étudiez Study **■» =s Studiando Étudiant Studying ^ Studiato Étudié Studied ^. .. Studiati Étudiés Studied 9 - Studiata Étudiée Studied 9 = Studiate Étudiées Studied 9 . Stufare Dégoûter (ennuyer) TO DISGUST (TO TIRE) 9 .. Stufato Dégoûté Disgusted V - Stufati Dégoûtés Disgusted V = Stufata Dégoûtée Disgusted v . Stufate Dégoûtées Disgusted v .. Stupefare ÉTONNER TO ASTONISH (Stupify) 0 — Stupefatto Étonné Astonished 0 = Stupefatti Étonnés Astonished 0 • Stupefatta Étonnée Astonished 0 .. Stupefatte Étonnées Astonished / - Stupire ÊTRE ÉTONNÉ TO BE ASTONISHED / = Stupisco Je suis étonné I am astonished / . Stupisci Tu es étonné Thou art astonished / •• Stupisce Il est étonné He is astonished A — Stupiamo Nous sommes étonnés We are astonished A = Stupite Vous êtes étonnés You are astonished A • Stupiscono Ils sont étonnés They are astonished A •• Stupiva J'étais étonné I was astonished T- Stupivi Tu étais étonné Thou was astonished VERBI. VERBES. VERBS. 479 L - Stupiva 1 était étonné Eie was astonished L = Stupivamo Nous étions étonnés We were astonished L ■ Stupivate Vous étiez étonnés You were astonished Stupivano tls étaient étonnés They were astonished Stupii Te fus étonné [ was astonished Stupisti ru fus étonné Thou wast astonished Stupi [1 fut étonné He was astonished Stupimmo Vous fûmes étonnés We were astonished H- Stupiste Vous fûtes étonnés You were astonished H = Stupiranno [ls furent étonnés They were astonished H . Stupirò Je serai étonné I shall be astonished H •• Stupirai Tu seras étonné Thou wilt be astonished 1 - Stupirà Il sera étonné He will be astonished 1 = Stupiremo Nous serons étonnés We shall be astonished 1 . Stupirete Vous serez étonnés" You will be astonished 1 •• Stupiranno Ils seront étonnés They will be astonished o — Stupito Étonné Astonished O B= Stupiti Étonnés Astonished o . Stupita Étonnée Astonished o .. Stupite Étonnées Astonished "1 Sturare DÉROUCHER TO UNCORK -J = Sturato Débouché Uncorked Sturati Débouchés Uncorked Sturata Débouchée Uncorked ) — Sturate Débouchées Uncorked \ _ Sturbare DÉRANGER TO DERANGE Sturbarvi Vous dérange? To derange you Sturbarmi Me déranger To derange me H Sturbo Je dérange I derange + = Vi sturbo Je vous dérange I derange you 4- . Sturbi Tu déranges Thou derangest + •• Sturba Il dérange He deranges -«*. — Mi sturba Il me dérange He deranges me •»«. = Sturbiamo Nous dérangeons We derange ^ . Non sturbate Vous ne dérangez pas You do not derange !■*» .. Sturbate Vous dérangez You derange P - Mi sturbate Vous me dérangez You derange me P = Sturbano Ils dérangent They derange P • Sturbava Je dérangeais I deranged P -. Sturbavi Tu dérangeais Thou d erangedst v - Sturbava Il dérangeait He deranged V = Mi sturbava Il me dérangeait He deranged me v . Sturbavamo Nous dérangions We deranged V .. Sturbavate Vous dérangiez You deranged / - Sturbavano Us dérangeaient They deranged / = Sturberò Je dérangerai 1 shall derange / . Non vi sturberò Je ne vous dérangerai pas I shall not derange / .. Sturberà Il dérangera He wilt derange 0 — Sturberete Vous dérangerez You will derange 0 = Sturberanno Ils dérangeront They will derange 0 . Non vi sturbate Ne vous dérangez pas Do not derange yoursel- 0 .. Sturbato Dérangé Deranged [ves A - Sturbati Dérangés Deranged A = - Sturbata Dérangée Deranged A Sturbate Dérangées Deranged A • Stuzzicare Piquer To PRICK T - . Stuzzicato Piqué Pricked T = : Stuzzicati Piqués Pricked T Stuzzicata Piquée Pricked L 480 VERBI. L - Stuzzicate L = Subissare L - Subissato L •• Subissati ( - Subissata ( = S ubissate ( ■ Subordinare ( •• Subordinato H- Subordinati H = Subordinata H • Subordinate H •• Subornare 1 - Subornato Subornati 1 ~ Subornata 1 •• Subornate o — Succedere o = Succedo 0 . Succedi o .. Succede 1 - Succediamo 1 = Succedete 1 . Succedono 1 .. Succedeva ) - Succedevi ) = Succedeva ) . Succedevamo ) .. Succedevate -4 Succedevano + = Succederà + . Succederete + •• Succedendo •^. — Succeduto ^ = Succeduti *^. . Succeduta -^ .. Succedute ? - Succhiare ? = Succinate P - Succhiato P •• Succhiati V — Succhiata V = Succhiate V . Sudare v .. Sudo 0 — Sudi 0 = Suda 0 . Sudiamo 0 .. Sudate 1 - Sudano 1 = Sudava / • Sudavi / •• Sudava A — Sudavamo A = Sudavate A • Sudavano A .. Sudai T- Sudasti T • Sudò verbes. VERBS. Piquées Pricked A.BIMER To SPOIL Abimé Spoiled Abîmes Spoiled Abîmée Spoiled Abîmées Spoiled Subordonner To SUBOBDINATE Subordonné Subordinated Subordonnés Subordinated Subordonnée Subordinated Subordonnées Subordinated Suborner To BRIBE Suborné Bribed Subornés Bribed Subornée Bribed Subornées Bribed Succéder To SUCCEED Je succède I succeed Tu succèdes Thou succeedest Il succède He succeeds Nous succédons We succeed Vous succédez You succeed Ils succèdent They succeed Je succédais I succeeded Tu succédais Thou succeededst Il succédait He succeeded Nous succédions We succeeded Vous succédiez You succeeded Ils succédaient They succeeded Il succédera He will succeed Vous succéderez You will succeed Succédant Succeeding Succédé Succeeded Succédés Succeeded Succédée Succeeded Succédées Succeeded Sucer To SUCK Sucez Suck Sucé Sucked Sucés Sucked Sucée Sucked Sucées Sucked Suer To SWEAT Je sue I sweat Tu sues Thou sweatest Il sue He sweats Nous suons We sweat Vous suez You sweat Ils suent They sweat Je suais I sweat Tu suais Thou sweatst Il suait He sweat Nous suions We sweat Vous suiez You sweat Ils suaient They sweat Je suai I sweat Tu suas Thou sweatst Il sua He sweat YERBI. VERBES. VERBS. 4» L - ! sudammo Nous suâmes We sweat L = ! sudaste Vous suâtes You sweat L . sudarono Us suèrent They sweat L •• Suderò Je suerai 1 [ shall sweat ( — Suderai Tu sueras Thou wilt sweat ( = Suderà H suera He will sweat ( . Suderemo Nous suerons We shall sweat ( •• Suderete Vous suerez You will sweat H - Suderanno [Is sueront They will sweat H = Sudando Suant Sweating H . Sudato Sué Sweat H • Sudati Sué Sweat 1 — Sudata Sué Sweat Sudate Sué Sweat 1 Suddividere Subdiviser To SUBDIVIDE 1 •• Suddiviso Subdivisé Subdivided o — Suddivisi Subdivisés Subdivided o = Suddivisa Subdivisée Subdivided 0 . Suddivise Subdivisées Subdivided o .. Suffocare, v. Soffocare Suffoquer To CHORE 1 - Suggellare Cacheter To seal "1 = Suggellate Cachetez Seal 1 • Suggellato Cacheté Sealed "1 •• Suggellati Cachetés Sealed ) — Suggellata Cachetée Sealed ) = Suggellate Cachetées Sealed ) . Suggerire Suggérer To SUGGEST ) ■• Suggerito Suggéré Suggested + — Suggeriti Suggérés Suggested + = Suggerita Suggérée Suggested + . Suggerite Suggérées Suggested + •• Sugettare Assujettir TO SUBJECT Sugettato Assujetti Subjected *««. = Sugettati Assujettis Subjected ■^ . Sugettata Assujettie Subjected \ . . Sugettate Assujetties Subjected ? - Superare Surpasser TO EXCEL ? = Superarlo Le surpasser To excel him ? • Superarvi Vous surpasser To excel you e • Superarmi Me surpasser To excel me v - - Supero Je surpasse I excel v = = Vi supero Je vous surpasse I excel you V Superi Tu surpasses Thou excellest V - . Supera Il surpasse He excells 0 - - Lo supera Il le surpasse He excells him 0 = = Superiamo Nous surpassons We excel 0 . Superate Vous surpassez You excel 0 . . Mi superate Vous me surprssez You excel me / - - Non mi superate Vous ne me surpassez pa s You do not excel me / = = Superano Ils surpassent They excel / . Superava Je surpassais I excelled / . Superavi Tu surpassais Thou excelled»! A - - Superava Il surpassait He excelled A = = Superavamo Nous surpassions We excelled A . 1 Superavate Vous surpassiez You excelled A .. 1 Superavano Ils surpassaient They excelled T —[Superai 1 Je surpassai 1 1 excelled 41 482 VERBI. VERBES. VERBS. L - Superasti Tu 'surpassas Thou excelledst L - Superò Il surpassa He excelled L • Superammo Nous surpassâmes We excelled L •• Superaste Vous surpassâtes You excelled ( - Superarono Ils surpassèrent They excelled ( = Supererò Je surpasserai I shall excel ( • Supererai Tu surpasseras Thou wilt excel ( •• Supererà Il surpassera He will excel ^ - Supereremo Nous surpasserons We shall excel ^ = Supererete Vous surpasserez You will excel -\ . Supereranno Ils surpasseront They will excel H •- Superando Surpassant Excelling 1 - Superato Surpassé Excelled 1 ■ = Superati Surpassés Excelled 8 • Superata Surpassée Excelled 1 •• Superate Surpassées Excelled o — Supplicare Supplier TO BESEECH 0 = Supplicarvi Vous supplier To beseech you o . Supplicarlo Le supplier To beseech him o .. Supplico Je supplie I beseech 1 - Vi supplico Je vous supplie I beseech you 1 = Supplichi Tu supplies Thou beseechest 1 . Supplica Il supplie Hi beseeches 1 .. Supplichiamo Nous supplions We beseech ) - Supplicate Vous suppliez You beseech ) = Non supplicate Vous ne suppliez pas You do not beseech ) . Supplicano Us supplient They beseech ) .. Supplicava Je suppliais I besought H Lo supplicava Je le suppliais I besought him + = Supplicavi Tu suppliais Thou besoughtest + . Supplicava 11 suppliait He besought rf .. Supplicavamo Nous suppliions We besought -^ — Supplicavate Vous suppliiez You besought -v. = Supplicavano Ils suppliaient They besought "^ . Supplicai Je suppliai I besought ■*««. . . Lo supplicai Je le suppliai I besought him p — Supplicò Il supplia He besought p = Supplicammo Nous suppliâmes We besought p Supplicaste Vous suppliâtes You besought ? ■'. Supplicarono Ils supplièrent They besought V - Supplicherò Je supplierai I shall beseech V = Vi supplicherò Je vous supplierai I shall beseech you V . Supplicherai Tu supplieras Thou wilt beseech V .. Supplicherà Il suppliera He will beseech 0 — Supplicheremo Nous supplierons We shall beseech 0 = Supplicherete Vous supplierez You will beseech 0 . Supplicheranno Ils supplieront They will beseech 0 .. Vi supplicherei Je vous supplierais I would beseech you 1 - Supplicando Suppliant Beseeching / = Supplicato Supplié Besought / . Supplicati Suppliés Besought / .. Supplicata Suppliée Besought A - Supplicate Suppliées Besought A = Supplire Suppléer Tu SUPPLY A • Supplito Suppléé Supplied A •• Suppliti Suppléés Supplied T — Supplita Suppléée Supplied T = Supplite Suppléées Supplied Supporre Suppormi Supporvi Supporlo Suppongo Non lo suppongo Supponi Suppone Suppon ghiaino Non mi supponete Supponete Mi supponete Suppongono Supponeva Non supponeva Supponevi Supponeva Si supponeva Supponevamo Supponevate Non supponevate Supponevano Supposi Suppose Supponemmo Supponeste Supposero Supponiamo Supponete Supponendo Supposto Supposti Supposta Supposte SUPPRIMERE Supprimete Supprimendo Suppresso Suppressi Suppressa Suppresse Suppurare Suppurato Suppurati Suppurata Suppurate Supputare Supputato Supplitati Supputata Supputate Surrogare Surrogato Surrogati Surrogata Surrogate Suscitare verbes. Supposer Me supposer Vous supposer Le supposer Je suppose Je ne le suppose pas Tu supposes Il suppose Nous supposons Vous ne me supposez pas Vous supposez Vous me supposez Ils supposent Je supposais Je ne supposais pas Tu supposais Il supposait On supposait Nous supposions Vous supposiez Vous ne supposiez pas Ils supposaient Je supposai Il supposa Nous supposâmes Vous supposâtes Ils supposèrent Supposons Supposez En supposant Supposé Supposés Supposée Supposées Supprimer Supprimez Supprimant Supprimé Supprimés Supprimée Supprimées Suppurer Suppuré Suppuré Suppuré Suppuré Supputer Supputé Supputés Supputée Supputées Subroger Subrogé Subrogés Subrogée Subrogées Susciter VERBS. 4835 TO SUPPOSE To suppose me To suppose you To suppose it I suppose I do not suppose it Thou supposest He supposes We suppose You do not suppose me You suppose You suppose me They suppose I supposed I did not suppose Thou supposedst He supposed One supposed We supposed You supposed You did not supposs They supposed I supposed He supposed We supposed You supposed They supposed Let us suppose Suppose Supposing Supposed Supposed Supposed Supposed To SUPPRESS Suppress Suppressing Suppressed Suppressed Suppressed Suppressed To SUPPURATE Suppurated Suppurated Suppurated Suppurated To COMPUTE Computed Computed Computed Computed TO SUBSTITUTE Substituted Substituted Substituted Substituted TO RAISE UP 1 484 VERBI. VERBES. VERBS. L -ì Suscitato Suscité laised up L = Suscitati Suscités laised up Suscitata Suscitée Raised up Suscitate Suscitées Raised up Sussistere Subsister To SUBSIST Non sussiste Il ne subsiste pas. He does not subsist Sussistito Subsisté Subsisted Sussistiti Subsisté Subsisted H - Sussistita Subsisté Subsisted H = Sussistite Subsisté Subsisted -1 • SUSTITUIRE Surstituer TO SUBSTITUTE -t .. Sustituito Substitué Substituted 1 - Sustituiti Substitués Substituted ! = Sustituita Substituée Substituted 1 . Sustituite Substituées Substituted 1 •• SUSURRARE Murmurer To MURMUR o — Susurrando Murmurant Murmuring o == Susurrato Murmuré Murmured 0 . Svagare Distraire TO BE INATTENTIVE o .. Svagato Distrait Been inattentive 1 - Svagati Distraits Been inattentive 1 = Svagata Distraite Been inattentive 1 . Svagate Distraites Been inattentive Svaligiare DÉVALISER To BOB ) — Svaligiato Dévalisé Robed ) = Svaligiati Dévalisés Robed Svaligiata Dévalisée Robed Svaligiate Dévalisées Robed + — Svanire Exhaler (s') To EXHALE -t- == Svanisce Il s'exhale It exhales + • Svanito Exhalé Exhaled •+• .. Svaniti Exhalés Exhaled "»s Svanita Exhalée Exhaled *>s = Svanite Exhalées Exhaled ^ Svaporare Évaporer TO EVAPOBATE \ . . Svaporato Évaporé Evaporated ? — Svaporati Évaporés Evaporated p = Svaporata Évaporée Evaporated ? . Svaporate Évaporées Evaporated ? .. Svegliare Éveiller To AWAKE v — Svegliarmi Méveiller To awake me V = Sveglio J'éveille I awake V • Mi sveglio Je m'éveille I awake me v .. Sveglia Il éveille He awakes 0 — Svegliamo Nous éveillons We awake 0 = Svegliate Vous éveillez You awake 0 . Svegliano Ils éveillent They awake 0 .. Sveglieró J'éveillerai I shall awake / - Mi sveglieró Je m'éveillerai I shall awake me / = Sveglierai Tu éveilleras Thou wilt awake / • Sveglierà Il éveillera He will awake / . Sveglieremo Nous éveillerons We shall awake A - - Sveglierete Vous éveillerez You will awake A = = Sveglieranno Ils éveilleront They will awake A Svegliatemi Éveillez-moi Awake me A • Non mi svegliate Ne m'éveillez pas IDo not awake me VERBI. VERBES. VERBS. L - Non lo svegliate Ne l'éveillez pas Do not awake him L = Svegliando Éveillant Awaking L • Svegliato Éveillé Awake L •• Svegliati Éveillés Awake ( - Svegliata Éveillée Awake ( = Svegliate Éveillées Awake •«•, = Svenivano Ils s'évanouissaient They fainted *«s . Svenne Il s'évanouit He fainted Svennero Ils s'évanouirent They fainted ? - Svenuto Évanoui Fainted p = Svenuti Évanouis Fainted p . Svenuta Évanouie Fainted p .. Svenute Évanouies Fainted V - Sventare (sventolare) ÉVENTER TO FAN V = Sventato Éventé Fanned V . Sventati Éventés Fanned v .. Sventata Éventée Fanned 0 — Sventate Éventées Fanned 0 = Sventrare ËVENTRER To EMBOWEL 0 . Sventrato É ventre Emhoweled 0 .. Sventrati Éventrés Emboweled 1 ~ Sventrala Éventrée Emboweled 1 = Sventrate Éventrées Emboweled 1 • Sverginare DÉFLORER To DEFLOUR 1 •• Sverginato Défloré Defloured A — Sverginati Déflorés Defloured A = Sverginata Déflorée Defloured A • Sverginate Déflorées Defloured A •- Svergognare DÉSHONORER To DISHONOUR T — Svergognato Déshonoré Dishonoured 41. 485 486 TERBI. L - Svergognati L = Svergognata L • Svergognate L -. Svernare ( - Svernato ( = Svernati ( • Svernata ( .. Svernate H - Sviare H = Sviato H • Sviati H •• Sviata 1 - Sviate 1 = Sviluppare 1 • Sviluppo 1 •• Sviluppi o — Sviluppa o = Sviluppiamo o . Sviluppate o .. Sviluppano "1 - Svilupperò 1 = Svilupperai 1 . Svilupperà 1 •• Svilupperemo ) - Svilupperete ) = Svilupperanno ) . Sviluppando ) .. Sviluppato H Sviluppati + = Sviluppata + • Sviluppate + -.. Svitare -^ — Svitato "^ = Svitati *^ . Svitata ^ .. Svitate ? - Svogliare P = Svogliato P • Svogliati P •• Svogliata V — Svogliate V = Svolazzare v . Svolazza V •• Svolazzano 0 — Svolazzava 0 = Svolazzavano 0 . Svolazzando 0 .. Svolazzato 1 - Svolgere 1 = Svolto 1 ■ Svolti 1 •• Svolta A — Svolte A = Svoltare A . Svoltato A .. Svoltati VERBES. VERBS. Déshonorés Dishonoured Déshonorée Dishonoured Déshonorées Dishonoured Hiverner To WINTER Hiverné Wintered Hiverné Wintered Hiverné Wintered Hiverné Wintered Dérouter TO PUT OUT OF ONE'S WAY Dérouté Put out of one's way Déroutés Put out of one's way Déroutée Put out of one's way Déroutées Put out of one's way DÉVELOPPER To UNFOLD Je développe I unfold Tu développes Thou unfoldest Il développe He unfolds Nous développons We unfold Vous développez You unfold Ils développent They unfold Je développerai I shall unfold Tu développeras Thou wilt unfold Il développera He will unfold Nous développerons We shall unfold Vous développerez You will unfold Ils développeront They will unfold Développant Unfolding Développé Unfolded Développés Unfolded Développée Unfolded Développées Unfolded Ouvrir one vis TO OPEN A SCREW Ouvert une vis Opened a screw Ouvert une vis Opened a screw Ouverte ( a été) une vis Opened a screw Ouvertes (ont été) des vis Opened a screw Dégoûter (rebuter) To DISGUST Dégoûté Disgusted Dégoûtés Disgusted Dégoûtée Disgusted Dégoûtées Disgusted Voltiger TO FLUTTER Il voltige It flutters Ils voltigent They flutter Il voltigeait It fluttered Ils voltigeaient They fluttered Voltigeant Fluttering Voltigé Fluttered DÉPLOYER To DISPLAY Déployé Displayed Déployés Displayed Déployée Displayed Déployées Displayed Détourner de TO TURN AWAY Détourné Turned away Détournés Turned away VERBI, L —(Svoltata L =| Svoltate VERBES. IDétournée Détournées VERBS. I Turned away I Turned away 487 L • Tacciare Taxer To TAX L •• Tacciato Taxé Taxed ( - Tacciati Taxés Taxed ( = Tacciata Taxée Taxed ( • Tacciate Taxées Taxed ( .. Tacere Taire (se) TO BE SILENT ' H - Taccio Je me tais I am silent ^ = Taci Tu te tais Thou art silent H • Tace Il se tait He is silent H •• Tacciamo Nous nous taisons We are silent 1 - Tacete Vous vous taisez You are silent 1 = Tacciono Ils se taisent They are silent 1 • Taceva Je me taisais I was silent 1 •• Tacevi Tu te taisais Thou wast silent o — Taceva Il se taisait He was silent o = Tacevamo Nous nous taisions We were silent 0 . Tacevate Vous vous taisiez You were silent o .. Tacevano Ils se taisaient They were silent 1 - Tacqui Je me tus I was silent 1 = Tacesti Tu te tus Thou wast silent 1 . Tacque Il se tut He was silent 1 .. Tacemmo Nous nous tûmes We were silent ) - Taceste Vous vous tûtes You were silent ) = Tacquero Ils se turent They were silent ) . Tacerò Je me tairai I shall be silent ) .. Tacerai Tu te tairas Thou wilt be silent 4- - Tacerà Il se taira He will be silent + = Taceremo Nous nous tairons We shall be silent + . Tacerete Vous vous tairez You will be silent + .. Taceranno Ils se tairont They will be silent ■^ — Tacete Taisez-vous Be silent *■». = Tacendo Se taisant Being silent ->. . Taciuto Tu Silent ■^. .. Taciuti Tus Silent p - Taciuta Tue Silent p = Taciute Tues Silent p . Tagliare Couper To CUT p .. Taglio Je coupe I cut V — Tagli Tu coupes Thou cuttest V = Taglia Il coupe He cuts v . Tagliamo Nous coupons We cut V .. Tagliate Vous coupez You cut 0 — Tagliano Us coupent They cut 0 = Tagliava Je coupais I cut 0 . Tagliavi Tu coupais Thou cuttest 0 .. Tagliava Il coupait He cut / ~ Tagliavamo Nous coupions We cut / = Tagliavate Vous coupiez You cut / • Tagliavano Ils coupaient They cut / •• Tagliai Je coupai I cut A — Tagliasti Tu coupas Thou cuttest A = Tagliò Il coupa He cut 488 VERBI. VERBE». VERBS. L - Tagliammo .Nous coupâmes We cut L = Tagliaste Vous coupâtes You cut L • Tagliarono Ils coupèrent They cut L .. Tagliere Je couperai I shall cut ( - Taglierai Tu couperas Thou wilt cut ( = Taglierà Il coupera He will cut ( • Taglieremo Nous couperons We shall cut ( •• Taglierete Vous couperez You will cut H - Taglieranno Ils couperont They will cut H = Tagliate Coupez Cut H • Tagliando Coupant Cutting -\ •• Tagliato Coupé Cut 1 - Tagliati Coupés Cut 1 = Tagliata Coupée Cut 1 • Tagliate Coupées Cut 1 •• Tapinare Mener unevie misérable TO LEAD A MISERABLE LIFE o — Tapino Je mène une vie misérab. I lead a miserable life o = Tapini Tu mènes une vie miser. Thou leadest a mise, life 0 . Tapina Il mène une vie misera. He leads a miserable life o .. Tapiniamo Nous menons une vie m. We lead a miserable life 1 - Tapinate Vous menez une vie m. You lead a miserable life 1 = Tapinano Ils mènent une vie m. They lead a misera, life 1 ■ Tapinando Menant une vie misera. Leading a miserable life 1 .. Tapinato Mené une vie misérable Led a miserable life ) - Tapinati Mené une vie misérable Led a miserable life ) = Tapinata Mené une vie misérable Led a miserable life ) . Tapinate Mene une vie misérab. Led a miserable life ) .. Tappezzare Tapisser TO HANG TAPESTRY + — Tappezzato Tapissé Hung tapestry + = Tappezzati Tapissés Hung tapestry 4- . Tappezzata Tapissée Hung tapestry + .. Tappezzate Tapissées Hung tapestry ■^ _ Tardare Tarder TO DELAY Tardo Je tarde I delay \ . Tardi Tu tardes Thou delayest -x. . . Tarda Il tarde He delays p — Tardiamo Nous tardons We delay p = Tardate Vous tardez You delay p . Tardano Ils tardent They delay p .. Tardava Je tardais I delayed V — Tardavi Tu tardais Thou delayedst V = Tardava Il tardait He delayed v . Tardavamo Nous tardions We delayed V .. Tardavate Vous tardiez You delayed 0 — Tardavano Ils tardaient They delayed 0 = Tardai Je tardai I delayed 0 . Tardasti Tu tardas Thou delayedst 0 .. Tardò Il tarda He delayed 1 — Tardammo Nous tardâmes We delayed You delayed They delayed 1 = Tardaste Vous tardâtes / . Tardarono Ils tardèrent / .. Tarderò Je tarderai I shall delay A — Non tarderò Je ne tarderai pas I shall not delay A = Tarderai Tu tarderas Thou wilt delay A . Tarderà Il tardera He will delay A •• Tarderemo Nous tarderons We shall delay T — Tarderete Vous tarderez You will delay T = Non tarderete Vous ne tarderez pas 1 You will not delay VERBI. VERBES. VERBS. ' L - Tarderanno Ils tarderont They will delay L = Non tardate Ne tardez pas Do not delay L • Tardando Tardant Delaying L •• Tardato Tardé Delayed ( - Tardati Tardé Delayed ( = Tardata Tardée Delayed ( • Tardate Tardées Delayed ( •• Tarpare Rogner les ailes TO CLIP THE WINGS H - Tarpato Rogné les ailes Clipped the wings H = Tarpata Rogné les ailes Clipped the wings H • Tarpate Rogné les ailes Clipped the wings H .. Tartassare Malmener To USE ILL 1 - Tartassato Malmené Used ill 1 = Tartassati Malmenés Used ill 1 . Tartassata Malmenée Used ill 1 •• Tartassate Malmenées Used ill o — Tastare Tater TO FEEL o = Tastato Tàté Felt 0 . Tastati Tâtés Felt 0 .. Tastata Tàtée Felt 1 - Tastate Tâtées Felt 1 = Tediare Ennuyer (incommoder) To tire (to teaze) 1 . Tediarvi Vous ennuyer To tire you 1 .. Vi tedio Je vous ennuie I tire you ) - Tediando Ennuyant Tiring ) = Tediato Ennuyé Tired ) . Tediati Ennuyés Tired ) .. Tediata Ennuyée Tired + — Tediate Ennuyées Tired + = Temere Craindre To FEAR + . Temervi Vous craindre To fear you + .. Temo Je crains I fear \ — Non vi temo Je ne vous crains pas I do not fear you ^ — Non temo nulla Je ne crains rien I fear nothing Temi Tu crains Thou fearest \ .. Teme Il craint He fears p - Temiamo Nous craignons We fear p = Temete Vous craignez You fear p . Temono Ils craignent They fear p .. Temeva Je craignais I feared V — Temevi Tu craignais Thou fearedst V = Temeva Il craignait He feared V . Temevamo Nous craignions We feared v .. Temevate Vous craigniez You feared 0 — Temevano Ils craignaient They feared 0 = Temei Je craignis I feared 0 . Temesti Tu craignis Thou fearedst 0 .. Temè Il craignit He feared / - Tememmo . Nous craignîmes We feared / = Temeste Vous craignîtes You feared / . Temerono Ils craignirent They feared / .. Temerà Il craindra He will fear A — Temeranno Ils craindront They will fear A = Temerei Je craindrais I would fear A • Temeresti Tu craindrais Thou wouldst fear A .. Temerebbe Il craindrait He would fear T - Temeremmo Nous craindrions We would fear 4&9 4*J0 VERBI, VERBES. VERBS. L - remereste Vous craindriez Vou would fear L = Temerebbero [Is craindraient They would fear L • Temete Craignez Fear L .. Non temete Ne craignez pas Do not fear ( - Temendo Craignant Fearing ( = Temuto Craint Feared ( • Temuti Craints Feared ( •• Temuta Crainte Feared 4 - Temute Craintes Feared H = Temperare Tempérer To temper -+ • Temperato Tempéré Tempered 4 •• Temperati Tempérés Tempered 1 - Temperata Tempérée Tempered 1 = Temperate Tempérées Tempered 1 • Tempestare Tempêté, faire tapage To BLUSTER 1 •• Tempestato Tempêté Blustered o — Temporeggiare Temporiser To TEMPORIZE o = Temporeggiando Temporisant Temporizing o . Temporeggiato Temporisé Temporized o .. Tendere Tendre To TEND ~l — Tendo Je tends I tend ~l = Tendi Tu tends Thou tendest Tende Il tend He tends Tendiamo Nous tendons We tend ) — Tendete Vous tendez You tend ) = Tendono Tls tendent They tend Tendeva Je tendais I tended ' Tendevi Tu tendais Thou tendedst -L. Tendeva Il tendait He tended J~ = Tendevamo Nous tendions We tended + . Tendevate Vous tendiez You tended 4- -. Tendevano Ils tendaient They tended ^ — Tesi Je tendis I tended -^. = Tese Il tendit He tended >^. Tendemmo Nous tendîmes We tended -^ .. Tendeste Vous tendîtes You tended P - Tesero Ils tendirent They tended P = Tenderò Je tendrai I shall tend ? . Tenderai Tu lendras Thou wilt tend P •• Tenderà Il tendra He will tend V — Tenderemo Nous tendrons We shall tend V = Tenderete Vous tendrez You will tend v . Tenderanno Ils tendront They will tend v .. Tendendo Tendant Tending 0 — Teso Tendu Tended 0 = Tesi Tendus Tended 0 . Tesa Tendue Tended 0 .. Tese Tendues Tended / — Tenere Tenir To HOLD / = / . Tenermi Me tenir To hold me Tenervi Vous tenir To hold vou / •• Tengo Je tiens I hold A — Vi tengo Je vous tiens I hold you A = Tieni Tu tiens Thou holdest A • Tiene Il tient He holds A •• Mi tiene 11 me tient He holds me T- Tenghiamo Nous tenons We hold VERBI. L - Tenete L = Mi tenete L • Tengono L •• Teneva ( - Tenevi ( = Teneva ( • Tenevamo ( .. Tenevate -1 - Tenevano '-4 = Tenni H - Tenne H .. Tenemmo 1 - Teneste 1 = Tennero } • Terrò 1 • Vi terrò o — Terrai o = Non terra 0 . Terra o .. Terremo 1 - Terrete 1 = Mi terrete 1 . Terranno "1 .. Terrei ) - Terresti ) = Terrebbe ) • Terremmo ) .. Terreste + — Terrebbero + = Tenete + . Non lo tenete 4- .. Tenendo \ — Tenuto ^ = Tenuti ■>». Tenuta *»* . . Tenute P - Tentare P = Tento ? • Tenti P •• Tenta V — Tentiamo V = Tentate v . Tentano v .. Tentava 0 — Tentavi 0 = Tentava 0 . Tentavamo 0 .. Tentavate 1 - Tentavano 1 = Tentai / . Tentasti / .. Tentò A - Tentammo A — Tentaste A • Tentarono A •• Tenterò T- Tenterai T = Tenterà T Tenteremo VERBES. Vous tenez Vous me tenez Ils tiennent Je tenais Tu tenais Il tenait Nous tenions Vous teniez Ils tenaient Je tins Il tint Nous tînmes Vous tîntes Us tinrent Je tiendrai Je vous tiendrai Tu tiendras Il ne tiendra pas Il tiendra Nous tiendrons Vous tiendrez Vous me tiendrez Ils tiendront Je tiendrais Tu tiendrais Il tiendrait Nous tiendrions Vous tiendriez Ils tiendraient Tenez Ne le tenez pas Tenant Tenu Tenus Tenue Tenues Tenter Je tente Tu tentes Il tente Nous tentons Vous tentez Ils tentent Je tentais Tu tentais Il tentait Nous tentions Vous tentiez Ils tentaient Je tentai Tu tentas Il tenta Nous tentâmes Vous tentâtes Ils tentèrent Je tenterai Tu tenteras Il tentera Nous tenterons VERBS. You hold You hold me They hold I held Thou heldest He held We held You held They held I held He held We held You held They held I shall hold I shall hold you Thou wilt hold He will not hold He will hold We shall hold You will hold You will hold me They will hold I should hold Thou wouldst hold He would hold We should hold You w ould hold They would hold Hold Do not hold it Holding Held Held Held Held TO TEMPT 1 tempt Thou temptest He tempts We tempt You tempt They tempt I tempted Thou temptedst He tempted We templed You tempted They templed tempted Thou temptedst He tempted We tempted You tempted They tempted I shall tempt Thou wilt tempt He will tempt We shall tempt 491 $92 VERBI. VERBES. VERBS. L - Tenterete Vous tenterez You will tempt L = Tenteranno Ils tenteront They will tempt L . Tentando Tentant Tempting L -. Tentato Tenté Tempted ( - Tentati Tentés Tempted ( = Tentata Tentée Tempted ( • Tentate Tentées Tempted ( .. Tentennare Branler To SHARE ^ - Tentenna Il branle It shakes ^ = Tentennava Il branlait It shook -\ . Tentennando Branlant Shaking H .. Tentennato Branlé Shaken 1 - Tergere Essuyer To wipe 1 = Tergo J'essuie I wipe 1 • Tergi Tu essuies Thou wipest 1 -. Terge Il essuie He wipes 0 — Tergiamo Nous essuyons We wipe o = Tergete Vous essuyez You wipe 0 . Tergono Ils essuient They wipe () .. Tergeva J'essuyais I wiped 1 - Tergevi Tu essuyais Thou wipedst 1 = Tergeva Il essuyait He wiped 1 . Tergevamo Nous essuyions We wiped 1 .. Tergevate Vous essuyiez You wiped ) - Tergevano Ils essuyaient They wiped ) - Tersi J'essuyai I wiped ) . Tergesti Tu essuyas Thou wipedst ) .. Terge Il essuya He wiped Tergemmo Nous essuyâmes We wiped + == Tergeste Vous essuyâtes You wiped + Tersero Ils essuyèrent They wiped -4- .. Tergerò J'essuierai I shall wipe V — Tergerai Tu essuieras Thou wilt wipe V == Tergerà Il essuiera He will wipe v . Tergeremo Nous essuierons We shall wipe V .. Tergerete Vous essuierez You will wipe ? - Tergeranno Ils essuieront They will wipe ? = Tergete Essuyez Wipe ? . Tergendo Essuyant Wiping ? Terso Essuyé Wiped V - Tersa Essuyée Wiped V = Terse Essuyées Wiped v . Tergiversare Tergiverser TO SHUFFLE v .. Tergiversato Tergiversé Shuffled 0 — Terminare Terminer To TERMINATE 0 = Termino Je termine I terminate 0 . Termini Tu termines Thou terminatest 0 .. Termina Il termine He terminates 1 - Terminiamo Nous terminons We terminate / = Terminate Vous terminez You terminate / • Terminano Ils terminent They terminate / •• Terminava Je terminais I terminated A — Terminavi Tu terminais You terminatedst A = Terminava Il terminait Be terminated A - Terminavamo Nous terminions We terminated A •• Terminavate Vous terminiez You terminated T — Terminavano Ils terminaient They terminated T = Terminai Je terminai I terminated VERBI. VERBES. 493 L — Terminasti Tu terminas Thou terminated^ L = r Terminò 1 termina He terminated L • r Terminammo \ous terminâmes We terminated L •• ' rerminaste Vous terminâtes You terminated ( - rerminarono Is terminèrent They terminated ( = rermineró Te terminerai shall terminate ( • remunerai Tu termineras rhou wilt terminate ( •• Terminerà [l terminera ïe will terminate -t - Termineremo Nous terminerons We shall terminate ■4 = Terminerete Vous terminerez You will terminate H • rermineranno Ils termineront They will terminate H •• Terminate Terminez Terminate 1 - Terminando Terminant Terminating 1 = Terminato Terminé Terminated 1 • Terminati Terminés Terminated 1 Terminata Terminée Terminated o — Terminate Terminées Terminated o = Terminarsi Aboutir To MEET 0 . Si termina Il aboutit He meets o .. Si terminava Il aboutissait He met 1 - Terminato Abouti Met 1 = Terrapienar^ Terrasser TO MAKE A TERRACE WITH EARTH 1 . Terrapienato Terrassé Made a terrace witheart. 1 .. Terrapienati Terrassés Made a terrace with eart. ) - Terrapienata Terrassée Made a terrace with eart. ) = Terrapienate Terrassées Made a terrace with eart. ) • Tessere Tisser TO WEAVE ) .. Tessuto Tissé Woven H Tessuti Tissés Woven + = Tessuta Tissée Woven + • Tessute Tissées Woven + .. Testare Tester TO MARE ONE'S WILL / - Testato Testé Made one's will / = Testimoniare Témoigner TO TESTIFY / • Testimoniato Témoigné Testified / -. Testimoniati Témoignés Testi lied P - Testimoniata Témoignée Testified P = Testimoniate Témoignées Testilied P • Tingere, tignere Teindre TO DIE P .- Tinge Il teint He dyes V - Tingono Ils teignent They dye V = Tingendo Teignant Dying v . Tinto Teint Dyed V .. Tinti Teints Dyed 0 — Tinta Teinte Dyed 0 == Tinte Teintes Dyed 0 . Tintinnare Tinter, Résonner TO TINGLE 0 ■■ Tintinnato Tinté Tingled 1 - Tintinnati Tintés Tingled 1 v* Tintinnata Tintée Tingled 1 Tintinnate Tintées Tingled 1 • Tiranneggiare Tyranniser TO TYRANNIZE A - - Tiranneggia Il tyrannise He tyrannizes A = = Tiranneggiano Ils tyrannisent They tyrannize A . l'Tiranneggiava Il tyrannisait He tyrannized 42 494 VERBI. VERBES. VERBS. L —i Tiranneggiavano Ils tysannisaient They tyrannized L = Tiranneggiò Il tyrannisa He tyrannized L Tiraneggiarono Us tyrannisèrent They tyrannized L • Tiranneggiando Tyrannisant Tyrannizing C - ■ Tiranneggiato Tyrannisé Tyrannized ( = = Tiranneggiati Tyrannisés Tyrannized ( Tiranneggiata Tyrannisée Tyrannized ( •• Tiranneggiate Tyrannisées Tyrannized -\ - TIRA.RE Tirer To DRAW H = Tiro Je tire I draw H • Tiri Tu tires Thou drawest H .. Tira Il tire He draws 1 - Tiriamo Nous tirons We draw 1 = Tirate Vous tirez You draw 1 • Tirano Ils tirent They draw 1 .. Tirava Je tirais I drew o — Tiravi Tu tirais Thou drewest o = Tirava Il lirait He drew o . Tiravamo Nous tirions We drew 0 .. Tiravate Vous tiriez You drew 1 - Tiravano Ils tiraient They drew 1 =- Tirai Je tirai I drew 1 . Tirasti Tu tiras Thou drewest 1 .. Tirò Il tira He drew ) - Tirammo Nous tirâmes We drew ) = Tiraste Vous tirâtes You drew ) . Tirarono Us tirèrent They drew ) .. Tirerò Je tirerai I shall draw H Tirerai Tu tireras Thou wilt draw + = Tirerà Il tirera He will draw + . Tireremo Nous tirerons We shall draw + .. Tirerete Vous tirerez You will draw ^ — Tireranno Ils tireront They will draw ^ == Tirate Tirez Draw -^. Tirando Tirant Drawing ---. . . Tirato Tiré Drawn P - Tirati Tirés Drawn ? = Tirata Tirée Drawn P • Tirate Tirées Drawn P .. Titolare Titrer TO GIVE A TITLE V — Titolato Titré Given a title V = Titolati Titrés Given a title v . Titolata Titrée Given a title V .. Titolate Titrées Given a title 0 — Titubare Chanceler To REEL 0 = Tituba Il chancelle He reels 0 . Titubava Il chancelait He reeled 0 .. Titubò Il chancela He reeled 1 - Titubato Chancelé Reeled 1 = Toccare Toucher To TOUCH / . Tocco le touche [ touch / .. rocchi ru touches Thou touchest A~ Tocca Il touche îe touches A = l'occhiamo Nous touchons We touch A . j Toccate Vous touchez Ï ou touch A •• r Toccano [ls touchent They touch T-r Toccava re touchais touched T=|r roccavi ' ru toueliais rhou touchedsl VERBI. VERBES. VERBS. 495 L - Toccava 11 touchait He touched L = Toccavamo Nous touchions We touched L . Toccavate Vous touchiez You touched Toccavano Ils touchaient They touched Toccai Je touchai I touched Toccasti Tu touchas Thou touchedst Toccò Il toucha He touched Toccammo Nous touchâmes We touched H - Toccaste Vous touchâtes You touched H = Toccarono Tls touchèrent They touched H . Toccherò Je toucherai 1 shall touch -\ .. Toccherai Tu toucheras Thou wilt touch 1 - Toccherà Il touchera He will touch Toccheremo Nous toucherons We shall touch 1 • Toccherete Vous toucherez You will touch 1 •• Non toccherete Vous ne toucherez pas You will not touch o — Toccheranno Ils toucheront They will touch 0 = Non toccate Ne touchez pas Do not touch 0 . Toccando Touchant Touching 0 .. Toccato Touché Touched 1 - Toccati Touchés Touched 1 = Toccata Touchée Touched 1 . Toccate Touchées Touched 1 .. Togliere Oter TO TAKE AWAY ) - Togliervi Vous ôter To take away from you ) = Togliermi M'ôter To take away from me ) . Tolgo Tòte I take away ) .. Vi tolgo Je vous ôte I take away from you + — Togli Tu ôtes Thou takest away + = Mi togli Tu m'ôtes Thou takest away fr. me + . Toglie Hôte He takes away + .. Non toglie Il n'ôte pas He does not take away ■"•>. — Togliamo Nous òtons We take away •^ = Non vi togliamo Nous ne vous ôtons pas We do not take away f . m . *-v -. Togliete Vous ôtez You take away "-S .. Mi togliete Vous m'ôtez You take away from me e - Non mi togliete Vous ne m'ôtez pas Youdo not take away f.m. p = Tolgono Ils òtent They take away p . Toglieva J'òtais I took aw ay p .. Toglievi Tu étais Thou tookest away v - Toglieva Il était He took away v = Toglievamo Nous ôtions We took away v . Toglievate Vous ôtiez You took away v .. Toglievano Ils étaient They took away 0 — Tolsi J'ôtai [ took away 0 = Togliesti Tu ôtas Thou tookest away 0 . Tolse Ilòta He took away 0 .. Togliemmo Nous ôtàmes We took away / - Toglieste Vous étàtes You took away / = Tolsero [ls étèrent They took away / • Torró J'ôterai [ shall take away /,. Vi torró Je vous ôterai [ shall take away fr. you A~ Torrai Tu ôte ras Thou wilt take away A = Torrâ Il etera 3e will take away A • Torremo Nous ôterons We shall take away A .. Torrete Vous ôterez You will take away T — Mi torrete Vous m'ôterez You will take away f. m. rorranno Ils ôteront They will take away T~ Togliete 1 Otez Take away Non togliete Togliendo Tolto *• Tolti Tolta Tolte Tollerare Tollerato Tollerati Tollerata Tollerate Tombolare Tombolato Tombolati Tombolata Tombolate Tonare Tona Tonava Tonerà Toni pure Tonase Tonando Tonato TONDECGIARE Tondeggiato Tondeggiati Tondeggiata Tondeggiate TONFOLARE Tonfolato Tonfolati Tonfolata Tonfolate Tonsurare Tonsurato Tonsurati Tonsurata Tonsurate Torcere Torto Torti Torta Torte Tormentare Tormento Tormenti Tormenta Tormentiamo Tormentate Tormentano Tormentava Tormentavi Tormentava Tormentavamo N'òtez pas Do not take away Otant Taking away Oté Taken away Otés Taken away Otée Taken away Otées Taken away Tolérer (supporter) To tolerate Toléré Tolerated Tolérés Tolerated Tolérée Tolerated Tolérées Tolerated Culbuter TO KNOCK HEAD OVER HEELS Culbuté Knocked head over heels Culbutés Knocked head over heels Culbutée Knocked head over heels Culbutées Knocked head over heels Tonner To THUNDER Il tonne It thunders Il tonnait It was thundering Il tonnera It shall thunder Qu'il tonne Let it thunder Qu'il tonnât That it might thunder Tonnant Thundering Tonné Thundered Arrondir To ROUND Arrondi Rounded Arrondis Rounded Arrondie Rounded Arrondies Rounded Culbdter, faire ia cul- TO TUMBLE OVER Culbuté [bute Tumbled over Culbutés Tumbled over Culbutée Tumbled over Culbutées Tumbled over Tonsurer TO SHAVE ON'S CR0W5 Tonsuré Shaved one's crown Tonsurés Shaved one's crown Tonsurée Shaved one's crown Tonsurées Shaved one's crown Tordre To WRING Tordu Wrung Tordus Wrung Tordue Wrung Tordues Wrung Tourmenter To PLAGUE Je tourmente I plague Tu tourmentes Thou plaguest Il tourmente He plagues Nous tourmentons We plague Vous tourmentez You plague Ils tourmentent They plague Je tourmentais I plagued Tu tourmentais Thou plaguedst Il tourmentait He plagued Nous tourmentions We plagued / - / / / A - A = A . A • T — T = T • YE RBI. Tormentavate Tormentavano Tormentai Tormentasti Tormentò Tormentammo Tormentaste Tormentarono Tormenterò Tormenterai Tormenterà Tormenteremo Tormenterete Tormenteranno Tormentando Tormentato Tormentati Tormentata Tormentate Tormentare Tormento Tormenti Tormenta Tormentiamo Tormentate Tormentano Tormentava Tormentavi Tormentava Tormentavamo Tormentavate Tormentavano Tormentando Tormentato Tormentati Tormentata Tormentate Tornare Torno Non torno Torni Torna Non torna Torniamo Tornate Non tornate Tornano Non tornano Tornava Tornava Tornavamo Tornavate Tornavano Tornai Tornò Non tornò Tornammo Non tornammo Tornaste "VERBES. Vous tourmentiez Ils tourmentaient Je tourmentai Tu tourmentas Il tourmenta Nous tourmentâmes Vous tourmentâtes Ils tourmentèrent Je tourmenterai Tu tourmenteras Il tourmentera Nous tourmenterons Vous tourmenterez Ils tourmenteront Tourmentant Tourmenté Tourmentés Tourmentée Tourmentées Tourmenter Je tourmente Tu tourmentes Il tourmente Nous tourmentons Vous tourmentez Ils tourmentent Je tourmentais Tu tourmentais Il tourmentait Nous tourmentions Vous tourmentiez Ils tourmentaient Tourmentant Tourmenté Tourmentés Tourmentée Tourmentées Revenir Je reviens Je ne reviens pas Tu reviens Il revient Il ne revient pas Nous revenons Vous revenez Vous ne revenez pas Ils reviennent Ils ne reviennent pas Je revenais Il revenait Nous revenions Vous reveniez Ils revenaient Je revins Il revint Il ne revint pas Nous revînmes Nous ne revînmes pas Vous revîntes VERBS. fYou plagued They plagued ~ plagued Thou plaguest He plagued We plagued You plagued They plagued I shall plague Thou wilt plague He will plague We shall plague You will plague They will plague Plaguing Plagued Plagued Plagued Plagued TO TORMENT torment Thou tormentest He torments We torment You torment They torment I tormented Thou tormentedst He tormented We tormented You tormented They tormented Tormenting Tormented Tormented Tormented Tormented To RETURN I return I do not return Thou returnest He returns He does not return We return You return You do not return They return They do not return I returned He returned We returned You returned They returned I returned He returned He did not return We returned We did not return You returned 42. i97 m VEIffit. VERBES. VERBS. L - l'ornarono [Is revinrent They returned L = rorneró Je reviendrai [ shall return L • Non tornerò Je ne reviendrai pas I sball not return L .. Tornerai Ta reviendras Thou wilt return ( - Tornerà Il reviendra He will return ( = Non tornerà Il ne reviendra pas He will not return' ( • rorneremo Nous reviendrons We shall return ( •• l'ornerete Vous reviendrez You will return H - Torneranno Ils reviendront They will return -f = Tornate Revenez Return H • Non tornate Ne revenez pas Do not return •4 •• Tornando Revenant Returning 1 - Tornato Revenu Returned 1 = Tornati Revenus Returned 1 • Tornata Revenue Returned 1 •• Tornate Revenues Returned o — Tosare Tondre To shear 0 = Tosato Tondu Shorn 0 . Tosati Tondus Shorn o .. Tosata Tondue Shorn 1 - Tosate Tondues Shorn 1 = TOSSICARE Empoisonner To POISON 1 . Tossicato Empoisonné Poisoned 1 .. Tossicati Empoisonnés Poisoned ) - Tossicata Empoisonnée Poisoned ) = Tossi cate Empoisonnées Poisoned ) . Tossire Tousser TO COTTGH ) .. Tosso Je tousse 1 cough + — Tossi Tu tousses Thou coughest + = Tosse Il tousse He coughs + . Tossiamo Nous toussons We cough + .. Tossite Vous toussez You cough ■^ — Tossono Ils toussent They cough \ = Tossiva Je toussais I coughed "■> = Traditi Trahis Betrayed *^» . Tradita Trahie Betrayed ■"V. . . Tradite Trahies Betrayed p - Tradurre Traduire TO TRANSLATE ? = Traduco Je traduis I translate ? . Traduci Tu traduis Thou translatest ? •• Traduce 11 traduit He translates V- Traduciamo Nous traduisons We translate You translate V = Traducete Vous traduisez V . Traducono Ils traduisent They translate V .. Traduceva Je traduisais I translated 0 ~ Traducevi Tu traduisais Thou translatedst 0 = Traduceva Il traduisait He translated 0 . Traducevamo Nous traduisions We translated 0 .. Traducevate Vous traduisiez You translated / - Traducevano Ils traduisaient They translated / = Tradussi Je traduisis I translated / • Traducesti Tu traduisis Thou translatedst / •• Tradusse Il traduisit He translated A - Traducemmo Nous traduisîmes We translated A = Traduceste Vous traduisîtes You translated A • Tradussero Ils traduisirent They translated A •• Tradurrò Je traduirai I shall translate T — Tradurrai Tu traduiras Thou wilt translate T = Tradurrà Il traduira He will translate T • Tradurremo iNous traduirons We shall translate 500 VERBI. L - Tradurrete L = Tradurranno L ■ Traducete L •• Traducendo ( - Tradotto ( = Tradotti ( • Tradotta ( .. Tradotte H - Trafficare H = Traffico H . Traffica H .- Trafficato J - Trafiggere 1 - Trafiggi 1 . Trafigge i •■ Trafiggete o — Trafiggono o = Trafiggeva o . Trafiggevate 0 .. Trafiggevano ~[ - Trafitto 1 = Trafitti 1 . Trafitta 1 •• Trafitte ) — Traforare ) = Traforato ) . Traforati ) .. Traforata + - Traforate + = Tragittare + • Tragittato + .. Tralasciare *.. = Transfuso Transvasé Decanted ^x. . Transfusi Transvasés Decanted *««. .. Transfusa Transvasée Decanted p - Transfuse Transvasées Decanted p = Trapassare Trépasser (expirer) To EXPIRE p . Trapassato Trépassé Expired p .. Trapassati Trépassés Expired V - Trapassata Trépassée Expired V = Trapassate Trépassées Expired V . Trappolare Attraper (tromper) To catch (to deceive) v .. Trappolato Attrapé Caught 0 — Trappolati Attrapés Caught 0 = Trappolata Attrapée Caught 0 . Trappolate Attrapées Caught 0 .. Trasandare Passer les bornes To GO too far / — Trasandato Passé les bornes Gone too far / = Trasandati Passé les bornes Gone too far / . Trasandata Passé les bornes Gone too far / .. Trasandate Passé les bornes Gone too far A — Trascegliere Trier To pick (chuse) A = Trascelto Trié Picked A . Trascelti Triés Picked A •• Trascelta Triée Picked T - Trascelte Triées Picked 502 VERBI. VERBES. VERBS. L - Trascinare Trainer TO DRAG L = Trascino Je traine I drag L • Trascini Tu traînes Thou draggest L •• Trascina Il traîne He drags ( - Trasciniamo Nous traînons We drag (, — Trascrivete Transcrivez Transcribe "-V = Trascriverò Je transcrirai I shall transcribe ^K . Trascriverete Vous transcrirez You will transcribe "■•** .. Trascritto Transcrit Transcribed p _ Trascritti Transcrits Transcribed p = Trascritta Transcrite Transcribed ? . Trascritte Transcrites Transcribed p .. Trascurare Négliger TO NEGLECT V - Trascuro Je néglige I neglect V = Non trascuro Je ne néglige pas I do not neglect v . Trascuri Tu négliges Thou neglects v .. Trascura Il néglige He neglects 0 — Non trascura Il ne néglige pas He does not neglect 0 = Trascuriamo Nous négligeons We neglect 0 . Non trascuriamo Nous ne négligeons pas We do not neglect 0 .. Trascurate Vous négligez You neglect / - Trascurano Ils négligent They neglect / = Trascurava Je négligeais I neglected / . Trascuravi Tu négligeais Thou neglectedst / .. Trascurava Il négligeait He neglected A — Non trascurava Il ne négligeait pas He did not neglect A = Trascuravamo Nous négligions We neglected A . Trascuravate Vous négligiez You neglected A •• Trascuravano Ils négligeaient They neglected T — Non trascuravano Ils ne négligeaient pas They did not neglect T = Non trascurerò Je négligerai I shall not neglect VERBI. VERBES. VERBS. 5 Non trascurerai Tu négligeras Thou wilt neglect Trascurerà Il négligera He will neglect Trascureremo Nous négligerons We shall neglect Non trascurerete Vous ne négligerez pas You will not neglect Trascureranno Ils négligeront They will neglect Trascurando Négligeant Neglecting Trascurato Négligé Neglected Trascurati Négligés Neglected Trascurata Négligée Neglected Trascurate Négligées Neglected Trasferire Transférer To TRANSFER Trasferito Transféré Transferred Trasferiti Transférés Transferred Trasferita Transférée Transferred Trasferite Transférées Transferred Trasfigurare Transfigurer TO TRANSFIGURE Trasfigurato Transfiguré Transfigured Trasfigurati Transfigurés Transfigured Trasfigurata Transfigurée Transfigured Trasfigurate Transfigurées Transfigured Trasfugare (e trafugare) DÉROBER To ROB Trasfugato Dérobé Robbed Trasfugati Dérobés Robbed Trasfugata Dérobée Robbed Trasfugate Dérobées Robbed Trasgredire Transgresser TO TRANSGRESS Non trasgredite Ne transgressez pas Do not transgress Trasgredito Transgressé Transgressed Trasgrediti Transgressés Transgressed Trasgredita Transgressée Transgressed Trasgredite Transgressées Transgressed Traslatare Transférer TO TRANSFER Traslatato Transféré Transferred Traslatati Transférés Transferred Traslatata Transférée Transferred Traslatate Transférées Transferred Trasmettere Transmettre TO TRANSMIT Trasmetterò Je transmettrai I shall transmit Trasmetterete Vous transmettrez You will transmit Trasmesso Transmis Transmitted Trasmessi Transmis Transmitted Trasmessa Transmise Transmitted Trasmesse Transmises Transmitted Trasmigrare Changer de pays TO CHANGE COUNTRY Trasmigrato Changé de pays Changed country Trasmigrati Changé de pays Changed country Trasmigrata Changé de pays Changed country Trasmigrate Changé de pays Changed country Trasmutare Transmuer TO TRANSFORM Trasmutato Transmué Transformed Trasognare Radoter To doat (to dream) Trasogno Je radote I doat Trasogni Tu radotes Thou doatest Trasogna Il radote He doats Trasogniamo Nous radotons We doat Trasognate Vous radotez You doat 503 :04 VERBI. VERBES. VERBS. L. - Trasognano Ils radotent They doat L = Trasognando Radotant Doating L • Trasognato Radoté Doated L •■ Trasparire ÊTRE TRANSPARENT TO RE TRANSPARENT ■», = Traspirati Transpires Perspired "V. . Traspirata Transpirée Perspired ■V. . . Traspirate Transpirées Perspired p - Trasponere (trasporre) Transposer TO TRANSPOSE p = Trasponendo Transposant Transposing p . Trasposto Transposé Transposed p .. Trasposti Transposés Transposed V - Trasposta Transposée Transposed V = Trasposte Transposées Transposed V . Trasportare Transporter TO TRANSPORT V •■ Trasporto Je transporte I transport 0 — Trasporti Tu transportes Thou transportes! 0 ==. Trasporta Il transporte He transports 0 . Trasportiamo Nous transportons We transport 0 .. Trasportate Vous transportez You transport / - Trasportano Ils transportent They transport / = Trasportava Je transportais I transported / . Trasportavi Tu transportais Thou transported* I / .. Trasportava Il transportait He transported A — Trasportavamo Nous transportions We transported A = Trasportavate Vous transportiez You transported A • Trasportavano [ls transportaient They transported A •• Trasportai Je transportai I transported T — Trasportasti Tu transportas Thou transportedst VERBÏ. Trasportò Trasportammo Trasportaste Trasportarono Trasporterò Trasporterai Trasporterà Trasporteremo Trasporterete L - L = L • L •• ) - ) = ) • ) • H- -I = Trasporteranno — j . Trasportate -4 . . Trasportando | — Trasportato j «= Trasportati . Trasportata } .. Trasportate o — Trasportarsi O c= Trasportato O . Trasportali 0 .. Trasportata 1 — Trasportate "1 = Trastullare 1 . Trastullato 1 .. Trastullati ( — Trastullata ( = Trastullate ( . Trattare ( .. Trattarvi . ^ Trattarmi + «= Trattarlo 4- . Tratto 4- .. Vi tratto ^ — Tratti ^ = Tratta -^. . Mi tratta .. Travedere Voir de travers TO SEE TIHNGS IN A WRONG WAY + — Travedo Je vois de travers I see things in a wr. way 4- = Travedi Tu vois de travers Thouseestth. in aw. way + . Travede Il voit de travers He sees things in a wr. w. + .. Travediamo Nous voyons de travers We see things in a wr. w. "-». — Travedete Vous voyez de travers You seethings in a wr. w. *s == Travedono Ils voient de travers They see th. in a wr. w. -^ . Travedeva Je voyais de travers I saw things in a wr. w. "-"» .. Travedeva Il voyait de travers He saw thin, in a wr. w. p - Travedevate Vous voyiez de travers You saw th. in a wr. w. p -= Traviddi Je vis de travers I saw things in a wr. w. p . Travidde Il vit de travers He saw .thin, in a wr. w. p .. Travedemmo Nous vîmes de travers We saw|thin.in awr. w. V - Travedeste Vous vîtes de travers You saw th. in a wr. w. V •= Traviddero Ils virent de travers They saw th. ina wr. w. V • Travedendo Voyant de travers Seeing th. ina wrong way v .. Traveduto Vu de travers Seen th. in a wrong way 0 — Traveduti Vus de travers Seen th. in a wrong way 0 = Traveduta Vue de travers Seen th. in a wrong way 0 . Travedute Vues de travers Seen th. in a wrong way 0 .. Traversare Traverser (croiser) To cross over / ~ Traversato Traversé Crossed over / = Traversati Traversés Crossed over / • Traversata Traversée Crossed over / •• Traversate Traversées Crossed over A - Traversare Traverser To PASS A = Traverso Je traverse 1 pass A • Traversi Tu traverses Thou passest A •• Traversa Il traverse He passes T - Traversiamo Nous traversons We pass WÊÊÊ 508 VERBI. L - Traversate L = rr a ver sano L • Traversava L .- Traversavi ( - Traversava i = Traversavamo ( • Traversavate ( •• Traversavano H- Traversai H = Traversasti H • Traverso H •• Traversammo 1 - Traversaste Traversarono 1 ■ Traverserò 1 •• Traverserai o — Traverserà o = Traverseremo o . Traverserete o .. Traverseranno 1 - Traversate 1 = Traversando Traversato Traversati •J Traversata ) = Traversate Travestire Travestito -h — Travestiti + = Travestita + . Travestite + .. Traviare *•»>. — Traviato --^ = Traviati "•>. . Traviata ^ .. Traviate ? — Tra virare ? = Travirato e . Travirati p .. Travirata v — Travirate V == Travisare v . Travisato v .. Travisati 0 — Travisata 0 si Travisate 0 . Travolgere 0 .. Travolto / - Travolti / = Travolta / • Travolte / • Trebbiare A - - Trebbiato A = = Tremare A Tremo VERBES. TF.RES, Vous traversez 'fou pass Lis traversent They pass Je traversais E passed Tu traversais Thou passedst Il traversait Be passed Nous traversions We passed Vous traversiez You passed Ils traversaient They passed Je traversai I passed Tu traversas Thou passedsi Il traversa He passed Nous traversâmes We passed Vous traversâtes You passed Ils traversèrent They passed Je traverserai I shall pass Tu traverseras Thou wilt pass Il traversera He will pass Nous traverserons We shall pass Vous traverserez You will pass Ils traverseront They will pass Traversez Pass" Traversant Passing Traversé Passed Traversés Passed Traversée Passed Traversées Passed Travestir To disguise Travesti Disguised Travestis Disguised Travestie Disguised Travesties Disguised DÉTOURNER TO TURN OFF Détourné Turned off Détournés Turned off Détournée Turned off Détournées Turned off Chavirer To UPSET Chaviré Upset Chavirés Upset Chavirée Upset Chavirées Upset Déguiser To disguise Déguisé Disguised Déguisés Disguised Déguisée Disguised Déguisées Disguised Bouleverser (mettre TO TURN UPSIDE DOW? sens dessus dessous) Bouleversé Turned upside down Bouleversés Turned upside down Bouleversée Turned upside down Bouleversées Turned upside down Battre en grange To thrash Battu en grange Thrashed Trembler TO TREMBLE 'Je tremble I tremble VERBI. VERBES. Verbs. oO# L - Non tremo Je ne tremble pas I do not tremble L = Tremi: Tu trembles Thou tremblest L • Trema Il tremble He trembles L •• Tremiamo Nous tremblons We tremble ( - Tremate Vous tremblez You tremble ( = Tremano Ils tremblent They tremble ( • Tremava Je tremblais I trembled ( ■• Tremavi Tu tremblais Thou trembledst H- Trevama Il tremblait He trembled H = Tremavamo Nous tremblions We trembled H ■ Tremavate Vous trembliez You trembled H .. Tremavano Ils tremblaient They trembled 1 - Non tremate Ne tremblez pas Do not tremble 1 = Tremate Tremblez Tremble 1 • Tremando Tremblant Trembling 1 .. Tremato Tremblé Trembled o — Tribolare Affliger To afflict o = Tribolato Affligé Afflicted 0 . Tribolati Affligés Afflicted o .. Tribolata Affligée Afflicted 1 - Tribolate Affligées Afflicted ~l __ Tributare Payer le tribut To PAY TRIBUTE Tributato Payé le tribut Paid tribute Tributati Payés (ont été) les tributs Paid tributes ) Tributata Payé le tribut Paid tribute ) = Tributate Payé les tributs Paid tributes Trillare Faire des roulades To trill (to shake voice) Trillo Je fais des roulades I trill H Trilli Tu fais des roulades Thou trillest Trilla Il fait des roulades He trills -f- . Trilliamo Nous faisons des roulades We trill + •• Trillate Vous faites des roulades You trill Trillano Ils font des roulades They trill •»■». => Trillando Faisant des roulades Trilling •^. . Trillato Fait des roulades Trilled -^ . . Trincare Trinquer TO TOUCH GLASSES P - Trinca Il trinque He touches glasses P = Trincate Vous trinquez You touch glasses P • Trincano Ils trinquent They touch glasses P •• Trincava Il trinquait He touched glasses V — Trincavate Vous trinquiez You touched glasses V = Trincavano Ils trinquaient They touched glasses v . Trincato Trinqué Touched glasses v .. Trincati Trinques Touched glasses o — Trincata Trinquée Touched glasses o = Trincate Trinquées Touched glasses 0 . Trincerare (trincerarsi) Retrancher (faire des retranchements) TO INTRENCH 0 •• Trincerava Il retranchait He intrenched / - Trinceravamo Nous retranchions We intrenched / = Trinceravano Ils retranchaient They intrenched / . Trincerò Il retrancha He intrenched / •• Trincerammo Nous retranchâmes We intrenched A - Trincerarono Ils retranchèrent They intrenched A = Trincerando Retranchant Intrenching A • Trincerato Retranché Intrenched A •• Trincerati Retranchés Intrenched 43. 510 VERBI, L - Trincerata L ;= Trincerate L • Trfnciare L -. Trinciato ( - Trinciati ( = Trinciata ( • Trinciate ( •• Trionfare H - Trionfo H = Trionfi H . Tronfa H •• Trionfiamo 1 — Trionfate 1 = Trionfano I . Trionfava 1 •• Trionfavi o — Trionfava 0 = Trionfavamo 0 . Trionfavate o .. Trionfavano 1 - Trionfai 1 = Trionfasti 1 . Trionfò 1 .. Trionfammo ) - Trionfaste ) = Trionfarono ) ■ Trionferò ) .. Trionferai + — Trionferà _j_ — Trionferemo 4- . Trionferete + .. Trionferanno ^ — Trionfando -">. = Trionfato -X. . Triplicare ■^ .. Triplicato ? - Triplicati p = Triplicata p ■ Triplicate p .. Tripudiare V — Tripudiato V = Tritare V • Tritato V .. Tritati 0 — Tritata 0 = Tritate 0 . Trombettare v nettare 0 .. Troncare 1 - Troncato 1 = Troncati 1 . Troncata 1 . Troncate A - - Trottare A - = Trotto A Trotti Strom VERBES. VERB3. Retranchée Intrenched Retranchées Intrenched Trancher To cut off Tranché Cut olf Tranchés Cut off Tranchée Cut off Tranchées Cut off Triompher TO TRRTMrH Je triomphe I triumph Tu triomphes Thou triumphest Il triomphe He triumphs Nous triomphons We triumph Vous triomphez You triumph Ils triomphent They triumph Je triomphais I triumphed Ta triomphais Thou triumphedst Il triomphait He triumphed Nous triomphions We triumphed Vous triomphiez You triumphed Ils triomphaient They triumphed Je triomphai I triumphed Tu triomphas Thou triumphedst II triompha He triumphed Nous triomphâmes We triumphed Vous triomphâtes You triumphed Ils triomphèrent They triumphed Je triompherai I shall triumph Tu triompheras Thou wilt triumph Il triomphera He will triumph Nous triompherons We shall triumph Vous triompherez You will triumph Us triompheront They will triumph Triomphant Triumphing Triomphé Triumphed Tripler To TREBLE Triplé Trehled Triplés Trebled Triplée Trehled Triplées Trebled Danser en trépignant TO DANCE AND STAMP Dansé en trépignant Danced and stamp Broyer To GRIND Broyé Ground Broyés Ground Broyée Ground Boyées Ground Trompetter To TRUMPET Tronquer TO MUTILATE Tronqué Mutilated Tronqués Mutilated Tronquée Mutilated Tronquées Mutilated Trotter To TRO Je trotte Trot Tu trottes Thou trottest VERBI. VERBES. verbs. Oil L — Trotta Il trotte He trots L = Trottiamo Nous trottons We trot Trottate Vous trottez You trot Trottano Ils trottent They trot ( — Trottava Je trottais I trotted ( = Trottavi Tu trottais Thou trottedst Trottava Il trottait He trotted Trottavamo Nous trottions We trotted H- Trottavate Vous trottiez You trotted H = Trottavano Ils trottaient They trotted H • Trottando Trottant Trotting H .. Trottato Trotté Trotted 1 - Trovare Trouver To FIND 1 = Trovarmi Me trouver To find me 1 ■ Trovarvi Vous trouver To find vou I • Trovo Je trouve 1 find o — Vi trovo Je vous trouve I find you o = Trovi Tu trouves Thou findest 0 . Trova Il trouve He finds 0 .. Troviamo Nous trouvons We find 1 - Trovate Vous trouvez You find "1 = Mi trovate Vous me trouvez You find me 1 . Trovano Ils trouvent They find 1 .. Trovava Je trouvais I found ) - Trovavi Tu trouvais Thou foundst ) = Trovava Il trouvait He found ) . Trovavamo Nous trouvions We found ) .. Trovavate Vous trouviez You found + — Trovavano Ils trouvaient They found + = Trovai Je trouvai I found + . Trovasti Tu trouvas Thou foundst + .. Trovò Il trouva He found *>■«« — Trovammo Nous trouvâmes We found ^ — Trovaste Vous trouvâtes You found *•>. . Trovarono Ils trouvèrent They found ■*■* . . Troverò Je trouverai I shall find p - Vi troverò Je vous trouverai I shall find you p = Troverai Tu trouveras Thou wilt find p . Troverà n trouvera He will find p .. Vi troverà On trouvera One will find" V — Troveremo Nous trouverons We shall find V = Troverete Vous trouverez You will find V . Mi troverete Vous me trouverez You will find me v .. Troveranno Ils trouveront They will find 0 — Trovate Trouvez Find 0 = Trovando Trouvant Finding 0 . Trovato Trouvé Found 0 .. Trovati Trouvés Found 1 - Trovata Trouvée Found 1 = Trovate Trouvée Found 1 ■ Trucidare Assommer To knock down (to mur- 1 .. Trucidando Assommant der) Knocking down, murd. A - Trucidato Assommé Knocked down, murd. A = Trucidati Assommés Knocked down, murd. A • Trucidala Assommée Knocked down, murd. A •• Trucidate Assommées Knocked down, murd.. T = Truffare Frauder To CHEAT 512 VERBI L - Truffando L = Truffato L • Truffati L •• Truffata ( - Truffate ( = Tuffare ( • Tuffarlo ( .. Tuffarmi H - Tuffarvi H = Tuffo H • Vi tuffò H •• Tuffi 1 - Tuffa 1 = Tuffiamo 1 . Tuffate 1 .. Mi tuffate o — Tuffano o = Tuffava 0 . Tuffavi o .. Tuffava 1 - Tuffavamo 1 = Tuffavate 1 . Tuffavano 1 .. Tufferò ) - Vi tufferò ) = Tufferà ) . Tufferemo ) •• Tufferete + — Tufferanno + = Tuffando + . Tuffato + •• Tuffati »*. — Tuffata ^ = Tuffate •v. . Tumultuare » . . Tumultuato P - Turare P = Turate P . Turando P .. Turato V - Turati V = Turata V . Turate v .. Turbare 0 — Turbo 0 = Turbi 0 . Turba 0 .. Turbiamo / - Turbate / = Turbano / . Tur bava / .. Turbavi A - Turbava A = Turbavamo A • Turbavate A .. Turbavano T - Turbai T = Turbasti VERBES. VERBS. Fraudant Cheating Fraudé Cheated Fraudés Cheated Fraudée Cheated Fraudées Cheated Plonger TO PLUNGE Le plonger To plunge him Me plonger To plunge myself Vous plonger To plunge yourself Je plonge I plunge Je vous plonge I plunge you Tu plonges Thou plungest Il plonge He plunges Nous plongeons We plunge Vous plongez You plunge Vous me plongez ¥ou plunge me Ils plongent They plunge Je plongeais I plunged Tu plongeais Thou plungedst Il plongeait He plunged Nous plongions We plunged Vous plongiez You plunged Ils plongeaient They plunged Je plongerai I shall plunge Je vous plongerai I shall plunge you Il plongera He will plunge Nous plongerons We shall plunge Vous plongerez You will plunge Ils plongeront They will plunge Plongeant Plunging Plongé Plunged Plongés Plunged Plongée Plunged Plongées Plunged^ Exciter des troubles TO MAKE A TUMULT Excité des troubles Made a tumult Boucheb To STOP UR Bouchez Stop up Bouchant Stopping up Bouché Stopped up Bouchés Stopped up Bouchée Stopped up Bouchées Stopped up Troubler TO TROUBLE Je trouble I trouble Tu troubles Thou troublest Il trouble He troubles Nous troublons We trouble Vous troublez You trouble Ils troublent They trouble Je troublais I troubled Tu troublais Thou troubledst Il troublait He troubled Nous troublions We troubled Vous troubliez You troubled Ils troublaient They troubled Je troublai I troubled Tu troublas Thou troubledst VERBI. L - Turbò L - Turbammo L • Turbaste L •• Turbarono ( - Turberò ( = Turberai ( • Turberà ( •• Turberemo H- Turberete H = Turberanno H • Turbando H •• Turbato 1 - Turbati 1 = Turbata 1 • Turbate 1 •• Ubbidire o — Ubbidirmi 0 = Ubbidirvi 0 . Ubbidirlo o .. Ubbidirgli 1 — Ubbidisco 1 = Vi ubbidisco 1 . Ubbidisci 1 .. Ubbidisce ) - Ubbidiamo ) = Ubbidite ) . Non ubbidite ) .. Ubbidiscono + — Ubbidiva + = Ubbidivi + . Ubbidiva + .• Non ubbidiva *-^ — Ubbidivamo Ubbidivate "»» . Ubbidivano "s. . . Ubbidii e — Ubbidisti ? = Ubbidì p • Ubbidimmo p •• Ubbidiste V — Ubbidirono v = Ubbidirò V . Non ubbidirò v .. Ubbidirai 0 = Ubbidirà 0 — Ubbidiremo 0 . Ubbidirete 0 .. Se ubbidirete 1 = Ubbidiranno 1 = Ubbidite 1 . ColPubbidire 1 .. Ubbidito A = Ubbiditi A - Ubbidita A • Ubbidite A •• Uccellare VERBES. Il troubla Nous troublâmes Vous troublâtes Ils troublèrent Je troublerai Tu troubleras Il troublera Nous troublerons Vous troublerez Ils troubleront Troublant Troublé Troublés Troublée Troublées u Obéir M'obéir Vous obéir L'obéir Lui obéir J'obéis Je vous obéis Tu obéis 11 obéit Nous obéissons Vous obéissez Vous ne m' obéissez pas Ils obéissent J'obéissais Tu obéissais Il obéissait Il n'obéissait pas Nous obéissions Vous obéissiez Us obéissaient J'obéis Tu obéis Il obéit Nous obéîmes Vous obéîtes Us obéirent J'obéirai Je n'obéirai pas Tu obéiras Il obéira Nous obéirons Vous obéirez Si vous obéissez Us obéiront Obéissez Obéissant Obéi Obéis Obéie Obéies Oiseler VERBS. He troubled We troubled You troubled They troubled I shall trouble Thou wilt trouble He will trouble We shall trouble You will trouble They will trouble Troubling Troubled Troubled Troubled Troubled To OBES To obey me To obey you To obey him To obey to him I obey I obey you Thou obeyest He obeys We obey You obey You do not obey They obey I obeyed Thou obeyedst He obeyed He does not obey We obeyed You obeyed They obeyed I obeyed Thou obeyedst He obeyed We obeyed You obeyed They obeyed I shall obey I shall not obey Thou wilt obey He will obey We shall obey You will obey If you will obey They will obey Obey Obeying Obeyed Obeyed Obeyed Obeyed TO CATCH BIRDS 513 514 VERBI. L - Uccellato L = Uccellati L • Uccellata L •• Uccellate ( - Uccidere ( = Uccido ( • Uccidi ( .. Uccide H - Uccidiamo H = Uccidete H . Uccidono H •• Ucciderà 1 - Uccidevi ì = Uccideva I • Uccidevamo 1 .. Uccidevate o — Uccidevano o = Uccisi 0 . Uccidesti 0 .. Uccise 1 - Uccidemmo "1 = TJccideste 1 . Uccisero 1 .. Ucciderò ) - Ucciderai ) = Ucciderà ) . Uccideremo ) .. Ucciderete* -J — Uccideranno + = Uccidete + . Uccidendo + .. Ucciso *** — Uccisi ^ = Uccisa •v. . Uccise "**. . . Udire p - Odo p = Odi p . Ode p .. Udiamo V - Udite V = Odono V . Udiva V .. Udivi 0 — Udiva 0 = Udivamo 0 . Udivate 0 .. Udivano / ~ Udii / = Udisti / • Udì / •• Udimmo A - Udiste A = Udirono A . Udirò A •• Udirai T- Udirà T = Udiremo T • Udirete VERBES. VERBS, Oiselé Cought birds Oiselé Cought birds Oiselé Cought birds Oiselé Cought birds TUER To KILL Je tue I kill Tu tues Thou killest TI tue Fie kills Nous tuons We kill Vous tuez You kill Ils tuent They kill Je tuais 1 killed Tu tuais Thou killedst Il tuait He killed Nous tuions We killed Vous tuiez You killed Ils tuaient They killed Je tuai I killed Tu tuas Thou killedst Il tua He killed Nous tuâmes We killed Vous tuâtes You killed Ils tuèrent They killed Je tuerai I shall kill Tu tueras Thou wilt kill Il tuera He will kill Nous tuerons We shall kill Vous tuerez You will kill Ils tueront They will kill Tuez Kill Tuant Killing Tué Killed Tués Killed Tuée Killed Tuées Killed ElNTENDRE TO HEAR J'entends I hear Tu entends Thou hearest Il entend He hears Nous entendons We hear Vous entendez You hear Ils entendent They hear J'entendais I heard Tu entendais Thou heardst Il entendait He heard Nous entendions We heard Vous entendiez You heard Ils entendaient They heard J'entendis I heard Tu entendis Thou heardst Il entendit He heard Nous entendîmes We heard Vous entendîtes You heard Ils entendirent They heard J'entendrai I shall hear Tu entendras Thou wilt hear Il entendra He will hear Nous entendrons We shall hear Vous entendrez You will hear VERBI. VEREES. VERBS. OlO L - Udiranno ils entendront They will hear L = Udite voi Entendez-vous Hear you L • Neil' udire Entendant Bearing L •• Udito Entendu Heard ( - Uditi Entendus Heard ( = Udita Entendue Heard ( ■ Udite Entendues Heard ( •• UniRE Ouïr To HEAR H - Udito Oui Heard H = Uditi Ouis Heard H • Udita Ouie Heard H .. Udite Ouies Heard 1 - Ufficiare Officier (célébrer l'of- fice divin) To officiate 1 = Ufficiato Officié Officiated 1 . Ufficiati Officié Officiated 1 •• Ufficiata Officié Officiated o — Ufficiate Officié Officiated o = Ugnere Oindre To ANOINT o . Unto Oint Anointed 0 .. Unti Oints Anointed 1 - Unta Ointe Anointed 1 = Unte Ointes Anointed 1 . Uguagliare ÉGALER To EQUAL 1 .. Uguagliato Egalé Equalled ) - Uguagliati Égalés Equalled ì = Uguagliata Égalée Equalled ) . Uguagliate Égalées Equalled ) .. Ulcerare Ulcérer To ULCERATE + — Ulcerato Ulcéré Ulcerated + = Ulcerati Ulcérés Ulcerated + . Ulcerata Ulcérée Ulcerated + .. Ulcerate Ulcérées Ulcerated ^ _ Ultimare Achever TO FINISH "">» = Ultimato Achevé Finished "V, Ultimati Achevés Finished ^ . . Ultimata Achevée Finished p - Ultimate Achevées Finished e = Umettare Humecter To MOISTEN ? . Umettato Humecté Moistened ? .. Umettati Humectés Moistened V - Umettata Humectée Moistened v = Umettate Humectées Moistened v • Umiliare Humilier TO HUMBLE V • Umiliarvi Vous humilier To humble you 0 — Umiliarmi M'humilier To humble me 0 = Umilio J'humilie I humble 0 . Umilia Il humilie He humbles 0 .. Si umilia Il s'humilie He humbles himself / ~ / = Umiliate Vous humiliez You humble Vi umiliate Vous vous humiliez You humble yourselves / . Umiliano Ils humilient They humble / •• Umiliava J'humiliais I humbled A - Umiliavi Tu humiliais Thou humbledst A = Umiliava Il humiliait He humbled A Umiliavamo Nous humiliions We humbled ^16 L - Umiliavate L = Umiliavano L • Umiliarono Umiliando ( _ Umiliato r — Umiliati Umiliata Umiliate -\ - Uncinare -A = Uncinato H . Uncinati H •• Uncinata 1 - Uncinate 1 = Unire 1 . Unirvi 1 •• Unirmi o — Unirli o = Unisco 0 . Mi unisco 0 •• Unisci 1 = Unisce 1 - Uniamo 1 . Unite 1 .• Uniscono ) — Univa ) = Univi ) . Univa ) .. Univamo + — Univate + = Univano + . Unii -f •• Unisti "»>. — Unì ^ _ Unimmo — Uniste ^, . Unirono ? — Unirò 0 Mi unirò Unirai ? • • Unirà V — Si unirà V = Uniremo v . Unirete V •• Vi unirete 0 — Uniranno 0 = Si uniranno 0 . Unendo 0 .. Unito 1 - Uniti Unita 1 ~ Unite 1 •• Untare A - Untato A = Untati A • Untata A .. Untate T — Urlare T=l Urla VERBES. VERBS. Vous humiliiez You humbled Ils humiliaient They humbled Ils humilièrent They humbled Humiliant Humbling Humilié Humbled Humiliés Humbled Humiliée Humbled Humiliées Humbled Accrocher To HOOK Accroché Hooked Accrochés Hooked Accrochée Hooked Accrochées Hooked Unir To unite Vous unir To unite yourselves M'unir To unite myself Les unir To unite them Tunis I unite Je m'unis I unite myself Tu unis Thou unitest Il unit He unites Nous unissons We unite Vous unissez You unite Us unissent They unite J'unissais I united Tu unissais Thou unitedst 11 unissait He united Nous unissions We united Vous unissiez You united Ils unissaient They united J'unis I united Tu unis Thou unitedst Il unit He united Nous unirne We united Vous unites You united Ils unirent They united Punirai I shall unite Je m'unirai I shall unite myself Tu uniras Thou wilt unite Il unira He will unite H s'unira He will unite himself Nous unirons We shall unite Vous unirez You will unite Vous vous unirez You will unite yourselves Ils uniront They will unite yoursel. Ils s'uniront They will unite themsel- Unissant Uniting (ves Uni United Unis United Unie United Unies United Graisser To grease Graissé Greased Graissés Greased Graissée Greased Graissées Greased Hurler TO HOWL Il hurle It howls VERBI. VERBES. VERBS. 517 L - Urlano [Is hurlent They howl L = Urlava [1 hurlait [t howled Urlavano [Is hurlaient They howled L •• Urlò [1 hurla [t howled ( — Urlarono Is hurlèrent rhey owled ( — Urlerò fe hurlerai : shall howl ( Urlerà il hurlera [t will howl Urleranno [Is hurleront They will howl H - Urlando Hurlant Howling H = Urlato Hurlé Howled H Urtare Heurter ( choquer ) TO KNOCK AGAINST, tohit H •■ Urto Je heurte I knok against, I hit 1 — Urta Il heurte He knocks ag., he hits 1 = Urtate Vous heurtez You knock ag., you hit 1 Urtava Je heurtais I knocked ag., I hited 1 • • Urtava Il heurtait He knocked ag., he hited o — Urtavate Vous heurtiez You knocked, you hited o = Urtavano Ils heurtaient They knocked, they hited o . Urterò Je heurterai I shall knock against o .. Urterà Il heurtera He will knock against 1 — 1 Urterete Vous heurterez You will knock against 1 = Urteranno Ils heurteront They will knock against "1 • Urtando Heurtant Knocking against 1 - Urtato Heurté Knocked against ) - Urtati Heurtés Knocked against ) = Urtata Heurtée Knocked against ) • Urtate Heurtées Knocked against ) • Usare User To WEAR H Uso J'use I wear + = Usi Tu uses Thou wearest + • Usa Il use He wears + .. Usiamo Nous usons We wear ^» — Usate Vous usez You wear ^. = Usano Ils usent They wear ^». . Userò J'userai I shall wear *•»«. .. Userete Vous userez You will wear ? - Non userò Je n'userai pas I shall not wear ? = Non userete Vous n'userez pas You will not wear e . Usando Usant Wearing out 9 •• Usato Usé Worn out V - Usati Usés Worn out V = Usata Usée Worn out v . Usate Usées Worn out V •• Uscire Sortir TO GO OUT 0 — Esco Je sors I go out 0 = Esci Tu sors Thou goest out 0 . Esce Il sort He goes out 0 .. Usciamo Nous sortons We go out / - Uscite Vous sortez You go out / = Escono Ils sortent They go out / . Usciva Je sortais I went out / .. Uscivi Tu sortais Thou wentst out A - Usciva Il sortait He went out A = Uscivamo Nous sortioiYvS We went out A Uscivate Vous sortiez You went out A • Uscivano Ils sortaient They went out T - ■ Uscii Je sortis I went out T = = Uscisti Tu sortis Thou wentst out 44 18 VERBI» — Usci == Uscimmo Usciste Uscirono _ Uscirò == Uscirai Uscirà Usciremo \ — Uscirete \ == Usciranno 1 Uscite 4 Uscendo S _ Uscito ! 1 I Usciti Uscita Uscite ) Usurpare ) = Usurpo ••) . Non usurpo ) Usurpi 1 — Usurpa 1 = Usurpiamo 1 Usurpate 1 Usurpano ) — Non usurperò ) = Usurpando ) Non usurpate ) Usurpato + — Usurpati + = Usurpata + Usurpate _i_ Vacare ^ Vacato *•>. = Vaccinare ■>». Vaccinato \ .. Vaccinati P - Vaccinata e = Vaccinate p . Vacillare p -• Vacillato v - Vagabondare V = Vagabondando v . Vagabondato v .. Vagare 0 — Vago 0 = Vagbi 0 . Vaga 0 .. Vaghiamo / - Vagate / = Vagano / . Vagava / •• Vagavi VERBES. Il sortit Nous sortîmes Vous sortîtes Ils sortirent Je sortirai Tu sortiras Il sortira Nous sortirons Vous sortirez Ils sortiront Sortez Sortant Sorti Sortis Sortie Sorties Usurper J'usurpe Je n'usurpe pas Tu usurpes Il usurpe Nous usurpons Vous usurpez Ils usurpent Je n'usurperai pas Usurpant N'usurpez pas Usurpé Usurpés Usurpée Usurpées VERBS. He went out We went out You went out They went out I shall go out Thou wilt go out He will go out We shall go out You will go out Thej' will go out Go out Going out Gone out Gone out Gone out Gone out To USURP I usurp I do not usurp Thou usurpest He usurps We usurp You usurp They usurp I shall not usurp Usurping Do not usurp Usurped Usurped Usurped Usurped Vaquer (être à remplir) To BE EMPTY Vaqué Been empty Vacciner TO VACCINATE Vacciné Vaccinated Vaccinés Vaccinated Vaccinée VacciDated Vaccinées Vaccinated Vaciller TO VACILLATE Vacillé Vacillated Vagabonder TO ROVE ABOUT Vagabondant Roving about Vagabondé Roved about Vaguer TO WANDER Je vague I wander Tu vagues Thou wanderest Il vague He wanders Nous vaguons We wander Vous vaguez You wander Ils vaguent They wander Je vaguais I wandered Tu vaguais Thou wanderedsfc VERBI. VERBES. VERBS. Oli L - Vagava Il vaguait He wandered L = Vagavamo Nous vaguions We wandered L • Vagavate Vous vaguiez You wandered L •• Vagavano Ils vaguaient They wandered ( - Vagando Vaguant Wandering ( = Vagato Vagué Wandered ( • Vagheggiare Courtiser une femme To COURT ( .. Vagheggiate Vous courtisez une fem. You court H - Vagheggiato Courtisé une femme Courted H = Vagheggiata Courtisé une femme Courted H • Vagheggiate Courtisé des femmes Courted H ■• Valere Valoir To BE WORTH 1 - Valgo Je vaux I am worht 1 = Vali Tu vaux Thou art worht 1 . Vale Il vaut He is worth 1 •• Non vale Il ne vaut pas He does not be worth o — Valiamo Nous valons We are worth 0 =F Valete Vous valez You are worth 0 . Valgono Ils valent They are worth O .. Valeva Je valais I was worth 1 - Valevi Tu valais Thou wast wrorth 1 =■ Valeva Il valait He was worth 1 • Valevamo Nous valions We were worth 1 ■■ Valevate Vous valiez You were worth ) - Valevano Ils valaient They were worth ) = Valsi Je valus I was worth ) • Valse Il valut He was worth ) .- Valemmo Nous valûmes We were worth + - Valeste Vous valûtes You were worth + = Valsero Ils valurent They were worth + . Varrò Je vaudrai I shall be worth + .. Varrai Tu vaudras Thou w ilt be worth / - Varrà Il vaudra He will be worth / = Varremo Nous vaudrons We shall be worth / • Varrete Vous vaudrez You will be worth / •• Varranno Ils vaudront They will be worth P - Varrei Je vaudrais I would be worth P = Varresti Tu vaudrais Thou wouldst be w oi ti* P • Varrebbe Il vaudrait He would be worth P •• Varremmo Nous vaudrions We w ould be worth V - Varreste Vous vaudriez You would be worth V = Varrebbero Ils vaudraient They would be worth v . Valendo Valant Being worth v .. Valuto Valu Worth 0 — Valuti Valu Worth 0 = Valuta Valu Worth 0 . Valute Valu Worth 0 .. Valicare Passer a gué To FORD / - Valicato Passé à gué Forded / = Valicati Passés à gué Forded / . Valicata Passée à gué Forded / .. Valicate Passées à gué Forded A - Validare Valider TO VALIDATE A =* Validate Validé Validated A • Vaiidati Validés Validated A •• Validata Validée Validated T - Validate Validées Validated 520 VERBI. L - Valutare L = Valuto L • Non valuto L •• Valuti ( - Valuta ( = Si valuta ( . Valutiamo ( .. Valutate H- Non valutate H = Valutano H ■ Valutava H •• Valutavi 1 - Valutava i = Si valutava 1 Valutavamo 1 •• Valutavate o — Valutavano o = Valuterò 0 . Valuterai 0 .. Valuterà 1 - Valuteremo 1 - Valuterete 1 . Valuteranno 1 .. Valutando ) - Valutato ) = Valutati ) . Valutata ) .. Valutate -j Vampeggiare -f- = Vampeggiando •f . Vampeggiato Vanagloriarsi Vanagloriato Vanagloriati Vanagloriata Vanagloriate P - P = P • e .. v - v = V . v .. 0 — 0 = 0 . 0 .. / - I = I ■ I .* A - A = A • A .. T- T = Vaneggiare Non vaneggio Vaneggia Vaneggiate Vaneggiano Vaneggiava Vaneggiavi Vaneggiava Vaneggiavamo Vaneggiavate Vaneggiavano Vaneggiammo Vaneggiaste Vaneggiarono Vaneggiando Vaneggiato Vangare Vango Vanghi Vanga Vanghiamo Vangate- VERBES. ÉVALUER J'évalue Je n'évalue pas Tu évalues Il évalue On évalue Nous évaluons Vous évaluez Vous n'évaluez pas Ils évaluent J'évaluais Tu évaluais Il évaluait On évaluait Nous évaluions Vous évaluiez Ils évaluaient J'évaluerai Tu évalueras Il évaluera Nous évaluerons Vous évaluerez Ils évalueront Évaluant Évalué Évalués Évaluée Évaluées Flamboyer Flamboyant Flamboyé Glorifier (se) Glorifié Glorifiés Glorifiée Glorifiées RÊVER Je ne rêve pas Il rêve Vous rêvez Ils rêvent Je rêvais Tu rêvais Il rêvait Nous rêvions Vous rêviez Ils rêvaient Nous rêvâmes Vous rêvâtes Ils rêvèrent Rêvant Rêvé BÊCHER Je bêche Tu bêches Il bêche Nous bêchons Vous bêchez VERBS. To appraise (value) I appraise I do not appraise Thou appraisest He appraises One appraises We appraise You appraise You do not appraise They appraise I appraised Thou appraisedst He appraised One appraised We appraised You appraised They appraised I shall appraise Thou wilt appraise He will appraise We shall appraise You will appraise They will appraise Appraising Appraised Appraised Appraised Appraised To GLITTER Glittering Glittered TO GLORIFY Glorified Glorified Glorified Glorified To RAVE I do not rave He raves You rave They rave I raved Thou ravedst He raved We raved You raved They raved We raved You raved They raved Raving Raved TO DIG WITH A SPADE I dig with a spade Thou diggest with a sp. He digs with a spade We dig with a spade You dig with a spade VERBI. VERBES. VERBS. 521 L - Vangano Ils bêchent They dig with a spade L = Vangato Bêché Dug with a spade L • Vantarsi Vanter (se) TO BOAST OF ONE'S SELF Vantarmi Me vanter To boast of myself ( Vantarvi Vous vanter To boast of yourselves ( = Mi vanto Je me vante I boast Non mi vanto Je ne me vante pas I do not boast myself Ti vanti Tu te vantes Thou boastest H - Si vanta Il se vante He boasts of himself H = Ci vantiamo Nous nous vantons We boast H . Vi vantate Vous vous vantez You boast H •• Si vantano Ils se vantent They boast 1 - Mi vantava Je me vantais I boasted 1 = Ti vantavi Tu te vantais Thou boastedst I • Si vantava Il se vantait He boasted Ci vantavamo Nous nous vantions We boasted o — Vi vantavate Vous vous vantiez You boasted o = Si vantavano Ils se vantaient They boasted o . Mi vanterò Je me vanterai I shall boast 0 .. Ti vanterai Tu te vanteras Thou wilt boast 1 - Si vanterà Il se vantera He will boast 1 = Ci vanteremo Nous nous vanterons We shall boast 1 • Vi vanterete Vous vous vanterez You will boast 1 .. Si vanteranno Ils se vanteront They will boast ) - Non vi vantate Ne vous vantez pas Do not boast yourselves ) = Vantando Se vantant Boasting ) . Vantato Vanté Boasted ) .. Vantati Vantés Boasted + - Vantata Vantée Boasted 4- = Vantate Vantées Boasted + . Varcare Passer au-delà To GO BEYOND + .. Varcando Passant au-delà Going beyond *^ — Varcato Passé au-delà Gone beyond -^ = Varcati Passés au-delà Gone beyond ^N» Varcata Passée au-delà Gone beyond -^ . . Varcate Passées au-delà Gone beyond p - Variare Varier TO VARY p = Varia Il varie He varies p . Variate Vous variez You vary p .. Variano Ils varient They vary V - Varieró Je varierai I shall vary V = Varierai Tu varieras Thou wilt vary V • Variera Il variera He will vary V .. Varieremo Nous varierons We shall vary 0 = Varierete Vous varierez You will vary 0 = Varieranno Ils varieront They will vary 0 • Variate Variez Vary 0 .. Variando Variant Varying / ~ Variato Varié Varied / = Variati Variés Varied / • Variata Variée Varied / •• Variate Variées Varied A - Vaticinare PROPHÉTISER To PROPHECY A = Vaticinato Prophétisé Prophecied A • Vedere Voir To SEE A •• Vedermi Me voir To see me T - Vedervi Vous voir To see you 44 522 VERBI. VERBES. VERBS. L - Vederlo Le voir To see it L = Non vedo Je ne vois pas I do not see L ■ Vedo Je a ois I see L •• Vi vedo Je vous vois I see you ( — Non vi vedo Je ne vous vois pas I do not see you ( = Non lo vedo Je ne le vois pas I do not see it ( • Vedi Tu vois Thou seest ( •• Non vedi Tu ne vois pas Thou doest not see H - Vede Il voit He sees H = Si vede On voit One sees it H • Vediamo Nous voyons We see H .- Non vedete Vous ne voyez pas You do not see \ - Vedete Vous voyez You see 1 = Mi vedete Vous me voyez You see me 1 Lo vedete Vous le voyez You see it 1 .. Vedono Ils voient They see o — Vedeva Je voyais I saw o = Vedevi Tu voyais Thou sawest 0 . Vedeva Il voyait He saw o .. Vedevamo Nous voyions We saw 1 - Vedevate Vous voyiez You saw 1 = Vedevano Ils voyaient They saw 1 . Viddi Je vis I have seen 1 ■■ Vedesti Tu vis Thou hast seen ) - Vidde II vit He has seen ) = Vedemmo Nous vîmes We have seen ) . Vedeste Vous vîtes You have seen ) .. Viddero Ils virent They have seen + — Vedrò Je verrai I shall see + = Vi vedrò Je vous verrai I shall see you + . Non vi vedrò Je ne vous verrai pas I will not see you + .. Vedrai Tu verras Thou wilt see *■>. — ' Vedrà Il verra He will see -s. = Si vedrà On verra People will see ^. Vedremo Nous verrons We shall see "V. . . Ci vedremo Nous nous verrons We shall see each other p - Vedrete Vous verrez You will see p = Mi vedrete Vous me verrez You shall see me p . Non mi vedrete Vous ne me verrez pas You shall not see me p .. Vedranno Ils verront They will see V - Vedrei Je verrais I would see V = Vedresti Tu verrais Thou wouldst see V . Vedrebbe Il verrait He would see V •- Vedremmo Nous verrions We would see 0 — Vedreste Vous verriez You would see 0 = Vedrebbero Ils verraient They would see 0 . Vedi Vois See 0 .. Veda Qu'il voie Let him see / - Vediamo Voyons Let us see / = Vedete Voyez See / • Non vedete Ne voyez- vous pas ? Do not see / .. Vedano Qu'ils voient Let thou see A - Ch'io veda Que je voie That I may see A = Che veda Que tu voies That thou mays see A • Che veda Qu'il voie That he may see A •• Che vediamo Que nous voyions That we may see T - Che vediate Que vous voyiez That you may see T = Che vedano Qu'ils voient That they may see T • Se vedessi Si je voyais If I saw T •• Che vedessi Que je visse That I might see VERBI VERBES. VERBS. 523 L - Vedessi Que tu visses That thou mightst see L = Vedesse Qu'il vit That he might see L • Vedessimo Que nous vissions That we might see L •• Vedeste Que vous vissiez That you might see ( - Vedessero Qu'ils vissent That they might see ( = Vedendo Voyant Seeing ( • Veduto Vu Seen ( •• Veduti Vus Seen H- Veduta Vue Seen H = Vedute Vues Seen H • Vegetare Végéter To VEGETATE H .- Vegeto Je végète I vegetate ! - Vegeti Tu végètes Thou vegetatest 1 = Vegeta Il végète He vegetates 1 • Vegetiamo Nous végétons We vegetate I .- Vegetate Vous végétez You vegetate o — Vegetano Ils végètent They vegetate o = Vegetando Végétant Vegetating 0 . Vegetato Végété Vegetated 0 .. Vegliare Veiller To SIT UP 1 - Veglio Je veille I sit up 1 = Vegli Tu veilles Thou sittest up 1 • Veglia Il veille He sits up 1 .. Vegliamo Nous veillons We sit up ) - Vegliate Vous veillez You sit up ) = Vegliano Ils veillent They sit up ) . Vegliava Je veillais I sat up ) .. Vegliavi Tu veillais Thou satst up + — Vegliava II veillait He sat up + = Vegliavamo Nous veillions We sat up + . Vegliavate Vous veilliez You sat up + .. Vegliavano Ils veillaient They sat up ■^ — Veglieró Je veillerai I shall sit up ■^ = Veglierai Tu veilleras Thou wilt sit up — . Veglierà Il veillera He will sit up *">. . . Veglieremo Nous veillerons We shall sit up ? - Veglierete Vous veillerez You will sit up ? = Vegleranno Ils veilleront They will sit up e • Vegliate Veillez Sit up ? Vegliando Veillant Sitting up V — Vegliato Veillé Sitten up v = Velare Voiler To VEIL v . Velato Voilé Veiled v .. Velati Voilés Veiled 0 — Velata Voilée Veiled 0 = Velate Voilées Veiled 0 . Veleggiare Faire voile To SAIL 0 .. Veleggia Il fait voile He sails / - Veleggiamo Nous faisons voile We sail / = Veleggiate Vous faites voile You sail / . Veleggiano Ils font voile They sail / .. Veleggiava Je faisais voile I sailed A - Veleggiavi Tu faisais voile Thou sailedst A = Veleggiava Il faisait voile He sailed A • Veleggiavamo Nous faisions voile We sailed A •• Veleggiavate Vous faisiez voile You sailed T — Veleggiavano Ils faisaient voile They sailed T = Veleggiai Je lis voile I sailed 524 VERBI, VERBES. VERBS. L - Veleggiasti Tu fis voile Thou sailedst L = Veleggiò Il fit voile He sailed L - Veleggiammo Nous fîmes voile We sailed L .. Veleggiaste Vous fîtes voile You sailed ( - Veleggiarono Ils firent voile They sailed ( - Veleggerò Je ferai voile I shall sail ( • Veleggerai Tu feras voile Thou wilt sail ( .. Veleggerà Il fera voile He will sail H- Veleggeremo Nous ferons voile We shall sail H = Veleggerete Vous ferez voile You will sail H • Veleggeranno Ils feront voile They will saill ^ .. Veleggiando Faisant voile Sailing 1 - Veleggiato Fait voile Sailed ! = Vellicare Picoter To QUILT 1 • Vellicato Picoté Quilt 1 •• Vellicati Picotés Quilt o — Vellicata Picotée Quilt o = Vellicate Picotées Quilt 0 . Vendemmiare Vendanger TO GATHER GRAPES 0 .. Vendemmio Je vendange I gather grapes 1 - Vendemmia Il vendange He gathers grapes 1 = Vendemmiamo Nous vendangeons We gather grapes 1 . Vendemmiate Vous vendangez You gather grapes 1 .. Vendemmiano Ils vendangent They gather grapes ) - Vendemmiava Je vendangeais I gathered grapes ) =r Vendemmiava Il vendangeait He gathered grapes ) . Vendemmiavamo Nous vendangions We gathered grapes ) .. Vendemmiavate Vous vendangiez You gathered grapeg + — Vendemmiavano Ils vendangeaient They gathered grapes + = Vendemmiai Je vendangeai I gathered grapes + . Vendemmia Il vendangea He gathered grapes + .. Vendemmiammo Nous vendangeâmes We gathered grapes "-V. — Vendemmiaste Vous vendangeâtes You gathered grapes ^ = Vendemmiarono Ils vendangèrent They gathered grapes ^ . Vendemmieró Je vendangerai I shall gather grapes *>N .. Vendemmierai Tu vendangeras Thou wilt gather grapes p - Vendemmierâ Il vendangera He Mill gather grapes p = Vendemmieremo Nous vendangerons We shall gather grapes p . Vendemmi erete Vous vendangerez You will gather grapes p .. Vendemmieranno Ils vendangeront They will gather grapes V - Vendemmiando Vendangeant Gathering grapes V = Vendemmiate Vendangé Gathered grapes v . Vendemmiati Vendangés Gathered grapes v .. Vendemmiata Vendangée Gathered grapes 0 — Vendemmiate Vendangées Gathered grapes 0 = Vendere Vendre To SELL 0 . Vendermi Me vendre To sell to me 0 .. Vendervi Vous vendre To sell to you 1 ~ Vendo Je vends I sell 1 = Non vendo Je ne vends pas [ do not sell 1 • Vendi Tu vends Thou sellest / •• Vende Il vend He sells A — Si vende On vend One sell A = Vendiamo Nous vendons We sell A . Vendete Vous vendez ïou sell A •■ Mi vendete Vous me vendez Fou sell to me T- Non vendete Vous ne vendez pas i'ou do not sell T = Vendono Lis vendent They sell VERBI. VERBES. verbs. 5z: L - Vendeva Je vendais I sold L = Vendevi Tu vendais; Thou soldes! L • Vendeva Il vendait He sold L •• Si vendeva On vendait One sold ( - Vendevamo Nous vendions We sold ( = Vendevate Vous vendiez You sold ( • Vendevano Ils vendaient They sold ( .. Vendei Je vendis Isold H- Vendesti Tu vendis Thou soldest H = Vende 11 vendit He sold H • Vendemmo Nous vendîmes We sold H •• Vendeste Vous vendîtes You sold 1 - Venderono Ils vendirent They sold 1 = Venderò Je vendrai I will sell 1 ■ Vi venderò Je vous vendrai I will sell to you 1 •• Venderai Tu vendras Thou wilt sell o — Si venderà On vendra One will sell o = Venderà Il vendra He will sell o . Non si venderà On ne vendra pas One will not sell o .. Venderemo Nous vendrons We shall sell 1 - Non venderete Vous ne vendrez pas You will not sell 1 - Venderete Vous vendrez You will sell 1 . Mi venderete Vous me vendrez You will sell to me 1 .. Venderanno Ils vendront They wilt sell ) - Venderei Je vendrais I would sell ) = Vi venderei Je vous vendrais I would sell to you ) . Venderesti Tu vendrais Thou wouldst sell ) .. Non si venderebbe On ne vendrait pas One would not sell + — Venderebbe Il vendrait He would sell + = Si venderebbe On vendrait One would sell + . Venderemmo Nous vendrions We would sell + .. Vendereste Vous vendriez You would sell Non lo vendereste Vous ne le vendriez pas You would not sell it "**. = Venderebbero Ils vendraient They would sell •^ . Vendi Vends Sell ">^ . . Venda Qu'il vende Let him sell p - Vendiamo Que nous vendions Let us sell ? = Vendete Que vous vendiez Sell, vend p . Non vendete Ne vendez pas Do not sell p •• Vendetemi Vendez-moi Sell me or vend me V — Vendano Qu'ils vendent Let them sell V = Ch'io venda Que je vende That I may sell V • Che venda Que tu vendes That thou mayst sell V •• Che venda Qu'il vende That he may sell 0 — Che vendiamo Que nous vendions That we may sell 0 = Che vendiate Que vous vendiez That you may sell 0 . Che vendano Qu'ils vendent That they may sell 0 .. Che vendessi Que je vendisse That 1 might sell / - Vendessi Que tu vendisses That thou mightst sell / = Vendesse Qu'il vendit That he might sell / . Vendessimo Que nous vendissions That we might sell / .. Vendeste Que vous vendissiez That you might sell A — Vendessero Qu'ils vendissent Thai they might sell A = Vendendo Vendant Selling A . Venduto Vendu Sold A •• Venduti Vendus Sold T - Venduta Vendue Sold T = Vendute Vendues Sold T . Vendicare Venger TO TAKE REVENGE 526 VERBI. VERBES. verbs. L - Vendicarsi Se venger To take revenge one's s. L = Vendicarmi Me venger To take revenge myself L • Vendicarvi Vous venger To take revenge yourseh L .. Vendico Je venge I take revenge ( - Mi vendico Je me venge I take revenge myself ( = Vendichi Tu venges Thou takest revenge ( • Vendica Il venge He takes revenge ( •• Si vendica Tl se venge He takes revenge himself H_ Vendichiamo Nous vengeons We take revenge H = Vendicate Vous vengez You take revenge H • Vendicano Ils vengent They take revenge H •• Si vendicano Ils se vengent They take revenge them- 1 - Vendicava Je vengeais I took revenge [ selves 1 = Vendicavi Tu vengeais Thou tookest revenge 1 • Vendicava Il vengeait He took revenge 1 •• Vendicavamo Nous vengions We took revenge o — Vendicavate Vous vengiez You took revenge o = Vendicavano Ils vengeaient They took revenge o . Vendicai Je vengeai I took revenge o .. Vendicasti Tu vengeas Thou tookest revenge 1 - Vendicò Il vengea He took revenge n = Vendicammo Nous vengeâmes We took revenge 1 • Vendicaste Vous vengeâtes You took revenge 1 .. Vendicarono Ils vengèrent They took revenge ) - Vendicherò Je vengerai I will take revenge ) = Mi vendicherò Je me vengerai I will take revenge myself ) . Vendicherai Tu vengeras Thou wilt take revenge ) •• Vendicherà Il vengera He will take revenge + — Si vendicherà Il se vengera He will take revenge him . + — Vendicheremo Nous vengerons We will take revenge + • Vendicherete Vous vengerez You will take revenge + •• Vi vendicherete Vous vous vengerez You will take revenge y. *-*. — Vendicheranno Ils vengeront They will take revenge *»»« = Vendicatevi Vengez-vous Take revenge yourselves ^ Vendicate Vengez Take revenge ^ . . Vendicando Vengeant Taking revenge P - Vendicate Vengé Taken revenge P = Vendicati Vengés Taken revenge P - Vendicata Vengée Taken revenge P •• Vendicate Vengées Taken revenge V — Venerare VÉNÉRER To venerate V = Venero Je vénère I venerate v . Vi venero Je vous vénère I venerate you v .. Veneri Tu vénères Thou venerates! 0 — Venera Il vénère He venerates 0 == Veneriamo Nous vénérons We venerate 0 . Venerate Vous vénérez You venerate 0 •• Venerano Ils vénèrent They venerate / - Venerava Je vénérais I venerated / = Venerava Il vénérait He venerated / . Veneravamo Nous vénérions We venerated / •• Veneravate Vous vénériez You venerated A — Veneravano Ils vénéraient They venerated A = Venerando Vénérant Venerating A • Venerato "Vénéré Venerated A •• Venerati Vénérés Venerated T — Venerata Vénérée Venerated T = Venerate Vénérées Venerated T • Venire Venir To COME VERBI, VERBES. VERBS, 5'2 L - Vengo Je viens [ come L = Non vengo Je ne viens pas 1 do not come L • Se vieni Si tu viens [f thou comest Viene Tu viens Thou comest ( — Se non vieni Si tu ne viens pas Thou doest not come ( = Viene Il vient He comes Non viene Il ne vient pas He does not come Venghiamo Nous venons We come H - Se non venite Si vous ne venez pas If you do not come H = Venite Vous venez You come H • Non venite Vous ne venez pas You do not come H •• Vengono Ils viennent They come 1 - Non vengono Ils ne viennent pas They do not come J = Veniva Je venais I was coming 1 • Venivi Tu venais Thou wast coming I .. Veniva Il venait He was coming o — Non veniva Il ne venait pas He did not be coming o = Venivamo Nous venions We were coming 0 . Venivate Vous veniez You were coming 0 .. Vennivano Ils venaient They were coming 1 — Venni Je vins I came 1 = Venisti Tu vins Thou earnest 1 . Venne Il vint He came 1 .. Non venne Il ne vint pas He did not come ) - Venimmo Nous vînmes We came ) = Veniste Vous vîntes You came ) . Vennero Ils vinrent They came ) .. Verrò Je viendrai I shall come H Non verro Je ne viendrai pas I will not come + = Verrai Tu viendras Thou wilt come + • Verrà 11 viendra He will come + -. Non verrà Il ne viendra pas He will not come *-*. — Verremo Nous viendrons We shall come ^ = Non verremo Nous ne viendrons pas We will not come ^. . Se verrete Si vous venez If you will come ■^ .. Verrete Vous viendrez You will come p _ Se non verrete Si vous ne venez pas You will not come P - Veranno Us viendront They will come P • Verrei Je viendrais I would come P •• Verresti Tu viendrais Thou wouldst come V - Verrebbe Il viendrait He would come V = Verremmo Nous viendrions We would come V . Verreste Vous viendriez You would come v .. Verrebbero Ils viendraient They would come 0 — Se venissi Si je venais If I was coming (d = Se veniste Si vous veniez If you were coming 0 . Se non veniste Si vous ne veniez pas If you not were comi 0 .. Venite Venez Come / ~ Venendo Venant Coming / = Venuto Venu Came / • Venati Venus Came / •• Venuta Venue Came A — Venute Venues Came A = Venire a capo Venir a. bout To SUCCEED A • Vengo a capo Je viens à bout I succeed A •• Vieni a capo Tu viens à bout Thou succeedest T - Viene a capo Il vient à bout He succeeds T = Veniamo a capo Nous venons à bout We succeed rr •• Venite a capo i Vous venez à bout You succeed aas VERBI. VERBES. VERBS. L — Vengono a capo Is viennent â bout They succeed L = Verrò a capo re viendrai à bout 1 shall succeed L • 7 berrai a capo ru viendras à bout Thou wilt succeed L •• V^errd a capo \ viendra à bout ] He will succeed ) - berremo a capo Nous viendrons à bout We shall succeed ) = Verrete a capo Vous viendrez à bout Vou will succeed ) • Verranno a capo Ils viendront à bout They will succeed ) • Venendo a capo Venant à bout Succeeding H - Venuto a capo Venu à bout Succeeded H = Venuti a capo Venus à bout Succeeded H • Venuta a capo Venue à bout Succeeded H •• Venute a capo Venues à bout Succeeded 1 - Ventilare Flotter (un drapeau) To WAVE 1 - Ventila Il flotte [t waves 1 Ventilava Il flottait It waved 1 •• Ventilando Flottant Waving o — Ventilato Flotté Waved o = Ventitata Flottée Waved 0 . Ventilare Ventiler To VENTILATE o .. Ventila Il ventile He ventilates 1 - Ventilano Ils ventilent They ventilate "1 = Ventilava Il ventilait He ventilated 1 . Ventilavano Ils ventilaient They ventilated 1 .. Ventilò Il ventila He ventilated ( - Ventilarono Ils ventilèrent They ventilated ( = Ventilerà Il ventilera He will ventilate ( . Ventileranno Ils ventileront They will ventilate ( .. Ventilando Ventilant Ventilating 4- — Ventilato Ventilé Ventilated + =B Ventilati Ventilés Ventilated + . Ventilata Ventilée Ventilated + •• Ventilate Ventilées Ventilated -*s. — Ventolare Éventer TO VENTILATE «v^ = Venlolando Éventant Ventilated -"«. . Ventolato Éventé Ventilated ^ .. Verdeggiare Verdoyer (verdir) TO BECOME GREEN p - Verdeggia Il verdoie It becomes green p = Verdeggiano Ils verdoient They become green p . Verdeggiava Il verdoyait It became green p .. Verdeggiavano Ils verdoyaient They became green V - Verdeggiando Verdoyant Becoming green V = Vergare Chamarrer To STREAK V . Vergato Chamarré Streaked v .. Vergati Chamarrés Streaked 0 — Vergata Chamarrée Streaked 0 = Vergate Chamarrées Streaked 0 . Vergare (colla penna) Écrire (ou composer) TO WRITE OT COMPOSE 0 . Vergato Écrit Written 1 - ' Vergati Écrits Written 1 = -. Vergata Écrite Writeen / Vergate Écrites Written / Vergognarsi Avoir honte TO BE ASHAMED A - - Mi vergogno J'ai honte I am ashamed A = = Ti vergogni Tu as hontes Thou art ashamed A . Si vergogna Il a honte He is ashamed A • . Ci vergogniamo Nous avons honte We are ashamed T - -[Vi vergnognate 1 Vous avez honte You are ashamed VERBI. VERBES. VERBS. Ol9 L - Si vergognano Ils ont honte They are ashamed L = Mi vergognava J'avais honte [ was ashamed L • Ti vergognavi Tu avais honte Thou wast ashamed L •• Si vergognava Il avait honte He was ashamed ( ~ Ci vergognavamo Nous avions honte We were ashamed ( = Vi vergognavate Vous aviez honte You were ashamed i . Si vergognavano Ils avaient honte They were ashamed ( •• Mi vergognai J'eus honte I was ashamed H- Ti vergognasti Tu eus honte Thou wast ashamed H = Si vergognò Il eut honte He was ashamed H • Ci vergognammo Nous eûmes honte We were ashamed H •• Vi vergognaste Vous eûtes honte You were ashamed 1 - Si vergognarono Ils eurent honte They were ashamed î = Mi vergognerò J'aurai honte I shall be ashamed 1 • Ti vergognerai Tu auras honte Thou wilt be ashamed 1 • Si vergognerà Il aura honte He will be ashamed o — Ci vergogneremo Nous aurons honte We shall be ashamed o = Vi vergognerete Vous aurez honte You will be ashamed o . Si vergogneranno Ils auront honte They will be ashamed o .. Mi vergognerei J'aurais honte I should be ashamed 1 - Ti vergogneresti Tu aurais honte Thou could st be ashamed 1 = Si vergognerebbe Il aurait honte He could be ashamed 1 . Ci vergogneremmo Nous aurions honte We could be ashamed 1 .. Vi vergognereste. Vous auriez honte You could be ashamed > - Si vergognerebbero Ils auraient honte They could be ashamed ) = Vergnognati Aie honte Be ashamed ) Vergognatevi Ayez honte Be ashamed ) .. Vergognandosi Ayant honte Being ashamed + — Vergognato Eu honte Been ashamed + = Vergognati Eu honte Been ashamed -f . Vergognala Eu honte Been ashamed + .. Vergognate Eu honte Been ashamed ^ — Verificare VÉRIFIER To VERIFY «^ = Verificherò Je vérifierai I shall verify ■^ . Verificherai Tu vérifieras Thou wilt verifiy *««. .. Verificherà Il vérifiera He will verifiy p - Verificheremo r^ious vérifierons We shall verify p = Verificherete Vous vérifierez You will verify p . Verificheranno Ils vérifieront They will verify p .. Verificando Vérifiant Verifying V - Verificato Vérifié Verilied V = Verificati Vérifiés Verified V . Verificata Vérifiée Verilied V .. Verificate Vérifiées Verified 0 — Vernare Passer l'hiver TO SPEND THE WINTER 0 = Vernato Passé l'hiver Spent the winter 0 ■ Versare Verser To POUR OUT 0 .. Verso Je verse I pour / ~ Versi Tu verses Thou pourest / = Versa Il verse He pours / - Versiamo Nous versons We pour / ». Versate Vous versez You pour A - Versano Ils versent They pour A = Versava Je versais I poured A • Versavi Tu versais Thou poureds*. A •• Versava II versait He poured T - Versavamo Nous versions We poured T« Versavate Vous versiez You poured 45 530 TERBI. L - 'Versa^■ano L = Versai L • Versasti L •• Verso ( - Versammo ( = Versaste i . Versarono ( •• Verserò H — Verserai H = Verserà H • Verseremo H •• Verserete 1 - Verseranno I = Versando i . Versato Versati o — Versata G = Versate O . Versificare o .. Versificato 1 - Versificati "1 = Versificata 1 . Versificate 1 .. Vessare ) - Vesso ) = Vessi ) . Vessa > .. Mi vessa -j — Vessiamo -1- = Vessate + . Vessano + .. Vessato ^ — Vessati ">, = Vessata *">. . Vessate ■*-« . • Vestire P Vesto 3 = Vesti ? . Veste P- Vestiamo '/ — Vestite V = Vestono v . Vestiva v .. Vestivi a — Vestiva 0 = Vestivamo a . Vestivate il .. Vestivano I — Vestirò / = Vestirai / . Vestirà / •• Vestiremo A — Vestirete Vestiranno \ • Vestitevi A .- Vestendo Vestito 4, _ Vestiti VERBES. VERBS. Ils versaient They poured Je versai I poured Tu versas Thou pouredst Il versa He poured Nous versâmes We poured Vous versâtes You poured Ils versèrent They poured Je verserai I shall pour Tu verseras Thou wilt pour Il versera He will pour Nous verserons We shall pour Vous verserez You will pour Ils verseront They will pour Versant Pouring Versé Poured Versés Poured Versée Poured Versées Poured Versifier (poétiser) TO WRITE POETRY Versifié Written poetry Versifiés Written poetry Versifiée Written poetry Versifiées Written poetry Vexer To VEX Je vexe I vex Tu vexes Thou vexest Il vexe He vexes Il me vexe He vexes me Nous vexons We vex Vous vexez You vex Us vexent They vex Vexé Vexed Vexés Vexed Vexée Vexed Vexées Vexed Vêtir (habiller) To CLOTHE Je vêts I clothe Tu vêts Thou clothes t Il vèt He clothes Nous vêtons We clothe Vous vêtez You clothe Us vêtent They clothe Je vêtais I clad Tu vêtais Thou claddest Il vêtait He clad Nous vêtions We clad Vous vêtiez You clad Ils vêtaient They clad Je vêtirai I shall clothe Tu vêtiras Thou wilt clothe Il vêtira He will clothe Nous vêtirons We shall clothe Vous vêtirez You will clothe Ils vêtiront; They will clothe Vêtez-vous Clothe Vêtant Clothing Vêtu Clad Vêtus Clad VERBI, VERBES» VERBS. Ò« L - Vestita Vêtue Clad L = Vestite Vêtues Clad Vezzeggiare Cajoler (caresser) To cajole ( to caress ) Vezzeggio Je cajole I cajole ( — Vezzeggi Tu cajoles Thou cajolest ( = Vezzeggia ïl cajole He cajoles Vezzeggiamo Nous cajolons We cajole Vezzeggiate Vous cajolez You cajole H - Vezzeggiano Ils cajolent They cajole H = Vezzeggiato Cajolé Cajoled H • Vezzeggiati Cajolés Cajoled H •• Vezzeggiata Cajolée Cajoled 1 - Vezzeggiate Cajolées Cajoled ! = Viaggiare Voyager TO TRAVEL 1 . Viaggio Je voyage ■I travel \ .. Viaggi Tu voyages Thou travellest o — Viaggia Il voyage He travels o = Viaggiamo Nous voyageons We travel 0 . Viaggiate Vous voyagez You travel 0 .. Viaggiano Ils voyagent They travel n - Viaggiava Je voyageais I travelled 1 = Viaggiavi Tu voyageais Thou travelledst 1 . Viaggiava Il voyageait He travelled "1 .. Viaggiavamo Nous voyagions We travelled ) - Viaggiavate Vous voyagiez You travelled ) = Viaggiavano Ils voyageaient They travelled ) . Viaggiai Je voyageai I travelled ) .. Viaggiasti Tu voyageas Thou travelledst + — Viaggiò Il voyagea He travelled •f = Viaggiammo Nous voyageâmes We travelled + . Viaggiaste Vous voyageâtes You travelled + .. Viaggiarono Ils voyagèrent They travelled >v. Viaggerò Je voyagerai ï shall travel •>*. = Viaggerai Tu voyageras Thou wilt travel k. . Viaggerà Il voyagera He will travel s* . . Viaggeremo Nous voyagerons We shall travel e - Viaggerete Vous voyagerez You will travel p = Viageranno Ils voyageront They will travel p . Viaggiate Voyagez Travel p .. Viaggiando Voyageant Travelling V - Viaggiato Voyagé Travelled V = Vibrare Brandir To brandish v . Vibro Je brandis I brandish v .. Vibri Tu brandis Thou brandishest 0 — Vibra Il brandit He brandishes 0 = Vibriamo Nous brandissons We brandish 0 . Vibrate Vous brandisses You brandish 0 .. Vibrano Ils brandissent They brandish / - Vibrò Il brandit He brandished / = Vibrarono Us brandirent They brandished / . Vibrando Brandissant Brandishing / •• Vibrato Brandi Brandished A - Vibrati Brandis Brandished A = Vibrata Brandie Brandished A . Vibrate Brandies Brandished A •■ Vietare, v. Proibire Défendre To FORBID T — Vieto Je défends I forbid T = Vieti Tu défends Thou forbideet 531 532 VERBI. VERBS. L - Vieta L = Vietiamo L ■ Vietate Vietano ( - Vietava ( = Vietavi" ( . Vietava ( .. Vietavamo H- Vietavate H = Vietavano H • Vieterò H •• Vieterai I - Vieterà 1 = Vieteremo 1 • Vieterete 1 •• Vieteranno o — Vietando o = Vietato o . Vigilar r o .. Vigilo 1 - Vigili "I = Vigila "1 . Vigiliamo 1 .. Vigilate ) — Vigilano- ) = Vigilerò ) . Vigilerai ) .. Vigilerà + — Vigileremo + = Vigilerete + . Vigileranno + .. Vigilando Vigilato *»^ = Vilipendere ■"■s. . Vilipeso *^ .. Vilipesi p - Vilipesa p = Vilipese p . Villeggiare p Villeggiato V - Vincere V = Vinco v . Vinci v .. Vince- 0 — Vinciamo 0 = Vincete 0 . Vincono 0 .. Vinceva 1 - Vincevi / = Vinceva / . Vincevamo / '■• Vincevate A — Vincevano A = Vinsi A • Vincesti A, .. Vinse Il défend He forbids Nous défendons We jfcrbid Vous défendez You forbid Ils défendent They forbid Je défendais [ forbade Tu défendais Thou forbadest Il défendait He forbade Nous défendions We forbade Vous défendiez You forbade Ils défendaient They forbade Je défendrai I shall forbid Tu défendras Thou wilt forbid Il défendra He will forbid Nous défendrons We shall forbid Vous défendrez You will forbid Ils défendront Tbey will forbid Défendant Forbidding Défendu Forbidden Veiller To WATCH Je veille I watch Tu veilles Tbou watchest Il veille He watchs Nous veillons We watch Vous veillez You watch Ils veillent They watch Je veillerai I shall watch Tu veilleras Tho u wilt watch Il veillera He will watch Nous veillerons We shall watch Vous veillerez You will watch Ils veilleront They will watch Veillant Watching Veillé Watched Vilipender To VILIFY Vilipendé VHiiied Vilipendés Vilified Vilipendée Vilified Vilipendées Vililied Prendre le plaisir de To enjoy one's sel LA CAMPAGNE the country Pris le pi. de la camp. Enjoyed one's in t Vaincre To VANQUISH Je vaincs I vanquish Tu vaincs Thou vanquishest Il vainc He vanquishes Nous vainquons We vanquish Vous vainquez You vanquish Ils vainquent They vanquish Je vainquais I vanquished Tu vainquais Thou vanquishedst Il vainquait He vanquished Nous vainquions We vanquished Vous vainquiez You vanquished Ils vainquaient They vanquished Je vainquis I vanquished Tu vainquis Thou vanquished Il vainquit He vanquished V - V = / = A - A = VERBI. VERBES. VERBS. ól Vincemmo Nous vainquîmes We vanquished Vinceste Vous vainquîtes You vanquished Vinsero Ils vainquirent They vanquished Vincerò Je vaincrai I shall vanquish Vincerai Tu vaincras Thou wilt vanquish Vincerà Il vaincra He will vanquish Vinceremo Nous vaincrons We shall vanquish Vincerete Vous vaincrez You will vanquish Vinceranno Ils vaincront They will vanquish Vincendo Vainquant Vanquishing Vinto Vaincu Vanquished Vinti Vaincus Vanquished Vinta Vaincue Vanquished Vinte Vaincues Vanquished Vincolare Lier, obliger To rind (to oblige) Vincolato Lié Bound Vincolati Liés Round Vincolata Liée Bound Vincolate Liées Bound Violare Violer To violate Violato Violé Violated Violati Violés Violated Violata Violée Violated Violate Violées Violated : Violentare Violenter To FORCE Violentato Violenté Forced Violentati Violentés Forced Violentata Violentée Forced Violentate Violentées Forced Virare dì bordo (t. d. m.) Virer de cord. (t. d. m.) TOTACKAROLT (a Ship) Viro Je vire de bord I tack about Viri Tu vires de bord Thou tackest about Vira Il vire de bord He tacks about Viriamo Nous virons de bord We tack about Virate Vous virez de bord You tack about Virano Ils virent de bord They tack about Virava Je virais de bord I tacked about Viravi Tu virais de bord Thou tackedst about Virava Il virait de bord He tacked about Viravamo Nous virions de bord We tacked about Viravate Vous viriez de bord You tacked about Viravano Ils viraient de bord They tacked about Virai Je virai de bord I tacked about Virasti Tu viras de bord Thou tackedst about Virò Il vira de bord He tacked about Virammo Nous virâmes de bord We tacked about Viraste Vous virâtes de bord You tacked about Virarono Ils virèrent de bord They tacked about Virerò Je virerai de bord I shall tack about Virerai Tu vireras de bord Thou wilt tack about Virerà Il virera de bord He will tack about Vireremo Nous virerons de bord We shall tack about Virerete Vous virerez de boni You will tack about Vireranno Us vireront de bord They will tack about Virando Virant de bord Tacking about Virato Viré de bord Tacked about Visitare Visiter To visit 45. m VERBI. VERBES. VERBS r L- Visitarmi Me visiter To visit me L = Visitarvi Vous visiter To visit you L • Visitarlo Le visiter To visit him, it Visito Je visite I visit ( — Non visito Je ne visite pas I do not visit ( = Visiti Tu visites Thou visitest Visita Il visite He visits Visitiamo Nous visitons We visit H - Visitate Vous visitez You visit H = Visitano Ils visitent They visit H • Visitava Je visitais I visited H •• Visitavi Tu visitais Thou visitedst 1 - Visitava Il visitait He visited I = Visitavamo Nous visitions We visited I • Visitavate Vous visitiez You visited 1 • • Visitavano Ils visitaient They visited o — Visitai Je vi si lai I visited o = Visitasti Tu visitas Thou visitedst o . Visitò Il visita He visited o .. Visitammo Nous visitâmes We visited: 1 - Visitaste Vous visitâtes You visited 1 = Visitarono Us visitèrent They visited 1 . Visiterò Je visiterai I shall visit 1 .. Vi visiterò Je vous visiterai I shall visit you ) - Visiterai Tu visiteras Thou wilt visit ) = Visiterà Il visitera He will visit ) . Visiteremo Nous visiterons We shall visit ) .. Visiterete Vous visiterez You will visit + — Visiteranno Ils visiteront They will visit + = Visitando Visitant Visiting + . Visitato Visité Visited + .. Visitati Visités Visited ^ — Visitata Visitée Visited ^x» = Visitate Visitées Visited ^ . Vituperare Décrier To DISHONOUR *^ . . Vituperato Décrié Dishonoured p - Vituperati Décriés Dishonoured p = Vituperata Décriée Dishonoured p . Vituperate Décriées Dishonoured p .. Vivere Vivre To LIVE V - Vivo Je vis I live V = Vivi Tu via Thou livest V • Vive Il vit He lives V .. Viviamo Nous vivons We live 0 — Vivete Vous vivez You live >d = Vivono Ils vivent They live 0 . Viveva Je vivais I lived 0 .. Vivevi Tu vivais Thou livedst / — Viveva Il vivait He lived / = Vivevamo Nous vivions We lived / . Vivevate Vous viviez You lived / •• Vivevano Ils vivaient They lived A — Vissi Je vécus I lived A = Vivesti Tu vécus Thou livedst A • Visse Il vécut He lived A •• Vivemmo Nous vécûmes We lived T — Viveste Vous vécûtes You lived T = Vissero Us vécurent They lived T • Viveró Je vivrai I shall live VERBI. VERBES. VERBS. L - Virerai Tu vivras Thou wilt live L = Viverâ Il vivra He will live L • Viveremo Nous vivrons We shall live L -. Viverete Vous vivrez You will live ( - Viveranno Ils vivront They will live ( = Vivete Vivez Live ( • Vivendo Vivant Living ( •• Vissuto Vécus Lived H- Vissuti Vécus Lived H = Vissuta Vécue Lived H • Vissute Vécues Lived H •• Vivificare Vivifier To VIVIFY 1 - Vivificato Vivifié Vivified 1 = Vivificati Vivifiés Vivified 1 • Vivificata Vivifiée Vivified 1 •• Vivificate Vivifiées Vivified o — Viziare Vicier To VITIATE 0 = Viziato Vicié Vitiated 0 . Viziati Viciés Vitiated 0 .. Viziata Viciée Vitiated 1 - Viziate Viciées Vitiated 1 = Vociferare Ébruiter (répandre dans TO SPREAD REPORTS Si vocifera On ébruite [le public) Reports are spread 1 .. Vociferato Ébruité Spread reports ) — Vogare Voguer (ramer) To row ) = Vogo Je vogue I row Voghi Tu vogues Thou rowest Voga Il vogue He rows + — Voghiamo Nous voguons We row + = Vogate Vous voguez You row + • Vogano Ils voguent They row 4- .. Vogava Je voguais I rowed *■*. — Vogavi Tu voguais Thou rowedst >». = Vogava Il voguait He rowed *>. Vogavamo Nous voguions We rowed "v. . . Vogavate Vous voguiez You rowed p - Vogavano Ils voguaient They rowed p = Vogai Je voguai I rowed p . Vogasti Tu voguas Thou rowedst p .. Vogò Il vogua He rowed V — Vogammo Nous voguâmes We rowed V = Vogaste Vous voguâtes You rowed V . Vogarono Ils voguèrent They rowed V .. Vogando Voguant Rowing o — Vogato Vogué Rowed J0 = Volare Voler To FLY 0 . Vola Il vole He flies 0 .. Volano Ils volent They fly / - Volava Il volait He was flying / = Volavano Ils volaient They were flying / . Volò Il vola He flew / .. Volarono Ils volèrent They flew A - Volerà Il volera He will fly A == Voleranno Ils voleront They will fly A • Volerebbe Il volerait He would fly A •• Volerebbero Us voleraient They would fly T - Volando Volant Flying 535 536 VERBI. VERBES. VEFBS, L — Volato Voie Flown L = Volati Volés Flown L • Volata Volée Flown L •• Volate Volées Flown ( - VOLEGGIARE Voltiger TO FLUTTER ( = Voleggia Il voltige It flutters ( • Voleggiano Ils voltigent They flutter ( •• Voleggiava II voltigeait It fluttered H- Voleggiavano Ils voltigeaient They fluttered -4 = Voleggiando Voltigeant Fluttering H • Voleggiato Voltigé Fluttered H •• Voler bene Chérir To CHERISH ! - Vi voglio bene Je vous chéris I cherish you 1 = Mi volete bene Vous me chérissez You cherish me 1 • Mi volete bene ? Me chérissez-vous ? Will you cherish me ? ! •• Voluto bene Chéri Cherished o — Voluti bene Chéris Cherished o = Voluta bene Chérie Cherished o . Volute bene Chéries Cherished 0 .. Volere (per desiderare) Vouloir (poursouhaiter) To WISH 1 - Se volete Si vous voulez If you wish 1 = Se non volete Si vous ne voulez pas If you do not Avish 1 . Voglio Je veux I wish n .. Vuoi Tu veux Thou wishest ) - Vuole Il veut He wishs ) = Vogliamo Nous voulons We wish ) . Volete Vous voulez You wish ) .- Vogliono Ils veulent They wish + — Voleva Je voulais I wished + = Volev Tu voulais Thou wishedst + • Voleva Il voulait He wished + -. Volevamo Nous voulions We wished -», — Volevate Vous vouliez You wished ^s = Volevano Ils voulaient They wished -^ . Volli Je voulus I wished *-. .. volesti Tu voulus Thou wishedst ? ~ \ Ulifc Il voulut He wished P = Volemmo Nous voulûmes We wished P . Voleste Vous voulûtes You wished P .. Vollero Ils voulurent They wished V — Vorrò Je voudrai I shall wish V = Vorrai Tu voudras Thou wilt wish V . Vorrà Il voudra He will wish v .. Vorremo Nous voudrons We shall wish 0 — Vorrete Vous voudrez You will wish 0. = Vorranno Ils voudront They will wish 0 . Vorrei Je voudrais I should wish 0 .. Vorresti Tu voudrais Thou wouldst wish / - Vorrebbe Il voudrait He Mould wish / = Vorremmo Nous voudrions We should wish / . Vorreste Vous voudriez You would wish / - Vorrebbero Ils voudraient They would wish A — Se volessi Si je voulais If I wished A — Se volesse S'il voulait If he wished A • Se non volesse S'il ne voulait pas If he did not wish A •• Se voleste Si vous vouliez If you wished T — Se non voleste Si vous ne vouliez pas If you did not wish T = Volendo Voulant Wishing VERBI. VERBES. VERBS. OôV L - Voluto Voulu | Wish ed L = Voluti Voulus Wished L . Voluta Voulue Wished L •• Volute Voulues Wished ( - Volere Vouloir TO WANT ( = Volermi Me vouloir To want me ( . Volerlo Le vouloir To want him ( •• Voglio Je Veux I want H- Non voglio Je ne veux pas I do not want H = Non lo voglio Je ne le veux pas I do not want it ^ • Lo voglio Je le veux 1 want it H •• Vuoi Tu veux Thou wantest 1 - Non vuoi Tu ne veux pas Thou doest not want 1 = Vuó Il veut He wants 1 • Non vuó Il ne veut pas He does not want 1 .. Vogliamo Nous voulons We want o — Se volete Si vous voulez If you want o = Volete Vous voulez You want 0 . Non volete Vous ne voulez pas You do not want 0 .. Mi volete Vous me voulez You want me 1- Non mi volete Vous ne me voulez pas You do notwant me 1 = Vogliono Us veulent They want 1 . Se vogliono S'ils veulent IE they want Voleva Je voulais I wanted ) — Non voleva Je ne voulais pas I did not want ) = Volevi Tu voulais Thou wantedsf Voleva Il voulait He wanted Non voleva Il ne voulait pas He did not want + — Volevamo Nous voulions We wanted + = Non volevamo Nous ne voulions pas We did not want + . Volevate Vous vouliez You wanted + .. Non volevate Vous ne vouliez pas You did not want **. — Volevano Us voulaient They wanted *•*» e= Non volevano Us ne voulaient pas They did not want ■s* . Volli Je voulus I wanted **«» . . Non volli Je ne voulus pas I did not want p - Volesti Tu voulus Thou wantedst p = Volle Il voulut He wanted p . Non volle Il ne voulut pas He did not want p .. Volemmo Nous voulûmes' We wanted V — Voleste Vous voulûtes You wanted V = Non voleste Vous ne voulûtes pas You did not want V • Vollero Us voulurent They wanted V .. Non vollero Us ne voulurent pes They did not want 0 — Vorrò Je voudrai I shall want 0 = Vorrai Tu voudras Thou wilt want 0 . Vorrà Il voudra He will want 0 .. Non vorrà Il ne voudra pas He will not want / ~ Vorremo Nous voudrons We shall want / = Vorrete Vous voudrez You will want / • Non vorrete Vous ne voudrez pas You will not want / .. Vorranno Us voudront They will want A - Vorrei Je voudrais I would want A = Non vorrei Je ne voudrais pas I would not want A • Vorresti Tu voudrais Thou wouldst want A .. Non vorresti Tu ne voudrais pas Thou wouldst not want T- Vorrebbe Il voudrait He would want T = Non vorrebbe Il ne voudrait pas He would not want T • Vorremmo Nous voudrions We would want 538 VERBI. VERBES- L - Vorreste i Vous voudriez L = Non vorreste Vous ne voudriez pas L • Vorrebbero Ils voudraient L •• Volete prender l'incom- Voulez -vous prendre la C - Se volessi [ modo Si je voulais [peine ? ( = Se volessi Si tu voulais ( • Se volesse S'il voulait ( •• Se non volesse S'il ne voulait pas H- Se volessimo Si nous voulions H = Se voleste Si vous vouliez -J • Se non voleste Si vous ne vouliez pas H •• Se volessero S'ils voulaient 1 - Se non volessero S'ils ne voulaient pas 1 = Che volete? Que voulez- vous? 1 • Volendo Voulant 1 •• Voluto Voulu o — Volgarizzare Traduire (en langue vi- vante ) o == Volgarizzato Traduit en langue viv. o . Volgarizzati Traduits en langue viv. 0 .. Volgarizzata Traduite en langue viv. 1 - Volgarizzate Traduites en langue viv. 1 = Volgere Tourner 1 ■ Volgo Je tourne 1 •• Volgi Tu tournes ) - Volge Il tourne ) =■ Volgiamo Nous tournons ) • Volgete Vous tournei ) - Volgono Us tournent + — Volgeva Je tournais + = Volgevi Tu tournais + . Volgeva Il tournait + .. Volgevamo Nous tournions ■*>. — Volgevate Vous tourniez *>■>. = Volgevano Ils tournaient *«-s . Volsi Je tournai •». .. Volgesti Tu tournas p - Volse Il tourna p = Volgemmo Nous tournâmes p . Volgeste Vous tournâtes p .. Volsero Ils tournèrent V - Volgerò Je tournerai V = Volgerai Tu tourneras V • Volgerà Il tournera v .. Volgeremo Nous tournerons 0 — Volgerete Vous tournerez 0 = Volgeranno Ils tourneront 0 . Volgendo Tournant 0 .. Volto Tourné / - Volti Tournés / = Volta Tournée / . Volte Tournées / .. Voltare Tourner A - Volto Je tourne A = Volti Tu tournes A • Volta Il tourne A •• Voltiamo Nous tournons T- Voltate Vous tournez VERBS. You would want You would not want They would want Will you take the trou- If I wanted [ble? If *hou wantedst If he wanted If he did not want If we wanted If you wanted If you did not want If they wanted If they did not want What do you want? Wanting Wanted To translate ( in a li- ving language ) Translated in a liv. lang. Translated in a liv. lang. Translated in a liv. lang. Translated in a liv. lang. To TURN T turn Thou turnest He turns We turn You turn They turn I turned Thou turnedst He turned We turned You turned They turned I turned Thou turnedst He turned We turned You turned They turned I shall turn Thou wilt turn He will turn We shall turn You will turn They will turn Turning Turned Turned Turned Turned To TURN I turn Thou turnest He turns We turn You turn VERB! . VERBES . VERBS. L - Voltano Ils tournent rhey turn L = Voltava Je tournais [ turned L • Voltavi Tu tournais rhou turnedst L ■• Voltava Il tournait ie turned ( - Voltavamo Nous tournions We turned ( = Voltavate Vous tourniez You turned ( • Voltavano Ils tournaient rhey turned ( •- Voltai Je tournai [ turned -1- Voltasti Tu tournas rhou turnedst. H = Voltò Il tourna Eie turned ^ • Voltammo Nous tournâmes We turned H •• Voltaste Vous tournâtes You turned 1 - Voltarono Ils tournèrent They turned 1 = Volterò Je tournerai [ shall turn 1 . Volterai Tu tourneras Thou wilt turn 1 .. Volterà Il tournera He will turn 0 — Volteremo Nous tournerons We shail turn o = Volterete Vous tournerez You will turn o . Volteranno Ils tourneront They will turn o .. Voltando Tournant Turning 1 - Voltato Tourné Turned 1 = Voltati Tournés Turned 1 . Voltata Tournée Turned 1 .. Voltate Tournées Turned ) - Voltolare Rouler To ROLL ) = Voltolava Je roulais I rolled ) . Voltolavi Tu roulais Thou rolledst ) •• Voltolava Il roulait He rolled + - Voltovamo Nous roulions We rolled + = Voltolavate Vous rouliez You rolled + • Voltolavano Ils roulaient They rolled + .. Voltolai Je roulai I rolled ^>» — Voltolasti Tu roulas Thou rolledst -^ = Voltolò Il roula He rolled *^. . Voltolammo Nous roulâmes We rolled ^ .. Voltolaste Vous roulâtes You rolled P - Voltolarono Ils roulèrent They rolled ? = Voltolando Roulant Rolling P ■ Voltolato Roulé Rolled P •• Voltolati Roulés Rolled V — Voltolata Roulée Rolled V = Voltolate Roulées Rolled v . Vomitare Vomir TO VOMIT V •• Vomito Je vomis I vomit 0 — Vomiti Tu vomis Thou vomittest 0 = Vomita Il vomit He vomits 0 . Vomitate Vous vomissez You vomit 0 .. Vomitava Je vomissais I vomitted / - Vomitavano Ils vomissaient Thou vomittedst / = Vomitò Il vomit He vomitted / . Vomitarono Ils vomirent We vomitted / .. Vomitando Vomissant Vomitting A - Vomitato Vomi Vomitted A = Votare (vuotare) Vider To EMPTY A • Votate Videz Empty A •• Votato Vidé Emptied T - Votati Vidés Emptied T = Votata Vidée Emptied T Votate Vidées Emptied 539 540 L - Votare L = Voto L • Voti L •• Vota ( - Votiamo ( = Votate ( • Votano ( .. Votava H- Votavi H = Votava H - Votavamo H •• Votavate 1 - Votavano i = Votai 1 • Votasti 1 •• "Votò o — Votammo o = Votaste 0 . Votarono o .. Voterò 1 — Non voterò 1 = Voterai 1 . Voterà 1 .. Voteremo ) - Voterete ) = Voteranno ) . Votate ) .. Non votate + — Votando + = Votato + . Votati -1- .. Votata ^ — Votate VERBES. Voter (donner sa voix) Je vote Tu votes Il vote Nous votons Vous votez Ils votent Je votais Tu votais Il votait Nous votions Vous votiez Ils votaient Je votai Tu votas Il vota Nous votâmes Vous votâtes Ils votèrent Je voterai Je ne voterai pas Tu voteras Il votera Nous voterons Vous voterez Ils voteront Votez Ne votez pas Votant Voté Votés Votée Votées VERBS. To VOTE I vote Thou votest He votes We vote You vote They vote I voted Thou votedst He voted We voted You voted They voted I voted Thou votedst He voted We voted You voted They voted I shall vot I shall not vote Thou wilt vote He will vote We shall vote You will vote Tbey will vote Vote Do not vote Voting Voted Voted Voted Voted ^ = Zaffare ->^ Zaffato --» . . Zaffati p - Zaffata p =■ Zaffate p . Zampillare p .. Zampilla A — Zampillano A = Zampillava A • Zampillavano A .. Zampillando 0 — Zampillato 0 = Zappare 0 . Zappo 0 ... Zappi 1 ~ Zappa 1 = Zappiamo / • Zappate / •• Zappano A - Zappava A = Zappava A . Zappavamo Tamponner TO BUNG Tamponné Bunged Tamponnés Bunged Tamponnée Bunged Tamponnées Bunged Rejaillir TO SPURT OUT Il rejaillit It spurtst out Ils rejaillissent They spurt out Il rejaillissait It spurted out Ils rejaillissaient They spurted out Rejaillissant Spurting out Rejailli Spurted out Piocher To hoe Je pioche I hoe Tu pioches Thou hoest Il pioche He hoes Nous piochons We hoe Vous piochez You hoe Ils piochent They hoe Je piochais I hoed Il piochait He hoed Nous piochions We hoed VERBI. VERBES. VERBS. 