Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Rabirio: la ragione
conversazionale e l’orto romano -- Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Orto. Criticised by Cicerone for
oversimplifying the school’s doctrines in order to reach a wider audience –
“which reminds me of me.” – Grice.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Raimondi:
la ragione conversazionale e l’implicatura del gatto persiano – filosofia
campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Napoli). Filosofo italiano. Napoli, Campania. Insegna
a Roma. Contribusce alla rinascita dell’idealismo contro il Lizio che domina la
filosofia. Pubblica la Data di Euclide. Le coniche di Apollonio di Perga. Autore
di molti commentari, specialmente su alcuni libri della Synagoge, nota anche
come Collectiones mathematicae, di Pappo d’Alessandria e sui trattati di
Archimede. Membro dell'accademia fondata da Aldobrandini, nipote di Clemente
VIII. -- è celebre soprattutto per essere stato il primo direttore scientifico
della Stamperia orientale medicea, o Typographia Medicea linguarum externarum, fondata
a Roma da Ferdinando de' Medici. L'attività principale svolta dalla stamperia
e, con l'appoggio di Gregorio XIII, la pubblicazione di saggi nelle per
favorire la diffusione delle missioni cattoliche in Oriente. Forma un gruppo di
ricerca costituito da Vecchietti, inviato pontificio ad Alessandria d'Egitto e
in Persia, dal fratello Gerolamo, da Orsino di Costantinopoli, neo-fita ebreo
convertito, e di Terracina. In un periodo in cui Roma intrattene buone
relazioni diplomatiche con la dinastia Safavide, al potere in Persia essi riuscirono a recuperare diversi
manoscritti della bibbia in lingue orientali – “which were fun” – Grice. Sono portati
a Roma più di una ventina di testi biblici ebraici e giudeo-persiani, tra cui i
libri del Pentateuco, tra i pochi sopravvissuti ai giorni nostri. La
tipografia si trasfere a Firenze, in conseguenza dell'elezione di Ferdinando a duca
di Toscana. E avviata la stampa delle opere. Sono pubblicate dapprima una grammatica
filosofica ebraica e una grammatica filosofica caldea. Seguirono: una edizione
arabo dei vangeli, di cui furono tirate MMM copie; un compendio del Libro di
Ruggero di al-Idrisi; Il canone della
medicina di Avicenna. Il duca gli vende la stamperia, chi a sua volta la cedette al figlio di
Ferdinando, Cosimo II, salito al trono. La stamperia chiuse poiché la
realizzazione di volumi nelle lingue orientali non si è rivelata economicamente
conveniente (“The same happened with Austin’s attempt at Blackwell’s.” Grice).
Pubblica una grammatica araba intitolata “Liber Tasriphi”. Il suo grande
progetto e quello di pubblicare una bibbia poliglotta comprendente le VI lingue
principali del cristianesimo orientale: I siriaco, II armeno, III copto, IV ge'ez,
V arabo e VI persiano. I manoscritti appartenuti alla stamperia orientale
medicea sono disseminati in diverse istituzioni: la biblioteca medicea laurenziana
di Firenze, la biblioteca nazionale di Firenze, la biblioteca apostolica
vaticana, la biblioteca nazionale di Napoli, la biblioteca marciana di Venezia.
Giovanni Battista Vecchietti, su iliesi cnr. L'editoria del principe, ovvero la stampa
ufficiale delle istituzioni laiche e religiose. Per la dedicazione al re
Ruggero II di Sicilia. Tipografia
Medicea Orientale, su thesaurus. cerl. Piemontese, La Grammatica persiana; Bibas,
La Stamperia medicea orientale, in, Un Maestro insolito (Firenze, Vallecchi); Dizionario
biografico degl’italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Liber Tasriphi compositio est Senis Alemami:
Traditur in eo compendiosa notitia coniugationum verbi Arabici, Roma, Medicae, Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze, manoscritti persiana. Grice: “I tried to study
Persian once, but J. L. Austin said that it was useless!” -- Giovan Battista
Raimondi. Giambattista Raimondi.
Raimondi. Raimondi. Keywords: il gatto persiano. Refs.: Luigi Speranza, “Grice
e Raimondi” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Raio:
la ragione conversazionale e l’ermeneutica dell’io e del tu – filosofia
campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Napoli). Filosofo italiano. Napoli. Insegna a Napoli.
Si occupa in particolare dell'ermeneutica. Saggi: “Antinomia e allegoria”; “Il
carattere di chiave”, “Ermeneutica del simbolo” (Napoli, Liguori); “Il simbolismo
tedesco. Kant Cassirer Szondi” (Napoli, Bibliopolis); “Conoscenza, concetto,
cultura” (Firenze, La Nuova Italia); “Meta-fisica delle forme simboliche” (Milano,
Sansoni); L'io, il tu e l'es: saggio sulla "Meta-fisica delle forme
simboliche" (Macerata, Quodlibet); Rivista "Studi filosofici". Giulio Raio. Raio. Keywords: ermeneutica
dell’io e del tu, Szondi -- Refs.: Luigi
Speranza, “Grice e Raio” – The Swimming-Pool Library
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Ranzoli: “going through
the dictionary” – “Non il Little Oxford Dictionary, come volleva Austin, ma il
Ranzoli! -- la scuola di Roma -- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Grice: “I think I
prefer Stefanoni!” -- DIZIONARIO DI FILOSOFIA MANUALI HOEPLI, DIZIONARIO di
FILOSOFIA, LIBRAIO DELLA REAL CASA MILANO Pat. RS Tipografia L’Arlo della
Stampa, Successori Landi Firenze. Via Santa Caterina. Il dizionario di
filosofia di R. è stato accolto dal pubblico in modo estremamente lusinghiero.
Di ciò attribuisco una minima parte ai pregi dell’opera di R. Il resto, il più,
all'essere UNICA del genere IN ITALIA e al promettente risveglio filosofico.
Ma, appunto per questo, R. sente più vivo il dovere di ri-esaminarla con la più
scrupolosa attenzione, per eliminarne quei difetti e apportarvi quei
miglioramenti, che la rendessero meglio adatta al suo scopo. R. supprime tutti
gl’argomenti che non riguardano davvicino la filosofia o le sue parti. R. Mette
accanto ad ogni vocabolo il corrispondente gallico – o ‘francese’, tedesco, ed
inglese, talvolta anche LATINO e greco. R. pone in fine alla maggior parte delle
voci le opportune indicazioni bibliografiche. R. Aggiunge gran numero di
termini, sia nuovi sia previamente dimenticati, e da più ampio svolgimento a
quelli che lui pare richiederlo. Che in tal modo essa raggiunge il suo assetto
definitivo, sono ben lungi dal pensarlo. Un dizionario come questo di R.,
specie se lavoro di uno solo, ha il poco invidiabile privilegio di non essere
mai compiute. Mende, sproporzioni, ripetizioni, lacune sone inevitabili.
Bisogna accontentarsi di ridurle via via al minor numero possibile, Il
dizionaro di R. s’ispira ai varii criteri. Tenersi al di sopra e al di fuori
d’ogni pre-concetto di scuola, presentando obbiettivamente le questioni e le
idee che ai vocaboli sono legate e i vari atteggiamenti da esse assunti nella
storia della filosofia. Sapere riuscire chiaro ed accessibile ad ogni media
cultura, senza falsare per questo i problemi e ridurre al semplice ciò che di
natura e di origine è complesso. Enumerare i diversi significati attribuiti ad
ogni termine, senza pretendere di imporne uno per conto proprio. Tracciare, fin
dove è possibile, la storia della parola e indicare, quando è opportuno, quale
dei suoi significati è il più legittimo, o il più accettato, o il più
accettabile. Ricordare, tra le espressioni proprie soltanto di un sistema o di
un periodo filosofico, quelle che, pur conservando un valore storico e fisso,
ricorrono con qualche frequenza nei saggi filosofici. Fare un’abile scelta,
nelle terminologie delle scienze più affini, delle voci la cui conoscenza può
essere utile e necessaria per lo studio della filosofia. Accogliere, senza
pregiudizi puristici, tutti quei termini nuovi che hanno acquistato un certo
diritto di cittadinanza, da qualunque parte essi vengano e qualunque sia la
loro composizione, perchè è specialmente delle voci nuove – come l’
‘implicatura’ di H. P. Grice -che si viene a chieder notizia al dizionario ed è
alle voci nuove che la registrazione nel dizionario può riuscir utile per
fissarne în modo definitivo il significato, pertanto stravagante. Ispirarsi
infine ad un certo criterio che direi della convenienza, per il quale,
svincolandosi dalle strettoie d’una geometrica proporzionalità, si sappia a
volta a volta e secondo l’importanza delle questioni trascorrer rapido o essere
diffuso, limitarsi a una frase concisa ο esaurire sufficientemente una
discussione. L’a designa nella logica la proposizione universale affermativa,
secondo i versi mnemonici classici, asserit a, negat e, verum GENERALITER ambo asserit
i, negat o, sed PARTICULARITER ambo, È anche adoperata nei trattati di logica
per esprimere simbolicamente il soggetto della proposizione. Hamilton se ne
vale per indicare la proposizione toto-parziale affermativa. Con la formola a =
a si suol esprimere il principio d’identità, e con la formula a = non-a il
principio di contraddizione. Colla prima formula s’afferma l’identico
dell’identico; con la seconda si significa che un giudizio che afferma quello
stesso che nega è uguale a zero, cioe falso e nullo. Prantl, Geschichte d. Logik;
Hamilton, Lectures on logic, -- quantificasione del predicato. Grice uses ‘a’
in ‘Vacuous Names’ – SYSTEM Q. Formation rules. Un’ABBITUDINE -- habitus, consuetudo; gowoknheit; habitude,
habit -- è una manifestazione d’una legge generale, che la forza tende a
dirigersi secondo la linea della minor resistenza, e si può definire come
l'attitudine a conservare e riprodurre più facilmente le modificazioni
anteriormente acquisite. Intesa in questo senso, l'ABITUDINE comprende sia i
fenomeni d’ adattamento fisico e biologico, sia la facoltà, acquistata
coscientemente coll’esercizio, di sopportare o di fare cid che non si poteva
sopportare o fare da principio, o anche di far meglio ciò che si faceva male e
con difficoltà. Stewart la definisce in facilità che la coscienza acquista,
mediante la pratica, in tutte sue esercitazioni, sia animali che intellettuali.
Si formano così le abitudini psichiche, le abitudini mentali e le abitudini
moral. Il vizio e la virtà, in ultima analisi, non sono altro che abitudini
morali; e il modo particolare che ogni individuo ha di considerare le cose,
dipende spesso dall’ordine di associazioni mentali in lui prevalenti,
Trattandosi di sensazioni cho accompagnano un atto, l'abitudine, diminuendo
l’attività necessaria alla loro produzione, le rende a poco a poco inavvertite;
nello stesso tempo però diventano più precise e distinte, se non più intense,
quelle che costituiscono il fine dell’atto. Si suol distinguere, da Biran in
poi, l’abitudini passive dall’abitudini attire. Le prime sono quelle delle
sensazioni, caratterizzate da diminuzione della coscienza, adattamento,
sviluppo del bisoguo corrispondente. Le seconde sono le abitudini dell’operazioni,
caratterizzato dalla facilità, dalla perfezione, dalla tendenza alla
riproduzione involontaria. Egger distingue l’abitudini particolari ο speciali,
che non concernono che un atto interamente determinato, sempre il medesimo, e l’abitudini
generali, in cui l’atto è variato, ma sempre di un medesimo genere. Questa
distinzione corrisponde alla distinzione fatta da Hòffding e Bergson tra le due
specie di memoria, la memoria libera e la memoria automatica. Ad es.,
l'abitudine di risolvere dei problemi, e l’abitudine di calcolare. Si suol
distinguere anche l’abitudine dall’abilità, che è l'abitudine diretta alla
produzione d'un lavoro e implica la variazione e il perfezionamento, e dall’attitudine, che è la semplice
possibilità di prestarsi a fare. Non si dà abilità senza abitudine, nè
abitudine senza attitudine. L’abitudine ha molta affinità coll’istinto, che si
può considerare come un’ abitudine ereditaria protettiva pell’individuo o per
la speci tuttavia alcuni filosofi moderni, ad es. Murphy, intendono per
abitudine la legge per la quale l’azioni ed i caratteri degl’esseri viventi
tendono o ripetersi non solo nell’individno ma anche ne’suoi discendenti. Nella
lingua scolastica habitudo significa attitudine, relazione, riguardo, capacità
a qualche cosa. Da qui l’espressioni quo ad habitudinem e quo ad entitatem.
Quando in una cosa si considera l’essenza, la quiddità, questa allora si
considera quo ad entitatem. Quando invece si considera la potenza o capacità di
fare che è nella cosa, si considera quo ad habitudinem. Così fra il divino e
l’uomo non ο) ὃ proporzione d’entità ma d’abitudine, perchè la distanza
dall’uno all’altro è infinita e non hanno fra loro proporzione d’entità, ma
l'uomo può giungere al divino mediante la conoscenza, e può aver relazione con
lui, e quindi si dice che ha con lui proportionem habitudinis. Biran, Influence de l’hab.
sur la faculté de penser; Stewart, Works, ed. Hamilton; Egger, La parole
intérieure; Dumont, De l’habitude, Revue phil.; Bourdon, L’habitude, Année
paychol. -- memoria organica, inclinazione, automatismo, csusalità. Nella lingua scolastica ‘ABSOLUTE’ equivale
talvolta a simpliciter, e si adopera quando una cosa è denominata assolutamente
come tale, senza aggiunte o limitazioni. cesi anche che una cosa è absolute
tale, quando ha natura e secidenti che richiedono quella e non altra
denominazione. Ad es.: la neve è bianca. Dicesi invece che è respective tale,
quando è tale non per natura sua e in sò, ma in confronto a un’altra. Ad es., un
macigno dicesi respective piccolo se lo si confronta con una montagna. CORNOLDI
(vedasi), Thesaurus philos. L’ABULIA -- ABouAla; abulie, willenslosigkeit ; I
His: aboulie -- è il sindrome di molte malattie mentali che consiste in un
indebolimento del volere e sembra dovuta all’atrofia dei centri motori.
L’ammalate vorrebbe, ma sente di non poter eseguire la propria volontà; senza
presentare alcuna impossibilità organica di movimento, ogli è incapace di
decidersi a compiere qualsiasi atto, come mangiare, vestirsi, camminare, ecc.
sebbene lo creda opportuno, desiderabile, persino necessario. Si parla di molte
forme d’abulia, non ancora ben definite, come 1’abulia motrice, che è quella di
cui ora abbiamo parlato, l’abulia intellettuale, che si manifesta con l’
indebolimento dell’attenzione, l’abulia sistematizzata, che riguarda solo uns
categoria di atti, ecc. Janet chiamato abulia delirante una speciale
ossessione, riguardante gl’atti stessi del soggetto, la quale, rispetto al suo
contenuto, si distingue in cinque classi: ossessione del sacrilegio, del
delitto, della vergogna di se stessi, della vergogna del proprio corpo, della
malattia. Dicesi infine abulia morale quella debolezza della volontà morale,
per cui 1’individuo, pur conoscendo il bene e desiderando seguirlo, non sa
resistere agl’appotiti e alle tendenze malsane; appartiene alla categoria delle
pazzie morali, e tingue dalla cecità morale in cui manca affatto la coscienza
morale, e dall’anestesia morale in cui il sentimento morale è torpido ο perciò
incapace d’influire sulla condotta. Quanto alla interpretazione psicologica
dell’abulie in genere, secondo Ribot esse sono dovute a un indebolimento della
sensibilità, legato alla depressione delle funzioni vitali; se gli ammalati
sono incapaci di volere ciò succede perchè tutti i proponimenti che essi fanno
non risvegliano in loro che impulsi deboli, insufficienti per spingerli ad
agire. Secondo Janet l’abulia è dovuta piuttosto ad una debolezza
intellettuale. Perchè la mente voglia un atto e lo eseguisca decisa, deve avere
l’idea chiara e completa dell’azioni richieste dal compimento dell’atto stesso.
Ora, tale capacità sarebbe diminuita negl’individui affetti da abulia, donde la
difficoltà di compiere certi atti, benchè l'intelligenza ne abbia una nozione
generale. Ribot,
Les maladies de la volonté; Janet, Névroses dica fires; Étude sur un cas d’aboulie,
Aca-Acc Revue philos.; Rivière, Contribution à l’étude des aboulies, Those de
Paris -- acedia, aprosechia, aprassia, agorafobia. L’acatalessia – axataXntia -- è l’incomprensibilità del
vero. È una delle tre parole che contengono le risposte ai problemi che si
propone lo scetticismo pirronisno. Possiamo noi comprendere che cosa siano le
cose? Noi, risponde Pirrone, non possiamo comprenderlo nè per mezzo dei sensi,
md per mezzo della ragione, perchè i sensi ce le mostrano come appaiono a noi,
non come sono, e la ragione #’ acquieta in ciò che le par conveniente. Nel
medesimo senso Bacone contrappone ln catalessia o dubbio scettico, alla eu-catalessia,
o dubbio metodico. Nos vero non acatalepsiam, sed eu-catalepsis meditamur.
Richter, Der Skeptisirmus în d. Philos.; Brochard, Les sceptiques grecs;
Bacone, Nov. Org. -- epoca, atarransia. Platone insegna negl’orti d’Academo, o
accademia, i quali rimasero poi la sede della sua scuola, detta perciò. Essa si
divide in tre periodi : la vecchia accademia, ingolfatasi, con Speusippo,
Xenocrate, Crantore, nella metafisica pitagoreggiante e in un astruso
dommatismo; la media, enduta nello scetticismo con Carneade e Arcesilao; la
nuova, tornata al primitivo dommatismo con Filone ed Antioco. Credaro, Lo scetticismo
degl’accademici. Usato sostantivamente, l’accadere -- Ereignen, Geschehen; happen
--, contrapposto all’essere, indi l’insieme dei fenomeni, dei caugiamenti che
si verificano nella realtà. Nella storia del pensiero filosofico il problema
dell’essere e il problema dell’accadere si svolgono parallelamente; ma il primo
ad imporsi è quello dell’accadere, giacchè la meraviglia suscitata dal mutare
incessanto delle cose fa il primo stimolo all’indagine filosofica. Cir.
Aristotele, Metaph. Nella logica, ACCESSORIO -- Nebonstohliok; accessory;
Acosswire – s’oppone a essensiale, fondamentale, neceesario e designa ciò che,
pur avendo una qualsisai relazione col soggetto di cui si tratta, non è nè
essenziale alla maniera attuale di considerare il soggetto stesso, nö
necessario alla intelligenza di ciò che se ne dice, cosicchè si può anche
lasciar da parte senza che per questo ne rimanga alterata l’idea ο diminuita la
chiarezza del discorso che deve spiegarlo. Per ciò nella discussione o nella
esposizione di nn argomento si deve far in modo che 1’accessorio non nasconda o
faccia dimenticare 1’essenziale. Accidente -- Acoidenz; Accident; Accident – è
un vocabolo usato nella filosofia aristotelica e scolastica. Si oppone a
essenza e a sostanza, e desìgna una qualità o modificazione che non appartiene
all’essenza della cosa, che non è l’espressione de’suoi attributi fondamentali.
Aristotele lo definì come ciò che aderisce ad un soggetto, ma non sempre nd
necessriamento; Goolenio, traducendo la definizione di Porfirio, in uso poi
presso tutti gli scolastioi peripatetici dell’eta di mezzo, determina l’accidente
come quod adent οἱ abest prate# subieoti corruptionem. In altre parole, l’accidente
è ciò che arriva alla cosa, quod accidit, ciò che in essa si riscontra, ouu$eBrxéç,
senza essere necessariamente legato alla sua idea. Così, si può concepire una
roccia senza concepirla arrotondata: essere arrotondata, uguzza, ecc. è,
rispetto alla roccia, un accidente. Alcuni filosofi distinguono due sorta di
legami tra la sostanza ο l accidente: l'uno, detto prioologico, è quello che
interoedo tra l'idea d’accidente e quella di sostanza, 1’altro, detto
ontologico, è la connessione che intercede tra In sostanza stessa ο
l’accidente, cioè a parte sui. Nella lingua scolastica si sogliono anche
distinguere : l’aocidens physicum, che ha entità distinta d’ogni sostanza, e
può essere absolutum, cho si riduco alla quantità ο allo qualità, e modale, che
non può mai trovarsi fuori di un soggetto; l’a. sepa-Ἱ -Acc rabile, che si può
facilmente separare dal soggetto, come il calore dal ferro, ο l’a.
inseparabile, che non si può separare, o almeno difficilmente, come il verde
dalla foglia; l'a. artrineecum che denomina un soggetto solo estrinsecamente,
come l’azione, e l’a. intrinsecum, che è inerente alla cosa di cui si chiama
ncoidente, come il freddo della neve; Pa. logieum o predicabile, che è una
qualità inerente al soggetto in modo contingente e non necessario, 6 l’a.
metaphysicum ο pradicamentale, che è quello che deve inerire al soggetto per
esistere, ma nel concetto fa astrazione dal modo di inerenza, se cioè sia
necessario o contingente. Aristotele, Metapk.; Porfirio, Isagoge; Goclenio,
Lexicon philos. -- caso, essenza, sostanza. Dicesi sofisma d’accidente quello
che trae la sus origine da una proposizione difettosa nel nesso tra il
predicato e îl soggetto, il primo dei quali non si congiunge a tutto il secondo
nella sua unità, ma soltanto ad una parte non costituente la sua unità, cioè ad
un accidente d’esso soggetto. Es.: L’arte oratoria ha spesso servito a trarre
in inganno i popoli ο i giudici; dunque, l’eloquenza è riprovevole. Dicesi
comversione per accidente quella operazione logica colla quale un giudizio
universale affermativo, il cui soggetto è meno steso dél predicato, si converte
in un giudizio particolare affermativo. Es.: ogni uomo è mortale; conv. per e.,
alcuni mortali sono uomini. Port-Royal, Logique; Masci, Logica, . Si chiama accomodamento
-- Accomodation; Accomodation: Accomodation – o accomodazione l'atto
fisiologico mediante il quale i muscoletti ciliari dell'occhio dànno alla
faccia posteriore del cristallino la curvatura neeeesaria affinchè l’immagini
degli oggetti, posti a maggiore ο minore distanza, si proiettino sulla retina e
siano così dormalmente percepite. Quando la convessità del eristallino aumenta,
l’occhio à accomodato alla visione degli oggetti vicini, e viceversa quando
scema, Un tempo si credeva che l’accomodazione dell’ occhio avvenisso per uno
spostamento della retina in avanti e indietro, conforme alle diverse distanzo
degl’oggetti; Cartesio è il primo ad emettere il concetto che la nostra
capacità di vedere distintamente gl’oggetti collocati a distanza dipenda dall’attitudine
insita nell’occhio di poter modificare la lente cristallina. La dimostrazione
di questa veduta teorica si ha due secoli dopo con Langenbeck, Cramer e
Helmholtz. Si dice dottrina dell’ accomodamento quella di molti teologi
protestanti, i quali, basandosi sulla constatazione che il cristianesimo dove,
giunto in contatto coi vari popoli, modificarsi in parte secondo le loro
tradizioni, costumi, credenze, rigettano tutto ciò che nei documenti evangelici
non concordi colle loro vedute. Helmholtz, Handbuch d. phyeiol. Optik; Wundt,
Grundzüge d. physiol, Psychol., Techernig, Optique physiol. -- miopia, ipermetropia, punto prossimo, ecc.. Acedia
-- animi remissio, mentis enervatio -- così designavasi, nella teologia
medievale, quella specio di depressione malinconica, di torpore dello spirito,
che impedisce l’azione volitiva e coglie specialmente chi conduce vita
solitaria e di meditazione. Tale disposizione d’animo è afinovorata tra i
peccati cardinali, per opposizione alla SPERANZA posta tra le VIRTÙ CARDINALI.
Nella psicologia moderna è considerata come una semplice anomalia della
volontà. Höffding, Psychologie -- abulia. ACERVVS, mucchio, si dice così un
antico sofisma, che Aristotele fa risalire a Zenone di VELIA, e che consiste in
questa argomentazione. Un mucchio di frumento, cadendo, non può produrre nessun
rumore, perchè in tal caso si dovrebbe sentire il rumore d’ogni grano, e delle
particelle d'ogni grano, il che non accade. Ma il mucchio non è che la somma
dei singoli grani, che cadono senza produr rumore. Dunque, il mucchio di grano
cadendo non produce in realtà alcun rumore, il quale è soltanto una parvenza
sensibile. Codesto sofisma ha poi assunto varie forme, delle quali la più
comune è la seguente. Se a un mucchio di grano si leva un grano, resta ancora
un mucchio. Se se ne levano due, ugualmente, fino a conchiudere che CON UN SOLO
GRANO si ha un mucchio di grano. Se si osserva che un grano non basta a far un
mucchio, si risponde che neppur due, tre, quattro, fino a conchiudere che
cento, mille, ecc. grani. non fanno un mucchio di grano. Aristotele, Physica.
Il sofisma d’Achille è uno degli argomenti di Zenone di VELIA contro la realtà
del movimento. Aristotele lo espone così. Un mobile più lento non può essere
raggiunto da uno più rapido; giacchè quello che segue deve arrivare al punto
che occupava quello che è seguito ο dove questo non è più (quando il secondo
arriva); in tal modo il primo conserva sempre un vantaggio sul secondo. Zenone
assume come esempio il piè veloce Achille inseguente una tartaruga; da ciò il
nome dato all’ argomento. Esso è poi formulato matematicamente nel seguente
modo. Siano i punti A ο B distanti tra loro d’ una lunghezza 1, ο
mocontemporaneamente nella stessa direzione con velocità disugaali, il oni
rapporto sia 9. Supponiamo che il punto
B, più vicino alla meta, sia il meno veloce; dico che la distanza che li separa
docrescerà sempre, ma non diventerà mai
0. Infatti mentre il punto A in un primo movimento percorre la lunghezza
1, il punto B, che è 9 volte meno veloce, percorrerà una lunghezza =; ; così
puro mentre il punto A in un secondo movimento percorre la lun1 ghezza il punto
B ne percorre la ga parte, cioè è Dopo un numero qualunque di movimenti, la
distanza fra i due Aco 10 mobili non sarà mai = 0, ma sarà sempre
espresss dalla frazione En Questo argomento, insieme agli altri coi quali
Zenone nega la pluralità e il movimento, ba appassionato vivamente i filosofi,
da Aristotele a Horbat. Bergson lo confuta, dimostrando come esso abbia origine
dalla confusione tra il movimento e lo spazio percorso dal mobile, poichè
1’intervallo che separa due punti è divisibile infiuitamente, e s’il movimento
fosse composto di parti come quelle dell’ intervallo stesso, esso non sarebbe
mai sorpassato. Ma la verità è che ciascuno dei passi d’Achille è un atto
semplice, indivisibile, ο che dopo un numero dato di codesti atti, Achille
sorpassa la tartaruga. Aristotele, Phys.; Bergeon, Essai sur les données imm. de la conscience. A contrario, nella logica si designa così un
ragionamento nel quale, in luogo di conchiudere per analogia semplice, a pars,
si conchiude da contrario a contrario. Per es.: se lo stesse cause, nelle
stesse condizioni producono gli stessi effetti, è naturale aspettarsi che cause
contrarie produrranno effetti contrari. L’acosmismo. T. Akoemiemus; I.
Aoosmism; F. Aoosmiame è il trmine applicato da Hegel al sistema di Spinoza, in
opposizione ad a-teismo, perchè il sistema spinoziano non nega l’esistenza del
divino ma piuttosto fa ri-entrare il mondo in essa. Il termine è rimasto
nell’uso per indicare il pan-teismo, e, in generale, quei sistemi filosofici,
come ad es. quelli di Malebranche, Berkeley, Fichte ecc., che negano
l’esistenza del mondo come realtà indipendente. Secondo Windelband anche la
filosofia di VELIA è un a-cosmismo, in quanto essi nega la realtà delle cose,
che l’esperienza offro in co-esistenza e successione, per non affermare che la
realtà dell’essere uno ed unitario; AMORE per i fisio-psicologi moderni ogni
manifestazione più squisita del sentimento d’amore non è altro che la
manifestazione complessa d’un fatto semplicissimo 1’attrazione di due elementi
vitali, di due cellule, che tendono 8 completarsi e ringiovanirsi
vicendevolmente. Spencer analizza molto scutamente l’amore sessuale, cercandone
gl’elementi costitutivi. Egli dimostra come l’amore è il più irresistibilo dei
nostri sentimenti perchè è il più complesso, essendo un aggregato immenso di
quasi tutte le eccitazioni di cui siamo capaci. Infatti, oltre alle sensazioni
© ni sentimenti strettamente egoistici, entrano a costituirlo le impressioni
complesse prodotte dulla bellezza, la stima di sè, il piacere del possesso, l’amore
dell’ approvazione, la simpatia, l’ammirazione, la venerazione, l’affezione, il
rispetto, il sentimento della libertà d’azione. Già fin do ORAZIO Flacco si
sono distinti cinque gradi o fasi psicologiche dell’amore sessuale: rise,
auditus, taotus, osculum, concubitue, I due primi gradi sono i più degni
dell’uomo, i più adeguati alla raffinatezza del suo senso estetico; i tre ultimi,
nei quali In voluttà raggiunge successivamente le forme più intense, gl’uomini
hanno iu comune coi bruti. Nel primo grado l’uomo subisce per vin degli occhi
il fascino delle forme e delle movenze femminili; come esprime il nostro poeta
nei due noti versi: E vien dagl’occhi una dolcezza al core che intender non la
può chi non la prova. TI senso uditivo opera nella seconda fase, e con tanto
maggiore intensità quanto più l’uomo à civile e artisticamente colto. E par che
dalle sue labbia οἱ mova uno spirto gentile pien d'amore che va dicendo
all'anima: sospira. La fisiologia considera queste fari anecessive come
prodotte dal progres Amo sivo diffondersi dell’eccitamento afrodisiaco nelle
diverse sfere sensoriali; dai lobi posteriori del cervello, centri visivo e
nditivo, esso s’avanza ai lobi anteriori, centri sensitivo-motori, si sprofonda
nei lobi inferiori, centri olfattivi, e si diffonde infine a tutto l’asse
encofulo-spinale durante la consumazione dell'atto riproduttivo. In senso
teologico l'amore è il godimento che il credente prova nell’intuizione di Dio;
già per Platone l’amore, ἔρος, è l'entusiasmo puro, libero da ogni sensibilità,
verso la conoscenza dell’idee, e particolarmente per la più alta di tutte, il bene
divino. Per Plotino, l’amore pel divino è la felicità massima dell’uomo.
Agostino definisce lo stato dei beati come la più sublime delle virtù, 1’amore,
charitas. Nella beatitudine eterna, in cui non ο) ὃ da superare la resistenza
del mondo e della volontà peccatrice, e in cui l’amore non ha più bisogno di
acquietarsi, quest’amore è una contemplazione ebra di Dio, Per AQUINO la mèta
suprema d'ogni sforzo umano è la visio divine essentie, da cui segue eo ipso
l’amore del divino; concetto che trova il suo poeta in ALIGHIERI, che lo porta
a somma espressione di bellezza. Per il Cusano invece l’anima, se vuol conoscer
il divino, deve cessare d’essere sè stessa, deve rinunciare a sè stessa; tale à
lo stato del conoscere sopra-razionale, dell’ immedesimarsi dell’uomo nel
divino, stato di eni il Cusano dice: esso è l’amore eterno, charitas, che vien
conosciuto per mezzo dell’ amore, amor, ed amato per mezzo della conoscenza.
Per Spinoza l’amor dei intellectualis è il risultato della conoscenza delle cose
sub specie wernitatis; poichè da codesta specie di conoscenza nasce una gioia
accompagnata dall’idea del divino come causa, cioè l'amore del divino, non
nella misura nella quale ci imaginiamo il divino come presente, ma nella misura
nella quale comprendiamo ch’il divino è eterno: è ciò che io chiamo: amore
intellettuale del divino. Codesto amore è eterno, poichè tale è la natura della
conoscenza da cui nasce, 9 quantunque non abbia avuto cominciamento ha tutte le
perfezioni dell’amore. Esso è infino una parte dell’amore infinito con cui il
divino ama sè stesso. Il divino ama sè stesso d’un amore intellettuale
infinito. L’ amore intellettuale dell’ anima riguardo al divino è l’amore del
divino stesso, amore di cui ama sè stesso, non in quanto è infinito, ma in
quanto può essere spiegato dalla essenza dell’anima umana considerata dal punto
di vista dell’eternità: ossia 1’amore intellettuale dell’anima riguardo al
divino è una parte dell’amore infinito di cui il divino ama sò stesso. Per
Malebranche ogni conoscenza umana è una partecipazione alla ragione infinita,
tutte l’idee delle cose finite non sono che determinazioni dell’ idea del
divino, tutti i desideri rivolti all’ individuale non sono che partecipazioni
all’amore, inerente necessariamente nello spirito finito, del divino come
principio del suo essere e della sua vita. Amore ο odio sono la
personificazione delle due forze cosmiche con cui Empedocle di GIRGENTI spiega
la formazione e In dissoluzione del mondo: l’amore è la causa per oni i quattro
elementi originari, terra, aria, acqua ο fuoco, si mescolnno insieme ο dànno
luogo alle cose particolari, l’odio la causa per cui gli elementi si separano ο
le cose spariscono. Platone, Simp.; Rep.; Agostino, De trin.; Spinoza, Ethica;
Leibnitz, Nour. Eee,; LUCIANI (vedasi) Fisiologia dell’uomo; SFUMENI (vedasi), Arch.
di fisiologia, Firenze; Höffding, Psychologie; Volkmann, Lehrbuch d. Peychol.
Amorfo -- T. morph; I. Amorphous; F. Amorphe – è ciò che non ha forma
sistematica, ordinata. I biologi dicono amorfa una sostanza organica ma non
organizzata in cellule. I sociologi, per analogia, chiamano amorfe lo società
costituite da un insieme di individui senza organizzazione nè differenziazione,
o gli etologi amori quegli individui che mancano di nn temperamento determinato
(sensitivo, volitivo o apatico) per mancanza di nnità nelle tendenze, negl’istinti,
nei desideri. L’smusin. T. Amusio; I. Amusia; F. .imusie – è una forma assai
rara di amnesia parziale, che si verifica nei musicisti, e consiste o nella
impossibilità di leggere la musica (a. vieira) pur rimanendo ln capacità di
leggere i caratteri tipografici; o nella impossibilità di cantare, ο di sonare
il proprio stromento (a. motrice); o nella impossibilità di comprendere con
l'orecchio le nrie musienli (a. uditira).
Brissaud, Malattie dell'encefalo. Nella religione greca anagogia designa
la festa per la partenza e il ritorno di un divino. Nella lingua teologica
indica quei processi che hanno per scopo di δυvreccitare il sentimento dei
fedeli, intensificandone le mistiche aspirazioni. Tali sarebbero i metodi per
raggiungere lo stato d’estasi religiosa. Leibnitz adopera il vocabolo anagoge
come sinonimo di induzione, ἀναγωγή. Dicesi anagogico quello tra i quattro
sensi della scrittura che è considerato come il più profondo e che consiste in
un simbolo di cose costituenti il mondo divino. L’analgesia -- analgesic,
Analgie; I. -tnalgesia, Analgia; F. Analgésie – è un sintomo frequente nelle
malattie del sistema nervoso; è sinonimo di algoanestesia, e consiste nella
completa ο incompleta insensibilità al dolore, co-esistente colla conservazione
d’altre sensazioni o di parte di ease. Essa può essere procurata anche per
ipnotismo, in seguito a comando dell’operatore. Non va confusa coll’anestesia.
La sua importanza, dal punto di vista psico-fisiologico, sta in ciò ch’essa può
verificarsi anche quando rimangano integri gli altri sensi cutanei (di
contatto, di pressione, di caldo, di freddo), comprovando con ciò la tesi di
Brown-Sequard, Funke, Mtinsterberg, che cioò esistano nella cute terminazioni
nerveo speciali e nel sistema nerveo centrale apparati sensitivi distinti per
le sensazioni del dolore, contro la tesi opposta, sostenuta da Latye, Wundt,
Richet, ecc., che gl’organi periferici ο centrali pelle sensazioni dolorifiche
siano gli stessi che funzionano per le sensazioni tattili e termiche. GRICE VERSUS PITCHER: Would I
be happy to accept a pain sense in the way in which sight or smell is a sense?
I think not. For to do so would involve regarding the fact that we do not
externalize our pains as a mere linguistic accident. Kiesow, Aroh. it. de Biol., Zeitsohr. für Peychol.;
Alrutz, Atti del Congr. di Psicologia, Roma -- dolore, modalità, tono. Il
significato della parola “Analisi. Τ. .inalyse; I. Analysis; F. Analyse -- è
molto vago molto vario. Ad ogni modo, ricorrendo alla sua etimologia, analisi
significa scomposizione di un tutto ne’suoi clementi, ἀνα-λύειν -~ decomporre,
sintesi composizione di un tutto per mezzo de’suoi elementi, 3uy-tidy1t =
comporre insieme. Trasportate nel pensiero, si dice analitica ogui funzione che
distingue in un tutto una o più parti, sintetica quella che combina parti
diverse e ricostruisce un tutto risoluto, ο di unità preesistenti forma un
tutto nuovo. Nella logica il procedimento 0 metodo analitico consiste nel
partire dai fatti particolari per nasorgere ad una legge, prima ignorata, che
tutti li abbracci e li spieghi; il procedimento sintetico consiste nel partire
da nn principio generale noto per trarne le conseguenze. Il primo procedimento,
in cui si va dal meno al più, costituisce ’ indusione ; il secondo, in cui si
va dal più al meno, la deduzione. Pure nella logica, dicesi analitica’ la prova
che va dagli effetti alle cause, sintetica © progressiva quella che va dallo
cause agli effetti; analitico il concetto le cui note sono sciolte dal loro
logamo logico, sintetico se sono pensate secondo quel legame. Nelle matematiche
la parola Analisi fu un tempo sinonimo di Algebra, la quale, in quanto metodo,
consiste infatti nel supporre il problema risolto per dedurre Je condizioni
della soluzione, cioè risalire dalla conseguenza cercata alle sue premesse;
oggi l’Analisi designa specialmente il calcolo infinitesimale, per opposizione
alla teoria delle funzioni. Wundt, Logik; Masci, Logica, Grice/Strawson, In defense of a dogma, in
Studies in the way of words. Per Aristotele l’analitica è l’arte dello
scomporre il pensioro nelle se porti; perciò dal si dice Analitica quella parto
dell'Organo di Aristotele che tratta dell’arte di ridurre il sillogismo nelle
sue diverse figuro (Prime analitiche) e dà le regole della dimostrazione in
generale (Ultime analitiche). Per Kant l’analiticn è la scienza delle forme
dell’intendimento ; essa decompone tutta l'opera formale dell’ intendimento e
della ragione nei suoi elementi e li presenta come i priueipt di ogni
apprezzamento logico della conoscenza, ed è quindi, almeno negativamente, la
pietra di paragone della verità, poichi bisogna secondo lo regole di essa
controllare e gindicare la forma di ogni conoscenza. L’analitica trascendentale
è una delle due parti in cui è divisa la logica del Kant. Essa ha per oggetto di
scomporre la nostra facoltà totale di conoscere a priori nei concetti
elementari della scienza pura »; si distingue in Analitica dei concetti dell’
intendimento puro e Analitica dei principî dell’ intendimento puro: questa è la
dottrina del giudizio, quella l’analisi delle facoltà dell’ intendimento, che
ha per scopo di spiegnre In possibilità di concetti a priori, ricercandoli
unicamente nell’ intendimento stesso come in loro fonte vera e naturale.
Aristotele, Rhetor.; Kant, Krit. d. reinen Fera., ed. Kehrbach. Analitici,
sintetici, giudizi, Kant, seguendo l’antica distinzione, chiama analitici quei
giudizi il cui predicato è necessariamente contenuto nel pensiero del soggetto
– That child is not an audlt – Grice/Strawson --, e che quindi si rica con una
semplice analisi del soggetto medesimo; sintetici quelli il cui predicato è preso
fuori del soggetto – That child understands Russell’s theory of types. Es. g.
sint. Il triangolo ha tre lati; g. an. Napoleone morì a S. Elena. I giudizi
sintetici possono, secondo Kant, essere a priori o a posteriori. Sono sintetici
a posterioni quei giudizi nei quali il fondamento del rapporto tra predicato e
soggetto è l'atto stesso della percezione; invec nei sintetici a priori, cioè
nei principi universali che danno la spiegazione dell’ esperienza, il
fondamento è qualcos’ altro, che dev’ essere cercato. Ma per Kant l’apriorità è
questo un punto essenzialissimo della sua dottrina non significa qualche cosa
che precede nel tempo I’esperienza, bensì l’universalità di valore dei principi
razioni universalità che trascende ogni esperienza e non si può in alcun modo
fondare sul’ esperienza. Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach; Proleg.; Ewald, Kante
methodologie, Grice: Nothing can be green and red all over no stripes allowed. Nel suo significato commune, l’Analogie. T.
Analogie; I. Analogy; F. Analogie -- è la somiglianza più ο meno lontana
esistente tra due o più cose o fatti ; nel senso primitivo è ugnaglianza di
rapporti o proporzione matematica; nella logica l’analogia ο ragionamento
analogico è un razioeinio col quale, date due coso aventi un certo numero di
caratteri comuni, un nuovo carattere che si riconosca appartenere all’una di
esse, viene attribuito ancho all’ altra. In altre parole, l’analogia, a
differenza dell’ induzione, conclude da particolare n particolare, inferendo da
alcune somiglianze note altre che non sono note. Il tipo dell’analogia è il
seguente: A (che è πι, n, 4) ὃ P Sèm,n,4 sıP. La conelusiono dell’ analogia è
dunquo soltanto probabile; giacchè, per esser certa, bisognerebbe che il
termine maggiore fosso convertibile semplicemente (ciò che è m, n, q è A) Il
suo grado di probabilità cresce col diminnire dei punti di differeriza e del
numero delle proprietà sconosciute. L’analogia può essere di identità o di
coordinarione. La prima ha luogo quando fra due coppie di concetti esiste
identità di rapporto ο di sostanza; ad es. l'estensione della legge della
gravità terrestre a legge della gravitazione universale. La seconda quando fra
i due concetti esiste solo una identità di rapporto; ad cs. le analogie tra lo
spazio visivo e il tattile, tra la propagazione del calore e quella del suono.
E celebre 1’analogia d’ identità con la quale Franklin, movendo da alcune
somiglianze fra il fulmine e l'elettricità, argomentd che anche quello, come
questa, doveva essere attirato dalle punte metalliche. Analogie dell'esperienza
chiama Kant le regole secondo le quali dalle percezioni deve uscire l’unità
della esperienza. Esse si appoggiano su questo principio generale. L’esperienza
non è possibile che per la rappresentazione di un logame necessario delle
percezioni. Tre sono i modi secondo i quali i fenomeni esistono nel tempo, e
ciod durata, successione, e simaltaneità ; tre sono quindi le analogie dell’
esperienza. Prima anslogis : principio della permanenza della sostanza: la
sostanza persiste nel cambiamento di tutti i fenomeni ela sus quantità non
aumenta nè diminuisce nella natura. Seconda: principio della causalità: Tutti i
cangiamenti avvengono secondo In connessione degli effetti e delle cause.
Terza: principio di simultaneità secondo la legge d’azione reciproca: tutte lo
sostanze in tanto cho possono esser percepite come simultanee nello spazio,
sono in una azione reciproca generale.
Nella lingua scolastica analoga sono quelle cose delle quali il nome è
identico, mentre la ragione significata dal nome è in parte identica in parte
no, come il divino e la creatura rispetto all’ arte. Analoga attributionia sono
quelle cose a cui conviene un nome comuno nel senso medesimo, ma per titolo
diverso; analoga proportionalitatis quelle cose a cui conviene un nome comune
con significato simile e con proporzione, come al mare, al cielo e all’animo
dell’uomo la serenità. Aristotele, Anal. prior.; Kant, Krit. d. reinen Vern.,
ed. Kohrbach; Wundt, Logik, PAGUINI (vedasi), Le analogie, Cult. filosofica; CHIDE,
La logique de l’analogie, Rev. phil., Sageret, L’analogie scientifique. Grice,
analogia come parte dell’escatologia. Analogismo -- T. Analogiemus,
Analogiererfahren; I. Analogiem; F. Analogieme – è, in generale, ogni indirizzo
che si vale del ragionamento analogico per giungere alla conoscenza di
qualsiasi categorin di fenomeni. E quindi analogismo quell’ndirizzo
sociologico, che concepisce la società come un organismo vivente, in cui gli
individui rappresentano le cellule, e ricava lo leggi dell'organismo sociale
dallo studio delle leggi dell’organiamo biologico. In senso più ristretto
analogismo equivale a idealismo realistico, monismo spiritualistico,
antropomorfismo, ecc.; ossia quell’indirizzo filosofico cho concepisce ln
realtà esterna per analogia con la realtà interna, cioè con la coscienza umana.
Nella sua forma riflessa esso comincia con Leibnitz. per il quale appunto la
natura delle monadi ci è resa intelligibile per via dell’ analogia con i nostri
stati interni; la legge dell’analogia ci impone di professare ovunque il
principio tout comme oi (simile ul tout comme chez nous di Holberg). Leibnitz, Nour. Essaie,
Erdmann; Hiffding, Hist. de la phil. moderne. Nella dottrina platonica, l’anamnesi. – Ανάμνησις -- è
la reminiscenza, ossia quel movimento per il quale lo spirito dall’opinione si
innalza alla scienza. Esso infatti si produce spontaneamente alla vista dei
vestigi della verità, della bellezza, dell'uguaglianza, dell’unità dell'essere,
che si riscontrano negli oggetti dell'opinione; sembra quindi che codesti
attributi ci siano conosciuti primitivamente e che noi non facciamo che
riconoscerli. Da ciò viene che per Platone la filosofia non è che una reminiscenza.
Con 1’esempio del teorema di Pitagora, egli mostra che la conoscenza matematica
non proviene dalla percezione sensibile, ma che questa fornisce soltanto
l'uccisione per cui l’anima richiama alla memoria la conoscenza preesistente in
essa, cioò avente un valore puramente razionale. Ora, se le idee preesistono
nell’ anima alla percezione, l’ anima deve averle ricevute prima; e infatti le
anime, prima della vita terrena, hanno, secondo Platone, veduto nel mondo
incorporeo le puro forme della realtà, © la percezione di cose corporee simili
richiama (secondo le leggi generali dell’ associazione e della riproduzione) il
ricordo di quelle imagini, dimenticate durante la vita corporea terrena; da ciò
nasce l’ impulso filosofico, l’amore per le idee (dpwg), con cni l’anima
#'innalza di nuovo alla conoscenza di quella vera realtà. Cfr. Platone, Men.,
80 segg.; Fedro, 246 segg.; Fedone, 72 segg. Anarchia. T. Anarchismus; I.
Anarchy; F. Anarchie. Secondo l'etimologia greca (& priv. ἀρχή --comando)
significa assenza di ogni autorità, di ogni legge, di ogni capo. Nella
sociologia ai distingue 1’ anarchiemo politico, che ebbe per maestro Proudhon,
e propugna l’ assoluta eguaglianza fra gli uomini, l'abolizione di ogni
proprietà e autorità, meno la familiare, e la spartizione dei prodotti,
ealcolati secondo le ore di lavoro; il comunismo anarchico, fondato da A.
Herzen, M. Bakunin, ecc., che vuol tutto abbattere, famiglia, proprietà, stato,
religione, per raggiungere V’ amorfismo politico; il collettiriemo anarchico, che
ammette un potere pubblico per la ripartizione dei prodotti derivanti dallo
sfruttamento delle terre e delle macchine, per opera di associazioni di operai
e d’agricoltori. Pietro Kropotkin tentò per ultimo di unificare le varie
dottrine anarchiche ; il suo armonismo sociologico, sia che cerchi di fissare
una presunta posizione scientifica dell’anarchia, o tenti una valutazione
critica dell’ ordinamento rociale e politico presente, 0 si avventuri in
previsioni sulla società avvenire, ha qualche parentela formalistica ed
estrinseca col sistema evoluzionistico dello Spencer, l’unico filosofo che
abbia posizione nel corso normale della acienza da cui gli anarchici mntuino
qualche detrito frammentario ANA-ANE li
46 di pensiero. Tuttavia
l’armonismo sociologico del Kropotkin ha, dimostra lo Zoccoli, un carattere di
troppo palese provvisorietà empirica per poter assorbire ed acquietare le
tendense di autonomia dottrinale, che si manifestano anche tra gli anarobici;
nn esempio tipico lo offre la dottrina dell'americano Tucker, che giunge bensì
allo stesso conseguenze estreme del comunismo del Kropotkin, ma attraverso
premesse aspramente individualistiche in politica, in economia e in morale.
Cfr. E. Zoccoli, L’anarekia: gli agitatori, le idee, i fatti, 1907. Anatomia e
fisiologia comparate. Scienze fondate dal Cuvier, ma già intravvedute con
precisione da Aristotele. Esse, fondandosi sullo studio comparativo delle vario
forme organiche, cercano stabilire le leggi generali di parentela fra i diversi
gruppi © i modi probabili di evoluziono dei vari apparecchi dell’ organismo
animale. Sebbene la natura delle due scienze sia molto nffine, cosicchè spesso
si confondono, tuttavia scopo specifico della seconda è lo studio dello
analogie esistenti tra i vari organi degli animali, della prima è invece lo
studio delle omologie. Si dicono analoghi quegli organi che, sebbene djversi
anatomicamonte fra loro, sono nei vari animali impiegati agli stessi usi, ul
es., le branchie dei pesci, le trachee degli insetti, i polmoni dei mammiferi;
si dicono omologhi quegli organi che, quantunque morfologicamente uguali,
compiono nei diversi animali funzioni diverse, ad es. le autonne degli insetti,
gli aculei dell’ istriee, le penne dogli uccelli. Cfr. R. Besta, Anatomia ο
fisiologia comparata, 23 cd., Hoepli. Anatreptica (évatpénw = abbutto). L’ arte
di rovesciare le proposizioni di un avversario. Fa parte dell’agoniatica, che è
quella parte della dialettica che consiste in veri e propri certami o dispute
(v. dialettica, erintica, maieutiva, ece.). Anestesia. l. Anisthesie; I.
Anaesthesia; F. Anesthésie. Insensibilità a qualsiasi eccitazione, che pnd
essere deter 47 ANF minata da una
lesione degli organi periferici (pelle) o dei centri nervosi (enogfalo, midollo
spinale). Nel primo caso si ha l’a. periferica, nel secondo caso Va, centrale;
è speciale se limitata ad una sola regione del corpo. Si dicono poi
sistematiche quelle anestesie in cni il soggetto, pure avendo tutti i suoi
sensi intatti, non percepisco che le sensazioni cho riguardano un dato oggetto,
oppure è incapace di percepiro quelle cho si riferiscono a un dato oggetto.
Anestesimetro è lo strumento con cui si misura il grado della anestesia. In senso figurato dicesi anestesia del senso
morale (ethische Farbenheit dei tedeschi) la mancanza di senso morale, che si
riscontra in alcuni individui i quali pure non ignorano le leggi della
moralità, ma sono impotenti a seguirle appunto perchè la loro coscienza morale
non è sorretta e guidata da alcuna di quelle tendenze emotive, che spingono 1
uomo verso il bene; essi appartengono alla entegoria dei folli morali, © si
distinguono dai ciechi morali (ethische Blindheit dei tedeschi), che mancano
affatto di coscienza morale, © dagli abnliei morali, nei quali le tendonze
emotive verso il bono esistono, ma sono troppo. deboli per lottare contro
quelle che spingono I’ individuo al soddisfacimento dei suoi appetiti e delle
suc passioni. Cfr. Kraft-Ebing, Die Lehre ton mor. Wahnsinn, 1871; Dagonet,
Folie morale, 1878; Bonvecchiato, Il senso morale e la pazzia morale, 1883 (v.
analgesia), Anfibolia. T. {mphibolie; I. Amphibolia; F. Amphibolie. Vocabolo
greco, col quale si designa, nella logica, l'eq voco di senso risultante dalla
costruzione di una frase, © dall’ nso di termini di doppio significato. Kant
chiamava anfbolia dei concetti della ragion pura la possibilità di nostitnire
all’uso empirico dei principi dell’ intelligenza che non hanno valore se non
per rapporto agli oggetti dell’esperienza un uso trascendentale illegittimo;
percio egli la chiama amfbolia trascendentale o fa una critica della
monadologia leibnitziana, che considera come riposante au ANF-ANI 48
tale anfibolia. Cfr. Aristotele, Le soph. elench.; Kant, Krit. d. reinen
Pern., ed. Kehrbach, p. 245. Anfibologia. T. Amphibologie; I. Amphibology ; F.
Amphibologie. E una forma di sofisma molto simile all’ anfibolis, ma si usa
specialmente per indicare l’ ambiguità risultante dall’ uso di certe forme
sintattiche. Es. la frase latina dico lupum mordere canem » è un’ anfibologia,
perchè può significare tanto io dico che il lupo morde il cane » quanto io dico
che il cane morde il lupo ». Anima. T. Seele; I. Soul; F. Ame, Prima che
comineinsse la speculazione filosofica, l’uomo s'era già volto ad esaminare
quale fosse il substratum dei fenomeni dell’esperienza interna, e per prima
cosa separò questo dal corpo, spintovi forse dai sogni, poi l’identificò col
soffio dolla respirazione; tale infatti è il significato etimologico del latino
animus, del sanscrito dtman, dal greco φυχή. Sorta la filosofia, il concetto di
anima assunse via via vari ed opposti significati, che si possono tuttavia
ridurre a quattro fondamentali: 1° L’ anima è concepita come sostanza spi
rituale, semplice, inestesa, immortale, indipendente e distinta dal corpo; ciò
costituisce lo spiritualismo, detto anche dualismo perchè pone la dualità
fondamentale del corpo e dell’ anima, della materia ο dello spirito. 2° L'anima
è considerata non come esistente per sè, ma come una semplice funzione
dell'organismo; ciò costituisce il materialiemo, che è monistico quando ammette
la sola sostanza materiale e fa dello spirito una attività di ossa, dualistico
quando considera 1’ anima come una sostanza materiale simile alla corporea. 3°
L’ anima è considerata come I’ unica realtà, mentre tutte le altre cose non
sono che una parvenza o una derivazione di essa; tale è la dottrina sostenuta
dall’ idealismo o moniemo spiritualistico. 4° Infine l’ anima è identificata
col corpo, i fenomeni psichici coi fisici, considerandosi però gli uni e gli
altri come manifestazione di un principio auperiore che li contiene e li
domina, di un prinei 49 ANT pio che è la
sola roaltà; questa è I' ipotesi fondamentale di due sistemi, che, del resto,
differiscono molto nel fondo: il panteirmo e il moniemo. A queste quattro
vedute fondamentali si può aggiungere lu dottrina fenomenistica moderna, che
trae le origini dallo scetticismo di Hume e dal criticismo di Kant. Essa
abbandona alla metafisica ogni specalazione astratta sull'anima, limitandosi a
studiarne scientificamente le manifestazioni. Non afferma che l’anima esista o
non esista, ma soltanto che essu è un qualche cosa di sconosciuto, di
inconoscibilo forse; e che, in ogni caso, il problems non potrà essere risolto
con le ipotesi ο le congetture, ma con le ricerche minute, pazienti, positive
dei Senomeni peichici. Affine al fenomenismo è l’attualiemo, ılottrina
contemporanea che nega nella coscienza qualunque sostrato permanente,
affermando che i fatti psichici sono reali solo quando e in quanto sono
attuali, e che questi essendo in continua successione, la realtà della
concienza si risolve nella attualità dei suoi stati. Ad ogni modo la parola
anima implica, sia dal punto di vista empirico o fenomenico che dal metafisico,
una opposizione con I’ idea di corpo, e si distingue tanto dallo spirito quanto
dal me: da quello in quanto contiene P idea d’ una sostanza individnale ed ha
una estensione maggiore, applicandosi la parola spirito specialmente alle
operazioni intellettuali ; dal me in quanto questo non è di essa che una parte.
Aristotele chiama anima regetatica quella che produce la nutri zione,
l'accrescimento, la riproduzione degli esseri viventi ; a. pensante quella che
è il principio del pensiero, sin puro che discorsivo: a. sensitiea quella che è
il principio della sensibilità, anche negli esseri irragionevoli. Bacone chiama
a. sensibile uno sostanza puramente materiale, costituita dagli epiriti animali
e propria tanto dell’uomo che dei bruti. Cfr. Platone, Filebo, cap. 30; Fedone,
cap. 2: stotele, Je an., I, 2; Cicerone, De nat. deorum, III, 14, 3 Plotino,
Enneades, V, 5; Bacone, De augm., IV, 3; Carte» 4 Raxcout, Dirion. di scienze flosofiche. ANI 50
Principia philos., IV, 196; Holbach, System de la nature, 1770, vol. I,
p. 118; Kant, Arit. dor reinen Tern., ed. Kirchm., p. 324-337; Lotze,
Microkoemus, 1879, vol. I, p. 101170; Vogt, Physiol. Briefe, 1845; Lange,
Gesohichte d. Materialismus, 1874; Wundt, Grundsüge d. pysiol. Psychologie,
1880, vol. I, p. 8 segg.; II, p. 453-463; Ferri, La psychol. d. l'association,
1883, p. 286-293; Mausdley, La physiol. de Veaprit, 1878, p. 75 segg.;
Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900,
p. 8-23; Hamilton, Lectures on metaph., 1882, vol. I, p. 138 segg.; Spencer,
Princ. of. peyohol., 1874, P. 11, $ 58, 59, 63; F. Bonatelli, Disoussioni
gnoseologiche e note critiche, 1885; G. Sergi, L'origine dei fenomeni psichici,
1885; Ardigò, Opere ΠΙ., I, p. 189 segg.; VII, 17 segg.; G. Villa, La psiool.
contemporanea, 2* ed. 1911 (v. parallelismo, idealismo, priohe, io,
immortalità, semplicità, unità, identità). Anima del mondo. Gr. Ἡ τοῦ παντὸς
φυχή; Lat. Anima mundi; T. Weltseele, Wellgeiat; I. Soul of the world; F. Ame
du monde. Dottrina propria specialmente di Platone e degli stoici. Secondo
Platone, il mondo è opera della ragione; ina la ragione non può stare
senz'anima; di qui l’anima del mondo che fu creata da Dio per prima, ο serve da
mediatrice fra I’ indivisibile o il divisibile, fra le ideo ο le cose
sensibili. Per gli stoici, invece, il mondo è un immenso corpo organizzato,
fornito di un’ anima come gli organismi individuali: quest’ anima, costituita
da un fuoco etereo purissimo, è, nello stesso tempo, la ragion seminale del
mondo, il principio di universale attività, la provvidenza che sn tutto vigila,
in una parola Dio stesso. Cfr. Platone, Timeo, 34 b segg.; Aristotele, De
anima, 407 a; Cicorone, De nat. deorum, II, 8 (v. demiurgo). Animali (spiriti).
Lat. Spiritus animales; T. Tiergeister, Nercengeister ; F. Esprits animaur.
Secondo un’ antica dottrina, durata lunghi secoli ma da tempo abbandonata, I’
attività sensoriale e motrice dell’ anima sarebbe determinata dagli spiriti
animali, sostanza gassosn prodotta dal sangue
51 ANI e scorrente attraverso i
nervi al cervello. Erasitrato, nipote di Aristotele, considerava gli spiriti
snimali come provenienti dal cervello, gli spiriti vitali dal cuore; secondo
Galeno gli spiriti animali derivano da una mescolanza dell’aria aspirata dalle
narici con gli spiriti vitali condotti dal cuore ai ventricoli laterali del
cervello mediante le arterie, ed erano trasmessi dal cervello ai nervi per
determinare il movimento e la sensazione. Tale dottrina, più o meno modificata,
fu accolta da S. Agostino, 8. Tommaso, Telesio, Bacone e Descartes, per il
quale gli spiriti animali sono secreti dal cervello attraverso dei pori cho
s’aprono nei ventricoli, e, sccumulandosi in queste cavità, eccitano I anima
situata nella glaudola pineale; la volontà, a sus volta, muove gli spiriti
animali dei ventricoli per mezzo della glandola pineale, e li distribuisce per
la via dei nervi a tutte le parti del corpo: Notum eat, omnen hos motus
musculorum, ut omnes sensus, pendere a nervis, qui sun! instar tenuium
filamentorum aut instar parvorum tuborum, qui er corebro oriuntur; et
continent, ut et iprum cerebrum, certum quendam aërem aut ventum subiilissimum,
qui apirituum animalium nomine ezprimitur. Lunghe discussioni seguirono poi tra
gli scienziati intorno alla natura, all’ origine, alla sede degli spiriti
animali; ma solo verso la fine dell’ ottocento si cominciò a sostituirli con I’
ipotesi della vis nervosa, o corrente meurilica, che propagandosi lungo il
cilindrasse delle fibro trasporta le eccitazioni sensorie dalla periferia all’
encefalo ο le motorie dall’ encefalo alla periferia. Cfr. Telesio, De rer. nat., V. 5;
Bacone, Nov. Org., Il, 7; Hobbes, De Corp., C. 25; Descartes, Pass. an., 1, 7;
Vulpian, Leçons sur la physiol. du syst. nerreuz, 1868: Bastian, Le cerveau
org. de la penade, trad. franc. 1888, II, Ρ. 111 segg. Animismo. T.
Animiemus; I. Animiem; F. Animisme. Nella
storia delle religioni, dicesi animismo la credenza nell'esistenza degli
spiriti, da cui ogni cosa è animata: à ANN una delle forme della religiosità
primitiva. Si distingue dal fetieismo, che consiste nell’ adorazione degli
oggetti materiali in oui si crede dimori uno spirito. Una forma affine di
animismo consiste nella credenza che tutta la natura sia animata, senza che ciò
implichi l’esistenza di agenti distinti dai corpi. Nella filosofia, designa
quella dottrina che spiega tutti i fenomeni della vita ponendo a causa
originaria di essi l’anima, principio ad un tempo della vita e del pensiero. L’
animismo filosofico 6’ oppone all’organicismo, al meccaniciemo ο al vitaliemo,
obbiettando al primo che la forza direttrice e creatrice, ch’ esso pure ammette
negli organi, se distinta dalla materia vivonte è una pura concezione
metafisica, se identificata colla materia stessa, è, in fondo, l’anima; al
secondo, che in ogni essero vivente esiste un’ idea direttrice e creatrice
inesplicabilo colla semplice trasformazione del movimento ; al terzo, cho I’
esistenza di due anime, la vitale e la ponsante, Puna accanto all’ altra ©
ignorantisi a vicenda, è incomprens bile e, ad ogni modo, più difficile a
spiegare che non l’esistenza di un’ anima sola. Si distinguono due specie di
animismo filosofico: 1’ nna considera il corpo come prodotto © organizzato
dall’anima, l’altra, più consona αἱ risultati della scienza moderna, e
contraddistinta col nome di ani. miamo polizoista, considera ogni elemento
anatomico vi vente (cellule), come un piccolo animale, cosicchè il corpo
sarebbe prodotto dal consonso di tutte queste anime elementari. Cfr. Tylor, La
première civilisation, 1875; H. Spencer, Principî di sociologia, trad. it.
Bibliotoca dell’ economista, p. 145 sogg.; Hans Driesch, Il vitaliemo, atoria e
dottrina, trad. it. 1911; Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1904, p.
264 segg. (v. cellulare pricologia, vita, duodinamismo). Annientamento. T.
Vernichtung; I. Annihilation; F. Annihilation. Si distingue dal semplice
cangiamento © designa il passaggio dall’ Essere al non-Essere; è quindi il
contrario di oreazione, che è il passaggio dal non-Essere 53
ANO-ANT all’ Essere. Non sempre però il vocabolo è preso in senso
assoluto (v. ecpirosi). Anoetico e dianoetico. Aristotele distingue le virtù in
dianoetiche ed etiche, cioè virtù dell’ intelletto ο virtà del sentimento
(4806): il loro carattere comune sta nel diventare qualità stabili della
persona, ma mentre le prime provengono dall’ esperienza e dalla educazione, le seconde
devono nascere dall’abitudine pratica dell’azione, che loro corrisponde. Due
sole sono, in fondo, le virtù dianoetiche, cioè prodotte specialmente
dall’intelletto: la sapienza (σοφία) © la prudenza (φρόνησις), secondo che
l’operare normale dipende più dall intelligenza filosofica o da esperienza ο
pratica. Il Rosmini, risuseitando con diverso significato i vocaboli già usati
da Platone e da Aristotele, chiama modo anoetico il modo di pensar I’ essere
prescindendo da ogni sua relazione con la mente, ed essere anoetico l’ essere
così pensato; chiama invece essere dianoetioo ο modo dianoetico quando 1’
essere è pensato colla sua relazione essenziale alla mente, per mezzo della
riflessione colla quale l’uomo s’accorge che I’ essere è essenzialmente intelligibile.
Cfr. Aristotele, Eth. Nio., I, 18, 1103 a, 5; II, 1, 1103 a, 15 segg.; Rosmini,
Nuovo saggio, 1890. Anomalia. T. Abnormität, Anomalie; I. Anomaly; F. Anomalie.
Vocabolo ormai fuori d’ uso, preferendosi ad esso V altro di anormalità. Esso
significa eccezione alla legge (a priv. ο vipog= legge); ma le leggi naturali
non soffrono eccezioni, e quelle che si dicono tali nou sono, in fondo, che
leggi particolari esse medesime, avverantesi sia pure in un numero
ristrettissimo di casi, ma sempre logate al determinismo causale. In generale
per anomalia si intende ogni fenomeno che si allontana dal tipo ordinario; in
an senso particolare designa le deviazioni gravi d’un organo o di una funzione.
Antagonismo. T. Antagoniemus ; I. Antagonism ; lagonieme. Si dicono
antagonistiche due rappresentazioni che, nel momento della deliberazione
volontaria, si manifestano alla coscienza con forza l’ una impulsiva l’altra
inibitoria. Si dicono antagonistici due muscoli che, contraendosi, danno luogo
a movimenti inversi. Sono antagonistiche due forze quando il momento della
risultante è uguale alla differenza dei momenti dei loro componenti; sono
invece sinergiohe quando il momento della risultante è uguale alla somma dei
momenti dei loro componenti. Antecedente. T. Vorhergehend, Antecedens ; I.
Antecedent; F. 4ntéoédent. In un rapporto qualsiasi, logico o metafisico,
dicesi antecedente il primo termine, conseguente il secondo. Così lo 8. Mill ha
definito la causa come l’antecedente invariabile e incondizionale di un
fenomeno »; l’effetto in tal caso è il conseguente. Nel giudizio ipotetico
dicesi antecedente lu prima parte, che enuncia la condizione, conseguente la
seconda che enuncia il condizionato; nel giudizio se S è vero, P ὁ vero, 8 è
l’antecedente, P il conseguente. Nella psicologia e nella teoria della
conoscenza cesi antecedente d’un fatto ο d’uno stato di coscienza, ogni
fenomeno che li precede nel tempo. Nella medicina diconsi antecedenti gli
avvenimenti individuali o ereditari che possono spiegare certe anomalie attuali
in un dato soggetto. Antecritico. Si suol designare così quel periodo della
vita del Kant, che è anteriore alla pubblicazione della dissertaziono latina
sul mondo sensibile e intelligibile, e alla libri pubblicati dal grande
filosofo nel periodo antecritico, è manifesta l’iutluenza della filosolia
wolfiana ο inglese. Ante rem. Che preesiste alla cosa. Alcuni scolastici
realisti, che ammettevano cioè la realtà degli nniversali, dicevano,
conformandosi alla dottrina platonica, che codesti universali sono ante rem,
preesistono alle cose individuali idealismo, realismo, terminismo). Anteriore.
T. Früher; I. Anterior, prior; F. ‘intérieur. In generale ciò che precede, che
vien prima. Tuttavia occorre distinguere I’ anteriore aronologico, con cui si
designa ciò che precede nell’ ordine del tempo, dall’anteriore logico, che
indica il termine da eni un altro dipende. Es. nella formazione geologica il
periodo eolitico è cronolo; camente anteriore al paleolitico; nel ragionamento
sillogi stico la maggiore è logicamente anteriore alla conclusione.
Antesubietto. In generale, ciò che precede cronologicamente o logicamente il
soggetto. Il Rosmini chiama così l'essere, che è il soggetto dei soggetti, e
distingue un antesubietto dialettico e un antesubietto ontologico. Il primo è
quello che la mente prepone, nell’ atto del concepirle, a entità che sono
supposte tali mentre non sono, come al nulla e all’ assurdo; ο, in altre
parole, quell’antesubietto di cui la mente abbisogna per concepire le cose. Il
secondo è invece quello che la mente prepone ai veri atti successivi o ai
termini dell’ essere. La mente concepisce poi le cose per I’ atto dell’ essere,
e questo le appariace come assolutamente essente ©, ad un tempo, come per sò
intelligibile; dunque esso costituisce un antesoggetto ad un tempo ontologico ο
dialettico. Cfr. A. Rosmini, Nuovo saggio, 1830. Anticipasione. T.
Anticipation; I. Anticipation; F. Anticipation. È il greco πρὀληψις, che Seneos
tradusse con presumptiones. Secondo gli stoici, non esistono in resltà che i
singoli, mentre gli universali non sono che concetti soggettivi, formati per
astrazione. Alcuni di questi concetti, nati dalla percezione, sono comuni a
tutti e perciò essi li chiamavano anticipazioni, non perchè li credessero
innati come a torto si interpreta da molti ma per contrap porli a quelli la cui
formazione richiede le norme della dialettica. Gli epicurei, che adottarono
pure questa dottrina, la intesero in modo alquanto diverso: secondo essi la
conoscenza si fonda semplicemente sulle percezioni sensibili © sulla
rappresentazione di più percezioni simili che rimangono nella memoria; le prime
chiamavano sensazioni, le secondo anticipazioni. Il Gassendi ha ugualmente
definita l’anticipazione oomprehensionem animi, opinionemve quandam congruam,
sive mavis intelligentiam menti defizam,existentemque quasi memoriam
monumentumve cius rei, qua extroreum sapius apparuerit. Anticipazioni dell'esperienza si soglion dire
quelle congetture provvisorie, concepite a priori, che dovranno più tardi
essere confermate o distrutte dai fatti e che servono intanto come idea
direttiva, come punto di partenza delle esperienze. L'ipotesi sarebbe appunto
un’ anticipazione sull’ esperienza. Kant
chiamava anticipazione della percezione îl secondo dei principi delintelletto
puro », che si formula coeì : ogni fenomeno ha una quantità intensiva, vale a
dire una gradazione. Nella fisica codesta quantità intensiva costituisce lu
forza; dunque tale proposizione è il principio a priori della dinamica. Cfr.
Diogene Laer., VII, 154; Cicerone, De nat. deorum, I, 16; Kant, Krit. d. reinen
Vern., ed. Kehrbach, p. 162, 169 (v. ipotesi, senso comune). Antiegoismo v.
Altruismo. Antilogia. Gr. “Avtoyia; T. Antilogie; I. Antilology ; F. Antilogie.
Artificio del linguaggio, mediante cui si riuniscono due parole di opposto
significato, o due giudizi che si escludono. L’ antilogia è uno dei tropi degli
antichi filosoti scettici: tra le due proposizioni contradditorie e di ugual
valore, che si possono sempre profferire d’ogni cosa, essi non affermavano nè
l'una nd l’altra. Tale dottrina era riassunta nella seguente formola: Παντὶ
λόγῳ λόγος ἀντιχεῖται. Alcuni
psicologici moderni designano con 1’ espressione antilogia della volontà il
fatto per cui, anche negli individui normali, la volontà cosciente e razionale
è spesso turbata da impulsi oscuri, da tendenze inesplicabili, che, quantunque
ordinariamente represse, spingono talvolta ad azioni irragionevoli e di cui non
si aa dare spiegazione. Il fatto è spiegato mediante I’ azione che l’ incosciente
esercita sulla deliberazione volontaria. Cfr. Spitta, 57 ANT
Die Willenbestimmungen und ihr Verhältnisse su dom impulsicen Handlungen, 1881;
Höffding, Peychologie, trad. frane. 1900, p. 447 (v. inooscionte). Antinomi.
Setta di eretici cristiani, non molto diversa dal quietismo francese del secolo
XVIII, la quale sosteneva che per salvarsi non è necessaria l’ osservanza della
legge, ma basta la fede. Cfr. Dorner, Syst. of. christ. doctrine, 1. IV, p. 24 segg. Antinomia. Gr. Αντινομία; T. Antinomie; I. Antinomy; F.
Antinomie. Vocabolo usuto originariamente nella teologin e nelle scienze
giuridiche, per indicare In contraddizione tra due leggi ο principi nella loro
applicazione pratica a un caso particolare. Goclenio la dice adoperata pro
pugnantia seu contrarietate quarumlibet sententiarum sew propositionum. Kant
adoperò per primo questo vocabolo, per designare le opposizioni contradditorie
in cui incorre necessariamente la ragione quando si esercita sopra certi
concetti (&vri contro, vépog regola). L’ antinomia è composta di due
proposizioni (tesi ο antitesi), le quali, sebbene siano contradditorie, possono
essere giustificato da argomenti d'ugual forza. Quattro sono le antinomie della
ragion pura, nelle quali cioè nrta V idea cosmologica, l’iden del mondo
considerato come ultima condizione dei singoli fenomeni; le prime due sono
dette dal Kant antinomie matematiche, le altre antinomie dinamiche: 13 tesi, il
mondo ha un cominciamento nel tempo e un limite nello spazio antitesi, il mondo è infinito nel tempo e
nello spazio; 2° t., In materia è composta di parti semplici a., nessuna sostanza è assolntamente
semplice; 3° {., si dà la libertà, cioè un’attività che non suppone alcuna
causa anteriore, ο che determina tutta la serio degli effetti che κ’
intrecciano nel mondo a., non vi è
libertà nel mondo, ma tutto avviene secondo le leggi naturali; 4* t., vi è nel
mondo un essere assolutamente necessario, sia como parto sin come causa di
esso a., nulla esiste di assolutamente
necesANT 58 sario, nd nel mondo na fuori di esso come sus
causa. Oltre queste quattro, vi è un’ antinomia della ragion pratica, che
consiste in cid: noi consideriamo come necessario l’ a0cordo tra il bene e la
felicità, ma questo accordo è irrealizzabile nelle condizioni della vita
presente. Questa antinomia si risolve facilmente con la credenza in un mondo
futuro, ove 1’ accordo potrà realizzarsi, mentre le antinomie della ragion pura
sono insolvibili dalla ragione o dalla esperienza, essendo proprie di quel
mondo metafisico dei noumeni, in cni c'è vietato entrare. Cfr. Eucken,
Geschichte d. philos. Terminologie, 1878; Kant, Krit. d. reinen Vern.,
Dialettica trascend., parte 2°; Krit. d. Urthetlekraft, $ 54 segg.; F. Evelin,
La raison puro et les antinomies, 1906 (v. antitesi, critiolemo, dialettica).
Antipatia. T. bneigung, Antipathio; I. Antipathy; F. Antipathie. Opposto a
simpatia; come dice la derivazione etimologica (ἀντί-οοπίτο, πάθος-οπιοσἰοπο)
significa una repulsione istintiva e cieca che allontana certi individui da
certi altri individui o cose. Secondo Spinoza essa è un prodotto dell’
associazione delle idee, come la simpatia; egli spiega il loro carattere
irrazionale, ammettendo che quando l’anima è eccitata da uno stimolo doloroso o
piacevole dopo averne provato uno indifferente, il ripresentarsi di questo è
seguito da dolore o piacere per pura contiguità nel tempo: Da ciò comprendiamo
come può accadere che noi amiamo 0 odiamo certe cose, senza alcuna cagione »
noi nota, ma semplicemente, come si suol dire, per sil patin ο per antipatia ».
Cfr. Spinoza, Ethica, teur. IX, seolio. | Antitesi. T. Antitheso; I.
Antithesie; F. Antithèec. Nella retorica si dice così quella figura che
consiste nella opposizione non solo di due parole, ma anche di due pensieri; è
un’ antitesi il detto di Socrate: tutti gli uomini vivono per mangiare, io
mangio per vivere. Quindi, più che un ornamento retorico, I’ antitesi è un vero
© proprio stro 59 ANT mento di prova, di
cni molto si valsero i filosofi. Così, le antinomie kantiane constano ciascuna
di una tesi e di un’ antitesi, la prima che afferma un dato principio, la
seconda che, con argomenti d’ ugual forza, lo nega. Nella filosofia di Fichte,
l’antitesi è il non-Io, che si contrappone all’ Io fenomenico, tesi, e che |’
Io assoluto, vale a dire la sintesi, identifica con I’ Io fenomenico. Nel
sistema Hegel }’ antitesi è il secondo momento del divenire. La sintesi, come
si vede, è la proposizione che concilia la tesi e l’antitesi. Cfr. Aristotele,
Phys., V, 1, 225 a, 11: Kant, Erit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 349;
Hegel, Enoykl., $ 48; Fichte, Grund. d. gesamiem Wissonachaftslehre, 1802, pag.
35. Antitipia. T. Antitypia; I. Antitypia; F. Antitypie. Indica la proprietà
della materia di essere impenetrabile e resistente. La parola, ricavata dal
greco, fu dapprima usata dal Gassendi, per provare, contro Cartesio, che
l'essenza dei corpi non è soltanto l'estensione, ma anche l’impenetrabilità.
Anche il Leibnitz adopera, in senso più largo, questo vocabolo, che per lui significa
quell’ attributo della materia per il quale essa esiste nello spazio, rimane
immobile senza un intervento esterno, © oppone una resistenza passiva. Codesta
antitipia costituisce la forza passiva della monade; in ciò il Leibnits fa
consistere la materia prima: materia est quod consistit in antitypia, sen quod
penetrandi resistit ». Cfr. Leibnitz, Op. fil., ed. Erdmnann, 1840, p. 466,
691. Antropismo. T. Anthropismus; I. Anthropism; F. Anthropieme. Con questo
nome l’ Haeckel designa quel complesso di idee erronee, con cui l’uomo si
contrappone 4 tutto il resto della natura e considera sò stesso come il fine
voluto della creazione organica e cume un essere perfettamente diverso da
quella e simile a Dio. L’antropismo comprende l’antropocentrismo, la credenza
cioè che I’ umanità sia il centro e la causa finale dell'universo; l’antroANT
pomorfismo, © la credenza in un Dio creatore del mondo, perfettamente uguale,
nel pensiero e nell’ opera, all’ uomo ; © Vantropolatria, o |’ adorazione
divina dell’ organismo umano. Cfr. E. Haeckel, I problemi dell’ universo, trad.
it. 1902, p. 17 segg. Antropocentrico. Τ. Anthropocentrisoh; I.
Anthropocentrio; F. Anthropocentrique. È quasi sinonimo di teleologico, e si
applica a tutti quei sistemi che fanno dell’ uomo il centro dell’ universo,
vale a dire il fine per il quale ogni cosa è stata creata e al quale ogni cosa
è subordinata, Quindi, secondo l’antropocentrismo, gli occhi sarebbero stati
dati alV uomo per vedere, il sole la luna © le stelle per illuminarlo di giorno
e di notte, i minerali e i vegetali per nutrirlo, ece. In un senso più
filosofico e più moderno è antropocentrico il pragmatismo o umanismo, il quale,
subordinando la verità delle conoscenze al loro valore pratico, alla loro
utilità, fa della natura umana e dei suoi bisogni fondsmentali il centro
dell'universo; il Troiano lo definisce infatti come un sistema antropocentrico
del sapere filosofico, sul fondamento d’una teoria delle attività, delle
reazioni e dei prodotti dello spirito, studiato nella sua realtà di fatto,
immediata ο storica ». Cfr. F. Ο. 8. Schiller, Humanism, 1903; P. R. Troiano,
Le basi dell’ umanismo, 1906 (v. fine, geocentrismo, teleologia). Antropoidi.
T. Menschenaffen, menschenähnliche Affen : I. Anthropoid; F. Anthropoides. Nel
suo senso più generale indica l'ordine dei primati, che comprende l’uomo; in un
senso più stretto, soltanto la famiglia delle scimmie somiglianti all’ uomo. È
il vocabolo dato dal Broca alla famiglia delle scimmie più vicine all’ nomo,
preferito all’ altro di antropomorfe. Secondo le classificazioni dei
naturalisti moderni, questa famiglia appartiene alla classe dei mammiferi e
all’ ordine dei primati, a capo della quale sta l’uomo. Il Cuvier invece fa
dell’ nomo un ordine a parte, © così pure il Canestrini, il quale colloca l’
nomo nell’ordine dei bimani. Alla famiglia degli antropoidi appartengono i
generi: Gorilla, Chimpanzé, Orango e Gibbon. Cfr. Broca, Sur Pordre des
primates, 1869; P. Topinard, Anthropologie, 1884, p. 24, 43 © sogg.;
Canestrini, Antropologia, 1898, Ρ. 112 segg.; Morselli, Antropologia generale,
1888-1900. Antropolatria. T. Anthropolatrie; I. Anthropolatry: F.
inthropolatrie. Fenomeno religioso assai raro, che con siste nell'attribuire
onori e potenza divina a nomini viventi. Un esempio ci è dato dalle antiche
tribù dell’ Asin, che veneravano pubblicamente i microcefali, collocandoli
sugli altari e facendoveli rimanere lungamente immobili. Il voenbolo si usa
anche per designare |’ adorazione cieca delle folle per certi uomini politici,
agitatori, conquistatori, 900. (v. antropismo). Antropologia. T. Anthropologie;
I. Anthropology; F. Anthropologie. Per antropologia s'intende oggi la storia
naturale dell’ uomo, ossia una monografia zoologica del genere umano. Essa
appartiene dunque allo scienze naturali. 1! Topinard dice: La parola
antropologia è di vecchin data ed ha sempre significato lo studio dell’ uomo;
all'origine dell’ uomo morale, più tardi dell’ uomo fisico. Oggi essa li
comprende entrambi ». Il Broca la definisce: la scienza che ha per oggetto lo
studio del gruppo umano, considerato nel suo insieme, nei suoi dettagli e nei
suoi rapporti col resto della natura ». Il De Quatrefages: In storia naturale
dell’ nomo fatta monograficamente, come Vintenderebbe un zoologo studiante un
animale ». Il Bertillon: una scienza pura e concreta avente per fine la
conoscenza completa del gruppo umano considerato : 1° in ciascuno delle quattro
divisioni tipiche, confrontate fra loro e con gli ambienti rispettivi, 2° nel
suo insieme © nei suoi rapporti col resto della natura ». Secondo il Morselli,
l’antropologia come scienza naturale comprende quattro gruppi distinti di
scienze: 1° scienze aventi per oggetto L’umana natura (antropologia
propriamente detta); 2° scienze aventi ANT
62 per oggetto le ranze
(etnologia); 3° scienze aventi per oggetto i tipi ο gli individui nmanf
(antropografia) ; 4° scienze aventi per oggetto i popoli (stnografia). Al terso
gruppo appartiene anche l'antropologia criminale, che è la storia naturale
dell’uomo delinquente, di cui studia la costituzione organica e psichica e la
vita sociale o di relazione, confrontandolo coi caratteri offerti dall’uomo
normale e dall’ uomo alienato. Essa quindi comprende una craniometria, una
sociologia e una psicologis criminali. Nella speculazione antica e nella
filosofia tedesca, specie dopo Kant, la parola antropologia ha un significato
ancora più largo e metafisico, designando tutte le scienze che studiano una
parte qualsiasi della natura umana, l’anima o il corpo, gli individui o la
specie, l'umanità presente o la passata, Nella teologia designa quella parte
della teologis dogmatica che ha per oggetto l’uomo nelle sue attuali e ideali
relazioni con Dio, o l’uomo come soggetto del regno di Dio. Cfr. Kant,
Anthropologie, 1872, Vorrede ; P. Topinard, L'anthropologis, 1884; A. Rosmiui,
Antropologia in servisio della scienza morale, 1857; E. Morselli, Antropologia
generale, 1888-1900; G. Canestrini, Antropologia, 1898; F. Del Greco, Vecohia e
nuova antr. criminale, 1908; A. G. Haddon, Lo studio dell’ uomo, trad. it. 1910
(v. Antroposooiologia, biologia). Antropometria. T. AntAropometrie; I.
Anthropometry ; F. Anthropométrie. Fa parte dell’ antropologia e designa V
insieme dei processi di misurazione del corpo umano ο delle sue parti. Essa non
si restringe però a studiare i caratteri morfologici esteriori, ma entra anche
nel campo psicologico, misurando la forza muscolare, le asimmetrie sensorie, la
capacità respiratoria, ecc. L’ antropometria moderna, dice il Livi, studia
metodicamente le misure del corpo dell’ nomo per metterle in rapporto colle
varie facoltà umane, per ricercare le leggi del suo sviluppo e le modificazioni
di questo a seconda della razza, dell'ambiente, dello stato di sainte o di
malattia, e per trarne deduzioni seientifiche le quali, oltre a giovare alla
scienza speculativo, possano pur portare un indiretto contributo al migliora.
mento sociale, mostrando in quali condizioni lo sviluppo del corpo è meglio
favorito, ed aver poi anche qualche applicazione pratica nel campo della
medicina legale ο dell'amministrazione della ginstizia ». La denominazione è
dovuto al Quetelet. Cfr. Charles Roberts, Manual of anthropometry, 1878; R.
Livi, Antropometria, 1900. Antropometrismo. T. Anthropometrismus ; I.
Anthropometrism; F. Antropométrieme. Si adopera talvolta per indicare quella
forma estrema di soggettivismo, ο scetticismo, che consiste nel fare dell’ uomo
la misura di tutte le cose; F uomo non conosce le cose come sono, ma le conosce
come sono per lui, e solo per lui, nel momento della percezione: in questo
momento esse sono per lui quali egli se le rappresenta. L'espressione ha
origine dalla sentenza di Protagora: l’uomo è la misura (μάτρον) di tutte le
cose, sin di quelle che sono per quanto riguarda il conoscere come sono, sia di
quelle che non sono per quanto riguarda il sapero come non sono ». Però non
tutti gli storici della filosofia greca concordano nell’ attribuire a questa
sentenza un significato scettico. ‘lutte il suo valore filosofico consiste
infatti nell’estensione che si dà al concetto di uomo: se si assume come
massima, la proposizione ha un significato generico, abbracciando tutti gli
nomini in quanto tali, se si assume come minima ha significato individuale e si
riferisce a ciascun uomo per sò stesso; col primo ci troviamo innanzi ad una
dottrina relativistica che, esoludendo la possibilità della conoscenza
all'infuori delle nostre facoltà di conoscere, non nega la possibilità di
raggiungere il vero ο quindi la legittimità della scienza; col secondo il vero
è ridotto ad una mutevole apparenza individuale ed abolita effettivamente la
conoscenza ο la scienza. Questa seconds interpretazione è siata fino ad oggi
accolta quasi ANT universalmente; ma contro di essa sono sorti in questi ultimi
tempi il Peipers, il Lans, il Gomperz, ece., che fondandosi in parte sopra
l’esame dei frammenti protagorei, in parte sopra una critica del Testeto
platonico, credono invece di poter dimostrare rigorosamente la legittimità
della prima. Tutto ciò prova, in ogni modo, che I’ uso di questo vocabolo può dar
luogo ad equivoci se non accompagnato dalla dichiarazione del valore che ad
esso si attribuisce. Cfr. Lans, Idealismus und positirismus, 1879-94, vol. I, p. 188 seg.;
Grote, Aristotle, 1872, vol. II, p. 148 seg.; Gomperz, Les penseurs de la
Grece, 1904, vol. I, p. 477 segg.;
A. Levi, Contributo ad una interpretazione del pensiero di Protagora, 1906; C.
Ranzoli, Sul preteso agnosticismo dei presocratici, Rendic. del R. Ist. lomb.
di scienze e lettero », vol. XLVII, fase. 19, p. 1068 segg. Antropomorfismo. T.
Anthropomorphiemue; I. Anthropomorphism ; F. Anthropomorphisme. È, come indica
I’ etimologia (ἄνθρωπος uomo, µορφή forma) la dottrina che concepisce e
rappresenta la divinità colla forma e gli attributi umani. Esso succede al
naturalismo, e designa uno stadio già abbastanza evoluto della religiosità,
giacchè il concepire Dio sotto forma umana è qualche con di superiore al
concepirlo sotto forma di una rozza forza naturale. Dicesi antropopatia quel
modo o fase dell’antropomorfismo, che consiste nell’ attribuire alla divinità
affezioni e passioni umane, © antropopoieri l’uttribuirle azioni umane, Nel
cristianesimismo primitivo la concezione della divinità è ancora
antropomorfica; i Padri e i Dottori della Chiesa si sforzarono di purificarla
spiritualmente, con l’applicazione dell’ interpretazione allegorica alle
Scritture e del metodo negativo, o ria eminentiae, nella doterminazione degli
attributi divini. Tuttavia, non sempre la teologia cattolien ha saputo evitare
lo scoglio dell’ antropomortismo, pur facendo di Dio l’ essere invisibile,
inconoscibile, incomprensibile, ineffabile; I’ nome non può in fine rappresen
65 AST tarsi Die che con forme simili
alle proprie, od è per questo che alcuni teologi, per evitare lo scoglio dell’
agnosticismo, ammettono la legittimità di un prudente e limitato
antropomorfismo. Nella filosofa la
parola antropomortismo si adopera talvolta, con valore nettamente polemico, per
indicare tutte quelle forme di monismo spiritualistico ο idealismo realistico,
che, in quanto tali, interpretano il mondo per analogia con lo spirito umano; a
ciò si suol rispondere che, ove non si voglia rinunziare a conoscere, non si
può far di meno di concepire la realtà in termini di coscienza, e che quindi
sono antropomorfici tutti i sistemi filosofici, con l'aggravante in alcuni
(materialismo, naturalismo, ecc.) di easer tali senza saperlo. Il Rosmini chiama sofiema antropomorfita quel
falso ragionamento con en gli epieurei e i pagani in genere attribuivano agli
dei forma umana; gli dei sono beatissimi e non potrebbero essere senza aver la
virtà; nd potrebbero aver la virtù senza la ragione; ma la ragione non si trova
che in quell’ onte che ha forma umana, dunque gli dèi hanno forma umana. Il
Rosmini considera tale ragionamento un sofisma, in quanto si fonda sopra la
cognizione erronea e confusa del soggetto, traendo da esso delle conclusioni
che ne sorpassano il valore. Cfr. T. Caird, Evolution of religion, vol. I, p.
289 segg., 367 segg.: Guelpe, Apologie den anthropomorphischen u.
anthropopathischen Darstellung Gottes, 1842; R. Eucken, Geistige Strömungen der
Gegenwart, 1909, p. 347 segg.; Ronouvier, Le personalisme, 1903, p. 49 e segg.;
Rosmini, Logica, $ 714 segg... 1853; A. Aliotta, L'aocusa di antropomorfismo, Cult.
filonofica », nov. 1907 (v. analogiemo, ignoratio elenchi, infinito).
Antroposociologia. T. Antkroposooiologie; I.Anthroposociology; F.
Anthroposouiologis. Nome col qualo oggi ni indien lo studio dell’uomo, in
quanto tale studio comprende © forma il punto di partenza di tutte le scienze morali,
della psicologia, dell’ etica, dell'estetica, della sociologia,
dell'etnografis, della demografia, della storia, della politica. Si distingue
dall’ antropologia, scienza puramente zoologica, ed è affine all’ antropologia
filosofica quale era concepita nella speculazione antica. L’antroposociologia è
sorta da principio con carattere prevalentemente storico, che appare in
particolar modo nelle opere del Gobineau sull’ ineguaglianza delle razze umane;
attraversò poi una fase biologica, corrispondente ai grandi lavori di Darwin,
che pose innanzi il principio della lotta per la vita e della selezione
naturale, facendone la prima applicazione alle razze umane; in una terza fase
bio-peioologioa, inizinta dal Broca, la legge della selezione sociale » è
assunta come principio esplicativo di tutti i fenomeni che si svolgono nella
società e tra lo società umane; nella sna fuse attuale essa ha carattere
antropometrioo, è rappresentata specialmente dal Lapouge, dall’Ammon, dal
Muffang, dal Livi, e tende con le misurazioni e le statistiche a dare base
sperimentale alle leggi » dell’antroposociologia, che sono soprattutto la
selezione naturale applicata all’ uomo nella sua modalità di selezione sociale,
e la superiorità etnica intellettuale e morale delVelemento dolico-biondo. Cfr. Ammon, L’ordre social
ei ses bases naturelles, 1900; Lapouge Vaoter, L’aryen, son rôle social, 1899;
D. Folkmar, Loçons d'anthropologie philosophique, 1900; Enrico Morselli, 1,
antroposociologia, Riv. di fil. e scienze affini », ott. 1900. Apagogia. In Aristotole l’äraywyr non significa
che la riduzione di un problema ad un altro. Tuttavia comunemente designa una
forma di ragionamento, che consiste nel provare la falsità delle proposizioni
che si vogliono confutare, deducendone delle conseguenze assurde e necessarie.
Si dice anche deductio ad impossibile o ad absurdum in quanto doriva la verità
della tesi da provare dalla impossibilità della sua negazione, Il Wundt ammette
tre forme di prova npagogica, la disgiuntiva, la contraria, la contradditoria;
la seconda però non è che una specie della prima, consistendo in uua
diagiunzione che ammette due sole possibilità, le quali in quanto contrarie si
escludono, mentre la terza è quella che suol dirsi riduzione all’ assurdo. Il
Masci mette pure una prova apagogica disgiuntiva, la quale consiste nell’
esaminare tutte le possibilità diverse da quella che si vuol dimostrare, e
dagli assurdi che ne derivano conchiude alla loro falsità, e da questa alla
verità delln tesi. Cfr. Aristotele, Anal. pr., II, 25, 698, 20 © segg.; Wundt,
Logik, 1893, vol. II, p. 68; Masci, Logica, 1899, p. 345 segg. A pari v. a
fortiori. A parte ante, post rei. Termini propri della scolastica, che si
applicano all'infinito, all’ eternità. L’ eteruità non ha limiti nel passato, ed
è I’ eternità a parte ante; non ha limite nel futuro, ed è l’ eternità a parte
post. Dio contiene ambedue queste parti dell'eternità, l’anima umana soltanto
la seconda. Pure nella scolastica dicevansi a parte rei quegli universali che
vengono dalla natura della cosa © non dalla natura dello spirito che la conosce
(v. aerum, idealirmo, realismo). Apatia. (ἀπάθεια). Significa, come dice |’
etimologia, mancanza di sentimento, d’attività mentale e morale, indolenza. Ha
qualche cosa del quistismo. Per Epicuro essa vale assenza di dolore, ed è
sinonimo di starassia da lui più frequentemente usato: si distingue solo dall’
atarassin in quanto indica specificamente quella imperturbabilità, che il
sapiente raggiunge liberandosi dai sentimenti e dalle passioni (πάθη, affectus),
che la vita ed il mondo suscitano nell'uomo. Anche per gli stoici la virtù
coincide con l’apatia, con l’ essere scevro da affetti; se l'uomo non può
impedire che la sorte gli procuri un piacere o un dolore, può però impedire che
questi sentimenti diventino affetti, cioè passioni, negando loro il consenso
con la forza della ragione, non reputando il primo come un bene e il secondo
come nn male. Seneca determina così la differenza tra P apatia stoica e quella
megarica: Noster sapiens vinci! quidem incommodum omne, sed sentit; illorum ne
sentit quidem. Clemente Alessandrino adopera questo vocabolo per indicare la
mortificazione della carne, la rinunzia ottenuta dopo le lotte contro i sensi. Cfr. Diogene Laer., V, 1,
8; Se neca, Ep. mor., I, 9,104. Apodittioa. T. Apodiktik; I. Apodiotio; F.
Apodiotique. Quella parte della
dialettica, che insegna il modo di dimostrare la verità di un priucipio per
mezzo del semplice ragionamento, senza ricorrere a prove di fatto. Secondo il
Bouterwek l’apodittica è la scionza dei fondamenti ultimi del sapere 6 in
generale delle convinzioni assolute ». Le altre due parti della dialettica sono
l’elenctioa, che ha l’officio di confutare le affermazioni dell’ avversario, ο
l’apologetica che ha lo scopo di difendere la verità contro le negazioni dell’
avversario. Cfr. Bouterwek, Ides einer Apodiktik, 1799 (v. maioutioa, ironia,
anatreptioa, agonistica). Apodittici (gindisi). Vocabolo già usato da
Aristotele (Ἀποδεικτικός) e di nuovo introdotto nel linguaggio filo sofico da
Kant, per contraddistinguere quoi giudizi che sono al disopra d'ogni
contraddizione ed esprimono una verità di diritto, in essi pensandosi il
predicato come necessariamente pertinente al soggetto. Insieme agli assertori ©
ai problematici appartengono alla categoria della modalità, od hanno la
formola: A deve esser B. Possono anche essere negativi, nel qual caso hanno la
formola: A non può esser B, mentre i problematici negativi hanno per formola: A
può non esser B. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 1, 24a, 30; Kant, Krit. d.
reinen. Vern., ed. Kehrbach, pag. 54. Apologetica. T. -{pologetik ; 1.
Apologetics; F. Apologétique. Quella parte della teologia che ha per cémpito di
provare la perfezione e la verità della religione cristiana, contro le
religioni e le dottrine avversarie. Gli scrittori dei primi secoli della Chiesa
essendosi per la maggior parto ocenpati di cid, son detti appunto apologetici.
Essi compaiono già nel secondo secolo, nel qual tempo la pubblica 69
APo-APP opinione veniva eccitata contro i cristiani da ogni sorta di
calunnie, e lo Stato romano, strettamente unito alla religione pagana,
cominciava a procedere giudizialmente contro la nuova religione: gli apologeti
respingono le accuse dei pagani, mostrano l’iniquità ο l’immoralità dei miti
degli dèi, difendono il monoteismo e il dogma della resurrezione, provano la
verità della dottrina cristiana mettendone in rilievo gli alti effetti morali.
Si dice anche spologetica quella parte della dialettica che ha lo scopo di
difendere la verità, di qualunque ordine essa sia, contro le negazioni
dell’avversario. Cfr. Bardenhewer, Patrologie, 1901; Harnack, Geschichte d.
altohristlichen Literatur, 1898-1897; A. Rosmini, Apologetica, 1845. Aporema.
Gr. Απόρημα, Una delle quattro specie in cui Aristotele distinse il sillogismo,
considerando il fine logico che si propone chi lo adopera, L’ aporema è il
sillogismo dubitativo (ἀπο-ρέω = dubito), quello cio’ che mostra 1 ugual valore
di due ragionamenti contrari. Cfr, Aristotele, Top., VIII, 11, 162 a, 17.
Aporetica v. Zetetica. Appercezione. T. Apperception; I. Apperoeption; F.
Apperception. Parola di senso molto vario e molto vago. Cartesio la adoperò per
indicare l'ufficio della volontà nel rendere distinti e precisi gli stati della
coscienza: Rien qu'en regard de notre âme ce soit une aotion do vouloir quelque
chose, om pout dire, que c'est aussi en elle une passion @apperceroir co
qu'elle veut ». Ma la parola fu veramonto introdotta nel linguaggio filosofico
dal Leibnitz, ο usata poi, nel suo primitivo significato di un aocorgersi
interno, immediato, da Kant, Herbart, Maine de Biran. Por Leibnitz, infatti, le
appercezioni sono percezioni chiare, caratterizzato dalla riflessione © proprie
soltanto dell’ uomo; come tali si distinguono così dalle percezioni
propriamente dette, che noi proviamo senza riflettere ο che ci possono essere
ripresentate dalla memoria, come dalle percezioni Ave πο oscure, quali possiamo provarle nel sogno. L’
appercozione non è, per il Leibnitz, il prodotto di una facoltà speciale, bensì
la percezione stessa allo stato più perfetto, rischiarante ad un tempo I’ Io ο
gli oggetti esteriori. Per Kant invece essa è completamente distinta dalla
sensibilità, è l'atto fondamentale del pensiero e non rappresenta che sò
stessa. La validità obbiottiva del rapporto temporale ο spaziale non può
fondarsi, per Kant, che sulla sua determinazione mediante una regola dell’
intelletto; ma la coscienza individuale non sa nulla di questo concorso delle
categorie nella esperienza, o non assume cho il risultato di questa funzione
come la necessità obbiettiva della sua concezione della sintesi spaziale ο
temporale delle sensazioni. Quindi la produzione dell’ oggetto non avviene
nella coscienza individuale, ma si trova in questa como sua base; ogni
oggettività che l’ individuo sperimenta ha radico in un nesso che lo trasconde,
e che, determinato dalla forma pura dell’ intuizione e del pensiero, pone ogni
prodotte immodiato dello spirito in un complesso di relazioni determinate;
quosta attività sopraindividuale della vita rappresentativa è chiamata da Kant
nei Prolegomeni coscienza in generale » (das Bewusstsein überhaupt), © nella
Critica . Agire su qualche coss è volere che qualche cosa sia, nel senso che la
volontà se ne serve come mezzo per realizzare sò stessa, per penetrare nell’
intimità chiusa d’altri soggetti © interesearli a sè; la scienza del renlo è du
que la scienza del soggetto dell’azione. Ma agendo n AzI-BAM 128
estraiamo da noi stessi il principio della nostra azione, e questo principio
oltrepassa le esperienze nostre passate ; V operare genera la riflessione, ma
questa non rimane sterile, bensì fa dell’azione una volontà libera: il nostro
pensiero attuale non è dunque che l’effetto e il mezzo dell’azione. Da queste
premesse il Blondel ricava importanti applicazioni di natura sia filosofica che
religiosa. Cfr. Blondel, L’Aotion, 1893; Id., Annales do la phil. chrétienne,
giugno 1906; Cesca, La fil. dell’asione, ed. Sandron; Lamanna, La fil.
dell’azione, in Cultura filosofica », luglio 1913. BB. Nella logica formale
questa lettera si dà per iniziale ai nomi mnemonici dei modi delle varie figure
del sillogiamo, che devono modellarsi sul modo Barbara, quando si vogliono
ricondurre alla prima. E anche ussta nelle argomentazioni logiche per indicare
il predicato della proposizione. Bamalip o Bramalip. Termine mnemonico di
convenzione, con cui nella logica si designa un modo della uarta figura del
sillogismo, in cui la maggiore e la minore sono universali affermative, la
conclusione particolare affermativa, come indicano le tre prime vocali. Es. le
rondini sono uccelli migratori gli uccelli migratori tornano la primavera
dunque qualche rondine torna di primavera. Come si vede, la conclusione è
falsa; ma la lettera B indica che, per esser provato, questo modo deve essere
ricondotto a un Barbara della prima figura; e la lettera p che questa
operazione si dovrà fare convertendo per accidente la conclusione. Questo modo
può anche essere designato col termine Baralipton; in tal caso I’ ultima
sillaba ton non ha alcun senso, essendo stata aggiunta per la misura del verso
mnemonico. Corrisponde al γράµµασιν dei greci (v. conversione). Barbara.
Termine di convensione maemenies, con eni i lo, designavano un modo della prima
figura del sillogismo, nel quale la maggiore, la minore e la conelusione sono
proposizioni universali affermative, come indicano le tre vocali. Per es. tutti
i corpi sono soggetti alla legge di gravità tutte le stelle sono corpi dunque
tutte le stelle song soggette alla leggo di gravità. Corrisponde al vpénnata
dei greci ο rappresenta il tipo perfetto del sillogismo categorico. Barbari.
Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica si designa un modo della
quarta figura del sil logismo. Come indicano le tre vocali, la maggiore e la
minore sono universali affermative, la conclusione particolare affermativa. È
un modo analogo a Bamalip, colla differenza che non può essere ridotto al
Barbara della prima figura. Baroco. Termine di convenzione mnemonica, che
desigua un modo della seconds figura del sillogismo, nel quale la maggiore è
universale affermativa, la minore ο In conclusione particolari negative. La
lettera B indica cho, per provare questo modo, bisogna ridurlo a un Barbara
della prima figura, la lettera ο che questa operazione si deve fare convertendo
la minore per contrapposizione; r è eufonica. Es. Tutte le esagerazioni sono
riprovevoli vi sono delle passioni che non sono riprovevoli dunqne vi sono
delle passioni che non sono esagerazioni. Corrisponde all’ ἄχολον dei greci.
Baroestesia. (βάρος = peso, αἴσθησις := sensazione). Il senso della pressione,
che è dato dagli organi del sono tattile, di cui fa parte. Su questo senso il
Weber aperimentò la legge psico-fisica, che fa poi verificate anche negli altri
sensi e che suona così: il rapporto in cui devono trovarsi due stimoli della
sensibilità tattile di pressione perchè abbia luogo la distinzione intensiva è
di 1 a 14/5. Per ottenere una sensazione di pressione sul palmo della mano
occorre almeno il peso di cinque cen9
RaszoLi, Dizion, di scienze filosofiche. tigrammi ; per poter percepire
distintamente due sensazioni suocessive di pressione, queste devono suocedersi
con un intervallo di tempo, che non sia minore di una data quantità, variabile
negli individui ο nelle località della pelle. Cfr. Fechner, Elements der
Paychophysk, 2° ed. 1889. Bastoncini. T. Stibohen; F. Bätonnet. Corpuscoli
cilindrici che rivestono la parete esterna della retina, ove sono disposti nel
senso dei raggi della efera oculare. Non sono altro che le terminazioni dei
nervi ottici, ed è solamente da essi che, secondo il Wundt, è ricevuta e
trasmessa l’ eccitazione della luce, mediante un processo chimico analogo #
quello onde rimane impressionata la lastra fotografica. Questo processo dicesi
asione fotochimica. La maggior parte dei psico-fisiologi condivide questa
dottrina, considerando il complesso dei bastoncini della retina come P
apparecchio recettore che funziona durante la visions crepuscolare, e il
complesso dei coni come 1’ apparecchio che funziona durante la visione diurna.
Cfr. Wundt, Grundsüge d. physiol. Ῥοψολοῖοθίο, vol. II, 1902; Horing, Zur Lehre
vom Liohtsian, 1878. Bentitudine. Gr. Maxapiéing; L. Beatitudo; T. Seligkeit; I. Blossednose;
F. Béatitude. Stato di godimento
continuo ed uguale, che alcuni filosofi ripongono nella contomplazione delle
verità eterne, altri nel pieno possesso di sò stessi, altri nell’esser liberi
da passioni e da dolori. Così gli stoici consideravano la beatitudine come
stato caratteristico del saggio, che racchiude tutti i boni nell'animo,
disprezza le cose che gli altri desiderano, non si turba nè si piega per mutar
di fortuna, segue la natura come maestra, conformandosi alle sue leggi, vivendo
come essa preserive ». Per Spinoza la beatitudo seu felicita» è il riposo doll’
anima, riposo che nasce dalla conoscenza intuitiva di Dio ». Por la teologia
cattolica la beatitudine à il premio che gli eletti ottongono nella vita
celeste, e consiste nella visiono intuitiva, immediata di Dio uno e trino
(risio beaBer tifica), del Padre nella sua stessa natura e sostanza: vident
divinam oesontiam visions intuitiva et etiam facials, nulla medianto oreatura
in rations obiecti visi 8ο habente, sed divina essontia immediate se, nude,
olare et aperte eis ostendente; quodque sio videntes, cadem divina essentia
perfruuntur, neonon quod ex tali visione.... sunt vere beata, ci habent vitam
et requiem cternam. Però, la determinazione dello stato futuro di beatitudine
ha subito ‘delle oscillasioni nella filosofia cattolica; così 8. Agostino,
malgrado il suo volontarismo, lo faceva consistere nella visio divina cosentie,
seguito in ciò da Alberto Magno e da 8. Tommaso, ma Ugo di 8. Vittore aveva già
definito il supremo coro degli angeli mediante l’amore; ο S. Bonaventura aveva
identificato la intuizione eterna con l’amore; Duns Scoto, procedendo oltre,
insegnò che la beatitudine è uno stato della volontà, e precisamente della
volontà tutta rivolta a Dio, cosiechè l’ultima trasfigurazione dell’ uomo non ènella
intuizione, nella contemplazione, ma nell’ amore. Si distingue da feHoità in
quanto designa uno stato di gioia spirituale ottenuto mediante uno sforzo, e
implica 1’ idea della divinità © della vita futura. Alcuni psichiatri lo
adoperano anche per indicare certi stati di intima contentezza, che si
accompagnano talora all’ estasi, alla catalessia © alla ma Cfr. Spinoza,
Ethica, I, teor. 49, scolio; IV, cap. 4; L. Billot, De Deo uno ot trino, 1845,
t. I, thesis XV, art. 11; H. Siebeok, Die Willensichre bei D. Scotus u. seinen
Naohfolgern, in Zeiteobr. f. Philos. u. philos. Krit. », vol, 112, P. 179 segg.
(v. amore, euforia). Bellezza. T. Schônkoit; I. Beauly; F. Beauté. Si suol
distinguere la bellezza fisica, che è una riunione di forme, di contorni e di colori
che piace all’ occhio, dalla bellezza morale, che è propria dell’ anima, dei
sentimenti © dello azioni; e la bellezza statica, che risulta dalle lince,
dalle forme, dalle proporzioni, dalla bellezza dinamica, che risulta dai
movimenti © dalla forza. Bri. "= 182
Bello. T. Schön : I. Beautiful; F. Beau. Si può definire, formalmente,
come ciò che suscita negli uomini quel particolare sentimento che dicesi
emozione estetica; oppure, ciò che piace universalmente. Infinite fnrono le
definizioni del bello, che forma l’ oggetto di tutta una parte delle filosofia,
l'estetica. Tuttavia queste definizioni si possono tutte ridurre sotto due
grandi categorie: lo une pongono il bello come esistente in sè, e lo
considerano come una proprietà dell’ oggetto; le altre invece lo considerano
come un semplice prodotto della nostra attività mentale, che non esiste in sì
stesso ma in noi. Per le prime il bello è dunque uni: versale, assoluto, per le
seconde è relativo e mutabile coi tempi, coi luoghi e cogli individui. In Platone
l’idea del bello 9 quella del bene sono strettamente congiunte; se ciò che
attira da principio 1’ ammirazione dell’ anima è il hello fisico, le forme, i
suoni, i colori, è perchè il bello risveglia in noi la reminiscenza d’un bene
perduto, un bene che lo nostre anime possedevano quando, mescolate al coro dei
beati, contemplavano il magnifico spettacolo delle Idee o essenze eterne, tra
le quali brilla la Bellezza: Caduti in questo mondo, noi 1) abbiamo
riconosciuta più distintamente di tutte le altre, per mezzo del più luminoso
dei nostri sensi. La vista è infatti il più sottile degli organi del corpo, e
tnttavia non percepisce la saggezsa! ». Di quale ineffabile amore la suggezza
empirebbe le anime nostre se la sua imagine si presentasse ai nostri occhi
distintamente come quella della bellezza! ma la bellezza soltanto ha ricevuto
in sorte d’ essere al tempo stesso la cosa più manifesta ο la più amabile »
(Fedro, 58, 250, a, b, ο). Aristotele non trattò del bello che incidentalmente,
mentre vece penetrò con mirabile acume nell’ essenza dell’ arte; ma dal poco
che egli lasciò seritto in proposito, sembra al Siebeck di poter dedurre che si
può già scoprire in Aristotele, come condizione essenziale del bello artistico
(ed alla fine d'ogni bello in generale) quella proprietà, che 133
BEL cored poi d’esprimere Kant con la formola finalità sonza scopo, 9
che Schiller espresse chioramente nella sua dottrina, secondo la quale il segno
distintivo e il carattere formale del bello consiste nell’ impressione della libertà
det fenomeno ». Per Plotino il bello è il tralucere dell’ essenza spirituale,
ideale, attraverso la sia apparenza sensibile, © grazie appunto a questo
irradiarsi della luco spirituale nella materia è bello tutto il mondo
sensibile, ed è bello in esso l'individuo rappresentato ‘secondo il suo
modello:, 1889. Catalettico (καταληπτικὀν). Secondo gli stoici, il eriterio
della verità è la rappresentazione che coglie con pienezza e con chiarezza
l'oggetto, ο risiede nel catalettico, cio nella forza di convinzione immediata,
ed insita ad una data rappresentazione. Cosi per Crisippo la rappresen-,
tazione vera 0 concopibile, φαντασία καταληπική, non si manifesta soltanto essa
stessa, ma manifesta anche il suo oggetto; essa non è altro, egli dice, che la
rappresentuzione prodotta da un oggetto reale ο in una maniera anuloga alla
natura di codesto oggetto. Cfr. Plutarco, De plac. phil, IV, 12; Diogene
Laerzio, VII, 46 ο 50; Zeller, Philos, der Griechen, IID, p. 85. Cataplessia
(xaté οπλἑσσω colpisco). T. Kataple. F.
Cataplerio. Scomparsa repentina e violenta della sensibilità e del movimonto in
qualche parte del corpo, in se 157 Car
"guito a qualche emozione intensa, specialmente la paura. Designs anche lo
stato di torpore prodotto negli animali con processi analoghi a quelli dell’
ipnosi, quando codesto torpore determina nello membra degli animali dei
fenomeni catalettici (v. analgesia, anostoria). Catari (x&tapo; --puro).
Setta di eretici oristiani, che si proclamavano gli unici depositari della pura
dottrina. Secondo il Tocco le dottrine del catarismo, una delle eresie più
infeste al cattolicismo, avrebbero avuto origine dall’antico manicheismo,
diffuso in gran parte d’ Europa, fornendo alla lor volta i materiali a tutte le
successive eresie dell’ evo medio. Il catarismo si fonda essenzialmente sul
dualismo religioso: il mondo è opera di due divinità, una buona e una cattiva;
il bene deriva dal primo, il male dal secondo; nell’ uomo il corpo © l’anima
sono prodotti dal primo e peroiò mortali, lo spirito dal secondo, quindi
immortale. Cristo non è che puro spirito, quindi non ha corpo umano, nè soffrì
passione © morte; egli è un arcangelo, mandato dal principio del bene a
disperdere le menzogne del vocchio Testamento, opera del dio cattivo, e ad
insegnare agli uomini la schietta verità. Cfr. F. Tocco, L'ereria nel
medio-evo, 1884 (v. manichelemo). Catarsi (κάθαρσις --pargazione). Grecismo col
quale talvolta si designa il periodo di purgazione a cui, secondo V orfiemo, il
pitagorismo e la filosofia platonica, erano sottomesse le anime dei defanti
prima di essere ammesse alle sedi dei besti, o prima di dar vita a un nuovo
corpo. Secondo Platone la cntarsi durava mille anni, perchè di quante mai
ingiurie ogni anima e a chiunque le abbi fatte, di tutte partitamente (deve)
scontare la pena; ciò fare che cisscuna pena duri cent’ anni, tale essendo la
misura della vita umana affinchè scontino decupla la pena del loro peccato ».
Virgilio ha seguito in questo, come in altri concetti, il filosofo greco,
stabilendo così In durata della vita oltremondana: Has omnes, ubi mille rotam
rolCat 158 vere per annos Lethaoum ad fluvium deus svocat agmine magno
Soilioat immemores, supera ut convera revisant
Rurews, et incipiant in corpora velle reverti. Aristotele usa la stessa
parola in un particolare significato, prendendolo dalla medicina, dove per
catarsi s’intendeva la cura di certi stati di eccitazione psichica col suono di
melodie orgiastiche, ciod di melodie che producevano un maggiore eccitamento ;
applicando questo concetto alla influenza della tragedia sull’ animo, egli dice
che l’opera tragica mira, col modo onde rappresenta i suoi soggetti, a
raggiungere con la paura © la compassione la catarsi di codesti effetti ». E
ciò deve intendersi nel senso, che l'efficacia psicologica della tragedia
consiste nel risolvere i suddetti affetti in un gradevole fluire, che ingenera
il sentimento di una depurazione progressiva dal dolore, di una liberazione
crescente di ciò che in esso è di opprimente, senza perciò eliminare |’ affetto
stesso: quindi la tragedia non suscita soltanto la paura e la compassione, ma
le purifica anche in modo ds far loro perdere il carattere di emozioni dolorose
per convertirle in piacevoli. Cfr. Platone, Fedone, 67 C, D, Rep., XIII, 615;
Aristotele, Poet., VI; Bernays, Ueb. die arist. Theorie des Drama, 1880;
Siebeok, Zur Katharsis-frage, in Unters. z. Philos. d. Griechen, 1888, p. 163
segg.; C. Ranzoli, La religione e la filosofia di Virgilio, 1900, p. 185 seg.
Catatonia. ‘I. Katatonic; I. Catatony; F. Catatonie. Nome creato dal Kahlbaum
per indicare una malattia mentale, caratterizzata specialmente da disturbi
psicomotori. Si verifica più frequentemente nelle donne che negli uomini, tra
il quindicesimo o il trentesimo anno. Più che una malattia a si i moderni
psichiatri la considerano, insieme alla cbefrenia, come una forma della demenza
precoce. Si inizi con accessi di esaltamento e di depressione, cui segnono
stadi di stupore, di catalessia, stereotipia, ecolulia, negativismo: il malato
rimane lungamente immobile 159 Cat in posizioni trane ed incomode, i suoi
muscoli sono rigidi e di un caratteristico color cereo, i suoi movimenti sono
lenti, incerti, legati, come se ad ogni istante una folla di rappresentazioni
antagonistiche si facessero equilibrio nella sua mente, così da allontanare il
periodo della determinazione. L'intelligenza può restare lucida ο sveglia, ma
di tratto in tratto vengono a intorbidarla idee deliranti, stadi di stupore,
atti impulsivi e violenti. Cfr. Kahlbaum, Die Katatonie, 1874; J. Finzi,
Compendio di psichiatria, 1899, p. 57, 121. Categoria. Lat. Predicamentum; T.
Kategorie; I. Category; F. Catégorie. Nel senso primitivo, usato da Aristotele,
le categorie sono i predicati delle proposizioni. In senso generale sono le
classi più alte in cui sono distribuite le idee o gli esseri reali, in seguito
a un certo ordine di subordinazione e a certe vedute sistematiche. I primi
filosofi che abbiano ammesse delle categorie, furono, per non parlare dei
filosofi indiani, i pitagorici, i quali ne contavano dieci, procedenti per
opposizione: il determinato e l’ indeterminato, il pari e il dispari, l’unità e
la pluralità, il diritto e il sinistro, il maschio e la femmina, la quiete e il
moto, ritto e il enrvo, la luce © le tenebre, il bene e il male, il quadrato ο
le figure dai lati disuguali. Aristotele, ponendosi dal punto di vista
grammaticale, distingue pure dieci categorie: la sostanza, la qualità, la
quantità, la relazione, il luogo, il tempo, la situnzione, In possessione,
l’azione, la passione. Gli stoici non ne ammettevano che due: la sostanza e la
qualità. Plotino cinque nel mondo sensibil la sostanza, la relazione, la
quantità, la qualità, il movimento; cinque nel mondo intelligibile: la
sostanza, la quiete, il moto, I’ identità e la differenza. Tra i filosofi
moderni, che hanno formulato delle categorie, tralasciando quelle del
Descartes, di Porto Reale, eco., ricorderemo Kant, Jo Stuart Mill ο il
Renonvier. Per il Kant le categorie sono Cat
160 dodici e rappresentano non le
classi più generali nelle quali si distribuiscono le nostre idee, ma i modi più
generali secondo i quali la ragione costituisce i suoi giudizi; esse
costitaiscono i concetti fondamentali dell’ intendimento puro, le forme a
priori della nostra conoscenza, rappresentanti tutto le funzioni essenziali del
pensiero discorsivo. Ora quattro sono lo classi generali dei giudizi, quindi
quattro le categorie principali: 13 qualità, 2* quantità, 83 relazione, 43
modalità; ognuna di queste contiene tre categorie subordinate: 1° l’unità, la
moltiplicità, la totalità; 2* la realtà, la negazione, la privazione; 83 la
sostanza, la cansalità, la reciprocità; 4° la possibilità, l’esistenza, la
necessità. Il Mill riduce tutte le cose nominabili a quattro classi, che
propone di sostituire alle categorie aristoteliche; sentimenti o stati
psichici; la mente o anima che li esperimenta; i corpi esterni con le loro
proprietà che eccitano tali sentimenti; le succession e cocsistenze, le
80miglianze e dissomiglianze tra i sentimenti stessi. Il Renouvier, che le
definisce come le leggi prime e irreducibili della conoscenza, distingue nove
categorie: relazione, numero, posizione, suocessione, qualità, divenire,
causalità, finalità, personalità. Ogni categoris esprime, secondo il Renouvier,
una relazione nella quale si può trovare una tesi, un’ antitesi e una sintesi:
ad es. nella successione In tesi è l'istante, l’antitesi il tempo, la sintesi
la durata. Secondo l’Ardigò le categorie sono idealità strumentali, di origine
empirica al pari delle altre idee, com’ è dimostrato dal fatto che esse pure
variano da individuo a individuo, © nella storia della cultura, per vari
rispetti; sembrano a priori perchè si vengono formando con processo inavvertito
nei primordi della vita psichica individuale, cosicchè al cominciare della
riflessiono, lo troviamo già costituite in noi stessi. Secondo lo Schuppe le
categorie, senza lo quali nulla può essere pensato, non sono una creazione
dell? io, non vengono applicate ai dati dell’ intuizione, como credo 161
Kant, ma sono fin da principio esistenti nella nostra coscienza come
determinazione dei dati, che non potrebbero divenire contenuti di coscienza
senza essere distinti e connessi causalmente; si può dire dunque che le
categorie sono a priori, in quanto non abbiamo bisogno di aspettare questo o
quel dato particolare per dire che deve conformarsi alle leggi universali del
nostro pensiero, ma ci sono date a posteriori, perchè non abbiamo altro modo di
ricavarle se non dalla riflessione sul contenuto della nostra coscienza. Secondo
il Cohen, il pensiero è spontanea produzione di sè stesso, perchè il pensiero e
l’essere sono identici; quindi è erroneo sostenere che la conoscenza si produca
col plasmarsi di una materia empirica nella forma delle categorie, ma si deve
riconoscere che il pensiero, non potendo aver nulla prima di sd da cui prends
le mosse, produce con la sua stessa attività il suo indivisibile contenuto:
questo è l’ unità attiva del gindizio, il cui contenuto non è la cosa (Ding) ma
l'oggetto (Gegenstand), e che produce, con le sue diverse specie, le diverse
formo di conoscenze e di oggetti. A questo tentativo di deduzione
trascendentale delle categorie, la nuova scuola del Fries sostituisce l’analisi
e l’osservazione dell’ intellotto umano, nella sua struttura comune n tutti gli
individui; con essa risale dai comuni giudizi ai principî fondamentali che in
essi sono impliciti (categorie), e la cui unità e complessità prova il loro
essere conoscenze immediate di natura non empirica. Cfr. Aristotele, Categ., 4,
1 b, 25; Top., I, 9; Simplicio, In cat., 16; Plotino, Fam. VI, 1, 25 segg.;
Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 95 segg.; J. 8. Syst. of logio.,
1865, vol. I, 83; Renouvior, Kesaie de crit. générale, Logique, I, 184;
Trendelenburg, Geschichte d. Kategorienlehre, 1841; Schuppe, Grundriss d.
Erkenninistheorie, 1894, p. 36 segg.; Cohen, System d. philosophie, 1902, p. 14
segg., 79-100: Nelson, Die kritische Methode, 1906, vol. I; Ardigd, Op. AV, p.
7 segg. 11 Rawzout, Dizion. di scienze
filosofiche. Cat 162 Categorioo. 'T. Kategorisoh ; I. Categorical
; F. Catégorique. Nella metafisica si dice categorico un giudizio che non
dipende da alcun altro giudizio esteriore. Nella logica il gindizio categorico
appartiene alla categoria dei giudizi di relazione ed esprime il rapporto di
sostanza ed inerenza ; esso rappresenta la forma più generale di analisi e di
sintesi del pensiero. Alla categoria dei giudizi di relazione appartengono
inoltre il giudizio ipotetico e il disgiuntivo (v. imporatico). Categorumeni.
Aristotele distingueva, oltre le dieci categorie, che sono i predicati, anche
cinque categorumeni, ossia i predicabili, i predicati dei predicati. Sono:
genere (Ὑένος), specie (εἴδος), differenza (διαφορά), proprio (Ἴδιον),
acoidente (συμβεβηκός). Gli scoliasti greci li chiamavano generalmente le
cingue vooi (rèvte φωνάς), appunto per indicare che sono epiteti cho si possono
dare allo dieci categorie, le quali invece sono le cose stesse che si
predicano. Ciascuna di queste cose, se si considera iu relazione con le idee
esprimenti la sua divorsa catensione, può essere specie, differenza, genere,
proprio, accidente o tutto questo insieme; così la quantità può essere un
proprio di quantità, come del corpo è propria una quantità figurata, o un
accidente, come è un accidente la quantità determinata di materia componente il
corpo di un uomo, il quale può essere più o meno grande. Il Rosmini ammette
invece sette predicabili, divisi in due classi, di cui la prima ha per base l’
estensione, la seconda la comprensione : alla prima classe appartengono
l'onsenza universalissima, essere ideale indeterminato, idea dell’ essere (che
è non solo fuori di tutti i generi, in quanto si predica di tutti, ma è anche a
tutti superiore, 9 come per #2 esente dà una differenza mussima da essi),
l’essensa generica, idea generica, genere, e l'essenza specifica, idea
specitica, spocie; alla seconda la differenza specifica, che è ciò che la
specie comprendo più del genere, il proprio, che è ciò che l'individuo
comprendo di necessario più della specie,
163 Cau l’aocidente, che è ciò
che di non necessario 1) individuo comprende più della specie, il reale, che
esce dal novero delle idee, ed è il massimo comprensivo come 1’ essere ideale è
il massimo estensivo. Cfr. Simplicio, In Arist. Categ., 1534; Prantl,
Gesohichle d. Logik, 1885, I, 395; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p.
97; Rosmini, Logica, 1853, § 413-416. Causa. T. Ursache; 1. Cause; F. Cause. La
parola causa è adoperata comunemente per designare ciò che produce una cosa o
un fatto, le loro condizioni necessarie, ciò, insomma, senza di cui cosu e
fatto non sarebbero. Boezio la definisce: causa est, quam de necessitate
sequitur aliquid, seilicet oausatum. Guglielmo di Occam: causa sunt quibus
positis sequitur effectus. Cartesio: Jam vero lumine naturali manifestum est
tantumdem ad minimum esse debere in causa efficiente et totali, quantum in
eiusdem causa effectu. Hobbes: una causa è la somma o l’aggregato di tutti
quegli accidenti, sia nell’ agente che nel paziente, i quali concorrono alla
produzione dell’ effetto ». Malebranche: La vera causa è quella tra la quale e
il suo effetto lo spirito percepisce un legame necessario ». ('. Wolff: oausa
est principium, a quo eristentia sive actualilas entis alterius ab ipso diversi
dependet tum quatenua existit, tum quatenue tale existit. James Mill: Una
causa, o il potere di una causa, non sono due cose, ma due nomi per la stessa
cosa; I’ idea di causa come esistente è seguìta irresistibilmente dall’ idea di
effetto come esistente ». Kant: una particolar specie di sintesi,... per cui da
un 4 vien posto un Β da esso totalmente diverso secondo una regola generale
>; egli considera la nozione di causa e di effetto come una delle forme
dell’ intendimento, una delle condizioni sotto cui dobbiamo pensare; noi siamo
costretti da una legge della nostra mente a disporre le impressioni della
esperienza secondo ‘questa forma. Ora codesta idea comune di causa è costituita
da altre idee, di oni la critica filosofica, cominciando Cav dal Hume, ha
esaminato il valore, La prima idea è quella di produzione: dicendosi che il
fatto 4 è causa del fatto B, si intendo che il fatto 4 abbin prodotto il fatto
B; così nel fatto del riscaldarsi di un pezzo di ferro (effetto) in seguito a
colpi ripetuti di martello (causa), il primo di codesti fatti sarebbe prodotto
dal secondo. Ora questa iden è errones : essa ha le sue radici nel sentimento
dello sforzo volontario, mediante il quale sentiamo in noi la capacità di
produrre un fatto nuovo che altrimenti non si produrrebbe. Codesta capacità,
codesta attitudine soggettiva noi la obbiettiviamo ponendola nelle cose. La
nozione di causa, dice Maine de Biran, ha origine dalla coscienza del potere
della nostra volontà, che riconosce la volontà come causa delle nostre azioni;
e con nna specie di analogia trasportiamo questo potere personale a tutte le
operazioni della natura». Ma un'attività produttiva nelle cose è affatto
inintelligibile: i colpi del martello e il riscaldamento del pezzo di ferro
sono due fatti eterogenei, cosicchè per ammettere che il primo abbia prodotto
il secondo, bisognerebbe ammettere che questo fosse contenuto in quello o ne
facesse parte; il che è nssurdo. La seconda idea è quella di necessità, ed essa
pure è illegittima, in quanto non fucciamo che collocare nelle cose ciò che non
è che un puro prodotto logico della nostra attività mentale. Fuori di noi non
esiste necessità, ma soltanto qualche cosa di analogo da cui quell’ idea
deriva; 6 ciod la costanza nella successione dei fatti. Dacchè due avvenimenti
d’ una certa specie, dice Hume, sono stati sempre ο in tutti i casi percepiti
insieme, noi non ci facciamo più il minimo riguardo di presagire l’uno alla
vista dell’altro allora chiamando I’ uno di essi causa e l’altro effetto, li
supponiamo in uno stato di connessione: diamo al primo un potere per eni il
secondo è infallibilmente prodotto, una forza che opera con la maggior certezza
9 con In più inevitnbile necessità ». La terza idea che entra a costituire 165
Cau il concetto di causa è appunto l’idea di successione. Essn è
perfettamente legittima, e senza di essa non sarebbe nemmeno concepibile la
nozione di causa, che è ciò per cui un’altra cosa è: se B precedesse 4, non
potrebbe in nessun modo esser concepito come effetto. Da ciò la definizione
dello Stuart Mill, che la causa non è altro che l’antocedonte invariabile e
incondizionato di un fenomeno. Che 1’ antecedente debba essere invariabile, è
implicito nella nozione stessa di causa, perchè se la causa è quella che pone
l’effetto, non può esser causa un antecedente al quale non sempre segue
l’effetto, quando una causa negativa non intervenga; che debba poi essero
incondiziunato lo prova il fatto che due fenomeni possono succedersi
invariabilmente, come il giorno e la notte, quando siano effetti collaterali di
un altro fenomeno: nel qual caso, se v’ ha successione invariabile, non v’ ha
però causalità. Aristotele distingueva quattro sorta di cause: la formalo o
essenza, la materiale o sostrato, la efficiente o movente e la final; lo prime
due furon anche dette talora intrinseche. Queste quattro cause si trovano
attuate in ogni cosa, perchè esse costituiscono, secondo Aristotele, i quattro
prineipt fondamentali ed universali delle cose. Si abbia una statua: essa è
fatta d’una certa materia, sia marino ο bronzo; è secondo un certo modello ο
idea, giacchè lu statna non sarebbe statua senza una forma; © per mezzo della
mano, ossia di uno stromento operante, efticiente; © dietro un dato scopo,
giacchò non vi sarebbe la statua se lo scultore non si fosse proposto un qualche
scopo. In Iti casi la causa efficiente, la finale la formale si medesimano;
infatti l’idea può costituire ad un tempo lo scopo, la forma e la causa
efficiente d’ un essere. Quando la parola causa è adoperata senza
qualificativo, essa designa sempre la causa efficiente, che Aristotele chinma
la cansa nel senso primo e principale della parola. Si dice causa prima quella
che non è, alla sua volta, eftetto d’ un'altra causn antecedente; cause seconde
quelle invece che sono effetti di cause anteriori. La causa prima è Dio. La
causa si dice prossima o immediata quando fra essa e il proprio effetto non
v’ha termine o serie di termini intermedi; se questi termini vi sono la causa
si dice lontana o mediata. Causa strumentale si disse il mezzo, lo stromento di
cui si serve una causa intelligente per raggiungere il proprio fine. Causa
esemplare si disse invece il modello, il tipo che I’ artista cerca di imitare:
nell’ idealismo platonico la causa esemplare à l’Idea. Causa univoca è quella
che produce un effetto della medesima specie o natura, come il calore che
riscalda; causa eguivoca, quella che produce un effetto di natura diversa, come
l’alcoolismo che è causa di pazzia; cnusa estrinseca quella che si distingue
realmente e adeguatamente dall’ effetto, causa intrinseca le parti di cui un
composto risulta, come l’anima e il corpo rispetto all’ uomo. Cfr. Aristotele,
Meth., V, 2, 1013 a, 24 segg.; Sesto Emp., Ade, Math., IX, 228; Goclenio,
Lezioon phil., 1618, p. 355; Cartesio, Mod., III, 18; Bossuet, Traité des causes,
1875; Chr. Wolff,
Ontologia, 1736, $ 881; James Mill, Analysis of the phen. of mind., 1829, ο. 24; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 108; Hume, Essais philos., 1790, 1,
129 segg.; J. S. Mill, Syst. of logie, 1865, 1. III, ο. V (v. composizione
delle cause, condizione, sofiemi di falsa causa, causa finale, causa
occasionale, causalità, determinismo, ecc.). Causa finale. Lut. Causa finalis;
T. Zweckursache ; I. Final cause: F. Cause finale. Lo scopo, la ragione per cui
una coms è compiuta, per cui un fatto avviene. Lo scopo è il termine iniziale;
ma siccome esso determina, come cuusa efticiente, la serie dei fatti che deve condurre
al termino finale, così il termine iniziale diviene la causa finale. Finis ext
prior in intentione sed posterior in ezocutione, dicevano gli scolastici. Si
oppone a causa meccanica o naturale, che è quella che si realizza
inconsciamente, senza la concezione del fine: nella causa finale si ha un 167
Cav rapporto di mezzo a fine, nella naturale un rapporto di causa ad
effetto. Dicesi teleologico ο finalistico il metodo che consiste nello spiegare
le cose mediante il fine per cui furono create, e teleologia la dottrina delle
cause finali. Nella storia della filosofia le cause finali furono intese
principalmente in tre modi; da principio I’ uomo considera sò stesso come
centro dell’ universo, e crede che tutte le cose siano state create per servire
di mezzo ai suoi fini; poi consi dera la natura come creata in vista di un
fine, che non è l’uomo, che anzi trascende l'intelligenza umana, ma che si
rivela nell’ ordine ο nelle leggi dell'universo; infine la finalità à ristretta
agli organismi nei quali tanto gli organi che le funzioni tenderebbero alla
conservazione della vita. La scienza moderna respinge come dannosa la ricerca
delle cause finali, e dimostra che l'illusione teleologica trae origine
dall'azione volontaria, nella quale realmente si ha la rappresentazione di un
fine che diventa a sua volta causa, La nostra meraviglia alla vista della
perfezione infinita e della finalità delle opere della natura, dice lo
Schopenhauer, . deriva dal fatto che noi Ja consideriamo come consideriamo le
nostre proprie opere. In queste la volontà ο l'opera sono di due specie
differenti: poi, tra queste due cose, ce ne sono ancora due altre: 1°
l'intelligenza, straniera alla volontà in sò stessa, e che è un mezzo che
questa tuttavia deve attraversare prima di realizzarsi; 2° una materia
straniera alla volontà 9 che deve ricevere da essa una forma e riceverla per
forza, perchè codesta volontà lotta contro un’altra che è la natura stessa di
tale materia. Tutto diversamente accade nelle opere della natura;... qui la
materia, quando la si separa dalla forma, come nell’ opera d’arte, è una pura
astrazione, un essere di ragione del quale non v’ ha alcuna esperienza
possibile. La materia dell’opera d’arte è, al contrario, empirica. L’ identità
della materia e della forma è il carattere del prodotto naturale; la loro
diversità del prodotto dell’ arte >. E assai prima aveva seritto lo Spinoza:
Cau 168 Tutte le cause finali non sono altro che pure
finzioni imaginate dagli uomini. Il primo difetto di codesta dottrina è di
considerare come causa ciò che è effetto, e viceversa; in secondo luogo, ciò
che per sua natura possiede l’anteriorità, essa gli assegna un luogo posteriore
; infine essa abbassa all’ ultimo gradino della imperfezione cid che v’ ha di
più elevato e di più perfetto ». Cfr. Platone, Filebo, 54 0; Aristotele,
Metaph., V, 2, 1013 u, 29 segg.; Cicerone, De nat. deorum, |. 2; Spinoza,
Ethica, I, appendice; P. Janet, Final causes, trad. ingl. 1883; Sully
Pradhomme, I! problema delle cause finali, trad. it. 1903; E. Regalia, Contro
una teleologia fisiologica, Archivio per l’Antropologia », 1897, XXVII, fasc.
3; Ardigò, Op. fil., II, 254 segg.; III, 288 segg.; IV, 244 segg. (v.
antropooentriemo, geocentrismo, teleologia, finalità, fine). Causale. T.
Causal, ursächlioh; I. Causal; F. Causal. ‘Tutto ciò che si riferisce alla
causa: così ai dice legame causale, necessità causale, rapporto causale, eco.
Con 1’ espressione complessità causale si indica che molte sono le cause che
contribuiscono a determinare un fenomeno, cosicchè duto nu effetto non è data
assolutamente la sua causa; n determinare la causa vera di un fenomeno vale I’
eliminazione delle accessorio. Causalità. Lat. Causalitas ; T. Cansalitàt; I.
Causality, Causation ; F. Causalité. Esprime il rapporto della causa all’ effetto.
Dicesi causalità immanente quella di uns sostanza o di un essere che produce,
per propria azione, le proprie qualità ο modi; dicesi transitiva quella in cui
l’azione enusatrice è concepita come passante da una sostanza ad un’altra.
Dicesi causalità empirica quella in cui In causa è l’insiomo delle circostanze
o dei fatti mediante i quali un fenomeno avviene sempre, e senza dei quali non
avviene mai; dicesi invece metafisica quella in cui la causa non è già nu
fenomeno, ma una sostanza attiva come Dio, un potere spontaneo come la volontà.
Il principio o legge 169 Cau di causalità è uno dei postulati
fondamentali del pensiero, ο può enunciarsi semplicemente così: ogni fenomeno
ha una causa; oppure: nulla vi ha senza causa. Lo Spinoza lo formula così: Essendo
data una determinata causa, ne risulta necessariamente un effetto; al
contrario, se non è data alcuna causa determinata, è impossibile che un effetto
si produca ». Leibnitz: Nulla accade senza uns causa 0 almeno una ragione
determinante, cioè qualche cosa che possa servire a render ragione a priori del
porchè ciò è esistente invece che inesistente © del perchè ciò è così piuttosto
che in tutt'altro modo ». Kant lo formula in due modi differenti: 1° Principio
della produzione (Erzewgung): tutto ciò che accade, o comincia ad essere,
suppone prima di lui qualche cosa da cui risulta secondo uua regola »; 2° Principio
della successione nel tempo (Zeitfolge) secondo la legge di causalità: tutti i
cangiamenti succedono secondo la legge del legame tra la causa ο l’effetto ». Schopenhauer
lo chiama principio della ragion sufficiente del divenire, principium rationis
suficientie flendi, e lo enuncis così: Quando si produce un nuovo stato d’ uno
0 oggetti reali, è necessario che sia stato preceduto da un altro stato, da cui
risulta regolarmente, vale » dire tutto le volte che il primo ha Inogo ». Anche
per il Lippe il principio di causalità è un caso speciale del principio di
ragion sufficiente, ο si formula così: Ogni cangiamento nel contenuto di una
rappresentazione imposta, suppone un cangiamento nelle condizioni della
rappresentazione stessa ». Il Wundt fa originare il principio di cansalità da
un'azione reciproca (Weokseltoirkwng) tra il nostro pensiero e l’esperienza, e
lo considera egli pure come una spplicazione del principio di ragion
sufficiente al contenuto dell’ esperienza: La leggo di causalità non è una
legge d’ esperienza nel senso, che sin ottenuta mediante l’esperienza, ma
soltanto nel senso che vale a priori per ogni esperienza, poichè il nostro
pensiero può riunire e ordinare le esperienze solamente in quanto Cav 170 le
raccoglie secondo il principio di ragion sufficiente. Percid il principio di
causalità porta in sò il doppio carattere d’una legge e di un postulato >.
Il principio di causalità, comunque enunciato, importa dunque due fondamentali
conseguenze. Primo: negazione della possibilità di un comineiamento assoluto ;
tutto ciò che incomineia ad essere ho la propria ragion d’ essere in qualche
cosa d’ anteriore: nessun cangiamento si può produrre nel vuoto ο nel riposo
ussoluto. Secondo: gli avvenimenti non derivano gli uni dagli altri senza
regola © senza ragione, ma con universale costanza ed uniformità; la causa A
che ha prodotto un effetto 8, lo produrrà sempre, qualora, #’ intende, non
intervenga l’azione d’una causa negativa; oid per l'assioma fondamentale, che
cause simili, in circostanze simili, producono effetti simili. Il principio
della uniformità della natura, come pure quello della continuità naturale e
dell’ inerzia, non sono dunque che oorollari del principio di cuusalità, il
quale trova la sua più profonda espressione nella legge della conservazione
della forsa. Accanto alla causalità
fisica ο obbiettiva alcuni filosofi pongono la causalità psichica ο soggettiva
: Noi possiamo, dice il Wandt,. esaminare le nostre rappresentazioni, per un
canto in rapporto al significato obbiettivo che loro attribuiamo: allora le
portiamo nella connessione della causalità naturale; ma noi possiamo anche
ricercare le condizioni soggettive dei loro rapporti di simultaneità ο di
successione ; allora entriamo nella sfera della causalità psichica, che procede
sompre parallelamente alla causalità naturale ». La causalità psichica si
distinguo dalla naturale o fisica in quanto non si risolve in un rapporto
invariabilo di mutazioni, ma si rivela come nn principio di azione tendente
sempre al conseguimento di un fine, e per di più è suscettibile di
accrescimento e di sviluppo: gli atti e le funzioni psichiche appaiono come una
vera © propria creazione del soggetto ο non hanno realtà fuori della sfera
della coscienza indivi 171 Cau duale. La
causalità psichica si distingue dalla causalità psivofisica, che intercede
reciprocamente tra psiche e organismo : secondo le dottrine materialistiche
tale causalità è una vera trasformazione o continuità di nzione tra luna e
l’altro, secondo le altre dottrine è un puro rapporto di corrispondenza, o di
successione, ο di fanzione (nel senso matematico della parola) tra atti
appartenenti a due realità eterogenee, la peichica e l’organies. La causalità
psichica si distingue infine dall’ interpsiohica che è la risonanza o il
consenso tra lo varie coscienze individnali, per cni nella coscienza di
ciaseuno si riflette lo stato mentale della totalità, Cfr. Spinoza, Ethica, 1.
I, ase. 3; Leibnitz, Teodioca, $ 44; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam,
p. 108 seg.; Schopenhauer, l'eber die vierf. Wurzel d. Satzes v. e. Grund.,
cap. IV, $ 20; Hamilton, Lectures on metaph., 1859, vol. II, p. 376; J.
Petersen, Kausalität, Doterminiemus und Fataliemus, 1909; Lipps,
Grendthatsachen d. Soolenlebons, 1873-94, p. 443; Wandt, Logik, 1893, I, p.
549-565; De Sarlo, La causalità psichica, Coltura filosofica >, luglio 1909;
B. Baglioni, 1 principio di causalità e' la causa, 1909. Causa occasionale.
Lat. Causa oocasionalis; T. Gelegenheitsursache ; I. Oocasional cause; F. Cause
ocoasionelle. E la dottrina con eni la scuola cartesia spiega i rapporti tra
Dio e il mondo, e tra l’ anima, sostanza puramente pensante, e il corpo, la cui
essenza consiste nell’ estensione. Data l’opposizione assoluta esistente fra
queste entità, tali rapporti non sono spiegabili se non ammettendo che Dio,
cioè la causa prima, all’ occasione dei movimenti dell’anima eccita nel nostro
corpo i movimenti che a loro corrispondono, e all’occasione dei movimenti del
corpo fa nascere nell’ anima le idee che li rappresentano © le passioni di cui
essi sono l'oggetto. Dice Malebranche: Non v’ ha aleuff rapporto di causalità
tra un corpo ο uno spirito. Che dico! non ve n’ha alcuno da uno spirito a un
corpo. Dico ancora più, non ve n’ha alcuno da corpo a corpo, nè du Cau 172
uno spirito ad un altro apirito.... Non v'ha dunque cho un solo vero
Dio, e uns sola vera causa, che sia veramonte causa, 6 non si deve imaginare
che ciò che precede un effetto sia la vera causa ». L'importanza di questa
dottrina sta in ciò, che essa prepara la sostituzione del concetto critico di
causalità sl concetto volgare, che cousiste nel pensare la causalità nella
natura in base a quella del volere, e credere che tanto negli effetti del
nostro volere quanto in quelli delle cause fisiche, noi cogliamo propriamente
una connessione necessaria ; 1’ occasionalismo pone invece in evidenza la
mancanza di un tale nesso, o l’incomprensibilità di esso, o meglio la pura
effettività d’ ogni relazione causale tra fenomeni; il parallelismo tra anima ©
corpo; la costanza e uniférmità effettiva o sperimentale delle leggi naturali.
I due maggiori rappresentanti dell’occasionalismo furono Geulinex e
Malebranche. Cfr. Land, rn. Geulincr und seine Philosophie, 1895; Malebranche, De la
rech. de la verité, 1678, part. II,
8; Id., Pensieri metaAsici, trad. it. Novaro, 1911, pag. 40-48; M. Novaro, La
teoria della causalità in Malebranche, 1893. Causa sui. T. Selbetursache; I.
First cause; F. Cause première. Nel
linguaggio scolastico è la causa prima, la causa che non è essa pure un
effetto. Concepito 1’ universo come uns catena di cause ed effetti,
retrocedendo ο si va all'infinito, ο si deve arrestarsi ad una causa che non è
causata, la causa prima dalla quale discendo tatta lu serie degli effetti, Dio.
Ogni fenomeno deve avere unn causa, dice il Jevone, e questa causa di nuovo uns
causa, finch? noi siamo perduti nella infinità del pussato e costretti a
credere In una causa prima, da cui sia stato de_ terminato il corso della
natura ». A ciò si obbietta, che in primo luogo è per noi incomprensibile che
una cosa sin causa ed effetto di sè medesima, e che secondariamente la nostra
esperienza non ci dà che fenomeni, dei quali vedinmo soltanto il orescere, lo
svilupparsi, il trasformarsi, 178 Cau-Crc non mai il nascere, e quindi il
parlare di causa o origine prima è illegittimo e illusorio. ‘Nella dottrina del
libero arbitrio anche la volontà umans è concepita come causa sui, Cfr.
Alfarabins, Fontes quastionum, cap. III; Jevons, The principles of science,
1879, p. 221. Causazione. Vocabolo improprio, che designa l’azione per mezzo
della quale una causa produce un determinato effetto; se la causa è mediata o
lontana, si usa anche l’espressione di proceso causativo. Cecità. T. Blindheit;
I. Blindness; F. Cécité. Può ensore totale, e cioè assenza congenita o
acquisita del senso della vista. Può essere parziale, e in tal caso può essere
limitata alla metà verticale degli oggetti, emianopsia, ο riguardare soltanto il
color rosso, daltonismo, o alcuni colori, disoromatopsia, o tutti i colori,
acromatismo. Il Munk chiama cecità psichica e lo Charchot cecità mentale lo
stato degli animali in seguito alla distruzione o alla lesione grave dei lobi
cerebrali; per effetto di tale distruzione l’ animale non comprende più il
senso di ciò che intende e vede, non si spaventa se minacciato, non ascolta
quando lo si chiama, mangia anche il cadavere d’un individuo della sua razza,
ecc. Il Munk spiega tali fenomeni con la perdita delle imagini della memoria,
che permettono di riconoscere e comprendere le nuove eceitasioni. Dicesi ocoità
verbale 0 alessia. uns forma di amnesia verbale che consiste nella perdita
della memoria visiva della parola in quanto scritta, e dipende da lesione o atrofia
dei centri visivi superiori. 11 soggetto può parlare ma non leggere, queutunque
le parole siano scritte sotto i suoi occhi ed egli ne comprenda perfettamente
il significato. La cecità verbale si distingue dalla ceoità letterale, che
consiste nella pordita della memoria delle lettere soritte, © dalla cooità
peichica delle parole, che consiste in ciò che l’ammalato può leggere le
lettere e le parole, senza però capirne il significato. In senno fignrato naasi
anche l’espressione ceità morale, per CEL designare V’assenza ο la
degenerazione del senso morale, che si osserva in individui mentalmente deboli;
i ciechi morali si distinguono dagli anestetici del senso morale che, al
contrario dei primi, possiedono una coscienza morale, ma sono incapaci di obbedirla,
perchè mancano delle tendense emotivo necessarie, e dagli abulioi morali che,
pure possedendo tali tendenze, sono troppo deboli per lottare contro quelle che
li spingono invece al soddisfacimento dei loro appetiti e delle loro passioni. Cfr. Ribot, Les maladies
dela memoire, 1909; Id., Payohol. des sentiments, p. 298, 349; E. Brissaud,
Malattie dell’ enogfalo, trad. it. 1906, p. 107 seg Celantes. Termine di convenzione mnemonica con cui si
designa nella logica formale uno dei modi indiretti della prima delle tre
figure del sillogismo, riconosciute da Aristotele. Come indicano le tro vocali,
questo modo ha In maggiore e la conclusione universali negative, la minore
universale affermativa. Questo modo è lo stesso del Calentes della quarta
figura, ma è ricondotto alla prima per la conversione della conclusione ο la
trasposizione delle premesse. Celarent. Termine mnemonico di convenzione, che
desigua un modo della prima figura del sillogismo, in cui, como indicano le tre
vocali, la maggiore ¢ la conclusione sono proposizioni universali negative, la
minore universale negativa. Es. Nessun essere mortale à infallibile -tutti gli
uomini sono esseri mortali dunque nessun nomo è infallibile. Corrisponde
all’&ypaye dei greci. Cellula. T. Zelle; 1. Cell; F. Cellule. È
Vindividualita organica elementare; fu detta anche otricolo, granulo, ece.;
Virchow la denominò focolare di rita. La parte essenziale della cellula è il
protoplasma, sostanza granulosa, semifinida, elastica, in cui si verificano la
maggior parte dei fenomeni vitali della cellula, cioè le funzioni della vita
vegetativa ο le funzioni della vita di relazione. Tali funzioni sono
considerate dalla biologia moderna come ensen 175 το ὅσν zialmente chimiche: la costituzione
chimica della collula è determinata ma variabile, poichè allo stato normale
eusa subisce delle continue diegregazioni e riparazioni; tra i molteplici
fenomeni chimici che in essa si notano, il principale è una grandissima
affinità per l'ossigeno, sia libero sia debolmente combinato. In seguito a
questa instabilità chimica, ogni cangiamento di stato della cellula determina
una eccitazione, e per conseguenza una risposta della cellula stessa alla
irritazione, di temperatura, di elettricità e di pressione, secondo le quali
possono operarsi le reazioni chimiche in cui consiste la vita della cellula.
Tale è il punto di partenza di tutte le azioni di cui gli esseri viventi sono i
produttori. La forza vi è condensata sotto la forma di energia chimica, e si
manifesta al di fuori sia per nn movimento, sia per la luce, sia per
l'elettricità, sia per il calore, sia per il pensiero. Ogni essere vivente è
costituito ο da una cellula (unicellulari) o da un aggregato di cellule
(pluricellulari); negli individui pluricellulari l’unità è data
all’aggregazione del sistema nervoso, che generalizza le irritazioni e
raccoglie in un centro le ecoitazioni sensibili e da esso tramanda le
eccitazioni motri Cfr. Henneguy, Leçons sur la morphologie et la reproduotion
de la cellule, 1896; Année peychologique, tomo II, 1896; Werworn, Fisiologia
generale, trad. it. 1897, p. 50 segg. (v. animismo, rita, vitaliemo). :
Cellulare (pricologia). I. Collular psychology; F. Paychologie cellulaire. La
psicologia delle cellule, di cui specialmente si ocenparono I’ Haeckol, il
Werworn, il Binet. Secondo questa teoria, ogni cellula, sia vegetale che
animale, sia isolata che facente parte d’un organismo pluricellulare, ha una
vita psichica, ciod la fucoltà di sentire le eccitazioni di varia natura e di
reagire a questi eccitamenti con determinati movimenti. La tesi fondamentale su
cui la psicologia colInlare si fonda è: siccome la psiche dell’ animale è la
risultante di tutto 1’ organismo in funzione del quale si Cer ~ 176
svolge e si complica, così necessariamente tutti gli elementi dell’
organismo, che concorrono a formare questo prodotto, parteciperanno della sua
proprietà generale, che è di essere cosciente, 9 le cellule di tutti i corpi
avranno perciò la coscienza dei loro atti. A questa tesi perd fu opposto che un
prodotto qualsiasi non è dato dalla semplice somma delle sue unità elementari,
e le qualità che lo accompagnano non corrispondono all’addizione delle qualità
per cui si distinguono i suoi elementi ; ogui fenomeno, dice il Lewes, è un
fatto emergente non semplicemente risultante, emerge cioè dalle unità combinate
come un nuovo fenomeno con caratteri propri e specifici e irreducibili ; perciò
è falso cavare dal fatto che la coscienza è il prodotto dell’ intero organismo,
la conseguenza che anche lo parti di questo organismo saranno coscienti. Cfr. Werworn,
Psycho-pAysiologischen Protisten, 1889; Haeckl, Essai de payohol. cellulaire,
trad. frano. 1880; Binet, La vie
peychique des micro-organiames, in Lo félioleme dans Vamour, 1891; Lewes,
Problems of Life and mind, 1879, cap. II; A. Groppali, Sociologia e psicologia,
1902, p. 103-180; G. Bilancioni, Za psicologia cellulare, 1903. Cellulari
(teorie). Le teorio con le quali si è cercato di spiegare sia l’origine delle
cellule, e quindi della vita, sin la formazione cellulare degli orgaui.
Rispetto al primo problema, i moderni biologi propendono in geueralo a ritenere
che la prima formazione cellulare non sia stata che rina semplice combinazione
chimica; ciò sarebbe comprovato dai tentativi fatti da alcuni fisiologi
(Mantegazza, Monnier, Virchow), tentativi in parte riusci nere artificialmente,
modiante combinazioni chimiche, una sostanza analoga al protoplasma e cupace di
movimento. La vita si originerebbe per tal modo dalla materia inorganica.
Quanto alla seconda questione, due sono le teorie principali: quella della
Hibera formazione cellulare e quella della moltiplicazione cellulare. Secondo
la prima, da un liqnido formativo dotto Mastema, si forma liberamente ogni 177
CEN cellula, © cioè prima il nucleolo, poi il nucleo, poi la membrana,
infine il liquido che riempie la cellula. Questa teoria è combattuta dalla
maggior parte dei moderni biologi, perchè la smentiscono vari fatti, fra cui
quello che molte cellule giovani mancano di nucleo, e che nelle formazioni
morbose molte cellule si formano per moltiplicazione di ‘altre preesistenti ; è
quindi preferita l’altra teoria, che cioè ogni cellula non può originarsi che
per moltiplicazione da un’altra cellula ad essa preesistente: omnis cellula ο
cellula (Virchow). Così questo secondo problema si riconnette al primo. Cfr.
Delage, La structure du protoplasme et les théories sur Vhérédité, 1895;
Werworn, Fisiologia generale, trad. it. 1897, p. 50 segg. (v. cellula,
duodinamiemo, meccanismo, protoplaema, vitalismo, vita). Conestesi (xoivi comune; αἴσθησις = sensazione). Lat.
Coenassthesis; T. Gemeinempfindung, Gemeingefühl; I. Com: mon sensibility ; F.
Sensations internes, Coencathéoie. Si adopera per designare tanto la
sensibilità generale, sia interna che esterna, quanto l'insieme delle
sensazioni interne ο della vita organica. Questo secondo è il significato più
in uso. La cenestesi è quindi la totalità delle sensazioni prodotte nel
cervello dagli stimoli che provengono da tutte le parti © da tutti gli organi
del corpo. Il Wundt la definisco il sentimonto complessivo nel quale ’ esprime
lo stato generale della nostra buona o cattiva disposizione sensibile ».
Solitamente infatti codeste sensazioni non sono che gli elementi di an
sentimento generale di benessere 0 di malessere, che corrisponde allo stato
degli organi medesimi ο la cui tonalità è in rapporto diretto con la
composizione e la circolazione del sangue, con la secrezione maggiore ο minore
delle glandule, con la rapidità o difficoltà della respirazione e della
digestione, col rilassamento ο contrazione dei mnscoli volontari ο involontari.
Questi fattori agiscono tutti contemporaneamente, ed è perciò che il senso
generale che ne risulta ci appare come semplice ed omogeneo, mentre 12 Raxzots, Dirion. di scienze filosoficlie.
CEN 178
in realtà è molteplico e quindi in sò medesimo vario. Le sensazioni
cenestesiche sono le più oscure ed indeterminate, anche perchè, a differenza
dello sensazioni esterne, non sono distinguibili nettamente nd allo stato
normale, perchè troppo deboli, nd allo stato anormale, perchè troppo forti.
Ordinariamente il senso generale è intonato dall’ azione predominante di questo
o quell’ organo, senza però che ciò appaia alla coscienza. Cfr. Sully, Outlines of
peychol., 1885, p109 sogg.; Wundt, Grundrise d. Peychol., 1896, p. 55, 189;
Beaunis, Les sensations internen, 1889; Ardigd, Op. All, I, 423 segg.; IV, 378 segg. Cenogenesi. La teoria
che ammette anche nell’ embrione 1’ aduttamento a nuove condizioni di vita, che
dà luogo a nuove forme mancanti nella figura originaria, trasmessa dalla
eredità, della forma stipite. Per tal modo i fenomeni dell’ ontogenesi, ο
evoluzione individuale, si dividono in due gruppi: il primo, detto palingenesi,
ci presenta dinanzi quelle antichissime condizioni di struttura che sono state
trasmesse per eredità dalle forme-stipiti primitive; il secondo, detto conogenesi,
altera l’ aspetto originario del processo evolutivo con l'introduzione di nuovi
caratteri, mancanti nelle forme stipiti, e acquistati dalle forme embrionali
per adattamento alle condizioni speciali del loro sviluppo individuale. Tali
caratteri nuovi diconsi cenogenie. Cfr. Haeckel, Antropogenia, trad. it. 1895,
p. 621. Centrale. 1. Central; I. Central; F. Central. Si dice, per opposizione
a periferico, di tutto ciò che è o avviene nel cervello, nel cervelletto, nel
midollo allungato e spinale. Così per la visione si hanno degli organi
periferici (occhio © sue parti, nervi ottici, ecc.) e degli organi centrali (i
tubercoli quadrigemini del cervello, ecc.); lo stimolo che agisce sulla retina
e determina, nel nervo ottico, una cortento nervosa centripeta, è un fenomeno
periferico; la coscienza di questo stimolo (sensazione), che si desta nel
cervello, è un fenomeno centrale. | Centralissasione (legge di). Una delle
leggi di progresso nel mondo organico: nell'evoluzione degli organismi, accanto
al differenziamento, si verifica una subordinazione sempre maggiore delle parti
e una crescente centralizzazione delle fanzioni e degli organi. Centripeto e
centrifugo. Dicesi centripeta una forza diretta verso il centro di curvatura
della traiettoria d’un punto materiale, e che mantiene il mobile su questa
traicttoria; e forza centrifuga la reazione che un mobile assoggettato a
descrivere una curva fissa, esercita contro questa curva. Dicesi corrente
nervosa centrifuga, ο, semplicemente, fenomeno centrifugo, quello che #’inizia
in un centro nervoso e si trasmette attraverso il cilindro assile d’ una fibra
fino ad on muscolo o ad una glandola. La corrente centripeta è invece quella
che s’ inizia in un qualsiasi organo posto alla periforia del corpo e di IA si
trasmette ad un ganglio ο ad una muses di sostanza grigia. Centro. T. Centrum;
I. Centre; F. Centre. Nella psicologia fisiologica diconsi centri ideatiti, per
opposizione ai motori, quei centri della parte anteriore del cervello ove si
fissano le imagini, e da cui partono le correnti intercerebrali per i centri
motori; e centri percettivi, quelle areo della superficio corticale del
cervello in cui si raggruppa un maggior numero di cellule, e quindi di fibre
nervone, legate ad un determinato organo di senso, dal quale rice. vono le
eccitazioni. L'estensione di codeste zone è naturalmente in rapporto coll’
importanza del senso cui presiedono, ciod maggiore per il tatto, la vista,
l'udito, minore per il gusto e l'olfatto. La loro costituziono non esclude che
esistano in altre regioni del cervello altre cellule ed altre fibre collegate
col senso medesimo. Dai centri percettivi sarebbero separati i centri motori,
dai quali soltanto partono gli impulsi ai movimenti e in cui si fissano le
imagini dei movimenti stessi. Nella meccanica razionale dicesi centro dei
momenti il punto per rapporto al quale si prendono CEN-CER 180 i
momenti d’ un sistema di forze situate in uno stesso piano, ϱ centro delle
forse parallele il punto per il quale passa costantemente la risultante di un
sistema di forze parallele, quando si fa variare la loro direzione comune senza
far variare la loro intensità o facendole variare proporzionalmente. Cfr. Bastian, Le cerveau
organe de la pensée, trad. franc. 1888;
G. Sergi, La peychologie physiologique, 1888, 1. II (v. ciraonvoluzioni,
localiszazione cerebrale). Centro di creazione, Alcuni segunci della dottrina
del trasformismo biologico, tra cui il Darwin e l’ Haeckel, ritengono che ogni
specie animale e vegetale non sia nata che una sola volta nel corso del tempo
(origine omocrona) e in un solo punto del globo, detto perciò il sno centro di
creazione. A questa legge si sottrarrebbero però, secondo V Haeckel, gli ibridi
e gli individui di struttura semplice. Cfr. De Quatrefages, La specie umana,
trad. it. 1871; Haeckel, I problomi dell’ unteereo, trad. it. 1903, p. 340 (v.
monogenismo). Cerebraxione. L’insiemo dei processi fisiologici del cervello che
corrispondono alla attività psichica, Si dicono fatti di corebrazione
incosciente, quei processi fisiologici del cervello che si svolgono senza dar
luogo ni fenomeni psichici relativi, i quali appaiono improvvisamente solo alla
fine dei processi medesimi @ come risultato di essi. Il problema della
cerebrazione incosciente, aftacciato da principio dal fisiologo Carpenter, è
oggi assai discusso dai psicologi e dai fisiologi, e può formalarsi così:
dobbiamo ritenere che alcuni stati del sistema nervoso, normali ο patologici,
rappresentino vere interruzioni dei processi mentali, oppure che i detti
processi, pur subendo grandi oscillazioni d’intensità ο di lucidezza, da un
massimo ad un minimo, non subiscano mai durante la vita alcuna interruzione
assoluta? La prima dottrina è sostenuta oggi du autorevoli psicologi come il
Mtinsterberg e il Ribot; la seconda specialmente da coloro che adottano
l'ipotesi del parallelismo 181 Cen psico-fisico, estendendolo a tutti i
processi specificamente vitali, o almeno a quelli del sistema nervoso, e in
special modo alla parte del sistema impegnata nelle funzioni della vita animale
o di relazione. Cfr. Max Dessoir, Das Unbewussten, 1910; Boris Sidis, Studies
in mental dissociation, 1905; B. Hart, The conception of the subconscious, Journal
of abnormal psych. », IV, 1909-910; Aljotta, Atti del V Congr. int. di peicol.
a Roma, 1906. Certezza. T. Gewissheit; I. Cortitude, Certainty ; F. Certitudo.
Sia positiva che negativa, è sempre uno stato mentale, e quindi soggettivo, che
consiste nella persuasione assoluta della verità cui l'intelligenza aderisce.
8. ‘Tommaso dice: Cortitudo nihil aliud ost quam determinatio intellectus ad
unum. Essa ha per condizioni: la presenza di due o più mentalità dotate di un
certo grado d’intensità; il legame di una mentalità, o d’un gruppo di esse, a
un’altra; la coscienza di un legame energico, associativo, tra le due mentalità
considerate. Si può avere anche la certezza della falsità di un giudizio o di
una idea: si cognoscimus, dice Cr. Wolff, propositionem esse veram vel faleam,
propositio nobis dioitur esse certam. Si suole distinguere; sebbene
impropriamente, la certezza soggettica dalla oggettiva : quella è data dalla
testimonianza della nostra coscienza, irrecusabile per ciascuno di noi, ma che
non può essere comunicata agli altri, non essendo fondata su ragioni valide per
tutte le coscienze; questa, che è la certezza scientifica, e dicesi piuttosto
eridenza, non dipende da circostanze soggettive e può quindi essere condivisa
da tutti. La distinzione tra certezza cd evidenza è posta talvolta in modo diverso,
ad es. dul D’Alembert: L’ evidenza appartiene propriamente alle idee di oui lo
spirito percepisce immediatamente il legame; la certezza a quelle il cui legame
non può essere conosciuto che con l’aiuto d’un certo numero d’idee intermedie,
o, che è lo stesso, alle proposizioni la cui identità non può essere scoperta
che con un circolo più o meno Ces
182 lungo ». Si distinguono
ancora varie specie di certezza: 1° quella logica ο metafisica, che riguarda l’
ordino immutabile dell’ ideale, dei supremi principi, ο si divide in intuitiva,
quando 1’ idea uppare immediatamente come evidente, e in razionale o discorsiva
quando non diviene evidente che in seguito ad altre idee, cioè mediante un
raziocinio; 2° quella fisica, che riguarda le coso sensibili, e può essa pure
essere razionale se si ricava indirettamente dalla percerione, peroettita se si
ha immediatamente; questa poi è psicologica quando la percezione si riferisce
ad un fatto interno o psichico, eetefica quando si riferisce ad un fatto
esterno; 3° quella didascalica, che si fonda sopra la testimonianza ο autorità
altrui, e pnd essere dottrinale 0 storica a seconda che riguarda fatti
attestati da persone o dottrine tramandate da un maestro; 4° quella morale, che
non bn un significato preciso, cosicchè per alcuni logici antichi designa ciò
che solitamente dicesi certezza dottrinale e storica, per altri è la certezza
subbiettiva ο psicologica, per altri ancora quella che aderisce agli impulsi
del sentimento e dell’ istinto, ο, per i più, la certezza con cni si aderisce
alla verità dell'ordine morale. Cfr. S. Tommaso, In Hb. sent., III, dist. 23, qu. 2, 2; Cr. Wolff,
Philos. rationalis, 1732, $ 564; D'Alembert, Disc. prélim. de 0 Enciolopédie, §
51; Joh. Volket, Die Quellen der menschlichen Gewissheit, 1906; Rosmini,
Logioa, 1853, $ 217-220; A. Farges, La orisi della certezza, trad. it. 1911 (v.
criterio). Cesare. ‘Termine
mnemonico di convenzione, corrispondente all’&ypape dei Greci, con eni si
designa, nella logica formale, quel modo della seconda figura del sillogismo,
che lia la premessa maggiore universale negativa, la minore uni versale
affermativa, ὁ la conclusione universale negativa. Es.: Nessun uccello è
mammifero, I pipistrelli sono mammiferi. Dunque i pipistrelli non sono uccelli.
Si riconduce al Celarent della prima figura mediante la conversione della
premessa maggiore. 188 Cat Chiaro. T. Klar, deutlioh; I. Clear,
evident; F. Clair. Nella
terminologia cartesiana è chiara l’idea che è presente e manifesta allo
spirito, è distinta l’idea che è precisa ο ci fa differenziare l'oggetto a cui
si riferisce da tutti gli altri di cui abbiamo conoscenza; tutto ciò di eni si
ha una idea chiara e distinta è vero. Perciò la verità fondamentale è nel cogito
ergo sum »; esso infatti ha entrambi i caratteri della chiarezza, perchè |’ Io
è immediatamente presente et sò stesso, della distinzione perchè 1’ Io è
pensante e il pensiero costituisce la nota per la quale si distingue da tutte
le altre conoscenze. Alle idee chiare si oppongono le oscure, alle distinte le
confuse. Il Leibnitz ha adottato la stessa differenza, spostando un poco il
significato delle espressioni: per chiara egli intende la rappresentazione che,
diversa dalle altre, è atta al riconoscimento del suo oggetto; per distinta
quella che è chiara fino nei suoi eingoli elementi e fino alla conoscenza del
loro rapporto. Le verità @ priori geometriche o metafisiche sono chiare e
distinte, quelle a posteriori invece, ossia le verità di fatto, sono chisre ma
non distinte: le prime sono quindi perfettamente trasparenti, congiunte con la
convinzione dell’ impossibilità del contrario; nelle seconde si può ancora
pensare il contrario. Cfr. Cartesio, Prino. phil., I, 45; Med., III, p. 15;
Leibnitz, De cogn., Erdm. p. 19; E. Grimm, Das Lehre von den angeborenen Ideen,
1873. Chimici (consi). Si dicono tali, per distinguerli dui meccanici, quei
sensi sopra i quali gli stimoli esercitano una asione chimica: tali sono la
vista, il gusto © l'olfatto. Chirognomia. Gr. χείρ--mano; Ύνῶμα = contrassogno,
cognizione. La pretesa di predire il futuro relativamente a una persona e
indovinarne il carattere e le attitudini, coll’esame della mano e delle linee
di essa. La psichiatria © l'antropologia hanno soltanto stabilito che
Pirregolarit& dei solchi palmari, le dita in soprannumero © in numero
minore, e la torsione o l’atrofia delle dita, Cix 184
specie il mignolo, rappresentano una stigmata degenerativa, e sono frequenti
negli idioti, nei pazzi e nei criminali. L’arte della chirognomia si crede
tniziata dal filosofo Anassagora, Cinematica. (Gr. Κίνημα = movimento); T.
Kinematik ; I. Kinematios; F. Cinématique. Vocabolo introdotto nell’ uso dall’
Ampère, in luogo dell’antico di foronomia, per designare lo stadio del
movimento considerato astrattamente, prescindendo dalle cause e dalle
circostanze nelle quali si produce. Essa si occupa di tutte le considerazioni
che riguardano gli spasi percorsi nei differenti moti, i tempi impiegati a
percorrerli, la velocità, eco. Fa parte della meccanica. Cfr. Ampère, Essai sur
la philosophie des sciences, 1834. Cinestetiche (sensazioni). (Gr. Κίνησις
movimento; αἴσθησις sensazione); T.
Bewegungsempfindungen ; I. Kinaesthetio; F. Sensations kinesthésiques. Le
sensazioni provocate dai movimenti, e specialmente dalla contrazione dei
muscoli volontari. Alcuni psicologi ammettono che noi sentiamo non lo sforzo
delle contrazioni muscolari, ma il grado di innervazione che comunichiamo ai muscoli
per produrre una data contrazione. Che esista questo senso dell’innervazione è
provato dal fatto che noi comunichiumo ai muscoli l’innervazione necessaria per
produrre lo sforzo muscolare corrispondente alla resistenza che deve essere
superata. D’ altro canto la psicologia sperimentale ha provato 1) esistenza del
senso muscolare, con la scoperta di fibre muscolari sensitive e della
sensibilità dei tendini, i quali, stimolati, danno movimenti riflessi. Cfr.
Kreibig, Die fünf Sinne, 1907, p. 21 seg.; E. Mach, Grundlinien der Lehre von
den Bewegungsempfindungen, 1875; H. C. Bastian, Le cerveau organe de la pensée,
1888, p. 279 segg.; Beaunis, Les sens. internes, 1889 (v. articolare,
muscolare). Cinici. T. Cyniker ; I. Cyniques; F. Cyniques. Una delle scuole
soeratiche minori, fondata da Antistene al Cino 185 IR sarge. I cinici esngerarono le dottrine di
Socrate, avondo per sola mira di affrancarsi dalla schiavitù esteriore ;
infatti la loro dottrina si compendia tutta in una sola massima: vivere secondo
natura, Essi sostenevano che la virtù basta per sè atesss a rendere felici, in
quanto è appunto quella norma di vita che rende l’uomo indipendente fino al
possibile dalle vicende del mondo esterno, insegnandogli a sopprimere i
desideri ο a limitare fino all’ estremo i bisogni. I cinici si possono
riguardare come i precursori degli stoici. Nel linguaggio comune le parole
cinico e cintemo sono rimaste per designare il disprezzo delle convenzioni
sociali, dell’ opinione pubblica e anche della morale, sia negli atti sin
nell'espressione delle opinioni; e ciò per il fatto che i filosofi cinici
ponevano una radicale opposizione tra la natura e la legge o convenzione,
conformendosi s quella nella condotta pratica. Cfr. Diogene L., VI, 2; K. W.
Gôttling, Diogenes der Kyniker, Ges. Abhandl. », I, 125 segg.; Zuccante,
Diogene, Cultura filos. », gennaio 1914; Windelband, Storia della filosofia,
trad. it., vol. I, p. 101 segg. (v. autarohia). Circoli tattili. T. Tasteirkel.
Il Weber chiamò così quelle superfici della pelle ove le due punto del
compasso, più o meno divaricate, si sentono come una punta sola; la distanza
fra le due punte rappresenta il diametro del circolo tattile. Quanto maggiore è
il grado d’acutenza della sensibilità tattile, tanto minore è il dismetro del
circolo tattile. Il punto più sensibile del corpo è l’ apice della lingua, il
cui il circolo hu il diametro di nn mm.; poi vengono le punte delle dita della
mano che sentono le due punte dell’ estesiometro quando sono divaricate poco
più di dne millimetri; seguono poi le labbra, la punta del naso, le guance,
eoc., fino a che si arriva alla coscia e al braccio, ove il circolo tattile ba,
secondo il Wundt, un diametro di 68 mm. Cfr. E. H. Weber, Annotationen anat. ot
phys., 1834; Fechner, Elem. d. Poychophyeik, 1860; Wundt, GrundCir 186
silgo d. phys. Psychologie, 3* ed., I, 391, II, 10 segg.; Kreibig, Die
fünf Sinne, 1907, p. 32-34 (v. esteriometro). Ciroolo solido. Lat. Ciroulus
materialis. Nella logica dicesi così quella operazione mentale, che consiste
nel passare dalla cognizione virtuale o implicita del tutto, alla cognizione e
all’ essme delle parti, per poi risalire alla cognizione attuale ed esplicita
del tutto medesimo. Così lo zoologo al al quale si presenta un animale
sconosciuto, prima lo conosce in modo implicito e indistinto, poi ne studia
distintamente i caratteri, gli organi, le funzioni, ecc., infine raccoglie i
risultati di questi suoi studi, in modo da avere dell’ animale una conoscenza
più compiuta e sicura. Il circolo solido è detto anche regresso. Cfr. Rosmini,
Logioa, 1853, pag. 242 segg. Circolo vizioso. Lat. Ciroulus vitiosus ; T.
Zirkel, Zirkelbeweis; I. Cirole; F. Cercle ricieur. È un sofisma di
ragionamento, il quale consiste nel provare una proposizione, appoggiandosi
sopra una seconda, la quale non può provarsi se non appoggiandosi sulla prima.
Ad es. : alcune idee sono innate perchè anteriori dell’ esperienza, e sono
anteriori all’esperienza perchd innate. Oggi lo si denomina più comunemente
petizione di principio, appunto perchè consisto nel postulare fin da principio
quello stesso che si vuol dimostrare; nel linguaggio scolastico il circolo
vizioso dicevasi anche oiroulus logious, Dicevasi poi ciroulus materialis ©
regressus demonstrationis il ragionamento con cui si prova la causa per gli
effetti, e poi si provano gli effetti stessi mediante la causa, considerata più
attentamente e meglio conosciuta, Cfr. Aristotele, Anal. pr., II, 5, 576, 18;
Masci, Logica, 1899, p. 374 seg. (v. diallelo). Circonvoluzioni cerebrali. F. Circonvolutione
cérebrales. Rilievi a forma di pieghe che rivestono la superficie del cervello,
o mantello cerebrale, determinato da solchi corrispondenti ο solssure. Si
distinguono in cire. profonde, limitate dalle scissure primarie e secondarie, e
circ. di pasCir raggio, che risultano da ramificazioni delle prime. Sembra
esistere un certo rapporto tra lo sviluppo della intelligenza e la profondità e
quantità dello scissure e circonvoluzioni cerebrali. La loro origine fu
spiegata varismente : 1° per l’azione vascolare, cioè per l’azione meccanica
esercitata dui rami arteriosi corrispondenti alle scissure; 2° per I’ ineguale
accrescimento della superficie cerebrale, crescendo la superficie nel foto più
presto in direzione sagittale, ο determinando in tal modo una maggior tensione
trasversale (Wundt); 3° per la sproporzione di acorescimento filogenetico tra
oranio e cervello, poichè crescendo di più il cervello (specie nella corteccia
grigia, in cui si esplica l’attività psichica) della scatola cranica che lo contiene,
il primo è costretto a pieghettarsi dovendo rimaner compreso nella seconda.
Questa ultima è forse la spiegazione più attendibile. Cfr. L. Clarke, Notes of
researches on the intimate struoture of the Brain, Proceed of the R. Society »,
1863; Bastian, Le cerveau organo de la pensée, 1888, vol. II, p. 14 segg.
Cirenaici. T. Kyrenaiker; F. Cyrénaiques. Una delle scuole socratiche minori,
fondata da Aristippo di Cirene. Essi ponevano come bene incondizionato, come
fino n sè stesso, il piacere attuale ο presente; fra i piaceri del corpo ©
quelli dello spirito preferivano i primi, come più intensi e più vivi, non
trascurando però l'educazione dei secondi. Fondatore della scuola fu Aristippo,
nato à rene intorno al 435 a. C., da famiglia ricchissima, e vissuto qualche
tempo ad Atene, dove divenne.scoluro ed amico di Socrate. Per quanto possa
parer strano, egli non fece con la sua dottrina che svolgere nn elemento già
contenuto nella filosofia del maestro. Per il quale, com’ et noto, non c’è
contraddizione tra virtà ο felicità, anzi la virtù è il più delle volte
indicata come il mezzo più sicuro per arrivare alla felicità; in un luogo dei
Memorabili, Socrate dimostra, ad esempio, che la tempeCLa 188
ranza ci fa godere molto più della intemperanza, e che perciò quella,
anche sotto il rispetto del piacere, è da preferirsi a questa: a seguire la
virtù piuttosto che il vizio si trova sempre da ultimo, se non da principio, il
tornaconto. Aristippo prese dalla dottrina socratica questo concetto, che
conveniva alla sua natura ο al suo temperamento, ~ portandolo alle estreme
conseguenze. Egli però, se riteneva che ogni piacere, in generale, è buono per
sò stesso © merita di essere cercato, insegnava anche che certi piaceri devono
essere fuggiti per i dolori che arrecano, che non conviene violare le leggi per
non incorrere nelle leggi penali e nella disistima pubblica, e sovrattutto che
l’uomo deve essere il signore del piacere non lo schiavo: È siguor del piacere
non colui che se ne astiene e lo fugge, ma colui che ne usa senza lasciarsi
trasportare, come è signore della nave o del cavallo non già colui che rifagge
dall’adoperarli ma colui che li conduce dove vuole ». Morto Aristippo, la
scuola continuò col nipote, poi con Teodoro l’ateo, con Anniceride e finì circa
due secoli dopo con Egesia: ma l’insegnamento primitivo subì trasformazioni
radicali, tantochd Teodoro pose come scopo dell’ uomo non più il piacere ma la
gioia e la serenità dell’ anima, Egesia giudicò la felicità come
irraggiungibile © descrisse con tanta officacia i mali della vita, che molti
furon tratti dal suo insegnamento al suicidio, ond’ egli ebbe il soprannome di
avvocato della morte, Πεισιθάνατος, e le autorità di Alessandria ebbero a
proibirgli per questa ragione di tenere scuola, I cirenaici possono
considerarsi i precursori dogli epienrei. Cfr. Cicerone, Aoadem., IV, 24; A.
Wendt, De philosophia Cyrenaioa, 1841; G. Zuccante, I Cirenaici, Riv. di fil.
», marzo 1912 (v. edonismo, morale). Clan. T. Sippe; I. Clan; F. Clan. Nella
sociologia si dà questo nome a tutte quello forme primitive di società, che
ripossno sopra la parentela ed hanno costituzione guerriera © proprietà comune;
in senso più ristretto, che è anche
189 Cia il primitivo, designs le
tribù delle isole britanniche, e particolarmente gli Irlandesi e gli Higlanders
di Scozia, viventi sotto il regime patriarcale. Cfr.. Durkheim, Année
sociologique, I, 9 e 31; Powell, ibid., IV, 125. Classificazione. T.
Classification; I. Classification; F. Classification. È un'operazione logica,
che consiste nel distinguere più oggetti o fatti in classi o gruppi, secondo i
rapporti di somiglianza ο differenza. La classificazione dicesi sintetica
quando parte da un oggetto complesso per discendere 9 oggetti meno complessi e
agli elementi primi componenti; analitica se inverssmente; artificiale quando
le completa conoscenza degli esseri che si classificano, si fonda sopra un
numero ristretto di caratteri, scelti non secondo la loro importanza ma secondo
la facilità di conoscerli; naturale quando è fondata sopra la cognizione dei
caratteri più importanti, palesi o occulti, permanenti ο evolutivi. Il concetto
di evoluzione, divenuto fondamentale nella scienza moderna, ha dato luogo ad
una nuova forma di classificazione, detta genetica, che è la più perfetta in
quanto considera le classi come il prodotto più o meno stabile, ma non
assolutamente invariabile, delle variazioni causali delle proprietà ; perciò
tutte le scienze tendono a costruire sul tipo genetico le proprie
classificazioni, che hanno però diverso valore nelle scienze teoriche
costrattive e nelle sperimentali: in quelle la genesi delle forme è una
costruzione nostra e quindi può essere varia, in queste la genesi non è una
costruzione nostra, ed è una, 9 quindi è una anche la classificazione genetica
possibile. Cfr. Wundt, Logik, 1898, II, 40. Classificazione delle scienze. Per
Aristotele, che fu il primo ad occuparsi del problema scientifico, tutte le
scienze sono subordinate alla filosofia prima (φιλοσοτία πρώτη) detta poi
metafisica, 9 queste scienze sono: la ieoretica di cui fanno parte la
matematica, la fisica, la atorin naturale; la pratica ciod la morale; In
poetica cioè 1’ enteCia tica. Per gli stoici invece tutte le scienze si
riducono a tre fondamentali: fisica, etica e logioa. La classificazione di
Aristotele rimase in vigore fino a che durò incontrastata l'autorità della sua
filosofia, vale a dire fino al Rinascimento. Bacone, primo nell’ evo moderno,
volle tentare una classificazione diversa, fondata sopra le tre grandi facoltà
in oui egli divideva lo spirito : memoria, imaginazione, ragione. Opers della
prima è la storia, della seconda la poesia, della terza la filosofia ; quest’
ultima ha un triplice oggetto: Dio (teologia), l’uomo considerato sia
genericamente che nel corpo e nello spirito, e la natura, onde abbraccia lo
matematiche, la filosofia naturale e la meta‘ fisica. Per Cartesio lo spirito
nmano è come un albero, di cui la fisica è il tronco, la metafisica le radici,
i rami le altre scienze, che si riducono a tre più importanti, ciod la medicina,
la meccanica © la morale; la filosofia è tutto l’ albero. Notevole poi fu il
tentativo di classificazione fatto dal Diderot, nel I° vol. dell’ Enciclopedia;
genialissimo e compiuto quello dell’Ampère, che qui sarebbe troppo lungo
ricordare, giucchè di suddivisiono in snddivisione egli giunge ad enumerare 128
scienze. Augusto Comte classificò le scienze a seconda del loro grado di
complessità e la rispettiva subordinazione, stabilendo la serio seguente:
matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia, sociologia. La matematica
vien prima, perchè Ja più generale ο più semplico e meno subordinata; la
sociologia ultima perchè più particolare, più complessa, © richiede la
conoscenza di tutte le altre. Lo Spencer, tenendo conto delVoggetto delle scienze,
le distingue in astratte, che studiano i rapporti indipendentemente dai
fenomeni e dagli esseri, come la logica e la matematica; conorste, che studiano
gli stessi esseri naturali, come l'astronomia, la biologia, la psicologia, la
sociologia; astratte-conorete, che studiano i fenomeni indipendentemente dagli
esseri, como la mecca nica, la fisica © la chimioa. Tra i molti tentativi dei
filosofi 191 CLa-CLE contemporanei per risolvere 1’ arduo
problema, ricorderemo ancora quello del Naville, che divide tutto il sapere in
tre grandi gruppi: 1° la teorematica, che comprende tutte le scienze delle
leggi, e ciod la nomologia, le scienze matematiche, fisiche e psicologiche, fra
oui è la sociologia; 2° la storia umana; 3° la canonica, che comprende tutte le
scienze delle regie ideali d’azione, e cioè le teorie dei mezzi ο delle arti,
le scienze morali e l'etica propriamente detta. Ad ogni modp, la
olassificazione più comune e praticamente usata, benchè poco scientifica, è la
seguente: 1° sciense matematiche (aritmetica, geometria, algebra, meccanica,
astronomia); 2° soiense fisiche (fisica e chimica); 3° acienze naturali
(mineralogia, geologia, botanica, zoologia, antropologia, anatomia, fisiologia,
etnologia, patologia, nosologia); 4° scienze morali (scienze sociali,
politiche, storiche e psicologiche). Claustrofobia. T. Alaustrophobic; 1.
Claustrophoby ; F. Claustrophobie. Con questo nome, introdotto nella
terminologia scientifica dal Ball, si denomina quello stato patologico che
consiste nell’ orrore per i luoghi chiusi. Gli ammalati non possono sopportare
d’essere chiusi in una stanza, e certe volte nemmeno passare sotto una galleria
o per una via stretta: essi dicono di soffocare, di non poter respirare, di
sentirsi opprimere. La cluustrofobia è l'inverso dell’ agorafobia, ο l'una ο
l’altra non sono che casi particolari della fobia dei luoghi, o topofobia. Cfr.
A. Verga, La Claustrofobia, Rend. Ist. lombardo », 1878. Cleptomania. T.
Kleptomanie, Stehltrieb; I. Cleptomany; F. Cleptomanie. Fenomeno patologico,
che consiste nell’ impulso irresistibile a impossessarri di oggetti
appartenenti ad altri, anche se di nessun valore e pur essendo nell’ ammalato
la coscienza dell’ atto delittuoso che commette. In ciò sta la differenza tra
il cleptomane e il pazzo morale: questi ruba seguendo i suoi istinti perversi,
obbedendo volontieri ad nna volontà viziata per abitudine; quegli CLi-Con 192
invece cede ad un bisogno morboso intermittente, contro il quale cerca
di lottare ο al quale non cede che a mnalincuore, come costretto da una forza
più potente della sua volontà. Cfr. Tamburini, Riv. oliniea, 1876; E. Brissaud,
Malattie del? enogfalo, trad. it. 1906, p. 108 segg. Clinanem. Con questo nome
Lucrezio designa quella deolinazione degli atomi, che è I’ ipotesi fondamentale
del sistema epicureo. Secondo Epicuro, nello spazio infinito sono diffusi in
numero infinito gli atomi, che, essendo dotati di peso, cadono verticalmente
con la stessa velocità. Ma come si spiega allora la formazione delle cose e del
mondo? In questa eterna pioggia di atomi bisogna ammettere che alcuni, in
momenti © posti non determinati, deviino spontaneamente dalla linea verticale e
per quel tanto che basti a nrtare contro altri atomi vicini; questi, alla lor
volta, producono per rimbalzo altri urti, e così via via finchè si producono
degli addensamenti atomici, che, nell’infinita varietà delle combinazioni
possibili, dànno luogo ai mondi e alle cose. Su questa infrazione della legge
di causalità fisico, Epicuro fondava il libero arbitrio del volere, che egli
riteneva indispensabile alla felicità : I’ atto volontario è in relazione coi
motivi; così il primo come i secondi si riducono a moti atomici interni; mia
siccome nei moti atomici c'è la libertà, così il passaggio dai secondi ai primi
non è una trasformazione meccanica di movimento, bensì i primi si determinano
spontaneamente, come spontanea è la declinazione atomica. Cfr. Diogene L., X,
184; Lucrezio, De rer. nat., II, 251-293; Brieger, Urbewogung der Atome, 1884;
Giussani, Studi luoreziani, 1896, p. 124-169; Ranzoli, Il caso nel pensiero e
nella rita, 1913, p. 26-33 (v. atomo, atomismo, coniunota). Codivisione.
Quando, nella divisione logica, il concotto dividente viene diviso
successivamente sotto più d’un rispetto, l'insieme di tali divisioni costituisce
una codivisione. La qualo per tal modo non è possibile, se non quando 193
Cox-Coa ciascan termine dividente sia atto ad essere suddiviso sotto il
medesimo rispetto ο fondamento (v. divisione). Coesione psichica. Il legame
maggiore o minore che unisee gli elementi da cui risultano le formazioni
psichiche. Secondo 1’ Ardigd, la coesione massima à la percettiva, e
specialmente quella che si forma tra una idea e la parola che l’esprime; è
media la coesione che si ha nelle formazioni ideali, come è provato dalla varia
significazione che una stessa parola riceve nell’ ideazione degli individui;
minima è la coesione logica, che si avvera nel sogno, nella riflessione, nel
ragionamento. La legge fondamentale è che la coesione sta in rapporto inverso
con la complessità del lavoro mentale. Cfr. Ardigò, Op. fil, VII, 40 e segg.
Cogito, ergo sum (penso, dunque esisto). È il principio dal quale prende le
mosse la filosofia di Cartesio. Dopo aver rigettato come dubbie tutte le verità
accettate o per autorità o per testimonianza del senso, trovò che una cosn sola
era fuori d’ogni dubbio e poteva quindi servir di base inconcusss su cui
fondare tutte le altre cognizioni: il dubbio medesimo, vale a dire il pensiero,
e quindi anche In certezza della nostra esistenza. Di tutto possiamo dubitare,
egli diceva, ma non dubitare di dubitare, nè dubitare di esistere noi che
dubitiamo. Lo stesso principio era stato altre volte affermato prima di
Cartesio, ad es. da Β. Agostino, per il quale pure la conoscenza che I’ essere
pensante ha del proprio esistere è immediata: Quando quidem, etiam si dubita,
vivit, si dubitat, cogitat. Ugualmente 8. Tommaso: Nullus potest cogitare se
non esse cum assensu in hoc enim, quod cogitat, percipit se esse. Campanella:
Si nogas et divis me falli, plane confiteria, quod ego sum; non enim possum
falli, si non sum.... Ergo nos esse et posse scire et volle est certissimum principium, deinde
secundario, nos case aliquid et non omnia. Però, mentre per S. Agostino, 8. Tommaso e Campanella
la certezza che |’ anima ha di sò à In più sicura di tutte le esperienze, il
carattere fondamentale 13 RaxzoLt,
Dision. di scienze filosofiche. CoL
194 della percezione interna, per
cui questa ha il sopravvento gnoseologico sopra la percezione esterna, per
Cartesio invece la proposizione oogito sum ha il significato di prima
fondamentale verità di ragione più che di esperienza; la sua evidenza non è
nemmeno quella di un sillogismo, ma quella di una immediata certezza intuitiva:
prima quaedam notio quae ex nullo eyllogismo concluditur. La formula cartesiana
fu spesso modificata in sdguito, dandole maggiore impersonalità ed estensione:
Cogito, ergo est (Schopenhauer); Cogito, ergo sum αἱ est (Richl); Cogito, ergo
res sunt (Boutroux). Cfr. 8. Agostino, De Trin., X, 14; 8. Tommaso, Quaest.
disp. de ver., 10; Campanella, Universalis philos., 1688, I, 3, 3; Cartesio,
Med., II, 10, 11; Resp. ad. Obj., Il; Schopenhauer, Die Welt als. W. und Vorat., suppl. cap.
IV; Riehl, Die philos. Kritioiemus, 1887, II, 2, p. 147; Boutroux, Rerue des
Cours, 1894-95, II, 370. Collettivismo.
Kollektivismus; I. Collectiviem; F. Coliectivieme. Termine creato al Congresso
di Bâle, nel 1869, per opporre al socialismo di Stato, rappresentato dai
marxisti, il socialismo non centralizzatoro. Oggi perd il termine ha assunto un
significato più largo, e indica la dottrina sociale e politica, che propugna
l’avvento di una società nella quale sia abolita la proprietà privata, sia seso
comune lo stromento del lavoro, ed ogni individuo abbia una ricompensa
proporzionata così alla sua capacità come all’opera sua, ma in maniera che
ognuno abbia il sufficiente, in modo degno della umanità. La propriotà è
amministrata direttamente dallo Stato, il quale ne distribuisce il frutto tra i
suoi membri. Cfr. Schwflle, Bau und Leben d. socialen ‚Körpers, 1874; Y. Guyot,
Le oolleotivieme futur et le sooialisme présent, 1906; F. E. Restivo, Il
socialismo di Stato, ed. Sanron; Ant. Labriola, Discorrendo di filosofia ο
socialismo, 1898. Collettivo. T. Gesammnt, kollektir ; I. Collective; F.
Colleotif. Si oppone a distributivo e si distingue da generale. È collettivo
ciò che è comune ad un numero determinato
195 Com di individui ed è una
proprietà dell’ insieme ; è generale ciò che è comune ad un numero
indeterminato di individui e appartiene a ciasouno d’essi. Perciò nella logica
dicesi collettivo il termine che abbraccia una moltitudine d’individui senza
riferirsi a ciascuno di essi (es. il 19 reggimento), generale il termine che abbraccia
una moltitudine indefinita di individui a ciascano dei quali si riferisce (es.
soldato). Quindi il termine collettivo è individuale, perchè, sebbene poses
esser detto d’una moltitndine individuale presa insieme, non pud esserlo di
ciascuno degli individui presi n parte. Combinatoria (ars). Quella parte della
matematica, che ha per oggetto di formare per ordine tutte le combinazioni
possibili di un numero dato di oggetti, di numerarle e studiarne le proprietà ο
le relazioni. Con la stessa espressione il Leibnitz designava la medesima
scienza, applicata ad ogni categoria di conoetti, costituendo così la parte
sintetica della logica (v. probabilità). Comico. T. Komische (das); I. Comical;
F. Comique. Termine generico in cui si comprendono tutti quei sentimenti che,
nella ricca varietà delle loro sfumature, ai presentano a volta a volta come
umoristico, ridicolo, ironico, grottesco, satirico, arguto, scherzoso, ecc., ed
hanno quasi sempre per linguaggio emozionale il riso o il sorriso. Secondo In
teoria di Platone, svolta poi da Hobbes e da Lamennais, e accettata fra noi dal
Troiano, il sentimento del comico si risolve nell'orgoglio prodotto dalla
percezione improvvisa della nostra superiorità; così chi ride alla commedia si
crede privo del difetto di cui ride e si sente superiore al personaggio che ne
è macchiato. Invece per Aristotele il comico è un difetto che nd fa soffrire nà
nuoce; questa definizione fu poi modificata da Cartesio ο svolta recentemente
dall’ Ueberhorst, che risolve il comico nel segno @ una caftiva qualità d’una
persona, se abbiamo In coscienza di non possedere un difetto della steran perio
e Com 196 non sono provocati in noi sentimenti
fortemente sgradevoli ». Analoga a questa è la definizione del Bergson, per il
quale le oomique est 06 oôté de la personne par lequel elle ressemble à une
chose, ost aspeot des événements humaine qu'imite, par sa raideur d'un genre
tout partioulier, lo mécanieme pur et simple, Vautomatieme, enfin le mouvement
sans la vie; esso sorge infatti quando negli atti che non sono essenziali per
Is vita manca quella vigile agilità di corpo, di spirito e di carattere che la
società richiede; ossia quando l’automatismo imita la vita. Secondo un’altra
dottrina, accennata prima ds Cicerone e da Quintiliano, svolta oggi dal Penjon,
il comico è la libertà, ciò che rompe la regolarità e l'uniformità della vita,
sense spaventarci nd danneggiare noi ο altri; » questo tipo si possono
ricondurre molte dottrine, come quella di Kant, che fa originare il comico
dall’improvviso risolversi in nulla di una grande aspettazione; quella dello
Schopenhaner, che lo riconduce ad un disaccordo subitamente avvertito tra un
concetto ¢ gli oggetti reali che esso ha suggerito; quella di Giampaolo, cho lo
risolve nell’ assurdo roso sensibile perchè manifesta una contraddizione;
quella dello Spencer, che lo riconduce ad un contrasto tra oggetti grandi ©
piccoli; quella del Lipps, che lo fa originare da un contrasto tra la cosa
attesa © quella che si presenta. Invece per il Sully il comico non è che il
giuoco, cioè il considerare quel che si presenta davanti al? anima nostra como
un oggetto di divertimento, un oggetto che non si deve prendere sul serio; per
il Bain è l’accrescimento di energia prodotto dalla liberazione di una gravità
forzata; per il Philbert è un errore subito rettificato, nascendo quando noi
siamo ad un tempo ingannati e disingannati, quando con un solo sguardo vediamo
I’ errore, tutte le sue cause © il vizio di queste cause >. Tra le dottrine
più recenti ricorderemo infine quella di A. Momigliano, che, dopo aver
esaminato con nentezza le forme fondamentali dol comico o lo definizioni fino
ad ora proposte, conclude 197 Com che il sentimento del comico nasce dal
compiacimento estetico col quale si rileva inaspettatamente il lato debole di
un oggetto o nn contrasto che rende manifesti un’ imperfezione © un malanno
imputabili all’ uomo o alla sorte ». Cfr. Franz Jahn, Das Problem des
Komischen, 1905; Ueberhorst, Das Komische, 1896-1900; Lipps, Payohol. d. Komik,
Philos. Monatshefte
», 1888, XXIV; Dugas, Peyohol. du rire, 1902; Sully, Essai sur le rire, 1904;
Bergson, Le rire, 1904; Bénard, La théorie du comique dans l’esthétique
allemande, Revue philos. », 1880-81, vol. X, XII; C. Hanau, Del riso e del sorriso, Riv. di fil.
scientitica », 1889, vol. VIII; F. Masci, Psicol. del comico, Atti della R.