541 L - Zappavate Vous piochiez You hoed L = Zappavano Ils piochaient They hoed L • Zapperò Je piocherai I shall hoe L •• Zapperete Vous piocherez You will hoe ( - Zappando Piochant Hoeing ( = Zappato Pioché Hoed ( • Zimbellare Piper To allure (birds) ■». . . Adagio, av. Lentement, adv. Slowly p - Adagio, av. Aisément, adv. Softly (easily) p = Addio, av. Adieu, adv. Farewel ? . Addizione, f. Addition Addition ? .. Addomesticato, ag. m. Apprivoisé, adj. m. Tame V - Addomesticate, pi. Apprivoisés, pi. Tame V = Addomesticata, ag. f. Apprivoisée, adj. f. Tame V . Addomesticati, pi. Apprivoisées, pi. Tame v .. Aderenza, f. Adhérence, f. Adherence 0 — Aderenze, pi. Adhérences, pi. Adhérences 0 = Adesso, av. Maintenant, adv. Now 0 . Ad esse, pr. f. A elles, pr. f. To them 0 .. Ad essi, pr. m. A eux, pr. m. To them 1 - Adriatico, ag. Adriatique, adj. Adriatic / = Adulatore, m. Flatteur, m. Flatterer / • Adulatori, pi. Flatteurs, pi. batterers; / .. Adunanza, f. Assemblée, f. assembly A - Adunanze, pi. Assemblées, pi. assemblies A = Affabile, ag. m. f. Affable, adj. m. f. Affable A • Affabili, ag. m. f. Affables, pi. affable A •- Affanno, m. 'nquiétude, f. l Uneasiness T- Affanni, pi. Inquiétudes, pi. 1 Jneasiness T == Affare, m. Affaire, f. 1 îusiness T • Affari, pi. affaires, pi. 1 business T • affari domestici, m. pi., affaires de famille, f..pL 1 family affairs AFF— ALI 545 L - Affatto, av. Tout-à-fait, adv. Throughly L = Affetto, m. Affection, f. Affection L • Affetti, pi. Affections, pi. Affections L •• Affinchè, av, Afin que, adv. That (in order that) ( - Affinità, f. Affinité, f. Affinity ( => Affinità, pi. Affinités, pi. Affinities ( • Africa, f. Afrique Africa ( •• Africano, m. Africain, m. African H- Africani, pi. Africains, pi. Africans -t = Africana, f. Africaine, f. African woman -\ ■ Africane, pi. Africaines, pi. African women H •■ Agente di cambio, m. Agent de change, m. Stock broker 1 - Aggettivo, m. Adjectif, m. Adjective 1 = Aggettivi, pi. Adjectifs, pi. Adjectives 1 • Agnello, m. Agneau, m. Lamb 1 •• Agnelli, pi. Agneaux, pi. Lambs o — Ago, m. Aiguille, f. Needle o = Aghi, pi. Aiguilles, pi. Needles 0 . Agosto, m. Août, m. August o .. Agresto, m. Verjus, m. Verjuice 1 - Ahimè! interj. Hélas! interj. Alas ! 1 = Ai, art. pi. m. Aux, art. pi. m. To the Agli, art. pi. m. Aux, art. pi. m. To the Aja (citta) Haye (ville) Hague ) — Ajuto, m. Aide, f. Aid ) == Al, art. sing. Au, art. sing. To the Ala, f. Aile, f. Wing A la francese, av. A la française, adv. Alter the french fashion + — | le, pi. Ailes, pi. Wings + = Alari, m. pi. Chenêis, m. pi. Hand irons + . Alato, ag. m. Ailé, adj. m. Winged + .. Alati, pi. Ailés, pi. Winged «V. — Alata, ag. f. Ailée, adj. f. Winged ^ =3 Alate, pi. Ailées, pi. Winged "V. . Alba, f. Aube, f. Day break s» . . Albergatore, m. Aubergiste, m. Innkeeper p - Albergatrice, f.Maîtresse d" auberge, f. Landlady p = Albergo, m. Auberge, f. Inn p . Albero, m. Arbre, m. Tree p .. Alberi, pi. Arbres, pi. Trees V — Alcuno, av. e neg. Personne, adv. et nég. Nobody V — Alcuno, ag. Quelqu'un, adj. Some body V • Alcuni, pi. Quelques-uns, pi. Some persons v .. Alcuna, ag. f. Quelqu'une, ad. f. Some person 0 — Alcune, pi. Quelques-unes, pi. Some persons 0 = Alcune cose,pr. ind.pl. f. Quelques choses, pr.ind. Somethings 0 . Alcuno (alcuna, qualche) Aucun (aueune,quelque), Any 0 .. Aldisotto (in basso, giù), En bas (là-bas), adv. Below (beneath) / - Alei (le), pr. f. dat. [av A elle, dat. To her / = Alemagna, f. Allemagne, f. Germany / . Alemanno (F), m. Allemand (1'), m. German / .. Alemanno, m. Allemand, m. German A — Alemanni, pi. Allemands, pi. Germans A = Alemanna, f. Allemande, f. German woman A . Alemanne, pi. Allemandes, pi. German women A •• Alesandria(citta d'Egitto) Alexandrie (ville d'E Alexandria T- Alena, f. Haleine, f. Breat T = Alfabeto, m. Alphabet, m. Alphabet T . Algebra, f. Algèbre, f. algebra T .. Alice (acciuga), f. 1 Anchois, m. ' ovy . 4& 546 ALI— ALT L - Alici (acciughe), pi. Anchois, pi Anchovies L = Mia, art. f. A la, ari. f. To the L • All'azardo, av. Au hasard, adv. At random L .. Alle, art. pi. f. Aux, art. pi. f. To the ( - Alleanza, f. Alliance, f. Alliance ( = Allegro, ag. m. Gai, adj. m. Cheerful ( . Allegri, pi. Gais, pi. Cheerful ( •• Allegra, ag. f. Gaie, adj. f. Cheerful H- Allegre, pi. Gaies, pi. Cheerful H = Allegramente, av. Gaîment, adv. Cheerfully H • All'improviso, av. Tout-à-coup, adv. Unawares H •- Allo, art. m. Au, art. m. To the 1 - Alli, pi. Aux, pi. To the 1 = Alloggio, m. Logis, m. Home I . Alloggi, m. pi., Logis, pi. Homes 1 •• Allora, av. Alors, adv. Then o — Alloro, m. Laurier, m. Laurel o = Allori, -pi. Lauriers, pi. Laurels o . Allusione, av. Allusion, adv. Allusion- 0 -. Almeno, av. Au moins, adv. At least 1 - Alpiu, av. Au plus, adv. At most 1 = A loro, dat. pi. A elles, dat. pi. To them 1 . A loro, dal pi. A eux, dat. pi. To them 1 .. Al loro, pr. p. m. A leur, pr. p. m. To their y - Ai loro, pi. A leurs, pi. To their y = Alla loro, pr. p. f. A leur, pr. p. f. To their y . Alle loro, pi. A leurs, pi. To their y .. Al mio, pr. p. m. A mon, pr. p. m. To my H Ai miei, pi. A mes, pi. To my 4- == Alla mia, pr. p. f. A ma, pr. p. f. To my + . Alle mie, pi. A mes, pi. To my + .. Al nostro, pr. p. m. A notre, pr. p. m. To our ^* — Ai nostri, pi. A nos, pi. To our -.= Alla nostra, pr. p. f. A notre, pr. p. f. To our Alle nostre, pi. A nos, pi. To our Al suo, pr. p. m. A son, pr. p. m. To his P - Ai suoi, pi. A ses, pi. To his P = Alla sua, pr. p. f. A sa, pr. p. f. To his P . Alle sue, pi. A ses, pi. To his ? Al più tardi, av. Au plus tard, adv. At latest V — Altare, m. Autel, m. Altar V = Altari, pi. Autels, pi. Altars V . Altamente, av. Hautement, adv. Highly v .. Altezza, f. Hauteur, f. Height 0- Altezza, f. Altesse, f. Highness 0 = Reale (S. Alt.) S. Altesse Royale His R. highness 0 . Alto, ag. m. Haut, adj. m. High / 0 .. Alti, pi. Hauts, pi. High / - Alta, ag. Haute, adj. f. High / = Alte, pi. Hautes, pi. High / . Alto(l'), m. Haut (le), m. Top / .. Altrettanto, av. Autant, adv. As much as A- Altra volta, av. Autrefois, adv. Oldentimes A = Altre volte (un tempo)av. Autrefois, jadis, adv Formerly A • Altri, pron. Autre, pron. Other A •• Altri più, altri meno, av. Qui plus, qui moins,adv. Some more, some ie. T - Altri, altre ( gli, le) Les autres, m. f. pi. The others ! T = Altrimenti, av. Autrement, adv. Otherwise T • Altrove, av. Ailleurs, adv. Elsewere Altrui, pron. indeter. Autrui, pron. indét. ' Others ALT— AMI 54 L - Altura, f. Hauteur, f Height L = Al tuo, p. p. m. A ton, pr. p. m. To thy L • Ai tuoi, pi. A tes, pi. To thy L •• Alla tua, pr. p. f . A ta, pr. p. f. To thy ( - Alle tue, pi. A tes, pi. To thy ( = A lui, gli A lui, pron. neut. To him ( ■ A lungo andare, av. À la longue, adv. At long run ( •• Al vostro, pr. p. m. A votre, pr. p. m. To your H- Ai vostri, pi. A vos, pi. To your H = Alla vostra, pr. p. f. A votre, pr. p. f. To your H • Alle vostre, pi. A vos, pi. To your H .- Amabile, ag. m. f. Aimable, adj. m. f. Amiable f - Amabili, pi. Aimables, pi. Amiable 1 = Amabilità, f. Amabilité, f. Amability 1 • Amandorle, f. p 1 Amandes, f. pi. Almonds 1 •• Amante, ag. m. Amant, m. adj. Lover o — Amanti, pi. Amants, pi. Lovers o = Amarezza, f. Amertume, f. Bitterness 0 . Amarezze, pi. Amertumes, pi. Bitterness 0 .. Amaro, ag. m. Amer, m. Bitter n - Amari, pi. Amers, pi. Bitter i = Amara, ag. f. Amère, f. Bitter i . Amare, pi. Amères, pi. Bitter i .. Ambasciata, f. Ambassade, f. Embassy ) - Ambasciatore, m. Ambassadeur, m. Ambassader > = Ambasciatrice, f. Ambassadrice, f. Ambassadress ) . Ambedue, ag. m. f. pi. Tous deux, adj. pi. Both > .. Ame, dat. A moi, dat. To me -i — A meno che, av. A moins que, adv. Unless + = A meraviglia, av. A merveille, adv. Surprisingly + . America, f Amérique, f. America + .. America meridionale, f. Amérique méridionale,f. South america *s. — America settentrional, f. Amérique septentrion., f. North america Americano, m. Américain, m. American ^ . Americani, pi. Américains, pi. American ^- . . Americana, f. Américaine, f. American woman P - Americane, pi. Américaines, pi. American women P = Amicizia, f. Amitié, f. Friendship ? • Amico, m. Ami, m. Friend P •• Amici, pi. Amis, pi. Friends V - Amica, f. Amie, f. Female friend V = Amiche, pi. Amies, pi. Female friends V . A mia cognata, f. A ma belle-sœur, f. To my sister in law v .. A mio cognato, m. A mon beau-i'rère, m. To my brother in law 0 — A mia cugina, f. A ma cousine, f. To my cousin 0 = A mio cugino, m. A mon cousin, m. To my cousin et . A mia figlia, f. A ma lì lie, f. To my daughter V .. A mio figlio, m. A mon iils, m. To my son 1 - A mio fratello, m. A mon frère, m . To my brother A mio genero, m. A mon gendre, m. To my son in law I ~. A mia madre, f. A ma mère, f. To my mother ( .. A mio marito, m. A mon mari, m. To my husband •«. — Anime, pi. Ames, pi. -^ — Animale, m.* Animal, m. — Animali, pi. Animaux, pi. \ . . Animo, m. Entendement (!'), m, ? - Animo ! av. Courage! av. ? = Anitra, f. Canard, m. p Anno, m. Année, f. ? ." Anni, plu. m. Ans, m. pi. V — Anno nuovo (1), m. Le nouvel an, m. V = Anno passato (1'), m. Année dernière (1'), f. v . Anoi, dat. pi. A nous, dat. pi. v .. Antenato, m. Aïeul, m. 0 — Antenati, pi. Aïeux, pi. 0 = Antichità, f. Antiquité, f. 0 . Antichità, pi. Antiquités, pi. 0 .. Antico, m. Antique, m. / - Antichi, pi. Antiques,, pL / = Antica, f. Antique, f. / -1 Antipatia, f. Antipathie, f. / " Anzi, av. piuttosto Plutôt, adv. A — Antipatica, ag. f. Antipathique, ad. f. A = Antro, m. Antre, m. A • A parte, av. A part, adv. A •• A posta, av. Exprès, adv. T- A posta, a bella posta, av. Exprès, adv. T = Apostolo, m. Apôtre, m. T • Apparenza, f. Apparence, f. T • Apparenza di riuscita, f. Apparence de succès, f. To my uncle To my aunt 111 111 Sick man Sick men Sick woman Sick women Trustee (executor) Trustees (executors) Administration Remonstrance Remonstrances Disturbance Amnesty Love Amorously Analysis Too Again Also Anchor Anchors Come on ! Alley Ring Rings Angel Angels Corner Corners Soul Souls Animal Animals Understanding Courage . Duck Year Years The new yea* Last year To us Forefather Forefathers Antiquity Antiquities Antique Antique Antique Antipathy Sooner Den Aside Purposely Purposely Apostle Appearance Appearance of success r APP— AÏIR L - Appartamento, m. Appartement, m. Apartment L = Appartamenti, pi. Appartements, pi. Appartments L • Appena, av. A peine, adv. Hardly L •• Appendice, f. Supplément, m. Supplement ( - Appetito, m. Appétit, m. Appetite ( = Applauso, m. Applaudissement, m. Applause ( . Applausi, pi. Applaudissements, pi. Clapping ( •• Applicazione, f. Application, f. Application H - Applicazioni, pi. Applications, pi. Applications H = Appoggio, m. Appui, m. Support H - Appoggi, pi. Appuis, pi. Supports H .- Apposta, av. Exprès, adv. On purpose 1 — Appresso, av. Auprès, adv. Close by 1 = Appuntamento, m. Accord, m. Agreement 1 • Appuntamenti, pi. Accords, pi. Agreements 1 •■ Appunto, av. Précisément, adv. Precisely o — Aprile, m. Avril, m. April o = A quello che sento A ce que j'apprends As I understand 0 . Aquila, f. Aigle, f. Eagle 0 .. Aquilone, m. Aquilon, m. North wind 1 - Arabo (P), m. Arabe (P), m. Arabian 1 = Arabo, m. Arabe, m. Arabian 1 . Arabi, pi. Arabes, pi. Arabians 1 .. Arabia, f. Arabie, f. Arabia ) - Arancio, m. Orange, f. Orange ) = Aranci, pi. Oranges, pi. Oranges ) . Aratro, m. Charrue, f. Plough ) .. Aratri, pi. Charrues, pi. Ploughs H Arboscello, m. Arbrisseau, m. Shrub + = Arboscelli, pi. Arbrisseaux, pi. Shrubs + • Archibugiata, f. Coup de feu, m. Shot + •• Archibugiate, pi. Coups de feu, pi. Shots '>» — Arco, m. Arc, m. Arch ^ = Arcobaleno, m. Arc-en-ciel, m. Rain-bow "*«. Arditamente, av. Hardiment, adv. Without fear *»•« .. Ardore, m. Ardeur, f. Warmth p - Ardori, pi. Ardeurs, pi. Heats p = Argento, m. Argent, m. Silver p . Argilla, f. Argile, f. Clay p .. Argomento, m. Argument, m. Argument V - Argomenti, pi. Arguments, pi. Arguments V = Aria, f. Air, m. Aii- V . Aridità, f . Aridité, f. Barrenness v .. Arietta, f. Ariette, f. Tune 0 — Aritmetica, f. Arithmétique, f. Arithmetic 0 = Arlecchino, m. Arlequin, m. Harlequin 0 . Armadio, m. Armoire, f. Cupboard 0 .. Armadio a scrittojo, m. Commode, f. Chest of drawers / - Armamento, m. Armement, m. Armament / = Armata, f. Armée, f. Army / . Armate, pi. Armées* pi. Armies / .. Arme, f. Arme, f. Arm A - Armi, pi. Armes, pi. Arms] A = Armento, m. Troupeau, m. Drove, flock A • Armenti, pi. Troupeaux, pi. Droves, flocks A .. Armonia, f. Harmonie, f. Harmony T — Aromato, m. Aromate Spice T = Aromati, pi Aromates, pi. Spices T . Arpa, f. Harpe, f. Harp T •• Arresto, m. Saisie, m. Seizure 549 350 ARR— ATI. L - Arrivo, m. Arrivée, f. L = Arrosto, m. Rôti, m. L • Arsenale, m. Arsenal, m. L •• Arte, f. Art, m. ( - Arti, pi. Arts, pi. ( = Articolo, m. Article, m. ( . Articoli, pi. Articles, pi. ( •• Artista, m. Artiste, m. H - Artisti, pi. Artistes, pi. H = Artiiiziale, ag. m. Artificiel H • Artiflziali, pi. Artificiels, pi. H •• Artifiziale, ag. f. Artificielle, adj. f. 1 - Artifìziali, pi. Artificielles, pi. 1 = Asia, f. Asie, f. 1 • Asiatico, m. Asiatique, m. Asiatici, pi. Asiatiques, pi. o — Asino, m. Ane, m. o = Asini, pi. Anes, pi. 0 . Asina, f. Anesse, f. 0 . Aspetto, m. Aspect, m. "I - Assai, av. Assez, adv. 1 = Assedio, m. Siège, m. 1 . Assenza, f. Absence, f. 1 .. Assettamento, m. Ajustement, m. ) - Assortimento, m. Assortiment, m. ) - Assortimenti, pi. Assortiments, pi. ) . Astro, m- Astre, m. ) .. Astri, pi. Astres, pi. H Astuto, m. Rusé, m. + = Astati, pi. Rusés, pi. + . Astuta, f. Rusée, f. + .. Astute, pi. Rusées, pi. -^ Astuzia, f. Ruse -^. = A tavola rotonda, f. A table d'hôte, f. «^ A sua cognata, f. A sa belle-sœur, f, ^ . . A suo cognato, m. A son beau-frère, m. ? - A sua cugina, f . A sa cousine, f. ? = A suo cugino, m. A son cousin, m. 0 A sua figlia, f. A sa fille, f . P •' A suo figlio, m. A son fils, m. V - A suo fratello, m. A son frère, m. V = A suo genero, m. A son gendre, m. V • A sua madre, f. A sa mère, f. v .. A suo marito, m, A son mari, m. 0 — A sua moglie, f. A sa femme, f. 0 = A suo nonno, m. A son grand-père, m 0 . A sua nonna, f . A sa grand'mère, f. 0 .. A sua nuora, f. A sa bru, f. / - A suo nipote, m. A son neveu, m. / = A suo padre, m. A son père, m. / . A sua sorella, f. A sa sœur, f. / .. A sua maestà f . A sa majesté, f. A — A sua santità, f. A sa sainteté, f. A = A sua altezza, f. A son altesse, f. A • A sua eccellenza, f. A son excellence, f. A •• A suo zio, m. A son oncle, m. T = A tastoni, av. A tâtons, adv. T- A te, dat. A toi, dat. T • Atene, f. (citta) Athènes ( ville ) T •- Atlantico, ag. m. Atlantique, adj. m. Arrivai Roasted meat Arsenal Art Arts Article Articles Artist Artists Artificial Artificial Artificial Artificial Asia Asiatic Asiatics Ass (she) Aspect Enough Siege Absence Accomodation Set Sets Star Stars Cunning Cunning Cunning Cunning Cunning An ordinary To his sister in law To his brother in law To his cousin To his cousin To his daughter To his son To his brother To his son in law To his mother To his husband To his wife To his grand father To his grand mother To his daughter in law To his nephew To his father To his sister To his majesty To his holyness To his highness To his excellency To his uncle Groping along To thee Athens Atlantic ATO— AUS 551 L - Atomo, m. Atome, m. Atom L = Atrabiliare, m. Atrabilaire, m. Melancholic L ■ A traverso, av. A travers, adv. Through L •• A tradimento, av. Traîtreusement, adv. Treacherously ( - Atrio, m. Vestibule, m. Entrv ( = Attacco, m. Prise, f. Hold" ( • Atteggiamento, m. Posture, f. Posture ( •• Atteggiamenti, pi. Postures, pi. Postures -*- Attempato, ag. m. Agé, adj. m. Old H = Attempati, pi. Agés, pi. Old H . Attempata, ag. f. Agée, adj. f. Old H .. Attempate, pi. Agées, pi. Old 1 - Attenzione, f. Attention, f. Attention 1 = Attesoché, av. Attendu que, adv. Knowing that 1 • Attestato, m. Attestation, f. Affidavit 1 •• Attitudine, f. Adresse, f. address o — Attività, f. Activité, f. Activity o = Atto, m. Acte, m. Act o . Attonito, ag. m. Étonné, adj. m. Astonished 0 .. Attoniti, pi. Étonnés, pi. Astonished 1 - Attonita, ag. f. Étonnée, adj. f. Astonished 1 = Attonite, pi. Étonnées, pi. Astonished 1 . Attore, m. Acteur, m. Player 1 .. Attori, pi. Acteurs, pi. Players ) - Attor tragico, m. Tragédien, m. Tragedian ) = Attorno, av. Autour, adv. About ) . Attrazione, f. Attraction, f. Attraction ) .. Attributo, m. Attribut, m. Attribute -f — Attributi, pi. Attributs, pi. Attributes + = Attrice, f. Actrice, f. Actress + . Attrice di tragedia, f. Tragédienne, f. Tragedian + .. Attuale, ag. m. f. Actuel, adj. m., actuelle f. Now -"^ — Attuali, pi. Actuels, pi. m. actuelles, Now ^■s = Attuario, m. Greffier, m. [pi. f. Register "Xv . Attuar j, pi. Greffiers, pi. Registers --. .. A tua cognata, f. A ta belle-sœur To thy sister in law p - A tuo cognato, m. A ton beau-frère, m. To thy brother in law p = A tua cugina, f. A ta cousine, f. To thy cousin p . A tuo cugino, m. A ton cousin, m. To thy cousin p .. A tua figlia, f. A ta fille, f. To thy daughter v - A tuo figlio, m. A ton fils, m. To thy son v - A tuo fratello, m. A ton frère, m. To thy brother v . A tuo genero, m. A ton gendre, m. To thy son in law v .. A tua madre, f A ta mère, f. To thy mother 0 — A tuo marito, m. A ton mari, m. To thy husband 0 = A tua moglie, f. A ta femme, f. To thy wife 0 . A tuo nonno, m. A ton grand-père, m. To thy grand father 0 .. A tua nonna, f. A ta grand-mère, f. To thy grand mother / - A tua nuora, f. A ta bru, f. To thy daughter in law / = A tuo nipote, m. A ton neveu, m. To thy nephew / . A tua nipote, f. A ta nièce, f. To thy niece / .. A tuo padre, m. A ton père, m. To thy father A - A tua sorella, f . A ta sœur, f. To thy sister A - A tuo zio, m. A ton oncle, m. To thy uncle A • A tua zia, f. A ta tante, f. To thy aunt A .. Aumentativo, m. Augmentatif, m. Augmentative T- Aumento, m. Augmentation, f. Augmentation T = A un dipresso, av. Presque, adv. Almost T • Aurora, f. Aurore f. Dawn T • Austria, f Autriche, f Austria Austriaco, in. Austriaci, pi. Auna, f. Aune, pi. Autore, m. Autori, pi. Autorità, f. Autrice, f. Autunno, ni. Avarizia, f. Avena, f. Avania, f. Avanti, av. Avanzamento, m. avanzamenti, pi. Avanzo, m. Avanzi, pi. Avaro, ag. m. Avari, pi. Avara, ag. f. Avare, pi. A vicenda, av. A voi, dat. pi. A vostra cognata, f. A vostro cognato, m. A vostra cugina, f. A vostro cugino, m. A vostra figlia, f A vostro figlio, m. A vostro fratello, m. A vostro genero, m. A vostra madre, f. A vostro marito, m. A vostra moglie, f . A vostro nonno, m. A vostra nuora, f. A vostro nipote, m. A vostra nipote, f. A vostro padre, m A vostra sorella, f. A vostra maestà, f. A vostra santità, f. A vostra altezza, f. A vostra eccellenza A vostro zio, m, A vostra zia, f. Avvenire, m. Avvedimento, m. Avventore, m. Avventori, pi. Avventura, f. Avventure, pi. Avverbio, m. Avverbi, pi. Avversa, f. ag. Avverso, adj. m. ' Avvisatore ( avviso Avviso, [pubblico, Avviso, m. Azioni di grazie, f . pi AUS— AZI Autrichien, m. Autrichiens, pi. Aune, f. Aunes, pi. Auteur, m. Auteurs, pi. Autorité, f. Auteur, f. Automne, m. Avarice, f. (cupidité, f.) Avoine, f. Avanie, f. Avant, adv. Avancement, m. Avancements, pi. Le reste, m. Les restes, pi. Avare, adj. m. Avares, pi. Avare, adj. f. Avares, pi. Réciproquement, adv. A vous, dat. pi. A votre belle-sœur, f. A votre beau-frère, m. A votre cousine, f. A votre cousin, m. A votre fille, f. A votre fils, m. A votre frère, m. A votre gendre, m. A votre mère, f. A votre mari, m. A votre femme, f. A votre grand-père, m. A votre grand'mère, f. A votre neveu, m. A votre nièce, f. A votre père, m. A votre soeur, f. A votre majesté, f. A votre sainteté, f. A votre altesse, f . A votre excellence, f. A votre oncle, m. A votre tante, f. Avenir, m. Jugement, m. Chaland, m. Chalands^ pi. Accident, m. Accidents, pi. Adverbe, m. Adverbes, pi. Adverse, adj. f. Adverse, adj. m. al Petites affiches, f. pi. m.) Avis, adv. Avis, m. Actions de grâces, f. pi. Austrian Austrians Eli Elis Author Authors Authority Author (female) Autumn Avarice Oats Oppression Before Advancement Advancements Remainder Remains Covetous Covetous Covetous Covetous Reciprocally To you To your sister in law To your brother in law To your cousin To your cousin To your daughter To your son To your brother To your son in law To your mother To your husband To your wife To your grand father To your grand mother To your nephew To your niece To your father To your sister To your majesty To your holiness To your highness To your excellency To your uncle To your aunt Future Judgement Customer Customers Accident Accidents Adverb Adverbs Adverse Adverse Small announces Notice Advice Thanksgiving BAC— BEC B 553 L - Bacino, m. Cuvette, f. L = Bacio, m. Baiser, m. L • Baci, pi. Baisers, pi. L .. Baffi, m. pi. Moustache, f. ( - Bagaglio, m. Bagage, m. ( = Bagatella, f. Bagatelle, f. ( • Bagno, m. Bain, m. ( •• Bagni, pi. Bains, pi. H- Baja, f. Plaisanterie, f. H = Baionnetta, f. Baïonnette, f. H . Baïonnette, pi. Baïonnettes, pi H •• Baleno, m. (lampo, m.) Éclair, m. 1 - Baleni (lampi), pi. Éclairs, pi. 1 = Balia, f. Nourrice, f. 1 • Ballo, m. Bal, m. 1 •• Balli, pi. Bals, pi. o — Bambino, m. Bambin (ou petit enfant) o = Bambini, pi. Bambins (petits enfants) o . Banca, f. Banque, f. 0 .. Banchiere, m. Banquier, m. 1 - Bara, f. Cercueil, m. 1 = Barba, f. Barbe, f. 1 . Barbe, pi. Barbes, pi. 1 .. Barbaro, ag. m. Barbare, adj. m. ) - Barbari, pi. Barbares, pi. ) = Barbara, ag. f. Barbare, adj. f. ) . Barbare, pi. Barbares, pi. ) .. Barbaramente, ad. Cruellement, adv. + — Barbarie, f. Cruauté, f. (barbarie f.) + = Barbarismo, m. Barbarisme, m. + . Barbiere, m. Barbier, m. + .. Barcajuolo, m. Batelier, m. ^ — Barcellona, f. (citta) Barcelonne, f. (ville) -V» = Barometro, m. Baromètre, m. -^ Barone, m. Baron, m. ^». .. Baronnessa, f. Baronne, f. p - Basilica, f. Basilique, î. p = Basso, ag. m. Bas, m. p . Bassi, pi. Bas, pi. p .. Bassa, ag. f Basse, adj. f. V - Basse, pi. Basses, pi. V = Basta, ad. Assez, adv. V . Bastimento, m. Bâtiment, m. V .. Bastimenti, pi. Bâtiments, pi. 0 — Bastone, m. Canne, f. 0 = Battaglia, f. Bataille, f. 0 . Battaglie, pi. Batailles, pi. 0 .. Battello, m. Bateau, m. / - Battelli, pi. Bateaux, pi. / = Batello a vapore, m. Bateau à vapeur, m. / • Batelli a vapore, pi. Bateaux à vapeur, pi. / .- Battesimo, m. Baptême, m. A - Baule, m. Malle, f. A = Bauli, pi. Malles, pi. A . Beccaccia, f. Bécasse, f. A •• Beccacce, pi. Bécasses, pi. Bason Kiss Kisses Mustaches Trifle Bath Baths Jesting Bayonet Bayonets Lightning Lightnings Nurse Ball Balls Babe Babes Bank Banker Coffin Beard Beards Savage Savage Savage Savage Cruelly Barbarity (cruelty) Babarism Barber Boat man Barcellona Barometer Baron Baroness Basilic Low Low Low Low Enough Ship Ships Cane Battle Battles Boat Boats Steam boat (steamer) Steamers (steam boa! Baptism Trunk Trunks Woodcock Woodcocks Beffa, f. (Celia) Beffe, pi. (Celie) Belbello, av. Belgica, f. Belgio, m. Belgi, pi. Bella, f. Belle, pi. Bello, ag. m. Belli, pi. Bella, f. Belle, pi. Bel sesso, m Bellezza, f. Bellezze, pi. Bene, av. Benché, av Benefìcio, m. Ben fatto, ag. m. Ben gli sta, av. Benissimo, ad. Berlino, m. (città) Berna, f. (citta) Berretta, f. Bestia, f. Bestie, pi. Bianca, ag. f. Bianche, pi. Bianco, m. Bianchi, pi. Bibbia, f. Biblioteca, f. Biblioteche, pi. Bibliotecario, m. Bicchiere, m. Bicchieri, pi. Bigio, m. Biglietto, m. Biglietto amoroso Bilancia, f. Biondo, m. ag. Biondi, pi. Bionda, f. ag. Bionde Birbante, m. Birbanti, pi. Birra, f. Biscotto, m. Biscotti Bisogno, m. Bisogni, pi. Bocca, f. Boccetta, f. Boccette, pi. m. Bologna, f. (città) Bologna su mare Bontà, f. Bontà, pi. Bordo, m. BEF— BOR Raillerie, f. Railleries, pi. Doucement, ad. Belgique, f. Belge, m. Belges, pi. Charmante, t. Charmantes, pi. Beau, adj. m. Beaux, pi. Belle, adj. f. Belles, pi. Beau sexe, m. Beauté, f. Beautés, pi. Bien, adv. Quoique, adv. Bienfait, m. Bien fait, adj. m. Cela lui va bien, adv. Très-bien, adv. Berlin (ville) Berne (ville) Bonnet, m. Bête, f. Bêtes, pi. Blanche, adj. f. Blanches, pi. Blanc, m. Blancs, pi. Bible, f. Bibliothèque, f. Bibliothèques, pi. Bibliothécaire, m. Verre, m. Verres, pi. Gris, m. Billet, m. Billet doux Balance, f. Blond, adj. m. Blonds, pi. Blonde, adj. f. Blondes, pi. Fripon, m. Fripons, pi. Bière, f. Biscuit, m. Biscuits, pi. Besoin, m. Besoins, pi. Bouche, f. Flacon, m. Flacons, pi. Bourreau, m. Bologne, f . Boulogne-sur-Mer (ville) Bonté, f . Bontés, pi. Bord d'un vaisseau, m. Raillery Gibings Softly Belgium Belgian Belgians Lovely (beautiful) Lovely (beautiful) Fine Fine Fine Fine Fair sexe Beauty Beauties Well Though Favour Well shaped He deserves it Very well Berlin Bern Cap Beast Beasts White White White White Bible Library Libraries Librarian Drinking glass Drinking glasses Grey Ticket Love letter Scales (pair of) Light complexion Light complexion Light complexion Light complexion Rogue Rogues Beer Biscuit Biscuits Want Want Mouth Flagon Flagons Hangman Bologna Bologna Goodness Goodness Side of a ship BOR— BUR 555 L - Bordi, pi. Bords d'un vaisseau, pi. Sides of ships L = Borgo, m. Bourg, m. Borough L • Borghi, pi. Bourgs^ pi. Boroughs L •• Borsa, f. Bourse, f. Purse ( - Borsa, f. (camhio)m. [to) Bourse, f. change [te) Exchange ( = Boschetto (andito coper- Bocage, m. (allée couver- Grove ( • Boschetti (anditi coper- Bocages, pi. (allées cou- Groves ( •• Bosco, m. [ti), p. Bois, m. [vertes, pi.) Wood H- Boschi, pi. Bois, pi. Woods H = Botte, f. Tonneau, m. Tun H . Botti, pi. Tonneaux, pi. Tuns H •• Bottega, f. Boutique, f. Shop 1 - Botteghe, pi. Boutiques, pi. Shops I - Bottega da caffé, f. Boutique de limonadier, Coffee-house Bottega da lavoro, f. Atelier, m. [f. Workshop ï .'■ Botteghe da lavoro, pi. Ateliers, pi. Workshops 0 — Bottiglia, f. Bouteille, f. Bottle 0 = Bottiglie, pi. Bouteilles, pi. Bottles o . Bottiglia da vino, f. Bouteille à vin, f. Wine bottle o .. Bottiglie da vino, pi. Bouteilles à vin, pi. Wine bottles 1 — Bottone, m. Bouton, m. Button 1 = Bottoni, pi. Boutons, pi. Button? 1 ■ Bove, m. (vivente) Bœuf, m. (vivant) Ox 1 .. Bovi, pi. Bœufs, pi. Oxen ) - Braccio, m. Bras, m. Arm ) = Braccia, f. pi. Bras, pi. Arms ) • Braci uola, f. Côtelette, f. Chop ) .. Braciuole, pi. Côtelettes, pi. Chops + — Brasile, m. Brésil, m. Brazil + = Bravo, m. Brave, m. Brave + . Bravo, av. Bravo! adv. (à merveille) Bravo + .. Briglia, f Bride, f. Briddle k* — Brodo, m. Bouillon, m. Broth h** = Bruno, m. Brun, m. Brown L Bruna, f. Brune, f. Brown S- . . Bruselles, f. (citt'ì) Bruxelles, f. (ville) Brussels p — Brutto, m. Laid, m. Ugly P = Brutti, pi. Laids, pi. ugly P . Brutta, f. Laide, f. Ugly P •• Brutte, pi. Laides, f. Ugly V — Buco, m. Trou, m. Hole V = Buco della chiave, m. Trou de la serrure, m. Key hole V • Budella, pi. f. Boyaux, pi. f. Bowels V •• Bugia, f. Menterie, f. Lying 0 — Bugie, pi. Menteries, pi. Lies 0 = Bugia, f. (candeliere) Bougeoir, m. A flat candlesteck 0 Bujo, m. Ohscur, m. Dark, obscure 0 .. Buona cera, f. Bonne mine, f. Fine appearance / - Buon giorno, m. [av. Bonjour, adv. How do you do ? / = Buon grado mal grado, Bon gré mal gré, adv. Willing / . Buonissimo, ag. m. sup. Très-bon, adj. m. superi. Very good / ■• Buonissimi, pi. Très-bons, pi. Very good A - Buonissima, ag. f. super. Très-bonne, adj. m. sup. Very good A = Buonissime, pi. Très-bonnes, pi. Very good A • Buono, m. Bon, m. Good A •• Buoni, pi. Bons, adj. pi. Good T - Buona, ag. f. Bonne, adj. f. Good T = Buone, pi. Bonnes, pi. Good T . Burla, f. Niche, f. Trick (roguish) T •• Burle, pi. Niches, pi. Tricks 55G L — ] Busto, m. L = [Butirro, m. BUS— CAM 1 Buste, m. [Beurre, m. IBu&t 1 Botter L • [Caccia, f. [Cacciagione, f. Cacciatore, m ( == Cacciatori, pi. Cadice, f. (citta) Caffè, m. H- Cagna, f. -\ = Calcagno, m. H . Calcagni, pi. H •• Caldo, ag. m. 1 - Caldi, pi. 1 = Calda, ag. f. 1 • Calde, pi. 1 •• Caldamente, av. o — Calesso, m. o = Calore, m. o . Calunnia, f. 0 .. Calunnie, pi. 1 — Calunniatore, m. 1 = Calunniatori, pi. 1 . Calza, f. 1 .. Calze, f. pi. ) - Calzolajo, m. ) = Calzolai, pi. ) . Calzoni, m. pi. ) .. Cambiale, f. + — Cambiali, pi. + = Camera del senato, f. + . Camera da letto, f . 4- •• Camera, f. *■** — Camere, pi. •^ = Camera, f. ^ . Camere, pi. •""«* . . Cameriera, f. p - Cameriere, pi. p = Cameriere, m. p . Camerieri, pi. p .. Camicia d'uomo, f. V - Camicie d'uomo, pi. V = Camicia da donna, f. V . Camicie da donna, pi. v .. Cammino, m. 0 — Cammino di ferro, m. 0 = Cammini di ferro, pi. 0 . Cammin facendo, av. 0 .. Campagna, f. (t. milit.) 1 ~ Campagne, pi. 1 = Campagna, f. / • Campagne, pi. / •• Campana, f. A - Campane, pi. A = Campanella, f. A - Cambione, m. A.J Campioni, pi. Chasse, f. Hunting, Fowling Gibier, m. Game Chasseur, m Sportsman Chasseurs, pi. Sportsmen Cadix, f. (ville) Cadix Café, m. Coffee Chienne, f. Bitch Talon, m. Heel Talons, pi. Heels Chaud, adj. m. Warm Chauds, pi. Warm Chaude, adj. f. . Warm Chaudes, pï. Warm Chaudement, adv. Warmly Calèche, f. Calash Chaleur, f. Heat Calomnie, f. Calumny Calomnies, pi. Calumnies Calomniateur, m. Calumniator Calomniateurs, pi. Calumniators Bas, m. Stocking (a) Bas, m. pi. Stockings Cordonnier, m. Shoemaker Cordonnier^ m. pi Shoemakers Hauts de chausses, m. Breeches Lettre de change, f. Bill of exchange Lettres de changes, pi. Bills of exchange Chambre du sénat, f. Senate house Chambre à coucher, f. Bed chamber Chambre, f. Boom Chambres, pi. Booms Chambre, f. Chamber Chambres, pi. Chambers Femme de chambre, f. Chamber-maid Femmes de chambres, pi. Chamber-maids Valet de chambre, m. Valet Valets de chambre, pi. Valets Chemise d'homme, f. Shirt Chemises d'hommes, pi Shirts Chemise de femme, f. Shift Chemises de femmes, pi. Shifts Cheminée, f. Chimney Chemin de fer, m. Bail road (rail way) Chemins de fer, pi. Bail roads (rail ways) Chemin faisant, adv. Going along Campagne, f. Campaign Campagnes, pi. Campaigns Campagne, f. Country Campagnes, pi. Countries Cloche, f. Bell Cloches, pi. Bells Sonnette, f. Small bell Échantillon, m. sample Échantillons, pi. !' Samples CAM— CAP L — Campanile, m . Clocher, m. Steeple L = Campanili, pi. Clochers, pi. Steeples Campo, m. (L milit.) Camp, m. (t. mil.) Camp Campo, m. Champ, m. Field ( — Campi, pi. Champs, pi. Fields ( == Canale, m. Canal, m. Canal (channel) Canali, pi. Canals, pi. Canals (channels) Canapa, f. Chanvre, m. Hemp H- Canapè, m. Canapé, m. Canopy H = Canapo, m. Câble, m. Cable H • Canapi, p . Câbles, pi. Cables H •• Canarino, m. Serin, m. Canary-bird ! - Canarini, pi. Serins, pi. Canary-birds 1 = Canarina, f. Serine, f. Canary-hen 1 • Cancello, m. Grille, f. Railling 1 •• Cancelli, pi. Grilles, pi. Raillings o — Candela, f. Chandelle, f. Candle 0 = Candele, pi. Chandelles, pi. Candles 0 . Candela di cera, f. Bougie, f. Wax-light o .. Candele di cera, pi. Bougies, pi. Wax-lights 1 - Candeliere, m. Chandelier, m. Candlestinck 1 = Candelieri, pi. Chandeliers, pi. Candlestincks 1 . Cane, m. Chien, m. Dog 1 .. Cani, pi. Chiens, pi. Dogs ) - Canicola, f. Canicule, f. Dog days ) = Cannella, f. Cannelle, f. Cinnamon ) . Cannonata, f. Coup de canon, m. Canon shot ) .. Cannonate, pi. Coups de canon, pi. Canon shots + — Cannone, m. Canon, m. Gun + = Cannoni, pi. Canons, pi. Guns 4- . Cantatrice, f. Cantatrice, f. Singer + .. Cantatrice, f. Chanteuse, f. Singer (songstress) ■^ — Cantatrici, pi. Chanteuses, pi. Singers «•> = Cantatrice sonatrice, f. Musicienne, f. Musician *s. . Cantina, f. Cave, f. Cellar ^ . . Canto, m. Chant, m. Singing P - Canti, pi. Chants, pi. Singing P = Cantore, Sonatore, m. Musicien, m. Musician P • Cantore, m. Chanteur, m. Singer P •• Cantori, pi. Chanteurs, pi. Singers V — Capace, ag. m. Habile, adj. m. Able V = Capacita, f. Capacité, f. Capacity V . Capanna, f. Cabanne, f. Cabin v .. Capello, m. Cheveu, m. Hair u — Capelli, pi. Cheveux, pi. Hairs 0 = Capezzale, m. Traversin, ni. Bolster Capitale, m. Capital, m. Capital o .. Capitano, m. Capitaine, m. Captain / - Capitombolo, m. Culbute, f. Tumble / = Capo, m. Tête, f. Head / • Capo, m. (t. de geo.) Cap, m. (t. de géogr.) Cap / •• Capo di famiglia, m. Chef de famille, m. Head of family A — Cappellajo, m. Chapelier, m. Hatter A = Cappellaj, pi. Chapeliers, pi. Hatters A . Cappellano, m. Chapelain, m.(aumônier) Chaplain A .. Cappello, m. Chapeau, m. Hat T - Cappelli, pi. Chapeaux, pi. Hats T = Cappello da donna, f. Chapeau de femme, m. Bonnet T ■• Cnppelli da donna, pi. Chapeaux de femme, pi. Bonnets T ■ Cappone, m. Chapon, m. Capon 47. 557 558 CAR— CAT L — Cara, ag. f. Chère, adj. f. Dear L = Care, pi. Chères, pi. Dear L • Carraffa, f. Carafe, f. Decanter L • Carbone, m. Charbon, m. Charcoal C - Carbone di terra, m. Charbon de terre, m. Coals ( = Carezza, f. Caresse, f. Caress ( • Carezze, pi- Caresses, pi. Caresses ( .. Cara, ag. f. Chère, adj. f. Dear H- Care, pi. Chères, pi. Dear -1 = Caro, ag. m. Cher, adj. m. Dear H • Caro amico, m. Cher ami, m. Dear friend H •• Cara amica, f. Chère amie, f. Dear friend 1 - Cari, pi. Chers, pi. Dear 1 - Caricatura, f. Caricature, f. Caricature I ■ Caricature, pi. Caricatures, pi. Caricatures 1 .- Carissimo, ag. m. superi. Très-cher, adj. m. superi. Dearly beloved o — Carissimi, pi. Très-chers, pi. Dearly beloved o = Carissima, ag. f. superi. Très-chère, adj. f. sup. Dearly beloved o . Carissime, pi. Très-chères, pi. Dearly beloved 0 .. Carità, f. Charité, f. Charity 1 - Carnagione, f. Teint, m. Complexion 1 = Carne, f. Viande, f. Meat 1 . Carne, f. (umana) Chair, f. (humaine) Flesh 1 •• Carnevale, m. Carnaval, m. Carnival ) - Carrozza, f. Carrosse, m. Coach ) = Carta, f. Papier, m. Paper ) . Carretta, f. Charrette, f. Cart ) .. Carro, m. Chariot, m. Waggon + — Carri, pi. Chariots, pi. Waggons + = Carta geogralica, f. Carte de géographie, f. Map -f . Carte geografiche, pi. Cartes de géographie, pi. Maps + .. Carte da giuoco, f. pi. Cartes à jouer, f . pi. Cards (to play with) \ — Casa, f. Maison, f. House "*■*. = Case, pi. Maisons, pi. Houses -^ . Casa rurale, f. Maison champêtre, f. Country-house ^» . . Cascina, f. Laiterie, f. Dairy ? - Cascine, pi. Laiteries, pi. Dairies 0 = Casino, m. Maison de campagne, f. Country-house p . Caso, m. Cas, m. Case ? .. Casi, pi. Cas, pi. Cases V — Cassa, f. Caisse, f. Chest V = Casse, pi. Caisses, pi. Chests V - Casserola, f. Casserole, f. Sauce pan V .. Casserole, pi. Casseroles, pi. Sauce pans 0 — Castello, m. Château, m. Castle 0 = Castelli, pi. Châteaux, pi. Castles 0 . Castigo, m. Punition, fem. Punishment 0 .. Castità, f. Chasteté, f. Chastity / Castrato, m. Mouton, m. Sheep 7 - Castrati pi. xMoutons, pi. Sheep / . Casuale,' ag. m. f. Casuel, adj. m. f. Casual / •• Casuali, pi. Casuels, pi. Casual A - Catacombe, f. pi. Catacombes, f. pi. Catacombes A = Catena, f. Chaîne, f. Chain A . Catene, pi. Chaînes, pi. Chains A •• Cattivo, m. ag. Mauvais, m. adj. Bad T - Cattivi, pi. Mauvais, pi. Bad T = Cattiva, f. Mauvaise, f. Bad T • Cattive, pi. Mauvaises, pi. Bad T ..] Cattivissimo, ag. m. sup.l Très-mauvais, adj. m. Very bad CAT— CHI 559 L - Cattivissimi, pi. Très-mauvais, pi. Very bad L = Cattivissima, ag. m. sup. Très-mauvaise, adj. f. s. Very bad L • Cattivissime, pi. Très-mauvaises, pi. Very bad L •• Cattivo, m. Méchant, m. Wicked ( - Cattivi, pi. Méchants, pi. Wicked ( = Cattivi, pi. (i) Méchants (les), pi. Wicked (the) ( • Cattiva, f. Méchante, f. Wicked ( .- Cattive, pi. Méchantes, pi. Wicked H- Cava, f. (di pietre) Carrière, f. Quarry H = Cavaliere, m. Chevalier, m. Cavalier H • Cavaliere, m. (t. mil.) Cavalier, m. (t. mil.) Trooper H •• Cavalieri, pi. Cavaliers, pi. Troopers j — Cavalleria, f. Cavalerie, f. Cavalry j = Cavallo, m. Cheval, m. Horse Cavalli, pi. Chevaux, pi. Horses Caverna, f. Caverne, f. Cavern o — Caverne, pi. Cavernes, pi. Caverns o — Ce, pron. Nous, pron. Us Cedro, m. Cèdre, m. Cedar-tree Cedri, pi. Cèdres, pi. Cedar-trees 1 — Celibe, m. Célibataire, m. Single man "1 = Cena Souper Supper Cencio, m. Chiffon, m. Ray Cenci, pi. Chiffons, pi. Rays ) _ Cenere, f. Cendre, f. Ashes ) == Ceneri, pi. Cendres, pi. Ashes Cera, f. Cire, f. Wax Cenno, m. Signe, m. Sign -I-. — Certamente, av. Certainement, adv. Certainly + = Cerase, f. pi. Cerises, f. pi. Cherries + . Cervello, m. Cerveau, m. Brain + .. Cervello, m. Cervelle, f. Brains ">N Cesare, m. César, m. Cesar ^ = Che ? pr. interr. Quoi?pr. inter. What? "v., Che, pr. pi. Qui, pr. rei. That ">. . . Che, pron. Qui, que, pron. Who (whom) f — Che che ne sia, av. Quoi qu'il en soit, adv. Be that as it may ? = Che trovate a dire? av. Que trouvez-vous à dire? What have you to say ? P • Che, conj. Que, conj. [adv. That ? •• Che, pron. rei. Qui, pr. rei. Which [him? V - Che c'è? pron. rei. Qu'y-a-t-il ? What is the matter with V = Che dire di...? Que dire de...? What is to be said of ? v . Che ora è? av. Quelle heure est-il ? What 'scloch is it? v .. Che pensare? Que penser ? What is to be thought of? o — Che, (il quale), pr. rei. Qui, (que, lequel), pr. r. Which (who) o = Chi, (quale, quali), pr. r. Qui, (lequel, lesquels) Which (who) o . Chi, pron. Qui, (celui qui), pron. Who 0 .. Chi, (quale, la quale), p. r Qui, (lequel, laquelle) Which (whom) / ~ Chi, (quali, le quali), pi. Qui, (que, lesquelles), p. Which (whom) / = Chiave, f. Clef, f. Key / • Chiavi, pi. Clefs, pi. Keys / •- Chiaro, m. Clair, m. Plain A — Chiavistello, m. Verrou, m. Bolt A = Chicche, f. pl.dolci, pi. m. Bonbons, pi. Sugar-plums A • Chierico, m. Clerc, m. Clerk A •• Chiesa, f. Église, f. Church T - Chiese, pi. Églises, pi. Churchs T = Chiodo, m. Clou, m. Nail T • Chiodi, pi. Clous, pi. Nails T •• Chirurgo, m. Chirurgien, m. Surgeon 560 CHI— COL L - Chirurgi, pi. Chirurgiens, pi. Surgeons L = Ci, pron. Nous, à nous, pron. Us, to us L • Ci, av. pr. Y, adv. pron. There L •• Ciascuno, pr. indet. Chacun, pr. indét. Each ( - Ciascuna, pr. indet Chacune, pr. indét. Each ( = Cibo, m. Nourriture, f.'. Food ( • Cicatrice, fc Cicatrice, f. Scar ( •• Cieco, m. Aveugle, m. Blind person -f- Ciechi, pi. Aveugles, pi. Blind persons H = Cieca, f. Aveugle, f. Blind woman H • Cieche, pi. Aveugles, pi.. Blind women H •• Cielo, m. Ciel, m. Sky ! - Ciglia, f. pi. Cils, m. pi. Eye lashes 1 - Cima, f. Sommet, m. Top 1 • Cimiterio, m. Cimetière, m. Church-yard 1 •• Cinghia, f. Sangle, f. Girth o — Ciò, pron. rei. Ce, pron. rei. What o = Ciò che, pron. rei. Ce que, pron. rei. What o . Ciò che, pron. Ce que, pron. Whatever o .. Cioccolato, m. Chocolat, m. Chocolate "1 - Cioè, av. C'est-à-dire, ad. That is to say 1 =1 Cioè a dire, av. C'est-à-dire, ad. That is to say 1 . Circa, av. Environ, ad. About 1 .. Circuito, m. (recinto) Enceinte, f . ( circuit, m.) Inside ) - Citta, f. Ville, f. Town (city) ) = Citta, pi. Villes, pi. Towns (cities) ) . Cittadino, m. Citoyen, m. Citizen ) .. Cittadini, pi. Citoyens, pi. Citizens + - Civile, ag. m. Poli, adj. m. Polished 4- = Civili, pi. Polis, pi. Polished + . Civile, adj. f. Polie, adj. f. Polished + •• Civili, pi. Polies, pi. Polished "->. — Civiltà, f. Politesse, f. Politeness^ •^ — Civilmente, av. Poliment, ad. Politely ^ . Civita Vecchia, f. ( citta) Civitavechia, f. ( ville ) Civita Vecchia •»* . . Clima, m. Climat, m. Climate (region) P ~ Cocchiere, m. Cocher, m. Coachman : P = Cocchieri, pi. Cochers, pi. Coachmen P . Coda, f. Queue, £. Tail P •• Code, pi. Queues, pi. Tails V — Cogli, prep. ni. pi. Avec les, prép. m. pi. With the V == Cognato Beau-frère, m. Brother-in-law v . Cognata, f. [za, f.) Belle-sœur, f. Sister-in-law v .. Cognizione, ( conoscen- Connaissance, f. Knowledge 0 — Cognizioni (conoscenze,) Connaissances, pi. Knowledge 0 = Cognome, m. [ pi. Nom de famille, m. Sirname 0 ■ Coi, prep. pi. m. Avec les, prép. m. pi. With the 0 .. Col, prep. m. Avec le, prép. m. With the / - Colazione, f. Déjeuner, m. Breakfast / = Colla, prep. f. Avec la, prép. f. With the / . Collana, t. Collier, m. Neck lace / .. Colle, prep. pi. f. Avec les, prép. pi. f. m. With the A — Colle, m. Colline, f. Hill A = Colli, m. Collines, pi. Hills A ■ Collega, pi. Collègue, m. Colleague A •• Colleglli, pi. Collègues, pi. Colleagues T - Collegio, m Collège, m. College T = Collegi, pi. Collèges, pi. Colleges T • Collera, f. Colère, f. Anger T •- Collina, f. Colline, f. Hill COL -CON 5 L - Colline, pi. Collines, pi. Hills L = Collo, prep. pi. Avec le, prép. m. With the L • Collo, m. Cou, m. Neck L •- Collo di cravatta, m. Col de cravatte, m. Stock ( - Colmo, ag. m. Comble, m. Heaped up (loaded) ( = Colmi, pi. Combles, pi. Heaped up (loaded) ( • Colma, f. ag. Comble, adj. f. Heaped up (loaded) ( .. Colme, pi. Combles, pi. Heaped up (loaded) H- Colombaja, f. Pigeonnière, f. Pigeon house H = Colonna, f. Colonne, f. Column H • Colonnello, m. Colonel, m. Colonel H •• Colore, m. Couleur, f. Colour 1 - Colori, pi. Couleurs, pi. Colours 1 = Colpa, f. Faute, f. Fault 1 ■ Colpevole, ag. m. f. Coupable, adj. m. f. Guilty- 1 •• Colpevoli, pi. Coupables, pi. Guilty o — Colpo, m. Coup, m. Blow 0 = Colpi/ pi. Coups, pi. Blows o . Colpo da maestro, m. Coup de maître, m. fre? Master stroke 0 .. Come dovete fare ? Comment devez-vous fai- As you ought to do ? 1 - Come state ? Comment vous portez- How do you do? 1 = Cometa, f. Comète, f. [ vous ? Comet 1 . Comico, ag. m. Comique, m. adj. Comical 1 .. Comica, ag. f. Comique, f. adj. Comical ) - Commare, f. Marraine, f. God mother ) = Commediante, m. Comédien, m. Player ) . Commedianti, pi. Comédiens, pi. Players ) .. Commediante, f. Comédienne, f. Player (actrice) + — Commedianti, pi. Comédiennes, pi. Players (actrices) + = Commedia, f. Comédie, f. Comedy + . Commerciale, ag. m. Commercial, adj. m. Commercial + .. Continuo, ag. m. Continuel, adj. m. Continual ^-* — Continui, pi. Continuels, pi. Continual -^ = Continua, ag. f. Continuelle, adj. f. Continual *s. . Continue, pi. Continuelles, pi. Continual •v. .. Continuamente, adv. Continuellement, adv. Continually P - Conto, m. Compte, m. Account P = Contraccambio, m. Revanche, f. Revenge P • Compagnia, f. Compagnie, f. Company P •• Compagno, m. Compagnon, m. Companion V - Compagni, pi. Compagnons, pi. Companions V = Compagna, f. Compagne, f. Companion (female) V . Compare, m. Parrain, m. God father V •• Compassione, f. Compassion, f. Pity (compassion) 0 — Compendio, m. Abrégé, m. Compendium 0 = Completo, ag. m. Complet, adj. m. Complete 0 . Completi, pi. Complets, pi. Complete 0 .. Completa, ag. f. Complète, adj. f. Complete / - Complete, pi. Complètes, pi. Complete / = Completamente, adv. Complètement, adv. Completely / . Commune, ag. Commun, adj. Common / •• Communemente, adv. Ordinairement, adv. Commonly A — Comunione, f. Communion, f. Communion A = Comunioni, pi. Communions, pi. Communions A . Con, prep. Avec, prép. With A .. Concerto, m. Accord, m. Agreement T — Condizionale, m. Conditionnel, m. Conditional mood T = Condizione, f. Condition, f. Condition T • Conlittura, f. Confiture, f. [tion), f. Sweet meats T •• Congiura, f. Conjuration (conspira- Conspiracy 562 CON— COP L - Congiunto, m. (consan- Parent, m L = Congiunti, pi. [guineo) Parents, pi. Congiunzione, f. Conjonction, f. Coniglio, m. Lapin, m. ( — Conigli, pi. Lapins, pi. ( == Conjugazione, f. Conjugaison, f. Conjugazioni, pi. Conjugaisons, pi. Conoscenza, f. Connaissance, f. H- Conquasso, m. Ébranlement, m. H = Conquista, f. Conquête, f. H • Conseguenza, f. Conséquence, f. H •• Consigliere, m. Conseiller, m. 1 - Consiglio, m. Conseil, m. 1 = Consigli, pi. Conseils, pi. 1 • Consolazione, f. Consolation, f. 1 •• Consonante, f. Consonne, f. o — Consonanti, pi. Consonnes, pi. o = Consorte, m. Mari, m. 0 . Consorti, pi. Maris, pi. o .. Consorte, f. Femme, f. 1 - Consorti, pi. Femmes, pi. 1 = Contadino, m. Paysan, m. 1 . Contadina, f. Paysanne, f. Contadinella, f. Villageoise, f. ) — Contadini, pi. m. Paysans, pi. m. ) = Conte, m. Comte, m. Conti, pi. Comtes, pi. Contessa, f. Comtesse, f. + — Contento, ag. m. Content adj. m. + = Contenti, ag. pi. Contents, adj. pi. 4- • Contenta, ag. f. Contente, adj, f. + .. Contente, f pi. Contentes, f. pi. •n^ Contentezza, f. Contentement, m. ^ = Contentezze, pi. Contentements, pi. v^ . Contenuto, m. Contenu, m. *"•>. Continente, m. Continent, m. p - Contrario, adv. Contraire, adv. P = Contrario, ag. m. Contraire, adj. m. P • Contrari, pi. Contraires, pi, P •■ Contraria, ag. f. Contraire, ag. f. V - Contrarie, pi. Contraires, pi. V == Contrarietà, f. Contrariété, f. V . Contro, av. Contre, adv. v .. Contro a suo grado, av. Contre son gué,. adv. 0 — Contusione, f. Contusion, f. 0 = Convenienza, f. Convenance, f. 0 . Conversazione, f. Cenversation, f. 0 .. Copenaghen, f. (citta) Copenhague, f. (ville) 1 - Coperta, f. Couverture, f. / = Copia, f . Copie, f. 1 . Coraggio, m. Courage, m. / .. Corda, f . Corde, f. A — Corde, pi. Cordes, pi. A . — Cucchiajo, m. Cuiller, f. Spoon ^>. = Cucchiaj, pi. [rino, m. Cuillers, pi. Spoons •>-. . Cucchiajo da tè, cucchi a- Cuiller à thé, f. Tea spoon ^ . . Cucchiaj da tè, cucchia- Cuillers à thé, pi. Tea spoons e - Cucchiajata, f. [rini, pi. Cuillerée, f. Spoon full p = Cucina, f. Cuisine, f. Kitchen p . Cucitura f. Couture, f. Seam p .. Cuciture, pi. Coutures, pi. Seams V — Cugino, m. Cousin, m. Cousin v = Cugina, f. Cousine, f. Cousin (she) v . Culla, f. Berceau, m. Cradle v .. Cuoco, m. Cuisinier, m. Cook 0 — Cuoca, f. Cuisinière, f. Cook 0 — Cuore, m. Cœur, m. Heart 0 . Cuppola, f. Dôme, m. Dome 0 .. Cura, f. Soin Care / - Cure, pi. Soins, pi. Cares / - Curato, m. Curée, m. 0 Curate /, Curioso, ag. m. Curieux, adj. m. Curious (inquisitive) / •• Curiosa, ag. f. Curieuse, adj. f. Curious (inquisitive ) A - Curiosità, f. Curiosité, f. Curiosity A = Curvo, ag. m. Courbé, adj. m. Crooked A • Curvi, pi. Courbés, pi. Crooked A .- Cuscino, m. Coussin, m. Cushion T - - Custode, m. Gardien, m. Guardian T = = Custodito, ag. va. Gardé, adj. m. Guarded DA— DA 565 L - Da dopo, av. Depuis, adv. Since L = Da (con, pei*), prep. Par (de), prép. By (with) L • Da che (dopo che), av. Depuis que, adv. Sine L - Da, prep. De, prép. From (by, with) ( - Dagli, art. pi. m. Des, art. pi. m. From the ( = Dai, art. pi. m. Des, art. pi. m. From the ( • Dal, art. m. s. Du, art. m. s. From the ( •• Da lei, abl. D'elle, abl. From her H - Da loro, da esse, abl. pi. D'elles, abl. pi. From them H = Dallo, art. ra. s. Du, art. m. s. From the H . Dalla, art. f. s. De la, art. f. s. From the ^ -. Dalle, art. f. pi. Des, art. f. pi. From the 1 - Dal lato, av. De coté, adv. Sidewards 1 = D'allora in poi, av. Depuis lors, adv. Thence forward 1 • Da loro, da essi, pr. per. D'eux, abl. pi. From them J -. D'altronde, av. [abl. pi D'ailleurs, adv. Moreover o — Dal loro, p. p. m. De leur, pr. p. m. From their o = Dai loro, pi. De leurs, pi. From their o . Dalla loro, pr. p. f. De leur, pr. p. f. From their o .. Dalle loro, pi. De leurs, pi. From their 1 - Dal mio, pr. p. m. De mon, pr. p. m. From my 1 = Dai miei, pi. De mes, pi. From my 1 . Dalla mia, pr. p. f. De ma, pr. p. f. From my 1 ■■ Dalle mie, pi. De mes, pi. From my ) - Dal nostro, pr. p. m. De notre, pr. p. m. From our ) = Dai nostri, pi. De nos, pi. From our ) • Dalla nostra, pr. p. f. De notre, pr. p. f. From our ) •• Dalle nostre, pi. De nos, pi. From our + — Dal suo, pr. p. m. De son, pr. p. m. From his + = Dai suoi, pi. De ses, pi. From his + . Dalla sua, pr. p. f. De sa, pr. p. f. From his + .. Dalle sue, pi. De ses, pi. From his ^ _ Dal tuo, pr. p. m. De ton, pr. p. m. From thy *-~. = Dai tuoi, pi. De tes, pi. From thy -^ . Dalla tua, pr. p. f. De ta, pr. p. f. From thy -^ . . Dalle tue, pi. De tes, pi. From thy P - Dal vostro, De votre, pr. p. m. From your P = Dai vostri, De vos, pi. From your ? . Dalla vostra, De votre, pr. p. f. From your P .. Dalle vostre, De vos, pi.' From your V — Dalui, dalei, da essa, p. n. De lui, d'elle, pr. neut. From it V = Da lui, da esso, ahi. De lui, abl. From him V . Da me, abl. De moi, abl. From me v .. Dama, f. Dame, f. Lady 0 — Dame, pi. Dames, pi. Ladies e = Da mia cognata, f. De ma belle-sœur, f. From my sister in law 0 . Da mio cognato, m. De mon beau-frère, m. From my brother in law 0 .. Da mia cugina, f. De ma cousine, f. From my cousin / - Da mio cugino, m. De mon cousin, m. From my cousin / = Da mia figlia, f. De ma fille, f. From my daughter / • Da mio figlio, m. De mon fils, m. From my son / .. Da mio fratello, m. De mon frère, m. From my brother A - Da mio genero, m. De mon gendre, m. From my son in law A = Da mia madre, f. De ma mère, f . From my mother A • Da mio marito, m. De mon mari, m. From my husband A .. Da mia moglie, f. De ma femme, f. From my wife 48 m DA^DÀ L - Da mio nonno, m. De mon grand-père, m. L = Da mia nonno, f. De ma grand'mère f. L • Da mia nuora, f. De ma bru, f. L •• Da mio padre, m. De mon père, m. ( - Da mia sorella, f. De ma sœur ( = Damigella, f. Demoiselle, f. ( • Da molto tempo, av. Depuis long-temps, adv ( -. Danaro, m. Argent, m. ^ - Danese, m. Danois, m. H = Danesi, pi. Danois, pi. H . Danimarca, f. Danemarck, m. H -• Danno, m. Dommage, m. i - Danni, pi. Dommages, pi. J = Da noi, abl. pi. De nous, abl. pi. 1 . Danubio, m. Danube, m. Danza, f. Danse, t. o — Da parte di, av. De la part de, adv. 0 = Da poco in qua, av. Depuis peu, adv 0 . D'appresso, av. D"après, adv. 0 .. Da quanto tempo ? av. Depuis quand? adv. 1 - Da quel tempo in poi,av. Depuis ce temps-là, adv -1 — - Da te, abl. De toi, abl. 1 . Da tutte le parti, av. De tous côtés, adv. 1 .. Da voi, abl. pi. De vous, abl. pi. ) - Da suo cognata, f. De sa belle-sœur, f. ) = Da suo cognato, m . De son beau-frère, m. ) . Da sua cugina, f. De sa cousine, f. ) .. Da suo cugino, m. De son cousin, m. 4- — Da sua figlia, f. De sa fil re, f. + == Da suo figlio, m. De son fils, m. Da suo fratello, m. De son frère, m. + . ■ Da suo genero, m. De son gendre, m. -^ Da sua madre, f. De sa mère, f. \ = Da suo marito, m. De son mari, m. \ Da sua moglie, f. De sa femme, i. ■^ Da suo nonno, m. De son grand-père, m. P — Da sua nonna, f. De sa grand'mère, f . P — Da sua nuora, f. De sa bru, f. P . Da suo padre, m. De son père, m. P •• Da sua sorella, f. De sa sœur, f. V - Da sua maestà, f. De sa majesté, f. V = Da sua santità, f. De sa sainteté, f. v . Da sua altezza, f. De son altesse, f. v .. Da sua eccellenza, f. De son excellence, f. o — Da tua cognata, f. De ta belle-sœur, f. 0 = Da tuo cognato, m. De ton beau-frère, m. 0 . Da tua cugina, f. De ta cousine, f. 0 .. Da tuo cugino, m. De ton cousin, m. / - / =f / • / -. Da tua figlia, f. De la fille, f. Da tuo tìglio, m. De ton fils, m. Da tuo fratello, m. De ton frère, ih. Da tuo genero, m. De ton gendre, m. A — Da tua madre, f. De ta mère, f. A = Da tuo marito, m. De ton mari, m. A • Da tua moglie, f. De ta femme, f. A •• Da tuo nonno, m. De ton grand-père, m. T — Da tua nonna, f. De ta grand'mère, f. T = Da tua nuora, f. De ta bru, f. T • Da tuo padre, m. De ton père, m. T .. Da tua sorella, 1'. De ta sœur, f. From my grand father From my grand mother From my daughter in lav. From my father From my sister Young lady This long time Money Dane Danes Danemarck Damage Damages From us Danube Dance On the part of Not long time According How long? Ever since From thee From all parts From you From his sister in law From his brother in law From his cousin From his cousin From his daughter From his son From his brother From his son in law From his mother From his husand From his wife From his grandfather From his grand mother From his daughter in law From his father From his sister From his majesty From his holyness From his highness From his excel lency From thy sister in law From thy brother in law From thy cousin From thy cousin From thy daughter From thy son From thy brother From thy son in law From thy mother From thy husband From thy wife From thy grand father From thy grand moiher From thy daughter inlaw From thy father From thy sister DA— DEL 567 L - Da vostra cognata, f. De votre belle-soeur, f. From your sister in law L = Da vostro cognato, m. De votre beau-frère, m. From your brother in law L • Da vostra cugina, f. De votre cousine, f. From your cousin L •• Da vostro cugino, m. De votre cousin, m. From your cousin ( - Da vostra figlia, f. De votre fille, f. From your daughter ( = Da vostro figlio, m. De votre fils, m. From your son ( • Da vostro fratello, m. De votre frère, m. From your brother ( •• Da vostro genero, m. De votre gendre, m. From your son in law H- Da vostra madre, f. De votre mère, f. From your mother H = Da vostro marito, ni. De votre mari, m. From your husband H • Da vostra moglie f. De votre femme, f. From your wife H •• Da vostro nonno, m. De votre grand-père, m. From your grand father J - Da vostra nonna^ f. De votre grand'mère, f. From your grand mother I = Da vostra nuora, f. De votre bru, f. Ft. your daughter in law 1 . Da vostro padre, m. De votre père; m. From your father 1 •• Da vostra sorella, f. De votre sœur, f. From your sister o — Da vostra maestà, f. De votre majesté, f. From your majesty o = Da vostra santità, f. De votre sainteté, f. From your holyness o . Da vostra altezza, f. De votre altesse, f. From your highness 0 .. Da votra eccellenza, f. De votre excellence, f . From your excellency 1 - Davvero, av. Vraiment, adv. Truly 1 = Debito, m. Dette, f. Debt 1 . Debiti, pi. Dettes, pi. Debts 1 .. Debole, ag. m. Faible, adj. m; Weak ) - Deboli, pi. Faibles, pi. Weak ) = Debole, ag. f. Faible, adj. f. Weak ) . Deboli, pi. Faibles, pi. Weak ) .. Debolezza, f. Faiblesse, f. Weakness + — Décembre, m. Décembre, m. December + = Decente, ag. m. Décent, adj. m. Decent 4- . Decenti, pi. Décents, pi. Decent + •• Decente, ag. t Décente, adj. f. Decent ■*>. — Decenti, pi. Décentes, pi. Decent -». = Decentemente, av. Décemment, adv. Decently ■**. Decenza, f. Décence, f. Decencv "*. . . Decima, f. Dîme, f. Tithe P - Decime, pi. Dimes, pi. Tithes P = Decina, f. Dizaine, f. Teh ? • Decoro, m. Décorum, m. Decorum P •• Decorazione, f. Décoration, f. (décor, m.) Scenery V — Decorazioni, pi. Décorations, (pi. décors,) Scene V — Degli, art. m. pi. Des, art. m. pi. [p. Of the v . Degnamente, av. Dignement, adv. Worthily V •• Degno, ag. m. Digne, adj. m. Worthy 0 — Degni, pi. Dignes, pi. Worthy 0 = Degna, ag. f. Digne, adj. f. Worthy 0 . Degne, pi. Dignes, pi. Worthy 0 .. Dei, art. ni. pi. Des, art. m. pi. Of the 1 - Del, art. m. s. Du, art. m. s. Of the / = Della, art. f. s. De la, art. f. s. Of the / . Delle, art. f. pi. Des, art. f. pi. Of the / .. Dello, art. m. e. Du, "art. m. s. Of the A - Del loro, pr. p. m. De leur, pr. p. m. Of their A = Dei loro, pi. De leurs, pi. Of their A . Della loro, pr. p. f. De leur, pr. p. f. Of their A •• Delle loro, pi. De leurs, pi. Of their T- Del mio, pr. p. m. De mon, pr. p. m. Of my T = Dei miei, pi. De mes, pi. Of my T • Della mia, pr. p. f. De ma, pr. p. f. Of my T •• Delle mie, pi. De mes, pi. Of my 568 L — Del nostro, pr. p. m. L = Dei nostri, pi. L - Delia nostra, pr. p. f. L . . Delle nostre, pi. ( — Del suo, pr. p. m. ( = Dei suoi, pi. ( . Della sua, pr. p. f. ( . . Delle sue, pi. -J — Del suo, pr. p. n. m. 4 = Dei suoi, pi. -\ . Della sua, pr. p. n. f. H . . Delle sue, pi. f — Del tuo, pr. p. m. I = Dei tuoi, pi. I . Della tua, pr. p. f. 1 • • Delle tue, pi. O — Del vostro, pr. p. m. O = Dei vostri, pi. 0 . Della vostra, pr. p. f. 0 . . Delle vostre, pi. "I — Democrazia, f. 1 = Dente, m. I . Denti, pi. Dentro, av. Deputato, m. Deputati, pi. Desco, m. Descrizione, f. Descrizioni, pi. Desio, ni. Destino, m. Destini, pi. Destra, f. Destro, ag. m. Di, prep. Di, m. Diamine! esclam. Dialetto, m. Dialetti, pi. Dialogo, m. Dialoghi, pi. Diavolo, m. Diavoli, pi. Di buon ora, av. Di che parlate voi ? av. Di chi è questo libro ? Dico io Di cui, del quale, pr. rei. Di cui, de quali Diquali, pr. rei. Dietro, av. Difesa, f. Difese, pi. Diflicile, ag. m. f. Difficili, pi. Difficilmente, av. Difficolta, f. Difficolta, pi. Diffidenza, f. Diffidenze, pi. De notre, pr. p. m. De nos, pi. De notre, pr. p. f. De nos, pi De son, pr. p. p. m. De ses, pi. De sa, pr. p. f. De ses, pi. De son, pr. p. n. m. De ses, pi. De sa, pr. p. n. f. De ses, pi. De ton, pr. p. m. De tes, pi. De ta, pr. p. f. De tes, pi. De votre, pr. p. m. De vos, pi. De votre, pr. p. f. De vos, pi. Démocratie, f. Dent, f. Dents, pi. Dedans, adv. Député, m. Députés, pi. Table, f. Description, f. Descriptions, pi. Désir, m. Destin, m. Destins, pi. Droite» f. Droit, adj. m. De, prép. Jour, m. Diable ! exclam. Dialecte, m. Dialectes, pi. Dialogue, m. Dialogues, pi. Diable, m. Diables, pi. De bonne heure, adv. De quoi parlez-vous? ad. A qui est ce livre? Dis-je Dont, pr. relat. Dont, de qui ? pr. rei. Dont, de qui, pr. rei. Derrière, adv. Défense, f. Défenses, pi. Difficile, adj. m. f. Difficiles, pi. Difficilement, adv. Difficulté, f. Difficultés, pi. Méfiance, f. Méfiances, pi. Of our Of our Of our Of our Of his Of his Of his Of his Of its Of its Of their Of their Of thy Of thy Of thy Of thy Of your Of your Of your Of your Democracy Tooth Teeth Within Deputy Deputies Table Description Descriptions Desire Fate Fates Right Right Of Day Devil ( the ) Dialect Dialects Dialogue Dialogues Devil Devils Early What do you speak of ? Whose book is this? Said I Whose ( of which ) Whose (of which) Whose (of whom) Behind Defence Defences Difficult, hard Difficult, hard With difficulty Difficulty Difficulties Mistrust Mistrust DIF— DIP m J_ — ]Dif finito, m. Défini, m. Definite L = : Di fronte, av. De front, adv. Abreast L • Di giorno, av. De jour, adv. Lei dav L •• Digiuno, m. Jeun, m. Fast ( - Dignità reale, f. Royauté, f. Royalty ( = Dignità, f. Dignité, f. Dignity ( • Dignità, pi. Dignités, pi. Dignities ( •• Di là, da là, av. Au-delà, adv. Beyond H - Di là, av. De là, adv. Thence H = Di lassù, av- D'en haut, adv. From above H . Di lei, di essa, gen. f. D'elle, gen. f. s. Of her H - Diletto, m. Plaisir, m. Pleasure I - Di loro, di essi, g s. D'eux,d'elles, gén.pl.m.f. Of them 1 = Di lui, di esso, gen. m. s. De lui, gen. m. s. Of him 1 . Di lui, di lei, pi*, n. De lui, d'elle, gén. pi*, n. Of it 1 •• Deluvio, m. Déluge, m. Déluge o — Dimanda, f. Demande, f. Question o = Dimande, pi. Demandes, pi. Questions 0 . Dimani, m. Demain, m. To morrow 0 .. Dimani mattina Demain matin, adv. To morrow morning 1 - Dimani sera, m. Demain au soir, m. To morrow night 1 = Di me, gen. De moi, pr. Of me 1 . Di mia cognata, !'. De ma belle-soeur, f. Of my sister in law 1 ■■ Di mio cognato, m. De mon beau-frère, m. Of my brother in law ) - Di mia cugina, f. De ma cousine, f. Of my cousin ) = Di mio cugino, in. De mon cousin, m. Of my cousin ) . Di mia figlia, f. De ma lille, f. Of my daugther ) .. Di mio figlio, m. De mon fils, m. Of my son + — Di mio fratello, m. De mon frère, m. Of my brother 4- = Di mio genero, m. De mon gendre, m. Of my son in law + . Di mia madre, f. De ma mère, f. Of my mother + .. Di mio marito, m. De mon mari, m. Of my husband \ — ■ Di mia moglie, f. De ma femme, f. Of my wife >s. = Di mio nonno, m. De mon grand-père, m. Of my grand father «^ Di mia nonna, f. De ma grand'mère Of my grand mother "v. Di mia nuora, f. De ma bru, f. Of my daugther in law ? - Di mio padre, m. De mon père, m. Of my father ? = Di mia sorella, f. De ma sœur, f. Of my sister o Di mio zio, m. De mon oncle, m. Of my uncle P •• Di mia zia, . De ma tante, f. Of my aunt V — Diminutivo, m Diminutif, m. Diminutive V = Diminutivi, pi. Diminutifs, pi. Diminutive v . Diminuzione, f. Diminution, f. Diminution v .. Dimora, f. Demeure, f. Residence 0 — Dimore, pi. Demeures, pi. Residences 0 = Dimostrativo, ag. m. Démonstratif, adj. m. Demonstrative 0 . Dimostrativi, pi. Démonstratifs, pi. Demonstrative 0 .. Dimostrazione, 1*. Démonstration, f. Demonstration / - Dimostrazioni, pi. Démonstrations, pi. Demonstrations / = Di noi, gen. pi. De nous, gén. pi. Of us / . )i notte, av. De nuit, adv. By night / .. D'intorno, av. Alentour, adv. et adj. About A -] D'intorni (luoghi circon- Alentours, adj. pi. About (round about) A = di nuovo, av. [vicini) De nouveau, adv. Again A • 1 Dio, m. Dieu, m. God A .. 1 [>io buono,! interj. Bon Dieu ! interj. Lackaday ! T-l )io me ne guardi, av. Dieu m'en préserve, adv. God forbid T = l [)ionon voglia, av. A Dieu ne plaise, adv. God forbid T • 1 Dipendente, ag. m. Dépendant, adj. m. Depending T •• 1 Dipendenti, pi. Dépendants, pi. Depending 48, 570 DIP— DIT L — Dipendente, ag. f. Dépendante, adj. f. Depending L = = Dipendenti, pi. Dépendantes, pi. Depending L . Dipendenza, f. Dépendance, f. Dependency L • . Di più, av. De plus, adv. Besides ( - - Di più in più, av. De plus en plus, adv. More and more i = = Di qua, av. En deçà, adv. On this side ( Di quando in quando, av . De temps en temps, adv Occasionaly ( • Di raro, av. Rarement, adv. Rarely H - - Diretto, ag. m. Direct, adj. m. Direct -t = - Diretta, ag. f. Directe, adj. f. Direct -\ Direttore, m. Directeur, m. Manager H . Direzione, f. Direction, f. Management 1 - - Dirimpetto, av. En face, adv. Opposite 1 = - Disagio, ni. Incommodité, f. Inconveniency I Disastro, m. Désastre, m. Disaster I •• Discorso, m. Discours, m. Speech o — . Discorsi, pi. Discours, pi. Speechs o = Discusione, f. Discussion, f. Discussion 0 . Disdegno, m. Dépit, m. Spite o .. Disigno, m. Dessin, m. Drawing 1 - Disertore, m. Déserteur, m. Deserter 1 = Disgrazia, f. (sventura, f.) Malheur, m. Misfortune 1 . Disgrazie, pi. ( sventure, Malheurs, pi. Misfortunes 1 .. Disgusto, m. [pi.) Déplaisir, m. Displeassure ) - Disinganno, m. Désabusement, m. Undeceiving ) = Disopra, av. Dessus, adv. Upon ) . Disordine, m. Désordre, m. Desorder ) .. Disotto, av. Dessous, adv. Under -1 — Dispensa, f. Garde-manger, m. Abuttery + = Disperazione, f. Désespoir, m. Despair + . Dispetto, m. Dépit, m. Vexation 4- .. Dispetti, pi. Dépits, pi. Vexations- ^ — Dispiacere, m. Chagrin, m. Grief -^ = Dispiaceri, pi. Chagrins, pi. Griefs ^v. Dispiacere, m. Désagrément, m. Disagreeableness X . . Dispiacevole, ag. ni. f. Désagréable, adj. m. f. Disagreeable p Dispiacevoli, pi. Désagréables, pi. Disagreeable ? = Dispiacevolmente, av. Désagréablement, adv. Disagreeably p Distruzione, f. Destruction, f. Destruction ? Di sua cognata, f. De sa belle-sœur, f. Of his sister in law V - DisuocognatoTm. De son beau-frère, m. Of his brother in law V = Di sua cugina, f. De sa cousine, f. Of his cousin V . Di suo cugino, m. De son cousin, m. Of his cousin V .. Di sua liglia, f. De sa fille, f. Of his daughter O — Di suo figlio, m. De son fils, m. Of his son 0 = Di suo fratello, m. De son frère, m. Of his brother 0 . Di suo genero, m. De son gendre, m. Of his son in law 0 .. Di sua madre, f. De sa mère, f. Of his mother 1 ~ Di suo marito, m. De son mari, m. Of his husband 1 = Di sua moglie, f. De sa femme, f. ( 3f his wife / • J Di suo nonno, m. De son grand-père, m. • . Di vostro padre, m. De votre père, m. Of your father p — Di vostra sorella, f . De votre sœur, f. Of your sister p = Di vostra maestà, f. De votre majesté, f. Of your majesty p . Di vostra santi la, f. De votre sainteté, f. Of your holyness p .. Di vostra altezza, f. De votre altesse, f. Of your highness V — Di vostra eccellenza, 1. De votre excellence, f. Of your excellency V = Dizionario, m. Dictionnaire, m. Dictionary v . Dizionarj, pi. Dictionnaires, pi. Dictionaries V .. Dogana, f. Douane, f. Custom house 0 — Dolce, ag. m. Doux, adj. m. Sweet 0 = Dolci, pi. Doux, pi. Sweet 0 . Dolce, ag. f. Douce, adj. f. Sweet 0 .. Dolci, pi. Douces, pi. Sweet / - Dolci, pi. m. (chicche, pi. Bonbons, pi. m. Sugar-plums / = Dolcezza, f. [f.) Douceur, f. Sweetness / . Dolore, m. Douleur, m. Pain / .. Dolori, pi. Douleurs, pi Pains A — Domani, av. Demain, adv. Morrow A = Domenica, f. Dimanche, m. Sunday A . Domesticamente, av. Familièrement, adv. Familiarly A .. Domestichezza, f. Familiarité, f. Familiarity T — Domestico, m. Domestique, m. Servant man T = Domestica, f. Domestique, f. Servant maid T ■ Domestico, ag. Domestique, adj. Servant T •• Domestici, pi. m. Domestiques, pi. | Servants òli DOIS — ECC L - Donde, av. D'où, adv. i Whence L = Donna, f. Femme, f. Woman L . Donne, pi. Femmes, pi. Women L •• Dono, m. Don, m. Gift ( - Dopo, av. Après, adv. After ( = Dopo cena, av. e sost. Après souper, adv.et sub. After supper ( . Dopo domani, av. e sost. Après demain, ad. et sul). After to morrow t •• Dopo mezzo giorno, av. e Après midi, adv. After noon -\ — Dopo pranzo, av. e sost. Après diner, adv. et sub. After dinner H = Dosso, m. Dos, m. Bach H • Dotto, ag. m. Savant, ad. m. Learned H •• Dotti, pi. Savants, pi. Learned 1 - Dotta, ag. f. Savante, adj. f. Learned 1 = Dotte, pi. Savantes, pi. Learned 1 Dottore, m. Docteur, m. Doctor 1 •• Dottrina, f. Doctrine, f. Doctrine o — Douvre, m. (citta) Douvre, f. (ville) Dover 0 = Dove, av. Où, adv. Where 0 . Dovere, m. Devoir, m. Duty o .. Dozzina, f. Douzaine, f. Dozen 1 - Dramma, m. Drame, m. Drama (play) 1 = Drammi, pi. Drames, pi. Plays 1 . Drappo, m. Drap, m. Cloth 1 .. Dritto, m. Droit, m. Law ) - Dritti, pi. Droits, pi. Laws ) = Dubbio, m. Doute, m. Doubt ) . Dublino, f. (citta) Dublin, f. (ville) Dublin ) .. Duca, m. Duc, m. Duke + — Duchessa, f. Duchesse, f. Duchess + = Ducato, m. Ducat, m. Ducat + . Due volte, av. Deux lois, adv. Owice + .. D'un capo all' altro, av. D'un bout à l'autre, adv. From one end to the ">«, I — ' Dunque, av. Donc, adv. Then [other] \ = Dunque (per ciò) av. Donc (pour cela), adv. Therefore "v*. . Durante, av. Pendant, adv. During "v. . . Durante tutto, avv. Pendant tout, adv. Throughout ? - Durante alcun tempo, av. Pendant quelque temps, Awhile ? = Duro, ag. m. Dur, adj. m. [adv. Hard p Duri, pi. Durs, pi. Hard p .'■ Dura, ag. f. Dure, adj. f. Hard V — Dure, pi. Dures, pi. Hard E, Ed, cong. Ebbene! interj. Ebrio, m. Eccetto, av. Eccettuato, av. Ecco qui, av. Ecco, av. E certo, av. E difficile, av. E facile, av. E giusto, av. E impossible, av. E incerto, av. E ingiusto, av. E possibile, av. Et, conj. Eh bien! interj. Ivre, m. Excepté, adv. Excepté, adv. Voilà, adv. Voici, adv. Il est certain, adv. II est difficile, adv. II est facile, adv. C'est juste, adv. Ce n'est pas possible, ad. Ce n'est pas certain, adv. C'est injuste, adv. C'est possible, adv. And Well! Drunk Except Except Here is Here is It is certain It is difficult It is easy That is right That it not possibk It is not certain That is unjuste That is possible EDI— ESS 573 L — Edilìzio, m. Bâtiment, m. (Édifice, m.) Building L - Edifizii, pi. Bâtiments, pi. (Édifices, Buildings L . E finito, av. C'en est l'ait, adv. [p.) It is all over Eda sapersi se, av. C'est à savoir si..., adv. The quistion is whether ( _ Egitto, m. Egypte, f. Egypt ( = Egiziano, m. Égyptien, m. Egyptian Egiziani, pi. Égyptiens, pi. Egyptians Egli, pron. m. Il, pron. m. He -\ - Eglino, pron. m. pi. Ils, pron. pi. They H = Egli, ella, esso, essa Il, le, elle, la, pron. neut. It ^ . Egli, lui, lei, la, pr. neut. Il, le, elle, la, pr. n. It ^ .. Egli è perchè, av. C'est pourquoi, adv- It that is the reason why \ - Egli non è che, av. Ce n'est pas que, adv. Not that i = Egli sa meglio, av. [p.n. Il sait mieux, adv. He knows better i . Egli stesso, esso stesso, Lui-même, pron. n. [n. Himself, itself i .. Egli stesso,ella stessa.p.n. Lui-même, elle-même, p. Himself, herself, itself 0 — Eglino stessi, esse stesse, Eux-mèmes,elles-mêmes, Themselves o = Egualianza, f. [pi. Égalité, f. [pr. n. Eguality 0 . Eguale, ag. m. f. Égal, adj. m. Egual 0 .. Egualmente, av. Également, adv. Equally 1 - Eh! interj. Hé! interj. Hey-ho ! 1 = Elasticità, f. molla Ressort, m. Spring 1 . Elasticità, pi. molle Ressorts, pi. Springs 1 .. Elegante, ag. m. Élégant, adj. m. Elegant ) - Elezione, f. Élection, f. Election ) = Eletto, ag. m. Élu, adj. m. Elected ) . Elettore, m. Électeur, m. Elector ) .. Elettori, pi. Électeurs, pi. Electors + — Ella, proni, f. s. Elle, pron. f. s. She, her + = Elleno, pron. pi. Elles, pron. pi. They + . Ella stessa, essa stessa Elle-même Herself, himself, itself + .. Ella, se stessa, pr. rei. n. Elle-même Herself Ella, la, lo, la; egli, esso Elle, la, il, le, pr. neut. It ^ = Ella, essa, pr. neut. Elle, la, pron. It "*■* . E meglio tardi che mai, a. Il vaut mieux tard que Better late than never ■>. . . Emicrania, f. Migraine, f. [jamais,'adv. Head ache p — Eminente, ag. m. Eminent, adj. m. Eminent p = Eminenti, pi. Eminents, pi. Eminent p . Eminente, ag. f. Eminente, adj. f. Eminent p .. Eminenti, pi. Eminentes, pi. Eminent v — Equità, f. Equité, f. Justice v = Equivoco, m. Equivoque, m. Equivocation V • Erba, f. Herbe, f. Grass v .. Erede, m. e f. Héritier, m. héritière, f. Heir, m. heiress, f. / - Eredita, f. Héritage, m. Inheritance / = Errante, ag. m. (vagante) Errant, adj. m. Wandering / . Erranti, pi. (vaganti) Errants, pi. Wandering / •• Errante, ag. f. (vagante) Errante, adj. f. Wandering 0 — Erranti, pi (vaganti) Errantes, pi. Wandering 0 = Erto, ag,m. (scosceso,m.) Escarpé, adj. m. Steep 0 . Erti, pi. (scoscesi, m.) Escarpés, pi. Steep 0 .. Erta, ag. f. (scoscesa, f.) Escarpée, adj. f. Steep A — Erte, pi. (scoscese, pi.) Escarpées, pi. Steep A = Esame, m. Examen, m. Examination A • Esattezza, f. Exactitude, f. Exactitude A •• Esecuzione, f. Exécution, f. Execution T • Essa, pron. f. Elle, pron. f. She, her T •• Esse, pron. pi. Elles, pron. pi. They, them T- Essere all'erta, av. Être sur le qui vive, adv. To be on the alert T = Esso, lui, pron. m. Lui, pron. m. He, him :>74 ESS— FAV L — Essi loro, pi. Eux, pi. They, them L = Esso, pron. m. 11, pron. ni. He Essi, pron. pi. Ils, pron. pi. They Estate, f. Été, m. Summer ) — Estensione, f. Étendue, f. Extent ) = Età, f. Age, m. Age Eterno, ag. m. Éternel, adj. m. Eternal Eterna, ag. f. Éternelle, adj. f. Eternal H- Europa, f. Europe, f. Europe H = Europea, ag. f. Européenne, adj. f. European H • Europeo, m. Européen, m. European -1 •• Europei, pi. Européens, pi. Europeans 1 - Evangelo, m. Évangile, m. Gospel 1 = Eziandio, av. Même, adv. Even 1 .') Fabrica, f. Fabrique, f. Manufactory 1 .. Fahriche, pi. Fabriques, pi. Manufactories O — Fa caldo, av. Il fait chaud, adv. It is hot 0 — Fa cattivo tempo, av. Il fait mauvais temps, It is bad weather o . Fa chiaro di luna, av. Il fait clair de lune, adv. The moon shines o .. Facile, ag. m. f. Facile, adj. m. f. Easy 1 - Facili, pi. Faciles, pi. Easy 1 = Facilita, f. Facilité, f. Facility 1 . Facilmente, av. Facilement, adv. Easily 1 •• Fa freddo, av. Il fait froid, adv. It is cold ) - Fagiuolo, m. Haricot, m. Kidney-bean ) = Fagiuoli, pi. Haricots, pi. Kidney-beans ) Fagioletti Haricots verts, pi. m. French beans ) .. Fa giorno, av. Il fait jour, adv. It is day light + — Falegname, ni. Menuisier, m. Joiner + = Fallo, m. Faute, f. Fault + . Falli, pi. Fautes, pi. Faults 4- .. Fame, f. Faim, f. Hunger -^ Famiglia, f. Famille, f. Family •^ _ Familiare, ag. m. Familier, adj. m. Familiar ■^ Familiari, pi. Familiers, pi. Familiar "*»» . . Familiare, ag. f. Familière, adj. f. Familiar ? — ' Familiari, pi. Familières, pi. Familiar ? = Fanciullo, m. Enfant, m. Child p Fanciulli, pi. Enfants, pi. Children P Fanciullo esposto, m. Enfant trouvé, m. Foundling V — Fanciulli esposti, pi. Enfants trouvés, pi Foundlings V = Fa nebbia, av. Il fait brouillard, adv. It is foggy weather V . Fango, m. Boue, f. Dirt V .. Fa notte, av. Il fait nuit, adv. It is night 0 — Fante, m. Fantassin, m. Foot-soldier 0 — Fanti, pi. Fantassins, pi. Foot-soldiers 0 ■ Fanteria, f. Infanterie, f. Infantry 0 .. Fa' oscuro, ad. Il fait noir, sombre, adv. It is dark / — Farina, f. Farine, f. Flour / = Faro, m. Phare, m. Eight house / . Farsetto, m. Gilet, m. Waist coat / •• Farsetti, pi. Gilets, pi. Waist coats A — Fattore, m. ( porta let- Facteur, m. Letter carrier A = Fattori, pi. [tere, m.) Facteurs, pi. Letter carriers A Favore, m. Faveur, f. Favour A •• Fa vento, av. Il fait du vent, adv. It is windy FAV— FIN L - Favola, f. Fable, f. Fable L = Favole, pi. Fables, pi. Fables L • Fazzoletto, m. Mouchoir, m. Hand kerchief L •• Fazzoletti, pi. Mouchoirs, pi. Hand kerchiefs ( - Febbre, f. Fièvre, f. Fever ( = Febbri, pi. Fièvres, pi. Fevers ( • Febrajo, m. Février, m. February ( •• Fede, f . Foi, f. Faith -» - Fedele, ag. m. f. Fidèle, adj. m. f. Faithful -\ = Fedeli, pi. Fidèles, pi. Faithful -} • Fedelmente, av. Fidèlement, adv. Faithfully -\ •• Fegato, m. Foie, m. Liver 1 - Felice, ag. m. Heureux, adj. m. Happy I = Felici, pi. Heureux, pi. Happy 1 • Fedeltà, f. Fidélité, f. Fedelity 1 • Felice, ag. f.. Heureuse, adj. f. Happy o — Felici, pi. Heureuses, pi. Happy 0 = Felicita, f. Félicité, f. Fellicity 0 . Femmina, f. Femme, f. Woman o .. Femmina, ag. f. (animali) Femelle, adj. f. (animaux) Female 1 - Femmina, ag. f. (uccelli) Femelle, adj. f. (oiseaux) Hen 1 = Femminino, ag. m. Féminin, adj. m. Feminine Fenditura, f. (fesso, m.) Fente, f. Cleft (crack) Fenditure, pi. (fessi, pi.) Fentes, pi. Clefts (cracks) ) — Ferita, f. Blessure, f. Wound ) =: Ferite, pi. Blessures, pi. Wounds Ferito, m. Blessé, m. Wounded Feriti, pi. Blessés, pi. Wounded + — Ferro, m. Fer, m. Iron + = Fertilità, f.(abondanza,f.) Fertilité, f. Fertility + . Festa, f. Fête, f. Holyday + .. Feste, pi. Fêtes, pi. Holydays "*■"« — Festino, m. Festin, m. Festival -^ =| Festini, pi. Festins, pi. Festivals -*■». . Feto, m. Fœtus, m. Foetus •*>. . . Fiamma, f. Flamme, f. Flame (blaze, P - Fianco, m. Côté, m. Side P = Fiasco, m. Bouteille, f. Bottle P . Fiato, m. Haleine, f. Breath P •• Fibbie, f. pi. Boucles, f. pi. Buckles V - Fico, m. Figue, f. Fig V = Fichi, pi. Figues, pi. Figs V . Fieno, m. Foin, m. Hay V .. Figliastra, f. Belle-fille, f. Daughter in law 0 — Figliastro, m. Beau-lils, m. Son in law 0 = Figlio di famiglia, m. Fils de famille, m. A gentlemen's son 0 . Figliuolo, m. Fils, m. Son 0 .. Figliuoli, pi. Fils, pi. Sous / - Figliuola, f. Fille, f. Daughter / = Figura, f. Figure, f. Face / . Filadelfia, f. (citta) Philadelphie, f. (ville; Philadelphia / .. Filo, m. Fil, m. Thread A - Fili, pi. Fils, pi. Theads A = Filosofia, f. Philosophie, f. Philosophy A ■ Filosofo, m. Philosophe, m. Philosopher A •• Filosoii, pi. Philosophes, pi. Philosophers T- Fina, ag. f. Fine, adj. f. Fine T = Fine, f. Fin, f. End T • Finestra, f. Fenêtre, f. Window T- Finestre, pi. Fenêtres, pi. Windows 57, 576 L - I = Fino, ag. m. Fini, pi. Fino a, av. Fin là, av. Fin qui, av. Finta, f. Finzione, f. Fio, m. Fionda, f. Fiore, m. Fiori, pi. Firenze, f. (citta) Firma, f. Firme, pi. Fisica, f. Fiume, m. Fiumi, pi. Flagello, m. Flagello, m. Flauto, m. Flemma, f. Flotta, f. Fodera, f. Fodero, m. (di spada) Fodera, f. di guanciale Foggia, t Fodere, pi. Foglia, f. Foglie, pi. Foglio di carta ( un ) m. Fogli di carta, pi. Foglietto mezzo, m. Foglietti, pi. Folle, f. Follia, f. Fondamento, m. Fondamenti, pi. Fontana Fontane, pi. Fonderia, f. Fonditore, m. Fonditori, pi. Fondi, m. pi. Fondi publici, pi. Forbici, f. pi. Forchetta, f. Forchette, pi. Forestiera, f. Forestiere, m. Forestieri, pi. Forestiera, f. Forestiere, pi. Formaggio, m. Fornajo, m.| Fornimento di diamanti, Forno, m. [m. Forni, pi. Foro, m. Foro, m. Forse, av. FIN— FOR Fin, adj. m. Fins, pi. Jusqu'à, adv. Jusque là, adv. Jusqu'ici, adv. Feinte, f. Simulation, f. Peine, f. Fronde, f. Fleur, f. Fleurs, pi. Florence, f. (ville) Signature, f. Signatures, pi. Physique, f. Fleuve, m. Fleuves, pi. Fouet, m. Fléau, m. Flûte, f. Phlegme Flotte, f. Doublure, f. Fourreau, m. (d'épée) Taie d'oreiller, f. Manière, f. Taies d'oreiller, pi. Feuille, f. Feuilles, pi. Feuille dé papier, f . (une) Feuilles de papier, pi. Feuillet, m. Feuillets, pi. Folle, f. Folie Fondement, m. Fondements, pi. Fontaine, f. Fontaines, pi. Fonderie, f. Fondeur, m. Fondeurs, pi. Fonds, m. pi. Fonds publics, pi. Ciseaux, pi. m. Fourchete, f. Fourchettes, pi. Etrangère, f. Etranger, m. Étrangers, pi. Etrangère, f. Etrangères, pi. Fromage, m. Boulanger, m. Parure de diamans, f. Four, m. Fours, pi. Trou, m. Barreau, m. Peut-être, adv. Fine Fine Thitherto Thitherto Hitherto Feinte Simulation Trouble Sting Flower Flowers Florence Signature Signiatures Physics River Rivers Lash (ou whip) Scourge Flute Phlegm Fleet Linin Scabbard Pillow-case Fashion Pillow-cases Leaf Leaves Sheet of paper (a) Sheets of paper Leaf Leaves Madwoman Folly Foundation Foundations Fountain Fouu tains Foundry Founder Founders Stock Public stock Cissars Fork Forks Foreigner Foreigner Foreigners Foreigner Foreigners Cheese Ctiker Set of diamonds Oven Ovens Hole Bar Perhaps Fortemente, av. Forte, f. ag. Forti, pi. Forte, ag. m. Forti, pi. Fortuna, f. Forza, f. Forze, pi. Fossato, m. Fra, av. Fracasso, m. Francese, ag. m. Francese, ag. f. Francese, m. Francesi, pi. Francese, f. Francesi, pi. Francesi, pi. m. ( i ) Francia, f. Franco, ag. m. Franchi, pi. Franca, ag. f. Franche, pi. Francamente, av. Franchezza, f. Francoforte, f. (città) Franco, m. (p. di 20 soldi) Franchi, pi. Fra poco, av. Fratello, m. Fratelli, pi. Frattanto, av. Fravola, f. Fravole, pi. Freddamente, av. Freddezza, f. Freddo, ag. m. Freddi, pi. Fredda, ag. f. Fredde, pi. Freddo, m. Freddi, pi. Freno, m. Fresco, ag. m. Fresco, ag. m. Fresco, ag. m. Fresca, ag. f. Fresche, pi. Fretta, f. Frittata, f. Fritto, m. Fronte, f. Frumento, m. Frusta, f. Frutta, pi. f. (le) Frutto, m. Frutti, pi. Fucile, m. Fucili, pi. Fuligine, f. FOR— FUL Fort, adv. Forte, adj. f. Fortes, pi. Fort, adj. m. Forts, pi. Fortune, f. Force, f. Forces, pi. Fossé, m. Entre, adv. Fracas, m. Français, adj. m. Français, adj. f. Français, m. Français, pi. Française, f. Françaises, pi. Français, pi. m. (les) France, 1* Franc, adj. m. Francs, pi. Franche, adj. f. Franches, pi. Franchement, adv. Franchise, f. Francfort (ville) Franc, m. (pièce de 20 s.) Francs, pi. Bientôt, adv. Frère, m. Frères, pi. Cependant, adv. Fraise, f. Fraises, pi. Froidement, ad. Froideur, f. Froid, adj. m. Froids, pi. Froide, adj. f. Froides, pi. Froid, m. Froids, pL Mors, m. Frais, adj. m. Frais, adj. m. Frais, adj. m. Fraîche, adj. f. Fraîches, pi. Hâte, f. Omelette, f. Friture, f. Front, m. Bled, m. froment Fouet, m. Dessert, m. Fruit, m. Fruits, pL Fusil, m. I Fusils, pi. ISuie, f. 57: Very strong Strong Strong Strong Strong Fortune Strength Strength Ditch Between Noise French French French man French men French woman French women French (the) France Frank Frank Frank Frank Frankly Frankness Francfort Frank Franks Soon (shortly) Brother Brothers Yet (meanwhile) Strawberry Strawberries Coldy Coldness Cold Cold Cold Cold Cold Colds Bit of a bridle Chilly Cool Fresh Fresh Fresh Haste Pancake Friedthings Front Wheat Whip Dessert Fruit Fruits Gun I Guns lSoot 49 578 L - Fulmine, m. L = Fulmini, pi. L • Fumo, m. L •• Funerale, m. ( - Fuoco, m. ( = Fuora, av. ( Futuro, ag. m. FUL— GHI Foudre, f. Foudres, pi. Fumée, f. Convoi, m. Feu, m. Dehors, adv. Futur, adj. m. (temps) Future Thunder bolt Thunder bolts Smoke Funeral-procession Fire Without ( .. Gabbia, f. Cage, f. Cage H- Gabbie, pi. Cages, pi. Cages -4 = Gabella, f. Droits de douane, m. pi. Duties H . Gabinetto, m. Cabinet, m. Closet H •• Galleria, f . Galerie, f. Gallery 1 — Gallerie, pi. Galeries, pi. Galleries 1 = Gallina, f. Poule, f. Hen 1 • Galline, pi. Poules, pi. Hens 1 .. Gallinaccio, m. Dindon, m. Turkey o — Gallinacci, pi. Dindons, pi. Turkeys o = Gallo, m. Coq, m. Cock 0 . Galli, pi. Coqs, pi. Cocks 0 .. Gamba, f. Jambe, f. Leg 1 - Gambe, pi. Jambes, pi. Legs 1 = Garofano, m. Giroflée, f. Wall flower 1 . Garofani, pi. Giroflées, pi. Wall flowers 1 .. Garzone, m. Garçon, m. Boy ) - Gatto, m. Chat, m. Cat ) = Gatti, pi. Chats, pi. Cats ) . Gatta, f. Chatte, f. Cat ) .. Gelo, m. Gelée, f. Frost -f — Generale, m. Général, m. General + = Generali, pi. Généraux, pi. Generals + . Genere, m. Genre, m. Gender + .. Genere mascolino, m. Genre masculin, m. Masculine gender ">>. — Genere feminino, m. Genre féminin, m. Feminine gender ->> = Genero, m. Gendre, m. Son in law «^ . Generosità, 1. Générosité, f. Generosity ">. . . Generoso, m. Généreux, m. Generous ? - Generosa, f. Généreuse, f. Generous p = Gengive, f. pi. Gencives, pi. f. Gums p . Genio, m. Génie,' m. Genius p .. Genj, pi. Génies, pi. Genius V — Gennajo, m. Janvier, m. January V = Genova, f. (citta) Gênes, f. (ville) Genoa V . Gente, f. e pi. Gens, pi. m. People v .. Gentiluomo, m. Gentilhomme, m. Gentlemen 0 — Geografia, f. Géographie, f. Geography 0 = Geografo, m. Géographe, m. Geographer 0 . Geografi, pi. Géographes, pi. Geographers 0 .. Geometra, m. Géomètre, m. Geometer / - Geometri, pi. Géomètres, pi. Geometers / = Geometria, f. Géométrie, f. Geometry / . Geometricamente, av. Géométriquement, adv. Geometrically / .. Geometrico, ag. m. Géométrique, adj. m. Geometrical A - Geometrica, ag. f. Géométrique, adj. f. Geometrical A = Geometriche, pi. Géométriques, pi. Geometrical A • Ghiaccio, m. Glace, f. Ice A .. Ghiotto, m. Gourmand, m. Glutton GHI— GLI L - Ghiotti, pi. Gourmands, pi. Gluttons L = Ghiotta, f. Gourmande, f. Glutton L • Ghiotte, pi. Gourmandes, pi. Gluttons L .. Ghitarra,f. Guitare, f. Guitar ( - Giâ, av. Déjà, adv. Already ( = Giallo, m. Jaune, m. Yellow colour ( • Giardino, m. Jardin, m. Garden ( •• Giardiniere, m. Jardinier, m. Gardener H- Giberna, f. Giberne, f. Cartridge-box H = Gibilterra, f.( citta) Gilbraltar, f. ( ville) Gibaltar H • Ginnastica, f. Gymnastique, f. Gymnastic H .- Ginocchio, m- Genou, m. Knee 1 - Ginocchi, pi. Genoux, pi. Knees 1 _ Giogo, m. Joug, m. Yoke ! • Giocondo, ag. m. Enjoué, adj. m. Plavful 1 .- Gioconda, ag. f. Enjouée, adj. f. Playful o — Gioja, f. Joie, f. Joy o = Gioja, f. Bijou, m. Jewel o . Gioje, pi. Bijoux, pi. Jewels o .. Giornale, m. Journal, m. News-paper 1 - Giornali, pi. Journaux, pi. News-papers 1 = Giornata, f. Journée, f. Day 1 . Giorno di digiuno, m. Jour de jeune, m. Fast day 1 .. Giorno, m. Jour, m. Day ) - Giorni, pi. Jours, pi. Days ) = Giorno di lavoro, m. Jour ouvrable, m. Work day ) . Giorni di lavoro, pi. Jours ouvrables, pi. Work days ) . Giorno di festa, m. Jour de fête, m. Holy day + - Giorni di lesta, pi. Jours de fête, pi. Holy days + = Giovane, m. Jeune homme, m. Young man + . Giovani, pi. Jeunes gens, pi. Young men + .. Giovanetta, f. Jeune personne, f. Young lady *-«■. — Giovanette, pi. Jeunes personnes, pi. Young ladies *•«•. = Giovane, ag. m. f. Jeune, adj. m. f. Youthful *»^ . Giovani, pi. Jeunes, pi. Youthful "*>i .. Giovedì, m. Jeudi, m. Thursday p - Gioventù, f. Jeunesse, î. Youth p = Giovevole, ag. m. f. Profitable, adj. m. f. Profitable p . Giovevoli, pi. Profitables, pi. Profitable p .. Giù, av. En bas, adv. Down V - Giudice, ni. Juge, m. Judge V = Giudici, pi. Juges, pi. Judges V . Giudizio, m. Jugement, m. Judgment V .. Giudiziosamente, av. Judicieusement, adv. Judiciously 0 — Giudizioso, ag. m. Judicieux, adj. m. Sense fui 0 = Giudiziosi, pi. Judicieux, pi. Sense fui 0 . Giudiziosa, ag. f. Judicieuse, adj. f. Sense fui 0 .. Giudiziose, pi. Judicieuses, pi. Sense fui / - Giugno, m. Juin, m. June 1 = Giuoco, m. Jeu, m. Game / . Giuochi, pi. Jeux, pi. Plays / .. Giusto, ag. m. Juste, adj. m. Right A - Giusti, pi. Justes, pi. Right A = Giusta, ag. f. Juste, adj. f. Right A . Giuste, pi. Justes, pi. Right A .. Giusto, ag. m. Juste, adj. m. Just T - Giusta, ag. f. Juste, adj. f. Just T = Gli, art. pi. m. Les, art. pi. m. The T • Gli, pron. m. s. Lui (à lui), pron. m. s. To him T •• Gliene, pron. m. s. Lui en, pron. m. s. Him some oi it 579 580 GLI— GITA L - Gliene, pr. dat. Leur en, pi. dat. Him some of them L = Globo, m. Globe, m. Globe Gloria, f. Gioire, f. Glory Gobba, f. Bosse, f. Hump ( — Gobba, ag. f. Bossue, adj. f. Humpback woman ( = Gobbo, ag. m. Bossu, adj. m. Humpback Gobbi, pi. Bossus, pi. Humpback men Goccia, f. Goutte, f. Drop H - Godimento, m. Jouissance, f. Enjoyment H = Gola, f. Gorge, f. Throat H • Gole, pi. Gorges, pi. Throats H •• Gomito, m. Coude, m. Elbow 1 — Gomiti, pi. Coudes, pi. Elbows ! == Gomma, f. Gomme, f. Gum 1 • Gonnella, f. Jupe, f. Petticoat 1 •• Gorgo, m. Gouffre, m. Pit o — Governo, m. Gouvernement, m. Governement o = Gradatamente, av. Successivement, adv. In succession 0 . Grado, m. Rang, m. Rank 0 .. Gradi, pi. Rangs, pi. Ranks 1 - Grado, m. Degré, m. Degree 1 = Gradi, pi. Degrés, pi. Degrees 1 . Grammatica, f. Grammaire, f. Grammar 1 .. Grammatiche, pi. Grammaires, pi. Grammars ) - Gran cammino, m. Grand chemin, m. High-way ) = Grande, ag. m. Grand, adj. m. Big ) . Grandi, pi. Grands, pi. Big ) .. Grande, ag. f. Grande, adj. f. Big + — Grandi, pi. Grandes, pi. Big +• = Grandine, f. Grêle, f. Hail + . Gratitudine, f. Reconnaissance, f. Gratefulness + .. Grato, ag. m. Reconnaissant, m. adj. Grateful ^ — Grata, ag. f. Reconnaissante, adj. f. Grateful ->«. = Grazia, f. Grâce, f. Favour ■«■V . Grazie, pi. (le) Grâces, pi. (les) The graces — . . . Grazie, av. (vi ringrazio) Merci (je vous remercie) Thank you p - Graziosamente, av. Avec grâce, adv. Gracefully p = Grazioso, ag. m. Gracieux, adj. m. Graceful p • Graziosi, pi. Gracieux, pi. Graceful p .. Graziosa, f. Gracieuse, adj. f. Graceful V — Graziose, pi. Gracieuses, pi. Graceful V = Grazioso, ag. m. Charmant, adj. m. Lovely v . Graziosi, pi. Charmants, pi. Lovely v .. Graziosa, ag. f. Charmante, ad. f. Lovely 0 — Graziose, pi. Charmantes, pi. Lovely 0 = Grecia, f. Grèce, f. Greece 0 . Greco, m. Grec, m. Greek 0 .. Greci, pi. Grecs, pi. Greeks (the) / - Greca, f. Grecque, f. Grecian woman / = Grembiale, m. Tablier, m. Apron / . Grembo, m. Sein, m. Womb / .. Grido, m. Cri, m. Cry A — Gridi, pi. Cris, pi. Cries A = Grotta, f. Grotte, f. Grotto A - Grotte, pi. Grottes, pi. Grottoes A •• Guadagno, m. Gain, m. Profit T — Guai! interj. Malheur! interj. Woe! T = Guai a voi, av. Malheur à vous, adv. Woe to you T • Guai a me, av. Malheur à moi ! Woe to me T •• Guancia, f. Joue, f. Che€k GUA— IMM 581 L - Guance, pi. Joues, pi. Cheeks L = Guanciale, m. Oreiller, m. Pillow L • Guanciali, pi. Oreillers, pi. Pillows L •• Guancialino, m. Pelote, m. Pin-cusion ( - Guancialini, pi. Pelotes, pi. Pin-cusions ( = Guanto, m. Gant, m. Glove ( . Guanti, pi. Gants, pi. Gloves ( .. Guardaroba, f. Garde-meuble, m. Wardrobe H- Guarda vivande, m. Garde-manger, m. Larder H = Guardia, f. Garde, f. Gard H - Guardie, pi. Gardes, pi. Gards H ■• Guarda boschi, m. Garde-bois, m. A forest keeper 1 - Guardia civica, f. Garde bourgeoise, m. A citizens guardian's ship 1 = Guardia nobile, f. Garde noble, f. A nobleman's guardian's 1 • Guerra, f. Guerre, f. War [ship 1 •• Guerre, pi. Guerres, pi. Wars o — Guerriero, m. Guerrier, m. Warior 0 = Guerrieri, pi. Guerriers, pi. Wariors 0 . Gusto, m. Goût, m. Taste 0 .. Gusti, pi. Goûts, pi. H J'ai l'honneur Releshes ~] — |Ho l'onore I have the honour 1 = 1 Ho l'onore d'essere J'ai l'honneur d'être I have the honour to l>e 1 . 1, art. pi. m. I Les, art. pi. m. The 1 .. I loro, pr. p. m. pi. Leurs, pr. p. m. pi. Their ) - I miei, pr. p. m. pi. Mes, pr. p. m. pi. My ) = I nostri, pr. p. m. pi. Nos, pr. p. m. pi. Our ) • 1 suoi, pr. p. m. pi. Ses, pr. p. m. pi. His ) •• T tuoi, pr. p. ni. pi. Tes, pr. p. m. pi. Thv + — I vostri, pr. p. m. pi. Vos, pr. p. m. pi. Your -f = Idea, f. Idée, f. Idea + • Idee, pi. Idées, pi. Idea + .. Il, art. m. s. Le, art. s. m. The *^» — I loro, pr. p. m. Leur, pr. p. m. Their — = Il mio, pr. p. m. Mon, pr. p. m. My *-*. . Il nostro, pr. p. m. Notre, pr. p. m. Our -»» . . Il suo, pr. p. m. Son, pr. p. m. His ? - Il tuo, pr. p. m. Ton, pr. p. m. Thy P = Il vostro, pr. p. m. \ otre, pr. p. m. [pr. rei. Your P • Il quale, la quale, i quali Qui, laquelle, lesquels, Whom, which, that ? •• Il quale, la quale, pron. Lequel, laquelle, pr. m. f. Whether V — Il tutto, pr. ind. [m. f. Le tout, pr. ind. The whole V = Illusione, f. Illusion, f. Illusion v . Illusioni, pi. Illusions, pi. Illusions V •• Imbiancatura, f. Blanchissage, m. Washing 0 — Imbriacone, m. Ivrogne, m. Drun-kard 0 as Imbriaconi, pi. Ivrognes, pi. Drun-kards 0 . Immediatamente, av. Immédiatement, adv. Immediately 0 .. Immediato, ag. m. Subit, adj. m. Quick / ~ Immediati, pi. Subits, pi. Quick / = Immediata, ag. f. Subite, adj. f. Quick / • Immediate, pi. Subites, pi. Quick / •• Immorale, ag. m. Immoral, adj. m. Immoral A — Immorali, pi. Immoraux, pi. Immoral A =s Immorale, ag. f. Immorale, adj. f. Immoral 49, 582 IMM— INC L - Immorali, pi. Immorales, pi. Immoraî L = Immortale, ag. m. Immortel, adj. m. Immortal L • Immortali, pi. Immortels, adj. m. Immortal L •• Immortale, ag. f. Immortelle, adj. f. Immortal ( - Immortali, pi. Immortelles, pi. Immortal ( = Immortalità, f. Immortalité, f, [adv. Immortality ( • Immortalmente, av. A jamais, éternellement, Immortally ( •• Impaccio, m. Embarras, m. Impediment -i- Impacci, pi. Embarras, pi. Impediments H = Imperativo, m. Impératif, m. Imperative mood H • Imperatore, m. Empereur, m. Emperor H •• Imperatori, pi. Empereurs, pi. Emperors ì - Imperatrice, f. Imperatrice, f. Empress 1 = Imperfetto, m. Imparfait, m. Imperfect 1 . Imperiale, ag. m. et f. Imperial, adj. m. Empireal 1 •• Imperio, m. Empire, m. Empire o — Impiegato, m. Employé, m. Clerk o = Impiegati, pi. Employés, pi. Clerks 0 . Impiego, m. Emploi, m. Employment 0 .. Imposizione, f. Impôt, m. Duty 1 - Imposizioni, pi. Impôts, pi. Duties 1 = Impossibilita, f. Impossibilité, f. Impossibility 1 ■ Impossibile, ag. m. f. Impossible, adj. m. f. Impossible 1 •• Impossibili, pi. Impossibles, pi. Impossible ) - Impostura, f. Imposture, f. Imposture ) = Imposture, pi. Impostures, pi. Impostures ) • Impostore, m. Imposteur, m. Impostor ) •• Impostori, pi. Imposteurs, pi. Impostors + — Improvviso, ag. m. Soudain, adj. m. Sudden + = Improvvisi, pi. Soudains, pi. Sudden + • Improvvisa, ag. f. Soudaine, adj. f. Sudden + .. Improvvise, pi. Soudaines, pi. Sudden ■^» — Impudentemente, av. Impudemment, adv. Shamelessly ^ = Impudente, ag. m. Impudent, adj. m. Shameless ■^ . Impudenti, pi. Impudents, pi. Shameless ^ . . Impudente, ag. f. Impudente, adj. f. Shameless P - Impudenti, pi. Impudentes, pi. Shameless- P = In, prep. Dans, prép. In, into P • In, prep. En, prép. In P •• In alto, av. En haut, adv. Up V — In avanti, av. En avant, adv. Forward V = In avvedutamente, av. Inconsidérément, adv. Rashly v . In avvenire, av. A. l'avenir, adv. Hence forth v .. Incanto, m. Charme, m. Charm 0 — Incanti, pi. Charmes, pi. Charms 0 = In capo, av. Au bout, adv. At the end 0 . In casa ima, av. Chez moi, adv. At my house 0 .. In casa nostra, av. Chez nous, adv. At our house / - In casa sua, av. Chez lui, adv. At his house / = In casa vostra, av. Chez vous, adv. At your house / . Inchiostro, m. Encre, s. L Ink / . Incivile, ag. m. Impoli, adj. m. Unpolite A — Incivili, pi. Impolis, pi Unpolite A = Incivile, ag. f. Impolie, adj. f. Unpolite A • Incivili, pi. Impolies, adj. f. Unpolite A •• Incivilita, f. Impolitesse, f. Unpoliteness T — Incognito, ag. m. Inconnu, adj. m. Unknown T = Incogniti, pi. Inconnus, pi. Unknown T . Incognita, ag. f. Inconnue, adj. f. Unknown T •• Incognite, pi. Inconnues, pi. Unknown INC— ING Incontinente, av. Aussitôt, adv. As soon as L = Incontraccambio, av. En revanche, adv. In revenge Inconveniente, m. Inconvénient, m. Inconveniency Inconvenienti, pi. Inconvénients, pi. Inconveniencies ( — Incostanza, f. Inconstance, f. Inconstancy ( = Incredibile, m. f. Incroyable, m. Incredible Incnmbenza, f. Commission, f. Errand Indarno, av. En vain, adv. In vain H- Indecente, ag. m. Indécent, adj. m. Indecent H = Inde °nti, pi. Indécents, pi. Indecent H ■ Indecente, ag. f. Indécente, adj. f. Indecent H .. Indecenti, pi. Indécentes, pi. Indecent 1 — Indecenza, f. Indécence, f. Indecency 1 = Indecentemente, av. Indécemment, adv. Indecently 1 • Indegno, ag. m. Indigne, adj. m. Unworthy I •■ Indegni, pi. Indignes, pi. Unworthy o — Indegna, ag. f. Indigne, adj. f. Unworthy 0 = Indegne, pi. Indignes, pi. Unworthy 0 . Indegnamente, av. Indignement, adv. Unworthily 0 .. Indeterminato, ag. m. Indéterminé, adj. m. Indeterminate 1 - Indeterminati, pi. Indéterminés, pi. Indeterminate 1 = Indietro, av. En arrière, adv. Backwards 1 . Indifferentemente, av. Indifféremment, adv. Indifferently 1 .. Indifferente, ag. m. Indifférent, adj. m. Indifferent ) - Indifferenti, pi. Indifférents, pi. Indifferent ) = Indifferente, ag. f. Indifférente, adj. f. Indifferent ) . Indifferenti, pi. Indifférentes, pi. Indifferent ) .. Indifferenza, f. Indifférence, f. Indifference + — Indiflinito, ag. m. Indéfini, adj. m. Indefinite -f = Indipendente, ag. m. Indépendant, adj. m. Independent + . Indipendenti, pi. Indépendants, pi. Independent + .. Indipendente, ag. f. Indépendante, adj. f. Independent **. — Indipendenti, pi. Indépendantes, pi. Independent *>l = Indipendenza, f. Indépendance, f. Indépendance ^s . Indiretto, ag. m. Indirect, adj. m. Indirect *»*. . . Indiretti, pi. Indirects, pi. Indirect p - Indiretta, ag. f. Indirecte, adj. f. Indirect p = Indirette, pi. Indirectes, pi. Indirect p . Indiscreto, ag. m. Indiscret, adj. m. Indiscreet p .. Indiscreti, pi. Indiscrets, pi. Indiscreet V - Indiscreta, ag. f. Indiscrète, adj. f. Indiscreet V = Indiscrete, pi. Indiscrètes, pi. Indiscreet V . Indiscrezione, f. Indiscrétion, f. Indiscretion v .. Infedele, ag. m. f. Infidèle, adj. m. f. Faithless tf — Infedeli, pi. Infidèles, pi. Faithless 0 = Infedelmente, av. Infidèlement, adv. Faithlessly 0 . Infelicità, pi. f. Malheurs, pi. m. Troubles u .. Infernale, ag. m. Infernal, adj. m. Hellish 1 - Infernale, ag. f. Infernale, adj. f. Hellish 1 = Inferno, m. Enfer, m. Hell / . Infine, av. Knfin, adv. In short / .. In fin dei conti, av. Au bout du compte, adv. After all A - Infinitivo, m. Infinitif, m. Infinitive mood A = In folla, av. En foule, adv. In a crowd A . Infreddatura, f. Rhume, m. Cold A •• In fuori, av. En dehors, adv. Outward T - Inganno, m. Tromperie, f. Cheating 1- = Inganni, pi. Tromperies, pi. Cheatings T • Ingegno, m. Talent, m. Talent T •• Ingegni, pi. Talents, pi. Talents Inghilterra, f. Inginocchioni, av. In giro, av. In giù, av. Inglese, m. Inglesi, pi. Inglese, f. Inglesi, pi. Inglesi (gli), pi. m. In mezzo, av. Innamorato, ag. m. Innamorati, pi. Innamorata, ag. f. Innamorate, pi. Innanzi, prep. Innanzi, prep. In piedi, av. In qualche maniera, av. Insalata, f. Insensibile, ag. m. f. Insensibili, pi. Insensibilità, f. Insensibilmente, av. Insegna, f. Insegne, pi. Inseguito, av. Insieme, av. In su, av. Insurrezzione, f. Intagliatore, m. Intanto che, av. Intelletto, m. Interesse, m. Interessi, pi. Interjezzione, f. Intingolo, m. Intingoli, pi. Intorno, av. Intrapresa, f. Introduzione, f. In una volta, av. Inutile, ag. m. f. Inutili, pi. Inutilmente, av. Inutilità, f. In verità, av. Inverno, m. Inverni, pi. In visita, av. Invito, m. Inviti, pi. Io, pron. Io stesso (stessa), pi*, feci Irregolare, ag. m. [pr Irregolari, pi. Irregolare, ag. f. Irregolari, pi. Irregolarmente, av. Irregolarità, f. Isola, f. 1NG— ISO Angleterre, f. A. genoux, adv. Tout autour, adv. En bas, adv. Anglais, m. Anglais, pi. Anglaise, f. Anglaises, pi. Anglais (les), pi. m. Au milieu, adv. Amoureux, adj. m. Amoureux, pi. Amoureuse, adj. f. Amoureuses, pi. Avant, prép. Auparavant, prép. Debout, adv. En quelque manière, adv. Salade, f. Insensible, adj. m. f. Insensibles, pi. Insensibilité, f. Insensiblement, adv. Enseigne, f. Enseignes, pi. Ensuite, adv. Ensemble, adv. En haut, adv. Insurrection, f. Graveur, m. Pendant que, adv. Esprit, m. Intérêt, m. Intérêts, pi. Interjection, f. Ragoût, m. Ragoûts, pi. Autour, adv. Entreprise, f. Introduction, f. En une fois, adv. Inutile, adj. m. f. Inutiles, pi. Inutilement, adv. Inutilité, f. En vérité, adv. Hiver, m. Hivers, pi. En visite, adv. Invitation, f. Invitations, pi. Je, pron. Moi-même, pr. réfi. Irrégulier, adj. m. Irréguliers, pi. Irrégulière, adj. f. Irrégulières, pi. Irrégulièrement, adv. Irrégularité, f. Ile, f. England Kneeling Round about Dawnward English man English people English woman English women English (the) Amidst In love In love In love In love Before Before Up Some way Sallad Insensible Insensible Insensibility Insensibly Sign Signs After Together Upward Insurrection Engraver While Mind Interest Interests Interjection Sauce Sauces Around Undertaking Introduction At once Useless Useless Uselesly Uselessness Indeed Winter Winters Visiting Invitation Invitations Myself Irregular Irregular Irregular Irregular Irregularly Irregularity Island ISO— LAV 585 L - Isole, pi. [issime, pi. sup. Iles, pi. Islands L = Issimo, issimi, issima Très, superi. Very L • Italia, f. Italie, f. Italy L •• Italiano, m. Italien, m. Italian ( - Italiani, m. pi. Italiens, m. pi. Italians ( = Italiana, f. Italienne, f. Italian woman ( • Italiane, pi. Italiennes, pi. Italian women ( •• Ivi, av. (quivi), av. Là, y, adv. Thither H- Ieri, m. Hier, m. Yesterday H = 1er l'altro, av. Avant-hier, adv. The day before yesterday H • Ieri mattina, av Hier au matin, adv. Yesterday morning H •• Ieri sera, av. Hier au soir, adv. Last night i — Ieri notte, av. Hier dans la nuit, adv. Last night 1 = Iugerì, m. pi. Arpents, m. pi. Acres 1 . La, av. Là, adv. There 1 •• La, art. f. La, art. f. The 0 — La loro, p. p. f. Leur, p. p. f, Their 0 = La mia, p. p. f. Ma, p. p. f. My 0 . La nostra, p. p. f . Notre, p. p. f. Our o .. La sua, p. p. f. Sa, p. p. f. His 1 - La tua, p. p. f. Ta, p. p. f. Thy 1 = La vostra, p. p. f. Votre, p. p. f. Your 1 ■ La, pron. f. neutro La, pron. f. neutre It 1 .. Là basso, av. Là-bas, adv. Yonder ) - Labro, m. Lèvre, f. Lip ) = Labri, pi. Lèvres, pi. Lips ) Ladi, f. Lady, f. Lady ) .. Ladro, m. Voleur, m. Thief + — Ladri, pi. Voleurs, pi. Thieves + = Lago, m. Lac, m. Lake + . Lagrima, f. Larme, f. Tear + .. Lagrime, pi. Larmes, pi. Tears -v. L'altro ieri, m. Avant-hier, m. The day before yesterday •^ = Lama, f. Lame, f. Blade ■^. . Lampada, f. Lampe, f. Lamp -"V .. Lampo, m. Éclair, m. Lightning p - Lana, f. Laine, f . . Wool p = Lancia, f. Lance, f. Spear p . Lance, pi. Lances, pi. Spears p .. Lanterna, f. Lanterne, f. Lantern V — Lapide, f. Pierre, f. Stone V = Lapis, m. (penna matita) Crayon, m. Pencil V . Larga, ag. f. Large, adj. f. Broad v .. Larghe, pi. Larges, pi. Broad 0 — Largo, ag. m. Large, adj. m. Broad e = Larghi, pi. Larges, pi. Broad 0 . Larghezza, f. Largeur, f. Breadth 0 .. Latino, m. (il) (la lingua Latin, m. (la langue la- Latin tongue / - Lato, m. [ latina) Côté, m. [ tine) Side / = Latta, 1. Fer-blanc, m. Tin / - Latte, m. Lait, m. Milk / •• Latticinio, m. Laitage, m. Milk food A — Lavandaia, f. Blanchisseuse, f. Washer woman A = Lavandaie, pi. Blanchisseuses, pi. Washer women A • Lavoro, m. Travail, m. Work A .. Lavori, pi. Travaux, pi. Works 586 LAV— LIB L - Lavoro all' ago, m. Travail à l'aiguille Veedle work L = Le, pron. f. A elle, pron. f. d. To her L • Le, pron. f. pi. Les, pron. f. pi. Them L •• Le, art. f. pi. Les, art. f. pi. The ( - Le loro, pr. p. f. pi. Leurs, pr. p. f. pi. Their ( = Le mie, p. p. f. pi. Mes, pr. p. f. pi. My ( • Le nostre, p. p. f. pi. Nos, pr. p. f. pi. Our ( •• Le sue, p. p. f. pi. Ses, p. p. f. pi. His H- Le tue, p. p. f. pi. Tes, p. p. f. pi. Thy H = Le vostre, p. p. f. pi. Vos, p. p. f. pi. Your H • Le ne, pron. f. al d. Lui en, pron. f. au d. To her H •• Legato, rn. Légat, m. The pope's legate 1 - Lega, f. Ligue, f. Faction 1 = Lega, f. Lien, f. Tie 1 - Leghe, pi. Lieues, pi. Leagues 1 -. Legacce, f. pi. Jarretières, f. pi. Garters o — Legge, f. Loi, f. Law o = Leggi, pi. Lois, pi. Laws o . Leggerezza, f. Légèreté, f. Lightness 0 .. Leggerezza, f. Légèreté (d'esprit), f. Without thinking "1 — Leggero, ag. m. Léger, adj. m. Light "1 = Leggeri, pi. Légers, pi. Light Leggera, ag. f. Légère, adj. f. Light Leggere, ag. pi. Légères, pi. Light ) — Leggiadra, ag. f. Charmante, adj. f. Charming ) = Legna, f. pi. Bois à brider, m. pi. Fire wood Legume, m. Légume, m. Vegetable Legumi, m. pi. Légumes, m. pi. Vegetables + — Lei, pr. f. Elle, pr. f. Her + = Lento, ag. m. Lent, adj. m. Slow 4- . Lenti, pi. Lents, pi. Slow + .. Lenta, ag. f. Lente, adj . f . Slow ^ — Lente, pi. Lentes, pi. Slow \ = Lenzuolo, m. Drap, m. Sheet -> • Lenzuola, f. pi. Draps, m. pi. Sheets --». . . Leone, m. Lion, m. Lion P - Leoni, pi. Lions, pi. Lions P = Leonessa, f. Lionne, f. Lioness P - Leonesse, pi. Lionnes, pi. Lionesses P .. Lepre, m. Lièvre, f. Hare V — Lepri, pi. Lièvres, pi. Hares V = Lesto, ag. m. Léger, adj. m. Light v . Lesti, pi. Légers, pi. Light V .. Lesta, ag. f. Légère, adj. f. Light / - Leste, pi. Légères, pi. Light / = Lettera, f. Lettre, f. Letter / • Lettere, pi. Lettres, pi. Letters / .. Letto, m. Lit, m. Bed 0 — Letti, pi. Lits, pi. Beds 0 = Lettura, f. Lecture, f. Reading 0 . Lezione, f. Leçon, f. Lesson 0 .. Lezioni, pi. Leçons, pi. Lessons A - Le, pr. f. pi. Les, pr. f. pi. Them A = Libero, ag. m. Libre, adj. m. Free A • Liberi, pi. Libres, pi. Free A .. Libera, ag. f. Libre, adj. f. Free T - Libere, pi. Libres, pi. Free T = Liberamente, av. Librement, adv. Freely T • Libertà, f. Liberté, f. Liberty T •• Liberta, pi. Libertés, pi. Liberties LIB— LUG 587 L - Liberatore, m. Sauveur, m. Deliverer Libra, f. (peso) Livre, f. ( poids ) Pound Libre, f. Livres, pi. Punds Librajo, m. Libraire, m. Bookseller ( — Libraj, pi. Libraires, pi. Booksellers ( = Libreria, f. Librairie, f. Bookselling Libro, m. Livre, m. Book Libri, m. pi. Livres, pi. Books -ì- Lido, m. Rivage, m. Shore H = Lieto, ag. Cai, adj. Cheerful H • Limite, m. Limite Limits H •• Limone, m. Citron, m. Lemon 1 - Limoni, pi. Citrons, pi. Lemons L'indomani, m. Le lendemain, m. The next day 1 Linea, f. Ligne, f. Line 1 •• Lingua, f. Langue, f. Tongue o — Lingue, pi. Langues, pi. Tongues o = Lingua, f. ( linguaggio) Langue, f. Tongue 0 . Lingua alemanna, f. ( la) Langue allemande^' . ( la ) German language ( the ) o .. Lingua francese, f. (la) Langue française, f. (la) French tongue ( the ) 1 - Lingua greca, f. (la) Langue grecque, f. (la) Greek tongue 1 = Lingua inglese, f. ( la) Langue anglaise, f. (la) English tongue (the) 1 . Lingua italiana, f. ( la) Langue italienne, f. (la) Italian tongue or Ian- 1 .. Lingua latina, f. ( la) Langue latine, f. ( la ) Latin tongue [guage ) - Lingua polacca, f. (la) Langue polonaise, f. ( la) Polish language ( the ) ) = Lingua spagniuola,f. (la) Langue espagnole, f . ( la) Spanish language ( the ) ) . Lingua turca, f. (la) Langue turque, f. ( la ) Turkish language ( the ) ) .. Lino, m. Lin, m. Flax 4- — Lisbona, f. (citta) Lisbonne, f. Lisbon + = Lite, f. Procès, m. Law suit + . Livorno, m. (citta) Livourne, m. (ville) Leghorn 4- •• Lo, art. m. Le, art. m. The ■^ — Lo, pr. pers. ace. Le, pr. pers. ace. Him ■*»* = Lo, pr. m. neutro Le, pr. m. neutre It -. . Locanda, f. Hôtel, m. Hotel ^-. . . Loco, m. Lieu, m. Place P - Locuzione, f. Locution, f. Locution e = Lode, f. Louange, f . Praise p . Lodi, pi. Louanges, f. Praises p .. Logica, f. Logique, f. Logic v — Londra, f. (citta) Londres, f. ( ville ) London v = Longitudine, f. Longitude, f. Longitude V . Lontano, av. Loin, adv. Far v .. Loquace, m. Babil, m. Chat 0 — Lord, m. Lord, m. Lord 0 = Loro, pr. m. f. pi. Leur, pr. m. f. pi. To them 0 . Loro (il), pr. poss. r. m. Leur, pr. poss. rei. m. Their 0 .. Loro ( i ), pr. pos. r. pi. Leurs, pr. poss. rei. pi. Their / - Loro (la), pr. poss. r. f. Leur (la) pr. p. rei. i'. Theirs / = Loro (le), pi. Leurs (les), pi. Theirs / . Loro, pr. poss. Leur, pr. poss. Their 1 Lo stesso, av. De même, adv. The same A - Lo stesso, la stessa, pr. Le même, la même, p. The same A = Lotta, f. Lutte, f. Wrestling A . Lucchetto, m. Cadenas, m. Padlock A •• Lucchetti, pi. Cadenas, pi. Padlocks T - Luce, f. Lumière, f. Light T = Lucerna, f. Lumière, f. Light T • Lucerne, pi. Lumières, pi. Lights T •• Luglio, m. Juillet, m. July 588 LUI— MAE L - Lui, ace Lui, acc. Hiui L = Lui, lei, lo, la, neut. Elle, la, il, le, pro. neut. It L - Lume, m. Clarté, f. Light L •• Luminaria, f. Illumination, f. Illumination ( - Luna, f. Lune, f. Moon ( = Lunario, m. Almanach, m. Almanack ( • Lunedi, m. Lundi, m. Monday ( • Lunghezza, f. Longueur, f. Longht H- Lungi, av. Loin, adv. Far H = Lungo, av. Le long, adv. Along H • Lunga, ag. f. Longue, adj. f. Long H .. Lunghe, pi. Longues, pi. Long I - Lungo, ag. m. Long, adj. m. Long 1 = Lunghi, pi. Longs, pi. Long 1 . Lungo tempo, av. Long-temps, adv. Long time 1 .. Luogo, m. Endroit, m. Place o — Luoghi, pi. Endroits, pi. Places o = Luoghi circonvicini, pi. Alentours, m. pi. About, roundabout 0 . Lupa, f. [m. Louve, f. Wolf (she) 0 .. Lupe, pi. Louves, pi. Wolfs (she) 1 - Luogo comodo, m. Lieu d'aisance, m. Privy 1 = Lupo, m. Loup, m. Volf 1 . Lupi, pi. Loups, pi. Volfs 1 .. Lusinga, f. Flatterie, f. ' Flattery ) - Lusinghe, pi. Flatteries, pi. Flatteries ) = Lusinghiera, ag. f. Flatteuse, adj. f. Flatterer ) . Lusinghiere, pi. Flatteuses, pi. Flatterer ) .. Lusinghiero, m. Flatteur, m. Flatterer + — Lusinghiera, f. Flatteuse, f. Flatterer + = Lusso, m. Luxe, m. Profuseness + . Lustro, m. Lustre, m. Chandilier + .. Lustri, pi. Lustres, pi. Chandiliers *"v Lutto, m. Deuil, m. Mourning M -"** = Ma, av. Mais, adv. But «^. Macchia, f. Tache, f. Stain ""*. .. Macchie, pi. Taches, pi. Stains p - Macchina, f. Machine, f. Machine p = Macchine, pi. Machines, pi. Machines p . Macchina al vapore, 1. Machine à vapeur, f. Steam-engine p,. Macchine al vapore, pi. Machines à vapeur, pi. Steam-engines V - Macchina, f. (istromento) Machine(instrument, m.) Engine V = Macchine, pl,(istromenti, Machines, pi. (instru- Engines v . Macellajo, m. [pi.) Boucher, m. [ments, pi.) Butcher V ••• Macello, m. Boucherie, f. Butchery 0 — Madrina, f. Marraine, f. God-mother 0 = Madre, f. Mère, f. Mother 0 . Madri, pi. Mères, pi. Mothers 0 .. Madrid (città) Madrid (ville) Madrid / - Maestà, f. Majesté, f. Majesty 1 *= Maestro di musica, m. Maitre de musique, m. Music master / . Maestra di musica, f. Maitresse de musique, f. Music mistress / ••• Maestro, m. Maître, m. Master A — Maestri, pi. Maitres, pi. Masters A = Maestra, f. Maitresse, f. Mistress A • Maestro di ballo, m. Maître de danse, m. Dancing master L L -- L L ( - ( ( ( H H . — Me, pi*. Me, pron. Me "*v = Me ne, pron. Me (en) pron. Me «s^ Meccanica, f. Mécanique, f. Mechanics (science 1 **v Meccanico, ag. m. Mécanique, adj. m Mechanical ? — Meccanici, pi. Mécaniques, pi. Mechanical p = Meccanica, ag. f. Mécanique, adj. f. Mechanical p . Meccaniche, pi. Mécaniques, pi. Mechanical p .. Meccanismo, m. Mécanisme, m. Mechanism V — Meco, prep. Avec moi, prép. With me V = Medaglia, f. Médaille, f. Medal V . Medesima, ag. f. Même, ag. f. Same v .. Medesime, pi/ Mêmes, pi. Same 0 — Medesimo, ag. m. Même, ag. m. Same 0 = Medesimi, pi. Mêmes, pi. Same 0 . Mediante, pr. Moyennant, pr. By means of 0 .. Medicina, f. Médecine, f. Physic 1 - Médecine, pi. Médecines, pi. Physics / = Medico, m. Médecin, m. Physician / . Medici, pi. Médecins, pi. Physicians / •• Mediterraneo, ag. m. Méditerranée, adj. f. Mediterranean A — Meglio, av. Mieux, adv. Better A = Mela, f. Pomme, f, Apple A . Mele, pi. Pommes, pi. Apples A •- Melagrano, m. Grenadier, m. Pomme grenate-ìreti T — Melagrana, f. Grenade, f. Pomme-grenate T = Melagrane, pi Grenades, pi. Pomme-grenates T • Melanconia, f. Mélancolie, f. Melancholy T •• Melanconico, ag. m.. Mélancolique, adj. m. Hipish MEL— MI L - Melanconici, pi. Mélancoliques, pi. Hipish L = Melanconica, ag. f. Mélancolique, adj. f. Hipish L • Melanconiche, pi. Mélancoliques, pi. Hipish L •• Mele, m. Miel, m. Honey ( - Melodia, f . Mélodie, f. Melody ( = Melone, m. Melon, m. Melon ( • Meloni, pi. Melons, pi. Melons ( •• Membrana, f. Membrane, f. Membrane -\ - Membro, m. Membre, m. Member H = Membri, pi. Membres, pi. Members H . Memoria, f. Mémoire, m. Memory -\ •• Memorie, pi. f. Mémoires, pi. f. Memories 1 - Memoriale, m. Mémoire, m. Memorial i = Memoriali, pi. Mémoires, pi. Memorials 1 • Meno, av. Moins, adv. Less i •• Mensa, f. Table à manger, f. Eating table o — Mense, pi. Tables à manger, pi. Eating tables o = Mente, f. Esprit, m. Mind 0 . Mentitore, m. Menteur, m. Liar 0 .. Mentitrice, f. Menteuse, f. Liar "1 - Mento, m. Menton, m. Chin 1 = Mentre che, av. cong. Pendant que, adv. conj. While 1 . Menzione, f. Mention, f. Mention 1 .. Menzogna, f. Mensonge, m. Lie ) - Mercante, m. Marchand, m. Dealer ) = Mercanti, pi. Marchands, pi. Dealers ) . Mercanzia, f. Marchandise, f. Merchandize ) .. Mercanzie, pi. Marchandises, pi. Goods + — Mercato, m. Marché, m. Market _L — Mercede, f. Récompense, f. Reward + . Mercoledì, m. Mercredi, m. Wedue sday -f .. Merenda, f. Goûter, m. Lunch ">s. Meridionale, ag. m. Méridional, adj. m. South v^. = Meridionali, pi. Méridionaux, pi. South ~^ . Meridionale, ag. f. Méridionale, adj. f. South *-> .. Meridionali, pi. Méridionales, pi. South p — Merito, m. Mérite, m. Merit p = Meriti, pi. Mérites, pi. Merits p Merletto, m. Dentelle, f . Lace ? •• Merletti, pi. Dentelles, pi. Laces V — Merlo, m. Merle, m. Black-bire V = Mese, m. Mois, m. Mouth v . Mesi, pi. Mois, pi. Mouths V .. Messa, f. Messe, f. Mass 0 — Messe, f. Moisson, f. Harvest 0 = Me stesso, pron.rccipr. Moi-même, pron. réfi. Myself 0 . Mesto, ag. m. Chagrin, adj. m. Sorrow full 0 .. Mesti, pi. Chagrins, pi. Sorrow full / - Mesta, ag. f. Chagrine, adj. f. Sorrow full / = Meste, pi. Chagrines, pi. Sorrow full / • Meta, f. Moitié, f. Half / .. Meta, f. But, m. Aim A - Mezzo, ag. m. Demi, adj. m. Half A = Mezza, f. Demie, adj. f. Half A • Mezzo, m. Milieu, m. Middle A •• Mezzo giorno, m. Midi, m. 'Sooa T — Mezzanino, m. Entresol, m. Enter-sole T = Mezza notte, f . Minuit, f. Midnight T . Mezz'ora, f. Demi-heure, f. Half an hour r ■• Mi, pron. m. f. Moi, me, pron. m. f. Me 01 592 MI— MIS L — Mi, pron. m. j. k moi, me, pron. m. f. Tome L = Mi, me, pron. Moi, me, pr. m. f. acc Me L ■ Mia (la), pron. poss. f. Via, pron. poss. f. My L •• Mie (le), pron. pi. f. Mes, pron. pi. f. My ( - Mia (la), pron. poss. f. Mienne (la), pron. poss. f. Mine ( = Mie (le), pi. Miennes (les), pt. Mine ( • Mio (il), pron. poss. m. Mon, pron. poss. m. f. s. My ( .. Miei (i), pron. pi. Mes, pron. pi. My H - Mio (il), m. pron. p. Mien (le), pron. poss. m. Mine ^ - Miei (i), pi. Miens (les), pi. Mine ^ • Mia cognata, f. Ma belle-sreur, f. My sister in law H •• Mio cognato, m. Mon beau-frère, m. My brother in law i - Mia cugina, f. Ma cousine, f. My cousin } = Mio cugino, m. Mon cousin, m. My cousin î • Mia figlia, f. Ma fille, f. My daughter f .. Mio figlio, m. Mon fils, m. My son o — Mio fratello, m. Mon frère, m. My brother o = Mio genero, m. Mon gendre, m. My son in law 0 . Mia madre, f. Ma mère, f. My mother 0 .. Mio marito, m. Mon mari, m. My husband' 1 - Mia moglie, f. Ma femme, f. My wise 1 = Mio nonno, m. Mon grand-père, m. My grand father 1 . Mia nonna, f. Ma grand'mère, f. My grand mother 1 •• Mia nuora, f. Ma bru, f. My daughter in law ) - Mio padre, m. Mon père, m. My father ) = Mia sorella, f. Ma sœur, f. My sister ) . Mio zio, m. Mon oncle, m. My uncle ) .. Mia zia, f. Ma tante, f. My aunt + — Migliajo, m. Millier, m. Thousand + = Miglio, m. Mille, m. Mile + • Miglia, pi. f. Milles, pi. Miles 4- >. Migliore, superi, m. Meilleur, m. (mieux) sup. Better ^» — Migliori, pi. Meilleurs, pi. Better *>. = Migliore (il), meglio (il), Meilleur (le), m. super. Best (,the> -«> . Milano (citta) [m. sup. Milan (ville) Milan •>>. . . Milza, f. Rate, f. Spleen ? - Mina, f. (t. mil.) Mine, f. (t. mil.) Mine P = Minestra, f. Potage, m. Soup P • Minestre, pi. Potages, pi. Soups P Miniera, f. (di metalli) Mines, f. (de métaux) Mine V — Miniere, pi. Mines, pi. Mines V = Minima, ag. f. Moindre, adj. f. Least' v . Minimo, ag. m. Moindre, adj. m. Least V •• Minimo (il), meno (il), m. Moindre (le plus), m. Least (the) 0 — Minima (la), f. Moindre ( la ), f. Least (the) e = Minimi (i), m. pi. minime Moindres (les plus), m. f. Least (the) 0 . Ministero, m. [(le), f. pi. Ministère, m. [pi. Ministry 0 • • Ministro, m. Ministre, m. Minister / - / = / • / •• A — Ministri, pi. Ministres, pi. Ministers Minore, ag. m. f. Moindre, adj. m. f. Less Minori, pi. Moindres, pi. Less Minore, m. Cadet, m. The younger Minuta, f. Minute, f. Copy A = A A • Minuto, m. Minute, f. Minute Minuti, pi. Minutes, pi. Minutes Mi prendo la liberta Je prends la liberté. I take the liberty T = T - : Miserabile, ag. m. f. Pitoyable, adj. m. f. Pitiful - Miserabili, pi. Pitoyables, pi. Pitiful T T, Misericordia! esclam. Miséricorde! excl. God help m& Misto, ag. m. Mixte, adj. m. (mêlé) Mixed Mista, ag. f. Miseria, f . Meserie, pi. Misura, f. Moda, f. Mode, pi. Modestamente, av. Modestia, f. Modesto, ag. in. Modesti, pi. Modesta, ag. f. Modeste, pi. Modo, m. (guisa), f. Modi, pi. (guise), pi. Modo, m. Modi, pi. Moglie, f. Mogli, pi. Molino, m. Molini, pi. Molino a vento, m. Molini a vento, pi. Molle, f. pi. Molto, av. Molti, pi. Molti, parecchi, pi. m. Molte, parecchie, pi. f. Molto bene, av. Molto tempo fa, Molto tempo, av. Momento, m. Momenti, pi. Monaco (frate), ni. Monaci (frai), pi. Monaca, f. Monache, pi. Mondano, ag. ni. Modani, pi. Mondana, ag. f. Mondane, pi. Mondo, m. Mondi, pi. Mondo, m. gente Montagna, f. Montagne, pi. Monumento, m. Monumenti, pi. Morale, adj. f. Morale, f. Moralità, f. Morbido, ag. Morbido, ag. m. dolce Morbidi, pi. dolci Morbida, ag. f. dolce Morbide, pi. dolci Mar fie, f. pi. Morso, m. Morsi, pi. Morte, f. Morto, ag. ni. MIS— MOR Mixte (mêlée), adj. f. Misère, f. Misères, pi. Mesure, f. Mode, f. Modes, pi. Modestement, adv. Modestie, f. Modeste, adj. ni. Modestes, pi. Modeste, adj. f. Modestes, pi. Manière, f. Manières, pi. Moyen, m. Moyens, pi. Femme, f. Femmes, pi. Moulin, m. Moulins, pi. Moulin à vent, pi. Moulins à vent, pi. Pincettes, f. pi. Beaucoup, adv. Beaucoup, pi. Plusieurs, pi. m. Plusieurs, f. Fort bien, adv. 11 y a long-temps, adv. Long- temps, adv. Moment, m. Moments, pi. Moine, m. Moines, pi. Religieuse, f. Religieuses, pi. Mondain, m. adj. Mondains, pi. Mondaine, adj. f. Mondaines, pi. Monde, m. Mondes, pi. Monde, m. gens Montagne, pi. Montagnes, pi. Monument, m. Monuments, pi. Morale, adj. f. Morale, f. Moralité, f. Souple, adj. Mou, adj. m. souple, doux Mous, pi. souples, doux Molle, f. souple, douce Molles, pi. souples, dou- Grimaces, pi. [ ces Mords, m. Mords "pi. Mort, f . Mort, adj. m. 593 Mixed Poverty Distresses Measure Fashion Fashions Modestly Modesty Modest Modest Modest Modest Manner Manners Means Means Wife Wives Mill Mills Windmill Wind mills Tongs Much Many Several Several We ry- well Long since Long time ( a ) Moment Moments Munk Munks Nun Nuns Wordlv Wordly Wordly Wordly World Worlds People Mountain Mountains Monument Monuments Moral Morality Morality Pliant Soft Soft Soft Soft Grimace Bit (of a bridle) Bits (of a bridle) Death Dead 50. 594 MOR— TsTAV L - Morti, pi. Morts, pi. Dead L = Mortificazione, f. Mortification, f. Mortification L - Mosca, f . Mouche, t. Fly L •- Mosche, pi. Mouches, pi. Flies ( - Motivo, m. Motif, m. Motive ( = Motivi, pi. Motifs, pi. Motives ( - Motto, m. Mot, m. Word ( •• Motti, pL Mots, pi. Words H - Movimento, m. motto Mouvement, m. Motion -A = Movimenti, pi. motti Mouvements, pi. Motions -t . Mucchio, m. Monceau, m. Heap -Ì .. Mucchi, pi. Monceaux, pi. Heaps 1 - Matta, f. Amende, f. Fine 1 = Munizione, f. Munition, f. Munition \ ■ Muratore, m. Maçon, m. Mason 1 •• Muratori, pi. Maçons, pi. Masons o — Muro, m. Mur, m. Wall o = Muri, pi. Mur?, pi. Walls o . Musa, f. Muse, f. Muse 0 .. Muse, pi. Muses, pi. Muses 1 - Musaico, m. Mosaïque, m. Mosaic 1 = Museo, m. Musée, m. Museum 1 . Musica, £. Musique, f. Music 1 .. Mutande, f. pi. Caleçons, m. pi. Drawers 1 — Muto, f. Muet, m. Dumb man ) = Muti, pi. Muets, pi. Dumb men ) . Muta, f. Muette, f. Dumb woman ) .. Mute, pi. Muettes, pi. Dumb women + — Muto, ag. m. Muet, adj. m. Dumb -J- = Muti, pi. Muets, pi. Dumb + . Muta, ag. f. Muette," adj. f. [Muettes, pi. Dumb + .. Mute, pi. I Dumb **». — Napoli (citta) Naples ( ville) Naples ^ = Nappo d'acqua, m-« Nappe d'eau, f. Sheet of wate • . Narici, f. pi. Narines, f. pi. Nostrils . Narrazione, f. Narration, f. Narrative p — Nascita, f. Naissance, f. Birth p = Nascondiglio, m. Cachette, f. Lurking-hole p . Naso, m* Nez, m. Nose p .. Nastro, m. Ruban, m. Ribbon v — Nastri, pi. Rubans, pi. Ribbons V = Natale, m. Noël, m. Christmas V . Natività, f. Nativité, f. Nativity v .. Natura, f. Nature, f. Nature 0 — Naturale, ag. m. Naturel, adj. m. Natural 0 — Naturali, pi. Naturels, pi. Natural 0 . Naturale, ag. f. Naturelle, adj. f. Natural 0 .. Naturali, pi. Naturelles, pi. Natural / - Naturalista, f. m. Naturaliste, f. m. Naturalist / = Naturalmente, av. Naturellement, adv. Naturally / • Naufragio, m. Naufrage, m. Shipwreck / .. Naufragi, pi. Naufrages, pi. Shipwrecks A — Nautica, f. Navigation, f. * Navigation A = Navale, ag. m. Naval, adj. m. Naval A . Navale, ag. f. Navale, adj. f. Naval A .. Nave, f. Navire, m. Ship NAV— NON 595 L - fravi, pi. I Navires, pi. ships L = Naviglio di diporto, m. Navire de plaisance, m • Pleasure boat Nazionale, ag. m. Xational, adj. f. National L •• Nazionali, pi. Nationaux, pi. National ( - Nazionale, ag. f. Nationale, adj. f. National ( = Nazionali, pi. Nationales, pi. National ( • Nazionalità, f. Nationalité, f. Nationality ( •• Nazione, f. Nation, f. Nation H - Nazioni, pi. Nations, pi. Nations H = Ne, pron. En, pron. Some of it, of them H • Ne, neg. Ni, nég. Nor H .. Ne, conj, Ni, conj.' Neither fc - Ne, prep. m. pi. Dans les, prépos. m. pi. In the 1 = Nebbia, f. Brouillard, m. Fag Ì • Necessario, agg. m. Nécessaire, adj. m. Necessary 1 -. Necessaria, ag. f. Nécessaire, adj. f. Necessary o — Necessari, pi. Nécessaires, pi. Necessary 0 = Necessarie, pi. Nécessaires, pi. Necessary 0 . Necessita, f. Nécessité, f. Necessity o .. Negli, prep. ed art. m. Dans les, prépos. et art. In the 1 - Negligenza, f. [pi. Négligence, f. [m.pl. Negligence 1 = Negoziazione, f. Négociation, f. Negotiation 1 . Negoziante, m. Négociant, m. Merchant 1 .. Negozio, m. Affaire, f. Business ) - Ne, prep. ed art. m. ph Dans les, prép. et art. In the ) = Ne' "intorni, av. Dans les environs, adv. About ) . Nei, prep. m. Dans le, prép. m. In the ) .. Nella, prep. f. Dans la, prép. f. In the 4- — Nelle, prep. pi. f. Dans les, prép. pi. f. In the + = Nello, prep. m. Dans le, prép. m. In the 4- • Ne l'uno né l'altro, av. Ni l'un ni l'autre, adv. Neither -f .. Nembo d'acqua, m. Ondée, pluie soudaine, f. Shower v — Neutralità, f. Neutralité, f. Neutrality -v, = Nembi rovesci d'acqua, Ondées (pluies soudai- Showers ~-^ . Nemico, m. [pi. Ennemi, m. [nés, pi.) Enemy ■*». . . Nemici, pi. Ennemis, pi. Enemies P - Nemmeno, av. Non plus, adv. Neither P = Né più né meno, av. Ni plus ni moins, adv. Neither more nor less P • Nepote, m. Neveu, m. Nephew P •• Nepoti, pi. Neveux, pi. Nephews V — Nepote, f. Nièce, f. Niece V = Nepote, m. Petit-Fils, m; Crand-son V . Nepote, f. Petité-fillc, f; Grand-daughter v .. Neppure, av. Non plus, adv. Neither o — Nero, ag. m. Noir, adj. m. Black 0 = Neri, pi. Noirs, pi. Black 0 . Nera, ag. f. Noire, adj. f. Black 0 .. Nere, pi. Noires, pi. Black / - Nero, m. Noir, m. Black / = Nervo, m. Nerf, m. Sinew / . Nervi, pi. Nerfs, pi. Sinews / .. Nessuno (niuna), pr. ind. Aucun (aucune), pron. No A. - - Nessuno, m. Personne, f. [ind Nobody A = Nessuno ch'io sappia, av. Personne que je sache, a. Nobody that I know of A . Neve, f. Nei.ge,f. Snow A • Nido, m. Nid, m. Nest T ~ - Niente, av. Rien, adv. Nothing T = -- Niente ch'io sappia, av. Rien que je sache, adv. Nothing that I know of. T Nilo, m. Nil, m. Nile T • Non, no, cong. Pas, ne pas, conj. Not 596 NO— NUM L - No ch'io sappia, av.. Non pas que je sache, a. Not that I know of L = No, neg. Pas, ne pas, non pas, n. No L • No, neg. Non, nég. No L •• Nobiltà, f. Noblesse, f. Nobility ( — Nobile, m. f. Noble, m. f. Noble ( = Nobili, pi. Nobles, pi. Nobles ( Noi, pron. Nous, pron. We ( .- Noi (ci, ce, ne), pi. Nous (nous), au pi. Us -j — Noi stessi, pi*, recipr. pi. Nous-mêmes, pr. r. pi. Ourselves H = Noja, f. Ennui, f. Weariness H • Nome, m. Nom, m. Name H .. Nomi, pi. Noms, pi. Names i - Nome, m. (t. eli gram.) Nom, m. (t. de gram.) Noun ! = Nomi, pi. Noms, pi. Nouns 1 • Non, neg. Non, adv. de nég. Not (no) ; .. Non bene, av. Pas bien, adv. Not well o — Non ci è di che, adv. Il n'y a pas de quoi, adv. It is nothing o = Non dimeno, av. Néanmoins, adv. Nevertheless 0 . Non è vero, av. Ce n'est pas vrai, adv. That is not true o .. Non ne, neg. N'en, nég. None 1 — Non ne, neg. N'en, nég. Not any "1 __ Nonno, m. Grand-père, m. Grand father 1 . Nonna, f. Grand'mère, f. Grand mother 1 .. Non so che, m. Je ne sais quoi, m. I do not know what ) - Non so che fare Je ne sais que faire I know not what to do ) = Non so che dire Je ne sais que dire I know not what do say ) . Non so che pensare Je ne sais que penser I k now not what to th i nk ) .. Nord, m. Nord, m. North -f — Norma, f. Règle, f. Ruler + = Norvegia, f. Norvège, f. Norway - . Nostra (la), pron. poss.f. Notre, pron. poss. f. Our + .. Nostre (le), pi. f. Nos, pL f. Our *--. — Nostro (il), pron. poss. m. Notre, pron. poss. m. Our ^ = Nostri (i), pi. Nos, pi. m. Our *--> . Nostro (il), nostri (i) Nôtre (le), les nôtres, pr. Ours -»•» . . Nostra (la), p. p. Nôtre, la nôtre, p. p. Ours p — Nota, f. Note, f. Note ? = Notajo, m. Notaire, m. Notary public p Notizia, f. Notice, f. Notice ? Notize, pi. Notices, pi. Notices V — Notte, f. Nuit, f. Night V = Notti, pi. Nuits, pi. Nights V • Nottola, f. Chauve-souris, f. Bat V .. Novella, f. Nouvelle, f. New 0 — Novelle, pi. Nouvelles, pi. News 0 = Novella, f. Conte, m. Tale Tales November 0 . Novelle, pi. Contes, pi. 0 .. Novembre, m. Novembre, m. / — Novilunio, m. Nouvelle lune, f. Newmoon / = Novità, f. Nouveauté, f. Novelly / • Nozze, f. pi. Noce, f. sing. Wedding / •• Nudità, f. Nudité, f. Nakedness A — Nudo, m. Nu, m. Naked A = Nudi> pi. Nus, pi. Naked A . Nuda, f. Nue, f. Naked A •• Nude, pi. Nues, pi. Naked T — Numero, m. Nombre, m. Number T = Numeri, pi. Nombres, pi. Numbers T • Numeri cardinali, m. pi. Nombres cardinaux, m. p. Cardinal numbers T •• Numeri ordinativi, m. p. Nombres ordinaux, pi. m. Ordinal numbers NUM— OFF L - Numeroso, ag. m. Nombreux, adj. m. Numerous L = Numerosi, pi. Nombreux, pi. Numerous L • Numerosa, ag. f. Nombreuse, adj. f. Numerous L .