Acc. di s. 11. e p.», 1889; A. Momigliano, L'origine del comico, Cultura
filosofica », luglio ο sett. 1909; Giulio A. Levi, Il comico, 1912 (v. ironia,
umorismo). Comparazione. T. Vergleichung ; 1. Comparison; F. Comparaison.
Alcuni psicologi, tra oui 1’ Höffding, considerano la comparazione come la
forma fondamentale dell’ atto di conoscere, il carattere che distingue il
pensiero dagli altri fatti di coscienza; pensare è comparnre, cioò trovare
della diversità o della somiglianza. È una comparazione di differenza la
sensazione, una comparazione di somiglianza 1’ atto del riconoscimento, una
comparazione di somiglianza © differenza’) associazione, ecc. Nella logica
diconsi comparative quella specie di proposizioni implicite o complesse, che
costituiscono un paragone ed equivalgono 8 due proposizioni. Ad es.:
l’altruismo è il più nobile dei sentimenti (l’altruismo è un sentimento nobile
questo sentimento è più nobile di ogni altro). Cfr. Haffding, Psychologie, trad.
franc. 1900, p. 61, 148 (v. pensiero). Complesso. T. Zusammengesetzt, complex;
I. Compler; F. Complexe. Nella
logica si dice complesso un termine quando designs due o più idee, e complesss
una proposizione quando consta di due o più membri. Un sillogismo è complesso,
quando uno almeno dei termini della concluCom
198 sione essendo complesso, le
parti componenti questo termine si trovano separate nelle premesse.
Complicazione. T. Complication ; I. Complication ; F. Complication. Il Wundt,
seguendo 1’ Herbart, chiama complicazione quella forma di associazione
simultanea che avvieno fra imagini di specie differenti. Nella scolastica il
termine complicazione era adoperato nel senso di implicito; perciò dicevasi che
Dio è la complicazione del mondo e il mondo l’esplicazione di Dio. Cfr. Nicola
Cusano, Docta ign., 11, 3; Herbart, Lehrbuch s. Peychol., 1850, ο. 3, p. 22;
Wundt, Grundriss d. Psyohol., 1896, p. 275. Composizione delle cause. Principio
logico, analogo al principio fisico della composizione delle forze. Esso si
formula in questo modo: I’ effetto totale di più cause riunite insieme è
identico alla somma dei loro effetti separati. Sarebbe però arbitrario dare a
questa legge la stessa estensione della legge fisica sopra accennata, e
applicare a tutti i fatti, specie a quelli d’ordine fisiologico e psicologico,
il concetto della composizione puramente meccanica delle cause (v. p. es. legge
di Weber). Compossibile. T. Compossibel; 1. Compossible; F. Compossible. La
relazione tra due esseri possibili simultaneamente e di fatto. Due esseri
separatamente possibili non sono sempre e necessariamente compossibili, in
quanto la possibilità di fatto di ciascuno d’ essi può distruggere la loro
compossibilità logica, Il termine, giù conosciuto dagli scolastici, fu
adoperato specialmente dal Leibnitz. Cfr. Goclenius, Lexicon philos., 1613, p.
425 a; Leibnitz, Op. phil., Erdmann, p. 718 segg. Composto. Lut. Compositum ;
T. Zusammengesetst ; I. Compound; F. Composé. Ciò che risulta di più parti.
Nella logica diconsi composti quei giudizi che esprimono una relazione di
giudizi e si possono perciò risolvere in due o più giudizi semplici senza
alterarne il valore. Quindi i giudizi composti si suddividono soltanto secondo
le forme della relazione, cioè 199 Com la categories e l’ipotetica, ο secondo la
composizione di ciascuna di queste due forme con l’altra. Si avranno dunque due
classi di giudizi composti: quelli a relazione semplice © quelli a relazione
composta ; più una terza di giudizi contratti. La prima classe contiene i
gindizi : categorico-congiuntivi, categorico-copulativi, categorico-divisivi,
ipotetico-congiuntivi, ipotetico-copulativi, ipotetico-divisivi; la seconda i
giudizi: categorico-ipotetici, categorico-disgiuntivi, ipotetico-disgiuntivi ;
la terra i giudizi: entimematici © tetici. La forma disgiuntiva non dà luogo a
forme composte, se non congiungendosi alle altre due, dalle quali differisce
soltanto per la natura del predicato.
Gli scolastici dicevano compositum physioum quello che risulta da parti
reali tra loro realmente distints; compositum metaphysicum quello che risulta
di parti reali, distinte soltanto razionalmente ; substantiale compositum
naturale quello che risulta di sostanze, le quali per intenzione di natura sono
ordinate a costituire qualche cosa, ad es. P uomo, che consta di snima e di
corpo; substantiale compositum supernaturale quello che risulta di sostanze le
quali, benchè non ordinate per natura loro a costituire qualche cosa, hanno
però attitudine ad essere innalzate da Dio a questo, ad es. l’unione delle due
nature, umana e divina, in Cristo. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 186 segg.; Goclenio,
Lericon phil., 1613 (v. giudizio). Comprensione. Lat. Comprehensio; T. Inhalt;
I. Intension ; F. Comprekension. Dicesi comprensione, 0 tenore, o contenuto di
una idea l'insieme dei caratteri ο delle qualità che essa designa; vale a dire,
in altre parole, l’insieme delle determinazioni o degli elementi da cui quelV
idea risulta. Così la comprensione dell’ idea triangolo è data dalle
determinazioni di figura, estensione, tre angoli, ecc., che entrano a
costituirla. Siccome ciascuna di queste determinazioni può determinare tutte le
altre, così i logioi significarono Il rapporto che lega tra loro le parti della
Com 200
comprensione col simbolo algebrico della moltiplicazione, nella quale
ogni fattore moltiplica tutti gli altri. Quindi: comprensione di A = a x LX c,
ossia abc. L'operazione con cui si aggiunge qualche nota ad una idea,
accrescendono la comprensione, dicesi determinazione; V oporazione inversa
dicesi astrazione. Cfr. Aristotelo, Anal. post., I, 4, 738, 35; Drobisch, Neue
Darst. d. Logik, 1887, $ 25 (v. estensione). Comune, T. Gemein; I. Common ; F.
Commun. Ciò che appartiene contemporancamente a più oggetti; si appono al
proprio, che è il carattere che appartiene a un individuo e non si riscontra in
nessun altro. Si distingue il comune reale o fisico (ad es. il sole è il centro
comune del sistema solare) dall’ ideale o logico (ad es. le leggi biologiche
sono comuni a tutti gli esseri viventi). Il nome comune è quello che denota un
insieme di qualità; si oppone al nome proprio, che non indica alcuna proprietà,
ma soltanto designa. Per idea o nozione comune si intende tanto quella che può
essere attribuita ad un numero indefinito di oggetti differenti, quanto quella
che si trova in tutti gli spiriti. Gli scolastici distinguevano i sensibili
comuni dai sensibili propri: i primi sono i fenomeni che possono essere
percepiti da più sensi, come la forma, 1’ estensione, il movimento, ecc., i
secondi i fenomeni che non possono essere percepiti che da un solo senso, come
il suono, il sapore, il colore, l'odore (v. senso comune). Comunismo. T.
Kommunismus; I. Communiem ; F. Communirme. Quella dottrina politica od
economica, che ripeto le sue origini dal Morus, Campanella, Morelly e propugna
un ordinamento sociale in cui siano comuni tanto lo strumento del lavoro come
la ricchezza prodotta, cosicchè ciascun uomo lavori per quanto può © consumi
secondo i suoi bisogni. Secondo alcuni Platone sarebbe il padre del comunismo,
avendone esposto il disegno nella Repubblica; mu, in realtà, l’idosle platonico
dello Stato si fonda sul prin 201 Com
cipio dell’ aristoorazia della oultura, che appare specialmente in questo: per
la gran massa del terzo stato non si pretende se non l'abilità ordinaria della
vits pratica, mentre 1) educazione che lo Stato ha il diritto e il dovere di
avere nelle suo mani per formare i cittadini socondo i suoi fini, si volge
soltanto alle altro due classi, degli insegnanti ο dei militari. Questi debbono
avere comunanza di vita e di beni, affinchè nessun interesse personale faccia
ostacolo all’ adempimento dei propri doveri a profitto della collettività. Vero
padre del comunismo può invece considerarsi il Morelly, che a sua volta ο)
ispirò alle utopie di Moro e Campanella, 8 il cui sistema può riassumersi così
: proprietà comune dei terroni, del domieilio, degli strumenti di lavoro © di
produzione; educazione accessibile a tutti; distribuziono del lavoro secondo le
forze © dei prodotti secondo i bisogni, senza tener conto alcuno della capacità
ο dell’ ingegno; riunione degli individui in numero di mille almeno, affinchè,
lavorando ciascuno socondo le proprie forze e consumando secondo i propri
bisogni, si stabilisca una media di consumo cho non sorpassi le risorse comuni,
© una risultante di lavoro che le renda sufficientemente abbondanti ; abolizione
delle ricompense pecuniarie; istituzione di un codice pubblico di tutte le
scienze, nel quale non αἱ uggiungerà nulla alla metafisica © alla morale oltre
i limiti prescritti dalle leggi; l'istruzione dei fanciulli è fatta in comune,
in un vasto ginnasio, è impartita dai padri e dalle madri, comincia si cinque e
termina ai dieci anni, dopo di che i giovani passano nelle officine ove
ricevono I’ istruzione professionale, Il comunismo si distingue in comunismo
autoritario e comunismo anarokioo. Non va confuso col collettivismo. Cfr.
Pöhlmann, Geschiohte des antiken Sozialismue und Kommunismus, 1901; A. Sudre,
Histoire du communieme, 1850; Marx © Engel, Man. dei comunisti, 1847 (v.
anarchia, rocialiemo). Comunità v. reciprocità. Con 202
bile. ‘T. Begreiflich; I. Conoerable ; F. Conoevable. Tutto ciò di cui
lo spirito può formarsi la nozione, quindi tutto ciò che non racchiude
contraddizione. Il campo del concepibile è illimitato, entrando in esso tanto
l’éntelligibile, vale a dire ciò che è oggetto soltanto del pensiero astratto,
quanto il sensibile, vale a dire ciò che è oggetto della sensazione. Nella
possibilità logica si ha la concepibilità dei contradditorii, ma soltanto
perchè manca la ragione di decidere quale dei due sia vero, non perchè siano
veri entrambi. Secondo alcuni filosofi la concepibilità è testimonio di verità,
ad es. Cartesio: Avendo notato che in questa proposizione: io penso, dunque
esisto, non vi è nulla che mi assicuri che io dica la verità, se non il vedere
chiarissimamente che per pensare bisogna essere, gindioai di poter prendere
come regola generale, che lo cose che noi concepiamo in modo chiarissimo ο
distintissimo, sono tutte vere, ma che vi è solo qualche difficoltà nel Len
discernere quali siano quelle che noi concepiamo distintamente >. Anche per
Hume è una massima stabilita nella metafisica, che tuttocid che la mente
concepisce, include l’idea dell’ esistenza possibile, ο, in altre parole, che
nulla noi imaginiamo che sia assolutamente impossibile ». Cfr. Cartesio,
/iscorao al metodo, trad. it. 1912, p. 73-74; Hamilton, Discussions ou
philosophy, 1852, p. 596 (v. inconcepibile, incomprensibile, inconosoibile).
Conospire. T. Hegreifen; I. Conceive; F. Concevoir. Alcuni logioi distinguono
I’ atto del ragionare e del giudicare dall’ atto del concepire, che sarebbe il
semplice pensare una data cosa senza nd negare nd affermare. Altri obbiettano
che nella coscienza non può essere separato 1’ atto del concepire da quello del
giudicare, perchè concepire una qualsiasi cosa è un rappresentarsela, e quindi
affermare qualche cons che le uppartieno. Il Baldwin propone di restringere il
significato del vocabolo, usandolo solo per designare la conoscenza del
generale in quanto distinto dagli oggetti
203 Cox particolari cui si
applica. Cfr.
Logique de Port-Royal, ed. Charles, p. 37; Taine, De U Intelligenoe, 1870, II,
76 (v. concezione). Concetto. T.
Begriff; I. Conception, Concept ; F. Concept. È la tradnzione latina del
σύλληψις greco (συν = con, λαμβάνω =: prendo), con cui si volle indicare che
mediante il concetto apprendiamo il significato della cosa. Ordinariamente per
concetto si intende la sintesi ideale o tipica di una cosa ο d’un fatto,
ottenuta mediante il confronto delle rappresentazioni ο |’ astrazione delle
note identiche. Secondo altri, il concetto, essendo l’unità delle note
essenziali dell'oggetto, ottenuta mediante l’astrazione e la determinazione,
presuppone il giudizio e si definisce appunto come il sistema dei giudizi, che
su quell’ oggetto si son fatti ο si possono fare, Il principio unificatore del
concetto può essere intrinseoo, cioò l’unità fisica ο ideale della cosa stessa,
od estrinseoo, cioè una rappresentazione schematica o una parola o una
espressione composta di più parole. Gli elementi del concetto si dicono rote ο
determinazioni. Bisogna però distinguere il concetto logico dal psicologico;
questo è per lo più costituito da imagini frammentarie, da aspetti dell’
oggetto che più interessano un dato individuo, per la sus cultura, il sno
temperamento, le sue abitudini mentali, la sua educazione, e varia perciò da
individuo a dividuo ο durante la vita dello stesso individuo; invece il
concetto logico, sintesi di tutto le note dell’ oggetto, è uguale per tutti i
pensanti, ossia obbiettivo ο universale, 1] concetto logico esprime l’essenza
della cosa; secondo lo Stuart Mill quella che noi diciamo l’ essenza della cosa
è 1’ insiemo delle note del concetto; secondo altri l’ essenza è data soltanto
dalle note permanenti dell'oggetto; per altri ancora V essenza è il complesso
delle qualità primarie della cosa, che indica quello che la cosa è nell’ ordine
delle altre cose © in relazione ad esse. I caratteri fondamentali del concetto
logico sono tre: 1° di essere costituito non tanto da conCox 204
tenuti qualificativi che stanno da sò, quanto da indi relazione, cioè di
somiglianze e differenze, di essere insomma un sistema di rapporti; 2° di
essere universale, sia soggettivamente in quanto non si ha che un solo concetto
d’una cosa, sia oggettivamente in quanto vale per tutti gli oggetti che denota;
3° di essere neoessario soggettivamente, appunto perchè non si può avere che un
solo concotto d’una cosa, oggettivamente in quanto esprime la legge intima
della cosa. Kant distingue il conostto, che è ogni relazione generale senza
essere assoluta, dalle idee ο dati assoluti della ragione, e dalle intwisioni,
che sono le nozioni particolari dovute ai nostri sensi. Egli li distribuisce in
tre classi: ο. puri, che non tolgono nulla dalla esperienza (es. la nozione di
causa); ο. empirici, che sono formati esclusivamente coi dati dell’ esperienza
(es. la nozione generale di colore); ο. misti, formati in parte sui dati dell’
intelletto puro, in parte su quelli dell’ esperienza. Come le intuizioni sono
impossibili senza una forma sensibile, così le cognizioni vere e proprie sono
impossibili senza una forma intellettuale, cioè senza i concetti : perciò, egli
dice, le intuizioni senza i concetti sono cieche, i concetti senza le
intuizioni sono vuoti. Nel pensiero filosofico il concetto cominciò ad assumere
grande importanza con Socrate. Opponendosi al relativismo dei sofisti, egli
cercò un sapere che dovesse valere per norma ugualmente per tutti, un elemento
costante ed unitario che ognuno deve riconoscere, e lo trovò nel concetto
(λόγος); la scienza è quindi pensare per concetti, e il fine di ogni lavoro
scientifico la determinazione dei concetti, la definizione. Per Platone
l'oggetto della scienza è l’idea, 1’ essere incorporeo che viene conosciuto
mediante i concetti; poichè i concetti, in cui Socrate aveva trovato l'essenza
della scienza, non sono dati come tali nella realtà percepibile, essi devono
formare una seconda realtà, una realtà inmateriale, e la conoscenza loro non
può essere che una remi 205 Cox
niscenza, onde l’ anima richiama alla memoria conoscenze preesistenti in essa.
Per Aristotele invece ogni concetto si forma analiticamente da un concetto
superiore, 0 genere prossimo, mediante l’aggiunta di una nota speciale, ©
differenza specifica: questa deduzione del concetto è la definizione;
naturalmente, la definizione dei concetti inferiori si riferisce a concetti
generalissimi, che si sottraggono ad ogni deduzione e spiegazione. Gli stoici
cercarono di analizzare psicologioamente il concetto, che per essi ha origine
dalla percezione, o per sè stesso o mediante parlari motivi psicologici, aut
wen, aut coniunotione aut similitudine aut collatione; solo i concetti più
generali, κοtiones communes, sono innati. Nel sistema dell’ Herbart il concetto
ha una grande importanza : egli infatti, opponendosi agli idealisti che
sostenevano esser compito della filosofia di derivare la realtà da un principio
unico, attribmì alla filosofia uno scopo essenzialmente oritico, e cioè l'esame
© l'elaborazione dei concetti su cui è fondata la scienza rperimentale, per
ripulirli da quelle contraddizioni che falsano la giusta rappresentazione della
natura; i concetti stessi sono per lui delle idealità logiohe, che non esistono
che nella nostra astrazione, non essendo che rappresentazioni nelle quali
astraiamo dal modo come psicologicamente si sono prodotte. Per Hegel invece il
concetto non è semplicemente una rappresentazione soggettiva, ma |’ essenza
storsa della cosa, il suo in sò;... le forme logiche del concetto sono il
vivente spirito della realtà »; egli lo definisce come la libertà e la verità
della sostanza », l’ assolutamente concreto >, l’universale in cui ogni
momento è il tutto, perchè esso è il per sò ed in sò determinato ». Per
Schopenhauer il concetto è la rappresentazione di una rappresentazione, in
quanto non è nessuna rappresentazione data, ma ha In sna natura nel rapporto
con le rappresentazioni ; esso costituisre classe particolare, diversa toto
genere dallo rappresentazioni sensibili ed esistente solo nello spirito nmano.
Per il Con 206 Wundt il concetto è la fusione di una singola
rappresentazione dominante con una serie di rappresentazioni omogenee, fusione
compiuta mediante 1’ appercezione attiva »; osso infatti sorge © si sviluppa
mediante il prevalere di elomenti, che sono percepiti con la maggiore
chiarezza, la scelta delle rappresentasioni da sostituire, 1’ oscuramento degli
elementi rappresentativi mescolati con gli elementi dominanti, l’oscuramento
degli elementi stessi e la loro sostituzione con segni verbali esteriori. Per
l’Avenarius anche il concetto ha un valore psicologico, non essendo che un caso
particolare del principio dell’ inerzia dominante nella vita psichica; esso
infatti rappresenta un risparmio di energia, rendendo possibile alla coscienza
di abbracciare con un minimo sforzo un gran numero di oggetti, e di condensare
economicamente concetti © leggi particolari in concetti e leggi più universali.
Per lo Schuppe è concetto tuttociò che 1’ uomo pensa come significato di una
parola, in quanto vengono pensati come unità molteplici predicati realmente
conosciuti »; esso esiste obiettivamente perchè contenuto nella percezione, nella
quale lo cogliamo come un elemento di essa; la realtà concreta è la qualità
sensoriale in un punto determinato dello spazio ο del tempo; ciascuno di questi
elementi (qualità, spazio, tempo), isolato dagli altri è un concetto astratto.
Secondo il Croce il concetto puro deve distinguersi dai paeudoconoetti ο
finzioni concettuali: queste hanno per contennto o un gruppo di
rapprosentazioni (es. gatto, casa, rosa) o nessuna rappresentazione (es.
triangolo, moto libero); di quello invece è da dire n volta a volta che ogni
imagine 6 nessuna imagine è simbolo di easo »; il carattere fondamentale del
concetto puro è la conoreterza; il concetto è universale-concreto; chè se è
trascendente rispetto alla singola rappresentazione, è, poi, immanente nella
singola, ο perciò in tutte le rappresentazioni. Cfr. Platone, Terteto, 201 D e
sogg.; Aristotele, De an., IT, 1, 412 b, 16 © segg.; Cicerone, De fin.. TIT, 381 207
Cox Acad., U, 7; Kant, Krit. d. reinen Vorn., ed. Reolam, p. 77, 88;
Herbart, Psychologie als Wissenschaft, 1887, 1; J. Stuart Mill, Examination of
Hamilton, 1867, p. 274 segg.; Hegel, Enoyol., 6105, 108, 154, 157-164;
Schopenhauer, Die Welt ala W. und V., 1. 1, 69; Wundt, Logik, 1893, 1. I, p. 46 segg.; Aven: Philosophie ale
Denken, 1903, p. 24 segg.; Schuppe, frrundriss d. Erkenntnistheorie, 1894, p.
81 segg.; B. Croce, Logica come soiensa del concetto puro, 1909, p. 15-84; A.
Marueci, Di aloune moderne teorie del concetto, Riv. di fil. », maggio 1914 (v.
idealismo, nominalismo, realismo, sermonismo). Conoettualismo. T.
Conceptualiemus ; I. Conceptualiem ; F. Conceptualisme. Dottrina della
scolastica, che sta fra il realismo e il nominalismo, e fu creata da Abelardo.
Conciliando la teoria dei nominalisti, che sostenevano essere gli universali e
le qualità astratte dei corpi un puro nome, un semplice flatus rocis, e quella
dei realisti, che consideravano gli universali come le sole e vere realtà,
Abelardo sostenne che codesti universali, sebbene non posseggano nna realtà a
sè, indipendente dal nostro spirito, hanno tuttavia, in quanto concetti o
nozioni astratte, una esistenza logica e psicologica, Ogni individuo, dice
Abelardo, è composto di forma e di materia. Socrate ha per materia l’uomo 9 per
forma la socratità. Platone è composto d’ una materia simile che è l’uomo ο
d’una forma differente che è la platonità, e così degli altri uomini. E come la
socratità, che costituisce formalmente Soorato, non è in nessuna parte fuori di
Socrate, ngualmente codesta essenza d’uomo che, in Socrate, è il sostrato della
socratità, non è in nessuna parte altrove che in Socrate, e così degli altri
individui. Per specie io dunque intendo, non codesta sola essonza d’ uomo che è
in Socrate o in qualche altro individuo, ma tutta la collezione formata da
tutti gli individui di codesta natura ». L’ universale esistente nella natura è
appunto, per Abelardo, codesta collezione, codesta molteplicità identienmente
determinata, che diventa concetto unico solo nella Cox concezione del pensiero
umano; ο poichè tale molteplicità degli individui si spiega col fatto che Dio
ha creato il mondo secondo imagini preesistenti nel suo spirito, così nel
concettualismo abelardiano gli universali esistono anzitutto in Dio come
conoeptus mentis prima delle cose, poi nelle cose stesse come identità dei
caratteri essenziali degli individui, infine nell’ intelletto umano quali suoi
concetti. Alcuni considerano anche la dottrina di Kant come un vero © proprio concettualismo.
Concettualisti nel vero senso della parola furono, oltre Abelardo e Durand de
St. Pourgain, Locke, Reid, Brown. Dice il Reid: Quella universalità che i
realisti considerano essere nelle cose stesse, e i nominalisti nel solo nome, i
concettualisti considerano essere nd nelle cose nè nel nome soltanto, ma bensì
nelle nostre concezioni >. Cfr. Abelardo, Opera, colleg. Cousin, p. 542; Reid, Works, 1863, p. 406;
Windelband, Storia della fil., trad. it, 1913, p. 349. Concezione. T. Konoeptior, Begriffebildung; I.
Conception: F. Conception. Non ha un significato ben definito nella paicologia.
Alcune volte si adopera in opposisione a giudizio, per indicare l’atto con cui
pensiamo o ci rappresentiamo un oggetto senza nd affermare nd negare. Altre
volte è ussta in opposizione a percezione, per significare l’atto con cui ei
rappresentiamo un dato oggetto che non è presente; in tal caso sarebbe analoga
» rappresentazione. Codesta opposizione è adottata specialmente nel realismo
razionalistico, secondo il quale noi non percepiamo che fenomeni e qualità, sia
fuori che dentro di noi, ma, eccitata da essi, la mente concepisce la sostanza;
tale concezione, del tutto irreducibile ai fatti che ce la suggeriscono, è la
condizione della nostra conoscenza delle cose, è una delle leggi necessarie del
pensiero, per cui non possiamo pensare al fenomeno Renza riferirlo all’ essere.
Altre volte ancora il termine concezione à nento per designare le idee astratte
e i concetti, per opposizione a sensazione e rappresentazione sensibile.
Diconsi 209 Cox talvolta concezioni comuni i principi del
ragionamento, in quanto tutti gli uomini li concepiscono e li seguono. Cfr. Boirac, L'idée de
phénomène, 1894, p. 294 (v. concepire). Concesionismo. T. Konceptioniemus ; I.
Conoeptioniem ; F. Conceptionisme. Designa
tutte quelle dottrine che, come le intermediariste, considerano il mondo
esteriore non come percepito immediatamente tal quale, ma come concepito dal
nostro spirito mediante processi particolari. Si adopera quindi per opposizione
al peroesionismo, dottrina sostenuta specialmente dagli scozzesi e dagli
eolettici francesi, i quali consideravano come irreducibile il sentimento di
obbiettività contenuto nella sensazione, e a codesta oredenza accordavano un
valore rappresentativo. Cfr. Mac Cosh, The intuitions of the mind, 1882. Conclusione. Lat.
Conclusio; T. Schluss, Sohlussate, Conclusion; I. Conclusion ; F. Conclusion. O illasione; à la terza proposizione di un
sillogismo, tratta dalle premesse in cui è contenuta. Perchè il raziocinio sia
giusto, la conelusione deve derivare, e necessariamente, dallo premesse, nè
deve enunciare cosa diversa da quella che nelle premesse è enunciata. Da
premesse entrambe particolari ο entrambe negative, non si pnd ricavare alcuna
conclusione, nè si può ricavare una conclusione negativa da premesse
affermative. La conclusione è negativa quando una delle premesse è negativa,
particolare quando nna delle premesse è particolare. Cfr. Wandt, Logik, 1893,
vol. I, p. 270 segg. (5. conseguenza, sillogiemo). Concomitansa. T.
Konkomitanz; I. Concomitance; F. Concomitance. Quando due circostanze si
sccompagnano "uns l’altra, e sono ο simultanee ο immediatamente
successive, diconsi concomitanti. La concomitanza può essere diretta o inversa:
p. es. |’ altezza della colonna di mercurio nel barometro è in ragione diretta
del calore; il volume dei gas è in ragione inversa della pressione. l’ud ossere
ancora accidentale, p. es. il crescere dei matrimoni ο della 14 Raxzorı, Dizion, di scienze filosofiche.
Cox 210
criminalità, e necessaria p. es. il crescere del tono del suono e il
crescere del numero delle vibrazioni nell’ unita di tempo. Cfr. C. Ranzoli, Il
caso nel pensiero e nella vita, 1913, p. 80 © segg. Concordanza (metodo di). T.
Methode der Uobereinatimmung: I. Method of agreement; F. Méthode de
concordance. Uno dei quattro metodi di ricerca induttiva proposti dallo Stuart
Mill. Esso consiste nel paragonare tra loro difforenti casi in cui il fenomeno
che si studia avviene, © si fonda su questo canone logico: se due o più casi di
un dato fenomeno hanno comune soltanto una circostanza, questa circostanza,
nella quale soltanto tutti i casi concordano, è la causa o l'effetto di quel
fenomeno. Ad es. dovendosi cercare la causa della combustione dei corpi, si
vede che alcuni bruciano neil’ aria, altri nel cloro, come il fosforo ©
l’arsenico, altri nei vapori di zolfo, come il rame e il ferro, ma hanno in comune
una circostanza : la viva combinazione chimica della sostanza che brucia con
quella nella quale brucia; essa sarà dunque la causa della combustione. Questo
metodo serve specialmente nei casi in oni l'esperimento è impossibile, ma non
da il criterio decisivo della causalità, perchè la semplice concordanza di due
fenomoni non basta per autorizzarci a porre il primo come causa © il secondo
come effetto: essi potrebbero essere entrambi semplici effetti collaterali di
due altri fenomeni, oppure il secondo potrebbe essere effetto di una causa
rimasta occulta, per quanto presente in tutte le osservazioni. Cfr. J. 8. Mill,
System of Logic, 1865, 1. III, o. 8, $ 1. Concordanza nella differenza (metodo
di). I. Joint method of agreement and differenco. Detto anche dell'accordo
nella differenza, di differenza indiretta, di concordanza negatira, della
concordanza ο della differenza riunite. È un metodo complementare di ricerca
induttiva, suggerito dal Mill, consistente nella riunione del metodo di
concordanza e di quello di differenza. Esso si fonda su questo canone 311
Con logico: se due o più casi in cui il fenomeno avvione hanno soltanto
una circostanza comune, mentre due ο più casi in cui quello non avviene nulla
hanno di comune tranne |’ assenza di questa circostanza, la circostanza nelln
quale soltanto le due serie di casi differiscono è l’effetto © la causa o parte
essenziale della causa di quel fenomeno. Ad es. strofinando in un ambiente
asciutto con un panno di lana della ceralacca, della resina, dell’ ambra, del
vetro, essi attirano i perzetti di carta essendo cattivi conduttori dell’
elettricità; strofinando nelle stesse circostanze un metallo, che è buon
conduttore della elettricità, la carta non resta attirata; dunque, I’ essere
cattivi conduttori dell’elet. tricità è la cansa per cui quei corpi attraggono
i pezzetti di carta. Cfr. J. S. Mill, System of Logic, 1865, 1, III, ο. 8, ϕ 4. Concorrensa vitale. Ha lo stesso valore della
espressione lotta per l’esistenza » più frequentemente usata, Concreto. T.
Concret; I. Concrete; F. Conoret. Secondo il Trendelenburg, questa parola à
d’origine latina ο significò da principio denso, spesso. Si adopera infatti in
opposizione di astratto, per designare un soggetto che è rivestito di tutte le
sue qualità, ed ha una esistenza reale indipendente e non quella che spetta ad
un puro prodotto del pensiero quale è l’astratto. Nella terminologia scolastica
dicevasi coneretum il composto di sostanza ο forma, da cui si attribuisce al
soggetto una qualche denomina zione; concretum metaphysicum quello in cui la
forma non si distingue realmente dal soggetto; concretum physicum quello in cui
si distingue veramente, ma pure gli è inerente; conorelum logioum quello in cui
non gli è inerente. Per Schopenhauer il termine ha un significato speciali I
concetti che non si applicano alla conoscenza intuitiva in modo immediato, ma
solamente con I’ intermediario di uno ο più altri concetti, furono chiamati
astratti per eccellonza, mentre al contrario quelli che hanno il loro
fondaCox 212 mento immediato nel mondo dell’intuizione
sono stati chiamati conoreti ». Cfr. Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1862; Schopenhauer, Die
Welt als eoe., ed. Reclam, I, ὁ 9.
Condizionale. T. Bedingt; I. Conditional; F. Conditionnel. Una proposizione ο
giudizio è condisionale quando la posizione del predicato è condizionata ο
dipendente dalln posizione del soggetto; la sua formula è: se A à B, C à D. Un
sillogismo è condizionale ο ipotetico quando ha per premessa maggiore una
proposizione condizionale; esso è soggetto alle seguenti regole: se la minore
afferma la condizione, la conclusione afferma il condizionato, ma se la minore
nega la condizione non ne segue necessariamente che la conclusione neghi il
condizionato ; se la minore nega il condizionato, la conclusione nega la
condizione, ma se la minore afferma il condizionato, non ne segue che la
conclusione affermi la condizione. Kant chiama imperativo condizionale ο
ipotetico quello che enuncia che un atto è un mezzo relativamente a un certo
fine. Condizione. T. Bedingung; I. Condition; F. Condition. Si suol distinguere
condisione da causa: questa è la potenza attiva che produce l’effetto, mentre
la condisione è ciò senza di cui la causa non agirebbe. Es. il crescere della
temperatura è la cansa del crescere della colonna di meronrio nel termometro:
1’ essere il termometro stesso esposto alla temperatara, la condizione del
crescere del mercurio. Ma questa distinzione vale soltanto quando si consideri
la causa come un quid che produca I’ effetto; se invece, secondo il concetto
fenomenistico, la causa è riguardata come il semplice antecedente invariabile e
incondizionato di un fenomeno, la causn del fenomeno stesso non è che l'insieme
delle sue condizioni. Altri intendono la condizione negativamente, e cioò come
quella che non produce l’effetto, mn modifica o anche elimina |’ azione di una
causa: p. es. l'umidità rispetto all’ esplosività della polvere. Ma la distinzione,
in questo caso, è puramente soggettiva, dipen 218 Con dendo dal fissarsi dell’ osservazione
sopra l’azione di una piuttosto che di un’altra causa: così volendosi studiere,
invece che l’esplosività delle polveri, l’ azione della umidità sopra I’ esplosività
di esse, la medesima umidità che prima appariva semplice condizione appare come
causa. In un senso più preciso dicesi condizione la circostanza mancando la
quale un fatto non può prodursi. In questo senso usaai l’espressione conditio
sine qua non, abbreviazione del1’ antica formula dello Zabarella: conditio
necessaria sine qua non Zabarelle est causa αυοταλική, sine qua res esse non
potest. In senso kantiano, spazio e tempo sono condizioni dell'esperienza,
perchè soltanto per esse noi possiamo rappresentare la varietà delle sensazioni
con unità sintetica: tempus non esi objectioum.... sed subjectiva conditio per
naturam montis humana necessaria qualibet sensibili certa lege sibi
coordinandi. Nel linguaggio matematico le condizioni di un problema sono
tuttociò che particolarizza una soluzione generale; si suppone quindi che il
problema, rimanendo il medesimo nella sua essenza, potrebbe essere ristretto
nelle sue soluzioni mediante altre proposizioni limitative. Cfr. Goolenius, Lezioon
phil., 1613, p. 435 a; Kant, De mundi sonsibilis, III, 14, § 5. Conflitto dei doveri. Widerstreit; I. Confliot;
F. Conflict. Bi verifica quando alla scelta dell’ individuo si presentano due o
più doveri fra loro inconciliabili; il confitto dei doveri è quindi un
conflitto di motivi, ossia un conflitto di rappresentazioni (v. deliberazione).
Confasione mentale. T. Hallucinatorisohe Verwirrtheit ; I. Hallucinatory
confusion; F. Confusion mentale. Sindrome di varie malattie mentali,
caratterizzata da disordini sensori, disorientamento rispetto al luogo, al
tempo, alle persone, turbamento nel decorso delle rappresentazioni, incoerenza
nel linguaggio, annebbiamento del pensiero. Secondo alcuni storici della
psichiatria, essa è ciò che Ippocrate chiamava frenite, Sauvage paraphrosyne,
Ploquet paracope. Con Si distinguono tre forme-di confusione mentale: una
allucinatoria, caratterizzata dall’insorgere di gran numero di allucinazioni
che dominano il malato; una astenioa, che ri presenta prevalentemente con l’
esaurimento; e una logorroica o maniaca, caratterizzata da fuga d’ ideo, e
quindi di parole, senza aleun ordine o nesso logico. Cfr. Dagonet, Nouv. traité des
maladies mentales, 1894, p. 328-347; Chaslin, La confusion mentale, 1895. Congenito. T. Angeboren ; I. Congenital ; F.
Congenital. Per opposizione ad aoguisiti, diconsi così quei caratteri che
l'individuo porta con sè dalla nascita, e che ha ereditato dai genitori o
acquistato accidentalmente nel corso della sua esistenza embrionaria.
Congettura. T. Vermuthung; I. Conjecture; F. Conjecture. Ha molte affinità con
l'ipotesi e consiste in una conelusione che si cava da dati incerti, ο che per
sò stessa, pur essondo certi i dati, non è nd legittima nd sicura. La
congettura ha un grado minore di probabilità dell'ipotesi, della quale è una
anticipazione. Si dicono razionali quelle congetture che dipendono da principi
logici ο outologici. Secondo il Cusano, il pensiero dell’uomo, non conoscendo
se non ciò che ha in st, non possiede per la conoscenza del mondo se non
congetture, ossia i soli modi di rappresentazione che scaturiscono dalla sus
propria natura; 8 la conoscenza di questa relatività di tutte le affermazioni
posilive, il sapere del non sapere, come primo gradino della dotta ignoranza, è
|’ unica via per arrivare, oltre la scionza razionale, alla comnnione
conoscitiva inesprimibile, immedinta, con la divinità. Cfr. Cusano, De doota
ignorantia, 1884; F. Fiorentino, ZI rinaacimento filonofico nel quattrocento,
1885, cap. IL Congiuntivi (giudizi). Diconsi tali, per opposizione a
copulatiri, quei giudizi che sono composti nel predicato, che hanno cioè più
predicati i quali possono tutti convenire, per quanto disparati, allo stesso
soggetto. Possono 215 Cox essere affermativi ο negativi, categorici
ο ipotetici; la lore formula è: A è tanto B che C e D (v. composti). Coni. T.
Kegel; I. Cone; F. Cône. Corpuscoli di forma conica che, insieme ai bastoncini,
formano lo strato superficiale della retina; sì gli uni come gli altri non
sarebbero che un prodotto di secrezione, una formazione eutioulare delle
cellule visive. Sono in numero minore dei bastoncini e servono alla sensaziene
del colore; quella della luce ha luogo nei bastonoini. Questi costituiscono 1)
apparecchio che funziona durante la risione orepuscolare, quelli 1’ apparecchio
che fanziona durante la risione diurna ed ha la capacità di destare le
sensazioni cromatiche quando è stimolata da raggi di media intensità, e di
produrre la sensazione del bianco quando è stimolata da determinate miscele di
raggi luminosi o da raggi monocromatici di eccessiva ο di debole intensità.
Cfr. Wundt, Grundzüge der physiol. Psychol., vol. II, 1902; Hering, Zur Lehre
vom Lichtsinn, 1878. Connotativo. T. Connotativ, mitbezeichnend; I.
Connotative; F. Connotatif (da notare cum, cioò notare una cosa con ο più
un’altra cosa). Lo Stuart Mill, risuscitando una vecchia © opportuna
distinzione scolastica, disse connotativi quei nomi che designano un soggetto
ed implicano un attributo, non-connotatiri quelli che significano un soggetto
solamente o un attributo solamente. Quindi non sono connotativi i nomi propri
(America, Napoleone...) perchè designano un soggetto solamente, e i termini
comuni astratti (bianchezza, virtù...) perchè designano un attributo aulamente.
Sono invece connotativi tutti i nomi conoreti generali (bianco, virtuoso...)
perchè designano una intera classe per mezzo di uns qualità comune. Così bianco
designa tutte le cose bianche e implica ο connota I’ attribute bianohesza ; il
termine bianco non è affermato dell’ attribato, bensì delle cose bianche; ma
quando noi |’ affermiamo di questi soggetti (le cose bianche) implichiamo o
connoCox 216 tiumo che l'attributo bianchezza loro
appartiene. In altro parole il nome connotativo esprime il soggetto
direttamente, gli attributi indirettamente, esso denota i soggetti © connota
gli attributi. Cfr.
Prantl, Geschichte d. Logik, 1. III, Ρ. 364; J.
8. Mill, Syetem of logic, 1865, 1. I,
3, § 5. Conoscenza. T. Erkenninise, Konninisa; I. Knowledge; F. Connaissance.
Per quanto in sd stessa indefinibile, si può dire che la conoscenza esprime un
peculiare rapporto tra la mente © qualsiasi oggetto, per eni quest’ultimo,
oltre ud esistere per sò, esiste per una coscienza. Essa è dunque una
operazione attiva dello spirito, che si' compie sotto determinate condizioni e
suppone tre termini: un soggetto che conosce, un oggetto conosciuto e una
determinate relazione tra l’uno ο l’altro. La conoscenza dicesi: a poatoriori,
se acquistata mediante l’esperienza; a priori, ο pura, o trascendentale se
consiste di cognizioni innate; intuitiva, se ottenuta direttamente ο per sè
stessa; discorsiva, o razionale, ο inferenziale se ottenuta mediante altre conoscenze.
Il problema della conoscenza, il problema cioè del rapporto tra V essere e il
pensiero, 1’ oggetto e il soggetto, la cosa conosciuta e ciò che conosce, fa
sempre oggetto delle ricerche dei filosofi, ma andò sempre più allargandosi col
progredire del pensiero ed è divenuto fondamentale nella filosofis moderna
specialmente dopo Kant. I primissimi filosofi della Grecia non gli diedero
molta importanza; essi infatti lo risolsero nel modo più ovvio, dicendo che lo
spirito riceve l’ imagine o l'impronta delle cose come uno specchio o un pezzo
di cera; per tal modo le sensazioni non sono che copie fedeli delle cose
sensibili. Mn prima ancora di Socrate, i sofisti #’avvidero della differenza
tra le nostre sensazioni © lo cose esterne, e, dirigendo la speculazione dei
filosofi sopra il soggetto che sente, spostarono il centro di gravità del
pensiero umano, facendolo convergere dalla natura, intorno alla quale fino a
quel tempo s'era affaticato, sopra di sè. L'importanza della riforma 217
Con socratica sta nell’ aver essa determinato I’ essenza della
conoscenze in maniera chiara e decisiva. I sofisti insegnavano che vi sono
soltanto opinioni, che valgono solo per ogni individuo; Socrate cercò un sapere
che, di fronte al mutamento ed alla moltiplicità delle rappresentazioni
individuali, dovesse valere come norma ugualmente per tutti, e lo trovò nel
concetto. Anche gli antichi pensatori avevano avuto un senso vago del fatto che
il pensiero razionale, cui dovevano la loro conoscenza, fosse qualche cosa di
essenzialmente diverso dall’ ordinaria rappresentezione sensibile del mondo e
dall’ opinione tradizionale; ma non avevano potuto elaborare questa differenza
di valore nè psicologicamente nd logicamente. Socrate intuì chiaramente che, se
dev’ esservi un sapere, bisogna trovarlo soltanto in ciò in cui coincidono
tutte le rappresentazioni individuali. Da allora comincia ad impostarai il vero
ο proprio problema della conoscenza, da allora si costituisce, se non di nome,
di fatto, quel ramo importantissimo del supere filosofico detto gnossologia 0
toria della conoscenza. La gnoseologia ha appunto per oggetto la ricerca
dell’origine, della natura, del valore e dei limiti della nostra facoltà di
conoscere; si distingue quindi dalla peicologia propriamente detta, che si limita
a descrivere i fatti psichioi nel loro sviluppo e nel loro intreccio, senza
ceroarne il valore in rapporto alla realtà, ο dallo logica, che non fa che
determinare le norme dell’applicazione dei principi gnoseologici senza cercarne
l’origine. Dalla scuola dei sofisti venendo sino αἱ criticismo lantisno, sl
fenomenismo dello Stuart Mill, al realismo trasfigurato dello Spencer, al
realismo psicologistico dell’Ardigò, al solipsismo degli idealisti
contemporanei, il problema della conoscenza ebbe soluzioni ed orientasioni
infinitamente diverse, che qui aurebbeimpossibile risasumere. Ci limitiamo
quindi ad esporre, seguendo una chiara e sintetica classificazione del Musci, i
prineipali sistemi gnoseologiei. Questi si distinguono inCon 218
nanzi tutto secondochè ripongono la verità nella sensazione © nel?’
intelligenza, © considerano lu sostauza ultima del reale come materiale o
spirituale; secondo il primo rapporto i sistemi si distinguono in sensisti o
empiristi ο in razionalisti, secondo il secondo in materialisti e idealisti. Se
l’oggetto è considerato come trascendente, il razionalismo e V idealismo
prendono la forma del teiemo, se è considerato come immanente prendono la forma
del panteismo ο del naturalismo. 1 idealismo può essere a sua volta o particolarista
0 universalista, secondo che ammette, come Platone, idee reali ο distinte ο
archetipi, o ammette un processo logico, uno sviluppo o sistema ideale uno e
continuo; © può essere spiritualismo, se ripone la realtà ultima in una forma
di coscienza, 9 considera tutte le relazioni esteriori, e il mondo naturale in
generale, come fenomeno di realtà, che sono coscienze elementari. All’
idealismo si oppone il realismo, che ripone l’ essonza della realtà nell’
individuale assoluto, che non può essere oggetto di nessuna percezione, nella
monade, nell’ ente semplice, nell’ atomo inetafisico. A tutti questi sistemi,
che possiam dire positivi, si possono aggiungere quelli negativi, i cui tipi
principali sono: la sofiatioa, che afferma la potenza della ragione indifferente
alla verità, lo soetticismo, che considera la ragione incapace della verità, 6
il misticismo, che, negando alla ragione il potere di raggiungere le verità
ultime, lo attribuisce al sentimento o alla rivelazione soprannaturale. Cfr.
Nutorp, Forschungen sur Geschichte des Erkenntnieproblom bei den Alten, 1884;
Β. Muene, Die keime der Erkenninistheorie in der vorsophistisohen Periode der
griechischen Philosophie, 1880; Freitag, Die Entrioklung der griechischen
Erkenntniathoorie bir Aristoteles, 1905; De Wulf, Histoire de la phil.
médierale, 1905; H. Höffding, Histoire de la phil. moderne, trad. franc. 1906;
A. Franck, Pilosophes modernes étranger ot francais, 1893; I. E. Merz, History
of europ. thougt in the 19 century, 1904; Masci, Logica, 1899, p. 17 219
Con negg. ; C. Guastella, Saggi sulla teoria della conoscenza, 1905 ; B.
Varisco, La conoscensa, 1904; Ardigò, Op. ΛΙ., V, 15 segg.; VII, 26 segg.; IX,
237 segg. (oltre ai vocaboli citati, v. ancora: assoluto, agnosticiemo,
eoomomioa teoria, percesioniemo, conoazionismo, intermediariste, nativiemo,
solipsiemo, critioismo, dogmatismo, pluralismo, soggettivismo, parallelismo,
pampeichismo, fonomenismo, soggetto, oggetto, noumeno, ecc., ecc.).
Conoscibile. T. Erkenndar; F. Connaissable. Tutto ciò che realizza le
condizioni necessarie per essere conosciuto, sia mediante la ragione, sia
mediante la sensazione e l’immaginazione. La sfera del conoscibile è uguale a
quella del concepibile, ma molto più vasta di quella dell’ intelligibile, che è
ciò che può essere conosciuto soltanto dalla ragione, dall’ intelletto puro. Conseontiva (imagine). T.
Nachempfindung, Naokbild : I. Afterimage, after sensation; F. Image
conséoutive. Con V espressione
imaginé ο sensazioni consecutive si suol designure la persistenza allucinatoria
d’una sensazione, dopo l'arresto della eccitazione che l’ha provocata. Il
fenomeno si verifica specialmente nel senso della vista, ove si distinguono
imagini consecutive positive © negatice. Le prime sono quelle che presentano
una pura e semplice continuazione della sensazione provocata dallo stimolo
luminoso; così, movendo rapidemente un tizzone ardente, si ha la sensazione di
una linea luminosa, che è dovuta al prolungamento della sensazione che il
tizzone provoca nei diversi punti della retina. Le negative si distinguono
dalle positive, perchè gli oggetti luminosi che hanno provocata la sensazione
paiono oseuri, e gli oggetti colorati paiono del colore complementare; così se
si chiudono gli occhi dopo aver gnardato una finestra, dopo un certo tempo essa
pare oscura; se si chiudono gli occhi dopo aver fisssto un oggetto rosso, esso
pare di color verde azzurro. Questi fatti si spiegano per mezzo della stancherza
della retina. Cfr. Kreibig, Die fünf Sinne des Mensohen, 1907, p. 121 segg.
Cox 220
Consecuzione. T. Consecution; I. Consecution ; F. Consécution, Termine
usato dal Leibnitz per designare’ |’ associazione delle idee, che è fornita
dalla memoria e imita la ragione, dalla quale però deve essere ben distinta.
Nella consecuzione, infatti, una imagine richiama automatica mente un’altra
imagine, ma tra le due non v’ha alcun legame logico. La memoria fornisce una
specie di conseouzione alle anime, che imita la ragione, ma che vuol esserne
distinta. Noi vediamo che gli animali, avendo la percezione di qualche cosa che
li colpisce e di cui hanno avuto la percezione simile in precedenza, s’
attendono per la rappresentazione della loro memoria ciò che vi è stato unito
in codesta precedente percezione, e sono portati a sentimenti simili a quelli
che avevano allora, Ad es.: quando si mostra il bastone ai cani, ‘ai ricordano
del dolore che ha loro causato 9 guaiscono e fuggono ». Nel suo significato
somune, la consecuzione è la successione immediata di due fatti. Cfr. Leibnitz,
Monadologie, $ 46. Conseguente. Lat. Consequens; T. Konsequent, folgend: I.
Consequent; F. Conséquent. Un atto
qualsiasi dicesi conseguento quando sta in rapporto con altri che lo precedono;
un ragionamento è conseguente quando le idee che lo costituiscono derivano
logicamente l’una dall’ altra e tutte insieme da un principio comune. Nella
logica si dice conseguente il secondo termine d’un rapporto, ο antecedente il
primo. Conseguenza. Lat. Consequentia; T. Folgerung, Consequenz; I. Inference,
Consequence; F. Conséquence. Una proposizione che risulta logicamente da un’
altra proposizione © du più proposizioni, ed è così strettamente legata ad
esse, che non si può affermare o negare quella senza accettare o respingere
questa. Una conseguenza è sempre formalmente vera, purchè, s'intende, sia stata
dedotta conforme alle norme logiche; ma può essere materialmente falsa, se tali
sono le premesse. La conseguenza si distingue
221 Cox dalla conclusione perchè
questa risulta necessariamente, la conseguenza risulta semplicemente; tuttavia,
perchè un atto, una ides, una cosa possano dirsi la conseguenza di un antecedente,
non basta che esse lo seguano accidentalmente e casualmente, ma bisogna che
risultino da quello, e che quindi a lui siano legate ds una relazione costante,
vale a dire da una legge. Consenso. Lat. Consensus, Consensio; Τ. Übereinstimmung; I. Consent; F. Conséntement, Agrément.
Molte volte, come prova della
verità di determinate dottrine, libero arbitrio, immortalità dell’ anima,
realtà del mondo esterno, ecc., ai invoca il consenso universale, cioò il
convenire della maggior parte degli uomini in quella credenza. In omni re consensio
generis humani pro veritate habenda est, dico Cicerone. Ciò però non basta per
provare la loro verità; il consenso dei più è accordato solitamente alle idee
tradizionali e alle attestazioni immediate, spesso illusorie, del senso; tutte
le verità nuove debbono infatti combattere contro il consenso del maggior
numero. Alcune volte consenso 0
oonsensue si adopera figuratamente, e vale armonia, solidarietà delle parti
d’un tutto, degli organi d’un organismo. Cfr. Aristotele, Eth. Nioom., X, 2,
1173 a; Cicerone, Tusoulano, I, 15 (v. senso comune). Conservazione. T.
Erhaltung; I. Conservation ; F. Conservation. Con questo vocabolo si designa il
problema della conservazione del mondo dopo la oreazione, problema molto
discusso nella teologia e nella vecchia metafisica, e che si riassume tutto
nello spiegare in che cosa consists l’azione di Dio nella conservazione.
Secondo gli uni (cartesiani) In conservazione non è che una creazione
continuata, Omnia qua exiatunt, a sola vi Dei conservantur, dice Cartesio; vi
ha la sola differenza, che mentre colla creazione Dio ha prodotto la nostra
esistenza dal nulla, colla conservazione rostiene in ogni istante codesta
esistenza affinchè non rientri nel nulla. Secondo gli altri, invece, Dio ha
conferito ml Cox ogni essere, dalla creazione, la facoltà di continuare la
propria esistenza; il mondo è quindi un orologio che, una volta caricato,
continua a camminare per tutto quel tempo che Dio s'è proposto di lasciarlo
andare. La prima soluzione è conforme alla dottrina ortodossa, già sostenuta da,8.
Tommaso, per il quale,tutte le cose create sono così strettamente congiunte al
creatore, che se per poco egli si restasse dal conservarle, cesserebbero di
esistere rientrando nel nulla donde uscirono: dependent esse oujuslibet
orealurae a Deo ita quod nec ad momentum subsistere possent, sed in nihilum
redigerentur, nisi operatione divinae virtulis conservarentur in esso. Come lu
trasparenza Inminosa dell’aria scompare appena che i raggi del sole cessano
d’illuminarla, così, dice Β. Tommaso, ogni cosa creata si dileguerebbe se la
potenza divina si ristasse dall’ animarla. Cfr. S. Tommaso, Sum. theol., I, qu.
CIV, srt. I; De Potentia, qu. V, art, I; Cartesio, Prino. phil., I, ΧΙΙ (v.
oreazione). Conservazione dell'energia. T. Erhaltung der Energio: I.
Conservation of energy: F. Conservation de l'énergie. Uno dei principî
fondamentali della scienza moderna, detto anche delln persistenza della forza.
Siccome però il vocabolo forsa ha nella meccanica un significato preciso,
indicando la massa moltiplicata per 1’ accelerazione, si suol preferire la
prima espressione. Fsso afferma che in tatti i fenomeni la somma delle forze
vive e delle energie potenziali è costante >. Questo principio, che è }
espressione più profonda della legge di causalità, e la base della teoria
dell'evoluzione, fu in origine constatato dal Mayer soltanto nell'equivalenza
tra il movimento meccanico e il calore; poscia fu esteso a tntte le altre forme
di energia, che costituiscono la luce, il calore, 1’ elettricità, il
magnetismo, eco. Non bisogna tuttavia scordare, che ciò non autorizza a
considerare l’ energia cinetica come il fondamento di tutte le altre, perchè
con ugual diritto si potrebbe conchiudere che calore, Ince, 600, non sono che manifestazioni
diverse della 223 Cox stessa energia elettrica; l’equivalensa
di tutte le forme di energia, nota l’Ostwald, lungi dall’autorizzarei a ridurre
una di queste forme all'altra, le pone tutte sullo stesso piano. Di più, il
principio della conservazione dell’ energia, per quanto serva a rendere
concepibile la natara, in sè stesso è una ipotesi indimostrabile, in quanto non
è applicabile che ai sistemi chiusi, a quei sistemi cioè che non ricevono
alcuna azione dal di fuori, nd agiscono al di fuori; ora la nostra esperienza
non ci offre nè potrà mai offrirci delle totalità assolutamente chiuse ed
isolate. In secondo Inogo, per essere una esplicazione generale dei fenomeni
naturali, dovrebbe aver avuto una conferma sperimentale in tutte le forze della
natura, mentre noi non conosciamo nè conosceremo mai il contenuto totale della
natura. Cfr. A. E. Haas, Die Entwickelungsgeschichte des Satz von der Erhaltung
der Kraft, 1909; W. Ostwald, L'énergie, trad. franc. 1910, p. 87 segg.; E.
Naville, La physique moderne, 1890, p. 14 segg.; B. Varisco, Scienza e
opinioni, 1901, p. 205 segg. Consoggetto. Ciò che è percepito unitamente al
soggetto. Secondo il Rosmini, nella percezione che noi abbiamo del nostro corpo
come consoggetto, si sente il paziente, 08sia il paziente sente sò stesso in
esso © con esso; invece uella percezione di un ente come straniero al soggetto
si sente l’agente. L'ente estraneo al soggetto dicesi esérasoggetto; come tale,
© quindi come agente, può essere percepito da noi il nostro corpo, quando cioò
determina come ogni altro corpo esteriore un’ azione su qualcuno.dei nostri
cinque sensi. Cfr. Rosmini, Pricologia, 1846, vol.I, p.97 segg. Contatto. Lat.
Contactus ; T. Berührung, Kontact ; I. Contact; F. Contact. Posizione relativa
di due corpi la cui stanza è la più piccola possibile. Il problema se vi siano
azioni a distanza, o se tutte avvengano per contatto, fu dn principio un
problema metafisico e religioso, in quanto si connetteva con l’altro
dell’azione di Dio sul mondo: se si considera quale condizione del movimento il
contatto Con 224 del motore col mosso, come può conciliarsi la
pura spiritualità, che costituisce l’ essenza dell’ essere divino, con la
materializzazione dell’ azione sua, οἱοὸ col movimento della materia? Nei tempi
moderni esso è divenuto un problema essenzialmente scientifico, la cui
difficoltà sta in ciò, che un contatto geometrico rigoroso non è osservabile,
perchè non potrebbe aver luogo che tra due corpi continui senza parti distinte,
mentre è noto che tutti i corpi percettibili, senza eccezione, constano di
particelle separate; mentre, d’ altro lato, per accertare un’ azione veramente
a distanza bisognerebbe sperimentare nel vuoto assoluto, ο assicnrarsi che all’
azione il mezzo non prenda alcuna parte essenziale, due cose del pari
impossibili. Le sensazioni di coutatto
appartengono al senso tattile, come pure quelle di temperatnra e di pressione:
per mezzo di esse si apprezza la natura dello stimolo, cioè dell’ oggetto, il duro,
il molle, il gnssoso, il liquido, il levigato, l’aspro, l’appuntito. Nella terminologia scolastica si distinguono
due specie di contatto: 1) contactus suppositi ο immediatio suppositi, che si
verifica quando colui che opera è immediatamente, per l'entità sua, congiunto a
chi riceve l’azione, quale è Dio a qualsiasi cosa su cui operi; 2) contactus
virtutis ο immediatio tirtutis, quando l’ agente, mediante la sua virtà, arriva
a chi riceve |’ azione, come il sole all’ aria mediante la luce. Cfr. 8. Tommaso,
Summa theol., I. qu. 75, 1; Avenarius, Philosophie ala Denken der Welt, 1908,
2* ed., pag. 3 segg.; Wundt, Logik, vol. II, p. 268; Windelband, Storia della
fllorofia, trad. it. 1918, I, p. 302 segg.; R. Varisco, Scienza ο opinioni,
1901, p. 182-145. Contemperasione. È la dottrina, detta anche della soarità
vittoriosa, con la quale alcuni teologi hanno cercato di conciliare la libertà
del volere umano con la provvidenza © la prescienza divina. Le nostre azioni
sono libere; ma Dio, nella ana infinita bontà, riesco a farci compiere certe
azioni determinato ο ponendoci in circostanze tali da ren 225 Cox dere quelle azioni necessarie, ο
suseltando in noi pensieri ο sentimenti che a quelle azioni ci spingono. E
dunque una suggestione, o, meglio, uns seduzione che Dio esercita su di noi, e
dalla quale ci lasciamo docilmente condurre per la soavità © l'abilità onde è
esercitato. Cfr. C. Jourdain, La filosofia di δ. Tommaso, trad. it. 1860, p.
132 segg.; L. Friso, Filosofia morale, 1898, p. 210. Contemplazione. Lat.
Contemplatio; T. Contemplation : I. Contemplation ; F. Contemplation. Termine
proprio del misticismo, che designa quello stato nel quale } anima, libera da
ogni tarbamento dei sensi, esercitata da lunghe meditazioni, si assorbe tutta
nella visione serena e bentifica del mondo spirituale, della sorgente d’ogni
verità. Per Ugo di 8. Vittore i tro gradi dell'attività intellettuale sono
cogitatio, meditatio, contemplatio, e corrispondono ai tre occhi dati all’
uomo: il corporeo, per conoscere il mondo materiale; il razionale, per
conoscere sè stesso nella propria intimità; il contemplativo, per conoscere il
mondo spiritusle ο la divinità. Anche la contemplazione è una risio
intellectualis, un vedere spirituale, che solo comprende direttamente la verità
suprema, mentre il pensiero a tanto non arriva. La contemplazione si distingue
dall’ estasi e dalla riflessione ; dall’estasi perchè non annienta, come
questa, ogni attività dell’anima, dalla riflessione perchè, mentre questa
implica la ricerea di una verità non ancora interamente conosciuta, quella invece
à la visione della verità già posseduta ο splendente in tutto il suo fulgore
dinanzi agli occhi. Cfr. Plotino, Enn., VI, 9, 3; R. di 8. Vittore, De cont.,
V, 2 ο 14. Contiguità. I. Contiguität, Berührung; I. Contiguity; F. Contiguité,
Nol linguaggio comune designa la vicinanza di due oggetti nello spazio. Per
analogia, nella logica In contignità indica la relazione tra due concetti,
compresi sotto un terzo comune e tra i quali passa la minima difforenza
possibile: ad es. tra il violetto e 1’ indaco nei sette 15 RaxzoLi, Dizion. di scienze filosofiche.
colori dello spettro solare. La relazione di contiguità (che alcuni dicono con
minor precisione di contingenza) è quindi possibile soltanto in una serie
discreta, potendosi sempre, in una serie continua, concepire tra i due termini
uno intermedio. Pure per analogia, nella psicologia la contiguità di due fatti
di coscienza è la loro simultaneità o il loro succedersi immediatamente. Quando
i due fatti sono simultanei, cioò contigui nello spazio, ciascuno dei due tende
poi a richiamare I’ altro; quando sono successivi, cioè congiunti nel tempo, il
primo tende n richiamare il secondo; ciò costituisce appunto In legge di
contiguità, che è una delle leggi dell’ associazione, già descritta da
Aristotele ο elevata poi a grande importanza da Hume e dalla scuola scozzese. Cfr. Aristotele, Je memoria,
II, 451; Hume, Essay on human understanding, sez. III; Bain, Mental and moral
science, 1884, p. 150 sogy.; Höffding, Paychologie, trad. frane. 1900, p. 205 segg. Contingenza. T. Contingenz,
Zufälligkeit: I. Contingency; F. Contingence. Si oppone a necessità; questa si
applica a tutti gli esseri o agli avvenimenti che non possono non essere,
quella agli esseri o avvenimenti che potrebbero anche non essere: quod potest
non esse. Un avvenimento futuro è contingente quando, allo stato presente delle
cose, ln sus realizzazione o non realizzazione sono ugualmente compossibili. Un
fatto si considera, per rispetto ad una legge generale, contingente, quando
consiste non nell’ applicazione di questa legge, ma in qualche circostanza
particolare a questo ο quell’ oggetto individuale a cui si applica. La
contingenza è dunque, in generale, la possibilità della esistenza. Possibile
quidem et contingens idem prorsus sonant, dice Abelardo. Si tratta però di nna
possibilità pura ο indeterminata, cio di una vera e propria indifferenza tra l’
essere e il non essere, ben distinta quindi dalla possibilità concreta, la
quale si oppone non alla necessità ma alla attualità, ο conduce, in assenza
di 227
Cox fattori negativi, alla compiutezza finale dell’ essere. Tale
possibilità pura, come capacità di ricevere determinazioni contradditorie, fu
aramessa da Aristotele nella materia; come la forma priva della materia è
l'atto puro, l'essere che permane identico a sè stesso, così la materin priva
della forma è la para possibilità del? essere © del non essere, che nulla vieta
si determini in tm modo o in un altro. Quindi per Aristotelo nella materia è la
vera causa dell’ accidente, del fortuito; in essa stanno lo altime differenze
che separano individuo da individuo, poichè discendendo dai generi alle specie
via vin più particolari, scompaiono le differenze essenziali 9 nou restano
infine che ‘nelle accidentali di colore, grandezza, cor. Andando anin là, Duns
Sooto definisce P’individualitä come il contingente, ossia quello che non si
deve derivare da una ragione generale, ma solo constatare come attuale; lo
forma particolare è per lui qualche cosa di originariamente reale, di cui non
si deve chiedere il perchè. Come contingenza assolnta è concepito l’atto
volontario nella dottrina tradizionale del libero arbitrio di indifferenza ;
dice ad es. Pietro Lombardo: arbitrium quia sine coactione et necensitate valet
appetere rel eligere, quod ex ratione deorererit. E Goclenio : roluntan ut
fertur sine coactione in aliqua re; nam roluntar potent relle vel non velle. E Malebranche: la
puissance de rouloir ou de ne par vouloir, ou bien de vouloir le contraire. Secondo il Leibnitz vi sono due sorta di
verità: le verità di ragionamento, che dipendono dal principio di
contraddizione e sono necessario; lo verità di fatto, che dipendono dal
principio di ragione sufficiente e sono contingenti. Secondo il Mill questa
distinzione non si può faro perchè tutte le verità, in quanto tali, sono
necessario; se nelle verità di ragionamento il contrario sembra inconcepibile,
mentre è concepibile nelle verità sperimentali, ciò dipendo dal’ essere lo
prime effetto di una forte associazione stabilitari fra due {deo in forza dell’
abitudine, mentre per lo cora Cox
228 seconde quest’ abitudine non
si è ancora formata. Infatti le verità razionali, ad es. gli assiomi
matematici, sono le generalizzazioni più facili e più semplici, la cui
esperienza non fu mai contraddetta, e che perciò hanno in sè tutta la forza di
cui la nostra credenza istintiva è capace. Del resto, la storia del pensiero
umano dimostra che ciò che è inconcepibile in un’ epoca è concepibile in altra
epoca, © viceversa. Dicesi dottrina
della contingenza dei futuri quella secondo la quale gli atti e gli
avvenimenti, che dipendono dal libero arbitrio dell’uomo ο dall’ intervento
della Provvidenza, non sono necessari, perchè nè sono retti da leggi naturali,
nè hanno la loro ragion d’essere in atti antecedenti. Quindi possono
realizzarsi ο non realizzarsi. Cfr. Aristotele, Meth., IX, 7, 5; VI, 2, 2;
Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1862, vol. II, p. 198 segg.; J. S.
Mill, Examination of Hamilton, 1867, p. 560 segg.; Ο. Ranzoli, IL caso nel
pensiero e nella vita, 1913, p. 31 segg., 114 segg. (v. causalità, necessità,
ragione). Contingenza (filosofia della). F. Philosophie de la contingence. O
anche contingentismo, 0 idealismo conténgentiata : quell’ indirizzo della filosofia
francese contemporanea, che nega la necessità delle leggi della natura,
sostituendo la spontaneità, la creazione libera, lu contingenza al determinismo
meccanico. Essa si riconnette per un lato con la filosofia della libertà, per
l’altro con la nuova critica della scienza: dalla prima, iniziatasi con la
dottrina kantiana del primato della ragion pratica e svolta in Francia da Paul
Janet, Secrétan, Ravaisson, accetta la concezione morale ed estetica dell’
universo; dalla seconda, promossa in special modo dal Mach, trae gli argomenti
contro la necessità della legge. Secondo il Boutroux, il più tipico
rappresentante di questo indirizzo, i principj superiori delle cose anrehbero
ancora delle leggi; ma delle leggi morali ed ostetiche, espressioni più o meno
immediato della perfezione di Dio, preesistenti ai fenomeni e anpponenti degli
agenti 229 Cox dotati di spontaneità »; codeste leggi
non hanno in sò nulla di assoluto e di eterno, non sono che abitudini
provvisorio contratte dall’ essere, il quale tende a persistervi riconoscendo
in esse l’impronta dell’ ideale; ma il trionfo completo del Bene ο del Bello
farà scomparire queste imagini artificiosamente fisse di un modello vivente e
mobile, soatituendo alla legge necessaria il libero sforzo della volontà verso
la perfezione con la libera gerarchia delle anime. La scienza, con la rigidità
delle sue formule, non hw valore obbiettivo; essa è soltanto lo sforzo per
adattare le cose alla legge d’identità del pensiero e per renderle docili al
compimento della nostra volontà. Codesto adattamento appare già nella logica,
Il pensiero porta in sò le leggi della logica pura, ma poichè la materia che
gli è offerta non si conforma ad esso adattamento, cerca di adattare la logic
alle cose creando un insieme di procedimenti e di simboli che rendano
intelligibile la realtà. Le leggi della logi pura, ed eme sole, sono necessarie
ed obiettivamente valide; però lasciano indeterminata la natura delle cose a
cui si applicano. La sillogistics invece non ha in sò alcuna garanzia di
validità obbiettiva, ma il fatto che i nostri ragionamenti riescono, ci prova
che, nel fondo delle cose, c'è un che di analogo all'intelligenza umana; e come
in noi, accanto alla intelligenza, v’ ha un complesso di facoltà attive, così
possiamo pensare nelle cose un principio di attività ο di spontaneità. Salendo
poi dalle scienze astratte verso le più concrete, ci allontaniamo sempre più
dalla nocessità ed evidenza logica. Dalle leggi matematiche allo leggi della
meccanica ο da queste alle leggi della fisica, della chimica, della biologia,
della psicologia, della soci logia, ecc., crescono la complicazione ο il grado
di conti genza. Il che prova dunque che la realtà viva ο conoreta non può esser
racobiusa nei nostri quadri mentali; che la necessità della legge vale solo per
i principj logici, mentre nei processi della natura dominano la libertà ὁ la
spontaCox 230 à; che In scienza, se soddisfa il nostro
bisogno d'eviο d universalità logica, è condannata a lasciar fuori che v ha di
più reale nelle cose, ossia il loro aspetto qualitativo, la loro trasformazione
incessante, U atto di creazione che è nella loro essenza come nel fondo dell’
anima umano. Tra gli altri maggiori rappresentanti del contingentismo, il
Poincaré ha cercato in special modo di mostraro il carattere puramente
convenzionale, economico, delle leggi e dei concetti scientifici; il Milband di
porre in luce il valore soggettivo della certezza logica, che non può
estendersi al dominio della realtà perchè, senza il contributo dell’esperionza,
i principj logici non possono darci deduttivamente il contenuto di nessuna
conoscenza; il Bergson, portando all’ estreme conseguenze lu reazione contro
l’intellettualismo, risolve la realtà in un flusso cessante di forme nuove
senza direzione determinata, flusso che la nostra intelligenza ba, per i suoi
bisogni pratici, immobilizzato, e che noi non potromo quindi conoscere se non
spogliandoci il più possibile d’ ogni forma intellettuale, ritirandoci nella
nostra aninia profonda per innuedesimarci con la stessa attività creatrice.
Cfr. P. Janet, Lex causes finales, 1874; Ravuisson, La fil. en Franco au XIX
siècle, 1889; Boutroux, De la contingenoe des lois de la nature, 1899; Id., De
l’idée de loi naturelle, 1901; Milhaud, Exsai sur les conditions et len limites
de la certitude logique, 1894; Bergson, L'érolution créatrice, 1907; F. Masci,
L’idealirmo indeterminiata, Atti della R. Acc. di s. mor. e pol. di Napoli »,
1898; A. Levi, L'indeterminismo nella fil. franc. contemporanea, 1904; Petrone,
1 limiti del determinismo scientifico, 1900; Tarozzi, Della necesnità nel fatto
naturale ed umano, 1896; ©. Rauzoli, Sulle origini del moderno idealiemo. Riv.
di fil. e scienze affini », maggio 1906; A. Aliotta, La reazione idealistica
contro la scienza, 19 p. 133-196 (v. economica teoria, empirinmo, esperienza,
idealinmo, intuizione, tempo, vitaliamo).
231 Cox Continuità (principio
di). T. Stetigkeit; I. Continuity; F. Continuité. La gloria di aver primo
intuito ed esposto questo principio è universalmente atiribuita al Leibnitz (di
cui è celebre il detto in natura non datur saltus), che considerava la natura
come una serie continua di mona quali sono in numero determinato, ed h loro, e
tutte insiome costituiscono una serie continua di differenze infinitamente
piccole: ogni monade tiene il suo luogo, nessuna nasce di nuovo, nessuna
perisce ; due mouadi identiche non si possono trovare; quindi levata una
inonade, tutta la cutena si rompe. Questa bella legge della continuità, come il
Leibnitz stesso la chiamò, importa dunque che nel mutamento non vi hanno salti
fra i due stati, il vecchio e il nuovo, perehè 1’ intervallo tra l’uno e
l’altro è riempito da un numero infinito di stati intermedi; e che non esiste
una dirersità senza che esista pure una intinità di intermediari. Fra le
applicazioni particolari più importanti che il Leibnitz fece di questa legge,
vi ha la scoperta del calcolo, differenziale, in virtù di cui la disuguaglianza
è come una infinitamente piccola uguaglianza, la parabola un’ ellissi, di cui
un foco sia infinitamente lontano dall'altro. Applicata alla meccanica, la
quiete nou è più I’ opposto del moto, ma non è che un movimento infinitamente
piccolo, e la forza morta non è che un ris elementaris, una forza viva sul
cominciare. Applicata alla natura, il Leibnitz ammette non solo una connessione
graduale tra le varie specie d’animali, ma anche una gradazione intermedia tra
il vegetale ο l’animale. Nella scienza
contemporanea, il principio della continuità dinamica, uni: versale, dei fatti,
è il fondamento del concetto del della natura, in cui il fatto biologico
continua il fatto tisico, ο il fatto psichico il biologico, e il fatto sociale
il psichico, così nel rispetto doll’attualità come in quello della
potenzialità. Integrazioni di questo principio sono la logge di causilità, di
evoluzione, dell’unità della materia, della persistenza, unità Con 232
trasformazione, equivalenza e unità della forza. Cfr. Loibnitz, Nour.
Ess., ed. Gerhardt, IV, 398; V, 49; Monad., 61; Kant, Krit. d. reinen Vernunft,
ed. Reclam, p. 165
segg.; Dithring, Logik und Wissenschaftstheorie, 1878, pag. 198. Continuo. Lat.
Continuum; T. Stetig; I. Continuous; F. Continue. Si dice continuo un oggetto le cui parti ο elementi
costitutivi sono legati tra loro in modo che non rimanga tra essi alcun vnoto.
Essendo gli oggetti materiali © ideali, così si distingue il continuo corporale
e il coftinuo ideale. Sono continui lo spazio e il tempo, la materia e la
forza; discontinui il numero e la quantità. Nel linguaggio scolastico
distingnevasi il continuum permanens dal ο. successioni : il primo è quello le
cui parti esistono insieme, come un bastone; il secondo quello le cai parti passano
senza interruzione, ed hanno la continuità nel senso di non interrotta,
successione, come il creato. Secondo 1’ Herbart, è continuo soltanto lo spazio
fenomenale, quello ciod dove sono rappresentate le nostre sensazioni e che è in
noi; è invece discreto lo spazio intelligibile, nel quale esistono i reali, e
che è quindi reale. Cfr. Herbart, Lohruch sur Peychol., 1850, p. 67 segg.;
Varisco, Scienza e opinioni, 1901, p. 136 segg.; E. Borel, Le continu mathém.
et lo cont. physique, Scientia », 1909, VI. pp. 21-85 (v. quantità).
Contradditorio. Lat. Contradictorius; T. Widersprechend, oontraditorisch ; I.
Contraditory; F. Contradictoire. Due proposizioni si dicono contradditorie
quando, avendo entrambe lo stesso soggetto e lo stesso predicato, differiscono
in qualità ο quantità; tutti gli A sono B, qualche A non è B, oppure: nessun A
è B, qualche À è B. Non possono essere entrambe vere, nd entrambe false; quindi
se luna è vera l’altra è falsa, se luna à falsa l’altra è vera. ‘Trattandosi di
due proposizioni singolari, basta che difteriscano nella qualità per essere
contradditorie: A è B, 4 non è B (v. contrario). 233 Cox
Contraddisione. Gr. ‘Avtipuotc; Lat. Contradiotio; T. Widerspruch,
Contradiction ; 1. Contradiotion; ¥. Contradiction. Quell’ atto dello spirito mediante il quale si afferma ο
si nega la stessa cosa; il suo schema è dunque il seguente 4 = non A. La
contraddizione può essere formale, implicita e in adjeoto. La contraddizione è
formale, ο in terminis, quando i due giudizi ο le due nozioni contradditorie
sono espresse ; implicita quando uno dei due giudizi o nozioni, pure non
comparendo, deve essere supposto come priucipio o come conseguenza di ciò che
si enuncia; in adjeoto quando attribuisce al soggetto una qualità che ne è
esclusa per la sua stessa definizione. La contraddizione tipica è la formale;
ma il pensiero non vi incorre mai, quando trovasi in condizioni normali; può
bensì incorrervi per la complessità dell'argomento, che non gli permette di
avvertire la contraddizione. L’ antinomia è una forma di contraddizione in
adjeoto, dipendente dall’ essero una proprietà, che si attribuisce a un
soggetto, inconcilinbile con esso per altra proprietà che gli è essensiale, u
che è affermata nel suo concetto. Cfr. Aristotele, De interprot., C. 6;
Herbart, Hawpipunkte der Metaphysik, 1806, p. 6-14 (v. assurdo). Contraddizione
(principio di). Aristotele, che lo considerava come il principio più certo di
tutti, lo formulò in questo modo: non è possibile che la stessa cosa inerisca e
non inerisca nella stessa cosa, simultaneamente ο sotto il medesimo rispetto.
In altre parole, questo principio esprime che due proposizioni, di cui l’una
afferma ciò che I’ altra nega, non possono essere considerate come vere
entrambe, e che quindi in tal caso il pensiero è nullo: A= non À = sero. Il
Leibnitz formulò diversamente il principio di contraddizione in questo modo: À
non è non A. Come si vede, mentre questa formula concerne il rapporto tra
soggetto e predicato contradditori d’uno stesso gindizio, quella aristotelica
concerne il rapporto tra due giu 234
contradditori d’identico contenuto; perciò la formula leibnitziana
integra 1’ aristotelica, estendendo il valore del detto principio non al solo
giudizio ma a tutto il campo della conoscenza. Secondo alenni filosofi, ad es.
gli elentici, il principio di contraddizione, come quello di identità, non ha
un solo valore formale e soggettivo, ma anche uno realo ed oggettivo; vale a
dira che esso non sarebbe un semplice canone cui il pensiero si deve
conformare, ma un principio obbiettivo con cui si può determinare la natura del
reale. Invece gli eraclitei negarono loro ogni valore, sia logico che
obbiettivo, e l’antien disputa, spontasi col prevalere della logica
aristotelica, fa rinnovata nei tempi moderni dall’ Hegel e dall’ Herbart. Per
Eraclito l'unica cosa permanente nel diveniro incessante delle cose è l'armonia
degli opposti; nella sau retorica poetica il flutto delle cose è una lotta
incessante dei contrari, e questa lotta è la madre delle cose; tutto ciò che
sembra essere è il prodotto di movimenti ο di forze opposte, che mercà In loro
azione mantengono |’ equilibrio ; così I’ nniverso è ad ogni momento un’ unità,
che si suddivide e poi ritorna in xè, una lotta che trova la sun conciliazione,
un difetto che trova la sua compensazione. Nei tempi moderni, questo concetto
della coincidentia oppositorum fu ripreso da Giordano Bruno e dalla metafisica
idealisticn succeduta n Kant. Così per Fichte, se il mondo deve esser concepito
come ragione, il suo sistema deve essere sviluppato da un problema originario,
da una esigenza che ciascuno deve essere nello stato di adempiere : questa
esigenza è l’autocoscienza. ossia pensa te stesso. Questo principio può
svilupparsi solo fino al punto, in cui si mostra che fra ciò che deve avvenire
e ciò che avviene c'è ancora una contraddizione, da cui nasce un nuovo
problema, ¢ così di sèguito : il metodo dialettico è così un sistema in cui
ogni problema ne produce uno nuovo; di fronte a ciò che la ragione vuol
fornire, sta in essa stessa un ostacolo, © per superarlo essa 235
Cox sviluppa una nuova fanzione; questi tre momonti sono detti fesi,
antitesi © sintesi. Così il mondo della ragione diventa l’infinità dell’
ontogenesi, e la contraddizione tra il dovere e il fare viene spiegata come 1’
ensenza realo della ragione stessa; tale contraddizione è necéssaria ed
inevitabile, appartenendo alln natura della ragione; e poichè soltanto la
ragione è reale, la contraddizione viene cost spiegata come reale. In tal modo
il metodo dialettico, trasformazione metafisica della dialettica trascendentale
di Kant, si mette in opposizione con la logica formale; le regole dell’
intelletto, che hanno il loro fondamento nel principio di contraddizione, sono
sufficienti per l’ elaborazione ordinaria delle percezioni in concetti, gindizi
ο sillogismi, ma insufficienti per la costruzione speculativa. Il metodo
dialettico fu perfezionato da Hegel, per il quale l’ essenza dello spirito è di
sdoppiarsi in sè stesso e di ritornare da questa separazione alla sua unità
originaria; la ragione è non solo in sè come semplice realtà idenle, ma anche
per sè: essa manifesta 6 stessa come qualche cosa di altro, diventa un oggetto
diverso dal soggetto, e questo esser altro è il principio della negazione. Il
cancellare questa diversi il negare la negazione, è la sintesi di questi due
momenti: così ogni concetto si converte nel suo opposto, ὁ dalla contraddizione
di ambedue deriva il concetto più elevato, che ha poi la stessa sorte di
trovare uu’ antitesi, che richiede una sintesi ancora più alta, e così di
sèguito. Per I’ Herbart, tutto al contrario, il principio più alto di og sare
è, che ciò che è contradditorio non può essere verumente reale. Ora, poichè i
concetti con cui pensiamo l’esperienza sono in sè contradditori, ne viene che
la filosofia, la quale ha per compito di rintracciare il reale vero, assoluto,
dovrà essere una elaborazione dei concetti dell’ esperienza; ossa deve
trasformarli secondo lo rogole della logica formale (ο non v’ha altra logica
che quella formale) finchi sia conosciuta la realtà scevra di contraddizioni.
Cfr. AristoCon tele, Metaph., III, 2, 996 b, 28 ο segg.; Leibnitz, Monadologie,
31; Theod., I, § 44; Kant, Krit. d. reinen Vern., od. Reclam, p. 151 segg.;
Herbart, Hauptpunkte d. Motaph., 1806; Id., Einleitung in die Philos., 1813, p.
72-82; Hartmann, Ueber did dialektische Methode, 1868; F. Paulhan, La logique
de la contradiction, 1909; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913,
I, p. 176, 108, 173; II, 69 segg. (v. essere, nulla, realtà). Contrapposizione.
Lat. Contrapositio; 'T. Kontraposition; I. Contraposition ; F. Contraporition.
Quell’ operazione logica per cui si converte una proposizione, aggiungendo il
segno della negazione ai due termini. La contrapposizione della proposizione
particolare negativa è poco utile © poco usata; maggiore importanza ha invece
la conversione delle universali affermative, perchè dà modo di controllare se
I’ attributo è legato necessariamente al soggetto, vale a dire se l’ universale
affermativo enuncia una verità. Così, convertendo per contrapposizione la
proposizione: tutti i pesci sono muniti di branchie, si ha tutti gli animali
non muniti di branchie sono non pesci, da cui si vede che l'essere muniti di
branchie è un carattere essenziale dei pesci. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik,
1855, vol. I, p. 584; Masci, Logica, 1899, p. 225. Contrario. Gr. 'Evavriov;
Lat. Contrarius; T. Conträr: I. Contrary; F. Contraire. Si dicono contrarie due
proposizioni che, avendo uguali soggetto © attributo ed essendo entrambe
universali, differiscono nella qualità, vale a dire l'una è negativa l’altra è
affermativa; tutti gli 4 nono B, nessun A è B. Possono essere entrambe false,
non entrambe vere; dato dunque che sia falsa una, non si può iuferirne che
l’altra è vera; ma dato che sia vera una si deve inferirne che l’altra è falsa.
Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 107-109 (v. contradditorio). Contrasto. T.
Kontrast ; I. Contrast ; F. Contraste. Nella psicologia designa quel fenomeno
ottico, che il Chevreul 287 Cox ha espresso nella legge seguente: quando
I’ occhio vede contemporanesmente due colori contigui, li vede nel modo più
dissomigliante possibile quanto alla loro composizione ottica ο quanto alla
altezza del loro tono. Infatti, se si pongono vicine delle striscie di carta
coperte d’ una tinta uniforme di grigio di diverse intensità, ogni striscia
sembra più chiara dal lato ove essa tocca una striscia più scura, e più scura
dal lato ove tocca una striscia. più chiara; se si metto una riga bianca su nn
fondo nero, questo fondo pare più nero in prossimità della riga. Ciò per
l'intensità; quanto alle sfumature, se noi collochiamo una striscia di carta
verde sopra un fondo grigio, questo fondo sembra rosso, essendo il rosso il
colore complementare del verde; le nubi bianche in cielo azzurro sembrano
giallognole; le ombre degli oggetti al momento del tramouto sembrano turchine,
perchè la Ince inviata in tal momento dal sole è aranciata, Tutti questi
fenomeni di contrasto si spiegano colla teoria di Joung e Helmholtz, che cioè
nella retina si trovino tre specie di fibre, ognunn delle quali viene stimolata
a preferenza da uno dei tre colori fondamentali (rosso, verde, violetto), e che
quindi tutte le possibili sensazioni di colore risultino dalla combinazione
delle tre sensazioni fondamentali.
L'associazione per oontrasto è uno dei tre casi fondamentali d’
associazione delle idee descritti da Aristotele. Nella psicologia moderna non
la si considera che un modo subordinato dell’ associazione per rassomiglianza ο
per contiguità ; infatti i contrasti rientrano sotto una medesima idea comune,
ad es. fl nano e il gigante sotto quella della statura media; di più, il corso
della vita implica dei contrari che si succedono, si toccano rasformano l’nno
nell’ altro, come il giorno succede alla notte, la gioia alla tristezza.
Secondo I’ Hüffding, nello associazioni per contrasto avrebbe parto prevalente
il sentimento, determinato sempre dall’ importante contrasto del Pincere ο del
dolore; a una forte tensione succede or: Cox
238 riamente un periodo di
stanchezza e tendenza a dirigere il nostro interesse in senso opposto: Così
potrebbe spiegarsi il bisogno che si prova di passare. dall’ imagine della luce
a quella della oscurità, dall’imagine del grande a quella del piccolo ». Cfr. Wundt, Grundriss d.
Psychol., 1896, p. 302 seg.; Kreibig, Die fünf Sinne des Menschen, 1907, p.
113-115; James Mill, Analysis of the phenomena of the human mind, 1869, I, p.
113 segg.; Höffding, Paychologie, trad. franc. 1900, p. 213 segg. Contratti (giudizi). Quelle forme di
giudizio in cui è taciuto il predicato o il soggetto, o in cui il soggetto è
puramente indientivo, o in cui tutto il giudizio è contratto in un nome. Bi
distinguono in entimematici © tetici (v. composti). Contratto sociale. F.
Contrat social. Espressione entrata nel linguaggio filosofico dopo la
pubblicazione dell’opora del Rousseau, Del contratto sociale, ο principio di
diritto politico (Amsterdam, 1762). Il contratto sociale è il tacito patto che
gli uomini primitivi fecero tra di loro, rinnnziando ai propri diritti, per
affidare ad un potere pnbblico e supremo la tutela degli individui ο il
mantenimento della pace sociale. Secondo il Rousseau, il problema fondamentale
che s'impone agli uomini, quando lo stato primitivo di natura non può più
sussistere, è il seguente: Trovare una forma d’associazione, che difenda ο
protegga con tutta la forza comune la persona o i beni di ogni associato, e
mediante la quale ciascuno, unendosi a tutti, non obbedisca tuttavia che a sè
stesso e resti libero come pri Tale è il problema fondamentale di cui il
contratto sociale dà la soluzione. Le clausole di questo contratto sono
talmente determinate dalla natura dell'atto, che la più piccola modificazione
le renderebbe vane e di nessun offetto; per guisa che, sebbene non siano forse
mai state formalmente enunciate, sono dovunque le stesse, dovnnque tacitamente
ammesse e riconosciute, finchè, essendo il patto sociale violato, ognuno
rientri nei suoi primitivi 239 Cox riprenda la propria libertà naturale ».
Questa dottrina era giù stata svolta precedentemente da Epicuro, dal (irozio,
dal? Hobbes. Il contrario del contratto è lo statuto sociale, cioè i rapporti
legali che si stabiliscono tra gli nomini per il solo fatto che essi
appartengono a una determinata classe sociale, oppure si trovano in una data
situazione alla quale la loro volontà non può nulla mutare. Cfr. Rousseau, Du contrat
social ou principes du droit politique, 1762 (v. contrattualiemo, società). Contrattualismo. ‘I. Kontraktualismue; I.
Contractualism ; F. Contraotualisme. Sotto questo nome si raccolgono tutte le
dottrine che fanno originare la società, e quindi la morale, il diritto, lo
Stato, da un generale contratto ο da primitivi accordi contrattuali. Questa
idea trovasi già esplicitamente formulata in Epicuro, per il quale la società
politica non è una formazione naturale, ma è creata a ragion veduta dagli uo!
in base ad un contratto, συνθήκη, che essi fanno per non danneggiarsi
scambievolmente; perciò le leggi sono derivate in ogni singolo caso da un
accordo rispetto alle comuni utilità; in sò non v'è niente di giusto ο
d’ingiusto, e poichè è evidente che nel contratto fa prevalere il proprio
vantaggio chi ha intelligonza maggiore, così sono in generale i vantaggi del
sapiente che si presentano come i motivi della legislazione. ‘Tale concetto fu
poi ripreso da Occam, da Marsilio, da Hobbes, che gli diede il massimo
sviluppo: egli pone l’egoimo come fondamentale nell’ uomo, e considera lo stato
naturale come il bellum omnium contra omnes, nel quale si dice bene ciò che
soddisfa il proprio egoismo, male ciò che lo contrasta; ma poichè una
condizione simile offendo lo stesso egoismo, recando morte e danno, gli nomini
s' accordano tacitamente di trasferire il proprio diritto naturale ad un terzo,
che rappresenti, la forza di tutti: questo è lo Stato, che fa la zione, non più
relativa ma nssolnta, tra bene © male, tra lecito e illecito, tra religione Cox
e superstizione: il bene à l’ azione legale, il male l’azione illegale; la
religione è l'adorazione legale di Dio, la superstizione |’ adorazione illegale
; entrambe le autorità, civile e religiosa, sono incarnate nel sovrano. Mentre
Hobbes giunge così alla giustificazione dell’ assolutismo, Rousseau ricava
dalle stesse premesse delle conseguenze democratiche e liberali: per lui l’
uomo è originariamente buono e dominato da sentimenti sociali, quindi il
principio della traslazione e della rappresentanza deve essere limitato fino al
possibile, mentre a tutto il popolo si deve riconoscere direttamente |’
esercizio della sovranità. Dopo la rivoluzione francese il contrattualismo
decadde, ma per risorgere ai giorni nostri sotto diversa forma, Oggi non si
ammette più, in generale, un contratto alle origini della società, ma alla
fine, cioè come mata da raggiungere non come punto di partenza; la storia dell’
incivilimento dimostra infatti che all’origine non sono gli individui arbitri
dei propri destini, ma certi gruppi complessi tenuti saldi dall’ autorità di un
capo, e che l’ autonomia individuale si viene mano mano attuando col
perfezionarsi della vita sociale fino a rendere I’ individuo artefice
consapevole delle proprie situazioni giuridiche e delle stesse forme vincolanti
del vivere civile. Questa nuova concezione è dovuta specialmente al Summer
Maine, che, a conelusione dello sue ricerche sulle società primitive, fa
consistere il movimento delle società progressive nel trapasso da un primiero
regime di status ad un regime di contratto; ed è svolta poi in varie forme
dallo Spencer, dal Fouillée, dal De Greef, dal Bourgeois, occ, Cfr. Diogene L.,
X, 150 segg.; Jellinek, Allgemeine Staatalehre, 1905; G. Del Vecchio, Su la
teoria del contratto sociale, 1906; G. Dallari, I! nuoro contrattualismo nella
filosofia sociale e politica, 1911; P. Gentile, Sulla dottrina del “contratto
sociale, 1913 (v. contratto sociale). Controprova. T. Gegenbeweis; I.
Counterproof; F. Contre-éprenve. Una delle applienzioni del metodo di
differenza, A1 Cox che Bacone chiamò inrersio erperimenti.
Consiste nel ripetere inversamente una esperienza per confermarne i risultati.
Es.: per determinare la funzione dei nervi periferici, si fa agiro uno stimolo
sui nervi periferici di un animale, ed è facile accorgersi che detto stimolo ha
dato luogo alla sensazione. Controprova: ai recide la fibra stessa ο si fa
agire ancora lo stimolo; in tal caso non si ha più la sensazione. Si conchiude
che la continuità della fibra è necessaria per avere la sensazione. Cfr.
Bacone, Nuovo organo, 1810, p. 66 segg. Controversisti. I Padri del secondo
periodo della Patristica, così designati perchè non si limitano, come quelli
del primo periodo, a difender la religione cristiana dagli assalti del
paganesimo, ma attaccano anche le dottrine avversarie ο specialmente il
gnosticismo. I principali controversisti farono Ireneo e Tertulliano (v.
Patristica). Convenienza. T. Ubereinstimmung, Angemessenheit, Conrenione ; I.
Propriety; F. Convenance. Significa, in generale, accordo o armonia tra due ο
più termini. Nella morale ln convenienza è ciò che non ha un carattere di
obbligatorietà costante, ma conviene soltanto a certe circostanze în virtù
d’una regola normativa. Così gli stoici dicevano azione conceniente In giusta
scelta e il retto uso che il saggio sa fare di quelle cose che stanno fra il
bene e il male, che non possono nè giovare nè nuocere, che non meritano di
essere cercate nè fuggite, come la vita, le ricchezze, ecc. Leibnitz chiama
prinotpio della convenienza, la saggezza divina rivelantesi specialmente nelle
leggi del movimento : E meraviglioso che, con la sola considerazione delle
cause efficienti o della materia, non si potrebbe dar ragione di tali leggi del
movimento. Poichè io ho trovato che bisogna ricorrere alle oause finali e che
codeste leggi non dipendono dal principio della necessità, come le verità
logiche, aritmetiche e morali, ma dal principio della conreniensa, vale a dire
dalla scelta della saggezza ». Kant chiama principia con16 Raxzom, Dirion. di scienze filosofiche, Cox 242
venientiæ quelle proposizioni, che non trovauo la loro giustificazione
nè nell'esperienza, nè in deduzioni a priori, ma si raccomandano per la loro
opportunità, facilitando ed estendendo V uso empirico dell’ intelletto; tali
principî, da lui esposti nella Dissertazione, divengono poi nella Critica della
r. pura i principî dell’intelletto puro, come quelli della regolarità del
divenire e della permanenza della sostanza.
Il Rosmini chiama convenienza metafisioa gli argomenti, per lo più
morali, sui quali si fondano le persuasioni delle verità dell’ ordine etico ;
la convenienza metafisica non riguarda in fatti P uno ο l'altro ente, ma
l'essere universale stesso, ο Dio. Sebbene tali argomenti si fondino
sull’idealità della cosa, importano una necessità e servono di fondamento alla
fede. Cfr. Diogene L., VII, 130; Stobeo, Kel., 11, 158; Cicerone, De fin., III,
6; Leibnitz, Prino. de la nat. οἱ de la grace, 1714; Rosmini, Logica, 1853, $
1124-26; L. Nelson, Unters. üb. die Entwickelungsgeschichte d. kantischen
Erkenntniatheorie, in Aband. d. Fries'schen Schule », 1909, fuse. I.
Convergenza. T. Conrergenz. Zusammenlaufen ; I. Convergency; F. Convergence.
Una delle leggi dell’ evoluzione del mondo organico, che si contrappone alla
legge della divergenza. Mentre per questa da forme uguali si vengono svolgendo
forme differenti, come adattamento a differenti fanzioni ο condizioni
biologiche, per la logge della conrergenza du forme originariamente (lifforenti
si svolgono gradatamente forme somiglianti, in seguito all’ adattamento a fanzioni
© condizioni di vita uguali. Aleuni biologi, col vocabolo convergenza indicano
invece le rassomiglianze non ereditarie tra gli esseri organizzati, che hanno
una ragione nell’ adattamento ad analoghe condizioni di ambiente. Nolla matematica dicesi convergente una serie
la cni somma tende verso un limite finito, quando il numero dei suoi termini
aumenta indefinitamente. Conversione. Gr. Αντιστροφή: Lat. Conversio; T.
Conversion, Umkehrung; 1. Conversion; F. Conversion. Quell’opo 243 Cor razione logica con cui da una
proposizione 8ο ne forma una seconda, la quale ha per soggetto il predicato
della prima, e a predicato il soggetto della stessa. Es.: qualche A è B,
qualche B è A. Dicesi conversione semplico quella che ni fu conservando la
quantità stessa del soggetto, il quale ha la medesima estensione del predicato;
conversione per accidente quella in cui la quantità del nuovo soggetto muta,
avendo esso maggiore estensione del soggetto della prima propojone; conversions
per contrapposizione quella che si fa nggiungendo il segno della negazione si
due termini. Es.: 1° tutti gli organismi respirano; tuiti gli esseri che
respirano sono organismi; 33 tutti gli uomini sono mortali; alcuni mortali sono
uomini; 33 tutti i pesci hanno branchie; tutti quelli che non hanno branchie
son sono pesci. Si convertono sempre semplicemente le proposizioni universali
negative, non si convertono le particolari negative. Gli scolastici hanno
espresso le leggi della conversione nei due seguenti versi innemonici: F E I
Simpliciter conrertitur, E v A per accid.
Alto por Contrap. Sio fit converaio tota. Cfr. Kant, Logik, 1800, p184
vegg.; l'oberweg, Logik, 1874, $ 80; Masci, Logica, 1909, p. 215 segg.
Coprolalia. T. Koprolalie; 1. Coprolalia ; F. Coprolalie. Stato patologico, che
appare in varie malattie mentali, talvolta anche nella pubertà, ο si manifesta
con nn impulso continuo e irresistibile a pronunciare bestemmie ο a tener
discorsi osceni. L’impulso a diro bestemmie si suol anche denominare
teoblasfemia. Cfr. G. Pontiggia, Osservazioni pricologiohe intorno alla
coprolalia, Riv. di filorofia ο acienze affini », maggio 1901. Copula. T.
Copula; I. Copula; F. Copule. Quella parte del giudizio che unisce il predicato
al soggetto. Spesso In copula è compresa nell’ attributo, quando questo è
eapreaso da un verbo attributivo; ad es. : l'umanità progrediace l'umanità è
progrediente. Alcuni logici sostennero che non può esservi una copula negntiva,
perchè In negnzione è il Cop-Cor
244 toglimento della copula non
una copula, e perchè officio suo è di unire il predicato al soggetto non di
disgiungerli. A ciò altri logici risposero che la unità domandata dal giudizio
non è un amalgama materiale di più cose, ma la semplice relazione di due o più
elementi concettaali, che il pensiero può abbracciare in un solo atto; ora tale
unità si ha tanto con l'affermazione quanto con la negazione. La copals,
espressa dal verbo essere, è detta dai logici terzo elemento del giudizio,
essendosi essa formata dopo il predicato © il soggetto; infatti, nel periodo
intuitivo delle lingue, il concetto del predicato è verbale, esprime cioè tanto
la qualità come l’attività; in seguito i due concetti si staccarono, e
l’attività astratta, separata da ogni qualità, costituì fl terzo elemento del
giudizio. Cfr. B. Erdmann, Logik, 1892, vol. I, p. 860; Ch. Sigwart, Logik,
1873, vol. 1, P. 119 (v. grammatica, linguaggio). Copulativi (giudizi). Per
opposizione ai oongiuntivi, diconsi tali quei giudizi che sono composti nel
soggetto, in cui cioè un solo predicato è affermato ο negato di più soggetti.
Il suo tipo è: tanto 4 che B che C sono D. Il giudizio copulativo negativo è
detto anche remotivo. Oltre la forma affermativa e negativa, può assumere anche
quella categorica 6 ipotetica (v. composti). Corollario. Lat. Corollarium ; T.
Corollar; 1. Corollary: F. Corollaire. Verità che risulta naturalmente da una
proposizione già dimostrata, e non ha bisogno di appoggiarsi su una
dimostrazione particolare. Si adopera anche per indicare una proposizione di
minore importanza ο di minore estensione dedotta da una proposizione
principale. Corpo. Lat. Corpus; T. Körper; I. Body: F. Corps. Per corpo si
intende un reale che ha una data forma, una data massa ed occupa un dato posto
nello spazio. Gli elementi costitutivi del corpo sono dunque: estensione,
massa, imponetrabilità. Riguardo ai suoi rapporti con noi, i metafisici
oggettivisti definiscono il corpo come In causa este 245 Cor riore alla quale attribuiamo le nostre
sensazioni ; in altre parole, nn dato corpo è da me conosciuto per il numero
delle sensazioni che da esso ho avuto, ma codeste sensazioni le considero come
prodotte da qualche cosa che non solo esiste indipendentemente affatto dalla
mia volontà, ma che è anche esterno ai miei organi e alla mia coscienza; ora,
codesto qualche cosa di esteriore, codesto qualche cosa che permane anche collo
scomparire delle mie sensazioni e che determina le leggi secondo cui le
sensazioni stesse sono legate, è il corpo. La spazialità o estensione è
generalmente considerata come l'attributo fondamentale dei corpi; così I’
Hobbes definisce il corpo: quioquid non depondens a nostra cogitatione cum
spatii parte aliqua coincidit vel ceztenditur. Per Cartesio il concetto di
corpo coincide con quello d’ una grandezza spaziale, ogni corpo è un frammento
dello spazio; per Spinoza il corpo è un modo che esprime in‘ maniera certa ©
determinata 1’ essenza di Dio, in quanto questi è considerato come la cosa
estesa ». Per altri invece il corpo non è che un gruppo di sensazioni, o
pinttosto di possibilità di sensazioni, riunite insieme secondo una legge
costante; non v’ ha quindi in esso alcun substratum che serva di sostegno agli
attributi. Secondo il Berkeley il corpo è ciò che vien percepito, ciò che si
vede, si tocca, si odora; il suo ose coincide col suo peroipi, con la somma
delle sue proprietà, dietro le quali non esiste una sostanza che in esse
appaia; la realtä dei corpi consiste nol fatto che le loro idee sono comunicate
da Dio agli spiriti finiti, © la serie in cui Dio suol far questo è da noi detta
legge naturale; la differenza tra i corpi reali e i corpi imaginarii o sognati
sta in ciò, che questi ultimi vengono rappresentati solo în uno spirito
singolo, in seguito a una imaginazione, sia meccanica sia volontaria, senza che
essa gli sin comunicata da Dio. Secondo il Condillao un corpo è uno collection de
qualités que vous touchez, toyes, etc. quand l'objet est présent: quand l'objet
est Cor 246 absent, c'est le souvenir des qualités que
vous aver touchées, rues, eto. Secondo
Kant i corpi sono un’ unione, una sintesi di forme intellettuali e di
sensazioni, le prime delle quali vengono dal nostro intendimento, le seconde
dalla suscettività del nostro senso. Il Rosmini definisce il corpo una sostanza
che produce in noi un’ azione, ch’ è un sentimento di piacere o di dolore,
avente nn modo costante, che chiamiamo ostensione ». Gli Scolastici
distinguevano : il corpus organioum, o corpo istramentale, cioè il corpo che
consta di parti, di cui l’anima sensitiva si serve come di strumento; il corpus
mathematioum, nns quantità che consta di tre dimensioni, lunghezza, larghezza ο
profondità; corpus naturale, nna sostanza composta di materia prima e forma
sostanziale, naturalmente esigente lo tre dimensioni. Cfr. Aristotele, Phys., III, 5,
204 b, 20; Goclenius, Lex. philosophicum, 1613, p.481; Hobbes, De corp... 8, 1; Cartesio, Princ. phil, I, 4; Spinoza,
Ethica, II, def. I; Locke; Ess., III, cap. 10, $ 15; Berkeley, Princ.. XVIII;
Condillse, Extrait raisonné, 1886, p. 50; Kant, Proleg., $ 49; Rosmini, Nuoro
saggio, 1830, IT, p. 366 (v. atlante, conoscenza, essenza, 80stanza, materia,
attualismo, fenomenismo, realismo, idealismo, dinamismo, energismo, ecc.).
Corporale. Si oppone generalmente a spirituale, per dosignare tntto ciò che
partecipa della natura dei corpi, che ha una estensione, che occupa nno spazio determinato
e che può esser causa di sensazioni. Si nppone anche a morale per indicare 1’
insieme dei bisogni, dei sentimenti, dei desideri, degli appotiti provenienti
dal nostro organismo, inerenti alla nostra natura materiale e contrastanti
colla nostra natura spirituale. Corpuscolo. T. Corpuskel, Körperlein; 1.
Corpuscle; F. Corpusoule. Termine assai vago, con cui si designavano, per il
passato, le porzioni minime del mondo corporeo. Così per Descartes i corpuscoli
sono gli elementi del mondo muteriale, ossia lo parti dello spazio non più
realiter divisi 247 Con bili, ma
anch'esse, matematicamente, divisibili all'infinito; quindi non esistono atomi.
Oggi si adopera per desiguare alcuni piccoli elementi corporei, anche visibili,
come: i corpuscoli tattili, che si trovano in alenne papille della cute,
contengono la terminazione d’unn fibra nervosa, e sono considerati come organi
del tatto: e i corpuncoli del Paoini, visibili anche ad occhio nudo, cho
contengono le ramificazioni d’ una fibra nervosa sensitiva, © sono consideruti
come organi di sensibilità generale.
Dicesi dottrina ο filosofia corpuscolare la teoria cho spiega i fenomeni
fisici complessi mediante particolari aggruppamenti o posizioni di particelle
invisibili per la loro piccolezza. Correlazione delle forze. Questa espressione
è analoga all’ altra di trasformazione dei movimenti, adoperata più
frequentemente. Col nome di forza si designa infatti lu causa di un movimento;
ma una causa di movimento non può essere determinata altro che per i suoi effetti,
che sono movimenti, e per la leggo della sua azione, che non è che lu legge del
movimento. Corrispondenze (ἰοογία delle). Lat. ('orrespondentia : T.
Entaprochung, Übereinstimmung; 1. Correspondence; F. Correspondance. La teoria
che considera l’ universo come composto d’un certo numero di regni analoghi, i
cui clementi rispettivi si corrispondono, e possono quindi servirsi
reciprocamente di simboli, rivelare le loro proprietà, o anche agire l’ uno
sull'altro per simputia. Cfr. Swedenborg, (lavia héerographica aroanorum per
riam representationum el correspondentiarum, 1784. Corruzione. Gr. Bsopd: Lat.
Corruptio; T. Vergehen : 1. Corruption; F. Corruption. In seuso tisico indica comunemente l'alterazione delle
sostanze, in senso morale la degenerazione del costume. Nella filosofia si usa
specialmente per indicare la dottrina greca della distruzione opposta alla
generazione (γένεσις). Secondo Aristotele, la corruzione, che è l'avvenimento
per cui una cosa cessa di Con 248 esser tale che si possa ancora chiamarla con
lo stesso uome, avviene in tutte le cose terrestri, mentre i cieli soltanto
sono incorruttibili; infatti i corpi materiali sono tutti costituiti di due
specie di elémenti, di cui gli uni sono dotati di movimento rettilineo
all'insù, gli altri di movimento rettilineo all’ ingitt; la sostanza dei cieli
è inveco dotata del solo movimento circolare; essendo i due movimenti dei corpi
terrestri contrari, e la contrarietà implicando corruzione, i corpi terrestri
sono corrattibili, mentre i corpi celesti sono incorruttibili perchè ove à un
movimento solo non può esistere contrarietà. Però tanto Aristotele quanto gli
altri filosofi greci intendevano per corruzione non ls sparizione della
materia, ma soltanto la sus dissoluzione e disgregazione; gli elementi delle
cose non nascono nò spariscono. Cfr. Aristotele, De generatione et corruptione,
trad. franc. 1866. Corsi e ricorsi. La celebre dottrina sullo svolgimento della
storia, esposta dal Vico nella Scienza nuova, specialmente nella seconda
edizione (1735). Socondo il filosofo napoletano, il peccato originale ο la
caduta spinsero gli uomini ad un primitivo stato innaturale di abbrutimento, ©
stato ferino; ma la divina Provvidenza, valendosi di certi sensi naturali
radicati nel loro animo, come il senso religioso e il pudore, © mediante gli
stimoli dell’ utilità ο del bisogno, li guidò alla vita sociale, e quindi,
gradatamento, all’ incivilimento. Tre sono i gradi e le età uttraverso cui
passa ogni popolo per giungere alla civiltà; lu prima è l'età degli dei ο
patriarcale, in cui, non essendovi un potere sociale, i deboli sono
perseguitati dai forti empi © si rifugiano sotto la protezione dei forti pii, i
quali riuniscono tra loro, dando così luogo ai primi stati; la seconda è l'età
degli eroi, ed è caratterizzata da lotte continuo tra i nobili discendenti dei
forti, e i plebei, discendenti dei deboli; la terza è degli womini, ed è
iniziata dalla vittoria dei plebei, che ottengono I’ eguaglianza ciCorvile e
politica, è retta a governo popolare o monarchia civile e governato da leggi
dinanzi alle quali tutti i cittadini sono uguali. Ora, non solo ogni popolo è
passato attraverso questi tre periodi, ma siccome la loro civiltà va soggetta a
dissolvimento, così ogni popolo deve ripercorrere gli stessi stadi. La storia
non è dunque che un avvicendarsi di queste tre età, con un ciclo fatale di οογ
e ricorsi. Va notato però che questa periodicità di ripetizioni non ha nulla,
nel pensiero del Vico, di quella rigidezza matematica che venne ad essi
obbiettata, ο che si trova invece in sociologi modernissimi, ad es. nel
Gumplowicz : Identità in sostanza d’ intendere, dice il Vico a tal riguardo,
diversità nei modi di spiegarsi ». Cfr. Vico, Prinoipî di rienza nuova, 1735,
1. I; R. Flint, G. B. Vico, trad. it. 1888; B. Croce, La filosofia di G. B.
Vico, 1911; Gumplowiez,= La lutte des races, 1893 (v. palingenesi). Corteccia ο
strato: grigio, 0 sostanza corticale ο grigia, è una sostanza di colore
grigiastro, costituita specialmente di cellule, la quale riveste la superficie
del mantello cerebrale e nell’ interno ne forma i gangli. Il suo spessore varia
tra i 22 © i 28 mm.; il massimo si ha in quel tratto che è attorno alla scissura
di Rolando (ivi sarebbero i centri peico-motori), il minimo nel lobo
occipitale; ha più spessore nel maschio che nella femmina e diminuisce con
l'avvicinarsi della veochiaia. E costituita di vari strati sovrapposti, diverai
per I’ aspetto delle cellule ο per la disposizione delle fibre nervose che fra
quello si intromottono: lo strato più superficiale dicesi molecolare, quello
sottoposto dicesi delle piccole cellule piramidal delle grandi cellule
piramidali, l’ultimo delle cellule simorfe. Cfr. Bastian, Le oerveau organe de
la pensée, 1888, vol. II, Ρ. 4 segg. Corticale. Dicesi di tutto ciò che avviene
nella corteccia grigia del cervello, nella quale sembrano localizzarsi le
funzioni psichiche superiori. Cosa. T. Ding; I. Thing; F. Chose. Questo termine
ha un significato latissimo, indicando tutto cid che può essere penssto,
supposto, affermato o negato. Nella dottrina della conoscenza si adopera tanto
in apposizione a fatto per designare una realtà statica, costituita da un
sistema supposto fisso di qualità e di proprietà coesistenti, quanto in
opposizione a pensiero per designare il reale esteriore in genere, sia statico
sia dinamico, coesistente ο successivo. Può significare tanto il reale esterno
quale apparisce alla nostra esperienza sensibile, quanto ciò che riesce
inaccessibile al nostro ponsiero ed è quindi fuori d’ogni esporienza. In questo
secondo caso si usa, specialmente dal Kant in poi, I’ espressione di cosa in #2
0 noumeno. La cosa in sè si oppone alla cosa per noî, alla cosa in quanto ci
appare, cioë al fenomeno: esen à quindi il sostrato assolutamente fisso delle
qualità, il soggetto che permane sotto il mutare dei fenomeni, il reale,
insomma, di cui noi non cogliamo che le apparenze. Perciò metafisicamente la
cosa in sè è sinonimo di sostanza; ne differisce solo in quanto questa può
essere applicata anche allo spirito (sostanza spirituale), quella invece
importa sempre una certa idox di obiettività. Il concetto della cosa in sè è
molto antico nella storia della filosofia; così già Pitagora parla di ciò che
esiste per sè stesso, καθ΄ αὐτὸ; Democrito ascrive agli atomi una esistenza per
sè stessi, ἑτεῖ ; Aristotelo distingue l'essenza concettnale della cosa da ciò
che è in sò stestia; uguale opposizione è posta poi dagli scolastici tra ese in
ro è in intelleotu; Gregorio di Nissa nega che noi possiamo conoscere 1 essero
in sè stesso delle cose esteriori: guardando le cose cho ci appaiono, non
dnbitiamo che esistano per ciò che vediamo, ina siamo tanto lontani dal
comprendere 1’ essenza di ciascuna di esse, quanto se non conoscessimo col
senso il principio che ci appare ». Cartesio afferma che le impressioni
sensibili non si riferiscono alle coso come sono in è stesse: Satis erit, ai
advertamus, sen 251 Cos euum
percoptiones non referri, nisi ad istam corporis humani cum mento
coniunctionem, et nobis quidem ordinarie exhibere, quid ad illam externa
corpora prodesso possint, aut nooere; non autem, nisi interdum et ex accidenti,
nos docere, qualia in seipeis existant. Condillac afferma ugualmente che noi
non vediamo lo cose in sè stesse. Forse esse sono estese e provviste di sapore,
suono, colore, odore, forse anche non hanno nulla di tuttocid. Io non affermo
nè I’ una cosa nè l’altra, e attendo la prova che siano come ci appaiono © che
siano invece totalmente diverse ». Ma la differenza tra cosa in sè © cosa per
noi o fenomeno diviene fondamentale nella filosofia di Kant; dato cho l’ unico
oggetto della conoscenza umana è l’esperienza, il fonomeno, data cio la natura
delle forme dell’ intaizione © del pensiero, ne segue che nulla in generale di
ciò che è intuito nello spazio è una cosa in sè, e che nemmeno lo spazio è una
forma della cosn,... bensì che gli oggetti non sono da noi conosciuti in sè
stessi e che ciò che noi conosciamo non sono che pure rappresentazioni
(Forstellungen) della nostra sensibilità, la cui forma è quella dello spazio e
il cui vero correlato, ossia la stessa cosa in sè, non è perciò da noi nè
conosciuta nè conoscibile ». Tuttavia, dice Kant, non ο) è contraddizione a
pensare la cosa in sì; se si pensi una intuizione di specie non ricettiva, una
intuizione produttiva non solo delle forme ma anche del contenuto, i suoi
oggetti dovrebbero essere non più fenomeni ma cose in sè; la possibilità di
questa facoltà non si può negare più di quel che se ne possa affermare la
realtà, Le cose in si sono dunque pensabili in senso negativo © quali oggetti
di una intuizione non sensibile, come concetto-limite dell’euperienza. Ma la
dottrina kantiana della cosa in sè, intorno alla quale si sviluppa poi tutta la
filosofia tedesca, fu variamente intesa, daalcuni accolta, da inolti
combattuta. Cfr. Aristotele, Metaph., I, 5; V, 18, 1022 a, 26; Gregorio Niss.,
Contra Eun., XII, 740; Cartesio, Prino. phil., Il, 3; Cos 252
Condillac, Traité des sensations, 1866, IV, 5, § 1; Kant, Krit. d.
reinen Vern., ed. Reolam,
p. 57 segg.; A. Tumarkin, Kante Lehre vom Ding an sich, Archiv fur Gesch. d.
Phil. », aprile 1909; Th. Loewy, Die Vorsellung des Dinges auf Grund der
Erfahrung, 1887; O. Liebmann, Kant und die Epigonen, 1865; Ardigd, Z’
inoomosoibile di H. Spencer ο il noumeno di E. Kant, 1901
(v. agnostioismo, conoscenza, corpo, limite, orilicismo, neo-oriticismo,
realismo). Coscienza. T.
Bewusstsein, Gewissen; I. Consciousness, Conscience; F. Conscience. È questo
uno dei vocaboli di signifloato più vario e incerto nella terminologia
filosotica, Etimologicamente (consoientia da consoire = conoscere insieme) non
designa altro che un accordo tra diversi individui nel conoscere le stesse cose
o fatti; poi, per analogia, V’ accordo, l’unità che si rivela in uno stesso
individuo tra i suoi stati attuali e quelli che non lo sono più, tra il
presente e il passato. Noi possiamo distinguere tre significati fondamentali
che si attribuiscono alla parola coscienza: quello volgare, quello morale ©
quello peicologico. Va notato, però, che la coscienza non è propriamente
definibile, essendo la radice di ogni conoscenza, il dato fondamentale del
pensiero, irreducibile in elementi più semplici. Volgarmente, si usano le
espressioni avere coscienza dei propri atti, del proprio valore », coscienza di
scienziuto >, coscienza nazionale, popolare, umana, storica», ece., per
indicare ln consapevolezza piena che un individuo o un gruppo di individui può
avere di qualche cosa, Ancora più comune è l’uso della parola coscienza nel
significato morale, espresso nei modi di dire lo speochio della propria
coscienza » il testimonio della coscienza » la voce della coscienza » mancanza
di coscienza », ecc. Ora, la coscienza morale, che i tedeschi distinguono col
nome di Gewissen, si rivela principalmente nell’ individuo col compiacimento
per le buone azioni compiute, col rimorso per lo cattive, e col giudizio interno
sopra un conflitto di 253 Cos motivi. Essa dunque accompagna le azioni
morali, e non ci dà soltanto il criterio per giudicare gli atti nostri, ma è
pure la base del nostro giudizio intorno alle azioni sltrai, in quanto sono
buone o cattive; questo giudizio, riferendosi sempre all’antore dell’ ato,
dicesi imputasione. La coscienza morale è quindi concepita come il tribunale
davanti a oni sono giudicati affetti, pensieri ed azioni: non bisogna però
credere che essa sia qualche cosa di stabile, esistente in sò e indipendente
dai sentimenti e dai giudizi pei quali si avverte il carattere morale degli
affetti, ecc. ; al contrario, essa ei identifica cogli stessi fatti psichioi
nei quali si manifesta e con essi è varia © mutahile. La coscienza psicologica,
che i tedeschi chiamano Bewusstsein, non è altro che la nota caratteristica dei
fenomeni interni o psichici, per cui essi si distinguono da quelli esterni o
fisici : ad un grado assolutamente inferiore, essa consiste nel pnro fatto di
avvertire una data modificarione avvenuta in sò stesso; ad nn grado superiore
implica la distinzione dell’ oggetto modificante; nel suo massimo aviluppo è la
contrapposizione dell’ oggetto sentito al soggetto senziente. Quest’ ultimo
grado di coscienza non esiste nell’ animale ed è proprio soltanto dell’ uomo
adulto normale: esso dicesi anche autocoscienza, 0 suicosciena, 0 coscionsa
personale, 0 coscienza dell’ Io. Riguardo alla sua natura, le ipotesi
principali possono ridursi a tre: quella apiritualiatioa, secondo cui la coscienza
è la sostanza stessa dello spirito, che è tale in quanto ha coscienza di sè;
oppure una facoltà originari dello spirito, un’ entità metafisica spirituale,
unica, semplice, identica, esistente in sè © per sè; quella materialistios,
secondo cui la coscienza non è che un fenomeno secondario (epifenomeno) nel
meccaniamo della vita psichica, la quale invece è costituita essenzialmente
dall’ attività nervosa, dal fenomeno fisiologico ; quella positfvistica, che,
opponendosi sia allo spiritualismo che al materialismo, la considera come un
fatto nuovo e Cos 254 distinto di cui si devono studiare i
rapporti, senza confonderlo coi fatti materiali, che l’ esperienza ci rivela
come opposti agli spiritnali, ο senza trascendere l’esperienza, che non ci può
far conoscere nd la sostanza dello spirito nè una facoltà originaria di esso.
Quanto alla genesi della coscienza, secondo l'ilosoiemo primitivo tutto il
mondo è animato, e tutto quanto è fornito di movimento è pure fornito di
coscienza. A questa dottrina dei primi filosofi greci, si accosta il
pampsichiemo moderno di Ernesto Hiickel, secondo il quale ogni atomo materiale,
‘come centro di forza, è dotato di un’ anima costante, di movimento ο di
sensibilità, cosicchè la coscienza o anima dell’uomo non è che la somma delle
anime elementari delle sue cellule, composte appunto di protoplasmi molecolari
ο queste di atomi. All’opposto il cartesianismo o automatismo attribuisce In
coscienza soltanto all'uomo, negandola anche agli animali, che debbono essere
considerati come macchino ο automi. Per altri invece, la coscienza non è una
proprietà esclusiva dell’uomo, ma si estende a tutti gli animali e persino alle
piante. Secondo altri ancora, la materia inanimata possiede nna vita psichica
latente, potenziale, che diviene attuale per effetto dell’ organizzazione
biologica. Infine nell’ evoluzionismo dello Spencer, la coscienza sorge da una
differenziazione dell’ energia universale, fondamentalmente unica, e fa la sua
prima apparizione nell’ atto riflesso, considerato como il crepuscolo della
vita psichica. Quanto poi alle dottrine psicofisiologiche sulla sode della
coscienza, possiamo ridurle a due: quella che la pone soltanto nel cervello, e
quella che la considera come proprietà di tutto il sistema nervoso, e cioò
anche del midollo spinale ο dei centri inferiori. Cfr. Malebranche, De la rech.
de la verité, 1712, III, 2, 7; James Mill, Analysis of human mind, 1869, I, p.
224: Kant, Κε. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 76 segg., 127 segg.; Fechner,
Über die Seelenfrage, 1861, p. 199 segg.; Hneckel, Der Monismus, 1898, p. 23
segg.; 255 Cos Wundt, Grundrim d. Psychol., 1896, p. 238
segg.; Joël, Lehrbuch d. Peychol., 1896, p. 111 segg.; Sergi, La peyool. physiologique,
trad. franc. 1881, p. 223 segg.; Bonatelli, La coscienza e il mocoanesimo
interiore, 1870; Ardigo, L'unità della coscienza, 1898; Id., Op. fil., III, p.
68 segg.; IV, p. 373 segg. (v. cellulare psicologia, anima, autocoscienza,
psiche, spirito, io, dualismo, monismo, parallelismo, ecc.). Cosmogonia. T.
Kosmogonie; I. Cormogony ; F. Cormogonie. Dottrina scientifica, filosofica o
religiosa che spiega l'origine e la formazione del mondo. Tatte le religioni
antiche, specie le orientali, hanno fatto larga parte alla cosmogonia. La
scienza moderna ha sostituito alle poetiche immaginazioni primitive 1’ ipotesi
di Kant, Herschel e Lapiace, la quale, sebbene non possa ritenersi definitiva,
esclude ogni intervento sovrannaturale © spiega la formazione del mondo con le
leggi puramente meccaniche. Secondo questa ipotesi, lo spazio nel quale si
muove il sistem solare era occupato da una materia cosmica gassosa, ugualmente
tesa © indifferenziata, la quale, irraggiando continuamente calore, si condensò
a poco a poco intorno a un punto centrale destinato a diventare il sole. Per
virtù della condensazione le molecole dei gas erano attratto con velocità
sempre maggiore in un immenso giro Întorno all'asse del sistema; ma, nello
stesso tempo, lu forza centripeta eresceva in proporzione, cosicchè
bilanciandosi le due forze, si venne a costitnire intorno al nucleo centrale un
primo anello rotante, poi un secondo, poi un terzo... i quali erano destinati a
divonire i futuri pianeti del sistema solare. In virtù di qualche perturbazione
astronomica, alcuno dei segmenti di codesti corpi anulari diventava più denso
degli altri, esercitando una forza di attrazione sempre crescente, finchè
rompeva a suo profitto la zona d materia gassosa © la condensava intorno 4 sd
sotto forma di atmosfera concentrica. Nel nuovo pianeta, per la forza
d’impalsione primitiva delle sue molecole, il moto era diCos 256
venuto doppio: il pianeta continuava a girare intorno al sole e
incominciava nello stesso tempo a rotare intorno al proprio asse. Così l’intero
sistema planetario avrebbe in tempi remotissimi fatto parte del sole. Alla
dottrina 00smogonica del Laplace furono rivolte molte obiezioni, che
giustificano i numerosi tentativi sia di perfezionarla sia di sostituirle
ipotesi più soddisfacenti. Così secondo il Faye V universo si riduceva in
origine a un caos generale, estremamente rado, formato da tutti gli elementi
della chimica terrestre; questi materiali, sottomessi alle loro mutue
attrazioni, erano da principio animati da movimenti diversi, che hanno
determinato la sua separazione in brandelli o nuvoloni, i quali hanno
conservato uns traslazione rapida © rotazioni intestine più o meno lente: da
tali miriadi di brandelli caotici sarebbero nati per progressiva condensazione
i diversi mondi dell’universo. Secondo il Du Ligondòs, al principio esiste un
vero e proprio caos costituito da un gran numero di masse moventesi a caso e
che per caso vengono ad urtarsi tra di loro; essendo tali urti inevitabili, ne
risulta una concentrazione della nebulosa con la tendenza alla formazione di un
nucleo centrale, e un appiattimento dello sferoide, che è la nebulosa caotica
iniziale: dal nucleo centrale avrà origine il sole, e i materiali esterni
formeranno intorno ad esso una specie di disco lenticolare equatoriale che,
appiattendosi sempre più, diverrà anch’ esso instabile e potrà finalmente
trasformarsi in anelli donde nasceranno poi i pianeti. Invece secondo il See i
pianeti non sono stati formati da frammenti della nebulosa solare, ma sono di
origine esterna, ossia corpi estranei che, venendo a passare vicino al sole,
sono stati da esso catturati per effetto della resistenza della vasta atmosfera
di cui un tempo era circondato ; allo stesso modo la Inna non proverrebbe da un
frammento della nebulosa terrestre, ma ad una certa epoca sarebbe stata
catturata dalla terra. Secondo PArrhenius gli astri si scambiano Ince, 257
Cor elettricità, materia e persino germi viventi; la pressione di
radiazione che emana dai corpi luminosi ο che ha la proprietà di respingere i
corpi leggeri, caccerebbe dal sole piccolissime particelle, spingendole fino
alla terra, ai pi neti e alle più lontane nebulose ; queste particelle
finirebbero per agglomerarsi formando le meteoriti, le quali, penetrando nella
massa delle nebulose, diverrebbero centri di condensazione intorno ai quali la
materia comincerebbe a concentrarsi: donde I’ evoluzione stellare, che va dn
una prima fase di oscurità quasi completa attraverso un periodo di splendore a
una fase di decadenza, che si chinde con an inorostamento finale. Cfr. Kant,
Allgemeine Natur gesohiohte u. Theorie des Himmels, 1755; Laplace, Exposition
du système du mondo, in Œuvres, 1884, t. VI, p. 498 segg.; H. Faye, Sur
l'origine du monde, 1896; Du Ligondèe, Formation mécanique du système du monde,
1897; Seo, Rescarohes on the erolution of the stellar system, 1910; Arrheniua,
L'évolution den monde, 1910: Ardigd, La form. nat. nel fatto del sint. solare,
1876; A. Aliotta, Le nuove teorie v0amogoniche, Cultura filosofica >, maggio
1912. Cosmologia. T. Kosmologie; I. Cosmology ; F. Comologie. Termine entrato
nel linguaggio filosofico e scientifico specialmente dopo Kant; significa
dottrina del mondo considerato come un tutto armonico. Nel Wolff designa lo
studio delle leggi generali dell’ universo e della sua costitazione
complessiva, sia dal punto di vista metafisico che da quello scientifico:
cosmologia generalia eat soientia mundi neu universi in gonere, qualenus
soilicet ona idquo comporitum atquo modificabile est. Per Kant la cosmologia
razionale » è la scienza dell'oggetto, vale a dire il Invoro della ragione per
cogliere nella sna unità ’ insieme di tutti i fenomeni; invece In psicologia
razionale » è ln scienza del soggetto pensante. La cosmologia ha per oggetto
l’iden razionale del mondo, come la psicologia l’idea del Me. Nella lingua
filosofien classicn 1’ espressione cosmologia razionale designa 17 Ἠλκκοια, Dision. di scienze filosofiche.
Cosla parte della metafisica che tratta della natura fondamentale ©
dell’origine delle cose sensibili. Cfr. Wolff Chr., Coamologia generalis, 1737, $ 1;
Kant, Metapk. Anfangagrunde d. Nat., 1876, Vor. Cosmologico (argomento). È uno degli argomenti a
posteriori dell’ esistenza di Dio, che dalla caducità e contingenzu del mondo
conclude alla esistenza di un Essere assoluto come creatore 0 primo motore
dell’ universo. Si può anche formulare nel modo seguente: il mondo è un sistema
di mezzi e di fini, come dimostrano |’ ordine ο l'armonia che vi regnano; ogni
sistema di mezzi e di fini è l’effetto di una causa, e d’una causa intelligente
che sappia disporre i mezzi a quei fini, e che sappia concopire il fine quando
non esiste ancora in realtà; dunque il mondo è l’effetto d’una Causa
intelligente, Dio. Esso fn formulato la prima volta da Aristotele, il quale
afferma la necessità di un primo motore immobile, πρῶτος κινοῦν ἀκίνητος, che
muova il mondo, non per una specie di impulso meccanico che ad esso comunichi
-nel qual caso sarebbe insieme movente © mosso ma per l’ irresistibile
attrattiva della sua bellezza, per l’inestinguibile desiderio che suscita di sè
nelle cose. Da allora I’ argomento fu formulato in modi diversi, e il suo
valore spesso combattuto. Kant lo respinge perchè trova in esso questi due
principali errori: 1° Ἡ principio trascendentalo che conchiude dal contingente
a una causa, principio che non ha valore che nel mondo sensibile, ¢ che non ha
più nemmeno significato Suori di questo mondo. Infatti, il concetto puramente
intellettuale di contingenza non può produrre alcuna proposizione sintetica
come quella di causalità, il principio della quale non ha valore oi neo che nel
mondo sensibile; vece bisognerebbe che sorvisse appunto a uscire da questo
mondo. 2° Il ragionamento che consiste nel conchiudere dal’ impossibilita d’
una serie infinita di cause date le une sopra le altre nel mondo sensibile, ad
uns cansa prima; i principi d’ uso razionale non οἱ antorizzauo a conchiudere
così, nemmeno nell’ esperienza, là ove codesta catena non può essere prolungata
». Cfr. Aristotele, Metaph., XII, 6 6 segg. ; Cartesio, Prino. phil., I, 14,
20, 21; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 476 seg. (v. oause finali,
storico, fisico, ideologico, ontologico). Cosmopolitismo. T. Kormopolitismus ;
1. Cormopolitiem ; F. Conmopolitieme. La dottriua della fratellanza universale,
che respinge ogni distinzione di nazioni e di razze, considerando tutti gli
uomini come cittadini d'una sola città, come appartenenti ad una sola
patria,.il mondo. Il casmopolitismo, prima che dal oristianesimo, fu bandito
nella società pagana dalla scuola stoica, che di fronte allo smembramento
politico dell’ umanità, insegnò che lo Stato ideale non conosce limiti di
nazionalità o di Stato storico, ma è ina comunità razionale della vita di tutti
gli uomini, alla quale appartiene ogni uomo, purchè saggio, sin esso barbaro,
ro, ο schiavo, perchè tutti gli uomini sono fratelli. Cfr. Sencen, Ep., 95, 52; Ogereau,
Le ayntème phil. den Stoioiens, 1885, cap. VIII. Cosmos (κόσμος == nniverso). L'univers
considerato come un tutto armonico e ben ordinato. L'espressione, che in
origine significava ordine, fu attribuita per la prima volta al mondo dai
pitngoriei, per i quali U’ armonia, simholeggiats dall’ ottava musicale,
risultava dall'unificazione del molteplice e dall’accordo dei dissenzienti. Cfr. Plutarco, Plas., II,
1; Renouvier, Manuel de phil. ano., 1, 200. Cosmotetico (ideulismo). I. Cosmothetic idealism. Termine creato dall’
Hamilton, per designare la dottrina che si rifiuta di ammettere una coscienza
immediata di qualche cosa fuori dello spirito, civ’ In conoscenza del non-io.
Gili idealisti cosmotetici si distinguono, alla lor volta, in due classi:
quelli che ammettono una entità rappresentativa presente allo spirito, ma non
nua semplice modificazione mentale, come Democrito, gli scolastici,
Malebranche, Newton; © quelli che non riconoscono altro oggetto immediato della
percezione che uno stato dello spirito, come Leibnitz, Condillac, Kant. Cfr. Hamilton, Lectures on
metaph., 1859, I, p. 295 (v. idegliemo). Costume. T. Sitte, Sittlichkeit ; I.
Custom; F. Coutume. Una
ripetizione regolare di atti, comune ad una intera collettività ed alla quale
nessuno degli appartenenti alla collottività stessa può sottrarsi, senza
incorrere nel biasimo degli altri o nella punizione inflitta dal Potere. L’
importanza del costume appare dal fatto che du esso deriva, per graduale
evoluzione, la moralità e che ad esso si conforma V ideale etico. Il costume si
distinguo dall’ abitudine, in quanto questa è puramente individuale, © dall’
uso, che, ‘pur essendo comune a tutta una società, manca tuttavia di quel
carattere di imperatività che è proprio del costume. Cfr. Kunt, Krit. d. pr.
Vern., ed. Reclam, p. 37; Wundt, Grundries d. Peyohol., 1896, p. 359 segg.
Creazione, T. Schöpfung, Schafen; I. Creation; F. Création. Termine teologico e
metafisico, col quale si designa Vatto per cui la Divinità ha prodotto il mondo
e gli esseri che in esso si trovano, senza l’aiuto di alcuna materin
preesistente. Quanto al modo di questa creazione, secondo il racconto mosaico
essa fu successiva, avendo richiesto sei giorni; secondo altri invece fu
istantanea, non compor‘tando la potenza di Dio il bisogno del tempo: quindi
tutto avrebbe ricevuto in un medesimo momento la vita e 1’ esistenza, ο i sei
giorni non dovrebbero intendersi che come lo sei mutazioni attraverso le quali
passò la materia, per formare l’ universo quale oggi lo vediamo. Ad ogni modo,
nella filosofia cristiana la derivazione del mondo da Dio è posta non come
necessità fisica 0 logica dello sviluppo dell'essere, ma come un atto di libera
volontà, e quindi la ereazione del mondo non è per essa un processo eterno, ma
un fatto isolato, temporaneo. Il concotto di libertà del volere aveva
significato da prima, con Aristotela, In capa 261 Cre cità di una decisione fra diverse
possibilità date, indipendentemente da ogni costrizione esteriore; con Epicuro
aveva pot assnnto il significato metafisico di una attività acausale
dell'individuo; applicato all’assolnto ο considerato come proprietà di Dio,
divieno nella filosofia cristiana il concetto della orcasione dal nulla,
trasformato nella dottrina di una generazione acausale del mondo dalla volontà
di Dio. Mentre per la maggior parte dei filosofi anteriori al cristianesimo, In
materia preesiate alla Divinità, la quale non fa che ordinarla e plasmarla come
un artista (Demiurgo); per i tilosofi cristiani creare vuol dire trarre qualche
cosa dal nalla, non in maniera da fare che il nulla sia la materia la causa
dell’ essere, ma facendo che l’essere succeda al nulla, fit post nikilum, come
il giorno succede all’ aurora, viout post mane fit meridice. Alls massima,
comune nel mondo pagano, che er nihilo nihil fit, essi oppongono che la onnes
prima, universale ed infinita, si distingue appunto dalle cause seconde per
codesta potenza, che esclusivamonte le appartiene, di trarre le cose dal nulla.
Tra le molte prove dirette a dimostrare la potenza creatrice della divinità,
basti ricordare questo due: 13 gli esseri finiti non esistono per forza propria
e spontenes; essi dunque ricevono I cnistenza da un essere infinito, che la
possiede per eccellenza ; ora, essendo Dio il solo essere esistente per sò,
tutti altri esseri hanno ricevuto da lui l’esistenza ; 2° gli effetti sono
proporzionati alle loro cause; il primo di tutti gli effetti à l'essere, sia
perchè è il più generale sin perel procede tutti gli altri; dunque, como gli
effetti particolari dipendono da cause seconde, la partecipazione dell'essere
rimonta fino alla causa prima, e come un re, signore supremo nei suoi Stati,
sovrasta a tutti i depositari della sua autorità, così Dio vince tutte le cause
inferiori, ο mentre questi danno origine ad accidenti fugaci, In sua potenza
giunge fino u dare esistenza al nulla. La scienza moderna considera la dottrina
della creazione come assurda e contradditoria e lo oppone V evolusione, che
implica lo sviluppo dell'essere per cause © leggi proprio. Tuttavia alcuni
teologi cercano conciliare il dogma della creazione con la dottrina dell’
evoluzione, distinguendo una oreatio prima, detta anche creazione vera, cioè la
creazione diretta della sola materia informe, la quale, essendo dotata di certe
ragioni causali, diede luogo alla oreatio secunda, detta anche creazione
derivatica, cioè allo sviluppo delle innumerevoli forme esistenti, per cui le
creature multiformi farono create indirettamente e mediatamente per opera di
cause occasionali. Con I’ espressione
oreatio continua gli scoluatici e i cartesiani designavano l’azione con cui Dio
conserva il mondo nell’ esistenza, azione che è ugualo a quella con cui
primitivamente 1’ ha prodotto dal nulla: Dal fatto che nel momento precedente
esistevo, dico Cartesio, non segue in nessun modo che io debba esistero anche
nel momento attualo, cosicchè una qualche causa deve avermi creato di nuovo
pure per questo secondo momento, cioè deve avermi conservato ». Ugualmente
Spinoza: Da ciò segue che Dio non è soltanto la causa per cui le cose
cominciano ad esistere, ma anche quella per oni perseverano nell’ esistenza,
ossia, per servirmi del termine scolastico, Dio è la causa essendi delle cose
». Dicesi teoria delle creazioni
periodiche la dottrina con cui l'Agussiz spiega l'origine e la diversità delle
specie: ogni specie è stata crenta da Dio e ne rappresenta un particolare
concetto; ma poichè sulla superficie terrestre vi sono rapporti di continua
convivenza fra specie ο specie, fra piante ed animali, fra i viventi e le
condizioni di vita, il suo intervento si effettua ad intervalli di tempo e in
deminati punti della terra, cosicchè si hanno creazioni pejodiche in differenti
centri di creazione, Cfr. Alberto Maguo, Sum. de creat., I; S., settembre 1910
(v. agnosticimo, cononcenza, corpo, 0088, noumeno, neo-oriticirmo, dommatismo).
Cromatiche (sensazioni). Si dicono tali le sensazioni visive date dai sette
colori dello spettro solare : rosso, arancisto, giallo, verde, turchino,
indaco, violetto. Al rosso, corrisponderebbero cirea 450 bilioni di vibrazioni
al m”, della lunghezza di 688 milionesimi di mm. ciascnna; al violetto 790
bilioni della lunghezza di 393 milionesimi di mm. Da Aristotele fino ai giorni
nostri sono state formulate molte ipotesi per spiegare la percezione dei colori
; lo più accreditate sono quella di ‘I. Joung, perfezionata da Helmboltz,
quella del Wundt e quella di Hering. Secondo la teoria Joung-Helmholts,
esistono nella retina tre distinte fibre nervose recettrici, © nei centri
differenti elementi percettori, quelli pel rosso, pel verde e pel violetto ;
ciascun colore fondamentale sarebbe capace di eccitare i tre elementi
recettori, ma in grado differente secondo la diversa * lunghezza d'onda. 11
Wundt ammette invece che ogni qual volta la retina è eccitata da uno stimolo
esterno, ai può eccitare sia un processo cromatico, in funzione specialmente
della lunghezza d'onda, sin un processo acromatico, in fimCro-DaB 272
zione specialmente dell’ ampiezza delle vibrazioni} l’eccitamento
cromatico sarebbe un multiforme fenomeno fotochimico, gradualmente varinbile
colla lunghezza d’ onda delle vibrazioni e provocato da stimolazioni di media
intensità. Secondo Hering esistono negli elementi sensibili della retina tre
diverse sostanze fotochimiche visive, sede di due opposti processi
contemporanei, uno assimilativo, l’altro dissimilativo: quando prevale quello
si hanno le sensazioni del nero, del verde, dell’aszurro, quando prevale questo
le sensazioni del bianco, del rosso, del giallo; quando i due opposti processi
si fanno equilibrio, si ha In sensazione del grigio ο del bianco, Cfr. Wundt,
Grundeüge dor phys. Paychologio, 1903, vol. II; Hering, Zur Lehre vom
Lichtsinn, 1878; Schenck, Pflügers Arch., 1907, vol. 118 (v. aoromatiche,
acromatopsia, bastoncini, coni). Cronotopo (xpévor --tempo τόπος spazio). Questo termine si adopera qualche
volta per indicate I’ unità dello spazio e del tempo ideali. Cruciale v.
erperimentum orucia. D Dabitis. ‘Termine mnemonico di convenzione, col quale
nella logica formale si indica quel modo indiretto della prima figura del
sillogismo, in cui, come indicano le vocali, ls maggiore è universale
affermativa, In minore © In conclusione particolari affermative. A questo modo
pnd ossere ricondotto il Dibatis della quarta figura, mediante la conversione
della conclusione e la trasposizione delle premesse. Es. Dabitis : i
delinquenti nati sono individui anormali qualche uomo d’ingegno è delinquento
nato dunque qualcho nomo d’ingegno è individuo anormale. Es. Dibati: qualche
uomo d’ingegno è delinquente nato tutti i delinquonti nati sono individui
anormali dunquo qualche individuo anormale è uomo d’ ingegno. Il daltonismo e una
delle forme più comuni della discromatopsia. Consiste nella cecità per il color
rosso, o nella difficoltà di distinguerlo dal verde. È così chiamata dal
chimico inglese Dalton, che ne fu affetto © per primo la desorisso o la definì.
L’ Helmholtz lo chiamò aneritropsia. In
senso figurato dicesi daltonirmo morale (ethische Farbenblindheit dei tedeschi)
quella forma di pazzia morale, in ui I’ individuo non ignora ciò che la probità
impone e la moralità proibisce, ma è incapace di tradurre le sue conoscenze
teoriche nella condotta pratica, perchè non sorretto da quelle tendenze emotive
che spingono l’uomo verso il bene. In
senso pure figurato e polemico usasi talvolta 1’ espressione daltonismo
intellettuale per indicare l'incapacità di comprendere certe idee, di valutare
la gravità e I’ catensione di problemi, che altri giudica invece importanti.
Cfr. J. Dalton, Res. della soo. fil. di Manchester, t. I, ottobre 1794;
Dagonet, Folie morale, 1878; Mendel, Die moralische Wahnsinn, 1876. Darapti
Termine mnemonico di convenzione, col quale si designa quel modo della terza
figura del sillogismo in cui la maggiore e la minore sono proposizioni
universali affermative, la conelusione particolare affermativa, Fs, Tutti i
pesci sono vertebrati. Tutti i pesci sono animali acquatici. Dunque alcuni
animali acquatici sono vertebrati. Si riconduce al Darii della prima figura
mediante la conversione parziale della premessa minore; corrisponde
all’&rast dei logici greci. Darii. Termine mnemonico di convenzione, col
quale si designa quel modo della prima figura del sillogismo, in cui la
maggiore è una proposizione universale affermati la minore e la conclusione
particolari affermativo. Es. Tutte le azioni automatiche sono incoscienti.
Qualcheazione umana è automatica. Dunque qualche azione umana è incosciente, A
questo modo vengono ricondotti tutti { modi delle altre 18 Ranzots, Dizion. di scienze filosofiche.
Dar 274
tre figure comincianti per In lettera D; corrisponde al γραφίδι dei
logici greci. Darwinismo. Τ. Darwiniemus; I. Dariciniom; F. Darwinieme. Non
dovrebbe mai usarsi in luogo di trasformismo cd evolusionismo ; esso infatti
indica la teoria del trasformismo biologico come fu inteso ed esposto da Carlo
Darwin, il quale spiegò l’origine comuno di tutte le specio di animali o piante
da semplici forme stipiti primitive, mediante il principio della selezione
nuturalo 0 sopravvivenza del più adatto, necessaria conseguenza della rapida
riproduzione degli organismi ο della concorrenza per la vita: tra gli organismi
sopravvivono soltanto quelli che, nella lotta che devono sostenere per la
sproporzione completa tra il loro accrescimento e la misura del mezzo di
nutrizione disponibile, possono variare in modo ad essi favorevole, cioè
conformo allo scopo. Il presupposto della teoria è quindi, accanto al principio
della eredità, quello della variabilità : a ciò κ) aggiunge la concezione, che
oggi è modificata dalla dottrina delle variazioni improrvise del De Vries, di
grandissimi spazi di tempo per l’accumularsi delle variazioni infinitamente
piccole. Il Lamarck invece, esponendo prima del Darwin la teoria della
discendenza, poneva come fattore principale lo condizioni esterne di vita e 1’
uso e nonuso degli organi. L'importanza filosofica del darwinismo consiste
nell’ aver dato una spiegaziono puramente meceanien dello finalità, che formano
il problema della vita organica; così il concetto della soleziono fu applicato
poi alla sociologia, alla psicologia, alla storia ο da molti è con#iderato come
il solo metodo scientifico. La dottrina darwiniana ha molti precursori fino dall’antichità.
Anassimandro ammetteva la trasformazione degli organismi per adattamento alle
mutate condizioni di vita; Empedocle insegnava che gli animali hanno avuto
origine qua ο là senza regola, in formo strane ο grottesche, ¢ che poi
sopravvissero solo gli adatti alla vita; Aristotele riconosceva il principio
della 275 Dar lotta dell’esistenza, scrivendo che gli
animali sono in guerra tra loro, quando abitano gli stessi luoghi ο si cibano
dello stesso nutrimento, ο se il nutrimento non è sufficiente, essi si battono,
anche tra quelli della stessa specie »; Lucrezio ebbe chiaro il concetto della
variabilità della specie e descrisse con grande esattezza lo sviluppo
intellettuale progressivo dell’ uomo; Francesco Bacone intui la possibilità di
trasformazione delle specie vegetali, ο propose anzi 1’ esperienza di variare
le specie per vodere come esse si siano moltiplicate ο diversificate; Cesaro
Vanini riconobbe la variabilità delle piante domestiche, suppose perciò che
anche gli animali possono tramutarsi, intuì il parallelismo tra embriologia ed
evoluzione e dichiarò esplicitamente che 1’ uomo deriva dalla scimmin per la
graduale trasformazione dell’ atteggiamento quadrupede di questa nella stazione
bipede di quello; Giordano Bruno lasciò scritto l’ aforisma che compendia tutta
In dottrina, una epecio alterins est principium, © affermò persino il
parallelismo tra lo sviluppo della specie ο quello dell’ indi duo. Tra i
precursori più immediati basti ricordare il Buffon, che segnalò nettamento In
verosimiglianza delle variazioni lente e progressive per gradi sfumati, spesso
imperce bili > e fu un trasformista convinto; Diderot, Goethe, Erasmo
Darwin, che sostenne prima del nipote Carlo il princi pio del trasformismo,
accennando all’origine di tutte le specie da forme-stipiti primitive, estremamente
semplici € analoghe al filamento embrionale », cio all’ovolo e allo
spermatozoo. Ἡ massimo rappresentante del darwinismo classico è, oggi, Ernesto
Haeckel. Cfr. Darwin, Origin of speciea by means of natural selection, 1859;
Id., The deacent of man, 1883: G. Novicow, Critica del darwinismo rociale,
trad. it. 1910: C. Fenizia, Storia ο bibliografia evoluzioniatica, ediz. Hoepli
(v. neo-daricintemo, neo-lamarckismo, traaformirmo, ecc.). Datisi. Termine
mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa quel modo
della terza figura DAT-Drc 276 del sillogismo, in cui la maggiore è una
proposizione universale affermativa, la minore e la conclusione proposizioni
particolari affermative. Es.: ogni azione umana è determinata dallo stato
psico-organico dell’ agente qualche azione umana sfugge all’imputabilità dunque
qualche cosa che sfugge all’ imputabilità è determinato dallo stato
psico-organico dell’ agente. Questo modo corrisponde al} ἁσπίδι dei logici greci,
e può essere ricondotto al Darii della prima figura mediante la conversione
semplice della premessa minore. Dato. T. Gegeben; I. Given: F. Donné. Indica in
generale ciò che è immediatamente presente alla coscienza, prima che lo spirito
lo elabori; nella scienza i dati sono i fatti ο i principi indiseutibili che
servono come punto di partenza. Dicesi dato della sensazione il contenuto della
sonanzione stessa, prodotto dal funzionamento dei centri” nervosi in seguito
all’azione di uno stimolo centripeto, interno o esterno. I daf della conoscenza
sono, alla lor volta, i dati delle sensazioni stesse, cioò i materiali sui
quali opera l’attività sintotica dello spirito. In un problema diconsi dati gli
elementi cogniti, mediante i quali si debbono determinare gli elementi
incogniti. Decisione. T. Entscheidung; I. Decision; F. Ireision. Quel momento
della volizione, ossia dell'atto singolo di volere, che segue alla
deliberazione © risolve il conflitto dei motivi mediante il definitivo
prevalere di una idea-fine. Solo determinate rappresentazioni hanno in un dato
individuo potenza impulsiva all'atto, e nello stesso individuo l’impulsività di
tali rappresentazioni può variare colla disposizione sua del momento. In
generale la massima impulsività è propria delle idee fisse, la minima delle
idee astratte; ma per essere normalmente impulsiva, un’ idea dove essere
organizzata nolla psiche dell’ individuo. La deeisione, detta anche scelta ο
risoluzione. è preceduta dalla deliberazione 0 seguita dalla esecuzione. 277 -Dec-bkb Deolinazione. La deviazione
degli atomi dalla loro linca verticale, secondo la dottrina di Epicuro. Bacone
chiama tarola di declinazione, oppure tarola d’ assenza, quel metodo che
consiste nel confrontare i casi in cui il fenomeno nvviene, con altri, simili
nel rimanente, in cui quello non avviene. Corrisponde al metodo della
differenza di Stuart Mill (v. caso, olinamen, differenza). Deduzione. T.
Deduction, Ableitung; I. Deduotion; F. Deduction. Forma di ragionamento, che
consiste nel partire da un principio generale noto per trarne delle conseguenze
particolari; si oppone all’ inducione, che consiste invece nel partire dai
fatti particolari per ascendere a un principio, prima ignorato. La deduzione
rappresenta dunque il procedimento sintetico, Ι’ induzione V’ analitico. Si
κυgliono tuttavia distinguere due forme di deduzione, la sintetica © V’
analitica; la prima procedo da principi semplici e trae dalle loro combinazioni
conseguenze complesse, la seconda consiste nella risoluzione di un concetto
complesso nei suoi elementi, o nella trasformazione di un concetto mediante una
diversa disposizione o combinazione dei suoi elementi (nd es. la risoluzione
delle equazioni), ο nella soatituzione di un elemento del concetto complesso
dal quale dipende la verità che si vnol dimostrare. La deduzione analitica à
usata specialmente nelle matematiche, gin essa si applica a quelle verità cho
possono essere dimostrato con semplici operazioni logiche sopra altre verità in
cui sono contenute. La forma della deduzione, sia ossa analitica o sintetica, è
il sillogismo. La deduzione, come metodo di ricerca, occupa un posto centrale
nella logien aristotelica, posto cho essa ha conservato finchè durò, να]
pensiero filosofico e scientifico, il dominio di Aristotele. Accogliendo la
dottrina socratico-platonica delle idee, Aristotele ammette che il vero essere
è I’ elemento universale, ϱ la sua conoscenza è il concetto; mn laddove Platone
aveva fatto dell’ universale, che il concetto conosce, a del Der 278
particolare, che viene percepito, due mondi totalmente diversi, senza
rapporto tm di loro, Aristotele pone invece come ufficio fondamentale della
scienza di cercare quel rapporto di derivazione del particolare dall’
universale, che renda capace la conoscenza concettuale di comprendere o
apiegare l'oggetto della percezione e al tempo stesso di dimostrarlo o
provarlo. Lo spiegare e il provare sono, per Aristotelo, la stessa cosa e si
esprimono con la stessa parola deduzione », ossia «derivazione: infatti 1’
universale che, in quanto vero ente, è la causa dell’ accadere, quello da cui
il particolare, oggetto della percezione, deve essere spiogato, è nel pensiero
la ragione da cui il particolare deve essere provato; per tal modo la deduzione
dol dato della percezione dal suo principio universale costituiaco tanto la
spiegazione scientifica dei fenomeni del mondo reale quanto il processo logico
della loro dimostrazione. Du cid si comprende l'importanza data da Aristotele
al sillogismo, che è la deduzione di un giudizio da due altri; ο come egli non
#bbia rivolto la sua attenzione se non a quella forma di sillogismo, che
esprime la subordinazione del particolare all’ universale, e come infine abbin
considerata più valida di tutte ed originaria la prima figura del sillogismo,
nella quale il principio della subordinazione è espresso puramente ©
chiaramente. Kant chiama deduzione
trascendentale la giustiticazione del fatto, che dei concetti a priori sono
applicati agli oggetti della esperienza; tale one dicesi trascendentale per
opposizione alla empirica, che consisterebbe nello scoprire tali concetti
mediante riflessione fatta sull’ esperienza stessa. Ufr. Aristotele, anal. pr.,
II, 25, 69 a, 20; Wundt, Logik, 1893, II, p. 29 segg.; Kant, ΑΗ. d. reinen
Fern., ed. Reclam, p. 103-104; H. Majer, De Syllogistik des Aristoteles, 1900;
Rosmini, Logica, 1853, p. 170 seg., 270; Masci, Logica, 1899, p. 423 segg.
Definito. Come contrario di indefinito, è ciò a cui possono essere © sono dati
dei limiti, essendo indetinito ciò
279 Der che non ha dei limiti
assegnabili. Si distingue dal finito, che è ciò che ha dei limiti assegnati.
Nella definizione dicesi definito ο definiendo il concetto da definire, cho
funge da soggetto nel giudizio con cui è formulate la definizione. Definizione.
T. Definition, Begriffabestimmung; I. Definition; F. Définition. E l’ analisi o
la determinazione del contenuto di un concetto, espressa in un giudizio il cui
soggetto è il concetto da definire (definito ο definiendo), ο il predicato
(definiente) quel gruppo di note mediante le quali il primo vien definito. ‘Tra
queste note basta scegliere quelle che sono sufficienti a distinguere il
concetto sia dai concetti congeneri sia da quelli che fanno parte di altri
generi; a tal uopo servono il genere prossimo, cioè quel genere che più
s'avvicina, come tale, alla comprensione del definiendo, e la differenza
specifica, cioè l’ insieme delle qualità che lo distinguono dai concetti
coordinati. Codesta determinazione risale ad Aristotele, per il quale la
definizione è la formula che esprime l’ essenza della cosa, essenza che si
compone appunto di genere e di differenza. Il metodo della definizione può
essere positivo ο negativo ; il primo consiste nel riunire nella definizione
l’intero gruppo di note che il definiendo abbraccia, il secondo nel determinare
i caratteri che devono da esso escludersi. I logici chiamano nominale la
definizione che spiega il significato di una parola, che determina soltanto ciò
che si deve intendere con una data espressione; reale quella che si riferisco
invece al valore intrinseco del definiondo ; analitica ο determinativa quella
che espone gli elementi costitutivi del detiniendo in quanto sono per sò stessi
determinativi ; genetica quella che espone il processo con cui la cosa definita
si forma, © può essere genetica indicativa ao la formazione della coss è da noi
indipendente, genetica costruttiva se noi stessi possiamo formarla, Però il
significato di questi termini è ben lungi dall’ essere fisso; così per Leibnitz
le definizioni nominali sono quelle che permettono solamente di distinguere
Der 380
un oggetto dagli altri, le reali o causali quelle che mostrano la
possibilità del definito, cioè la sua assenza da contraddizione. Kant distingue
ancora le definizioni analitiche, che anaizzano un concetto anteriormente
formato, e le definizioni sintetiche che servono Α formare primitivamente un
concetto ; egli chiama poi reali le definizioni che non solo rendono chisro un
concetto, ma anche nello stesso tempo la sua obbiottiva realità ». Nella logica
algoritinica si distinguono due specie di definizioni indirette; l’ una per
astrazione, che cousiste nell’ indicare a quali condizioni si ha l’uguaglianza
d’una funzione logica, come quando si defigisce la massa ο la temperatura
indicando le condizioni d’ uguaglianza di tali grandezze ; l’altra per
postulati, che consiste nel definire un insieme di nozioni enunciando, come
assiomi ο postulati, le relazioni fondamentali che questi termini verificano ©
che costituiscono i fondamenti necessari e sufficienti della loro teoria. Il
Liard distingue due gruppi di detinizioni : le une geometriche, o formali, ο
sintetiche, vervono a costituire la materia d’una scienza ὁ ne rappresentano
quindi il punto di partenza; le altre empiriche, o materiali, o analitiche,
servono u riassumere le conoscenze ottenute induttivamente e costituiscono
perciò un punto d’urrivo. Gli errori più comuni della definizione sono
l’angustia, che consiste in ciò, che il definiente contiene qualche nota che
non appartiene a tutta I’ estensione del definito ; V ampiezza nell’ inverso ;
la sovrabbondanza, nell’ aggiungere note superflue rispetto al fine di
distinguere il concetto dato da tutti gli altri. Cfr. Aristotele, Top., VII, 5;
Anal. post, 11, 3, 7, 10; Leibnitz, Nour. Eusais, 1. III, cap. 3, $ 19; Kant, Krit.
d. reinen Vern., ed. Roclam, p. 225, 55%; G. Burali-Forti, Congrès de philos.,
1900, III, 289; L. Liard, Des défin. géometriques οἱ dea déf. empiriques, 1903;
G. Vailati, La teoria aristotelioa della definizione, Riv. di fil. ο scienze
aftini », novembre 1903 (v. tautologia, diallelo, indefinibile). Degenerasione.
T. Entartung; 1. Degeneration; F. IXgénérescence. Indica in generale
l'alterazione d’un organo © d’un orggnismo, per oni esso è condotto ad uns
forma giudicata inferiore. In modo più preciso si può definire: un’ alterazione
organica e funzionale, che degrada dal tipo normale ed è trasmissibile per
eredità; o anche: l’indebolimento dei caratteri iniziali della specie a cui un
essere appartiene. Il merito di aver introdotto nella psicologia il concetto
della degenerazione è dello psichiatra francese B. Morel, che ne trattò in un
libro rimasto celebre. Tuttavia il significato della parola non è ancora molto
preciso, dandole alenni, come il Max Nordon, una grande estensione, ed usandola
altri per indicare così il processo come gli effetti della deviazione di uns
specie o di un organo dal suo tipo normale. Secondo il Sergi, la degenerazione
consiste nel fatto di individui e di loro discendenti, i quali, nella lotta per
1’ esistenza non cssendo periti, sopravvivono in condizioni inferiori e sono
poco atti a tutti i fenomeni della lotta susseguente. La degenerazione è un
fatto essenzialmente ereditario ; l’ ereditarietà morbosa indebolisce a lungo
andare il potere di una famiglia, cosicchd il decadimento fisico ο mentale si
trasmette nei discendenti finchè la famiglia scompare. Ma è anche un fenomeno
acqui potendo derivare dall’ambiente, da uno stato patologico costituzionale,
dall’ arresto o deviazione di sviluppo, dalV alterazione di un viscere più o meno
importante alla vitalità dell'individuo; è merito del Morel di aver dimostrato
appunto come vi siano delle cause deyencratrici della specie © della famiglia,
quali le intossicazioni con a capo I’ alcolica, U ambiente sociale, lu miseria,
certe professioni industriali insalubri, certi climi, con a capo il palustre,
ecc. La degenerazione si imprime con stimmate somatiche, fisiologiche e
psicologiche. Tra le prime sono più appariscenti la microcefalia, le
deformazioni del cranio, 1’ asimmetria facciale, le orecchie ad ansa, la
dentatura irregolare, il Deo 282 progenoismo, il prognatismo; tra lo seconde
In balbuzie, lo strabismo, il mancinismo, l’analgesia, il ritardo di sviluppo nelle
varie funzioni, |’ esagerazione dei riflessi, speciali idiosinerasie del gusto
e dell’ odorato, la gracilità, V idrocefulo, i sogni spaventosi, il
sonnambulismo. Tra le note psichiche, 1’ onicofagia, l’onanismo, la mancanza
d’armonia tra le tendenze, il difetto di attenzione, la mancanza di volontà, la
tendenza alla menzogna, I’ egotismo, la criminalità, la scarsezza di senso
morale, l'avidità del meraviglioso. Il Sergi distinguo una piccola e una grande
degenerazione del carattere : nella prima 1’ individuo si mostra indeciso nelle
sue azioni, cade spesso nel turpe e tutto urrischia per coprire lo sconvenienze
della propria condotta ; nellu seconda rimane annullata la personalità morale e
l’individuo si trascina nel più completo servilismo. Dal punto di vista dello
sviluppo intellettuale i degenerati si sogliono distinguere in due categorie: i
degenerati inferiori (idioti, imbecilli, futui) e degenerati superiori
(squilibrati, mutidi). I degenerati superiori non presentano, a differenza dei
primi, insufficienza di sviluppo mentale, chè anzi non à raro rilevare in ossi
una notevole attitudine alle arti, ad es. alla letteratura, alla pocaia, più
eccezionalmente alla scienza; ciò che li caratterizza è invece lo sviluppo
ineguale delle diverse facoltà, per cui, a lato di alcune eminenti, altre sono
rimaste allo stato embrionale, cosicchè nella loro mente si originano con somma
facilità dello idee morboso di grandezza, alimentato dal vivo sentimento di
vanità che è in tutti i deboli. Cfr. B. J. Morel, Traité des dégénérencenes de V'expèce
humaine, 1857; Moreau de Tours, La psychologie morbide dane ses rapports aveo
la philos. de Vhistoire, 1860; E. Reich, Veber Entartung des Menschen, 1868;
Dallemagne, Dégénéré et déséquilibrés, 1895; Maguan et Debove, Les dégénérés,
1895; G. Sergi, Le degenerazioni umane, 1888; F. Mugri, La degenerazione
oonsiderata nella sua ouusa, 1891; Max Norduu, Degenerazione, trad. it. 1894
(v. atariemo, reversion’). 283
Dei-Det Deismo. T. Deirmun; I. Deiem; F. Deine. 1 vocaboli deismo è
teismo, derivanti il primo dal latino, il secondo dal greco, hauno
etimologicamente lo stesso significato. ‘Tuttavia, benchè entrambi indichino la
credenza nell’ esistenza di una Divinità personale, intelligente, distinta dal
mondo, col primo, usato la prima volta dal Toland, si suol più propriamente
designare una credenza filosofica che non poggia sulla rivelazione e non
riconosce vincoli di dogmi. In modo diverso lo intendeva il Kant; egli infatti
chiama teismo la credenza in una Divinità libera, creatrice dol mondo sul quale
esercita la sun Provvidenza, e deismo la semplice credenza in una forza
infinita e cieca, inerente alla mutoria © causa di tutti i fonomeni che in essa
avvengono, Il Clarke stabilisce invece quattro spocie di doisti: quelli cho
ammettono puramente I’ esistonza di una Divinità, negandole ogni azione sul
mondo e sull’uomo; quelli che ammettono anche la Provvidenza divina, ma pongono
l'indipendenza della moralità dalla religione; quelli che ammettono l’idea del
duvere © della Provvidenza divina, ma nogano ogui sanzione oltremondana; quelli
che ammettono tutte le verità della religione naturale, rigettando il principio
di autorità e lu rivelazione. Quest’ ultimo è forse il significato oggi più in
uso. Cfr.
Clarke, Traité de Vertstence et des attribute de Dieu. 1828, 6. II, p. 21
segg.; Kant, Arit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 494-495; Eucken, Geschiote
d. philos. Terminologie, 1879, p. 94; Ueberwog, Die Neue Zeit., 1896, I, p.
153. Deliberazione. I.
Ueberlegung; 1. Deliberation : F. I liberation. Il primo dei momenti dell’ atto
volontario. oppone in generale a impulsione. Esso è costituito dal pe riodo di
esitazione tra la rappresentazione dell’ atto pensato come fine, o tra l'eccitazione,
e il suo compimento. Le rappresentazioni che in questo periodo di tempo entrano
fra loro in conflitto diconsi motiri: i sentimenti, le tendenze, gli istinti
che a quelle si uniscono, prendendo parte al conflitto medesimo, diconsi
mobili. 11 prevalere di Den 284 uno ο di un gruppo di motivi ο mobili dà poi
Inogo alla decixione, cui consegue 1’ esecuzione. Cfr. Jodl, Lehrbuch d.
Paychologie, 1896, p. 742. Delirio. T. Delirium; 1. Delirium; F. Délire. Sotto
il me di stati deliranti si comprendono quei disturbi psichici, che si
manifestano nello malattie infettivo, negli avvelonamenti acuti, negli stati di
profondo esanrimento, e i cui sintomi principali sono : ottuudimento della
coscienza, vovitazione motoria, confusione mentale, allucinazioni, spevie visive
e uditive. Possono durare poche ore come alcune settimane. Quando questi
sintomi hauno' intensità maggiore e sono accompagnati da febbre più ο meno
alta, insonnia nssoluta, contrazioni fibrillari, rifinto di cibo, oce si ha il
così detto delirio acuto. Quando poi lo ideo deliranti non sono fugaci ©
sconnesse, ma formano un tutto organizzato in serio logica, si hanno i delirii
sistematizzati, i cui tipi principali sono: delirio di negazione, delirio di
persecuzione, delirio ipocondrinco, delirio di grandezza, delirio di
antorimprovero, ece. Si distingne infine un delirio di gelosia, che apparisce
nella paranoia alcolica. Cfr. Kraepelin, Peyohiatrie, 4* ed. 1893, p. 254
segg.; Ziehen, Paychiatrie, 1894, p. 352 segg. Delitto. T. Verbrechen; I.
Crime; F. Crime. Designa in generale ogni infrazione alla legge penale, ed
implica u utto che tendo in qualsiasi modo a nuocere alla vita sociale. I
criminalisti però sono ben langi dall’intendersi circa la dofinizione del
dolitto, la sun natura ei suoi ratteri costanti. Così per il Franck è dolitto
qualunque uttucco alla sienrezza ο alla libertà sia della società sia degli
individui; per il Carrara il delitto si definisce la infrazione della leggo
dello Stato promulgata per proteggere la sicurezza dei cittadini, risultante da
un atto esterno dell’uomo, positivo o negativo, moralmente imputabile ; per il
Garofalo è delitto ogni offesa ai sentimenti della pietà e della probità; per
Ferri il delitto è un attacco alle condizioni naturali d’esistenza dell’
individuo e della società; per il Colajanni e il Berenini sono delitti le
azioni determinate da motivi individuali e antisociali, che turbano le
condizioni @ esistenza e offendono la moralità media d’un popolo a un momento
determinato ; per il Tarde I’ idea del delitto implica essenzialmente,
naturalmente, quella d’un diritto ο d’un dovere violato; il Durokheim definisce
il delitto ogni atto che, et un grado qualunque, determina contro il suo autore
quella reazione caratteristica che chiamasi pena, ecc. Tutte queste definizioni
si bassno su caratteri variabili, come i sentimenti, i diritti, i doveri, le
leggi penali, le forme sociali, mentre, per servire di base sicura alla scienza
penale, dovrebbero dare della nozione in discorso 1) elemento fisso ο valido in
qualunque luogo e a qualsiasi epoca. Sembra percid preferibile a tutte la
definizione dell’ Hamon : ogni atto cosciente che lede la libertà d’agire d’ un
individuo della stessa specie dell’ autore dell’ atto è un delitto. Cfr. F.
Carrara, Programma del corso di diritto criminale, 1871; A. Marucci, La nuova
filosofia del diritto criminale, 1904; E. Ferri, I nuovi orizzonti del diritto
ο della procedura penale, 1884; R. Garofalo, Il delitto come fenomeno sociale,
nel vol. Per lo onoranze a F. Carrara, 1899, p. 321 segg.; Colajanni,
Sociologia oriminale, 1889; A. Hamon, Déterminiame et responsabilità, 1898.
Demagogia (δῆμος -= popolo &ywyé =
che conduce). T. Demagogie; I. Demagogy; F. Démagogie. Etimologienmente designa
quella forma di governo in cui il potere è in mano della moltitudine; ma si
adopera quasi sempre in senso cattivo per indicare la tirannia esercitata dalla
Plebe, giunta al potere, sopra le altre classi sociali. Demenza. T. Psychische
Schicdchezustinde, Blödsinn, Schwachsinn; 1. Mental weakness, dementia; F.
I)tmence. Termine molto generale, con cui si indies l’indebolimento ©
Vottundimento acquisito e irrimediabile delle facoltà intellettnali. Si
presento come sindrome di diverse malattie Dem
286 mentali, e può essere
generale e parziale, permanente e progressiva. Va notato però che l’
indebolimento caratteristico della demenza colpisce quasi sempre
contemporaneamente le tre grandi funzioni psichiche, l'intelligenza, il
sentimento, la volontà. I disturbi della intelligenza si manifestano col
diagregarsi del legame associativo delle idee, con P incoerenza del lingnaggio
ο della scrittura, con In perdita della capacità di fissare e rievocare i
ricordi; i disturbi dell’ affettività con 1’ indebolimento di tutti i
sentimenti ideali o rappresentativi, e col distraggersi progressivo degli
affetti familiari ο del senso morale; i disturbi della volontà con } apatia ο
l’indifferentismo che caratterizza gli stati dissociativi della personalità. Le
forme principali di essa sono: la d. precoce, cho si presenta nella gioventà e
si può esplicare con stadi di esaltamento di depressione ο di delirio; la d.
senile, caratteristica della tarda otà e che si accompagna naturalmente agli
altri fenomeni d’ involuzione fisiologica della vecchiaia; In d. paralitica,
che è la più ricca e la più varia di fenonieni psicologici. Infine la demenza
si può presentare come stato terminale dell’ alcoolismo, dell’ epilessia, dell’
antenza, © della frenosi circolare. Cfr. Ziehen, Paychiatrie, 1894, p. 335
segg. Demiurgo. Nel sistema di Plutone, il demiurgo (3nwovpy4¢ = operaio) è
Dio, la ragione divina, che guardando alla idea del Bene dà forma al mondo,
ordina la materia che già prima esisteva, gli impone il movimento cireolare,
gli infonde l’anima e, per renderlo rompre più simile all’esemplare suo eterno,
lo dota infine del tempo: «Quella cosa di cui il demiurgo effettua la forma e
la funzione, guardando sempre, per servirsene come di modello, a ciò che è allo
stesso modo, è necessario che riesen per questo sempre bella. Se dnnque questo
mondo è bello © il demiurgo è buono, è evidente che questi ha gnaraato
l'esemplare eterno.... Ma questi era per sna natura eterno, 287
Dex e ciò non poteva adattarsi in alcun modo a chi aveva avuto
nascimento. Egli escogita quindi di fare una imagine mobile dell’ eternità, e
mentre ordina il cielo, fa dell’ eternità, che resta sempre nell’ uno, una
imagine dell’ eternità (αἰώνιον εἰκόνα), che si muove secondo il numero, quello
che noi abbiamo chiamato il tempo ». Anche gli gnostici adottarono la dottrina
del demiurgo, il quale anche per essi è il mediatore tra lo spirito © la
materia, che trovansi in originario contrasto. Tale ufficio è a lui attribuito
in quanto è l’ultimo degli eoni, quello cioè che è più vicino alla materia e
perciò in immediato contatto con ébsa. Cfr. Platone, Timeo, 37 d, 41 A;
Senofonte, Mem., IV, 11, 13; Fraccaroli, I! Timeo. 1906, p. 220, n. 3 (v. Dio,
esemplare. creazione). Democrazia. T. /emocratie: I. Democracy; F. Démoeratie.
Per Aristotele è quella forma di governo in oui i liberi e i non ricchi
costituiscono la maggioranza e occupano il potere supremo; l’oligarchia è,
all'opposto, quella forma di costituzione politica in cui il potere è nelle
mani dei pochi © dei ricchi. Oggi designa lo stato politico, nel quale la
sovranità appartieno alla totalità dei cittadini, senza distinzione di nascita,
di fortuna o di capacità. Aristotele è favorevole al governo popolare,
specialmente per la ragione che esso utilizza In maggior somma di attitudini
individuali; anche in ciò egli si pone contro a Platone, che considerava lo
Stato democratico come peggiore d’ogni altro, la libertà ο 1’ uguaglianza como
origine perenne di turbamenti, d’ingiustizia, di corruzione, persino nel seno
delle famiglie: Io voglio dire che il padre #’abitus n trattare il figlio come
uguale, e persino a temerlo; che questi s’ nguaglia al padre e non ha rispotto
nd paura per gli autori dei suoi giorni, perchè altrimenti la sua libertà ne
soffrirebbe; che i cittadini e i semplici abitanti o gli stessi stranieri
aspirano agli stessi diritti. Sotto un tale governo il maestro tome e tratta
con riguardo i suoi diDem 288 scepoli: questi si ridono doi loro maestri ο
dei loro sorveglianti. In generale, i giovani voglion essere pari ai vecchi e
lottare con essi in propositi e in azioni. Ma I’ ultimo eccesso della libertà
in uno Stato popolare è quando gli schiavi dell’ uno e dell’ altro sesso non
sono meno liberi di quelli che li hanno comperati ». Nei tempi moderni
Montesquieu, ponetrando il vero spirito del governo popolare, dice che nella
democrazia il popolo è, sotto un certo riguardo, il monarca, sotto certi altri
il suddito; esso non può essere monarca che per i suoi suffragi, che sono le
sue volontà; la volontà del sovrano à il sovrano stesso »; perciò mentre non
occorre molta probità nel governo monarchico e nel dispotico, perchè la forza
delle leggi nell'uno, il braccio del principe nell’ altro, reggono tutto, nella
democrazia è necessaria la virtù. Cfr. Platone, Rep., Ve VI; Aristotele, Polit., 1. III, c.
5, 6; Montesquieu, Esprit des lois, 1748, 1. II, 11 © 111 (v. aristocrazia). Demone, demoniaco. Nel
linguaggio filosotico la parola demone è usata talvolta per indicare il genio
familiare da cui Socrate dicevasi ispirato e che egli stesso chiamava, con
parola da lui creata, δαιμόνιον. Sulla sua precisa natura molto si è disputato
e si disputa ancora; secondo alcuni essa ha in Senofonte, il più diretto
discepolo di Socrate, lo stesso significato di Θεός, come la parola Baluov in
Omero, laddove in Esiodo i δαιµόνες sono geni intermediari tra l’uomo e la
divinità; altri invece, fondandosi sopra i dialoghi platonici, sostengono
doversi ammettere cho Socrate credesse davvero all'esistenza di geni familiari;
altri ritiene che Socrate usasse questo neologismo per significare 1’ analogia
esistente tra i suoi presentimenti interni, ispiratigli dalla divinità, e i
demoni della mitologin greca; altri, specialmente psichiatri e fisiologi,
upinano che Socrate softrisse di allucinazioni visive ο uditive ϱ #’imaginarso
di parlare con uno spirito; altri infine, fondandosi sui della psicologia,
risolvo le 385 Dew ispirazioni demoniache avvertite da
Socrate nelle suggestioni del subcosciente, che in tutti i mistiei assumono una
speciale vivacità e si presentano all’ introspesione nella forma di un
fantasma, di una individualità estrinseca, di cui essi sentono continuamente la
presenza negli strati profondi della loro anima. In un senso analogo a quello . sonofonteo,
Goethe chiama demonisco (das Zimonische) la rivelazione del divino nel mondo,
I’ inaccessibile che ci circonda e del quale’ sentiamo dovunque l’affiato
misterioso; esso si manifesta nei modi più diversi in tutta la natura visibile
e invisibile, nella pittura, nella poesia e più ancora nella musica perchè essa
sta così in alto cho nessuna intelligenza le si può avvicinare, e gli effetti
che produce dominano ciascuno senza che nessuno sin in grado di rendersene
ragione ». Cfr. Senofonte, Mem., I, 1v; Platone, 4pol., 31 D; Cicerone, De
dirin., I, 54, 122; Fouillée, Hist. de la phil., 1884, p. 74; Luciani, Fisiologia
dell'uomo, 1913, vol. IV, p. 499; Eckermann, Gesprioke mit Goethe, ed. Reclam,
1, 207 segg.; II, 166; C. Ranzoli, 1 agnosticiemo nella fil. religiosa, 1913,
p. 48 segg. Demoniaci. Setta di erotici cristiani, i quali ritenevano che alla
fine del mondo sarebbero stati salvi ancho i demoni, cioè gli angeli ribelli a
Dio. Demonismo. M. Dimonismus; I. Demoniem ; F. Démonisme. Con questo nome si
designa quello stadio della ev luzione religiosa, in cui i fenomeni naturali
sono spiegati come effetto della lotta continua di spiriti, alcuni buoni ed
altri cattivi, di cui è popolato il mondo. Il domonismo è anteriore al
politeismo; in esso gli spiriti non hanno nome, non hanno forma umana, non
hanno storia personale, sono adorati negli alberi, nel vento, nelle nubi.
Quando, sotto In spinta del bisogno religioso, egsi acquistano un nome, forma
umana e storia personale, il demonismo si trasforma in politeismo e in
mitologia. Cfr.
Durkheim, Les formes élémentaires de la vie religieuse, 1912; F. B. Jevons,
L'idea di Dio nelle religion’ primi dualiemo). Demonstratio quo, dem. quid. Termini della scolastica,
con cui si desigus quell’ argomentazione nella quale si va dall’ effetto
conosciuto ancora imperfettamente alin causa, © si trova l’ esistenza della
causa ma non la ana natura (demonstratio quo, cioè quod est). La natara della
causa si scopre per mezzo delle considerazioni della mente, che la confronta
con tutte le parti e condizioni dell’ effetto. Dalla causa di cui così si
conosce In natura, si argomenta poi all'effetto (demonstratio quid o propter quid)
cosicchè tanto nell’ una quanto nell’ altra argomentazione si va dal più al
meno noto. Cfr. Goclenius, Le. phil., 1618, p. 504; Rosmini, Logica, 1853, $
708. Denotazione. I. Denotation; F. Dénotation. Lo Stuart Mill, facendo
rivivere una abbandonata distinzione scolastica, chiama connotativi quei nomi
che servono a denotare un soggetto o una classe di soggetti, e nello stesso
tompo implicano, οοπποίαπο un attributo. Sono connotativi tutti i nomi comuni
astratti ο i nomi propri. Cfr. Stuart Mill, System of logic, 1865, vol. I, cap. II, § 5 (v.
connotatiri). Deontologia (τὸ δέον
--ciò che si deve fare). T. Ixontologie, Pflichtenlehre; 1. Deontology; F.
Déontologie. O trattato dei doveri, è il titolo dell’opera postama del Bentham,
nella quale è esposto il suo sistema di morale. Exsondo fine della vita il piacere,
cho chiamasi utilità in quanto diventa regola delle nostre azioni, la misura
del valore morale di una azione si dove basare sul valore effettivo che essa ha
di promuovero il piacere ο la folicità. Un piacere © un dolore, dice il
Bontham, possono essere produttivi o sterili. Un piscere può essero produttivo
di piaceri o di dolori, o di entrambi: per contro, un dolore può esser
proluttive di piaceri, di dolori, ο di entrambi. Il compito de contologin
consiste nel pesarli ο nel tracciare, in, 1914, p. 19 segg. (v. religione. 291
Drr-Drs base al resultato, la linea di condotta che bisogna tenere ». In
tal modo la scienza morale si riduce tutta al calcolo deontologioo. Oggi la
parola deontologia è adoperata per designare la teoria dei doveri, e di quelli
specialmente relativi ad una data situazione sociale. Cfr. Bentham, /eontology or the
mience of morality, 1834 (v. intoresne). Depersonalissasione. F. /)épersonalisation. Fenomeno di sdoppiamento
della personalità, che si presenta in vario malattie mentali © in cui il
soggetto ha l'illusione di divenire un altro, pure sentendosi rimanere lo
stesso divenendo due. Il vocabolo è anche usato per designare quella speciale
ossessione, in cui V individuo sente come sparire la propria personalità,
perdersi il proprio io. Cfr. Dugas, Un cas de depersonalisation, Revue philos. », maggio 1898;
Bernard-Leroy, Sur Pillusion dite dépersonalisation, Tbid., agosto 1898. Descrittivi (giudizi). Alcuni logici chiaman
tali quei giudizi in cui il predicato è una proprietà del soggetto ο snole
essere espresso grammaticalmente da un aggettivo. Descrizione. T. Beschreibung;
I. Description: F. Description. Nella logica designa quella operazione per cui
si definisce una cosa dai segni apparenti che sono propri di essa. La
descrizione non è una vera e propria definizione, ma una indicazione
definiente, ο si uen appunto per quelle nozioni che, o in sè stesse o perchè
imperfettamente conosciute, non si possono definiro. Minus acourata definitio,
descriptio dicta, ea est, secondo i logici di Porto Reale, quae rem facit notam
per aocidentia, propria, atque ita determinat, ut nobis possimua illius ideam
formare, quae illam ab omni alia re distinguat. Le definizioni della storia
naturale sono per la maggior parte indicazioni definienti per carattori
estrinseci. Cfr.
Logique du Port-Royal, ed. Charles, II, 12; Hamilton, Lectures on logic, 1860,
lez. XXIV, pp. 12, 20 (v.
definizione, locazione, distinzione, indefinibile, cavatteristica). Des 292
Desiderio. T. Begehren, Begehrung ; I. Desire; F. Désir. La
rappresentazione effettiva di un atto sperimentato direttamente o
indirettamente come piacevole, il quale tende per conseguenza a rinnovarsi. Il
desiderio è quindi qualche cosa di meno generale e di più specifico della
tendenza; il desiderio, dice I’ Höffding, non è che una tendenza comandata da
rappresentazioni chiare. Del resto esso fu variamente inteso dai filosofi; per
Leibnitz è la tendenza a’ una rappresentazione all’ altra, per Condillac una
attività dell’ anima rivolta alla soddisfazione di un bisogno, per Cr. Wolff
una inclinazione dello spirito verso un oggetto percepito come un bene. Secondo
Kant, la facoltà di desiderare sarebbe la facoltà di esser causa, mediante le
proprie rappresentazioni, della realtà delle rappresentazioni stesse ». Per
Hobbes è un movimento che si compie nella sostanza cerebrale, «tale movimento
si chiama appetito ο desiderio quando l’ oggetto è gradevole, avversione quando
è naturalmento spiacevole, timore rispetto al dolore che se ne attende »; per
Locke il desiderio è il disagio che si prova per l’assenza di qualche cosa il
cui presente possesso reca con sè l'idea di un piacere »; per Bain è uno stato
mentale costituito da un motivo di agire, sia esso un piacere o nn dolore,
attuale o ideale, senza averne la capacità; esso è quindi uno stato di
intervallo ο sospensione tra motivo ed esecuzione »; per lo Spencer è un sentimento
ideale, che si manifesta quando il sentimento reale, a cui corrisponde, non è
stato per lungo tempo sperimentato ». Il desiderio si distingue dall’ appetito,
il quale non è che la tendenza fondamentale a cercare il piacere © fuggire il
dolore; e dalla volontà, perchè mentre questa implica l'attuazione del fine,
quello è semplicemente la tendenza all’ atto e non ne implica I’ effettuazione.
In altre parole, mentre il desiderio è passivo la volontà è attiva; perciò il
primo è per il Kant una eteronomia, la seconda una autonomia. Cfr, Leibnitz,
Op. phil., Erdmann, p. 714 a; 293 Des-beT Condillac, Traité des sens., 1886, I,
3, 1; Wolff, Pryohol. empirica, 1738, 6579; Kant, Krit. d. prakt. Vern., ed. Reclam, p. 67;
Hobbes, Human nature, 1650, cap. XI, $3; Locke, Human understanding, 1877, II,
xx, 6; Bain, Mental and mor. science, 1884, p. 368; Spencer, Princ. of
peychol., 1881, 1,$51; Höffding, Psyohologie, trad. frano. 1900, p. 312, 422. Desitive (proposisioni). Si
oppongono alle incettire, ed esprimono che una cosa ha finito di essere, o di
possedere una dats proprietä,.ad un dato momento. Contengono perciò due
proposizioni, che possono essere contestate sepsratamente, e di cui una
riguarda lo stato anteriore, I’ altra lo stato posteriore. Determinativo. T.
Bestimmend; 1. Determinative; F. Déterminatif. Diconsi determinative quelle
proposizioni incidentali © composte, implicite o esplicite, le quali contengono
un inciso che ne determina il significato e cho non si può togliere: ad es.
l’uomo, che ha commesso delle colpe, merita punizione. Se l’inciso non fa che
spiegaro il significato, e può esser tolto, lu proposizione dicesi esornativa.
Pure nella logica, dicesi determinative 1’ addizione che sumenta la
comprensione di un termine semplice, e, quindi, ne restringe l'estensione. Cfr. Logique du PortRoyal,
ed. Charles, II, cap. vi. Determinazione. T. Bestimmung; I. Determination: F.
Détermination. Indica in generale
la specificazione dei caratteri che distinguono un concetto da altri concetti
del medesimo genere. Si oppone ad astrazione rerticale, © designa 1’ operazione
logica con cui si aumenta la comprensione di an concetto, dimiauendone I’ estensione.
Consiste nell’ aggiungere una nota al concetto; ma questa aggiunta non è
affatto arbitraria, dovendo tale nota essere compatibile colla sostanza logica
del concetto. Ad es. al concetto governo si potrà aggiungere la nota
costituzionale o assoluto, ma non la nota verde ο salato. Dicesi ancora determinazione o decisione quel
momento dell’ atto volontario, Der
294 in cui si risolve il conflitto
dei motivi per il definitivo provalere d’ una ides fine. Determinismo. T.
Determiniemue; I. Determiniom; F. Déterminieme. Termine di uso recente nel
linguaggio filosofico, nel quale fa introdotto primitivamente dalla filosofia
tedesca. Si oppone 4 indeterminiemo ο libertiemo, e designa la dottrina secondo
la quale ogni fenomeno, compreso quello della volontà, è determinato dalle
circostanze nelle quali si produce, è l’effetto necessario di una causa, per
modo che, dati quegli antecedenti, ne risultano necessariamente quei
conseguenti. 11 determinismo non è dunque altra cosa che il principio di
causalità : le stesse cause nelle stesso circostanze producono gli stessi
effetti. Si suol distinguere il determinismo cosmico o fisico, dal determinismo
psicologico o volontario; il primo riguarda i fenomeni fisici © del mondo
esterno, il secondo i fenomeni psichici ο del mondo interno. I] primo è il
postulato di tutte le scienze della natura: esse infatti non hanno altro
oggetto che In ricerca delle leggi; ora la legge, cioè il rapporto invariabile
tra due fenomeni, può essere ricercata solo a condi zione che si creda che ogni
fenomeno è invariabilmente preceduto, © invariabilmente seguito, da altri
fenomeni; ο tale appunto è la formula del determinismo. Nella sua espressione
più rigorosa, esso porta a considerare il passato ο l'avvenire come valutabili
in funzione del presente, cosicchè, per usare l’ esempio dell’ Huxley, una
intelligenza sufticionto conoscendo le proprietà delle molecole di cui ora
composta la nebulosa primitiva, avrebbe potuto predire lo stato della fauna
dell’ Inghilterra nel 1868, con pari certezza di quando si predice ciò che
accadrà al vaporo della respirazione durante una fredda giornata d’ inverno »;
ο, secondo l’esempio non meno celebre del Du Bois-Reymond, si potrebbe dallo
stato attuale del mondo conchiudere sia in qual momento I’ Inghilterra brucerà
il sno ultimo pezzo di carbone », sin chi ora la maschera di ferro », sia
tutt'e 295 Der duo le cose. Il determinismo volontario
non è che nn caso 0 una specie del determinismo universale: esso onuncia che
tutte le azioni dell’ numo sono determinate dai suoi stati anteriori, senza che
la sus volontà possa cambiare nulla à questa determinazione; l’uomo dunque non
ha li bitrio, e, se egli crede di possederlo, non ne possiede che V apparenza.
Gli atti volontari sono determinati dal potere impulsivo e inibitorio dalle
rappresentazioni : la scelta dipende dalla rappresentazione che ha impulsività
maggiore. Se si potessero conoscero, disse Kant, tutti gli impulsi che muovono
la volontà di un uomo, anche i più leggeri, ο prevedere tutte le occasioni
esterne che agiranno su lui, si potrebbe calcolare la condotta faturn di questo
uomo con quella stessa esattezza con cui si calcola un eclissi di sole o di
luna. Si distinguono varie forme di determinismo volontario : il d. teologico,
per cui i nostri atti sono un prodotto dell’azione divina, della
predestinazione, della grazia, della provvidenza; il d. intellettualistico,
detto anche peicologico, che ripone l’asione determinativa nell’ intelligenza,
facendo di ogni atto la pura conseguenza di un giudizio, cosicchè l'atto è
buono o cattivo a seconda che il giudizio è logicamente retto o errato; il d.
sensistico 0 sensualistico. che fa delle sensazioni |’ unica causa necessaria
degli atti; il d. idealistico, nel quale |’ idea in sè, nssoluta, agisce
liberamente e determina gli atti umani senza vincolo alcuno con la resltà
materiale. Molte volte si è confuso e si confonde il determinismo col fataliemo
: ma mentre in questo gli avvenimenti sono predeterminati ab eterno in mod
nocessario da un agente esteriore, in quello il potere è collocato nell’ agente
medesimo; in altre parole meutre nel fatalismo la nutura è sottomessa ad una
necessità trascendente, nel doterminismo la necessità è immanente e si confonde
con la natura stessa. Oltre al determinismo per il quale il conseguente è
determinato dai suvi antecedenti ο } insieme dalle sue parti, che è il
determinismo meoeamico, το ar-Der-Dia
296 Claudio Bernard ha mostrato
che per spiegare gli organiemi viventi bisogna faro appello a un’ altra specie
di determinismo, ove l’ insieme determina le suo parti e il conseguente i suoi
antecedenti; questo determinismo nuovo, che il Bernard chiama un determinismo
superiore, si può anche chiamare un determinismo finalista. Cfr. Kant, rit. d. reinen
Vern., ed. Rechun, p. 481 segg.; Laplace, Introd. à la théorie dea
probabilités, 1886 ; CI. Bernard, Introduotion à Pt. de la physiol., 1865;
Fouillée, La liberté οἱ le déterminisme, 1873; A.
Hamon, Déterminieme et responsabilité, 1898; A. Lalaudo, Note sur
Vindétermination, Revue de métaph. », 1900, p. 94; Petrone, I limiti del
determiniamo scientifico, 1900; Ardigò, La morale dei positiviati, 1892, p. 118
segg. (v. autonomia, contingenza,
equazione, indeterminismo, predeterminismo, libero arbitrio). Determinismo
economico v. materialismo storico. Dialettica (διά attraverso, λέγω raccolgo). T. Dialektik; I. Dialectic; F.
Dialeotique. Per gli antichi era |’ arto di raggiungere © cogliere il vero
mediante la discussione delle opinioni. Infatti Platone, nel Cratilo, dice: colui
che sa interrogare e rispondere, come lo chiameremo, se non dialettico » E
Aristotele, nella metafisica: la dialettica tasta, dovo la filosofi conosce ».
Non va dunque confasa con la Logica (quantunque nel medio evo designasse
appunto la logica formale per opposizione alla retorica) che è una scienza vera
e propria, la scienza del ragionare. La dialettica non è che un’ arte polemics,
con la quale si apre la via alla scienza; essa muovo dalle opinioni comuni
intorno ad un dato oggetto, le prova sl martello della critica, ne mostra lo
lacnne, le difficoltà, gli errori, in modo da apparecchiare il terreno alla
indagine scientifica. Nell’ emanatismo
di Proclo il principio dialettico è quello in base al quale si altera In
derivazione logien del particolare dall’ nniversale, della pluralità
dall'unità; tale derivazione implica da un Into la somiglianza 297
Dia del particolare all’ universale e quindi la permanenza dell'effetto
nella causa, dall’ altro la contrapposizione di questo prodotto come qualche
cosa di nuovo e indipendente, € infine, per questo rapporto antitetico, la
tendenza del particolare alla sua origine; i tre mumenti del processo dialettico
sono dnnque il persistere, il derivare, il ritornare, ossia unità, differenza ©
unità del differente. Nel razionalismo
di Abelardo la dialettica ha per compito di distinguere il vero dal falso;
quindi, mentre per Anselmo la dialettica si limita a rendere comprensibile all’
intelletto il contenuto della fede, per Abelardo essa ha anche il diritto
critico di decidere, nei casi dubbi, secondo le sue regole: così nel suo
seritto Sic et mon egli oppone luna l’altra le opinioni dei Padri, per
distraggerle a forza di dialettica e per trovare infine ciò che è «degno di
fede in ciò che è dimostrabile. Per
Pietro Ramo la vera dinlettica ha anzitutto per compito di scoprire ciò che può
la natura 6 come essa procede nell’ impiego della ragione, poscia di insegnare
ad esporre con ordine, metodo ed eloganza il proprio pensiero: In tal modo la
dinlettica, dopo esser stata allieva della natura, ne diventerà per così dire
la maestra; poichè non v’ha natura così energica © forte, che non lo diventi
ancora più medianto In conoscenza di sè ο la descrizione delle proprio forze; ο
non v’ha natura così debole e Innguente che non possa, col soccorso dell’ arte,
acquistare maggior forza ed ardore ».
Kant, nella terza parte della Critica della ragion pura, che egli chiama
Dialettica trascendentale, esamina l'illusione naturale che ci spinge alla
metafisica, cioè a cercare l’Assoluto e penetrare nel regno dei noumoni; la
fncoltà che ci spinge a ciò è la Ragione, la quale può mantenersi entro i
limiti dell’ esperienza, ridncendo alla maggiore unità possibile In
molteplicità delle cognizioni, ma può anche pretendere di trarre da concetti
puri delle cognizioni sintetiche, indipendentemente du ogni intuiDia zione; è
in questo modo che sorge la dialettica, cioè la metafisica dogmatica, ed è in
questo modo che la ragione diventa trascendente. Quindi per Kant la parola
dialettica significa non solo |’ illusiono della ragione, ma anche lo studio e
la critica di codesta illusione. Per
Schleiermacher la dialettica è la dottrina del sapere in quanto diviene, la
filosofia. Ogni sapere è volto a rilevare l’identità del pensiero e
dell’essere; ma nella coscienza umana essi procedono separati come fattore
ideale ο fattore reale di essa, come concetto ¢ come intuizione, come funzione
organica e funzione intellettuale; solo il loro piono accordo darebbe la
conoscenza, perciò tale accordo, non mai pienamente raggiunto, rappresenta lo
scopo assoluto, incondizionato, remotissimo, del pensiero, il cui sapere vuol
diventare, ma non mai diventa, completo. La dialettica, come dottrina del
sapere che diviene, suppone però In realtà di tale scopo irraggiungibile dal
nostro pensiero : questa realtà, identificazione del pensiero con l'essere,
Dio. Per 1’ Hegel la dialettica è I’
applicazione scientifica della logica inerente alla natura umans »; siccome poi
le forme del pensiero sono le forme del reale, così la dialettica è la vera e
propria natura delle determinazioni dell’intelletto, delle cose e, in modo
generale, di tutto il finito »; 0488 consiste essenzialmente nel riconoscere |’
inseparabilità dei contradditori e nello scoprire il principio di codesta
unione in una categoria superiore. Egli chiama momento dialettico sia la
contraddizione stessa, sia il passaggio da un termine all’altro di codesta contraddizione. ll Balnsen chiama dialetticg reale la
contraddizione posta nella stessa essenza delle volontà individuali (nelle
quali la realtà si risolve) per cui uns è sdoppiata in sè stessa, essendo con
ciò irrazionale e infelice; tale contraddizione è inaccessibile al pensiero
logico, il quale per tal guisa è incapace di abbracciare un moudo che consiste
nella volontà contradditoria di sè; ciò rende impossibile anche la liberazione
parziale 299 Dia ammessa da Schopenhauer, e quindi la
volontà in indistruttibile dovrà soffrire indefinitamente in esistenze sempre
nuove il tormento di questa autolacerazione.
Il Gourd chiama dialettica la serie delle fasi successive percorse dallo
spirito che, allontananilosi per gradi dalla coscienza primitiva, costruisce progressivamente
il mondo della scienza, quello della morale e quello della religione. Il
Rosmini distingne il dianoetioo dal dialettico: quello è ciò che la mente
suppono nelle sue operazioni, e che non è tale in sè stesso, cioè prescindendo
dall’ operazione della mente; questo è ciò che Ia mente produce nolle cose in
sé essenti, per modo che la mente stessa concorre colle sue operazioni a fare
che la cosa sia tale in sè stessa com'è. Quindi, mentre il dialettico è il
prodotto di una mera finzione mentale, il dianoetico è il prodotto vero di una
causazione. Cfr. Senofonte, Memor., IV, 5, 12; Platone, Sof., 258, C, D;
Republ., 598 E, 534 B; Aristotele, Anal., I, ıv, 468; I, v, 77 a; Metaph., Il,
1, 995b; H. Kirchner, / Prooli metaphysica, 1846; Abelardo, Dialeotica, ed.