- Numerose, pi. Nombreuses, pi. Numerous ( - Nunzio, m. Messager, m. Mesenger ( = Nuora, f. Bru, f. Daughter-in-law ( • Nuotatore, m. Nageur, m. Wimmer ( .. Nuotatori, pi. Nageurs, pi. Wimmers H - Nuoto, m. Nage, f. Wimming H = Nuovamente (di nuovo), De nouveau, adv. Newly H . Nutrimento, f. [av. Nourriture, f. Nourishment H .. Nuova York (citta) New-York (ville) New-York 1 - Nuovo, ag. m. Neuf, adj. m. New J = Nuovi, pi. Neufs, pi. New 1 • Nuova, ag, f. Neuve, f. adj. New 1 •• Nuove, pi. Neuves, pi. New o — Nuovo, ag. m. Nouveau, adj. m. New 0 = Nuovi, pi. Nouveaux, pi. New 0 . Nuova, ag. f. Nouvelle, adj. f. New 0 .. Nuove, pi. Nouvelles, pi. New 1 - Nutrice, f. Nourrice, f. Nurse 1 = Nuvolo, m. Nuage, m. Cloud 1 . Nuvoli, pi. Nuages, pi. Clouds 1 •• Nuvoloso, ag. m. Sombre, adj. m. Cloudy > - Nuvoloso, ag. m. Nuageux, adj. m. Cloudy 597 0 ) = 0, av. cong. Ou, adv. conj. Or ) . Obbediente, ag. m. Obéissant, adj. m. Obedien > .. Obbediente, ag. f. Obtiùsante, adj. f. Obedient + — Obbedientissimo, sup. m. Très-obéissant, sup. m. Very obedient 4- = Obbedientissima, sup. f. Très-obéissante, sup. f Very obedient + • Obbediente, ag. m. Obéissant, adj. m. Dutiful + .. Obbediente, ag. f. Obéissante, adj. f. Dutiful -^ — Obbedienti, ag. m. pi. Obéissants, adj. m. pi. Dutiful «. = Obbedienti, ag. f. pi. Obéissantes, f. adj. pi. Dutiful "s. Obbedienza, f. Obéissance, f. Obedience -X. . . Obblio, m. Oubli, m. Forgelfulness p - Obbrobrio, m. Opprobre, m. Infamy p = Oca, f. Oie, f. Goose ? . Occasione, f. Occasion, f. Occasion p .. Occasioni, pi. Occasions, pi. Opportunities V — Occhiali, m. pi. Lunettes, f. pi. Spectacles V = Occhialino, m. Lorgnette, f. Spying-glass v . Occhialini, pi. Lorgnettes, pi. Spying-glasses v .. Occhiata, f. Coup-d'œil, m. Glance o — Occhiali (diconserve),m. Lunettes (conserves), f.pl. Spectacles (preservers 0 = Occhio, m. [pi. OEil, m. Eye 0 . Occhi, pi. Yeux, pi. Eyes 0 .. Occidente, m. Occident, m. West / - Oceano, m. Océan, m. Ocean / = Odio, m. Haine, f. Hatred / . Odorato, m. Odorat, m. Smelling / .. Odore, m. Odeur, f. Smell A - Odori, pi. Odeurs, pi. Smell A = Offesa, f. Offense, f. Offense A • Offese, pi. Offenses, pi. Offenses A .. Officiale, m. Officier, m. Officer 508 Officiali, pi. Officio di dogana, m. Oggetto, m. Oggetti, pi. Oggi, av. Oggi ad otto, av. Ogni giorno (tutto il gior- Ogni, pron. ind. [no, av.) Ognora, av. Ognuno, pron. Oibó ! interj. Oimè! interj. Olà! interj. Olanda, f. Olandese, m. Olandesi, pi. Oligarchia, f. Olio, m. Oliva, f. Oltraggio, m. Oltramare, av. Oltre, av. Oltremodo, av. Omaggio, m. Ombelico, m. Ombra, f. (larva) Ombra, f. Ombrello, m. Ombrelli, pi. Ombrellino, m. Omero, m. Oncia, f. Onde, pi. Onda, f. Onde, pi. Onde, av. Onesta, f. probità, f. Onestamente, av. Onesto, ag. m. Onesti, pi. Onesta, ag.. f. Oneste, pi. f. Omnipotenza, f. Onore, m. (Ho Y ) Onore, m. Onori, m.'pl. Opera, f. Opere, pi. Operajo, m. Operaj, pi. Opinione, f. Opinioni, f. pi. Oporto (e.)* Oppressione, f. Oppressionij'pl. Ora, f . ( spazio di tempo ) Ore, pi. Ora (ore d'orologio)s.pl.f. Ora'(qualche volta), av. Ora, av. (adesso) OFF— ORA Officiers, pi. Bureau de douane, m. Objet, m. Objets, pi. Aujourd'hui, adv. D'aujourd'hui àhuit,adv. Tous les jours, adv. Cbaque, pron. ind. Toujours, ad. Chacun, pron. Fi, li donc! interj. Hélas! interj. Holà! interj. Holaode, f. Hollandais, m. Hollandais, pi. Oligarchie, f. Huile, f. Olive, f. Outrage, m. s Outre-mer, adv. Outre, adv. E\traordinairement,adv. Hommage, m. Nombril, m. Ombre, f. (larve) Ombre, f. ( ombrage) Parapluie, m. Parapluies, pi. Parasol, m. (ombrelle), f. Épaule, f. Once, f. Onces, pi. Onde, f. Ondes, pi. D'où, adv. Honnêteté, f. probité, f. Honnêtement, adv. Honnête, adj. m. Honnêtes, pi. Honnête, adj. Honnêtes, pi. f. Toute-puissance, f. J'ai l'honneur, m. Honneur, m. Honneurs, m. pi. Ouvrage, m. Ouvrages, pi. Ouvrier, m. Ouvriers, pi. Opinion, f. Opinions, f. pi. Oporto (v.) Oppression, f. Oppressions, pi. Heure f. ( espace de temps) Heures, pi. Heure (heures d'horloge), Tantôt, adv. [f. A présent, adv. Officers Custom house Object Objects To day This day se'nnight Every day Every (each) Always Every one (every body) Fv! Alas ! Hold ! Holland Dutchman Dutchmen Oligarchy Oil Olive Injury Beyond^the^sea Besides Extraordinary Homage Navel Shade Shadow Umbrella Umbrellas Parasol Shoulder Ounce Ounces Wave Waves From where Honesty Honestly Honest Honest Honest Honest Omnipotence I have the honour Honour Dignities Work Works Workman Workmen Opinion Opinions Porto Oppression Oppressions Hour Hours O'clock Sometimes Presentlv L - Or, ora, av. L = Oratore, m. L • Oratori, pi. L Orazione, f. ( — Orazioni, pi. ( = Orchestra, f. ( . Ordine, ni. ( Ordini, pi. ^ — Orecchia, f. ^ = Orecchie, pi. -} . Orecchini, m. pi. H Orefice, m. 1 — Orfano, m. 1 = Orfani, pi. Orfana, f. ! .'. Orfane, pi. 0 — Orinale, m. o = Oriente, m. o . Orioulo, ra. o .. Oriouli, pi. 1 - Orlo, m. 1 = Orli, pi. 1 . Orologiajo, in. 1 ... Orologio, m. ) — Oro, m. ) = Orrore, m. ) . Orso, m. ) .. Orsi, pi. H Orsii, av. -f — Orto, m. + . Ortolano, m. + .. Ortografia, f. \ — Orzo, m. ^ = Oscenità, f. •^ . Oscurità, f. tenebre ^ . . Oscuro, ag. m. f — Oscuri, pi. P = Oscura, ag. f. ? . Oscure, pi. ? •• Ospedale, m. V — Ospedale de matti V = Ospizio, m. V • Osso, m. V •• Ossa, pi. f. 0 — Ospite, m. 0 = Osteria, f. 0 . Ostiere, ristoratore, m 0 .. Ostinazione, f. / - Ottimo, >g. / = Ottobre, m. / . Ouest, m. / . Ove, av. A - - Ovile, m. A = = Ovunque, av. A 'Ozio, m. OR— OZI 5' Tantôt, adv. By and by Orateur, m. - Orator (speaker) Orateurs, pi. Orators Oraison, f. Prayer Oraisons, pi. Prayers Orchestre, m. Orchestra Ordre, m. Order Ordres, pi. Orders Oreille, f. Ear Oreilles, pi. Ears Boucles d'oreille, m. pi. Ear rings Orfèvre, m. Goldsmith Orphelin, m. Orphan Orphelins, pi. Orphans Orpheline, f. Orphane Orphelines, pi. Orphanes Pot-de-chambre, m. Chamber pot Orient, m. East Montre, f. Watch Montres, f. pi. Watchs Bord m. (extrémité, f.) Edge Bords, pi. (extrémités),pl. Edges Horloger, m. Watchmaker Horloge, m. Clock Or, m. Gold Horreur, f. Horror Ours, m. Bear Ours, pi. Bears Allons ! adv. Come ! Jardin potager, m. Kitchen garden Jardinier, m. Gardener Orthographe, f. Orthography Orge, m. Barley Obscénité, f. Obscenity Obscurité, f. ténèbres, pi. Darkness (obscurity) Obscur, adj. m. [ f. Dark Obscurs, pi. Dark Obscure, adj. f. Dark Obscures, pi. Dark Hôpital, m. Hospital Hôpital des fous, m. Mad-house Hospice, m. Hospital Os, m Bone Os, pi. Bones Hôte Guest Auberge, f. Inn Restaurateur, m. Eating house Opiniâtreté, f. Obstinacy Très-bon, adj. Very good Octobre, m. October Ouest, m. West Où, adv. Where Bergerie, f. Sheep fold Partout où, adv Every where Oisiveté, f. Idleness 600 PAC— PAR L - Pace, f. Paix, f. Peace L = Pacificamente, av. Pacifiquement, adv. Peacefully L • Padella, f. Poêle à frire, f. Frying-pan L •• Padiglione, m. Pavillon, m. Pavilion ( - Padiglioni, pi. Pavillons, pi. Pavilions ( = Padre, m. Père, m. Father ( . Padrona, f. Maîtresse, f. Mistress ( •• Padrone, m. Maitre, m. Master H - Padroni, pi. Maîtres, pi. Masters ^ = Paesaggio, m. Paysage, m. Landscape ^ . Paese, m. Pays, m. Country H .- Paesi, pi. Pays, pi. Countries i — Paga, f. Paye, f. Pay i = Paggio, m. Page, m. Page i . Paggi, pi. Pages, pi. Pages i •• Pagina, f. Page, m. Page o — Pagine, pi. Pages, pi. Pages o = Paglia, f. Paille, f. Straw 0 . Pagliericcio, m. Paillasse, f. Straubed 0 .. Pagliericci, pi. Paillasses, pi. Straubeds 1 - Pajo, m. Paire, f. Pair 1 = Palazzo, m. Palais, m. Palace 1 . Palazzi, pi. Palais, pi. Palaces 1 .. Palato, m. Palais, m. Palate ) — Palco scenico, m. [to,m.) Scène, f. Stage ) = Palco di teatro (palchet- Loge, f. Box ) . Palchi di teatro (palchet- Loges, pi. Boxes ) .. Palermo (citta) [ti, pi.) Palerme (ville) Palermo H Paletta, f. Pelle, f. Shovel 4- = Palla, f. Balle, f. Ball 4- . Pallido, ag. Pâle, adj. Pale + .. Pallidi, pi. Pâles, pi. Pale Pallida, ag. f. Pale, adj. f. Pale *>* = Pallide, pi. Pâles, pî. Pale *»». . Pallidezza, f. Pâleur, f. Paleness *>>. .. Palpebra, f. Paupière, f. Eye lid P - Palpebre, pi. Paupières, pi. Eye lids P = Palpitazione, f. Palpitation, f. Palpitation P . Palude, f. Marais, m. Marsh P -. Paludi, pi. Marais, pi. Marshes V — Palo, m. Poteau, m. Pole V = Pali, pi. Poteaux, pi. Poles V . Pane, m. Pain, m. Bread v .. Paniere, m. Panier, m. Basket 0 — Pantaloni, m. pi. Pantalons, pi. m. Pentalons 0 = Papa, m. Papa, m. Papa 0 . Papa, m. Pape, m. Pope 0 .. Papi, pi. Papes, pi. Popes 1 - Pappagallo, m. Perroquet, m. Parrot 1 = Pappagalli, pi. Perroquets, pi. Parrots 1 . Pappagalla, f. Perruche, f. Parroquet 1 •• Paradiso, m. Paradis, m. Paradise A — Paradosso, m. Paradoxe, m. Paradox A = Paragone, m. Comparaison, f. Comparison A • Paravento, m. Paravent, m. Folding screen A .. Parecchi, pr. m. pi. Plusieurs, pron. m. pi. Several PAR— PAZ L — Pari, ag. \ Pareil, adj. Similar L = Pari, m. Pair, m. Peer L • Pari, ag. m. Pareil, adj. m. Like L •• Pari, ag. f. Pareille, adj. f. Like ( - Parigi (citta) Paris (ville) Paris ( = Pariglia, f. Pareille, f. Like ( • Parnasso, m. Parnasse, m. Parnassus ( •• Parola, f. Parole, ï. Word H- Parole, pi. Paroles, pi. Words H = Parrocchia, f. Paroisse, f. Parish H Parrocchie, pi. Paroisses, pi. Parishes ^ •• Parte, m. Partie, f. Part i - Parli, pi. Parties, pi. Parts i = Parte, f. Côté, m. Side i • Parti, pi. Côtés, pi. Sides i •• Partenza, f. Départ, m. Departure o — Participio presente, m. Participe présent, m. Present parteciple o = Participio passato, m. Participe passé, m. Past parteciple 0 . Participj, pi. Participes, pi. Parteciples o .. Parto, m. Accouchement, m. Lying-in 1 - Pascolo, m. Pâturage, m. Pasture 1 = Pasqua, f. Pâques, f. Easter 1 . Passato, m. (tempo) Passé, m. ( temps) Past 1 .. Passeggiata, f. Promenade, f. Walk ) - Passeggiate, pi. Promenades, pi. Walks ) = Passo passo, av. Pas à pas, adv. By step ) . Passo, m. Pas, m. Step ) .. Passi, pL Pas, pi. Steps -f — Pasticcio, ra. Pâté, m. Pie + = Pasticci, pi. Pâtés, pi. Pies 4- • Pasticiere, m. Pâtissier, m. Pastry-cook + .. Pasticieri, pi. Pâtissiers, pi. Pastry-cooks ~^. — Pasto, m. Repas, m. Meal ->. = Pasti, pi. Repas, pi. Meals -^ . Pastore, m. Berger, m. Shepherd *->. . . Pastori, pi. Bergers, pi. Shepherds P - Patorella, f. Bergère, f. Shepherdess ? = Pastorelle, pi. Bergères, pi. Shepherdesses ? . Patimento, m. Souffrance, f. Suffering ? •• Patria, f. Patrie, f. Country V — Patrimonio, m. Patrimoine, m. Patrimony V = Patrino, m. Parrain, m. God-father V . Patriotto, m. Patriote, m. Patriot v .. Patriotti, pi. Patriotes, pi. Patriots o — Patto, m. Condition, f. Condition 0 = Patti, pi. Conditions, pi. Conditions 0 . Paura, f. Peur, f. Fear 0 .. Paure, gì. Peurs, m. Fears / - Pavimento, m. Pavé, m. Pavement / = Pavimenti, pi. Pavés, pi. Pavements / . Paziente, ag. m. Patient, adj. m. Patient / •• Pazienti, pi. Patients, pi. Patient A — Paziente, ag. f. Patiente, adj. f. Patient A «= Pazienti, pi. Patientes, pi. Patient A . Pazientemente, av. Patiemment, adv. Patiently A .. Pazienza, f . Patience, f. Patience T - Pazzia, f. Folie, f. Folly (madness) T = Pazzie, pi. Folies, pi. Foolish (tricks) T Pazzo, m. Fou, m. Foolish T •• Pazzi, pi. Fous, pi. Foolish COI 51 L - Pazza, f. Folle, f. L = Peccato! esci. C'est dommage ! adv. L • Peggio, av. Pis, adv. L •• Peggio, (più cattivo) av. Pis (plus mal), adv. ( - Peggio (più cattiva), av. Pis (plus mal), adv. ( = Peggiore (peggio, il, la) Pire (le, la), m. f. ( • Peggiori (i, le), m. f. pi. Pires (les), m. f. pi. ( •• Pelo, m. Poil, m. 4 - Pelle, f. Peau, f. H = Pelli, pi. Peaux, pi. -\ . Pelliccia, i. Fourrière, f. -\ •• Pena, f. Peine, f. 1 - Pene, pi. Peines, pi. 1 = Penetrazione, f. Pénétration, f. 1 . Pendolo, m. Pendule, f. 1 •• Pendoli, pi. Pendules, pi. o — Penisola, f. Péninsule, f. 0 = Penisole, pi. Péninsules, pi. 0 . Penitenza, f . Pénitence, f. o .. Penna, f. Plume, f. 1 - Penne, pi. Plumes, pi. 1 = Penoso, ag. ni. Fatigant, adj. m. Penosi, pi. Fatigants, pi. Penosa, ag. f. Fatigante, adj. f. ) — Penose, pi. Fatigantes, pi. ) = Penosamente, av. Péniblement, adv. Pensiero, m. Pensée, f. Pensieri, pi. Pensées, pi. + - Pentimento, m. Repentir, m. + = Pentimenti, pi. Repentirs, pi. + . Pepajuola, f. Poivrière, f. + .. Pepe, m. Poivre, m. ->». — Per, prep. Pour, prép. ^ __ Pera, f. Poire, f. ^. . Pere, pi. Poires, pi. -^ Perchè, cong. Car, conj. p — Perchè? av. Pourquoi, adv. ? = Perchè, av. Parce que, adv. ? . Perchè no? av. Pourquoi pas ? adv. ? Perciò, av. Pour cela, adv. V — Per cosi dire, av. Pour ainsi dire, adv. v = Per esempio, av. Par exemple, adv. v . Perfettamente, av. Parfaitement, adv. V •• Perfetto, ag. m. Parfait, adj. m. 0 — Perfetti, pi. Parfaits, pi. 0 = Perfetta, adj. f. Parfaite, adj. f. Of . Perfette, pi. Parfaites, pi. (Ì . . Perfezione, 1. Perfection, f. 1 — Ferfidia, f. Perfidie, i. / = Perfido, ag. m. Perfide, m. / . Perfidi, m. pi. Perfides, pi. / -. Perfida, ag. f. Perfide, adj. f. A — Perfide, pi. Perfides, pi . A = Pergolato, m. Berceau, m. A . Per i, prep. Pour les, prép. A •• Per il, prep. Pour le, prép. ~r — Per lo, ni. Pour le -J- ±x Per gli, pi. Pour les T • Pericolo, ni. Danger, m. T .. Perla . f. Perle, f. . Foolish That is a pity Worse Worse Worse Worst ( the ) Worst (the) Hah' Skin Skins Fur Trouble Troubles Penetration [ clock) Time-piece ( pendulum Time-pieces Peninsula Peninsulas Penitence Pen Pens Trouble-some Trouble-some Trouble-some Trouble-some Labouriously Thought Thoughts Repentance Repentances A pepper box Pepper For Pear Pears For Why Because Why For that As it were For instance Perfectly Perfect Perfect Perfect Perfect Perfection Perfidy Perfidious Perfidious Perfidious Perfidious Bower For the For the For the For the Danger Pearl Perle, pi. Per la, prep. Per le, pi. Per lo, prep. m. Per gli, pi. Per mancanza di, av. Permissione, f. Però, av. Perquanto, av. Perquanti siano, av. Perquanto ricco sia, av. Perquanto sia grande, av. Perrucca, f. Perrucche, pi. Perrucchiere, m. Perrucchieri, pi. Persia, f. Persiano, m. Persiani, pi. Persiana, f. Persiane, pi. Persica, f. Persiche, pi. Persona, f. Persone, pi. Persone civili, f. pi. Personale, m. Personali, pi. Per tempo, av. Per timore che, av. Per tutto, av. Pesca, f. Pescatore, m. Pesce, m. Pesci, pi. Pestilenza, f. Pettine, m. Petto, m. Pezza da campagna, f. Pezze da campagna, pi. Pezza, f. Pezze, pi. Pezzo, m. Pezzi, pi. Pezzo di ligna, m. Piacere, m. Piaceri, pi. Piaga, f. Piaghe, pi. Piacevole, ag. m. f. Piacevoli, pi. Piacevolmente, av. Piano, m. Piano forte, m. Piano, av. Piano terreno, m. Piano (d'una casa) m. Piani, pi. Pianura, f. Pianure, pi. PER -PIA Perles, pi. Pour la, prép. f. Pour les, pi. Pour le, prép. m. Pour les, pi. Faute de, adv. Permission, f. Pourtant, adv. Quelque, adv. Quels qu'ils soient, adv Quelque riche qu'il soit, Quelque grand qu'il soit Perruque, f. Perruques, pi. Peurruquier, m. Perruquiers, pi. Perse, f. Persan, m. Persans, pi. Persanne, f. Persannes, pi. Pèche, f. Pèches, pi. Personne, f. Personnes, pi. Beau monde, m. Personnel, adj. m. Personnels, pi. De honne heure, adv. De crainte que, adv. Partout, adv. Pêche, f. Pêcheur, m. Poisson, m. Poissons, pi. Peste, f. Peigne, m. Poitrine, f. Pièce de campagne, f. Pièces de campagnes, pi. Pièce, f. Pièces, pi. Morceau, m. Morceaux, pi. Bûche, f. Plaisir, m. Plaisirs, pi. Plaie, f. Plaies, pi. Agréable, adj. m. t. Agréables, pi. Agréablement, adv. Étage, m. Piano, m. Tout bas, adv. Rez-de-chaussée, m. Étage, m. Étages, pi. Plaine, f. Plaines, pi. 603 Pearls For the For the For the For the For want of Leave However Whatsoever As many as there are However rich he may be However big he may be Wig Wigs Wig-maker Wig-makers Persia Persian Persians Persian woman Persian women Peach Peaches Person Persons People of fashion Personal Personal Early Lest Throughout Fishing Fisher-man Fish Fishes Pest Comb Breast Field piece Field pieces Piece Pieces Piece Pieces Log of wood Pleasure Pleasures Wound Wounds Agreeable (pleasant) Agreeable (pleasant,) Agreeably Story Piano-forte Softly Ground floor Story Stories Plain Plains 004 PIA— PLU L - Piatto, m. Plat, m. j Fiat L = Piatti, pi. Plats, pi. Fiat L • Piattino dello smoccoìa- Porte-mouchettes, m. Snuf fiers-pan L •• Piazza, f. [tojo, m. Place, f. Square ( - Piazze, pi. Places, pi. Squares ( = Piccione, m. Pigeon, m. Pigeon ( • Piccioni, pi. Pigeons, pi. Pigeons ( •• Picciolezza, f. Petitesse, f. Smallness ^ - Picciolezze, pi. Petitesses, pi. Sinai] ness H = Piccolo, ag. m. Petit, adj. m. Small -\ Piccoli, pi. Petits, pi. Small H -. Piccola, ag. f. Petite, adj. f. Small 1 - Piccole, pi. Petites, pi. Small 1 = Piccolo, ag. m. Petit, adj. m. Little I - Piccoli, pi. Petits, pi. Little i • • Piccola, ag. f. Petite, adj. f. Little o — Piccole, pi. Petites, pi. Little o = Piede, m. Pied, m. Foot o . Piedi, pi. Pieds, pi. Feet o .. Pietà, f. Pitié, f. Pity 1 - Pietra, L Pierre, f. Stone 1 = Pietre, pi. Pierres, pi. Stones 1 . Pietra sepolcrale, f. Pierre tumulaire, f. Tomh stone 1 .. Pigionante, ni. Locataire, m. Lodger ) - Pigione, f. Loyer, m. Rent ) = Pigrizia, f. Paresse, f. Idleness ) . Pigro, ag. m. Paresseux, adj. m. Idle ) .. Pigri, pi. Paresseux, pi. Idle + - Pigra, ag. f. Paresseuse, adj. f. Idle + = Pigre, pi. Paresseuses, pi. Idle + • Pioggia, f. Pluie, f. Rain + .. Piscelli, pi. m. Pois, m. pi. Pease \ — Pistola, {. Pistolet, m. Pistol -^ = Pistole, pi. Pistolets, pi. Pistols ^ . Pittore, m. Peintre,, m. Painter "-». .. Pittori, pi. Peintres, pi. Painters ? — Pittrice, f. Peintre (femme), f. Woman painter Pittoresco, ag. m. Pittoresque, adj. m. Pittoresque p . Pittoreschi, pi. Pittoresques, pi. Pittoresque ? •• Pittoresca, ag. f. Pittoresque, adj. f. Pittoresque V — Pittoresche, pi. Pittoresques, pi. Pittoresque V = Pittura, f. Peinture, f. Paint V . Pitture, pi. Peintures, pi. Paints v .. Più, av. Plus, adv. More 0 — Più (il, la), m. f. Plus, (le, la), m. f . Most (the) 0 = Più grande, ag. m. Plus grand, adj. m. Larger 0 . Più grandi, pi. Plus grands, pi. Larger 0 .. Più grande, ag. f. Plus grande, adj.f. Larger / - Più grandi, pi. Plus grandes pi. Larger / = Più piccolo, ag. m. Plus petit, adj. m. Smaller / . Pili piccoli, pi. Plus petits, pi. Smaller / .. Più piccola, ag. f. Plus petite, adj. f. Smaller A - Più piccole, pi. Plus petites, pi. Smaller A = Pili spesso (il), av. Plus souvent, adv. More frequently A • Piuttosto, av. Ptutòt, adv. Sooner A Piuttosto, che, av. Plutôt que, adv. Rather T — Pizzicagnolo, m. Charcutier, m. Pork-butcher T = Pizzicagnoli, pi. Charcutiers, pi. Pork-butchers T • Platea, f. Parterre, m. Pit T Plurale, m. Pluriel, m. Plural POC— POR Poca, ag. f. Peu, adj. et adv. Few Poche, pi. Peu, pi. Few Po, m. (fiume) Pò, m. (fleuve) Po Poco dapo, av. Peu après, adv. Shortìyafter Poco fa, av. Tout-à-l'heure, adv. By and by Poe anzi, av. Tantôt, adv. By and by Poco (non molto, guari), Guère, adv. Not much Poco, av. [av. Peu, adv. Little Pochi, pi. Peu, pi. Few Poema, m. Poème, m. Poem Poemi, pi. Poèmes, pL Poems Poesia, f. Poésie, f. Poetry Poesie, pi. Poésies, pi. Poetries Poeta, m. Poète, m. Poet Poeti, pi. Poètes, pi. Poets Poi, av. Après, adv. After Poiché, av. Puisque, adv. Since Polacco, m. Polonais, m. Pole Polacchi, pi. Polonais, pi. Poles Poliglotta improvisato, Polyglotte improvisé, m. Extempore polyglot Politica, f. [m. Politique, f. Politicks Politico, m. Politique, m. Politician Politici, pi. Politiques, pi. Politicians Polizia, f. Police, f. Police Pollo, m. Poulet, m. Chicken Polli, pi. Poulets, pi. Chickens Pollice, m. Pouce, m. Thumb Pollici, pi. Pouces, pi. Tumbs Polmone, m . Poumon, m. Lung Polmoni, pi. Poumons, pi. Lungs Polo artico, m. Pôle arctique, m. Arctic pole Polo antartico, m. Pôle antarctique, m. Antarctic pole Poli, pi. Pôles, pi. Poles Polonia, f. Pologne, f. Poland Polso, f. Pouls, m. Pulse Polsi, pi. Pouls, pi. Pulses Polvere, f. Poussière, f. Dust Polverino, m. Poudrier, m. Sand box Polverini, pi. Poudriers, pi. Sand boxes Pompa, f . Pompe, f. Pumpt Ponente, m. Occident, m. Occident Ponte, m. Pont, m. Bridge Ponti, pi. Ponts, pi. Bridges Popolo, m. Peuple, m. People Popoli, pi. Peuples, pi. People Porco, m. Porc, m. Pork Porco, m. Cochon, m. Pig Porci, pi. Cochons, pi. Pigs Porta, f. Porte, f. Door Porte, pi. Portes, pi. Doors Portalettere, m. Facteur, m. Letters carrier Portiere, m. Portier, m. Porter Portieri, pi. Portiers, pi. Porters Portinaja, f. Portière, f. Porter Porto di mare Port de mer, m. Sea port Porti, pi. Ports, pi. Sea ports Porto, ra. Port, m. Port Porti, pi. Ports, pi. Ports Portogallo, m. Portugal, m. Portugal Portoghese, m. Portugais, m. . Portuguese 51. G05 606 POR— PRE L - Portoghesi, pi. Portugais, pi. Portuguese L = Portoghese (il), m. Portugais, m. (le) Portuguese (the) L • Posdomani, av. [to, m. Après-demain, adv. After-to-morrow L Positura, f.jttteggiamen- Posture, f. Posture ( - Positure,pl. atteggi amen- Postures, pi. Postures ( = Posata, f. [ti. Couvert, m. Cover ( • Posate, pi. Couverts, pi. Covers ( •• Possessione, f. Ferme, f. Farm ~\ - Possessivo, m. Possessif, m. Possessive H = Possessivi, pi. Possessifs, pi. Possessive H • Possibile, ag. m. f. Possible, ad. m. i". Possible H •• Possibili, pi. Possibles, pi. Possible . ! - Possibilità, f. Possibilité, f. Possibility 1 = Possibilità, pi. Possibilités, pi. Possibilities 1 . Posta, f. Poste, f. Post 1 •• Posto, m. Place, f. Place o — Posti, pi. Places, pi. Places o = Postiglione, m. Postillon, m. Postilion o . Postiglioni, pi. Postillons, pi. Postilions o .. Potente, ag. m. Puissant, adj. m. Powerful (mighty) 1 - Potenti, pi. Puissants, pi. Powerful (mighty) 1 = Potente, ag. f. Puissante, adj. f. Powerful ( mighty ) 1 • Polenti, pi. Puissantes, pi. Powerful (mighty) i .. Potere, m. Pouvoir, m. Power ) - Poteri, pi. Pouvoirs, pi. Powers ) = Potestà, L Pouvofr, m. Power ) • Povero, ag. m. Pauvre, adj. m. Poor ) Povero uomo, m. Pauvre homme, m. Poor man + — Poveri, pi. (i) Pauvres, pi. (les) Poor people + = Poveri, pi. m. (i) Pauvres, pi. m. (les) Poor (the) + . Povera femmina, (.ìonna) Pauvre femme, f. Poor woman + •• Povere donne, pi, Pauvres femmes, pi. Poor women \ — Povertà, f. Pauvreté, f . Povertv \ = Pozzo, m. Puits, m. Well •^ . Pozzi, pi., Puits, pi. Wells •-> . . Pranzo, m. Dîner, m. Dinner p — Pranzi, pi. Dîners, pi. Dinners •? = Pratica, f. Pratique, f. (chaland) distornar ? • Prato, m. Pré, m. Meadow ? •• Prati, pi. Prés, pi. Meadows V — Precipizio, m. Précipice, m. Precipice V = Precipizi, pi. Précipices, pi. Precipices v . Precisamente, av. Précisément, adv. Just so V .. Preciso, ag. Précis, adj. Precise 0 — Precisi, pi. Précis, pi. Precise 0 = Precisa, ag. f. Précise, adj. f. Precise 0 . Precise, pi. Précises, pi. Precise 0 .. Preda (rapina), f. Proie, rapine, f. Prey 1 — Predicatore, m. Prédicateur, m. Preacher 1 = Predicatori, pi. Prédicateurs, pi. Preachers 1 . Prefazio, m. Préface, f. Preface 1 •• Preferenza, f. Préférence, f. Preference A — Preferenze, pi. Préférences, pi. Preferences A = Preferibile, ag. m. f. Préférable, adj. m. f. Preferable A • Preferibili, pi. Préférables, pi. Preferable A • Prefettura, f. Préfecture, f. Prefecture T — Prefetto, m. Préfet, m. A préfet T == Preghiera, f. Prière, f. Prayer T • Preghiere, ph Prières, pi. Prayers T •- Premio, m. Prix, m. Prize PRE— PRO 607 L - Premio, m. Récompense, f. Reward L = Premj, ph. Récompenses, pi. Rewards. L • Premura, f. Empressement, m. Eagerness L •• Premuroso, ag. m. Pressant, adj. m. Urging ( - Premurosi, pi. Pressants, pi. Urging ( = Premurosa, ag. f. Pressante, adj. f. Urging ( • Premurose, pi. Pressantes, pi. Urging ( •• Prelato, m- Prélat, m. Prelate H. = Prelati, pi. Prélats, pi. Prelates -Ì - Preposizione, f. Préposition, f. Preposition H • Prerogativa, f. Prérogative, f. Prerogative H •• Presentemente, av. Tout-à-1'heure, adv. Presently I - Presente, ag. (e tempo) Présent, adj. (et temps) Present 1 = Pressante, ag. f. Pressante, adj. f. Urging 1 • Pressante, ag. m. Pressant, adj. m Urging 1 •• Presso, av. Auprès,, adv. Near o — Presso a poco, av. A peu près, adv. Nearly o = Prestamente, av. Promptement, adv. Quickly o . Prestezza, f. Promptitude, vitesse, f. Quickless 0 Prestigio, m. Prestige, m. Illusion 1 - Prestigj, pi. Prestiges, pi. Illusions 1 = Presto, ag. m. Prompt, adj. m. Quick 1 . Presti, pi. Prompts, pi. Quick 1 .. Presta, ag. f. Prompte, adj. f. Quick ) - Preste, pi. Promptes, pi. Quick ) = Presto, av. Vite, adv. Quick (quickly i ) . Prete, m. Prêtre, m. Priest ) .. Preti, pi. Prêtres, pi. Priests H Pretesto, m. Prétexte, m. Pretence + = Pretesti, pi. Prétextes, pi. Pretences + . Prezzo, m. Prix, m. Price + .- Prigione, f. Prison, f. Prison "^» — Prigioni, pi. Prisons, pi. Prisons ^v. = Prima, av.. Avant, adv. Before >V . Primavera t Printemps, m. Spring -*-. .. Primogenito, m. Aîné, m. Eldest son 0 Primogenitura, f. Aînesse, f. Primogeniture ? - Principale, ag. m. Principal, ag. m. Principal e • Principali, pi. Principaux, pi. Principal ? .. Principale, ag. f. Principale, ag. f. Principal V - Principali, pi. Principales, pi. Principal V = Principalmente, ad. Principalement, adv. Principally v . Principe, nu. Prince, m. Prince v .. Principi, pi.. Princes, pi. Princes 0 — Principessa, f. Princesse, f. Princess 0 = Principesse, pi. Princesses, pi. Princesses . 0 . Principio, m. Principe, m. Principle et .. Principj, pi. Principes, pi. Principles / - Principio, m. Commencement, m. Beginning / = Problema, m. Problème, m. Problem / . Problemi, pi. Problèmes, pi. Problems / •• Proboscide, f. Trompe d'éléphant, f. Elephant's trunk A - Procelloso, ag. m. Orageux, adj. m. Stormy A = Procellosi,pl. (burascosi) Orageux, pi. Stormy A • Procellosa, ag. f. Orageuse, adj. f. Stormy A •• Procellose, pl.(burascose) Orageuses, pi. Stormy T — Processo criminale, m. Procès criminel, m. Trial, P S=3 Proclama, m. Proclamation, f. Proclamation T • Proclami, pi. Proclamations, pi. Proclamations T •• Procura, t. Procuration, f. A power of an attorney 608 PRO— PRO L - Procuratore, m. Fondé de pouvoir, m. Attorney L = Profeta, m. Prophète, m. Prophet L • Profeti, pi. Prophètes, pi. Prophets L •- Professione, f. Profession, f. Profession ( - Professioni, pi. Professions, pi. Professions ( = Professore, m. Professeur, m. Professor ( . Professori, pi. Professeurs, pi. Professors ( •• Profezia, fc Prophétie, f. Prophecy -1 - Profitto, m. Profit, m. Profit H = Profondamente, av. Profondément, adv. Deeply H • Profondità, f. Profondeur, f. Deepness H -. Profondo, ag. m. Profond, adj. m. Deep 1 - Profondi, pi. Profonds, pi. Deep i = Profonda, f. ag. Profonde, adj. f. Deep ! . Profonde, pi. Profonds, pi. Deep i •• Profumo, m. Parfum, m. Perfume o — Profami, m. pi. Parfums, m. pi. Perfumes- 0 = Progetto, m. Projet, m. Project 0 . Progetti, pi. Projets, pi. Projects o . . Programma, m. Prospectus, m. Prospectus 1 - Progresso, m. Progrès, m. Progress 1 = Pronome, m. (t. gram.) Pronom, m. (t. de gram.) Pronoun 1 • Pronomi, pi. Pronomi, pi. Pronouns 1 .. Pronto, ag. m. Prêt, adj. m. Ready ) — Pronti, pi. Prêts, pi. Ready ) = Pronta, ag. f. Prête, adj. f. Ready ) . Pronte, pi. Prêtes, pi. Ready ) .. Pronunzia, f. Prononciation, f. Prononciation 4- — Proposito, m. Dessein, m. Purpose 4- = Proposizione, f. Proposition, f. Proposal 4- . Proposta, f. Question, f. Question 4- .. Proposte, pi. Questions, pi. Questions *. — Propriamente, av. Proprement, adv. Properly -v — Proprietà, f. pulizia, f. Propreté, f. Property ^ . Proprietà, f. Propriété, f. Propriety . . Proprietario, m. [m. Propriétaire, m. Landlord ? - Proprio(eonvenevole),ag. Propre (convenable) Proper ? - Propri (convenevoli), pi. Propres (convenables) Proper p Propria(convenevole) a.f. Propre (convenable) Proper Û Proprie(convenevoli), pi. Propres (convenables) Proper V — Proprio accanto, av. Tout près, adv. Quite near V = Prosa, f. Prose, f. Prose. V . Prose, pi. Proses, pi. Prose V .. Proscritto, m. Proscrit, m. Outlaw 0 — Proscritti, pi. Proscrits, pi. Outlaws 0 = Prosciutto, m. Jambon, m. Ham G . Prosciutti, pi. Jambons, pi. Hams 0 .. Prosodia, f. Prosodie, f. Prosody / - Prosperità, f. Prospérité, f. Prosperity / = Prospero, ag. m. Prospère, adj. m. Prosperous / . Prospera, adj. f. Prospère, adj. f. Prosperous / •• Prossimo, ag. m. Prochain, adj. m. Next A — Prossima, ag. f. Prochaine, adj. f. Next A = Prova, f. Essai, m. Trial A . Prove, pi. Essais, pi. Trials A .. Proverbio, m. Proverbe, m. Proverb T — 'Proverb j, pi. Proverbes, pi. Proverbs T = Providenza, f. Providence, f. Providence T • Provincia, f. Province, f. Province T Provincie, pi. Provinces, pi. Provinces PRO— QUA L — Provinciale, a g. m. Provincial, ag. m. Provincial L = Provinciale, ag. f. Provinciale, ag. f. Provincial L - Provisione, f. Provision, f. Victuals Provisioni, pi. Provisions, pi. Victuals ( — Prudente, ag. ra. Prudent, adj. m. Prudent ( = Prudenti, pi. Prudents, pi. Prudent Prudente, ag. f. Prudente, adj. f. Prudent Prudente, pi. Prudentes, pi. Prudent H - Prudentemente, av. Prudemment, adv. Prudently ~\ = Prudenza, f. Prudence, f. Prudence H • Prussia, f. Prusse, f. Prussia H ., Prussiano, nu Prussien, m. Prussian 1 - Prussiani, pi. Prussiens, pi. Prussian 1 = Publico, m. Public, m. Public • 1 . Publico, ag. m. Public, adj. m. Public 1 •• Publici, pi. Publics, pi. Public o — Publica, adj. f. Publique, adj. f. Public o = Publicbe, pi. Publiques, pi. Public 0 . Pudore, m. Pudeur, f. Modesty 0 .. Puerizia, f. Enfance, f. Enfancy 1 - Pugno, m. Poing, m. Fist 1 = Pugni, pi. Poings, pi. Fists 1 . Pulcino, m. Poussin, m. Little chicken 1 Pulcini, pi. Poussins, pi. Little chickens ) - Pulitezza, f. Propreté, f. Cleanliness ) = Pulpito, m. Pupitre, m. Desk ) • Pungolo, m. Aiguillon, m. Sting ) .. Punto, m. Point, m. Point + — Punti, pi. Points, pi. Points + •= Puntura, f. Piqûre, f. Sting + . Pupilla, f. Prunelle de l'œil, f. Pupil (of the eye) + .. Pupille, pi. Prunelles des yeux, pi. Pupils (of the eye) \ — Pupillo, in. Pupille, m. et f. Pupil ^ = Purché, av. Pourvu que, ad's-. Provided that -^ . Pure, av. Aussi, adv. Too . . . Purità, f. Pureté, f. Purity ? — Puzzo, m. Puanteur, f. Stink 609 0 = Qua, qui, av. Tei, adv. [en bas, adv. Here ? . Qua e là, su e giù, av. Par ici, par-là, en haut et Here and there ? .. Quaderno, m. Cahier, m. A quarter upon dice V — Quadrato, ag. m. Carré, adj. m. Square V = Quadrati, pi. Carrés, pi. Square V . Quadrata, ag. f. Carrée, adj. f. Square V .. Quadrate, pi. Carrées, pi. Square 0 — Quadro, m. Tableau, m. Picture o = Quadri, pi. Tableaux, pi. Pictures a . Qualche cosa, pron. ind. Quelque chose, pro. ind. Something Qualche, alcuno, alcuna Quelque, aucun, aucune Any 0 .. Qualche volta, ora, av. Quelquefois, tantôt, ad. Sometimes / - Quale, pr. inter, m. Lequel, pron. inter. Which / - Quali, pi. Lesquels, pi. m. Which / • Quale, pr. inter, f. Laquelle, pro. inter, f. Which / .. Quali, pi. f. Lesquelles, pi. Which A — Qualità, f. Qualité, f. Quality A = Qualità, pi. Qualités, pi. Qualities A • Qualsisia, pron. s. Quiconque, pron. s. Whoever 610 QUA— QUE L _ì Qualcuno, pr. indet. Quelqu'un, pron. ind. Some body L = Qualunque cosa accada, Quoi qu'il arrive, adv. Whatever happen L • Quando, av. [av. Quand, adv. When L Quand'anche, av. Quand même, adv. Altong s. Quella, pron. dim. f. Celle, pron. dém. f. This ~». . . Quelle, pi. Celles, pi. These e - Quello, pron. dim. m. Ce, pron. dém. m. That p = Quello, pron. dim. Cet, pron. dém. m. That ? • Quelli, pi. Ces, ceux, pi. These p Quelli, pron. dim. pi. Ceux, pron. dém. pi. Those v — Quello che, pron. rei. Ce qui, pron. rei. What V = Quercia, f. Chêne, m. Oak V . Quercie, pi. Chênes, pi. Oaks V .. Questa, pron. dim. f. Celle-ci, pron. dém. f. This 0 — Queste, pi. Celles-ci, pi. These 0 = Questo, pron. dim. m. Celui-ci, pron. dém. m. This 0 . Questi, pi. Ceux-ci, pi. These 0 .. Questo qui, pro. dim. m. Celui-ci, pron. dém. m. This / — Questi qui, pi. Ceux-ci, pi. This Questa qui, pro. dim. f. Celle-ci, pron. dém. f. This / . Queste qui, pi. Celles-ci, pi. This / .. Questa, pron. dim. f. Cette, pron. dém. f. This or that A - Queste, pi. Ces, pi. These A = Questo, pron. dim. m. Ce ou Ceci, pro. dém. m. This A • Questo, pron. dim. m. C, pron. dém. m. This A •• Questo, pron. dim. m. Cet, pron. dém. m. This T — Questi, pi. Ces, pi. These T _ Questa notte (sta notte), Cette nuit, adv. To night T • Questa sera, av. [ av. Ce soir, adv. To night (this evening) T •■ Quest' è, av. C'est-à-dire, adv. That is to say QUE— REG 611 L - Questo va da se, av. Cela va sans dire, adv. That is to he understood L = Questo non vuol dir che, Ce n'est pas à dire que, a. It does not follow that L • Questione, f. [av. Question, f. Question L .. Questioni, pi. Questions, pi. Questions ( - Qui, av. Ici, adv. Here ( - Quindi, av. Après, adv. After ( • Quindicina, f. Quinzaine, f. Fortnight ( .. Quinterno, m. (un) Cahier de papier, m. (un) Six leaves of paper ( a ) H - Quinterni, pi. Cahiers de papier Six leaves of paper H = Quivi, av. Là, adv. There ^ • Quotidiano, m. Quotidien, m. Daily R H •• Raccolta, f. Récolte, f. Harvest ! - Raggazza, f. Fille, f. Girl 1 = Raggazzina, f. Fillette, f. Young girl 1 • Ragazze, pi. Fillettes, pi. Young girl 1 •• Raggazzo, m. Garçon, m. Boy o — Ragazzi, pi. Garçons, pi. Boys o == Ragione, f. Raison, f. Reason 0 . Ragioni, pi. Raisons, pi. Reasons o .. Ragioni, pi. Raisons, pi. Motives 1 - Ragionevole, ag. m.~f. Raisonnable, adj. m. f. Raisonable 1 = Ragionevoli, pi. Raisonnables, pi. Raisonable 1 . Ragionevolmente, av. Raisonnablement, adv. Raisonably 1 •• Rame, m. Cuivre, m. Copper ) - Rame, m. (per intaglio) Gravure en taille-douce Engraving ) = Rami, pi. Gravures, pi. Engraving ) . Rammarico, m. Regret, m. Regret ) .. Rammarichi, pi. Regrets, pi. Regrets + — Ramo, m. Branche, f. Branch + = Rami, pi. Branches, pi. Branches + . Rasojo, m. Rasoir, m. Razor + .. Rasoj, pi. Rasoirs, pi. Razors -^ — Re, m. Roi, m. King -^ — Re, pi. Rois, pi. Kings -v. . Reale, ag. m. Royal, adj. m. Royal *-» . . Reali, pi. Royaux, pi. Royal p - Reale, f. Royale, f. Royal ? = Reali, pi. Royales, pi. Royal p . Reale, ag. m. Réel, adj. m. Real ? •• Reali, pi. Réels, pi. Real V — Reale, ag. f. Réelle, adj. f. Real V = Reale, pi. Réelles, pli Real v . Realmente, av. Réellement, adv. Really V .. Realtà, f. Réalité, f. Reality 0 — Recamo, m. Broderie, f. Embroidery 0 = Recami, pi. Broderies, pi. Embroideries a . Recinto (circuii o), m. Enceinte, circuit, m. Circuit 0 .. Reciproco, ag. m. Réciproque, adj. m. Reciprocal / - Reciproca, ag. f. Réciproque, adj. f. Reciprocal / = Regalmente, av. Royalement, adv. Royally / . Realista, m. Royaliste, m. Royallist / .. Realisti, pi. Royalistes, pi. Royallists A — Regalo, m. Présent, m. Present A = Regali, pi. Présents, pi. Presents A • Reggia, f. Maison royale, 1'. Royal house A •• Reggimento, m. Régiment, m. Regiment G12 REG— UIC L - Reggimenti, pi. Régiments, pi. Regiments L = Regina, f. Reine, f. Queen L • Regine, pi. Reines, pi. Queens L •• Regno, m. Royaume, m. Kingdom ( - Regni, pi. Royaumes, pi. Kingdoms ( = Regola, f. Règle, f. Rule ( • Regole, f. pi. Règles, pi. Regular ( •• Regolare, ag. m. Régulier, adj. m. Regular H - Regolari, pi. Réguliers, pi. Regular H = Regolare, ag. f. Régulière, adj.î. Regular H • Regolari, pi. Régulières, pi. Regular H •• Relativa, ag. f. Relative, adj. f. Relative I - Relative, pi. Relatives, pi. Relative 1 = Relativo, ag. m. Relatif, adj. m. Relative i • Relativi, pi. Relatifs, pi. Relative 1 -. Religione, f. Religion, L Religion o — Religioso, m. Religieux, m. Religious man o = Religiosi, pi. Religieux, pi. Religious men o . Religiosa, ag. f. Religieuse, f. Religious woman o .. Religiose, pL Religieuses, pi. Religious women 1 - Religioso, ag. m. Religieux, adj. m. Religious 1 = Religiosi, pi. Religieux, pi. Religious 1 . Religiosa, ag. f. Religieuse, adj. f. Religious 1 .. Religiose, pi. Religieuses, pi. Religious ) - Rendita, f. Rente, f Rent ) = Rendite, pi. Rentes, pi. Rents ) . Reno, m. (liumej Rhin, m. (fleuve) Rhyne ) .. Reni, m. pi. Reins, m. pi. Kidneys H Republica, f. République, f. Republick + = Republiche, pi. Républiques, f. R.epublicks + • Republicanismo, m. Républicanisme, m. Republicanism + .. Republicano, ag. m. Républicain, adj. m. Republican ; — Republicana, ag. f. Républicaine, adj. f. Republican ^ = Republicano, m. Républicain, m. Republican ^, Republicani, pi. Républicains, pi. E.epublicans •^ . . Republicana, f. Républicaine, f. Republican P — Republicane, pi. Républicaines, pi. Republicans ? = Residenza, f. Résidence, f. Abode P . Resoluzione, f. Résolution, f. Resolution ? •• Respiro, m. Respiration, f. Respiration V — Ribello, m. Rebelle, m. Rebel V = Ribeili, pi. Rebelles, pi. Rebels V • Ribes, m. Groseille, f. Currants v .. Ricamatrice, f. Brodeuse, f. Embroiderer 0 — Ricbezza, f. Richesse, f. Richness 0 = Ricchezze, pi. Richesses, pi. Riches 0 . Ricco, m. Riche, adj. m. Rich 0 .. Ricebi, pi. Riches, pi. Rich 1 — Ricca, ag. f. Riche, adj. f. Rich Ricche, pi. Riches, pL Rich / . Ricercato, a g. m. Recherché, adj. m. Sought-for A — Ricercata, ag. f. Recherchée, adj.f. Sought-for Ricerche, f. pi. Recherches, f. pi. Inquiries A = Ricevete l'attestato del Recevez mes très-hum- Accept my humble res- mio umile rispetto bles salutations pects A • Riconoscente, ag. m. Reconnaissant, adj. m. Thankful A •• Riconoscenti, pi. Reconnaissants, pi. Thankful T - Riconoscente, ag. Reconnaissante, adj. f. Thankful T = Riconoscente, pi. Reconnaissantes, pi. Thankful T • Ricovero (rifaggio), m. Abri, m. Shelter Ricreazione, f. Ridicolo, ag. m. Ridicoli, pi. Ridicola, ag. f. Ridicole, pi. Riflessione, f. Riflessioni, pi. Riflusso, m. Riforma, f. Riforme, pi. Rifugio, m. Riga, f. Rigenerazione, f. Rigore, m. Rigori, pi. Rigorosamente, av. Rigoroso, ag. m. Rigorosi, pi. Rigorosa, f. ag. Rigorose, pi. Riguardo, m. Riguardi, pi. Rima, f. Rime, pi. Rimembranza, f. Rimembranze, pi. Rimessa, f. Rimesse, pi. Rimoto, ag. m. Ringraziamento, m. Ringraziamenti, pi. Risma, f. Risme, f. Riso, m. Riso, m. Risa, pi. f. Risoluzione, f. Risoluzioni, pi. Risoluto, ag. m. Rispetto, m. Rispetti, pi. Rispetto a, av. Ristoratore (ostiere), m. Ristoratori (ostieri), pi Risultamento,m. Risultamenti, pi. Rivalità, f. Rivalità, pi. Riviera, f. Riviere, pi. Riverenza, f. Riverenze, pi. Rivolta, f. Rivoluzione, f. Rivoluzioni, pi. Roba, f. Robustezza, f. Roma (citta) Romana, f. e ag. Romane, pi. RIC— ROM Récréation, f. Ridicule, adj. m. Ridicules, pi. Ridicule, adj. f. Ridicules, pi. Réflexion, f. Réflexions, pi. Reflux, m. Réforme, f. Réformes, pi. Refuge, m. Règle, f. Régénération, f. Rigueur, f. Rigueurs, pi. A la rigueur, adv. Rigoureux, adj. m. Rigoureux, pi. Rigoureuse, adj. f. Rigoureuses, pi. Egard, m. Egards, pi. Rime, f. Rimes, pi. Souvenir, m. Souvenirs, pi. Remise, f. Remises, pi. Reculé, adg. m. Remercîment, m. Remercîments, pi. Rame, f. Rames, pi. Ris, m. Rire, m. Rires, pi. m. Résolution, f. Résolutions, pi. Décidé, adj. m. Respect, m. Respects, pi. A l'égard de, adv. Restaurateur, m. Restaurateurs, pi. Résultat, m. Résultats, pi. Rivalité, f. Rivalités, pi. Rivière, f. Rivières, pi. Révérence, f. Révérences, pi. Révolte, f. Révolution, f. Révolutions, pi. Biens, m. pi. Vigueur, f. Rome (ville) Romaine, f. et adj. Romaines, pi. G13 Recreation Rediculous Rediculous Rediculous Rediculous Reflexion Reflexions Light reflected Reform Reforms Refuge Rule Regeneration Severity Severities At worst Rigorous Rigorous Rigorous Rigorous Regard Respects Rhyme Rhymes Remembrance Remembrances Coach-house Coach-houses Distant Thank Thanks Ream Reams Rice Laughter ( laughing ) Laughter (laughing) Resolution Resolutions Resolved Respect Respects With regard to Eating house Eating houses Result Results Rival ity Rivalilies River Rivers Reverence Reverences Rebellion Revolution Revolutions Things Strictness Rome Roman Roman 614 KOM—SÀL L - Romano, m. e ag. Romain, m. et adj. Roman L = Romani, pi. Romains, pi. Roman L . Romanzo ( nuova voce ) Roman, m. Novel L .- Romanzi, pi. Romans, pi. Novels C - Rosa, f. Rose, f. Rose ( = Rose, pi. Roses, pi. Roses ( • Rosso, ag. m« Rouge, adj. m. Red ( -. Rossi, pi. Rouges, pi. Red H- Rossa, ag. f. Rouge, adj. f. Red ^ = Rosse, pi. Rouges, pi. Red H . Rossore, f. Rougeur, f. Redness -t .. Rotondo, ?.g. m. Rond, adj. m. Round i — Rotondi, pi. Ronds, pi. Round i = Rotonda, ag. f. Ronde, adj. f. Round t . Rotonde, pi. Rondes, pL Round } •• Rugiada, f. Rosée, f. Dew o — Rumore, m. Bruit, m. Noise o = Rumori, pi. Bruits, pi. Noise 0 . Ruota, f. Roue, f. Wheel o .. Ruote, pi. Roues, pi. Wheels 1 - Rupe, f. Rocher, m. Rock 1 = Rupi, pi. Rochers, pi. Rocks 1 . Ruscello, m. Ruisseau, m. Rivulet 1 .. Ruscelli, pi. Ruisseaux, pi. Rivulets ) - Russia, f. Russie, f. Russia ) = Russo, m. Russe, m. Russian ) . Russi, pi. Russes, pK Russians ) •• Sabato, m. Samedi, m. Saturday + — Sabbia, £. Sable, m. Sand + = Sacco, m. Sac, m. Bag + . Sacchi, pî. Sacs, pi. Bags + .. Sacrilìcio, m. Sacrilice, m. Sacrifice- ^ — Sacrificj, pi. Sacrifices, pi. Sacrifices . = Sacro, ag. m. Sacré, adj. m. Sacred . Sacri, pi. Sacrés, pi. Sacred ^*, . . Sacra, ag. f. Sacrée, adj. f. Sacred ? - Sacre, pi. Sacrées, pi. Sacred ? = Sacrilegio, m. Sacrilège, m. Sacrilege P . Sacrilegi, pi. Sacrilèges, pi Sacrileges P •• Saggio, ag. m. Sage, adj. m. Wise V - Saggio, m. Essai, m. Trial V = Saggi, pi. Essais, pi. Trials v . Sala, f. Salle, f. Hall v .. Sale, m. Sel, m. Salt 0 = Sala da teatro, f. Salle de spectacle, f. Play house 0 — Sala da mangiare, £, Salle à manger, f. Dining room 0 . Sala da ballo, f . Salle de bal, f. (école de Dancing room 0 .. Sala d'arme, f. Salle d'armes, f. [danse) Fencing room 1 = Sala d'adunanza, f. Salle de réunion, f. Meeting room 1 = Salame, m. Saucisson, m. Saussage 1 Salami, pi. Saucissons, pi. Saussages / •• Saliera, f. Salière, f. Salt-box A - Saliscendi, m. Loquet, m. Latch A = Saliva, f. Salive, f. Spittle A • Salone, m. Salon, m. Saloon A •• Salsa, L Sauce, f. Sauce Salsiccia, f. Salsiccie, pi. Salto, m. Saluti, m. pi. Salva, f. Salvadanajo, m. Salvaguardia Salvamento, m. Salvatore, m. Salvatico, m. (selvaggio) Salvatici, pi. (selvaggi) Salvatica, f. (selvaggia) Salvatiche, pì. (selvagge) Salvietta, f. Salviette, pi. Sangue, m. Sanguigna, f. Sanguisuga, f. Sanguisughe, f. pi. Sanità (salute), f. Sanpietroborgo (città) Santità, f. Santo, ag. m. Santo, m. Santi, pi. Santa, ag. f. Sapiente, m. Sapienti, pi. (i) Sapiente, f. Sapienti, pi. Sapienza, t Sapore, m. Sardegna, f. Sardella, f.: Sardelle, pi. Sarto, m Sarti, pi. Sartore, f. Sartori, pi. Saviezza, f. Savio, ag. m. Savj, pi. Savia, ag. f. Savie, pi. Sazietà, f. Saz, ag. m. Sazio, pi. Sazia, ag. f. Sazie, pi. Sbadiglio, m. Sbaglio, m. Sbagli, pi. Seaglie di pesce, pì. f. Scala, f. Scale, pi. Scala, f. Scale, pL Scaldaletto, m. Scalpello, m. Scalpelli, pi. SAL— SCA Saucisse, f. Saucisses, pi. Saut, m. Salutations, f. pi. Salve, f. Tirelire, m. Sauve-garde, f. Salut, m. Sauveur, m. Sauvage, m. Sauvages, pi. Sauvage, f. Sauvages, pi. Serviette, f. Serviettes, pi. Sang, m. Saignée, f. Sangsue, f. Sangues, pi. f. Santé, f. S.-Pétersbourg (ville) Sainteté, f. Saint, adj. m. Saint, m. Saints, pi. Sainte, adj. f. Savant, m. Savants, pi. (les) Savante, f. Savantes, pi. Science, f. Saveur, f. Sardaigne, f. Sardine, f. Sardines, t Tailleur, m. Tailleurs, pi. Couturière, f. Couturières, pi. Sagesse, f. Sage, adj. m. Sages, pi. Sage, adj, f. Sages, pi. Satiété, f. Rassasié, adj. m. Rassasiés, pi. Rassasiée, adj. m. Rassasiées, pi. Bâillement, m. Erreur, f. Erreurs, pi. Écailles de poisson, f. pi, Escalier, m. Escaliers, pi. Échelle, f. Échelles, pi. Bassinoire, f. Ciseau, m. Ciseaux, pi. 61 Saussagea Jump Salutations Salve Money bos Safeguard Salvation Saviour Savage Savages Savage woman Savage women Napkin Napkins Blood Blood-letting Leeche Leeches Health St.-Petersburgb. Holy Saint Saints Holy Learned man Learned (the) Learned woman Learned women Science Savour Sardinia Sprat Sprat Tailor Tailors Seamstress Seamstresses Wisdom Wise Wise Wise Wise Satiety Satiate Satiate Satiate Satiate Yawning Mistake Mistakes Scales Stair-ease Stair-cases Ladder Ladders Wariming-pao Chisel Chisels GlG SCA— SCU L"- Scarpa, f. Soulier, m. Shoe L = Scarpe, pi. Souliers, pi. Shoes L • Scattola, f. Boîte, f. Box L •• Scattole, pi. Boîtes, pi. Boxes C - Scena, f. Scène, f. Scene ( = Scene, pi. Scènes, pi. Scenes ( • Scherma, f. Escrime, f. Fencing ( Scherzo, m. Badinage, m. Joking -i - Scherzi, pi. Badinages, pi. Jokes -1 = Schiaccieta, f. Crèpe, f. (gàteau) Pancake H • Schiacciate, pi. Crêpes, pi. Pancakes H •• Schiavitù, f. Esclavage, m. Slavery 1 - Schiavo, m. Esclave, m. Slave 1 = Schiavi, pi. Esclaves, pi. Slaves I • Schiava, f. Esclave, f. Slave 1 • Schiave, pi. Esclaves, pi. Slaves o — Sciagura, f. Malheur, m. Misfortune o = Sciagure, pi. Malheurs, pi. Misfortunes 0 . Scienza, f. Science, f. Science (learning) 0 .. Scienze, pi. Sciences, pi. Sciences (learnings) 1 - Scintilla, f. Étincelle, f. Spark 1 = Scintille, pi. Étincelles, pi. Sparks 1 . Scioccamente, av. Sottement, adv. Foolishly 1 .. Sciocco, m. Sot, m. Fool ) - Sciocchi, pi. Sots, pi. Fools ) = Schiocca, f. Sotte, f. Fool ) . Sciocche, pi. Sottes, pi. Fools ) .. Sciocco, ag. m. Sot, adj. m. Foolish 4 Sciocchi, pi. Sots, pi. Foolish + = Sciocca, ag. f. Sotte, adj. f. Foolish + • Sciocche, pi. Sottes, pi. Foolish + -. Sciugatojo, m. Essuie-mains, m. Towel ^ — Scinga toj, pi. Essuie-mains, pi. Towels v-^ = Scoglio, m. Rocher, m. Rock ^» . Scogli, pi. Rochers, pi. Rooks >*. . . Scolare, m. Écolier, m. Scholar ? - Scolari, pi. Écoliers, pi. Scholars P = Scolara, f. Élève, f. Pupil p . Scolare, pi. Élèves, pi. Pupils è .. Scommessa, f. Gageure, f. Wager v - Scommesse, pi. Paris, pi. Wagers v = Sconsolato, ag. m. Sans consolation, adj. m. Comfortless V . Sconsolati, pi. Sans consolation, pi. Comfortless v .. Sconsolata, ag. f. Sans consolation, adj. f. Comfortless 0 — Sconsolate, pi. Sans consolation, pi. Comfortless e = Scopa, f. Balai, m. Broom 0 . Scope, pi. Balais, pi. Brooms 0 .. Scopo, m. But, m. But / - Scopetta da denti, f. Brosse à dents, f. Tooth-brush Scopetta, f. Brosse, f. Brush / . Scopette, pi. Brosses, pi. Brushes / •• Scritto, m. Écrit, m. Writ A - Scritti, pi. Écrits, pi. Writs A = Scrittojo, m. Bureau, m. Desk A • Scrittoj, pi. Bureaux, pi. Desks A •• Scrittore, m. Ecrivain, m. Writer (an author) T- Scrittori, pi. Écrivains, pi. Writers (authors) T = Scrittura, f. Écriture, f. Writing T • Scritture, pi. Écritures, pi. Writings T .. Scudo, m. Bouclier, m. Buckler S€U— SEL L - Scuderia, f. Écurie, f. Stable L = Scuderie, pi. Écuries, pi. Stables L • Scuffia, f. Bonnet, m. Cap L •• Scuffie, pL Bonnets, pi. Caps ( - Scultore, m. Sculpteur, m. Sculptor ( = Scultori, pi. Sculpteurs, pi. Sculptors ( . Scultura, f. Sculpture, L Sculpture ( .. Scuola, f. École, f. School H - Scuole, pi. Ecoles, pL Schools H = Scusa, f. Excuse, t Excuse H • Sdegno, m. Colère, f. Anger H .. Sdegni, m. Indignation, f. Indignation 1 — Se, prep. Si, prép. If 1 = Se, pron. Se, pron. Self 1 • Sebbene, av. Quoique, adv. Though 1 .. Secchio, m. Sceau, m. Bucket o — Secco, ag. m. Sec, adj. m. Dry o = Secchi, pi. Secs. pi. Dry o . Secca, ag. f. Sèche, adj. f. Dry 0 .. Secche, pi. Sèches, pi. Dry 1 - Secolo, m. Siècle, m. Age 1 = Secoli, pi. Siècles, pi. Ages 1 . Secondo, av. Selon, adv. According to 1 .. Se cosi è, av. Si cela est, adv. If that be so ) - Secretamente, av. Secrètement, adv. Secretey ) = Secreto, m. Secret, m. Secret ) . Secreti, pi. Secrets, pi. Secrets ) .. Secreta, ag. f. Secrète, adj. f. Private + - Secrete, pL Secrètes, pi. Private + = Sedia, f. Chaise, f. Chair + . Sedie, pi. Chaises, pL Chairs + .. Sedia d'appoggio, f. Fauteuil, m. Arm-chair "^ — Sedia di posta, f. Chaise de poste, f. Post-chaise ^>. == Sedizione, f. Émeute (sédition), f. Sedition -^ Seducente, ag. m. Séduisant, adj. m. Inviting *^. .. Seducenti, pi. Séduisants, pi. Inviting p - Seducente, ag. f. Séduisante, adj. f. Inviting p = Seducenti, pi. Séduisantes, pi. Inviting p . Seduttore, m. Séducteur, m. Seducer p .. Seduttori, pi. Séducteurs, pi. Seducers V - Seduttrice, f. Séductrice, f. Seducer V = Seduzione, f. Séduction, f. Seduction V . Seduzioni, pi. Séductions, pi. Seductions v .. Sega, f. Scie, f. Saw 0 — Se è vero S'il est vrai If it be true 0 = Segala, f. Seigle, f. Rye 0 . Segnale, m. Signal, m. Signal 0 .. Segnali, pi. Signaux, pi. Signals 1 ~ Segno, m. Signe, m. Sign / = Segni, pi. Signes, pi. Signs / • Segreta, f. Cachot, m. Dungeon / •• Segretario, m. Secrétaire Clerk A - Selciata, f. Pavé, m. Pavement A = Sella, f. Selle, f. Saddle A • Selle, pi. Selles, pi. Saddles A •• Sellajo, m. Sellier, m. Sadler T- Sellaj, pi. Selliers, pi. Sadlers T = Selva, f. Forêt, f. Forest T .Selve, pi. Forêts, pi. [m. Forests T..* Selvagio (feroce), ag. m. Sauvage (farouche), adj. Wifd €17 52. 618 SEL— SET L — iSelvagi (feroci), pi. Sauvage (farouche), pi. L = Selvagia (feroce), ag. f. Sauvage (farouche),adj.f L • 1 Selvagie (feroci), pi. Sauvages (farouches), pi L -. Sembianza, f. Ressemblance, f. ) - Semplice, m. f. Simple, adj. m. f. ) = Semplici, pi. Simples, pi. ) • Semplicità, f. Simplicité, f. ) -• Sempre, av. Toujours, adv. H- Se ne, pron. Se, en, pron. -». — Senza dir nulla, av. Sans rien dire, adv. . = Senza dubbio, av. Sans doute, adv. — . Senza fallo, av. Sans faute, adv. \ . . Senza pensarci, av Sans y penser, adv. ? - Sepolcro, m. Tombeau, m. P = Sepulcri, pi. Tombeaux, m. P • Sera, f. Soir, m. P •• Sereno, ag. m. Serein, adj. m. V — Serena, ag. f. Sereine, adj. f. V = Sermone, m. Sermon, m. v . Serpe, m. e f. Serpent, m. v .. Serratura, f. Serrure, f. 0 — Serva, f. Servante, f. 0 = Servile, ag. m. f. Servile, adj. m. f. 0 . Servili, pi. Serviles, pi. 0 .. Servilità, f. Servilité, f. / - Servilmente, av. Servilement, adv. / = Servitore, m. Serviteur, m. / • Servitore, m. Domestique, m. / .. Servitù, f. Servitude, f. A — Servizio, m. Service, m. A = Servizj, pi. Services, pi. A • Sesso, m. Sexe, m. A .. Se stesso, pr. ind. Soi-même, pron. ind. T — Se stesso, pr. n. Soi-même, pr. neut. T = Se stessa, pr. recip. ïlle-même, pron. réfi. T • Seta, f. soie, f. T •• Sete, f. soif, f. Wild Wild Wild Likeness Plain Plain Semplicity Always Of him (of it, of her, of Senate [them ) Senator Senators Bressl Seine Jugment Sensation Sensations Feeling Feeling Feeling Feelingly Sense Sensuality Verdict Decree Path Feeling Feelings Sentinel Without Friendeless Without money Without any (thing sa- Without doubt [ving) without fail Without thinking of it Tomb Tombs Evening Serene Serene Sermon Serpent Lock Servant Servile (slavish) Servile (slavish) Servility Servilely Servant Servant Slavery Service Services Sex One's self It self Itself Silk Thirst SET— SIF L - Settembre, m. Septembre, m. September L = Settentrionale, ag. m. Septentrional, adj. m. Northern L • Settentrionali, pi. Septentrionaux, pi. Northern L •• Settentrionale, ag. f. Septentrionale, adj. f. Northern ( - Settentrionali, pi. Septentrionales, pi. Northern ( = Settimana, f. Semaine, f. Week ( . Settimane, pi. Semaines, pi. Weeks ( •• Settimana scorsa, f. (la) Semaine dernière (la), f. Last week H - Severità, f. Sévérité, f. Severity H = Severamente, av. Sévèrement, adv. Severely H . Severo, ag. m. Sévère, adj. m. Severe H .. Severi, pi. Sévères, pi. Severe 1 - Severa, ag. f. Sévère, adj. f. Severe 1 = Severe, pi. Sévères, pi. Severe 1 . Se vi pare, av. S'il vous plait, adv. If you please 1 .. Sfarzo, m. Pompe, f. Pump o — Sfera, f. Sphère, f. Sphere o =■- Sferza, f. Fouet, m. Whip o . Sferze, pi. Fouets, pi. Whips 0 .. Sfogo, m. Soulagement, m. Relief 1 - Sfondo, m. Enfoncement, m. Dint 1 = Sforzo, m. Effort, m. Endeavour 1 . Sforzi, pi. Efforts, pi. Endeavours "1 .. Sfratto, m. Bannissement, m. Bannishment ) - Sfreggio, m. Affront, m. Affront ) = Sfregj, pi. Affronts, pi. Affronts ) . Sfrontatezza, f. Effronterie, f. Shamelessness ) .. Sfrontatamente, av. Impudemment, adv. Shamelessly -\ — Sfrontato, ag. m. Effronté, adj. m. Shameless + = Sfrontati, pi. Effrontés, pi. Shameless -f . Sfrontata, ag. f. Effrontée, adj. f. Shameless -f .. Sfrontate, pi. Effrontées, pi. Shameless *«N Sgabello, m. Tabouret, m. Stool ^ = Sgombero, m. Déménagement, m. Removing . Sgomento, m. Alarme, m. Alarm — .. Sguardo, m. Regard, m. Look p - Sguardi, pi. Regards, pi. Looks p = Si, av. Oui, adv. Yes p . Si, pron. On, pron. People, they p .. Si, pron. Se, pron. One' Self V — Sia (ovvero,) av. Soit, adv. Either V = Siate cortese, av. Soyez assez bon, adv. Be good enough V . Siccome, av. Comme, adv. Like V •• Sicilia, f. Sicile, f. Sicily 0 — Siciliano, m. Sicilien, m. Sicilian 0 = Siciliani, pi. Siciliens, pi. Sicilians 0 . Siciliana, f. Sicilienne, f. Sicilian woman 0 .. Siciliane, pi. Siciliennes, pi. Sicilian women / - Sicuramente, av. Assurément, adv. Surely / = Sicurrezza, f. Sûreté, f. Security / • Sicuro, ag. Sur, adj. Sure (confident) / - Sicuri, pi. Sûrs, pi. Confident (sure) A — Sicura, ag. f. Sure, adj. f. Confident (sure) A = Sicure, pi. Sûres, pi. Confident (sure) A . Sicurtà, f. Caution, f. Bail A •• Si dice, av. On dit, adv. It is reported T - Si è che, av. C'est que, adv. rhat T = Siepe, f. Haie, f. ?ence T - Siepi, pi. Haies, pi. 7ences 1" •• Si fa tardi, av. Il se fait tard, adv. I [t grows late 619 620 SIG— SMO L - f Sigillo, m. Cachet, m. L = - Sigilli, pi. Cachets, pL L • Signora, f . Madame, f. L .. Signore, pi. Mesdames, pL ( - Signore (al), m. A monsieur, m. .. Sincero, ag. m. Sincère, adj. m. -f — Sinceri, pi. Sincères, pi. 4- = Sincera, ag. f. Sincère, adj. f. + . Sincere, pi. Sincères, pi. + .. Sinfonia, £ Symphonie, f. "^ — Singolare, m. (il) Singulier, m. (le) *^N = Singolare, ag. f. Singulière, adj. f. ^ . Singolare, ag. m, Singulier, adj. m. ^x. .. Singolarmente, av. Singulièrement, adv. p - Singulto, m. Sanglot, m. p = Singulti, pi. Sanglots, pi. p . Sinistro, ag. m. Gauche, adj. m. p .. Sinistra, ag. f. Gauche, adj. f. [que) V - Sino, av. Jusque, adv. (jusqu'à ce V = Sinonimo, ag. m. Synouyme, ad. m. V . Sinonimi, pi. Synonymes, pi. V .. Sintassi, f. Syntaxe, f. 0 — Sintesi, f. Synthèse, f. Sintomo, m. Symptôme, m. 0 . Sistema, m. Système, m. 0 .. Sistemi, pi Systèmes, pi. / - Sistematicamente, av. i Systématiquement, adv. / - Sistematico, ag. m. systématique, adj. m. / • Sistematici, pi. systématiques, pi. / •• Sistematica, ag. f. systématique, adj. f. A - Sistematiche, pi. { systématiques, pi. A = Situazione, f. situation, f. A . Slitta, f. rraîneau, m. A •• • Smoccolatelo, m. Vïouchettes, f. pi. T — Smoderatamente, av. immodérément, adv. T = « smoderato, ag. m. Déréglé, adj. m. -r « ' Smoderati, pi. ] Déréglés, pi. ?•' smoderata, ag. f. ! Déréglée, adj. f. Seal Seals Madam (mylady) Ladies To my lord To my lady Of my lord Of my lady From my lord From my lady Lord Sir (mister) Gentlemen Silence Syllable Syllables Syllogism Similar Similar Similar Similar Symmetry Sympathy Sympathies Simulation Sincerly Sincerity True True True True Symphony Singular (the) Singular Singular Singularly Sobbing Sobbings Left Left Till (until!) Synonymous Synonymous Syntaxe Synthesis Symptom System Systems Systematically Systematical Systematical Systematical Systematical Situation Sledge Snuffers Immoderately Irregular Irregular Irregular SMO— SOR L - Smoderate, pi. Déréglées, pi. [rregular L = Sobborgo, m. Faubourg, m. Suburb L • Società, f. Société, f. Society L .. Società, pi. Sociétés, pi. Societies ( - Soddisfazione, f. Satisfaction, f. Satisfaction ( = Soffietto, m. Soufflet, m.(de cheminée) Bellows ( . Soffio di vento, m. Souffle de vent, f. Blast ( • Soffitto, m. Plafond, m. Ceiling H - Soffitti, pi. Plafonds, pi. Ceilings H = Sofisma, m. Sophisme, m. Sophism H • Soggetto, m. Sujet, m. Subject H •• Soggetti, pi. Sujets, pi. Subjects 1 - Sogghigno, m. Sourire^ m. Smile Soggiuntivo, m. Subjonctif, m. Subjunctive 1 Soggiorno, m. Séjour, m. Stay 1 Soglia, f. Seuil, m. Threshold o — Soglie, pi. Seuils, pi. Thresholds o = Sogno, m. Songe, m. Dream 0 . Sogni, pi. Songes, pi. Dreams o .. Solco, m. Sillon, m. Furrow 1 - Solchi, pi. Sillons, pi. Furrows 1 = Soldato, m. Soldat, m. Soldier H . Soldati, pi. Soldats, pi. Soldiers "1 .. Soldo, m. Sous, m. Penny ) — Soldi, pi. Sous, pi. Pence ) = ) . Sole, m. Soleil, m. Sun Solennità, f. Solennité, f. Solemnity ) •• Solito, ag. m. Habitué, adj. m. Accustomed H Soliti, pi. Habitués, pi. Accustomed 4- = Solita, ag. f. Habituée, adj. f. Accustomed -f . Solite, pi. Habituées, pi. Accustomed + •• Solitudine, f. Solitude, f. Solitude ^ — Solo, ag. m. Seul, adj. m. Single Soli, pi. Seuls, pi. Single »«•* Sola, ag. f. Seule, adj. f. Single "»>* . . Sole, pi. Seules, pi. [ment Single p — Sollecitamente, av.. Diligemment, prompte - Diligently P = Sollecito, ag. m. Diligent, adj. m. Diligent p . Solleciti, pi. Diligents, pi. Diligent P •• Sollecita, ag. f. Diligente, adj. f. Diligent V — Sollecite, pi. Diligentes, pi. Diligent V = Sollecitudine, t. Diligence, promptitude Diligence V • Solo, solamente, aY. Seulement, seul, adv. Alone V .. 0 — Solstizio, m. Solstice, m. Solstice Sonno, m. Sommeil, m. Sleep 0 = Sono, av. Ce sont, adv. They are 0 . Sono le....,(ore)av. Il est.... heures, adv. It is o'clock 0 .. Sontuosità, f. Somptuosité, f. Sumptuousness / - / = / . / •• Sopra, prep. Sur, prép. On (upon) Sopracciglia, f. pi. Sourcils, m. pi. Eye brows Soprannome, m. Surnom, m. Surname Soprappiù ( il ), m. Le surplus, m. Overplus A — Soprascritta, f. Adresse, f. Direction A = Soprattutto, av. Surtout, adv. Above all A • Sorbetto, m„ Sorbet, m. Sherbet A •• Sorbetti, pi. Sorbets, pï. Sherbets T — Sorcio, m. Souris, f. Mouse T = Sorci, pi. Souris, pL Mice T • Sordità, f. Surdité, f. Surdity T •• 1 Sordo, m. Sourd, m. Deaf man 621 622 L - L = L • SOR— SPA Sordi, pi. Sorda, f. Sorde, pi. Sordo, ag. m. Sordi, pi. Sorda, ag. f. Sorde, pi. Sordidezza, f. Sorella, f. Sorelle, pi. Sorgente, f. Sorgenti, pi. Sorpresa, f. Sorta, f. Sorte, f. Soscrittore, m. Soscrittori, pi. Soscrizione, f. Soscrizioni, pi. Sospetto, m. Sospetti, pi. Sospetto, ag. m. Sospetti, pi. Sospetta, ag. f. Sospette, pi. Sospettoso, ag. m. Sospettosi, pi. Sospettosa, ag. f. Sospettose, pi. Sospiro, m. Sospiri, pi. Sostantivo, m. Sostantivi, pi. Sostegno, m. Sotto, av. Sotto-coppa, f. Sotto-coppe, pi. Sottossopra, av Sottrazione, f . Sovente, av. Sovrano, m. Sovrani, pi. Sozzo, ag. m. Sozza, ag. f. Spaccio, m. Spada, f. Spade, pi. Spagna, f. Spagnuola, f. Spagnuole, pi. Spagnuolo, m. Spagnuoli, pi. Spago, m. Spalla, f. Spalle, pi. Spasimo, m. Spaventevole, ag. m. f. Spaventevoli, pi. Spaventevole, ag. m. f. Spaventevoli, pi. Sourds, pi. Deaf man Sourde^ fi Deaf woman Sourdes, pL Deaf women Sourd, adj. f. Deaf Sourds, pi. Deaf Sourde, f. Deaf Sourdes, pi. Deaf Saleté, f. Dirtiness. Sœur, f. Sister Sœurs, pi. Sisters Source, f. Spring Sources, pi. Springs Surprise, f. Surprise Espèce, f. Kind Sort, m. Fate Souscripteur, m. Subscriber Souscripteurs, pu Subscribers Souscription, f. Suscription Souscriptions, pi. Suscriptions Soupçon, m. Suspicion Soupçons, pi. Suspicions Suspect, adj. m. Suspected Suspects, pi. Suspected Suspecte, adj. f. Suspected Suspectes, pi. Suspected Soupçonneux, adj. m. Suspicious Soupçonneux, pi. Suspicious Soupçonneuse, adj. f. Suspicious Soupçonneuses, pi. Suspicious Soupir, m. Sigh Soupirs, pi. Sighs Substantif, m. Substantive Substantifs, pi. Substantives Soutien, m. Support Sous, adv. Under Sous-coupe, f. Saucer Sous-coupe, pi. Saucers Sens dessus dessous, adv. Topsy turvy Soustraction, f. Substraction Souvent, adv. Often Souverain, m. Sovereign Souverains, pi. Sovereigns Sale, adj. m. Dirty Sale, adj. f. Dirty Débit, m. Sale Épée, f. Sword Ëpées, pi. . Swords Espagne, f. Spain Espagnole, f. Spanish woman Espagnoles, pi. Spanish women Espagnol, m. Spaniard Espagnols, pi. Spaniards Ficelle, f. String Épaule, f. Shoulder Épaules, pi. Shoulders Spasme, m. Spasm Épouvantable, adj. m. f. Frightful Épouvantables, pi. Frightful Effroyable, adj. m. f. Dreadful Effroyables, pi. Dreadful Spavento, m. Spazio, m. Spazzola, f. Specchio, m. Specie, f. Specula, f. Spedizione f. Spera, f. Speranza, f. Spergiuro, ag. m, Sperso, ag. m. Spesa, f. Spese, pi. Spesso ( il più), av. Spesso, av. Spettacolo, m. Spezieria, f. Speziale, m. Speziali, pi. Spia, f. Spiaggia, f. Spiagge, pi. Spiaggia, f. (lido, m.) Spiagge, f. pi. (lidi, pi.) Spiedo, m. Spiedi, pi. Spiegazione, f. Spiga di grano, f. Spilla, f. Spille, pi. Spina, f. Spinaci, pi. Spirito, m. Spiriti, pi. Spiritoso, ag. m. Spiritosi, pi. Spiritosa, ag. f. Spiritose, pi. Splendente, ag. f. Splendenti, pi. Splendente, ag. m. Splendenti pi. Splendido, ag. m. Splendidi, pi. Splendida, ag. f. Splendide, pi. Spoglia, f. Spoglie, pi. Sponda, (. Sponde, pi. Sponda, f. Sponde, pi. Sponga, f. Sponghe, pi, Sposo, m. Sposa, f. Sproposito, m. Spropositi, pi. Squadrone, m, Staffa, f. SPA— STA Epouvante, f. Fright Espace, m. Space Vergette, Jf. Brush Miroir, m. Looking glass Espèce, f. Species Observatoire, m. Observatory Expédition, f. Expedition Glace, f. Looking glass Espérance, f. Hope Parjure, adj. m. Perjured Égaré, adj. m. Wandering Dépense, f. Expence Dépenses, pi. Expence Le plus souvent, adv. Most frequently Souvent, adv. Often Spectacle, m. Spectacle Pharmacie, f. Pharmacy Apothicaire, m. Apothecary Apothicaires, pi. Apothecaries Espion, m. Spy Rivage, m. Shore Rivages, pi. Shores Bord de. la mer, m. Sea-coast Bords de la mer, pi. Sea-coasts Broche, f. Spit Broches, pi. Spits Explication, f. Explication Épi de blé, m. Ear of corn Épingle f . Pin Épingles, pi. Pins Épine, f. Thorn Épinards, pi. Spinage Esprit, m. Wit Esprits, pi. Wits Spirituel, adj. m. Witty Spirituels, pi. Witty Spirituelle, adj. f. Witty Spirituelles, pi. Witty Éclatante, adj. f. Sparkling Éclatantes, pi. Sparkling Éclatant, ad. f. Sparkling Éclatants, pi. Sparkling Splendide, adj. m. Splendid Splendides, pi. Splendid Splendide, adj. f. Splendid Splendides, pi. Splendid Dépouille, f. Spoil Dépouilles Spoils Bord, m. Shore Bords, pi. Shores Bord de la rivière, m. River-side Bords de la rivière, pi. River-sides Éponge, f. Spunge Éponges, pi. Spunges Époux, m. Husband Épouse, f. Wife Sottise, f. Folly Sottises, pi. Follies Escadron, m. Squadron Étrier, m. Stirrup 623 624 L - L = L . STA— SÏR Staffe, pi. Stafetta, f. Stagno, f. Stagni, pL Stalla, f. Stampa, f. Stamperia, f. Stamperie, pi. Stampatore, m. Stampatori, pi. Stanga, f. Stato, m. Stati, pi. Stati uniti, pi. Statura, f. Statua, pi. Statue, f. Stella, f. Stelle,pi. Stecco, m. Stenografia, f. Stessa, f. Stesse, pi. Stesso, m. Stessi, pi. Stile, m. Stima, f. Stivali, m. pi. Stocolm (citta) Stoffa, f. Stomaco, m. Stoppia, f. Stordito, m. Storditi, pi. Stordita, f. Stordite, pi. Storia, f. Straccio, m. Strada maestra, f. Strada, f. Strade, pi. Strage, m. Stranezza, pi. Stranezze, f. Straniero, m. Stranieri, pi. Straniera, f. Straniere, pi. Straniero, ag. m. Stranieri, pi. Straniera, adg. f. Straniere, pi. Strano, av. Straordinariamente, av. Straordinario, ag. m. Straordinary, ag. f. Straordinaria, Straordinarie, pi. Strattagemma, m. Strattagemmi, pi. Ëtriers, m. Stirrups Estafette, f. Express Étang, m. Fond Étangs, pi. Fonds Étable, f. Stable Impression, f. Printing Imprimerie, f. Printing office Imprimeries, pi. Printing offices Imprimeur, m. Printer Imprimeurs, pi. Printers Barre, f. Bar État, m. State États, pi. States États-Unis, pi. m. United-states Taille, f. Size Statue, f. Statue Statues, pi. Statues Étoile, f. Star Étoiles, pi. Stars Plioir, m. Folding stick Sténographie, f. Short-hand writing Même, f. Same Mêmes, pi. Same Même, m. Same Mêmes, pi. Same Style, m. Style Estime, f. Esteem Bottes, m. pi. Boots Stockholm (ville), Stockholm Étoffe, f. Stuff Estomac, m. Stomach Chaume, m. Stuble Étourdi, m. Blunderer Étourdis, pi. Blunderer Étourdie, f. Blunderer Étourdies, pi. Blunderer Histoire, f. History Haillon, m. Rag Grand'route, f. High-way Rue, f. Street Rues, pi. Streets Massacre, m. Carnage Extravagances, pi. Strange thing Extravagance, f. Strange things Étranger, m. Foreigner Étrangers, pi. Foreigners Étrangère, f. Foreigner Étrangères, pi. Foreigners Étranger, adj. m. Foreign Étrangers, pi. Foreign Étrangère, adj. f. Foreign Étrangères, pi. Foreign Etrange, adv. Strange Extraordinairement, ad. Extraordinary Extraordinaire, adj. m. Extraordinary Extraordinaires, pi. Extraordinary Extraordinaire, adj. f. Extraordinary Extraordinaires, pi. Extraordinary Stratagème, m. Stratagem Stratagèmes, pi. Stratagems STR— SUL 625 Stravaganza, f. Stretto, m. Stretto, ag. m. Stretti, pi. Stretta, ag. f. Strette, pi. Strido, m. Stringa, f. laceinolo, m Strozzatura, f. Strumento, m. Strumenti, pi. Studente, m. Studenti, pi. Studio, m. Studj, pi. Studiolo, m. Studioso, ag. m. Studiosi, pi. Studiosa, ag. f. Studiose, pi. Stufa, f. Stufe, pi. Stuoja, f. Stupidamente, av. Stupidita (bestialità), f. Stupido, ag. m. Stupidi, pi. Stupida, ag. f. Stupide, pi. Stupore, m. Su, sopra, prep. Su, av. Sua, pron. poss. f. Sue, pi. Subito (immediatamente) Subito, av. [av. Successione, f. Successivamente, av. Successivo, ag. m. Successivi, pi. Successiva, ag. f. Successive, pi. Successo, m. Successore, m. Successori, pi. Sud, m. Suddito, m., Sudditi, pi. Sudore, m. Sudori, pi. Suffragio, m. Suffragj, pi. Suggello, m. Sughero, m. Sul, prep. m. s. Sullo, prep. m. s. Sugli, pi. Sui, pi. Sul tardi, av. Sulla, prop, t Extravagance, f. Extravagance Détroit, m. Strait Étroit, adj. m. Narrow Étroits, pi. Narrow Étroite, adj. f. Narrow Étroites, pi. Narrow Cri, m. Cry Lacet, m. Lace Étranglement, m. Choking instrument, m. instrument Instruments; pi. Instruments Étudiant, m. Student Étudiants, pi. Students Étude, f. Study Etudes, pi. Studies Secrétaire, m. Secretary Studieux, adj. m. Studious Studieux, pi. Studious Studieuse, adj. f. Studious Studieuses, pi. Studious Poêle, m. Stove Poêles, pi. Stoves Natte, f. Mat Stupidement, adv. Stupidly Stupidité (bêtise), f. [ad. Stupidity Stupide, ad. m. Stupid Stupides; pi. Stupid Stupide, adj. f. Stupid Stupides, pi. Stupid Étonnement, m. Astonishment Sur, adv. prép. Upon (on) En haut, adv. Above Sa, pron. poss. f. His Ses, pi. His Soudain, adv. Suddenly Aussitôt, adv. Immediately Succession, f. Succession Successivement, adv. Gradually Successif, adj, m. Successive Successifs, pi. Successive Successive, adj. f. Successive Successives, pi, Successive Succès, m. Success Successeur, m. Successor Successeurs, pL Successors Sud, m. South Sujet, m. Subject Sujets, pi. Subjects Sueur, f. Sweat Sueurs, pi. Sweats Voix, f. Vote Voix, pi. Votes Cachet, m. Seal Liège, m. Cork Sur le, prép. m. s. Upon the (on the) Sur le, prép. m. s. Upon the (on the) Sur les, pi. Upon the (on the) Sur les, pi. Upon the (on the) Sur le tard, adv. Late in the evening Sur la, prop. f. Upon the (on the) 53 62*> L - Salii, pi. L = Sua cognata, f. L . Suo cognato, m. L . . Sua cugina, f. ( _ Suo cugino, m. ( = Sua figlia, f. ( . Suo figlio, m. (,, Suo fratello, m. -j _ Suo genero, m. ^ — Sua madre, f. _4, Suo marito, m. _^ . . Sua moglie, f. j _ Suo nipote, m. j = Sua nipote, f. j . Suo nonno, m. j . . Sua nonna, f. O — Sua nuora, f. O = Suo padre, m. 0 . Sua sorella, f. O . . Suo zio, m. "1 — Sua zia, f. "1 = Sua maestà, f. ~j .Sua santità, f. ~j . . Sua altezza, f. ) — Sua eccellenza, f, ) = Suo (il), pr. p. m. ), Suoi (i), pi. ) .. Sua (la), pr. p. _l Sue (le), pi. Suo, sua, suoi, sue, pr. Suocero, m. [poss. imp Suocera, f. Suolo, m. Suono, m. Suoni, pi. Superbia, f. Superbo, ag. m. Superbi, pi. Superba, ag. f. Superbe, pi. Superficie, f. Superfluità, f. Superfluità, pi. Superiore, m. Superiori, pi. Superiore, ag. m. Superiori, pi. Superiore, ag. f. Superiori, pi. Superiorità, f. Superlativo, m. (il) Superstite, m. Supino, ag. m. Supina, ag. f. Su via, av. Svedese, m. Svelto, ag. m. Svelta, ag. f. Svezia, f. SUL— SVE Sur les, pi. Sa belle-sœur, f. Son beau-frère, m. Sa cousine, f. Son cousin, m. Sa fille, f. Son fils, m. Son frère, m. Son gendre, m. Sa mère, f. Son mari, m. Sa femme, f. Son neveu, m. Sa nièce, f. Son grand-pére, m. Sa grand'mère, f. Sa bru, f. Son père, m. Sa soeur, f. Son oncle, m. Sa tante, f. Sa majesté, f. Sa sainteté, f. Son altesse, f. Son excellence, f. Le sien, pr. p. m. Les siens, pi. La sienne, pr. p. f. Les siennes, pi. Son, sa, ses, pron. poss. Beau-père, m. [imper. Belle-mère f. Sol, m. Son, m. Sons, pi. Fierté, f. Fier, adj. m. Fiers, pi. Fière, adj. f. Fières, pi. Surface, f. Superfluity, 1 Superfluités, pi. Supérieur, m. Supérieurs, pi. Supérieur, adj. m. Supérieurs, pi. Supérieure, adj. f. Supérieures, pi. Supériorité, f. Superlatif, m. (le) Survivant, m. Couché sur le dos, adv. Couchée sur le dos, adv. Allons, adv. Suédois, m. oise, f. Agile, adj. m. Agile, adj. f. Suède, f. Upon the (on the) His sister in law His brother in law His cousin His cousin His daughter His son His brother His son in law His mother His husband His wife His nephew His niece His grand father His grand mother His daughter in law His father His sister His uncle His aunt His majesty His holiness His highness His excellency His His Her Her Its Father in law Mother in law Soil Sound Sounds Pride Proud Proud Proud Proud Surface Superfluity Supeifiuitie» Superior Superiors Superior Superior Superior Superior Superiority The superlative degree Outliving Laid on his back Laid on her back Come Swede Nimble Nimble Sweden Svizzera, f. Svizzero, m. Svizzeri, m. pi. Svizzera, f. SVI— TAZ Suisse, f. Suisse, m. Suisses, m. Suisse, L pi. Switzerland Swiss Swiss (the) Suiss woman 627 . — Tenente, m. Lieutenant m. Lieutenant -«» = Tenerezza, f. Tendresse, f. Tenderness ">-» Tenero, ag. m. Tendre, adj. m. Tender . *"••. . . Teneri, pi. Tendres, pi. Tender e — Tenera, ag. f. Tendre, adj. f. Tender p = Tenere, pi. Tendres, pi. Tender p . Terme, f. pi. Thermes, f. pi. Thermes e •• Termine, m. Terme, m. End v — Termometro, m. Thermomètre, m. Thermometer v = Terra, f. Terre, f. Earth (land) V . Terre, pL Terres, pi. Earths (lands> v .. Terrapieno, m. Terre-plein, m. Terrace 0 — Terrazzo, m. Terrasse, f. Terrace 0 = Terremuoto, m. Tremblement de terret Earth quake 0 . Terreno, m. Terrain, m. [m. Ground 0 .. Terrore, m. Terreur, f. Terror 1 - Tesoreria, L Trésor, m. Treasory 1 = Tesoriere, m« Trésorier, m. Treasurer / . Tesoro, nu Trésor, m. Treasure / •• Tesori, pk Trésors. pL Treasures A — Tessitore, m» Tisserand, m. Weaver A = Tessitura, f. Tissure, f. Texture A • Tessuto, m. Tissu, m. Tussue A •• Testa, f. Tète, f. Head T — Teste, pi. Têtes, pi. Heads T = Testamento, m. Testament, m. Will T • Testamenti, pL Testaments, pi. Wills TES— TAD L - Testimonio, m. Témoin, m. Witnes L = Testimonj, pi. Témoins, pi. Witnesses L • Tetto, m. Toit, m. Roof L .- Tetti, pi. Toits, pi. Roofs C - Tevere, m. (fiume) Tibre, m. (fleuve) Tiber ( = Ti, pron. pers. dat. Toi, à toi, pron. $ers. To thee s. Trionfalmente, av. En triomphe, adv. Triumphantly p - Trionfo, m. Triomphe, m. Triumph p = Trionfi, pi. Triomphes, pi. Triumphs p . Tristamente, av. Tristement, adv. Sorrowfully e .. Tristezza, f. Tristesse, f. Sorrow V — Tristo, ag. m. Triste, adj. m. Sorrowful v = Tristi, pi. Tristes, pi. Sorrowful v . Trista, ag. f. Triste, adj. f. Sorrowful v .. Triste, pi. Tristes, pi. Sorrowful 0 — Trombetta, f. Trompette, m. (l'homme) Trumpeter 0 = Trombette, pi. Trompettes, pi. Trumpeters 0 . Tromba, f. Trompette, f. Trumpet 0 .. Trombe, pi. Trompettes, pi. Trumpets / - Trono, ni. Trône, m. Throne / = Troni, pi. Trônes, pi. Thrones / • Troppo, av. Trop, adv. Too (too much) / ■• Troppo presto, av» Trop tôt, adv. Too early A - Troppi, pi. Trop, pi. Too many A = Troppa, ag. f. Trop, adv. et adj. f. Too (too much) A • Troppe, pi. Trop, pi. Too A .. Troppo caro, av. Trop cher, adv. Too dear T - Troppo presto, av. Trop tôt, adv. Too early T = Truppa, f. Troupe, f. Troop T • Truppe, pi. Troupes, pi. Troops T -. Tua cognata, f. Ta belle-sœur, f. Thy sister in law TUO— UDÌ 6 L - Tuo cognato, m.. Ton beau-frère, m. Thy brother in law L = Tua cugina, f. Ta cousine, f. Thy cousin L • Tuo cugino, m. Ton cousin, m. Thy cousin L •• Tua figlia, f. Ta fille, f. Thy daughter ( - Tuo figlio, m. Ton fils, m. Thy son ( = Tuo fratello, m., Ton frère, m. Thy brother ( • Tuo genero, m. Ton gendre, m. Thy son in law ( •• Tua madre, f. Ta mère, f. Thy mother H- Tuo marito, m. Ton mari, m. Thy husband H = Tua moglie, f. Ta femme, f. Thy wife H • Tuo nipote, m... Ton neveu, m. Thy nephew H .- Tua nipote, L Ta nièce, f. Thy niece 1 - Tuo nonno, m. Ton grand-père, m. Thy grand father 1 = Tua nonna, f. Ta grand'mère, t Thy grand mother 1 • Tua nuora, f. Ta bru, f. Thy daughter in law 1 -. Tuo padre, m. Ton père, m. Thy father o — Tua sorella, f. Ta sœur, f. Thy sister o = Tuo zio, m. Ton oncle, m. Thy uncle 0 . Tua zia, f. Ta tante, f. Thy aunt o .. Tu, pron. Tu, pron. Thou 1 — Tu, te stesso, pr. recip. Toi-même, pron. refi. Thyself n = Tua, (la) pron. p oss. f. Ta, pron. poss. f. Thy 1 . Tuo, (il) pron. poss. Ton, pr. poss. m. Thy 1 .. Tuoi (i), pi. Tes, pi. Thy ) - Tue (le), pi. Tes, pi. Thy ) = Tumulto, m. Tumulte, m. Tumult ) . Tuo, pr. posa. ni. Le tien, pr. poss. m. Thine ) .. Tuoi, pi. Les tiens, pi. Thine + — Tua, pron. poss. f. La tienne, pr. poss. f. Thine + = Tue, pi. Les tiennes, pi. Thine + • Tuono, m. Tonnerre, m. Thunder + .. Tuoni, pi. Tonnerres, pL Thunders •«>. — Turaccio, m. Bouchon, m. Cork ^s» = Turbamento, m. Trouble, m. Trouble *»». . Turbine, m. Tourbillon, m. Whirlwind »->. .. Turbini, pi. Tourbillons, pL Whirlwinds P - Turchia, f. Turquie, f. Turkey P = Turco, m. Turc, m. Turck P • Turchi, pi. Turcs, pi. Turcks P •• Turchino, ag. m. Bleu, adj. m. Azure V - Tutt'altrimenti, av. Tout autrement, adv. Ouite otherwise V = Tutta, ag. f. Toute, adj. f. All v . Tutte, pi. Toutes, pi. All v .. Tuttavia, pero, av. Toutefois, adv. Yet 0 — Tutto, ag. m. Tout, adj. m. All 0 = Tutti, pi. Tous, pi. All 0 . Tutto ciò che, pr. ind. Tout ce que, pr. ind. Whatever 0 .. Tutto insieme, av. Tout ensemble, adv. Altogether / - Tutto il giorno, av. Tous les jours, adv. JToutauplus, adv. Every day / = Tutto al più, av. At most u / . Ubbriachezza, f. Ivresse, f. / .. Ubbriaco, m. Ivrogne, m. A - Uccello, m. Oiseau, m. A = Uccelli, pi. Oiseaux, pi. A • Uccisione, f. Meurtre, m. A .. Udienza, f. Audience, f. Drunkenness Drunk Bird Birds Murder Audience 632 UDÌ— USO L - Udito, m. Ouïe, m. L = Uditorio, m. Auditoire, m. L • Uffizio, m. Bureau, m. L ... Ultimamente, av. Dernièrement, adv. ( - Ultimar olta (1'), av. Dernière fois, adv. ( = Ultimo, m. Dernier, m. ( • Ultimi, pi. Derniers, pi. ( .. Ultima, f. Dernière, f. H- Ultime, pi. Dernières, pi. H = Umanità, f. Humanité, f. H • Umano, ag. m. Humain, adj. m. H •• Umani, pi. Humains, pi. 1 - Umana, ag. f. Humaine, pi. I = Umane, pi. Humaines, pi. 1 Umbilico, m. Nombril, m. 1 .. Umidita, f. Humidité, f. o — Umido, ag. m. Humide, adj. m. o = Umidi, pi. Humides, pi. o . Umida, ag. f. Humide, adj. f. 0 .. Umide, pi. Humides, pi. "1 - Umore, m. Humeur, f. 1 = Umori, pi. Humeurs, pi. 1 . Un'altra volta, av. Une autre fois, adv. 1 .. Una mezz' ora, av. Une demi -heure, adv. ) - Un anno, m. Un an, m. ) = Un anno fa, av. Il y a un an, adv. ) . Una, f. Une, f. ) .. Une (le), pi. f . Unes (les), pi. f. + - Una volta, av. Une fois, àdv. + = Uno, m. Un, m. une, f. + . Uni, pi. (gli), une (le) Uns (les), unes (les), pl.m + .. Un, una, m. Un, une, m. f. / - Unico, ag. m. Unique, adj. m. / = Unica, ag. f. Unique, adj. f. / . Unicamente, av. Uniquement, adv. / .. Università, f. Université, f. p - Un minuto, m. Une minute, f. p = Un poco tardi, av. Un peu tard, adv. p . Uno, una, pr. Un, une, pr. p .. Un'ora, f. Une heure, f. V - Un quarto d'ora, m. Un quart d'heure, m. V = Un secolo, m. Un siècle, m. V . Un tantino, av. Un petit peu, adv. V .. Untempo(altre volte),av. Jadis, adv. 0 — Unghie, f. pi. Ongles, f. pi. 0 = Unione, f. Union, f. 0 . Universo, m. Univers, m. 0 .. Unito, ag. m. Uni, adj. m. / - Uniti, pi. Unis, adj. m. pi. / = Unita, ag. f. Unie, adj. f. / ■ Unite, pi. Unies, pi. / •• Uomo di stato, m. Homme d'état, m. A - Uomini di stato, pi. Hommes d'état, pi. A = Uomo, m. Homme, m. A • Uomini, pi. Hommes, pi. A •• Uovi freschi, m. pi. OEufs frais, pi. T- Uovo, m. OEuf, m. T = Uovi, pi. OEufs, pi. T . Uovaruolo, m. Coquetiers, m. T •• Uso, m. Usage, m. Hearing Auditory- Office Lately Lats-time (the) Last Last Last Last Humanity Humane Humane Humane Humane Naval Dampnes Damp Damp Damp Damp Humour Humours Once more Half an hour A year A year ago One (a) Some Once One Some A Only Only Only University A minute Latish An An hour A quarter of an hour An age Little (a) Of old time Nails Union Universe United United United United State's man State's men Man Men Fresh-egg3 Egg Eggs Egg stand Use USI— VEN L - Usi, pi. Usages, pi. Uses L = Uso, m. Usage, m. Use L • Usi, pi. Usages, pi. Customs. L •• Utensile, m. Outil, m. Tool ( - Utensili, pi. Outils, pi. Tools ( = Utile, ag. m. f. Utile, adj. m. f. Useful ( • Utili, pi. m. f. Utiles, pi. m. f. Useful ( .. Utilmente, av. Utilement, adv.., Usefully H- Utilità, f. Utilité, f. Usefulness 633 H = Vacanze, f. Vacances, f. pi. Holy days H • Vacca, f. Vache, f. Cow ^ •• Vacche, pi. Vaches, pi. Cows i - Vajuolo, m. Petite vérole, f. Small-pox, i = Valle, f . Vallée, f. Valley i • Valli, pi. Vallées, pi. Valleys Valletta, f. Vallon, m. Vale o — Vallette, pL Vallons, pi. Vales 0 = Vantaggio, m. Avantage, m. Advantage 0 . Vantaggi, pi. Avantages, pi. Advantages 0 .. Vapore, m. Vapeur, pi. Steam 1 - Vapori, pi. Vapeurs, pi. Steams "Ì = Varsovia (città) Varsovie (ville) Warsaw 1 . Vasington (citta) Wasington (ville) Washingtoa 1 .. Vaso da insalata, t m. Saladier, m. Sallad-dish ) - Vaso, m. Pot, m. Pot ) = Vasi, pi. Pots, pi. Pots ) . Vaso da tè, m. Théière, f. Tea-pot ) .. Vasi da tè, pi. Théières, pi. Tea-pots 4- — Vasto (grande), ag. m. Vaste (grand), adj. m. Extensive + = Vasti (grandi), pi. Vastes (grands), pi. Extensive + . Vasta (grande), ag. f. Vaste (grande), adj. f. Extensive + -. Vaste (grande), pi. Vastes ( grandes) j pL Extensive •^ — Vecchiaia, f. Vieillesse, f. Old age •^ = Vecchio, ag. m. Vieux, adj. m. Old *»* . Vecchi, pi. Vieux, pi. Old *■««. .. Vecchia, ag. f. Vieille, adj. 1 Old p — Vecchie, pi. Vieilles, pi. Old p = Vecchione, m. Vieillard, m. Old man p . Vecchioni, pi... Vieillards, pi. Old men p .. Vecchiona, f. Vieille femme, f. Old woman V — Vecchione, pi. Vieilles femmes, pi. Old women V = Vedovanza, t, Veuvage, f. Widowhood v . Vedovo, m. Veuf, m. Widower v .. Vedova, f. Veuve, f. Widow 0 — Vedove, pi. Veuves, pi. Widows 0 = Veemenza, f. Impétuosité, f. Impetuosity 0 . Vela, f. (di nave) Voile, f . ( de navire) Sail 0 •• Vele, pi. Voiles, pi. Sails / - Velo, m. Voile, m. Veil / = Veli, pi. Voiles, pi.Veils / . Vena, f. Veine, f. Vein / .. Vene, pi. Veines, pi. Veins A - Venalità, f. Vénalité, f. Venality A = Vendemmia, f. Vendange, f* Vindange A . Vendetta, f. Vengeance, f. Vengence A •• Ve ne, pron. Vous en pron. You 634 VEN— VET L - Venerabile, m. t Vénérable,- m. f. Venerable L = Venerdì, m. Vendredi, m. Fr iday L • Venerdì santo, m. Vendredi saint, m. Good-friday L •• Venezia, f. ( e ) Venise, f. (v.) Venice ( - Ventaglio, m. Éventail, m. Fan ( = Vento, m. Vent, m. Wind ( • Venti, pi. Vents, pi. Wind3 ( •• Ventre, m. Ventre, m. Belly H- Veramente, av. Vraiment, adv. Truly ^ = Vera, ag. f. Vraie, adj. f. True -\ Vere, pi. Vraies, pi. True H .. Vero, ag. m. Vrai, adj. m. True 1 - Veri, pi. Vrais, pi. True 1 = Verbo, m. Verbe, m. Verb 1 . Verbi, pi. Verbes, pi. Verbs 1 .. Verde, m. Vert, m. Green o — Verde, ag. m. Vert, adj. m. Green o = Verdi, pi. Verts, pi. Green o . Verde, ag. f. Verte, adj. f. Green o .. Verdi, pi. Vertes, pi. Green 1 - Verdura, f. Verdure, f. Verdure 1 = Verdure, pi. Verdures, pi. Verdures 1 . Y erga, f. Verge, f. Road 1 .. Vergine, f. Vierge, f. Virgin ) - Vergogna, f. Honte, f. Shame ) = Vergognosamente, av. Honteusement, adv. Shamefully ) . Vergognoso, ag. m. Honteux, adj. m. Shameful ) .. Vergognosi, pi. Honteux, pi. Shameful + — Vergognosa, ag. t Honteuse, adj. f. Shameful + = Vergognose, pi. Honteuses, pL Shameful + . Verità, f. Vérité, f. Truth (verity) + .. Verità, pi. Vérités, pi. Truths (verities) 1 — — Verme, m. Ver, m. Worm ~x» = Vermi, pi. Vers, pi. Worms *»v . Vernice, f. Vernis, m. Varnish .. Verno, m. Hiver, m. Winter p - Verso, m. Vers, m. Verse p = Versi, pi. Vers, pi. Verses p . Verso, av. Vers, adv. Towards p .. Verso casa, av. Vers la maison, adv. Home ward V - Vescovo, m. Évêgue, m. Bishop V = Vescovi, pi. Évêques, pi. Bishops V . Vescovato, m. Évêché, m. Bishopric V •• Vescovati, pi. Évéchés, pi. Bishoprics 0 — Vespa, f. Guêpe, f. Wasp 0 = Vespajo, m. Guêpier, m. Wasp's nest 0 . Vespro, m. Vèpre, m. Vespers 0 .. Vesta, f. Robe, f. Gown / - Vesti, pi. Robes, pi. Gowns / = Vestigio, m. Vestige, m. Remains / • Vestimento, m. Habillement, m. Suit of clothes / •• Vestito, m. Habit, m. Coat A - Vestiti, pi. Habits, pi. Coats A = Veterinario, m. Vétérinaire, m. Horse doctor A .Vetrajo, m. Vitrier, m. Glazier A .. Vetro, m. Vitre, m. Glass T - Vetri, pi. Vitres, pi. Glasses T = Vetro, m. Vitre, m. Pane T • Vetri, pi. Vitres, pi. Panes T .. Vetta, f. Cime, f. Top VET— VIO - L - Vettura, f. Voiture, f. Coach Ljf Vetture, pi. Voitures, pi. Coachs L . Vetturale, m. Voiturier, m. Carrier L .. Vezzoza, f. Jolie, f. Handsome ( - Vezzose, pi. Jolies, pi. Handsome ( = Vi, pron. A vous, pron. To you ( . Vi, pron. Vous, pron. You ( .. Vi, pron. relat. Y, pron. relatif To it, to them H- Via, f. Voie, f. Way H = Vie, pi. Voies, pi. Ways H • Via, f. Route, f. Road -1 - Vie, pi. Routes, pi. Roads 1 — Via, av. Allons, adv. Come 1 = Via, f. Chemin, m. Road I • Viaggiatore, m. Voyageur, m. Traveller 1 .. Viaggiatori, pi. Voyageurs, pi. Travellers o — Viaggiatrice, f. Voyageuse, f. Traveller o = Viaggio, m. (gran) Voyage, m. Voyage o . Viaggi, pi. Voyages, pi. Voyages o .. Viale, m. Allée, f. Alley "1 - Viali, pi. Allées, pi. Alleys 1 = Viandante, m. Voyageur, m. Traveller 1 . Vicario, m. Vicaire, m. Curate 1 .. Vicenda, f. Vicissitude, f. Change ) - Vicende, pi. Vicissitudes, pi. Changes ) = Vicendevolmente, av. Réciproquement, adv. Reciprocally ) . Viceré, m. Vice-roi, m. Viceroy ) .. Viceversa, av. Viceversa, adv. Viceversa + — Vicinanza, av. Voisinage, adv. Neighbourhood + = Vicinato, m. Le voisinage, m. The neighbourhood + . Vicino, m. Voisin, m. Neighbour + .. Vicini, pi. Voisins, pi. Neighbours *»x.~ Vicino, av. Auprès, adv. Near, by *>. = Vicina, ag. f. Voisine, adj. f. Neighbouring »"^. . Vicine, ag. pi. Voisines, pi. Neighbouring *». .. Vicolo, m. Ruelle, f. Lane f- Vienna, f. (città) Vienne (ville) Vienna l: Vigilanza, f. Vigilance, f. Vigilence Vigilia; f. Veille, f . Watching e .. Vigna, f. Vigne, f. Vineyard V- Vigne, pi. Vignes, pi. Vineyards v = Vignajuolo, m. Vigneron, m. Young vine V . Vigore, m. Vigueur, f. Vigour v .. Villa, f. Campagne, f. Country-villa 0 — Villano, m. Paysan, m. Peasant 0 = Villani, pi. Paysans, pi. Peasants 0 . Villana, f. Paysanne, f. Country woman 0 .. Villane, pi. Paysannes, pi. Country women / - Villaggio, m. Village, m. Village / = Villaggi, pi. Villages, pi. Villages / • Vilmente, av. Lâchement, adv. Cowardly / •• Viltà,'/. Lâcheté, f. Cowardize A — Vincitore, m. Vainqueur, m. Conquerer A = Vinco, m. Osier, m. Sally A • Vincolo, m. Lien, m. Chain A •• Vino, m. Vin, m. Wine T — Vini, pi. Vins, pi. Wines T *= Vino di Porto, m. Vin de Porto, m. Port wine T • Viola, f. Violette, f. Violet T .. Viole, pi. Violettes, pi. Violets 635 636 - ViO— VOI L - Violazione, f. Infraction, f. Infraction L = Violenza, f. Violence, f. Violence L Violino, m. Violon, m. Fiddle L •• Violini, pi. Violons, pi. Fiddles ( - Violoncello, m, Violoncelle,!, m. Violencello ( = Violone, m. Basse, f. Base ( . Virgola, f. Virgule, f. Comma ( .. Virgulto, m. Rejeton, m. Bud -4- Virtù, f. Vertu, f. Virtue H = Virtù, pi. Vertus, pi. Virtues H • Virtuoso, ag. m. Vertueux, adj. m. Virtuous H .. Virtuosi, pi. Vertueux, pi. Virtuous 1 — Virtuosa, ag. t Vertueuse, adj. f. Virtuous 1 = Virtuose, pi. Vertueuses, pi. Virtuous 1 . Viscere, pi, f. Entrailles, t pi. Bowels 1 .. Visita, £. Visite, f. Visit o — Visite, pi. Visites, pi. Visits o = Viso, m. Visage, m. Face o . Visi, pi. Visages, pi. Faces o .. Vista, f. Vue, f. Sight 1 - Viste, pL Vues, pi. Sights 1 = Vita, f. Vie, f. Life 1 . Vite, f. Vigne, f. (une) A vine ■1 .. Vitello, m. Veau, m. Calf ) - Vittima, f. Victime, f. Victim ) = Vittime, pi. Victimes, pi. Victims ) . Vitto, m. Nourriture, 1 Food ) .. Vite, m. Vis, f. Vice •+• — Viti, pi. Vis, pi. Vices + = Vituperio, m. Déshonneur, m. Dishonour 4- . Vivace, m. f. Vivace, m. f. Lively + .. Vivacità, f. Vivacité, f. Vivacity ^>. — Vivajo, m. Vivier, m. Pond •v^ 2= Vivanda, f. Mets, m. plat Dish *-^ . Vivande, f. pi. Mets, f. pi. Dishs *«*, .. Viva! esclam. Vive ! vivat ! exclam. Ouzza p - Vivo, ag. m. Vif, adj. m. Quick p = Vivi, pi. Vifs, pi. Quick p . Viva, ag. X Vive, adj. f. Quick p .. Vive, pi. Vives, pi. Quick V - Vizio, m. Vice, m. Vice V = Vizi, pi. Vices, pi. Vices V • Vocabolario, m, Vocabulaire, m. Vocabulary V .. Vocabolo, m. Mot, m. Word 0 - Vocale, f. Vocale, f. Oral 0 = Vocali, pi. Vocales, pL Oral 0 . Vocale, f. Voyelle, f. Vowel 0 .. Vocali, pi. Voyelles, pi. Vowels / ~ Vocal, ag. m. Vocal, adj. m. Vocal / = Vocale, ag. m. Vocale, adj. f. Vocal / Vocazione, f. Vocation, f, Vocation / . Voce, t Voix, m, Voice A - - Voci, pi. Voix, pi. Voices A = = Voga, f. Vogue, t Vogue A Voglia, f. Envie, f. Desire A • Voglie, pi. Envies, pi. Desires T - - Vogliosamente, av. Volontiers, adv. Villingly T = - Voi, pron. Vous, pron. You T . Voi stesso, pr. r. m. Vous-même, pr. réf. m. Yourself T., Voi stessa, p. x. f. Vous-même, pr. ïef . Yourself VOI— ZAM G L - Voi stessi (stesse), pi. Vous-mêmes, pi. Your selves L = Voi (vi, ve), pr. pi. Vous, au pi. You L • Volcano, m. Volcan, m. Volcano L •• Volontà, f. Volonté, f. Will ( - Volontà, pi. Volontés, pi. Wills ( = Volpe, f. Renard, m. Fox ( \rolpi, pi. Renards, pi. Foxes ( •• Volta, f. (una) Une fois, adv. Once H- Volta, f. Voûte, f. Vault H = Volume, m. Volume, m. Volume H • Volumi, pi. Volumes, pi. Volumes H •• Voluttà, f. Volupté, f. Voluptuousness 1 - Vostra (la), pron. poss. f. Votre, pron. poss. f. Your 1 = Vostre (le), pi. Vos, pi. Your 1 • Vostro (il), pron. poss. m. Votre, pron. poss. m. Your 1 •• Vostri (i), pi. Vos, pi. Your o — Vostro, pron. poss. Vôtre (le), pron. poss. Yours o = Vostri, pi. Vôtres (les), pi. Yours 0 . Vostra, pron. rei. Vôtre (la), f. pron. poss. Yours o .. Vostre, pi. Vôtres (les), pi. [rei. Yours 1 - Vostra cognata, f. Votre belle-sœur, f. Your sister in iaw 1 = Vostro cognato, m. Votre beau-frère, m. Your brother in law Vostra cugina, f. Votre cousine, f. Your cousin Vostro cugino, m. Votre cousin, m. Your cousin ) — Vostra figlia, f. Votre fille, f. Your daughter ) = Vostro ligi io, m. Votre fils, m. Your son Vostro fratello, m. Votre frère, m. Your brother Vostro genero, m. Votre gendre, m. Your son in law H- — Vostra madre, f. Votre mère, f. Your mother + = Vostro marito, m. Votre mari, m. Your husband + . Vostra moglie, m. Votre femme, f. Your wife + .. Vostro nipote, m. Votre neveu, m. Your nephew "^ — Vostra nipote, f. Votre nièce, f. Your niece •-^ = Vostro nonno, m. Votre grand-père, m. Your grand father *•«. . Vostra nonna, f. Votre grand' -mère, L Your grand mother •^ . . Vostra nuora, f. Votre bru, f. Your daughter in law p - Vostro padre, m. Votre père, m. Your father p = Vostra sorella, f. Votre sœur, f. Your sister p . Vostro zio, m. Votre oncle, m, Your uncle p .. Vostra zia, f . Votre tante, f. Your aunt V - Vostra maestà, f. Votre majesté, f. Your majesty V = Vostra santità, f. Votre sainteté, f. Your holiness V . Vostra altezza, f. Votre altesse, f. Your highness v .. Vostra eccellenza, f. Voti e excellence, f. Your excellency 0 — Voto, ag. m. Vide, adj. m. Empty 0 = Vota, ag. f. Vide, adj. f. Empty 0 . Vote, pi. Vides, pi. Emptv 0 .. Voto, m. Vœu, m. Vow / ~ Voti, pi. Vœux, pi. Vows / = Voto (suffragio), m. Vote, m. Vote / • Voti (suffragi), pi. Votes, pi. Votes G37 / .. Zacchera, 1. Crotte, f. Dirt A - Zafferano, m. Safran, m. Saffron A = Zampa, f. Patte, f. Paw A • Zampogna, f. Chalumeau, m. Straw pip.1 A .. Zampogne, pi. Chalumeaux, pi. Straw pipes 54 638 YEN— ZtTP L - Zanzara, f. Cousin, m. cousin L = Zappa, f. Pioche, f. Spade L • Zecca, f. Monnaie, f» Mint L •• Zelante, m. Zélé, m. Zealous ( - Zelante, f. Zélée, f. Zealous ( = Zelo, m. Zèle, m. Zeal ( • Zero, m. Zéro, m. Nought ( •• Zia, f. Tante, f. Aunt H- Zingara, f. Bohémienne, S. Gipsy H = Zio, m. Oncle, m. Uncle H • Zitella, f. Demoiselle, f. Young lady -i •• Zitelle, pi. Demoiselles, pi; Young ladies ! - Zitella, f. Fille, f. Girl 1 = Zitelle, pi. Filles, pi. Girls I • Zitto! interj. Chut ! interj. Hush! 1 •• Zoccoli, m. pL Socques, pi. Socks o — Zodiaco, m. Zodiaque, m. Zodiac o = Zolfanello, m. Allumette, f. Match o . Zolfo, m. Soufre, m. Sulpher o .. Zo ppo, m. Boiteux, m. Lame man 1 - Zoppi, pi. Boiteux, pi. Lame men 1 = Zoppa, f. Boiteuse, f. Lame woman 1 Zoppe, pi. Boiteuses, pî. Lame women 1 •• Zoppo, ag. m. Boiteux, adj. m. Lame ) - Zoppa, ag. f. Boiteuse, adj. f. Lame ) = Zucchero, m. Sucre, m. Sugar ) . Zuccheriera, f. Sucrier, m. Sugar bowel ) •- Zuppa, f. Soupe, f. Soup + — Zuppe, pi. Soupes, pi» Soups A A, prép. A, prép. Abandon, m. Abat-jour, m. Abattement, m. Abbaye, f. Abbé, m. A beaucoup près, adv. Abeille, f. Abeilles, pi. Abîme, m. Ablatif, m. Abolition, f. Abominable, adj. m. Abondance, f. Abondant, adj m. Abondants, pi. Abondante, adj. f. Abondantes, pi. A bon marché, adv. Abonnement, m. Abordage, m. Aboutissant, adj. m. Aboutissants, pi. Aboutissante, adj. t Aboutissantes, pi. Abréviation, t Abrégé, m. Abri, m. Abricot, m. Abricots, pi. Absence, f. Absent, adj. m. Absente, adj. f. Absolu, adj. m. Absolue, adj. f. Absolument, adv. Absurde, adj. m. Absurde, adj. f. Absurdité, f. Abus, m. Abus, pi. Académie, f. Académies, pi. Accablant, adj. m. Accablante, adj. f. At To Abandoning Shade Faintnesa Abbey Abbot Much less Bee The ablative case Abolition Abominable Abundance Plentiful Plentiful Plentiful Plentiful Cheap Subscription Boarding Bordering upon Bordering upon Bordering upon Bordering upon Abréviation Abridgment Shelter Apricot Apricots Absence Absent Absent Absolute Absolute Absolutely Absurd Absurd Absurdity Abuse Abuses Academy Academies Overpowering Overpowering A (ad), prep. A (ad), prep. Abbandono, m. Abbaino, m. Abbattimento, m. Abbazia, f. Abbate, m. All' incirca, av. Ape, f. Api, pi. Abisso, m. Ablativo, m. Abolizione, f. Abbominabile, ag. in. Abbondanza, f. Abbondante, ag. m. Abbondanti, pi. Abbondante, ag. f. Abbondanti, pi. A buon mercato, av. Soscrizione, f. Abbordo, m. Confinante, ag. m. Confinanti, pL Confinante, ag. f. Confinanti, pi. Abreviazione, f. Compendio, m. Ricovero, m. Albicocca, f. Albicocche, pi. Assenza, L Assente, ag. m. Assente, ag. f. Assoluto, ag. m. Assoluta, ag. f. Assolutamente, av. Assurdo, ag. m. Assurda, ag. f. Assurdità, f. Abuso, m. Abusi, pi. Accademia, f. Accademie, pi. Pesante, ag, m. Pesante, ag. f. G40 ACC— AEE L - Accablement, m. The overpowering Oppressione, f. L = Accent, m. Accent Accento, m. L Accents, pi. Accents Accenti, pi. Accès, m. Access Accesso, m. ( — Accident, m. Accident Accidente, m. ( = Accidents, pi. Accidents Accidenti, pi. Accommodement, m. Accomodation Accomodamento, m. Accompagnement, m. Accompanying Accompagnamento, m. -1 - Accord, m. Agreement Accordo, m. H = Accords, pi. Agreements Accordi, pi. H Accueil (bon), m. Hearty welcome Buon' accoglienza, f. H •• Accueil (mauvais), m. Cold reception Cattiva accoglienza, f. 1 - A ce qu'il paraît, adv. As it appears A quel che pare, av. 1 = A ce que j'apprends, adv. As far as I can hear A quel che sento, av. 1 • A ce que je vois, adv. By w hat I see A quel che vedo, av. 1 •• A ce que vous dites, adv. By what you say- A quello che dite, av. o — Acier, m. Steel Acciajo, m. 0 == A côté, adv. By the side of Accanto, av. 0 . A coup sûr, adv. Certainly Certamente, m. o .. Acquisition, f. Acquisition Acquisto, m. 1 - Acquisitions, pi. Acquisitions Acquisti, pi. 1 = Acquit, m. Acquittance Bicevuta, f. 1 . Acteur, m. Player Attore* m. 1 .. Acteurs, pi. Players Attori, pi. ) - Action, f. Action Azione, f. ) = Actions, pi. Actions Azioni, pi. ) . Actions de grâces, f. pi. Giving thanks Azioni di grazie, f. pi. > .. Actif, adj. m. Active Attivo, ag m. f- — x\.ctifs, pi. Active Attivi, ag. + = Active, adj. f. Active Attiva, ag. f. + . Actives, pi. Active Attive, pi. + .. Activement, adv. Actively Attivamente, av. >*. — Actrice, f. Actress Attrice, f. -v. = Actrices, pi. Actresses Attrici, pi. -V. . Adieu, adv. Farewel Addio, av. \ .. A Dieu ne plaise, adv. God forbid Dio non voglia, av. p' - Addition, f. Addition Addizione, f. ? = Adjectif, m. Adjective Aggettivo, m. p Adjectifs, pi. Adjectives Aggettivi, pi. P •■:. Administrateur, m. Trustee Amministratore, m. V - Administrateurs, pi. Trustee Amministratori, pi. V = Administratrice, f. An administratrix [ment Amministratrice, f. V . Administration, f. Administration, menage- Amministrazione, f. V .. Administrations, pi. Administrations,' mena- Amministrazioni, pi. 0 = Admirable, adj. m. f. Admirable [gements Ammirabile, ag. m. f. 0 = Admirateur, m. An admirer Ammiratore, m. 0 . Admiration, f. Admiration Ammirazione, f. 0 .. Adresse, f. Direction Soprascritta, f. I - Adresse, f. Direction Indirizzo, m. 1 = Adriatique, adj. m. Adriatic Adriatico, ag. m. / . Adroit, adj. m. Handy Accorto, ag. m. / .. Adroits, pi. Handy Accorti, pi. A - Adroite, adj. f. Handy Accorta, ag. f. A = Adroites, pi. Handy Accorte, pi. A • Adverse, adj. m. Adverse Avverso, ag. m. A •• Adverse, adj. f. Adverse Avversa, ag. f. T - Adverbe, m. Adverb Avverbio, m. T = Adverbes, pi. Adverbs Avverbi, pi. -r Adversité, f. Adversity Avversità, f. T • • A elle (à lui,) pr. f. dat To her A lei. le, dat, t AFF— AJU 641 L - A eux (à elles), pi. To them Aloro (ad essi, esse), pi. 1 r= Affable, adj. m. f. Affable Affabile, m. f. ag. Affables, pi. Affable Affabili, pi. Affaire, f, Business Negozio, m. ( Affaire, f. Business Affare, m. ( = Affaires, pi. Business Affari, pi. Affaires de familles, f. pi. Domestic concerns Affari domestici, m. pi. Affection, f. Affection Affetto, m. H — Affections, pi. Affections Affetti, pi. H = Affiche, f. Bill posted up Cartello, m. H . Affiches, pi. Bills posted up Cartelli, pi. H •• Affront, m. Affront Sfregio, m. 1 — Affronts, pi. Affronts Sfregi, pi. 1 = Afin que, adv. That Afinchè, av. 1 . Afrique, f. Africa Africa, f. 1 •• Africain, m. African African, m. o — Africains, pi African Africani, pi. o = Africaine, f. African woman Africana, f. o . Africaines, pi. African women Africane, pi. o .. Age, m. Ages Etó,f. 1 — Agé, adj. m. Old Attempato, m. ag. "1 = Agés, pi. Old Attempati, pi. 1 . Agée, adj. f. Old Attempata, ag. f. 1 .. Agées, pi. Old Attempate, pi. ) - A genoux, adv. Kneeling In ginocchioni, av. ) = Agent de change Stockbroker Agente di cambio, m ) . Agile, adj. m. Nimble Svelto, ag. m. ) .. Agile, adj. f. Nimble Svelta, ag. m. + - Agilité, f. Nimbleness Agilità, f. -f = Agneau, m. Lamb Agnello, m. -f . Agneaux, pi. Lamb Agnelli, pi. -f .. Aide, f Aid Ajuto, m. "^ — Aïeul, m. Grand father Antenato, m. •^» = Aïeux, pL Fore fathers Antenati, pi. — . Aigle, f. Eagle àquila, f. ^ .. Aiguille, f. Needle Ago, f. p - Aiguilles, pi. Needles Aghi, pi. ? = Ailé, adj. m. Winged Alato, ag. m. e . Ailés, pi. Winged Alati, pi. e .. Ailée, adj. f. Winged Alata, ag. f. v - Ailées, pi. Winged Alate, pi. v = Agréable, adj. m. f. Agreeable, pleasant Piacevole, ag. m. f. v . Agréables, pi. Agreeable, pleasant Piacevoli, pi. v .. Agréablement, adv. Agreeably Piacevolmente, av. 0 — Agrément, m. Pleasure Piacere, m. 0 — Aile, f. Wing Ala, f. 0 . Ailes, pi. Wings Ale, pi. 0 .. Ailleurs, adv. Elsewhere Altrove, av. / - Aimable, ag. m. f. Amiable Amabile, ag. m. f. / = Aimables, pi. Amiable Amabili, pi. / . Aîné, m. Elder Maggiore, m. / .. Aînée, f. Elder Maggiore, f. A - Ainsi, adv. So Cosi, av. A = Ainsi soi t-il, adv. So be it Cosi sia, av. A . Ainsi, adv. Too Cosi, av. A .. Ainsi, adv. Too anche (pure), av. T- Air, m. Air Aria, f. T = Aisément, adv. Softly Adaggio, av. T • A jamais (éternellement), For ever Immortalmente, av. T .. Ajustement, m. [adv. Accomodation Assettamento, m 54. 642 ALA— AME L - À la bonne heure, adv. That is someting like Mancomale, av. L = k la, art. f. To the Alia, art. f. L • A la longue, adv. At long run A lungo andare, av. L •• A la française, adv. After the french fashion A la francese, av. ( - A la rigueur, adv. If it went to that Rigorosamente, av. ( = A l'avenir, adv. Hence forth In avvenire, av. ( • Alcôve, f. An alcove Alcova, f. [av. ( • Alentour, adv About D'intorno (circonvicino), H - Alentours, pi. About, round about Luoghi circonvicini, pi. H = A l'heure qu'il est, adv. Now A quest' ora, av. H • A leur, pr. p. m. To their A l loro, pr. p. m. H - A leur, pi. To their Ai loro, pi. ! - A leur, pr. p. f. To thek Alla loro, pr. p. f. ! = A leur, pi. To then- Alle loro, pi. Alexandrie, f. (v. d'Égy.) Alexandria Alessandria (e. d'Egi.) 1 •• Alarme, f. Alarm Allarme, m. o — Allée, f. Alley Andito, m. o = A l'égard de, adv. With regard to Rispetto a, av. 0 . Algèbre, f. Algebra Algebra, f. o .. Allemand (1'), m. German (the) Alemanno (l'),m. 1 - Allemagne, f. Germany Alemagna, f. 1 = Alleman d, m. German Alemanno, m. 1 . Allemands, pi. Germans Alemanni, pi. "1 .. Allemande, f. German woman Allemanna, f. ) - Alliance, f. Aliance Alleanza, f. ) = Allons! interj. Come on Andiamo ! interj. ) • liions! adv. Come Su via, int. ) .. Allons! adv. Come Via, int. Allusion, f. Allusion Allusione, f. — = Alors, adv. Then Allora, av. -r Alphal>et, m. The alphabet Alfabeto, m. -r • • A lui, dat. To Mm A lui, dat -~. — A lui (à elle), pr. neut. Toit A lui, (a lei, gli, le), pr. n. "»». = Altesse, f, Highness Altezza, f. •*>*. . Altesses, pi. Highnesses Altezze, pi. -» = Arguments, pi. Arguments Argomenti, pi. *•». . Ariette, f. A little air Arietta, f. -^ .. Aridité, f. Dryness Aridità, f. p - Arithmétique, f. Arithmetic Aritmetica, f. p = Arlequin, m. Harlequin Arlecchino, m. p . Arme, f. Arm Arme, f. p .. Armes, pi. lArms Armi, pi. V — Armement, m. Armament Armamento, m. v = Armée, f. Army Armata, f. V . Armées, pi. Armies Armate, pi. v .. Armoire, f. Press Armadio, m. 0 — Armoires, pi. Presses Armadj, pi. 0 = Aromate, m. Spice Aromato, m. 0 . Aromates, pi. Spices Aromati, pi. 0 .. Arrêt, m. Decree Sentenza, f. / - Arpents, m. pi. Acres Jugeri, pi. m. / = Arrivée, f. Arrival Arrivo, m. / . Art, m. Art Arte, f. / •• Arts, pi. Arts Arti, pi. A - Article, m. Article Articolo, m. A = Articles, pi. Articles Articoli, pi. A . Artificiel, adj. m. Artificial Artifiziale, ag. m. A •• Artificiel, pi. Artificial Artifiziali, pi. T — Artificielle, adj. f. Artificial Artifiziale, ag. f. T = Artificielles, pi. Artificial Artifiziali, pi. T . Artilleur, m. Artillery-man Artigliere, m. T-. Artillerie, f. Artillery Artiglieria, f. 646 ART— ATA L - • Artiste, m. Artist Artista, m. L = : Artistes, pi. Artists Artisti, pi. L ■ A sa mine By his looks Alla cera che fa, av. L .. Asie, f. Asia Asia, f. ( - Asiatique, m. Asiatic Asiatico, ag. m. ( = Asiatiques, pi. Asiatic Asiatici, pi. ( * A son beau-frère, m. To his brother in law A suo cognato, m. ( •• A sa belle-sœur, f. To his sister in law A sua cognata, f. H - A sa bru, f. To his daughter in law A sua nuora, f. -» = A son cousin, m. To his cousin A suo cugino, m. H . A sa cousine, f. To his cousin A sua cugina, f. H .. A sa femme, f. To his wife A sua moglie, f. 1 - A son fils, m. To his son A suo figlio, m. ! = A sa fille, f. To his daughter A sua figlia, f. ! • A son frère, m. To his brother A suo fratello, m. 1 - A son gendre, m. To his son in law A suo genero, m. o — A son grand-père, m. To his grand father A suo nonno, m. o = A sa grand'mère, f. To his grand mother A sua nonna, f. 0 . A son mari, m. To his husband A suo marito, m. o .. A sa mère, f. To his mother A sua madre, f. 1 - A son neveu, m. To his nephew A suo nipote, m. 1 = A sa nièce, f. To his niece A sua nipote, f. 1 . A son oncle, m. To his uncle A suo zio, m. 1 .. A son père, m. To his father A suo padre, m. ) - A sa sœur, f. To his sister A sua sorella, f. ) = A sa tante, f . To his aunt A sua zia, f . ) . A sa majesté, f. To his majesty A sua maestà, f. ) .. A sa sainteté, f. To his holiness A sua santità, f. + — A son altesse, f. To his highness A sua altezza, f. + = A son excellence, f. To his excellency A sua eccellenza, f . 4- . A son, pr. p. m. To his Al suo, pr. p. m. + .. A ses, pi. To his Ai suoi, pi. "*v A sa, pr. p. f. To his Alla sua, pr. p. . •-*. = A ses, pi. To his Alle sue, pi. *>. . Aspect, m. Aspect Aspetto, m. »>. .. Assassin, m. An assassin Assassino, m. p - Assassins, pi. Assassins Assassini, pi. p = Assemblée, f. Assembly Adunanza, f. p . Assemblées, pL Assemblies Adunanze, pi. p .. Assez, adv. Enough Assai, av. V - Assez, adv. Enough Basta, av. V = Assiette, f. Plate Tondino, m. V . Assiettes, pi. Plates Tondini, pi. v .. Assortiment, m. Set Assortimento, m. 0 — Assurément, adv. Surely Sicuramente, av. 0 = Astre, m. Star Astro, m. 0 . Astres, pi. Stars Astri, pi. 0 .. Astronome, m. Astronomer Astronomo, m. / ~ Astronomie, f. Astronomy Astronomia, f. / = Associé, m. Associate Associato, m. / • Associés, pi. Associates Associati, pi. / •• Assurance, f. Assurance Certezza, i . A - A tâtons, adv. Graping-along A tastoni, av. A = Atelier, m. Worskshop bottega da lavoro, f. A - Ateliers, pi. V^orskshops Botteghe da lavoro, pL A •• A. toi, dat. ro thee A te, dat. T — A ton beau-frère, m. ["o thy brother in law A tuo cognato, m. T = A ta belle-sœur, f. To thy sister in law A tua cognata, f. T . A ta bru, f. ?o thy daughter in law . A tua nuora, f. T .. A. ton cousin, m. fo thy cousin i ^. tuo cugino, m. ATO— AUS G4 L - A ta cousine, f. To thy cousin A tua cugina, f. L = A ta femme, f. To thy wife A tua moglie, f. L • A ton fils, m. To thy son A tuo figlio, m. L •• A ta fille, f. To thy daughter A tua figlia, f. ( - A ton frère, m. To thy brother A tuo fratello, m. ( = A ton gendre, m. To thy son in law A tuo genero, m. ( • A ton grand-père, m. To thy grand father A tuo nonno, m. ( .- A ta grand'mère, f . To thy grand mother A tua nonna, f. H~ A ton mari, m. To thy husband A tuo marito, m. H = A ta mère, f. To thy mother A tua madre, f. H • A ton neveu, m. To thy nephew A tuo nipote, m. H •• A ta nièce, f. To thy niece A tua nipote, f. I - A ton oncle, m. To thy uncle A tuo zio, m. 1 = A ton père, m. To thy father A tuo padre, m. 1 . A ta sœur, f. To thy sister A tua sorella, f. I • A ta tante, f. To thy aunt A tua zia, f. o — A ton, pr. p. m. To thy Al tuo, pr. p. m. o = A tes, pi. To thy Ai tuoi, pi. 0 . A ta, pr. p. t To thy Alla tua, pr. p. f. o .. A tes, pi. To thy Alle tue, pi. 1 - Atrabilaire, m. Melancholicb Atrabiliare, m. 1 = A travers, adv. Through A traverso, av. 1 . Athene, f. (v.) Athens Atene (e. ) 1 .. Atlantique, adj. m. Atlantic Atlantico, ag. m. ) - Attachement, m. Attachment Attaccamento, m, ) = Attention, f. Attention Attenzione, f. ) . Attentivement, adv. Attentively Attentamente ) .. Au, art. m. To the Al, art. m. •f — Au, art. m. To the Allo, art. m. 4- = Aube, f. Day break Alba, f. + . Auberge, f Inn Albergo, m. -f .. Auberges, pL Inns Albergi, pi. «V. — Au bout, adv. At the end In capo, adv. *>. c= Au bout du compte, adv. After all In fin dei conti, av. **. . Aucun, m. pr. ind. None Nessuno, m. pr. ind. *«% .. Aucune, f. pr. ind. None Nessuna, f. pr. incL p - Au-deça, adv. On this side Al di qua, av. p = Au-delà, adv. Beyond Di la, av. p . Au-dessus, adv. Over Al disopra (al di la di), av p .. Au-dessous, adv. Underneath Abbasso, av. V — Audience, f. Audience Udienza, f. V = Au-devant, m. Towards Verso, pi. V . Augmentatif, m. Augmentative Aumentativo, m. v .. Augmentation, f. Augmentation Aumento, m. 0 — Au hasard, adv. At rendom AlPazardo, av. 0 = Aujourd'hui, m. adv. Today Oggi, m. av. 0 Au milieu, adv. Amidst In mezzo, av. 0 .. Aumoins, adv. At least Almeno, av. / - Aune, f. Ell Auna, f. / = Aunes, pi. Ells Aune, pi. / • Auparavant, adv. Before Innanzi, prima, av. / -. Au plus, adv. At most Al più, av. A- Auprès, adv. Near Appresso, av. A = Au plus tard, adv. At latest Al più tardi, av. A . Aurore, f. Dawn Aurora, f. $- Aussi, adv. Too (also) Anche pure, av. Aussi bien, adv. As well as Cosi bene, av. T = Aussi bon que, adv. As good as Cosi buono come, av. T • Aussi vrai que je vis, adv. As sure as I am alive Cosi vero come io vivo, a T .. Aussitôt, adv. Immediately Incontinente, av. 648 L — {Aussitôt que nouspour- 1_ = Autant, adv. [rons, adv, L . Autant que, adv. L . • Autel, m. . ( — Autels, pi. ; ( = Auteur, m. ; ( . Auteurs, pi. ( . . Auteur, f. -H — Automne, m. H = Autour, adv. H . Autour, adv. H . . Autorité, f. | — Autrefois, adv. I = Autrefois, adv. I . Autrement, adv. I . . Autres (les), pr. m. pi. O — Autres (les), pr. f. pi. O = Autriche, f. O . Autrichien, m. 0 . . Autrichiens, pi. 1 — Autrui, pron. ind. H = Autre, pr. 1 . Aux, art. m. pi. ~~\ . . Aux, art. m. pi. ) — Aux, art. m. pi. 3 = Aux, art. f. pi. ) . Avant, prép. ) . . Avant, prép. H Avantage, m. Avantages, pi. + . Avantageusement, adv. -f . . Avant-dernier, adj. m. Avant-dernière, f Avant-garde, f. Avant-midi, adv. Avant-hier, m. Avare, m. Avares, pi. Avare, adj. f. Avares, pi. Avarice, f. cupidité Avec grâce, adv. Avec moi, prép. Avec, prép. Avec toi, prép. pron. Avec le, prép. m. Avec les, pi. Avec la, prép. f. Avec les, pi. Avec les, prép. m. pi. Avec le, prép. m. s. Avenir, m. Avertissement, m. Aveugle, m. Aveugles, pi. Aveugle, f. Aveugles, pi. Avidité, f. Avis, m. Avis, m. AUS— AVI As soon as ever we can As much As well as (as much as) Altar Altars Author Authors Author (female) Autumn About Around Authority Formerly Sometimes Otherwise Others Others Austria Austrian Austrian people Other Other To the To the To the To the Before Before Advantage Advantages Advantageously The last but one The last but one Vanguard The fore-noon T. day before yesterday Covetous Covetous Covetous Covetous Avarice Gracefully With me With With thee With the With the With the With the With the With the Future Advertisement Blind man Blind men Blind woman Blind women Greediness Advice Notice Subito che potremo, av. Altrettanto, av. Tanto quanto, av. Altare, m. Altari, pi. Autore, m. Autori, pi. Autrice, f. Autunno, m. Attorno, av. Intorno, av. Autorità, f. Altre volte (un tempo), av. Altra volta (una volta),av. Altrimente, av. Gli altri, pr. m. Le altre, pr. f. pi. Austria, f. Austriaco, m. Austriaci, pi. Altrui, pron. ind. Altri, pron. Ai, art. m. pi. Agli, art. m. pi. Alli, art m. pi. Alle, art. f. pi. Innanzi, prep. Prima, prep. Vantaggio, m. Vantaggi, pi. Vantagiosamente, av. Penultimo, ag. m. Penultima, ag. f. Vanguardia, f. Prima di mezzodì, av. L'altrojeri, m. Avaro, m. Avari ^pl. Avara, ag. f. Avare, pi. Avarizia, f. Graziosamente, av. Meco, prep. Con, prep. Teco, prep. pron. Col, prep. m. Coi, pi. Colla, prep. f. Colle, prep. pi. Cogli, prep. m. pi. Collo, prep. m. s. Avvenire, m. Avvertimento, m. Cieco, m. Ciechi, pi. Cieca, f. Cieche, pi. Avidità, f. Avviso, m. Avviso, m. AVO— BAN 6 L - Avocat, m. Advocate Avvocato, m. L = Avocats, pi. Advocates Avvocati, pi. L • Avoine, f. Oats Avena, f. L - A votre beau-frère, m. To your brother in law A vostro cognato, m. ( - A votre belle-sœur, f. To your sister in law A vostra cognata, f. ( = A votre bru, f. To your daughter in law A vostra nuora, f. ( • A votre cousin, m. To your cousin A vostro cugino, m. ( .. A votre cousine, f. To your cousin A vostra cugina, f. H - A votre femme, f. To your wife A vostra moglie, f. H = A votre fils, m. To your son A vostro figlio, m. •A • A votre fille, f. To your daughter A vostra figlia, f. M •• A votre frère, m. To your brother A vostro fratello, m. 1 - A votre gendre, m. To your son in law A vostro genero, m. I = A votre grand-père, m. To your grand father A vostro nonno, m. 1 • A votre grand'mère, f. To your grand mother A vostra nonna, f. 1 •• A votre mari, m. To your husband A vostro marito, m. o - A votre mère, f To your mother A vostra madre, f. o = A votre neveu, m. To your nephew A vostro nipote, m. o . A votre nièce, f. To your niece A vostra nipote, f 0 .. A votre oncle, m. To your uncle A vostro zio, m. 1 - A votre père, m. To your father A vostro padre, m. "1 = A votre sœur, f. To your sister A vostra sorella, f. 1 . A votre tante, f. To your aunt A vostra zia, f. 1 .. A votre majesté, f. To your majesty A vostra maestà, f. ) - A votre sainteté, f. To your holiness A vostra santità, f. ) = A votre altesse, f. To your highness A vostra altezza, f. ) A votre excellence, f. To your excellency A vostra eccellenza, f. ) . A votre, pr. p. m. To your Al vostro, pr. p. m. + — A vos, pi. To your Ai vostri, pi. + = A votre, pr. pos. f. To your alla vostra, pr. p. f. + . A vos, pi. To your Alle vostre, pi. + .. A vous, dat. pi. To you A voi, dat. pi. •"». — A vous, pron. dat. To you A voi, pron. al dat. «->. = Avril, m. April Aprile, m. v*>. . Badinage, m. Sport Scherzo, m. •*% . . Badinages, pi. Sports Scherzi, pi. ? - Bagage, m. Bagage Bagaglio, m. P = Bagages, pi. Bagages Bagagli, pi. P • Bague, f. Ring Anello, m. P •• Bagues, pi. Rings Anelli, pi. V - Baie Berry Baia, f. V = Baiser, m. Kiss Bacio, m. v . Baisers, pi. Kisses Baci, pi. V .. Bain, m. Bath Bagno, m. 0 — Bains, pi. Baths Bagni, pi. 0 = Bains minéraux, pi. Mineral baths Bagni minerali, pi 0 . Baïonnette, f. Bayonet Baionetta, f. 0 .. Baïonnettes, pi. Bayonets Baïonnette, pi. / - Bal, m. Ball Ballo, m. / = Bals, pi. Balls Balli, pi. / . Balance, f. Scales (pair of) Bilancia, f. / .. Balai, m Broom Scopa, f. A - Balle, f. Ball Palla, f. A = Bambin (petit enfant),m. Babe Bambino, m A . Bambins ( petits enfans), Babes Bambini, pi. A .. Banque, f. [pi. Bank Banca, f. 55 G50 BAN— BEL L -i Banques, pi. Bancks Banche, pi. L = Banquet, m. A banquet Banchetto, m. L Banquier, m. Banker Banchiere, m. L •• Banquiers, m. Bankers Banchieri, pi. ( - Baptême, m. Baptism Battesimo, m. ( = Barbare, adj. Inhuman Barbaro, ag. ( . Barbe, f. Beard Barba, f. ( •• Barbes, pi. Beards Barbe, pi. -1 — Barbier, m. Barber Barbiere, m. H = Barbiers, pi. Barbers Barbieri, pi. H • Baromètre, m. Barometer Barometro, m. H .. Barcelonne, (v.) Barcellona Barcelona (citta), I - Baron, m. Baron Barone, m. 1 = Barons, pi. Barons Baroni, pi. 1 . Baronne, pi. Baronness Baronessa, f. ' 1 ... Baronnes, pî. Baronnesses Baronnesse, pi. o — Barque, f. A bark Barca, f. o = Bas, adj. m. Low Basso, ag. m. 0 . Bas, pi. Low Bassi, pi. o .. Basse, adj. f. Low Bassa, ag. f. 1 - Basses, pi. Low Basse, pi. 1 - Bas, m. pi. Stockings Calze, f. pi. 1 . Bas-relief, m. Bass-relieve Basso-rilievo, m. 1 .. Basilique, i. Basilic Basilica, f. ) - Basiliques, pi. Basilics Basiliche, pi. ) = Bassinoire, f. Warming pan Scaldaletto ) . Bataille, f. Battle Battaglia, f. ) .. Batailles, pi. Battles Battaglie, pi. H Bateau à vapeur, m. Steam-boat (steamer) Battello al vapore, m. -f = Bateaux à vapeur, pL Steam-boats (steamers) Battelli al vapore, pi. + . Bateau, m Boat Battello, m. + .- Bateaux, pi. Boats Battelli, pi. ^- — Batelier, m. Man-water Barcajuolo, m. ^ = Bateliers, pi. Men-water Barcaiuoli, pi. ^s. Bâtiment, m. Ship Bastimento, m. ^ . . Bâtiments, pi. Ships Bastimenti, pi. p - Bâtiment (édifice), m. Building Edifizio, m. p = Bâtiments (édifices), pi. Buildings Edilìzi, pi. p . Bavard, adj. m. Babble Chiacchierone, ag. ra* p .. Bavarde, f. Babbler Ciarliera, f. V - Beaucoup, adv. Much Molto, av. V = Beaucoup, pi. m. Many- Molti, pi. V . Beaucoup, f. Much Molta, av. f. s. v .. Beaucoup, adj. pL Many Molte, pi. 0 — Beau, adj. m. Fine Bello, ag. m o = Beaux, pi. Fine Belli, pi. o . Beau-fils, m. Son in law Figliastro, m. 0 .. Beau-frère, m. Brother in law Cognato, m. . / - Beau monde, m. People of fashion Persone civili, f. pi. Beau-père, m. Father in law Suocero, ni. / . Beau sexe, m. Fair sexe Bel sesso, m. / Beau, adj. m. Beautiful Bello, ag. m. A — Beaux, pi. Beautiful Belli, pi. A = Beauté, f. Beauty Bellezza, f. A Beautés, pi. Beauties Bellezze, pi. A .. Bécasse, f. Wood -cock Beccacia, f. T — Bécasses, pi Wood-cooks Beccacce, pL T = Belge, m. Belgian Belgio, m. T • Belges, pi Belgians Belgi, pi. T •• Belge, f. Belgian Belgia, f. L - Belgique, f. L = Belle, adj. f. L • Belles, pi. L •• Belle-lille, f. ( - Belle-mère, f. ( - Belle-sœur, f. ( • Belle-mère, L ( •- Bénéfice, m. H- Berceau d'enfant, m H = Berceau, m. H . Berger, m. H - Bergers, pi. I - Bergère, f. 1 = Bergères, pi. \ . Bergerie, f. 1 • Berlin, m. (v.) o — Berne, (v.) o = Besoin, m. o Besoins, pi. o .. Bête, L 1 - Bêtes, pi. 1 = Bêtise, f. 1 . Bêtises, pi. 1 .. Beurre, m. ) - Bible, f. ) = Bibliothèque, f. ) . Bibliothèques, pi. ) .. Bibliothécaire, m. + - Bientôt, adv. + = Bientôt, adv. + . Bien, adv. + .. Bien, m. *•*. — Biens, m. pi. -N* =t Bienfait, m. . . Bienfaits, pi. *N •• Bienveillance, f. p - Bière, f. p = Bigot, adj. m. ? • Bigote, f. p .. Bijou, m. V — Bijoux, pi. V = Billard, m. V . Billet, m. v .. Billets, pi. 0 — Billet-doux, m. 0 = Biscuit, m. 0 . Biscuits, pi. 0 .. Blanchisseuse, f. 1 - Blanchisseuses, pi. 1 = Blanchissage, m. / • Blanchissages, pi. / - Blanc, adj. f. A - Blancs, pi. A = Blanche, f. adj. A . Blanches, pi. A .. Bled, m. T- Blessé, m. T = Blessés, pi. T • Blessure, f. T .. Blessures, pi. BEL—BLE Belgium Fine Fine Daughter in law Mother-in-law Sister in law Mother in law Benefice Cradle Bower Shepherd Shepherds Shepherd Shepherds Sheepfold Berlin Bern Want Wants Beast Beasts Stupidity Stupidities Butter Bible Library Libraries Librarian Shortly (soon) Soon Well Well Riches Favour Favours Benevolence Beer A bigot Bigot Jewel Jewels Billards Note Notes Love letter Biscuit Biscuits Washer woman Washer women Washing Washings White White White White Wheat Wounded Wounded Wound Wounds 651 Belgica, f. Bella, adj. f. Belle, pi. Figliastra, f. Suocera, f. Cognata, r. Matrigna, L Benefizio, m. Culla, f. Pergolato, m. Pastore, m. Pastori, pi. Pastorella, f. Pastorelle, Ovile, m. Berlino, (e.) Berna, (e.) Bisogno, m. Bisogni, pL Bestia, t. Bestie, pi. Stupidezza, f. Stupidezze, pL Butirro, m. Bibbia, f. Biblioteca, f. Biblioteche, pi. Bibliotecario, m. Quanto prima Fra poco, av. Bene, av. Bene, m. Roba, f. s- Beneficio, m. Benefizj, pi. Benevolenza, f. Birra, f. Bacchettone, ag. m. Bacchettona, f. Gioja, i. Gioje, pi. Bigliardo, m. Biglietto, m- Biglietti, pi. Biglietto amoroso, in. Biscotto, m. Biscotti, pi. Lavandaia, L Lavandaje, pi. Imbiancatura, f. Imbiancature, pi. Bianco, ag. m. Bianchi, pi. Bianca, f. ag. Bianche, pi. Fi-omento, m. Ferito, m Feriti, pi. Ferita, f. Ferite, pi. U L — Blond, adj. m. Fair Biondo, ag. m. L = Blonds, adj. pi. Fair Biondi, ag. pi. Blonde, adj. f. Fair Bionda, ag. f. L •• Blondes, pi. [te) Fair Bionde, pi. [to) ( — Bocage, m. (allée couver- Grove Boschetto (andito coper- C = Bocages,m.(allées couver- Groves Boschetti (anditi coperti, Bœuf, m. (viande) [tes, pi. Beef Manzo, m. [pi.) Bœuf, m. (vivant) Ox Bove, m. (vivente) H - Bœufs, pi. Oxen Bovi, pi. H = Bois à brûler, m. Fire wood Legna, f. pi. H . Bois, m. Wood Bosco, m. H •• Bois, pi. Woods Boschi, pi. 1 — Boite, f. Box Scattola, f. 1 = Boites, pi. Boxes Scattole, pi. 1 Boiteux, m. Lame man Zoppo, m. \ Boiteux, pi. Lame men Zoppi, pi o — Boiteuse, f. Lame woman Zoppa, f. o = Boiteuse, pi. Lame women Zoppe, pi. 0 . Boiteux, adj. m. Lame Zoppo, ag. m. 0 Boiteuse, adj. L Lame Zoppa, ag. f. 1 - Bon, m. Good Buono, m. Bons, pi. Goods Buoni, pi. Bonne, f. Good Buona, f. Bonnes, pi. Good Buone, pi. ) — Bon dieu! interj. Good! God! Buon dio! interj. ) — Bonne mine, f. Fine appearence Buona cera, f. Bonne volonté, f. Willigness Buona volontà, f. Bonjour, m. Good day Buon giorno, m. + — Bon gré mal gré, m. Willing or unwilling Buon grado malgrado, m. + = Bonté, f. Goodness Bontà, f. + . Bonnet, m. Cap Berretto, ro. + .. Bonnet, m. Cap Scuffia, f. ^ — Bonnets, pi. Caps Scuffie, pi. ->» = Bord, m. (de la mer) Shore Sponda, f. (del mare) ^« . Bords, pi. Shoores Sponde, pi. v^ Bord, m. (extrémité) Edge Orlo, m. (extremita, f.) p — Bords, pi. (extrémités,pl.) Edges Orli, pi. (extremita, pi.) p = Bord de la mer, m. Sea side Spiaggia, f. (lido, m.) p . Bords de la mer, pi. Sea sides Spiagge, pi. (lidi, pi.) p .. Bord de la rivière, m. River side Sponda, f. V — Bords de la rivière, pi. River sides Sponde, pi. V = Bord d'un vaisseau, m. Ship side Bordo, m . V . Bords d'un vaisseau, pi. Ship sides Bordi, pi. V .. Bord, m. Bank Riva (ripa), L 0 — Bords, pi. Banks Rive (ripe) 0 = Bossu, m. Humpback man Gobbo, m. 0 . Bossus, pi. Humpback men Gobbi, pi. 0 .. Bossue, adj. f. Humpback woman Gobba, ag. f. 1 — Bossues, pi. Humpback women Gobbe, pi. 1 = i 1 .. A - A = Bosse, f. Hump Gobba, f. Bottes, f. pi. Boots Stivali, m. pi. Bottier, m Boot-maker Calzolajo, m. Bouche, f. Mouth Bocca, f. Bouches, pi. Mouths Bocche, pi. A • Bouclier, m. Boutcher Macellajo, m A •• Bouchers, pi. Boutchers Macellaj pi. T - Boucherie, f. Boutchery Macello, m. T = Bouchon, m. Cork Turaccio, m. T • Bouchons, pi. Corks Turacci, pi. T •• Boucles, f. pi. Buckles Fibie, f. pJ. L - Boudoir, m. L = Boue, f. Bouffée de vent, f. Bouffon, m. r Bouffonnerie, f. / — Bougeoir, m. Bougie, f. Bougies, pi. H - Bouillon, m. H = Boulanger, m. H • Boulevart, m. H •• Boule varts, pi. 1 - Boulogne sur mer, f. (v.) 1 = Bouilli, m. 1 • Bouquet, m. 1 • Bouquets, pi. o — Bouquetier, m. o = Bourg, m. 0 . Bourse, f. o .. Bourse (échange) f. 1 - Bourreau, m. 1 = Bouteille, f. 1 . Bouteilles, pi. 1 .. Bouteille à vin, f. ) - Bouteilles à vin, pi. ) = Bouton, m ) . Boutons, pi. ) . Boutonnière, f. + — Boutique, f. + = Boutiques, pi. -f . Boutique de limonad. f. + .. Boyaux, m. pi. ^ — Branche, f. -^ = Branches, pi. *N. . Bras, m. «^ .. Bras, pi. p - Brave, m. p = Braves, pi. p . Bravo ! ex. (à merveille) p .. Bravo! ex. V - Brebis, f. V = Bref, adj. m. V . Brésil, m. V •• Bride, f. 0 — Brigand, m. 0 = Brigands, pi. 0 . Broche, f. 0 .. Broches, pi. 1 - Broderie, f. / = Broderies, pi. / • Brodeuse, f. / •• Brodeuses, m, A — Brosse, f. A = Brosses, pi. A • Brosse à dents A .. Brosses à dents T- Brouillard, m T = Brouillon, m. T • Bru, f. T -. Bruit, m. BOU— BRU 65 A boudoir Gabinetto di donna, m Dirt Fango, m. Blast Soffio di vento, m. Buffoon Buffone, m. Buffoonery Buffoneria, f. A flat candlestick Bugia, f. Wax light Candela di cera, f Wax lights Candele di cera, pi. Broth Brodo, m. Baker Fornajo, m. Bulwark Baluardo, m. Bulwarks Baluardi, pi. Bologne Bologna (e) su mare, f. Boiled meat Lesso, m. A nosegay Mazzetto di fiori, m. Nosegays Mazzetti, pi. H flower pot Vaso da fiori, m. Borough Borgo, m. Purse Borsa, t Exchange Borsa, f. (cambio) Hangman Soja, m. Bottle Fotti glia, f. Bottles Bottiglie, pi. Wine bottle Bottiglie da vino, f. Wine bottles Bottiglie da vino, pi. Button Bottone, m. Buttons Bottoni, pi. A button hole Asolo, m. Shop Bottega, f. Shops Botteghe, pi. Coffeehouse Bottega da caffé, f. Bowel Budella, f. pi. Branch Ramo, m. Branchs Rami, pi. Arm Braccio, in. Arms Braccia, pi. Brave Bravo, m. Brave Bravi, pi. Well Bravo! av. esci. Well Brava! av. esci. Sheep Pecora, f. Short Breve, ag. m. Brazil Brasile, m. Bridle Briglia, f. A robber Ladrone, m. Robbers Ladroni, pi. Spit Spiedo, m. Spits Spiedi, pi. Embroidery Recamo, m. Embroideries Reeami, pi. Embroiderer Ricamatrice, f. Embroiderers Ricamatrici, pi. Brush Scopetta,f. Brushes Scopette, pi. Tooth brush Scopetta da denti, f. Tooth brushes Scopette da denti, pi. Fog Nebbia, f. Original Abbozzo, m Daughter in law Nuora, f. Noise Rumore, m. 55. 