Cousin: P. Ramus, Institutionen dialeoticae, 1549; Sobleiermacher, Dialektik,
1908; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 88 segg.; Hegel, Enoycl., $
10, 81; Hartmann, Ueber die dialektische Methodo, 1868; Jal. Bahnsen, Der
Widerpruch im Wisson und Wesen der Welt, 1881; J. Gourd, Les trois
dialeotiques, Revue de metaph. », 1897, p. 1-9; Rosmini, Idcologia, 1858, t.
IV, pag. 313 segg.; F. De Sarlo, Un ritorno alla dialettica, Cultura fil. »,
febbraio 1907 (v. contraddizione, divenire, oriatica, ironia, maieutica).
Diallelo (ἀλλήλων ’uno per l’altro, mutunmente). Ha due significati un poco
diversi; nel linguaggio degli scettici antichi esso è uno dei tropi ο motivi di
dubbio, ο consiste in ciò che non è possibile la dimostrazione di alcun prin:
cipio, di alcuna verità, perchè In dimostrazione deve foudarsi sopra un
criterio, e il criterio ha esso pure bisogno di essere dimostrato. Più tardi il
significato della parola Dis-Dic 300 8’ à venuto generalizzando, cosicchè con essa
si intende ora qualsiasi circolo vizioso, qualsiasi definizione d’ una cosa per
sò stessa. Cfr. Prantl, Geschichte der Logik, 1855, I, 494. Dibatis. Termine
mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si designa uno dei modi
della quarta figura del sillogismo, che ba la maggiore e la conclusione
particolari affermative, la minore universale affermativa. Esso si riconduce al
Dabitis della prima figura. Dicotomia. T. Dichotomie: I. Dicotomy; F.
Dichotomie. E l'argomento attribuito a Zenone di Elea, e col quale egli voleva
dimostrare che se |’ essere è multiplo, deve cesere infinitamente grande e
composto di un numero infinito di parti. Infatti ciascuna delle parti dell’
essere deve avere una grandezza ed essere separata dalle altre; ora, siccome lo
spazio è il luogo dei corpi, e il vuoto non può quindi esistere, è necessario
che tra codeste parti separate altre ne esistano per separarle; e tra queste
altre ancora, ο così via via all’ infinito. Egli perciò concludeva che la
pluralità è impossibile e che non esiste che I’ unità. Nella logica dicesi dicotomia la divisione
che consta di due soli membri dividenti. Ogni divisione può essere ridotta a
una dicotomia per opposizione logica, ponendo come primo membro il genere con
l’ aggiunta di una differenza specifica e contrapponendo a questo il genere
stesso più la negazione di quella; ad es., gli animali sono vertebrati o non
vertebrati. La dicotomia si può fare ancora per distinzione, quando il
fondamento della divisione non consente che due modalità: ad es. gli orgunismi
sono piante o animali. Cfr. Aristotele, Physica, V, 9; Plutone, Polit., 262 A;
Masci, Logica, 1899, p. 304 seg. Dictum de omni aut de nullo. E la formola con
cui gli scolastici esprimevano il principio fondamentale del sillogismo,
traducendo l’ espressione aristotelica: κατὰ πάντος À μηδενὸς κατηγοραῖσθαι.
Esso significa che: ciò che si afferma di un tutto molteplice, si afferma pure
dei Dip-Drr singoli, e ciò che di un tutto molteplice si nega, si nega anche
dei singoli. Cristiano Wolff lo formula più esplicitamente così: Quicquid de
genere vel specie omni afirmari potest, illud etiam afirmatur de quovis sub
illo genere rel illa specie contento: quioguid de genere vel specie omni
negatur, illud etiam de quovis sub illo genere vel illa specie contento negari
debet. A questo principio altri preferiscono quollo proposto dal Kant: nota
note est nota rei ipsins; questo principio però è la stessa cosa di quello
aristotelico, che cioè: ciò che si afferma si nega del predicato si affermerà o
negherà pure del soggetto. Gli stessi
scolastici, con l’espressione: a dicto simpliciter ad dictum secundum quid, e
viceversa, designavano quella specie di sofisma di ragionamento, che consiste
nel passare dul senso assoluto di un termine al relativo, e dal relativo all’
assoluto; ad es. una piccola dose di stricnina può essere salutare (a dioto
secundum quid) ina non ne deriva che la stricnina, in qualunque dose, sia una
sostanza benefica (ad dictum simp! citer). Cfr. Aristotelo, Topie., I, 3;
Reth., I, 2, 3, II, 1, 22; Cr. Wolff, Philos, rationalis sive logica, 1732, $
346 segg.; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 253; Rosmini, Logica,
1853, p. 166 segg. (v. rillogismo). Didattica. 1. Didaktik ; I. Didaotios; F.
Didactique. 1 signa propriamente la scienza dell’ insegnamento; stingue dunque
dalla pedagogia, che è vocabolo assai più recente e il cui significato odierno
fu espresso in passato con In parola diduttica. La didattica si divide in due
parti: una generale, che tratta della scuola, dei suoi fini, del suo ordinamento,
dei suoi metodi ; l’altra particolare, che riguarda le singole materie
d'insegnamento (v. pedagogia, pedologia). Differente. T. Perschieden; I.
Different; F. Different. Si dice di un'entità che possiede qualche cona di
comune con un’altra, ma che ha pure qualche cos di proprio, per cui si
distingue dall’ altra: questo proprio è la difere Dir 302 Il
differente si distingue dal diverso, che si adopera per distinguere due entità
senza però indicare che differiscono in qualche cosa ο in tutto tra esse. A
designare poi la più generale varietà che possa notarsi tra lo entità, fu
adoperato nella terminologia scolastica il termine altro, che signified il
fatto di entità che non variano punto di essere, ma variano di semplice
relazione. Cfr.
Aristotele, Met., V, 10, 1018 b, 1 segg.; Hume, Treatiee on human nature, 1874,
I, seg. 5, p. 27 (v. alterità). Differenza.
Gr. Διαφορά; T. Unterschied, Liferenc ; I. Difference ; F. Différence. Tutto
ciò che serve a distinguere una cosa da un'altra, un concetto da un altro. Si
suol distinguere in formale e materiale: quella è il più che risulta dal
paragone di un concetto meno astratto con un altro più astratto, questa il più
che risulta dal paragone di due quantità. Gili scolastici distinguovano ancora
la difietonza in: oostitutica, che è quella onde un dato genero si costituisco;
dibisiva, quella per la quale un genere si divide; communis, la semplice
differenza di luogo ο di tempo, per cui una cosa differisce da sò ο dalle
altre; propria, 1’ ncoidente inseparabile dal soggetto, per il quale differisce
dal resto; propriissima o maxime propria, quella per la quale un essore è
essenzialmente distinto dagli altri. 11
metodo della differenza è uno dei quattro metodi di riceren induttiva sugxeriti
dal Mill. Esso consiste nel paragonaro i casi in cui un fenomeno avviene con
altri, simili nel resto, in cui quello non avviene, e si fonda su questo canone
logico: se un caso nel quale il fenomeno da osaminarsi s' avvera e un caso in
coi il medesimo non si verifica, hanno comuni tutte le circostanze ad eccezione
d’una sola € questa s’ incontra soltanto nel primo caso, questa circostanza per
In quale soltanto i due casi differiscono è l'effetto o la causa ο una parte
nocessaria della cansa del fenomeno. Eeso riposa sul principio, che tutto che
non può essere eliminato è collegato al fenomeno 1 rapporto di enusalità, ed è
molto utile quando con l'esperimento si può riprodurre, modificondola, una
serie di fenonieni. Così, nelle esperienze fisiologiche, il taglio della fibra
essendo seguito dall’ assenza della sensazione nonostante In presenza dello
stimolo, prova che la continuità della fibra è parte essenziale della causa
della scnsazione. Ma quando la produzione e la soppressione della causa non è
in nostro potere, o quando la soppressione della cansa trae con sò
necessariamente il subentrare d’una causa nuova, al metodo di differenza si
deve sostituire quello di concordanza, o quello di concordanza e differenza
riunite. Dicesi differenza specifica
quell’ insieme di qualità per cui una specie ai distingue da un’ altra,
appartenente allo stesso genere. Essa perciò riguarda la connotazione delle
idee: ciò che alla connotazione del genere si deve aggiungere per avere la
specie, costituisce la differenza specifica. Nell’ idea di uomo, che è
connotata dall’ idea di animale (genere), la differenza specifica à data dalle
qualità di ragionevole, a posizione eretta, ecc. Cfr. Stuart Mill, System of
logic, 1865, III, cap. 8; Masci, Logica, 1899, p. 284 segg. Differenza
personale v. equazione personale. Differensiamento. T. Diferenzierung; I.
Differentiation; F. Différenciation. Una delle leggi che reggono I evoluzione
stories del mondo organico. Essa esprime tanto la tendenza comune a tutti gli
esseri del mondo organico di avolgersi differentemente in grado sempre più
elevato, e di ullontanarsi perciò dal tipo comune primitivo, quanto il risultato
di tale operazione. Il differenziamento è tanto fisiologico, ossia divisione di
lavoro, quanto morfologico, ossia divisione di forma. Secondo il Darwin tale
tendenza ha la sua causa nella lotta per In vita. Cfr. Spencer, Firat
principlos, 1884, cap. XV. Dilemma (31ç due volte, λήµµαproposizione). T.
Dilemma; I. Dilemma ; F. Dilemme. Forma di argomentazione, che consiste nel
porre l'avversario tra due alternative dalle quali si cava una conelnaiono
medesima e contraria all'avDim 304 versario stesso, che per ciò non ha più via
d’ uscita. Dicesi anche argomento cornuto, e le due proposizioni corna del
dilemma; se invece di duo le proposizioni sono tre si ha il trilemma, se
quattro il quadrilemma, ecc. Ha due forme fondamentali: nella prima, detta modo
ponente ο dilemma di costruzione, la premessa maggiore ipotetico-congiuntiva
stabilisce una conseguenza unica per tutti i casi possibili dell’ ipotesi, la
minore mostra che non sono possibili altri casi fuori di quelli considerati, la
illazione afferma la necessità della conseguenza ; nella seconda, detta modo
tollente ο dilemma di distruzione, la maggiore è ipotetico-diegiuntiva ο
determina tutte le conseguenze possiLili dell ipotesi, la minore è remotiva e
mostro che nessuna di esse è possibile, la conclusione nega quindi la validità
dell’ ipotesi. Schema della prima: tanto se è «4, quanto se è Bo C.... à M; ma
à 4 0 Bo C; dunque à M. Schema della seconda: se M è, d0 4 0 BoC; ma non è A,
nè B, nè C; dunque non è M. Perchè il dilemma sia valido occorre che la
disgiunzione sia completa e siano considerati tutti i casi possibili; ο che il
rapporto di condizione a condizionato sia vero © necessario, cosicchè la
conclusione non si possa ritorcere. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik, 1885, I,
110: Masci, Logica, 1899, p. 266 segg. Dimaris o Dimatis. Termine di
convenzione mnemonica, con cni nella logica formale si designa quel modo della
quarta figura del sillogismo, nel quale la maggiore © la conclusione sono
proposizioni particolari affermative, la minore universale affermativa. Es.
Qualche azione virtuosa resta senza premio.
Tutte le azioni virtuose sono lodevoli.
Dunque qualche cosa che è lodovole rimane senza premio. Si riconduce al
modo Dari della prima figura mediante la trasposizione delle premesse e la
conversione semplice della conclusione. Dimensione. T. Dimension: I. Dimension;
F. Dimension. Nella geometria designa nna grandezza renlo che, si 305 i
Dim-Dix sola sia con altre, determina la grandezza d’una figura misurabile.
Nell’ aritmetiea generale designa un numero reale, che è uno degli elementi
costitutivi d'un numero complesso. Dimostrazione. ‘I. Demonstration, Boweis ;
I. Demonatration: F. Démonstration. 11 ragionamento mediante il quale si
verifica quali conseguenze dipendono da certe premesse, © da premesse vere si
deduce la verità di una conclusione : le premesse diconsi argomenti, la verità
da dimostrarsi tesi 0 teorema. A seconda del modo di derivazione può essere
diretta ο indiretta : nel primo caso la derivasione è dai principi e dalle cause
reali, nel secondo dalla impossibilità del contradditorio. La diretta pnd
essere deduttiva, induttiva, entimematica, analogica ; la indiretta può avere
la forms contradditoria e la disgiuntiva. La indiretta dicesi anche apagogioa ©
riduzione all’ assurdo. Si dice dimostrazione ad hominem quell’ artifizio della
discussione per cui si parte da un principio, non in quanto sia vero in sè, ma
in quanto è ritenuto vero dall’ avversario, cosicchè questo è costretto ad
accettaro la tesi se non vnol cadere in contraddizione con sè stesso. Cfr.
Lotze, Logik, 33 od. 1881, p. 271; Rosmini, Logica, 1853, $ 539 segg. (v.
demonatratio, entimema, analogia, apagogia, prora). Dinamica. T. Dynamik; I.
Dynamics; F. Dynamique. Quella parte della meccanica razionale che studia la
composisione dei moti a cui danno luogo le forze motri l’altra parte è la
sfatioa, che stadia invece la composizione delle forze (indipendentemente dai
moti che sono capaci di produrre) considerate come grandezze e riferite ad una
unità di misura della medesima specie. La dinamica si distingue alla sua volta
in cinetica, che studia la composizione dei moti relativamente alla
traiettoria, che essi determinano nello spazio, ed in energetica, che studia la
composizione dei moti delle masse, che nel loro cammino sono capaci di produrre
lavoro. Metaforicamente 1’ }ler20
RanzoLI, Dirion. di scienze filosofiche. Dix . 306
bart chiama dinamica degli stati di coscienza il loro rapporto allo
stato di trasformazione © di movimento, © il Comte dinamica sociale il progresso
delle società umsne. Dinamismo. T. Dynamismus; I. Dynamism; F. Dynamisme. Ogni
sistema filosofico che pone come sola realtà le la forza, riducendo la materia
a un semplice centro inesteso di forza, © spiegando la diversità ο l’ armonia
del mondo mediante le leggi della forza. Si oppone al meccanismo, che pone come
distinti l'essere e In forza,, considerando il primo come passivo rispetto alla
seconda, la quale agisce su di esso dal di fuori; il meccanismo riduco quindi
tutti i fenomeni naturali al movimento della materia ponderabile ed eterea. È
nn dinamismo il sistema del Leibnitz, che considera |’ estensione come una pura
astrazione ο riduce la materia alla monade, forza semplice, originaria,
differenziata in sò stessa, considerando pure l’anima come una monade o una
forza. Una moderna forma del dinamismo è 1’ energismo (Ostwald) che considera
l’energin come una vora e propria sostanza, come |’ unica resltà, © si
distingue dal dinamismo perchè al concetto antropologico di forza sostituisce
quello scientifico di energia, e dal meccanismo perchè nega la realtà della
materia e la riduce all'energia. Cfr. W. Ostwald, Chemische energie, 1893 ; Die
Überwindung d. wissenschaft. Materialiemue, 1895 (v. attiviemo, attualismo,
mobilismo, meccanismo). Dinamogenesi. T. Dynamogenetisch ; I. Dynamogenetio ;
Dynamogène. Generazione della forza. Deve intendersi senso relativo, cioò il
passaggio dell’ energia dallo stato potenziale allo stato attuale; unn
generazione di forza dal nulla contrasterebbe col principio della conservazione
delVonergia. Nella psicologia dicesi
logge della dinamogenesi, quella per cui ogni stato di coscienza tende a
continuarsi in un movimento. Questa legge costituisce il fondamento dello
moderno dottrine fisio-psicologiche sulla volontà, la quale si considera come
il risultato di due forze antagoDix-Dro nistiche; un movimento è eccitato ο
inibito per l'azione dinamogenetica del piacere ο inibitoria dol dolore,
secondo comporta l’esperienza per la quale l’individuo distinguo il danno
dall’ntile. Cfr. Ardigd, Opere fil., V, p. 503 segg.; VI, 213 sogg. (v.
ideeforze). Dinamometro. Strumento destinato a misurare le forze, 6 quindi il
lavoro che producono. Si conoscono varie specie di dinamometri, che si fondano
però tutti sullo stesso principio. La parte essenziale di essi è costituita da
una molla di cui si può notare la flessione; ogni forza che, applicata allo
strumento,. produce la stessa flessiono di un peso di n chilogrammi è detta una
forza di » chilogrammi. Applicando all’ apparecchio stesso un grafografo, si ha
il dinamografo, il quale traccia schematicamente il gra di forza © di tonicità
muscolare e indica il grado di perfezione del senso muscolare. Cfr. Année psyohologique,
1899, p. 337 segg. Dio. T. Gott; I. God; F. Dieu. La natura di Dio, la sua esistenza, i suoi rapporti col
mondo, i suoi attributi, farono e sono concepiti in modi infinitamente diversi
nelle varie religioni e nei sistemi filosofici. Quasi tutti, è vero, lo
considerano come 1’ Ente supremo, del quale è impossibile pensare il maggiore ;
ma quest’ Ente pnd essere concepito come creatore del mondo (creazioniemo,
emanatismo) © come un semplice ordinatore della materia, osistente ab eterno
come lui, © per il cui ordinamento si vale d’un intermediario (demiurgo); può
essere concepito come immanente al mondo, con la cui sostanza è identificato
(panteiemo), e come trascendente il mondo, du cui è sostanzialmente distinto;
si può negargli ogni azione sul mondo e sull’ uomo (deismo, epioureismo), 9 si
può farne un'entità personale, intelligente, che interviene incessantemente
negli avvenimenti naturali ed umani (teismo, proveidenca) ; si può credero in
una divinità unica e soln (monoteismo), o in vu’ unien divinità in tre persone
(triploteismo, mistero della trinità), o in dno divinità di cui una rappresenta
il prinDio 308 cipia del bene, l’altra quello del male
(dualismo, manioheiemo) ο in più divinità fornite di diversi attributi ο
gerarchicamente disposte (politeiemo); si può oredere che la sua esistenza non
abbia alcun bisogno di essere in alcun modo provata, in quanto I’ intuizione di
Dio è conereata alla nature intelligente, così da essere il fondamento e
Pinisio di ogni altra cognizione (ontologismo), ο si può soatenere I’
incapacità della ragione umana a dimostrare tale verità, che essa deve ricevere
dalla rivelazione ὁ dalla tradizione che la trasmette (rivelacioniemo,
tradisionalismo), ο si può invece dimostrarne l’esistenza sia con argomenti a
priori (ontologico, ideologico, morale) sia con argomenti a posteriori
(metafisico, teleologico ο cosmologico). Quanto al modo come Dio fu concepito
dai principali filosofi, per Socrate esso è uno, immenso, eterno, presente nel
mondo come l’ anima è presente nel corpo: esso vede nello stesso tempo tutte le
cose, comprende tutto, è presente ovunque e voglia sopra ogni cosa ». Per
Platone è l’idea del Bene, l’iden più elevata a cui tutte le altre αἱ
subordinano come mezzo © quindi la causa finale di ogni accadere. Per
Aristotele è il primo motore immobile, la forma più alta © il fine più alto,
che muove ogni cosa non per impulso meccanico ma per 1’ irresistibile
attrattiva della sua bellezza; esso è una attività che risiede puramente in sò
stessa, ossia il pensiero puro, che non richiede niente altro come oggetto ma
che ha sè stesso per contenuto sempre uguale, dunque il pensiero del pensiero;
con ciò Aristotele pone lo basi del monoteismo spiritualistico, giacchè Dio è
posto come Essore antocosciente distinto dal mondo e come I’ elemento
immateriale. Per gli stoici è la forza originaria universale, in cui sono
contenute parimente la causalità e la finalità di tutte lo cose e di tutto I’
accadere; come forza proAuttrice © formatrice Dio è la ragione seminale, il
principio della vita cho si svolge nella molteplicità dei fenomeni, e in questa
funzione organica Dio è anche In ragione cho
309 Div crea e guida secondo uno
scopo e quindi, rispetto a tutti i processi particolari, è la provvidenza
sovrana. Nel neoplatonismo è 1’ essere primitivo assolutamente trascendente,
l’unità perfetta snperiore anche allo spirito, intinito, incomprensibile,
inesprimibile. Per S. Agostino è 1’ unità assoluta, la verità che tutto
abbraccia, 1’ Essere supremo, la suprema bellezza, il supremo bene: Prendete
questo ο quel bene particolare, 9 vedete lo stesso Bene se potete; così voi
vedrete Dio, che non è buono per un altro bene, ma che è il Bene di tutto cid
che è buono ». Per Scoto Erigena è l'essenza sostanziale di tutte le cose, i
quanto possiede in sò stesso le vere condizioni dell’ essere: Nulla di ciò che
è, è veramente in sò stesso; Dio solo, che solo è veramento in sè stesso,
dividendosi in tutte le cose, comunica ad esse tutto ciò che in esse risponde
alla vera nozione dell’ essere ». Per Nicolò Cusano è I unità di tutti gli
opposti, la coincidentia oppositorum, 1’ aseoluta realtà in cui le possibilità
sono realiszate come tali, mentro ognuno dei molti finiti è solamente possibile
in sè, ο reale solamente per lui; in ognuna delle sue manifestazioni il Deus
implicitus unico è insieme il Deus explicitus diffuso nella molteplicità, il
finito ο l’infinito, il massimo e il minimo. Per Boehme è il primo principio e
la causa del mondo, il quale non è che l’essenzialità di Dio stesso fatta
creatura; ugualmente per Giordano Bruno, Dio è la causa formale, efficiente ο
finale dell’ universo, l'artista che agisce senza interazione e trasforma il
suo interno in vita rigogliosa. Per Cartesio è 1’ ens perfeotisnimum, 1’ essere
i finito che lo spirito umuno comprende con certezza intu tiva nel suo proprio
essere imperfetto ο finito. Por Spinoza è l'essenza universale delle cose
finite, 1’ ens realissimum che consta di infiniti attributi, ma che non esiste
se non nelle cose, come loro essenza generale, e nel quale tutte le cose
esistono, come modi della sua realtà. Per Malebranche Dio è il ἔκορο degli
spiriti, come lo spazio è il Inogo Dir
310 dei corpi ; ogni conoscenza
umana à una partecipazione alla ragione infinita, tutte le idee delle cose
finite non sono che determinazioni dell’ iden di Dio, tutti i desideri rivolti
all’individusle non sono che partecipazioni all’ amore di Dio come principio
dell’ essere e della vita. Per Leibnitz è lu monade centrale, la monde suprema
nella serie ininterrotta che va dalle più semplici fino agli spiriti, e che
pere rappresenta 1’ universo in tutta la chiarezza e la distinzione. Per Fichte
è I’ Io universale assolutamente libero, l'ordinamento morale del mondo; per
Scheiermacher è l'identità del pensiero con Vessere, che, in quanto tale, non
può ossere oggetto nè della ragione teoretica nd della ragione pratica, ma che
tuttavia costituisce lo scopo ussoluto del pensiero ; per Schelling è la
ragione assoluta 0 l'indifferenza di natura e di spirito, di oggetto e
soggetto, perchè il principio più alto non può essere determinato nè realmente
nd idealmente e in esso debbono cessare tutti i contrasti; per Hegel è lo
spirito ussoluto, 1’ Idea, delle oui determinazioni il mondo è uno svolgimento.
Cfr. 8. Reinach, Der Ursprung des Gottesidee, 1912; Allen, Grant, Theevolution
of the idea of God, 1897; F. B. Jevons, L'idea di Dio nelle religioni
primitive, trad. it. 1914; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913,
passim (v. assoluto, ateismo, agnosticismo, creazione, essere, fede, fideismo,
panteismo, teismo, ecc.). Diplopia. T. Doppelsehen ; I. Diplopia; F. Diplopie.
Anomalia della visione, che consiste nel vedero gli oggetti doppi. Ciò deriva
dal mancato parallelismo degli assi visuali, per cui l’iminagine dei due
oggetti, che si produce sul centro della macchia gialla, non è quella di uno
stesso punto dell'oggetto. Dicesi unche ἀΠίοροία. Dicesi diplopia monoculare la
visione doppia degli oggetti con un solo occhio in determinate condizioni ;
secondo G. Miiller essa dipende dai diversi campi di fibre di cui si compone
ciascuno strato del cristallino; secondo Brücke dalla aberrazione di 311
Dir sfericità dello superfici dell’ apparecchio diottrico ; secondo
Verhöff dalla aberrazione stessa associata a un certo grado di astigmatismo,
Cfr. Helmholtz, Handbuch d. physiol. Optik, 2° ed. 1886-96 ; Techering, Optique
physiologique, 1898. Diritto. T. Recht; I. Right; F. Droit. In generale è tutto
ciò che è permesso, sis moralmente, sia dalle leggi scritte ο dai regolamenti
riguardanti gli atti considerati, virtà di una espressa dichiarazione o anche
del principio che ciò che non è proibito è permesso. Già l’Alighieri lo definì
come realie ot personalis hominis ad hominem proportio, quae servata hominum
sorvat socictatem, et corrupta corrumpit. Positivamente αἱ può definire come
quelY insieme di norme irrefragabilmente obbligatorie, le quali, munite di
sanzione e fatte valere dall’ autorità dello Stato, regolano le azioni degli
individui e dei gruppi sociali, allo scopo di assicurare il rispetto, la
retribuzione, il soccorso reciproco e la subordinazione delle persone nei
rapporti più importanti della vita sociale; più brevemente, il diritto è una
facoltà o pretesa cut la legge ο la consuetudine assicurano un carattere
ooattivo, per il caso che venga disconosciuta. Il diritto presuppone il dovere
e viceversa: ad ogni dovere in una persona corrisponde un diritto, il diritto
necessario per il compimento di questo dovere. Carattere essenziale di entrambi
è che implichino la responsabilità. Dicesi diritto naturale quello
assolutamente intrinseco alla natura umana, e che quindi non può esser tolto in
nessun modo; diritto positivo quello che risulta da una convenzione e non
esiste se non in forza di questa. Per diritto naturale s'intende anche il
diritto virtuale, e por diritto positivo quello riconosciuto fissato e
garantito. Il problema del diritto naturale sorge con la sofistica greca,
quando 1’ esperienza della vita pubblica e la conoscenza delle differenti
legislazioni dei diversi popoli, spinse u ricercare se esiste qualche cosa di
valido sempre ὁ dovunque; © poichè i filosofi anteriori avevano chiamato
natura, Dir 312 φὺσις, l'essenza delle cose eternamente
uguale sotto tutti i cangiamenti, così si argu) che da questa. natara sia
determinata anche una legge superiore ad ogni cangiamento © differenza, ben
distinta dai precetti fondati per convenzione umana © validi solo
temporaneamente © in un ambito ristretto. Nel diritto romano questa legge
naturale è poi definita quod natura omnia animalia doouit, e il diritto delle
genti quod naturalie ratio inter omnes homines constiinit. Per 8. Tommaso il
principio fondamentale del diritto naturale è il bisogno della socialità,
essendo l’uomo maturaliter animal sociale; lo stesso principio vale, più tardi,
anche per il Grozio, che fa consistere il jus mafurale in ciò che la ragione
conosce come in un armonia con la natura socievole dell’uomo e che quindi è
deducibile da essa. Per Hobbes il diritto naturale è la libertà che cisseuno
possiede di adoperare ad arbitrio la propria potenza per la conservazione della
propria natura, e quindi di faro tutto quelle cose, che sembrano condurre a
tale scopo : Nello stato di natura è permesso di fare a ciascuno ciò che @ lui
piace; nulla di ciò che l’uomo può fare è in sè stesso ingiusto ; 4ο una
persona danneggia un’altra, non esistendo tra esse alcun patto, si potrà dire
che quella fa torto a questa, ma non che le faccia un’ ingiustizia ».
Analogamente, per Spinoza il diritto naturale è In stessa potenza della natura:
Ezistit unuaguisque summo naturae jure, et consequenter summo naturae iure
unuaquisque oa agit, quae ex suae naturae necessitate sequuniur; atque adeo
summo naturae iure unusquisque iudicat, quid bonum, quid malum sit, suacque
utilitate ex suo ingenio consulit, seseque vindioat, et id, quod amat
conservare, et id, quod odio habet, destruero conatur. Per Locke il diritto è
una potenza morale; il diritto naturale ha tre gradazioni : ins strictum, che
si esprime col comando neminem ledere; probitas ο equità, col comando suum
ouiquo tribuere; pistas col comando honeste vitere. Per Kant e per Fichte il
principio del diritto naturale è
313 Dir la reciproca limitazione
delle sfero di libertà nella vita esteriore degli individui, cosicchè, per
usare lo parole di Fichte io debbo riconoscere in ogni caso fuori di me
l'essere libero come tale, debbo cioè limitare la libertà mia mediante il
concetto della possibilità della libertà sua ». L’Herbart fonda il diritto
sopra l’iden pratica della disapprovazione che consegue alla perturbazione dei
rapporti armonici tra la propria volontà e l’altrai; il diritto è perciò l’
unanimità di più voleri, pensato come regola che evita i conflitti ». Per il
Wundt il diritto, al pari del linguaggio, del mito e del costume, coi quali da
principio è strettamente connesso, non è il risultato di un accordo arbitrario,
ma un prodotto naturale della coscienza, che lia la sus fonte perenne nei
sentimenti © nelle tendenze suscitato dalla convivenza degli uomini »; esso si
sviluppa in tro stadi auccessivi, dei quali il primo è quello delle intuizioni
giuridiche naturali, il secondo della codificazione, il terzo della
sistematizzazione dei diritti. Secondo l’Ardigò il diritto naturale è la stessa
giustizia potenziale astratta, da cui deriva la giustizia legale, è lo stesso
ideale del diritto, solo imperfettamente realizzato nelle singole formazioni
storiche della società; il diritto naturale corrisponde quindi alle idealità
sociali universe, ossia tanto avverate già nella coscienza umana, quanto a
quello che potranno avverarsi in sèguito. Da ciò deriva: 1° che il diritto
positivo è determinato ο giustificato dal natnrale ; 2° che il diritto naturale
è imperscrivibile ed ba un valore truscendente assoluto, corrispondendo al
ralore trascendente axsoluto della natura di cui è il prodotto; 3° che il diritto
naturale è universale al pari della natura umano, con In quale si svolge
parallelamente ; 4° che il diritto naturalo è infinito, essendo una
potenzialità inesauribile nella serie e nelle forme dei suoi svolgimenti. Esistono varie specie di diritti: quello
pubblico, che è il diritto garantito dalla minsecia d’ una pena ο ogni sna
infrazione è colpita di314 rettamente dal Potere; quello privato, per il quale
il Potere non ha azione diretta, ma che è interesse stesso dei cittadini
osservare e fare osservare; quello costituzionale, che determina la forma
politica dello Stato e i rapporti giuridici tra i governanti ο i governati per
l'esercizio della sovranità; quello ecclesiastico, che regola materie
riguardanti la Chiesa; quello internazionale 0 diritto delle genti, che può
essere pubblico o privato, a seconda che regola i rapporti tra i vari Stati, o
tra i cittadini di uno Stato estero © lo Stato nel quale essi dimorano. Cfr.
Puffendorf, De jure nature et gentium, 1672; Lasson, Syst. d.
Rechtsphilosophie, 1882; B. Brugi, Introd. enciclopedica alle scienze giuridi.
che, 1907, p. 66-194; Ardigò, Opere fil., vol. III, p. 181-257 ; vol. IV, 173
segg.; G. Delveochio, I! concetto del diritto, 2° ed. 1912. Disamis. Termine di
convenzione mnemonica, con cui nella logica formale si designa quel modo della
terza figura del sillogismo, nel quale la maggiore e la conelusione sono
proposizioni particolari affermative, la minore universale affermativa. Es.
Qualche fibra nervosa trasmette delle onde centrifughe. Tutte le fibre nervose
provengono dalle cellule. Dunque qualche cosa che deriva dalle cellule
trasmotto delle onde centrifughe. Corrisponde all’ioéxig dei logici greci, e
può essere ricondotto al Dari della prima figura mediante la trasposizione
delle premesse e la conversione semplice della maggiore e della conclusione.
Disattensione. T. Unachtsamkeit ; I. Inattention; F. Inattention. È un
complemento necessario dell’uttenzione alla quale non possono pervenire tutti
gli stimoli. Si suole distinguere la disattenzione primitira, che è la semplice
assenza d'attenzione, e la secondaria. che è determinata dall’ essere
l’attenzione concentrata sn un oggetto, ed à tanto più forte quanto più intensa
è la concentrazione dell’attenzione. Quando la disattenzione diviene persistente
© si presenta come effetto di esaurimento nervoso assume 315
Dis carattere patologico e dicesi aprovessi 0 aprosechia; in essa I’
attonzione non può mantenersi anche per poco, e, se forzata volontariamente,
determina nel soggetto capogiri, cefaleo, vomiti, ecc. Nei casi di demenza,
come nell’idiotismo, imbecillità, ebefrenia, ece., l’attenzione è totalmente
soppressa. Cfr.
Ziehen, Leitfaden der physiol. Paychologie, 2% ed. 1893, p. 166 seg.; Ribot,
Prychologie de l'attention, 1889. Discorsivo.
T. Discursir; I. Disoursive; F. Disoursif. Si oppone a fntuitivo, per designare
In conoscenza o il ragionamento mediato, mentre la conoscenza intuitiva è
quella che avviene per un atto immediato, subitaneo, di cui il processo sfugge.
Nel ragionamento discorsivo, il pensiero passa dal principio alla conseguenza,
dalle premesse alla conolusione; nel ragionamento intuitivo, invece, il
pensiero non formula alcuna dimostrazione, © la conclusione appare
immediatamente nella sua evidenza. Gli scolastici avevano già distinto queste
due forme di procedimento mentale; essi chiamavano cognitio disoursira,
paragonandola ad un movimento, quella che trascorre da idee note a idee meno
note; cognitio intuilira sia quella fatta per la specie propria, ossia per l’imagine
propria dell'oggetto stesso, sia quella riferenteni all’ oggetto realmente
presente; così è intuitica la cognizione del sole mentre lo vediamo, e quella
che i beati banno di Dio. Cfr. Cr. Wolf, Philosofia rationalis, 1732, § 51;
Wundt, Logik, 1898, vol. I, pag. 139. Discreto. T. Diskret; I. Discrete; F.
Discret. Latinismo che significa diviso, separato, e αἱ applica tanto allo
spazio come alla quantità dei numeri; in questo caso ha il valore di
discontinuo. Dal punto di vista filosofico, una grandezza è discontinua se è
composta di elementi dati, mediante i quali essa è costruita nel pensiero.
Nella logien diconsi discretire quelle proposizioni composte ed esplicite,
appartenenti al tipo delle congiuntire, che esprimono una Dis 316
distinzione avversativa; ad es. non è nuvolo ma sereno. Diconsi anche
avversative. Cfr. Logique de Port-Royal, ed. Charles, II, 9 (v. continuo,
numero, quantità). Discriminazione. T. Unterscheidung; I. Disorimination; F.'
Discrimination. Termine d’origine inglese, che indica V atto con cni si
distinguono l’uno dall’ altro due oggetti del pensiero concreto. Si adopera
specialmente nella psicologia per significare il differente grado di intennità
avvertito in due momenti di una medesima sensazione. Per mezzo di opportuni esperimenti,
la psicologia fisiologica cerca appunto di determinare quali sieno le più
piccole differenze percepibili di sapore, di temperatura, di peso, d’ intensità
luminosa, di altezza o intensità di suono. Secondo il Bain, la discriminazione
è una proprietà delle sensuzioni muscolari, per mezzo della quale ha origine la
coscienza. Essendo la coscienza unità e differenza insieme, noi mancheremmo
delle sue condizioni se avessimo una sensazione sola o due sensazioni con un
intervallo in mezzo. Cir. Bain, The senses and the intellect, 1890; Wundt, Grundzüge d.
physiol. Psychologie, 1893, I, p. 348. Discromatopsia. T. Dyschromatopsie; I.
Dyschromatopsia; F. Dyschromatopsis. Acromatopsia parziale, 0 cecità per alcuni colori (specie il rosso, il
verde ο il violetto) mentre gli altri sono normalmente percepiti. La forma più
comune della diseromatopsia è il daltonismo, o cecità per il color rosso (v.
cromatiche). Disgiunzione. T. Disjunction ; I. Disjunction ; F. Disjonction.
Carattere d’ una alternativa i cui termini si eseludono reciprocamente. Il
giudizio disgiuntivo è una forma dei giudizi di reciproca dipendenza; la sun
formola è: 4 è Bo Co D; oppure, nella forma negativa: 4 non è nv B, nè €, nd D,
Per essere valido, è necessario che non vi siano altro possibilità oltre quelle
espresse nella disgiunzione, ο, in altre parole, che l'enumerazione disgiuntiva
sia completa; e che le parti disgiunte si escludano, cioè siano 817
Dis coordinate e non subordinate. I sillogismi disgiuntivi sono quelli
nei quali la maggiore è una proposizione disgiuntiva ; se è
categorico-dingiuntiva (A è ο Bo Co D) il sillogismo ‘esi
oategorico-diagiuntivo; ne In maggiore è ipotetico diegiuntiva (se A è ΗΒ, oC è
D, 0 E è F) dicesi ipoteticodisgivntivo. Regola comune a tutte le forme dei
sillogiemi disgiuntivi è che se la minore nega tutti i membri disgiunti della
maggiore, la conclusione nega l’antecedente della maggiore. Il dilemma non è
che un sillogismo disgiuntivo, in cui la minore negando tutti i dne membri
disgiunti della maggiore, la conelusione nega il soggetto della maggiore. Cfr.
Wandt, Logik, 1898, vol. I, p. 154 segg.; Rosmini, Logioa, 1858, $ 445 (v.
remotiro). Disgrafia. T. Dyegraphie; I. Dyographia; F. Dyagraphte. Una delle
forme dell’ amnesia verbale, che si vorifien nella demenza, nell’ alcolismo,
nella paralisi. 1’ ammalate non è più capace di tracciare che una serie di
lineo incerte ed inintelligibili, oppure la sua scrittura vien nasumendo una
forma elementare, inzaccherata da continui agorbi, come nei bambini. Dicesi
disgrafia emozionale quella che non dipende da alterazioni centrali, ma da
sentimenti, come timore, soggezione, ecc., ed è transitoria al pari di questi. Cfr. Séglas, Les troubles
du langage, 1892; Lombroso, Grafologia, 1895, p. 111 segg. (v. agrafia). Dismnesia. T. Dysmnesie: I.
Dysmnesia ; F. Dyemnesic. Anomalia dolla memoria che consisto nell’ abolizione
di particolari categorie di ricordi, come i nomi propri, i segni, i numeri, le
figure e così via via. Nella paralisi progressiva essa si verifica sempre,
attuandosi secondo le leggi psicologiche illustrate dal Ribot: 1° i ricordi più
recenti scompaiono prima degli antichi; 2° i ricordi più complicati si
disgregano prima dei più semplici, e quindi gli astratti prima dei concreti; 3°
le ideo scompaiono prima dei sentimenti; 4° i ricordi che più resistono sono
quolli organizzati fin dalle primo fasi dello aviluppo mentale. Dis Cfr. Sollior, Les
troubles de la memoire, 1894; Ribot, Les maladies de la memoire, 9* ed. 1904. Disparato. Lat. Disparatus; T. Disparat; F.
Disparate. Nella logica diconsi disparati due tormini, fra i quali non esiste
alcuna relazione. Però la disparatezza non si'può mai dire assoluta, potendosi
sempre trovare un qualche rispetto, sotto il quale i due concetti cessano di
essere tra loro disparati. Per Boezio i termini disparati sono quelli diversi
ma non contrari. Per Leibnitz due concetti sono disparati quando nessuno dei
due contiene 1’ altro, quando cioè non sono nella relazione di genero a specio.
Cfr. Prantl, Gesohichte à. Logik, 1855, t. 1, 686; Leibnitz, Inédita, ed.
Conturat, p. 53 ο 62. Dissociazione. T. Dissoziation ; I. Dissociation; F.
Dissociation. Alcuni psicologi distinguono dissociazione da astrazione; la
prima consiste nell’ analizzare o separare gli elementi che compongono la
percezione o la rappresentazione senza alterarne il valore; la seconda invece
nel ricavare dagli elementi stessi una nozione generale, che non può più essere
un oggetto di percezione o di rappresentazione. Si suole anche opporla alla
associazione per designare l’operazione negativa e preparatoria della
immaginazione creatrice, mentre l’ associazione è l'operazione positiva e
costruttiva. La dissociazione trovasi già in germe nella sensazione 6 nella
percezione, come prova il fatto, dimostrato dell’ Helmholtz, che nell’ atto
della visione molti particolari non vengono perccpiti, essendo indifferenti ai
bisogni della vita; ma nell’immagine tale lavoro si intensifica, ed è soltanto
dopo un’ opera incessante stinzioni, soppressioni e corrosioni, che gli
elementi dissociati di un tutto possono entrare in molte combinazioni a alla
dissociazione succede l'associazione. 11 Renda distingue tre forme principali
di dissociazione: la d. conoscitira, cho, smussando le imagini, decomponendo
l’integralità dello serio rappresentative, permette che la reviviscenza 319
Dis degli stati passati sia, in parte, una nuova creazione, e che
sintesi novelle rinnovino incessantemente il contenuto dello spirito,
elevandolo dall’angusta percezione dell’individuo alle idee astratte; la d.
effettiva, che, rompendo ‘ l'equilibrio dei sentimenti, pone alla nostra
attività nuovi valori ed imprime ad essa nuove direzioni; la d. conatira, che,
agendo sulle coordinazioni motorie, dovute ad annociazioni anatomo-fisiologiche
tra centri del sistema neuromotorio e centri del sistema neurosensorio,
permette nuovi adattamenti e nuovo serie sinergiche. Nella psicologia
patologica dicesi dissociazione il disgregarsi degli elementi della personalità
unitaria, per cui la coscienza si soinde in due coscienze separate, che
coesistono o si succedono alternativamente. L’ espressione è usata specialmente
da quei psicologi e psichiatri che considerano la nostra attività psichica
complessiva come risultante dalla continua collaborazione coordinata del
cosciente col subcosciente, dell’ io supraliminale con l'io subliminale; in tal
caso gli edoppiamenti della personalità risulterebbero dalla dissociazione
ubnorme dei processi psico-fisici coscienti dai subcoscienti, ο dall’esaltamento
funzionale di questi ultimi, in modo da costituire un nuovo centro psichico
cosciente, vale a dire una nuova personalità distinta. Altri psicologi,
fondandosi sopra la dottrina segmentale, considerano la dissociazione della
personalità come primitiva e propria di tutti gli nomini anche in condizioni
normali; essa si rivelerebbe nel dissenso che talvolta si produce in noi tra
l’io cosciente che ragiona e il subcosciente che si esprime in forma di vaghi
sentimenti, nelle ineguaglianze di carattere e di condotta proprie specialmente
dei giovani, nel fatto, illustrato da W.James, del senso di presenza che
continuamente avvertono le persone dotate di sentimento mistico religioso. Cfr.
Boris Sidis, Studies in mental dissociation, 1902 ; Myere, The human
personality, 1902; Morton Princo, The dissociation of a personality, 1906; J.
Sully, Les illusione der senses Dis 320
et de l'esprit, 1889; W. James, Prinoipî di psicologia, trad. it. 1901; A.
Renda, La dissociazione peicologioa, 1905. Distanza (percezione o giudizio di).
T. Abatand: I. Distance; F. Distance. Secondo la dottrina nativista, le nostre
sensazioni ci fanno apparire fin dal principio l'oggetto © della percezione
sensibile come situato ad una certa distanza. Secondo la dottrina genetica ο
empirica, primitivamente enunciata dal Berkeley, la percezione della distanza
deriva da un'associazione che si stabilisce tra le sensazioni e le
rappresentazioni della vista, del tatto e del senso cinestetico, associazione
cho diviene poi abituale e indissolubile. Ciò è provato dal fatto che 1’
apprezzamento della distanza rimane imperfetto nel bambino fino al secondo o
terzo anno, e che i ciechi nati, sppena operati, non sono assolutamente capaci
di apprezzarla. In codesta valutazione la base è nel senso tattile e nelle
sensazioni muscolari che vi si accompagnano: la distanza è data per noi dalla
serio più o meno grande di sensazioni cinestetiohe che noi proviamo quando
moviamo le nostre mani ο il nostro corpo intero verso un oggetto. À queste poi
si associano le sensazioni del movimento che gli occhi devono fare per
accomodarsi agli oggetti più ο meno lontani. Cfr. Bérkeley, Theory of vision, 1709; W. James,
Perception of space, Mind », 1887; Höffling, Peyohologie, trad. franc, 1900, p.
254 segg. Disteleologia. T.
Dysteleologie. Significa in generale mancanza di finalità. L’ Haeckel chiama
così la dottrina darwiniana degli organi rudimentali, perchè essa, dimoatrando
I’ esistenza di organi che si sono atrofizzati perchè non compiono più alcuna
funzione, prova che gli organi stessi ‚non esistono per un fine predeterminato,
ma sono creati dall’ esercizio ο che quindi la dottrina delle cause finali
(feleologia) è insussistente. Cfr. Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it.
1902, p. 359 segg. Distinto. T. Verschioden, Deutlich; I. Distinot; F.
Diatinot. Intrinseenmente è distinto ciò di eni lo spirito vedo 321
Dis nettamente tutti gli elementi costitutivi, e in senso proprio si
dico della visione ὁ delle imagini visuali. Nella terminologia cartesiana è
chiara una conoscenza che è presente e manifesta a chi la considera con
attenzione; è distinta invece la conoscenza che non contiene nulla più di ciò
che è chiaro, che è quindi precisa e differente da tutte le altre. Peroid a
chiaro si oppone osewro, a distinto confuso; unn idea è confusa quando può
essere scambiata con altre, come avviene delle idee complesso; ma l'essere
confusa non esclude che possa essere chiara, mentre non può mai essere distinta
senza essere chiara. Cfr. Descartes, Princ. phil., I, 43. Distinzione. T.
l’atersohoidung, Verschiedenheit; I. Distinction; F. Distinotion. Questo
termine ha, nella logica, vari significati. Innanzi tutto designa quella forma
di definiziono approssimativa esplicativa, che si adopera per quei concetti che
sono, per qualsivoglia ragione, propriamente indefinibili, e dei quali, quindi,
non si può far altro che distinguerli dai concetti affini. Il modo migliore
della dizione è l'opposizione coi simili, purchè il concetto negativo ο il
positivo abbiano lo stesso genere prossimo ο Puno sia determinato dalla
negazione della diferensa dell'altro, Es.: le parallele sono rette, che
giacciono sullo stesso piano e prolungate indefinitamente dai due lati, non #
incontrano mai. In senso analogo intendevano In distinzione gli scolastici, per
i quali però essa aveva un uso essenzialmente dialettico: essi infatti
chiamavano distii zione l’ operazione per cui, prima di rispondere ad un dato
argomento nel quale si era adoperata una parola in doppio senso, si distinguono
questi due sensi e si definiscono esattamente, e poi si mostra come la
conclusione, vera per un senso, non conviene per l’altro, o come è falaa per
entrambi i sensi e non sembrava vera che a motivo della confusione. Per
ricordare questo genere di risposta, gli scolastici avevano fatto questo verso:
Diride, defini, con21 Ranzoti, Dizion,
di scienze filosofiche. Dis 322 cede, negato, probato. Descartes, e prima di lui gli scolastiei,
ennmeravano due forme di distinzione: la distinzione di ragione, cioè quell’
operazione mentale per cui si considerano separatamente cose che nella realtà
sono unite ed inseparabili; la distinzione reale, che è quella che si fa
negando uns cosa di un’altra, ed esiste nelle cose stesso, indipendentemente
cioè da ogni operazione mentale; questa seconda distinzione aveva tre specie;
da oosa a coda, come da Dio all’ uomo, da modo a modo, come da bianco à nero,
da modo a cosa come da corpo a movimento.
Nel sistema filosofico dell’ Ardigò la legge della distinzione è la
legge suprema di ogni formazione naturale. Tanto nella psiche come nel cosmo,
l'evoluzione formativa consiste in un passaggio incessante da un indistinto a
un distinto, che in quello era contenuto; quindi ogni momento della fase evolutiva
è un «distinto verso la precedente e un indistinto verso la susseguente; e
risalendo indietro per le diverse fasi che si sono succedute, si trova sempre
che l’ ultimo è una distinzione sul precedente, all’ infinito. Così tutte le
formazioni distinte dell’attuale sistema solare sono ottenute mediante la
distinzione da un unico indistinto primitivo (nebulosa) donde a poco a poco
emersero e nel cui seno giacevano; e tutta la ricchezza del contenuto psichico
della coscienza individuale è un distinto operatosi a poco a poco coll’
esperienza del primitivo indistinto, con cui s’ inizia la vita psichica di ogni
individuo. Ma questi indistinti primitivi non sono tali che relativamente;
infatti la stessa nebulosa solare apparisce formatasi da un tutto immensamente
più grande, }’ universo, ed è un distinto rispetto ad un indistinto che le sta
sopra, dal quale procode: 1’ indistinto supremo dato dall’ assoluta uniformità
fondamentale della materia e della forza, che è quindi medesimezza e
continuità; 1’ indistinto, in un altro senso, della continuità dello spazio e
del tempo, in quanto la mutazione della materia implica la continnità dello
spazio, e lo sviluppo della forza rappresenta Ja con 323 Dis-Div tinuità del tempo. Da ciò consegue
che ogni cosa ο fatto, compresa la rappresentazione psicologica, è contenuta
nel continuo dello spazio e del tempo, ed è rappresentata dal punto
d’intersecazione di due linee infinite, la linea dello spazio e la linea del
tempo. Cfr. Descartes, Princ. phil.,I, 60; Goolenio, Lezicon phil., 1613, p.
595; Ardigò, Opere fil., IT, 81 segg.; III, 437 segg.; IV, 43 segg.; VI, 190
segg.; Espinas, La phil. expérimentale en Italie, 1880, p. 81 segg. ; Hòffding,
Philosophes contemp., trad. franc. 1908, p. 37 segg. Distributivo. Lat.
Distributéous; T. Distributin; I. Distributico; F. Distributif. Si oppone a
collettivo ed indica ciò che è comune ad una pluralità di individui ed
appartiene a ciascuno di essi, mentre collettivo indica ciò che è comune ad un
insieme determinato di individui ed è una proprietà del gruppo. Dicesi perciò giustizia
distributiva quella che riguarda i rapporti fra i singoli cittadini di uno
Stato e la distribuzione dei beni comuni da condividere, che si debbono
distribuire proporzionatamente ai meriti. Diteismo. Sistema religioso che
consiste nell’ ammettere l’esistenza di due divinità, rappresentante I’ una il
principio del bene, l'altra il principio del male, ugnalmente primitivi ed
eterni. La lotta continua tra queste due divinità, e il prevalere dell’ una o
dell’ altra, spiega I’ esistenza del bene e del male nel mondo: Secondo
l’Ardigò, il diteismo rappresenterebbe il secondo periodo dell’ evoluzione
religiosa. Cfr. Ardigò, La morale dei positivisti, 1892, p. 73 (v. catari,
dualiemo). . Divenire. Lat. Fieri; T. Werden; I. Becoming: F. Devenir. Si
contrappone ad Essere inteso come ciò che permane immutato, e designa lu
mutazione, il cangiamento, la serie dei passaggi da uno stato all’altro. Il
problema se la realtà consista nel rimanere o nel mutarsi, nell’ Essere o nel
Divenire, fu già posto dai primi filosofi greci. Secondo Parmenide ο In senola
elentica, soltanto I’ Eanore Div 824 _ è
reale, quindi il non-Essere non è possibile, come non è possibile il diventare;
I’ Essero è unico, eterno, infinito, semplice, immutabile, indivisibile; esso è
il sostrato del cangismento, la sostanza che rimane mentre le qualità mutano.
Secondo Eraclito, invece, il reale consiste nel mutarsi, nel trasformarsi
continuamente, nel Divenire ; la permanenza dell’ Essere non è che pura
illusione; la realtà è come un fiume che sempre scorre. L’ antica disputa tra
eleati e eraclitei fu rinnovata nei tempi moderni dall’ Hegel © dall’ Herbart:
questi negò il Divenire in quanto credette implicasse la realtà del nulla;
quello negò l’ Essere, ponendo l’ equazione: Essere affatto indeterminato ==
non-Essero. Si prenda il divenire, dice Hegel, ciascuno può rappresentarselo.
Si accorderà che, quando lo si analizza, vi si trova la determinazione
dell'essere, come anche del suo contrario, il nulla; si accorderà infine che
queste due determinazioni si trovano riunite in una sola e medesima
rappresentazione. Il divenire è, quindi, l’unità dell’essere e del nulla». Il
divenire sarebbe soppresso se si ammettesse la verità del principio che nulla
può renire dal nulla; ma Hegel considera tale proposizione come fondata
sull'identità astratta dell'intelletto: Non sarebbe difficile provare che
l’unità dell’ essere © del nulla si trova in tutti gli avvenimenti, in tutti
gli ogguiti 9 in tutti i pensieri. Bi deve dire, dell'essere e del nulla....
che non v’ha nessuna cosa nel cielo e sulla terra che non li contenga entrambi.
Quando si parla d’una cosa reale, queste due determinazioni, essere ο nulla, vi
si tradncono mediante l'elemento positivo ο l'elemento negatiro ». Cfr.
Platone, Cratyl., 1402 A; Aristotele, Metaph., IV, 5, 1010 a, 12 segg.; Hegel,
Encicl., § 88 segg.; Logik, $ 88, 89 (v. cangiamento, mobilismo, essere, nulla,
ente). Divergenza (legge della). 'T. Divergenz; 1. Divergence; F. Divergence.
Una delle leggi che ai verificano nell’ evoluzione del mondo organico, per In
quale In molteplicità Div e la varietà
delle forme viventi s’ à venuta costantemento aumentando dai tempi più remoti
sino al presente. Dicesi divergenza personale quella che intercede tra gli organismi
© conduce alla formazione di nuove apecie ; essa ha origine dalla divergensa
dei tessuti, per cui da cellnle primitivamente uguali si sviluppano tessuti
disuguali; e la divergenza dei tessuti si basa a sua volta sulla divergenza
cellulare, che ha origine dal fatto fisiologico della divisione di lavoro delle
cellule stesso (v. convergenza). Diverso. Gr. “Etepoc; Lat. /τεγονο; T.
Versohioden ; I. Divers; F. Divers. Nel senno aristotelico il diverso è tutto
ciò che, essendo reale, non è identico. Gli scolastici dicevano primo-dirersa
quelle cose che non convengono in nessun genere, tranne in quello
universalissimo dell’ essere; diversa © differentia solo numero le cose che
hanno entità diverso in una specie medesima, come gallo e gallinn; diversa ο
differentia εροοίο le cose che hanno diverse definizioni essenziali nello
stesso genere, come, nel genere animale, l’uomo e il bruto; diversa o
differentia genere quelle che si classificano in predicamenti diversi, come il
coraggio e la pietra. Distinguevano poi la diversitas physica, che nei termini
delle proposizioni negative, in quanto dire con verità che l’una cosa non è
l’altra, dalla diversitas logica, che si ha in quei termini delle proposizioni
affermative i quali, sebbene non differiscano da parte della cosa indicata,
pure vengono intesi sotto nn concetto differente. Alcuni distinguono il diverso dal differente,
ii quanto, pure implicando una differenza intrinseca ο qualitativa fra due
oggetti, non determina lu specie o il grado della differenza stessa. Cfr.
Aristotele, Mefaph., V, 10, 1010 b, 1 seg.; Crist. Wolff, Ontologia, 1736, $
188 (v. alterità, altro, differente, indiscernibili). Divinità. T. Gottàeit; I.
Dirinity; F. livinitd. Si adopera quasi sempre come sinonimo di Dio; tuttavia
alcuni distinsero il significato dei due vocaboli, intendendo col Divprimo 1)
essenza divina e col secondo Dio in quanto essere personale. Tale distinzione
trovasi ad es. in Eckhart, per il quale la Divinità, causa prima di tutte le
cose, trascende V esistenza ο la conosgenza, manca di ogni determinazione, è il
niente; essa si rivela nel Dio unitrino, e il Dio esistente e conoscente crea
dal nulla le creature, le cni idee egli conosce in sè, perchè questo conoscere
è il suo creare. Questo processo di autorivelazione appartiene all’ essenza
della Divinità, la quale, come essenza creatrice, non è reale se non in quanto
conosce sè stessa in Dio e il mondo come realtà creata. Cfr. Stöokl, Geschichte
d. Phil. des Mittelalters, 1864-66, vol. II, p. 1098; Leibnitz, Monadologie,
47. Divisibilità. T. Theilbarkeit; I. Dirinibility; F. Divi sibilité. La
proprietà di un essere di poter venire scomposto in un certo numero di parti.
Si suol distinguere la divisibilità fisica dalla matemation: questa, essendo
una pura operazione mentale, non ha limiti assegnabili ed è quindi indefinita;
quella invece è definita, ciod può avere dei limiti, arrivando un punto in cui
non è più praticabile. Secondo l’atomismo la divisibilità dei corpi è
concretamente limitata, in quanto essi consistono di parti ultime indivisibili,
atomi. Per Cartesio, dalla incapacità del nostro intelletto a rappresentarsi
una divisibilità i finito, non segue che essa non debba realmente darsi.
Secondo Spinoza la sostanza infinita è indivisibile, e non si può concepire con
verità nessun attributo della sostanza, dul quale risulti che la sostanza possa
essere divisa »; infatti, la sostanza così concepita sarebbe divisa in parti,
che © conserveranno la natura della sostanza, 0 non la conserveranno: nel primo
caso ogni parte dovrebbe essere infinita, e causa di ad, ο costituita da un
attributo speciale, cosicchè da una sola sostanza si potrebbero costituirne
molte, il che è assurdo, e di più le parti così ottenute non avrebbero nulla di
comune col tutto da cui provengono, e il tutto potrebbe esistere secondo lo suo
parti; nel 827 Div socondo caso ne risulterebbe che,
dividendo tutta In sostanza in parti uguali o disuguali, essa perderebbe la
natnra della sostanza ο cesserebbe di esistere. Secondo Hobbes lo spazio e il
tempo non sono divisi all’ infinito, ma si dà soltanto un minimum divisibile.
Secondo Leibnitz il continuo è divisibile all’ infinito, cosioch® non esistono
atomi ma monadi spirituali inestese. Berkeley combatte l’idea della divisibilità
infinita, perchè è una palese contraddizione dire che una estensione o una
grandezza finita constino di infinite parti »; quando noi diciamo che una lines
è divisibile all'infinito, intendiamo solo una linea di lunghezza infinita.
Kant rappresenta il dibattito sotto forma di antinomis, la seconda delle
antinomie della ragione: tesi: ogni sostanza composta consta di parti semplici,
ο non esiste nel mondo che il semplice 0 ciò che di esso si compone; antitesi:
non esiste alcuna cosa semplice nel mondo. Kant risolve questa, al pari della
precedente antinomia, affermando che spazio, tempo, semplicità, complessità
sono soltanto determinazioni che hanno valore per la cosa in quanto fenomeno,
cosicchè il principio del terzo escluso perde il suo valore quando si faccia
oggetto della conoscenza qualche cosa che non può mai diventar tale, come 1’
universo. Cfr. Aristotele, Phye., III, 7, 207 b; Spinoza, Ethios, 1. I, teor.
ΧΙΙ, x11; Hobbes, De corp., ο. 7, 13; Berkeley, Prinoipl., ΟΧΧΙΝ segg.; Kant,
Krit. d. reinne Fern., ed. Reolam. Divisione. Gr. Ataigesig; Lat. Divisio; T.
Hinteilung : 1. Division; F. Division. L'operazione logica per mezzo della
quale si determina l’ estensione di un concetto, enumerando gli oggetti a cui
si riferisce. Essa consiste in una proposizione in cui il soggetto (dividendo)
è il genere, e il predicato 1’ enumerazione delle specie contenute sotto quel
genere. Perchè l'operazione sia perfetta, occorre che i membri dividenti
esauriscano tutta l'estensione del diviso e che il concetto da dividersi
possegga una nota, detta funDiv-Doc
328 damentum divisionis, la quale
sia suscettibile di varietà. So questo fondamento è preso tra le note
essenziali del concotto, la divisione dicesi naturale, so è preso tra le
accidentali artificiale. Dicesi
divisione del lavoro 1’ organizzazione economica in cui il lavoro totale da
compiere è ripartito tra i cooperatori, in modo che ciascuno compin sempre uno
stesso genere di lavoro, per il quale acquista così una abilità
particolare. Il Rosmini chiama sofisma
dell’ assurda divisione quello in cni cadde Zenone quando sostenne che, se un
moggio di miglio cadendo in terra manda rumore, dove mandarlo anche ogni
granello di miglio; ed il Leibnitz. quando pretese che, se peroepiamo il
fragore del mare, dobbiamo percepire anche quello d’ ogni goccia d’acqua che lo
compone. Cfr. Hamilton, Lectures on logic, 1860, 11, 32 segg.; Wundt, Logik,
1898, II, p. 40; Rosmini, Logica, 1853, pe 384 κ. (v. sorito, nota, dicotomia,
tricotomia, suddivisione, codivisione). Divisivi (giudizi). Forma di giudizio
composto, che esprime la risoluzione completa del concetto del soggetto nelle
sue parti; ad es. i lingnaggi sono parte monosillabici, parte agglutinanti,
parte a flessione. Possono essere divisivi anche i giudizi ipotetici, e tanto
nell’ ipotesi come nella tesi, indicando nel primo modo in quanti casi la tesi
è vera, nel secondo a quale condizione è sottoposto nn certo numero di cose o
di eventi: es. 1° se un uomo sente rimorso per il male e compiacimento per il
bene fatto, è responsabile delle proprie azioni; 2° se un animale è vertebrato,
possiede uno scheletro interno cartilaginco od osseo, una colonna vertebralo,
un tubo intestinale complesso, sangue rosso che circola entro vasi e simmetria
bilaterale evidente. Docta ignorantia. Espressione resa celebre da Nicola
Cusano, per il quale l’uomo, di fronte alla vera essenza delle cose non
possiede che congetture, cioè solo i modi di rappresentazione che scaturiscono
dalla sua propria natura; 329 Dor la conoscenza di questa relatività di
tutte le affermazioni positive, il sapere del non sapere, come primo gradino
della dotta ignoransa, è l’unica via per arrivare alla comunione conoscitiva
inesprimibile, indesignabile, immediata con I’ Essere vero, cioè con la
divinità. Dio infatti, mancando di attributi positivi, non può essere
conoscinto che in questo modo: 44 hoc ductus sum, ut inoomprohensibilia
incomprehensibiliter amplooterer in doota ignorantia.... Supra igitur nostram
apprehensionem in quadam ignorantia nos doctos case convenit. Perciò la doota
ignorantia è la perfoota soientia. L'espressione era già stata adoperata da 8.
Agostino, 8. Bonaventura e in genere da tutti i teologi che, nella
determinazione dell'essenza divina, adottavano la teologia negativa. Cfr. N.
Cusano, De doota ignorantia, ed. P. Rotta, 1913, 1, 26; II pref.; III, peror.;
P. Rotta, Il pensiero di Niccolò da Cusa nei suoi rapporti storici, 1911 (v.
agmostiolemo, Dio, teologia). Dolore. T. Schmerz; I. Pain; F. Douleur, Uno dei
due poli opposti del sentimento, il quale si manifesta sempre sotto forma di
piscere o di dolore e nel numero infinito degli stati intermedi che li
ricongiungono. 11 dolore’ e il piacere, essendo dati immediati della coscienza,
sono per sè stessi indefinibili; soltanto se ne possono stabilire le cause 6 le
condizioni. In generale, il dolore dipende dalla intensità degli stimoli;
quando l’ eccitazione è troppo intensa, cosicchè essa passa il limite di
adattamento dell’ dividno, si ha uno stato di dolore determinato dall’
alterazione dei tessuti. Oltre che da eccesso di funzione, il dolore può essere
anche determinato da innzione di un organo, cioò da mancanza di funzione ; lo
Spencer ha chiumato questo dolore negativo, il primo dolore positivo. Va notato
però che, mentre per alcuni psico-fisiologi, Lotze, Wundt, Richet, ecc., gli
stessi nervi ed organi di senso che servono per le sensazioni cutanee sono
capaci di destare sensazioni di dolore, per ultri, come Milnsterberg, Frey,
KieDor. 330 sow, esistono invece nella cute terminazioni
nervee speciali, © nel sistema nervoso centrale apparati sensitivi distinti per
le sensazioni di dolore. Gli studi più recenti tendono à far prevalere quest’
ultima dottrina, che si bass specialmente su queste constatazioni : a) nell’
uomo può scomparire per cause anormali la sensibilità dolorifica, restando
integre le altro modalità specifiche del senso cutaneo ; d) alcune regioni
della cute mancano del tutto di punti dolorifici, tantochè non reagiscono con
sensazioni di dolore neanche con l'applicazione di stimoli meccanici od
elettrici assai intensi; ο) la soglia della sensibilità per gli stimoli
dolorifici è diversa, ossia più alta o più bassa, di quella per gli stimoli
meccanici. La sede anatomica del dolore sarebbe, secondo alcuni, il midollo
allungato, secondo altri il midollo spinale: ad ogni modo, per avere una
sensazione di dolore è necessario che l’ eccitazione sia trasmessa nd un centro
nervoso da una fibra afforente; ove queste fibre mancano (cervello, polmoni,
ecc.) si può avere qualsiasi alterazione senza che ossa sia avvertita come
dolore. In gonerale, i tessuti organici interni posseggono una sentà al dolore
minore degli esterni. Il dolore suscitato du uno stimolo lungo il decorso di
una fibra, viene riferito alla periferia, e non solamente allo parti malate ma
anche alle vicine; questa proprietà di érradiarei del dolore, ne rende
difficile la localizzazione. Diconsi appunto dolori riflessi quelli
erroneamente proiettati alla superficie corporea dagli organi interni malati;
questo fatto, già osservato dal Lange, fu ampinmente studiato dallo Head, che
formulò la legge seguente: Quando uno stimolo doloritieu viene applicato ad un
punto poco sensibile, il quale sia in intima connessione centrale con un altro
punto più sensibile, il dolore che si desta è sentito più intensamente nella
sede di maggiore sensibilità, invece che là ove la sensibilità è minore © in
cui lo stimolo fu effettivamente applicato ». Le principali modificazioni
fisiologiche accompa 331 Dom guanti il
dolore sono: diminuzione delle fanzioni vitali, rallentamento dei battiti del
cuore, turbamento delle funzioni digestive, brevità delle inspirazioni, arresto
dei movimenti v agitazione motoria. Però la sensibilità dolorifien non è uguale
in tutti gli animali; alcuni negano che essa esista negli infimi, mentre è
certo che aumenta proporzionalmente all’ elevarsi della loro struttnra fino a
raggiungere il suo massimo nell’ uomo; perciò il dolore è considerato come una
funzione della intelligenza, una sovrapposizione psichica ai riflessi
protettivi subcoscienti. La distinzione comune tra dolore fisico e dolore morale
si considera illegittima, essendo entrambi da un lato fatti fisici e organici
(in quauto anche il dolore morale implica un processo fisiologico
corrispondente) e dall’ altro fatti psichici, in quanto non sono conosciuti che
come stati di coscienza. La sola differenza è nella complessità: il primo
infatti è semplice ο risulta da sensazioni immediate (ad es. il dolore dei
denti), il secondo è inveoe indiretto e accompagnato da un certo numero di
rappresentazioni e di ricordi (sd es. il rimorso). Cfr. Wundt, Grundries d.
Psyohol., 1896, p. 55; Killpe, Grundriss d. Peyohol., 1893, p. 93; Kiesow e
Penzo, trchi für Payohologie, vol. XVI, 1910; Höffäing, Peyohologie, trad.
franc. 1900, p. 294 segg.; Penzo, Atti della R. Aco, delle Scienze di Torino,
vol. LXV, 1911; I. Ioteyko, Peycho-physiologie de la douleur, 1908 (v. piacere,
male, sentimento). Domma (da δόγμα, che significava da principio semplicemente
opinione plausibile e poscia le decisioni politiche dei re o delle assemblee
popolari). T. Dogma; I. Dogma; F. Dogme. Nel suo significato comune questa
parola designe una opinione imposta da un'autorità collocata al di fuori © al
di sopra d’ogni critica e d'ogni esame. Nella religione cristiana il domma è
una verità rivelata ds Dio © come tale direttamente proposta dalla Chiesa alla
nostra credenza. La rivelazione, sorgente del domma, è sia quella Dom 332
completamente esplicita, manifestante la verità divina nel suo proprio
concetto, sie quella parzialmente esplicita ο implicita, che contiene οἱοὺ le
verità stesse come parti costitutive ina non le fa conoscere formalmente.
Perchè una verità rivelata sin un domma, deve essere proposta direttamente da
una definizione solenne della Chiesa o dall’insegnamento del sno magistero
ordinario 6 universale; suo carattere fondamentale è l’immufabilità, per cui
deve ri. manere fino alla fine dei tempi senza subire nel suo contenuto alcuna
modificazione sostanziale. Essendo comunicato al? uomo da Dio stesso. il domma
fornisce una conoscenza obbiettiva delle verità divine. Contro questo carattere
di obbiettività, lo Schleiermacher prima, poi il Ritschl, il Sabatier, ece.,
sostennero che la rivelazione divina è in ogni uomo un fatto di esperienza
intima, e il domma un’ imagine ο un simbolo che traduce approssimativamente i
sentimenti dell’ individuo ο esprime, In via media, le impressioni degli
individui formanti una comunità, ed è quindi essenzialmente mutabile. Tra i
cattolici, il Loisy considera i dormi como una semplice interpretazione dei
fatti religiosi e la riveluzione come la coscienza acquisita dall’ uomo dei
suoi rapporti con Dio; il Laberthonnière ammette l’esperienza religiosa come
sorgente prima di tutte le verità religiose e considera la rivelazione come una
conoscenza di Dio nella nostra stessa realtà vivente; il Le Roy attribuisce al
domma un puro senso negativo, in quanto esso esclude © condanna certi errori
piuttosto che non determini certe verità, e un valore essenzialmente pratico,
in «quanto enunoia delle prescrizioni di condotta. Cfr. G. Goyan, L'Allemagne
religieuse, 1898, p. 96 segg.; Loisy, Autour Wun petit livre, 1903, p. 195
segg. ; Id., Quelques lettres den questione actuelle, 1908, p. 162;
Laberthonnière, Essai de phil, religieuse, 1908, p. 120; Le Roy, Dogme et
critique, 1907, p. 6-15; Ch. Guignebert,
L’érolution dee dogmes, 1910 (v. fideimno, immanentiemo, modernismo,
ecc.). 338 Dom Dommatica oristiana. È 1’ insieme dei
dommi su cui poggia la religione cristiana, e che vennero preparati, definiti ο
sviluppati dai Padri della Chiesa, dai Concili o dai Papi. Essi si possono
ridurre a tre fondamentali: Gesù è uomo e Dio; Dio è uno e trino; l’uomo,
caduto per effetto del peccato, è redento per mezzo della grazia. Gli altri
dommi non hanno che una importanza secondaria ο sono semplici corollari di
questi tre. Dommatismo. T. Dogmatismus; I. Dogmatiem ; F. Dogmatisme. Nel
linguaggio comune indica la tendensa a considerare come assolutamente vere le
proprie opinioni, a non accettare su di esse alcuna discussione, rigettando a
priori come false tutte le opinioni opposte.
Inteso come metodo, il dommatismo consiste nel partire da principii
aprioristiei, sui quali non si ammette dubbio nd discussione, e ricavarne delle
conseguenze senza curarsi se sono 0 no d’accordo coi fatti e con l’esperienza.
Questo metodo fu in onore specialmente nella filosofia scolastica. Nella dottrina della conoscenza si adopera il
termine dommatiemo in opposizione a sosttioismo © misticismo ; il primo, cioè
il dommatismo, ammette la possibilità della scienza, vale a dire la possibilità
di conoscere la realtà qualo essa è; il secondo la pone in dubbio e crede
quindi che l’ uomo debba astenersi da qualsiasi affermazione; il terzo afferma
che la verità è bensì conseguibile dall’ uomo, ma purchè egli, abbandonato I’
uso della ragione, sappia assorbirsi tutto nella contemplazione della divinità
(cioè della verità suprema) perdendo il sentimento della propria esistenza. Il
oriticismo, sorto con Emanuele Kant, ruppresenta un’ attitudine intermedia tra
il dogmatismo ο lo scetticismo : la critica, dice Kant, non è opposta al
procedimento dogmatico della ragione nella conoscenza pura in quanto
scienza.... ma al dogmatismo, cioè alla pretesa di avanzarsi in una conoscenza
pura ricavata da semplici conoetti (la conoscenza filosofica) appoggiandosi su
principî che In ragione impiega Dor
334 da lungo tempo, senza
ricercare in qual modo e con quale diritto essa è arrivata ad affermarli ». Alonni distinguono il dogmatismo propriamente
detto, positivo, dal dogmatismo negativo, ο scetticismo; la filosofia antica è
sempre dogmatica, in un senso © nell’ altro, © in ciò si distinguo dalla
filosofia moderna. Dicesi dogmatismo
morale quella forma di prammatismo sentimentalistico, la quale afferma che:
tutte le nostre conoscenze spontanee sono l’ espressione dei nostri desideri,
delle nostre azioni ; tali conoscenze servono a proporre alla nostra attività
morale dei problemi che, secondo la solazione volontariamente scelta,
determinano dei nuovi stati, una nuova attitudine intellettuale; il valore metafisico
o realistico della nostra conoscenza è dunque legato alla maniera morale con
cui noi ci comportiamo riguardo ad esseri, che non subordiniamo al nostro
egoismo, ma trattiamo come fini in sò atessi. Cfr. Ch. Wolff, Philos.
rationalis, 1732, § 40; Kant, Arit. d. reinen Vern., ed, Reclam, p. 46 segg. ;
Laberthonnière, Le dogmatieme moral, in Essais de phil. religieuse », 1908, p.
76 (v. oriticismo, neooritioiemo, realismo, idealismo, solipeiemo, conoscenza,
ecc.). Dottrina. T. Lehre; I. Dootrino; F. Doctrine. Nel suo significato più
generale designa il complesso degli insegnamenti d’ uno scienziato, d’ un
filosofo ο d’ una scuola acientifica o filosofica, Si distingue perd da
sistema, che è un organismo ideale in cui le parti sono logicamente coordinato fra
loro 9 subordinate ad un principio generale, e da teoria, che ha valore
propriamente speculativo mentre la dottrina può averne anche uno pratico. Kant distingue In dottrina dalla critica:
questa ha per oggetto di determinare il valore e la portata delle nostre
conoscenze a priori, ossia puramente razionali; quella le raccoglie in un sol
tutto e le coordina in un sistema. La dottrina si distingue alla sua volta in
metafisica della natura, che considera i principi della ragione nella loro
applicazione al mondo esteriore, © metafisica dei costumi, cho li considera
mella loro applicazione alle nostre azioni. Nella dialettica trascendentale
Kant dimostra che nè la psicologia razionale, nd la teologia razionale, nè la
cosmologia razionale sono possi bili come dottrine ma soltanto come discipline,
poichè sin V idea psicologica, che la teologica e la cosmologica sono principi
regolativi, non mai costitutivi. Nella
teologia per dottrina s'intende: a) oltre l’ insieme delle verità dogmatiche,
anche 1’ insegnamento non rivelato, oggetto non di un atto di fede ma di
assentimento fermo, che la Chiesa definisce come necessario per la difesa ο 1’
esplicazione delle verità rivelate; 5) ciò che la Chiesa non definisce
esprersamente, ma solo loda o raccomanda come utile per la proposizione dell’
insegnamento rivelato. Cfr. Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 18 segg. Dovere (τὸ dioy= l’obbligatorio). T. Pflioht ; I. Duty; F.
Devoir. Non è altra cosa che
l'obbligazione morale, ο, come tale, è implicito nell’ idea di giustizia, in
quanto questa ha una efficacia diretta sul soggetto. In senso concreto un
dovere è una regola determinata d'azione, una obbligazione definita. Nella
storia della filosofia il concetto del «dovere comincia ad essere determinato
con gli stoici; esso si presentò loro necessariamente, in quanto riconducevano
l’attività particolare alla legge generale della natura e quindi l’attività
appariva prescritta dalla legge. Essi distinguevano due specie di doveri,
assoluti © medi, corrispondenti alle due specie di beni: quantunque solo il
bene sia comandato incondizionatamente, tuttavia può essere moralmente’
consigliabile anche ciò che è desiderabile. Dico Cicerone: Porfeotum ofleium
rectum, opinor, vocemus, quoniam Grasci κατόρθωμα, hoc autem commune officium
vocant. Atque ea sic definiunt, ut rectum quod sit, id officium perfeotum esse
definiunt; medium autem officium id ease dicunt, quod cur faotum sit, ratio
probabilis reddi posit. La più comune ed antica classificazione dei doveri è
quella fatta a seconda dei loro oggetti: verso noi stessi, verso i nostri
simili, verso Dio. Fra i primi sono quelli verso la nostra integrità fisica ο
psichica, verso la nostra costituzione organica, intellettuale, morale; fra i
secondi, quelli verso la famiglia, verso la società, verso lo Stato, o di
fratellanza morale verso le altre nazioni, cioè doveri internazionali. Altra
classificazione importante è quella in doveri atretti ο perfetti, © doveri
larghi ο imperfetti; i primi sono quelli che non lasciano alcuna libertà nella
applicazione, i secondi quelli la cui applicazione è lasciata invece all’
apprezzamento dell’ individuo. Si distinguono anche i doveri positivi, che
consistono in azioni che si devono compiere, dai negativi, azioni da cui si
deve astenersi. Ricordiamo infine la distinzione fondamentale fra doveri
giuridici, che sono imposti dalle leggi, si appoggiano sulla forza, ed hanno
una sanzione definita nelle leggi punitive, e doveri morali, che hanno una
sanzione indefinita nella pubblica opinione © nella coscienza dell’ individuo.
Dicesi materia 0 contenuto del dovere l’atto che si deve compiere, e forma il
carattere di necessità pratica che tale atto riveste nella nostra coscienza.
Per Kant la materia del dovere si deduce dalla sua forma; il dovere è infatti
la necessità di faro un'azione per rispetto alla legge, ο dn qui sgorga la
suprema legge morale, ossia 1’ imperativo categorico, cho si formula così:
agisci in modo che la massima della tua azione possa diventare una norma
universale di condotta. Ma perchè siavi una legge che comandi senza eccezione,
occorre che siavi in natura qualche cosa di valore assoluto, che cioè si
imponga sempre come fino; tale è l’uomo, unico essere ragionevole della natura;
perciò l'imperativo categorico si modifica così: agisci in maniera da trattar
sempre I’ umanità come fine, sis nella tua che nell’ altrui persona, © dn non
servirtene mai come mezzo, Occorre ancora che la volontà dia la legge a sò, sia
autonoma, perchè solo a tal patto accetterà la legge senza alcun altro
interesso; da ciò la terza formola doll’ imperativo categorico : opera in
modo 337
Dua che la tua volontà possa considerare sè stessa come dettante, con le
sue massime, leggi universali. Per Fichte V’Io è la volontà morale e il mondo è
il materiale sensibile del dovere, ossia tale che in esso noi possiamo essere
attivi; quindi non l'essere è la causa dell’ agire, ma per l'agire 1’ essere è
sorto, ο tatto ciò che è non pnd concepirsi se non per ciò che dere essere: L'unico
sicuro e definitivo fondamento di tutte le mie conoscenze è il mio dovere.
Questo è l'in #è intelligibile, che, mediante la legge della rappresentazione
sensibile, si converte nel mondo dei sensi ». L’urto (Anstoss) che ci obbliga a
porre il mondo esterno, non è altro che il nostro dovere, o il mondo stesso il
materiale per l’attività della ragione pratica. Per l'Ardigò l’imperativit del
dovere ha la sun ine naturale nella impulsività delle idealità sociali, mediante
un processo formativo di cui non s’accorge l’individuo, il quale solo avverte
la formazione già compiuta ed è perciò indotto a credere nella primitivita del
sno rentimento del dovere; in breve, l'obbligatorietà del dovere non è che la
ricordanza assommata e indistinta, ma inevitabile, del dolore incontrato
eseguendo atti che riescono di danno ai consoci; il dovere morale nasce quindi
dal dovere giuridico, fino a diventare una forma contitutiva della psiche dell’
individuo, avverandosi così il fatto, che sembra paradossale, del convertirsi
dell'attività volontaria da fondamentalmente egoistica, qual'è da principio, in
virtà disinteressata. Cfr. Diogene L., VI, 1, 107-109; Cicerone, De ofleis, I,
3, $ 8; Kant, Arit. d. prakt. Vern., ed. Reolam, p. 103 segg.; Fichte, Syst. d.
Sittenlehre, 1798, p. 224; G. Marchesini, La dottrina positiva delle idealità,
1913, p. 93 segg.; Ardigò, Op. /l., III, p. 132 segg. (v. autocoscienza,
autonomia, dialettica, etico, idealismo, moralismo, realtà). Dualismo. T.
Dualiemus; I. Dualism; F. Dualisme. Si oppone a monimo, e designa qualsiasi
dottrina, sia filo22 RaxzoLi, Dision. di
scienze filosofiche. Dua 338 sofica che religiosa, che spiega o un dato
ordino di cose © di fatti, o tutto l'insieme delle cose © dei fatti, I’
universo, come la risultante di due principi, di due tendenze, di due canse
distinte ed opposte, ο perciò irredueibili 1’ una all’ altra. Un dualismo
religioso è la religione di Zoroastro, che attribuisce tutti gli avvenimenti
del mondo alla lotta di dne potenze contrarie, primitive, eterne, indipendenti
l'una dall'altra, di cui l’una, Ormurd, è l’autore del bene, l’altra, Abrimane,
del male. Il dualismo filosofico, qnale fu inteso dai filosofi greci, da
Pitagora a Platone, da Aristotelo agli stoici, consiste nel considerare
l’origine ο la natura dell’ universo mediante due principi ο sostanze affatto
opposte: la materia, assolutamente amorfa e passiva, © lo epirito, potenza
attiva ed animatrice. Dicesi dualismo spiritualistico la dottrina, posta sotto
forma precisa da Cartesio, che considera l’anima ο il corpo come due sostanze
etorogenee, agenti reciprocamente l’ una sull’ altra, Questa dottrina, detta
anche dell’ influsso fisico, si oppone alle vario forme di monismo, sia
spiritualislico : il corpo non è che uns forma ο un prodotto d’ uno ο più
esseri psichici ; sia malerialietico : l’anima non è che una forma ο un
prodotto del corpo; sia pricofisico : l’ anima © il corpo non sono che due
aspetti differenti di un solo e medesimo essere. Nella teoria della conoscenza
dicesi dualismo ogni dottrina che faccia originare le nostre conoscenzo da due
fonti; ad es. quella del Locke, che dalla sensazione fa derivare la conoscenza
del mondo corporeo, dalla riflessione In conoscenza dolle attività dello
spirito. Spesso il términe dualismo è adoperato in opposizione a naturaliemo ©
a panteismo, per indicare la dottrina che pone due ordini distinti di realtà :
una spirituale, trascendente, eterna, senza causa, l'altra, che della prima è
un riflesso, materiale, temporanea, creata. Cfr. Th. Hyde, Historia rel. ret.
Pers, 1700, ο. 9; Cartesio, Princ, phil., I, 60; L. Stein, Dualiemus oder
Moniamua, 1909 (v. anima, coscienza, manicheiemo, parallelirmo). 339
Dus Dubbio. T. Zweifel; I. Doubt; F. Douts. Lo stato di perplessità in
cui trovasi l'intelligenza quando rimane sospesa senza negare nè affermare. Il
dubbio presuppone l’esistenza di due gindisi contradditori, considerati
entrambi come possibili, tali cioè che nessuno dei due porsegga ragioni
sufficienti per essere aocettato ο respinto. Il dubbio si oppone alla certessa,
che è una persnasione ferma conforme alla verità, © ni distingue dalla
probabilità, che è una specie di avviamento alla certezza. Si distinguono due
sorta di dubbio: quello assoluto ο definitivo, che è il vero e proprio dubbio
scettico, e non ammette possibilità di conoscenza e di soienza; quello
provvisorio, o metodtoo, © filosofico, che, da Cartesio in poi, è divenuto il
‘principio fondamentale del metodo scientifico, e consiste nel respingere
qualsiasi opinione anteriormente accettata, 80spendendo ogni giudizio fino che
la verità non siasi imposta allo spirito con evidenza assolata. I! dubbio
metodico trovasi già in Socrate: opponendosi al dubbio scettico dei sofisti,
che riguardava la possibilità della scienza e la realtà delle cose, egli
proolama la necessità di sottoporro a revisione ogni opinione, per antica ed
antorevole che sia, per eliminarne le contraddizioni, correggerla, completarla:
così il dubbio, che nella sofistica era stromento di distruzione dell’ antica
filosofia, diventa con Socrate il punto di partenza della filosofia nnova. Più
tardi, anche 8. Agostino cerca la via della certezza attraverso il dubbio, e le
stesse teorie scettiche gliene aprono la via; dubitando, egli dice, io
dubitante so di esistere, di ricordare, di conoscere, di volere, perchè il
dubbio contiene gid in sè la preziosa verità della realtà doll’ essere
cosciente, e le ragioni del dubbio si fondano sulle nostre rappresentazioni
anteriori, ο nella valutazione dei motivi del dubbio si sviluppa il nostro
sapere, il nostro pensare, il nostro giudicare, Analogamente per Cartesio, la
ricerca è figlia del dubbio © generatrice della conoscenza e delle convinzioni
salde © coDus 340 scienti. Nel Discorso sul metodo ogli dice
come dal dubbio gli sia derivato il primo impulso alle sue meditazioni : tot
enim mo dubiis totque erroribus implicatum coso animadverti, ut omnes diacendi
conatus nihil aliud miki profuisse judicarem, quam quod ignorantiam meam magis
magisque detezisse. L'unica via di liberazione dal pregiudizio ο dall’ errore,
che ingenerano il dubbio, è questa: non aliter videmus posse liberari, quam si
semel in vita, de ite omnibus studeamus dubitare, in quibus vol minimam
inoortitudinia euspicionem reporiomus. Il dubbio deve in primo luogo attaccare
le cose sensibili © la loro esistenza, invadere le dimostrazioni matematiche e
i loro principî, non risparmiare alcuna delle nostre conoscenze, finchè non
incontri un limite insuperabile in sè stesso, il dubbio, dellaycui esistenza non
è possibile dubitare; e da questo punto fermo cominois in Cartesio, col cogito
ergo sum, tutta la fase ricostrattiva delle conoscenze chiare ο distinte non
più attaccabili dal dubbio. Si suol
distinguere anche il dubbio normale dal patologico, il quale a sua volta è
distinto dal Ribot in dubbio drammatico ο Sollia del dubbio. Il dubbio
drammatico è quello che precede le grandi conversioni (S. Paolo, Renan, ecc.)
ed è costituito da un lavono intellettuale lungo e da principio latente, che
scoppia alla fine col crollo delle credenze antiche © il costituirsi delle
nuove. Cfr. ΒΑ. Agostino, De vita beata, 7; Solil., II, 1 segg.; De rer. rel.,
72 segg.; Cartesio, Specimen philos. seu dissertatio de methodo, 1764, p. 3;
Princ. philos., IV-V; P. Sollier, Le doute, 1909; G. Zuccante, Intorno al
principio informatore e al metodo della filosofia in Soorate, Riv. di fil. »,
febbr. 1904 ; Alemanni, Intorno a una psicologia del dubbio, Ibid., maggio
1908; R. Mondolfo, Il dubbio metodico e la storia della filosofia, 1905 (v.
acatalesnia, autocoscienza, ironia, epooa, testimonianza, achepsi, dommatiamo,
diallelo, dicotomia, tropi). Dubbio (follia del). T. Zweifelsuoht, Grübelsucht
; I. Doubting mania; F. Folie du doute. Stato morboso di perplessità
Duocontinua, che ha tro gradazioni diverse; nel primo il malato si sente
continuamente irresoluto, non sa giungere ad alcun risultato definitivo, è
sempre tormentato dal bisogno di corcare il perchè di tutto, di rivolgersi
domande senza fine (mania del perchè); questa ruminazione psicologica, come la
chiamò il Legrand du Saulle, si traduce poi negli atti, cosicchè il malato non
osa far nulla senza timori, ansie © precanzioni infinite; da ultimo questi
fenomeni possono assumere carattere ipocondriaco, che si rivela con il dubbio
eterno di non poter far nulla, di essere affetti da una malattia cronica, di
aver mancato al proprio dovere, di essere male edncati, importuni, indisoreti.
A seconda poi del contenuto dei problemi, che l’ammalato si propone, si hanno
casi: di dubbio metafisico, quando riguardano l’ essenza delle cose, l’origine
ο il perchè della creazione, οσο. di dubbio realista, quando le questioni
mentali più comuni si riferiscono alla ragion d’ essere di certi organi, perchè
l’acqua bagni, perchè la terra non sia assorbita dal more, ecc.; di sorupolo,
in cui 1 dividuo è nella continna preoceupazione di non aver adempiuto bene ai
propri doveri, o di non aver fatto bene ciò che ha fatto, ο d’ essere
responsabile di qualche sciagura tocestn alla propria fantiglia, Cfr. Legrand
du Saulle, La Jolie du doute, 1875; Ribot, Les maladies de la volonté, 1883, γ.
60 segg. Duodinamismo. Quel sistema vitalistico, che spiega il fenomeno della
vita come il prodotto di an principio o anima distinta dagli organi corporei
non solo, ma anche dal!’ anima pensante. Esso si trova per la prima volta in
Platone. Le dottrine sue furono poi riprodotte da Galeno, e, più tardi, da
Bacone, Gassendi, Buffon. Tra i filosofi moderni il duodinamiemo, variamente
modificato, fu wguito specialmente da Maine de Biran, Jouffroy, Ahrena (v.
animismo, archeismo, meccanismo, elettrovilaliemo, vita, protoplasma,
vitaliemo). Der 342 Durata. T. Dauer; I. Duration; F. Durée. Di
solito indica il tempo in cui avviene un fenomeno senza interruzione, ossia una
lunghezza determinata, costituita dai mutamenti continui della successione; |’
interruzione della durata di un fenomeno dicesi intervallo. Invece gli
scolaatici, ispirandosi al concetto comune, secondo il quale una coss che dura
non cambia e non ha quindi, in quanto dura, nè prima nè poi, intendevano la
durata come un permanere in ezistentia. Essi distinguevano la duratio
intrinseca, che è In permanenza della coss nell’ esistenza sua, ossia
l’esistenza perseverante, dalla duratio extrinseoa, che à il movimento del primo
mobile, da cui sono regolate le durate intrinseche. Per Spinoza è la
continuazione indefinita dell’esistenza » ; per Locke è l’ intervallo tra l’
apparire di due rapprosentazioni nella coscienza ». Per Cartesio la durata si
distingue dal tempo, in quanto questo non sarebbe altro che la misura della
durata di un fonomeno, o la parte della duruta, durante la quale un fenomeno
avviene: quindi il tempo sarebbe una cosa soggettiva, la durata avrebbe uno
realtà oggettiva, in quanto le cose realmento durano. Leibnitz oppono il tempo
alla durata come lo spazio alla estensione: la durata è l’ordine di successione
tra percezioni reali, come la massa estesa è ens per aggregationem, sed ex
unitatibue infinitis; il tempo è invece un continuum quoddam, sed ideale, in cui
possono essere prese frazioni pro arbitrio. La genesi delle due nozioni è
inversa: in aotualibus nimplicia aunt anteriora aggregatis, in idealibue totum
est prius parle. Per Clarke il tempo è una durata senza principio ο senza fine
nella quale si succedono i fenomeni »; da cui seguo che la anecesione è il
rapporto delle durate finite comprese nella durata infinita del tempo, e che il
tempo è metatisicumente anteriore alle durate successive che lo riempiono. Per
Cristiano Wolff è la eristentia. qua rebus pluribus nuocemivis quid cœnietit,
veu eristontia rimultanea cum rebus pluribus xuccesiris ». Per Berkeley la
durata di uno spirito 343 Dur finito deve essere valutata secondo il
numero delle idee 0 delle attività che in esso si succedono |’ una all’ altra
». Anche per Hume la rappresentazione della durata discende sempre dalla
successione di oggetti matabili e non può mai essere introdotta ‘nello spirito
da qualche cosa di uniforme © di immutabile >. Per Kant il permanente (das
Beharrliche) è il sostrato della rappresentazione empirica dello spazio; mediante
il permanente soltanto 1’ essere ricevo quella grandezza costituite dalle
diverse parti della serie temporale, che si chiama durata ». Per il Boirno la
durata in abetraoto è la concezione della possibilità di successioni nelle
cose, perchè, senza un rapporto con la successione, la durata non sarebbe
misurabile e xi confonderebbe con l’esistenza; la durata concreta involge, di
più, un rapporto di simultaneità col successivo, ossia il permanere identico
della cosa, mentre le altre cose mutano. Per il Bergson la durata si oppone al
tempo in quanto la prima è il carattere stesso della successione, quale è
immediatamente appresa dalla coscienza, mentre il secondo è l’idea matematica
che noi ce ne facciamo per ragionare e comunicare coi nostri simili,
traducendola in imagini spaziali ; quindi In durata è per lui il tempo
concreto, il tempo reale, costituito da una pura successione di cangiamenti
qualitativi senza alcuna tendenza ad esteriorizzarsi gli uni rispetto agli
altri, senza alcuna parentela col numero, l'hétérogeneité pure sane aucune
parenté aveo le nombre. Cir. Suarez, Metaph. disputationes, 1751, 50, 1,1;
Spinoza, Cog. metaph., I, 4; Ethica, 1. II, def. 5; Locke, Ese., II, cap. 14, $
3; Cartesio, Princ. philos., I, 57; Leibnitz, Nouv. Een, II, cap. 14; Letiren de
Leibnitz οἱ de Clarke, ed. Janet, t. II, p.
647; Ch. Wolf. Philosophia prima, 1736, $ 578; Berkeley, Prino., XCVIIL; Hume,
Treat., Il, ser. 3; Kant, Krit. d. reinen Vern., p. 176: Boirac, L'idée du
phénomène, 1894, p. 128 segg.; Bergson, Essai sur lee données imm. de la
conscience, 1904, p. 74-78 (v. aevum, cangiamento, istante, mobiliemo. tempo). Ebk-Ecc
344 E. Nollu logica formale si
adopera per designare la proposizione universale negativa (nessun 4 è B), e,
nelle proposizioni complesse e modali, 1’ affermazione del modo e la negazione
della proposizione. Nella dottrina dell’ Hamilton sulla quantificazione del
predicato, designa la proposizione toto-totale negativa (nosrun 1 è nessun B). Cfr. Hnmilton, Lectures on
logic, 1860, app. II, p. 288. Ebefrenia. T. Hebephrenie; I. Hébéphrénie. Una dello forme sotto cui si manifesta la
demenza precoce. Compare soltanto nell’ età giovanilo e più frequentemente
nell’ nomo che nella donna. Ha gradazioni che vanno da disturbi insignificanti
dell’ intelligenza ο dell’ affettività alle alterazioni più profonde della
psiche, manifestantesi con allucinazioni e idee deliranti malinconicho,
esaltamenti improvvisi, movimenti senza scopo e sonza ordine, logorrea. Il
curattere più tipico dell’ ebofrenia è 1’ indifferenza assoluta per l’ambiente,
verso il quale il malato uon reagisce che debolmente e lentamente. Cfr.
Daraszkiewiez, Ueber Hobephrenic, 1892 (v. demenza, oretinismo, idiotiamo,
imbecillità). Bcoeità. T. Diesheit; I. This-nes; F. Eoceité. Giovanni Dune
Scoto opponendosi a 8. Tommaso, che poneva la forma intellettiva come base
della individualità, sostenne che la sorgento vera della individuazione non
consiste in determinazioni accidentali ed esteriori, ma nel profondo stesso
della ossenza, in una ultima realitas, che nella persona umana è la volontà. Questa
ultima e profonda nota differenziule, che si può solo constatare come attuale
ma non derivare da una ragione universale, che trascende la conoscenza οἱ è
peroiò indefinibile, fu detta dagli scolari dello Scoto haccoeitas, o anche
ecocitas : exsu è la traduzione del τὸ τοδέ τι di Aristotele, e, per quanto sia
intraducibile, come indefinibile è la realtà, si potrebbe tradurre come: 345
Ecc questa cosa qui, il qui. L’ecceità degli Scotisti si contrappone
alla quidditä dei Tomisti, che è perfettamente traducibile. Cfr. Prantl,
Gesohiohte d. Logik, 1855-70, III, 219, 280; Goclenius, Lex. philos., 1613,
pag. 626. Bocettuative (proposizioni). T. Auenchmend; I. Ezceptive; F.
Ezoeptice, Quelle proposizioni implicite 9 composte, che di un soggetto
generale affermano universalmente un predicato, ad eccezione d’ nna ο più
specie d’ individui. La sua formula è: tutti gli 4, fuorchè a, sono B.
Eccitazione, T. Reis, Erregung; I. Ezoitation ; F. Ezcitation. In generale
significa risvegliare, mettere in azione una forza, ma si usa specialmente per
designare quello stato caratteristico delle cellule nervose, che consiste in
particolari modificazioni di natura ancora ignota, determinate dall’ azione di
speciali agenti che si dicono stimoli. La modificazione costituisce lo stato di
eccitazione; I’ attitudine a subirla costituisce 1) eccitabilita. L’ estremità
delle fibre eccitate dicesi estremità di eccitazione, l’altra estremità cui
l'eccitazione viene trasmessa dicesi estremità d'azione. Il limite minimo di
intensità dello stimolo, che è necessario varcare per ottenere I’ eccitazione,
dicesi soglia della ecoiaumento minimo dello stimolo al di sopra della soglia,
capace di produrre un aumento della eccitazione, dicesi soglia della
differenza. L’ eccitazione nervosa, entro certi limiti, cresce col crescere
dell’ intensità degli stimoli L’ occitazione di una celluls ο di una fibra
nervosa non si può arguire che dai fenomeni da essa provoesti nei centri
nervosi © negli organi periferici (sensazione, contrazione muscolare, secrezione
delle glandole, ecc.) non essendo note le condizioni fisiche e chimiche che
costituiscono lo stato di eccitazione. Il grado di eccitabilità si desume dal
grado della eccitazione prodotta da uno stimolo di intensità inferiore a quella
necessaria per produrre una eccitazione di grado massimo: il grado di
eccitazione xi desume dagli μοι,
946 effetti della medesima. L’
eccitazione si trasmette lungo le fibre, purchè in esse non sis avvenuta alcuna
discontinuità anatomica; tale trasmissione si fa tanto in via centripeta che in
via centrifuga. L’ eccitazione delle cellule nervose può essere di tre forme:
riflessa, prodotta dalla eccitazione d’una fibra centripeta ; automatica,
prodotta dall'azione dei liquidi che bagnano i centri nervosi; prichica, emozione,
volontà, ecc. Cfr. Wundt, Grundriss d. Peychol., 1896, p. 299; Höffding,
Peyohologie, trad. frane. 1900, p. 140 segg.; Richet, Reckerches sur la
sensibilità, p. 42 segg., 168 segg. (v. irritabilità, quantità, atimolo).
Eolettiamo. T. Eklekticismus; 1. Eolecticism ; F. Eoleotime. Sistema che
risulta da un insieme di dottrine sparse nei differenti sistemi e coordinate
armonicamente tra loro; quando la coordinazione manca non si ha più I’
eclettismo ma il sinoretismo. Nella storia della filosofia 1’ eclettismo
comincia a manifestarsi verso la fine del II secolo d. C.; col diffondersi
delle scuole nei grandi rapporti della vita dell’ impero romano, svanì lo
spirito scolastico, venne meno la polemica e sottentrò invece il bisogno dell’
adattamento © della fusione: platonismo, aristoteliamo e stoicismo presero a
base comune la concezione teleologica del mondo per combattere l’epicureismo.
Minore importanza filosotica, ma maggiore importanza storica ebbe 1’ eclettismo
a Roma: accogliendo la filosotia greca i Romani, con criterio essenrialmente
pratico, dedussero 1’ una dopo I’ altra dai sistemi delle vario scuole le
dottrine da loro accettato: così avvenue in Cicerone, in Varrone ο in parte nel
gruppo dei Sestii. Nel pensiero moderno l’eclettismo risorge, oltrechè nei
seguaci del Leibnitz, nella scuola psicologica francese restaurata da Vittorio
Cousin (1791-1867) col nome di eclettica, consolidata dai seguaci di lui col
nome di spiritualiatica: essa ha avuto un dominio quasi incontrastato in
Francia per gran parte del secolo XIX, costituendo la filosofia ufficiale delle
accademie ed avendo a rappresentanti
347 Eco uomini illustri come Jul.
Simon, E. Vacherot, C. Secrétan, Ad. Franck, E. Caro, ecc. Il suo punto di
partenza è il seguente: ogni uomo possiede un senso del vero, che si suol
chiamaro senso comune, ragione, coscienza, spirito umano, ecc. ; esso è
competente ο infallibile rispetto alle verità eterne, che giacciono inconscie
‘e latenti in ciascuno di noi; i sistemi filosofici non sono che frammenti di codesta
verità, portati alla piena coscienza dalla riflessione; dato il grande numero e
la grande varietà dei sistemi filosofici fino ad ora succedntiei, si può
conchiudere che, frammento per frammento, essi hinno portato alla luce tutta la
verità filosofica, la quale dunque esiste oggi sia inconscia nel nostro senso
comune, sia chiara ma dispersa nella storia della filosofia; per scoprirla non
può esserci che un metodo: la storia, unn volta giudicata dal senso comune,
lascerà un residuo che sarà lo stesso senso comune, la verità allo stato di
coscienza piena e chiara. Eclettica quanto alla sua formazione, per le fonti
svariate cui ha attinto, ms esclusiva ο dommatica pel sno fine, di rinnovare
col metodo psicologico la tradizione spirituali stica interrotta dsl predominio
del sensualismo, la scuola eclettica francese ha potuto, in grazia al suo
metodo, frazionarsi in tanti centri minori, senza perdere una costante
intonazione spiritualistica e senza ricorrero ad altra rivelazione che a quella
psicologica. Cfr. Windelband, Geschichte d. Philos., trad. it, 1913, vol. I, p. 203
seg.; Saphary, L'école colootique et V éoole française, 1844; A. Fresnean,
L'éclootisme, 1847; Jouffroy, De l’éolectisme on morale, 1825; P. Junet, Victor
Cousin et son œuvre, 1885, cap. XVII;
De Ruggero, L'eoletiismo francese, Riv. di filosotia », aprile 1910. Boolalis.
T. Echolalie, Echonprache; I. Echolalia, Echophasia; F. Hoholalie. Fenomeno
psicologico che si verifica in alcune malattie mentali, specialmente nella
catatonia, nel? afasio, disfasia, ecc. Consiste in ciò che 1’ ammalato neynists
una tale suggestibilità, du ripetero fedelmente ogni parola che in sua presenza
è pronunciata, ο, in luogo di rispondere alle domande rivoltegli, ripete le
domande stesse. Aleune volte, poi, si dà il caso curiosissimo che Vammalato,
sentendo pronunziare dei numeri in somma, moltiplicazione, oce., non ripeta i
numeri stessi, ma il risultato della operazione. Cfr. Séglus, Les troubles du
langage, 1893; Morselli, Manuale di semejotica. Nel suo significato più generale, si può definire l’ECONOMIA
come la disposizione delle parti di un tutto necessaria n far sì che, con i
minimi mezzi, il tutto medesimo raggiunga una determinata finalità. In questo
senso si può quindi parlare tanto di economia della famiglia, dello Stato,
della società, quanto di economia doll’ universo, del corpo umano, di un
sistema filosofico, di un’opera scientifica ο letteraria. Per coonomia politica
intendesi la scienza dei fenomeni e la determinazione delle leggi che
concernono la distribuzione delle riochezze, nonchò la loro circolazione e
consumazione in quanto questi fenomeni sono lognti a quello della
distribuzione; ο, più brevemente, la scienza dell’ ordine sociale della
ricchezza. Nelle grandi controversie,
sorte prima e dopo la tissazione del dogma cristiano della Trinità, si
designava con questo vocabolo l'uguaglianza delle tre persone in una sola
natura divina. Economica (concezione della scienza). Con 1’ espressione
concezione economica ο biologioa della scienza o della conoscenza, si indicano
tutte quelle dottrine contemporanee, sostenute specialmente da scienziati come
Maxwell, Hertz, Mach, Avenarins, Dubem, Poincaré, eco., che muovono dal
concotto che l’origine e quindi anche l’essenza dell’attività conoscitiva, come
di qualsiasi altra attività e funzione organica, ha il suo fondamento nel grado
d’utilita per l’ organismo, nella rispondenza ad un bisogno vitale; cosicchè le
idee, i principi, lo ipotesi, ecc. non sono se non convenzioni, stro-* menti il
cui valore sta soltanto nel loro grado di utilità 349
Eco © di comodità, non nella loro correlazione con una realtà per sè
stante. E le varie forme di conoscenza, mentre sono in relazione con i nostri
bisogni, rappresentano le vie per agire in modo più efficace e proficno; noi
arriviamo a costrnire i vari oggetti dell’ universo e ne determiniamo le
qualità, le proprietà, le attitudini, riferendoci sempre alle maniere în cui
riescono a farci operare in un modo piuttostooh® in un altro, considerandoli
come occasioni ο motivi della nostra condotta. L’Avenarius, ad esempio, riduce
tutto lo sviluppo della conoscenza al principio delP inerzia ο del minimo
consumo d'energia: l’anima non impiega in una percesione più forza di quella
che necessaria e, quando si trova innanzi a una pluralità di appercezioni, dà
la preferenza a quella che con uno sforzo minore produce lo stesso effetto o
con uno aforeo uguale prodnce un effetto maggiore. Il Mach assegna alla scienza
un solo ufficio biologico, quello ciod di daro all’uomo un orientamento
completo in mezzo al complicato intreccio dei fatti naturali; così i concetti
non sono che schemi suggestivi di azioni adatte, il valore delle ipotesi delle
definizioni ο degli assiomi scientifici sta tntto nel modo semplice ed
economico di ordinare le leggi ricnvato dall’esperienza, il principio di
causalità non è che un inolamento arbitrario delle circostanze che più ci
interessano per i nostri fini pratici, il tempo scientifico o astratto è una
semplice parola con cni ci risparmiamo la fatica d’una serie complessa di
relazioni. Per il Duhem la scienza fisica non altro si propone che di darci un
sistema di proposi zioni matematiche, dedotto da un piccolo numero di principi,
che hanno per fine di rappresentare più semplicemente, più completamente e più
esattamente che sia possibile 1’ insieme delle leggi sperimentali. Il principio
comune da ‘ni muovono i sostenitori di questa dottrina, è che la conoscenza
emerga da quel fondo di esperienza diretta, in cni propriamente consiste la
realtà e in cui, non essendoci dintinEoo-Ecr
350 zione tra jo e non-io, non è
nemmeno da parlare di conoscenza © di realtà: quest’ultima è appresa nell’ atto
stesso che è vissuta. La conoscenza vers ο propria, in quanto si pone di faccia
alla realtà, all’ esperienza genuina, non è che una sovrastruttura, che diviene
più artificiale a misura che ¢’ allontana dal dato immediato (sensazione), e
quindi anche più convenzionale, più simbolica, più astratta, Cfr. Mach,
Erkenninis und Irrthum, 1905, p. 162 segg.; Id., Dio Mechanick in ihrer
Entwickolung, 1901, p. 6 segg., 80 segg.; Avenarius, Philosophie als Denken der
Welt, 1903, p. 3 segg.; Duhem, L'évolution de la mécanique, 1908 1 A. Aliotta,
La reazione idealistioa contro ia scienza, 1912, p. 68-110; H. Höffding, Philosophes
contemporaine, trad. franc. 1908, p. 93 segg.; F. De Sarlo, I problemi
gnoseologici nella fil. contemp., Cultura filosofica », nov. 1910; Masci,
Scienza e conoscenza, 1911. Economismo storico v. materialismo storico.
Eopirosi (ἐκ-πυρόω abbrucio). È la dottrina dell’ imbraciamento universale, che
gli stoici tolsero da Eraclito, facendone unn purte essenziale del loro
sistema. Secondo gli stoici, Dio è ad un tempo fuoco, anima del mondo, e
ragione seminale: all’ origine delle cose, la materia universale assorbita nel
fuoco divino, è uniformemente tesa © occupa un immenso spazio nel vuoto
infinito; ma poi, per via di graduale raffreddamento e condensazione, da
codesto fuoco vengono formandosi i diversi elementi, la terra ο gli astri, gli
uomini © le coso; costituito così il mondo, esso attraversa tutte le età e
tutti gli avvenimenti possibili, dopo di che ritorna di nuovo nel seno del
fuoco divino, che tutto invade e tutto penetra. Dio allora regna solo ο si
concentra nella contemplazione di sò stesso; ma Len presto egli si accinge alla
formazione di un nuovo mondo, che si risolverà esso pure nel fuoco, e poi ad un
altro, ο così via via all'infinito: ο ogni nuovo mondo corrisponde esattamente
a quelli che l'hanno preceduto e a quelli che lo seguiranno, perchè l’esenza
divina è sempre la medesima. Cfr. F. Ogereau, Le syst. philosophique des Stoiciens,
1885, cap. III (v. πιοπίηπιο, cosmogonia, palingenesi,
panteismo, stoioimho). Edonismo.
T. Hedoniemus; I. Hedoniem ; ¥. Hédonisme. Dottrina morale che identifica la
virtù col piacere (ἡδονή) © sostiene non esistere altro bene che il piacere e
ultro male che il dolore. Nella storia della filosotis 1’ edonismo è
rappresentato specialmente dalla dottrina di Aristippo di Cirene, secondo il
quale unico bene per I’ uomo è il piacere attuale ο presente, il piacere più
vivo e immediato; è indifferente quale sia l’oggetto del piacere, tntto dipende
solo dal grado del piacere, dalla forza del sentimento di soddisfazione, che si
trova per lo più nel godimento sensuale dell’ immediato presente; la speranza
d’ an bene futuro è sempre unita all’ ingnietudine dovuta all’ incertezza del
destino, © perciò non è un vero bene. L’ edonismo non va confuso nd con I’
atilitariemo, nè con l’ eudemoniemo, poichè il primo al piacere immediato
sostituisce l'interesse ο P utile, il secondo pone come fine ultimo la
felicità, che consiste in un piacere il cui valore deve essere giudicato dalla
ragione (v. Cirenaioi). Educazione. T. Ersichung; I. Education; F. Education.
Fu variamente intesa e definita. Secondo Kant, è lo s luppo nell’ uomo di tutta
la perfeziono che comporta la sua natura; per lo Spencer è la preparazione alla
vita completa; per lo Stein è I’ evoluzione armonica ed uguale dello facoltà
umane; per il Joly è la totalità degli sforzi che hanno per scopo di dare all’
uomo il possesso compiuto ed il buon uso delle sue facoltà, ecc. Come è facile
vedere, si confonde bene spesso il fatto della educazione con In scienza della
educazione ; questa è la serie delle operazioni con le quali si educa, quella
il risultato di tali operazioni. In questo secondo senso, che è il solo
legittimo, si può dire che l'educazione non è altro che un’ abitudine buona
EFR-EFF e perfezionatrice, sia negativa che positiva: negativa in quanto
contrasta con le tendenze riprovevoli, positiva in quanto crea delle speciali
attitudini ed abilità fisiche, intollettuali e morali già possedute dalla
società in genere. Si distingue perciò un'educazione fisica ο del corpo, una
educaziono éntellettuale ο dell’intelligenza, e una educazione morale ο del
carattere. All’ efficacia dell’ educazione possono contrastare I’ eredità ο V
ambiente; tuttavia so codesti fattori spesso si rivelano con forza
irresistibile (specie nelle nature estreme, idioti, geni, degenerati), più
spesso ancora l'educazione riesce a modificarli radicalmente. Dicostruite mediante le sensazioni si
trasformano, si precisano, si completano e ϐ) organizzano con gli altri
fenomeni psichici ; con la stessa espressione si indicano anche i mezzi con cui
s' insegna a correggere gli errori (illusioni) che derivano dalla costituzione
stessa degli organi sensori, a distinguere lu diversa qualità e intensità delle
sensazioni, a conoscere le sensazioni simili, ad apprezzare le distanze,
ecc. Nol linguaggio teologico dicesi
eduoazione dirina quella che l’uomo riceve da Dio, per effetto della
rivelazione; essa coincide con l’origine del mondo, à data e continuata parte
con parole parte con fatti; ha quattro fasi, Poriginaria, la patriarcale, la
mossica e la cristiana; quantunquo queste fasi si debbano riguardare come un
solo tutto strettamente connesso, poichè attraverso esse si svolge il piano
divino dell'educazione, tuttavia le prime tre si considerano come fasi
preparatorie dell'ultima, la più perfetta di tutte, perchè manifestazione
diretta di Dio (v. pedologia, didattica, pedagogia). Efettici (épextixot). Con
questo nome furono designati qualche volta gli scettici (v. zetética). Effetto.
T. Wirkung, Effekt; I. Effect; F. Effet. Ciò che è prodotto da una causa. Un
avvonimento qualainai ai co cepisce come effetto quando lo si considera come
cominciante ad esistere, ossia quando si pensa la sus nuova esistenza come una
mutazione o come una operazione: L'effetto i distingue dall’ accidente perchè,
mentre questo si considera come una cosa sola colla sostanza e ls determina,
l’effetto si concepisce invece come separato dalla causa cd appartenente ad
altro essere. Gli scolastici chiamavano effectus primarius o intrinsecue il
composto concreto 0 In denominazione, che risulta dalla forma unita ad un
soggetto capace: ad es. l’effetto primario del calore, per cui l’acqua si
riscalda, è l’acqua calda stessa; effectua secondarius © extrinscous qualsiasi
effetto positivo ο negativo, che risulta dall’ unione della forma nel soggetto,
in modo da essere adeguatamente distinto dalla forma o da restarle estrinseco,
ad es. l'allontanamento del freddo dall’ acqua. Efficace. T. Firksam; I.
Efficace; F. Efficace. Usato come sostantivo, designa il potere che ha la
causa’ di produrre l'effetto; non è dunque che I’ obbiettivazione dello sforzo
che proviamo nell’ agire, la virtualità dell’ effetto nella causa, costituita
dall’ aspettazione di B che abbiamo visto segnire costantemente ad A. Si suol
opporre l’ efficace alla condizione, che è ciò senza di cui la causa non
agirebbe, e alla occasione, che è il semplice concorso delle circostanze in
presenza delle quali la causa agisce (v. causa). Efficiente. T. Bewirkende; I. Efficient;
F. Eficiente. Du Aristotele in poi dicesi causa efficiente, per opposizione
alla finale © alla oocasionale, il fenomeno che ne produce un altro, o l’
essere che produce un’ azione. Alcuni distinguono la causa efficiente dalla
efficace: questa produce I’ effetto senza nulla perdere o cedere della propria
natura, o della propria efficacia d’agire ulteriormente, quella produce I’
effetto trasformandosi in esso parziahnente ο totalmente. Gli scolastici dicevano concorrere eficienter
ο effeclire ad alcunchè, l’operare immediatamente I’ azione; concorrere
directive, dare le norme dell’azione; concorrere finaliter dare la ragione
finale dell’azione. 2A RarzoLi, Dizion,
di scienze filosofiche Eco 354 Egoismo. T. Egoiemus, Selbatliebe,
Selbateucht ; I. Egoiem, Selfishness} F. Égoïsme. Nel suo senso più proprio
designa V amore di sb stessi, che è naturale ed inevitabile, che nocompagna
l'individuo dalla culla alla tomba e che, se può dar luogo a sentimenti bassi e
volgari, è anche 1’ unico fondamento delle azioni 6 dei sentimenti più
generosi. Nel suo significato più comune, per egoismo si intendo invece l'umore
assoluto ed esclusivo di sè, onde I’ individuo non cura che sd stesso anche a
prezzo del danno altrui. All’ egoismo si oppone l’alfruismo o antiogoismo, che
consiste nel} esercizio dell'attività propria al benessere altrui, ed è pure,
come l’egoismo inteso in senso proprio, fondamentale, primordiale ed essenziale
nella condotta umana, avendo la sua origine nell'organismo stesso, in quanto
comincia con la propagazione della specie. Secondo Hobbes l'egoismo è l'impulso
fondamentale dell’uomo, ognuno tendendo a conservare sè stesso o ad estendere
In propria forza fin dove può; nello stato di natura esso domina sfrenato, e
cià che lo soddisfa si chiama hene, ciò che lo contrasta si chiama male; ma
poichè da ciò ne deriva la lotta di ciasenno contro tutti, che offende lo
stesso egoismo indivi duale, è stato fondato lo Stato come contratto per la
mutua garanzia dell’ anto-conservazione. Lo Spinoza accettò questa teoria, ma
introducendola nella sua metafisica le diede una importanza più ideale: anche
per Ini P essonza «ogni volere è il suum esse conservare, ma poichè ogni modo
finito appartiene ugualmente ai due attributi, spirito e corpo, così il suo
istinto di conservazione αἱ rivolge tanto alla sua attività cosciente, ossia al
sto sapere, come alla sus affermazione nel mondo corporeo, ossia al sno potere:
per tal modo Pimpulso fondamentale di ogni vita volitiva individuale vien
riferito all'identità baconiana di sapere e potere. Nella filosofia sociale
dell'illuminismo 1? egoismo è assunto pure come fondamentale; per il
Mandeville, ad es., la vitalità del sistema sociale si fonda tutta sopra In
lotta dl interessi degli 355 Eco individui, e la forza impulsiva nella
civilizzazione è solo l'egoismo; non è quindi da meravigliare se la cultura si
manifesta non mediante nn elevamento delle qualità morali, ma solo con un
raffinamento dell’ egoismo; la felieità dell'individuo non »' accresce per
effetto della civiltà, perchè se ciò accadesse, l'egoismo ne rimarrebbe
indebolito, mentre su questo punto si fonda il suo progresso. La morale
evoluzionistica dello Spencer è basata tutta sopra il gioco di questi tre
sentimenti: Pegoismo, cheha per oggetto l’ interesse individuale; 0 allrujemo,
che ha invece per oggetto il benessere degli altri e della società:
l'ego-altruiemo, che rappresenta una via di merzo tra il primo e il secondo ο
mediante il quale si produce 1 armonia tra l’ individuo e il suo ambiente. Ora
la evoluzione morale non tende a sacrificare l’egoiamo all’altruismo, bensì a
contemperare le due forme tra loro: e cioè I’ individuo si modifica per
adattarsi sempre meglio all’ ambiente rociale, e questo si modifica a sua volta
per soddisfare sempre meglio alle necessità dell’ individno. E tanto immorale
l’assoluto altruismo come I’ egoismo esclusivo: l'individuo non deve vivere
soltanto per sè, ma neppure soltanto per gli altri, poichè neppure agli altri
può essere debitamente ntile se non cerca nella cura di sè stesso le condizioni
adatte a tal fine. Dall’ egoismo pratico o morale, del quale abbiamo ora
parlato, si distingue l'egoismo teoretico 0 aolipsiamo, dottrinn gnoseologica
secondo la quale ogni singolo apirito non è certo che della sun propria
esistenza, non può atfermare che sè stesso; lu realtà di tutto il resto è
problematica, nè pnd essere affermata: Un egoista, dice Ch. Wolft, è nello
stesso tempo un idealista, e non considera il mondo colloeato in altro spazio
che nel proprio pensiero ». Però questo significato della puroln egoismo,
comune nel secolo 18°, oggi non à più in nao, ndoperandosi invece le
espressioni solipsismo, idealismo soggettivo, nihiliamo, eve. Cfr. Ch. Wolff, Fernünflige
Gedanken, 1725; Sidywi EGo-ELa 366 Methods of elhios, 1877, p. 88, 116, 194;
Bain, Mental and moral soience, 1884, p. 598 seg.; Spencer, The data of ethice,
1879; Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 323 segg.; Ardigò, Opere fil., vol. III, p.
11-14, 204 segg. (v. odoniemo, egotismo, idealismo, illuminiemo, unioismo,
utilitarismo, intorease). Egotismo. I. Egotism; F. Égotisme. Gli inglesi
chinmano così il grado più profondo dell’ egoismo in cui, per una specie di
ipertrofia dell’ io, ogni sentimento nobile, ogni tendenga altruistica è
distrutta, I’ affettività è quasi annientata e predominano soltanto le passioni
più basse. I’ egotiamo è una delle stimmate psicologiche della degenerazione, anzi
la fondamentale secondomolti psichiatri, i quali riconducono ad essa tutti i
caratteri propri della condotta dei degenerati, come lo sviluppo eccessivo
della sensibilità morale, la smania di richiamare su sò stessi l’attonzione
altrui, la misantropia e la diffidenza che ri‘sultano dal non trovare nei
rapporti sociali le desiderate soddisfazioni dell’ amor proprio. In un altro senso, più letterario che
filosofico, per egotismo s’ intende l’analisi particolareggiata fatta da uno
scrittore della propria individualità fisica e mentale. Quest’ uso risale allo
Stendhal: «Se questo libro non annoia... si vedrà che I’ egotismo è un modo di
dipingere questo cuore umano, nella conoscenza del quale abbiamo fatto dei
passi da gigante dal 1721 in poi, ecc. ». Cf. Stendhal, Souvenirs d’ égotieme,
p. 81; Morselli, Manuale di semejotica, II, p. 480 segg. ; Lombroso, Pazzi ο
anomali, 2° ed. 1889. . Eguaglianza v. uguaglianza. Elaborazione. T.
Ferarbeitung ; I. Elaboration; F. Elahoration. Le attività ο facoltà di elaborazione
della conoscenza si distinguono da quelle di acquisizione: queste sono
costituite dall’ esperienza, sia interna che esterna, mediante cui si
acquistano i materiali della conoscenza, quelle dall'astrazione,
dall’immaginazione costruttiva ο ELE riproduttiva, dall’ associazione, ecc.,
che trasformano e organizzano i materiali stessi. Bleatismo. T. Eleatirmua; I.
Hleatiom: F. Eloatiome. Senola filosofica greca, iniziata da Senofane (569 a.
Cr.) © proseguita da Parmenide, Zenone e Melisso. 11 problema che essa cerca
risolvere è quollo del cangiamento. Opponendosi ad Eraclito, per il quale la
realtà è lo stesso cangiamento, il moto, il puro diventare, gli eleati
sostengopo che il vero Resle è uno ed immutabile e che lo cose molteplici ο
variabili non sono se non illusioni del nostro senso. Per Senofane codesto Uno
immutabile, eterno, perfottissimo è Dio, 1’ nnico Dio e l’ unico reale ad un
tempo; per Parmenide invece è 1’ Essere assolutamente intelligibile, che
riempie lo spazio: Bisogna ammettere in maniera axsoluta, egli dice, o l'essere
o il non-essere; la decisione su questo soggetto è tutt’ intera in queste
parole: è 0 non è. Ora, non si può conoscere il non-essere, poichè è
imporsibile, nd euprimerlo con parole; non resta dunque che una cons: porre l’
essere © dire esso è, ἔστι. In questa via, molti sogni si presentano per
mostrare che I? essere è senza nuscita © senza distrazione; che è un tutto d’
una sola specie, senziî limiti, immobile, che non era nd sarà, poichè frattanto
è tutto intero ad un tempo, e che è nno, senza discontinnità ». Melisso e
Zenone, discepoli di Parmenide, ne svolsero lo dottrine, il primo in modo
diretto e positivo, con rigoroso ordine scientifico, il secondo in modo
indiretto, corcando di dimostrare gli assardi nei quali si cade inevitabilmente
se si ammette la pluralità del reale e la possibilità dol moto. Cfr. Ritter,
Geschichte d. jonischen Philosophie, 1821: G. Fraccaroli, I lirici greci, 1910,
p. 139 segg.; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1918, vol. I, p. 42
segg. ‘Elemento. T. Element; I. Element; F. Élément. Deriva, secondo il
Trendelenburg, dalla corrnzione del latino olomentum, che il Vossio fa venire
da una antica voce cleo per oleo= cresco; secondo altri deriverehbe invece dal
EL 358
greco Όλημα (Όλη = materia) ο da ἄλημα
pulviscolo di farina. Nel suo significato proprio designa le parti
ultime, costitutive della materia, che non sono passibili di ulteriore
decomposizione, e in questo senso è adoperato dai fisici. Nel suo significato
astratto si adopera per designare le parti più semplici ed essenziali di
qualunque scienza ο dottrina. I filosofi antichi chiamavano elementi le
sostanze ogiginarie da cui ogni cosa deriva e in cui ogni cosa si corrompe ;
per Empedocle tali sostanzo erano quattro: aria, acqua, terra © fuoco, ὁ questa
dottrina fu seguita fino al Lavoisier. Con la parola elemento alcuni intendono,
nella psicologia, una faccia o una particolaro qualità di un fenomeno © di uno
stato di coscienza; i sonsisti e gli empiristi intendono invece la sensazione
pura e semplice ; altri infine, come l’Ardigò, intendono per elemento psichico
la sensazione minima (protoestema). Ad ogni modo, è chiaro che anche nella
psicologia, come nella nostra conoscenza presa nel sno insieme, la nozione di
elemento è aftatto relativa, perchè il limite dinanzi al quale ci arrestiamo
non è un limite se non per noi, che può essere sorpassato dugli altri
osservatori e nelle epoche successive. Cfr. Goclenius, Lexicon philosophicum,
1613, p. 145; Trendelemburg, Élementa logioes aristoteleæ, 1878; H6fding,
Psychologie, trad. franc. 1900, p. 24, 112; Wundt, Grundriss d. Paychol., 1896,
p. 3336; V. Alemanni, L'elemento peichico, 1903; Ardigò, Op. fil. vol. VII, p.
34 segg. (v. protoestema). Elenoo (ἔλεγχος
confutazione). È l’esume contradditorio col quale Socrate confuta gli
errori © distrugge la falsa sapienza. La parola è rimasta appunto per indicare
il ragionamento refutativo ; dicesi anche redarguizione. Por ignoratio elenchi
intendesi quella specie di sofisma, che consiste nel dimostrare ο refutaro una
cosa diversa da quella che è in questione. Cfr. Aristotele, Anal, pr., II,
20, 66 L, 11; Logique du Port-Royal, parte III, cap. XIX (v. elenotica, ironia). 359
Elenctica. Una delle tre arti speciali della dialettica, intendendo per
dialettica l’arte del ragionamento. Essu ha l'ufficio di confatare le proposizioni
false, ed ha per antecedente opposto l’ affermazione dell’ avversario, che si
deve abbattere. Si distingue dall’ apodittica, altra parte della dialettios, in
quanto suppone un avversario, fauso di sillogismi puramente formali in cui le
premesse, o una di esse, sono tolte all'avversario, e può risalire ai pri
principi. Essa si vale dell’ spioherema e dell’ elenco: il primo obbliga
l'avversario a cadere nella contraddizione, il secondo lo convince d’ esservi
caduto. Cfr. Rosmini, Logioa, 1853, $ 841 (v. maieutica, ironia, anatreptica,
agonistica, apologetica). ‘Eliminazione. T. Elimination; I. Elimination; F.
Élimination. L'operazione logica che si compie nella ricerca scientifica, per
fissare i rapporti di causalità tra i fenoineni, sceverando le circostanze
essenziali dalle non essenziali alla produzione del fenomeno stesso. Consiste
nel moltiplicare il più che sia possibile le ‘osservazioni © gli esperimenti,
in modo da ottenere la separazione degli elumenti causali da quelli che non lo
sono, cioè dalle circostanze accessorie e dai concomitanti casuali. L’
eliminazione ha il suo fondamento logico sopra questi tre assiomi della
causalità: ogni antecedente, che non può essere eliminato senza che l’effetto
scompaia, è causa ο fa parte di essa; ogni antecedente, che può essere
eliminato senza che l’effetto scompaia, non è causa nd fa parte di essa; un
antecedente e un conseguente, che variano correlativamente in qualità e
quantità, sono in rapporto causale tra di loro. I quattro metodi induttivi
dello Stuart Mill, si basano cssenzialmente sopra l'eliminazione: il metodo di
concordanza ha il suo fondamento sopra il secondo nssioma della causalità; il
metodo di differenza sul primo; il metodo delle variazioni concomitanti sul
terzo; il metodo dei residui è il risultato della applicazione di tutti tre. Cfr. Hncone, NoELi-Ema 360 vum organum, II, 18; Stuart Mill, System
of logic, 1865, III, 8, $ 3 (v. causa). Eliocentrico. (#Atoç = sole). È detto così il sistema astronomico di
Copernico e Galileo, che pone nel centro del nostro sistema planetario il sole,
e della terra fa un pianeta che gira intorno a sò stesso © al sole. Geocentrico
era invece il sistema astronomico degli antichi, che poneva la terra come
centro dell’ universo. Elioteismo. T. Eliotheismus; I. Eliotheism; F. Eliova di
monoteismo naturalistico, che riconosce nel sole l’incarnazione di Dio; forma
analoga, ma meno importante, è il selenoteismo ο culto della luna. La scienza
moderna riconosce, secondo alcuni, il fondamento dell’elioteismo, in quanto la
vita umana, come ogni altra forma di vita organica, si deve ricondurre in
ultima analisi al sole raggiante: 1’ astrogenia dimostra che ogni corpo celeste,
compresa la terra, è una parte staccata dal sole; e la fisiologia insegna che
l’origine della vita organica sulla terra è la formazione del plasma, e che
questa sintesi da semplici combinazioni inorganiche avviene soltanto sotto
l’azione della luce solare. Cfr. Haeckel, I problemi dell’ universo, trad. it.
1902, p. 885 seg. (v. vita). Emanatismo o emanazionismo v. emanazione.
Emanazione. T. Emanation; I. Hmanation; F. Emanation. Dottrina filosofica e
religiosa dell’ Oriente, secondo la quale da Dio sortirono e sortono tutti gli
esseri che costituiscono l’ universo, senza che per questo la sostanza divina
diminuises o si esaurisca mai. L’ emanatiswo si trova nella religione di
Zoroastro, nella Cabbala e nella mitologia ebraica. Esso assume formu veramente
filosofica nel neoplatonismo di Plotino, secondo il quale il Tutto nasce per
l'irraggiamento intorno a sò (nepidapdtc) delP Uno immobile, cioè dell’ Unità
suprema incomprensibile e ineffabile. L’immediata produzione dell’ Uno è il Noo
(9οῦς), cioè I’ intelligonza, che emana da quella come la 361
Ens-Enı luce dal sole; dal Noo emana l’anima del mondo, ο da questa
emanano le anime individuali. Qui si ferma il graduale irraggiamento dell’ Uno
; perchè se è vero che l’ anima produce il corpo, la materia, che ne è il
sostrato, non è più Ince ma ombra. Distingnendo emanazione dell’ essenza ed
emanazione della forza, la filosofia di Plotino è definita come un emanatiemo
dinamico. Cfr. Plotino, Enn., II, 4,10 segg.; V, 1, 3 segg. (v. oreasionismo,
cabbala, logos, x00, demiurgo). Embriologia. I. Embryologie; I. Embryology; F.
Embryologie. Quella parte della biologia che studio il modo di generazione e
sviluppo degli esseri. Con questo termine si designa aucora lu formaziono
embrionale © lo sviluppo dell’ essere medesimo, che consisterebbe nella
ripetizione compendiata delle vicende storiche attraversate dalla specie, dal
genere, dalla famiglia, dall’ ordine o dalla clusse rispettiva, durante la sus
evoluzione diflerenziativa: in altre parole l’ embriologia, ossia la
morfogenesi individuale, non sarebbe che il risssunto della genealogia, ossia
della morfogenesl atavica. Cfr. Bergh, Vorles. üb. allgemoine Embryologie,
1895; (i. Cattaneo, Embriologia e morfologia generale. od. Hoepli (v.
filogenesi). Emianopsia o emiopia. T. Hémianoprie, Cecità parziale, in cui il
soggetto non vede che In metà destra ο In meta sinistro degli oggetti che
guarda; resta abolita per tal modo metà del campo visuale. Dipende da una
lesione delle fibre del nervo ottico, nel tratto che va dal chiasma alla
corteccia cerebrale. La lesione determina |’ aboliziono della visione nella
parte corrispondente del campo vinivo, ο cioè destra se la lesione è a destra,
sinistra se è n sinistra. Cfr. Techernig, Optique physiol.. 1498 (v.
aocomodamento, binooulare, diplopia). Eminente. T. i/berragend, Hervorragend:
I. Eminent; F. Éminent. Nella teologia dicesi ria eminentiæ, per opposizione
alla via remotionis o negationix, la determinazione Emo 362
della natura © degli attributi divini mediante 1’ aflermazione in grado
sommo di tutto I’ essere e di tutte le perfezioni che esistono nelle creature.
Nella Scolastica unn causa è detta contenere eminenter I’ effetto quando è
molto più perfetta di esso, non contenendone i difetti e le imperfezioni; lo
contiene invece formaliter quando ha la stessa natura dell’ effotto. Nel
linguaggio di Cartesio, 1’ esistenza ominente è l’esistonza in tutta la sun
realtà; I’ esistenza ‚formale è V esistenza in sè; l’esistenza obbiettira è
l’esistenza per il pensiero e nel pensiero, cioè come oggetto doll’ iden.
L'esistenza eminente possiede quindi tutta In renltà o perfezione che è nell’
esistenza formale, e oltre. Siccome tutto ciò che vi ha di resle nel mondo
vieno da Dio, così il mondo esiste eminentemente in Dio. Il Berkeloy, dopo aver
negata I’ esistenza dei corpi, pone, ispirandosi a Cartesio, una causa eminente
delle idee che loro corrispondono; questa cansa è Dio, cosicchè le idee del
mondo esterno non sono che il linguaggio col quale Dio parla agli spiriti
finiti, per regolarli nella loro vita pratica. Cr. Heinrich, Dogm. theol., 1879, t. III, $ 166;
Goclenius, Lexioon phil.. 1613, p. 146; Descartes, Troirième meditation, $ 17 ©
18; Berkeley, Treat. on the prino., 5 segg.; Ch. Wolf, Philos. prima site ontologia. Emozionale
(lingua). T. Ansdruoksbewegungen; 1. Expression of emotion; F. Expression de
l'émotion. Quell’ insieme di modificazioni organiche e di movimenti istiutivi,
cho costituiscono l’aspetto fisico delle emozioni, ο, in quanto appaiono
esteriormente, servono a indicare le corrispondenti emozioni, per l'esperienza
che ne abbinmo. ‘Tali modificazioni e movimenti, appunto perchè possono
richiamare per wwociuzione negli altri individui lo stato psicologico
corrispondente, diconsi segni emozionali, o patognomici, v eapressiri. Il
Darwin ha spiegato I’ espressione delle emozioni con questi tre principi: 1°
associazione delle abitudini utili: le azioni che sono utili a soddisfare certi
desideri ο Emo bisogui, si associano cou questi in modo che, riprodu dosi
questi anche in circostanze diverse, quelle pure si riproducono; 2° azione
diretta del sistema nerroso: quando un centro nervoso è fortemente cccitato, la
sua energia o ribocca in certe determinate direzioni v è apparentemente
sonpesa; 3° l’antitesi: quando si hanno stati opposti ni precedenti, tendono a
prodursi movimenti opposti ni precedenti, benchè inutili. Questi princip non
sono da tutti accettati, ed il Wundt ha ad essi sostituito i tre seguenti:
dell’ associazione delle sensazioni analoghe, dell’ innervazione diretta e del
rapporto del movimento colle rappresentazioni sensoriali. Ad ogni modo, le
espressioni organiche delle emozioni hanno una ragione protettiva, anzitutto
perchè servono di deviazione alla forte eccitazione nervosa, secondariamente
perchè, specio nelle popolazioni primitive, esse avevano lo scopo della difesa,
orano l’inizio della lotta. Questo fatto si riferisco alla legge seguente: un
sentimento represso e quindi non troppo intenso, dà luogo al principio di
quell’ atto u cui darebbe luogo il sentimento stesso qualora raggiungesse un
certo limite d’ intensità, e non forse frenuto. Cfr. Darwin, The expression of the emotions,
1865, cap. 1; Spencer, Principles of psychology, 1881, vol. II, p. 545 segg.;
Wundt, Grundzüge der physiol. Peyohol., 1893, vol. II, Pp. 504 segg.; Hiffding,
Psychologie, trad. frane. 1900, Ρ.
126 segg. Emosione (e che vien da, motio movimento). T. Affekt,
Gemiithabewegung ; I. Emotion; F. Emotion. Dosigna, nella psicologia moderna,
uno stato della medesima natura del sentimento, ma molto più forte di esso in
quanto sorge d'improvviso e durante un certo periodo di tempo κ’ impone allo
spirito, arrestando l'associazione libera e naturale delle rappresentazioni. La
passione non à che una emozione divenuta irresistibile 6 persistente. Secondo
alcuni psicologi moderni (Lange, James, Ribot, Mosso) l'origine dell’ emozione
si ricondurrebbe a movimenti organici; l’cleEmo
364 mento affettivo, che fa parte
di esse, non sarebbe così attribuito al pensiero, ma si ridurrebbe alla
sensazione, alla cenestesi, in altre parole al riecheggiare nella coscienza di
più o meno profonde alterazioni somatiche. Per tal nudo l'emozione risulterebbe
di questi tre momenti : rappresentazione della cansa; movimenti puramente
riflessi del corpo, modificazioni vasomotrici, contrazioni muscolari; coscienza
dei movimenti organici. Ad appoggio di questa teoria si osserva che, se di
un'emozione qualsiasi, ad es. la gioia, si tolgono le sensazioni organiche, 1’
emozione svanisce e non rimane che un'idea pura; ο che, d’altro canto, se si
producono artificialmente i concomitanti fisiologici dell’emozione stessa, non
solo si vedrà apparire l'emozione medesima, ma essa cercherà e troverà una
causa immaginaria, come avviene negli ubriachi ο nei malinconici. Tra questa
teoria somatica della ernozione e la teoria tradizionale ο intellettualieta
(secondo la quale lo stato mentale sarebbe la oansa delle modificazioni
organiche) sta la dottrina intermedia, secondo la quale l’emozione sarebbe la
sintesi complessiva di un particolare stato organico e di un particolare stato
psichico, agenti reciproca mente l’uno su l’altro. Le emozioni farono
classificate in depressive e diesaltamento, che sono le due forme principali
sotto cui si manifesta il loro carattere fisiologico ; Kant chiamò le prime
steniohe, lo seconde asteniche. Si dicono emozii potiori quei piaceri ο dolori
intellettuali, che si godono per la sola superiorità della intelligenza: tali
sono Ve. logica, che è esaltativa quando è costituita dal piacere della ricerca
e della scoperta del vero, depressiva quando risulta dalle pene dol dubbio e
dall’ avversione dell’errore: Pe. entetica, che risulta dalla contemplazione
del bello naturale ed artistico (esalt.) e del sublime (depres.); Pe. morale,
che sorge dalle azioni conformi (esalt.) o non conformi (depres.) all’ ideale
del bene; l’e. religiosa, che ha origine dal sentimento del legame che unisce
il nostro allo spirito misterioso, di cui riconosciamo la dominazione sul mondo
¢ sn noi stessi. Cfr. Kant, Krit. d. Urteilekraft, 1878, p. 130; Anthropologie,
1872, § 71, 72, 74; Wundt, Grundzüge d. physiol. Payohol., 1893, II, p. 405 segg. ; Grundriss d.
Paychol., 1896, p. 199 ; Jodl, Lehrbuch d. Payohol., 1896, p. 692; Bain, The
emotions and the will, 1865; Spencer, Prino. of peyohol., 1881, II, p. 514
seg.; Sully, Outlines of peychol., 1885, p. 454; W. James, La théorie des
émotions, 1908; Lange, Les émotions, trad. franc. 1895; Th. Ribot, La Φεγολοὶ. des sentiments, 6* ed. 1906; Sergi, Lee émotions,
trad. franc. 1901; Mosso, La peur,
trad. franc. 1886; Ardigd, Op. fil., V, p. 506 segg.; F. B. Jevons, L'idea di
Dio nelle rel. primitive, 1914, p. 24-27 (v. emosionale, sentimento, passione).
Empirioo. Gr. Ἐμπειρικός: T. Empivisch; I. Empi cal; F. Empirique. Vocabolo
usato nei primi secoli dell'era nostra per indicare nna scuola di medici, che
si dicevano ἐμπειρικοί per opposizione ad altri detti λογικοί. Entrò poscia nel
linguaggio filosofico, per designare ciò che nppartiene all'esperienza, sia
esterna che interna; si oppone quindi a innato, rasionale, a priori. Talvolta
si oppone anche @ sistematico per indicare ciò che è un risultato immediato
dell'esperienza e non si deduce da alonna altra legge ο proprietà conosciuta,
Nell’ uso kantiano empirico si contrappone a puro, © indica ciò che
nell'esperienza totale non deriva dalle forme o dalle leggi dello spirito
stesso, ma allo spirito è imposto dal di fuori. Cfr. Sesto Empirico, Aypot.
pyrr., I, cap. 34; Ade. Logiooa, II, $ 191, 327; Kant, Krit. d. reinen Vern.,
od. Reclam, p. 49. Empiriooritieismo. T. Empiriokritioiemus; I.
Empirioeritieism ; F. Empiriocriticieme. Il sistema filosofico dell’Avenarius,
detto anche filosofia dell'esperienza pura, in quanto si propone di ristabilire
l’esperienza pura con un processo di eliminazione di tuttocid che è un'aggiunta
arbitraria del pensiero, di spiegare psicologienmonte e fisiologicamente la
genesi dell’ illusione metafisica. Secondo Emp esso, tutto lo sviluppo della
filosofia © della conoscenza si riduce al principio dell’ inerzia, del minimo
consnmo di forza, che in rapporto alla vita psichica si esprime corì: il
contenuto delle nostre rappresentazioni dopo una nuova appercezione, ha la
massima somiglianza possibile col contenuto anteriore. In quanto poi l’aninia è
soggetta alle condizioni dell’esistenza organica e ai bisogni dell’adattam
questo principio diviene una legge di sviluppo: Pani non impiega in una
percezione più forza di quella che sin necessaria, e, quando si trova innanzi a
una pluralità di apporcezioni, dà la preferenza a quella che con nuo sforzo
minoro produce lo stesso effetto, o con uno sforzo uguale produce nn effetto
maggiore. Questa tendenza dell'anima al risparmio di forza, spiega la legge di
assimilazione, per cni il nuovo è ricondotto all’antico, il noto all’ignoto; e
spiega la creazione dei concetti, che con un unico sforro di coscienza ci
rendono possibile di abbracciare nn grande numero di oggetti. In tutte le
scienze agisce questo principio, facendo sì che i concetti e lo leggi
particolari siano condensati in concetti e leggi più universali; la filosofia,
che vuol darei un concetto universale del mondo, è In meta ultima a cui conduce
il bisogno di risparmiare l'energia della coscienza. Man mano che si procede
innanzi, si minano le aggiunte inutili all'esperienza, aggiunte che sono di tre
specie: le mitologiche, che pongono nel dato reale In forma di tutto il nostro
essere; le antropopatiche, che attribuiscono agli oggetti i nostri sentimenti;
le intellettnali o formali, che aggiungono all'esperienza certe forme proprie
dell’ intelletto umano (causa, sostanza, ece.), La pnrificazione delle due
prime è oggi quasi completa per effetto dell’evoluzione scientifica; purificare
l’esperienza anche dalle terze, ecco il cémpito della critica dell’esperienza
pura, la quale «i contrappone quindi alla critica della ragion pura di Kant,
che ha affermato invece la nedi tali forme por la spiegazione dei fenomeni, Que
867 Emp sti tre momenti della
conoscenza, al pari d’ogni altra forma di attività psichica, anche rudimentale,
si riducono a tre fasi successivo della serie vitale, cui corrispondono tre
fasi della serie psichica. Le tre fasi vitali sono : 1° turbamento
dell'equilibrio organico normale ; 2° processi intermedi per ristabilirlo ; 3°
ristabilimento di esso e delle condizioni favorevoli alla conservazione
dell'organismo. Le tre fasi paichiche corrispondenti sono: 1° momento di
insoddisfazione, per il presentarsi di valori psichici, che, in contrapposto n
ciò che tinora si è caratterizzato reale, vero, abituale, ecc., hanno il
carattore dell’ inaspettato, del nuovo, del problematico, ecc.; 2° ricerca di
ciò che è reale, evidente, noto, sicuro; 3° chiusura della ricerca col
raggiungimento del vero. Cfr, Avenarius, Kritik d. reinen Erfahrung, 1888-90;
Der menschliche Weltbegrif, 1891; Philosophie ale Denken der Welt gemass dem
Princip des Kleinston Krafimasses, 1908 ; Petzold, Einführungn in die Philos.
d, reinen Erfahrung, 1904; Hôtiding, Philosophes contemporains, 1908, p.
119-122; Aliotta, Riccardo Avenarius, Cultura filosofica », maggio 1908; Id.,
La reazione idealistira contro la sciensa, 1912, p. 68-110 (v. economica
concezione). Empirismo. T. Empirimus; 1. Empiriciem; F. Empirisme. Dottrina
psicologica, che fa derivare tutte le nostre conoscenze dall'esperienza sia
esterna che interna (riflessione). Bi dice quindi empirismo, o anche
sperimentalirmo «_positiviemo, quell’ indirizzo scientifico e filorofico che
considera come solo oggetto di conoscenza il fenomeno, ο come solo metodo di
ricerca l'osservazione, l'esperimento © induzione. L’empirismo psicologico si
oppone all'innatiemo e nl razionalismo, che considerano alenne idee
fondamentali ο i principi supremi della ragione, como anteriori all'esperienza
e ad essa irreducibili. Si distinguo anche dal sensiemo, che pone la sensazione
esteriore come la fonte unica di tutte le nostre conoscanze, mentre l'empirismo
propriamente detto lo fa derivare dn due sorgenti: END 368
l’esperienza esterna, ciod le sensasioni, © l’esperienza interna, cioè
la riflessione. Il massimo rappresentante dell’empirismo fu Giovanni Locke, del
seusismo il Condillac. Dicesi empirismo radicale la dottrina che, considerando
i principi, le leggi, ο le forme della conoscenza come convenzionali, o come
aventi un puro valore economico di comodità, d’uso, vuol liberarne la
conoscenza stessa per risalire all’esperienza pura, al fatto bruto che solo La
valore reale, ossia alla sensazione; per essu infatti l'universo è ito di
clementi sensoriali, i quali, secondo che si uns ο in altra maniera, ci danno le
determinazioni più diverse della realtà, quali l’io, da una parte, © il non-io
dall'altra, nelle sue varie forme ο specificazioni (v. economica,
empiriocriticiemo, innatismo, prammatismo, sensazionalismo). Endictioa. Quella
parte della dialettica che ha per scopo di stabilire le proposizioni
(ἐνδαικτική) ; appartiene all’agonistica, cioè l’arte dei certami dialettici.
Oggi è vocabolo poco usato. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $ 841. Endofasia. T.
Endophasie; I. Endophasy; F. Endophasie. E la successione delle immagini
verbali, con le quali si suole esprimere una successione di pensieri, ma che
rimangono allo stato psicologico, senza dar luogo si movimenti vocali, quando
tali movimenti importerebbero nna perdita di tempo e di forza. Dicesi anche
linguaggio interiore ed ha nei vari individui tipi fissi, a seconda che caso è
costruito su imagini acustiche, visive, motorie, ece. In alcune malattio
mentali codesto linguaggio interno si intensifica a poco n poco, finchè,
estendendosi I’ eccitazione all’ elemento psico-motore, l’individno, pensando,
dovo articolsre intensamente nel suo interno le parole; se l’irritaziono cresce
ancora, si ha la formazione di un impulso prico-motore che va agli organi
esterni della favelia, a l'infermo ha delle vere allucinazioni verbali
paico-motrici: da ultimo la stimolazione si scarica per le vie mo 369 END-Exr trici, © si ha l’articolazione
completa © la pronunzia distinta delle parole. Cfr. Ballet, Le langage intérieur
et lee formes do l'aphasie, 1886; Saint-Paul, Finde sur le langage intérieur,
1892; Morselli, Manuale di semejotica, II, p. 438 segg. Endogamia. T. Endogamie; I. Endogamy: F. Endogamie.
Forma di costituzione famigliare, in cui più nomini ai uniscono con la stessa
donna scelta nel seno della tribù. Secondo Mac Lennan l’endogamia rappresenta
una delle primissime fasi dell’ evolnzione della famiglia: essa narebbe infatti
snoceduta immediatamente alla promiscuità, perchè, praticandosi nelle tribù 1’
infanticidio ed essendo più frequente il sacrificio delle femmine, più deboli,
ne segni che, per rimediare a questa deficienza di donne, si dovette ricorrere
ο al matrimonio poliandrico nell’ interno della stessa tribù, o al rapimento di
donne a tribit nemiche. Cfr. Mac Lennan, Studies in ancient history, 1878 ;
Starke, La famille primitive, 1891 (v. emgamia, elerimo, lerirato, matriarcato,
poliandria, famiglia). Endolinfa. T. Endolymphe; I. Endolymph; F. Endolymphe.
Liquido trasparente, che riempie le cavità del labirinto membranoso dell’
orecchio interno. È più denso della perilinfa, contenuta nel labirinto osseo,
in cni stanno lo terminazioni nervose del nervo acustico. Secondo molti
psicofisiologi, Cyon, Mach, Ewald, essa avrebbe una grande importanza nel
produrre le sensazioni di equilibrio e della orientazione nello spazio. Cfr.
Cyon, Recherches our ler fonctions des canaux nemi-circulatres, 1878; Mach,
Grundlinien der Lehre von den Bewegunsenpfindungen, 1874; R. Ewald, Pflügers
Arch, vol. LV, 1895. Energia. T. Energie: I. Energy: F. Énergie. Por Aristotele
la materia è la potenza (ὀύναμις) © ad essa si contrappone l’onergia, che è
l’atto, l’effetto realizzato nell'opera (νέργεια): questa si distingne alla sus
volta dalla entelechia (ἐντελέχεια), che accenna propriamente allo tato di
perfezione in cai la sostanza si trova nituata, mentre 24 RanzoLI, Dizion. di acienze filosofiche.
Ένα 370
Penergia accenna alla reale attività che essa esercita. Nella scienza moderna dicesi energia la forza
capace di lavoro; ed è attuale o cinetica quando il punto materiale cui è
applicata trovasi in moto effettivo; potenziale 8e il punto materiale non è in
moto, ma può effettivamente imprenderlo ; Venergia totale di un sistema
materiale ad un momento dato è la somma delle sue energie potenziali.
Energetica dicesi perciò quella parte della dinamica, che studia la
composiziono dei moti delle masse, che nel loro cammino sono capaci di produrre
lavoro. Cfr. Aristotele, Metaph., IX, 6; Phys., VIII, 5; De an., II, 5; Georg
Helm, Dio Energetik nach ihrer geschichtlichen Entwickelung, 1898 (v.
energiemo, forsa, morimento, laroro). Energie specifiche (legge delle). T. Specifische
Sinnesenergie; I. Specific energy; F. Énergie xpeeifique des sens. Sotto la
denominazione di legge delle energie specifiche degli organi di senso » si
intende la dottrina svolta primitivamente da Giovanni Müller nel 1840, secondo
la quale le diverse modalità delle sensazioni non dipendono dalla differenza
degli stimoli esterni che le eccitano, bensì dalla natura specifica degli
orguni. Essa è sinteticamente riassanta nello seguenti proposizioni : a) Per
effetto di canse esterne noi non possiamo avere alcuna specie di sensazione,
che non possiamo ugualmente avere senza dette canse per la sensazione degli
stati dei nostri nervi (ad es. nella allucinazione, nel sogno, nelle sensazioni
soggettive); 5) La medesima causa interna, 0 la medesima causa esterna, produce
sensazioni differenti nei diversi sensi in ragione della loro propria natura o
delln sensibilità specifica di essi (nd es. l’iperemia produce fosfeni agli
occhi, tintinnio agli orecchi, ece.); 0) Le sensazioni proprie a ciascun nervo
sensoriale possono essere provocate da molteplici influenze sin interne sia
esterne; la sensazione è la trasmissione alla coscienza non di ana qualità o di
uno stato dei corpi esterni, ma di una qualità, di uno stato del nervo
sensoriale, determinato da una causa esterna, o queste qualità sono differenti
nei differenti nervi sensoriali (la sensazione del suono, ad esempio, è
Venergia o qualità del nervo acustico, e non ha nalla di comparabile con le
vibrazioni dell’aria); d) È ignoto se le cause delle energio diverse dei nervi
sensoriali abbiano sede in loro stessi ο nelle parti del cervello o del midollo
spinale in cui terminano; ma è indubitato che le parti centrali dei nervi di
senso nel cervello sono capaci di provocare le sensazioni proprie di ciascun
senso, indipendentemente dai cordoni nervosi. Questa dottrina, svoltasi sotto
1’ influenza della teoria kantiana delle forme a priori della sensazione, ha
suscitato molte discussioni ο ancor oggi è assai dibattuta sin dai psicologi
che dai fisiologi. Cfr. J. Müller, Manuel de phyeiologie, trad. franc. Jourdan
et Littré, I, 711; Goldscheider, Die Lehre ron den spezifischen Energien, 1881:
Weismann, Die Lehre v. d. per, Sinnesenergien, 1895; Jodl, Lehruch d. Payohol.,
1896, p. 182 segg. Energismo. Ί. Energismus; F. Energieme. Nella filosofia
morale si oppone a edoniemo, e designa quella dottrin che pone come fine della
volontà l’attività della vita; tale dottrina è specialmente sostenuta dal
Paulsen. Nella metafisica o filosofia
generale, designa quella dottrina che tutta la realtà ridnco all’ energia,
considerata come una vera e propria sostanza (intendendo por sostanza ciò che
v'ha di permanente nel mondo esterno). Si contrappone tanto al mecoaniemo, in
quanto nega la realtà della materia, che si riduce alla energia, quanto al
dinamismo, in quanto al concetto soggettivo di forza sostituisce quello
obbiettivo e scientifico di energia. Tale dottrina è sostenuta oggi
specialmente dall’Ostwald, che la fonds su queste considerazioni: la sola cosa
conosciuta e conoscibile è l'energia, nella quale si esaurisce lo stesso
concetto di materia; infatti ogni nostra conoscenza del mondo esterno non è
dovuta che all’azione sui nostri sensi delle energie; poichè non solo noi
ENE 372
abbiamo dell’energia una esperienza diretta nello sensazioni dello
sforzo muscolare, ma ciò che noi vediamo non è che un lavoro chimio, prodotto
dall'energia luminosa, ciò che noi udiamo è il lavoro che le oscillazioni
dell’aria compiono nell’orecchio interno, se tocchiamo un corpo fermo sentiamo
il lavoro meccanico che è impiegato nella compressione della punta del nostro
dito ο dell'oggetto; mentre gli altri concetti fisici, massa, quantità di moto,
ece., la cui grandezza sottostà alla legge della conservazione, si applicano
solo a un determinato campo di fenomeni naturali, tutto ciò che noi ssppiamo
del mondo esterno lo possiamo esprimere in termini d’energia, la quale ci
apparisce dunque come il concetto più generale che la scienza abbia finora
formato ; esistono delle energie specificamente diverse, oltre le quali non è
necessario andare per cercare il sostrato della materia nella forza o nella
cosa in sè, essendo tali energie la realtà ultima e unica. Queste energie
specifiche sono di forma, di volume, di distansa, di movimento: nd es. si può
diminuire il volume di un corpo con una compressione fatta in modo da
consorvarne la forma, spendendo dell’ energia, che sarà restituita dal corpo,
quando esso riprenderà il volume di prima, e che possiamo chiamare energia di
volume. Ma il concetto di energia offre ancora il mezzo di sistemare sia i
fenomeni biologici, che si riducono à trasformazioni di energie le quali, a
differenza di ciò che accade nel mondo organico, hanno la proprietà di
conservare il sistema; sia i fenomeni psichici, i quali non devono già considerarsi
come concomitanti dei processi energetici del cervello, socondo la teoria del
parallelismo psico-fisico, ma comeun’energia dovnta alla trasformazione dell’
energia chimica del corvello, e che sottostà alle stesse leggi delle altre
forme. Il fatto che tutti i processi Bsici si possono rappresentare come
trasformazioni d'energia, si spiega appunto ammettendo che In coscienza è esan
stessa energia la forma 373
ENO-ENT più alta e più rara che ci sia nota e comunica questa sua
proprietà all'esperienza esterna. Cfr. F. Paulsen, Ein leitung in die Philos., 2° ed. p.
482; W. Ostwald, Chemische Energie, 1893; Die Uberwindung d. wissenschaftl. Materialismus, 1895; Aliotta, La reasione
idealiation contro la scienza, 1913, p. 468 sogg.; R. Nasini, La chimica
fisica, 1907, p. 31 (v. attivismo, materia, meccanismo, dinamismo). Enoteismo.
T. Henotoinnue. Max Müller .chiama così quello stadio primitivo della
religione, in cui si adorano oggetti diversi presi a volta a volta isolatamente
come rappresentazioni di un Dio (alç-évéç). Si distingue quindi tanto dal
monoteiemo, che è la credenza in un Dio unico © solo (μόνος), quanto dal
politeiemo che è ls credenza in più divinità gerarchicamente disposte a seconda
della loro potenza e dei loro attributi. Cfr. Max Müller, Forlesunyen κ. d.
Entw. d. Rel., p. 158 sogg., 291 segg. Ente. Lat. Æns; T. Sein; Dasein; Woson; I. Boing;
F. Être. Tutto ciò che è. Ha
quindi lo stesso significato di essere, col quale è sempre usato
promiscuamente, sebbene alcuni filosofi, tra cui il Rosmini, credano debbano
distinguersi. Gli scolastici chiamavano ene per se quello che ha una essenza
sola, ad es. l’uomo; one por acoidens quello che consta di più enti in atto, o
di enti di diversi predicamenti, ο di un predicamento solo ma ordinati fra loro
naturalmente, ad es. un bosco di alberi; ene rationis logioum quello che si
finge col pensiero pur avendo qualche fondamento nelle cose; ene rationis pure
obiectum una chimera impossibile a realizzarsi.
Lente crea I’ esistente è la formula fondamentale dell’ ontologismo
giobertiano, necondo il quale oggetto dell’ intuito intellettuale è lo stesso
Ente (Dio), che crea le cose particolari. Infatti Dio solo 3, perch’ egli solo
ha in sè stesso la ragione del suo essere; il mondo non è, ma esiste, perchè la
ragione del sno essere non l’ha in sò, ma fuori di sè, cio in Dio, che produce
il mondo per creazione. Per tal modo l’origine della conoENT 814
scenza si connette all’ origine delle cose, e l'atto creativo, quale ci
vien fornito dall’ intuito, è ad un tempo la radice da cui germogliano tutte le
conoscenze ¢ tutte le esistenze. Mentre
il soggetto della formula giobortiana è l'Ente reale, il soggetto di quella del
Rosmini è l'Ente possibile indeterminatissimo, vale à dire l'essere spogliato
di qualsi determinazione. L’ idea di quest’ Ente risplendo di coni nuo nella
nostra mente, e per mezzo dei giudizi primitivi (giudizi percettivi) noi la
riconosciamo attnata negli oggetti particolari; per tal modo 1’ Ente cessa di
essere puramente possibile o ideale e diventa reale ed attuale. L’ idea
dell'Ente non è dunque soggettiva, ma oggettiva, in quanto il suo oggetto si
identifica da ultimo col Reale assoluto. Cfr. Gioberti, Introd. allo studio
della filonofia, 1840; Protologia, 1857; B. Spaventa, La filosofia di Gioberti,
1863; B. Labanca, La mente di Ῥ. Gioberti, 1871; Rosmini, Nuoro saggio
sull'origine delle idee, 1855; A. Paoli, Esposizione r gionata della filosofia
di A. Rosmini, 1789; Th. Davidson, The philosophical xyatem of 4. Rosmini, 1882. Entelechia. Lat.
Entelechia: T. Enteleohie; 1. Entelechy:
F. Entéléchie. Aristotele distingue. nel riguardo delVoperare, la materia, che
chinma potenza (δύναμις), forma che chiama entelechin (ἐντελέχεια). e l'energin
(2vépyeta). L’entelechia si distingue dall'energia, in quanto quella ncconna
propriamente allo stato di perfezione in cui la sostanza si trova attuata,
questa alla reale attività che exsa esercita. Però Aristotele adopera la parola
entelechia in due significati: 1° come atto compiuto in opposizione ad atto che
sta per compiersi, ὁ come perfezione che risulto da codesto compimento; 2° come
forma o ragione che determina l'attualità d’una potenza. Perciò chiama l’anima
ora la forma, ora l'entelechia di ogni corpo naturale organizzato, avente in sè
la vita in potenza. Il Leibnitz diede il
nome di entelechie alle monadi, perchè esse non agiscono una sull'altra, mu
bastano a sè stesse, 375 ENT avendo in sò la sorgente delle loro
azioni interne. Si potrebbe dare il nome di Entelechie a tutte le sostauzo
semplici ο monadi create, perchè esse hanno in sò una certa perfezione (ἔκουσι
τὸ ἐντελές); c'è una sufficienza (αὑτάρχεια) che le rende sorgenti delle loro
azioni interne, © per così dire degli automi incorporei ». Come si vede,
Leibnitz usa la parola entelechia nel significato di potenza prossima. Cfr.
Aristotele, Metaph., II, 4, 415 b; IX, &, 1058 a; Leibnitz, Theodicea, I, $
89; Monadologie, $ 18. Entimema (ἐνθυμέομαι
ripensare). T. Enthymem ; I. Enthymeme; F. Enthymème. Aristotele chiamò
così una brevissima argomentazione sillogistica in cui, da un verosimile ο da
un segno, si ricava una conclusione non ussoIntamente certa. Siccome in queste
forma di argomentazione era tacinta une premessa, supposta come nota, così i
logici posteriori, cominciando, paro, da Quintiliano, che enumerò i vari significati
della parola, chiamarono e chinmano entimema quella qualunque forma di
sillogismo euntratto in cui sia sottintesa una delle due premesse. Quando In
premessa taciuta è la maggiore, l’entimema dicesi di primo grado, quando è la
minore di secondo grado. Es. 1° grado: Anche gli animali sono di carne e
d’ossa dunque soffrono se maltrattati;
qui è taciuta la maggiore: tutti gli esseri di carne e d’ossa soffrono se
maltrattati. Es. 2° grado: Tutti i fenomeni naturali sono soggetti alla
emusalità dunque anche la volontà; qui è
taciuta la minore: la rolontà è un fenomeno naturale. Aristotele chi poi
sentenza entimematica quella in cui le due proposizioni dell’entimema sono
contratte in una, e reca fra gli altri questo esempio: mortale, non serbare
odio immortale. Diconsi infine giudizi entimematici quei giudizi categorici
contratti, che mancano di soggetto o che hanno un soggetto puramente indicativo
(questo, quello); altre volte tutto il giudizio è concentrato nel verbo, il cui
soggetto è indeterminato nella mente (piove, lampeggia). Cfr. AriExr 376
stotele, Anal. pr., II, 27, 70 a, 10; Quintiliano, Inst, or., cup. X, $
1; Masci, Logica, 1899, p. 258 seg. Entimematica (prora). Aristotele chiama
così la prova dal probabile e dai segni: per probabile intende una proposizione
ritenuta vera dall’opinione comune, ma non vera assolutamente, per segno
intende una proposizione o necessaria o probabile, che ha la proprietà di
dimostrarne un’ altra. E necessario il segno che à effetto necessario o causa
unica della cosa significata, in modo che solo posto il segno sia la cosa, e
posta la cosa sia il segno; in tal caso la prova è certa: ad es. lo psichiatra,
dalla presenza in un individuo di deliri organizzati, che durano lungamente e
non terminano in demenza, trae la prova che l’individuo è un paranoico. È
probabile il segno quando non indica necessariamente una cosa sola, sia perchè
è un particolare cui si dà un valore generale, sia perchè è un generale che si
assume per provare l’esistenza di un individuale: la prova basata su questi
segni può quindi condurre in errore, come, ud es. se dall'essere stato il
Cellini grande artista e rompicollo si conchiudesse che tutti i grandi artisti
sono rompicolli, ο se dall’uver scoperto un'arma indosso a un imputato si
conchiudesse senz'altro che è colpevole. Ad ogni modo, la prova dai segni ha
uso larghissimo nella scienza ed è assai utile: tutta una parte della medicina,
la semiotica, prende nome da essi. Cfr. Aristotele, Top., I, 1, 100 a, 27;
Anal. pont., II, 24, 85 b, 23 segg.; Masci, Logica. Entità. Lat. Entitas; T.
Wesenheit, Entität; I. Entity: F. Entité. Vocabolo proprio della filosofia scolastica, ricavato
dal participio del verbo esse (il τὸ ὃν dei greci). Vale essenza o forma. Gli
scolastici lo usavano infatti per designare il genere, il modello supremo
immutabile di cui gli individui non sono che le copie imperfette ο pusseggere,
la natura indeterminata che rivesto tutto le forme senza esaurirsi mai. Così
l'umanità era l'entità dell’uomo.
377 ENT-ENU D vocabolo è usato
oggi in un senso ben diverso: ussu designa un essere sostanzialmente distinto e
indipendente, per opposizione alla qualità, alla proprietà, all’ attributo,
all’aceidente, che non possono esistere che in un essere 0 per un essere.
Entoptiche (imagini) v. imagine. Entusiasmo. T. Enthusiarmus, Begeisterung ; I.
Enthusiam; F. Enthowsiasme. In Platone e Aristotele significa ispirazione o
esaltazione divina dell’ anima. Per Shaftesbury l'entusiasmo per tutto ciò che
è vero buono e bello, l'elevazione dell’anima ai valori più universali, la
rinunzia alla vita egoistica dell'individuo, costituisce la sorgente prima
della religione naturale; la quale è così una vita superiore della personalità,
un sapersi una cosa sola coi grandi nessi della realtà. Locke oppone
l’entusiasmo, ossia l’impeto dell imaginazione, alla ragione, che è la
rivelazione di quella parte di verità che Dio ha messo alla portata delle
facoltà naturali dell’ nomo: voler scoprire il vero con l’entusiamo, vorrebbe
dire perciò distruggere la ragione ο la rivelazione, sostituendo ad esse le
vane ombre della fantasia umana. Barthelemy Saint Hilaire distingue
l'entusiasmo dalla spontaneità: questa è la potenza interiore a cui l’anima
s’abbandona ciecamente, ed è un fatto generale che appartiene a tutti gli
uomini: quello ne è uns particolarità ed avviene solo in alcuni uomini. Cfr.
Kant, W. W., V, 280; Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, II,
179. Enumerazione. T. 4ufedhlung ; I. Enumeration; F. Enumération. L'induzione
non è che un sillogismo in cui in luogo del termine medio è data l’enumerazione
incompleto ο completa delle sue specie. Quando l’enumerazione dei concetti
specifici del genere non ne esaurisce l’estensione, l’ induzione è imperfetta e
la conclusione è soltanto probabile. La probabilità aumenta quando l’
enumerazione nou è dei concetti specifici, ma degli esemplari di un'unica
Eon-Epı specie. Secondo alcuni, le prime nostro induzioni, non potendo fondarsi
sopra un principio che non è ancor dato, si sostengono semplicemente sul numero
dei casi, che presentano la proprietà che si attribuisce al genere; porciò tali
induzioni furono dette per enumerationem simplicem. Cfr. Bacone, Noe. org., I,
$ 105; De Dignitato, V, cap. II; J. 8. Mill, Syst. of logio, 1865, 1. III, cap.
3, § 2; Rosmini, Logica, 1853, $ 726 (v. induzione). Boni (aiöveg -le
eternità). Lat. derum; T. don. Gli gnostici chiamavano così, a causa della loro
eternità, le emanazioni ο proiezioni che, secondo la loro dottrina, colmavano
l'intervallo tra la materia e lo spirito, mettendo in contatto questi due
principi, da essi concepiti come opposti ϱ irredueibili. Gli eoni si
combinavano in sisigie ο in pleromi. Cfr. Eusebio, Praep. ev., XI, 18;
Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, I, p. 313 weg., 330 seg.
Epagoge, epagogico. 'T. Epagogik ; I. Fpagogio; F. Épagogique. Con questo
termine, ancora in uso, Aristotele designava il procedimento induttivo; la
parola induzione (induotio), fa, secondo Quintiliano, introdotta nel linguaggio
filosofico da Cicerone, come corrispondente alla greca ἐπαγωγή (da ἐπί = verso,
ἄγω = conduco). Tuttavia, il significato primitivo del termine non è sicuro;
secondo alcuni designava quel modo di ragionare nel quale si sostiene una tesi
con più ragioni ed esempi; secondo altri (Buddeo, ‘Trendelenburg) fu tolto
dalla lingua militare, nella quale indicava il procedere d'una schiera di
soldati in fila serrata. Ad ogni modo, oggi essa indica I’ induzione formale o
aristotelica, che va dalle leggi particolari alle generali, e si distingue
dall’induzione baconiana che va dui fatti alle leggi. Cfr. Aristotele, Top., I,
12, 105 a; Anal. pr., Il, 25; Cicerone, De intent., I; Trendelenburg, Elementa
logicer aristoteleae, 8" cd. 1878. Epicherema. Gr. Ἐπιχείρημα: T.
Epicherem; I. Epicheirema: F. Épiohéràme. Come dice la radice etimologica, 379
Epi è un sillogismo nel quale è aggiunta la prova di una ο di entrambe
le promesse. Es. I pesci sono vertebrati (perchè hanno una colonna spinale). La
triglia è un pesce. Dunque la triglia è un vertebrato. È detto anche dai logici
sillogismo catafratto ; Aristotele, che lo considerava come una forma di
ragionamento sul verosimile, lo disse sillogismo dialettico. Il Rosmini
distingue due specie di epicherema, il probabile ο il dimostrativo, il primo
ooncludente a probabilità, il secondo a necessità; entrambi sono usati dall’
arte di confutare ο elenotica, ed hanno per scopo di obbligare l'avversario a
cadere nella contraddizione. Cfr. Aristotele, Top., VIII, 11, 162 a, 15;
Rosmini, Logica, 1853, p. 314 segg. Epicureismo. T. Epikureismus; I.
Epiowreanism ; F. Epicureisme. Scuola filosofica fondata da Epicuro in Atene
tre secoli a. C., e durata fino sl quarto secolo dell’ era nostra. 1 suoi
seguaci più noti sono Metrodoro, Ermarco, Polistrato, Apollodoro, Diogene di
Tarso. Fedro; in Roma Amafinio, Pomponio Attico e T. Lucrezio Caro, che ne
espone le dottrine del suo insuperabile poema De rerum natura. L’epicureismo,
come quello che fu 1’ unica filosofia irreligiosa dell’antichità, fu oggetto
d’ogni sorta di acense © d’una guerra accanita prima da parte delle altre
scuole filosofiche, poi della Chiesa cristiana, cosicchè ancor oggi epicureo è
sinomino di eretico, crapulone, gaudente. Lu critica ha dimostrato non solo
infondato codeste accuse, ina ha fatto risaltare come nell’epicureismo aleggi
lo spirito scientifico proprio dei tempi moderni. Esso infatti oselude ogni
intervento divino e ogni finalità nella natura, nella quale non imperano che
cause naturali; pone il criterio del vero nella certezza data dalla sensaziono,
e il fine supremo della condotta fa consistere non già nel piacere grossolano e
immediato dei sensi, ma nella felicità, che è data, per ciò che riguarda il
corpo, dall’ assenza del dolore (ἀπονία), per ciò che concerne l’ animo
Epi 880
dalla tranquillità (&tapafia). Per questi suoi caratteri, quando
l’ascetismo cristiano comincia a declinare coll’aprirsi dell’ età moderna, la
dottrina d’ Epicuro risorge : essa fa capolino prima in Montaigne, poi
apertamente è diffusa in Francia dal Gassendi ; ricostratte in Inghilterra
dall’ Hobbes, rinasce più tardi in Helvetius, D’ Holbach, Saint-Lambert e
ispira infine gli utilitaristi inglesi da Bentham a Stuart Mill. Delle varie
dottrine epicuree è fatta esposizione in questo vocabolario alle parole
anticipazioni, alarassia, canonica, caso, coniunola, eventa, olinamen,
oacumina, Dio, eudemonismo, intermundia, inane, idoli, atomi amo, ecc. La
parola epicureismo è anche adoperata per designare, in opposizione et stoicismo,
tutti quei sistemi di morale che pongono come norma suprema dell’operare il
piacere o l'interesse. Cfr. Gizycki, Ueber das Leben und die Moralphilosophis
des Epikur, 1879; W. Wallace Epiouroanimm, 1880; Guyau, La morale d’Epioure,
1878; Giussani, Studi luoreziani, 1896. Epifenomeno. T. Begleiterserscheinung;
1. Epipkenomenon: F. Epiphénoméne. Dato un insieme di fenomeni, costituenti una
specialità fenomenica distinta, se a questi s’aggiungo un fenomeno nuovo, che
può anche mancare © che, colla sua presenza ο colla sua assenza, non muta il
carattere precedente dell’ insieme, codesto fenomeno dicesi più propriamente
epifenomeno ossia fenomeno sovreggiunto. Quindi nella medicina si dà questo
nome ad un sintomo, che si manifesta in una malattia già riconosciuta © si
aggiunge agli altri sintomi presentatisi prima. Nella psicologia si chiama
epifenomeno il fatto di coscienza, la coscienza, quando si crede che essa non
sia costitutiva della attività psichica, ma semplicemente un fenomeno
addizionale, aggiunto al fisiologico, e che può anche non comparire senza che
per questo ln funzione psicologica sia distrutta. I segusci del materialismo
psico-fisico, considerando il fatto psicologico e il fatto fisiologico cioè lu
funzione del si 381 Err stema nervoso
centrale come due diversi aspetti, il primo interno e il secondo esterno di una
medesima attività, considerano i fatti di coscienza come semplici epifenomeni.
Per i seguaci della dottrina somatica dell’emozione, questa, risolvendosi
essenzialmente in una alterazione organica, in una reazione vasomotoria, lo
stato di coscienza emotiva è un semplice epifenomeno. Cfr. Ribot, Les maladies de la
personalité, 163 ed., 1899, Introd.; Les maladies de la mémoire, 313 ed., 1909,
cap. I, 1; W. James, La théorie de l'émotion, trad. franc. Dumas, 1903, Introd.
Epigenesi. T. Epigencse; I.
Fpigenesis; F. Épigénène. Dottrina che sostiene essere ogni nuovo individuo
l’effetto di un progressivo e regolare sviluppo del corpo organico, che fu
formato dalla fecondazione nel seno dell'organismo generatore; in contrasto
colla dottrina detta della preformazione dei germi, secondo la quale il germe
sarebbe un individuo estremamente piccolo, ma già completamento formato,
esistente attualmente nel generatore, e contenente alla sua volta una serie
indefinita di altri germi sempre più piccoli, gli uni involti negli altri, di
modo che ogni individuo conterrebbe in sè stesso tutte le generazioni cho da
lui possono sortire. Per la dottrina dell’epigenesi, dovata a G. F. Wolff, lo
aviluppo embrionale non consiste in uno svolgersi di organi preformati, ma in
una catena di neoformazioni, in cui ciascuna parte si forma dopo l’altra e
tntte compaiono in una forma semplice, che è affatto diversa da quella
ulteriormente evoluta. Cfr. (i. F. Wolff, Theoria generationis, 1759; E.
Haeckel, Anthropogenie, 4° ed. 1891, p. 28 segg. Episillogismo. T.
Epieyllogiemus; I. Episyllogiem; F. Episyllogisme. Sillogismo aggiunto, che ha
per premessa maggiore o minore Ia conclusione d’un sillogismo (v.
poLisillogismo). Epistematico (ἐπιστήμη --scienza). Qualche volta si adopera
per designare il procedimento deduttivo, che dai Eri-Ero 382
principi generali ricava delle conseguenze particolari; in opposizione
ad epagogico, che è il procedimento inverso, © induttivo, per cui dai fatti o
dalle leggi particolari si sale ai principi © alle leggi generali. Quindi
dicesi epistematica quella scienza che procede per deduzioni e per sillogismi,
in opposizione 8 scienza sperimentalo ο induttiva. Epistemologia. T.
Wissemschaftslehre ; I. Epistemology; F. Épistémologie. La filosofia delle
scienze. Essa stabilisco gli oggetti d’ogni scienza, determinandone i caratteri
differenziali, ne fissa i rapporti e i principt comuni, le leggi di sviluppo e
il metodo particolare. Si distingue dalla teoria della conoscenza ο gnoseologia,
in quanto questa studia la conoscenza nell’ unità dello spirito, nelle forme
universali © nel meccanismo interiore, mentre I’ epistemologin unalizza le
conoscenze a posteriori, nella diversità dello scienze © degli oggetti. La
distinzione però non è sempre osservata, specie dai filosofi inglesi. Cfr. R.
Flint, Agnoaticiem, 1903, p. 10, 13. Epoca (da ἐπόχειν sospendere, tacere). Gr. Ἐποχή: T. Epoche. La
famosa dottrina dello scetticismo pirroniano; significa sospensione ο
astensione dall’affermare ο dal negare intorno all'essenza di qualsiasi cosa,
In altro parole l’epoca è il dubbio scettico. Constatato le antinomie della
ragione e la disparità delle opinioni umane, Pirroneconsiglia l’uomo a
sospendere il suo assenso circa la natura delle cose in sè stesse, le leggi e i
rapporti invisibili degli esseri; egli deve aooontentarsi di considerare le
cose semplicemente secondo la diversa impressione che gli arrecano. L'epoca ha
una portata teorica © pratica; teorica perchè preserva l'intelligenza dalle
contraddizioni; pratica perchè l'assenza della contraddizione significa la pace
© la serenità dello spirito. Cfr. Sesto Empirico, Pyrrà. Hypot., I, 188 segg.;
Galluppi, Lezioni di logioa e met., 1854, II, p. 250-55 (v. aoatalesia, afasia,
diallelo, dicotomia, dommatiemo, tropi).
383 Epo-Equ Epoptico. Si adopera
talvolta in significato di esoterico. Infatti nella scuola di Pitagora gli
epopti erano quelli fra gli allievi che, avendo sostenuto le prove stabilite ο
possedendo in modo completo la dottrina del maestro, fucevano parte della
società stessa; gli altri erano considerati come esterni alla scuola, come
semplici aspiranti ad : entrarvi. Così dicesi epoptioa quella parte del sistema
filosofico di Platone e anche di Aristotele, che era destinata soltanto agli scolari
più fedeli e più intelligenti (v. aoroamatioo, esoterico, ezoterico).
Equabilità. Con questo vocabolo, riferito al tempo, il Rosmini designa ls
medesima quantità d’ azione ottenuta con un grado costante di intensità.
Infatti la durata successiva è da noi concepita come lu possibilità, che
mediante un grado dato di intensità, si ottenga una data quantità di azione; in
altre parole, dentro una durata qualsiasi, la quantità di azione sarà
proporzionata alla intensità dell’azione. Questo rapporto costante può essere
espresso Zi cui 1° desigi @ la quantità d’azione, 8 la durata successiva. Cfr.
Rosmini, Nuovo raggio sull'origine delle idee, sez. V, par. V, ο. VI; Id.,
Peioologia, 1848, vol. II, parte II, p. 189-205 (v. durata, momento).
Equazione. T. Gleichung ; I. Equation; F. Equation. Nella matematica si chiama
uguaglianza l’espressione algoritmica composta di due membri, in cui il valore
dell’uno è il risultato delle operazioni eseguite nell’altro. Si chiama poi
equazione quella uguaglianza, specialmente letterale, nella quale in uno dei
due membri si ha una lettera il oui valore non è conosciuto (incognita) e lo si
vuol determinare a mezzo della espressa uguaglianza. Equazione del mondo. T.
Weligleichung; F. Equation du monde. La formula del determinismo rigoroso, che
concepisce l’accadere così definito in ogni ana fase, da consinella seguento
formola: T= il tempo, Equ 384 derare il passato e l’avvenire come
esattamente valutabili in fanzione del presente. Il Laplace la esprime così : Una
intelligenza che, in un istante dato, conoscesse tutte le forze da cui
la-natura è animata e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono,
se fosse abbastanza vasta per sottoporre codesti dati all’analisi,
abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei più grandi corpi dell’
universo ο quelli dell'atomo più leggero; nulla sarebbe incerto per essa, ©
l'avvenire, come il passato, sarebbe presente a’ snoi occhi ». E l’Huxley, in
modo ancora più concreto: Se la proposizione fondamentale dell’ evoluzione è
vera, che cioè il mondo intero, animato ο inanimato, è il risultato della mutua
interazione, secondo leggi definite, delle forze possedute dalle molecole di
cui era composta la nebulosa primitiva dell’ univereo, allora non è men certo
che il mondo attuale riposava potenzialmente nel vapore cosmico, e che una
intelligenza sufficiente avrobbe potuto, conoscendo le proprietà delle molecole
di codesto vapore, predire ad esempio lo stato della fauna dell Inghilterra nel
1868, con pari certezza di quando si predice ciò che accadrà al vapore della
respirazione durante una fredda giornata d'inverno ». Il determinismo viene
così a convertirsi in un predeterminiamo, che si distingne dal teologico solo
perchè la necessità è posta come immanente alla natura. Molti però intendono il
determi nismo causale non come una monotona ripetizione dell’identico, ma come
una mutazione incessante nella durata, come uno svilnppo continuo di forme
nnove; e non lo fanno cominciare arbitrariamente dalla nebulosa primitiva, ma
lo estendono all’ infinito nel tempo e nello spazio. Così inteso il
determinismo è la negazione perfetta al predeterminismo e la sua espressione il
contrario preciso di quella del Laplace: ogni fenomeno naturale, emergendo dal
seno dell’ infinito e rappresentando il realizzarsi di nna serio infinita di
possibilità, è l'equazione dell'infinito, ossin i 0 385 5
Equ l’imprevedibile, l’indeterminabile; cosicchè l’ipotesi di uno spirito
infinito, che in base alla conoscenza attuale della natura ne ricostruisca a
priori la storia passata, e lo svolgimento futuro, è, oltrechè inutile e
indimostrabile, anche assurda. Cfr. Laplace, Introd. à la théorie analytique des
probabilités, 1886, p. VI; Renouvier, Hist. et solution des problèmes
metaphysiques, p. 168 segg. ; Bergson, L'érolution créatrice, 103 ed. p. 41
segg.; Stanley Jewons, The principles of science, 1877, vol. II, cap. XII, $ 9; C. Ranzoli, Il caso nel
pensiero e nella vita, 1913, p. 130 segg. Equazione personale. T.
Personalgleiohung ; I. Personal equation; F. Equation personelle. È la
differenza di tempo con cui uno stesso stimolo è'sentifo da diverse persone. La
constatazione di questo fatto, che diede il primo impulso alle ricerche della
psico-fisica sulla durata dei fenomeni psichici, fa fatta la prima volta all’
Osservatorio di Greenwich. Si osservò che un assistente incaricato di segnare
il momento del passaggio delle stelle sul filo, teso sopra Voculare del
canocchiale e coincidente col meridiano del luogo, notava costantemente il
passaggio delle stelle un minuto secondo più tardi dell’Osservatorio stesso.
Fatte le opportune indagini, si potd constatare che codesta differenza si
verifica sempre quando osservazioni simili vengono fatte do diverse persone, e
si inventarono apparecchi appositi per misurare 1’ equazione personale, diversa
nei diversi individui, ma pressochè costante nello stesso individuo; la misurazione
di essa serve a correggere i dati «lolle osservazioni individnali. Cfr.
Fechner, Elemente der Payohopysik, 1860 (v. tempo di reazione). . Equilibrio.
T. (lechgewicht, Aequilibrium; I. Fquilibrium ; F. Équilibre. È la relazione
esistente fra due corpi contigui, i quali, pur possedendo uno stato determinato
di tendenza al movimento, rimangono tuttavia in riposo. In un senso più
generale, e non puramente meccanico, si ‘lice che esisto equilibrio fra dne
cause di canginmento, 25 RANZOLI,
Dizion, di acienze filosofiche. Eu
388 qualunque siano queste cause
e quel cangiamento, quando un sistema semplice o complesso, sottomesso a queste
cause, non ne subisce alcun canginmento. Non bisogna tuttavia confondere
l'equilibrio col riposo: un sistema è in riposo quando non è sottomesso ad
alcuna causa nè interna nd esterna di canginmento. L'equilibrio si distingue
ancho dall’ inerzia, perchè, mentro il concetto di equilibrio è una pura
costruzione dello spirito, possibile solo in quanto esiste il concetto negativo
di assenza di equilibrio, il concetto negativo di energia è d'ordine puramente
ideale, non esistendo materia sprovvista d’ inerzin. Nel dinamismo volontario 1’ equilibrio
corrisponde alla perplessità in cui ci troviamo, quando la nostra volontà è
sollecitata in senso opposto da motivi e mobili uguali ; la possibilità, in
simile caso, della scelta, costituisco una prova di quella che dicesi libertà
d’equilibrio. Alouni psicologi chiamano
senso dell'equilibrio quel sentimento particolare, che avrebbe sede nel
cervelletto o nella base dei canali semi-circolari, per cui è possibile
conservare al proprio corpo la giusta posizione © orientazione nello spazio;
questo senso scompare in alonne malattie, © può essere sperimentalmente abolito
negli animali mediante la distruzione di determinate parti del sistema nervoso
centrale, Cfr. Mach, Grundlinion d. Lehre von den Bewegungsempfindungen, 1878;
Grasset, Los maladies de l'orientation et de l'équilibre, 1901; Paulhan, Esprit
logiques οἱ caprite Sanz, parte II, cap. I, $1; L. Amoroso, Sulle analogie tra
l'e. meccanico e l'e. sconomico, Riv. di filosofia », aprile 1910.
Equipollensa. T. (‘leichgeltung: I. Equipollence; F. Équipollence. È la
relazione che intercede tra due concetti che si contengono a vicenda, che hanno
cio la stessa entensione. Per alenni logici, due concetti equipollenti non sono
che il medesimo concetto espresso con parole diverse; per altri, invece, sono
equipollenti due concetti che hanno In stessa estensione ma divers
comprensione, che cioè con 387 Equ-Ere
notano diversamente lo stesso oggetto che denotano. Cfr. Rosmini, Logios, 1853,
$ 389-391 (v. oonnotatiri). Equivalenza. T. Aequiralenz ; I. Equivalenoy ; F.
Equivalence. Si dicono equivalenti due cose, ad es. due figure geometriche,
quando non differiscono in nulla relativa mente all'ordine di ideo o al fine
pratico che si considera. Equivalente meccanico del calore dicesi il numero dei
kilogrammetri necessari in un corpo o in un sistema termicamente isolato, per
accrescere d’una caloria la sus quantità di calore. Siccome la legge della
conservazione della forza fu scoperta ο formnlata primitivamente nell’
equivalenza tra il lavoro meccanico e il calore, così la logge stessa dicesì
anche legge di equivalenza. Equivoco. T. Aequivok ; I. Equivocation; F.
Équivoque. E equivoca una parola quando ha più significati diversi, univoca
quando non no ha che uno. Sopra il significato equivoco d’una parola si possono
fondare molti sofiemi verbali, come l’anfibologia, la fallacia divisioni,
l'accento, eco. Cfr. Aristotele, Categ., I; Metaph., IV, 4 (v. omonima).
Eredità. T. Vererbung; I. Heredity; F. Hérédité, 11 fatto del trasmettersi
delle proprietà degli organismi nei loro discendenti per mezzo della
riproduzione. La aus formula ideale è: il simile produce il simile; oppure,
como propone l’ Haeckel: l'analogo produce l'analogo. Vi sono d specie
principali di eredità: la immediata, ciod la trasmissione diretta dei caratteri
fisici ο psichici dei genitori ai figli; la atavioa, ciod la riapparisione di
caratteri scomparsi da tempo più o ineno lontano. Vi sono pure due forme
principali: la similare cioè la trasmissione inaltorata degli stessi caratteri,
e la dissimilare, cioè la metamorfosi dei caratteri da una generazione
all'altra. L'eredità può trasmettere tanto i caratteri normali che gli
anormali; questa, che è detta eredità patologica, può avere due forme: l'una,
detta eredità di germe, è la trasmissione diretta della malattia : l’altra,
dotta eredità di terreno, è la tramminione ERE
388 di una predisposizione
speciale a determinate malattie; alcuni biologi esclndono però l’esistenza
della eredità di germe, non ammettendo che la seconda forma. Fra le leggi più
generali dell'eredità sono: quella della eredità adattata ο aoguisita, per cui
l'organismo può tranmettere ai discendenti delle proprietà che egli stesso ha
acquistato durante la ana vita, © quella dell'eredità costituita ο iasata, per
cui tanto più sicuramente si trasmettono le proprietà acquisite quanto più a
lungo durano le cause che le determinarono. Dicesi eredità omoorona, quella che
si manifesta alla stessa età; e. omotopa, quella in cni i caratteri si
riproducono in siti corrispondenti del corpo ; ο. anfigona, quella per la quale
tanto il padre che la madre riproducono nei figli i loro caratteri personali ;
ο, sessuale, In logge per cni eiasonn sesso trasmette soltanto »’ suoi
discendenti del medesimo sesso i suoi caratteri sessunli socondari ; e.
abbreviata, per cui si saltano nell’ontogenesi alcune fasi o forme della
filogenesi. Varie sono le ipotesi escogitate per spiegare i fenomeni ereditari,
ma si può dire che nessuna ha raggiunto la certezza di una vera © propria
dottrina scientifica. Sembra però indubbio che la trasmissione ereditaria
avvenga per un passaggio diretto, dagli ascendenti ai discendenti, di una
sostanza materialo apportatrice, se non dei singoli caratteri, almeno di una
disposizione primigenia, onde quei caratteri vengono poi detorminati nel
successivo differenziamento della cellulafiglia (quando l'organismo è
monocellnlare), nella moltiplicazione e nell’ ulteriore differenziamento dei
blastomeri © delle cellule elementari dei tessuti ed organi (quando l'organismo
è pluricellulare). Questa sostanza materiale è il plasma germinatito, che la
maggioranza dei biologi pone nel nucleo delle cellule sessuali, nucleo che
perciò è stuto denominato l'organo della eredità. Quindi In trasmissione
caratteri sarebbe dovuta alle minime particelle della sostanza vivente, siano
esse le gemmule di Carlo Darwin.
389 Ekk-Eki le plastidule di Haeckel,
i biofori di Weissmann, i granuli di Altmann, i eitoblasti di Schlater, ecc.
Cfr. A. Weissmann, Das Keimplasma, eine neue Theorie d. Vererbung, 1894; P.
Lucas, Traité de V'hérédité naturelle, 1847-50; Yves Délage, La structure du
protoplasme et les théories de V'hérédité, 1895; ‘Th. Ribot, L’hérédité
payohologique, 1884; G. Portigliotti, L'erodità comsanguinca, 1901 (v.
pangonesi, perigenesi, idioplasma, germiplasma, epigencsi, embriologia,
filogenesi, ecc.). Ereditarietà. La potenzialità ο la virtualità degli
orgnnismi a trasmettere i loro caratteri ai discendenti per mezzo della
riproduzione. Si distingue dall’eredità, che è il fatto reale ed attuale della
tramissione dei caratteri dai genitori ai figli. In altre parole,
l’ereditarietà indica una facoltà di cui l'eredità è l'esercizio. Eristica. Gr.
Ἐριστική: T. Eristik; I. Erietio; F. Eristique, L’arte di disputare per
disputare, di contraddire l’avversario ad ogni affermazione, senza l'intenzione
positiva di provare qualche cosa. Sarebbe la degenernzione della dialettica.
L’eristica trasse l’origine, secondo il Winokelinann, dagli enigmi e dai
logogrifi che i savii della Grecia usnvano proporsi, ancora prima che sorgesse
la filosofia ; fiorì specialmente nella scuola di Megara, fondata da Euclide; i
filosofi che appartennero a codesta scuola furono detti eristici, appunto
perchè disputatori sottili e spesso sofistici. Tattavis non bisogna confondere
l’eristica colla sotistica, giacchè quella è una derivazione di questa. Tra gli
argumenti dell’ oristica rimasero celebri specislmente due, il «mucchio » e la testa
calva », la cui idea si fa risaliro n Zenone, adattandosi alle argomentazioni
per cui si dimostra che è impossibilo la formazione delle grandezze mediante
parti piccolissime. Uno dei più inosanribili nel trovare simili bisticei fa il
megarico Diodoro Crono, del quale è rimasta la dimostrazione contro il concetto
di possibilità: possibile è solo il reale, perchè un possibile, che non diventa
reale, si dimostra appunto per ciò impossibile. Un Erm-Ekk 390
esempio di ciò che fu l’eristica ci è rimasto nell'Eutidemo di Plutone 6
nel nono dei Topici d’Aristotele. Malgrado il significato cattivo del vocabolo,
il Rosmini usa Ta parola cristioa per indicare quolla parte della logica, che
insegna l’arte di contendero con ragioni ed argomenti. Cfr. Diogene L., II,
107; Sesto Empirico, Adv. math., X, 85 segg.; Cicerone, De fato, 7, 13; A. G.
Winckelmann, Platonie Buthydem., 1833, Prolegom. ο. Il; Rosmini, Logica, 1853,
p. 310-315 (v. agonistica). Ermetismo. T. Hermelismus; I. Hermotiem ; F.
Hörmétisme. L'insieme delle dottrine religione, scientifiche ο filosofiche
contenuto nei libri attribuiti dagli Egiziani a Hermes Trismegisto o Mercurio.
Questi libri, in cui è riussunta l’antica sapienza egiziana, furono riuniti la
prima volta © tradotti in lingua latina da Marsilio Ficino ; però la loro
antenticità è nessi dubbia. Cir. Marsilio Ficino, Morcurii Triemogisti liber de
potestate et sapientia Dei, 1471. Errore. T. Irrtum; 1. Error; F. Erreur. E un
ragionamento falso ο un'opinione erronea, cho si distingue dal sofiema, in
quanto, mentre quello può essere involontario © nou dissimulato, in questo
invece l’errore è più o meno abilmente rivestito delle apparenze del vero, ¢
come vero si cerca di farlo accettare agli altri. Da ciò seguo che l’errore non
è mai affermato come tale; per una mente che erra, tutto quello che è affermato
sembra vero e l'errore non esiste. Esso comincia ad esistere solo quando è
stato scoperto. Nessun giudizio, quindi, può essore un errore per sè, ma tale
divonta solamente dopo che è stato corretto. Per Cartesio il problema
dell'errore sorge dal princi pio della reraoitas Dei, non potendosi comprendere
come la divinità perfetta abbia potuto formare la natura umana tale che possa
errare; egli ammette che solo le idee chiare © distinte esercitano una forza
così preponderante sullo spi rito, che questo non può non riconoscerle, mentre
di fronte alle rappresontazioni oscure © confuse esso conserva illi 391 Ekk mitata l’attività del suo libero arbitrio:
così nasce Perrore, quando l'affermazione © la negazione si snccedono
arbitrariamente, dato un inateriale di giudizio indistinto e oscuro. Per
Spinoza Perrore è una mancanza di cognizione, cosicchè l’anima, in sè stessa
considerata, non commette mai alcun errore: Cus) quando guardiamo il sole,
imngininmo che si trovi a una distanza di circa cento piedi da noi, e tale
errore non consiste in codesta imaginazione sola, ma in ciò che noi, mentre
imaginiamo così il sole, ignoriamo la causa di tale imaginazione, così come la
vera lontananza del sole ». Per Leibnitz l’errore è una privatio: «Io vedo una
torre, che di lontano mi pare rotonda montre è quadrata. Il pensiero che la
torre sis quale mi uppare, discende in modo naturale da ciò che vedo, ο quando
rimango fermo in tale ponsiero, tale affermazione è un falso giudizio ». Per
Hume invece l'errore consiste in uno soambio di rappresentazioni tra loro
somiglianti; per Kant in un inavvertito influsso della sensibilità sopra 1’
intelletto, che fa sì che noi ritenismo per oggettivo il fondamento puramente
soggettivo dei nostri giudizi © scambiamo quindi la pura apparenza della verità
con la verità stessa ». Per il Rosmini l'errore consiste nell’assenso dato in
senso contrario alla ragione; può quindi essere tanto un assenso gratuito,
quando si dà ad un giudizio che pu esser falso, quanto uns conseguenza
dell’assenso gratuito, quando è concesso sopra una ragione falsa; quando l’uomo
dà l'assenso mosso da una ragione falsa e mediante un atto di libero arbitrio
che dichiarò falso il vero, e vero il falso questo libero arbitrio, che invece
di soguire la ragione data dall’intelligenza ne crea una (falsa) da vt,
collocandosi nel luogo dell’intelligenza, è la facoltà dell’errore. La forza di
questa facoltà dell’ errore è tale che non si può assegnarle limiti
determinati, e però In storia della umanità dimostra che, verificandosi certe
condizioni, ella si estende a dare l’assenso alle cose più strane e in 392 credibili, ο a negarlo alle più credibili e
certe ». Por il Bradley tutto è upparenza nel mondo del pensiero umano, quindi
tutto vi è errore, ma in ogni errore c’è una parto di verità, come in ogni
verità c'è una parte di errore; onde si possono distinguere vari gradi, secondo
che è nocossario sottoporre l'apparenza ad una nuova sistemazione per
trasformarla in esperienza assoluta. Nel panteismo del Royce l’errore consiste
nella inadeguatezza dello stadio attuale del processo volitivo ad esprimere il
suo vero fine; poichè il fine non è sempre chiaramente presente alla coscienza,
ma si passa da uno stato vago e indeterminato di inquietudine ad uno definito
di volontà e di risoluzione, uttraverso il quale sono possibili gli errori
riguardo all'intelligenza del nostro fine; in breve, l’errore è un contrasto
tra la mia volontà parziale e il proposito finale che ho liberamente
scelto. Con l’espressione errore dei
sensi, si designavano una volta quelle che oggi si dicono illusioni naturali
dei sensi, come quella del sole che a noi sembra veder girare intorno alla
terra, di un bastone per metà immerso nell'acqua che appare piegato, ecc. Nella
psicologia sperimentale dicesi metodo degli errori un metodo che serve per
stabilire i rapporti che passano in una scala di sensazioni tra ognuna di
queste © gli stimoli corrispondenti. Esso può avere due procedimenti : uno,
detto degli errori medi, è fondato sul principio che, quanto più piccola è la
difforenza dell’eccitamento percettibile nella sensazione, tanto piccola sarà
anche quella differenza di eccitamento, che non è percettibile; il secondo è
fondato sul futto, che quando si fanno agire su un dato organo di senso due
stimoli poco diversi I’ uno dall'altro, per le oscillazio della sensibilità di
difforenza, o per altro, ora appare più forte il primo del secondo, ora
all’inverso. Cfr. Descartes, Med., IV; Prine. phil., I, 31 segg.; Spinoza,
Ethica, II, teor. XVII, XXXIII, XXXV, scol.; Leibnitz, Theod., I, B, 432; Hume,
Treat., Il, sez. 5; Kant, Log., p. 77; Rosini, Logica, 1853, p. 25, 53 sogg.;
Royce The world and tho individual, 1901, vol. I, p. 327, 384, 389; F. C. 8.
Schiller, L'errore, Riv. di filosofia », aprile 1911; A. Marchesini, L'arte
dell'orrore, 1906; E. Mach, Conoscenza ed errore, trail. it., Sandron. Esatto.
T. Ezakt; I. Exact; F. Exact. Dicesi esatta una enunciazione, quando è adeguata
a ciò che essa deve enunciare; in questo seriso esatto αἱ oppone quindi ad
ambiguo. Nelle enuneiazioni che si riferiscono alla misura, l’esattezza
consiste nell'essere la misura nd inferiore nd auperiore alla grandezza
misurata. Diconsi esatte così le scienze matematiche, perchè, secondo la
profonda intuizione del Vico, della materia di queste scienze, cioè le forme e
i numeri, noi stessi siamo gli autori, noi stessi creandole per mezzo del
ragionamento puro: esse quindi sono assolutamente vere 9 certe, mentre ciò non
può dirsi delle scienze sperimentali, le cui conoscenze non sono che
approssimative, essendo subordinate al grado di acutezza dei nostri sensi o
alla perfezione dei nostri strumenti. Escatologia. T. Eschatologie; I. Eschatology;
¥. Esohatologie. Nella teologia dogmatica si designa così la dottrina delle
ultime cose, le quali, secondo alcuni teologi, sono tre: risurrezione,
giudizio, caugiamento della terra. In generale dicesi escatologia ogni dottrina
che riguardi il destino finale dell’uomo e dell'universo, ο in questo senso il
vocabolo è adoperato, oltrechè nella teologia, anche nella scienza e nella
filosofia. Esclusive (proposizioni). Quelle proposizioni complesse © implicite,
le quali esprimono che un dato predicato conviene a quel solo soggetto: ad es.
Dio è uno solo. Possono essere rese esplicite, equivalendo a dne proposizioni:
ad es. Dio è uno, e non più di uno. In generale, tutte le proposizioni
affermative sono implicitamente esclusive, perchè negano tutto ciò che ripugna
alla coesistenza col predicato attribuito al soggetto; questa negazione
impliEst 394 cita è di due maniere: 1° Rispetto ad alcune
cose, il predicato che si afferma del soggetto ha semplicemente la relazione di
esclusività, onde quelle cose rimangono escluse semplicemente; ad es. dicendosi
questo è un circolo », si esolude l’altra prop. contraria questo è un quadrato
». 2° Rispetto ad altre cose, ciò che si afferma nella proposizione non ha
semplicemente la relazione di esclusività, ma anche quella di correlatività, in
quanto ciò che viene affermato, nello stesso tempo che esclude quelle cose, implicitamente
le afferma esistenti come correlativo; ad es. l'affermazione dell’effetto
inchiude implicitamente l’affermazione della causa. Cfr. Rosmini, Logica, 1853,
p. 152. Esecuzione, T. Ausführung, Ezeoution; I. Ezeoution ; F. Erdoution. Nel
processo d'ogni singolo atto volontario (rolisione) dicesi esecuzione il
momento terminale del processo medesimo, ossia l’atto che consegue al prevalere
definitivo d'una idea-fine nel conflitto dei motivi. L'esecuzione rappresenta
nol processo volitivo il lato meceanico o materiale; la parte psicologica ed
essenziale di esso è costituita invece dalla deliberazione ο dalla scelta (v.
deliberazione, volontà). Esemplare. T. Exemplar; I. Exemplary; F. Exemplaire.
Nei processi di finalità intelligente, in cui l’attività dell'ossere è diretta
con mezzi noti ad un fine noto, dicesi causa esemplare il fino alla cui
realizzazione l’essero tondo, © causa efficiente l’attività stessa che tale
fine realizza. Si suol distinguere anche la causa esemplare dal fino: quella si
ha quando l’attività dell’agento è essa stossa lo scopo, questo quando invece
l’attività non è che un mezzo di cui lo scopo prefisso sarà l’offetto. Nella
filosofia platonica lc idee sono modelli, paradigmi, cause esemplari delle cos,
© quindi esistono per sò; ma esse non hanno causalità officiento e perciò
questa deve trovarsi accanto a loro e concorrere con loro alla formazione del
mondo; tale causa efficiente, che Platone toglie dulla credenza religiosa, è il
Demiurgo (v. causa finale, finalità, fine, teologia). 395
Est Esistenza. T. Existenz, Dasein; I. Existence; F. Kzistence. Lo stato
di una cosa in quanto esiste. Ha una maggiore ostensiono dei concetti di realtà
ed attualità; si oppone al concetto di nulla, ed anche a quello di essenza in
quanto questa è soltanto l'insieme degli attributi senza i quali la cosa non si
potrebbe concepire, ma che non bastano n far sì che in realtà sia; in altre
parole, l'essenza della cosa, una volta concepita, basta per dimostrarne lu
realtà intrinseca, ma non la sussistenza. Dicosi esistenza per sè 0 in sè il
fatto d’essere indipendentemente dalla conoscenza, sia dalla conoscenza
attuale, sia da ogni conoscenza possibile; esistenza contingente, quella che
non è contenuta nell’ossenza, esistenza necossaria quella che è contenuta. In
questo senso il realismo dell'età di mezzo insegna che tra l'essenza e
l’esistenza osiste un rapporto diretto, cosicchè quanto maggiore è l'universalità
tanto maggiore è il grado della realtà, e Dio, che è l’essere più universale, è
anche l’essere assolutamente realo, ene realissimum ; su ciò Ansolmo di
Canterbury fonda, nel suo Monologium, la prova ontologica dell’esistenza di
Dio, che si può riassumere così: mentre ogni singolo ente può anche essere
pensato come non esistente, e perciò deve la realtà del suo essere ad un essere
assoluto, questo, in quanto tale, devo essere pensato come esistento unicamente
per sun propria essenza (ascitae), dove osistero ciuè per necessità della sua
propria natura. In questo senso ancora, dice Spinoza: Alla natura della
sostanza appartiene l'esistenza. Infatti una sostauza non può essere prodotta
da alcuna altra cosa; essa sarà dunque causa di sò, ossia la sun essenza involgo
necessariamente |’ esistenza, cioò alla sua natura appartiene d’osistore. L'esistenza di Dio © lu sua ossonza sono una
sola e medesima cosa. L'essenza delle
coso prodotte da Dio non involge l’esistenza ». Per Spinoza quindi, come per
gli scolastici, l’esistenza è un predicato della coën ; per Kant invece essa
non può essere un predicato, gineEsı-Esp chè il soggetto deve essere
presupposto come esistente da tutti i predicati: L'esistenza è l'assoluta
posizione di una cosa e si distingue da qualunque predicato, che come tale può
essere posto sempre ad un’altra cosa in modo puramente relativo... Quindi
l’esistenza non è manifestamente un predicato reale, cioè il concetto di un
quid che possa essere mentalmente aggiunto al concetto di una cosa. Essa è la
pura posizione d'una cosa o di certe determinazioni in sò stesse.... Cento
talleri reali non contengono la minima cosa di più che cento talleri possibili
». Psicologicamente, il concetto di esistenza ha le sue radici nel sentimento
del proprio io, che rimane continuamente presente fra il comparire e scomparire
delle altre cose ; sentimento che viene poi trasportato per astrazione alle
sensazioni stesse, riguardate come oggetti fuori di noi, e csteso infine a
tutti quegli oggetti i cui effetti ci indicano un rapporto qualunque di
distanza o d'attività con noi stessi. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik,
1855-70, t. III, p. 217 segg.; Spinoza, Hthioa, 1. I, theor. VII, XX, XXIV; Kant,
Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam,
p. 472 segg. ; H. Spencer, Princ. of psychology, 1881, $ 59, 467 (v. es sere,
ento, divenire, realtà, nulla, sussistonca). Esistenziali (giudizi) v. tetici.
Esogamia. Quella forma primitiva di matrimonio poliandrico, in cui le donne
vengono rapite alle tribù nemiche. Il matrimonio per cattura pare fosse
determinato dalla scarsezza delle donne, poichè, praticandosi presso quelle
tribù l’infanticidio, le più spesso sacrificato erano lo femmine. L’esogamia
segna un passo nell’ evoluzione della famiglia, in quanto porta una limitazione
alla poliandris. Cfr. Starke, La famille primitive, 1891 (v. endogamia,
Ἰοτίγαίο, eterismo, matriaroato, famiglia). Esoterico v. esoterico.
Esperienza. T. Erfahrung; I. Experience; F. Experience. Nella logica designa il metodo sperimentale, ο
comprende 397 Esp quindi tanto l'esperimento propriamente
detto quanto l’osservazione. Nella psicologia per esperienza s'intende In
nostra facoltà di conoscere i fenomeni e si distingue in esperienza esterna
cioè la sensazione, ed esperienza interna, ossia la coscienza; in un senso
ancora più generale, ma sempre psicologico, per esperienza #’intende il fatto
di provare qualche cosa, in quanto ciò non è nn fenomeno transitorio ma qualche
cosa che arricchisce il nostro pensiero, ad es. esperiensa sociale, esperienza
religiosa, ecc. Nelle scienze biologiche il termine ha un significato assai più
vasto, intendendosi con esso l'insieme dei caratteri che l'individuo viene
acquistando, nel sno adattamento all’ambiente © alle condizioni d’ osistenza;
siccome tali caratteri possono trasmettersi per eredità nei discendenti,
rimanendo acquisiti alla specie, così ai distinguo nna esperienza individuale ©
una esperiensa specifica. Nell’empiriocriticismo © nelle dottrine economiche
della conoscenza, dicesi arperienza pura la conoscenza liberata da tutte le
sovrastrutture e le aggiunte inutili, dalle forme artificiali proprie soltanto
dell'intelletto umano (cansa, sostanza, tempo, ecc.), e ridotta in tal modo al
puro dato immediatamente vissuto (sonsazione), a quel fondo di esperienza
genuina e diretta in cui propriamente consiste la realtà. Cfr. Hodgson, The meta-physio
of experionoe, 1898; Avenarius, Kritik d. reinen ErSahrung, 1904; Ardigò, Opere
fil., vol. III, p. 266 segg. ; VI,
196 segg. Esperimento. T. Experiment; I. Experiment; F. Erpérience,
Ezpérimentation. Coll’osservazione noi non facciamo che assistere allo
svolgimento dei fenomeni, quali si producono in natura; l'esperimento consiste
nell’intervonire nei fenomeni stessi, riproducendoli nelle condizioni più
favorevoli per essero studiati. L'esperimento è dunque nina osservazione
artificiale, e costituisoo un mezzo di ricerca superiore all'osservazione;
infatti con esso possiamo produrre ripetutamente un fonomeno, isolurlo dalle
cause Esp 398 perturbatrici, variare indefinitamente le
circostanze della sun produzione, studiarlo partitamente sotto tutti i suoi
aspetti. Il merito di aver introdotto l’esperimento nella ricerca scientifica,
più che a Bacone e a Cartesio, vuol essere attribuito ai grandi genii del
nostro Rinascimento, specio a Galileo; a lui si deve se la scienza, abbandonato
il metodo aprioristico, adottò quell’ indirizzo sperimentale che doveva
squarciare tanta parte del mistero ond’ era avvolta la natura; con lui 1’
esperimento non è solo una accorta domanda alla natura, ma à una operazione
consapevole del suo scopo, onde le forme semplici dell’ sccadere vengono
isolate, per essere sottoposte alla misurazione. Va notato però che non sempre
l'esperimento è possibile, perchè in moltissimi casi In causa non è in nostro
potere o non possiamo adoprarla in modo che la ricerca sia fruttifora. Cfr. J.
Stuart Mill, Syst. of logie, 1865, 1. III, cap. VII; A. Valdarnini, It metodo
aperimentale da Aristotele a Galileo, 1909. Esplicativo. T. Erklärend,
erplioativ; I. Erplicatire : F. Ezplicatif. Che serve ad esplicare, vale a dire
a descrivere ciò che era sconosciuto o a mostrare che un dato di conoscenza era
implicito in una o più verità già ammesse. Per distinguerle dalle normative
(logica, etica, estetica, ecc.), si dicono esplicative tutte le scienze
naturali, le quali non hanno per compito di stabilire una norma suprema, ma
invece di cercaro la causa per cui certi fenomeni naturali ei producono e per
cui essi si spiegano. Alcuni logici chismano esplicativi quei gindizi in cui il
predicato comprende nella propria estensione il soggetto, sta a sè, e suole
grammaticalmente essere espresso da un sostantivo. Esplicito. T. Explicit,
ausdrücklich ; I. Explicit; F. Explicite. Una nozione o un giudizio si dicono
espliciti quando sono formalmente espressi nella proposizione. Le proposizioni
esplicite appartengono alle proposizioni composto e possono essere congiuntive,
disgiunlire, causali, condizionali e incidentali, Diconsi exponihili quelle
proposizioni impli 399 Ess cite ©
complesse, che si possono rendere esplicite. Si distinguono in esclusire,
ecoettuative, comparative, reduplicatire, determinatice, esornative. Essenza.
T. Wesen; I. Essence: F. Essence. Come la parola sostanza (substantia) è la
traduzione del greco broxslpsvoy, così l'essenza (essentia da cars = essere) è
la tradazione esatta, data da Cicerone, del greco οὐσία (da εἷva: ossere). Ma
nella filosofia greca essa non ebbe mai un significato preciso; usata per
designare ciò che è sotto l'apparire dei fonomeni, ciò che persiste identico
sotto la varietà ο la molteplicità di quelli, ciò che esce dal dominio della
osservazione sensibile per entrare in quello della conoscenza razionale,
l'essenza fu per tal modo identificata colla sostanza. Qualche volta soltanto
fn adoperata per indicare ciò che αἱ aggiunge alla sostanza per darle
determinazione e concretezza, e senza di cui la sortanza rimano una vuota
astrazione, una semplice possibilità. Kant ne precisò meglio il valore,
riducendola tuttavia ad una pura nozione logica; egli infatti distinse In
essenza una cosa dalla sua natura; quosta designa ciò che v'ha di reale nella
cosa che ci rappresentiamo, e non può essere constatata che per mezzo dell'esperienza
; quella invoce è determinata dalla semplice nozione che noi abbiamo della
cosa, 9 può essere pienamente illusoria : L'essenza, egli dice, è il primo
principio interno di tutto ciò, che appartione alla possibilità di una con...
L'essenza è il contenuto di tutte le parti essenziali di una cosa, o In
sufficienza (Hinlängliohkeit) del loro carattere di coordina zione e di
subordinazione... Pereid αἱ riduce al primo concetto fondamentale di tutti i
caratteri necessari di una cosa ». Ugualmente il Fries: L'insieme dei
caratteri, che stabiliscono il contenuto di un concetto, ai chiama ancho
l'essenza logica di questo concetto ». Codesto carattere logico e puramente
astratto dell’ amenza tant verso da
quello attribuitole dalla filosofia green
ai trova Ess 400 per la prima volta negli scolastici. I quali
considerarono la sostanza, sprovvista di ogni forma, come una realtà attuale,
una esistenza positiva, ο l’essenza come l’ insieme delle qualità espresso
dalla definizione, o dalle idee che rappresontano il genere e la specie, Così
per G. Seoto l’essenza è quod perfootionem nature, quam definit, complet ac
perficit. Per Duna Scoto, substantia duplex cet esse, sc. cose ementice et
existentiæ. Individuum.... per se et primo ezietit, ossentia nonnisi per aocidene.
Anche Cartesio conservò In distinzione fra i due vocaboli; ma, opponendosi agli
scoInstici, considerò l'essenza non come una semplice astrazione, ma come il
sostrato vero e reale di tutte le qualità ed i modi sotto i quali noi
percepiamo un essere particolare, riserbando l’idea di sostanza, che è il grado
più alto della realtà © dell'essere, a Dio. Ora, sottraendo dai corpi cid che
non è essenziale, ciod i modi e le qualità sensibili, noi giungiamo u coglierne
la vera essenza, ed è l'estensione ; come sottraendo ciò che non è essenziale
dalla coscienza, si giunge a coglierne l’essenza, cioè il pensiero. Per Spinoza
l'essenza d’ una cosa comporta ciò che, essendo dato, fa necessariamente che In
cosa esista, © che, essendo tolto, fa necessarinmente che la cosa non esista,
vale a dire ciò senza di cui la cosa non pnd nd esistere nd essere concepita, e
reciprocamente, ciò che senza la cosa non può nd esistere nd essere concepito;
quindi all'essenza dell’uomo non appartiene I’ essere della sostanza perchè
l’essere della sostanza comporta l’esistenza necessarin, cosicchè se
appartenesse all'essenza dell’ uomo, data la sostanza anche l’uomo sarebbe dato
necessariamente, cosicchè l’uomo esisterebbe necessariamente, il che è assurdo.
Da ciò risulta che l'essenza dell’uomo à costituita da certe modificazioni
degli attributi di Dio ». Per Malebranche l'essenza di una cosa è ciò che si
conce pisce di primitivo in codesta cosa, da cui dipendono tutte lo
modificazioni che in ossa si notano ». Locke, riforen 401 Ess dosi alla noziono scolastica della
essenza, dice: La parola essenza ha quasi perduto il suo primitivo significato,
e in luogo della reale costituzione delle cose è stata quasi interamente
applicata alla costituzione artificiale di genere © specie »; rifacendosi
perciò al significato proprio ο primitivo, che si riferisco allo stesso esse
della cosa, per essenza egli intende ciò per cui una cosa è quello che è, la
reale costituzione interna, per lo più sconosciuta, della cosa, da cui
dipendono le sue qualità conosciute ». Per Leibnitz è «la possibilità di ciò
che si pensa »; per.J. Stuart Mill «la totalità degli attributi designati
mediante la parola >; per Rosmini ciò che si comprende nell’ iden di una
qualche cosa »; per Ardigò un gruppo più o meno stabilmente connesso di dati
fenomenici, ossia l’aggruppamento di quegli atti coscienti, che accade si
trovino costanti nella rappresentazione dell'oggetto ». Cfr. Prantl, Geschichte
der Logik, 1855-70, III, 116 segg.; Aristotele, Met., VII, 4, 1030 a, 18 segg.;
Cartesio, Princ, phil., I, 51 segg.; Spinoza, Ethica, II, def. II, teor. X,
corol.; Malebranche, De la rech. de la verité, 1712, 11, 1; Locke, Essay, 11,
cap. 3, $ 15; Leibnitz, Mouv. Kes., III, 3, $ 19; Rosmini, Nuoro saggio
sull'origine del idee, 1830, II, p. 217; Ardigò, Op. fil, I, p. 63 segg.; 128
segg. (v. aocidente, sostanza, materia, forma, concetto, modo, attributo,
ecc.). Essore. T. Sein, Soiendes, Wesen; I. Being; F. Être. L'idea di essero è
considerata come la più universale ο quindi come la più semplice; perciò è in
ad stessa indefinibile. Si è contrapposto all’essere: il nulla, considerato
come principio ugualmente necessario ο primitivo dell’exsere, ma che non è,
come idea, concepibile dalla nostra intelligenza se non in un senso puramente
relativo; il direnire, ciod il cangiamento, mentre l’essere è la stabilità:
Vesistere, ossia 1’ essere renle distinto dall'essere inmagi into Vexsera in
sò, insomma ehe non nario ο semplicemente possibilo. Si è d vale a dire In
sostanza, il soggetto, 28 Raxzon, Dizion.
di scienze filosofiche, ha bisogno per essere di essere in un’altra coss,
dall’essere per #2, che è ciò che, oltre essere in ad, non deriva la propria
esistenza da un altro essere. Dicesi essere puro quello che è considerato
indipendentemente dai suoi modi © dalle sue determinazioni; essere supremo,
Iddio, concepito come assoluto, realissimo, infinito, necessario, immutabile ed
uno, riassumente in sò sia la forma ideale che la reale e la morale; essere
intelligibile ο logico, l'essenza © l’idea della cosa, cui si attribuisce una
unteriorità logica rispetto all’essere conoreto nel quale si manifesta. Il
concetto dell'essere comincia ad elaborarsi con la scuola elentica, e
specialmente con Parmenide, per il quale l’essere è l'unico reale, l’unico
nesoluto intelligibile, principio, condizione, legge e oggetto essenziale del
pensiero, eterno, infinito, semplice, immutabile, indivisibile, perfettissimo,
identico con la sua iden. Per Democrito l’ossere si fraziona negli atomi, per
Platone #' identifica con le idee ; Aristotele definisce l’esistente como
l’essere che ei sviluppa nei fenomeni stessi, cosicchè l’essere delle cose,
conosciuto nel concetto, non possiede nessun’ altra realtà oltre l’insieme dei
fenomeni in cui esso si realizza. Per Stratone © per gli stoici 1’ essere è
determinato come la più alta delle categorie; per 8. Agostino l'essere reale è
soltanto quello che permane immutabile, quindi la divinità; per 8. Tommaso il
nostro intelletto conosce naturalmente l’essore, sul quale si basa la conoscenza
dei principi primi: per Leibnitz noi possediamo l’idea dell’essere, perchè noi
stessi siamo degli esseri e quindi troviamo l'essere in noi; per Kant essere
non è il concetto di qualche determinazione che possa aggiungersi all’ idea di
una cosa, ma è solo il fatto di porre una cosa o certe determinazioni in #
«tosse. Per Hegel l'essere puro è l’astrasione pura, V’ essere assolutamente
indeterminato ; ma l’ essere nasoIntamento indeterminato è 1’ essere che non è
nulla, 1’ essere ὁ altra corn che l’essore, l’essoro e ciò cho non è 403
Est l'essere, in una parola 1’ essere e la sua negazione, il nonessere
». Secondo il Rosmini l’idea d’essere è innata e tutte le idee acquisite procedono
da essa; egli distingue l’ensere necessario in sè, in tre forme; essere ideale,
in quanto comparisce come oggetto e illumina le menti: es sere morale, in
quanto determina il soggetto a sentire ed operare, secondo la norma dell’essero
ideale; essere reale, in quauto comparisce come soggetto attivo che sente
passioni ed azioni. Cfr. Kant, Krit. d. reinen Vern., cd. Roclam, p. 237, 472;
Hegel, Logik, $ 86 segg.; Dauriac, Farai sur la cat. d’être, Aunée philos. »,
1901; Rosmini, Nuoro saggio null’ origine dell’ idee, 1830, II, p. 15 segg. (v.
ento, ontologia, divenire, nulla, esistenza, essenza, sussistenza, acvidente,
sostanza, vuoto, ecc.). Estasi. T. Ekstase; I. Kontaxy; F. Eztase. 1 teologi la
definiscono come un rapimento dello spirito, nel qualo l’anima umana, chiusa ad
ogni voce terrena, comunica direttamente con Dio. Si chiama estasi, dice il
Bontronx, uno stato nel quale ogni comnnicazione col mondo esterno è rotta e
l’anima ha il sentimento di comunicare con un oggetto interno che è l'essere
perfetto, l'essere infinito, Dio.... L’estasi è la riunione dell’anima e del suo
oggetto. Neasun intermediario più tra essi : l’anima lo vede, lo tocca, lo
possiede, è in lui come l'oggetto è in Ini. Non à più In fede che crede senza
vedere, à più della scienza stessa, la quale non coglie I’ essere che nella sua
idea: è una unione perfetta, nella quale l’anima si sente esistere pionamente,
per ciò atesso che si dona e si rinuncia, poichè quello a cni si dons è
l’essere ο In vita stessa ». La scienza In considera come un semplice stato di
monoideismo, di annientamento della volontà e della personalità, in cui
l’individno è fuori di ad, (ἀξίστημι = uscir di sè stesso). Un’unica
rappresentazione, straordinariamente intensa, domina l’individuo assorbendone
tntta l’attività e staccandolo dal mondo sonsibile. Questo stato pnd casera
raggiunto ο naEst 404 turalmente o con processi artificiali, di cui
abbonda la letteratura filosofica © religiosa dell'Oriente. Gli estatioi si
distinguono in santi e demoniaci, a seconda del genio che li invade. Plotino e Filone ebreo ponevano il supremo
grado della virtù speenlativa nell’estasi, cioè noll’assorbimento del nostro
essere individuale e del nostro pensiero stesso, in Dio o nell’Uno: L'anima non
vede Dio, dice Plotino, che confondendo, facendo svanire l'intelligenza che in
essa risiede.... Nessun intervallo più, nessuna dualità, tutt'e due non.fanno
che uno; impossibile distinguere l’anima da Dio, finchè essa gioisce della sua
presenza; l'intimità di questa unione è imitata quaggiù da coloro che, amando
ed essendo amati, cercano di fondersi in un solo essere ». Cfr. Plotino, En».
III, 11; A. Merx, Idee und Grundlinien einen Allgemeiner Geschichte d. Myatik,
1893; P. Janet, Une extatique, Bull. Inst. psychol. », 1901; Boutroux, Le
myeticisme, Ibid. >, 1902 (v. monoideismo, ipnotismo, misticismo, suggestione).
Si distingue alcune volte l'ESTENSIONE dallo spazio; quella ci è data dalle
sensazioni tattili © cinestetiche, muscolari e visive, che noi abbiamo sia
della forma e dimensione degli oggetti, sia del rapporto esterno tra di loro,
in quanto coesistono, ossia della distanza; questo non è altro che
l’oggettivazione del rapporto dei coesistenti, in quanto implicano la distanza
e l'estensione. Oppure, lo spazio è il luogo reale, o ideale di tutti i corpi,
la cui estensione non è che una porzione limitata di spazio; questo è
illimitato, e le sue parti sono capaci di qualsiasi forma, senza averne, per sò
stesso, alcuna. Secondo Hume l'estensione è idea di punti visibili o tangibili
distribuiti nello spazio »; secondo Kant essa non appartiene alle coso in sò,
ma è nna forma » priori dell’ intuizione; secondo Hartmann e Lotze l’estonsione
non appartiene alle sensazioni primitive, ma è il prodotto di una funzione del
405 Est l’anima, che colloca
spazialmente gli oggetti esteriori; secondo il Bain l’estensione risulta dal
movimento delle nostre membra, a cui s’associano i movimenti d’accomodazione
degli occhi. Il Rosmini distingue 1’ estensione dall’ esteso : con la prima
intende lo stesso spazio considerato indipendentemente dai corpi, col secondo
il corpo che occupa una parte dello spazio, vale a dire della estensione; la
prima è infinita, immobile, indivisibile, ossia continus ed immodificabile, il
secondo è invece misurabile, mobile, divisibile, modificabile. Quanto al
concetto di estensione, inteso in senso generale, come comprendente ciod anche
l’esteso, esso risulta secondo il Rosmini da due relazioni essenziali:
considerata in sò stessa, l'estensione risulta da un rapporto di esterioritä di
parti, per cui le une sono fuori delle altre ο tra un punto e l’altro è un dato
continuo maggiore ο minore, per cui i punti non si possono toocar mai;
considerata in rapporto col principio senziente, essa è n Ini condizionata e a
lui inesistente, perchè il principio senziente apprende l’esteso in un modo
inesteso. Dicesi estensione, ο afora, ©
ambito di un concetto, l'insieme di tutti i concetti di oui il concetto dato è
una determin: zione; ο, in altre parole, l’insieme di tutti i concetti nei
quali il concetto dato è compreso e dei quali può essere affermato come attributo.
Ad es. l'estensione del concetto uomo è data dai concetti europeo, asiatico,
africano, francese, ecc. I logici esprimono il rapporto delle parti
dell'estensione tra di loro mediante il simbolo dell’ addizione; ciò perchè,
come gli addendi, le parti dell’ estensione xi escludono tra loro, e sommate
insieme costituiscono il tutto. Cfr. Bain, The »ensen and the intellect, 1870, p. 371 sogg.; Ueberweg,
System der Logik, 1874, $ 53; Rosmini, Psicologia, 1848, vol. II, p. 177 segg. (v. comprensione, distanza,
spasio). Estensivo. ‘I. Ertonsir; I. Extensive; F. Ertensif. Tutto ciò che
occupa uno spazio; si oppone quindi ad intensiro. Est 406 I
fatti di coscienza sono per loro natura inten: surazioni psicometriche non
rappresentano quindi che una rappresentazione estensiva dell’intensivo. Secondo
Kant una grandezza è estensiva quando la rappresentazione delle parti rende
possibile la rappresentazione del tutto, e quindi la precede necessariamente; e
intensiva quando non è appresa che come unità, e la quantità non vi può essere
rappresentata che avvicinandosi più ο meno alla neguzione. Soglia estensiva del
tatto, dicesi il diamotro dei oircoli tuttili, rappresentato dalla superficie
del derma in cui le due punte del compasso di Weber, o estesiometro, sono
sentite come una punta sola. Cfr. Kant, Arit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p.
164 seg.; Fechner, Elemente d. Paychophyeik, 1860. Esteriore. T. scussor,
Aussen; I. External; F. Estirieur. In generale, ciò che sta al di fuori di un’
altra cosu. Dicesi mondo esteriore o non-io il mondo sensibile, vale a dire
l'insieme degli oggetti distinti da noi ο che sono la cause delle nostro
sensazioni; il mondo interiore o Vio ci è conosciuto invece per mezzo della
coscienza. Secondo il realismo ingenuo, che s'accompagne invincibilmente
all'esercizio della nostra attività conoscitiva e pratica, il mondo esterno, le
sue leggi e proprietà hanno una esistenza altra dal nostro pensiero o
indipendente dallo percezioni che ne sbbiamo, le quali percezioni appsiono come
la copia più ο meno osatta del mondo reale. Ma fin dal priucipio i filosofi
groci cercarono di doterminare, sotto le mutevoli apparenze dol mondo
esteriore, il fondo unico e permanente, il vero reale da cui tutte le mutazioni
provengono e in cui tutte di nuovo si risolvono; stabilirono così un'antitesi
tra ciò che @ © ciò che appare, tra esperienza ο riflessione, tra verità e
opinione. Da allora, due problemi si imposero con forza sempre maggiore al
pensiero filosofico: dato che noi sinmo chiusi nella nostra coscienza, dato che
nella coscienza non ci sono che stati di
407 Est coscienza, come possiamo
affermare l’esistenza di un mondo esteriore alla mostra coscienza? Dimostrata
l’esistenza di questo mondo, qual'è la sua natura, quali le sue proprietà © in
qual modo sono da noi conosciute? Naturalmente, le risposte furono
diversissime: per alcuni filosof noi non possiamo affermare con certezza che
gli stati della nostra coscienza, cosicchè l’esistenza di un mondo esterno è
per lo meno ipotetica; per altri la sua esistenza è in dubbio, ma quale sia in
sò stesso noi non potremo mai conoscere; per altri il mondo esterno, essendo
pure di natura ‘spirituale, è conoscibile per analogia col nostro spirito, ece.
(v. conoscenza, soggetto, oggetto, realirmo, idealismo, semelipsismo,
percesionismo, ecc.). Esteriorità (giudizio di). Con questa espressione, usata
specialmente nella filosofia francese, si desigua quell’ atto con cui
proiettiamo fuori di noi le modificazioni produtte in noi dai sensi,
attribuendole ad esseri distinti da noi ο di cui le nostre sensazioni sarebbero
le qualità. È dunque la credenza nella esistenza del mondo esteriore, che si
unisce alla sensazione e ci dà la percezione esteriore. Si contrappone al
giudizio d’ interiorità, che è l’atto con cui gli stati psichici vengono
riferiti al soggetto, cioè come propri di Ini (v. percesione).
Esteriorissasione. T. Veriusserlichung ; I. Externalieation; F.
Extériorisation. Con 1’ espressione estertorizzazione della sensibilità si designano
alcuni fenomeni, non bene chiariti, nei quali la sensibilità di un individuo,
durante il sonno ipnotico, si trasferirebbe fuori di lui, così da sentire, ad
es. il dolore d’una puntura in una data regione del corpo, quando la punta non
sia giunta aueoru a contatto con essa © sia tenuta alla distanza di qualche
centimetro dalla regione stessa. Col termine esteriorizzazione si suol anche
designare la proiezione della modificuzione determinata dal senso, cioè dal
dato della sensazione, fuori di noi, all'oggetto che di essa è In causa
oggettiva; Esr 408 è con tale esteriorizzazione, che avviene
specialmente per le sensazioni visive e uditive, che noi acquistiamo la
conoscenza del mondo esterno. Cfr. Ardigò, It fatto psicologico della
percezione, in Op. fil, IV, p. 343 segg. (v. percezione, soggetto, oggetto,
realismo, idealismo). Estesiometro. Strumento assai semplice, che servo a
misurare ln sensibilità tattilo, ed è derivato dal compasso di Weber. Esso si
compone di dne punte di metallo, fissate a perno sopra un’asticella divisa in
millimetri : le due punte, messe più o meno divaricate a contatto col derma,
sono sentite come una o come due, a seconda della maggiore o minore sensibilità
della parte toccata. Cfr. Fechner, Elemente d. Peychophysik, 1860 (v. circoli
tattili). Estetica (αἴσδησις = sensazione). T. Aesthetik; I. doathetios; F.
Esthétique. La scionza del hello, o filosofia dell’arte, Il nome e la dignità
di scienza le vennero dal Baumgarten, discepolo di Cristiano Wolff; tuttavia,
fuori che per coloro i quali, come il filosofo tedesco, considerano il bello
come una sensazione o un sentimento, il nome non sembra molto appropriato, data
la sua etimologia; infatti fu pdoperato dal Kant nella Critica della ragion
pura per designare lo studio della sensibilità ο delle forme pure del senso.
Nell'antichità le questioni relative al bello, non si distinguono da quelle anl
bene ο sul vero; perciò lo studio di esso fa parte della morale, della logica e
della politica. Il solo Plotino ci ba lasciato un trattato veramente importante
intorno al hello, che egli considera come il trionfo dello spirito sulla
materia: degli altri Platone non se ne oconpa che saltuariamente, Aristotele lo
studia soltanto in rapporto alla tragedia, 8. Agostino nella musica, Longino nella
rettorica, Orazio nella poesia, Quintiliano nell’arte oratoria. Nei tempi
moderni lo studio più poderoso intorno all'estetica fu fatto da Emanuelo Kant,
che si giovò delle ricerche compiute precedentemente dai sensisti inglesi, dal
Winckelmann e dal Les 409 Est sing.
L'estetica di Kant, che entra nella Critica del giudizio, si distingue in due
parti, di cui l’una si occupa del Bello l’altra del Sublime; tanto l’uno che
l’altro sono oggetto dei giudizi estetici, che hanno per carattere comune di
essere disinteressati, di non dare conoscenza, di riguardare l'oggetto solo in
quanto è rappresentato, e di pretendere al consenso universale sebbene non
siano logi: Kant distingue accuratamente il bello dal sublime, dal vero, dal
buono e dall’aggradevole; quanto al criterio del bello, egli lo fonda sopra uns
particolare sensazione, rendendolo così affatto soggettivo. L'estetica, intesa in senso largo, comprende
tre parti: una generale, che determina i caratteri dell’ idea del bello, la
natura e il fine dell’arte in generale; una spooiale, che fissa la natura, i
limiti, la posizione e le norme delle arti particolari; una storica, che studia
l'evoluzione dell’arte nelle diverse epoche dell'umanità, Cfr. Baumgarten,
Aesthetica, 1759; Kant, Krit. d. Urteilakraft, 1878, p. 39 segg., 56 segg.;
Lipps, Grundlegung d. Aesthetik, 1903; Id., Die aesthetisohe Betraohtung, 1906;
Dessoir, Aesthetik und allgemeine Kunaticissenschaft, 1906; M. Neumann,
Einführung in die Acsthetik d. Gegenwart, 1908; Ch. Lalo, Introd. à l'esthétique,
1912; Id., L'esthétique experimentelle contemporaine, 1908; 8. Witasek,
Prinoipi di estetica generale, trad. it. Sandron; Manfredi Porena, Che cos'è il
bello, 1905; G. Fanciulli, La cosoienza estetica, 1906; A. Rolla, Storia delle
idee estetiche in Italia, 1904; B. Croce, L'estetica come scienza dell’
capressione, 1909; A. Tari, Saggi di estetica ο di metafisica, a cura di B.
Croce, 1910 (v. dello, comico, sublime). Estetismo. T. Acethetismus; I.
Acstheticiem; F. Esthefirme. Nell’ estetica dicesi estetismo o estetioismo, per
opposizione a storicismo, quell’ indirizzo che attua la critica d’arte con
criteri esclusivamente estetici; per esso l’arte è opera d’ intuizione e quindi
dev’ essere oggetto d’ intuizione da parte del critico, mentre i dati storici sono
un iugombro e un ostacolo alla impressione immediata, In filosofia dicesi così,
in senso dispregiativo, quel modo di ragionare, di speculare, di discutere il
quale consiste in un semplice giuoco di parole ὁ di idee, in un formalismo
vuoto ed astratto che, per quanto possa sembrare talora clegante, non fa
procedere d’un passo la ricerca del vero. Esso è dunque più che altro una
tendenza, che ha lo sue origini nella coltura e nello attitudini mentali dell’
individuo. Kant la chiamava filodozia. Infine, la parola estetiamo usasi talora
in senso non dispregiativo, per denominare quei sistemi filosofici che pongono
nell’ universo una finalità morale ed estetica, che considerano come vera
realtà non la necessità dol fenomeno ma il mondo illuminato dalla luce
dell’idea di libertà © di bellezza, e fanno quindi dell’ ispirazione artistica
il vero stromento della filosofia; in tal senso è estetismo la filosofia del
Ravaisson, per il quale la bellezza, e specialmente la più divina e la più
perfetta, contiene il segreto del mondo », e il processo cosmico, anzichè un
meccanismo di moti necessari ed eterni, è la perenne creazione di un’opera
d’arte meravigliosa; ed è un estetismo il sistema del Boutroux, per il quale le
leggi naturali non hanno nulla di assoluto e di eterno, risolvendosi în «leggi
morali ed estetiche, espressioni più o meno immediate della perfezione di Dio,
preesistenti ai fenomeni e supponenti degli agenti dotati di spontaneità >. Cfr. Kant, Krit. d. r.
Vern,, prof. alla 33 ed., § 16; Ravuisson, La phil. on France, 1889, p. 322;
Boutroux, Science et phil., Revue do metaph. >, nov. 1899; A. De Rinaldis, La coscienza
del‘Parte, 1909; G. Natali, Storicismo ed estetioismo, Riv. di filosofia »,
ottobre 1909 (v. verbaliemo). SERBATI designa estra-soggetto l'insieme delle
cose estranee al soggetto intelligente, e che come tali vengono da lui
percepite al di fuori; però, appunto per questo atto percettivo,
l’estrasoggettivo diviene in qualche modo soggettivo. Il nostro stesso corpo
può venir percepito da noi sia soggettivamente, mediante il sentimento
fondamentale per cui sentismo la vita essere in noi, sia estrusoggettivamente
mediante i cinque sensi per cui esso è percepito come qualunque altro corpo ©
non come partecipe egli stesso di sensibilità. Cfr. Rosmini, Pricologia, 1846,
vol. I, p. 97 segg., 157 seg. (v. oenestesi, ente). Estrinseco. T. Auesserlich;
I. Extrinsio, extrinscval ; F. Extrinedque. In generale, ciò che non è compreso
nel. l'essenza dell'essere © nella definizione dell’ides di cui si tratta.
Nella logica diconsi estrinseche o esterne le denom nazioni, che consistono in
rapporti della sostanza con qualche altra cosa che non è essa stessa. Bi dice
che una cosa © un'azione hanno un ralore estrinseco, quando non sone per sè
stesse un fine, ma valgono soltanto come mezzo ad un’altra cosa. Cfr. Logique de
Port-Royal, parte 1, cap. 2. Eterismo. T. Heterismus ; I. Heteriem; F.
Hélérieme. Il Bachofen designs con
questo nome, entrato ormai nella terminologia sociologica, lo stato iniziale di
vita promiscua in cui si trovò l’umanità. In tale stato, descritto gid u colori
tanto vivi da Luerezio, non esisteva alcuna forma di istituzione sociale o
familiare, e gli uomini vivevano in lotte continue tra di loro, fomentate
sopratutto dal possesso delle donne. All’ eterismo sarebbe succeduto il primo
embrione di famiglia, a base materna. Cfr. Bachofen, Jas Mutterecht, 1861 (v.
matriaroato, esogamia, endogamia, lerirato, famiglia). Eternità. T. Ewigkeit ;
I. Eternity; F. Éternité. In senso filosofico, l'eternità è l’immutabilità, ciò
che è superiore ud ogni variazione. Perciò il tempo, anche se concepito senza
principio e senza fine, è infinito ma non eterno, perchè esso perpetuamente
trascorre è diviene. L’eternita è l'essere, quale fu già concepito dai filosofi
greci, 1’ essere perfetto, uno, immutabile, senza successione, e quindi senza
tempo. In questo senso Boezio distingue |’ eterno dal perpetuo : Eternità è
l’intero e simultaneo possesso Ere
419 di una vita interminabile;
ciò meglio si paless dal confronto di essa con le cose temporali. Tutte le cose
che vivono nel tempo presente procedono dal passato ‘e’ vanno al futuro, ©
ninna è collocata nel tempo in modo da poter abbracciare tutto lo spazio della
propria vita, poichè non possiede ancora il domani, ha già perduto I’ jeri, e
nella vita d’oggi vive un incerto e transitorio momento. Se adunque si misura
la vita di chi è soggetto al tempo... alla stregua della eternità, non giungo a
tal punto ds doversi stimare eterna; e quantunque comprenda uno spazio
infinito, pure non tutto lo abbraccia, mancandogli il passato © il futuro....
Se pertanto vogliamo dar nomi giusti alle cose, chiameremo Dio eterno e il
mondo perpetno ». Una distinzione analoga è fatta da 8. Agostino: Si recto
discornuntur acternitas ot tempus, quod tempus sine aliqua mobili mutations non
est, in aeternitate autem nulla mutatio cal, quis non videat, quod tempora non
fuissent, nisi oreatura fierot, quae aliquid aliqua mutatione mutaret? » In un
senso più comune, l’eternità è invece il tempo senza limiti nd nel passato, nd
nel futuro. Nella scolastica l'eternità era appunto concepita in questo modo, ©
perciò era distinta in aeternitas a parte ante, ossia il tempo infinito già
trascorso, © aeternitas a parte post, ossia il tempo infinito che deve
trascorrere; all'anima umana non era attribuita che questa seconda eternità, a
Dio entrambe. Per Giordano Bruno il mondo è eterno e soltanto lo sue forme sono
mutabili; per Spinoza l'eternità è propria della divinità e dei suoi attributi,
che perciò sono immutabili; Kant sopprime la contraddizione tra an tempo
infinito e l’origine del teınpo, considerando il tempo come una forma
oggettiva, valida soltanto nel dominio dei fenomeni: perciò le due
proposizioni: il mondo ha prineipio nel tempo », il mondo non hs alcun
principio » sono ugualmente false. Cfr. Aristotele, Phys, IV, 12, 221 b; Boezio, De consol.
phil, V, 6; 8. Agostino, De cir. Dei,
XI, 4, 6; Bruno, 413 Ers-Erı De la causa, disl. V; Spinoza,
Ethica, I, def. vin, teor. 7, 19, 20, ece.; Kant, Krit. d. reinen Fern., ed. Reolam, Ρ. 354 ségg. (v. aevum, durata, tempo). Eterogeneo. I. Heterogen, ungleiohartig ; I.
Hoterogencous ; F. Hétérogene. Ciò che è composto di parti che diversificano
tra loro in qualità; 1’ omogeneo è invece ciò di cui tutte le parti sono della
stessa natura. Secondo lo Spencer, l’evoluzione consiste in un passaggio dall’
omogeneo all’ eterogeneo, dall’ indifferenziato al differenziato. Cfr. Spencer,
First principles, 1884, cap. XIV-XVIII (v. indistinto, evolusionismo).
Eterogenesia. T. Heterogenesie; 1. Heterogenesy ; F. Hétérogènesie. Nella
biologia si designa con questo termine una qualsiasi deviazione organica,
consistente in una anomalia nel numero degli organi ο nella loro
posizione. Por contrapposizione ad
omogenesia, che è la proprietà per cui due organi di sesso opposto tendono a
fecondarsi reciprocamente, il Broca chiama eterogenesia 1’ impossibilità di
fecondazione tra due germi di sesso opposto, pur avendosi I’
nccoppiamento. Col termine eterogenia si
designa invece la generazione animale senza genitori, cioè la generazione
spontanea (v. omogenesia, teratologioo, ibridismo). Eteronomia (ftep0¢ =
diverso, νόμος = legge). T. Heteronomie; I. Heteronomy; F. Hétéronomie. Può
essere adoperata in due modi diversi: nell’ uno vale anomalia, deviazione delle
leggi ordinarie, nell’ altro si contrappone ad autonomia e designa il fatto di
un essere che non ha in sò stesso la ragione e la possibilità di operare, ma è
sottoposto passivamente all’azione di cause esterne, che gli si impongono ο lo
dominano (v. libero arbitrio, delerminiamo, autonomia). Etica, Gr. Ἠθική; Lat.
Ethioa; T. Kthic; I. Ethica; F. Ethique. E sinonimo di Morale; questa infatti
vieno dal latino mos, quella dal greco 790g, che significano entrambi costume,
abitudine. Aleuni vorrebbero forse riservata a deErn 414
signore la scienza morale, serbando la parola Morale a designare il
fatto della morale, la moralità; altri chiamano etica ogni dottrina
naturalistica senza principj speculativi nd obbligazione mistica, morale ogni
dottrina che pretende fondare sopra principj teorici una teleologia ideale e
nna obbligazione; altri ancora propongono di chiamare etica la scienza cho ha
per oggetto immediato i giudizi di valutazione sugli atti detti buoni o
cattivi, etologia o etografia la scienza che ha per oggetto la condotta degli
uomini, indipendentemente dal giudizio che gli nomini fanno di codesta
condotta, e morale l’ insieme delle prescrizioni ammesse ad un’ epoca e in ‘una
società determinata, lo sforro per conformarsi a codeste prescrizioni,
l'esortazione a seguirle. I filosofi kantiani distinguono generalmente l'etica
dalla morale, ponendo la prima al di sopra della seconds: La morale in
generale, dice Schelling, pone un comando che non si rivolge che all'individuo,
e non esige che l’assoInta personalità dell’imdividuo; l’etien pone un comando
che snppone una società d’ esseri morali e assicura la personalità di tutti gli
individui per ciò che essa esige da ciascuno d’ essi ». Per Hegel l'etica
designa specialmente il regno della moralità, la morale il dominio dell’
intenzione soggettiva. Cfr. Schelling, Sämélioho Werke, I, 25 Bulletin de la
soo. frang. di philosophie, Anno V, n. 7 (v. bene, morale). Etnografia. T.
Etnographie; 1. Ethnography: F. Ethnographie. Questo vocabolo si cominciò sd
usare etl principio del secolo scorso, specie dal Campe, come sinonimo di
descrizione dei popoli e delle razze umane. Il Wiseman la definì come la
classificazione delle rarze per mezzo dello studio comparato dei linguaggi.
L’etnografia appartiene allo scienze antropologiche, e nella parte generale
tratta le questioni relativo alle origini, alle migrazioni, ni caratteri fisici
© psichici dei popoli; nella parte speciale studia i rapporti dei vari popoli
coi tipi fondamentali, la storin, le manifestazioni sociologiche e religiose, i
fenomeni biologici. Cfr. Topinard, Anthropologie, 1884, p. 7, 433 (v. antropologia). Etnologia.
T. Ethnologie; I. Ethnology; F. Ethnologie. Questo vocabolo sorse più tardi di etnografia ο
designa, secondo il Broca, quel ramo delle scienze antropologiche che s’occnpa
della descrizione particolare ο determinazione delle razze, lo studio delle
loro somiglianze ο differenze, così sotto il rapporto della loro costituzione
fisica come sotto quello dello stato intellettuale e sociale, la ricerea delle
loro affinità attuali, della loro ripartizione nel presente e nel passato, del
loro compito storico, della loro parentela ‘più ο meno probabile ο della loro
posizione rispettiva nella serie umana ». Non bisogna dunque confonderla con
l'etnografia, che è la parte descrittiva ο generale della scienza dei popoli. Cfr. Topinard,
Anthropologie, ethnologie et ethnographie, Bull. soc. d'anthropologie », 1876;
Id., Anthropologie, 1884, p. 8 seg.; F. Griibner, Methode der Ethnologie, 1911.
T. Ethologie; I. Ethology: F.
Ethologie. Nome dato dallo Stuart Mill alla scienza dei caratteri individuali,
che altri designa col nome di caratterologia. Si fonda Λοpra la psicologia, ma
se ne distingue in quanto questa hn per oggetto la conoscenza delle leggi
semplici dello spirito in generale, ed è peroid una scienza d'osservazione e d’
esperimento, l’etologia invece è una scienza interamente induttiva, cercando di
seguire le operazioni dello apirito nelle combinazioni complesse determinate
dalle circostanze. Lo scopo fondamentale della etologia è la classificazione
dei tipi dei caratteri. La classificazione più antica ο comune è quella
ippocratico-galenica che, basandosi sulla credenza che 1’ indole degli
individui dipendesse dal prevalere nell’ organismo degli umori (sangue, flemma,
bile gialla ο bile ner) riconosce quattro caratteri fondamentali: sanguigno,
bilioro, melanoonico, flemmatico. Molti filosofi moderni accettano,
Eup-Eur HR consistere la felicità nella calma, nella
tranquillità, nella liberazione dalle passioni e dai desideri, ο nell’ estasi,
che è una immedesimazione con Dio (stoicismo, neoplatoniamo); infine
l’eudemonismo pessimistioo ο negativo, per il quale la vita è intrinsocamente
infelicità e non merita quindi di essere vissuta. Per Kant la morale
eudemonisticn è il tipo della morale falsa, perchè è eieronoma, ossia perchè
rende la ragione pratica dipendente da qualche cosa data esteriormente ad essa;
la morale vera non può dipendere da nessuna volontà esistente empiricamente,
non dove essere un mezzo in servizio di altri scopi, è, in altre parole, un
precetto puro, un imperativo categorico ; lo sforzo verso Ja felicità non è un
bisogno della ragione, esisto empiricamente, cosicchè ogni morale eudemonistica
mena alVesplicito imperativo ipotetico, risolvendo le leggi morali precotti
della prudenza ; se, dico Kant, la natura avesse voInto destinarci alla
felicità, avrebbe fatto meglio a fornirei di istinti infallibili, invece che
della ragion pratica della coscienza, che è incessantemento in conflitto con i
nostri impulsi. Cfr.
Aristotele, Ethica, 1. 1 ο 10; Kant, Grundlegung zur
Metaphysik der Sitten, 1882, IV, 395; Paulsen, System der /hik, 1888, t. I, 1.
11, cap. 1; M. Heinze, Der Eudämoniemus der Griechischen Philosophie, 1383;
Bain, Mental and moral science, 1884; A. Marrot, Life and happines, 1889;
Wundt, Eihik, 1892, p. 508 segg. (v.
attivismo, energiemo. interesse, piacere). Eudemonologia. T. Kudämonologie; I.
Eudaemonoloyy; F. Eudemonologie. Dottrina che tratta della felicità che
consegue al bene morale, e del modo di svolgerla, Coscienza endemonologica, si
dice il giudizio che gli esseri intelligenti fanno del proprio stato di
piacere; 6 bene endemonologico la stessa felicità che κ’ accompagna al bene
morale. Enforia. Termine usato especialmente nella psichintri per designare
quello stato di intima serenità ο di contentozza, che è proprio di alenne
malattie mentali, specie della mania e della forma espansiva della demenza
paraica, ma che può anche ensere l’effetto iniziale di corte sostanze, come
l’oppio, la morfina e la cocaina. Lo stato di euforia varia da un soggetto
all’altro, secondo I’ eccitabilità individuale del sistema nervoso contrale,
l’educnzione, la cultura, ece.; in generale, caso consiste nella soppressione
di ogni percezione dolorosa, eccitamento delle funzioni intellettuali,
dimenticanza di ogni noia ο dolore morale, senso di dolce calore al capo e di
leggerezza delle membra. Cfr. Quincey, Confensions of a english opiumeater, 1890; Chambord, I
morfinomani, trad. it. 1894. Evemerismo.
T. Euhemerismus; I. Euhemeriem ; F. Erhémérisme. Dottrina religiosa, che ebbe
molti partigiani cos fra gli antichi come fra i moderni. Ni denomina così dal
nome del suo fondatore Evemero, filosofo della scnola cirenaica, che visse
nella seconda metà del secolo IV n. C. Egli sosteneva che tutte le leggende
intorno agli dei erano stato avvenimenti reali, ma terrestri e umani; 6 cho gli
dei stessi altro non erano se non uomini vissuti in tempi remoti, i quali,
avendo colpita l’imaginazione degli uomini o per la loro virtà, ο per il loro
coraggio, 0 per ln loro forza, erano stati dopo morte divinizzati. Così Giove
sarebbe stato un antico ro di Creta, come proverebbe l’esistenza in codesta
isola della sua culla. Ma la moderna scienza mitolo; ha dimostrato falso
codesto modo di spiegare l'origine dei miti. Cfr. Cicerone, De nat. deorum, 1,
42. Eventa. Lucrezio, traducendo i συμπτώματα di Epieuro, chiama così,
distingnendolo dai coniunota, lo proprietà o qualità eventuali delle cose, che
sono estranee alla corporeità di esse, che cioè possono anche mancare sonza cho
perciò una cosa cessi di exsero quello che è ». Tali sarebbero, per l’nomo, lo
schinvità, In povertà, In ricchezza, la libertà, ecc. Siccome poi tali erenta
noi li pensiamo in relazione al tempo, così il tempo e V erento Evi-Evo 420
degli eventi; vale a dire che il tempo si concepisce non in relazione
coi corpi, ma coi caratteri eventuali dei corpi, ο che mentre questi si
conoscono per mezzo dei sensi, il tempo non si conosce che per una inferenza
dai sensi. Cfr. Lucrezio, De rer. natura, 1. I, v. 449-463; Diogeno Laerzio, X,
38, 51 (v. accidente, attributo, adiafora). Evidenza. T. Evidenz; I. Evidence;
F. Evidenoe. Bi può definire come una verità così chiara e manifesta per sè
stessa, che lo spirito non può rifiutarvisi. L’evidenza dicesi razionale quando
risulta da un ragionamento, sensibile © sperimentale quando risulta dalla
constatazione di un fatto. Si distingue dalla certezza, che è nno stato
puramente mentale, © cioò lo stato del pensiero che si crede in possesso della
verità; ma questo può esser dato anche dall’errore, mentre soltanto la verità
può essere evidente. Epicuro pone come criterio del vero il sentimento della
necessità con cui la percezione entra nella coscienza, ossia quell’ esser
manifesto, quell’ evidenza (ἐνάργεια) con cui l'ammissione del mondo esterno è
legata nella funzione dei sensi; ogni percezione come tale è vera ed
incontestabile, sussisto per sò stessa indipendentemente da qualsiasi motivo.
Cartesio pone l’evidenza come criterio della verità ; nulla è vero se non ciò
che è evidente, e tutto ciò cho. è evidente è vero; a sua volta è evidente
tutto ciò che è chiaro e distinto come la coscienza di sò, quod lumine naturali
clare et distinote percipitur; ora, essendo solo giudice dell’ evidenza delle
cose lu ragione, essa dove infine decidere tanto di ciò che è la verità come di
ciò che è l'errore. Questo principio della certezza egli lo contrappone al
principio d’antorità, che aveva dominato durante tutta P etd di mezzo. Cfr.
Diogene L., X, 32, 52; Descartes, Princ. phil, I, 45; Wundt, Logik, 1893, I,
74-78 (v. cogito ergo sum). Evoluzione. T. Evolution, Entiriokelung: 1.
Evolution; F. Frolution. Termine dal significato molto vago, che può in421 Evo dicare tanto lo sviluppo lento e graduale
per opposizione a rivoluzione, quanto la trasformazione da forme basse ©
semplici a forme più alte e perfette, quanto lo svolgimento di un principio
interno, originariamente latente e che a poco a poco si manifesta all’esterno.
Nel linguaggio filosofico il vocabolo è usato più spesso ad indicare un
processo di trasformazione, diretto in un senso costanto © percorrente una
serie di fasi, delle quali si può assegnare in precedenza la successione;
questo processo può attuarsi tanto nella roaltà materiale (mondi, organismi)
quanto nella realtà spirituale (diritto, moralità, linguaggio, arte, religio
ne), ma implica sempre una variazione così in senso qualitativo come in senso
quantitativo; e poichè ogni sistema che si svolge è unità ‘nella molteplicità,
1’ accrescimento si riferisce così all’unità come alla molteplicità
(intograzione e differenziazione). Cfr. Richard Gaston, L'idée d’érolution,
1902; Romanes, L'evoluzione mentale dell’ uomo, trad. it. 1907; De Sarlo, Il
significato filosofico dell’ eroluzione, Cultura filosofica », Inglio 1913 (v.
eroluzionismo, darwinismo, neo-lamarkismo, progresso, trasformismo, ccc.).
Evolusionismo, T. Ecolutioniemus, Entwiokelungatheorie; I. Evolutioniem; F.
Frolutionisme. Dottrina filosofica, da non confondersi col trasformismo, e che
pone l'evoluzione per spiegare tutti i fenomeni naturali cogli organici. Lo
Spencer, che si considera come il capo dell’evoluzionismo definisco
l'evoluzione così: un'integrazione di materia accompagnata da una dispersione
di movimento, durante la quale la materia passo da una omogeneità indefinita ©
incoerente ad una eterogeneità definita ο coerente, ο durante la quale anche il
movimento, che è conservato, subisco una trasformazione analoga ». Mediante
tale processo dalla nebulosa primitiva, che rappresenta il mussimo dell’
indeterminatezza ο della omogeneità, si è formato il sistema solare; poi sul
piccolo globo della terra si sono venite distendendo masso viventi le quali,
sottoEy EXO 422 poste a diverse influenze, si sono
differenziate, dando luogo alle specie multiple delle piante ο degli animali;
in questo mondo animale, per una differenziazione sempre crescente, s'è venuta
svolgendo la vita dello spirito: linguaggio, religioni, istituzioni politiche,
arti, scienze, ecc. Si hanno così tre forme principali di evoluzione:
inorganica, organica, e superorganica. Ma va notato che lo Spencer considera
l'evoluzione come l'ipotesi più accettabile, non come una legge avento valore
ussoluto; e che per di più ossa non ci svela, secondo lo stesso filosofo, la
natura intima e la genesi delle cose in sè, ma soltanto la loro genesi in
quanto si manifestano allo spirito umano. Cfr. Spencer, First principles, cap.
XVII; Baldwin, Derelopement and erolution, 1902; Richard Gaston, L'idée d'évolution
dane la nature et dans l'histoire, 1902; Delage et Goldsmit, Les théories de
l'évolution, 1910; E. Clodd, I pionieri dell'evoluzione, trad. it. 1909; V.
Ducceschi, Evoluzione morfologica ed er. chimica, 1904; C. Fenizia,
L'evoluzione biologica e le sue prove di fatto, 1906 (v. cosmogonia). Ex
concessis. Termine della scolastica, con cui si designa quella forma di
argomentazione sillogistica nella quale la premessa maggiore, quantunque falsa,
è accordata per vora. Tale argomento non dimostra quindi per sè ma
relativamente, 0, come dice Clemente Alessandrino, concludere ex concessia est
raliooinare, conoludere autem ex veris est demonatrare. Cfr. Clemente A.,
Strom.. VIII, 771. Exoterico. Gr. Ἐξωτερικός; T. Ezoterisch ; I. Eroteric; F.
Exoterique. Da principio il vocabolo, che signitica esterno, fu adoperato per
indicare i libri aristotelici d’ argomento non strettamente scientifico, per
opposizione ai libri enoterici. In generale dieosi esoterica una dottrina che
vien insegnata soltanto agli iniziati, mentre ai profani ne è resa impossibile
la conoscenza per ln voluta oscurità sotto cui è velata. Più specialmente
dicesi esoterico I’ insegnamento filosofico che Aristotele impartiva la mattina
ai propri di 423 Exr-ExT scepuli, i
quali venivano ammessi nell'interno della scuola dopo aver assistito
all'insegnamento più elementare: questo, detto per contrapposizione ezoterico,
era impartito invece la sera, e trattava questioni più facili ο d'interesse più
generale, assistendovi un pubblico più largo. Codesta distinzione sembra fosse
esistita anche nell’ insognamento di Platone e nella scuola di Pitagora. In
questa infatti erano detti esoterici gli alliovi cho avevano penetrata
pionamente la dottrina del maestro, eroterioi i novizi. Cfr. Bonitz, Index
aristotelious, 104 a, 44-105 L, 49 (v. epoplico). Experimentum crucis. Quando
lo scienziato cuncepisce un dubbio sul valore reale d’una causa presunta, o
trovasi incerto tra due ipotesi ugualmente possibili, dove produrre dei fatti
che si possono spiegare soltanto con l'intervento di quella causa, o che lo
costringono a respingere una delle due ipotesi, e ad accettare l’altra, ‘Tale è
l’esperienza che Bacone disse oruciale pigliando la similitudine, come dice
egli stesso, da quelle croci alzato nei bivj, le quali segnano le separazioni
delle strade ». Cfr. Nov. organon, 1, II, cap. XXXVI (v. instantiae, crucis).
Extrasensibile, I. Eztrasensible; F. Extrasensible. Non bisogna confonderlo col
sorrasensibile. La sensibilità ci rivela soltanto uns piccola porzione del mondo,
esterno, puichò vi sono nella nostra conoscenza di esso degli elementi non
presenti ai sensi; questa parte dell'ordine esterno cle nou ci è data
direttamente dalla sensazione, e che noi crediamo esistere, costituisce un’
esistenza extrasensibilo, lu quale ci è rivelata, secondo il Lewes, da varie
induzioni, | È infatti tra le infinito impressioni che colpiscono i nostri
sensi, soltanto alcune di esse corrispondono agli stati di coscienza, sicchè la
sfera sensibile è troppo limitata per abbracciare sia la totalità obbiettiva
sia quella piccola parte di essa che si trova in contatto con l'organismo : ne
consegue che la sfera della conoscenza non è limitata solo alle impressioni
sensibili, ma si estende anche alle Exr-Fac
424 inforenze, che sono
ricombinazioni e riproduzioni di tali impressioni; quindi la conoscenza
sensibile è estesa all’extrasensibile. Oltre poi questo mondo sensibile ο
extrasensibile, i metafisici ammettono una terza regione sovrasensibile, che è
preclusa affatto all'esperienza dei'sensi ed sporta soltanto alla fede ο alla
intuizione intellettuale. Cfr. Lewes, Probleme of life and mind, 1875, vol. I, pr. I, cap. III, p. 253 sogg. F. Nellu logion
formale è adoperata nei tro ultimi dei quattro versi mnemonioi che designano lo
figuro del sillogismo, per indicare cho ogni modo espresso in una parola
cominciante per codesta iniziale, può ossore ricondotto, con processi logici
speciali, a qual modo della prima figura, cho è espresso in una parola
cominciante per l’ iniziale medesima (Ferio); tali sono: Festino, Felapton,
Fesapo, Fresison. Facoltà. T. Vermögen, Seelenvermögen; I. Faculty; F. Faculté.
Per facoltà dell'anima s'intendono quelle forze speciali cho esistono nell’
anima, per cui essa è atta a fare qualche cosa, quelle potenze misteriose ©
spontaneo di cui i fatti psichici sono l'effetto. Si sogliono distinguere in
pamire, come la sensibilità, ο attire, come In volontà. Le facoltà passive sono
dette più comunemente capacità, risorbando il vocabolo proprietà alla semplice
predisposizione della materia inorganien a divenire soggetto di un dato
fonomeno, o ancho alla capacità della materia organica di dar luogo a fenomeni
fisici e chimici. Dice ? Hamilton: Facoltà, facultas, è derivato dal latino
arcaico facul, la forma più antica di facilée, du cui è formato facilitas. Fssa
è limitata in senso proprio al potere attivo, e quindi è applicata abusivamente
alle più passive affezioni dello spirito, alle quali capacità è più
propriamente limitato ». An 425 Fac che
per il Murphy le facoltà sono essenzialmente attive: . Boirae, L'idée de
phénomène, 1894 (v. altualivmo, fenomenismo, mobilismo, sostanzialivmo). Perio
ο ferioque. Termine mnemonico di convenzione, con cui nella logica formale si
designa quel modo della prima figura del sillogismo, nol quale la maggiore è
universale negativa, la minore particolare affermativa, la conelusione
particolare negativa. Es.: I pazzi non sono esseri normali. Qualche uomo di genio è pazzo. Punquo qualche uomo di genio non è essere
normale. Corrisponde 439 FER-Fis al τεχνικός dei logici greci ο ad
esso vengono ricondotti tutti i modi delle altre figure che cominciano con la
stessa lettera (v. sillogismo, figura, termine). Ferison. Termine mnemonico di
convenzione, con cui si designa nella logica formale quel modo della terza
figura del sillogismo, che ha la maggiore universale negativa, la minore
particolare affermativa, la conclusione particolare negativa. Es.: Nessun
delinquente è virtuoso. Qualche
delinquente è uomo colto. Dunque qualche
uomo colto non è virtuoso. Corrisponde al φέριστος dei logici greci, ο si può
ricondurre al ‘Ferio della prima figura mediante la conversione semplice della
minore. Fesapo. Termine mnemonico di convenzione, con cui si designa nella
logica formale quel modo della quarta figura del sillogismo, in cui la maggiore
è universale negativa, la minore universale affermativa, la conclusione
particolare negativa. Es.: Nessuna azione volontaria è priva di fine. Ogni fenomeno privo di fine è meccanico. Dunque qualche cosa che è meccanico non è
azione volontaria. Si può ridurre al Ferio della prima figura mediante la
conversione semplice dello due premesse e la conversione per accidente della
conclusione. Fespamo. Termine mnemonico di couvenzione, con cui nella logica
formale si designa quel modo dalla quarta figura del sillogismo, che ba, como
indicano le vocali, la premessa maggiore universale negativa, lu minore unive
sale affermativa, la conclusione particolare negativa (v. fosupo, fapesmo).
Festino. ‘Termine muemonico di convenzione, con cui nella logica formale si
designa quel modo della seconda figura del sillogismo, nel quale la maggiore è
universale” negativa, la minore particolare affermativa, la conclusione
particolare negativa. Es.: Nessun uccello è mammifero. Qualche animale che vola è mammifero. Dunque qualche animale che vola non è
uccello. Corrisponde nl pétptov dei logici groci ο si può ricondurre al Ferio
della prima figura mediante la conversione semplice della promessa maggiore,
Feticismo (faotitiue = fattizio). T. Fetischglauhe, Fetischimus; I. Feticiam ;
F. Fétichieme. La forma più grossulana dell’animismo, quale si riscontra nelle
religioni dei popoli primitivi e selvaggi. Esso consiste nell’adoraziono di un
oggetto inanimato (feticcio) che si crede dimora di uno spirito. Soltantochè,
mentre nell’animismo gli spiriti degli esseri naturali possono staccarsi dal
loro involuero visibile e spaziure liberamente por l’aria, nel feticismo invece
lo spirito del feticcio © la sua forma sensibile costituiscono una sola ο
medesima cosa. E poi errore designare col nome di feticismo la semplice
ailorazione degli oggetti naturali, come il sole, i fiumi, gli alberi, gli
animali, poichè il feticcio ha per carattero essenziale di appartenere
materialmente all’ uomo, di essere da lui scelto e lavorato ο d'essere
trusportabile a volontà. Il Comte attribuisce al feticismo una estensione
particolure. Egli lo considera como la faso inizialo ¢ più importante dello
stadio teologico, il fondamento di ogni sistema religioso, ο riguarda lo stesso
panteismo germanico dei suoi tempi come un feticismo più generalizzato ©
sistematizzato. Nella sua religione posi tiva, egli colloca la Terra col
sistema solare nella trinità positiva chiamandola il maggiore dei Feticci,
mentre lo spazio è il Gran Mezzo e I’ Umanità il Grand’ Essere, Cfr. F.
Schultze, Der Fetisohismue, 1871; A. Comte, Catéchieme ponitiviete, 1851;
Système de politique positive, 1854, vol. IV (v. animismo, elioteismo,
pantelismo, religione). Fideismo. T. Glaubensphilosophie ; I. Faith-philosophy
; © F. Fidéieme. Con questa parola si indicò, sul principio del secolo scorso,
il tradizionalismo religioso promosso dalP Huet, dal Bautain ο dal Lamennais,
cho faceva dell’ intelligenza una facoltà snprema e speciale, contrapponendola
alla ragione: questa ci fa conoscere soltanto le apparenze dl Fip senza nulla dirci intorno alla vera
natura dello cuse, quella invece, prendendo per baso la parola rivelata, della
quale permette di cogliere il senso esoterico, dà all'uomo Ii tuizione diretta
della realtà spirituale, dell’assoluta verità. Più precisamente furon detti
fideisti quei seguaci del Lamennais, che attribuivano alla fede, all’autorità
della rivelazione divina, un officio esclusivo nell'acquisto d’ una vera
certezza dei principj della ragione. Per estensione, oggi la parola fideismo
viene applicata a tutte le dottrine che ammettono delle verità di fede accanto
o sopra le verità di ragione; quindi è spesso identificato con 1’ imma-ı
nentismo, col prammatismo, con |’ anti-intollettualiemo, ο si riconduce, sotto
tutte le sue forme, alla dottrina della fede | fiduoiale propria del
luteranismo primitivo. La fede fiduciale ο giustificante, che Calvino chiama
agnitio erperimen| talis, è un'esperienza interiore, che si distingue come tale
dalla fede nei dogmi, e sussiste anteriormente ad ogni atto intellettaale ; è
insomma una certezza immediata, non legittimata da un motivo, che possa
formularsi con un giudizio che la preceda. Qui si rivela il senso delle
espressioni comuni al fideismo contemporaneo: Dio è il riassunto delle nostre
esperienze religiose; la religione è una vita; lo formule religiose non
forniscono che l’espressione esteriore © formale dell’impressione interiore,
ecc. Poichè la fede tiduciale è di sua natura soggettiva, in quanto l'oggetto
di essa si risolve nel contenuto degli stati rappresentativi dell’esperienza
interiore. Il fideismo, già condannato più volte nel passato, subì ugnal sorte
ai giorni nostri sotto il pontificato di Pio X, che nell’enciclica Pascendi
dominici gregis così lo definiva: Dinanzi a questo inconosoibile, 0 sia esso
fuori dell’uomo oltre ogni cosa visibile, 0 si celi entro l’uomo nelle latebre
della suboosciensa, il bisogno del divino, senza alcun atto previo della mente,
secondo che vuole il fideismo, fa scattare nell'animo già inchinato a religione
un certo particolare sentimento; il Fie
442 qualo, sia come oggetto, sia
come causa interna, ha imPlicata in sò la realtà del divino e congiunge in
certa guisa l’uomo con Dio. A questo sentimento appunto si dà dai modernisti il
nome di fede, e lo ritengono quale inizio della religione ». Per queste
ripetute condanne, che dànno alla parola un carattere peggiorativo, molti fra
gli stessi fideisti vorrebbero fosse abbandonata. Cfr. Calvino, Institution
chrétionno, 1562, 1. III, cap. II, p. 385; Lamennais, Ewai wur Vindifférence on
matière de religion, 1820, t. II, p. 37, 70, 80 sogg.; A. Richard, Zamennais ot
son école, 1881, p. 139 segg.; C. Ranzoli, Il fideiemo, in Linguaggio dei
filosofi, 1912, p. 213-227 (v. oredenza, fede, modernismo, ragione). Figura. T.
Schlussfigur: I. Figure; F. Figure. Nella logica dicesi figura (σχῆμα) d’un
sillogismo, la disposizione cho essa presenta riguardo alla posizione del
termine medio nollo premesse. Essendo quattro le posizioni possibili, quattro
sono le figure. Nella prima il termine medio è soggetto nella promessa maggiore
© predicato nella minore: nella seconda è predicato in entrambe le premesse;
nella terza soggetto in entrambe ; nella quarta predicato nella maggiore e
soggetto nella minore. Per ricordare facilmente la definizione delle quattro
figure, fu costruito il seguente verso mnemonico, nel quale eub è abbreviazione
di audiectum © prae di praedicatum : sub prae: tum prac prac; tum sub sub;
denique prae sub. Le prime tre figure si debbono ad Aristotele; l’ultima venne
attribuita da Averroò a Galeno, ma essa si considera concordemente come inutile
et artificiale. Il sillogismo di prima figura è il vero tipo del ragionamento
deduttivo, perchè va dalle condizioni al condizionato, dalla causa all’
effetto, dalla leggo al fenomeno: per esser valido deve aver sempre la maggiore
universale © lu minore affermativa. Quelli di seconda figura debbono aver
sempre la maggioro universale ο una delle due premosse negativa. Quelli di
terza figura debbono avere la 443 Fin maggiore uffermativa © la conclusiono
particolare. 1 sillogismi di seconda e terza figura possono essere ridotti alla
prima, secondo le regole già fissate da Aristotele. Cfr. Aristotele, Anal. pr.,
I, 4, 5, 6; Kant, Logik, 1880, $ 67-69; Masci, Logica, 1899, p. 244 segg. (ν.
sillogivmo, modo, termini, premessa, conclusione, forma). . Filodoxia. T. Philodozio;
1. Philodozy; F. Philodorio. Kant chiama così quella specie di dilettantismo
filosofico, che oggi dicesi estetiemo filosofico, il quale consiste nel ridurre
la filosofia ad un vacuo simbolismo, in cui più che la verità d’una dottrina se
ne riceroa l'eleganza e alla ricerca del vero si sostituiscono le discussioni
sottili ed oziose: Quelli che rigettano il suo metodo (del Wolf) ο tuttavia non
ammettono nemmeno il procedimento della critica della ragion pura, non possono
avere altra intenzione che quella di sbarazzarsi completamente dei legami della
scienza, di cangiare il lavoro in gioco, la certezza in opinione, e la
filosofia in filodossia ». Anche Platone aveva adoperato il vocabolo filodossi,
contrapponendolo u filosofi, ma non nel medesimo senso di Kant. Per filodossi
(Φιλόδοξοι) egli intendeva coloro che si compiacciono ο s’accontentano
dell’apparenza delle cose, della moltitudine dei fatti particolari e relativi,
mentre i filosofi risalgono all’ossenza © all’ idea. Cfr. Platone, Repubblica,
1. V, 480; Kant, Krit, d. reinen Vern., prof. alla 33 vd., § 16 (v. estotirmo,
verbalismo). Filogenesi (yivasıs τῶν φυλῶν). T. Philogencse; 1. Phylogeny; F.
Phylogénèse. Indica l'evoluzione ο lo sviluppo della apecio, in opposizione ud
omtogenesi, che indica lo sviluppo dell’ individuo. Socondo Haeckel ο i
darwinisti moderni, l'evoluzione ontogenetica è il riassunto della ovoluzione
filogenetica, l’embriologia uns ricapitolazione molto rapida e breve della
geneologia ; vale a dire che un individuo di una data specie, prima di
raggiungere il suo completo sviluppo, deve trascorrere in breve tutte lo fusi
Fin MM di ovoluzione organica e psichica attraverso cui passò precodentemente
la specie alla quale appartiene. Questa è detta dall’Haeckel legge biogenetica
fondamentale. Cfr. Vialleton, Un problème de l’évolution, 1908; Haeckel, I
problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 100 segg. (v. embriologia,
ontogonesi, darwiniemo, trasformismo, eredità, ecc.). Filoneismo (φίλος =
amico, viog = nuovo). L'amore per il nuovo, che si contrappone al misoneismo,
che è l'odio per tutto ciò che è nuovo. Quando il filoneismo diviene esagerato,
dicesi più propriamente neomania, a cui si contrappone la neofobia. Filosofema.
Gr. Φιλοσόφημα; T. Philosuphem ; I. Philosophema; F. Philosophème. Una delle
quattro specie nelle quali Aristotele distinse il sillogismo, per rispetto al
fine che si propone chi lo adopera. Esso è il sillogismo dimostrativo, che si
propone la dimostrazione della verità, Nell’uso comune indica dottrina o teoria
filosofica; ma per lo più è adoperato in senso dispregiativo, e vale
sottigliezza da filosofo dialettico. Cfr. Aristotele, Top., VIII, 11, 162 a,
15. Filosofia. Gr. Φιλοσοφία; I. Philosophie; I. Philosophy; F. Philosophie.
Stando ad una antica leggenda, raccolta da Diogene Laerzio e da Cicerone, il
primo a chiamare la filosofia con questo nome fu Pitagora, secondo il quale Dio
soltanto poteva essere sofo, ciod sapiente, e 1 uomo semplicomente filosofo,
cioè amante della sapienza, desideroso d’imparare; per spiegare questo termine
nuovo, avendo paragonata la vita alle grandi fiere a cui la gente aecurreva da
ogni parte della Grecia, gli uni per concorrere nei giochi, gli altri per
vendere e per comperare, gli altri infine per il solo piacere di vederne lo spettacolo,
aggiungova: qui ceteris omnibus pro nihilo habitis, rerum natura studiose
intuerentur, hos se appellare sapientiae studiosos ; id est enim philosophos.
Di tale racconto dubitano i critici moderni; ma è certo, ad ogni modo, che
quelli che poi si 445 Fin dissero filosofi furono chiamati soff e
sofisti fino a che tale vocabolo non cadde in discredito; cho le parole
filosofia e filosofare si trovano usate, nel significato che poi ebbero sempre,
soltanto nelle scuole socratiche, delle quali è proprio anche fl concetto della
incompiuterza del sapere umano; © che, infine, l’uso delle parole medesime,
ancora fluttnante in Platone ο in Aristotele, non si fissò definitivamente che
cogli stoici. Da quel tempo in poi, della * filosofia fu dato un numero grandissimo
di definizioni, e in modi diversissimi furono intesi il suo compito, il suo
oggetto, le sue parti, i suoi metodi, i suoi rapporti con le altre branche
dello scibile; tuttavia, attraverso la diversità degli indirizzi ο dei sistemi,
ha conservato uu carattere fondamentale ο costante, cho la differenzid sempre
da ogni altra forma di sapere. Dalle scuole indiane agli ionici primitivi e da
questi ai positivisti e ai neo-criticisti moderni, In filosofia rappresentò
sempre 1’ unificazione snprema delle conoscenze, la sintesi totale dei
risultati particolari d’ogni altra soienza, la matrice perenne dei problemi
scientifici, lo studio delle verità più alto o più complesse, che riguardano
l'essere e il conoscere, il mondo © Pesistenza, il reale ο l’ideale, lo spirito
e la materia. Secondo il vecchio paragone, l'universo è per le scienze uno
spocchio in frantumi; la filosofia, raccostando i frantumi, cerca di
intravedere l’imagine comune. Il compito della filosofin è dunque quello
dell'unità; essa è l’organizzazione dei pronunciati ultimi d’ ogni altra
scienza, e dei concotti problematici che ne sorgono, in un sistema esplicativo
ottenuto mediante la subordinazione loro ad un dato unico, che ne dà ragione.
Ciò, come ha dimostrato l’Ardigò, attraverso tutta la storia della filosofia,
dagli inizi ai nostri giorni. Agli inizi della filosofia le cognizioni furono
sistemate nel concetto generico del mondo, che si cercò spiegare prima col
principio dell’animazione, poi con quello del numero, indi con quello
dell'ente; In sintesi o il problema filosofico fn perFr 446
ciò da prima fisico, poi matematico, indi metafisico. Formatisi poi
dall’indistinto primitivo del mondo i concetti distinti della materia, del
pensiero e della moralità (da cui la fisica, 14 logica e l'etica) sorse il
problema del loro accordo, che la filosofia ceroò spiegare unificando i tre
concetti nel principio del trascendente, concepito ora como intelligenza
ordinatrice, ora come forza creatrice, ora come sostanza dei fenomeni. Nella
filosofia moderna i dati offerti dalle scienze sperimentali vennero unificati
nel concetto della natura, spiegata ora come attività logica, ora come pura
materia dotata delle sue proprietà fisiche. Nella filosofia attuale, infine,
l’esplicazione della natura è fatta mediante il principio dell’evolusione, in
cui la natura appare come un'entità primitiva trasformantesi nelle sue forme
definite ascendenti. Da tutto ciò si possono ricavare aleuue eonelusioni, che
pongono in maggior luce il carattero fondamentale e perenne della filosofia: 1°
la filosofin è soltanto la concezione del problema da essa riguardato © il
tentativo non ancor riuscito della sua soluzione; in altre parole
l'unificazione filosofica non ha che un valore problematico, relativo,
provvisorio mentre la soluzione dei problemi stessi costituisce le scienze
particolari ; 2° la filosofia precede quindi le scienze, offrendo loro i
problemi da risolvere, succede alle scienze, come complesso dei problemi
superiori generali ai cui presupposti le scienze si riferiscono, durerà finchè
dureranno le scienze, raccogliendo il problematico insorgente perennemente
allato della scoperta positiva; 3° la filosofia non consiste dunque în un
semplice inventario generale dei dati ultimi delle scienze particolari; 4° non
consiste, come altri credono, nel semplice insieme delle scienze non fisiche,
quali l’etica, l’esteca, la psicologia, eco.; 5° non consiste nemmeno in un
insieme di principi aprioristici, imponentisi per la loro intrinseca evidenza
metafisica, anteriori alla scienza positiva essa inattacenbili; 6° 0 neppure si
risolvo, come molti 447 Fin credono, in tante filosofie speciali
quante sono lo scienze particolari. Per ricordare ora alcune delle principali
definizioni della filosofia, nella Grecia sei erano specialmente celebri,
secondo Hamilton : la filosofia è la conoscenza delle cone esistenti, in quanto
esistenti ; è la conoscenza delle cose divino ed umane; à una meditazione della
morte; una somiglianza della divinità in quanto è competente all’ nomo; l’arte
delle arti e la scienza delle scienze; l’amore della sapienza. Per Cicerone la
filosofia è la conoscenza divinarum humanarumgue rerum, tum initiorum
causarumque cuiuaque rei. Por S. Tommaso la filosofia abbraccia tutte le verità
accossibili mered il solo lume naturale, ed è l’opera della ragione applicata
alla ricerca della verità: de quibus philosophicae diaciplinae tractant,
secundum quod sunt oognoscibilia lumine naturalis rationis. Per Bacono, come
già per Aristotele, essa è sapere razionale, scienza nol significato più
generale della parola: Philosophia individua dimittit; neque Impressionen
primas individuorum, sed notiones ab illis abstractas compleotitur... atque hoc
proreua ofleium atque opificium rationin. Anche per Cartesio la filosofia è
sapienza, sia pratica ain scientifica: Philosophiae voce sapientiae studium
denotamus, et per sapientiam non solum prudentiam in rebue agendis
intelligimus, verumetiam perfeolam omnium eorum rerum, quan homo potest
novisne, sciontiam, quae et vitae ipsine regula rit, et valetudini
comservandae, artibusque omnibus inveniendin inserviat. Per il Shaftesbury è lo
studio della felicità »; per il Berkeley lo sforzo verso la sapienza e la
verità»; per Cristiano Wolff la scienza dei possibili in quanto porsono essere
». Per Kant è la conoscenza razionale da concetti puri, la scienza degli scopi
ultimi della ragione umana », una solenza dello più alte massime aull’ uso
della nostra ragione ». Per Hogel la filosofia è, formalmente, la
considerazione dell’oggetto mediante il pensiero >, dal punto di vista del
contenuto In scienza dell'assolnto l’iden cho pensa sò stessa, In verità
connaFi 448 pevole ». Per Galluppi è la scienza del
pensiero umano »; per Rosmini la disciplina che tratta de’ primi principî », ed
è ideologia se si considera l'ordine che ha col pensiero umano, teologia
razionale se si considera 1’ ordine assoluto degli oggetti cogniti; per Comte l’esplicazione
dei fenomoni dell’ universo »; per Spencer «il sapere completamente unificato
»; per Lewes la sistemazione delle concezioni fornito dalla scienza »; per
Renan lo studio della natura e dell'umanità »; per Paulsen il contenuto di
tutte le conoscenze scientifiche »; per Wundt è lo sforzo di raggiungere una
intaizione universale del mondo e della vita, che soddisfi le osigenze della
nostra ragione e i bisogni del nostro sentimento >. Dicesi filosofia naturale l’ interpretazione
sintetica dei fatti fisici o del mondo esterno; filosofia prima o generale la
filosofia propriamente detta, cioè l’interpretnzione totale dell'universo,
della sua origine, della sua nntura, del sno fine; filosofia della storia
quella che studia In società nel sto movimento e cerca interpretaro i fatti
storici riconducendoli ad un principio unitario ; filosofia del diritto quella
che ha per oggetto la ricerca dell origine del diritto, delle sue forme, della
sua evoluzione; filowofia delle scienze quella che stabilisce gli oggetti
d’ogni scienza, determinandone i caratteri differenziali, fissandone i rapporti
e i principi comuni, le leggi di sviluppo e il metodo particolare; filosofia
scfentifica quella che, basandosi sopra la relatività della conoscenza, rigetta
ogni dato aprioristicn, esclade ogni dottrina dogmatica intorno al reale
assolnto, e corca costruiro la sintesi filosofica appoggiandosi sui riaultati
dello scienze particolari: in senso analogo si usano le espressioni filosofia
dell'esperienza © filosofia epertmentale. Con le espressioni filosofia
zoolagica, filorofia biologica, filosofia della chimica, ecc. si sogliono
designaro quelle parti di ciascuna scienza che, per la loro astrattozza e
genernlità, perdono il loro carattere strettamente scientifico ο sperimentale,
per nequistare un valore speculative e filo 449
Fix sofico. Alcune volte si usano le espressioni filosofia morale in
luogo di etica e filosofia dell'arte in luogo di estetica. Altre volte il
termine filosofico è adoperato in luogo di sistema o indirizzo filosofico, come
quando si dice filosofia dell'azione, filosofia della contingenza, filosofia
dell''immanensa, 909. Con le espressioni filosofia verbale 0 filosofia
letteraria si suol designare ciò che Kant chiamava filodozia, ο che altrimenti
dicesi rerbaliamo o catetiemo filosofico, vale a dire quella filosofia che si
compiace delle vacne esereitazioni rettoriche, che ricerca più 1’ eleganza
della forma che In solidità della sostanza, che si esaurisce, insomma, nello
studio delle parole trascurando quello delle cose. Cfr. Hamtiton, Lectures on
metaphysica, 1859, vol. 1, p. 51 segg.; Ucherweg-Heinze, Grundries d.
Geschiohte d. Philosophie, I, $ 1; F. Paulsen, Einleitung in die Philosophie,
1896, p. 19 seggi; Waundt, Einl. in die Philos., 1901, p. 1-10; Windelband,
Storia della filosofia, trad. it., Sandron, I, p. 1-28; Id., PräIndien, 3% ed.
1907, p. 1 segg.; Galluppi, Lezioni di logica e met.,1854, vol. I, p. 7-61;
Rosmini, Ideologia e logica, 1853, vol. IV, p. 308 seg.; Ardigò, Op. fil., II,
p. 442 seggi; IV, 285 segg. (v. metafisica, sociologia, psicologia, logica,
morale, estetioa, pedagogia, didattica, dommatismo, ontologia, teleologia,
teonofia, epistemologia, assoluto, conoscenza, anima, criticiemo, positivismo,
ccc., ecc.). Finale. T. Letst, endlich; I. Last, final; F. Final, Lo scopo per
cui una cosa è compiuta, per cni un avvenimento è determinato; si oppone a
causa mecoanica 0 naturale, che è quella che si reulizza incoscientemente,
senza la concezione del fine. Talvolta finale si oppone a iniziale, per
indicare ciù che riguarda la cessazione d’un fenomeno nel tempo. Scopo finale
dicesi quello che non è mezzo per rapporto ad aleun altro fine ulteriore (v.
oguae finali, finalità, fine, teleolog Finalismo v. teleologia, cause finali,
fine, finalità. Finalità. T. Zeokmässigkeit, Finalität: I. Finality: F.
Finalité, Una serie di cause od effetti, che fa capo nd um 20 Ranzo14, Dizion, di scienze filosofiche
FIN 450
determinato scopo con l’azione di determinati mezzi. Dicesi finalità
immanente quella che #’ identifica con l’attività dell'essere che, con
determinati mezzi, realizza determiti fini; finalità trascendente quella che si
realizza in un essere per una attività diversa da lui; finalità organica quella
che si realizza negli esseri organizzati senza 1’ intervento di alcun fattore
psichico, in virtù soltanto della loro struttura organica; finalità effettiva
quella che si realizza nell’animale in seguito all’appetito fondamentale, che
lo spinge a cercare il piacere e fuggire il doloro; finalità intelligente
quelin degli animali superiori e dell’uomo, che sî rivolge con mezzi noti ad un
fine noto. Il principio di finalità, col
quale alcuni filosofi vogliono integrato quello di causalità, si enuncia così:
ogni fatto ha il proprio fine. Esso trovasi già in Aristotele, che lo esprimeva
dicendo: ἡ φὺσιξ οὐδὲν µάτον ποιεῖ = In natura non fa nulla in«arno. Occorre
notare però che Aristotele non dava alla pafola φύσις il senso universale che
oggi si dà alla parola natura, e che molti filosofi escludono che l’esistenza
della finalità possa dar Inogo ad un principio, vale a dire ad una proposizione
universale e necessaria. L'esistenza della finalità, in quanto distinta dalla
causalità efficiente, sembra casere una verità d'esperienza, specialmente
interna; perciò Kant ne fa un'ipotesi direttiva, un concetto normativo: Il
concetto di una cosa considerata come un fine in sè della natura, non è un
concetto costitutivo dell’intendimento o della ragione; ma può servire di
concetto regolutore per il giudizio riflesso e, secondo una analogia lontana
con la nostra propria causalità, nella sua tendenza generale verso i fini,
servire di guida alla riceroa d’oggetti di questa speci ». Altri invece, come
il Lachelier, considera che l’esistenza di cause finali nel mondo è un
principio razionale, che, senza avere il carattere assoluto del principio di
causalità, ο però sin un elemento indispenanbile del principio dell’ induziono,
sin una logge che B 451 risulta, como quella delle cause efficienti,
dal rapporto dei fenomeni col nostro spirito. Cfr. Aristotele, De an., III, 12,
434 a, 31; Kant, Krit. d. Urteilskraft, 1878, I, § 65; J. Lachelier, Du
fondement de induction, cap. VI; Goblot, Fonotion et finalité, Revue phil. »,
1899, II, p. 505 (v. cause finali, fine, pantelinmo, teleologia). Fine. Gr.
TéAoç; Lat. Finis; ‘Il’. Zweck,
Endzweck; 1. End; F. Fin. Lo scopo per cui una cosa è compiutn; trovasi al
principio non alla fine della serie causative. In ogni processo di finalità si
distinguono, infatti, tre momenti successivi: un termino iniziole, un termine
finale, e uno o più termini intermedi, che diconsi messi. Siccome il termine
iniziale determina come causa efficiente la serio dei fatti che debbono
condurre al termine finale, così il termine iniziale stesso dicesi fine. Il
concetto di fine, dico l’Hartmann, si forma primamente dall’esperienza che
ognuno fa sulla propria attività spirituale cosciente. Un fine è per mme un
processo futuro da me concepito e voluto, il qualo io non sono in grado di
attuare direttamente, ma sì solo per vin d’intermedii causali (mezzi). Se questo
processo futuro io non lo penso, per me ora non esiste ; se non lo toglio, io
non me lo propongo n fine, anzi m'è ο indifferente o repugnante; se io posso
attuarlo direttamente, scompare il termine causale intermedio, il mezzo, e con
ciò sfuma anche il concetto di fine, che consiste unicamente nella relazione
verso il mezzo, poichi: in tal caso l’azione consegue immediatamente dal volero
». Ma per quanto riguarda la natura intrinseca del fine, per nlcuni esso non
può essere che un pensiero, un'idea, cioò l’idea del termine finale; secondo
altri può anche essero chiamato fine un fatto incosciente, come l'istinto, il
bisogno, la prieazione. Nella morale dicesi fino ogni bene soggettivo ο
oggettivo In eni acquisizione determina la volontà all’atto ; dicesi fine
primario quello senza del quale l'atto non avverrebbe; fine secondario quello
che alletta soltanto ad agire; fine dell'opera (finin operis) quello cho è
inerente all'essenza stessa dell’atto che si compie; fine dell’operante (finis
operantis) quello che è il vero © proprio fine ed è estrinseco all’azione,
essendo liberamente voluto dall’agonte; finis cujus quello per raggiungere il’
quale l'agente si muove; finis qui il bene che si vuol conseguire ; finis cui
la persona 0 il soggetto a cui si procura il finis qui. Dicesi regno dei fini, per opposizione a
regno della matura, l’insiome degli esseri ragionevoli come fini in sò stessi,
© i fini obbiettivi che questi esseri debbono proporsi, ciod i loro doveri.
L'espressione risale a Kant, il quale per regno (Reich) intende il legame
sistematico degli esseri ragionevoli mediante leggi obbiettive comuui >;
ora, gli esseri ragionevoli sono, per la loro ragione, degli esseri enpnei di
porsi dei fini, e, per il carattere incondizionato di talo ragione, dei fini in
sè stessi; può dirsi quindi regno dei fini il sistema che comprende sotto una
medesima legislazione i fini degli esseri ragionevoli, che sono essi stesai dei
fini in 62, e anche i fini che questi esseri possono proporsi sotto la
condizione di rispettare in sò medesimi e negli esseri loro simili la dignità
di essere dei fini in sè. Noll’azione volontaria Kant distingueva i fini
materiali, ο oggetti particolari del desiderio, e che sono tutti relativi alla
natura particolare della facoltà di desiderare, dai fini formali ο obbiettivi,
che sono presentati dalla ragione come ‘oggetti assoluti del dovere. I primi
dànno luogo agli imipotetici, i secondi all’imperativo categorico. Diconsi fini
secondari o relativi quelli che non sono che merzi al raggiungimento di altri
fini; fine ultimo ο assoluto quello nel quale #’nrresta definitivamente
l’attività, non essendo un mezzo per rapporto nd un fine ulteriore. Va notato
però che molti respingono codeste espressioni come intrinsecamente
contradditorie ; infatti il fine, se è veramente tale, non può non essere
sempre ultimo per rispetto alla volontà che se lo propone, @ se si ummotte che
possa esservi un fine che non sia ultimo, esso non è più nn fine ma un
mezzo, 453 Così puro, se per fine assoluto » s'intende sciolto
da ogni legame o rapporto », non si capisce come possa ponsarsi un fine
assoluto dal momento che il fine è, per definizione, pensabile soltanto in
rapporto con la volontà; quindi fine assoluto non può significare altro che
fine in sè, fine senza rapporto con la volontà, oggetto non più del volero mu
del pensiero, che in tal caso deve ammettersi come identico col volere stesso.
Cfr. Goclenius, Lezicon philosophicum, 1613, p. 583; Kant, Grundlegung zur Met.
der Sitten, 1882, § 97-111; E. Hartmann, Philosophie des Unbewussten, 3° ed.
1869, Introd.; Wundt, Logik, 1893-95, 1, 577 segg.; Sigwart, Logik, 1889, vol.
II, p. 251 segg.: Riehl, Der philosophische Kriticismus, 1887, vol. II, t. 2,
p337; Vidari, I concetti di fine e di norma in etica, Riv. di filosofia »,
aprile 1911 (v. cause finali, toleologia). Pinito. T. Endlich; I. Finite; F.
Mini. Come opposto ad infinito, dicesi di ciò che ha limiti assegnati. Si
distinguo dal definito, che è ciò cui possono essere dati o sono dati dei
limiti (v. infinito). Fisica. T. Physik; I. Physics, Natural philosophy; F.
Physique. Per i lunghi secoli nei quali dominò la classificazione aristotelica
del sapero, questa parola fu usuta in contrapposizione a metafisica, per
designare tutto l'insieme di cognizioni riguardanti i fenomoni esterni, l’
universo sensibile. Il termine fisico si adopera ancor oggi in opposizione a
priohioo, spirituale, morale, per indicare l’insiome doi fenomeni che
appartengono al corpo, alla materia, ο sono oggetto dell’osservarione
esteriore. Con Paccrencersi delle cognizioni, mediante l'applicazione del
metodo sperimentale, l'antica fisica si venne dividendo in due gruppi distinti:
la storia naturale, che si limita alla semplice deserizione della natura, © la
filosofia naturale, che stadia le cause ο le leggi dei fenomeni di natura. La
fisica, intesa nel sno significato moderno, appartiene a questo secondo gruppo,
in quanto è la scienza che ha per oggetto le proFis 454
prietà generali dei corpi nei loro stati diversi e le modificazioni che
ossi subiscono per lo varie azioni cui possono cavere assoggettati. La
distinzione della fisica dalla chimica © dalla meccanica va sempre più
attenuandosi, ed esse surebbero destinate, secondo alcuni scienziati, a
divenire tanti capitoli d’ una scienza più generale, la meccanica
molecolare. Alcuni teologi chiamano
argomento fisico quella fra le prove a posteriori dell'esistenza di Dio, che
dalla constatazione delle cause seconde, conclude alla necessità d'una Cavea
prima. Questo argomento si può formulare sillogisticamente cos): so si ha una
serie o una concatenazione di fenomeni, che sono ad un tempo causa ed effetto,
è necessario ammettere una Causa che non sia cansata, cioè che non sia un
effetto, che sin insomma una Causa prima; ora nel mondo si osserva appunto questa
serie di euuso; dunque è necessario ammettere una Causi prima esistente in
virtù propria, cioè Dio. Cfr. Bacone, Notum Org., II, 9; L. Poincaré, La physique
moderne, ed. Flummarion (v.
filosofia, materia, causa sui, Dio, assoluto, © gli argomenti ontologico,
ideologico, morale, metafisico, storico). Fisiognomica. ‘I. Physiognomik ; I.
Physioynomonics ; F. Physiognomonie. O fisiognomonia. In Aristotele
φυσιογνωμονεῖν significa giudicare dei caratteri in base ai segni esteriori.
Per G. E. Schulze è l’arte di conoscero dai caratteri esteriori del corpo le
abilità, le inclinazioni, naturali ed acquisite, le buone o le cattive qualità
di un individuo ». In generale, la fisiognomonia è la scienza dei rapporti tra
il carattere e l’aspetto fisico dell'individuo, e in particolar modo tra il
carattere e i tratti del viso. Cfr. Schulze, Paychische Anthropologie, 1819, p.
74; A. Borse, L’Aysiognomische Studien, 1899. Fisiologia. T. Physiologie: 1.
Physiology; F. Physiologie. Anticamente era lo studio della natura sia animata
che inanimata; nei tempi moderni è divenuta la scienza che descrive, localizza
e interpreta i fenomeni della vita, se 455
Fis condo la legge della causalità nataralo. Essa è il fondamento di
tutte le soienze biologiche, e nella parte generale studia i problemi della
vita in genere, nella parte speciale esamina le funzioni dei diversi spparati
in una determinata specie organica. Come scienza fisico-chimiea dei viventi, la
fisivlogia comprende lo studio comparato dei fenomeni vitali dei regetali,
degli animali, dell’ uomo ; vi sono infatti dei fenomeni vitali comani a tutti
i viventi, fenomeni che hanno per sostrato materiale le cellule, valo a dire le
unità morfologiche più semplici. La fisiologia cellulare rappresento quindi il
fondamento di tutta la fisiologia, perchè le funzioni dei tessuti, degli organi
e degli apparati, si riducono in ultima analisi all'attività vitale degli
svariati elementi cellulari da cui risultano; tanto la fisiologia vegetale, che
la fisiologia animale ed umana, attingono dalla fisiologia cellulare le
conoscenze relative alle funzioni elementari, e se ne valgono come basi per lo
studio delle funzioni complesse e speciali dei diversi tessuti, organi ed
apparati. Cfr. Luciani, Fisiologia dell’uomo, 3" ed. 1908, vol. I, Introd.
(v. animiemo, cellula, cellulari teorie, meocanismo, protoplaema, vita,
vitaliemo). Pissazione. T. Zwang-Vorstellungen ; I. Imperative ideas : F.
Obsessions, Stato mentale caratterizzato obbiettivamento dall’ indeoisione
dello spirito, dalla tendenza al dubbio, agli sorapoli esagerati e senza
fondamento, da una specie di debolezza della volontà, che rende l’indi viduo
incapace di resistore à certi impulsi, oppure di decidersi e di compiere certi
atti fra i più comuni e semplici. Psicologicamente pare dovuto ad una
diminuzione della facoltà di sintetizzare le impressioni e i ricordi, per
compiere quegli atti coordinati e voluti che costituiscono la regolare
manifestazione della nostra uttività mentale. Caratteristica di tutte le
fissazioni è d’ essere ncoompagnate da consnpevolezza di sè stesse ο quindi du
angoscia più ο meno viva; l’ammalato ha perfetta conoscenza del proprio stato,
riconosce la natura patologica dei fenomeni cui va soggetto, ma è impotente a
liberarsene. Fos 456 G. Folret, partendo dal concetto psicologico,
ammette tro categorie di fiesasioni: le intellettuali, le emotive, le istintire,
u seconda che si tratta di una idea fissa, di una paura, o di un impulso
irresistibile. Il Morselli, accettando in parte quosta olassificazione, le
distingue in quattro grappi: 1° follin del dubbio, ο paranoia indagatoria ©
interrogatorin; 2° fobie ο paure morbose ; 3° impulsi, che determinano ud atti
per il predominio morboso di una tendenza: 4° abulie, ο impotense generali o
parziali nel funzionamento della volontà. Cfr. Folret, Congr. int. di
psichiatria di Parigi, 1889, p. 33 segg.; Morselli, Manuale di semejotica,
1885, vol. I;
Pierre Janet, Hist. d’une idée fire, Revue philos. », febbraio 1894. Fobia. T. Phobie, neurasthonische Angesustinde;
I. Phobia; F. Phobie. Nel linguaggio comune equivale a pauni osagorata o
ingiustifienta; nel linguaggio scientifico è una forma di psicosi degenerativa,
consistente in un timore istintivo irragionevole cho assale l’ammalato in certo
circostanze, in presenza di dati oggetti, al pensiero di corti possibili
avvenimenti, ed è sempre accompagnato da un sonso di ansia più o meno vivo. La
natura delle fobie vuria infinitamente o ogni giorno so ne descrivono nuove varietà;
tutte però rivelano lo stato mentale che loro serve di substrato, cioè
l’emotività eccessiva, tantochè alcuni psichiatri la designano col nome di
paranoia rudimentaria. Possono raggrupparsi in sei classi: 1° paura dei
contatti, caratterizzata dalla oppressione che l’ummalato prova nel toccare
determinati oggetti, monete, pomi delle porte (metallofobia), spilli
(belonefobia), oggetti a punta (aoutofobia), pezzi di vetro o perle
(oristallofobia), ecc. ; 2* paura morbosa degli spazi o topofobia, si tratti di
spazi larghi e aperti (agorafobia), o di spazi chiusi e oscuri (claustrofobia),
di precipini (cremnofobia), di alture (aorofobia); 3% paura morbosa di esseri
viventi o biofobie, si tratti di certi animali come ragni, topi, rospi
(zoofobia), ο della presenza di una
457 Fon donna (ginefobia), ο di
un uomo (pirifobia); 43 paura morbosa concernente l’ambiente fisico esterno da
cui si temono danni, como lu vista dell’acqua, dei flumi e ruscelli
(idrofobia), del fuoco dei fiammiferi (pirofobia), dei lampi ο dei tuoni
(astrofobia); 5* timori istintivi riferibili ad atti Asiologici od a possibili
impotenze, come la puura di non poter stare in piedi (stasofodia), di non poter
cammivare (basoSobia), di non poter muoversi dal letto (atremia), ecc.; 6*
infine il gruppo numeroso delle patofoble © delle nosofobie, fra cui la paura
di essere avvelenati con gli alimenti, con tossici imaginari contenuti negli
abiti o negli oggetti esterni (tossicofobia), di essere deformi (diemorfobia),
di esser sepolti vivi (tafefobia), ecc. Secondo la moderna psichiatrin, le
fobie costituiscono quasi sempre delle stigmate psichiche della degenerazione,
ma possono anche essere conseguenza di un semplico stato neurastenico, sia
ereditario sia prodotto du stati di esuurimento leggero, e rimediabile, del
cervello. Cfr. Friedmann, Ueber den Wahn, 1894; Gélineau, Les peur morbides,
1894; Lombroso, Alcune nuore forme di malattio mentali, Arch. di peichistria »,
1881; Morselli, Kir. di freniatria, 1887. Pondamento.T. Grund, Begründung,
Grundlage; I. Foundation; F. Fondement. In generale, significa ciò su cui
riposa un certo ofdine di conoscenze; più specialmente, indica sia ciò che
giustifica un'opinione, che determina l’assentimento dello spirito ad una serie
di affermazioni, sin In. proposizione più generale ο più semplice, da oui si
può dedurre un insieme di conoscenze ο di precetti. Fondamonto dolla morale
dicesi il principio da cui si deducono le verità morali particolari in un dato
sistema otico; ο, più in generale, ciò che legittima per la ragione il nostro
riconoscimento d’una verità morale. Il fondamento della divisione logica
(fundamentum divisionis) è quella nota del concetto dividendo, che è
suscettibile di varietà. Il fondumento del1’ induzione è quel principio
generale, che rende possibile © For
158 legittiuo l’attribuire a
tutta l’estensione del genere che s'è riconosciuto soltanto in alcune sue
specie. Tale principio sarebbe, secondo gli empiristi, quello della costanza e
uniformità delle leggi naturali; anche eso però si forma per induzione, quindi
è uecessario ammettere che le prime nostre induzioni si facciano per
enumerationem aimplicem, si appoggino ciod soltanto sopra il numero dei casi,
Per gli aprioristi invece anche le verità sperimentali si fonduno sopra le
verità originarie, i principi supremi di ragione, nei quali è contenuta la
giustificazione dei processi induttivi (v. enumerasione). Forma. T. Form, (iestalt; I. Form; F. Forme.
Aristotele dlistinse per primo in ogni cosa la materia (Όλη) dalla forma
(1806), considerando la prima come l’ente in potenza, τὸ Zuväneı ὄν, 9 la
seconda come l’ente in atto, τὸ évepyeta ὃν. Egli distinse anche la forma dalla
figura (µορφή) cho è la più semplice determinazione della materia, ciò che v ha
di più elementare nella forma; e la materia dalla sostanza, che è ciò che
esiste in sè © non in altro. Ora le sostanze sensibili sono prodotte dall’
unione della materia colla forma; perciò la materia è una sostanza potenziale,
© per divenire attuale occorre che sia limitata e determinata, e tale carattere
le è dato dalla forma. Dunque lu forma è la sostanza in attualità, la materia à
la sostanza in virtualità. Il dualismo posto da Aristotele fra queste due
entità oggettive, materia e forma, non fu superato nè ila lui nò dai filosofi
successivi. Nella filosofia scolastica il termine forma ha un uso larghissimo,
servendo a tradurre εἴδος, µορφή, obsia, παράδειγµα. Per determinarlo, gli scolustici
aggiungevano al termine stesso un gran numero di epiteti, come: f. metaphysica,
l’ essenza sostanziale d’ ogni cosa; f. corporeitatia, l’organizzazione delle
parti del corpo degli esseri viventi, onde questi sono atti a ricevere l’anima,
organizzazione considerata quale sostanza distinta dal corpo e perciò detta
organizationem substantialem ; f. accidentalie. quella che sopraggiunge ad un
soggetto completo nel suo essere di sostanza; f. eubstantialis, una realtà
sostanziale distinta dalla materia, ordinata per sò in modo da costituire colla
materia prima la sostanza corpo naturale, cui «dà il suo essere ο la sua
operazione specifica; f. materialis, quella che è inseparabile assolutamente
dalla materia, che dipende da essa nella sua esistenza e nella sua operazione;
J. spiritualia U anima intellettiva, che oltrepassa la materia, © se dipende da
essa per alcune operazioni inferiori, ne è indipendente quanto alla esistenza e
nelle operazioni più elevate; f. assistons quella che non è porzione della
cous, mu presiede soltanto al moto di essa; f. informane quella che è ricevuta
dalla materia e costituisce una cosa sola con essa, Giordano Bruno accetta l’
iden aristotelico-scolnatica di forma; soltanto le forme esterne mutano, egli
insegna, tuentre le forme interne o forze permangono immntabili; si devono
distinguere la forma prima, che dà la figuro, si estende parzialmente ed è
dipendente dalla materia (ad os. la forma materiale del fuoco), dalla forma
inestess (anima) © indipendente dalla materia (intelletto), come parti di un
medesimo principio; dove è la forma, ivi in un certo senso è tutto; dove è
l’anima, lo spirito, la vita, è il tutto, Bacone spogliò il termine del suo
significato antico, cercando di dargli un senso nuovo, che servisse di base ad
una teoria della natura: Nos enim, quum de formis loquimur, nil aliud
intelligimus, quam leges illas et determinationes aotus puri, quae naturam
aliquam rimplicem ordinant et constituunt… Qui formas novit, is nalurae
nnitatem in materiis dissimillimis complectitur. Nella filosofia moderna,
specio dal Kant in poi, i due vocaboli, materia © forma, farono trasportati
dall’ essere al conoscere, e perciò il loro significato mutò radicaliente:
infatti per materia della conoscenza intendesi oggi tutto il contenuto obbiettivo
di essa, © per forma della conoscenza intendesi, nel senso logico, nou altro
che il modo dell’ attività del pensiero che si fissa come proFor 460
dotto logico, e, in senso gnoseologico, la funzione formatrice della
sensibilità ο del pensiero. Così nel giudizio dicesi forma lu relozione di
convenienza o discrepanza tra suggetto © predicato; nella proposizione la forma
è il verbo che esprime la relazione dei due termini, soggetto ο predicato; nel
sillogismo dicesi forma il nesso intrinseco e la mutua dipendenza che hanno fra
loro le tre proposizioni; nella legge morale In forma è il modo con cui essa
impone i suoi principi, che si manifesta in un comando (imperativo positivo) o
in un divioto (imperativo negativo). Cfr. Aristotele, Metaph., IX, 6; De an., II, 1; De
ooolo, IV, 3, 4; Goclenius, Lexicon phil., 1613, p. 588-593; 8. Tommaso, Sum.
theol., ΠΠ, 18, 1.0.; Bacone, N. Org., II,
3, 17; Bruno, De la causa, dinl. II, IV; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclum, p. 49 (v. formalismo). Formale. T.
Förmlich, formal; I. Formal; F. Formel. Ciò che è indipendente dalla materia, ©
riguarda soltanto la forma, Dicesi verità formale 1’ armonia del pensiero con
sò stesso, © verità materiale la conformità del pensiero con la cosa a cui si
riferisce. Dicesi logica formale quella che considera soltanto la forma del
pensiero, cioè il modo come gli olementi di questo sono tra loro combinati, e
logica materiale quolla che considera anche il contenuto del pensiero, e cioò i
rapporti delle idee in relazione con le cose. Cartesio disse esistenza formale
quella in sè, fuori d’ ogni idea, per opposizione all'esistenza obbiettiva, che
è l’ esiatenza per il pensiero © nel pensiero, Kant distinse i fini delle
azioni in materiali o soggettivi © formali ο obbiettivi: quelli sono gli
oggetti particolari del desiderio, questi sono presentati dalla ragione ad ogni
essere razionale come gli oggetti assoluti del dovere; i primi dànno luogo agli
imperativi ipotetici, i secondi all’imperativo categorico. Formalismo. T.
Formalismus; I. Formalism: F. Formalisme. Nella filosofia si adopera per
designare quei sistemi o quelle dottrine che si fondano sopra un principio
puramente formale, e che scambiano le parole con le cose. Ad es. dicesi formaliemo
matematico, la dottrina di Pitagora, che facendo dell’ unita il principio
formale e della molteplicità il principio materiale d’ogni esistenza, cambin
tutte le differenze di essonza in semplici determinazioni di grandesza. Dicesi
pure formaliemo la filosofia naturale di F. Bacone, per il quale ogni
conoscenza della natura ha lo scopo di comprendere le canse delle cose, le
prime delle quali sono le cause formali, perchè 1’ necadere ha radice nelle
forme, nelle nature delle cose; così, quando |’ induzione baconians ricerca la
forma dei fenomeni, ad es. la forma del calore, per forma e’ intende l’essenza
permanente dei fenomeni. Il vocabolo formalismo fu usato originarinmente per
indicare la particolare soluzione del problema degli universali sostenuta da Duns
Scoto; per codosto filosofo, tra l’individualità della cosa ο la sua essenza
univerrale non esiste che ana distinotio formalie; l'individuo è V ultima forma
di ogni realtà, mediante il quale soltanto esisto la materia universale © che
quindi non si può derivare da una forms generale ma solo constatare come
nttuale. Cfr. Duns
Scoto, In lib. sent., 2, dist. 3, qn. 6, 15; Bacone, Novum organum, 1. II;
Sigwart, Logik, 2° od., vol. II, 6
93, 3 Formaliter. Termine usato specialmente nella filosofia scolnatica, e con
significati assai differenti. Talvolta ha idontico significato (li
ensentialiter, ο per correlativi aooidentaliter © materialiter : si dice
infatti che un predicato appartiene ad nn soggetto formaliter, quando non
potrebbe sussistere nè osser concepito senza di esso, ad es. la ragionevolozzn
all'uomo; si dice che gli appartiene aooidentaliter quando } easenza è
raffrontata con predicati accidentali, materialiter quando è raffrontata con
attributi o parti della com, che sono come materia del soggetto indifferente a
cost tnire quella cosa o quell’ altra. Talora ha il significato mentalmente,
vale n dire accondo le formalità che distinFor
462 guiamo soltanto col pensiero,
e in tal caso ha per correlativo realiter. Altre volte formaliter si dice della
cosa considerata in sè, e allora ha tanti correlativi quanti sono quelli coi
quali una cosa pnd confrontarsi : se si confronta con l'oggetto, obiective; se
con l'esemplare secondo cui una corn è fatta, eremplariter; se col fine
correlativo, finaliter, ece. Altre volte ancora val quanto tere e proprie, ed
allora ba per correlativi apparenter, metaphorice. Si adopera infine, assieme
con virtualiter ed eminenter, per riferirlo alle cause in quanto contengono la
perfezione dell’ effetto: quando nella causa si trova la natura dell’ effetto,
come nel fnoco il calore, l’effetto dicesi contenuto formaliter nella cansa;
quando non si trova, come la statua nella mente dello scultore, l’effetto
dicesi contenuto rirtualiter nella causa; quando la causa è molto più perfetta,
cioè scbvra del tutto dalle imperfezioni che si trovano nell’effetto, come Dio
rispetto alla creatura, allora dicesi eminenter. Cfr. Goclenio, Lextoon
philos., 1613, p. 593 seg.; Prantl, Geschichte der Logik im Abendlande,
1855-70, vol. III, 216. Fortiori (a). La dimostrazione a fortiori è quella che
prova al di là della tesi o verità da dimostrarsi. Però se il provar troppo,
quando è esatto, è utile, bene spesso costituisce un vero e proprio sofisma (v.
argomento, quod nimis probat). Forza. T. Kraft, Gewalt; I. Force; F. Force.
Intesa nel senso psicologico, essa non è altro, secondo molti filosofi moderni,
che la sensazione di resistenza, ο ciò che è supposto casere la causa della
sensazione di resistenza; ed anche volgarmente è sinonimo di aforzo. Esiste in
noi, dice il Condillac, un principio delle azioni nostre, che sentiamo ma non
possiamo definire: è chiamato forza. Noi siamo attivi del pari in relazione a
tuttooid che codesta forza produce in noi ο al di fuori. Lo siamo, ad esempio,
quando riflettiamo e quando facciamo muovere un corpo. Per nnalogia noi
supponiamo in tutti gli oggetti che producono
463 For qualche cangiamento, una
forza che conosciamo ancor meno, e siamo passivi in relazione alle impressioni
che essi fanno su di noi ». Il Maine di Biran riconduce il concetto di forza
alla coscionza della propria capacità attiva, alla appercezione interna
immediata o coscienza d’ una forza, che è il mio mo e che serve di tipo
esemplare tutte le nozioni genorali e universali delle cause, delle forze ». Il
Bain, analokamente al Mill e allo Spencer, la definisce. il sentimento che noi
proviamo quando spieghiamo la nostra energia muscolare, sia resistendo, sia
producendo noi stessi il movimento ». Nel senso meccanico la forza è una
grandozza suscettibile di misurazione, il che sarebbe impossibile se si
riducesse ad un puro conoctto psicologico. Ma, anche nel senso meccanico, essa
fu intesa e definita in modi diversi. Per Cartesio è ciò che dicesi oggi più
propriamente impulsione o quantità di movimento; per il Leibnitz nel concetto
di forza era compreso anche quello di lavoro e di energia: La forza attiva, che
sta di mezzo tra la facoltà di agire e l’azione stessa, suppone uno sforzo, ©
con questo entra in operazione da sò stessa, senza aver bisogno @ altro
ausiliare che la soppressione dell’ ostacolo. Il che si può rendere
comprensibile con 1’ esempio d’un corpo grave teudente la corda che lo sostiene
». Nella meccanica modern la forza è definita comunemente come la causa che
modifien o tende a modificare lo stato di movimento o di riposo di un punto
materiale; quando il punto materiale non è sottomesso nd alcuna forza, ο è in
riposo, ο, se si muove, il suo movimento è rettilineo ed uniforme, e ciò perchè
egli non pnd modificare da sè stesso la propria velocità nò in grandezza nè in
direzione. Tuttavia, anche il definire la forza come la causa del movimento non
sembra esatto, innanzi tutto perchè la causa non è misurabile, in secondo Inogo
perchi la forza esercitata da un sistema su un mobile non dipende solamente
dallo stato intrinseco del sistema, ma anche dullo stato dol mobile ο dalle ano
relazioni col sistema esteriore. Fre 464 Due forze si dicono uguali quando, applicate
ad uno stesso corpo nelle stesse circostanze, producono il medesimo effetto ;
forze mutue le forze uguali e contrarie che due punti esercitano V uno sull’
altro; forza omtrifuga la reazione che un mobile, assoggettato a descrivere una
curva fissa, osercita contro questa curva; forza contripeta In forra diretta
verso il centro di curvatura della traiettoria di un punto materiale, © che
mantiene il mobile su questa traiettoria; forza d'inerzia una forza uguale ο
opposta a quella che produce l’accolerazione di un mobile. Cfr. Condillac, Traité den
sensations, 1886, I, cap. 2, $ 11; Leibnitz, Op. phil., Erdm., p. 121; Maine de
Biran, Oeuvres phil., 1841, vol. ΠΠ,
5; Spencer, First princ., 1870, $ 31; Ardigò, Op. fil., I, p. 104 segg.; IL, p.
49 segg. (v. materia, energia, potenza, lavoro, dinamismo, ecc.). Freison o
fresinon. Termine mnemonico di convenzione, con cui si designa nella logica
formale quel modo della quarta figura del sillogismo, che ha In premessa
maggiore universale negativa, la minore particolare afformativa, la conolusione
particolare negativa. Es.: Nonsun savio è superbo. Qualche superbo è dotto. Dunque qualche dotto non è savio. Prenastenia
(φρήν -mente, ἀσθένεια =debolezza). T. Phrenaathenie ; I. Phrenasthonia; F.
Phronasthenie. Mancanza ο deficienza di vita mentale, determinata da arresto di
sviluppo. Comprende due forme o gradazioni fondamentali: V imbecillit& ©
l’idiotismo, più tutte quelle forme di debolezza di mente, congenita 0
acquisita, che attira volgarmente in chi la possiede il titolo di scemo,
zuccone, testa dura, eco. Cfr. A. Verga, Frenastenici ed imbecilli, 1877 (v.
ehefrenia, catatonia, idiotiemo, demenza, eco. Frenologia. T. Phrenologie; I.
Phrenology; F. Phrénologie. Questo nomo, che non dovrebbe mai usarsi in luogo
di psichiatria, designa In dottrina di Gall e Spursheim, che ebbe gran favore
nella prima metà del secolo scorso ed
465 Fre-Fox è ora quasi
completamente abbandouata. La fronologia è V arte di scoprire il carattere ο
l'intelligenza dell’ individuo mediante l'esame della forma del suo cranio, e
si fonda sopra la supposizione che lo spirito sia costituito di tante facoltà
innate, emozioni © tendenze affatto distinte tra di loro; che ciascuna di esse
abbia la propria sede, pure indipendente ο distinta, in una regione o organo
della corteccia corebrale; che quanto più sviluppata è una di questo facoltà,
tanto più voluminoso sia il centro cerebrale corrispondente ; che, infine, il
maggiore o minor volume dei singoli centri si riveli ulla superficie dol
cranio, mediante corrispondenti rilievi, bozze, depressioni, prominenze, ecc.
Le facoltà ammesse dal Gall, e i corrispondenti organi, sono ventinove, delle
quali una si trova nel cervelletto (senso sessuale), cinque nel cervello
posteriore, sette nel medio, sedici o diciassette nell’ anteriore. Quantunque
In frenologia si fondasse su presupposti assurdi giustifica bili con
l'ignoranza in cni trovavansi allora la fisiologia © l'anatomia del sistema
nervoso essa ha contribuito tuttavia n perfezionare la moderna dottrina delle
localizzazioni cerebrali. Cfr. Bastian, Le cerveau org. de la pensée, trad. franc. 1888, vol. 11; Ch. Blondel, La
peycho-physiologio de Gall, 1914. Fresison. Termine mnemonico di convenzione,
con cui nella logica formale si designa uno dei modi della quarta figura del
sillogismo. È lo stesso che freison. Frisesomorum. Termine mnemonico di
convenzione, con cui nella logica formale si designa in modo indiretto della
prima figura del sillogismo. Come indicano le vocali delle tre prime sillabe,
la premessa maggiore è una proposizione particolare affermativa, la minore
nniveranle nogativa, la conclusione particolare negativa. Lo due ultime sillabe
sono semplicemente eufoniche. Funzione. T. Funktion; 1. Function; I. Fonction.
I norale, l'esercizio di nos determinato forma di atti 30 Rawzout, Dizion, di scienze filosofiche. Fus
più particolurmente, l’attività propria e caratteristica esercitata da un
organo in un insieme le cui parti sono in rapporto di mutna dipendenza. Nella
fisiologia dicesi funzione ogni fenomeno che si comple nell’organiamo e concorre
a realizzare un determinato risultato, necessario alla conservazione dell’
individuo e della specie. Si distinguono fanzioni di tessuti, di organi, di
apparecohi. Le fanzioni generali della vita sono: la nutrisione per cui gli
individui, nei limiti assegnati alla loro specie, crescono e si mantengono in
vita; la riproduzione per cui la serie degli individui si perpetua
moltiplicandosi nel tempo e nello spazio; le fanzioni di relasione, per cui gli
individui sentono e si muovono, ponendosi così in relazione col mondo ambiente.
Per analogia il termine stesso fu poi estero agli elementi e agli organi
sociali; perciò si parla dolla funzione sociale nel genio, della funzione
‘dello Stato, ecc. Nella matematica due quantità variabili sono dette funzioni
l’una dell’altra, quando |’ nna è legata all’ altra per modo, che variando
l’una varia anche l’altra in modo perfettamente determinato, ma diverso a
secondn dei casi. Così, considerando z, variabile indipendente, come tale che
possa assumere tutti i valori possibili sd ognuno di questi valori dovrà corrispondere
un valore determinato di y. Tale proprietà, dal Lagrange in pol, si indica con
In formula y == f(x). Cfr. Goblot, Fonotion et finalità, Revue philos. », 1899, II, 695;
Lebergue, Legona sur 7’ intégration, 1904. Fusione delle sensazioni. F. Fusion des sensations. Tl
carattere qualitativo unitario che risulta da due senanzioni in determinati
rapporti quantitativi. Così è possibile ottenere nna sensazione olfattiva
qualitativamente nuova dalla fusione psichica di due o più odori applicati
contemporaneamente nella mucosa nasale. Ma è specialmente nel campo dell’ adito
che essa ha importanza, e lo Stumpf se ne serve per spiegare, contro 1’
Helmholtz, la consonanza 467 Fer ο la dissonanza degli intervalli
musicali. Sarebbero dissonanti quegli intervalli che non sono capaci di
fondersi in una percezione sonora unitaria, di guisa che anche un orecchio non
musicale è capace di distinguere due suoni simultanei; consonanti quelli capaci
di raggiungere una fusione perfette. Però non tutti i psico-fisiologi accettano
questa spiegazione, e molti, pur accettando il concetto che dotti fenomeni
stiano in rapporto con la maggiore o minore fusione delle sensazioni
elementari, fanno dipendere la furiono stessa non da processi psichici
centrali, ma da un fatto periferico, consistente in un nuovo fenomeno
periodico, riaultante dalla composizione delle vibrazioni di duo suoni. Cfr.
Stumpf, Tompeyokologie, 1890, 1. II, p. 64, 128; Helmholtz, Die Lehre von den
Tonempfindungen, 5° ed. 1896; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 133;
C. Zambiasi, Un capitolo di acustica musicale, Nuovo Cimento », serie V. vol.
IX, 1905. Futuro. T. Zukunft; 1. Future; F. Futur. La noziono di tempo risulta
di tro elementi, che rispondono ad atteggiamenti diversi del nostro pensiero:
il passato, cioì la memoria, il presmte cioè il fatto attuale, il futuro ossin
il fatto atteso. Il passato è già il non-essere, il presente è l'essere, il
futuro è il possibile concepito relativamente alla nostra esperienza. Diconei futuri contingenti, per opposizione a
futuri necessari, quegli avvenimenti che, essendo opera della Provvidenza
divina o del libero arbitrio, non hanno un legame necessario coi fatti
precedenti : «1 filosofi convengono oggi, dice il Leibnitz, che la verità dei
faturi contingenti è determinata, eiod che i futuri contingenti sono futuri,
oppure che essi accadranno, che esai si verificheranno: poichè è ugualmento
sicure che il futuro sarà, come è sicuro che il passato è stato ». Cfr.
Platone, Timeo, 37 e, 88 a; Aristotele, Paye, IV. ο, 1x e segg.; Leibnitz,
Teodioen, I, 36 (v. durata, intante, tempo). Generale. T. Allgemein; I.
General; F. Général. T'ermino generale è quello che abbraccia un numero
indefinito di individui, » ciascuno dei quali ai riferisce: ad es, scolaro. Si
distingue dal termine collettivo, che abbraccia un numero determinato di
individui senza riferirsi a nessuno di essi, ad es., scolaresca. Si distingue
anche da wnirersale, che si può attribuire soltanto ai giudizi, i quali diconsi
universali quando V attribute è affermato ο negnto di tatta 1) estensione del
soggetto : perciò è universale ogni gindizio che abbia per soggetto un termine
singolare ο individuale (che sono l’ opposto di generale) in quanto
l’individno, che possiede l' estensione minima, non può esser preso in parte
dell’ estensione. Cfr.
J. S. Mill, System of logio, 1865, 1. I, $3; Wundt, Logik, 1898, vol. I, 96. Generalizsasione. T. Verallgemeinerung;
1. Generalization; F. Généralisation. Quell’ operaziono mentale con oni si
estende un dato astratto a più oggetti indefinitamente. La generalizzazione
implica dunque 1’ astrazione; isolato, con l’analisi mentale, dagli elementi
che compongono un tutto, un dato elemento, questo che è un astratto; diventa un
generale quando, appartenendo a più altri oggetti, ne estondiamo la nozione
anche ad essi, cioò lo pensiamo come ad ossi proprio. Cfr. H. Ebbinghaus, Psychologie,
trad. franc. 1912, p. 176 segg.; Arohiv. f. (esante Psychologie, vol. 8, 9, 12
(v. idea, astrazione). Generazione. T. Erzeugung, Generation ; I. Generation :
F. Génération. L’atto del generare, sia in senso biologico sia in senso logico
ed epistemologico; nel suo senso più largo è il cambiamento da un termine
negativo a uno positivo, o dal non essere all’ essere. Definizione per
generazione 0 genetica à quella che costruisce una figura con nn movimento
determinato di un’altra figura già conosciuta; ad“es.: il cerchio è una fignra
piana generata dalla rivoInzione d’una retta rigida intorno nd una delle
proprie estremità. Generatio æquirooa 0 generazione spontanca è una espressione
che ha due significati ben diversi: per il passato desiguava il nascere
spontaneo di esseri viventi, specie insetti, senza bisogno di ova o di germi
preesistenti; e questa cosa fu dimostrata falsa dalle esperienze del Redi e
dello Spallanzani. Oggi per generazione spontanea ο abiogencsi si intende
l’origine sulla terra della sostanza viva dalla sostanza inanimata; tale
origine spontanea, che è un presupposto della concezione monistico-meccanica ο
materialistica della vita, è intesa in due modi: ο gli esseri viventi nascono
direttamente dalla materia inorganica per una improvvisa aggregazione di
composti chimici evoluti a buso di carbonio, i quali si oristallizzano attorno
ad un contro di forza, così de assumere subito i caratteri di forme
riproducibili ; oppure, e questa è l’ ipotesi più accettata, alla compares di
esseri monocellulari organizzati precede un periodo di combinazioni chimiche
fra gli stessi elementi, per le quali si formano gradualmente quelle sostanze
che si dicono proteiche ο la cui molecola complessa si costituisce attorno ad
un atomo di carbonio. Quantunque lu dottrina dolls generazione spontanen si
presti a molte obbiezioni, è tuttavia ammessa ds molti scienziati perchè
preferibile a quella della oreasione dell’ essere vivente dal nulla, per opera
d’un potere esterno al mondo, o a quella dell’ilozoismo, cioè In esistenza
eterna ὁ continua della vita. Nella terminologiascolasticadistinguevansi varie
spocie di generazione: generatio conversiva, quella per la quate un soggetto
viene trasportato da una forma ad un’altra, ad es. il calore in movimento
meccanico; g. mufativa, per la quale la materia presupposta nella generazione
passa dalla negazione di qualche forma alla sua realizzazione, ad es. l’acqua
che da torbida diventa limpida; g. pura, simpler, pracoiea, per la quale viene
prodotto un corpo dalla muGun 470 torfa allora creata, in cui cioè non
precedette forma ο privazione di sorta, nd es. le generazioni avvenute nel
primo istante della creazione del mondo. Cfr. Richerand, Nuori elem. di
fisiologia, trad. it. Dall’Aqua, pref., $ v; Rosmini, Pricologia, 1846, vol. I,
p. 246 segg.; G. Pfitiger, Ueber die physiologische Verbrennung, Archiv für
gesammte Physiol. », 1875, vol. X; Id., Élém. de physiol. générale, trad.
franc. 1884; Haeckel, I problemi dell’ univereo, traduzione jana 1903, p. 353
segg. (v. monera, organiciemo, vita). Genere. Lat. Genus; T. Gattung, Genus; I.
Genus; F. Genre, In sonso generale il genere, come lo definisce lo Stuart Mill,
è € una classe che si distingne dalle altre, non solo per qualche proprietà
definita, ma per una serie sconosciuta di proprietà in numero indefinito, di
cui le prime sono V indice ». In senso logico il genere è quello che si predica
di molte specie differenti in qualche cosa, 0, come brevemente lo definisce Cr.
Wolff, eimilitudo specierum: in una serie di idee, in cui l'estensione va
decrescendo ed aumenta quindi la comprensione, l'idea più ostesa ὁ meno
comprensiva è nn genere rispetto alle meno estese e più comprensive, 6 l’idea
meno estesa è una specie rispetto alle più estese di cui comprende tutte le
proprietà. Ad es. nella serie: materia, organiemo, animale, vertebrate, uomo,
curopeo, V iden di organismo rappresenta il genere rispetto ail animale, che è
In specie e che dell’ organismo comprendo tutti gli attributi. Nella stessa
serio diccni genere promimo quel genere cho più #i avvicina, come tale, ad uns
data idea; ad es., animale rispetto a vertebrato, muteria’ rispetto ad
organismo. Ciò che sotto un rispetto è genere, sotto un altro rispetto è
specie; ad es, uomo è gonere rispetto ad europeo, ed è specie rispetto a
vertebrato. Ora, i metafisioi dicono genere sommo (τὸ γενικώτατον γένος summum genus) quello che contiene tutti gli
altri generi © non è contenuto in nessuno, ossia l’idea assolutamente
estensiva; tale sarebbe, socondo alcuni, I’ essere, secondo «τι GEN altri la sostanza, ο l’ unità, ο il bene,
eco. L’ idea assolìelmente specifica, ossia assolutamente comprensiva, è I’
dividuo. Nella biologia il genere à pure
1’ insieme di pi specie presentanti qualche punto di contatto; l'insieme di più
generi è la famiglia; tra il genere e la famiglia si ainmettono talvolta dei
sottogeneri. Nella nomenolatura binomia © denominazione duplice stabilita da
Linneo, ogni specie di animale o di pianta è designata con due nomi, di cui il
primo esprime il genere, il secondo la specie e serve n stinguerla dalle
oongeneri. Cfr.
Aristotele, Metaph., V, 28, 1024 a, 29 segg.; Crist. Wolff, Philos. rationalis
sive logica, 1732, $ 234; Kant, Logik, 1800, p. 150; J. 8. Mill, System of
logie, 1. IV, cap. 6, $ 4. Genesi.
Gr. Γένεσις; T. Genese; I. Genesis; F. Genèse. Significa generazione, origine,
formazione, principio. Iu greco indicava più specialmente divenire, produzione;
in tal senso si distingue da origine, in quauto ogni genesi suppone una realtà
preesistente e un punto di partenza, che ne è l’origine. Genetico. T. Genetisch
; I. Genotio; F. Génétique. Che riguarda la genesi di un essere, di un
concetto, di una istituzione. Il metodo genetico consiste nel ricercare le
orig; © la formazione di un dato fenomeno, di una data dottri o scienza. La
definicione genetica è quella che definisce un concetto nel modo stesso onde
esso si costruisce; dicesi gonetica indicatita, se il costituirsi degli
elementi non dipende da noi ma è opera della natura, genetica ricostruttiva se
possiamo congiungere noi stessi gli elementi costitutivi dell'oggetto, come
quando si definisce il ciliudro: una figura generata da un rettangolo, che
compio una rivoluzione completa girando intorno ad uno dei suoi lati. La olassificasione
genetica è quella che dispone i gruppi secondo una diversificazione
progressiva, e considera le classi come prodotto più o meno stabile, ma non del
tatto invariabile, delle variazioni causali delle proprietà. GEN Μο | itrine
evolutive ha reso genetiche tanto } © naturali quanto le sociologiche e moÈ.
Philos. rationalis, 1732, $ 195; Maso 8 segg. | om 2. vende; L Genius; F.
Genio, Esistono molte definizioni del genio, cho riflettono i modi diversi di
intenderne e spiegarne la natura: tutti però convengono nel considerare il
genio come la forma più alta di sviluppo che l'intelligenza, l’imaginazione, il
sentimento o il volere possono raggiungero in un individuo umano, come la più
compiuta espressione della psiche umana. Si distingue dal’ ingegno, che è più
comune e, so comprende e crea, non è nelle sue crensioni così spontaneo e
originale come il genio, nd suscita intorno a sè, tra i contemporanei ο presso
i posteri, quel consenso ο quell’ammirazione, che rendono immortale il genio.
Si distingue anche dal falento, che è in un uomò quella inclinazione
complessiva, che gli è propizia a causa delle speciali diresioni delle sue doti
di fantasia e d’intelletto. Le ricerche teoretiche sul genio non cominciano che
con la psicologia moderna; nei tempi antichi esso è studiato piuttosto
biograficamente, come în Plutarco, e in Platone, che nei suoi dialoghi fa
rivivere la figura del maestro immortale. Secondo la nota definizione,
attribuita dal Littré al Buffon, il genio non è altra cosa che una grande
attitudine alla pazienza ». Secondo d’ Holbach è la facilità di cogliere
l'insieme e i rapporti negli oggetti vasti, utili, difficili a conoscere ». Per
Cristiano Wolff è soltanto la-fcilità di osservare la somiglianza delle cose ».
Per Kant il genio artistico è una intelligenza cho opera come la natura »; il
segreto ο la caratteristica delle creazioni geniali sta in ciò, che lo spirito
che crea con uno scopo, lavora tuttavia come la natura che crea senza uno scopo
e senza un interesse; nel campo dell'attività razionale umana, il genio è la
sintesi della livertà e della natura, della finalità » della necessità,
della 473 GKN funzione pratica e della funzione
teoretica. Anche per Schelling il genio, come la più alta sintesi di tutte le
attività della ragione, consiste nella finalità senza scopo del creare; in
altre parole, l'essenza della ragione si realinza pienamente soltanto mediante
1’ attività cosofente-incosciente del genio arlistico, in quanto esso supera
quei contrasti tra attività cosciente © incosciente, che fanno sì che Pio
teoretico e l’io pratico, tra essi racchinso, non raggiunga mai, normalmente,
il suo scopo. Per Schopenhauer il genio è la capacità di penetrare con la pura
intuisione nella realtà obbiettiva delle cose, di sepnrarsi per un certo tempo
dalla propria personalità per essere puro soggetto conoscente. Per il Cousin il
genio, specie quello artistico, è caratterizzato da due cose: anzitutto dalla
vivacità del bisogno di creare, poi dalla potenza creatrice ; il vero genio non
riesce a dominare la forza che ha in sè, soffre nel contenere cid che prova,
cosicchè se è stato detto che non v ha uomo superiore senza un grano di follia,
tale follia, como quella della croco, è la parte divina della ragione ». Per
Lombroso il genio è, con la delinquenza e la pazzia, uns sottospecie di una
specie psicologica abnorme, unu nevrosi degenerativa di natura epilettoide;
questa teoria ha suscitato un vivace dibattito, non ancora chiuso, 0sservandosi
da alcuni che la genialità non è certamente In coratteristica dei folli, da
altri che il dispendio mentale da cui sorge l’opera del genio espone facilmente
a forme nervose degenerative, le quali dunque non sarebbero causa ma effetto
della genialità, da altri ancora che alle condizioni di assoluta squisitezza ὁ
delicatezza del sistema nervoso si debbono sia le attitudini geniali sia le
degenera zioni nervose, ma che le une e le altro, se sorgono su un terreno
comune, non si debbono perciò considerare come vincolate tra loro da un
rapporto di causalità. Cfr. Holbach, Syst. de la nature, 1770, vol. I, p. 127; Cr. Wolff, Paychologia emp. 1198, $
476; Kant, Krit. d. Urteilekraft, 1878, Geo
AU p187; Schopenhauer, Die Welt
als, oce., suppl., 1. IIT, cap. XXXI; V. Cousin, Du vrai, du beau οἱ du bien, part. III, cup. V; Moreau de Tours, Payool. morbide, 1859; Lombroso, L'uomo di
genio, 1888; Id., Genio e degenerazione, 1908; Id., Origine e natura dei genii,
1902; Padovani, Che cox’ è il genio, 1907; Id., Le origini del genio, 1909.
Geocentrico. 1. Geocentrisoh; F. Géocentrique. L’antico sistema tolemaico, che
poneva la terra come il punto centrale fisso dell'universo, intorno a cui si
muovono il sole, la luna e le stelle. Il geocentrismo si ricollega strettamente
all’altro errore antico dell’antropocentrismo, per cui l’uomo considera sò
stesso come scopo finale prestabilito della creazione, e crede che tutta la
natura sia stata creata per servire et lui (v. oause finali, finalità,
oliooentriemo) Geografia. T. Erdkunde, Geographie; I. Geography; F. Géographie.
Scienza che ha per oggetto la descrizionc della superficio della terra, la
determinazione della sua veru forma, la distribuzione delle piante e degli
animali, delle zone occupate dai diversi popoli, linguaggi, religioni, ecc. Si
distingue perciò la geografia fisica, matematica, biologica (zoologica,
botanica, etnologica), sociologica (econo-, politica, linguistica, ece.).
Geologia. Ί. Erdbildungskunde, Geologie ; I. Geology; F. Géologie. La, scienza
che studia la struttura interna della terra, i suoi periodi di formazione,
desumendoli dall’ esame della crosta terrestre e dalle leggi fisiche e
chimiche. Eas sorse quando cominciò seuoterai la fede nelle leggendo n saiche
sulla creazione, verso la fino del secolo diciottesimo, οἱ è giunta oggi u
stabilire i periodi principali nella storia della terra, a spiegure la
formazione dei fossili, a escludere l’ intervento dei miracoli e delle cause
sovrannaturali nella formazione del nostro pianeta. Cfr. K. A. Zittel,
Geschichte d. Geol. und Paläontologie, 1899 (v. cosmogonia). Geometria. T.
Geometrie; I. Geometry; F. Géométrie. Quella parte delle scienze matematiche
che ha per oggetto 475 Gro lo studio delle forme ο delle -figure che
si possono tricciare nello spazio. Secondo il Comte l'oggetto della geometria è
la misura indiretta delle grandezze; infatti nelle «quantità non direttamente
misurabili, conosciuti alcuni dei rapporti tra gli elementi di cui una figura è
composta, essendo tali elementi necessari, mediante essi αἱ determimano tutti
gli altri. La geometria distinguesi in pura e analitica: quella, senza valersi
delle formule algebriche, studia direttamente le figure mediante spostamenti,
sovrapposizioni ed uguaglianze; questa allo studio diretto delle figure
sostituisce delle semplici formule algebriche, fondandosi sulla scoperta di
Cartesio, che cioè ad ogni figura corrisponde una equazione e ad ogni equazione
una figura. Alla geometria pura si connette la descrittiva, cioè 1’ arte di
rappresentare delle figure solide mediante le loro proiozioni sopra due piani
perpendicolari. Fino ol principio del secolo XIX la geometria enclidea era
considerata il modello porfetto d’ogni certezza scientifica; il razionalismo
cartesiano, ispirandosi al detto di Keplero, ubi natura ibi yeometria, l'aveva
posto # fondamento d’ogni sapere intorno alle cose idealizzate nella pura
estensione ed aveva persino preteso con Spinoza di costruire una morale more
goometrico demonstrata. Ma con l'Helmbolte, il Lobatchewsky, il Riemann, il
Bolyai, ecc. cominciò ad affermarsi la ponsibilità di altri spazi oltre quello
euclideo, e quindi di geomotrie diverse da quella di Euclide. Ciò diede origine
à vivact discussioni filosofiche, non ancora sopite, tra empiristi e
neo-kantiani, intorno alla natura dello spazio, nlY origine degli assiomi, alla
possibilità 0 meno di rappresentarsi intuitivamente lo spazio non euclideo.
Altre vedute non meno importanti si annunziarono in questi ultimi tempi circa
la natura e il metodo della geometria. Così secondo il Pieri la geometria deve
affermarsi sempre più come lo studio d'un certo ordine di relazioni logiche,
liberandosi dai legami che ancora la legano all’ intuizione e divenendo con
Gen 476
ciò scienza puramente deduttiva ed astratta. A questa nuova elaborazione
logica della geometria, contribuì specialmente, tra noi, il Peano; secondo il
quale il calcolo geometrico consiste in un sistema di operazioni da eseguirsi
su enti geometrici, analoghe a quelle che l’algebra fa sopra i numeri ©
permette di esprimere con formule i risultati di costruzioni geometriche, di
rappresentare con equazioni proposizioni di geometria e di sostituire una
trasformazione di equazioni a un ragionamento ; come si vede, questo calcolo ha
analogie con la geometria analitica, dalla quale però differisce in quanto i
calcoli non si fanno, come in quella, sui numeri che determinano gli enti
geometrici, ma sngli enti stessi. Cfr. Klein, Porlesungon über nicht-suolidischen
Geometrie, 1893; Halstead, Bibliografy of hyperspace and non-ewolidean
geometry, American journ. of. math. », vol. I, p. 261 segg.; Veronese, Fondamenti di geometria a
più dimensioni, 1891, p. 565 segg.; Vonola, La geometria non-cuolidea, 1905;
Peano, I prinoipii di geometria logicamente esposti, 1889, p. 3 segg.; Aliotta,
La reazione idealistios, 1912, p. 389 segg. (v. euclideo, matematica,
metageometria, spazio, superficie). Gerarchia. T. Hierarchie; I. Hierarchy; F.
Hiérarchie. Una serie di esseri ο di fatti, sia reali cho ideali, disposti in
modo che ciaseuno dipende dai precedenti e comanda ai susseguenti o li determina,
li spiega. In tal senso parlusi di gerarchia delle scienze, gerarchia delle
funzioni xin fisiologiche che sociali, gerarchia delle specie biologi che, ece.
(v. olagnifoazione delle wienze, seriazione dei fen. sociali). Germiplasma
(teoria del). E la teoria con la qualo il Weissmann spiega l'eredità. L’ essere
organizzato è costituito di soma 0 plasma somatico, da cui si sviluppano tutti
i tessuti del corpo, ο di germiplasma, o plasma germinale, di cui una parte
viene impiegata nella riproduzione οἳοditaria, dando luogo ai nuovi individui.
Ora, non essendovi aleuno scambio, nessuna comunicazione tra queste due 417 Go
specie di plasma, e le qualità acquisite interessando esclusivamente il primo,
ne viene come necessaria conseguenza la negazione dell’ ereditarietà dei
caratteri acquisiti. Ed è appunto per questa conseguenza, che la teoria del
Weissmann ha suscitato infinito discussioni e critiche nel mondo scientifico.
Cfr. A. Weissmann, Des Koimplaema, cino neue Theorie d. Vererbung, 1894 (v.
eredità, panmizia, neolamarkismo). Gionchiti o gioachimiti. Setta di eretici
medioevali, fondata dall'abate Gioacchino e originata, secondo il Tocco, dalle
dottrine della Chiesa greca 9 ancor più da quelle del catarismo. Il gioachismo
divide In storia dell’ umanità in tre grandi periodi, nel primo dei quali regnò
il Padre, nel secondo il Figlio, nel terzo sarà per regnare lo Spirito; questo
terzo periodo sarà contrassegnato della luce piena della grazia, della libertà
ο della carità, impererà un vangelo più perfetto e la verità sarà colta
attraverso le molteplici allegorie della Bibbia, abbandonandone |
interpretazione letterale. Cfr. Tocco, L'eresia nel medio oro, 1884 (v.
alimariolans). Gioia. T. Freude; I. Ioy; F. Joie. È un sentimento di piacere,
che non è localizzato in nessuna regione determinate dell’ organiamo, e al
quale s’unisce, secondo l'Hôffding, una tendenza involontaria a mantenere e
conservare l'oggetto del piacere. Fa intesa e definita variamento dai filosofi.
Per Spinoza è la passione per la quale l’anima passa a una perfezione maggiore
», mentre la tristezsa è la passione per cui discende sd una minore. Por
Cartesio à una gradevole passione dell'anima, nella quale consiste il godimento
che essa ha del bene, che le impressioni del cervello le presentano come suo »;
esiste anche una gioia puramente intellettuale, che viene nell’ anima per la
sola azione dell’ anima e che si può dire essere nnn gradevole emozione
eccitata in lei stessa, nella quale consiste il pincere cho essa ha del bone,
cho il suo intendiGiu mento le presenta come proprio ». Per Locke la gioia è un
piacere che l’anima prova quando considera il possesso di un bene presente o
futuro come assicurato ; e noi siamo in possesso di nn bene quando esso è
talmente in nostro potere, che possiamo goderne quando vogliamo ». Per il
Galluppi la gioia è una passione, che nasce quando |’ oggetto nmato si riguarda
come presente; quando si riguarda invece come vicino, e certo ad ottenersi, si
ha l’allegrezza alla gioia si oppone la tristezza, all’ allogrezza lx mestizin.
Per il Godwin è uno stato di piacere mentale, detorminato specialmente da
sensazioni piacevoli e dai loro oggetti, dalle conoscenze di ogni specie, da
ogni sorta d'esercizio. Il Bergson insiste sul carattere di pienezza o totalità
della gioin, per oui essa si estende a tutto il contenuto della coscienza La
gioia interiore non è, più che la passione, un fatto psicologico isolato, che
occuperebbe da principio un angolo dell’ anima e a poco a poco gundagnerebbe
terreno. Nel suo grado più basso, essa somiglia molto ud una orientazione dei
nostri stati di coscienza verso l'avvenire. Poi, como se codesta attrazione
diminuisse la loro pesanterza, le nostre idee © sensazioni si succedono con
maggiore rapidità; i nostri movimenti non costano più lo stesso sforzo. Intino,
nella gioin estrema, le nostre percezioni ei nostri ricordi acquistano una
qualità indefinibile, paragonabile a un calore 0 a una luce, e così nuovi che a
certi momenti, ritornando su noi stessi, proviamo come uno stupore di ensero ».
Cfr.
Cartesio, Les passions de l'âme, II, 91; Spinora, Ethica, lib. IIT, teor. XI,
scolio; Locke, Essay, II, cap. 20, $ 7; Galluppi, Lesioni di logioa e
metafisica; Godwin, Active principles, 1885, p. 9, 18; Bergson, Essai sur les
données imm. de la conscience, 1904, p. 8; G. Dumas, La tristesse é la joie,
1908. (Giudizio. T. Urteil; 1.
Judgement; F. Jugement. Essendo un atto primitivo della mente, ο quindi
nasolntamante mi generis, non è propriamento detinibile. La dofinizione
più 479
Gru comune, già usata da Aristotele, quell’atto per cui ni afferma ο si
nega » è essa pure una tautologis, perchè I’ affermare ο il negare costituisce
appunto il giudizio. Nè più felici sembrano le altre definizioni, che citiamo a
caso e senz’ ordine cronologico rigoroso; Malebranche : la percezione del
rapporto che si trova tra due 0 più cose; Baylo: l’atto col quale affermiamo o
neghiamo qualche cosa di un’nltra; Locke: l’atto con cui si uniscono ο ri
separano due idee; Kant: è l’idea dell’ unità di coscienza di difterenti idee,
ο l’idea del loro rapporto in quanto compongono una nozione; Hobbes: è
l’espressione del rapporto tra il significato di due nomi; Wuridt: è la
decomposizione d’ una rappresentazione nei suoi elementi; Hamilton : giudicare
è riconoscere la relazione di congruenza o di incongruenza in cui stanno tra di
loro due concetti, due cose individuali, ο un concetto e un individuo; Munsel:
un atto di comparazione tra due dati concetti riguardo la loro relazione ad un
oggetto comune ; J. 8. Mill: la pertinenza di un attributo o di un grappo di
attributi, ad un altro attributo o gruppo di attributi; Galluppi: un pensiero,
col quale noi pensiamo che un oggetto è o non è di tale o tal maniera; Rosmini
P affermazione (possibile o reale) d’ un atto in sò, che si fa, sia poi un atto
essenziale, ο sostanziale, ο accidentalo, positivo ο negativo, occ.; Masci: un
rapporto predicativo tra concetti; Hòfiding : un legame di nozioni fatte con
coscienza © limpidezza; Volkelt: un semplice atto di relazione; Bergmann: la
decisione sul valore di una rappresentazione. Nel giudizio si distinguono tre
elementi costitutivi: il soggetto che è il concetto da determinarsi ; il
predicato che è il concetto che serve a determinare il soggetto; la copula che
è la relazione tra il predicato e il soggetto. Secondo alcuni logici, quest’
ultimo non è elemento essenziale del giudizio © può anche mancare. Varie furono
le classificazioni proposto dei gindisi, perchò vario fu il modo onde il
giudizio stato considerato; ma la classificazione più universalm Gv 480
accettata è quella che, abbozzata primitivamente da Aristotele,
completata dai logici posteriori, fa poi raccolta in una tavola dal Kant. Essa
divide i giudizi in quattro classi, secondo la qualità, la quantità, la
relazione, la modalità. Sotto il primo rispetto i giudizi sono: affermativi,
negativi. infiniti; sotto il secondo universali, particolari, individuali :
sotto il terzo calegorici, ipotetici, disgiuntivi; sotto il quarto
problematici, assertori, apodittici. La qualità © quantità doi giudizi vengono
designate per brevità colle lettero a, ο, secondo i versi mnemonici: Asserit a
negat €, verum generaliter ambo. Assorit i negat ο, sed partioulariter ambo. Il
Kant distingue anche i giudizi in analitici ο sintetici. Alla classificazione
kantiana alcuni vogliono aggiungere questa: giudizi narrativi, esplicativi,
descrittivi. La classificazione kantiana dei giudizi vale porò soltanto per i
giudizi semplici; i giudizi composti furono da altri divisi in tre classi: a
relazione omogenea, a relazione etorogonea, giudizi contratti (v. le rispettive
definizioni). Cfr. Kant, Krit. d. reinen Fern., ed. Reclam, p. 33 segg.; Logik,
$ 17; Hamilton, Lectures on metaph., 1859, I, p. 204 segg., II, 271 segg.;
Mansel, Metaphysios, 1866, p. 220 segg.; Hôffding, Peyohologie, trad. franc.
1900, p. 285; Id., La base peyohologique des jug. logiques, Revue philos. »,
1901, t. II; Ueberweg, System der Logik, 1874, § 67; Volkelt, Erfahrung und
Denken, 1886, p. 157 segg.; Wundt, Logik, 1893, vol. I, p. 136 segg.; Gulluppi,
Lezioni di logica e motaf., 1854, vol. I; p. 65; Roamini, Logica, 1853, p. 87;
Masci, Logica, 1899, p. 158 segg.; Calò, Conoezione fetica ο conoesione
vintetioa del giudizio, Cultura filosofica », agosto 1908; S. Tedeschi, Sulla
funzione conoscitiva del giudizio, Ibid. », gennaio 1910. Giustizia. T.
Gerechtigkeit; I. Justice; F. Justice, È la più grande delle virtà sociali,
l’espressione più alta del sentimento di simpatia, Essa trae origine dal
concetto di uguaglianza ο di reciprocità, e si compendia nel precotto
evangelico: non fare agli altri cid che non vorresti fosse 481
Gru fatto a to stesso. Infatti già i pitagorici, cioè i primi filosofi
che studiarono il concetto della giustizia, ls fecero consistere nel
contraccambio, nella proporzione, 6, in conformita al loro simbolismo
matematico, 1’ assimilarono al numero quadrato, ἡ δικαιοσύνη ἀριθμὸς ἰσάχις
ἴσος. Con ciò è dato, quantunque in modo generalissimo, il concetto della
giustizia come di una combinazione fra termini uguali © contrapposti; essi
facevano consistere la giustizia nel1’ uguale moltiplicato per 1’ uguale, ο nel
numero quadrato, perchè essa rende lo stesso per lo stesso. Anche Aristotelo
affermava che il giusto è il legittimo ο 1’ uguale, 1’ ingiusto l’illegittimo ο
l’inuguale; e i Romani, col termine ginstizia, designavano ciò che è esatto, imparziale,
proporzionale. La giustizia scaturisce dal seno stesso della 80cietà, assumendo
forme sempre più pure e perfetto, ο si personifica nel Potere, che ha l'ufficio
di tutelarne il rispetto e l’applicazione anche con la coazione materiale. Si
distingue quindi la giustisia sociale, che risiede nel Potere, dalla giustizia
potenziale (ο equità), corrispondente alla idealità che nasce da prima nell’
individuo ο si riflette nella società. La giustizia si distingue ancora dalla
carità ο beneficonza, che si compendia nel precetto: fa agli altri ciò che
vorresti fatto a te stesso. Fra le classificazioni delle varie forme di
giustizia, la migliore sembra ancora quella aristotelica, che distingue: 1. la
ginstisis distributiva (τὸ δίκαιον daveperix6v) che riguarda i rapporti fra i
cittadini d'uno stato ei beni comuni da condividero, che si devono distribuiro
secondo il merito; 2. la ginstisia correttiva (τὸ δίκαιον διορθωτικὀν) che
riguarda specialmente l’applicazione delle leggi e veglia non alla loro formazione
ma al loro adempimento; 3. la giustisia retributiva (τὸ δίκαιον αντιπαπονθός)
che può essere o penale o civile o comniutativa in quanto è l’ uguaglianza pura
e semplice, ο l’equivalenza dei beni scambiati, dei mutui servigi. Cfr.
Aristotole, Motaph., I, 5, 985 b, 29; EtMoa, V, 1, 1129 a, 6 segg.; 31 ;
Gra-Gno 482 Zeller, Phil6s. d. Griechen, I, p. 391-426;
Diels, Die Fragm. der Vorsokratiker, 1906, vol. I, p. 239 segg.; Romagnosi,
L'antica morale filosofica, 1838, p. 195 segg.; Troiano, Dottrine morali di
Pitagora ο di Aristotele, 1897, p. 58 segg.; Ardigò, Opere fil., IV, p. 54
segg.; Z. Zini, Giustizia, 1906; B. Donati, Dotirina pitagorica e aristotelica
della giustizia, Riv. di fil. », novembre 1911. Glandola pienale. T.
Zirbeldrüse; F. Glande pinéale. Organo atrofizzato ο rudimentario, di forma
conico-ovolare, di colore rossastro, che si alsa davanti ai lobi ottici, tra
l'encefalo anteriore e quello posteriore. Cartesio od altri filosofi ne fecero
la sede dell'anima: Kem acourate eraminando, dice Cartesio, mihi videor
ovidonter cognovisse, partem cam corporis, in qua anima ezerosi immediate suas
functiones, nullatonus osso oor, neque etiam totum cerebrum, sod solummodo
mazime intimam partium eius, qua est certa quaedam glandula admodum parva, sita
in medio subatantiae ipeius, et ita suspensa supra oanalem, por quem spiritus
oavitatum cerebri anteriorum communicationem habent cum spiritibue pouterioris,
ut minimi motus, qui in illa sunt, multum possint ad mutandum oursum horum
spirituum, σὲ reciproce minimac mutationes, quae accidunt cursui spirituum
multum inserviant mutandie motibus huiue glandulae. Invece per i moderni
naturalisti essa non è che il rudimento di un occhio impari, mediano, chiamato
occhio parietale per la sua posizione rispetto alle ossa omonime, In parecchi
vertebrati inferiori, ad os. nei rottili, esso è più che rudimentale,
potondovisi discornere le varie parti degli occhi ordinari. Cfr. Cartesio,
Pans, an., I, 31 seg. (v. animali spiriti). Gnomica (filosofia). Nel suo
significato generale designa quella forma di sapienza che non è sistematizzata
in un tutto logicamente coordinato, ma s' esprime in proverbi, sentenze,
aforismi, con forma popolare sia in prosa che in poesin. In un significato più
ristretto, designa la primitiva morale dei Greci, quale trovani già esposta nei
versi di 483 Gxo Omero, nel poema di Esiodo, nella poesia
gnomica propriamente detta di Solone, di Focide, di Teognide e nelle sentenze de’
sette Savi, conservate dalla tradizione. Cfr. Diogene Laerzio, I, 1, 40 segg.;
Aristotele, EtMoa Nie., V, 3. Gnoseologia. T. Gnoseologie, Erkerntnistheoris ;
I. Gnos0logy ; F. Gnostologie, Guosiologie. Nome dato dal Banmgarten a quella
parte della filosofia che tratta della dottrina della conoscenza, vale a dire
dell’ origine, della natnra, del valore e dei limiti della nostra facoltà di
conoscere. La parola è caduta quasi in disuso nella terminologia tedesca, che
preferisce la parola Erkenniwistheorie
teoria della conoscenza; è invece d’ uso comune negli altri linguaggi
filosofici, sebbene con qualche oscillazione di significato. La gnoseologia non
va confusa nd con la peicologia nd con la logica: sebbene abbiano per oggetto
comune lo studio del pensiero, tuttavia la psicologia considera il pensiero
stesso come un'attività dello spirito; la logica lo riguarda come mezzo delle
conoscenze mediate, il quale condnoe alla verità ο all'errore a seconda che è
usato bene o male; la gnoseologia lo studia in rapporto all’ oggetto, per
vedere se © in che limiti ce ne può dare In conoscenza. La gnoseologia si
distingue anche dalla epistemologia, che è lo stadio critico dei principi,
delle leggi, dei postulati e delle ipotesi scientifiche. Circa la sua
importanza, è indubbio che da Kant in poi casa occupa una posizione centrale
nella filosofia, tantochè per alcuni essa è tutta quanta la filosofin ; nessun
filosofo oggi può accingersi a discutere di questioni metafisiche senza aver
prima chiarita la sua posizione riguardo ai problemi gnoseologici. I quali,
trascurati ο sottomessi a presupposti metafisici nella filosofia antica ο
medievale, cominciano ad assumere unu posizione autonoma ο fondamentale con l’
empirismo inglese, specialmente con Locke: La mia intenzione, egli dice, è di
ricercare 1’ origine, la certezza ο 1’ estensione del sapere umano, come pure i
fondamenti e lo fasi gradunli della credenza, della Gyo 484 opinione
e dell’ assenso ». Mentre Cartesio, Malebranche, Spinoza, eoc., si erano
affaticati intorno al problema del rapporto tra anima e corpo, tra spirito e
materia, Locke, giudicando tale problema come insolubile, si propone invoce di
determinare con quali mezzi giungiamo a conoacere tanto lo spirito che il
corpo, e, con la distinzione tra le qualità primarie e le secondarie, con
l’analisi distruttiva dell'idea di sostanza, getta le prime basi di tutte le
discussioni gnoseologiche, le quali terranno occupata Ja mente dei filosofi nei
due secoli seguenti. Occorre però aggiungere che non tutti i filosofi moderni
convengono sulla necessità, anzi sulla legittimità della gnoseologia. Hegel
aveva già osservato: L’esame della conoscenza non può farsi altrimenti che
conoscendo ; questo cosidetto stromento richiede di essere esaminato non
altrimenti che conoscendolo. Ma voler conoscere, prima di conoscere, è cosa
tanto assurda quanto il sapiente proposito di quello scolastico, di imparare a
nuotaro prima di arrischiarsi nell’acqua ». Oltre la scuola dell’ Hegel (la
quale però non è tutta concorde nel seguire in questo il maestro) anche quella
del Fries nega la legittimità della gnoseologia, considerando In possibilità
della conoscenza non come un problema, ma come un fatto, in quanto il criterio
della verità dei giudizi ata nella conoscenza immediata, quale ci è data dalla
percezione che è originariamente assertoria: se la possibilità della conoscenza
fosse un problema, per risolverlo dovremmo avero un criterio, mediante
l'applicazione del quale si potesso decidere se una conoscenza è vera o no;
questo criterio sarebbe una conoscenza 0 no; nel primo caso richiederebbe a sun
volta un altro criterio per poter decidere della sus validità, nel secondo
caso, se cioò non fosse conosciuto, come potremano conoscere che è un criterio
della verità? Cfr. Locke, Essay, I, cap. I, $ 2; Hegel, Enoyol., $ 10; A.
Phalen, Das Ærkenninisproblem in Hegels Philosophie, 1912; Riehl, Die
philosophiache Kriticismus, 1879, vol. II, 1. I, p. 11; Eigler, 485
Gxo-Goc Einführung in die Erkenntnistheorie, 1906; È. Cassirer, Das
Erkenntnisproblen in d. Philos. u. Wissenschaft, 1906-1907 ; .ibhandlungen der
Friewechen Schule, 1909-1912, vol. III, fase. IV; Ardigò, Op. jil., vol. I,
pref.: V, 15 segg.; Do Sarlo, I problemi gnoseologici nella. fil. contemp., Cultura
filosofica », settembre 1910. Gmosi. T. Guosis; I. Gnosis; F. Gnose. Indica
quella scuola teologica e filosofica, sorta nei primordi del oristinnesimo, la
quale voleva giungere dalla pura fede nel fatto (πίστις), alla vera conoscenza
(γνῶσις) di Dio, della natara e dol destino degli esseri, mediaute lo studio
dello diverse religioni ο il confronto della religione cristiana colle
precedenti. Varie sono le forme di gnosticismo, che si distinguono a seconda
della religione a cui ciascuna dà la preferenza: quindi si ha una gnosi
cristianizzante, cui appartennero Saturnino e Marcione; una paganizzante, cui
appartennero Carpoerate e Manete; una giudaizzante, cui appartonnero Valentino
e Basilide. Combattuta dalla Chiesa cristiana, da cui la separavano profonde
divergenze, essa si spenso dopo un breve periodo di apparente fecondità. Perd,
secondo aleuni scrittori cattolici, la gnosi ha gettato nelP atmosfera
intellettuale una quantità di idee teologiche © di idealità morali, che hanno
contribuito potentemente alla diffusione del cristianesimo dopo averne
minacciato l’esistenza ». Le origini della gnosi fnrono attribuito dui SS. Padri
a Simon Mago; i caratteri fondamentali di talo scuola sono: il dualismo tra
spirito e materia, e la dottrina del Demiurgo. Cfr. Harnach, Lehrbuoh der
Dogmengeschiohte, 1894, I, p. 220 segg.; F. Bonaiuti, Lo gnosticismo, 1907 (v.
eoni, Noo, Logo, Demiurgo, pleroma, nisigia). Gnosticismo v. gnosi. Goclenico
(eorite). Il tipo progressivo del sorite, In cui formola si deve a Rodolfo
(ioclenio; è 1’ inverso del tipo regressivo, formolato da Aristotele. La sua
formola è: C= D, B C, 4 == B, dunque A= D. Ad es.: l’ovoGra 486
luzione è perfezionamento ; la civiltà è evoluzione; la moralità è
civiltà; dunque la moralità è perfezionamento. Cfr. Goclenius, Isagoge
inorganon Aristotelis, 1598, p. 2, ο. 4; Lotze, Grundzüge d. Logik, 1891, p. 46
(v. sorite). Graduasioni medie (metodo delle). Uno dei metodi adoperati per
verificare lu leggo di Weber sul rapporto tra la sonsaziono ο lo stimolo.
Siccome 1’ intensità della sensazione cresce in proporzione aritmetica, quando
l’intensità degli stimoli cresce in proporzione geometrica, così, trovando una
sensazione media tra due sensazioni a’ intensità differente, l'intensità
aritmeticamente modia tra le duo sensazioni dovrà corrispondero ad una
intensità geometricamente media tra i due stimoli. In ciò consiste il metodo dello
gradazioni medie, proposto dal Wundt. Cfr. Wundt, Grundzüge d. Psyoologie,
1893, p. 356 segg.; Id., Grundriss d. Payohol., 1896, p. 299. Grafico (metodo).
T. Graphische Methode; I. Graphio mothod; F. Méthode graphique. Consiste nel
rappresentare mediante traccinti o grafiche i fatti che si stanno studiando. Il
metodo grafico ha ricevuto e riceve sempre nuovo applicazioni, estendendosi
esso sia ai fatti puramente fisiologici che ai psicofisiologici, nei quali i
movimenti corrispondono a particolari stati psichici. A seconda dei fenomeni di
cui si vogliono raccogliere le indicazioni grafiche, variano naturalmente gli
strumenti, fra cui ricordiamo gli psicografi, gli ergografi, i grafografi, i
miografi, gli sfimografi, i pletismografi, i pressiografi, ecc. In tutti, ad
ogni modo, le grafiche sono fissate in bianco sul fondo nero di una carta
annerita per mezzo d’una fiamma fuliginosa, ο rese indolebili mediante un bagno
di vernice. Grafologia. ‘I. Graphologie; I. Graphology ; F. Graphologie.
Quantunque } etimologia della parola sembri indicaro come oggetto di questa
scienza lo studio della scrittura sotto tutti i suoi aspetti, tuttavia, nel
concetto dei suoi più noti cultori, essa si restringe a cercare i rapporti
che 487
Gra esistono tra il carattere di un individuo e la sua scrittura, per
cavarne norme generali onde poter inferire in ogni caso dalla scrittura -che è
la traduzione immediata dal pensiero la conosconza del carattere dello
scrivente. Tre sono le ricerche che la grafologia compio in ogni seritto: 1. i
sogni generali, dati dall’ insieme dello scritto; 2. i segni particolari, dati
dalla punteggiatara, dalle paraffe, dai filetti, dalle lettere; 3. le
risultanti, vale a dire lo conclusioni generali derivanti dal confronto dei
vari se grafologici. La grafologia studia, oltre agli soritti degli individui
normali, anche quelli dei delinquenti, dei geni e dei pazzi. Cfr. Erlenmayer,
Die Schrift, 1879; Goldscheider, Dio Physiologie und Pathologie ste
Handschrift, 1891; Cropieux-Jamin, L'écriture οἱ le caraotère, 1879; Lombroso,
Grafologia, 1895. Grafo-motore (centro). Il centro grafo-motore è situato sotto
il piede della seconda circonvoluzione frontale del1’ emisfero cerebrale
sinistro ; la sua distruzione determina la agrafia, ossia la perdita della memoria
dei movimenti necessari alla scrittura. La scoperta di questo centro è dovuta
ul Broca, allo Charcot e alla sua scuola: alcuni fisiologi, però, non ammettono
I’ esistenza di un centro psichico distinto per l’impulsione e la coordinazione
dei movimenti della scrittura, altri lo ripongono nel midollo all’ altezza del
rigonfiamento anulare. Cfr. Ch. Bastian, Le cerregu organe de la pensée, trad.
franc. 1888, vol. HI, p. 64 #ogg. Grammatica. 1. (irammatik, Sprachlekre ; 1.
Grammar; F. Grammaire. E la forma del linguaggio, mentro il vocabolario no è la
materia. Le forme grammaticali esprimono lu funzione essenziale del pensare, la
quale consiste nel porre in relazione; quindi esse sono in continuo reciproco
rapporto con lo sviluppo del pensiero stesso. Da principio non esistono che
parole, cioò segni per rappresentare gli ogget: © le relazioni logiche sono
significate sia con la disposizione delle parole sis adoperando certe parole ad
esprimere, Gra 488 oltrechè oggetti, anche rapporti. In seguito
le disposizioni di parole diventano costanti e le parole adoperate ad esprimero
rapporti perdono il loro significato indipendente fino ad aggiungersi come
affissi alle parole dinotanti oggetti. Intine I’ orguuismo grammaticale, sotto
l’azione incessante del pensiero, si fa completo: mediante il solo cambiamento
del suono (/lessione) ogni parola è un’ unità modificata secondo le suo
relazioni grammaticali, ed una parto del discorso determinata, avente un’ unità
sia lessicale che gramiuaticale. Lu grammatica, come scienza delle regole che
le necessità logiche, l’uso e la vita sociale hanno imposto agli individui
nol?’ impiego del linguaggio, comincia con i sofisti, specialmente con Prudico,
Ippia ο Protagora; quali maestri d’ eloquenza politica essi dovevano insegnare,
in prima istanza, come si parla bene e trasformando la retorieu da arte
tradizionale in soienza, si dedicarono a ricerche intorno alle parti del
discorso, all’ uso dello parole, alla sinonimia e all’ etimologia, e furono
così i creatori della grammatica. Cfr, Marty, Ueber eubjeotlose Sätze und das
Verkäliniss der Grammatik zu Logik und Paychologie, Wiert. fur Wiss.
Philosophie >, VIII, Jahrg. 1884, 1° art. p. 73; A. Marty, Rech. sur lee
bases de la grammaire οἱ de la phil. du langage, 1908; Binet et Salmon, Langage
οἱ pensée, 1909 (v. linguaggio, giudizio, emozionale, eco.). Grazia. T. Gnade,
Anmutk; I. Grace; F. Grice. Questo vocabolo ha due significazioni ben distinte,
una teologica ο l’altra estetica, Nella teologica la grazia divina è uno dei
dogmi della religione cristiana, definito dai teologi come il dono
sovrannaturale e gratuito concesso da Dio agli uomini, per condurli alla eterna
salvezza. Esso si ricollega strottamente col dogma della caduta dell’uomo ο del
peooato originale; questi due dogmi sono dovuti entrambi a 8. Agostino, che li
difese dagli assalti © dalle false interpretazioni delle sette ereticali.
Grande estensione diede poi al dogma della grazia S. Tommaso, che la considera
necessaria al 489 Gra PP uomo per
compiere quella parte sovrannaturale del suo destino, che consiste nella
visione divina; © tale necessità, inerente alla sua condizione di creatura, si
è ostesa, per il peocato originale, anche a quelle azioni che non oltrepassano
la natura delle sue forze: Nello stato di natura innocente l’uomo non aveva
bisogno che una virtà di grazia si aggiongesse a quella di natura, se non per
fare © per volere il bene sovrannaturale; ina nello stato di natura corrotto,
ne ha bisogno per due riguardi: primo per rimanere terso dalla macchia della
colpa, secondo por cor piere un beno di ans virtb sovrannaturale che sia mei
torio ». Così l’aiuto della grazia è nocessario per osserva i precetti della
leggo divina, per amare Dio, per non peccaro, per uscire dai lucci del peccato,
per perdurare nel bene © infine per rendersi degni di ricoverla allorchè non si
possiede. A che wi riduco allora il compito dell’uomo e la libertà del suo
volere? Per conciliare questo dogma con la dottrina del libero arbitrio, i
teologi distinsero varie specie di grasin: la grazia interiore, che ispira all’
nomo buoni pensieri, pie risoluzioni, © lo porta a fare il bene; la grazia
abituale, cho risiede nella nostra anima, rendendolu cara a Dio © meritevole
dell’ eterna felicità; la grazia attuale, che è una operazione per la quale Dio
illumina la mente e muove la volontà nostra a fare un’opera buo: superare una
tentazione, adempiere un precetto; la grazi afficace, che opera infallibilmento
sulla volontà e alla quale l'uomo non resiste mai, malgrado la libertà che ba
di resistere; la grazia sufficiente che dona alla volontà abbastanza forza per
fare il bene, ma alla quale l’uomo può resistere, rendendola così
inefficace. Nell’ estetica la grazia è
qualche cose di distinto ο talora indipendento dalla bellezza, tantochè, come
osservò già il Winkelmann, ossa si trova anche in quelle forme che non sono
belle ed è un mezzo di supplire alla mancanza del bello. Generalmente, la
grazia è considerata come la bellezza di ciò che è piccolo, fragile, Gus 490
gentile; oppure come la bellazsa del morimento, comprendendo in questa
espressione anche le forme fisse, nelle quali la suggestione del movimento sia
non solo assai viva, ma anche principale. Per lo Schelling la grazia nell’ arte
à P espressione dell anima: Dopo che l’arte ha dato alle cose il carattere che
loro imprime l’ aspetto dell’individualità, fa un passo ancora; dà loro la
grazia che le rende amabili, facendo che esse sembrino amare. Oltre questo
secondo grado, non ve n’ha che uno, che il secondo annuncia ο prepara; è di
dare alle cose un’ anima, con cui esse non sembrano più soltanto amare, ma
amano. La grazia nelParte è l’espressione dell’ anima ». Per lo Spencer invece
la grazia è la bellezza del movimento, che non riveli uno sforzo ο che sia
vario di direzione, di volocità ο di composizione: questa varietà spiega
l’etorna freschezza della grazia. Il Guyau, accostandosi allo Schelling, fa
consistere la grazia in uno stato della volontà, della volontà soddisfatta o
che è portata a soddisfare altrui: ovvero nell espressiono del?’ amore, perchè
par che amie perciò è amata. Secondo il Masci, il sentimento del grazioso è un
sentimento gaio, che rifugge dalla serietà ο dalla gravità, © suppone un
contrasto oggettivamente e felicemente superato, di forma non di sostanza, di
sò stesso inconsapevole; esso ha per fattore psichico essenziale la porcezione
dell’ingenuità che non confini con la dabbenaggine, che non offra motivo di
disistima ο di sprezzo. Cfr. 8. Tommaso, 1*, 33, qu. CIX, art. 2,3 e segg.;
Jourdain, La fil. di S. Tommaso, trad. it. 1860, p. 203 segg.; Schelling,
System d. transcend. Idealiomus, 1801; ‘Taine, Philosophie de Vart, 1880;
Guyan, L'art au point de vue sociologique, 1884; Masci, Psicologia, 1904, p.
392 segg. (v. bello, comico, estetica, provvidenza, premozione, scienza media).
Gusto. T. Gesohmach ; I. Taste: F. Goût. Senso chimico col quale si
percepiscono i sapori. Di questi si distinguono quattro fondamentali: l'amaro,
il dolce, l'acido, il salato, ai quali alcuni aggiungono il metallico © V
alcalino. Le sen 491 Gus sazioni
gustative sono molto complesso; quelle che ordinariamente si riguardano come
sensazioni di gusto, sono un misto di sensazioni di gusto, di tatto, di olfatto
© di temperatura. Infatti la mucosa boccale possiede papillo gustative solo in
alcune parti, come la punta e i margini luterali della lingua, ls parto
superioro 6 la superficie auteriore dol palato; nelle altre parti non vi sono
che corpuscoli tattili. I nervi del gusto sono il linguale, che servo per il
gusto della parte anteriore della lingua, e il glossofaringeo per le altre
parti della lingua ο della bocca. In,
per gusto ο buon gusto ο) intende la coltà di gindicare intuitivamente ο
sicuramente i valori estetici, specialmente in ciò che essi hanno di corretto ©
delicato. Per il Shaftesbury ο l’ Hutcheson il gusto è lu facoltà fondamentale
non solo estetica ma anche eticn; l’uomo possiede, secondo essi, un sentimento
naturale ο profondo tanto per il buono quanto per il bello, che non sono quindi
oggetto di conoscenza razionale, ma di un intimo consenso insito nella stessa
natura dell'individuo. Per il Reid anche il gusto è sottomesso a leggi: Quelli
che sostengono che non v’ ha nulla d’assoluto in materia di gusto, e che il
proverbio che dei gusti non si devo disputare è di applicazione illimitata,
sostengono un’opinione insostenibile ; con le medesime ragioni si potrebbe
sostenere che non c'è nulla di assoluto in materia di verità ». Kant inveco
distingue il buono dal bello, in quanto il primo è ciò che coincide con la
nonna finale rappresentata nella legge morale, il bello invece à ciò che piace
senza concetto, come godimento affatto disinteressato ; quindi è impossibile
una dottrina estetica, v'è soltanto una critica del gusto, ciod nua ricerca
intorno alla possibilità del valore aprioristico dei giudizi estetici; il gusto
è infatti per Kant la facoltà di giudicare di un oggetto o di una
rappresentazione mediante un piacere o uno stato sgradevole, senza ‘alcun
interesse ;... una capacità puramente regola 492 tiva di giudicare la forma nell’ unione dol molteplice
nella fantasia »; pord, la sentenza che dei gusti non si può disputare, vale
solo nel senso che in questioni di gusto con la prova concettuale non si
ottiene nulla, il che non esclude che sia possibile in ciò nn appollo a
sentimenti di valore universal. Per l'Herbart i giudisi del gusto hanno un
valore necessario ο universale, d’ indimostrabile evidenza, © «si riferiscono
sempre ai rapporti dell'esistente; quindi In morale è per lui un ramo dell’
ostetica, in quanto questa si risolvo nella dottrina doi giudizi estetici
intorno ai rapporti della volontà umana. Cfe. Hutcheson, Philosophiae mordlis
institutio oompendiaria, 1754; Reid, Works, 1817, V, 215 seg.; Kant, Krit. d.
Urteilskraft, 1878, 1, $5; Blencko, Kants Unterecheidung den Sohönen rom
Angenchm, 1889; Wundt, Vòlkerpsychologie, 1900, vol. 1; Kiesow, Atti del IV
Congr. int. di pricologia, 1906; Windelband, Storia della fil., trad. it
Sandron, 1, 328; Höflding, Prychol., trad. frane. 1900, p. 130 ο segg. 1. Nella
logica formale designa le proposizioni particolari affermative (qualche À è 3).
Nella teoria della quantificazione del predicato indies lo proposizioni
parti-parziali afformative (qualche οἱ è qualche 1), mentre la lotters greca ı
designa le proposizioni parti-totali afformative (qualche .1 è tutto B).
Ibridismo. F. Hybridisme: I. Hybridiem. 1, accoppinmento fecondo di due
individui più o meno diversi tra di loro. Diconsi ibridi i prodotti stabili ο
instabili delle specio tra loro, e meticci i prodotti delle varietà o delle
razze. Nel linguaggio comune, però, ai riserba il nome di meticci prodotti
della fecondazione fra le diverse razze umane. Sembra eselusa la possibilità di
fecondazione tra individui appartenenti a ordini differenti ; è invece
accertata fra indiviIpe dui di differenti generi, i cui prodotti sono
indefinitamente fecondi, © di differenti speoie, i oui prodotti possono essero
infecondi, come i mali ei bardotti, 0 fecondi, come i piocoli della lepre ο del
coniglio, del cane e del lupo, del cano e della volpo. Si ha 1’ ibridiemo
unilaterale quando il maschio d'una specie dà Inogo et meticci fecondi con la
femmina @ un’altra specie, mentrechd una femmina della prima con un maschio
della seconda è sterile; 1 ibridiemo collaterale quando i meticci di primo
sangue sono sterili, mentro quelli di secondo sangue sono indefinitamente
fertili, così da dar luogo mediante i collaterali a una nuova razza; P
ibridiemo diretto quando i meticci di due ordini sono indefinitamente fecondi.
I fenomeni di ibridismo, non ancora pienamente spiegati, vi intrecciano ad
altri importanti problemi della filosofia zoologica, riguardanti la fissità,
l’unità, l’origine della specie, il concetto delle olassifionzioni zoologiche,
l'eredità, 1’ affinità sessuale, eco. Cfr. A. Suchotet, L'hydridité dana la
nature, 1888 (v. omogenesia, monogenismo, poligeniemo, varietà, specie, ecc.).
Idea. T. Idee, Vorstellung; I. Idea; F. Idee. Comunemente per idea si intende
ciò che non è reale se non in quanto è pensato, ciò che esisto soltanto nel
pensiero © per il pensiero; e si suol anche opporla alla sensazione, alla
percezione, alla imagine, in quanto designa i prodotti generali ed astratti
dell’ attivita dello spirito. Ma nella storia della filosofia l’ides assume
significati assai diversi ed implica varie ed importanti questioni riguardanti
la sun origine, la sua natura, i suoi rapporti col reale, eco. Quanto alla
varietà dei significati, da principio Ἴδέα equivale nella lingua greca a forma
visibile, aspetto; da ciò anche il significato di forma distintiva, di specie
nel significato cho questa parola ebbe presso gli scolastici : perciò Democrito
chiama gli atomi anche ἰδέαι, e Dionigi Massimo definisce le idee species vel
formas aelernas et incommutabiles rationes, secundum quas et in quibus
visibilio mundus formatur et regitur. IDE
494 Affine a questo è il
significato che Platone dà alla stessa parola, come vedremo più avanti; il
passaggio si può cogliore in questa definizione di Goclenio : Idea signifioat
speciem seu formam, sou rationem rei eziernam ; generatim idea est forma seu
exemplar rei, ad quod respiciens opifez affoit id quod animo destinarat. Per
Kant invece ha un valore differente: Per idea io intendo un concetto necessario
della ragione, al quale nessun oggetto adeguato pnd esser dato nei sensi »;
tali idee sono, per Kant, quelle d’unità assoluta del soggetto, di
sistematizzazione completa dei fenomeni (comprondente le quattro idee
cosmologiche ») e di ridusione all’ anità di tutte le esistenze, ideo alle
quali corrispondono rispettivamente l’anima, il mondo e Dio. In senso
psicologico l’idea equivale al concetto, considerato come fenomeno mentale in
una determinata coscienza; alcuni psicologi la distinguono dal concetto solo
perchè, mentre l’idea astratta può essere d’una qualità o d’ una proprietà, il
concetto è l’idea d’ una cosa ο d’un fatto, e in quanto tale raccoglio in sè,
come in una sintesi ideale, quegli elementi che devono costantemente associarsi
per costituire la conn 0 il fatto. Già con la tarda scolastica, ma più
specialmonte a partire dal sec. XVII, la parola idea si adopera anche per
indicare ogni oggetto del pensiero in quanto pensiero, în opposizione sia al
sentimento, all’ istinto, alla volontà, ciod ai fenomeni psichici non
intellettuali, sia alla cosa, all'oggetto esistente per sè, indipendentemente
dalla conoscenza che ne abbiamo. Infine, tanto nel linguaggio comune che in
quello filosofico, ides è adoperata ad indicare progetto, disegno, invenzione,
opinione, teoria, come appare dallo espressioni aver ’ idea di compiere qualche
com », idea della filosofia trascendentale », le idee filosofiche dominanti », le
ideo politicho di un uomo >, ece. Per questa varietà di significati, 1’
Hamilton dichiarava giustamente che è impossibile serbare a questa parola un
uso tecnico, e che non si può usarla se non nel senso vago 495
Ipr nel quale racchiude le presentazioni dei sensi, le rappresentazioni
dell’ imaginazione e i concetti ο nozioni dell’ intendimento: Le idee, parola e
cosa, sono state la orur philosophorum, dacchè Aristotele lo mandò nd imballare
fino ai giorni nostri >. Quanto alla natura 6 all’origine delle idee, per
Platone esse sono i veri reali, che non esistono come semplici enti del pensiero,
ma sono sostanziate in sè, immutabili ed universali; esse costituiscono i tipi,
i modelli esemplari ed eterni delle cose, le quali non sono che imitazioni
delle idee, e partecipano del reale solo in quanto partecipano delle idee ;
esse non possono venir apprese che dalla ragione, e costituiscono una gerarchia
al sommo della quale sta l’idea del bene, cioè il bene stesso, dal quale le
altre idee ricevono realtà e intelligibilitä. Per Aristotele invece le idee non
hanno una realtà separato dalle coso individuali © sd esse anteriore, ma son
poste in esse medesime; soltanto gli individui sono i veri sussistenti sò, vere
sostanze; l’universale esiste, ma nell’ individuo; V idea non è un semplice
vocabolo, ma associata ad un vocabolo viene a fissare ciò che hanno fra loro di
comune più individui della medesima specie. Da allora in poi le due teorie
rimasero sempre di fronte, ο si combntterono specialmente nella scolastica
sotto il nome di realismo la prima, conosttualismo o nominalismo la seconda.
Più tardi sorsero le varie dottrine circa l’origine delle idee: secondo l’
innatiemo esse sono contenute nello spirito anteriormente ad ogni esperienza;
secondo il seneemo sono invece il prodotto della nostra esperienza sensibilo;
secondo 1’ empirismo derivano pure dall’ esperienza, ma non soltanto da quella
esterna o sensibile, ma anche da quella interna ossia dalla coscienza; secondo
la dottrina pricogenetioa dello Spencer, derivano non solo dall’csperionza
dell’individuo mn ancho da quella della specie, accumulata, organizzata ο
traamessa sotto forma di virtunlitä psicologica. La dottrina generale della
ovoluzione, dico lo Spencer, concilia 1’ ipoIne
496 tesi sperimentale e quella
intuisionistica, ciascuna delle quali è parzialmente vera, ma insostenibile per
sò stossa. Nel sistema nervoso certe relazioni prestabilite esistono attraverso
la trasmissione, rispondendo a relazioni dell’ ambiente assolutamente costanti,
assolutamente universali. In questo senso esistono ‘‘ forme dell’ intuizione ”,
ciod elementi di pensiero infinitamente ripotati finchè sono divenuti
automatici e impossibili ad abbandonarsi. Queste reInzioni sono potenzialmente
presenti avanti la nascita nella forma di determinate connessioni nervose,
antecedenti e indipendenti dalle esperienze individuali, ma non indipendenti da
ogni esperienza, essendo state determinate dall'esperienza di precedenti
organismi ». Secondo il Condillac, sensista, non esiste una demarcazione netta
tra sensazioni ed idee; queste non sono iu fondo che sentimenti esistenti nella
memoria che li riproduce; così, parlando dell’ idea di spazio, ogli dice: La
sensazione sia attuale che passata di solidità è sola per sè stessa sontimento
ed idea ad un tempo. È sentimento per la relazione che ha con l’anima, che essa
modifica; è idea per la relazione che ha con qualche cosa @ esteriore.... Tutte
le nostre sensazioni ci appaiono come lo qualità degli oggetti che ci
circondano; esse dunque le rappresentano, e perciò sono dello idee ». Secondo
il Locke, empirista, le idee si dividono, quanto alla loro origine, in semplici
9 composte : le primo nascono dalla sensazione sola, ο dalla riflessione sola,
ο dall'una e dall'altra unite; le seconde invece derivano dalle primo; colle
idee semplici noi ci rappresentiamo le qualità dei corpi, sis primarie che
secondarie, le composte si distingnono in modi, sostanze ο relazioni, Però alla
parola idea Locke dà un significato assai vasto: Tuttocid che lo spirito
percepisce in ad stesso, o è l'oggetto immediato della percezione, del
pensiero, o dell’intendimento, io chiamo idea. La parola serve per qualunque
oggetto dell’ intelletto, quando l’uomo pensa, qualunque sin ciò che ocenpa lo
spirito nel suo pensare ». 497 Ir Lo stesso significato dà alla parola il
Berkeley, per il quale non esistono che gli spiriti e le loro funzioni, cioò
idee e volizioni; ma idee astratte, in quanto tali, non esistono nello spirito,
non sono che finzioni scolastiche, la loro apparenza deriva dalla espressione
verbale; in realtà non esistono che rappresentazioni singole, e alcune di
queste, grazie alla somiglianza ο all’ uguaglianza della denominazione, possono
rappresentare anche altro, simili a loro. David Hume si appropriò questa
dottrina, e distinse le impressioni originarie dalle loro copie : le idee non
sono che copie di impressioni, imagini sbiadite (faint images) ο non c’è idea
che si sia prodotta altrimenti che come copia di una impressione, 0 che abbia
altro contenuto fuori da quello che ha tolto dall’impressione. Secondo Kant,
esistono nello spirito leggi e forme invariabili, che sono ls condizione
necessaria del pensiero: di queste forme le une, le categorie, si applicano al
mondo fenomenico e sensibile, le altre, le idee, hanno un oggetto trascendente
e puramente intelli gibile: ora, siccome le idee sorpassano i limiti dell’
esperienza, non sono che forme logiche che regolano l’intelligenza, ο tutt'al
più non esprimono che uns possibilità. L’ Hegel invece, accostandosi a Platone,
non considera P idea come una mera entità logica, bensì come la più alta
realtà, per mezzo della quale tutto si spiega, 1’ essero 9 la conoscenza, la
natura e il pensiero, e nella quale tntto ha la propria ragione e il proprio
fondamento; da idea in sò, potenza non ancora evoluta, diventa idea per sà,
ossia natura, che si evolve per gradazioni infinitesime e continue, finchè
torna in sè, si fa spirito cosciente, dando luogo alla filosofia dello spirito,
alla famiglia, alla società, alla moralità e al diritto. Per il Rosmini I’ idea
è I’ essere possibile presente allo spirito; la sua presenza è appunto l’esser
noto: non ha altro effetto che far conoscere che cosa è essere »; l’idea e il
sentimento sono i duo primi clementi di tutto le cognizioni, che sono alla lor
volta anticip: 22 Ranzotı, Dizion. di
acienze filosofiche. IE 498 @ ogni deduzione e d’ogni argomentazione;
ogni applicazione dell’ idea dell’ essere nd uns data notizia è una
riflessione, Per il Gallappi l’idea è un elemento del giudizio »; egli
distingne le idee in accidentali od emensiali: sia le une che le altre sono, in
quanto idee, un prodotto della meditazione sui sentimenti, ma mentre per le
prime non tutti gli uomini hanno i sentimenti necessari alla loro formazione,
nessun nomo manca dei sentimenti necessari per la formazione delle seconde;
sono ideo essenziali quella dol proprio io, quella del proprio corpo e quella
di un corpo esterno, nonchè tutte quelle idee che l’azione feconda della
meditazione può sviluppare da queste e che si trovano in tutti gli nomini i
quali hanno 1’ uso della ragione. Per l'Ardigò l’idea è una reduplicazione
della sensazione »; la sua disformità dalla sensazione dipende unicamente dalla
ripetuta elaborazione specificatrice onde è uscita, ma i caratteri di
universalità ο di infinità, che all’ idea si attribuiscono con significazione
metafisica, sono propri anche della sensazione, che è riproducibile senza
terntine ο riferibile ad un numero illimitato di oggetti; gli uffici principali
dell’ idea sono tre: 1° è il campo mentale dei particolari, che in essa si
inquadrano como în una rappresentazione unica comnne, per il rapporto
fondamentale dolla loro somiglianza ; 2°è una rirtualità infinita di
rappresentazioni ulteriori; 3° è un segno di operazioni già eseguite o di
formazioni già ottenute. Quanto alla
classificazione delle idee, essa è impossibile nei riguardi dei loro oggetti,
che variano all’infinito ; per rispetto alla qualità ο forma si distinguono in
vere e false, chiare ο oscure, distinte e confuse, semplici e composte,
astratte ο concrete, individuali e collettive, particolari e generali ;
riguardo ai loro caratteri, si sogliono distinguere in contingenti, che hanno
per oggetto cose che possono essere e non essere, © necessarie, che hanno per
oggetto cose che non possono non essere : le prime sono determinate,
particolari, individnali, le secondo sono invece universali; nn’ idea con
499 IDE tingente e particolare dicesi
idea relativa, una necessaria ο universale dicesi idea ansoluta. Cfr. Platono,
Tim., 51 D; Rep., VI, 507 B; Fedr., 247 C; Aristotele, Met.;I, 9, 991 n, 11
segg.; Bacone, Nor. Org., I, 23; Cartesio, Med., III, 4 5; Locke, Essay, I,
cap. 1, $ 8; Berkeley, Prino., I; Hume, Treat., I, sog. 1; Kant, Arit. d.
reinen Fern., p. 274 segg.; Hamilton, Discussions on phylosophy. 1852, p. 69;
Spencer, Prino. of psychology, 1881, I, p. 467 negg.; Romini, Peioologia, 1848,
t. II, p. 264 segg.; Id., Logica, 1858, Ρ. 85 segg.; Galluppi, Elem. di
filosofia, 1820-27, t. II, p. 9; Id., Lezioni di logica e metafisica, 1854, t.
III, p. 999 segg.; Ardigò, Op. fl.. I, 219 segg.; II, 461 segg. (v.
associazione, archetipo, entelechia, idealimmo, ecc.). Ideale. T. Ideel, Ideal;
I. Ideal, Standard; F. Ideel. Quando si oppone a reale, designa ciò che non ha
una esistenza obbiettiva, ma esiste soltanto come idea, cioè in quanto pensato.
In questo senso Goclenio lo definisce esse alicniun in mente secundum epeciem,
in qua, ut obiectiro prineipio, res cognoscitur. Per i platonici l'ideale
costituisce una specie di mondo perfetto ed eterno, anteriore e auperiore al
mondo visibile, ove quello talora si riflette fugacemente ϱ sempre in forma molto
lontana dalla perfezione. Per ideale si intende ancora il modello astratto, il
tipo generale ο perfetto della cosa; © nell’ agire morale cd artistico, il tipo
di perfezione che lo apirito costrpisco come fine da raggiungere, l’idea che si
vuole rappresentare nella materia. Nell’ arte I’ ideale risponde, secondo
Hegel, al bisogno di uscire dal finito, di volgere lo sguardo ad una sfera
superiore più pura ¢ più vera, dove spariscono tutte le opposizioni ο le
contraddizioni del finito, dove la libertà, svolgendosi sonza ostacoli e senza
limiti, raggiungo il ano scopo supremo. Questa è Ia ragione dell’arto ο la sua
realtà è l'ideale: La necessità del bello nell’ arte ο nella poesia risulta
perciò dalla imperfezione del reale. La missione dell'arto è di rappresentare,
sotto forme sensibili, lo ariluppo Ie
500 libero della vita © sovra
tutto dello spirito. Allora soltanto il vero è liberato dalle circostanze
accidentali e passeggere, sciolto dalla legge che lo condanna a percorrere la
serio delle coso finite; allora giunge ad una manifestazione esteriore, che non
lascia scorgere i bisogni del mondo prossico della natura, ad una
rappresentazione degna di lui, che ci offre lo spettacolo d’ una forza libera,
non dipendente che da sò stessa, avente in sò stessa la propria destinazione ©
non ricevente le proprie determinazioni dal di fuori ». Nella moralità I’
ideale è più propriamente un modello proposto al nostro agire sociale; ma ciò
cho lo sorregge è, anche qui, il senso dei limiti opposti dalla realt& che
ci circonda al nostro volere, e il bisogno di snperarli. Il sentimento di
questa limitazione, dice il Wandt, risveglia, riguardo alla attività creativa
del volere, la rappresentazione che il nostro volere è I’ organo di un volere
infinitamente perfetto, per la cui attività sol. tanto diventa intelligibile l’
illimitata capacità di sviluppo del pensiero ο della attività umana. Così si
convertono le norme volitive nell’ ideale, che, non mai raggiungibile, deve
esser sempro oggetto di aspirazione ». 1,’ ideale si sposta infatti da ogni
istante; la realtà di oggi è l’incarnazione dell’ ideale di ieri, come l'ideale
di oggi sarà In realtà di domani. In questo senso l’ ideale è In concezione del
possibile © dell’ infinitamente possibile; quantunque non esista che nell’
idea, è vero in quanto sia fondato sulla conoscenza positiva di quanto I’
essere ha di essenziale. Cfr. Goclenius, Lex. philosophioum, 1618, p. 209;
Hogel, Poétique, trad. frano., p. 45 segg.; Wundt, Logik, 1893, II, p. 514;
Colozza, 1) imaginasione nella acienra, 1900, p. 104 segg.; Gaultier, L’ideal
moderne, 1908. Idealismo. T. Idealismus; I. Idealiem ; F. Idéalieme. Termine di
significato molto generale e vario, con cui si designano quei sistemi
filorofici che considerano la sostanza ultima del roale come spirituale; oppure
cho considerano 501 Ip 1 idea sia come principio della
conoscenza, sia come principio tanto della conoscenza quanto della realtà.