654 BRU— CAN L - Brun, m. Brown Bruno, m. L = Brune, f. Brown Bruna, f. L • Brutalité, f. Brutality Brutalità, f. L •• Bruxelles (v.) Brussels Brusselle (c.) ( - Bûche, f.) Log of wood Pezzo di legna, in. ( = Bûches, pi. Log of woods Pezzi di legna, pi. ( • Buffet, m. Side-board Credenza, f. ( .. Bureau de douane, m. Custom-house Officio di doguna, m H- Bureau, m. Desk Scrittojo, m. H= Bureau de postet m. Post-office Officio di posta H • Bureau, m Office Ufizio, m. H •• Buste, m. Bust Busto, m. 1 — Bustes, pi Busts Busti, pi. 1 = But, m. A.im Meta, f. 1 . But, m. Object Scopo, m. 1 •• Ça, pr. o — Cabane, f. (chaumière) o = Cabinet, m. o . Cabinets, pi. o .. Câble, m. 1 - Cables, pi. 1 = Cabriolet, m. 1 . Cachet, m. 1 .. Cachets, pi. ) — Cachot, m. ) = Cadeau, m. ) . Cadeaux, pi. ) .. Cadet, m. (le) H Cadenas, m. Cadenas, pi. + . Cadix (vi) 4- •• Café, m *^ — Cage, m. "»>. = Cages, pi. "»>. .Cahier de papier (un), m Caisse f. P - Caisses, pi. P = Calcul, m. P • Calculs, pi. P •• Caleçon, pi. V - Calèche, f. V = Calomnie, f. v . Calomnies, pi. V .. Calomniateur, m. 0 — Calomniateurs, pi. a = Camp, m. (t. mil.) 0 . Camps, pi. 0 .. Campagne, f. / - Campagnes, pi. / = Campagne, f. (t. mil.) / • Campagnes, pi. / •• Campagne, f. A — Canaille, f. A = Canal, m. A . Canaux, pi. A •• Canapé, m. That Questo, pr. Cabin Capanna, f. Closet Gabinetto, m. Closets Gabinetti, pi. Cable Canapo, m. Cables Canapi, pi. Cabriolet Carrozzino, m. Seal Sigillo, m. Seals Sigilli, pi. Dungeon Segreta, f. Present Regalo, m. Presents Regali, pi. The younger Minore (il) Padlock Lucchetto, m. Padlocks Lucchetti, pi. Cadix Cadice (e.) Coffee Caffè, m. Cage Gabbia, f. Cages Gabbie, pi. Quarter of a quire of pa- Quinterno di casta (un) Case [per (a) Cassa, f. [m Cases Casse, pi. Calculation Calcolo, m. Calculations Calcoli, pi. Drawer Mutande Calesh Calesso, m. Calumny Calunnia, f. Calumnies Calunnie, pi. Calumniator Calunniatore, m. Calumniators Calunniatori, pi. Camp Campo, m. (t. mil.) Camps Campi, pi. Country Campagna, f. Countries Campagne, pi. Campaign Campagna, f. (t. mil.) Campaigns Campagne, pi. Country-villa Villa, f. Mob Canaglia, f. Canal Canale, m. Canals Canali, pi. Sofa Canapé, m* CAN— CAR L - Canard, m. Duck L s. Capucin, m. Capuchin ->. =3 Capucins, pi. Capuchins *"»» Car, adj. conj. For "^ . . Caractère, m Character P - Carafe, f. Decanter P = Carafes, pi. Decanters P • Cardinal, m. Cardinal P •• Cardinaux, pi. Cardinals V - Carême, m. Lent V = Caresse, f. Caress V . Caresses, pi. Caresses V •• Cargaison, f. Cargo 0 — Caricature, f. Caricature 0 = Caricatures, pi. Caricatures 0 • Carnage, f. Carnage 0 .. Carnaval, m. Carnival 1 - Carré, adj,m. Square / = Carrés, pi. Square / • Carrée, adj. f. Square / .. Carrées pi. Square A- Carreau, m. Brick A = Carreaux, pi. Bricks A • Carrière, f. Quarry A .. Carrières, pi. Quarries T- Carrosse, m. Coach T = Carrosses, pi. Coaches T • Carrossier, m. Coach-maker T -. Carte géographique, f. Map 655 Anitra, f. Anitre, pi. Canicula, f. Temperino, m Temperini, pi. Cannella Bastone, m. Bastoni, pi. Cannone, m. Cannonata, f. Cantatrice, f. Cantatrici, pi. Capo, m. (t. geo.) Capi, pi. Capacita, f. Capitano, m. Capitani, pi. Capitale, m. Capitali Capitale, f. Capitali, pi. Capitalista, m. Capitalisti, pi. Capitulazione, f. Caporale, m. Capricio, m. Caprici, pi. Capriccioso, adj. m. Capriccfosa, adj. f. Cattivo, adj. m. Cattiva, adj. f. Cattività, f. Cappuccino, m. Cappuccini, pi. Perchè, adj. conj. Carattere, m. Carata, f. Carafe, pi. Cardinale, m. Cardinali, pi. Quaresima, f. Carezza, f. Carezze, pi. Carico di nave, m. Caricatura, f. Caricature, pi. Carnificina, f. Carnovale, m. Quadrato, adj. m. Quadrati, pi. Quadrata, adj. f. Quadrate, pi. Mattone, m. Mattoni, pi. Cava, f. Cave, pi. Carrozza, f. Carrozze, pi. Carrozziere, m. Carta geografica, f. 656 CAR— CEL L — Cartes géographiques, pi. Maps Carte geografiche, pL. L = Cartes à jouer, f. pi. Cards to play with Carte da giuoco, f. pi. L • Cartes, f. pi. Cards Carte, f. pi. L •- Carton, m. Pasteboard Cartone, m. ( - Cas, m. Case Caso, m. ( = Cas, pi. Cases Casi, pi. ( Cascade, f. Cascade Cascata, f. ( .. Casserole, f. Sauce pan Casserola, f. H- Casseroles, pi. Sauce pans Casserole, f. H = Casuel, adj. m. Cassuel Casuale, adj. m. H . Casuellement, adv. Casually Casualmente, av. H .. Catalogue, m. Catalogue Catalogo, m. 1 - Cataracte, f. Cataract Cataratta, f. 1 = Catastrophe, f. Catastrophe Catastrofe, f. 1 • Catéchisme, m. Catechism Catechismo, m. 1 •• Catégorie, f. Category Categoria, f. o — Catégoriquement, adv. Categorically Categoricamente, av. o = Cathédrale, f. Cathedral Cattedrale, f. o Catholique, adj. m. Roman catholic Cattolico, adj. m. o .. Catholiques, pi. Roman catholic Cattolici, pi. 1 - Catholique, adj. f. Roman catholic Cattolica, adj. f. 1 = Catholicisme, m. Catholicism Cattolicismo, m. 1 . Cause, f. Cause Causa, f. 1 .. Causes, pi. Causes Cause, pi. ) - Caustique, adj. m. Caustic Caustico, adj. m. ) = Caution, f. Security Cauzione, f. ) . Caution, f. Bail Sicurtà, f. ) .. Cavalerie, f. Cavalery Cavalleria, f. + — Cavalier, m. Trooper Cavaliere + = Cavalièrement, adv. Gallantly Da cavaliere, av. + • Cave, f. Celloes Cantina, f + .. Caverne, f. Cavern Caverna, f. — — Cavernes, pi Caverns Caverne, f. •. = C, pr. dém. This Questo, pron. dem. >s . Ce, pron. What Ciò, pron. ^ .. Ce (ou ceci), pr. dém. m. This Questo, pron. dem. m» p - Cécité, f. Blindness Gecità, f. p = Cèdre, m. Cedar tree Cedro, m. p . Cèdres, pi. Cedar trees Cedri, pi. p .. Cédrat, m. Cedar Cedrato, m. V - Ceinture, f. Girdle Cintola, f. V = Ce (ou cela), pr. dém. m. That Questo, pr. dem. m. V . Cela va sans dire, loc. ad. That is to beunders tood Questo va da se, loc adv V .. Célèbre, adj. m. Celebrated Celebre, adj. m. 0 — Célèbres, pi. Celebrated Celebri, pi. 0 = Célébrité, f. Celebrity Celebrità, f. 0 . Célérité, f. Celerity Celerità, f. 0 .. Céleste, adj. m. f. Celestial Celeste, adj. m. f. / — Célibat, m. Celibacy Celibato, m. / = Celle, pr. dem. f. This Questa, pr. dem. f. / . Celles, pi. These Queste, f. / Celle-ci, pr. dém. f. This Questa qui, pr. dem. f. A — Celles-ci, pi. This Questa qui, pi. A = Celle-là, pr. dém. f. This Co testa, pr. dem. f. A . Celles-là, pi. Those Coteste, pi. A •• Celle-là, pr. dém. f. That Quella, pr. dem. f. T — Celles-là, pi. Those Quelle, pi. T = Celui-ci, pr. dém. m. This Questo qui, pr. dem. m. T • Celui-là, pr. dém. m. This Cotesto qui, pr. dem. m. T •• Celui, pr. n. That Quegli, pr. m. Celui-là, pr. dém. m. Cendres, f. pi. C'en est fait, loc. adv. Ce n'est pas certain, 1. ad. Ce n'est pas que, loc. ad. Ce n'est pas à dire que,l. Ce n'est pas vrai, lo. adv. Ce n'est pas possible, loc. Censé, adj. m. [adv. Censée, adj. f. Censure, f. Centime, m. Centimes, pi. Centre, m. Central, adj. m. Centrale, adj. f. Cependant, adv. Ce qui, ce que, adv. Ce que Cérat, m. Cercle, m. Cercueil Cérébral, adj. m. Cérébrale, adj. f. Cérémonie, f. Cérémonies, pi. Cerf, m. Cerfs, pi. Cerises, f., pi. Certain, adj. m. Certaine, adj. f. Certificat, m. Certitude, f. Certainement, adv. Cerveau, m. Cervelle, f. Ces, pr. dém. pi. m. Ces, pr. dém. pL f. César, m. Ces, ceux, p. dé. pi. m. Ce sont, 1. Ce sont eux,l. Ce soir, m. C'est, adv. C'est-à-dire, adv. C'est ainsi que, adv. C'est juste, adv. C'est injuste, adv. C'est lui, adv. C'est moi, adj. C'est nous, adv. C'est pourquoi, adv. C'est possible, adv. C'est que, adv. C'est toi, adv. C'est tout dire, adv. C'est un grand coup,adv. C'est vrai, adv. C'est vous, adv. [Cet, pr. dém. m. adv. CEL— CET That Ashes It is all over. It is not certain Not that It does not follow that It is not true It is not possible Reputed Reputed Censure Centime Centimes Centre Central Central Yet (mean whle) What Whatever Cerate Cercle Coffin Cerebral Cerebral Ceremony Ceremonies Stag Stags Cherries Certain Certain Certificate Certainty Certainly Brain Brains These These Cesar These They are It is they To nigt (this evening) It is That is to say So it is It is right It is unjust It is he Itisi It is we That is the reason It is possible It is that (the reason is) It is thou It needs no explanation It is a great act It is true It is you This 657 Quello, pr. dem. m. Generi, f. pi. É finita, locuz. av. Non è certo, loc. av. Egli non è che, loc. av. Questo non vuol dire, lo. Non é vero, loc. av. [av Non è possibile, loc. av. Riputato, adj. m. Riputata, adj. f. Censura, f. Centesimo, m. Centesimi, pi. Centro, m. Centrale, adj. m. Centrale, adj. f. Frattanto, av. Quello che, av. Ciò che, av. Unguento rosato, m. Circolo, m. Bara, f. Cerebrale, adj. m. Cerebrale, adj. f. Ceremonia, f. Cérémonie, pi. Cervo, m. Cervi, pi. Ciliege, f. pi. Certo, adj. m. Certa, adj. f. Certificato, m. Certezza, f. Certamente, av. Cervello, m. Cervello, m. Questi, pr. dem. pi. m. Queste, pr. dem. pi. f. Cesare, m. Quelli, pr. dem. pi. m. Sono, 1. Sono essi, pr. pi. Questa sera, f. Questo è, m. (questa è, f.) Cioè, av. Cosi è, av. Ë giusto, av. È ingiusto, av. È egli, av. Son io, av. Siamo noi, av. Egli è perchè, av. k possibile, av. Si è che, av. Sei tu, av. È dir tutto, av. È un gran colpo, av. È vero, av. Siete voi, av. Questo, pr. dem. m., av. L - Cette, pr. dém. f. This (or that) L = Cette nuit, f. To night L • Cet, pr. dem m. That L .- Ceux, pi. These ( - Ceux-ci, pr. dém. m. pi. These ( = Ceux-là, pr. dém. m. pi. Those ( • Ceux-là, pr. dém. m. pi. Those ( •• Ceux-là, pr. dém. m. pi. Those H- Chacun, pr. m. Every one (every body) -4 = Chacun, pr. ind. m." Each H • Chacune, pr. ind. f. Each H •• Chagrin, adj. m. Sorrowful 1 - Chagrins, pi. Sorrowful 1 = Chagrine, adj. f. Sorrowful 1 • Chagrines, pi. Sorrowful 1 •• Chagrin, m. Sorrow o — Chagrins, pi. Sorrows o = Chagrin, m. Grief o . Chagrins, pi. Griefs o .. Chaîne, f. Chain 1 - Chaînes, pi. Chains 1 = Chair, f. (humaine) Flesh 1 . Chaire, f. Pulpit 1 .. Chaise, f. Chair ) - Chaises, pi. Chairs ) = Chaise de poste, f. Post chaise ) . Chaleur, f. Heat ) .. Chaleurs, pi. Heat + — Chalumeau, m. Straw pipe 4- = Chalumeaux, pi. Straw pipes + . Chambre, f. Chamber + .. Chambres, pi. Chambers -«s, — Chambre, f. Room «^ = Chambre à coucher, f. Bed chamber *-*. . Chambres à coucher, pi. Bed chambers *^« . . Chambre du sénat, f. Senate-house p - Champagne (vin de), m. Champaign (vine of) p = Champêtre, adj. m. f. Rural p . Champ, m. Field ? .. Champs, pi. Fields V - Champignons, m pi. Mushrooms V = Champion, m. Champion v . Chance, f. Chance V •• Chancelier, m. Chancellor 0 — Chancellerie, f . Chancellery 0 = Chandelle, f. Candle 0 . Chandelles, pi. Candles 0 .. Chandelier, m. Candlestick 1 ~ Chandeliers, pi. Candlesticks 1 = Change, m. Change / • Changement, m. Change / •• Chanoine, m. Canon A — Chanson, f. Song A = Chant, m. Singing A • Chants, pi. Songs A •• Chanteur, m. Singer T - Chanteurs, pi. Singers T = Chanteuse, f. Singer T • Chanteuses, pi. Singers T •• Chanvre, m. Hemp Questa, pr. dem. f. Questa notte, f. Quello, pr. dem. m. Quelli, pr. dem. m. pi. Questi qui, pr. dem. m. p. Cotesti, pr. dem. m. pi. Quelli, pr. dem. m. pL Quei, pr. dem. m. pi. Ognuno, pr. m. Ciascuno, pr. ind. m. Ciascuna, pr. ind. f. Mesto, adj. m. Mesti, pi. Mesta, adj. f. Meste, pi. Cordoglio, m. Cordogli, pi. Dispiacere, m. Dispiaceri, pi. Catena, f. Catene, pi. Carne, f. Sedia, f. Sedia, f. Sedie, pi. Sedia di posta, f. Calore, m. Calori, pi. Zampogna, f. Zampogne, pi. Camera, f. Camere, pi. Camera, f. Camera da letto, f. Camere da letto, pi. Camera del senato, f. Campagna ( vino di ), m. Campestre, adj. m. f. Campo, m. Campi, pi. Faughi, m. pi. Campione, m. Fortuna, f. Cancelliere, m. Cancelleria, f. Candela, f. Candele, pi. Candeliere, m. Candelieri, pi. Cambio, m. Cambiamento, m. Canonico, m. Canzone, f. Canto, m. Canti, pi. Cantore, m. Cantori, pi. Cantatrice, f. Cantatrici, pi. Canapa, f. CHA— CHA 65 L - Chaos, m. Chaos Caos, m. L = Chapeau, m. Hat Cappello, m. L • Chapeaux, pi. Hats Cappelli, pi. L .. Chapeau de femme, m. Bonnet Cappello, m. ( - Chapeaux de femme, pi. Bonnets Cappelli, pi. ( = Chapelain, m. (aumônier) Chaplain Cappellano, m. ( • Chapelier, m. Hatter Cappellaio, m. ( •• Chapeliers, pi. Hatters Cappellaj, pi. H- Chapelle, f. Chapel Cappella, f. H = Chapitre, m. Chapter Capitolo, m. H • Chapon, m. Capon Cappone, m. ^ Chapons, pi. Capons Capponi, pi. i - Chaque, pr. ind. m. f. Every Ogni, pr. ind. m. f. i = Charbon, m. Charcoal Carbone, m. i • Charbon de terre, m. Coals Carbone di terra, m. Charbonnier Coal-porter Carbonajo 0 — Charcutier, m. Pork-butcher Pizzicagnolo, m. 0 = Charcutiers, pi. Pork-butchers Pizzicagnoli, pi. 0 . Chariot, m. Waggon Carro, m. o .. Chariots, pi. Waggons Carri, pi. 1 - Charitable, adj. m. f. Charitable Caritatevole adj. m. f. 1 = Charitables, pi. Charitable Caritatevoli, pi. 1 . Charitablement, adv. Charitably Caritatevolmente, av. 1 .. Charité, f. Charity Carità, f. ) - Charlatan, m. Quack Ciarlatano, m. ) = Charmant, adj. m. Lovely Grazioso, adj. m. ) . Charmants, pi. Lovely Graziosi, 'pi. ) .. Charmante, adj. f Lovely Graziosa, adj. f. + - Charmantes, pi. Lovely Graziose, pi. + = Charmante, adj. f. Lovely Bella, adj. f. + . Charmantes, pi. Lovely Belli, pi. + .. Charme, m. Charm Incanto, m. V — Charmes, pi. Charms Incanti, pi. *>» = Charnel, adj. m. Charnel Carnale, ag. m. »^. . Charnelle, adj. f. Charnel Carnale, ag. f. *^. . . Charrette, f. Cart Carretta, f. p - Charrettes, pi Carts Carrette, pi. p = Charretier, m. Waggoner Carrettiere, m. p . Charretiers, pi. Waggoners Carrettieri, pi. p .. Charrue, f. Plough Aratro, m. V — Charrues, pi. Ploughs Aratri ^pi- V = Chasse, f. Hunting Caccia, f. V . Chasseur, m. Huntsman Cacciatore, m. V •• Chasseurs, pi. Fowlers Cacciatori, pi. 0 — Chat, m. Cat Gatto, m. 0 = Chats, pi. Cats Gatti, pi. 0 . Châtaigne, m. Chest nut Castagna, f. 0 •• Châtain, adj. m. Chest nut colour Castagno, ag. m. / - Châtains, pi. Chest nut colours Castagni, pi. / = Château, m. Castle Castello, m. / • Châteaux, pi. Castles Castelli, pi. / •• Châtiment, m. Chatiseraent Castigo, m. A - Chaud, adj. m. Warm Caldo, ag. m. A = Chauds, pi. Warm Caldi, pi. A - Chaude, adj. f. Warm Calda, ag. f. A .. Chaudes, pi. Warm Calde, pi. T- Chaudement, adv. Warm Caldamente, av. T = Chaudière, f. Boiler Caldaja, f. T • Chaudières, pi. Boilers Caldaje, pi. T •• * Chaudron, m. Kettle Caldajo, m. 660 CHA— cm L - Chaume, m. Thacth Sioppia, f. L = Chaumière, f. Shatched-house Capanna, f. L Chaussettes, f. pi. Short-stockings Mezze calzette, f. pi. L •• Chauve, adj. m. f. Bald Calvo, ag. m. ( - Chaux, f. Lime Calce, f. ( = Chef, m Chief Capo, m. ( • Chemin, m. Road Cammino, m. (strada, f.) ( -. Chemins, pi. Roads Cammini, pi. (strade,pl.) H- Chemin de fer, m Rail road ( rail way ) Cammino di ferro, m. H = Chemins de fer, pi. Rail roads Crail ways;) Cammini di ferro, pi. H • Chemin faisant, 1. Going along Cammino facendo, 1. H •• Cheminée, f. Chimney Cammino, m. Cheminées, pi. Chimneys Cammini, pi. I = Chemise d'homme, f. Shirt Camicia da uomo, f. 1 • Chemises d'hommes, pi. Shirts Camicie da uomo, pi. 1 .- Chemise de femme, f. Shift Camicia da donna, f. o — Chemises de femme, pi. Shifts Camicie da donna, f. pi. o = Chêne, m. Oak Quercia, f. o . Chênes, pi. Oaks Quercie, pi. o .. Chenets, m. pi. Hand irons Alari, m. pi. 1 - Cher, adj. m. Dear Caro, ag. m. 1 = Chers, pi. Dear Cari, pi. ■1 . Chère, adj. f. Dear Cara, ag. f. 1 .. Chères, pi. Dear Care, pi. ) - Cheval, m. Horse Cavallo, m. ) = Chevaux, pi. Horses Cavalli, pi. ) . Chevalerie, f. Chivalry Cavalleria, f. ) .. Chevalet, m. Rack Cavalletto, m. + — Chevalier, m. Cavalier Cavaliere, m. + = Chevaliers, pi. Cavaliers Cavalieri, pi -4- . Cheveu, m. Hair Capello, m. + .- Cheveux, pi. Hairs Capelli, pi. "«s. — Chèvre, f. Goat Capra, f. *». = Chèvres, pi. Goats Capre, pi. ->. Chez, pr. At Da, prep. ^ .. Chez eux, elles, 1. At their house In casa loro, 1. p - Chez lui, elles, 1. At his house In casa sua, 1. p = Chez moi, 1. At my house In casa mia, 1. p . Chez mon père, 1. At my father's house Da mio padre,!. p .. Chez nous, 1. At our house In casa nostra, 1. V — Chez toi, 1. At thy house Da te, 1. V = Chez vous, 1. At your house In casa vostra,!. v . Chicane, f. Chicanery Cavillo, m. v .. Chicanes, pi Chicaneries Cavilli, pi. 0 — Chicorée, f. Endive Indivia, f. 0 = Chien, m. Dog Cane, f. 0 . Chiens, pi. Dogs Cani, pi. 0 .. Chienne, f. Bitch Cagna, f. / - Chifion, m. Rag Cencio, m. / = Chiffons, pi. Rags Cenci, pi. / . Chiffre, m. Figure Numero, m. / •• Chiffres, pi. Figures Numeri, pi. A — Chimère, f. Chimera Chimera, f. A = Chimères, pi. Chimera Chimere, f. A . Chimérique, adj. m. Chimerical C himerico, ag. m. A •• Chimérique, adj f. Chimerical Chimerica, ag. f. T — Chimie, f. Chemistry Chimica, f. T = Chimiste, m. Chemist Chimico, m. T • Chinois, m. Chinese Chinese, m. T •• Chirurgien Surgeon Chirurgo, m. CHI— CLA G L - Chirurgiens, pi. Surgeons Chirurghi, pi. L = Chocolat, m. Chocolate Cioccolato, m. L • Chœur, m. Chorus Coro, m. L •• Chœurs, pi. Choruses Cori, pi. ( - Choix, m. Choice Scelta, f. ( = Choquant, adj. m. Shocking Molesto, ag. m. ( . Choquante, adj. f. Shocking Molesta, ag. m. ( •• Chose, f. Thing Cosa, f. H- Choses, pi. Things Cose, pi. H = Choux, pi. m. Cabbage Cavoli, pi. ni. H • Choux-fleurs, pi. m. Cauliflowers Cavoli fiori, pi. H •• Chrême, m. Unctions Cresima, f. 1 - Chrétien, m. Christian Cristiano, m. ! = Chrétiens, pi. Christians Cristiani, pi. 1 • Chrétienté, f. Christianity Cristianità Christ, m. Christ Cristo, m. o — Christianisme Christianity Cristianesimo, m. o = Chronique, f. Chronick Cronica, f. 0 . Chroniques, pi. Chronick Croniche, pi. 0 .. Chronologie, f. Cronology Cronologia, f. 1 - Chut! interject. Hush Zitto ! inter). 1 = Chute, f. Fall Caduta, f. 1 • Cicatrice, f. A scar Cicatrice, f. Cicéron, m. Cicero Cicerone ) — Ci-devant, adv. Here to fore Qui sopra, av. ) = Cidre, m. Cider Cidro, m. Ciel, m. Heaven Cielo, m. Cigare, m. Segar Sigaro, m. + - Cils, pi. m. Eye-lashes Ciglia, f. pi + = Cimetière, m. Curch-yard Cimitero, m. + . Cirage, m. Blacking L'incerare, m + .. Circonférence, f. Circonférence Circonferenza, f. v^ _ Circonstance, f. Circonstance Circostanza, f. s — Circonstances, pi. Circonstances Circostanze, pi. \ . Circuit, m. enceinte, f. Incide Circuito (recinto), m «^ Circulation, f. Circulation Circolazione, f. p - Cire, f. Wax Cera, f. ? = Cirque, m. Circus Circo, m. p . Ciseau, m. Chisel Scalpello, ni. p .. Ciseaux, pi. Chisels Scalpelli, pi. V — Ciseaux, pi. m. [une paire Cissars Forbici, f. pi. V = Citadelle, f. [de Citadel Cittadella, f. V . Citation, f. Quotation- Citazioni*, f. v .. Cité, f. City Citta, f. 0 — Cités, pi. Cities Citta, pi. 0 = Citoyen, m. Citizen Cittadino, m. 0 . Citoyens, pi. Citizen* Cittadini, pi. 0 .. Citron, m. Lemon Limone, m. / - Citrons, pi. Lemons Limoni, f. / = Civil, adj. m. Civil Civile, adj. m. / . Civilisation, f. Civilisation Civilizazione, f. / .. Civilité, f. Civility Civilité, f. A - Civique, in. Civic Civico, ag. m. A = Civisme, m. Civism Zelo cittadinesco, m. A • Civita-Vecchia Civita Vecchia Civita-Vecchia A .. Clair, ad. m. Clear Chiaro, ag. m. T — Clairs, pi. Clear Chiari, pi. T = Claire, adj. f. Clear Chiara, ag. f. T • Claires, pi. Clear Chiare, pi. T .. Clarté, f. Light Lume, m. G61 56 662 CLA— COM L - Classe, f. Class Classe, f. L = Clef, f. Key Chiave, f. L ■ Clefs, pi. Keys Chiavi, pi. L •• Clémence, f. Clemency Clemenza, f. ( - Clément, adj. m. Clement Clemente, ag. m. ( = Clergé, m. Clergy Clero, m. ( • Client, m. Client Cliente, m. ( •• Climat, m. Climate Clima, m. H - Cicche, f. Bell Campana, f. ^ = Cloches, pi. Bells Campane, pi. H • Clocher, m. Steeple Campanile, m. H .. Clochers, pi. Steeples Campanili, pi. 1 - Clou, m. Nail Chiodo, m. 1 = Clous, pi. Nails Chiodi, pi. 1 • Coalition, f. Coalition Lega, f. i •• Cocarde, f. Cockade Coccarda, f. 0 — Cocher, m. Coach-man Cocchiere, m. 0 = Cochers, pi. Coach-men Cocchieri, pi. 0 . Cochon, m. Pig Porco, m. 0 .. Cochons, pi. Pigs Porci, pi. "1 - Cœur, m. Heart Cuore, m. 1 - Coiffe, L Womans head dress Cuffia, f. 1 . Col de cravatte, f. Stock Collo di cravatta, m. 1 .. Colère, f. Anger Sdegno, ni. ) - Colère, f. Anger Collera, f. ) = Coliques, pi. f. Colic Coliche, f. pi. ) . Colisée, m. Colyseum Colosseo, m. ) .. Colle, f. Glue Colla, f. + — Collège, m. College Collegio, m. + = Collèges, pi. Colleges Collegj, pi. + . Collègue, m. Colleague Collega, m. -f .. Collègues, pi. Colleagues Colleghi, pi. — Collier, m. Neck-lace Collana, f. -*. = Colliers, pi. Neck-laces Collane, pi. ^ . Colline, f. Hill Collina, f. s . . Collines, f. Hills Colline, pi. p — Colombe, f. Dove Colomba, f. ? = Colonel, m. Colonel Colonnello, m. o . Colonne, f. Column Colonna, f. ? • • Colonnes, pt. Columns Colonne, pi. V - Coloré, adj. m. Coloured Colorito, ag. m. V = Colorée, adj. f. Coloured Colorita, ag. f. V . Coloriste, m. Colourist Colorista, m. v .. Colosse, m. Colossus Colosso, m. 0 — Colporteur, m. Hawker Spacciatore, m. 0 = Combat Battle Comtattimento, m. 0 . Combien, adv. de quan. How much Quanto, av. e m. 0 .. Combien, pi. How many Quanti, pi. 1 - Combien, s. f. How much Quanta, s. f . 1 = Combien, pi. How many Quante, pi. 1 . Combien de fois, adv. How many Quante volte / •• Combinaison, f. Combination Combinazione, f. A — Combinaisons, pi. Combinations Combinazioni, pi. A = Comble, adj. m. Heaped hup Colmo, ag. ni. A • Combles, pi. Heaped hup Colmi, pi. A •• Comble, adj. f. Heaped hup Colma, ag. f. T — Combles, pî. Heaped hup Colme, f. pi. T =• Combustible, m. Combustible Combustibile, m. T • Comédie, f. Comedy Commedia, f. T •' Comédies, f. Comedies Commedie, pi. COM— COM 6C L - Comédien, m. Player Commediante, m. L = Comédiens, pi. Players Commedianti, pi. L • Comédienne, f. Player Commediante, m- L •• Commédiennes, pî. Players Commedianti, pi. ( - Comestible, m. Eatable Commestibile, m. ( = Comestibles, pi. Eatables Commestibili, pi. ( • Comète, f. Comet Cometa, f. ( .. Comètes, pi. Comets Comete, pi. H - Comique, adj. f. Comical Comico, ag. m. H = Comique, adj. f. Comical Comica ag. f. H . Comité, m. Commitlee Società, f. 4 .. Commandant, m. Commanding officier Commandante, m. 1 - Commande, f, Command Comando, m. 1 = Commandement, m. Command Comando, m. 1 • Comme, adv. As Siccome, av. 1 .. Comme il vous plaira, 1. As you please Come vi pare, 1. o — Comme vous, adv. Like you Come voi, av. o = Comme vous devez faire As you ought to do? Come dovete fare, I. 0 . Comme vous voudrez, 1. As you like Come vorrete, 1. o .. Commensal, m. Mess mate Commensale, m. 1 - Comment, adv. How Come, av. 1 = Comment vous portez- How do 37ou do Come state? "1 . Commerce, m. [ vous ? Commerce Commercio, m. 1 .. Commerçant, m. Merchant Commerciante, m. ) - Commerçants, pi. Merchants Commercianti, m. ) = Commercial, adj. m. Commercial Commerciale, ag. m. ) . Commis, m. Clerk Commesso, m. ) . Commissaire, m. Commissary Commissario, m. 4- — Commissionnaire, m. Agent Agente, m. + = Commode, f. Chest of drawers Armadio, m. + • Commode, adj. m. Handy Comodo, ag. m. -4- .. Commodément, adv. Commodiously Comodamente, av. -^ — Commodité, Conveniency Comodità, f. ^ = Commotion, f. Commotion Commozione, f. *•»* . Commun, adj. m. Common Comune, ag. m. -^ .. Commun, pi. Common Comuni, pi. p -, Commune, adj. f. Common Comune, ag. f. P = Communes Common Comuni, pi. P Communément, adv. Commonly Comunemente, av. P •• Communication, f» Communication Comunicazione, f. V - Communion, f- Communion Comunione, t V = Compagne, f. Companion (female) Compagna, f. V . Compagnie, f. Company Compagnia, f. v .. Compagnon, m. Companion Compagno, m. 0 — Compagnons, pi. Companions Compagni, pi. 0 = Comparaison, f. Comparison Paragone, m. 0 . Comparaisons, pi. Comparisons Paragoni, pi. 0 .. Compas, m. Compass Compasso, m. J - Compassion, f. Compassion Compassione, f. / - Compatible, adj. m. Compatible Compatibile, ag. m. f. / . Compensation, f. Compensation Compenso, in. / .. Compétence, f. Competence Competenza, f. A - Compétent, adj. m- Competent Competente, adj. f. A = Compétente, adj. t Competent Competente, adj. f. A • Compétiteur, m. Competitor Competitore, m. A •• Complaisance, f. Complacency Compiacenza, f. T - Complaisant, ad. m. Complaisant Compiacente, ag. m. T = Complaisante, adj. f. Complaisant Compiacente, ag. f. T • Complément, m. Complement Compimento, ni. T - [Complet, adj. m. Complete Completo, ag. m. GG4 COM— CON L — Complets, pi. Complete Completi, pi. L = Complète, adj. f. Complete Completa, ag. m. Completes, pi. Complete Complete, pi. Complètement, adv. Completely Completamente, av. ) — Complexion Constitution Complessione, 1. ) = Compliment, m. Compliment Complimento, m. Compliments, pi. Compliments Complimenti, pi. Compositeur, m. Compositor Compositore, f. -[- Composition, f . Composition Composizione, f. -{ = Comptant, adj. m. Ready Contante, ag. m- -1 • Compte, m. account acconto, m. H • Comte, m. Count Conte, m. 1 - Comtes, pi. Counts Conti, pi. Comtesse, f. Countess Contessa, f. ! ~ Conception, f. Conception Concezione, f. 1 .. Concernant, adj. m Concerning Concernente, ag. m. o — Concert, m. Concert Concerto, m. 0 = Concession, f. Concession Concessione, f. 0 . Concierge, m. Porter Castellano, m. 0 .. Conciliation, f. Reconciliation Riconciliazione, f. 1 - Concitoyen, m. Fellow-citizen Concittadino, m. 1 = Concitoyens, pi. Fellow-citizens Concittadini, pi. 1 . Conclusion, f. Conclusion Conduzione, f. 1 •• Concorde, f. Concord Concordia, f. ) - Concurrence Opposition Concorrenza, f. ) = Concurrent, adj. m. Concurrent Concorrente, ag. m. ) . Concurrents, pi. Concurrent Concorrenti, pi. ) .. Concours, m. Concurrence Concorso, m, -4- — Condescendance, f. Condescension Condiscendenza, f. + = Condisciple, m. School-fellow Condiscepolo, m. -f- . Condisciples, pi. School- fellows Condiscepoli, pi. + .. Condition, f. Condition Patto, m. -N . Conditionnellement, ad. Conditionally Condizionalmente, av. . . . Confédération, f, Confédération Confederazione, f. P ~ Confédérés, adj. pi. Confederates Confederati, ag. pi. P = Confesseur, m. Confessor Confessore, m. P • Confession, f. Confession Confessione, f. P •• Confiance, f. Confidence Fiducia, f. V - Confidence,f. Confidence Confidenza, f. V = Confident, adj. m. Confident Confidente, ag. m. v . Confidente, adj. f. Confident Confidente, ag. f. v .. Confidentiel, adj. m. Confidential Confidenziale, ag. m. .0 — Confidentielle, adj. f. Confidential Confidenziale, ag. f. 0 = En confidence Confidentially Inconlidenza 0 . Confiseur, m. Confectioner Confettiere, m. 0 .. Confiture, f. Sweetmeat Confettura, f. 1 - Confitures, pi. Sweetmeats Confetture, pi. / = Conformité, f. Conformity Conformità, f. I Confusion, f. Confusion Confusione, f. 1 Congé, m. Leave Congedo, m. A - Congrès, m. Congress Congresso, m. A = Conjecture, f. Conjecture Congettura, f. A Conjonction, f. Conjunction Congiunzione, f. A .. Conjugaison, f. Conjugation Congiugazione, f. T- Conjugaisons, pi. Conjugations Congiugazioni, pi. T - Conjuration, f Conspiracy Congiura, f. T • Conjuré, m. Conspirator Congiurato, m. T •• Conjurés, pi. Conspirators J Congiurati, pi. CCW—CON 66: L - Connaissance, f. Knowledge Conoscenza, f. L = Connaissances, pi. Knowledges Conoscenze, pi. L • Connaisseur, m. Connaisseur Conoscitore, m. L •• Conscience, f. Conscience Coscienza, f. ( - Consécration, f. Consecration Consacrazione, f. ( = Consécutif, adj. m. Consecutive Consecutivo, ag. m. ( • Consécutive, adj. f. Consecutive Consecutiva, ag. f, ( •• Conseil, m. Advice Consiglio, m. -\ - Conseils, pi. Advices Consigli, pi. H = Conseiller, m. Counsellor Consigliere, m. H . Conseil (assemblée) Council Consiglio, m. ^ .. Conseillers, pi. Consellors Consiglieri, pi. 1 - Consentement, adv. Consent Consenso, m. 1 = Conséquence, f. Consequence Consequenza, f. 1 . Conséquences, pi. Consequences Consequenze, pi. 1 .. Conséquent, adv. m. Consequent Conséquente, ag. m. o — Conservation, f. Preservation Conservazione, f. o = Conservatoire, m. School for music Conservatorio, m. o . Considérable, adj. m. f. Considérable Considerabile, ag. m. f. o .. Consistance, f. Consistence Consistenza, f. 1 - Consolant, adj. m. Consoling Consolante, ag. m. 1 = Consolante, adj. f. Consoling Consolante, ag. f. 1 . Consolation, f. Comfort Consolazione, f. 1 •• Consommateur, m. Consumer Consumatore, m. ) - Consommateurs, pi. Consumers Consumatori, pi. ) = Consommation, f. Consummation Consumo, m. ) • Consomption, f. Consumption Consunzione, f. ) .. Consonnance, f. Harmony Consonanza, f. + — Consonne, f. Consonant Consonante, f. -f = Consonnes, Consonants Consonanti + . Conspiration, f. Conspiracy Congiura, f. + •• Constamment, adv. Constantly Costantemente, av. ^ — Constance, f. Constancy Costanza, f. ^ = Constance (avec), adv. With constancy Con costanza, av. ^v. . Constant, adj. m. Constant Costante, ag. m. — . . Constants, pi. Constant Costanti, pi. p - Constante, adj. f. Constant Costante, ag. f. p = Constantes, pi. Constant Costanti, pi. p . Constantinople (v.) Constantinople Costantinopoli (e) p .. Constitution, t. Constitution Costituzione, f. V - Constitutions, pi. Constitutions Costituzioni, pi. V = Constitutionnel, adj. m. Constitutional Costituzionale, ag. m. V . Constitutionnelle, adj. f. Constitutional Costituzionale, ag. f. v .. Construction, f. Construction Costruzione, f. 0 — Constructions, pi. Constructions Costruzioni, pi. 0 = Consul, m. Consul Console, m. 0 . Consulat, m. Consulate Consolato, m. 0 .. Consultation, f. Consultation Consulto, m. / - Contagion, f. Contagion Contagione, f. / = Conte, m. Tale Conto, m. / . Contes, pi. Tales Conti, pi. / .. Contemplation, f. Contemplation Contemplazione, f. A - Contemporain, adj. m. Contemporary Contemporaneo, ag. m A = Contemporains, pi. Contemporaries Contemporanei, pi. A • Contenu, adj. m. (le) Contents Contenuto, ag. m. A •• Content, adj. m. Pleased Contento, ag. m. T- Contents, pi. Pleased Contenti, pi. T = Contente, adj. f. Pleased Contenta, ag. f. T • Contentes, pi. Pleased Contente, pi. 56. 066 COxN— COR L - Contentement, m. Contentment Contento, m. L = Continent, m. Continent Continente, m. L • Continuel, adj. m. Continuai Continuo, ag. m. L •• Continuels, pi. Continuai Continui, pi. ( - Continuelle, adj. f. Continuai Continua, ag. f. ( = Cc nlinuelles, pi- Continuai Continue, pi. ( • Continuellement, adv. Continually Continuamente, av. ( •• Contraire, adv. Contrary Contrario, av. 4 - Contraire, adj. Contrary Contrario, ag. m. -\ = Contraires, pi. Contrary Contrarj, pi. ^ • Contraire, adj. f. Contrary Contraria, ag. f. ^ .. Contraires, pi. Contrary Contrarie, pi. i - Contrariété, f. Contrariety Contrarietà, f. i = Contrat, m. Contract Contratto, m. i . Contravention, f. Contravention Contravenzione, f. i .. Contre, adv. Against Contro, av. 0 — Contre-amiral, m. Rear-admiral Contro ammiraglio, m. o = Contre son gré, adv. Againts one's will Contro a suo grado, av. 0 . Contrebande, f. Smuggling Ccntrabando, f. 0 .. Contrebandier, m. Smuggler Contrabandiere, m. 1 - Contre-coup, m. Rebound Ribalzo, m. 1 = Contre-poids, m. Cointer poise Contropeso, m. 1 Contre-sens, m. Wrong sense Controsenso, m. 1 .. Contre-temps, m. Unseasonable time Controtempo, m. Ì - Contribution, f. Contribution Contribuzione, L ) = Contusion, f. Bruise Contusione, f. ) . Contusions, pi. Bruises Contusioni, pi. ) .. Convalescence, f. Convalescence Convalescenza, f. + — Convenable, adj. m. Convenient Convenevole, ag. m. 4- = Convenablement, adv. Conveniently Convenevolmente, adv. + . Convenance, f. Convenience Convenienza, f. • • Convenances, pi. Conveniences Convenienze, pi. \ — Convention, f. Convention Convenzione, f. --V = Conventions, pi. Conventions Convenzioni, pi. s . Conversation, f. Conversation Conversazione, f. \ . . Conversations, pL Conversations Conversazioni, pi. p _ Convive, m. Guest Convitato, m. ? = Convocation, f. Convocation Convocazione, f. P • Convoi, m. Funeral procession Funerale, m. P .. Convulsion, 1. Convulsion Convulzione, f. V - Convulsions, pi. Convulsions Convulzioni,; pi. V = Copenhague, (v.) Copenhagen Copenaghen, (v.) v . Copie, f. Copy Copia, f. v .. Copiste, m. Copier Copista, m. / - Coquetier, m. Cogg-stand Uovaruolo, m. / = Coq, m. Cock Gallo, m. / . Coqs, pi. Cocks Galli, pi. / .. Coquet, m. Coquet Zerbino, m. 0 — Coquette, f. Coquette Civetta, f. 0 = Coquille, f. Shell Conchiglia, f. 0 . Coquilles, pi Shells Conchiglie, pi. 0 .. Coquin, m. Rascal Malvaggio, m. A — Coquins, pi. Rascals Malvaggi, pi. A = Coquine, f. Rascal Malvaggia, f. A . Coquines, pi. Rascals Malvagge, pi. A •• Coquinerie, f. Trick Furfanteria, f. T • Corbeau, m. Raven Corvo, m. T ., Corbeille, f. Bread basked Paniere, m. T- Cordage, m. Cordage Cordame, m. COR— COU 667 L - Corde, f. Rope Corda, f. L = Cercles, pi. Ropes Corde, pi. L • Cordon, m. Cord Cordone, m. L Cordonnier, m. Shoemaker Calzolajo, m. ( - Cordonniers, pL Shoemakers Calzolaj, pi. ( = Corne, f. Horn Corno, m. ( . Cornes, pi. Horns Corni, pi. ( .. Corniche, f. Cornice Cornice, f. -i- Corna adj. m. Cornute Cornuto, ag. m. H = Corporation, f. Corporation Compagnia, f, H • Corps, m. Body Corpo, m. H •• Corps, pi. Bodies Corpi, pi. 1 - Correct, adj. m. Correct Corretto, ag. m. 1 = Correcte, adj. f. Correct Corretta, ag. f. 1 . Correctement, adv. Correctly Correttamente, av. 1 .. Correcteur, m. Corrector Correttore, m. o — Correction, f. Correction Correzione, f. O =5 Correspondance, f. Correspondence Corrispondenza, f. 0 . Correspondant, m. Correspondent Correspondente, m. 0 .. Correspondante, adj. f. Correspondent Correspondente, ag. f. 1 - Corridor, m. Corridor Corridojo, m. 1 = Corrupteur, m. Corrupter Corruttore, m. 1 • Corruption, f. Corruption Corruzione, f. 1 •• Corsaire, m. Corsair Corsa jo, m. ) - Corset, m. Corset Busto, m. ) = Corse, f. Corsica Corsica, f. ) . Cortège, m. Train Treno, m. ) .. Côte, f. Rib Lato, m. + - Côtes, pi. Ribs Lati, pi. + — Côté, m. Side Parte, f. -f . Côtés, pi. Sides Parti, pi. + .. Côtelette, f. Chop Braci uola, f. ^ — Côtelettes, pi. Chops Braciuole, pi. *». = Côtelette de porc, f. Pork-chop Costolina di porco, f. "^ . Côtelettes de porc, pi. Pork-chops Costoline di porco, pi. •"». .. Côtelette de mouton, f. Mutton chop Costolina di castrato, f. ? - Côtelettes de mouton, pi. Mutton chops Costoline di castrato, pi. p = Coton, m. Cotton-tree Cottone, m. p . Cou, m. Neek Collo, m. p .. Couchant, m. The west Occidente, ra. V - Coucher du soleil, m. Sunset Colar del sole, m. V - Couche, f. Bed Letto, m. V . Couchette, f. Little bed Lettuccio, m. v .. Couché sur le dos, ad. m. Laid on his back Supino, ag. m. 0 — Couchée sur le dos, ad. f . Laid on her back Supina, ag. f. 0 = Coude Elbow Gomito, m. 0 . Coudes Elbows Gomiti, pi. 0 .. Couleur, m. Colour Colore, m. / - Couleurs, pi. Colours Colori, pi. / = Coup, m. Stroke Colpo, m. / • Coups, pi. Strokes Colpi, pi. / .« Coup à une porte, m. Rap Picchiare alla porta, m. A - Coup d'arme à feu Report Botta, f. A = Coup (après), av. Too late Dopo il fatto, 1. A . Coup d'audace A.udacious effort Colpo ardito, m. A .. Coups de bâton, m. pi. Cudgelling Bastonate, pi. f. T- Coup de bonheur, m. Lucky blaw Colpo di fortuna, m. T = Coup décisif, m. A decisive blow Colpo decisivo, m. T • Coup de dent, m. Bite Dentata, f. 668 COU— COU L - Coup de désespoir, m. A desperate attempt. Atto di disperazione, m. L = Coup d'éclat, m. Remarkable action Azione strepitosa, f. L • Coup d'épée, m. Thrust (of a sword) Colpo di spada, m. L •• Coup d'état, m. A piece of great policy Colpo di stato, m. ( - Coup d'étourdi, m. A rash action Azione da sordito, f. ( = Coup de feu, m. Spot Archibugiata, f. ( • Coups de feu, pi. Spots Archibugiate, pi. ( .. Coup de filet, m. A casting of the net Retata, f. ^ - Coup de fortune, in. Mere chance Colpo di fortuna, m. H = Coup de foudre, m. Clap of thunder Colpo di fulmine, m. -\ . Coup de fouet, m. Lash (of a whip) Frustata, f. -1 •• Coup de grâce, m. (le The coup de grace Colpo di grazia, m. 1 - Coup hardi [dernier) A hold stroke Colpo ardito, m. 1 = Coup de hasard, m. Mere chance Colpo di azardo, m. 1 • Coup de main, m. Sudden (soon) Colpo di mano, m. 1 •• Coup de maître, m. Master stroke Colpo da maestro, m. o — Coup mortel, m. Mortal blow Colpo mortale, m. o = Coup (manquer son) To miss one's aim Colpo mancato, m. 0 . Coup de malheur, m. A unlucky hit Colpo di disgrazia, m. 0 .. Coup d'œil, m. Glance Occhiata, f. 1 - Coup de pied, m. Kick Calcio, m. 1 = Coups de pied, pi. Kicks Calci, pi. 1 . Coup de pinceau, m. Strok of a pencil Pennellata, f. 1 .. Coup de plume, m. Dash Tratto di penna, m. ) - Coup de poing, m. Stroke (of the fisi) Pugno, m. ) = Coups de poing, pi. Strokes (of the fist) Pugni, pi. ) . Coup (porter son) To strike home Scagliare il colpo, m. } .. Coup (du premier) At the first stroke Alla prima, av. + — Coup de sang Apoplectick fit Colpo apopletico, m. -f = Coup (sans coup férir) Without fighting Senza ostacolo, av. 4- • Coup de sifflet, m. A whistle Fischiata, f. 4- •• Coup de soleil, m. Sun stroke Colpo di sole, m. Coup sur coup, adv. One offer another Una volta dopo l'altra, h ^ = Coup (à coup sûr) Without douh Con sicurezza, av. ^. . Coup de tonnerre, m. Clap of thunder Tuono, m. *>* .. Coups de tonnerre, pi. Claps of thunder Tuoni, pi. e - Coups (à tous) At every turn Ad ogni colpo, av. e = Coup (tout à) Suddenly All' impensata, av. p Coup (tout d'un) All at once All' improviso, av. P •• Coup de vent Gale Colpo di vento, m. (ven- V - Cour, f. (la) Court Corte (la), f. [tata) V = Cour, f. Jard Cortile, m. v . Cour royale, f. Royal court Corte reale, f. V •- Courage, m. Courage Coraggio, m. 0 — Courage! excl. Cheer up Animo! esci. 0 = Courageusement, adv. Courageously Coragiosamente, av. 0 . Courant (le), m. Current Corrente (il), m. 0 .. Couronne, f. Crown Corona, f. / - Couronnes, pi. Crown Corone, p i. 1 = Courrier, m. Courrier Corriere, pi. / . Courriers, pi. Courriers Corrierieri, pL / .. Court, adj. m. Short Corto, ag. m. A — Courts, pi. Short Corti, pi. A = Courte, adj. f. Short Corta, ag. f. A • Courtes, pi. Short Corte, pi. A Courtisan, m. Courtier Cortigiano, m. T — Courtisans, pi. Courtiers Cortigiani, pi. T = Courtisane, f. Courtezan Cortigiana, f. T • Courtisanes, pi. Courtezans Cortigiane, pi. COU— CRU 6 L - Cousin, m. Cousin Cugino, m. L - Cousine, f. Cousin (she) Cugina, f. L • Coussin, m. Cushion Cuscino, m. L •• Coussins, pi Cushions Cuscini, pi. ( - Couteau, m. Knife Coltello, m. ( = Couteaux, p. Knives Coltelli, pi. ( • Coutume, f. Custom Costume, m. ( .. Coutumes, pi. Customs Costumi, pi. -\ - Couture, f. Seam Cucitura, f. •4 = Coutures, pi. Seams Cuciture, f. -\ • Couturière, f. Seamtress Sartora, f. H .. Couturières, f. Seamtressea Sartore, pi. 1 - Couvert, m. Cover Posata, f. 1 = Couverts, pi. Covers Posate, pi. 1 • Couvertement, adv. Covertly Copertamente, av. 1 • Couverture, f. Blanket Coperta, f. o — Couvertures, pL Blanket* Coperte, pi- o = Crainte, f. Fear Tema, f. (timore), m 0 . Craintes, pi. Fear Timori, m. pi. 0 .. Crâne m. Seuil Cranio, m. 1 - Cravate, f. Cravat Cravatta, f. 1 = Cravates, pi. Cravats Cravatte, pi. 1 . Crayon, m. Peneil Penna da matitr, f. 1 .. Créance, f. Credit Credito ) - Créances, pi. Credits Crediti, pi. ) = Créancier, nu Creditor Creditore, m. ) . Créanciers, pi. Creditors Creditori, pi. ) .. Créateur, m. Creator Creatore, m. + — Créateur (le), m. Maker Creatore (il), m. + = Création, f. Creation Creazione, f. + . Créature, f Creature Creatura, f. + .. Crédit, m- Trust. Credito, m- ^. — Crème, f. Cream Crema, f. «^ == Crêpe, m. Poncake Schiacciata, f. ^-* . Crêpes, pi. Poncakes Schiacciate, pi. "*N. . . Cri, m. Cry Grido, m. p - Cris, pi. Cries Gridi, pi. p = Crime, m. Crime Misfatto, m. p . Criminel, adj. m. Criminal Reo, ag. m. p .. Criminelle, ag. f. Criminal Rea, ag. f. V - Criminel, m. Criminal Reo, m. V = Cristal, m. Crystal Cristallo, m. V . Cristaux, pi. Crystal Cristalli, pi. v .. Cristiania (v.) Cristiania ^Cristiania (e.) 0 — Critique, f. Critic Critica, f. 0 = Critique, adj. m. Critical Critico, ag. m. 0 . Critiques, pi. Criticals Critici, pi. 0 .. Crocodile, m. Crocodile Coccodrillo, m. / ~ Crocodiles, pi. Crocodiles Coccodrilli, pi. / = Croisée, f. Window Fenestra, f. / • Croisées, pi. Windowes Fenestre, pi. / •• Croissance, f. Growth Crescenza, t. A - Croix, f. Cross Croce, f. A = Croix, pi. Crosses Croci, pi. A . Croûte, f. Crust Crosta, f. A .. Croûtes, pi. Crusts Croste, pi. T - Croyable, adj. m. f. Credible Credibile, ag. m. t T = Croyance, f. Faith Credenza, f. T • Croyances, pi. Beliefs Credenze, pi. •*- 1 1 Cru, adj. m. Crude Crudo, ag. m. 669 670 CRU— DAN L -1 Crue, adj. f. Crude Cruda, ag. in- L = Crudité, f. Crudity crudita, f. L • Cruel, adj. m. Cruel. Crudele, ag. m. L •• Cruels, pi. Cruels Crudeli, pi. ( - Cruelle, adj. f. Cruel Crudele, ag. f. ( = Cruellement, adv. Cruelly Crudelmente, av. ( • Cuiller, fc Spoon Cucchiajo, m. ( •• Cuillers, pi Spoons Cucchiaj, pi. 4 - Cuiller à thé, f. Tea-spoon Cucchiajo da tè, m H = Cuillers à thé, pi* Tea-spons Cucchiaj da tè, pi. H • Cuillerée, f. Spoon fui Cucchiajata, f. 4 .. Cuir, m» Leather Cuojo, m. 1 - Cuirs, pi. Leathers Cuoj, pi. 1 = Cuisine, f. Kitchen Cucina, f. 1 • Cuisinier, m. Cook Cuoco, m. 1 .. Cuisiniers, pi. Cooks Cuoci, pi. o — Cuisinière, f. Cook (woman) Cuoca, f. o = Cuivre, m. Copper Rame, m. o . Cuisse, f. Thigh Coscia, f. 0 .. Cuisses, pi. Thighs Coscie, pi. 1 - Culotte, f. Small clothes (breeches) Calzoni, m. pi. 1 = Culte, m. Worship Culto, m. 1 . Cultivateur, m. Husband-man Cultivatore, m. 1 .. Cultivateurs, pi. Husband-men Cultivatori, pi. ) - Culture, f. Cultivation Coltura, f. ) = Cupide, adj. m. Covetous Cupido, ag. m. ) . Cupides, pi. Covetous Cupidi, pi. ) .. Cupidité, f* Covetousness Cupidità, f. -1 Cure, f. Cure Cura, f. + = Curé, m. Curate Curato, m. + . Curieux, adj. m. Curious (inquisitive) Curioso, ag. m. + .. Curieuse, adj. f. Curious (inquisitive) Curiosa, ag. f. ■N* Curiosité, f. Curiosity Curiosità, f. «^ == Cuvette, f. Bason Bacino, m. ^^ . Cygne, m. Swan Cigno, m. ""» .. Cygnes, pi. Swans Cigni, pi. f - D'ailleurs, adv. Mo reaver D'atronde, av. P = Dame, f. Lady Donna, f. P . Dames, pi. Ladies Dame, pi. P •• Damné, adj. m. Damned Damnato, ag. m. V - Damnés, pi. Damned Damnati, pi. V = Damnée, adj. f. Damned Damnata, ag. f. v . Daneraarck, m. Danemark Danimarca, f. v .. Dangereux, adj. f. Dangerous Pericoloso, ag. m 0 — Dangereuse, adj. m. Dangerous Pericolosa, ag. f . 0 = Danger, m. Danger Pericolo, m. 0 . Dangers, pi. Dangers Pericoli, pi. 0 .. Danois, m. Dane Danese, m. / - Danois, pi. Danes Danesi, pi. / = Dans, prép. In (into) In, prep. / . Danse, f. Dance Danza, f. / .. Danses, pi. Dances Danze, pi. A - Danseur, m. Dancer Ballerino, m. A = Danseurs, pi. Dancers Ballerini, pi. A • Danseuse, f. Dancer Ballerina, f. A • Danseuses, pi. Dancers Ballerine, pL DAN— DEC 671 L — Dans les environs About 1 Nei d'intorni, pi. L = J Dans la, prép. art. f . sing. ] n the 1 Velia, prep. art. f. sing. L • Dans le, prép. art. m. s. In the Nel, prep. art. ni. sing. L •• 1 Dans le, prép. art m. s. n the Velio, prep. art. m. sing. ( -1 Dans les, prép. art. m. pi. n the NTe', prep. art. m. pi. ( =] Dans les, prép. art. m. pi. n the Vei, prep. art. m. pi. ( • Dans les, prép. art. m. pi. nthe Vegli, prep. art. m. pi. ( •• Dans les, prép. art. f. pi. ] n the Velie, prep. art. f. pi. H - lanute, m. Danube Danubio, m. H = D'après, adv. Vccording D'appresso, av. -\ • Date, f. Date Dal a, f. H •• Datif, m. Dativa Dativo, m. 1 - D'aujourd'hui à huit, adv. ro day week Oggi ad otto, av. I = Davantage^ adv. More Di più, av. ! • De, prép. Of Di, prep. 1 •• De (par), prép. From (by) Da, prep. o — Débarquement, m. Disembarking Sbarco, m. o = Débarras, m. Riddance Sbarazzo, m. o . Débat, m. Debate Disputa, f. 0 . Débauche, f. Debauch Deboscia, f. 1 - Débauché, m. Debauchee Debosciato, m., 1 = Débauchée, f. Debauchee Debosciata, f. 1 . Débit, rn. Sale Vendita, f. 1 .. Débiteur, m. Debtor Debitore, m. ) - Débordement, m. Irruption Invasione, f. ) = Déboursé, m. Money disbursed; ■ Disborso, m . ) • De bonne heure, adv. Early Di buon ora, av. ) .. De bonne heure, ady. Early Per tempo, av. + - Debout, adv. Up In piedi, av. + = Débris, m. Ruins Resti, m. pi. + . Début, m. Begining Principio, m. + .. Débuts, pi. Beginings Primi passi, pi. m^ •^ — Deçà, prép. On this side Di qua, prep. ^-» = Décadence, f. Decay Decadenza, f. *^. . Décembre, m. December Décembre, m. *-«. .. Décemment, adv. Decently Decentemente, av. p - Décence, f. Decency Decenza, f. p = Décent, adj. m. Decent Decente, ag. m. p . Décente, adj. f. Decent Decente, ag. f. p .. Déception, f. Deceit Inganno, m. V - Déchaînement, m. Outrageous talke Scatenamento, m. V = Décharge, f. Discharge Scaricamento, m. V • De chez, adv. From the house Da casa di, av. V •• De chez lui, adv. From his hous? Da casa sua, av. 0 — De chez moi, adv. From my house Da casa mia, av. 0 = De chez nous, adv. From our house Da casa nostra, av. 0 . De chez toi, adv. From thy house Da casa tua, av. 0 .. De chez vous, ad. From your house Da casa vostra, av. [m. / - Déchirant, adj. m. Heart rending Che strazia il cuore, ag. / = Déchirante, adj. f. Heart rending Che strazia il cuore, ag. / - Déchirement, m. Rending Strazio, m. [ f. / •• Décidément, adv. Decidedly Decisamente, av. A - • Décision, f. Decision Decisione, f. A = : Déclamation, f. Declamation Declamazione, f. A Déclaration, f. Declaration Dechiarazione, f. A • Décoction, f. Decoction Decozione, f. T- - Déconfiture, f. Discomliture Sconfitta, f. T = = Décoration, f. (décor, m. ) Decoration Decorazione, f. T . Décorations, pi. Decorations Decorazioni, pi, T . . Décorum, m. 'Decorum Decoro, m. 672 — De côté, adv. = Découragement, m. . Décourageant, adj. m. . . Découverte, f. — Découvertes, pi. == De crainte que, adv. . Décret, m. . . Décrotteur, m. — Dédain, m. = Dedans, adv. . Dédicace, f. . . Dédit, m. — Dédommagement, m. = Défaite, f. . Défaut, m. . . Défauts, pi. _ Défaveur, f. — Défavorablement, adv . Défavorable, adj. m. Défection, f. _ Défectueux, adj. m. — Défectueuse, adj. f. . Défense, f. . . Défensive, f. _ Déférence, f. = Défi, m. . Défiance, f. . . Déficit, m. — Défini, adj. m. = Définitif, adj. m. . Définition, f. . . Définitivement, adv. — De front, adv. = Dégagement, m. . Dégât, m. . . Dégel, m. — Dégoût, m. = Dégoûts, pi. . Dégoûtant, adj. m. . . Degré, m. — Degrés, pi. = Déguisement, ra. . Dehors, adv. . . Déjà, adv. — Déjeuner, m. — De jour, adv. . De la, art. f. s. gen. . . De la, art. f. s. abl. — De là, adv. de 1. = Délai, m. . De la part de, . . Délégation, f. — Délégué, m. = Délégués, pi. . De leur, pr. p. . . De leurs, pi. — De leur, pr. pos. f. = De leurs, pi. . De leur, pr. p. m . . De leur, pi. adv m. DEC— DEL Sidewarts Discouragement Discouraging Discovery Discoveries Lest Decree Shoe -black Disdain Within Dedication Contradiction Reparation of damages Defeat Defect Defects Out of favour Unfavourably Unfavourable Defection Defective Defective Defence Defensive Respect Challenge Distrust Deficit Definite Definitive Definition Definitively Abreast Disengagement Devastation Thaw Disgust Disgusts Disgust fui Degree Degrees Disguised Without Already Breakfast By day Of the From the From tence Delay Of the port of Delegation Delegate Delegates From their From their From their From their Of their Of their Dal latto, av. Scora ggimento, m. Che scoragisce, ag. m. Scoperta, f. Scorperte, pi. Per timore che, av. Decreto, m. Netta stivali, m. Disdegno, m. Dentro, av. Dedica, f. Disdetta, f. Compenso, m. Disfatta, f. Difetto, m. Difetti, pi. Sfavore, m. Sfavorevolmente, av. Sfavorevole, ag. m. Abbandono, m. Difettoso, ag. m. Difettosa, ag. f. Difesa, f. Difensiva, f. Condescendenza, f. Sfida, f. Diffidenza, f. Deficit, m. Definito, ag. m. Definitivo, ag. m. Definizione, f. Definitivamente, av. Di fronte, av. Distaccamento, av. Guasto, m. Il dighiacciare, m. Disgusto, m. Disgusti, pi. Disgustante, ag. m. Grado, m. Gradi, pi. Travestimento, m. Fuori, av. Già, av. Colezione, f. Di giorno, av. Della, art. f. s. gen. Dalla, art. f. s. abl. Di là, av. Dilazione, f. Da parte di, ad. Delegazione, f. Delegato, m. Delegati, pi. Dal loro, pr. p. Dai loro, pi. Dalla loro, pr. p. f. Dalle loro, pi. Del loro, pr. p. m. Del loro, pi. DEL— DEM 673 L - De leur, pr. p. f. Of their Della loro, pr. p. f. L = De leurs, pi. Of their Delle loro, pi. L • Délibération, f. Deliberation Deliberazione, f. L •• Délibérations, pi. Deliberations Deliberazioni, p. ( - Délicat, adj. m. Delicate Delicato, ag. m. ( = Délicate, adj. f. Delicate Delicata, ag. f. ( • Délicatesse, £. Delicacy Delicatezza, f. ( •• Délices Delight Delizie, f. pi. 4 - Délicieux, adj. m. Delicious Deliciozo, ag. m. H = Délicieuse, adj. f. Delicious Delicioza, ag- f. H • Délire, m. Delirium Delirio, m. H .. Délit, m. Fault Delitto, m. 1 - Délivrance, f. Délivrance Liberazione, f. 1 = D'elle, pron. per. gén. f. Of her Di lei (di essa), pr. per. 1 '• D'elles, pi. Of them Di loro (di esse), pi. [abl.f 1 •• D'elle, pr. pers. abl. f. From her Da lei (da essa), pr. pers. o — D'elles, pi. From them Da loro (da esse), pi. o = Délogement Removing Sgombramento, m. o . Déloyal, adj. m. Disloyal Disleale, ag. m. o .. Déloyale, f. Disloyal Disleale, ag. f. 1 - Déloyauté, f. Disloyalty Dislealtà, f. 1 = Déluge, m. Deluge Diluvio, m. 1 De lui, pr. pers. gén. m. Of him Di lui (di esso), pr. p. g. 1 .. De lui, pr. pers. abl. m. From him Da lui (da esso), p. p. g. ) - De lui (d'elle), gén. n. Of it Di esso (di essa), n. ) = De lui (d'elle), abl. From it Da lui (da esso), n. ) . Demain, m. To morrow Domani, m. ) .. Demain matin, m. To morrow morning Domani mattina, m. + — Demain au soir, m. To morrow night (eve- Domani sera, m. 4- = Demande, f. Request Lnm») Dimanda, f. 4- • Demandes, pi. Requests Dimande, pi. 4- .. Démarche, f. Gait Passo (portamento), m. Ni Démarches, pi. Gai Is Passi (portamenti), pi. ^ = De même, adv. In the same Lo stesso, av. *^ . Déménagement, m. Removing Sgombero, m ^~ - . Déménagements, pi. Removings Sgomberi, pi P - Demeure, f. Residence Dimora, f. P = Demeures, pi. Residences Dimore, pi. P • Demi, adj. m. Half Mezzo, ag. m. P •• Demie, adj. f. Half Mezza, ag. f. • V - Demi-heure, f. Half an hour Mezz'ora, f. V = Demi-livre, f. Half a pound Mezza libra, f. v . Demies, pi. f. Halves Me,ìze, pi. V •• Démission, f. Dismission Dimissione, f. 0 — Démocrate, m. Democrat Démocrate, m. 0 = Démocrates, pî. Democrats Democrat!, pi. JL) . Démocratie, f. Democracy Democrazia, f. JO •• De moi, pr. pers. gén. Of me Di me, pr. pers. gen. s. / ~ De moi, pr. pers. abl. From me Da me, pr. pers. abl. s. / = Demoiselle, f. Young lady Zitella, f. / • Demoiselles, pi. Young ladies Zitelle, pi. / •• De mon beau-frère, m. Of my brother in law Di mio cognato, m. A - De ma belle-sœur, f. Of my sister in law Di mia cognata, f. A = De ma bru, f. Of my daughter in law Di mia nuora, f. A • De mon cousin, m. Of my cousin Di mio cugino, m. A •• De ma cousine, f. Of my cousin Di mia cugina, f. T — De ma femme, f. Of my wife Di mia moglie, f. T = De mon iils, m. Of my son Di mio figlio, m. T • De ma fille, f. Of my daughter Di mia figlia, f. T .. De mon frère, m. Of my brother 'Di mio fratello, m. 57 G74 DEM— DEN L -! De mon gendre, m. Of my son in law L = De mon grand-père, m. Of my grand father L De ma grand'mère Of my grand mother L •• De mon mari, m. Of my husband ( - De ma mère, f. Of my mother ( = De mon neveu, m. Of my nephew ( • De ma nièce, f. Of my niece ( •• De mon oncle, m. Of my uncle H- De mon père, m. Of my father H = De ma sœur, f. Of my sister -j • De ma tante, f. Of my aunt -1 De mon beau- frère, m. From my brother in law 1 - De ma belle-soeur, f. From my sister in law 1 = De ma bru, f. From my daughter in la w 1 . De mon cousin, m. From my cousin 1 De ma cousine, f. From my cousin o — De ma femme, f. From my wife 0 = De mon lils, m. Fro my son 0 . De ma Cile, f. From my daughter o .. De mon frère, m. From my brother "1 — De mon gendre, m. From my son in law 1 = De mon grand-père, m. From my grand father 1 . De ma grand'mère, f. From my grand mother 1 .. De mon mari, m. From my husband ) - De ma mère, f . From my mother ) = De mon neveu, in. From my nephew ) De ma nièce, f. From my niece ) .. De mon oncle, m. From my uncle H De mon père, m. From my father + == De ma soeur, f. From my sister 4- . De ma tante, f. From my aunt + .. De mon, pr. p. m. Of my -^. — De mes, pi. Of mv ^ = De ma, pr. p. f. Of my \ . De mes, pi. Of my •*>«. . . De mon, pr. p. m. From my P - De mes, pi- From my P = De ma, pr. pos. f. From my P . De mes, pi. From my ? De monsieur, m- Of mylord V — De madame, f. Of mylady V = De monsieur, m. From mylord V . De madame, f. From mylady v .. Démonstratif, adj. m. Demonstrative o — Démonstration, f. Demonstration o = D'en haut, adv. From above o . Dénombrement, m. Preconi ng /! . . Dénomination, f. Denomination / - Dénouement, m. Unravelling / = Denrée, f. Provision / • Denrées, pi. Provisions / •• De notre, pr. p. in. Of our A — De nos, pi. Of our A = De notre, pr. p. f. Of our A • D° nos, pi. Of our A De notre, pr. pos. m. Fici.ì our T- Da uos, pi. From our T = De notre, pr. pos. f. From our T • De nos, pi. From ou? T •• D? nous.pr.pers.gén.pl. Oi us Di mio genero, m . Di mio nonno, m. Di mia nonna, f. Di mio marito, m. Di mia madre, f. Di mio nipote, m. Di mia nipote, f. Di mio zio, m. Di mio padre, m. Di mia sorella, f. Di mia zia, f. Da mio cognato, m. Da mia cognata, f. Da mia nuora, f. Da mio cugino, m. Da mia cugina, f. Da mia moglie, f. Da mio figlio, m. Da mia figlia, f. Da mio fratello, m. Da mio genero, m. Da mio nonno, m. Da mia nonna, f. Da mio marito, m. Da mia madre, f. Da mio nipote, m. Da mia nipote, f. Da mio zio, m. Da mio padre, m. Da mia sorella, f. Da mia zia, f. Del mio, pr. p. m. Dei miei, pi. Della mia, pr. p. f. Delle mie, pi. Dal mio, pr. pos. m. Dai miei, pi. Dalla mia, pr. pos. f. Dalle mie, pi. Del signore, m. Della signora, f. Dal signore, m. Dalla signora, f. Dimostrativo, ag. m. Dimostrazione, f. Di lassù, av. Enumerazione, f. Denominazione, f. Sciogliamento, m. Derrata, f. Derrate, pi. Del nostro, pr. p, m. Dei nostri, pi. Della nostra, pr. p. f. Delle nostre, pi. Dal nostro, pr. p. in. Dai nostri, pi. Dalla nostra, pr. p. f. Dalle nostre, pi. Di noi, pr. pers. gen. pi- BEN— DER 675 L - De nous,pr.pers.abl. pi. From us Da noi, pr. pers. gen. pi. L = De nouveau, adv. kgain 3i nuovo, av. L • Dentelle, f. Lace Merletto, m. L •• Dentelles, pi. Laces Merletti, pi. ( - Dent, f. Tooth Dente, m. ( = Dents, pi. Teeth Denti, pi. ( • Dénûment, m. Deprivation Privazione, f. ( ... De nuit, adv. By night Di notte, av. •H- Départ, m. Departure Partenza, f. -+ = Départs, pi. Departures Partenze, pi. H • Département, m. Département Dipartimento, m. H .. Départements, pi. Départements Dipartimenti, pi. 1 - Dépêche, f. Dispatch Dispaccio, m. 1 = Dépêches, pi. Dispatches Dispacci, pi. 1 • Dépendant, adj. m. Depending Dipendente, ag. f. 1 •• Dépendants, pi. Depending Dipendenti, pi. o — Dépendante, adj. f. Depending Dipendente, ag. f. o = Dépendantes, pi. Depending Dipendenti, pi. o . Dépendance, f. Dependency Dipendenza, L o .. Dépense, f. Expence Spesa, L 1 - Dépenses, pL Expences Spese, pi. 1 = Dépit, m Vexation Dispetto, m. 1 . Dépits, pi. Vexations Dispetti, pi- 1 .. Déplacement, m. Displacing Rimovimento, m. ) - Déplaisir, m. Disguet Disgusto, m. ) = Déplaisirs, pi. . Disguets Disgusti, pi. ) Déploiement, m. Displacing Spiegamento, m. ) .. Déplorable, adj. m. f. Deplorable Deplorabile, ag. ni. f. + — Déplorables, pi. Deplorable Deplorabili, pi. + = De plus, adv. Besides Di più, av. -f . De plus en plus, adv. More and more Di più in più, av. + .. Dépôt, m. Depot Deposito, m. »» — Dépôts, pi. Depots Depositi, pi. ^ = De près, adv. Near Da vicino, av. *>» Depuis, prép. Since Da, dopo, av. "H .. Depuis ce temps-là, adv. Ever since Da quel tempo in poi, av p - Depuis long-temps, adv. A great while Da molto tempo, av. p = Depuis lors, adv. Thence then D'allora in poi, av. p . Depuis peu, adv. Lately Da poco in qua, av. p .. Depuis quand? adv. How long? Da quanto tempo ? av. V - Depuis que, conj. Since Da che (dopo che), av. V = Deputation, f. Deputation Deputazione, f. v . Député, m. Deputy Diputato, m. v .. Députés, pi. Deputies Diputati, pi. 0 — De qui, pr. rei. Of whom Da chi, av. 0 = De qui parlez-vous ? Of whom do you speak? Di chi parlate? 1. 0 . De quoi, pr. rei. Of what Diche? 0 .. De quoi parlez- vous? 1. What do you speak? Di che parlate? lo. av. / - Déraisonnable, adj. m. f. Unreasonable Irragionevole, ag. m. 1. / = Dérangement, m. Trouble Incommodo, m. / • Dérangement, m. Disorder Disordine, m. / •• Dernièrement, adv. Lately Ultimamente, av. A - Dernier, adj. m. Last Ultimo, ag. m. A = Derniers, pi. Last Ultimi, pi. A . Dernière, adj. f. Last Ultima, ag. f. A •- Dernières, pi. Last Ultime, pi. T - Dernière fois (la) Last time (the) Ultima volta, f. T = Déroute, f. Defeat Rotta, f. T . Derrière, prép. et adv. Behind Dietro, prep. e av. T - Des, art. m. pi. gén. Of the Dei, art. m. pi. geu. 676 DES— DES Des, art. m. pi. gén. Df the ! Of the Degli, art. m. pi. gen. j_ = Des, art. f. pi. gén. Delle, art. f. pi. gen. Des, art. m. pi. abl. From the Dai, art. m. pi. abl. Des, art. m. pi. abl. 7rom the Dagli, art. m. pi. abl. ( — Des, art. f. pi. abl. ?rom the Dalle, art. f. pi. abl. ( = Désaccord, m. Disagreement Disaccordo, m. Désagréable, adj. m. f. Disagreeable Dispiacevole, ag. m. Désagréables, pi. Disagreeable Dispiacevoli, pi. H- Désagréablement, adv. Disagreeably Dispiacevolmente, av -t = Désagrément, m. Disagreeableoess Dispiacere, m. H • Désagréments, pi. Disagreeableness Di-piaceri, pi. H •• Désappointement, m. Disappointment Disappunto, m. 1 - Désapprobation, f. Disapprobation Disapprovazione, f. 1 = Désarmement, m. Disarming. Disarmamento, m. Désastre, m. Disaster Disastro, m. 1 •" Désastres, pi. Disasters Disastri, pi. o — Désastreux, adj. m. Disastrous Disastroso, ag. m. o = Désastreuse, adj. f. Disastrous Disastrosa, ag. f. 0 . Désavantage, m. Disadvantage Svantaggio, m. o .. Désavantages, pi. Disadvantages Svantaggi, pi. 1 - Description, f. Description Descrizzione, f. 1 = Descriptions, pi. Descriptions Descrizzioni, pi. Désert Desert Deserto, m. Déserts Deserts Deserti, pi. ) — Désespoir, m. Despair Disperazione, f. ) = Déshonneur, m. Dishonour Disonore, m. Désinence, f. Termination Desinenza, f. Désinences, pi. Terminations Desinenze, pi. H Désir, m. Desire Desio, m. + = Désirs, pi. Desires Desideri, pi. + . Désobéissance, f. Disobedience Disubbidienza, f. + .. Désobéissant, adj. m. Disobedient Disubbidiente, ag. m. ^ — Désobéissante, adj. f. Disobedient Disubbidiente, ag. f» ^. = Désolant, adj. m. Grievous Doloroso, ag. m. *v. . Désolante, adj. f. Grievous Dolorosa, f. "-N. . . Désolation, f. Desolation Desolazione, f. p - De son beau-frère, m. Of his brother in law Di suo cognato, m. p = De sa belle-sœur, f . Of his sister in law Di sua cognata, f. p . De sa bru, f. Of his daughter in law Di sua nuora, f. p .. De son cousin, m. Of his cousin Di suo cugino, m. V — De sa cousine, f. Of his cousin Di sua cugina, f. V = De sa femme, f. Of his wife D i sua moglie, f. v . De ?on fils, m. Of his son Di suo ìiglio, m. v .. De sa fille, f. Of his daughter Di sua figlia, f. 0 — De son frère, m. Of his brother Di suo fraiel lo, ni. ** = De son gendre, m. Of his son in law Di suo genero, m. 0 . De son grand-père, m. Of his grand father Di suo nonno, m. 0 .. De sa grand'mère, f. Of his grand mother Di sua nonna, i. / - De son mari, m. Of his husband Di suo marito, m. / = De sa mère, f. Of his mother Di sua madre, f. / . De son neveu, m. Of his nephew Di suo nipote, m. / - De sa nièce, f. Of his niece Di sua nipote, f. A — De son oncle, m. Of his uncle Di suo zio, m. A = De son père, m. Of his father Di suo padre, m. A • De sa sœur, f. Of his sister Di sua sorella, f. A •• De sa tante, f. Of his aunt Di sua zia, f. T - De son beau-frère, m. From his brother in law Da suo cognato, m. T = De sa belle-sœur, f . From his sister in law Da sua cognata, f. T • De sa bru, f. From his daughter in law Da sua nuora, f. T •- De son cousin, m. From his cousin Da suo cugino, m. DES— DET 677 L - De sa cousine, f. From his cousin Da sua cugina, f. De sa femme, f. From his wife Da sua moglie, f. De son fils, m. From his son Da suo tìglio, m. De sa fille, f. From his daughter Da sua figlia, f. ( — De son frère, m. From his brother Da suo fratello, m. ( = De son gendre, m. From his son in law Da suo genero, m. De son grand-père, m. From his grand father Da suo nonno, m. De sa grand'mère, m. From his grand mother Da sua nonna, f. H- De son mari, m. From his husband Da suo marito, m. H = De sa mère, f. From his mother Da sua madre, f. H • De son neveu, m. From his nephew Da suo nipote, m. H •• De sa nièce, f. From his niece Da sua nipote, f- I - De son oncle, m. From his uncle Da suo zio, m. 1 = De son père, m. From his father Da suo padre, m, I • De sa sœur, f. From his sister Da sua sorella, f. 1 • • De sa tante, f. From his aunt Da sua zia, f. o — De sa majesté, f. Of his majesty Di sua maestà, f. o = De sa sainteté, f. Of his holiness Di sua santità, f. 0 . De son altesse, f. Of his highness Di sua altezza, f. o .. De son excellence, f. Of his excellency Di sua eccellenza, L "1 - De sa majesté, f. From his majesty Da sua maestà, f. 1 = De sa sainteté, f. From his holiness Da sua santità, f. 1 . De son altesse, f. From his highness Da sua altezza, f. 1 .. De son excellence, f. From his excellency Da sua eccellenza, f. ) - De son, pr. p. m. Of his Del suo, pr. p. m. ) = De ses, pi. Of his Dei suoi, pi. ) . De son, pr. p. f. Of his Della sua, pr. p. f. ) .. De ses, pi. Of his Delle sue, pi. 4- — De son, pr. p. n. m. Of its Del suo, pr. p. n. m. + = De ses, pi. Of its Dei suoi, pi. + . De son, pr. p. n, f. Of their Della sua, pr. p. n. f. + .. De ses, pi. Of their Delle sue, pi. ^v. De son, pr. p. m. From his Dal suo, pr. p. m. ^ = De ses, pi. From his Dai suoi, pi. ^ . De sa, pr. p. f. From his Dalla sua, pr. p. f. ^>. . . De ses, pi. From his Dalle sue, pi. p - Désordre, m. Disorder Disordine, m. p = Désorganisation, f. Disorder Disorganisazione, f . p . Désormais, adv. Hence forth D'ora innanzi, av. p .. Despotisme, m. Despotism Despotismo, m. V - Dessein, m. Drawing Disegno, m. V = Desseins, pi. Drawings Disegni, pi. v . Dessert, m. Dessert Frutta (le), f. pi- v .. Dessin, m. Drawing Disegno, m. 0 — Dessous, adv. Under Disotto, av. 0 = Dessus, adv. Over Disopra, av. 0 . Destin, m. Fate Destino, m. 0 .. Destins, pi. Fates Destini, pi. 1 - Destinée, f. Destiny Destino, m. / = Destinées, pi. Destinies Destini, pi. / • Destitution, f. Destitution Destituzione, f. 1 -. Destruction, f. Destruction Distruzzione, f. A - Désunion, f. Disunion Disunione, f. A = De temps en temps, adv. Occasionally Di quando in quando, av. A . Détestable, adj. m. f. (Detestable Detestabile, ag. m. f. A .. Détestables, pi. i Detestable Detestabili, pi. T- De toi, pr. p. gen. i Of the Di te, pr. p. gen. T = De toi, pr. pers. abl. iFrom the Da te, pr. p. abl. T - De ton beau-frère, m. Of thy brother in law Di tuo cognato, m. T -. De ta belle-sœur, f. |Of thy sister inlaw Di tua cognata, f. 57. 678 DET— -DEV L — De ta bru, f. Of thy daughter in law Di tua nuora, f. L = De ton cousin, m. Of thy cousin Di tuo cugino, m. L • De ta cousine, f. Of thy cousin Di tua cugina, f. L •• De ta femme, f. Of thy wife Di tua moglie, f. ( - De ton fils, m. Of thy son Di tuo figlio, m. ( = De ta fille, f. Of thy daughter Di tua figlia, f. ( • De ton frère, m. Of thy brother Di tuo fratello, m. ( •• De ton gendre, m. Of thy son in law Di tuo genero, m. H- De ton grand-père, m. Of thy grand father Di tuo nonno, m. H = De ta grand'mère, f. Of thy grand mother Di tua nonna, f. H ■ De ton mari, m. Of thy husband Di tuo marito, m. H •• De ta mère, f. Of thy mother Di tua madre, f. 1 - De ton neveu, m. Of thy nephew Di tuo nipote, m. I = De ta nièce, f. Of thy niece Di tua nipote, f. 1 De ton oncle, m. Of thy uncle Di tuo zio, m. 1 •• De ton père, m. Of thy father Di tuo padre, m. o -— De ta sœur, f. Of thy sister Di tua sorella, f. o = De ta tante, f. Of thy aunt Di tua zia, f. 0 . De ton beau-frère, m. From thy brother in law Da tuo cognato, m. o .. De ta belle-sœur, f. From thy sister in law Da tua cognata, f. 1 - De ta bru, f. From thy daughter in law Da tua nuora, f. 1 = De ton cousin, m. From thy cousin Da tuo cugino, m. 1 . De ta cousine, f. From thy cousin Da tua cugina, f. 1 .. De ta femme, f . From thy wife Da tua moglie, f. ) - De ton fils, m. From thy son Da tuo figlio, m. ) = De ta fille, f. From thy daughter Da tua figlia, f. ) . De ton frère, m. From thy brother Da tuo fratello, m. ) .. De ton gendre, m. From thy son in law Da tuo genero, m. + — De ton grand-père, m. From thy grand father Da tuo nonno, m. + = De ta grand'mère, f. From thy grand mother Da tua nonna, f. + . De ton mari, m. From thy husband Da tuo marito, m. + .. De ta mère, f. From thy mother Da tua madre, f. \ — De ton neveu, m. From thy nephew Da tua nipote, m. *-v = De ta nièce, f. From thy niece Da tua nipote, f *»N De ton oncle, m. From thy uncle Da tuo zio, m. --» .. De ton père, m. From thy father Da tuo padre, m. p - De ta sœur, f. From thy sister Da tua sorella, f. p = De ta tante, f. From thy aunt Da tua zia, p . De ton, pr. p. m. Of thy Del tuo, pr. p. m. p .. De tes, pi. Of thy Dei tuoi, pi. V - De ton, pr. p. f. Of thy Della tua, pr. p. f. V = De tes, pi. Of thy Delle tue, pi. V . De ton, pr. p. m. From thy Dal tuo, pr. p. in. V .. De tes, pi. From thy Dai tuoi, pi. 0 — De ton, pr. p. From thy Dalla tua, pr. p. f. 0 = De tes, pi. From thy Dalle tue, pi. 0 . Détour, m. Turning Giro, m. 0 .. Détours, pi. Turnings Giri, pi. 1 ~ De tous côtés, adv. For and wide Da tutte le parti, av. 1 = Détroit, m. Strait Stretto, m. 1 Détroits, pi. Straits Stretti, pi. 1 •• Dette, f. Debt Debito, m. A - Dettes, pi. Debts Debiti, pi. A = Deuil, m. Mourning Lutto, m. [pi. m. A • D'eux, pr. p. gén. pi. m. Of them Di loro (d'essi),'pr. p. gen, A .. D'eux, pr. abl. pi. m. From them Da loro, da essi, pr. p. T — Deux, n. de nombre Two Due, n. di num. [abl.pl.nit T = Deux fois Twice Due volte T • Devant, adv. et prép. Before Davanti, av. e prep. T.J Développement, m. Unfolding Sviluppo, m. DÉV— DEV L - Développements, pi. Unfolding L = Devoir, m. Duty L • Devoirs, pi. Duties L -. De votre beau-frère, m. From your brother in law ( - De votre belle-sœur,; f. From your sister in law ( = De votre bru, f. From your daugther in ( De votre cousin, m. From your cousin [law ( •• De votre cousine, f. From your cousin H- De votre femme, f. From your wife H = De votre fils, m. From your son H • De votre fille, f. From your daughter H De votre frère, m. From your brother 1 — De votre gendre, m. From your son in law 1 = De votre grand-père, m. From your grand father 1 • De votre grand'mère, f . From your grand mother 1 .. De votre mari, m. From your husband o — De votre mère, f. From your mother o = De votre neveu, m. From your nephew o . De votre nièce, f. From your niece o . De votre oncle, m. From your uncle 1 - De votre père, m. From your father 1 = De votre sœur, f. From your sister 1 De votre tante, f. From your aunt 1 .- De votre beau-frère, m. Of your brother in law ) - De votre belle-sœur, f. Of your sister in law ) = De votre bru, f. Of your daughter in law ) . De votre cousin, m. Of your cousin ) •• De votre cousine, f. Of your cousine _i_ De votre femme, f. Of your wife + = De votre fils, m. Ot your son + • De votre fille, m. Of your daughter 4- .. De votre frère, m. Of your brother -^ — De votre gendre, m. Of your son in law *«>. = De votre grand-père, m. Of your grand father De votre grand'mère, f. Of your grand mother **«. .. De votre mari, m. Of your husband ? - De votre mère, f. Of your mother ? == De votre neveu, m. Of your nephew û De votre nièce, f. Of your niece ? .'. De votre oncle, m. Of your uncle V - De votre père, m. Of your father V = De votre sœur, f. Of your sister V . De votre tante, f. Of your aunt v .. De votre majesté, f. Of your majesty 0 — De votre sainteté, f. Of your holiness o = De votre altesse, f. Of your highness 0 . De votre excellence, f. Of your excellency 0 .. De votre majesté, f. From your majesty / - De votre sainteté, f. From your holiness / = De votre altesse, f. From your highness / . De votre excellence, f. From your excellency / .. De votre, pr. p. m. Of your A - De vos, pi. Of your A = De votre, pr. p. f. Of your A De vos, pi. Of your A •• De votre, pr. p. m. From your T = De vos, pi. From your T- De votre, pr. p. f. From your f • De vos, pi. From your T .. De vous, pr. p. gén. pi. Of you 679 Sviluppi, pi. Dovere, m. Doveri, pi. Da vostro cognato, m. Da vostra cognata, f. Da vostra nuora, f. Da vostro cugino, m. Da vostra cugina, f. Da vostra moglie f. Da vostro figlio, m. Da vostra figlia, f. Da vostro fratello, m. Da vostro genero, m. Da vostro nonno, m. Da vostra nonna, f. Da vostro marito, m. Da vostra madre, f. Da vostro nipote, m. Da vostra nipote, f. Da vostro zio, m. Da vostro padre, m. Da vostra sorella, f. Da vostra zia, f. Di vostro cognato, m. Di vostra cognata, f. Di vostra nuora, f. Di vostro cugino, m. Di vostra cugina, f. Di vostra moglie, f. Di vostro figlio, m. Di vostra figlia, f. Di vostro fratello, m. Di vostro genero, m. Di vostro nonno, m. Di vostra nonna, f. Di vostro marito, m. Di vostra madre, f. Di vostro nipote, m. Di vostra nipote, f. Di vostro zio, m. Di vostro padre, m- Di vostra sorella, f. Di vostra zia, f. Di vostra maestà, f. Di vostra santità, f.Di vostra altezza, f. Di vostra eccellenza, f. Da vostra maestà, f. Da vostra santità, f. Da vostra altezza, f. Da vostra eccellenza, f. Del vostro, pr. p. m. Dei vostri, pi. Della vostra, pr. p. f. Delle vostre, pi. Dal vostro, pr. p. m. Dai vostri, pi. Dalla vostra, pr. p. £ Dalle vostre, pi. Di voi, pr. p. gen. pi. 680 DEV— DIN L - De vous, pr. p. abl, pi. From you Da voi, pr. p. abl. pi. L = Diable, m. Devil Diavolo, m. L • Diables, pi. Devils Diavoli, pi. L •• Diadème, m. Diadem Diadema, m. ( - Dialecte, m. Dialect Dialetto, m. ( = Dialectes, pi. Dialects Dialetti, pi. ( • Dialectique, f. Dialectic Dialettica, f. ( .. Dialogue, m. Dialogue Dialogo, m. H - Dialogues, pi. Dialogues Dialoghi, pi. H = Diama nt, m. Diamand Diamante, m. H • Diamants, pi. Diamands Diamanti, pi. H .- Diantre! excl. Devil (the) Diamine, esci. 1 - Diction, f. Diction Dizione, f. I = Dictionnaire, m. Dictionary Dizionario, m. 1 • Dictionnaires, pi. Dictionaries Dizionarj,pl. 1 •• Diète, f. Diet Dieta, f. o — Dieu, m. God Dio, m. o = Dieux (les), pi. Gods Dei (gli) 0 . Dieu m'en préserve, 1. God forbid Dio mene guardi, 1. 0 .. Diffamation, f. Difamation Diffamazione, £. 1 - Différence, f. Difference Differenza, f. "1 = Différences, pi. Differences Differenze, pi. 1 . Différend, m. Controversy Controversia, f. 1 .. Différent, adj. m. Different Differente, ag. m. ) - Différents, pi. Different Differenti, pi. ) = Différente, adj. f. Different Differente, ag. f. ) . Différentes, pi. Different Differenti, pi. ) .. Difficile, adj. m. f. Difficult Difficile, ag. m. f. + — Difficiles, pi. Difficult D if fichi, pi. -4- = Difficilement, adv. With difficulty Difficilmente, av. + . Difficulté, f. Difficulty Difficoltà, f. + .. Difficultés, pi. Difficulties Difficolta, pi. •^« — Digestion, f. Digestion Digestione, f. — = Digne, adj. m. Worthy Degno, ag. m. *»* . Dignes, pi. Worthy Degni, f. pi. **i .. Digne, adj. f Worthy Degna, ag. f. p - Dignes, pi. Worthy Degne, pi. p = Dignement, adv. Worthily Degnamente, av. p . Dignité, f. Dignity Dignità, f. p .. Dignités, pi. Dignities Dignità, pi. V - Digression, f. Digression Digressione, f. V = Diligemment, adv. Diligently Sollecitamente, av. V . Diligence(promptitude) f. Diligence Sollecitudine, f. V .. Diligence (voiture), f. Stage coach Diligenza, f. 0 — Diligences, pi. Stage coachs Diligenze, pi. 0 = Diligent, adj. m. Diligent Diligente, ag. m. 0 . Diligents, pi. Diligent Diligenti, pi. 0 .. Diligente, adj. f. Diligent Diligente, ag. f. 1 ~ Diligentes, pi. Diligent Diligenti, pi. I = Dimanche, m. Sunday Domenica, f. 1 • Dime, f. Tithe Decima, f. / -. Dîmes, pi. Tithes Decime, pi. A - Diminutif, adj. m. Diminutive Diminutivo, ag. m. A = Diminutifs, pi. Diminutive Diminutivi, pi. A • Diminution, f. Diminution Diminuzione, f. A .. Dindon, m. Turkey Gallinaccio, m. T — Dindons, pi. Turkeys Gallinacci, pi. T = Diner, m. Dinner Pranzo, m. T . Diner en ville, 1 To dine in town Pranzar fuori di casa, 1 T •• Direct, adj. m. Direct Diretto, ag. m. DIR— DIV L - Directe, adj. f. Direct L = Directeur, m. Manager L • Direction, f. Management L •• Dis-je, excl. Say-I ) - Discernement, m. Discernement ) = Disciple, m. Pupil ) Disciples, pi. Pupils ) • Discipline, f. Discipline H- Discordant, adj. m. Discordant H = Discordants, pi. Discordant H • Discordante, adj. f. Discordant H •• Discordantes, pi. Discordant 1 - Discours, m. Speech 1 = Discours, pi. Speechs 1 • Discrédit, m. Discredit 1 .- Discret, m. Discreet o — Discrète, adj. f. Discreet o = Discrètement, adv. Discreetly 0 . Discrétion, f. Discretion 0 .. Discussion, f. Discussion 1 - Discussions, pi. Discussions 1 = Disette, f. Scarsity 1 . Disgrâce, f. Disgrâce "1 .. Dislocation, f Dislocation ) - Disparité, f. Disparity ) = Disparition, f. Disapearing ) . Dispendieux, adj. m. Expensive ) .. Dispendieuse, adj. f. Expensive + - Dispersion, f. Dispersion 4- = Disponible, adj. m. f. Disposable + . Disponibles, pi. Disposable + .. Disposition, f. Disposition *-* — Dispositions, pi. Dispositions *"». BS= Dispute, f. Dispute *»« . Dissemblable, adj. m. f. Unlike "^. . . Dissemblables, pi. Unlike p - Dissemblance, f. Unlikeness p = Dissemblances, pi. Unlikeness ? . Dissension, f. Dissention p .- Dissensions, pi. Dissentions V - Dissentiment, m. Disagrement V = Dissertation, f. Dissertation v . Dissertations, pi. Dissertations V .. Dissidence, f. Difference 0 — Dissidences, pi. Differences 0 = Dissimulation, f. Dissimulation 0 . Dissipation, f. Dissipation 0 .. Dissolution Dissolution / - Distance, f. Distance / = Distances, pi. Distances / • Distant, adj. m. Distant / •• Distinct, adj. m. Distinct A - Distincte, adj. f. Distinct A = Distinctes, pi. Distinct A . Distinctement, adv. Distinctly A Distraction, f. Distraction T- Distractions, pi. Distractions T = Distribution, f. Distribution T Divergence, f. Divergency T v Divers, adj. m. Diverse Diretta, ag. f. Direttore, m. Direzzione, f. Dico io, esci. Discernimento, m. Discepolo, m. Discepoli, pi. Disciplina, f. Discorde, ag. m. Discordi, pi. Discorde, ag. f. Discordi, pi. Discorso, m. Discorsi, pi. Discredito, m. Discreto, ag. m. Discreta, ag. f*. Discretamente, av. Discrezione, f. Discussione, f. Discussioni, pi. Carestia, f. Disgrazia, f. Dislocazione, f. Disparita, f. Sparizione, f. Dispendioso, ag. m. Dispendiosa, ag. f. Dispersione, f. Disponibile, ag. m. f. Disponibili, pi. Disposizione, f. Disposizioni, pi. Disputa, f. Dissimile, ag. m. f. Dissimili, pi. Dissomiglianza, f. Dissomiglianze, pi. Dissenzione, f. Dissenzioni, pi. Dissentimento, m. Dissertazione, f. Dissertazioni, pi. Dissidenza, f. Dissidenze, pi. Dissimulazione, f. Dissipazione, f. Dissoluzione, f. Distanza, f. Distanze, pi. Distante, ag. m. Distinto, ag. m. Distinta, ag. f. Distinte, pi. Distintamente, av. Distrazione, f. Distrazioni, pi. Distribuzione, f. Divergenza, f. Diverso, ag. m. Divers, pi. Diverse, adj. f. Diverses, pi. Diversement, adv. Diversion, f. Divertissant, adj. m. Divertissante, adj. f. Divertissement, m. Divertissements, pi. Divinité, f. Divin, adj. m. Divins, pi. Divine, adj. f. Divines, pi. Division, f. Divisions, pi. Divorce, m. Divulgation, f. Dizaine, f. Docile, adj. m. f. Dociles, pi. Docilement, adv. Docilité, f. Docteur, m. Docteurs, pi. Doctrine, f. Doctrines, pi. Document, m. Documents, pi. Dogme, m. Dogmes, pi. Doigt, m. Doigts, pi. Doléances, f. pi. Domaine, m. Domaines, pi. Dôme, m. Domestique, m. Domestique, f. Domestiques, pi. Domicile, m. Domination, f. Domino, m. Dommage, m. Dommages, pi. Donation, f. Donations, pi. Donc, conjonc. Don, m. Dons, pi. Dont (de qui, etc.) pr. rei Dont(duquel), etc.pr.r. Dortoir, m. Dortoirs, pi. Dorure, f. Dos, m. Dose, f. Doses, pi. Dot, f. Dotation, f. DIV— DOT Diverse Diverse Diverse Diversely Diversion Diverting Diverting Recreation Recreations Divinity Divine Divine Divine Divine Division Divisions Divorce Divulging Ten Docile Docile With docility Docility Doctor Doctors Doctrin Doctrins Document Documents Dogma Dogmas Finger Fingers Condolence Domain Domains Dome Servant man Servant maid Servants Domicil Domination Domino Domage Damages Donation Donations Then Gilt Gilts Of which Whose of Dormitory Dormitories Gilding Back Dose Doses Marriage portion Endowment Diversi, pi. Diversa, ag. f. Diverse, pi. Diversamente, av. Diversione, f. Divertevole, ag. m. Divertevole, ag. f. Divertimento, m. Divertimenti, pi. Divinità, f. Divino, pi. Divini, ag. pi. Divina, ag. f. Divine, pi. Divisione, f. Divisioni, pi. Divorzio, m. Divulgazione, f. Decina, f. Docile, ag. m. f. Docili, pi. Docilmente, av. Docilità, f. Dottore, m. Dottori, pi. Dottrina, f. Dottrine, pi. Documento, m. Documenti, pi. Dogma, m. Dogmi, pL Dito, m. Diti, pi. Doglianze, pi. f. Patrimonio, m, Patrimonj, pi. Duomo, m. Domestico, m. Domestica, f. Domestici, pi. Domicilio, m. Dominazione, f. Domino, m. Danno, m. Danni, pi. Donazione, f. Donazioni, pi. Dunque, cong. Dono, m. Doni, pi. Di cui, pr. relat. Di cui (del quale), pr. Dormitojo, m. Dormitoj, pi. Indoratura, f. Dosso, m. Dose, f. Dosi, pi. Dote, f. Dotazione, f. rei. DOU— DUR ( ;S3 L — D'où, adv. From where Donde, av. L = D'où, adv. Whence Donde, av. L • Douane, f. Custom house Dogana, f. L •• Douanes, pi. Custom houses Dogane, pi. ( - Double, adj. m. Duplicate Doppio, ag. m. ( = Doubles, pi. Duplicate Doppi, pi. ( • Double, adj. i. Duplicate Doppia, ag. f. ( .. Doubles, pi. Duplicate Doppie, pi. -1- Doublement, adv. Doubly- Doppiamente, av. H = Doublure, f. Lining Fodera, f. H • Doucement, adv. Sofly Bel bello, av. H .. Douceur, f. Sweetness Dolcezza, f. 1 — Douceurs, pi. Sweetness Dolcezze, pi. 1 = Douleur, f. Pain Dolore, m. 1 • Douleurs, pi. Pains Dolori, pi. 1 •• Douloureux, adj. m. Painful Doloroso, ag. m. o — Douloureuse, adj.f. Painful Dolorosa, ag. f. o = Douloureuses, pi. Painful Dolorose, pi. 0 . Douloureusement, adv. Woefully Dolorosamente, av. o .. Doute, m. Doubt Dubbio, m. 1 - Doutes, pi. Doubts Dubbj, pi. 1 = Douteux, adj. m. Doubtful Dubbioso, ag. m. 1 . Douteux, pi. Doubtful Dubbiosi, pi. -1 .. Douteuse, adj. f. Doubtful Dubbiosa, ag. f.' ) - Douteuses, pi. Doubtful Dubbiose, pi. ) = Douvre (ville) Dover Douvre (citta) ) . Doux, adj. m. Sweet Dolce, ag. m. ) .. Doux, pi. Sweet Dolci, pi. + - Douce, adj. f. Sweet Dolce, ag. f. + = Douces, pi. Sweet Dolci, pi. 4- . Douzaine, f. Dozen Dozena, f. •f .. Drame, m. Drama Dramma, m. ">>. — Drames, pi. Dramas Drammi, pi. ">» = Drap, m. Cloth Drappo, m. -N. . Draps, pi. Sheets Lenzuola, f. pi. -^ .. Drapeau, m. Colour Bandiera, f. p - Drapeaux, pi. Colours Bandiere, pi. p = Droit, m. Right Dritto, m. p . Droits, pi. Rights Dritti, pi. p .. Droits de douane, pi. Duties Gabella, f. V — Droit, adj. m. Right Destro, ag. m. V = Droite, adj. f. Rights Destra, ag. f . V . Du, art. m. s. gén. Of the Del, art. m. s. gen. V .. Du, art. m. s. abl. From the Dal, art. m. s. abl. 0 — Du, art. m. s. gén. Of the Dello, art. m. s. gen. 0 = Du, art. m. s. abl. From the Dallo, art. m. s. abl. 0 . Dubl in (ville) Dublin Dublino (citta) 0 .. Duc, m. Duke Duca, m. / - Ducs, pi. Dukes Duchi, pi. / = Ducat, m. Ducat Ducato, m. / • Ducats, pi. Ducats Ducati, pi. / - Duché, m. Duchy Ducato, m. A — Duchesse, f. Duchess Duchessa, f. A = Duchesses, pi. Duchesses Duchesse, pi. A • Duel, m. Duel Duello, m. A •• D'un bout à l'autre, adv. From beginning to end D'un capo all' altro, av. T- Dureté, f. Hardness Durezza, f. T = Dur, adj. m. Hard Duro, ag. m. T . Durs, pi. Hard Duri, pi. T -. Dure, adj. f. Hard Dura, ag. f. 684 L —[Dures, pi. L =] Dynastie, f. DUR— EGL [Hard [Dynasty [Dure, pi. I Dinastia, L . Eau, f. Water Acqua, f. L - Eaux, pi. Waters Acque, pi. ( - Eau-de-vie, f. Brandy Acqua vita, f. ( = Ebauche, f. Rough skecth Abbozzo, m. ( • Eblouissement, m. Dazzling Abbagliamento, m. ( •• Ecclésiastique, m. Ecclesiastic Ecclesiastico, m. H- Echange, m. Exchange Cambio, m. H = Echauffement, m. Heating Riscaldamento, m. H . Echec, m. Check Scacco H •• Echecs, pi. Cheeks Scacchi, pi. 1 - Echelle, f. Scale Scala, f. 1 = Echelles, pi. Scales Scale, pi. 1 . Echo, m. Echo Eco, m. 1 .- Eclat, m. Splender Splendore, m. o — Eclair, m. Lightning Baleno, m. (lampo, ni,) o = Eclairs, pi. Lightnings Baleni, pi. (lampi, pi.) 0 . Eclatant, adj. m. Sparkling Splendido, ag. ra. o .. Eclatante, adj. f. Sparkling Splendida, ag. f. 1 — Ecole, f. School Scuola, f. 1 = Ecoles, pi. Schools Scuole, pi. 1 . Ecolier, m. Scholar Scolaro, m. 1 .. Ecoliers, pi. Scholars Scolari, pi. ) - Econome, adj. m. Saving Economo, m. ) = Economie, f. Economy Economia, f. ) . Economique, adj. m. Economical Economico, ag. m. ) .. Economiquement, adv. Economically Economicamente, av. + — Ecorce, f. Bark Scorza, f. + = Ecorchure, f. Excoriation Scorticatura, f. + . Ecrin, m. Jewel box Scrigno, m. 4- .. Ecrit, m. Writing Scritto, m. *N. — Ecrits, pi. Writings Scritti, pi. . = Ecriture, f. Writing Scrittura, f. . Ecritures, f. pi. Scriptures Sacre Scritture, f.pl. •^ .. Ecrivain, m. Writing master Maestro di scrittura, m p - Écume, f. Spume Schiuma, f. p = Ecurie, f. Stable Scuderia, f. p . Ecuries, pi. Stables Scuderie, pi. p .. Ecuyer, m. Horse-man Scudiere, pi. V - Effet, m. Effect Effetto, m. V = Effets, pi. Effects Effetti, pi. V • Effectivement, adv. Effectively Effettivamente, m. v .. Effort, m. Endeavour Sforzo, m. 0 — Efforts, pi. Endeavours Sforzi, pi. 0 = Effronterie, f. Impudence Sfrontatezza, f. J0 . Effronté, adj. m. Shameless Sfrontato, ag. m. 0 .. Effrontée, adj. f. Shameless Sfrontata, ag. f. / - Egalement, adv. Equally Egualmente, av. / = Egal, adj. m. Equal Eguale, ag. m. / Egale, adj. f. Equal Eguale, ag. f. / •• Egalité, f. Equality Eguaglianza, f. A — Egard, m. Respect Riguardo, m. A = Egards, pi. Respects Riguardi, pi. A . Egarement, Kk Wandering Traviamento, B3- A .. Eglise, f. J Church Chiesa, f. Eglises, pi. Egypte, f. Egyptien, m. Egyptiens, pi. Eh bien ! interj. Électeur, m. Électeurs, pi. Élégance, f. Élégant, adj. m. Élégaûte, adj. f. Élément, m. Éléments, pi. Élève, f. m. Élèves, pi. Élevé, adj. m. Élevés, pi. Elle, pr. f. s. Elle, pr. f. s. Elle, f. au, pr. p. n. Elle, la, le, pr. neut. Elle-même, pr. rei. Elles, pr. f. pi. Elles, pr. f. pi. Éloignement, m. Élu, adj. m. Élysées (Champs-), m. pi Embarras, m. Embellissement, m. Embellissements, pi. Embrassement, m. Émeute, f. Émeutes, pi. Émigration, f. Eminent, adj. m. Éminents, pi. Eminente, adj. f. Éminentes, pi. Empereur, m. Empereurs, pi. Empire, m. Emploi, m. Employé, m. Employés, pi. Empressement, m. En arrière, adv. En avant, adv. En, prép. En, pron. En bas, adv. En bas (là-bas), adv. En bas, adv. Enceinte, f. circuit, m. Encre, f. Encrier, m. Encombrement, m. Encore, adv. Encouragement, m. En deçà, adv. En dehors, adv. Endroit, m. EGL— END Curcchs Egypt Egyptian Egyptians Weil Elector Electors Elegance Elegant Elegant Element Elements Pupil Pupils Eminent Eminent She (her) She (her) Her It Her self, it self They They (them) Distance Elected Elysian lields Impediment Embellishment Embellishments Embracing Commotion Commotions Emigration Eminent Eminent Eminent Eminent Emperor Emperors Empire Employment Person employed Persons employed Eagernesss Backwards Forward In Some of it (of them) Down Below Dawnward The inside Ink Ink-stand Encumbering Again Encouragement On this side Outward Place 685 Chiese, pi. Egitto, m. Egizziano, m. Egizziani, pi. Ebbene ! interj. Elettore, m. Elettori, pi. Eleganza, f. Elegante, ag. m. Elegante, ag. f. Elemento, m. Elementi, pi. Scolara, f. Scolare, pi. Elevato, ag. m. Elevati, pi. Ella, pr. p. f. s. Essa, pr. f. s. Lei, pr. p. f. au, pr. n. Lei, lo, la, esso, essa, n. Ella stessa, essa stessa, n. Elleno, p. f. Esse, pr. f. pi. Allontanamento, ni. Eletto, ag. m. Campi Elisei, m. pi impaccio, in. Abbellimento, m. Abbellimenti, pi. Abbraccio, m. Ammutinamento, m. Ammutinamenti, pi. Emigrazione, f. Eminente, ag. m. Eminenti, pi. Eminente, ag. f. Eminenti, pi. Imperatore, m. Imperatori, pi. Imperio, m. Impiego, m. Impiegato, m. Impiegati, pi. Premura, f. Indietro, av. In avanti, av. In, prep. Ne, pron. Giù, av. Al di sotto (in basso), av. In giù, av. Circuito (recinto), m Inchiostro, m. Calamajo, ni. Incombro, m. Anche, av. Incoragimento, m. Di qua, av. In fuori, av. Luogo, m. 58 688 L - Endroits, pL L = En face, adv. L • Enfance, f. L •• Enfant, m. ( - Enfants, pi. ( = Enfant trouvé, m. ( Enfants trouvés, pi. ( •• En revanche H- En rond, adv. H = Enseigne, f. H Enseignes, pi. -1 •• Enseignement, m. 1 - Enseignes déployées, adv. 1 = Enfer, m. 1 - Enfin j adv. 1 • En foule, adv. o — Engagement, m. o = En haut, adv. 0 . En haut, adv. 0 .. En haut, adv. 1 - Enjoué, adj. m. 1 = Enjouée, adj. f. 1 . Ennemi, m. 1 Ennemis, pi. ) - Ennui, f. ) = Ennui, f. ) . Ennuyeux, adj. m. ) .. Ennuyeuse, adj. f. -Ì En quelqu e manière, adv. -r = Ensemble, adv. 4- . Ensuite, adv. 4- .. Ensuite, adv. ^v. — En tant que, adv. \ = Entendement (F), m. ^. Entêté, adj. m. *•«. . . Entêtée, adj. m. P - Entêtement, adv. P = Enthousiasme, m. c Entier, adj. f. P ••' Entière, adj. f. V — Entièrement, adv. V = Entrailles, f. pi. v . Entraves, f. pi. V .. Entre, adv. 0 — Entrée, f. 6 = Entreprise, f. o . Entresol, m. 0 .. Entrevue, f. / - En triomphe, adv. / = En une fois, adv. / . En vérité, adv. / .. En vain, adv. A — Envi (à F), adv. A = Envie, f. A • Envies, pi. A •• Environ, prép. T — environs, pi. T = En visite, adv. T • Épaule, f. T ..! Épaules, pU Places Luoghi, pi. Opposite Dirimpetto, av. Infancy Infanzia, f. Child Fanciullo, m. Children Fanciulli, pi. Foundling Fanciullo esposto, m. Foundlings Fanciulli esposti, pi. In return In contracambio, av. Around In circolo, av. Sign Insegna, f. Signs Insegne, pi. Instruction Insegnamento, m. Colours flying Bandiere spiegate, av. Hell Inferno, m. In short In line, av. In a crowd In folla, av. Engagement Impegno, m. Up In alto, av. Upward In su, av. Above Su, av. Playful Giocondo, ag. m. Playful Gioconda, ag. f. Enemy Nemico, m. Enemies Nemici, pi. Lowness of spirits Noja, f. Lowness of spirits Tedio, m. Wearisome Nojoso, ag. m. Wearisome Nojosa, ag. f. Some way, or other In qualche maniera, av» Together Insieme, av. Next In seguito, av. After Poi (in seguito), av. is In tanto che, av. Intellects Intelletto, m. Obstinate Caparbio, ag. m. Obstinate Caparbia, ag. f. Obstinacy Ostinazione, f. Enthousiasm Entusiasmo, ni. Entire Intiero, ag. m. Entire Intiera, ag. f. Entirely Intieramente, av. Bowels Viscere, f. pi. Shackles Intralci, m. pi. Between Fra, av. Entered Entrata, f. Undertaking Intrapresa, f. Enter-sole Mezzanino, m. Interview Abboccamento, nh Triumphant? In trionfo, av. At once In una volta, av. Indeed In verità, av. In vain In vano, av. A mind A gara, av. A mind Voglia, f. Desires Voglie, pi. Near Circa, prep. The environs Contorni, m. pi. Visiting In visita Shoulder' Spalla, f. Shoulders Spalle, pi." ' ÉPÉ— ÉTA 687 L - Ëpée, f. Sword Spada, f. L = Épées, pi. Swords Spade, pi. L • Épi, f. Ear of corn Spiga di grano, pi. L •• Épis, pi. Ears of corn Spighe di grano, pi. ( - Épinards, m. pi. Spinage Spinaci, m. pi. ( = Épingle, f. Pin Spilla, f. ( • Épingles, pi. Pins Spille, pi. ( •• Éponge, f. Spunge Sponga, f. H- Éponges, pi. SpuDges Sponghe, pi. H = Épouse, f. Wife Sposa, f. H • Époux, m. Husband Sposo, f. H - Épouvantable, adj. m. f. Frightful Spaventevole, ag. m. f. 1 - Épouvantables, pi. Frightful Spaventevoli, pi. 1 = Épouvante, f. Fright Spavento, m. 1 . Épreuve, f. Trial Prova, f.' 1 •• Épreuves, pi. Trials Prove, pi. o — Épuisement, m. Exhaustion Rifinimento, m. o = Équipage, m. Equipage Equipaggio, m. o . Équité, f. Equity Equità, f. o .. Errant, adj. m, Wandering Vagante, ag. m. "1 - Errants, pi. Wandering Vaganti, pi. 1 = Errante, adj. f. Wandering Vagante, ag. m. 1 . Errantes, pi. Wandering Vaganti, pi. 1 .. Erreur, f. Mistake Sbaglio, m. ) - Erreurs, pi. Mistakes Sbagli, pi. ) = Érudition, f. Erudition Erudizione, f. ) . Escalier, m. Stair-case Scala, f. ) .. Escaliers, pi. Stair-cases Scale, pi. + - Escarpé, adj. m. Steep Scosceso, ag. m. + = Escarpés, pi. Steep Scoscesi, pi. + . Escarpée, adj. f- Steep Scoscesa, ag. f. + .. Escarpées, pi. Steep .Scoscese, pi. ^-» — Esclavage, m. Slavery Schiavitù, f. *^. == Esclave, m. Slave Schiavo, m. -^ Esclaves, pi. Slaves Schiavi, pi. *»^ .. Esclave, f. Slave Schiava, f. 9 - Esclaves, »L Escrime, t. Slaves Schiave, pi. ? = Fencing Scherma, f. p . Espagne, f. Spain Spagna, f. ? .. Espagnol, m. Spaniard Spagnuolo, m. V - Espagnols, pi. Spaniards Spagnuoli, pi. V = Espagnole, f. Spanish woman Spagnuola, f. v . Espagnoles, pi. Spanish women Spagnuole, pi. V .. Espèce, f. Kind Sorta, f. 0 — Espèce, f. Species Specie, f. 0 = Espérance, f, Hope Speranza, f. 0 . Espoir, m- Hope Speranza, f. 0 .. Esprit, m. Mind Intelletto, m. 1 - Esprit, m. Mind Mente, m. / = Esprit, m, Wit Spirito, m. / • Essai, m. Trial Prova, f. / •* Essais, pi, Trials Prove, pi. A - Essai, m. Trial Saggio, m. A = Essais, pj. Trials Saggi, pi. A • Essuie-mains, m. Towel Sciugatojo, m. A •• Essuie-mains, pi. Towels Sciugatoj, pi. T — Estime, f. Esteem Stima, f. T = Estomac, m. Stomach Stomaco, m. T • Et, conj. And E (ed), cong. r •• Établissement, m. Establishment Stabilimento, m. Etage, m. Story Piano, m. Étages, pi. Stories Piani, pi. Étoffe, f. Stuff Stoffa, f. Étoffes, pi. Stuffs Stoffe, pi. Étang, m. Pond Stagno, m. Étangs, pi. Ponds Stagni, pi. État, m. State Stato, m. États, pi. States Stati, pi. États-Unis, pi. United-States Stati-Uniti, pi. Été, m. Summer Estate, f. Étendue, f. Extent Estenzione, f. Éternel, adj. m. Eternal Eterno, ag. m. Éternelle, adj. f. Eternal Eterna, ag. f. Étincelle, f. Spark Scintilla, f. Étincelles, pi. Sparks Scintille, pi. Étiquette, f. Label Eticìietta, f. Étoile, f. Star Stella, f. Étoiles, pi. Stars Stelle, pi. Étourdi, adj. m. Blunderer Stordito, ag. m. Étourdis, pi. Blunderer Storditi, pi. Étourdie, adj. f. Blunderer Stordita, ag. f. Étourdies, pi. Blunderer Stordite, pi. Étonnement, m. Astonishment Stupore, m. Étranger, m. Foreigner Forastiero, m. Étrangers, pi. Foreigners Forastieri, pi. Étrangère, f. Foreigner Forastiera, f. Étrangères, pi. Foreigners Forastiere, pi. Étranger, adj. m. Foreign Straniero, ag. m. Étrangère, adj. f. Foreign Straniera, ag. f. Étranglement, m. Strangling Strozzatura, f. Étrennes, f. pi. A new year's gifts Mancia, f. Être sur le qui vive, 1. To be on the alert Esser sul chi viva, 1. Étrier, m. Stirrup Staffa, f. Et ri ers, pi. Stirrups Staffe, pi. Étroit, adj. m. Narrow Stretto, ag. ni. Étroits, pi. Narrow Stretti, pi. Étroite, adj. f. Narrow Stretta, ag. f. Étroites, pi. Narrow Strette, pi. Étroitement, adv. Narrowly Strettamente, av. Étude, f. Study Studio, m. Études, pi. Studies Studj, pi. Studieux, adj. m. Studious Studioso, ag. m. Studieux, pi. Studious Studiosi, pi. Studieuse, adj. f. Studious Studiosa, ag. f. Studieuses, pi. Studious Studiose, pi. Europe, f. Europe Europa, f. Européen, m. European Europeo, m. Européens, pi. Europeans Europei, pi. Européenne, f. adj. European Europea, ag. f. Eux, pr. m. pi. They, them Essi, loro, pr. m. pi. Eux-mêmes, pr. réfl. et n. Themselves Eglino essi, pr. ree. e n. ! Elles-mêmes, f. Themselves Esse stesse, f. Évangile, m. Gospel Evangelo, m. Évèché, m. Bishopric Vescovato, rq. Éventail, m. Fan Ventaglio, m. Événement, m. Event Evento, m. - Évêque, m. Bishop Vescovo, m. = |Évêques, pi. Bishops Vescovi, pi. j Évidemment, adv. Evidently Evidentemente, av. i Évidence, f. Evidence Evidenza, f. ÉVI— EXT L - Évident, adj. m. Evident L = Exact, adj. m. Exact L • Exacte, adj. f. Exact L •• Exactement, adv. Exactly ( - Examen, m. Examination { = Excellence, f. Excellence ( • Excellent, adj. m. Excellent ( .. Excellents, pi. Excellent H- Excellente, adj. f. Excellent H = Excellentes, pi. Excellent H • Excepté, adv, Except H •• Excès, m. Excès 1 - Excès, pi. Excesses i = Excessivement, adv. Excessively 1 . Exclamation, f. Exclamation ) •• Exclusivement, adv. Exclusively o — Excuse, f. Excuse o = Excuses, pi. Excuses 0 . Exécution, f. Execution o .. Exécutions, pi. Ezecutions 1 - Exemplaire, Copy 1 = Exemplaires, pi. Copies 1 . Exemple, m. Example Exemples, pi. Examples ) — Exercice, m. Exercise ) = Exercices, pi. Exercises Existence, f. Existence Expédient, m. Expedient + — Expédients, pi. Expedients + == Expédition, f. Expedition + . Expérience, f. Experience + .. Expert, adj. m. Expert — — Explication, f. Explanation -^ = Explications, pi. Explanations -%. . Exposition, f. Exposition > . . Farine, f. Flour Farina, f. ? - Fatigant, adj. m. Troublesome Penoso, ag. m. ? = Fatigants, pi. Troublesome Penosi, pi. P • Fatigante, adj. f. Troublesome Penosa, ag. f. ? •• Fatigantes, pi. Troublesome Penose, pi. V — Faux, adj. m. False Falso, ag. m. V = Fausse, adj. f. False Falsa, ag. f. V . Faute, f. Fault Colpa, f. v .. Fautes, pi. Faults Colpe, pi. e — Faute de, ad. For want of Per mancanza di, av. 0 = Fauteuil, m. Arm-chair Sedia d'appoggio, f. G . Fauteuils, pi. Arm-chairs Sedie d'appogio, pi. 0 .. Faute, f. Fault Fallo, m. / - Fautes, pi. Faults Falli, pi. / = Faveur, f. Favour Favore, m. / . Faveurs, pi. Favours Favori, pi. / .. Felicitation, f. Congratulation Congratulazione, f. A - Félicitations, pi. Congratulations Congratulazioni, pi. A = Feinte, f. Pretention Finta, f. A . Félicité, f. Felicity Felicita, f. A .. Femme, f. Wife 1 Moglie, f. FEM— FIL 691 L - Femmes, pi. Wifes Mogli, pi. L = Femme, f. (mariée) Wife Consorte, f. L • Femme, pi. Woman Femmina, f. L •• Femmes, pi. Women Femminp., pi. ( - Femelle, adj. f. (animaux) Female (she) Femmina, f. ag. ( =» Femelle, adj. f. (oiseaux) Hen Femmina, f. ag. ( • Femme de chambre, f. Chamber maid Cameriera, f. ( •• Femmes de chambre, pi. Chamber maids Cameriere, pi. H- Féminin, adj. m. Feminine Femminino, ag. m. H = Fenêtre, f. Window Finestra, f. H • Fenêtres, pi- Windowes Finestre, pj. H .. Fente, f. Cleft Fenditura, f. (fesso), m, 1 - Fentes, pi. Clefts Fenditure, pi. (fessi), pi. 1 = Fer, m. Iron Ferro, m. 1 • Ferme, f. Farm Possessione, f. 1 - Fertilité, t Fertility Fertilità (abondanza), f. o — Festin, m. Feast Festino, m. o == Festins, pli Feasts Festini, pi. 0 . Fermeté, f. Firmness Fermezza, f. 0 .. Fertile, adj. m. f. Fruitful Fertile, ag. m. f. 1 — Fertiles, pi. Fruitful Fertili, pi. 1 = Fertilité, f. Fertility Fertilità, f, "1 . Fête, f. Feast Festa, f. 1 .. Fêtes, pi. Feasts Feste, pi. ) - Fœtus, m. Fœtus Feto, m. ) - Feu, m. Fire Fuoco, m. ) . Feux, pi. Fires Fuoci, pi. ) . Feuille, f, Leaf Foglia, f. •f — Feuilles, pi. Leaves Foglie, pi. + - Feuille de papier (une) Sheet of paper (a) Foglio di carta, m. (un) 4- . Feuilles de papier, pi. Sheets of paper Fogli di carta, pi. + .. Feuillet, m. Leaf Foglietto, f. •>>. — Feuillets, pi. Leaves Foglietti, pi. •V. = Février, m. February Febrajo, m. "^ . Fi! (fidoncl)interj. Fy! (fy upon it) Oibò! interj. ""S. .. Ficelle, f. String Spago, m. ? - Fidèle, adj. m. f, Faithful (trusty) Fedele, ag. m. f. p = Fidèles, pi. Faithful (trusty) Fedeli, pi. p . Fidèlement, ady. Faithfully (trustify) Fedelmente, av. p .. Fidélité, f. Trustiness Fedeltà, f. V - Fier, adj. m. Proud Superbo, ag. m. V = Fiers, pi. Proud Superbi, pi. V . Fière, adj. f. Proud Superba, ag. f. v .. Fières, pi. Proud Superbe, pi. / - Fierté, f. Pride Superbia, f. / = Fièvre, f. Fever Febre, f. / • Figue, f. Fig Fico, m. / •• Figues, pi. Figs Fichi, pi. 0 — Figure, f, Face Figura, f. 0 = Fils, ni. Fil, ni. Thread Filo, m. 0 . Threads Fili, pi. 0 .. Fille, f. Single woman Zitella, f. A - Filles, pi. Single women Zitelle, pi. A = Fille, f. Girl Ragazza, f. A . Fillette, f. Young girl Ragazzina, f. A .. Fillettes, pi. Young girls Ragazze, pi. T - Fille, f. Daughter Figliuola, f. T = Fils, m. Son Figliuolo, m. T Fils de famille, m. A gentlemen's son Figlio di famiglia, m. T .. Fils, pi. Sons Figliuoli, pi. 692 FIN— FOU L — Finance, f, Finance Publico tesoro, m. L = Fin, f. End Fine, m. L • Fin, adj. m. Fine Fino, ag. m. L .. Fins, pi. Fine Fini, pi. ( - Fine, adj. f. Fine Fina, ag. f. ( = Fines, pi. Fine Fine, pi. ( • Flacon, m. Flacon (smelling bottle) Boccetta, f. ( . Flacons, pi. Flacons (smelling bottles) Boccette, pi. H- Flamme, f. Flame (blaze) Fiamma, f. H = Flammes, pi. Flames (blazes) Fiamme, pi. H • Flatterie, f. Flattery Lusinga, f. -1 • Flatteries, pi. Flatteries Lusinghe, pi. 1 - Flatteur, adj. m. Flatterer Adulatore, ag. m. 1 = Flatteurs, pi. Flatterer Adulatori, pi. j Flatteuse, adj. f. Flatterer Lusinghiera, ag. f. 1 >• Flatteuses, pi. Flatterer Lusinghiere, pi. o — Fleur, f. Flower Fiore, m. o = Fleurs, pi. Flowers Fiori, pi o . Fleuve, m. River Fiume, m. o .. Fleuves, pi. Rivers Fiumi, pi. 1 - Florence (ville) Florence Firenze (città) 1 = Flotte, f, Fleet Flotta, l 1 . Flottes, pi, Fleets Flotte, pi. 1 •• Flûte, f. Flute Flauto, m. ) - Foi, f. Faith Fede, f. ) = Foie, m. Liver Fegato, m. ) . Foin, m. Hay Fieno, m. ) .. Folie, f. Folly (madness) Pazzia, f. + — Folies, pi. Foolish tricks Pazzie, pi. + = Folle, f. Madwamen Folle, f. + . Folle, f. Foolish Pazza, f. + .. Folle, adj. f. Mad Matta (pazza), f. •**. — Folles, pi. Mad Matte (pazze), pi. ■>*». = Fondation, f. Foundation Fondazione, f. ^>. Fondateur, m, Founder Fondatore, m. *•» .. Fonds, pi. Stock Fondo, m. p - Fonds publics, pi. Public funds Fondi publici, pi. p = Fondement, m. Ground Fondamento, m. p . Fondements, pi. Grounds Fondamenti, pL p .. Fondeur, m. Founder Fonditore, m. V - Fondé de pouyoir, m. Attorney Procuratore, m. V = Fonderie, f. ' Foundery Fonderia, f. V . Fonderies, pi. Founderies Fonderie, pi. V •• Fontaine, f. Fontain Fontana, f. 0 — Fontaines, pi. Fontains Fontane, pi. 0 = Force, f. Strenght Forza, f. 0 . Forces, pi. Strenght Forze, pi. 0 .. Forcément, adv. Forcibly Forzatamente, av. 1 ~ Forêt, f. Forest Selva (foresta), f. 1 = Forêts, pi. Forests Selve (foreste), pi. 1 • Fort bien, adv. Very well Molto bene, av. / - Fort, adv. Yery much Fortemente, av. A - Fort, adj. m. Strong Forte, ag. m. A = Forts, pi. Strong Forti, pi. A • Forte, adj. f. Strong Forte, ag. f. A •• Fortes, pi. Strong Forti, pi. T — Fortune, f. Fortune Fortuna, f. T = Fossé, m. Ditch Fossato, m. T • Fossés, pi. Ditches Fossati, pi. T - Foudre, f. Thunder Fulmine, m. L - Foudres, pi. L = Fouet, m. L • Fouets, pi. L • Fourchette, f. ( - Fourchettes, pi. ( = Fourneau, m.- ( Four, m. ( •• Fours, pi. H- Fourreau (d'épée), m. H = Fou, adj. m. H . Fous, pi. H •• Fou, m. 1 - Fous, pi. 1 = Foyer, m. 1 • Fracas, m. 1 - Frais, m. o — Frais, adj. m. o = Frais, pi. 0 . Fraîche, adj. f. 0 .. Fraiches, pi. 1 - Fraise, f. 1 = Fraises, pi. 1 . France, f. 1 .. Franc, adj. m. ) - Francs, pi. ) = Franche, adj. f. ) . Franches, pi. ) .. Franchement, adv. + - Franchise, f. + = Français, adj. m. + . Française, adj. f. + .. Français, m. »s. — Français (les), pi. Vi = Française, f. **"., Françaises, pi. "«s. .. Francfort, (v.) p - Franc, m. (p. de 20 sous) ? = Francs, pi. p . Fraternel, adj. m. p .. Fraternité, f. V - Fréquemment, adv. V = Fréquence, f. V • Fréquent, adj, m. v .. Fréquente, adj. 1". 0 — Fréquentes, pi. 0 => Frémissement, m. 0 . Frémissements, pi. 0 .. Frère, m. / ^ Frères, pi. / = Fripon, m. / • Fripons, pi. / •• Frisson, m. A - Frissons, pi. A = Friture, f. A . Friture, f. A .. Froid, m, T - Froid, adj. m. T = Froids, pi. T • Froide, adj. f. T •• Froides, pi. FOU— FRO Thunder-bolts Whip Whips Fork Forks Furcace Oven Ovens Scabbard Mad Mad Madman Madmen Hearth Noise (crack) Cool Fresh Fresh Fresh Fresh Strawberry- Strawberries France Frank Frank Frank Frank Frankly Frankness French French French man French (the) Frenoh woman French women Francfort Frank Franks Fraternal Fraternity Frequently Frequency Frequent Frequent Frequent Skuddering Skuddering Brother Brothers Rogue Rogues Shivering Shivering Frying Frying Cold Cold Cold Cold Cold 693 Fulmini, pi. Frusta (sferza), f. Fruste (sferze), pi. Forchetta, f. Forchette, pi. Fornello, m. Forno, m. Forni, pi. Fodero (di spada) Matto, ag. m. Matti, pi. Pazzo, ag. m. Pazzi, pi. Focolajo, m. Fracasso, m. Fresco, m. Fresco, ag. m. Freschi, pi. Fresca, ag. f. Fresche, pi. Fravola, f. Fra voi e, pi. Francia, f. Franco, ag. tn. Franchi, pi. Franca, ag. f. Franche, pi. Francamente, av. Franchezza, f. Francese, ag. m. Francese, ag. f. Francese, m. Francesi (i), pi. Francese, f. Francesi, pi. Francoforte, (e) Franco, m.'(p.di 20soldi) Franchi, pi. Fraterno, ag. m. Fraternità, f. Frequentemente, av. Frequenza, f. Frequente, ag. mv Frequente, ag. f. Frequenti, pi. Fremito, m. Fremiti, pi. Fratello, m. Fratelli, pi, Birbante, m. Birbanti, pi. Brivido, m. Brividi, pi. Fritto, ni. Fritture, f. Freddo, m, Freddo, ag. m. Freddi, pi. Fredda, ag. f, Fredde, pi. 694 FRO— GEN L - Froidement, adv. Coldly Freddamente, av. L = Froideur, f. Coldness Freddezza, f. L • Fromage, m. Cheese Formaggio, m. L •• Froment, m. Wheat Frumento, m. ( - Front, m. Front Fronte, f. ( = Fruit, m. Fruit Frutto, m- ( • Fruits, m. pi. Fruits Frutti, m. pi. ( •• Fuite, f. Flight Fuga, f. H- Fusil, m. Firelock Fucile, m. H = Fusils, pi. Firelocks Fucili, pi. H • Fumée, f. Smoke Fumo, m. H •• Funérailles, f. pi. Funeral Funerali, m. pi. I - Fureur, f. Fury Furore, m. f = Fureurs, pi. Furies Furori, pi. 1 • Furieux, adj. m. Furious Furioso, ag. m. I .. Furieuse, adj. f. Furious Furiosa, ag. f. o — Futur, adj. m. (temps) Future tence Futuro, ag. m. (tempo) O = Gageure, f. Wager Scommessa, f. O . Gageures, pi. Wagers Scommesse, pi. o .. Gai, adj. m. Cheerful Lieto, ag. m. 1 - Gai, adj. m. Cheerful Allegro, ag . m. 1 = Gais, pi. Cheerful Allegri, pi. -\ . Gaie, adj. f. Cheerful Allegra, ag. f. 1 .. Gaies, pi. Cheerful Allegre, pi. ) - Gaiement, adv. Cheerfully Allegramenti, av. ) = Gain, m. Profit Guadagno, m. ) . Gains, pi. Profits Guadagni, pi. ) . Galant, adj. m. Genteel Galante, ag. m. 4- — Galanterie, f. Politeness Galanteria, f, 4- = Galerie, f. Galery Galleria, f. 4- • Galeries, pi. Galeries Gallerie, pi. 4- .. Gant, m. Glove Guanto, m. •%» — Gants, pi. Gloves Guanti, pi. -%. = Garçon, m. - Boy Maschio, m. •^ Garçons, pi. Boys Maschi, pi. *>» .. Garçon, m. Boy Ragazzo, m. ? - Garçons, pi. Boys Ragazzi, pi. P = Garçon, m. Boy Garzone, m. P • Garde, f. Guard Guardia, f. P •• Gardes, pi. Guards Guardie, pi. V - Garde-bois, m. A forest-keeper Guarda boschi, m. V == Garde-bourgeoise, f. A citizen's guardianship Guardia civica, f. V . Garde-noble, f. A noble man's guardian Guardia nobile, f. v .. Garde-manger, m. A larder Guarda vivande, m 0 — Garde de nuit, m. Watchman Guardia di notte, f. 0 = Gardé, adj. m. Guarded Custodito, m. ag. 0 . Gardien, m. Guardian Custode, m. 0 .. Garde-meuble, f. Wardrobe Guardaroba, f. / - Gasconnade, f. Gasconade Gasconata, f. / = Gâteau, m. Cake Shiacciata, f. / . Gâteaux, pi. Cakes Shiacciate, pi. / .. Gauche, adj. m. Left Sinistro, ag. m. A - Gauche, adj. f. Left Sinistra, ag. L A = Gelée, f. Frost Gelo, m. A • Gelée blanche, f. Hoar frost. Brinata, f. A •• Gencives, pi. f. Gums Gengive, f. pi. GEN— GRA 6£ L - Gendre, m. Son in law Genero, m. L = Gêne, f. Rack Incomodo L • Général, m. General Generale, m. L •• Généralement, adv. Generally Generalmente, adv. ( - Généreux, m. Generous Generoso, m. ( = Généreuse, f. Generous Generosa, f. ( • Générosité, f. Generosity Generosità, I* ( •• Gênes (v.) Genoa Genova, f. (e.) H- Génie, m. Genius Genio, m. ^ = Genou, m. Knee Ginocchio, m. H • Genoux, pi. Knees Ginocchi, pi. H .- Genre, m. Gender Genere, m. 1 - Genre masculin, m* Masculine gender Genere mascolino, m. 1 = Genre féminin, m. Feminine gender Genere femminino, m, 1 . Gens, pi. m. f. People Gente, f. genti, pi. 1 • Gentil, adj. m. Genteel Gentile, ag. m. o — Gentille, adj. f. Genteel Gentile, ag. f. o = Gentilhomme, m* Gentleman Gentiluomo, m. o . Gentilshommes, pi. Gentlemen Gentiluomini, pi- o .. Géographie, f. Geography Geografia, f. 1 - Géographe, m. Geographer Geografo, m. 1 = Géographes, pi. Geographers, Geografi, pi. 1 . Géométrie, f. Geometry Geometria, f. 1 -. Géomètre, m. Geometer Geometra, in. ) - Géomètres, pi. Geometers Geometri, pi. ) = Géométriquement, adv. Geometrically Geometricamente, av, ) • Géométrique, adj, m. Geometrical Geometrico, ag. m. ) -. Géométrique, adj. f. Geometrical Geometrica, ag. f, + - Géométriques, pi. Geometrical Geometriche, pi. 4- = Gibier, m. Game Cacciagione, f. + . Gibraltar (ville) Gibraltar Gibilterra (citta) + •• Gilet, m. Waistcoat Farsetto, m. *»* — Gilets, pi. Waistcoat Farsetti, pi. ^ = Giroflée, f. Wall flower Garofano, m. ^ Giroflées, pi. Wall flowers Garofani, pi. ^ .. Glace (pour eau glacée) Ice Ghiaccio, m. P - Glace, f. Looking-glass Spera, f. P = Globe, m. Globe Globo, m. P . Gloire, f. Glory Gloria, f. P .. Glorieux, adj. m. Glorified Glorioso, ag. m. V — Glorieuse, adj. f. Glorified Gloriosa, ag. f. V = Gorge, f. Throat Gola, f. V . Gomme, f. Gum Gomma, f. v .. Gourmand, m. Glutton Ghiotto, m. 0 — Gourmands, pi. Gluttons Ghiotti, pi. 0 = Gourmande, pi. Glutton Ghiotta, f. 0 . Gourmandes, pi. Gluttons Ghiotte, pi. 0 .. Gourmandise, f. Gluttony Ghiottoneria, f. 1 - Goutte, f. Drop Goccia, f. / = Gouttes, pi. Drops Gocce, pi. / . Goûter, m. To taste Merènda, f. / .. Goût, m. Taste Gusto, m. A - Goûts, pi. Relishes Gusti, pi. A = Gouvernement, m, Government Governo, m. À • Grâce, f. Grace (favour) Grazia, f. A •• Grâces, pi. Graces Grazie, pi. T — Gracieux, m. Graceful Grazioso, m. T = Gracieux, pi. Graceful Graziosi, pi. T • Gracieuse, f. Graceful Graziosa, f. T •• Gracieuses, pi. Graceful Graziose, pi. 696 GRA— HAB L -, Grade, m. Grade Grado, m. L = Grades, pi. Grades Gradi, pi. L • Graduellement, adv. Gradually Gradualmente, av. L •• Grammaire, f. Grammar Grammatica, f. ( - Grammaires, pi. Grammars Grammatiche, pi. ( = Grammairien, m. Grammarian Grammatico, m. ( . Grammairiens, pi. Grammarians Grammatici, pi. ( .-. Grammatical, adj. m. Grammatical Grammaticale, ag. m. H- Gramaticaux, pi. Grammaticals Grammaticali, pi. H = Grand-chemin, m. High way Gran cammino, m. H . Grand'route, f. High way Strada maestra, f. H Grand, adj. m. Great, large Grande, ag. m. 1 - Grands, pi. Great, large Grandi, pi. 1 = Grande, adj. f. Great, large Grande, m. 1 . Grandes, pi. Great, large Grandi, pi. 1 .. Grand-père, m. Grand' father Nonno, m. o — Grande plaine, f. Lawn Grande pianura, f. o = Grand'mère, f. Grand mother Nonna, f. 0 . Grandeur, f. Greatness Grandezza, f. o .. Graveur, m. Engraver Intagliatore, m. 1 ~ Graveurs, pi. Engravers Intagliatori, pi. 1 = Gravure, f. Engraving Rame (per intaglio), m. 1 . Gravures, pi. Engravings Rami, pi. 1 .. Grèce, f. Grece Grec, f. ) - Grec, m. Greek Greco, m. ) = Grecs, pi. Greeks (the) Greci, pi. ) . Grecque, f. Grecian woman Greca, f. ) .. Grêle, f. Hail Grandine, f. + - Grenade, f. Pomme granate Melagrana, f. + = Grenades, pi. Pommes granate Melagrane, pi. + . Grenadier, m. Pomme granate tree Melagrano, m. + .. Grenadiers, pi. Pomme granate trees Melagrani, pi. *ss — Griffe, f. Claw Artiglio, m. ^, = Griffes, pi. Claws Artigli, pi. - *«^ . Grille, f. Railling Cancello, m. n. "^ .. Grilles, pL Raillings Cancelli, pi. n. p - Gril, m. Grey Bigio, m. [pi.) p = Grimaces, f. pi. Grimaces Morfie, f.pl. (versacci, m. p . Groseille, f. Norrant Ribes, m. pi. p .. Gros, adj. m. Big Grosso, ag. m. V - Grossier, adj. m. Vulgar Grossolano, ag. m. V = Grossiers, pi. Vulgar Grossolani, pi. V . Grossière, adj. pi. Thick Grossolana, ag. f. V .. Grossières, pi. Thick Grossolane, pi. 0 — Grossièrement, adv. Coarsely Grossolanamente, av. 0 = Grotte, f. Grotto Grotta, f. 0 . Grottes, pi. Grottoes Grotte, pi. 0 .. Guère, adv. Not much Non molto, av. / ~ Guerre, f. War Guerra, f. / = Guerres, pi. Wars Guerre, pi. / • Guerrier, m. Warrior . . Illégitime, adj. m. Illegitimate Illegìttimo, ag. m. "^. . . Illumination, f. Illumination Illuminazione,^. p - Illusion, f. Illusion Illusione, f. p = Illusions, pi. Illusions Illusioni, pi. p . Illustration, f. Celebrity Illustrazione, f. p .. Illustrations, pi. Celebrities Illustrazioni, pi. V — Illustre, adj. m. Illustrious Illustre, ag. m. V = Illustres, pi. Illustrious Illustri, pi. V • Ils, pr. m. pi. They Eglino, pr. m. pi. V .. Ils, pr. m. pi. They Essi, pr. m. pi. 0 — Il n'y a pas de quoi, 1. It is nothing Non v'è di che, 1. 0 = Il n'est pas trop tard, adv. It is not too late Non è troppo tardi, av. 0 . Il vaut mieux tard que j a- Better late than never È meglio tardi che mai,av mais, adv. 0 .. Il sait mieux, 1. He kows better Egli sa meglio, 1. / ~ Il se fait tard, adv. It grows late Si fa tardi, av. / = Il y a long-temps, adv. Long since, long ago Mr-1 to tempo fa, av. / • Il y a un an, adv. A. year ago Un anno fa, av. / •• Image, f. Image Immagine, f. A - Imaginable, adj. m. Imaginable Immaginabile, ag. m. A = Imaginaire, adj. m. Imaginary Immaginario, ag. m. '00 Imagination, f. Imaginative, f. Imbecille, agj. m. Imbécilles, pi. Imbécillité, f. Imi tateur, m. Imitateurs, pi. Imitation, f. Immanquable, adj. m. Immédiat, adj. m. Immédiate, adj. f. Immédiatement, adv. Immense, adj. m. Immense, adj. f. Immensité, f. immobile, adj. m. Immobilité, f. Immoral, adj. m. Immorale, adj. f. Immoralité, f. immortalité, f. Immortel, adj. m. Immortels, pi. Immortelle, adj. f. Immortelles, pi. Imparfait, adj. m Imparfaite, adj. f. Imparfaitement, adv. Impatience, f. Impatient, adj. m. Impatiente, adj. f. Impératif, adj. m. Impérial, adj. m. Impériale, adj. f. Imperatrice, f. Impertinence, f. Impertinent, adj. m. Impertinente, adj. f. Impétuosité, f. Impitoyablement, adv. Impitoyable, adj. m. f. ImpitoyabSs, pi. Implacable, adj. m. Impoli, adj. m. Impolis, pi. Impolie, adj. f. Impolies, pi. Impolitesse, f. Importun, adj. m. ïmportanité, f. Impossible, adj. m. impossibilité, f. Imposture, f. Impostures, pi. Imposteur, m. Imposteurs, pi. Impôt, m. Impôts, pi. Impression, f. . Impression, pi. IMA— IMP Imagination Imaginative Silly Silly Silliness Imitator Imitators Imitation Infallible Immediate Immediate Immediately Immense Immense Immensity Immovable Immobility Immoral Immoral Immorality Immortality Immortal Immortal Immortal Immortal Imperfect Imperfect Imperfectly Impatience Impatient Impatient Imperative mood Imperial Imperial Empress Impertinence Impertinent Impertinent Impetuosity Unmercifully Unmerciful Unmerciful Inplacable Unpolite Unpolite Unpolite Unpolite Unpoliteness Importunate Importunity Impossible Impossibility Imposture Impostures Impostor Impostors Impost Impost Impression Printing Immaginazione, f. Immaginazione, f. Imbecille, ag. m. Imbecilli, pi. Imbecillità, f . Imitatore, m. Imitatori, pi. Imitazione, f. Infallibile, ag. m. Immediato, ag. m. Immediata, ag. f. Immediatamente, av. Immenso, ag. m. Immensa, ag. f. Immensità, f. Immobile, ag. m. Immobilita, f. Immorale, ag. m. Immorale, ag. f. Immoralità, f. Immortalità, f. Immortale, ag. m. Immortali, pi. Immortale, ag. f. Immortali, pi. Imperfetto, ag. m. Imperfetta, ag. f. Imperfettamente, av. Impazienza, f. Impaziente, ag. m. Impaziente, ag. f. Imperativo, ag. m. Imperiale, ag. m. Imperiale, ag. f. Imperatrice, f. Impertinenza, f. Impertinente, ag. m. Impertinente, ag. f. Impetuosità, f. Spietatamente, av. Atroce, ag. m. f. Atroci, pi. Implacabile, ag m. Incivile, ag. m. Incivili, pi. Incivile, ag. f. Incivili, pi. Inciviltà, f. Importuno, ag. m. Importunità, f. Impossibile, ag. m. Impossibilità, f. Impostura, f. Imposture, pi. Impostore, m. Impostori, pi. Imposizione, f. Imposizioni, pi. Impressione, f. Stampa, f. Imprévoyance, f. Imprévoyant, adj. m. Imprévoyante, ad. t. Imprimerie, f. Imprimeries, pi. Imprimeur, m. Imprimeurs, pi. Imprudemment, adv. Imprudence, f. Imprudent, adj. m. Imprudente, adj. f. Impudemment, adv. Impudent, adj. m. Impudente, adj. f. Impuissance, f. Impuissant, adj. m. Impuissante, adj. f. Impulsion, f. Impulsions, pi. Impunité, f. Incapable, adj. m. f. Incapables, pi. Incendie, m. Incertain, adj. m- Incertaine, adj f. Incertaines, pi. Incertitude, f. Incessamment, adv. Incident, m. Incidents, pi. Incommode, adj. m. Incommodes, pi. Incommode, adj. f. Incommodes, pi. Incommodité, f. Incomparable, adj. m. Incompatibilité, f. Incompatible, adj. m. f. Incompatibles, pi. Incompétent, adj. m. Incompétente, adj. f. Incomplet, adj. m. Incomplète, adj. f. Incomplètes, pi. Inconcevable, adj. m. Inconnu, adj. m. Inconnus, pi. Inconnue, adj. f. Inconnues, pi. Inconséquence, f. Inconséquent, adj. m. Inconséquente, adj f. Inconsidérément, adj. Inconsolable, adj. m. f. Inconsolables, pi. Inconstance, f. Inconstant, adj. m. Inconstants, pi, Inconstante, adj. f. Inconstantes, pi. IMP— H\TC Improvidence Improvident Improvident Printing-office Printing-offices Printer Printers Imprudently Imprudence Inconsiderate Inconsiderate Shamelessly Shameless Shameless Impotence Impotent Impotent Impulse Impulses Impunity Incapable Incapable A house on fire Uncertain Uncertain Uncertain Uncertainty Immediately Evcnt Events Troublesome Troublesome Troublesome Troublesome Inconveniency Incomparable Incompatibility Incompatibl e Incompatible Incompetent Incompetent Incomplete Incomplete Incomplete Inconceivable Unknown Unknown Unknown Unknown Inconsequence Inconsequent Inconsequent Unawares Inconsolable Inconsolable Inconstancy Inconstant Inconstant Inconstant Inconstant 701 Improvidenza, f. Improvvido, ag. m. Improvvida, ag. f. Stamperia, f. Stamperie, pi. Stampatore, m. Stampatori, pi. Imprudentemente Imprudenza, f. Imprudente, ag. av. Imprudente, ag. f. Impudentemente, m. Impudente, ag. m. Impudente, ag. f. Impotenza, f. Impotente, ag. m. Impotente, ag. f. Impulso, m. Impulsi, pi. Impunità, f. Incapace, ag. in. f. Incapaci, pi. Incendio, m. Incerto, ag. m. Incerta, ag. f. Incerte, pi. Incertezza, f. Senza indugio, av. Avvenimento, m. Avvenimenti, pi. Incomodo, ag. m. Incomodi, pi. Incomoda, ag. f. Incomode, pi. Disagio, ni. Senza pari, ag. m. Incompatibilità, f. Incompatibile, ag. m. f. Incompatibili, pi. Incompetente, ag. m. Incompetente, ag. f. Incompleto, ag. m. Incompleta, ag. f. Incomplete, pi. Inconcepibile, ag. m. Incognito, ag. ni. Incogniti, pi. Incognita, ag. f. Incognite, pi. Inconsequenza, f. Inconséquente, ag. m. Inconséquente, ag. f. Inavvedutamente, av. Inconsolabile, ag. m. f. Inconsolabili, pi. Incostanza, f. Incostante, ag. m. Incostanti, pi. Incostante, ag. f. Incostanti, pi. Incontestable, adj. m. Incontestables, pi. Incontestable, adj. f. Incontestables, pi. Incontestablement, ad\ Inconvénient, m. Inconvénients, pi. Incorruptible, adj. m. Incrédule, adj. m. Incrédules, pi. Incroyable, adj. m. f. Incroyables, pi. Indécence, f. Indécemment, adv. Indécent, adj. m. Indécents, pi. Indécente, adj. f. Indécentes, pi. Indéfinie, adj. f. Indéfini adj. m. Indéfinis, pi. Indemnité, f. Indemnités, pi. Indépendance f. Indépendant, adj. m. Indépendants, pi. Indépendante, adj.f. Indépendantes, pi. Indéterminé, adj. m. Indéterminés, pi. Indéterminée, adj. f. Indifféremment, adv. Indifférence, f. Indifférent, adj. m. Indifférents, pi. Indifférente, adj. f. Indifférentes, pi. Indigence, f. Indigent, adj. m. Indigents, pi. Indigente, adj. f. indigestion, f. Indignation, f. Indignement, adv. Indigne, adj. m. Indignes, pi. Indigne, adj. f. Indignes, pi. Indirect, adj. m. n directs, pi. Indirecte, adj. f. Indirectes, pi. Indirectement Indiscret, adj. m. Indiscrets, pi. Indiscrète, adj. f. Indiscrètes, pi. Indiscrétion, f. Indispensable, adj. m. f. Indispensables, pi. INC— IND Incontestable Incontestable Incontestable Incontestable Incontestably Inconveniency Inconveniencies Incorruptible Incredulous Incredulous Incredible Incredible Indecency Indecently Indecent Indecent Indecent Indecent Indefinite Indefinite Indefinite Indemnity Indemnities Indipendence Indipendent Indipendent Indipendent Indipendent Indeterminate Indeterminate Indeterminate Indifferently Indifference Indifferent Indifferent Indifferent Indifferent Indigence Poor Poor Poor Indigestion Indignation Unworthily Unworthy Unworthy Unworthy Unworthy Indirect Indirect Indirect Indirect Indirectly Indiscreet Indiscreet Indiscreet Indiscreet Indiscretion Indispensable Indispensable Indubitato, ag. m. Indubitati, pi. Indubitata, ag. f. Indubitate, pi. Indubitatemente, av. Inconveniente, m. Inconvenienti, pi. Incorruttibile, ag. m. Incredulo, ag. m. Increduli, pi. Incredibile, ag. ni. f. Incredibili, pi. Indecenza, f. Indecentemente, av. Indecente, ag. m. Indecenti, pi. Indecente, ag. f. Indecenti, pi. Indefinita, ag. f. Indefinito ag. m. Indefiniti, pi. Indennità, f. Indennità, pi. Indipendenza, f. Indipendente, ag. m. Indipendente, pi. Indipendente, ag. f. Indipendenti, pi. Indeterminato, ag. ni. Indeterminati, pi. Indeterminata, ag. f. Indifferentemente, av. Indifferenza, f. Indifferente, ag. m. Indifferenti, pi. Indi [ferente, ag. f. Indifferenti, pi. Indigenza, f. Indigente, ag. m. Indigenti, pi. Indigente, ag. f. Indigestione, f . Sdegno, m. Indegnamente, av. Indegno, ag. m. Indegni, pi. Indegna, ag. f. Indegne, pi. Indiretto, ag. m. Indiretti, pi Indiretta, ag. f. Indirette, pi. Indirettamente, ad. Indiscreto, ag. m. Indiscreti, pi. Indiscreta, ag. f. Indiscrete, pi. Indiscrezione, f. Indispensabile, ag. m. f. Indispensabili, pi. IND— INS 70 L - Indisposition, f. Indisposition Indisposizione, f. L = Indistinctement, adv. Indistinctly Indistintamente, av. L • Individuel, adj. m. Individual Individuale, ag. m. Individuelle, adj. f. Individual Individuale, ag. 1". ( — Individuellement, adv. Individually Individualmente, av. ( = Indivisible, adj. m. f. Indivisible Indivisibile, ag. m. f. Indivisibles, pi. Indivisible Indivisibili, pi. Indivisiblement, adv. Indivisibly Indivisibilmente, av. H - Indocile, adj. m. f. Unteachable Indocile, ag. m. f. H = Indociles, pi. Unteachable Indocili, pi. H • Indocilité, f. Unteachableness Indocilita, f. H .. Indolence, f. Indolence Indolenza, f. 1 - Indolent, adj. m. Indolent Indolente, ag. m. 1 = Indolente, adj. f. Indolent Indolente, ag. f. 1 • Indubitable, adj. m. Indubitable Certissimo, ag. m. 1 •• Indubitablement, adv. Undubitably Sensa dubbio, ab. o — Indulgence, f. Indulgence Indulgenza, f. o = Indulgent, adj. m. Indulgent Indulgente, ag. m. 0 . Indulgent, adj. f. Indulgent Indulgente, ag. f. 0 .. Industrie, f. Industry Industria, f. 1 - Industrieuse, adj. f. Industrious Industriosa, ag. f. 1 = Industrieux, adj. m. Industrious Industrioso, ag. ni. 1 . Inébranlable, adj. m. Firm Immoto, ag. m. 1 .. Inédit, adj. m. Unpubliched Inedito, ag. m. ) - Inédite, adj. f. Unpubliched Inedita, ag. f. ) = Inédites, pi. Unpubliched Inedite, pi. ) . Inégal, adj. m. Unequal Disuguale, ag. m. ) .. Inégale, adj. f. Unequal Disuguale, ag. f. -1 — Inépuisable, adj. m. Inexaustible Inesausto, ag. ni. + = Inépuisable, adj. f. Inexaustible Inesausta, ag. f. + . Inestimable, adj. m. f. Inestimable Inestimabile, adj. m. f. + .. Inertie, f. Inertia Inerzia, f. «^ _ Inévitablement, adv. Inevitably Inevitabilmente, av. ->. = Inévitable, adj. m. f. Inevitable inevitabile, adj. m. ^s . Inévitables, pi. Inevitable Inevitabili, pi. •»*. . . Infernal, adj. m. Hellish Infernale, ag. ni. p - Infernale, adj. f. Hellish Infernale, ag, L p = Infidèle, abj. m. f. Unfaithful Infidèle, ag. m. f. p . Infidèles, pi. Unfaithful Inlideli, pi. p .. Infidèlement, adv. Unfaithfully Infedelmente, av. V — infiniment, adv. Infinitely Infinitamente, av. V = Infini, adj. m. Infinite Infinito, ag. m. V . Infinitif, adj. m. Infinitive mood infinitivo, ag. ni. V .. Inflammation, f. Inflammation Infiammazione, f. 0 — Ingénuité, f. Ingenuity Ingenuità, f. 0 = Inhumain, adj. m. Inhuman Inumano, ag. m. 0 . Inhumains, pi. Inhuman Inumani, pi. 0 .. Inhumaine, adj. f. Inhuman Inumana, ag. f. / ~ Inhumanité, f. Inhumanity Inumanità, f. / = Inquiet, adj. m. Unquiet Inquieto, ag. m. / • Inquiète, adj.f. Unquiet Inquieta, ag. f. / •• Inquiétude, f. Uneasiness Affanno, m. A - inquiétudes, pi. Uneasiness Affanni, pi. A = Insociable, adj. m. f. Unsociable Insociabile, ag. m. f. A . [nsociables, pi. Unsociable Insociabili, pi. A •• Insociabili té, f. Unsociableness Insociabilità, f. T — Insolemment, adv. Unsolently Insolentemente, av. T== Insolence, f. Insolence Insolenza, f. T • Insolent, adj. m. Insolent Insolente, ag. m. T ..I Insolente, adj, f. Insolent Insolente, ag. f. - Insouciance, f. Carelessness L = Insouciant, adj. m. Careless L • Insouciante, adj. f. Careless L •• Inspiration, f. Inspiration ( - Instabilité, f. Instability ( = Instamment, adv. Instantly ( • Instance, f. Instance ( •• Instant, m. Instant H - Instants, pi. Instants H = Instrument, m. Instrument ^ . Instruments, pi. Instruments H .. Insulte, m. Insult 1 - Insultes, pi. Insults 1 = Insurrection, f. Insurrection 1 • Intelligence, f. Intelligence 1 .- Intelligences, pi. Intelligences o — Intelligent, adj. m. Intelligent o = Intelligente, adj. f. Intelligent o . Intention, f. Intention 0 .. Intéressant, adi. m. Interesting 1 - Intéressante, adj. f. Interesting 1 = Intérêt, m. Interest 1 . Intérêts, pi. Interests 1 .. Interjection, f. Interjection ) - Intérieur, adj. m. In side ) = Intérieure, adj. f. In side ) . Intérieurement, adv. Internally ) .. Interprète, m. Interpreter 4- — Interruption, f. Interruption 4- = Intervalle, m. Interval 4- • Intime, m. Intimate 4- .. Intimement, adv. Intimately ••*. — Intolérance, f. Intolerance *»» = Intonation, f. Intonation •«s. . Intrépide, adj. m. Intrepid — . . Intrépidité, f. Intrepidity ? - Intrigue, f. Intrigue ? = Intrigues, pi. Intrigues p . Introduction, f. Introduction p .. Inutile, adj. m. f. Useless V - Inutiles, pi. Useless V = Inutilement, adv. Uselessly V . Inutilité, f. Uselesness v .. Invariable, adj. m. Invariable 0 — Invention, f. Invention 0 = Inventif, adj. m. Inventive 0 . Invincible, adj. m. Invincible 0 .. Invisible, adj. m. Invisible / — Invitation, t'. Invitation / = Invitations, pi. Invitations / . Irrégularité, f. Irregularity / .. Irrégularités, pi. Irregularities A — Irrégulier; adj. m. Irregular A = Irréguliers, pi. Irregular A • Irrégulière, adj. f. Irregular A •• Irrégulières, pi. Irregular T _ Irrégulièrement, adv. Irregularly T - Italie, f. Italy T • Italien, m. Italian T •• Italiens, pi. 1 Italians Noncuranza, f. Noncurante, ag. m. Noncurante, ag. f. Inspirazione, f. Instabilità, f. Istantemente, av. Istanza, f. Istante, m. Istanti, pi. Istrumento, m. Strumenti, pi. Insulto, m. Insulti, pi. Insurrezione, f. Intelligenza, f. Intelligenze, pi. Intelligente, ag. m. Intelligente, ag. f. Intenzione, f. Interessante, ag. Interessante, ag. f. Interesse, ag. m. Interessi, pi. Interjezione, f. Interiore, ag. m. Interiore, ag. f. Interiormente, av. Interprete, m. Interruzione, f. Intervallo, m. Intimo, ag. m. Intimamente, av. Intolleranza, f. Intonazione, f. Intrepido, ag. m. Intiepidita, f. Intrigo, m. Intrighi, pi. Introduzione, f. Inutile, ag. m. f. Inutili, pi. Inutilmente, a^ Inutilità, f. Invariabile, ag. m. Invenzione, f. Inventivo, ag. a*. Invincibile, agn. Invisibile, ag. m. Invito, m. Inviti, pi. Irregolarità, f. Irregolarità, pi. Irregolare, ag. ra. Irregolari, pi. Irregolare, ag. f. Irregolari, pi. Irregolarmente, av. Italia, i*. Italiano, m. Italiani, pi. 7 L —.Italienne, f. Italian woman Italiana, f- L = Italiennes, pi. Italian women Italiane, pi. L ■ Italienne, adj. f. Italian Italiana, ag. f. L -. Italiennes, pi. Italian Italiane, pi. ( - Ivre, adj. m. Drunk Ebrio, ag. m. ( = Ivrogne, m. Drunkard Imbriacone, m. ( • Ivrognes, pi. Drunkards Imbriaconi, pi. ( •• Ivrognesse, f. Drunkard J Formerly Imbriacona, f. H- Jadis, adv. Un tempo, av. -t = J'ai l'honneur 1 have the honour Ho l'onore H • J'ai l'honneur d'être I have the honour to be Ho l'onore d'essere H •• Jalouse, adj. f. Envious Gelosa, ag. f. 1 - Jalouses, pi. Envious .Gelose, pi. 1 = Jalousie, f. Jealousy Gelosia, f. 1 • Jaloux, adj. m. Envious Geloso, ag. m. 1 •• Jaloux, pi. Envious Gelosi, pi. o — Jamais, adv. Never Mai, av. o = Jamhe, f. Leg Gamba, f. 0 . Jambes, pi. Legs Gambe, pi. 0 .. Jambon, m Ham Prosciutto, m. 1 - Jambons, pL Hams Prosciutti, pi. 1 = Janvier, m. January Gmnajo, m. 1 . Jardin, m. Garden Giardino, m. 1 .. Jardins, pi. Gardens Giardini, pi. ) - Jardin-potager, m. Kitchen-garden Orto, m. ) = Jardins-potagers, pi. Kitchen-gardens Orti, pi. ) . Jardinier, m. Gardner Giardiniere, m. ) .. Jarnioiers, pi. Gardners Giardinieri, pi. + — Jarretière, f. Garter Legaccia, f. 4- = Jarretières, f. pi. Garters Legacce, pi. f. + . Jaune, m. Yellow Giallo, m. .+ .. Jeunesse, f. Youth Gioventù, f. *»>. — Je, pron. pers. I Io, pr. pers. *^. = Je ne sais quoi, adv. I do not know what Non so che, av. *»* . Je ne sais que faire, 1. I know not what to do Non so che fare, 1. *^» .. Je ne sais que dire, 1. I know not what do say Non so che dire, 1. p - Je ne sais que penser, 1. T know not what to think Non so che pensare, 1. p = Jésus, m. Jesus Gesù Cristo, m. p . Jeudi, m. Thursday Giovedì, m. p .. Jeu, m Play Giuoco, m. V - Jeux, pi. Plays- Giuochi, pi. V = Jeûne, m. Fast Digiuno, m. V . Jeune garçon, m. Youth Giovanetto, m. v .. Jeunes garçons, pi. Youths Giovanetti, pi. 0 — Jeune, adj.'m. fc Youthful Giovane, ag. m. f. 0 = Jeunes, pi. Youthful Giovani, pi. 0 . Jeune homme, m. Young man Giovane, m. 0 .. Jeunes gens, pi. Young men Giovani, pi. 1 ~ Jeune personne, f. Young lady Giovanetta, f. / = Jeunes personnes» pi. Young ladies Giovanette, pi. / • Joie, f. Ioy Gioja, f. / .. Jolie, f. Pretty Vezzosa, f. A - Jolies, pi. Handsome Vezzose, pi. A = Joue, f. Cheek Guancia, f. gota, f. A • Joues, pi. Cheeks Guance^ pi. gote, pi. A .. Joug, m.. Yoke Giogo,, m. T- Jour, m., Day Di, m. 706 JOU— LAI L - Jour de jeûne, m. Past day- L = Journée, f. Day L • Journées, pi. Days L •• Jour, m. Day ( - Jours, pi. Days ( = Jour fie fête, m. Holy day ( • Jours de fête, pi. Holy days ( .. Jour ouvrable, m. Work day H - Jours ouvrables, pi. Work days H = Journal, m. News paper H • Journaux, pi News papers H •• Judicieux adj. m. Judicious 1 - Judicieux, pi. Judicious 1 = Judicieuse, adj. f. Judicious 1 • Judicieuses, pi. Judicious 1 -• Judicieusement, adv. Judiciously o — Juge, m. Judge o = Juges, pi. Judges 0 . Jugement, m. Judgment o .. Jugement, m. Judgment 1 - Juin, m. June 1 - Juillet, m. July 1 . Jupe, f. Petticoat 1 .. Jupes, pi. Petticoats ) - Juré, m. Juryman ) = Jurés, pi. Jurymen ) . Jusque, adv. (jusqu'à ce Till*, untili ) .. Jusqu'à, adv. [que, adv.) Untili + — Jusqu'ici, adv. Untili now + = Jusque là, adv. Untili then 4- . Juste, adj. m. Right (just) + .. Justes, pi. Right (just) •*«, — Juste, adj.f. Right (just) *>. = Justes, pi. Right (just) ^ . Justement, adv. Justly ^» .. Justice, f. Justice Giorno di digiuno, m. Giornata, f. Giornate, pi. Giorno, m. Giorni, pi. Giorno di festa, m. Giorni di festa, pi. Giorno di lavoro, m. Giorni di lavoro, pi. Giornale, m. Giornali, pi. Giudizioso, ag. m. Giudiziosi, pi. Giudiziosa, ag. f. Giudiziose, pi. Giudiziosamente, av. Giudice, m. Giudici, pi. Giudizio, m. Senno, m. Giugno, m. Luglio, m. Gonnella, f. Gonnelle, pi. Giurato, m. Giurati, f. Sino, av. (sino a che, av.) Fino a, av. Fin qui, av. Fin la, av. Giusto, ag. m. Giusti, pi. Giusta, ag. f. Giuste, pi. Giustamente, av. Giustizia, f. p - Là, adv. There Cosèt, av. p = Là, adv. There Là, av. p . La, art. f. The La, art. f. p .. La, pron. f. n. It La, pron. f. n. V — Là, adv. There Quivi, av. V = Là, y, adv. Thither Ivi, quivi, av. V . Là-bas, adv. Yonder Là basso, av. v .. Lacet, m. Lace Stringa, f. (lacciuolo, m.) 0 — Lacets pi. Laces Stringhe, pi. 0 = Lac, m. Lake Lago, m. 0 . Lacs, pi. Lakes Laghi, pi. 0 .. Lâche, adj. m. Cowardly Vigliacco, m. / - Lâchement, adv. In a cowardly manner Vigliaccamente, av. / = Lâcheté, f. Cowardize Vigliaccheria, f. / . Lady, f. Lady Ladi, f. / •• Lait, m. Milk Latte, m. A — Laiterie, f. Dairy Cascina, f. A = Laiteries, pi. Dairies Cascine, pi. A • Laid, adj. m. Ugly Rrutto, m. A .. Laids, pi. ugty Brutti, pl« L - Laide, f. L = Laides, pi- L • Laine, f. L .. Laine filée, f. ( - Lampe, f. ( = Lampes, pi. ( • Lampe, f. ( •• Lampes, pi. H - Langue, f. H = Langues, pi- H • Lance f. H .. Lances, pi. 1 - Langue, f. (langage, m.) 1 = Langue allemande, f. (la) I • Langue polonaise, f. (la) Langue italienne, f. (la) o — Langue française, f. (la) o = Langue anglaise, f. (la) 0 . Langue espagnole, f. [la) 0 .. Langue grecque, f. (la) 1 - Langue turque, f. (la) 1 = Lanterne, f. 1 . Lapin, m. 1 .. Lapins, pi. ) - Large, adj. m. ) = Larges, pi. ) . Large, adj. f» ) .. Larges, pi. + - Largeur, f. + = Larme, f. + . Larmes, pi. + .. Latin, m. (le) (la langue V - Laurier, m. [latine, f.) V = Lauriers, pi. V . Larynx V .. Las, adj. m. P - Lasse, adj. f. P = Lassitude, f. P . Lazaret, m. P •• Le, art. m. s. V - Le, art. m. s. V = Le, pr. neut. v . Le, pr. pers. ac v .. Lecteur, m. 0 — Lecture, f. 0 = Lectures, pi. 0 . Leçon, f. 0 .. Leçons, pi. / - Légalement, adv. / = Légalité, f. / . Léger, adj. m. / .. Légère, adj. f. A - Légèrement, adv. A « Légèreté, f. A . Légume, m. A •• Légumes, m. pi. T — Le lendemain, adv. T = Le long, adv. T • Le même, la même, pr. T.. Le même, la môme, pr. LAI— LE ugry ugly Wool Woolen thread Lamp Lamps Lamp Lamps Tongue Tongues Spear Spears Language (tongue) German tongue (the) Polish language (the) Italian tongue (the) French tongue (the) English tongue (the) Spanish language (the) Greek tongue (the) Turkish language (the) Lantern Rabbit Rabbits Broad Broad Broad Broad Breadth Tear Tears Latin (or latine tongue) Laurel Laurels Larynx Weary Weary Weariness Lazarette The The It Him Reader Reading Readings Lesson Lessons Legally Legality Light Light Lightly Lightness Vegetable Vegetables The next day Along The same The same 707 Brutta, f. Brutte, pi. Lana, f. Lana filata, f. . Lucerna, f. Lucerne, pi. Lampada, L Lampade, pi. Lingua, f. Lingue, pi. Lancia, f. Lancie, pi. Lingua, f. (linguaggio) Lingua tedesca, f. (la) Lingua polacca, f. (la) Lingua italiana, f. (la) Lingua francese, f. (la) Lingua inglese, L (la) Lingua spagnuola, f. (la) Lingua greca, f. (la) Lingua turca, f. (la). Lanterna, f. Coniglio, m- Conigli Largo, ag. m» Larghi, pi. Larga, ag. f. Larghe, pi. Larghezza, f. Lagrima, f. Lagrime, pi. Latino, m..(il> Alloro, m. Allori, pi, Laringe Stanco, ag. mi Stanca, ag. f. Stanchezza, f. Lazaretto, m. Il, art. m- s. Lo, art. m. s. Lo, pr. neut. Lo, pr. pers. acc. Lettore, m. Lettura, f. Letture, pi. Lezione, f. Lezioni, pi. Legalmente, av. Legalità, f. Leggero, ag. m. Leggera, ag. f. Leggermente, av. Leggerezza, f. Legume, m. Legumi, m. pi. L'indomani, av. Lungo, av. Lo stesso, la stessa[ma,pr. Il medissimo, la medesi» 708 LIN— LIS L -1 Lent, adj. m. Slow Lento, ag. m. L = Lents, pi. Slow Lenti, pi. L • Lente, adj. f. Slow Lenta, ag. f. L •• Lentes, pi. Slow Lente, pi. ( - Lentement, adv. Slowly Adagio, av. ( = Lenteur, f. Slowness Lentezza, f. ( • Lenteurs, pi. Slowness Lentezze, pi. ( «• Lequel, Laquelle, pr. Whether Il quale, la quale, pr. 4 - Les, art. m. pi. The Gli, art. m. pi. H = Les, art. m. pi. The 1, art. m. pi. H • Les, art. f. pi. The Le, art. f. pi. H •• Les, pr. f. pi. Them Le, pr. f. pi. ! - Les, pr. m. pi. (eux) Them Li, pr. m. pi. (essi) 1 = Lestement, adv. Neatly Agilmente, av. ! • Le tout, pr. indét. The whole Il tutto, pr. indet. 1 .- Lettre, f. Letter Lettera, f. o — Lettres, pi. Letters Lettere, pi. o = Lettre de change, f. Bill of exchange Cambiale, f . o . Lettres de change, pi. Bills of exchange Cambiali, pi. o .. Leur, pr. m. f. pi. To them Loro, pr. m. f. pi. 1 - Leur, pr. poss. s. Their Il loro, pr. poss. s. 1 = Leurs, pi. Theirs I loro, pi. 1 . Leur (le), pr. poss. Theirs Loro (il), pr. poss. Leur (la), pron. poss. f. Theirs Loro (la), pr. poss. f. ) — Leurs (les), pi. m. f. Theirs Loro (i, le), pr. pi. m. f. ) = Leur (en), pron. pi. Of him, of them Gliene, pr. pi. m. et f. Levant, m. The levant Levante, m. Lever du soleil, m. Sun rise Spuntar del sole, m. + — Lèvre, f. Lip Labro, m. + = Lèvres, pi. Lips Labri, pi. + . Liaison, f. Fastening Unione, f. + .. Liberté, f. Liberty Liberta, f. >. — Libertés, pi. Liberties Liberta, pi. *-^ = Liberté (je prends la), 1. 1 take the liberty Mi prendo la liberta, I. *»•» Libraire, m. Bookseller Librajo, m. **» . . Libraires, pi. Booksellers Libraj, pi. ? - Librairie, f. Bookselling Libreria, f. p = Libre, adj. m. Free Libero, ag. m. p . Libres, pi. Free Liberi, pi. p .. Libre, adj. f. Free Libera, ag. f. V — Libres, pi. Free Libere, pi. V = Librement, adv. Freely Liberamente, av. V • Liège, m. Cork Suchero, m. V .. Lieu, m. Place Loco (luogo), m. 0 — Lieux, pi. Places Lochi (luoghi), pi. 0 = Lieu d'aisance, m. Privy Luogo commodo, m. 0 . Lieue, f. League Lega, f. 0 .. Lieues, pi. Leagues Leghe, pi. / ~ Lieutenant, m. Lieutenant Tenente, m. / = Lièvre, m. Hare Lepre, m. / • Ligne, f. Line Linea, f. / .- Ligue, f. Factioa Lega, f. A - Linge, m. Linen Biancheria, f. A = Lin, m. Flax Lino, m. A • Lion, m. Lion Leone, m. A •• Lions, pi. Lions Leoni, pi. T — Lionne, f. Lioness Leonessa, f. T = Liqueur, f. Liquor Liquore, m. T • Liqueurs, pi. Liquors Liquori, pi. T • « Lisi o me (v.) [Lisbon Lisbona (e.) Lit, m. L = Lits, pi. L . Lithographie, f. L •• Littérature, f. ( — Littéraire, adj. m. ( = Littéralement, adv. Livoarne (v.) Livre, f. (poids) H- Livres, pi. H = Livre, m. H • Livres, pi. H - Locataire, m. 1 - Loge, f. 1 = Loges, pi. 1 • Logique, f. 1 •• Logis, m. o — Logis, pi. o = Loin, adv., o . Loin, adv. 0 .. Loi, f. 1 — Lois, m. 1 = Londres (v.) 1 . Longitude, f. 1 .. Longueur, f. ) - Long, adj. m. ) = Longs, pi. ) . Longue, adj. f. ) .. Longues, pi. 4- — Long, adv. + = Long-temps, adv. + . Loquet, m. + .. Lord, m. ^~ Lords, pi. ^ = Lorgnette, f. ^ . Lorgnettes, pi. •>*. . . Lorsque, adv. P - Louange, f. P = Louanges, pi. P • Loup, m. ? •• Loups, pi. V — Louve, f. V = Lourd, adj. m. V . Lourde, adj. f. v .. Loyauté, f. 0 — Lui, pr. pers. ace. 0 = Lui, à lui, pr. m. s. 0 . Lui en, pr. m. s. 0 .. Lui en (à elle), pr. f. s. / - Lui, le, ìa, pr. n. / = Lui-même, elle-même, pr. / . Lumière, f. rei. / .. Lundi, m. A - Lunettes, f. pi. A = Lune, f. A . Lustre, m. A .. Lustres, pi. LIT— LUS Bed Letto, m. Beds Letti, pi. Lithography- Litografia, f. Literature Letteratura, f. Literary Letterario, ag. m. Literally Letteralmente, av. Leghorn Livorno (v.) Pound Libra, f. Bounds Libre, pi. Book Libro, m. Books Libri, pi. Tenant Pigionante, m. [to), m Box Palco di teatro (palchet Boxes Palchi (palchetti), pi. Logic Logica, f . Home Alloggio, m. Homes Alloggi, pi. Far Lontano, av. Far Lungi, av. Law Legge, f Laws Leggi, pi. London Londra, f. (e.) Longitude Longitudine, f. Lenght Lunghezza, f. Long Lungo, ag. m. Long Lunghi, pi. Long Lunga, ag. f. Long Lunghe, pi. Long Longo tempo, av. Long-time (a) Molto tempo, adv. Latch Saliscendi, m. Lord Lord, m. Lords Signori, pi. Spying-glass Occhialino, m. Spying-glasses Occhialini, pi. When Quando, av. Praise Lode, f. Praises Lodi, pi. Wolf Lupo, m. Wolfs Lupi, pi. She wolf Lupa, f . Heavy Pesante, ag. m. Heavy Pesante, ag. f. Lovalty Lealtà, f. Him Lui, pr. pers. acc To him Gli, pr. m. s. Him some, of it Gliene, pr. m. s. To her Lene, pr. f. s. It Lui, la, pr. neut. Himself, herself, itself Egli stesso, ella essa, se Light Luce, f. [stessa, p. r. Monday Lunedi, m. Spectacles Occhiali, m. pi. Moon Luna, f. Chandelier Lustro, m. .Chandeliers u Lustri, pi. M L- Ma, pr. poss. f. My Mia (la), pr. poss. f. L = Machinalement, adv. Mechanically Macchinalmente, av. L • Machine, f. Machine Macchina, f. Machines, pi. Machines Macchine, pi. ( - Machine à vapeur, f. Steam-engine Macchina al vapore, f. ( = Machines à vapeur, pi. Stream-engines Macchine al vapore, pi ( • Mâchoire, f. Jaw Mascella, f. ( •• Mâchoires, pi. Jaws Mascelle.pl. H - Maçon, m. Mason Muratore, m. H = Maçons, pi. Masons Muratori, pi. H • Madame, f. Madam (mistres) La signora, f. H •• Madame Milady Signora 1 - Mesdames, pi. Madams (mistress) Le signore, pi. 1 = Mademoiselle, f. Miss Madamigella, f. 1 • Mesdemoiselles, pi. Misses Madamigelle, pi. i •• Madrid (v.) Madrid Madrid (e.) o — Magasin, m Store, store house Magazino, m. 0 = Magasins, pi. Stores, store-houses Magazini, pi. 0 . Magnifique, adj. m. Magnificent Magnifico, ag. m. 0 .. Magnifique, âdj. f. Magnilicent Magnifica, ag. f. 1 - Mai, m. May Maggio, m. 1 - Maigre, adj. m. f, Lean Magro, ag. m. 1 . Main, f. Hand Mano, f. 1 .. Mains, pi. Hands Mani, pi. ) - Main de papier, f. Quire of paper Mano di carta, f. ) = Mains de papier, pi. Quires of paper Mani di carta, pi. ) . Maintenant, adv. Now Adesso, av. > .. Mais, adv. But Ma, av. + - Maison, f. House Casa, f. + = Maisons, pi. Houses Case, pi. -1- Maison champêtre, f. Country house Casa rurale, f. + .. Maison de campagne, f. Country house Casino, m. *>>» — Maison royale, f. Royal hous Reggia, f. ^ — Maitre, m. Master Maestro, m. -^ . Maîtres, pi. Masters Maestri, pL ^ . . Maître, m. Master Padrone, m. p _ Maîtres, pi. Masters Padroni, pi. ? = Maîtresse, f. Mistress Padrona, f. p . Maître d'hôtel, m. Steward Mastro di casa, m. ? .. Maître de langue, m. Master of tongues Maestro di lingua, m. V - Maître de musique, m. Music-master Maestro di musica, m. v — Maîtresse de musique, f. Music-mistress Maestra di musica, f. v . Maître de danse, m. Dancing-master Maestro di ballo, m. V •• Maîtresse, f. Mistress Maestra, f. o = Majesté (votre) Your majesty Vostra maestà, 1. 0 = Majesté (sa) His majesty Sua maestà, f. 0 . Majesté, f. Majesty Maestà, f. 0 .. Majorité, f. Majority Maggiorità, f. / - Malade, m. Sick person Ammalato, m. / = Malades, pi. Sick persons Ammalati, pi. / . Malade, f. Sick woman Ammalata, f. / •• Malades, pi. Sick women Ammalate, pi. A — Malade, adj. m. Sick Malato, ag. m. A = Malades, pi. Sick Malati, pi. A Malade, adj. f. ! Sick Malati, ag. f Malades, pi. Maladie, f. Maladies, pi. Maladresse, f. Maladroit, adj. m. Maladroite, adj. f. Maladroitement, adv. Malaise, f. Malaisé, adj. m. Mal, m. Maux, pi. Mal de dents, m. Mal, adv. Mal de gorge, m. Mal de tète, m. Malgré, adv. Malheur, m. Malheurs, pi. Malheur, m. Malheurs, pi. Malheur! interj. Malheur à vous, adv. Malheur à moi, adv. Malheurs, m. pi. Malheureux, adj. m. Malheureuse, ad. f. Malheureusement, adv. Malhonnête, adj. m. Malhonnêtement, adv. Malhonnêteté, f. Mâle, adj m. Mâles, pi. Malice, f. Malicieusement, adv. Malle, f. Malles, pi. Manche, f Manchon, m. Manière, f. Manières, pi. Manie, f. Manœuvre, f. Manque, m. Manteau, m. Manufacture, f. Manufactures, pi. Manuscrit, m. Manuscrits, pi. Mappemonde, f. Marais, m. Marais, pi. Marbre, m. Marbrier, m. Marchand, m. Marchands, pi. Marchandise, f. Marchandises, pi. Marche, f. Marché, m. Marchés, pi. MAL— MAR Sick Sickness Sicknesses Unhandiness Unhandy Unhandy Awkwardly Uneasiness Difficult 111 Ills Tooth ache 111 Sore throat Head ache In spite of Misfortune Misfortunes Misfortune Misfortunes Woe! Woe to you ! Woe to me Woes Unhappy Unhappy Unluckily Dishonest Uncivilly Uncivility Male Males Malice Maliciously Trunk Trunks Sleeve Meest Manner Manners Madness Manœuvre Want Cloak Manufactury Manufactures Manuscript Manuscripts Generalmap Marsh Marshes Marble Stone cutter Dealer Dealers Merchandize Merchandizes March Market Markets 711 Malate, pi. Malattia, f. Malattie, pi. Goffaggine, f. Goffo, ag. m. Goffa, ag. f. Sconciamente, av. Noja, f. Malagevole, ag. m. Male, m. Mali, pi. Mal di denti, m. Male, av. Mal di gola, m. Mal di capo, m. Malgrado, av. Disgrazia (sventura), f. Disgrazie (sventure), pi Sciagura, f. Sciagure, pi. Guai ! interj. Guai a voi, av. Guai a me, av. Infelicità, f. pi. Infelice, ag. m. Infelice, ag. f. Disgraziatamente, av. Disdicevole, ag. m. Yillanamente, av. Malacreanza, f. Maschio, ag. m. Maschi, pi. Malizia, f. Maliziosamente, av. Baule, m. Bauli, pL. Manica, f. Manicotto, m. Modo, m. (guisa), f. Modi, pi. (guise;, pi. Mania, f. Manovre, f. Difetto, m. Mantello, m. Manifattura, f. Manifatture, pi. Manuscritto, m. Manuscritti, pi. Mappamondo, m. Palude, 1. Paludi, pi. Marmo, m. Marmorario, m. Mercante, m. Mercanti, pi. Mercanzia, pi. Mercanzie, pi. Marcia, f. Mercato, m. Mercati, m. 712 MAR— MED L - -Mardi, m. Tuesday Martedì, m. L = = Mardi-gras, m. Shrovetuesday Martedì grasso, m L Maréchal, m. Farrier Maniscalco, m. L • Marée, f. Tide Marea, f. ( - - Mariage, m. Marriage Matrimonio, m. ( = = Marine Navy Marina, f. ( Mari (époux), m. Husband Consorte, m. ( • Mari, m. Husband Marito, m. H - - Maris, pi. Husbands Mariti, pi. H = : Marque, f. Mark ïmprenta, f. H . Marquis, m. Marquis Marchese, m. H .. Marquise, f. Marchioness Marchesa, f. 1 - Marraine, f. God mother Commare (madrina) 1 = Mars, m. March Marzo, m. 1 . Marseille (ville), f. Marseilles Marsiglia (citta), f. 1 •• Marteau, m. Hammer Martello, m. o — Masque, m. Mask Maschera, f. o = Masques, pi. Masks Maschere, pi. 0 . Masculin, m. Masculine Mascolino, m. 0 .. Masse, f. Mass Massa, f. 1 - Mât, m. Mast Albero di nave, m. 1 = Matelot, m. Sailor Marinajo, m. 1 . Matelots, pi. Sailors Marinaj, pi. 1 .. Matelas, m. Mattrass Materasso, m. ) - Matériellement, adv. Materially Materialmente, av. ) = Matin, m. Morning Mattino, m. ) . Mathématiques, pi. f. Mathematics Mattematiche, pi. ) .. Mauvais, adj. m. Bad Cattivo, ag. m. H Mauvais, pi. Bad Cattivi, pi. f == Mauvaise, adj. f. Bad Cattiva, ag. f. + • Mauvaises, pi. Bad Cattive, pi. + .. Mécanique, f. Mechanics (science) Meccanica, f. ^v. Mécanique, adj. m. Mechanic Meccanico, ag. m **. = Mécaniques, pi. Mechanic Meccanici, pi. ^ . Mécanique, adj. f. Mechanic Meccanica, ag. f. V. .. Mécaniques, pi. Mechanic Meccaniche, pi. p - Mécanicien, m. Mechanist Meccanico, pi. p = Méchant, m. Wicked Cattivo, m. p . Méchants, pi. Wicked Cattivi, pi. p .. Méchants (les), pi. m. Wicked (the) Cattivi ( i ), m. pi. V - Méchante, f. Wicked Cattiva, pi. V = Méchantes, pi. Wicked Cattive, pi. V . Mécontent, adj. m. Dissatisfied Malcontento, ag. m. v .. Mécontents, pi. Dissatisfied Malcontenti, pi. 0 — Mécontente, adj. f. Dissatisfied Malcontenta, ag. f. 0 = Mécontentes, pi. Dissatisfied Malcontente, pi. 0 . Me, pron. pers. Me Mi, me, pron. pers. 0 .. Me, pron. réfi. Myself Me, pr. recipr. / - Me, en, pron. Me Me, ne, pron. pers. / == Médaille, f. Medal Medaglia, f. / . Médecine, f. Physic Medicina, f. / •• Médecines, pi. Physics Medicine, pi. A — Médecin, m. Physician Medico, m. A = Médecins, pi. Physicians Medici, pi. A • Médiateur, m. Mediator Mediatore, m. A •• Vlédiation, f. Mediation Mediazione, f. Médical, adj. Physical Medicale, ag. m. T = Médicament, m. Medicine ] Medicamento, m. Médicaments Medicines Medicamenti, pi. T •'.. Médiocre, adj. m. Midliûg 3 Moderato MÉD— MES 713 L - Médiocrement, adv. Moderately Mediocremente!, av. L = Médiocrité, f. Mediocrity Mediocrità, f. L • Médisance, f. Slander Maldicenza, f. L .. Médisant, adj. m. Slanderous Maldicente, ag. m. ( - Médisante, adj. f. Slanderous Maldicente, ag. f. ( = Méditation, f. Meditation Meditazione, f. ( • Méditerranée, f. Mediterranean Mediterraneo, m. ( •• Méfiance, f. Mistrust Diffidenza, f. H - Meilleur (le), m. Best (the) Migliore (il meglio), m. -» = Meilleur (mieux), super. Better Migliore (meglio), super. H • Meilleurs, pi. Betters Migliori, pi. H •• Mélancolique, adj. m. Melancholic Melanconico, ag. m. 1 - Mélancolique, adj. f. Melancholic Melanconica, ag. f 1 = Mélancolie, f. Spleen Melanconia, f. 1 • Mélancolies, pi. Spleen Melanconie, pi. 1 .- Mélodie, f. Melody Melodia, f . o — Melon, m. Melon Melone, m. 0 = Melons, pi. Melons Meloni, pi. 0 . Membre, m. Member Membro, m. 0 .. Membres, pi. Members Membri, pi. "1- Même, pron. f. Same Stessa, f. (medesima, p. f.) 1 = Mêmes, pi. Same Stesse, pi. (medesime, pi.) 1 . Même, pron. m. Same Stesso (medesimo), pr. m. 1 .. Mêmes, pi. Same Stessi, pi. (medesimi, pi. ) - Même, aâv. Ever Eziandio, av. ) = Mémoire (la), f. Memory (the) Memoria ( la ), f. ) . Mémoire, m. Bill Memoriale, m. ) .. Mémoires, pi. Memoirs Memorie, f. pi. + - Mensonge, m. Lie Mensogna, f. + = Mensonges, pi. Lies Mensogne, pi. «- . Menterie, f. Lying Bugia, f. + .. Menteries, pi. Lies Bugie, pi. ^ — Menton, m. Chin Mento, m. ^ = Menace, f. Threat Minaccia, f. ^ . Menaces, pi. Threats Minacce, pi. *•»» .. Ménage, m. Household-stuff Masserizie, f. pi. p - Menuisier, m. Carpenter Falegname, m. p = Mer, f. Sea Mare, m. p . Mers, pi. Seas Mari, pi. p .. Merci, adv. (Je vousre- Thank you Grazie, av. (vi ringrazio; V — Mercredi, m. [mercie) Wednesday Mercoledì, m. V = Mère, f. Mother Madre, f. v . Mères, pi. Mothers Madri, pi. v .. Méridional, adj. m. Southern Meridionale, ag. m. 0 — Méridionaux, pi. Southern Meridionali, pi. 0 = Méridionale, adj. f. Southern Meridionale, ag. f. 0 . Méridionales, pi. Southern Meridionali, pi. 0 .. Mérite, m. Merit Merito, m. / - Mérites, pi. Merits Meriti, pi. / - Merveille, f. Wonder Maraviglia, f. / • Merveilles, pi. Wonders Maraviglie, pi. / - Mes, pr. poss. f. pi. Mv Mie (le), pr. pos. f. pi. A - Mes, pr. poss. m. pi. My Miei (i), pr. pos. m. pi. A = Mesdames, f. pi. Ladies Le signore, f. pi. A • Mesquin, adj. m. Niggardly Meschino, ag. m. A .. Messieurs, pi. m. Gentlemen (sirs) I signori, pi. m. T — Messe, f. Mass Messa, f. T = Messes, pi. Masses Messe, pi. T . Mesure, f. Measure Misura, f. T . Mesures, pi. Measures Misure, pi. 60. 714 MET— MOI L - Méthode, f. Metbod Metodo^ m. L = Méthodes, pi. Methods Metodi, pi. L Métier, m. Trade Mestiere, m. L •• Métropole, f. Metropolis Metropoli, f. ( - Mets, m., (plat) Plate Vivanda, f. ( = Mets, pi. Different meats Vivande, pi. ( • Meuble, m. Piece of furniture Mobile, m. ( •• Meubles, pi. Furniture Mobili, pi. H — Meurtre, m. Murder Omicidio, m. H = Microscope, m. Microscope Microscopio, m. H . Midi, m. Noon Mezzo giorno, m. -! •• Miel, m. Honey- Mele, m. 1 _ Mien (le), pr. poss. Mine Mio, pr. poss. m. 1 = Miens (les), pi. Mine Miei, pi. 1 Mienne (la), pr. poss. f. Mine Mia, pr. poss. f. 1 •• Miennes (les), pi. Mine Mie, pi. o — Mieux, adv. Better Meglio, m. o = Migraine, f. Head ache Emicrania, f. 0 . Milan (v.) Milan Milano (e.) o .. Milieu, m. Middle Mezzo, m. 1 — Militaire, m. Soldier Militare, ro. 1 = Militaires, pi. Soldiers Militari, pi. 1 . Militairement, adv. Like a soldier Militarmente, av. 1 .. Mille, m. Mile Miglio, m. ) - Milles, pi. Miles Miglia, pi. f. ) = Millier, m. Thousand Migliajo, m. ) . Milord, m. My lord Signore, m. ) .. Mince, adj. m. Thin Sottile, ag. m. 4- — Ministère, m. Ministry Ministero, m. 4- = Ministre, m. Minister Ministro, m. + • Ministres, pi. Ministers Ministri, pi. .. Mine, f. (de métal) Mine Miniera, f. (di metallo) » — Mines, pi. Mines Miniere, pi. >^ = Mine, (t. milit.) Mine Mina, f. (t. milit.) •^» . Minuit, f. Midnight Mezza notte, f. "^ . . Minute, f. Minute Minuto, m. P" - Minutes, pi. Minutes Minuti, pi. ? = Minute, f. Particulars Minuta, f. ? . Miroir, m. Cooking-glass Specchio, m. o .. Misère, f. Poverty Miseria, f. V - Misères, pi. Distresses Miserie, pi. V = Miséricorde ! excl. God help me I Misericordia! esci. V . Modèle, m. Model Modello, m. V .. Modération, f. Moderation Moderazione, f. 0 — Mode, f. Fashion Moda, f. 0 = Modes, pi. Fashions Mode, pi. 0 . Moderne, adj. m. Modern Moderno, ag. m. 0 .. Modernes, pi. Modern Moderna, ag. f. / - Modeste, adj. m. Modest Modesto, ag, m. / = Modestes, pi. Modest Modesti, pi. / - Modeste, adj. f. Modest Modesta, ag. f. / •• Modestes, pi. Modest Modeste, pi. A — Modestie, f. Modesty Modestia, f. A = Modestement, adv. Modestly Modestamente, av. A . Modification, f. Modification Modifica, f. A .. Mœurs, m. pi. Manners Costumi, m. pi. T — Mœurs, m. pi. Morals Costumi, m. pl.(morale) T = Moi, pr. pers. Me Me, pr. pers. T • Moi, me, pr. m. s. au dat. Me Mi, pr. m. f. au. dat. T •• Moi-même, pr. rei. m. Myself Io stesso(me stesso),pr.m. Moi-méme, pr. rei. m. f. Myself Me stesso (me stessa), p. r. Moi, me, pr. pers. ac. Me Mi, me, pr. pers. ac» Moins, adv. Less Meno, av. Moindre, adj. m. Less Minore, ag. m. 3Ioindre, adj. m. Less Minimo, ag. m. Moindres, pi. Less Minori, pi. Moindre, adj. f. Less Minima, ag. f. Moindre, m. (le) Least (the) Minimo (il), m. (il meno Moindres, pi. (les) Least (the) Minimi (i), pi. [m.) Moindre (la), f. Least (the) Minima (la), f. Moindres (les), pi. Least (the) Minime (le più), pi. Moine, m. Monk Monaco (frate), m. Moines, pi. Monks Monaci (frati), pi. Mois, m. Month Mese, m. Mois, pi. Months Mesi, pi. Moissonneur, m. Reaper Mietitore, m. Moisson, f. Harvest Messe, f. Moissons, pi. Harvest S Messi, pi. Moitié, f. Half Meta, f. Molle, adj. f. (douce) Soli Molle, ag. f. (morbida) Molles, pi. (douces) Soft Molli, pi. (morbide) MoDesse, f. Softness Mollezza, f. Moment, m. Moment Momento, m. Moments, pi. Moments Momenti, pi. Mon beau-frère, m. My brother in law Mio cognato, m. Ma belle-sœur, f. My sister in law Mia cognata, f. Ma bru, f. My daughter in law Mia nuora, f. Mon cousin, m. My cousin Mio cugino, m. Ma cousine, f. My cousin Mia cugina, f. Ma femme, f. My wife Mia moglie, f. Mon fils, m. My son Mio tiglio, m. Ma tille, f. Mv daughter Mia figlia, f. Mon frère, m. My brother Mio fratello, ra. Mon gendre, m. My son in law Mio genero, m. Mon grand-père, m. My grand father Mio nonno, m. Ma grand'mère, f. My grand mot lie? Mia nonna, f. Mon mari, m. -Myimshand_ Mio marito, m. Ma mère, f. My mother Mia madre, f. Mon neveu, m. My nephew Mio nipote, m. Ma nièce, f. My niece Mia nipote, f. • Mon oncle, m. My uncle Mio zio, m. : Mon père, m. My father Mio padre, m. Ma sœur, f. My sister Mia sorella, f. Ma tante, f. My aunt Mia zia, f. - Monceau, m. Heap Munchio, m. : Monceaux, pi. Heaps Munchi, pi. Mon cher ami, m. My beloved friend Mio caro amico, m. Ma chère amie, f. My beloved friend Mia cara amica, f. - Mon cher parrain, m. My dear God father Mio caro patrino, m. = Mon cher, adj. m. My dear Mio caro, ag. m. Ma chère, adj. f. My dear Mia cara, ag. f. Monde, m. World Mondo, m. - Mondes, pi. Worlds Mondi, pi. = Monde, m. People Mondo (popolo), m. . Mondain, adj. m. Wordly Mondano, ag. m. . Mondains, pi. Wordly Mondani, pi. - Mondaine, adjr f Wordly Mondana, ag. f. = Mondaines, pi. Wordly Mondane, f. . Mon, pr. pos. m. My Il mio, pr. pos. m. . Monnaie, f. Mint Zecca, f . 716 MON— MUS L - Monopole, m. Monopoly Monopolio, m. L = Mon (mes, ma, mes), pr. Mine Mio (miei, mia, mie) pr. L • Monsieur, m. [pos. rei. Sir (mister) lì signore, m. [pos. rei. L •• Montagne, f Mountain Montagna, f. ( — Montagnes, pi. Mountains Montagne, pi. ( = Montre, f. Watch Oriuolo, m. ( • Montres, pi. Watches Oriuoli, pi. ( .- Monument, m. Monument Monumento, m. -i- Monuments, p. Monuments Monumenti, pi. H = Moral, adj. m. Moral Morale, ag. m. H - Morale, adj. f. Moral Morale, ag. f. H •• Morale, f. Morality Morale, f. i - Morceau, m. Piece Pezzo, m. \ = Morceaux, pi. Pieces Pezzi, pi. I . Mors, m. Bit (of a bridle) Freno, m. 1 •• Mors, m. Bit (of a bridle) Morso, m. o — Mortadelle, f. Bologna Sausage Mortadella, f. o — Mortel, adj. m. Mortal Mortale, ag. m. 0 . Mortels, pi. Mortal Mortali, pi. 0 .. Mortelle, adj. f. Mortal Mortale, ag. 1 1 - Mort, adj. m. Dead Morto, ag. m. 1 == Morts, pi. The dead Morti, pi. 1 . Mort, f. Death Morte, f. 1 .. Mortellement, adv. Mortally Mortalmente, av. } — Mortification, f. Mortification Mortificazione, f. ) = Mot, m. Word Motto, m. ) Mots, m. Words Motti, pi. ) .. Motif, m. Motive Motivo, m. H Motifs, pi. Motives Motivi, pi. -f = Mouche, f. Fly Mosca, f. -f . Mouches, pi. Flies Mosche, pi. -f .. Mouchoir, m. Handkerchief Fazzoletto, m. Mouchoirs, pi. Handkerchiefs Fazzoletti, pi. ^ = Mouchettes, f. pi. Snuffers Smoccolatojo, m. ^ Moulin, m. Mill Molino, m. ~>N. .. Moulins, pi. Mill Moliui, pi. ? - p = Moulin à vent, m. Wind mill Molino a vento, m. Moulins à vent, pi. Wind mill Molini a vento, pi. p . Mou, ad. m. (doux) Soft Morbido (molle), ag. m» p .. Mous, pi. (doux) Soft Morbidi (molli), pi. V — Mouton, m. Sheep Castrato, m. V = Moutons, pi. Sheeps Castrati, pi. V • Mouvement, m. Motion Movimento, m. V .. Mouvements, pi. Motions Movimenti, pi. 0 — Moyen, m. Way Modo, m. 0 = Moyens, pi. Ways Modi, pi. 0 . Muet, m. Dump man Muto, m. 0 .. Muets, pi. Dump men Muti, pi. '/t Muette, f. Dump woman Muta, f. Muettes, pi. Dump women Mute, pi- I . Muet, adj. m. Dump Muto, ag. m. 1 •• Muets, pi. Dump Muti, pi. A - Muette, adj. f. Dump Muta, ag. f. A = Muettes, pi. Dump Mute, pi. A • Multiplicité, f. Multiplicity Molliplicitâ, f. A •• Multiplication, f. Multiplication Moltiplica, f. T~ Multitude, f. Multitude Moltitudine, f. T = Mur, m. (muraille, f.) Wall Muro, m. (muraglia, f.) T . Murs (murailles), pi. Walls Muri (muraglie), pi. T .. Muse, f. Muse Musa, f. MUS— ]\TEG 717 Muses, pi. Muses Muse, pi. Musée, m. Museum Museo, m. Musicien, m. Musician Cantore (suonatore), m. Musiciens, pL Musicians Cantori (suonatori), pi. Musicienne, f. Musician Cantatrice(suonatrice), f. Musiciennes, pi. Musicians Cantatrici (suonatrici),pL Musique, f. Music Musica, f. Mutuel, adj. ni. Mutual Scambievole, ag, m. Mutuelle, adj. f. Mutual Scambievole, ag. f. Mutuellement, adv. Mutually Scambievolmente, av. Nageur, m. Nageurs, pi. Nage, f. Naissance, f. Naples (ville) Nappe d'eau, f. Nappe, f. Nappes, pi. Narines, pi. f. Nation, f. Nations, pi. Nationalité, f. National, adj. m. Nationaux, pi. Nationale, adj-. f. Nationales, pi. Naturellement, adv. Naturel, adj. m. Naturels, pi. Naturelle, adj. f. Naturelles, pi Nature, f. Naturaliste, m. Naufrage, m. Naufrages, pi. Navale, adj. f. Naval, adj. m. Navigation, f. Navire, m. Navires, pi. Navire de plaisance, m. Ne (ne pas), nég. Négligence, f. Négligences, pi. Nécessaire, adj. m. Nécessaires, pi. Nécessaire, adj. f. Nécessaires, pi. Nécessité, f. Néanmoins, adv. Négation, f. Négativement, adv. Négligemment, adv. Négligence, f. Négligent, ag. m. Négligente, adj. i. Swimmer Swimmers Swimming Birth Naples Sheet of water Table-cloth Table-cloths Nostrils Nation Nations Nationality National National National National Naturally Natural Natural Natural Natural Nature Naturalist Shipwreck Shipwrecks Naval Naval Navigation Ship Ships Yatch Not (no) Negligence Negligences Necessary Necessary Necessary Necessary Necessity Nevertheless Negation Negatively Negligently Negligence Negligent Negligent Nuotatore, m. Nuotatori, pL Nuoto, m. Nascita, f. Napoli, (citta) Nappo d'acqua, m. Tovaglia, f. Tovaglie, pi. Narici, pi. f. Nazione, f. Nazioni, pi. Nazionalità, f. Nazionale, ag. m. Nazionali, pi. Nazionale, ag. f. Nazionali, pi. Naturalmente, p.v. Naturale, ag. m. Naturali, pi. Naturale, ag. L Naturali, pi. Natura, f. Naturalista, m. Naufragio, m. Naufragi, pi. Navale, ag. f Navale, ag. m. Nautica, f. Nave, f. Navi, pi. Naviglio di diporto, m. Non, neg. [ ( Iachetto,)m. Negligenza, f. Negligenze, pi. Necessario, ag. m. N ecessar j, pi. Necessaria, ag. f. Necessarie, pi. Necessita, f. Non dimeno, av. Negazione, f.. Negativamente, av. Negligentemente, av- Negligenza, f. Negligente, ag. m. Negligente, ag. f. Négoce, m. Négociant, m. Négociants, pi. Neige, f. Neiges, pi. N'en, nég. Nerf, m. Nerfs, pi. Neuf, adj. m. Neufs, pi. Neuve, adj. f. Neuves, pi. Neveu, m. Neveux, pi. New- York (v.) Nez, m. Nez, pi. Ni, conj. et nég. Ni, nég. Niche, f. Niches, pi. Nid, m. Nids, pi. Nièce, f. Nièces, pi. Nil, m. (fleuve) Ni l'un ni l'autre, adv. Ni plus ni moins, adv. Noble, adj. m. Nobles, pi. Noblement, adv. Noblesse, f. Noce, f. s. Noël, m. Nocturne, adj. m. Noir, m. Noir, adj. m. Noirs, pi. Noire, adj. f. Noires, pi. Noirceur, f. Noix, f. Noix, pi. Nom, m. Noms, pi. Nombre, m. Nombres, pi. Nombres ordinaux, pi. m. Nombres cardinaux, m. Nombreux, adj. m. [pi. Nombreux, pi. Nombreuse, adj. f. Nombreuse, pi. Nom, m. (t. de gram.) Noms, pi. Non, nég. non pas Non, adv. Non pas que je sache, adv. Non plus, adv. nég. Nord, m. NÉG— NOR Trafic Trafico, m. ^ Negoziante, m. Merchant Merchants Negozianti, pi. Snow Neve, f. Snowes Nevi, pi. None (not any) Non ne, nég. Sinew Nervo, m. Sinews Nervi, pi New Nuovo, ag. m. New Nuovi, pi. New Nuova, ag. m. New Nuove, pi. Nephew Nipote, m. Nephews Nipoti, pi. New- York Nuova-Iork (e.) Nose Naso, m. Noses Nasi, pi. Neither Né, conj. n?g. Nor Né, neg. Trick Burla, f, Tricks Burle, pi. Nest Nido, m. Nests Nidi, pi. Niece Nipote, f. Nieces Nipoti, pi. Nile Nilo (fiume), m. Neither Né l'uno uè l'altro, av. Neither more nor less Né più né meno, av. Noble Nobile, ag. m. Noble Nobili, pi. Nobly Nobilmente, av. Nobility Nobilita, f. Wedding Nozze, f. pi. Christmas Natale, m. Nocturnal Notturno, ag. m. Elack Nero, m Black Nero, ag. m. Black Neri, pi. Black Nera, ag. f. Black Nere, pi. Blackness Oscurità, f. Walnut Noce, f. Walnuts Noci, pi. Name Nome, m. Names Nomi, pi. Number Numero, m. Numbers Numeri, pi. Ordinal numbers Numeri ordinativi, m. pi. Numeral numbers Numeri cardinali, pi. Numerous Numeroso, ag. Numerous Numerosi, pi. Numerosa, ag. f. Numerous Numerous Numerose, pi. Noun Nome, m. (t. di gram.) Nouns Nomi, pi. Not (not) Non, neg. No No, av. Not that I know of No, eh' io sappia, av. Neither Neppure (nemmeno), av. North Nord, m. NOR— OBJ 719 L — J Norvège, f. Norway Norvegia, f. L = .Nos, pr. poss. m. pî. Our I nostri, pr. poss. m. pi. L • Nos, pr. poss. f. pi. Our Le nostre, pr. poss. f. pi. L .. Notaire, m. Notary- Notajo, m. ( —'Notice, f. Notice Notizia, f. ( = ; Notices, pL Notices Notizie, pi. ( • Note,f. Note Nota, f. ( •• Notes, pi. Notes Note, pi. H- Notre, pr. pos. f. Our La nostra, pr. pos. f. H = Nôtre, pr. pos, m. Our Il nostro, pr. poss. m. H • Nôtres, nos, m. f. pr. pos. Ours Nostro, nostri, p. p. rei. H •• Note, f. [rei. Note Nola, f. [pi. 1 - Notion, f. Notion Nozione, f. 1 = Nourrice, f. Nurse Balia, f. (nutrice, f.) 1 • Numéro, m. Number Numero, m. 1 •• Nourriture, f. Food Vitto, m. (cibo, m.) o — Nous, pron. ace. Us Ci o noi, pron. acc o = Nous, pron. dat. Us Ci, pron. dat. o . Nous, pron. pers. We Noi, pr. pers. o .. Nous en, pron. s. Us some (of it) Ce ne, pron. s 1 - Nous en, pr. pi. Us some (of them) Ce ne, pi. 1 = Nous nous, pr. pers. Us Noi ci, o ce, pr. pers. 1 . Nous-mêmes, pr. refi. Our selves Noi stessi, pron. recipr. Nouvel an (le), m. New year (the) L'anno nuovo, m. ) — Nouveau, adj. m. New Nuovo, ag. m. ) = Nouveaux, pi. New Nuovi, pi. ) Nouvelle, adj. f. New Nuova, ag. f. Nouvelles, pi. New Nuove, pi. + - Nouvellement, (de nou- Newly Nuovamente (di nuovo), + = Nouvelle, f. [veau), adv. New Novella, f. [av. + . Nouvelles, pi. News Novelle, pi. + .. Nouvelliste, gazetier, m. Intelligencer Novellista (gazettiere),m. "^ — Novembre,, m. November Novembre, m. *». = Nu, m. Naked Nudo, m. •V. . Nus, pi. Naked Nudi, pi. *v» .. Nue, adj. f. Naked Nuda, ag. f. p - Nues, pi. Naked Nude, pi. p = Nudité, f. Nakedness Nudità, f. p . Nuance, f. Shade Gradazione de' colo, i, f. p .. Nuage, m. Cloud Nuvolo, m. V - Nuages, pi. Clouds Nuvoli, pi. V = Nuageux, adj. m. Cloudy Nuvoloso, ag. m. V . Nuit, f. Night Notte, f. V .. Nuits, pi. Nights Notti, pi. J0 — Nul, adj. m. Void Nullo, ag. m. a = Nulle, adj. f. Void Nulla, ag. f. 0 . Nuptiale, adj. f. Nuptial Nuzziale, ag. f. : Obéissance, t j Obéissant, adj. m. :j Obéissants, pi. j Obéissante, adj. f. ; Obéissantes, pi. j Obéissant, adj. m, =, Obéissante, adj. f. I Objet, m. • Objets.pl. Obedience Obedienza, f. Dutiful Obediente, ag. m. Dutiful Obedienti, pi. Dutiful Obediente, ag. f. Dutiful Obedienti, pi. Obedient Obediente, ag. m. Obedient Obediente, ag. f. Object Oggetto, m. Objects Oggetti, pi. 720 L — Obligation, f. L = Obligations, pi. L • Obligeance, f. L • • Obligeant, adj. m. ( — Obligeante, adj. f. ( = Obscur, adj. m. ( • Obscurs, pi. ( •• Obscure, adj. f. H — Obscures, pi. M = Obscurité, f. H • Occasion, f. H • Occasions, pi. I — Occident, m. I = Occupation, f. ! • Occupations, pi. I • • Océan, m. O — Octobre, m. 0 = Odeur, f. O . Odeurs, pi. 0 . . Odorat, m. 1 — OEuf, m. 1 = OEufs, pi. I • OEufs frais, m. "î • • OEil, m. ) — OEuvre, f. ) = OEuvres, pi. ) • Offense, f. ) • • Offenses, pi. H Offensive, adj. f. + = Office, m. + • Officielle, adj. f. + •• Officiellement, adv. Officier, m. Officiers, pi. Oh ! int. Oie, f. Oiseau, m. Oiseaux, pi. Oisivement, adv. Oisiveté, f. Oisif, adj. m. Oisive, adj. f. Ombre, f. (larve) Ombres, pi. Ombre, f. (ombrage) Omelette, f. On, pron. On, pron. On, pron. Once, f. Onc2s, pi. On dit, adv.. Oncle, m. Onde, f. Ondes, pi. Ondée (pluie soudaiae),f. Ondées (pluies soud), pi. Ongles, pi. Opéra, m. Opéra, m. (th.) Obligation Obligo, m. Obligations Oblighi, pi. Obligation Cortesia, f. Obliging Cortese, a g. ni. Obliging Cortese, ag. f. Dark Bujo, ag. m. Dark Oscuri, pi. Dark Oscura, ag. f. Dark Oscure, pi. Darkness Oscurità, f. Occasion Occasione, f. Opportunities Occasioni, pi. West Ponente, m. (occidente,) Occupation Occupazione, f. [m Occupations Occupazioni, pi. Ocean Oceano, m. October Ottobre, m. Smell Odore, m. Smell Odori, pi. Smelling Odorato, m. Egg Uovo, m, Eggs Uovi, pi. New-laid eggs Uovi freschi, m. pi. Eye Occhio, m. Work Opera, f. Works Opere, plv Offense Offesa, f. Offenses Offese, pi. Attack Offensiva, f. Office Officio, m. Official Officiale, ag. f. Officially In modo officiale, adv. Officer Ufficiale, m. Officers Ufficiali, pi. Oh! Oh! inter. Goose Oca, f. Bird (fowl) Uccello, m. Birds (fowls) Uccelli, pi. Idly Oziosamente, av. Idleness Ozio, m. Idle Ozioso, m. Idle Oziosa, f. Shade Ombra, f. (larva) Shades Ombre, pi. Shadows Ombra, f. Pancake Frittata, f. They Si, pron. One Si, pron. People Si, pron. Ounce Oncia, f. Ounces Once, pi. It is reported Si dice Un cle Zio, m. Wave Onda, f. Waves Onde, pi. [qua), m. Shower Nembo, (rovesco d'ac- Showers Nembi (rovesci d'acqua,) Nails Unghie, pi. f. [pi» Opera Opera, f. Opera house Opera, f. (teatro) • OPΗ OS 72 L L - Opinion,!. Opinion Opinione, f. L = 'Opinions, pi. Opinions Opinioni, "pL L • Oporto (v.) Porto Oporto . = Oreille, f. Ear Orecchia, f. ^ Oreilles, pi. Ears Orecchie, pi. "«. . . Oreiller, m. Pillow Guanciale, m. p — Oreillers, pi. Pillows Guanciali, pi. e = Orfèvre, m. Goldsmith Orefice, m. Orgaue, m. Organ Organo, m. ì •• Organes, pi. Organs Organi, pi. v - v = Organisation, f. Organization Organizazione, f. Orge, m. Barley Orzo, m. v . Orient, m. East Oriente, m. v .. Oriental, adj. m. Oriental Orientale, ag. m. o — Orientale, adj. f. Oriental Orientale, ag. f. 0 = Orientaux (les), pi. m. The Orientals Gli Orientali, m. pi. 0 . Original, adj. m. Original Originale, ag. m. 0 .. Originale, adj. f. Original Originale, ag. f. / - Originaux, m. pi. Originals Originali, m. pi. / = Origine, f. Origin Origine, L / . Originel, adj. m. Primitive Oriundo, ag. m. / .. Originelle, adj. f. Primitive Oriunda, ag. f. A — Ornement, m. Ornament Ornamento, m. A = Ornements, pi. Ornameuts Ornamenti, pi. A . Orphelin, m. Orphan Orfano, m. A •• Orphelins, pi. Orphans Orfani, pi. T - Orpheline, f. Orphan Orfana, f. T = Orphelines, pi. Orphans Orfane, pi. T • Orthographe, f. Orthography Ortografia, f. T -. Os, m. Bone Osso, in. 61 722 OS— PAN L - Os, pi. Bones Ossa, f. pi. L = Où, adv. Where Dove, av. L . Où, adv. Where Ove, av. L .. Ou, conj. Or 0, cong. ( — Oubli, m. Forgetfulness Oblio, m. i = Ouest, m. West Ovest, m. ( • Oui, adv. Yes Si, av. ( .-. Ouïe, f. Hearing Udito, m. -4 - Ours, m. Bear Orso, m. H = Ours, pi. Bears Orsi, pi. -\ • Ourse, f. Bear Orsa, f. H .. Outil, m. Tool Utensile, m. 1 - Outils, pi. Tools Utensili, pi. I = Outrage, m. Outrage Oltraggio, m. 1 • Outrage, m. Injury Oltraggio, m. 1 •• Outrages, pi. Injuries Oltraggi, pi. o — Outrageant, adj. m. Outrageous Oltraggiante, ag. m o = Outrageante, adj. f. Outrageous Oltraggiale, ag. f. o . Outrance (à), adv. To the utmost Fuor di modo, av. o .. Outre, adv. Besides Oltre, av. 1 - Ouvrage, m. Work Opera, f. 1 = Ouvrages, pi. Works Opere, pi. 1 . Ouvrier, m. Workman Operajo, m. 1 .. Ouvriers, pi. Workmen Operaj, pi. ) — Pacification, f. Pacification Pacificamento, m. Paganisme, m. Paganism Paganesimo, m. ) . Page, m. Page Paggio, m. ) • Pages, pi. Pages Paggi, pi. H Page, f Page Pagina, f. + = Pages, pi. Pages Pagine, pi. + • Paillasse, f. Strawbed Pagliericcio, m. + • • Paillasses, pi. Strawbeds Pagliericci, pi. • Paresseuse, adj. f. Idle Pigra, ag. L ) .. Parfait, adj. m. Perfect Perfetto, ag. nu + — Parfaite, adj. î. Perfect Perfetta, ag. f. + = Parfaitement, adv. Perfectly Perfettamente, av. + - Parfum, m. Parfume Profumo, m. + .. Parfums, pi. Parfumes Profumi, pL *•«. — Paris (v.) Paris Parigi (c.) ^ = Par le temps qui court, At the present time Al tempo che è, av. "•>. . Parnasse, m. [ady. Parnassus Parnasio, m. **^ .. Paroisse, f. Parish Parrocchia, f. P - Paroisses, pL. Parishes Parrocchie, pi. P = Parole, f. Word Parola, f. P • Paroles, pL Words Parole, pL P .. Parquet, m. The bar Barra, f. V - Parrain, m. Cod father Patriae, m. V = Parrain, m. God father Compare, m. V . Parricide, m. Parricide Parricida, m. V .. Parterre, m. Pit Platea, f. 0 — Partialité, f. Partiality Parzialità, f. 0 = Participe présent, m. Present participle Participio presente, m. 0 . Participe passé, m. Past participle Participio passato, m. 0 .. Participes, pL Participles Participi, pi. I - Parti, m. Party Partito, m. / = Particulier, adj. Particular Particolare, ag. m. / . Particulière, adj. L Particular Particolare, ag. f. / .. Particulières, pi. Particular Particolari, pi. A- Particulièrement, adv. Particularly Particolarmente, av. A = Partie, f. Part Parte, £ A . Parties, pi. Part Parti, pi. A .. Partout, adv. Throughout Per tutto, av. T — Partout où, adv. Every where Ovunque, av. T = Parure, f. Dress Acconciamento, m. T • Parure de diamants, f. Set of diamonds Fornimento di diamanti T -. Pas, m. Step Passo, m. [ni 724 PAS— PAY L ~ [Pas, pi. Steps Passi, pL L = Pas, nég. No Non, neg. L • Pas (ne), adv. nég. Not Non, neg. L •• Pas bien, adv. Amiss Non bene, av. ( - Passage, m. Passage Passaggio, m. ( = Passages» pL Passages Passaggi, pi. ( - Passager, adj. m. Passing Passagero, ag. m. ( •• Passagère, adj. f. Passing Passagera, ag. f. H- Pas à pas, adv. Step-by step Passo passo, av. H = Passé (temps), m. Past Passato (tempo), m. H • Passé, adj. m. Past Passato, ag. m. H» Pass-ion, f. Passion Passione, f. Passions, pi. Passions Passioni, pi. 1 = Passionné, adj. m. Passionate Appassionato, ag. m, i Passionnée, adj. f. Passionate Appassionata, ag. f. 1 •• Passionnément, adv. Passionately Appassionatamente, av o — Pastille, f. Lozenge Pastiglia, f. o = Pastilles, pi. Lozenges Pastiglie, pi. 0 . Pastoral, m. Pastoral Pastorale, m. 0 .. Pataraffe, m. Scrawl . Scarabocchio, m. 1 - Pàté, m. Pie Pasticcio, m. 1 = Pâtés, pi. Pies Pasticci, pi. 1 . Pâtissier, m. Pastry-cook Pasticciere, m. 1 .. Pâtissiers, pi. Pastry-cooks Pasticcieri, pL ) - Patience, f. Patience Pazienza, f. ) = Patient, adj. m. Patient Paziente, ag. m. ) . Patients, pi. Patient Pazienti, pi. ) .. Patiente, adj. t Patient Paziente, ag. f. -f — Patientes, pi. Patient Pazienti, pi. + = Patiemment, adv. Patiently Pazientemente, av. + . Patrie, f. Country Patria, f. + .. Patrimoine, m. Patrimony Patrimonio, m. *"*. — Patriote, m. Patriot Patriotto, m. ^ == Patriotes, pi. Patriots Patriotti, pi. V. . Patriotique, adj. m. Patriotic Patriottico, ag. m. **«. . . Patriotiques, pi. Patriotic Patriottici, pi. p - Patriotique, adj. f. Patriotic Patriottica, ag. f. p = Patriotisme, m. Patriotism Patriottismo, m. p . Patte, f. Paw Zampa, f. p .. Pattes, pi. Paws Zampe, pi. V — Pâturage, m. Pasture Pascolo, m. V = Pâturages, pi. Pastures Pascoli, pi. V . Paupière, f. Aye-lid Palpebra, f. V .. Paupières, pi. Aye-lids Palpebre, pi. 0 — Pauvre, adj. m. Poor Povero, m. ag. 0 = Pauvres, pi. Poor Poveri, pi. 0 . Pauvres (les), m. pi. Poor (the) Poveri (i), m. pi. 0 .. Pauvres (les), m. pi. Poor people Poveri (i), pi. / - Pauvre homme, m. Poor man Poveruomo, na. / = Pauvre femme, f. Poor woman Povera donna, f. / . Pauvres femmes, pi. Poor women Povere donne, pi. / .. Pauvreté, f. Poverty Povertà, f. A — Pavé, m. Pavemen Pavimento, m. A = Pavés, pi. Pavements Pavimenti, pi. A • Pavillon, m. Pavilion Padiglione, m. A • Pavillons, pi. Pavilions Padiglioni, pi. T — Payement, m. Payment Pagamento, m. T = Pavemei.ts pi. Payments Pagamenti, pi. T . Pavable, adj. m. f. Payable Pagabile, ag. m. T J Payables, pi. Payable Pagabili, pi. Payante, adj. f. Payantes, pi. Pa yant, adj. m. Pays, m. Pays, pi. Paysan, m. Paysans, pi. Paysanne, f. Paysan, m. Paysans, pi. Paysanne, f. Pavsannes, pi. Peau, f. Peaux, pi. Pèche, f. Pécheur, m. Pècheur,^m. Pèche, f." Pèches, pi. Peigne, m. Peine, f. Peines, pi. Peine, f. Peintre, m. Peintres, pi. Peintre (femme), f. Peinture, f. Peintures, pi. Pelle, f. Pelote, f. Pelotes, pi. Penchant, m. Penchant, m. Pendants d'oreilles, m. pi. Pendant quelque temps Pendant que, adv. [adv. Pendant, adv. Pendant que, adv. Pendant tout, adv. Pendule, f. Pendules, f. Péniblement, adv. Pénible, adj. m. Pénibles, pi. Pénible, adj. f. Pénibles, pi. Péninsule, f. Péninsules, pi. Pénitencer f . Pensée, f. Pensées, pi. Pension, f. Pensions, pi. Pensionnat, m. Pensionnats, pi. Pensionnaire, f. Pensionnaires, pi. Pensionnaire, f. Pensionnaires, pL. Perception, f. PAY— PER Paying Paying Paying Country Countries Country man Country men Country woman Peasant Peasants Country woman Country women Skin Skins Fishing Fisher Sinner Peach Peaches Comb Trouble Troubles Trouble Painter Painters Female painter Paint Paints Shovet Pin-cushion Pin-cushions Inclining Inclining Ear rings Awhile While During While Throughout Time piece Time pieces Laboriously Laborious Laborious Laborious Uneasy (laborious) Peninsula Peninsulas Penitence Thought Thoughts Boarding-house Boarding-houses Boarding-school Boarding-schools Boarder Boarders Boarder Boarders Perception 725 Pagante, ag. f. Paganti, pi. Pagante, ag. m. Paese, m. Paesi, pi. Contadino, m. Contadini, pL Contadina, f. Villano, m- Villani, pL Villana, f. Villane, pi. Pelle, f. Pelli, pi- Pesca, t Pescatore, m. Peccatore, m. Persica, f. Persiche, pL Pettine, m. Pena, I. Pene, pL Incomodo, m. Pittore, m. Pittori, pL Pittrice, f. Pittura, f. Pitture, pi. Palette, f. Guancialino, m. Guancialini, pi. Pendio, m. Inclinazione, f. Orecchini, m. pi. Durante alcun tempo, av. Mentrechè, av. Durante, av. Duranteche, av. Duranteche, av. Pendolo, m. Pendoli, pi. Penosamente, av. Tormentoso, ag. m. Tormentosi, pi. Tormentosa, ag. f. Tormentose, pi. Penisola, f. Penisole, pi. Penitenza, f. Pensiero, m. Pensieri, pi. Casa d'educazione, m. Case d'educazione, pi. Casa d'educazione, f. Case d'educazione, pi. Pensionano, m. Pensiouari, pi. Pensionaria, f. Pensionane, pi. Percezione, f. 61. 726 L -, Père, m. L = Perfection, f. L • Perfectionnement, adv. L .. Perfide, adj. m. . — Persan, m. "»-> = Persans, pi. V. . Persanne, f. *»» . . Persannes, pi. p — Personnellement, adv. p = Personnel, adj. m. p . Personnelle, adj. f. p .. Personnelles, pi. V — Personne, f. V = Personnes, pi. V . Personne, adv. nég. V .. Personne que je sache 0 — Perspective, f. [1 0 = .Persuasion, f. 0 . Perte, f. 0 .. Perturbation, f. / = ' Pesamment, adv. Peste, f. / • / •• Petit-tils, m. Petite-fille, f. A — Petitesse, f. A — Petitesses, pi. A • Petit, adj. m. A .. Petits, pi. T — Petite, adj. f. T = Petites, pi- T 1 Petit, adj. m. T •• 1 Petits, pi. PÈR— PET Father Padre, m. Perfection Perfezione, f. Improvement Perfezionamento, m. Perfidious Perfido, ag. m. Perfidious Perfidi, pi. Perfidious Perfida, ag. f. Perfidy Perfidia, f. Peril Pericolo, m. Perils Pericoli, pi. Period Periodo, m. Periods Periodi, pi. Periodical Periodico, ag. m. Periodical Periodici, pi. Periodical Periodica, ag. f. Periodically Periodicamente, av. Pearl Perla, f. Pearls Perle, pi. Leave Permesso, m. Perpetually Perpetuamente, av. Perpetual Perpetuo, ag. m. Perpetual Perpetui, pi. Perpetual Perpetua, ag. f. Perpetual Perpetue, pi. Perpetuity Perpetuità, f. Parrot Pappagallo, m. Parrots Pappagalli, pi. Hen parrot Pappagalla, f. Wig Perrucca, f. Wigs Perrucche, pi. Wig maker Perrucchiere, m. Wig makers Perrucchieri, pi. Persia Persia, f. Persian Persiano, m. Persians Persiani, pi. Persian woman Persiana, f. Persian women Persiane, pi. Personally In persona, av. Personal Personale, ag. m. Personal Personale, ag. f. Personal Personali, pi. Person Persona, f. Persons Persone, pi. Nobody Nessuno, av. neg. Nobody that I know of Nessuno eh' io sappia, 1 Prospect Prospettiva, f . Persuasion Persuasione, f. Loss Perdita, f. Perturbation Perturbazione, f. Heavily Pesantemente, av- Plague Peste, f. Grand son Nipote, m. Grand daughter Nipote, f. Littleness Picciolezza, f. Littlenesses Picciolezze, pi. Small Piccolo, ag. m. Small Piccoli, pi. Small Piccola, ag. f. Small Piccole, pi. Little Picciolo, ag. m. Little Piccioli, pi. PET— PIT 727 L - Petite, adj. f. Little Picciola, ag. f. L = Petites, pi. Little Picciole, pi. L • Petites aftiches, f. pi. Small announces Avvisatore (awiso al pu- L •• Petite table, f. Little table Tavolino, m. [blico), m. ( - Petite-vérole, f. Small-pox Vajuolo, m. ( = Peu, adv. Little Poco, av. ( • Peu, m. pi. Few Pochi, m. pi. ( .. Peu à peu, adv. By little and little A poco Insieme, av. H — Peu à peu, adv. By degrees A poco a poco, av. -Ì = Peu après, adv. A short time after Poco dopo, av. -» ■ Peut-être, adv. Perhaps Forse, av. H •• Peuple, m. People Popolo, m. 1 - Peuples, pi. People Popoli, pi. 1 = Peur, f. Fear Paura, f. 1 • Pharmacie, f. Pharmacy Spezieria, f. i -. Phare, m. Light house Faro, m. o — Philadelphie, f. (v.) Philadelphia Filadeliia (e.) g = Philosophie, f. Philosophy Filosofia, f. o . Philosophe, m. Philosopher Filosofo, m. o .. Philosophes, pi. Philosophers Filosofi, pi. 1 - Philosophiquement, adv. Philosophically Filosoficamente, av. 1 = Philosophique, adj. m. Philosophical Filosofico, ag. m. 1 • Philosophiques, pi. Philosophical Filosofici, pi. "1 •• Philosophique, adj. f. Philosophical Filosofica, ag. f. ) - Philosophiques, pi. Philosophical Filosofiche, pi. ) = Physionomie, f. Physiognomy Fisionomia, f. ) • Physique, f. The natural constitution Fisico, m. ) •• Physiquement, adv. Physically Fisicamente, av. + — Physique, f. Physics Fisica, f. -f = Piano, m. Piano forte Piano forte, m. + '• Pièce de campagne, f. Field piece Pezza da campagna, f. + •• Pièces de campagne, pi. Field pieces Pezze da campagna, pi. •^ — Pièce, pi. Piece Pezza, f. «^ = Pièces, pi. Pieces Pezze, pi. "v. . Pied, m. Foot Piede, m. "S . . Pieds, pi. Feet Piedi, pi. p — Pierre, f. Stone Pietra, f. Pierres, pi. Stones Pietre, pi. p . Pierre tumulaire, f. Tomb stone Pietra sepolcrale, f. p .- Piété, f. Piety Pietà, f. V — Pigeonnier, m. Pigeon-house Colombaja, f. V = Pigeon, m. Pigeon Piccione, m. v . Pigeons, pi. Pigeons Piccioni, pi. v .. Pincettes, f. pi. Tongs Molle, f. pi. o — Pipe, f. Pipe Pipa, f. 0 = Piquant, adj. m. Prickling Pungente, ag. m. 0 . Piquante, adj. f. Prickling Pungente, ag. f. 0 .. Pire, adj. comp. m. f. Worse Peggio, ag. compar. m. f. / - Pire, le pire (plus mal), Worse Peggio (più cattivo), av. / = Pire, la pire (plus mal), Worse Peggio (più cattiva), f. / . Pis, adv. [adj. comp. f . Worse Peggio, av. 1 .. Pistolet, m. [adj. comp. Pistol Pistola, f. A — Pistolets, pi. Pistols Pistole, -:. A = Pitié, f. Pity Pietà, f. A . Pitoyable, adj. m. f. Pitiful ' Miserabile, ag. m. f. A • Pitoyables, pi. Pitiful Miserabili, pi. T — Pittoresque, adj. m. Picturesque Pittoresco, ag. m. T = Pittoresques, pi. Picturesque Pittoreschi, pi. T • Pittoresque, adj. f. Picturesque Pittoresca, ag. f. T .. Pittoresques, pL Picturesque Pittoresche, pi. 728 — .Place, f. = ! Places, pi. . Place, f. .. Places, pi. (Plafond, m. _l Plafonds, pi. T •■ Plaie, Plaies, pi. Plaine, f. Plaines, pi. Plainte, f. Plaintes, pi. Plaisanterie, f. Plaisanteries, pi. Plaisir, m. Plaisirs, pi. Plait-il? Plan, m. Plans, pi. Planche, f. Planches, pi. Planchéié, adj. m. Plante, f. Plantes, pi. Plantes (jardin des ), m. Plat, m. Plats, pi. Plein, adj. m. Pleine, adj. f. Plomb, m. [m. Plein de bonne volonté, Pleine de bonne volonté,f. Plioir, m. Pluie, f. Plume, f. Plumes, pi. Pluriel, m. Plusieurs, av. (beaucoup) Plus grand, adj. m. Plus grands, pi. Plus grande, adj. f. Plus grandes, pi. Plus petit, adj. m. Plus petits, pi. Plus petite, adj. f. Plus petites, pi. Plupart (la), f. Pire (le, la), m. f. Pires (les), pi. m. f. Plus (,1e, la, les), m. f. s. Plusieurs, pron. pi. Plutôt que, adv. Plus, adv. Plus souvent, adv. Plutôt, adv. Pô, m. (fl.) Poêle, m. Poêles, pi. Poêle à frire, f. Poème, m. PLA— POE Office Offices Square Squares Ceiling Ceilings Wound Wounds Plain Plains Groan Groans Jest Jests Pleasure Pleasures What do you say? Plan Plans Board Boards Boardedfloat Plant Plants Garden of plants Flat Flat Full Full Lead Willing Willing Ivary knife Rain Pen Pens Plural Many Larger, higher(élévation) Larger, higber(élévation) Larger Larger Less Less Less Less Most Worst (the) Worst (the) Worst (the) Several Rather (than) More Often Sooner Po Stove Stoves Frying pan Poem Posto, m. Posti, pi. Piazza, f. Piazze, pi. Soffitto, m . Soffitti, pi. Piaga, f. Piaghe, pi. Pianura, f. Pianure, pi. Lagnanza, f. Lagnanze, f. Baja, f. Baje, pi. Piacere (diletto), m. Piaceri (diletti), pi. Che comandate? Piano (di segno), m. Piani, pi. Tavola, f. Tavole Tavolato, ag. m. Pianta, f. Piante, pi. Giardino bottanico, m. Piatto, m. Piatti, pi. Pieno, ag. m. Piena, ag. f. Piombo, m. Piendi buona volonta,m. Piena di buona volontà, f. Stecco, m. Pioggia, f. Penna, f. Penne, pi. Plurale, m. Molti (parecchi), m, -Maggiore, ag. f. Maggiori, pi. Più grande, ag. f. Più grandi, pi. Più piccolo (minimo), ag. Più piccoli, pi. Più piccola, ag. f. Più piccole, pi. La maggior parte, f. Peggio (il, la), m. f. Peggiori(i), m.pl. (le),f.pl. Più (il, la, le), m. f. superi. Parecchi, pron. pi. Piuttostochè, av. Più, av. Più spesso, av. Piuttosto, av. Po, m. (fiume) Stufa, f. Stufe, pi. Padella, f. Poema, m. POE— POR 729 L —i Poèmes, pi. Poems Poemi, pi. L = Poésie, f. Poetry Poesia, f. L • Poésies, pi. Poetries Poesie, pi. L .. Poète, m. Poet Poeta, m. ( - Poètes, pi. Poets Poeti, pi. ( = Poids, m. Weight Peso, m. ( • Poignard, m. Poniard Pugnale, m. ( .. Poing, m. Fist Pugno, m. H - Poings, pi. Fists Pugni, pi. H = Point, adv. nég. Nothing Niente, av. neg. H • Point, m. Point Punto, m. H .- Points, pi. Points Punti, pi. 1 - Pointe, f. Point Punta, f. 1 = Poire, f. Pear Pera, f. 1 • Poires, pi. Pears Pere, pi. 1 .. Pois, m. Pease Piselli, m. pi. o — Poisson, m. Fish Pesce, m. o = Poissons, pi. Fishes Pesci, pi. o . Poitrine, f. Breast Petto, m. 0 .. Poitrines, pi. Breasts Petti, m. 1 - Poivre, m. Pepper Pepe, m. 1 = Poivrière, f. Pepper Pepajuola, f. 1 . Pôle arctique, m. Arctic pole Polo artico, m. 1 .. Pôle antarctique, m. Antarctic pole Polo antartico, m. ) - Pôles, pi. Poles Poli, pi. ) = Police, f. Police Polizia, f. ) . Poli, adj. m. Polished Civile, ag. m. ) .. Polis, pi. Polished Civili, pi. + — Polie, adv. f . Polished Civile, ag. f. + = Polies, pi. Polished Civili, pi. + . Poliment, adv. Politely Politamente, av + .. Politesse, f. Politeness Cortesia, f. ^* — Politique, f. Politick Politica, f. ^ = Politique, m. Politician Politico, m. -*«, . Politiques, pi. Politicians Politici, pi. »•» .. Politesse, f. Politeness Civiltà, f. p - Pologne, f. Poland Polonia, f. e = Polonais, m. Pole Polacco, m. p . Polonais, pi. Poles Polacchi, pi. p .. Polyglotte (improvisé), Polyglot (extempore) Poliglotta ( improvvisa- V - Polyglotte, m. [m. Polyglot Poliglotta,m. [to),m. V = Pomme, f. Apple Mela, f. V . Pommes, pi. Apples Mele, pi. v .. Pompe, f. Pump Pompa, f. 0 — Pompes, pi. Pumps Pompe, pi. 0 = Pont, m. Bridge Ponte, m. 0 . Ponts, pi. Bridges Ponti, pi. 0 .. Porc, m. Swine Porco, m. / - Porcs, pi. Swines Porci, pi. / = Port, m. Port Porto, m. / . Ports, pi. Ports Porti, pi. / .. Port de mer, m. Sea-port Porto di mare, m. A - Ports de mer, pi. Sea-ports Porti di mare, pi. A = Porte-feuilles, m. Pocket-book Porta fogli, m. A • Porte-mouchettes, m. Snufiers-pan Piattino dello smoccola- A •• Porte, f. Door Porta, f . [tojo, m. T — Portes, pi. Doors Porte, pi. T = Portier, m. Porter Portiere, m. T . Portière, f. Porter Portinaja, f. T.. Portrait, m. Portrait Ritratto, m. 730 POR— PRA L - Portraits, pi. Portraits Ritratti, pi. L = Portugais, m. (le) Portuguese (the) Portoghese (il), m. L • Portugais, m. Portuguese Portoghese, m. L •• Portugais, pi. Portuguese Portoghesi, pi. ( - Portugal, m. Portugal Portogallo, m. ( = Possessif, m. pr. Possessive Possessivo, pr. m. ( • Possessifs, pi. Possessive Possessivi, pi. ( •• Possible, adj. m. f. Possible Possibile, ag. m. f. H - Possibles, pi. Possible Possibili, pi. H = Possibilité, f. Possibility Possibilità, f. H • Possibilités, pi. Possibilities Possibilità, pi. H •• Poste, f . Post Posta, f. 1 - Postes, pi. Posts Poste, pi. 1 = Postillon, f. Postilion Postiglione, m. 1 • Postillons, pi. Postilions Postiglioni, pi. 1 .. Posture, f. Posture Positura, f. o — Postures, pi. Postures Positure, pi. o = Pot, m. Pot Vaso, m. 0 . Pots, pi. Pots Vasi, pi. 0 .. Potage, m. Soup Minestra, f. 1 - Potages, pi. Soups Minestre, pi. 1 = Pot de chambre, m. Chamber pot Orinale, m. 1 . Pots de chambre, pi. Chamber pots Orinali, pi. 1 .. Poteau, m. Post Palo, m. ) - Poteaux, pi. Posts Pali, pi. ) = Poudre, f. Powder Polvere, f. ) . Poudrier, m. Land box Polverino, m. ) .. Pouce, m. Thumb Pollice, m. + — Pouces, pi. Thumbs Pollici, pi. + = Poule, f. Hen Gallina, f. + . Poulet, m. Chiken Pollo, m. + .. Poulets, pi. Chikens Polli, pi. . — Pouls, m. Poulse Polso, m. *>. = Pouls, pi. Pulses Polsi, pi. *-» . Poumon, m. Lung Polmone, m. . . . Poumons, pi. Lungs Polmoni, pi. p - Poupée, f. Doll Pupa, f. ? = Pour, prép. For Per, prep. p . Pour cela, adv. For that Perciò, av. p .. Pour ainsi dire, adv. As it were Per cosi dire, av. V - Pour le coup, adv. Now Per ora, av. V = Pour le, prép. m. s. For the Per il, prep. m. s. V . Pour les, pi. For the Per i, pi. V .. Pour la, prép. f. s. For the Per la, pr. f. s. 0 — Pour les, pi. For the Per le, pi. 0 = Pour le, prép. m. s. For the Per lo, prep. m. s. 0 . Pour les, pi. For the Per gli, pi. 0 .. Pour moi, adv. For me Per me, av. / - Pourquoi, adv. Why Perchè, av. / = Pourquoi pas ? adv. Why not ? Perchè no? av. / . Pourtant, adv. However Però, av. / •• Pourvu que, adv. Provided Purché, av. A — Poussière, f. Dust Polvere, f. A = Poussin, m. Lit le chicken Pulcino, m. A • Poussins, pi. Litle chickens Dulcini, pi. A •• Pouvoir, m. Power Potere, m. T — Pouvoirs, pi. Powers Joteri, pi. T = Praticable, adj. m. feasible Praticabile, ag. m. T • Pratique, adj. f. Practice ] Pratica, ag. f. T •• Pratique, f. Practice J Pratica, f. PRÉ— PRE 73i L - Préalable, adj.m.f. Previous Anteriore, ag. m. f. L = Préambule, m. Preamble Preambolo, m. L • Précaire, adj. m. Precarious Precario, m. L •• Précaution, f. Precaution Precauzione, f. ( - Précédemment, adv. Precedently Precedentemente, av ( = Précédent, adj. m. Precedent Precedente, ag. m. ( . Précédents, m. pi. Precedents Precedenti, m. pi. ( •• Précédente, adj. f. Precedent Precedente, ag. f. H- Précepte, m. Precept Precetto, m. H = Préceptes, pi. Precepts Precetti, pi. H • Précepteur, m. Preceptor Precettore, m. •A - Précepteurs, pi. Preceptors Precettori, pi. 1 - Précieusement, adv. Very carefully Preziosamente, av. 1 = Précieuse, adj. f. Precious Preziosa, ag. f. 1 • Précieux, adj. m. Precious Prezioso, ag. m. 1 •• Précipice, m. Precipice Precipizio, m. o — Précipices, pi. Precipices Precipizj, pi. o = Précipitamment, adv. Precipitantly Precipitosamente, av. 0 . Précipitation, f. Precipitation Precipitazione, f. 0 .. Précisément, adv. Just so Precisamente, av. 1 - Précisément, adv. Precisely Appunto, av. 1 = Précis, adj. m. Precise Preciso, ag. m. 1 . Précis, pi. Precise Precisi, pi. 1 .. Précise, adj. f. Precise Precisa, ag. f. ) - Précises, pi. Precise Precise, pi. ) = Prédicateur, m. Preacher Predicatore, m. ) . Prédicateurs, pi. Preachers Predicatori, pi. ) .. Préface, f. Preface Prefazione, f. + — Préférable, adj. m. f. Preferable Preferibile, ag. m. f. + = Préférables, pi. Preferable Preferibili, pi. + . Préférence, f. Preference Preferenza, f. + .. Préférences, pi. Preferences Preferenze, pi. «^ — Préfecture, f. Prefecture Prefettura, f. ^ = Préfet, m. Préfet Prefetto, m. - V. . Préfets, pi. Préfets Prefetti, pi. •"-» .. Préjudice, m. Detriment Pregiudizio, m. p - Prélat, m. Prelate Prelato, m. p = Prélats, pi. Prelates Prelati, pi. p . Préméditation, f. Premeditation Premeditazione, f. [m. ? .. Premier jour de l'an, m. New year's day Primo giorno dell'anno, V - Premièrement, adv. First Primieramente, av. V = Préoccupation, f. Preoccupation Preoccupazione, f. V . Préposition, f. Preposition Preposizione, f. v .. Prépositions, pi. Prepositions Preposizioni, pi. 0 — Pré, m. Meadow Prato, m. 0 = Prés, pi. Meadows Prati, pi. 0 . Prescription, f. Prescription Prescrizione, f. 0 .. Prescriptions, pi. Prescriptions Prescrizioni, pi. / ~ Présence, f. Presence Presenza, f. / = Près, adv. Near Vicino, av. / • Présent (temps), m. Present Presente (tempo), m. / .- Présent, m. Present Regalo, m. A — Présents, pi. Presents Regali, pi. A = Présent, adj. m. Present Presente, ag. m. A • Présente, adj. f. Present Presente, ag. f. A •• Présidence, f. Presidency Presidenza, f. T- Président, m. President Presidente, m. T== Presque, adv. Almost Quasi, av. T • Presque, adv. Almost A un dipresso, av. T ■• Pressant, adj. m. Urging Urgente, ag. m. Pressante, adj.f. Pressant, adj. m. Pressants, pi. Pressante, adj. f. Pressantes, pi. Prestige, m. Prestiges, pi. Prétention, f. Prétentions, pi. Prétexte, m. Prétextes, pi. Prêtre, m. Prêtres, pi. Prêt, adj. m. Prêts, pi. Prête, adj. f. Prêtes, pi. Preuve, f. Preuves, pi. Prévenant, adj. m. Prévenante, adj. f. Prière, f. Prières, pi. Prince, m. Princes, pi. Princesse Princesses Principal, adj. m. Principaux, pi. Principale, adj. f. Principales, pi. Principalement, adv. Principe, m. Principes, pi. Printemps, m. Prise, f. Prise de tabac (une), f. Priseur, m. Prison, f. Prisons, pi. Privation, f. Privations, pi. Privativi ment, adv. Privilège, m. Privilèges, pi. Privilégié, adj. m. Privilégiés, pi. Privilégiée, adj. f. Privilégiées, pi. Prix, m. Prix (ou récompense), m. Prix, pi. Probabilité, f. Probabilités, pi. Probable, adj. m. f. Probables, pi. Probablement, adv. Probe, adj . m. Probité, f. Problème, m. PRE— PRÔ Urging Urging Urging Urging Urging Illusion Illusions Pretention Pretentions Pretence Pretences Priest Priests Ready Ready Ready Ready Proof Proofs Obliging Obliging Prayer Prayers Prince Princes Princess Princesses Principal Principal Principal Principal Principally Principle Principles Spring Capture Pinch of snuff Snuff-taker Prison Prisons Privation Privations Exclusively Advantage Advantages Privileged Privileged Privileged Privileged Price Prize Prizes Probability Probabilities Probable Probable Probably Honest Probity Urgente, ag. f. Premuroso, ag. Premurosi, pi. Premurosa, ag. f. Premurose, pi. Prestigio, m. Prestigj, pi. Pretensione, f. Pretensioni, pi. Pretesto, m. Pretesti, pi. Prete, m. Preti, pi. Pronto, ag. m. Pronti, pi. Pronta, ag. f. Pronte, pi. Prova, f. Prove, pi. Garbato, ag. m. Garbata, ag. f. Preghiera, f. Preghiere, pi. " Principe, m. Principi, pi. Principessa, ag. f. Principesse, pi. Principale, ag. m. Principali, pi. Principale, ag. f. Principali, pi. Principalmente, av. Principio, m. Principj, pi. Primavera, f. Presa, f. Una pressa di tabacco, f. Prenditor di tabacco, m. Prigione, f. Prigioni, pi. Pri a azione, f. Privazioni, pi. In privato, av. Privilegio, m. Privilegi, pi. Privilegiato, ag. m. Privilegiati, pi. Privilegiata, ag. f. Privilegiate, pi. Prezzo, m. Premio, m. Premj, pi. Probabilità, f. Probabilità, pi. Probabile, ag. m. f. Probabili, pi. Probabilmente, av. Probo, m. Probità, f. Problema, m. Problèmes, pi. Procès (crim.), m. Procès, pL Procès, m. Procès, pi. Prochain, adj. m. Prochains, pi. Prochaine, adj. f. Prochainement, adv. Proclamation, adj. f. Proclamations, pi. Procuration, f. Prodigalité, f. Prodiges, m. Prodiges Prodigieusement, adv. Prodigieuse, adj. f. Prodigieux, adj. m. Prodigue, adj. m. Prodigue, adj. f. Production, f. Productions, pi. Productions de l'esp. hu- Professeur,m. [main,f.p. Professeurs, pi. Profession, f. Professions, pi. Profit, m. Profitahle, adj. m. f. Profitables, pi. Profondeur, f. Profondément, adv. Profond, adj. m. Profonds, pi. Profonde, adj. f. Profondes, pi. Proie, f. Projet, m. Projets, pi. Promenade, f. Promenades, pi. Promesse, f. Promesses, pi. Promptement, adv. Prompt Prompts Prompte Promptes Promptitude Prononciation, f. Pronom, m. Pronoms, pi. Prophète, m. Prophètes, pi. Prophétie, f. Propos (à), adv. Proposition, f. Propositions, pi. Propre, adj. m. Propres, pi. PRO— PRO Problems Trial Trials Lawsuit Lawsuits Next Next Next Soon Proclamation Proclamations A. power of attorney Prodigality Prodigy Prodigies P rodigiously Prodigious Prodigious Prodical Prodical Production Productions Productions of the mind Professor Professors Profession Professions Profit Profitable Profitable Deepness Profoundly Deep Deep Deep Deep Prey Project Projects Walk Walks Convention Conventions Quickly Quick Quick Quick Quick Quickness Pronounciation Pronoun Pronouns Prophet Prophets Prophecy To the purpose Proposal Proposals Proper Proper 733 Problemi, pi. Processo, m Processi, pi. Lite, f. Liti, pi. Prossimo, ag, m. Prossimi, pi. Prossima, ag. f. Prossimamente, av. Proclama, m. Proclami, pi. Procura, f. Prodigalità, f. Prodigio, m. Prodigj, pi. Prodigiosamente, av. Prodigiosa, ag. f. Prodigioso, ag. m. Prodigo, ag. m. Prodiga, ag. f. Produzione, f. Produzioni, pi. Produzioni dell'intelletto Professore, m. Professori, pi. Professione, f. Professioni, pi. Profitto, m. Giovevole, ag. m. f. Giovevoli, pi. Profondità, f. Profondamente, av. Profondo, ag. m. Profondi, pi. Profonda, ag. f. Profonde, pi. Preda, f. Progetto, m. Progetti, pi. Passeggiata, f. Passeggiate, pi. Promessa, f. Promesse, pi. Prestamente, av. Presto, ag. m. Presti, pi. Preste, pi. Prestezza, f. Pronunzia, f. Pronome, m. Pronomi, pi. Profeta, f. Profeti, pi. Profezia, f. A proposito, av. Proposizione, f. Proposizioni, pi. Proprio, ag. ni. Proprj, pì- 62 734 PRO— PUI L - Propre, adj. f. Proper Propria, ag. f. L = Propres, pi. Properly Proprie, pi. L • Proprement, adv. Proper Propriamente, av. L •• Propreté, f. Properly Proprietà, f. ( - Propriétaire, m. Landlord Proprietario, m. ( = Propriétaires, pi. Landlords Proprietarj,pl. ( • Proscrit, m. Out-eaw Proscritto, m. ( •• Proscrits, pi. Out-eaw Proscritti, pi. -1- Proscrit, adj. m. Out-eaw Proscritto, ag. m. -4 = Proscrite, adj. f. Out-eaw Proscritta, ag. U H - Proscrites, pi. Out-eaw Proscritte, pi. H .. Prose, f. Prose Prosa, f. 1 - Prosodie, f. Prosody Prosodia, f. 1 = Prospectus, m. Prospectus Programma, m. I • Prospérité, f. Prosperity Prosperità, f. 1 •• Prospère, adj. m. Prosperous Prospero, ag. m. o — Prospère, adj. f. Prosperous Prospera, ag. f. o = Proverbe, m. Proverrà Proverbio, m. o . Proverbes, pi. Proverbs Proverbj, pi. 0 .. Providence, f. Providence Provi denza, f. 1 — Province, f. Province Provincia, f. 1 = Provinces, pi. Provinces Provincie, pi. 1 . Provincial, adj. m. Provincial Provinciale, ag. m. "1 .. Provinciale, adj. f. Provincial Provinciale, ag. f. ) - Provision, f. Provision Provisione, f. ) = Provisions, f. Provisions Provisioni, pi. ) . Provisoire, adj. m. Provisional Provisorio, ag. m. ) .. Provisoire, adj. f. Provisional Pro visoria, ag. f. -\ — Provisoires, pi. Provisional Provisorie, pi. + = Provisoirement, adv. Provisionally Provisoriamente, av. + . Provocation, f. Provocation Provocazione, f. + .. Prudemment, adv. Prudently Prudentemente, av. •^. — Prudence, f. Prudence Prudenza, f. *x^ = Prudent, adj. m. Prudent Prudente, ag. m '->-« . Prudents, pL Prudent Prudenti, pi. ^ . . Prudente, adj. f. Prudent Prudente, ag. f. ? — Prudentes, pi. Prudent Prudenti, pi. ? = Prunelle de l'œil, f. Pupil (of the eye) Pupilla, f. p . Prunelles des yeux, pi. Pupils Pupille, pi. ? •• Prusse, f. Prussia Prussia, f. V — Prussien, m. Prussian Prussiano, m. V = Prussiens, pi. Prussians Prussiani, pi. V . Puanteur, f. Stink Puzzo, m. V .. Publication, f. Publication Pubblicazione, L et — Publicité, f. Publicity Pubblicità, f. 0 = Public, adj. m. Public Pubblico, ag. 0 . Pub lics, m. Public Pubblici, pi. 0 . . Public (le), m. Public (the) Pubblico (il), m. / — Publiquement, adv. Publicly Pubblicamente, av. / = Publique, adj. f. Public Pubblica, ag. f. Publiques, pi. Public Pubbliche, pL / •• Pudeur, L Pudicity Pudore, m. A — Pudicité, f. Pudicity Pudicità, f. A = Puisque, adv. Since Poiché, av. A • Puissance, f. Power Potenza, f. A •• T — T = T • T • = Quarts d'heure, pi. Quarters of an hour Quarti d'ora, pi. > . Quartier, m. Quarter Quartiere, m. ) .. Quand même, adv. Although Quand'anche, av. + - Que, conjonc. That Che, cong. + = Que, pr. rei. Whom (which, that) Che, pr. relat. 4- . Que dire de? adv. What is to be said of? Che dire di ? av. + .. Que faire de? adv. What is to he done with? Che fare di? av. •^ — Quel, pron. inter, m/ What Quale, pr. inter, m. «» = Quelle, pr. inter, f. What Quale, pr. inter, f. *N. . Quelle heure est-il? What o'clock is it Che ora è? *•«. . . Quelque, adv. Whatsoever Per quanto, m. p - Quelque (aucun, aucune) Any Qualche (alcuno, alcuna) p = Quelque chose, pr. ind. f. Something Qualche cosa, pr. ind. f. p . Quelques choses, pL Somethings Alcune cose, pL p .. Quelquefois (tantôt,ad v.) Sometimes Qualche volta (ora), av. V - Quels qu'ils soient, adv. As many as there are Per quanti siano, av. V = Quelques, pi. Some Alcuni (aleune), pi. m. f. V . Quelque riche qu'il soit. As rich as he is Per quanto ricco si, al. V •• Quelque grand qu'il soit As big as it is Per quanto sia grande, 1. 0 = Quelqu'un, adj. m. pron. Some body Alcuno, ag. m. pr. qual- 0 — Quelques-uns, pi. Some Alcuni, pi. [cuno, 1. e . Quelqu'une, pr. ad. f. Some body Alcuna (qualcheduna),pr. 0 .. Quelques-unes, pi. Some Alcune, pi. [ag. f. / - Que penser de ? 1. What is to be thought of ? Che pensare di? 1. / = Que prétendez-vous? 1. What do you mean? Che pretendete? 1. / • Question, f. Question Questione, f. / - Questions, pi. Queries Questioni, pi. A - Question, f. Question Proposta, f. A = Questions, pi. Questions Proposte, pi. A . Que trouvez-vous à dire? What do you blame? Che trovate a dire? f. A -. Queue, f. Tail Coda, t 749 QUE— RAN L - Queues, pi. Tails Code, pi. L = Qui, pr. rei. That Che, pr. rei. [r. L • Qui, que, pr. rei. [pi. Who (whom) Che (il quale, la quale), p. Qui, lesquels, lesquelles, Which (which) Quali, le quali, pr. rei. ( — Qui, pr. Who Chi, pr. ( = Qui plus, qui moins, adv. Some more, some less Chi più, chi meno, av. Qui que ce soit, 1. Whoever Chi ches sia, 1. Quiconque, pr. indéf. Whoever Qualsisia, pr. indef. H — Qui, que, lequel, pr. int. Which, whom Chi, che, il quale, pr. H = Lesquels, lesquelles, p. Which, whom Quali, pi. H • Qui (que, laquelle), pr. r. Whom, which, that 11 quale ( la quale, i qua- -\ .. Quinzaine, f. Fortnight Quindicena, f. [li), pr. r. 1 - Quoi ? pr*. inter. What Che?pr. inter. 1 = Quoique, adv. Through Quantunque, av. 1 • Quoique, adv. Through Ben che (sebbene), av. 1. 1 -. Quoi qu'il arrive, 1. Whatever happen Qualunque cosa accada o — Quoi qu'il en soit, 1. Be that as it may Che che ne sia, 1. o = Quotidien, adj. m. Daily Quotidiano, ag. m. 1. o . Quotidiens, pi. Dailies Quotidiani, pi. 0 .. Quotidienne, adj. f. Daily Quotidiana, ag. f. 1 - Qu'ya-t-il?l. What is the matter Che c'è? 1. R -J = Race, f. Race Races, pi. Races Racine, f. Root ) _ Racines, pi. Roots ) — Rade, f. Road Radical, adj. m. Radical Radicaux, pi. Radicals -f — Radoteur, m. Dotard + = Ra (finement, m. Refining + . Rafraîchissant, adj. m. Refreshing 4- .. Rafraîchissante, adj. f. Refreshing ^ — Rafraîchissement, m. Refreshment -«v. = Rafraîchissements, pi. Refreshments \ . Ragoût, m. Stew *>- . . Ragoûts, pi. Stews e - Raide, adj. m. Stift e =r Raideur, f. Stillness e . Raillerie, f. Raillery p .. Railleries, pi. Railleries v — Raison, f. Reason v = Raisons, pi. Reasons v . Raisonnable, adj. m. f. Reasonable V •• Raisonnables, pi. Reasonable 0 — Raisonnablement, adv. Reasonably 0 = Raisonnement, m. Reasoning 0 . Raisonnements, pi. Reasonings 0 .. Ralliement, m. Rallying 1 - Ramas, m. Collection / = Rame (la), f. Oar (the) / . Rames (les), pi. Oars (the) / • Rame, f. Ream A - Rames, pi. Reams A = Rameau, m. Bough A . R.ameaux, pi. Boughs A •• Rang, m. Rank Razza, f. Razze, pi. Radice, f. Radici, pi. Rada, f. Radicale, m. Radicali, pi. Rimbambito, m. Raffinamento, m. Rinfrescante, ag. m. Rinfrescante, ag. f. Rinfresco, m. Rinfreschi, pi. Intingolo, m. Intingoli, pi. Duro, ag. m. Durezza, f. Celia, f. Celie, pi. Ragione, f. Ragioni, pi. Ragionevole, ag. m. f. Ragionevoli, pi. Ragionevolmente, av. Raziocinio, m. Raziocini, pi. Rannodamelo, m. Cumulo, m. Remo (il), m. Remi (i), pi. Risma, f. Risme, pi. Ramoscello, m. Ramoscelli, pi. Rango, m. &AN— RËC 737 L - Rangs, pi. Ranks Ranghi, pi. L «= Rapacité, f. Rapacity Rapacità, f. L • Rapide, adj. m. Rapid Rapido, ag. m. L .- Rapide, adj. f. Rapid Rapida, ag. f. ) - Rapidement, -adv. Rapidly Rapidamente, av. ) = Rapidité, f. Rapidity Rapidità, f. ) • Rappel, m. Recall Richiamo, m. ) • Rapport, m. Relation Relazione, f. H- Rapporteur, m. Reporter Referendario, m. H = Rapprochement, m. Drawing Ravvicinamento, m. H • Rapt, m. Rape Ratto, m. H ... Rare, adj. m. Rare Raro, ag. m. i - Rares, pi» Rare Rari, pi. 1 = Rare, adj . f. Rare Rara, ag. f. 1 . Rares, pi. Rare Rare, pi. i •• Rarement, adv. Rarely Di rado, av. o — Rasoir, m. Razor Rasojo, m. o = Rasoirs, pi. Razors Rasoj, pi. o . Rassemblement, m. Meeting Adunanza, ì. o .. Rassemblements, pi. Meetings Adunanze, pi. 1 — Rassasié, adj. m. Satiate Sazio, ag. m. 1 = Rassasiée, adj. f. Satiate Sazia, ag. f. 1 . Rat, m. Rat Sorcio, m. 1 .. Rate, f. Spleen Milza, f. . — Rébellions, pi. Rebellions Ribellioni, pi. *s» ==s Rebondissement, m. Rebound Rimbalzo, m. s* . Rebours, m. Wrong side Rovescio, m. •** . . Rebut, m. Outeast Ripulsa, f. p - Recapitulation, f. Recapitulation Epilogo, m. p = Récemment, adv. Recently Recentemente, av. p . Récent, adj. m. Recent Recente, ag. m. p .. Récente, adj. f. Recent Recente, adj. f. V - Récentes, pi. Recent Recenti, pi. V = Réception, f. Reception Ricevimento, m. V . Réceptions, pi. Receptions Ricevimenti, pi. V .. Recette, f. Receip Entrata, f. 0 — Recevable, adj. m. Receivable Ricevibile, ag. m. 0 =3 Receveur, m. Receiver Ricevitore, m. 0 . Recevez mes très -hum- Receive my most humble Ricevete l'attestato de bles salutations salutations mio umile rispetto 0 .. Recherche, f. Search Ricerca, f. / ~ Recherches, pi. Searches Ricerche, pi. / = Réciproque, adj. m. Reciprocal Reciproco, ag. m. / • Réciproque, adj. f. Reciprocal Reciproca, ag. f. / •• Réciproquement, adv. Reciprocally Reciprocamente, av. A — Réclamation, f. Claiming Richiamo, m. A = Récolte, f. Harvest Raccolta, f. A • Recommandation, f. Recommendation Raccomandazione, f. A .. Recommandations, pi. Recommendations Raccomandazioni, pi. T — Récompense, f. Reward Premio, m. T = Récompenses, pi. Rewards Ricompense, f. pi. T • Réconciliation, f. Reconciliation Riconciliazione, f. Reconnaissance, f. Reconnaissant, adj. m. Reconnaissans, pi. Reconnaissante, adj. f. Reconnaissantes, pi. Recours, m. Recouvrement, m. Récréation, f. Récréations, pi. Rectilication, f. Recueillement, m. Reculé, adj. m. Reculée, adj. f. Reculons (à), adv. Rédacteur, m. Rédacteurs, pi. Rédaction, f. Redoublement, m. Redoutable, adj. m. f. Redoutables, pi. Réduction, f. Réel, adj. m. Réelle, adj. f. Réelles, pi. Réellement, adv. Réfléchissement, m. Réflexion, f. Réflexions, pi. Réforme, f. Réformes, pi. Refroidissement, m. Refuge, m. Réfugié, m. et adj. m. Réfugiés, pi. Refus, m. Réfutation, f. Regard, m. Regards, pi. Regardant, adj. m. Regardante, adj. f. Régence, f. Régénération, f. Régente, f. Régent, m. Régime, m. Réciment, m. Régiments, pi. Région, f. Régions, pi. Registre, m. Registres, pi. Règle, f. Règles, pi. Règle, f. Règlement, m. Règlements, pi. Régnant, adj. m. Régnante, adj. f. Régne, m. Règnes, pi. REC— RÈG Gratefulness Grateful Grateful Grateful Grateful Recourse Recovery Recreation Recreations Rectification Contemplation Distant Distant Backwards Compiler Compilers Compiling Increase Formidable Formidable Reduction Real Real Real Really Reflection of light Reflexion Reflexions Reform Reforms Cooling; Refuge Refugee Refugees Refusal Refutation Look Looks Too saving Too saving Regency Regeneration A female regent Regent Regimen Regiment Regiments Region Regions Register Registers Rule Rules Rule Regulation Statutes Reigning Reigning Reign Reigns Gratitudine, f. Grato, ag. m. Grati, pi. Grata, ag. f. Grate, pi. Ricorso, m. Ricovero, m. Ricreazione, f. Ricreazioni, pi. Rettificazione Raccoglimento, m. Rimoto, ag. m. Rimota, ag. f. All'indietro, av. Compilatore, m. Compilatori, pi. Compilazione, f. Raddoppiamento, m. Formidabile, ag. m. Formidabili, pi. Riduzione, f. Reale, ag. m. Reale, ag. f. Reali, pi. Realmente, av. Riflesso, m. Riflessione, f. Riflessioni, pi. Riforma, f. Riforme, pi. Raffreddamento, m. Rifugio, m. Rifugito, m. e ag. m. Rifugiti, pi. Ricusa, f. Confutazione Sguardo, m. Sguardi, pi. Riguardante, ag. m. Riguardante, ag. f. Reggenza, f. Rigenerazione, f. Reggente, f. Reggente, m. Dieta, f. Reggimento, m. Reggimenti, pi. Regione, f. Regioni, pi. Registro, m. Registri, pi. Regola, f. Regole, pi. Riga, f. Regolamento, m. Regolamenti, pi. Regnante, ag. m. Regnante, ag. f. Regno, m. Regni, pi. . Regret, m. Regrets, pi. Régulièrement, adv. Régulier, adj. m. Réguliers, pi. Régulière, adj. f. Régulières, pi. Reine, f. Reines, pi. Reins m. pi. Réintégration, f. Réjouissance, f. Réjouissances, pi. Relâchement, adv. Relais (chevaux de), in. Relais, m. Relativement, adv. Relatif, adj. m. Relatifs, pi. Relative, adj. f. Relatives, pi. Religieusement, adv. Religion, f. Religieux, m. Religieux, pi. Religieuse, f. Religieuses, pi. Religieuse, f. Religieuses, pi. Religieux, adj. m. Religieux, pi. Religieuse, adj. f. Religieuses, pi. Remarquable, adj. m. f. Remarquables, pi. Remarque, f. Remarques, pi. Remboursement, m. Remède, m. Remercîment, m, Remerciments, pi. Remise, f. Remplacement, m. Rémunération, f. Renaissance, f. Rendez-vous, m. Renard, m. Renom, m. Renommée, f. Renonciation, f. Renouvellement, m. Rente, f. Rentes, pi. Renversement, m. Réparation, f. Repas, m. Repas, pi. Repasseuse, f. Repentir, m. Répétition, f. REG— RÉP Regret Regrets Regularly Regular Regular Regular Regular Queen Queens Kidneys Restoring Rejoicing Rejoicings Slackening Changing horses Relay Relatively Relative Relative Relative Relative Religiously Religion Religious man Religious men Religious woman Religious women Nun Nuns Religious Religious Religious Religious Remarkable Remarkable Observation Observations Reimboursement Remedy Thanks Thanks Coach-house Replacing Remuneration New birth Rendez-vous Fox Fame Fame Renunciation Renewal Income Incomes Ruin Repairing Meal Meals Ironer of linen Repentance Repetition 739 Rammarcio, m. Rammarichi, pi. Regolarmente, av. Regolare, ag. m. Regolari, pi. Regolare, ag. f. Regolari, pi. Regina, f. Regine, pi. Reni, m. pi. Reintegrazione, f. Allegrezza, f. Allegrezze, pi. Allentamento, m. Cavalli freschi, m. pi. Cambio di cavalli, m. Relativamente, av. Relativo, ag. m. Relativi, pi. Relativa, ag. f. Relative, pi. Religiosamente, av. Religione, f. Religioso, in. Religiosi, pi. Religiosa, f. Religiose, pi. Monaca, f. Monache, pi. Religioso, ag. m. Religiosi, pi. Religiosa, ag. f. Religiose, pi. Notabile, ag. m. f. Notabili, pi. Osservazione, f. Osservazioni, pi. Rimborso, m. Rimedio, m. Ringraziamento, m. Ringraziamenti, pi. Rimessa, f. Rimpiazzo, m. Rimunerazione, f. Rinascimento, m. Appuntamente, m. Volpe, f. Riputazione, f. Fama, f. Rinunzia, f. Rinnovamento, m, Rendita, f. Rendite, pi, Rovescio, m, Riparazione, f. Pasto, m. Pasti, pi. Stiratrice, f. Pentimento, m. Ripetizione, f, 740 ÏŒP— RES L - Réplique, f. Reply Replica, L L = Réponse, f. Réponse Risposta, f. L • Repos, m. Repose Riposo, m. L •• Représailles, f. pi. Reprisais Rappresaglia, f. ( - Représentant, adj. m. Representative Rappresentante, ag. m. ( = Représentante, adj. f. Representative Rappresentante, ag. f. ( . Représentation, f. Representation Rappresentazione, f. ( • Représentations, pi. Representations Rappresentazioni, pK H - Répression, f. Repression Ripressione, f. H = Réprimande, f. Reprimand Riprensione, f. H • Réprobation, f. Reprobation Riprobazione, f. H •• Reproche, f. Reproach Rimprovero, m. 1 - Reproches, pi. Reproachs Rimproveri, pi. 1 = Reproduction, f. Reproduction Riproduzzione, f. 1 . Républicain, adj. m. Republican Republicano, ag. m- 1 .. Républicains, pi. Republican Republicani, pi. o — Républicaine, adj. f. Republican Republicana, ag. f. o == Républicaines, pi. Republican Republicane, pi. o . République, f. Republick Republica, f. 0 .. Républiques, pi. Republicks Republiche, pi. 1 — Répugnance, f. Repugnance Ripugnanza, f. 1 = Répugnances, pi. Repugnances Ripugnanze, pi. 1 Répulsion, f. Repulsion Ripulsione, f. 1 .. Réputation, f. Fame Riputazione, f. ) - Requérant, adj. m. Requiring Richiedente, ag. m. ) = Requête, f. Request Supplica, f. ) . Réquisition, f. Petition Istanza, f. ) .. Rescrit, m. Rescript Rescritto, m. + - Réserve, f. Reserve Riserva, f. + = Résidence, f. Abode Residenza, f. + . Résidences, pi. Abodes Residenze, pi. + .. Résident, adj. m. Dwelling Residente, ag. m. ^v. — Résidente, adj. f. Dwelling Residente, ag. f. ^N. = Résignation, f. Resignation Rassegnazione, f. •^ . Résiliation, f. Annulling Annullazione, f.. •s. . . Résistance, f. Resistance Resistenza, f. e - Résolument, adv. Resolutely Risolutamente, av. e = Résolution, f. Resolution Risoluzione, f. ? . Résolutions, pi. Resolution Risoluzioni, pi. ? .. Résonnement, m. Sounding Rimbombo, m. V - Respect, m. Respect Rispetto, m. V = Respects, pi. Respects Rispetti, pi. V . Respectable, adj. m. f. Respectable Ragguardevole, ag. m. f. V .. Respectables, pi. Respectable Ragguardevoli, pi. 0 — Respectif, adj. m. Respective Rispettivo, ag. m. 0 = Respective, adj. f. Respective Rispettiva, ag. f. 0 . Respectivement, adv. Respectively Rispettivamente, av. 0 .. Respectueusement, adv. Respectfully Rispettosamente, av. / - Respiration, f. Breathing Respiro, m. / = Resplendissant, adj. m. Resplendent Risplendente, ag. m. / . Resplendissante, adj. f. Resplendent Risplendente, a g. f. / ..- Responsabilité, f. Responsibility Responsabilité, f. A - Responsable, adj. m. f. Responsible Responsabile, ag. m. f. A = Responsables, pi. Responsible Responsabili, pi. A • Ressemblance, f. Likeness Sembianza, f. A .. Ressemblant, adj. m. Resembling Somigliante, ag. m. T — Ressemblante, adj. f. Resembling Somigliante, ag. L T = Ressentiment, m. Ressentiment Risentimento, m. T • Ressort, m. Spring Molla, f. T -. Ressorts, pi. Springs Molle, pi. RES— RID 741 L - Ressource, f. Resource Mezzo, m. L = Ressouvenir, m. Remembrance Ricordo, m. L • Ressouvenirs, pi. Remembrances Ricordi, pi. L .. Restant, adj. m. Remaining Rimanente, ag. m. c - Restante, adj. f. Remaining Rimanente, ag. f. ( = Restaurateur, m. Restorer Ostiere, m. ( Restauration, f. Restoration Ristabilimento, m. ( .. Reste, m. Rest Residuo, m. H- Restes, pi. Rests Residui, pi. H = Reste (du), adv. As for the rest Del resto, av. H • Restitution, f. Restoring Restituzione, f. H .. Restriction, f. Restriction Ristrizione, f. 1 - Résultant, adj. m. Resulting Risultante, ag. m. 1 = Résultante, adj. f. Resulting Risultante, ag. f. 1 • Résultat, m. Result Conchiusione, f. 1 .- Résultats, pi. Results Conchiusioni, pi. o — Résumé, m. Summary Compendio, m. ♦ o = Rétablissement, m. Repairing Ristabilimento, m. 0 . Retard, m. Delay Indugio, m. 0 .. Retards, pL Delays Indugi, pi- 1 - Retour, m. Return Ritorno, m. 1 = Rétractation, f. Retractation Ritrattazione, f. 1 . Retraite, f. Retreat Ritirata, f. 1 .. Retranchement, m. Retrenchment Trincieramento, m. ) - Retranchements, pi. Retrenchments Trincieramenti, pi. ) = Rétrécissement, m. Making narrow Strignimento, m. ) . Rétribution, f. Retribution Retribuzione, f. ) .. Rétrograde, adj. m. Retrograde Retrogrado, ag. ni. + _ Réussite, f. Success Successo, m. + = Revanche, f. Revenge Riscatto, m. + • Revanche, f. Return Pariglia, f. + .. Revanche, f. Return Contracambk), m. "x». Rêve, m. Dream Sogno, in. ^» = Révélation, f. Revealing Rivelazione, f. X-, . Réveil, m. Excitation Risvegliamento, m. ^ .. Revenu, m. Income Rendita, f. p - Révérence, f. Riverence Riverenza, f p = Révérences, pi. Riverences Riverenze, pi. p . Revers, m. Backwards Rovescio,, m. p .. Revers, pi. Backwards Rovesci, pi. V - Révolte, f. Revolt, rebellion Rivolta, f. rivoltamento, V = Révolution, f. Revolution Rivoluzione, f. [m. v . Révolutions, pi. Revolutions Rivoluzioni, pi. v .. Revue, f. Review Rivista, f. 0 — Rez-de-chaussée, m. Ground floor Piano terreno, m. 0 = Rhin, m. Rhyne Reno, m. 0 . Rhume, m. Cold Infreddatura, f. 0 .. Riant, adj. m. Agreeable Ridente, ag. m. / - Riante, adj. f. Agreeable Ridente, ag. f. / = Riantes, pi. Agreeable Ridenti, pi. / . Riche, adj. m. Rich Ricco, ag. m. / .. Riches, pi. Rich Ricchi, pi. A - Riche, adj. £. Rich Ricca, ag. f. A = Riches, pi. Rich Ricche, pi. A . Richesse, f. Riches Ricchezza, pi. A .. Richesses, pi. Riches Ricchezze, pi. T~ Rideaux, m. pi. Courtai ns Cortine, f. pi. T = Ridicule, adj. m. Ridiculous Ridicolo, ag. m. T • Ridicules, pi. Ridiculous Ridicoli, pi. T .. Ridicule, adj. f. Ridiculous Ridicola, ag. f. Ridicules, pi. Ridiculous Rien, adv. Nothing Rien que je sache, 1. Nothing that I know of Rigoureusement, adv. Rigorously Rigoureux, adj. m. Rigorous Rigoureux, pi. Rigorous Rigoureuse, adj. f. Rigorous Rigoureuses, pi. Rigorous Rigueur, f. Severity- Rigueurs, pi. Severities Rime, f. Rhyme Rimes, pi. Rhymes Rire, m. Laughter Rires, pi. Laughter Risible, adj. m. Laughable Risque, m. Risck Risques, pi. Riscks Rivage, m. Shore Rivages, pi. Shores Rivalité, f. Rivality Rivalités, pi. Rivalities Rivière, f. River Rivières, pi. Rivers Riz, m. Rice Robe, f. Gown Robes, pi. Gowns Robuste, adj. m. Robust Rocher, m. Rock Rochers, pi. Rocks Rocher, m. Rock Rochers, pi. Rocks Roi, m. King Rois, pi. Kings Rome, f. (v.) Rome Romain, m. et adj. m. Romain Romains, pi. Romain Romaine, f. et adj. f. Romain Romaines, pi. Roman Roman, m. Novel Romans, pi. Novels Romantique, adj. m. Romantick Ronde, adj. f. Round Rondes, pi. Round Rond, adj. m. Round Ronds, pi. Round Rose, f. Rose Roses, pi. Roses Rosée, f. Dew Rossignol, m. Nightingale Rôti, m. et adj. Roasted meat Rôtis, pi. adj. Roasted meats Rotonde, adj. f. Rotunda Rouge, adj. m. Red Rouges, pi. Red Rouges, adj. f. Red Rougeole, f. Measles Rougeur, f. Redness Roue, f. Wheel Roues, pi. Wheels Route, f. Road Ridicole, pi. Niente, av. Niente ch'io sappia, 1. Rigorosamente, av. Rigoroso (rigido), ag. m. Rigorosi (rigidi), pi. Rigorosa, ag. f. (rigida) Rigorose, pi. (rigide) Rigore, m. Rigori, pi. Rima, f. Rime, pi. Riso, m. Risa, f. pi. Faceto, ag. m. Rischio, m. Rischi, pi. Spiaggia, f. Spiaggie, pi. Rivalità, f. Rivalità, pi. Riviera, f. Riviere, pi. Riso, m. Veste, f. Vesti, pi. Robusto, ag. m. Rupe, f. Rupi, pi. Scoglio, m. Scogli, pi. Re, m. Re, pi. Roma, f. (e.) Romano, f. e ag. m. Romani, pi. Romana, f . e ag. f. Romane, pi. Romanzo, m. Romanzi, pi. Romantico, ag. m. Rotonda, ag. f. Rotonde, pi. Rotondo, ag. m. Rotondi, pi. Rosa, f. Rose, pi. Rugiada, f. Rossignuolo, m. Arrosto, m. e ag. Arrosti, pi. ag. Rotonda, ag. f. Rosso, ag. m. Rossi, pi. Rossa, ag. f. Rosolia, f. Rossore, m. Ruota, f. Ruote, pi. Via, f. ROU— SAG 74 L - Routes, pi. Roads Vie, pi. L = Roulage, m. Landcarriage Trasporto di merci, m. L • Royal, adj. m. Royal Reale, ag. m. L •• Royaux, pi. Royal Reali, pi. ( - Royale, adj. f. Royal Reale, ag. f. ( = Royales, pi. Royal Reali, pi. ( • Royalement, adv. Royally Da re, av. ( -. Royaliste, m. Royalist Regalista, m. H- Royalistes, pi. Royalists Regalisti, pi. H = Royauté, f. Royalty Dignità reale, f. H • Royaume, m. Kingdom Regno, m. ^ .. Royaumes, pi. Kingdoms Regni, pi. 1 - Ruban, m. Ri bon Nastro, m. 1 = Rubans, pi. Ribons Nastri, pi. I . Rude, adj. Rough Ruvido, ag. m. ! •• Rue, f. Street Strada, f. o — Rues, pi. Streets Strade, pi. o = Rugissement, m. Roaring Rugito, m. 0 . Rugissements, pi. Roarings Rugiti, pi. o .. Ruine, f. Ruin Ruina, f. 1 - Ruines, pi. Ruins Ruine, pi. 1 = Ruineux, adj. m. Ruinous Ruinoso, ag. m. 1 . Ruineuse, adj. f. Ruinous Ruinosa, ag. f. 1 .. Ruisseau, m. Brook Ruscello, m. ) - Ruisseaux, pi. Brooks Ruscelli, pi. ) = Ruisseau, m. Rivulet (stream) Ruscello, m. ) . Ruisseaux, pi. Rivulets (streams) Ruscelli, pi. ) .. Rupture, f. Rupture Rottura, L + - Ruse, f. Ruses, pi. Cunning Astuzia, f. + = Cunning Astuzie, pi. + • Rusé, m. Cunning Astuto, m. + .. Rusés, pL Cunning Astuti, pi. — Rusée, f. Cunning Astuta, f. -*. = Rusées, pi. Cunning Astute, pi. V. . Russie, f. Russia Russia, f. "^ .. Russe, m. Russian Russo, m. ? - Russes, pi. Russians Russi, pi. ? = Sa, pr. pos. f. s. Hep Sua (la) pr. pos. f. s. P • Sa, pr. pos. rei. Its Sua, pr. pos. rei. P •• Sabine, f. Sabina Sabina, prov. d'lt. f. V - Sable, m. Sand Sabbia, f. V * . . Se, pron. Him self, her self, them- Se, pron. P - Se, pron. Him self, her self [selves Si, pron. P = Se, pron. It self, themselves Se, pron. P • Se, en, pron. Of him, of her, of it, of Se, ne, pron. P •• Seau, m. Bucket [them Secchio, m. V - Sec, adj. m. Dry Secco, ag. m. V = Secs, pi. Dry Secchi, pi. V . Sèche, adj. f. Dry Secca, ag. f. v .. Sèches, pi. Dry Secche, pi. 0 — Secours, m. Succour Soccorso, m. 0 = Secours, pi. Succours Soccorsi, pi, 0 . Secret, m. Secret Secreto, ni. 0 .. Secrets, pi. Secrets Secreti, pi. 1 - Secret, adj. m. Private Secreto, ag. m. 1 = Secrets, pi. Private Secreti, pi. 1 . Secrète, adj. f. Private Secreta, ag. f. / .. Secrètes, pi. Private Secrete, pi. A - Secrétaire, m. Secretary Studiolo, m. A = Secrétaire, m. Clerk Segretario, m. A • Secrètement, adv. Secretly Secretamente, av. A •• Secte, f. Sect Setta, f. T- Sécurité, f. Security Sicurezza, f. T = Sédentaire, adj. m. Sedentary Sedentario, ag. m. T • Sédentaire, ad. f. Sedentary Sedentaria,#ag. f. T •• Sédition, f. Sedition Sedizione, f. 63 746 SÉD— SER L - Séducteur, rtr- Seducer Seduttore, m. L = Séductrice, f. Seducer Seduttrice, f. L • Séduction, f. Seduction Seduzione, f. L •• Séduisant, adj. m. Seducing Seducente, ag. m. ( - Séduisant, pi. Seducing Seducenti, pi. ( = Séduisante, adj. f. Seducing Seducente, ag. f. ( • Séduisantes, pi. Seducing Seducenti, pi. ( •• Seigle, m. Rye Segala, f. -1- Seigneur, m. Lord Il signore, m. H = Seigneurie, f. Seigniority Signoria, f. H • Sein, m. Breast Seno, m. -{ •• Seine, f. (riv.) Seine Senna, f. (fiume) 1 - Séjour, m. Stay ' Soggiorno, m. 1 = Sel, m. Salt Sale, m. 1 Selle, f. Saddle Sella, f. [ •• Selles, pi. Saddles Selle, pi. o — Sellier, m. Saddler Sellajo, m. 0 = Selon, adv. According to Secondo, av. 0 . Semaine, f. Week Settimana, f. 0 .. Semaines, pi. Weeks Settimane, pi. 1 - Semaine dernière, f. Last weei Settimana scorsa, f, 1 = Semblant, m. Appearance Sembiante, m. 1 . Semestre, m. Six months Semestre, m. "1 .. Séminaire, m. Seminary Seminario, m. ) - Séminaires, pi. Seminaries Seminarj, pi. ) = Séminariste, m. Seminarist Seminarista, m. ) . Séminaristes, pi. Seminarist Seminaristi, pi- ) . Sénat, m. Senate Senato, m. H Sénateur, m. Senator Senatore, m. + = Sénateurs, pi. Senators Senatori, pi. + • Sens, m. Sense Senso, m. + .. Sens, pi. Senses Sensi, pi. "» — Sens dessus dessous, adv. Topsy turv|r Sossopra, av. •^ — Sensation, f. Sensation Sensazione, f. •»N . Sensations, pi. Sensations Sensazioni, pi. *"•». .. Sensibilité, f. Sensibility Sensibilità, f. p - Sensiblement, adv. Sensibly Sensibilmente, av. p = Sensible, ad. m. t. Sensible Sensibile, adj. m. f. p . Sensibles, pi. Sensibles Sensibili, pi. p •• Sentence, f. Verdict Sentenza, f. v — Sentier, m. Path Sentiero, m. v = Sentiment, m. Feeling Sentimento, m. V . Sentiments, pi. Feelings Sentimenti, pi. V •• Sentimental, adj. m. Sentimental Sentimentale, ag. m- 0 — Sentimentale, adj. f. Sentimental Sentimentale, ag. f. 0 = Séparation, f. Disjunction Separazione, f. 0 . Séparément, adv. Separetely Separatamente, av. 0 .. Septembre, m. September Settembre, m. 1 - Septentrional, adj. m. Northern Settentrionale, ag. m / = Septentrionaux, pi. Northern Settentrionali, pi. / . Septentrionale, adj. f. Northern Settentrionale, ag. f. r •• Septentrionales, pi. Northern Settentrionali, pi. A — Sépulture, f. Sepulture Seppoltura, f. A = Serein, adj. m. Sirene Sereno, ag. m. A . Sereine, adj. f. Sirene Serena, ag. f. A •• Sérieux, adj. m. Serious Serio, ag. m. T - Sérieuse, f. Serious Seria, ag. f. T = Serin, m. Canary-bird Canarino, m. T • Serins, pi. Carnary-birds Canarini, pi. -r .. Serine, f. Canary-hen Canarina, f. L - Serment, m L = Sermon, m. L • Serrement, m. L .. Serrure, f. ( - Serrurier, m. ( = Service, m. ( • Services, pi. ( •• Serviette, f. H - Serviettes, pi. H = Servilité, f. H • Senile, adj. m. f. H •• Serviles, pi. 1 — Servilement, adv. i = Serviteur, m. 1 • Servitude, f. ! .. Ses, pr. pos. neut. o — Ses, pr. pos. m. pi. o = Ses, pr. pos. f. pi. o . Seuil, m. 0 .. Seuils, pi. 1 - Seulement, adv. (seul) 1 = Seul, adj. m. 1 . Seuls, pi. Seule, adj. f. ) — Seules, pi. ) = Sévère, adj. m. Sévères, pi. Sévère, adj. f. 4- — Sévères, pi. + = Sévèrement, adv. + . Sévérité, f. + .. Sévérités, pi. •v^ Sexe, m. *-v. = Si cela est, adv. ^ . Sicile, f. ^ . . Sicilien, m. p - Si, prép. p = Siècle, m. p . Siècles, pi. p .. Siège, m. [pos. sing V — Sien (le), sienne (la), pro V = Siens (les), siennes (les) V . Signature, f. [pr. po. pi v .. Signatures, pi. 0 — Signal, m. 0 = Signaux, pi. 0 . Signe, m. 0 .. Signes, pi. / ~ S'il est vrai, adv. / = Silence, m. / • Silencieux, adj. m. / .- Silencieuse, adj. f. A - Sillon, m. A = Sillons, pi. A . Simple, adj. m. t A •• Simples, pi. T- S'il vous plaît, adv, T = Similitude, t T • Simple, adj. m. f. T .- Simples, pi. SER— SÎM Oath Sermon Pressing Lock Lock smith Service Services Napkin Napkins Servility- Servile (slavish) Servile (slavish) Servilely Servant Slavery Their His His Threshold Thresholds Alone Single Single Single Single Severe Severe Severe Severe Severely Severity Severities Sex If it be so Sicily Sicilian If Age Ages Siege Hers Hers Signature Signatures Signal Signals Sign Signs If it be true Silence Silent Silent Furrow Furrows Plain Plain As you please Similitude Simple Simple 747 Giuramento, m. Sermone, m. Stringimento, m. Serratura, f. Magnano, m. Servigio, m. Servigi, pi. Salvietta, f. Salviette, pi. Servilità, f. Servile, ag. m. f. Servili, pi. Servilmente, av. Servitore, m. Servitù, f. Sue, suoi, pron. pos. rei. Suoi (i), pr. pos. m. pi. Sue (le), pr. pos. f. pi. Soglia, f. Soglie, pi. Solo, av. Solo, ag. m. Soli, pi. Sola, ag. f. Sole, pi. Severo, ag. m. Severi, pi. Severa, ag. f. Severe, pi. Severamente, av. Severità, f. Severità, pi. Sesso, m. Se è questo, av. Sicilia, f. Siciliano, m. Se, prep. Secolo, m. Secoli, pi. Assedio, m. Suo, sua, pr. pos. sing. Suoi, sue, pr. pos. pi. Firma, f. Firme, pi. Segnale, m. Segnali, pi. Segno, m. Segni, pi. Se è vero, av. Silenzio, m. Taciturno, ag. m. Taciturna, ag. f. Solco, m. Solchi, pi. Semplice, ag. m. f. Semplici, pi. Se vi pare, av. Similitudine, f. Semplice, ag. m. £, Semplici, pi. 748 SIM— SOL 1_ — : Simplement, adv. Simply Semplicemente, av. L = Simplicité, f. Simplicity Semplicità, f. Simulation, f. Simulation Simulazione, f. Simultanément, adv. Simultaneously Simultaneamente, av. ( — Sincère, adj. m. Sincere Sincero, ag. m. ( = Sincères, pi. Sincere Sinceri, pi. Sincère, adj. f. Sincere Sincera, adj. f. Sincères, pi. Sincere Sincere, pi. H - Sincèrement, adv. Sincerely Sinceramente, av. H = Sincérité, f. Sincerity Sincerità, f, H • Singerie, f. Grimace Buffoneria, f. H ... Singe, m. Ope Scimmia, f. i — Singularité, f. Singularity Singolarità, f. 1 = Singulier, adj. m. Singular Singolare, ag. m. Singulière, adj. f. Singular Singolare, ag. f. Singulières, pi. Singular Singolari, pi. o — Singulièrement, adv. Singularly Singolarmente, av. o = Sinistre, m. Sinister Sinistro, m. o . Sinistrement, adv. Sinistrously Sinistramente, av. 0 .. Si non, adv. Else Se non, av. 1 - Si non que, adv. Except tbat Caso che no, av. 1 = Sire, m. Sire Sire, m. Sirop, m. Sirop Sciroppo, m. Sitôt, adv. So soon Tosto, av. ) — Sitôt que, adv. As soon as Tosto che, av. ) = Situation, f. Situatio Situazione, f. Sobre, adj. m. Sober Sobro, ag. m. Sobrement, adv. Soberly Sobriamente, av. -f — Sociabilité f. Sociableness Socialità, f. + = Sociable, adj. m. f. Sociabile Sociabile, ag. m. L -f . Sociables, pi. Sociable Sociabili, pi. + .. Société, f. Society Società, f. \ — Sociétés, pi. Societies Società, pi. = Sœur, f. Sister Sorella, f. ~^ . Sœurs, m. Sisters Sorelle, pi. », . Soi (ou lui-même) pro. It self Se stesso, pr. ree. ? - Soi-disant, adj. m. [réc Pretending Preteso, adj. m. p = Soie, f. Silk Seta, f. p . Soif, f. Tbirst Sete, f. ? .. Soigneusement, adv. Carefully Attentamente, av. V - Soi-même, pron. n. It self Se stesso, pr. m. V == Soi-même, pron. f. Hem self Se stessa, pr.. £ V . Soi-même, pro. ind. One's self- Se stesso r pr. ind. V .. Soi-même, pr. ind. Him self Se stesso, pr. ind. 0 — Soin, m. Care Cura, f. 0 = Soins, pi. Cares Cure, pi. 0 . Soir, m. Evening Sera, f. 0 .. Soirée, f. The whole evening Serata, f. 1 - Soit, adv. Whether Overo, av. / = Soit, adv. Let it be so Sia pure, av . / . Sol, m. Ground Suolo, m. / .. Solaire, adj. m. Solar Solare, ag. m. A — Soldat, m. Soldier Soldato, m. A = Soldats, pL Soldiers Soldati, pi. A • Solde, f. Solder's-pay Paga, f. A •• Soleil, m. Sun Sole, m. T — Solennel, adj. m. Solemn Solenne, ag. m» T = Solennelle, adj. f. Solemn Solenne, ag. f . T • Solennellement» adv. Solemnly Solennemente,, av. T •• Solennité, f. Solemnity Solennità,, f. Solennités, pi. Solidaire, adj. m. Solidairement, adv. Solide, adj. m. Solidement, adv. Solidité, f. Solitaire, adj. m. Solitude, f. Sollicitation, f. Sollicitations, pi. Sollicitude, f. Solstice, m. Solution, f. Solvable, m. Sombre, adj. m. Sombre, adj. m. Sommaire, m. Somme, f. Sommeil, m. Sommeils, pi. Sommet, m. Somnambule, f. Somnambule, m. Somptueusement, adv. Son Altesse Royale, f. Son, m. Son, pr. poss. n. Son beau-frère, m. Sa belle-sœur, f. Sa bru, f. Son cousin, m. Sa cousine, f. Sa femme, f. Son fils, m. Sa fille, f. Son frère, m. Son gendre, m. Son grand-père, m. Sa grand'mère, f. Son mari, m. Sa mère, f. Son neveu, m. Sa nièce, f. Son oncle, m. Son père, m. Sa sœur, f. Sa tante, f. Sa Majesté, f. Sa Sainteté, f. Son Altesse, f. Son Excellence, f. Sonate, f. Songe, m. Songes, pi. Sonnette, f. Sorbet, m. Sorbets, pi. Sorcier, m. Sorcière, f. Sordide, adj. m. SOL— SOR Solemnities Contract In solido Solid Solidly Solidity Solitary Solitude Solicitation Solicitations Solicitude Solstice Solution Solvent Dark Cloudy Summary Sum Sleep Sleeps Summit Sleep-walker Sleep-walker Sumptuously His royal highness Sound Its His brother in law His sister in law His daughter in law His cousin His cousin His wife His son His daughter His brother His son in law His grand father His grand mother His husband His mother His nephew His niece His uncle His father His sister His aunt His majesty His holiness His higness His excellency Sonet (sonata) Dream Dreams Little bell Sherbet Sherbets Sorcerer Sorcerer Sordid 749 Solennità, pi. Solidario, ag. m. In solido, av. Solido, ag. m. Solidamente, av. Solidità, f. Solitario, ag. m. Solitudine, f. Sollecitazione, f. Sollecitazioni, pi. Sollecitudine, f. Solstizio, m. Soluzione, f. Abile a pagare, ni. Oscuro, ag. m. Nuvoloso, ag. m. Sommario, m. Somma, f. Sonno, m. Sonni, pi. Sommità, f. Sonnambula, f. Sonnambulo, m. Sontuosamente, av. Sua altezza reale, f. Suono, m. Il suo,pr. poss. n. Suo cognato, m. Sua cognata, f. Sua nuora, f. Suo cugino, m. Sua cugina, f. Sua moglie, f. Suo figlio, m. Sua figlia, f. Suo fratello, m. Suo genero, m. Suo nonno, m. Sua nonna, f. Suo marito, m. Sua madre, f. Suo nipote, m. Sua nipote, f. Suo zio, m. Suo padre, m. Sua sorella, f. Sua zia, f. Sua maestà, f. Sua santità, f . Sua altezza, f. Sua excellenza, 1. Sonata, f. Sogno, m. Sogni, pi. Campanella, f. Sorbetto, m. Sorbetti, pi. Stregone, m. Strega, f. Sordido, ag. m. G3. 750 SOR— SOU L - Sort, m. Fate Sorte, Ù L = Sottement, adV. Poolischly Stoltamente, adv. L • Sot, m. Fool S ciocco, m. L •• Sots, pi. Fools Sciocchi, pi. ( - Sotte, f. Fool Sciocca ( = Sottes, pi. Fools Sciocche, pi. ( . Sot, adj. m. Foolish Sciocco, ag. m. ( •• Sots, pi. Foolish Sciocchi, pi. H - Sotte, adj. f. Foolish Sciocca, ag. f. -\ = Sottes, pi. Foolish Sciocche, pi. H • Sottement, adv. Foolischly Scioccamente, av. M •• Sottise, f. Folly Sproposito, m. 1 - Sottises, pi. Folies Spropositi, pi. 1 = Soudain, adv. Suddenly immantinente, av 1 • Soudain, adj. m. Sudden Improviso, ag. m. Soudains, pi. Sudden Improvisf, pi. o — Soudaine, adj. f. Sudden Improvisa, ag. f. o = Soudaines, pi. Sudden Improvise, pi. o . Souffle, m. Pust Soffio, m. 0 .. Soufflet (de cheminée), m. Bellows Soffietto, ça. 1 - Souffrance, f. Suffering Pena, f. 1 = Souffrances, pi. Sufferings Pene, pi. 1 . Soulagement, m. Relief Sfogo, m. 1 .. Soulier, m. Shoe Scarpa, f. ) - Souliers, pi. Shoes Scarpe, pi. ) = Soumission, f. Submission Sommessione, f. ) . Soupe, f. Soup Zuppa, f. ) .. Soupes, pi. Soups Zuppe, pi. + — Souper, m. Supper Cena, f. + = Souple, adj. m. Pliant Morbido, ag. m. -4- . Souples, pi. Pliant Morbida, pi. + .. Souple, ?.dj. f. Pliant Morbida, ag. f. ^ — Souples, pi. Pliant Morbide, pi. ->. = Souplement, m. Submissively Supplemento, m. ^ . Souplesse, f. Suppleness Morbidezza, f. Soupçon, m. Suspicion Sospetto, m. P - Soupçons, pi. Suspicious Sospetti, pi. p = Soupçonneux, ag. m. Suspicio Sospettoso, ag. m. ? • Soupçonneux, pi. Suspicious Sospettosi, p e .. Soupçonneuse, adj. f. Suspicious Sospettosa, ag. f. v - Soupçonneuses, pi. Suspicious Sospettose, pi. v = Source, f. Spring Sorgente, f. v . Sourcils, m. pi. Aye-brows Sopraciglia, f. pi. V .. Source, f. Spring Sorgente, f. 0 — Sources, pi. Spring Sorgenti, pi. 0 = Sourd, m. Deaf man Sordo, m. 0 . Sourds, pi. Deaf men Sordi, pi. 0 .. Sourde, f. Deaf woman Sorda, f. / - Sourdes, pi. Deaf women Sorde, pi. / = Sourd, adj. m. Deaf Sordo, ag. rn. / . Sourds, pi. Deaf Sorde, pi. / .. Sourde, adj. f. Deaf Sorda, ag. f. A — Sourdes, pi. Deaf Sorde, pi. A = Sourire, m. Smile Sorriso, ra. A • Souris, f. Mouse Sorcio, m. A .. Souris, pi. Mice Sorci, pi. T- Sou, m. Penny Soldo, m. T = Sous, pi. Pennies Soldi, pi. T • Sous, adv. Under Sotto, av. T •• Souscripteur, m. Subscriber Soscrittore, m. SOU— SUB L - Souscripteurs, pi. ] Subscribers Soscrittori, pi. L = Souscription, f. Subscription Soscrizione, f. L • Souscriptions, pi. Subscriptions Soscrizioni, pi. L •• Sous-maitresse, f. Under-teacher Sotto maestra, f. ( - Sous-secrétaire, m. Under-secretary Sotto secretarlo, m. ( - Soustraction, f. Substruction Sottrazione, f. ( • Soutien, m. Support Sostegno, m. ( •• Souvenir, m. Remembrance Rimembranza, f . ^ - Souvenirs, pi. Remembrances Rimembranze, pi. H = Souvent, adv. Often Spesso, av. H • Souvent (le plus), adv. Most frequently Il più spesso, av. H ■- Souverain, m. Sovereign Sovrano, m. 1 - Souveraineté, f. Sovereignty Sovranità, f. 1 = Spécial, adj. m. Special Particolare, ag. m. ! • Spéciale, adj. f. Special Particolare, ag. f. 1 •• Spécialement, adv. Specially Specialmente, av. 0 — Spécialité, f. Speciality Specialità, f. o = Spectacle, m. Spectacle Spettacolo, m. 0 . Spectacles, pi. Spectacles Spettacoli, pi. o .. Spectateur, m. Spectator Spettatore, m. 1 - Spectateurs, pi. Spectators Spettatori, pi. "1 = Spéculation Speculation Specolazione, f. 1 . Spéculations Speculations Specolazioni, pi. 1 •• Sphère, f. Sphere Sfera, f. ) - Spirituel, adj. m. Spiritual Spiritoso, ag. m. ) = Spirituels, pi. Spiritual Spiritosi, pi. ) . Spirituelle, adj. f. Spiritual Spiritosa, ag. f. ) .. Spirituelles, pi. Spiritual Spiritose, pi. ~r — Splendide, adj. m. Splendid Splendido, ag. m. + = Splendide, adj. f. Splendid Splendida, ag. f. + • Spontanément, adv. Spontaneously Spontaneamente, av + • • Stabilité, f. Stability Stabilita, f. ">>» — Station, f. Station Stazione, f. --» = Statistique, f- Statistics Statistica, f. -^ Statue, f. Statue Statua, f. ^. Statues, pi. Statues Statue, pi. e — Statut, m. Statute Statuto, m. 0 = Statuts, pi. Statutes Statuti, pi. j> Sténographie, f. Stenography Stenografia, f. p Stérile, adj. m. f. Sterile Sterile, ag. m. f. V - Stériles, pi. Stériles Sterili, pi. V = Stérilité, f. Sterility Sterilita, f. V . Stokholm (v.) Stokholm Stocolm (e.) v .. Stratagème, m. Stratagem Strattagemma, m. 0 — Strictement, adv. Strictly Strettamente, av. 0 = Strophe, f. Stanza Stanza, f. (y . Stupeur, f. Stupor Stupore, m. 0 .. Stupide, adj. m. Stupid Stupido, ag. m. / - Stupide, adj. f. Stupid Stupida, ag. f. / = Stupidement, adv. Stupidly Stupidamente, av. / • Stupidité, f. Stupidity Stupidita, f. / ... Style, m. Style Stile, m. A - Subit, adj. m. Immediate Immediato, ag. ni. A = Subite, adj. f. Immediate Immediata, ag. f. A . Subjonctif, m. Subjunctive Suggiontivo, m. A .. Sublime, adj. m. High Sublime, ag. m. T - Subordination, f. Subordination Subbordinazione, f. T = Subside, m. Subsidy Sussidio, m. T K Subsides, pi. Subsidies Sussidj, pi. T .. Subsistance, f. Subsistence Sussistenza Substance, f. Substances, pi. SubstaDtif, m. Substantifs, pi. Substitution, f. Subvention, f. Succès, m. Successif, adj. m. Successifs, pi. Successive, adj. f. Successives, pi. Successivement, adv. Succession, f. Successeur, m. Successeurs, pi. Sucre, m. Sucrier, m. Sud, m. Suède, f. Suédois, m- Suédoise, f. Sueur, f. Suffisamment, adv. Suffisance, f. Suffisant, adj. m. Suffisante, adj. f. Suffrage, m. Suffrages, pi. Suggestion, f. Suicide, m. Suie, f. Suisse, f. Suisse, m. Suisses, pi. Suissesse, f. Suivant, adv. Sujet, m. Sujets, pi. Sujétion, f. Sultan, m. Superbe, adj. m. Superbes; pi. Superbe, adj. f. Superbes, pi. Supercherie, f. Superficie, f. Superficiel, adj. m. Superficielle, adj. f. Superficiellement, adv, Superflu, adj. m. Superfluité, f. Supérieur, m. Supérieurs, pi. Supérieur, adj. m. Supérieurs, pi. Supérieure, adj. f. Supérieures, pi. Supérieurement, adv. Supériorité, f. Superlatif (le), m. SUB— SUP Substance Substances Substantive Substantives Entail Subsidy Success Successive Successive Successive Successive By degrees Succession Successor Successors Sugar Sugar-bowl South Sweden Swede Swede Perspiration Enough Sufficien Sufficient Sufficient Vote Votes Suggestion Suicide Soot Switzerland Swiss Swisses Swiss-woman According Subject Subjects Subjection Sultan Superb Superb Superb Superb Cheatery Superficies Superficial Superficial Superficially Unnecessary Superfluity Superior Superiors Superior Superior Superior Superior Wonderfully Superiority The superlative Sostanza, f. Sostanze, pi. Sostantivo, m. Sostantivi, pi. Sostituzione, f. Sovvenzione, f. Successo, m- Successivo, ag. ra. Successivi, pi. Successiva, ag. f. Successive, pi. Gradatamente, av. Successione, f. Successore, m. Successori, pi. Zucchero, m. Zuccheriera, f. Sud, m. Svezia, f. Svedese, m. Svedese, f. Sudore, m. Bastantemente, av. Sufficenza, f. Suffìcente, ag. m. Suffìcente, ag. f. Voto, m. Voti, pi. Suggestione, f. Suicidio, m. Fuligine, f. Svizzera, f. Svizzero, m. Svizzeri, pi. Svizzera, f. Secondo, av. Soggetto, m. Soggetti, pi. Soggezione, f. Sultano, m. Superbo, ag. m. Superbi, pi. Superba, ag. f. Superbe, pi. Soperchieria, f. Superficie, f. Superficiale, ag. m. Superficiale, ag. f. Superficialmente, av. Superfluo, ag. m. Superfluità, f. Superiore, m. Superiori, pi. Superiore, ag m. Superiori, pi. Superiore, ag. f. Superiori, pi. Superiormente, av. Superiorità, f. Superlativo, m. SUP— SYS 7 L - Superstitieuse, adj. f. Superstitious Superstiziosa, ag. f. L = Superstitieuses, pi.! Superstitious Superstiziose, pi. L • Superstitieux, adj. m. Superstitious Superstizioso, ag. m. L •• Superstitieux, pi. Superstitious Superstiziosi, pi. ( - Superstition, f. Superstition Superstizione, f. ( = Supplément, m. Complemen Appendice, f. ( • Supplice Torment Supplizio, m. ( •• Supplices Torments Supplì zj, pi. H - Supportable, adj. m. Tolerable Tollerabile, ag. m. H = Supposition, f. Supposition Supposizione, £. H • Suppression, f . Suppression Soppressione, f. H • Suprématie, f. Supremacy Supremazia, f. 1 — Suprême, adj. m. Supreme Supremo, ag. m. 1 = Sûr, adv. Sure Sicuro, av. Sur, prép. On (upon) Sopra, prep. Sur, adj. m. Sure Sicuro, ag. m. o — Sûrs, pi. • Sure Sicuri, pi. o = Sûre, adj. f. Sure Sicura, ag. f. 0 . Sures, pi. Sure Sicure, pi. 0 .. Sur le tard, adv. Late in the evening Sul tardi, av. 1 - Sur le, pr. m. s. Upon the (on the) Sul, prep. m. s. "1 = Sur les, pi. Upon the (on the) Sui, pi. "1 . Sur le, prép. m. s. Upon the (on the) Sullo, prep. m. s. 1 .. Sur les, pi. Upon the (on the) Sugli, pi. ) - Sur la, prép. f. s. Upon the (on the) Sulla, prep. f. s. ) = Sur les, pi. Upon the (on the) Sulle, pi. ) . Surnaturel, adj. m. Supernatural Sopranaturale, ag. m. ) .. Surnaturelle, adj. f. Supernatural Sopranaturale, ag. f. + - Surnaturelles, pi. Supernatural Sopranaturali, pi. + = Surprenant, adj. m. Surprising Sorprendente, ag. m. + . Surprise, f. Surprise Sorpresa, f. + .. Surprises, pi. Surprises Sorprese, pi. -^ — Surtout, adv. Above all Sopratutto, av. *»«. = Suspect, adj. m. Suspected Sospetto, ag. m. >« . Suspects, pi. Suspected Sospetti, pi. ^N . . Suspecte, adj. f. Suspected Sospetta, ag. f. p - Suspectes, pi. Suspected Sospette, pi. p = Sus, adv. Upon Sopra, av. p . Sus, int. Come on Su dunque, int. p .. Susceptibilité, f. Susceptibility Suscettibilità, f. V - Susceptible, adj. m. f. Susceptible Suscettibile, ag. m. V = Susceptibles, pi. Susceptible Suscettibili, pi. V . Suspect, adj. m. Suspect Sospetto, ag. m. V .. Suspecte, adj f. Suspect Sospetta, ag. f. 0 — Suspectes, pi. Suspect Sospette, pi. 0 = Suspens, adj. m. Suspended Sospeso, ag. m. 0 . Svelte, adj. m. Sight Svelto, ag. m. 0 .. Syllabe, f. Syllable Sillaba, f. / - Syllabes, pi. Syllables Sillabe, pi. / = Sympathie, f. Sympathy Simpatia, f. / • Sympathies, pi. Sympathies Simpatie, pi. / •• Synonyme, adj. m. Synonymous Sinonimo, ag. m. A - Synonymes, pi. Synonymous Sinonimi, pi. A = Syntaxe, f. Syntax Sintassi, f . A . Synthèse, f. Synthesis Sintesi, f. A •• Système, m. System Sistema, m. T- Systèmes, pi. Systems Sistemi, pi. T = Systématique, adj. m. Systematical Sistematico, ag. m. T • Systématiques, pi. Systematical Sistematici, pi. T •• Systématique, adj. f. Systematical Sistematica, ag. f. 753 754 L — I Systématiques, pi. SYS— TAR 1 Systematical L ^Systématiquement, adv. [Systematically | Sistematiche, pi. | Sistematicamente, av. L • Ta, pr. pos. f. s. Thy Tua (la), pr. poss. f. s. Tabac, m. Tobacco Tabacco, m. ( — Tabac en poudre, m. Snuff Tabacco in polvere, av ( == Tabatière, f. Snuff box Tabacchiera, f. Table, f. Table Desco, m. Table d'hôte (à), f . Ordinary A tavola rotonda, f. H- Table, f . Table Tavola, f. H = Tables, pi. Tables Tavole, pi. H • Table à manger, f. Dining table Mensa, f. H •• Tables à manger, pi. Dining tables Mense, pi. 1 - Tableau, m. Picture Quadro, m. 1 = Tableaux, pi. Pictures Quadri, pi. 1 . Tablier, m. Apron Grembiale, m. 1 •• Tâche, f. Stain Macchia, f. o — Taches, pi. Stains Macchie, pi. o = Tacitement, adv. Tacitly Tacitamente, av. 0 . Taciturne, ad|. m. Silent Taciturno, ag. m. o .. Tact, m. Feeling Tatto, m. 1 - Tactique, f. Tactic Tattica, f. 1 = Taffetas, m. Taffetas Taffetà, m. 1 . Taie d'oreiller, f. Pillow case Fodera di granciale, f. 1 .. Taille, f. Size Statura, f. ) — Tailleur, m. Tailor Sarto, m. ) = Tailleurs, pi. Tailors Sarti, pi. ) . Talent, m. Talent Ingegno, m. ) .. Talents, pi. Talents Ingegni, pi. + — Talon, m. Heel Calcagno, m. + = Talon, pi. Heels Calcagni, pi. + . Tambour (homme), m. Drummer Tamburino (uomo), m. + .. Tambours, pi. Drummers Tamburini, pi. -^ — Tambour (instrum.), m. Drum Tamburo, m. — Tambours, pi. Drums Tamburi, pi. "»>. . Tamise, f. Thames Tamigi, m. •^ . . Tandis que, adv. Whilst Mentre che, av. p - Tante, f. Aunt Zia, f. p = Tant, adj. m. adv. So much Tanto, ag. m. p . Tant, pi. So many Tanti, pi. p .. Tant, adj. f. adv. So much Tanta, ag. f. V — Tant, pi. So many Tante, pi. V = Tant, aussi, ad. So much Cotanto (tanto), av. V . Tant mieux, adv. So much the better Tanto meglio, av. v .. Tant pis, adv. So much the worse Tanto peggio, av. 0 — Tant que, adv. As long as Tanto che, av. 0 = Tantôt, adv. By and by Or ora, av. (fra poco) 0 . Tapage, m. Racket Fracasso, m. 0 .. Tapis, m. Carpet Tappeto, m. / - Tapis, pi. Carpets Tappeti, pi. / = Tapissier, m. Upholsterer Tappezziere, m. / • Tapissiers, pi. Upholsterers Tappezziere, pi. / .. Tapisserie, f. Tapestry Tappezeria, f. A — Tapisseries, pi. Tapestries Tappezzerie, pi. A = Tard, adv. Late Tardi, av. A • Tardif, adj. m. Slow Tardivo, ag. m. A .. Tardive, adj. L Slow Tardiva, ag. f. TAS— TET 755 L - Tas, m. Heap Mucchio, m. L = Tasse, f. Cup Tazza, f. L • Tasses, pi. Cups Tazze, pi. L .. Tasse à thé, f. Tea cup Tazza da tè, f. ( - Tasses à thé, pi. Tea cups Tazze da tè, pi. ( = Tâtons (à), adv. Groping Tastone, av. C . Taux, m. Prises Tassa, f. ( .. Te, pr. pers. ace. Thee Te, pr. pers. acc. H- Te en, pron. Of him (of ther, of it) Te ne, pron. H = Teint, m. Complexion Carnagione, f. H . Teinturier, m. Dyer Tintore, m. H .. Tel, pron. ind. m. Such Tale, pr. ind. m. 1 - Tels, pi. Such Tali, pi. 1 = Telle, pr. ind. f. Such Tale, pr. ind. f. 1 • Telles, pi. Such Tali, pi. 1 •• Télégraphe, m. Telegraph Telegrafo, m. o — Télégraphique, adj. m. Telegraphic Telegrafico, ag. m. o = Télégraphiques, pi. Telegraphic Telegrafici, pi. o . Télégraphique, adj. f. Telegraphic Telegrafica, ag. f. 0 .. Télégraphiques, pi. Telegraphic Telegrafiche, pi. 1 - Témérité, f. Rashness Temerità, f. 1 = Témoignage, m. Testimony Testimonianza, f. 1 . Témoin, m. Witness Testimonio, m. 1 .. Témoins, pi. Witnesses Testimonj, pi. ) - Tempe, f. Temple Tempia, f. ) = Tempes, pi. Temples Tempie, f. pi. ) . Température, f. Temperature Temperatura, f. ) .. Tempérament, m. Constitution Temperamento, m. H Tempête, f. Tempest Tempesta, ì. (procella, f.) + = Tempêtes, pi. Tempests Tempeste, pi. (procelle, + . Temple, m. Temple Tempio, m. [pi.) + .. Temples, pi. Temples Tempj, pi. ->>. — Temps, m. Time Tempo, m. *•«* = Temps, pi. Times Tempi, pi. ^v. Tendance, f. Tendency Tendenza, f. *-». . . Tendant, adj. m. Tending Tendente, ag. m. P - Tendante, adj. f. Tending Tendente, ag. f. P = Ten^-?, adj. m. Tender Tenero, ag. m. P • Tendres, pi. Tender Teneri, pi. P •• Tendre, adj. f. Tender Tenera, ag. f. V - Tendres, pi. Tender Tenere, pi. V = Ténèbres, f. pi. Darkness Tenebre, f. pi. v . Tentation, f. Temptation Tentazione, f. v .. Tentative, f. Attempt Tentativa, f. 0 — Tente, f. Tent Tenda, f. 0 = Tentes, pi. Tents Tende, pi. 0 . Terme, m. Term Termine, m. 0 .. Terrain, m. Ground Terreno, ro. 1 - Terrasse, f. Terrace Terrazzo, m. 1 = Terre, f. (monde) Earth Terra, f. 1 • Terre, f. Ground Terra, f. 1 .. Terrible, adj. m. f. Terrible Terribile, ag. m. f. A - Terribles, pi. Terrible Terribili, pi. A = Territoire, m. Territory Territorio, m. A • Tes, pr. pos. f. pi. Thy Le tue, pr. pos. f. pi. A •• Tes, pr. pos. m. pi. Thy I tuoi, pr. pos. m. pi- T- Testament, m. Will Testamento, m. T = Tète, f. Head Capo, m. T • Tète, f. Head Testa, f. T •• Tètes, pi. [Heads Teste, pi. 756 TEX— TON L - Texte, pi. Text Testo, m. L = Théâtre, m. Play house Teatro, m. L • Théâtres, pi. Play houses Teatri, pi. L •• Théière, f. Tea pot Taso da tè, ni. ( - Théières, pi. Tea pots Vasi da tè, pi. ( = Thé, m. Tea Tè, m. ( • Thème, m. Exercise Tema, m. ( .- Théologie, f. Theology Teologia, f. H - Théoricien, m. A mere theorist Teorico, m. H = Théorie, f . Theory Teoria, f. H ■ Termes, m. pi. Thermes Terme, f. pi. H •• Thermomètre, m. Thermometer Termometro, m. 1 — Tibre (fleuve), m. Tiber Tevere (fiume), m. 1 = Tien (le), pr. poss. m. Thine Tuo, pr. poss. m. 1 • Tiens (les), pi. Thine Tuoi (i), pi. 1 .- Tienne (la), pr. poss. f. Thine Tua (la), pr. poss. f. o — Tiennes (les), pi. Thine Tue (le;, pi. o = Timbre, m. Stamp Bollo, m. o . Timide, adj. m. Timorous Timido, ag. m. o .. Timides, pi. Timorous Timidi, pi. 1 - Timide, adj. f. Timorous Timida, ag. f. 1 = Timides, pi. Timorous Timide, pi. Timidement, adv. Timorously Timidamente, av. Timidité, f. Timidity Timidezza, f. ) — Tiroir, m. Drawer Tiratojo, m. ) = Tiroirs, pi. Drawers Tiratoj-, pi. Tisane, f. Ptisan Tisana, 1. Titre, m. Title Titolo, m. -1 Titres, pi. Titless Titoli, pi. — = Tocsin, m. Alarm bell Campana a martello, f. + . Toi (à toi), pron. To thee Te (a te), pron. + .. Toi, pr. Thee Te, pron. ^, — Toi-même, pr. réfi. Thy self Tu (te stesso), pr. recipr. ^-. = Toi, te, ace. Thee Te, ti, acc. ~*. . Toile, £. Lumen cloth Tela, f. ^ Toile, f. Cloth Tela, f. p — Toilette, f. Toilet Toletta. 1. ? = Toit, m. Roof Tetto, m. F . Toits, pi. Roofs Tetti, pi. P .. Tolérance, f. Toleration Tolleranza, f. V — Tolérant, adj. m. Friend to toleration Tollerante, ag. m. V = Tolérance, adj. f. Friend to toleration Tollerante, ag. f. v . Tombeau, m. Torn!) Tomba, f. v .. Tombeaux, pi. Tombs Tombe, pi. 0 — Tome, m. Volume Tomo, ni. 0 = Ton, pr. poss. m. Thy Il tuo, pr. poss. m. 0 . Ton, pr. poss. m. Thiiie Tuo, pr. poss. m. s. 0 .. Ton beau-frère, m. Thy brother in law Tuo cognato, ni. / — Ta belle-sœur, f. Thy sister in law Tua cognata, f. / = Ta bru, f. Thy daughter in law Tua nuora, f. / . Ton cousin, m. Thy cousin Tuo cugino, m. / •• A — Ta cousine, f. Thy cousin Tua cugina, f. Ta femme, f. Thy wife Tua moglie, f. A = A • Ton fils, m. Thy son Tuo figlio, m. Ta fille, f. Thy daughter Tua figlia, f. A •• Ton frère, m. Thy brother Tuo fratello, m. T — Ton gendre, m. Thy son in law Tuo genero, m. T = Ton grand-père, m. Thy grand father Tuo nonno, ni. T • Ta grand'mère, f. Thy grand mother Tua nonna, f. T •• Ton mari, m. Thj nusband Tuo marito, m. Ta mère, f. Ton neveu, m. Ta nièce, f . Ton oncle, m. Ton père, m. Ta sœur, f. Ta tante, f. Tonneau, m. Tonneaux, pi. Tonnerre, m. Tonnerres, pi. Torchon, m. Torchons, pi. Torrent, m. Torse, m, Tort, m. Torts, pi. Tort (à), adv. Total, adj. m. Totale, adj. f. Total (tout entier), a. m. Toucher, m. Toujours, adv. Tour à tour, adv. Tour, f. Tours, pi. Tourbillon, m. Tourbillons, pi. Tourment, m. Tourments, pi. Tournure, f. Tourte, f. Tout ensemble, adv. Tous deux, adj. pi. Tous les jours, adv. Tous, adj. pi. m. Tout, adj. m. Toute, adj. f. Toutes, pi. Tout de suite, adv. Tout bas, adv. Tout-à-fait, adv. Tout ce que (qui), pr. ind Tout-à-1'heure, adv. Tout-à-1'heure, adv. Tout autour, adv. Tout^à-coup, adv. Tout au plus, adv. Tout autrement, adv. Toutefois, adv. Tout de suite, adv. Tout doux, adv. Tout-puissant, adj. m. Toux, f. Tracas, m. Trace, f. Traces, pi. Tradition, f. Traduction, f. Traductions, pi. TAM— TRU Thy mother Thy nephew Thy niece Thy uncle Thy father Thy sister Thy aunt Tun Tuns Thunder Thunders Dish clout Dish clouts Torrent Statue without a Injury Injuries Wrongfully Total Total Whole Feeling Always By turns Tower Towers Whirlwind Whirlwinds Torment Torments Manner Pie Altogether Both Every day All All All All Immediately Softly Thoroughly Whatever By and by Presently Round about Suddenly At most Quite otherwise Yet Immediately Softly Omnipotent Cough Bustle Mark Marks Tradition Version Versions /o/ Tua madre, f. Tuo nipote, m. Tua nipote, f. Tuo zio, m. Tuo padre, m. Tua sorella, f« Tua zia, f. Botte, f. Botti, pi» Tuono, m. Tuoni, pi. Strofinacele, m. Strofinacci, pi. Torrente, m. head Torso, m. Torto, m. Torti, pi. A torto, av. Totale, ag. m. Totale, ag. f. [ni. Totale (tutto intero), ag. Tatto, m. Sempre, av. A vicenda, av. Torre, f. Torri, pi. Turbine, m. Turbini, pi. Tormento, ni. Tormenti, pi. Portamento, m. Torta, f. Tutt'insieme, av. Ambedue, ag. pi. Aqui giorno, av. Tutti, ag. m. pi. Tutto, ag. m. Tutta, ag, f. Tutte, pi. Tosto, av. (subito) Piano, av. Affatto, av. Tuttocio che, pr. ind. Poco fa, av. Presentemente, av. In giro, av. All'improviso, av. Tutto al pili, av. Tutto altrimenti, av. Tuttavia, av. Subito, av. Pian' piano, av. Omnipotente, ag. m Tosse, f. Imbarazzo, m. Traccia, f. Tracce, pi. Tradizione, f. Traduzione, f. Traduzioni, pi. Trafic, m. Tragédie, f. Tragédies, pi. Tragédien, m. Tragédienne, f. Tragique, adj. m. Tragique, adj. t". Tragiquement, adv. Trahison, f. Trahisons, pi. Train, m. Trait, m. Traits, pi. Traitement, m. Traitements, pi. Traité, m. Traités, pi. Traite des Nègres, f. Traître, adj. m. Traîtres, pi. Traîtresse, adj. f. Traîtresses, pi. Traîtreusement, adv. Tranchant, adj. m. Tranchante, adj. f. Tranquille, adj. m. Tranquilles, pi. Tranquille, adj. f. Tranquilles, pi. Tranquillement, adv. Tranquillité, f. Transaction, f. Transcendant, adj. m. Transformation, f . Transgression, f. Transmission, f. Transparent, adj. m. Transparente, adj. f. Transpiration, f. Transport, m. Travail, m. Travaux, pi. Travail à l'aiguille, m. Travers (à), prép. Travers (de), prép. Traverse, f. Traversée, f. Traversin, m. Tremblement de terre,m Tremblement, m. Trépas, m. Très, superi. Très-agréable, adj, m. Très-agréable, adj. f. Très-aimable, adj. m. Très-aimable, adj. f. Très-beau, adj. m. Très-beau, adj. m. Très-belle, adj. m. Très-bien, adj. m. TRA— TRÉ Traffic Tragedy Tragedies Tragedian Tragedian Tragical Tragical Tragically Treachery Treacheries Train Deed Deeds Treatment Treatments Treaty Treaties Slave trade Treacherous Treacherous Treacherous woman Treacherous women Treacherously Sharp Sharp Quiet Quiet Quiet Quiet Quietly Tranquillity Agreement Transcendant Transformation Transgression Transmission Transparent Transparent Perspiration Transport Work Works Needle work Through A cross Traverse Passage Bolster Earth quake Trembling Death Very Very agreeable Very agreeably Very lovely Very lovely Very fine Very graceful Very graceful Very well Traffico, m. Tragedia, f. Tragedie, pL Attor tragico, m. Attrice di tragedia, f. Tragico, ag. m. Tragica, ag. f. Tragicamente, av. Tradimento, m. Tradimenti, pi. Treno, m. Tratto, m. (buon'azzione | Tratti, pi. Trattamento, m. Trattamenti, pi. Trattato, m. Trattati, pi. Tratta de' Mori, f. Traditore, ag. m. Traditori, pi. Traditrice, ag. f. Traditrici, pi. A tradimento, av. Tagliente, ag. m. Tagliente, ag. f. Tranquillo, ag. m. Tranquilli, pi. Tranquilla, ag. f. Tranquille, pi. Tranquillamente, av. Tranquillità, f. Transazione, f» Trascendente, ag. m. Trasformazione, f. Trasgressione, t Trasmissione, f.Trasparente, ag. m. Trasparente, ag. f. Traspirazione, f. Trasporto, m. Lavoro, m. Lavori, pi. Lavoro d'ago, m. A traverso, prep. Di traverso, prep. Traversa, f. Tragitto, m. Capezzale, m. Terremuoto, m. Tremore, m. Morte, f. Issimo, i, a, e, superi, m. f . Piacevolissimo, ag. m. Piacevolissima, ag. f. Amabilissimo, ag. m. Amabilissima, ag. f. Bellissimo, ag. m. Graziosissimo, ag. m. Graziosissima, ag. f. Benissimo, ag. m. TRÉ— TRI 759 L - Très-bon, adj. m. Very good Buonissimo, ag. m. L = Très-bons, pi. Very good Buonissimi, pi. L . Très-bonne, adj. t. Very good Buonissima, ag. f. L •• Très-bonnes, pi. Very good Buonissime, pi. ( - Très-bon, adj. m. Very good Ottimo, adj. m. ( = Très-cher, adj. m. Very beloved Carissimo, ag. m. ( . Très-chers, pi. Very beloved Carissimi, pi. ( .. Très-chère, adj . f. Very beloved Carissima, ag. f. H- Très-chères, pi. Very beloved Carissime, pi. H = Très-cher ami, m. Very beloved friend Carissimo amico, m. H • Très-chère amie, f. Very beloved frieniC Carissima amica, f. M -. Très-dévoué, adj. m. Very devoted Devotissimo, ag. m. 1 - Très-dévoué serviteur, Very devoted servant Devotissimo servo, ni. 1 = Très-dévouée, adj. f. [m. Very devoted Devotissima, ag. f. 1 Très-joli, adj. m. Very pretty Leggiadro, ag. m. 1 .