L’idealismo si oppone quindi al materialismo, che considera la sostanza ultima
del reale come materiale, © al realismo, cho sostiene la validità della
percezione immedista del mondo esteriore come tale, l’esistenza dell oggetto
sia quale noi lo percepiamo, sia come causa delle nostre sensazioni. L’
idealiemo si divide anzitutto in due specie; luna, detta idealismo
gnoseologico, psicologico, soggettivo, spiega il mondo per l’attività immanente
dello spirito sulle proprie rappresentazioni; l’altra, detta idealismo
obbiettivo, metafisico, realistico, ammette, al contrario del primo, un mondo
realo indipendente dalla conoscenza che ne abbiamo, ma lo considora di natura
spirituale, cioò come una forma di coscienza: perciò è detto anche
spirifualiemo, ο monismo spiritualislico, iu quanto per esso non v'ha altra
realtà che quella spirituale. Le forme dell’ idealismo metafisico sono varie:
se il principio spiritunle è da esso concepito come trascendente, l’idealismo
dicesi teistioo, se immanente panteistico © aucho naturalistico; ο
particolarista se ammette con Plutono idee reali distinte ο archetipi,
unirersalista so ammette con Hegel uno sviluppo o sistema uno e continuo,
deterministico in quanto per esso l’idea in sò, assoluta, lo spirito, determina
gli atti umani senza vincolo alcuno con la realtà materiale (natura). A quest’
ultimo si oppone l’idealismo contingentistico o indeterministico, che
estendendo ni fatti del mondo fisico la libertà colta direttamente noi fatti
della coscienza, considera il determinismo scientifico v la necessità naturale
come illusioni della nostra mento, e riduce gli stessi principi logici ad nn
semplice stromento soggettivo, col quale cerchiamo di rendere intelligibile la
realtà ponendo in essa un ordine che corrisponda alle nostre esigenze
conoscitive ; fiorisce attualmento in Francia, è sorto da lontane origini
kantiane e da un più diretto influsso sia dell’ idealiamo pluralistico del
Lotze sia delIpE 502 1° idoalisiuo finalistico, ο teleologion, 0
estetico del Ravaisson, del Lachelier e di Paul Janet. A seconda poi della
forma di coscienza posta a fondamento della realtà, l’idealiemo può essere
sensistion 0 empirico, volontaristico, razionalistion 0 panlogistico; il primo
risolve la materia in una possibilità permanente di sensazioni e lo spirito
nella possibilità permanento degli stati interni (J. 8. Mill); il secondo
concepisce la volontà non solo come il principio della vita dello spirito ma
anche como il fondamento reale ed assoluto di tutte lo cose (Schopenhauer);
nell’ ultimo il mondo esteriore risulta dallo sviluppo sia di esseri pensanti,
di ragioni individuali sia di una ragione cosciente universale, sia infino di
un sistema di idee indipendenti dalle coscienze, incosciente almeno per lo
coscienze umane, © che si pone come un oggetto per rapporto ad esse: è il
movimento dialettico dello spirito obbiettivo (Fichte, Schelling, Hegel). Ma
nelle scuolo filosotiche che succedettero a Kant, © per designaro lo scuole
medesime, si è fatto ο si fa un vero abuso del termine idealismo. La stossa
dottrina kantiana che il suo autore chiamò idealismo trascendentale dei
fenomeni, porchd considera tutti i fenomeni come rappresentazioni ¢ non come
cose in sè, 6 ritiene il tempo © lo spazio come condizioni nostre è denominata
ora idealismo critico, perchò risulta da un'analisi ca dei poteri umani di
conoscenza; ora idealismo razionalistico, perchè risolve la sostanza in un
rapporto, che il pensiero impone a priori ai fenomeni; ora idealismo agnostico,
in quanto ammette l’esistenza in sè dello cose ma nega all’uomo la possibilità
di conoscerlo. Le dottrine di Fichte, Schelling, Hegel ο Schopenhauer sono
complessivamente denominato ora idealismo metafisico, ora idenlismo
trascendentale, in quanto negano con Kant che spazio, tompo, materia, ece.
siano determinazioni del realo o coudizioni delle cose in sè; ora idealismo
assoluto, in quanto per essi le cose sono interamente prodotte dall'attività
del pensiero individuale ο universale ; ora idealismo noumenico 503 lo
(noumenal idealiem), in quanto interpretano il mondo noumenico come un
conoscibile mondo mentale. Ciascuna di tqueste dottrine ricevo poi delle
denominazioni non meno oscillanti ; la più comune è quella che caratterizza la
dottrina di Fichte come idealismo soggettivo, o etico, in quanto colloca V’
ideale, principio d’ ogni esistenza, nel soggetto morale considerato come
assoluto; quella di Schelling como oggettiro, © esletico, in quanto fa della
natura ο dello spirito due manifestazioni di un essere originario, superiore
all'oggetto © al soggetto e a tutti i contrari che in esso coincidono; quella
di Hegel come assoluto, o logico, in «quanto, mediante la tesi della
convertibilit del reale nol razionale © del razionale nel reale, rappresenta la
formulazione ultima v compiuta dell’idealismo metatisioo. Oggi però si dà un
significato un po’ diverso alle espressioni idvalismo critico e idealismo
etico, che designano due importanti indirizzi della filovofia contemporanea;
entrambi muovono dal concetto kantiano, che non la realtà dotermina l'atto
conoscitivo, ma questo mira a costruir quella, o, come diceva Kunt, che non la
natura detta le suo leggi al ponsiero, ma questo et quella: ma mentre I’
idealismo eritico non si propono la giustificazione del processo crentivo della
realtà, limitandosi a spiegare l’illusorietà dei concetti di realtà, di
obiettività, di sostanza, ecc., I’ idealismo etico crede di poter indicare il
motivo fondamentule dell’ esplicuziono dell'attività dello spirito nelle sue
vario forme, motivo che sarebbe appunto l'esigenza morale; per l’idenlismo
etico non è I’ essere la categoria fondamentale atta a servirci di guida nella
costruzione del mondo, ma il dorer essere, come risulta sia dall’ esame della
funzione conoscitiva (essendo ogni giudizio una decisione volontaria che
richiede un apprezzamento), sia dalla riflessione critica au) concetto di
realtà (la quale realtà, indipendentemente dall'atto mentale che la pone e
l’afferma. non è cho nna possibilità, e si riduce quindi a ciò che Ipk 504
roclamu l’atto mentale). Idenlismo ontologico, o anche idealivmo
teologico, fa detto il sistema del Rosmini e del Gioberti, secondo cui l’idea
dell’ Essere, che s’ identifica in ultimo col reale assoluto, splende di
continuo alla nostra mente, è oggetto d’un atto ο visione immanente del nostro
spirito, in quanto la applichiamo in ogni nostro atto intellettivo. L’
idealismo guoseologico, portato alle sue estreme conseguenze, dicesi più
propriamente soliprismo 0 semetipsismo: esso sostieno la realtà non dei
soggetti, ma del solo soggetto pensante; dato infatti che il mondo osteriore
non esiste, non è che la nostra rappresentazione, anche gli altri soggetti non
avranno altra realtà che il mio pensiero, di modo che io non posso affermare
che una cosa: la mia usistenza porsonale. Affine all’ idealismo solipsistico è
quello che oggi dicesi idealiemo personalistico 0 anche pluralistico ; accanto
alla mia coscienza personale esso riconosce I’ esistenza di altre coscienzo,
risolvendo così la realtà in tanti centri spirituali o persone, in rapporto di
coesistenza e di interazione. Esso ha molti punti di contatto con la dottrina
del Berkeley, che comunomente si denomina idealismo s09gettito © metafisico ο
ancora spiritualiemo assoluto, montre Kant lo chiamò idealismo dogmatico,
contrapponendolo all’idealismo problematico di Cartesio. Finiamo avvertendo
ancora che, per tutte queste espressioni, In terminologia filosofica è
estremamente vaga, arbitraria e fluttuante. Cfr. Laas, Idealismus und
Positiviemus, 1884; R. B. Perry, Prosent philosophical tendencies, 1912; A.
Fouilléo, Le mouvement idealiste οἱ la reaction contre la soience positite,
1906 ; L. Branschwiog, L'idéalieme contemporain, 1905; Masci, 1) idealismo
indeterminista, Atti della R. Aco. di Napoli », vol. XXX, p. 96 segg.; Villa,
Z’idealismo moderno, 1905 ; A. Chiappolli, Dalla oritica al nuovo idealismo,
1910; A. Aliotta, La reazione idealistica contro la scienza, 1912; C. Ranzoli,
Le forme storiche dell’ idealismo ο del realiemo, in Linguaggio dei filosofi,
1918, pp. 59-104. 505 Ipk Ideasione. T. Ideation; I. Ideation; F.
Idéation. Si ulopera talvolta per designare genericamento il lavoro cogitativo,
il processo psicologico e logico per cui si vengono formando e svolgendo lo
idee; oppure il processo per cui una sensazione diventa idea. Altre volte ha
significato più ristretto ancora, designando lo sviluppo di una determinata
serio di atti mentali. Il Rosmini, in base al suo idealismo antologico,
definisce l’ ideazione quella funzione della mento ner mezzo della quale nella
specie piena di nn ente indi vile, ο considerato como tale, ossa trova altre
spocie picne, aon perchè si comprendano in casa belle © formate, ma Derchè sono
in essa contenuti i loro rudimenti, dei quali la mente si servo por formarle.
Cfr. Rosmini, Pricologia, .848, vol. II, p. 272 segg.; Sergi, La psychologie
physiol., irad. franc. 1888, p. 143 (v. ente, essere, specie). Idee-forze. F.
Idées-foroes. Il Fouillée chiama filorofia lello idee-forze la propria
dottrina, che attribuisce alle idee in quanto tali una azione sugli altri
fenomeni, per opporiziono a tutto le altre dottrine evoluzionistiche (Spencer,
3oin, Maudsley, Huxley) che nell’ evoluzione non introdusono alcun fattore di
ordine mentale, e considerano i fatti pichici come semplici risultati
collaterali senza influonza propria, como fenomeni sovragginnti ο epifenomeni
supericiali, incapaci di contribuire in nulla al corso delle cose. V
espressione di idee-forze egli 1’ usa per racchiudervi tutti i modi d’influenza
possibile che l’idea può avere, per opjosizione alle ideo inattive che non
entrano per nulla nel isultato finale e non sono che simboli. La parola idea
poi, 10n è presa nel senso stretto di stato di coscienza rappreæntativo d’un
oggetto, ma nel senso largo di stato oscienza intellettualo, affettivo e
appetitivo. La forza di questo idce non consiste nel creare dei movimenti nuovi
€ direzioni nuove di movimenti ; essa non è cho l’attività osciente, la legge
psichica cho collega la volizione col pensero © col sentimento; questa forza
psichica è infatti la Ink 506 sola propriamento detta, perch’ le forze
meccanicho uon sono che movimenti. Cfr. A. Fouillée, Morale des ideesforces,
1908 ; Id., La psychologie des idées-forces, 1893; 1d., L'évolutionnisme des
idées-forces, 1890. Idee rappresentative. F. Idées représentatives. Dicesi
teoria delle idee rappresentative la teoria secondo la quale tra la coscienza ο
l'oggetto esteriore conosciuto da essa, non c'è relazione immediata, ma
soltanto relazione indiretta per mezzo d’un fertium quid, l’idea, che è ad un
tempo lo stato ο l'atto della coscienza, da una parte, ο la rappresentazione
dell’ oggetto conosciuto dall'altra. Quosta tworia fu sostenuta da Cartesio,
Locke, Reid; ma 1’ ospressione con cui si indica sembra aver avuto origino
dalla polemica di Arnauld contro Malebranche. Cfr. Arnauld, Dee vraies ot des
fausses idées, od. J. Simon, p. 38-39. Identità. Gr. Tastöryg; Lat. Identitas;
T. Identität; 1. Identity; F. Identité. Il porsistere dell’ nuità della cosa,
attraverso il variaro degli attributi, degli accidenti o dei modi. L'identità
di due cose è la luro medesimezza, la mancanza di qualsiasi differenza tra
loro; tale identità assoluta è giudicata impossibile da molti filosofi, in
quauto, perchò duo coso siano realmente due, occorre che almeno siano fuori
l'una dall’ altra, cioè difteriscano almeno nella situazione; due cose
assolutamente identicho non potrebbero duuque essere che la stessa cosa.
L'identità nel primo senso, cioè la persistenza dell’ unità della cosa, è
considerata como il carattere essenziale della sostanza, ciò che distingue la
sostanza dai fenomeni. Si suol distinguere l'identità della materia inorganica,
da quella dell’ organica © del? anima umana; la prima non è che la persistenza
delle molecole di cui la materia si compone, la seconda risiede nella
organizzazione e nella vita stessa. Quanto al. l'identità dell’ anima, ο
identità personale, essa è, seconde molti filosofi, la sorgente medesima della
nostra idea d’identità: L'identità personalo, dice il Reid, è l'identità per
507 Ins fotta; essa non ammetto gradi
diversi; essa è il tipo ο la misura naturale di tutte lo altre identità, che
sono imperfette. La nozione generale d’identità deriva dalla credenza nella
nostra identità personale. Dove percepiamo una grande somiglianza, siamo
indotti a collocare codesta identità reale con cui siamo tanto familiari. La
credenza nell’ identità delle altre persone non è che una congettura; la
credenza nella nostra propria identità è nna certezza invincibile. L'identità
degli oggetti del senso non è mai perfetta, poichè tutti i corpi sono
divisibili e in porpetuo cangiamento; ma, quando il cangiamento è graduale, noi
lasciamo all'oggetto il suo nome di prima e diciamo che è il medesimo oggetto
». Secondo gli spiritualisti, U identità dell’ anima è uns conseguenza della
sua natura spirituale, semplice, inestesa, che non può dar luogo nd ad aggiunte
ο sostituzioni nd a cambiamenti successivi ; © ci è anche confermata, sin dalla
percezione dell’ Io, sia dalla memoria, sia dalla previsione del futuro, per il
quale lnvoriamo in rapporto alla nostra coscienza del passato, sia dalla
possibilità dell’imputabilità morale delle uzioni compiute in ogni tempo ©
condizione della vita. L' dell’ anima è nogata dai materialisti ο dai
fenomenisti, per i quali V anita dell’ lo non è che la tà della coscienza, il
connettersi dei fatti psichici successivi; quin PP Io, se è uno, è nello stesso
tempo molteplice, in quanto è la sintesi effettiva per cui ogni singolo fatto
psichico è riforito 0 alla somma dei precedenti © alla sorio cui appartione: in
tale costante riferimento risiede il sentimento dell'identità del proprio Io: Lo
spirito, dice Hume, è una specio di teatro ove ogni percezione fa la propria
comparsa, passa e ripassa, in un continuo cangiamonto.... E questa metafora del
teatro non deve ingannarci; à In successione delle nostre percezioni che
costituisce il nostro spirito, ο noi non abbiamo alcuna idea, nemmeno lontana e
confusa, del teatro in cui codeste scene sono rappresentate. Il fondaIps 508
mento della nostra credenza nell’identità personale è in codesto legame
e in codesto passaggio facile delle nostre idee, prodotto dai principi di
associazione, di causalità, di contiguità, di somiglianza >. Gli scolastici distinguevano due spocie
d'identità: P identitae realis, che compete alle cose indipendentemento dalla
operazione dell'intelletto, come quella che compete agli attributi divini; 1’
identitas rationalie, cho deriva da un atto della ragione o in esso consiste,
come quando concepiamo medesima la natura di due uomini, sebbene l'abbiano
realmente distinta. Dicosi filosofa
dell'identità (IdentitätsPhilosophie) ogni dottrina, in generalo, che ammetto
l'identità originaria ο sostanziale dello spirito e della matoria, del pensiero
e dell’ essere, del soggotto ο dell’ oggotto in un terzo quid, oppure li
considera come due aspetti di un solo e medesimo essere. Più particolarmente,
dicesi filosofia dell’ identità 1’ idealismo assoluto dello Schelling, che pone
come fondamento del reule un Assoluto, suporiore a tutti i contrari che în esso
coincidono : esgo è quindi P identificazione perfetta e l’unità del soggetto ©
doll’oggetto, del reale e doll’ ideale, dello spirito ο della natura, che si
attun poi nell'universo, passando per tutto le ditteronziazioni possibili: La
untura, egli dico, deve ossoro Jo spirito visibile, lo spirito la natura
invisibile. Qui adunque, nell’assoluta identità dello spirito in noi e della
natura fuori di noi, deve risolversi il problema, del come una natura fuori di
noi sia possibile ». Il primo passo alla filosofia ο la condizione senza la
quale non si può entrare addentro in essa nemmeno una volta, è questa veduta:
che I’ assoluto Ideale sia anche l’ assoluto Renle ». L’idontità ansolata fu
ammessa anche da altri filosofi, che la concepirono sia, come il Bruno, qualo
immanenza dell’ uno nel molteplice, sia, come lo Spinoza e l’ Hegel, ‘qual
immanenza del molteplice nell’ uno. L’ordine © la concatenasione delle idee,
dico Spinoza, è identico all’ ordine e alla concatenazione delle cose... Da ciò
risulta che la potenza del pen 509 IDE
siero di Dio è identica alla sua potensa attuale d'azione, ossia che tuttocid
che risulta formalmente dalla natura infinita di Dio, risulta obiettivamente,
in Dio, dall’ idea di Dio nell’ identico ordine e nell’ identica
concatenazione. ... La sostanza pensante © la sostanza estesa non sono che una
sola e medesima sostanza, compresa ora sotto un attributo ora sotto 1’ altro.
Così un modo dell’ esteso e l’idea di codesto esteso non è che una sola e
medesima cosa, ma espressa in due maniere differenti ». L’ essere, dice Hegel,
è nella sun essenza intima pensiero, © il pensiero nelle sue prodazioni è una
cosa sola con } essere: questa unità del concetto e dell’ essere è ciò che
stabilisce il concetto di Ρίο». 11 primo filosofo che affermò I’ identità
assoluta del pensiero con l'essere fu Parmenide, per il quale non ο) ὃ pensiero
il cui contenuto non corrisponda all’ essere, pensare ed essere sono lo stesso,
τὸ γὰρ αὐτὸ vosty ἐστίν τε xal εἶναι. --Nella matematica diceei identità una
uguaglianza, sis quando i termini sono interamente espressi, sia quando
l'eguaglianza sussiste qualunque sia il valore attribuito alle lettere. Cfr.
Aristotele, Phye., 25r, 116 D; Met., V, 29, 1024 b, 32 segg.; Spinoza, Ethica,
1. II, teor. VII, corol., scolio; Humo, Treatiso on human nature, 1739, V, 6;
Roid, Works, 1827, vol. III, cap. IV; Schelling, Naturph., 1803, p. 64 segg.;
Hogel, Enoyol., $ 51; Rosmini, Psicologia, 1846, t. I, p. 90 segg.; Ardigò,
L'unità della coscienza, 1898; A. Rey, Identité et réalité, Rev. de
metaphysique », luglio 1909 (v. anima, spirito, indiscernibili, emanatiemo,
panteiemo, s0atanzialità, ecc.). Identità (principio di). Il principio
razionale che afferma l’identico dell’ identico: ciò che è, è, ciò che non è,
non è; oppure: il medesimo è il medesimo, l’altro è l’altro. Si anole esprimere
con In formula: A -= 4. Tuttavia questa formula, che esprime una identità
nssoluta, non sembra propria, in quanto è applicabile solamente ai giudizi noi
quali il secondo termine è la ripetizione del IDE 510
primo; ora tali giudizi sono semplici tautologie, non esprimono la
formula generale del pensare ma ne sono la negazione. Perchè l'identità riesca
feconda nel lavoro conosoitivo deve essere intesa relativamente, ciod secondo
certi limiti del contenuto e dell’ estensione dei concetti. In altre parole non
il riferimento dello stesso allo stesso, bensi il riforimento di nozioni o
cose, che in parte e sotto un rispetto coincidono, mentre nel resto e sotto
altri rispetti diversificano. In questo caso soltanto, infatti, non è soltanto
logica ma legittima ed utile la sostituzione dell’ identico, Il principio
d'identità fu formulato in diversi modi dai filosofi; G. Buridano : quodlibet
eat vel non est; Cartesio: impossibile est idem simul esse ot non ease ; Locke:
lo steso è lo stesso; Leibnitz: ogni cosa è ciò che essa è; Cr. Wolff: idem ene
est illud ipsum ens, quod ene, seu omne A est A; Schelling: la proposizione A =
A è possibile soltanto mediante l’atto espresso nella proposizione Io = Io;
Lotze: ogni contenuto pensabile è uguale a sè stesso ο diverso da ogni altro.
Por l Hamilton la sua importanza logica sta in ciò, che esso è il principio di
ogni affermazione ο di ogni definizione logica: Esso esprime la relazione di
totale medesimezza (eameness) in cni un concetto sta con tutti i suoi caratteri
costitutivi, e la relazione di parziale medesimezza in cni sta con ciascuno di
essi. In altre parole, esso dichiara l’ impossibilità di pensare il concetto e
i suoi caratteri come reciprocamente diversi ». Nell’ ontologismo del Rosmini
il principio d'identità acquista un valore particolare: esso infatti esprime I’
ordine dell’ essere e deriva dal principio di cognizione (I essere è oggetto
dell'intelligenza), perchè si conosce l'ordine dell’ essero in quanto la mente
conosce V’ essere, si conosce che 1’ essere è essenzialmente uguale a sò stesso
in quanta si conosce l’essenza dell’ orsere. Cfr. Schelling, Syet. d. trans,
Idealismus, 1801, p. 55 segg.; Lotze, Grandziige d. Logik, 1891, Hamilton,
Lecturer on logic, 1860, p. 79 segg.; Ra 611
Ipe smini, Nuoto saggio, 1830, II, p. 15 sogg.; Id., Logioa, 1853, $ 337-349.
Ideologia. T. Ideologie, Denkgebilde; I. Ideology; F. Ideologie. Con questo
nome il Destutt de Tracy ed altri con Ini designano la soienza del pensiero, in
quanto non implica, come la psicologia, lo studio dell’ anima, che è una delle
cause su cui specula la metafisica, nè, come la metafisica stessa, riguarda la
natura degli esseri, le cause prime piuttosto che le loro manifestazioni
fenomeniche, ma comprende soltanto lo studio degli effetti, l’analisi dei
fonomeni, l'inventario metodico del contenuto della coscienza. Secondo il
Galluppi, l'ideologia è la scienza delle idee essenziali all’ umano
intendimento >, quali sarebbero I iden del proprio me, quella del proprio
corpo, quelle di possi bilità, durata, sostanza, attributo, eco.; egli dichiara
di preferire questo vocabolo a quello più antico di ontologia, © scienza dell’
essere in generale, perchè l'ontologis suppone che le nostre idee corrispondano
esattamente agli oggetti in sò stessi: questa supposizione non è niente
filosofiea: sarebbe stato necessario premettere una questione preliminare sul
valore di queste nozioni di cui tratta 1’ ontologia. Bisognava cercare come lo
spirito umano può permettersi di passare dalla regione del suo pensiero ο delle
aue idee a quella dell’ esistenza. L'ideologia stessa, spiegando l’origine di
queste nozioni essenziali allo spirito nmano, avrebbe somministrato i dati per
la soluzione del proposto problema... L'ideologia dunque non è che ¥ ontologia
ragionata e filosofica. E un’ ontologia poggiata sopra una base solida ».
Secondo il Rosmini è la scienza del lume intellettivo, col quale l’uomo rendo
intelligibili a sè stesso i sensibili, da cni trae l’universo sapero >; essa
è scienza formale, ha per principale fondamento 1’ osservazione interna ©
tratta dell’ essere oggetto della mente, vale n dire dell'unione dello apirito
umano coll’ essere intelligibilo sotto forma d’ iden e di concetto. Secondo il
Franck l'ideologin Ipe-Inı 512 à la scienza delle idee considerate in sè
stesse, cioè come semplici fenomeni dello spirito umano ». Secondo il
Windelband, non è improbabile che il Destutt de Tracy abbia tolto il nome di
ideologia dalla Wiseonschaftelehre del Fichte. Alcane volte però alla parola
ideologia si dà un significato diverso, angi opposto, in quanto designa una
scienza di pura astrazione, un insieme di ragionamenti aprioristici, di idee
pure. Cfe. Destutt de Tracy, Éléments d'idéologie, 1801, I, p. 5; Galluppi,
Elementi di filosofia, 1820-27, U, p, 2; Id., Lezioni di logica e metafisica,
1854, t. III, p. 982 segg.; Rosmini, Ideologia e logioa, 1853, t. IV, p. 458
segg.; Id., Pricologia, 1846, t. I, p. 23 segg.; Windelband, Storia della
filosofia, trad. it. Sandron, II, p. 142 4, 369 segg. Ideologioo. Ί.
Ideologisch; I. Ideologioal ; F. Idéologique. Tutto cid che riguarda le idee,
il pensiero in generale; così dicosi evolnzione ideologica, fattore ideologico,
ecc. Dicesi argomento ideologico una delle prove a priori dell’esistenza di
Dio, ricavata dalla eternità delle idee. Esistono delle verità, che sono indipendenti
dal mondo in cui si realizzano © dalla coscienza nostra che le contempla; deve
dunque essorvi una mente eterna di cui sono oggetto essenziale, ο in cui
risiedono ab aeterno, altrimenti la loro nocessità ed oternità non avrebbe
fondamento (v. Dio, ontologico, morale, fisico, cosmologico, storico).
Ideorrea. Stato di disgregazione mentale, costituito da fuga di
rappresontazioni e da ideazione confusa, esuberanto, senza legame logico, Si
manifesta in alcune malattio mentali e costituisce il lato interno della
logorres. Cfr. Dagonet, Nour. traité des maladier mentales, 1894, p. 828 segg.
Idiosinorasia (ἴδιος: == proprio, civ = con, xp&atg temperamento). T.
Idiosynorasie; I. Idiosynorasy, Idiocrasy; F. Idiosynerasie. In sonso proprio
designa le disposizioni individuali n sentire in modo particolare l’azione
degli agonti esteriori, apecio dei medicamenti; ma si adopera anche per
designare l'insieme dolle varietà individuali cho 58 , Ini-Ipo si incontrano negli individui di
una medesima specie, e costituiscono il temperamento. Non va confusa con I’
idiosincrisi, con cui si designano un insieme di fenomeni diversi che si
manifestano spontaneamente in uno stesso individuo. Idiotismo. T.
Blödeinnigkeit; I. Idiotiem ; F. Idiotisme. Uno doi gradi infimi di debolezza
mentale; appartiene al gruppo delle frenastenie ο arresti di sviluppo. L'
idiota fu definito come un essere estrasociale ; esso infatti presenta una
inettitadine assoluta al lavoro ordinato, non prova alcun interesse per
l’ambiente che lo circonda, è incapace di concepire rapporti sociali elevati ο
di provare sentimenti nltruistiei, non ha altra preoconpazione che di
soddisfare i propri bisogni fisici; i suoi sensi sono straordinariamente
ottusi, specie il tattile e il dolorifico ; 1’ affettività rudimentaria ο
irregolare; i movimenti lenti ed impacciati. L’idiota si distingue
psicologicamente dall’ imbecille, perchè, pur essendo l’uno e l’altro dei
deboli di spirito, il secondo ha imaginazione disordinata, associasioni rapide
e incoerenti, attenzione desta ma instabile, grande concetto di sè stesso unito
ad insofferenza per ogni lavoro ordinato. Per idiotiamo morale si suol
intendere la cecità morale, ossia l’assenza totale © Patrofia degli impulsi
altruistici, sociali, estetici ; si distingue dalla follia morale, che consiste
invece in impulsi anormali. Cfr. Sollier, Psychologie de l’idiot et de
T'imbéoile, 1891 (v. obefrenia). Idolatria. T. Abgötterei; I. Idolatry; F.
Idoldirio. Consiste nell’ adorazione delle imagini come se fossero le stesso
persone divine, ed è propria delle religioni primitive o dei popoli selvaggi.
Essa ha origine dal simbolismo religioso. Da principio imagine divina, appena
fabbricata, non è compresa che como un semplice simbolo; poi a poco a poco,
continuando ad essere adorata, perde la sua natura di emblema ο di semplico
analogia, per identifienri con l'oggetto reale del culto. Cfr. F. B. Jevona, L'
idea di Dio 23 Raxzorı, Di . di scienze
filosofiche. Ino 514 nelle vel. primitive, trad. it. 1914, p. 4,
14 (v. feticiamo, religione, simbolismo). Idoli. Lat. Idola; Gr. Et2oXa. Bacone
chiama così, nella prima parte del suo Organo, quelle anticipazioni ed errori
che la mente umana aggiunge alla esporienza, falsando in tal modo il concetto
della natura. Gli idoli e le nozioni false, che invasero l’intelletto umano e
vi gettarono radici profonde, non solo ingombrano le menti degli uomini in modo
che la verità a mala pena vi può trovare accesso; ma anche se lo trovasse,
ricompariranno di nuovo nella riforma delle scienze e saranno moleste, qualora
gli nomini, preavvisati, non si muniscano al possibile contro di esso ». Egli
enumera quattro classi di idoli da cui bisogna guardarsi: 1. idola tribus, che
sono inerenti alla stessa natura umana in generale, perchè l’anima dell’ uomo è
come uno specchio male aggiustato, che, mescolando la propria natura a quella
degli oggetti, li altera e li deforma; 2. idola spocus, che derivano dall’
individualità propria di ciascuno, perchè ciascuno di noi è prigioniero nello
speco profondo dei suoi pregiudizi; 3. idola fori, che sono dovuti al
lingnaggio e si assorbono col commercio degli altri nomini ; 4. idola theatri,
che s’imparano nelle varie scuole filosofiche, le quali sono appunto come tante
finzioni teatrali, che l'autore ha cercato di rendere verosimili senza
riuscirvi. Purificata l’esperienza da tutte queste illusioni, cossa il cömpito
della parte negativa della logica (pars destruens) e comincia quello della
parte positiva, che consiste nel riordinare i materiali ottenuti con l’
esperienza. Cfr. Bacone, Novum Organum, I, ΧΧΧΝΙΙΙ segg.; Do Dignitate, 1. V,
cap. ıv, $ 8-10. Idolologia. T. Eidolologie. Una delle quattro parti cni
dividesi, secondo l’ Herbart, la metafisica. Essa move dall’ Io, di cui cerca
levare In contraddizione, ο contiene quindi le fondamenta essenziali della
psicologia. La parola idolologin si adopera anche con significato
dispregiativo, per indicare una scienza di fantasmi, nna scienza costituita di
astrazioni e di imagini vnote. Cfr. Herbart, Allgemeine Metaphysik, 1828, 1, p.
71. : Ignava ratio (ἀργὸς λόγος). Gli antichi logici chinmavano così quel
sofisma, che si fonda sopra una cognizione confusa ed erronea del soggetto.
Cicerone ne reca questo esempio: se il fato ha predestinato che tu guarisca,
guarirai, se ha predestinato che tn muoia, morrai, adoperi o no il medico; ma è
certo che si compirà P ana o l’altra di queste due predestinazioni del fato,
dunque à inutile che tn adoperi il medico. Il Rosmini chiama tale sofiama il
pigro e lo pone nella categoria dei sofismi che derivano dall’ infinito non
compreso: con esso infatti si parte dalla presupposizione di conoscore la
maniera di operare dellente infinito, non volendo confessare d’ignorarla, ο αἱ
attribnisce quindi alla causa prima la maniera d’operaro delle canse seconde,
che sole si conoscono. Cfr. Cicerone, De fato, 12, 28; Rosmini, Logica.
Ignorabimus e la celebre formula con cui il fisiologo Reymond esprime
l’insolubilità assolta dei problemi metafisici, opponendola all’ ignoramus
provvisorio della scienza intorno ai problemi d'ordine materiale. Codosti
problemi insolubili ο enigmi dell’ unirersn sono sette: l'essenza della materia
ο della forza; l’origine del movimento; l’origine delle sensazioni elomentari ;
la libertà del volere; l’origine della vita; la finalità della natura;
l’origine del pensiero ο del linguaggio umano. La parola ignorabimua è divenuta
poi il simbolo usuale dell’ agnosticismo scientifico. Va notato, infine, che il
punto di partenza dell’agnosticismo sia di Reymond sin di molti altri
scienziati, è il presupposto che la sola vera scionza rin In meocaniea e cho
conoscero significhi soltanto formulare meccanienmento: ogni voluta
teleologien, estetica o valutativa è nna concezione antropomortica, dalla quale
bisogna liherarsi per non considerare il mondo che sotto l'aspetto Ton 516
quantitativo del movimento delle masse materiali. Cfr. Dubois-Reymond,
Über die Grenson des Naturerkennens, 1872; 1d., Die sieben Welträtsel, 1882; De
Sarlo, Studi sulla fil. contemporanea, 1901, p. 2 segg.; C. Ranzoli, L’
agnosticiemo, i suoî significati e le sue forme, in Linguaggio dei filosofi,
1913, p. 105-154. Ignoranza. Lat. Ignorantia; T. Unwissenheit; I. Ignoranco; F.
Ignorance. Assenza di conoscenza intorno a qualche cosa. Gli scolastici ne
distinguevano tre specie: ignorantia negativa ο simplicis negationis, la
semplice mancanza di una conoscenza che non si è obbligati a possedere, ad es.
In filosofia per una donna; i. privativa ο privationis, la maneanza della
conoscenza in chi è atto o obbligato ad averla, ad es. la storia della
filosofia per un filosofo; i. pravae diapositionis, U’ errore contrario alla
conoscenza che uno devo avore, ossia l’ ignoranza colpevole. Con I’ espressione dotta ignoranza (doota
ignorantia), già usata da 8. Agostino, S. Bonaventura e resa celebre da Niccolò
da Cusa, s'intende quel sapere di non sapere, che, nelle cose inacceı alla
mente umana, come la natura di Dio, costituisce I unica forma di conoscenza ©
il segno della vera sapienza. Cfr. S. Agostino, Epist. ad Probam, Migne, ep.
130, C. 15, $ 28; Uchinger, Der Beyrif docta ignorantia in seiner geschichil.
Entwicklung, Arch. f. Gesch. d. Phil. », vol. VIII, 1895;. P. Rotta, Il
pensiero di Niccolò da Cusa, 1911. Ignoratio elenchi (ἄγνοια ἐλέγχου). Termine
della scolastica, con cui si designa quel sofisma, detto anche della questione
sbagliata, che trao origine dal credere falsamento che l'opinione dell’
avversario sia contradditoria alla propria, mentre non è. Con lo stesso nome si
sogliono designare anche quei sofismi che si fondano sopra I’ ignoranza delle
regole della contraddizione e della confutazione: come, nd esempio, se uno
ignorasse che fra 1’ esser doppio dell’ uno © non esser doppio del tre non v’
ha contraddizione, perchè non è esser doppio e non doppio sotto lo stesso
rispetto : ILL 517 1 por tal modo la
confutazione cho uno vi fondasse su non sarebbe che apparente. Cfr. Aristotele,
Anal. pr., II, 20, 66 b, 11; De soph. elench., 6, 168 a, 18; Logique de
PortRoyal, III, 19. Ignotum per ignotum. Espressione della scolastica, con cui
si designa quella fallacia di ragionamento che consiste nel pretendere di
dimostrare nna cosa ignota per mezzo di un’altra ugualmente ignota, Questa
pretensione di far conoscere una cosa nota per un'altra ignota, osserva SERBATI
(vedasi), è frequente ne’ semidotti, che nl ragionamento sostituiscono un
gergo, che sorprende gli inesperti, una delle tanto arti della vanità umana ».
Cfr. Rosmini, Logica, 1853, p. 278. Illasione v. conclusione. Illuminismo. T.
Aufklärung. Si denomina così quel largo e complesso movimento degli spiriti,
verificatosi nel sec. XVIII ed estesosi a tutti i popoli di cultura europea,
che ha questi principali caratteri: disdegno per le sottigliezzo dialettiche,
conceziono pratica della filosofia come sapienza della vita, studio apparsionato
dei problemi riguardanti l'essenza dell’uomo 6 la sua posizione nel mondo;
ricerca della possibilità e dei limiti della conoscenza scientitica;
penetrazione della filosofia nella cerchia della cultura generale e sua fusione
col movimento letterario. L’ illumimo 8'inizia in Inghilterra, ove, dopo il
periodo rivoluzionario, la lotteratura e la filosofia avevano raggiunto un
grande sviluppo; di qui passa in Francia, acquistandovi un carattere più vivace
e una tendenza decisamente ribello contro l'ordinamento contemporaneo dello
Stato ο della Chiesa; dalla Francia si diffonde poi in Germania, già
intollettualmento preparata a riceverlo e dove esso raggiungo la sun più nobile
espressione nella poesia tedesca. Corifeo dell’ illuminismo inglese è Giovanni
Locke, perchè seppe trovare una forma piana e popolare di esposizione
empiricopsicologica per le linee generali della concezione cartesiana. ILL 518
Del’ illuminismo francese è pioniere Pietro Bayle, il cui Dizionario
promuove la tendenza della cultura verso lo scetticismo religioso; Voltaire è
il grande scrittore che a questa tendenza diede la più eloquente espressione.
La Germania era già conquistata al movimento dell’ illuminismo mediante la
filosofia del Leibnitz ο il gran successo cattedratico ottenuto da Cristiano
Wolf ; qui, per mancanza d’un pubblico interesse unitario, lo idee
dell'illuminismo assunsero nel campo psicologico, politico e religioso una
grande varietà, ma senza un nuovo spirito creatore, finchè non furono portate a
maggiore altezza dal movimento poetico ο dalla grande personalità di un Lessing
e di un Herder. «Cfr. E. Zeller, Geschichte d. deutschen Philosophie seit
Leibnilz, 1873; Leslie Stephen, History of english thought in the 184 contury,
1876; Ph. Damiron, Mémoires pour servir à l'histoire de la philosophie au 18me
sidole, 1858-64; Windelband, Storia della flosofia, trad. it. 1913, vol. I, p.
85 segg.; II, p. 115 segg. Illusione. T. JUusion, Täuschung; I. Ilusion; F.
Illusion. Fenomeno psicologico, che dipende, como l'allucinazione, da una
sovreceitazione dei centri corebrali ο periferici; ma mentre l’allucinazione
consiste nel porre come realo ciò che è puramonte mentale, 1’ illusione
consiste invece nol percepire l'oggetto diverso da quello che realmonto è,
assuciando alla sensazione di esso imagini latenti nei centri sensitivi.
L'illusione si può dunque definire quel fenomeno per cui s’intograno i dati
sensibili attuali con dati mentali preformati, non conformi alla reale natura
dell'oggetto. «Ρος illusione s’ intonde, dice lo Zichen, quella sensazione per
la quale esiste realmente uno stimolo esteriore, ma cho non corrisponde
qualitativamente a codesto stimolo ». Secondo I’ Ebbinghaus, il processo
psicologico dell'illusione può svolgersi in due modi diversi; nell’ uno vi è
contraddizione tra la realtà obbiettiva, quale noi la prevediamo in base alle
leggi della vita psichica, ed uno dei
519 IuL suoi stati occezionali
dovuto alle loggi della natura >; nell’altro le impressioni prodotte sono
modificate e deviate nel senso delle rappresentazioni esistenti, cosicchè le
stesse eccitazioni obbiettive sono percepite in modo diverso a seconds doi
pensieri © delle conoscenze relativo a quelle che già si posseggono ». La
distinzione fra illusione e allucinazione non è sempre praticamente possibile,
perchè non sempre si può dire se si tratti di nn oggetto esterno falsamente
percepito, o di una rappresentazione formatasi noi centri cerebrali
indipendentemente dal mondo esterno. D'altro cuuto, spesso le illusioni si
convertono gradatamente in alIncinazioni: Il grado dell’ illusione, dice il
Sully, cresco proporzionalmento al orescere della forza dell’ elemento
imagiuntivo rispetto alle impressioni attuali, finchè nelle illusioni sregolste
del pazzo la quantità delle impressioni attuali diventa evanescente. Quando
questo punto è raggiunto, l’atto della imaginazione si mostra come un processo
puramente creativo, ossis come una allucinazione ». L’ illusione apparisce in
parecchie malattio mentali, specie nella paranoia tipica ο nella mania. In
quest’ ultima gran parte della sintomatologia è costituita appunto dalle illu V
ammalato vede gli oggetti rovesciati, impiccioliti o smisuratamente ingranditi,
scambia 1) infermiore con un amico, un parente, una persona illustre; un
mobile, un bicchiere, assume ai suoi occhi delle proporzioni fantastiche ©
spaventose; i minimi rumori che giungono al suo orecchio diventano schiamaszi
sssordunti o musica piacevolissima ; le bevande hanno talvolta il gusto di
nettaro delizioso, tal’ altra di un liquido avvelenato. Ms l'illusione può
avvenire anche negli animali e nell’ uomo solo per offetto di distrazione o di
suggestione. Si dicono iMusion gli amputati quelle per cui, per un tempo più o
meno lungo dopo l’amputezione di uu arto, l'individuo sente |’ arto stesso al sno
posto abituale e prova acuti dolori, specio alla ana estremità. Questo fatto,
secondo alcuni, è di naIL 520 tura puramente intellettuale; secondo altri
dipenderebbo dalla irritazione delle fibre nervose contenute nella cicatrice
del moncone. Diconsi illusioni della memoria, per distinguerle dalle
sensoriali, quelle per cui i ricordi non sono più giustamente associati fra
loro nella loro successione nel tempo, ο ai ricordi esatti si mescolano
prodotti della fantasia; e quelle per cni si riconosce falsamente ciò che in
realtà è percepito o conosciuto per la prima volta. Dicosì #llusione di
Aristotele quella per cui, quando #’ incrocin il dito indice col medio ο
s’interpone tra i polpastrelli delle due dita una pallina posta sul tavolo,
sembra di tovcare due distinte pallino; illusione paradossale quella che si
verifica talvolta nella misura della sensibilità tattile per mozzo del compasso
di Werber e che consiste nella falsa percezione di duo punte, quando in realtà
vi è lo stimolo d’una sola punta; illusione del Rivers quella nella quale,
toccando con due baochettino i due bordi dello ditu che nell’incrociamento
guardano lateralmente, si ha l’impressione di una bacchetta nelle dita;
ilusioni ottiohe-geometriche, tutti quegli errori di giudizio che commettiamo
sorvendoci dell’ occhio come misura della grandezza, errori il cui studio entrò
nella scienza spocialmente con l’Oppel ο P Helmholtz, od è oggi oggetto
importante di ricerca in tutti i Inboratori di psicologia sperimentale ; osso
sono spiegato como prodotte sia dai movimenti degli occhi (Wundt, Binet), sia
dall’ irradiaziono (Lehman), sia da cause psicologiohe (Lippe, Benussi).
Infine, estendendo illegittimamente il significato della parola, si parla
talora di illusioni logiche, metafisiche, estetiche e morali : le prime
sarebbero i sofismi, le seconde gli scambi dei fenomeni con le cose stesse, le
terze gli scambi dello rappresentazioni artistiche degli oggetti con gli
oggotti stessi, dolle apparenze gradevoli con la verità, lo ultime quelle con
cui circondiamo la vita di speranze, desideri, aspirazioni, ecc. Cfr. Mach,
Sitsungaber. d, Wiener Akad., 1861; Lipps, Raumäntelik u. geom. opt.
Täuschungen, 1897 ; 521 ILL-ILo Th. Zichen, Leitfaden d. physiol.
Psyoologie, 1893, p. 182; Wandt, Grundries d. Peychol., 1896, p. 274 segg.;
Sully, Outlines of Paychol., 1885; Id., Illusions, 1881, p. 120; Ebbinghaus,
Préois de psychologie, trad. franc. 1912, p. 168171; M. Foucault, 1 illusion paradozale,
1910; Ardigò, Op. fil., IV, 381 segg.; Botti, R. Aco. delle scienze di Τοrino,
1908-1908; A. Pegrassi, Le illusioni otticho nelle figure planimetriche, 1904
(v. riconoscimento, poramneria). Illusionismo. T. Iusioninmus; I. Illusioniem ;
F. Ilusionisme, Con questo termine, che ha sempre significato peggiorativo, #’
indicano talvolta le dottrine che risolvono la conoscenza nel fenomeno, o non
ammettono altra certezza che quella che l'individuo ha dei propri stati di
coscienza, considerando quindi il mondo esterno como nn puro fantasma mentale.
S’applica anche alla dottrina di Cartesio, Malebranche, Fénelon, che pono il
mondo esterno como problematico. Dico il Fénelon: Tous ces 6ires, dis-je,
peurent avoir rien de réel et n'être qu'une puro illusion qui κο passo toute
entière on dedans de moi seul, Talvolta è dotta illusionismo anche la dottrina
dello Schopenhauer, in quanto considera la natura estoriure, così come ci
appare estesa nollo spazio o perdurante nel tempo, come un fantasma, un
fonomeno cerebrale. Cfr. Fénelon, De Vezistenoe et des attr. de Dieu, 1861, p.
120. Ilosoismo (Όλη = materia, {Gov
animale). T. Hylozotemus; I. Hylozotem; F. Hylozoisme. Dottrina
filosofica la quale considera come inseparabili la materia ο il principio della
vita e pono quindi la materia come vivente, sin in sò stessa sia in quanto
partecipa all’azione di un’ anima del mondo. Il vocabolo fu usato la prima
volta dal Cudworth, la cui dottrina delle nature plastiche è ilozoistica. L’
ilozoismo si distingue dal materialismo ο dallo spiritualismo in quanto nè fa
risultare la vita da una combinazione meccanica di parti preesistenti, nd la fa
derivare da un principio superiore o separato, Dio, Idea, Spirito, cho formi ©
vivifichi la maIma teria, ma considera la materia come attiva 0 vivente, dotata
cioè di spontancità ο di sensibilità. L’ ilozoismo è dottrina propria della
scuola ionica, e più tardi della stoica. ‘Tra quella e questa sta l’ilozoismo
di Stratone di Lumpsco, che concepisce la forza divina come immanente nella
natura stessa, In quale contiene in sò le cause della generazione e della dissoluzione
: Strato, qui omnem vim dirinam in natura sitam esse censet, dice Cicerone,
quae oausas gignendi, augendi, minuendi habeat, sed careat omni sensu et
figura, Esso ricompare poi, con caratteri diversi, nei filosofi naturalisti del
Rinuscimento, e in F. Glisson, H. More, Diderot, Buffon, Robinet. Nei tempi
moderni I’ ilozoismo ha assunto, specialmente con Czolbo, Noiré ο con 1’
Haeckel, la forma più scientifica del pampsichismo. Cfr. Aristotelo, De An., I,
1,3; Cicerone, De nat. deorum, I, 13; A. G. Pari, Ricerche analitico-razionali
sopra la fisica, l'analisi ο la vita della molecola chimica, 1834; Hacckol,
Natürliche Schopfungageschiohle, 1889, p. 20 segg. (v. genorazione, mediatore
plastico). Imaginazione. T. Einbildungskraft, Phantasie; 1. Imaginalion; F.
Imagination. Nol suo senso più largo è l'attitudino a riprodurre delle
sensazioni passate; in senso stretto è la facoltà di croare delle nuove
rappresentazioni concrete. Il primo significato è il più antico; così Hobbes
dico che imaginatio nihil aliud est re vera quam propter obieoti remotionem
languoscena vel debilitata sensio ; Cr. Wolf: faoultas producendi perceptiones
rerum sensibilium absentium faoultates imaginandi seu imaginatio appellatur;
Galluppi: l'imaginazione è In potenza dello spirito di avere nell’assenza di un
oggetto sensibilo la sua idea ». Il Reid restringeva ancor più il significato
del vocabolo, ritenendo che soltanto le sensazioni visive potessero servire di
materia alla imaginazione. Per 1’ Hamilton l' imaginazione, nel suo più largo
significato, è la facoltà rappresentativa dei fenomeni sia del mondo esterno
sia dell’ interno »; egli nota giustumente cho imaginazione è parola ambigua,
in quanto esprime sia 1’ alto dell’ imaginare, sia il prodotto dell’ atto
medesimo, ciod 1’ imagine imaginata ». La stessa osservazione fa James Mill: L'imaginazione
ha due significati. Essa designa sia una certa attività, sia la potenzialità di
una attività. Sono due significati che è assai necessario non confondere ». Per
materia 0 contenuto dell’ imaginazione si intende l’insieme delle sensazioni
che entrano a costituirla; por forma dell’ imaginazione si intendono invece lo
operazioni di accrescimento, diminuziono, sostituzione, dissociazione e
associazione con cui lo spirito trasforma le imagini. Quasi tutti i psicologi
moderni sono concordi nel distinguere due forme fondamentali di imaginazione :
l'una, detta riproduttita ο rappresentativa, è quella che consisto nella
semplice riproduzione delle imagini passate; l’altra, detta oreatrice, novatrice,
incentiva, produttiva, costruttica è quella che si vale del materiale offerto
dall’ esperienza per oreare imagini nuove, medianto le operazioni psicologiche
dell’ astrazione, della determina zione e della combinazione. Tra questo due
forme princi pali, alcuni pongono una forma intermedia, detta com! natrice, che
consiste nel decomporre e ricomporre, più o meno coscientemente, le
rappresentazioni, in modo da 80stituire al reale il fantastico. Le ricerche
della moderna psicologia dimostrano che I’ imnginaziono non crea nessun nuovo
contenuto; così il cieco nato non può avere imagini visivo; anzi il Jastrow ha
provato che se la vista si perdo fra il quinto e il settimo anno, i centri
visivi subiscono un regresso funzionale, per cui la facoltà della imaginazione
visiva si perde gradatamente. Molti psicologi unificano l’imaginazione
riproduttiva alla memoria, riserbando alla creatrice il nome di imaginazione:
altri invece la voglion distinta dalla memoria in quanto montre in quella è
assente ogni idea del passato, e la rappresentazione dell’oggotto è talmente
viva e distinta da sembraro cosa presente, nella memoria è essenziale ο
caratteristico il riforimento al Ima
524 passato. Il Wundt distingue
invece 1) imaginaziono in attira © passiva: l’attiva è quella in cui la volontà
opera una scelta fra le varie rappresontazioni che si offrono alla oocasione di
una uguale dissociazione, e per tal modo compara, conforme a un piano, il
particolare per convertirlo in un tutto; è passiva quando noi ci abbandoniamo
al gioco delle rappresentazioni eccitate nel nostro spirito da una
rappresentazione generale qualunque. Analoga a questa, è la distinzione dell’
imaginazione in rolontaria ο anlomatica, oppure quella in sensitiva ο
intelletlica ο riflessa. Altra divisione comunissima è quella dell’
imaginaziono in viviva, uditica ο motrice: essa si fonda sul fatto che lo
imagini dotate di maggior chiarezza o precisione sono quelle provenienti dalla
vista, dall’ udito e dal senso muscolare, o che individuo prevale quella di
queste tre forme di imaginazione, che corrisponde alla maggiore finezza d’ uno
dei suoi sensi. Ricordiamo infine che, rispetto all’ oggetto cui si applica,
l’imaginazione inventiva à stata distinta nello tro varietà di artistica,
scientifica ο pratica, ciascuna delle quali comprende tante speoie quanti sono
i gruppi di arti, di scienze ο di attività in cui si estrinseen In vita dello
spirito. Cfr. Hobbes, De corp., ο. 25 ; Crist. Wolf, Payohol. empirica, 1738,
692; Galluppi, El. di filosofia, 1820, vol. I, p. 181; Hamilton, Reid's Works,
1863, p. 291, 809; J. Mill, «Anal. of the hum. mind, 1871, II, 239; Wundt,
Grundzüge à. phys. paychol., 1893, vol. II, p. 1 segg.; Ribot, Kesai eur
l'imagination creatrice, 1900; L. Dugas, L'imagination, 1903; A. Schöppa,
L’imagination, sa nature et son importance pour la vie mentale, 1909; G. A.
Colozza, 1 imaginazione nella scienza, 1900; A. Murchesini, 1? imaginazione
creatrice nella filosofia, cd. Paravia (v. imagine, fantasia, dissociazione).
Imagine. T. Bild, Vorstellung; I. Image; F. Image. In senso ristretto è il
contenuto d’una presentazione ο rappresentazione, specialmente visiva. In senso
generale è sinonimo di rappresentazione e di percezione mediata, © indica
il 525
Ins fatto del riprodursi di sensazioni passate senza lo stimolo diretto
dell’ oggetto sensibile. Il sorgere delle imagini è determinato non da uno
stimolo esterno o interno, ma da ımo stimolo intorcerebrale, e condizionato al
persistere dello impressioni sensibili. Le sensazioni che più facilmento si
riproducono sono quelle della vista e dell’ udito; ma si hanno anche imagini
tattili, olfattive, termiche, muscolari, occ. Dicosi imagine retinica quella
proiettata dagli oggetti culla retina; imaginé postume quelle prodotte da un
oggetto in movimento, la oni velocità è tale che, prima che sia esanrita
l'eccitazione prodotta da una località dell'oggetto medesimo, sorge I’
eccitazione della località vicina; imagini ipnagogicke quella serie di imagini
allucinatorie ο illusorio che costituiscono il sogno; imagini entoptiche le
sensazioni visive prodotte da una eccitazione della retina, detorminata «a un
qualunque stimolo che non siano le vibrazioni Inminose, come l'alterazione dei
tessuti, l’ applicazione di sostanze chimiche, la pressione, ecc.; fmagini
conecoutire quelle che persistono nell’ occhio quando è cessato lo stimolo
diretto dell’ oggetto esterno. Lo imagini consecutiv dovuto forse ni processi
chimici della retina, per i quali si ha la visione, sono dapprima negatire ο
complementari, per divenire poi positire ο di ugnal colore; vale a diro cho da
prima gli oggetti chiari appaiono neri, i nori chiari, i colorati del colore
contrario o complementare ; poi le im gini sia eromatiche che acromatiche
tornano a comparire colle stosso proprietà di colore e di chiarezza degli
oggetti reali. Cfr. J. Philippe, L'image mentale, 1903 ; E. Peillanbe, Les
images, 1911 (v. contrasto, stroboncopio, stimolo, imaginazione). Imbecillità.
T. Schwachsinn; I. Imbecillity, Mental weachness; F. Imbécillité, Appartione al
gruppo delle frenastenie o arresti di sviluppo psichico, ¢ presenta una grande
varietà sin di formo cho di gradi. Vi è l’imbecillità morale, in cni, rimanendo
intatta o quasi l'intelligenza, è profondamente Im 526
turbata l’affettività, scarso e quasi nullo il senso morale, debole V
inibizione; l’imbecillità geniale, in cui, fra mezzo al turbamento di alenne
attività psichiche, altre presentano un grado anormale di sviluppo, come la
memoria, specie musicale, e ’ attitudine a determinati lavori manuali; 1’
imbecillità parziale, che colpisce solo una sfera della vita psichica;
l’imbecillità totale che la colpisce tntta. Si può dire che tante sono le forme
d’imbecillità quanti i caratteri umani ο che gli elementi comuni a quasi tutte
sono I’ instabilità dell’ attenzione, la debolezza delle capacità logiche, la
mancanza d'iniziativa ragionata e l'irregolarità della condotta. Cfr. Sollier,
Payohologie de l’idiot et de Vimbécile, 1891 (v. ebafrenia, idiotiemo).
Imitazione. T. Nachahmung; I. Imitation; F. Imitation. Psicologieamente indica
ogni fenomeno psichico, cosciente © no, che ha per carattere di riprodurre un
fenomeno psichico anteriore. Nell’ estetica, 1’ imitazione della natura fu
considerata per lungo tempo, cominciando da Platone e da ‘Aristotele per venire
fino al Batteux, come l'essenza delParte. Così per Aristotele la radice
psicologica dell’ arto sta nel piacero che si prova nell’ imitazione, piacere
che, in ultima analisi, non è che un effetto dell'impulso a conoscore, in
quanto noi riconosciamo nell’ imagine 1’ oggetto rappresentato ; 1’
imaginazione artistica ai elova al di sopra dell’imitazione comune in quanto Jo
sue imagini non ritraggono gid le cose e le azioni, offerte dalla realtà, come
pure copie o riproduzioni, ma come rappresentazioni della vera essenza di esse,
non come sono, ma come potrebbero ο dovrebbero essere, ola ἄν γένοιτο; in tal
modo l'imitazione estetica ottiene che i sentimenti, suscitati dall'opera
d’arte secondo la sua particolare natura, abbiano nello spettatore un’ eco di
purità e di pienezza. La teoria dell’arte como imitazione è ancora accettata da
molti, a malgrado delle gravi obiezioni rivolto contro di essa in ogni tempo;
si è detto infatti che l'imitazione della natura è non solo una inntile 527 Im
ripetizione di ciò che la natura stessa offre spontaneamente, ma è anche
umiliante per l’uomo, che di fronte ad essa sento tutta la propria inferiorità;
1) imitazione è tanto più fredda quanto più vicina all’ originale, e, come ha
fatto notare Kant, il canto dell’usignuolo, imitato dall’uomo, ci dispiace non
appena ci accorgiamo che è opera di un uomo; limitazione può forse
giustificarsi nella pittara ο nella scultura, ma come sarebbe possibile
nell’architettura, nella musica, nella poesia? Si è osservato ancora che nella
natura 0’ anche del brutto, e che, come scrisse lo Schelling gli imitutori
hanno l'abitudine di appropriarsi i difetti dei loro modelli piuttosto e più
facilmente delle loro bellezze, perchd i primi sono più facili a cogliersi, più
evidenti, più afferrabili; perciò noi vediamo che, in tal senso, gli imitatori
della natura imitano più spesso il brutto che il bello ed hanno persino una
notevole predilezione verso il primo ». Hegel ha osservato che il vero piacere
dell’uomo è nel creare non nell’imitare, e che l’arte risponde anzi al bisogno
di sorpassare la realtà, idealizzandola: Il principio dell’ imitazione, essendo
puramente esteriore e superficiale, è distrutto «quando si spieghi dandogli per
fine l'imitazione del dello quale esiste negli oggetti. Limitazione deve essere
fedele e nulla più. Parlare d’ una differenza tra gli oggetti come belli o
brutti, è introdurre nel principio una distinzione che non contiene... La
missione dell’ arte è di rappresentare, sotto forme sensibili, lo sviluppo
libero della vita, e specialmento dello spirito. La verità nell’ arte non può
dunque essere In semplioe fedeltà, a cui si limita quella che dicesi l’
imitazione della natura ». Tra le argomentazioni dei moderni segnaci dolls
teoria della imitazione, rtporteremo soltanto questa d'un psicologo
contemporaneo, l’Höffding: La forma più semplice dell’ imaginazione artistica,
è l’imifazione della natura, e, in un certo senso, non la sorpassa mai. Ben
cogliere ο ben rendere il roale in tutta la sua ricchezza ο la sua
individualità è un compito che non si può assolvero IMM 528 se
non a condizione che l’intuizione e |’ imaginazione abbinno raggiunto il loro
più alto sviluppo. È questa la parte di realismo contenuta in ogni arte e che
si manifesta ora come studio del dato, freddo ed imparziale, ora come una
cenriosità simpatica e desiderosa di ben comprenderlo. Senza questa parte di
realismo, l’arte vaga nel vuoto ». Nella
sociologia l’ imaginazione ha assunto una grande importanza col Tarde, per il
qualo la legge dell’ imitarione à il principio fondamentale su oui la vita
sociale si regge: come il fotto meccanico elementare è la comunicazione e la
modificazione di un movimento determinato dall’azione di una molecola ο di una
massa sopra un’ altra, così il fatto sociale elementare è la comunicazione e la
modificazione di uno stato di coscienza per l’azione di un essere cosciente
esercitata sopra un altro ». I} Baldwin, che in parte concorda con le idee del
Tarde, distinguo queste forme di imitazione: imitazione cosciente, in cui
quello che imita sa che imita; suggestione imitativa, in cui chi imita non ha
coscienza d’ imitare; imitazione plastica, ossia la conforinità subcosciente a
tipi di pensiero e di azione, come avviene nelle folle; autoimitazione, o
imitazione di sò stesso con sò stesso; imitazione semplice e i. persistente, la
prima delle quali si compie rapidamente, mentre la seconda richiede una serie
di sforzi per riusciro; imitazione istintiva ο i. volontaria, determinate da un
atto di volontà o da un istinto. Cfr. Siebock, Arietotele. trad. it. Sandron,
p. 140 segg.; Hegel, Système des beauzarts, trad. franc. Bénard, t. I;
Höffding, Psychologie, trad. frane. 1900, p. 240 segg.; Battenux, Les
beauz-arte réduits à un même principe, 1747; Tarde, Les lois de l'imitation,
1890-95; Id., La logique sociale, 1895; Baldwin, Mental derelopment in the
child and the race, 1895; Id., Social and ethical interpr. in mental
development, 1897; G. Pistolesi, L’imitazione, 1909. Immanente. T. Immanent; I.
Immanent: F. Immanont. Si oppone n trascendente ο n transitiro, qualche volta
anche a esterno, e designa in generale ciò che risiede nell’ essere, 529
Imm l’azione per cui essere produce degli effetti in ed stosso. In un significato
metafisico si applica a Dio, considerato como la causa sostanziale ed immanente
di tutte le cose (panteismo); quindi tra Dio e il mondo non v’ ha alcuna
distinzione. In senso psicologico si applica alle azioni umane, ο precisamente
a quelle che non escono dai limiti della coscienza, che non si manifestano con
effetti esteriori : così è immanente il pensiero, transitiva la volontà, almeno
quando muove il corpo. L’ilozoismo consiste nel considerare In vita come una
proprietà della materia ο quindi immanente alle cose; il dinamismo considera
invece la forza come immanente all’essere. Gli scolastici contrapponevano
l’aotio immanens all’actio transiens ; le azioni immanenti sono quelle, dice
Goclenio, per quas passim, id est, subiectum non trasmutatur. Spinoza dice che Dio
è la causa immanente e non transitiva di tutte lo cose. Tutte le cose che
eslstono, esistono in Dio e devono essere concepite da Dio. Dunque Dio è la
causa delle cose che esistono in lui;... inoltre fuori di Dio non esiste alcuna
sostanza, alcuna cosa che esista in sè;... dunque Dio è la causa immanente di
tutte le cose e non la loro causa transitiva ». Per Kant sono immanenti i
principî la cui applicazione è strettamente racchiusa nei limiti
dell'esperienza possibile; e l’uso di questi principi nel mondo dell'esperienza
si chiama uso 4mmanente. Cfr. Goelenio, Lezicon phil., 1613, p. 1125 ; Spinoza,
Ethica, 1. I, teor. 18; Kant, Proleg., § 40 (v. immanentismo, immanenza).
Immanentismo. T. Immanentimus; I. Immanentiem : F. Immanentisme. Quell’
indirizzo della filosofa religiosa contemporanea, che considera la religione
come nn risultato spontaneo di esigenze inestinguibili dello spirito umano,
esigenze che trovano la loro soddisfazione nell'esperienza tima e affettiva
della presenza del divino in noi ; esso perciò rigetta come convenzionale la
rappresentazione astratta © frazionaria del reale, e non ammette le prove
concettuali e discorsive dell’ esistenza di Dio. Esso si proclama in per34 RanzoLi, Dizion. di si ‚nze filosofiche.
Imm 530
fetto accordo con la tradizione, sia patristica, sia acolnstien: la
prima infatti, considerando Varistotelismo como esizialo alla professione
dell’ortodossia cristiana, ritenne la fede suftìciente a sd stessa; la seconda,
pur caratterizzata dal sopravvento preso dal realismo logico sull’intuizionismo
mistico, non dimenticò mai l'argomento morale quando volle provare le realtà
dello spirito, i loro valori e i loro destini. Tuttavia V immanentismo fu
condannato dall’ enciclica Pascendi dominioi gregis, che ne fissa così i due
errori caratteristici : a) l'opinione che il sentimento religioso sorge per
immanonza ritale dalle profondità della subcoscienza, e cho in tale immanenza
sta il germe di ogni religione; b) l'opinione cho Dio è immanente nell’uomo, il
che implica logicamente cho l’azione di Dio si confonde con quella della natura
ο che non csiste sovrannaturale. Contro queste acense gli immanentisti
obbiottano che esse falsano In loro dottrina, la qualo non è quel grosso errore
che 1’ enciclica sembra credere, ma anzi è la via seguita per giungere al
divino da tutta la migliore tradiziono cristiana. Cfr. E. Thamiry, Les deux
aspeots de Vimmanence et le problème religieux, 1908; Laberthonnière, Saggi di
filosofia religiosa, trad. it. 1907; It programma dei modernisti, 1908, p.
97-112 (v. agnosticiamo, credenza, fode, fideiemo, immanensa, modernismo).
Immanenza. T. Immanens ; I. Immanence; F. Immanence. Carattere di ogni attività
che risiede nell’ essere, e trova nell’ essere stesso il suo principio e il sno
fine. Si può considerare sotto due aspetti : quello dell’ immanenza assoluta,
che esolude la possibilità di qualsiasi influenza esteriore snl soggetto
dell'attività immanente, il quale sarebbe come un sistema chiuso in sè,
indipendente, sufficiente a sò stesso; quello dell’immanenza relativa, per cni
l’attività immanente nel soggetto ha bisogno, per esplicarsi, di arriochirsi di
dati esteriori ο implica per ciò stesso l’ esistenza di un trascendente. Dicesi filosofia dell’ immanenza
(Immanensphilosophie), l'indirizzo rnppresentnto da W. Schuppe, Rehmke, 581
Imm Leclair, Schubert-Soldern, eeo., sorto nella seconda metà del secolo
scorso in Germania, secondo il quale l’ universo è immanente nella coscienza
dell'individuo, non essendovi altro realtà che la percezione immediata della
coscienza personale. Per esso non è quindi vera scienza se non quella del
fatto, cioè della sensazione pura; l'oggetto non è conosciuto che come
contenuto della coscienza e il soggetto non è che il centro delle relazioni
degli oggetti; i concetti sono di origine sensibile e la loro obiettività non è
altro che la permanente possibilità di certi gruppi di sensazioni, di fronte al
variare di tutto il resto: Per la teoria della conoscenza, dice lo
Schubert-Soldern, il mondo non è altro che ciò che è dato immediatamente nel
complesso della coscienza (Betrusstecinezusammentang).... È vuota pretesa
quella di poter andare oltre.... La coscienza è rilevabile soltanto per il suo
contenuto; nulla è per sì, nd come cosa nd come proprietà... ciod come la cosa
atta ad avere corcienza di altre cose, als die Fähigkeit dieses Dinges sich
anderer Dinge bewusst zu sein oder zu werden ». Questa dottrina ha stretta
affinità col fenomenismo e con l'empirismo radicale ο empiriocriticismo : tutte
queste dottrine tendono infatti a ridurre tutta la realtà a quella
sperimentale, identificando poi l’esperienza col complesso dei fatti e stati di
coscienza, ed escludendo sia la trascendenza dell'oggetto rispetto alla
coscienza individuale, sia la trascendenza di esseri ο cause sottostanti all’
insieme dei fenomeni costituenti l’universo.
Dicesi principio d’immanenza la proposizione che sta a base
dell’immanentismo; essa è espressa in modi differenti dal Le Roy e dal Blondel.
Secondo il primo, essa esprime che la realtà non è fatta di porzioni distinte,
sovrapposte; tutto è interiore a tutto ; nei minimi dettagli della natura o
della scienza, l’analisi ritrova tntta la natura e tutta la scienza; ciascuno
dei nostri stati e dei nostri atti involge la nostra anima intera e la totalità
dello sue potenzo; in una parola, il pensiero s'implica totalmento in ciasenno
Imm 532
dei suoi momenti ο gradi »; quindi per noi non esistono mai dei dati
puramente esterni, ο l’esperienza, anzichè un’acquisizione di cose a noi
straniere, è invece un passaggio dall’implicito all’ esplicito, un movimento in
profondità che rivela ricchezze latenti nel sistema dol sapere. Per il Blondel
il principio d’immanenzs consiste in questa affermazione, cho N. Tommaso
enuncia senza alcuna restrizione, gisechd lu formula persino a proposito dell’
ordine sovrannaturale : Nihil potest ordinari in finem aliquem, nisi
pracezistat in ipso quaedam proportio ad finem. Io non ho fatto altro, dice il
Blondel, che tradurre codesta verità essenziale ed universale, ricordando che
nulla infatti può entrare nell’ uomo se non corrisponde in qualche modo αἱ suo
bisogno d’ espa sione, qualunque sia del resto l’origine e la natura di desto
appetito ». Cfr. Le Roy, Dogme et oritique, p. 9-10; Blondel, Lettre eur
l’apologetique, p. 28; Bulletin de la Société française de phil., agosto 1908,
p. 325 segg.; Schubert-Soldern, Grundl. d. Erkenntnistkeorie, 1884, p. 64-67;
Schuppe, Erkenntnistheoretische Logik, 1878, p. 63-69; Lans, Idealiemus und
Positiviemus, 1879, vol. I, p. 183; A. Polazza, Guglielmo Schuppe e la
filosofia dell’ immanenza. 1914. Immaterialismo.T. Immaterialiemus; I.
Immaterialiem ; F. Immaterialisme. Termine erento da Berkeley per opposizione a
materialismo. Si dice di tutte quelle dottrine gnoscologiche e metafisiche, che
considerano 1’ osistenza della inatoria come una semplice parvenza, una
illusione dei nostri sensi; l’esistonza dei corpi si riduce al loro esser
porcopiti: esse est percipi. È immatorialiamo la dottrina di Platone, per il
quale la realtà superiore dell’ essere, la ver essenza (οὐσία) conosciuta dal
pensiero, è il mondo immnterinle delle idee; montre il mondo materiale
costitaisee uns sfera inferiore, la sfera del divenire (Ὑάνεσις), oggetto della
percezione @ della opinione. Anche l’idealismo metnfisico del Berkeley è un
vero o proprio immaterialismo. Cr. Berkeley, Dialogues betwen Hylas and
Philonous, 1713, 533 IMM d. 111; B. Croce, L’immaterialismo del
Berkeley, La Critica», 1909, p. 77-81. Immediato. 1. Unmittelbar ; I.
Immediate; F. Immédiat. Ciò che si realizza senza bisogno di intermediari.
Perciò dicesi inferenza immediata l'operazione logica con cui da un giu termedi
; conoscenza immediata o intui alla discorsiva, dicesi quella che lo atto unico
© non con una successione di atti; successione immediata quella in cui il
finire del primo fenomeno è l’istauto stesso in cui il secondo comincia ;
contatto immediato quello che osiste fra due corpi sovrapposti che coincidono
gevmotricamente per una superficie, una linea o un punto. Immediazione. Lat.
Immediatio. Nel realismo ontolugico si designa con questo termine la conoscenza
immeiliata, cioè l'identità del soggetto e dell’ oggetto. Immediatio virtatin,
nel linguaggio scolastico, si ha quando V’ agente si congiuuge al paziente
nell’operare per virtù ed energie propria, senza intervento di altra virtù
intermediaria, Immensitä. T. ('nermesslichkeit ; I. Immensity; F. Immensité.
Uno degli attributi di Dio, che consiste nol trovarsi egli presente in ogni
luogo per la sua potenza, senza tuttavia essere esteso nello spazio, e nell’
agiro sopra tutti i punti dello spazio, senza trovarsi sostanzialmente in
alcenno. Secondo altri tilosofi 1’ immensità divina non sarebbe che lo spazio
infinito, che è puro un attributo di Dio (v. elernità). Immoralismo. T.
Immoralismus; I. Immoraliem ; F. Immoralismo. Termine creato dal Nietzsche, che
con esso vuleva intitolare la terza parte del suo libro sopra La rolontà di
potenza. Ora si applica sia alla dottrina dol Nietzsche stesso, sia ad ogni
dottrina che sostenga che la moralità, nel significato comune della parola,
debba essere sostituita da una scala di valori affatto diversa, e anche opposta
nella maggior parte dei punti, In questo senso il termine jo se ne ricava un
altro senza il sussidio di giudizi ina, per opposizione Imm 534
immoralismo non sembra usato adeguatamente, giacchè tali dottrine,
anzichò sopprimere la moralità, vogliono sostituirla con una nuova, Il Fouillée
distingue l’ immoralismo dalV amoraliemo ; questo non ammette che giudizi di
fatto, negundo i giudizi di valoro, e în tal modo nega esplicitamente la
morale; quello, invece, non solo noga l’esistenza della morale, ma pretende che
la condotta debba essere regolata da valori che sono én opposizione con la
morale, che sono antimorali. È chiaro, ad ogni modo, che il significato del
termine amoralismo à relativo al senso attribuito alla purola moralità. Cfr. A.
W. Benn, The morale of a immoraliat, «Int. jurnal of Ethics », gennaio 1909; A.
Fouillée, Nietzsche et Pimmoralisme, 2° ed. 1902. Immortalità. T.
Unsterblichkeit; I. Immortality ; F. Immortalité. Crodenza antichissima, che si
congiungo a quella dell'esistenza di Dio, ο che fu esposta per la prima volta
in tutta la sua purezza da Platone. Essa osprime la proprietà essenziale dell’
anima umana di non vivero una vita legata alle leggi del tempo, di non avere
ciod nd principio nè fine. Si riconnotte alle altre proprietà essenziali
dell’anima, che sono l’unicità, l'identità, 1’ inestensione, V immaterialità.
Le prove principali per dimostrarla sono tre: 1. prova ontologica o metafisica:
l’anima principio inesteso della vita intellettiva distinto del corpo, non
potrebbe esser fatta perire nd da Dio, come dimostra la teodicea, ne da un’
intima corruzione, perchè semplice, ud dagli agenti naturali, perchd l’atto,
con cui essa è unita al corpo, è immodiato © nulla potrobbe frapporvisi ; 2.
prova pricologica : essondo la natura di un ossere appropriata al suo destino,
© la brevità o gli ostacoli della vita non permettondo di raggiungere quello
sviluppo per il quale ogni funzione psichiea sembra csser fatta, bisogna
ammettere una nuova vita sovrasensibile ο infinita în oui s’attui codesto
ideale di perfezione; 3. prova morale: la logge morale ci obbliga a praticare
la virtù: prima delle virtù è la giustizia, che
535 Imm dev’ essero osservata non
solo nei rapporti recipruci degli nomini, ma ancho dallo stesso autore della
legge morale verso tutti; ora, siccome in questa vita non sempre la virtà è
premiata © il vizio è punito, è forza ammettere l'esistenza di un’ altra vita
in cui si attui l'ideale di giustizia. Quanto al modo come 1’ immortalità è
stata intesa dai principali filosofi, Socrate si comportò da scettico di fronte
alla fede nell’immortalità personale, come appure doll’ Apologia platonica. La
dottrina filosofica dell’ immortalità personale è prosentata per la prima volta
da Platone, per il quale.l’ anima, se appartiene al mondo inferiore del
divenire come principio della vita e del movimento, mediante la vera conoscenza
partecipa anche delle idee della realtà superiore, dell'essere permanente: essa
ha quindi uns posizione intermedia, ο cioè non l'essenza infinitamente immutata
delle idee, ma una vitalità che sopravvive al cangiamento, vale a dire
l'immortalità, le cui prove più efficaci Platone deduce appunto, nel Fedone,
dallo parentela dell’ anima con I’ eterno per la conoscenza che essa ha delle
idee. Per Aristotele è immortale solo una parte » dell'anima, cioè l'intelletto
attivo, che rappresenta l’unità pura, comune » tutti gli nomini, della ragione,
e, in quanto non divenuto, è imperituro; invece l'intelletto passivo, in quanto
è il modo fenomenico individuale dato nella disposizione naturale
dell'individuo © determinato dalle circostanze della aus esperienza personale,
passa con gli individni stessi. Por gli stoici l’anima individuale, non ossendo
che una parte dell’ anima generale del mondo, ha una autonomia limitata nel
tempo e la sua ultima sorte è di essero riassorbita, nell’ eepirosi finale,
nello spirito divino univoreale ; quanto alla durata dell'immortalità
individuale, alcuni stoici Pattribuirono a tutte le anime fino alla
conflagrazione finale del mondo, altri la riserbarono solo ai sapienti. Per gli
apologeti cristiani 1’ immortalità dell’ anima è una grazia divina, per 8.
Agostino è una conseguenza della sua partecipazione Inn 536
alle verità eterno, per Alberto Magno deriva dall’ casero Vanima ex se
ipsa causa, indipendente dal corpo, per 8. Tommaso dall'essere l’anima una
forma separata, cioè una intelligenza pura, immateriale. Per Spinoza l’anima
umana è oterna perchò v’ ha necessariamente, in Dio, un concetto o un’ idea cho
esprime l'essenza del corpo umano, e codesta idea è perciò nocessariamente
qualcho cosa che si riferisce all'essenza dell'anima; poichè ciò che è
concepito dall’essenza di Dio con una necessità eterna è qualche cosa, questo
qualche cosa che si riferisce all'essenza dell’anima, è neccssariamonte oterno
». Per Leibnitz non v’ha mai genorazior intra nd morte porfetta, consistente
cioè nella separazi dell’ anima, 0 cid che noi diciamo generazioni sono
sviluppi © acerescimenti, cid che diciamo morti sono involuzioni ο diminuzioni;
perciò si può dire che non solo l’anima, specchio d’ un universo
indistruttibile, è indistruttibile, ma tale è anche l’animale, sebbene la sua
macchina perisca sovente in parte ο lasci o prenda delle spoglio organiche ».
Por Kant è un postulato della ragion pura pratica, della possibilità ciod, per
un essere finito, di realizzare la perfezione moralo, sotto la forma di un
progresso indefinito vorso la santità: La conformità della volontà alla legge
moralo, ossia la santità, è una perfezione di cui nessun ossere ragionevole è
capace nel mondo sensibile, in nessun momento della sua esistenza. E poichò
casa è tuttavia una osigenza praticamente necessaria, bisogna dunque cercarla
in un progresso indefinitamente continuo verso codosta perfotta conformità; 0,
secondo i principi della ragion pura pratica, è necessario ammettere codesto
progresso pratico come l'oggetto reale della nostra volontà. Ora, codesto
progresso indefinito non è possibile che supponendo una esistenza 9 una
personalità dell'essere ragionevole persistenti indefinitamente, ossia ciò che
si chiama immortalità dell’anima, Il sommo bene non è dunque praticamente
possibile che con la supposizione dell'immortalità dell'anima, 537 |
Ina la qualo, essendo quindi inseparabilmente legata alla leggo morale, è una
possibilità della ragion pura pratica ». Per lo Schopenhauer solo l'individuo
muore, mentre la specie è immortale; l’ individuo è 1’ espressione nel tempo
della specie, che è fuori del tempo: La specie rappresenta uno degli aspetti
della volontà come cosa in sd; essa rappresenta, a tal riguardo, cid che v’ ha
d’ indistruttibile nell’ individuo, vivente;... essa contiene tutto ciò che è,
tutto ciò che fu, tatto cid che sarà ». Per Lotze |’ immortalità non può essere
teoreticamente dimostrata; solo si può ritenere come universalmente valido il
principio, che tutto ciò che una volta è nato, devo durare eternamente, finchè
ha uu immatabile valore per rapporto all’ universo. L’ immortalita dell’ anima
è naturalmente negata da tutti quei sistemi che funno dell’ anima una funzione
del corpo; è ammessa, ma nel senso di una sopravvivenza impersonale, dal
panteismo; non è negnta nd affermata dal fenomenismo, dal parallelismo
psico-fisico © da tutti quei sistemi di psicologia scientifica, che dell’ anima
studiano soltanto le manifestazioni, abbandonando alla metafisica il problema
della sua origino, della sua essenza ed immortalità. Vi sono però due fatti
positivi, ammessi dai segusci della psicologia empirica (Spencer, Ribot, Wundt,
ecc.) che possono corrispondere al concetto religioso e metafisico
dell'immortalità dell’ anima: uno è l’oredità psicologica per cui l'individuo,
insiemo al sistema nervoso, erodita anche l'attitudine a riprodurre certi stati
di coscienza acquisiti dalla specie. L'altro, ben più importanto, è che ogni
coscienza individuale, passando sulla terra, lascia di sò una traccia sia pur
lieve, la quale si concatenn con tutta la serie dei processi psicologici della
storia; si ha così una trama psicologica, cho, passando da una generazione
all’altre, abbraccia tutta la storia dell'umanità, costituendo una vera ed
eterna continuità morale. Cfr. Platone, Fed., 84 C-95, 78-80, 62 segg.; Mon.,
80 sogg.; Aristotele, De an.. IH, 5, 430 a, 22 segg.; Ogereau, Le syat. phil.
des stoiciens, Inv 538 1885, cap. IV; Haruach, Dogmengesohiohte,
1894, I, 493 vegg.; Kant, Krit, d. prakt. Vern., dialect., 2* parte, IV; Lotze,
Grundsüge d. Peychol., 1894, p. 74; W. James, Human immortality, 1898; J.
Frazer, The belief in immortality and the worship of the dead, 1913; O. Lodge,
La survivance humaine, 1912; F. H. Myers, La personalità umana ο la sua
sopravvivenza, trad. it. 1908; Fournier d’Albe, L'immortalità escondo la
scienza moderna, trad. 18. 1909; Chambers-Janni, La nostra vita dopo la morte,
1910; A. Crespi, Il concetto dell’ immortalità ; stato attuale del problema, Il
Rinnovamento », IV, p. 229 sogg.; F. De Sarlo, Il problema dell’ immortalità, Cult.
filosofica », marzo 1910 (v. anima, coscienza, materialismo, spiritualiamo,
ecc.). . Impenetrabilitä. T. Undurohdringlichkeit; I. Impenetrability; F.
Impendirabilité. Una delle proprietà fondamentali ed essenziali della materia,
per cui due corpi non possono occupare nello stesso tempo un medesimo spazio.
Si distingue dalla resistenza, che è una nozione d’origine sperimentale,
derivando, secondo le analisi del Condillac, Bonnot, Maine de Biran, dall’
esercizio del nostro potere motore. Alcuni filosofi, in Inogo della nozione di
impenetrabilità, adottano quella della resistenza nello spazio per
l’espressione dell'essonza della materia, in quanto essa non pregiudica la
soluzione di un altro grande problema riguardante la materia: se cioò gli
elementi della materia hanno una grandezzu fissa o se la loro estensione è
puramente virtuale. Una moderna dottrina considera infatti gli elementi della
materia como semplici centri di forza, comprossibili fino ad essere ridotti ad
un punto materiale, vale a dire ad unu sfera il oui raggio è zero: però
l’annientumento del volume non toglierebbe ad essi il loro potero d'espansione,
cosicchè, diminuita la compressione, la loro forma, rimasta virtuale, potrebbe
attuarsi. Cfr. Uphues, Paychol. der Erkennens, 1893, I, p. 84; Condillac,
Traité des sensations, 1886, p. 15, 45 (v. dinamismo, energismo, meccanismo,
materia). 539 Imr Imperativo. T. Imperatir ; I. Imperative;
F. Impératif. Una proposizione che esprime una determinazione della volontà sia
mediante una formula (tu deri), sia per mezzo dol modo imperativo di un verbo,
I comandi-o imperativi sono per Kant di due specie: ipotetici, quando
consigliano un'azione come mezzo per ottenere un dato fine: categorici, quando
enunciano un’ azione buona per sè stessa, che ha cioè un valore intrinseco e
deve quindi compiersi indipendentemonto da qualsiasi altra considerazione. Gli
imperativi ipotetici possono poi alla lor volta essore problematici ©
axsertori: i primi sono delle regole, che esprimono nn fino che può essere
proposto, ma non necessariamente, i s0condi non sono che consigli, ed enunciano
un fine che non è necessario ma che tutti si propongono. L’imperativo
categorico, in cui la leggo morale si esprime, non è nè una regola nò un
consiglio ma un ordine, quindi è apodittico, vale a dire incondizionato 0
assoluto; esso nou nasce dall'esperienza, ma è un fatto della ragiono, è I’
elemento a priori della moralità, la forma che tutte le nostre azioni debbono
rivestire perchè abbiano il nome di morali; la sua formola è: opera in modo che
la massima della tua azione possa diventare una norma universalo di condotta.
Ma l'esistenza d’ una legge assoluta implica nella natura l'esistenza di un
qualche cosa di valore pure assoluto, che cioè 8’ imponga sempre come fine; ora
questo qualche cosa à appunto l’uomo, come l’unico essere ragionevole della
natura, o quindi la forma dell’ imperativo categorico si può modificaro così:
agisci in maniera da trattar sempre l'umanità como fine, e di non servirtene
mai como mezzo 0 strumento. Ma perchè la volontà non accetti la legge spintavi
da alcun altro interesse, occorre che tale leggo essa stessa la dia a sè, che
sia cioè autonoma; da ciò la terza forma dell’ imperativo categorico : agiaci
in maniera che la tua volontà possa considerarsi da νὸ come dettatrice di leggi
naturali. Por Fichte l'essenza dell’ Lo è l'atto Imp 540
rivolto in sò stesso ο determinato da sò stesso empirica con tutti i
suoi oggetti nou è che il materiale per l’attività della ragion pratica, è l'Io
che esplica la sua tendenza n crearsi un limite, che esso supera, per
obbiettivarsi; quindi l'essenza dell’ Io è l autonomia della ragione pratieu ο
culmina noll’imperativo categorico, in quanto tntto ciò che esiste non può
concepirsi che per ciò cho deve essere, è il materiale sensibilo del dovere: Non
appena Io è posto, tutta la realtà è posta; tutto devo osser posto nell’ Io;
l'Io deve ossero assolutamento indipendente, ma ogni cosa deve da lui
dipendero. E dunque richiesto l’accordo degli oggetti con l'Io; o l’assoluto
Io, appunto per il suo assoluto casero, è cid che esso richiede, l'imperativo
categorico di Kant ». Quindi Fichte accetta l'imperativo catogorico kantiano
nolls formula opera secondo la tua coscienza », come punto di partenza per una
dottrina morale, cho deduco i doveri dal contrasto dell’ impulso naturale e di
quello morale, che si presenta in ogni lo. Cfr. Kant, rit. d. prakt. Vern.,
1898, p. 22; Fichte, Grundlage d. ges. Wissonackafislehre,.1802, p. 240;
Cresson, La morale de Kant, 1897, p. 1-50. Impersonale. I. Unpersönlich; I.
Impersonal; F. Impersonel, Obbiettivo, imparziale, non individuale. Dicosi
teoria della ragione impersomale, quella cho ammetto che la ragione d’ ogni
individuo non è che il riffesso di una Ragiono univorsale alla quale esso
partecipa; questa Ragione può essero intesa como trascendente, ο in tal caso è
la stessa Di nella quale lo verità eterno sono sempro sussistonti, o como
immanente in quanto è In stossa in tutti e non è propria di ciascuno, ossia è
in ciascuno, ossenzialmente, In concezione dell’ infinito, dell’ universale,
dell’ immutabile. Impersonalismo. 'T. Impersonaliemus; I. Impersonaliom; F.
Impersonalisme. Dottrina che nega ο distrugge la personalità. Alcuni filosofi,
fra cui il Renouvier, danno 541 Imp questo epiteto alla filosofia
evoluzionistica, la quale nega la personalità ponendola come transitiva (v.
personaliamo). Implicito. T. Mitinbegrifen; I. Implicit; F. Implicite. Si
oppone a eeplicito © a formale, e designo una noziono © un giudizio che sono
contenuti in un’altra nozione e giudizio, senza essere formalmente espressi. I
giudizi impliciti ο complessi, detti anche esponibili perchè si possono rendere
espliciti, possono assumero varie forme: esclusivi, ecoottuativi, comparativi,
redaplicativi, determinativi e esornativi. Dicesi contraddizione implicita
quella che si riconosce deducendo dalle proposizioni formulate una
contraddizione nei termini. Nella terminologia scolastica impliite © explicite
valgono quanto confuse © distincte: così le note essenziali dell’uomo si
conoscono implicite nel definito homo, ed explicite nella detinizione animale ragionerole;
negli atti della volontà le due stesse parole equivalgono a directe e
indirecte: chi vuole bere troppo vuole 1’ ubriachezza implicite, chi vnol bere
per ubriacarsi vuole l’ubriachezza stessa explicit Impossibilita v. possibile.
Impressione, T. Eindruck, Reiz; I. Impression, Feeling: F. Impression. Si snol
distinguero 1’ impressione dalla sensazione: quella è il semplice fatto
fisiologico della eccitazione di un organo di senso in seguito all’azione dello
atimolo, «esta è Il fatto di coscienza che aogne all’ eccitazione modesima.
Talvolta si usa invece di cocitazione: tal’ altra, specie nel linguaggio
comune, si usa per opposizione a riflessione ο a giudizio, per indicare uno
stato complessivo di coscienza, presentante un tono affettivo caratteristico,
che risponde a una azione esteriore: n questo uso si ricollegano i termini
imprersioniemo © impressionista. In un senso analogo, per impressione #’
intende qualche volta I’ impronta fatta dagli oggetti esteriori sulla
coscienza: Corpus Aumanum, dice in tal senso Spinoza, multa pati potent
mutationes, et nihilo minus relinere obiectorum Impressionen veu Imp 542
vestigia el consequenter casdem rerum imagines, Hume oppone l’impressione,
considerata como presentazione, alla idea, considerata come rappresentazione:
la prima d il fatto di coscienza che si presenta per la prima volta, la seconda
è il riprodursi dol fatto medesimo: Sono improssioni, egli dice, tutte lo
nostre sensazioni, passioni ed emozioni, quando fanno la loro prima comparsa
nello spirito ». Tutte le rappresentazioni derivano dalle impressioni, dalle
quali ei distinguono soltanto per un minor grado di vivacità; perd le
impressioni possono essere di due specie, ciod originali ο riftessive, a
seconda che sono impressioni di sensazioni o impressioni di passioni : Le
impressioni originali ο impressioni di sensazioni sorgono nello spirito senza
nessuna percezione autecodente, dalla costituzione del corpo, dagli spiriti
animali ο dalla applicazione degli oggetti agli organi esterni. Lo impressioni
secondario ο riffessite derivano da alcune di codeste impressioni originali o
immediatamente per l’interposizione della loro idea ». Cfr. Spinoza, Ethica, 1.
III, post. II; Hume, Treatise on human nature, 1874, I, sez. I. Impulso. T.
Trib, Impuls; I. Impulse; F. Impulsion, In un senso generale, il Destutt de
Tracy lo definisco como «la proprietà per cui i corpi, quando sono in
movimento, comunicano il proprio movimento ogli altri corpi che incontrano ».
In senso psicologico, per impulso s' intendo comunemento una spinta irriflessa
ο irrefrenabile ad agire: in questo senso si parla di atti impulsivi, caratteri
impuleiri, ecc. In un senso più ristretto, l’impulso è l’inizio d’ ogni atto
volontario positivo, il comando volontario onde l’idea si traduce in movimento.
Se esso è in eccesso ο in difetto si hanno, secondo il Ribot, due forme anomale
del volere: nel primo caso le forme d’ impulsività irresistibile, cosciente ©
incosciente, nelle quali l'individuo è como trascinato da un volero diverso dal
suo, e al qualo, in taluni casi, vorrebbe, ma non può resistere; nel secondo
caso le varie forme doll’ abulia, dell’ agorafobin, della follin del
dubbio, 543 Txp-Inc in cui l'individuo è incapace di
mnovere la propria volontà. Cfr. Ribot, Les maladies de la volonté, 1901, p. 35
segg., 71 segg. Imputabilità. T. Zurechendarkeit; I. Imputability; F.
Imputabilité, Si confondono spesso la colpabilità © la responcon In
imputabilità. Questa pnd essero intesa in due modi: 1° ciò che permette di
stabilire il conto d’un agente; la responsabilità si riferisce, in questo
senso, al carattere dell’agente, l’imputabilità implica in più la
considerazione dell’atto © quella dell’ intenzione; 2° ciò che costituisce
pro-priamento il rapporto dell’ atto all’ agente, astrazion fatta, un lato, del
valore morale di questo, e, per l’altro, della sanzione che può seguirno. Cfr.
J. Hoffe, Die Zurechnung., 1877; Landry, La responsabilité pénale, p. 118 ogg.
(v. delitto, pena, responsabilità). In adjeoto. Termine della scolastica, con
oui nella logica ai designa quella forma di contraddiziono, cho esiste fra il
sostantivo e la qualità che gli viene attribuita. Corì, secondo alcuni
filosofi, la dottrina che sostiene l’ esistenza dei fatti psichici incoscienti
è una contraddizione in adjeoto, poichè ogni fenomeno psichico, in quanto tale,
à necessariamento avvertito dal soggetto, ossia è cosciente. Cfr. (ioelenio,
Lezicon phil., 1613, p. 983. Inane. In Lucrezio significa vuoto, ed è, come in
Epieuro, sinonimo di spazio e di luogo. Infatti secondo gli atomisti lo spazio
à, come la materia, un reale: à il puro luogo o l'estensione pura dove i corpi
materiali, che sono estesi, possono trovar posto, ciod possono estendersi.
Vuoto © materia sono due realtà fondamentali opposte : I’ essonzu del primo consiste
nella penetrabilità, nella intangibilità, l’essenza della seconda nella
impenetrabilità e nella tangibilità (v. epieuroismo, vuoto). Incertessa. T.
Ungewissheit; I. Unoertainty; F. Incertitude. Non bisogna confonderla col
dubbio © colla probabilità. L'incertezza è quello stato mentale in eni trovasi
Inc 54
la mente quando ragioni contrarie si disputano l’ assenso, © quando
l’assenso stesso non è che provvisorio ο accompagnato da timore di sbagliare.
Se fra queste ragioı contrarie esiste perfetto equilibrio, allora si ha il
dubbio; se una ha qualche preponderanza sulle altre, si ha la probabilità (v.
oertessa). Incettive (proposizioni). F. Propositions inoeptives. Quelle
proposizioni composte, implicite o esplicite, le quali affermano che un dato
predicato appartiene ad un dato sug‘getto, © che esso ha cominciato ad
appartenergli ad un termina o spiega il significato, ο si può ο non si può tosi
può togliere l’ inciso diconsi determinatire; quelle che gliere diconsi
esornatice. . T. Neigung; I. Inclination; F. Inclina. Si può definire come la
tendenza spontanea ο costante la definisce: determinatio generalis appetitus ab
aliquie zioni: le egoistiche, o personali ο individuali, che mirano soltanto
all’appagamento dei propri desideri; lo altruiatiche, rivolte al bene altrui;
le superiori, cho hanno per oggetto dei fini impersonali, © possono essero
estetiche, scientifiche, morali, religiose. Malebranche no distinguo tre
specio, cho αἱ trovano più o meno in ogni uomo: 1° I clinazione per il bene in
generale, che costituisce il principio di tutto lo nostre inclinazioni
naturali, di tutte nostre passioni ο persino di tutti gli amori liberi della
nostra anima, perchè da questa inclinazione per il bene in generale ricaviamo
In forza per sospendere il nostro consenso riguardo a beni particolari »; 2° 1’
inclinazione per 545 Inc la conservazione del nostro essere; 3°
l’inclinazione per le altre creature, che sono utili a noi stessi o a quelli
che amiumo. Kant distingue l'inclinazione «dalla propensione (Hang): questa è
la possibilità soggettiva del sorgere di un dato desiderio, che precede la
rappresentazione del suo oggetto; quella è il desiderio che abitualmente occupa
un individuo; in altre parole, la propensione è la predisposizione a desiderare
un piacere, che, dopochà è stato sperimentato dal soggetto, produce 1’
inclinazione. Analoga distinzione si fa tra inclinazione e istinto : questo
consiste nella immediata suggestione di atti o di sentimenti determinati, anche
senza la coscienza del fine a oni mirano; quella pone un fine, in modo più o
meno determinato, senza che vi sia necessariamente la rappresenta zione dei
mezzi da impiegare per raggiungerlo. Si distingue infine l'inclinazione dalla
passione, in quanto questa è una delle forme intense di quella, ed è caratterizzata
dalla rottara dell'equilibrio che esiste normalmente nell’ insieme delle
inclinazioni umane. Cfr. Wolff, Phil. practica, 1739, vol. II, $ 985;
Malebranche, Rech. de la rerité, IMI, 11; Kant, Anthropologie, 1800, v. 78 (v.
attitudine, tendenza). Incommensurabile. T. /ncommensurabel ; 1.
Incommensurable; F. Incommensurable. Due grandezze diconsi incommensurabili
quando non hanno una misura comune, quando non possono essere espresse in
funzione della stessa unità, quando non esiste alcun numero, nè intero nè
frazionario, il quale, essendo contenuto un numero intero di volte nelluna, sia
contenuto un numero intero di volte anche nell'altra. Siccome quanto più
l’unità presa a misura è piccola tanto maggiormente essi s'accosta alle
quantità incommensurabili, così si può dire che due quantità incommensurabili
hanno per comune misura una quantità infinitamente piccola (v. infinitesimale,
integrale). Inconcepibile. T. Unbegreifbar: I. Inconceivable; Inconcerable.
Termine usato specialmente dal Reid, da 35
RavzoLI, Dizion. scienze filosofiche. Ixc 546 l
Hamilton e dallo Stuart Mill; indica in generale ciò che la mente non può
rappresentarsi. Si distingue dall’inintelligibile, che è ciò che non soddisfa
la ragione, quantunque sia perfettamente concepibile, e dall’ inconoscibile,
che è ciò che, per sna natura, trovasi fuori della sfera d’ ogni conoscenza
possibile. Alcuni filosofi intendono per incomprensibile ο inconcepibile cid
che è ultimo, quindi irreduoibile ; così i concetti supremi della scienza, essendo
ultimi, resistendo cioè ad ogni ulteriore analisi, riduzione ο ragionamento,
sarebbero per sè inconcepibili, quantunque mediante essi ogni cosa si renda
concepibile. Quanto alla distinzione dell’ irreducibile ο inconcepibile dall’
inconoseibile, essa non è adottata da tutti i filosofi; mentre per V Hegel, ad
es. l'essere è l'assoluto incomprensibile in quanto è presuppostò da tutti i
concetti (da tutte le determinazioni logiche) ma non presuppone nessun altro
concetto, è poi = lo stesso essere -l’ assolutamente oonoscibile come risultato
dell’ assoluto processo logico, analitico e sintetico: per lo Spencer, invece,
i concetti ultimi delle scienze (spazio, tempo, materia, forza, coscienza) sono
inconoscibili perchè inconcepibili, e non costituiscono che dei simboli o segni
di un quid, che non si sa che cosa sia. Cfr. J. 8. Mill, Exam. of Hamilton,
1867, cap. VI; Spencer, Prine. of paychol., 1881, vol. II, p. 406 seg. (v.
assoluto, agnosticixmo, inconoscibile, noumeno). Incondizionato. T. Unbedingt:
I. Unconditional, Unconditioned; F. Inconditionné. Ciò che non è soggetto ad
alcuna condizione, e che quindi ha in sè stesso le ragioni di essere, © di
essere ciò che è, Tuttavia il termine che fu introdotto nel linguaggio
filosofico dell’ Hamilton, come comprendente i significati di infinito e d’
assoluto è anche usato in senso relativo, per designare il rapporto di
condizione a condizionato esistente fra due fenomeni, che non sono poi
condizionati da un altro fenomeno, di cui siano effetti collaterali. Per I’
Hamilton invece I incondizionato
547 Inc oppone ul condizionato, ο
condizionalmente limitato, il cui contradditorio, cioè l’incondizionalmente
limitato, inchinde evidentemente due casi : 1’ incondizionalmente limitato
ossia l'assoluto, e l’ incondizionalmente illimitato ossia V infinito: Quattro
opinioni, dice l’ Hamilton, si possono enumerare riguardo all’ incondizionato
come oggetto immediato di conoscenza e di pensiero: 1° L'incondizionato è
inconoscibile ed inconcepibile, essendo la sna nozione puramente negativa del
condizionato, il quale soltanto può essere in modo positivo concepito ο
conosciuto. 2° Esso non è oggetto di conoscenza, ma la sua nozione, come un
principio regolativo della mente stessa, è più di una mera negazione del
condizionato. 3.° Esso è conoscibile ma non concepibile; può essere conosciuto
mediante uno sprofondarsi nell’identitä dell’ assoluto, ma è incomprensibile
per la coscienza e per la riflessione, che sono soltanto del relativo ο del
differente. 4° Esso è conoscibile e concepibile dalla coscienza e dalla
riflessione, sotto la relazione, la di ferenza ο In pluralità ». L’ Hamilton
afferma la prima di queste quattro opinioni, considerando l'infinito e l’
assoluto, cioè Dio, come impensabili e oggetto solo della certezza morale, che
dà la credenza; pensare è infatti condizionare, il pensiero non può trascendere
la coscienza, la è possibile soltanto sotto le antitesi di un soggetto e di un
oggetto del pensiero, conosciuti solo in correlazione e limitantisi a vicenda;
poichè tutto ciò che noi conosciamo del soggetto e dell’ oggetto è solo, in
ciascuno la conoscenza del differente, del modificato, del fenomenale ». Perciò
la filosofia non può essere che una filorofia del condizionato. la quale nega
all’ uomo la conoscenza sia dell’ assoluto sia dell’ infinito, © sostiene che
tutto ciò che noi immediatamente conosciamo, ο possiamo conoscere. è soltanto
il condizionato e il relativo, il fenomenico, il . La dottrina del condizionato
è una filosofia che professa la relntività della conoscenza, ma confessa I’
assoluta Inc 548 ignoranza ». Questo agnosticismo dell’
Hamilton fu messo poi a servizio della teoria della rivelazione dal Mansel, che
considerò i dogmi come affatto inconcepibili per la mente umana; ed esercitò In
sua efficacia anche in altri indirizzi filosofici dell’ Inghilterra, per
esempio sulla dottrina dello Spencer e sui rappresentanti del positivismo. Cfr.
Hamilton, Discussions on philosophy, 1852, p. 12-14; Stuart Mill, La
philosophie de Hamilton, trad. franc. 1869, p. 4 sogg.; Monk, Sir W. Hamilton,
1881, p. 83 segg.; Mansel, The limite of religious thought, 1858 (v.
condizione). Inconoscibile. T. Unerkennbar ; I. Unknowable; F. Inconnaissable.
Ciò che per sun natura non può essere oggetto di conoscenza. Si distingue dall’
ignoto, che è lo sconosciuto © può sempre divenire oggetto di conoscenza; dall’
inintelligibile, che è ciò che non soddisfa In ragione ; dall’ inconcepibile,
che è ciò che non si può nemmeno pensare. L’ inconoscibile è invece ciò che,
pur essendo reale, sfuggirebbe per ipotesi a tutti i modi della conoscenza, sia
intuitiva, sia discorsiva, sia immediata, sia mediata, sia fondata sulla
coscienza e sull'esperienza, sia fondata sul ragionamento. Per alcuni
l’affermazione della realtà dell’ inconoscibile è assurda, tale affermazione
racchiudendo già una qualche conoscenza di ciò che è dichiarato inconoseibile;
altri ne ammettono la legittimità, osservando che, allorchè si afdi non veder
nulla nella notte completa o nella luce accecante, si sa pure che la notte e lu
luce esistono ; altri, come l’Ardigò, lo respingono sia perchè ricavato da una
errata concezione della relatività della conoscenza (ogni stato di coscionza
essendo per sd stesso una cognizione, che non diventa relativa se non a
posteriori, ciod dopo che l'esperienza associatrico ha costituito i due
concetti opposti del me e del non-me) sia perchè il preteso inconoscibile si
risolve nell’ iguoto, ossia nel generico mentale dato dalla owervazione e
ricorrente per associazione colla rappresentazione della realtà; altri infine,
come il Berg 549 Isc son, sostengono che
essendo l’ universo della stessa natura dell’Io, è possibile conoscerlo
mediante uno sprofondamento sempre più completo in sò stessi, cioè con una
conoscenza che coglie il suo oggetto dal di dentro, che l’appercepisce tal
quale ϱ) appercepirebbe esso stesso ne c la sua esistenza non facessero che una
sola ο medesima cosa, © che è quindi una conoscenza nssoluta, una conoscenza
d’assoluto ». Lo Spencer pone a base del suo sistema l’inconoscibile, che egli
considera come una realtà, ricavandolo dai quattro modi della relatività del
pensiero: 1° la cognizione di un dato consiste nel suo riferimento ad un genere
superiore; ora, perchè possiamo conoscere il dato del genere massimo al qualo
arriviamo, è necessario cho tale genere non sia riferibile ad uno superiore,
sia cioè inconoscibile; 2° la cognizione di un dato implica che se ne pensi la
relazione, la difterenza e la somiglianza con altri dati; ora, siccome In causa,
l'infinito e 1’ assoluto non possono essere comparati ad altro perchè unici,
così sono inoonoscibili ; 3° la cognizione di un dato implica il riferimento di
un soggetto ad un oggetto, quindi, se la manifestazione soggettiva appare
relativa alla oggettiva, © questa a una condizione sua non conoscibile, ne
segue che I’ inconoscibile è la condizione della conoscenza; 4° le sensazioni
non sono che un semplice relativo ad un diverso che ne è causa; ne viene la
conseguenza che tale diverso, del quale non possiamo conoscere che 1’ effetto
in noi, è un inconoscibile. Cfr. Spencer, First principles, 1900, cap. IV; Id.,
Princ. of poychology, 1881, cap. XIX; W. James, À world of pure experience, Journal
of philosophy », sett.-ott. 1904; Bergson, Introd. à la métaphysique, Revue de
métaph. >, gennaio 1903 ; J. Laminne, La philos. de Vinconnatssable, 1908 :
8. De Dominiois, La dottrina dell'evoluzione, 1881, p. 56 segg.; Mor-, I
conostti ultimi della rel. e della fil. secondo E. Spencer, Riv. di fil.
scientifica », genn. 1884 ; G. Carini, II problema Inc 550
dell inconosoibile nella fil. scientifica, Id. », dic. 1891; Ardigò,
L'inconoscibilo di H. Spencer, in Op. fil., II, p. 239 segg.; Id., La dottrina
spenceriana doll’ inconoscibile, Ibid., VIII, p. 18 segg.; Id., It noumeno di
Kant ο U inoomoscibile di H. Spencer, Ibid., p. 117 segg.; C. Ranzoli, La
fortuna H. Spencer in Italia, 1904, p. 41-60 (v. agnostioiemo, inconcepibile,
incondizionato). Incosciente. T. Unberwsst; I. Unconscious; F. Inooseient.
Parola di valore molto vario, tantochd Willy Hellpach ne enumera otto
significati. Nel suo senso più generale si dice d’ogni essere che non possiede
alcuna coscienza, ad es: gli stomi materiali, i vegetali, ecc. In senso morale
si dice d’un uomo incapace di riflettere, di ripiegarsi su sè stesso, di rendersi
conto di ciò che fa © delle conseguenze dei propri atti. In senso scientifico
si dice di quei fatti psicologici che, come i sociali, i giuridici, gli
estetici, eec., possono essere studiati al di fuori della coscienza, come cose,
perchè s’ impongono alla coscienza di ciascuno e sono soggetti ad un
determinismo. In senso psicologico s’applica a quei fenomeni ο processi
psichici, non sono avvertiti dall’ individuo in cui si svolgono; questi
processi molti psicologi contemporanei attribuiscono una grande importanza,
spiegando con essi la telepatia, il medianismo, l’sutomatismo, i sogni, le
dissociazioni della personalità, ecc. Si confonde spesso l incosciente col
suboosciente, generando non pochi equivoci : il subeoseiente è propriamente ciò
che è oggetto di coscienza debole e perciò sfugge, oppure ciò che attualmente
non è avvertito dal soggetto, ma che il soggetto stesso può affermare come tale
che fu cosciente nel passato, sia perchè diviene chiaramente cosciente in
séguito, sia perchè riconosciuto come la condizione di fatti successivi
chiaramente coscienti ; Vincosciente è invece ciò che sfugge interamente alla
coscienza, che è radicalmente inconscio, anche quando il soggetto cerca di
coglierlo © vi applica la propria attenzione.
551 Inc Così inteso, possiamo
distinguere con il Dwelshauvers sei grappi di fatti psichici ai quali si
applica l'appellativo di incoscienti: 1° L’inconsciente nell’ atto del pensiero
(ad es. l’attività sintetica che trasforma le sensazioni in rappresentazioni, e
queste in concetti); 2° L’ incosciente della memoria nella percezione ; 3° L’
incosciente della memoria per impressioni e sentimenti latenti (ad ex. il
motivo che fa apparire un dato ricordo e non un altro, rimane incosciente); 4°
L’ incosciente dell’ abitudine ; 5° L’ incosciente della vocazione
(disposizione a un’arte, a un mestiere, manifestantesi imperiosamente nell’
infanzia); 6° L’ incosciente nella vita affettiva. Ma altri psicologi, sia
fenomenisti sia spiritualisti, ammettono che ogni fatto psichico, anche della natura
più elevata, può sussistere allo stato incosciente; i primi però, dal Carpenter
in poi, cercano di ricondurli al fatto fisiologico, al chimismo nervoso, alla
cerebrazione incosciente. I fenomenisti si fondano, in generale, su questi
fatti: 1° alcune volte ci sentiamo o tristi o lieti senza avvertirne il motivo;
riflettendo, scopriamo poi codesto motivo, che esisteva dunqne anche prima di
essero avvertito allo stato incosciente; 2° la soluzione d’ nn problema o @’
una questione è apparsa alcune volte improvvisamente al pensiero degli
scienziati; ciò vuol dire che tale soluzione è scaturita da un lavoro mentale
incosciente; 3° alcune volte, discorrendo o pensando, si giange a conclusioni
di cui non si avvertono le premesse; ciò significa che codeste premesse
esistono, ma allo stato incosciente; 4° nn’ idea, presente, al sopraggiungere
di altre idee scompare per poi ricomparire nuovamente: non avrebbe potato se in
tutto questo tempo non avesse continuato ad esistere allo stato incosciente. A
ciò si suole rispondere genericamente che la coscienza non è gid un
epifenomeno, un qualche cosa che s’agginnge al fatto psichico ο pnd anche
mancare, ma è il carattere essenziale dei fatti psichici, cosicchè fatto
psichico vuol dire fatto cosciente: porInc
552 ciò l’espressione fatti psichici
incoscienti » è assurda come quella di vita morta, movimento fermo, ecc. Questa
opinione è ammessa anche dagli spiritualisti, i quali però negano che la
coscienza sia il carattere distintivo di tutto ciò che è psichico; infatti l’
anima, secondo essi, esiste al di fuori dei fenomeni, come principio non solo
dei fatti psichici ma anche di tutta la vita animale, cosicchè le operazioni
profonde dell’ anima, essendo pur sempre di natura psichica, dovranno sfuggire
alla coscienza, Il Leibnitz, con la sua teorin delle petites perceptions
incoscientes fu il primo a impostare nella tilosotia il problema dell’
incosciente. Bisogna considerare, egli dice, che noi pensiamo, tutto in un
tempo, ad una grande quantità di cose, ma non porgiamo attenzione sc non ui
pensieri più distinti; nè potrebbe essere altrimenti, chè se tenessimo conto di
tutto, dovremmo pensare attentamente ad una infinità di cose nello stesso
tempo, che seutiauo ugualmente e fanno impressione sui nostri sensi. E non
basta: qualcosa rimane di tutti i nostri pensieri passati, e nessuno di essi
potrebbe mai venire cancellato completamente. Ora, quando dormiamo senza aver
sogni, o quando siamo storditi da qualche colpo, da una caduta o da qualche
altro accidente, si forma in noi una quantità di piccole percezioni confuse; e
la morte stessa non potrebbe avere effotto diverso sulle anime degli ani-, le
quali debbono senza dubbio prima o poi ripigliare percezione distiuta ». Tutte
le impressioni hanno il loro effetto, ma non tutti gli effetti son sempre
osservabili ; così, quando mi volto da un lato piuttosto che da un altro, è
xpesso a cagione di un complesso di piccole impressioni, di cui nou ho
coscienza, le quali rendono un movimento un po' più malagevole di un altro.
Tutte le nostre azioni indeliberate resultano da un concorso di piccole
percezioni, dalle quali anche procedono le nostre abitudini e passioni, che
hanno tanta influenza sulle nostre deliberazioni; queste disposizioni
percettibili si formano a poco a poco, e senza
558 Inc le piccole percezioni
inafferrabili non le avremmo in nessun siero privo d’ogni coscienza: è così
assolutamente inintelligibile dire che un corpo è esteso senza parti, come dire
che qualche cosa pensa senza averne coscienza ». Anche per Kant avere delle
rappresentazioni e non averne coscienza, sembra una contraddizione, perchè come
sappiamo di averle senza esserne coscienti ? » Però egli ammette che possiamo
avere una coscienza indiretta di certe rappresentazioni; egli le chiama
rappresentazioni osoure. Per 1 Herbart esistono delle rappresentazioni
assolutamente in-, sprofondate sotto la soglia della coscienza. Per V Hartmann
1’ Incosciente è una vera realtà, anzi 1 essenza della realtà, il principio
unico comune, attivo ed intelli gente insieme, che si manifesta nella materia e
di cui gli non sono che l'apparenza; per rapporto a noi esso è incosciente, in
sè è supracosciente. Del resto, con V espressione Incosciente » l’ Hartmann
intende anzitutto l’attività psichica in genere, in quanto resta fuori della
sfera della, coscienza, ο più propriamente 1) unità del rappresentare © del
volere (alle quali due attività si riducono secondo lui le funzioni psichiche)
in quanto sono inconsapevoli, e perciò anche I’ unico soggetto degli atti psi
chici inconsapevoli; ma questo soggetto, essendo uno solo non pure per ciascun
individuo, rua anche per tutti gli individui, ne viene che I’ Inconscio » da
ultimo risulta essere non tanto I’ astratto di tutti i soggetti psichici
inconsapevoli e il nome collettivo di questi, quanto piuttosto l’unico
principio sostanziale di cui i singoli non sono se non manifestazioni
fenomeniche. Secondo il Paulsen V essenza delle rappresentazioni incoscienti
sta nella possibilità di divenire coscienti. Sono potenzialmente percezioni
interne, proprio come i momenti fisici che sono peresterne potenziali >.
Secondo l’Ardigò, fatto psichico essendo sinonimo di fatto cosciente, poichè il
fatto psichico è l’avvertimento di una modifienzione, dire fatto psichico
incosciente val quanto dire vita morta 0 movimento fermo. Anche W. James si
schiera contro i sostenitori dell’ incosciente, combattendo i dieci presunti
argomenti o gruppi di argomenti che sono stati addotti in sostegno di esso.
Cfr. Leibnitz, Nuovi saggi, trad. it. 1909, I, p. 77, 80; Locke, Essay, 1. II,
cap. I, sez. 19; Kant, introp., I, $ 5; Hartmann, rit. Grundlegung d. transo.
Realismus, 1886, p. 70; Id., Philosophie de l'incoscient, trad. franc. 1877,
vol. II, p. 287 segg.; A. Faggi, Filosofia dell’ incosciente, 1900; F.
Bonatelli, La filosofia dell’ inconscio di E. von Hartmann, 1876; Paulsen,
Einleitung in die Philos., 1896, Ρ. 127 segg.; Willy Hellpach, Unberousstes
oder Wechaelioirkung, Zeitzchr. für Paychol. », XLVIII, p. 238; Patini,
Coscienza, nubooscienza, incoscienza, Riv. di psicol. applicata », VI, 1910, p.
24; W. James, Prine. of Payohol., I, cap. VI; Dwelshanvers, La ayntése mentale,
1908, p. 78-1145 Ardigò, Op. fil., V, p. 56 segg. (v. automatismo,
dissociazione, subcosoienza, subminimale). Indefinibile. T. Unerklärlich, unbestimmbar
; I. Undefinable; F. Indéfinissable. Un’ idea, una nozione, un oggetto possono
essere indefinibili in senso assoluto e in senso relativo. Sono assolutamente
indefinibili i dati della sensibilità, perchd del tutto soggettivi e
incomunicabili ; le idee più generali ed astratte, che si possono spiegare
soltanto per mezzo delle idee opposte ο degli esempi; i concetti astratti
semplici, che non includono nè genere nè differenza. Sono indefinibili in senso
relativo quegli oggetti delle scienze sperimentali, che, allo stato attuale del
sapere, non sono ancora conosciuti in modo sicuro e preciso, © quelle nozioni
che posseggono un numero grandissimo di note di uguale importanza, cosicchè
riesce impossibile enunciarle nel definiente in modo da individuare il
definiendo (v. definizione). Indefinito. T. Unbegrenzt, unendlich; I.
Indefinite; F. Indifini. Si oppone a finito e si distingue da infinito. In
555 Inp fatti da Cartesio in poi per
indefinito si intende ciò che non ha limiti assegnabili, sia relativamente a
noi, sia nella natura delle cose stesse; ciò che col pensiero si può
moltiplicare o dividere, estendere o restringere, senza trovar mai alcun
ostacolo cho possa arrestare tali operazioni; quindi il definito è ciò di cui
il limite © la forma sono ο possono essere fissati. Per infinito si intende
invece ciò che manca affatto di termine, di fine, ciò di cui non solo non si
possono assegnare i limiti, ma che ha appunto per carattere ο natura di non
soffrire limitazioni. Distinguo inter indofinitum οἱ infinitum, dico Cartesio,
iludque tantum proprie infinitum appello, in quo nulla ex parte limites
inveniuntur, quo sensus solus Deus est infinitun; illa autem, in quibus sub
aliqua tantum rationem finem non agnosco, ut ertensio epatit imaginarii,
multitudo numerorum, divieibilitas partium, quantitatia ct similia, indefinita
quidem appello, non autem finita. quia non omni ex parte fine carent. L'
indetinito di Cartesio è dunque un infinito parziale e relativo, che si
contrappone alla infinità totale ed assoluta di Dio. Una distinzione in parte
analoga si trova in Spinoza, che tra l’assoluta infinità di Dio e il finito
pone come termini intermedi, che li colleghino, i modi infiniti, che
partecipano dell’ infinito e del finito ad un tempo; questi modi, ad es. lo spazio,
sono infiniti solo sotto un certo aspetto, mentre Dio è infinito sotto tutti
gli aspetti, in tutti i suoi attriDuti, ene absolute infinitum, hoo est
eubetantia constane infinitie attributie, quorum unnmquodque aelernam et
infinitam cesentiam exprimit. Secondo il Renouvier, 1’ indefinito è V infinito
in potenza e in quanto tale s’ oppone all’ infinito in atto: Per opposizione
all'infinito attuale, 7’ infinite dei possibili è ciò che si chiama indefinito
». Lo spazio, sccondo alcuni, è infinito, perchè non si potrebbe concepirlo
come limitato; la serio dei numeri è invece indefinita, perchè l'operazione
mediante la quale formiamo un nuovo numero, cioè l’aggianta di una unità, è
sempre identica Inp 556 a sò stessa; e pure indefinita è la
divisibilità matematica, giacchè non sono concepibili le parti d’ una grandezza
senza grandezza, nè che sia indivisibile ciò che ha una grandezza. Cfr.
Cartesio, Resp. ad I obi., $ 10; Id., Prinoipia phil., I, 26, 27; Spinoza,
Æthioa, def. VI; Pillon, Année philos., 1890, p. 112; Ardigò, Infinito ο
indefinito, Riv. di filosofia », genn., marzo 1909; R. Menasci, Infinito ο
indefinito in Cartesio, Ibid. », maggio 1911 (v. infinito, indeterminato,
numero). Indeterminato. T. Unbetimmt; I. Indeterminate: F. Indéterminé. Ciò che
può assumere un numero indefinito di determinazioni differenti. Non va confuso
con I’ indefinito, che si dice in special modo della quantità, mentre P
indeterminato si riferisce alla qualità. Un problema è indeterminato quando le
soluzioni soddisfacenti alle condizioni sue sono in numero indefinito. Un
numero è indeterminato quando si sa che è un numero, senza sapere quale numero.
Il Rosmini chiama sofiemi dell indeterminato quelle fallacie che derivano dalla
indeterminazione del soggetto. Tali sono, ad esempio i sofismi che si formano
sulla divisibilità dello spazio, del quale si conclude che è composto di punti
semplici perchè è divisibile all’ infinito; ora, è erroneo supporre che la
divisione indefinita dello spazio debba essere di necessità finita ο infinita,
come è erronea la supposizione che esso sia veramente divisibile, poichè le
parti gliele dà l’uomo con 1’ imaginazione, e con I’ imaginazione può
presentarsi un numero indeterminato di queste parti, cioè un numero finito ma sempre
aumentabile, perohè dopo ogni atto d’imaginazione se ne può fare un altro. Cfr.
Rosmini, Logica, 1853, $ 71T (v. indefinito). Indeterminismo. T.
Indeterminiemus; I. Indeterminism ; F. Indéterminisme. La dottrina che
considera l’atto volontario come assolutamente spontaneo, come un fenomeno
senza causa. Si oppone al determinismo, che è In dottrina che considera ogni
fatto, compresa la volontà, come legato ai suoi antecedenti da una legge
necessaria e costante. Si distingue, secondo alcuni, dal libertismo, che è la
dottrina che non considera l’atto volontario come un fenomeno senza causa, ma
sostiene essere la volontà stessa una causa prima. Dicesi indeterminiemo
idealistico 1’ indirizzo, rappresentato in Francis dal Bontroux e dal Bergson,
che estende la libertà e la spontaneità anche si fenomeni del mondo fisico,
considerando la necessità naturale e il determinismo scientifico come illusioni
della mente, © riducendo gli stessi principi logioi ad un semplice stromento
soggettivo, col quale cerchiamo di rendere intelligibile la realtà, ponendo in
essa un ordine che corrisponde alle nostre esigenze conoscitive: se si
ammettesse l'impero della causa sn tutto il reale, non si potrebbero spiegare
la varietà, la novità, i processi ascendenti dell’ evoluzione, tutto si
ridurrebbe a combinazioni meccaniche di elementi identici preesistenti; nella
realtà si verificano dunque sintesi creative, produzioni originali, la vita
sussiste per sè, per sò sussiste lo spirito ο l'uno e l’altro principio si
attuano spontaneamente, per un dinamismo che è a loro intrinseco. Cfr.
Boutroux, La contingence des lois de la nature, 1899; Bergson, 1) érolution
créatrice, 1907; A. Levi, L’indeterminismo nella filosofia JSranoese
contemporanea, 1904 ; F. Masci, L’ideatinno indeterminista, 1898; Windelband,
Storia della filosofia, trad. it. 1918, I, p. 423 sogg. (v. autonomia,
contingenza, determiniamo, libero arbitrio, nocessitiemo). Indifferensa. T.
Gleichgültigkeit : I. Indifference ; F. Indifférence. Questo vocabolo ba valori
differenti nella psicologia, nella morale e nella metafisica. Nella psicologia
diconsi stati indifferenti quegli stati psichici che non contengono nè piacere,
nd dolore, nd una mescolanza dell’uno e dell’altro. 19 esistenza di simili
stati è ancora discussa tra i psicologi. Secondo il Reid oltre le sensazioni
che sono gradevoli o sgradevoli, esistono ancora un gran numero di sensazioni
indifferenti. A queste noi prestiamo sì scaraa attenzione, che Inn 558
non hanno nome e sono immediatamente dimenticate, come se esse non
fossero mai avvenute; occorre molta attenzione ai propri stati mentali per
essere convinti della loro esistenza». Anche il Bain ne ammette l’esistenza,
considerando come tipico in proposito il sentimento di sorpresa: Uno stato
affettivo può avere una considerevole intensità, senza essere nè piacevole nè
doloroso; tali stati sono nentri ο indifferenti. La sorpresa è un esempio
familiare. Ci sono sorprese che ci rallegrano, altre che οἱ addolorano; molte
sorprese non producono nè l’una cosa nè l’altra ». Quasi tutte le sensazioni ed
emozioni passano, secondo il Bain, traverso un momento d’indifferenza; fra le
emozioni sgradevoli, l’amore e la gioia del potere hanno delle fasi di puro
eccitamento ; l’amore della madre per il suo bambino è per lungo tempo un puro
stimolante, che assorbe l’attenzione di lei senza arrivare al piacere.
L’Hamilton e il Sully pongono in dubbio l esistenza di tali stati; il Ribot,
dopo aver analizzata la questione, conclude io inelino verso In tesi degli
stati d’indifferenza »; PHöffding invece, dopo aver confutata la tesi,
conclude: La supposizione di stati neutri proviene non solo dal negligere gli
stati più deboli di piacere 9 dolore, ma anche dal confondere uno stato
generale di spirito con l’ effetto prodotto da alcune rappresentazioni ed
esperienze particolari. Molte impressioni e rappresentazioni vanno 9 vengono
senza suscitare sentimenti valutabili © senza avere una influenza ben netta sul
nostro stato affettivo generale, ma questo stato generale è ugualmente
determinato in ogni istante dal predominio sia del piacere, sia del dolore
». Secondo i moralisti antichi esiste
una categoria di cose, che stanno fra le buone e le cattive, lo quali si
possono fare o non fare con uguale sicurezza di coscienza: tali cose
indifferenti gli stoici chiamavano adiafora, 9 designavano col nome di
adiaforia lo stato di indifferenza dell’ anima del saggio, che non prova nè
desiderio nd avversione. Lo stesso stato era anche designato col 559
Ixp nome di apatia e di ataraseia.
Con |’ espressione libertà di indifferenza si sono intese, nella storia
della filosofia, cose ben diverse: che la volontà è libera di determinarsi
senza alcun motivo o ragione; che la volontà, avendo presenti due beni
commensurabili tra loro, può rimanere indifferente al maggiore o minor valore
di essi ed operare senza tenerne conto: che la volontà ha la libertà di
scegliere tra due beni fra loro uguali, ossia non differenti; che, infine, la
volontà posta tra i due ordini incommensurabili, s’ appiglia all’ uno pur
potendo operare differentemente da quello che fa. Col vocabolo indifferentismo
ο dottrina doll’ indifferente (nel senso di non differente) 8’ intende quella
forma attenuata di realismo scolastico, rappresentata specialmente da Abelardo
di Barth, il quale ammetteva come veramente esistente soltanto il singolo, ma,
al tempo stesso, sosteneva che ogni singolo porta in sè, come determinazioni
della sua propria natura, certe proprietà o gruppi di proprietà, che ha comuni
con altri; questa somiglianza reale, consimilitudo, è 1’ indifferente in tutti
questi individui; ο così pure il geuere si trova indiferenter nella sua specie,
e la specie indifferenter nei suoi esemplari.
Nella filosofia dell’ identità dello Schelling, 1’ indifferenza è il pri
cipio comune per la natura 9 per lo spirito, per l’ oggetto e per il soggetto,
vale a dire per la ragione obbiettiva e per la ragione soggettiva; esso è
perciò la ragione assoluta, che, essendo il principio più alto, non può essere
determinata nò realmente nò idealmente, e in essa devono cessare tutti quei
contrasti, che nel mondo dei fenomeni hunno origine dal preponderare nei
singoli individui del fattore reale o di quello ideale: Il primo passo alla
filosofia, dice Jo Schelling, e la condizione, senza la quale non si può
penetrare in essa nemmeno una volta, è la veduta, che I’ assoluto Ideale è
anche l’assoluto Reale». Cfr. Diogene L., VI, 104; Seneca, Ep., 13, 10; S.
Agostino, De 140. arb., 1; Alberto Magno, Sum. theol., II, qu. 58; Leibnitz,
Theodiode, Inp I, $46; Reid, Intel. powers, 1863, p. 311; Schelling, Säm.
Werke, vol. V, p. 353 segg.; Prantl, Geschichte d. Logik, 1855-70, vol. II, p.
188 segg.; Bain, The emotions and the will, 1865, p. 13: Sully Peyoology, 1885,
p. 449; Ribot, Peychol. des sentiments, 63 ed. 1906, I parte, cap. V; Héfiding,
Psychologie, trad. franc. 1900, p. 380 segg. (v. libertà, libero arbitrio,
indeterminiemo, determinismo). Indiscernibile. T. Ununterscheidbar; I.
Indisoernible : F. Indiscernable. Sono indiscernibili due oggetti del pensiero
quando non si distinguono I’ uno dall’ altro per nessun carattere intrinseco.
Secondo il Leibnitz due esseri reali differiscono sempre per qualità
intrinseche, non possono mai essere totalmente simili, perchè la qualità d’un
essere non essendo altra cosa che la sua essenza, questa perfetta somiglianza
non sarebbe altra cosa, che l'identità; in altre parole, due cose
indiscernibili non sono che una: due cose, per esser due, debbono avere qualche
differenza di qualità: Bisogna sempre che, oltre la differenza di tempo e di
luogo, v'abbia un principio interno di distinzione, ο, sebbene v’ abbiano
parecchie cose della medesima specie, è pur sempre vero che non se ne danno mai
perfettamente simili; perciò, nonostante il tempo e il luogo (cioè a dire la
relazione esterna) ci servano a distinguer le cose che non distinguiamo
sufficientemente per sò medesime, esse non sono meno distinguibili in sò ». In
ciò consiste il principio identitatis indincernibilium, al quale Kant obbietta
che due cose, anche perfettamente simili, non possono confondersi quando non
esistano nè nel medesimo Inogo nd nello stesso istante; la differenza numerica,
cioè la ditferenza temporale e spaziale, basta alla distinzione degli esseri, e
senza di essa tutte le altre non contano nulla. Cfr. Leibnitz, Nuovi saggi,
trad. it. 1909, p. 208 segg.; /d., Monadologia, 9; Kant, Krit. d. reinen Vern.,
ed. Reclami, p. 253 segg. (v. identità). Individuale. T. Individuelle; I.
Individual; F. Individuel. Cid che appartiene all’individuo. Dicesi individuale 561
Inn il termine che non si può predicare che d’un solo soggetto; si
oppone al termine collettiro, che designa un tatto composto d’un numero
determinato di individui, considerato come indiviso. Dicesi individuale fl
gindizio, in cui il concetto del soggetto è preso nel senso di unità
indivisibile: questo À è B. Può essere tanto singolare che σοῖlettiro: questo
afferma che il prodicato conviene al soggetto solo in quanto è una totalità
numericamente indeterminata © determinata di parti ad es. tutti gli scolari
sono la scolaresca quello che il predicato conviene al soggetto come unità
indivisibile, che non può esser posto nella forma quantitativa discreta, ad
es.: Garibaldi fn il più grande condottiero italiano (v. generale, universale).
Individualismo. T. Individualiomus; I. Individualiem ; F. Individualisme.
Indica in generale ogni dottrina e ogni tendenza che afferma il valore
irreducibile dell’ individualità, sin fisica sia morale, In sua autonomia
intrinseca, sin di fronte ai gruppi sociali sia nell’ordine naturale sia in
quello esplicativo. Come tendenza pratica 1’ individualismo può essero sin
manifestazione del carattere personale (ad es. le grandi personalità dell’arte,
della scienza, della politica, eoc.), sia impronta di tutto un popolo (ad es. i
popoli latini) ο di un’ opoca storica (ad es. il Rinascimento). Come dottrina
l’individualismo può essere metafisico, metodologico, sociologico ed etico. Il
primo consiste nello spiegare la realtà come un insieme di elementi eterogenei,
ausaistenti per sè; è sinonimo di pluralismo. Il secondo è la dottrina che
spiega i fonomoni sociali e storici con le leggi della psicologia individuale,
con gli effetti risultanti dalla attività cosciente degli individui; tale ad
es. la dottrina del Tarde, che considera come fatto sociale elementare
limitazione, ossia la comunicazione di uno stato di coscienza per l’azione di
un individuo cosciento sopra un altro. L’ individualismo sociologico è la
dottrina per la quale In società non è fine a ad stossa, nd atromento d’un fine
36 RANZOLI. Dirion. di scienze
Alosofiche. Inn 562 superiore agli individui che la compongono,
ma ha per oggetto il bene di questi, la loro felicità ο il loro
perfezionamento: non dunque gli individui per la società, ma la società per gli
individui. L’individualismo etico ο politico si oppone al comunismo, al
socialismo, al collettiviemo, e designa ogni dottrina sociale e politica che
propugnn una maggioro libertà dell’ individuo, una limitazione all’azione dello
Stato nella tntela ο nella protezione dell’ individuo. Condotto alle sue
estreme conseguenze, acquista la forma dell’ individualismo anarchico. Cfr. E.
Fournier, Essai sur Vindividwalieme, 1901; A. Schatz, L’individualismo
économique et social, 1908; G. Palante, Combat pour Pindividu, 1904; G. Calò,
1? individualiemo etico nel oc. XIX, 1906; G. Vidari, 1? individuatiemo nelle
dottrine morali del seo. XIX, 1909. Individuazione (principio di). Lat.
Prinoipium indiciduationis. Il fattore doterminante dell’ individualita, il
carattere intrinseco che costituisce 1’ esistenza individuale. La
determinazione del principio d’ individuazione fa uno dei problemi più
discussi, specialmente nelle scuole realistiche del tredicesimo secolo.
Aristotele, per il quale le cose tutte constano di materia © di forma, fa
consistere anche l individuo nell'unità dell’ una ο dell’ altra, nel ei nolo,
com’ egli diceva, dei duo universali. Però il problema non era in tal modo
risolto, e risorgova sotto altra forma : se l'individuo risulta dall’ intreocio
della materia e della forma, quale dei due fattori è il determinante © quale il
determinato, quale, insomma, il prinoipium individuationie? Per Alberto Magno
prima, e per S. Tommaso poi il principio individuante è la materia, che è
incomnnicabile e deve csistere in un dato tempo e Inogo, mentre la forma è
comunicabilo a più individui; ma non la materia indefinita, bens quella
determinata in un luogo ο in un istante (hic et nunc). Inveco per Duna Scoto ο
gli scotisti l’individunlità non pnd consistere nella materia, come quella che
ο 563
Inp è indefinita, o non può distinguere un individuo da un altro, o è
definita per la quantità che ha, e in tal caso V individuazione è fondata sopra
una dimensione accidentale ο mutabile; le vere sorgenti dell’individuazione
stanno nel profondo stesso della essenza, in un’ ultima realitas, che è
indefinibile © che per ciò con parola intraducibile dissero hacocoitas ο
ecceitas. Questa fu contrapposta alla quiddità dei tomisti, che si può inveco
definire. Quanto alla persona umana, mentre il fondamento della sua
individualità è, per i tomisti, nell’intelletto, per gli scotisti invece è
nella volontà, concepita come affatto indipendente sin da motivi esterni, sia
da quelli dell’ intelletto, sia dalla stessa azione divina. Per Npinoza il
principio dell’ individuazione è una limitazione dell’ infinito: omnis
determinatio est negatio. Per Leibnitz consiste nell’ esistenza stessa, che
fissa ciascun essere a un tempo particolare, in un luogo incomunicabile a due
esseri della medesima specie: Il principio d’indiriduasione si riduco negli
individui al principio di distinzione... Se due individui fossero perfettamente
simili ed ugnali, e, in una parola, indistinguibili per sò medesim non ai
avrebbe principio di individuazione; ed oso pur dire che non si avrebbe differenza
individuale o distinzione a’ individui, posta quella distinzione ». Per
Schopenhauer i principt d’ individuazione sono il tempo e lo spazio grazie ni
quali ciò che è simile ed identico nolla sua essenza e nel suo concetto appare
tuttavia come diverso, come multiplo, l'uno accanto all’ altro © l’uno dopo
l’altro: easi sono dunque il principio d’ individuazione ». Cfr. Aristotele,
Metaph., XII, 8, 1074 ο, 33; S. Tommaso, Summa theol., I, + qu. 86, 1; Id., De
principio indiriduationie, opp., Romac, 1750, t. XVII; Duns Scoto, In Hb.
sent., 2, dist. 8, qu. 6, 11; Leibnitz, Nuovi saggi, trad. it. 1909, I, p. 209;
Schopenhaner, Die Welt, 1, § 23. Individuo. Gr. "Atopoy; Lat. Individuum
Eingelding, Etnsehoesen ; I. Individual; F. In Indiridunm, du, Nel xuo Inp 564
senso più generalo è individuo ogni essere distinto da un altro e
persistente il medesimo. Quaedam separari a quibuadam non possunt, cohaerent,
individua sunt, dice Senoca. Che esistano individualità assolute, cioè esseri
aventi ognuno in sè la ragiono del proprio sussistere e persistenti lo medesime
eternamente, è ammesso da alcune dottrine, ad es. l’atomismo, il pluralismo,
οσο.’ ed è negato invece dal monismo, per il quale ogni individnalità è una
coordinazione più ο meno unitaria e sempre transitoria di parti, il cui
sussistero ο il cui operare è un riflesso dell’ ossere e dell’ agire
universale. In senso strotto per individuo #’ intende ciò che vive per sè
stesso, ed ha un tale accentramento e coordinamento di fanzioni, che non può
essere diviso in parti senza perdere il suo nome e lo sue qualità distintivo.
Si sogliono distinguere lo condizioni generali dell’ individualità, ossia i
limiti oltre i quali nessuna esistenza individuale è possibile, da ciò che
costituisce il principio stesso della individuazione detto dagli scolastici
principio d’ individuazione © haccceitas 0 quidditas ciò insomma che distingue
l’individuo d’ una specie da tutti gli altri individui della medesima specie.
Tale principio d’individuazione varia col variare delle categorie degli esseri.
Infatti, se negli esseri intelligenti esso consiste nella coscienza della
propria persona distinta da qualunque altra, negli esseri incoscienti è
costituito essenzialmente dal punto che essi occupano nello spazio ©
dall’istante in cui hanno cominciato nel tempo. Alle differenze di spazio e di
tempo, dette anche difforonze numeriche, si aggiungono poi le diversità di
forma € di natura, onde le condizion generali della vita ο dell'organismo si
realizzano negli individui di una med specio. Nella biologia la nozione di
individuo, che si riconnette ad altri importanti problemi della biologia
gonerale, fu distinta dall'Ilaeckel in tre spocie: 1. individuo morfologico 0
formale, dato da ogni manifestaziono unitaria di forma che costituisce un
tutto, i eni clementi costituonti Inp
565 non possono separarsi, nè dividersi in parti, senza sopprimerne il
carattere essenziale; 2. individuo fisiologico o funzionale, detto anche bion,
consistento in quella manifestazione unitaria di forma, che può, per un tempo
più o meno lungo, avere in modo perfettamente indipendente nna esistenza
propria, esternata in ogni caso colla più generale di tutte le funzioni, la
conservazione di sè stesso; 3. individuo genealogico, che non è più, come
questi dne, una unità di-spazio ma di tempo, ed è costituito dalle serie chiusa
delle sue variazioni spaziali. Cfr. Ardigd, Opere fil., IT, 233 segg.; VI, 139
segg.; F. Puglia, L’indiriduo in nociologia, Riv. di filosofia», sett. 1902; G.
Brunelli, ZI concetto di individuo in biologia, Ibid. », nov. 1904; Do Sarlo,
La nozione d'individuo. Cultura filosofica », genn. 1908 (v. individuazione,
indiscernibili, personalità). Indivisibile. T. Untheildar; I. Indivisible; F.
Indivisible, Nella filosofia aristotelica sono chiamati indérisibili gli
oggetti della cognizione diretta ο sintetica, i quali si presentano come un
tutto senza divisione d’una parte dall’altra; l'intelligenza è appunto la
facoltà di conoscere gli indivisibili. S. Tommaso, seguendo le traccie di
Aristotele, distinguo due scienze: la prima degli indivisibili, che è poi la
cognizione diretta delle essenze © nella quale non ο) è mai errore, poichè non
può esistere il falso nella conoscenza di ciò che è semplice; la seconda delle
cose divise ο composto dall’ intendimento, ed è la scienza riflessa, poicl V
intelligenza riflettendo sulle prime sue percezioni ο ideo, le analizza 9
compone, ¢ in tali operazioni cade in orrore. Gli scolastici chiamavano
indirisibile quantitatie quello che manea di corpo; i. secundum quid quello che
manca di corpo quanto ad una o ad un’altra dimensione, come la linen © la
superficie; i. simpliciter quello che manca di corpo sin in sè, sia quanto ad
ogni division; i. negatire quello che non ha parti nd può averle, e é.
priratire quello che non ha parti ma può o deve averle. 566
Indusione. Gr. Ἐπαγωγή: Lat. Induotio; T. Induction ; 1. Induotion; F.
Induction. Nel suo significato più ampio è quel procedimento di riduzione dalle
conseguenze al principio © dagli effetti alla causa, il quale mira a scoprire e
formulare le premesse dallo quali le conseguenze e i casi singoli si possono
dedurre ; è dunque l’operagione inversa della deduzione. Ma nella storia della
filosofia l’induzione fu intesa in modi diversi. Per Socrate è il processo con
cui, mediante il confronto delle idee particolari e delle rappresentazioni
sensibili individuali, si ginnge ad una determinazione generale astratta, che
si possa applicare al problema speciale proposto. Per Aristotele è il
ragionamento che procedo dal particolare all’ universale, che afferma d’ un
genere ciò che si a appartenere a ciascuna delle specie di questo genere ; ossa
sta in rapporto inverso alla deduzione, perchè per Aristotele cid che secondo
la natura della cosa è l'originario, quindi il generale, appare per la conoscenza
umana come P elemento posteriore, da acquisire, mentre il particolare,
l'elemento che è più vicino a noi, è, secondo la vera ossenza, l’elemento
derivato, I’ elemento posteriore. Bacone criticò questa dottrina, mostrando
come codesta induzione per onumerationem simplicem non sia scientifica e non
possa mai escludere completamente la possibilità d’un caso particolare che la
distrugga. Egli concepisce invece l’ induzione come il procedimento che va dal
fatto alla legge, da ciò che fu osservato in un tempo e in un luogo a ciò che è
vero sempre od ovunque: Poichè quella induzione che segue ad ima semplice
enumerazione è alquanto puerile; conchiudo così come può da quei pochi
particolari, che lo vion fatto di avere alle mani, sempre in pericolo che un
caso contrario la distrugge. Ma quella induzione, che farà a dimostrare lo
acienzo e le arti, deve disgregare le qualità collo necessarie eccezioni ed
esclusioni, e, fatta la conveniente separazione delle negative, giudicare a
tenore delle affermative ». L’induzione baconiana è anche dotta soien 567 Inv tifica, quella aristotelica formale. Più
tardi Hume la ridusse ad un semplice procedimento psicologico, fondato sulla
tendenza della nostra mente a credere, anche sulla testimonianza di un caso
solo, che i casi futuri saranno simili a quelli sperimentati ; tendenza
giustificata, a sua volta, dalla nostra esperienza del passato: Esiste nua
specie di armonia prestabilita tra il corso della natura ο la successione delle
nostre idee; e quantanque le potenze e le forze onde la prima è governata ci
siano del tutto sconosciute, i nostri pensieri e le nostre concezioni non
cessano, alla fine, d’aver sempre seguìto lo stesso cammino delle altre opere
della natura. L’ abitudine è il principio con cui tale corrispondonza è stata
effettuata ». Infine lo Stuart Mill, persuaso che l’induzione completa non ha
altro valore che quello dell’ induzione per semplice enumerazione, diede la
teoria logicu dell’ induzione, mostrando come il suo fondamento sul quale si
accese una discussione non ancor chiusa sis il postulato dell’ uniformità delle
leggi di natura, fondato a sua volta su quella formula del principio di
causalità, la quale esprime che cause simili in condizioni simili producono
effetti simili. Egli distingue quattro forme che sembrano di induzione ma non
sono tali: l’ induzione descrittiva, che è la semplice ricostruzione di nna
imagine complessiva da iniagini parziali ; I’ induzione per enumerationem
simplicem, che è una semplice raccolta di osservazioni; 1’ induzione completa,
che constata una pura uniformità di fatto; infine l’induzione dal modo attuale
d’azione di una causa sl suo modo d’nzione in altro tempo, che è piuttosto
l’applicane deduttiva di unu legge nota a un caso particolare. Esclusi tutti
questi procedimenti, rimane |) induzione incompleta, quella cioè che non scopre
il fatto soltanto, ma che da un certo numero di fatti osservati trae una logge,
la quale ui estende a tutti i casi omogenei possibili. Cfr. Senofonte, Mem.,
IV, 6, 13 segg.; Aristotele, Anal. pr., II, 23, 25; Bacone, Novum org., 104
sogg.; Hume, Essais, Ink 568 1790, t. II, 89, 69; J. 8. Mill, Syst. of
logic, 1865, 1. III, cap. 2; Galluppi, Lesioni di logica ο metaf., 1854, I,
pagg. 190-205; F. Enriquez, Problemi della scienza, p. 201 (v. enumerazione,
epagoge, metodi indullivi). Ineffabile. Gr. "Abbnoc; Lat. Ineffabilio.
Nell’ emana zionismo filosofico proprio dello gnosticismo e della scnola d’
Alessandria, è ordinarismente designata in questo modo perchè non può essere
definita, non possedendo alcun attributo determinato la sostanza unica dalla
quale sortono l’essere e il non essere, lo spirito © la materia, il principio
di inerzia e quello della vita. Lo stesso vocabolo passò poi nella Patristica e
nella teologia cattolica por esprimere l’innominabilità divina. Così per Β.
Clemente, Dio è indimostrabile e incomprensibile perchè ineffabile, où è
ineffabile perchè non è nd genere, nè differenza, nd specie, nd individuo, nè
accidente, nd ciò in cui qualche cosa accada; ora, poichè per nominare una cosa
qualsiasi è necessario che essa appartenga a uno di questi predicati, così Dio
non può essere nominato, Cfr. 8. Clemente, Strom., 1, cop. XXIX. Inerensa. T.
Lukdrenz; I. Inherence; F. Inhérence. Lu relazione che passa tra il fenomeno e
la sostanza, fra la qualità e il soggetto. Inhaerero est existere in aliquo,
dice Goclenio, ut in subjeoto, a quo habet actualem dependentiam inhaositam ;
aocidens ease in subieoto per intimam prassentiam. Perciò l’ inerenza del
fonomeno ο accidente si oppone alla sussistenza della sostanza. Kant: Quando si
attribuisce un'esistenza separata a codeste determinazioni reali della sostanza
(agli accidenti), per esempio al movimento in quanto accidente della materin,
si chiaina questa esistenza inerensa, per opposizione all’ esistenza della
sostanza, che si chiama sussistenza. Ma da ciò nascono molti malintesi e si
parla con maggiore esattezza se non si designa I’ accidente che come il modo
onde l’esistenza d’una sostanza è determinata positivamente ». Si dicono quindi
giudii 569 Inn @ inerenza tutti quelli che affermano 1’
appartenenza di una qualità ad un soggetto, ad es.: Tizio è buono. Cfr.
Goclenio, Lezioon philos., 1613, p. 244 segg.; Kant, Krit. d. reinen Vorn., ed.
Reclam, p. 178 (v. giudizio). Inerzia. T. Trigheit, Beharrungecermigen ; 1.
Inertia; F. Inertio. La legge dell’ inerzia della materia, che à il centro di
tutte le concezioni della fisica moderna. L’ espressione risale a Keplero, il
quale pose il principio che un corpo non può passare da sè stesso dall’
immobilita al movimento. Galileo lo complet, aggiungendo che un corpo non può
modificare da sò stesso il proprio movimento nd passare dal movimento alla
immobilità. Un movimento, dice Galileo nei Discorsi, non può crescere che se
gli si comunica ana forza novella, nd può diminuire che se gli si oppone un
ostacolo, in entrambi i casi, quindi, sotto l’azione di cause esterne; se
queste cause sono tolte (dum externas causas tollantur), il movimento
continuerà con la velocità acquisita. E ciò si riconduce, per Galileo, ad un
principio più generale, il principio delle semplicità, per il quale «la natura
non opera con molte cose quello che può operar con poche ». La legge dell’
inerzia fu formulata dal Newton nel modo seguente: ogni corpo persevera nello
stato di riposo o di movimento uniforme in linea retta nel quale si trova, a
meno che qualche forza non agisca eu lui e lo costringa a cambiare stato.
Tuttavia, non esistendo nella natura il riposo assoluto, essa può essere più
brevemente esposta così: nessun corpo ha il potere di modificaro il proprio
movimento. Per inertiam materiae ft, dico Newton, ut corpus omne de statu suo
vel quiescendi vel movendi difloulter deturbetur; unde etiam vie incita nomino
significantisrimo vis inortiae dici possit. Perd, anche formulate in questo
modo, è sempre una ipotesi indimostrabilo, gincchè l’ esperienza non può
offrirci il movimento senza fine d’un corpo sottratto all’azione d’ ogni causa
straniera. Ma essa ha grande importanza filosofica, giaochè esclude nella Ink 570
materia l’esistenza di alcun elomento psichico, di alcuna possibilità di
produrre dei fonomeni psichici, ο d’alenua spontaneità. D'altro canto essa
costringe a ridurre la concezione dei corpi a degli clementi meccanici, e
quindi è lu base dell’unità della materia, della trasformazione e conservazione
della forza © dell’ esplicazione matematica dei fenomeni. Non tutti gli
scienziati accettano questa leggo, che rende impossibile la spiegazione
meccanica della vita © della coscienza; così per il Moleschott uno dei caratteri
più generali della materia è di potere, in circostanze propizie, mettersi in
movimento da sd stessa ». Nella filosofia contemporanea il principio dell’
inerzia è stato trasportato dai fenomeni naturali ai procossi mentali, ο
considerato come uns vera 9 propria legge generale della coscienza. Così por il
Mach la storia del processo scientifico è uno svolgimento razionale e continuo
di un processo permanente di semplificazione © di abbreviazione, che permette
in ultimo di condensare tutto il sapere riguardante il mondo naturale nelle
poche formule della meccanica, la quale scienza segnerebbe il massimo della
semplicità e dell’ armonis meutale. Per l’Avenarius tutto lo sviluppo della
filosofia e della conoscenza si riduce al principio dell’ inersia, cioè alla
tendenza dell’ anima al risparmio di forza: l’anima non impiega in una
percezione più forza di quella che sin necessaria, e, quando si trova di fronte
ad una molteplicità di appercezioni, dà la preferenza a quella che con uno
sforzo minore produce lo stesso effetto, 0 con uno sforzo uguale produce un
effetto maggiore. Per l'Ardigò la legge d'inerzia ο del laroro abbreriato, che
rendo possibile lu scienza, si attua nel mondo delle idee, in quanto ogni idea
“« à un segno di operazioni già eseguite ο di formazioni giù ottenute, © quindi
è il mezzo del lavoro mentale abbrevinto; onde gli abiti mentali in genere ο la
scienza propriamente detta ». L'idea può infatti richiamarsi come un semplice
niews, come un semplice sentimento vago di un
57 In ritmo rappresentativo,
senza la coscienza distinta dei moltissimi dati in esso e con esbo associati e
dei quali contiene quindi la virtualità; tale sentimento può dunque
considerarsi, dice l’Ardigò, come la formula mentale cho indica in modo
abbreviatissimo il lavoro ripetuto, lungo e faticoso, onde si ottenne, e che
per essa può rifarsi in modo agevole e pronto ogni volta che si voglia. Cfr.
Galileo, Opere, ed. Firenze 1842, XIII, p. 200 segg.; Nowton, Nat. phil,
principia math., 1687, Introd., def. III; Moleschott, La ciroulation de la rie,
1870, lett. 17; E. Naville, La phyrique moderne, 1890, p. 199 segg.; Wohlwill,
Die Entdookung dos Beharrungagesetzee, Zeitschr. f. Vülkerpaychologio »,
XIV-XV; Avenarius, Philosophie ala Denken der Welt gemase dem Princip des
kleisten Kraftmaavees, 1876; Höffding, Philosophes contemporains, 190%, p.
93-122; Ardigi, Opere filosofiche, vol. V, pag. 327-361 (v. empirioeritioiemo).
Infantilismo. Termine generico, con cui si desiguano quegli stati di deficienza
ο insufficienza intellettuale ο affettiva, che dipendono da arresto ο
involuzione di sviluppo psichico, e si manifestano nelle forme © nei modi di
sentire, di pensare e di agiro propri dell'infanzia. Quindi l'incapacità di
raccogliere ed elaborare le esperienze della vita, la mancanza di continuità
nelle rappresentazioni mentali ο΄ di legame logico nelle idee, il difetto di
inibizione © di impulsi sociali, che può esistere accanto ad una perfetta
conoscenza delle leggi della morale, Ad un grado più pronunciato si hanno le
vere e proprio frenasteuie, che possono assumere le forme dell’ imbecillità ο
dell’ idiotismo (v. ebefrenia). Inferensa. Lat. Illatio; T. Inferiren: 1.
Inference, Illation; F. Inférence, O raziocinio, è 1’ operazione mentale per
cui si passa da uno ο più giudizi dati ad un nuovo giudizio che ne risulta. La
maggior parte dello proposizioni, dice lo Stuart Mill, nelle quali noi
crediamo, siano Inv 572 esse afformative o negative, universali,
particolari ο singolari, non sono eredute per la loro propria evidenza, ma sul fondamento
di altre allo quali abbiamo già dato l’ussonso e dalle quali si dice che esse
sono inferite. Inferire una proposizione da una ο più proposizioni precedenti;
prestare ad essa credenza o esigerla come conclusione da qualche altra; è
ragionare nel senso più generale del termino ». ; più precisamente I’
intendimento è la facoltà posseduta dallo spirito di conoscere gli oggetti
esterni senza formarne imagini corporee nel cervollo per rappresentarseli ».
Per Locke si chiama intondimento In capacità di pensare ». Per Leibnitz l’intendimento
corrispondo a quello che presso i latini è dotto inteleotus, e l'esercizio di
questa facoltà si china intellezione; consistento in una percezione distinta,
congiunta n quella facoltà di riflettere cho manca alle bestie ». Per il
Robinet «à la facoltà d’ appercepire un oggetto, di averne P idea, mediante la
vibraziono d’ una fibra intellettuale ». Por il Reid I’ intendimento comprende
i nostri poteri contemplativi, per cui percepiamo gli oggetti, li concepiamo o
ricordiamo, li analizziamo ο li associamo, giudichiamo e ragioniamo intorno ad
essi ». Dopo di Kant il significato del vocabolo torna di nuovo ad oscillare.
Per Fichte è una enpacità station, in quanto è la fissazione dei prodotti della
imaginazione; per Schopenhaner è la facoltà di legare tra loro le
rappresentazioni intuitivo conformemente al principio di ragion sufficiente,
montre la ragione è la facoltà di formare dei concetti astratti ο di combinarli
in giudizi e ragionamenti; per Herbart è la capacità dell’ nomo, di 601
Int collegare il suo pensiero con la proprietà del ponsato ». Per il
Rosmini P intendimento è la sola facoltà che ha per termine un oggetto;
intendendo per oggetto un termine veduto o intuito per modo, che non abbia
alenna relazione con l’intuente in modo assoluto. Per questa sua proprietà
l’intondimento si distingue specialmente dalla sensibilità, che involge una
relazione immediata del sentito col senziente, di maniera che non si può
concepire che quello stia senza questo. Cfr. Malebranche, Rech. de la vérité,
1712, 1. III, cap. I, ὁ 3; Locke, Ess., II, cap. VI, § 2; Leibnitz, Nuovi
saggi, trad. it. 1909, p. 145; Robinet, De la nat., 1766, I, p. 288; Reid,
Works, 1863, p. 242; Kant, Ærit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 76 eegg., 129
segg. ; Fichte, Grundlage d. ges. Wiss., 1802, p. 201 segg.; Schopenhauer, Die
Welt, 1,$ 4 ο 8; Herbart, Peyohologic ale Wiss., IT, $ 117; Rosmini, Nuoto
saggio, 1830, II, p. 73; Id., Logica, 1853, p. 78 segg. (v. intelletto,
intelligenza, intuizione). Intensità. T. Intensitàt; I. Intonsity ; F.
Intensité. Ogni quantità che non è la durata, nd l’ estensione, nd la qu tità
discreta, ο che quindi non può essere nd misurata, mediante unità omogenee, nd
numerata, Nella psicologia dicosì quantità della sensazione la sua maggiore o
minore intensità: ma tale quantità non è traducibile o misurabile essendo, come
la sensazione, affatto soggettiva. Essn nta in rapporto con l'intensità degli
stimoli, e varia da un grado minimo, dotto soglia della coscienza, a un grado
massimo, detto vertice ο cima della coscienza. I,’ intensità della sensazione
sta in rapporto inverso con l’intonsità del sentimento: più è forte l’ elemento
affettivo e più svanisce l’elemento di percezione sensibile o di conoscenza.
L'intensità della volontà, cioè il suo grado di energia, sta in rapporto
inverso dell'estensione dei motivi, ciod del loro numero. Secondo alcuni
psicologici, non si pnd parlaro di intensità degli stati di coscienza, e quelle
che sembrano differenze di intensità non sono che differenze di Int 602 qualità; così il Brentano, F. A. Müller,
Bons, ecc. s0stengono che l'apparente intensità delle sensazioni non è che una
certa loro qualità, mediante la quale apprezziamo le quantità degli stimoli, e
che il carattere quantitativo delle sensazioni è una ripercussione del loro uso
sulla loro natura. Con maggior vigore quosta tesi è sostenuta dal Bergson, per
il quale i fatti psichici sono delle pure qualità, che mancano quindi di
granderza; se a noi sombra di percepirne la varia intensità è perchè le
riferiamo ad una quantità esteriore, cioò ad una estensione, quasi di uno
spazio compresso che si dilati ; così la luce di due candele è una sensazione
qualitativamente diversa dn quella di una, ma noi, ponendo la causa nell’
offetto, diamo a questa differenza, che è solo qualitativa, un carattere
quantitativo; lo stesso si verifica anche nolle afere più alte della vita
psichica, nelle emozioni estetiche e morali, che la nostra coscienza, rivolta
all’esterno, traduce erroneamente in termini di spazio. Altri psicologi, come
il Fouillée, sostengono per contro che ogni atto o stato di coscienza è dotato
essenzialmente d’un grado d’intensità irreducibile sia all’ estensione, sia
alla qualità, benchè sia sempro accompagnalo da variazioni estensive e qualitative.
Cfr. Wundt, Grundriss d. Paychol., 1896, p. 36 segg. ; Fouilléo, Psychol. des
iddes-foroes, 1893 t. I, cap. I, $ 2; Bergson, Essai sur les donneds imm. de la
conscience, 1904, p. 1-55; Masci, Quantità e misura nei fenomeni psichici, Atti
della R. Aoc. di Napoli », 1915 (v. estensivo, intenaivo). Intensivo. T.
Intensiv; I. Intensive; F. Intensif. Si oppone a estensivo © designa ciò che
non ha estensione ma soltanto una intensità, e che quindi non può essere
numerato, uè misurato con quantità omogenee. Intenzionale. T. Absichtlich ; I.
Intentional; F. Intentionnel. Si oppone a involontario, casuale, ecc., 9
designa l'azione determinata da una intenzione, vale a dire preconcepita e
voluta, Nel linguaggio scolastico intentionaliter 608
Int significa il modo con cui la cosa conosciuta trovasi nel conoscente;
l'i. primo si ha quando la cosa conosciuta si considera direttamente come è in
natura, ad es. il cavallo è animale; l’i. seoundo quando la cosa si considera
non secondo il modo di essere in natura, ma secondo qualche rapporto
attribuitogli dall’ intelletto, ad es. il cavallo è specie. Intenzione, T.
Intention, .ibsicht; I. Intention; F. Intention. L'insieme dei motivi psichici
determinanti 1’ individuo ad un atto, Consiste nell’ associare all’ idea dell'atto,
concepito come fine, le idee che vi si riferiscono che riguardano non solo i
mezzi necessari per compierlo, ma anche i motivi per cui si compie, i quali
sono spesso una sola cosa con le conseguenze dell'atto. Nell’ apprezzamento
morale di un'azione non basta quindi la considerazione della sus natura esteriore,
ma è essenziale la valutazione dei motivi psichici che l’hanno determinata nel
quali è il primo fondamento della responsabilità. Un solo pensiero che baleni
nel concerto mentale disponente ad un atto, può alterare il grado della
responsabilità pro ο contro il soggetto operante. Alcuni filosofi, ad es. il
Bentham, distinguono tra intenzione e motivi : quella comprende tutta la
preparazione psicologica dell’ atto, le ragioni pro e contro, questi soltanto
le prime, ossia le cause che ci inducono all’ atto. Il problema dell’
intenzione consiste nel sapere se, per giudicare il valore morale di un atto,
si deve fondarsi esclusivamente sopra l'intenzione che l’ha promosso, oppure se
si deve tener conto ugualmente delle conseguenze che l’atto ha avuto © del suo
carattere specifico; la dottrina che sostiene la prima soluzione dicesi
intenzionalismo. Nel linguaggio della
scolastica intenzione, intentio, valo quanto cognizione ; intenzione formale si
diceva l’ applicazione dello spirito ad un oggetto di conoscenza, intenzione
obbiettiva il contenuto stesso del pensiero al quale lo spirito si applica;
intenInt 604 zione roluntatis l'atto della volontà che
presuppone |’ ordino della ragione ordinante alcunchè ad un fine; intenzione
intellootus il concetto con cui l’ intelletto conosce una cosa; prime
intenzioni quelle qualità concepite nelle cose, per le quali le coso stesse si
distinguono, e che consistono © in relazioni della sostanza con qualche cosa di
diverso © sono concepite in una sostanza sola; lo studio delle prime intenzioni
appartiene alla metafisica, Si dicevano invece seconde intenzioni le qualità o
denominazioni esteriori, ricavato non dai rapporti tra le cose, ma da qualche
maniera di concepirle ; il loro studio appartiene alla logica. Cir. Martineau,
Types of ethioal theory, 1866, vol. Il, p. 252 sogg.; Prantl, Geschichte d.
Logik, 1870, III, p. 149, 293 segg. (v. responsabilità). Interesse. T.
Interesse; I. Interest; F. Intérét. La sua formula più comune è: procurarsi la
più grande somma di piacere possibile per il tempo maggiore possibile. Secondo
alcuni filosofi, esso è il fine supremo di tutto le azioni umane, il criterio
col quale si misurano il bene ο il male, il giusto © l’ingiusto, il vizio e la
virth : Se l’ universo fisico è soggetto alle leggi del movimento, dice 1’
Helvetius, l'universo morale è soggetto del pari allo leggi dell’intoresse. L’
interesse è sulla terra il potente incantatore, che trasforma davanti agli
occhi d’ ogni crentura la forma di tutti gli oggetti ». Non bisogna confondere
però l'interesse col piacere, ϱ la morale dell’ interesse ο utilitarismo con la
morale del piacere o edonismo. Questo, rappresentato specialmente da Aristippo
o dalla scuola cirenaica, pone come unico bene per l'uomo, e quindi come
principio supremo della morale, il piacere attuale e presento, il piacere più
vivo © immediato. Quello, rappresentato da Epicuro, Bentham, Stuart Mill, ecc.,
pure non separando il bene dal re, insegna che talora bi sogna sapersi privare
d’un piacero immediato e sottomettero ad un dolore attuale, in vista d’ un
piacere più grande 605 Int © d’un dolore minore; e che nei piaceri
bisogna saper distinguere non solo la quantità ma anche la qualità, preferendo
ai pinceri del senso quelli dello spirito e del cuore, più nobili e duraturi
quantunque meno intensi. Per raggiungere l'interesse è quindi necessario saper
frenare le proprie inclinazioni naturali, apprezzare le conseguenze dei propri
atti e fore un calcolo razionale dei fini; per rnggiungere il piacere basta
abbandonarsi all'impulso dei propri istinti animali. La formula completa dell’
interesse è dunque questa: cercare il pincere seguito dal minor dolore, ο il
dolore seguito dal maggior piacere; fuggire il pincere seguito da un maggior
dolore o il dolore seguito da un minor piacere. Cfr. Diogene L., X, 129, 141:
Helvetins, De V Esprit, 1758, 11; Bentham, Deontology, 1834; J. S. Mill,
Utilitarianism, 1863 (v. aritmetica, egoismo, eudemonimo, utilitarismo, ecc.).
Intermediariste. Si designano così tutte quelle dottrine realistiche, proprie
della filosofia antica e medioovale, che fanno della percezione l'intermediario
fra due realtà distinte: le cose da un lato ο lo spirito dall’ altro. Tali sono
la teoria degli idoli, sostenuta da Democrito ο dagli epicurei, © la dottrina
delle apeci sensibili, assai diffusa nelVevo medio. Le dottrine intermediariste
si dicono anche della percezione mediata, per opposizione alle dottrine
percezionistiche, o della percezione immediata (v. conoscenza, concesionismo).
Intermondi. Gr. Metaxéopta ; Lat. Intermundia; T. Intermundien. Così chiamavano
gli epicurei latini gli spazi noti, o spazi intercosmici, che separano gli
infiniti’ mondi tra di loro. Questi mondi erano abitati dagli dei, in numero
pure infinito, ο formati di atomi finissimi, ma imimutabili, scevri di bisogni,
di cure ο di pericoli, così du porgere al saggio 1’ ideale della felicità
compiutamente attuato. Cfr. Diogone L., X, 89; Luorezio, De rer. nat., V, 146
segg. INT 606 Intimo. T. Innern, Innig; I. Internal,
Inmost; F. Intime. Essendo il superlativo del comparativo interior, indien
sempre ciò che v’ha di più intimo in una data cosa © fatto. Per senso infimo il
Maine do Biran e ia maggior parte degli eclettici francesi intendevano la
coscienza, ossia la conoscenza immediata che ciasenno ha dei propri fatti
psichici. Secondo il Maine de Biran, noi non apprendiamo mai negli oggotti
esterni direttamente 1’ essere, ma soltanto le parvenze di questo; mentre di
noi stessi apprendiamo in qualche modo 1’ essere in quanto ci sentiamo atti
lonti, in quanto abbiamo il sentimento immediato di fare uno sforzo per vincere
non solo la resistenza dei corpi esterni, ma del nostro corpo stesso: Questo
fatto è primitivo, perchè non possiamo ammetterne nessun altro prima di esso
nell’ ordine della conoscenza, ο i nostri stessi sensi esterni, per divenire
gli stromenti delle nostre prime conoscenze, devono osser messi in azione dalla
atessa forza che crea lo sforzo. Questo sforzo priniitivo à di più nn fatto di
senso intimo; poichd si constata interiormento dn sè stesso senza uscire dal
termine della sua applicazione immediata © senza ammettere alcun elemento
estraneo all’ inerzia stessa dei nostri organi ». Anche per il Galluppi, senso
intimo equivale a senso interno, e consiste tanto nel sentimento involontario
dell’ io, quanto nella riflessione volontaria sul’ io; esso ci dà la verità
primitiva io penso, cioè io sono esistente allo stato di pensiero, principio d’
evidenza immodiata e perciò indimostrabile. Cfr. Maine de Biran, Fondements de
la peyohol., 1859, p. 49; Galluppi, Lezioni di logioa ο metaf., 1854, I, p. 84
segg. Intrinseco. Ί. Innerlich, eigen; I. Intrinsical; F. Intrinsèque. Si dice
che una cosa ha un valore intrinseco quando por sè stessa è un fine, non un
mezzo per altra cosa; si dico dimostrazione dall’ intrinseco quella che
dimostra la convenienza dei termini estremi della tesi, e analizzandola col
mettere a fronte lo parti, no fa sortire la verità dal 607
Int suo stesso contenuto, mentre la dimostrazione dall’ estrinseco
dimostra che la proposizione è vera con argomenti estranei al suo contenuto,
come ad esempio l'autorità altrui; si dicono denominazioni intrinseche o
interne quelle qualità della cosa che le sono essenziali e cho vengono
concepite in una sostanza soln, ed estrinseohe quelle che, pur essendo
essenziali, consistono in relazioni della sostanza con alcunchè di diverso.
Introspezione. T. Selbstbeobachtung ; I. Introspection ; E. Introspection.
Nella psicologia designa 1’ osservazione di sè stessi mediante la riflessione.
Il metodo introspettito, ο soggettivo, ο diretto consiste appunto nel valersi
della ossorvazione interna per lo studio dei fenomeni psichici. Fu specialmente
il Wolf, la cui scuola dominò in Germania per tutto il secolo diciottesimo, che
avviò In psicologia per la strada del metodo introspettivo; egli infatti
eredeva che solo osservando sè atesso l'individuo può arrivare a cogliere la
natura intima dei fatti della propria coscienza, e tale principio derivava
direttamente dalla distinzione tra senso interno od esterno, per cui solo al
primo spettava la conoscenza dei fatti dello spirito, mentre il secondo apriva
all’ uomo la conoscenza della natura esterna. Poi furono elevate molte
obiezioni contro la legittimità del motodo introspettivo: 1° Ogni osservazione
richiede una dunlità di osservante e di osservato, mentre nell’ introspezione
la coscienza dovrebbe essere ad un tempo ossorvanto ed osservata; il Comte
insiste sulla profonde abrurdité, que présente la roule suppowition ni
évidemment contradictoire de l’homme se regardant penser. 2° L'osservazione
introspettiva è limitata agli stati di media intensità, giacchè quelli troppo
deboli le sfuggono, quelli troppo intensi assorbono tutta la nostra energia
psichica, 3° I fatti psichici non esistendo che nel tempo, cioè come pura
successione, non possono mai essore osservati che come riproduzione, come
ricordo: Non è in poter nostro, dice lo Stnart Mill, di neINT 608
certaro, con qualsiasi diretto processo, ciò che la coscionza ci dice
quando le sue rivelazioni sono nella loro pristina purezza, Essa si offre alla
nostra ispezione soltanto come esiste ora, quando codeste rivelazioni originali
sono soverchiate © sepolte sotto una montagna di nozioni acquisite © di percezioni
». 4° L'osservazione introspettiva, essendo racchiusa nel soggetto, non può
avere valore scientifico, cioè universale: A cagione delle differenze
individuali degli osservatori, dice 1’ Höffding, nulla ci garantisce che essi
veggano realmente una sola e medesima cosa; poichè, qui, l'oggetto non è
situato fuori di loro nè dentro di loro, ma ciascuno lo porta in sè stesso ».
5° La coscienza è soggetta ad nn gran numero di illusioni di lacune, che la
rendono uno stromento assai imperfetto : La coscionza, nostro principale
stromento, dico il Taine, non è sufficiente, nel suo stato ordinario ; non è
più sufficiente nelle ricerche psicologiche di quello che sia I’ occhio nudo
nelle ricerche ottiche. Poichè la sus sfera non è grande; le sue illusioni sono
molte e invincibili ; è necessario provare e correggere continuamente la sua
evidenza, assisterla sempre da vicino, presentarle gli oggetti in una luce
vivida, ingrandirli, e costruire per suo uso una specie di microscopio e di
telescopio ». A malgrado di ciò, la maggior parte dei psicologi ammette il
valore dell’ introspezione, che sola ci dà il fatto psichico in sè stesso,
riconoscendo però che essa dove essere completata e integrata dalla
osservazione esterna. Cfr. Ch. Wolff, Philos. rationalie, 1872, § 31; Id.,
Peyohologia empirica, 1738; A. Comte, Cours de phil. pos., 1830, III, p. 766
segg.; J. 8. Mill, Ezam. of Hamilton, 1867, p. 171; Taine, On intelligence,
trad. ingl. 1871, p. X; Höffding, Prychologie, trad. frane. 1900, p. 20 ©
sogg.; A. Padoa, Legittimità e importanza del metodo introspettivo, Riv. di
filosofia », aprile 1913 (v. osservazione, riflessione, ppicologia). Intuitivo.
T. Jntuitir, anschaulich ; I. Intuitive; F. Intuitif. Kant chiama intuitiva
ogni cognizione cho si basa 609 INT sopra la intuizione, che ciod è ottenuta
immodiatamente ; discorsiva quella che è formata dal passaggio da un’ idea ad
un’altra, o che risulta dalla comparazione di più nozioni ο termini. La prima è
simultanea, la seconda snccossiva; con questa conosciamo i rapporti degli
oggetti tra di loro, con quella cogliamo gli oggetti stessi. Dicosi
ragionamento intuitivo quello in cui la conolusione è ottenuta immediatamente,
senza bisogno di ricavarla dalle premesse; si ammette da alcuni che in tal caso
la conclusione sia preparata da nn lavoro cerebrale incosciente, che, dal lato
fisiologico, corrisponde a ciò che sarebbero le premesse dal lato psicologico.
Gli assiomi matematici non sono ragionamenti intuitivi; se in essi manca la
dimostrazione, non è perchè questa non sia necessaria, ma perch’ non è
possibile (v. incosciente, intuisione). Intuizione. Lat. Fntuitus, Intuitio; T.
Anschauung; I. Intuition; F. Intuition. Una delle parole dal significato più
vago e fluttuante, sebbene essa esprima sempre ed essenzialmente un atto
psicologico immediato, una manifesta zione subitanea e indubitabile di cui il
processo sfugge. Intuizione è adoperata, dice l’ Hamilton, a denotare
l’apprensione che noi abbiamo delle verità evidenti per sè stosse, l'immediata
coscienza di un oggetto, una conoscenza intima ». Noi possiamo distinguere
quattro accezioni diverse di questo vocabolo, volgare o pratica, artistica,
teologica e filosofica. Nel senso rolgare l’ intuizione è una disposiziono
naturale a cogliere subito e bene il lato pratico © vero di nna cosa, a
comprendere ciò che è da farsi © da evitarsi. Nol senso ardstioo non è se non
cid che dicesi anche creazione geniale, estro, © che tradotto nell'opera d’arte
la rende tanto più suggestiva quanto meglio riesce ad essere dagli altri evocata.
Nel senso feologico, che è l'originario, esprime una conoscenza immodiata di
Dio ottenuta non mediante I’ intelligenza ma por virtù dolla grazia divina,
prima ο dopo la morte. Nel senso ‚flo39
Ranzoti, Dizion. di scienze filosofiche. Int 610
sofico, infine, pur esprimendo sempre un atto immediato di conoscenza,
ha assunto aspetti cd importanza diversa nei vari sistemi. Per Cartesio è intuizione
ogni atto per mezzo del quale lo spirito considera un’ idea, comprendendola non
successivamento ma in un medesimo momento e tutta intera; quindi l'opposto
dell’ intuizione è la deduzione, nella quale lo spirito inferisce
successivamente un dato da un altro. Hz quibus omnibus colligitur.... nullas
vian hominibus patere ad cognitionem certam veritatis preter eridentem intuitum
et necessariam deductionem : item etiam, quid sint nature illa simplices de
quibus in octava propositione. Atque perspiouum cat intuitum mentis tum ad
illas omnes ertendi, tum ad necessaria illarum inter se conneriones
cognoscendas, tum denique ad reliqua omnia qua intellectun pracine, vel in ne
ipro, rel in phantasia esse experitu. Locke © Leibnitz danno all’intuizione il
significato cartesiano : Talvolta, dico il Locke, lo spirito coglie la
somiglianza o l’incongruenza di due idee immediatamente e per sd stesse, senza
l'intervento di null’ altro; e ciò io penso che possiamo chiamare conoscenza
intuitiva. Perchè in essa lo spirito non fatica a provare o a esaminare, ma
percepisco la verità come gli occhi percepiscono un punto Inminoso soltanto con
I’ essere diretti verso esso. Così Ja mente percepisce che il bianco non è
nero, che un circolo non è un triangolo, che tre ὃ più di dne ed uguale ad uno
più due. Da queste intuizioni dipendo ogni certezza ed evidenza di tutta la
nostra conoscenza ». Por In scuola scozzese, 9 così puro per l’eclettismo
francese, è una credenza che si prosenta in modo spontaneo al nostro spirito,
anteriormente a qualsiasi riflessione ο ragionamento, che anzi la
presnppongono; sono conoscenze intuitive la nostra credenza incrollabile nella
renltà degli oggetti ostoriori e della nostra cristonza, o la nostra spontanen
partecipazione allo verità supreme, che dominano regolano I’ esperienza. L'anima
doll’ umanità, dice il Cousin, è un’ anima poctica che scopre 611
Int in sè stessa i segreti degli esseri, e li esprime con canti
profetici che echeggiano d’ età in età. Allato dell’ umanità è la filosofia,
che ascolta con attenzione, raccoglie le sue parole e, per così dire, le nota;
e quando il momento delV ispirazione è passato, le presenta con rispetto al
mirabile artista, che non aveva la coscienza del proprio genio © che spesso non
riconosce la propria opera ». Per Kant à intniziono ogni conoscenza che si
riporta immediatamente a degli oggetti, quindi è sempre uno stato passivo della
coscienza, intuitus nompe mentin nostre semper est passirun. Egli distingue due
specie di intuizioni: lo empiriche, che si riportano agli oggetti per mezzo
delle sensazioni, sia interne che esterne, e quelle pure che sono la forma
delle empiriche, e rispondono alle nozioni dello spazio e del tempo. Kant nega
l’esistenza di ana intuizione intcllettuale vale a diro di una intuizione di
natura tale, da daro l’esistenza stessa dell’ oggetto, ο che, per quanto noi
possiamo comprenderlo, non può appartenere se' non all’ Essere supremo ». Le
intuizioni sensibili non dànno vera cognizione; anzi lo forme dello spazio ο
del tempo, in esse contenute, non hanno valore necessario ed universale se non
quando diventano materia di una sintesi superioro tellettualo, facendo in
queste la parte modesima che in esse fanno le sensazioni. Fichte e Schelling
ammettono invoce delle intuizioni intellettuali; ma per Fichte tali intuizioni
non sono quelle negate da Kant, ciod intuizioni doll’ essere, delle cose in ad,
bens) intuizioni degli atti: To non posso fare un passo, nd nn movimento della
mano ο del piedo, senza l'intuizione intellettuale della coscienza di me stesso
in queste azioni. Non è che mediauto V’ intuizione che io so di agiro; mediante
essa soltanto distinguo la mia azione ο, in questa, mi distinguo dall’ oggotto
proposto alla mia aziono ». Talo intuizione è il fondamento della vita
cosciente, in quanto ci fa comprendere che questa, in ad modosima, non è cho
atto puro. Schelling atInt 612 tribuisce, al contrario di Kant, la massima
importanza nel proprio sistema alla intuizione intellettuale. La quale egli
considera come un atto indefinibile, trascendente, mediante il quale
l'intelletto coglie, nella sua identità, l'assoluto, nella cui natura
assolutamente semplice ed ina ‘riunisce tutti i contrari, como spirito e
materia, reale ed idealo, libertà e necessità: Una intuizion è una produzione
libera e nella quale sono identici ciò che produce e ciò che è prodotto. Una
tale intuizione sarà detta intuizione intellettuale, in opposizione con l’
intuizione sensibile, che non appare come producente il suo oggetto e nella
quale perciò il fatto d’ applicare l'intuizione è differente da ciò sn cui
codesta intuizione porta. All’ intuizione intellettuale corrisponde l’io, poichd
non è se non mediante la conoscenza dell’ io per sè stesso che l’ io medesimo
come oggetto è posto.... L’ intuizione intellettuale è l’ organo di ogni
pensiero trascendentale. Poichè il pensiero trascendentale consiste nel * darsi
liberamente un oggetto che, altrimenti, non è oggetto ». Anche per Schopenhauer
ο) è una intuizione intellettuale; anzi ogni intuizione è intellettuale, valo a
dire ci mette in presenza della realtà, facendocela cogliere di colpo © senza
concetti : L’ intendimento solo conosce intuitivamente, il modo immediato e
perfetto, la maniera d’ agire di una leva, di una carrucola, ecc. ». La forma
più perfetta delV intuizione è la contemplazione estetica, nella quale colni
che contempla lascia momentaneamente tuttociò che fa la sua individualità, e
non agisce più che come nn puro soggetto conoscente, nello stesso tempo che
coglie la natura metafisica dell’ oggetto contemplato, vale a dire la sua Idea.
Per Rosmini e Gioberti |’ intuito intellettuale è un atto © visione immanente
del nostro spirito, e oggetto suo è per il primo 1’ Ente possibile, da cui
traggono realtà tutti gli oggetti, per il secondo lo stesso Ente che crea gli
oggetti particolari, cioè Dio. L’atto della intelligenza è duplice, dice il
Rosmini, cioè |’ atto primo che ha per sno
613 termine I’ essere
indeterminato e gli atti secondi. Coll’atto primo, col quale è costituita l’
intelligenza, il soggetto non fa che ricevere irredistibilmente, cioò aver
presente l’essere... In tutti gli atti secondi, opera il soggetto già costitnito
intelligente. Se dunque per cognizione si intendono quelle notizie che gli
vengono dalle sue proprie operazioni mentali, non si può dare il nome di
cognizione alla notizia dell’ essere indeterminato, quale sta presente nell’
intuito. Pare che anche il comune degli nomini riserbi a questo solo (atto
implicante il giudizio) il nome di cognizione: chè certo il comune degli uomini
non pensa alla prima intuizione e però del tutto non ne parla. Comeochessia
importa distinguere bene la prima intuizione dalle intellezioni che vengono
approsso, nelle quali solo si ravvisa movimento intellettuale ». Por il Bradley
V’ intuiziono à un’ esporienzs spirituale dell’ assoluto, un’ esperienza
immediata © conoreta nella quale tntti gli elementi dell’ univorso sensazione,
emozione, pensiero, volere sono fusi in un sentimento comprensivo; però di
questa intuizione noi non possiamo avero che un'idea astratta, perchè è
impossibile ad esseri finiti vivere pienamente la vita dell'assoluto; a noi è
dato soltanto formarcene una certu idea, risalendo a quel sentimento primitivo
ο diffuso, in cui non è ancora sopravvenuta nessuna distinzione di soggetto e
oggetto e nessuna differenziazione di elementi. Infine il Bergson dà all’
intuizione un valore analogo all’ istinto ο al senso artistico, in quanto ci
rivela ciò che gli esseri sono in sò stessi, per opposizione all'analisi ο alla
conoscenza scorsiva che ce li rivela dal di fuori: Si chiama intuizione quella
specie di simpatia intellettuale per cui οἱ si trasporta all’ interno di un
oggetto, per coincidere con ciò cho bn di unico 9 per conseguenza
d’inesprimibile. Al contrario. P analisi è l’operazione che riporta l'oggetto a
elementi già noti, cioè comuni a questo oggetto ο ad altri. Anulizzare consiste
dunque nell’ esprimere una cosa in funInt
614 ziono di cid cho essa non è
». La funzione abituale della scienza positiva è V analisi, mentre la
metafisica deve fondarsi sull’ intuiziono; ora c'è una realtà che noi after
riamo tutti dal di dentro, per intuizione e non per semplice analisi: è la
nostra propria persona nel suo scorrere attraverso il tempo è il nostro io che
dura. Noi possiamo non simpatizzare intellettualmente con nessuna altra cosa,
ma simpatizziamo di certo con noi stessi ». Cfr. Descartes, Regule, XII; Locke,
Kes., IV, 11, 1; Leibnitz, Nowe. Ees., IV, cap. 2, $ 2; V. Cousin, Frag. de
phil. contemp., p. 34; Kant, De mund. sens, son. I, $ 10; Krit. d. reinen
Vern., od. Reclam, p. 76, 88; Fichte, Thatsachen und Bewusstseins, in 8. IP.,
1845, vol. IL, p. 541 segg. ; Schelling, Säm. Werke, 1856, I, p. 316 seg.; III,
369; Hamilton, Lect. on logic, 1860, I, p. 127; II, p. 73; Rosmini, Psicologia,
II, pag. 275 s0gg.; Teosofia, IV, p. 388-391; Sistema filos., $ 16, 17;
Bradley, Appearance and reality, 1883, p. 159 segg.; Bergson, La fil. dell’
intuizione, trad. it. 1909, p. 17-19; Me Cosh, The intuitions of the mind,
1882; C. Pint, Insufficence des philos. de l'intuition, 1908; M. Winter, Note
sur Pint. en mathématique, Rev. de metaph. », nov. 1908; E. Lugaro, La base
anatomica dell’ intuizione, Riv. filosofica », 1908, p. 465 sogg.; P.
Carabellese, Intuito e sinteri primitiva in 4. Rosmini, Riv. di fil. », genn.
1911, genn. 1912. Intuisionismo. T. Intuitionismus; I. Intuitionalieme ; F.
Intuitionisme. Ogni dottrina che si fonda sopra l’ intuizione, nei vari
significati che questa parola può assumere © nelle diverse sue applicazioni sia
alla teoria della conoscenza, sia all'etica, all’ estetica, alla religione. Si
oppone à razionalismo, intellettualinmo, empirismo. Storicamente si applica
all'indirizzo rappresentato dalla scuola scozzese e dall’ eclettismo francese,
indirizzo detto anche filosofia delP intuizione, in quanto fonda la conoscenza
sopra I’ intuinmediata delle verità razionali e superiori all’esperienza, e
considera V’ esistenza della realtà materiale come zione 615
Inv direttamente conosciuta, non inferita o costruita. Oggi
l’intuizionismo è rappresentato, nella religione, da alcuni indirizzi del
modernismo cattolico e protestante, nella filosofia dalla maggior parte delle
dottrine neo-idealistiche. Cfr. E. H. Schmitt, Kritik d. Philon. rom Standpunkt
der intuitiven Erkenntnis, 1908; J. 8. Mill, Exam. of Hamilton, 1867, cap. XIV,
$ 1; F.C. 3. Schiller, Humanism and intuitioninn,. Riguardo all’origine e alla
natura dell’ Io, per gli spiritualisti in genere esso è un principio
sostanziale, assolutamente nnico e identico, è l’anima in quanto percepisce sò
medesima percipiente come identica a νὰ percepita. Dice Cartesio: Eraminantes
enim, quinam simus nos, qui omnia, quae a nobis diversa sunt, supponimus falsa
esse, perspisque videmus, nullam eriensionem, neo figuram, nec motum looalem,
nec quid simile, quod corpori tribuendum, ad naturam noatram pertinere, sed
cogitationem solam. Per gli empiristi invece non è un primum ma un poi, che
risulta dal connettersi dei fatti psichici successivi, ed è quindi nello stesso
tempo uno © molteplice. Così, secondo il Condillac l'Io non è che la collezione
delle sensazioni; per il Taine la proprietà, comune a tutti i fatti di coscienza,
di appurirei come interni, astratta da questi fatti o trasformata dsl
lingnaggio in sostanza; per il Ribot è il sentimento complesso e confuso del
nostro organismo individuale. Nel sistema di Fichte e di Hegel, l'Io ha un
significato particolare. Con esso il Fichte non intende l'Io individuale, ma lo
stesso essere assoluto, che non è originato da altra cosa ma pone
originariamente sò stesso, ο quindi per determinarsi pone il non-Io;
determinatosi così, ne resta Io 618 determinato anche il non-Io, cosicchè l'Io e
il non-Io si determinano reciprocamente; per tal modo dal seno dell’ Io ο del
pensiero hanno origine lo spirito ο la materia, l’anima ο il corpo, l'umanità e
la natura, L’Io al pari del non-Io sono prodotti entrambi dall’ attività
originaria dell'Io... L' lo come intelligenza in generale dipende da un non-Io
indeterminato, ὁ solo mediante e in virtù di tale non-Io è intelligenza...
L’Io, considerato come abbracciante lu sfora totale, assolutamente
«determinata, delle relazioni, è sostanza ». Per I’ Hegel l’Io è quella
estrinsecazione dell’assoluto per cui esso, raccogliendosi nella umanità depo @
essersi sparso nella natura, si rivela a sè medesimo: Il pensiero come soggotto
rappresentato è pensante, e l’esprossione semplice del soggetto esistente come
pensante è I’ Io. Ma } Io astratto come tale è il puro rapporto con sì stesso,
in cui si fa astrazione dal rappresentare, dal sentire, da ogni situazione,
come da ogni particolarità della natura, del talonto, dell'esperienza, vce. ».
Schopenhauer distingue l'Io teoretico dall’ Io rolitivo ο pratico : il primo
consiste nel punto unitario della coscienza e non è che la funzione conoscitiva
del secondo: «Il volere rappresenta la radice, l'intelletto la corona dei rami,
mentre la ceppaia, punto di indifferenza di entrambe, sarebbe 1’ 1ο, che, come
punto finale comune, appartiene così al volere come alla intelligonza. Questo
Io è il soggetto identico pro tempore del conoscere e del volere... Esso è il
punto temporale d’inizio e di collegamento della totalità dei fenomeni, vale u
dire della obbiettivazione del volere ». Secondo il Galluppi Posistenza dell'Io
è una verità primitiva di fatto, che no: si può dedurre o dimostrare per razi i
Plo, cioè il mio essere, il soggetto di ciò che sento in mo, fa parte dello
stesso atto semplice per il quale ho coscienza delle mic modificazioni ; solo
in séguito V analisi separa il soggetto dalle modific la sintesi riconduce
questo a quello, e le diverse verità primitive doll’ intellettuale ο del 619 lo
morale dell’ uomo si mostrano ». Secondo il Rosmini, gli atti mentali con cui
l’anima giunge ad esprimersi nell’ Io, sono anzitutto una percezione
intellettiva che il soggotto ha della sua propria anima, in secondo luogo, le
varie operazioni di cui l’anima è principio; infine, la coscienza che ha
l’anima della propria identità fra sè percipiento ο sè operante ο atteggiata a
operare. Per I’ Ardigd I’ lo e il non-Io sono un punto d'arrivo non uu punto di
partenza, sono cioè una distinzione operatasi per 1’ esporienza nel medesimo
indistinto primitivo, la sensazione: il primo risulta dal raccogliersi e
riprodursi in un ritmo comune delle sensazioni costanti prodotte dall'attività
organica, il secondo dal raccogliersi delle sensazioni accidentali o
discontinuo prodotte dagli stimoli esterni. Ancho per i seguaci della dottrina
economica o biologica dolla conoscenza la distinzione tra Io © non-lo è uno
sdoppin mento che la coscienza, per i suoi fini pratici, opera sugli elementi
sonsibili, che per sè non sono nö oggettivi nè soggettivi: Non I’ Io è
primario, dice il Mach, bens) gli elementi (sensazioni). Gli elementi formano
l'Io. Io sperimento sensibilmente del verde, significa che l’elemonto verde si
manifesta in un certo complesso di altri elemonti (sensazioni, ricordi) ». 11
Bergson distinguo 1’ lo superficiale © simbolico dull’ Io profondo : questo è
durata reale, libera creazione di qualità sempre nuove, quello una
soprastruttura artificiale imposta dallo esigenze della vita pratica: «ΛΙ
disotto della durata omogones, simbolo ostensivo della durata vera, una
psicologia attenta scopre una durata i cui elomenti si componetrano; al disotto
della molteplicità numorica degli stati coscienti, una molteplicità qualitativa
; al disotto doll’ Io a stati ben definiti, un Io in cui successione implica
fusione ο organizzazione. Ma noi ci contentiamo il più spesso del primo, cioè
dell'ombra dell’ Io proiettata nello spazio omogeneo ». Molti psicologi
contemporanei chiamano Io subliminale l'insieme delle sensazioni interne Ive 620
oscure ο dei motivi subeoseienti, che costuiscono in noi una personalità
sotterranea la quale influisce continuamente sopra 1’ Jo eupraliminale,
costituito dall'insieme dei pensieri, delle sensazioni ο dei motivi coscienti;
socondo il Myors ο i suoi soguaci, P Io subliminale è il nucleo fondamentale ο
il motore della personalità umana, tantochè da esso deriverebbero in massima
parte le tendenze abituali ο istintive, gli impulsi delle nostre azioni, i
prodotti spontanei del genio, © con esso si spiegherebbero i fenomeni di
disintegrazione della personalità, di sdoppiamento della coscienza, di
suggestione ipnotica, di telepatia. In senso analogo si distingue nella
psicologia patologica l'Io primario, normale © costituito di stati di coscienza
lucid dall' Jo secondario, anormale ϱ subcosciente; questi duo Io covsistono
nell’ individuo ignorandosi totalmente, come si verifica nella così detta
scrittura automatica e nei casi di personalità alternante. Cfr. Cartesio,
Prino. phil., I, 7; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 294, 302;
Fichte, Syst. d. Sittenlehre, 1798, p. 110 segg.; Grund. d. ges.
Wissenschaftslehre, 1802, p. 9-11; Hegel, Enoyol., $ 20; Schopenhauer, Die
Welt, vol. II, ο. 19, 20; Galluppi, Lezioni di logica e metafisica, 1854, II,
p. 617 segg.; Rosmini, Psicologia, 1846, I, p. 52 segg.; Bergson, Essai eur le
données, 1904, p. 96 segg. ; Ardigò, Op. fil, I. 144-50; V, 161 segg.; Mach,
Beit. z. Anal, d. Empfindungen, 1886, p. 17; Myors, The human personality,
1902; G. Geley, L’étro suboosciente, 1905; M. Princo, The dissoolation of a
personality, 1906; P. Janet, L'automatiome peychologiguo, 1910; A. Aliotta,
Atti del V Congr. intern. di pric. a Roma, 1906 (v. essere. soggetto, oggetto,
dualismo, coscienza, spirito, spiritualismo, monismo, parallelismo, ecc.).
Iperalgesia. T. Hyperalgesie: I. Hyperalgesia; F. Hyperalgosio. Sovreccitazione
della sensibilità dolorifica. Secondo aleuni psico-fisiologi esistono nella
superficie della cute delle zone o arco iperalgesiohe, le quali non corrispon
621 Ire dono ai territori di
distribuzione periferica dei nervi cutanei, © la cui sensibilità si desta
quando gli stimoli dolorifici ragiscono in aree, ad esse congiunte
centralmente, di minore sensibilità; ciò dimostrerebbe I’ esistenza di nervi ed
organi specifici del dolore, cosicchè la sensibilità dolorifien sarebbe un
quarto senso, che insieme a quelli del caldo, del freddo e del contatto,
costituisce la sensibilità cutanoa generale. Cfr. Kiesow, Arok. it, de Biol.,
vol. XXXVI, 1901; Alrutz, Atti del V Congr. int. di peiool. a Roma, 1906.
Iperestesia. T. Hyporüsthesie ; I. Hyporacstesia; F. Hyperesthésie.
Sovreceitazione anormale della sensibilità di un organo o di una regione; essa
prende dei nomi diversi a seconda degli organi sensori nei quali appare: così
dicesi iperormia l’iperestesia del senso olfattivo, iperacusia quella del senso
acustico, ipergeusia quella del senso gustativo, iperafia quella del senso
tattile. Si manifesta 80litamente con una grande intensità delle sensazioni,
che le rende moleste al soggetto. Il Myers chiama iperesteria della visione
cerebrale l’esasperata attività delle sfere visive corticali, promossa da
stimoli interni di ignota natura, che agiscono durante il sonno incompleto
risvegliando dei #ogni costituiti da visioni subbiettive vivaci, nette,
colorate. Cr. Myers, The human personality, 1902 (v. anestesia, sogno).
Ipermetafisica. T. Hypermotaphysik. Il Kant oppone alla vera metafisica, che
conosce i limiti della ragione umana, l’ipermetafisica che tali limiti vuol
sorpassare vagando nel campo delle imaginazioni senza fondamento. Un senso
analogo ha la parola metempirica, oggi più usata, proposta dal Lewes. Cfr.
Kant, W. W., t. VIII, p. 576 seg. Lewes, Probl, of life and mind, 1875, t. II,
pag. 17. Ipermetropia. T. Übereightigkeit. Difetto della visione, che consiste
in cid che i raggi paralleli dell’ asse ottico non fanno foco sulla retina,
come nell’ occhio normale, ma al di quo di essa. Quindi il punto di lontananza,
che per l'occhio normale si trova all'infinito, per I’ ipermetropico si trova
al Ing 622 di là dell'infinito, cioè non esiste, perchè
solamente i raggi convergenti possono fare foco sulla lente senza sforzo di
accomodazione. L’ipermotropis è prodotta da poca enrvatura dello superfici di
rifrazione e da eccessiva cortezza dell’ asso ottico. Cfr. G. Abelsdorff, Das
Auge des Menschen, 1907, p. 59 segg. (v. aocomodamento, emmetropia,
presbitiemo, punto). i Ipermnesia. T. Hypermnesie; I. Hypermnesia; F.
Hypermuésie. È il contrario di amnesia, e designa uno stato di sovreccitazione
anormale della memoria. Può essere gonerale o parziale: quella consiste nel
subitanco e passeggero ritorno di un gran numero di ricordi, dipendente dalla
maggior rapidità della circolazione cerebrale; si verifica frequentemente noi
casi di febbre acuta, nell’ eccitazione maniaca, nell’ estasi, nell’ipnotismo e
talvolta anche nelV isterismo e nel periodo d’incubazione di certe malattie
mentali. Lo ipermnesie parziali consistono nel ritorno di alcune categorie di
ricordi, ad es. di un fatto, di una lingua dimenticata, © risultano quasi
sompre da cause morbose. Cfr. Ch. Bastian, Le oeroeveau, trad. franc. 1888,
vol. IT, Pp. 220 segg.; Ribot, Les maladies de la memoire, 313 ed. 1909 (v.
amnesia). Iperorganico. I. Hyperorganical; F. Hyperorganique. Alcuni sociologi
della scuola analogico-organica, fra i quali lo Spencer, chiamano la società
iperorganismo o auperorganismo, in quanto travano in essa un legame di analogia
con l'organismo individuale e in quanto essa continua l'evoluzione organien.
Generalmente iperorganismo desigua ciò che è superioro all'organismo; così nel
dualismo spiritualistico, l’anima, lo spirito, è un principio iperorganico, in
quanto domina il corpo (v. analogico-organico). Iperpiano v. iperspazio.
Iperspazio. I. Hyperspace; F. Hyperespace. Spazio ipotetico, superioro a quello
tridimensionalo che i aqusi rivolano, e che ha proprietà diverse dello spazio
ancliden. 623 Ipr-Ipn Date » variabili, ogni gruppo di
valori particolari di queste varinbili è nn elemento (punto) in uno spazio a n
dimensioni (6 κ). Invece di considerare » variabili, se ne possono considerare
n + I, © i rapporti di n di esse all’ ultima; il punto di 6 n resta determinato
dai valori di tali rapporti © i valori corrispondenti della n + 1 variabili
possono chiamarsi coordinate omogenee del punto: ora, una equa zione lineare
omogenen fra queste coordinate dicesi iperpiano ed 8 n iperspazio. Cir. Klein,
Vorlesungen über nichteuclidischen geometrie, 1893; Russel, An essay on the
foundation of geometry, 1897; Halstead, Bibliografy of hyperspace, Amorican
journ. of math. », vol. I, p. 261 segg.; II, p. 65 segg.; Veronese, Fondamenti»
di geometria a più dimensioni, 1891; Vonola, La geometria non-suclidea, 1905;
M. Boucher, Essai sur Vhyperespace, 1903 (v. metageometria, non-euclideo).
Ipertrofia. T. Uobernährung; I. Hypertrophy; F. Hypertrophie. L'aumento della
nutrizione, ο quindi della dimensione degli organi, in seguito all’ attivo
esercizio di ossi. Ipertrofia dimensionale: la legge stabilita dal Roux,
secondo oni l’anmentata attività di un organo determina nm ingrandimento di
esso in quella ο quelle direzioni, nelle quali avviene l'aumento di lavoro; ad
es, nelle ossa lunghe la sostanza ossea si concentra alla periferia che deve
sostenere lo sforzo maggiore, ritirandosi dal centro dove } eceitamento
fanzionale è minimo, per cui l'osso diventa tubolare. Nel senso contrario
agisce la leggo dell’ atrofia dimensionale (v. biomeccanica). Ipnotismo.T.
Hypnotiemus; I. Hypnotism; X. Hypnotisme. Vocabolo creato dal Braid, che fra i
primi lo studiò, vorso la seconda metà dol secolo scorso. Designa l’ insieme di
quoi fenomeni che si riattaocano al sonno artificiale 0 provocato nei
nevropatici. Il merito di aver sottomesso codesti fonomeni ad una accurata
analisi sperimentale spetta allo Charcot ο alla ana scnola. Egli distinguo nel
sonno ipnotico due stati, il grande ο il piccolo ipuotismo. Ἡ grande Ipo 626
Ipostasi (ὑπό = sotto, στάσις = dimora). T. Hypostase; I. Hypostasis; F.
Hypostase. Nella filosofia, specie in quella alessandrina, e nella teologia, si
usa per designare la sostanza che sta sotto i fenomeni, ciò di cui i fenomeni
non sono che la manifestazione esteriore. Infatti la parola latina sub-stantia
è la traduzione letterale della parola greca ipostasi, Così secondo i teologi,
nella SS. Trinità vi sono tre ipostasi distinte, mentre la divinità di Gesù
Cristo è l’unità ipostasica, sotto la dualità delle nature divina ed
umana, Nel linguaggio filosofico
corrente, fare un’ ipostasi o ipostatizsare, significa dare concretezza ο
realtà esteriore ad un dato, che è proprio soltanto del pensiero, che è una
pura astrazione. Cfr. Alberto Magno, Summa theol., I, qu. 43, 2; S. Tommaso,
Summa theol., I, 29, 1 ο. (v. κοatanza, essenza, astrazione). Ipotesi. Gr.
Ynößeoıs; Lat. Hypothesie; T. Hypothese ; I. Hypothesis; F. Hypothèse. Secondo
Platone l’ ipotesi è la supposizione di un principio universale, che si mette a
fondamento di un altro. Per Aristotele è un ragionamento che riposa sopra
l'assunto che, se 4 è vero, B deve essere ammesso in conseguenza; se dunque À è
vero, B à ricavato per ipotesi. Secondo Cartesio l'ipotesi è una proposizione
accolta senza constatarne la verità o la falsità, come principio da cui
ricavare un insieme di proposizioni : Affinchè ciascuno sia libero di pensare
ciò che gli piacerà, desidero che quello che scriverò sia preso solo come
ipotesi, molto lontana forse dalla verità; ma anche se ciò fosse, crederei aver
fatto molto se tutte le cose che ne sono dedotte sono interamente conformi alle
esperienze ». E contro questo metodo che Newton protesta, rifiutando di usare
di simili ipotesi: Rationem vero harum gravitatis proprietatum ex phanomenis
nondum potui deduoere, et hypotheses non fingo. Quicquid enim ex phanomenis non
deducitur, hypothesis vocanda est; et hypotheses seu metaphysioæ, seu physica,
scu qualitatum occultarum, seu mechanicæ in philosophia 627
Ipo N experimentali locum non habent. Secondo il Turgot invece, lo
ipotesi sono una condizione del progresso intellettuale; se ve ne sono di false
e di arbitrarie, si distruggono da sè medesimo: Tutte le volte che si tratta di
trovare la causa di un effetto, non è se non per via d’ipotesi che si può
giungervi, quando l’effetto solo è conosciuto. Si risale, come si può, dall’
effetto alla causa per cercare di conchiudere a ciò che è fuori di noi. Ora,
per divinare la cansa di un effetto, quando le nostre idee non ce la
prosentano, bisogna imaginarne una; bisogna verificare più ipotesi ο provarle
». Secondo A. Comte le ipotesi veramente filosofiche devono presentare
costantemente il carattere di semplici anticipazioni su ciò che l’esperienza e
il ragionamento avrebbero potuto svelare immediatamente se le circostanze del
problema fossero state più favorevoli ». Secondo il Lotze l'ipotesi è una
congettura con cui cerchiamo di indovinare un dato di fatto non contenuto nella
percezione, ma che erediamo debba esistere in realtà perchè la perceziono co lo
presenta come possibile. Secondo la definizione del Mill, l'ipotesi è una
supposizione imaginata senza prove o con prove insufficienti, în vista di
«dedurre delle conclusioni che siano d’ accordo coi fatti reali. Constatato
questo accordo I’ ipotesi è verificata. Si sogliono distinguere lo ipotesi
«peoiali ο ideo direttrici, dallo grandi ipotesi ο ipotesi esplicative: quello
stanno al principio dello scienze, in quanto servono come idea direttiva delle
investigazioni, queste stanno al culmine della scienza e sono una
interpretazione generalo delle esperienze. Infatti le conclusioni ultime di
molte scienze, come I’ unità delle forze fisiche, I’ unità della materia, la
formazione del sistema solare ο del nostro pianeta, |’ atomiamo, l’ evoluzione,
ecc. non sono che grandi ipotesi, più o meno probabili ed alcune affatto
inverificabili. Molti scienziati si mostrano contrari all’ uso dell'ipotesi, in
quanto introducono nello sperimentalismo scientifico un elemento arbiIo. 628
trario ed a priori; va però notato che, mentre l’a priori della pura
ragione è, ο pretende di essere, immutabile © assoluto, quello dell’ ipotesi è
di sus natura mutabile, provvisorio, relativo, e non ha valore se non in quanto
può essere direttamente o indirettamente comprovato dall’esperienza. Quindi non
ogni ipotesi è legittima, e la sua introduzione è sottomessa a leggi rigorose,
che costituiscono lo condizioni d' ammissibilità dell’ ipotesi. Le principali
di queste condizioni sono: che l'ipotesi non inchiuda contraddizione nè in sè
stessa, nd con altri principt noti ¢ certi, nd coi fatti che deve spiegare; che
sia semplice, scelta tra quelle che hanno più diretta attinenza coi fatti: che
riguardi possibilmente una causa reale, non agenti imaginari, o non abbia una
forma troppo affermativa. Quanto alla sua verificazione, essa varia, secondo il
Naville, a seconda che l'ipotesi è razionale, sperimentale ο esplicativa : nel
primo caso si deve far concordare logicamente il principio razionale supposto
coi principi già stabiliti; nel secondo non si deve che constatare la realtà
del fatto prima imaginato ; nel terzo si devo dedurre le conseguenze ©
conıparare queste coi fatti. Secondo il Poincaré vi sono ipotesi verificabili
con l'indagine matematica e sperimentale, ipotesi valide solo come mezzi per
fissare le nostre conoscenze, ο ipotesi che non sono vere ipotesi, ma
definizioni o convenzioni mascherate. È da queste ultime che le acionze
traggono il loro massimo vigore; noi non concepiamo il numero, la grandezza, lo
spazio, la materia, se non traverso ipotesi le quali sembrano avere dell’
arbitrario e che sono accettate, non già come la rappresentaziono della realtà,
bensì come un mezzo comodo, naturale, logico (per la logica umana) di
rappresentarei la realtà; non è la realtà che ci dà quei concetti, senza dei
quali nulla sapremmo, siamo noi che ce li creiamo © li usiamo per convenzione.
In generale, l’oggettività della conoscenza è in ragione inversa della sua
universalità; il fatto bruto è il più og 629
Ipo gettivo, ma da questo in là l’oggettività diminuisce gradatamente a
misura che cresce la generalizzazione; il fatto stientifico è già meno
oggettivo e più ipotetico del primo, e dal fatto scientifico alla legge, ο da
questa ai principt è un procedimento continuo verso il soggettivismo © verso il
convenzionalisno. Questi concetti del Poincaré sono condivisi ed anche
accentnati dai rappresentanti dell’ empirismo radicale, dell’ empiriocriticiemo
ο dell’ energismo. Così per l’Ostwald non si può ragginngere il fondo vero
delle cose se non attenendosi alla pura constatazione dei fatti offerti
dall'esperienza, e costruendo una scienza libera da ipotesi, eine Aypothesenfreio
Wissenschaft; le ipotesi sono, infatti, delle semplici imagini con cui
arbitrariamente si aggiungono ni fenomeni dei caratteri che non ci sono dati
dall’ esperienza ο non potranno mai dimostrarsi oggettivamente, imagini scelte
in guisa da rappresentare con le loro proprietà le proprietà analoghe dei
fenomeni; ora, il solo modo adeguato di rappresentare completamente un fenomeno
à il fenomeno stesso ; ogni rappresentazione per mezzo di altri fenomeni, più o
meno analoghi, contiene necessariamente elementi estranei. Cfr. Platone, Fed.,
100 A segg.; Kep., VI, 510 B; Aristotele, Anal. post., I, 2; Anal. prior., I,
10, 30 b, 32; Cartesio, Prino. phil., 11, 44, 45; IV, 204206; Newton, Philos.
mat. prino. math., 1687, ad finem; Comte, Cours de phil. pos., I, lez. 28;
Lotzo, (irundsiige d. Logik, 1891, p. 84; Stuart Mill, Syst. of logic, 1865,
II, 17; È. Naville, La logique de l'hypothèse, 1895; Ostwald, Porlesungen über
Naturphilosophie, 1902; Id., Die Uberwindung des wissenehohaft. Materialismus,
1895 ; Poincaré, La valeur de la science, 1908; Id., La science et l'hypothèse,
1909; C. Ranzoli, Leggo, principio, ipotesi, in Linguaggio dei filosofi »,
1913, p. 228-244. Ipotetico. T. Hypothetisch; I. Hypothetical; F. Hypothétique.
In generale si riferisce a tutto ciò che è supposto arbitrariamente, che ha
bisogno di essere dimostrato con Ips
630 prove. I giudizi sono ipotetici quando esprimono che
la posizione del predicato è condizionata ο dipendente dalla posizione del
soggetto. La loro formula è : se 4 à, è (non è) B. in cui la prima parte, che
contiene la posizione del soggetto, dicesi ipotesi, la seconda, che contiene
quella del predicato, tesi. Il giudizio ipotetico, insieme al categorico e al
disgiuntivo, appartiene alla forma dei giudizi di relazione. Diconsi ipotetici puri quei sillogismi in cui
In maggiore, la minore e la conclusione sono giudizi ipotetici: essi hanno,
teorioamente, tanto figure © modi quanti il gindizio categorico, ma sono
praticamente d’uso assai limitato. Diconsi ipotetico-categorici, quei
sillogismi di eni la maggiore è un giudizio ipotetico, la minore un gindizio
categorico che afferma l’antecedente o nega il consegnente della maggiore, e la
conclusione un giudizio categorico che afferma il conseguente o nega
l’antecedente della maggiore; esso ha quindi due modi fondamentali: il ponente
(ponendo ponens), che seguo il tipo della prima figura del sillogismo
categorico, © il tollente (tollendo tollens) che segue il tipo della
seconda. Nella matematica si di cono
ipotetici quei problemi la cui validità dipende dal-" l’analisi necessaria
a risolverli, ed assoluti quelli che sono indipendenti dall’analisi. Kant chiama ipotetici quegli imperativi che
sono subordinati ad una condizione, ed enuncinno che un atto è un mezzo
relativamente ad un certo fine. Cfr. Kant, Logik, 1800, p. 163; Wundt, Logik.
1893, I, p. 182. Ipsedicitismo. Vocabolo creato dalla espressione ipre dizit,
adoperato per designare In tendenza a jurare in verba magistri, nd ammettere in
tutta la sua estensione il principio di autorità (v. testimonianza). Ipse
dixit. Durante il medio evo, Aristotele era riguardato como giudice
inappellabilo del vero, perchè si credeva che egli nvesse raggiunto il limite
massimo della sapienza, conoscendo tutto quanto all’ nomo è dato co 631 Iro noscere. Quindi il criterio assoluto
della verità d’ ogni dottrina era 1’ essere contenuta nelle opere d’
Aristotele, l'essere stata detta da lui: ipse dixit, egli disse. Questa
espressione fu creata forse dal più grande commentatore arabo d’ Aristotele,
Ibn Roschd conosciuto sotto il nome di Averroè, il quale faceva precedere ai
propri commenti un compendio del testo d’ Aristotele, preceduto sempre dalla
parola Κάῑ = disse. Col Risorgimento ο col decadere della scolastica finisce
codesta cieca sottomissione all’autorità del filosofo greco, 9 si comprende che
la verità va cercata, come disse il Galilei, non nei libri d’Aristotele, ma nel
gran libro sempre aperto della natura. La inza moderna non esclude del tutto il
valore della testimonianza, ossia del principio di autorità, perohè se chi
coltiva una data disciplina dovesse rifare da capo tutto ciò che prima di lui è
stato fatto, sarebbe impossibile il progresso scientifico; tuttavia essa si
uniforma pur sempre alla massima di Bacono: veritas filia temporis non
auotoritatie (v. aristoteliamo). Ironia. Gr. Εϊρώνεια; T. Ironie, Ferepottung ;
I. Irony; F. Ironie. Si definisce come quella forma del comico, nella quale
inaspettatamente ci compiacciamo di trovar celato il biasimo sotto la lode o
sotto la rappresentazione oggettiva, oppure l’ incredulità sotto la credenza,
ο, viceversa, la lode sotto il biasimo e la credenza sotto la credulità. In
ogni forma d’ironie (pura, satirica, benevola, ecc.) è infatti essenziale un
compiacimento più o meno esagerato, col quale si rileva un difetto o un
contrasto, ο che, nella sua esagerazione, cela un compiacimento affatto opposto
a quello rivelato dall’ironista. Nella
storia della filosofia la parola ironia è usata ad indicare il processo
metodico confatativo, ο negativo, adoperato da Socrate nelle sue dispute. Esso
consisteva nel fingersi ignorante davanti a persone che godevano fama di essere
sapienti o si presumevano tali ; tale ignoranza egli la sapeva sostenere per i
tratti stessi del suo viso e Ink
632 con la semplicità delle
domande, ingenue in apparenza ma così sottilmente incalzanti nella sostanza, da
far cadere infine l'interlocutore in un viluppo di assurdità manifeste ο da
costringerlo a negare quanto prima aveva asserito. Così gli avversari vedevano
rovinare la loro pretesa scienza, smantellata sotto i colpi della dialettica
socratica. E tale era l'intento che Socrate proponevasi col suo metodo critico
dell’ ironia: comunicare agli altri quel dubbio che era anche in lui intorno
alla verità delle proprie ed altrui opinioni. Credi tu, dice Socrate a Menone,
a proposito dello schiavo che aveva preso a catechizzare, ch’ei si sarebbe
messo a cercare ed imparare ciò che si credeva di sapere pur nol sapendo, se
prima non fosse caduto nel dubbio, accorgendosi di non sapere e sentendo
desiderio di saper veramente? Pon mente adesso come egli, movendo da questo
dubbio e facendo la ricerca con me, ei ritroverà il vero, non altro che io
l’interroghi, non già che gli insegni >. Nei dialoghi socratici di Platone è
l’ironin che prevale; in quelli di Senofonte è invece il metodo positivo o
maieutica, Cfr. Senofonte, Mem., I, 3, 8; Acad., II, 15; Platone, Menone,
XVIII, 84 CD; Zuccante, Metodo di filosofare di Socrate, in Saggi filosofici,
1902; Paulhan, La morale de P ironie, 1909, p. 142 segg.; G. Palante, 2’
ironie, Revue philos. », feb. 1906; A. Momigliano, L'origine del comico, Cultura
filosofica », sett. 1909 (v. agonistica, anatreptica, endiotica, eristica,
ecc.). Irraggiamento v. emanazione. Irrazionalismo. T. Irrationalismus ; I.
Irrationalism ; F. Irrationalisme. Nella filosofia religiosa è quell’ indirizzo
che considera la ragione impotente a penetrare nelle cose divine ed
estrasensibili, e può avere tante forme quanti sono i mezzi o stromenti che
esso ritiene idonei alla conoscenza religiosa, siano essi la fede fiduciale o
giustificante (fideismo), la tradizione (tradizionalismo), il sentimento
(sentimentalismo), ecc.: si oppone sia al razionalismo as 633 Iur soluto, che ritiene la ragione capace di
costruire, con le sole sue forze, un sistema di conoscenze che ha valore non
solo di scienza © di filosofia, ma anche di religione; sia al
semi-razionaliemo, che riconosce due stromenti ο fonti della verità, la ragione
e la fede, e quindi due ordini di verità, le verità di ragione ο le verità di
fede. Nella metafisica l’irrazionalismo è dottrina per la quale l'universo è
irrazionale, ossia tale che non pud essere ridotto ngli schemi logici della
ragione ; si oppone specialmente al panlogiemo, per il quale invece tutto ciò
che è razionale è reale, © tutto ciò che è reale è razionale. Forme di
irrazionalismo sono l’ idealismo oggettivo dello Schelling, il rolontarismo
dello Schopenhaner ο il mobiliemo contemporaneo. Cfr. C. Ranzoli, I! linguaggio
dei filosofi, 1913, p. 217 segg.; Windelband, Storia della filosofia, trad.
it., vol. II, Ρ. 343-351. Irritabilità. F. Irritabilit. Questo vocabolo fu
introdotto nel linguaggio filosofico dall’ Haller, per designare ‘quella
proprietà dei muscoli che oggi dicesi contrattilità, © cio l'attitudine dei
muscoli stessi di reagire allo stimolo con uns contrazione. Poscia passò a
designare I’ attitudine del muscolo a reagire allo stimolo, attitudine che con
la contrattilità non costituisce che due forme di un’unica proprietà: il
muscolo non si contrae se non è irritabile, © non si può dire che sia
irritabile se non si contrae. Presentemente per irritabilità si intende la
proprietà fondamentale della materia organica di reagire ad eccitamenti, per
rispondere con una reazione propria agli stimoli. La reazione di ogni tessuto è
il risultato delle reazioni minime dei singoli elementi di cui il tessuto si
compone: Virritabilita è dunque la proprietà fondamentale delle cellule
viventi. Variando le reazioni minime, varia anche la reazione complessiva: così
|’ irritabilità del tessuto muscolare consiste nel contrarsi, quella del
tessuto vascolare nel necernere, quella del tessuto nervoso nel sentire. La
natura Iso-Ist 634 specifica della reazione della cellula non
dipende dalla natura dello stimolo, ma da quella della cellula stessa.
L’attività delle cellule ο dei tessuti è sempre determinata da uno stimolo.
Tuttavia gli organismi hanno la proprietà di muoversi da sd stessi, senza In
eccitazione immediata del di fuori: questa proprietà dicesi «pontaneità ed è
costituita dalla scarica della forza muscolare immagazzinata, in seguito
all’azione di modificazioni interne, che costituiscono lo stimolo. La
spontaneità è dunque relativa non assoluta ; essa differisce dall’irritabilità
non qualitativamente ma quantitativamente. Cfr. Werworn, Fisiologia generale,
trad. it. 1907, p. 50 segg. (v. protoplasma, rita, vitalismo, eccitazione).
Isostenia. Vocabolo dell’antico scetticismo, ancora usato per indicare il
bilanciarsi delle ragioni pro e contro in un dato argomento. La conclusione
ultima cui giunse tutta l’antica scuola scettica, da Pirrone d’Elide a Sesto
Empirico, fu infatti che lo ragioni pro ο contro, intorno a qualsiasi oggetto,
si equilibrano ed hanno forza uguale; ‘Timone di Flio, discepolo di Pirrone, disse
ciò isostenia delle ragioni (ἰσοσθένια τῶν λόγων), 9 tale vocabolo è rimasto
nel linguaggio filosofico. Cfr. C. Wachsmnth, De Timone phliasio, 1859.
Istante. Gr. Τὸ viv; T. Augenblick ; I. Instant; F. Instant. L'attimo attuale,
il punto determinato e indivisibile della durata, © che quindi sfugge ad ogni
misurazione: esso è il limite comuno tra due durate successive. Il presente è
un istante, che sta fra il passato, che è già un non-essere, © il futuro, che è
il possibile pensato in relnzione alla nostra esperienza. Tra tutti i filosofi,
Aristotele è senza dubbio quello che ha analizzato con maggiore acutezza il
problema dell'istante, nel quale #’ accentra il problema del tempo. Per
Aristotele l'istante è sempre diverso per la sua forma, perchè ora è in questo
punto ora in altro punto diverso del tempo, ma è sempre lo stesso per la
sua 635
Ist materia, cioè in quanto istante, perchè implica sempre un anteriore
e un posteriore, o, in altre parole, perchè è sempre ugualmente fine del
passato e principio del futuro. Così si spiega come il tempo, al pari del
movimento, sia sempre diverso e sempre lo stesso. Se l'istante non fosse il
tempo non sarebbe, come se fl tempo non fosse l'istante non sarebbe; non solo,
ma è per l'istante che il tempo è continuo ed eterno. Tempo ed istante si
implicano a vicenda come il movimento e il corpo mosso; infatti sono entrambi
simultanei; © come il movimento e il corpo mosso sono simultanei, tali sono
anche il numero del corpo mosso € il numero del movimento; poichè il tempo è il
numero del movimento, e 1) istante, come il corpo mosso, è in certo modo
l’unità del numero, μονὰς ᾽αριθμοῦ ». L’ istante è ul tempo come il punto alla
linea: come I’ istante dete nina U’ anteriorità e lu posteriorit del movimento,
e quindi divide il prima e il dopo, così il punto divide la linea essendone il
principio e l’ estremità; come l'istante non è una porzione del tempo,
quantunque determini il tempo, così il punto non è una parte della linea,
quantunque generi la linea. Da ciò si comprende come Aristotele chiami
l’istante un semplice accidente del tempo; infatti sotto un certo rapporto esso
non è numero, ossia non è tempo, perchè mentre il numero serve a numerare le
cose più disparate, l’istante serve solo a limitare cid di eni è limite; ma sotto
un altro rapporto esso pure è numero, perchè può applicarsi indifferentemente a
tutti i movimenti e a tutti i corpi. Cfr. Aristotele, Phys. IV. 10-12; Covotti,
Le teorie dello spazio ο del tempo nella fil. greca, Annali della R. Scuola
Norm. di Pisa », 1897, vol. XII (v. fempo). Istanza. Lat. Instantia; T.
Instanz; I. Instance; F. Instance. Cartesio dava questo nome al nuovo argomento
che si aggiunge alla risposta ad una obiezione : Ho traseurato di rispondere al
grosso libro d’ istanze che 1’ autore Ist
686 delle quinte obbiezioni ha
prodotto contro le mie risposte... ». L'istanza, così intesa, può consistere
sia in una nuova obbiezione, sia in una confutazione della replica. Bacone dà a
questa parola il valore di fatto osservato ed accertato, caso particolare,
esempio. Egli divide le istanze in positive, negative e prerogative; le prime
sono quelle che danno luogo ad una induzione per enumerationem simplicem, le
seconde sono i casi o il caso particolare contrario, che la distruggono; le
ultime il fatto o i fatti di tal natura, che bastano a garantirla. L'istanza
prerogativa, che à il fondamento della legge, può offrirsi da sola alla
osservazione; ma per lo più lo scienziato deve andarla a cercare, e tale
ricerca si opera per mezzo dello esperimento. Cfr. Descartes, Lettre à
Clerselier, ed. Ad. et Tannery, IX, 202; Bacone, Nor. Org., Il, 21 segg. ; De
Augmentis, V, 2 (v. istantie, induzione, experimentum cruoie). Isterismo. T.
Hysterismus; I. Hysteriem, Hysteria; F. Hystérieme. Forma di malattia nervosa,
ricca dei più svariati fenomeni psichici, che si manifesta specialmente nella
gioventù, più nelle donne che negli uomini, e colpisce profondamente la
personalità. Secondo gli studi più recenti, esso sarebbe determinato da una
specie di intorpidimento, diffuso o localizzato, passeggero o permanente, dei
centri cerebrali, che si traduce con manifestazioni trofiche, viscerali,
sensitive © sensoriali, motrici © psichiche, a seconda dei centri colpiti; ο
con crisi transitorie, con stimmate permanenti o con accidenti parossistici, a
seconda delle sue variazioni, del sno grado e della sua durata. Si distingue il
grande isterismo dal carattere isterico; questo si rivela nella grande mobilità
dell’ umore, nella forma vacillante © instabile della volontà, nella leggerezza
dei giudizi ο degli affetti, nella incostanza dei propositi, nella facile
distraibilità ed emotività, nella tendenza alla bugia e all’inganno. Il grande
isterismo è caratterizzato da oscuramento della coscienza, idee deliranti,
illusioni ed allucinazioni, muta 637 Ist
bilità massima dell’nmore, convulsioni, nevralgie, anestesie e iperestesie
locali e generali, insonnia, vertigini, ece. In tutte le forme di isterismo si
osservano poi : le lesioni più © meno gravi della personalità, la grande
attitudine a ricevere la suggestione (che agisce nella subcoscienza) e il
sonnambulismo naturale. Tuttavia gli autori che in questi ultimi tempi hanno
tentato di definire I’ isterismo, cercarono di raccogliere tutti codesti
sintomi intorno ad un fenomeno morale; Moebius e Stritmpell considerano come
isteiche le modificazioni patologiche del corpo determinate da idee, da
rappresentazioni, e lo definiscono un insieme di malattie da idea, da
rappresentazione mentale » ; altri insistono sullo sdoppiamento della personalità,
sui fenomeni di dissociazione mentale, sull’ ufficio delle idee subcoscienti,
ecc. Si può dire con Pierre Janet che l’isterismo è una psicosi appartenente al
gruppo delle malattie mentali da insufficienza cerebrale, ed è specialmente
enratterizzata da sintomi morali, il principalo dei quali è un indebolimento
della facoltà di sintesi psicologica ». Ne viene che un certo numero di
fenomeni elementari, sonsazioni ed imagini, cessano di essere percepite e
sembrano escluse dalla percezione personale, donde una tendenza alla scissione
permanente e completa della personalità, alla formazione di parecchi gruppi
indipendenti gli uni dagli altri: questo stato favorisce la formazione di idee
parassitarie, che si sviluppano isolatamente all’ infuori della coscienza
personale e si manifestano coi disturbi più svariati d’apparenza fisica. Cfr.
Ribot, Les maladies de la volonté, 1901, pag. 115 segg.; Moebius, Ueber d.
Begriff d. Hysterie, 1888 : Pierre Janet, L'automatisme psychologique, 1889;
Id., Anesthesie et dissociation, Revue philos. », 1887 (x. autncosoienza,
autosoopia, suggestibilità). Istinto. Τ. Instinkt; I. Instinct; F. Instinct, È
un insieme di abitudini protettive, formatesi lentamente a traverso
l'evoluzione della specie e fissatesi progressivamente negli Ist 688
individui della specie medesima. Il Reid lo definisce un impulso
naturale a certe azioni senza avere nessuna nozione del fine, senza
deliberazione e assai spesso senza nessun concetto di ciò che si fa ». Kant: la
necessità interiore della facoltà di desiderare il possesso di un oggetto prima
di conoscerlo; ossia un bisogno affettivo di fare o godere qualche cosa, di cni
tuttavia non si ha alcun concetto ». Bain: il nome dato a ciò che si fa
anteriormente all'esperienza e all’educazione ». Spencer: un’ azione riflessa
appropriata; esso può essere più descritto che definito, perchè non si può
tracciare una linea netta di demarcazione tra esso © la semplice azione
riflessa ». Romanes: termine generico comprendente tutte quelle facoltà
psichiche le quali conducono alla esecuzione cosciente di azioni che sono
adattative nel carattere, ma sono perseguite senza necessaria conoscenza delle
relazioni tra i mezzi impiegati 9 il fine raggiunto »; egli chiama istinti
primitivi quelli che risultano direttamente dalla struttura primitiva
dell’essere vivente, o che non sono dovuti che alla selezione, e istinti
secondari quelli che costituiscono un automatismo derivato, acquisito mediante
adattamenti intelligenti, Il Bastian invece raggruppa gli istinti in tre grandi
classi, a seconda «he dipendono da stimoli provenienti direttamente o
in«direttamente dal canale alimentare (ad es. il modo di ricercare © catturare
la preda), ο dagli organi generatori (ad es. la costruzione dei nidi, I’
incubazione, ece.), 0 da tutto intero l'organismo, sia nella parte esterna che
nell’ interna (ad es. lo svernamento e |’ emigrazione). Carattere essenziale
dell’ istinto è l'utilità, sia per l'individuo che per la specie; un istinto
nocivo non è più un vero istinto. secondo il Bergson questo carattere di
utilità (che però è uegato da alcuni biologi, che citano esempi di istinti
inutili © addirittura nocivi) consiste nell’ uso degli organi, laddove il
carattere della intelligenza sta nella capacità di fabbricare degli stromenti
artificiali: 7’ istinto compiuto è una fa 639
Ist coltà di utilizzare e anche di costruire degli atromenti
organizzati, l'intelligenza compiuta è la facoltà di fabbricare e impiegare
degli stromenti inorganici. Il carattere meccanico dell'istinto è apparso così
prevalente, che per lungo tempo è prevalso il concetto, elevato a legge, che I’
istinto fosse in ragione inversa dell’ intelligenza; oggi però la maggior parte
dei psicologi e dei naturalisti conviene col Romanes nel respingere codesta
legge, e nell’ ammettere invece che V istinto s’ accompagna a quel grado d’
intelligenza che procede per singoli casi, e che è in continua cooperazione con
la scelta naturale © col meccanismo. L’ atto istintivo si distingue dal
riflesso, perchè mentre questo è puramente fisiologico e riguarda solitamente
un solo organo, quello ha anche un fattore psichico, ciod il sentimento, e
implica l’impiego di più organi; si distingue dal volontario perchè è d’
ordinario uniforme e non snppone la netta rappresentazione del fino; si distingue
infine dall’ abitudine perchd questa è acquisita quello è innato. Tuttavia è
indubitabile che 1’ istinto, oltre che fatto ereditario, è anche fatto d’
acquisizione, nd si potrebbe comprenderne l’origine ammettendo la sola
trasmissione ereditaria: infatti l'eredità non crea, ma soltanto conserva ciò
che già esisto; 1’ eredità soffre numerose eccezioni, mentre l’ istinto non ne
soffre alcuna; l'eredità trasmette anche le tendenze nocive, mentre l’istinto è
sempre utile. Dol resto, che l’istinto possa ossere acquisito è dimostrato,
oltrechè dalle modificazioni che esso subisce per gli adattamenti locali, anche
dall’ efficacia dell’ addomesticamento, che può deprimero o distruggere istinti
esistenti ο crearne di nuovi. Ora, i principali fattori che concorrono a
formare l’istinto sarebbero: l'imitazione, l'adattamento, l’intelligenza e
l’esperienza individuale, intesa, quest’ ultima, come qualche cosa di più
semplice dell’ esperienza riflessa e pienamente cosciente, che è propria
soltanto dei vertebrati superiori © dell’uomo. Cfr. Reid, On the intell. powers
of man, 1785, MI, 2; Kant, Anthropologie, 1872, I, $ 78; Bain, Menta?
Isı-Ira 640 and moral science, 1884, p. 68; Spencer, Prino.
of psychology, 1881, I, p. 482 segg.; Romanes, L’évol. ment. chez los animauz,
cap. XII; Bastian, The brain as an organ of mind, 1884, p. 227 ; Bergson,
L’évol. ordatrice, 1912, cap. IL: G. Bohn, La nouvelle peychol. animale, 1911;
T. Wasmann, Istinto e intelligenza nel regno animale, trad. it. 1908; F. Mi
sci, La formazione naturale del? intinto, Atti della R. Acc. di Napoli », 1898.
Istologia. T. Hystologie; I. Hystology; F. Hystologie. L’anatomia microscopica,
che studia gli organi del corpo umano nei loro elementi componenti e stabilisce
i rapporti dei vari tessuti (hista ο tela). L’ istologia moderna si fonda sulla
teoria cellulare, per la quale sia nell’ uomo che nell’animale, sia nell’
organismo sano che nell’ammalato, tutti i tessuti si compongono degli stessi
elementi morfologici microscopici, le cellule, le quali nascono tutte per una
divisione ripetuta spesse volte, da una cellula unica, semplice, dalla cellula
stipite o dalla cellula ovo fecondata (v. cellula, cellulari teorie, vita,
generazione). Istorismo. O storicismo. T. Historiemus; F. Historisme. Scuola
filosofica ο suciologica, che gli avvenimenti della storia, il diritto, i
costumi, le azioni umane, le diverse dottrine, vuole siano giudicate non nel
loro valore intrinseco, ma nel loro clima storico, vale a dire in rapporto all’
ambiente sociale, di cui esse sono il prodotto. In questo senso l’istorisno si
oppone al razionalismo; ma essendo talvolta usato anche a indicare la
concezione hegeliana, per cui l’accadere è un processo essenzialmente storico
spirituale, si oppone a naturalismo. Cfr. Andler, Les origines du socialisme
d’État en Allemagne, 1. I, c. I, $ 2-4 (v. eatetiomo, storicità). Italica
(scuola). Talvolta si chiama così la scuola pitagorica perchè fiorì nella Magna
Grecia, e specialmente a Crotone, colonia dorico-achea. 641
Lav-LecL Lavoro. T. Arbeit; I. Work; F. Travail. In senso generale è
ogni attività legata ad uno sforzo ο diretta ad uno scopo utile, oggettivo o
soggettivo; in senso meccanico il prodotto di una forza costante per il cammino
che percorre il suo punto d’applicazione nella direzione di quosta forza.
Dicesi lavoro elementare il prodotto di questa forza per il cammino che
percorre il suo punto d’applicazione e per il coseno dell’angolo che la
direzione della forza fa con la direzione del cammino. Dicesi lavoro virtuale
il lavoro elementare d’una forza in un movimento virtuale ο ipotetico; il
principio del lavoro virtuale, usato nella statica e già intravvisto da
Galileo, consiste in ciò, che quando un sistema di pnnti materiali è in
equilibrio, se gli si imprime un movimento virtuale compatibile con i legami
stabiliti tra i suoi differenti punti, la somma algobrica dei lavori virtuali
di tutte le forzo al quale è sottomesso è uguale a zero. Diconsiipotesidi
lavoro o idee di lavoro (working ideas) quelle ipotesi e quei concetti
scientifici, che non rappresentano la vera natura delle cose, non corrispondono
a nulla di reale, ma hanno il semplice valore di finzioni utili, di simboli
artificialmente costruiti per agire sulla realtà; secondo alconi indirizzi
filosofici contemporanei, tutte le leggi scientifiche e persino le categorie
intellettuali (causalità, sostanza, forza, spazio, tempo, ecc.) non sarebbero
che ipotesi di lavoro. Cfr. Bradley, Appearance and reality, 1893, p. 284 (v.
economica concezione, empirioeriticiemo, ipotesi). Legalità. T. Gesetzlichkeit,
Genetemässigkeit; I. Legality; F. Légalité. In senso generale, conformità alle
leggi positive. Per rapporto alla legge morale, Kant distingue In legalità
dalla moralità: questa è la conformità soggettiva ο volontaria dell’atto con la
legge morale, quella la con41 Rawzout,
Dirion. di scienze filosofiche, Lea
642 formità oggettiva dell’ atto
alla legge stessa, in quanto cioè l’atto compiuto è quale appunto doveva
compiersi. Può dunque aversi nello azioni la moralità senza la legalità ο
viceversa: si ha il primo caso quando in buona fede si fa ciò che essa
proibisce di fare, il secondo quando si fa ciò che la legge comanda per un
motivo diverso che l’obbedienza dovuta alla legge. Cfr. Kant, Krit. d. pr.
Vernunft, D 126 segg.; Id.,The monist, gennaio 1910. Legge. Gr. Nönog; Lat.
Lez; T. Gesetz; I. Law; F. Loi. Il concetto di legge ha subito molte variazioni
nella storia del pensiero umano, le quali tutte permangono como gnificazioni
diverse dello stesso vocabolo. Agli albori della speculazione filosofica, la
leggo era considerata come un comando impartito ai fatti naturali da virtà
divine occulte © dirpotiche; poscia prevalse il concetto etico-giuridico, per
cui si considerarono le leggi naturali come norme impartito ai fatti da una
volontà sovrannaturale, alla stessa guisa che il legislatore impone ai
cittadini, con regola immutabile, i propri voleri. Con gli stoici, l’idea di
legge è trasportata per la prima volta dai fatti morali si naturali, con la
scuola epicurea essa cominciò a considerarsi come la manifestazione spontanen
della realtà intima dei fenomeni. Ma il concetto naturale di legge nel senso
moderno non comincia che verso il seicento; allora per loggo #' intese il
rapporto costante fra termini, che sono rispettivamente condizionati e
condizionanti. Ai nostri giorni la nozione di legge ha assunto una generalità
anche maggiore, ο significa uniformità di rapporto, o anche solo di posizione,
tra più cose, fatti, proprietà. La logge non è altro, per la acienza modorna,
che la concordanza dei fatti in una medesima condizione, vale a diro il fatto
stesso portato allasuamassima goneralitä. Così l’Ardigò definisce la logge
; 648
Lee il De Greef il rapporto necessario esistente fra ogni fenomeno e le
condizioni nelle quali esso apparisce >; il Vignoli «l’ invariabilità nell’
evoluzione © molteplicità dei fenomeni », eoo. Però non tutti i filosofi
concordano nel dare alle leggi naturali un valore rappresentativo della realtà;
secondo alcuni indirizzi filosofici contemporanei (contingentismo, empiriooriticiemo,
prammatiemo, ecc.) esse sarebbero delle semplici ipotesi, dello idee di lavoro,
senza alcuna correlazione con una realtà per sò stante e costruite solo per
ordinare în modo semplice ed economico le esperienze © per servire si bisogni dell’azione.
Si sogliono distinguere: leggi etico-giuridicho, naturali, matematiche e
storiche. Le prime non sono causali come le leggi naturali, ma riguardano un’
azione possibile © sopportano la contraddizione; le leggi matematiche non sono
causali ο quindi non soffrono eccezioni; le leggi storiche sono causali come le
naturali (per chi considera la storia come scienza), ma assai più complesso e
meno precise per il maggior intreccio © la maggior dipendenza dei fatti storici
tra di loro. Secondo alcuni pensatori, le leggi sociali, che appartengono al
gruppo delle leggi storiche, non sarebbero assolute, fisse ο immutabili come le
leggi fisiche, ma soltanto empiriche, di tendenza © di gruppo ; empiriche
perchè non fondate su un numero sufficiente di fatti; di tendenza perchè
esprimono soltanto la direzione generale delle forze socinli, sonza poter
affermare se la loro direzione perdurerà ο inuterà, ο in qual modo muterà; di
gruppo perch? possono essero appliente soltanto a masse o aggregati di
individui. Cfr. Kant, Krit d. pr. Vernunft, 1. I, ch. I, § 1; Wundt, Logik, 33
ed., 1. II, p. 22; E. Boirac, L'idée de phénomène, 1894, p. 198 s0gg. ; L.
Weber, Sur diverses acoeptions du mot loi, in Revue philosophique, maggio ο
giugno 1894; A. Pagano, Vicende del termine e del concetto di legge nella
filosofia naturale, Riv. filosofica», sett. 1905 (v. diritto, determinismo,
empiriocriticiemo, ipotesi. Lem-Lis
644 Lemma. Gr. Λῆμμα =
proposizione; T. Lehnsats, Hüdfssate; I. Lemma; F. Lemme. Proposizione che si
ammette come dimostrata in quanto serve a preparare la dimostrazione di
un'altra proposizione, che bisogna provare e con la quale tuttavia non ha alcun
rapporto diretto. Quest’uso della parola sembra risalire a Euclide; mu già
Aristotele Vadoperava per indicare le premesse del sillogismo, τὰ AFppara τοῦ
συλλογισμοῦ. Oggi si usa anche ad indicare una proposizione press a prestito da
un’altra scienza o da un’altra parte dello stesso sistema, dove ha la propria
dimostrazione. Cfr. Aristotele, Top., VIII, 1, 156 b, 21; Fries, System der
Logik, 8 Auf. 1837, p. 294 (v. dilemma, dimostrazione). Letargia. Gr. Ληθαργία,
da λήθη = oblio, ἁργία inazione; T. Lethargie, Schlafeucht; I. Lethargy,
Trance; F. Léthargie. Una delle fasi del sonno ipnotico, la seconda stando alla
teoria dol grande ipnotiemo, sostenuta dallo Charcot ο dalla sun scuola. Lo
stato letargico è caratterizzato da ancatesin quasi generale, esagerazione dei
riflessi © risoInzione muscolare completa, cosicchè ogni più debole eccitazione
meccanica determina la contrazione (v. ipnotiemo, catalessia, sonnambuliemo,
suggestione, 900.). Levirato. Mac Lennan chiama così quel sistema di matrimonio
praticato dalle antiche tribù a famiglia poliandrica esogamica, secondo il
quale un uomo doveva sposare In vedova del suo fratello morto senza prole, per
assicurargli una posterità. Il levirnto segna un passo notevole nell'evoluzione
della famiglia, in quanto un gruppo di uomini prima nomici © poi
succossivamente tra loro fratelli, coabitano con uno stessa donna, stringendosi
al patto prima detto. Cfr. Mac Lennan, Studies in ancient history. 1878 (v.
esogamia, endogamia, matriarcato, famiglia, cco.). Liberalismo. T.
Liberalismus; I. Liberalism; F. Liberalisme. In senso politico-roligioso è la
dottrina compendiata nella nota formula cavonriana «libera Chiesa in
libero 645 Lis Stato ». In senso strettamente politico,
la dottrina secondo la quale ai cittadini dev'essere garantita libertà di
pensiero e di parola, sicurezza da ogni arbitrio governativo; il che significa
che il potere legislativo e giudiziario debbono essere indipendenti quanto è
possibile dall’esecutivo. In senso economico, la dottrina che sostiene non
dover lo Stuto intervenire nelle relazioni economiche tra cittadini, grappi
sociali, nazioni (mediante premi, dazi protettivi, ecc.), le sue funzioni non
essendo nd industriali nd commerciali. Cfr. Royce, Psiohol. Rev., V, 1898, 188;
© una serie di art. di vari autori in Reo. de metaph. et de morale, 1892-1893.
Libero arbitrio. Lat. Liberum arbitrium indifferentia ; T. Willenafretheit; I.
Freewill; F. "Libre arbitro. La libertà del volere, ossia la possibilità
conoreta che l’uomo posscderebbe di determinarsi in modi svariatissimi ο
indifferentemente, vale a dire senza legami con la necessaria azione delle
cause determinanti. In altre parole, libero arbitrio vuol dire che la decisiono
tra duo possibilità opposte appartiene esclusivamente alla volontà
dell'individuo, senza che per nulla possano influire su tale docisione la
pressiono multiforme ο continua dell'ambiente esteriore © la lotta interna dei
diversi motivi e mobili. Arditrium, dice Pietro Lombardo, quia sino coatione et
necessitate valet appetere vel eligero, quod ex rations decreverit. È
Malobrancho : la puissanoe do vouloir ou de ne pas rouloir, ou bien de voulvir
le contraire. E Bossuet: plus je recherche en moi-mémo la raison qui me
détermine, plus je sens quo je n’en ai auoune autre que ma soule volonté; je
sens par là clairement ma liberté, qui consinte uniquement dans un tel choiz.
Libero arbitrio significa adunquo spontaneità, assenza di causalità ; ogni
dottrina che ammette nell’ uomo il libero arbitrio dicesi indeterminiemo,
contingentismo, 0 libertiemo. Anche i deterministi ammettono lu libertà del
volere, ma semplicemento come una possibilità astratta: infatti essendo In
libertà la possibilità di coordinaro i mezzi al compimento del fine, ed essendo
la Lis 646 volontà non altro che la possibilità di una
simile coordinazione cosciente, è chiaro che senza libertà non ο) ὃ nemmeno
volontà non essendoci possibilità di coordinazione. Ma tale possibilità è
puramente astratta, perchè nel caso conereto una data decisiono è l’effetto
necessario di determinati motivi: astrattamente io posso ora scrivere e non
sorivere, ma in realtà perchè smetta di scrivere occorre si verifichino quelle
condizioni che non si verificano mentre scrivo. Oltre la maniera tradizionale
di intendere il libero arbitrio ciod quale assoluta spontaneità, quale
libertà@indifferenza,quale eocezione del principio di causalità ve n’ha una più
moderna che lo intende come autonomia della ragione, dalla quale la volontà
dipende. Per Kant l'autonomia è la volontà che, indipendentemento da ogni
mobile, si determina da sò stessa ad agire, cioò in virtà della sola forma
univeraalo della legge morale, fuori da ogni motivo sensibile; come la nostra
conoscenza si regge sopra condizioni @ priori, così anche la nostra condotta
morale deve dipendere dalla volontà morale © dalla sua legge morale; quindi
drückt das moralische Gesetz nicht anderes aus ala die Autonomie der reinen
praktischen Vernunft, d. i. der Freiheit, ossia la legge morale non esprime che
l'autonomia della ragion pura pratica, vale a diro In libertà; l'autonomia del
volero è quella proprictà del voloro, por cui osso è una logge a sè modesimo
(indipondento da ogni propriotà dell’ oggetto del volere) ». Il principio
dell’autonomia è dunque: scegliere in modo, che le massime della propria scelta
siano nollo stesso tempo comprese nel volere medesimo conic legge nnivorsale.
Secondo l’Ardigò ogni attività specitica è un'autonomia in quanto è la
trasformazione della forza esteriore, dovuta alla proprietà di cui ogni essere
è dotato, cioè alla costituzione naturale dell’ essere stesso: è un’ autonomia
perchè la forza esteriorehadovutotrasformarsi secondo la proprietà dell’
essere, il quale per tal modo trova in sè
647 118 stesso la ragione e la
possibilità di operare. L’autonomia del vegetale è la vita, del bruto è la
priche, dell’uomo è l’idea, che è l’autonomia massima, perchè è la formazione
naturale più complessa, che si sovrappone, in quanto tale, alle formazioni
inferiori, dominandole, e rappresenta la maggiore specializzazione ο
indeterminatezzs di azioni. L'autonomia è dunque libero arbitrio, pur non
negando la legge universale della causalità: è arbitrio, in quanto è la forma
speciale di attività, che ha in sò stessa la ragione di essere e domina le
sottoposte, è libertà perchè non è la possibilità unica della eteronomis, ma è
un numero svariatissimo di possibilità. Per il Bergson, invece, la libertà è lo
stesso potere onde il fondo individunlo ο inesprimibile dell’ essere si
manifesta © si crea nei propri atti, potere di oui noi abbiamo coscienza come
d’una realtà immedintamente sentita, © che caratterizza un ordine di fatti in
cui i concetti doll’ intelligenza, in special modo l’idea di determinazione,
pordono ogni significato: si chiama libertà il rapporto dell’ io concreto con
l'atto che osso compie. Questo rapporto à indefinibile, precisamente perchè noi
siamo liberi: si analizza infatti una cosa, ma non un progresso; si decompone
l'estensione, ma non la durata... Per ciò ogni definizione della libertà darà
ragione al doterminismo ». Cfr. P. Lombardo, Opera omnia, 1855, t. II, d. 25,
5; Malebranche, De la rech. de la verité, 1712, I, p. 1; Bossuet, Traité du
libre arbitre, 1872, e. II; Kant, Arit. d. prakt. Vorn., 1878, 1, $8, e Grundl.
2. Met. d. Sitt., 1882, p. 67; Fonsegrive, Eseat sur le libro arbitre, sa
théorie et son histoire, 1889; G. Biuso, Del libero arbitrio, 1900; Ardigò, La
morale dei positivisti, 1892, p. 118 sogg.; Bergson, Essai sur les données imm.
do la conscience, 1904, p. 167 (v. determinismo, indelerminismo, libertà,
epontaneità, fatalismo, scionza media, motivi, causalità, ecc.). Libero esame.
È una delle forme della libertà di coscienza, e consiste nella facoltà di
costruire da sè stesso Lis 648 il sistema delle proprie credenze, o nello
scogliere quelle tra le credenze già costituite cho più talentano, senza che
alcuna autorità le imponga con violenza sia fisica che morale. Libertà. T.
Freiheit; 1. Liberty, Freedom; F. Liberté. Designs, in generale, l'assenza di
ostacoli al compimento di un fine: siccome poi all’ assenza di ostacoli
corrisponde la possibilità di coordinare i mezzi al fine, così per libertà si
può anche intendere la possibilità di coordinare i mezzi necessari al
compimento di un fine. Quando però à attribuita agli esseri incoscienti, non
essendo quivi possibile la concezione del fine, designa soltanto l'assenza d’
ostacoli al compimento d’una azione: ad es. un corpo dicesi libero quando
nessun ostacolo si oppone al suo movimento. Kant chiama libertà intelligibile,
0 nowmenica, ο trascendentale, quella che consiste in ciò, che l’esplicazione
d’ogni fonomeno dato è duplice: a) in quanto questo fenomeno appare nel tempo,
si deve collegarlo a fenomeni anteriori dai quali risulta, secondo leggi che lo
determinano rigorosamente in rapporto a questi; b) i fenomeni così collegati
non essendo cose in sà ma semplici rappresentazioni, hanno inoltre delle cause
non temporali che non sono fenomeni, © il loro rapporto a codeste cause
costituisce la libertà. Riguardo alla libertà umana si suol distinguere: 1° la
libertà psicologica ο libertà morale, che non è altro che la libertà del
volere, ossia la possibilità di determinarsi senza motivo o di scegliere
liberamente fra motivi di egual forza; 2° la libertà fisica che non è se non la
semplice possibilità dei movimenti del corpo; ne è privo chi è colpito du
paralisi, atassia locomotrice, acinesia, eco.; 3° libertà personalo che è la stessa
cosa della precedente, ma dipendo da cause esteriori all’individuo; manca di
essa chi è in carcero; 4° libertà cirile cioò la possibilità di esercitare i
diritti civili; 5° libertà politica che consiste nella facoltà dei cittadini di
governarsi con proprie leggi. Alla libertà politica, 649
Lis-Lin intesa in senso largo, cioò quale facoltà concessa come tto
universale agli individui di esercitare la propria uttività con la maggior
sicurezza, appartengono: la libertà di coscienza 0 di pensiefd, che è la
libertà degli individui di manifestare le proprie opinioni, di difenderle,
propagarle criticando le contrarie, tenendosi lo Stato assolutamente neutro,
specie in materia religiosa; la Ubertà di stampa, che è la forma più alta ο più
moderna della libertà di coscienza; la Ubertd di parola, la libertà d’
associazione, 900., che sono tutte forme della libertà di pensiero. Cfr.
Spiποσα, Ethica, IV, 68, ο tutto il 1. V De liberiate; A. Comte, Catéohieme,
positiviste, 4e entretien; Déolaration dee droite de l'homme, 1879 art. 11;
Kant, Krit. d. prakt. Vernunft, Kritische Beleuchtung, dal $ 7 alla fine; A.
Fonillée, Liberté et determinisme, 5° ed. 1907; F. Masci, Coscienza, volontà,
libertà, 1884. Libertismo. I. Libertarianiom ; F. Libertieme. Si adopera
talvolta invece di indeterminiemo, per designare tutte quelle dottrine che
ammettono la libertà del volere. Fn usato dal Bergson per designare la
categoria di dottrine di cni fa parte il suo sistema. Cfr. Revue de métaph. et
de morale, vol. VIII, p. 661 (v. necessitiemo). Linguaggio. T. Sprache; I.
Language; F. Langage. Iu senso generale è linguaggio ogni espressione degli
stati interni di un essere vivente ad un altro, mediante sogni o movimenti. In
senso più stretto è un sistema di segni, adeguato a significare i pensieri che
i membri d’una società vogliono comunicarsi; codesti segni, essendo sempre
uguali, servono appunto a legare e rievocare gli elementi sempre diversi delle
rappresentazioni, da cui si formano le idee generali: Ciò cho la natura, dice l
Ebbinghaus, non offre all’uomo, cioò dei segni costantemente simili, congiunti
regolarmente alle percezioni per metà identiche e per metà variabili, egli l’ha
creato ricavandolo da sè stesso. L'uomo ha trovato così il mezzo per estendere
il Lin 650 pensiero astratto e condurlo al più alto
punto di perfezione imaginabile. Codesta creazione è il linguaggio ». Porò
secondo la dottrina religiosa il linguaggio non sarebbe già una creazione
dell’uomo, bensì ffn dono immediato fatto da Dio all'uomo; secondo un’altra
dottrina il linguaggio sarebbe una scoperta ο una invenzione fatta da principio
da un uomo di genio; invece per la moderna psicologia il linguaggio è un
prodotto psicologicamente necessario ed evolutivo della coscienza collettiva. I
linguaggi si distinguono in naturali © artificiali ο convenzionali: nei primi
l'associazione tra il segno e l’idea è spontanea, involontaria, tanto per colui
che significa, quanto per quello cui vien significato ; nei secondi invece
questa doppia associazione è arbitraria. Sono linguaggi naturali la mimics,
l’onomatopea, e, in genere, i segni emosionali o patognomici, che esprimono al
di fuori le emozioni dell’animo; sono artificiali tutti gli algoritmi e i
linguaggi articolati evoluti. Secondo 1 ipotosi di Darwin e Spencer, il linguaggio
convenzionale ha origine dal naturale: dapprima gli uomini si servivano del
gosto indicativo ο imitutivo, poi nd esso accompagnarono il suono pure
imitativo (onomatopea), infine, utilizzati più largamente i movimenti del gesto
e dell’ articolazione, sorso il linguaggio a forma fonetica, in oui ciascun
carattere è il segno d’un suono. La forma fonetica fu preceduta dulV
ideografica, in cui ogni carattere osprime direttamento un’ idea, o dalla
mimica cioò dal gesto. Si distinguono anche tro tipi fondamentali di linguo: le
monosillabiche composte di sillabe ciascuna delle quali rappresenta un’ idea
ustratta; lo agglutinanti composte di radici ciascuna delle quali esprime o una
idea generale o una accessoria; lo lingue a flesione composte di parole ciascuna
delle quali esprime un’ iden principale modificata da una accessoria. Dicesi
linguaggio emozionale quell'insieme di modificazioni organiche e di movimenti
istintivi, che costituiscono l’aspetto fisico delle emozioni, ο, in quanto
appaiono este 651 Lim riormente, servono
a indicare le corrispondenti emozioni, per l’esperienza che ne abbiamo. Dicesi
linguaggio interiore la successione dello imagini verbali, con cui si suole
esprimere una serie di pensieri, ma che rimangono allo stato psicologico, senza
dar luogo ai movimenti vocali, quando tali movimenti importerebbero una perdita
di tempo e di forza. Cfr. Marty, Uber den Ursprung der Sprache, 1896; H. Paul,
Prinzipien der Sprachgeschichte, 3* ed. 1898; Renan, L'origine du langage,
1858; Saint-Paul, Étude sur le langage intérieur, 1892; H. Bachs, Cerveau et
langage, 1905; Ebbinghaus, Psychologie, trad. franc. 1912; H. Piéron, La nuova
concesione dell afasia, Rivista di scienza », 1909, VI, 420 segg. (v.
grammatica, emosionale, grafo-motore, amnesia). Limitativi (giudizi). T.
Beschränkonde Urthcile. Sotto il rispetto della qualità il Kant distingue i
giudizi in affermativi, negativi, e limitativi ο indefiniti, la cui formula è:
.4 è un non B. Questi giudizi hanno il predicato negativo a differenza dei
negativi che hanno la negazione nel verbo; perciò il soggetto è pensato nell’
estensione di un concetto indeterminato, che ha la sola determinazione negativa
di essere al di fuori di un concetto positivo e determinato. Quindi tali
giudizi sono limitativi in quanto limitano l’estonsione del predicato possibile
di 4, essendo enso predicuto posto al di fuori della estensionedi 8; ο sono
indefiniti in quanto non determinano a quale nozione, posta fuori
dell'estensione di B, si riferisca il soggetto .1. Ora, siccome l’includere una
nozione nella sfera, sia pure indefinita, degli esclusi dall’estensione di
un’altra no: costituisce un atto positivo del pensiero, così il giudizio
limitativo non può confondersi col negativo. l’erò questa dottrina fu molto
combattuta e per molti logici il giudizio indefinito è la stessa cosa del
negativo. Cfr. Kant, Krit. d. rei. Vernunft, ed. Reclam, Osservazioni sulla
tavola delle forme del giudizio, $ 1. Lim-Loc *
652 Limitazione. T. Beschränkung,
Limitation; I. Limitation; F. Limitation. Una delle categorie di Kant; essa si
subordina, insieme alla realtà e alla negazione, alla categoria della qualità.
Limite. T. Grenze; I. Limit; F. Limite. Originariamente il punto, la linea o la
superficie assunta a determinare la separazione tra due porzioni di spazio;
esteso poi per metafora al tempo, all’azione, alla conoscenza, 900. Terminus
sive limes est id, dice Chr. Wolff, ultra quod nihil amplius iure conoipere
licet ad candom pertinens. Nella
psicologia dicesi limite dell? eccitamento il grado minimo d’ intensità dell’
eccitazione al quale corrisponde l'intensità minima della modificazione di
coscienza, e sotto il quale la sensazione non ha più luogo; d’uso più comune è
l’espressione soglia della coscienza, proposto dall’ Herbart. Nella gnoseologia dicesi limite della
conoscenza, la determinazione della sfera del conoscibile. Perciò Kant chiama
il noumeno, e precisamente quello in senso negativo, un concetto limite, in
quanto, sebbene si presenti necessariamente al nostro pensiero, tuttavia è affatto
indeterminato, servendo a limitare le nostre cognizioni entro i fenomeni: Der
Begriff eines Noumenon ist bloss cin Grenzbegriff, um die Anmassung der
Sinnlichkeit einzuschränken, und also nur von negatirem Gebrauche. Nella matematica dicesi limite una grandezza
finita a cui una grandezza variabile può avvicinarsi indefinitamente senza
poterla mai superare. Cfr. Wolf, Philosophia prima site ontologia, 1836, $ 468;
Kant, Kr. d. rei. Vernunft, p. 235; Wundt, Physiol.-Paychol., 43 ed., I, }. 334
segg. (v. inconcepibile, inconoscibile, subminimali). Localizzazione. Ί.
Localisation ; I. Localisation ; F. Localisation. Processo psicologico con cui
ci rappresentiamo lo qualità sensibili, e quindi gli oggetti percepi occupanti
nel nostro corpo, o in rapporto ad esso, una posizione spaziale
determinata. Dicesi looalizzazione nel
passato il processo psicologico mediante il quale si determina 653 Loc
il tempo relativo ai nostri ricordi.
Nella logica dicesi localizzazione o looasione quest’ operazione
mentale, che consiste nel richiamare l’idea della classe alla quale l’oggetto
appartiene, o, in altre parole, nel collocare un’ idea in una più generale in
cui è compresa. È una delle indienzioni definienti, e viene usata per quelle
nozioni che in sò stesse sono indefinibili o che non sono ancora
sufficientemente conosciute per poter essero definite. Cfr. Ribot, Maladies de
la memoire, C. 1; Bain, The Senses and the Intelleot, 8° ed., p. 415 segg.
Localizzazione cerebrale. T. Corticale Localisationen ; I. Cerebral
Localisations; F. Looalisations cérébrales. Dottrina secondo la quale le
diverse attività psicologiche, sensazione, memoria, linguaggio, ece.,
corrispondono al fanzionamento di centri o zone determinste della corteocia
cerebrale. Il Gall fa il primo a considerare il cervello come un’ insieme di
organi distinti, in ciascuno dei quali ha sede una determinata facoltà; ma la
sua frenologia, fondata su eriteri * cervellotici, non è più accettata da
alcuno. Tuttavia, con la scoperta fatta in seguito’ del centro della favella
nella seconda circonvoluzione frontale sinistra, e cogli ulteriori progressi
dolla fisiologia sperimentale, il concetto delle localizzazioni cerebrali è
risorto: nel senso però che, so esistono gruppi cellulari distinti con speciali
fanzioni psichiche, ciò non esclude che a un dato fatto psichico, specio fra i
più elevati, non contribuiscano più centri, essendo il cervello un'unità, una
associazione di parti sinergiche, non già nn mosaico di piccoli cervelli.
Quanto alla determinazione locale dei vari centri psichici, essa è ancora molto
incerta, ο varin a seconda degli osperimentatori. Cfr. Broea, Sur la siège de
la faculté du langage articulé, 1861; Nothnagel u. Nauyn, Ueber die
Localisation d. Gehirnkrankheit, 1887; Ferrier, The Funotions of the Brain,
1876; Mnnk, Ueber die Functionen der Grosshirnrinde, 2* ed. 1890 (v.
frenologia, grafo-motore, centro). Loe
654 Logica. Gr. λογική; T. Logik; I. Logic; F. Logique. Si può definire
come la scienza delle forme del pensiero in quanto sono ordinate alla
conoscenza; oppure come la scienza che ha per oggetto di determinare quali, tra
le operazioni mentali dirette alla conoscenza del vero, siano valido © quali
no; è dunque una scienza normativa, o precettiva, o dimostrativa. Altri la
considerano come scienza ed arte ad un tempo, o come la scienza dell’arte del
pensare; scienza in quanto fissa dei principi, arte in quanto insegna ad
applicare delle norme. Secondo alcuni la logica è scienza puramente formale,
cioè considera soltanto la forma del pensiero, il modo come gli elementi di
questo sono fra loro combinati; secondo altri è anche materiale, cioò riguarda
anche il contenuto del pensiero. Forse l’opiniono più ragionevole è quella di
coloro che nella logica riconoscono entrambi questi caratteri, inscindibili l’
uno dall'altro, e giudicano che una logion puramente formale non servirebbe
alla scienza, ο una logica puramente materiale si confonderebbe col sapere
obbiettivo, cioè con la scienza. Si suol distinguere là logica naturale, ossia
la logion spontanen che ciascun omo porta con sò, dalla logien riflessa ο
scientifica; la logica docens © la logica utens, In prima dello quali à la
scienza delle forme del ponsiero, la seconda l’arte delle forme stesse in
quanto praticata. Dicesi logica pura sia la logica formale, sin la logica
propriamento detta in quanto distinta dalla psicologia delle funzioni mentali
dirette alla conoscenza, sia, in senso kantiano, l’analisi critica dei principî
puri dell intendimento; login genetica lo studio genetico della conoscenza,
considerata come funzione psichica; logica reale il modo di ragionare in quanto
effettivamente #’asereita. Ordinarinmente la logica è distinta in duo parti: Ja
prima tratta dello forme logiche elementari, cioè del concetto, del gindizio e
del raziocinio, la seconda tratta dell’ applicazione dello forme logicho ni
fini spociali delle scienze, e costitui 655
Loe sce la metodologia. Aristotelo è considerato a buon diritto come I’
inventore della logica, la quale, tolti i metodi inventivi, è rimasta fino ai
nostri giorni quale egli la concepì ed espose nei sei libri ad essa dedicati,
che i suoi discepoli chiamarono poi Organo. Prima di lui se ne ha soltanto
qualche scarso accenno nei sofisti e nella dialettica platonica; la logica
indiana del Nyäya di Gotama, se fu anteriore ad Aristotele, non fa certo da lui
conosciuta, nè alcuna efficacia ebbe sul movimento intellettuale europeo. Dopo
di Aristotele, lo stndio della logica continuò sia nei suoi discepoli ο
continnatori, sia nelle scuolo contrario, specialmente negli stoici, che per i
primi le diedero il nome che poi ebbe sempre; nel loro sistema essa contituiva
la parto fondamentale, procedendo la fisica ο l’etica. Attraverso tutto il
mondo antico l’antorità della logica aristotelica durò immutata; e si accrebbe
ancor più durante Veta di mezzo, specialmente dopo che Alberto Magno © S.
Tommaso so no fecero commentatori, valendosi degli importanti Invori degli
Arabi. Col cadere del dispotismo aristotelico, verso la fine del sccolo XV,
anche 1’ Organo decadde. Bacone, incolpandolo di aver arrestato fino allora il
progredire della scienza, gli contrappone un Nuoro Organo, una nnova logica,
che si fonda non più sul sillogismo ma sull’induzione. Per vero, la teoria
dell’ induzione era conosciuta anche da Aristotele, che l'aveva ancora
applicata; Bacone non fece che allargarno l'applicazione e fiasarne le regole,
che più tardi furono ridotto n forma più rigorosa ο precisa dallo Stuart Mill.
Ancho la riforma del metodo propugnata da Cartesio, o seguita poscia dai suoi fedeli
discopoli di Porto Reale, non intaccava la logica aristotelien, in quanto non
facova cho aggiungervi un metodo per scopriro la verità. Ma da allora in poi lo
studio della logica decaddo: ridotta a una semplice arte, fu confusa colla
psicologia, e soltanto la chiara distinzione fatta dal Kant tra la forma e la
materia della conoscenza, valse à Loc
656 ricondurla alla primitiva
purezza di scienza formale. Nel secolo XIX molti ed importanti lavori furono
pubblicati sulla logica, rimanendo pur sempre intatto il fondo aristotelico:
basterà ricordare, oltre quelli dello Stuart Mill, del Bain, del Wundt, Ia
teoria della quantificazione del predicato dell’Hamilton, e il tentativo di
applicare alla logica i metodi ο le formule della matematica. Questo tentativo
ha dato origine a un largo movimento di studi, in virtà dei quali la logics
formale, prendendo in prestito dall’algebra il metodo e il simbolismo, si è
costituita sotto la.doppia forma di calcolo delle classi e di calcolo delle
proposizioni, ritrovando tra i due rami sorprendenti anslogie ed estendendosi
in modo da divenire una logica genorale di tutte le relazioni; e siccome i
rapporti più semplici © più elementari si trovano nelle teorie matematiche, era
naturale che si applicasse ad analizzare ο verificare il concatenamento delle
proposizioni e a dimostrare gli assiomi matematici, riducendoli a principi
puramente logici. Questa parentela tra la logica 6 la matematica, già intuita
dal Leibnitz, si converte per alcuni in una vera e propria identità originaria;
tale concetto è sostenuto ad os. dal Russel, per il quale tutte le proposizioni
matematiche ai fondano su otto nozioni indefinibili e venti principi
indimostrabili, che sono anche le nozioni primitive ο i principt della logica.
Altri filosofi contemporanei vanno ancora più in là, facendo della logica la
base non solo della matematica, ma anche dell’otica e dell'estetica, e in
generale d'ogni forma di cognizione; così per il Cohen anche nel campo della
moralità ο dell’arto vi sono conoscenze pure, il cui fondamento deve ricercarsi
nel pensiero e che solo nell’ idea ritrovano la consapevolezza di sb medesimo,
die Idee dat dar Selbstbewusstsein des Begriffe. Un nuovo indirizzo della
logica, opposto, în certo senso, a quelli ora ricordati, è rappresentato dalla
logica psicologica, che allo studio astratto del pensiero puro vuol sostitnire
l’ analisi della realtà 657 Loa concreta e vivente del pensiero cho si
svolge negli individui singoli, la conoscenza della funzione conoscitiva nelle
sue forme ascendenti di sviluppo, e non solo nel momento strettamente logico o
discorsivo, ma anche nelle suo forme prelogiche. Questo concetto è sostenuto
specialmente dai prammatisti, secondo i quali la logica è stata finora una
pseudoscienza di quel processo non esistente e impossibile, che suol chiamarsi
pensiero puro, in nome del quale ci si è imposto di bandire dalla nostra mente
la più piccola traccia d'interesse, di desiderio, d’ emozione, come la più
perniciosa causa d’errore; invece non v’ ha ragionamento che non abbia origine
da una interna passione dell’animo, che non si fondi sopra una credenza più o
meno sentimentale, sopra un bisogno soggettivo. Anche per il Baldwin accanto
alla logica formale ο aristotelica, che si propone di riconoscere le leggi del
ragionamento valido partendo da alcuni presupposti psicologici, e alla logica
deduttiva © dialettica, che cerca d’identificare il pensiero e la realtà, anzi
di dedurre uno dei due termini dal’ altro, deve sorgere una logica induttiva,
psicologica, genetica, che deve considerare il pensiero come un principio
vivente, attivo nel mondo, che compio il lavoro che è destinato a fare, ©
costituisce uno sforzo nel movimento dell'universo dello cose, che la scienza ©
la filosofia aspirano a conoscere >. Cfr. J, Stuart Mill, A System of Logic,
63 od. 1865; A. Bain, Logic, Deductive and Inductive, 1870; Hamilton, Lectures
on Logic, 1860; Wundt, Logik, 33 ed. 1893-1895; Prantl, Geschichte der Logik im
Abendlande, 1855-1870; Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1862; Rosmini,
Logica, 1853 ; Galluppi, Lezioni di logica e metafisica, 1854; Masci, Logica,
1899; Liard, Les logiciens anglais contemporains, 1878; Dewey, Logioal
conditions, 1903; Baldwin, Thought and thing, vol. I, 1906; Russel, The
principles of mathematics, vol. I, 1903; B. Croce, Logica come acienza del
concetto puro, 1909 ; P. Harmant et A. Van de Waele, Les principales théories
de la 42 RanzoLı, Dizion. di scienze
filosofiche. Loa 658 Logique contemporaine, 1909 (v. oanonéoa,
geometria, logistica, dialettica). Logicismo. T. Logieismus; I. Logioism; F.
Logioieme. Dottrina che fa della logica il principio ο il fondamento @ ogni
filosofia; tale sarebbe, ad esempio, la dottrina del Cohen, per il quale la
logica è la base non solo della matematica, ma anche della morale,
dell'estetica ο di tutte la filosofia, perchè il pensiero puro è l’attività
generatrice @ ogni processo reale 6 d’ ogni suo fondamento. Però è termine
d’uso raro ed equivoco; 8’ applica talvolta, impropria» mente, al sistema
hegeliano. Non è da confondere con logiamo, vocabolo col quale ο) indica ogni
pensabile, in quanto promuove l’attività raziocinativa, deliberativa, riflessa
delV individuo: Un fenomeno psichico, dice l’Ardigò, è un eatema o un conscio
sotto un riguardo ; è un’ idea ο un tipo sotto un altro; od è un logiomo o una
cogitazione energetica sotto un altro ». Cfr. Cohen, Syst. d. Philosophie,
1902, I, p. 37 segg.; Ardigò, Estoma, idea, logismo, Riv. di filosofia »,
maggio 1911 (v. panlogiemo). Logico. T. Logisch; I. Logioal; F. Logique.
Qualcho volta si oppone a pricologico 9 a gnoseologioo, per indicare il
pensiero in quanto non lo si considera in sò stesso, come un'attività dello
spirito (psicologico) nd in rapporto all'oggetto (gnoseologico), ma come mezzo
delle conoscenze modiate, che condnco alla verità o all’ errore a seconda che è
adoperato bene o male. Si oppone anche a morale: In certenza logica è quella
che si fonda sopra dei ragionamenti dednttivi, la certerza morale invece quella
che non può essore dimostrata, fondandosi sul sentimento dell’ individno. In
generale dicesi logico tutto ciò che è conforme alle esigenre dolla ragione.
Logistica. T. Logistik; I. Logistic; F. Logistique. Nome proposto al Congresso
di filosofia di Ginevra, 1904, da Itelson, Lalande e Couturat, per indicare la
logica simbolica, Ὁ matematica, 0 algoritmica. Cfr. L. Conturat, Compte
rondu 659 Loe du deuxieme Congrès de philosophie, Revue
de métaph. et de moral », 1904, p. 1042. Logorrea (λόγος == discorso, péw =
scorro). È un fenomeno che si avvera in varie malattie mentali o consiste in
una fuga di parole, determinata da questi tre fatti: 1° incapacità del malato
di tener ferma la propria attenzione sopra le singole immagini; 2° seguirsi di
idee associate tra loro soltanto da rapporti esterni; 3° eccessiva facilità con
cui queste idee si traducono nell’ espressione verbale. La logorrea non è da
confondere con la logoclonia, che indica quel disturbo del linguaggio, che si
osserva nella paralisi progressiva, e consiste nella frequente ripetisione di
parole come da una serie di movimenti clonici degli organi della favells. Cfr.
E. Kraepelin, Trattato di psichiaria, trad. it., p. 158 segg. (v. ideorrea).
Logos. Gr. Λόγος; T. Logos; I. Logos; F. Logos. Significa, in greco, parola e
discorso; ora, siccome la parola è la. rivelazione del pensiero, e il pensiero
stesso è, come dice Platone, il discorso che la mente fa con sè intorno alle
coso che considera, così lo stesso termine passò a significare l'intelligenza,
la ragione: quod graece λόγος dicitur
osserva S. Agostino -latine et rationem et rerbum significat ». Eraclito
chiama λόγος la ragione cosmica, in virtà della quale tutto accade ο alla quale
ogni cosa à sottomessa. Aristotele intende per λόγος sia il concetto sia la
ragione, e distinguo l’é£w dal ἔσω λόγος, che è nel“l’anima; l'2pSòc λόγος è
poi la retta ragione, il giusto senso morale. Platone distingue nell’ anima
umana tre parti: la ragione o Logos, che è la signoreggiante ed abita nel capo;
l’animo ο θυμός (l’animus dei latini) che ha sede nel petto; infine la parte
appetitiva, o ἀπιθυμία, che ha sede nella regione addominale. Per gli Stoici il
Logos è ad un tempo il principio attivo intrinsecato nel mondo, Dio, e il fuoco
artefice: esso raduna le ragioni individuali © le ragioni seminali, perciò è Logos
comune 9 Logos sperLor-Lum 660 matico. In Filone il concetto del Logos non è
ben definito, essendo ora una funzione di Dio, ora un’ ipostasi ; esso è Logos
inarticolato in quanto racchiude le potenze di Dio, Logos articolato in quanto
manifestazione particolare del mondo delle idee. Per Plotino, infine, il Logos
è l’immediata produzione dell’ Uno, l'intelligenza che rappresenta l’immagine o
la parola di Dio, Col cristianesimo il Logos diventa l’eterno figlio di Dio, in
cui la sapienza e il potere di Dio sono manifestati, e che s'incarna nella
persona del Gesù storico. Hegel chiama Logos il concetto, la cosa esistente in
sè © per sè, la ragione di ciò cho è: diean und für sich seiende Sache, die
Vernunft dessen, was ist. Cfr. Heinze, Die Lehre vom Logos in d. griech.
Philos., 1872; Eraclito, Fram. 2; Aristotele, Anal. post., I, 10, 76 ὃ, 24;
Stein, Die Psychologie d. Stoa, 1886-1888, t. I, 49 segg.: Harnach,
Dogmengeschiohte, 3° ed. 1894, I, 488, 491 segg. (v. omanatiemo, demiurgo,
noo). Lotta per la vita. Con tale espressione (struggle for life) il Darwin
designava la concorrenza per le condizioni necessarie d’esistenza, che si
verifica tanto tra gli animali come tra i vegetali, e che, determinando la
selezione naturale, è fattore essenziale dell'evoluzione tanto in un regno che
nell’ altro. Infatti in codesta lotta per l’esistenza soccombono i meno adatti,
i quali perciò muoiono senza lasciare discendenti, mentre vincono, sopravvivono
ο si riproducono i più adatti: ne sortiranno quindi delle generazioni che recheranno,
sempre più rafforzati per l’eredità, quei caratteri per cui i loro antenati
riportarono la vittoria sui loro competitori. Darwin, On the origin of Species
by means of natural Selection, 1859; De Lanesson, La lutte pour l’ezistence et
l’évolution des sociétés, 1903 (v. adattamento, selezione, variabilità,
darwinismo, ecc.). Lume naturale. Lat. Lumen naturale; T. Natürliches Licht; I.
Natural light; F. Lumière naturelle. Sinonimo di ragione, in quanto insieme di
verità evidenti per sò stesse ; 661 Luo si oppone al lumen gratia, che ha origine
dalla rivelazione largita da Dio agli nomini; quella è detta anche lumen
inferins, quosta lumen superius. L'espressione è di largo uso presso gli
sorittori cristiani dei primi secoli, e rimase poi sempre, sia nel linguaggio
teologico che in quello filosofico. Così Cartesio chiama lumen naturale la
capacità di aver ideo chiare ed evidenti delle verità teoretiche, anche
indipendentemente dall’osperienza. Fénelon: cette lumière ait, que les objecte
sont vrais; il ne faut point la chercher au dehors de soi: chacun la troure en
soi-même. Leibnitz: pour revenir au vérités neossaires, il cat généralement
vrai, quo nous ne le connoissone que par cette lumière naturelle, ot nullement
par les expériences des sons. Cfr. Β. Agostino, De baptismo parv., I, 25;
Cartesio, Medit., III; Fénelon, De Vexistence ot des attribute de Dieu, 1861,
p. 152 segg.; Leibnitz, Nouveau essais, 1704. Luoghi comuni. Gr. Τόποι: Lat.
Loot communes; T. Gemeinplätze; I. Commonplace topics; F. Lieux commune. Nella
logioa si designano con questo nome i titoli generali sotto cui possono essere
riportati i differenti modi d’argomentazione che si usano nelle discussioni. L’
espressione di luogo comune è propria dei latini (loci communes) ; con essa infatti
Cornificio tradusse per la prima volta, secondo V Encken, la parola topica che
Aristotele aveva adoperato per intitolare un suo libro, nel quale sono appunto
indicati i Inoghi ove si trovano gli argomenti, che si adoperano nella ricerca
non del vero, ma del verosimile. I luoghi comuni onumerati da Aristotele, ciod
la definizione, il genere, il particolare, 1’ accidente, eco., furono poi detti
intrinsoci, ai quali si aggiunsero gli estrinseci, cioè le leggi, i titoli, il
giuramento, la testimonianza, eco. Cfr. Logique do Port-Royal, parte 93, cap.
XVII; R. Eucken, Gesohichte d. philosophisoen Terminologie, 1879, p. 51. Luogo.
Gr. Τόπος! T. Ort; I. Place; F. Liew. Indica in generale In situazione, il
posto occupato dai corpi; si Luo-Mac
662 distingue quindi dallo spazio
e dall’estensione. Per gli atomisti invece, luogo è sinonimo di vuoto ο di
spazio, essendo da essi lo spazio concepito come un reale, al pari della
materia, ciod il puro luogo, l'estensione pura. Cartesio distingue il luogo
esteriore dal luogo interiore: questo è lo spazio occupato da un corpo, vale a
dire il corpo stesso in quanto ha per attributo l’estensione, quello è la
semplice situazione di tale spazio, determinata dallo relazioni che ha con gli
altri corpi. Cfr. Cartesio, Principes de la philosophie, II, 14 (v. estensione,
inane). M M. Nolla notaziono usuale dei sillogismi designa il tormine medio.
Nei versi mnemonici i cui termini designano i modi validi delle quattro figure
del sillogismo, è adoperata per designare che la ridnzione d’un modo delle tre
ultime figure ad uno della prima, deve essere fatta medinnte la metatesi delle
promesso. Ad es. il modo inCalemes della quarta figura deve in tal guisa essere
ridotto al modo in Celarent della prima (v. sillogismo, modo, premessa, termini,
conversione). Macrocosmo.Gr. paxpò; = grande, κόσμος = universo ; T.
Macrocosmus; I. Maorocosm ; F. Macrocosme. Questa parola si trova da principio
nei medici greci e fu popolarizzata in Occidente da Boezio, secondo 1’ Eucken.
Si usa solitamente per designare 1’ universo, in corrispondenza al microcosmo,
che è }’ essere individuale, il quale considerato isolatamento presenta un
tutto sistematico, come un colo universo. Il concetto della corrispondenza tra
V individuo ο il tutto trovasi già in Platone, in Aristotele, negli Stoici, poi
in Boezio, Cusano, G. Bruno, Leibnitz. Così per Bruno, non solo l’uomo ma ogni
monade o sostanza individuale è una manifestazione immediata dello vita
infinita: l’universo ha in ed tutto l'essere ο tutti i modi di ca 663 Mac sere;... ed ogni cosa dell’ universo
comprende in suo modo tutta l'anima del mondo, la quale è tutta in qualsivoglia
parte di quello. Ugualmente per Leibnitz ogni monade individuale riflette in sò
come uno specchio tutto } universo, Cfr. Stein, Die Psyohol. d. Stoa,
1886-1888, I, 207, 441; G. Bruno, De la causa, principio e uno, in Dialoghi
metafisici, 1907, p. 242, 244; Leibnitz, La monadologia, 1714. Maggiore. T.
Oberiegrif, Maior; I. Major term; F. Majeur. Nel sillogismo dicesi maggiore il
termine che ha l'estensione maggiore, © maggiore la premessa che contiene, come
soggetto o come predicato, il termine maggiore. Nei sillogismi ipotetici o
disgiuntivi la maggiore è quella delle due premesse cho contiene l'ipotesi o la
diagiunzione. Nella conclusione il termine maggiore fü sempro da predicato (v.
termini). T. Magie; I. Magic; F. Magie. Nollo religioni primitive è un insieme
di pratiche (incanti), che conferiscono ad un individuo o ad un gruppo di
individui il potere eccezionale di operare miracoli e prodigi, sia nell’
interesse dell’ individuo sia in quello della comunità. Secondo una dottrina
ormai caduta, la religione sarebbe derivata dalla magia e non ne
rappresenterebbe che una specio ; secondo un concetto più scientifico, i riti
magici non sono che una degenerazione dei riti roligiosi, operatasi, in virtù
di cause particolari, solo in alcuni popoli orientali. Nel Rinascimento la
magia assunse carattere di dottrina filosofica e religiosa, e si diffuso nel
mondo occidentale specie por opora di Cornelio Agrippa; essa era un insieme di
principi o di norme pratiche tendenti a sviscerare o dominare lo forze divine
che si occultano nella natura. Si distingueva in: elementare, cho scrutava lo
forze occulto degli elementi corporci ; celeste, che ricorcava l’ influsso
dello stello; dirina, cho si valeva della fede e delle cerimonie religiose.
Alla prima ricerca era di sussidio l’ alchimia, alla seconda l'astrologia, alla
terza la tenrgia. Magia naturale dosignò per lungo . MAG-Mar 664
tempo la fisica sperimentale; Bacone indicava con tale espressione delle
operazioni che dipendono dalla conoscenza della causa formale, in opposizione a
quelle che non richiedono che la conoscenza d’ una causa efficiente, mentro il
meccanismo intimo del fenomeno da produrre resta οὐculto, Cfr. M. del Rio,
Disquisitionee magice, 1599, 1. I, cap. 2; Porta, Magia naturalis, 1558;
Bacone, De dignitate οἱ augmentis scientiarum, 1829, 1. III, ο. 5; Frazer, The
Golden Bough, 2* ed. vol. I, p. 62 segg., 220 segg.; C. Fossoy, La magie assyrienne,
1902; A. Lang, Magic and religion, 1901; Hubert et Mauss, Faquisse d’une
théorie générale de la Magie, Année sociologique, VII, 1902-1903. Magnetismo
animale. T. Thierischer magnetismus; I. Animal magnetism ; F. Magnetismo
animal. Fluido che si credeva emanare dal sistema nervoso di certe persone, e
inediante il quale si cercavano spiegare i fenomeni detti oggi di ipnotismo, di
suggestiono © di telepatia. Ἡ nome ο l’idea di questo fluido, causa pretesa
dell’ azione del pensiero a distanza, fu tolta per analogia del fluido
magnetico, cui si attribuiva l’azione a distanza dei corpi elottrizzati. Cfr.
Sallis, Der thierischo Magnetismus, 1887. Maieutica. Gr. Μαιευτική; T.
Maieutik; I. Maieutios ; F. Maieutique. Nelle sue conversazioni filosofiche,
Socrate usava due metodi o procossi: quello negativo dell’ ironia © quello
positivo della maieutica, detta poi anche ostetricia. Dopo aver distrutto, col
primo, le ragioni degli avversari, o averli convinti della loro ignoranza, egli
li conduceva, per mezzo di opportune interrogazioni, a scoprire i vori che
tenevano nascosti nelle profondità dello stesso loro spirito, li aiutava,
insomma, a partorire (yatebopat) quelle idee che esistevano latenti in loro
medesimi. Perciò l’ arto di Socrate non è di infondere in altri le idee
proprie, ma di risvegliare nogli altri le loro stesse idee; |’ arte sua
80miglia dunque a quella di sua madre, la levatrice Fenarote, anzi è senz'altro
un’ arte di lovatrice. Come le le 665
Mar vatrici aiutano a partorire le donne, dice Platono nel Teeteto, così
egli gli uomini, con questa differenza però che egli non fa da levatrice ai
loro corpi, ma alle loro anime partorienti ». E ciò prova come Socrate non
avesse dottrine filosofiche determinate, che potesse ϱ volesse comunicare come
maestro; aveva invoce vivissimo il sentimento della necessità del sapere, e
questo voleva formaro ad ogni costo, facendo per ciò assegnamento sopra la
suaabilità dialettica e sulla spoutaneità naturale, sulla primigenia attività
dello spirito umano, che appunto con quella sua abilità si proponeva di
secondare e di svolgere. Cfr. Platone, Teeteto, VI, 148 E segg.; Senofonte,
Memor., IV, 4, 5-52; G. Zuccante, Intorno al principio informatore ο al metodo
della filosofia di Socrate, Riv. di fil. ο scienzo af. », fobbraio 1902 (v.
agonistica, eristioa, endeictioa, elenotica). Male. T. Uebel, Böse; I. Evil,
Wrong; F. Mal. In senso genorico è tutto ciò che è oggetto di biasimo o di
disapprovazione, tuttociò a cui la volontà ha diritto di opporsi per reprimerlo
o modificarlo. In senso astratto, o metafisico, il male non è che una
negazione, una imperfezione, una mancanza, 1’ opposto cioò del bene che è la
perfezione, l'accordo tra il fine degli esseri e il loro sviluppo. Così per
Plotino il male non è per sò stesso qualche cosa di esistente positivamente, ma
è l'assenza del bene, il non essere; il non essere a sua volta è la materia
priva di proprietà, lo spazio vuoto e oscuro. Anche per S. Agostino solo il
bene ha una esistenza reale nel mondo, e il male nelle creature è una caduta,
una mancanza, una privazione del bene; dottrina accettata poi da S. Tommaso,
che considera il malo come la perdita di quel beno che un essere dovrebbe
possedere, remotio boni privative aocepta malum dicitur, out privatio visue
cavitas dicitur. Furono distinte due specie di mali: il male fisico, cioè il
dolore, derivante sia da una alterazione del corpo, sia dai bisogni non
soddisfatti della intelligenza e dell’affettività, ο il male moMax il 666
rale, che fa inteso in vari modi, o come trasgressione volontaria della
legge prescritta dalla coscienza, o come il demerito, cioè il diritto al
castigo come conseguenza dell’azione immorale compiuta, ο come l’ abbassamento
della dignità individuale in seguito all’azione stessa, Nelle religioni
dualistiche il male è concepito come un principio necessario, eterno ed
assoluto come il principio del bene, © gli avvenimenti del mondo attribuiti
alla lotta dei due principi contrari. La teodicea è quella parte della teologia
che cerca scagionare la divinità dell’esistenza del male. Già con Platone o con
gli stoici il problema della toodicen comincia ad essere trattato: si Deus est,
unde malum? si non est, unde bonum? La soluzione più celebre di questo problema
è dovuta al Leibnitz, che, raccogliendo ο coordinando gli argomenti svolti in
precedenza dagli altri pensatori, sostiene casere il male una conditio sine qua
non del bene: Il male, egli dice, si può intendere metafisicamente, fisicamente
ο moralmente. Il male metafisico consiste nella somplice imperfezione, il male
fisico nella sofferenza, il male morale nel peccato. Ora, quantunque il male
fisico e il male morale non siano necessari, basta che in virt delle vorità
sterne siano possibili. E poichè codesta immensa regione di verità contiene
tutte le possibilità, è nocessario ci una infinità di mondi possibili, che il
male entri in molti di ossi, ο che persino il migliore di tutti ne contenga; è
ciò che ha determinato Dio n permettere il male ». Cfr. 8. Agostino, De civit.
Dei, XI, 22; 8. Tommaso, S., I, q. XLVIII, art. 3; Chr. Wolff, Verniinftige
Ged. v. Gott, 1733, I, § 1056; Leibnitz, Fesais de Théodicee, 1710, I, $ 23, 25
(v. ottimismo, pessimismo, dolore, sentimento). Mania. Gr. Mavia; T. Manie; 1.
Mania; F. Manie. Per quanto sia vario il significato di questa parola, tuttavia
la maggior parte degli alienisti la considerano ormai come una sindrome di
malattie mentali, che può anche non aocompagnarsi a disturbi di coscienza, ed è
caratterizzata da 667 Max grande varietà di umore, agitazione
motoria, facile distraibilità, logorrea, esaltamento. Può essere oronica e
transitoria; nel primo caso può durare non ostante lievi oscillazioni qualche
anno, nel secondo caso poche settimane soltanto ο anche pochi giorni. Alcuni
psico-patologi amnfettono anche una mania idiopatica, come psicosi autonoma
caratterizzata da un accesso di stato maniaco, stabile ο “permanente, e la
distinguono in due ‘gruppi: ipomania, ο eccitazione maniaca, consistente in una
semplice esaltazione delle funzioni cerebrali e soprattutto del tono
sentimentale, senza incoerenza, senza delirio, senza allucinazioni; delirio
aouto, caratterizzato da grande agitazione, obnubilazione intellettuale,
incoerenza caotica delle parole ο degli atti. Dicesi mania ragionanta
quell’anomalia mentale, che si rivela con una sovrattività delle funzioni
in-tellettnali, bisogno imperioso di agire e di muoversi, continua concezione
di nuovi progetti in gran parte assurdi © ridicoli, prodigalità senza limiti,
mendacio; mania degenerativa una psicosi degenerativa, caratterizzata
specialmente da perdita più o meno completa del senso morale, idee ambiziose,
tendenze distruttive. Cfr. Mendel, Die Manie, 1881; Krafft-Ebing, Die
Melancholie, 1874; Magnan, Leçons oliniques sur les maladies mentales, 1899, p.
379 segg.; Campagne, Traité de la manie raisonnante, 1869; J. Finzi, Compendio
di psichiatria, 1899, p. 149-78. Manicheismo.T. Manichäismus; I. Manicheirm; F.
Manichéieme. Dottrina filosofica e religiosa, insegnata nel terzo secolo dell’
dra nostra da Mauicheo, sacerdote cristiano. Il fondamento di questa dottrina è
il dualismo, per cui tatti i fenomeni dell’ universo sono attribuiti alla lotta
fra due principî ugnalmente primitivi, eterni ed assoluti, il bene e il male;
perciò dicesi anche manicheismo ogni dottrina filosofica che ammette due
principi cosmici eoeterni, l'uno del bene, l’altro del male. Sembra però che
nel manicheismo genuino il principio del male non fosse altro che la
Man-Mas 668 materia, considerata come eterna, ma
concepita come la negazione (privazione) opposta all’ affermazione,
conformemente ad idee filosofiche già diffuse nel mondo antico. Cfr. 8.
Agostino, Confese., VII, 3; F.C. Bauer, Manichälsches Religionssystom, 1881 (v.
catari, dualismo, maedeiemo). Mantica (Μαντεύομαι --profetizzo). L’ arte di prevedere
il futuro, arte che negli stadi inferiori della religiosità : è tutt'uno con la
magia. Nella filosofia stoica ha grande importanza e costituisce una parte
della fisica: secondo gli stoici, una causalità ineluttabile collega nel mondo
tutte Je cose e gli avvenimenti, © tutti li conduce ad una causa prima, che è
la causa delle cause, ciod Dio ο la necessità; dato questo legame, ogni
avvenimento è segno di quello cho gli succede, lo preindica; ora l’anima umana,
essendo una parte dell’ anima del mondo, della divinità, è capace di questa
preindicazione o predizione, nella quale può essere anche affinata dallo studio
ο dalla osservazione. Cicerone, nei libri De divinatione, ci ha lasciato molte
notizie intorno a codesta arte. Cfr. F. Ogereau, Le systéme philosophique des
Stoiciens, 1885, cap. IX (v. magia, profetismo). Marginale. T. Grens; I.
Marginal; F. Marginale. Ciò che trovasi ai confini d’una regione, sia essa la
coscienza, lu personalità, eco. In questo senso usansi anche in economia le
espressioni utilità marginale, margine di coltivazione, eco. Cfr. F. Myers,
Human Personality, 1903, I, Introd. $ 14; Fawcott, Manual of political theory,
1863, L II ο. IL. Massa. T. Masse; I. Mass; F. Masse. Nol linguaggio comune
designa la quantità di materia contenute in un corpo, © questo fu anche il
significato attribuitole dalla scienza. Però, siccome gli stati della materia
sono molteplici, codesta quantità non può essero misurata dal volume dei corpi,
che è mutabile, ma soltanto dal loro peso (p). Anche il pesa varia col variare
del luogo ovo è valutato, 669 Mas-Mar mentre la quantità di materia rimane
costante; ma siccome col variare del peso varia, e nello stesso rapporto, anche
l’ accelerazione (9) dovuta alla pesantezza, e quindi il quoziente del peso d’
un corpo dovuto all’ accelerazione è una quantità costante, così nella
meccanica razionale per massa si intendo: il quoziente che si ottiene dividendo
il peso di un corpo per l'accelerazione dovuta alla pesantezza, essendo il peso
e 1’ accelerazione misurati in un medesimo luogo: + = m. Però le nuove dottrine
sulla costituzione elettronica della materia vengono modificando sempre più la
nozione classica di massa; gli elementi degli atomi che si dissociano perdono
non solo le qualità specifiche dei corpi da cui provengono, ma anche la massa,
misurata dal peso, cosicchè ogni distinzione tra ponderabile © imponderabile
viene a scomparire. Cfr. G. Le Bon, L'evolution de la matière, 1905, p. 14-15.
Massimizzazione della volontà. È la formola suprems della morale utilitaria di
Geremia Bentham. Ogni tomo è spinto ad agire dalla ricerca del massimo
interesse proprio; ma siocome l'interesse di cisseuno è legato n quello di
tutti per ls simpatia © la sanzione, così procacciando la felicità nostra noi
sumentiamo la somma totale della felicità umana; perciò si diranno morali
quegli atti che mirano a procacciare la massima felicità del massimo numero.
Cfr. J. Bentham, Deontology. Matematica. Gr. Μαθηματική; T. Mathematio; I.
Mathematics; F. Mathématique. La scienza delle relazioni astratte. I
pitagorici, che usarono primi questo nome, designavano con esso tutto il
conoscibile, tutta la scienza da loro possednta; e ciò è naturale, poichè essi
consideravano il numero come l’ essenza stessa della cosa, e tutte le cose ed i
fenomeni riducevano si numeri, alle combinazioni ο proprietà dei numeri. Mutati
poi 1 criteri scientifici, ο sérte, con Aristotele, le scienze natnrali,
l'oggetto della mateMar 670 matica fu ridotto ai numeri, alle figure,
alle grandezze in genere, © alla determinazione dei loro rapporti. Tale è
rimasto poi sempre l’oggetto della matematica, il cui o6mpito consiste, secondo
il Comte, nella misura indiretta dei valori: tutti i calcoli matematici
consistono nella risolazione di alcuni valori sconosciuti ο ricercati in altri
conosoiuti ο dati; tra questi ultimi ο i primi deve esistere un rapporto reale
o supposto ». Essa si differenzia da ogni altra scienza non tanto perchè si
occupa soltanto della quantità, come perchè è scienza non causale, essendo lo
sue verità fuori del tempo e indipendenti dalla nozione di forza. Nelle
matematiche si distinguono: la matematica propriamente detta e la
fisico-matematica, formata di elementi di matematica pura e di fisico, come la
meccanica ο l'astronomia. La matematica propriamente detta si divido a sua
volta in due gruppi, il primo dei quali comprende 1’ aritmetica, 1’ algebra
elementare, 1’ algebra superiore, e riguarda soltanto le idee di quantità, di
numero e di rapporto, senza supporle in alcun oggetto particolare © senza riferirsi
alle nozioni di forma o di grandezza concreta; il secondo è costituito dalla
geometria, che è la scienza delle proprietà dell’ estensione. Il metodo proprio
dello scienze matematiche è quello deduttivo; 1’ induzione non ha in esse che
rado applicazioni di cui 1’ esompio più importante è quello del Bernouilli,
detto della conclusione da n ad n + 1. L'importanza della matematica tra le
altro scienze va sempre più crescendo, 9 sempre più generale si va facendo l’
applicazione dei suoi metodi agli altri campi del sapere. Ciò massimamente
perchè la quantità è una proprietà essenziale della realtà, © le qualità doi
fenomeni sono quasi sempre dipendenti dalla quantità. Ciò non toglie che non
sia arbitraria 1’ applicazione universale delle matematiche da alcuni tentata,
poichè, osserva il Masci, non esistendo la quantità a sò, ma come quantità di
qnalche cosa, la spiegazione quantitativa delle qualità deve 671
Mar arrestarsi ad un punto in eui le qualità devono essere supposte
indipendentemente da ogni ragione quantitativa. Cfr. Comte, Cours de
philosophie positive, 1830-1842; Poi caré, articoli in Revue de métaph. et de
mor. », 18981901; Masci, Logica, 1899, p. 474-484; Cohen, Logik der reinen
Erkenntnis, 1903, p. 102 segg.; A. Lalande, Letturo nella filosofia delle
scienze, 1901, p. 66 segg. (v. funzione, geometria, integrale, iperspario,
numero, problema). Mateologia (µάταιος = vano; inutile). Significa scienza
vana, che non ha fondamento nella realtà, come l’ alchimia, la magia,
l'astrologia, la mantica, eco. Dicesi anche matoosofia. Materia. Gr. fry; T.
Materie, Stoff; I. Matter; F. Mafière. Questo termine hs due significati
affatto distinti, a seconda che si contrappone a forma o a spirito. La
contrapposizione di materia a forma è propria della filosofia antica,
specialmente aristotelica; in essa per materia ϱ) intende non una sostanza in
generale, ma una certa specie di sostanza, οἱοὸ la sostanza materiale, quella
che si manifesta ai nostri sensi, in contrasto con la nostra attività
cosciente: in altre parole, 1’ oggetto in quanto lo si oppone al soggetto. La
contrapposizione di materia a forma è rimasta tuttavia anche nella filosofia
moderna, ma con diverso significato : trasportate, specie dopo Kant, dall’
essere al conoscere, per materia della conoscenza si intende ora tutto il
contenuto oggettivo di essa, vale a dire lo sensazioni, le percezioni sensibili
e intellettuali, i concetti, ece.; per forma della conoscenza #’ intende poi,
nel senso logico, il modo dell’ attività del pensiero che si fissa come
prodotto logico, e nel senso gnoseologico, la funzione formatrice della
sensibilità e del pensiero. Tornando ora alla filosofia antica, la materia è
dunque per ossa 1’ essere indeterminato in generale, che la forma poi
determina, è il fondo comune delle cose, da cui tutte sortono e in cni tutte
riposano: tale fondo comune per gli ionici primitivi Mar 672 è
l’acqua, l’aria, ο il fuoco, per Anassimandro l’ infinito miscuglio primitivo,
per Democrito un composto di pieno © di vuoto, d’ atomi e di spazio. Platone fa
della materia l'opposto dell’ idea: questa è 1’ essere, quella il non-essere,
questa à il medesimo, quella 1’ altro. Aristotele la considera come I’ ente in
potenza, mentre la forma è l’ente in atto: l’attuale è dunque la materia
determinata ο configurata mediante la forma. Codesto dualismo posto da
Aristotelo tra forma © materia non fu mai superato dalle filosofie auccessive;
ma con lo schiudersi dei tempi moderni, il problema assume una orientazione
diversa, e la materia, contrapposta allo spirito, non designa più che 1’
insieme dei corpi, ciò di cui i corpi sono fatti, l'essere ο la sostanza alla
quale attribuiamo le qualità sensibili. Per Cartesio materia © spirito sono
realtà ugualmente sostanziali, ma essenzialmente distinte per natura; 1’ essenza
della prima à P estensione, della seconda il pensiero. Sorse quindi il problema
se noi possiamo conoscere realmente le qualità di codesta materia. Esso fu
risolto dai cartesiani con la distinzione delle qualità della materia in
primarie o assolute, e secondarie o relative: le prime, cioè l’ estensione, la
figura, la divisibilità, il movimento, sono inerenti si corpi stessi e quindi
indipendenti dai sensi; le seconde come i colori, i sapori, gli odori, sono
variabili e semplici modi della nostra sensibilità. Questa distinzione fu
accettata anche dal Locke ο dalla scuola scozzese: il Leibnit la completò,
aggiungendo all'estensione l’antitipia come complemento necessario dell’
essenza della materia. Ad entrambe queste soluzioni si oppone la filosofia critica:
l’ estensione non è che una forma della sensibilità; la conoscenza della
materia in sò stessa è irraggiungibile; i fenomeni materiali da noi conosciuti
sono puramente soggettivi e dipendenti dalla natura ο dalle forme della nostra
sensibilità. Kant distinse infatti la materia come fenomeno, dalla materia come
nowmeno, ossia la materia in sò: questa è nasoluta 618 Mar mente inaccessibile alla nostra
conoscenza, rimane fuori dal campo delle nostre idee; il nostro spirito non
coglie che il fenomeno relativo e variabile, e completa la conoscenza
imponendogli le forme assoluto della sensibilità. 11 neo-criticiemo ha
accettato i risultati generali del criticismo: la materia non è che una nostra
supposizione necessaria per spiegare i fenomeni cho si manifestano ai nostri
sensi, ma non ci è direttamente conosciuta nella sua realtà; noi non potremo
mai concepirla quale à in ed, ma solo in rapporto alle nostre sensazioni e alla
necessità del nostro pensiero. Ma oltre al problema gnoseologico ο metafisico,
la materia involge anche un problems fisico, riguardante la natura di codesta
materia. La scienza moderna risolve il problema in tre modi principali: con
l’atomismo, ciod la dottrina che concepisce la materia como composta di
sostanze realmente distinte, infinitamente piccole, indivisibili e tuttavia
estese, separate da intervalli vuoti, impenetrabili le une alle altre, incapaci
di movimento spontaneo e capaci soltanto di trasmetterlo, influenzandosi
reciprocamente con forze attrattive e repulsive; col mecoaniemo, che nega l’
esistenza degli stomi materiali e riduce la materia al movimento, ad un finido
cioè continuo, omogeneo, nel quale il movimento determinerebbe delle unità
apparenti, dei vortici, degli anelli turbinanti ; col dinamiemo, la dottrina
ciod che pone come ultimg elemento della materia, non l'atomo ma il centro di
forza, ossia un punto invisibile intorno a oui irraggiano in tutte le direzioni
delle linee di forza, per mezzo delle quali ogni punto è in relazione con tutti
gli altri punti dell’ universo. Cfr. Platone, Timeo, 48 E, 49 A, 50 C, D;
Aristotelo, Metaph., VII e VIII; Cartesio, Prino. phil., II, 23; Locke, An
essay conc. hum. understanding, 1877, 1. III, c. 10, $ 10 ο 15; Leibnitz, Nouv.
Essais, 1704, IV, ο. III; Kant, ΚΙ. d. r. Vernunft, od. Reclam, p. 31 segg.;
Ostwald, Ch ache energie, 1893, p. 5 segg.; Le Bon, L’evolution de la ma43 RANZOLI, Dizion. di scienze filosofiche.
Mar 674
tière, 1905; E. Naville, La matière, 1908 ; Ardigò, Opere filosofiche,
I, Ρ. 103 segg., II, p. 49 segg. (v. energismo, materialiemo, dualismo,
monismo, spiritualismo, inerzia, energia, impenetrabilità, massa, essenza,
sostanza, ecc.). Materiale. Τ. Stoflich, körperlich; I. Material; F. Matériel.
Tutto ciò che riguarda la materia, che è della natura della materia; può essere
contrapposto tanto a formale quanto a spirituale, con signiflcasioni
naturalmente diverse. Così nei sistemi filosofici dell’antichità il principio
materiale è la materia prima e originaria delle cose; ad 98. per Anassagora il
principio materiale sono le omeomerte, il principio formale il vodg ο
l'intelligenza; per Parmenide i fenomeni fisici si spiegano con due principj
materiali, la Ίμοο e le tenebre, e un principio formale che li combina in
differenti rapporti, l’amore. Si dice poi verità materiale la conformità del
pensiero con la cosa a cui si riferisce, ϱ verità formale l'armonia del
pensiero con sò stesso ; logioa materiale quella che riguarda la materia o il
contenuto del pensiero, ο logica formale quella che ne considera esclusivamente
la forma, cioò il modo come i suoi elementi sono fra loro combinati. Nella
meccanica dicesi punto materiale il corpo di cui le dimensioni sono supposte
infinitamente piccole, restando tuttavia dotato delle proprietà generali della
materia, quali l’impenetrabilità ο il peso. Materialismo. T. Moterialienas ; I.
Materialiem; F. Matérialieme. Il termine compare per la prima volta all’epoca
di Roberto Boyle. È la dottrina che nega l’esistenza di sostanze spirituali e
non ammette altra sostanza che la materia, concepita in vari modi nei vari
sistemi materislistici, ma che ha sempre per carattere fondamentale d’essere un
insiemo di oggetti individuali, rappresentabili mobili, figurati, occupanti
ciascuno un luogo dello spazio. Matertaliste dicuntur philosophi, dico il
Wolff, qui taniummodo enti a materialia sive corpora eziatero affirmant. E
Baumgarten: Qui negat erisientiam monadum cat materialista uni 675 Ματ versalis. Qui negat eziatontiam monadum
universi, e. g. huiue partium est materialista cormologione. Questa dottrina,
como mostra il Lange, si incontra tra i più antichi tentativi d’una concezione
filosofica del mondo. Si distingnono perd nel materialismo due forme o fasi: il
primitivo, che potrebbe anche dirsi dualistico, il quale, pur distinguendo il
corpo dall'anima, considerava sì l'uno che l’altra come sostanze materiali;
esso si trova nella filosofia presocratica, nello stoicismo, nell’epicureismo e
persino nei 88. Padri anteriori a S. Agostino; il moderno o monfstico, che
sopprime codesta dualità tra materia e spirito, tra corpo ed anima, riguardando
la seconda come una funzione ο un aspetto del primo. Con estensione forse
illegittima del vocabolo, molti filosofi moderni chiamano materialismo ogni
dottrina che, pur riconoscendo l’irreducibilità del fatto psichico al fatto
fisico, considera tuttavia la nature, il mondo esteriore în genere, come
sprovvisto di coscienza ο retto da leggi puramente meccaniche. Così per lo
Schopeuhauer ogni controversis sopra l ideale si riferisco all esistenza della
materia, perchè, in fondo, è la realtà ο l’idealità di questa che è disoussa: La
materia, come tale, esisto puramente nella nostra rappresentazione, ο è
indipendente da essa? In quest’ultimo caso sarebbe la materia la cosa in sò, e
chi ammette una materia esistente in sò, deve essere, per conseguenza,
materialista, ciod deve fare della materia il principio di esplicazione di
tutte le cose ». Con l’espressione materialismo peloofisico, si intendono sia
le dottrine che, basandosi sull constatazione empirica del parallelismo
esistente tra la serio dei fatti psichici e la serie dei fatti fisiologici o
fisici, considerano però i primi come semplici epifenomeni; sia le dottrine
che, pur ammettendo la perfetta originalità delle due serie, la psichica e la
fisica, © considerando quindi la prima come irreducibile alla seconda, dà però
la preferenza dal lato teorico o scientifico alla serie fisica. Il materialismo
si Mar 676 basa, in generale, su due argomenti
fondamentali: 1° sui rapporti tra corpo ed anima, ossia tra sistema nervoso ο
coscienza; ovunque si abbia sistema nervoso αἱ ha coscienza. mancando il
sistema nervoso manca la coscienza, variando il sistema nervoso varia la
coscienza; dunque il sistema nervoso è causa della coscienza; 2° sulla dottrina
della conservaziono della materia e dell’ energia; nella natura nulla si crea e
nulla si distrugge; ogni fenomeno non è che In trasformazione di un’altra forza
prima in altro modo esistente; il fenomeno psichico non sorge quindi dal nulla,
ai riconduco esso pure ad una trasformazione di materia ο di forza. Oltre a
questi argomenti positivi, ve ne hanno due negativi: 1° l'impossibilità di una
rappresentazione spaziale in un’ anima semplice ο inestesa; 2° l’
inconcepibilità di una azione reciproca fra due sostanze oterogenee. Cfr. Chr.
Wolff, Peychol. rationalis, 1738, § 33; Baumgarten, Metaphyrica, 1739, $ 395;
Büchner, Kraft und Stoff, 1883; Schopenhauer, Die Welt ale W. und Vorst., ed.
Reclam, II, p. 30 segg.; Eucken, Geschiokte, d. philon. Terminologie, 1879, p.
132, n. 3; Höffding, Peyohologie, 1900, p. 11-15, 75 segg.; Lange, Geschichte
der Materialismue, 1896; A. Faggi, I! ma_terialiemo peicofisico, 1901; F.
Masci, Il materialismo peioofisico, Atti della R. Acc. di Napoli », 1901;
Ardigd, Opere fil., I, 209 segg., IX, 306 (v. anima, coscienza, spirito,
monismo, dualismo, parallelismo, influsso fisico, ecc.). Materialismo storico.
Espressione creata dall’ Engels per designare la dottrina di Carlo Marx. Oggi
si applica ad ogni indirizzo sociologico, che considera tutti i fenomeni
sociali come produzioni scaturenti dal sottosuolo dei rapporti economici
(rapporti di produzione, di distribuzione e di circolazione della ricchezza).
Per dimostrare la cansalità dei fenomeni sociali, esso si fonda principalmente
su queste tre condizioni: il fatto economico è di sua natura esclusivamente
umano; è il più somplice di ogni altro fatto sociale; precede cronologicamente
tutti gli altri 677 Mar fenomeni della convivenza umana.
Conseguenza immediate di tale dottrina, è che l’espandersi continuo dell’
energie produttivo determina coi rapporti sociali esistenti molteplici
contrasti, i quali, divenuti a poco a poco irreconciliabili, erompono in un
conflitto che si enuncia in un cangiamento dello forme politiche, religiose,
artistiche, scientifiche, filosofiche © si compie collo spostarsi dei rapporti
economici. In tal modo procederebbe il cammino ascendènte della storia e della
civiltà. Va notato però che, oltre coloro che sostengono rigidamente codesta
causalità diretta ο immediata del fenomeno economico (Loris, Lafargue, ecc.),
vi sono altri che la concepiscono come un rapporto di interdipendenza,
ammettendo che i fenomeni giuridici, politici, religiosi, ecc. si svolgano sì
in funzione del fenomeno economico fondamentale, ma che, una volta prodotti,
possano per reazione esercitare una efficacia determinatrice sopra il fenomeno
onde hanno tratto I’ origine (Engels, Labriola). All’ espressione impropria di
materialismo storico, dovuta al fatto che esso sorse come opposizione all’
idealismo storico, alcuni vorrebbero che si sostituiasero lo altro:
determinismo sconomico, sconomiemo atorico, concezione materialistica della
storia, ecc. Il Croce, ad es., sconsiglia questa denominazione di materialismo,
che non ba ragione d’ essere nel caso presente, © che fa nascere tanti
malintesi », mentre potrebbe utilmente sostituirsi con quella di concezione
realistica della storia. Il Labriola trova invece ln denominazione opportuna,
in quanto compendia l’origine storico-psicologica della dottrina, nata nol
pensiero di Marx e di Engels quando trovarono che il matorialismo tradizionale
sino al Feuerbach non spiegava la storia; dal panto di vista della crisi
interna, che subirono il Marx e P’Engels, il nome dunque non è secondo il
Labriola indifferente, anzi rileva 1’ origine della dottrina e la sua posizione
di fronte # quelle contemporanee, che si sforzarono disuperare i limiti
delMat-Maz 678 V idealismo. Cfr. Engels, Horn Eugen Dühring’s
Umwalsung dor Wissenschaft, 83 ed., p. 12; Marx, Zur Kritik der politi schen Oekonomie,
1859, pref.; P. Lafarguo, Le dsterminisme économique de K. Marz, 1909; E.
Rignano, Le matérialieme Mstorique, Riv. di scienza », 1908, V, p. 114 segg.;
A. Loria, La sociologia, 1901, p. 192; B. Croce, Materialismo storico ed econ,
marz., p. 34 seg.; Ant. Labriola, Soritt di filos. ο di politica, ed. Croce, p.
242-6; A. Asturaro, 1 mat, storico ¢ la sociologia, 2° ed. 1910; E. Fabietti,
Il mat. storico, 1910; R. Mondolfo, Il mat. storico in F. Engels, 1912, cap. X.
Matriarcato. Dal Bachofen în poi fu chismata così dai sociologi quella fase
primitiva dell'evoluzione sociale, in cui la famiglia fa centro non al padre ma
alla madro, cho ha nell’organiszazione domestica l'autorità suprema, governa
essa sola la casa, adempie le funzioni religiose ed impera nelle deliberazioni
della comunità. Il matriaroato, che vive ancora tra le tribù Irochesi dei
Seneca, e le oui reminiscenze si trovano in tutti i miti, le leggende e le
letterature primitivo, sarebbe dovuto, secondo alcuni, alla promiscuità
primitiva, che rende impossibile la ricerca della paternità, secondo altri alla
struttura organica dell’economia primitiva, in cui la produzione, che si
riassume tutta nell’ agricoltura, rimane affidata esclusivamente alle donne.
Cfr. J. J. Bachofen, Das Mutterreoht, 1861; Starke, La famille primitive, 1891;
Westermark, Lo matriarkat, in Annales d. l’Inst. int. de Sociologie, t. II,
1895; G. Mazzarella, La condizione giuridica del marito nella famiglia
matriaroale, 1899 (v. famiglia). Masdeismo. 0 religione di Zorosstro ο dell’
Iran. E un politoismo mitologico, dominato dal principio del duatismo, in cui
il Dio che comanda le divinità buone è Ormurd, quello che comanda le onttive è
Arimane. L’obbligazione morale consiste nel dovero dell’uomo di allearei alla
divinità buona nella sua lotta continua contro la divinità cattiva (v.
dualismo, manicheismo). 679 Μκ-Μκο Meo v. D. Meccanica. T. Mechanik; I.
Mechanics; F. Mecanique. La scienza che ba per oggetto lo studio dei movimenti
e delle forze che li producono. Si divide in meccanica rasionale ed applicata:
la prima non è che la teoria astratta delle leggi dei moti e delle forze, la
seconda è la teoria delle macchine. Lo studio del moto indipendentemente dalle
cause che lo producono (forze) costituisce la cinematica. La meccanica
razionale si divide poi in statica e dinamioa: la prima studia la composizione
delle forze considerate come grandezze riferite ad una unità di misura della
medesima specie, la seconda studia la composizione dei movimenti cui dan luogo
le forze motrici. La dinamica si divide a sua volta in cinetica, che studia la
composizione dei moti relativamente alla traiettoria che essi determinano nello
spazio, e in energetica, che studia la composizione dei moti delle masse che
nel loro cammino sono capaci di produrre lavoro. Cfr. Hertz, Die Prinsipien der
M. in neuem Zusammenhage dargestellt, 1894; Mach, Die M. in ihrer Entwickelung,
1883; Dühring, Kritische Geschichte der allgemeinen Prinsipion der M., 8"
ed. 1887 (v. energiemo, massa, movimento). Meccanico. T. Meohanisch; I.
Mechanical; F. Mécanique. Opposto a telcologioo indica ciò che si attua
indipondentemente da ogni finalità, per virtù di leggi necessarie. Opposto a
dinamico © a energetico, cid che escludo dalle cose la nozione di forza,
considerata come un residuo di nozioni antropomorfiche. Si dicono sensi
meccanici, per distinguerli dai chimici, quei sensi sopra i quali gli stimoli
esercitano un’azione puramente meccanica: tali sono il tatto e l'udito. Cfr. A.
Rey, L’énergetigue et lo mécaniene au point de vue de la connaissance, 1907. .
Meccanismo. T. Mechanismus, Mechanistische Weltan‘echauung; I. Meoanism ; F.
Méoanieme. In senso metaforico, ogni processo nel quale si può determinare, con
l’analisi, Mec 680 una serio di fasi subordinate ο dipendenti
l’una dall'altra; così dicesi meccanismo della coscienza, meccanismo della
memoria, meccanismo dell’ imaginazione. Dicesi anche meccanismo o meccanioismo
la dottrina fisica © filosofica, che escludendo ogni potenza occulta, ogni
finalità, ripone nel solo movimento la natura intima della materia ο tutti i
fenomeni dell’ universo riconduce al movimento: omnis materiao variatio, sive
omnium eins formarum diversitas pendet a motu (Cartesio). Il meccanismo
concepisce la materia 0 come un composto di atomi, o come un fluido continuo e
omogeneo; tutte le modificazioni che avvengono in essa, tutti i cambiamenti, la
diversità dei corpi e dei fenomeni, non sono dovuti che a diversità di
movimento. Si oppone, in questo senso, al dinamismo, che identifica la materia
con la forza, © spioga ogni fenomeno naturale con le leggi della forza; si
oppone anche all’energiemo, che tutto riconduce a manifestazioni di un’ unica
energia. Nella filosofia antica il meccanismo à rappresentato nella sua forma
più precisa dall’atomismo di Democrito © di Epicuro; nei tempi moderni dalla
fisica © fisiologia di Cartesio, che poteva affermare: terram totumque huno
mundum instar machinae descripsi. Dicesi
mecoaniemo vitale ο iatromeocaniemo la dottrina fisiologica che riconduce pure
i fenomeni biologici al movimento, considerandoli come il semplice risultato
delle stesse leggi che governano il mondo inorganico: questa dottrina, che
forma la base della moderna fisiologia, opponendosi all’ antico e al nuovo
vitaliemo, fu intravvista già nel seicento dal nostro Borelli, per il quale animalium
operationes fiunt a causis et instrumentia et rationibus mechanicis ». Quando
poi anche i fenomeni psichici sono considerati como semplici movimenti
molecolari della sostanza nervosa, come pura funzione organica, si ha il
materialiemo. Cfr. Cartesio, Prinoipia phil., parte II, art. 3; Lamettrie,
L'homme machine, 1848; J. Ward, Naturalism and agnosticism, 1903; A. Rey, La
philosophie moderne, 1908, p. 173 segg.;
681 Mep J. Loeb, The mechanistic
conception of life, 1912; C. Guastella, Filosofia della metafisica, 1905, t.
II, p. LXXXVI segg. Modiato. T. Mittelbar, vermittelt; I. Mediated; ¥. Μέdiat.
Ciò che si compie con qualche intermediario. La nostra conoscenza del mondo
esteriore è mediata, perchè si compie per mezzo della sensazione; la coscienza
è invece la conoscenza immediata dello modificazioni che avvengono in noi. Il
sillogismo dicesi inferenza mediata, perchè si compie con |’ intermediario di
una proposizione che esprime la constatazione della natura di ciò cui il
principio generale, espresso nella maggiore, si applica. La rappresentazione
dicesi anche percezione mediata, perchè, a differenza della percezione
sensibile, si rinnova nell’ assenza di uno stimolo esterno che direttamente la
provochi. Mediatore plastico o natura plastica. F. Médiateur plastique. È il
principio col quale il Cudworth, opponendosi tanto alle dottrine meccaniste
quanto a quelle che fanno intervenire la divinità in ogni fenomeno naturale,
spiega i movimenti dei corpi, la forma di cui essi sono snscettibili, i
fenomeni della generazione e della vita. Codesto principio, intermedio tra Dio
e il mondo, è di natura spirituale ma privo di libertà, di sensibilità e
d'intelligenza; esso penetra in tutte le parti della materia e lavora senza
posa sotto la guida della di a realizzaro l’ordine del mondo. Il Le Clere lo
definisco come un essere, il quale ha in sò stesso un principio di attività, e
che può agire per sò stesso egualmente sull’anima che sul corpo; un essere, il
quale avverte l’anima di ciò che accade nel proprio corpo per mezzo delle
sensazioni che esso vi produce, ο che muove il corpo agli ordini dell’ anima
senza nondimeno sapere il fine dello sue azioni ». Questa dottrina, dopo aver
suscitato gran numero di discussioni, è caduta da tempo, per la sua stessa
contradditorietà; come già notava il Galluppi, codesta sostanza media, che non
è nè semplice nò Mxp-Mra 683 composta, nd spirito nd corpo, si risolve in
un assurdo; non vi è mezzo tra due proposizioni contradditorie, ο perciò il
mediatore plastico deve necessariamente essere semplice o non semplice, ma in
qualunque dei due casi la difficoltà di spiegare il commercio tra l’anima e il
corpo rinasce. Cfr. P. Janet, De plastica natura vi apud Cudworthum, 1848; Id.,
Essai sur le médiateur plastique de Cudwort, 1860 ; Le Clero, Bibliothèque
choisie, t. II, art. 2, n. XII; Galluppi, Lesioni di logica 6 metafisica, 1854,
vol. II, p. 606-609 (v. demiurgo, meccanismo, vita). Medio. T. Mittel (Begrif);
I. Middle (term); F. Moyen (terme). Nel sillogismo dicesi medio il termine che
ha la estensione media e serve come termine di confronto tra il termine
maggiore e il minore. Esso si trova tanto nella premessa maggiore che nella
minore, ed è escluso nella conclusione. Tutto il valore del sillogismo dipende
dalla scelta del termine medio (v. termini). Megacosmo v. macrocosmo.
Mogalomania. Gr. μέγας = grande, pavla = follia; T. Mogalomanie; I.
Megalomania; F. Mégalomanie. Detta anche delirio di grandezza, o delirio
ambizioso. E costituita da una specie di ipertrofia della personalità, per cui
l’ammalato, in grazia dell’ aumentata attività psichica, si ritiene di alta
nascita, di elevata posizione sociale, provvisto di grandi ricchezze, capace di
riuscire in ogni più difficile impresa. In molti casi si trova associato al
delirio di persecuzione. Cfr. Kraepelin, Trattato di psichiatria, trad. it., p.
182 segg.; T. Regis, Précis de psychiatrie, 1909, p. 434. jopsichia. Vocabolo
usato già da Aristotele per designare quel giusto sentimento di sò stessi, del
proprio valore e delle proprie attitudini, che è condizione indispensabile per
lo sviluppo delle virtualità contenute nella propria natura; è vocabolo poco in
uso, quantunque serva et designare assai moglio della parola orgoglio quel
retto apprezzamento della propria capacità, il quale suppone non 688
Mel soltanto che l’individuo si giudichi degno di grandi cose, ma che lo
sia in effetto. Col vocabolo mioropsichia lo stesso filosofo designava il
sentimento opposto, ciod la sfiducia in sò stessi, per cui l'individuo non
compie tutto il bene e le belle azioni che egli avrebbe potuto compiere,
giudicandosene incapace. La megalopsichia non è da confondere con la
megalopsia, anomalia del senso della visione, per cui gli oggetti sono
peroepiti di dimensioni più grandi del reale. Cfr. Parinaud, Ancsthéste de la
rétine, 1886; G. Marchesini, Il dominio dello epirito ο il diritto
all'orgoglio. Melanconia. T. Melancholie, Ticfrinn, Molina; I. Molanoholia; F.
Mélancolie. Psicosi che si manifesta ad accessi, talora improvvisamente in
seguito ad un grave dispiacere © ad una viva emozione, talora dopo un graduale
aumento di impressionabilità © di depressione affettiva. Essa può assumere
varie forme, ma in tutte il carattere fondamentale consiste nell’ esistenza morbosa
di una emozione spiacevole, di un senso vago più o meno cosciente di
oppressione, di ansietà, di tristezza, d’impotensa; è dunque una malattia della
sensibilità morale, iniziantesi con una alterazione dél tono sentimentale, e
che non diventa se non in via secondaria ο episodica ung malattia della
intelligenza. Gli antichi 18 chiamarono così perchè credettero che fosse
determinata da un annerimento della bile (µέλας =: nero, χολή = bile). Da
Esquirol in poi è chiamata anche lipemania (λύπη =tristezza); però molti
psicopatologi distinguono le due forme, in quanto nella melanconia i disturbi
mentali sono appunto derivati, mentre nella lipemania sono primari. La
melanconia semplice è costituita dal rallentamento dei processi psicomotori, e
quindi dalla lentezza dello azioni, dalla fatica che esse importano, per cui il
soggetto è assalito da un senso generale di impotenza che lo abbatte 6 ne rende
triste l’umore. Nella melanoonia allucinatoria a questi fenomeni si aggiangono
idee deliranti ο specialmente allucinazioni cenestetiche di vaoto, Mem 684 ©
dolls mancanza di qualche organo. Nella melanconia ausiosa ο agitata lo
allucinazioni conestetiche determinano uno stato di ansia, idee ipocondriache
di negazione, di piccolezza ο d’auto-rimprovero; l’ammalato credo d’ essere
perseguitato, rovinato nei propri interessi, tradito nei propri affetti,
colpevole dei maggiori delitti e meritevole dei più grandi castighi ο della
eterna dannazione. Infine nella melanconia stupida la difficoltà delle
espressioni motorie determina gli stati stuporosi. Cfr. Krafft-Ebing, Die
Molanoholie, eine klinische Studie, 1874; Christian, Etude sur la mélancolie,
1876; Roubinowitech et Toulouse, La mélancolic, 1897; Morselli, Manuale di
somejotios, II, 210 segg. Momoria. T. Gedächtnis, Erinnerung ; I. Memory; F.
Mémoire. Nel suo significato più elevato, che è anche il più comune, designa la
funzione o la facoltà per oui si conservano, si riproducono, si riconoscono e
si localiszano gli stati psichici passati; per generalizzazione, ogni conservazione
del passato d’un essere vivente nel suo organismo. Gli psicologi distinguono
però varie forme di memoria; la memoria organioa o muscolare, la memoria
affettiva ο la memoria propriamente detta ο intellettiva. La memoria organica,
che è più semplice, consiste nella proprietà appartenente ai tessuti
dell'organismo, specialmente al muscolare © al nervoso, di conservare e
riprodurre automaticamente dei movimenti già eseguiti; questa proprietà è
generalmente spiegata con l’ammettere nell'elemento nervoso la persistenza
della modificazione avvenuta, sia dinamica, fisica ο chimica. La memoria
affettiva consiste nel riprodursi, insieme agli stati intellettuali, degli
stati affettivi (omozioni ο sentimenti) coi quali erano primitivamente
associati; si ossorva però che è più facile l’evocaziono degli stati
intellettuali che non quella dei sentimenti associätivi, ο che, in ogni caso,
gli stati affettivi ricordati hanno sempre minore intensità degli attuali;
altra logge generale è che i sentimenti associati ai sensi della vista ©
dell'udito, alla 685 Μαν rappresentazione libera e all’attività
libera del pensiero, sono più facili a riprodurre che quelli che οἱ vengono dai
sensi inferiori © specialmente dall'esercizio delle nostre fanzioni vegetativo.
La memoria propriamente detta è un fatto assai complesso, quantunque
presupponga la stesss baso fisiologica della memoria organica, ο si risolve,
come vedemmo, nelle operazioni della conservazione, riproduzione,
riconoscimento © localissazione; condizioni generali delle due prime sono la
durata e l'intensità degli stati psichici, per cui questi tanto più facilmente
persistono e rivivono quanto maggiormente e più a lungo hanno agito; il
riconoscimento è il confronto e il rapporto d’identità stabilito tra lo stato
psichico attuale e lo stato psichico analogo cho fa attuale nel passato; la
localizzazione è il riferimento dello stato psichico ad un punto preciso del
passato, rievocandone il luogo, I’ ora, le circostanze. Nella memoria
intellettuale si distinguono anche in vari tipi: il tipo visivo, nel quale si
fissano © si riproducono più facilmente le imagini visive, quali il colore,
l’aspetto, In forma estel tipo uditivo meno frequente, in cni tutto ciò a cui
si pensa è rappresentato nella lingua dei suoni; il tipo motore, in oui la
memoria è prevalentemente costituita da imagini di movimenti. Per Aristotele la
memoria nasce dalla sensazione al pari della fantasia, © si spiega come questa
mediante il movimento che la sensazione lascia nell’anima e che dura un certo
tempo; si distingue dalla rappresentazione sensibile, in quanto è accompagnata
dal sentimento che la rappresentazione stessa è esistita già prima nel nostro
spirito, il che spiega come la memoria non esista che negli animali che
posseggono il senso del tempo. Per S. Tommaso la memoria è una facoltà
dell’anima, e serve al giudizio come la fantasia ai sensi: la fantasia
raccoglie le sensazioni ο le raggruppa man mano che si presentano, la memoria
riunisce ο conserva gli atti stabiliti dal giudizio, per riprodurli o
spontaneamente o Mau 686 per mezzo della riflessione. Per Spinoza la
memoria non è altra cosa che una certa concatenazione delle idee, che involgono
in 68 stesse la natura delle coso esistenti fuori del corpo umano,
concatenazione che si produce nell'anima secondo l’ordine e il legame delle
modificazioni del corpo umano ». Per Locke la ‘memoria è una specie di
retentiVità (refentivenese), 9 consiste in una forza particolare posseduta
dalla coscienza, di risvegliare le rappresentazioni già possedute, ma poscia
svanite ο poste in disparte; perciò le idee che sono più spesso rinfrescate da
un frequente ritorno degli oggetti ο delle azioni che le producono, si fissano
meglio nella memoria e vi rimangono più chiaramente e più lungamente ». Per
Kant la memoria può essere meccanica, consistente nella semplice ripetizione
letterale, ingegnosa, consistente nel fissare mediante l’associazione certe
rappresentazioni con altre, che non hanno con le prime alcuna parentela
intellettiva, © giudiziosa, che non è se non la tavola d’una disposizione
sistematica nel pensiero; in generale la memoria si distingue dalla semplice
imaginazione riproduttiva, in quanto, potendo riprodurre spontaneamente le
rappresentazioni passate, l’anima non è con ciò un puro gioco di esse ». Per
James Mill la memoria è un’ ides, formata mediante l'associazione di
particolari in un certo ordine: quando penso a qualsiasi caso di memoria, trovo
sempre che l’idea o la sensazione, precedente il ricordo, era una di quelle
destinate, secondo la legge dell’associazione, a richiamare l’idea involta nel
caso di memoria; ο che appunto per l’idea ϱ sensazione precedente,
l’idea-ricordo è stata realmente portata nella coscienza >. Per l’ Hamilton
la memoria è la conoscenza immediata di un pensiero presente, conoscenza che
implica una credenza sssoluta, che questo pensiero rappresenta un altro atto di
conoscenza che è stato ». Anche per J. 8. Mill l'atto della memoria implica una
simile credenza più una speciale aspettazione: la rimembranza di una
sensazione, 687 Mem anche se non riferita a nessuna data
particolare, involge la suggestione e la credenza che una sensazione, di cui
quella è una copia o rappresentazione, esistette attualmente nel passato; ©
l’aspettasione involge la credenza, più ο meno positiva, che una sensazione o
un altro sentimento, a cui direttamente si riferisce, esisterà nel futuro ».
Per il Galluppi, il riferimento al passato, o riconoscimento, ottenuto mediante
l'associazione del ricordo con un altro stato di coscienza, è l’unico carattere
per cui la memoria si distingue dall’ imaginazione: Chiamo memoria la facoltà
di riprodurre le percezioni degli oggetti, che sono stati altra volta sentiti,
e che nel momento attuale sono assenti, © di riconoscerle. La memoria non è
dunque una facoltà diversa dall’ imaginasione, ma è la stessa imaginarione, la
quale nel suo esercizio eseguisce esattamente la legge dell’ associazione delle
idee ». Per l’Ardigd la memoria è un fatto fisico-psichico, consistente nel
ridestarai delle impressioni per il rinnovarsi in una data ares cerebrale di un
ritmo fisiologico; ogni atto memorativo è una totalità di parti concorrenti, di
eccitamenti cerebrali che confiniscono, e il ridestarei di un’ idea consiste
nel riprodursi di questi moti sinergioi ; il riconoscimento, essenziale nella
memoria, nasce dal sovrapporsi di due atti psichici, ed ha esso pure la sua
base fisiologica nella persistenza delle disposizioni cerobrali. Cfr.
Aristotele, De an., I, 4, 408 b, 17; 8. Tommaso, Summa theol., I, qu. 79, 6;
Spinoza, Ethioa, Ἱ. II, teor. 18, scol.; Locke, Eas., II, ο. 10, $ 2; Kant,
Antrop., I, $ 32; James Mill, The hum. mind, 1871, p. 821; J. 8. Mill, Ezam. of
Hamilton, 1867, p. 241; Galluppi, Lezioni, 1854, II, p. 744 segg.; Wundt,
Grundriee der Peyohologie, 1896, p. 290 segg.; Höffding, Esquisee d’ une
‚psychologie, 1900, p. 186 segg.; Ardigò, Opere fil., V, p. 212 segg., VI, 23
segg., VII, 252 segg.; G. Dandolo, La dottrina della momoria nella psicologia
inglese, 1891; H. Bergson, Matière οἱ mémoire, 2° od.; W. F. Colegrave, Memory,
an Men 688 induotice study, 1899; Van
Biervliet, La memoire, 1902; P. Sollier, Le problème de ta memoire, 1900 (v.
amnesia, automnesia, automatismo, punti di ritroro, riconoscimento,
riproduzione delle sensazioni, eco.). Mentale. T. Seclisoh, psychisch; I.
Mental; F. Mental. Termine vago, che si contrappone ad organico, fisico,
sensibile, eco., per designare tutto ciò che concerne lo spirito, o appartiene
allo spirito, mentre alcune altre volte si riforisce all’ intelligenza, come
distinta dalla attività psichica in generale. Mentalità. T. Mentalität,
Geistesriohtung; I. Mentality; F. Méntalité. Qualsiasi fenomeno ο atto della
mente. Però si adopera quasi sempre por indicare soltanto le produzioni della
intelligenza più lontane dalla sensibilità ο più complesse, quali la
rappresentazione, l’idea, il concetto. Ha quindi un’estensione minore del
termine prichicità. Spesso si usa anche ad indicare l’insieme delle
disposizioni intellettuali, delle tendenze affettive ο delle credenze
fondamentali di un individuo o di ün popolo; ad cs. la mentalità di Mazzini, la
mentalità tedesca. Mensogna. T. Lüge; I. Lie, Falsehood; F. Mensonge. Si
definisce come un fatto psicologico, di suggestione o nou (si può mentire con
gesti, lacrime, ecc.), con cui si tende più o meno intenzionalmente a
introdurre nello spirito degli altri una credenza, positiva o negativa, che non
sia in armonia con ciò che l’autore suppone essere una verità. Vi sono due
specie di menzogne: le negative, che consistono nella dissimulazione di ciò che
può fornire un indice della realtà; lo positive, che consistono nella crearione
di finzioni intercalate dall’immaginazione della realtà. La menzogna, che è
quasi fenomeno normale nella prima infanzia, pnd assumere aspetto patologico in
alcune malattie mentali, come I isterismo e la mania ragionaute : 1) ammalato
prova una vera voluttà nel dire bugie, ο questo bisogno è in lui tanto
radicato, che spesso diventa e si
689 Mer-MRT serba bugiardo anche
contro il proprio interesse. Cfr. Heinrot, Die Lüge, 1834; Max Nordau, Die
konventionellen Lügen der Gegenwart, 1893; Delbrück, Die pathologische Lüge und
die psychische abnormen Schwindler, 1891; G. Marchesini, Le finzioni dell'anima,
1905. Merito. T. Verdienst; I. Merit; F. Mérite. E, in senso largo, il diritto
ad una ricompensa, che compete all’ agente in seguito ad un’ azione buona
compiuta. In senso teologico è ciò che sorpassa lo stretto dovere, e
costituisce una specie di eredità morale dell’ individuo. Siccome esso implica
il libero arbitrio © la responsabilità, così le dottrine deterministiche al
concetto di merito sostituiscono quello di accrescimento nella dignità, che
l’azione morale compiuta conferisce all'agente, e che, accrescendo il suo
valore sociale, allarga la sfera de’ suoi diritti e quindi della sua libertà.
Mosologia. T. Mesologie; I. Mesology; F. Mesologie. Scienza che studia i
rapporti e le reciproche influenze che uniscono gli esseri all’ ambiente
tellurico, climatico, fisico, ecc., in cui vivono. Metafisica. T. Metaphysik;
I. Metaphysics; F. Métaphysique. Questa parola fa usata primitivamente da
Andronico di Rodi, per designare quelli dei libri di Aristotele, da lui
ordinati, che vengono dopo i libri fisici: τὰ μετὰ τὰ φυσικά. Nel medio evo l’
espressione fu adoperata per indicare la σοφία o φιλοσοφία πρώτη di Aristotele,
che ha per oggetto τὸ By 7 ὄν, ο che egli stosso definisce ἡ τῶν πρῶτων ἀρχῶν
xal αἰτιῶν θεωρητική. Perciò In parola metafisica rimase ad indicare in
generale quella parte eccelsa del sapere umano, che tratta dell’ essenza ultima
delle cose, © cerca spiegare il mondo ο l’esistenza valendosi del metodo
aprioristico, partendo cioè dall’ essere in sò, dall’ ente necessario ©
perfetto, e quindi reale. Ma il suo significato è ben lungi dall’ essere fisso
: ora indica la conoscenza degli esseri che non cadono sotto i sensi, come Dio
e l’ anima; 44 RanzoLt, Dizion. di
scienze filosofiche. Mer 690 ora lo studio delle cose in sò stesse, per
opposizione alle apparenze che esse presentano; ora la conoscenza delle verità
morali, dell’ ideale, del dover essere, considerati come costituente un ordine
di realtà superiore a quello dei fatti © contenenti la loro ragion d’ essere;
spesso per metafisica β΄ intende la conoscenza sssoluta che si ottiene con I’
intuizione diretta delle cose, per opposizione al pensiero discorsivo, oppure
la conoscenza mediante la ragione, considerata come l’ unica capace di
raggiungere il fondo stesso delle cose. Alcune volte è adoperata per designare
il complesso delle questioni filosofiche più generali e più difficili, altre
volte per indicare la tendenza a sillogizzare, sd astrarre, a cavare delle
conclusioni da premesse arbitrarie. Così per 8. Tommaso la metafisica è la
scienza di tutto ciò che manifesta il sovrannaturale, ossia le cose divine:
Aliqua scientia adquisita est circa res divinas, soilicet scientia metaphysica.
Per Bayle à la soience spéoulative de l’étre. Per Platner essa ricerca non ciò
che è reale secondo U esperienza, ma soltanto ciò che è possibile e necessario
secondo la pura ragione. Per l’ Herbart è invece la dottrina dell
intelligibilita dell’ esperienza; per Galluppi la scienza delle sotenze; per
Schopenhauer ogni conoscere che si presenta come sorpassante la possibilità
dell’ esperienza, 6 quindi la natura, o V apparenza delle cose quale οἱ è data,
per apriroi uno spiraglio su ciò da cui questa è condizionata; per il
Trendelenburg à la scienza che considera ciò che v' ha di universale negli
oggetti di ogni ceperienza; per il Mo Cosh è la scienza che investiga le
intuizioni originali ο intuitive della mente, per esprimerle, generalissarle, 6
determinaro quindi che cosa sono gli oggetti rivelati da esse; per il Ribot è
una collesione di verità poste al di fuori e al di sopra di ogni dimostrazione,
perchè sono il fondamento di ogni dimostrazione ; per il Ferrier è la
sostitusione delle idee vere cioè delle verità neosssarie di ragione agli errori dal. l'opinione popolare; per il
Liard è la determinazione dell’as- soluto che sta sotto ai fenomeni, la scoperta
della ragione del- 691 Ματ V osistenza; per W. James un ostinato
tentative di pensare ohlaramente e coerentemente; per il Bergson è la scienza
ohe non si ferma al relativo, oggetto doll'intelligenza, ma raggiunge
l'assoluto mediante l'intuizione. Nella storia della filosofia mo- derna furono
molte le obbiezioni mosse alla metafisica ο vari i modi onde fu considerata:
Bacone ne fece una parte della scienza della natura, separandola dalla
filosofia prima ο ri- ducendols alla conoscenza sperimentale delle cause
astratte ; Locke e Hume ne dimostrarono la nullità, in quanto si occupa di
problemi che trascendono l'intelletto umano ; Kant la ridusse alla cognizione
filosofica dei concetti în unità sistematica, mostrando come la cosmologia, la
psi- cologia e la teologia razionale non facessero che aggirarei in continue
contraddizioni, ο come l’ ontologia fosse di- stratta dalla relatività della
conoscenza: Tutti i nostri ragionamenti che pretendono uscire dal campo dell’
espe- rienza sono illusor! ο senza fondamento... Non solo l’idea di un Essere
supremo, ma anche i concetti di realtà, di sostanza, di causalità, quelli di
necessità nell’ esistenza, perdono ogni significato, 6 non sono più che dei
vani titoli di concetti, senza contenuto alcuno, quando ci arriechiamo 8 uscire
con essi dal campo delle cose sensibi L'in- tendimento, quindi, non può fare
de’ suoi principt a priori, © persino di tutti i*suoi concetti, che un uso
empirico, © mai un uso trascendentale.... L’uso empirico d’un con- cetto
s’applica semplicemente ai fenomeni, cioò a degli oggetti dell’ esperienza...
Tutti i concetti, e con essi tutti i principî, per quanto a priori, si
riferiscono dunque a delle intuizioni empiriche, vale a dire si dati d’una
espe- rienza possibile ». Più tardi la metafisica fa combattute dalle scienze naturali,
dal materialismo tedesco e dal po- sitivismo, specie da Augusto Comte, il quale
la conside- rava come un semplice stadio storico, ormai sorpassato, della
conoscenza umana. Tra i positivisti posteriori manifestò tuttavia una spiccata
tendenza a ridonare alla Mer 692 metafisica il suo valore: alcuni infatti,
specialmente i po- sitivisti italiani (Angiulli, Villari, Ardigò, ecc.),
credono possibile una nuova metafisica, la quale, abbandonato il vecchio
apriorismo, stia o come critica logios della cono- scenza, 0 come
investigazione ‘degli elementi primitivi, o come coordinazione totale dello
scienze; altri, come i neo- kantiani, la considerano come un bisogno inerente
alla ragione di completare il mondo reale con un mondo ideale, © la collocano
quindi tra la religione e la poesia. Un ten- tativo di trasformare la
metafisica compì il positivista in- glese Lewes. Egli distingue nella cosidetta
metafisica due parti: la empirica, che è la sistemazione ultima dei risul- tati
delle scienze, e la metempirica, che designa ciò che sta oltre i limiti dell’
esperienza. La prima è legittima, ed ha nn valore simile alle scienze, poichè
se queste hanno per oggetto le leggi dei fenomeni, quella ha per oggetto le
leggi delle leggi; la seconda, cioò la metempirica, è ille- gittima perchè non
ha alcuna base e dev’ essere esclusa dal dominio della filosofia, lasciandole
soltanto un valore soggettivo psioologico-estetico. Perciò non è vero che i
problemi metafsici siano insolubili : essi sono solubili, pur- chè in essi si separi
la parto metempirica dalla empirica, © s’applichi a questa il metodo
scientifico o positivo. Oggi si può dire ormai scomparso il senso dispregiativo
della parola metafisica, conferitole dalle critiche di Kant e del positivismo
primitivo; essa è infatti adoperata comune- mente per indicare la filosofia
propriamente detta, la filo- sofia în quanto non si identifica nò con la
psicologia, nò con la logica, nd con l'etica, ma è una riflessione sui problemi
generali relativi ai somni principi dell’ interpre- tazione del mondo e all’
intuizione universale della realtà che su di essi si fonda. Cfr. Aristotelo,
Metaph., III, 1, 982 b, 9-10; 8. Tommaso, Contr. gent., I, 4; Bayle, Système de
philosophie, 1875, p. 149; Platner, Philosophische Aphori- amen, 1790, I, $
817; Herbart, Allgemeine Metaphysik, 1828,
693 Mer I, 215; Galluppi,
Elementi di filosofia, 1820-27, II, 5; Scho- ponhauer, Die Welt a. W. u. Vorst;
ed. Reclam, I, suppl. cap. XVII; Liard, La soîenoo positiro et la métaphyeique,
3° p., cap. VII; W. James, Textbook of peychology, 1906, epilogo; Bacone, Do
dignilate et augmentis soientiarum, 1829, 11, 4; Kant, Krit. d. r. Vernunft, 1%
ο 2" pref. e Metodol. trascend. ; Fouilléo, L'avenir de la métaphysique,
1889; Vol- kelt, Über die Möglichkeit der M., 1884; Ardigd, La peico- logia
come scienza positiva, 1882, p. 130; Id., Il rero, 1891, p. 10 segg.; Id., La
ragione, 1894, p. 465 segg.; A. Comte, Cours de philos. positive, 1877, I, p.
15 segg.; Angiulli, La Alosofia ο la ricerca positiva, 1869; Lowes, Problemes
of life and Mind, 1875, I, p. 5 segg.; Bergson, Introd. à la mé- taph., in Revue
de métaph. », 1903, p. 4 segg.; F. De Sarlo, I diritti della metafirica, Cultura
filosofica », lu- glio 1913 (v. assoluto, filosofia, metodologia,
ipermetafisica, poritiviemo). Metafisico. Dicesi argomento metafisico quella
prova dell’ esistenza di Dio, che consiste nel partire dalla consta- tazione
dell’esistenza di qualche cosa, del mondo ο di noi stessi, per concludere all’
esistenza dell’ Essere necessario, cioè di Dio. Infatti, se questo qualche cosa
che esisto è contingente, dovrà la sua esistenza ad un altro essere, ο questo
ad un altro, finchè perverremo a dover ammettere P esistenza di un Essere
necessario; se questo qualche cosa è necessario, allora è Dio stesso. Che 1’
Essere necessario, sia Dio, si prova col fatto che essendo necessario, cioè in
sd stesso e in modo assoluto, è anche perfetto;. non pnd quindi essero il
mondo, cho è imperfetto e contingente; dunque sarà Dio. Punti metafisici chiamò
il Leibnitz lo monadi, perchè, a differenza dei punti fisici, sono inesteso. Il
Comte chiama metafisico il secondo doi tre stadi successivi attravorso i quali
passa l'intelligenza umana; in esso i fonomeni non sono attribuiti, como nel
primitivo stadio teologico, alla volontà di esseri sovrannaturali. imaginari,
Mer 694
ina sono spiegati mediante entità astratte, cioò cause, forze, sostanze.
Bisogno metafisico dicesi |’ aspirazione dell’anima umana verso l'invisibile,
il sovrannaturale, il trascendente, aspirazione che, secondo alcuni pensatori,
non può essere distrutta dalla scienza o dalla ragione, perchè si muove in
un’orbita che alla ragione non è dato ponetrare: L'uomo à il solo essere, dice
lo Schopenhauer, che si meraviglia della sua propria esistenza; 1’ animale vive
nel suo riposo e non’ si meraviglia di nulla. Codesta meraviglia, che si
produce specialmente in faccia alla morte, © alla vista della distruzione e
della sparizione di tutti gli esseri, è la sorgente dei nostri bisogni
metafisici; è per essa che l’uomo è un animale metafisico ». Cfr. Leibnitz, Die
philos. Schriften, ed. Gerhardt, IV, 398; Comte, Cours de phil. positive,
1889-42, vol. I; Schopenhauer, Die Welt, vol. II, ο. 17 (v. gli argomenti
ontologico, ideologico, morale, fisico, cosmologico, storico). Metageometria.
T. Metageometrie e Metamathematik; I. Metageomeiry; F. Métageometrie. La
geometria che, considerando falso il postulato di Euclide delle parallele,
concepisce diversi spazi possibili, che non hanno le proprietà dello spazio
euclideo. Il postulato euclideo ai enuncia così: 11 giugno 1910; Th. Flournoy,
Archives de Psychologie, V, 1906, p. 298 (v. dissociazione, incosciente).
Metempirico. T. Metempirisok ; I. Metempirical; F. Métempirique. Indica
etimologicamente ciò che è al di là della natura, © quindi tatto ciò che
sorpassa i limiti d’ ogni esperienza possibile. Altro volte si oppone a
metafisica empirica, © designa quella parte della metafisica cho tratta i ciò
che sta oltre i limiti dell’ esperienza, e non ha quindi un valore scientifico,
ma soltanto estetico e psicologico. Il termine fu proposto appunto con questo
significato dal Lewes, che alla motafisica empirica ascrive lo studio degli
oggetti ο delle loro relazioni in quanto ci sono conosciuto ed esistono nel
nostro universo; alla metafisica metempirica le costruzioni ideali
dell’imaginazione. Cfr. G. H. Lewes, Problemes of life and mind, 1875, I serio,
I, p. 5, 10, 17 (v. ipermetafisica). Motempsicosi. T. Scelenwanderung,
Metempaychose; I. Metempsyohoses; F. Métempeychose. Dottrina secondo la quale
l’anima, dopo la morte del corpo, trasmigra succossivamente a rivestire altri
corpi 6 a dar vita ad essi. Questa dottrina, che nella eua forma rudimentaria
fa propria di tutti i popoli primitivi, si trova specialmente nelle antiche
religioni filosofiche dell’ Egitto, dell’ India © della Grecia, in ciascuna
delle quali assumo aspetti differenti. Secondo gli Egiziani l’anima umana, dopo
la morte, entra suceossivamente e per il corso di tre millenni in tutti gli
animali che vivono sia nell’ aria, sia nell’ acqua, sia nella terra; alla fine
del terzo millennio ritorna a vivificare un corpo umano, per poi ricominciare
lo suc trasmigrazioni attraverso il rogno animale, e così via via all’
infinito. Secondo gli Indiani, inveco, l’anima umana passa da un corpo ad un
altro finchè non s'è del tutto purificata, così da poter ritornare a
componetrarsi con la divinità da cui è
697 Mer discesa; se durante
queste successive esistenze essa pratica la penitenza e segue la scienza, passa
in corpi sempre più perfetti e quindi torna più presto a Dio; se invece segue
il male, al contrario. Nella Grecia la dottrina della metempsicosi fu insegnata
da Pitagora e nei misteri, od esposta anche da Platone: l’ anima umana, dopo la
morte del corpo che la racchiude, va nei regni d’ oltretomba per ritornare poi,
dopo mille anni di purgazione, a rivestire un nuovo corpo in armonia con la
vita precedentemente trascorsa; soltanto l’anima pura del saggio non compie
queste trasmigrazioni, ma vola ad abitare con gli Dei per tutta l’ eternità.
Verso la metà del secolo scorso la dottrina della metempsicosi fu rimessa in
onore da tre pensatori di idee assai diverse: Pietro Leroux, che sostenne la
rinascenza eterna delle stesse generazioni ο quindi dellostesse anime umane in
diversi individui ; Carlo Fourier cho allargò la cerchia delle trasmigrazioni
dell’ anima oltro i confini del mondo, in una sfera sovramondana ove ogni
essere avrebbe natura più sottile e sensi più delicati; AllanKardec, il
fondatore dello spiritismo metafisico, che pone la metempsicosi a base delle
sue invenzioni sul mondo degli spiriti. Cfr. Platone, Timeo, 90 E segg.;
Diogene Laerzio, VIII, 1, 31 segg.; Schlosser, Über die Seelenwanderung, 1781;
P. Leroux, De l'humanité, de son principe et de son avenir, 1840; Fourier,
Théorie de l'unité universelle, 1841; G. Athius, Idea vera dello epiritiemo,
1895, p. 65 segg. (v. apoteosi, catarsi, nirvana, immortalità). Metessi.
Partecipazione. La usò Platone per esprimero che le cose sono una
partecipazione (µέθεξις) delle Ideo. Ai tempi nostri questa parola fu
adoperata, con lo stesso significato, dal Gioberti (v. mimesi). Metodi
induttivi. Quei metodi che conducono alla determinazione delle leggi causali
doi fatti. Allo Stuart Mill si deve la dimostrazione più precisa di codesti
metodi, che prima di lui erano gid stati intuiti da Bacone, Mer 698 ο
che altri, come ad es. l’ Herschel, avevano esposto con molto minor precisione.
Quattro sono i metodi suggeriti ed illustrati dal Mill per la ricerca della
causa dei fenomeni: metodo di concordanza, di differenza, dello variazioni
concomitanti ο dei residui, ai quali si aggiunge un quinto metodo
complementare, detto della concordanza nella difSerenza. Tutti questi metodi si
fondano sull’ eliminazione: infatti per essi è causa ciò che non può essere
eliminato senza che sia pure abolito l’effetto, non è causa ciò che può essore
eliminato senza che 1’ effetto sia abolito. Da ciò appaiono le lacune dei
metodi induttivi, poichò non sempre la causa è capace di produrre I’ effetto.
D’ altro canto ossi hanno il difetto di presupporre che ad ogni effetto
corrisponda una sola causa, © che possano essere distinti nettamente gli
effetti di ciasonna causa da quelli di tutto le altro. Perciò nella ricerca
scientifica i quattro metodi del Mill vogliono ossere integrati da norme
complementari d’indagine e dal metodo deduttivo. Cfr. J. Stuart Mill, A System
of Logio, 1865, I, o. VIII segg.; Masci, Logica, 1899, p. 410 segg. Metodo
(µετά ο 626ç in via). T. Methodo; I. Method; F. Méthode. La direzione che si
imprime ai propri pensieri per giungero ad un risultato determinato, ο
specialmente alla scoperta della verità e alla sistemazione delle conoscenzo.
Methodus nihil aliud esse videtur, dice lo Zabarella, quam habitus
intelleotualis instrumentalis nobis inserviens ad rerum cognitionem
adipiscendam. E la Logica di Porto Reale: ars bene disponendi seriem plurimarum
oogitationum. Vi è il motodo naturale, che è quello che vien suggcrito a
ciascuno nei singoli casi dalla propria intelligenza, © il motodo riflesso 0
scientifico che è una parte della logica. Questo si divide in sistematico ©
inrentivo: il primo studia le forme mediante le quali si ottiene I’ ordinamento
più utile delle conoscenze, il secondo studia i procedimenti per cui questo
conosconze si possono ostendere, passando dal noto all’ ignoto. Il primo, oltre
alla coordinazione delle conoscenze, ha anche il cémpito di determinare le
prove della dimostrazione, di analizzarne i procedimenti, studiarne il valore:
ciò costituisce il metodo dimostrativo. Il secondo può exsore analitioo 0
sintetico : quello consiste nel sopararo, in un complesso di relazioni note tra
il noto ο Y ignoto, le relazioni ignote che vi sono dissimulate ; quello nel
ricercarle al di fuori delle relazioni note © comporro con queste. Dicesi
didascalico il metodo che à volto a comunicare © insegnare altrui la verità;
deontologico quello che guida lo studioso alla ricerca del perfetto esemplare
delle cose; apologetico quello che insegna a difendere la vorità contro le
obiezioni, © elenctico quello che insegna a confutare gli errori. Dicesi metodo
maieutico quello adoperato da Socrate, consistente nel condurre gli uomini, per
mezzo di opportune interrogazioni, a scoprire i veri che tengono nascosti nelle
profondità del loro stesso spirito, a risvegliare le loro stesse idee; metodo
risolutivo © compositivo i due momenti del metodo galileano, il primo dei quali
consiste nell’investigare i processi più semplici matematicamente determinabili
e ricavarne un'ipotesi, il secondo nel mostraro deduttivamente che l’ipotesi
posta concorda con altre esperienze; metodo geometrico l'applicazione ai
problemi filosofici del processo dimostrativo euclideo procedente per
definizioni, assiomi, teoremi, corollari, applicazione fatta specialmente dallo
Spinoza nell’ Etica; metodo oritioo 0 trascendentale, per opposizione al
dogmatico, quello adoperato da Kant, consistente nell’ assumere come punto di
partenza l'indagine della forma sotto la quale i principi razionali si
prosentano di fatto, ed esaminarne il valore secondo la capacità, che essi
posseggono in sè, di essere applicati universalmente e necessariamente
all’esperienza; metodo dialettico, sin l’arte polomica che, movendo dalle
opinioni comuni intorno ad un dato oggetto, le prova al martello della oritica,
ne mostra gli errori, in modo da preparare il terreno all’ indagine
soiontifica, sia il metodo usato da Fichto e da Hegel, consistente nel
procedere per tre momenti, tesi, antitesi ο sintesi, ossia nel convertire ogni
concetto nel suo opposto ο derivare dalla loro contraddizione il concetto più
elevato, il qualo poi trova un’altra antitesi, che richiedo una sintesi ancora
più alta, così di seguito. Metodo dei rapporti chiama 1’ Herbart il proprio
metodo di eliminazione delle contraddizioni, che sono nel fondo dei nostri
concetti più generali; siccome la contraddizione deriva sempre dall’esseroi
dati come unici dei concetti i cui elementi opposti non possono realmente
pensarsi come uno, così il metodo dei rapporti consiste nel considerare il
soggetto non come uno, ma come un insieme, cioò come un sistema di rapporti;
esso si compondia in questa regola: quando una cosa deve essere pensata, © non
può essere ponsata come una, si pensi come molte. Cfr. Zabarella, Opera
philosophica, 1623, De meth., I, ο. 2; Logique d. P. Royal, IV, 2; Cartesio,
Discorso sul metodo, trad. it. 1912; Fries, System der Logik, 1837, p. 508
segg.; B. Erdmann, Logik, 1892, I, 11 segg.; Rosmini, Logica, 1853, $ 749
segg.; Masci, Logica, 1899, p. 410 sogg. (v. agonistica, dia lettica, eristica,
maieutica). Metodologia. T. Methodenlehro; I. Methodology ; F. Méthodologie.
Quella parte della logica che studia le regole generali per mezzo delle quali
le varie discipline estendono ed ordinano le proprio conoscenze. La metodologia
si divide dunque in due parti; la parte ordinativa ο sistematica, che fissa lo
norme della definizione, della divisione, della classificazione, della prova
induttiva ο dodattiva, diretta © indiretta, e la parte estensiva o inventiva,
che fissa lo norme doi metodi di ricerca, induttivi e deduttivi, propri @ ogni
scienza, Per metodologia trascendentale Kant intende la determinazione dello
condizioni formali di un sistema perfetto di ragion pura; © per metodologia
della ragion pura pratica l’arte con cui le leggi dolla ragion pratica
pura 701
Mer-Mrz possono entrare nell’ animo umano e influire sulle sue massime,
ossia l’arte onde la ragion pratica obbiettiva può anche diventare ragion
pratica soggettiva. Nel sistema dell’
Herbart, la metodologia è la prima delle quattro parti in cui distinguesi la
metafisica: ossa tratta del metodo dei rapporti, col quale si possono togliere
le contraddizioni che viziano i nostri concetti fondainentali della natura. Le
altre tre parti sono l’ontologia, la sinecologia ο 1’ idolologia. Dalla metodologia distinguesi la metodica,
che è quella parte della pedagogia che tratta in generale del metodo d’
insegnamento ; l'applicazione della metodica alle singole materio da insegnarsi
costituisce la didattioa. Cfr. Kant, Krit. d. r. Vernunft, ed. Kehrbach, p.
544; Krit. d. prakt. Vernunft, 1878, p. 181; Herbart, Einleit. in die Philos.,
1834, $ 13; Bain, Eduo. as. a science, 1% ed., p. 230-357; E. Wagner,
Darstellung d. Lehre Herbarts, 1896, $ 30 segg.; Wundt, Logik, II, 1881;
Sigwart, Logik, 1890, IL. Metriopatia. La misura del piacere mediante la
ragione. Nella morale platonica la natura del bene è fatta consistere nella
metriopatia : la felicità non consiste infatti nè nel solo piacere nè nella
sola ragione. Porfirio contrappone la metriopatia all’ apatia ο alla teoria: la
prima è il cémpito delle virtù politiche, ed è propria dell’ uomo giusto, la
seconda è lo scopo delle virtù catartiche e propria dell’uomo demoniaco; la
terza è il mezzo per oui l’anima si rivolge al Noo ed è propria di Dio. Cfr.
Porfirio, Ieagoge, 1887 (v. catarsi, edoniemo, eudemoniemo, morale). Mezzo. T.
Mitte, Umgebung; I. Mean; F. Milieu. Cid che è collocato tra due o più cose, e
in special modo ciò che è ad ugual distanza tra duo estremi; tale, nol senso
aristotelico, è la virtù: µεσότης τις ἄρα ἐστιν ἡ denti. Due secoli prima
Confucio aveva detto: L’ uomo superiore si conforma alle circostanze per
seguire il mezzo... L'uomo volgare non teme di seguirlo temerariamento in tutto
e per tutto. » Talvolta adoperasi anche, in modo improprio, per Merz 702
ambiente, ad indicare 1’ insieme delle condizioni e dei fattori tra i
quali un fenomeno si produce o un essere vive. In un processo di finalità, il
mezzo è il termine intermedio o la serie dei termini intermedi, che sta fra il
termine iniziale, con cui il processo stesso comincia, ο il finale, con cui
finisce. Cfr. Confucio, Tokoung-young, trad. franc. Remusat, 1817, XI, 3, II,
2; Aristotele, Etica a Nicomaoo, II, 5, 1106 b, 27. Mezzo escluso (principio
del). Lat. Prinoipium eziusi tertii; T. Satz des ausgeschlossenen Dritten ; I.
Principle of excluded middle; F. Prinoipe de milieu ezolu. O anche principio
del terzo escluso, è uno del principî logici fondamentali © principî supremi di
ragione. La sua formula è: 4 è ο non è B; cioè tra questi due giudizi uno deve
esser vero, perchè essendo essi contradditori, non vi ha una via di mezzo, una
terza possibilità, Secondo il Fries esso si esprimo così: ad ogni oggetto
appartiene un conoetto ο il suo contradditorio. Secondo Hegel: di due prodicati
contradditori uno soltanto appartiene a un qualche cosa, 9 non si dà un terzo.
Secondo B. Erdmann: quando un giudizio affermativo è dato come vero, il suo
contradditorio negativo è falso, ο viceversa. Secondo il Rosmini: tra due note
contraddittorio non c'à alown mezzo. Contro questo principio furono mosse molte
obbiezioni. Si disse, ad esempio, che alcune volte è possibile la vis di mezzo;
così se si dicesse che un oggetto può essere © bianco ο nero, si può rispondere
che può anche esser grigio. In questo caso però le due idee sono contrarie non
contradditorie, essendo non-bianco il contradditorio di bianco, 9 non è
possibile che un oggetto colorato, se non è bianco, sia neppure non-bianco. Fu
obbiettato ancora che due giudizi contradditori possono essere entrambi falsi
quando il soggetto non esiste (es. Garibaldi passeggia Garibaldi non passeggia) ma un giudizio è
sempre formulato nell’ ipotesi che al soggetto si attribuisca una qualche forma
di realtà, anche puramente imaginativa. Cfr. Fries, 708
Mic-Mia System der Logik, 1837, p. 176; Hegel, Enoyklopädie, 1870, $
119; B. Erdmann, Logik, 1892, I, 366 ; Rosmini, Logica, 1853, § 345; Masci,
Logica, 1899, p. 56 segg.; Herbart, De principio logico exlusi medii, 1842.
Microcosmo. T. Mikrocosmos; I. Microcosm; F. Mioroccsme. Si usa generalmente in
opposizione a macrocosmo (universo) per designare l’uomo, che, considerato in
sò stesso, presenta un tutto organizzato, un piccolo universo. 1) espressione
trovasi per la prima volta in Aristotele: ἂν μικρῷ κόσμφ ylvetat, καὶ dv
neydAp. Per il Leibnitz ogni individuo è un microcosmo, in quanto ha per sò un
valore universale, contiene tutto l'universo; in ogni individuo si ha
continuità di stati, come in tutto l'universo si ha una continuità di monadi: Codesto
legame di tutte le cose create con ciascuna, e di ciascuna con tutte, fa sì che
ogni sostanza semplice ha dei rapporti che esprimono tutte le altre, © che essa
è quindi un perpetuo specchio vivente dell’ universo.... Ogni corpo risente
dunque tutto ciò che si fa nell'universo; talmente, che colui che vede tutto
potrebbe leggere in ciascnno ciò che si fa dovunque, e persino ciò che s'è
fatto ο si farà, osservando nel presente ciò che è lontano sia secondo i tempi
sia secondo i luoghi ». Cfr. Aristotele, PAys., VIII, 2, 252 b, 26; Leibnitz,
Philos. Schriften, ed. Gerhardt, III, 349; Lotze, Microcosmo, trad. it. 1911
(v. maorocosmo, monade, monadismo). Micropsia. Alterazione patologica del senso
della visione, per eni gli oggetti sono percepiti con dimensioni minori del
vero. È il contrario della megalopsia, in cui gli oggetti sono percepiti di
dimensioni maggiori del vero. Si verifica talvolta nell’ isterismo. Cfr. Pierre
Janet, Nevroses et idées fixes, 3" od. 1904, I, 277 segg. Migliorismo. T.
Meliorismus; I. Melioriom ; F. Méliorieme. O ottimismo relativo, è la dottrina
che non considera il mondo come il migliore dei mondi possibili, alla maniera
dell’ ottémismo assoluto (Leibnitz), ma sostiene che il Mir 704
mondo, pur potendo contenere un po’ meno di male, è tuttavia buono, Il
vocabolo sembra dovuto a Giorgio Eliot; fu adoperato in senso analogo dallo
Spencer (the melioriat tiew.... that life... is on the way to become such that
it will vela mor pleausure than pain) © diffuso da James Sully : con questo io
intendo la fede che afferma non solo il nostro potero di diminuire il male, ma
anche la capacità di acorescere la somma del bene positivo. Si contrappone al
pejoriemo ο pessimismo relativo del? Hartmann, il quale sostiene che il mondo
val meno che niente, l’ordine vi è continuamente turbato dalla volontà, ma vi è
un potere incosciente che tenta di ristabilirlo © vi riesce eliminandone la
coscienza; si distinguo quindi dal pessimismo assoluto (Schopenhaner) per il
quale il mondo è il peggiore dei mondi possibili e la vita non è che un pianto
continuo, essendo 1’ uno e l’altra opera di una volontà assurda. Cfr. Spencer,
in Contemporary Review, luglio 1884, p. 39; I. Sully, Pessimism, a History and
Criticiem, 1877, p. 399. Millenarismo. T. Milleniumslehre; I. Millenarianiem,
millenarian doctrine; F. Doctrine millénariste. Dottrina cho, fondandosi sulla
predizione dell'Apocalisse, insegnava che Gesù Cristo doveva regnare
temporaneamente sulla terra, insieme ai santi, durante un periodo di mille
anni, che si sarebbe chinso col giudizio universalo. L'origine di questa
credenza nel millenium, che sorse nei primi secoli del Cristianesimo e trovò
seguaci in molti Padri della Chiesa, è in parte ebraica e in parte cristiana.
Già le profezio contenute nelle sacre scritture, promettovano agli Ebrei che
Dio, dopo averlì dispersi tra le varie nazioni, li riunirebbe un giorno di
nuovo in un regno di pace e di felicità; ora, avvicinando queste previsioni
alle parole con cui Cristo annunciava il suo ritorno e il suo regno glorioso,
molti ebrei, convertiti al cristianesimo, fondarono il millenarismo. Il quale,
sebbene combattuto dai Padri che fondarono il dogma, non scomparve mai del
tutto; esso risorse verso 706 ΜΙΝ-ΜΙΟ la fine del secolo IX dell’era
nostra, predicando la fine imminente del mondo, e, più tardi, alleatosi col
oomunismo, preparò, insieme con altre sètte di esaltati, la rivoluzione inglese
del 1648. In tempi ancora più vicini a noi, il millenarismo risorge
specialmente nella società inglese, ove scrittori come Worthington, Bellamy,
Towers profetizzarono per l’anno 2000 l’inizio del nuovo millennio di felicità
© di giustizia, annunziato dall’Apocalisse. Cfr. Apooaliese, XX, 1-3; Schürer,
Lehrbuch d. nontestamentlichen Zeit-Geeoh., 1881, $ 28, 29; Towers, Illustrations
of profecy, 1796, t. II, cap. I; A. Sudre, Histoire du communisme, 1850, p. 182
segg. Mimesi. T. Nachahmung, Naohiffung ; I. Mimetiem ; F. Mimétisme.
Imitazione, Platone adopera questa parola per indicare che le cose sono
un’imitazione (µίμησις) delle idee; anche il Gioberti usò lo stesso vocabolo
nello stesso significato. Per i pitagorici invece le cose erano una imitazione
dei numeri. Per mimesi o mimetismo
s'intende nelle scienze biologiche il fenomeno per cui certi animali rivestono,
sia temporaneamente sia stabilmente, il colore dell’ ambiente nel quale vivono;
o anche la somiglianza superficiale tra animali anatomicamente diversi gli uni
dagli altri, dovuta sia alle medesime condizioni d’esistenza sia ad altre
cause. Cfr. Platone, Parmen., 132 d.; Sesto Emp., Pyrr. ip, III, 18; Gioberti,
Protol., 1858, II, p. 3 segg. (v. idea). Minore. T. Unterbegrif, Untersats,
Minor; I. Minor; F. Mineur, Mineure. Nel sillogismo dicesi minore il termine
che ha l'estensione minore, e minore la premessa che contiene, come soggetto ο
come predicato, il termine minoro. Nella conolusione il termine minore fa
sempre da soggetto © viene perciò designato con la letters 8. Nel sillogismi
disgiuntivi la minore è quella delle due premesse che esclude uno dei membri
disgiunti; nei sillogismi ipotetici quella che afferma la condizione o nega il
condizionato. Miopia. T. Kurssiohtigkeit; I. Myopia; F. Myopie. Difetto della
vista, determinato da eccessiva curvatura dello 45 Ranzout, Dizion. di scienze filosofiche.
Mie-Mis 706 superfici di rifrazione, o da maggior densità
dei mersi diottriei, per oui i raggi paralleli fanno foco non sulla retina,
come nell’ occhio normale, ma al disopra della retina. Quindi il punto di
lontananza, anzichè all'infinito, si trova poco lontano dall’ occhio, cosicchè
riesce impossibile distinguere gli oggetti lontani. Cfr. I. 8. Wells, Dis. of
the Eye, 1883, p. 629 (v. accomodamento, emmetropia, punto). Miracolo. T.
Wunder; I. Miracle, Wonder; F. Miracle. Originariamente, tutto ciò di cui
l’uomo si meraviglia, ogni fatto che desta sorpresa; poscia, un fenomeno che è
considerato, per il suo carattere, superiore ai poteri della natura o
dell’uomo, e perciò manifestazione di una volontà sovrannaturale, della quale è
segno ο testimonianza. Que prater ordinom communitor statutum in rebus
quandoque divinitus flunt, dico 8. Tommaso. David Hume lo definisco: la
trasgressione d' una legge di natura, eseguita per una tolizione particolare
della divinità ο per la mediazione di qualche agonte invisibile. Secondo il Le
Roy la nozione di miracolo s'appoggia su questi quattro punti: 1° non si dà il
nome di miracolo che a un fatto sensibile, e a un fatto eccezionale,
straordinario; 2° non si dà il nome di miracolo che a un fatto significativo
nell’ ordine religioso; 8° perchd un fatto sia detto miracolo deve essere
inserito nella sorio fenomenica ordinaria, pur facendo contrasto con essa; 4°
perchè un fatto sia detto miracolo, bisogna che non sia nè prevedibile nè
ripetibile a volontà. Cfr. 8. Tommaso, Contra gentiles, III, 101; Hume, Eeeaia,
1790, II, p. 234 n; Le Roy, in Annales de philosophie chrétienne, ottobre 1906
; Μο Cosh, The Supernatural in relation to the Natural, 1872 ; R.
Schiattarella, Miracoli e profeste, 1899. Mistero. Gr. Μιστήριον; T. Mysterium;
I. Mystery; F. Mystère. Nello religioni antiche i misteri erano un insieme di
pratiche, di riti ο di dottrine di natura segreta ο riservate agli iniziati.
Nella teologia cristiana i misteri sono
707 Mis verità indimostrabili ο
incomprensibili, rivelato da Dio © come tali imposte direttamente dalla Chiesa
ai fedeli. Anche nella scienza si parla talvolta di misteri, ma in senso
relativo; nel senso cioè di un ignoto qualsiasi, che può venir conosciuto ©
spiegato, e non è quindi contrario alla ragione; 1’ introduzione del mistero
assoluto ο religioso nella sclensa costituisce il misticismo. Tuttavia i
teologi sostengono che i misteri della religione non sono contrari alla
ragione, ma al disopra della ragione, ciod ad essa trascendenti: la ragione non
vede, con le sole sue forze, la verità che essi esprimono, ma non vede per
questo l’impossibilità di tale verità. Il concetto del mistero cominciò infatti
a determinarsi nella teologia, quando si rese palese il dualismo tra la soienza
ellenistica ο la tradizione religiosa, tra la filosofia d’Aristotele e le
dottrine specifiche del cristianosimo. Con piena coscienza di questo dualismo,
Alberto Magno cercò di dimostrare, che tutto ciò che in filosofia si conosce
mediante il lumen naturale è valido anche in teologia; ma che l’anima umana non
può conoscere pienamente se non ciò, i cui principî porta in sò stessa, e che
perciò in quei casi in cui la conoscenza filosofica non è in grado d’arrivare a
una decisione definitiva © deve restare indecisa davanti a possibilità diverse,
decide la rivelazione. Duns Scoto, andando più in là, pose una separazione
netta fra filosofia © teologia, allargò la cerchia dei misteri della teologia,
inchiudendovi persino il principio della creazione © quello dell’ immortalità
dell’ anima. Cfr. Maywald, Die Lehre von der zweifachen Wahrheit, 1871;
Sainte-Croix, Recherches hist. ot orit. eur les myslöree du paganieme, 1817; Le
Roy, Dogme et critique, 1907; I. A. Pioton, The mystery of matter, 1873; A.
D'Ancona, Le origini del teatro italiano, 1891; Chiappelli, La dottrina della
doppia verità ο i suoi riflessi recenti, Atti della R. Acc. di Napoli >,
1902. Mistica. Scnola filosofica e teologica sorta, sotto I’ influsso delle
idee neo-platoniche, nel seno della Scolasticn Mis 708
del secondo periodo, e importantissima perchd diede luogo, per puro zelo
religioso, alla separazione e al contrasto tra le verità di ragione e le verità
di fode, che prima si fondevano in un’ unica verità. Per la Scolastica la
rivelazione è fissata come autorità storica, per la Mistica è invece un
tuffarsi, libero da ogni mediazione esterna, dell’ individuo ‘umano nel
primitivo principio divino. La Mi distingue nella fede due elementi: la
cognizione, ossia il contenuto (fides quae oreditur) © l’affetto, ossia l’atto
soggettivo del credere (fides qua oreditur). Ora, nella fede è importante
soltanto questo secondo elemento, quindi si rende affatto inutile ogni ricerca
razionale sul contenuto della fede stessa. Tuttavia non è da disprezzare anche
la cognizione, che passa per tro gradi: cogitatio, meditatio, contemplatio; la
prima guarda il mondo con 1’ occhio del corpo, la secondn guarda in noi stessi,
la terza, che è la cognizione vera, lo affissa in Dio; questi tre gradi
corrispondono rispettivamente alla materia, all’ anima, a Dio. Sotto tal
rapporto può dirsi che la Mistica ο la Scolastica si integrano a vicenda: come
la contemplazione mistica può benissimo diventare un capitolo della dottrina
del sistema scolastico, così anche 1’ estasi mistica può presupporre I’
edificio dottrinale como suo sfondo teorico. Cfr. H. Router, Geschichte d.
religiosen Aufklirung im Mittelalter, 1875; Helfforich, Die christliche Mystik
in ihrer Entwickelung und ihren Denkmalen, 1842; H. Delacroix, Études
d'histoire et de psychologie du mystioieme, 1908; R. Steiner, Il oristianesimo
quale fatto mistico, trad. it. 1909 (v. conoscenza, credenza, fideiemo),
Misticismo. T. Mystik, Mysticismus; I. Mysticiem; F. Mysticisme. Nel suo
significato più generale è la credenza nella possibilità di conoscere Dio,
l'infinito, la verità assoluta immedistamente, senza il sussidio dell’
intelligenza, con un puro impeto di sentimento o con uno sforzo di volontà. Il
termino fu diffuso nel linguaggio religioso ο filosofico dallo pseudo Dionigi
l’Areopagita, cho, nol trat 709 Mir tato
eni nomi divini, dopo aver dimostrato che per raggiungere 1’ essere in sò
stesso bisogna sorpassare le imagini sensibili, le concezioni e i ragionamenti
dell'intelletto, afferma che codesta perfetta conoscenza di Dio risulta da una
sublime ignoranza ο si compio in virtà di una incomprensibile uniono;...
codesta assoluta ο felice ignoranza non è dunque una privazione, ma una
superiorità di scienza. Tale scienza Dionigi chiama la dottrina mistica che
spinge verso Dio e unisco a lui pev una specio d’inisiazione che nessun masstro
può insegnare. Il punto culminante del misticismo è l’estasi, stato nel quale,
essendo interrotta ogni comunicazione col mondo esteriore, l’anima ha
l'impressione di comunicare con un oggetto interno, che è l’essere infinito, Dio.
Tale fenomeno, che i teologi considerano come un effetto della grazia divina, è
spiegato dalla scienza come uno stato di monoideismo, analogo al sonno
ipnotico, ottenuto mediante la concentrazione dell’ attenzione in un unico
pensiero © spiegabile mediante la leggo psicologica notissima che: uno stato
completamente uniforme e sempre uguale conduce alla soppressione della
coscienza. Per estensione dicosi
misticismo ogni dottrina, sia filosofica che scientifica, cho si ispiri più al
sentimento e all’intuizione che alla osservazione e al ragionamento; e
misticismo ancora ogni credenza a forze, influssi © azioni impercettibili ai
sensi ο tuttavia reali. Cfr. Heppe, Geschichte der quietistischon Mistik in der
katholisohen Kirche, 1875; R. A. Vaughan, Hours with the Mystics, 3° ed.; E.
Boutroux, Le mysticieme, Bulletin do PInst. psychologique, gennaio 1902; J.
Pachen, Peychologio des mystiques chrétiens, 1909; E. Troilo, Il misticiemo
moderno, 1899; Ernesto Lattes, II misticismo nelle tendenze individuali ο nelle
manifestazioni sociali, 1908; R., L' agnosticiemo nella filosofia religiosa.
(v. comoscenza). Mito. Gr. Müdoc; T. Mythus; I. Myth; F. Mythe. IL Vignoli lo
definisce come la spontanea e fantastica forma Mir 710
nella quale ’ umana intelligenza e le umane emozioni raffigurano sè, ©
lo cose tutte; © l’ obbiettivazione psico-fisica dell’uomo nei fenomeni tutti,
che egli può apprendere e percepire ». Per il Simrock il mito è la forma più
antica nella quale lo spirito popolare pagano conosce il mondo © le cose divine».
In senso generale è mito ogni racconto favoloso, d’origine popolare e non
riflessa, in cui gli agenti impersonali sono rappresentati sotto forma d’
esseri personali; in senso stretto è la descrizione d’un fenomeno naturale
considerato come l’espressione di un dramma divino, ο P incorporazione d’una
idea morale in un racconto drammatico. Nei due casi, ciò che è permanente ο
frequente nella natura o nell’umanità, è ricondotto ad un avvenimento compiuto
una volta per tutte, e il dramma, sebbene inventato, è ritenuto come reale.
Questo carattere d’ingenua credulità, per oui si tengono come reali dei fatti
puramente immaginari, è essenziale nel mito, e lo distingue nettamente dalla
favola, dall’allegoria © dalla parabola. In queste si ha pure un’ idea morale
racchiusa in un racconto drammatico; ma esse sono opera di riflessione
metodica, e non pretendono di essere credute reali, Il mito si distingue anche
dalla leggenda, che non ha per carattere necessario l’interpretazione d’un
fenomeno naturale ο l’incorporazione d’un’ idea morale, Nolla scienza
contemporanea, del mito sono date tre spiegazioni diverse: sociologica,
psicologioa, psico-sociologica. La prima, sostenuta dal Durkheim ο dalla sua
scuola, si fonda sul principio metodico fondamentale che i fatti religiosi, al
pari dei fatti giuridici, morali, economici, non sono che fatti sociali,
prodotti di stati d’ anima collettiva, spiogabili quindi non in base alla
natura umana in generale, bensì in base alla natura delle società allo quali
vengono riferiti; ogni gruppo sociale pensa, sente, agisce diversamente da quel
che farebbero i suoi membri isolati ; diotro il mito si scorge sempre il gruppo
sociale che sogna, desidera e vuole; il mondo dei miti ο degli dei non è cho
l’obbiettivazione m1 Mir del pensiero collettivo, la proiezione al
di fuori che la coscienza del gruppo sociale fa delle rappresentazioni, che
essa stessa si è formata sotto lo stimolo dei suoi desideri e delle sue
esigenze. La dottrina psicologica, sostenuta dal Tarde, sostiene invece che i
miti, al pari di tutte le altre produ» zioni sociali, sono di origine
individuale e si sono diffusi per imitazione dapprima esclusiva, poi espansiva
© proselitistica; i miti e le religioni non si compongono di altri elementi che
non siano desiderii ο credenze: il bisogno di certezza, il bisogno di sicurezza
costituiscono la duplice fonte della religiosità, il cui fine è quello di
stabilire negli individui © nei popoli un’ immense convinzione », quella
dell’esistenza di Dio, e un’ immensa speranza », quella dell'immortalità dell’
anima. Tra queste due opposte dottrine sta la dottrina intermedia, o
psico-sociologica, del Wundt, per il quale mito, linguaggio e costume sono
prodotti della psiche collettiva e ripetono, in forma più ampia ed elevata, gli
elementi tutti della vita psichica individuale; il linguaggio infatti contiene
la forma generale delle rappresentazioni viventi nell’ anima sociale, © le
leggi delle loro connessioni; il mito racchiude in sò il contenuto originario
di quelle rappresentazioni, costituito dalla concezione complessiva dell’
universo, quale la coscienza del popolo se I’ è formata sotto l’azione dei suoi
sentimenti e impulsi; il costume contiene le direzioni generali della volontà
collettiva risultanti da tali rappresentazioni ο sentimenti. Ciò che
contraddistingue il pensiero mitico è la facoltà personificatrice, che
proviene, secondo il Wundt, dalla fantasia, la quale hu due fattori essenziali
: l’appercezione animatrice », per cui si proietta nell’ oggetto la coscienza
del soggetto, sì che questi si sente uno con quello, e la forza
intensificatrice del sentimento propria dell'illusione, forza per la quale tra
tutti gli elementi di cui risulta P’intuisione di un oggetto, non quelli
obbiettivi, bene) quelli subbiettivi determinano il grado d’ intensità delle
impressioni emotive che accompagnano I’ intuizione dell'oggetto. Ciò spiega
quel carattere importantissimo delle rappresentazioni mitologiche, per cui gli
oggetti di essi appaiono come realtà immediatamente date; caraitere che dimostrerebbe,
secondo il Wundt, l'infondatezza delle teorie che considerano i miti © come
simboli o come tentativi di spiegazione dei fenomeni. Un secondo carattere del
pensiero mitologico è la sconfinata facoltà associatrice, derivante dalla
mancanza di impedimenti, che la riflessione poi oppone. Cfr. Wundt, Grundriss
der Psychologie, 1889, p. 356 segg.; Id., Fölkerpsyohologie, 1900-1909, t. Il;
Simrock, Handbuch d. deutschen Mythologie, 1869; Tardo, Les lois de
l’imitation, 1890; Durkheim, Les règles de la méthode sociologique, 1895; 1d.,
De la definition des phénomènes religieux, in Année sociologique », anno II, p.
1 segg.; Saussure, Lehrbuch d. Religiongesch., 1887-89; Bréal, Mélanges de
mythologie et de linguistique, 1877; E. Vignoli, Mito e soiensa, 1879; Edward
Clodd, Mito e sogni, trad. it. 1905; 8. Reinach, Cultes, mythes ot religions,
1905-12; E. Lamanna, Mito e religione nelle dottrine socio-prichiohe
contemporanee, Cultura filosofica », gennaio 1912. Mixoteismo. L’Hasckel chiama
così tutte quelle formo della credenza in Dio, che contengono mescolanze di
rappresentazioni religiose di specie diversa ed in parte direttamente
contradditorie. Più che una forms di religione teorica, il mixoteismo è una
forma pratica che risulta dalle varie influenze di natura diversa cui va
soggetta la psiche religiosa dell’individuo. Cfr. Haeckel, I problemi dell’
universo, trad. it. 1913, p. 389 segg. Mneme, T. Mneme; F. Mnème. Termine
proposto dal Semon per indicare la proprietà inerente alla sostanza vivente di
conservare, come tali ο nelle loro relazioni, I’ insieme delle eccitazioni
ricevute dal mondo esteriore. Il Loeb «9 l’Ardigò adoperano invece il termine
isteresi per indicare la traccia lasciata nel protoplasma dalle eccitazioni
anteriori. Cfr. Semon, Die Mneme, 1904; Id., Die mnemischen 13
Mxe-Mos Empfindungen, 1909; Loeb, Fisiologia comparata del cervello,
trad. it., p. 967; Ardigò, L’inoosciente, Riv. di filosofia », maggio 1908.
Mnemonica. T. Mnemonik, Gedächtnisskunst; I. Mnemonice; F. Mnémoteohnie. L’
arte della memoria: essa consta di un insieme di norme pratiche e processi
artificiali, diretti a rendere integra, pronta, tenace la memoria delle cose e
si fonda essenzialmente sopra le leggi dell’associazione delle idee. Il primo
dei metodi mnemonici conosciuti, inventato da Simonide, dicesi topologico :
esso consiste nell’associare le idee astratte ad altre idee, i cui modelli sono
oggetti sensibili o presenti in un medesimo tempo. Cfr. Plebani, 1) arte della
memoria, 1899. Mnemotecnia. Lo stesso che mnemonica. Mobile. T. Bewegliohes,
Boweggrund; I. Moveable body, Mover; F. Mobile. Ciò che può esser mosso.
Aristotele chiama ogni cosa mobile, xivobpevoy, in quanto cangia, e motore,
κινοῦν, in quanto è causa del cangiamento.
Nella psicologia diconai mobili tutti quei fenomeni affettivi -desideri,
predisposizioni, istinti, abitudini che entrano nella deliberazione volontaria,
esercitando la loro influenza nella determinazione all’atto; si distinguono dai
motivi, che sono i fenomeni intellettuali (rappresentazioni) i quali entrano
tra loro in conflitto al momento della deliberazione. Oltrechd nell’atto
volontario, il mobile entra anche negli atti compiuti per tendenza, ed è
costituito, secondo P’Höffding, dal sentimento provocato dall’idea del fine,
non dal sentimento provocato dall'idea che la realizzazione sarà seguita per
noi da un piacere. Nell’ astronomia
antica dicevasi primo mobile la volta celeste, che credevasi solida e recante
incastrate le stelle: essa si moveva intorno alla terra, quindi nel suo giro portava
seco gli astri. Cfr. Aristotele, Περὶ φυχῆς, III, 10; Höffding, Psychologie,
1900, p. 424; P. Janet, Traité de philosophie, 4° ed., Psychologie, o. IV, p.
311. Mos-Mop TU Mobilismo. F. Mobiliene. Termine proposto dal
Chide e accolto dalla Società francese di filosofia, per indicare la dottrina
secondo la quale il fondo delle cose è non soltanto individuale e multiplo
(pluralismo), ma in continuo movimento, in continua via di trasformazione e
senza leggi fisse, così da rendere inefficace ogni tentativo d’organizzazione
razionale. Il Chide considera tale dottrina come la conclusione necessaria di
tutta la filosofia moderna, tendente a esoludere dal reale ogni unità,
immutabilitä e razionalità, a fare della realtà stessa una creazione continua
non diretta ad uno scopo determinato, ma avente valore per sè, e a porre quindi
la durata, il cangiamento, come la sostanza stessa delle cose. Tre dottrine
avrebbero condotto specialmente, secondo i mobilisti, a tale posizione: la
dottrina hegeliana, che colloca il movimento nel senso stesso dell’ universo,
il quale si sviluppa perciò in sintesi sempre nuove e con leggi che forse non
raggiungeranno mai la loro formula definitiva; la dottrina darwiniana, che
toglie dal cangiamento ogni finalità e pone l’irrazionale ovo prima imperava la
ragione; la dottrina bergsoniana, che libera infine il cangiamento dalla sun
ultima crosta deterministica e meccanica, facendo della contingenza, della
durata pura, la stoffa stessa del reale. Ad ogni modo tale concetto è già espresso
nel πάντα ptt di Eraclito. Cfr. Chide, Lo mobilieme moderne, 1908; Do Sarlo, I
diritti della metafisica, Cultura filosofica », luglio 1912, p. 450 segg. (v.
attiniemo, attività, asione, cangiamento, encrgismo, vitaliemo). Modali
(proposizioni). T. Modal; I. Modal; F. Modales. Quelle proposizioni che
osprimono la modalità, ossia i punti di vista più generali sotto cui possono
presentarsi alla nostra intelligenza gli oggetti del pensiero. Tali punti di
vista essendo quattro, cioè la possibilità, l'impossibilità, la contingenza ©
la necessità, le proposizioni modali fondamentali, quali Aristotele stesso le
definì, sono quattro. Siccome poi ogni modo per esser affermato o negato, ad
ogni pro 715 Mop porzione modificata può
ugualmente essere affermativa ο negativa, così vi sono sedici specie di
proposizioni modali, che gli Scolastici espressero in quattro termini mnemonici
di convenzione: purpurea, iliaco, amabimus, odentuli. Le quattro proposizioni
espresse in ciascuno di questi termini sono equivalenti ed hanno lo stesso
significato: nei termini stessi A indica l'affermazione del modo e quella del
diotum; U la negazione di entrambi; ZV’ affermazione del modo e la negazione
del dictum; I viceversa. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 2, 24 b, 31; Logique de
Port-Royal, 2 p., o. VIII; Hamilton, Leotures on Logic, 1860, ο. XIV. La modalità
e una delle categorie del criticismo, sotto la quale si comprendono le tre
categorie subordinate della realtà, della necessità ο della possibilità. Questa
classificazione fu tojta da Kant dalla classificazione dei giudizi, che
rispetto alla modalità, cioò al modo onde è affermata o negata la relazione tra
predicato e soggetto, si distinguono in assertori (4 è B), apodittioi (A deve
esser B) © problematici (A può essere B). Gli assortori esprimono dunque la
realtà della relazione tra predicato © soggetto, i problematici la possibilità,
gli apodittici la necessità. Ora la realtà non è altro che il contenuto dell’
osperienza; la necessità, logicamente, è V inconcepibilità del contradditorio,
obbiettivamente 1’ unità delle condizioni non impedite; la possibilità dal
puuto di vista logico è la conoepibilità dei contradditori in quanto manca a
noi la ragione per decidere quale di esai sia vero, e dal punto di vista
obbiettivo è la presenza di parte soltanto delle condizioni necessarie perchè
una cosa sia. La classi ficazione dei giudizi secondo la modalità risale ad
Aristotele, ma egli non usò tal nome e nemmeno i suoi commentatori. Avendo poi
i grammatici detti modi del verbi le significazioni di realtà, possibilità e
necessità ottenute mediante modificazioni dei verbi stessi, i logici, da Boezio
in poi, tradussero con la stessa parola 1) espressione sopra Mop 716 riferita
dei commentatori aristotelici. Nella
psicologia, per modalità della sensazione #’ intende, dall’ Helmholtz in poi,
la natura irreducibile delle sensazioni date dai diversi organi, per cui non è
possibile il passaggio dall’ una all’altra, nd è possibile col confronto di
stabilire tra loro una maggiore o minore somiglianza, e anche un semplice
rapporto di intensità. La gualità è invece una differenza meno profonda,
cosicchè le differenze qualitative tra sensazioni della stessa modalità non
esoludono il passaggio dall’ una all’ sltra nè il confronto per giudicare della
loro maggiore o minore somiglianza e intensità (ad es. tra i colori dello
spettro). Cfr. Kant, Krit. d. r. Vernunft, ed. Kehrbach, p. 92, 202-3; Wundt,
Logik, 1893, I, 199; Trendelenburg, Logische Untersuchungen, 1864, II, 156
segg.; Helmholtz, Physiol. Optik, 2* ed., p. 778 segg., 372 segg.; Wundt,
Physiol. Poycologie, 3* ed. I, p. 491 segg. (v. intensità, qualità). ‘Modelli
(teoria dei). La dottrina, sostenuta specialmente dai fisici inglesi (Faraday,
Thomson, Lodge, Maxwell) e implicante gravi problemi gnoseologici, secondo la
quale non è possibile comprendere i fenomeni, la natura delle cose materiali,
senza formarsene una rappresentazione concreta, senza costruire un modello
meccanico che la imiti. Si oppone alla dottrina sostenuta dal Rankine, Mach,
Ostwald, Duhem, che vorrebbe invece bandire qualsiasi imagine concreta per
ridurre le teorie fisicho ad un puro sistema di nozioni astratte ο di rapporti
matematici. Il mio oggetto, dice il Thomson, è di mostrare come si possa in
ogni categoria di fenomeni fisici, che dobbiamo considerare, ο qualunque siano
questi fenomeni, costruire un modello meceanico che soddisfi alle condizioni
richieste. Quando noi consideriamo i fonomeni d’ elasticità dei solidi,
sentiamo il bisogno di presentare un modello di questi fenomeni... Io non sono
mai soddisfatto finchò non ho potuto costruire un modello meccanico dell’
oggetto che studio; se ho po 717 Mop
tuto fare un modello meccanico, comprendo; finchè non ho potuto fare un modello
meccanico non comprendo; ed è per questo che io non intendo la teoria
elettromagnetica della luce». Però, secondo altri soguaoi della stessa
dottrina, il modello non consiste in un meccanismo vero e proprio, che simula
in qualche modo i fenomeni, copianfoli, ma in una imagine simbolica del
fenomeno, tale che le conseguenze logiche di essa siano sempre le imagini delle
conseguenze necessario del fenomeno nell’ ordine naturalo; cosa possibile,
questa, appunto perchè esiste una certa armonia tra la natura e il nostro
spirito, come l’esperienza di tanti secoli oi dimostra. Da noi il Pastore,
applicando queste vedute alla logica, dà loro un più largo significato
filosofico: egli considera In ragione umana come un modello tra gli altri
modelli, che fanziona deducendo da certi principî tutte le consoguenze possibili,
allo stesso modo come il fisico mette in funzione il proprio modello per
scoprirne le proprietà; i modelli, una volta costruiti ragionano, come la mente
umana, sempre © solo in una maniera, dandoci quella stessa evidenza di verità
che il nostro pensiero riconosce al calcolo © alla dimostrazione logica
astratta. Cfr. Hortz, Die Princ. der Mechanik, 1899, Einl., p. 133 segg.;
Thomson, Notes of lectures on molecular dynamics, 1884, p. 131; Duhem, Les
théories modernes de l'électricité, 1891, p. 16; A. Pastore, Logica formale
dedotta dalla considerazione dei modelli meccanioi, 1906 ; Id., Del nuovo
spirito della scienza e della filosofia, 1907 (v. concetto, imagine,
empiriocritioimo). Modernismo. T. Modernismun; I. Modernism; F. Modernieme.