- Très-jolie, adj. f. Very pretty- Leggiadra, ag. m. o — Très-mauvais, adj. m. Very bad Cattivissimo, ag. ni. o = Très-mauvais, pi. Very bad Cattivissimi, pi. o . Très-mauvaise, adj. f. Very bad Cattivissima, ag. 1 o .. Très-mauvaises, pi. Very bad Cattivissime, pi. 1 - Très-obligé, adj. m. Very obliged Obbligatissimo, ag. m. "1 = Très-obligée, adj. f, Very obliged Obbligatissima, ag. f. 1 . Très-obéissant, adj. m. Very obedient Obbedientissimo, ag. m. 1 .. Très-obéissante, adj. f. Very obedient Obbedientissima, ag. f. ) - Très-obéissant serviteur, Very obedient servant Obbedientissimo servo, ) = Trésor (public), m. [m. Treasury Tesoreria, f. [m. ) . Trésor, m. Treasure Tesoro, m. ) .. Trésors, pi, Treasures Tesori, pi. + — Trésorier, m. Treasurer Tesoriere, m. + = Tresse, f. Plaited Treccia, f. + • Trêve, f. Truce (intermission) Tregua, f . + .. Trêve, f. Cessation of arms Tregua, f. "^. — Tribulation, f. Tribulation Tribolazione, f. *»* = Tribun, m. Tribune Tribuno, m. -^ . Tribunal, m. Court of justice Tribunale, m. *•>. . . Tribunaux, pi. Courts of justice Tribunali, pi. p - Tribune, f. Rostrum Tribuna, f. e = Tribut, m. Tribute Tributo, m. p . Tributs, pi. Tributes Tributi, pi. p .. Tributaire, adj. m. Tributary Tributario, ag. m. v - Tributaires, pi. Tributaries Tributarj, pi. v = Tricherie, f. Cheat Truffa, f. v . Tricolore, adj. f. Of three colours Tricolore, ag. f. v .. Tricolore, adj. m. Of three colours Tricolore, ag. ni. e — Trimestre, m. Of three months Trimestre, m. 0 = Trinité, f. Trinity Trinità, f. 0 Triomphant, adj. m. Triumphant Trionfante, ag. m. 0 .. Triomphante, adj. f. Triumphant Trionfante, ag.X / ~ Triomphe, m. Triumph Trionfo, m. / = Triomphes, pi. Triumph Trionlì, pi. / • Triomphal, adj. m. Triumphal Trionfale, ag. ni. / - Triomphale, adj. f. Triumphal Trionfale, ag. f. A - Tripotage, m. Medley Guazzabuglio, ni. A = Triste, adj. m. Sorrowful Mesto, ag. ni. A Tristes, pi. Sorrowful Mesti, pi. A •• Triste, adj. f. Sorrowful Mesta, ag. f. T - Tristes, pi. Sorrowful Meste, ag. pi. T = Tristement, adv. Sorrowfully Mestamente, av. T • Tristesse, f. Sorrow Mestizia, f. T •• Trivial, adj. m. Trivial Triviale, adj. m. 760 TRI— TYR L - Triviale, adj. f. Trivial Triviale, ag. f. L = Triviales, pi. Trivial, Triviali, pi. L • Trivialité, L Trivialness Trivialità, f. L • Trois fois, adv. Three times Tre volte, av. ( - Trompe, f. Trumpet Tromba, f. ( = Trompette, f. Trumpet Tromba, f. ( . Trompettes, pi- Trumpets Trombe, pi. ( •• Trompette, m. (homme) Trumpeter Trombetta (uomo), m. H - Trompe d'éléphant, f. Proboscis- Proboscide, f. H = Trompeur, m. Deceitful Ingannatore, m. H • Trompeuse, f. Deceitful Ingannatrice, t H •• Tromperie, f . Cheating Inganno, m. 1 — Tromperies, pi. Cheatings Inganni, pi. r = Trône, m. Throne Trono, m. i • Trônes, pi. Thrones Troni, pi. i .. Trop, adv. et adj. m. Too much Troppo, ag. m. 0 — Trop, pi. Too many Troppi, pi. 0 = Trop, adv. et adj. f. Too much Troppa, av. e ag. f. 0 . Trop, pL Too many Troppe, pi. o .. Trop cher, adj. m. Too dear Troppo caro, ag. m. 1 - Trop chers, pi. Too dear Troppo cari, pi. "I = Trop chère, adj. f. Too dear Troppo cara, ag. f. Trop chères, pi. Too dear Troppo care, pi. Trot, Trot Trotto, m. ) — Trottoir, m. Foot-path Marciapiede, m. ) = Trottoirs, pi. Foot-paths Marciapiedi, pi. Trouble, m. Uneasiness Turbamento, m. Troubles, pL Uneasinesses Turbamenti, pi. + — Troupeau, m. Drove (herd) Armento, m. (greggia, f.) + = Troupeaux, pi. Droves Armenti, pl.(greggie,pl.) + . Troupe, f. Troop Truppa, f. + • • Troupes, pi. Troops Truppe, pi. *»*. — Trou de la serrure, m. Key hole Buco della chiave, m. >v = Trou, m. Hole Buco, m. ""», . Trous, pi. Holes Buchi, pi. ""«N . . Trousseau, m. Drove Corredo, m. p — Truite, f. Trout Trotta, f. p - Truites, pi. Trout Trotte, pi. p . Tu, pron. pers. Thou Tu, pr. pers. p .. Tudesque, adj. m. Old teutonic Tedesco, ag. m. v — Tuileries (les), f- pi. Tuileries Le Tuilerie, f. pi. V = Tulipe, f. Tulip Tulipano, m. V . Tulipes, pi. Tulips Tulipani, pi. v .. Tulle, m. Tulle Merletto, m. 0 — Tumulte, m. Tumult Tumulto, m. id = Tunique, f. Tunic Tonaca, f. 0 . Turban, m. Turban Turbante, nu 0 .. Turc, m. Turck Turco, m. 1 ~ Turcs, pi. Turcks Turchi, pi. 1 - Turin (v.), m. Turin Torino (e), m . / • Turquie, f. Turkey Turchia, f. / •• Turc (le), m. Turkish language Turco (il), m. A — Turpitude, f. Turpitude Turpitudine, f. A = Tutelle, f. Guardianship Tutela, f. A • Tuteur, m. Guardian Tutore, m. A •• Tuyau, m. Tube Tubo, m. T- Type Type Tipo, m. T = Tyran, m. Tyrant Tiranno, m. T . Tyrans, pi. Tyrants Tiranni, pi. T .. Tyrannie, f.^ Tyranny Tirannia, l »» L — iTyrannìque, adj. m. TYR— UTI [Tyrannical 61 I Tirannico, ag. m. U L = Un, m. L . Un, m. L •• Unanimité, f. ( — Un an, m. ( = Une, f. ( . Une, f. ( •• Une autre fois, adv. H- Une fois, adv. -\ = Une demi-heure, f. H • Une heure, f. H .. Une minute, f. 1 — Un, m. 1 = Une, f. I • Uns (les), pi. m. 1 •• Une, f. o — Unes ( les ), pi. 0 = Union, f. o . Uni, adj. m. o .. Unis, pi. 1 - Unie, adj. f. 1 = Unies, pi. -] . Uniforme, adj. m. f. 1 .. Uniformes, pi. ) — Uniforme, m. ) = TJnif ormes, pi. ) . Uniformité, f. ) .. Uniment, adv. H Union, L + = Unique, adj. m. + . Unique, adj. f. + •* Uniquement, adv. •«>. — Unité, f. •^ = Univers, m. ^ . Universel, adj. m. •v. .. Universelle, adj. f. p - Université, f. p = Universités, pi. p . Un petit peu, adv. ? .. Un peu tard, adv. V — Un quart d'heure, m V = Un siècle, m. v . Urgent, adj. m. v .. Urgente, adj. f. 0 — Usage, m. 0 — Usages, pi. 0 . Usité, adj. m. 0 .. Usités, pi. / - Usitée, adj. f. / = Usitées, pi. / . Usuel, adj. m. / .. Usuelle, adj. f. A ~ Usurpateur, m. A = Usurpation, f. A • Utilement, adv. A .. Utile, adj. m. A An Unanimety A year A An Once more Once Half an hour An hour A minute One One Some One Some Union United United United United Uniforme Uniforme Regimental Regimentals Uniformity Smoothly Union Only Only Only Unity Universe Universal Universal University Universities Ever so little Latish A quarter of an hour An age Urgent Urgent Custom (use) Customs (uses) Used Used Used Used Usual Usual Usurper Usurpatioa Usefully Useful Uno, m. Uno, m. Unanimità, f. Un anno, m. Una, f. Una, f. Un' altra volta, av. Una volta, av. Una mezz'ora, f. Un' ora, f. Uà minuto, m. Uno, m. Una, f. Uni (gli), pi. m. Una, f. Une (le), pi. Unione, f. Unito, ag. ni. Uniti, pi. Unita, ag. f. Unite, pi. Uniforme, ag. f. Uniformi, pi. Uniforme, m. Uniformi, pi. Uniformità, t Unitamente, av. Unione, f. Unico, ag. m. Unica, ag. f. Unicamente, av. Unita, f. Universo, f. Universale, ag. m. Universale, ag. f. Università, f. Università, pL Un tantino, av. Un poco tardi, av. Un quarto d'ora, m. Un secolo, m. Urgente, ag. m. Urgente, ag. f. Uso, m. Usi, pi. in uso, ag. m. In uso, pi. in uso, ag. f. In uso, pi. Usuale, ag. m. Usuale, ag. f. Usurpatore, m. Usurpazione, f. Utilmente, av. Utile, ag. m. 64. L —[Utiles, pb L = I Utilité, f. Ufi— VAP ] Useful Usefulness lutili, pi. [Utilità, f. L . Vacances, f: pi. Holydays L •- Vacant, adj. m. Vacant ( - Vacante, adj. f.- Vacant ( = Vacarme, m. Noise ( • Vache, f. Cow ( • • Vaches, pi: Cows H - Vacherie, f. A cow-house H = Vacillant, adj. ni. Reeling H . Vacillante, adj. f. Reeling H .- Vagabondage, m. Vagrancy 1 - V gabond, adj, m. Wandering \ = Vagabonds, pi. Wandering 1 . Vagabonde, adj. f. Wandering i Vague, adj. m. Vague o — Vague, f. Wave o = Vagues, pi. Waves 0 Vaillamment, adv. Valiantly 0 .. Vaillance, f. Bravery 1 - Taillant, adj. m. Valiant 1 = Vaillante, adj. L Valiant 1, Vain, adj. m. Vain 1 Vaine, adj. f. Vain ) — Vain (en), adv. Vainly Vainement, adv. Vainly ) . Vainqueur, m. Conqueror ) .. Vainqueurs, pi. Conquerors -r — Vaisseau, m. Ship - = Vaisseau, pi. Ships + . Vaisselle, f. Plate + .. ^aisselle d'argent, f. Silver plate -. — Valet de chambre, m. Valet ^ = Valeur, f. Valour \ Valeureusement, adv. Valiantly "-*. . . Valeureux, adj. m. Valiant ? — Valeureuse, ad. f. Aaliant ? = Validement, adv. Validly ? . Validité, f. Validity 9 • • Valise, f. Valise V - Vallée, f. Valley Vallées, pi. Valleys v • Vallon, m. Little" valley V •• Vallons, pi. Little valley 0 — Valse, f. Waltz .0 == Vanille, f. Vanella 0 . Vanité, f. Vanity 0 .. Vaniteux, adj. m. Childishly / ~ Vaniteuse, adj. m. Childishly / = Vanterie, f. Boasting / • Va nteries, pi. Boasting / .. Vanteur, m. Boaster A — Vanteuse, f Boaster A = Vapeur, f. Vapour A . Vapeurs, pi. Vapours A •• Variabilité, f. Variableness Vacanze, f. pi. Vacante, ag. m* Vacante, ag. f. Chiasso, m. Vacca, f. Vacche, pi. Stalla di vacche,, f. Vaccinante, ag. ni. Vaccinante, agi f. Vagabondila, f. Vagabondo, ag. m. Vagabondi, pi. Vagabonda, ag. f. Vago, ag. m. Flutto, m. Flutti, pi. Valorosamente, av, Prodezza, f. Valoroso, ag. ra. Valorosa, ag. f. Vano, ag. m. Vana, ag. ì. In vano, av. Vanamente, av. Vincitore, m. Vincitori, pi. Vascello, m. Vascelli, pi. Vasellame, m. Vasellame d'argento, m. Cameriere, m. Valore, m. Valorosamente, av. Valoroso, ag. m. Valorosa, ag. f. Validamente, av. Validità, f. Valigia, f. Valle, f. Valli, pi. Valletta, f. Vallette, pi. Valzo, m. Vaniglia, f. Vanita, f. Vanitoso, ag. m. Vanitosa, ag. f. Millanteria, f. Millanterie, pi. Millantatore, m. Millantatrice, f. Vapore, m. Vapori, pi. Variabilità, f. VAR— VER L - Variable, adj. m. f. Variable L = Variables, pL Variable L • Variant, adj. m* Variable L •• Variante, adj. i Variable ( - Variation, f. Variation ( = Variations, pi. Variations ( • Variété, f. Variety ( •• Varsovie (v.) Warsaw H- Vase, m. Vase H = Vases, pi. Vases H Vasinghton (v.) Washington- H •• Vassal, m. Vassal 1 — Vassaux, pi. Vassals 1 = Vaste, adj. m. Extensive 1 . Vaste, adj. f. Extensive 1 •• Vatican, m. Vatican o — Vaudeville, m. Ballad o = Vautour, m. Vulture 0 . Veau, m. Calf o .. Veau, m. Heifer 1 - Vegetable, adj. m. Vegetative 1 = Végétal, m. Vegetable 1 . Végétation, f. Vegetation 1 .. Végétaux, m. pi. Vegetables ) — Véhémence, f. Vehemence ) = Veille, f. Waking up ) . Veille, f. Eve ) . Veine, f. Vein + — Veines, pi. Teins + = Velin, m. (riv.) Velin + . Velléité, f. Velleity 4- .. Vélocifère, m. Light-coach » — Vélocité, f. Velocity ""»N = Velours, m. Velvet •^ Velouté, adj. m. Velvet "«>. .. Vénal, adj. m. Venal P - Vénale, adj. f. Venal P = Vénalité, f. Venality P • Vejndange, f. Vintage P •• Vendredi, m. Friday V — Vendredi saint, m. Good-friday V = Vénérable, ad. m. Venerable v . Vénération, f. Veneration V .. Vengeance, f. Revenge 0 — Venise, f. (v.) Venice 0 = Vent du nord, m. North-wind 0 . Vente, f. Sale 0 .. Vent, m. Wind / - Vents, pi. Winds / = Ventilation, f. Ventilation / . Ventre, m. Belly / .. Vêpres, f. pi. Vespers A — Verbal, adj. m. Verbal A = Verbalement, adv. Verbally A • Verbe, m. Verb A •• Verbes, pi. Verbs T - Verdure, f. Verdure T = Verdures, pi. Verdures T • Vergettes, f. pi. Brush T •• Véridique, adj. m. Veridical 763 Volubile, ag. m. f. Volubili, pi. Variabile, ag. m. Variabile, ag. f. Variazione, f. Variazioni, pi. Varietà, f. Varsovia (c.) Vaso, m. Vasi, pi- Vasington (e.) Vasallo, m. Vasalli, pi. Vasto, ag. m. Vasta, ag. f. Vaticano, m. Canzonetta, f. Avvoltojo, m. Vitello, m. Vitella, f. Vegetabile, ag. m. Vegetale, m. Vegetazione, f. . Vegetali, pi. m. Veemenza, f. Veglia, f. Vigilia, f. Vena, f. Vene, pi. Velino, m. (fiume) Velleità, f. Velocifero, m. Velocita, f. Velluto, m. Vellutato, ag. m. Venale, ag. m. Venale, ag. f. Venalità, f. Vindemmia, f. Venerdì, m. Venerdì santo, m. Venerabile, ag. m. Venerazione, f. Vendetta, f. Venezia, f. ( e. ) Tramontana, f. Vendita, . Vento, m. Venti, pi. Ventilazione, f. Ventre, m. Vespero, m. Verbale, ag. m, Verbalmente, av. Verbo, m. Verbi, pi. Verdura, f. Verdure, pi. Spazzola, f. Veridico, ag. m . 764 VÈR— VID L - Vérification, f. Verification Véritable, adj. m. True L Véritablement, adv. Truly L • • Vérité, f. Truth ( — Vérités, pi. Truths ( = Vermicelle, m. Vermicelli Vermoulu, adj. m Worm-eaten Vermoulus, pi. Worm-eaten H- Vermoulue, adj. f. Worm-eaten H = Vermoulues, pi. Worm-eaten H - Vernis, m. Varnish H •• Vérole (petite), f. Small-pox 1 - Verre, m. Glass 1 = Verres, pi. Glasses 1 • Verre à boire, m. Drinking-glass 1 .. Verres, pi. Drinking-glasses o — Verrou, m. Bolt o = Ver, m. Worm 0 . Vers, pi. Worms 0 .. Vers, adv. Towards 1 - Vers, m. Verse "ì = Vers, pi. Verses 1 . Vers la maison, adv. Home ward 1 .. Vert, m. Green ) - Vert, adj. m. Green ) = Verts, pi. Green ) . Verte, adj. f. Green ) .. Vertes,, pi. Green + — Vertical, adj. m. Vertical + — Vertu, f. Virtue + . Vertus, pi. Virtues + .. Vertueux, adj. m. Virtuous "^ — Vertueux, pi. Virtuous "^ = Vertueuse, adj. f. Virtuous. ^» . Vertueuses, pi. Virtuous . .. Verve, f. Poetical rapture p - Veste, L Waistcoat p = Vestige, m. Vestige p . Vestiges, pi. Vestiges. p .. Vestibule, m. Entry V - Vêtement, m. Vestment V = Vétusté, f. Ancientness V . Veuf, m. Widower V .. Veufs, pi. Widowers 0 — Veuve, f . Widow 0 = Veuves, pi. Widows 0 . Veuvage, m. Widowhood 0 .. Viande, f. Meat 1 ~ Vibration, . Vibration 1 = Vice, m. Vice / • Vices, pi. Vices / .- Viceversa, adv. Vice versa A — Vicieux, adj". m. Vicious A = Vicieuse, adj. f. Vicious A . Vicissitude, f. Change A .. Vicissitudes, pi. Changea T- Victime, f. Victim T = Victimes, pi. Victims T • Victoire, f. Victory T .. Vide, adj. m. Empty Verifica, f. Vero, ag. m. Veramente, av. Verità, f. Verità, pi. Vermicelli, pi. m. Tarlato, ag. m. Tarlati, pi. Tarlata, ag. f. Tarlate, pi. Vernice, f. Vajuolo, m. Vetro, m. Vetri, pi. Bicchiere, m. Bicchieri, pi. Chiavistello, m. Verme, m. Vermi, pi. Verso, av. Verso, m. Versi, pi. Verso casa, av. Verde, m. Verde, ag. m. Verdi, pi. Verde, ag. f. Verdi, pi. Verticale, ag. m. Virtù, f. Virtù, pi. Virtuoso, ag. m. Virtuosi, pi. Virtuosa, ag. £. Virtuose, pi. Estro poetico, ni. Veste, f. Vestigio, m. Vestigj, pi. Atrio, m. Vestimento, m. Vetusta, f. Vedovo, m. Vedovi, pi. Vedova, f. Vedove, pi. Vedovanza, f. Carne, f. Vibrazione, f. Vìzio, m. Vizj, pi. Viceversa, av. Vizioso, ag. m. Viziosa, ag. L Vicenda, f. Vicende, pi. Vittima, f. Vittime, pi. Vittoria, f. Voto, ag. m VID— VIS L - Vide, adj. f. Empty Vota, ag/f.- L = Vides, prl. Empty Vote, pi. L • Vie,.f. Life Vita, f. L •• Vieillard, m. Old man Vecchione, m. ( - Vieillards, pi. Old men Vecchioni, pi. ( = Vieille femme, f. Old woman Vecchiona, f. ( • Vieilles femmes, pi. Old women Vecchione, pi. ( • Vieillesse, f. Old age Vecchiaja, f. H- Vieille, adj. f. Old Vecchia, ag. f. H = Vieilles, pi. Old Vecchie, pi. H ■ Vienne, (v.) Vienna Vienna (v.) H -. Vierge, f. Maiden Vergine, f. 1 - Vieux, adj. m. Old Vecchio, a g. m. 1 = Vieux, pi. Old Vecchi, pi. 1 • Vif-argent, m. Quick silver Argento vivo, m. 1 •• Vif, adj, m. Quick Vivo, ag. m. o — Vifs, pi. Quick Vivi, pi. o = Vigilance, f. Vigilancy Vigilanza, f. 0 . Vigilant, adj. m. Vigilant Vigilante, ag. m. o .. Vigilante, adj. f. Vigilant Vigilante, ag. f. 1 - Vigne, f. Vine-yard Vigna, f. 1 = Vignes, pi. Vine-yards Vigne, pi. 1 . Vigne (cep), f. Vine Vite, f. (ceppo) 1 .. Vignes, pi. Vines Viti, pi. ) - Vignoble, m. Vineyard-lot Vigneto, m. ) = Vigoureusement, adv. Vigorously Vigorosamente, av ) . Vigoureux, adj. Vigorous Vigoroso, ag. io. ) .. Vigoureuse, adj. f. Vigorous Vigorosa, ag. f. + — Vil, adj. m. Vile Vile, ag. m. + => Vile, adj. f. Vile Vile, ag. f. -4- . Vilain, adj. m. Ugly Brutto, ag. m. + •• Vilaine, adj. f. Ugly Brutta, ag. f. -»» — Vigueur, f. Vigour Vigore, m. ->. = Villageoise, f. Country-girl Contadinella, f. ^. Village, m. Village Villaggio, m. v« .. Villages, pi. Villages Villagi, pi. P - Ville, f. Town Citta, f. P = Villes, pi. Towns Citta, pi. P • Vin, m. Wine Vino, m. P -. Vins, pi. Wine Vini, pi- V — Vin de Porto, m. Port-wine Vino di Porto, m . V = Vinaigre, m. Vinagar Aceto, m. v . Violemment, adv. Violently Violentemente, av. v .. Violence, t, Violence Violenza, f. 0 — Violent, adj. m. Violent Violento, ag. m. 0 = Violente, ag. f. Violent Violenta, adj. t 0 . Violette, f. Violet Viola, f. 0 .. Violettes, pi. Violets Viole, pi. 1 - Violon, m. Fiddle Violino, m. / = Violons, pi. Fiddles Violini, pi. / . Virginité, f,. Virginity. Verginità, f. / .. Virginal, adj. m. Virginal Virgineo, ag. m. A - Virgule, f. Comma Virgola, f. A = Virile, adj. f. Male Virile, ag. f. A • Viriles, pi. Male Virili, pi. A -. Virilement, adv. Manly Virilmente, av. T- Virilité, f. Virility Virilità, f. T = Visage, m. Face Viso, m. T • Visible, adj. m. f. Visible Visibile, ag. m. f. T .- Visiblement, adv. Visibly Visibilmente, av. 765 766 VIS— VOL L - Visite, f. Visit Visita, f. L = Visites, pi. Visits Visite, pi. L • Visiteur, m. Visiter Visitatore, m. L •• Vis, f. Vice Vite, f. ( - Vis, pi. Vices Viti, pi. ( = Vite, adv. Quick Presto, av. ( • Vitesse, f. (promptitude) Quickless Prestezza (prontezza), f. ( •• Vitre, m. Pane of glass Vetro, m. H- Vitres, pi. Panes of glass Vetri, pi. H = Vitrier, m. Glazier Vetrajo, m. H . Vitriers, pi. Glaziers Vetraj, pi. H .- Vivacité, f. Vivacity- Vivacità, f. 1 — Vive ! vivai) ! exclam. Huzza ! Viva ! esclam. 1 = Vive, adj. f. Quick Viva, ag. f. 1 • Vives, pi. Quick Vive, pi. 1 •• Vivement, adv. Briskly Vivamente, av. o — Vocabulaire, m. Vocabulary Vocabolario, m. o = Vocabulaires, pi. Vocabularies Vocabolari, pi. 0 . Vocale, f. Oral Vocale, f. o .. Vocales, pi. Oral Vocali, pi. 1 - Vocal, adj. m. Vocal Vocale, ag. m. 1 = Vocale, adj. f. Vocal Vocale, ag. f. 1 . Vocation, f. Vocation Vocazione, f. 1 .. Vœu, m. Vow Voto, m. ) - Vœux, pi. Vows Voti, pi. ) = Voici, adv. Here is Ecco, av. ) . Voie, f. Way Via, f. ) .. Voies, pi. Ways Vie, pi. -f — Voile (de navire), f. Sail Vela (di nave), f. + = Voiles, pi. Sails Vele, pi. + . Voisinage, m. Vicinity Vicinanza, f. + .. Voisin, m. Neighbour Vicino, m. ""»*. — Voisins, pi. Neighbours Vicini, pi. •*^ = Voisine, f. Neighbouring Vicina, f. -«^ . Voisines, pi. Neighbouring Vicine, pi. "-* . . Voiture, f. Coach Vettura, f. p - Voilures, pi. Coaches Vetture, pi. p = Vol, m. Robbery Furto, m. p . Voix, f. Voice Voce, f. p .. Voix, pi. Voices Voci, pi. V — Voix, f. (vote, m.) Vote Suffragio (voto), m. V = Voix, pi. (votes, pi.) Votes Suffraggi (voti), pi. v . Volaille, f. Poultry Pollame, m. v .. Volant, adj. m. Flying Volante, ag. m. 0 — Volant, m. Shuttlecock Volante, m. 0 = Volcan, m. Volcano Volcano, m. 0 . Volcans, pi. Volcanos Volcani, pi. 0 .. Volcanique, adj. m. Volcanic Volcanico, ag. m / - Volcanique, adj. f. Volcanic Vulcanica, ag. f. / = Voleur, m. Thief Ladro, m. / . Voleurs, pi. Thieves Ladri, pi. / .. Volonté, f. Will Volontà, f. A — Volontés, pi. Wills Volontà, pi. A = Volontaire, adj. m. Voluntary Volontario, ag. m. A • Volontaires, pi. Voluntaries Volontarj, pi. A •• Volontairement, adv. Voluntarly Volontariamente, av. T — Volontiers, adv. Willingly Volentieri, av. T = Volubilité, f. Volubility Volubilità, f. T . Volume, m. Volume Volume, m. T •- Volumes, pi. I Volumes Volumi, pi. Volupté, f. Voracité, f. Vos, pron. pos. m. pi. Vos, pron. pos- f. pi. Vote, m. Votes, pi. Votre altesse royale, f. Votre très-humble et très- obéissant serviteur Votre, pr. pos. m. Votre, pr. pos. f. s. Vôtre (la), pr. pos. rei. Vôtres (les), pi. Vôtres (les) Votre beau-frère, m. Votre belle-sœur, f. Votre bru, f. Votre cousin, m. Votre cousine, f. Votre femme, f. Votre lils, 4D. Votre fille, f. Votre frère, m. Votre gendre, m. Votre grand-père, m. Votre grand'mère, f. Votre mari, m. Votre mère, f. Votre neveu, m. Votre nièce, f. Votre oncle, m. Votre père, m. Votre sœur, f. Votre tante, f. Votre majesté, f. Votre sainteté, f. Votre altesse, f. Votre excellence, £. Vouloir, m. Voulu (mal), adj. m. Voulu (bien), adj. m. Vous, pron. Vous, pron. dat. Vous, ace pi. Vous en, pron. dat. ace Vous, vous-même, sing. Vous, vous-mêmes, pi. Voûte, f. Voyage, m. Voyage (long), m. Voyages, pi. Voyageur, m. Voyageurs, pi. Voyageuse, f . Voyelle, i. Voyelles, pi. Vrai (au), adv. Vrai, adj. m Vrais, pi. Vraie, adj. f. VOR— VRA Pleasure Greediness * Your Your Vote Votes Your royal highness Your very humble and devoted servant Your Your Yours Yours Yours Your brother in law Your sister in law Your daughter in law Your cousin Your cousin Your wife Your son Your daughter Your brother Your son in law Your grand father Your grand mother Your husband Your mother Your nephew Your niece Your uncle Your father Your sister Your aunt Your majesty Your holiness Your highness Your excellency Will Hated Lo\ed You You You You Yourself Yourselves Vault Journey Voyage Travels Travellor Travel lprs Travellor Vowel Vowe Truly True True iTrue 767 Voluttà, f. Voracità, f. I vostri, pr. pos. m. pi. Le vostre, pr. pos. f. pi. Voto, suffragio, m. Voti, suff raggi, pi. Vostra altezza reale, f . Vostro umilissimo e de- votissimo servo II vostro, pr. pos. m. La vostra, pr. poss. f. La vostra, pr. poss. Le vostre, pi. I vostri, pi. Vostro cognato, m. Vostra cognata, f. Vostra nuora, f. Vostro cugino, m. Vostra cugina, f. Vostra moglie, f. Vostro tiglio, m. Vostra figlia, f. Vostro fratello, m. Vostro genero, m. Vostro nonno, m. Vostra nonna, f. Vostro marito, m. Vostra madre, f. Vostro nipote, m. Vostra nipote, f. Vostro zio, m. Vostro padre, m. Vostra sorella, f. Vostra zia, f. Vostra maestà, f. Vostra santità, f . Vostra altezza, f. Vostra eccellenza, f. Volere, m. Voluto male, m. Voluto bene, m. Voi, pron. Vi, ve, pr. dat. Vi, ve, acc. pi. Ve ne, pron. dat. acc. Voi stesso, stessa, sing- Voi stessi, stesse, pi. Volta, f. Viaggio, m. Viaggio, m. Viaggi, pi. Viaggiatore, m. Viaggiatori, pi. Viaggiatrice, f. Vocale, f. Vocali, pi. in vero, av. Vero, ag. m. Veri, pi. Vera, ag. f. 768 L - L = L • L .. K - ( = ( • ( •• Vraies, pi. Vraiment, adv. Vue, f. Vues, pi. Vulgaire, adj. m. Vulgaires, pi. Vulgaire, adj. f. Vulgairement, adv. VRA— ZON True Truly Sight Sights Vulgar Vulgar Vulgar Vulgarly Vere, pi. Davvero, av. Vista, f. Viste, pi. Volgare, ag. m. Volgari, pi. Volgare, ag. f. Volgarmente, av. ^ - Y, adv. et pr. Y a-t-il long-temps, adv. Y, pron. rei. Yeux, m. pi. Zèle, m. Zélé, adj. m. Zéphir, m. . Zéphirs, pi. Zéro (néant), m. Zizanie, f. Zodiaque, m. Zone, f. There Ci, av. e pron. How long-since Quanto tempo fa, av To it (to them) Vi, pr. rei. Eyes Occhi, m. pi. z Zeal Zelo, m. Zealous Zelante, ag. m. Zephir Zeffiro, m Zephirs Zenìri, pi. Cypher (nought) Zero (nulla), m. Discord Zizania, f. Zodiac Zodiaco, ni. Zone Zona, f. L - L = L • L^ ) - )I= ) • ) •• H = An An Abacus Abandonment Abasement Abatement Abbev Abbot Abbreviation Abbreviation Abdication Abborrence Abiting (dwelling) Ability Abject Abjection Ablative Ableness (capability) Able (skilful) Alile Abnegation Abode Abolisbment Abominable Abominables Abomination About About (round about) About About Above Above all Abreast Abroad Abrupt Absence Absent Absent Absolute Absolute Absolutely Absolution — j Abstinence = Absurd .Absurd Uno, art. m. Una, art. f. Uno, art. m. Una, art. i". Abaco, m. Abbandono, m. Abbassamento, m. Abbatimento, m. Badia, f. Abate, m. Abbreviazione, f. Abbreviatura, f. Abdicazione, L Abbonamento, m. Abitazione, f. Abilita, f. Vile, ag. m. Villa, f. Ablativo, m. Vigore, m. Abile, ag. m. Capace, ag. m. Rinunzia, f. Residenza, L Abolizione, f. Abbominevole, ag. m. f. Abbominevoli, pi. Abbominio, m. [av. Dintorno (circonvicino), Luogbi circonvicini, pi. Attorno, av. Dintorni, av. Su, av. Sopratutto, av. Di fronte, av. Fuori, av. Subitaneo, ag. m- Assenza, f. Assente, ag. m. Assente, ag. f. Assoluto, ag. m. Assoluta, ag. f. Assolutamente, av. Assoluzione, f. Astinenza, f. Assurdo, ag. m. Assurda, ag. f. Un, une, m. Une, art./. Un, art. m. Une, art. f. Abaque, m. Abandon, m. Abaissement, nt Abattement, m. Abbaye, f. Abbé, m. Abréviation, L Marque d'abréviation, f. Abdication, f. Horreur, f. Demeure, f. Habileté, f. Méprisable, adj. 'm. Lâcheté, f. Ablatif, m. Pouvoir, m. Habile, adj. m. Capable, adj. m. Abnégation, f. Résidence, f. Abolition, f. Abominable, adj. m. f. Abominables, pi. Abomination, f. Alentour, adv. Alentours, pL m. Autour, adv. Dans les environs, adv. En haut, adv. Surtout, adv. De front, adv. Au dehors, adv. Brusque, adj. m. Absence, f. Absent, adj. m. Absente, adj. f. Absolu, adj. m. Absolue, adj. f. Absolument, adv. Absolution, f. Abstinence, f. Absurde, adj. m. Absurde, adj. 65 770 ABS— ADM L — Absurd Assurde, pi. L = Abundance Abbondanza, f. L • Abundant Abbondante, ag. m. L • Abundant Abbondante, ag. f. ( - Abuse Abuso, m. ( = Abuses Abusi, pi. [sa), m. ( • Larder Guarda vivande (dispen- - Abyss Abisso, m. H - Academy Accademia, f. 4 = Academies Accademie, pi. ^ • Academical Accademico, m. H .. Accent Accento, m. 1 - Accents Accenti, pi. 1 = Accept my humble res- Ricevete l'attestato del pect mio umile rispetto 1 . Acceptance Accettazione, f. 1 Access Ingresso, m. o — Accident Accidente, m. o = Accidents Accidenti, pi. o . Acclamation Acclamazione, f. o .. Accommodation Assettamento, m. 1 - Accompaniment Accompagnamento, m. 1 = Accomplice Complice, ag. m. "1 • Agreement Accordo, m. 1 •• According to Secondo, av. ) - Account Acconto, m. ) = Accurate Esatto, ag. m. ) • Accurate Esatta, ag. f. ) •• Accurately Esattamente, av. H Accusation Accusazione, f. + = Accusative Accusativo, m. + . A citizen's guardian ship Guardia civica, f. + .. Acquisition Acquisto, m. >»*. — Acres Jugeri, m. pi. ^s. = Action Atteggiamento, m. •»«, . Actions Atteggiamenti, pi. — . . Act Atto, m. p - Actionary (share holder) Azionario, m. p = Actionaries Azionar j, pi. p . Active Attivo, ag. m. p .. Active Attivi, pi. V - Active Attiva, ag. f. V = Active Attive, pi. V . Actively Attivamente, av. v .. Actor Attore, m. 0 — Actors Attori, pi. 0 = Actress Attrice, f. X) . Actresses Attrici, pi. 0 .. Addice Mannaja, f. J — Addition Addizione, f. «* = Afflicting Affiggente, ag. m. Affligeant, adj. m. **>. Afflicting Affiggenti, ag. f. Affligeante, adj. f. "^ . . Affluence Soprabbondanza, f. Affluence, f. p - Affront Sfregio, m. Affront, m. ? = Affronts Sfregi, pi. Affronts, pi. p . A forest ranger Guarda bosehi, m. Garde-bois, m. p .. Africa Africa, f. Afrique, f. V - African Africano, m. Africain, m. V = Africans Africani, pi. Africains, pi. V . African-woman Africana, f. Africaine, f. v .. African-women Africane, pL Africaines, pi. 0 — After Poi, av. Après, adv. 0 = After Dopo, av. Après, adv. 0 . After Quindi, av. Après, adv. 0 .. After all In fin dei conti, av. Au bout du compte, adv / - After dinner Dopo pranzo, av. Après-diner, adv. / = After noon Dopo mezzo giorno, av. Après-midi, f. / • After supper Dopo cena, a\ . Après-souper, adv. / •• After-to-morrow Posdomani, av. Après-demain, adv. A - After the French fashion A la francese, av. A la française, adv. A = Again Di nuovo, av. De nouveau, adv. A . Against Contro, av. Contre, adv. A •• Against one's will Contro a suo grado, av. Contre son gré, adv. T - Age Secolo, m. Siècle, m. T = Ages Secoli, pi. Siècles, pi. T • Age Età, f. Age, m. T •• Agency Azienda, f. Agence, f. AGE— AME L — Agent Agente, m. Agent, m. L = Aggression Assalto, m. Agression, f. L • Aggressor Assalitore, m. Agresseur, m. L. .. Aggrievance AXflizzione, f. Affliction, f. ( - Agitation Agitazione, f. Agitation, f. ( = Agreeable Piacevole, ag. m. f. Agréable, adj. m. f. ( • Agreeable Piacevoli, pi. Agréables» pi. ( •• Agreeably Piacevolmente, av. Agréablement, adv. H- Agriculture Agricoltura, f. Agriculture, f. H = Agreement Accordo, m. Accord, m. H • agreements Accordi, pi. Accords, pi. H - Ague Febbre, f. Fièvre intermittente, . 1 — Aguish Febbricitante, ag. m. Fébricitant, adj. m. 1 = Aid Ajuto, m. Aide 1 Aid of camp Ajutante di campo, m. Aide-de-camp, m. 1 •• AS Male, m. Mal, m. o — Aim Meta, f. But, m. o = Air Aria, f. Air, m. 0 . Alack!, int. Ohimè ! Hélas ! ini. 0 .. Alacrity Allegrezza, f. Allégresse, f. 1 - Alarm Allarme, m. Alarme 1 = Alas Ohimè ! interj. Héias ! inter. 1 • Alas Oimè! interj. Hélas, inter. Alexandria Alessandria (e. d'Eg.) Alexandrie (ville) ) — Algebra Algebra, f. Algèbre, f. ) = Aliment Alimento, m. Aliment, m. All Tutto, ag. m. Tout, adj. m. All Tutti, pi. Tous, pi. + — All Tutta, ag. f. Toute, adj. f. + = All Tutte, pi. Toutes, adj. f. pi. + . Allegation Allegazione, f. Allégation, f. + .. Allegorie Allegoria, f. Allégorie, f . •x^. — Alley Andito, m. Allée, f. *•*. = Alleviating Alleviamento, m. Soulagement, m. -^ . Alliance Alleanza, f. Alliance, f. ^ All that Tuttoció che, av. Tout ce que, adv. p — Allusion Allusione, f. Allusion, f. p = Almanack Almanacco, m. Almanach, m. p . Hospital Ospedale, m. Hôpital, m. p .. Almond Amandorle, f. pL Amandes, f. pi. V — Almost Quasi, av. Presque, adv. V = Alone Solo, av. Seulement, adv. (seul) V • Along Lungo, av. Le long, adv. V •• Already Già, av. Déjà, adv. 0 — Also Anche (pure), av. Aussi, adv. 0 = Altar Altare, m. Autel, m. 0 . Altars Altari, pi. Autels, pi. 0 .. Alteration Cambiamento, m. Altération, f. / - Alternation Vicenda, f. Alternation, f. / = Alternative Alternativo, ag. m. Alternative, adj. f. / • Alternative Alternativa, ag. f. Alternative, adj. f. / Although Quand'anche, av. Quand même, adv. A — Altogether- Tutto insieme, av. Tout ensemble, adv. A = Always Sempre, av. Toujours, adv. A • Amaranth Amaranto, m. Amaranthe, m. A .- Amability Amabilità, f. Amabilité, f. T — Ambassador Ambasciatore, m. Ambassadeur, m. T = Ambassadres Ambasciatrice, f. Ambassadrice, f. T • Amenity Amenità, f. Aménité, f. T •• America 1 America, f. Amérique, f. AME— ANO = An hour Un' ora, f. Une heure, f. v^ . Analysis Analisi, m. Analyse, m. ^ . . Anchor Ancora, Ï. Ancre, f. p - Anchors Ancore, pi. Ancres, pi. ? = Anchovy Acciuga, f. Anchois, m. p . Anchovies Acciughe, pi. Anchois, pi. p .. Ancient Antico, m. Ancien, m. V — Ancients Antichi, pi. Anciens (les), pi. V = And E (ed), conj. Et, conj. V • Hand irons Alari, pi. m. Chenets, m. pi. V •• Anecdote Aneddoto, m. Anecdote, L 0 — Angeli Angelo, m. Ange, m. 0 = Angels Angeli, pi. Anges, pi. 0 . Anger Sdegno, m. Colère, f. 0 .. Anger Collera, f. Colère, f. / ~ Angle Angolo, m. Angle, m. / = Animal Animale, m. Animal, m. / • Animals [ship Animali, pi. Animaux, pi. / •• A nobleman's guardian- Guardia nobile, f. Garde-noble, f. A - Animosity Animosità, f. Animosité, f. A = Annals Annali, m. pi. Annales, f. pi. A . Anniversary Anniversario, m. Anniversaire, m. A •• Annotation Annotazione, f. Annotation, f. T - Annual Annuale, ag. m. Annuel, adj. m. T = Anon . Adesso, av. A présent, adv. T • Anon (everand) Ad ogni momento, av. A tout moment, adv T •• Anonymous Anonimo, ag. m. Anonyme, adj. m. 65.. ANO— ARC L - Another Un altro, ag. m. Autre, adj. m. Answer Risposta, f. Réponse, f. L • Answerable Responsabile, ag. m. Responsable, adj. m. ! .. Antagonist Antagonista, m. Antagoniste, m. ( - Antarctic Antartico, ag. m. Antarctique, adj. m. ( = Antecedent Antecedente, ag. m. Antécédent, adj m. ( • Antecedent Antecedenti, pi. Antécédents, pi. ( •■ Antecedently Antecedentemente, av. Antécédemment, adv. H - Antichamber Anticamera, f. Antichambre, f. -i = Anterior Anteriore, ag. m. Antérieur, adj. m. H • Anteriority Anteriorità, f. Antériorité, f. H •• Antic Anticaglia, f. Antiquaille, f. I - Anticipation Anticipazione, f. Anticipation, f. 1 = Antipathy Antipatia, f. Antipathie, f. 1 • Antipodes Antipodi, m. pi. Antipodes, pi. m. 1 •• Antiquary Antiquario, m. Antiquaire, m. o — An ique Antico, ag. m. Antique, adj. m. o = Antique Antichi, pi. Antiques, adj. pi. 0 . Antique Antica, ag. f. Antique, adj. f. o .. Antique Antiche, pi. Antiques, pî. 1 - Antiquity Antichità, f. Antiquité, f. 1 = Antiquities. Antichità, pi. Antiquités, pi. 1 . Anvil Incudine, f. Enclume, f. 1 •• Any Qualche, av. pron. Quelque, adv. pr. ) - Any Qualcuno, av. pron. Quelqu'un, adv. pr. ) = Any Alcuno, av. Aucun, adv. ) Any Alcuna, av. Aucune, adv. ) •• Any where Ovunque, av. N'importe où, adv. -f — Any thing Che che sia, av. N'importe quoi, adv. + = Any more Di più, av. De plus, adv. + . Any farther Più oltre, av. Plus loin, adv. + .. Apart Da parte, av. A part, adv. \ — Apartment Appartamento, m. Appartement, m. *"»« = Apartments Appartamenti, pi. Appartements, pi. ^ Apology Apologia, f. Apologie, f. •x. . . Apostle Apostolo, m. Apôtre, m. ? - Apostles Apostoli, pi. Apôtres, pi. p — Apoth ecary Speziale, m. Apothicaire, m. ? . A power of attorney Procura, f. Procuration, f. ? • • Appeareance Apparenza, f. Apparence, f. V — Appeareances Apparenze, pi. Apparences, pi. V = Appetite Appetito, m. Appétit, m. V - Apple of the eye Pupilla dell1 occhio Prunelle de l'œil, f. V •• Apple Mela, f. Pomme, f. 0 — Apples Mele, pi. Pommes, pî. 0 = Application Applicazione, f. Application, f. 0 . Approbation Approvazione, f. Approbation, t. 0 .. April Aprile, m. Avril, m. 1 - Apron Grembiale, m. Tablier, m. / = A quarter of an hour Un quarto d'ora, m. Un quart d'heure, m / Arabie Arabia, f. Arabie, f. 1 Arabian Arabo, m. Arabe, m. A - Arabians Arabi, pi. Arabes, pi. A = Arbitrarily Arbitrariamente, av. Arbitrairement, adv. A • Arbitrary Arbitrario, ag. m. Arbitraire, adj. m. A •• Arch Arco, m. Arc, m. T - Archduke Arciduca, m. Archiduc, m. T = Architect Architetto, m. Architecte, m. T I Architecture Architettura, f. Architecture, f. T .- Arctic pole Polo artico, m. Pôle arctique, m. ARG— ASM 775 L —j Argil (clay) Argilla, f. Argile, f. L = Argument Argomento, m. Argument, m. L • Arguments Argomenti, pi Arguments, pi. L •• Aridity Aridità, f. Aridité, f. ( - Aristocracy Aristocrazia, f. Aristocratie, f. ( = Aristocratical Aristocratico, ag. m. Aristocratique, adj. m. ( • Aristocratical Aristocratici, pi Aristocratiques, pi. ( •• Aristocratical Aristocratica, ag. f. Aristocratique, adj. f. H - Aristocratical Aristocratiche, pi. Aristocratiques, pi. ^ = Arithmetic Aritmetica, f. Arithmétique, f. H • Arietta Arietta, f. Ariette, f. -J .. Arm Braccio, m. Bras, m. 1 - Arms Braccia, pi. Bras, pi. 1 = Arm Arma, f. Arme, f. 1 . Arms Armi, pi. Armes, pi. I .. Arm-chair Sedia d'appoggio, f. Fauteuil, m. o — Armament Armamento, m. Armement, m. o = Armaments Armamenti, pi. Armements, pi. o . Army Armata, f. Armée, f. o .. Armies Armate, pi. Armées, pi. 1 - Around Intorno, av. Autour, adv. 1 = Arrival Arrivo, m. Arrivée, f. Arrogance Arroganza, f. Arrogance, f. Arsenal Arsenale, m. Arsenal, m. ) — Art Arte, f. Art, m. ) = Arts Arti, pi. Arts, pi. Artery Arteria, f. Artère, f. Article' Articolo, m. Article, m. -f — Articles Articoli, pi. Articles, pi. + = Artifice Artifizio, m. Artifice, m. + . Artificial Artifiziale, ag. m. Artificiel, adj. m. + .. Artificial Artitìziali, pi. Artificiels, pi. -«s Artificial Artifiziale, ag. f. Artificielle, adj. f. *-*. = Artificial Artifiziali, pi. Artificielles, pi. "^s. . Artillery Artiglieria, f. Artillerie, f. *»» . . Artist Artista, m. Artiste, m. P - Artists Artisti, pi. Artistes, pL P = As Come, av. Comme, adv. P • As hi g as Tanto grande" come, av. Aussi grand que, adv. ? •• Ascension Ascensione, f„ Ascension, f. V - Ascent Salita, f. Montée, f. V = As far as I hear A quello che sento, av. A ce que j'apprends, adv v . As for me Per me, av. Pour moi (quant à moi), v .. As for example Per esempio, av. Par exemple, adv. [adv. 0 — As to Quanto a, av. Quant à, adv. 0 — As to me Quanto a me, av. Quant à moi, adv. 0 * As good as Cosi buono come, av. Aussi bon que, adv. 0 .. Ashamed Vergognoso, ag. m. Honteux, adj. m. 1 - Ashamed Vergognosa, ag. f.. Honteuse, adj. f. 1 = Ashes Cenere, f. Cendre, f. 1 . Ashore Al lido, m. A terre, f. / Asia Asia, f. Asie, f. A - Asiatic Asiatico, ag. m. Asiatique, m. A = Asiatics Asiatici, pi. Asiatiques, pi. A . Aside Da parte, av. A part, adv. A •• As it were Per cosi dire, av. Pour ainsi dire, adv. T — Aslant Obliquamente, adv. Obliquement, adv. T = As like Siccome, av. Comme, adv. T • As long as Tantoché, av. Tant que, adv. T • j As many as there are Per quanti siano, av.. Quels qu'ils soient, adv 776 ASM—ATT L - As much again Il doppio, av. Une fois autant, adv. L = Aspect Aspetto, m. Aspect, m. L • As rich as Così ricco come, av. Aussi riche que, adv. L •• Assembly Adunanza, f. Assemblée, f . ( - Assemblies Adunanze, pi. Assemblées, pi. ( = Ass Asino, m. Ane, m. ( • Asses Asini, pi. Anes, pi. ( •• Ass (she) Asina, f. Anesse, f. H - Assassin Assassino, m. Assassin, m. H = Assassins Assassini, pi. Assassins, pi. H • Assassination Assasinio, m. Assassinat, m. H -• Assault Assalto, m. Assaut, m. 1 — Assaults Assalti, pi. Assauts, pi. 1 = Assemblage Raccolta, f. Assemblage, m, Assembly Adunanza, f. Assemblée, f. Assemblies Adunanze, pi. Assemblées, pi. o — Assent Consenso, m. Assentiment, m. o = Assertion Asserzione, f. Assertion, f. Assiduity Assiduita, f. Assiduité, f. Assiduous Assiduo, ag. m. Assidu, adj. m. 1 — Assiduous Assidua, ag. f. Assidue, adj. f. 1 = Assimilation Paragone, m. Comparaison, f. Assistance Assistenza, f. Assistance, f. Associate Associato, ag. m. Associé, adj. m. ) — Associate Associati, pi. Associés, pi. ) = Associate Associata, ag. f. Associée, adj. f. Assumption Assunzione, L Assomption, f. Assurance Arditezza, f. Hardiesse, f. + — Assuredly Sicuramente, av. Assurément, adv. + = As sure as I am alive Cosi vero come io vivo,av. Aussi vrai que je vis, adv. + . Astonishement Stupore, m. Étonnement, m. + .. Astrological Astrologico, ag. m. Astrologique, adj. m. "-v. Astrology Astrologia, f. Astrologie, f. ^ = Astronomical Astronomico, ag. va. Astronomique, adj. m. \ . Astronomy Astronomia, f. Astronomie, f. -X . . As well as Tanto bene come, av. Aussi bien que, adv. f — As well as well can be Benissimo, av. Très-bien, adv. ? = Asylum Asilo, m. Asile, m. [1. ? . As you ought Come dovete fare, 1. Comme vous devez faire, ? • • As vou pleases Come vi pare, av. Comme il vous plaira, v - At! A, prep. A, prép. [adv. V = At an ordinarv A tavola rotonda, av. A table d"hote, adv. V . At latest Al più tardi, av. Au plus tard, adv. v .. At least Al meno, av. Au moins, adv. 0 — At long run A lungo andare A la longue, adv. o = Atmosphere Atmosfera, f. Atmosphère, f. 1>dv. 0 . At most Ai più (tutto al più), av. Au plus ( tout au plus), 0 .. At random All' azzardo, av. Au hasard, adv. / - Atrocity Atrocità, f. Atrocité, f. / = At once In una volta, av. En une fois, adv. / . Athens Atene (e.) Athènes (v.) / .. Atlantic Atlantico, ag. m. Atlantique, adj. m. A — At the end In capo, av. Au bout, adv. A = Attempt Tentativa, f. Atteinte, f- A . Attention Attenzione, f. Attention, f. A •• Attitude Attitudine, f. Attitude, f. T- Attorney Procuratore, m. Fondé de pouvoir,m. T = Attract iva Attrattivo, ag. m. Attractif, adj. m. T Attrihute Attributo, m. Attribut, m. T •• Attributes Attributi, pi. Attributs, pi. L - Attribution L = Attributions Audience Augmentation ( — Augmentative ( = Augmentative August Aunt H - Aurora H = Auspicious -\ . Austere -1 •• Austere 1 - Austri 1 = Austrian 1 • Austrian 1 •• Austrians o — Austrian people o = Authentic 0 . Author 0 .. Authors 1 - Authority 1 = Autumn 1 . Avarice "1 .. Averse ) - Averse ) = A while ) . Aw ) .. Axe 4- - A year + = A year ago ATT— BAL Attribuzione, f. Attribuzioni, pi. Udienza Aumento, m. Aumentativo, m. Aumentativi, pi. Agosto, m. Zia, f. Aurora, f. Favorevole, ag. m. Auslero, ag. m. Austera, ag. f. Austria, f. Austriaco, m. Tedesco, m. Austriaci, pi. Tedeschi, pi. Autentico, adj. m. Autore, m. Autori, pi. Autorità, f. Autunno, m. Avarizia, f. Antipatico, ag. m. Antipatica, ag. f. Durante alcun tempo, av Timore, m. Accetta, f. Un anno, m. Un anno fa, av. 777 Attribution, f. Attributions, pi. Audience, f. Augmentation, f. Augmentatif, adj. m. Augmentatifs, pi. Août, m. Tante, f. Aurore, f. Favorable, adj. m. Austère, adj. m. Austère, adj. f. Autriche, f. Autrichien, m. Autrichien, m. Autrichiens, pi. Autrichiens, pi. Authentique, adj. m. Auteur, m. Auteurs, pi. Autorité, f. Automne, m. Avarice, f. cupidité, f. Antipathique, adj. m. Antipathique, adj. f. [ad. Pendant quelque temps, Crainte respectueuse, f. Hache, f. Un an, m. et art. Il y a un an, adv. B + . Babe Bambino, m. Petit enfant (bambin), m + .. Babes Bambini, pi. Petits enfants (bambins) ^» — Bachelor Baccelli ero, m. Bachelier, m. [pi "^ = Back Dosso, m. Dos, m. *^ . Backwards Indietro, av. En arrière,"adv. *v. . . Bad Cattivo, ag. m. Mauvais, adj. m. p - Bad Cattivi, pi. Mauvais, adj. pi. p = Bad Cattivo, ag. ni. Méchant, adj. m. p . Bad Cattiva, f. Méchante, f. 0 Bad Cattiva, adj. f. Mauvaise, adj. f. v — Bad Cattive, pi. Mauvaises, pi. V = Badly Male, av. Mal, adv. V • Bag Sacco, m. Sac, m. V •• Bags Sacchi, pi. Sacs, pi. 0 — Bagatelle Bagatella, f. Bagatelle, f. 0 = Baggage Bagaglio, m. Bagage, m. 0 . Bail Sicurtà, f. Caution, f. 0 .. Bait Esca, f. Appât, m. / - Baker Fornajo, m. Boulanger, m. / = Bakers Fornaj, pi. Boulangers, pi. / • Bald Calvo, ag. m. Chauve, a g. m. / •• Ball Ballo, m. Bal, m. A — Balls Balli, pi. Bals, pi. A = Ball Balla, f. Balle, f. A • Ballance Bilancia, f Balance, f. A •• Ballet Balletto, m. Ballet, m. 778 BAL— BEF 1 —.Balloon Pallone, m. Ballon, m. L = Ballot Voto, m. Bulletin, m. L • Balm Balzamo, m. Baume, m. L •• Bank Banca, f. Banque, f. ( - Banker Banchiere, m. Banquier, m. ( = Bankers Banchieri, pi. Banquiers, pi. ( • Bank Secca, f. Bord, m. ( •• Banks Secche, pi. Bords, pi. H- Banquet Banchetto, m. Banquet, m. -\ = Baptism Battesimo, m. Baptême, m. H • Barbarity Barbarie, f. Cruauté (barbarie), f. H ■• Barbarism Barbarismo, m. Barbarisme, m. 1 - Barbarous Barbaro, ag. m. Barbare, adj. m. 1 = Barbarous Barbara, ag. f. Barbare, adj. f. 1 . Barber Barbiere, m. Barbier, m. 1 .. Barbers Barbieri, pi. Barbiers, pi. o — Barcellona Barcellona (c.) Barcelonne (v. ) o = Barley Orzo, m. Orge, m. 0 . Barometer Barometro, m. Baromètre, m. o .. Baron Barone, m. Baron, m. 1 - Barons Baroni, pi. Barons, pi. 1 = Baroness Baronessa, f. Baronne, f. 1 . Barren Arido, ag. m. Aride, adj. m. 1 .. Barren Arida, ag. f. Aride, adj. f. ) - Barren Aride, pi. Arides, pi. ) = Barrier Bardera, f. Barrière, f. ) . Basilic Basilica, f. Basilique, f. ) .- Basilics Basiliche, pi. Basiliques, pi. H Basket Paniere, m. Panier, m. + = Baskets Panieri, pi. Paniers, pi. + . Bason Bacino, m. Cuvette, f. + .- Basset Basset te, f. Bassette, f. — — Bath Bagno, m. Bain, m. >. = Baths Bagni, pi. Bains, pi. — . Battle Battaglia, et Bataille, f. •- Boy Ragazzo, ni. Garçon, m. ^s. . . Boys Ragazzi, pi. Garçons, pi. P - Boy Maschio, m. Garçon, ni. ? = Boys Maschi, pi- Garçons, pi. P ■ Brain Cervello, m. Cervelle, m. P •• Brains Cervello, m. Cerveau, f. V - Branch Ramo, m. Branche, f. V = Branches Rami, m. Branches, pi. V . Brandy Acquavite, f. Eau-de-vie, f. V •• Brave Bravo, ag. ni. Brave, adj. m. 0 — Brave Bravi, pi. Braves, pi. 0 = Brave Brava, ag. f. Brave, adj. f. 0 . Brave Brave, pi. Braves, pi. 0 .. Bravely Con coraggio, av. Avec courage, adv. / - Brazil Brasile, ni. Brésil, m. / = Bread Pane, m. Pain, m. / . Breath Larghezza, f. Largeur, f. / .. Breakfast Colezione, 1'. Déjeuner, m. A - Breast Petto, ni. Poitrine, f. A *= Breasts Petti, pi. Poitrines, pi. A • Breast Seno, m. Sein, m. A •• Breath Fiato, m. Haleine, f. T — Breathing Respiro, Hi. Respiration, f. T = Breeches Calzoni, pi. ni. Culotte, f. T • Breeze Venticello, ni. Vent frais, m. T •• Breviary Breviario, m. Bréviaire, m. 66 782 L - Brevity L = Bridal" L ■ Bridge L • Bridges ( - Bridle ( = Brief i . Brief ( •• Brink H — Brittle H = Broad H • Broad H ■• Broad Broad ì = Brook 1 • Brooks » •■ Broker G — Broom 0 = Broth 0 . Brother fì . . Brothers 1 ~ Brown 1 = Brown 1 • Bruise 1 Brush ) - Brutal ) = Brutal ) • Brutally ) •- Brutality- + — Bucket 4- = Budget + . Buffet • • Buffoon -v. — Buffoonery -^ = Building -^ . Buildings — > . Bulkiness P - Bulwark ? — Bulwarks- J> Bunch P .. Bungle V — Bunter V = Busily V .. Business v .. Business ë — Business Q — Bust 0 . Busts 0 .. Busy / - Butt / = But / • But / •• Butcher A — Butter A = Button A • Buttons A •• By T - By and hy T = By and by T ■ By steps By the side of BRE—BYT Brevità, f. Nuziale, ag. ra. Ponte, m. Ponti, pi. Briglia, f. Corto, ag. m. Corta, f. Orlo, m. Fragile, ag. m. f. Largo, ag. m. Larghi, pi. Larga, ag. f. Larghe, pi. Ruscello, m. Ruscelli, pi. Rigattiere, m. Scopa, f. Brodo, m. Fratello, m. Fratelli, pi. Bruno, m. Bruna, f. Contusione, f. Scopetta, f. Brutale, ag. m. Brutale, ag. f. Brutalmente, av. Brutalità, f. Secchio, m. Bolgia, f. Credenza, f. Buffone, f. Buffoneria, f. Edilizio, m. Edifizj, pi. Larghezza, f. Baluardo, m. Baluardi, pi. Gobba, f. Marrone, m. Birbone, m. Ardentemente, av. Negozio, m. Affare, m. Affari, pi. Busto Busti, pi. Occupato, ag. ra. Scopo, m. Ma, av. Eccettuato, av. Macellajo Butirro, m. Bottone, m. Bottoni, pi. Da (con, per), prep. Or ora ( fra poco, poc' Poco fa, av. [anzi),av. Passo a passo, av. Accanto, av. Brièveté, f. Nuptial, adj. m. Pont, m. Ponts, pi. Bride, f. Court, adj. m. Courte, adj. f. Bord Fragile, adj. m. f. Large, adj. m. Larges, pi. Large, adj f. Larges, pi. Ruisseau, m. Ruisseaux, pi. Vendeur de vieux meu- Balai, m. Ibles, m. Bouillon, m. Frère, m. Frères, pi. Brun, m. Brune, f. Contusion, f. Brosse, f. Brutal, adj. m. Brutale, adj. f. Brutalement, adv. Brutalité, f. Seau, m. Budget, m. Buffet, m. Bouffon, m. Bouffonnerie, f. Bâtiment, m. Bâtiments, pi. Largeur, f. Boulevard, m. Boulevards, pi. Bosse, f. Bévue, f. Gueux, m. Ardemment, adv. Affaire, f. Affaire, f. Affaires, pi. Buste, m. Bustes, pi. Occupé, adj. m. But, m Mais, conj. Excepté (hormis), adv Boucher, m. Beurre, f. Bouton, m. Boutons, pi. Par (de), prép. Tantôt, adv. Tout à l'heure, adv. Pas à pas, adv. A côté, adv. L - L = L • L By turns By degrees By day By night BYT—-CAR A vicenda, av. Gradatamente, av. Di giorno, av. Di notte, av. 783 Réciproquement j tour à Successivement,adv. [tour De jour, adv. De nuit, adv. C Cabinet Cable Cables Cadiz Cage Calamity Calculator Caldron Calf Call Calm Calumny Calumnies Calumniator Calumniators Camp Camps Campaign Campaigns Canal Candle Candles Canary-bird Canary-birds Canary-hen Cane Canon Canopy (couch) Candlestick Candlesticks - Cap Caps Cap Caps Capacity Capacities Cape Capes Capital Capon Capons Captain Captivity Cards Card-table Cards (to play with) Cardinal Card-maker Care Cares Careful Careful Gabinetto, m. Canapo, m. Canapi, pi. Cadice (e.) Gabbia, f. Calamita, f. Computista, f. Caldajo, m. Vitello, m. Chiamata, f. Calma, f. Calunnia, f. Calunnie, pi Calunniatore, m. Calunniatori, pi. Campo, m. (t. mil.) Campi, pi. Campagna, f. (t. mil.) Campagne, pi. Canale, m. Candela, f. Candele, pi. Canarino, m. Canarj, pi. Canarina, f. Bastone, m. Canonico, m. Canapè, m. Candeliere, m. Candelieri, pi. Berretto, m. Berretti, pi. Scuffia, f. Scuffie, pi. Capacita, f. Capacita, pi. Capo, m. (t. geo.) Capi, pi. Capitale, ag. m. Cappone, m. Capponi, pi. Capitano, m. Cattività, f. Carte, f. pi. Tavola da giuoco, f. Carte da giuoco, f. pi. Cardinale, m. Cartajo, m. Cura, f. Cure, pi. Sollecito, ag. m. Sollecita, ag. f. Cabinet, m. Cable, m. Câbles, pi. Cadix (v.) Cage, f. Calamite, f. Calculateur, m . Chaudron, m. Veau, m. Demande, f. Calme, m. Calomnie, f. Calomnies, pi. Calomniateur, m. Calomniateurs, pi. Camp, m. (t. mil.) Camps, pi. Campagne, f. (t. mil.) Campagnes, pi. Canal, m. Chandelle, f. Chandelles, pi. Serin, m. Serins, pi. Serine, f. Canne, f. Chanoine, m. Canapé, m. Chandelier, m. Chandeliers, pi. Bonnet, m. Bonnets, pi. Bonnet, m. Bonnets, pi. Capacité, f. Capacités, pi. Cap, m. (t. géogr.) Caps, pi. Capital, adj. m. Chapon, m. Chapons, pi. Capitaine, m. Captivité, f. Cartes, f. pi. Table de jeu, f. Cartes à jouer, f. pj. Cardinal, m. Cartier, m. Soin, m. Soins, pi. Soigneux, adj. m. Soigneuse, adj, f. 784 CAR— CHA L - Carefully Accuratamente, av. Soigneusement, adv. L = Caress Carezza, f. Caresse, f. L • Caresses Carezze, pi. Caresses, pi. L - Caricature Caricatura, f. Caricature, f. ( - Caricatures Caricature, pi. Caricatures, pi. ( = Carnage Strage, f. Massacre, m. ( • Carnival Carnevale, m. Carnaval, m. i Carpet Tappeto, m Tapis, m. H - Carpets Tappeti, pi. Tapis, pi. H = Carriage Vettura, f. Voiture, f. H . Cart Carretta, f. Charrette, f. H •• Carts Carrette, pi. Charrettes, pL 1 - Case Caso, m. Cas, m. i = Cases Casi, pi. Cas, pï. ! • Cask Barile, m. Baril, m. 1 Casket Cassetta., f. Boite, f. o — Cast Colpo, m. Coup, m. o = Casteng-honse Fonderia, f, Fonderie, f. 0 . Castle Castello, rn- Château, m. 0 .. Castles Castelli, pi. Châteaux, pl- 1 - Catalogue Catalogo, m. Catalogue, ra- 1 = Cat Gatto, m. chat, m. 1 . Cats Gatti, pi. ChatsT pi. "1 .. Catechism Catechismo, m. Catéchisme, m. ) - Categorical Categorico, ag. m. Catégorique, adj- m. ) = Category Categoria, f. Catégorie, f. ) . Categories, Categorie, pi. Catégories, pi. ) .. Cathedral,church Chiesa cattedrale, f. Eglise cathédrale, f. + — Cathol ic Cattolico, ag. m. Catholique, adj. m. + = CathoMc Cattolici, pi. Catholiques, pi. + . Catholic Cattolica, ag. f. Catholique, adj. f. + .. Catholicism Cattolicismo, ni. Catholicisme, m. *>^ — Cavalier Cavaliere, m. Cavalier, m. »v. = Cavaliers Cavalieri, pi. Cavaliers, pi. "»v . Cavalry Cavalleria, f. Cavalerie, f. "X. . . Cavern Caverna, f. Caverne, f. p - Caverns Caverns, pL Cavernes, pi. p = Cavity Cavità, f. Cavité, f. p . Cedar-tree Cedro, m. Cèdre, m. p .. Cedar-treee Cedri, pi. Cèdres, pî. V - Ceiling Soffitto, m. Plafond, m. V = Ceiling Soffitti, pi. Plafonds, pi. V . Celebrity Celebrità, f. Célébrité, f. v .. Célébrions-. Celebre, ag. m. f. Célèbre, ag. m., f. 0 — Celebrious- Celebri pi. Célèbres, pi. 0 = Celerity Celerità, f. Célérité, f. 0 . Celibagy Celibato, ni. Célibat, m. 0 .. Cellar Cantina, f. Cave, f. / - Censure Censura, f. Censure, f. / - Ceremony Cerimonia, f* Cérémonie, f. / - Ceremonies Cerimonie, pi- Cérémonies, pL / Certain Certo, ag. m. Certain, adj. m. A — Certain Certa, ag. f. Certaine, adj. f. A = Certainly. Certamente, av. Certainement, adv. A • Chain Catena, f. Chaîne, f. A Chains Catene, pi. Chaînes, pi. T - Chair Sedia, f. Chaise, f. T = Chairs Sedie, pi. Chaises, pi. T • Chamber Camera, f. Chambre, f. T •* Chambers Camere, pL 1 Chambres, pL CHA— CHY 785' L - Chamber-maid Cameriera, f. Femme de chambre, f. L = Chamber-maicfe Cameriere, pi. Femmes de chambre, pi. L • Chamber-pot Orinale, m. Pot de chambre, m. L -• Chance Sorte, m. Hasard, m. ) - Change Vicenda, f. Vicissitude, f. ) = Changes Vicende, f. Vicissitudes, pi. ) Changing Cambiamento, m. Changement, m. ) . Chapel Cappella, f. Chapelle, f. [m.) H - Chaplain Cappellano, m. Aumônier, m. (chapelain, H = Chapter Capitolo, m. Chapitre, m. H • Charity Carità, f. Charité, f. H .-. Charm Incanto, m. Charme, m. 1 - Charms Incanti, pi. Charmes, pi. 1 = Charming Leggiadra, ag. f. Charmante, adj. f. 1 • Charming Leggiadre, pi. Charmantes, pi. 1 •• Cheap A buon mercato, av. A bon marché, adv. o — Cheating Inganno, m. Tromperie, f. o = Cheating Inganni, pi. Tromperies, pi. 0 . Cfeee- Guancia, f. Joue, f. 0 .. Cheeks Guance, pL Joues, pi. 1 - Cheerful Lieto, ag. m. Gai, adj. m. "1 = Cheerful Allegro, ag. m. Gai, adj. m. 1 . Cheerful Allegri, pi. Gais, pi. 1 .. Cheerful Allegra, ag. f. Garé, adj. f. ) - Cheerful Allegre, pi. Gaies, ph ) = Cheerfully Allegramente, av. Gaiement, adv. ) Cheer up Animo, inter. Courage, interj. ) .. Cheese Formaggio Fromage, m. + - Cherry Ciriegia, f. Cerise, f. + = Cherries Ciriege, pi. Cerises, pi. -f . Chest Cassa, f. Caisse, f. (boîte) + .. Chests Casse, pi. Caisses, pi. (boites: «^ Chest o- drawers Armadio a scrittojo, m. Commode, f. "•», = Chests of drawers Armadj a scrittojo, pi. Commodes, pi. Chicken Pollastro, m. Poulet, m. "•«. . . Chickens Pollastri, pi. Poulets, pi. p - Child Fanciullo, m. Enfant, m. p = Children Fanciulli, pi. Enfants, pi. p Chimney Cammino, m. Cheminée, f. p •• Chin Mento, m. Menton, m. V — Chirograph er Maestro di scrittura, m. Maitre d'écriture, m.. V = Chisel Scalpello, m. Ciseau, m. v . Chisels Scalpelli, pi. Ciseaux, pi. V •• Chocolate Cioccolato, m. Chocolat, m. 0 — Choking Strozzatura, f. Etranglement, m. o = Chop Braciuola, f. Côtelette, f. 0 . Chops Bvaciuole, pi.. Côtelettes, pi. o .. Chorus Coro, m. Chorus, m. / - Christ Cristo, m. Christ, m. / = Christian Cristiano, m. Chrétien, m. / • Christians Cristiani, pi. Chrétiens, pi. / .. Christiania Cristiania ( e. ) Christiania ( v. ) A - Christmas Natale, m. Noël, m. A - Chronicle Cronica, f. Chronique, f. A • Chronological Cronologico, ag. m. Chronologique, adj. m. A •• Chronology Cronologia, f. Chronologie, f. T- Church Chiesa, f. Église, f. T = Churches Chiese, pi. Églises, pi. T • Church-yard Cimitero, m. Cimetière, m. T • Chymical Chimico, ag. m. Chimique, adj. m. 66. :S6 Chymisi Chymistry Cinnamon Cipher Ciphers Circle Circuit Circumference Circulation Circus Citadel Circuit Citizen Citizens Citizen City Cities Civility Civil Civil Civilly Civ ita- Vecchi a Clay Clear Clear Clear Clear Cleafly Ciearness Cleft Clefts Clemencv Clerk Clerk Clerk Climate (region) Cloak Cloaks Clock Close Closet Closets Cloth Clothes Cloud Clouds Cloud y Coach Coaches Coach Coaches Coach-house. Coach man Coach men Coal Coat Coats Cock Cocks Coffee CRY— COF Chimico, m. Chimica, f. Cannella, f. Zero, m. Zeri, pL Circolo, m. Circuito, m. Circonferenza, f. Circolazione, f- Circo, m. Cittadella, f. Circuito (recinto), m. Cittadino, m. Cittadini, pi. Cittadina, f. Città, L Citta, pi. Cortesia, f. Civile, ag. m. Civile, ag. f. Civilmente, av. Ci vita- Vecchia (e.) Argilla, f. Chiaro, ag. m. Chiari, pi. Chiara, ag. f. Chiare, pi. Chiaramente, av. Lume, m. Fenditura, f. Fenditure, pi. Clemenza, f. Segretario, m. Impiegato, m. Impiegati, pi. Clima, m. Mantello, m. Mantelli, pi- Orologio, ni. Accanto, av. Gabinetto, m. Gabinetti, pi. Drappo, ni. Abiti, pi. Nuvolo, m. Nuvoli, pi. Nuvoloso, ag. m. Vettura, f. Vetture, pi. Carrozza, f. Carrozze, pi. Rimessa, f. Cocchiere, m. Cocchieri, pi. Carbone, m. Vestito, ni. Vestiti, pi. Gallo, m. Galli, pi. Caffè, ni. Chimiste, hì- Chimie, f. Cannelle, ï. Chiffre, m. Chiffres, pL Cercle, m. Circuit, m. Circonférence, f. Circulation, f. Cirque, m. Citadelle, f. Circuit, m. (enceinte, f.) Citoyen, m. Citoyens, pi. Citoyenne, f. Ville, f. Villes, ph Honnêteté, f. Civil, adj. m. Civile, adj. f. Civilement, adv, Civita- Vecchia (v.) Argile, f. Clair, adj. Clairs, pi. Claire, adj. f. Claires, pi. Clairement, adv. Clarté, f. Fente, f. Fentes, pi. Clémence, f. Clerc, m. Employé, m. Employés, pi. Climat, m. Manteau, m. Manteaux,, pi. Horloge, f. Tout près, adv. Cabinet, m. Cabinets, pi. Drap, m. Habits, m. Nuage, m. Nuages, pi. Nuageux, adj. m. Voiture, f. Voitures, pi. Carrosse, m. Carrosses, pi Remise, f. Cocher, m. Cochers, pi. Charbon, m. Habit, m. Habits, pi. Coq, m. Coqs, pi. Café, m. L - Coffe-house L = Coffin L • Cold L •• Cold ( - Cold ( = Cold ( • Cold ( •• Cold H - Coldly H = Coldness H • Cold reception H •• College . 1 - College 1 = Colonel 1 • Colony 1 •• Coloss 0 — Colour 0 = Colours 0 . Column 0 .. Columns 1 - Comb- 1 = Combat 1 . Combination 1 .. Combinations ) - Come (come on) ) = Comedian ) . Comedian ) .. Comedy + — Comedies + = Comet + . Comets + .. Comfort "*^ — Comfortable \ = Comfortably \ . Comfortless "^ . . Comical p - Comical p = Comical p . Comical p .. Comma V — Command V = Commerce V . Commercial v .. Commendation 0 — Commentary 0 = Commiseration 0 . Commissary o .. Commission / - Commixtion / = Commodious / . Commodious / .. Commodiously A - Commodity A «= Common A • Common A Common T - Common T = Commotion T • Commotions T ••( Companion CGF— COM Bottega da caffè, f. Bara, f. Freddo, m. Infreddatura, f. Freddo, ag. m. Freddi, pi. Fredda, ag. f. Fredde, pi. Freddamente, av. Freddezza, f. Cattiva accoglienza, f. Collegio, m. Colleggi,. pi. . Colonnello, m. Colonia, f. Colosso, m. Colore, m. Colori, pi. Colonna,.!'. Colonne, pi. Pettine, m. Combattimento, m. Combinazione, f. Combinazioni, pi. Su via, inter. Commediante, m. Commedianti, pi. Commedia, f. Commedie, pi. Cometa, f. Comete, pi. Consolazione, f. Confortante, ag. m. Piacevolmente, av. Inconsolabile, ag. m. f. Comico, ag. m. Comici, pi. Comica, ag. f. Comicbe, pi. Virgola, f. Comando, m Commercio, m. Di commercio, ag. m. Raccomandazione, f. Commento, m. Compassione, f. Commissario, m. Commissione, f. Mescolanza, f. Comodo, ag. m. Comoda, ag. f. Comodamente, av. Comodità, f. Comune, ag. m. Comuni, pi. Comune, ag. f. Comuni, pi. Ammutinamento, m. Ammutinamenti, pi. Compagno, ni. Boutique de limonad., f. Cercueil, m. Froid, m. Rliume, m. Froid, adj. m. Froids, pi. Froide, adj. f. Froides, pi. Froidement, adv. Froideur,,f.. Mauvais accueil, nu Collège, m. Collèges, pi. Colonel, m. Colonie, f. Colosse, m. Couleur, f. Couleurs, pi. Colonne, f. Colonnes, pi. Peigne, m. Combat, m. Combinaison, f. Combinaisons, pi. Allons, interj. Comédien, m. Comédiens, pi. Comédie, f. Comédies, pi. Comète, f. . Comètes, pi. Consolation, f. Confortable, adj. m. Confortablement, adv. Inconsolable, adj. m. L Comique, adj. m. Comiques, pi. Comique, adj. f. Comiques, pi. Virgule, f. Ordre, m.; Commerce, m-. Commercial, adj. m.. Recommandation, f. Commentaire, m. Pitié, f. Commissaire, m. Commission, f. Mélange, m. Commode, adj. m, Commode, adj. f. Commodément, adv. Commodité, f. Commun, adj. m. Communs, pi. Commune, adj. f. Communes, pi. Tumulte, m. Tumultes, pi. Compagnon, m. COM—CON L - Companions Compagni, pi. Compagnons, pi. L = Companion (female) Compagna, f. Compagne, f. L • Company Compagnia, f. Compagnie, f. L •• Comparison Paragone, m. Comparaison, f. ( - Comparisons Paragoni, pi. Comparaisons, pi. ( = Compasses Compasso, m. Compas, m. ( • Compendium Compendio, m. Abrégé, m. ( •• Compassion Compassione, f. Compassion, f. ^ - Compassionate Compassionevole, ag. m. Compatissant, adj. m. M = Compassionate Compassionevole, ag. f. Compatissante, adj. f. -\ Complement Colmo (compimento), m. Complément, m H •• Complete Completo, ag. m. Complet, m. 1 - Complete Completi, pi. Complets, pi. 1 = Complete Completa, ag. f. Complète, adj. f. 1 • Complete Complete, pi. Complètes, pi. \ •• Gompletely Completamente, av. Complètement, adv. o — Complexion Carnagione, f. Teint, m. o = Complication Complicazione, f. Complication, f. 0 . Compliment Complimento, m. Compliment, m. o .. Compliments Complimenti, pi. Compliments, pi. 1 - Composition Composizione, f. Composition, f. 1 = Compositor Compositore, f. Compositeur, m. l 1 - Comprehensible Comprensibile, ag. m. f. Compréhensible, adj. m 1 .. Compression Compressione, f. Compression, f. ) - Computation Computo, m. Calcul, m. ) = Conceit Concetto, m. Idée, f. ) . Conception Concezione, f. Conception, f. ) .. Concern Affare, m. Affaire, f. + — Concerns Affari, pi. Affaires, pi. + = Concerning Concernente, ag. m. Concernant, adj. m. + . Concert Concerto, m. Concert, m. + .. Concession Concessione, f. Concession, f. *•». — Conciliation Conciliazione, f. Conciliation, f. "V, = Conclusion Conclusione, f. Conclusion, f.. *•>. . Concord Concordia, f. Concorde, f *^ - . Concurrence Concorrenza, f. Concurrence, f. p - Concurrent Concorrente, ag. m. Concurrent, adj. m-. p = Concurrent Concorrenti, pi. Concurrents, pi. ? . Condemnation Condanna, f. Condamnation, f. p •• Condition Condizione, £ Condition, f. V — Conditions Condizioni, pi. Conditions, pi. V = Condition Patto, m. Condition, f. v . Conditions Patti, pi. Conditions, pî. v .. Conduct Condotta, f. Conduite, f. 0 — Confédération Confederazione, f. Confédération, f. 0 = Conference Conferenza, f. Conférence, f. 0 . Confident Sicuro, ag. m. Assuré (sûr), adj. m. 0 .. Confident Sicuri, pi. Assuiés (sûrs), pi. 1 - Confident Sicura, ag. f. Assurée (sûre), adj. f. 1 = Confident Sicure, pi. Assurées (sûres), pi. / . Conjugation Congiugazione, f. Conjugaison, f. / .. Conjugations Congiugazioni, pi. Conjugaisons, pi. A — Conjunction Congiunzione, f. Conjonction, f. A = Conquest Conquista, f. Conquête, f. A • Conscience Conscienza, f. Conscience, f. A • Consent Consenso, m. Consentement, m. T - Consequence Consequenza, f. Conséquence, f. T = Conservation Conservazione, f. Conservation, f. T • Conservator Conservatore, m. Conservateur, m. T Conservators Conservatori, pi. Conservateurs, pi. CON— CON 789 L - Conserving Conservameli to, m. Conservation, f. L = Considerable Considerabile, ag. m. f. Considerable, adj. m. f. L • Considerable Considerabili, pi. Considerables, pi. L •• Considerately Prudentemente, av. Prudemment, adv. ( - Consideration Considerazione, f. Considération, f. ( - Consistence Consistenza, f. Consistance, f. ( - Consistory Consistono, m. Consistoire, m. ( .. Consolation Consolazione, f. Consolation, f. H - Consolidation Consolidazione, f. Consolidation, f. ^ *= Consonance Consonanza, f. Consonnance, f. H . Consonant Consonante, f. Consonne, f. H •• Consonants Consonanti, pi. Consonnes, pi. 1 - Conspiracy Congiura, f. Conspiration, f. (conjura- 1 = Conspiracies Congiure, pi. Conspiralions, pi. [tion) 1 . Constable Commissario del quar- Officier de police, m. 1 •• Constancy Costanza, f. [tiere, m. Constance, f. o — Constant Costante, ag. m. Constant, adj. m. o = Constant Costanti, pi. Constants, pi. 0 . Constant Costante, ag. f. Constante, adj. f. o .. Constant Costanti, pi. Constantes, pi. 1 — Constantly Costantemente, av. Constamment, adv. "1 = Constantinople Costantinopoli (citta) Constantinople (ville) 1 . Constellation Costellazione, f. Constellation, f. 1 .. Consternation Costernazione, f. Consternation, f. ) - Constitution Costituzione, . Constitution, i'. ) = Constitutions Costituzioni, pi. Constitutions, pi. ) . Constraint Costringimento, m. Contrainte, f. ) .. Construction Costruzione, f. Construction, f. + — Consul Console, m. Consul, m. 4- = Consultation Consulta, f. Consultation, f. + . Consummate Terminato, ag. m. Consommé, adj. m. + .. Consummate Terminata, ag. f. Consommée, f. *.= Cunning Astuzia, f. Ruse, f. \ . Cunning Astuto, ag. ni. Rusé, adj. m. *»«. .. Cunning Astuti, pi. Rusés, pi. ? - Cunning Astuta, ag. f. Rusée, adj. f. ? = Cunning Astute, pi. Rusées, pi. p Cup Tazza, f. Tasse, f. P ." Cups Tazze, pi. Tasses, pi. V - Cupidity Cupidigia, f. Cupidité, f. V = Curate Curato, m. Curé, m. v . Curates Curati, pi. Curés, pi. v .. Curb Freno, m. Gourmette, f. 0 - Curing Cura,f. Traitement, m. 0 = Curious (inquisitive) Curioso, ag. m. Curieux, adj. m. 0 . Curious (inquisitive) Curiosi, pi. Curieux, pi. 0 .. Curious (inquisitive) Curiosa, ag. f. Curieuse, adj. f / - Curious (inquisitive) Curiose, pi. Curieuses, pi. / = Curiosity Curiosità, f. Curiosité', f. / . Currants Ribes, m. Groseille, f. / .. Curtain Cortina, f. Rideau, m. A - Curtains Cortine, pi. Rideaux, pi. A = Cushion Cuscino, m. Coussin, m, A • Cushions Cuscini, pL Coussins, pi. A •• Custody Custodia, t Garde, f. T = Custom Uso, m. Usage, m. T- Customs Usi, pi. Usages, pi. T • Custom Costume, m. Coutume, f. T • Customs Costumi, pi. Coutumes, pi. L — Custom-house L = Cutlets Cylinder Cipher Cypress-tree Cêar CUS— DEA Officio di dogana, m. Braci uole, f. pi. Cilindro, m. Ciffre, f. Cipresso, m. Il czar, m. 793 Bureau de douane, m. Côtelettes, pi. Cylindre, m. Chiffre, m. Cyprès, m. Le czar, m. ( . Daily ( .. Dairy H- Dairies H = Damage ^ . Damages H - Damp 1 — Damp 1 = Damp i . Damp 1 .. Damps 0 — Dampness o = Dance o . Dancing-school o .. Dancing-master 1 - Dane 1 = Danes 1 Danger 1 .. Dangers ) - Danube ) = Dark ) • Dark ) .. Dark + — Dark + = Darkness + . Daughter -f .. Daughter-in-law S — Daughter-in-law . = Dawn ^ . Day is. .. Day p - Day p = Days p . Days p .. Daybreak V — Dead V = Dead V . Deadly v .. Deadly 0 — Deaf 0 = Deaf man 0 . Deaf men 0 .. Deaf woman / - Deaf women / = Dear / • Dear / •• Dear A - Dear A = Dear friend A • Dear friend A .. Dearly Quotidiano, m. Cascina, f. Cascine, pi. Danno, m. Danni, pi. Umido, ag. m. Umidi, pi. Umida, ag. ?. Umide, pi. Miasmi d'una inina,m. p. Umidita, f. Danza, f. Sala di ballo, f. Maestro di ballo, m. Danese, m. Danesi, pi. Pericolo, m. Pericoli, pi. Danubbio, m. Buio, ag. m. Oscuri, pi. Oscura, ag. f. Oscure, pi. Tenebre, f .pi. (oscurita,f.) Figliuola, f. Nuora, f. Figliastra, f. Aurora, f. Giornata, f. Giornate, pi. Giorno, m. Giorni, pi. Tempo, m. Lo spuntar del sole, av. Morto, ag. m. Morti, pi. Mortale, ag. m. Mortale, adj. f. Sordo, ag. m. Sordo, m. Sordi, pi. Sorda, f. Sorde, pi. Caro, ag. m. Cari, pi. Cara, ag. f. Care, pi. Caro amico, m. Cara amica, f. Caramente, av. Quotidien, m, Laiterie, f. Laiteries, pi. Dommage, m. Dommages, pi. Humide, adj. m. Humides, adj. pi. Humide, adj. f. Humides, pi. Miasmes d'une mine, m- Humidité, f. [ pi- Danse, f. École de danse, f. Maitre de danse, m. Danois, m. Danois, pi. Danger, m. Dangers, pi. Danube, m. Obscur, adj. m. Obscurs, pi. Obscure, adj. f. Obscures, pi. Ténèbres, f. pi. Fille, f. Bru, f. Belle-fille, f. Aurore, f. Journée, f. Journées, pi. Jour, m. Jours, pi. Temps, m. Lever du soleil, av. Mort, adj. m. Morts, pi. Mortel, adj. m. Mortelle, adj. f. Sourd, adj. m. Sourd, m. Sourds, pi. Sourde, f. Sourdes, pi. Cher, adj. m. Chers, pi. Chère, adj. f. Chères, pi. Cher ami, m. Chère amie, f. Chèrement, adv. 67 94 L - Dearness L = Death L • Debate L .- Debile ( - Debilitv ( = Debt ( • Debts ( . Debtor H- Decadency H = December H • Decency H -. Decent 1 - Decent 1 = Decent 1 • Decent \ •• Decently o — Decision o = Declamation 0 . Declaration 0 .. Decoration 1 - Decorum 1 = Decree 1 . Decree 1 .. Dedication ) - Deed ) = Deeds ) . Deep ) .. Deep H Deep + = Deep 4- . Deeppess (depth) + -. Defalcation ^v. Default . . Defences \ .. Defensive p - Deference p = Deferences p . Defile p .. Definite V - Definition V = Deformity V . Degeneration V .. Degradation 0 — Degree 0 = Degrees 0 . Delectable 0 .. Deliberation 1 - Delicacy / = Delicate / . Delicate / .. Delicious A — Déluge A = Demerit A • Democracy A .. Democratica! T — Democratical T = Demonstration T • Demonstrations T .. Demonstrative DEA— DEM Tenerezza, f. Morte, f. Contesa, f. Debole, ag. m. f. Debolezza, f. Debito, m. Debiti, pi. Debitore, m. Decadenza, f. Décembre, m. Decenza, f. Decente, ag. m. Decenti, pi. Decente, ag. f. Decenti, pi. Decentemente, av. Decisione, f. Declamazione, f. Dechiarazione, f, Decorazione, f. Decoro, m. Sentenza, f. Sentenze, pi. Dedica, f. Fatto, m. Fatti, pi. Profondo, ag. m. Profondi, pi. Profonda, ag. f. Profonde, f. Profondità, f. Difalcazione, f. Vizio, m. Difesa, f. Difese, pi. Difensiva, f. Riguardo, m. Riguardi, pi. Passaggio, m. Definito, m. Definizione, pi. Deformità, f. Depravazione, f. Degradazione, f. Grado, m. Gradi, pi. Dilettevole, ag. m. Deliberazione, f. Delicatezza, f. Delicato, ag. m. Delicata, ag. f. Delizioso, ag. m. Diluvio, m. Demerito, m. Democrazia, f. Democratico, ag. m. Democratica, ag. f. Dimostrazione, f. Dimostrazioni, pi. Dimonstrativo, ag. m. Tendresse, f- Mort Débat, m. Fail)le, adj. m. f. Faiblesse, f. Dette, f. Dettes, pi. Débiteur, m. Décadence, m. Décembre, m. Décence, f. Décent, adj. m. Décents, pi. Décente, adj. f. Décentes, pi. Décemment, av. Décision, f. Déclamation, f. Déclaration, f. Décoration, f. Décorum, m. Arrêt, m. Arrêts, pi. Dédicace, f. Action, f. Actions, pi. Profond, adj. m. Profonds, pi. Profonde, adj. f. Profondes, pi. Profondeur, f. Défalcation, f . Défaut, m. Défense, f. Défenses, pi. Défensive, f. Égard, m. Égards, pi. Défilé, m. Défini, m. Définition, f. Déformité, f. Dégénération, f. Dégradation, f. Degré, m, Degrés, pi. Délicieux, adj. m. Délibération, f. Délicatesse, f. Délicat, adj. m. Délicates, adj. f. Délicieux, adj. m. Déluge, m. Démérite, m. Démocratie, f. Démocratique, adj. m. Démocratique, adj. f. Démonstration, f. Démonstrations, f. pi. Démonstratif, adj. m. DEM— DIM 795 L — Demonstrative Demonstrativi, pi. Démonstratifs, pi. L = Den àntro, m . Antre, f. L • Dens Antri, pi. Antres, pi. L •• Denmark Danimarca, f. Danemarck, m. ( - Departure Partenza, f. Départ, m. ( = Depending Dipendente, ag. ni. Dépendant, adj. m. ( • Depending Dipendenti, pi. Dépendants, pi. ( •• Depending Dipendente, ag. f. Dépendante, adj. f. H - Depending Dipendenti, pi. Dépendantes, pi. H = Dependeoce(dependency) Dipendenza, f. Dépendance, f. H • Deplorable Deplorabile, ag. m. Déplorable, adj. m. -1 •• Deposite Deposito, m. Dépôt, m. 1 - Deposition Deposizione. £. Déposition, f. J = Deputy Deputato, m. Député, m. 1 • Deputies Deputati, pi. Députés, pi. 1 Derivation Derivazione, f. Dérivation, f. o — Description Descrizione, f. Description, f. o = Descriptions Descrizioni, pi. Descriptions, pi. o . Design Disegno, m. Dessin, m. o .. Desire Desio, m. Désir, m. 1 - Desk Scriltojo, m. Pupitre, m. 1 =3 Desolation Desolazione, f. Désolation, f. 1 . Despair Disperazione, f. Désespoir, m. 1 .. Despite Dispetto, m. Dépit, m. ) - Dessert Frutta (le), f. pi. Dessert, m. ) = Destitution Destituzione, f. Destitution, f. ) . Determination Determinazione, f. Détermination, f. ) .. Detestable Detestabile, ag. m. f. Détestable, adj. m. f. + — Devil Diavolo, m. Diable, m. + = Devils Diavoli, pi. Diables, pi. + . Devil (the) Diavolo (diamine), esci. Diable, excl. + •• Devil Diabolico, ag. m. Diabolique, adj. m. -«s. Devotion Devozione, f. Dévotion, f. •x». = Devotee Devoto, ag. m. Dévot, adj. m. --*. . Devotee Devota, ag. f. Dévote, adj. f. -> . . Devotee Bacchettone, adj. m. Bigot, adj. m. ? - Devotee Bacchettona, adj. f. Bigote, adj . f . p = Devoutly Devotamente, av. Dévotement, adv. p . Dialecte Dialetto, m. Dialecte, m. ? Dialectes Dialetti, pi. Dialectes, pi. V - Dialogue Dialogo, m. Dialogue, m. V = Dialogues Dialoghi, pi. Dialogues, pi. V . Dictionary Dizionario, m. Dictionnaire, m. V .. Dictionaries Dizionarj, pi. Dictionnaires, pi. 0 — Difference Differenza, f. Différence, f. 0 == Différent Differente, ag. m. Différent, adj. m. 0 . Difiicult (hard) Difficile, ag. m. f. Difficile, adj. m. et t. 0 .. Difficult (hard) Difficili, pi. Difficiles, pi. / - Difficulty Difficolta, f. Difficulté, f. / = Difficulties Difficolta, pi. Difficultés, pi. / • Difident Diffidente, ag. m. Défiant, adj. m. / •• Dignity Dignità, f. Dignité, f. A - Dignities Dignità, pi. [m. Dignités, pi. A = Diligent Sollecito (diligente), ag. Diligent, adj. m. A • Diligent Solleciti (diligenti), pi. Diligents, pi. A •• Diligent Sollecita (diligente), ag. f. Diligente, adj. f. T - Diligent Sollecite (diligenti), pi. Diligentes, pi. "T = Diligently Sollecitamente, av. Diligemment, adv. [f. T • Diligence Sollecitudine, f. Diligence (promptitude), T • Diminution Diminuzione, f. Diminution, f. DIM— DOU L — Diminutive, f, Diminutivo, m. Diminutiï, adj. m. |_ = Diminutive Diminutivi, pi. Diminutifs, pi. Dining-room Sala da mangiare, f. Salle à manger, f. Dinner Pranzo, m. Diner, m. ( — Dinners Pranzi, plv Diners, pi. ( = Direct Diretto, ag. m. Direct, adj. m. Direct Diretta, ag. f. Directe, adj. f. Direction Sopra Scritta, f. Adresse, f. H- Directions Sopra scritte, pi. Adresses, pi. H = Dirt Fango, m. Boue, f. H • Dirty Sozzo, ag. m. Sale, adj. m. H •• Dirty Sozza r ag. f. Sale, adj. f. 1 - Disaggreeable Dispiacevole, ag. m. f. Désagréable, adj. m. f. 1 = Disaggreeable Dispiacevoli, pi. Désagréables, pi. ] Disaggreeably Dispiacevolmente, av. Désagréablement, adv. 1 .. Disaggreeableness Dispiacere, ra. Désagrément, m. o — Disaggreeablenesses Dispiaceri, pi. Désagréments, pi. o = Discipline Disciplina, f- Discipline, f. 0 . Discontent Scontento, ag. m. Mécontent, adj. m. 0 .. Discontent Scontenta, ag, f. Mécontente, adj. f. "1 - Discourse Discorso, m. Discours, m. -1 = Discretion Discrezione, f. Discrétion, f. 1 . Discussion Discussione, f. Discussion, f. ^ .. Disdain Sdegna, m. Dédain, m. ) - Dish Pietanza, f. Plat, m. ) = Dish Pietanze, pi. Mets, m. ) . Dishonest Disonesto, ag. m. Malhonnête, adj. m. ) .. Dishonest Disonesta, ag. f. Malhonnête, adj. f. + — Dishonesty Disonesta, f. Malhonnêteté, f. + = Dishonestly Disonestamente^ av. Malhonnêtement, adv. + . Disorder Disordine, m. Désordre, m. + .. Disorders Disordini, pi. Désordres, pi. «> Dispute Disputa, f. Dispute, f. -^ = Dishonour Disonore, m. Déshonneur, m. -•^ Dissatisfied Malcontento, ag. m. Mécontent, adj. m. --^ Dissatisfied Malcontenti, pi. Mécontents, pi. ? - Dissatisfied Malcontenta, ag. f. Mécontente, adj. t p = Dissatisfied Malcontente, pi. Mécontentes, pU p . Dissolution Dissoluzione, f. Dissolution, f. p .. Distant Lontano, ag. m. Éloigné, adj. m. V — Distinct Distinto, ag. m. Distinction, m^ V = Distinct Distinta, ag. f. Distincte, adj. f. v . Distress Miseria, f. Misère, f. v .. Distresses Disgrazie (morale), pi. f. Malheurs, m. ph 0 — Distrust Diffidenza, f. Méfiance, f. 0 = Ditch Fossato, m. Fossé, m. 0 - Ditches Fossati, pi. Fossés, pi. 0 .. Divine Divino, ag. m. Divin, adj. m. 1 - Divine Divina, ag. t Divine, adj. f. I = Divorce Divorzio, m. Divorce, m. / . Doctor Dottore, m. Docteur, m. / .. Doctors Dottori, pi. Docteurs, pi. A — Dog Cane, m* Chien, m. A = Dogs Cani, pi. Chiens, pL A • Doge Doge, m. Doge, m. A •• Dog-days Canicola, f. Canicule, f. T — Door Porta, f. Porte, f. T = Doors Porte, pi. Portes, pi. T • Domestic concerns Affari domestici» m. pi. Affaires de famille, f. pL T-. Doubby Doppiamente, av. Doublement, adv. BOU— DUT 797 L — Doubt Dubbio, m. Doute, m. L = Dover D uvre (citta) Douvres (ville) L • Down Giù, av. En bas, adv. L -. Downward In giù, av. En bas, adv. ( - Dozen Dozzena, f. Douzaine, f. ( = Dozens Dozzene, pi. Douzaines, pi. ( • Drama (plays) Dramma, m. Drame, m. ( .. Dramas (plays) Drammi, pi. Drames, pi. H - Drake Anitra, f. Canard, m. H = Drakes Anitre, pi. Canards, pi. H • Drawer Tiratojo, m. Tiroir, m. H •• Drawers Tiratoj, pi. Tiroirs, pi. 1 - Drawing Disegno, m. Dessin, m. 1 = Drawing Disegni, pi. Dessins, pi. 1 • Dread Spavento, m. Effroi, m. 1 •• Dreadful Spaventevole, ag. m. f. Effroyable, adj. ni. f. o — Dreadful Spaventevoli, pi. Effroyables, pi. o = Dream Sogno, m. Songe, m. 0 . Dreams Sogni, pi. Songes, pi. 0 .. Dress Vestimento, m. Habillement, m. 1 - Drink Bevanda, f. Boisson, f. 1 = Drinking glass Bicchiere, m. Verre à boire, m. 1 . Drinking glasses Bicchieri, pi. Verres a boire, pi. 1 .. Drop Goccia, f. Goutte, f. ) - Drops Goccie, pi. Gouttes, pi. ) = Drove Armento, m. (greggia, f.) Troupeau, m. ) . Droves Armenti, pi. (greggie, pi.) Troupeaux, pi. ) .. Drum Tamburo, m. (istrom). Tambour (instrum.), m + — Drums Tamburi, pi. Tambours, pi. + = Drummer Tamburo (uomo), m. Tambour (homme), ru. + . Drummers Tamburini, pi. Tambours, pi. + .. Dru nek Ebrio, ag. m. Ivre, adj. m. >^ — Drunck Ebria, ag. f. Ivre, adj. f. \ = Drunkard Imbriacone, m. Ivrogne, m. \ . Drunkards Tmbriaconi, pi. Ivrognes, pi. !*>•» . . Dry Secco, ag. m. Sec, adj. m. P - Dry Secchi, pi. Secs, pi. P = Dry Secca, ag. f. Sèche, adj. f. P • Dry Secche, pi. Sèches, pi. P •• Dryness • Aridità, f. Aridité, f. V - Dublin Dublino (citta) Dublin (ville) V = Ducat Ducato, m. Ducat, m. V . Ducats Ducati, pi. Ducats, pi. v .. Duck Anitra, f. Canard, m. 0 — Ducks Anitre, pi. Canards, pi. 0 = Duchess Duchessa, f. Duchesse, f. 0 . Duke Duca, m. Duc, m. 0 .. Dumb Muto, ag. m. Muet, adj. m. / - Dumb Aluta, ag. f. Muette, adj. f. / = Dumb man Muto, m. Muet, m. / • Dumb men Muti, pi. Muets, pi. / •• Dumb woman Muta, f. Muette, f. A - Dungeon Segreta, f. Cachot, m. A = Dungeons Segrete, pi. Cachots, pi. A • During Durante, av. Pendant, adv. A •• During Durante che, av. Pendant que, adv. T- Dust Polvere, f. Poussière, f. T == Dutchman Olandese, m. Hollandais, m. Dutchmen Olandesi, pi. Hollandais, pi. T .. Dutiful Obediente, ag. m. Obéissant, adj. m. Dutifuls Obedienti, pi. Obéissants, pi. L = Dutiful Obediente, ag. f. Obéissante, adj. f. L • Dutiful Obedienti, pi. Obéissantes, pi. L •• Duty Dovere, ni. Devoir, m. > . Ever since •">. .. Ever so little ? - Every day P = Every P • Every body (ev P •• Every where V — Evidence V = Evident v . Exactly v .. Exact 0 — Excellency 0 = Exchange 0 . Exemplar 0 .. Exemplars 1 - Exercise / = Expense / . Expenses / .. Experience A — Experiment A = Extensive A • Extensive A •• Extensive 1 Extensive T = Extent T . Extraordinary T • • Extraordinary ery one) ( uncom- ENO— EXT Assai, av. Abbastanza, av. Enormità, f. Intrapresa, f. Epidemia, f. Epigramma, m. Epistola, f. Eguale, ag. m. Eguali, pi. Eguale, ag. f . Eguali, pi. Equatore, m. Equinozio, m. Equità, f. Incumbenza, f. Incumbenze, pi. Errore, m. Saggio, m. Essenza, f. Stima, f. Eterno, ag. m. Eterni, pi. Eterna, ag. f. Eterne, pi. Eternità, f. Europa, f. Europea, ag. f. Europeo, m. Europei, pi. Eziandio (pure), av. Vigilia, f. Sera, m. Sempre, av. Eternamente, av. Daquel tempo in poi,av. Un tantino, av. Tutto il giorno, (ogni Ogni, pr. ind. fgiorno,a.) Ognuno, pron. ind. Ovunque, av. Evidenza, f. Evidente, ag. m. Esattamente, av. Esatto, ag. m. Excellenza, f. Borsa, f. (cambio, m.) Esemplare, ag. m. Esemplari, pi. Tema, m. Spesa, f. Spese, pi. Sperienza, f. Sperimento, m. Vasto, ag. m. Vasti, pi. Vasta, ag. f. Vaste, pi. Estinzione, f. Straordinario, ag. m. [mon)JStraordinarj, pi. Assez, adv. Suffisamment, adv. Énormité, f. Entreprise, f. Épidémie, f. Ëpigramme, f. Ëpitre, f. Égal, adj. m. Egaux, pi. Égale, adj. f. Égales, pi. Equateur, m. Équinoxe, m. Équité, f. Commission, f. Commissions, d1. Erreur, f. Essai, m. Essence, f. Estime, f. Éternel, adj. m. Éternels, pi. Éternelle, adj. f. Éternelles, pi. Éternité, f. Europe, f. Européenne, adj. f. Européen, m. Européens, pi. Même, adv, Veille, f. Soir, m. Toujours, adv* Éternellement, adv. Depuis ce temps là, adv. Tant soit peu, adv. Tousles jours, adv. Chaque (tout, toute), p. i. Chacun, pron. ind. Partout, adv. Évidence, f. Évident, adj. in. Exactement, adv^ Exact, adj. m. Excellence, f . Bourse, f. (change, m.) Exemplaire, adj. m. Exemplaires, pi. Thème, m. Dépense, f. Dépenses, pi. Expérience, f. Essai, m. Vaste (grand), adj. m. Vastes (grands), pi. Vaste (grande), adj. f. Vastes (grandes), pi. Étendue, f. Extraordinaire, adj. m. Extraordinaires, pi. Extraordinary Straordinaria, ag. f. Extraordinaire, adj. f. L = Extraordinary Straordinarie, pi. Extraordinaires, pi. L • Extraordinarily Straordinariamente, av. Extraordinairement, a. L -. Express Staffetta, f. Exprès, m. ( - Expression Espressione, f. Expression, f. ( = Expressions Espressioni, pi. Expressions, pi. ( . Expulsion Espulsione, f. Expulsion, f. ( . Extension Estensione, f. Extension, f. H- Extract [monly) Estratto, m. Extrait, m. [adv H = Extraordinarily (uncom- Straordinariamente, av. Extraordinairement, H • Extraordinary (uncomm . ) Straordinario, ag. m. Extraordinaire, adj. m. H .- Extraordinary (uncom- Straordinaria, ag. f. Extraordinaire, adj. f. 1 - Extravagance [mon.) Stravaganza, f. Extravagance, i. 1 = Extravagances Stravaganze, pi. Extravagances, pi. 1 • Extravagant Stravagante, ag. m. Extravagant, adj. m. I .. Extravagant Stravagante, ag. f. Extravagante, adj. f. o — Eye Occhio, m. OEil, m. o = Eyes Occhi, pi. Yeux, pi. 0 . Eye-ball Pupilla, f. Globe de l'œil, m. o .. Eye balls Pupille, pi. Globes de l'œil, pi. 1 - Eye-brows Sopracciglia, f. pi. Sourcils, pi. f. 1 = Eye-lashes Ciglia, f. Cils, pi. 1 . Eye-lid Palpebra, f. Paupière, f. 1 .. Eye-lids Palpebre, pi. Paupières, pi. ) - Fable Favola, f. Fable, f. ) = Fabrication Fabricazione, f. Fabrication ) • Fabric Fabrica, f. Bâtiment, m. ) .. Face Figura, f. Figure, f. + — Face Viso, m. Visage, m. -+- = Facile Facile, ag. m. f. Facile, adj. m. f. + . Facility Facilita, f. Facilité, f. + .. Facilities Facilita, pi. Facilités, pi. ^s. — Faction Lega, f. Ligue, f. ""-V = Factory Residenza del fattore, f. Fabrique, f. "V. . Fail Fallo, m. Défaut, m. "^ .. Fair Biondo, ag. m- Blond, adj. m. P ~ Fair Biondi, pi. Blonds, pi. P = Fair Bionda, ag. f. Blonde, adj. f. P • Fair Bionde, pi. Blondes, pi. P -. Fairness Onesta, f. Probité, f. V - Fair sex Bel sesso, m. Beau sexe, m. V = Faith Fede, f. Foi, f. v . Faithful Fedele, ag. m. f. Fidèle, adj. m. f. v .. Faithful Fedeli, pi. Fidèles, pi. 0 — Faithfully Fedelmente, av. Fidèlement, adv. 0 = Fall Cascata, f. Chute, f. 0 . Fame Fama, f, Renommée, f. 0 .. Familiar Familiare, ag. m. Familier, adj. m. / - Familiar Familiari, pi. Familiers, pi. / = Familiar Familiare, ag. f. Familière, adj. f. / . Familiar Familiari, pi. Familières, pi. / .. Familiarity Domestichezza, f. Familiarité, f. A - Familiarly Domesticamente, av. Familièrement, adv. A = Family Famiglia, f. Famille, f. A . Families Famiglie, pi. Familles, pi. A •• Famous Famoso, ag. m. Fameux, adj. m. Famous Famosa, ag. f. L = Fanaticism Fanatismo, m. L • Fanatic Fanatico, ag. m. L •• Fanatic Fanatici, pi. ( - Fanciful Capriccioso, ag. m. ( = Fanciful Capricciosa, ag. f. ( • Fancy Fantasia, f. ( •• Fane Tempio H- Fantastical Fantastico, ag. m. H = Fan Ventaglio, m. H • Fans Ventagli, pi. H •• Far Lungi, av. 1 - Far and wide Da tutte le parti, av. 1 = Far be it from me Dio non voglia, av. 1 • Farce Farsa, f. 1 •. Farewell Addio, av. [trimenti), av. 0 — Far otherwise Molto differente (ben ai- O = Farm Possessione, f. 0 . Farrier Maniscalco, m. 0 .. Far-sought Ricercato, m. 1 - Far-sought Ricercata, ag. f. 1 = Ferthing Mezzo soldo inglese, m. "1 • Farthest Il più distante, av. 1 .- Fashion Moda, f. ) - Fashions Mode, pi. ) = Fast Digiuno, m. ) . Fast day Giorno di digiuno, m. ) .- Fat Grasso, ag. m. + - Fat Grasse, adj. f. + = Fatal Fatale, ag. m. + . Fatal Fatale, ag. f. + .. Fatality Fatalità, f. •^ — Fatally Fatalmente, av. -^ = Fate Destino, m. •% ^ . Fates Destino, m. ^ . . Father Padre, m. P - Father Papa P = Father-in-law Suocero, m. P • Father less Senza padre, ag. m. P •• Fatherly Paterno, ag. m. V — Fatherly Paterna, ag. f. V = Fault Colpa, f. v . Fault Fallo, m. V .. Faults Falli, pi. 0 — Faulty Colpevole, ag. m. f. 0 = Favour Favore, m. 0 . Favours Favori, pi. 0 .. Favour Beneficio, m. 1 - Favours Benelicj, pi. / = Fear Paura, f. / . Fear Tema, f. / .. Fears Timori, m. pi. A - Feast Festa, f. A = Feats Feste, pi. A • Feast Festino, m. A .- Feather Piuma, f. T- Featherbed Letto di piuma, m. T = February Febbrajo, m. T • Feeling Sensibile, ag. m. f. T •• Feeling Sensibili, pi. Fameuse, adj. f. Fanatisme, m. Fanatique, adj. m. Fanatiques, pi. Capricieux, adj. m. Capricieuse, adj. f. Fantaisie, f. Temple, m. • Fantastique, adj. m. Eventail, m. Eventails, pi. Loin, adv. De tous côtés, adv. A Dieu ne plaise, adv. Farce, f. Adieu, m. Bien autrement, adv. Ferme, f. Maréchal ferrant, m. Recherché, adj. m. Recherchée, adj. f. Demi-sou anglais, m. Le plus éloigné, adv. Mode, f. Modes, pi. Jeûne, m. Jour de jeûne, m. Gras, adj. m. Grasse, adj. f. Fatal, adj. m. Fatale, adj. f. Fatalité, f.' Par fatalité, adv. Destin, m. Destinée, f. (sort, m.) Père, m. Papa, m. Beau-père, m. Sans père, adj. m. Paternel, adj. m. Paternelle, adj. f. Faute, f. Faute, f. Fautes, pi. Coupable, adj. m. f. Faveur, f. Faveurs, pi. Bienfait, m. Bienfaits, pi. Peur, f. Crainte, f. Craintes, pi. m. Fête, f. Fêtes, pi. Festin, m. Plume, f. Lit de plumes, m. Février, m. Sensible, adj. m. f. Sensibles, pi. L - Feelingly L = Feeling L • Feeling L •• Feelings ( - Feet ( = Feint ( Felicity ( •• Fellow H - Fellow-citizen H = Fellow-creature H • Fellow-labourer H .- Fellow-ship 1 - Fellow-soldier I = Fellow-student 1 . Fellow-traveller 1 •• Female o — Feminine o = Feminine o . Feminine gender 0 .. Fen 1 - Fencing 1 = Fencing-school 1 . Fencing-master 1 .. Ferryman ) - Ferrymen ) = Fertility ) . Fever ) .. Few + — Fiction + == Fiddle + . Fiddles + .. Fidelity »*. Field ^, — Fields -^ . Field-piece N« . . Field-pieces p Fig p = Figs p . Filth p .. Fine V - Fine V = Fine v . Fine v .. Fine 0 — Fine 0 = Fine 0 . Fine complexion 0 .. Finery 1 - Finger / = Fingers / • Fire / •• Fire-lock A — Fire-locks A = First A • Fish-day A .. Fish T- Fishes T = Fisher man T • Fisher men T •• Fish market FEE— FIS Sensibilmente, av. Tatto, m. Sentimento, m. Sentimenti, pi. Piedi, pi. Finta, f. Felicita, f. Uguale, ag. m. f. Concittadino, m. Creatura umana, f. Coìlaboratore, m. Società, f. Compagno d'armi, m. Condiscepolo, m. Compagno di viaggio,m. Femmina, ag. f. (anim.) Femminino, ag. m. Femminina, ag. f. Genere femminino, m. Palude, 1'. Scherma, f. Sala d'armi, f. Maestro di scherma, m. Barcajuolo, m. Barcajuoli, pi. Fertilità, f. Febre, f. Pochi, av. pi. Fizione, f. Violino, m. Violini, pi. Fedeltà, f. Campo, m. Campi, pi. Pezza da campagna, f. Pezze da campagna;, pi. Fico, ni. Fichi, pi. Porcheria, f. Fino, ag. m. Fini, pi. Fina, ag. f. Fine, pi. Bello, ag. m. Beila, ag. f. Multa, f. Buona cera, f. Ornamento, m. Dito, m. Dita, pi. f. Fuoco, m. Fucile, m. Fucili, pi. Primo, ag. m. Giorno di magro, m. Pesce, m. Pesci, pi. Pescatore Pescatori, pi. Pescheria, f. 803 Sensiblement, adv. Tact, m. Sentiment, m. Sentiments, pi. Pieds, pi. Feinte, f. Félicité, f. Égal, adj. m. Concitoyen, m. Créature humaine, f. Camarade de travail, m. Société, f. Compagnon d'armes, m. Condisciple, m. Compagnon devoyage,m. Femelle, adj. f. (animal) Féminin, adj. m. Féminine, adj. f. Genre féminin, m. Marais, m. Escrime, f. École d'escrime, f. Maître d'escrime, m. Batelier, m^ Bateliers, pi. Fertilité, f. Fièvre, f. Peu, adv. pi. Fiction, f. Violon, m. Violons, pi. Fidélité, f. Champ, m. Champs, pi. Pièce de campagne, f . Pièces de campagne, pi. Figue, f. Figues, pi. Saleté, f. Fin, adj. f. Fins, pi. Fine, ad . f. Fines, pi. Beau, adj. m. Belle, adj. f. Amende, f. Joli teint, f. Parure, m. Doigt, m. Doigts, pi. Feu, m. Fusil, m. Fusils, pi. Premier, adj. m. Jour maigre, m. Poisson, m- Poissons, pi. Pécheur, m. Pêcheurs, pi. Poissonnerie, f. 804 FIS— FOO L - Fist Pugno, m. Poing, m. L = Fists Pugni, pi. Poings, pi. L Flagon Boccetta, f. Flacon, m. L - Flake Scintilla, f. Étincelle, f. ( - Flake Fiocco, m. Flocon, m. ( = Flame (blaze) Fiamma Flamme, f. ( • Flank Fianco, m. Flanc, m. ( .. Flap Percossa, f. Coup, m. H- Flask Fiasco, m. Bouteille, f. H = Flat Piatta, ag. f. Plate, adj. f. H • Flat Piatte, f. Plates, pi. H - Flat Piatto, ag. m. Plat, adj. m. 1 - Flat Piatti, pi. Plats, pi. 1 = Flatterer Adulatore, m. Flatteur, m. 1 . Flatterers Adulatori, pi. Flatteurs, pi. 1 -• Flatterer Lusinghiera, f. Flatteuse, f. o — Flattery Lusinga, f.(adulazione,f.) Flatterie, f. o = Flatteries Lusinghe, pl.(adulazioni) Flatteries, pi. 0 . Flaw Difetto, m. Défaut, m. 0 .. Flaws Difetti, pi. Défauts, pi. 1 - Flax Lino, m. Lin, m. 1 = Fleet Flotta, pi. Flotte, f. 1 • Fleets Flotte, pi. Flottes, pi. Flesh Carne, f. Chair, f. ) — Flight Stormo d'uccelli, m. Compagnie d'oiseaux ) = Flight Fuga, f. Fuite, f. Flight Truppa, f. Bande, f. Florence Firenze (citta) Florence (v.) + — Florist Fiorista, m. f. Fleuriste, m. f. + — Flour Farina, f. Farine, f. 4- . Flower Fiore, m. Fleur, f. + .. Flowers Fiori, pi. Fleurs, f. » — Flower-garden Platea, f. Parterre, f. ^ = Flute Flauto, m. Flûte, f. . Fly Mosca, f. Mouche, f. ^ .. Flies Mosche, pi. Mouches, pi. p Foetus Feto, m. Fœtus, m. P = Fog Nebbia, f. Brouillard, m. P . Fold Piega, f. Pli, m. P .. Folds Pieghe, pi. Plis, pi. V — Folding-screen Paravento, m. Paravent, m. V = Folding-stick Stecco, m. Plioir, m. v . Folding Piegatura, f. Pliage, m. v .. Folks Gente, f. Gens, m. 0 — Folly (madness) Pazzia, f. Folie, f. 0 = Folly Sproposito, m. Sottise, f. 0 . Follies Spropositi, pi. Sottises, pî. 0 .. Food Vitto, m. Nourriture, f. / - Food Cibo, m. Nourriture, f. / = Fool Sciocco, m. Sot, m. / . Fools Sciocchi, ph Sots, pi. / .. Fool Sciocca, f. Sotte, f. A - Fools Sciocche, pi. Sottes, pi. A = Foolish Sciocco, ag. m. Sot, adj. m. A • Foolish Sciocchi, pi. Sots, pi. A .. Foolish Sciocca, ag. Sotte, adj. f. T- Foolish Sciocche, pi. Sottes, pi. "f = Foolishness Semplicità, f. Simplicité, f. T Foolishly Scioccamente, av. I Sottement, adv. T ..1 Foolish-trick Pazzia, f. 1 Folie, f. L - Foolish-tricks L = Foot L • Foot-path L •• Foot-paths ( - Foot-soldier ( = Foot-soldiers ( • For ( .. For H - For that H = For the H • For the H • For the 1 — For the 1 = For the 1 . For the 1 •• Force o — For want of o = Fore o . Fore fathers 0 .. Foreign 1 - Foreign "1 = Foreign 1 . Foreign "1 .. Foreigner ) - Foreigners ) = Foreigner ) . Foreigners ) .. Forest + — Forgetfulness + = Fork + . Forks + .. Form — — Formal ^ = Formation "^ Formerly »~s. .. Fortification p - Fortnight p = Fortune ? . Fortunately p .. Forward V - Founder V = Founders V • Foundery V .. Foundling 0 — Foundlings 0 = Fountain 0 . Fountains 0 .. Four 1 ~ Fourth 1 = Fox 1 • Foxes / .. France A - Frank A = Franks A . Frank A .. Frank T- Frank T = Frank T • Frankness T •• Frankfort POO— FRA Pazzie, pi. f. Piede, m. Marciapiede, m. Marciapiedi, pi. Fante (t. mil.) Fanti, pi. Perchè, av. cong. Per (o da), prep. Perciò, prep. Per il, prep. m. s. Per lo, prep. m. s. Per la, prep. f. s. Per i, prep. m. pi. Per gli, prep. m. pi. Per le, prep. f. pi. Forza, f. Per mancanza di, av. Anteriore, ag. m. Antenati, pi. m. Straniero, ag. m. Stranieri, pi. Straniera, ag. f. Straniere, pi. Forestiero, m. Forestieri, pi. Forestiera, f. Forestiere, pi. Foresta, f. Oblio, m. Forchetta, f. Forchette, pi. Forma, f. Formale, ag. m. Formazione, f. Altrevolte, av. Fortificazione, f Quindicina, f. Fortuna, f. Fortunatamente, av. Inavanti, av. Fonditore, m. Fonditori, pi. Fonderia, f. Fanciullo esposto, m. Fanciulli esposti, pi. Fontana, f. Fontane, pi. Quattro, num. Quarto, n. de num. Volpe, . Volpi, pi. Francia, f. Franco, m. (p. di20s.) Franchi, pi. Franco, ag. m. Franchi, pi. Franca, ag. f. Franche, pi. Franchezza, f. Francoforte (e.) 805 Folies, pi. Pied, m. Sentier, m. (trottoir) Sentiers, pi. (trottoirs) Fantassin, m. Fantassins, pi. Car, conj. Pour (ou par), prép. Pour cela, prép. Pour le, prép. m. s. Pour le, prép. m. s. Pour la, prép. f. Pour les, prép. m. pi. Pour les, prép. m. pi. Pour les, prép. f. pi. Force, f. Faute de, adv. Antérieur, adj. m. Ancêtres (aïeux), pL m. Étranger, adj. m. Étrangers, pi. Étrangère, adj. f. Étrangères, pi. Étranger, m. Étrangers, pi. Étrangère, f. Étrangères, pi. Forêt, f. Oubli, m. Fourchette, f. Fourchettes, pi. Forme, f. Formel, adj. m. Formation, f. Autrefois, adv. Fortification, f. Quinzaine, f. Fortune, f. Par bonheur, adv. En avant, adv. Fondeur, m. Fondeurs, pi. Fonderie, f. Enfant-trouvé, m. Enfants-trouvés, pi. Fontaine, f. Fontaines, pi. Quatre, nomb. Quatrième, n. de nomb. Renard, m. Renards, pi. France, f. Franc (20 sous) m. Francs, pi. Franc, adj. m. Francs, pi. Franche, adj. f. Franches, pi. Franchise, f. Francfort (v.) Frankly Free Free Free Free Freely French-beans French French French (the) Frenchman French woman French women French tongue (the) Frequence Frequent Friday Friend Friends Friend (female) Friends (female) Friendless Friendly Friendship Fright Frightful Frightful From above From beginning to end From From her From him From it From me From lord From lady From his aunt From his brother From his brother in law From his cousin From his cousin From his daughter From his daught. in law From bis husband From his father From his grand father From his grand mother From his mother From his nephew From his niece From his sister From his sister in law From his son From his son in law From his uncle From his wife From his majesty From his holiness From his bigness From his excellency FRA— FRO Francamente, av. Libero, ag. m. Liberi, pi. Libera, ag. f. Libere, pi. Liberamente, av. Fagioletti, m. pi. Francese, ag. m. Francese, ag. f. Francesi (i), m. pi. Francese, m. Francese, f. Francesi, pi. Lingua francese (la), f. Frequenza, f. Frequente, ag. m. Venerdì, m. Amico, m. Amici, pi. Amica, f. Amiche, pi. Senza amici, av. Amichevole, ag. m. Amicizia, f. Spavento, m. Spaventevole, ag. m. f. Spaventevoli, pi. Di lassù, av. D'un capo ali altro, av. Da, prep. Da lei, da essa, abl. Da lui, da esso, abl. Da lui, da lei, da esso Da me, pr. pers. abl. Dal signor, m. Dalla signora, f. Da sua zia, f. Da suo fratello, m. Da suo cognato, m. Da suo cugino, m. Da sua cugina, f. Da sua figlia, f. Da sua nuora, f. Da suo marito, m. Da suo padre, m. Da suo nonno, m. Da sua nonna, f. Da sua madre, f. Da suo nipote, m. Da sua nipote, f. Da sua sorella, f. Da sua cognata, f. Da suo figlio, m. Da suo genero» m. Da suo zio, m. Da sua moglie, f. Da sua maestà, f. Da sua santità, f. Da sua altezza, f. Da sua eccellenza, f. Franchement, adv. Libre, adj. m. Libres, pi. Lihre, adj. f. Libres, pi. Librement, adv. Haricots verts, m. pi. Français, adj. m. Française, adj. f. Français (les), pi. Français, m. Française, f. Françaises, pi. Langue française (la), f Fréquence, f. Fréquent, adj. m. Vendredi, m. Ami, m. Amis, pi. Amie, f. Amies, pi. Sans amis, adv. En ami, adj. m. Amitié, f. Épouvante, f. Épouvantable, adj. m. Épouvantables, pi. D'en haut, adv. D'un bout à l'autre, adv, De, par, prép. D'elle, abl. De lui, ab. De lui, d'elle, pr. n. abl. De moi, pr. pers. abl. De monsieur, m. De madame, f. De sa tante, f. De son frère, m. De son beau-frère, m. De son cousin, m. De sa cousine, f. De sa fille, f. De sa bru, f. De son mari, m. De son père, m. De son grand-père, m. De sa grand'mère, f. De sa mère, f. De son neveu, m. De sa nièce, f. De sa sœur, f. De sa belle-sœur, f . De son fils, m. De son gendre, m. De son oncle, m. De sa femme, f. De sa majesté, f. De sa sainteté, f. De son altesse, f . De son excellence, f. From his From his From his From his From my auat From my brother From my brother in law From my cousin From my cousin From my daughter From my daught. in law From my husband From my father From my grand father From my grand mother From my mother From my nephew From my niece From my sister From my sister in law From my son From my son in law From my uncle From my wife From my From my From my From my From our From our From our From our From their From their From their From their From thy From thy From thy From thy From thy aunt From thy brother From thy brother in law From thy cousin From thy cousin From thy daughter From thy daught. in law From thy husband From thy father From thy grand father From thy grand mother From thy mother From thy nephew From thy niece From thy sister From thy sister in law From thy son From thy son in law From thy uncle From thy wife FRO— FRO Dal suo, pr. pos. m. Dai suoi, pi. Dalla sua, pr. poss. Dalle sue, pi. Da mia zia, f. Da mio fratello, m. Da mio cognato, m. Da mio cugino, ni. Da mia cugina, f. Da mia figlia, f. Da mia nuora, f. Da mio marito, m. Da mio padre Da mio nonno, m. Da mia nonna, f . Da mia madre, f. Da mio nipote, m. Da mia nipote, f. Da mia sorella, f. Da mia cognata, f. Da mio figlio, m. Da mio genero, m. Da mio zio, m. Da mia moglie, f. Dal mio, pr. pos. m. Dai miei, pi. Dalla mia, pr. pos. f. Dalle mie, pi. Dal nostro, pr. pos. m. Dai nostri, pi. Dalla nostra, pr. pos. f. Dalle nostre, pi. Dal loro, pr. pos. m. Dai loro, pi. Dalla loro, pr. pos. f. Dalle loro, pi. Dal tuo, pr. p. m. Dai tuoi, pi. Dalla tua, pr. poss. f. Dalle tue, pi. Da tua zia, i. Da tuo fratello, f. Da tuo cognato, m. Da tuo cugino, m. Da tua cugina, f. Da tua figlia, f. Da tua nuora, f. Da tuo marito, m. Da tuo padre, m. Da tuo nonno, m. Da tua nonna, f. Da tua madre, f. Da tuo nipote, m. Da tua nipote, f. Da tua sorella, f. Da tua cognata, f. Da tuo figlio, m. Da tuo genero, m. Da tuo zio, m. Da tua moglie, f. 807 De son, pr. pos. m. De ses, pi. De sa, pr. pos. f. De ses, pi. De ma tante, f. De mon frère, m. De mon beau-frère, m. De mon cousin, m. De ma cousine, f. De ma fille, f. De ma bru, f. De mon mari, m. De mon père, m. De mon grand-père, m. De ma grand'mère, f. De ma mère, f. De mon neveu, m. De ma nièce, f. De ma sœur, f. De ma belle-sœur, f. De mon fils, m. De mon gendre, m. De mon oncle, m. De ma femme, f. Demon, pr. pos. m. De mes, pt. De ma, pr. p. f. De mes, pi. De notre, pr. p. m. De nos, pi. De notre, pr. pos. m. De nos, pi. De leur, pr. pos. m. De leurs, pi. De leur, pr. pos. f. De leurs, pi. De ton, pr. pos. m. De tes, pi. De ta, pr. pos. f. De tes, pi. De ta tante, f. De ton frère, m. De ton beau-frère, m. De ton cousin, m. De ta cousine, f. De ta lille, f. De ta bru, i. De ton mari, m. De ton père, m. De ton grand-père, m. De ta grand-mère, f. De ta mère, f. De ton neveu; m. De ta nièce, f. De ta sœur, f. De ta belle-sœur, f. De ton fils, m. De ton gendre, m. De ton oncle, m. xxx De ta femme, f. r 808 FRO— FUR L - From your aunt Da vostra zia, f. De votre tante, f. L = From your brother Da vostro fratello, m. De votre frère, m. L • From yourbrother in law Da vostro cognato, m De votre beau-frère, m L -. From your cousin Da vostro cugino, m. De votre cousin, m. ( - From your cousin Da vostra cugina, f. De votre cousine, f. ( = From your daughter Da vostra figlia, f. De votre fille, m. ( . From your daugh. inlaw Da vostra nuora, f. De votre bru, f. ( .. From your husband Da vostro marito, m. De votre mari, m. H - From your father Da vostro padre, m. De votre père, m. -} = From your grand father Da vostro nonno, m. De votre grand-père, m -\ . From your grandmother Da vostra nonna, f De votre grand'mère, f. -\ .. From your mother Da vostra madre, f. De votre mère, f. 1 - From your nephew Da vostro nipote, m. De votre neveu, m. 1 = From your niece Da vostra nipote, f. De votre nièce, f. ! • From your sister Da vostra sorella, f. De votre soeur, f. 1 •- From your sister in law Da vostra cognata, f. De votre belle-soeur, f. o — From your son Da vostro figlio, m. De votre fils, m. o == From your son in law Da vostro genero, m. De votre gendre, m. 0 . From your uncle Da vostro zio, m. De votre oncle, m. 0 .. From your wife Da vostra moglie, f. De votre femme, f. 1 — From your majesty Da vostra maestà, f . De votre majesté, f. "1 = From your hoiiness Da vostra santità, f. De votre sainteté, f. From your highness Da vostra altezza, f. De votre altesse, f. From your excellency Da vostra eccellenza, f. De votre excellence, f. ) — From your Dal vostro, pr. pos. m. De votre, pr. p. m. ) = From your Dai vostri, pi. De vos, pi. From your Dalla vostra, pr. pos. f. De votre, pr. p. f. ) • • From your Dalle vostre^ pi. De vos, pi. H From the Dal, art. m. s. abl. Du, art. m. s. abl. + = From the Dallo, art. m. s. abl. Du, art. m. s. abl. 4- . From the Dagli, art. m. pi. abl. Des, art. m. pi. abl. -1- .. From the Dalla, art. f. s. abl. De la, art. f. s. V - From the Dalle, art. f. pi. abl. Des, art. f. pi. abl. V = From the Dai, art. m. pi. abl. Des, art. m. pi, abl. V . From thee Da te, pron. pers. abl. De toi, pr. pers. abl. V .. From thence Di là, av. De là, adv. ? - From them Da loro (da essi), abl. D'eux, abl. p = From them Da loro (da esse), abl. D'elles, abl. p . From us Da noi, abl. De nous, abl. p .. From where Onde, av. D'oU, adv. V — From you Da voi, abl. De vous, abl. V = Front Fronte, f. Front, m. V . Frost Gelo, m. Gelée (glace), f. V .. Fruit Frutto, m. Fruit, m. 0 — Fruits Frutti, pi. Fruits, pi. 0 = Fried (things) Fritto, m. Friture, f. 0 . Fried (things) Frittura, f. Friture, f. 0 .. Frying-pan Padella, f. Poêle à frire, f. / — Fugitive Fugitive, ag. m. Fugitif, adj. m. / = Fulgent Risplendente, ag. m. Resplendissant, adj. m. / . Fui Pieno, ag. m. Plein, adj. m. / Fui Piena, ag. f. Pleine, adj. f. A — Fully Pienamente, av. Pleinement, adv. A == Fund Fondo, m. Fond, m. A . Funeral Funerale, m. Enterrement, m. A .. Furious Furioso, ag. m. Furieux, adj. m. T — Furious Furiosa, ag. f. Furieuse, adj. f. T = Furiously Furiosamente, av. Furieusement, adv» T • Furrow Solco, m. Sillon, m. T ... Furrows Solchi, pi. Sillons, pL L - L = L • L •• Fury Future Future tense Fy ! (fy upon it!) FUR— GIB Furia, f. Avvenire, m. Futuro, ag. m. (tempo) Oìból interj. 809 Furie, f. Avenir, m. Futur (temps), m. Fi (fi donc) ! int. ( — Gage Pegno, m. ( = Gaiety Allegria, f. ( Gale Vento fresco, m. ( .. Gallant Galante, ag. m. H — Gallant Amante, m. -\ = Gallantly Galantemente, av. H . Gallantry Galanteria, f. H •• Gallery Galleria, f. 1 — Galleries Gallerie, pi. 1 = Game Giuoco, m. 1 . Games Giuochi, pi. 1 •• Game Cacciagione, f. o — Gamekeeper Guardiano di cacciagione o = Guard Guardia, f. o . Guards Guardie, pi. o .. Garden Giardino, m. 1 - Gardens Giardini, pi. 1 = Gardener Giardiniere, m. 1 . Gardeners Giardinieri, pi. 1 .. Garters Legacce, pi. f. ) - Gem Gemma, f. ) = Gender Genero, m. ) . General Generale, m. ) .. Generals Generali, pi. + — General map Mappamondo, m. + = Generosity Generosità, f. + . Generous Generoso, ag. m. + .. Generous Generosi, pi. V. — Generous Generosa, ag. f. -»» = Generous Generose, pi. -^ . Genius Genio, m. •^ .. Genius Genj, pi. p — Genoa Genova, f. (e.) p = Gentleman Gentiluomo, m. p . Gentlemen Signori, pi. p .. Gentlemans son Figlio di famiglia, m. V — Geographer Geografo, m. V = Geographers Geografi, pi. V . Geography Geografia, f. v .. Geometer Geometra, m. 0 — Geometers Geometri, pi. 0 = Geometrical Geometrico, ag. m. 0 . Geometrical Geometrica, ag. f. 0 .. Geometrical Geometriche, pi. / - Geometrically Geometricamente, av. / - Geometry Geometria, f. / • German Alemanno (tedesco), m. / •• Germans Alemanni (tedeschi), pi. A - German woman Alemanna (tedesca), f. A = Germany Alemagna, f. A • Gibbet Forca, f. A • Gibraltar Gibilterra, f. (e.) Gage, m. Gaieté, f. Coup de vent, m. Brave, adj. m. Amoureux, m. Galamment, adv. Galanterie, f. Galerie, f. Galeries, pi. Jeu, m. Jeux, pi. Gibier, m. Garde-chasse, m. Garde, f. Gardes, pi. Jardin, m. Jardins, pi. Jardinier, m. Jardiniers, pi. Jarretières, f. pi- Gemmes, f. Genre, m. Général, m. Généraux, pi. Mappe-monde, f. Générosité, f. Généreux, adj. m. Généreux, pi. Généreuse, adj. f. Généreuses, pi. Génie, m. Génies, pi. Gènes (v.) Gentilhonv ne, m. Messieurs, pi. Fils de famille, m. Géographe, m. Géographes, pi. Géographie, f. Géomètre, m. Géomètres, pi. Géométrique, adj. m. Géométrique, adj. f. Géométriques, pi. Géométriquement, adr. Géométrie, f. Allemand, m. Allemands, pi. Allemande, f. Allemagne, f. Gibet, m. Gibraltar (v.) 68. 810 GIF— GRA L - Gift Dono, m. Don, m. L = Gifts Doni, pi. Dons, pi. L • Girl Ragazza, f. Fille, f. L -. Girth Cinghia, f. Sangle,?f. ( - Glance Occhiata, f. Coup-d'oeil, m. ( = Glass Vetro, m. Verre, m. ( . Glasses Vetri, pi. Verres, pi. Glazier Vetrajo, m. Vitrier, m. ^ — Globe Globo, m. Globe, m. ^ = Glory Gloria, f. Gloire, m. H . Glove Guanto, m. Gant, m. H ., Gloves Guanti, pi. Gants, pi. i — Glutton Ghiotto, m. Gourmand, m. i = Gluttons Ghiotti, pi. Gourmands, pi. i Glutton Ghiotta, f. Gourmande, f. i .. Gluttons Ghiotte, f. Gourmandes, pi. o — Goal Prigione, f. Prison, f. 0 = God Dio, m. Dieu, m. 0 . God head Divinità, f. Divinité, f. o .. God-father Patrino, m. Parrain, m. 1 - God-father Compare, m. Parrain, m. 1 = God forbid Dio mene guardi, av. Dieu m'en préserve, adv. 1, Godliness Santità (pietà), f. Sainteté (piété), f. 1 .. God-mother Commare, f. Marraine, f. ) - God-mother Madrina, f. Marraine, f. ) = God forbid Dio non voglia, av. A Dieu ne plaise, adv- ) . God help me Misericordia, esci. Miséricorde, int. ) .. Gold Oro, m. Or, m. -1 — Goldsmith Orefice, m. Orfèvre, m. -f = Good Buono, ag. m. Bon, adj. m. + . Good Buoni, pi. Bons, pi. + .. Good Buona, ag1. f. Bonne, ad. f. Good Buone, pi. Bonnes, pi. = Goods Mercanzie, pi. f. Marchandises, pi, f. -•»- . Good friday Venerei santo, m. Vendredi-Saint, m. ^ . . Goodness Bontà, f. Bonté, f. p - Gospel Evangelio, m. Évangile, m. ? = Government Governo, m. Gouvernement, m. ? . Gown Veste, f. Robe, f. ? • • Gowns Vesti, pi. Robes, pi. V — Grace (favour) Grazia, f. Grâce, f. V = Graces Grazie, pi. Grâces, pi. v . Gracefully Graziosamente, av. Avec grâce, adv. v .. Graceful Grazioso, ag. m. Gracieux, adj. m. 0 — Graceful Graziosi, pi. Gracieux, pi. 0 = Graceful Graziosa, ag. f. Gracieuse,~adj.'f. 0 . Graceful Graziose, pi. Gracieuses, pï. 0 .. Graceless Senza grazia, av. Sans grâce, adv. / - Graciously Con grazia, av. Avec grâce, adv. Gradual Graduale, ag. m. Graduel, adj. m. / . Gradually Gradualmente, av. Graduellement, adv. / •■ Graduate Un graduato, m. Un gradué, m. A — Graft Innesto, m. Greffe, m. Grain Seme, m. Grain, m. A • Grammar Grammatica, f. Grammaire, f. A •• Grammars Grammatiche, pi. Grammaires, pi. T — Grammatical Grammaticale, ag. m. Grammatical, adj. m. T = Granary Granajo, m. Grenier, m. T • Granate Un granito, m. Marbre semblable au gra- T ■• Grand Grande, ag. m. Grand, adj m. [nil, m. GRA— GUN L - Grand-father Nonno, m. L = Grand-mother Nonna, f. L • Grand-child Nipotino, m. L •• Grand-daughter Nipotina, f. ( - Grand-son Nipote, m. ( = Grass Erba, f. ( . Grateful Grata, ag. f. ( .. Grateful Grato, ag. m. H - Gratefully Con riconoscenza, av. -1 = Gratefulness Gratitudine, f. ^ . Gratification Gratificazione, f. H .. Gratingly Acerbamente, av. 1 - Gratis Gratis, av. 1 = Gratitude Gratitudine, f. 1 . Gratulation Congratulazione, f. 1 .. Gratulations Congratulazioni, pi. o — Graver Intagliatore, m. o = Gravity Gravita, f. o . Gray Grigio, ag. m. o .. Great (large) Grande, ag. m. 1 - Great (large) Grandi, pi. 1 = Great (large) Grande, ag. f. "1 • Great (large) Grandi, pi. 1 •• Greatly Grandemente, av. ) - Greek Greco, m. ) = Greeks (the) Greci, pi. ) • Grecian-woman Greca, f. ) -, Greece Grecia, f. + — Greedily Avidamente, av. + = Greediness Avidità, f. + . Greedy Avido, ag/m. + .. Greedy Avida, ag. f. \ — Greek tongue (the) Lingua greca (la), f, «^ = Green Verde, ag. m. ^ . Green Verdi, pi. .. Green Verde, ag. f. P - Green Verdi, pi. P = Greenness Verdura, f. ? • Grief Dispiacere, m. P ... Griefs Dispiaceri, pi. V - Grimaces Morfie, f. p. (versacci,m.) V = Grocer Droghiero, m. V . Groom Mozzo dislalia, m. v .. Gross Grosso, ag. m. 0 — Grotto Grotta, f. 0 = Grottos Grotte, pi. 0 . Ground Terra, f. 0 .. Ground-floor Piano-terreno, m. / - Group Gruppo, m. [to), m. / = Grove Boschetto (andito coper- / Groves Boschetti(anditi coperti), / .. Guest Sospite, m. [pi. A - Guilt Colpa, f. A = Guiltless Innocente, ag. m. A • Guilty Colpevole, ag. m. f. A •• Guilty Colpevoli, pi. T- Guitar Chitarra, f. T = Gum Gomma, f. T • Gums Gengive, f. pi. T •• Gun Fucile, m. 811 Grand-père, m. Grand'mère, f. Petit-fils, m. Petite-fille, f. Petit-fils, m. Herbe, f. Reconnaissante, adj. f. Reconnaissant, adj. m. Avec reconnaissance, ad. Reconnaissance, f. Gratification, f. Désagréablement, adv. Gratis, adv. Gratitude, f. Congratulation, f. Congratulations, pi. Graveur, m. Gravité, f. Gris, adj. m. Grand, adj. m. Grands, adj. pi. Grande, adj. f. Grandes, pL Grandement, adv. Grec, m. Grecs (les), pi. Grecque, f. Grèce, f. Avec avidité, adv. Avidité, f. Avide, adj. m. Avide, adj. f. Langue grecque ( la ),f. Vert, adj. m. Verts, pi. Verte, adj. f. Vertes, pi. Verdure, f. Chagrin, m. Chagrins, pi. Grimaces, f. pi- Épicier, m. Garçon d'écurie, m. Gros, adj. m- Grotte, f . Grottes, pi. Terre, f. Rez-de-chaussée, m. Groupe, m. [te, f.) Bocage, m. (allée couver- Bocages, pi. (allées cou- Hôte, m. [vertes, pia Crime, m. Innocent, adj. m. Coupable, adj. m. f- Coupables, pi. Guitare, f. Gomme, f. Gencives, f- pi. Fusil, m. 812 L - Guns L = Gunner L • Gymnastics L •• Gyves GUN— HAS Fucili, pi. Cannoniere, m. Ginnastica, f. Ceppi di ferro, m. pi. Fusils, pi. Cannonier, m. Gymnastique, f. [m. pi. Fers qu'on met aux pied s, H ( - Habitation ( = Habitations ( . Hack ( .. Hague H - Hail H = Hair -1 . Hak- 4 •• Half 1 — Half-an-hour 1 = Half 1 . Hall 1 •• Halls o — Ham o = Hammer 0 . Hamper o .. Hand "1 — Hands 1 =r Handkerchief 1 . Handkerchiefs "1 • Handsome ) — Handsome ) = Handsomely ) . Handy ) •• Handy + — Handy -f- = Handy + Hangman + • Hapless -v. Hapless •^N = Happily "««S Happiness ^ .. Happy C — Happy ? = Happy p . Happy 9 Hard V — Hard V = Hard V • Hard v .. Hardily 0 — Hardly 0 = Hardly 0 . Hare 0 .. Hares 1 - Harlequin 1 = Harp / . Harsh / .. Harvest A — Harvest A = Harte A • Hastiness A •• Hastily Abitazione, f. Abitazioni, pi. Carrozza d'aflilto, m. Aja(c) Grandine, f. Capello, m. Capelli, pi. Mezzo, ag. m. Mezz'ora, f. Mezza, ag. f. Sala, f. Sale, pi. Prosciutto, m. Martello, m. Paniere, m. Mano, f. Mani, pi. Fazzoletto, m. Fazzoletti, pi. Bello, ag. m. Bella, ag. f. Con grazia, av. Accorto, ag. m. Accorti, pi. Accorta, ag. f. Accorte, pi. Boja, m. Sfortunato, ag. m. Sfortunata, ag. f. Felicemente, av. Felicita, f. Felice, ag. m. Felici, pi. Felice, ag. f. Felici, pi. Duro, ag. m. Duri, pi. Dura, ag. f. Dure, pi. Arditamente, av. A pena, av. Difficilmente, av. Lepre, m. Lepri, pi. Arlecchino, m. Arpa, f. Rozzo, ag. m. Messe, f. Raccolta, f. Fretta, f. Prestezza, f. In fretta, av. Habitation, f. Habitations, pi. Voiture de remise, f. La Haye (v.) Grêle, f. Cheveu, m. Cheveux, pi. Demi, adj. m. Une demi-heure, f. Demie, adj. f. Salle, f. Salles, pi. Jambon, m. Marteau, m. Panier, m. Main, f. Mains, pi. Mouchoir, m. Mouchoirs, pi. Beau, adj. m. Belle, adj. f. Avec grâce, adv. Adroit, adj. m. Adroits, pi. Adroite, adj. f. Adroites, pi. Bourreau, m. Malheureux, adj. m. Malheureuse, adj. f. Heureusement, adv. Félicité, f. Heureux, adj. m. Heureux, pi. Heureuse, adj. Heureuses, pi. Dur, adj. m. Durs, pi. Dure, adj. f. Dures, pi. Hardiment, adv. A peine, adv. Difficilement, adv. Lièvre, m. Lièvres, pi. Arlequin, m. Harpe, f. Rude, adj. m. Moisson, f. Récolte, f. Hâte, f. Vitesse, f. A la hâte, adv. f. HAT— HEN 81 L - - Hat Cappello, m. Chapeau, m. L = = Hats Cappelli, pi. Chapeaux, pi. L Hateful Odioso, ag. m. Odieux, adj. m. L . Hateful Odiosa, ag. f. Odieuse, adj. f. ( - • Hatred Odio, m. Haine, f. ( = Hatreds Odj, pi. Haines, pi. ( • Hatter Cappellajo, m. Chapelier, m. ( .. Hatters Cappellaj, pi. Chapeliers, pi. H - Haughtily Fieramente, av. Hautainement, adv. H = Haughtiness Fierezza, f. Hauteur, f. ^ • Haughty Altiero, ag. m. Hautain, adj. m. H .. Haughty Altiera, ag. f. Hautaine, adj. f. 1 - Haven Un porto, m. Un port, m. 1 = Hay Fieno, m. Foin, m. 1 . Hazard Pericolo, m. Danger, m. 1 .. Haze Nebbia, f. Brouillard, m. 0 — He Egli, pr. m. s. 11, pr. m. s. o = He Esso, pr. m. s. Il, pr. m. s. o . He knows better Egli sa meglio, av. Il sait mieux, adv. o .. Head Testa, f. Tête, f. 1 - Heads Teste, pi. Tètes, pi. 1 = Head Capo, m. Tête, f. 1 Head of family Capo di famiglia, m. Chef de famille, m. 1 •• Head-ache Emicrania, f. Migraine, f. ) - Healt (sanity) Sanità (salute), f. Santé, f. ) = Heap Mucchio, m. Monceau, m. ) . Heaps Mucchi, pi. Monceaux, pi. ) •• Heaped up Colmo, ag. m. Comble, adj. m. H Heaped up Colmi, pi. Combles, pi. + = Heaped up Colma, ag. f. Comble, adj. f. + . Heaped up Colme, pi. Combles, pi. + .. Hearing Udito, m. Ouïe, f. ->* — Heart Cuore, m. Cœur, m. ->* = Hearty welcome Buona accoglienza, f. Bon accueil^m. •«*. -. Heat Calore, m. Chaleur, f. *v. .. Heat Ardore, m. Ardeur,.f. p - Heaven Cielo, m. Ciel, m p = Heavy Pesante, ag. m. Pesant, adj. m. p . Hedge Siepe, f. Haie, f. p .. Hedges Siepi, pi. Haies, pi. V — Heedful Attento, ag. m. Attentif, adj. m. V = Heedfully Attentamente, av. Attentivement, adv. V . Heedless Negligente, ag. m. Négligent, adj. m. v .. Heedlessly Negligentemente, av. Négligemment, adv. 0 — Heel Calcagno, m. Talon, m. 0 = Heels Calcagni, pi. Talons, pi. 0 . Height Altezza, f. Hauteur, f. 0 .. Heir Erede, m. Séritier, m. / - Heirs Eredi, pi. ïéritiers, pi. / = Heiress Erede, f. ïéritière,:^. / . Hell Inferno, m. infer, m. / .. Hellish Infernale, ag. m. nfernal, adj. m. A- Hellish Infernale, ag. f. nfernale, adj. f. A = ïem Orlo, m. Bord, m. A • ïemp Canapa, f. Chanvre, m. r\ A .. ïen Gallina, f. 1 Poule, f. T = Hens Galline, pi. 1 toules, pi. T-] Hen Femmina, ag. f. (per uc- 1 ?emelle (pour oiseau), t. T • 1 lence Da qui, av. [cello) '. 3'ici, adv. T .. ] Henceforth 1 D'ora innanzi, av. ] Désormais, adv. Henceforth Hereabouts Her Her Her Hers Hers Here Hereditary Heretofore Heritage Here is Herself Herself Hesitation Hest Hiccough High High High High Highly High wat er High way High way Hill Hills Hillock Him Him Him Him Self Himself Himself, herself, itself Himself His His His (her) His His Historian Historical Historical History His aunt His brother His brother in law His cousin His cousin His daughter His daughter in law His husband His father His grand father His grand mother His mother His nephew His niece His sister HEN— HIS In avvenire, av. Di qui intorno, av. Lei, aoc. pr. per. f. s. Il suo, pr. pos. m. La sua (le sue), pr. pos. f . I suoi, pr. pos. m. pi. Le sue, pr. pos. f. pi. Qui (quâ), av. Ereditario, ag. m. Per l'addietro, av. Eredita, f. Ecco, av. Ella stessa, pr. rei. Essa stessa, pr. rei. f. Esitazione, f. Commando, m. Singhiozzo, m. Alto, ag. m. Alti, pi. Alla, ag. f. Alte, pi. Altamente, av. Altamarea, f * Strada maestra, f. Gran cammino, m. Collina, f. Colline, pi. Monticello, m. Lui, pron. per. ace. s. Lo, pron. pers. ace. s. Gliene, pron. m. s. Gliene, pron. m. f. pi. Se, pron. recipr. Si, pron. recipr. Esso stesso, pron. recip. Essa stessa, pron. recip. II suo, pron. poss. m. s. suoi, pi. La sua, pr. pos. f. s. Le sue, pi. Sue (il) suoi (i) pr. p. re. Isterico scrittore, m. Istorico, ag. m. Istorici, pi. Istoria, f. Sua zia, f. Suo fratello, m. Suo cognato, m. Suo cugino, m. Sua cugina, f. Sua figlia, f. Sua nuora, f. Suo marito, m. Suo padre, m. Suo nonno, m. Sua nonna, f. Sua madre, f. Suo nipote, m. Sua nipote, f. Sua sorella, f. A l'avenir, adv. Ici autour, adv. Elle, ace. pr. pers. f. s. Son, pr. pos. m. Sa, ses, pr. pos. f . Les siens, m. pi. Ses, pr. pos. f. pi. Ici, adv. Héréditaire, adj. m. Anciennement, adv. Héritage, m. Voici, adv. Elle-même, pr. rei. f. Elle-même, pr. rei. i. Hésitation, f. Commandement, m. Hoquet, m. Haut, adj. m. Hauts, pi. Haute, adj. f . Hautes, adj. pi. Hautement, adv. Haute-marée, f. Grand'route, f. Grand chemin, m. Colline, f. Collines, pi. Petite colline, f. Lui, pron. pers. ace. s. Le, pron. pers. ace, s. Lui, en, pr. pers. s. Leur, en, pi. Se, pron. réfi. Se, pron. réfi. Lui-même, pr. réfi. Elle-même, pr. réfi. Son, pr. pos. m. s. Ses, pi. Sa, pron. pos. f. s. Ses, pi. Son (ses), pron. pos. Historien, m. Historique, adj. m. Historiques, pi. Histoire, f. Sa tante, f. Son frère, m. Son beau-frère, m. Son cousin, m. Sa cousine, f. Sa fdle, f. Sa bru, f. Son mari, m. Son père, m. Son grand-père, m. Sa grand'mère, f. Sa mère, f. Son neveu, m. Sa nièce, f. Sa soeur, f. HIS—HOW 815 L -1 flis sister in law | sua cognata, f. Sa belle-sœur, f. L =1 Elis son Suo figlio, m. Son fils, m. L • 1 Elis son in law Suo genero, m. Son gendre, m. L • • Bis uncle Suo zio, m. Son oncle, m. ( - His wife Sua moglie, f. Sa femme, f. ( = His excellency Sua eccellenza, f. Son excellence, f. ( • ïis highness Sua altezza, f. Son altesse, f. ( •• His holiness Sua santità, f. Sa sainteté, f. H - His majesty Sua maestà, f. Sa majesté, f. H = Hither Qua, av. [ci, adv. -\ • Hither Qui, av. [ci, adv. ^ .. Hithesto Finqui, av. Jusqu'ici, adv. i - Hold Ola, inter. Arrêtez, interj. i = Hole Buco, m. Trou, m. i . Holy Santo, ag. m. Saint, adv. m. i •• Holy Santa, ag. f. Sainte, adj. f. o — Holy day Giorno di festa, m. Jour de fête, m. 0 = Holy days Giorni di festa, pi. Jours de fête, pi. o . Holy days Vacanze, pi. f. Vacances, pi. o .. Home Alloggio, ni. Logis, m. 1 - Homeward Verso casa, av. Vers la maison, adv. 1 = Honestly Onestamente, av. Honnêtement, adv. 1 . Honest Onesto, ag. m. Honnête, adj. m. 1 .. Honest Onesti, pi. Honnêtes, pi. 1 — Honest Onesta, ag. f. Honnête, adj. f. ) = Honest Oneste, pi. Honnêtes, adj. pi. ) . Honest man Uomo dabbene, m. Homme de bien, m. ) .. Honesty Onesta (probità), f. Honnêteté (probité), f, + — Honey Miele, m. Miel, m. JL = Honour (I have the) Ho l'onore, m. J'ai l'bonneur, m. + . Honour Onore, m. Honneur, m. + .. Honours Onori, pi. Honneurs, pi. "^ — Honourable Onorevole, ag. m. Honorable, adj. m> ^v. = Honourably Onorevolmente, av. Honorablement, adv. *-, . Hope Speranza, f. Espérance, f. ^ . . Hopes Speranze, pi. Espérances, pi. p - Hopeful Di grande speranza, av. De grande espérance, ad. p = Hopeless Disperato, ag. m. Désespéré, adj. m. p . Hopeless Disperata, ag. f. Désespérée, adj. f. p .. Horizon Orizzonte, m. Horizon, m. V - Horizontal Orizzontale, ag. m. Horizontal, adj. m. V = Horizontal Orizzontale, ag. f. Horizontale, adj. f. V . Horn Corno, m. Corne, f. V •• Horse Cavallo, m. Cheval, m. 0 — Horses Cavalli, pi. Chevaux, pi. 0 = Hospitable Ospitale, adj. m. Hospitalier, adj. m. 0 . Hospitable Ospitale, adj. f. Hospitalière, adj. f. 0 -. Hospital Ospedale, m. Hôpital, m. / - Hospitality Ospitalità, f. Hospitalité, f. / = Host Albergatore, m. Hôtel lier, m. / Hostess Albergatrice, f. Hôlellière, f. / . Hour Ora (spazio di tempo), f Heure(espace de temps),f. A - - Hours Ore pi. Heures, pi. A = = Hourly Ad ogni momento, av. A toute heure, adv. A House Casa, f. Maison, f. A • . Houses Case, pi. Maisons, pi. T = = How Come, av. Comment, adv. T - - Howerer Nulladimeno, av. Néanmoins, adv. T . However Però, av. Pourtant, adv. [adv T • . How do you do Icome state, av. Comment vous portez-v 816 HOW— IHA L - How long since Da quanto tempo ? av. Depuis quand? adv. L = How mach Quanto, av. Combien, adv. How many Quanti, pi. Combien, pi. How mach Quanta, av. Combien, adv. How many Quante, pi. Combien, pi. How often Quante volte, av. Combien de fois, adv. How long since Quanto tempo fa ? Y a-t-il long-temps, adv. Human Umano, ag. m. Humain, adj. m. ^ - Humane Affabile (buono), ag. m. Humain, adj. m. H = Humane Affabili (buoni), pi. Humains, pi. H • Humane Affabile (buona), adj. f. Humaine, adj. f. H .. Humane Affabili (buone), pi. Humaines, pi. 1 — Humanity Umanità, f. Humanité, f. 1 = Humbly Umilmente, av. Humblement, adv. 1 . Humid Umido, ag. m. Humide, m. 1 .- Humidity Umidità, f. Humidité, f. o — Humility Umil â, f. Humilité, f. o = Humour Umore, m. Humeur, f. o . Humours Umori, pi. Humeurs, pi. o .. Hunger Fame, f. Faim, f. 1 — Hunting La caccia, f. La chasse, f. 1 = Hurl Tumulto, m. Tapage, m. 1 . Husband man Sposo, m. Époux, m. 1 .. Husband Sposa, f. Épouse, f. ) - Husband man Consorte, f. Mari, m. ) = Husband man Marito, m. Mari, m. ) . Husband Economo, ag. m. Ménager, adj. m. ) .. Husband Agricoltore, m. Laboureur, m. 4- — Hush Zitto, inter. Chut, interj. ~r = Hut Una capanna, f. Hutte, f. + • Huzza Viva ! esci. I Jo, pron. pers. Vivat, vive, exclam. 4- .. J Je, pron. pers. -^ — Ice Ghiaccio, m. Glace (eau glacée), f. ~>» = Idea Idea, f. Idée, f. -v. Ideas Idee, pi. Idées, pi. -^ .. Identity Identità, f. Identité, f. 9 — Idiom Idioma, m. Idiome, m. 0 = Idiot Idiota, m. Idiot, m. ? . J don't know what Non so che, av. Je ne sais quoi, adv. ? •• Idle Pigro, ag. m. Paresseux, adj. m- V — Idle Pigri, pi. Paresseux, pi. V == Idle Pigra, ag. f. Paresseuse, adj. f. v . Idle Pigre, pi. Paresseuses, pi. v .. Idleness Pigrizia, f. Paresse, f. 0 — Idly Scioccamente, av. Sottement, adv. 0 = If Se, prep. Si, prép. 0 . If you please Se vi pare, 1. S'il vous plait, 1. 0 .. Ignoble [gnobile, ag. m. f. Ignoble, adj. m. f. / - Ignobles [gnobili, pi. [gnobles, pi. / = Ignobly [gnobilmente, av. [gnoblement, adv. / . Ignominious [gnominiosa, ag. m. Ignominieux, ag. m. / .. [gnominy [gnominia, f. [gnominie, f. a — [gnorance Ignoranza, f. [gnorance, f. A = [gnorant [gnorante, ag. m. Ignorant, adj. m. A • [gnorant [gnoranti, pi. Ignorants, pi. A .. I have the honour to be ao l'onore d'essere Fai l'honneur d'ê! re [teur T- Four very devoted serv. Mostro devoti s . servo Votre très-dévoué servi- IKN— IN 817 L - I know not what to do Non so che fare Je ne sais que faire L = I know not what to say Non so che dire Je ne sais que dire L • I know not what to think Non so che pensare Je ne sais que penser. L •• 111 Male, av. Mal, adv. ( — 111 Ammalato, ag. m. Malade, adj. ( = III Male, m. Mal, m. ( . Illness Malattia, f. Maladie, f. ( •• Illegal Illecito, ag. m. Illégal, adj. m. H - Illegality- Illegalità, f. Illégalité, f. H = Illusion Illuzione, f. Illusion, f. H • Imagination Imaginazione, f. Imagination, f. H •• Immediate Immediato, ag. m. Subit, adj. m. 1 - Immediate Immediati, pi. Subits, pi. 1 = Immediate Immediata, ag. f. Subite, adj. f. 1 • Immediate Immediate, pi. Subites, pi. 1 .. Immediately Immediatamente, av. Immédiatement, adv. o — Immediately Subito, av. Tout de suite, adv. o = Immoderately Immoderatamente, av. Immodérément, adv. 0 . Immoral Immorale, ag. m. Immoral, adj. m. o .. Immoral Immorali, pi. Immoraux, pi. 1 - Immoral Immorale, ag. f. Immorale, adj. f. 1 = Immoral Immorali, pi. Immorales, pi. 1 . Immorality Immoralità, f. Immoralité, f. "1 .. Immortal Immortale, ag. m. Immortel, adj. m. ) - Immortal Immortali, pi. Immortels, pi. ) = Immortal Immortale, ag. f. Immortelle, adj. f. ) . Immortal Immortali, pi. Immortelles, pi. Immortality Immortalità, f. Immortalité, f. [adv. + - Immortally Immortalmente, av. A. jamais, (éternellement i + = Impatience Impazienza, f. Impatience, f. + . Impatient Impaziente, ag. m. Impatient, adj. m. + .. Impediment Impaccio, m. Empêchement, m. . Language Languicf Linguaggio, m.