Quell’ insieme di tendenze ο di dottrine, filosofiche, teologiche © sociali,
che sono venute svolgendosi in questi ultimi anni dal seno del cristianesimo
cattolico ο protestante, mirando a porlo in armonia coi bisogni della vita ©
del pensiero moderno. Dal punto di vista filosofico ο teologico molte sono le
dottrine comprese sotto questa denoΜου
718 minazione (immanentismo,
fideismo, sentimentalismo, ecc.), derivate però quasi tutte dall’ idea fondamentale
del card. Enrico Newman del primato della coscienza ». L’enciclica Pascendi
dominioi grogis (8 sett. 1907) le condannò tutte in blooco, additandole come
sintesi di tutte le eresio, come prodotto di superbia e d’ignoranza, e
riassumendone gli errori in due fondamentali, I’ agnosticismo e l’
immanenz& vitale. Per il primo la ragione umana è ristretta interamente nel
campo dei fenomeni; .... per la qual cosa non è dato a lei d’innalzarsi a Dio,
nd di conoscerne }’ esistenza, sia pure per mezzo delle cose visibili. E da oid
si deduce che Dio, riguardo alla scienza, non può affatto esserne oggetto
diretto; riguardo alla storia, non deve mai reputarsi oggetto storico ». Negata
così la teologia naturale, i motivi di credibilità, la rivelazione esterna, la
religione non può trovarsi che nella vita, nel cuore dell’uomo; di qui l’immanenza
vitale: il bisogno del divino, senza verun atto previo della mente, secondo che
vuolo il fideismo, fa scattare nell’ animo già inclinato alla religione un
certo particolar sentimento ; il quale sia come oggetto sia come causa interna,
ha implicata in sò la realtà del divino e congiunge in certa guisa l’uomo con
Dio: A questo sentimento appunto si dà dai modernisti il nome di fede, e lo
ritengono quale inizio di religione ». Cfr. Ritschl, Reokifertiguag und
Versöhnung, 3° ed. 1888; C. Ranzoli, L’ agnosticismo nella filosofia religiosa,
1912; R. Murri, La filosofia nuova e l’enciolica contro il modernismo, 1908 ;
*** Il programma dei modernisti, risposta all’ enciclica, 1908; Tyrrel,
Modiosvalismo, 1909; Id., II cristianesimo al bivio, 1910; Laberthonnière,
Saggi di filosofia religions, trad. it. 1907; *"* Lettere di un prete
modernista, 1908; E. Newman, Lo sviluppo del dogma oristiano, trad. it. 1908.
Modificazione. T. Zustandsänderung, Modification; I. Modification; F.
Modification. In senso proprio, dicesi modificazione ogni modo che ha la sua
causa non nella natura 19 Mop essenziale del soggetto, ma è l’effetto
d’ uns causa esteriore o distinta dal soggetto medesimo. Perciò la
modificarione non va confusa col cambiamento, in quanto essa non cambia nd
distrugge la natura specifica della cosa, che non cos di essere quello che è.
Modo. T. Modus, Sohlusemodue; I. Mood, Modo; F. Mode. I modi ο aocidenti d’un
essere sono le qualità non essenziali ο mutabili, quelle che possono esistere,
non esistero e variare senza che per questo l'essere scompaia 0 cessi di essere
quello che è; le qualità essenziali si dicono invece attributi. L'estensione è
un attributo della materia; P aver essa una forma 0 un’altra è un modo. In
senso più generale per modo s'intende qualsiasi modificazione d’un soggetto.
Così Goclenio lo definisce come roi quadam determinatio; © Spinoza: substantia
affectiones, sive id quod in alio est, per quod etiam concipitur. Dicesi modo del'sillogismo la forma che egli
ha riguardo alla quantità ο alla qualità dolle due premesse e della
conclusione. Ora, le combinazioni della qualità e della quantità nei giudizi
dànno quattro specie di giudizi, indicati con le vocali 4, E, I, 0; queste
quattro specie dànno sedici combinazioni binarie; essendo quattro le figure del
sillogismo, si avranno sessantaquattro modi per tutte lo figure. Ma di questi,
quarantuno sono contrari alle regole del sillogismo e non dànno conclusione:
quindi i modi coneludenti ο cioè validi si riducono 8 diciannove, dei quali
quattro appartengono alla prima figara, quattro alla seconda, sei alla terza,
cinque alla quarta. Tali modi validi sono enunciati nei seguenti versi
mnemonici, che, con qualche variante, si trovano per la prima volta nelle
Summulæ logicales di Pietro Ispano: Barbara, Celarent, Darii, Ferioque,
Priors Cesare, Camestres, Festino,
Baroco Seounde Tertia, Darapti, Disamis,
Datisi, Felapton Bocardo, Ferison habet.
Quarta insuper addidit Bramantip,
Camenes, Dimaris, Fesapo, Fresison, L’artifizio di questi versi sta in ciò, che
le voMor 720 cali di ciascun vocabolo denotante un modo
indicano la qualità e la quantità delle premesse © della conclusione ; le
consonanti meno nella prima indicano, se sono iniziali, a qual modo della prima
figura quel dato modo si deve ridurre per dimostrarne la validità (così
l'iniziale di Calomes indica che deve esser ridotto a Celarent), se non
iniziali (e, m, p, ο) con quale operazione logica la riduzione relativa deve
esser fatta: e cioò, 4 per conversione semplice, m per metatesi delle premesse,
p per conversione accidentale, ο per proposizione contradditoria. Cfr.
Goclenio, Lezioon philosophioum, 1613, p. 694 segg.; Spinoza, Ελίσα, def. V}
Locke, Essays, 1877, 1. II, ο. XII, $4 (v. figura, premesse, termini,
conclusione e le vocali 6 consonanti indicate). Molecola. T. Moleküle; I.
Molecule; F. Molécule. La più piccola porzione di materia costituita di atomi,
alla quale’ si concepisce poter giungere nella divisione d’un corpo omogeneo,
semplice o composto, senza alterarne In natura. Secondo 1’ Eucken, la molecola
fa distinta nettamente dall’ atomo per la prima volta dal Gassendi. Da Avogadro
in poi si sogliono distinguere le molecole éntegranti, che constano di atomi,
dalle molecole costituenti, cho sono gli atomi stessi; nei corpi composti le
molecole integranti constano di molecole costituenti eterogenee, nei corpi
semplici di molecole costituenti della stessa specie. Nella chimica dicesi
molecola la quantità più piccola di un corpo che possa esistere allo stato
libero, © che è chimicamente divisibile. Il Buffon chiamava molecole organiche
i complessi atomici possedenti la capacità della conservazione ο della
riproduzione; con questo presupposto, egli considerava tutta la vita organica
come una attività di tali molecole, sviluppata per contatto col mondo esterno.
Più tardi il Lamarck, elaborando questo principio, tentò di spiegare la
trasformazione degli organismi dalle forme inferiori alle superiori con la sola
azione meccanica del mondo esterno, mediante l’ adattamento all’ ambiente. Con
significato ana 721 MoL-Mom logo il
Verworn chiama molecole biogene le particelle dotate di attività vitali
elementari, cioè di assimilazione, dissimilazione e riproduzione ; nella
concezione monistico meocanica della vita esse rappresenterebbero un ipotetico
stadio di transizione tra il formarsi delle sostanze proteiche, la cui molecola
complessa si costituisce attorno ad un atomo di carbonio, e il formarsi dei
primissimi organismi, costituiti appunto da una aggregazione di molecole
biogene. Cfr. Eucken, Geschichte der philos, Terminologie, 1879, p. 86;
Nanmann, Über Moleküle, 1872; Würtz, Histoire des doctrines chimiques, 1872;
Th. Fechner, Über die physikal. und philosophische Athomenlehre, 1864;
Svedberg, Die Existenz der Molekille, 1912 (v. atomica, vita, vitalismo,
cellulari teorie). Molteplicità. T. Vielheit, Mannigfaltigkeit; I.
Multiplicity; F. Multiplioité. Carattere di ciò che comprende elementi diversi
e separabili. È il correlativo di unéfa, senza la quale sarebbe inconcepibile,
la molteplicità non essendo altro che il complesso di più unità, Secondo alcuni
filosofi la molteplicità è 1’ essenza della natura corporea; altri invece
distinguono la molteplicità reale dalla potenziale: la prima è accidentale,
essendo il semplice rapporto di coesistenza di più oggetti, e non è proprietà
reale della natura corporea se non quand’ è possibile imaginarla
nell’estensione continus di cui il corpo è fornito (v. pluralismo, unità,
quantità). Momento. T. Moment, Augenblick; I. Moment; F. Moment. Non è che l'abbreviazione
di movimento; e siccome la durata si misura per mezzo del movimento, così nel
linguaggio comune il momento è quella parte di durata, che si misura per mezzo
del più piccolo movimento percepibile. Però questo momento si concepisce spesso
come qualche cosa di provvisoriamente statico, che rimane per un istante fermo:
quindi l’ idea comune di momento è contradditoria. Nella meccanica il momento
di una forza rispetto ad un punto è il prodotto della stessa forra per la 46 RANZOLI, Dizion: di scienza Alosofichs.
Mon 722
distanza da quel punto. Nella filosofia fa nsato spesso come sinonimo di
stadio, fase, periodo di una successione o processo di fenomeni: con ciò il
vocabolo fa condotto al suo significato etimologico. Nel sistema dell’ Hegel
gli elementi ο le esistenze diverso non sono che momenti o forme transitorie
del movimento universale dell’ Idea, la quale ha tro momenti fondamentali: idea
in sò, idea per sò o natura, idea che torna in ed o spirito. Lo spirito a sua
volts ha tre momenti: soggettivo ο individuale, oggettivo o universale,
assoluto ο divino. Cfr. Locke, Essay, 1877, 1. II, ο XIV, $ 10; Hegel,
Enoyolopädie, 1870, $ 145 (v. dialettica, istante, idea, pantetemo). Monade.
Gr. Μονάς unità; T. Monade; I. Monade;
F. Monade. Termine antichissimo, già usato da Pitagora, che nell’ unità fa
consistere il principio e l’ essenza d'ogni cosa: ἀρχήν μὲν ἁπάντων µονάδα.
Platone lo applioò poi alle idee, Sinesio e Sabellio a Dio, monado delle monadi
; Giordano Bruno fa della monade il minimum indivisibile della sostanza, monas
rationaliter in numoris, essentialiter in omnibue. Ma il termine fa reso
celebre dal Leibnitz. Questo filosofo, opponendosi al dualismo di Cartesio e al
monismo di Spinoza, sostenne che le sostanze sono più d’una e tutte attive,
cioò forze, che l'estensione non è l'essenza del corpo ma un qualche cosa di
derivato e suppone quindi gli elementi dalla cui opposizione si forms. Se anche
questi elementi sono estesi, bisogna dividerli in altri, e così via via finchè
si arrivi ai punti non più fisici ma metafisici, agli elementi primi delle
cose, alle monadi. La monade, dice il Leibnitz, non è altra cosa che una
sostanza semplice, che entra nei composti; semplice, cioè senza parti. Ed è
necessario esistano delle sostanze semplici, poichè ci sono dei composti;
infatti il composto non è che un ammasso 0 aggregatum di semplici. Ora, là dove
non ci sono parti, non ο) è nd estensione, nè figura, nd divisibilità
possibile; © codeste monadi sono i veri atomi della natura e 723
Mon in una parola gli olementi delle cose.... Non c'è mezzo per spiegare
come una monado possa essere alterata 0 cangiata nel suo interno da qualche
altra creatura, perchè non si potrebbe trasportarvi nulla, nd concepire in essa
alcun movimento interno che possa ossoro eccitato, diretto, aumentato ο
diminuito là dentro, come può avveniro nei composti dove c’è cangiamento tra lo
parti. Le monadi non hanno finestro attraverso le quali qualche cosa possa
entrare in osse © uscire. Gli accidenti non potrebbero staccarsi nd girare
fuori delle sostanze, come facevano nel passato lo specio sensibili degli
scolastici. Così, nd sostanza nè accidento può entrare dal di fuori in una
monade. Bisogna che ciascuna monade sia differente da ogni altra; poichd non si
danno mai nella natura due essori cho siano l’uno porfettamente como l’altro, ο
dove non sia possibile trovaro una differenza interna o fondata sopra una
denominazione intrinseca ». La monade è danque una forza semplice, originaria,
differenziata in sò stessa, ο non dal di faori ; quindi noi non possiamo sapere
per esperienza quale sia questa determinazione interna di ciascuna monade, ma
soltanto indurlo per analogia, attribuendo alle monadi ciò che troviamo nell’
anima nostra. E siccome nell’ anima noi troviamo la percezione ο
rappresentazione (vocaboli che per il Leibnitz sono sinonimi) così ogni monade
avrà una forza rappresentativa. Che cosa rappresenta? Sè, © tutte le monadi.
Sè, in quanto attiva, e tutte lo monadi in quanto limitata. Cfr. Diogene Laer.,
VIII, 25; Stobeo, Kol., I, 2, 58; Goclenio, Lezicon phil., 1613, p. 707; G.
Bruno, De tripl. minimo, 1591, I, 2, 4; Leibnitz, Monadologie, 1714; Id.,
Discourse de métaphysique, 1686. Monadismo. T. Monadismue; I. Monadiem; F.
Monadieme. La dottrina leibnitziana delle monadi. Essendo la monade, cioè 1’
elemento primo delle cose, un punto metafisico inesteso, una forza semplice,
originaria, differenziata in sè stessa, consogue dal monadismo il dinamismo ;
Mon 724
essendo invece I’ atomo il punto fisico, dotato di proprietà meccaniche,
la conseguenza dell’ atomismo à il meccanismo. Per monadologia «’ intende
invece qualunque trattato ο dottrina sulle monadi; tale nome fu dato dall’
Erdmann al libro del Leibnitz nel quale era esposta la dottrina delle monadi.
Mondo. Gr. Késyog; Lat. Mundus, Orbie; T. Welt; I. World; F. Monde. In senso
generalissimo V’ insieme di cid che è, la totalità delle cose e dei fatti.
Primitivamente, il sistema ordinato costituito dalle terra ο dagli astri. Nella
teologia, la vita sociale degli uomini, contrapposta alla vita spirituale ο
religiosa, considerata come il dominio degli appetiti carnali, della
dissipazione e del peccato. Mondo sensibile dicesi 1’ insieme delle cose che
sono 0 possono essore oggetto di percezione, quale 1’ individuo se le rappresenta
anteriormente ad ogni critica; mondo intelligibile è invece l insieme delle
realtà ο essenzo corrispondenti alle apparenze sonsibili, e quali 1’ esperienza
scientifica ο filosofica conduce a pensarle. Anima del mondo dicesi il
principio dell’ unità e dell'ordine del mondo, concepito per analogia con l’
anima individuale ; fu ammessa da Platone, dagli stoici, da Plotino. Monera. Il
più semplice degli organismi viventi, s00perto e descritto dall’ Haeckel. Le
monere hanno forma sferica, mobile, © risultano costituite di una piccola masss
mobile di plasma senza struttura, ο protoplasma. Si distinguono in fitomonere,
vegetali, e soomonere, animali; queste, secondo 1’ Haeckel, deriverebbero da
quelle, le quali alla lor volta sarebbero nate per generazione spontanea. Cfr.
Haeckel, I problemi dell’ universo, trad. it. 1903, p. 506 (v. generazione
spontanea, cellula, cellulari teorie). Monismo (μόνος --solo). T. Monismus,
Einkeitalehre, Monistische Weltanschauung; I. Monism; F. Monieme. Termine molto
vago, col quale si sogliono designare in genere quel sistemi filosofici che
ammettono una unità o 725 Mon identità fondamentale, e spiegano quindi
tutti i fenomeni per mezzo d’un solo principio o d’ uns sola sostanza. Fu
introdotto nella terminologia filosofica da Cristiano Wolf, che con esso
designava quelle dottrine che pongono una essenza unica di tutte le cose, sia
lo spirito puro o la pura natura: moniste diountur philosophi, qui unum
tantummodo aubstantiæ genus admittunt. In generale si oppone a dualismo, e spesso
designa la dottrina panteistica, secondo la quale il tutto è uno. Si adopera anche, in special modo nella
lingua inglese, per designare quella moderna dottrina del parallelismo
psicofisico, secondo la quale l’anima e il corpo, la coscienza © il cervello,
il mondo dello spirito e quello dei corpi, si sviluppano come espressioni
differenti di un solo e med essere: dato, da un lato, il parallelismo © la
proporzionalità esistenti tra l’ attività cosciente e l’attività cerebrale, e
riconosciuta, dall’ altro, la differenza tra queste due forme di attività, si
conchiude che entrambe devono avere per base una identità fondamentale, che si
esprime sotto una duplice forma. Il
monismo psicofisico differisce dal moniemo materialistioo, secondo il quale lo
spirito non è che una forma o un prodotto del corpo, e dal moniemo
spiritualistico, secondo il quale il corpo non è che una forma o nn prodotto d’
uno ο più esseri psichioi. Monismo
concreto chiama 1’ Hartmann la propria dottrina, secondo la quale solo gli
attributi dell’ essere sono vari ο molteplici; © moniemo energetico 0 energiemo
dicesi la dottrina dell’ Ostwald, per la quale non v’ha che una sola realtà,
l'energia, di cui materia, gravitazione, calore, elettricità e pensiero non
sono che modi. Moniemo meccanico è }
espressione con cni viene indicata la dottrina di Ernesto Haeckel, secondo il
quale la forza e la materia, in virtà della loro inseparabile unione, sono i
due principi primitivi di ogni esistenza; Dio è identico al mondo; nulla è
superiore alla natura; ogni atomo, come centro di forza, è dotato di un’ anima
costante, di movimento e di sensibiMon
726 lità: dai loro incontri
fortuiti ο dallo loro combinazioni si formano le anime-molecole (inorganiche) e
le animo dei protoplasmi molecolari (organiche) o da queste risultano le
anime-cellule; l’anima umana non è che la somma delle anime elementari delle
cellule. Con l’ espressione di monismo
concettuale vien designata la dottrina del De Roberty, secondo il quale non v’
ha alcuna distinzione fra spirito © materia, tra mondo esterno © mondo interno,
uniti da un rapporto di perfetta uguaglianza; il movimento non è che uno degli
aspetti dell’osistenza successiva © discontinua, è tempo oggettivato, coscienza
proicttata nello coso che riempiono il fuori di noi; il monismo meccanico non à
che una ripercussione del monismo logico.
Il Fouillée e il Guyau chiamano il proprio monismo immanente e
naturalista, per distinguerlo da quello dello Spencer che essi designano come
trascendente © mistico: secondo il Fouillée, il pensiero e il suo oggetto non
sono che un’ unica entità; ogni cosa contiene già il germe del pensiero o delle
volontà che in noi si manifestano; la volontà dispersa in tutto l’ universo non
ha che da riflettersi progressivamente su sè stessa, ed acquistare così una
maggiore intensità di coscienza, per divenire in noi sentimento e
pensiero. hegeliana, infine, la parola
monismo è adoperata a designare quel sistema generale di filosofia, che
concilia le antitesi in una sintesi superiore. In senso analogo, per
opposizione a pluralismo, dicesi monismo I’ idealismo inglese d’origine
hegeliana, specio quello del Bradley, che afferma l’unità del mondo,
l’esistenza dell’ assoluto, 1 intelligibilità essenziale dell’ essere, il
carattere puramente apparente e superficiale della molteplicità sensibile,
dell’individualità e della durato. In un
senso molto più largo, in quanto designa non una dottrina ma una tendenza
generale, è inteso il monismo dalla rivista The Monist », fondata nel 1900 da
Hegeler ο da Paul Carus per sostenere questi concetti: 1° sopra ogni oggetto
non esiste che, una verità 727 Mox sols, determinata virtualmente dal
principio, intemporale, indipendente da ogni desiderio e da ogni azione
individuale; 2° tutte le verità concordano tra di loro, qualunque sia il loro
dominio e la loro origine ; 3° la conoscenza scientifica © la fede religiosa
possono essere conciliate integralmente senza nulla perdere del loro contenuto
essenziale. Cfr. Cr. Wolff, Peychologia rat., 1732, $ 32; MASCI (vedasi), Il
materialismo psico-fisico; Haeckel, Der Monismus ale Band swischen Religion u.
Wissenschaft, 1893; Eucken, Die geistige Sirömungen dor Gegenwart, 1909, sez.
C, cap. I; Ostwald, Die ‚Energie, 1908; Id., Vorlesungen über
Naturalphilosophie, 1901; Güschel, Der Monismus des reinen Godankens, sur
Apologie der gegenwärtigen Philosophie, auf dem Grabe ihres Stifters, 1832;
Wartenberg, Die monistische Weltanschauung, 1900; A. Fouillée, La pensde et les
nouvelles écoles anti-intelleotalistes, 1911; Le volontarisme intelleotualiste
de M. Fouillée, in Rev. philosophique >, gennaio 1912; e in The Monist >,
Haeckel, Our monism, 1912; Morgan, Three aspects of monim, 1894; Woods
Hutchinson, The Holiness of instinct, 1896; R. Benzoni, Esame orit. del
concetto moniatico ο pluraliatico del mondo, 1888; G. Nicolosi, La psicologia
del monismo, 1899; Ardigd, Monismo metafisico e monismo scientifico, in Opere
fil., IX, p. 426 segg. (v. anima, assioma d’eterogenoità, ideo-forse,
materialiemo, spiritwalismo, 600.). Monofisiti. T. Monophyeiten; I.
Monophysites; F. Monophysites. Setta di eretici cristiani, che neguvano a Gesù
Cristo la duplice natura umana e divina, sostenendo aver posseduto soltanto la
seconda. Cfr. Dorner, Christliche Glaudenslehre, LI, 1880. Monogenismo. T.
Monogenismus; I. Monogenism; F. Monogénisme. Dicesi così, in opposizione a
poligenismo, la dottrina ortodossa che ammette che tutte le razze umane
derivano da un solo centro di produzione, e furono determinate dall’ influenza
dell'ambiente nel breve spazio di tempo trascorso dalla creazione del mondo,
conforme all’ attestaMox 728 zione della Bibbia (Genesi). Tutte lo razze
umane discenderebbero infatti da una sola coppia, Adamo ed Eva, e poi dalle tre
coppie salvate dal diluvio; ο tutte le specie animali discenderebbero pure da
un numero corrispondente di coppie salvate nello stesso tempo. Fra gli ultimi e
più autorevoli difensori dell’ unità della specie umana è da ricordare il De
Quatrefages, secondo il quale le specie zoologiche sono immutabili nel loro
tipo fisico © delimitate nelle loro circoscrizioni dal loro carattere
d’omogenesia nel proprio seno ο d’eterogenesia al di fuori; l’uomo sarobbe
stato creato, da principio, in condizioni sconosciute, per I’ intervento d’ una
volontà soprannaturale; le razze umane non sono che varietà dovute all’
influenza dell’ ambiente ο agli inoroci; per il loro posto elevato © la
religiosità che è soltanto loro propria, esse occupano nella serie zoologica un
posto a parte, il regno «mano. Col comparire successivo dolla dottrina del
trasformismo, il problema dell’ unità ο della molteplicità della specie ha
perduto ogni importanza, ο meglio, va posto in altri termini: dato che le
specie variano all'infinito passando dall’ una all’ altra per una infinità di
transizioni, © ammessa la derivazione dell’uomo da qualche forma animale
anteriore (scimmie), resta a vedere se i tipi umani elementari sono usciti da
più antenati pitecoidi o antropoidi, o derivano da un solo ceppo rappresentato
da un solo dei loro generi. I partigiani del moderno monogenismo sostengono
questa seconda ipotesi, che sembra però suffragata da ùn numero minore di prove
dell'ipotesi contraria. Col nome di monogenismo 0 monogonia si dosigna anche
quel modo di generazione animale, che consiste nella separazione dal corpo dell'individuo
generatore di una parte di esso, che si sviluppa poscia così da dar luogo ad un
nuovo individuo. Cfr. A. De Quatrefages, La spocie umana, trad. it. 1871; Id.,
Rapport sur le progrès de Vanthropologie, 1867; Id., Leçons professées au
Muséum, Revue des cours scient. », 1864-1868 (v. poligenismo). 729
Mon Monoideismo. T. Monoideismus; I. Monoideism; F. Momoïdeisme.
Vocabolo cresto dall’ Horwiez, col quale si designa quello stato psicologico,
proprio del sogno, dell’ estasi € del sonno ipnotico, in cui una sola idea ο
rappresenta zione prevale, e quindi un solo ordine di associazione mentale. Il
Ribot lo adopera per indicare lo stato di concentra zione e d’ organizzazione
della coscienza intorno ad una idea dominante, che à proprio dell’attensionc;
ma si usa anche per indicare lo stato patologico dell’ ides fissa. Cfr. Pierre
Janet, Nevroses ot idées fizes, 2° ed. 1904; Preyer, Die Entdeckung des
Hypnotismus, 1881, p. 14 segg., 81; A. Lehman, Die Hypnose, 1890, p. 44 segg.
Monolatria. Secondo alcuni storici della religione, il monoteismo sarobbe stato
preceduto nell’ evoluzione del sentimento religioso dalla monolatria, cio’ 1’
adorazione di un solo idolo. Monomania. T. Monomanie; I. Monomania; F.
Monomanie. Anomalia mentale, in cui l'intelligenza e |’ affottività sono
alterate in un solo e determinato ordine di sentimenti e di idee, rimanendo
sane in tutti gli altri. La psichiatria moderna ha abbandonato il nome e il
concetto di monomania, dovuto dall’ Esquirol; essa la considera come un semplice
gruppo di sintomi della follia degenerativa, comprendendoli tutti sotto il nome
di passia impulsiva, o, come vorrebbe il Morselli, di parabulie costitusionali
coatte. Tra le forme più comuni sono da ricordarsi la cleptomania, ο tendenza
morbosa e irresistibile al furto; la dipsomania, impulso a bere specialmente
bevande forti od alcoliche; l’onomatomania, bisogno imperioso di ripetere una
parola sempre presente alla monte, o tendenza ad attribuire a certe parole un
significato funesto ο una influenza preservatrice ; la piromania, impulso ad
appiccare incendi; la olastomania, impulso a compiere atti di distrazione; la
monomania suicida, quasi sempre ereditaria e manifestantesi alla stessa età nei
vari individui della stossa famiglia; Mon
730 1a monomania omicida, che si
attua con la mancanza di qualsiasi motivo per spiegar l’atto ο alla quale
l’ammalato, che ne comprende tutta l’orridezza, non sempre è capace di
resistere; costituite tutte da impulsi irresistibili a fare qualche cosa senza
averne chiaro motivo. Cfr. Esquirol, Des maladies mentales, 1839; Prichard,
Treat. on Insan., 1836, p. 26 segg.; Krafft-Ebing, Psychiatrie, 1883; Ribot, Le
maladies de la volonté, 1888; Morselli, Manwale di som., t. II, p. 635;
Tamburini, Monomania impulsiva, Riv. di freniatria >, 1877. Monoteismo. Gr.
μόνος = solo, $aög--Dio; T. Monotheismus ; I. Monotheiem; F. Monothéieme. La
credenza in un Dio unico e solo; non è da confondersi con l’enofeirmo, che è
quel primissimo stadio della religione in oui si adorano oggetti diversi presi
a volta a volta isolatamente come rappresentazioni di un Dio. Si oppone al
dualismo orientale, che è la credenza în due principi supremi, ugualmente
primitivi e irreducibili, il principio del bene © quello del male; © al
politeismo, cioè la credenza in più divinità. Becondo aleuni il monoteismo
conterrebbe come sue spocie il panteismo, il teiemo.e il deismo; però,
quantunque la parola monoteismo non implichi nd escluda V idea della
personalità, contiene almeno l’idea di unità, e la forma più alta e più reale
di unità di cui noi abbiamo esperienza è la personalità; quindi, allorchè si
parla di monoteismo sì pensa sempre, e con ragione, a un solo Dio personale. L'
Haeckel distinguo un monoteismo naturalistico e un monoteismo antropistioo: il
primo consiste nell’ incarnazione di Dio in un fenomeno della natura solenne,
dominante su tutto (sole, luna); il secondo consiste nell’ umanizzazione dell’
ente supremo, al quale, sia pure in forma altissima, sono attribuiti
sentimenti, pensieri e attività come ul? uomo. Cfr. P. D’ Ercole, II toismo,
1884; Haeckel, I problemi dell’ unicerao, trad. it. 1908, p. 384 segg.;
Höffding, Filosofia della religione, trad. it. 1909, p. 148 sogg. (v.
elioteismo, monolatria, mosaiciemo). Il montanismo e una setta cristiana del secondo
secolo, fondata da Montano, che combinsva la credenza nella continuità dei doni
miracolosi degli Apostoli e nella ispirazione personale di Montano, con
l'attesa della prossima seconda venuta di Cristo e la pratica di un rigoroso
ascetismo. Cfr. Bonwetsch, Geschichte d. Montaniemus, 1881. Morale. Gr. Ἠθικός:
Lat. Moralis; T. Sittlich, ethisch, moralisch; I. Moral, ethical; F. Moral. Può
significare tanto ciò cho è conforme alla morale, quanto ciò che riguarda sia i
costumi, sia le norme d’ azione ammesse in una data epoca in una doterminata
società. Opposto a fisico, materiale, corporale, indica ciò che è relativo allo
spirito e alla coscienza; opposto a logico o a intellettuale ciò che riguarda
l’ azione e il sentimento. Dicesi giudizio morale quello che si pronunzia sopra
il valore etico d’una azione; argomento morale quelle provo tradizionali del
libero arbitrio © dell’esistenza di Dio che si ricavano dall’ esigenza morale;
senso morale il particolare sentimento che fa distinguere il buono dal cattivo,
il giusto dall’ingiusto; statistica morale quel ramo della statistica che si
occupa delle azioni volontarie dell’uomo; pazzia morale una perversione
patologica della coscienza e del carattero morale, senza alterazione notevole
delle funzioni intellettuali ο specialmente senza illusioni o allucinazioni.
Cfr. Cabanis, Rapports du physique et du moral de l'homme, 1802 ; Kant, Krit.
d. prakt. Fernunft, ed. Reclam, p. 149 segg.; Quetelet, Physique s0ciale, 1869;
Drobisch, Die moraliste Statistik, 1867; F. Hutcheson, Inquiry into the
original of our ideas of beauty and virtue, 1725; Delbrück, Die pathologische
Lüge, 1891; Bleuler, Über moralische Idiotie, Vtljsch. fur gerichtl. Med. »,
1898. Morale. T. Sittenlehre, Hthio; I. Ethice; F. Morale. O filosofia morale o
etica, è quella parte della filosofia che determina le leggi della condotta
umana; essa infatti ha per oggetto di stabilire il fine verso il quale devono
rivolgersi Mor 782 le azioni degli individui, ο di giudicare in
qual rapporto stiano le azioni stesse col conseguimento di quel fine. Si
definisce anche la teoria razionale del bene ο del male; oppure la scienza
della volontà e della condotta morale. Si sogliono distinguere: la morale pura,
o toorioa, 0 generale, che tratta dei principî generali, della natura ed
essenza del bene morale; la morale pratica, o speciale, o applicata, che è
l'applicazione dei principi generali ai casi partico lari, lo studio dei mezzi
atti a raggiungere il bone morale, a mantenerlo e a svolgerlo; la morale
eudemonologica, che tratta della folicità che consegue al bene morale; la
morale psicologica, che studia l’azione morale nel suo moccanismo interno,
nelle suo basi psichiche, e cioè la coscienza morale, il sentimento morale, la
volontà, il carattere e In personalità morale ; la morale sociale, che studia
l’ azione stessa nelle sno basi e nei suoi fattori esterni o sociologioi, il
costume, la famiglia, le classi sociali, lo stato, eoc. Si suole infine
distinguere la morale individuale, che tratta dei doveri verso sò stessi, dalla
morale sociale che tratta dei doveri verso gli altri, e dalla morale religiosa
che tratta dei doveri verso Dio; questa parte della morale che tratta dei
doveri dicesi anche morale deontologica ο deontologia. Quanto alla
classificazione dei diversi sistemi di filosofia morale, ricorderemo anzitutto
quella acutissima del nostro Rosmini, cho partendo dal principio che la
moralità risiede nel rapporto di convenienza che passa tra l'ordine razionale e
l'ordine fisico, divide tutti i sistemi in soggettivi e oggettivi; alla prima
categoria appartengono quei sistemi che traggono comunque il principio della
morale dagli elementi costitutivi della natura umana, siano questi le forzo
fisiche, le tendenze sensitivo-animali o le inclinazioni ο affezioni razionali
(edonismo, materialismo, sensismo, sentimentaliamo, associazionismo,
utilitariemo, eudemonismo, ecc.); alla seconda categoria appartengono quei
sistemi che pongono l'imperativo della moralità, la forza obbligante del prin
133 Mor cipio morale in qualche cosa di
estraneo e superiore all’ uomo (ontologismo, morale teologica, legiemo, ecc.).
Una classifica zione meno minuta, ma fatta con uno spirito sasai più eritico e
positivo, è quella del Wundt, che, ponendosi dal punto di vista del fine
imposto alla condotta umana, dietingue i sistemi morali in eferonomi ο
autoritativi, nei qnali il fine della condotta è imposto da un comando
esteriore, © in autonomi nei quali il fine stesso soaturisce dalle disposizioni
originarie e da condizioni materiali di sviluppo; gli autonomi si dividono alla
lor volta in evolusionistici ο eudemonistici, a seconda che 1’ azione morale fa
parte di una evoluzione il cui termine ultimo è lo scopo veramente supremo
dell’ attività, ο ba invece per scopo il possedimento di beni immediati che 1’
individuo stesso ο i suoi compagni devono godere; infine ambidue questi sistemi
si dividono in individualisti © universalisti, a seconda che i beni o la
perfezione da conseguire si restrihgono all’agente ο si estendono a tutti i
soci e all’ umanità. In questi ultimi tempi una geniale e comprensiva
classificazione fu proposta da Giovanni Vidari che, distinte le dottrine morali
in metafisiche © scientifiche, a seconda che poggiano la morale sopra una
concezione filosofica del mondo e della vita o sullo studio dei fatti, divide
le prime in materialistiche, pantetatiche © teistiche, le seconde in
individualietiche-psicologiche © sociologiche; la concezione materialistica dà
luogo all’edonismo individuale (Epicuro, D’Holbach), la panteistica all’ edonismo
universale se il panteismo è materialistico (stoici, Spinota) all’ odonirmo
universale se è idealistico (Hegel), la teistica al perfarioniemo (Leibnitz) ο
all’ edonismo individuale (Paley); le concezioni individualiste psicologiche
(Bentham, 8. Mill, Bain) hanno per carattere comune di proporsi la ricerca non
della natura del bene, ma degli impulsi e dei processi dai quali la moralità
deriva; le concezioni sociologiche, allargando I’ indagine dall’ individuo alla
specto e alla società, danno Inogo al biologiemo (Spencer, Stephen) Mor 734 al
determiniemo economico (Marx, Loria) e alle dottrine storico-psicologiche
(Ardigd, Wundt, Höffding, Baldwin, Paulson, 000.) che sono oggi le prevalenti ο
cercano di stabiliro le basi scientifiche della morale dallo studio delle
condizioni storiche di sviluppo della vita associata, considerata sotto
l'aspetto psicologico. Cfr. Ständlin, Gesch. 4. Moralphilosophie; Sidgwick,
Outlines of the history of Etichs, 1886; Id., The methods of ethics, 2* od.
1877; Lecky, History of european morale, 2* ed. 1869; Wundt, Ethic, 2° ed.
1892; Paulsen, System der Ethio, 3" ed. 1893; Rosmini, Principî della
scienza morale, 1857; Id., Storia comparativa e critica dei sistemi intorno
alla morale, 1837; Ardigd, La morale dei positivisti, 1892; L. Friso, Filosofia
morale, 1893; Vidari, Etica, 1902 ; Marchesini, La dottrina positiva delle
idealità, 1913. Moralismo. T. Moralismus ; I. Moraliem; F. Moraliame. Opposto a
immoraliemo, il riconoscimento d’ una legge morale obbligatoria. In senso
generale, ogni dottrina o tendenza etica, che considera la perfezione morale
non soltanto come l’idealo supremo, ma anche come la suprema renltà. Questa
dottrina proviene forso dalla influenza esercitata dalla filosofia di Kant, il
quale elevò per primo la perfezione morale al di sopra di tutte lo realtà
possibili e di tutte le nozioni concepibili, ponendola come irreducibile a
tutto il resto e come fondamento di tutto il resto. Fichte chiama la propria
dottrina moralismo puro, in quanto pono a fondamento supremo della filosofia
una legge dell’ azione ο non dell’ essore. In quest’ ultimo senso il moralismo
coincide, nella speculazione contemporanea, con 1’ cnergismo, l’attivismo, l’
idealismo etico; una delle sue forme più caratteristiche è il moralismo
umanistico, il quale parte dal concetto che l’uomo, essendo un essere sociale e
morale, deve subordinare al dovere sia il conoscere che l’agiro, pur
riconoscendo la distinzione tra la verità e la virtù, tra l’ essere e il
dovere. Cfr. Krug, Handbuch. d. Philos., 1832, p. 271; Fichte, Darstellung der
Wissenschaftslehre, 1801, 735 Mor $ 26; A. Fouillée, Le moralismo de Kant
et l'amoralieme contemporain, 1905; Id., Nietzsche οἱ Vimmoralieme, 2° ed. 1902
(v. attivismo, energiemo, prammatiemo). Moralità. T. Sittliohkeit; I. Morality;
F. Moralité. Si può definire come la conformità soggettiva © spontanen all’
ideale morale; si distingue © in parte si contrappone alla legalità, che è In
conformità oggettiva alla logge giuridica. La determinazione dei caratteri
della moralità, ο In sua distinzione dal diritto, costitnisco una dello
questioni più importanti e più discusse dalla filosofia etico-ginridica.
Secondo la dottrina di Kant, che forse è ancor oggi la più aocettata, si è nel
dominio della moralità quando si ubbidisce alla legge per un sentimento
interno, che ci spinge a compiere il dovere per il dovore, si è inveco nel
campo del diritto quando si compie nn dovere non per un impellente motivo
psicologico, ma per la coazione propria delln legge ο per altre cause. Secondo il
Romagnosi la moralità non mira, come il diritto, a rafforzare la colleganza ma
a santificare la umanità; ha una maggiore estensiono del diritto, contemplando
l’uomo in tutte le sue posizioni e relazioni; considera soprattytto gli eterni
motivi doi volori umani gli effetti buoni o cattivi che ne derivano. Secondo lo
Spencer, nella sfera della moralità impera la beneficenza positiva ο negativa,
mentre in quella del diritto domina la giustizia, che impone doveri
esclusivamente nogativi; la beneficenza, che è sempre libera e spontanen,
rappresenta una leggo secondaria e deve rimanere una funzione privata, in
quanto mira ad aumentare la prosperità sociale, mentre la giustizia rappresenta
la legge primaria dell’ armonica cooperazione sociale, e viene perciò imposta
coattivamente dallo Stato. Secondo l’Ardigò, infine, tanto ‘ la moralità cho il
diritto germogliano dallo idenlitä socia] ma mentre la giustizia propriamente
detta (cioò quella esercitata dallo Stato, con sanzione punitiva e
responsabilità corrispondente) importa nell’ individuo subordinato
P’idenMor-Mos 736 lità corrispondente al dorere giuridico, la
giustizia impropriamente detta (cioò quella delle reazioni della convenienza,
con sanzioni indefinite e responsabilità morale) importa negli individui
coordinati lo idealità corrispondenti al dovere morale. Cfr. Kant, Krit. d. pr.
Vern., 1878, p. 37, 39 segg.; Spencer, The data of ethics, 1879; Romagnosi,
Gemosi del diritto pubblico, 1805; Ardigd, Opere fl., I, 211 segg., IV, 18
segg. Morfinismo. T. Morphiumsucht; I. Morphiniem ; F. Morphinisme.
Intossicazione cronica, accompagnata da disturbi psichici 6 determinata dall’
uso continuato della morfina. L'azione paralizzante di codesto veleno sull’
apparato neuromuscolare, modifica profondamente il carattere dei malati,
indebolendone la memoria e la volontà, rendendoli proclivi all’ ozio ο alla
fantasticheria, ο determinando talora il sorgere di allucinazioni tattili e
cenestetiche ; anche la sfera affettiva viene alterata, i sentimenti familiari
ο morali si ottundono, fino a condurre talvolta ad azioni delittuose. Cfr.
Levinstein, Die Morphiumeucht, 3° ed. 1883; Pichon, Le morphinieme, 1890; J.
Finzi, Compendio di peiohiatria, 1899, p. 84, 87. Morfologia. T. Morphologie;
I. Morphology; F. Morphologie. Scienza che studia le forme degli animali e dei
vegetali, la loro struttura, il loro significato e la loro origine. Tali forme,
già spiegate o mediante una forse soprannaturale creatrice, o per mezzo della
forea vitale ο della causa finale, si considerano nella moderna biologia
evoluzionistica come somplici fenomeni naturali spiegabili per mezzo di leggi
meccaniche. Cfr. Haeckel, Gen. Morphologie, 1868. Mosaicismo. Il monoteismo
giudaico, quale fu fondato da Mosd sedici secoli avanti Cristo, © il oui valore
storico consiste nell’aver dato origine alle due grandi religioni mediterranee
che dominano il mondo: il cristianesimo e il maomettismo. Gli studi di storia
comparata delle religioni hanno ormai assodato che anche il monotelrmo giudaico 737
Mor è il prodotto d’ una lunga evoluzione, le cui fasi pit importanti
furono prima 1’ animismo poi il politeismo. Cfr. Gruenesein, Der Ahnencultue n.
die Urreligion Yeraels, 1900; Charles, 4 critical Aystory of the doctrine of a
future life in Israel, 1900; E. Ferrière, Paganisme des Hébreux juequ'à la
captivité de Babilone, 1890. Motivo. T. Motir, Beweggrund; I. Motive; F. Motif.
In generale ciò che muove; psicologicamente ogni impulso che produca ο tenda a
produrre un'azione. Negli antecedenti della volizione, si dicono motiri, per
distinguerli dai moDili, i fenomeni intellettivi (rappresentazioni) che entrano
in conflitto e determinano quindi l'atto volontario ; i moDili sono invece i
fenomeni affettivi, che s’ accompagnano sempre, secondo alcuni psicologi, agli
intellettivi. Cr. Wolf definisco i motivi come ratio suffioiene volitionis ao
nolitionis. Per Holbach sono motivi gli oggetti esteriori o le idee interiori
che fanno nascere codesta disposizione (di volere) nel nostro cervello ». Per
il Bentham sono motivi in senso largo tutte le cose che possono contribuire a
far sorgere qualsiasi specie d'azione, o anche a presentarla »; în senso
stretto qualunque cosa che, influenzando la volontà di un essere sensitivo, è
supposta servire come mezzo por determinarlo ad agire, o per trattenerlo
volontariamente dalVagire in qualsiasi ocensione ». L’ Hüffding distinguo il
motivo come forza determinante differente da noi e dalla nostra natura, dal
vero e proprio motivo volontario, che non è che noi stessi presi sotto una
forma o sotto una faccia detorminata: I nostri motivi sono delle parti di noi
stessi, che appartengono ora al nostro io reale, ora al lato del nostro essere
più vicino alla periferia ». Il Wundt distingue i motivi attuali dai
potenziali: Noi chiamiamo attuali tutti quei motivi che raggiungono
concretamente una efficacia nel volere, potenziali invece quelli che, in quanto
elementi della coscienza poveri di sentimento, rimangono inefficaci ». Il Sergi
definisce i motivi come gli stimolanti della vo47 Raxzout, Dizion. di scienze filosofiche.
Mor 738
lizione, quando sono passati nella coscienza dell’ agente sotto una
forma psichica ». Cfr. Wolff, Psyohologia empirica, 1738, $ 887 ;eBentham,
Introd. to the prino. of moral, 1823, p. 161 segg.; Höffding, Peyohologie,
trad. franc. 1900, p. 450; Wandt, Etik, 1892, p. 440; Sergi, La psyohol.
physiologique, trad. frano. 1887, p. 419. Motore. T. Beweger, Bewegend ; I.
Mover, Motor; F. Moteur. In generale, ciò che muove. Come sostantivo si usa
quasi solamente per tradurre I’ espressione aristotelica: τὸ πρῶτον κινοῦν, τὸ
κινοῦν ἀκίνητον, il primo motore, il motore immobile, cioò Dio, che è causa
d’ogni mutamento ο d’ogni divenire nel mondo, senza essero egli stesso s0ggetto
ad alcun mutamento: C’ ὃ qualche cosa che muove eternamente;... è un essere che
muove sonza esser mosso, essere eterno, essenza pura, © attualità pura. Ora,
ecco come esso muove. Il desiderabile ο l’ intelligibile muovono senza esser
mossi; e il primo desiderabile è identico al primo intelligibile. Poichè
l'oggetto del desiderio è ciò che par buono, e l’oggetto primo della volontà è
ciò che è buono, Noi desideriamo nna cosa perchò ci sembra buona, piuttostochò
ci sembri tale perchè la desideriamo. II principio, qui, è dunque il pensiero;
ora, il pensiero è messo in movimento dall’ intelligibile... L'oggetto immobile
muove come oggetto dell’amore, e ciò ch’ esso muove imprime il movimento a
tutto il resto. Ora, per ogni essere che si muove ο) ὃ possibilità di
cangiamento. 1 essere che imprime questo cangiamento è il motore immobile. Il
motore immobile è dunque un essere necessario; ο, in quanto necessario, è il
bene ». Diconsi centri ρείσο-πιοίογέ, o
semplicemente centri motori, o sono motrici, quelle regioni della corteccia cerebrale
che presiedono ai movimenti diversi del corpo. La loro esportazione o
distruzione determina delle paralisi, la cui estensione corrisponde
all’estensione della zona corticale distrutta. Sul’ esistenza di zone motrici
distinte dalle sensorie, sembrano concordare i fisio 739 Mor-Mov logi, i quali però discordano circa
l’ ubicazione delle zone stesse. Diconsi
fibre motrici ο efferenti quelle che trasmettono l’impulsione nervosa
centrifuga ai muscoli e alle ghiandole; sensazioni motrici ο cinestetiche le
sensazioni che accompagnano i movimenti del corpo, dovuti alla contrazione dei
muscoli o alla trazione esercitata sni legamenti muscolari ; imagini motrici le
sensazioni stesse che si riproducono senza lo stimolo periferico che
direttamente le provochi; memoria motrice la memoria dei movimenti ;
imaginazione motrice, quel tipo d’imaginazione che consiste nel predominio
delle imagini di movimento ed è specialmente caratterizzata, per quanto
riguards le parole, dal fatto che l'individuo le rappresenta sotto la forma dei
movimenti d’articolazione con cui le pronuncerebbe. Cfr. Aristotele, Metaph.,
III, 8; XI, 6-7; Albertoni ο Stefani, Fisiologia umana, ed. Vallardi, p. 590
segg.; Ribot, Maladies de la colonté, 153 ed., cap. III; Haffding, Peychologio,
1900, p. 235 segg. (v. localizzazione). Motorium commune. Per analogia al
sensorium commune, alcuni psicologi designano così quell’ insieme di centri
motori cerebrali, che si troverebbero nella parte parietale © nella posteriore
della corteccia corebrale, ο la cui stimolazione per parte dei centri percottivi
ο ideativi, posti nella parte anteriore del cervello, dà luogo ad uns corrente
centrifaga, che determina i movimenti volontari. Il motorium commune sarebbe
quindi un magazzino di movimenti virtnali organizzati. Cfr. Bastian, Le cerveau
organe de la pensee, trad. franc. 1888, vol. II, p. 169-200. Movimento. T.
Bewegung; I. Morement, Motion; F. Mourement. Cambiamento di posizione nello
spazio considerato in funzione del tempo e possedente quindi una velocità
definita, Si sogliono distinguere tre specie di movimenti : quelli dei corpi
formanti una massa più o meno coerente, che è trasportata da un luogo dello
spazio ad un altro; quelli che si prodncono nell’ interno di un corpo Mov 740 di
cui l'insieme continua ad occupare relativamente lo stesso luogo di spazio, ma
di cui le molecole e gli atomi si muovono; quelli del fiuido (etere) che si
suppone riempiro gli intervalli che separano i corpi gli uni dagli altri, e le
molecole o gli atomi di ogni corpo. Il movimento è di sua natura continuo,
poichè se un punto materiale è trasportato da una posizione ad un’altra, deve
passare necessariamento per tutti i ponti della linea che unisce le due
posizioni considerate. Il movimento dicesi assoluto quando è riferito a degli
oggetti realmente fissi nello spazio; è rélatiro se è riportato ad oggetti
considerati come fissi dall'osservatore, ma trasportati con lui in un movimento
comune. Questa distinzione è però affatto teorica, non essendo il movimento
assoluto cho un’ astrazione: infatti nell’ universo quale ci è dato dall’
esperienza non esiste un punto realmente fisso οὗ al quale si possa riportare
In posizione degli altri punti. Dicesi movimento istantaneo quello compiuto da
un corpo solido durante un tempo infinitamente piccolo; uniforme quello in cui
gli spazi percorsi sono proporzionali ai tempi impiegati a percorrerli ;
uniformemente rariato quello in cui la velocità cresce ο decresce di quantità
proporzionale ai tempi. Il concetto del
movimento comincia ad assumere importanza nell’ esplicazione della natura già
con i primi filosofi greci, con Eraclito che lo pone come essenziale della
realtà, con la scuola eleatien ο con Zenone, che lo nega mediante argomenti
ancor oggi discussi, con Democrito, che lo considera una proprietà originaria
dell’atomo, con Platone che lo distingue dal cangiamento, infine con
Aristotele, che lo introduco a spiegare il momento del passaggio dalla potenza
all’energia. Per Aristotele il movimento non è il puro cangiamento esterno di
Inogo, ma ogni processo di passaggio dalla materia alla forma, che presuppone
però sempre, nell'incontro del fattore attivo col passivo, un mutamento anche
spaziale, cosiechè in questo senso il movimento consiste alla nl Mov fine nell’attività della forma che è
nella materia; è il movimento che fa passare 1’ essenza ο il contenuto della
materia dallo stadio della pura possibilità alla realtà. Il movimento, quindi,
è già energia, essendo il processo d’ attuazione di ciò che nella materia
esisto come disposizione ; ed è anche, per lo stesso motivo, il passaggio da
uno stato al sno opposto. Aristotele distingue poi queste specie di movimento ©
cangiamento: il quantitativo, 0 d’ accrescimento e diminuzione; il qualitativo,
ο di trasformazione d’ una sostanza © d’uno stato in un altro; e lo apasiale; ο
di traslazione, che è continuo (συνεχής) © può essere rettilineo, circolare e
misto. Gli scolastici accettarono quasi tutti la concezione aristotelica del
movimento: Movers est ezistere do potentia in actum, dice Β. Tommaso; movens
dat id quod habet mobili, inquantum facit ipsum esse in actu. Cartesio non
ammetto invece altro movimento che quello di traslazione, come proprietà della
materia sia animata sia inanimata, e lo definisce : actio qua corpus aliquod ex
uno loco in alium migrat. Egli vuol costruire con figura 6 movimento tutta la
realtà fisica, considerando quest’ultimo come il fenomeno che contiene la
spiegazione di tutti gli altri; ammettere invece delle, novembre 1899. Neutri
(stati). Gli stati psichiei caratterizzati dalla indifferenza del sentimento, e
ciod privi di qualsiasi stato di piacere o di dolore. Molti psicologi negano
l’esistenza di tali stati, poichè, secondo essi, ciò condurrebbe ad ammettere
implicitamente la discontinuità della vita psichica, la quale è invece
costituita da un flusso continuo di piaceri e di dolori. Fra coloro che
ammettono l’esistenza degli stati neutri si possono distinguere due indirizzi
diversi: gli uni sostengono col Wundt che essendo il piacere e il dolore i due
poli opposti della coscienza, si dovrà andare dall’ uno all’altro passando per
uno stadio di assoluta indifferenza; gli altri, come il Bain, si appoggiano
sull’esperienza interna, che ci attesta l’ esistenza di molti stati privi
affatto di tono e colorito sentimentale. Cfr. Reid, Intellectual Powers, 1863,
p. 311; Wundt, Grundzüge der physiologischen Psychologie, 1893; Höffding,
Psychologie, trad. franc. 1900, p. 380 segg.; Horwiez, Psychol. Analysen, 1878,
II, 2, p. 26; A. Bain, The emotions and the will, 1865, p. 13. Nevroglia o
cemento nervoso. È un tessuto di sostegno che tiene fermi gli elementi nervosi
centrali e degli organi di senso. Consta di cellule speciali molto ramificate:
codeste ramificazioni, a forma appiattita ο filiforme, entrano fra gli elementi
nervosi ed hanno varia disposizione nelle varie porzioni del sistema nervoso
centrale o degli organi di senso. Cfr. E. W. Taylor, A contribution to the
study of human nerroglia, in J. of exper. med. », 1897, II. Nihilismo. T.
Nichilismus; I. Nihiliem; F. Nihilisme. In generale qualunque dottrina
conchiuda all’ annientamento, alla negazione, al nulla. Così si dice nihiliemo
moNir 760 rale la dottrina dell’antico buddismo, che
predicava la soppressione della sensibilità, il disperdersi della persona. lità
per gli infiniti abissi dell’essere; nihilismo logico quello di Hegel, che
nelle prime categorie della Logica afferma V identità dialettica dell’ essere e
del non-essere; nihilismo gnoseologico quello che nega la possibilità della
conoscenza e della verità. L’ Hamilton dico nihiliete, per opposizione a realiste,
quelle dottrine che non ammettono una realtà sostanzialo corrispondente alle
percezioni esteriori ; in questo senso equivale perciò a solipriemo ο idealiemo
soggettivo. Nel linguaggio comune per nihilismo si suol intendere il comunismo
anarchico dei rivoluzionari russi, Cfr. W. Hamilton, Leotures on metaphysics, ,
I, p. 293-294; Nietzsche, Wille zur Macht, 1. I, cop. I. Nirvana. Dottrina
propria della religione buddistica; secondo le parole di Buddha stesso, il
nirvana à l’esistenza spogliata di ogni attributo corporeo e considerata come
la suprema ed eterna beatitudine ». Il nirvana non à dunque l’ annientamento,
ma 1’ identificazione dell’ io individualo col principio supremo dell’
universo, lo sprofondarsi © il confondersi della personalità nell’ esistenza
universale. Questo è il fine supremo ο la suprema felicità cui l’uomo deve
aspirare: egli non la raggiunge subito dopo la morte, ma dopo un periodo di
trasmigrazioni successive dell’ anima sua in altri corpi, periodo che è tanto
più breve quanto più esso si sottopone alla penitenza, quanto più pratica la
virtà, la carità, l'umiltà, la rassegnazione. Il vocabolo nirrana fu
popolarizzato nei linguaggi occidentali dallo Schopenhaner, che lo usò per
esprimere il nulla del mondo: «I buddisti impiegano con molta ragione, egli
scrive, il termine puramente negativo di nirevîna, che è la negazione di questo
mondo (sansira). Se il nirvana è definito come niente, ciò non significa se non
che questo mondo © sansira non contiene alcun elemento proprio, che possa servire
alla definizione o alla costruzione del nirvana... 761
NoL-Nom Noi riconosciamo volentieri, che ciò che rimane dopo
l’abolizione completa della volontà non è assolutamente nulla per quelli che
sono ancora pieni di volontà di vivere. Ma per quelli nei quali la volontà s’ è
negata, il nostro mondo, questo mondo reale con i suoi soli e con la sua via
lattea, che cos'è? Nalla ». Cfr. Max Müller, Die Bedeutung von Nirwana, in Essays
>, 1869, vol. I, p. 242 segg.; Obry, De nirvana bouddhique, 1863; R. Davids,
Buddhiem (William and Norgate), p. 170 segg.; G. Lo Forte, Budda, 1904, p. 50
segg.; Schopenhauer, Die Welt ale IV. und. Vorat., ed. Reclam, 1. IV, suppl.
cap. XLI (v. catarsi, metempsioosi). Nolontà. Lat. Noluntas (Ennio, 8.
Agostino, 8. Tommaso); T. Noluntas, Nolentia, Nolitia ; I. Nolition; F. lonté.
Termine poco in uso, ma proposto da alcuni filosoti moderni per indicare non la
mancanza di volontà, ma la volontaria resistenza ad una impulsione, l'arresto
d’un atto in via di compiersi se la volontà non |’ ostacolasse. Chr. Wolff:
nolitio et aversio sensitiva non sunt actiones priratiræ, sed positive. Il
Renouvier la contrappone alla rertigine normale, che nel meccanismo volitivo è
l’attività spontanea sorgente del movimento muscolare, attività diretta dall’
uomo con un’ azione di arresto, analoga a quella @ un regolatore che apra o
chiuda I’ uscita ad una energia che esso non crea. Molti però non approvano l’ uso di questo
termine, anzitutto perchò è un duplicato inutile di inibizione, poi perchè si
oppone per la sua forma a volontà, mentre impulsione © inibizione sono i due
fattori da cui la volontà risulta. Cfr. Chr. Wolff, Philos. pratica
universalis, 1738, I, $ 38; Renouvier et Prat, Nourelle monadologie, 5* parte,
art. 91. Nominalismo s’oppone a realismo, e designa quella dottrina secondo la
quale gli universali, cioò i generi e le specie, non hanno alcuna esistenza
nella realtà, © soli reali sono gli oggetti individuali e particolari. Vi ha un
nominalismo Nom 762 medievale o scolastico, e un nominalismo
moderno. Il nominalismo scolastico, che trasse origine da un passo dell’Isagogo
di Porfirio, è di due specie: P uno, che è il nominaliemo in senso stretto,
considera le idee generali come semplici flatue vocis, ciod nomi coi quali ci
riferiamo ai vari ordini di cose, sebbene in realtà noi non possiamo mai
rappresentarci che degli individui; l’altro, che prende il nome di
concettualiemo, sostiene che gli universali, pur essendo nomi tomuni designanti
qualità che non esistono che negli individui, hanno tuttavia, in quanto
concetti, una realtà nello spirito di chi li pensa. Entrambi però si oppongono
al realismo, ed hanno per motto: unitersalia post rem. Il campione più risoluto
del nominalismo fa Roscelline, del concettualismo Abelardo. Nella filosofia
moderna il problema della realtà delle idee generali si è spostato: infatti i
nominalisti moderni sostengono che il significato del nome generale non è che
un sapere virtuale, essendo la possibilità dei singoli conoreti dalla
rappresentazione dei quali risulta, e con ciò s’ oppongono ai concettualisti,
pei quali il significato del termine generale è un concetto tuale. Fra il
numero indefinito dei singoli conereti di cui il nome richisma l’imagino, esso
deve essere, secondo i nominalisti, affermato degli uni e negato degli altri;
per tal modo il suo significato non consiste che in tendenze e ripugnauze, che
risultano da una moltitudine di associazioni anteriori. Una forma radicale di nominalismo è sostenuta
oggi in Italia dal Guastella; per esso non esistono concetti; noi non possiamo
avere altro che rappresentazioni di oggetti o fatti particolari, determinati
nello spazio © nel tempo; ciò che chiamiamo idea generale ο concetto è
semplicemente un nome che può riferirsi a più oggetti individuali simili, un nome
di classe, col corteggio delle rappresentazioni associate, pronunciato ο inteso
mentalmente ». Dicesi nominalismo
scientifico 1’ insieme delle dottrine contemporanee che, nella teoria della
scienza, 763 Nom sostituiscono le idee di convenzione, di
comodità, di abbreviazione del lavoro mentale, a quelle di verità e conoscenza
del reale; con l'antico nominalismo logico esso non ha in comune che di
rifiutare ogni valore obbiettivo ai nostri concetti, e quindi alle leggi
scientifiche. Dicesi nominalismo
sociologico non già, come potrebbe sembrare, la teoria che definisoe la società
come una somma d'individui accidentalmente avvicinati, ma quella dottrina che
riconduce analiticamente il fatto sociale alla relazione inter“ personale,
reciproca e consolidata. Essa fa poggiare la sociologia comparata sulla
psicologia interpersonale. Cfr. Prantl, Geschichte d. Logik im Abendiando,
1855-70, II, 78 segg.; Haureu, Histoire de la phil. soolastique, 1872-80, I,
260 segg.; Exner, Über Nominalismus und Realismus, 1841; Köhler, Realismus und
Nominalismus in ihrem Einfluss auf die dogmatischen Systeme der Mittolalters,
1858; Woodworth, Imagelees thought, Journal of philos., psychol. and 8. meth.
», 1906, n.° 26; Hoernlé, Image, idea and meaning, « Mind », gennaio 1907;
Binet, La pensée sans images, nel vol. L'étude exp. do l'intelligence, 1903; Le
Roy, Soience ot philosophie, « Revue de métaph, », nov. 1899; Sur la valeur
objeotire den lois physiques, « Bulletin de la Soc. de philosophie », 1901; C.
Guastella, Saggi eulla teoria della conoscenza, 1907, I, p. 78; A. Levi, La
resurrezione del nominalismo, « Cultura filos. », aprile 1907 (v. concetto,
imagine, universali, terminiemo). Nomogonia. L’Ardigd chiama così quella parte
della scienza positiva delle leggi morali, che studia la formazione storica,
graduale e progressiva, delle idealità umane. La parte puramente descrittiva, o
delle forme osservate nel presente, dicesi nomografia; la parte che studia le
loro trasformazioni relative al tempo © al luogo, dicesi nomologia. La
nomografia si divide poi in geografica e etnografica, in quanto studia la
distribuzione delle diversità nomografiche per le varietà dei luoghi e delle
razze umane. Cfr. Ardigò, La morale dei positivisti, 1892, p. 162 segg. "
Nox 764
Non-essere. T. Nichtseiendes, Nicht-sein ; I. Non-being ; F. Non-être.
Sinonimo di nulla, non-ente, non-reale, Inteso in senso assoluto, è impensabile
e indefinibile come non è definibile 1’ Essere assoluto. Il nostro Bertini lo
comprendeva fra le sue quattordici categorie; altri ancora lo considerano come
la categoria suprema, superiore all’ Essere. Gli eleatici, ammettendo che ogni
pensare si riferisce ad un ente, che forma il suo contenuto, consideravano il
non-essere o non-ente, τὸ μὴ éév, come tale che non può essere © non può essere
pensato; siccome però per ente essi intendevano la materialità, lo spazio
pieno, così per non-ente intendevano lo spazio vuoto, τὸ xevév, e la loro
proposizione equivaleva a ciò che lo epasio vuoto non può essere. Gli atomisti,
da Democrito a Lucrezio, ammettevano inveco l’esistenza tanto del reale,
dell’essere inteso materialisticamente come il pieno, il solido, quanto del
non-essere, cioè il vuoto, che è indefinito, e nel cui seno turbinano gli
atomi; le cose risultano da una mescolanza del reale e del non-reale. Kant
analizzd il concetto del non-essere, distinguendone quattro specie, a seconda
che rappresenta la negazione di una delle sue quattro categorie: nell’ordine
della quantità, si ha il nessuno, l’ons rationis; nella qualità la privazione,
il nihil privativum; nella relazione il vuoto, ene imaginarium; nella modalità
il contradditorio, cio il nihil κοgaticum. Per Hegel 1’ essere puro è identico
al non essere, perchè di esso non si può nulla affermare senza con ciò negarlo,
« quindi I’ essere puro è 1’ essere assolutamente indeterminato. Ma l’essere
assolutamente indeterminato è l'essere che non è nulla, è l'essere e altra cosa
che l’eswere, l’essore e ciò che non è 1’ essere, è in una parola Vessere e la
sua negazione, il non-essere ». Nel divenire, Vessere come tutt’ uno col nulla,
il nulla come tutt’ uno con l'essere, sono soltanto evanescenti
(rerachwindende); il divenire coincide, mediante la sua contradizione in sò,
con l’unità nella quale entrambi sono tolti : il suo risultato à 765
quindi l'essere determinato. Cir. Hegel, Logique, trad. franc. Vera, $
87 sogg.; Encykl., $ 89; Ormond, Basal concepts in philosophy, 1896 (v.
dialettica, essere, divenire, inane, nulla). Non-euclideo. La geometria
euclidea è fondata sul postalato di Euclide delle parallele, postulato che si
enuncia così: se una retta ne incontra due altre, contenute in uno stesso
piano, e forma con queste angoli interni da una stessa parte la cui somma è
minore di due retti, tali due rette prolungate indefinitamente #’ incontreranno
da quella parte ove la somma dei due angoli è inferiore a due retti La
geometria detta non-enclidea presenta idee nuove sulla teoria delle parallele,
assumendo per principio fondamentale che il postulato di Euclide non è, in
quanto tale, una verità che possa dedursi logicamente dalle altre, ma ne è
indipendente; esso quindi si può supporre falso, e da tale supposizione si può
venire alla concezione di diversi spazi possiDili, che non hanno le proprietà
dello spazio euclideo. Ctr. Helmholtz, Urprung u. Bedeutung d. geom. Ariome,
1876; Gino Fano, La geometria non euclidea, « Rivista di scienza », vol. IV,
1908 (v. iperapazio). Non-io v. Io. Non-me v. Io. Noo ο Nous. È I
italianizzazione del greco νοῦς. che signitica intelletto, pensiero. Fu usato
da alcuni, ad es. da Platone, indifferentemente con Logo; tuttavia quest’
ultimo designa più specialmente il pensiero in quanto è unito alla sua
espressione verbale. Per Anassagora il vodg è il principio ordinatore e
moderatore del mondo; esso è un elemento corporeo, omogeneo in sè, increato,
imperituro, jaso in una fine distribuzione in tutto il mondo, ma diverso da
tutte le altre materie non solo per grado, essendo la più fine, la più
leggiera, la più mobile, ma anche per sostanza, essendo materia pensante, che
si muove da sù e muove gli altri elementi nel modo che si dà a conoscere nell’
ordine del mondo. Per Platone il νοῦς (ο λογιστιχὀν). Noo-Nor 766 ©
è quella delle due parti dell’anima che corrisponde al mondo dell» idee, quindi
l'elemento razionale, la sede del sapere e della virtù corrispondente. Per
Aristolele il vo5ç è l’intelletto, che può essere attivo © passito ; il primo è
la pura attività intellettuale, l’unità pura, comune a tutti gli nomini ©
fondamentale, della ragione ; il secondo invece è il materiale della
percezione, che deriva dall’ esistenza corporea dei singoli uomini, varia col
variare delle loro esperienze, e fornisce alla ragione le passibilità ο le
circostanze della sua funzione, Cfr. Platone, Fed., 97 B; Aristotele, Met., I,
3, 984 b; Simplicio, Phys., D., 38 (v. emanazione, intelletto). Noologia.
Trattato intorno alla mente; per il Crusius noologia è la psicologia, per l’
Hamilton la solenza della ragion pura, per 1’ Eucken la scienza della vita
creatrice dello spirito, per il Mentré l’analisi ο la classificazione dei
differenti tipi di spirito, la ricerca dei loro legami e dello loro
interazioni. Noologico dicesi di tutto ciò che si riferisce al pensiero, alla
intelligenza, alla ragione. Ampère distingueva le scienze in due categorie
fondamentali : noologiohe, che trattano delle cose spirituali e di tutto ciò
che ha rapporto con lo spirito; cosmologiche, che trattano delle leggi della
materia. Cfr. Reid, Works edited by sir W. Hamilton, 1848, nota A, $ V; Mentré,
Lo Spectateur, giugno 1911, p. 284; Ampère, Philosophie des scionoes, 1834.
Normale. T. Normal, gewöhnlich ; I. Normal, Customary; F. Normal. In senso
rigoroso, è normale ciò che à quale dev’ essore, cid che è conforme alla
regola, In generale è normale ciò che si verifica più frequentemente, ciò che
si presenta abitualmente col presentarsi di determinate circostanze. Nella
biologia dicesi normale un organo, una funzione, una struttura, quando, pur
rappresentando una eccezione, sia tuttavia protettiva per l'individuo ο per la
specie, risultando dall’ adattamento dell’ essere vivente all’ ambiente e alle
condizioni d’esistenza (v. anomalia, toratologia). 767
Nor Normativo, Norma. T. Vormatir, normgebend ; I. Normative; F.
Normatif. Dicesi normatiro tutto ciò che concerne una norma, o che corrisponde
et una norma, Si adopera talvolta come sinonimo di imperativo e di
obbligatorio, ma erroneamente, perchè la norma non ha di necessità carattere
obbligatorio. La norma si distingue infatti dalla legge, che esprime ed esaurisce
la natura propria della cosa, e dalla regola, che è l'enunciazione del rapporto
espresso dalla legge, ma colla trasformazione della causa in mezzo e
dell'effetto in fine, quindi col riferimento ad una attività che può
intervenire rendendo attuale il rapporto espresso dalla legge; la norma
rappresenta invece la modificazione possibile di un soggetto, la quale è
avvertita come una esigenza, come un qualche cosa di desiderabile, ma la cui
assenza non implios per sè stessa la non esistenza del soggetto alla cui
attività essa si riferisce. La norma implica, secondo il Liebmann, la libertà
del volere, ossia una potenza capace di elevarsi al di sopra del meccanismo
naturale; le stesse leggi logiche ed estetiche intanto si trasformano in legge,
in quanto il pensiero e la fantasia sono considerate in dipendenza della
volontà, che si propone di raggiungere i fini propri del pensiero e delle
funzioni estetiche. Il Wundt designa con
questo nome quelle scienze le quali, come la logica, la morale e l'estetica,
stabiliscono al pensiero o all’azione una norma suprema, che è la verità per la
logica, il bene per la morale, il bello per 1’ estetica. Si distinguono dalle
altre, dette naturali ο esplicative, perchè non ricercano la causa dei fenomeni
ma indagano il fine degli avvenimenti e non hanno una applicazione che nella
sfera umana, nella quale soltanto codesti fini possono essere concepiti e
raggiunti. Si distinguono anche dalle scienze pratiche, perchò queste non si
occupano tanto di stabilire una norma suprema, quanto di dettare i mezzi per
raggiungere un determinato stato ο abilità. Cfr. W. Wundt, Ethio, 1886, $ 1
dell’ Introd.; Id., Logik, 1893, II, 513 segg.; Nor 768
Liebinann, Gedanken und Thatsachen, 1899; De Sarlo, Causa ο legge
naturale, « Cultura filosofica », aprile 1908. Nota o determinazione. Gr.
Texuyptov; T. Merkmal ; I. Notion, Nota; F. Notion, Nota. Dicesi di ogni
elemento che serve a costituire il concetto. Questo infatti si definisce come
la sintesi ideale o tipica d’una cosa o d’un fatto, ottenuta mediante il
confronto delle rappresentazioni e l’astrazione delle note identiche. L'insieme
delle note di un concetto costituisce, secondo il Mill, quella che noi diciamo
I’ essenza della cosa; secondo altri |’ essenza à data soltanto dalle note
permanenti dell'oggetto; per altri ancora 1’ essenza è il complesso delle
qualità primarie della cosa, che indica quello che la cosa è nell’ordine delle
altre cose e in relazione nd esse. Fra le note del concetto si dicono comuni
quello che si trovano in più altri concetti, proprie quelle che lo distinguono
dagli altri con cui ha note comuni, disparate quelle che se si riducono a
concetti a sò non presentano alcun elemento comuno, disgiunte quelle che
importano reciproca negazione. Riguardo al valore dello singole note rispetto
al concetto, si dice genere quel complesso dello note di un concetto, che sono
considerate come sostanziali rispetto a tutte le altre; differensa la nota
primaria costitutiva ed esclusiva di un concetto; proprietà quella che non è
primaria ma costitutiva ed esclusiva; attributo quella che è soltanto
esclusiva; modo quella che è costitutiva soltanto di una particolare
specificazione del concetto ; accidente quella che può essere e non essere,
contenendo il concetto soltanto la possibilità indeterminata di essa. Ad es.,
nel concetto di triangolo, il genere è la nota essere una figura chiusn
rettilinea; la differenza è d'avere tre lati e tre angoli; la proprietà è che i
suoi angoli interni sommati sono uguali a due retti ; 1’ attributo che gli angoli
esterni presi insieme sono uguali a quattro retti; il modo la proprietà
pitagorica; l’ accidente l'essere grande © piccolo, disegnato ο reale. Dicesi
deferminazione 1’ ope 769 Not-Nou
razione con cui si aggiunge una nota ad un concetto, acerescendone la
comprensione e diminuendone 1’ estensione; astrazione l operazione inversa.
Cfr. Aristotele, Rethor., I, 2, 1357 b, 14; Fries, System der Logik, 1837, p.
120 segg.; Masci, Logica, 1899, p. 105 segg. Nota notae est nota rei ipsius.
Formula esposta in più luoghi da Aristotele come principio generale del
sillogismo. Alcuni filosofi, come Kant ο Hamilton, la opposero al principio
scolastico espresso nella formula: diotum de omni aut de nullo. Tuttavia la
formula kantiana si riduce facilmente a quella scolastica, che ciod: ciò che si
dice del predicato si predica pure del soggetto, pradicatum pradicati est
pradicatum subieoti. Cfr. Aristotele, Kateg., 3, 1 b, 10; Hamilton, Leotures on
Logik, 1860, app. VI, 11; Kant, Krit. d. r. Vern., ed. Kehrbach, 253. Noumeno
(τὸ νοούμανον = ciò che è concepito dall’ intelligenza). Vocabolo reso comune
dal Kant e già adoperato da Platone parlando delle idee (voobpeva). Se io
ammetto, dice Kant, delle cose che siano dei puri oggetti dell’intendimento
(Verstand) ¢ che tuttavia possono, in quanto tali, esser dati ad una
intuizione, quantunque non intuizione sensibile,... tali cose sarebbero
chiamate noumeni (Intelligibilia). Il noumeno è dunque l’intelligibile, la cosa
in sè, l'oggetto quale noi supponiamo che esista in sò stesso, senza alcuna
relazione con noi; si oppone al fenomeno, che è la parvenza, l’oggetto quale è
formato per mezzo della esperienza © quale possiamo rappresentarcelo mediante
le impressioni del senso. Però Kant distingue due specie di noumeni: nowmeni in
senso positivo, cioè gli oggetti di una possibile intuizione intellettuale, che
1’ uomo non solo non ha, ma di cui non può vedere nemmeno la possibilità;
noumeni in senso negativo, ciod tutte le cose non percepibili coi sensi, quali
sarebbero appunto gli oggetti cui noi riferiamo le nostre parvenze. Nè la prima
nd la seconda specie di noumeni sono conoscibili, poichè di essi non v’ ha
49 RaxzoLI, Dizion. di scienze
filosofiche. Noz 770 nd intuizione intellettuale nd intuizione
sensibile; chd sebbene il concetto del noumeno negativo si presenti
necessariamente al nostro pensiero (in quanto |’ apparenza della cosa
presuppone la cosa) esso tuttavia è affatto indeterminato, è un concetto che
serve a limitare le nostre cognizioni nella cerchia dei fonomeni. È da notare
però che Kant ed è questo il punto oscuro della sus dottrina concepisce la cosa in sò come tale, che si
trova in relazione necessaria col fenomeno, di cui è il sostrato intelligibile;
nella Critica della rag. pura egli afferma spesso « che le cose hanno una
duplice esistenza, fenomenica e noumenica; che esso esistono prima in sò
stesse, poi nei loro rapporti con noi; e che la loro esistenza noumenica è il
fondamento doi fenomeni che ce le rivelano ». Ora, ciò è fare più che un uso
limitativo del concetto di noumeno; infatti, fenomeno e nonmeno sono così
posti, in un certo senso, come una sola e medesima cosa còlta sotto due
aspetti, ora quale è in sò, ora quale appare alla sensibilità ο al pensiero.
Cfr. Kant, Krit, der rein. Vern., A 248, 287; B 334, 307; Krit. d. prakt.
Vern., ed. Kirchmann, « Beleucht. der Anal. », 114-115; Platone, Timeo, 51 D
(v. agnosticiemo, conoscenza, limite). ‘Nozione. Lat. Noscere conoscere; T. Gedanke, Voretellung, Begriff;
I. Notion; F. Notion. Ha un significato molto vasto 9 molto vago; forse per
questo è frequentemente usato in filosofia. Può infatti adoperarsi come
sinonimo di iden, di oggetto presente nel nostro pensiero, ma del quale nulla
affermiamo o neghiamo; e come sinonimo di principio supremo di ragione, cioò di
concetto esprimente una verità universale © necessaria. Qualche volta indica l
insieme delle conoscenze elementari che si hanno intorno à un fenomeno o
insieme di fenomeni. Nella logica si adopera per designare gli elementi che
costituiscono la materia del giudizio, e che si esprimono nel linguaggio per
mezzo dei termini, come il giudizio stesso per mezzo della ΤΠ -Ne. proposizione. L’ Helmholtz distingue
nel senso della vista la intuizione ο la nozione (Anschauung), che è la
percezione accompagnata dalle sensazioni corrispondenti, dall’ impressione
(Perception), che è una nozione che non contiene nulla di ciò che non proviene
immediatamente dalle impressioni del momento, ossia una nozione tale che
potrebbe formarsi senza alcun ricordo di ciò che prima si avrebbe veduto, e
dalla rappresentazione (Vorstellung), che è l’imagine che la memoria ci
presenta di un oggetto assente; quindi una sola e medesima nozione può essere
accompagnata da sensazioni corrispondenti a gradazioni diversisnime; 9 per
conseguenza la rappresentazione e l’impressione possono combinarsi in rapporti
molto differenti per formare una nozione, Cfr. Helmholtz, Physiolog. Optik,
1867; Wundt, Grundriss d. Payohol., 1896, $ 17 B; Berkeley, Princ. of Human
Knowledge, 1871, part. I, $ 142. Nulla. Lat. Nihil; T. Niohte, Nicht-sein; I.
Nothing, Non-being; F. Rien, Néant. O'non-essere; fu ammesso da alcuni filosofi
e negato da altri. Gli elesti, che primi formularono i principii d’identità e
di contraddizione, dettero a tali principii un valore ontologico, obbiettivo,
cercando di determinare con essi la natara del reale; perciò sostennero che
l’essere soltanto è, che il nulla non è possibile, © che quindi è impossibile
il mutamento e il diventare, i quali implicano la realtà del nulla. Gli
atomisti identificarono il nulla col vuoto, cioè il puro luogo ο l'estensione
pura; Platone, come ammette il correlativo oggettivo di idea, così ammette
anche la realtà del nulla (non = materia) come correlativo della idea del
nulla; gli eraclitei, infine, opponendosi agli eleati, considerano il nulla
come principio del diventare. L'antica disputa tra gli elenti © gli eraclitei
si rinnovò nei tempi moderni tra 1’ Herbart, che nega il divenire in quanto
implica In realtà del nulla, © 1’ Hegel che identifica l'essere affatto
indeterminato col nulla, « Il puro essere, dico 1’ Hegel, forma il NUM 772
cominciamento, perchè esso è così pensiero puro, come è, insieme,
l'elemento immediato, semplice © indeterminato; ο il primo cominciamento non
può essere niente di mediato e di più precisamente determinato. Ora, questo
puro essere è la pura astrazione, o, per conseguenza, è l’ assolutamente
negativo, il quale, preso anche immediatamente, è il nulla, Reciprocamente, il
nulla, considerato come codesto immediato eguale a sò stesso, è il medesimo che
l'essere. La verità dell’ essere come del nulla è perciò l’unità d’entrambi.
Questa unità è il divenire ». Ad ogni modo, si può osservare contro la teoria
eleatico-herbartiana, che il principio di continuità elimina dal divenire la
nozione del nulla introducendovi quella del differenziale, e cho d’altro canto
la realtà del divenire senza il nulla è provata dai princi, della persistenza
della forza, della indistruttibilita della materia, ece.; contro 1’ Hegel, che
il correlativo oggettivo del nulla è la negazione, e che l'essere affatto
indeterminato è una negazione satratta, la quale non si pensa nel divenire
reale, ove ogni negazione (della realtà preesistente) è un nuovo essere e una
nuova determinazione. Cfr. Sesto Empirico, Adv. Math., VI, 65, 77 sogg.;
Diogene Laerzio, IX, 44; C. Wolff, Vernitnftige Gedanken, 1738, I, $ 28; Hegel,
Eneyklopädie d. philos. Wissensoh., 1870, $ 86-88; Rosmini, Pricologia, 1846,
vol. I, p. 274-75; MASCI (vedasi), Logica. (v. essere, divenire, inane, negazione,
non-essere). Numero, T. Zahl; I. Number; F. Nombre. Data l'idea di unità © la
proprietà che essa possiede di poter essere aggiunta a sò stessa, da questa
successiva addiziono si ottiene una serie di quantità determinate, che è il
numero. Numerus est acervus ex unitatibus profueus, dice Boezio. La serie dei
numeri è #llimitata © discontinna o disoreta: illimitata perchè l'operazione
mediante la quale formiamo un nuovo numero, cioò l'aggiunta di una unità, è
sempre identica a sè stessa; discreta perchè si passa da una unità a un’altra
senza transizione, per quanto il passaggio possa 773
Num essere impiccolito mediante numeri frazionari; questo passaggio non
potrebbe sparire se non nel caso in cui l’unità su cui si opera fosse nulla, ma
ciò è contro l'ipotesi. Il numero è quindi una quantità discreta, ο perciò da
principio il numero è concepito come avente un carattere essenzialmente
conoreto; solo più tardi si concepirono numeri astratti, i cui elementi, se
sono semplici unità senza comprensione, mantengono però il loro carattere di
unità, cioè d’individualità distinta da tutte le altre. Soltanto nel calcolo
differenziale il numero è concepito come una quantità continua, colla
supposizione arbitraria d’una quantità infinitamente piccola, minore d’ogni quantità
data senza però essere nulla. Nella
storia della filosofis al numero fa ‘attribuita una importanza metafisica,
specie nei sistemi di Pitagora, di Platone e di Giordano Bruno. Peri pitagorici
i numeri non sono soltanto la forma secondo cui son fatte le cose, ma
costituiscono la vera essenza delle cose stesse, talchò tutto in sostanza è
numero; il numero dispari ο illimitato è l’imperfetto, cioè il male, il numero
pari ο limitato è la perfezione, cioè il bene; l’arinonia, cioè l'unione dei
contrari, forma le singole cose ο il mondo intero. In Platone la teoria dei
numeri non è che la traduzione della teoria delle idee; egli distinguo i numeri
sensibili, cioè le coso reali © contingenti, i numeri matematici, immobili ed
eterni, propri del mondo intellettuale, ο i numeri ideali, ciascuno dei quali è
essenza e corrisponde ad una determinata classe di esseri; i numeri ideali
generano quindi i sensibili ed i matematici, ed essendo concreti non
possono-dar luogo ai calcoli. Giordano Bruno, infine, considera l’universo come
un sistema di numeri; l’ ui verso è uno, sebbene sia infinito © consti
d’infinite parti, in ciascuna delle quali abita la forza infinita, la quale si
presenta come triade: Potenza, Sapienza, Bontà. In ciò Bruno riflette lo
spirito del Rinascimento, nel quale, per P intlusso delle antiche dottrine
platoniche ο neo-platoniNum T4 che, i numeri @ il loro ordinamento si
ripresentano come elementi essenziali del mondo fisico, contro la dottrinn
aristotelico-stoica delle forze qualitativamente determinate, delle forme
interne degli oggetti, dello qualità occulte. Il libro della natura appare
scritto in cifre ο I’ armonia dello cose quella del sistema dei numeri; tutto è
ordinuto da Dio secondo la misura ο il numero, ogni vita è uno sviluppo di
rapporti matematici. Questo matematicismo rasionalistico -che diventa una
fantastica mistica dei numeri in Bouillée, in Cardano, in Pico, in Reuchlin non
mancò di continuatori nei secoli successivi; ancor oggi Ermanno Cohen proclama
che « il’detto profondo di Pitagora, fl numoro è la misura di tutte le cose,
rimane sempre V’ eterna guida del pensiero, perchè il numero è il principio
della produzione del contenuto, è la sorgente perenne onde scaturisce l'oggetto
». Ma nel pensiero moderno e contemporaneo, il problema del numero è un
problema essenzialmente gnoseologico, la cui soluzione è cercata ora nel
razionalismo leibniziano, ora nell’ intuizionismo kantiano. Per il Wundt il
vero sostegno dell’ idea di unità, da cni ha origine il concetto del numero, è
il singolo atto del pensiero, der einselne Denkact ; la funzione del numero non
è che una particolare manifestazione della funzione logica del pensiero, che
collega i singoli utti mentali, astraendo totalmente dal loro contenuto ; ogni
cifra rappresenta quindi una serio di atti mentali di qualsivoglia contenuto, o
che si sono realmente succeduti, 0 la cui successione si indica come un
problema, la cui soluziono deve avvenire nella stessa maniera onde il nostro
pensiero riunisce continuamente rappresentazioni singole in una aggregazione di
unità: « Il concetto di numero è ciò che rimane come costante dopo
l'eliminazione di tutti gli elementi variabili, il legame dei singoli atti di
pensiero in quanto tali, astrazion fatta da ogni contenuto ». Per il Jerusalem
l’origine del concetto di numero sta da un lato nelle proprietà ob 1% Num biettive delle cose, dal’ altro nella
funzione del giudizio; gruppi di oggetti somiglianti debbono prima attrarre la
nostra attenzione; l'osservazione di tali gruppi ci obbliga poi a ripetere un
identico giudizio denominativo; ma la ripetizione non è arbitraria, bensì è
determinata dal numero degli individui compresi nel grappo: « Ogni numero è una
sintesi. Esso consiste di unità, ma è un tutto che riunisce in sè i singoli
oggetti ο mediante tale riunione diventa un nuovo centro dinamico, nel quale
sono immanenti le forze create primitivamente con tale riunione. Ma tale
sintesi raggiunge sufficiente stabilità solo a condizione che il gruppo
permanga sempre riunito e con la ripetizione dei singoli atti giudicativi venga
di nuovo intuito ο concepito insieme come una totalità ». Per il Masci il
numero non è una intuizione ma una epicategoria, in quanto è una forma generale
della quantità senza individualità propria, una determinazione implicita nell’
idea di qualsivoglia ente reale come tale: « Tutto ciò che è reale è
numerabile, e insieme il namerare è la forma pid generale e più estrinseca
della funzione di sintesi e di analisi in cui consiste il pensare. Ma come
sintesi ed analisi estrinseca è indifferente alla qualità ¢ alla natura della
realtà. In questo carattere estrinseco, aggregativo, che distingue quel pensare
che è numerare, sta la differenza tra l’idea di numero e le altre due categorie
(di sostanze e di causa), e per questo si può dire che il numero sia una
categoria avventizia, una epicategoria ». Cfr. Aristotelo, Metaph., XIII, XIV;
Alb. Magn., Summa thool., I, qu. 42, 1; Kant, Arit. d. rei. Fern, A 143, 147, B
182, 186; Michaëlis, Über Kants Zahlbegrif, 1884; Id., Über Stuart Mille
Zahlbegriff. 1888; Helmholtz, Zahlen und Messen, in Philos. Aufaiitze, E.
Zeller gewidmet, 1887; Wundt, Logik, 1898, I, 468; Jerusalem, ie
Urteilafunotion, 1895, p. 254; Couturat, Je l'infini mathématique, 1896 ; Id.,
art. in Revue de Métaphysique, 1898, 1899, 1910; Whitehead et B. Russel,
Principia Num-0BB 776 mathomatica, 1910; A. Lalande, Letture sulla
filosofia delle scienze, trad. it. 1901, p. 66 segg.; F. Masci, Sulla natura
logica dello conoscenze matematiche, 1885 (v. infinitesimale, matematica,
quantità). ο O. Nella logica formale designa le proposizioni particolari
negative (qualche 4 non è B); nella logica dell’ Hamilton designa le
proposizioni parti-totali negative (qualche 4 non è nessun B). Obbiettivare. T.
Objektiviren; I. To objective; F. Obiectiver. Considerare il soggettivo come
oggettivo, porre fuori di noi ciò che è in noi. Obbiettivare il dato della
sensazione (percezione) significa proiettare al di fuori della coscienza le
modificazioni prodotte dai sensi sulla coscienza medesima; o in altre parole,
riferire la sensazione ad una causa oggettiva. L’allucinazione consiste
nell’obbiettivare falsamente le modificazioni della propria coscienza, nel
riferire il dato soggettivo ad una causa oggettiva che non esiste. Schopenhauer
chiama il mondo un obiettivarsi del volere, e il mondo la sua obbiettità. Cfr.
Riehl, Der philosophisohe Kriticiemus, 1876, II, 2, p. 56; Ardigò, 1 fatto
psicologico della percezione, in Opere fil., IV, 1907, p. 357 segg.;
Schopenhauer, Die Welt a. W. u. Vorst, ed. Reclam, I, $ 45, 30 (v. oggetto).
Obbiettivismo v. oggettivismo. Obbiettività. T. Objektivität; I. Objectivity;
F. Objecticité. Carattere di ciò che è obbiettivo. Designa comunemente
l'attitudine a cogliere il significato reale delle cose ο dei fatti, a giudicare
gli uomini ο gli avvenimenti indipendentemente dalle proprie attitudini
mentali, dai propri sentimenti, inclinazioni e passioni. Nella psicologia per
obbiettività della percezione s'intende il suo riferimento della modificazione
organica (sensazione) alla causa che
T7 Ons VP ha prodotta, per cui si
pone come esterna al soggetto senziente la realtà di un oggetto che agisce come
stimolo. Cfr. Ardigò, Il fatto psicologico della percesione, Op. til., IV,
1907, p. 357 segg.; Laas, Idealismus und Positiviemus, 1884, III, p. 45-68.
Obbiettivo v. oggettivo. Obbietto v. oggetto. x u Obbiezione. T. Einwurf,
Einwand; I. Obieotion; F. Objection. Argomento che si pone innanzi per
abbattere una opinione, una dottrina, ο per dimostrarne la parziale falsità.
Del suo uso nelle discussioni, dice il Rosmini: « Chi obietta deve produrre un’
obiezione alla volta, e non passare ad una seconda fino che la prima non è
chiarita efficace ο inefficace ». Cfr. Rosmini, Logica, 1858, $ 856.
Obbligasione. T. Verpflichtung ; I. Obligation; F. Obligation. Da principio
l'obbligazione è un legame di diritto, in virtù del quale una persona è
costretta verso un’altra a fare o non fare qualche cosa: vinoulum jurie quo
necessitate adstringimur alicujus rei solvende. Dal punto di vista morale
l'obbligazione è la coscienza che l’uomo, in quanto essere capsce di scelta tra
il bene e il male, ha di dover obbedire a una norma; si suol definire come una
restrizione della libertà naturale, prodotta dalla ragione, i cui consigli sono
altrettanti motivi che determinano gli uomini ad agire in un modo piuttosto che
in un altro. L’obbligazione è dunque la necessità propria delle leggi morali, e
della massima fra tutte, la giustizia. L’obbligatorietà propria della
giustizia, è la giustizia interiore, che non differisce sostanzialmente dalla
esteriore o sociale; il rispetto che si ha dentro di sò per la giustizia, non è
infatti che un’eco del rispetto che si ha per ogni idealità sociale che la
rappresenti. Ora tale rispetto s’ impone tanto, che la giustizia è, nell’ uomo
morale, obbligatoria per sè stessa, cioò acquista un’ etticacia morale
direttiva nel dominio stesso dello pure intenzioni. È, dice l’Ardigò, Occ 778 un
senso di tensione, un’espansione interna, invincibile, un bisogno di compiere
le nostre ideo mediante gli atti, senza di che il senso di obbligazione non è
perfetto e non è propriamente completo il pensiero; la sua origine sta nella
ricordanza assommata e indistinta del dolore provato eseguendo atti che
riescono di danno ai consoci, cosicchè il dovefe morale, in ultima analisi,
nasce dal dovere giuridico fino a diventare una forma costituzionale della
psiche dell’individuo. Cfr. Planiol, Traité de droit civil, 3* ed., I, p. 678;
Ardigò, La morale dei positivisti, 1892, p. 122 segg.; R. Bianchi,
L’obbligasione morale, ; G. Fulliquet, Essai sur Vobligation morale, 1898; Fred
Bon, Über das Sollen und das Gute, 1898. Occasionali (cause) v. cause
occasionali. Occasionalismo. T. Ocoasionaliemus ; I. Oocasionalism ; F.
Ocoasionalisme. La dottrina delle cause occasionali, secondo la quale causa
vera e prima d’ogni accadere è Dio, mentre i singoli eventi sono soltanto
occasioni per altri eventi, ma non li producono; con essa specialmente si ceroò
di risolvere il dualismo posto da Cartesio tra l’anima e il corpo. Questa
dottrina, sostenuta dal Clanberg, Geuliner e Malebranche, si oppone a quella
cartesiana delVinflusso fisico, fondandosi specialmente sopra la ragione che,
non essendo possibile che operi chi non ha la coscienza di operare, un influsso
reciproco tra anima e corpo è impossibile, perchè I’ uomo non può averne
coscienza. D'altro canto, nessun corpo ha la forza di muovere sè stesso, e uno
spirito finito non può col mezzo della propria volontà muovere nessun corpo.
Tra spirito e corpo non c'è dunque alcun rapporto. Essi soffrono ed operano
quei cangiamenti, che in loro avvengono, ognuno da sè, nell’ambito proprio e
secondo leggi proprie. Eum, qui corpus et mentem unire roluit, simul debuisse
statuere et menti dare cogitationes, quas obsercamus in ipsa ex oocasione
motuum sui corporis esse, el determinare corporis eius ad eum 779
Occ modum, qui requiritur ad eos mentis voluntati subiciendos. Davanti
al mondo lo spirito è un inerme spettatore ; ma Dio fa sì che quando succede un
cambiamento nello spirito, cioè nel pensiero, ne succeda uno di corrispondente
nel corpo, cioè nell’estensione, e viceversa; i due orologi costruiti allo
stesso modo dallo stesso artefite ~ secondo l’imagine del Geulinox, che più
tardi Leibnitz volle rivendicare a sò 8’ accordano perfettamente ma non per
virtù loro, absque nulla oawsalitate, qua alterum hoo in altero causat, sed
propter meram depentiam, qua utrumque ab cadem arte et simili industria
constitutum est. Cfr. Clauberg, Opera philosophioa, 1691, p. 219, 221; Pfleiderer,
Leibnitz und Geulinez, 1884; La Forge, Traité de Vesprit de l'homme, , Pp. 129;
Geulinox, Opera philosopkioa, 1891, I, sez. Il, § 2; Malebranche, De la
recherche de la verità, 1712, II, 6, 7, III; L. Stein, Antike und
mittelalterliche Vorläufer des Ocoasionaliemus,
(v. occasione, cause occasionali). Occasione. T. Gelegenheit,
Veranlassung; I. Oocasion: F. Oocarion. Nel linguaggio comune è il concorso
fortuito di circostanze favorevoli alla produzione di un avvenimento. Si
distingue dalla condisione, che è una circostanza senza la quale l’effetto non
si sarebbe prodotto, e dalla causa, considerata come la produttrice diretta e
necessaria dell'effetto. Il Malebranche per occasione intendeva semplicemente
l’antecedente costante di un fatto, non la causu efficiente del fatto. L'unica
causa efficiente è Dio; nel mondo sensibile o materialo non vi sono nè forze,
nè forme, nd capacità, nd vere qualità da cui possa risultare l’effetto; vi
sono soltanto occasioni che Dio fa succedere affine di operare in questa o
quella materia. Cfr. Malebranche, Entretione métaphysiques, 1871, VII, 159
segg. Occulto. T. (ieheim, Occult; I. Ucoult; F. Ocenlte. Si dicono occulte le
scienze, o pretese scienze, che hanno per oggetto la conoscenza del futuro, la
sua predizione, e il compimento di azioni che escono dalle leggi ordinarie
della Occ 780 natura. Si distinguono in dirinatorie, che
cercano scoprire l'avvenire mediante }’ interpretazione di certi segni ο
avvenimenti, e tali sono la mantica, la chiromanzia, l’astromanzia, ecc.; e in
taumaturgiche, quali la cabbala, la magia, l’ermetica, la demonologia, che
hanno lo scopo di allontanare il male e procurare il bene, mediante regole e
pratiche speciali. Diconsi potense ocoulte gli esseri imaginari e nascosti con
cui si spiegarono i fenomeni naturali, qualità ooculte quelle che si presentano
allo spirito come una proprietà data, irreducibile © inesplicabile, cause
occulte quelle forze inosservabili, sia sovrannaturali che naturali, con cui,
nella filosofia medievale, si credeva spiegare la natura delle cose. Ls
dottrina delle qualità occulte, delle forze qualitativamente determinate, è
caduta nel Rinasci mento, il quale, sotto l'influsso della letteratura antico,
specialmente delle opere neo-pitagoriche, sostituisce ad essa il concetto
quantitativo ο numerico : il libro della natura è seritto con cifre, l'armonia
delle cose d'quella del sistema numerico, tutto è ordinato da Dio secondo la
misura e il numero, ogni vita è uno sviluppo di rapporti matematici. Questo
principio, liberato dallo strano simbolismo che raggiunge il vertice in
Bouillé, Cardano, Pico, ece., costituirà poi la base metodica della scienza
moderna. Tuttavia, V espressione qualità ooculte è sopravvissuta per molto
tempo, e fu adoperata anche dal desismo agnostico per indicare le forze prime e
sconosciute dei fenomeni: On dest moqué fort longtemps, dice il Voltaire, des
qualités oooultes ; on doit se moquer de ceux qui n'y croient pas. Répetons
cent fois que tout principe, tont premier resnort de quelque autre que ce
puisse être du grand Demiourgor, est occulte et caché pour jamais au mortels.
Ce plomb ne deviendra jamais argent; cet argent ne sera jamais or ; cet or ne
sera jamais diamant Quelle physique corpusoulaire, quels atomer déterminent
ainsi leur nature? Voun n’en sarez rien; la cause sera éternellement occulte.
Tout ce qui vous entoure, tout ce qui est dana vous, 781
Ori-OG& est un énigme dont il went pas donné à l’homme de deriner le
mot ». Cfr. Voltaire, Œurres complètes, 1817, t. II, par. II, p. 1471;
Schopenhauer, Satz rom Grunde, 1878, $ 20; Nettesheim, Philosophia occulta,
1510. Ofiti. Uno dei nomi col quale fu indicata la Gnosi nel primo nascimento,
e col quale si alludeva al culto del serpente, la cui dialettica aveva talmente
intrecciato il bene col male, che l'uno non poteva distinguersi
dall’altro. Dicesi offolatria una specie
della zoolatria, ο adorazione degli animali, propria di alcune religioni dei
popoli primitivi e selvaggi; essa consiste nel culto dei serpenti, e si
riscontra nell'antica religione egiziana e nelle religioni di alcuni popoli
selvaggi dell’Africa. Cfr. Honig, Die Ophiten, 1889. Oggetti (teoria degli).
'T. Gegenstandtheorie. Espressione usata primitivamente dal Meinong, e adottata
poi dalla sua scuola, per indicare quella forma contemporanea di razionalismo,
che sostiene la necessità dello stadio dei puri oggetti del pensiero, come le
somiglianze, le uguaglianze, le diversità, i complessi, le relazioni
matematiche; ossia di quelle essenze razionali, che si possono elaborare a priori,
indipendentemente da ogni considerazione d’esistenza obbiettiva, e che non
possono quindi essere oggetto delle scienze empiriche, le quali trattano invece
della realtà esistente obbiettivamente. La teoria degli oggetti non esistenti
(tra i quali il Meinong include persino gli oggetti impossibili, come il
quadrato rotondo, la materia inestesa, ece.) ha una sfera propria, che, tende
ad allargarsi sempre più, fino a raccogliere tutte le conoscenze a priori;
queste non stanno in antagonismo con le conoscenze empiriche, ma le integrano,
come mostra la matematica applicata; ma per quanto le due forme di conoscenza
in pratica possano compenetrarsi, si devono tener distinte teoricamente le due
afere, per poter meglio elaborare e raffinare i mezzi di ricerca, tenendo
presenti i loro caratteri Oa 782 distintivi. Cfr. Meinong, Ameseder, Mally,
ecc., Untersuchungen sur Gegonstandtheorie und Psychologie, 1904; 8. Tedeschi,
Un’ equivalente aprioristica della metafisica, « Riv. filosofica », 1908, vol.
XI, p. 289 segg.; Losacco, La teoria degli obietti ο il rasionalismo, « Cultura
filosofica », 1910, fasc. IV, p. 184 segg.; Aliotta, La reazione idealistica
contro la soienza, 1912, p. 372-385. Oggettivismo. T. Objektiviemus; I.
Objoctiviem ; F. Obiecticieme. Dati i vari © spesso opposti significati della
parola oggetto, anche il termine oggettirismo può essere variamente applicato.
In generale designa quei sistemi filosofici che identificano la cognizione con
l’Essere, e pongono quindi come unica la verità e la scienza nell’oggetto ο nel
soggetto; e quelle dottrine morali che ammettono che la moralità ha una
esistenza propria, al di fuori e al di sopra delle opinioni, della condotta e
della coscienza degi individui. Nel linguaggio comune, l’oggettivismo è
l’attitudine a vedere le cose come sono, a giudicarle serennmente, a non
deformarle per partito preso o per ristrettezza di spirito. Oggettivo s’oppone
a soggettiro © designa tutto ciò che riguarda I’ oggetto ο che esiste come
oggetto. Avendo il termine oggetto mutato radicalmente di signifiesto, anche il
termine oggettivo assunse significazioni diverse. Nella lingua della
scolastica, da Duns Scoto in poi, per oggettivo #’ intende non una realtà
sussistente in sò stessa, bensì ciò che costituisco una rappresentazione della
coscienza; questo significato rimane fino al Baumgarten, ma alcuni, come il
Renouvier, vorrebbero continuar a chiamare oggettivo « ciò che si offre come
oggetto, ciod viene rappresentativamente nella coscienza, e soggettivo ciò che
è della natura del soggetto, sia d’un rappresentato qualunque in quanto la
conoscenza vi scorge qualche cosa di distinto dal suo atto proprio, e d’un
supposto dato în qualche 783 Oca modo fuori di essa, senza di essa ». In
generale però oggi dicesi oggettivo ciò che è esteriore alla coscienza, che è
al di fuori del pensiero, che esiste indipendentemente dal pensiero. Il metodo
oggettiro nella psicologia, si contrappone al soggettivo ο introspettico, e
consiste nello studio dei fatti psichici quali si manifestano negli altri uomini,
negli animali, nell’individuo normale e nell’anormale, nel fanciullo ο
nell'adulto. Cfr. Eucken, Geschichte d. phil. Terminologie, 1879, p. 68, 203,
134; Renouvier, Essais de Critique gen., Logique, cap. I; Bechterew, Les
problèmes et les méthodes de la peychologie objective, « Journal de Peychologie
», nov. 1909; Kostyleff, Les travaux de l’école peychologique russe, « Revue
philosophique », nov. 1910; Liard, La science positive οἱ la métaphysique,
1879, 1. II, cap. I, II. Oggetto. T. Gegenstand, Objekt; I. Objeot ; F. Objet.
Si oppone a soggetto, ed è la traduzione latina del greco ävzıxelpevoy, usato
dla Aristotele. Però lo Stagirita usava questo termine in un senso affatto
opposto al nostro e ciod per designare ciò che è pensato, ciò che è rappresentato
© nella coscienza; usava invece il termine 5xoxelpevoy (che i latini tradussero
subiectum) per indicare ciò che è reale, la sostanza che è il sostrato
dell’azione, l'essere unico © identico che si manifesta nei fenomeni multipli ο
mutabili. Tale siguificato si mantenne durante tutto il medicevo ο si trova
ancora in Cartesio e Spinoza. Così per Cartesio la realtà oggettiva è quella
dell’iden sola, ο della cosa in quanto non è considerata che nel pensiero; egli
chiama poi realtà formale ο attuale quella dell'oggetto stesso delle nostre
idee © realtà eminente quella che è superiore sia all'idea che all'oggetto, e
contiene in potenza ciò che in essi è di fatto. Spinoza l’ usa nello stesso
significato: « Un'idea vera deve corrispondero esattamente all'oggetto che essa
esprime, ossin (e ciò facilmento si comprende da sè) che ciò che è contenuto
oggettivamente nell’ intelligenza deve necessariamente esistero nella naOcc
* 784
tara ». E anche il Berkeley: « I fenomeni naturali non sono che
apparenze naturali, ο son dunque quali li vediamo e li percepiamo. La loro
natura reale e la loro natura oggettiva sono dunque identiche ». Ma nel sec.
XVIII ο al principio del XIX, il significato dei due termini mutò radicalmente,
ο d’allora in poi per oggetto si intese ciò che è reale, che esist in sè,
indipendentemente dal pensiero, © per soggetto l'io che pensa, che rimane uno ©
identico attraverso i suoi fenomeni mutevoli e multipli. Questo cambiamento nel
significato assunto dai due termini, è dovuto principalmente a Kant e a Fichte,
col primo dei quali assunse tanta importanza il problema della conoscenza,
ossin dei rapporti tra il pensiero e la realtä. « Spatium non est aliquid
obiectivi, seu realise, dice ad es. Kant, sed eubjectioum et ideale, et natura
mentis stabili lege proficiscens ». Però la distinzione tra soggetto © oggetto
deve essere intesa come una distinzione di diritto; ossia l'oggetto non può
essere, in senso assoluto, cid che è in sò stesso, fuori del nostro spirito e
d’ogni spirito, perchè un'esistenza che non è affermata da una coscienza ο
spirito è inconcepibile; © nemmeno ciò che è rappresentato in comune da tutti
gli spiriti, perchè tale accordo può anche verificarsi per ciò che è falso;
bensì, ciò che è il fondamento stesso dell’accordo degli spiriti, ciò che è in
«2 nella nostra coscienza © in tutte le coscienze, per opposizione non a ciò
che è fuori d’ogni coscienza, ma a ciò che, in una coscienza qualunque, è pura
rappresentazione contingente e passeggera. Cfr. Aristotele, De an., III, 2, 426
b, 8; Id., Metaph., IV. 5, 1010 b, 33 segg.; Encken, Gesch. d. phil.
Terminologie, 1879, p. 134, 204; Cartesio, Medit., 1685, III, 11; Spinoza,
Ethica, 1677, 1. I, teor. xxx, dimostrazione; Berkeley, Siri, $ 292; Kant, De
mundi sensibili atque intelligibilio forma et principiie, $ 15: Id.. Krit. d.
rein. Vern., A 780, B 808; Fichte, Grundlage d. ger. Wissenschaftelehre, 1802,
p. 20-40, 131 segg.; Bulletin de la
1785 ους soc. française de phil.,
giugno 1912 (ν. conoscenza, coscienza, criticiemo, io). Olfattive (sensazioni).
T. Geruchsempfindungen; I. Sensations of emell; F. Sensations olfaotives. Hanno
per organo la regione superiore delle cavità nasali, per stimolo le particelle
delle sostanze odorose trasportate dalla corrente aerea a contatto con le
superfici olfattive, per contenuto l’odore. Le qualità degli odori sono, a
differenza dei sapori, in numero straordinariamente grande, tantochè non solo
manca una vera classificazione scientifica e una scala degli odori (la
classificazione più accettata è ancora quella di Linneo) ms non siamo neanche
capaci di segnalare con appellat diversi le qualità differenti degli odori, e
per esprimerci dobbiamo servirei dei nomi delle sostanze vegetali ο animali che
li emanano. Si suol distinguere la finezza dell'olfatto, ossia la cnpacità di
distinguere le piccole differenze d’intensità degli odori, dall’acuità
olfattiva, ossia la capacità di percepire minime quantità di sostanze odorose;
quest’ultima si misura per mezzo dell’olfattometro, determinando i valori
liminali dell’eccitamento olfattivo rispetto ai singoli odori. Dicesi
ogfresologia (ὄσφρεσηις = odorato) quella parte della psicologia che ha per
oggetto lo studio delle sensazioni olfattive; anosmia (ὀσμή =. odore)
l’incapacith, congenita o aequisita, di percepire gli odori; paraosmia le
sensazioni olfattive allucinatorie; iperosmia l'abbassamento abnorme della
soglia della sensibilità dell'olfatto, per cui possono essere avvertiti odori
che normalmente non si avvertono. Una caratteristica delle sensazioni olfattive,
sta nel loro legame con la sfera dei sentimenti; tutti gli odori che funzionano
come stimoli determinanti riflessi nella sfera della vita vegetativa e
riproduttiva determinano costantemente un sentimento di piacere. Un’altra
caratteristica sta nella loro capacità di rievocare per associazione l’imagine
visiva di Inoghi e di avvenimenti. Cfr. Cloquet, Osfresologie, 2° ediz. 1821;
Zwardemaker, 50 RanzotI, Dizion. di
scienze filosofiche. OLI-OnE 786 Physiologie des Geruches, 1895; Nagel, Revue
scientifique, 8 « 15 maggio 1897. Oligarchia (ὀλίγος = pooo). Forma di governo,
in cui il potere supremo risiede nelle mani di pochi individui appartenenti
all’aristocrazia. Platone la distingueva però dall’aristoorasia, perchè mentre
in questa una classe governa nell’ interesse comune, nell’oligarchia governa
invece nell'interesse proprio. Cfr. Platone, Repubblica, V ο VI (v.
aristocrazia, demoorasia). Omeomeria (ὁμοιομέρεια). Elementi primitivi non
percettibili, divisibili all’ infinito e qualitativamente differenziati, con la
cui aggregazione Anassagora spiegava la formazione dei vari esseri. Le
omeomerie sono dunque verse dagli atomi di Democrito, indivisibili e privi di
ogni differenza qualitativa, e diverse pure dagli elementi di Empedocle,
differenziati in quattro sole qualità primitive. Per Anassagors ogni qualità è
originariamente sostantiva: il ferro, il legno, le ossa, il sangue, ecc., sono
composti di particelle similari ed originariamente costituite così. Da
principio queste particelle erano mescolate tutte insieme, in una specie di
caos universale; perchè le diverse cose potessero formarsi, era necessario che
il movimento si introducesse nella massa infinita e indifferenziata,
distinguendo ciò che era confuso e producendo le forme diverse; ora, la causa
di questo movimento è, per Anassagora, un’altra materia speciale e singola, più
leggera e più fina degli elementi, capace di muoversi da sè e quindi di natura
peichica, autrice della bellezza e dell’ordine del cosmo e quindi intelligente:
tale materia pensante Anassagora chiama ragiona ο intelligenza, vodg. Dal
momento in cui essa penetrò nel caos, il turbine della vita si estese in
successive spirali in tutte le regioni del mondo, continua ancora, come indica
la rotazione del cielo, ο continuerà senza interruzione. Il nome di omeomerie
fu dato alle qualità primitive da Aristotele; Anassagora le chiamava invece
semi (σπέρ 787 OMN para). Cfr.
Aristotele, De gen. et corr., I, 1; Simplicio, In Phys. Arist., {. 38;
Lucrezio, De rer. nat., I, 890. Omniscienza. T. Allwissenheit ; I. Omniscience
; F. Omniscience. Uno degli attributi della natura divina. Si deve intendere
nel senso che Dio conosce non solo ciò che è accaduto nel passato e che socade
nel presente, mn anche ciò che accadrà nell’avvenire; e che codesta conoscenza
è diretta, immediata, perchò Dio non vede gli avvenimenti del mondo fuori di
lui, come uno spettatore, ma li conosce in sò stesso, perchè egli n'è l’autore.
L’omniscienze si basa sal principio della perfezione divina. Aristotele,
infatti, aveva già detto: « Dio non è altro che l’attualità dell’i telligenza;
tale attualità presa in sò stessa ne costituisce la vita perfetta ed eterna ».
E 8. Tommaso: « Intendero e conoscere è la essenza medesima di Dio, éntelligere
Dei est sua essentia ». E da notare però, che la concezione aristotelica di Dio
come pensiero che pensa sò stesso, come pensiero del pensiero, era stata
sviluppata da alcuni suoi discepoli nel senso, che Dio non conosce nessun altro
oggetto che non sia il suo stesso pensiero, e quindi non conosce il mondo.
Contro questa illazione insorsero prima i Padri, poi S. Tommaso, per il quale
Dio, che ha distinta coscienza di sè medesimo e delle sue perfezioni, conosce
anche le cose create e periture, vedendole però nella sua infinita essenza.
L’uomo non può conoscere i corpi se non fanno impressione sopra i suoi sensi;
ma a Dio basta contemplare ln propria illimitata potenza, perchò in lui, fonte
prima ed sesoluta della vita, tutti gli esseri si concentrano come offetti
nella loro causa, unde cum virtus divina ne estendat ad alio, eo quod ipse est
prima oausa effectiva omnium entium, necense est quod Deus alia a #2 cognoncat.
Analogamente dice il Bossuet: « Dio non intende che sò stesso, e tutto intende
in sè stesso, perchè tutto quello che egli è, ο da lui si distingue, si ritrova
in lui come nella propria causa ». Cfr. Aristotele, Metaph., XII, 9; Gerson, De
consol. theologie, in Omo 188 Opera omnia, 1706, t.1; 8. Tommaso, 8.
Yheol., I, q. 22, a. 2; Leibnitz, Essais de Théodioée, 1710, © la Corrispondance
aveo Clarke, 1715-16; Bossnet, De la connaissance de Dieu, ο. IV, art. 8 (v.
prescienza). Omogeneo. T. Gleichartig ; I. Homogeneous; F. Homogène. Cid che è
composto di parti ο elementi qualitativa mente identici ; si oppone ad
eterogeneo, che è ciò le cui parti sono di natura differente. Lo spazio ed il
tempo sono, secondo alcuni filosofi, essenzialmente omogenei, perchè la
differenza delle loro parti può essere nella grandezza non nella qualità.
Secondo lo Spencer il processo evolutivo, sia 00smologico che biologico e
sociologico, consiste in un passaggio dall’omogeneo all’eterogeneo, mediante un
processo continuo di differenziazione e quindi di specificazione. Cfr. Spencer,
First principles, 1884, cap. XIV-XVIII (v. eroluzioniemo). Omogenesia. F. Homogenesie.
Il Broca chiamò così, in opposizione a eterogenesia, quella proprietà organica
in virtù della quale due germi di sesso opposto tendono a fecondarsi
reciprocamente, dato che tra di loro non intercorra una distanza zoologica
troppo pronunciata. L’ omogenesia è abortira quando la fecondazione avviene,
senza però che il feto giunga a maturità; agenesica quando dà luogo a prodotti,
i quali però sono sterili tra di loro o con gli individui dell'una ο dell’altra
razza madre; disgenerica quando i prodotti sono infecondi tra di loro, ma
fecondi con individui del’ una o dell’altra razza madre, dando luogo a prodotti
pure sterili; paragenesica quando i prodotti sono sterili tra di loro, ma
fecondi con individui dell’ una o dell’ altra razza madre, dando luogo a nuovi
prodotti indefinitamente fecondi, così da originare una nuova razza; eugenssioa
quando i prodotti sono indefinitivamente fertili, cosicchè la nuova razza si
produce direttamente. Cfr. Topinard, L’anthropologie, 1884, pag. 382 segg. (v.
ibridiemo, dimorfismo sessuale, razza, pecie, varietà). 789
Omo-Ont Omonimia. Uno dei sofismi verbali, che si fonda sopra
l'ambiguità dei termini. Consiste infatti nell’ adoperare una parola in più
significati senza distinguerli. Tale sarebbe il ragionamento per cui il
Berkeley, basandosi sulla constatazione che una medesima idea può sparire dalla
mente ο poi tornarvi, concludeva alla esistenza di uno spirito universale in
oui tutte le idee avessero la loro sede permanente; qui è confuso evidentemente
il medesimo in quanto numero, col medesimo in quanto specie. Cfr. Aristotele,
Metaph., IV, 4; Id., Categ., 1 (v. incosciente). Onirologia. T. Onirologie; I.
Onirologg; F. Onirologie. Può designare tanto quella parte della psicologia che
si oocupa dei sogni, quanto il discorrere che si fa sognando. Viene usata
comunemente nel primo significato, nel quale non vuol essere confusa colla
omérocrisia o oniroorifica, che è la pretesa arte di interpretare i sogni.
L’onirologia, come stadio psicologico dei sogni, si basa essenzialmente
sull’osservazione introspettiva; il suo metodo classico, divenuto tale dal
Maury in poi, è quello della notazione immediata, che consiste nel trascrivere
immediatamente, essendosi risvegliati all'improvviso, le imagini del sogno che
sono ancora fresche nello spirito. Altro metodo è quello della notasione
ripetuta, che consiste nel constatare l'evoluzione subita dal sogno nella
memoria, traserivendo il medesimo sogno a diversi intervalli di tempo. Si sono
infine proposti dei metodi che sembrano scostarsi dai precedenti, in prima
linea Vexperimento: il soggetto che si addormenta in condizioni speciali
(sottoposto alla pressione di guanti ο di nastri, ο dopo una viva impressione
ottica, οσο.) deve riempire, al risvegliarsi, un apposito questionario. Altri ha
raccomandato le inchieste; ma i risultati sono sempre scarsi, perchè i
questionari comportano solo un numero limitato di domande assai semplici, Cfr.
Tissié, Les révee, 1890; 5. Freund, Die Traumdentung, 1900; J. Bigelow, The
mystery of sleep, 1897; Jastrow, Le subcoscient, trad. franc. 1908; Vascide,
ONT 790
Le sommeil οἱ les réres, 1911; M. Foucault, Le rêve, études et
observations, 1906; De Sanctie, I sogni, studi prie. e clinici, 1899.
Ontogenesi. T. Ontogenesis; I. Ontogenesis, Untogeny : F. Ontogénèse,
Ontogénie. Si adopera per opposizione a filogenesi, ο indica lo sviluppo dell’
individuo vivente dalla sun primitiva forma embrionaria allo stato adulto. Tale
sviluppo non sarebbe altro, secondo l’ Haeckel, che una ricapitolazione, una
ripetizione abbreviata dello sviluppo della specie, ciod della filogenesi. Cfr.
Haeckel, I'problemi delV universo, trad. it. 1904, p. 81 segg.; Vialleton, Un
problème de l'évolution, 1908 (v. embriologia). Ontologia (tv, ἔντος + ciò che
è, ente). T. Ontologie: I. Ontology; F. Ontologie. La scienza che studia 1’
essere come tale, P essere considerato in sè stesso, indipenden-temente dai
suoi modi di manifestarsi. Fu detta anche ontosofia ο filosofia prima. Il
Clauberg la definisce quale soientia que contemplatur ens quatenus ens est, hoo
est, in quantum communem quamdam intelligitur habere naturam.... (qua) omnibua
οἱ singulis entibus suo modo inest. Cristiano Wolff, più brevemente, scientia
entis in genere, seu quatenus ens est ; suo cômpito è di dimostrare que entibus
omnibus sive absolute, sito eub data quadam conatitutione oonveniunt. Spesso
ontologia è sinonimo di metafisica, quando si considera 1’ essere in sè come
principio di tutte le cose; ma per 1’ Herbart, ad es., essa non costituisce che
una delle parti della metafisica, la quale ha il cömpito generale di liberare i
concetti dalle contraddizioni. Al nome ontologia il Galluppi vuol sostituito
quello di ideologia, perchè la stessa nozione di essere, nonchè quella di
esistenza, di possibilità, di sostanza, di attributo, ecc., sono idee
essenziali dello spirito umano, delle quali si deve esaminare l’origine e il
valore, per vedere con qual diritto noi affermiamo la loro oggettivit
«L'ideologia dunque non è che l’ontologia ragionata e filosofica. È
un'ontologia foggiata sopra una base solida ». Al 791 ONT tri filosofi soppressero l’ontologia,
incorporandola nella teologia, altri ancora ridussero la prima alla seconda. Il
Rosmini, opponendosi ad entrambi, ne distingue i domini, definendo l’ontologia
la teoria dell’ essere comune, oppure la teoria dell’ essere in tutta
l'ampiezza della sua possibilità, e la teologia la teoria dell’ essere proprio,
cioè Dio stesso. Egli formula il problema ontologico in questi cinque modi:
trovare la conciliazione delle manifestazioni dell’ ente col concetto dell’
ente ; trovare una ragione sufficiente delle diverse manifestazioni dell’ente;
trovare la equazione tra la cognizione intuitiva e quella di predicazione;
conciliare le antinomie che appariscono nel pensiero umano: che cosa sia ente e
che cosa sia non ente. L’ontologis, secondo lo stesso filosofo, precede la
cosmologia, che è la scienza dell’ ente finito, il quale è possibile soltanto
dopo la conoscenza dell’ essere in universale, oggetto della ontologia, e si
distingue dall’ ideologia, che si riferisce pure all’ essere, ma lo considera
come pura ed assoluta idea, nella quale tutte le altre si contengono. Cfr.
Clauberg, Motaphysica, 1646, cap. I, 1-2; Cr. Wolff, Philosophia prima sive
ontologia, 1736, $ 1, 8; Baumgarten, Metaphysica, 1739; $ 41; Galluppi, Lesioni
di logica e metafisica, 1854, vol. III, p. 982 segg.; Rosmini, Nuovo saggio
aull’origino delle idee, 1830, vol. II, p. 1 segg.; Id., Logica, 1853, $ 847
(v. essere, ente, assoluto, anoetico, possibile, filosofia, metafisica,
metodologia, eco.). Ontologico (argomento). Una delle prove a priori
dell'esistenza di Dio. Essa fu enuncista la prima volta da 8. Anselmo d’Aosta
in questo modo: quando lo stesso ateo pronuncia la parola Dio, se sa quello che
dice deve avere il concetto di nn essere del quale îl maggiore non si può
pensare (quo nihil maius cogitari potest); ma questo essere non sarebbe tale,
non sarebbe il massimo degli esseri, se fosse solamente pensato, se mancasse di
esistenza, poichè in tal caso noi potremmo pensarne un altro esistente, ed
ONT 792
esso sarebbe certo maggiore; dunque non si può supporre che Dio non
esista: « Se dunque codesto oggetto al disopra del quale non ο) ὃ nulla, fosse
solamente nell’ intelligenza, sarebbe tuttavia tale, che avrebbe qualche cosa
al di sopra di lui; conclusione che non potrebbe essore legittima. Esiste
dunque certamente un essere al di sopra del quale non si può nulla imaginare,
πὸ nel pensiero, nd nella realtà ». Descartes diede più tardi un’evidenza
matematica a questo argomento, partendo dalla nozione che abbiamo di un Essere
perfetto: come nell’ idea di triangolo è conte nuta l’idea che la somma dei
suoi angoli valga due retti, così nell’ idea d’un essere perfetto è contenuta
l’idea di esistenza, essendo l’esistenza una perfezione. Spinoza prende
l'argomento ontologico come base e proposizione iniziale del suo sistema: Per
oausam sui intelligo id, ouiue cssentia involvit existentiam, sive id, ouius
natura non potest concipi nisi eziatone.
Deus sive substantia neosssario existit, perchè posso existere potentia
est; quindi de nullius rei exiatentia entis absolute infiniti seu perfeoti, hoo
est Dei. Infine il Leibnitz formulò l'argomento così: Dio è per definizione
Vessere necessario; ora l'essere necessario esiste perchè il suo concetto
racchiude necessariamente 1’ esistenza ; dunque Dio esiste. Infine l’ argomento
ontologico fu criticato da Kant, il quale, pur riconoscendolo il migliore di
tutti, negò ad esso qualsiasi valore oggettivo. L'esistenza, dice Kant, non fa
parte del contenuto del pensiero, ma bens? lo controlla © lo necessita; il
possibile non contiene nulla più del reale, e cento talleri reali nulla più di
cento talleri possibili, hundert wirkliche Thaler enthalten nicht das Mindesto
mehr als hundert mögliche; se jo penso un essere come la massima realtà, rimane
pur sempre da chiedere se esso esista 0 no: « Il concetto di un essere supremo,
conchiude Kant, è un’ ides utilissima per molti riguardi; ma appunto perchò non
è che un'idea, è del tutto incapace di estendere da sola la nostra conoscenza
per rapporto a ciò che esiste.... Codesta prova ontologica tanto vantats, che
pretende dimostrare per via di concetti l’esistenza di un essere supremo, perde
dunque tutta la sua fatica, e non si diventerà più ricchi in conoscenze con
delle semplici idee, di quello che diventerebbe ricco in denaro un mercante se,
nel pensiero d’aumentare la sua fortuna, aggiungesse alcuni zero al suo libro
di cassa ». Cfr. 8. Anselmo, Proslog., 2, 3; Cartesio, Medit., V; Spinoza,
Ethica, 1. 1 def. I, teor. XI, scol. ; Leibnitz, Mém. de Trévour, 1701; Kant,
Krit. d. rei. Vern., ed. Kehrbach, p. 468-475; C. Guastella, Filosofia della
metafisica, 1905, vol. I, app. al cap. VI, $ 6 (v. gli argomenti cosmologico,
fisico, ideologico, morale, storico). Ontologismo. T. Ontologismus ; I.
Ontologiem; F. Ontologisme. Non deve confondersi con ontologia, che ha un
significato più generale. Designa talvolta quella scuola filosotica, che vuol
far precedere l'ordine reale all’ ordine psicologico delle conoscenze, ossia
che i metodi e i principt della filosofia vuole siano cercati nell’ oggetto ο
non nel soggetto. Ma più comunemente il vocabolo è adoperato a denominare la
filosofia del Gioberti, che, opponendosi allo psioologismo iniziato da Cartesio
e continuato dalla filosofia moderna, sostiene che noi dobbiamo cominciare con
la suprema ed obbiettiva intuizione della mente: Ens oreat existentias ; il
prendere come punto di partenza |’ esame della coscienza ο dei processi del
conoscere, trasporta la filosofia al di là della sua sfera e conduce
logicamente al sensismo, al protestantismo, all’ ateismo, Cfr. UeberwegHeinze,
Grund. d. Gesch. d. Phil., 83 ed., II, p. 328; Cournot, Essai sur les fond. de
nos conn., 1851, t. I, p. 307; Gioberti, Introduzione allo studio della filosofia,
1850, t. I, p. 272 segg. (v. ente, psicologismo). Ontosofia. Sinonimo poco
usato di ontologia. Opinare. T. Meinen, Vermuthen; I. To opine; F. Opiner.
Consiste nel ritenere per vero ciò che si presume soltanto Orr 794
probabile, cid di cui non si possiedono le ragioni per essere
perfettamente certi. È quindi un atto soggettivo, che si distingue dal sapere,
che consiste nella certezza di una verità o di un ordine di verità, basste
sulla ragione o sulla esperienza; © dal credere, che consiste nell'accettare
come vero ciò che è indimostrato ο ciò che l’ autorità altrui ci impone di
considerare come vero. Quindi si hanno due forme del credere: quella
scientifica, in cui l’indimostrabilità di un dato proviene dall’ essere esso
fondamento di ogni dimostrazione (assiomi, postulati), e quella religiosa, in
cui il dato manos di ogni prova e non si accetta che per l'autorità altrni. E
falso dunque voler porre questa seconda come base della prima (v. critica,
dubbio, fede). Opinione. Gr. Δόξα; Lat. Opinio; T. Meinung; I. Opimion; F.
Opinion. Non bisogna confonderla con la conoscenza, con la oredenza, con la
conrinsione. La conoscenza è determinata da motivi sufficienti; la credenza da
motivi insufficienti, che però non tolgono la persuasione di possedere la
verità; la convinzione è una credenza spiccatamente tenace e sicura; l'opinione
infine non è che una credenza incompleta, in quanto si fonda su motivi che sono
insufficienti e si riconoscono come tali. « L’ opinione, dice Kant, è il fatto
di ritenere qualche cosa come vero, con la coscienza d’ una insufficienza
soggettiva e obbiettiva di tale giudizio ». Già prima Cicerone l’ aveva
definita imbecillam assensionem, 8. Bonaventura assenzio anime generata ex
rationibus probabilibue, ο Cristiano Wolff propositio inaufficienter probata.
L'antica sofistica aveva ridotto ogni pensiero ad opinione; se la verità è
l'opinione individuale, ogni cosa prende norma e valore dal soggetto; da ciò il
detto di Protagora: « l’uomo è la misura di tutte le cose ». A codesto scetticismo
6’ oppose da prima Socrate, che foce consistere il vero sapere non nell’
opinione, ma nel conoscere i concetti delle cose; poscia Platone, che,
mantenendo il divario tra l'opinione (δόξα) che deriva dai sensi 1795
OPP-ORD € la cognizione (ἐπιστήμη) che è data dai concetti, feco
corrispondere all’ opinione i fenomeni mutevoli, ai concetti ciò che v' ha di
costante nell’ avvicendarsi dei fenomeni, cioè la realtà, 1’ essenza, l’ Idea.
Cfr. Platone, Zepubl., V, 477 B, 478 B, Meno 97 E; Aristotele, Met., VII, 15,
1039 b, 33; Cicerone, Tusc. disp., IV, 7; 8. Bonaventura, In lib. sontent., 3,
d. 24, art. 2, 2; Cr. Wolff, Philosophia rationalis, 1732, $ 602; Kant, Krit.
d. r. Vern., A 822, B 850 (v. antropometrismo, concetto). Opposizione. T.
Gegensatz, Gegensetzung, Opposition; I. Opposition; F. Opposition. Una delle
tre specie principali di relazioni immediate tra le proposizioni ; essa ha
luogo tra le proposizioni identiche di contenuto, ma diverse di qualità, o
diverse di qualità e modalità insieme, potendo essere identica ο diversa la
quantità. L'opposizione può essere contraria, contradditoria ο suboontraria.
Sono opposte contrarie le proposizioni universali d’identico contenuto ma di
qualità opposta, e le proposizioni apodittica negativa e apodittica
affermativa. Sono opposte subcontrarie le proposizioni particolari d’identico
contenuto e di qualità opposta, e ngualmente le problematiche affermative e le
problematiche negative. Sono opposte contradditorie quelle d’identico contenuto
ma diverse di qualità e quantità, e ugualmente l’apodittica negativa e la
problematica negativa, Si dicono infine opposte subalterne le proposizioni d’
identico contenuto e qualità ma di diversa quantità, e ugualmente le
apodittiche e le problematiche della stessa qualità e contenuto. Cfr. Ueberweg,
System d. Logik, 1874, $ 97; Masci, Logica, 1899, p. 201 segg. (v.
contrappoxizione, conversione). Ordine, T. Oränung; I. Order ; F. Ordre. Una
delle idee fondamentali della intelligenza. Si pnd definire come la nozione o
la comprensione d'una coerenza qualsiasi, fondata sopra un rapporto
quantitativo, qualitativo, meccanico o teleologico. Il Cournot ha distinto I’ ordine logico
dall'ordine razionale: il primo consiste nell’ incatenare i ORG 796
fatti secondo I’ ordine lineare, che è quello del discorso; il secondo
nel mettere in luce la relazione secondo la quale i fatti, le leggi e i
rapporti, oggetto della nostra conoscenza, si concatenano e procedono gli uni
dagli altri. Nella logica matematica l’
ordine seriale è l’ esistenza tra più termini d’ una relazione transitiva
asimmetrica. L’ordine della natura è l’
insieme delle ripetizioni manifestate sotto forma di tipi o di leggi dagli
oggetti percepiti. 1) ordine sociale è
l'insieme delle regole alle quali i cittadini debbono conformarsi, e la
sottomissione dei citta dini a codeste regole. I giuristi distinguono l’ordine
giuridico dall’ ordine pubblico, considerando questo come un fine rispetto al
quale il primo è un mezzo; mentre, infatti, l'ordine giuridico è un sistema di
condizioni che non possono non esistere in ogni società, l'ordine pubblico è un
bene, che si ottiene © si mantiene solo a patto di osservare certe determinate
condizioni, è quello stato di cose che rappresenta la normalità della vita
collettiva di una determinata società. Cfr. Cournot, Essai sur le fond. de n.
connais., 1851, $ 17, 24, 247; L. Couturat, Les principes des mathématiques,
cap. II; Bergson, L’évolution oréatrice, 1912, cap. III, Le désordre et les
deux ordres; A. Levi, La société et l'ordre juridique, 1911; Ardigd, Opere
fil., I, 88-91; II, 263-265, 269-277. .L’organicismo è il sistema o dottrina
che spiega i fatti della vita, della sensibilità ο del pensiero come pure
funzioni organiche, senza ammettere l'intervento nd del principio spirituale,
nè del principio vitale. Gli organicisti non riconoscono che l’esistenza della
materia organizzata, provvista però di forze e proprietà che non esistono negli
esseri inorganici; ogni organo è animato da una forza particolare che,
componendosi con tutte le forze simili, mantiene la vita totale: la vita è U’
insieme delle forze che resistono alla morte, dice il Bichat. Questa dottrina
ebbe ed ha illustri 1797 ORG sostenitori, fra oni it Bichat, Robin,
Broussais © Claudio Bernard. Nella
sociologia dicesi organicismo la dottrina secondo la quale le società sono
organismi analoghi agli esseri viventi, e la sociologia un ramo della biologia.
Platone ο Aristotele tra gli antichi, Spinoza, Herder, Schelling ed altri
filosofi della storia, raffigurarono la società come « an corpo vivente »
sottoposto alle leggi indeclinabili della nascita, della crescita e della
morte; il Comte e lo Spencer cercarono di dare una consistenza scientifica a
codesto concetto, determinando le analogie e le somiglianze tra l’organismo individuale
e quello sociale; lo Schüfie spinse l’analisi ancora più in là, e trattò
addirittura della anatomia, fisiologia, psicologia, patologia e terapia del
corpo sociale. Cfr. Snisset, Recherches nouvelles sur l’dme, « Rev. d.
denx-mondes », 15 agosto 1862; Espinas, Les sooistés animales, 1878, Introd. ;
Comte, Cours de phil. pos., 1877, t. IV, p. 172 segg.; Schüfle, ita ο struttura
del corpo sociale, « Biblioteca degli economisti », serie IIT, vol. VII; A.
Rey, La philosophie moderne, 1908, p. 177-78; Novicow, Les castes et la
sociologie biologique, « Rev. philos. », 1900, II, 373 segg.; Bouglé, Le proods
de la sociologia biologique, Ibid., 1901, Il (v. anima, materialismo, moniemo,
paralloliamo, ritalirmo, meccanismo, organico). Organico. T. Organisch, Organisirt;
I. Organio; F. Organique. Tutto ciò che appartiene all’ organismo; si oppone 3
inorganico, psichico, intellettuale, eco. Ad es., una malattia mentale presenta
delle alterazioni organiche, come l’atrofia d’un organo o la distribuzione d’un
tessuto, e dei fenomeni psichici corrispondenti, come le idee deliranti, le
alIneinazioni, 900, Il concetto di organico si contrappone a quello di
inorganico: infatti, sebbene i corpi inorganici e gli organici siano soggetti
alle stesse leggi generali della materia, tuttavia gli elementi costitutivi dei
primi o sono mescolati meceanicamente 0 entrano in combinazioni chimiche
binarie, i secondi contengono principalmente comORG 798
binazioni ternarie e quaternarie con carbonio; le particelle ultime dei
primi si attengono reciprocamente sia per forza di attrazione che per affinità
chimica, quelle dei secondi sembrano invece combinate, sostenute, elaborate,
consumate, trasformate da un agente di natura diversa di quelle inorganiche,
agenti che alcuni chiamano forza organica o vitale, pure considerandola come un
semplice concetto astratto, ipotetico e provvisorio. Organico si distingue
infine da organizzato 9 da aggregato: sono organiche tutte le sostanze prodotte
dalla vita di qualche organismo e che non esistono nel mondo inorganico (linfa,
albumins, proteina, siero del sangue, ecc.); tuttavia possono essere omogenee,
indivisibili, giacenti 1’ una accanto all’ altra, cioò non organizzate ο
amorfe. I muscoli, i nervi, le glandole sono invece sostanze organiche e organizzate
insieme, perchè in essi si ha la riunione di sostanze eterogenee in un tutto,
la cui ragione sta in un tipo razionale. Infine, le particelle aggregate di un
corpo inorganico esistono semplicemente le une accanto alle altre, senza
cercare di riunirsi a vicenda, © senza cessare d’ essere quello che sono se
separate. Cfr. Cournot, Essai sur le fond. de nos connaissances, 1851, t. I, p.
269 segg.; Eucken, Geistige Strömungen der Gegenwart, 1909, sez. B, $ 2 (v.
fisiologia, generazione, cellulari teorie, duodinamismo, meccanismo,
organioismo, vita, vitaliemo). Organo. T. Organ, Werkzeug ; I. Organ; F.
Organe. Una doterminata unione di tessuti per una determinata funzione, della
quale sono strumento; la riunione di tessuti uguali per una funzione più elevata
costituisce il sistema: così si ha il teseuto nervoso, degli organi nervosi
(es. il cervello) e il sistema nervoso. Quando un organo è formato di un solo
tessuto dicesi semplice (es. alcune glandole) quando di più tessuti composto
(es. il fegato). La riunione di tutti gli organi in un tutto, capace di vita,
dicesi organismo; ora, nessun organo ha in sò la ragione della propria
esistenza, ma la trae dal tutto al quale appartiene, 799
ORI perciò il fine ultimo dell’ organo non è la sussistenza propria, ma
quella di concorrere al mantenimento dell’ intero organismo. Nella logica il termine organo o organum
significa trattato di logica. Gli antichi commentatori diedero questo nome ai
libri logici d’Aristotele, intendendo con ciò di significare che la logica è lo
strumento (ὄργανον = stromento) per la ricerca della verità. Bacone intitolò la
propris opera principale Novum Organon appunto per signiticare che egli vuol
contrapporre una nuova logica a quella aristotelica; oggetto di questa nuova
logica è, come dice il sottotitolo, I’ interpretazione della natura ossia del
regno dell’uomo (de interpretations naturae, sive de regno hominis). Kant
distinse l'organo, ossia il metodo di ogni disciplina in particolare, dai
canoni del pensiero in generale. Cfr. Kant, Krit. d. rei. Vern., ed. Kehrbach,
p. 43; Fries, System der Logik, 1837, p. 13. Orientazione. T. Urientirung ; I.
Orientation; F. Orientation. In generale, la coscienza delle relazioni spaziali
del nostro corpo con gli oggetti che lo circondano, coscienza dovuta sia alle
sensazioni visive, sia alle tattili, muscolari, uditive, eco. Dicesi senso della orientasione la coscienza
che hanno molti animali e alcune razze umane inferiori, della direzione da
seguire per recarsi attraverso luoghi sconosciuti ad un punto noto. Questo
senso avrebbe sede nei canali semicircolari dell’ orecchio, e funzionerebbe
mediante avvertimenti dati dalla differenza di pressione dell’ endolinfa
contenuta nei canali stessi. Dicesi
ilusione della orientasione quell’ anomalia della coscienza normale della
direzione, che consiste nel mutarsi dei punti dello spazio circondante il
soggetto, in modo da esser cambiato tutto il suo ambiente fisico, ma senza che
sia alterata la nozione dei rapporti spaziali degli oggetti gli uni rispetto
agli altri. Cfr. Cyon, Recherches sur len fonct. des oanaux »emioiroulaires,
1878; Peychol. Rer., 1897, IV, 341, 463; Hüfiding, Esquisse d’une paychologie,
1900, p. 256 ORI-ORO 800 segg.; Grasset, Les maladies do l'orientation
et de Vequilibre, 1902. Origine. T. Ursprung; 1. Origin; F. Origine. In
generale cominciamento, prima manifestazione d’ un fatto, qualche cosa che 6’
inizia nel tempo; talvolta però significa la ragion d’ essere di un
avvenimento, il fatto elementare che ne spiega un altro. Tra i problemi
tradizionali riguardanti l'origine sono da ricordarsi i seguenti: Problema
dell’ ori gine delle idee: sono esse un prodotto di esperienza sensibile ο, le
fondamentali almeno, fanno parte della costituzione stessa del nostro spirito
e, in quanto tali, esistono a priori? Problema dell'origine della oosoiensa: è
essa un attributo dello spirito, o una proprietà dell’ organizzazione evolntiva
della materia organizzata, o la concentrazione d'una coscienza diffusa in tutto
l’ universo? Problema del. l'origine del male: se Dio esiste, donde ha origine
il male? Problema dell'origine della vita: è la vita il prodotto del semplice
gioco di reazioni fisico-chimiche, o di un principio che ha natura e leggi
proprie, diverse da quelle meocaniche? Problema dell'origine della specie: le
specie viventi, animali ο vegetali, furono prodotte tali e quali da una
creazione, e restano immutabili, ο ei trasformano in modo che rin’ unica specie
sia passata storicamente dalle une alle altre? (v. idea, oosoiensa, male, vita,
specie, innatismo, empiriemo, 600.). Orismologia (ὡρισμός definizione). Trattato intorno ai vocaboli
tecnici e alle espressioni proprie d’una data scienza ο arte. È sinonimo di
terminologia. Orottero. La linea o il punto che congiunge i punti dello spazio
che fanno imagine su punti identici delle due retine, in una data posizione
dell’ occhio. L’ esistenza dei punti identici si ammette per spiegare la
visione semplice degli oggetti, benchè le loro immagini si formino su ambedue
le retine, ed è provata dal fatto che, se si sposta l'occhio con un dito mentre
si guarda un oggetto, l’og 801 Osc-0ss
getto è visto doppio. L’ orottero varia perciò a seconda della posizione degli
occhi: così quando gli assi visuali si trovano sul piano orizzontale e sono
convergenti, 1’ orottero è rappresentato da un circolo che passa per il punto
fissato e i due centri ottici; quando invece gli assi visuali si trovano nel
piano orizzontale e sono fra di loro paralleli (come allorchè si guarda il lontano
orizzonte) l’orottero è rappresentato dal piano che passa per i medesimi. Cfr.
Tschering, Optique physiologique, 1898 (v. binoowlare, campo, emianopsia,
diplopia). Oscuro. T. Dunkel; I. Obscure; F. Obsour. Nel linguaggio cartesiano
oscuro si oppone a chiaro e si distingue da confuso: un’ idea è oscura quando
per essa non riusciamo a differenziare un oggetto dagli altri, è confusa quando
per ossa differenziamo un oggetto dagli altri, ma non abbiamo la conoscenza
degli elementi di ouf è composto. « Dico che una idea è chiara, scrive il Leibnitz,
quando è sufficiente a distinguere la cosa e riconoscerla; così, se avrò un’
idea ben chiara di un colore, non mi avverrà di prendere un altro colore per
quello che cerco, e, se avrò l’idea chiara di una pianta, la discernerò dalle
piante consimili; e, se ciò non è, l’idea è oscura ». Gli scolastici designavano con l’espressione
obscurum per obscurius quella forma di petizione di principio, che consiste nel
dimostrare ciò che è oscuro per sè con ciò che è ancora più oscuro. Cfr.
Leibnitz, Nouveaux essais, 1704, 1. II, cap. 29, $ 2; Peirce, Comment rendre
nos idées olaires, « Rev. philosoph. », genn. 1879. Osservazione. T.
Beobachtung; I. Observation ; F. Observation. È l'atto mediante il quale lo
spirito si applica a un fatto o a un insieme di fatti, allo scopo di conoscerli
e di spiegarli. Si distingue dallo sperimento in quanto questo è attivo, perchè
sperimentando si interviene nei fatti producendoli o modificandoli, mentre |’
osservazione è passiva, in quanto consiste nella semplice constatazione dei fatti;
la distinzione però non è assoluta. Si diversifica anche dal51 Raxzorı, Dizion. di acienze filosofiche.
Oss 802
l’attensione, perchè mentre in questa può mancare in quella è essenziale
il desiderio di una esplicazione ulteriore del fatto osservato. Si distinguono due forme d’osservazione: la
comune, abbandonata all'esercizio degli organi di senso individuali, © la
metodica, assistita da speciali mozzi che ne accrescono la portata, integrata
da ragionamenti che ne svolgono il valore, conformata a regole costanti per la
scelta degli oggetti e delle condizioni opportune d’ esame, controllata dai
risultati ottenuti da diversi osservatori.
L'osservazione può anche essere esterna e interiore © psicologica.
L'osservazione esterna è la base delle scienze fisiche ο naturali, ed è
essenziale in alcune di esse, come ad es., nell’ astronomia. L'osservazione
esterna deve essere metodica, cioè procedere regolarmente da nA oggetto
all’altro, precisa ciod fare un giusto calcolo della quantità dei fatti, esatta
ciod nulla trascurare. L'osservazione interiore © introspezione fu adoperata
nello studio dei fenomeni psichiei, primamente dalla sonola scozzese, indi
dagli eclettici francesi ο dagli associazionisti inglesi, ma fa combattuta da
A. Comte, il quale sostenne essere assurdo che si possa nello stesso tempo
essere il soggetto osservante e l'oggetto osservato. Con ciò il Comte veniva a
negare la possibilità di ogni conoscenza dello spirito per mezzo della
coscienza. Tuttavia codesta conoscenza à un fatto d’esperienza comune, ed oggi
il metodo introspettivo, aiutato fin dove è possibile dall’ esterno, è ancora
il metodo proprio della psicologia. Cfr. Senebier, L'art d'observer, 1802;
Ribot, Contemporary english psychology, 1873, p. 84, 323; Sully, Outlines of
peyohology, 2° ed. 1885, p. 6, 7; C. Bernard, Introd. à V étude de la med.
ezpor., 1865, 1. I, cap. 1; Masci, Logica, 1899, p. 402 segg.; A. Padon,
Legittimità € importanza del metodo introspettivo, « Riv. di filosofia »,
aprile 1913 (v. introspezione, riflessione, psicologia). Ossessione. T.
Besessenheit; I. Obsession; F. Obsession. La presenza nello spirito di una
rappresentazione, o d’una 803 Orr associazione d'idee, che la volontà non
riesce ad allontanare se non momentaneamente, che impedisce agli stati
antagonistici di presentarsi e intorno alla quale vengono a raccogliersi tutte
le associazioni. Si verifica spesso nella malinconia religiosa, caratterizzata
da un delirio di onsessione o di possessione, in cui l'individuo si sente
circondato da demoni o tutt’ nno con essi. Secondo il Régis e il Tamburini
tutte le varietà di ossessione si riferiscono ad un disturbo della volontà e si
possono raccogliere in due gruppi: 1° ossessioni impuleive, in cui la volontà è
lesa nella sua forza di arresto; 2° ossessioni abuliche, in oui la volontà è
less nella sua energia generale di attività. Cfr. Pitres et Régis, Les
obsessions οἱ les impulsions, 1902; Raymond et Janet, Les obsessions αἱ la
peychasthénio, 1903; Régis, Manuel de méd. ment., 3" ed., p. 257-296; Tamburini,
Riv. aper. di Fren., IX, 1883, p. 74 ο 297; Pierre Janet, Névroses οἱ idées
fixes, 2* ed. 1904, cap. I. ο Ottimismo. T. Optimismus; I. Optimiem ; F.
Optimieme. Vocabolo usato per la prima volta dai padri gesuiti di Trevoux nel
render conto della teodicea del Leibnitz, e reso più tardi popolare dal
Voltaire col suo Candide ou Poptimismo (1758). Vi ha un ottimismo naturale © un
ottimismo filosofico. Il primo si può definire come là disposizione, quasi
sempre innata, dovuta allo stesso temperamento, a cogliere il lato buono delle
cose, a giudicare benevolmente degli uomini e degli avvenimenti. Il secondo,
che ha forse le sue intime radici nel primo, è la dottrina secondo la quale
sull'universo tutto va per il meglio e noi viviamo nel migliore dei mondi
possibili. Esso ha una data relativamente recente nella storia del pensiero, ed
è più che altro una dottrina teologica e metafisica; esso infatti consiste
nello scagionare la divinità, creatrico del mondo, dell’esistenza del male nel
mondo e nel dimostrare Ja necessità del male medesimo. Noi troviamo accennato,
è vero, il problema dell’ottimismo in alcuni filosofi antichi e Orr 804
dell’ eta di mezzo. Così, già Platone insegnava che il Demiurgo non ha
potuto creare che ciò che è più bello e più buono; Plotino che il male e il
dolore non sono che specie negativo e conducono ancor meglio al bene; 8.
Clemente che il male è solo azione, non sostanza (οὐσία), e che il mondo quale
Dio l’ha creato è perciò originariamente buono; 8. Agostino che in quantum est,
quidquid est, bonum est. Ma una trattazione compiuta del problema sotto tutti i
suoi aspetti, nelle sue relazioni con l’idea di Dio, di Grazia e di Provvidenza
divina ο di libertà umana non si ha che col Leibnitz. Secondo il filosofo
tedesco, la continuità e l'armonia che si osservano nel mondo sono prestabilite
da Dio, il quale, nell’ opera sua creativa, non ha agito a caso, ma ha scelto
tra le creature possibili quelle che corrispondevano meglio al suo fine: «
Dalla perfezione suprema di Dio consegue che, producendo l'universo, egli ha
scelto il miglior piano possibile, nel quale esista la più grande varietà col
più grande ordine; il terreno, il luogo e il tempo meglio governati; il maggior
effetto prodotto coi mezzi più semplici; la maggior potenza, la maggior conoscenza,
la maggior felicità e bontà nelle creatare che l'universo potesse comportare.
Poichè tatti i possibili pretendendo all'esistenza nell’ intelletto divino, in
proporzione delle loro perfezioni, il risultato di queste pretese deve essere
il mondo attuale il più perfetto che sia possibile. E senza di ciò non sarebbe
possibile spiegare perchè le cose siano avvenute così piuttostochè altrimenti
». Ma se Dio ha scelto il miglior mondo possibile, perchè esiste il male? Il
male, risponde il Leibnitz, può essere metafisico, fisico o morale. Il male
metafisico è la limitazione, che non può non esistere perchè ogni monade creata
deve averla. Il male fisico è il dolore, che è pure necessario perchè senza di
esso non csisterebbe il piacere; infatti il dolore nasce dallo sforzo per
passare da uno stato all’altro, e senza questo sforzo non ci sarebbe azione ©
quindi nemmeno piacere, 805 Orr-P che consiste appunto nella coscienza
dell’ azione. Infine il male morale è il peccato, ed è esso pure una condizione
indispensabile: il peccato nasco da una rappresentazione oscura; dalla
rappresentazione oscura si sviluppa la conoscenza chiara, la quale è la
condizione prima della morslità; dunque, senza il peccato non esisterebbe la
moralità, e quindi neanche il bene. Così Dio è pienamente giustificato. Oggi il
problema dell’ottimismo ο del pessimismo ha perduto il suo primitivo
significato: si è infatti riconosciuto che il bene e il male, il piacere e il
dolore sono condizioni necessarie l'uno dell’ altro; che il dolore ha un
officio biologico, in quanto ci avverte dell’alterazione degli organi, e ci è
di stimolo al perfezionamento fisico e morale. Ad ogni modo si pud dire che la
scienza moderna, essendo a base evoluzionistica, ammettendo οἱοὸ un
perfezionamento indefinito della specie e della società, è essenzialmente
ottimistica. Cfr. Platone, Zimeo, 30 A; Plotino, Enn., III, 2, 5; 8. Clemente,
Strom., IV, 13, 605; 8. Agostino, De vera relig., 21; Id., Confess., VI, 12;
Leibnitz, Prinoipes de la nat. et de la grâce, 1879; Id., Theodioea, 1710, $
416; I. Duboc, Der Uptimiemus ala Weltanschauung, 1881;Sully, Pessimism, 1877,
p. 399 segg. (v. dolore, piacere, migliorismo, pereimiemo, bene, male, armonia,
teodicea). P. Nei versi mnemonici delle tre ultime figure del sillogismo categorico,
questa lettera indica che la riduzione al modo della prima figura deve essere
fatta mediante conversione per accidente di una delle due premesse o della
conolusione ; ad es.: Darapti della terza figura si converte nel Darii della
prima mediante la conversione per accidente della minore. La stessa lettera si
usa nello espressioni simboliche delle proposizioni per indicare il predicato,
e nelle espressioni simboliche del sillogismo per PAG-PAL 806
indicare il termine maggiore, che nella conclusione fa appunto da
predicato (v. figura, modo, termini, sillogismo). Paganesimo. T. Paganismus; I.
Paganism; F. Paganisme. Termine generico per indicare tutte le religi teriori
al cristianesimo, o diverse dal cristianesimo, fatta eocezione però del
giudaismo e dell’ islamismo. Esso ebbe origine nei primi secoli del
cristianesimo, per il fatto che il politeismo romano conservava i suoi più
tenaci difensori tra gli abitanti delle campagne. Ancor oggi il termine è usato
spesso in senso dispregiativo, applicandosi a tutte le forme più basse della
religiosità, Paleontologia. T. Palsontologie; I. Paleontology; F.
Paléontologie. La scienza dei fossili. Essa ha origini recenti, da quando cioè
col Convier e col Lamarck, si cominciò a riconoscere che le impronte e le reliquie
di animali © vegetali estinti conservateci in stato pietrificato sono veri e
propri documenti per la storia degli organismi: essi infatti ci dànno notizia
della forma ο della struttura di piante e di animali, che sono gli antenati o i
precursori degli organismi ora viventi, oppure linee laterali estinte. Prima
invece s'era creduto che le pietrificazioni di piante ο di animali non fossero
che scherzi di natura (ludus naturae) o prodotto di uno sforzo creativo (vis
plastica), «ο modelli inorganici di cui si servì il Creatore prima di creare
gli esseri organici. Cfr. K. A. Zittel, Geschichte d. Paläontologie, 1899 (v.
cosmogonia, geologia). Palingenesi. Gr. πάλιν = di nuovo, γένεσις =
generazione; T. Palingenese; I. Palingenesis; F. Palingenèse. E vocabolo proprio
della filosofia religiosa e vale rinascimento, rigenerazione. Si applica tanto
all'individuo, come all’umanità e all'universo. L'idea della palingenesi si
trova nel fondo di quasi tutte le religioni filosofiche. Così nel bramanismo il
mondo passa attraverso continue alternative di creazione e di distruzione,
corrispondenti alla veglia ¢ al sonno di Brahma; in esso Vichnou rappresenta il
prin 807 Par cipio della palingenesi
universale, in quanto interviene in certe epoche per salvare il mondo da Civa,
principio della distruzione: « Mentre Brahma veglia il mondo vive e si muove;
ma quando il Dio dorme, quando il suo spirito è in riposo, l’ universo
svanisce; tutti gli esseri cadono nell’inersia; essi sono dissolti nell’ anima
suprema, perchè colui che è la vita di tutto l'essere sonnecchia dolcemente,
privato della sua energia. Così, passando a volta a volta dal sonno alla veglia
e dalla veglia sl sonno, esso fa nascere costantemente alla vita tutto ciò che
ha il movimento ο tutto ciò che non l’ha; poi esso lo annienta e rimane
immobile ». Nel cristianesimo l’ umanità risorge dalla sua caduta per opera di
Gesù Cristo, © risorgerà tutta intera alla fine dei tempi, sotto nuovi cieli e
in una nuova terra; nelle antiche religioni orientali, il male fa discendere
l’nomo, dopo morto, nel corpo di nn animale irragionevole, mentre il bene può
farlo in seguito salire nelle sfere luminose della felicità. L’ idea della
palingenesi si trova anche nel sistema di Pitagora e più in quello degli
Stoici: « L'anima razionale, dice Marco Aurelio, vaga sull’ali della
speonlazione per l’ universo intero, comprende e vede che nulla di nuovo
vedranno quelli che verranno dopo di noi e che nulla di nuovo videro mai i
nostri maggiori, ma bensì che in un certo qual modo chi è giunto alla età di
cinquant’anni, per poco ingegno che abbia, può dire di avere già visto tutte le
cose passate e future, poichè esse saranno della medesima sorte ». Nei tempi
moderni, Scho. penhauer ha sostenuto la rinascita degli stessi individui nell’
umanità. In Federico Nietzsche la palingenesi eterna costituisce ad un tempo la
base e il coronamento della filosofia del superuomo, la grande idea che
Zarathoustra annuncia da prima ai discepoli raccolti intorno a lui davanti alla
caverna della montagna, e che poi rivela alle masse convocate in festa: « Tutti
gli stati che questo mondo può raggiungere, esso li ha già raggiunti, e. non
Par-Pa 808 solamente una volta, ma un numero infinito di
volte ». Alcuni scienziati moderni, ispirandosi al principio fonda mentale
della termodinamica, concepiscono la storia dell'universo come un processo
ciclico di degradazioni ο di rigenerazioni della materia e dell’ energia,
processo nel quale le identiche fasi si ripeterebbero eternamente a distanze
immense di tempo: «Se i mondi muoiono, dice il Becquerel, è sempre per far
posto a dei nuovi mondi. Diventa così possibile all'evoluzione dell’ energia,
della materia, e dei mondi, di percorrere un ciclo perpetuo, un ciclo nel quale
noi non vediamo nè cominciamento nd fine ». Cfr. M. Aurelio, I ricordi, 1. XI,
1; Schopenhauer, Die Welt als W. und Vorst., Reclam, suppl. VI, cap. LXI;
Nietzsche, Werke, 1895-97, VII, p. 80, XII, p.122; G. Beoquerel, L’évoIution de
la matière et des mondes, « Rev. scientifique», 25 nov. 1911; 8. Arrhönius,
L'évolution des mondes, 1910, p. 218, 223; G. Le Bon, L'évolution des forces,
1907, p. 99 segg.: ©. Ranzoli, Il caso nel pensiero e nella vita, 1913, p.
169-1 (v. anamnesi, metempsicosi, nirvana, palingenetici). Palingenetici
(caratteri). Fra i caratteri ereditari, alcuni sono dovuti alle condizioni di
sviluppo o all’adattamento all'ambiente esterno, che si manifestano negli
individui di una data specie; altri invece sono dovuti ad una trasmissione
abbreviata o semplificata, e partecipano delV intima organizzazione
dell'individuo e della specie: i primi si dicono cenogenetici, i secondi
palingenetici. La denominazione è stata proposta dall’ Haeckel. Cfr. Haeckel, I
problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 107, 193 (v. filogenesi,
variabilità). Pampsichismo. T. Panpeychismus; I. Panpsyohiem; F. Panpsychisme.
Ha due significati fondamentali. In senso stretto, è la dottrina filosofica
secondo la quale la coscienza o psiche non è proprietà dei soli organismi
superiori, ma è comune a tutta la materia. Fra i moderni, il principale
sostenitore di codesta dottrina è Ernesto Hae 809 Pam ckel, il quale considera ogni atomo
materiale come provvisto di un’anima costante: dalle combinazioni multiple di
questi atomi si formano le anime-molecole, e le anime dei protoplasma
molecolari, organiche, da cui risultano le anime-cellule ; per tal modo tutta
la natura è cosciente, sia l’organica che l’inorganica. Questa forma di
pampsichismo si riconnette all’ iloroismo dell’antica scuola ionica. In senso
largo, ma con significato polemico, si adopra come sinonimo di monismo
epiritualistion ο idealiemo realistico, 9 indica perciò tutti quei sistemi
filosofici che considerano la materia come un complesso di fenomeni psichici,
sppoggiandosi sia sopra il concetto della subbiettività delle qualità della
materia, sia sopra 1’ impossibilità di concepire il mondo se non per analogia
con noi stessi, cioè col nostro spirito. Così il Guastella definisce come
pampsichismo ogni sistema « che afferma che la materia non esiste, ma che tutto
è spirito; che ciò che ci apparisco come mondo materiale non è in sò stesso che
un mondo di esseri psichici; che non vi hanno in realtà particole di materia e
movimenti, ma in luogo di essi spiriti e fenomeni psichici ». Inteso in questo
senso, il pampsichismo ha lo stesso punto di partenza dell’ilozcismo, in quanto
entrambi identificano la forza fisica con la psichica; ma mentre questo fa
dello spirito una proprietà costante della materia, il pampsichismo aggiunge
che la materia è una apparenza, e il realo non è che lo spirito. Si distingue
anche dall’ idealismo soggettiro © dal fenomenismo, sppunto perchè, lasciando
agli oggetti materiali un’ esistenza indipendente, afferma che non sono
materiali che in apparenza, mentre in realtà non sono che spirito. Quests forma
di pampsichismo ha, a differenza della prima, un posto assai largo nella
metafisica moderna, sopra tutto nel periodo più recente, per la cresciuta
coscienza delle difficoltà del realiamo comune ; esso è ammesso da Leibnitz,
Schopenhauer, Maine de Biran, Rosmini, Gioberti (nella seconda forma della sua
filoPan 810 sofia), Lotze, Want, Clifford, Wallace,
Taine, eco. Cfr. Haeckel, Naturliche Sohopfungageschiohte, 1889, p. 20 segg.;
in C. r. del Congrès de Phil. de Genève, 1904, C. A. Strong, Quelques
considérations sur le panpeychieme, Th. Flournoy, Le panpsychisme ; Guastella,
Filosofia della metafisica, 1905, t. I, p. 144 segg. (v. coscienza, anima,
monismo, peicologia cellulare). Panenteismo. Gr. x2v= tutto, iv = in, θεός =
Dio; T. Panentheismus; I. Panentheiem ; F. Panenthéieme. Vocabolo creato dal
Krause per denominare la propria dottrina, che cercava di conciliare il teismo
col panteismo. Per il Krause il mondo non è che lo svolgimento dell’ ossenza
divina impressa nelle ideo; ma queste idee sono l’autointuizione dalla più alta
personalità, in quanto l’essere di Dio non è ragione indifferente, ma il
principio personale del mondo. Al pari dello Schelling, egli considera tali
anche le forme del complesso sociale ο il cammino della storia. Oggi il termine
panentoiemo si adopera per indicare in genere quelle forme di panteismo, in cui
la sostanza divina è concepita come avvolgente il mondo, che ne è contenuto.
Cfr. Krause, System der Philosophie, 1828. Pangenosi. T. Pangenesis ; I.
Pangeneris; F. Pangenèse. L'ipotesi con cui il Darwin spiega la trasmissione
ereditaria ο eredità dei caratteri. Da tutte le cellule dell’ organismo
vivente, che sono unità biologiche, si staccano dei granuli minutissimi, detti
gemule, le quali, per la loro affinità reciproca, si riuniscono e si accumulano
negli elementi sessuali. Codeste gemule, trasmesse alle generazioni immediate,
si sviluppano e si evolvono così da costituire le cellule, i tessuti, gli
organi, o, in una parola, i nuovi individui; in tal caso si ha l’eredità
immediata. Se invece le gemule rimangono latenti per un corso più o meno lungo
di generazioni, nascoste, a così dire, nelle profondità degli organismi,
sviluppandosi poi nelle generazioni venture, si ha l’eredità atavica o
atavismo. Cfr. Darwin, 811 Pax Animals and Plants under Domestication,
1. II, cap. XXVII; W. K. Brooks, The law of heredity, 1883 (v. eredità,
endogenesi, porigenesi, panmizia, germiplasma). Panlogismo. T. Panlogismus ; I.
Panlogiem; F. Panlogisme. Appellativo dato a quei sistemi filosofici, che
identificano, come lo stoico e l’hegeliano, il pensiero con l’essere, la
ragione (λόγος) col tutto (πᾶν). Il vocabolo fu creato da J. E. Erdmann per
denominare appunto In dottrina di Hegel « che non pone nulla di reale se non la
ragione; all’ irrazionale non accords che una esistenza transitoria, che si
sopprime da sò stessa ». Cfr. Erdmann, Geschichte d. nou. Philos., 1853, t.
III, parte 2°, p. 858 (v. logos, noo, io, panteirmo). Panteismo. T.
Pantheismus; I. Pantheiem; F. Panthéime. Il termine panteisti fa usato la prima
volta da Toland nel 1705; il termine panteismo non si trova che nel 1709, nel
suo avversario Fay. Il panteismo è la dottrina filosofica che identifica la
divinità col mondo, e concepisce l'uno e il molteplice, il finito ο l'infinito,
la natura natarata ο la natura naturante come due aspetti differenti ma
inseparabili di un essere unico, dell’ essere divino. Però questa
identificazione di Dio col mondo sostenuta dal pantelsmo, non va intesa in
senso assoluto, come accade volgarmente. Il panteismo filosofico distingue Dio
dal mondo, in quanto il primo è uno, è il principio dell’ unità delV universo,
mentre il secondo è molteplice, è una totalità di elementi diversi; in altre
parole, quello è l'essenza, questo il fenomeno, quello l’ universale, questo la
collezione dei particolari. Della nozione volgare del panteismo scrisse Hegel:
« Comunemente si ha del panteismo questo concetto: che Dio sia tutte le cose,
il tutto, 1’ universo, codesta somma di tutte lo esistenze, codesta infinita
molteplicità delle cose finite, e si fa alla filosofia il: rimprovero di
affermare che ogni cosa è Dio, cioè 1’ infinita varietà delle cose singole, non
I’ universo in sò e per sè, ma le Pan
812 cose individuali nella loro
esistenza empirica, come esse sono immediatamente.... Ma questo fatto (ossia)
che una qualche religione abbia insegnato tale panteismo, è completamente
falso; non è mai capitato a nessun uomo di dire: tutto è Dio, cioè (Dio è) le
cose nella loro individualità e contingenza; tanto meno ciò è stato affermato
in qualche filosofia... Lo spinozismo stesso, come tale, © anche il panteismo
orientale, insegnano che in tutte lo cose il divino non è che I’ universale del
loro contenuto, l'essenza delle cose, ma in modo che questa essenza à rappresentata
come essenza determinata delle cose stesse >. Il panteismo si distingue
quindi tanto da quei sistemi che considerano la sostanza divina come distinta
dalla sostanza del mondo (ereasionismo, dualismo), quanto da quelli che pongono
una o più divinità personali (teismo, monoteismo, politeismo), quanto infine da
quelli che negano |’ esistenza della divinità (ateismo). Va notato però che,
storicamente, il panteismo si allea talvolta con qualcuna delle dottrine ora
nominate; così lo stoicismo, nella sua fase eclettica, accoglie il politeismo
della credenza popolare, ammettendo una schiera di divinità inferiori, emananti
dall’ unica forza divina universale, considerate como organi intermedi e che,
ciascuna nel proprio campo, rappresentavano la forza vitale ο la provvidenza
della ragione universale; e nel panteismo logico di Scoto Eriugena, il mondo è
Dio svoltosi nel particolare, con un processo degradante di universalità
logica, per cui da Dio procede anzitutto il mondo intelligibile come Natura,
che è creata © che crea, © il regno degli universali, delle idee, che formano
le forze attive nel mondo sensibile dei fenomeni. Il panteismo assume due
aspetti diversi: l’orientale, che immerge Dio nel mondo e lo concepisce come
riposo, come essere; l’occidentale, che im- merge il mondo in Dio e lo
concepisce come movimento, come processo. Si distinguono ancora: il panteismo
matertalistico, per il quale è la semplice materia dell'universo, con 813
Pax le sue forze, la sua vita, il suo pensiero come prodotto
dell'organismo, che costituisce l’ Uno-Tutto, Dio; il panteismo idealistico,
che risolve ogni cosa, tempo, spazio, materia, forza, divinità, in oreazioni
dello spirito; il panteismo sostanzialistico, che afferma l’esistenza di un
potere spirituale operante nella forma materiale, potere infinito ed eterno che
è la ragione di tutto. Fra i più importanti sistemi panteistici, sono da
annoverarsi: 1° lo stoico, che considera 1’ universo come un vasto organismo
penetrato în tutti i sensi da una sostanza eterea finissima, che è ad un tempo
la ragione seminale da cui tutti gli esseri sono usciti, 1’ anima del mondo, la
divinità; 2° l’alessandrino, secondo il quale Dio, che è P’Ente primo e |’ Uno,
genera la mente, da cui emana l’Anima universale, che a sus volta produce le
anime individue in lei contenute, e tutte le parvenze del mondo materiale; 3°
lo spinosiano, in cui il pensiero e l'estensione non sono che due attributi di
una sola sostanza infinita, Dio, cosicchè le anime e i corpi, e ciascun
fenomeno di quelle e di questi, non sono che modi di codesti due infiniti
attributi di Dio e ne esprimono in diversi aspetti l'essenza; 4° l’Aegeliano,
in cui l'assoluto, il tutto, la divinità, è l’Idea, che per un processo di
eterno divenire si sviluppa prima come potenza o germe, poi come natura, infine
come spirito cosciente. Cfr. Eucken, Geschichte d. philos. Terminologie, 1879,
p. 94; Hegel, Vorlesungen über die Philos. d. Religion, 1840, p. 94; C. E.
Luthardt, The fundamental truths of Christianity, , p. 65; R. I. Wilbeforce,
The doctrine of the Holg Eucharist, 1853, p. 423; J. M. Cosh, The intuitions of
the mind, 1882, p. 449452; Jaesche, Der Pantheismus nach s. Hauptformen, 1826;
"Schuler, Der Pantheismus, 1884; F. Hoffmann, Theismus und Pantheismus,
1861; C. Ranzoli, Il linguaggio dei filosofi, 1911, Ῥ. 155-174 (v. assoluto.
panenteismo, emanazione, panlogiemo). Pantelismo s’adopera talvolta per
designare la dottrina di Schopenhauer, la quale considera la forza come
l’essenza dell’essere e identifica la forza stessa con la volontà; questa
volontà cosmica è da principio incosciente e cieca, ma obbiettivandosi via via
nelle gerarchie degli esseri sempre più perfetti, giunge infine alla piena
coscienza di ad, cioè all’uomo. Si può adunque dire che l’essere è un voler
essere. « La finalità, dice lo Schopenhauer, deriva essenzialmente dalla
volontà, © poichè la volontà è il fondo d’ogni essere vivente, poichè ogni
corpo organizzato non è che la volontà divenuta visibile, ne viene che codesta
volontà è coestensiva all’ essere stesso, gli è interiore, immanente. La nostra
meraviglia alla vista della perfezione infinita e alla finalità delle opere
della natura, deriva da ciò, che noi le consideriamo come consideriumo le
nostre proprie opere.... Ma le opere della natura sono invece una manifestazione
immediata, e non mediata della volontà. Qui la volontà agisce nella sua natura
primitiva, senza conoscenza; la volontà e l’opera non sono separate da alcuna
rappresentazione intermedia; esse sono una cosa sola ». Il Guyau propone di
sostituire la parola panteliemo a quella di feticiemo per designare quella fase
psicologica della evoluzione del sentimento religioso, in cui 1’ uomo
concepisce il mondo come una società simile alla sua, proiettando in esso la
propria volontà ed intenzioni. Cfr. Schopenhauer, La rolonté dans la nature,
trad. franc. 1836, p. 59; A. Guyau, Z’irreligion de l'avenir, 1887; F. De
Sarlo, Metafisica, scienza 6 moralità, 1898. Parabulia. Stato anormale della
volontà, che si verifica in alcune malattie mentali. Si distingue dall’abulia
perchè il volere non è totalmente abolito, ma incerto, vacillante, imperfetto.
Però alcuni psicopatologi preferiscono riunire sotto l’espressione di parabulie
ooatte tutte le anomalie del volere, distinguendole poi in due gruppi: 1°
parabulie coatte impulsive, costituite da impulsi irresistibili contro i quali
l’individuo sente la propria volontà impotente, e ai quali cede spesso a
malincuore (dipsomania, clep 815 Par
tomanis, onomatomania, ecc.); 2° perabulia coatta inibitoria, costituita
dall’impossibilità di decidersi ad una azione volontaria ο ad eseguirla, pur
volendola interiormente ο mentalmente. Cfr. Kraft-Ebing, Lehrbuch d.
gerichtlichen ‚Psychologie, 83 ed., 1892; Ribot, Maladie de la personnalité, 2°
ed., cap. II Paradigma (δείκνυµι mostrare). Si adopera talvolta come sinonimo
di arohetipo per designare le idee platoniche, esemplari o modelli immutabili e
perfetti di oui le cose singole non sono che imitazioni imperfette e
transitorie. Dicesi paradigma logico quella figura di cui si serve la didattica
per rappresentare in modo concreto e preciso un lavoro mentale, così da averne
una intuizione diretta altrimenti impossibile. Paradosso. Gr. παρά contrario a; δόξα opinione; T. Paradoze, Paradozon ; I.
Paradox; Y. Paradoze. Un’ affermazione 0 una negazione recisa e di solito
indimostrata, che contrasta colla verosimiglianza, colle credenze del maggior
numero e col così detto senso comune. Il paradosso può quindi racchiudere una
verità; esso si distingue dal sofiema, che è un ragionamento falso rivestito
dei lenocini dell’arte col fine di farlo accettare come vero; e dal
paralogisma, che è un ragionamento involontariamente scorretto e che può anche
condurre ad una conclusione vera. Dicesi
paradosso del Cournot la dottrina del caso del Cournot, in quanto essa,
riducendo il caso ad un incontro ο coincidenza di serie causali non solidali
tra loro concilia la necessità © la libertà, il determinismo e la
contingenza. Nella psicologia dicesi
eccifamento paradosso il fenomeno consistente in ciò che, in alcune zone della
pelle, il contatto dei punti pel freddo coll’ estremità di un cono metallico
riscaldato, produce sempre non dubbie sensazioni di freddo, che aumentano con
l’elevarsi della temperatura del cono al di sopra della temperatura media del
corpo; paradosso ottico di estensione il fatto che, se le due metà perPar 816
fettamente uguali d’una linea retta orizzontale sono divise da linee
angolari rivolte all’esterno nella prima metà della retta e all’interno nella
seconda metà della stessa, la prima metà sembra più lunga e la seconda più
breve. Cfr. Kiesow, Archiv fur ges. Payohol., 1906; Botti, R. Acc. delle
scienze di Torino, 1908-909; A. Pegrassi, Illusioni ottiche, 1904; P. Bellezza,
Dell’uso della voce « paradosso » specialmente nol linguaggio scientifico, «
Riv. rosminiana », V, 1912; Max Nordau, Paradossi, trad. it. 1913, Prefazione.
Parafasia o paralalia. Si distingue dall’ afasia in quanto la memoria motrice
della parola non è perduta completamente ma soltanto turbata, cosicchè l'individuo,
pur potendo parlare, adopera i vocaboli impropriamente, pronunziando a stento e
interrompendosi frequentemente. Cfr. Ch. Bastian, Le cerveau organo de la
pensée, 1888, vol. II, p. 245 segg.; G. Saint-Paul, Le langage intérieur et les
paraphasies, 1904 (v. amnesia). Parallelismo psico-fisico. T. Peyohophysicher
Paraltelismue ; I. Psychophysioal Paralleliem ; F. Parallélieme
peycho-phytique. Dottrina psicologica per cui si pongono in relazione puntuale
le due serie dei fatti psichici e fisici (fisiologici), cosicchè ad ogni
elemento della serie psichica corrisponde una particolaremodalità di movimento.
L'espressione sembra sia stata usata la prima volta dal Fechner: der
Paralleliemue des Geistigen und Körperlichen der in unteres Ansicht begründet liegt
(il parallelismo dello spirituale e del corporale che trova il suo fondamento
nella nostra visione delle cose). Del resto, il concetto d’ una corrispondenza
delle due funzioni c'è giù nell’occasionalismo, quantunque fatto psichico ©
fatto psichico non siano causa Puno dell'altro, ma pura occasione: Toute
l'alliance de Vesprit οἱ du corps, dice Malebranche, qui nous est connue,
consiste dans une correspondance naturelle et mutuelle des pentes de Véme aveo
les traces du cerveau, οἱ des émotions de T'âme ateo les mouremente des esprito
animaux. Anche nella 811 Par dottrina leibnitziana dell’armonia
prestabilita è contenuto il concetto di un parallelismo tra spirito e corpo:
omne corpus est mons momentanea, seu carena recordatione. Più osplicitamente
tale concetto esisteva già nella filosofia di Spinoza, che pensiero ed
estensione, spirito e materia considera come due attributi paralleli di una
sola e medesima sostanza: sive naturam sub attributo extensionis, sive sub alio
quocumque concipiamus, unum oumdemque ordinem, sive unam eandemque causarum
connezionem, hoc est casdem res invicem sequi reporiens. Questa relazione tra
le due serio di fatti ο di realtà è un dato dell'esperienza, la quale ci mostra
che ovunque si abbia sistema nervoso si ha coscienza, mancando il sistema
nervoso manca la coscienza, sviluppandosi il sistema nervoso si sviluppa la
coscienza, variando o alterandosi il sistema nervoso varia ο si altera la
coscienza. Per questo suo carattere empirico, la dottrina contemporanea del
parallelismo psico-fisico si distingue dal parallelismo metafisico, spinoziano,
che importa non solo la concomitanza costante tra i fenomeni psichici e certi
fenomeni fisici, ma ancora: 1° che ogni fatto fisico ha un concomitante
psichico e viceversa; quindi non vi ha corpo senza spirito nè spirito senza
corpo, ma tutto è animato, ogni cosa vive, sente e pensa; 2° che il fisico e il
psichico sono, come dice Spinoza, due espressioni differenti di una sola e
stessa cosa, cosicchè la serie fisica e la serie psichica non si corrispondono
soltanto pei loro rapporti di concomitanza costante, ma fra i termini delle due
serie vi ha, insieme alla loro differenza, una identità parziale, come se
fossero modellati sovra un tipo comune, che entrambi rappresentano, quantunque
ciascuno in modo diverso. Invece l’attuale parallelismo psico-fisico importa:
1° 1 wmilateralità del rapporto, per cui, se al fatto psichico è concomitante
sempre ¢ necessariamente il fatto fisico, al fatto fisico non è sempre nè
necessariamente concomitante il fatto psichico; 2° il principio o assioma
d’eterogeneitä, che si può 52 Ranzott,
Dizion. di scienze filosofiche. Par
818 enunciare così: i corpi e lo
spirito, la coscienza e il movimento molecolare del cervello, il fatto psichico
e il fatto fisico, pure essendo simultanei, sono eterogenei, disparati,
irreducibili, invincibilmente due. Altre dottrine si hanno se invece si
considera l’una o l’altra delle due serie como funzione variabile indipendente
o dipendente dell’ altra. Se la funzione indipendente è la fisica, la dottrina
dicesi materialismo psico-fisico, di cui i principali rappresentanti sono lo
Ziehen e il Mach, © cui fanno anche adesione molti psico-fisiologi francesi e
italiani. Si distingue dal vecchio materialismo in quanto, a differenza di esso,
ammette la irreducibilità del fenomeno psichico al fenomeno fisico, nonostante
la dipendenza. In questi ultimi tempi molte e gravi critiche furono rivolte
contro il parallelismo, specie " da parto delle nuove scuole idealistiche.
Uno dei più importanti argomenti portati contro di esso è la discontinuità
della vita psichica e l'impossibilità di abbracciare causalmente il passaggio
da percezione a percezione, anche con la più larga applicazione delle
rappresentazioni inconsoie. Cfr. Fechner, Über die Seelenfrage, 1861, pag. 210;
Id., ZendAvesta, 1. II, cap. XIX; Malebranche, De la rech. de la vérité, 1712,
4. II, 5; Leibnitz, Theoria motus abetracti, 1671, IV, 230; Spinoza, Ethica, 1.
II, teor. VI, VII; Wundt, Grundries der Psychologie, 1896, p. 373 segg.; F. Jodl,
Lehrbuch d. Paychol., 1896, p. 57 segg.; Höffding, Psychologie, trad. franc.
1900, p. 63-90; Bergson, Le parallélisme prychophysique et la métaphysique
positive, « Bulletin de In Soc. frangaise de philos. », giugno 1911; Villa, La
psicologia contemporanea, 1899; C. Guastella, Filosofia della metafisica, 1905,
t. II, p. 360 segg.; L. Chiesa, Il parallelismo prico-fisico 9 de sue
interpretazioni nelle diverse scuole filosofiche, « Riv. stor. crit. scienze
teolog. », 1908, p. 25-56; Eisler, Der prycho-physioche Paralleliemus, 1894 (v.
anima, dualismo, materialismo, moniemo, spiritualiemo, psicologia, funzione,
infuso fisico, ecc.). 819 Par Paralogismo. T. Paralogismus; I. Paralogiem;
F. Paralogisme. Ragionamento scorretto, cho si usa talvolta como sinonimo di
sofiema, ma che in realtà se ne distingue perchè, mentre il sofisma consiste in
un ragionamento falso a cui si cerca dare l’ apparenza del vero, e di far
accettare come tale, il paralogismo è invece un errore involontario, che deriva
da ignoranza, da difetto di riflessione o di raziocinio, o semplicemente da
distrazione. Questa distinzione non esisteva in greco, dove παραλογισμός e
παραλσγίζεσθαι sono usati spesso in senso cattivo. Il Masci ritiene invece che
la distinzione poteva avere importanza pei Greci, presso i quali fiorì I’ arte
del falso ragionamento (Sofistica), ma non ne ha alcnna dal punto di vista
logico; perciò egli adopera la parola sofisma per indicare il genere, la parola
paralogismo per indicare quella specie di sofismi che dipendono non dalla
falsità materiale dello premesse, ma dal cangiamento del significato ο del
valore dei termini nel procedere da essi all’illazione. Kant, in quella parte
della Critica della ragion pura che tratta della Dialettica trascendentale,
chiamò paralogismo trascendentale quello per cui la psicologia razionale,
dall'unità dell’io-soggetto considerato come uno rispetto alla molteplicità dei
propri oggetti, conclude alla unità, considerata come reale ed assoluta, del1’
io-sostanza. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 365 n; Kant, Κι. d. reinen Vern., A
341-405, B 399-427 (v. dottrina). Paramnesia. T..Paramnesia; I. Paramnesia ; F.
Paramnesie. Anomalia della memoria, in cui 1’ ignoto appare noto e si riconosce
come già veduto ο sentito ciò che in realtà si vede e si sperimenta per la
prima volta. Consiste dunque in un falso riconoscimento ed è l'opposto dell’
oblio, in cui il noto appare ignoto. Essa può verificarsi tanto nello stato
anormale che nel normale: negli alienati, infatti, accade spesso che per
settimano, per mesi ed anche per anni persistono sempre nell’ idea di trovarsi
in circostanze nelle quali per l’addietro s'erano già trovati, e di Par 820
essere anzi in istato di poter predire ciò che dovrà accadere. Ma anche
nella vita normale, specie nella gioventù, avviene spesso che in qualche
congiuntura ci si imponga improvvisamente l’idea di esserci già trovati nelle
identiche circostanze, e a questa idea e’accompagni il presentimento oscuro di
ciò che forse accadrà. Codesti fenomeni furono spiegati in vari modi: o che si
confonda il simile con l’identico; o che si ridesti una imagine da noi ricevuta
durante uno stato di subcoscienza o di incoscienza, la quale quindi non
produsse in quel momento che una modificazione fisiologica, o che l’imagine
stessa si sia avuta nel sogno. Cfr. Ribot, Maladies de la mémoire, 1885, p.
149153; Revue philosophique, serie di articoli nel 1898, 1894 ; E.
Bernard-Leroy, L’illusion de fausse reconnaissance, 1898; G. Pontiggia,
Ricerche intorno al fenomeno della paramnesia, 1899; G. Fanciulli, Intorno al
falso riconoscimento, in « Cultura filosofica », 1907 (v. amnesia, incosciente,
memoria, riconoscimento). Paranoia. T. Paranoia; I. Paranoia; F. Paranoia.
Termine creato dal Vogel (1772) e ripreso dal Kahlbaum (1863), per denominare
una forma di monomania affettante specialmente l'intelligenza. Oggi, in grazia
specialmente del Kraepelin, per paranoia s'intende una psicosi costituzionale
degenerativa, caratterizzata dal sorgere lento e graduale di un sistema di idee
deliranti e durature, senza passaggio a demenza. Da essa si distinguono gli
stati paranoidi, costituiti da deliri simili ai precedenti ma accompagnati da
allucinazioni e terminanti in demenza. Sotto il nome generico di paranoia si
comprendono dagli psichiatri numerose forme di alienazione mentale, come la
paranoia originaria, rudimentaria, primaria e secondaria, cronica, erotica,
religiosa, alcoolica, semplice, allucinatoria, persecutoria, senile, ecc. Le
idee deliranti del paranoico hanno generalmente origine da fatti veri, da
osservazioni reali, falsamente interpretate e combinate dall’ ammalato. Cfr.
Wer 821 Par ner, Die Paranoia, 1891;
Kraft-Ebbing, Lehrbuoh der Paychiatrie, 1879; Ziehen, Peyohiatrie, 1894, p. 341
segg.; Morselli e Buocola, Paszia sistematiszata, 1883; Tanzi e Riva, Paranoia,
1884; Amadei e Tonnini, La paranoia e le sue forme, « Archivio it. per le
malattie nervose », 1884. Parassitismo. Il significato di questa parola, alla
quale alcuni preferiscono l’espressione di simbiosi antagonistica, non è ancora
ben precisato nelle scienze biologiche. In generale, il fenomeno del
parassitismo può considerarsi come una specie di associazione forzata,
vantaggiosa per uno solo dei componenti, il paraesita, dannosa per l’altro,
cioò l'ospite, alle spese del quale il parassita vive, senza però determinarne
la morte immediata. Alcuni animali sono parassiti soltanto in qualche stadio
della loro vita, altri invece per tutta la vita; in questi ultimi si osserva
sempre un degradamento dell’ organismo in confronto degli animali liberi,
appartenenti ai medesimi gruppi. I parassiti che vono sulla superficie dell’
ospite diconsi ectoparassiti, quelli che vivono nel sup interno endoparassiti.
Cfr. Espinas, Les societés animales, 1878 (v. mutualiemo). Parestesia. Stato
anormale della sensibilità (rapà = anormalmente), da non confondersi colla
paresia (paralisi parziale). Quando la parestesia riguarda i sensi specifici,
prende nomi diversi: se riguarda l’odorato dicesi parosmia, se il tatto
parafia, se l’udito paracusia, se il gusto parageusia. Parlamentari (sofismi).
Nome dato dal Bentham ad una specie di sofismi, che sono usati spesso nelle
discussioni parlamentari, per far trionfare interessi di partito. Tali sono i
soflemi d’ autorità, di confusione, di pericolo e di dilazione. Cfr. Bentham,
Essai sur la taotique des assomblées legislatives, 1815. Parola interiore. T.
Innere Rede; I. Inner Speech; F. Parole intérieure. Espressione divenuta comune
dopo il libro di Vittorio Egger, che reca appunto questo titolo. Essa indica il
fatto generale del pensiero che si presenta alla coPar 822
scienza sotto forma d’imagini uditive, o uditivo-motorie, formante
parole o frasi che la parola esteriore ripete con più o meno fedeltà. La parola
interiore è in tal modo una fase intermedia tra la parola sonora e il pensiero
mnto, e scorre ora più ora meno veloce. Secondo l'Egger essa è propria di tutti
gli uomini normali, ed è continuativa in ciascuno d’essi; ma molti psicologi
contemporanei sono d’opposto avviso. Cfr. V. Egger, La parole intérieure, 1881:
Ballet, Le langage intérieur, cap. V, 1886; Baldwin, Internal speech and song,
« Philos. Review », luglio 1893; G. SaintPaul, Le langage intérieur et les
paraphasies, 1904; Morselli, Manuale di semejotica, II, p. 438 segg. (v.
endofasia). Parsimonia (legge di). T. Prinzip der Sparsamkeit; I. Law of
parsimony; F. Loi de paroimonie. Detta anche legge @economia, ο del minimo
sforzo, o dell'azione minore. Essa si verifica tanto nel mondo inorganico, come
nell’ organico ο nel superorganico. Tutti i fini della natura si attuano
infatti coi mezzi più semplici, con quelli che esigono cioè la minore quantità
sia di materia che d’ energia, e quindi di tempo. La sua prima formulazione,
con valore epistemologico, si fa risalire a questa formula di Occam: entia non
sunt multiplicanda praeter necessitatem. Galileo ne fece largo uso e l’espresse
con queste parole: « La natura non opera con molte cose quello che può operare
con poche ». Tra gli scienziati contemporanei, il Mach le dà un valore
fondamentale: « La scienza può essere considerata come un problema del minimum,
che consiste nell’ esprimere i fatti nel modo più perfetto possibile col più
piccolo dispendio di pensiero ». Ugual valore le attribuisce anche l’Avenarius,
che riduce tutto lo sviluppo della conoscenza al principio della parsimonia o
del minimo consumo d’energia, così formuluto: l’anima non impiega in una
percezione più forza di quella che kia necessaria, e, quando si trova innanzi a
una pluralità di percezioni, dà la preferenza a quella che con uno sforzo
minore produce lo stesso effetto,
823 Par © con uno sforzo uguale
produce un effetto maggiore. Nella psicologia comparata la legge di parsimonia
dicesi anche principio del Morgan: secondo esso non si devono spiegare le
reazioni di un animale con una facoltà psichica superiore (ad es. intelligenza,
ragione), quando per giustificarle basta riferirle ad una capacita psichica
meno elevata nella gerarchia delle funzioni mentali. Cfr. Galileo, Opere, VII,
143; Leibnitz, Discours de métaphysique, 1686, $ VI; Avenarius, Philosophie als
Denken der Welt gemäss dem Princip des kleinsten Kraftmaasses, 1903, p. 3
segg.; E. Mach, Die Mechanich, 3% ed., p. 480; L. Morgan, dn introduction to
comparatire psychology, 1884, p. 53; E. Claparède, Arch. de psychologie, giugno,
1905 (v. empiriocritioismo, tpotesi, leggo). Partenogenesi (παρθένος = vergine,
γένερις = generazione), Fenomeno assai raro, che consiste nel riprodursi di
certi animali per uova non fecondate, sia per accidente sia con regolare
periodicità. Certi artropodi, ad es., sono partenogenetici durante I’ estate,
mentre nell’ autunno depongono uova fecondate. Cfr. Y. Delage, Structure du
protoplasme, Biol. gen.. 1895. PARTICOLARE è ciò che conviene ad alcuni
individui o ad alcune cose. Si oppone a universale, che è ciò che conviene
senza eccezione a tutti gli individui o a tutte le persone. Si distingue da
individuale, che è ciò che appartiene ad un solo individuo, e da speciale, che
è ciò che appartiene ad una specie. Il giudizio particolare è quello il cui
soggetto è preso solo con una parte della sua estensione. Insieme con I’
universale e con I’ individuale è contenuto sotto il rispetto della quantità.
Il suo valore muta a seconda che la parte di estensione in cui à preso il
soggetto è deterja (molti A sono B pochi
À sono B) o indeterminata (alcuni 4 sono B). Nel primo caso può essere un
giudizio di limitazione, o di eccezione di un giudizio universale (soltanto
alcuni 4 sono B), oppure un giudizio induttivo che prepara Par-Pas 824 un
giudizio universale (almeno alouni 4 sono B). Cfr. Eucken, Geschichte d. phil.
Terminologie, 1879, p. 54; Masci, Logica, 1899, p. 175 segg. Parti-parziale.
Nella dottrina di Hamilton sulla quantifleazione del predicato, si dicono così
quelle proposizioni in cui tento il soggetto come il predicato sono presi in
parte della loro estensione. Possono essere tanto affermative es.: alcune
figure equilatere sono (sleuni) triangoli -quanto negative, ad es.: qualche
triangolo non è (qualche) figura equilatera, Cfr. Hamilton, Leotures on logio,
1860, Append. II, 283. Parti-totale. Nella dottrina dell’ Hamilton sulla
quantificazione del predicato, si dicono così quelle proposizioni in cui il
soggetto è preso in parte della sua estensione, il predicato in tutta
l'estensione. Possono essere tanto affermative es.: alcune figure sono (tutti
i) triangoli quanto negative, ad es.: qualche figura equilatera non è (nessun)
triangolo. Cfr. Hamilton, Lectures on logio, 1860, II, 283. Parusia. Gr.
παρεῖναί = essere presente; T. Parusie ; I. Parousia; F. Parousie. Termine
usato da Platone per esprimere i rapporti tra I’ essere assoluto 0 essenza e il
mondo sensibile; esso sta in stretta relazione con la partecipazione ο metessi
(µάθεξις) © la coinonia (κοινωνία). Fu adoperato anche da Plotino per esprimere
le relazioni del‘Vanima col corpo: mediante la parusia l’ anima anima e pervade
il corpo senza confondersi con esso. Cfr. Platone, Polit., 509; Plotino,
Enneadi, VI, 4, 12. Pasigrafia. Lingua universale ed uniforme per tutte le
scienze, vagheggiata dal Leibnitz, che usava anche a tale riguardo l’
espressione di caratteristica unirersale © are combinatoria. In codesta lingua
scientifica ogni concetto doveva essere rappresentato da un simbolo grafico, ed
ogni flessione, relazione, particella da un segno. Cfr. Leibnitz, De arto
combinatoria, , Nouveaux Essais, IV, cap. VI, $ 2. 825
Pas io al limite, È un'applicazione particolare del metodo induttivo
delle rariazioni concominanti. Quando una lunga serie di esperienze intorno a
determinati fenomeni, che variano correlativamente in modo parallelo, ha
autorizzato a credere che tali variazioni non hanno limite, si può conchiudere
anche al di là dei limiti segnati dall esperienza. Così la legge d'inerzia si
considera come vera, quantunque I esperienza non ci dia esempio di nessun
movimento il quale, non incontrando alcun ostacolo, continui indefinitamente
nella stessa direzione e colla stessa velocità. Secondo il Mill si può
conchiudere col metodo del passaggio al limite solo quando si conoscono le
qualità assolute dei fenomeni che variano correlativamente, © si sappia che il
variare dell’ effetto dipende soltanto dal variare della causa. Cfr. J. Stuart
Mill, À system of logio, 1865, 1, ο. 8 segg. Passione. T. Leidenschaft, Affekt;
1. Passion; F. Passion. Non è che una emozione divenuta irresistibile e
persistente: ad es. la panra non è che una emozione, l’ avarizia è una
passione. Essa è costituita da un’ idea predominante e da speciali movimenti
organici. Così per Cartesio le passioni si possono definire come « percezioni ο
sentimenti o emozioni dell’anima che si riferiscono particolarmente ad essa ©
che sono prodotte e conservate e rafforzate da qualche movimento degli spiriti
animali ». « L'impressione che viene chiamata stato passivo dell’anima, dico
Spinoza, è un’ idea confusa per la quale l’anima afferma la forza di esistere,
vale a dire la potenza di agire, maggiore o mirlore di prima, del proprio corpo
o di una delle sue parti, e che essendo data, determina l'anima a pensare una
speciale cosa piuttosto che un’altra ». Condillac la definisco un desir qui no
permet pas d'en avoir d'autres, ou qui du moine est le plus dominant.
Helvetius: les passions sont dane la moral ce qui dans lo physique est lo
mouvement, Kant: « le passioni appartengonoalla facoltà del desiderare
(Begehrungerermigen) Pas 826 e sono delle tendenze che rendono difficile ο
impossibile ogni determinazione della volontà modiante principi ». Höffding:
«la passione, al contrario dell’ emozione, è il movimento affettivo radicatosi
mediante I’ abitudino e divenuto una seconda natura ». Malapert e Ribot: « la
passion est une inolination qui e'ezagère, surtout qui s'installe à demeure. se
fait centre de tout, se subordonne lee autres inclinations et les entraine à sa
suite». Il sorgere della passione può essere determinato sis da cause esterne,
come l’ ambiente, limitazione, la suggestione, sia da cause interne, che si
riducono a una sola: il temperamento e il carattere degli individui
(passionali). Essendo esagerazioni di tendenze elementari, tutte le pnssioni si
possono teoricamente ricondurre, secondo il Ribot, a queste tre tendenze: 1°
tendenze che hanno per fine la conservazione dell’ individuo, ad es. la gola,
l’alcoolismo; 2° tendenze che si riferiscono alla conservazione della specie,
ad es. l’amore, la gelosia; 3° tendenze che contribuiscono all’ espandersi
dell’ individuo, alla affermazione della sus volontà di potenza, ad es.
l'ambizione, l’avarizia, la vendetta, la passione per le avventure. Le passioni
possono estinguersi per esaurimento, sia lento sia improvviso, per
trasformazione, per sostituzione, per follia, per morte. Nella storia della
filosofia molte sono le dottrine metafisiche sulla passione: ma lo studio
veramente scientifico non è stato fatto che dai psicologi moderni. Per Platone,
le passioni sono la forza che solleva il sensibile e lo conforma all’
intelligibile : vi sono le passioni inferiofi, dovute alla parte più bassa
dell’ anima, l'inidopla, collocata nel ventre; le passioni nobili ο caste,
costituenti la seconda parte dell’ anima, il θυμός, che occupa il cuore; infine
il νοῦς, impassibile, che occupa il capo; la virtù consiste non nel distraggere
le passioni, che sono indistruttibili, ma nel rispettare l'armonia essenziale
delPanima, nel mantenere l'autorità del voie sul θυμός ο sulla ἐπιθυμία. Nella
sua parte essenziale la dottrina pla 827
Pas tonica è condivisa da Aristotele, mentre invece sia gli stoici che
gli epicurei negano, per vie diverse, che lo passioni partecipino della essenza
dell’ anima, considerandole come semplici turbamenti accidentali: divengono
quindi possibili nella pratica la felicità e l’atarassia, ciod l’assenza d’
ogni turbamento, che soltanto 1’ esercizio dell’ intelligenza può procurare, 8.
Tommaso, attenendosi alla dottrina aristotelica, fa sorgere le passioni dall’
appetito, che è la facoltà dell’ anima per la quale essa è portata verso gli
oggetti esteriori come suoi propri fini; perciò tutte le passioni si
riconducono infine ad una sola, l’amore: « L'amore è naturalmente il primo
passo della volontà e dell’ appetito, conicchè da esso hanno origine tutti gli
altri atti della passione. Ognuno desidera il bene che ama, gode di esso € si
rallegra; il contrario della cosa amata produce I’ odio. Lo stesso può dirsi
della malinconia e delle altre pa tutto partono dall’amore « possono in esso
confondersi e riunirsi ». Bossuet, riepilogando più tardi la dottrina di 8.