(lingua,f.) Langage, m. (langue'f. ; ^ == Languido, ag. m. Languissant, adj. m. Languid Languida, ag. f. Languissante, adj. f. *^ . . Lantern Lanterna, f. Lanterne, f. P » Large Grande, ag. m. Grand, adj. m. P = Large Grandi, pi. Grands, pi. P • Larger Più grande, ag. m. (mag- Plus grand, adj. m. P Larger Piu grandi, pi. [giore) Plus grands, pi. V - Larger Più grande, ag. f. Plus grande, adj. f. V = Larger Più grandi, pi. Plus grandes, pi. V . Larynx Larince, f. Larynx, m. v .. Last Ultimo, m. Dernier, adj. m. 0 — Last Ultimi, pi. Derniers, pi. 0 = Last Ultima, ag. f. Dernière, adj. f. 0 . Last Ultime, pi. Dernières, pi. 0 .. Last time (the* Ultima volta (la), av. Dernière fois (la), adv. / - Last night Jeri sera, m. (jeri notte) Hier soir, adv. / = Last week Settimana scorsa (la), f. La semaine dernière, f. / . Last year Anno passato (1'), m. L'année dernière, f - / .. Latch Saliscendi, m. Loquet, m. A — Late Tardi, av. Tard, adv. A = Late in the evening Sul tardi, av. Sur le tard, adv. A • Lately Ultimamente, av. Dernièrement, adv. A •• Latin (or latin tongue) Latino (il), m. Langue latine da), f- L ~ Latish ±jA1 LiLD Un poco tardi, av. L — Laughter (laughing) Riso, m. L • Laughter (laughing) Risa, pi. f. L - Laurel Alloro, m. ( - Laurels Allori, pi. ( = Law Dritto, m. (legge, f.) ( - Laws Dritti (leggi), pi. ( .. Lawsuit Lite, f. H- Leaf Foglia, f. H = Leaves Foglie, pi. H • Leaf Foglietto, m. ( mezzo di H .. Leaves Foglietti, pi. [caria) 1 - League Lega, f. 1 => Leagues Leghe, pi. 1 . Learned Dotto, ag. m. 1 •• Learned man Sapiente, m. o — Learned (the) Sapienti (i), pi. o = Learned woman Sapiente, f. 0 . Learned women Sapienti, pi. o .. Learning Scienza, f. 1 - Learning Scienze, pi. 1 = Least (the) Minimo(ii),m.meno(i]),m 1 . Least (the) Minima (la), f. 1 .. Least (the) Minime (le più), pi. ) - Leave Permissione,f.(permesso) ) = Leech Sanguisuga, f. ) - Leeches Sanguisughe, pi. ) .. Left Sinistro, ag. m. H Left Sinistra, ag. f. + = Leg Gamba, f. + - Legs Gambe, pi. + .- Leghorn Livorno (e.) Legion Legione, f. \ = Legions Legioni, pi. , . Legitimacy Legittimità, f. -^ Lemon Limone, m. P - Lemons Limoni, pi. Length Lunghezza, f. P . Lens Lente, f. ? -. Lent Quaresima, f. V — Less Meno, av. V = Less Più piccolo, ag. m. v . Less Più piccoli, pi. v .. Less Più piccola, ag. f. 0 — Less Più piccole, pi. 0 = Less Minimo, ag. m. 0 . Less Minima, ag. f. 0 .. Less Minore, ag. m. f. / - Less Minori, pi., / = Lesson Lezione, f. / . Lessons Lezioni, pi. / .. Lest Per timore che, ar. A — Letter Lettera, f. A = Letters Lettere, pi. A • Libel Libello, m. A .. Liberal Liberale, ag. m. T — Liberal Liberale, ag. f. T = Liberality Liberalità, f. T . Liberally Liberalmente, av. T .. Liberty Liberta, f. 823 Un peu tard, adv. Rire, m. Rires, pi. Laurier, m. Lauriers, pi. Droit, m. (loi, f.) Droits (lois), pi. Procès, m. Feuille, f. Feuilles, pi. Feuillet, m. Feuillets, pi. Lieue, f. Lieues, pi. Savant, adj. m. Savant, m. Savants (les), pi. Savante, f. Savantes, pi. Science, f. Sciences, pi. Moindre (.le;, m. Moindre (la), adj. f. Moindres (les), pi. Permission, f. Sangsue, f. Sangsues, pi. Gauche, adj. m. Gauche, adj. f. Jambe, f. Jambes, pi. Livourne (v.) Légion, f. Légions, pi. Légitimité, f. Citron, m. Citrons, pi. Longueur, f. Lentille, f. Carême, m. Moins, adv. Plus petit, adj. m. Plus petits, pi. Plus petite, adj. f. Plus petites, pi. Moindre, adj. m. Moindre, adj. f. Moindre, adj. m. f. Moindres, pi. Leçon, f. Leçons, pi. De crainte que, adv. Lettre, f. Lettres, pi. Libelle, m. Libéral, adj. m. Libérale, adj. f. Libéralité, f. Libéralement Liberté, f. 824 LIB— LON L - Liberties Liberta, pi. Libertés, pi. L = Librarian Bibliotecario, m. Bibliothécaire, m. L • Librarians Bibliotecarj, pi. Bibliothécaires, pi. L •• Library Biblioteca, f. Bibliothèque, f. ( - Libraries Biblioteche, pi. Bibliothèques, pi. ( = Licence Licenza, f. Licence, f. ( • Lie Mensogna, f. Mensonge, m. ( .. Lies Bugie, f. pi. Menteries, f. pi. H - Lieutenant Tenente, m. Lieutenant, m. H = Life Vita, f. Vie, f. H • Lives Vite, pi. Vies, pi. H •• Light Lesto, ag. m. Léger, adj. m. 1 - Light Lesta, ag. f. Légère, adj. f. 1 = Light Luce, f. Lumière, f. 1 • Light-house Faro, m. Phare, m. 1 •• Lightning Baleno (lampo), m. Éclair, m. o — Lightning Baleni (lampi), pi. Éclairs, pi. o = Like Siccome, av. Comme, adv. 0 . Like Pari, ag. m. Pareil, adj. m. o .. Like Pari, ag. f. Pareille, adj. f. 1 - Like Pariglia, f. Pareille, f. 1 = Likeness Sembianza, f. Ressemblance, f. 1 . Likenesses Sembianze, pi. Ressemblances, pi. 1 .. Limit Limite, m. Limite, f. ) - Line Linea, f. Ligne, f. ) - Lines Linee, pi. Lignes, pi. ) . Linen-cloth Tela, f. Toile, f. ) .. Linen Di tela, ag. m. f. De toile, adj. m. f. H Lining Fodera, f. Doublure, f. + = Lion Leone, m. Lion, m. -4- • Lions Leoni, pi. Lions, pi. + .. Lioness Leonessa, f. Lionne, f. \ — Lip Labro, m. Lèvre, f. ^ = Lips Labri, pi. Lèvres, pi. "Ni . Lisbon Lisbona (e.) Lisbonne (v.) "N . . Littéral Letterale, ag. m. Littéral, adj. m. P ~ Laterally Letteralmente, av. Littéralement, adv. P = Little Poco, av. Peu, adv. P • Little Piccolo, adj. m. Petit, adj. m. P .. Little Piccoli, pi. Petits, pi. V — Little Picciola, ag. f. Petite, adj. f. V = Little Picciole, pi. Petites, pL V . Little chichen Pulcino, m. Poussin, m. V .. Little chichens Pulcini, pi. Poussins, pi. o — Little bell Campanella, f. Sonnette, f. o = Littleness Picciolezza, f. Petitesse, f. 0 . Little table Tavolino, m. Petite table, f. 0 .. Little tables Tavolini, pi. Petites tables, pi. / - Liver Fegato, m. Foie, m. / = Living Vivente, ag. m. Vivant, adj, m. / . Living Vivente, ag. f. Vivante, adj. f. / .. Lock Serratura, f. Serrure, f. A — Locks Serrature, pi. Serrures, pi. A = Lock-smith Magnano, m. Serrurier, m. A . Log of wood Pezzo di legna, m. Bûche, f. A ... Logic Logica, f. Logique, f. T - Logical Logico, ag. m. Logique, adj. m. T = Logically Logicamente, av. Logiquement, adv. T • Long Lungo, ag. m. Long, adj. T •• Long Lunghi, pi. Longs, pi. LON— MAK s: L - Long Lunga, ag. f. Longue, adj. f. L = Long Lunghe, pi. Longues, pi. L • Long Lungo tempo, av. Long-temps, adv. L -. Long lime (a) Molto tempo, av. Long-temps, adv. ( - Long since (long ago) Molto tempo fa, av. Il y a long-temps, adv ( = Longitude Longitudine, f. Longitude, f. ( • London Londra (c.) Londres (v.) ( •• Look Sguardo, m. Regard, m. H - Looks Sguardi, pi. Regards, pi. H = Looking-glass Specchio, m. Miroir, m. H • Looking-glasses Specchi, pi. Miroirs, pi. H •• Looking-glass Spera, f. Glace, f. 1 - Looking-glasses Spere, pi. Glaces, pi. 1 = Lord Lord, m. Lord, m. 1 • Lord Signore, m. Seigneur, m. 1 .. Love Amore, m. Amour, m. o — Loves Amori, pi. Amours, pi. o = Lovely Bella, ag. f. Charmante, adj. f. 0 . Lovely Belle, pi. Charmantes, pi. 0 .. Lovely Bello, ag. ni. Charmant, adj. m. "1 - Lovely Belli, pi. Charmants, pi. n = Lovely Grazioso, ag. m. Charmant, adj. m. T • Lovely Graziosi, pi. Charmants, pi. 1 •• Lovely Leggiadra, ag. f. (grazio- Charmante, adj. f. ) - Lovely Graziose, pi. [sa, f.) Charmantes,fpl. ) = Lover Amante, m. Amant, m. ) . Lovers Amanti, pi. Amants, pk ) •• Loving Innamorato, ag. m. Amoureux, adj. m. + — Loving Innamorati, pi. Amoureux, pi. 4- = Loving Innamorata, ag. f. Amoureuse, adj. f. + . Loving Innamorate, pi. Amoureuses, pi. + .. Low Basso, ag. m. Bas, adj. m. v. — Low Bassi, pi. Bas, pi. •v» = Low Bassa, ag. f. Basse, adj. f. •>^ . Low Basse, pi. Basses, pi. *~v. .. Luggage Bagaglio, m. Bagage, m. p — Lunch Merenda, f. Goûter, m. p = Lungs Polmone, m. Poumon, m. p . Lungs Polmoni, pi. Poumons, pi. p .. Lyre Lira, f- Lyre, f. M V — Machine Macchina, f. Machine, f. V = Machines Macchine, pi. Machines, pi. V . Mad Matto, ag. m. Fou, adj. m. v .. Madman Pazzo, m. Fou, m. 0 — Madmen Pazzi, pi. Fous, pi. 0 = Madwoman Pazza, f. Folle, f. 0 . Madwomen Folle, pi. Folles, pi. 0 .. Mad-house Ospedale de' matti, m. Hôpital des fous, m. / - Mad-houses Ospedali de matti, pi. Hôpitaux de fous, pi / = Madam (my lady) Signora, f, Madame, f. / • Madly Pazzamente, av. Follement, adv. / .. Madness Collera, f. Colère, f. A - Madrid Madrid (e.) Madrid (v.) A = Magnanimous Magnanimo, ag. m. Magnanime, adj. m. A • Maker Creatore, m. Créateur (le), m. A Maker Autore, m. Auteur, m. MAK-MEA L - Maker Autore, m. Faiseur, m. |_ = Male Maschio, ag. m. Male, adj. m. [re) Manufactory Fabrica, f. Fabrique, f. (manufactu- Manufactories Fabriche, pi. Fabriques, pi. (manufac • ( — Manufacture Manifattura, f. Manufacture, f. [tures) ( = Man Uomo, m. Homme, m. Men Uomini, pi. Hommes, pi. Manager Direttore, m. Directeur, m. H - Managers Direttori, pi. Directeurs, pi. H = Management Direzzione, f. Direction, f. H . Manifest Manifesto, m. Manifeste, m. M .. Manner Modo, m. (guisa, f. ) Manière, i*. 1 - Manners Modi, pi. Manières, pi. Manners Costumi, pi. m. Mœurs, pi. 1 • Many- Molti, parecchi, m. pi. Plusieurs, pi. 1 •• Many Molte, parecchie, pi. f. Plusieurs, pi. o — Map j Carta geografica, f. Carte géographique, f. o = Maps Carte geografiche, pi. Cartes géographiques, o . March Marzo, m. Mars, m. [pi. 0 .. Marchioness Marchesa, f. Marquise, f. "1 - Market Mercato, m. Marché, m. 1 = Markets Mercati, pi. Marchés, pi. 1 . Marquis Marchese, m. Marquis, m. 1 .. Marriage Matrimonio, m. Mariage, m. ) - Marseilles Marsiglia (e.) Marseille (v.) ) = Marsh Palude, f. Marais, m. ) • Marshess Paludi, pi. Marais, pi. ) .. Martial Marziale, ag. m. Martial, adj. m. + — Masculine Mascolino, ag. m. Masculin, adj. m. + = Masculine gender Genere mascolino, m. Genre masculin, m. + . Mask Maschera, f. Masque, m. + .. Masks Maschere, pi. Masques, pi. -v — Mason Muratore, m. Maçon, pi. ^ = Masons Muratori, pi. Maçons, pi. «^ Mass Messa, f. Messe, f. "**. . . Master-stroke Colpo da maestro, m. Coup de maître, m. P - Master Padrone, m. Maître, m. ? = Masters Padroni, pi. Maîtres, pi. P . Master Maestro, m. Maître, m. P •• Masters Maestri, pi. Maîtres, pi. V — Material Materiale, ag. m. Matériel, adj. m. V = Materially Materialmente, av Matériellement, adv. v . Mathematical Matematico, ag. m. Mathématique, adj. m. v .. Mathematician Matematico, m. Mathématicien, m. 0 — Mathematicians Matematici, pi. Mathématiciens, pi. 0 = Mathematics Matematiche, f. pi. Mathématiques, f. pi. 0 . Mattrass Materasso, m. Matelas, m. 0 .. Maxim Massima, f. Maxime, f. 1 - Maxims Massime, pi. Maximes, pi. 1 = May Maggio, m. Mai, m. / . Me Me, pr. per. Me, pr. per. [dat. 1 .. Me Mi, pr. m. f. acc. e dat. Moi, me, pr. m. f. acc. A — Me Me, pr. per. Moi, pr. per. A = Me Mi, pr. pers. acc. Moi, me, pr. p. A . Me Me, ne, pron. Me, pron. A •• Meadow Prato, m. Pré, m. T — Meadows Prati, pi. Prés, pi. T = Meal Pasto, m. Repas, m. T . Meals Pasti, pi. Repas, pi. T -.1 Meanwhile Frattanto, av. Cependant, adv. MEA— MIN L - Measure Misura, f. Mesure, f. L = Measures Misure, pi. Mesures, pi. L • Meat Carne, f. Viande, f. L - Meats Vivande, pi. f. Méts, pi. m. ( - Mechanics (science) Meccanica, f. Mécanique, f. ( = Mechanic Meccanico, m. Mécanicien (ouvrier), m. ( • Mechanics Meccanici, pi. Mécaniciens (ouvriers), ( •• Mechanical Meccanico, ag. m. Mécanique, adj. m. [pi. H- Mechanical Meccanica, ag. f. Mécanique, adj. f. H = Mecanically Meccanicamente, av. Mécaniquement, adv. H Medicine Medicamento, m. Médicament, m. H •• Medicinal Medicinale, ag. m. Médicinal, adj. m. Mediocrity Mediocrità, f. Médiocrité, f . 1 = Mediterranean Mediterraneo, m. Méditerranée, f. 1 - Melancholic Melanconico, ag. m. Mélancolique, adj. m. 1 .- Melancholic Melanconica, ag. f. Mélancolique, ad. f. o — Melancholy Melanconia, f. Mélancolie, 1. o = Melody Melodia, f. Mélodie, f. 0 . Melon Melone, m Melon, m. 0 .. Melons Meloni, pi. Melons, pi. 1 - Member Membro, m. Membre, m. 1 = Members Membri, pi. Membres, pi. 1 . Memoirs Memorie, pi. f. Mémoires, m. pi. 1 .. Memory Memoria (la), f. Mémoire (la), f. ) - Mendicity Mendicità, f. Mendicité, f. ) = Merchandize Mercanzia, f. Mai'chandise, f. ) . Merchandizes Mercanzie, pi- Marchandises, pi. ) .. Merchant Negoziante, m. Négociant, m. + — Merchants Negozianti, pi. Négociants, pi. + = Merely Solamente, av. Seulement, adv. + . Meridian Meridiano, m. Méridien, m. + .. Merit Merito, m. Mérite, m. ^. — Merits Meriti, pi. Mérites, pi. — 1= Merrily Allegramente, av. Gaîment, adv. *>. . Merry Allegro, ag. m. Gai, adj. m. *•"•. . . Merry Allegri, pi. Gais, pi. p - Merry Allegra, ag. f. Gaie, adj. f. p = Merry Allegre, pi. Gaies, pi. p . Messenger Messagère, m. Messager, m. p .. Method Metodo, m. Méthode, f. V — Methodical Metodico, ag. m. Méthodique, adj. m. V = Methodically Metodicamente, av. Méthodiquement, adv. v . Metropolis Metropoli, f. Métropole, f. v .. Metropolitan Metropolitano, ag. m. Métropolitain, adj. m. 0 — Mice Sorcio, m. Souris, f. 0 = Middle Mezzo, m. Milieu, m. 0 . Midnight Mezzanotte, f. Minuit, f. 0 .. Midway Mezza strada, f. Moitié chemin, f. 1 - Mighty Potente, ag. m. Puissant, adj. m. 1 = Mighty Potenti, pi. Puissants, pï. 1 Mighty Potente, ag. f. Puissante, adj. f. 1 .. Mighty Potenti, pi. Puissantes, pi. A - Milan Milano (e.) Milan (v.) A = Mile Miglio, m. (misura) Mille, m. (mesure) A . Miles Miglia, pi. f. Milles, pi. A •• Military Militare, ag. m. Militaire, adj. m. T- Milk Latte, m. Lait, m. T = Mill Molino, m. Moulin, m. T • Mills Molini, pi. Moulins, pi. T •• Mind Intelletto, m. Esprit, m. 828 L - Mind L = Mine L • Mines L •• Mine ( - Mine ( = Mine ( • Mine ( .. Mine H- Mines H = Minim H • Minister H •• Ministers 1 - Ministry 1 = Minority 1 • Mint 1 •• Minute o — Minutes o = Misconjecture 0 . Misfortune o .. Misfortunes "1 - Misfortune 1 = Misfortunes 1 . Miss Mission ) — Mistress ) = Mistress Mistake Mistakes H Mistrust + = Mittens + . Moderately + .. Moderation ">» — Modesti v -^ = Modest *>. . Modest ^ . . Modest P - Modest P = Modesty P . Modification P .. Modulation V — Moment V = Moments V . Monarch v .. Monarchy 0 — Monarchical 0 = Monastery 0 . Monday 0 .. Money / - Monk / = Monks / . Monument / .. Monuments A - Month A = Months A • Moon A -. Moral T — Moral T = Morals Morality More MIN— MOR Mente, f. Mina, f. (t. mil.) Mine, pi. Mio (il), pr. pos. m. Miei (i), pi. Mia (la), pr. pos. f. Mie (le), pi. Miniera, f. Miniere, pi. Minima, ag. f. Ministro, m. Ministri, pi. Ministero, m. Minorità, f. Zecca, f. Minuto, m. Minuti, pi. Falsa congettura, f. Disgrazia, f. Disgrazie, pi. Sciagura, f. Sciagure, pi. Signorina, f. Missione, f. Padrona, f. Maestra, f. Sbaglio, m. Sbagli, pi. Diffidenza, f. Guanti senza dita, m. pi Moderatamente, av. Moderazione, f. Modestamente, av. Modesto, ag. m. Modesti, pi. Modesta, ag. f. Modeste, pi. Modestia, f. Modificazione, f. Modulazione, f. Momento, in. Momenti, pi. Monarca, m. Monarchia, f. Monarchico, ag. m. Monastero, ro. Lunedi, m. Danaro, m. Monaco (frate), m. Monaci (frati), pi. Monumento, m. Monumenti, pi. Mese, m. Mesi, pi. Luna, f. Morale, ag. m. Morale, ag. f. Costumi, pi. (per morale) Morale, f. Di più, av. Esprit, m. Mine, f. (t. mil.) Mines, pi. Mien (le), pr. pos. m. Miens (les), pi* Mienne (la), pr. pos. f. Miennes (les), pi. Mine, f. Mines, pi. La moindre', adj. f. Ministre, m. Ministres, pi. Ministère, m. Minorité, f. Monnaie, m. Minute, f. Minutes, pi. Fausse conjecture, f. Malheur, m. Malheurs, pi. Malheur, ni. Malheurs, pi. Mademoiselle, f. Mission, f. Maitresse, f. Maitresse, f. Erreur, f. Erreurs, pi. 31éfiance, f. Mitaines, f. pi. Modérément, adv. Modération, f. Modestement, adv. Modeste, adj. m. Modestes, pi. Modeste, adj. f. Modestes, pi. Modestie, f. Modification, f. Modulation, f. Moment, m. Moments, pi. Monarque, m. Monarchie, f. Monarchique, adj. m. Monastère, m. Lundi, m. Argent (monnaie), m Moine, m. Moines, pi. Monument, m. Monuments, pi. Mois, m. Mois, pi. Lune, f. Moral, adj. m. Morale, adj. f. Mœurs, pi. Morale, f. Davantage, adv. L L L L ( ( ( More More, and more Moreover Morning Mortal Mortality Mortally Mortification Mosaic Most (the) Most frequently Mother Mother in law Motion Motions Motive Motives Mount Mountain Mountains Mourning Mouse Mouth Much Muff Multiplicity Mummy Munificens Munition Murder Murderer Murmur Muse Muses Museum Museums Music Music-master Music mistress Musician Musician Mutinous Mutinous Mutiny Mutton Mutual Mutually My Mv My My My aunt My brother My brother in law My cousin My cousin My daughter My daughter in law My husband My father MOR— MYF Più, av. Di più in più, av. Oltre a ciò, av. Mattino, m. Mortale, ag. m. Mortalità, f. Mortalmente, av. Mortificazione, f. Mosaico, m. Più (il, i, la, le) m. f. is- Phi spesso, av. [simo Madre, f. Suocera, f. Movimento (moto), m. Movimenti, pi. Motivo, m. Motivi, pi. Monte, m. Montagna, f. Montagne, pi. Lutto, m. Sorcio, m. Bocca, f. Molto, av. Manicotto, av. Moltiplieitó, f. Mummia, f. Liberale, ag. f. Munizione, t Omicidio, m. Omicida, m. Mormorio, m. Musa, f. Muse, pi. Museo, m. Musei, pi. Musica, f. Maestro di musica, m. Maestra di musica, f. Cantore (suonatore), m- Cantatrice ( suonatrice ) Sedizioso, ag. m. [f Sediziosi, pi. Sedizione, f. Castrato, m. Mutuale, ag. m. Mutualmente, av. Il mio, pr. pos. La mia, pr. pos. f. Le mie, pr. poss. f. pi. I miei, pr. poss. m. pi. Mia zia, f. Mio fratello, m. Mio cognato, m. Mio cugino, m. Mia cugina, f. Mia figlia, f. Mia nuora, f. Mio marito, m. Mio padre, m. 829 Plus, adv. De plus en plus, adr. En outre, adv. Matin, m. Mortel, adj. m. Mortalité, f. Mortellement, adv. Mortification, f. Mosaïque, f. [f. très Plus (le, la, les) super, m. Le plus souvent, adv. Mère, f. Belle-mère, f. Mouvement, m. Mouvements, pi. Motif, m. Motifs, pi. Mont, m. Montagne, f. Montagnes, pi. Deuil, m. Souris, f. Bouche, f. Beaucoup, adv. Manchon, m. Multiplicité, f. Momie, f. Libéral, adj. m Munition, f. Meurtre, m. Meurtrier, m. Murmure, m. Muse, f. Muses, pi. Musée, m. Musées, pi. Musique, f. Maitre de musique, m. Maitresse de musique, t. Musicien, m. Musicienne, f. Séditieux, ag. m. Séditieux, pi. Sédition, f. Mouton, m. Mutuel, adj. m. Mutuellement, adr. Mon, pron. poss. Ma, pron. poss. Mes, pron. poss. f. pi. Mes, pron. poss. m*, pi. Ma tante, f. Mon frère, m. Mon beau-frère, m. Mon cousin, m. Ma cousine, f. Ma lille, f. Ma bru, f. Mon mari, m. Mon père, m. 70 830 MYG— INEC L - My grand father Mio nonno, m. Mon grand-père, m L = My grand mother Mia nonna, f. Ma grand'mère, f. L • My mother Mia madre, f. Ma mère, f. L •• My nephew Mio nipote, m. Mon neveu, m- ( - My niece Mia nipote, f. Ma nièce, f. ( = My sister Mia sorella, f. Ma sœur, f. ( . My sister in law Mia cognata, f. Ma belle-sœur, f. ( .. My son Mio figlio, m. Mon fils, m. H - My son in law Mio genero, m. Mon gendre, m. H = My uncle Mio zio, m. Mon oncle, m. H . My wife Mia moglie, f. Ma femme, f. H •• Myrtle Mirto, m. [rei. m. Myrthe, m. 1 - Myself Io stesso, (me stesso) pr. Moi-même, pr. réf. î — Myself Me stesso, m. (stessa), f. Moi-même, pr. réf. 1 • Myself Me, pr. recipr. [pr. rei. Me, pr. réf. N Nails Nail Nails Naked Naked Naked Naked Nakedness Nakedness Name Names Napkin Napkins Naples Narration Nation Nations National National National National Natural Natural Natural Natural Naturally Nature Naturalist Naval Naval Navigation Navy Near Nearly Nearly Necessaries Necessarily Necessary Necessary Necessary Necessary Unghie, pi. f. Chiodo, m. Chiodi, pi. Nudo, ag. m. Nudi, pi. Nuda, ag. f. Nude, pi. Nudità, f. Nudità, f. Nome, m. Nomi pi. [m.) Salvietta, f. (tovagliuolo, Salviette, pi. (tovagliuoli, Napoli (e.) [pi.) Narrazione, f. Nazione, f. Nazioni, pi. Nazionale, ag. m. Nazionali, pi. Nazionale, ag. f. Nazionali, pi. Naturale, ag. m. Naturali, pi. Naturale, ag. f Naturali, pi. Naturalmente, av. Natura, f. Naturalista, m. Navale, ag. m. Navale, ag. f. Nautica, f. Marine, f. Presso, av. Vicino, av. Presso a poco, av. Cose necessarie, f. pi. Necessariamente, av. Necessario, ag. m. Necessarj, pi. Necessaria, ag. f. Necessarie, pi. Ongles, pi. Clou, m. Clous, pi. Nu, adj. m. Nus, pi. Nue, adj. f. Nues, pi. Nudité, f. Nudité, f. Nom, m. Noms, pi. Serviette, f. Serviettes, pi. Naples (ville) Narration, f. Nation, f. Nations, pi. National, adj. m. Nationaux, pi. Nationale, adj. f. Nationales, pi. Naturel, adj. m. Naturels, pi. Naturelle, adj. f. Naturelles, pi. Naturellement, adr. Nature, f. Naturaliste, m. Naval, adj. m. Navale, adj. f. Navigation, f. Marine, f. Auprès, adv. Près, adv. A-peu-près, adv. Choses nécessaires, f. pi Nécessairement, adv. Nécessaire, adj. m. Nécessaires, pi. Nécessaire, adj. f. Nécessaires, pi. NEC— NO 831 L - Necessity Necessita, L Nécessité, f. L = Neck Collo, m. Cou, m. L • Neck hand kerchief Cravatta, f. Cravate, f. L •• Neck hand kerchief Cravatte, pi. Cravates, pi. ( - Necklace Collana, f. Collier, m. ( = Need Bisogno, m. Besoin, m. ( . Needle Ago, f. Aiguille, f. ( .. Needles Aghi, pi. Aiguilles, pi. H- Needle-work Lavoro all'ago, ra. Travail à l'aiguille, m. H = Neglecter Un negligente, m. Un négligent, m. H • Neglecter Una negligente, f. Une négligente, f. H •• Neglectful Negligente, ag. m. Négligente, adj. m. 1 - Neglectful Negligente, ag. f. Négligente, adj. f. 1 = Neglectfully Negligentemente, av. Négligemment, adv. 1 • Negligence (neglect) Negligenza, f. Négligence, f. 1 •• Neighbour Vicino, m. Voisin, m. o — Neighbours Vicini, pi. Voisins, pi. o = Neighbourhood Vicinanza, f. Voisinage, m o . Neighbouring Vicino, ag. m. Voisin, adj. m. o .. Neighbouring Vicini, pi. Voisins, pi. 1 - Neighbouring Vicina, adj. f. Voisine, adj. f. 1 = Neighbouring Vicine, pi. Voisines, pi. Neither Neppure, av. Non plus, adv. Neither Nemmeno, av. Non plus, adv. ) — Neither Né, adv. e cong. Ni, adv. et conj. ) = Neither Né l'uno né l'altro, av. Ni l'un ni l'autre, adv. Neither more nor less Né più né meno, av. Ni plus ni moins, adv. Nephew Nipote, m. Neveu, m + — Nephews Nipoti, pi. Neveux, pi. + = Nest Nido, m. Nid, m. + . Nests Nidi, pi. Nids, pi. + .. Netherlands Paesi Bassi, m. pi. Pays-Bas, m. pi. "s* — Nettle Ortica, f. Ortie, f. ->. = Never Mai, av. Jamais, adv. •^ . Nevertheless Nondimeno, av. Néanmoins, adv. \ .. New Nuovo, ag. m. Neuf, adj. m. p - New Nuovi, pi. Neufs, pi. p = New Nuova, ag. f. Neuve, adj. f. p . New Nuove pi. Neuves, pi. p .. New Nuovo, ag. m. Nouveau, adj. m. V — New Nuovi, pi. Nouveaux, pi. V = New Nuova, ag. f. Nouvelle, adj. f. v . New Nuove, pi. Nouvelles, pi. v .. News Novella, f. Nouvelle, f. 0 — Nfcws Novelle, pi. Nouvelles, pi. [veau), ad. 0 = Newly Nuovamente(di nuoYo),a. Nouvellement (de nou- 0 . New year Anno nuovo (1'), m. Nouvel an (le), m. 0 .. New year's day Primo giorno cieli' anno, Premier jour de Pan, in. / - New year's gift Mancia, f.(regalo,m.) [m. Élrennes, f. pi. / = News paper Giornale, m. Journal, m. / . News papers Giornali, pi. Journaux, pi. / •• New- York Nuova Jork (e.) New-York (v.) X — New laid eggs Uovi freschi, pi. m. OEufs frais, pi. A = Next Inseguito, av. Ensuite, adv. A • Nextday 11 giorno sequente, m. Le jour suivant, ra. A •• Niece Nipote, f. Nièce, f. T - Night Notte, f. Nuit, f. T = Nights Notti, pi. Nuits, pi. T • Nile Nilo, m. (liume) Nil, m. (fleuve) T •• No No, neg. Non, nég. 832 ISO— OTR L - No Non, av. neg. Ne, ne pas, nég. ar. L = Noble Nobile ag. m. f. Noble, adj. m. f. L • Nobility Nobiltà, f. Noblesse, f. L •• Nobly Nobilmente, av. Noblement, adv. ( - Nobody Almeno, av. neg. Personne, adv. nég. ( = Nobody tbat I know Nessuno ch'io sappia, av. Personne que je sache,ad. ( • \oise Rumore, m. Bruit, m. ( No matter Non importa, av. N'importe, adv. H - None Nessuno, pr. ind. m. Aucun, pr. ind. m. H = None Nessuna, pr. ind. f. Aucune, pr. ind. f. 4 • No more Non più, av. Nonplus, adv. ^ •• Noon Mezzo giorno, m. Midi (12 heures), m. i — Nor Ne, av. cong. Ni, adv. conj. i = North Nord (settentrione), m. Nord, septentrion, m. i North America- America settentrionale, f. Amérique septentrion, f. i .. Northern Settentrionale, ag. m. f. Septentrional, adj. m. o — Northern Settentrionali, pi. Septentrionaux, pi. o = Northern Settentrionale, ag. f. Septentrionale, adj. f. 0 . Northern Settentrionali, pi. Septentrionales, pi. o .. North wind Tramontana, f. Vent du nord, m- 1 — Norway Norvegia, f. Norvège, f. 1 = Nose Naso, m. Nez, m. 1 • Nosegay Mazzetto, m. Bouquet, m. "1 .. Nosegays Mazzetti, pi. Bouquets, pi. ) — Nostrils Narici, f. pi. Narines, f. pi. ) = Not Non, neg. Ne pas, nég. ) • Not No, neg. Ne pas, nég. ) •• Not Non, neg. Pas, nég. -j Not at all Niente affatto, av. Point da tout, adv. + = Not that I know No ch'io sappia, av. Non pas que je sache, adv. + . Note Nola, f. Note, f. + .. Note Biglietto, m Billet, m. ->s Nothing Niente, av. Rien, adv. "^ = Nothing that I know Niente ch'io sappia, av. Rien que je sache, adrv — . Notably Notabilmente, av. Notablement, adv. -^. . . Notary Notaro, m. Notaire, m. ? — Notice Notizia, f. Notice, f. p = Notices Notizie, pi. Notices, pi. ? . Notice Avviso, m. Avis, m. p .. Notices Avvisi, pi. Avis, pi. V — Notification Notificazione, f. Notification, f. V = Notion Nozione, f. Notion, f. v . Not long sinee Da poco in qua, av. Depuis peu, adv. v .. Nought Niente, av. Rien, adv 0 — Noun Nome, m. Nom, m. (t. gram.) 0 = Nouns Nomi, pi. Noms, pi. 0 . Novelist Novellista, m. Nouvelliste, m. 0 .. November Novembre, m. Novembre, m. / - Now Adesso, av. Maintenant, adv. / = No where In nessun luogo, av. Nulle part, adv. / . Number Numero, m. Nombre, m. / .. Numbers Numeri, pi. Nombres, pi. A - Numerous Numeroso, ag. m. Nombreux, adj. m. A *= Numerous Numerosi, pJ. Nombreux, pi. A • Numerous Numerosa, ag. f. Nombreuse, adj. f. A •• Numerous Numerose, pi. Nombreuses, pi. T- Nun Monaca, f. Religieuse, î T = Nuns Monache, pi. Religieuses, pi. T • Nunnery Convento dimonache,m. Couvent de religieuses, T .. Nurse Nutrice, f. Nourrice, f. [m. L —I Nurse NUR— OFH ! Balia, f. | Nourrice, f. 833 L = Oak Quercia, f. Chêne, m. L • Oaken Di quercia, ag. in. f. De chêne, adj. m. f. L Oar Remo, m. Rame, f. ( - Oats Avena, f. Avoine, f. ( = Oatmeal Farina di grano, f. Gruau, m. Obedience Ubbidienza, f. Obéissance, f. ( •• Obedient Obbediente, ag. m. Obéissant, adj. m. H - Obedient Obbedienti, pi. Obéissants, pi. H = Obedient Obediente, ag. f. Obéissante, adj. f. H • Obedient Obbedienti, pi. Obéissantes, pi. H .. Observation Osservazione, f. Observation, f. . 1 - Obelisk Obelisco, m. Obélisque, m. 1 = Object Oggetto, m. Objet, m. J • Objects Oggetti, pi. Objets, pi. 1 •• Objection Objezione, f. Objection, f. o — Objections Objezioni, pi. Objections, pi. 0 = Obligation Obligazione, f. Obligation, f. 0 . Obligations Obbigazioni, pi. Obligations, pi. o .. Obliging Cortese, ag. m. Obligeant, adj. m. 1 - Obliging Cortese, ag. f. Obligeante, adj. f. 1 = Occasion Occasione, f. Occasion, f. 1 . Occasions Occasioni, pi. Occasions, pi. 1 .. Occasionally Di quando in quando, av. De temps en temps, adv. ) - Ocean Oceano, m. Océan, m. ) = O'clock Ora ( ore ) d'orologio, f . Heure (heures) d'horlo- ) . October Ottobre, m. Octobre, m. [ge, f- ) .. Oculist Oculista, m. Oculiste, m. + - Odour Odore, m. Odeur, f. + = Of Di, prep. De, prép. 4- . Offensive Offesiva, f. Offensive, f. H- .. Of him ( of her, of it, of Se ne, pron. Se, en, pron. "v. — Offence [them Offesa, f. Offense, f. ^ = Offences Offese, pi. Offenses, pi. ^ Office Ulizio, m. Bureau, m. **^ . . Office Posto, m. Place, f. P - Officer Ufficiale, m. Officier, m. P = Officers Ufficiali, pi. Officiers, pi. P • Of his Del suo, pr. p. m. De son, pr. p. m. ? • • Of his Dei suoi, pi. De ses, pi. V — Of his Della sua, pr. p. f. De sa, pr. p. f. V = Of his Delle sue, pi. De ses, pi. V . Of his aunt Di sua zia, f. De sa tante, f. v .. Of his brother Di suo fratello, m. De son frère, m. 0 — Of his brother in law Di suo cognato, m. De son beau-frère, m. 0 = Of his consin Di suo cugino, m. De son cousin, m. 0 .. Of his cousin Di sua cugina, f. De sa cousine, f. 0 .. Of his daughter Di sua figlia, f. De sa fille, f. / - Of his daughter in law Di sua nuora, f. De sa bru, L / - Of his husband Di suo marito, m, De son mari, m. / • Of his father Di suo padre, m. De son père, m. / •• Of his grand father Di suo nonno, m. De son grand-père, .m A — Of his grand mother Di sua nonna, f. De sa grand'mère, f. A = Of his mother Di sua madre, f. De sa mère, f. A • Of his nephew Di suo nipote, m. De son neveu, m. A Of his niece Di sua nipote, f. De sa nièce, f. 70. 834 OFH— OFT L — Of his sister Di sua sorella, f. De sa sœur, f. L « Of his sister in law Di sua cognata, f. De sa belle-sœur, f. L Of his son Di suo figlio, m. De son fils, m. L •• Of his son in law Di suo genero, m. De son gendre, m. ( - Of his uncle Di suo zio, m. De son oncle, m. ( = Of his wife Di sua moglie, f. De sa femme, f. ( Of his majesty Di sua maestà, f. De sa majesté, f. ( •• Of his holiness Di sua santità, f. De sa sainteté, f. H — Of his highness Di sua altezza, f. De son altesse, f. ^ = Of his excellency Di sua eccellenza, f. De son excellence, i. -\ . Of my aunt Di mia zia, f. De ma tante, f. H •• Of my brother Di mio fratello, m. De mon frère, m. 1 - Of my brother in law Di mio cognato, m. De mon beau-frère, m 1 = Of my cousin Di mio cugino, m. De mon cousin, m. I . Of my cousin Di mia cugina, f. De ma cousine, f. 1 •• Of my daughter Di mia figlia, f. De ma fille, f. o — Of my daughter in law Di mia nuora, f. De ma bru, f. o = Of my husband Di mio marito, m. De mon mari, m. 0 . Of my father Di mio padre, m. De mon père, m. o .. Of my grand father Di mio nonno, m. De mon grand-père, m. 1 - Of my grand mother Di mia nonna, f De ma grand'mère, f, 1 = Of my mother Di mia madre, f. De ma mère, f. 1 . Of my nephew Di mio nipote, m. De mon neveu, m. 1 •• Of my niece Di mia nipote De ma nièce, f. ) - Of my sister Di mia sorella, f. De ma sœur, f. ) = Of my sister in law Di mia cognata, f. De ma belle-sœur, f. ) . Of my son Di mio figlio, m. De mon fils, m. ) .. Of my son in law Di mio genero, m. De mon gendre, m. H Of my uncle Di mio zio, m. De mon oncle, m. 4- = Of my wife Di mia moglie De ma femme, f. -f . Of my Del mio, pr. p. m. De mon, pr. p. m. + .. Of my Dei miei, pi. De mes, pi. ^. — Of my Della mia, pr. p. f. De ma, pr. p. f. = Of my Delle mie, pi. De mes, pi. ^». Of our Del nostro, pr. p. m. De notre, pr. p. m. *St . . Of lady Della signora, f. p - Of the Del, art. m. s. gen. p = Of the Dello, art. m. s. gen. ? . Of the Dei, art. m. pL gen. p .. Of the Degli, art. m. pi. gen. V — Of the Delle, art. f. pi. gen. V *= Of the Della, art. f. s. gen. v . Of which Di cui, pr. rei. v .. Of which Del quale, pr. o — Of which Della quale, p. r. 0 = Of which Dei quali, p. r. m. pi. 0 . Of which Delle quali, p. r. f. pi. 0 ... Of whom Di cui, pron. rei. / - Of me Dime, pr. pers. gen. s. Of old times Un tempo (altre volte)av / . Of thee Di te, gen. s. / .. Of us Di noi, gen. pi. A — Often Sovente, m. A = Often Spesso, av. A . Oil Oglio, m. A .. Of you Di voi, gen. pi. T — Of him Di lui, di esso, gen. m. s. T = Or her Di lei, di essa, gen. f. s. T • Of it Di lui, di lei, di esso, g T .. Of its Del suo, pr. poss. 835 De ta sœur, f. De ta belle-sœur, f. De ton fils, m. De ton gendre, m. De ton oncle, m. De ta femme, f. De votre, pr. p. m. De vos, pi. De votre, pr. p. f. De vos, pi. De votre majesté, f. De votre sainteté, f. De votre altesse, f. De votre excellence, f. De votre tante, f. De votre frère, m. De votre beau-frère, m. De votre cousin, m. De votre cousine, f. De votre fille, f. De votre bru, f. De votre mari, m. De votre père, m. De votre grand-père, m. De votre grand'mère, f. De votre mère, f. De votre neveu, m. De votre nièce, f. De votre sœur, f. De votre belle-sœur, f. De votre fils, m. De votre gendre, m. De votre oncle, m. De votre femme, f. De monsieur, m. De madame, f. Du, art. m. s. gén. Du, art. m. s. gén. Des, art m. pi. gén. Des, art. m. pi. gén. Des, art, f. pi. gén. Delà, art f. s. gén. Dont, pr. rei. Duquel, pr. rei. De laquelle, pr. rei. Desquels, pr. rei. m. pi. Desquelles, pr. rei. f. pi. Dont, pron. rei. De moi, pr. pers. gén. s. Jadis (autrefois), adv. De toi, gén. s. De nous, gén. s. Souvent, adv. Souvent, adv. Huile, f. De vous, gén. pi. De lui, gén. m. s. D'elle, gén. f. s. De lui, d'elle, gén. s. n. De son, pr. poss. 836 OFI— ORD L - Of its De' suoi, pr. p. m. pi. De ses, pr. pos. m. pi. L = Of its Delia sua, pr. p. f. De sa, pr. pos. f. L • Of its Delle sue, pi. De ses, pi. L •• Of them Di loro,d'essi, d'esse, g. p D'eux, gén. pi. ( - Oil-cruet Utello (ampollina da olio' Huilier, m. ( = Old Attempato, ag. m. Agé, adj. m. ( • Old Attempati, pi. Agés, pi. ( •• Old Attempata, ag. f. Agée, adj. f. H - Old Attempate, pi. Agées, pi. -» = Old Vecchio, ag. m. Vieux, adj. m. 4 • Old Vecchi, pi. Vieux, pi. -1 Old Vecchia, ag. f. Vieille, adj. f. 1 - Old Vecchie, pi. Vieilles, pi. 1 = Old-man Vecchione, m. Vieillard, m. 1 Old-men Vecchioni, pi. Vieillards, pi. i •• Old-woman Vecchiona, f. Vieille femme, f. o — Old-women Vecchione, pi. Vieilles femmes, pi. 0 = Old age Vecchiaia, f. Vieillesse, f. 0. . Only Unico, ag. m. Unique, adj. m. o .. Only Unici, pi. Uniques, pi. 1 - Only Unica, ag. f. Unique, adj. f. 1 = Only Uniche, pi. Uniques, pi. 1 . Only Unicamente, av. Uniquement, adv. 1 .. On (upon) Sopra, av. Sur, adv. ) - On the Sul, prep. Sur le, prép. ) = On the Sui, pi. Sur les, pi. ) . On the Sulla, prep. f. Sur la, prép. f. ) .. On the Sulle, pi. Sur les, pi. + — One Uno, m. Un, m. + = One Una, f. Une, f. + . One Qualcuno, pr. ind. Quelqu'un, pr. indéf. + .. One's self Se stesso, pr. ind. recip. Soi-même, pr. ind. réfl *-> — One's self Se stessa, pr. ind. recip. Soi-même, pr. ind. réfi **». == Once Una volta, av. Une fois, adv. "v. . Once more Un'altra volta, av. Une autre fois, adr. "*•». . . Only Solamente, av. Seulement, adv. p - On this side Di qua, av. En deçà de, adv. F = Open Aperto, ag. m. Ouvert, adj. m. ? . Open Aperta, f. Ouverte, adj. f. ? Openly Apertamente, av. Ouvertement, adv. V - Opera Opera, f. Opéra, m. V = Opinion Opinione, f. Opinion, f. V . Opinions Opinioni, pi. Opinions, pi. V .. Opportunity Occasione, f. Occasion, f. 0 — Opportunities Occasioni, pi. Occasions, pi. 0 = Opposite Dirimpetto, av. En face, adv. 0 . Opposition Opposizione, f. Opposition, f. 0 .. Oppression Oppressione, f. Oppression, f. / - Oppressor Oppressore, m. Oppresseur, m. / = Or 0, cong. e av. Ou, conj. et adv. 1 . Oral Vocale, ag. m. Oral, adj. m. 1 .. Oral Vocali, pi. Oraux, pi. A - Orange Arancio, m. Orange, f. A = Oranges aranci, pi. Oranges, pi. A . Orator Oratore, m. Orateur, m. A • Orators Oratori, pi. Orateurs, pi. T - Oratory •*. = Outlaw •^ . Outlaws ^s . . Outward p — Oven ? = Ovens p • Over p .. Over against V — Ox V = Oxen ORD— PAI Numeri ordinativi, pi. m A tavola rotonda, f. Ordinariamente, av. Originale, ag. m. Originali, pi. Originale, ag. f. Originalmente, av. Originalità, f. Orfano, m. Orfani, pi. Orfana, f. Orfane, pi. Ortografia, f. Altro, pr. m. Altri, pi. Altra, pr. f. Altre, pL Altrui, pr. ind. (gli altri) Altrimenti, av. Oncia, f. Once, pi. Il nostro, pr. pos . m. I nostri, pi. La nostra, pr. pos. f. Le nostre, pi Nostro (il), pr. pos. m Nostri (i), pi. Nostra (la), pr. pos. f. Nostre (le), pi. Ci, pr. pers. acc. Ci, pr. pers. dat. Noi stessi, pr. rei. Fuora, av. Proscritto, m. Proscritti, pi. In fuori, av. Forno, m. Forni, pi. Al di sopra (al di la di),av. Dirimpetto, prep. Bove (vivente), m. Bovi, pi. 837 Nombres ordinaux, p. m. A table d'hôte, f. Ordinairement, adv. Original, adj. m. Originaux, pi. Originale, adj. f. Originairement, adv. Originalité, f. Orphelin, m. Orphelins, pi. Orpheline, f. Orphelines, pi. Orthographe, f. Autre, pr. m. Autres, pi. Autre, pr. f. Autres, pi. Autrui, pr. ind. (les au- Autrement, adv. [très) Once, f. Onces, pi. Notre, pr. pos. m. Nos, pi. Notre, pr. pos. f. Nos, pi. Le nôtre, pr. pos. m. Les nôtres, pi. La nôtre, pr. pos. f. Les nôtres, pi. Nous, pr. per. acc. Nous (à nous), pr. pers. Nous-mêmes, pr. pers. Dehors, adv. Proscrit, m. Proscrits, pi. En dehors, adv. Four, m. Fours, pi. Au-dessus, adv. Vis-à-vis de, prép. Bœuf, m. Bœufs, pi. V • Packet Fardello, m. Paquet, m. v .. Padlock Lucchetto, m. Cadenas, m. 0 — Padlocks Lucchetti, pi. Cadenas, pi. 0 = Page Pagina (d'un libro), f. Page (d'un livre), f 0 . Pages Pagine, pi. Pages, pi. 0 .. Page Paggio, m. Page, m. / - Pages Paggi, pi. Pages, pi. / = Pain Dolore, m. Douleur, f. / • Pains Dolori, pi. Douleurs, pi. / •• Paint Pittura, f. Peinture, f. A — Paints Pitture, pi. Peintures, pi. A = Painter Pittore, m. Peintre, m. A . Painters Pittori, pi. Peintres, pL A •• Painter-woman Pittrice, m. Peintre (femme), m 838 PAI— PAV L - Pair Pajo, m. Paire, f. L == Pairs Paja, pi. f. Paires, pi. L • Palace Palazzo, m. Palais, m. L •• Palaces Palazzi, pi. Palais, pi. ( — Palate Palato, m. Palais (de la bouche), m. ( = Pale Pallido, ag. m, Pale, adj. m. ( . Pale Pallidi, pi. Pâles, pi. ( •• Pale Pallida, ag. f. Pale, adj. f. Pâles, pi. H — Pale Pallide, pi. 4 = Paleness Pallidezza, f. Pâleur, f. -1 Palermo Palermo (e.) Palerme (v.) -i •• Pancake Schiacciata, f. Crêpe, f. (gâteau) ! — Pancakes Schiacciate, pi. Crêpes, pi. (gâteau*) Pane Vetro, m. Vitre, f. | . Panes Vetri, pi. Vitres, pi. ! •• Pantaloons Pantaloni, pi. m. Pantalons, m. pi. o — Pantheon Panteone, m. Panthéon, m. 0 = Paper Parliament Carta, f. Papier, m. 0 . Parlamento, m. Parlement, m. o .. Paradise Paradiso, m. Paradis, m. Parasol Ombrellino, m. Parasol, m. (ombrelle, f.) 1 = Paris Parigi (e.) Paris (v.) 1 . "I .. Parish Parrocchia, f. Paroisse, f. Parishes Parrocchie, pi. Paroisses, pi. ) - ) = Park Parco, m. Parc, m. Parlour Salone, m. Salon, m. ^ — Parnassus Parnasso, m. Parnasse, m. Parricide Parricida, m. Parricide, m. Parrot Pappagallo, m. Perroquet, m. 4- == Parrots Pappagalli, pi. Perroquets, pi. + . Parroquet Pappagalla, f . Perruche, f. Frugalité, f. Partie, f. Parties, pi. + .. Parsimony Part Parts Frugalità, f. Parte, f. Parti, pi. *«, Participles Particular Participj, pi. Particolare, ag. m. Participes, pi. Particulier, adj. m. 0 Particular Particolare, ag. f. Particulière, adj. f. p = p . p .. V — V = Particular friend Amico stretto, m. Ami intime, m. Particularly Particolarmente, av. Particulièrement, a d v . Passport Past Passaporto, m. Passato, ag. m. Passeport, m. Passé, adj. m. Past participle Participio passato, m. Participe passé, m. v . v .. 0 — Pastry Pasticcieria, f. Pâtisserie, f. Pastry-cook Pasticciere, m. Pâtissier, m. Pastry-cooks Pasticcieri, pi. Pâtissiers, pi. Patience Patient Pazienza, f. Paziente, ag. m. Patience, f. Patient, adj. Patient Pazienti, pi. Patients, pi. Patient Patient Paziente, ag. f. Pazienti, pi. Patiente, adj. f. Patientes, pi. Patiently Pazientemente, av. Patiemment, adv. Patrician Patrizio, m. Patricien, m. . Patricians Patrizj, pi. Patriciens, pi. : Patrimony Patrimonio, m. Patrimoine, m. Patriot Patriotto, m. Patriote, m. Patriots Patriotti, pi. Patriotes, pi. . Patriotism Patriottismo, m. Patriotisme, m. : Patriotic Patriottico, ag. m. Patriotique, adj. m. T = T T • Patriotic Patriottica, ag. f. ! Patriotique, adj. f. 1 Pavement Pavimento, m. 'Pavé, m. PAV— PER 8 L - Pavements Pavimenti, pi. Pavés, pi. L = Pavilion Padiglione, m. Pavillon, m. L . Pavilions Padiglioni, pi. Pavillons, pi. L .. Payment Pagamento, m. Payement, m. ( - Peace Pace, f. Paix, f. ( = Peaceful Tranquillo, ag. m. Tranquille, adj. m. ( • Peaceful Tranquilla, ag. f. Tranquille, adj. f. ( .. Peacefully Tranquillamente, av. Tranquillement, adv. H - Peach Persica, f. Pêche, f. H = Peaches Persiche, pi. Pêches, pi. H Pear Pera, f. Poire, f. H •• Pears Pere, pi. Poires, pi- j — Pearl Perla, f. Perle, f. 1 = Pearls Perle, pi. Perles, pi. 1 • Peasant Villano, m. Paysan, m. 1 •• Peasants Villani, pi. Paysans, pi. o — Pease Piselli, pi. m. Pois, pi. o = Pedant Un pedante, m. Pédant, m 0 . Pedigree Genealogia, f. Généalogie, f. o .. Peer Pari, m. Pairs, m. 1 - Pen Penna, f. Plume ( à écrire), f. 1 = Pens Penne, pi. Plumes, pi. 1 . Pen -knife Temperino, m. Canif, m. 1 .. Pen-knives Temperini, pi. Canifs, pï. ) — Peninsula Penisola, f. Péninsule, f. ) = Peninsulas Penisole, pi. Péninsule, pi. ) . Penny Soldo, m. Sou anglais, m. ) .. Pence Soldi, pi. Sous, pi. + — Pension Pensione, f. Pension, f. + = Pensioner Salariato, m. Pensionnaire, m. + . People of fashion Persone civili, pi. f. Beau monde, m. + .. People (one, they, we) Si, pron. ind. On, pron. indé. "«v. People Gente, f. Monde, m. -^ = People Genti, pi. f. Gens, pi. m. *% . People Popolo, m. Peuple, m. «s. .. Pepper Pepe, m. Poivre, m. p _ Pepper-box Pepajuola, f. Poivrière, f. p = Perception Percezione, f. Perception, f. ? . Perch Pertica, f. Perche, f. p .. Perfection Perfezzione, f. Perfection, f. V — Perfect Perfetto, ag. m. Parfait, adj. m. V = Perfect Perfetti, pi. Parfait, pi. v . Perfect Perfetta, ag. f. Parfaite, adj. f. v .. P erfect Perfette, pi. Parfaites, pi. 0 — Perfectly Perfettamente, av. Parfaitement, adv. 0 = Perfidious Perfido, ag. m. Perfide, adj. m. 0 . Perfidious Perfidi, pi. Perfides, pi. 0 .. Perfidious Perfida, ag. f. Perfide, adj. j". / — Perfidious Perfide, pi. Perfides, pi. / = Perfidy Perfidia, f. Perfidie, f. / . Perfume Profumo, m. Parfum, m. Perfumes Profumi, pi. Parfums, pi. A — Perhaps Forse, av. Peut-être, adv. A = Periphrasis Perifrasi, f. Périphrase, f. A • Persia Persia, f. Perse, f. A •• Persian Persiano, m. Persan, m. T — Persians Persiani, pi. Persans, pi. T = Persian-woman Persiana, f. Persanne, f. T • Persian-women Persiane, pi. Persannes, pi. T Person Persona, f. Personne, f. 840 PER— PL L - Persons Persone, pi. Personnes, pi. L = Personally Personalmente, av. Personnellement, adv. L • Personal Personale, ag. m. Personnel, adj. m. L •• Personal Personali, pi. Personnels, pi. ( - Perspective Prospettiva, f. Perspective, f. ( = Persuasion Persuasione, f. Persuasion, f. ( • Perturbation Perturbazione, f. Perturbation, f. ( •• Perturbator Perturbatore, m. Perturbateur, m. H- Petition Supplica, f. Pétition, f. H = Pbarmacy Farmacia, f. Pharmacie, f. H . Philadelphia Filadelfia (e.) Philadelphie (v.) H •• Philantrophy Umanità, f. Philanlropie, f. 1 - Philosopher Filosofo, m. Philosophe, m. 1 = Philosophers Filosofi, pi. Philosophes, pi. 1 • Philosophy Filosofia, f. Philosophie, f. 1 .. Physical Fisico, ag. m. Physique, adj. m. o — Physician Medico, m. Médecin, m. o == Physicians Medici, pi. Médecins, pi. 0 . Physic Medicina, f. Médecine, f. 0 .. Physics Fisica, f. Physique, f. 1 - Physiology Fisiologia, f. Physiologie, f. 1 = Piano-forte Piano, m. Piano, m. 1 . Pie Pasticcio, m. Pàté, m. 1 .. Pies Pasticci, pi. Pâtés, pi. ) - Piece Pezza, f . Pièce, pi. ) = Pieces Pezze, pi. Pièces, f. ) . Piece Pezzo, m. Morceau, m. ) .. Pieces Pezzi, pi. Morceaux, pi. + — Picture Quadro, m. Tableau, m. + = Pictures Quadri, pi. Tableaux, pi. + . Picturesque Pittoresco, ag. m. Pittoresque, adj. m. Pittoresques, pi. + .. Picturesque Pittoreschi, pi. •>*. — Picturesque Pittoresca, ag. f. Pittoresque, adj. f. -^ = Picturesque Pittoresche, pi. Pittoresque, pi. *-s . Pig Porco, m. Cochon, m. "N. . . Pigs Porci, pi. Cochons, pi. p - Pigeon Piccione, m. Pigeon, m. p = Pigeons Piccioni, pi. Pigeons, pi. p . Pigeon-house Colombaja, f. Pigeonnier, m. p .. Pillow Guanciale, m. Oreiller, m. V — Pillows Guanciali, pi. Oreillers, pi. v = Pilow-case Fodera di guanciale, f. Taie d'oreiller, f. v Pillow-cases Fodere di guanciali, pi. Taies d'oreillers, pi. v .. Pin Spilla, f. Épingle, f. 0 — Pins Spille, pi. Épingles, pi. 0 = Pin-cushion Guancialino, m. Pelotte, f. 0 Pin-cushions Guancialini, pi. Pelotes, pi. 0 .. Pique Picca, f. Pique, f. / - Pistol Pistola, f. Pistolet, m. Pistolets, pi. / = Pistols Pistole, pi. / • Pit Fossa, f. Fosse, f. / •• Pit Platea, f. Parterre (de théâtre), m. A - Pitcher Brocca, f. Cruche, f. A «= Pit- coal Carbone di terra, m. Charbon de terre, m. A • Pitiful Miserabile, ag. ni. f. Pitoyable, adj. m. f. A • Pitiful Miserabili, pi. Pitovables, pi. T - Pity Pietà, f. Pitié, f. T = Place Piazza, f. Place, f. T • Place Luogo, m. Endroit, m. T • Place» Luoghi, pi. Endroits, pi. PLA— POL L - Plague Peste, f. L = Plain Semplice, ag. m. t L • Plain Semplici, pi. L Plain Pianura, f. ( - Plains Pianure, ph ( = Planet Pianeta, m. ( Planets Pianeti, pi. ( .. Plant Pianta, f. h- Plate Tondino, m. H = Plates Tondini, pi. H • Play Giuoco, m. H .» — Prelates Prelati, pi. Prélats, pi. *v, = Preposition Preposizione, f. Préposition, f. ^ • Present Presente, ag. e m. (temps) Présent, m. ^-» . . Present Presente, ag. m. Présent, adj. m. ? - Present Presenti, pi. Présents, pi. ? = Present Presente, ag. L Présente, adj. f. p . Present Presenti, pi. Présentes, pi. p .. Present Regalo, m. Présent, m. V - Presents Regali, pi. Présents, f. V = Present participle Participio presente, m. Participe présent, m v . Presently Presentemente, av. Tout-à-1'heure, adv. v .. Pretence Pretesto, m. Prétexte, m. 0 — Pretences Pretesti, pi. Prétextes, pi. 0 = Pretension Pretensione, f. Prétention, f. 0 . Pretensions Pretensioni, pi. Prétentions, pi. 0 .. Pretty Vezzosa, ag. f. Jolie (gentille), adj. f. / - Pretty Vezzose, pi. Jolies (gentilles), adj. pi 1 = Prey Preda (rapina), f. Proie (rapine), f. 1 . Price Prezzo, m. Prix, m. 1 .. Prices Prezzi, pi. Prix, pi. A — Priest Prete, m. Prêtre, m. A = Priests Preti, pi. Prêtres, pi. A • Prince Principe, rn. Prince, m. A .. Princes Principi, pi. Princes, pi. T - Princess Principessa, f. Princesse, f. T = Princesses Principesse, pi. Princesses, pi. T • Principal Principale, ag. m. Principal, adj. m. T •• Principal I Principali, pi. Principaux, pi Principal Principal Principally Principle Principles Printer Printers Printing Printings Printing-office Printing-offices Prison Prisons Private Private Privately Private Private Privy Prize Prizes Procession Proclamation Procuration Procurator Prodigal Prodigal Prodi gality Producing Production- Profession Professions Professor Professors Profit Profitable Profitable Progress Project Projets Promontory Pronoun Pronouns Pronounciation Proper Proper Proper Proper Properly Properness Property Prophecy Prophet Prophets Proposal Proposals Proscription — Prose Prosody Prospect PRI— PRO Principale, ag. f. Principali, pi. Principalmente, av. Principio, m. Principi, pi. Stampatore, m. Stampatori, pi. Stampa, i Stampe, pi. Stamperìa, f. Stamperie, pi, Prigione, f. Prigioni, pi. Secreto, ag. m. Secreti, pi. Privatamente, av. Secreta, ag. f. Secrete, pi. Luogo commodo, m. Premio, ni. Premj,pl. Processione, f. Proclama, m. Procura, f. Procuratore, m. Prodigo, ag. m. Prodiga, ag. f. Prodigalità, f. Produciniento, m. Produzione, f. Professione, f. Professioni, pi. Professore, m. Professori, pi. Profitto, m. Giovevole, ag. m. f. Giovevoli, pi. Progresso, m. Progetto, m. Progetti, pi. Promontorio, m. Pronome, ni. Pronomi, pi. Pronunzia, f. Proprio (convenevole), m . Propri (convenevoli), pi. Propria (convenevole), f. Proprie (convenevoli), pi. Convenevolmente, av. Pulitezza, f. Proprietà, f. Profezia, f. Profeta, m. Profeti, pi. Proposizione, f. Proposizioni, pi. Proscrizione, £ Prosa, f. Prosodìa, f. Prospettiva, L Principale, adj. £ Principales, pi. Principalement, adv. Principe, m. Principes, pi. Imprimeur, m. Imprimeurs, pt. Impression, f. Impressions, pî. Imprimerie, f. Imprimeries, pL Prison, f. Prisons, pi. Secret, adj. m. Secrets, pi. En secret, adv. Secrète, adj. f. Secrètes, pi. Lieux-d'aisance, m. pi. Prix, m. (récompense, f Prix, f. Procession, f. Proclamation, pi. Procuration, f. Homme d'affaires, m. Prodigue, adj. m. Prodigue, adj. L Prodigalité, f. Production, f. Production, f. Profession, f. Professions, pi. Professeur, m. Professeurs, pi. Profit, m. Profitable, adj. m. L Profitables, pi. Progrès, m. Projet, m. Projets, pî. Promontoire, m. Pronom, m. Pronoms, pi. Prononciation, f. Propre (convenahle), m- Propres(convenabIes),pL Propre (convenable), f. Propres (convenables),pL Proprement, adv. Propreté, f. Propriété, f. Prophétie, £. Prophète, m. Prophètes, pi. Proposition, f. Propositions, pi. Proscription, f. Prose, f. Prosodie, f. Perspective, f. Prospectus (the) Prosperous Prosperous Prosperity Proverb Proverbs Provided Providence Province Provinces Provincial Provincial Provincial Provincial Proud Proud Proud Proud Proud ness Provision Prudence Prudently Prudent Prudent Prudent Prudent Prussia Prussian Prussians Public Public Public Public Public Punition Pupil Pupils Purgatory Purpose Purposes Purpose (on) Purposely Pygmy Pyramid Pyramids PRO— QUE Programma, m. Prospero, ag. m. Prospero, ag. f. Prosperità, f. Proverbio, m. Proverbj, pi. Purché, av. Providenza, f. Provincia, f. Provincie, pi. Provinciale, ag. m. Provinciali, pi. Provinciale, ag. f. Provinciali, pi. Superbo, ag. m. Superbi, pi. Superba, ag. f. Superbe, pi. Superbia, f. Provisione, f. Prudenza, f. Prudentemente, av. Prudente, ag. m. Prudenti, pi. Prudente, ag. f. Prudenti, pi. Prussia, f. Prussiano, m. Prussiani, pi. Publico, m. Publico, ag. m. Publici, pi. Publica, ag. f. Publiche, pi. Punizione, f. Scolara, f. Scolare, pi. Purgatorio, m. Proponimento, m. Proponimenti, pi. Aposta, av. A bella posta, av. Nano, m. Piramide, f. Piramidi, pi. S4S Prospectus, m. Prospère, adj. m. Prospère, adj. f. Prospérité, f. Proverbe, m. Proverbes, pi. Pourvu que, adv. Providence, f. Province, f. Provinces, pi. Provincial, adj. m. Provinciaux, pi. Provinciale, adj. f. Provinciales, pi. Fier, adj. m. Fiers, pi. Fière, adj. f. Fières, pi. Fierté, f. Provision, f. Prudence, f. Prudemment, adv. Prudent, adj. m. Prudents, pi. Prudente, adj. f. Prudentes, pi. Prusse, f. Prussien, m. Prussiens, pi. Public, m. Public, adj. m. Publics, pi. Publique, adj. f. Publiques, pi. Punition, t. Élève, m. Élèves, pi. Purgatoire, m. Dessein, m. Desseins, pi. Exprès, adv. Tout exprès (à dessein), Pygmée, m. [adv. Pyramide, f." Pyramides, pi. 0 = Quality Qualità, f. Qualité, f. 0 . Qualities Qualità, pi. Qualités, pi. 0 .. Quantity Quantità, f. Quantité, f. / - Quarantine Quarantina, f. Quarantaine, f. / = Quarry Cava (di pietre), f. Carrière (à pierres\ f. / • Quarrel Querela, f. .„ Querelle, f. y •• Quarter Quarto, m. Quart, m. A - Quarters Quarti, pi. Quarts, pi. A = Quarter of an hour Quarto d'ora, m. Quart d'heure, m. A • Quarters of an hour Quarti d'ora, pi. Quarts d'heure, pi. A •• Queen Regina, f. Reine, f. 71, 84G L — ! Queens L = | Question L j Questions L • j Quick ) — JQuiek ) =JQuiek ) • « Quiek ) • j Quick H — Quickly -1 = Quiet H j Ouiet H --(Quiet I — Quiet I =. Quietly Quinquina I • Quire of paper 0 — ! Quires of paper 0 = Quitting O . ! Quotidian QUE—REA Regine, pi. Proposta, f. Proposte, pi. Presto, av. Vivo (presto), ag. m. Vivi (presti), pi. Viva, ag. f. (presta) Vive, pi. preste [tei, ad. Prontamente (prestamen- Trauquillo, ag. m. Tranquilli, pi. Tranquilla, ag. f. Tranquille, pi. Tranquillamente, av. La china, f. Mano di carta, f. Mani di carta, pi. Abbandono, m. Quotidiano, ag. ni. R Reines, pL Question, f. Questions, pi. Vite, adv, Vif (prompt), adj. m. Vifs, adj. pi. (prompts) Vive, adj. f. (prompte) Vives, adj. pi. (promptes,. Promptement, adv. Tranquille, adj. m. Tranquilles, pi. Tranquille, adj. f. Trancjuilles, pi. Tranquillement, adv. Quinquina, m. }ïain de papier, f. Mains de papier, pi. Abandon, m. Quotidien, adj.. m. o .. 1 Rabbit Coniglio, m. Lapin, m. -\ — Rabbits Conigli, pi. Lapins, pi. 1 = Radical Radicale, ag. m. s. Radical, adj. m. s. 1 . Pvadicals Radicali, pi. Radicaux, pi. 1 .. Radically Radicalmente, av. Radicalement, adv ( - Rail road (rail way) Cammino di ferro, m. Chemin de fer, m. ( = Rail roads (rail ways) Cammini di ferro, pi. Chemins de fer, pi ( . Raillery Beffa (celia), f. Raillerie, f. ( .. Railleries Beffe (celie), pi. Railleries, pi. + — Raiding Cancello, m. Grille, f. + = Raiding Cancelli, pi. Grilles, pi. + . Rain Pioggia, f. Pluie, f. + .. Rain-bow Arco baleno, m. Arc-en-ciel, m. "V. — Rank Grado, m. (condizione, f.) Rang, m. = Ranks Gradi, pi. Rangs, pi. \ . Ransom Riscatto, m. Rançon, f. "-«* . . Rarely Di rado, av. Rarement, adv. ? - Ravage Strage, f. Ravage, m. ? = Raving Delirio, m. Délire, m. ? . Ray Raggio, m. Rayon, m. ? .. Rays Raggi, pi. Rayons, pi. V — Razor Rasojo, m. Rasoir, m. V = Razors Rasoj, pi. Rasoirs, pi. v . Ratber than Piuttoto che, av. Plutôt que, adv. v .. Reading Lettura, f. Lecture, f. 0 — Readings Letture, pi. Lectures, pi. 0 = Ready- Pronto, ag. m. Prêt, adj. m. 0 . Ready Pronti, pi. Prêts, adj. pi. 0 .. Ready Pronta, ag. f. Prête, adj. f. 1 - Ready Pronte, pi. Prêtes, pi. 1 = Real Reale, ag. m. Réel, adj. m. 1 . Real Reali, pi. Réels, pi. 1 .. Real Reale, ag. f. Réelle, adj. f. A — Real Reali, pi. Réelles, pi. A = Reality Realtà, f. Réalité, f. A • Really Realmente, av. Réellement, adv. A .. Ream Risma, f. Rame, f. T - Reams Risme, pi. Rames, pi. Reason Reasons Reasonable Reasonable Reasonably Rebellion Rebel Rebels Reception Reciprocal Reciprocal Reciprocal Reciprocal Reciprocally Recreation Red Reel Red Red Reddition Redness Reflection Reflections Reform Reforms Regard Regiment Regiments Region Regret Regrets Regress Regular Regular Regular Regular Relative Relative Relative Relative Relatives Relav (changing horses) Relief Religion Religious Religious Religious Religious Religious man Religious men Religious woman Religious women Relishes Remembrance Remembrances Removing Rencounter Repast Repentance Report REA— REP Ragione, f. Ragioni, pi. Ragionevole, ag. m. f. Ragionevoli, pi. Ragionevolmente, av. Ribellione, f. Ribello, m. Ribelli, pi. Accoglienza, f. Reciproco, ag. m. Reciproci, pi. Reciproca, ag. f. Reciproche, pi. A icendevolmente, av. Ricreazione, f. Rosso, ag. m. Rossi, pi. Rossa, ag. f. Rosse, pi. Restituzione, f. Rossore, f. Riflessione, f. Riflessioni, pi. Riforma, f. Riforme, pi. Riguardo, m. Regimento, m. Regimenti, pi. Regione, f. Rammarico, ra. Rammarichi, pi. Ritorno, m. Regolare, ag. m. Regolari, pi. Regolare, ag. f. Regolari, pi. Relativo, ag. m. Relativi, pi. Relativa, ag. f. Relative, pi. [pi. m Congiunti(consanguinei) Cavalli freschi, m. pi. Sfogo, m. Religione, f. Religioso, ag. m. Religiosi, pi. Religiosa, ag. f. Religiose, pi. Religioso, m. Religiosi, pi. Religiosa, f. Religiose, pi. Gusti, pi. Rimembranza, f. Rimembranze, pi. Sgombero, m. Rincontro, m. Pasto, m. Pentinento, m. Ragguaglio, m. mi Raison, f. Raisons, pi. Raisonnable, adj. m. f. Raisonnables, pi. Raisonnablement, adr. Rébellion, f. Rebelle, m. Rebelles, pi. Réception, f. Réciproque, adj. m. Réciproques, pi. Réciproque, adj. f. Réciproques, pi. Réciproquement, adv. Récréation, f. Rouge, adj. m. Rouges, pi. Rouge, adj. f. Rouges, pi. Restitution, f. Rougeur, f. Réflexion, f. Réflexions, pi. Réforme, f. Réformes, pi. Égard, m. Régiment, m. Régiments, pi. Région, f. Regret, m. Regrets, pi. Retour, m. Régulier, adj. m. Réguliers, pi. Régulière, adj. f. Régulières, pi. Relatif, adj. m. Relatifs, pi. Relative, adj. L Relatives, pi. Parents, pi. Changement de clievnu* Soulagement, m. Religion, f. Religieux, adj. m. Religieux, pi. Religieuse, adj. f. Religieuses, pi. Religieux, m. Religieux, pi. Religieuse, t Religieuses, pi- Goûts, pi. Souvenir, m. Souvenirs, pi. Déménagement, m. Rencontre, f. Repas, m. Repentir, m. Rapport m. 848 REP— RIG L - Reproduction Riproduzione, f. L = Republic Republics, f. L • Republics Republiche, pi. L •• Republican Republicano, m. ( - Republicans Republicani, pi. ( = Republican Republicana, f. ( Republicans Republicane, pi. ( .. Request Dimanda, f. -i- Requests Dimande, pi. -1 = Residence Dimora, f. H • Residences Dimore, pi. H •• Resolution Risoluzione! f. 1 - Resolutions Risoluzioni, pi. 1 = Resolute Risoluto, ag. m. 1 • Respect Rispetto, m. 1 Respects Rispetti, pi. o — Respect Riguardo, m. o = Respects Riguardi, pi. 0 . Resolred Risoluto, ag. m. 0 .. Restorer Ristoratore (trattore) 1 - Result Ris ultamente, m. 1 = Results Risultamenti, pi. 1 . Resuming Il resumere, m. 1 .. Retinue Treno, m. ) - Return Contracambio, m. ) = Revenge Riscatto, f. ) . Reverence Riverenza, f. ) .. Reverences Riverenze, pi. H Revolt (rebellion) Rivolta, f. + = Révolution Rivoluzione, f. + Révolutions Rivoluzioni, pi. + •• Reward Premio, m. ->-v — Rewards Premj, pi. *-s. = Rbine Reno, m. (fiume) ^» . Rhyme Rima, f. *»» .. Rhymes Rime, pi. P - Ribbon Nastro, m. P = Ribbons Nastri, pi. ? . Ribs Coste, f. pi. P •• Rice Riso, m. V - Rich Ricco, ag. m. V = Rich Ricchi, pi. v . Rich Ricea, ag. f. v .. Rich Ricche, pi. 0 — Riches Ricchezza, f. 0 = Richness Ricchezze, pi. 0 . Riddle (enigma) Indovinello, m. 0 .. Ridiculous Ridicolo, ag. m. / - Ridiculous Ridicoli, pi. / = Ridiculous Ridicola, ag. f. / . Ridiculous Ridicole, pi. / .. Right Destro, ag. m. A - Right Destra, ag. f. A = Right Giusto, ag. m. A . Right Giusti, pi. A .. Right Giusta, ag. f. T- Right Giuste, pi. T = Rigorous Rigoroso, ag. m. T Ri gorous Rigorosi, pi. T.J Rigorous Rigorosa, ag. f. Reproduction, f. République, f. Républiques, pi. Républicain, m. Républicains, pi. Républicaine, f. Républicaines, pi. Demande, f. Demandes, pi. Demeure, f. Demeures, pi. Résolution, f. Résolutions, pi. Résolu, adj., m. Respect, m. Respects, pi. Égard, m. Égards, pi. Décidé, adj. m. Restaurateur, m. Résultat, m. Résultats, pi. Le résumé, m. Train (suite), m. Retour, m. Revanche, f. Révérence, f. Révérences, pi. Révolte, f. Révolution, f. Révolutions, pi. Récompense, f. Récompenses, pi. Rhin, m. (fleuve) Rime, f . Rimes, pi. Ruban, m. Rubans, pL Côtes (du corps), pi. Riz, m. Riche, adj. m. Riches, pi. Riche, adj. f. Riches, pi. Richesse, f. Richesses, pi. Énigme, f. Ridicule, adj. m. Ridicules, pi. Ridicule, adj. f. Ridicules, pi. Droit, adj. m. Droite, adj . f. Juste, adj. m. Justes, pi. Juste, adj. f. Justes, pi. Rigoureux, adj. m. Rigoureux, pi. Rigoureuse, adj. f. RIG— RUL L - Rigorous Rigorose, pi. L = Rigorously Rigorosamente, a\ L • Ring Anello, m. L -. Rings Anelli, pi. ( - Rivality Rivalità, f. ( = Rivalities Rivalità, pi. ( • River Riviera, f. ( •• Rivers Riviere, pi. H - River-side Sponda, f. H = River-sides Sponde, pi. ^ • Rivulet Ruscello, m. H •• Rivulets Ruscelli, pi. J — Road Via, f. 1 = Roads Vie, pi. 1 • Roast meat Arrosto, m. 1 .. Roast meats Arrosti, pi. o — Rock Rupe, f. o = Rocks Rupi, pi. 0 . Rock Scoglio, m. 0 .. Rocks Scogli, pi. 1 - Rogue Malvaggio, m. 1 = Rogues. Maìvaggi, pi. 1 . Rogue Malvaggia, f. Rogues Malvagge, pi. ) — Roguery Furberia, f. ) = Rogue Birbante, m. Rogues Birbanti, pi. Roguish Da furbo, ag. m. + - Roman Romano, m. + =! Romans Romani, pi. + Roman Romano, ag. m. + .. Roman Romani, pi. \ — Roman Romana, ag. f. » = Roman Romane, pi. ^ . Romance Romanzo, m. \ . . Romances Romanzi, pi. p - Romancer Romanziere, ni. "? = Romantic Romantico, ag. m. ? . Rome Roma (e) p .. Roof Tetto, m. V - Roofs Tetti, pi. V = Room Camera, f. V Rooms Camere, pi. V .. Rope Corda, f. 0 — Ropes Corde, pi. 0 = Rose Rosa, f. 0 . Roses Rose, pi. (Y .. Rough draught (a sketch) Abbozzo, m. / - Round Rotondo, ag. m. / = Round Rotondi, pi. / • Round Rotonda, ag. }'. / •• Round Rotonde, pi. A - Round ahout In giro, av. A = Royal Reale, ag. m. A • Royal Reale, ag. f. A •• Royal court Corte reale, f. T- Royalist Regalista, m. T = Royalists Rega listi, pi. T • Royalty Dignità reale, f. T •• Rule Rega, f. 849 Rigoureuses, pi. Rigoureusement, adv. Bague, f- Bagues, pi. Rivalité, f. Rivalités, pi. Rivière, f. Rivières, pi. Bord de la rivière, ni. Bords de la rivière, pi. Ruisseau, m. Ruisseaux, pi. Route, f. Routes, pi. Rôti, m. Rôtis, pi. Rocher, m. Rochers, p!. Rocher, m. Rochers, pi. Coquin, m. Coquins, pi. Coquine, f. Coquines, pi. Friponnerie, f. Fripon, m. Fripons, pi. De fripon, adj. m. Romain, m. Romains, pi. Romain, adj. m. Romains, pi. Romaine, adj. f. Romaines, pi. Roman, m. Romans, pi. Romancier, m. Romantique, adj. m. Rome(v.) Toit, m. Toits, pi. Chambre, f. Chambres, pi. Corde, f. Cordes, pi. Rose, f. Roses, pi. Ébauche, f. Rond, adj. m. Ronds, pt. Ronde, adj. f. Rondes, pi. Tout autour, adv. Royal, adj. m. Royale, adj. f. Cour royale, f. Royaliste, m. Royalistes, pi. Royauté, f. Règle, f. 850 RUL— SAT L - Rule Regola, f. Règie, f. L = Rules Regole, pi. Règles, pi. L • Ruler Norma, f. Règie, f. L ... Russia Russia, f. Russie, f. ( — j Russian Russo, m. Russe, m. ( - Russians Russi, pi. Russes, pi. ( • Rye Segala, f. Seigle, m. ( •• 1 Rye bread Pane di segala, m. S Sabina, f. (pr. in Italia) Pain de seigle, m. H - Sabine Sabine, f. (pr. en Italie) H = Sacred Sacro, ag. m. Sacré, adj. m. H • Sacred Sacri, pi. Sacrés, pi. H •• Sacred Sacra, ag. f. Sacrée, adj. f. 1 - Sacred Sacre, pi. Sacrées, pi. 1 = Sacri lice Sacrificio, m. Sacrifice, m. 1 . Sacrifices Sacrifici, pi. Sacrifices, pi. 1 -. Sacrilege Sacrilegio, m. Sacrilège, m. o — Sacrileges Sacrilegj, pi. Sacrilèges, pi. 0 = Sad Tristo, ag. ni. Triste, adj. m. 0 . Sad Tristi, pi. Tristes, pi. 0 .. Sad Trista, ag. f. Triste, adj. f. 1 - Sad Triste, pi. Tristes, pi. 1 = Saddle Sella, f. Selle, f. 1 . Sadie Selle, pi. Selles, pi. 1 .. Saddler Sellajo, m. Sellier, m. ) - Sadlers Sellaj, pi. Selliers, pi. ) = Saffron Zafferano, m. Safran, m. ) . Sail Vela (di nave), f. Voile (de navire), f. ) .. Sails Vele, pi. Voiles, pi. + - Sailor Marinajo, m. Matelot, m. Matelots, pi. Saint, m. + = Sailors Marinaj, pi. + . Saint Santo, m. + .. Saints Santi, pi. Saints, pi. "*v — Saint Petersburg San Pietroburgo (e.) Saint-Pétersbourg (v.) -^ — Sake Amore, m. Amour, m. •"-> . Sake (for God's) Per l'amor di Dio, av. Pour l'amour de Dieu, a. "* == Serene Sereno, ag. m. Serein, adj. m. ~v» Serene Serena, ag. f. Sereine, adj . f. . . . Servant Servitore, m. Serviteur, m. ? - Servant Domestico, m. Domestique, m. ? = Servants Domestici, pi. Domestiques, pi. p . Servant (man) Domestico, m. Domestique, m. p -. Servant (maid) Domestica, f. Domestique, f. V - Service Servizio, m. Service, m. V = Services Servizj, pi. Services, pi. V • Servile (slavish') Servile, ag. m. f. Servile, adj. m. f. v .. Servile (slavish) Servili, pi. Serviles, pi. 0 — Servility Servilmente, av. Servilement, adv. 0 = Servility Servilità, f. Servilité, f. 0 . Set Assortimento, m. Assortiment, m. 0 .. Set of diamonds Fornimento di diamanti, Parure de diamants, f. 1 ~ Several Parecchi, pr. pi. [m. Plusieurs, adv. 1 = Severe Severo, ag. m. Sévère, adj. m. / - Severe Severi, pi. Sévères, pi. / •• Severe Severa, ag. f. Sévère, adj. f. A — Severe Severe, pi. Sévères, pi. A = Severely Severamente, av. Sévèrement, adv. A • Severity Severità, f. Sévérité, f. A •• Severities Severità, pi. Sévérités, pi. T — Sex Sesso, m. Sexe, m. T = Shade Ombra (larva), f. Ombre (larve), i. T • Shades Ombre, pi. Ombres (larves), pi. T Shadon Ombra, f. Ombre, f. (ombrage), m. Shall shalt Shame Shameful Shameful Shameful Shameful Shamefully Shamelessly Shameless Shameless Shameless Shameless She She Shepherd Shepherds Shepherdess Shepherdesses Sheep Sheepfold Sheet of paper Sheets of paper Sheet of water Sheet (bed) Sheets Shelf Shelves Shelter Sherbet Sherbets Show Shift Shifts Shilling Shillings Ship Ships Shipwreck Shipwrecks Shirt Shirts Shoe Shoes Shoeblack Shoemaker Shoemakers Shop Shops Shopkeeper Shopkeepers Shore Shores Shore Shores Short Short Short Short Short hand writing Shortest SHA— SHO Da l'idea del fut. Vergogna, f. Vergognoso, ag. m. Vergognosi, pi. Vergognosa, ag. f. Vergognose, pi. Vergognosamente, av. Impudentemente, av. impudente, ag. m. Impudenti, pi. Impudente, ag. f. Impudenti, pi. Ella, pr. f. s. Essa, pr. f. s. Pastore, m. Pastori, pi. Pastorella, f . Pastorelle, pi. Castrato, m. Ovile, m. Foglio di carta, m. Fogli di carta, pi. Nappo d'acqua, m. Lenzuolo, m. Lenzuola, f. pi. Tavola, f. Tavole, pi. Ricovero (rifugio), m. Sorbetto, m. Sorbetti, pi. Apparenza, f. Camicia da donna, f. Camicie da donna, pi. Scellino, m. Scellini, pi. Nave, f. Navi, pi. Naufragio, m. Naufragj, pi. Camicia d'uomo, f. Camicie d'uomo, pi. Scarpa, f. Scarpe, pi. Netta stivali, m. Calzolajo, m. Calzolai, pi. Bottega, f. Botteghe, pi. Bottegajo, m. Bottegaj, pi. Spiaggia, f. Spiagge, pi. Sponda, f. Sponde, pi. Corto, ag. m. Corti, f. Corta, f. Corte, pi. Stenografia, f. Il più corto, av . 853 Donne l'idée du fut, Honte, f. Honteux, adj. m. Honteux, pi. Honteuse, adj. f. Honteuses, pi. Honteusement, adv. Impudemment, adv. Impudent, adj. m. Impudents, pi. Impudente, adj. f. Impudentes, pi. Elle, pr. f. s. Elle, pr. f. s. Berger, m. Bergers, pi. Bergère, f. Bergères, pi. Brebis, f. Bergerie, f. Feuille de papier, f. Feuilles de papier, pi. Nappe d'eau, f. Drap de lit, m. Draps de lit, pi. Planche, f. Planches, pi. Abri, m. Sorbet, m. Sorbets, pi. Apparence, f. Chemise de femme, f. Chemises de femme, pi. Schelling, m. Schellings, pi. Navire, m. Navires, pi. Naufrage, m. Naufrages, pi. Chemise d'homme, f. Chemises d'homme, pi. Soulier, m. Souliers, pi. Décrotteur, m Cordonnier, m. Cordonniers, pi. Boutique, f. Boutiques, pi. Boutiquier, m. Boutiquiers, pi. Rivage, m. Rivages, pi. Bord, m. Bords, pi. Court, adj. m. Courts, pi. Courte, adj. f. Courtes, pi. Sténographie, f. Le plus court, adv. 72 854 SOR— SIN L - Sortly after Poco dopo, av. Peu après, adv. L = Sortly (soon) Quanto prima (fra poco) Bientôt, adv. L • Shot Àrchibugiata, f. Coup de feu, m. L •• Shots Archibugiate, pi. Coups de l'eu, pi. ( - Shoulder Spalla, f. Épaule, f. ( = Shoulders Spalle, pi. Épaules, pi. ( • Shovel Paletta, f. Pelle, f. ( •• Show Spettacolo, m. Spectacle, m. H- Shower Pioggia dirotta, f . [qua) Ondée, f. H = Showers Nembo ( rovescio d'ac- Ondée (pluie soudaine), f. H • Showers Nembi (rovesci d'acqua) Ondées(pluies soudaines), H .. Shrove tuesday Martedì grasso, m. Mardi gras, m. [pi. 1 -Shrub Arboscello, m. Arbrisseau, m. 1 = Shrubs Arboscelli, pi. Arbrisseaux, pi. I Sicily Sicilia, f. Sicile, f. 1 •• Sicilian Siciliano, m. Sicilien, m. o — Sicilians Siciliani, pi. Siciliens, pi. €> = Sicilian woman Siciliana, f. Sicilienne, f. o . Sicilian women Siciliane, pi. Siciliennes, pi. o .. Sick Malato, ag. m. Malade, adj. m. 1 - Sick Malati, pi- Malades, adj.pL 1 = Sick Malata, ag. f. Malade, adj. f. 1 . Sick Malate, pi. Malades, pi. 1 .. Sickness Malattia, f. Maladie, f. ) - Sick-man Ammalato, m. Malade, m. ) = Sick-men Ammalati, pi. Malades, pi. ) . Sick-woman Ammalata, f . Malade, f. ) .. Sick- women Ammalate, pi. Malades, pi. + — Side Lato, m. Côté, m. + = Sides Lati, pi. Côtés, pi. + . Side Parte, f. Côté, m. + .. Sides Parti, pi. Côtés, pi. — . — Side-board Credenza, £. Buffet, m. = Sidewards Dal lato, av. De côté, adv. -^ . Siege Assedio, m. Siège, m. *»*. . . Sight Vista, f. Vue, f. p - Sights Viste (vedute), pi. Vues, pi. p = Sign Segno, m. Signe, m. p • Signs Segni, pi. Signes, pi. p •• Sign Insegna, f. Enseigne, f. v - Signs Insegne, pi. Enseignes, pi. V = Signal Segnale, m. Signal, m. V . Signals Segnali, pi. Signaux, pi. V •• Signature Firma, f. Signature, f. 0 — Signatures Firme, pi. Signatures, pi. 0 = Silence Silenzio, m. Silence, m. 0 . Silent Taciturno, ag. m. Silencieux, adj. m, 0 .. Silent Taciturni, pi. Silencieux, pi. 1 - Silent Taciturna, ag. f. Silencieuse, adj. f. / = Silent Taciturne, pi. Silencieuses, pi. / . Silly Sciocco, ag. m. Sot, adj. m. / .-. Silly Sciocca, ag. f. Sotte, adj . f. A - Silk Seta, f. Soie, f. A = Silver Argento, m. Argent blanc, m. A • Similar Pari, ag. m. Pareil, adj. m. A .. Similar Simile, ag. m. Pareil, adj. m. T - Similar Simili, pi. Pareils, pi. T = Similar Simile, ag. f. Pareille, adj. f. T Similar Simili, pi. Pareilles, pi. T •• [Sincerity Sincerità, f. Sincérité, f. SIN— SME S L - Sincerely Sinceramente, av. Sincèrement, adv. L = Since Da dopo, av. Depuis, adv. L • Since Da che (dopo che), av. Depuis que, adv. L •• Simple Semplice, ag. m. f. Simple, adj. m. f. ( - Simple Semplici, pi. Simples, pi. ( = Sin Peccato, m. Péché, m. ( • Sins Peccati, pi. Péchés, pi. ( Sinew Nervo, m. Nerf, m. H- Sinews Nervi, pi. Nerfs, pi. H = Singer Cantore, m. Chanteur, m. H • Singers Cantori, pi. Chanteurs, pi. H ... Singer Cantatrice, f. Chanteuse, f. ! - Singer Cantatrice, f. Cantatrice, f. 1 = Singers Cantatrici, pi. Cantatrices, pî. 1 Singing Canto, m. Chant, m. 1 •• Singings Canti, pi. Chants, pi. o — Single Solo, ag. m. Seul, adj. m. o = Single Soli, pi. Seuls, pi. 0 . Single Sola, ag. f. Seule, adj. f. o .. Single Sole, pi. Seules, pL 1 - Single man Celibe, m. Célibataire, t 1 = Single woman Zitella, f. Fille, f. 1 . Single women Zitelle, pi. Filles, pi. Singular Singolare, ag. m. Singulier, adj. m. ) — Singular (the) Singolare (il), m. Singulier (le), m. ) = Singular Singolare, ag. f. Singulière, adj. f. Sinner Peccatore, m. Pécheur, m. Sir (mister) Signore, m. Monsieur, m. + — Sir Sire, m. Sire, m. + = Sister Sorella, f. Sœur, L + . Sisters Sorelle, pi. Sœurs, pi. + .. Sister in law Cognata, f. Belle-sœur, f. •"^ — Situation Situazione, f. Situation, L "^ = Size Statura, f. Taille, f. ^v. . Skilful Accorto, ag. m. Adroit, adj. ra. —, . . Skin Pelle, f. Peau, m. p - Skins Pelli, pi. Peaux, pi. p = Slave Schiavo, m. Esclave, m. p . Slaves Schiavi, pi. Esclaves, pi. p .. Slave Schiava, f. Esclave, f. V — Slaves Schiave, pi. Esclaves, pi. V = Slavery Schiavitù, f. Esclavage, f. v . Slave-trade Tratta di Mori, f. Traite des Nègres, f. V •• Sleep Sonno, m. Sommeil, m. 0 — Slip Scivolata, f. Glissade, f. 0 = Slow Lento, ag. m. Lent, adj. m. 0 . Slow Lenti, pi. Lents, pi. 0 .. Slow Lenta, ag. f. Lente, adj. f. / - Slow Lente, pi. Lentes, pi. / = Slowly Adagio, av. Lentement, adv. / • Small Piccolo, ag. m. Petit, adj. m. / •• Small Piccoli, pi. Petits, pi. A - Small Piccola, ag. f. Petite, adj. f. A = Small Piccole, pi. Petites, pi. A • Small-pox Vajuolo, m. Petite vérole, f. A •• Smell Odore, m.' Odeur, i. T — Smells Odori, pi. Odeurs, pi. T = Smelling Odorato, m. Odorat, m. T • Smelling-bottle Boccetta, f. Flacon, m. T •• Smelling-bottles 1 Boccette, pi. Flacons, pi. ss: 856 SMO— SOO L - Smoke Fumo, m. L = Snow Neve, f. L • Snuff Tabacco in polvere, m. Snuff-box Tabacchiera, f. Snuff-taker Tabacchista (tabaccoso), ( = Snuffers Smoccolatojo, m. [m. Snuffers-pan Piattino dello smoccola- So Cosi, av. [tojo, m. -1 - So be it Cosi sia, av. -1 = Sociable Sociabile, ag. m. f. H • Sociable Sociabili, pi. H .. Sociability- Sociabilità, f. 1 - Society Società, f. 1 = Societies Società, pi. 1 • Soft Morbido, ag. m. (molle) 1 • Soft Morbidi, pi. (molli) o — Soft Morbida, ag. f. (molle) o = Soft Morbide, pi. (molli) 0 . Softeness Morbidezza, f. 0 .. Softly Piano, av. 1 - Softly Bel bello, av. 1 = Soil Suolo, m. 1 . So it is Cosi è, av. Soldier Soldato, m. ) _ Soldiers Soldati, pi. ) = Solely Solamente, av. Solemn Solenne, ag. f. Solemnity Solennità, f. H So many Tanto, av. -f- = Some Uni (gli), pr. m. pi. + . Some Une(le), pr. f. pi. + .. Some Altri (gli), pr. m. pi. ^ — Some Altre (le), pr. f. pi. *»». = Some In (ne, del, della, dei, dei- ^. . Some Alcuni, ag. m. pi. [le),pr. ^-, .. Some Alcune, ag. f. pi. P - Some of it (of them) Ne, pr. P = Some body Alcuno, pi. m. P Some body Alcuni, pi. P •• Some body Qualcuno, pr. m. V Some body Qualcuna, pr. f. V = Something Qualche cosa, pr. ind. f. V . Something Alcune cose, pi. V .. Sometimes Qualche volta, av. 0 — Some way or other In qualche maniera, av. 0 = So much Tanto, av. 0 . So much Tanto, ag. m. 0 .. So many Tanti, pi. / - So much Tanta, ag. f. / = So many Tante, pi. / . So much the better Tanto meglio, av. / •• So much the worse Tanto peggio, av. A - Son Figliuolo, m. A = Sons Figliuoli, pi. A • Son in law Figliastro, m. A •• Son in law Genero, m. T - Soon Quanto prima, av. T = Soon Fra poco, av. T • Sooner Piuttosto, av. T •• Soot Fuligine, f. Fumée, f. Neige, f. Tabac en poudre, m. Tabatière, f . P riseur, m. Mouchettes, pi. Porte-mouchettes, m. Ainsi, adv. Ainsi soit-il, adv. Sociable, adj. m. f. Sociables, pi. Sociabilité, f. Société, f. Sociétés, pi. Mou, adj. m. (souple) Mous, pi. (souples) Molle, adj. f. (souple) Molles, pi. (souples) Mollesse, f. (souplesse) Tout bas, adv. Doucement, adv. Sol, m. C'est ainsi, adv. Soldat, m. Soldats, pi. Seulement, adv. Solennelle, adj. f. Solennité, f. Tant, adv. Uns (les), pr. m. pi. Unes (les), pr. f. pi. Autres (les), pr. m. pi. Autres (les), pr. f. pi. En (du, de la, des), pr. Quelques-uns, adj. m. pî. Quelques-unes, adj. f.pl. En, pr. Quelqu'un, pr. m. Quelques-uns, pt. Quelqu'un, pr. m. Quelqu'une, pr. f. Quelque chose, pr. ind. Quelques choses, pi. Quelquefois, adv. En quelque manière, adv. Tant, adv. Tant, adj. m. Tant, pi. Tant, adj. f. Tant, pi. Tant mieux, adv. Tant pis, adv. Fils, m. Fils, pi. Beau-fits (gendre), m. Gendre, m. Bientôt, adv. Bientôt, adv. Plutôt, adv. Suie, f. SOR— SPO 855 L - Sore Piaga, f. Plaie, f. L = Sore Doloroso, ag. m. Douloureux, adj. m. L • Sore throat Mal di gola, m. Mal de gorge, m. L •• Sorrow Cordoglio, m. Chagrin, m. ( - Sorrows Cordogli, pi. Chagrins, pi. ( = Sorrowful Mesto, ag. m. Triste, adj. m. ( • So that Di modo che, av. De sorte que, adv. ( •• Soul Anima, f. Ame, f. H - Souls Anime, pi. Ames, pi. H = Sound Suono, m. Son, m. H • Sounds Suoni, pi. Sons, pi. ^ .. Soup Minestra, f. Potage, m. 1 — Soups Minestre, pi. Potages, pi. 1 = Soup Zuppa, f. Soupe, f. 1 Soups Zuppe, pi. Soupes, pi. 1 •• South Sud, m. (mezzodì, m.) Sud, midi, m. o — Southern Meridionale, adj. f. Méridionale, adj. f. o = Southern Meridionali, pi. Méridionales, pL 0 . Southern Meridionale, ag. m. Méridional, adj. m. o .. Southern Meridionali, pi. Méridionaux, pi. 1 — South America America meridionale, f. Amérique méridionale, f. "I = Spain Spagna, f. Espagne, f. 1 . Spaniard Spagnuolo, m. Espagnol, m. 1 .. Spaniards Spagnuoli, pi. Espagnols, pi. ) — Spanish-woman Spagnuola, f. Espagnole, f. ) = Spanish-women Spagnuole, pi. Espagnoles, pi. ) Spanish language (the) Lingua spagnuola (la), f. Langue espagnole (la), f. ) -. Spark Scintilla, f. Étincelle, f. + — Sparks Scintille, pi. Étincelles, pi. 4- = Sparkling Splendido, ag. m. Étincelant, adj. m. + • Sparkling Splendidi, pi. Étincelants, pi. + .. Sparkling Splendida, ag. f. Étincelante, adj. f. "^ — Sparkling Splendide, pi. Étincelantes, pi. . = Sparrow Passero, m. Moineau, m. . Spear Lancia, f. Lance, f. •^. . . Spears Lancie, pi. Lances, pi. P - Species Specie, f. Espèce, f. P = Spectacles Occhiali, pi. m. Lunettes, pi. f. P • Speech Discorso, m. Discours, m. P •• Speechs Discorsi, pi. Discours, pi. V — Spice Aromato, m. Aromate, m. V = Spices Aromati, pi. Aromates, pi. V . Spi nage Spinaci, pi. Épinards, m. pi. v .. Spit Spiedo, m. Broche, f. / - Spit, spittle Saliva, f. Salive, f. / = Spleen Milza, f. Rate, f. / . Spleen Melanconia, f. Mélancolie, f. / .. Splendid Splendido, ag. m. Splendide, adj. m. 0 — Splendid Splendidi, pi. Splendid es, pi. 0 = Splendid Splendida, ag. f. Splendide, adj. f. 0 . Splendid Splendide, pi. Splendides, pi. 0 .. Splendour Splendore, m. Splendeur, f. A — Spokesman Oratore, m. Orateur, m. A = Spoon Cucchiajo, m. Cuiller, f. A • Spoons Cucchiaj, pi. Cuillers, pi. A •• Spoonful Cucchiaiata, f. Cuillerée, f. T- Sport Scherzo, m. Badinage, m. T = Sports Scherzi, pL Badinages, pL T • Sporting Caccia, f . Chasse, f. T -. Sportsman Cacciatore, m. Chasseur, m. Sportsmen Sportful Sportful Sportful Sportful Spot Spots Spot Spots Spring Spring Springs Spring Springs Spunge Spunges Spungy Spungy Spying-glass Spying-glasses Square Squares Square Square Square Square Square Stable Stables Stage Stage Stair-case Stair-cases Standard Star Stars Star Stars State States Statesman Statesmen Statue Statues Statute Statutes Stay Steamer (steam-boat) Steamers ^steam-boats ) Steam Steam-engine Steam-engines Steel Steep Steep Steep Steep Steeple Steebles Step SPG—STE Cacciatori, pi. Giocondo, ag. m. Giocondi, pi. Gioconda, ag. I. Gioconde, pi. Macchia, f. Macchie, pi. Luogo, m. Luoghi, pi. Primavera, f. Sorgente, f. Sorgenti, pì. Elasticità (molla), f. Elasticità (molle), pi. Spugna, f. Spugne, pi. Spugnoso, ag. m. Spugnosa, ag. f. Occhialino, m. Occhialini, pi. Piazza, f. Piazze, pi. Quadrato, ag. m, Quadrati, pi. Quadrata, ag. f. Quadrate, pi. Piazza, f. Scuderia, f. Scuderie, pi. Palco scenico, m. Teatro, m. Scala, f . Scale, pi. Stendardo, m. Stella, f. Stelle, pi. Astro, m. Astri, pi. Stato, m. Stati, pi. Uomo di stato m. Uomini di stato, pi. Statua, f. Statue, pi. Statuto, m. Statuti, pi. Soggiorno, m. Battello a vapore, m. Battelli a vapore, pi. Vapore, m. Macchina al vapore, f. Macchine al vapore, pi. Acciajo, m. Erto (scosceso), ag. m. Erti (scoscesi), pi. Erta (scoscesa), ag. f. Erte (scoscese), pi. Campanile, m. Campanili, pi. Passo, m. Chasseurs, pi. Enjoué, adj. m. Enjoués, pi. Enjouée, adj. f. Enjouées, pi. Tache, f. Taches, pi, Lieu, m. Lieux, pi. Printemps, m. Source, f. Sources, pi. Ressort, m. Ressorts, pi. Éponge, f. Éponges, pi. Spongieux, adj. m. Spongieuse, adj. f. Lorgnette, f. Lorgnettes, pi. Place, f. Places, pi. Carré, adj . m. Carrés, pi. ; Carrée, adj. f. Carrées, pi. Place, f. Écurie, f. Écuries, pi. Scène (théâtre), f. Théâtre, m. Escalier, m. Escaliers, pi. Étendard, m. Étoile, f. Étoiles, pi. Astre, m. Astres, pi. Éfat,m. États, pi. Homme d'état, m. Hommes d'état, pi. Statue, f. Statues, pi. Statut, m. Statuts, pi. Séjour, m. Bateau à vapeur, m. Bateaux à vapeur, pi. Vapeur, f. Machine à vapeur, f. Machines à vapeur, pi. Acier, m. Escarpé, adj. m. Escarpés, pi. Escarpée, adj. f. Escarpées, pi Clocher, m. Clochers, pi Pas, m. STE— STU É L - Steps Passi, pi. Pas, pi. L = Sterling Sterlina, ag. f. Sterling, adj. f. L . Stew Intingolo, m. Ragoût, m. L •• Stews Intingoli, pi. Ragoûts, pi. ( - Steward Maestro di casa, m. Maitre-d'hôtel, m„ ( = Stirrup (a) Staffa, f. Étrier, m. Stirrups Staffe, pi. f. Étriers, pi. ( -. Stink Puzzo, m. Puanteur, f. H - Stok Fondi, m. pi. Fonds, m. pi. H =é Stok Collo di cravata, m. Col-cravate, m. H • Stockholm Stocolm (e.) Stockholm (v.) H •• Stockbroker Agente di cambio, m. Agent de change, m. Stocks Fondi publici, m. pi. Fonds publics, m. pi | = Stocking (a) Calza, f. Bas, m. 1 Stockings Calze, pi. Bas, pi. 1 • • Stomach Stomaco, m. Estomac, m. o — Stone Pietra, f. Pierre, f. o = Stones Pietre, pi. Pierres, pi. o . Stony Pietroso, ag. m. Rocailleux, adj. m. 0 .. Store (store house) Magazeno, m. Magasin, m. "1 - Stores (store houses) Magazeni, pi. Magasins, pi. 1 = Storm Temporale, m. Orage, m. 1 . Storms Temporali, pi. Orages, pi. 1 Stormy Procelloso (burascoso), Orageux, adj. m. ) - Stormy Procellosi, pi. [ag. m. Orageux, pi. ) = Stormy Procellosa, ag. f. Orageuse, adj. f. ) . Stormy Procellose, pi. Orageuses, pi. ) .. Story Piano, m. Étage, m. -F - Stories Piani, pi. Étages, pi. + = Story Storia, f. Histoire, f. 4- . Stories Storie, pi. Histoires, pi. + •• Stove Stufa, f. Poêle, m. ^ — Stoves Stufe, pi. Poêles, pi. — = Strait (narrow) Stretto, ag. m. Étroit, adj. m. -v. . Strait (narrow) Stretti, pi. Étroits, pi. "->. .. Strait (narrow) Stretta, ag. f. Étroite, adj. f. p - Strait (narrow) Strette, pi. Étroites, pi. ? = Stratagem Strattagemma, m. Stratagème, m. p . Stratagems Strattagemmi, pi. Stratagèmes, pi. p .. òtraw Paglia, f. Paille, f. V - Straws Paglie, pi. Pailles, pi. V = Straw-bed Pagliericcio, m. Paillasse, f. v . Straw -beds Pagliericci, pi. Paillasses, pi. v .. Strawberry Fravola, f. Fraise, f. 0 — Strawberries Fravole, pi. Fraises, pi. 0 = Stream Ruscello, m. Ruisseau, m. 0 . Streams Ruscelli, pi. Ruisseaux, pi. 0 .. Stream (the) Corrente (il), m. Courant (le), m. / - Street Strada, f. Rue, f. / = Streets Strade, pi. Rues, pi. / . Strength Forza, f. Force, f. / .. Strengths Forze, pi. Forces, pi. A - String Cordone (cordoncino),m. Cordon, m. A = Strings Cordoni (cordoncini), pi. Cordons, pi. A . Strong Forte, ag. m. Fort, adj. m. A •• Strong Forti, pi. Forts, pi. T - Strong Forte, ag. f. Forte, adj. f. T = Strong Forti, pi. Fortes, pi. T . Strongly Con forza, av. Avec force, adv. T •• Study Studio, va- Étude, f. 859 860 - Studies = Studious . Studious . Studious - Studious = Stupid . Stupid . Stupid H — Stupid H = Stupidity -\ . Stupidly H .. Stvle ! — Subject I = Subjects J . Subjunctive? I . . Submission O — Subscriber O = Subscribers O . Subscription O . . Subscriptions ~] — Substantive "I == Substantives, pL 7 . Success "1 .. Succession ) — Successful ) = Successful ) . Succession ) .. Successive H Successive -f- = Successive -f . Successive + . . Successively *s — Successor >^ = Successors ^ . Sucb -«•* .. Such p — Suddenly p = Sunden P . Sudden P . . Sudden V — Sudden V = Sugar V . Sugar-bason V • • Sugar-basons 0 — Suit (of clothes) j0 == Suits (of clothes) 0 . Summer 0 .. Sun / — Sun-rise / = Sunset / . Sunset / .. Sunday A — Superfluity A = Superfluities A • Superiority A • • Superior T — Superior T = Superior ", Superior T .. I Superior STU— SUP Studj, pi. Studioso, ag. m. Studiosi, pi. Studiosa, ag. f. Studiose, ph Stupido, ag. m. Stupidi, pi. Stupida, ag. f. Stupide, pi. Stupidità (bestialità), f, Stupidamente ( bestial Stile, m. [mente), av Soggetto, m. Soggetti, pi. Suggiuntivo, m. Sommissione, f. Soscrittore, m. Soscriltori, pi. Sottoscrizione, f. Sottoscrizioni, pi. Sostantivo, m. Sostantivi, pi. Successo, m. Successione, f. Felice, ag. m. Felice, ag. f. Successione, f. Successivo, ag. m. Successivi, pi. Successiva, ag. f. Successive, pi. Successivamente, av. Successore, m. Successori, pi. Tale, pr. ind. m. f. Tali, pi. Subito (immantinente), fmproviso, ag. m. [av Improvisi, pi. Improvisa, ag. f. Improvise, pi. Zucchero, m. Zuccheriera, f. Zuccheriere, pi. Abbigliamento, m. Abbigliamenti, pi. Estate, f. Sole, m. Spuntar del sole, m. Tramontar del sole, m. Calar del sole, m. Domenica, f. Superfluità, f. Superfluità, pi. Superiorità, f. Superiore, ag. m. Superiori, pi. Superiore, ag. f. Superiori, pi. Superiore, m. Études, pi. Studieux, adj. m. Studieux, pi. Studieuse, adj. f. Studieuses, pi. Stupide, adj. m. Stupides, pi. Stupide, adj.f. Stupides, pi. Stupidité (bêtise), f. Stupidement (bêtement), Style, m. [adv. Sujet, m. Sujets, pi. Subjonctif, m. Soumission, f. Souscripteur, m. Souscripteurs, pL Souscription, f. Souscriptions, pi. Substantif, m. Substantifs, pi. Succès, m. Succession, f. Heureux, adj. m. Heureuse, adj. f. Succession, f. Successif, adj. m. Successifs, pi. Successive, adj. f. Successives, pi. Successivement, adv. Successeur, m. Successeurs, pi. [indéf. s. Tel, m., ( telle, f. ) pr. Tels, pi. ( telles, pi.), pr. Soudain, adv. [indéf. pi. Soudain, adj. m. Soudains, pi. Soudaine, adj. f. Soudaines, pi. Sucre, m. Sucrier, m. Sucriers, pi. Habillement, m. Habillements, pi. Été, m. Soleil, m. Lever du soleil, m. Coucher du soleil, m. Coucher du soleil, m. Dimanche, m. Superfluité, f. Superflui tés, pi. Supériorité, f. Supérieur, adj. m. Supérieurs, pi. Supérieure, adj. f. Supérieures, pi. Supérieur m. SUP— SYS L - Superiors Superiori, pi. L = Superlative Superlativo, adj. m. L • Superscription Soprascritta, f. L •• Superstition Superstizione, f. ( - Supposition Supposizione, f. ( = Supper Cena, f. ( • Sure Sicura, ag. f. ( .. Sure Sicure, pi. H - Sure Sicuro, ag. m. 4 = Sure Sicuri, pï. H • Surety Sicurezza, f. H •• Sureness Certezza, f. 1 - S uretiship Sicurtà, î. 1 = Surface Superficie, f. 1 • Surely Sicuramente, av 1 •• Surgeon Chirurgo, m. o — Surgeons Chirurghi, pi. o = Suspected Sospetto, ag. m. 0 . Suspected Sospetti, pi. o .. Suspected Sospetta, ag. f. "1 - Suspected Sospette, pi. 1 = Suspicion Sospetto, m. 1 . Suspicions Sospetti, pi. 1 - Suspicious Sospettoso, ag. m. ) - Suspicious Sospettosi, pi. ) = Suspicious Sospettosa, ag. f. ) . Suspicious Sospettose, pi. ) .. Swede Svedese, m. f. + — Sweden Svezia, f. 4- = Sweet meats Confettura, f. + -. Sweat Sudore, m. -f .. Sweet heart Amante, ag. m. ^s-. ' Sweet Dolce, ag. m. ^ = Sweet Dolci, pi. ^> . Sweet Dolce, ag. f. ^>. . . Sweet Dolci, pi. p - Sweetness Dolcezza, f. p = Sweetmeats Chicche (dolci), f. pi. p . Swimming Nuoto, m. p .. Swimmer Nuotatore, m. V - Swimmers Nuotatori, pi. V = Swiss Svizzero, m. V • Swiss (the) Svizzeri (gli), pi. V .. Swiss-woman Svizzera, f. 0 — Switzerland Svizzera (la), f. 0 = Swoon Svenimento, m. 0 . Sword Spada, f. 0 .. Swords Spade, pi. / - Syllable Sillaba, f. / = Syllables Sillabe, pi. / • Symmetry Simmetria, f. / •• Sympathy Simpatia, f. A - Sympathies Simpatie, pi. A = Synonymous Sinonimo, ag. m. A Synonymous Sinonimi, pi. A •• Syntax Sintassi, f. T - Synthesis Sintesi, f. T = System Sistema, m. T - Systems Sistemi, pi. T .. Systematical Sistematico, ag. m. 861 Supérieurs, pi. Superlatif, adj. ni. Adresse, h Superstition, f. Supposition, f. Souper, m. Sûre, adj. f. Sûres, pi. Sûr, adj. m. Sûrs, pi. Sûreté, f. Assurance, f. Cautionnement, m. Surface, f. Assurément, adv. Chirurgien, m. Chirurgiens, pi. Suspect, adj. m. Suspects, pi. Suspecte, adj. f. Suspectes, pi. Soupçon, m. Soupçons, pi. Soupçonneux, adj. m. Soupçonneux, pi. Soupçonneuse, adj. f. Soupçonneuses, pi. Suédois, m. Suédoise, f. Suède, f. Confiture (bonbons), f. Sueur, f. Amant, adj. m. Doux, adj. m. Doux, pi. Douce, adj. f. Douces, pi. Douceur, f. Confitures, f. pi- Nage, f. Nageur, m. Nageurs, pi. Suisse, m. Suisses (les), pi. Suisse, f. Suisse (la), f. Évanouissement, m. Épée, f. Ëpées, pi. Syllabe, f. Syllabes, pi. Symétrie, f. Sympathie, f. Sympathies, pi. Synonyme, adj. m. Synonymes, pi. Syntaxe,, f. Synthèse, f. Système, m. Systèmes, pi. Systématique, adj. m. 862 L — [Systematical L = Systematical L • 'Systematical L ..'Systematically SYS— TEN Sistematici, pi. Sistematica, ag. f. Sistematiche, pi. Sistematicamente, Systématiques, pi. Systématique, adj. f. Systématiques, pi. Systématiquement, adv. ( - Table Desco, m. Table (à manger), f. ( = Table Mensa, f. Table (préparée), f. ( . Tables Mense, pi. Tables (préparées), pi. ( .. Table Tavola, f. Table, f. H - Tables Tavole, pi. Tables, pi. H = Table-cloth Tovaglia, f. Nappe, f. H • Table-coths Tovaglie, pi. Nappes, pi. H .. Taffeta Taffettà, ni. Taffetas, m. 1 - Tail Coda, f. Queue, f. 1 = Tails Code, pi. Queues, pi. 1 . Tailor Sarto, m. Tailleur, m. 1 •• Tailors Sarti, pi. Tailleurs, pi. o — Tale Novella, f. Conte, m. o = Tales Novelle, pi. Contes, pi. o . Talent Ingegno, m. Talent, m. o .. Talents Ingegni, pi. Talents, pi. 1 - Tame Addomesticato, ag. m. Apprivoisé, adj. m. 1 = Tame Addomesticati, pi. Apprivoisés, pi. 1 . Tame Addomesticata, ag. f. Apprivoisée, adj. f. 1 .. Tame Addomesticate, pi. Apprivoisées, pi. ) - Tapestry Tappezzeria, f. Tapisserie, f. ) = Tapestries Tappezzerie, pi. Tapisseries, pi. ) . Taste Gusto, m. Goût, m. ) . Tastes Gusti, pi. Goûts, pi. 4- — Tawny Bruno, ag. m. Basané, adj. m. -f = Tea Tè, m. Thé, m. -f . Tea-cup Tazza da tè, f. Tasse à thé, f. + .. Tea-cups Tazze da tè, pi. Tasses à thé, pi. •^ — Tea-pot Vaso da tè, m. Théière, f. -"•s. = Tea-pots Vasi da tè, pi. Théières, pi. -^ . Tea-spoon Cucchiajo da tè, m. Cuiller à thé, f. ^ .. Tea-spoons Cucchi aj da tè, pi. Cuillers à thé, pi. p - Tear Lagrima, t. Larme, f. p = Tears Lagrime, pi. Larmes, pi. p . Teeth Denti, m. pi. Dents, f. pi. p .. Telegraph Telegrafo, m. Télégraphe, m. V — Telegraph ical Telegrafico, ag. m. Télégraphique, adj. m V = Telegraphical Telegrafica, ag. f. Télégraphique, adj. f. V • Telegraphical Telegrafiche, pi. Télégraphiques, pi. V •• Telescope Telescopio, m. Télescope, m. 0 — Tempest Tempesta (procella), f. Tempête, f. 0 = Tempests Tempeste (procelle), pi. Tempêtes, pi. 0 . Temple Tempio, m. Temple, m. 0 .. Temples Tempj,pl. Temples, pi. / ~ Temples Tempie, f. pi. Tempes, pi. / = Ten Dieci, m. Dix, m. / • Tendency Tendenza, f. Tendance, f. / •• Tender Tenero, ag. m. Tendre, adj. m. A - Tender Teneri, pi. Tendres, pi. A = Tender Tenera, ag. f. Tendre, adj. f. A • Tender Tenere, pi. Tendres, pi. TEN— THE 863 L -| Tenor Tenore, m. Ténor, m. L = Tenuity Tenuità, f. Ténuité, f. L • Term Termine, m. Terme, m. L •• Territory Territorio, m. Territoire, m. ( - Testator Testatore, m. Testateur, m. ( = Testimony Testimonianza, f. Témoignage, m. ( • Text Testo, m. Texte, m. ( •• Thames Tamigi (fiume), m. Tamise (fleuve), f. H- Than Di (che), parag. Que, conj. compar. H = Thanks Ringraziamenti, m. pi. Remerciments, m. pi. H • Thankful Riconoscente, ag. m. Reconnaissant, adj. m. H ."- Thankful Riconoscenti, pi. Reconnaissants, pi. 1 - Thankful Riconoscente, ag. f. Reconnaissante, adj. f. 1 = Thankful Riconoscenti, pi. Reconnaissantes, pi. 1 • Thankfully Con riconoscenza, av. Avec reconnaissance, ad. 1 ■• Thankfulness Riconoscenza, f. Reconnaissance, f. o — Thankless Ingrato, ag. m. Ingrat, adj. m. o = Thankless Ingrata, ag. f. Ingrate, adj. f. 0 . Thanksgiving Azzioni di grazie, f. pi. Actions de grâces, f. pi. o .. Tanks Grazie, f. pi. Grâces, f. pi. "1 - Thank you Grazie (vi ringrazio), av. Merci, adv. (je vous re- 1 = That Che, pr. relat. Qui, pron. relat. [mercie) 1 That Che, cong. Que, conj. 1 •• That Quello, pr. dem. m. Ce, cela, pron. dém. m. ) - That Quello, pr. dem. m. Cet, pron. dém. m. ) = That (or this) Questa, pr. dem. f. Cette, pron. dém. f. ) . That Quegli, pr. dem. m. Celui, pron. dém. m. ) •• That Quello, pr. dem. m. Celui-là, pron. dém. m. -j_ _ That Quella, pr. dem. f. Celle-là, pron. dém. f. 4- = That Affinchè, cong. Afin que, conj. + • That is understood Questo va da se, av. Cela va sans dire, adv. + .. That is to say Cioè, av. C'est-à-dire, adv. *^. — Thatch Stoppia, f. Chaume, m. *^ = Theatrical Teatrale, ag. m. Théâtral, adj. m. *-» Theatre Teatro, m. Théâtre, m. **». .. The Il, art. in. Le, art. déf. m. P - The I,pl. Les, pi. e = The Lo, art. m. Le, art. déf. m. ? The Gli, pi. Les, pi. ? .. The La, art. f. La, art. déf. f. v - The Le, pi. Les, pi. v - The day before yesterday L'altrojeri, m. Avant-hier, adv. V • The day after to morrow Dopo domani av. Après demain, adv. V •• Thee Te, pr. per. ac. Te, pr. per. acc. 0 — Thee Te, ti, acc. Te, toi, pr. acc. 0 = Thee Te, ti, acc. Toi, te, pr. acc. 0 . Their Le, pr. f. pi. Les, pr. f. pi. (leur) 0 .. Their La loro, pr. pos. f. Leur, pr. pos. f. 1 - Their Le loro, pi. Leurs, pi. / = Theirs Il loro, pr. pos. m. Leur, pr. pos. m. / . Theirs I loro, pi. Leurs, pi. / .. Theirs Loro (la), pr. f. s. La leur, pr. f. A - Theirs Loro (le), pr. f. pi. Les leurs, pr. f. pi. A = Theme Tema, m. Thème, m. A • There Costi, av. Là, adv. A •• There Quivi, av. Là, adv. T- There La, av. Là, adv. T = There Ci, av. e pr. Y, adv. et pron. T • Therefore Dunque (perciò), av. Donc(c'est pourquoi), ad. T .. (Therms Terme, f. pi. Thermes, m. pi. 864 THE— THO L - Thermometer Termometro, m. Thermomètre, m. L = The same Lo stesso, m. Le même, pi. L • These Questi, pr. dem. m. pi. Ces, pr. dém. m. pi. L .. These Queste, pr. dem. f. pi. Ces, pr. dém. f. pi. ( - These Cotesti, pr. dem. m. pi. Ceux, pr. dém. m. pi. ( = These Coleste, pr. dem. f. pi. Celles, pr. dém. f. pi. ( • These Questi qui, pr. d. m. pi. Ceux-ci, pr. dém. m. pi. ( .. These Queste qui, pr. d. f. pi. Celles-ci, pron. dém. f. p. H- These Cotesti, pr. dem. m. pi. Ceux-là, pr. dém. m. pi. -1 = These Coteste, pr. dem. f. pi. Celles-là, pr. dém. f. pi. H • Thesis Tesi, f. Thèse, f. H .- The superlative depree Il superlativo, m. Le superlatif, m. 1 - They Eglino, pr. m. pi. Ils, pr. m. pi. 1 - They Essi, pr. m. pi. Ils, pr. m. pi. I • They Elleno, pr. f. pi. Elles, pr. f. pi. 1 .. They, them Essi, loro, pr. m. pi. Eux, pr. m. pi. o — The moon shines Fa chiaro di luna, 1. Il fait clair de lune, 1. o = Them Li, pr. m. pi. (loro) Les, eux, pr. m. pi. 0 . Them Loro, pr. m. pi. Leur, pr. m. pi. 0 .. Themselves Loro stessi, m. pi. Eux-mêmes, m. pi. 1 - Themselves Esse stesse, pr. n. pi. Elles-mêmes, f. pi. 1 = Then Dunque, av. Donc, adv. "1 . Then Allora, av. Alors, adv. Thence Inseguito, av. Ensuite, adv. ) — Thenceforward D'allora in poi, av. Depuis lors, adv. ) = The next day L'indomani, av. Le lendemain, adv. The question È da sapersi se, av. C'est à savoir si, adv. They, them Esse, pron. f. pi. Elles, pron. f. pi. + — They are Sono Ce sont + = The whole Il tutto, av. Le tout + . Thief Ladro, m. Voleur, m. + .. Thieves Ladri, pi. Voleurs, pi. v^ _ Thigh Coscia, f. Cuisse, f. •^ = Thighs Coscie, pi. Cuisses, pi. •^ Thin Sottile, adj. m. Mince, adj. m. — .. Thine Tuo (il), pr. poss. m. s. Tien (le), pron. pos m. s. p - Thine Tua (la), pr. poss. f. s. Tienne (la), pron. pos. f. s. p = Thine Tuoi (i), pr. poss. m. pi. Tiens (les), pron. p. m. pi. p . Thine Tue (le), pr. poss. f. pi. Tiennes (les), pron. per. p .. Thing Cosa, f. Chose, f. [f. pi. V - Things Cose, pi. Choses, pi. V = This Cotesto, pr. dem. m. s. Celui-là, pr. dém. m. s. V • This Cotesta, pr. dem. f. s. Celle-là, pr. dém. f. s. V •• This Questo, pr. dem. m. s. Ce, ceci, pron. dém. m.s. 0 — This Questo, pr. dem. m. s. C\ pron. dém. m. s. 0 = This Questo, pr. dem. m. s. Cet, pron. dém. m. s. 0 • This Questa, pr. dem. f. s. Cette, pron. dém. f. s. 0 .. This Questo qui, pr. dem. m.s. Celui-ci, pron. dém. m. s. / - This Questa qui, pr. dem. f. s. Celle-ci, pron. dém. f. s. / = This evening Questa sera, av. Ce soir, adv. / • This night Questa notte, av. Cette nuit, adv. / •• This great while Da molto tempo, av. Depuis long-temps, adv. A - Thither La, quivi, av. Là, y, adv. A = Thitherto Fin là, av. Jusque là, adv. A • Thitherto Fino a, av. Jusqu'à, adv. A -. Thoroughly Affatto, av. Tout-à-fait, adv. T — Those Qelli,pron. dem. m. pi. Ceux, pron. dém. m. pi. T = Those Quelli la, pr. dem. m. pi. Ceux-là, pron. dém.m.pl. T • Those Quei, pr. dem. m. pi. Ceux-là, pron. dém. m. p. T •• Those Quelle, pr. dem. f. p. Celles-là, pron. dém. f. p. — Thou = Though • | Though .. I Though — iThought = Thoughts . Thousand .. I Thread Threads Threshold Thresholds Three times Throat Throats Throne Thrones Through Throughout Throughout Thunder Thunder-bolts Thunder Thunder-bolts Thursday Thy aunt Thy brother Thy brother in law Thy cousin Thy cousin Thy daugther Thy daughter in law Thy husband Thy father Thy grand father Thy grand mother Thy mother — Thy nephew =» Thy niece Thy sister Thy sister in law Thy son Thy son in law Thy uncle Thy wife Thy Thy Thy Thy Thyself Tiber Tide Tiger Tigress Till (until) Time Times Timorous Timorous Timorous - Timorous THO— TIM Tu, pr. pers. Quantunque, av» Sebbene, av. Benché, av. Pensiero, m. Pensieri, pi. Mille, m. Filo, m. Fili, pi. Soglia, m. Soglie, pi. Tre volte, av. Gola, f. Gole, pi. Trono, m» Troni, pi. A traverso, av. Pertutto, av. Durante tutto, av. Tuono, m. Tuoni, pi. Fulmine, m. Fulmini, pi. Giovedì, m. Tua zia, f. Tuo fratello, m„ Tuo cognato, m. Tuo cugino, m. Tua cugina, f. Tua figlia, f. Tua nuora, f. Tuo marito, m. Tuo padre, m. Tuo nonno, m. Tua nonna, f. Tua madre, f. Tuo nipote, m. Tua nipote, f. Tua sorella, f. Tua cognata, f. Tuo figlio, m. Tao genero, m. Tuo zio, m. Tua moglie, f. (il) tuo, pron. poss. m. (La) tua pron. poss. f. s. (I) tuoi, pr. pos. m. pi. (Le) tue, pr. pos. f. pi. Tu (te) stesso, pr. recip. Tevere, m. (fiume) Marea, f. Tigre, m. Tigre, f. Sino, (sino a che), av. Tempo, m. Tempi, pi. Timido, ag. m. Timidi, pi. Timida, ag. f. Timide, pi. 865 Tu, pron. pers. Quoique, adv. Quoique, adv. Quoique, adv. Pensée, f. Pensées, pi. Mille, m. Fil, m. Fils, pi. Seuil, m. Seuils, pi. Trois fois, adv. Gorge, f. Gorges, pî. Trône, m~ Trônes, pï. A travers, adv. Partout, adv. Pendant tout, adv. Tonnerre, m. Tonnerres, pi. Foudre, f. Foudres, pî. Jeudi, m. Ta tante, f. Ton frère, m. Ton beau-frère, m. Ton cousin, m. Ta cousine, f. Ta fille, f. Ta bru, f. Ton mari, m. Ton père, m. Ton grand-père, m. Ta grand'mère, f. Ta mère, f. Ton neveu, m Ta nièce, f. Ta sœur, f. Ta belle-sœur, f. Ton fils, m. Ton gendre, m. Ton oncle, m. Ta femme, f. Ton, pron. pos. m. s. Ta, pron. pos. f. s. Tes, pron. pos. pi. Tes, pron. pos. pi. Toi-même, pr. réfi. Tibre, m. (îieuve> Marée, f. Tigre, m. Tigresse, f. Jusqu'à (jusqu'à ce), adv. Temps, m. Temps, pi. Timide, adj. m. Timides, pi. Timide, adj. f. Timides, pi. TIT— TOM L —.Tithe Decima, f. Dîme, t L = Tithes Decime, pi. Dîmes, pi. L .Title Titolo, m. Titre, m. L ..| Titles Titoli, pi. Titres, pi.1 ( — ;To and fro Qua e la, su e giù, av. Par ci, par là, adv. ( = To (at) A, prep. A, prép. ( • robacco Tabacco, m. Tabac, m. ( •• To be on the alert Esser sul ehi viva, av. Être sur le qui vive, adv. H- To day Oggi, av. Aujourd'hui, adv. H = To day week Oggi ad otto, av. D'aujourd'hui en huit,adv H • To dine in town Pranzar fuori di casa, av. Diner en ville, adv. H •• Together Insieme, av. Ensemble, adv. 1 - To her A lei, dat. s. f. A elle, dat. s. f. 1 = To her Le, ne, pr. dat f. s. Lui en, à elle, dat. f. I • To her Le, a lei, dat. f. s. A elle, dat. f. s. 1 •• To him A lui, pr. dat. m. s. A lui, dat. m. s. o — To him Gli, pr. m. s. A lui, lui, dat. m. s. o = Toit A lui, gli, pr. neut. A lui, dat. pr. imp. n. 0 . To it (to them) A lei, pr. rei. (a loro) A elle, à elles, pr. rei. o .. To his Al suo, pr. p. m. A son, pr. p. m. 1 - To his Ai suoi, pi. A ses, pi. 1 = To his Alla sua, pr. pos. f. A sa, pr- pos. f. 1 . To his Alle sue, pi. A ses, pi. n .. To his majesty A sua maestà, f. A sa majesté, f. ) - To his holiness A sua santità, f. A sa sainteté, f. ) = To his highness A sua altezza, f. A son altesse, f. ) . To his excellency A sua eccellenza, L A son excellence, f. A sa tante, f. ) •• To his aunt A sua zia, $. 4- — To his brother A suo fratello, m. A son frère, m. + = To his brother in law A suo cognato, m. A son beau-frère, m. + . To his cousin A suo cugino, m. A son cousin, m. + .. To his cousin A sua cugina, f. A sa cousine, f. ">* — To his daughter A sua figlia, f. A sa fille, f. -*». == To his daughter in law A sua nuora, f. A sa bru, f. ^. To his husband A suo marito, m. A son mari, f. ^ . . To his father A suo padre, m. A son père, m. ? - To his grand father A suo nonno, m. A son grand-père, m. 9 = To his grand mother A sua nonna, f. A sa grand'mère, f. 0 To his mother A sua madre, f. A sa mère, f. ? .. To his nephew A suo nipote, m. A son neveu, m. V — To his niece A sua nipote, f. A sa nièce, f. V = To his sister A sua sorella, f. A sa sœur, f. V • To his sister in law A sua cognata, f. A sa belle-sœur, f. V •• To his son A suo tiglio, m. A son fils, m. 0 — To his son in law A suo genero, m. A son gendre, m. 0 = To his uncle A suo zio, m. A son oncle, m. 0 . To his wife A sua moglie, f. A sa femme, f. 0 .. To my Al mio, pr. p. m. A mon, pr. p. m. / - To my Ai miei, pi. A mes, pi. / = To my Alla mia, pr. p. f. A ma, pr. p. f. / . To my Alle mie, pi. A mes, pi. / •• To my aunt A mia zia, f. A ma tante, f. A — To my brother A mio fratello, m. A mon frère, m. A = To my brother in law A mio cognato, m. A mon beau-frère, m. A • To my cousin A mio cugino, m. A mon cousin, m. A -•• To my cousin A mia cugina, f. A ma cousine, f. T- To my daughter A mia figlia, f. A ma fille, f. T - To my daughter in law A mia nuora, f. A ma bru, f. T • To my husband [A mio marito, m. 'A mio padre, m. A mon mari, m. T •• To my lather A mon père, m. TOM— TOY 86 L - To my grand father A mio nonno, m. A mon grand-père, m. L = To my grand mother A mia nonna, f. A ma grand'mère, f. L • To my mother A mia madre, f. A ma mère, f. L -. To my nephew A mio nipote, m. A mon neveu, m. ( - To my niece A mia nipote, f. A ma nièce, f. . True ) ..JTrue H jTrue -f = Truly -f- . Trumpet + .. Trumpets Trumpeter Trumpeters Trunk Trunks p —{Trunk (of an elephant) P = ! Trunks (of elephant) p . j Trust p .. | Trusts V — Trusty V = Trusty V . Trustee V .. Trustees 0 — Trustily 0 = Truth 0 . Truths 0 .. Tuesday / ~ Tumble / = Tumult / • Tun / -. Tuns A — Turin A = Turk A • Turks A •• Turkey ~\- Turkey T = Turkey T • Turkish language (the) T •• Turning TRI— TUR Triniti, f. Trionfo, m. Trionfi, pi. [fo, av Trionfalmente, in trion- Trionfale, ag, m. Trionfali, pi. Trionfale, ag. f. Trionfali, pi. Truppa, f. Truppe, pL Cavaliere (t. mil.), m. Cavalieri, pi. Trofeo, m. Onori, pi. Tropici, m. pi, Pena, f. Pene, pi. Penoso, ag. m. Penosi, pi. Penosa, ag. f. Penose, pi. Sincero, ag. m. Sinceri, pi. Sincera, ag. f. Sincere, pi. Vero, ag. m. Veri, pi. Vera, ag. f. Vere, pi. Davvero, av. Tromba, f. Trombe, pi. Trombetta, f. Trombette, pi. Baule, m. Bauli, pi. Proboscide, f. Proboscidi, pi. Credito, m. Crediti, f. Fedele, ag. m. f. Fedeli, pi. Amministratore, m. Amministratori, pi. Fedelmente, av. Verità, f. Verità, pi. Martedì, m. Capitombolo, m. Tumulto, m. Botte, f. Botti, pi. Torino (e.) Turco, m. Turchi, pi. Turchia, f. Gallinaccio, m. Gallinacci, pi. Lingua turca (la), f. Giro, m. Trinité, f. Triomphe, m» Triomphes, pi. En triomphe, adv. Triomphal, adj. m. Triomphaux, pi. Triomphale, adj. f. Triomphales, pi. Troupe, f. Troupes, pi. Cavalier, m. Cavaliers, pi. Trophée, m. Honneurs, pi. m. Tropiques, m. pi. Peine, f. Peines, pi. Fatigant, adj. m. Fatigants, pi. Fatigante, adj. f. Fatigantes, pi. Sincère, adj. m. Sincères, pi. Sincère, adj. f. Sincères, pi. Vrai, adj. m. Vrais, pi. Vraie, adj. f. Vraies, pi. Vraiment, adv. Trompette, f. Trompettes, pi. Trompette, m. Trompettes, pi. Malle, f. Malles, pi. Trompe d'éléphant, f. Trompes d'éléphant, pi Crédit, m. Crédits, pi. Fidèle, adj. m. f. Fidèles, pi. Administrateur, m. Administrateurs, pi. Fidèlement, adv. Vérité, f. Vérités, pL Mardi, m. Culbute, f. Tumulte, m. Tonneau, m. Tonneaux, pL Turin (v.) Turc, m. Turcs, pi. Turquie, f. Dindon, m. Dindons, pi. Langue turque (la), f. Tour, m. L - L = L • L •• Twice Tyrannical Tyrannically Tyranny TWI— TJNW Due volte, av. Tirannico, ag. m. Tirannicamente, av. Tirannia, f. u 871 Deux fois, adv. Tyrannique, adj. m. Tyranniquement, adv. Tyrannie, f. ( - ugiy ( = Ugly ( . ugly ( .. ugly H- Umbrella H- Umbrellas H • Unanimity H .. Unawares 1 - Unawares 1 = Uncle 1 Uneasy 1 •• Uneasy o — Uneasiness o = Uneasiness o . Under o .. Under "Ì - Underneath 1 = Undertaking 1 . Undividable "1 .. Undoubted ) - Undoubtedly ) = Unfaithful ) Unfaithful ) .. Unfaithfully + — Ungrateful + = Ungrateful + . Ungrateful + .. Ungratefulness ^. — Union ^. = United . United *-s . . United p — United p = United-states p . Universe p .. University V — Universities V = Unjust V . Unknown v .. Unknown 0 — Unknown 0 = Unknown 0 . Unlawful 0 .. Unless / ~ Unpolite / = Unpolite / • Unpolite / •• Unpolite A — Unpoliteness A = Unnecessarily A . Unworthy A- Unworthy [doubt) (without Brutto, ag. m. Brutti, pi. Brutta, ag. f. Brutte, pi. Ombrella, f. Ombrelle, pi. Unanimità, f. All' improvviso, av. Inavvedutamente, av. Zio, m. Tormentoso, ag. m. Incomodo, ag. m. Affanno, m. Affanni, pi. Sotto, av. Disotto, av. Abbasso, av. Intrapresa, f. Indivisibile, ag. m. Indubitato, ag. m. Senza dubbio, av. Infedele, ag. m f. Infedeli, pi. Infedelmente, av. Ingrato, ag. m. Ingrati, pi. Ingrata, ag. f. Ingratitudine, f. Unione, f. Unito, ag. m. Uniti, pi. Unita, ag. f. Unite, pi. Stati uniti, pi. m. Universo, m. Università, f. Université, pi. Ingiusto, ag. m. Incognito, ag. m. Incogniti, pi. Incognita, ag. f. Incognite, pi. Illecito, ag. m. Ameno, cong. Incivile, ag. m. Incivili, pi. Incivile, ag. f. Incivili, pi. Inciviltà, f. Senza veruna necessita, Indegno, ag. m. [av. Indegni, pi. Laid, adj. m. Laids, pi. Laide, adj. f. Laides, pi. Parapluie, m. Parapluies, pi. Unanimité, f. A l'improviste, adv. Inconsidérément, adv. Oncle, m. Mal à l'aise, adj. m. Incommode, adj. m. Inquiétude, f. Inquiétudes, pi. Sous, adv. Dessous, adv. Au-dessous, adv. Entreprise, f. Indivisible, adj. m. Indubitable, adj. m. Sans doute, adv. Infidèle, adj . m. f. Infidèles, pi. Infidèlement, adv. ingrat, adj. m. Ingrats, pi. Ingrate, adj. f. Ingratitude, f. Union, f. Uni, adj. m. Unis, pi. Unie, adj. f. Unies, pi. États-Unis, pi. Univers, m. Université, f. Universités, pi. injuste, adj. m. Inconnu, adj. m. Inconnus, pi. Inconnue, adj. f. Inconnues, pi. Illicite, adj. m. A moins, conj. Impoli, adj. m. Impolis, pi. Impolie, adj. f. Impolies, pi. Impolitesse, f. Sans aucune nécessité, Indigne, adj. m. [adv. Indignes, pi. 872 UNW— UTI L - Unworthy Indegna, ag. f. Indigne, adj. f L - Unworthy Indegne, pi. Indignes, pi. L • Unworthily Indegnamente, av. Indignement, adv. L •• Up In alto, av. En haut, adv. ( - Up In piedi, av. De bout, adv. ( = Upholsterer Tapezziere, m. Tapissier, m. ( • Upholsterers Tapezzieri, pi. Tapissiers, pi. ( .. Upon, on Su, sopra, av. prep. Sur, adv. prép. H - Upon Sopra, av. prep. Dessus, adv. prép. H = Upon the (on the) Sul, prep. Sur le, prép. m. H • Upon the (on the) Sulla, prep. f. s. Sur la, prép. f. s. H .- Upon the (on the) Sullo, prep. m. s. Sur le, prép. m. s. 1 - Upon the (on the) Sugli, prep. m. pi. Sur les, prép. m. pi. 1 = Upon the (on the) Sui, prep. m. pi. Sur les, prép. m. pi. 1 • Upon the (on the) Sulle, prep. f. pi. Sur les, prép. f. pi. 1 .. Upper Superiore, adj. m. Supérieur, adj. m. o — Upside-down Sotto sopra, av. Sens dessus dessous, adv. o = Upwards In su, av. En haut, adv. 0 . Urging Pressante, ag. m. Pressant, adj. m. o .. Urging Pressanti, pi. Pressants, pi. 1 - Urging Premuroso, ag. m. Pressant, adj. m. 1 = Urging Premurosi, pi. Pressants, pi. 1 . Urging Premurosa, ag. f. Pressante, adj.f. 1 .. Urging Premurose, pi. Pressantes, pi. ) - Us Ci, o noi, pr. acc. pi. Nous, pron. acc. pi. ) = Us Noi ci, o ce, pr. pi. Nous nous, pr. pers. pi. ) . Us Ce, pr. pers. Nous, pron. acc. pi. ) .. Us Noi, pr. pers. ac. nom. Nous, pr. acc. nom. + — Us some of it Ce ne, pron. s. Nous en, pr. s. + = Us some of them Ce ne, pron. pi. Nous en, pr. pi. -4- . Use Uso, m. Usage, m. + .. Uses Usi, pi. Usages, pi. — — Use Abitudine, f. Habitude, f. -v. = Uses Abitudini, pi. Habitudes, pi. ^ Use Utilità, f. Utilité, f. ^ .. Uses Utilità, pi. Utilités, pi. p - Used Solito, ag. m. Habitué, adj. m. p = Used Soliti, pi. Habitués, adj. pi. p . Used Solita, ag. f. Habituée, adj. f. p .. Used Solite, pi. Habituées, pi. V - Useful Utile, ag. m. f. Utile, adj. m. f. V = Useful Utili, pi. Utiles, pi. v . Usefully Utilmente, av. Utilement, adv. v .. Usefulness Utilità, f. Utilité, f. 0 — Useless Inutile, ag. m. f. Inutile, adj. m. f. 0 = Useless Inutili, pi. Inutiles, pi. 0 . Uselessly Inutilmente, av. Inutilement, adv. 0 .. Uselessness Inutilità, f. Inutilité, f. 1 - Usual Solito, ag. m. Ordinaire, adj. m. / = Usual Soliti, pi. Ordinaires, pi. 1 . Usual Solita, ag. f. Ordinaire, adj. f. 1 V Usual Solite, pi. Ordinaires, pi. A - Usually Comunemente, av. Ordinairement ( d'ordi- A = Usurpation Usurpazione, f. Usurpation,f. [naire),ad. A • Usury Usura, f Usure, f. A •• Utility Utilità, f. Utilité, f. VAI— VER 873 L - Vail Velo, m. Voile, m. L = Vale Valletta, f. Vallon, m. L • Vales Vallette, pi. Vallons, pi. L .. Valet Cameriere, m. Valet de chambre, m. ( - Valets Camerieri, pi. Valets de chambre, pi. ( = Valley Valle, f. Vallee, f. ( • Valleys Valli, pi. Vallées, pi. ( .. Vapour Vapore, m. Vapeur, f. H - Variable Variabile, ag. m. Variable, adj. m. M = Variety Varietà, f. Variété, f. H • Varnish Vernice, f. Vernis, pi. H •• Vegetable Legume, m. Légume, m. 1 - Vegetables Legumi, pi. Légumes, pi. 1 = Vegetation Vegetazione, f. Végétation, f. 1 • VeiD Vena, f. Veine, f. 1 •• Veins Vene, pi. Veines, pi. o — Venerable Venerabile, ag. m. Vénérable, adj. m o = Veneration Venerazione, f. Vénération, f. o . Venice Venezia (e) Venise (v.) o .. Verb Verbo, m. Verbe, m. 1 - Verbs Verbi, pi. Verbes, pi. 1 = Verdict Sentenza, f. Sentence, f. 1 . Verdicts Sentenze, pi. Sentence, pi. 1 .. Verdure Verdura, f. Verdure, f. ) - Verdures Verdure, pi. Verdures, pi. ) = Verity Verità, f. Vérité, f. ) . Verse Verso, m. Vers, m. ) .. Verses Versi, pi. Vers, pi. + - Very lssimo, a, issimi, me, sup. Très, adv. superi. 4- = Very bad Cattivissimo, superi, m. Très-mauvais, sup. m. + . Very bad Cattivissimi, pi. Très-mauvais, pi. + .. Very bad Cattivissima, sup. f. Très-mauvaise, sup. f. *-N. Very bad Cattivissime, pi. Très-mauvaises, pi. ~>» = Very beloved Carissimo, superi, m. Très-cher, m. — . Very beloved Carissimi, pi. Très-chers, pi. *>. .. Very beloved Carissima, sup. f. Très-chère, sup. f. p - Very beloved Carissime, pi. Très-chères, pi. p = Very good Buonissimo, superi, m. Très-bon, superi, m. p . Very good Buonissimi, pi. Très-bons, pi. p .. Very good Buonissima, sup. f. Très-bonne, superi, f. V - Very good Buonissime, pi. Très-bonnes, pi. V = Very much Fortemente, av. Beaucoup, adv. V . Very well Benissimo, av. Très-bien, adv. v .. Very obedient Obbedientissimo, sup.m. Très-obéissant, s. m. 0 — Very obedient Obbedientissìma, sup. pi. Très-obéissante, s. f. 0 = Very fine Bellissima, ag. f. Très-belle, adj. f. 0 . Very fine Bellissimo, ag. m. Très-beau, adj. m. 0 .. Very fine Bellissimi, pi. Très-beaux, pi. 1 ~ Very graceful Graziosissimo, ag. m. Très-gracieux, adj. m. 1 = Very greceful Graziosissima, ag. f. Très-gracieuse, adj. f. / Very devoted Devotissimo, ag. m. Très-dévoué, adj. m. / •• Very devoted Devotissima, ag. f. Très-dévouée, adj. f. A - Very devoted servant Devotissimo servo, a. m. Très-dévoué serviteur, a. A = Very devoted servant Devotissima serva, ag. f. Très-dévouée servante, f. A • Very obedient servant I Obbedientissimo servo,a. [Obbedientissima serva, f. Très-obéissant serviteur A •• Very obedient servant Très-obéissante servante VER— WAG L - Very beloved friend Carissimo amico, m. Très-cher ami, m. L = Very beloved friend Carissima amica, f. Très-chère amie, f. L • Very handsome Leggiadro, ag. m. Très-joli, adj. m. L •• Very handsome Leggiadra, ag. f. Très-jolie, adv. f. ( - Vexation Dispetto, m. Dépit, m. ( = Vexations Dispetti, pi. Dépits, pi. ( • Vice Vizio, m. Vice, m. C .. Vices Vizj, pi. Vices, pi. 4 - Vice Vite, f. Vis, f. H = Vices Viti, pi. Vis, pi. 4 . Vice- versa Vice versa, av. Vice versa, adv. 4 .. Victuals Provisione, f. Provision, f. 1 - Vcituals Provisioni, pi. Provisions, pi. I = Vienna Vienne (e.) Vienne (v.) 1 • Village Villaggio, m. Village, m. 1 • • Villages Villaggi, pi. Villages, pi. o — Vine Vite, f. (ceppo di vigna) Vigne, f. (cep de vigne;. o = Vines Viti, pi. Vignes, pi. 0 . Vineyard Vigna, f. Vigne, f. vignoble, m. 0 .. Vineyards Vigne, pi. Vignes, pi. vignobles, pi. 1 - Vinegar Aceto, m. Vinaigre, m. 1 = Vintage Vendemmia, f. s. Vendanges, f. pi. 1 . Violation Violazione, f. Violation, f. 1 .. Violent Violento, ag. m. Violent, adj. m. ) - Violet Viola, f. Violette, f. ) = Violets Viole, pi. Violettes, pi. ) . Virtue Virtù, f. Vertu, f. ) .. Virtues Virtù, pi. Vertus, pi. -\ — Virtuous Virtuoso, ag. m. Vertueux, adj. m. + = Virtuous Virtuosi, pi. Vertueux, pi. + . Virtuous Virtuosa, ag. f. Vertueuse, adj. f. -f .. Virtuous^ Virtuose, pi. Vertueuses, pi. — Virtuoso Virtuoso, m. Virtuose, m. v. = Visit Visita, f. Visite, f. *-*, . Visits Visite, f. Visites, pi. ^ .. Visiting In visita, av. En visite, adv. p - Victim Vittima, f. Victime, f. p = Victims Vittime, pi. Victimes, pi. p . Vocal Vocale, ag. m. Vocal, adj. m. p .. Vocal Vocali, pi. Vocaux, pi. V - Vocal Vocale, ag. f. Vocale, adj. f. V = Vogue Voga, f. Vogue, f. V . Voice Voce, f. Voix, f. V •• Voices Voci, pi. Voix, pi. 0 — Volume Volume, m. Volume, m. 0 = Volumes Volumi, pi. Volumes, pi. 0 . Vote Suffragio (voto), m. Voix, f. (vote, m.) 0 .. Votes Suffragi (voti), pi. Voix (votes), pi. / - Vow Voto, m. Vœu, m. / = Vows Voti, pi. Vœux, pi. / • Vowel Vocale, f. Voyelle, f. / •• Vowels Vocali, pi. Voyelles, pi. A — Vulture Avvoltojo, m. Vautour, m. A =? Wager Scommessa, f. Gageure, f. A • Wagers Scomesse, pi. Gageures, pi. A •• Waggery Scherzo, m. Badinage malin, m. T - Waggon Carro, m. Chariot, m. T = Waggons Carri, pi. Chariots, pi. T • Waggoner Carrettiere, m. Charretier, m. T •• Waggoners Carrettieri, pi. Charretiers, pi. WAL— WEA. S L - Walk Passeggiata, f. Promenade, f. L = Walks Passeggiate, pi. Promenades, pi. L • Wall Muro, m. Mur, m. (muraille, f.) L •• Walls Muri, pi. Murs (murailles), pi. ( - Wall-flower Carolano, m. Giroflée, f. ( = Wall-flowers Garofani, pi. Giroflées, pi. ( • Want Bisogno, m. Besoin, m. ( •• Wants Bisogni, pi. Besoins, pi. H- Wandering Errante (vagante), ag.m. Errant, adj. m. H = Wandering Erranti (vaganti), pi. Errants, pi. H • Wandering Errante (vagante), ag. f. Errante, adj. f. H •• Wandering Erranti (vaganti), pi. Errantes, pi. 1 — War Guerra, f. Guerre, f. 1 = Wars Guerre, pi. Guerres, pi. 1 . Warrior Guerriero, m. Guerrier, m. 1 •• Warriors Guerrieri, pi. Guerriers, pi. o — Wardrobe Guardaroba, f. Garde-meuble, m. o = Warm Caldo, ag. m. Chaud, adj. m. 0 . Warm Caldi, pi. Chauds, pi. o .. Warm Calda, ag. f. Chaude, adj. f. 1 - Warm Calde, pi. Chaudes, pi. 1 = Warmly Caldamente, av. Chaudement, adv. 1 . Warming-pan Scaldaletto, m. Bassinoire, f. 1 .. Warming-pans Scaldaletti, pi. Bassinoires, pi. ) - Warsaw Varsovia (e.) Varsovie (v.) ) = Was Era Etait ) . Watherwoman Lavandaja, f Blanchisseuse, f. ) •• Watherwomen Lavandaje, pi. Blanchisseuses, pL + — Washing Imbiancatura, f. Blanchissage, m. + = Washings Imbiancature, pi. Blanchissages, pi. + . Washington Yasington (e.) Washington (v.) -4- .. Wasp Vespa, f. Guêpe, f. •^ — Watch Oriuolo, m. Montre, f. ^-s == Watches Oriuoli, pi. Montres, pi. ^ . Watchmaker Orlogiajo, m. Horloger, m. ^ .. Watchmakers Orlogiaj, pi. Horlogers, pi. p - Watched Sorvegliato, ag. m. Surveillé, adj. m. p = Wachtman Guardia di notte, f. Garde de nuit, f. p . Wacthmen Guardie di notte, pi. Gardes de nuit, pi» p .. Water Acqua, f. Eau, f. V - Waters Acque, pk Eaux, pi. V = Wave Onda, f. Onde, f. V . Waves Onde, pi. Ondes, pi. V •• Wax Cera, f. Cire, f. 0 — Wax-light Candela di cera, f. Bougie, f. 0 = Wax-lights Candele di cera, pi. Bougies, pi. 0 . Way Via, f. Chemin, m. 0 .. Ways Vie, pi. Chemins, pi. / ~ Way Modo, m. Moyen, m. / = Ways Modi, pi. Moyens, pi. / • We Noi, pr. pers. Nous, pron. pers. / •• Weakening Indebolimento, m. Affaiblissement, m. A — Weak Debole, ag. m. Faible, adj. m. A = Weak Deboli, pi. Faibles, pi. A Weak Debole, ag. f. Faible, adj. f. A .. Weak Deboli, pi. Faibles, pi. T- Weakness Debolezza, f. Faiblesse, f. T = Weaknessess Debolezze, pi. Faiblesses, pi. T • Wearinoss Noja, f. Ennui, m. T •• Weariness Stanchezza, f. Fatigue, f. 876 WEA— WHO L - Weary Fatigato (annojato), m Fatigué, adj. m. L = Weather Tempo, m. Temps, m. L • Wedding Nozze, pi. f. Noce, f. L •• Wedge Conio, m. Coin, m. ( - Wednesday Mercoledì, m. Mercredi, m. ( = Week Settimana, f. Semaine, f. ( • Weeks Settimane, pi. Semaines, pi. ( •• Weight Peso, m. Poids, m. H- Welcome Ben venuto, ag. m. Bien venu, adj. m. -1 = Welcome Ben venuta, ag. f. Bien venue, adj. f. H • Well Bene, av. Bien, adv. H .. Well Ebbene, interj. Eh bien! interj. 1 - Well A meraviglia, av. A merveille, adv. 1 = Well Pozzo, m. Puits, m. Wells Pozzi, pi. Puits, pi. 1 •• West Ouest (occidente), m. Ouest (occident), m. o — West Occidente (ouest), m. Occident, m. o = What Ciò che, pr. rei. Ce qui, pron. rei. o . What Quello che, pr. rei. Ce que, pron. rei. o .. What Che, pr. inter. Quoi, pron. inter. ~\ — What Quale, pr. inter, m. Quel, pron. inter, m. "1 = What Quale, pr. inter, f. Quelle, pron. inter, f. What do you blame Che trovate a dire, 1. Que trouvez-vous à dire, What o'clock is it Che ora è, 1. Qu'elle heure est-il? l.[ 1. ) — What is the matter Che v'é ? av. Qu'y a-t-il ? adv. ) = What's your pleasure Come comandate? av. Plait-il?adv. Wheat Frumento, m. Froment, m. What is the use of that A che giova, av. A quoi bon, adv. -1- — What is the use of that A che serve ciò, av. A quoi sert cela, adv. + = What is to be said of Che dire di ? av. Que dire de? adv. + . What is to be done with Chetare di? av. Que faire de? adv. + .. What is to be trought of Che pensare di ? av. Que penser de? adv. ^ — Whatever Tutto ciò che, av. Tout ce que (tout ce qui), *-*. = Whatsoever Perquante... av. Quelque... adv. [adv. . Wheel Ruota, f. Roue, f. *-» .. Wheels Ruote, pi. Roues, pi. p - When Quando, av. Quand (lorsque), adv. p = Whence D'onde, av. D'où, adv. p . Where Dove, av. Où, adv. p .. Where Ove, av. Où, adv. V - Which (whom) Che (il quale), pr. rei. Qui (lequel), pron. rei. V = Which (whom) Che (i quali), pr. rei. Qui (lesquels) pron. rei. V . Which (whom) Chi (la quale), pr. rei. Que (laquelle), pron. rei V .. Which (whom) Chi (le quali), pi. Que (lesquelles), pi. 0 — While Mentre che, cong. Pendant que, conj. 0 = While Tempo, m. Temps, m. 0 Whip Sferza, f. Fouet, m. 0 .. Whips Sferze, pi. Fouets, pi. 1 ~ Whip Frusta, f. Fouet, m. / = Whips Fruste, pi. Fouets, pi. / • Wirlwind Turbine, m. Tourbillon, m. / -. Wirl winds Turbini, pi. Tourbillons, pi. A - While Bianco, m. Blanc, m. A = White Bianco, ag. m. Blanc, adj. m. A • White Bianchi, pi. Blancs, pi. A • White Bianca, ag. f. Blanche, adj. f. T — White Bianche, pi. Blanches, pi. T = Who Che ? pr. rei. Que, pron. rei. T Who (what, whith) Chi?pr. interrog. Qui ? pron. rei. et int. T •• Who (whom) Chi, pr. rei. Qui (que), pron. rei. WHO— WIS 877 L - Whoever Qualsisia, pr. indef. i Quiconque, pron. indéf. L = Whole- Totale (tutto intiero), ag. Tout, entier, adj. m. L • Whom (which, that) Che (a chi), pr. rei. Que (à qui), pron. rei. L • Whose book is this Di chi è questo libro, av. A qui est ce livre? adv. ( - Whose (of which) Di cui, pr. rei. Dont, de qui, pron. rei. ( = Wicked Cattivo, ag. m. Méchant, adj. m. ( • Wicked Cattivi, pi. Méchants, pi. ( •• Wicked Cattiva, ag. f. Méchante, adj. f. H - Wicked Cattive, pi. Méchantes, pi. H = Wicked (the) Cattivi (i), m. pi. Méchants (les), m. pî. H • Widow Vedova, f. Veuve, f. H .. Widows Vedove, pi. Veuves, pi. 1 - Widower Vedovo, m. Veuf, m. 1 = Widowers Vedovi, pi. Veufs, pi. 1 - Widowhood Vedvanza, f. Veuvage, m. 1 .. Wife Consorte, f. Épouse, f. o — Wifes Consorti, pi. Épouses, pi. 0 = Wife Moglie, f. Femme, f. o . Wifes Mogli, pi. Femmes, pi. o .. Wig Perrucca, f. Perruque, f. 1 - Wigs Perrucche, pi. Perruques, pi. 1 = Wlgmaker Perruccbiere, m. Perruquier, m. 1 . Wigmakers Perrucchieri, pi. Perruquiers, pi. Wild Selvaggio (feroce), ag. m. Sauvage (farouche), ad.m. Wild Selvaggi (feroci), pi. Sauvages (farouches), pi. ) == Wild Selvaggia (feroce), ag. f. Sauvage (farouche), adj. f. Wild Selvagge (feroci)^!. Sauvages (farouches), pi. Wilderness Deserto, m. Désert, m. -\ — Will Volontà, f. Volonté, f. + = Wills Volontà, pi. Volontés, pi. + . Will Testamento, m. Testament, m. + •• Wills Testamenti, pi. Testaments, pi. Wily Fino, ag. m. Fin, adj. m. -x» = Wind Vento, m. Vent, m. fx. . Winds Venti, pi. Vents, pi. fv. Windmill Molino a vento, m. Moulin à vent, m. ? - Windmills Molini a vento, pi. Moulins à vent, pi. p = Window Finestra, f. Fenêtre, f. ? . Windows Finestre, pi. Fenêtres, pi. p .. Wine Vino, m. Vin, m. V - Wines Vini, pi. Vins, pi. V = Wine bottle Bottiglia da vino, f. Bouteille à vin, f. V . Wine bottles Bottiglie da vino, pi. Bouteilles à vin, pi. V •• Wing Ala, f. Ailes, f. 0 — Wings Ale, pi. Ailes, pi. 0 = Winged Alato, ag. m. Ailé, adj. m. 0 . Winged Alati, pi. Ailés, pi. 0 .. Winged Alata, ag. f. Ailée, adj. f. / - Winged Alate, pi. Ailées, pi. / - Winter Verno, m. Hiver, m. / • Winters Verni, pi. Hivers, pi. / •• Winter Inverno, in. Hiver, m. A — Wisdom Saviezza, f. Sagesse, f. A = Wise Saggio, ag. m. Sage, adj. m. A • Wise Savio, ag. m. Sage, adj. m. A .. Wise Savj, pi. Sages, pi. T - Wise Savia, ag. f. Sage, adj. f. T = Wise Savie, pi. Sages, pi. T • Wish Voto, m. Souhait, m. T .. Wishes Voti, pi. Souhaits, pi. 74 878 WIT— WOR L - Wit Spirito, m. Esprit, m. L = Witty Spiritoso, ag. m. Spirituel, adj. m. L - Witty Spiritosi, pi. Spirituels, pi. L .- Witty Spiritosa, ag. f. Spirituelle, adj. f. ( - Witty Spiritose, pi. Spirituelles, pi. ( = With Con, prep. Avec, prép. ( • With Con, prep. Avec, prép. ( .. With Da, prep. Par, de, prép. H - With me Meco, prep. pron. Avec moi, prép. pron, H = With the Collo, prep. m. s. Avec le, prép. m. s. H • With the Col, prep. m. s. Avec le, prép. m. s. H .. With the Colla, prep. f. s. Avec la, prép. f. s. 1 - With the Coi, prep. m. pi. Avec les, prép. m. pi. 1 = With the Cogli, prep. m. pL Avec les, prép. m. pi. \ With the Colle, prep. f. pi. Avec les, prép. f. pi. 1 •• With thee Teco, prep. pron. Avec toi, prép. pron. o — With regard to Rispetto a, av. A l'égard de, adv. o = Within Dentro, av. Dedans, adv. 0 . Without Senza, av. Sans, adv. 0 .. Without Fuora, av. Dehors, adv» 1 - Without fail Senza fallo, av. Sans faute, adv. 1 = Without money [dless Senza danaro, av. Sans argent, adv. 1 . Without friends, frien- Senz'amici, av. Sans amis, adv. 1 .. Without saying anything Senza dir nulla, av. Sans rien dire, adv. ) - Without thinking of it Senza pensarci, àv. Sans y penser, adv. ) = Witness Testimonio, m. Témoin, m. ) . Witnesses Testimonj, pi. Témoins, pi. ) .. Wo! Guai! inter. Malheur! interj. + — Woe! Guai ! inter. Malheur! interj. + = Woe to you ! Guaì a voi ! av. Malheur à vous, adv. + . Woes Infelicità (sventure), f. pi. Malheurs, m. pi. 4- .. Wolf Lupo, m. Loup, m. --». — Wolfs Lupi, pi. Loups, pi. *v« = Wolf (she) Lupa, f. Louve, f. "V. . Wolfs (she) Lupe, pi. Louves, pi. ^- • . Woman Femmina, f. Femme, 1 p - Women Femmine, pi. Femmes, pi. p - Woman Donna, f. Femme, f. p . Women Donne, pi. Femmes, pi. 9 .. Wood (for burning) Legna, f. pi. Bois à brûler, m. V — Wood Bosco, m. Bois, m. V = Woods Boschi, pi. Bois, pi. V . Wood-cock Beccaccia, f. Bécasse, t v .. Wood-cocks Beccacce, pi. Bécasses, pi. 0 — Wool Lana, f. Laine, f. 0 = Word Motto, m. Mot, m. 0 . Words Motti, pi. Mots, pi. 0 .. Word Parola, f. Parole, f. / - Words Parole, pi. Paroles, pi. / = Work Lavoro, m. Travail, m. / . Works Lavori, pi. Travaux, pi. / .. Work Opera, f. Ouvrage, m. A - Works Opere, pi. Ouvrages, pi. A = Workman Operajo, m. Ouvrier, m. A • Workmen Operaj, pi. Ouvriers, pi. A .. Workshop , Bottega da lavoro, f. Atelier, m. T- Workshops Botteghe da lavoro, pi. Ateliers, pi. T = Work-day Giorno di lavoro, m. Jour ouvrable, m. T . Work-days Giorni di lavoro, pi. Jours ouvrables, pi. T.J World Mondo, m. Monde, m. WOR— YOU 8 Worlds Mondi, pi. Mondes, pi. Worldly Mondano, ag. m. Mondain, adj. m. Worldly Mondani, pi. Mondains, pi. Worldly Mondana, ag. f. Mondaine, adj. f. Worldly Mondane, pi. Mondaines, pi. Worm Verme, m. Ver, m. Worms Vermi, pi. Vers, pi. Worm-eaten Tarlato, ag. m. Vermoulu, adj. m. Worm-eaten Tarlati, pL Vermoulus, pL Worm-eaten Tarlata, ag. L Vermoulue, adj.f. Worm-eaten Tarlate, pi. Vermoulues, pi. Worse Peggio, av. [m. Pis, adv. Worse Peggio (più cattivo), av. Pis (plus mal), adv. m Worse Peggio (più catti va), av.f. Pis (plus mal), adv. f. Worst (the) Peggiore ( il, la), m. f. Pire (le, la), m.f. Worst (the) Peggiori (i, le), p. m. f. Pires (les), pi. Worthy Degno, ag. m. [compar. Digne, adj. m. Worthy Degni, pi. Dignes, pL Worthy Degna, ag. f. Digne, adj. f. Worthy Degne, pi. Dignes, pi. Worthily Degnamente, av. Dignement, adv. Wound Ferita, f. Blessure, f. Wounds Ferite, pi. Blessures, pi. Wounded Ferito, ag. m. Blessé, adj. m. Wounded Feriti, pi. Blessés, pi. Writ Scritto, m. Écrit, m. Writs Scritti, pi. Écrits, pL Writing Scrittura, S, Écriture, f. Writings Scritture, pL Écritures, pi. + = Yard Cortile, m. Cour, f. + • Yards Cortili, pL Cours, pL + .. Yarn Lana filata, f. Laine filée, L [yacth, m. / - Yacth Naviglio di diporto, m. Navire de plaisance, / = Year Anno, m. [Jachetto, m. An, m. (année, 1.) / • Years Anni, pi. Ans, pL (années, pi.) / -. Yearly Annuale^ ag. m, Annuel, adj. m. P - Yellow Giallo, m. Jaune, m. P = Yellow Giallo, ag. m. Jaune, adj. m. P . Yellow Gialla, ag. f. Jaune, adj. f. P -. Yes Si, av. Oui, adv. V - Yesterday Jeri, m, av. Hier, adv. m. V = Yesterday-morning Jeri mattina, av. Hier au matin, adv. V . Yet Anche, av. Encore, adv. v .. Yet Frattanto, av. Cependant, adv. 0 — Yet Tuttavia (però), av. Toutefois, adv. 0 = Yoke Giogo, m. Joug, m. 0 . Yonder Là basso, av. Là-bas, adv. 0 .. You Voi, pron. Vous, pron. / - You Vi, pron. Vous, pron. / = You Ve, ve ne, pr. Vous, vous en, pron. / - Youngest lipid giovane, ag. m. Le plus jeune, adj. m. Youngest La più giovane, ag. f. La plus jeune, adj. f. A - Young Giovane, ag. m. f. Jeune, adj. m. f. A => Young man Giovanetto, m. Jeune homme, m. A • Young men Giovani, pi. Jeunes gens, pi. A •• Young girl Ragazzina, f. Fillette, L Young girls Young lady Young lady Young ladies Young lady Young ladies Young people Your YOUL' Your Your Your excellency Your highness Your holiness Your majesty Your aunt Your brother Your brother in law Your cousin Your cousin Your daughter Your daughter in law Your husband Your father Your grand father Your grand mother Your mother Your nephew Your niece Your sister Your sister in law Your son Your son in law Your uncle Your wife Yours Yours Yours Yours Yourself Yourselves Youth Youth Youths Youthful Youthful YOU—YOU Ragazzine, pi. Damigella, f. Giovanetta, f. Giovanette, pi. Signorina, f. Signorine, pi. Giovanotti, m. pi. La vostra, pr. pos. f. s. Le vostre, pi. Il vostro, pr. poss m. I vostri, pi. Vostra eccellenza, f. Yostra altezza, f. Vostra santità, f. Vostra maestà, f. Vostra zia, f. Vostro fratello, m. Vostro cognato, m. Vostro cugino, m. Vostra cugina, f. Vostra figlia, f. Vostra nuora, f. Vostro marito, m. Vostro padre, m. Vostro nonno, m. Vostra nonna, f. Vostra madre, f. Vostro nipote, m. Vostra nipote, f. Vostra sorella, f. Vostra cognata, f. Vostro figlio, m. Vostro genero, m. Vostro zio, m . Vostra moglie, f. Vostro (il), pr. poss. m. Vostri (i), pi. Vostra (la), pr. poss. f. Vostre (le), pi. Voi stesso(voi stessa),pr.s Voi stessi (voi stesse), pi, Gioventù, f. Giovanetto, m. Giovanetti, pi. Giovane, ag. m. f. Giovani, pi. Fillettes, pi. Demoiselle, f. Jeune personne, f. Jeunes personnes, pi. Demoiselle, f. Demoiselles, pi. Jeunes gens, m. pi. Votre, pr. pos. f. s. Vos, pi. Votre, pron. m. s. Vos, pi. Votre excellence, f. Votre Altesse, f. Votre Sainteté, f. Votre Majesté, f. Votre tante, f. Votre frère, m. Votre beau-frère, m. Votre cousin, m. Votre cousine, f. Votre fille, f. Votre bru, f. Votre mari, m. Votre père, m. Votre grand-père, m. Votre grand'mère, f . Votre mère, f. Votre neveu, m. Votre nièce, f. Votre sœur, f. Votre belle-sœur, f. Votre fils, m- Votre gendre, m. Votre oncle, m. Votre femme, f. Le vôtre, pr. poss. m. Les vôtres, pi. La vôtre, pr. pos. f. Les vôtres, pi. Vous-même, pr.r. s. Vous-mêmes, pi. Jeunesse, f. Jeune garçon, m. Jeunes garçons, pi. Jeune, adj. m. f. Jeunes, pi. SUPPLEMENT AU DICTIONNAIRE ARMEE DE TERRE. Aile droite, f. Ala destra, f. Right Aving Aile gauche, f. Ala sinistra, f. Left wing Alarme, f. Allarme, f. Alarm Alliance défensive, f. Alleanza diffensiva, f. Defensive alliance Alliance offensive, f. Alleanza offensiva, f. Offensive alliance Armistice, m. Armistizio, m. Armistice Arrière-garde, f . Retroguardia, f. Rear guard Avant-garde, f. Vanguardia, f. Vanguard Bataille rangée, f. Battaglia schierata, f. Pitch batle Bataille navale, f. Battaglia navale, f. Sea-fight Bataillon, m. Battaglione, m. Bataillon Compagnie, f. Compagnia, f. Company Conseil de guerre, m. Consiglio di guerra, f . Courtmartial Contre-marche, f. Contra marcia, f. Countermarch Contre-mine, f. Contramina, f. Countermine Corps de bataille, m. Corpo di battaglia, m. Body Corps de réservé, m. Corpo di riserva, m. Body of reserve Corps de garde, m. Corpo di diguardia, m. Guard-house Détachement, m. Distaecamento, m. Detachment Escalade, f. Scalata, f. Scalade Escarmouche, f. Scaramuccia, f. Skirmish Files, f. pi. File, f. pi. Files Flanc, m. Fianco, lato, m. Flank Mot de guet, m. La tassera militare, f. Watch- Word Patrouille, f. Pattruglia, f. Patrol Peloton, m. Plotone, m. Platoon Qui va là, m. Chi è la, m. Whosthere Ronde, f. Ronda, f. Round Sac d'une ville, m. Sacco d'una citta, m . Sacking of a town Sape, f. Scavamento, m. Sap Sauve-garde, f. Salva guardia, f. Safe-guard Stratégie, f. Strategia, f. Strategy Affût, m. Carretta di cannone, f. Carriage Coulevrine, f. Colubrina, f. Culverin Cotte d'armes, f. Giaco di maglia, m. Coat of arms Garde d'une épée, f. Elsa d'una spoda, f. Hilt of a sword Gantelet, m. Manopola, f. Guantlet Grenade, f. Granata, f. Grenade Guérite, f. Casotto, m. Centry-box Mitraille, f. Metraglia, f. Case-shot Mortier, f. Mortalo, m. Mortar Mousqueterie, f. Mousquetteria, f. Volley of musket shot Ponton, m. MONTURE Pontone, m. D'UNE ARME A Pontoon l FEU. Baguette, f. Bacchetta, f. Ramrod Bassinet, m. Scodellino, m. Pan Batterie, f. Batteria, f. Battery Bourre, f. Stoppaccio, m. Wod Calibre, m. Calibro, m. Bore Détente, f. Grilletto, m. [f. Trigger Fourniment, m. Fiaschetta della polvere, Flask of pouder Guidon, m. Mira, f. Sight Lumière, f. Focone, m. Touch- hole Platine, f. Piastra, f. Lock OFFICIERS ET HOMMES DE GUERRE. Généralissime, m. Adjudant-major, m. Aide-de-camp, m. Brigadier, m. Carabiniers, m. pi. Chef de bataillon, m. Chef d'escadron, m. Chef de file, m. Chasseurs, m. pi. [m. Commissaire des guerres, Cornette, m. Cuirassiers, m. pi. Dragons, m. pi. Enseigne, m. Etat-major, m. Factionnaire, m. Fourrier, m. Garde-du-corps, m. Grenadiers, m. pi. Lanciers, m. pi. Maraudeur, m. Porte-étendard, m. Recrue, m. Sous-lieutenant, m. Tambour-major, m. Vedette, f. Voltigeurs, m. pi. Generalissimo, m. Ajutante maggiorenni. Ajutante di campo, m. Brigadiere, m. Carabinieri, m. Capo bataglione, m. Capo squadrone, m. Capo fila, m. Cacciatori, m. pi. [m. Commissario di guerra, Cornetta, m. Corazzieri, m. pi. Dragoni, m. pi. Alfiere, m. Stato-maggiore, m. Sentinella, m. Foriere, m. Guardia del corpo, m. Granatieri, m. pi. Lancieri, m. pi. Soldato predatore, ni. Porta-stendardo, m. Recluta, f. Tenente, m. Capo tamburino, m. Vedetta, f. Volteggiatori, m. pi. Generalissimo Adjudant Aide de camp Brigadier Carabiniers Commander of bataillon Commander of bataillon File-leades Light-horsemen Muster-master Cornet of horse Cuirassiers Dragons Ensign Staff Sentinel Quarter master Life-guardsman Grenadiers Lancers Marauder Standard-bearer Recruit Under lieutenant Drum major Sentry on horseback Light-horse-man ARMEE DE MER ET MARINE. Amirauté, f. Ammiragliato, m. Admiralty H Brûlot, m. Brulotto, m. Fire-ship + = Canot, m. Canoa, f. Canoe + • Chaloupe, f. Scialuppa, f. Lough-boat + .. Corvette, f. Palischermo, m. Sloop \ — Frégate, f. Fregata, f. Frigate ^ = Garde-côte, m. Guarda-coste, m. Guard-ship "- • Paquebot, m. Nave corriera, fi . Packet-boat *»». . . Abord, m. Arrivo, m. Landing P - Abordage, m. Abbordo, m. Boarding P ~ Action d'amener, f. Ammainare, m. Striking P • Affrètement, m. Nolo, m. Freighting P •• Agrès, m. pi. Attrezzi (arredi), m. pi. Rigging V - Amarrage, m. Armeggi, m. pi. Anchoring V = Amarres, f. pi. Marre, f. pi. Cheeks V . Avarie, f. Avaria, f. [f. Average v .. Bâbord, m. Parte sinistra della nave, Larboard 0 — Beaupré, m. Bompresso, m. Bowsprit 0 = Bordée, f. Bordata, f. Broadside 0 . Branle, m. Branda, f. [brande, m. Hammock 0 .. Branlebas, m. Ordine di metter giù le Up all hammock / - Cabestan, m. Arganco, m. Cabstan / = Carène, f. Carena, 1. Keel / . Échouement, m. A frenamento, m. Stranding L — Écouttes, f. pi. Scotte, f. pi. Sheets L = Embargo, m. Chiusa di porti, f. Embargo L • Gaillard d'avant, m. Castello di prua, m. Fore-castle L •• Gaillard d'arrière, m. Castello di poppa, m. Quarter deck ( - Grappin, m. Grappino, m. Grapplingiron ( = Gouvernail, m. Timone, m. Helm or rudder ( . Gréement, m. Attrazzi, m. pi. Rigging ( •• Haubans, m. pi. Sarchie, f. pi. Shronds H- Hune, f. Coffa,' gabbia, f. Round top H = Hunier (grand), m. Vela maestra, f. Main top sail ^ . Lest, m. Zavorra, f. Ballast H .. Lof, m. Sopravento, m. Loof 1 - Mât de misaine, m. Albero di trinchetto, m. Fore-mast 1 = Mat d'artimon; m. Albero di mezzana, m. Mizen-mast 1 . Pavillon, m. Bandiera, f. Flag 1 .. Perroquet, m. Perrocchetto, m. Top-gallant-mast 0 — Pont, m. Ponte d'una nave, m. Deck o = Porte- voix, m. Tromba marina, f. Speaking-trumpet o . Poulaine, f. Polena, f. Head of a ship 0 .. Poupe, f. Poppa, f. Prow "1 — Proue, f. Prora, f. Pit 1 Quille, f. Chiglia, f. [nave, m. Keel Radoub, m. Racconciamento d'una Repair Rafale, f. Gran vento di terra, m. Squall ) — Remorque, m. Rimorchio, m. Tow rope ) = Roulis, m. Tempellamento, m. Rolling motion Sabord, m. Cannoniera, f. Port-hole Sainte-Barbe, f. Santa-Barbara, f. Gun-room Sentine, f. Fogna, f. Well 4- = Sillage, m. Solco, m. Wake, way + - Tillac, m. Tolda, f. Deck + .. Timon, m. Timone, m. Tiller \ — Tirant d'eau, m. Fondo, m. Draught of water . . Tonnage, m. Dazio sii tonnellate, m. Tonage *>» . . Touage, m. TI rimorchiare, m. Warping, or towing P — Tourmente, f. Tempesta, f. Stormy weather P = ci Vergue, f. Antenna, f. Yard, sail-yard Voie d'eau, f. Sdrucitura, f. Leak OFFICIERS I ;t personnes i )E MER. P •• Gbef d'escadre, m. Capo squadra* m. Commodore v - Amiral, m. Ammiraglio, m. Admiral v = Contre-amiral, f. Contramiraglio, m. Rear-admiral V . Chiourme, f. Ciurma, f. Crew v ... Mousse,' m. Mozzo, m. Cabin-boy 0 — Quartier- maitre, m. Sotto'padrone, m. Second mate 0 .= Timonier, m. Timoniere, m. Timoneer COMMERCE. 0 Acquit, m. Quietanza, f. Discharge 0 .. Acquit de douane, m. Bolletta di transito, f. Clearance / ~ Actions, f. pi. Azioni, f. pi. Stocks / = Agiotage, m. Tralieo illecito,rm. Stock-jobbing / • Agioteur, m. Bagarino, m. Stock-jobber / •• Annuité, f. Annualità, f. Annuity SUPPLEMENT AU DICTIONNAIRE. L - Arbitrage, m. Arbitrio, m. Arbitration L>= Assignat, m. Assegnamento, m. Bank note L • Assignation, f. Assegnazione, f. Assignment L •• Assurance, f. Assicuranza, f. Insurance ( - Assureur, m. Assicuratore, m. Insurer ( *= Avance, f. Anticipata, f. Advance-money ( • Bailleur, m. Affittatore, m. Bail ( .- Ballot^m. Balla, f. Bale, pack -^ - Bilan, m. Bilancio, m. Acount-book H =» Blanc-seing, m. Bianco segno, m. Blank H • Bon, m. Buono, m. Bond H •• Bordereau, m. Nota, f. ' Note f - Bourse, f. Borsa, f. Exchange | = Cédule, L Polizza, f. Bill, bond 1 . Chaland, m. Compratore, m. Customer 1 •• Change, m. Cambio, m. Exchange o — Changeur, m. Cambiatore, m. Money-changer o = Compromis, m. Compromesso, m. Compromise 0 . Consignation, f. Consegnazione, f. Consignment o .. Courtage, m. Senseria, f. Brokerage 1 — Courtier, m. Sensale, m. Broker 1 = Déboursement, m. Sborso, m. Disbursment 1 . Détaillant, m. Ritagliatore, m. Retailer 1 •• Douaire, m. Assegnamento, m, Jointure ) — Effets, m. pi. Effetti, m. pi. Effects ) = Encaissement, m. Incassamento, m. Packing up ) . Enchère, f. Rincarare, m. Enhaucement ) .. Enregistrement, m. Registrazione, f. Registering Entrée, f. Gabella, f. Duty + = Facture, f. Fattura, f. Invoice + . Inventaire, m. Inventario, m. Inventory + •• Lettre de change, f. Littera di cambio, f. Bill of exchange ~^ — Mandat, m. Tratta, f. Draught \ = Monopole, m. Monopolio, m. Monopoly >^ Pacotille, f. Fardellino di merci, m. Small quantity of good *>. . . Police d'assurance, f. Polizza di assicuranza, f. Policy of insurance P — Port de lettre, m. Porto, m. Postage ? = Port franc, m. Porto franco, m, Free port P . Prime d'assurance, f. Prima di assicuranza, f. Premium of insurance P -. Prise de corps, f. Cattura, f. Warrant V — Prorogation, f. Proroga, f. Prorogation V = Protêt, m. Protesto, m. Protest v . Quincaillerie, f. Chincaglieria, f. Iron-ware v .. Quincailler, m. Chincagliere, m. Iron-monger 0 — Rapport, m. Entrata, f. Revenue 0 = Récépissé, m. Ricevuta, f. Receipt 0 , Recours, m. Ricorso, m. Relief 0 .. Registre, m. Registro, m. Register-book 1 - Règlement de comptes,m . Regolamento di conti, m. Settlement of accounts 1 =* Remboursement, m. Rimborso, m. Reimbursement / • Roulage, m. Vettura, f. Rolling / .. Solvabilité, f. Facoltà di poter pagare, f . Solvency A — Sous-locataire, m. Sublocatore, m. Under-tenant A *=* Souscripteur, m. Sottoscrittore, m. Subscriber A, Taxe, f. Tassa, f. Assize A •• Transit, m, Transito, m. Transit NOMBRES ORDINAUX ET CARDINAUX Uno una Un une One Due Deux Two Tre Trois Three Quattro Quatre Four Cinque Cinq Five Sei Six Six-Sette Sept Seven Otto Huit Eight Nove Neuf Nine H = 10 Dieci Dix Ten H • 11 Undici Onze Eleven H •• 12 Dodici Douze r Twelve 1 - 13 Tredici Treize Thirteen 14 Quattordici Quatorze Fourteen i "7 15 Quindici Quinze Fifteen i .. 16 Sedici Seize Sixteen 0 — 17 Diecisette Dix-sept Seventeen 0 = 18 Dieci otto Dix-huit Eighteen 0 . 19 Diecinove Dix-neuf Nineteen 0 . 20 Venti Vingt Twenty 1 - 21 Ventuno Vingt-un Twenty-one 1 = 22 Ventidue Vingt-deux Twenty-two 1 . 30 Trenta Trente Thirty Quaranta Quarante Forty ) - 50 Cinquanta Cinquante Fifty ) = 60 Sessanta Soixante Sixty ) . 70 Settanta Soixante-dix Seventy ) .. 80 Ottanta Quatre-vingts Eighty Novanta Quatre-vingt-dix Ninety + = 100 Cento Cent A hundred + . 1000 Mille Mille A. thousand + .. 2000 Mila Deux mille Two thousand "•*» — Un milione Un million A million «^. =5 Due milioni Deux millions Two millions ^*. . I Primo Premier First Secondo Deuxième Second p — HI Terzo' Troisième Third p = IV Quarto Quatrième Fourth Quinto Cinquième Fifth Sesto Sixième Sixth v — VII Settimo Septième Seventh v = Vili Ottavo Huitième Eighth v * IX Nono Neuvième Ninth v .. X Decimo Dixième Tenth 0 — XI Undecimo Onzième Eleventh a = XII Duodecimo Douzième Twelfth Decimoterzo Treizième Thirteenth Decimo quarto Quatorzième Fourteenth Decimo quinto Quinzième Fifteenth 1 = XVI Decimo sesto Seizième Sixteenth 1 . XVII Decimo settimo Dix-septième Seventeenth 1 •• X"VIII Decimo ottavo Dix-huitième Eighteenth A — XIX Decimo nono Dix-neuvième Nineteenth A = XX Ventesimo Vingtième Tvventhieth A • XXI Ventesimo primo Vingt-unième Twenty-first A •• XXII Ventesimo secondo Vingt-deuxième Twenty-second Ventesimo terzo XXX Trentesimo XL Quarantesimo L Cinquantesimo LX Sessantesimo LXX Settantesimo LXXX Ottantesimo XC Novantesimo G Centesimo CI Centesimo primo CXX Centesimo vente- CC Dugentesimo (simo M Millesimo Vingt-troisième Trentième Quarantième Cinquantième Soixantième Soixante-dixième Quatre-vingtième Quatre-vingt-dixième Centième Cent unième Cent vingtième Deux centième Millième Twenty-thirth Thirtieth Forthieth Fiftieth Sixtiet Seventieth Eightieth Ninetieth Hundredth Hundred-and-first Hundred-and-twentieth Two hundredth Thousandth MONNAIES DE TOUS LES PAYS ET LEUR VALEUR. fr. c. I = Aigle des États-Unis Aquila 1 . Carlin de Piémont Carlino 1 .. Centime Centesimo 0 —i Chelin anglais Scellimo o = Couronne de Belgique Corona 0 . Dollar des États-Unis Tallero Q .. Doublon d'Espagne Doppione 1 - Ducat d'Autriche Ducato 1 = Ducat de Bavière Ducato Ducat de Naples Ducato T •- Ducat de Suisse Ducato ) — Ecu de Piémont Scudo ) == Écu de Rome Scudo ) . Florin d'Autriche Fiorino ) -. Franc Franco •f - Guinée Ghinea + = Livre Lira 4- . Livre sterling Lira sterlina + .. Louis d'or Luigi d'oro •»»« — Marenghino de Milan Marenghino »*. c= Napoléon Napoleone •^ . Paoli Paolo ">% .. Piastre d'Espagne Piastra ? - Pistole de Venise Doppia 9 = Pistole de Suisse Una doppia P . Pistole de Rome Doppia p .. Pistole de Piémont Doppia V — Sequin de Venise Zecchino V = Sequin de Rome Zecchino V . Sequin de Turquie Zecchino V .. Sequin de Milan Zecchino Eagle 27 30 Carlin 141 80 A hundredth, ceri - time » 01 Shilling 125 Crown 5 60 Dollar 5 30 Doubloon 20 70 Ducat 11 67 Ducat 11 67 Ducat 5 05 Ducat 1170 Crown 6 95 Crown 5 27 Florin 253 Franc 1 00 Guinea 26 25 Livre 1 00 Pound sterling 25 « Louis d'or 23 55 Marenghino 20 00 Napoleon 20 00 Paolo » 56 Piaster 5 30 Pistole 21 00 A pistole 23 45 Pistole 16 87 Pistole 28 23 Sequin 11 82 Sequin 11 63 Sequin 6 45 Sequin l\ Abaisser 2 Abandonner I Abattre 2 Abattre 357 Abattre 59 Abdiquer 8 Abîmer 480 Abolir 9 Abolir 85 Abonder 5 Aborder 5 Aborder 46 Aboucher (s') 4 Aboutir 493 Aboyer I Abréger 7 Abreuver 3 Absenter (s') 55 Absorber 57 Absoudre 57 Abstenir (s') 58 Abuser 9 Accéder 12 Accentuer 13 Accepter 13 Accommoder 16 Accompagner 16 Accomplir 24 Accomplir 99 Accomplir (achever) 229 Accorder 18 Accorder 10 1 Accoucher 287 Accoupler 17 Accourcir 17 Accourcir 413 Accourir 103 Accourir 19 Accoutumer 20 Accoutumer (s') 58 Accoutumer (s') 8 Accréditer 20 Accrocher 32 Accrocher 516 Accroître 353 Accueillir (gracieuse- ment) 15 Accumuler 21 Accuser 21 Accuser ( porter ses Pages. plaintes en justice) 327 Acharner 10 Acheminer 67 Acheminer (s') 209 Acheter 99 Achever 515 Acquérir 21 Acquitter (sT) 149 Activer 61 Adhérer 25 Adjuger 31 Admettre 39 Administrer 39 Administrer les sa- crements 392 Admirer 40 Adopter 26 Adorer 26 Adoucir 330 Adoucir 23 Adresser 216 Adresser 347 Affaiblir 215 Affaiblir 128 Affamer 26 Affecter 28 Affermir 436 Affiler 53 Affirmer 27 Affliger 509 Affliger (s7) 29 Affranchir 30 Affronter 30 Agenouiller (&*) 223 Aggraver 32 Agir 33 Agiter 33 Agrafer 28 Agrandir 32 Agréer I9ï Agréer 32 Agréger 33 Aguérir 33 Aider 33 Aigrir (irriter) 208 Aigrir (s') 208 Aiguillonner 474 Aiguiser 47 Aimer 37 Ajourner 31 Ajouter 438 Pages. Ajouter 32 Aliéner 34 Alimenter 449 Allaiter 34 Alléger 34 Alléger 428 Alléguer 34 Aller 41 Aller 188 Aller 237 Aller en pèlerinage 294 Allonger 36 Allonger 431 Allumer 12 Altérer 36 Altérer (avoir soif) 56 Amasser 62 Ambitionner 38 Améliorer 255 Amollir 40 Amonceler 40 Amplilier 41 Amuser (s') 153 Amuser (s') 454 Analyser 41 Ancrer (t. mar.) 279 Ancrer (mouiller) 41 Anéantir 43 Anéantir 43 Animer 42 Annoncer 43 Annoncer auparavant 444 Annoblir (ennoblir) 266 Anticiper 44 Apaiser 327 Apaiser 419 Apaiser 14 Apercevoir 4l3 Apercevoir (s') 18 Aplanir 460 Apostiller 304 Apparaître 44 Apparaître III Appartenir 44 Appartenir (regarder) 459 Appauvrir (s') 207 Appeler 45 Appeler 90 Applaudir 45 Appliquer 22 Appliquer Apporter 24 Attester 59 Barrer 470 Apporter 338 Attirer 60 ' Barricader 472 Appréhendée (saisir) 85 Attirer 60 Bâtir 170 Appréhender 325 Attirer Bàtonner 71 Apprendre 46 Attiser Battre le tambour 71 Apprendre 202 Attiser le feu Battre 71 Apprivoiser 38 Attraper Battre des mains 71 Apprivoiser 142 Attraper (tromper) 501 Battre (se) 68 Approcher 67 Attribuer Battre(se) à coups de j .176 Approcher 19 Attribuer (s') Battre en grange 508 Approprier 22 Attrister Bavarder 92 Approprier (s') 47 Avaler Bêcher 520 Approuver 47 Avaler Bêler 72 Appuyer 46 Avaler goulûment 501 Bénir 72 Arhorer 34 Avancer Bercer 73 Armer 49 Avancer Bercer 125 Arracher 84 Avancer (faire des Bitter (t. mar.) 4 Arracher 475 progrès) Blâmer 73 Arranger 56 Avancer (saillir en Blanchir 199 Arrêter 51 dehors ) Blanchir de vieillesse 209 Arrêter T77 Aventurer 66 Blasphémer 73 Arrêter (décréter) 130 Avertir Blesser 176 Arrher (donner des Aveugler II Boire 73 arrhes) 209 Aveugler Boiter 541 Arriver 9 Augmenter Bombarder 74 Arriver 52 Augmenter Bondir 70 Arriver 83 Avilir Borner (limiter) 244 61 Arriver 66 Avoir Boucher Arrondir 391 Avoir compassion(pit.)97 Boucher 512 Arrondir 496 Avoir coutume 439 Boucher avec du plà Arroser 22 Avoir des convul- tre ou du stuc 478 Arroser 120 sions Bouillir 35 Asperger 54 Avoir du regret Bouillir Aspirer Avoir été Bouleverser Assaillir Avoir faim Bouleverser (mettre Assaisonner Avoir honte sens dessus dessous) 508 Assassiner 55 Avorter Bourdonner 390 Assembler 20 Autoriser Boutonner 5 Asseoir 419 Braire 331 Assiéger 55 B Brandir 75 Assigner 55 Brandir 531 Assister 56 Babiller Branler 492 Associer 57 Badiner Braver 75 Assommer 17 Baigner Brider 182 Assommer 511 Bâiller Brider 199 Assourdir 58 Baiser Briller 463 Assujettir 481 Baisser Briller (éclater) 76 Assurer 13 Balafrer Briser .182 Assurer 56 Balancer Briser 459 Attacher 28 Balancer (chanceler) 498 Brouiller 137 Attacher 45 Balayer Brouter 287 Attacher 58 Balayer (nettoyer) 455 Broyer 510 Attaquer (quelqu'un) 58 Balbutier Broyer,47.7 Attaquer en flanc 177 Bander Broyer 510 Attendre 58 Bander (les yeux) 72 Bruire 391 Attendre 54 Bander ( mettre en Brûler 7 Attendrir 2 bandes) Brûler 48 Attendrir (s') 230 Baptiser Brûler 66 Atténuer 59 Barbouiller Brûler 415 Attester 475 Barrer Brunir Cabrer (se) Cacher Cacher Cacher Cacheter Cacheter Cajoler, caresser Calculer Calmer Calmer Calomnier Camper Camper Camper (dresser les tentes) Canoniser Canonner Cantonner (se) Capituler Capter Captiver Caractériser Carder Caresser Carreler Casser Causer Causer (occasioner) Céder Ceindre Célébrer Censurer Certifier Cesser Chagriner Chagriner (se) Chamarrer Chanceler Chanceler Changer Changer Changer Changer de pays Chanter Charger Charger Charger (se) Charmer Chasser Chasser Chasser Châtier Chatouiller Châtrer Chauffer Chausser Chavirer Chercher Chercher Chérir 536 Conformer 105 205 Chicaner 86 Conforter 105 270 Choisir 405 Confronter 105 87 Chuchoter 74 Congédier 15 262 Cicatriser 92 Conjecturer 106 429 Circonscrire 93 Conjuguer 106 4SI Circonvenir 93 Conjurer 106 531 Circuler 93 Conjurer 411 79 Cirer 210 Connaître 106 4 Ciseler 404 Conquérir 107 79 Citer 93 Consacrer 107 80 Claquer des mains 71 Conseiller Ï09 9 Clouer 211 Consentir T08 281 Collationner 94 Conserver 108 Coller 211 Conserver 108 58 Colorer 95 Considérer 109 82 Combattre 71 Consigner 107 81 Combattre 96 Consister 110 83 Combattre 326 Consoler 110 84 Combiner 96 Consolider 110 85 Combler 94 Conspirer III 85 Combler 349 Conspirer 133 84 Commander 95 Constiper 121 84 Commencer 96 Constituer III 10 Commencer 315 Construire (bâtir) III 251 Commuer 501 Consulter III 85 Communiquer 101 Consumer 112 78 Comparaître 97 Contempler 112 85 Comparer 283 Contenir 83 87 Compenser 98 Contenir 113 93 Complaire 98 Contenter 113 87 Composer 99 Conter 262 88 Comprendre 83 Contester 112 89 Comprendre 100 Contester 114 89 Comprimer 101 Continuer 113 17 Compromettre 101 Continuer 420 27 Compter 112 Contracter 114 528 Compter 43 Contraindre 121 494 Concentrer 102 Contrarier 114 70 Concentrer 350 Contredire 114 70 Concerner 102 Contrefaire 114 80 Concerter 102 Contribuer 115 261 Concevoir 102 Convaincre 116 503 Concilier 102 Convenir 115 82 Conclure 102 Convertir 116 84 Condamner 103 Convier 116 192 Condamner à une Coopérer 117 210 amende 261 Corriger 118 235 Condescendre 103 Corriger 160 425 Conduire 103 Corroborer (fortifier) 1 1 9 78 Conduire (se) 99 Corrompre 119 183 Confédérer (se) 104 Côtoyer 120 184 Conférer 104 Coucher (se) 117 441 Confesser 104 Coucher (se)(du soleil 85 Confier 28 ou de la lune) 501 401 Confiner 105 Coudre 124 80 Confirmer 104 Couler 94 508 Confirmer 124 Couler (à fond) 30 89 Confisquer 105 Couper 487 77 | Confondre 105 1 Couper (trancher) 339 75 890 TABLE DES VERBES FRANÇAIS. Couper les veines 485 Courber 126 85 Paraître 284 Monnoyer 237 0 Paraphraser 283 Monter 53 Pardonner 293 Monter 257 Obéir 270 Parer 16 Monter 893 Obéir 513 Parer 284 Monter à cheval 85 Objecter 274 Parer (se) avec affec Monter en épi 462 Obliger 270 taticn 60 Montre* 259 Obscurcir 279 Parfumer 318 Moraliser 258 Observer 280 Parier 410 Mordre 258 Obstiner (s') 281 Parjurer (se) 458 Mortifier 259 Obtenir 107 Parlementer 284 Motiver 260 Obtenir 281 Parler 284 Moucher (une chan Obtenir (par des priè- Parler 176 delle 433 res) 205 Parsemer de fleurs 220 Moudre 246 Occuper 271 Partager 453 Mouiller ( en rade) Occuper (s") 26 Participer 286 (t. m.) 445 Offenser 273 Partir 286 Mouiller (se) 69 Officier (célébrer To f- Parvenir 297 Mourir 258 fice divin) 515 Passer 288 Mouvoir 261 Offrir 273 Passer à gué 5l9 Mugir 260 Offusquer 274 Passer au-delà 521 Multiplier 257 Oindre 515 Passer avant 500 Murer 261 Oiseler 513 Passer la nuit 295 Mûrir 251 Ombrager 25 Passer les bornes 501 Mûrir 469 Ombrager 275 Passer Thiver 529 Murmurer 258 Opérer 276 Passer par le scrutii ì 468 Murmurer 484 Opposer 276 Passer par les armes 288 Mutiler 262 Opprimer 277 Passionner (se) 45 Mutiler 434 Opter 281 Patienter 290 Mutiner 41 Ordonner 277 Pâtir 473 N Organiser 278 Paver 290 Orienter (s') (t. g.) 278 Payer 282 Nager 269 Orner 3 Payer le tribut 509 Naître 262 Orner (embellir) 279 Pêcher 298 Naturaliser 263 Oser 49 Pécher 290 Naviguer 263 Oser 279 Peigner 298 Négliger 264 Oter 495 Peindre 143 Négliger 502 Oter les noyaux 435 Peiner 291 Négocier 114 Oublier 141 Peler 457 Négocier 265 Oublier 413 Peler 291 Neiger 179 Ouïr 515 Pencher 211 Neiger 266 Ourdir 278 Pencher 91 Ne pas agréer 428 Ourler (border) 279 Pendre 205 Nettoyer 265 Outrager ^offenser) 274 Pendre 291 Nettoyer 326 Outrepasser 275 Pendre 45 Nier 264 Ouvrir 48 Pénétrer 291 Niveler 244 Ouvrir 407 Penser 292 Noircir 31 Ouvrir à demi (v. er i- Percer (à jour) 500 Noliser (fréter) 266 trouvrir) 435 Perdre 293 Nombrer 268 Ouvrir de toute sa Perdre le souvenir 432 Nommer 266 largeur 451 Perfectionner 294 Noter (prendre note 267 Ouvrir une vis 486 Périphraser 182 Notifier 267 P Périr 294 Nouer 43 Permettre 295 Nourrir 92 Pacifier 282 Perpétuer 296 Nourrir 266 Paître 287 Persécuter 296 Nourrir 269 Pâlir 202 Persévérer 296 Noyer 42 Pallier (déguiser) 283 Persuader 83 Nuire 268 Palper 283 Persuader 297 Nuire 309 Palpiter 283 Pervertir 297 TABLE DES VERBES FRANÇAIS. 897 Peser 297 Précipiter 39B Proportionner 321 Pétrir 203 Prédire Proposer 321 Pétrir de nouveau 364 Préférer 44 Proroger 321 Peupler 301 Préférer Proscrire 322 Philosopher 178 Prémunir Prospérer 322 Picoter 524 Prendre Prosterner (se) 323 Piler 298 Prendre la revanche 3l0 Prostituer 322 Pincer 301 Prendre (saisir) Protéger 323 Piocher 540 Prendre saveur Protéger 452 Piper 541 Prendre ses aises Protester 323 Piquer 199 Prendre le plaisir de Prouver 324 Piquer 300 la campagne Provenir 325 Piquer 326 Préoccuper(prévenir) 3l0 Provoquer 102 Piquer 479 Préparer 44 Provoquer 325 Pirater (écurner les Préparer (la table) 197 Publier ( v. divul mers) 119 Préparer slo guer) 453 Placer 35 Prescrire ail Publier 325 Placer 302 Présenter Publier 320 Placer derrière 59 Préserver Puiser 60 Plaider 244 Présider Pulluler 326 Plaindre 98 Pressentir Punir 326 Plaindre (se) 155 Presser Purger 3^7 Plaindre (se) 238 Presser Purifier 327 Plaire 298 Presser (hâter) Putréfier (pourrir) 327 Plaisanter 76 Presser (tirer le suc) 466 Q Plaisanter 260 Presser (se) Plaisanter 87 Présumer Qualifier 327 Plaisanter 406 Prétendre 3l3 Questionner 175 Planter 299 Prêter 207 Quitter 500- Pleurer 299 Prévaloir Pleuvoir 300 Prévariquer Pleuvoir à verse 141 Prévenir Rabattre 138 Plier 300 Prévoir Raccommoder 328 Plisser 214 Prier Raccorder (réconcir- Plonger 202 Prier 308 lier) 335 Plonger 512 Priver 315 Raccourcir 414 Plonger (tremper) 201 Privilégier Racheter 340 Plumer 457 Procéder (dériver) 3l5 Racheter 350 Plumer 457 Proclamer 15 Racheter (payer ran Poivrer 205 Procurer 316 çon) 377 Polir (se), v. devenir Produire 183 Racler 336 civil 211 Produire 31 6 Raconter 329 Porte? 302 Profaner 317 Radoter 503 Porter les armes (miL) 255 Proférer Radoter (tomber en Porter bien (se) 471 Professer 3I7 enfance) 361 Poser 303 Profiter 3I7 Raffermir 368 Poudrer 211 Prohiber 224 Raffiner 330 Pourrir 221 Projeter 31 8 Raffiner (subtiliser) 450 Pourrir 208 Prolonger l4l Rafraîchir 368 Poursuivre ( conti- Prolonger Raidir 213 nuer) 322 Promener (se> Railler 117 Poursuivre de près Promener (se) 288 Railler 72 (v. talonner) 209 Promettre 3l9 Railler 255 Pourvoir 325 Promettre de nouv. 376 Raisonner 49 Pousser 462 Promouvoir 320 Raisonner 332 Pouvoir 304 Promulguer(publier) 320 Rajeunir 368 Pratiquer (exercer) 306 Prononcer Rajuster 371 Précautionner (se) 85 Pronostiquer Ralinguer (t. de m.) 332 Précéder 306 Propager 32l Rallonger 333 Prêcher 307 Prophétiser 521 Rallumer Ramasser (recueillir) 328 Recouvrer 352 Réjouir (se) 332 Ramener 350 Recouvrer 340 Relâcher 359 Ramener 363 Recouvrer 353 Relâcher 333 Ramer (vaouer) 342 Recouvrer 377 Relâcher 342 Ramifier 333 Recouvrir 351 Reléguer 360 Ramener 455 Récréer (amuser) 440 Reléguer 342 Ramper 476 Recruter (faire des re Relever 360 Ranger en escadrons 468 crues) 340 Relever (se) 379 Ranger en ordre d( Rectifier 346 Relier 360 bataille 407 Recueillir 349 Relinguer (couper le Ranimer 338 Recuire 353 vent pour qu'i l Pianimer 357 Reculer 346 ne donne dans les Râper 336 Reculer 367 voiles) 332 Rapetisser 364 Redemander 349 Relire 360 Rapiécer 329 Redire 354 Reluire 360 Rappeler 348 Redonner 354 Remanier 360 Rappeler 335 Redoubler 330 Remarquer 280 Rappeler le souvenir 351 Redouter 290 Rembarquer (se) 361 Rappeler (se) 351 Redresser 329 Rembourser 361 Rappeler 334 Redresser 337 Remédier 362 Rappeler (se) 450 Réduire 855 Remèler 363 Rapporter 374 Refaire 356 Remercier 369 Rapporter 356 Refaire à la mode 363 Remettre à sa place 373 Rapprocher 337 Refermer 361 Remettre 363 Raréfier 330 Réfléchir 357 Remettre (reconnaî Raréfier 336 Réfléchir 357 tre) 330 Raser (se) 330 Refondre 357 Remonter 376 Raser 460 Réformer 358 Remonter 364 Rassasier 398 Refraichir 340 Remontrer 364 Rassembler 329 Refrapper 373 Remorquer 365 Rassurer 337 Refroidir 146 Remplacer 364 Ratatiner 334 Refroidir (et se) 330 Remplir 160 Ratifier 337 Réfugier (se) 358 Remplir 355 Rattraper (rejoindre) 331 Refuser 353 Remplumer 364 Ravager 132 Refuser 357 Remuer 365 Ravoir (avoir de nou Réfuter 106 Remuer 442 veau) 347 Régaler 340 Rémunérer ( récom Rayonner 331 Regarder 194 penser) 365 Rebander (t. demar. ) 347 Regarder 359 Renaître 366 Rebâtir 356 Regarder fixement 255 Rencontrer 212 Rebondir 347 Regarder (se) dans Rencontrer 366 Rebuter 347 le miroir 455 Rendre 343* Rebuter (v, dégoûter 486 Regimber 347 Rendre la pareille 343 Recevoir 348 Régir 341 Rendre amoureux 225 Réchauffer 366 Régler 341 Rendre en cendres 210 Réchauffer 377 Régler (tirer des li Rendre (se) 50 Rechercher 348 gnes) 358 Rendre (se) maitre 202 Rechercher avec soin 215 Régner 341 Renfermer 371 Réciter 339 Regreffer 369 Renfermer 366 Réclamer contre 339 Regretter 98 Renforcer 358 Recommander 328 Regretter 333 Renforcer 368 Recommencer 375 Rehausser 369 Renier 369 Récompenser 309 Réimprimer 382 Renommer 370 Récompenser 349 Réintégrer 342 Renoncer 370 Réconcilier 350 Réitérer 342 Renouer 335 Reconnaître 350 Réjaillir 540 Renouveler 370 Recoucher 352 Rejeter 358 Rentrer 355 Recoudre 353 Rejoindre 358 Rentrer en soi-même 337 Recouper 383 Réjouir 35 Renverser 391 Recouvrir 352 Réjouir 140 Renverser VERBES FRANÇAIS Renverser 451 Rester 471 Ronger 390 Renverser 347 Rester 360 Ronger peu à peu 391 Renverser 390 Restituer (rendre) 346 Rôtir 53 Renvoyer 371 Restreindre 346 Rougir 53 Renvoyer 360 Restreindre ( réser- Rouler 391 Répandre 139 ver) 382 Rouler 539 Répandre 452 Résulter 382 Rouler (balancement Répandre dans le pu- Résumer 161 d'un vaisseau) 392 blic (ébruiter) 535 Ressusciter 383 Rouler les yeux 475 Reparaître 349 Retarder 217 R'ouvrir 347 Réparer 371 Retarder 383 Ruminer 392 Réparer 371 Retenir 337 Ruminer (rêver) 477 Réparer 382 Retenir 384 S Répartir (diviser) 372 Retenir un carrosse 204 Repasser 372 Retentir (résonner) 361 Saccager 392 Repasser 474 Retirer 348 Sacrifier 392 Repêcher 373 Retirer 384 Saigner 85 Repentir (se) 292 Retirer 386 Saigner (se) 86 Repentir (se) 372 Retirer de la douane 418 Saisir 300 Repeser 373 Retomber 347 Salarier 393 Replier 373 Retordre 385 Saler 393 Répliquer 343 Retoucher ( un poi Salir 465 Répondre 381 trait ) 385 Salir 199 Reposer (se) 374 Retoucher un ouvrage 376 Salir (souiller) 229 Repousser 344 Retourner 385 Saluer 395 Reprendre 385 Retourner 389 Sanctifier 396 Reprendre (rattraper) 375 Retourner dans Se i Sangloter 430 Reprendre, répriman- patrie 372 Satiriser 398 der 375 Retrancher (se) (faire Satisfaire 44 Reprendre courage 367 des retranchemens) 509 Satisfaire 436 Représenter 335 Rétribuer 346 Saturer 398 Réprimander 373 Rétrograder 346 Sauter 394 Réprimer 344 Retrouver 371 Sautiller 395 Réprimer 375 Retrouver 388 Sauver 395 Reprocher 364 Réunir 387 Savoir 396 Reprocher 368 Réussir 387 Savoir par ouï-dire 377 Reproduire 376 Réveiller 383 Scandaliser 402 Réprouver 376 Réveiller 354 Sceller 74 Répudier 376 Révéler 388 Scier 419 Répugner 376 Revenir 388 Sculpter 409 Réputer 376 Revenir 497 Sécher 53 Réserver 378 Rêver 438 Sécher 419 Résigner 377 Rêver 520 Seconder 419 Résigner (se) 336 Réverbérer 389 Secouer 399 Résister 344 Reverdir 371 Secouer 416 Résonner 468 Révérer 280 Secouer (agiter) 416 Résoudre 378 Révérer 389 Secourir 450 Respecter 380 Revoir 88 Secourir 435 Respirer 34 Révoquer 389 Séduire 419 Respirer 345 Rhabiller 389 Séjourner 438 Ressembler 378 Rimer 361 Seller 420 Ressembler 57 Rire 354 Sembler 420 Ressembler 441 Risquer (être en dan Semer 421 Ressemeler 378 ger) 294 Sentir 421 Ressentir (se) 378 Risquer 377 Sentir bon 272 Ressouvenir (se) 379 Roder avec l'armée 81 Sentir mauvais 327 Ressouvenir (se) 362 Rogner les ailes 489 Séparer 453 Ressusciter 383 Rompre 390 Séquestrer 422 Restaurer 346 R.ompre (casser) 405 Serper (lever l'ancrt ) 394 Rester 345 Ronger 119 Serrer 476 yoo TA] BLE DES VERBES FRANÇAIS. Servir 423 Subroger 483 Tendre 490 Sévir 215 Subsister 484 Tenir 490 Sevrer 431 Substituer 484 Tenir en bride 531 Siffler 180 Subtiliser 450 Tenter 92 Signer 180 Succéder 480 Tenter 491 Signifier 429 Sucer 480 Tergiverser 492 Sillonner 439 Succomber 437 Terminer 492 Simplifier 430 Sucrer 237 Terrasser 493 Situer 430 Suer 480 Tester 493 Situer 94 Suffoquer 437 Téter 301 Soigner 21 Suffire 71 Tinter (résonner) 493 Soigner 125 Suggérer 481 Tirer 494 Solder 393 Suivre 420 Tirer 86 Solenniser 439 Soupçonner 228 Tirer de doute ( v Solfier 439 Supplanter 443 éclaircir) ' 137 Solliciter 440 Suppléer 481 Tisser 493 Sommeiller 443 Supplier 481 Titrer 494 Sommer 93 Supporter 443 Tolérer 496 Sonder 402 Supposer 482 Tomber 78 Sonner 442 Supprimer 483 Tomber 85 Sophistiquer 437 Supputer 483 Tomber à plomb 300 Sortir 447 Suppurer 483 Tomber en enfance Sortir 517 Surabonder 443 (v. radoter) 361 Sortir avec violence 321 Surabonder 498 Tomber en ruines 391 Sortir d'un trou 400 Surcharger 443 Tomber goutte à Soucier (se) 125 Surfaire 444 goutte(v. dégoutter) 193 Souder avec de l'étain 3! Surmonter 445 Tomber malade 38 Souder 393 Surnager 444 Tondre 498 Soudoyer 439 Surpasser 481 Tonner 496 Souffler 177 Surpasser 445 Tonsurer 496 Souffler 436 Surpasser 446 Tordre 496 Souffrir 289 Surprendre 446 Toucher 97 Souffrir 437 Surprendre 443 Toucher 494 Souhaiter 61 Surseoir 444 Tourmenter 496 Souiller 112 Survenir 444 Tourmenter 38 Souiller (v. salir) 229 Survenir 445 Tourmenter 289 Soulager 424 Survenir à 'impro- Tourmenter 497 Soulever 441 viste 444 Tourner 187 Soulever (révolter) 347 Survivre 445 Tourner 538 Soumettre (subjugu.) 450 Susciter 483 Tourner 538 Soumettre 441 Suspendre 448 Tourner à mal 246 Soupçonner 448 Sympathiser 430 Tourner de travers 474 Souper 88 T Tousser 498 Soupirer 448 Tracer 131 Sourire 446 Taire (se) 487 Traduire 499 Souscrire (signer) 447 Talonner 209 Traduire en langue Soustraire 450 Tamponner 540 vivante 538 Soutenir 449 Tapisser 488 Trafiquer 500 Souvenir (se) v. rap- Tarder 488 Trahir 499 peler le souvenir 351 Tàter 489 Traire 260 Spécifier 456 Taxer 487 Traîner 502 Spéculer, 456 Teindre 493 Traiter 505 Statuer 472 Teindre de nouveau 384 Tramer 500 Stipendier 474 Témoigner 493 Trancher 510 Stipuler 474 Tempérer 490 Trancher (v. couper" 339 Subdiviser 481 Tempêter (faire tapa- Tranquilliser 501 Subjuguer 437 ge) 490 Transcrire 502 Submerger 441 Temporiser 490 Transférer 503 Subordonner 480 Temporiser 498 Transférer 503 Suborner 480 Tendre 301 Transférer (se) Transfigurer Transformer 503 503 Transgresser 115 Trangresser 503 Transmettre 503 Transmuer 503 Transpercer Transpirer Transplanter Transporter Transposer Transvaser Transvaser 501 Travailler 241 Travailler 240 Travailler 506 Travailler à 75 Traverser (croiser) 507 Traverser, 507 j Travestir 508 Trébucher 211 Trébucher 498 Trembler 508 I Tremper 233 Tremper 234 I Tremper 40 Tremper (imbiber) 237 ' Trépasser (expirer) 501 ' 535 Voiler 523 Voir 52l Voir de mauvais œil 246 Voir de travers 507 Voler 535 Voler 392 Voltiger 486 Voltiger 536 Vomir 539 Voter (donner sa voix) 540 Vouloir 537 Vouloir (souhaiter) 536 Voyager Abandon (forsake) 1 Abate 2 Abjure 369 Abolish 9 Abolish 85 Abound 5 Abridge 7 Absent one's self 55 Absolve 57 Absorb 57 Abstain 58 Abuse 9 Accelerate 30 Accede 12 Accent 13 Accept 13 Accomodate 16 Accompany 16 Accomplish ^4 Accomplish 99 Accumulate 2l Accumulate 125 Accuse 21 Accuse (to indicte) 327 Accustom one's self 8 Accustom 20 Accustom 67 Acquire 2l Acquit 149 Act 33 Add 438 Address 2l6 Add water to wine 224 Adhere 25 Adjourn 31 Adjust 371 Adjuge 31 Administer 39 Administer the sa- crement 392 Admire 40 Admit into a society 33 Admit 39 Adopt 26 Adorn 3 Adorn 279 Adorn 16 Adorn 26 Adorn 284 Adorn 279 Pages. Advance 63 Advise 109 Affect 28 Affect 28 Affirm 27 Afflict 61 Afflict 509 Aggravate 32 Agitate 33 Agree (suit) 115 Agree 191 Aim at 301 Alienate 34 Alight from hoi se back 405 Allege 34 Allow 295 Allude 36 Allure (bird) 541 Ailure 60 Amplify 41 Amuse, one's self 153 Amuse 440 Amuse one's self 454 Amuse (divert) 505 Analyse 41 Anchor 279 Animate lo Animate 42 Animate (v. to excite) 2l8 Annihilate 43 Annihilate 43 Announce 43 Anoint 515 Answer 381 Anticipate 44 Apostatize 425 Appear 44 Appear 97 Appear 111 Appear 284 Appease 327 Appease 419 Append 45 Applaud 45 Apply 22 Apply one's self 26 Apply 46 Appoint 128 Apportion 321 Appraise (value) 520 Pages. Apprehend 325 Approach 67 Appropriate 22 Appropriate to one's self 47 Approve 47 Approve of 275 Arm 49 Array (draw up an . army) 407 Array in squadrons 468 Arrest i3o Arrive 911 Arrive (happen) 52 Arrive 83 Ask 90 Ask 155 Ask again 349 Ask too much 444 Aspire to 38 Assassinate 55 Assault 55 Assault 58 Assemble 20 Assign 55 Assist 56 Associate 57 Assume 52 Assure 13 Assure 50 Astonish (stupify) 478 Attach (hang up) 45 Attach in flank 177 Attempt 92 Attest 59 Attract 60 Attract 60 Attribute 61 Authorize 62 Avoid no Avoid 425 Awake i35 Awake 383 Awake 484 B Balance an account 393 Ealance 180 Banish 399 Baptize 72 Bar 399 Bar 470 Bark 1 Barricade 472 Baste 361 Bathe 69 Be 165 Be able 304 Be affected in one's ways 418 Be afflicted 29 Be afflicted 121 Be afraid 226 Be angry 119 Be angry 474 Be ashamed 528 Be astonished 478 Beat 71 Be born 262 Be brilliant 381 Be brought to bed 287 Beckon 12 Beclose at one's heels 209 Be cloudy 44 Become 153 Become enemies 224 Become green again 371 Become gray headed 209 Become master 202 Become unmannerly 199 Be cured of love 434 Be delirious 131 Be empty 518 Be equivalent to 161 Be frolicksome 83 Beg 252 Beget 185 Begin 96 Begin a law suit 230 Begin a tune 233 Begin 315 Begin again 375 Begin again 335 Behave one's self 99 Behead 130 Behove 459 Be inattentive 484 Be in bed 187 Be in debted 215 Be infatuated 218 Be ignorant of 196 Be in the habit 439 Believe 122 Bellow 260 Belong 44 Be mistaken 162 Be moved 230 Bend 3 Bend 215 Bend a sail 208 Be necessary Be necessary 270 Benumb 233 Be over head and hears in love 454 Be possessed with the devil 463 Bereave 132 Be repugnant 376 Be resigned 336 Be rival (of) 160 Beseech 308 Beseech 481 Be shot 288 Besiege 55 Be silent 487 Be smitten 210 Bespeak a coach 204 Besprinkle with holy water 54 Be surprised 249 Be tired 475 Betray 498 Be transparent 504 Be uneasy 399 Be hungry 66 Be useful 187 Be well 471 Be worth 519 Bewitch 476 Be wreked 263 Bend 126 Bend 215 Bind 241 Bind 360 Bind (oblige) 533 Bind up 218 Bit (t. m.) 4 Bite 258 Blacken 31 Blame 73 Bleat 72 Blaspheme 73 Bleed 85 Bleed one's self S6 Bless 72 Blind 11 Blind fold 72 Blind 87 Bloom 179 Blow 177 Blow 436 Blunt 467 Blush 53 Bluster 490 Boast of one's self 521 Boil 35 Boil 74 Bombard 74 Borrow 11 Bore through 500 903 Bound 70 Bottle up 219 Bow down 91 Box 176 Branch out 333 Brandish 75 Brandish 531 Bray 331 Bray (crumble) 477 Break 85 Break 182 Breakfast 174 Break 390 Break 405 Break the corners of a thing 414 Breathe 34 Breathe 345 Bribe 480 Bridle 199 Bridle 182 Bring 24 Bring up 35 Bring 338 Bring back 350 Bring back 363 Bring back ( carry back 374 Brisle up 327 Broil 8 Brood 122 Browse 287 Build 170 Build HI Bung 540 Burn 48 Burn 7 Burn 66 Burn 220 Burn 415 Burst 123 Burst 412 Burst your sides with laughing 432 Bury 422 Bury 449 Button up 5 Buzz 390 Buy 99 Cajole (to caress) 531 Call 45 Call 90 Call back 348 Calm 4 Calumniate 80 Cannonade 81 Canonize 82 Capitulate 84 994 Captivate 85 Card 84 Care 125 Caress 10 Carry 302 Carry away 446 Cast 186 Cast anchor 445 Cast anchor 41 Castrate 85 Catch 14 Catch birds 513 Catch a cold 221 Catch (deceive) 501 Catch 375 Cause 78 Caw 191 Cease 89 Celebrate 87 Censure 88 Certify 89 Chain 101 Chain down 210 Challenge (to darò) 423 Change 36 Change 70 Change 80 Change 261 Change countries (transmigrate) Characterize 8^ Charge 84 Charm 235 Chase (engrave) 404 Chastize 184 Chat 90 Chat 92 Chatter 184 Cheat 511 Cherish 536 Chew 251 Chide 375 Chip 146 Choke 437 Choose 281 Choose 405 Cicatrize 92 Circulate 93 Circumscribe 93 Circumvent 93 Cite 93 Clarify 407 Clasp 28 Clap 71 Clean 265 Clean 326 Cleanse 257 Clear 151 Clear up 137 Clear up Climb 334 Clip the wings 489 Clothe 530 Coin 257 Collate 94 Collect 329 Colour 95 Comb 298 Come back again 372 Combine 96 Come in 160 Come from 325 Come unexpectedly 444 Come up again 376 Come 444 Come 256 Come out of the egg 467 Comfort 110 Comfort 105 Command 95 Command 430 Commute 501 Compare 283 Compensate 98 Complain 238 Complain 155 Comply 98 Compose 99 Compress 101 Compromise 101 Compute 483 Communicate 101 Complete 229 Conceal 270 Conceive 102 Concentrate 102 Concentrate 350 Concern 102 Concern 206 Concert 102 Conciliate 102 Conclude 102 Condemn 103 Condense 103 Condescend 131 Condescend 102 Confederate 104 Confer 104 Confess 104 Coniide 178 Conline 105 Contine 371 Confirm 104 Confirm $a4 Conhscate 105 Conform 105 Confound 105 Confront 105 Congratulate one's selfl06 Conjecture 106 Conjugate Conjure Conjure Conquer Consecrate Concentrate Consent Consider Consign Consist Consolidate Consolidate Conspire Constipate Constitute Constrain Consume Consult Contain Contain Contaminate Contemn Contemn Contemplate Contend Contest Contest Continue Continue Contract Contradict Contradict Contribute Contrive Convert Convince Cook Cook again Cooperate Correct a work Correct Correct Correspond with Corroborate fortifiy Corrupt Cost Cough Counterfeit Count Couple Court 119 Court 519 Cover again 351 Cover with a lid 117 Cover 117 Cover with dirt 237 Crack 416 Create 122 Creep 476 Creep into 20 Criminate 212 Criticize 124 Cross one another 214 Cross over 507 Crown 214 Crucify 124 Cruise Crush Crush Cry Cry down Cry out Cudgel Cultivate Cure Cure Cure Curse Cut Cut off Cut again Cut off Cut Cut the veins 485 Cut up a fowl 401 Cypher 79 D Dally 392 Damage 126 Damo one's self 126 Dance 69 Dance 126 Dance and stamp 510 Dare 49 Dare 279 Darken 279 Dart 393 Daub 205 Dazzle 1 Deafen 58 Decamp 128 Decant 501 Decant 507 Deceive 221 Deceive 450 Deceive 331 Decide 128 Decimate 129 Declaim 129 Declare 137 Declare previously 444 Decline (delay) 401 Decline 129 Decorate 130 Dedicate 130 Deduct 130 Deduct 136 Deduct 138 Defame 138 INDEX OF ENGLISH VERBS. Defame 425 Defend 138 Define 139 Deflour 485 Defraud 130 Defray 459 Defy 75 Degenerate 130 Degrade 67 Delay 217 Delay 383 Delay 488 Delegate 131 Deliver 81 Deliver (to free) 243 Deliver 141 Deliver (save) 402 Delude one's self 196 Demolish 131 Demolish (pull down) 434 Demonstrate 142 Denounce 143 Deny 148 Deny 264 Depart 286 Depend 443 Deplore 132 Deposit 132 Deposit 132 Deprave 132 Deprive 315 Deprive 467 Depute 133 Derange 479 Derive 133 Derogate 133 Descend 406 Describe 133 Desert 148 Deserve 252 Design 135 Design 131 Desire 133 Desire 75 Desolate 134 Despair 149 Despise 76 Destroy 152 Detach 468 Determine 136 Determine 308 Detest 5 Detest 136 Devote 107 Devour 154 Dictate 136 Die 258 Die 493 Die again 384 Difame 138 905 Differ 138 Dig 405 Digest 140 Dig with a spade 520 Dilate 140 Diminish 142 Diminish 255 Diminish 406 Diminish a swelling 427 Dine 134 Dine 305 Dip 201 Dip 233 Dip 234 Direct 145 Direct (a letter) 347 Direct a letter (super- scribe) 444 Dirty 245 Dirty 229 Dirty 465 Disable 475 Disaccustom 154 Disappear 453 Disapprove 146 Disarm 146 Disband 243 Disband 400 Discern 406 Discharge 403 Discharge 400 Discipline 147 Disclose 485 Discolour 409 Discolour 409 Disconcert 411 Discount 412 Discover 283 Discover 412 Discredit 415 Disculpate 147 Disculpate 430 Disdain 418 Disdain 466 Disfigure 140 Disfigure 425 Disgarnish 452 Disguise 508 Disguise 508 Disgust 474 Disgust (tire) 478 Disgust 485 Dishearten 146 Dishearten 412 Dishevel 403 Dishonour 149 Dishonour 485 Dishonour 534 Disjoin 148 Dislodge Dismantle 432 Draw back 346 Enchant 20Ô Dismember 432 Draw back 367 Encounter 30 Dismiss 15 Draw from the custom Encourage 213 Disobey 153 house 418 Encumber 223 Dispatch 456 Draw near 19 Endeavour 222 Dispense 149 Draw near again 337 Endure 436 Disperse 150 Draw out 86 Enervate 352 Disperse 399 Draw out 384 Enervate 434 Disperse 458 Draw out 886 Engage 204 Disperse. 402 Draw (the sword) 199 Engrave 211 Dispiace 431 Draw (the sword) 428 Engrave 229 Dispiace 410 Draw up a deed 390 Enjoin 97 Display 486 Draw up an army ( v. Enjoy 190 Displease 150 array) 407 Enjoy one's self in Displease 367 Draw water 60 the country 532 Displease 460 Dream 438 Enlarge 32 Dispose 150 Dress 3 Enlighten 407 Dispossess 467 Dress again 389 Enlist soldiers 53 Dispute 36 Dress extravagantly 60 Enlist 57 Dispute 327 Drink 73 Ennoble 266 Dispute 98 Drip 409 Enrich 51 Dispute 151 Drive in 28 Enter 161 Disrespect 411 Drop 190 Entertain 232 Dissemble 151 Drop 193 Entertain 506 Dissipate 151 Drop 175 Enthrone 234 Dissipate 458 Drown 42 Entitle 233 Dissolve 147 Drum 71 Envelop 238 Dissuade 151 Dry 53 Envelop 237 Dissuade 411 Dry 419 Envy 236 Distil 152 Dry up 434 Equal 24 Distinguish 152 Dry up 208 Equal 284 Distribute 152 * Dulcify 158 Equal 331 Distrust 139 Dust 412 Equal 515 Disturb 226 Dust 465 Equip 50 Dive 202 Dwel 8 Equip 161 Dive into 291 E Equivocate 162 Diversify 153 Erase 402 Divert the attention 152 Eat 248 Erect 146 Divide 372 Eclipse 159 Erect 162 Divide 154 Edify 159 Err (mistake) 398 Divine (v. guess) 217 Educate 159 Escape 170 Divulge 453 Efface 81 Escape 403 Do 171 Effect 159 Escort 414 Do amiss 131 Elect 159 Esteem 473 Doat (dream) 503 Elect 70 Evaporate 484 Do good 73 Embalm 197 Esagerate 163 Do ill 446 Embark 198 Exalt 163 Do or say nonsense 467 Embellish 23 Examine 163 Dote 361 Embellish 185 Exceed 159 Double 23 Embellish 199 Exceed 502 Double 158 Embowel 485 Excel 481 Double 180 Embrace 6 Except 159 Doubt 157 Employ 25 Exchange 402 Drag 502 Employ 205 Excite 218 Draw (haul) 87 Empty 539 Exclaim 408 Draw 131 Enact 472 Excommunicate 410 Draw 148 Enamel 431 Excuse 417 Draw 494 Encamp 9 . Execute 164 Draw 435 Encamp 58 Exempt 164 Draw 348 Encamp 281 Exercise 164 Exhale 484 Exhaust 466 Exile 70 Exile 360 Exile 164 Exile 342 Exist 164 Expect 58 Expel 425 Experiment 458 Expiate 165 Expire 463 Expire 501 Explain 461 Explain one's reasons 260 Express 165 Extemporize 207 Exterminate 473 Extinguish 169 Extinguish; 456 Extirpate 474 Eye 25 F Facilitate 31 Fade 40 Faint 485 Fall a sleep 23 Fall ill 38 Fall 78 Fall 85 Fall 128 Fall into a passion 221 Fall into a snare 209 Fail in love (v. be smitten) 2l0 Fali in love 225 Fall into ruins 391 Fail again 347 Fail perpendicularly 300 Falsify 170 Famish 26 Fan 485 Fast 140 Fatten 224 Favour 176 Fear 290 Feat- 489 Feed 92 Feed 266 Feed 449 Feel sorry 214 Feel 421 Feel 489 Feel 378 Feign 178 Felicitate 176 Fence 406 Ferment 243 Fertilize Fiddle 443 Fight 68 Fight 71 Fight 96 Fight (oppose) 326 Figure 178 File 243 Fill 160 Fill 355 Find 511 Find again 371 Find again 386 Find out 327 Fine 261 Finish 179 Finish 515 Fish 298 Fish up again 373 Fix 180 Flank 177 Flatter 245 Flatter one's self 245 Flay 414 Float 275 Float 184 Float 444 Flow 94 Flow over 475 Flutter 486 Flutter 536 Fly into a passion 25 Fly 183 Fly into a passion 431 Fly 535 Fold 300 Fold again 373 Follow the army 81 Follow 420 Foment 180 Forbid 319 Forbid 531 Force 165 Force 181 Force 533 Ford 519 Foresee 44 Foresee 313 Forget 141 Forget . 413 Forget 432 Form 180 Form the grains 462 Forsake («. abandon.) 1 Fortify one's self in a place 83 Fortify 181 Found 180 Frame 214 Free 149 Free 30 0G? Free 243 Freeze 187 Freeze 185 Freeze 31 Freight 266 Frequent 182 Frighten (despond) 400 Frighten 427 Frighten 455 Frighten 59 Frown 14 Frown 33 Fry 182 Furnish 118 Furnish 196 Furnish 256 Furnish 441 Furrow 439 G Gain 193 Gallop 184 Garrison 312 Gather 94 Gather (v. to pick up) 328 Gather grapes 524 Gather 349 Generalize 185 Gesticulate 186 Get again 347 Get aground 208 Get a woman with child 224 Get drunk 199 Get drunk 217 Get forward 225 Get out 434 Get on 318 Get out of a hole Get up 243 Gibe 255 Gild 216 Gird 93 Give 127 Give a salary 393 Give a tille 494 Give authority 20 Give back 343 Give back 346 Give again 354 Give earnest 209 Give medicine 251 Give the lie 432 Give up 87 Glitter 520 Glorify 520 Glue 211 Gnaw 119 Gnaw 390 Gnaw little by little S91 Go 41 cos Go Go Go before Go beyond Go beyond Go down Go down Go forward Go on board Go up again Go oat furiously Go out Go out Gorge one's self Gorge Go to bed again Go too far Go up Go up Go up Govern Govern Graduate Graft Graft again Grant Grant Grant Grant a privilege Grasp Grasp Grasp Gratify Graze Grease Grieve Grieve Grind Grind one's teeth Grind Gripe Grope along in dark Grow Grow big Grow bold Grow brown Grow civil Grow cold Grow cold Grow dumb Grow familiar Grow insolent Grow lean Grow lean Grow mad Grow mouldy Grow numb Grow old Grow pale the Grow poor Grow stiff Grow up Grow worse Grow yellow Grow young Guard one's self Guess Guide H 207 213 290 195 217 196 Honour Hook Hope Howl Hum Hum Humble Hunt Hurry Hurl Hack 14 Hurt 309 Hail 192 . Half-open 435 1 Halt 541 Idolize 196 Hammer 250 Illtreat 246 Handle 248 Illtreat 475 Handle again 360 Illude one's self 196 Handle gently 283 Illuminate (v. light) 197 Hang 205 111 use (v. vex) 476 Hang (tapestry) 488 Illustrate 197 Hang up 291 Imagine 201 Hang upon a hook 32 Imitate 200 Happen 66 Immortalize 202 Happen 445 Immortalize 170 Harangua 52 Impale 202 Harangue 296 Impart 286 Harden 208 Implore 206 Harden 217 Importunate 207 Hash 433 Impress 207 Hasten 12 Impress 207 Hasten 460 Imprison 84 Hasten to 18 Imprison 207 Hasten to 103 Improve 255 Hate 272 Impute 208 Haul 87 Inaugurate 208 Have 63 Incense 210 Have an interview 4 Incite 211 Have been 168 Incite 228 Have fits 454 Incline 210 Have recourse to 352 Incorporate 214 Hazard 52 Increase 20 Hazard 68 Increase 353 Heap up 62 Increase 61 Heap 94 Incrust 214 Heap up 40 Inculcate 215 Heap up 349 Incur 214 Heap up 366 Indemnify 377 Hear 229 Indemnify 215 Hear 514 Indicate 215 Hear 515 Induce 217 Help 33 Infect 219 Help 450 In feoff 219 Hem 279 Infer 218 Hide 87 Infest 219 Hide 262 Inflame 219 Hiss 180 Influence 220 Hoe 540 Inform 220 Hoi>t up 34 Infuse 220 Hold 190 Inhabit (v. dwell) ENGLISH VERBS. S09 Inoculate 225 Knead 203 Lick 241 Innovale 225 Knead again 364 Lie 252 Insert 227 Kneel 223 Lie down 117 Inspire 228 Knock head over heels496 Lift 36 Institute 228 Knock 77 Lift 243 Instruct 228 Knock against (to hit) 517 Light m Instruct 38 Knock down 17 Light (illuminate) 197 Insult 223 Knock down 146 Light up again 328 Insult 229 Knock down 511 Lighten m Insult (offend) 274 Knock in 178 Lighten 239 Intercede 230 Know 106 Lighten 428 Interdict 231 Know badly 411 Lighten 34 Interest 231 Know 396 Limit (to bound 244 Intermix 501 Know again 350 Liquidate(one's debts) 244 Interpose 232 Know by hearsay 377 Listen 53 Interpose goo Live 81 Interpose 500 L Live 534 Interpret 231 Labour 241 Live in dfunkness 122 Interrupt 232 Lace 34 Live in idleness 301 Intervene 233 Lament 185 Load 192 Intimidate 233 Lament 239 Loath©* 148 Intrench 509 Land 5 Lock 210 Introduce 234 Land 46 Lodge 35 Intrust 178 Land 399 Long 5& Inundate 225 Languish 239 Look 194 Inure to war 33 Last 158 Look 359 Invade 234 Laugh 354 Look in the glass 455 Invent (teach) 235 Launch 66 Look like 37S Invest 235 Lay 303 Look out at a win Invite 116 Lay a wager 410 dow 26 Invite 236 Lay snares 227 Lose 293 Invoke 237 Lead 103 Lose Its colour 473 Involve 208 Lead 252 Lose one's w ay 432 Irritate 208 Lead a miserable life 488 Lose one's way 137 Irritate 237 Lead to pasture 289 Love 37 Iron (linen) 474 Lean 211 Lower 2 J Leap 394 Lower 78 Learn 46 Join 188 Learn 202 M Joke 76 Lease 44 Machinate 245 Joke 87 Leave 239 Maintain 249 Joke 260 Legalise 62 Make (a hole) 76 Joke 406 Legitimate 243 Make * 173 Judge 188 Lend 207 Make again 356 Judge (arrest) 421 Lengthen 36 Make a present 156 Jump 375 Lengthen 431 Make a show 281 Justify 190 Lengthen 333 Make a show 301 K Lessen 364 Make a terrace wïth Let the sheets of a earth 493 Keep 108 sail 332 Make a tumult 512 Keep 128 Let 29 Make bloody 226 Keep 337 Let a person know Make dry 56 Keep 422 before hand 314 Make fall in love 225 Keep In check 331 Let fai one's shead 498 Make famous 279 Keep under pay 474 Let go 426 Make haste 409 Keep In pay 439 Let the sheets of e t Make haste 440 Kick 347 sail loose to the Make haste 309 Kill 39 wind 332 Make merry 429 Kill 514 Level 244 Make one lose one's Kiss 68 Level 460 equilibrium 400 910 Make one's will 493 Make round 391 Make slicky with gum 223 Make straight 329 Make straight 337 Make white with meal 218 Manifest 249 Manipulate 249 Manoevre 249 Mark 250 Mark 419 Marry 40 Marry 250 Marry 465 Martyr (to mak one suffer martyrdom) 251 Mask (disguise) 251 Master 444 Mat 234 Matriculate 251 Measure 255 Meddle 205 Meditate 251 Meet 493 Meet 212 Meet 366 Meet again 358 Melt 468 Melt (dissolve) 477 Melt again 357 Mend 328 Mend a picture 385 Mention 252 Milk 260 Mince 433 Miscarry 9 Mislay 432 Miss 247 Miss the mark 398 Mistake 222 Mitigate 256 Mix 253 Mix again 363 Model 356 Moderate 182 Modify 256 Moisten 515 Molest 257 Mollify ( v. be mo- ved ) 230 Moralize 258 Mortgage 237 Mortify 259 Move 261 Move 434 Mow 170 Multiply 257 Mundify Murder Murmur Murmur Mutilate Mutilate Mutilate Mutiny 511 258 484 262 434 510 41 H 211 264 502 114 265 266 363 378 Nail Name Naturalize Navigate Neglect Neglect Negociate Negociate Neigh New-fashion New-sole Note down 267 Notify 267 Not accept (displease)428 Nourrish 269 Number 268 Number the pages 85 Obey 513 Obey 270 Object 274 Object to 339 Oblige 270 Obscure Observe 280 Obtain 107 Obtain 281 Obtain by intreaties 205 Obtain something Occasion 85 Occupy 271 Offend 273 Offer 273 Officiate 515 Open 48 Open 407 Open a screw 485 Open one's breat 459 Open wide 451 Operate 276 Oppose 276 Oppress 277 Order 277 Order to come 68 Organize 278 Outlaw 322 Ouslive 445 Overflow 34 Overflow 427 Overload 443 Overtake Overthrow Overthrow Overthrow Overthrow Overturn Owe Pacify Pacify Pacify Pack up Pack up goods in cases Paint Palliate Pant Pant Paraphrase Pardon Pardon Pardon Pare Parley Participate Pass Pass Pass by ballot Pass over Pass the night Patch up Pave Pave with tiles Pay Pay attention Pay tribute Peel Peel People Pepper Perceive (discern) Perceive Perfect Perfume Périphrase Perish Perjure one's self Perpetuate Perplex Perplex Persecute Persevere Persist in Perspire Persuade Persuade Pervert Philosophize Pick (chuse) Pick of flesh 465 Pick up (to gather) 328 Pickle 250 Pierce 500 Pillage 392 Pinch 301 Pirate 119 Pity 97 Pity 98 Place 35 Place 94 Place 302 Place after 303 Place behind 59 Plague 496 Plait 214 Plant 299 Play 189 Play the devil 215 Play upon the harp 50 Play ( upon an ins- trument ) 442 Play the flute 541 Plead 244 Please 32 Please 298 Plot 500 Plot 278 Plough 48 Pluck a fowl 457 Pluck up 169 Plunge 512 Pluck up 84 Poison 66 Poison 498 Poke 60 Poke the fire 337 Portion 157 Pound 298 Pour 453 Pour of rain 141 Pour out 529 Powder 211 Praise 244 Prance 205 Practice 306 Pray 308 Preach 307 Precede 306 Predict 307 Prefer 307 Prefer 44 Prepare 44 Prepare 197 Prepare 310 Prepossess 310 Prescribe 206 Prescribe 311 Present arms 255 Present 311 Preserve 108 Preserve 312 Preside 312 Press 78 Press 312 Press (to extract the juice) 466 Presume 312 Pretend (mean) 313 Prevail 313 Prevaricate 313 Prevent 204 Price 252 Prick 300 Prick 199 Prick 326 Prick 479 Print 469 Proclaim 15 Proceed (derive) 315 Procure 316 Produce 183 Produce 316 Profane 317 Profess 317 Profit 317 Prognosticate 320 Prohibit 224 Project 465 Project 318 Prolong 319 Prolong 141 Promise 319 Promise again 376 Promote 320 Promulgate (publish) 320 Pronounce 320 Prop 327 Propagate 321 Prophecy 521 Propose 229 Propose 321 Prorogue 321 Prosper 322 Prostitute 322 Prostrate one's self 323 Protect 323 Protect 452 Protest 323 Prove 324 Provide 325 Provide 85 Provide against 309 Provoke 325 Provoke 102 Publish (v. promul- gate) 320 Publish 325 Pull down 357 Pullulate 326 9Î1 Punish 326 Punish 215 Purge 327 Purify 327 Pursue (prosecute) 322 Push 462 Put 253 Put back 363 Put back 373 Put a trick upon one 131 Put into a hole 200 Put oft 444 Put on one's boots 80 Put out of the way 152 Put out of form 424 Put out 434 Put out of one's way 486 Putrify (to rot) 327 Put to death 190 Put topsy turvy 426 Put under 450 Put upon 444 Puzzle 197 Qualify 327 Quarrel 382 Quarter 468 Question 232 Quiet 501 Quiet one's fears 337 Quilt 324 Quit 500 R Rack one's brains 238 Radiate 331 Rage 50 Rail 117 Rail at 72 Rain 300 Raise 224 Raise 360 Raise again 369 Raise 441 Raise from the dead 383 Raise up 483 Rake 336 Rarefy 330 Rarefy 336 Rasp 336 Ratify 337 Ravage 132 Rave 520 Read 241 Read over again 360 Reanimate 357 Reanimate 338 Reap 255 Reappear Reason 332 Relate 262 Reason 49 Relate 329 Rebound 347 Relax 333 Rebuild 356 Remain 360 Recall 335 Remark 280 Recapitulate 161 Remedy 362 Receive kindly 15 Remember 330 Receive 348 Remember 450 Recite 339 Remember 362 Reckon 43 Remind 351 Recollect 334 Remix 363 Recollect 379 Remonstrate 364 Recollect 351 Remove 36 Recommend 318 Remove 140 Reconcile 335 Remove 404 Reconcile 350 Remove 414 Recover 340 Remove 426 Recover 352 Remove numbness 402 Recover 353 Remunerate 365 Recover 377 Renew 370 Recruit 340 Renounce 370 Rectify 346 Re-open 347 Redeem 350 Repair 371 Redeem 340 Repair 371 Redeem 377 Repair 382 Redouble 330 Repeat 354 Reduce to ashes 210 Repent 292 Reduce 355 Repent 372 Reel 494 Replace 364 Reel 498 Reply 343 Reembark 361 Represent 335 Reenter 355 Repress 344 Refer 356 Repress 375 Renne 330 Reprimand 373 Reììne 450 Reprint 382 Reflect seriously on Reproach 364 one's self 337 Reproach with 368 Reflect 357 Reprobate 376 Reflect 389 Reproduce 376 Reform 358 Repudiate 376 Refresh 340 Repulse 344 Refresh 368 Repute 376 Refuse 353 Resemble 57 Refuse 347 Resemble 441 Refuse 357 Reserve 378 Refute 106 Resign 8 Register 341 Resign 377 Regret 98 Risk 377 Regret 333 Resist 344 Regulate 341 Resolve 378 Reign 341 Resound 361 Reimburse 361 Respect 380 Rei n forse 358 Rest 352 Rein forse 368 Rest (to repose) 374 Reinstate 342 Restore 346 Reiterate 342 Restrain 346 Reject 358 Restrain 382 Rejoice 35 Result 382 Rejoice 140 Retain 384 Rejoice 332 Retaliate 343 Retrieve one's losses 364 346 383 497 Retrograde Return Return Return (revolve) Return Return to one's coun- try 372 Reunite 387 Reveal 388 Revere *280 Revere 389 Revive 366 Revoke 389 Revolt Reward Reward Reward Rhyme Rid Ride Ring Ripen Ripen Rip up Rise Rise Risk Risk (to be in peril) Roast Rob Rob Rob Rock Rock Roll Roll Roll Roll one's eges about 475 Rot 208 Rot Round Rouse Rove (about) Row 347 309 34Ô Row Rub Rub softly Rule Rule Ruminate Ruminate Run Run aground Run away with Run away with Rustle Sacrifice Sadie 420 Sail 523 Sail along the coast 120 Sail 342 Salt 393 Salute 395 Sanctify 3g6 Satiate 398 Satirize 398 Satisfy 44 Satisfy 113 Satisfy 436 Saturate 398 Save 379 Save 395 Saw 419 Say 144 Scale 401 Scandalize 402 Scold 362 Scold 334 Scold (rebuke) 428 Scorch 7 Scrape up 329 Scratch 192 Scratch 192 Scratch 428 Sculpture 409 Scum 467 Seal 74 Seal 429 Seal 481 Search 348 Search 365 Search with difficulty 215 Season 103 Second 419 Secure 253 Seduce 419 See 521 See again 388 Seek 89 Seek 77 Seem 420 See things in a wrong way 507 Se with an evil eye 246 Sell 431 Sell 524 Send 235 Send 247 Send away 183 Send away 371 Send back 360 Separate 151 Separate 453 Sequester 422 Serve 423 Set forward Set in order Set on fire 210 Set out on a pilgri- mage 294 Set towards the east 278 Set ( the sun or the moon ) 501 Set up 390 Set up 468 Set up a house 11 Sew 124 Sew again 353 Shade 25 Shade 275 Shake 124 Shake 416 Shake 416 Shake 492 Shake down 466 Shake off 399 Sham 219 Share 453 Sharpen 47 Shatter 181 Shatter 411 Shave 330 Shave one's crow 496 Shear 498 Shed tears 238 Sheer again 385 Shelter 348 Shelter one's self 254 Shine 76 Shine 360 Shine 463 Shiver 7 Shoe 177 Shoot 452 Shoot 259 Shorten 17 Shorten 413 Shorten 414 Show 259 Shrink 334 Shudder 10 Shudder 182 Sufflè é92 Shut 91 Shut (to close) 422 Shut again 361 Shut up 366 Sift 124 Sigh 448 Sign 180 Signify 429 Simplify 430 Sin 290 Sing 82 Sing the garnet 439 Sink 30 Sink 223 913 Sink 231 Sink 318 Sit down 419 Situate 430 Sit up 523 Sketch 6 Skim 407 Skirmish 403 Slander 131 Slander 218 Slander 453 Slaughter 403 Slaughter 428 Slay 202 Sleep 156 Slip 408 Slip 414 Slip 418 Slip 429 Slip off 407 Slumber 443 Smash 459 Smell 272 Smile 446 Smoke 184 Smoke a pipe 301 Smooth Smooth 460 Smuggle 182 Snatch 475 Sneeze 472 Snow 179 Snow 266 Snuff a candle 433 Soak 237 Soak Sob 430 Soften 257 Soil 199 Solder 382 Solder 393 Solemnize 439 Solicit 440 Sophisticate 437 Sound 402 Sound 468 Sow 421 Sparkle 177 Sparkle 407 Speak 147 Speak 284 Specify 456 Speculate 456 Spend Spend the winter Spike ( a piece of ca- non) Spill Spill Spin Spit 467 Strip 268 Spit upon 133 Strip 464 Splash 218 Strip 429 Splash 407 Study 478 Split 176 Stumble 498 Split 451 Stumble 211 Spoil 135 Stun 474 Spoil 195 Subdivide 481 Spoil 480 Subdue 450 Spout out 405 Subject 481 Spout out 407 Subjoin 32 Spread 472 Subjugate 437 Spread reports 535 Submerge 441 Spring out 186 Submit Spur 466 Subordinate 480 Spurt out 540 Subscribe 447 Squander 407 Subsist 484 Square 467 Substitute 483 Squeeze 476 Substitute 484 Stagger 70 Subtilize 450 Stagnate 469 Succeed (to arrive) 297 Stammer 69 Succeed 387 Starch 208 Succeed 480 Stare 255 Succeed Startle 463 Suck 301 Stave in 424 Suck Stay Suckle 34 Stay 345 Succour 435 Stay 438 Succumb 437 Stay 471 Suffer 289 Steer 347 Suffer 437 Stifle 30 Suffer (to want) 473 Sting 474 Suffice 71 Stink 327 Sugar 237 Stipulate 474 Suggest 227 Stir 365 Suggest 481 Stir up 442 Summon 93 Stone 239 Superabound 443 Stop at 342 Superabound Stop 51 Superscribe (v. to à i- Stop 61 rect a letter) 444 Stop 177 Supplant 443 Stop up 512 Supply 481 Stop ut with plaster 478 Support 46 Storm 180 Support 443 Storm 183 Support 449 Streak 528 Suppose 482 Strangle 475 Suppress 483 Strangle 477 Suppurate 483 Strenghten 426 Surmount 445 Stretch 455 Surpass Strew with flowers 220 Surpass 446 Strike 95 Surprise 446 Strike 122 Surprise 443 Strike 293 Surrender 50 Strike 122 Surround 60 Strike again 373 Surround L92 Strike down 59 Surround 93 Strike down the fla 200 1 = Fourre Fourrer Parvernir Parvenir ERRATA DANS LES VERBES ANGLAIS It do not arrives If it arrive I not aspire to I shall do not go To devoted I shall not tire Clack Must Dilated Grosse Encrease Drap Indolen Grow Lath Endeavour Leat Prev Swell Bast It does not arrive If it arrived I do not aspire to I shall not go To devote I shall not tire you Clap Be necessary Dilate Grope Increase Drop Insolent Grow proud Sruggle Maculate Lead Pirate Swell again ERRATA Warm Warm again Buz Buzz Exchanged Exchange Yearn Be affected Disloge Dislodge Hapen Happen Estirpare Extirpate Tro Trot Appoint Appoint a place to meet Sheer again Twist again Moreaver MoreoverPour mieux donner une idée des sentiments qui animaient cette première réunion et des motifs que chacun y apporta, nous ne pouvons mieux faire que d'emprunter les paroles du président lui-mènie, l'illustre Michaud: \J Institut Histoi'iqiie n'est point une académie où les rangs soient marqués. Tous ceux qui se plaisent à l'étude de l'histoire sont admis à nos réunions. Nous n'avons pas seulement appelé parmi nous les hommes éclairés de la capitale; mais tous ceux qui cultivent la science de l'histoire, en quelque lieu qu'ils se trouvent; nous avons fait un appel à tous les pays, car chaque pays a ses monuments et ses traditions historiques. Dans un tenips où tous les bons esprits semblent se diriger vers l'amélioration des sociétés, il est a remarquer qu'on s'adonne avec plus d'ardeur à l'étude de l'histoire, et nous devons nous en applaudir. L'histoire, n'est -elle paslachaine quilie les générations et qui nous transmet comme un héritage la sagesse de ceux qui nous ont précédés? Un avantage des études historiques, c'est qu'elles finiront par donner à chaque société européenne une histoire qui deviendra un monument. Voyez ce qu'ont fait pour les chefs-d'oeuvres de la littérature francaise ces laborieuses recherches, cette prodigieuse érudition du XVP siècle! Les travaux historiques du siècle présent ne doivent-ils pas réveiller de méme, un jour, la muse eloquente de l'histoire, et préparer les chefs-d'oeuvre des grands historiens qui viendront après nous? Telles furent les idées qui présidèrent a la création de V Instittit Historique: elles furent le principe de l'institution; elles en déterminèrent les tendances. Dès ce moment les travaux de cette Société se succèdent sans interruption V. V Investigateiir V. "L'Investigateur, et avec une regularité digne d'éloges. Elle tient plusieurs congrès et quantìté de mémoires historiques, scìentifiques, littéraires, archéologiques, artistiques et linguistiques paraissent dans son Journal. Des médailles en or et en argent sont décernées aux auteurs des meilleurs mémoires admis aux difìférents concours; une desquelles en or de la valeur de 200 francs est assignée aussi a Caxtu, dans la séance d'ouverture du Congrès tenu à l'Hotel-de-Ville, pour son mémoire sur cette question posée par l' Institut mème: Determiner le caractère de la littérature italienne aux XIIP et XIV siècles, epoque de Dante et de Pétrarque. Les Revues d'ouvrages deviennent toujours plus nombreuses et la correspondance et les échanges avec les autres corps savants francais et étrangers, prennent un notable accroissement. Et bien à raison E. de Monglave, secrétaire perpétuel de X Institut, pouvait s'exclamer dans le Congrès historique: Toutes les sociétés historiques de l'univers ont contraete des alliances avec notre Société. Nous accueillons et reproduisons les travaux de celles de Washington (Smithsonian Institution), de Palenque au Mexique, de Liège, de la Suisse romande, des Commissions royales de Londres, de Bruxelles et de celle de Turin. Il faut ajouter, la Société des Antiquaires du Nord siégeant à Copenhague, les Académies d'histoire de Barcellone, de Madrid et de Lisbonne; l'Institut Historique de Westphalie; l'Institut historique de Rio-Janeiro; l'Archivio storico italiano de Florence; la Société des Ouirites de Rome; la Société des Antiquaires de Zurich; l'Académie royale des sciences de Munich; les Académies de Berlin, de Goettingue et de Vienne et enfin l'Académie Imperiale des Sciences de Russie. Farmi les approbations nombreuses que l'Institut historique recut alors de toutes parts, on doit signaler celles de deux célèbres historiens MM. Thiers et Guizot. Ce dernier, ministre de l'Instruction publique à cette epoque, s'exprimait ainsi dans le Monitetir J'espère que cette Société n'aura V. l^'InvesHgateur ; V. \J Investigateiir (Procès -verbaux: Cantu niembre correspondant de la i.re classe. Sont nommès commissaires pour l'examen de cette candidature M. M. Carise. Nolte et R.; V. \J Investigateiir (Procès-verbaux Cantu, de Milan, propose à la dernière sèance comme membre correspondant, est admis sur le rapport de M. Nolte. A propos du mémoire ci-dessus, voilà comment s'exprimait le rapporteur M. Breton: Les membfes de la commission ont ètè 'ètonnés d'y trouver un emploi vraiment remarquable des idiotismes et des finesses de la langue francaise. Ce qui les a frappés encore davantage, c'est, la connaissance de beaucoup d'anciens auteurs francais, qui dans notre pays mème ne sont guère connus que des personnes spècialement versèes dans les ètudes littéraires. L'auteur appuie ses assertions de citations qui dènotent des études sèrieuses et un savoir réel. V. IJ lìivestigateur Voir en oùtre l'aperru que R. donne sur ce mémoire, où la juste et savante critique, égale la profondeur de son raisonnement. V. \J Iiivestigateiir V. Journal de l'Institut historiqìie T. Vllme pas fait un vaìn appel aux amis de la science: je mlassocie à ses efforts. Et plus tard, un autre ministre de l'Instruction, publique M. Salvpndy, non seulement approuvait tous les changements apportés aux status et adoptés dans les séances mais; dans une lettre adressée à M. le baron Taylor, président de \ Instihtt, il écrivait: Je viens de mettre à la disposition de V Instiint Historique la somme de quinze cents francs, Je désire que vos savants collègues trouvent dans cette décision un témoignage de ma vive sympathie pour X Institut Historiqìie et les travaux importants qu'il poursuit. Dans le mème temps, plusieurs souverains et princes de l'Europe acceptaient le titre de membres et protecteurs de cette nouvelle institution. Le roi de Sardaigne, le roi de Wurtemberg, le roi des Belges, le prince royal de Bavière, le prince de Prusse, le prince de Saundershausen, le prince de Schaumbourg-Lippe, les princes Louis et Jerome Bonaparte, l'empereur du Brésil, le grand-duc de Toscane, le comte de Syracuse et enfin le Sultan de Turquie qui, en se déclarant protecteur de l'Institut, lui faisait don de vingt mille piastres pour donner à cette Société une marque de son intérèt. Tout cela se doit surtout à l'initiative de l'infatigable R., qui n'épargnait aucun moyen pour faire toujours plus avancer cette noble institution. Farmi les hommes éminents qui ont fait partie de V Instihit Historique, il faut ajouter, à ceux que nous avons nommés et qui en furent en quelque sort les fondateurs, les suivants: Destut-DE-Tracy; Lemercier, de l'Académie Francaise; le comte De Lasteyrie, député; le due de Doudeauville; le duc de Choiseul; le baron Notret de Saint-Lys; M. de Salvandv, de l'Académie Francaise; Carnot, Merlin, Siméon; Reinhard, de l'Académie des Sciences morales et politiques; Cherubini, de l'Académie des beaux-arts; Chateaubriand, Lenoir, Martinez de la Rosa, le prince de la Moskowa, Villemain, Paschal- Stanislas Mancini, Augustin Thierry et d'autres. Cependat les événements politiques, semblaient ménacer l'existance de la Société et ce fait produisit dans ses membres une vive préoccupation. Les démissions du citoyen Lamartine des fonctions de président et de MM. Frissart et abbé Auger de vice-président, ajoutèrent de l'embarras. Mais R., au contraire, ne se decouragea pas et se hàta, dans ces entrefaites, de sauver rinstitut. En effet, dans la première séance de l'assemblée generale, il rendit compte d'une démarche qu'il avait faite avec le secrétaire general V. \J Investigateur V. U bivestigateur V. U Investigateiir; lettre de Rifat, ministre du Sultan, à R. et plusìeurs membres du Conseil, auprès du nouveau ministre de l'Instruction publique. Le citoyen Carnot accueillit la Commission avec bienvfeillance et déclara qu'il aurait fait tout son possible pour se rendre utile à l'Institiit Historique, dont il était membre depuis l'epoque de sa fondation. Et dans cette mème séance, après une longue discussion, R. fit décider qu'une assemblée extraordinaire aurait eu lieu à l'effet. de renouveler le grand bureau. Après la visite à M. le ministre Carnot, une autre Commission, composée de huit membres du Conseil, de l'administrateur R. et du secrétaire general, sur la proposition de R., se rendit à l'Hotel-de-Ville pour faire acte d'adhésion à la République, M, Buchez, maire adjoint, recut cette Commission. Un de ses membres, E. Deschamps, prit la parole en ces termes: Citoyens gouvernants; \ Institut Histo^dque, par la voix de sa Commission speciale, s'empresse d'offrir au gouvernement provisoire de la République son adhésion la plus complète, son concours le plus dévoué. Cette mème députation demandait en outre qu'on l'autorisàt à prendre le titre à' Institut Historique National. M. Buchez, au nom du Gouvernement provisoire, repondit ainsi: Je vous remercie de l'acte d'adhésion que vous faites, et qui certainement devait ètre à l'avance dans vos intentions. Vous ne pouvez pas douter que la République ne s'occupe très-sérieusement des études historiques. Ces études ont pour résultat d'éclairer l'avenir par le passe, de donner le véritable cachet à chaque nationalité. L'histoire est un élément précieux de la politique; elle a fait des progrès immenses dans ces derniers temps. La France a répandu la civilisation par l'enseignemet et vous ètes destinés à co-opérer à cette oeuvre en choisissant des hommes capables d'enseigner les traditions du passe, pour montrer les devoirs du temps présent. Quant à la demande que vous nous faites de vous autoriser à prendre le tttre ài! Institut Historique National, nous ne sommes que gouvernement provisoire, et comme tei nous n'avons a^une autorisation de ce genre à donner. En attendant, la séance extraordinaire venait d'avoir lieu. On renouvela le grand bureau. M. Buchez en fut élu président et \ Institut Historique conserva son titre ancien. Mais son état financier avait beaucoup souffert dans ceLte année. L'on proposa d'ouvrir une souscription et non seulement tous les membres qui étaient présents à l'assemblée generale s'empressèrent d'y faire inserire leurs noms; mais mème des étrangers firent preuve de dévouement envers 1'Institut V. \J Investigateur Séances de V Institut Historique V. \J Investigateur. V. 1.' Investigateur et Le Moniteur V. \J' Investigateur. Par ce moyen on put faire face aux besoins les plus pressants, et la Société flit mise en condition de continuer librement sa marche glorieuse. A partir de ce moment des amélìorations et surtout dans la rédaction du journal de la Société, deviennent nécessaires et c'est toujous de la part de R. qu'elles sont proposées. En effet. dans l'assemblée generale, il a la parole pour exposer son projet arrèté dans le Conseil, qui consiste dans la distribution des sujets de mémoires et des rapports à faire, pendant 1'année, par les membres de V Instittd, et dans la lecture de tous les travaux que l'on s'est engagé à rediger. Cette proposition, qui amenait de grands avantages fut sur-le-champ adoptée, de mème que celle de donner plus d'étendue aux travaux et aux publications de la Société. Nous voilà, en attendant, à la Séance publique, c'est-à-dire au 25'" anniversaire de la fondation de l’Instihit, dans laquelle M. de Berty, vice-président, pouvait justement affimer que depuis un quart de siècle l'Institut poursuit avec persévérance, au milieu des bouleversements politiques et des changements de tonte nature, le but utile que ses fondateurs se sont propose; mais en jetant un regard rétrospectif sur la carrière qu'il a parcourue, il n'a pu oublier tout ce qu'il doit aux hommes éminents qui l'ont créé, aux souverains et aux princes qui l'ont honoré de leur protection, aux savants de la France et de l'étranger et aux zélés collaborateurs qui l'ont soutenu de leur concours éclairé. Et pendant que M. Poujoulat écrivait à R. J'ai vu l’Instihit à son humble berceau. il se recommandera au respect et à l'estime de la postérité; M. DE PoNGERViLLE, de l'Académie Francaise, président de l'Instittit Historique affìrmait: L’Institut, encouragé par le succès, achèvera religieusement la tàche qu' il s'est imposée. Cette prophétie devait, en effet, s'effectuer car, dèsormais, l'existence de la Société, qui venait de prendre le nouveau nom de Société des études historiqties, était assurée. Elle était reconnue d'utilité publique et le beau songe de R. devenait une pure et durable réalité. V. \J Investigateiir V. 'L'Investigateiir lettre de M. Poujoulat à R. V. UInvestigateiir. Je regrette de n'avoir pu consulter ce que M. O. Gigli, redacteur du journal Il Tiberino écrivait à propos des premières années de l’Institut historique. L'oeuvre de R. comprend des mémoires historiques et linguistiques; des rapports archéologiques; des articles d'histoire littéraire et quelques entrefilets de différents sujets. A la première et à la seconde espèce appartiennent: La guerre de Spartac7is en trois campagites; la Vie politique et littéraire de Salfi; les Mémoires sur les Archives historiques italiennes; les Cotzgrès scientifiqties des italiens; Pierre i^w^/^zW (necrologie), Le General José de San-Martin (biographie); V Histoire des Basques; M. de Vanderbach (biographie); Les Bohémiens; L^ Comte Des Fossez (biographie); La Républiqtie de Saint-Marin; V Abandon des enfants en Chine; Jeanne Dare; la Panification anciemie et moderne; Denis Foyatier (biographie); Salfi (biographie): Le fleuve des Afnazones; V Histoire de Florence (par Jacopo Pitti); La Mer Morte (par Lynch); Le Royans; LJle de Sainte-Croix; La Signora di Monza et son procès; Le camp de Cesar dans le pays des Andes; La langue des Otcolofs; Les Incas et la langue Aymara-Quichua; Les langties des Indiens du nord de l’Amérique (90 idiomes); le Dictionnaire general italien-francais; LE POLYGLOTE IMPROVISÉ (Dìctionnaire italien-francais-anglais); une Recension sur le Dictionnaire Arménien-Francais de Calfa. A la troisième: Peuples primitifs de l’Italie (par Poletti); La grotte de Collepardo; Momiments de tous Ics peuples (par E. Breton);. Fouilles de la mie Appienne; Confession sozcterraine de la Basilique de Saint-Marc de Rome (par Mgr. Bartolini); Les fotiilles de Cumes. A la quatrième: Histoire de la poesie fraìigàise à Vépogiie imperiale et LES PRINCIPALES PHASES DE LA LANGUE ITALIANNE. A la cinquième: Aiialyse dti congrès d' Ediiìibourg, le Percement de r isthme de Suez et la Description d'une petite machine géocyclique. De ces écrits, qui parurent la plupart dans V Investigatetir, nous irons en donner une sobre analyse, des principaux du moins:La G^ierre de Spartactis, publiée par l'éditeur Fayolle, fut sugérée à R. par la belle statue de Foyatier, que l'on admire, mème aujourd'hui, aux Tuileries. L'importance de cette guerre, qui fut une des jdIus mémorables dans les annales de Rome, les souvenirs de ce héros extraordinaire, de cet homme opprime, enchainé, n'ayant pour lui dans son néant que l'aide de ses propres forces et son talent pour les diriger, lui ont fait puiser, dans les ouvrages les plus célèbres de Salluste, Plutarque et d'autres, tous les faits isolés les plus authentiques et leur donner la forme d'un récit historique, avec l'ordre et l'esprit qui leur appartient. Ce titre: U art d'écrire les lajigties sans les apprendre, m'avait frappé, écrit E. Garay de Monglave, dans son analyse du POLYGLOTTE IMPROVISÉ. Il me rappelait involontairement ceux de beaucoup de livres de science qui suivirent l'invention de l'imprimerle; titres prétentieux, entachés mème quelque peu de charlatanisme, bien que les ouvrages auxquels ils servent d'étiquettes renferment souvent d'excellentes choses. Je voyais avec peine ce retour à un passe déjà loin de nous, car, je l'avouerai franchement, j'ai peine à me faire a cette reconstruction systématique d'un monde qui n'est plus, tentée journellement par de jeunes esprits qui rougiraient d'ètre de leur siècle. Cependant la connaissance que j'ai depuis longtemps de là personne et des travaux de M. R., ce que je sais de sa consciencieuse et opiniàtre éruditioìi, l'amitié qui le lie à notre grave Foyatier, à cet artiste tout d'une pièce, dont il fut le premier à saluer, par un écrit parfumé d'antiquité, le Spartacus, cet événement des temps modernes; tout s'unissait pour me rassurer sur cette première impression, et pourtant, malgré moi, toujours je me surprenais à me dire: L’art d'écrire les langues sans les apprendre! Ohi cela ne se petit pas. Tandis que mon esprit se révoltait de la sorte contre une idée brute qu'il ne se donnait pas la peine de creuser, l'envie me prit de feuilleter la préface du livre. Il en est tant qui ne disent rien! celle-ci, peut-ètre, me révélera quelque chose. L'auteur tient à son titre. Tant mieux: j'aime les hommes qui ont le courage de leur opinion. Ce titre - dit R. - exprime parfaitemént le caractère et LE PLYGLOTTE IMPROVISÉ (langue des signes) dictionnaire italien-français-anglais par R.. Un gros volume in -12 de 1000 pages. A Paris, chez Baudry; à Florence, Molini; à Turin, Bocca; à Rome, Merle; à Bruxelles, Jomar; à Londre, Rolandi; à Genève, Cherlubiez; à Lyon, Dourtier, et à Milan, Vienne, Moscou, le but de mon ouvrage. Sa forme inusitée était corrrmandée par l'usage auqiiel je le destine. Il n'y a personne qui n'ait senti la nécessité de posseder un moyen quelconque; mais prompt, immédiat, de communiquer ses idées, d'exprimer ses besoins dans une langue qu'il n'a pas le temps d'étudier – That was the reason we dedicated each Saturday morning, during Hilary, to Eskimo – Grice. Etudier à fond une langue come l’Eskimo, c'est se préparer bìen des ennuis, bien des dégoùts, pour un succès fort incertain – Austin said he was trying to refute the Americans like Bloomfield! – Grice. L'exercice pratique et journalier par lequel ON APPREND PASSABLEMENT SA LANGUE MATERNELLE, n'est point applicable aux langues étrangères come l’Eskimo. Et puis, comment espérer de soumettre au joug uniforme de l'étude cette multitude que la dissipation ou l'intérèt agglomère pour si peu d'instants, et qui se disperse ensuite sans espoir de retour? Ce qu'il faudrait dans le monde, ce serait comprendre au premier aspect un idiome inconnu, et traduire ses pensées dans cet idiome, sur-le-champ et sans étude. Voilà le grand problème que R. – et plus tard, J. L. Austin e H. P. Grice -- a entrepris de résoudre avec l’Eskimo; et déjà la franchise, la netteté, la modestie mème de son titre sauté aux yeux des plus incrédules. On peut au moyen de sa langue, dit-il, COMPRENDRE – si non pas parler – mais peut-etre écrire une langue étrangère come l'Eskimo sans l’avoir apprise sur-le-champ. L'exécution *est* possible par la disposition des mots et des rapports qu'on établit entre la langue d’Oxford (BOVIS VADUM) e de l’Alaska, l’Eskimo. L'auteur n'est pas partisan des dictionnaires que nous possédons. Suivant lui, il n'y a pas d'homme qui se soit adonné à l'étude de la langue des Eskimos sans avoir acquis la certitude de la parfaite inutilité de ces dictionnaires avant de savoir une seule langue étrangère. Une pensée a toujours domine les auteurs dans la classification de leurs matériaux; ils ont toujours voulu faire passer la théorie avant la pratique. R. procède en sens inverse. Il veut que tout le monde puisse se servir de son dictionnaire avant d'avoir appris, c'est-à-dire, pour apprendre et pour se faire comprendre À L’INSTANT. La richesse, l'abondance des mots – For snow, we were flabbergasted – Grice -- n'est, suivant lui, utile qu'aux savants. Ce qu'il faut au vulgaire c'est la traduction fidèle de la langue usuelle, de la langue parlée sur tous les degrés de l'échelle sociale, dans un peuple come ce des Eskimos. L'auteur reconnait la difficulté de COMPRENDRE une langue étrangère come l’Eskimo selon son genie qu'on n'arrive, ajoute-t-il, à bien posseder qu'à condition d'oublier celui de sa propre langue – GRICE : AUSTIN WAS DISAPPOINTED AT THE SO FEW WORDS OXONIANS HAVE TO REFER TO ‘SNOW’. Aussi, n'est-ce pas sans raison qu'on a dit qu'autant de fois un homme parlait une langue, autant de fois il était homme. GRICE : THIS HAPPENED TO ME WHEN I INVENTED DEUTERO-ESPERANTO. I BECAME ANOTHER MAN! Un grammairien habile, N. Boussi – pas JESPERSON OR CHOMSKY -- GRICE, résumé ainsi le livre de R. Il est évident que l'auteur ne prétend enseigner, ni à parler, ni à écrire littérairement une langue étrangère, puisqu'il pense qu' 071 fi'arrive à cn posseder le genie qu’à conditioìi doiiblier celni de sa propre langue. L'art qu'il nous présente, est celui d'écrire une langue sans le apprendre. Ce n'est point aux savants – come J. L. Austin, professeur de philosophie morale a Oxford, o H. P. Grice, son collaborateur -- qu' il s'adresse, ce n'est pas mème à ceux qui se proposeraient de le devenir; c'est à ceux qui n'en ont ni la volonté, ni le loisir. Il dit à celui qui voyage à l'étranger, a l’ALASKA, à celui qui a besoin d'y correspondre: ouvrez LE POLYGLOTTE IMPROVISÉ, et vous y trouverez la traduction tonte faite de votre pensée. Il ne s'agit pas d'écrire plus ou moins élégamment, plus ou moins correctement mème, en italien, en anglais, en francais – et dans l’appendix di J. L. Austin et H. P. Grice, en eskimo --; mais tout simplement d'écrire de facon à se faire comprendre, à peu près, comme font tous les étrangers quand ils se trouvent dans un pays qui n'est pas le leur, et qu'ils se figurent en parler la langue. A y regarder de près, ce résultat, réduit à sa plus simple expression, pourrait bien ètre de majeure importance. Il suffit de le considérer du point de vue utilitaire. Mais, ne paraitra-1-il pas étrange que ce soit précisément un professeur de la langue ESKIMO qui vienne dire qu'on n'apprend jamais qu'imparfaitement une langue, étrangère ou propre; qui, mettant de coté tonte sa science, le fruit des travaux, des mombreuses recherches de toute une vie, déclare, sans plus de facon, que, du moins dans les circostances habituelles de la vie, il suffit de s'exprimer tout juste, assez bien pour se faire comprendre? C'est qu'il y a deux manières de s'occuper de l'étude d’une langue come l’ESKIMO: l'une, pour le approfondir et le perfectionner; l'autre pour le vulgariser. Il est quelque savant qu'une active passion du bien public conduit de la première à la seconde; ce ne sont pas les plus mombreux, mais ce sont les plus dévoués, les plus désintéressés de gioire personnelle. De tous les mérites c'est le plus difficile et le plus estimable. Il est juste et utile de le reconnaìtre et de le proclamer. Voici le relevé des divisions qu'embrasse le dictionnaire de R.: Tableau de phrases élémentaires composées avec des verbes, des pronoms et des négations; Conjugaison des verbs en italien, en francais et en anglais; Dizionario italiano-francese-inglese; Dictionnaire francais-anglais-italien; Dictionary english-italian-french; Supplément au dictionnaire: armée de terre, monture d'une arme à feu, hommes de guerre, marine, hommes de mer, commerce, noms de nombre, monnaies de tous les pays avec leur valeur; Table des verbes francais; Index of english verbs. La méthode de l'auteur, écrit Joèl Cherbuliez dans la Rezme critigue des livres 7iGnveatix consiste, on le devine sans peine, à donner, sous forme de dictionnaire, la conjugaison de tous les verbes, avec les locutions usuelles qui s'y rapportent; puis, un vocabulaire contenant tous les mots dont on a le plus fréquemment besoin. Son livre fournit ainsi tous les éléments de la phrase. On y trouve un tableau comparatif, une espèce de concordance perpétuelle qui vous initie aux trois langues mises en présence, bien mieux que ne le feraient toutes les grammaires. Ce procede ne saurait sans doute s'adapter à des langues dont la construction phraséologique différerait essentiellement; mais aux trois idiomes que M. R. compare, on pourrait ajouter l'espagnol et le portugais. Un autre dictionnaire du mème genre serait consacré aux langues germaniques; un troisième aux langues slaves, et, de cette manière, la connaissance de trois langues suffirait Journal de la lanigue frangaise et des langues en getterai; pour donner la clef de toutes celles qu'on parie en Europe. En se livrant à ce travail, l'auteur, entrainé par le désir de simplifier encore les rapports des diverses parties de son livre, et de rapprocher toutes les langues par un interprete commun, a essayé de créer une langue des SIGNES qui fùt intelligible pour tous. Ce n'est pas le premier essai de ce genre qui ait été tenté; mais celui-ci n'est pas le moins ingénieux. M. R. ne prétend pas représenter les idées par des SIGNES, à la mimique seule, à la langue des sourds-muéts, au langage de la nature, le monopole de ce privilege et la solution du problème d'une langue universelle, si long-temps cherché par les savant du dernier siecle! Le but plus modeste de notre auteur est d'employer seulement ces SIGNES comme une espèce d'index qui conduit dans son livre aux mots et aux phrases qu'ils remplacent. Ils sont inscrits en marge et répétés, dans le mème ordre, à chaque page, de telle sorte que CHAQUE SIGNE, surmonté du chiffre de la page, suffit, pour indiquer ce qu'on veut exprimer, et devient facilement intelligible pour le lecteur qui possedè LE POLYGLOTTE IMPROVISÉ. Ces SIGNES ne s'élèvent pas au-dessus de dix-neuf, dont quatre seulement sont répétés quinze fois devant les soixante lignes qui composent la page; mais ces quatre SIGNES, toutes les fois qu'on les répète, sont précédés d'un autre SIGNE bien distinct et il en résulte autant de combinaisons différentes de SIGNES qu'il y a de lignes dans la page. Cette disposition de SIGNES se trouve reproduite à toutes les pages du livre; il n'y a de changé que le numero de la page. L'emploi de ces SIGNES m'a semblé clair, prompt, facile. C'est un accessoire fort utile du livre de M. R. Quant au principal, c'est-à-dire au manuel lexique, il m'a paru s'approprier parfaitement à l'usage de ceux qui veulent apprendre sans maitre – NOT OUR CASE WITH ESKIMO :WE HAD AUSTIN ! -- GRICE. Sous ce rapport, LE POLYGLOTTE IMPROVISÉ offre de grands avantages, et nous ne doutons pas que l'xpérience ne confirme l'espoir qui a soutenu l'auteur dans son rude et minutieux travail. Pour le mener a bonne fin, il a fallu autant de patience, d'ordre et de goùt, que d'érudition et de science. L'article sur Le fletive des Amazones a pour but l'entreprise de la navigation du plus grand fleuve du monde. D'abord il décrit le cours du Maragnan appelé Fleuve des Amazones par le capitaine espagnol Orellano, qui le descendit au XV' siede et de ses afifluents tels que VAcayale, le Beni, le Mcwioré et Vltenès. Ensuite il parie de ses principaux explorateurs: Haénke, Malaspina et d'Orbigny; de la richesse et de la fertilité du sol baigné par cette immense rivière et donne des détails historiques à l'égard du gouvernement Portugais et Espagnol qui, à cause de leurs jalousies, suscitèrent la revolution et la guerre civile, en privant de toute relation extérieure et de tout rapport avec la civilisation, le bassin de \ Amazone. Et après avoir mis en évidence, V. \: Investigateur Analyse du POLYGLOTTE IMPROVISÉ par Eug. Garay de Monglave. avec de justes reflexions, tous les avantages qui pourraient resultar de Temploi de la navigation à la vapeur dans les larges bras de ce vaste bassin, il conclut: Outre les richesses nouvelles que le commerce, qui est éminemment civilisateur, puiserait dans ces Communications, nous ne devons pas passer sous silence les avantages qui en résulteraient pour la science historique, pour la linguistique, pour les sciences et pour les arts. On approfondirait avec succès les idiomes des nombreuses peuplades qui habitent les bords de l'Amazone; on étudierait tous ces monuments qui les entourent, et dont les ruines attestent, chez les nations indigènes retombées dans la barbarie, une civilisation d'une haute antiquité. Et pour accomplir une de ces hautes missions civilisatrices il s'adresse à la France qui sait répandre ses bien-faits partout où son contact se fait sentir. \J Histoire de la poesie frangaise à Vépoqiie imperiale, c'est un exposé par ordre de genres de ce que les poétes francais ont produit de plus remarquable depuis la fin du XVIIP siècle, jusqu' aux premières années de la Restauration par Jullien et dont le nótre en a fait le resumé. Voilà comment il s'exprime: Jullien, écrit-il, a fait l'analyse critique de six cents ouvrages, par là ont peut se faire une idée de la quantité de notions qu'il a ressemblées dans son histoire. Tout l'ouvrage est fait dans le mème esprit et avec une analyse cosciencieuse de tous les ouvrages importants dont il parie. Non content d'en faire connaitre exactement le pian et les principales divisions, il en cite des passages choisis et ce n'est qu'après avoir donne au lecteur tout ce qui lui est nécessaire pour se faire une opinion sur l'oeuvre analysée, qu'il prononce lui-mème son jugement, laissant ainsi à chacun le droit de le casser, s'il n'est pas convaincu de sa justesse. Ainsi, ces jugements mèmes fussent-ils controversés, on a toujours, dans ces deux volumes, le reievé de ce que la poesie a produit de meilleur en France pendant les quinze ou les dix-huit premières années de ce siècle. C'est donc, au point de vue historique, un ouvrage tout à fait important. Nous aurions clos ici ce rapport si nous n'avions pas jugé à propos de soumettre aux lecteurs une réflexion qui nous a paru de quelque importance en un tei sujet. Et, après avoir considéré que l'Empire est une epoque toute brillante de gioire et de renom pour la nation francaise il se demande comment se fait-il que, panni tant de poètes, il n'y en ait pas un seul qui ait essayé de chanter la gloire de la France. Le récit de tant de faits héroiques, ajoute-1-il, aurait du suffire pour échauffer l'imagination la plus glaciale et reportant alors son esprit au delà des Alpes, où il semble que ce róle ait été réservé aux poètes italiens, il parie des chants, pleins de beauté et d'energie, sur la bataille de Mareno-o et le siège de Gènes par Gianni, poète attaché a la cour imperiale, et après avoir touché V. l^'Invesiigateur à la Mascheroniana de Monti, qui a chanté sur une lyre sublime les lauriers cueillis par les Francais il examine un chant de ce sublime poète intitulé VEpée de Frédéric le grand, qu'il dedia à la Grande-Armée. De cela il conclut que les poètes italiens, tout en puisant dans les mouvements guerriers de cette nation des sujets capables d'exciter et de nourrir leur imagination ardente, ont élevé la littérature italienne au plus haut degré de sa splendeur. Il fait des éloges à Jullien pour tant de matériaux arrachés à l'oubli où ils allaient se perdre; pour le talent qu'il a mis dans ce livre et surtout pour son infatigable persévérance. Dans La confession souterraine de la Basilique de S. Marc de Rome, le nótre, après avoir illustre l'ouvrage de Bartolini par des notices empruntées à l'histoire religieuse sur la signifìcation de certains emblèmes et de quelques symboles existants dans l'Église primitive et conservés dans l'Église moderne, mais avec une signifìcation tout autre; après avoir donne en peu de mots, mais dans une forme simple et assurée, des renseignements pleins d'érudition artistique, historique et archéologique sur l'oeuvre du savant Mgr., il se félicite avec lui de sa découverte et l'encourage à poursuivre dans ses études si utiles à l'histoire sacrée et profane. Le livre de Breton, Momiments de totLs les petiples est un classement chronologique des monuments de tous les peuples, c'est-à-dire une histoire abrégée de l'architecture chez les différentes nations anciennes et modernes. Le nótre, après avoir relevé que l'auteur, pour atteindre son but, a mis à contribution les nombreuses monographies qui ont paru en France, en Angleterre et en Allemagne, rend compte, dans une manière vraiment consciencieuse et savante, de cet ouvrage, traduit déjà en italien, en allemand et en russe. Et pour ne pas citer tout ce qu'il à écrit sur cet argument, nous nous bornérons à reproduire ses conclusions, bien surs qu'elles sufftront à faire juger et apprécier toutes les idées qu'il a exposées dans ce compte rendu. L'auteur, dit-il, par une analyse serrée et bien faite, a rendu son ouvrage fort intéressant. D'ailleurs les nombreuses gravures ajoutées au texte, et si agréables à l'oeil, viennfent au secours du lecteur intelligent. Les monuments des Indous, quelque grands, quelque magnifiques qu'ils soient, ne sont pas entourés de ce prestige du beau, de l'idéal, attaché aux MONUMENTS grecs et ROMAINS; pour les noms de la mythologie, Jupiter ou Mars.Jtmon ou Véms, la tonte-puissance du pére des dieux, la force, la sagesse, la beante, représentées dans la statuaire par le genie des Grecs, sont tout à fait C'est à ces monuments que R. s'est interesse le plus. io-norées des Indous, Leurs idoles sont ce qu'il y a de plus laid dans l'art et de plus choquant au milieu des temples magnifiques élevés en leur honneur. Ce qui frappe surtout dans l'examen des monuments de l'Inde, c'est cette profiision de temples et de richesses, cette grandeur colossale des proportions sans que rien indique clairement la cause qui a produit tout cela. Elle tient assurément au sentiment religieux et a l'organisation sociale des Indous. Il parait que ces peuples, avant de subir la domination des conquérants, ont embrassé l'esprit contemplatif qui a détruit leur activité, source première de tant de misères et de servitude. Il faut étudier la mythologie des Indous pour comprendre leur architecture. Leurs livres sacrés, où tout est gigantesque, où la terre se confond avec le ciel, ressemblent, pour ainsi dire, a leurs monuments et en sont la meilleure explication. La Grotte de Collepardo est plutót qu'une notice, un résumé que le nótre fait des lettres de Santucci sur ce sujet. Ce qu'il faut remarquer, écrit-il, dans la description de cette grotte admirable formée de stalactites et de stalagmites aux contours les plus bizarres, c'est la vivacité et la nettété du style qui ont permis à l'auteur de reproduire, avec une vivace fidélité, les impressions que donnent à la fantaisie ces objets pétrifìés semblables à des forèts de (^rès, de palmiers; à des bustes et à des statues de l'aspect le plus varie et de décrire au vif tant de monuments que la nature étale avec profusion par son travail lent et merveilleux. A cela, on doit ajouter le but scientifique toujours soutenu par le nòtre dans tous ses écrits. Et après avoir parie de la découverte d'une mine d'or qui parait ètre très-riche, faite non loin de Collepardo; mais restée oubliée, et de l'exhumation de corps humains au-dessus de la grandeur ordinaire complètement pétrifìés, il s'adresse aux hommes de la science pour qu'ils veuillent étudier ces phénomènes dont la connaissance peut ètre d'uhe grande utilité. L'article sur Les congrès scientifiques des italiens c'est un mémoire dans lequel le nòtre fait, en abrégé, l'histoire des congrès qui ont eu lieu en Italie depuis celui de Pise, qui fut le premier, à celui de Naples qui allait se devolopper pendant que l'auteur écrivait ces impressions. Après avoir pkrlé de l'utilité de cette noble institution, il examine l'oeuvre de ces réunions de savants, de ce nouveau pouvoir tout pacifique qui, né d'hier, fait tomber déjà les barrières de la politique, et devient, du consentement de tous, le centre et le foyer de la vie intellectuelle de l'Italie. Pendant qu'il fait des éloges à Lynch, à ce marin bardi, pour son exploration de la Mer Morte, il regrette que les Francais n'aient réalisé cette entreprise à cause surtout de la faveur peu généreuse du gouvernement vers la Société de Géographie et vers toute expédition scientifique. Après il touche à l'expédition presque simultanee du malheureux lieutenant anglais Molyneux. Il résumé, en nous donnant un récit plein de vivacité, la relation de Lynch; le rapport de Maury, directeur de l'Observatoire de Washington et celui de JoMARD à la Société de Géographie et conclut, dans l'intérèt de la science, avec une digne appréciation sur l'importance des travaux auxquels se livre cette Société. Un préjugé qu'on ne s'avoue pas; mais qui n'en est pas moins general, fait regarder la composition d'un Dictionnaire comme une spéculation, et il est rare qu'on donne à son auteur d'autre mérite que celui du dévouement et de la patience. Ouelque commune que soit cette injustice, il se trouve, néanmoins, des hommes sérieux et capables, qui se montrent moins ingrats et plus équitables, qui savent apprécier ce qu'un bon dictionnaire SL,coùté de temps de recherches, de discernement; ce qu'il suppose d'érudition, de tact, de littérature et mème de connaissance dans les sciences et les arts. Un bon dictionnaire non seulement est un moyen et un instrument de progrès; mais il est un progrès lui- mème et une phase dans l'histoire des lettres. Un des meilleurs livres de ce genre est, sans contredit, le Didionìiaire General Italien-Français de Buttura entièrement refait par R. Dans une savante préface, le nótre présente d'abord comme un tableau synoptique de la langue et de la littérature italiennes, de leur développement en general et de leur état actuel en France. C'est une transition à la nomenclature ou plutòt à une simple indication des ouvrages qui en ont été les principaux éléments, c'est-à-dire des dictionnaires les plus connus et les plus remarquables. Pour faire apprécier un ouvrage de ce genre, le moyen le plus court et le plus sur, est d'en faire connaitre le contenu et la disposition. Voici, d'abord, ce que contient ce vocabulaire: Plus de trente-neuf mille mots littéraires et usuels indiqués par des signes particuliers. Cinq cents mots-des classiques et particulièrement du Dante. Les termes de sciences, d'arts, etc, presqu'entièrement omis par tous les lexicographes. Les participes, les augmentatifs, diminutifs et superlatifs. Le genre de tous les substantifs. Les terminaisons irrégulières des substantifs et des adjectifs des langues italienne et francaise. La conjugaison des verbes irréguliers. Quinze mille exemples avec citations des auteurs. Gros voi. in S» de 1279 pages à 3 colonnes chez Baudry à Paris. Les locutions proverbiales communes aux deux langues. Les termes de géographie. Voici l'ordre suivi dans la rédaction des articles: on trouve d'abord LE SENS PROPRE (toujours seulement un), puis le sens figure et métaphorique, suivis chacun d'exemples justificatifs; ensuite les locutions spéciales et les idiotismes; enfin les acceptions qui sont consacrées à quelque usage particulier. Ainsi à l'adjectif manesco, qui ne peut se traduire directement en francais, on trouve successivement LE SENS PROPRE qui est tout ce qui concerne l'action de la main, puis les sens étendus – GRICE SOUS-ETENDU IMPLICATURA, NON SENSO PROPRIO O SENSO --: prompt ou léger de la niaiìi; adroit de ses mains; qui est à la portée de la main, ou sous la main. – GRICE GRASS LAWN MATERIAL MARIJUANA. METAFORA COME IMPLICATURA -- Ainsi au mot lupo on trouve d'abord la traduction littérale, puis les diverses d^ceptions ACEPTIONS, NON SENSO -- du mot loup, nombreuses en italien comme en francais. Ony volt, ensuite, l'expression proverbiale: A carne di lupo, zanne di cane; traduite non pas littéralement à chair de lotip, deiits de chien; mais le proverbe correspondant en francais: Telle viande, tei couteati et le reste de l'article, qui ne comprend pas moins de vingt-quatre lignes, est rempli par des citations propres aux acceptions variées. Dans sa préface, le nòtre s'excuse de ce qu'il va nous dire en protestant qu'il ne veut point faire incursion dans le domaine de la littérature: or, cette préface est un intéressant morceau de littérature, dont nous ne pouvons nous passer d'en citer les meilleurs points: Vers la fin du XVIIP siècle, écrit-il, la littérature francaise exerca une influence notable sur la langue italienne et plusieurs écrivains comme Baretti, Beccaria, Filangieri, Bettinelli, Cesarotti, et peu après Gioia, y transportèrent non seulement l'esprit philosophique, mais encore la logique et la clarté des écrivains francais de cette epoque. Venons maintenant à l'étude de la langue et de la littérature italiennes en France. Cette langue, étudiée pour le besoin des Communications par les nombreux Francais répandus en Italie au temps de l'Empire, restait étrangère au reste de la nation. Cependant les rapports continuels entre les deux peuples ne laissèrent pas de préparer un terrain favorable et qui, cultivé par quelques hommes habiles, produisit bientót d'excellents fruits. L'étude de l'italien en France commenca aussitót après la chute de l'Empire. Très-bornée d'abord, elle prit peu à peu un développement considérable. Ouelles en furent les causes? Nous croyons les retrouver dans ce mouvement general qui porta les esprits vers l'étude des littératures étrangères sous la Restauration; dans l'enseignement du professeur Biagioli; dans ses travaux sur Z), Pétrarque, JosAPHAT Biagioli, philologue renommé, né à Vezzano près de Sarzana. Il était professeur de littérature grecque et latine à l'Université d'Urbin. Lors de la Republique Romaine, il fut nommé Préfet; mais il abandonna l'Italie pour suivre l'Armée francaise. A Paris, il fut nommé professeur de langue italienne au Prytanée et lorsqu'on supprima sa chaire, il donna des lecons privées qui lui procurèrent un grand succès. Il mourut à Paris. Il composa une Grammaire raisonnée de la langue italienne, smW\& d'un traite sur la poesie italienne. Il publia en outre quelques oeuvres classiques italiennes enrichies de gloses comme les Lettres de Bentivoglio, 1e OD BOCACCIO etc; enfin dans la publication des meilleurs auteurs des différents siècles par BuTTURA. Mais le goùt pour cette langue n'est devenu general qu'après la publication des Fiancés, I promessi sposi, de Manzoni et de Mes Prisons, Le mie prigioni, de Pellico. Ces deux ouvrages, dont les éditions sans nombre se sont répandues dans presque toutes les classes de la société, ont exercé une influence merveilleuse et singulièrement développé la connaissance de la langue italienne. Cependant on n'avait pour répondre à ces heureuses dispositions que des dictionnaires abrégés et grossièrement imparfaits. Parmi les dictionnaires, celui de BùTTURA était regardé comme le moins imparfait; mais bien loin de satisfaire aux besoins nouveaux, il suffisait encore moins à donner l'intelligence des auteurs classiques publiés par l'auteur. C'est pour combler ce vide que nous avons entrepris de le refaire complétement sur un pian nouveau. Il donne en outre une liste des principaux verbes qui n'ont point de correspondants en francais et cette liste est très nombreuse, surtout à certaines lettres. Nous nous sommes efforcé, ajoute -1-il, de traduire toujours le mot italien par le mot propre francais; mais il n'était pas en notre pouvoir d'INVENTER des correspondants pour plus de mille verbes et pour presque autant de participes et d'adjectifs qui en derivent. Nous avons dù les traduire par des PÉRIPHRASES – shagy, hairy-coated. Ainsi le dictionnaire de Buttqra a été enrichi par le nótre de 38,902 mots et ce livre a lui coùté six années d'un travail assidu et consciencieux. Le Royaìis ou Pont-en-Royans c'est une brève analyse d'un livre de M. l'abbé A. Vincent qui a pour titre: Lettres historiques stir le Royans. Dans cette pièce R. complète l'histoire de ce pays qui eut l'honneur de posseder, pendant le moyen-àge, un chàteau dont il en reste des ruines et où fut enfermé le prince Zizim, frère de Bajazet, lorsqu'il vint demander son secours au roi Charles Vili, pour revendiquer ses droits au tròne de l'empire ottoman. Il nous parie de la vie politique et civile des Royannais depuis le XI siècle, epoque la Trinuzia de Firenzuola, Les vers et les proses de Buonarroti. Ses écrits les plus importants sont les commentaires de Dante et de Petrarque, publiés à Paris et insérès par Silvestri dans sa Bibliothèque choisie des ouvrages italiens. V. Nouvelle Encyclop. Popul. Ital., Turin, Union Typ. Edit. Antoine Buttura, littérateur italien, mort à Paris. Il se rendit à Paris après le traité de Campo Formio; devint plus tard archiviste au ministère des relations extérieures du royaume d'Italie, puis consul en lUyrie. De retour à Paris, il fut attaché au bureau des traductions au ministère des affaires étrangères et occupa une chaire à l'Athénée. On lui doit, outre des Poésies; Essai sur l'histoire de Venise; Tableau de la littérature italienne; un Poème sur la Grece; un Dictionnaire francais-italien et italien-francais très-estimé; etc. Il a publié, en outre, la Bibliothèque des poètes et des prosateurs italiens. V. Nouveau Larousse illustre Nuova Enciclopedia Popolare Italiana Garollo, Diz. Biog. Univer., Hoepli Milano, Préface au Dictionnaire General dans laquelle, pour la première foi, le pays de Royans recut de l'évèque de Grenoble, Artand, une Charte, Charta de Royano. Il décrit le caractère de ces habitants, leurs sentiments de patriotisme et de liberté et après avoir soumis à l'appréciation des archéologues bien des matériaux importants (débris de mosaique, des tuiles, des nombreuses médailles, des inscriptions qui viennent confirmer l'opinion que les Romains ont domine dans ce lieu) il fait à M. Vincent la remarque suivante: Nous aurions désiré plus de méthode dans l'exposé des faits dont il est question; mais, du reste, il confirme que le style est simple et sans prétention et qu'il a tout le mérite d'un style épistolaire: correct, élégant, et facile dans les descriptions il est net et pittoresque comme les sites qu'il décrit. Dans U Album (journal de Rome) Jacobini, avait donne des détails fort étendus sur les fouilles que le gouvernement de Rome avait entreprises sur la voie Appienne. R., saisissant cette occasion, donne dans L'Investigateur une courte analyse de ce rapport, dans l'intérèt de l'art et de l'archeologie et après des considérations, certainement très-importantes, à l'égard de l'art des Romains, voici comment il conclut: La restauration des monuments élevés sur la voie. Appienne dans une si grande étendue, formerà une espèce de musée qui pourra ètre utile aux études des beaux-arts, de l'histoire et de l'archeologie; études qui auront pour base trois époques bien distinctes qui se seront succede dans la période de dix siècles. On pourra apprécier l'art dans ses formes modestes au commencement de la République; son développement et sa grandeur entre la fin de la République et le règne d'Auguste; sa décadence, a la fin de l'empire d'occident. Cette dernière epoque fournira des enseignements qui ne seront pas perdus. A propos de la recension du Dictionnaire Arménien-Francais par A. Calfa, nous nous bornerons à reproduire les mots de R. lui-mème: Depuis plus de vingt ans cet ouvrage manquait aux traducteurs comme aux Arméniens qui se livraient à l'étude du francais. Il était donc aussi impatiemment attendu par Ics Orientaux eux-mèmes. Tous, jusqu'a ce jour, avaient reculé devant les difficultés que leur présentait l'accomplissement d'un semblable travail et c'est à des solicitations pressan'ucs et qui lui furent adressées de tous còtés que Calfa dut céder en se mettant courageusement à l'oeuvre. Ce n'est pas une oeuvre ordinaire, en effet, que ce Dictionnaire arménien-francais. Prive de tout secours étranger, prive mème de celui dont les auteurs de ce genre d'ouvrages usent et abusent, mème ordinaìrement, avec si peu de réserve, c'est-à-dire de dictionnaires analogues faits par des devanciers, Calfa a du reprendre en sous-oeuvre les vocabulaires si défectueux et si incomplets de Petit-Delacroix et de F. Aucher; redresser la plupart des explications; compléter les significations; compulser les principaux auteurs arméniens poiir éviter les omissions ou les fausses interprétations, etc. Plusieurs années devaient ètre entièrement consacrées à cet immense travail et Calfa s'est acquité de cette tàche avec une persévérance, un courage digne d’eloge et avec un talent dont il avait, du reste, donne d'incontestables preuves dans ses travaux antérieurs. La Signoì'a de Monza et son Procès, n'est qu'un recit bien ordonné, resumé dans 43 chapitres, du procès qui avait été instruit par le tribunal criminel de l'archevèché de Milan, à l'égard de Soetcr Virginie Marie de Leyva. On sait qu'à la fin du XVI siècle, un monastère célèbre servait d'asile à des filles appartenant aux plus grandes familles italiennes: c'était celui des religieuses de Sainte-Marguerite de Monza, dites Bénédictines humiliées. Il avait survecu à l'abolition, prononcée par Pie V, de l'ordre régulier des Frères Jmmiliés et il avait dù ce privilège à la bienveillante protection de Saint Charles Borromée, La ville de Monza, située à quelques lieues de Milan, avait été érigée en fief, par une convention passée entre Charles V et Francois II, huitième due de Milan, au profit de dom Antonio de Leyva qui, dès l'année 1502 et en récompense de brillants faits d'armes, avait été nommé prince d'Ascoli et de Monza. Son fils, dom Martin de Leyva, eut une fille, nommée Virginie qu'il destina, avant mème qu'elle vint au monde, à passer sa vie dans le couvent de Saint-Marguerite. En effet, Virginie-Marie de Leyva, (dans Les Fiancés de Manzoni, Gertrude) sXox's, agée de vingt ans, resplendissante de jeunesse et de beante, prononca ses voeux et s'enferma dans le monastère de Sainte-Marguerite de Monza. Toutefois, son rang et sa fortune lui assuraient, mème dans l'interieur du couvent, une situation privilégiée. Investie par son pére de tous les droits qui lui appartenaient sur son fief, ayant le titre et les prérogatives de princesse de Monza, Virginie, ou plutót la Signora, car c'est sous cette désignation qu'elle était connue, semblait une reine au milieu de ses compagnes, et la supérieure avait mème cru devoir attacher deux dames d'honneur à sa personne. Cependant, au bout de quelques années, des bruits confus se répandirent dans la ville et signalèrent d'étranges événements, oi^i le romanesque se mèlait au criminel, et dont l'interieur du monastère aurait été le théàtre. On parlait de relations coupables entre la Signora et un jeune seigneur de la ville nommé Jean Pani Osio; (dans Manzoni, Egidio) de naissances mystérieuses, et de la disparition plus mystérieuse encore d'une religieuse, Catherine de Meda, dont les indiscretions pouvaient ètre redoutées.Un procès fut instruit, dans l'ombre, par le tribunal criminel de l'archevèché de Milan, d'après les ordres et sous la direction du cardinal Frédéric Borromée. C'est de ce procès que le nòtre a donne une relation francaise. Au moment oij s'instruisit cette mémorable procedure, elle avait d'autant plus frappé les esprits, qu'on avalt pris plus de soins pour la tenir secrète, et Tima-o-ination s'était exercée sur ce déplorable texte: le drame mystérieux accompli dans le cloitre de Sainte-Marguerite. L'historien contemporain Ripamonti avait, le premier, signalé les désordres survenus dans ce monastère; mais il avait ignoré les véritables détails. Il n'avait indiqué que des faits vagues et souvent erronés; il n'avait mème pas connu la personnalité réelle des principaux acteurs engagés dans ces tristes événements. Depuis, Manzoni a touché épisodiquement dans ses Fiancés à la sombre legende de la Signora de Monza; mais il ne pouvait que s'entenir à des conjectures et accepter de confiance ce que racontait la tradition. En effet il ne s'occupe que de narrare birevemente la storia antecedente di questa infelice. Après, Cantù a fait connaitre la vérité tout entière sur cet intéressant sujet. Plus récemment encore, le comte Tìdlio Dandolo a public les mèmes documents en entier, dans leur texte latin et en langue italienne. Enfin, le nótre, voulant mettre à la portée des lecteurs francais ce récit, qui à tout l'intérèt du roman et de plus le mérite de l'histoire, fit paraìtre, en s'appuyant sur les pièces officielles, une relation complète du procès de la Signora de Monza et de ses coaccusés. Voici comment Barbier s 'exprime dans son rapport à l'égard de cette pièce: Une publication de cette nature n'etait pas sans danger et l'écrivain qui n'eùt poursuivi qu'un succès de scandale, en sacrifiant les moeurs et l'honnèteté publique, était certain d'atteindre son but. Tel n'est pas le caractère de la publication de R., nous avons à peine besoin de le dire. Son volume dispose, écrit dans Uxi but sérieux et historique, met en lumière, il faut le reconnaitre, tous les faits regrettables dont les murailles du couvent de Sainte-Marguerite ont si longtemps dérobé le mystère à tous les yeux; mais le récit de ces faits eux-mémes a été adouci autant que l'exigeait le respect du lecteur et que le permettali la véracité de l'histoire. Le propre des récits judiciaires, c'est l' intérèt dramatique doublé par le réalisme, si nous pouvons employer une expression toute moderne. C'est là ce qui explique le goùt du public pour ces sortes de lectures; on a toutes les émotions du roman ou du drame et l'on ajoute à part soi: totd cela est vrai. On se le repète avec une satisfaction singulière, jusqu'au moment où vient la réflexion, qui apporte a l'esprit un salutaire enseignement et qui lui montre l'enchainement inflexible et logique des passions humaines: le désordre d'abord et le crime ensuite. e. Cantù, Storie minori; Torino, Unione Tip. Edit. V. YJ Investigateur. Le nótre a su donner un véritable intérét à sa relation. Ce n'est pas une sèche et monotone, lecture de pièces. En présentant avec méthode et dans leur ordre logique tous les documents épars que la procedure avait mis à sa disposition, il en a compose un récit des plus attachants. Une amitié de longue main lui imposait l'obligation de remplir ce devoir, c'est-à dire de tracer quelques ligiles sur la vie et l'oeuvre de son ami Denis FoYATER. En effet, après avoir parie de son humble naissance dans un hameau de Bussière, il le suit à travers le développement de sa vocation pour la sculpture. Il nous le fait connaitre étudiant à l'école des Beaux-Arts de Lyon et de Paris, essuyant une vie pénible; mais toujours occupé à son art et à ses vastes projets qui lui devaient assurer, plus tard, une belle réputation panni les artistes statuaires. Ensuite, il donne une ampie illustration des travaux que Foyatier exécuta avant son départ pour l'Italie, ceux qu'il fit en Italie, et des belles statues qu'il modela après son retour. Ce court récit, mais plein de vérité, est le témoignage d'une sincère amitié. Le Camp de Cesar da^is le pays des Andes, c'est une courte description du Heu que Jules Cesar avait choisi pour tenir en respect les peuples qui environnaient la Civitas Audium, comme il l'appelait, et qui prit en suite, le nom de JidiomagtLs et plus tard celui Abandon des enlants en Chine. Jeanne Dare. L'histìime de Suez. De la panification ancienne et moderne. Recension sur le Dictionnaire Arménien-francais de Calfa. La Signora di Monza et son procès. Denis Foyatier. Le camp de Cesar. Description d'une petite niachiiie géocyclicque. Francois Salti. Stalistiqiic des travaux de l'Institut historique pendant 25 ans. ^nvrsfio^a 'tevr PREZZO L. 2.50. Angelo Maria Renzi. Angelo Renzi. Renzi. Keywords: il deutero-esperanto di Grice. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Renzi”. Renzi.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Ressibio: la ragione conversazionale della diaspora di Crotone – Roma – filosofia basilicata -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Metaponto). Filosofo italiano. Metaponto, Basilicata. A Pythagorean cited by Gamblico.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Resta: la ragione conversazionale e le masserizie della mutua fiducia conversazionale – la scuola di Bari -- filosofia pugliese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Bari). Filosofo pugliese. Filosofo italiano. Bari, Taranto, Puglia. Grice: “I like Resta; I was reading a book on golf that the Italians define, as I would cricket, as the game of ‘fiducia,’ so it is nice to see that Resta has tried to formulate some ‘rules,’ as we would call them, for trust. The cover of the essay is especially fascinating, as it depicts two acrobats on a circus ring. Where ‘fiducia’ becomes a matter of life and death – or a vital evolutionary tract, if often ‘ciecco,’ as Resta puts it. His research reminds me of Warnock on ‘trust’ in “The object of morality.”  Essential Italian philosopher. Filosofo. Nominato Alfiere del Lavoro. Studia a Bari. Insegna a Bari e Roma. Dirige un seminario sulla cultura giuridica alla fondazione Basso-Issoco. Colabora a "Sociologia del Diritto" e "Politica del Diritto".  Spazia  dai temi classici della filosofia dfino a temi di particolare attualità quali quelli riguardanti l'infanzia, i diritti dei minori e il bio-diritto. Particolarmente interessanti sono i saggi nei quali indaga sul significato e sui risvolti giuridici del concetto di "farmaco" come anti-doto necessario alla violenza. Saggi: “Conflitto e giustizia” (Bari, De Donato); “Diritto e sistema politico” (Torino, Loescher); “L' ambiguo diritto” (Milano, Angeli); “Poteri e diritti, Torino, Giappichelli); “La certezza e la speranza: diritto e violenza” (Roma, Laterza). Le stelle e le masserizie: paradigmi dell'osservatore” (Roma, Laterza); “L'infanzia ferita” (Bari, Laterza); “Il diritto fraterno” (Bari, Laterza); “Diritto vivente” (Bari, Laterza); “Le regole della fiducia” (Bari, Laterza); bio-diritto. Eligio Resta. Resta. Keywords: della fiducia, le stelle e le masserizie. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Resta” – The Swimming-Pool Library.

 

Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Restaino: all’isola -- la ragione conversazionale ed Antonino e compagnia – la scuola di Alghero -- filosofia sarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Alghero). Abstract. Keywords: Antonino. Filosofo Italiano. Alghero, Sassari, Sardegna. Grice: “Only in Italy, a philosopher philosophises about cartoons!” Filosofo. Studia e insegna a Cagliari e Roma. Studia la storia della filosofia  e dell'estetica. Il suo saggio forse più noto è una “Storia del fumetto: da Yellow Kid ai manga” (POMBA, Torino) che non ha mancato anche di suscitare alcune polemiche, fino al punto che un gruppo di appassionati di fumetti lancia una petizione chiedendo alla casa editrice il ritiro del saggio, accusato di contenere gravi lacune ed errori. Gabrielli, Petizione contro l’POMBA per la Storia del Fumetto, Lo Spazio Bianco, Plazzi, Il fantasma del fumetto, in il Mulino, Bologna, Mulino. La fortuna di Comte, Comte sansimoniano, in Rivista critica di storia della filosofia, Comte scienziato, Comte filosofo, Mill e la cultura filosofica, La Nuova Italia, Firenze, Mill: Scritti scelti, Principato, Milano, “Scetticismo e senso comune” (Laterza, Bari); Hume, Riuniti, Roma, Filosofia e post-filosofia” (Angeli, Milano); Storia dell'estetica” (Pomba, Torino); “Storia della filosofia, fondata d’Abbagnano, in collaborazione con Fornero e Antiseri, La filosofia contemporanea (Pomba, Torino); La filosofia inglese, in La Filosofia; Paganini, Piccin-Vallardi, Padova, Storia della filosofia, Pomba Libreria, Torino, La Rivoluzione Moderna. Vicende della cultura (Salerno, Roma); Giovanni Franco Restaino. Restaino. Keywords: Antonino e compagnia. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Restaino” – The Swimming-Pool Library.

 

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