Tommaso, dirà: « Sopprimete l’amore e tutte lo passioni spariranno, rimettetelo
al suo posto ed eccole apparire tutte di nuovo ». Nella filosofia di Cartesio
la passione ha un significato peculiare; essa è una emozione dell’ anima
originata dagli spiriti animali, © non nasce dagli oggetti esterni ma dalla
loro valutazione: « noi riferiamo all’ anima i movimenti del nostro corpo, ma a
codesto riferimento va unito il sentimento che questi moti dell’ anima non sono
voluti, ma subìti, ed è così che si forma l'idea della passione. » Cartesio
pone come c6mpito dell’ Etica il liberarsi delle passioni, che contraddicono
alle esigenze dello spirito. Tuttavia egli considera tutte le passioni come
date da natura, e tutte buone; per tal modo si contrappone per primo al
concetto ascetico e teologico, che tutte le passioni condannava come nocive, e
prepara la dottrina spinoziana e moderna sulla utilità delle passioni. Ogni
essere, secondo Spinoza, ha una tendenza n Pas
828 perseverare nel proprio
stato; questa tendenza, divenuta cosciente, dicesi oupidità, alla quale si
associano due passioni, © ciod la letizia per tutto ciò che è favorevole alla
nostra esistenza, la tristezza per tutto ciò che tendo a diminuirla. Non
diversamente nella scienza moderna è inteso l'ufficio biologico dell’
affettività in generale, ο quindi anche della passione. La quale per di più ha
il cémpito di fornire l’ eccitazione per il funzionamento delle varie serie
psichiche, così negli uomini come negli animali ; e, quando non sia smoderata ©
patologica, di conferire energia © costanza alla volontà, acutezza alla
intelligenza, forza al compimento degli ideali generosi. « Nulla di grande è
mai stato compiuto nò potrà mai compiersi, dice Hegel, senza la passione. È una
moralità morta e persino troppo spesso una moralità ipocrita quella che « eleva
contro la passione per il solo fatto che è passione ». Uguale valore
attribuisce alle passioni il Galluppi, che le considera come desideri violenti,
riconducendole tutte a due fondamentali : |’ amore e V odio, di cui le varie
passioni non sono che modifica zioni, determinate da giudizi diversi sull’
esistenza dell’oggetto amato ο dell’ oggetto odiato; quando l’amore per
l'oggetto della propria passione è maggiore dell’ amor natarale della propria
personalità, si hanno le passioni forti, senza le quali nulla vi sarebbe di
grande e di sublime nelle imprese degli uomini. Per il Rosmini le passioni sono
afSezioni che lasciano nell’ anima un’ abituale inclinazione a riprodursi ; a
lor volta le affezioni sono modificazioni generali dell’ anima, prodotte in
questa dall’ associazione di più sentimenti; nel? uomo si dànno passioni
razionali e passioni animali: le prime l’uomo ha in comune coi bruti,
quantunque ne differisoano sia perchè si associa }’ intelligenza a modificarle,
sia perchè possono esser mosse da una _ causa razionale; le seconde sono
proprie esclusivamente dell’uomo ed hanno per unica causa l'intelligenza, quali
la meraviglia, lo stupore, l'estasi, eco. Cfr. Platone, Polit., 829
IX; Aristotele, Do An., I, 3, 407 b, II, 5, 417 segg.; 8. Tommaso, Summa
theol., I, qu. XX, art. 1; Cartesio, Des passions, 1649; Spinoza, Ethica, 1.
IV, teor. II, 1. V, teor. III, VI, XVII, XX; Condillac, Traité des sensations,
1886, I, cap. III, $ 3; Helvetius, 1758, III, 4; L. Limentani, Le teorie
psicologiohe di Helvetius, 1904, p. 33 segg.; Kant, Ærit. der Urteilskraft,
1878, p. 121 n; Héftding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 376 segg.; P.
Malapert, Les éléments du caractére, 1898, p. 229; Hegel, Phänomen. des
Geistes, 1832, consid. sul $ 474; Ribot, Essai sur les passions, 1907 ; Boigey,
Introd. à la medicine des passions, 1914; W. James, Principi di psicologia,
trad. it. 1909, ο. xxv; Galluppi, Lesioni di logica e metafisica, 1854, vol.
II; Rosmini, Psioologia, 1848, vol. IT, p. 165 segg.; Ardigò, Opere fil., III,
84 segg., VI, 364 segg.; A. Renda, Le passioni, 1905 (v. affettivi, emozione,
sentimento, sentimentalismo, intellettualiemo). Passività. T. Passivität; I.
Passiveness; F. Passivite. Opposto ad attività, designa lo stato dell’ essere
che ricove V azione, ossia le modificazioni prodotte in un essere da un altro
essere che agisce su lui. Il concetto di attività © passività sarebbe, secondo
alcuni, puramente psicologico, e quindi non applicabile alla realtà naturale. «
Tra il dare e il ricevere, tra l’attività ο la passività, dice il Jodl, non
esiste nella coscienza alcuna separazione (Trennung), ma soltanto una
opposizione (Gegensatz) logica e concettuale ». L'uomo avverte in sò stesso
delle sensazioni, che egli'riceve dalle cose, ο perciò sotto tal riguardo
considera sè come passivo e le cose come attive; nello stesso tempo avverte la
propria azione sulle cose, che rimangono da lui modificate, e sotto questo
riguardo considera sò come attivo e le cose come passive. Proiettando al di
fuori questi due concetti, l’uomo attribuisce alle relazioni delle cose tra
loro le forme di attività e passività che ritrova in sè stesso. Ciò è, secondo
alcuni filosofi, illegittimo, anzitutto perchè la sensibilità non è recettira
ma attiva, in quanto PAT 830 il fatto esterno rimane esterno, e quindi il
soggetto ha soltanto stati propri; in secondo luogo perchè la concezione della
realtà non può modellarsi sopra un fatto assolutamente psicologico. La realtà
naturale in quanto è divenire, în quanto è unità © continuità, esclude in sd
ogni sostanziale contrapposizione. Nella
teologia la passività designa non già uno stato di dolore opposto al piacere,
nè uno stato di inerzia o indolenza, ma bensì lo stato contemplativo dell’anima
sottomessa all’azione di Dio. L'anima si trova allo stato passivo quando Dio
agisce sopra le sue potenze -pensiero, sentimento, volontà le quali non fanno
che patire, ricevere V opera divina. Cfr. F. Jodl, Lehrbuch der Psychologie,
1896, p. 105; Marchesini, Il simbolismo nella conoscenza e nella morale, 1901,
p. 295 segg. (v. attività, azione, patire). Patarini Setta di novatori
cristiani, fiorita in Lombardia © così denominata dal luogo ove si radunavano
in Milano. Essi combattevano il matrimonio del clero, il lusso degli alti gradi
ecclesiastici, e predicavano il disprezzo delle ricchezze e della gloria
mondana. Non è improbabile, a giudizio del Tocco, che ad essi si sia moscolata
la setta eretica dei Catari, allofa molto diffusa in Lombardia. Cfr. F. Tocco,
Le eresie nel medioero, 1884. Patire. T. Leiden; 1. To be passive; F. Patir.
Ricevere un'azione. In Aristotele è una categoria (πάσχειν), che si assimila a
quella dell’ agiré (roteiv), in quanto sono fra loro nello stesso rapporto del
movente ο del mosso: il mosso è anche il movente, il secante è il secato. Come
termine d'una relazione sono distinti; ma la relasione è un’ unica categoria.
Cfr. Aristotele, Top., I, 9; Id., Metaph., IV, 28, 1024 b, 9, VIII, 1, 1045,
ecc. (v. passione, azione). Patologia. T. Pathologie; I. Pathology; F.
Pathologie. La scienza che ha per oggetto la conoscenza delle malattie. Si
divide în generale e speciale; quest’ultima in interna 831
Par ed esterna. Nella patologia speciale, Specht o Münsterberg hanno
distinto la patopsicologia, che studia i fatti psichici presentanti un
carattere morboso, e la psicopatologia che è propriamente quel ramo della
patologia che studia le malattie dello spirito. La patologia non divenne vera
scienza che nel secolo scorso, quanto cioè la malattia non venne più
considerata come un ente speciale, ma come un fenomeno naturale, sottomesso
alle leggi di natura. A tale risultato contribuirono specialmente gli studi
sulla patologia cellulare del Virchow, che trasportò per primo la teoria
cellulare dall’organismo sano a quello malato, dimostrando come la cansa delle
malattie risiede nell’ alterazione, più ο meno vasta, dei varii territori
cellulari. Cfr. Münsterberg, Zeitschrift für Pathopayohologie, 1° vol., 1911;
G. Storring, Mental pathology, 1907; Lustig, Patologia generale, 1901, vol. I,
p. 9 segg. Patristica. T. Patristik; I. Patristic; F. Philosophie patristique.
E il primo dei due grandi periodi in cui dividesi la filosofia del medio evo, e
comprende i primi otto secoli dell'era volgare; il secondo è rappresentato
dalla scolastica. La patristica si distacca profondamente dalla filosofia
precedente, e, in generale, da tutta la filosofia antica, in quanto vi prevale
la fede sulla ragione, ogni sforzo è ridotto alla elaborazione del dogma, e la
filosofia ha perduto il suo potere sovrano, non vi è più considerata che
un’umile ancella della religione. Si divide in tre periodi: al primo, detto
degli apologeti, appartengono principalmente 8. Giustino, Atenagora ο ‘Teofilo,
che dirigono ogni loro sforzo a difendere la dottrina cristiana contro la
filosofia e la religione pagana; il secondo, detto dei oontroversisti, è
principalmente occupato a difendere la religione cristiana contro gli assalti
della gnosi e delle ultre eresio; nel terzo periodo, detto dei sistematici, la
dottrina cristiana, che aveva vittoriosamente combattuto lo dottrine avverse, è
ridotta a sistema filosofico. QuePau
832 st’ ultimo periodo, che è il
più importante, si svolge da prima in Alessandria con Panteno e Clemente
Alessandrino, ed ha per cémpito principale di definire il dogma della Trinità;
passa di poi in Occidente, ove 8. Agostino, l’intelletto più robusto della
Chiesa occidentale, costituisce il sistema completo e definitivo della
filosofia cristiana. La patristica non
deve confondersi con la patrologis. La parola patrologia cominciò ad usarsi nel
secolo XVII, ο servì allora a designare la scienza della vita © degli scritti
dei Padri della Chiesa; poi il suo significato andò sempre più allargandosi, ed
oggi essa si occupa di tutti gli scrittori ecclesiastici, ne analizza gli
scritti con particolare riguardo alle loro opinioni dogmatiche, cosicchè può
dirai non esser altro che la storia dell’ antica letteratura oristiana. Nella
patrologia i protestanti comprendono anche i libri del Nuovo Testamento e
l'antica letteratura eretica; i cattolici invece lasciano i primi alla scienza
dell’introduzione biblica e non inoludono nella patrologia gli scritti eretici
se non in quanto è necessario alla intelligenza delle opere ecclesiastiche,
Cfr. Harnack, Lehrbuch d. Dogmengeschichte, 1890; Möhler, Patrologie, 1840;
Stökl, Geschichte d. Philos. d. patristischen Zeit, 1859; F. Chr. Baur, Vorlesungen
über die ohrist. Dogmengeschiohte, 1865; Ritter, Histoire de la phil,
chrétionne, 1843; Bardenhewer, Patrologia, trad. it. Mercati, 1903; Rauschen,
Manuale di patrologia, 1905; R., L’ agnosticiemo nella filosofia religiosa,
1912, p. 125-192 (v. dommatica, domma, neotomismo, scolastica). Paura. T.
Furcht; I. Fear; F. Peur. Fu definita come la reazione organica che succede
alla rappresentazione viva di un pericolo reale o possibile. Cicerone la
definisce: reocssus ot fuga animi. S. Agostino: perturbatio animi in
exapeotatione mali. Hobbes: aversio cum opinione dammi soouturi. Spinoza
l’accosta alla speranza, che definisco una gioia instabile, nata dall’ imagine
d'una cosa futura ο passata, del cui realizzarsi noi dubitiamo, mentre la paura
è una fri 833 Pec atesza instabile,
nata, del pari, dall'imagine d'una cosa dubbia. Essa rappresenta la prima
reazione emotiva della vita, comparendo, secondo il Perez, al secondo mese di
esistenza. Vi sono due spocie fondamentali di paura: quella istintiva, che
compare più spesso nei bambini ο negli animali, e quella cosciente o riflessa,
che è sempre posteriore all’esperienza ο si fonds sopra il ricordo d’un
pericolo ο d’un dolore provati o evitati. Quando la paura è sproporzionata alla
causa efficiente, cronica, 9 accompagnata da movimenti troppo intensi, diventa
un fenomeno patologico e dicesi fobia. Cfr. S. Agostino, De cir. Dei, Il;
Spinoza, Ethica, 1. III, teor. XVI, scol. 2; Th. Ribot, Essai sur les passions,
1907; A. Mosso, La peur, trad. franc. 1888. Peccato. T. Sünde; I. Sin; F.
Péché. Nel suo senso generale ο primitivo, il peccato è il male morale; in
senso religioso, è la trasgressione volontaria della legge divina, © quindi
l'offesa alla divinità. Il dogma del peccato originale afferma che Dio creò
l’uomo morale, libero ϱ fallibile; che per un atto della sua libera volontà 1’
uomo disobbedì al volere divino; che l’uomo, essendo libero, è responsabile
delle sue azioni, © che quindi la sua disobbedionza ha determinato il giusto
castigo di Dio; che, infine, 1a pena del fallo è ereditaria. Secondo l’Ardigò,
il concetto del peccato originale sorse come interpretazione dell’ esistenza
del dolore, considerato da principio quale vendetta d'una potenza superiore
inclemente e capricciosa, poi quale castigo inflitto da una divinità giusta: «
In pari tempo, per la osservazione che il dolore, ossia la punizione, si
verificava anche nei non colpevoli, si dovette, affine di liberare in qualche
modo il concetto religioso fondamentale dalla contraddizione, ricorrere allo spediente,
suggerito anch’ esso da una osservazione di fatto, del peccato originale». Cfr.
I. Müller, Christl. Lehre r. d. Sünde, δ3 ed. 1887; Ardigò, La morale doi
positieisti, 1892, p. 73-74 (v. male, ottimiemo, religione, teodicea). 58 RaNzoLI, Dirion. di scienze filosofiche.
PED 834
Pedagogia. T. Pädagogik; I. Podagogios; F. Pédagogie. La scienza del
fatto della educazione; vale a dire quel sistema di cognizioni teoriche fra
loro coordinate, da cui derivano le regole pratiche che guidano 1’ educazione.
Si deve dunque distinguere la scienza pedagogica, che è un complesso di regole
derivanti da principi, dall’arte pedugogica, che è la semplice applicazione di
norme suggerite dalla pratica ο tramandate per tradizione, ο dalla dottrina
pedagogica, che è un insieme di regole delle quali non si spiegano le ragioni.
La pedagogia nel sno primo significato è ad un tempo scienza ed arte. Al pari
di ogni altra scienza, essa è passata nella sua evoluzione storica attraverso
tre grandi periodi, empirico, precsttivo 9 organico ο ideale; nel primo periodo
non è che una serie di tentativi, governati dal bisogno; nel secondo un insieme
di precetti, di aforiemi ο di leggi parziali, dettate più che altro daluito
pedagogico ; nel terzo, che è il più perfetto, le cognizioni vengono
logicamente organizzate in un tutto ideale. La pedagogia è puro © grossolano
empirismo nei popoli selvaggi © primitivi; diventa precettiva nei popoli delY
Oriente, della Grecia © di Roma, come attestano le loro leggi, le loro
letterature, i loro libri religiosi; si eleva infine a vera organizzazione
ideale coi grandi filosofi greci. Cfr. Herbart, Pädagog. Schriften, her. O.
Willman, 1880; Credaro, La pedagogia di F. Herbart, 1900; A. Angiulli, La
pedagogia, 1882; A. Gabelli, La pedagogia, lo stato e la famiglia, 1876;
Ardigd, La scienza dell’ eduoasione, 1893; E. Celesia, Storia della pedagogia
italiana, 1893 (v. educazione, didattica, metodica, pedologia, ccc.).
Pedologia. T. Paidologio; I. Paidology; F. Pédologia. Vocabolo creato dal
Chrisman per designare In scienza completa del fanciullo, studiato così sotto 1
aspetto fisiologico ed antropologico, come sotto quello psicologico e
psichiatrico. Essa quindi non sarebbe che una parte, per quanto fondamentale,
della Pedagogia. Per altri la Pedo 835
PEN logia designa invece la vera scienza sperimentale della educazione,
distinta nettamente dalla Pedagogia, che è considerata come una speculazione
puramente astratta e filosofica. Per altri ancora la Pedologia non è che una
parte della psicologia individuale: come questa ricerca ed esamins le
differenze che mostrano i singoli individui nelle diverse funzioni psichiche,
così In Pedologia non studia la vita psichica generale dell’ infanzia, ma le
differenze per mezzo delle quali un fanciullo si distingue dagli altri, sia
nelle funzioni inferiori psicofisiologiche e sensoriali, sia nei processi
superiori della memoria, del ragionamento, delV emotività, eco. Cfr. O.
Chrisman, Paidologio, Entwurf zu einer Wissenschaft des Kindes, 1894; E. Blum,
La pédologie, Pidee, le mot, la chose, in « Année Paychologique », 1899; Sur
les divisione et la méthode de la pédologie, C. r. del Congrès de phil. de
Genève, 1904; G. Cesca, Pedagogia ο pedologia, « Riv. di fil. ο scienze aff. »,
sett. 1902. Pena. T. Strafe, Bestrafung; I. Punishment; F. Peine, Punition. Ha
tre significati distinti: in senso generale esprime qualunque dolore, o
qualunque male che cagiona dolore; in senso speciale indica un mule che si
soffre per causa propria, e comprende quindi tutte le pene dette natwrali; in
un senso ancora più speciale, indica la sanzione della legge, ossia quel male
che l’ autorità civile infligge ad un colpevole per causa del suo delitto.
Secondo la maggior parte dei criminalisti, la pena, intesa in quest’ ultimo
significato, ha origine dal sentimento della vendetta, che spinse gli uomini
primitivi a infliggere un male s chi aveva ad altri recato male, © che fu
elevato all’ altezza di un diritto, ereditario, redimibile a piacere
dell’offeso ed esclusivo dell’ offeso stesso e dei suoi familiari. In seguito,
penetrata l’idea religiosa nella penalità, al concetto della vendetta privata
venne sostituendosi quello della vendetta divina, e il diritto di infliggere ©
misurare la pena affidato al sacerdozio. Sorta infine l’idea dello Stato, a questo
fu PEN 836 affidato l’ufficio di punire, riguardandosi
il delitto non più come offesa al privato o alla divinità, ma come offesa alla
società intera, e quindi la pena come vendetta della società offesa. Quanto al
fondamento e allo scopo della pena, molto diverse sono le dottrine dei filosofi
; però, secondo una classificazione generalmente accettata, tutte codeste
dottrine si possono distribuire in tre gruppi. Al primo appartengono le
dottrine assolute, che pongono lo scopo della pena unicamente nel principio
morale e quindi non al di là della pena stessa; si punisce quia peoatum est,
perchè la pena è giusta in sd; un simile concetto fu sostenuto in Italia dal
Mamiani, ed elaborato ulteriormente nell’ idea della retribuzione giuridica dal
Pessina. Al secondo appartengono le dottrine relative, che dànno tutte alla
pena uno scopo fuori della pena stessa, ma differiscono grandemente tra di loro
nella determinazione dello scopo stesso. Così, secondo la teoria del contratto
sociale (Hobbes, Rousseau, Beccaria, Fichte), scopo della pena è l'utilità: «
La sola necessità, dice il Beccaria, ha fatto nascere dall’ urto delle passioni
ο dalle opposizioni degli interessi l’ idea della utiUtd comune, che è la base
della giustizia umana... Il fine delle pene non è di tormentare ed affliggere
un essere sensibile nd di disfare un delitto già commesso... ma d’ impedire il
reo dal far nuovi danni ai suoi concittadini e di rimuovere gli altri dal farne
uguali ». Secondo un’altra dottrina relativa, la pena ha per scopo tenere i
proclivi al reato; essa esercita, dice il Fenerbach, una cazione pricologioa,
ed è perciò necessario che il male della pena superi il vantaggio o il piacere
proveniente dal delitto. Analoghe alla precedente sono le teorie dette della
premonisione (la legge deve ammonire a non delinquere), della prevensione (la
legge deve distruggere la volontà inclinata al delitto), del risarcimento (il
colpevole deve risarcire, con 1’ espiazione della pena, i danni morali o ideali
prodotti col reato), del ravvedimento ο miglioramento (scopo 837
PEN della pena è specialmente di far ravvedere il colpevole ο @ impedire
quindi la ricaduta nel delitto), e della difesa. Quest’ ultima dottrina ebbe un
valido sostenitore nel Romagnosi, per il quale il diritto penale non è che diritto
di difesa, ed ha il fondamento nel diritto che hanno tatti gli uomini di
conservare la loro felicità e nell’ uguaglianza legale naturale, che passa fra
uomo'e uomo; I’ uno e Paltro diritto sono posti in moto dalla considerazione di
un male derivante dsl facinoroso; fine immediato e proprio d’ogni pena, tanto
minacciata quanto eseguita, è d’incutere timore affinchè non si commettano
delitti. Al terzo ed ultimo gruppo appartengono le dottrine miste, che cercano
di conciliare le assolute e le relative, dando alla pena un fondamento nel
principio morale e uno nella dottrina sociale. Così secondo il Carrara, il
diritto di punire riposa su tre principi, dell’ utilità, della giustizia, della
simpatia, compresi tutti nella legge dell’ ordine prestabilita da Dio
all'umanità; il fondamento è nella necessità di difendere i diritti dell’uomo,
la giustizia è il limite, la simpatia il moderatore della sua forma; la forza
tutelatrice del diritto deve esercitarsi mediante la coazione morale, che
legittima la minaccia della pena; © poichè tale minaccia non raggiungerebbe il
suo scopo se non ne seguisse Vapplicuzione, così la necessità e la legittimità
della minaccia portano seco la necessità ¢ la legittimità dell’ applicazione
effettiva del castigo; non sono perciò punibili se non quei fatti, che abbiano
il doppio carattere di essere lesivi del diritto e siano riparabili mediante la
repressione. Secondo la nuova souola criminale positiva (Lombroso, Ferri,
Garofalo), essendo il delitto un prodotto di fattori antropologici, fisici e
sociali, la pena non ha carattere di colpa morale, di retribuzione morale, di
castigo; la scelta ο la misura della pena devono esser fatte in rapporto allo
speciale carattere del delinquente e alle peculiari condizioni dell’ ambiente;
lo Stato, adottato il magistero repressivo, deve agire in PEN 838
via preventiva per eliminare o modificare e diminnire i fattori della
delinquenza (igiene sociale). Quanto allo scopo della pens, la scuola positiva
accoglie il concetto, proprio di altre scuole, della difesa sociale: la società
è un organismo che, come tale, deve vivere e conservarsi, respingendo e, ove è
possibile, prevenendo ogni lesione; si applicano le pene perchè i delinquenti
siano posti, temporaneamente ο perpetuamente, nell’ impossibilità di nuocere,
per ottenerne l’ ammenda, per trattenere altri dal delitto. Cfr. Beccaria, Dei
delitti ο delle pone, 1764; Romagnosi, Genesi del diritto penale, 1837;
Carrara, Programma di dir. oriminale, Parte generale, 1871; Feuerbach, Lehrbuch
d. gem. in Deutschland gült. peinlichen Rechte, 1874; H. Sidgwick, The elemente
of politics, 1897; Jhering, Der Zweok im Recht, 1899; Letournean, L'érolution
juridique, 1891; R. Saleilles, L'individuation de la peine, 1898; G. Tarde, La
philosophie pénale, 1890; Lombroso, L’ womo delinquente, 1896; Garofalo,
Criminologia, 1905; Ferri, La sootol. criminale, 1892: Antonini, Antropologia
criminale, 1906; Frassati, La nuora souola del diritto penale in Italia ο
all'estero, 1891; Aless. Levi, Delitto ¢ pena nel pensiero dei greci, 1903; C.
Picone Chiodo, I nuori orizzonti della soc. criminale, 1914 (v. delitto, libero
arbitrio, responsabilità). Pensiero. T. Gedanke, Denken ; I. Thought; F.
Pensée. In senso largo comprende tutti i fenomeni conoscitivi © intellettivi,
per opposizione a quelli affettivi ο volitivi. Nel suo significato proprio è
l’attività dello spirito che analizza e pono tra loro in relazione i dati
complessi della esperienza sia reale che possibile. AI pensiero è dunque da
riferire ogni maniera di conoscenza mediata, che si ottiene cioè mediante il
paragone e il riferimento cosciente de’ suoi termini; si oppone quindi alla
sensazione, alla quale si riferisce ogni maniera di conoscenza immediata. I
dati della esperienza sensibile costituiscono ciò che si dice In materia del
pensiero, mentre il modo della comprensione dei dati 839
PEN stessi ne costituiscono la forma. Quando il pensiero è opposto all’
asione, designa in genere l’attività ideale o psichica per opposizione alla
volontaria; quando è opposto alla realtà, alla cosa, designa il soggetto
conoscente come contrapposto all’oggetto conosciuto. Nel linguaggio di Cartesio
© de’ suoi seguaci, nel termine pensiero sono compresi tutti i fatti psichici;
come l'attributo o proprietà fondamentale dei corpi è l'estensione, cos)
l’attributo dello spirito è il pensiero, ο quindi tutti gli atti interni non
sono che modi del pensiero. « Tutti i modi di pensare che osserviamo in noi
stessi, dice Cartesio, possono essere riportati a due generali, l'uno dei quali
consiste nel percepire con l'intelletto, l’altro nel determinarsi con la
volontà ». Così sentire, imaginare e persino concepire delle cose puramente
intelligibili, non sono che modi differenti di percepire; ma desiderare,
sentire avversione, aaserire, negare, dubitare, sono modi differenti di volere.
In seguito il significato del vocabolo andò sempre più restringendosi e
determinandosi. Secondo Hobbes « ogni pensiero consiste in un combinare e
separare, aggiungere © togliere di rappresentazioni mentali; pensare è calcolare
(to reokon) ». Per Hume è « la facoltà di combinare, trasporre, aumentare o
diminuire il materiale fornito dai sensi ο dalla esperienza; tutti i materiali
del pensiero ci sono dati dall’ esperienza interna ο esterna, solo la loro
combinazione è opera dell’intelligensa ο del volere ». Per l’Holbach è la
facoltà che ha l’uomo @appercevoir en lui-même ou de sentir les difforentes
modifications ον idées qu'il a rogues, do les combiner et de les δέparer, de
les éteindre et de les restreindre, de les comparer, de les renouveler. Kant
considera il pensiero come giudizio, come conoscenza mediante concetti, come
l’azione di riferire una data intuizione ad un oggetto (die Handlung, gegebene
Anschauung auf einem Gegenstand zu beziehen). Lotze considera il pensiero come
« una continua critica che lo spirito esercita sul materiale delle
rappresentazioni succedentisi PEN
840 (Vorstellungeverlauf), in
quanto esso separa le rappresentazioni, e le collega secondo un rapporto non
collocato nella natura del loro contenuto ». L’ Hamilton crede che Js
peculiarità distintiva del pensiero in generale sia che esso involge la
cognizione d’ uns cosa mediante la cognizione di un’altra; ogni pensiero è
quindi una cognizione mediata ». Per il Galluppi, come per Cartesio, col termine
pensiero si indica qualunque atto © qualunque modificazione dell’ anima umana,
modificazione che consiste nel sentire, nel conoscere, nel desiderare © nel
volere; l’ attenzione sul proprio pensiero costituisce la riflessione. Secondo
il Rosmini il pensiero è l'insieme degli atti delle facoltà intellettive, vale
a dire dell'intelletto, costituito dall’intuizione dell’ essere, ο della
ragione, che è la potenza generale d’ applicare l’essere; In legge suprema del
pensiero è quindi: il termine del pensiero à l'ente; il che equivale a dire «
il pensiero è così fatto che ha per leggo primitiva di sua natura di avere a
termine l’ente, di modo che o ha Vente a suo termine ovvero non è; l’ente
considerato sotto questo aspetto è dunque la condizione a cui è legata l’esistenza
del pensiero ». Secondo 1’ Ebbinghaus il pensiero si può considerare come un
termine di mezzo tra la fuga delle idee ϱ le idee fisse, © consiste « in una
successione di rappresentazioni, che non sono soltanto riunite per associazione
le une alle altre in elementi di una serie, ma che nel tempo stesso sono auche
coordinate ο subordinate ad un’altra rappresentazione direttrice; quindi esse
hanno tutte dei rapporti con una rappresentazione superiore, per il fatto
stesso che vi figurano come parti di un tutto ». Drobisch lo definisce
brevemente come « il compondio d’una pluralità e molteplicità in una unità
>; il Wundt come un appercepire attivo, come-« ogni rappresentare possedente
un valore logico »; l'Hüffding: « se noi cerchiamo una definizione generale del
pensiero possiamo dire: pensare è comparare, è trovaro della diversità o
della 841 PER somiglianza ». Cfr. Cartesio, Princ.
phil., I, 9; Spinoza, Ethica, 1. II, teor. I; Hume, Essais, II, 27'segg.;
Holbach, Syst. de la Nature, 1770, I, cap. VIII, p. 112; Kant, Krit. d. r.
Vern., ed. Kehrbach, p. 88, 89, 229; Lotze, Grundzüge d. Logik, 1891, p. 6,
552; Hamilton, Lectures on Logis, , t. II, p. 75; Drobisch, Neue Darstellung d.
Logik, 1887, $ 4; Galluppi, Lesioni di logica 6 metafisica, 1854, vol. I, p.
18; Rosmini, Logica, 1853, $ 36 segg., 64 segg.; Id., Peiovlogia, 1848, II, p.
272 segg.; Ebbinghaus, Paychologie, trad. franc. 1912, p. 199 segg.; Liepmann,
Sur la fuite d’idées, 1904; J. Dewoy, How we think, 1912; M. Stern, Das Denken
w. sein Gegenstand, 1909; Wnndt, Logik, , I, 71; Hôffding, Peyokologie, trad.
franc. 1900, p. 232; Id., La pensée humaine, ses formes et sea problèmes, trad.
franc. 1911; A. Fouillée, La pensée et les nouvelles éooles
anti-intelleotwalistes, 1911; A. Faggi, Il pensiero, « Riv. di filosofia »,
maggio 1912 (v. essenza, intelletto, intelligenza, noo, logos, ragione).
Percetto. T. Empirische Anschauung; I. Percept; F. Percept. Neologismo usato
talvolta, per analogia con concetto, per designare il contenuto della percezione.
Si stingue dalla percezione, in quanto questa designa 1’ atto © il processo del
percepire, mentre quello è il risultato del processo medesimo. Il Romanes
chiama percetto l’idea semplice, recetto l’idea composta o combinazione di
rappresentazioni, concetto l’idea generale ο astratta; i recetti derivano dai
percetti più o meno simili, e la loro associazione ha carattere passivo; le
somiglianze tra i percetti sono così distinte, così cospicue © così
frequentenente ripetute che, nel momento stesso della percezione, si
classificano tra di loro e, per così dire, cadono spontaneamente nelle loro
appropriate classi, senza uno sforzo cosciente da parte del soggetto che
percepisce. Cfr. Romanes, L'eroluzione mentale dell’ uomo, trad. italiana 1907,
Ρ. 33 segg. PER Percezione. T. Warknemung, Perception ; I. Peroeption ; F.
Peroeption: Uno dei vocaboli filosofici dal significato più vario ed
oscillante. Spesso è usata come sinonimo di sensazione, per designare il
fenomeno psicologico provocato dalla eccitazione d’un organo di senso; altre
volte è distinta dalla sensazione per il giudizio d’obbiettività che essa
implica, in quanto cio’, mentre la sensazione non è riferita ad un oggetto
determinante, la percezione invece è una sensazione integrata dall’ esplicito
riferimento del soggetto all’ oggetto; e vien distinta ancora dalla sensazione
perchè, mentre in questa il fatto psichico provocato dalla eccitazione di un
organo di senso ha carattere puramente afettivo, nella percezione ha carattere
intellettuale. E usata ancora come sinonimo di rappresentazione; ma da altri ne
è distinta perch’, mentre la rappresentazione è un fatto mentale, che si
rinnova nell’ assenza d’ uno stimolo esteriore che direttamente lo provochi, la
percezione non si ha che mediante l’azione su noi dell’ oggetto sensibile.
Perciò alcuni chiamano la rappresentazione percezione mediata. Alcuni
distinguono la percezione semplice dalla percezione esteriore: quella non è che
la pura coscienza delle nostre sensazioni, questa è la coscienza dell'oggetto,
cioò la nostra sensazione divenuta una qualità dell’ oggetto esteriore, Si
soglion chiamare peroesioni acquisite quelle percezioni di un senso, che
risultano non dalla eccitazione immediata che quel dato organo di senso ha
dall’ oggetto (percezioni naturali), ma dalla eccitazione di quell’organo
avvenuta mediante un altro organo di senso. Nella terminologia cartesiana per
percezione #’ intende qualunque fatto intellettuale ; essa è opposta alla
rolisione, che designa ogni atto di volontà ο di desiderio; percezioni e
volizioni costituiscono l’intero ambito dei fatti di coscienza. Ommes modi
cogitandi, quo in nobis experimur, dice Cartesio, ad duos generales veferri
possunt, quorum unus est poroeptio, sive operatio intelleotua.... Nam sentire,
imaginare ot pure intel 843 PER Ἱέροτο
sunt tantum diversi modi peroipiendi, Nella filosofia del Leibnitz la parola
percezione ha un significato pure anıplissimo, abbracciando ogni specie di
pensieri: egli chiama percezioni insensibili, o piocole percezioni, gli stati
di coscienza esistenti nel nostro spirito ma non attualmente pensati, ο in
questo stato incosciente suppone esistano tutte le idee delle cose, cosicchè lo
sviluppo delle facoltà intellettuali non consisterebbe che nel lavorio dell’
anima di rendere chiare © coscienti le idee che sono in essa quasi abbozzate.
«In ogni momento, dice il Leibnitz, esiste in noi una infinità di percezioni,
ma senza appercesione © senza rifleesione, cioè dei cangiamenti dell’ anima
stessa, dei quali non οἱ accorgiamo; perchè queste impressioni sono ο troppo
piccole e numerose, o troppo unite; per modo che esse non hanno nulla di
sufficientemente distintivo separate, ma, unite ad altre, non mancano di fare
il loro effetto, e di farsi sentire nella riunione, almeno confusamente....
Queste piccole percezioni sono assai più importanti che non si creda. Sono esse
che formano quel non s0 che, quei gusti, quelle imagini delle qualità dei
sensi, chiare nell’insieme ma confuse nelle parti; quelle impressioni, che i
corpi che ci circondano fanno su noi © che racchiudono l’infinito; quel legame
che ogni essere ha con tutto il resto dell'universo. Si può dire persino che,
dunque, il presente di codeste piccole percezioni è gravido dell’ avvenire
carico del passato, che tutto cospira © che degli occhi penetranti come quelli
di Dio potrebbero leggere nella più piccola delle sostanze tutta la serie delle
cose dell'universo ». Anche per Locke la percezione ha significato molto ampio,
essendo « la prima operazione di tutte le nostre facoltà intellettuali e Padito
(the inlet) di ogni conoscenza dentro la nostra mente ». Per Berkeley « avere
un’ idea è la stessa cosa che percepire ». Condillac: La peroeption et la
conscience ne sont qu'une même opération sous deux nome. En tant qu'on ne la
considère que comme une impresrion de l'âme, on PER 844
peut lui conserver celui de perception; en tant qu'elle avertit Vame de
sa présence, on peut lui donner celui de conscience. Il Reid distingue la
percesione, che ci dà l’esistenza e la qualità dei corpi, dalla sensazione, che
sorge nel nostro spirito in seguito alla impressione fatta sugli organi di
senso dai reali esteriori; la percezione dell’esistenza dei corpi, quantunque
sorga in noi contemporaneamente alla sonsazione, pure non ne è l’effetto, ma è
bensì un giudizio istintivo della realtà dei corpi esteriori ο delle qualità di
eni ci si presentano forniti. Per Kant la prima cosa che ci è data è il
fenomeno © sensazione, che, quando è legato alla coscienza, si chiama
percezione ; quindi « In percezione à la coscienza empirica, cioò la coscienza
nella quale c’è nello stesso tempo sensazione ». Per |’ Hamilton la percezione
è soltanto una specie di conoscenza, la sensazione una specie di sentimento: «
la percezione è propriamente la coscienza, attraverso il senso, delle qualità
d’un oggetto conosciuto come differente dall’ io; la sensazione è propriamente
la coscienza dell’ affezione subbiettiva del piacere o del dolore, che
accompagna questo atto di conoscenza ». La distinzione tra sensazione e
percezione è ammessa, per quanto in modi diversi, da quasi tutti i filosofi
contemporanei. Cosi lo Ziehen considera la sensazione come il materiale
greggio, la percezione come lo stesso materiale rielaborato : « noi indichiamo
come percezioni quelle. sensazioni sulle quali s'è esercitata la nostra
attenzione ». Per questa rielaborazione le percezioni si accostano al pensiero:
« Poichè la percezione, dice 1’ Höffding, riposa su un processo che si può
chiamare un confronto involontario, si presenta a noi come una funzione del pensiero,
mediante la quale ci appropriamo ciò che è dato nella sensazione, ©
incorporiamo la sensazione nel contenuto della nostra coscienza. Se dunque una
funzione del pensiero si manifesta nella percezione sensibile, è chiaro che la
percezione e il pensiero non possono essere due funzioni affatto differenti
della coscienza. Non 845 PER c’è alcuna percezione sensibile che sia
assolutamente passiva». Una distinzione analoga fa il Sally: « nella sensazione
la mente è, relativamente, passiva e recipiente; nella percezione è non solo
attenta alle sensazioni, discriminandole ο identificandole, ma passa dalla
impressione all’oggetto che esse indicano o fanno conoscere ». Il Galluppi
riteneva invece la distinzione tra percezione e sensazione affatto arbitraria,
una semplice astrazione che, se fosse reale, οἱ trarrebbe allo scetticismo, in
quanto condurrebbe seco la necessità di credere ciecamente a tutto ciò che la
percezione ci presenta. Egli quindi identificava la percezione colla
sensazione: ogni sensazione è di sua natura la percezione di un oggetto
esterno, © quindi la percezione dei corpi, anzichè distinta, è inchiusa nella
sensazione. Il Rosmini distingue la percezione in sensitiva © intellettiva:
quella è la sensazione stessa ο un sentimento qualunque, in quanto si considera
unito a un termine reale, questa è un giudizio col quale lo spirito afferına
sussistente qualche oggetto percepito dai sensi, ὁ, in altre parole, è la
visione del rapporto che passa tra un sentito e l’idea di esistenza. Egli
distingue ancora nella percezione dei corpi la percezione soggettiva, che si ha
sia col sentimento corporeo, per sò stesso, sia collo sue modificazioni, e la
percezione estrasoggettiva, che è fondata sulla prima, è fornita dai sensi e ci
da il sentimento dell’azione ο l'estensione di un corpo fuori di noi. L'Ardigò
distingue la sensazione pura dalla percezione : quella è la semplice
osservasione, vale a dire l’atto psichico avvertito come proprio della
coscienza individuale nel presente della successione dei suoi atti, questa
invece è l'esperimento, cioè la sensazione stessa accompagnata da altre
sensazioni e verificata per mezzo di un altro senso: queste sono appunto le
circostanze oggettivanti, per cui il dato sensitivo è proiettato all’esterno,
ossia per cui l'oggetto ci è dato come esistente realmente fuori di noi. Il
Sergi ha cercato di spiegare fisiologicamente l’oggettività della PER 846
percezione, riconducendola ad un’onda nervea di ritorno, cio’ alla
riflessione dell’ onda centripeta che ha dato luogo alla sensazione; mentre
nella sensazione l’ onda nervosa, prodotta dallo stimolo, va dall’organo
periferico al cervello, nella percezione l’onda stessa è riflessa dal cervello
lungo la medesima fibra allo stesso organo; ciò darebbe ragione, secondo il
Sergi, della proiezione del dato sensibile e della sua localizzazione
nell'oggetto esteriore: come l’eccitaziono centripeta tende a dare ad ogni
mutazione che ne segue un carattere soggettivo, così l'eccitazione centrifuga
tende a far uscire dal soggetto la modificazione prodotta. Il Jerusalem
considera la percezione come la forma più semplice © primitiva del giudizio, in
quanto consiste nel dar forma e obbiettività al contenuto disordinato dejle
sensazioni. Il Wundt, infine, contrappone la percezione alla apperoesione :
questa è quel fatto psichico che è da noi percepito con uno sforzo particolare
di volontà, detto attenzione, quella è ogni fatto psichico che si trova, a così
dire, situato nello sfondo della nostra coscienza. Cfr. Cartesio, Principia, I,
32; Leibnitz, Monadologia, $ 14, 21; Id., Nouv. essais, I, passim ; Locke, An.
essay cono. hum. understanding, 1705, 11, cap. 15; Berkeley, Treatise on the
princ. of human knowledge, 1871, VIL; Condillao, Essai sur l’origine des
connaissances, 1746, I, sez. II, $4; Reid, Works, ed. by Hamilton, 1863, p. 876
segg.; Kant, Krit. d. rei. Vern., B 207; Hamilton, Leotures on Metaphysics,
1859, vol. II, p. 98 segg.; Th. Ziehen, LeitSaden dor physiol. Peyohologie,
1893, p. 17, 170; Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 167; Sully,
Outlines of Psychology, 1892, p. 148; Galluppi, Elementi di filosofia, 1820;
Id., Lezioni di logioa 6 metafisica, 1854, vol. I, p. 166 segg.; Rosmini, Nuoro
saggio sull’ origine delle idee, 1830, $ 481 segg.; Id., Logica, 1853, $ 307
segg., 701 segg.; P. Carabellese, La teoria della percezione intellettiva di 4.
Rosmini, 1907; Ardigò, Il fatto psicologico della peroezione, Op. fil. IV,
1897, p. 347 segg.; G. Sergi, Teoria fisiologica della 847
PER percezione, Milano, 1884; Jerusalem, Die Urtheilefunotion, 1895, p.
219 segg.; Wundt, Grundriss d. Peychol., 1896, Ρ. 245 sogg. (v. distanza,
integrazione, rappresentazione, cateriorità, volontà, ecc.). Percezionismo. T.
Perceptionnismus ; I. Perceptionism; F. Perceptionnisme. La dottrina della
percezione immediata, che ebbe per principali sostenitori i filosofi della
scuola scozzese e dell’ eclettismo francese. Il percezionismo è una forma di
realismo. Esso consiste nell’ammettere come un fatto irreducibile il sentimento
d’ obbiettività contenuto nella sensazione e nell’ accordare a codesta credenza
un valore rappresentativo: la prova che esistono delle cose fuori di noi è data
dal fatto che la percezione ci mostra delle cose esistenti fuori di noi. Cfr.
Cousin, Fragments philosophiques, 1840, t. II, p. 30 segg.; Paul Janet, Victor
Cousin et son oeuvre, 1885, p. 73-81; Mao Cosh, The intuitions of the mind,
1882, p. 108 (v. intermediariste, concezioniemo, conoscenza, senso comune).
Perfezione. T. Volkommeheit; I. Perfection; F. Perfeotion. Il concetto di perfezione
ha subìto non pochi mutamenti nella storia del pensiero filosofico. Per Platone
è perfetto soltanto ciò che non contiene alcuna contraddizione, alcuns
mescolanza, ciò che è assolutamente uno pur comprendendo in sè gran numero di
attributi. Per Aristotele la perfezione consiste nel corrispondere esattamente
a un concetto, a un tipo, a una norma, nell’ esser tale che non si potrebbe
concepire nulla di migliore. S. Tommaso distingne due specie di perfezione:
prima, quae est ipsum esse rei, secunda vero est eius operatio et haso est
maior quam prima; illud igitur dieitur simplieiter pefectum, quod pertingit ad
perfeotam sus operationem. Per Cartesio invece la perfezione è l'essenza stessa
della divinità; Dio è, per definizione, |’ essere assolutamente perfetto: La
substance que nous entendons être souverainement parfaite et dans laquelle nous
ne conoevons rien qui enferme quelque defaut ou PER 848
limitation de perfection, s'appelle Dieu. Spinoza considera la
perfezione © l’imperfezione come due semplici modi di pensare « ciod delle
nozioni che abbiamo l'abitudine di formulare perchè confrontiamo, gli uni con
gli altri, gli individui d’una stessa specie e d’uno stesso genere >;
perciò, egli aggiunge, io comprendo « per realtà e perfezione la stessa cosa;
noi abbiamo infatti 1 abitudine di ricondurre tutti gli individui della natura
sd un sol genere, che si chiama generalissimo; ciod alla nozione delP Essere,
che appartiene a tutti gli individui della natura senza eccezione. Così, in
quanto noi riconduciamo gli individui della natura a questo genere e li
confrontiamo tra loro e troviamo che gli uni hanno più di Essere e di Realtà
degli altri, diciamo che gli uni sono più perfetti degli altri.... Infine, per
perfezione in un genere io comprenderò la realtà, ossia l'essenza d’una cosa
qualunque, in quanto questa cosa esiste ed agisce in un modo dato ο determinato
». Il Leibnitz la concepisce quasi matematicamente come «la grandezza della
realtà positiva presa precisamente, mettendo da parte i limiti nelle cose che
ne hanno». Ad ogni modo, il concetto di perfezione è puramente astratto ο
relativo. Quando noi giudichiamo perfetto un oggetto qualsiasi, lo facciamo
riconoscendo che esso oorrisponde al fine per il quale esiste, o realizza il
tipo della specie cui appartiene; in altre parole, non facciamo che istituire
un rapporto fra due termini. Le
perfezione non va confusa con la perfettibilità: quella è statica, questa è
dinamica, quella è una realtà, o è assunta como tale, questa è una idenlitä.
L'idea della perfettibilità, è, come quella di evoluzione e di progresso,
essenzialmente moderna; nell’antichità e nell’evo medio era concetto comune che
la natura delle cose è immutabile, © che, se in qualche coss muta, codesto
mutamento è sempre peggioramento. Nè meno estranea è l’idea di perfettibilità
all’ ottimismo filosofico : se il nostro mondo è il migliore dei possibili,
cio’ 849
Per il più perfetto, non vi ha possibilità di un miglioramento
ulteriore, la perfezione escludendo la perfettibilità. Il merito di aver introdotto
il concetto e la parola di perfettibilità spetta specialmente al Condorcet, che
ne fece 1’ essenza stessa dell’uomo. Secondo alcuni la perfettibilità è
contenuta anche nella dottrina della evoluzione; ma ciò può sembrare, secondo
altri, inesatto, inquantoch® la perfettibilità dell'essere non è illimitata,
all’ evoluzione corrispondendo inevitabilmente la dissoluzione. Cfr.
Aristotele, Met., V, 16, 1021 b, 12 segg.; S. Tommaso, Contra gent., II, 46, 2;
Cartesio, Réponses aux secondes objections, def. VIII; Spinoza, Ethica,
Prefazione al 1. IV; Leibnitz, Monadologie, $ 41, De rerum originatione
radicali, $ 3; Condorcet, Esquisse des progrès de l'esprit humain, 1794 (v.
idea, progresso). Periferia, T. Peripherie; I. Periphery; F. Peripherie. La superficie
esteriore di un corpo solido. Sistema nervoso periferico, dicesi quello
costituito dai gangli e dalle fibre nervose, per opposizione al centrale,
costituito dall’ encefalo ο dal midollo spinale; perciò dicesi periferico
qualunque fenomeno nervoso, normale o patologico, che avvenga in un punto
qualunque della fibra che unisce l'organo esterno al suo centro cerebrale.
Sensazioni periferiche, per opposizione ad interne, diconsi quelle determinate
dagli stimoli esteriori. Perigenesi. T. Perigenese. L’ ipotesi con cui 1’
Haeckel spiega la trasmissione ereditaria o eredità dei caratteri. Secondo
questa dottrina, in ogni atto riproduttivo una data quantità di protoplasma o
sostanza albuminoide viene trastuessa dal genitore al figlio, 9 nello stesso
tempo viene trasmesso al protoplasma il movimento molecolare individuale, che
gli era proprio. In altre parole, 1’ eredità consisterebbe nella trasmissione
del movimento dei plastiduli, che costi tuiscono il plasma. Cfr. Y. Delage, La
structure du protoplaame et les théories de l'érédité, 1895 (v. eredità,
endogenesi, germiplasma, pangenesi). 54
RanzoLi, Dizion. di acienze filosofiche. PER 850
Poripatetici. T. Peripatetiker; I. Peripatetica; F. Péripatéticiens. I
seguaci di Aristotele, così detti perchè studiavano e insegnavano passeggiando
al Liceo. Fondatore della scuola peripatetica fu Teofrasto di Lesbo, che con
l'insegnamento e con gli scritti diffuse la dottrina aristotelica, non senza
allargarla, specialmente nella scienza della natura; mantenne la separazione
dell’ intelletto fatta dal maestro, ma lo vollo congenito all’ nomo (σύμφυτος),
ed in generale piegò più per la immanenza che per la trascendenza. Gli successe
Stratone di Lampsaco, che, più risoluto del predecessore, tolse di mezzo le
antinomie aristoteliche, negando l'intelletto separato ed il concorso di Dio
nella produzione del mondo; egli concepì il pensiero dell’ intelletto come un
movimento, e fa quindi condotto a negare l’esistenza d’un essere immobile,
collocato al di fuori della natura e origine d’ogni movimento. Meno importanti
furono i successori di Stratone, che seguirono a preferenza o le ricerche
fisiche, o le trattazioni morali in forma popolare (v. aristotelismo). Nella
filosofia scolastica dicevasi quantità PERMANENTE lo spazio, per opposizione
alla quantità successiva, cio il tempo. Perseità. Lat. Perseitas; T. Perseität;
I. Perseity; F. Perséité. Cid che sussiste per se, καθ᾽ αὑτό. È quindi
l’attributo della sostanza: aubstantia est per ae, dice Goclenio, accidens per
aliud. La parola perseità si adopera però quasi esclusivamente ad indicaro la
dottrina tomistica delle relazioni tra il bene e il volere divino. Secondo S.
Tommaso il volere, nella sua espressione adeguata, è mosso essenzialmente dal
concetto del bene come presente alla ragione, © ciò sia nella natura umana che
nella divina: la perseitas boni è dunque la razionalità essenziale del bene.
Per Duns Scoto invece il bene è creazione arbitraria del volere divino, che al
bene è superiore, Egli distingue due
851 PER specie di perseità: uno
modo pro esse incommunicabili, et sic per se esse cat incommunicabiliter esse;
alio modo... pro esse subristontiae, et sic per sè esse est per sè subeistere.
Cfr. S. Tommaso, 8. theol., I, 2, q. XVIII segg.; Goolenio, Lez. philosophicum,
1613, p. 809. Persona. T. Person; I. Person; F. Personne. Questo termine
originariamente designava la maschera (πρόσωπον = viso, aspetto) con eni nell’
antico teatro greco si rappresentava un dato personaggio. Quando cadde l’uso
della maschera, indicò il personaggio stesso, e così passò nell’uso per
indicare l’uomo, in quanto non è soltanto individuo, cioò unità organica di
parti solidali, ma è un essere cosciente ed intelligente, un’ unità
fondamentale di pensiero, di sentimento e d’azione. Perciò persona si oppone a
cosa; il vegetale, il minerale, l’animale, e, si può aggiungere, il demente e
l’idiota, sono cose, mentre l’nomo cosciente soltanto è persona. Dicesi persona
morale l’uomo in quanto, per le capacità del suo spirito, può partecipare della
80cietà morale e intellettuale degli spiriti; persona fisica 1’ organismo dell’
uomo, considerato come manifestazione della sua persona morale; persona
giuridica l’ uomo che possiede doveri ο diritti fissati dalla leggo. Cfr.
Trendelenburg, Zur Geschichte des Vorter Person, « Kant Studien », 1908;
Eucken, Geistige Strömungen der (Gegenwart, 1909, sez. D, § 5; C. Piat, La
personne humaine, 2* ed. 1912 (v. io, personalità). Personalismo. T.
Personaliemus; I. Personaliem; F. Personnalisme. Il Renouvier designa col nome
di personalismo relatiristico la propria dottrina della personalità, che si
contrappone all’ impersonalismo della filosofia evoluzionistica. Origine della
personalità umana sarebbe, secondo il Renouvier, lo spirito personale di Dio,
che è congiunto in un sistema fisso di relazione universale con lo personalità
umane. In un senso più generale dicesi
personaliemo ogni forma d’idealisnio metafisico, che pone la realtà ultima in
una coscienza unica, universale, eterna, fondandosi spePER 852
cialmente su queste due argomentazioni: 1° esiste una stretta analogia
tra il modo di comportarsi delle idee nella mente individuale, ο la maniera
onde ciascuna mente si connette con le altre menti; 2* il rapporto conoscitivo
© pensativo por eni la mente è volta a questo o a quell'oggetto, è un rapporto
del tutto peculiare, che non si può identificare nd col rapporto causale nd con
quello di somiglianza, © che implica la presenza, sia pure latente,
dell'oggetto stesso nella coscienza. In
un senso più generale ancora dicesi personalismo, per opposizione a panteismo,
ogni dottrina che ammette Dio come persona. Cfr. Renouvier, Le personnalieme,
1903; Feuerbach, Das Wesen des Christenthume, 1841, p. 185; De Sarlo, I diritti
della metafisica, « Cult. filosofica », luglio 1912 (v. fenomenismo,
idealiemo). Personalità. T. Persönlichkeit; I. Personality; F. Personnalité. È
la coscienza della propria individualità distinta da qualunque altra, « La
personalità è V sutocoscienza, dice l’Herbart, nella quale l’io considera sè
stesso come uno © medesimo in tutti i suoi molteplici stati ». E il Wundt:
«Come I’ io è il volere interiore nella sua separazione da tutti gli altri
contenuti della coscienza, così la personalità è Vio che si risente con la
molteplicità di quei contenuti ο in tal modo si eleva al grado
dell’autocoscienza ». La personalità presuppone dunque la individualità, ed il
principio d’ individuazione è l'organismo. Infatti il senso organico è V
elomento fondamentale della personalità, la quale muta col mutare di quello:
così si spiegano i fenomeni patologici di sdoppiamento della personalità
fisica, in oui l’individuo crode d’avere due corpi, di cui uno cammina ©
l’altro sta fermo, uno è sano e l’altro è malato. A costituire la personalità
entrano anche i sentimenti e lo tendenze, cho hanno pure sede nell’ organismo ;
col mutarsi e V alterarsi di quelle si muta quindi e si altera anche la
personalità. L'identità della propria persona è data dalla 853 Per
continuità delle coscienze successive, dall’unificarsi dei ricordi in un’ unica
serie: Persona dicitur ens, quod memoriam sui conservat, hoc est, so esse idem
illud, quod ante in hoo vel isto fuit statu (Chr. Wolff). Se quindi le basi
organiche della memoria si alterano, può darsi che 1’ io passato scompaia dalla
memoria, e allora si hanno gli sdoppiamenti della coscienza, costituiti da due
io, da due persone distinte che s’alternano nello stesso organismo. Dicesi
appunto fenomeno delle personalità alternanti quello sdoppiamento della
personalità, nel quale all’ io primario si sostituisce un io secondario e
viceversa, in periodi successivi più ο meno durevoli; le due personalità che si
alternano sono del tntto separate rispetto alla memoria; la personalità 4 è
incapace di rievocare tutto ciò che è avvenuto durante il periodo in cui era
attiva la personalità B, ο viceversa; sono due personalità che s’ignorano
reciprocamente come se fossero separate da un diaframma impermeabile. Per personalità morale non s'intende soltanto
quella coscienza della propria individualità che ha per base 1’ organismo, ma
quella specialmente che deriva dalla propria capseità razionale, dalle qualità
che si sono acquistate con la forza del volere, che ci dànno il sentimento
della dignità nostra e ci fanno degli esseri superiori, autonomi, liberi. Il problema della personalità dirina è la
forma assunta nel pensiero contemporaneo dalla controversia tra teismo e
panteismo, Il teismo cristiano si regge essenzialmente sopra la credenza in un
Dio personale, © codesta personalità compete all’essere perfettissimo in quanto
essa rappresenta appunto la suprema perfezione; ma, d'altro canto, la
personalità è individuazione, e l'individuazione è limitazione nel tempo e
nello spazio; di più la persona è opposizione e relazione, in quanto è
coscienza del proprio io distinto da tutto ciò che è altro da lui e sussiste
come rapporto di vari stati ad un soggetto identico: come può dunque Dio essere
persona, se è eterno, infinito, atto puro PeR-PES 854
escludente ogni opposizione e relazione? Le soluzioni proposte dai
filosofi contemporanei sono varie, ma tutte oscillano tra il panteismo, il
teismo e l’agnosticismo. Cfr. Wundt, Ethic, 1892, p. 448; Hamilton, Lectures on
metaphysics, 1859, t. I, p. 166; Ribot, Les maladies de la personnalité, 1885;
P. Janet, Automatisme peyohologique, 1888 ; A. Binet, Les altérations de la
personnalité, 1892; Myers, The human personality, ; Morton Prince, The
dissociation of a personality, 1906; Dugas et Montier, La dépersonalisation,
1911; Hébert, Études sur la personnalité divine, « Rov. de métaphysique »,
giugno 1902 e marzo 1903; H. L. Mansel, The limits of religious thought, 1858,
p. 59 segg.; Mac Taggart, Studies in hegelian cosmology, 1901, p. 76 segg.;
Royce, Lo spirito della filosofia moderna, trad. it. , e The world and the
individual, 1904, t. I, p. 425 segg., II, p. 419 seggi; Bradley, Appearance and
reality, 1902, p. 135, 531 segg.; A. Chiappelli, La critica filosofica e il
concetto del Dio virente, « Riv. di filosofia », anno I, n. 4; C. Ranzoli,
L’agnostioiemo nella filosofia religiosa, 1912, cap. IV (v. dissooiazione,
temperamento). Persuasione, T. Ueberzeugung; I. Persuasion; F. Persuasion. Si
suole da alcuni distinguerla dalla certezza, perchè mentre questa è fondata su
motivi adeguati e conformi al vero, la persuasione può essere anche di cosa
falsa, oppure di cosa vera ma fondata su ragioni false. Dicesi naturale la
persuasione spontanea che ogni uomo ha dei principi supremi di ragione, e
riflessa quella che consiste nel riposo della intelligenza in un assenso dato
volontariamente ad uns proposizionPessimismo. T. Pessimismus ; I. Pessimism; F.
Pessimieme. Vocabolo usato la prima volta dal Coleridge per indicare « lo stato
peggiore », adottato poi nel 1819 e reso comune dallo Schopenhauer. Può essere,
come l'ottimismo a cui s'oppone, tanto naturale o intuitivo, quanto sistematico
o filosofico. Il primo è una semplice disposizione 855
Prs dovuta sia a cause organiche ed ereditarie sia ad una dolorosa esperienza
della vita a veder tutto nero nel mondo e nell'esistenza, a giudicare ogni cosa
per il suo lato triste. Il secondo è invece una dottrina la quale sostiene ©
dimostra che tutto è male nell’universo, e che noi viviamo nel peggiore dei
mondi possibili. Sebbene questa seconda forma di pessimismo tragga spesso
origine dalla prima, che è antica quanto l'umanità, e sebbene essa esista più o
meno latente nel fondo di ogni religione in quanto l'aspirazione verso
un'esistenza oltremondana è sempre accompagnata dal malcontento dell’esistenza
terrena tuttavia il pessimismo filosofico non data che dal secolo appena
scorso. Schopenhauer ne è il più grande maestro, come Leibnitz può dirai il
maestro dell’ottimiamo. Secondo Schopenhauer, l'essenza del mondo è la volontà,
la quale è stimolo di oggettivarsi, forza cieca ed incosciente; perciò il mondo
è pieno di mali; è il peggiore dei mondi possibili. L'uomo è in sus balla, ed
è, per conseguenza, infelice: la sua vita oscilla come un pendolo tra il dolore
e la noia. Nè egli può liberarsi dalla vita, perchè la vita è volontà essa
pure, cioè volontà di vivere: « Volere è essenzialmente soffrire, e poichè
vivere è volere, ogni vita è nella sua essenza dolore. Più l’essere è elevato,
più esso soffre... La vita dell’uomo non à che una lotta per I’ esistenza, con
la certezza d'esser vinto.... La vita è una caccia incessante nella quale, ora
cacciatori ora cacciati, gli esseri si disputano i brandelli d’un orribile
pasto; una specie di storia naturale del dolore che si riassume così: volere
senza motivo, soffrire sempre, sempre lottare, poi morire, e così di seguito
per i secoli dei secoli, tinchè questo nostro pianeta si frantumi in piccoli
frammenti ». Unico rimedio è che l’ uomo cerchi di negare questa volontà,
rintuzzando l'egoismo sul quale si fonda lo stimolo di continuare a vivere, ©
ciò potrà ottenere non già col suicidio, ma colla vita rigorosamente ascetica e
contemplativa, che conPer 856 durrà al lento suicidio della specie umana. I
discepoli di Schopenhauer trasformarono ο alterarono il suo sistema. Il
Banhsen, più esagerato del maestro, esclude che la volontà di vivere possa in
alenn modo negare sò stessa; la volontà, essendo essenzialmente cieca, non pud
sottomettersi all’idea, e all’nomo non rimane quindi alcuna possibilità di
liberazione. Invece per l’Hartmann l’ incosciente è nello stesso tempo volontà
e idea, cosicchè, quando col tempo dominerà l’idea, quando la volontà di vivere
si sottometterà alla logica, essa rinuncerà volontariamente a sò stessa, Si
avrà allora il suicidio cosmico, dopo il quale regnerà la pace del nulla. Ai
nostri giorni il problema del pessimismo e dell’ottimismo, che è essenzialmente
metafisico, non ha più ragione di esistere: il dolore e il piacere sono la
condizione stessa della vita, la quale non è nd tutto dolore nè tutto piacere.
D’ altro canto, se questo mondo fosse davvero il peggiore dei mondi possibili,
esso non potrebbe continuare ad esistere; ma esso continua ad esistere, e la
ragione che rende la vita possibile è, dice il Gnyau, la medesima che la rende
desiderabile. Cfr. Schopenhauer, Die Welt als Wille und Forstellung, ed.
Reclam, t. II, $ 162; E. Hartmann, Philosophie des Unbewussten, 1890; I.
Bahnsen, Der Widerspruch im Wissen und Wesen der Welt, 1880; Sully, Pessimiem,
1877; W. Thomson, Modern pessimism, 1878; G. Palante, Pessimieme et individualieme,
1913 (v. dolore, piacere, ottimismo, migliorismo, incosciente, sentimento).
Petizione di principio. Lat. Petitio prinoipii; T. I Ia.; F. Pétition de
principe. E il sofisma che Aristotelo designava con le frasi τὸ ἐξ ἀρχῆς,
ovvero τὸ ἐν ἀρχῇ altetoda:. Esso consiste nel prendere come principio di prova
la tesi stessa da provare. Aristotele ne distingue cinque specie: la prima, che
si nasconde sotto le sinonimie, si ha quando si assume come principio di prova
la tesi stessa da provare, sotto altra forma; la seconda si ha quando,
dovendosi dimostrare una tesi particolare, si ritiene dimostrata la tesi
generale che la comprende; la terza è l’inversa della pre cedente; la quarta
non è che la terza estesa a tutti i casi possibili; la quinta, che è la tipica,
consiste nel provare una proposizione mediante un’altra, la quale non può
essere a sua volta provata che mediante la prima. Aristotele stesso cadde in
quest’ultima forma di petizione di principio, quando volle provare che la terra
è il centro del mondo, partendo dalla premessa che la natura delle cose pesanti
è di cadere al centro del mondo. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 24, 41 b, 8;
Id., Τορ., VII, 19. Piacere. T. Vergnügen, Lust; I. Pleasure; F. Plaisir.
Essondo un dato immediato della coscienza, è in sò stesso indefinibile. Esso
rappresenta uno dei due poli del sentimento, il quale si manifesta sempre sotto
le due forme opposte del piacere e del dolore, collegate fra loro da un numero
indefinito di stati intermedi. A malgrado però di questa opposizione, alcune
volte i dolori intensi sono a0compagnati da un senso di piacere, dovnto alla
vivacità dello stato affettivo. In generale, il piacere è determinato dal
funzionamento normale dei differenti organi del nostro corpo, sia che
appartengano alla vita psichica che a quella vegetativa. La stessa eccitazione
che produce dolore se eccessiva, può produrre piacere se d’intensità moderata:
questo fu detto piacero positivo, 9 piacere negatiro quello che deriva dalla
cessazione del dolore. Il piacere è sempre accompagnato da aumento delle
funzioni vitali: celerità nella circolazione del sangue e nella respirazione,
abbondanza nella assimilazione delle sostanze nutritive, maggiore secrezione
delle glandole, vivacità di movimenti, ecc.; a ciò devesi forse il fatto, constatato
dalla psicometria, che il tempo di reazione delle sensazioni di piacere è
minore di quello delle sensazioni di dolore. Si distingne comunemente il
piacere fisico (ad es, quello che si prova gustando un cibo) dal morale (ad es.
quello che si prova ammirando Pia
858 un’opera d’arte). Però la
differonza tra I’ uno e l’altro non è di natura, in quanto entrambi implicano
un fatto fisico ο organico e un corrispondente fatto psichico, ma soltanto di
complessità, essendo il secondo associato ad un maggior numero di dati
rappresentativi o intellettuali. Per Aristippo il piacere, ἡδονή, #’accompagna
al movimento calmo dell'organismo, il dolore al movimento violento, l’
indifferenza al riposo; esso importa il sentimento della soddisfazione, che
deriva dall’appagamento del desiderio; la difforenza tra i piaceri non sta nel
loro oggetto, ma nella forza del sentimento di soddisfazione, forza che si
trova per lo più nel piacere sensuale, corporco, che si riferisce all’
immediato presente. Per Aristotelo il piacere è la conseguenza e il
completamento dell’ atto, il che spiega come esso sia fugace e cerchi la
novità; esso completa anche la vita degli uomini « i quali hanno dunque ragione
di amare il piacere, poichè per ciascuno d’ essi è il completamento di quella
vita alla quale sono sì fortemente attaccati ». Per Epicuro il vero piacere non
si trova « nelle gioie dell’amore o nel lusso e negli eccessi della buona
tavola, como hanno voluto insinuare alcuni ignoranti e i nemici della nostra
scuola », ma nella tranquillità dello spirito libero da agitazioni, e nella
quiete del corpo esente dal dolore:, aprile 1905; A. Lalande, Pragmatismo et
pragmatioisme, « Revue philosophique », febbr. 1906; L. Laberthonnière, Saggi
di filosofia religiosa, trad. it. 1907; A. Schinz, Anti-pragmatisme, 1909; R.
Berthelot, Le romantieme utilitaire, 1911; W. James, Lo pragmatismo, trad.
frane. 1911; E. Boutroux, William James, 1911; F. Masci, Intellettualiomo e
pragmatismo, in « Atti della R. Accademia di Scienze m. e pol. », Napoli. (v.
azione, attivismo, attualismo, antropocentrico, moralismo, umanismo).
Prammatico (πραγματικός = che si riferisco ad una azione). Ciò che si pratica
per lunga consuetudine; oppure che concerne l’azione, il successo, la vita, in
opposizione sia alla conoscenza astratta © speculativa, sia alla obbligazione
morale. Dicesi anche di una credenza che si accetta non perchè riconosciuta
vera, ma perchè ritenuta utile. In questo senso Kant chiama prammatioa una
storia « quando rende pradenti, ciod quando insegna al mondo d’ oggi come possa
aver cura dei propri interessi meglio o almeno tanto bene quanto il mondo
passato »; prammatici gli imperativi che consistono in consigli di prudenza
riferentisi al benessere, distinti dai tecnici ο regole d’abilità, e dai
pratici o comandi morali. Kant chiama ancora fede prammatica una credenza che
si aunmette accidentalmente come
883 Pra fondamento ai mezzi d’un
fine determinato, e fede pratica una credenza che si ammette perchè è postulata
dalla legge morale: il precetto d’aspirare al sommo bene è obbiettivo e la sua
possibilità obiettivamente fondata, ma la credenza nei postulati che ne
derivano (divinità, libertà, immortalità) è soggettiva, quindi una fede
puramente pratica della ragione che in sò non è il dovere, ma sorge prima del
sentimento morale e può quindi diventare incertezza, ma non mai degenerare in
inoredulità. Il Blondel chiama prammatica la scienza dell’azione, in quanto
questa costituisco un ordine di realtà sui generis, l’atto, il xp&ypa, nel
quale s’ uniscono l'iniziativa dell’ agente, il concorso che esso riceve, le
reazioni che subisce. Il Windelband chiama fattore prammatico della storia
della filosofia quello pro- dotto dalla necessità interiore dei pensieri ο
dalla logica delle cose, per cui nella storia stessa si ripetono non solo i
problemi capitali ma anche le principali correnti della loro soluzione e le
dottrino germogliano incessantemente luna dall'altra. Cfr. Kant, Grundlegung
sur Met. der Sitten, 2 Absoh.; Krit. d. reinen Fernunft, Transc. Met., sez.
III; Blondel, L’Action, 1893, p. 206; Hermann, Der pragmatische Zusammenhang in
der Geschichte der Philosophie, 1836; Windelband, Storia della filosofia, trad.
it. Zaniboni, vol. I, D. 14 segg. (v. azione, attiviemo, pragmatismo). Pratica
(πρᾶξις azione). T. Praktisch, Ausübung;
I. Practical, Praotice; F. Pratique. Come dice I’ etimologia, pratico non
significa altro che attivo; si oppone perciò tanto a teorico, che a
speculativo, i quali derivano entrambi da radici che significano mirare,
guardare, e indicano quel lavoro indagativo e osservativo della intelligenza,
che sono l'operazione propria della scienza e della filosofia. La pratica ha
per fine l’azione, quindi il bene; essa è prodotta dalla volontà ο costituisce
la materia dell’ etica. Già in Aristotele troviamo la distinzione della
filosofia in teoretica, pratica e poetica; il Wolff la distinse pure in
teoPra 884 retica e pratica, comprendendo sotto questa
la filosofia pratica generale, il diritto naturale, l'etica, la politica e
l'economia, e dandole per fine supremo il perfezionamento di sò stesso e degli
altri. In Kant la critica della ragion pratica ha per c6mpito di rispondere ai
due quesiti: che cosa io debbo fare? che cosa io posso sperare? Il primo
quesito è oggetto della analitica, il secondo della dialettica della ragion
pratica, Nell’analitica sono principî pratioi quei postulati, che contengono
una determinazione universale della volontà a cui sono subordinate regole
pratiche; essi sono soggettivi o massime, se la determinazione è riguardata dal
soggetto come obbligatoria per la volontà propria, oggettivi ο leggi pratiche
se è riconosciuta come obbligatoria per la volontà d’ogni essere ragionevole.
L’Hartmann pone come cémpito della filosofia pratica di portare a fini della
coscienza i fini dell'inconscio ; tali fini si riassumono tutti nella rinuncis
al volere, che porterà all’ annientamento dell’ universo. 11 Windelband chiama
problemi filosofici pratici quelli che hanno origine dall’ esame dell’ attività
umana rivolta ad uno scopo, problemi teorici tutti quelli che si riferiscono in
parte alla conoscenza della realtà, in parte allo studio della conoscenza; dei
pratici si ocoupano l’etica, la sociologia, l'estetica, la filosofig del
diritto, della storia e della religione. Comunemente, per sapienza pratica, o
filosofia pratica, o senso pratico della vita, 8” intende quella saggezza tutta
particolare che non si apprende studiando ma operando e riflettendo, che non
attinge alla sola ragione, ma al sentimento, alla fantasia e al raziocinio
insieme, che non è soltanto prudenza, ma, a volta a volta, prudenza ο coraggio,
ardire © cautela, temporeggiamento © decisione. In altre parole, savierza
pratica significa equilibrio, misura; essa dà quindi all’ imprevisto il posto
che gli compete nella preparazione del futuro, ma si comporta al tempo stesso
come se ogni cosa fosse esattamente prevedibile; sa quanto d’ inevitabile prema
sui destini umani, 885 PRE ma procede come se tutto dipendesse dai
decreti del nostro volere; riconosce tutta l’importanza che gli accidenti
esteriori hanno sulla nostra felicità, ma è ancora più convinte che ogni
avventura esterna si veste dei colori della nostra anima e che la pace
interiore, bene supremo, non dipende alla fin fine che da noi, Cfr. Aristotele,
Met., II, 1, 998 b, 98, VI, 1, 1025 b, 18; Chr. Wolff, Philosophia praotica
univerealie, 1738, $ 2; Kant, Krit. d. prakt. Vernunft, ed. Reclam, p. 15
segg.; Hartmann, Phil, dee Unbewussten, 1890, III, 748; Windelband, Storia
della filosofia, trad. it. Zaniboni, I, p. 25 segg.; C. Ranzoli, It caso nel
pensiero ο nella vita, 1913, p. 218 segg. (v. dottrina, dotore, imperativo,
prammatico). Precisione. T. Präcision, Bestimmthoit; I. Precision; F.
Précision. Iu senso generale, ciò che non lascia adito ad alcuna indecisione
del pensiero; si oppone a vago e si distingue da esatto, che equivale a vero
sia nell’ ordine logico che in quello obbiettivo. Con questo termine gli
scolastici designavano l'operazione logica della astrazione orizsontale ©
verticale, che consiste nel diminuire la comprensione di un concetto, di una
nozione, togliendo alcune note per ritenere soltento quella o quelle che si
vogliono cont derare. Precoce. T. Frühzeitig, Voreilig; I. Precocious; F.
Precoce. Dicesi tale un fenomeno, fisico, fisiologico, psichico o sociale, che
si manifesta prima del momento comune e normale, o anteriormente alla
previsione basata sul tempo d'azione delle cause. Gli zoologi chiamano la prole
degli uecelli precoce 0 inetta secondochè può o non può provvedere subito da sò
al proprio sostentamento, Gli psichiatri, col nome di demenza precoce designano
quelle forme, sia catatoniche, che ebefreniche e paranoidi di debolezza
mentale, che derivano da arresto di aviluppo psichico. Predestinazione. Lat.
Praedestinatio ; T. Pridestination; I. Predestination; F. Prédestination.
Dottrina teoloPRE 886 gica, secondo la quale ogni individuo è
destinato, in modo infallibile ed eternamente vero, ad essere salvato o
dannato. Si collega alla dottrina della prescienza divina. Come riferisce S.
Agostino, secondo i Pelagiani presoiebat Deus. qui futuri cosent sanoti et
immaculati per libera roluntatis arbitrium et ideo eos ante mundi
constitutionem in ipsa sua prascientia, qua tale futuros esse prascivit,
elegit. Leibnitz distingue la predestinazione dalla destinazione, in quanto .
Cfr. S. Tommaso, 8. theol., I, 2, qu. X, a. 3, e q. XIII, 6, ecc.; Boursier, De
l’action de Dieu aur les creatures, Dise. prélim., I, 8; Malebranche,
Réflerions sur la prémotion physique, 1715 (v. libero arbitrio). Predeterminismo.
T. Prädeterminismus; I. Predeterminism; F. Prédéterminisme. Dottrina teologica,
secondo la quale gli eventi sono considerati come risultanti dalla prescienza e
dalla onnipotenza divina. Si distingue dal determinismo perchd in questo, a
differenza di quello, la necessità è immanente agli stessi fenomeni. Però
secondo alcuni, ad es. il Renouvier, il determinismo ben compreso si identifica
col predeterminismo ed ha la sua vera espressione nell'equazione del mondo del
Léplace; data la ferrea necessità causale che lega i fenomeni del mondo, in
ogni momento della sua esistenza sono potenzialmente contenute tutte le sue
fasi successive, cosicchò una intelligenza infinita potrebbe agevolmente
calcolarle. Kant oppone il problema del
determinismo a quello del predeterminismo : il primo consiste nel domandare
come la volontà può essere libera, pur essendo determinata da una ragione
sufticiente interiore all'agente, il secondo nel ricercare in qual modo la
determinazione di ogni atto mediante ragioni anteriori e fatti che non sono più
in nostro potere, possa conciliarsi con la libertà, la quale esige che l’atto,
nel momento dell’azione, sia in potere del soggetto. Cfr. Ch. Renouvier,
Histoire et sol. des probl. métaph., 1*ed., p. 168-9; Kant, Religion inneralb
der Grenzen des blossen Vernunft, ed. Rosenkranz, parte I, p. 57 (v. equazione
del mondo, fataliamo, determinismo). Predicabile. Gr. Kazyyopospevov; T.
Praedicabile; I. Predicable; F. Prédicable. Tutto cid che ad un dato soggetta
può essere attribuito. Aristotele, oltre alle dieci categorie (praedicamenta),
diede anche una classificazione di cinque categorumeni (praedicabilia), che
sono i cinque PRE 888 universali, di cui i due primi, cioò il
genere e la specie Crévog e εἶδος) riguardano la estensione delle idee, gli
altri, cioè la differenza, il proprio e I’ accidente (διαφορά, Toy, συμβεβηκός)
riguardano la comprensione. Kant chiama
predioabili della ragion pura tutti i concetti a priori, ma derivati, che
possono essere ricavati dai predicamenti © categorie, come la forza, l’azione,
la passione, la presenza, la resistenza, l’origine, la distruzione, il
cangiamento. In un senso ancora più
lontano dal primitivo, Schopenhauer chiama praodioabilia a priori le
proposizioni generali che possono essere affermate 4 priori relativamente al
tempo, allo spazio, alla materia; esse sono diciassette per ciascuna di queste
tre categorie. La prima relativa al tempo è la seguente: non v’ha che un tempo
solo, e tutti i tempi diversi sono parti dello stesso; la seconda: tempi diversi
non sono contemporanei, ma successivi. Cfr. Aristotele, Top., I, cap. 4, 101 b,
17-25; Porfirio, Isagoge, 1; Kant, Krit, d. reinen Vern,, A 82, B 108;
Schopenhauer, Die Welt als W. u. Vorst., ed. Reclam, Ergänzungen z. ersten
Buch, cap. IV; Rosmini, Logica, 1853, § 413-418 (v. oatogorie, oategorumeni).
Predicato. T. Prädioat ; I. Predicate; F. Prédioat. Ogni ides che può essere
predicata, negata o affermata di un’altra. Logicamente ha lo stesso valore di
attributo, giacchè i latini tradussero il greco κατηγόρηµα ο κατηγοροὺµενον
tanto con praedicatum quanto con attributum ; ma mentre il predicato non ha che
un valore logico, determinato dal posto che esso occupa nella proposizione,
l’attributo è adoperato anche in un senso metafisico, per designare quelle
qualità d’una sostanza, senza le quali essa non potrebbe essere, mentre le
qualità accidentali diconsi modi. Preesistente. T. Prüeristent ; I.
Preeristent; F. Preszistent. Ciò che esisto anteriormente ad altra cosa.
Platone, ispirandosi allo dottrine teologiche dei misteri dionisiaci, estende
l’esistenza immortale dell’ anima oltre i due limiti 889 ©
Pre della vita terrena, nella preesistenza e nella postesistenza; nella prima è
da cercare la colpa per cui l’anima è ricacciata nel mondo sensibile, nella seconda
la sua sorte dipende dal grado con cui, nella vita terrena, si è resa libera
dalla cupidigia del senso e si è rivolta alla sua missione più elevata, alla
conoscenza delle idee. Anche secondo alcuni dei primi Padri della Chiesa, come
Tertulliano, Ireneo e Gregorio di Nissa, l’anima è preesistente al corpo; la
materia è pure preesistente alla divinità cosicchd queste non la crea ma la
organizza. Nella tilosofin gmostica gli coni non sono altro che spiriti
preesistenti, che giungono alla vita terrena dopo una serie di crescenti
degenerazioni. Cfr. Platone, Fedr., 246 vegg.; Id., Gorgia, 523 segg.; Id.,
Rep., 614 segg.; Id., Fedone, 107 segg.; 8. Ireneo, Adv. haer., V, 12, 2.
Preformasione dei germi. Dottrina ora abbandonata, secondo la quale ogni individuo
vivente conterrebbe attualmente preformati i germi di tutti i nuovi individui
che potranno sortire da lui. Codesti germi non sarebbero che individui
estremamente piccoli, ma già formati, cosicchè il loro svilupparsi non sarebbe
che un ingrandire. Ogni germe, per quanto piccolo, contiene avviluppati in sò
stesso altri germi ancor più piccoli, e questi altri più piccoli ancora e così
via via indefinitamente. Questa dottrina fu già sostenuta da Malpighi, Haller,
Bonnet. Nella sua Monadologia Leibnitz dice: « I corpi organici della natura
non sono mai prodotti de un caos o da una putrefazione, ma sempre da sementi,
in cui o'era senza dubbio qualche preformazione ». Oggi il preformismo è
sostenuto dal Weismann, nel senso però che gli organi e i caratteri ereditari
degli esseri viventi esistono nel germe allo stato di parti differenziate,
quantunque non simili agli organi e ai caratteri che produrranno. La dottrina
più accettata attualmente è quella dell’epigenesi, per cui si ammette che lo
sviluppo embrionale dell’ individuo consiste PRE © 890 in
una oatena di neoformazioni, che si presentano per gradi ο non preesistono già
formate nel germe. Cfr. C. Bonnet, Consideratione sur les corps organisés,
1776; Leibnitz, Monadologia, $ 74; C. S. Wolff, Theoria generationis. 1774; A.
Weismann, Das Keimplasma, eine neue Theorie d. Vererbung, 1894; Haeckel, I
problemi dell’ universo, trad. it. 1902, p. 81 (v. eredità, endogenesi,
germiplasma, pangenesi, perigonesi). Premessa. Gr. Πρότασις; Lat. Praemissa; T.
Prämisse, Vordersatz; I. Premise; F. Prémisse. Le due proposizioni del
sillogismo, che contengono il medio e da cui risulta la conclusione. Quella che
contiene il termine maggiore dicesi premessa maggiore, quella che contiene il
minore premessa minore. Circa il modo di cavare dalle premesse la conclusione
si hanno cinque regole: 13 non si conchiude da premesse negative, perchè posto
che nd il termine maggiore nè il minore convengono col medio, non si può
conchiudere nd che convengano tra loro nd che disconvengano; 2* non si
conchiude negativamente da premesse affermative, perchè in tal caso la
conclusione non deriverebbe, evidentemente, dalle premesse; 3° non si conchiude
da premesse particolari, perchè il sillogismo consiste invece nel procedere
dall’ universale ; 4* la conclusione segue sempre In parte più debole delle
premesse, intendendosi per debole la proposizione negativa rispetto all’
affermativa, ο la particolare rispetto all’ universale; 5* non si conchinde da
premesse delle queli la maggiore sia particolare e la minore negativa; tale
regola si basa essenzialmente sulle precedenti. Cfr. Rosmini, Logica, 1853, $
545 segg.; Masci, Logica, 1899, p. 241 segg. (v. figura, modo, sillogiemo,
termini). Presciensa. T. Vorherwissen; I. Foreknowledge; F. Prescience. Uno degli
attributi della natura divina. Esso si basa sul principio dell’ assoluta
perfezione di Dio. Se Dio è perfetto, deve essere intelligente; alla sua
intelligenza nulla deve essere nascosto, nè il prosente, nd il passato, 891
Pre nd l'avvenire. La prescienza di Dio deve essere sicura, perchè se
fosse incerta potrebbe farlo cadere nell'errore, e ciò è incompatibile colla
sua perfezione; e deve essere immediata, perchè se fosse ottenuta per mezzo di
ragionamenti o di intermediari, bisognerebbo supporre che egli, almeno per un
istante, ignorasse l'avvenire, non fosse presciente, cioè fosse imperfetto. La
prescienza divina non è infatti una previsione ma una visione : da tutta
l'eternità Dio contempla tutto ciò che dovrà accadere in tutto il tempo
avvenire. La sua prescieuza è dunque una omniscienza, che abbraccia tutte le
verità simultaneamente, e, insieme al presente, al passato, all’ avvenire,
anche ciò che non fu e non sarà mai; donde la distinzione, ammessa da tutti i
teologi, tra la scienza della visione, nella quale si comprendono i futuri
contingenti, e la scienza di pura intelligenza, che si riferisce agli esseri
che non verranno mai all'esistenza. Cfr. S. Agostino, Ootoginta trium quest.,
q. 24; S. Bonaventura, Opera omnia, t. I, p. 800 segi Tommaso, Summa theol., I,
qu. XIV, art. 5, 6; Id., C. Gentes, I, dist. 38, qu. I, art. 5, e spec. Quaest.
de acientia Dei, art. 12. Presentazione. T. Präsentation, Forstellung ; I.
Presentation; F. Présentation. Per opposizione a rappresentazione alcuni
psicologi adoperano questo termine a designare tutti quegli stati di coscienza
in cui un dato oggetto è presentato allo spirito; quando lo stesso oggetto si
presenta di nuovo, si ha una ripresentasione o rappresentazione. In tal senso V
Hamilton denominava presentazionismo reale la dottrina, propria del Locke e
della scuola scozzese, secondo la quale le qualità primarie delle cose, ad es.
la resistenza e la forma, sono immediatamente da noi percepite, quindi sono
realmente nei corpi quali noi le percepiamo. Sull’utilità del vocabolo
presentazione, come opposto di rappresentazione, si è molto discusso; secondo
il Bergson la parola rappresentazione è equivoca e, in base alla sua
etimologia, non dovrebbe mai designare un oggetto intellettuale presentato
PRE-PRI 892 allo spirito per la prima volta: «
Bisognerebbe riserbarla alle idee o alle imagini che recano |’ impronta di un
lavoro anteriore effettuato dallo spirito. In tal caso si potrebbe introdurre
il vocabolo presentazione (ugualmente impiegato dalla psicologia inglese) per
designare in generale tuttociò che è puramente e semplicemente presentato all’
intelligenza ». Anche il Claparède crede all’ opportunità ‘di distinguere in
tal modo gli stati psichici a seconda che il loro contenuto è attuale ο
imaginatico. Si può osservare però che coi vocaboli sensazione 0 percezione si
indica abbastanza chiaramente l’attualità dei fatti psichici. Cfr. W. Hamilton,
Dissertations on Reid, 1860, p. 825; J. 8. Mill, An exam. of sir Hamilton'e
philosophy, 3° ed. 1867, cap. LIL; J. Ward, Psychology, Eneycl. Britannica, 1°
sez.; Bergson, Bulletin de la soc. frang. de phil., giugno 1901, p. 102; Ed.
Claparède, Ibid., giugno 1913, p. 213; Lachelier, Ibid., p. 214. Presentimento.
T. {knung, Vorempfindung; I. Presentiment; F. Pressontiment. La previsione
oscura di un avvenimento che può accadere; non è quindi da confondersi con la
previsione scientifica, che è sicura in quanto è fondata sulla costanza ο
l'uniformità delle leggi naturali. Il Leibnits intendeva per presentimento la
facoltà di prevedere ragionando degli avvenimenti; tale facoltà proveniva,
secondo lui, dal possedere lo spirito umano la rappresentazione di tutte le
cose dell’universo, e quindi la possibilità di trarre dal proprio fondo delle
verità sia astratte che concrete. Secondo Fries ο Jacobi il presentimento
(Ahnung) è «la convinzione fondata sul solo sentimento, senza concetti
determinati » a cui corrisponde la credenza nel divino. Cfr. Fries, System der
Logik, 1837, p. 423 segg. (v. percezione). Presenza v. Tarole di Bacone.
Prestabilita (armonia) v. Armonia. Primario. T. Erst, Elementar ; I. Primary;
F. Primaire. In un sistema di classificazione per ordine di generalità 893
Pri diconsi divisioni primarie sia le divisioni che hanno l’estensione
maggiore, sia le divisioni che hanno l'estensione minore. Dicesi formazione primaria, sia nell’ordine
psicologico che in quello fisico, ciò che è più antico, ο ciò che è composto
del minor numero di elementi. Si dicono primarie o originali quelle qualità dei
corpi senza di cui i corpi stessi non possono essere concepiti: tali |’
estensione, la figura, la resistenza. Secondarie invece quelle che si possono
sopprimere senza sopprimere al tempo stesso la nozione della cosa: il colore,
il sapore, l’odore, il suono, ecc. Delle qualità primarie le nostre sensazioni
sono, secondo il Locke, copie fedeli di cui le cose sono gli originali: le
qualità secondarie sono invece affatto relative. Il Berkeley invece ridnce le
qualità primarie alle secondarie, dimostrando che quelle non sono meno relative
di queste, entrambe derivando dai sensi ¢ risolvendosi tutto in stati del
nostro spirito: « La volta rilucente del cielo, 1’ ornamento della terra, in
una parola tutti i corpi che compongono questo mondo, non esistono che in uno
spirito che li percepisce; essi non hanno altra esistenza che la possibilità
d'essere percepiti; quindi tutte le idee esistono attualmente in me o in
qualche altro rpirito creato, 0, se non vi esistono, non esistono affatto o
esistono nello spirito divino ». Cfr. Locke, Ess., II, cap. 8, $ 8-15;
Berkeley, Principl., I, VIII, XI (v. attributo, essenza). Primitivo. T. Ur...
Grund...; I. Primitive; F. Primitif. Si oppone tanto a secondario che a
derirato, e dicesi di ciò che sta all’origine di una serie di fatti, o che in
ana cosa ha il primo luogo, ο che si ottiene per primo. Dicesi senso primitivo
quello del tatto, perchè esso precede nella specie tutti gli altri sensi, i
quali si considerano come semplici differonziamenti subiti nel corso della
evoluzione biologica dalla sensibilità tattile, per effetto della varia natura
ο del vario modo di agire degli stimoli esterni. Il Rosmini chiama giudizi
primitiri quelli dati solamente dal senso e PRI
894 anteriori alla formazione del
concetto; si dicono primitivi appunto perchè sono i primi che noi facciamo
sulle cose, e mediante i quali delle cose stesse formiamo i concetti. Egli
chiama poi sintesi primitiva l’attività spiritnalo onde il senso fondamentale
unisce la sensibilità ο l’ intelletto e ne vede il rapporto; questa attività
non è altro che la ragione, sesi considera più generalmente l’attività nascente
dall’unità intima del sentimento fondamentale, in quanto cioò l'Io è atto a
vedere i rapporti in generale: quindi la sintesi primitiva è la prima funzione
della ragione. Cfr. Rosmini, Logioa, , $ 212 segg.; Id., Psicologia, 1848, t.
II, § 452 segg. Primo o primum. T. Eret; I. First, Early; F. Premier. È tutto
ciò che non ammette alcun antecedente. Però il primo può essere anche relativo,
cioè un primo eupposto : ad es. il primo costitativo nella biologia è la
molecola οοstituente le cellule; nella fisica è I’ atomo, costituente le
molecole; nella chimica la monade eterea, componente dell’atomo stesso; e
questo primo della chimica è tale soltanto perchè esso è l’ultimo indistinto
del quale non occorre sapere in qual modo sussista, come il biologo si arresta
alla molecola organica, non occorrendogli indagarne la costituzione. Si
distingue poi il primo logico dal primo eronologioo : quello riguarda 1’ ordine
del tempo, questo l’ordine della relazione di principio a conseguenza; ad es.
nel penso dunque esisto di Cartesio, il penso è il primo logico Pesisto il
primo cronologico. Dicesi primo noto
quella nozione prima, dalla quale si deducono tutte le altre idee ο
principi. Nel linguaggio
aristotelico-tomistico primum e pris differiscono, in quanto quello si dice per
privazione di antecedente, questo per confronto a posterius; dicesi poi primum
alterans il primo cielo, il cui moto era ritenuto come principio di alterazione
© di corruzione degli enti terrestri, e primum mobile il primo cielo in quanto
per mezzo degli altri cieli dava moto ai corpi celesti. Primo motore (πρῶτον
κινοῦν) chiama Aristotele la divinità, causa
895 Pri iniziale immobile del
movimento; la materia, il puro possibile, è ciò che è mosso senza muovere,
mentre Dio, il puro reale, è ciò che soltanto muove senza esser mosso e senza
divenire: tra i due termini v'è tutta la serie delle cose, che subiscono o
suscitano il movimento, e il oui insieme Aristotele chiama natura. Nell’ ontologismo ai distingue il primo
psicologico che è quella qualsiasi nozione, prodotto della intelligenza, dalla
quale ogni altra deriva, dal primo ontologico, che è l’essere in sò stesso come
distinto ed opposto alle intelligenze, e il primo ideologico che è il medesimo
essere assoluto in quanto è oggetto della intelligenza umana. Nell’ innatismo o razionalismo si distinguono
i primi universali, che il nostro spirito porta con sè stesso, © che sono
quindi anteriori ad ogni esperienza, dagli ultimi universali, o principi
scientifici, i quali risultano dall’esperienza sensibile ο si formano appunto
da ciò che nell’ esperienza vi è di costante e di comune. Filosofia prima (φιλοσοφία πρώτη) chiama
Aristotele la ricerca della realtà prima e dell’ essenza immutabile delle cose;
essa poi fu detta metafisica. Causa
prima (causa sui, causa causarum, 900.) dicesi quella che non è l’effetto d'una
causa antecedente e dalla quale procedono le altre cause, dette perciò
seconde. Verità prime, primi prinoipî,
nozioni prime, ecc., sono quelle che non sono ricavate deduttivamente da
altre. Diconsi qualità prime della cosa
quelle senza di cui la cosa non potrebbe concepirei. Principio. Gr.'Apx#; Lat.
Principium ; T. Grund, Grundsatz; I. Principle; F. Principe. Ha tre significati
fondamentali, uno logico, uno normativo, l’altro metafisico ο obbiettivo. Nel
primo indica una proposizione generale dalla quale derivano e alla quale si
subordinano altre proposi zioni secondarie. Nel secondo designa una massima o
regola d’azione, chiaramente presentata allo spirito ed enunciata mediante una
formala; a seconda del loro contenuto, si hanno principi morali, religiosi,
artistici, politici, ecc. Nel terzo indica una realtà dalla quale dipendono ο
derivano altre realtà: in questo senso gli atomisti chismavano principia gli
atomi, i teologi chiamano Dio principio del mondo, e gli psicologi l’anima
principio dei fatti psichici. Una dottrina scientifica può essere allo stesso
tempo un principio logico, un'ipotesi e una legge. Così la conservazione della
materia e dell'energia è un principio, perchè in base ad esso noi cerchiamo
degli equivalenti ad ogni quanti di materia e d'energia che sembra nascere o
sparire; una ipotesi, perchè non è stato sperimentato e non potrà mai esser
sperimentato su tutti i corpi e su tutte le energie della natura; una legge,
per il gran numero di corpi e di energie riguardo a cui fu sperimentalmente
constatato. Diconsi principt logici ο
principî supremi di ragione, il principio d'identità, À è 4; il principio di
contradizione, 4 non è non-4; il principio del mezzo o terzo escluso, 4 è ο non
è B; il principio di ragion sufficiente, per cui nessuna verità esiste che non
sia giustificabile. Il principio di
individuazione è il fondamento della individualità, per cui essa è quello che
è; il principio degli indiscernibili è quello per cui due cose, per esser due,
debbono avere qualche differenza di qualità; il principio di causalità, per cui
nulla vi ha senza causa; il principio di finalità, per cui ogni essere ha un
fine. Il principio della minima azione,
o del minimo mezzo, 0 di economia, o principio di semplicità, fa formulato in
modi diversi; così per Galileo « la natura non opera con molte cose quello che
può operar con poche »; per Voltaire «la natura agisce sempre per le vie più
corte »; per Maupertuis « quando nella natura avviene un mutamento, la quantità
di azione necessaria a produrlo è la più piccola possibile ». Nel linguaggio aristotelico-tomistico diconsi
prinoipia generationis quelli di cui tutte le cose sono fatte, mentre essi
stessi non sono fatti da altri, e sono la materia, la forma, la privazione;
principia compositionis ο della cosa generata, quelli dalla cui permanenza vien
generato il corpo naturale; principia metaphysica quelli da cui si intende
composta metafisicamente ed intellettualmente la cosa; prinoipia in habitu
quelli che regolano i sillogismi senza che ne faccian parte, ad es. le coke che
convengono ad una terza convengono tra di loro. Dicesi ancora principium quod
la persona ο il supposito oui si attribuisce V operazione, o la denominazione
dell’ operante (ls persona di Tizio è il prinsipium quod delle sue volizioni);
princi pium quo ciò onde viene elicita immediatamente l’azione (la volontà di
Tizio è il principium quo delle sue volizioni). Cfr. Goclenio, Lerioon phil.,
1613, p. 870; Chr. Wolf, Philos. prima sive ontologia, , $ 866-876; Kant, Krit,
4. reinen Vern., ed. Reclam, p. 265 segg. Privativo (termine). T. Privato; I.
Privative; F. Privatif. La privazione è, secondo Aristotele, una causa negativa
che agisce per la sna stessa assenza, Quindi il termine privativo si distingue
dal positivo e dal negativo, in quanto è l’una e l’altra cosa nello stesso
tempo; è detto privativo perchè limito, nega una qualità ο un attributo di cui
il soggetto fu possessore, ο di cui è naturalmente capace; ad es. analfabeta,
cieco, anormale, ecc. Cfr. Mill, Syetom of logio, 1865, 1. I, cap. II, $ 6 (v.
negativo, negazione). Privazione. T. Mangel; I. Privation, Want; F. Privation.
E una qualità che consiste nella’ mancanza di una qualità positiva, ed agisce
come una causa negativa per la sua stessa mancanza : cieco, mortale, povero,
ecc. Così il Wolff la definisce: defeotus aliouiue realitatie, quae esse
poterat. Secondo Aristotele la materia è, sotto un certo rapporto, la
privazione; ad es. l’uomo sarà musicista, ma non è autor tale; in questo
momento è il non musicista; il non-musicista non è una materia senza forma,
poichò è già un uomo, ma è una materia ancora privata della sua qualità;
codesta materia è dunque la privazione della qualità di musicista. Anche il
Leibnitz usò questo vocabolo 57 RaszoLI,
Dizion, di acienze filosofiche. Pro
898 ma nel senso di limitazione,
imperfesione. Cfr. Aristotele, Metaph., X, 4, 1055 b; Chr. Wolff, Ontologia,
1736, $ 273. Nella morale il PROBABILISMO – H. P. GRICE, PROBABILITY,
CREDIBILITY, DESIRABILITY -- à quella dottrina casuistica, secondo la quale per
non cadere in colpa basta agire conformemente ad una opinione approtata, ossia
che ha dei partigiani rispettabili e non è contraria all’autorita. Nella gnoseologia il probabilismo è una
dottrina che sta di mezzo tra il dogmatismo e lo scetticismo. Questo nega la
possibilità di ogni conoscenza, quello invece unifica verità e certezza,
considerando la prima come una proprietà intrin* seca delle cose e la seconda
come un prodotto della verità sullo spirito. Il probabilismo, sia antico che
moderno, crede possibile il possesso della verità, ma non di quella assoluta
bensì della verità probabile, che è in noi e per noi, della verità che nasce
dell’ accordo durevole delle nostre rappresentazioni tra di loro e con quelle
degli altri. I probabilisti sostengono che il valore di questa verità
dipendente da noi è superiore a quello della verità in 88 © per sè, poichè le
cose che da noi dipendono valgono più di quelle che non dipendono, Nella
filosofia antica la teoria del probabilismo fu sviluppata specialmente da
Carneade, che distinse tre gradi della probabiltà: il grado più basso è quello
che conviene all’ idea singola, che non si trova in nessi più larghi; un grado
più alto sppartiene all’ idea che si può unire con altre, con cui si trova in
connessione; il terzo grado è raggiunto dove un intero sistema di idee in tal
modo connesse è riscontrato nella sua perfetta armonia e nella sua conferma
sperimentale. Nella filosofia moderna il probabilismo ricompare, con tinte più
o meno scettiche, prima nel Montaigne, poi in Hume, infine nel Cournot. Cfr.
Mentré, Cournot et la renaissance du probabilieme au XXe sidole, 1908 (π. oritioiemo,
prammatismo, nominaliemo). Probabilità. T. Wahrsoheinlichkeit, Probabilità; I.
Probability; F. Probabilité. La certezza che una cosa si avveri 899
Pro è data dal suo avverarsi sempre, quando si avverino determinate
circostanze; la probabilità invece è data dal suo avverarsi non sempre ma
qualche volta. Questa dicesi probabilità qualitativa ο filosofica, per
distinguerla dalla quantitativa ο matematica, che si fonda sul numero dei casi;
si chiama anche soggettiva ο psicologica, in quanto è l’espressione di un
atteggiamento del pensiero e dell’azione, che appartiene allo stesso dominio
del dubbio, dell’ esitazione, dell'incertezza, In essa si possono distinguere
due gradi: il primo, che chiameremo probabilità volgare, è la semplice fiducia
nel verificarsi di un avvenimento, fiducia basata sa pure impressioni e perciò
indimostrabile; la seconda, che chiameremo probabilità scientifica, è
ugualmente soggettiva ma possiede un maggior fondamento razionale. Esempio dei
due gradi, il giudizio che un profano e nn medico possono esprimere sulla
probabilità che un ammalato guarisca. Matematicamente la probabilità è espressa
da una frazione, che ha per numeratore il numero dei casi favorevoli, per
denominatore il numero dei casi possibili; ciò costituisce il calcolo delle
probabilità ο teoria dei rischi Ware conieotandi degli antichi) che si applica
tanto alle questioni di pura possibilità, che sono di natura oggettiva, quanto
a quelle di probabilità, che dipendono dal non conoscere tutte le circostanze
del fatto supposto. Nella frazione che esprime la probabilità, quanto maggiore
è il denominatore rispetto al numeratore, tanto maggiore è la probabilità ; se
il denominatore è zero si ha la certezza; so è zero il numeratore si ha
l'impossibilità. Il calcolo delle probabilità non pnò essere applicato alla
probabilità filosofica, poichè essa non riguarda la quantità ma la qualità, non
il numero ma il valore dei casi. Si distingue infine la probabilità atatietica,
che sta di mezzo tra la probabilità filosofica © la probabilità matematico ;
essa è il rapporto del numero dei casi avvenuti in passato con quelli che per
estrema ipotesi avrebbero potuto verificarsi, rapporto supPro 900
posto costante e applicabile ai casi futuri; è quindi probabilità
matematica, in quanto fondata sul rapporto dei casi reali © possibili;
probabilità filosofica perchè implica la supposizione (soggettiva) che detto
rapporto si conservera invariato nel futuro, © che i singoli casi siano
possibili in ugual grado mentre in realtà non lo sono. Cfr. Moivre, Doctrine of
chances, 1718; Cournot, Essai sur les fondements de nos connaissances, 1851, $
31; Id., Exposition de la théorie dee chances et des probabilités, 1843;
Bertrand, Caloul des probabilités, 1907; Borel, Élémonts de la thdorie des
probabilités, 1909; H. Poincaré, Calcul des probabilités, 1912. Problema (xp6
avanti; βάλλω =lanoio). T. Problem ; 1. Problem; F. Problème. Significa
originariamente una incognita da determinare, la quale, benchè si trovi
connessa dal rapporto di principio e di conseguenza con uns conoscenza
posseduta, difficilmente si può decifrare; si contrappone quindi a teorema, che
è il risultato chiaro e provato di una dimostrazione. In senso largo, il
problema è la necessità nella quale trovasi il nostro pensiero di spiegare un
fatto qualsiasi, realo o supposto. Se il fatto che si deve spiegare è reale, il
problema dicesi assoluto, in quanto esiste indipendentemento dall’ analisi, che
può risolverlo o non. Se il fatto è supposto, il problema dicesi ipotetico, in
quanto la sua validità dipende dall’analisi che è necessaria per risolverlo.
Alcuni dei problemi assoluti possono essere anche antitetioi, quando cioè
esiste opposizione tra ragionamento e ragionamento, o tra effetto e causa. L’Avenarius considera il problema come il
segno d’un rapporto di tensione, d’una « differenza vitale » tra V individuo e
l’ambiente, determinate dalla sproporzione che esiste tra l’ energia
dell'individuo ο quella richiesta dalle eccitazioni dell’ ambiente. Se 1’
eccitazione (R) ο la energia (E) sono assolutamente corrispondenti (R = E) si
ha il massimo vitale di conservazione, l'individuo si sente a proprio agio e
pieno di fiducia nelle proprie percezioni
901 Pro © rappresentazioni. Se
invece, per variazioni dell'ambiente, si produce la situazione R> E, allora
appare un problema e l’individno trova delle divergenze, delle eccezioni e
delle contraddizioni nel dato, che gli danno I’ impressione d’essere straniero
nel mondo; ogni vero problema è una nostalgia, che fa tendere tutti i nostri
sforzi a togliere codesta impressione. Inversamente, se si produce la
situazione E> R, un problema appare per là ragione contraria: in questo caso
esiste dell’energia che non è impiegata e che, divenuta libera, esplode in
direzioni insolite, non determinate dal dato; si hanno allora le epoche
d’emancipasione, d’effervescenza, d’idealinmo pratico. Dicesi problema di Molyneux quello esposto
dal Leibnits nei Nouv. Essais (1. II, cup. IX, $ 8): « Supponete un cieco dalla
nascita, che sia ora uomo maturo, al quale siasi insegnato a distinguere col
tatto un tubo da una sfera dello stesso metallo e circa delle stesse
dimensioni... Supponete che codesto cieco venga a godere della vista. Si
domanda se, vedendoli senza toccarli, potrebbe distinguerli ο dire qual sia il
cubo e quale la sfera ». Cfr. R. Avenarius, Kritik der reinen Erfahrung,
1888-90; Id., Die menschliche Weltbegriff, 1891; B. Varisco, I massimi
problomi, 1909; Masci, Logioa, 1899, p. 451 segg. (v. economica teoria,
empiriocriticismo). Problematico (giudisio). T. Problematisch; I. Problematic;
F. Problématique. Nel linguaggio comune problematico equivale a incerto,
dubbio, affermato senza prove sufficienti e tale quindi che deve considerarsi
come rimanente in questione. Nella logica
dicesi problematico il giudizio che esprime la possibilità, cioè la
concepibilità dei contradditori per la mancanza di ragione di decidere quale
sia vero. Può essere affermativo e negativo; nel primo enso la sua formula è: 4
può esser B; nel secondo: A può non esser B. Il giudizio problematico negativo
nega infatti la necessità; la possibilità della affermazione è invece negata
Pro 902
dal giudizio apodittico negativo, la cui formala è: 4 non può esser B.
Nella classificazione kantiana i giudizi problematici appartengono, insieme
cogli assertori, 0 della realtà, © gli apodittici, o della necessità, alla
categoria della modalità. Nella
metafisica dicesi problematica quella forma di realismo, che partendo da un
dualismo realistico di soggetto e oggetto, pone tuttavia quest’ ultimo come incerto:
«noi siamo uniformemente certi, dice ad es. il Wenn, dell'esistenza dell'idea ο
del concetto nei nostri spiriti, e uniformemente incerti (da un punto di vista
logico) che un fenomeno vi corrisponda ». Alcune volte dicesi problematico
anche il realismo che meglio si direbbe ipotetico, e che lo Spencer definisce
«come la dottrina secondo la quale la realtà dell’oggetto non può essere
affermata come un fatto, ma deve essere accettata come un'ipotesi necessaria ».
A questo tipo appartiene ad es, la dottrina delV Hodgson, per il quale la
materia, pur non essendo per noi che un complesso di percezioni obbiettivate,
presuppone tuttavia una condizione reale, senza di cui le sensazioni non
esisterebbero, e una condizione dell’ esistenza della materia, cioè Dio, la cui
natura può essere inforita mediante la ragion pratica dalla coscienza. Cfr.
Kant, Krit. der reinen Vernunft, A 75-76; B 100-101; Wenn, Symbolic logic, 2*
ed. 1894, p. 150; Spencer, Principles of prychology, 3* ed. 1881, t. II, § 473;
Hodgson, The metaphysio of experience, 1898, t. I, p. 296; F. De Sarlo, La
metafisica dell esperienza dell’ Hodgson, 1900. Processo. T. Prozess; I.
Process; F. Processus. Una conentenazione o serie di fenomeni successivi, che
presenta caratteristiche particolari e determinate. Dicesi anche processo la
serie dei mezzi che si mettono in opera per arrivare al conseguimento di un
fino; quando il fine è la scoperta del vero scientifico, il processo è quasi la
stessa cosa del metodo; no differisce solo in quanto le specie del processo si
desumono dalla diversità del mezzo, quelle de
908 Pro metodo dalla diversità
del fine. Perciò il processo è subordinato e relativo al metodo. Nella metatisica alessandrina il processo o
processione è 1’ atto eterno con cui Dio produce il mondo, e l’atto pure eterno
con oui l’Uno produce il Noo e questo } anima,
Nel linguaggio scolastico dicesi processus resolutions quello per cui si
dimostra la causa dall'effetto, processus oompositivus l'inverso; l’espressione
esprime la natura dell’ operazione mentale, che nel primo caso consiste nel
risolvere la causa nell’effetto, nel secondo nel comporre l’effetto con la
causa, Progresso. T. Fortschritt; I. Progress; F. Progrès. Si usa generalmente
come sinonimo di evoluzione, e designa quindi un processo di differenziazione e
specificazione. Alcuni però lo adoperano soltanto per opporlo 8 regresso ο
regressione, che è il processo inverso, ossia il ritorno di un organo, di un
individuo, di una specie, di una società ad uno stato anteriore, meno differenziato
© meno specificato. Peroiò la regressione in un organo o in un individuo è un
fenomeno degenerativo d’atavismo. Il progresso, inteso come lo svolgersi di un
processo di perfezionamento, può essere sia meccanico, sia intellettuale, sia
sociale o civile; e, in ciascuna di queste forme, può esser concepito come
possibile ο impossibile, reale o spparente, continuo o per fasi, limitato o
illimitato. Per Ruggero Bacone, ed es., il progresso del sapere umano è non
solo innegabile, ma indefinito: « L’ avvenire saprà ciò che noi ignoriamo, e si
meraviglierà che noi abbiamo ignorato ciò che esso sa. Nulla è finito nelle
invenzioni umane, e nessuno ha l’ultima parola. Più gli uomini sono di recente
venuti nel mondo, più estese sono le loro cognizioni, perchè, ultimi eredi
delle età passate, entrano in possesso di tutti i beni che il lavoro dei secoli
aveva per essi accumulato ». Anche secondo il Leibnitz non esistono limiti nel
miglioramento progressivo dell’universo spirituale, perohè, sebbene la
perfezione sia stata raggiunta in alcuni suoi elementi, nelPro 904
l'abisso delle cose restano sempre delle parti addormentate che devono
risvegliarsi e svilupparsi: « È così che una parte del nostro globo riceve oggi
una cultura che sumenterà di giorno in giorno. E per quanto sia vero, che
talvolta certe parti ritornano selvagge ο si rovesciano e si deprimono, tale
rovesciamento e depressione concorrono a qualche fine più grande, cosicchè noi profittiamo
in certa guisa del danno medesimo ». Il Turgot contrappone la stabilità della
natura al progresso incessante dell’ umanità : «1 fenomeni della natura,
soggetti a leggi costanti, sono chiusi in un ciroolo di rivoluzioni sempre
uguali. Tutto rinasce, tutto perisce, e in queste generazioni successive, onde
i vegetali e gli animali si riproducono, il tempo non fa che ricondurre ad ogni
istante 1’ imagine di ciò che ha fatto sparire. La successione degli nomini, al
contrario, offre di secolo in secolo uno spettacolo sempre diverso. La ragione,
le passioni, la libertà producono senza posa nuovi eventi. Tutte le età sono
incatenate da una suocessione di cause e d’ effetti che legano lo stato del
mondo a tutti quelli che ’hanno preceduto. I segni moltiplioati del linguaggio
o della scrittura, dando agli uomini i mezzi d’assicurarai il possesso delle
loro idee e di comunicarle agli altri, hanno formato di tutte le conoscenze
particolari un tesoro comune, che una generazione trasmette all'altra, come un’
eredità sempre accresciuta delle scoperte di ogni secolo; © il genere umano, considerato
dalla sua origine, appare agli occhi del filosofo un tutto immenso, che ha, al
pari d’ ogni individuo, la sua infanzia ο il suo progresso >. 11 Condorcet
considera il progresso sociale e morale delV umanità come svolgentesi
specialmente intorno a questi tre punti : Ja distruzione dell’ ineguaglianza
tra le nazioni, il progresso dell’eguaglianza in un medesimo popolo, infine il
perfezionamento reale dell’uomo; quest’ ultimo sarà determinato « sia dalle
nuove scoperte nelle scienze © nelle arti, e, per necessaria conseguenza, nei
mezzi di benessore 905 Pro particolare e di prosperità comune, sia
dal progresso nei principî di condotta ο di morale pratica, sia infine dal
reale perfezionarsi delle facoltà intellettuali, morali ο fisiche, che pnd
essere ugualmente la conseguenza del perfe zionarsi degli stromenti che
aumentano l'intensità di codeste facoltà o ne dirigono l’impiego, ο del
perfezionarsi dell’ organizzazione naturale dell’ uomo ». Kant deduce la legge
storica del progresso nmano dall’ ipotesi del determinismo; in qualunque modo
si concepisca il libero arbitrio, è innegabile che le azioni umane sono
determinate dalle leggi universali della natura, al pari d’ogni altro fenomeno
naturale, 9 che si può, in certo modo, considerare la storia della razza umana
come il compimento d’un piano nascosto della natura, tendente a produrre uno
stato umano perfetto, così interiormente come esteriormente: « Come la specie
umana è in continuo progresso quanto alla cultura,. che è il fine naturale
dell’ umanità, ‘così deve essere in progresso verso il bene quanto al fine
morale della sua esistenza, © se questo progresso talvolta può subire
interruzioni, non può esser mai interamente arrestato ». Fichte ha tanta
fiducia nel progresso civile ο morale dell’ umanità, da profetare un giorno in
cui persino il pensiero del male si cancellerà dalla mente degli uomini, ©
tutte le potenze della loro anima graviteranno verso il bene: « Il momento
giungerà in cui il malvagio, nella sua patria, in paese straniero, sn tutta la
superficie della terra, non troverà a chi nuocere impunemente, e si troverà
quindi spogliato della libertà e della stessa volontà di fare il male; poichè
non possiamo supporre che continuerà a amare il male, se il male dovesse aver
sempre per lui delle conseguenze faneste ». Schelling invece, pur riconoscendo
che la nozione di storia implica quella d’ una progressività infinità, sostiene
che il progresso morale dell’ umanità non può essere per noi una certezza, non
potendo essere provato nd teoricamente nd con l’esperienza, ma Pro 906
soltanto una credenza «un eterno articolo di fede dell'uomo, nel mondo
dell’azione ». Per Hegel 1’ evoluzione universale si compie col ritmo della dialettica
speculativa, «ο questo ritmo si riproduoo in tutti i dettagli, in tutte le
sfere: tutto si riproduce, si determina, si differenzia, e tutto ritorna alla
identità primitiva. E uno sviluppo continuo, che ritorna senza posa su sò
stesso, con un più alto grado di realtà determinata e di conoscenza, una
esplicazione eterna, infinita, il oui fine, per lo spirito che presiede senza
coscienza a questo movimento, è la coscienza esplicita della sua assoluta
sovranità ». Per Comte il progresso sociale dell’ umanità si compie attraverso
tre fasi : militare, giuridica e industriale, corrispondenti ciascuna alle tre
fasi intellettuali: teologica, metafisica ο soientifica e positiva; è infatti
il modo di pensare degli uomini che determina il loro modo di essere sociale, «
è per l’influenza sempre più forte dell’intelligenza sopra la condotta generale
dell’uomo e della società, che il cammino graduale della nostra spocie ha
potuto realmente acquistare quei caratteri di costante regolarità e di
continuità perseverante, che la distinguono profondamente dal movimento vago,
incoerente e sterile delle specie animali più elevate». Anche per J. 8. Mill,
la testimonianza della storia e quella della natura umana concordano nel
mostrare che, tra i fattori del progresso sociale, quello che possiede 1’
efficacia preponderante è l’intellettuale, ossia « lo stato delle facoltà
speculative della razza umana, stato manifestato nella natura delle credenze a
oui essa è arrivata per qualsiasi via riguardo sò stessa ο il mondo che la
circonda »; perciò il progresso sociale, per quanto lento, è illimitato, ο « di
fronte alle cure ο agli sforzi degli uomini tutte le principali cagioni della
sofforenza umana possono cedere in gran parte, molte possono cedere quasi
completamente ». Dicesi progresso all’
infinito (progressus in infinitum) il movimento dello spirito che, poste certe
condizioni, passa necessaria 901 Pro
mente da ciascun termine ad un termine nuovo; ad es. nella serie dei numeri o
nella ricerca delle cause efficienti. Gli scettici antichi, specialmente
Carneade e Agrippa, lo usarono come uno dei tropi o motivi di dubbio: ogni
prova presuppone, per il valore delle sue premesse, altre prove, ogni principio
altri principi più generali e così via senza poter mai raggiungere la certezza.
Cfr. R. Bacone, Opus majus, cap. VI; Turgot, Diso. sur les progrès du genre
humain, 1750; Condorcet, Esquisse des progrès de V esprit humain, 1804; H.
Spencer, I! progresso umano, trad. it. 1907; G. Sorel, Le illusioni del
progresso, trad. it. 1910; A. Matteucci, Il progresso umano nella sua più
intima economia, 1910; A. Loria, Che è il progresso? « Riv. it. di sociologia»,
1911 (v. eredita, teratologia). Proiezione. T. Projektion: I. Projection; F.
Projection. L’atto mentale con cui si riferisce il contenuto della sensazione
ad una causa oggettiva, localizzandolo in punti dello spazio diversi da quelli
nei quali si colloca in imaginazione lo spirito pensante. Spinoza lo esprime
nel seguente teorema: « Se il corpo umano è affettato da una modificazione che
involge la natura di un corpo esteriore, qualunque esso sia, l’anima umana si
rappresenterà codesto corpo come esistente in fatto o come presente per essa
-finchè il corpo umano sia affettato da un’altra modificazione che escluda
l’esistenza o la presenza del corpo in questione ». Condillac riferisce
l’origine della proiezione alle impressioni tattili: « Come il sentimento può
estendersi al di là dell’ organo che lo prova e che lo limita? Considerando le
proprietà del tatto, si riconobbe che esso è capace di scoprire codesto spazio
e di insegnare agli altri sensi a riferire le loro sensazioni a corpi che in
codesto spazio sono distribuiti ». Ugualmente il Riehl: « La proiezione dell’
imagine non è altro che l’associazione della stessa con sensazioni
contemporanee del senso tattile ». Per l’Ardigò invece la proiezione è una forma
d’ integraPro 908 zione d’inquadramento nello schema dell’
eterosintesi o non-Io; integrazione che si compie mediante un esperimento, il
quale a sua volta consiste sia nell’ accompagnamento di altre sensazioni, sia
nella verifica per mezzo di un secondo senso. Per il Sergi la proiezione è il
ripereuotersi psicologico di un fatto fisiologico, costituito dal fatto che
l'onda nervosa centripeta, che aveva prodotto la sensazione, torna indietro per
la medesima via percorsa prima; quindi, come l'eccitazione centripeta tende a
dare carattere soggettivo ad ogni mutazione psichica che ne segue, così }
eccitamento riflesso centrifugo tende a far uscire dal soggetto la mutazione
prodotta, perchè si spinge per le vie esterne. Cfr. Spinoza, Ethica, 1. II,
teor. XVII; Condillae, Traité des sensationis, 1886, IV, cap. 8, $ 2; A. Riehl,
Der philosoph. Kriticismus, 1879, II, 2, p. 58; Ardigò, Op. fll., IV, p. 343
segg.; G. Sergi, Teoria fisiologica della percesione, 1884. Prolepsi v.
anticipazione. Propedentica. T. Propädeutik; I. Propaedeutica; F.
Propédeutique. Quell’ insieme di nozioni che sono necessarie per prepararsi
allo studio di una scienza; così l’anstomia e la fisiologia del sistema nervoso
sono la propedeutica alla psicologia; la logica generale e speciale è, ο
dovrebbe essere, la propedentica di tutte le scienze. Cfr. Kant, Krit. der
reinen Vernunft, pref. della 2° ed., $ 3. Proporsione. T. Proportion; I.
Proportion: F. Proportion. Nella logica è quel modo d’ argomentazione per cui,
date tre quantità, conoscendosi il rapporto che passa tra due, si trova il
rapporto che passa tra la terza ed una quarta incognita in correlazione con
esse. Il rapporto fra dette quantità è diretto, quando col crescere di nna
cresce proporzionatamente anche l’altra; ad es. il giovane deve saper
padroneggiare sò stesso, dunque tanto più l’ adulto (col crescere dell’ età
cresce il dovere di padroneggiare sò stessi). Il rapporto è inrerso quando col
crescere d’ una 909 Pro delle due quantità l’altra decresce
proporzionalmente: ad es. il ricco non deve essere imprevidente, dungue tauto
meno deve esserlo il povero (il dovere di essere previdenti cresce col
diminuire della ricchezza). Gli scolastici chiamavano la prima argomentazione a
minori ad maius, la seconda @ maiori ad minus. Nel linguaggio scolastico dicesi
ancora proportio entitatis ο commensurationie 1’ ordino d’una cosa ad un’altra
per ragione del suo essere (ad es. la proporzione tra due uomini per ragione
dell'umanità); © proportio habitudinis l'ordine di una cosa all’ altra per ragione
della loro mutua convenienza (p. es. I’ intelletto all’ intelligibile). Cfr.
Rosmini, Logioa, 1853, $ 678-679 (v. analogia). Proposizione. Gr. ᾽Απόφανσις,
πρότασις; Lat. Propositio; T. Sate, Proposition; I. Proposition; F.
Proposition. Non è altro che il giudizio espresso con parole; il giudizio è un
processo mentale, la proposizione un processo linguistico che l’esprime. Ora,
1’ espressione formale perfetta del giudizio consta di due termini, soggetto e
predicato, e del verbo o copula che esprime la loro relazione; quando è cost
costituita si ha la proposizione binaria. La quale però non è l'unica
espressione possibile di un giudizio, in quanto anche le parole si, no, gui,
rado, ecc. esprimono pure dei giudizi. Secondo alcuni logici qualsiasi parola
esprimento un concetto è, per sè stessa, un giudizio, e ciò sia perchò il
concetto è sempre il riferimento reciproco di due termini, sia perchè quando si
pensa si ha la coscienza di averlo, e quindi è implicitamente e necessariamente
l’affermazione di sò stesso. Del resto la proposizione binaria è propria
specialmente delle lingue a flessione; nelle lingue agglutinanti basta un
termine solo, e nelle monosillabiche ne sono necessari ben più di due. Cfr.
Aristotele, Περὶ éppyy., 4 ο 5, 17 a 1 segg.; Masci, Logica, 1899, P. 149 segg.
(v. concetto, giudizio, grammatica, linguaggio). La PROPRIETÀ non va confusa
colla qualità. Vi sono due specie di qualità: quelle che costituiscono
l'essenza stessg della cosa, come l’estensione nei corpi, cosicchè non è
possibile pensare quella cosa astraendo da tali qualità; e quelle che derivano
da queste, o che almeno le suppongono, come la porosità dei corpi. Ora le prime
diconsi più propriamente attributi, le seconde proprietà. Così infatti Wolff
definisce le proprietà: attributa, quae per omnia essentialia simul
determinantur, diountur propristates. E Wundt: in senso esatto devono valere
come proprietà d’un corpo solo quei predicati, che gli appartengono stabilmente
come caratteri suoi propri, non come effetti che il corpo produce ο riceve
quando sia posto in determinate condizioni. La distinzione però non è osservata
nella lingua comune, e talvolta neanche in quella filosofica. Wolff,
Philosophia rationalie; Wundt, Phil. Stud. (v. qualità, attributo, essenza,
modo). Proprio. Gr. Ἴδιον; Lat. Proprium; T. Eigene; I. Proper; F. Prope. Il
carattere ο l'insieme dei caratteri appartenenti a tutti gli esseri d’una
classe, e ad essi solo; tali caratteri possono essere tanto essenziali quanto
accidentali. Il proprio è uno dei cinque categorumeni o predicabili, enumerati
da Aristotele. Esso designa il carattere accidentale ο essenziale, fondamentale
o derivato, che appartiene ad una specie o ad un individuo. Gli altri
predicabili sono il genere, la specie, la differenza ο l’accidente; il proprio
si distingue dalla differenza, perchè questa, oltrechè un carattere proprio, è
anche sempre essenzialo e fondamentale, e si distingue dall’ accidente, che è
sempre passeggero mentre il proprio può essere anche permanente. Aristotele
distingue cinque sensi del proprio: 1° ciò che, senza esprimere l’essenza della
cosa, le appartione tuttavia ο οἱ reciproca con essa; ad es. l'essere medico è
proprio solo dell’uomo, ο reciprocamente, solo un uomo pud essere medico; 2°
ciò che appartiene alla cosa sempre © per sò
911 Pro stessa, ma non ad essa
soltanto; ad es. I’ esser bipede all'uomo; 3° ciò che appartiene alla cosa non
per sò stessa, ma per il suo rapporto con un’altra; sd es. per l’anima di
comandare e per il corpo di servire; 4° ciò che appartiene sempre alla cosa ma
per rapporto ad altre cose dove si trova una parte del suo stesso proprio; ad
es. il proprio dell’uomo rispetto agli animali è d’essere bipedo; 5° ciò che
appartiene alla cosa, ma solo a un certo momento, e quindi in relazione ad
altri momenti 6 ad altri individui; ad es. per un uomo il passeggiare nel
ginnasio © nell’ agora. Porfirio le riassunse poi con qualche differenza. Cfr.
Aristotele, Topiei, 1. I e V; Porfirio, Isagoge, IV, 4 a 14 seg.; Logique de
Port-Royal, parte I, cap. VII; Rosmini, Logica, 1853, $ 408-416. Prosillogismo
v. polisillogiemo. Prossimo. T. Nächst, Nächste; I. Next, Neighbour ; F.
Prochain. Il più vicino. Usato come sostantivo ha significato morale, indicando
l'insieme dei nostri simili considerati come fratelli; infatti la parola
prossimo (meus prozimus) è la traduzione della parola biblica, che designa
l’uomo della stessa famiglia o della stessa tribù: « Tu non userai vendetta
contro i figli del tuo popolo, ma amerui il tuo prossimo come te stesso »
(Levit., XIX, 18). Nella logica dicesi
genero prossimo l’idea che, in duo idee o in una serie di idee disposte in
ordine discendente di estensione e ascendente di comprensione, contiene
un’altra idea (specie) che la segue immediatamente in quanto meno estesa; causa
prossima quella che precede immediatamente l'effetto; effetto prossimo quello
che segue immediatamente la causa. Es.: 1° dovendosi definire la giustizia, il
suo genere prossimo è virtù non qualità morale, perchè virtà è immediatamente
superiore a giustizia, mentre qualità morale, essendo più estesa di virtù, le è
superiore; 2° la causa immediata del dolore prodotto dalla scottatura non è il
calore del corpo che ha scottato, ma la conseguonte Pro 912
irritazione delle terminazioni nervose e la sus trasmissione ai centri
spinali; 3° l’ effetto immediato dell’ azione della luce sull’ occhio non è la
visione, ma il processo fotochimico determinato nella sostanza purpurea della
retina, al quale segue poi la sensazione visiva. Protasi. T. Fordersate ; I.
Protasis; F. Protase. Aristotele chiamava così il giudizio che serve nel
sillogismo di fondamento alla dimostrazione. Tale giudizio fu detto poi
premessa. I grammatici, per analogia, dicono protasi la prima proposizione di
un periodo. Protensivo. Si adopera talvolta in opposizione a estensiro ciò che
ha una grandezza nello spazio per
designare ciò che ha una grandezza (durata) nel tempo. L’ uso filosofico di
questo vocabolo risale a Kant: « La felicità è la soddisfazione di tutte le
nostre tendenze, sia estensive, quanto alla loro molteplicità, che intensive,
quanto al loro grado, che protensive, quanto alla loro durata ». Cfr. Kant,
Krit. der reinen Vernunft, Methodenlehre, vom Ideal des hchsten Gute, A 805, B
833. Protoestemi (xpHto¢ =primo, αἴσθσις = sensazione). Con questo nome
l’Ardigò designa le sensazioni minime o elementari, dalla cui somma ogni
sensazione, che non è un fatto semplice ma complesso, risulta. I protoestemi
sono analoghi ai singoli minimi da cui risultano per reduplicazione gli
elementi delle altre formazioni naturali: le molecole della biologia, gli atomi
della fisica, le monadi eteree della chimica. Come questi, i minimi
protoestematici sono dati ipotetici, perchè non sperimentabili direttamente; e
come questi, sono unità relative, perchè lo psicologo si ferma ad essi quale
ultimo unico, non occorrendogli di ricercare come sussistano e quale sia la
loro costituzione. Così si avvera per il pensiero ciò che avviene nella natura
‘universale, in cui nulla si trova essere solamente un tutto, e nulla solamente
una parte, ma ogni tutto per quanto grande è sempre parte di un tutto maggiore,
e ogni parte 913 Pro Per quanto piccola è sempre un tutto di
parti minori; in modo che, preso dovunque un tutto, oltre di esso se ne trova
un altro più grande, e poi un altro più grande ancora, e così via all'infinito;
e dentro di esso si trovano delle parti componenti, poi delle parti di queste
parti, ο così via all'infinito. Cfr. Ardigd, Op. fil., VII, 34 segg., 62 segg.,
80 segg. (v. elementi psichici). Protologia. T. Protologie; I. Protology; F.
Protologie. Vocabolo ormai in disuso, che può designare tanto la scienza Prima
o dei primi principi, quanto il diritto di priorità a discorrere in una
adunanza, quanto un trattato intorno ai pit semplici organismi viventi. Nell’
ontologismo del Gioberti la protologia è la scienza ο filosofia della prima
attività del pensiero, vale a dire dell'ente intelligibile intuito Per via del
pensiero immanente; peroid la protologia è scienza Pura, esclude ogni
mescolanza di soggettivo e serve anzi di regola per sceveraro nelle altre
conoscenze gli elementi soggettivi dagli oggettivi. Si differenzia dalla
ontologia, che contempla I’ ente nell’ atto secondo, cioè come oggetto della
riflessione e del pensiero successivo ; e dalla pricologia, che analizza il
pensiero successivo considerato soggettiva mente, mentre la protologia
contempla il pensiero nell’atto primo e come principio creativo e costitutivo
dello spirito, quindi nell’ intuito puro dell’ intelligibile. Cfr. V. Gioberti,
Della protologia, , t. I, p. 154 segg.; E. Pini, Saggio sulla protologia, 1870.
Protoplasma (πρῶτος = primo, πλάσσω
formo). T. Protoplasma; 1. Protoplasm; F. Protoplasme. Termine creato
dal Mohl, e tosto largamente diffuso, per indicare la materia viva
fondamentale, che ha la proprietà di contrarsi. È costituito da un insieme di
sostanze organiche, chimicamente indefinibili perchà di costituzione assai
variabile. Quanto alla sua morfologia, queste sono le prin.cipali teorie
avanzate in proposito fino ad ora: che sia formato da un reticolato di sostanza
omogenea, che eser58 Raxzou, Dizion, di
scienze filosofiche. Pro 914 cita la fanzione fondamentale e contiene
grannlazioni non viventi; che tali granulazioni o microsomi siuno invece gli
organi elementari viventi costitutivi d’ogni protoplasma; che sia costituito da
un reticolato di sostanza ferma, ο da una sostanza amorfa e viscosa (sostanza
vitale) contenuta nelle maglie; che detto reticolato sia formato di fibrille
intrecciantisi; che il citoplasma sia composto di piccoli alveoli le cui
pareti, prementisi tra loro, formano il protoplasma. Cfr. Schwarz, Die
morphologische und chemische Zusammensetzung des Protoplasmas, 1887; E. B.
Wilson, The structure of protoplasm, 1899; Y. Delage, La structure du
protoplasma et les théories sur U’herddite, 1895 ; Luciani, Fisiol. dell’ uomo,
8" ed. 1908, vol. I, p. 16 segg. (v. generazione, cellula, vita,
organismo, pionosi). Protozoi. T. Protosoon, einzelliges Tier; I. Protosoon ;
F. Protozoaire. Gli animali dalla struttura più semplice, simili per la loro
forma e per il loro modo di vivere agli elementi costitutivi degli animali
superiori. Essi sono costituiti da una singola cellula o da un gruppo di
cellule similari. Non dovrebbero confondersi coi protisti, nome proposto dall’
Haeckel per designare gli organismi costitaiti da protoplasma senza nucleo.
Cfr. Haeckel, General. Morphol., 1866; Calkins, The protozoa, 1901.
Provvidenza. T. Vorsehung ; I. Providence; F. Providence. La suprema saggezza e
bontà di Dio, che si esercita nella natura e nella storia; la sua azione
permanente che governa il mondo e l'umanità. Providentia totue mundus
administratur, et ita nihil fit, quod non pertineat ad opus providentiae. La
Provvidenza però non esclude, secondo la teologia cattolica, l’attività delle
cose e la libertà del volere: « Secondo certi filosofi, dice S. Tommaso,
l’azione divina in ciascun essere si deve intendere in questo senso, che cioò
nessuna forza creata realmente agisca, ma che ogni azione proceda
immediatamente da Dio. E questa una teoria assurda; prima perchè in tal caso la
causalità delle 915 Pro creature verrebbe ad essere distrutta, il
che imprimerebbe alla potenza divina il carattere di debolezza, giacchè è
proprio di Dio produrre tali effetti, che siano capaci di dare origine a degli
altri; in secondo luogo perchè le facoltà attive, di cui vediamo esser fornite
le creature, invano sarebbero state a loro concesse, se dovessero rimaner prive
di ogni effetto vero e reale. Chè anzi le creature stesse, prive di ogni
operazione propria, diventerebbero inutili, poichè il fine dell'esistenza di
ogni essere è l’azione ». La Provvidenza si collega strettamente agli altri
attributi divini; infatti non è possibile concepire in Dio una Provvidenza, se
non si suppone in lui una conoscenza originaria perfetta dell'avvenire © delle
azioni libere degli uomini (prescienza); e Dio, essendo per definizione
l’essere assolutamente necessario ed esistente per ad, non deve aver limiti
nella sua potenza (onnipotenza) e tutti gli attributi della sus essenza debbono
essere assoluti o infiniti. In due modi si esercita la Provvidenza divina: se
non si considera che l’organizzazione permanente delle cose, la costituzione di
leggi fisse i cui benefici effetti sono stati previsti ο in. ragione dei quali
codeste leggi farono scelte, si ha la provvidenza generale; l’ intervento
personale nel corso degli avvenimenti suocessivi, dicesi provvidenza
particolare. Nel concetto cristiano i disegni © gli soopi della Provvidenza
sono ignoti all’ uomo: « Dio, dice 8. Agostino, distribuisce i beni della terra
ai buoni e ai malvagi secondo l'ordine dei tempi ο delle cose, ch’ egli solo
conosce >. Tale concetto fu essgerato dal Malebranche, © più ancora dal
Bossuet, nel cui fataliamo mistico ogni avvenimento è dovato ad un piano
predeterminato da Dio, ad un ordine segreto della Provvidenza; 1’ umanità,
perfettamente cieca, cammina verso una meta che non conosce, condotta da Dio
che solo vede e solo sa. Asssi diversa ο più geniale è, a tal proposito, la
dottrina del nostro Vico, il quale, pur facendo operare la Provvidenza sulla
storia dell’umanità, ne esclude PRU
916 l’azione cieca ed arbitraria
nei fatti particolari degli uomini. Secondo il Vico, la Provvidenza opera sulla
natura e sulla storia per mezzo delle cause seconde (rebus ipsis dictantibus),
create da Dio stesso colla natura loro propria e colle proprie leggi, ch'egli
lascia svolgere liberamente; la sua Provvidenza consiste quindi nel mantenerle
sempre in questa loro natura. Cfr. Gerson, De consol: theologiae, 1706; 8.
Tommaso, S. theol., I, q. XVIII, art. 4, q. CII, art. 1; Malebranche,
Méditations chrétiennes, med. VII, $ 17; Vico, Principi di una scienza nuova,
ed. P. Viazzi, 1910, p. 59 segg. (v. omniscienza, prescienza, corsi ο ricorsi,
fatalismo). Prudensa. T. Klugheit; I. Prudence; F. Prudenoe. Nel suo
significato più comune indica quella capacità di riflettere e di prevedere, per
cui si ovitano i periooli della vita © si adoperano i mezzi più acconci per il
conseguimento dei propri fini: « La prudenza, dice il Martineau, è un affare di
previdenza (foresight): il giudizio morale à inveco una questione di conoscenza
intima (insight). L'una valuta ciò che sarà, l’altra ciò che immediatamente è;
l'una decide tra condizioni future desiderabili, l’altra fra intime e presenti
sollecitazioni ». Intesa invece come una delle quattro virtù cardinali, la
prudenza (φρένησις) consiste nella forza dello spirito © nella conoscenza della
verità; da essa derivano, secondo Β. Tommaso, i precetti morali. Per Kant
invece la prudenza è « l'abilità nella scelta dei mezzi d’ ottenere per sè
stessi il maggiore benessere »; © poichè la tendenza al proprio benessere non è
un bisogno della ragione, ma esiste solo empiricamente, una morale fondata su
ossa risolve le leggi morali in tanti precetti della prudenza. Por il Rosmini
la prudenza può essere tanto una virtù, quanto una semplice « abilità di
arrivare alla conoscenza di un fine qualsiasi >; ma al all’una come
all'altra 8’ applica la suprema regola della prudenza, che si può formulare
così: opera a tenore del pensare intero e complessivo, non a tenore del pensare
astratto e parziale. Cfr. 917 Psr-Psı 8. Tommaso, S. theol., I, 33, q. LX,
art. 1 segg.; Martineau, Types of ethioal theory, 1866, vol. I, p. 65; Kant,
Grundlegung sur Metaph. d. Sitten, 1882, IV; Rosmini, Pricologia, 1848, t. II,
p. 342 segg.; Id., Filosofia della politica, 1837, t. I (v. pratica, virtà).
Psendoestesia. Falsa sensazione, che può essere generale oppure specifica. In
questo secondo caso assume nomi diversi: quando avviene nella vista dicesi
pseudoblepsia ο pseudopia, nell’ udito pseudaooe, nel gusto pseudogeusia, nell’
olfatto peoudoemia, nel tatto peeudafia. In generale si preferiscono lo
espressioni di allucinazione o illusione tattile, uditiva, cenestetica,
gustativa, ecc. Psiche. Gr. Ψυχή; T. Peyohe; I. Psyche; F. Payohé. Attualmente
è usato come sinonimo di anima, spirito, ο talvolta anche di coscienza, io,
personalità. Presso i greci dei tempi omerici la psiche era invece concepita
come un’ ombra simile al corpo, un soffo di natura corporea ma più tenue, più
sottile, che funzionava come principio animatore della vita e abbandonava
quindi il corpo all’ istante della morte, uscendo dalla bocca o dalla ferita,
per vivere poi una vita indipendente e libera. In seguito, codesta indipendenza
della psiche dal corpo si afferma sempre più, fino ad essere considerata come
permanente nel corpo solo per un tempo determinato, ma avente la sua vera
patria oltre le stelle e capace di lasciare il corpo anche per breve tempo,
come nell’ estasi ο nel sogno. I filosofi cosmologi primitivi 1’ identificarono
col principio animatore ο con I’ elemento originario dell’ universo : così per
Anassimandro ὃ aria, per Eraclito e Parmenide fuoco, per Diogene aria calda
esalata dal sangue, per Anassagora una parte del nous cosmico, per i pitagorici
un numero, l’ armonia del corpo, da cui però è separata, tantochd sopravvive
alla sua morte © passa da corpo a corpo (metempsicosi). Con Platone il concetto
dell indipendenza della psiche, © del suo valore etico-religioso, raggiunge la
piena espressione: come principio del penPst
918 siero la paiche è immortale
nella sua ragione, come principio del movimento è immortale nella sua attività,
come principio della virtù è immortale nella sus sensibilità. La pura essenza
della psiche è, per Platone, la ragione; la pura essenza degli oggetti le Idee;
ragione e Idee sono semplici, indissolubili, quindi immortali : noi siamo
dunque immortali nella nostra Idea e nella nostra ragione. Ma, osserva Simmia a
Socrate, la psiche non è simile all’armonia della lira, che svanisce quando la
lira è rotta? No, risponde Socrate; la psiche è piuttosto il musico invisibile
che fa vibrare la lira, alla quale preesiste, dalla quale è distinto, alla
quale sopravvive; è la sorgente e il principio del movimento; il movimento
eterno suppone quindi una psiche eterna, nella quale le nostre erano già
contenute e da cui non si sono staccate che per entrare nei corpi : la nostra psiche
partecipa dell’ eternità dell’ anima universale. Ma l’anima nostra deve anche
essere ricompensata © punita secondo il suo valore, che la giustizia umana è
incapace di giudicare; occorre dunque un’altra giustizia, occorre un’ anima che
si rivolga alla nostra faccia a faccia, e pronunci la saa sentenza con un
decreto infallibile: è l’anima divina, In qual modo si compirà l’espiazione ο
la ricompensa nell’ altra vita, Platone non determina in modo uniforme,
abbandonandosi alle ipotesi ο ai miti poetici; dai quali traspare però un’ idea
dominante, V idea della Provvidenza vigile, cho dà a ciascuno secondo le opere
e dispone tutte le parti dell’ universo nell’ ordine più proprio alla
perfezione dell’ insieme. Per Aristotele la psiche è la forma, che fa del corpo
ciò che esso è; la psiche è dunque la piena realtà del corpo, la sua
enteleohia, e, como tale, ciò che ne fa un corpo vivente, la possibilità
permanente dello funzioni vitali. Questo concetto aristotelico di psiche può
anche tradursi, secondo il Siebeck, in quello di forza vitale, se si considera
quest’ ultima non come risultato della funzione organica nelle sue singole
produzioni, 919 Pat ma come causa di essa, anzi causa nel
senso che non solo da ess dipendono gli effetti organico-corporali, ma anche
gli psichici © spirituali. Quindi per Aristotele le diverse specie di funzioni
vitali sono come diversi gradi della vita psichica, che, non ostante la loro
diversità, formano nell'organismo nn tutto unico: l’anima opera sempre nell’
organismo come una determinata specie di funzione, come anima nutritiva,
sensibile, motrice, intellettiva, o come parecchie di esse insieme. Nel medio
evo la rappresentazione della psiche torna ad oscurarsi di nuovo, tantochè si
ritrovano tracce di rappresentazioni materialistiche anche nei Padri della
Chiesa. Solo con Cartesio 1’ ides della peiche come essenza puramente
spirituale torna ad acquistare la sua chiarezza: « Lo stesso rapporto che
esisteva nell’antichità tra Platone e Omero, dice 1’ Héffding, esiste nei tempi
moderni tra Descartes, che fa consistere l’ essenza dell’ anima nella
coscienza, 9 la concezione dell’ età di mezzo ». E da questognomento cominciano
a delinearsi © precisarsi lo dottrine fondamentali intorno alla natura dell’
anima: materialismo, spiritualismo monistico e dualistico, fenomenismo e
attualismo. Cfr. Platone, Fedone, 245; Id., Gorgia, 493; Id., Timeo, 41 E;
Aristotele, De An., 1, 421 a, 27 segg.; Siebeck, Aristotele, trad. it., p. 84
segg.; Id., Geschichte d. Peychol., 1880-84; Volkmann, Lehrbuch d. Pryohol., 43
ed. 1894, vol. I, p. 66 segg.; Chaignet, Histoire de la paychol. ohes les
Grecs, 1887; Cravely, The idea of tho soul, 1909; J. G. Frazer, Peyche’s task,
1909; Héffding, Psychologie, trad. franc. 1910, p. 11; G. Sergi, La peiche nei
fenomeni della vita, 1901; Ardigd, Opere fi, III, 76 segg. (v. anima, animiemo,
coscienza, io, noo, ecc.). La psichiatria è la scienza che ha per oggetto le
malattie mentali, di cui ricerca le cause ο stabilisco i rimedi. Il Morselli la
definisce ampliamente : quella parte della medicina che studia le deviazioni
della mente umana, prodotte dalle anomalie Psr
920 ο malattie primitive e
secondarie del suo fondamento (cervello), © che indica i mezzi per prevenirle e
curarle. Una definizione strettamente scientifica e materialistica è quella del
Meynert: clinica delle malattie del cervello anteriore (in quanto sembra ormai
accertato che le parti anteriori delPencefalo, e soprattutto il mantello degli
emisferi, siano la sede delle funzioni psichiche più elevate). Per lungo tempo
essa si abbandonò alle speculazioni filosofiche per cercare la natura dell’
anima umana; oggi ha abbandonata tale ricerca alla metafisica, e, constatato il
rapporto e la proporzionalità esistente tra i fatti fisici (fisiologici) e i
fatti psichici, cerca invece di stabilire la sede dei fatti psichici stessi.
Essa quindi si ricongiunge da una parte alla fisiologia, dall’ altra alla
psicologia. Si distingue dalla psicologia patologica propriamente detta, in
quanto questa non si propone lo studio della prevenzione delle malattie mentali
e dei loro rimedi. Cfr. E. Morselli, Introdusione allo studio della peiool.
patologies, 1881; Id., Manuale di somejotica delle malattie mentali, 1885-94;
Meynert, Peychiatrie, 1884; Kraepelin, Psychiatrie, 5° ed. 1896; Krafft-Ebing,
Lehrbuch der Psychiatrie, 5* ed. 1898: 8. Lugaro, I problemi della psichiatria,
1907. Psichici (fatti). T. Psychische Erscheinungen ; I. Paydhical processes;
F. Phénomènes peyohiques. Essendo semplici © primitivi sono in sò stessi indefinibili.
Solo αἱ può dire che i fatti psichici sono i fatti di coscienza, poichè ogni
fatto psichico è necessariamente avvertito dal soggetto: come le espressioni
fatto fisico e fatto meccanico si equivalgono, così pure si equivalgono le
espressioni fatto paichico e fatto cosciente, Il loro primo carattere è dunque
di casero interni ο d’ essere conosciuti immediatamente ο direttamente; con ciò
si oppongono a tutti gli altri fatti, i quali, avvenendo fuori di noi, sono
esterni e non sono conosciuti che mediatamente, ciod per mezzo di un fatto
psichico, Il secondo carattere, che si ricollega al precedente, 921
Psi è d’ essere conosciuti direttamente solo da colui in oui avtengono ;
i fatti psichici che si svolgono in altri non sono da noi conosciuti che
mediante un ragionamento d’analogia. Terzo carattere è di essere situati solo
nel tempo e non avere dimensioni spaziali; si possono quindi misurare nella
loro durata e intensità, non nella loro estensione. Altri caratteri secondari e
derivati sono i seguenti: non Possono ridursi a movimento, per quanto siano
sempre accompagnati da un movimento; sono reali solo quando sono attuali,
presenti, giacchè anche il ricordo del passato © il pensiero del futuro sono
stati presenti della coscienza ; valgono per sò stessi, laddove ogni fatto
materiale deve essere spiegato con un altro fatto materiale; costituiscono
sempre un’ unità che non esclude la molteplicità, il cangiamento ο la
diversità, ο, inversamente, una molteplicità che non esclude l’unità;
presentano un continuo sumento qualitativo e una continua novità, mentre i
fenomeni materiali sono uniformi e regolati dal principio della conservazione
della materia e della forza; modificano il soggetto in cui si compiono, mentre
i fatti esterni, in quanto avvengono nella materia, modificano soltano le
relazioni esterne degli atomi componenti, non l’atomo in sò stesso; essendo
inestesi non possono localizzarsi, sebbene se ne possano localizzare le
condizioni fisiologiche. Del resto, il numero e la natura dei caratteri
differenziali del fatto psichico, nonchè la loro maggiore o minore importanza
sono concepite diversamente nei vari sistemi: materialismo, spiritualismo,
dualismo, parallelismo, attualismo, volontariemo, intellettualiemo,
sensazionismo, monismo, incosciente, 900. Quanto alla loro classificazione, la
più comune è quella che li distribuisce nelle categorie del sentimento, del
pensiero ὁ della volontà; gli psicologi antichi fecero di queste categorie
delle potenze spirituali (facoltà) con le quali vollero spiegare i fatti
stessi; i moderni le considerano invece come pure astrazioni. Cfr. Münsterberg,
Grundzüge der PsyohoPsi 922 logie, 1900, cap. VII; Id., Psychology and
Life, 1899, cap. X; Spencer, Prinoiples of peychol., 1881, P. VIII, ο. 2;
Baldwin, The story of the mind, 1896, p. 6 segg.; Wundt, System der
Philosophie, 2° ed. 1897, p. 305 segg.; G. Villa, La psicologia contemporanea,
1899; Id., 1) idealismo moderno, 1905, p. 29 segg.; Höffding, Peyohologie,
trad. franc. 1900, p. 37 segg.; Ardigd, L'unità della cosoienea, in Opere fll.,
vol. VII, 1898, p. 39 n; M. Pilo, La olassificasione naturale dei fenomeni
psichici, 1892; A. Baratono, Sulla olassif. dei Jatti priohici, « Riv. di fil.
», febbr. 1900 (v. anima, coscienza, elemento, facoltà, sensazione, volontà, percezione,
sostansialiemo, 600.). Psichicità. Termine generale con cui si sogliono
designare tutti i prodotti dell’ attività psichica dell’animale, dai più
semplici ai più complessi, sia dell’ ordine puramente intellettivo come di
quello affettivo. Esso ha quindi un'estensione maggiore dei termini mentalità,
sensibilità, affettività, eco. Psichico. T. Peyohiech ; I. Psyohical; F.
Payohique. Che concerne la psiche, lo spirito, inteso questo in senso empirico
come sintesi dei fenomeni mentali. Non dovrebbe mai confondersi con
peicologico, che è ciò che riguarda la psicologia, mentre psichico è ciò che
riguarda la coscienza. Si adopera anche, specialmente nel linguaggio
anglo-americano, per indicare quell’ insiome di fenomeni spirituali ancora
molto oscuri e che si presentano come una manifestazione di facoltà nuove della
coscienza (telepatia, medianiemo, divinazione, eco.); tale è il senso del
vocabolo nel nome della Society for peychioal research di Londra, ο nel titolo
dell’ opera di I. Maxwell, Les phénomènes peyohiques, 1903. Psichismo. T.
Psyohismus; I. Peyohiem; F. Payohieme. Termine molto vago, che a’ adopera
talvolta per indicare la vita psichica totale, sia nelle sue forme più alte che
nelle più basse, specialmente però in queste ultime. Altre volte il termine
psichismo è adoperato per denominare le dottrine filosofiche, le quali
trascrivono il mondo coi ca 923 Pst
ratteri dell’ esperienza psichica, ossia interpretano la realtà esterna
mediante l’analogia con la realtà interna, psicologica ed umana; in tal caso
psichismo è quindi sinonimo di idealismo realistico : « Per idealismo noi non
designamo, dice il Fouillée, nd la negazione degli oggetti esteriori, nd la
rappresentazione puramente intellettualistica del mondo; intendiamo la nozione
di tutte le cose sul tipo psichico, sul modello dei fatti di coscienza,
concepiti come sola rivelazione diretta della realtà. Da ciò, presso i filosofi
contemporanei, codesto idealismo, il cui nome sarebbe piuttosto psichismo ». È
evidente però che, in questo caso, il termine racchiude un apprezzamento
critico e un’ intenzione polemica. Cfr. Grasset, Le peychieme inférieur, 1906;
G. Bohn, Le payohismo ches les animauz inférieurs, « Riv. di scienza », 1909,
vol. V, pp. 86-101; Fouillée, Le mouvement idéaliete, 1896, p. vi; C. Ranzoli,
Il linguaggio dei filosofi, 1913, p. 66-69. Psico-dinamica. T. Peychodynamisoh;
F. Peycho-dynamique. Quella parte della psicologia che studia gli effetti
dinamici dei fenomeni psichici. Già il Wundt aveva accennato alla possibilità
di misurare i fenomeni psichici per mezzo dei movimenti che eseguiamo; il Loeb
per primo ha tentato di farlo, cercando nella forza muscolare, determinata col
dinamometro, una misura dell’attività psichica; su questa via proseguirono poi
il Feré, il Lehmann, il Wolff, ece., estendendo le ricerche nel campo della
memoria, dell’ associazione, dell'attenzione, della stanchezza mentale, Cfr.
Wundt, Phys. Payo., I, p. 6; Loeb, Pflüger’s Archiv, XXXIX, 592; Feré,
Sensation et mouvement, 1887, p. 33; Lehmann, Die Phys. Aequiv. d.
Bewusstseinserscheinungen, 1901; Aliotta, La misura in pic. sperimentale, 1905,
p. 167-228, Psico-fisica. T. Peychophysik; I. Peychophysics; F. Paychophysigue.
Fechner designò in questo modo quel ramo della psicologia che studia
sperimentalmente i rapporti tra i fenomeni psichici e i fenomeni fisiologici.
Oggi si dice Ps 924 più comunemente peicologia sperimentale,
usando il termine psico-fisica soltanto per indicare i lavori del Fechner.
Alcuni però vorrebbero conservata la distinzione tra psicofisica ©
psico-fisiologica, la prima delle quali studierebbe precisamente i rapporti che
corrono tra i fatti psichici © i fatti fisici nel senso stretto della parola,
ad es. il grado di eccitazione neoessario per avere una data sensazione, mentre
la seconda avrebbe per oggetto i rapporti dei fatti psichici con le
modificazioni fisiologiche dell’ organismo. Cfr. Fechner, Elemente der
Peychopysik, 23 ed., 1889; Id., Revision der Hauptpunkto der Peychophysik,
1882; Foucault, La psychophysique, 1901; Tolouse, Technique de peyoh.
experimentale, 1904; A. Baratono, Elementi di peic. sperimentale, 1901; A.
Aliotta, La misura in psicologia sperimentale, 1905, p. 15-110. Psicofisiologia
o psicologia fisiologica v. peicofisica. Psicogenesi. T. Peychogencse,
Seolenentwicklung ; I. Peychogenesis; F. Peychogénèse. Origine e sviluppo della
psiche, sia nell’ individuo che nella specie; questa dicesi psicogenesi
filetica, quella psicogenesi individuale ο diontioa. Secondo la legge
biogenetica, stabilita dall’ Haeckel, i due processi psicogenetici, individuale
e specifico, si oorrispondono, in quanto lo sviluppo della psiche individuale
non à che una ricapitolazione abbreviata di quello della specie. La psicogenesi
filetica sarebbe passata attraverso quattro gradi principali: 1° citopeioke ο
anima cellulare; 2° oenopsiche, o anima delle associazioni cellulari; 8°
istopsiohe, o anima dei tessuti così vegetali come animali; 4° neuropeiche, ο
anima nervea, che appare negli animali superiori e nell’uomo. Con l’espressione psioogonesi dell’ a priori
si suol indicare la dottrina dello Spencer e del Lewes, secondo la quale le
forme del pensiero sarebbero innate nell'individuo, acquisite nella specie:
tale dottrina presuppone 1) la legge generale dell’ intelligenza, la quale
implica l’ac 925 Pst cumulazione e
l’organizzazione dell’ esperienza; 2) l’eredità Psichica, la quale implica l’
esistenza di fenomeni psichici inconsci e la correlazione tra i fatti fisici ο
i psichici, Cfr. Haeckel, I problemi dell'universo, trad. it. 1902, p. 207
segg.; Spencer, Principles of peyohol., 1881, vol. I, p. 467 segg.; Lewes,
Probl. of life and mind, 1879, III serie, vol. II, cap. X; Ribot, L’Aérédité,
1873, p. 72 segg., 122 segg.; F. Masci, Le forme dell intuizione, 1881, p.
121-24 (v. biogenta). Psicografia. T. Psychographie; I. Payohography; F.
Psychographie. Termine introdotto dall'Ampère per indicare quella parte della
psicologia che descrive i fenomeni della coscienza senza spiegarli. Oggi si
adopera anche per indicare l’arte di procedere alla descrizione psicologica di
un individuo; pricogramma dicesi il risultato della descrizione stessa. Dicesi pricografo uno stromento adoperato
nelle ricerche psico-fisiologiche. Ogni idea implica un movimento © tende a
continuarsi in un movimento, che si manifesta Spesso con una contrazione
debolissima dei muscoli periferici; lo psicografo è lo strumento che raccoglie
codesti movimenti esterni (delle mani, dei muscoli facciali, eco.)
corrispondenti al lavoro cogitativo interno, e li fissa con tracciati sopra la
carta affumicata distesa sopra un cilindro in movimento. Cfr. Ampère, Essai sur
la philosophie des sciences, P. LvI; Ostwald, Peychographische Studien, « Ann.
der Naturphilosophie», 1907; Baade e Stern, Uber Aufgale d. Payohographie, « Z.
far Angew. Paych. », III, 1909 (v. grafografo). Psicologia. T. Peychologie; I.
Psychology; F. Psychologie. Si definisce comunemente come la scienza dell’
anima. Questa definizione è però affatto provvisoria e vale solo in quanto
designa la scienza di ciò che sente, pensa e vuole, in opposizione alla fisica,
che è la scienza di tutto ciò che si muove nello spazio e lo riempie. E come la
fisics non è obbligata a comineiare collo spiegare che cosa è la materia, così
la psicologia, osserva 1’ Höffding, non è obbligata a spiegare che cosa è
l’anima. Ma oltre Pst 926 la definizione comune, accettata del resto
anche da psicologi contemporanei di grande valore, altre ve ne sono che ne
differiscono sensibilmente. Così nei trattati vecchi, e in quelli che seguono
l'indirizzo del « senso interno », la psicologia è definita come la dottrina
dei fatti interni dell’uomo; per Baumgarten è la scienza dei predicati generali
dell’ anima; per Kant è la metafisica della natura pensante; per Galluppi la
scienza dello facoltà dello spirito ; per Beneke lo studio di tutto ciò che
conosciamo mediante V interna percezione e sensazione; per Lotze 1’ oggetto
della psicologia è l'insieme delle condizioni e delle forze per le quali
sorgono i singoli processi della vita spirituale, il loro reciproco collegarsi
e modificarsi così da costituire la totalità dell’esistenza psichica; per
Haeckel la psicologia non è che una parte della fisiologia, ossia la dottrina
delle funzioni e delle attività vitali degli organismi; per Lewes è l’analisi ©
la classificazione delle fanzioni e delle facoltà senzienti, rivelate dall’
osservazione e dall’induzione, completata dalla loro riduzione alle loro
condizioni d’ esistenza, biologica o sociologica; per William James la
psicologia è la scienza della vita mentale tanto nei suoi fenomeni quanto nelle
sue condizioni; per il Jodl è la scienza delle leggi e delle forme naturali del
corso normale dei fenomeni della coscienza; per il Sully è la scienza che mira
a darci la descrizione dei fenomeni mentali nelle loro molteplici varietà, e
l'esposizione delle leggi per cui possiamo spiegare tali fenomeni; per il Wundt
è la scienza della esperienza diretta, mentre le scienze naturali riguardano 1’
esperienza indiretta; per Külpe è la scienza dell'esperienza soggettiva, ossia
dell'esperienza in quanto dipende dagli individui che sperimentano; per Schuppe
è la scienza di quei contenuti della coscienza che appartengono alla
individualità; per il Meunier la psicologia ha per oggetto lo studio di tutta
la mentalità, sia dinamica sia statica, valo a dire tanto degli stati di
coscienza instabili con cui l'organismo rea 927
Psr gisce all’ ambiente che lo circonda, quanto degli stati mentali
estra-coscienti e più stabili, che stanno in rapporto coi Primi; per Sergi 1’
oggetto della psicologia è 1’ insieme dei fenomeni organici, che hanno per
carattere predominante la coscienza della funzione, i quali fenomeni si
producono nei centri di relazione, e nello stesso tempo degli antecedenti
immediati dei medesimi fenomeni coscienti. Il nome di psicologia sembra essere
stato usato per la prima volta dal Guelenius (1594) come titolo di un libro
sulla perfezione; ma soltanto con la scuola del Leibnitz il quale usava anche
il termine pneumatologia -esso comincia ad essere adoperato per desiguare la
parte della filosofia che riguarda |’ anima, Tuttavia, se la parola è
relativamente recente, la cosa ch’esaa designa, cioè lo studio dei fatti
psichici, risale molto addietro nella storia del pensiero filosofico,
Cominciata con Socrate la distizione tra il mondo interno e l'esterno, con
Aristotele la filosofia è già distinta in quattro grandi parti: logica, etica,
fisica ο metafisica; la psicologia non è nessuna di esse, ma fa parte di tutte,
in quanto è lo studio sia delle operazioni del pensiero, sia delle attività spirituali
pratiche che si estrinsecano nella condotta morale, sia dei rapporti che
corrono tra anima e corpo, sia infine dell’ essenza, dell’ origine e del
destino dell’ anima umana. Tale fu il posto e l’ufficio della psicologia fino a
che durò l'impero della filosofia aristotelica, vale a dire fino al
Rinascimento. Con Cartesio e la sua scuola essa si costituisce come una parte
distinta della filosofia; con Hobbes e Spinoza si afferma il principio della
concomitanza dei processi organioi e psichici, e la legge d’associazione è
chiamata a ridurre la complessità della vita spirituale ai suoi elementi
componenti; con Hartley, James Mill, Condillac, Herbart ο Beneke i problemi
psicologici assumono gradualmente una forma più definita e specifica, © si
viene accumulando il materiale sperimentale per la loro soluzione; infine coi
positivieti dell’ultima metà del secolo XIX diviene una scienza Pst 928
sperimentale a sò, come la filologia e la fisica, senza alcuna
dipendenza dalla filosofia, e senza speciali rapporti con Ia metafisica, la
logica e la morale. Questa dottrina però non è oggi condivisa da tutti: molti
considerano ancora la psicologis come una parte della filosofia e le chiedono i
dati necessari alla soluzione dei problemi logici, ontologici ο morali; altri,
pure negandole la dignità di scienza pura e riconoscendola come parte della
filosofia, credono tuttavia che essa sola possa risolvere quei problemi che
stanno alla base di tutte le scienze. Cristiano Wolff divise per primo la
psicologia in empirica e razionale, © questa rimase la divisione classica della
psicologia: l’empirica è quella che si limita a studiare i fenomeni psichici e
le loro leggi, la razionale quella che si occupa della essenza stessa delP
anima e attinge i suoi principi dall’ ontologia e dalla cosmologia. Ma codesta
partizione è combattuta oggi tanto dai positivisti, per i quali non esiste che
la prinia, quanto dai metafisici, i quali sostengono che nello spirito fenomeni
© sostanze sono indissolubilmente uniti. Gli psicologi moderni s’accordeno nel
distinguere una psicologia generale, che tratta dei fatti della coscienza nelle
loro forme più generali ed astratte, 9 una speciale, che si applica a
determinare le forme ο le leggi delle differenti combinazioni dei fatti
psichici. Questa psicologia speciale si distingue a sua volta in psico-fisica ©
psicologia-fisiologica ; pricologia sociale ο collettiva; psicologia patologioa
ο oriminale; psicologia pedagogica ; psicologia storica ed etnografica ;
peicologia ontogenetica © filogenetica ; peicologia soologica o comparata;
psicologia segmentale; psicodinamica; psicometria ; psicostatistioa;
onirologia; ipnologia ; psicologia dei sensi. Da alcuni si suole distinguere
una psicologia descrittiva; che dei fatti psichici si limita a descrivere la natura
e il processo, © una psicologia esplicativa, che dei fatti stessi rintraccia le
leggi di produzione e di sviluppo. Altri distinguono invece la psicologia
soggettiva ο introspettica, che 929 Pst studia i fatti psichici direttamente in
sò stessi, dalla oggettiva (che comprende la fisiologica, zoologica, sociale,
ecc.) che si basa essenzialmente sopra un ragionamento analogico. Cfr.
Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 1 segg.; Baumgarten, Metaphysica,
1739, $ 501; Kant, Krit. d. r. Vernunft, ed. Kehrbach, p. 638 segg.; Galluppi,
Elementi di fil, , vol. I, p. 141; Beneke, Lehrbuch d. Peyohol., 1861, $ 1, 12;
Lotze, Grundeiige d. Peychol., 1894, p. 5 segg.; Haeckel, Der Monismus, 1893,
p. 22; Lewes, Problemes of life and mind, 1874-1879, serie III, vol. I, p. 6;
W. James, Principles of peyoh., 1890; Sully, Outlines of peychol., 1885 ; Jodl,
Lehrbuch d. Peychol., 1896, P. 5; Wundt, Grandsüge d. physiol. Peychol., 1893,
p. 1 segg.; Külpe, Grundriss d. Paychol., 1893, p. 3-4; Sergi, La peychol.
physiologique, trad. franc. 1888, p. 12; Cr. Wolf, Psychologia empirica, 1738,
§ 1; Siebeck, Geschichte 4. Peyohol., 1880-84; Windelband, Ueber den
gegenwärtigen Stand der psychologischen Forschung, 1876 ; H. Mtinsterberg,
Ueber Aufgabe und Methoden der Peychol., 1891; Id., Grundsiige der Peychol.,
vol. I, Die Prinzipien, 1900; Hartmann, Die moderne Pryohologie, 1901;
Chaignet, Hist. de la peychol= chez les Grecs, 1887; R. Meunier, Les soiences
peychologiques, leurs méthodes et leurs applications, 1912; Ardigd, La
paicologia come scienza positiva, 1870; Id., L' unità della coscienza, 1898; G.
Villa, La psicologia contemporanea, 1911. Psicologia collettiva o sociale. T.
Socialpsychologio, Vilkerpsychologie; 1. Social peicology; F. Psychologie
sociale, colleotire. Quella parte della psicologia che ha per oggetto lo studio
dei fenomeni psichici collettivi, Il fatto psichico è essenzialmente
individuale, quindi per fatti psichici collettivi devono intendersi quelli che,
pur avendo per tentro la coscienza dell’ individuo, si collegano direttamente,
in sò e nel loro processo, con P’ ambiente sociale, fuori del quale riescono
inconcepibili. Tali fatti psichici possono essere sia normali che patologici;
quindi la psi59 Rawzout, Dizion. di
scienze filosofiche. Psr 930 cologia collettiva αἱ divide in normale ο
patologica. Per molti autori le due
espressioni psic. sociale © psie. collettiva si equivalgono, designando
entrambe lo studio delle manifestazioni peichiche di un gruppo, di una
pluralità di individui viventi insieme. Altri invece le considerano come duo
scienze distinte. La psicologia sociale o demopsicologia ο psicologia dei
popoli ha per proprio oggetto lo studio del meccanismo o della tecnica
interiore dei processi 80ciopsichici; sorse in Germania intorno al 1860 col
Lazarus e lo Steinthal, che la concepirono come disciplina intermedia tra la
psicologia e la scienza morale, avente per scopo di spiegare i fenomeni
complessi che si producono nella società, mediante le leggi semplici della
psicologia individuale; dal Wundt è intesa invece come uno dei metodi di cui la
psicologia si vale per studiare nei suoi vari aspetti i prodotti dello spirito,
ο deve occuparsi esclusivamente dei prodotti primordiali che αἱ sviluppano
nelle condizioni più semplici della convivenza sociale (mito, linguaggio,
costume); per altri invece, come l’Ellwood, essa deve esaminare e spiegare
tutti i processi psichici di gruppo, dai più semplici ai più elevati, come le
istituzioni social le tradizioni, l’opinione pubblica, ecc. La psicologia collottiva
ο psicologia delle folle ha invece per oggetto lo studio delle riunioni di
individui avventizie, accidentali ο inorganiche; ne trattò per primo Enrico
Ferri, che la concepì come scienza intermedia tra la psicologia individualo ©
la sociale; fu poi sviluppata da Scipio Sighele, specie sotto l’aspetto
criminale, dal Tarde, dal Lo Bon, «co. Cfr. Lazarus-Steinthal, Einleitende
(edanken ii. Völkorpsych., « Zeitschrift f. Wölkerpsych. und.
Sprachwissenschaft », vol. I; Wundt, Pôlkerpeychologie, 1900, parte I, p. 1-31
dell’ Introd. ; Ellwood, Prolegomena to social Psychology, « Tho american
journal of sociology », marzo-rettembre 1899; Ferri, Soc. criminale, 1900, p.
374 segg.; Sighele, La folla delinquente, 1895; Id., La delinquenza settaria,
1897; 931 Psr Tarde, Études des peychol. sociale, 1898;
Le Bon, Peych. den Soules, 1896. Psicologia comparata. T. Ferglcichende,
Psychologie ; I. Comparative paychology ; F. Psychologie comparée. Si
comprendono sotto questo nome la psicologia zoologica, putologica, pedagogica,
ccc., perchè ogni conoscenza sulla natura psicologica dell'animale,
dell’ammalato, del bambino, oce., è possibile soltanto per mezzo della
comparazione, del ragionamento analogico, I fenomeni psichici non possono
essere constatati direttamente, per mezzo dell’osservazione intoriore, che dal?
nomo adulto e civilizzato, dal psicologo ; ma stabilito il rapporto che corro
tra codesti fenomeni con le struttnre organiche cui corrispondono e con gli
atti esteriori ondo si manifestano, si può, dallo differenzo ox servate tra le
strutture o gli atti negli altri esseri (selvaggio, bambino, animale, ecc.)
indurne ragionevolmente le differenze psicologiche, Va notato però cho molti
intendono por psicologia comparata soltanto In psicologia z0ologica, altri soltanto
la otnografica. Cfr, E. Claparède, La prych. comparée est-elle légitime, «
Arch. de paychol. >, giugno 1905; I. Locb, Comparatire physiol. of brain and
comparative prychology, 1902. Psicologia etnografica. Ί. Raseenprychologie; I.
Race paychology: F. Psychologie éthnographique, Paychologie des races. Per
alcuni 9’ identifica con la demopsicologia ο con la psicologia collettiva; per
altri se no distingne, in quanto indien quella parte della psicologia che ha
per oggetto lo studio dei caratteri psichici dei diversi popoli ¢ che, in
quanto tale, sorve da fondamento della psicologia collettiva ο della
sociologia, 11 fatto paichico, per sè stesso, è eguale in tutti gli uomini, in
quanto tali: sensazioni, rappresentazioni, vol zioni, associazioni, senti ece.,
si prodncono ο si avolgono con leggi generali identiche. Tuttavia In vita
paichic nella sua complessità ¢ nel ano dinamismo, #' intona vari Itre parole,
ogni popolo, ogni Psr 932 razza, ogni nazione, per la diversità delle
origini sue, della sua costituzione fisica, dell'ambiente geografico in cui
vive, delle vicende attraverso le quali è passato, ha un carattere © una
personalità propria, fissate nella psiche d’ogni individuo, che distinguono
tale popolo, meglio dei caratteri fisici, da tutti gli altri popoli, e che si
rivelano in ogni esplicazione della sua attività. Lo studio di tali caratteri è
l'oggetto della psicologia etnografica. Cfr. Worms, Paychol. collective et
individuelle, « Revue int. de sociol. », aprile 1899; Ch. Letourneau, La
psychologie éthnique, 1901 (v. antroposociologia). La psicologia patologica o
psicopatologia è quel ramo della paicologia che studia le affezioni morbose e
le malattie mentali. Si distingue in individuale e sociale, perchd le anomalie
psichiche possono verificarsi così nell'organismo individuale, come
nell'organismo sociale (psicosi epidemiche, folle delinquenti, ecc.). Una parte
importante della psicopatologia è la peicologia criminale. La psicopatologia
non si confonde con la psichiatria, la quale comprende, oltre lo studio delle
malattie mentali, anche le norme per la loro prevenzione, cura e guarigione. Si
distingue anche dalla patologia mentale in quanto questa ha per oggetto di
costruire dei tipi clinici, di seguire l’eziologia e il decorso, di prepararne
la terapoutica, mentre lo scopo essenzialo dolla psicologia patologica è di
determinare tra i fenomeni delle leggi elementari, che valgano così per gli
stati normali come per quelli morbosi. Lo Specht e il Miinsterberg distinguono
anche la psicopatologia dalla patopri cologia: questa ha per oggetto lo studio
dei fatti psichici presentanti un carattere morboso, quella è propriamente un
ramo della patologia speciale, ed ha per soggetto lo studio delle malattio
dello apirito. Cfr. Miinsterborg, Zeitschrift fur Pathopaychologie, 1° vol.
1911; A. Marie, Traité 933 Pst international de paychologie
pathologique, 1912; G. Storring, Mental pathology in ite relation to normal
peyohology, 1907. Psicologia pedagogica. T. Pädagogische Peyohologie ; I.
Pedagogical peychology; F. Peyohologie pedagogique. Quel ramo della psicologia
che studia il modo come si vengono formando e svolgendo le diverse attività
psichiche nel bambino, allo scopo sia di conoscere la natura primitiva della
psiche umana e rieostruirne la lenta evoluzione, sia di trarre da tali
conoscenze le norme per contribuire più efficacemente allo sviluppo psichico,
intellettuale e morale del bambino. Cfr. Perez, Les trois premières années de
L’enSant, 1878; Baldwin, Le développement mental chez Ponfant et dans la race,
trad. franc. 1897; Preyer, Die Seele des Kindes, 3° ed. (v. pedagogia,
pedologia). Psicologia segmentale. Quella nuovissima parte della Psicologia,
che fondandosi sopra l'anatomia e la fisiologia segmentalo, studia i fenomeni
abnormi, subnormali ο supernormali, della coscienza umana, L'uomo, che à al
vertice della scala animale, presenta la costituzione più profondamento
unitaria di tutti i viventi, rivelata dai fonomeni del suo io e basata
specialmente sulla centralizzazione dol sistema nervoso; tuttavia anche
nell’uomo la fusione dei sogmenti (metameri), da cui originariamente deriva
l’encefalo, è lungi dall’essero porfetta dal punto di vista fisiologico, como è
dimostrato dalla moderna dottrina dello localizzazioni corebrali, mentre,
d’altro canto, i fenomeni osservabili in soggetti isterici di disgregazione o
frazionamento della personalità, lo sdoppiamento della coscienza, la scrittura
automatica, l'ipnosi sperimentale, le pratiche dell’ occultismo, la
collaborazione continua che, nell’ tome normale, esiste tra cosciente ©
subcosciento, tra io sopraliminale © io subliminale, rivelerebbero l’
incompleta fusione © coordinazione dei presunti segmenti, che concorrono a
formare la personalità unitaria. Cfr. Max Dessoir, Das Doppelt-Ich, 1896;
Myers, The human personality, 1902; BoPst
984 ris Sidis, Studies in mental
dissociation, 1902; Morton Prince, The dissociation of a personality, 1906; A.
Binet, Les altérations de la personnalité, 1892. Psicologia sociologica. Alcuni
designano in questo modo, per opposizione a fisiologica, quella parto della
psicologia obiettiva che considera In vita psichica in quanto si rivela col
movimento ϱ con l’azione, colla parola e con l’imagine. Essa ha per materia la
vita degli animali, dei fanciulli, dei solvaggi, la storia generale dell’
umanità, i poemi, le biografie. È quindi affine a quella che altri chiamano
pricologia comparata. Psicologia zoologica. T. Tierpsychologie; I. Animal
prychology; F. Paychologie zoologique. Quella parte della psicologia cho studia
i fenomeni psichici come si vengono manifestando negli animali bruti. Essa si
fonda sopra il concetto che la coscienza non è un privilegio escInsivamento
umano, ma esisto anche negli animali, sia superiori che inferiori, nei quali si
vorifica lo stesso fatto clementare che, negli esseri superiori, si complica
per nuovi processi. Essa presuppone anche che il modo di manifestazione
esteriore del fenomeno psichico sin analogo nell’animale ο nell’nomo. Cfr.
Wundt, Porlerungen über die Monschen-und Tiersecle, 2% ed.; Lloyd Morgan,
Animal life and intelligence, 1890-91; Romanes, Mental erolution in animale,
1883; F. Franzolini, I’ intelligenza delle bestie, 1899 (v. coscienza,
automatismo). Psicologismo. T. Paychologiemus; I. Paychologiem; F.
Peychologisme. Vocabolo non privo di senso dispregiativo, col qualo*sì snol
designare non tanto una dottrina determi nata, quanto il metodo o la tendenza
generale cho consiste nell’ assumere il punto di vista psicologico come unico o
fondamentale, nel ridurre tutti i problemi filosofici a problemi psicologici e
quindi nell’ assorbire la filosofia nella psicologia. Così il Gioberti
denominava psicologismo la filosofia del Rosmini, in quanto ammetteva nella psi
935 Pst che umans la facoltà di produrre
I’ ente indeterminato presente allo spirito. Il De Sarlo lo definisce: « un
orientamento o atteggiamento dello spirito, per cui questo, rivolto su sò
stesso, crede di trovare nell'esperienza interna non soltanto le indicazioni
per pronunziarei su ciò che è reale, su ciò che è obbiettivo e su ciò che ha
valore, ma unche il fondamento, la giustificazione, la garanzia di qualsiasi
affermazione e credenza. Lo peicologinmo esprime la tendenza a cercare nella
coscienza e nei suoi fenomeni i princip! esplicativi e le norme direttive per
una comprensione piena, perfetta della realtà ». Così inteso, lo paicologismo
ha le sue origini prime da Socrate, che richiamò la mente umana a volgere lo
sguardo en sò stessa; ma non diventa un metodo che con la Rinascenza, nella
quale, per il rinnovarsi della cultura ο per il richiamo all'autorità della
coscienza individuale contenuto nella protesta di Lutero, si afferma saldamente
la tendenza a porre nell’ individuo la misura dei valori © nella coscienza
umana 1’ espressione più completa ο genuina della realtà, Nel oogito ergo sum
di Cartesio lo pricologismo ha gettato lo sue salde basi; con Locke ο Berkeley
tende a ridurre le forme più elevato dell'attività dello spirito a quelle più
semplici ο ai dati sensoriali i prodotti più complessi, mirando a dimostrare
l’unità di composizione dei fatti psichici © la perfetta identità tra fl fatto
psichico ο il suo oggetto (esse --percipi); con Hume diventa scettico, negando
tutto ciò che non sia contenuto puntuale della cosoienza in un dato istante;
con la scuola scorzese cessa di essere fenomenistico e diventa intuizionistico
; con Kant, di fronte al sogKotto è aimmessa una cosa in sò, di fronto alla
forma si trova la materia, ma da un canto la cosa in sò è dichiarata
impenetrabile © dall’ altro la materia, riducendori a sensazioni, è pur sempre
qualche cosa di soggettivo, cosicchè anche per Kant la realtà e l’esperienza si
risolvono in fatti di coscienza. Si
possono distinguere due forme Psr 936 di psicologismo : uno, che possiam dire
relativo 0 temperato, si appoggia sulla constatazione innegabile della
posizione centrale che la coscienza umana occupa nel mondo, per affermare
l’importanza della psicologia nella soluzione dei problemi riflettenti lo
spirito e dei suoi principali prodotti; questa forma di psicologismo è parte
integrante di tutta la cultura del nostro tempo © figura come la premessa
necessaria di qualsiasi indagine sull'attività umana e gli oggetti a oni può
esser rivolta. L’ altro, che possiam dire assoluto o metafisico, 6 che si suol
anche denominare peichiemo, 0 pampsiohismo, o idealismo realistico, ecc.,
considera la psiche come la stessa realtà, come l’ unica realtà; l’universo si
risolve per esso in contenuti delle coscienze indivi-. duali els metafisica
nella psicologia del pensiero. Lo psicologismo assoluto ha poi aspetti diversi
a seconda del campo a cui s’ applica: psicologismo gnoseologico e logico, che
riduce tutta la conoscenza alle forme date dall’ esperienza paicologica, ogni
attività del pensiero alle leggi della vita psichica; morale, che fa oggetto
della sua ricerca il dato psicologico della coscienza morale, studiandolo come
un fatto tra gli altri fatti della natura, di oui si debbano studiare le cause
e lo leggi di sviluppo con gli stessi procedimenti delle scienze ompiriche;
religioso, che spiega la religiosità come un derivato di condizioni
psicologiche particolari (senso di debolezza, bisogno di protezione) o come un’
applicazione di leggi psicologiche generali (rapporto tra desiderio, speranza,
0 aspettazione © credenza nell’ oggetto corrispondente); estetico, che spiega
la natura propria della coscienza estetica con cause psicologiche come I’
abitudine, l’ associazione, lo influenze ataviche, ece., ο fonda il valore
estotico su necessità d'ordine biologico, ο riduco l’arte al bisogno di esplicare
1’ eccesso di energia, Cfr. Mikaltechow, Beitr. sur Kritik des modernen
Pychologiemus, 1908; Gioberti, Protologia, 1857, vol. I, p. 91 segg.; F. De
Sarlo, To psicologismo nelle sue principali forme, « Cult. filosofica », 937
Pst marzo 1911; A. Levi, Lo paicologismo logico, « Ibi gennaio 1909.
Psicometria. T. Peychometrie; I. Peychometry; F. Peyohométrie. Nome dato dal
Wolff alla misurazione matemstica dei processi psichici, Oggi è usato per
indicare sia la psicologia sperimentale, sia i fenomeni detti parapsichici
(previsione, telepatia, eco.) sia quella parte o metodo della psicologia che
misura i fenomeni psichici nella loro intensità, frequenza, durata, eco. Quest’
ultimo significato è il solo veramente legittimo. Secondo una classificazione
dell’Aliotta la psicometria si divide in: psicofisica, peicocronometria,
psicodinamica © psicostatistica. La psicofisica ha per oggetto la misura delle
sensazioni, dell’esattezza dei giudizi sensoriali e della chiarezza delle
sensazioni ; la seconda la misura del tempo di reazione semplice e delle
reazioni complesse (tempo di ricognizione, di distinzione, di scelta, di
associazione, di giudizio); la terza la misura dinamogenica della memoria e
della forza di associazione, dell’attenzione, dell’arresto psichico, del lavoro
e della stanchezza mentale; la quarta le leggi di frequenza dei fenomeni della
vita psichica, sia normali che patologici, sia indivi duali che sociali. Cfr.
A. Aliotta, La misura in psicolo, sperimentale, 1905; Bucoola, La legge del
tempo nei fenomeni del pensiero, 1883; Münsterberg, οὐ. Aufgabe und Methoden à.
Psychologie, 1891; Binet, Introduction à la peychol. expérimentale, 1894;
Duchatel, Enquéte sur des cas de peychométrie, 1910; Clapardde, Classification
et plan des méthodes psychologiques, « Arch. de psych. », giugno 1908.
Psicomonismo. Nome dato dall’ Hucckel a quella forma estrema di idealiamo che
si suol chiamare solipsismo ο semelipsismo. Cfr. Haeckel, I problemi
dell'universo, trad. it. 1902, p. 315 segg.; B. Rutkiewiks, Il psicomoniemo, trad.
it. 1912. Paiconomia. T. Psyohonomik; I. Psychonomics ; F. Paychonomique.
Vocabolo poco usato; indica la dottrina delle Psi 938
leggi che governano l’anima, o anche quella parto della scienza, che
studia le relasioni della psiche individuale col suo ambiente specialmente
sociale. Talvolta infine è adoperata per denominare quel ramo della sociologia
che tratta dei fattori © delle leggi psicologiche contenute nell’organizzazione
e nell'evoluzione sociale (v. antroposcoiologia, peicologia collettira). Psicosi.
T. Peyohose; I. Peyohosia; F. Peychose. Si nea, in senso generale, per
designare qualsiasi malattia mentale, oppure in senso ristretto per opposizione
a nevrosi, per indicare quelle anomalie della psiche di cui si ignorano le
corrispondenti lesioni organiche. Alcuni però riservano il nome di psicosi alle
così dette forme degenerative, che sarobbero specialmente le ereditarie e le
costituzionali, comprese quelle create dalle neurosi gravi; e chiamano perciò
peicopatic tutte le malattie e anomalie mentali in genere. Ad ogni modo l’uso
di questo vocabolo è assai largo nella psicopatologia, ο si trova quasi sempre
unito ad altri che lo determinano : così dicesi psicosi affottiva la
malinconia; psicosi morale i pervortimenti del senso morale; psicosi tossiche
tutte le alienazioni mentali prodotte da intossicazione; psicosi epidemiche i
disturbi mentali collettivi. Cfr. G. Ballet, Le psicosi, trad. it. 1897; G.
Sergi, Psicosi epidemica, « Riv. di fil. sciontifica », marzo 1889.
Psicostatistica. T. Peyohostatietik; I. Peyohontatistics ; F.
Payoo-statistique. Quella parte della psicologia sperimentale, 0, come vuole
l’Aliotta, della psioometria, che misura le proporzioni degli individui che
presentano nn fenomeno psicologico dato. Molti metodi della psicofisica e della
paicodinamica si fondano indirettamonte sulle determinazioni statisticho dei
casi veri ο falsi, dello sillabe appreso, degli errori commessi, delle cifre
calcolate, ecc. Un’ altra applicazione indiretta della statistica alla
psicologia, ha luogo quando dalle leggi di froquenza di alcuni fenomeni ctici ο
sociali (suicidi, omicidi, ecc.) si cerca di risalire alle interne 939
Psr cause psicologiche. Applicazioni più dirette dello stesso metodo
fece il Fechner, studiando la frequenza della udizione colorata, il Kriipelin
sul sonno ο sui sogni, il Galton sulle associazioni e sull’eredità psicologica
del genio. Cfr. Galton, Brain, luglio 1879, p. 149; Ribot, Z’heredite, 1873, p.
268; Aliotta, La misura in psicologia sperimentale, 1905, p. 233-237. Psicoterapia.
T. Psychotherapie; I. Psychotherapeutics; F. Psychothérapie. La cura nelle
malattie mentali fatta agendo direttamente sulla psiche dell’ individuo per
mezzo della suggestione ipnotica o allo stato di veglia. Essa è stata praticata
presso i diversi popoli fino dalle epoche più remote; secondo il Löwenfeld essa
è anzi « la forma prima © più originaria in cui fa praticata l’arte medica ».
Ma la psicoterapia scientifica non comincia propriamente che verso il 1884 con
la « seuola di Nanoy » per opera del Liégeois e del Bernheim; da allora ha
avuto uno sviluppo sempro più rigoglioso, e all’unico metodo originario, I’
ipnosi, si aggiunsero la suggestione allo stato di veglia, la ginnastica della
volontà, la psicoanalisi del Freud, la psicosintesi del Bezzola, la
psicocatarsi del Frank, la persuasione del Dubois, la terapia associativa del
Moll, ecc.; ο infine una curiosa riapparizione in veste scientifica della
psicoterapia religiosa per opera dell’ Emmanuel movement, per non parlaro della
mind-cure ο di altri motodi estrascientifici in gran voga in questi ultimi anni
in America. Cfr. Bornheim, De la sugyestion, 1891; Liwenteld, Lehrbuch der
gesammten Psychotherapie, 1897; P. Dubois, Les psychonéeroses et leur
traitement moral, 1909; A. Thomas, l’eyohothérapie, 1912; Portigliotti,
Psicoterapia, 1903; Assagioli, Paicologia ο psicoterapia, « Psiche », maggio
1913. Psittacismo. T. Prittaciemus; 1. Psittaciam; F. Peitta«πο, Dal greco
4irtaxi; = pappagallo. Nel linguaggio comune designa semplicemente l’abitudino
di ciarlare a sproposito ο ripetere le stesse parole dotte da altri. Nella
Pux 940
filosofia questo vocabolo fa usato la prima volta dal Leibnitz per
designare quella forma esagerata di nominalismo, che considera ogni idea
generale ed astratta come una semplice parola, come un puro flatus voois. Se
così fosse in realtà, il linguaggio dell’uomo non differirebbe da quello del
pappagallo, il quale ripete meccanicamente una serie di suoni insegnatigli, cho
per Ini sono privi di ogni significato. Ora, se è vero che il rapporto tra la
parola e l’idea è puramente convenzionale, è anche vero che tra una ο l’altra
esiste una certa proporzionalità; la parola è infatti la virtualità dell’ idea,
ed è per meszo della parola che le idee complesse sono fissate, illuminate ο
richiamate. Ofr. Leibnitz, Nour. Essais, II, xxı, 31; M. Dugas, Le peittaoieme
et la pensée simbolique, 1896, Pref.; G. Marchesini, Il simboliemo nella
conoscenza 6 nella morale, , p. 71 segg. (v. Unguaggio, realiemo, universali).
Panto. T. Punotum, Punkt; I. Point; F. Point. Dicesi punto fisico il minimo di
spazio percepibile; punto materiale il corpo le cui dimensioni sono supposte
infinitamente piccole, restando tuttavia dotato delle proprietà generali della
materia, quali il peso e l’impenctrabilità ; punto matematico l’indivisibile
avente una posizione nello spazio, oppuro P intersezione di due linee. Punti metafisici chiamò Leibnitz le monadi: «
Essi hanno qualche cosa di vitale 6 una specie di percezione, e i punti
matematici sono i loro punti di vista per esprimere l'universo; ma quando lo
sostanze materiali sono rinserrate, tutti i loro organi insiome non formano che
un punto fisico a nostro riguardo ».
Diconsi punti di ritrovo quei ricordi che, essendo per la loro natura
automaticamente localizzati nel tempo, servono poi à localizzaro gli altri
ricordi. Essi non sono scelti arbitra riamente ma s’impongono a noi, in quanto
per la loro intensità lottano meglio contro l'oblio, ο per la loro complessità
possono suscitare un maggior numero di rapporti entare quindi la propria
capacità di riviviscenza. 941 Pur Dicesi punto di vicinanza 0 punctum
prozimum il punto che segna il limite di accomodamento dell'occhio per la vicinanza;
negli occhi normali esso trovasi alla distanza di 100 a 120 mm. dall’ occhio.
Dicesi punto di lontananza ο punctum remotum la distanza da cui debbono venire
i raggi luminosi per far foco sulla retina senza nessun sforzo d’accomodazione;
negli occhi normali questo punto trovasi al infinito, nei miopi invece a pochi
metri dall’ occhio, negli ipermetropici al di là dell’ infinito e ciod non
osiste perchè soltanto i raggi convergenti possono far foco sulla retina senza
sforzo d’accomodazione. Punto cieco
dicesi Pareola circolare della retina, priva dello strato dei coni © dei
bastoncini, © affatto insensibile, formata dal nervo ottico dove esso sbocca
nell’ occhio. Diconsi punti di pressione
quelle piccole aree della cute, che sono la sede Periferica della sensibilità
tattile ; punti termici quelli della sensibilità pel caldo e pel freddo; punti
dolorifici quelli della sensibilità periferica dolorifica. Puro. T. Rein,
bloss; I. Pure; F. Pur. Nella filosofin con questo termine, da Kant în poi,
s'intende ciò cho è a priori, indipendente dall'esperienza, spoglio d’ogni
elemento dovuto alla esperienza. « Si chiama pura ogni nosconza cho non è
mescolata con nulla di eterogeneo. Ma si dice specialmente d’una conoscenza che
è assolutamente pura, quando, in modo generale, non vi si moscola alouna
esperienza o sensazione e che, per conseguenza, è possibile interamente a
priori ». Perciò per Kant l'intelletto puro è . Cfr. Leibnitz, Monadologia, $
60, 62; Cr. Wolff, Vernunftige Gedanken ron Gott, 1733, I, $ 774; Mendelssohn,
Morgenstunden, 1786, vol. I, 6; K. Ο, E. Schmid, Empirische Peychologie, 1791,
p. 172-179; Wundt, Grundsüge d. physiol. Psych., 3% ed., II, p. 1, 100, ecc.;
Sully, Outlines of peycho 968 Raz logy,
1885, p. 224, e 219 nota 2; Höffding, Psychologie, trad. franc. , pp. 156-242;
O. Hamelin, Essai sur les élémente Princ. de la représentation, 1907; P.
Köhler, Der Begriff der Repr. bei Leibnitz, 1913 (v. percezione, presentazione,
riproduzione delle sensazioni). Razionale. T. Fernünftig, Rational ; I.
Rational; F. Rationnel. Ciò che fa parte della ragione. Si oppone ad irrazionale,
© talvolta anche ad affettivo, volontario, sensibile, sperimentale, eco.
Razionale si dice anche di ciò che è conforme alla ragione, intesa come facoltà
di ben gindicare, © di conoscere in modo diretto il reale e l'assoluto, o anche
come sistema di principi a priori la cui verità non dipende dall’ esperienza.
Numero razionale è quello che può esser messo sotto la forma di un rapporto tra
due numeri interi. Mecoanica rasionale è l'insieme di tutte le questioni della
meccanica, che sono trattate con metodo puramente deduttivo partendo dalle
nozioni di massa, forza, relazione, inerzia.
Nel linguaggio scolastico dicesi rationale materialiter ciò che ha in sè
il principio di raziocinare, come luomo; rationale formaliter il principio del
raziocinare e la differenza costitutiva dell’uomo, come la razionalità.
Razionalismo. T. Rationalismus; I. Rationaliem; F. Rationalisme. Ha significati
molto vari. Alcune volte è usato in senso dispregiativo, per designare V abuso
che in certi sistemi filosofici si fa del ragionamento puro, 1’ eccessiva
fiducia concessa alla ragione, a scapito sia dell'esperienza sia del sentimento
e dell’ intuizione. I teologi applicano questo nome a tutti quei sistemi nei
quali è esoluso l’intervento della rivelazione e della tradizione, e viene
assunta la ragione come unico principio di conoscenza. Nel suo significato più
generale designa l’ impiego della ragione nello studio dei problemi filosofici
o religiosi; in questo senso non si può dire che il razionalismo sia una
dottrina ο un sistema, ma soltanto un metodo, o meglio ancora, una tendenza, un
indirizzo gonerale. Il razionalismo religioso si Raz 964
contrappone al eupernaturaliemo 0 irrasionalismo, che ritiene la ragione
incapace di penetrare nelle cose divine, che po; giano essenzialmente sulla
fede, unico fondamento di ogni religione: tra lano e l’altro sta il
semirasionalismo, per il quale le fonti della verità sono due, la ragione e la
fede, ma le verità di fede non sono contrarie alle verità di ragione, bensì al
di sopra di esse. L’ idealismo greco ο l’idealismo assoluto della filosofia
moderna sono razionalistiei; il cattolicismo, dopo la sistemazione
scolastico-aristotelica di S. Tommaso, è semirazionalistico; sono
irrazionalistioi tutti quei sistemi che, dentro e fuori dol cristianesimo,
credono di poter giungere alla possessione immediata del divino con altri mezzi
che non sieno la ragione, il pensiero, Y intelligenza (tradizionalismo,
autoritarismo, fideismo, ontologismo, immanentismo, sentimentalismo, ecc.). In
senso metafisico 0 ontologico, per razionalismo, ο idealismo rasionalistico, o
razionalismo panlogistico 8’ intende quella forma di spiritualismo assoluto,
che fa risultare il mondo esteriore dallo sviluppo sia di esseri pensanti, di
ragioni individuali, sia di una ragione cosciente universale, sia infine d’un
sistema di idee indipendenti dalle coscienze, incosciente almeno per le
coscienze umane, 9 che si pone come un oggetto per rapporto ad esse (Fichte,
Schelling, Hegel). Infine razionalismo si adopera per opposizione a sensiemo:
questo sostiene che le nostre percezioni, e persino le nostre idee universali ο
necessario e i principi costitutivi di ogni scienza non sono che lo sviluppo
dello nostre sensazioni ; il razionalismo invece considera i principî
fondamentali della ragione come innati e crede quindi la ragione irreducibilo
all'esperienza. Perciò opposti sono i metodi del razionalismo e del sensismo;
quello aprioristico, in quanto fa derivare da idee a priori le leggi supreme
dell’ essere e le spiegazioni ultime d’ogni scienza, questo sperimentale o
empirico in quanto si fonda sopra l'osservazione e l’esperienza, organizzandone
i materiali mediante l’induzione e la goncra 965 Raz lizzazione. Il razionalismo, come metodo
filosofico, assume nomi differenti a seconda del suo contenuto e della sua
Posizione di fronte agli altri indirizzi : così dicesi razionalismo matematico
quello dei pitagorici, per i quali le cose sono comprese solo quando è
conosciuta la determinaziono matematica che ne è il fondamento; razionalismo
teorico quello di Democrito, per il quale la conoscenza della vera realtà è
essenzialmente una rappresentazione dell’ essere costante, ma tale per cui la
realtà dedotta, conosciuta nella percezione, deve essere resa comprensibile;
razionalismo etico invece quello di Platone, per il quale la conoscenza della
vera realtà ha il suo scopo morale in sò stessa, e tale conoscenza deve essere
la virtù, che non ha col mondo dato dalla percezione se non un rapporto di
recisa limitazione; razionalismo pratico quello del Bayle, per il quale la
ragione umana, incapace di conoscere l'essenza delle cose, è provvista però
della coscienza del proprio dovere, ossia della conoscenza dei principi morali,
che sono verità eterne e immutabili. Cfr. Stäudlin, Geschiohte d. Ration. u.
Supranatur., 1816; Wundt, Einleitung in die Philosophie, 1901, Pp. 323 segg.;
F. Maugé, Le ration. comme hypothèse méthodo. logique, 1909; F. Enriques,
Scienza e razionalismo, 1912. ‘Razza. T. Rasse; I. Race; F. Race. Questo
vocabolo ha accezioni diverse, implicando la risoluzione che può farsi in modi
diversi -di altre complesse questioni della filosofia zoologica. Secondo alcuni
per razza deve intendersi un gruppo di individui nei quali si perpetua, per
eredità e indipendentemente dall’ azione attuale dell’ ambiente, un insieme di
caratteri biologici, psicologici e sociali che li distingue dagli individui
appartenenti ad altri gruppi ai loghi. « La razza, dice il Quatrefages, è l’
insieme degli individui somiglianti che appartengono ad una medesima specie ed
hanno ricevuto e trasmesso per via di generazione i caratteri d’una varietà
primitiva ». Ma la permanenza dei caratteri attribuiti all’eredità biologica, è
invece REA 966 riferita da altri alla educazione, alla
imitazione, all’ ambiente, ecc.; mentre altri ancora considerano lo varietà
come combinazioni di razze più elementari, caratterizzato da una eredità
semplice ο invariabile. La definizione più larga e nella quale tutte le scuole
possono accordarsi, è forse quella del Prichard: « sotto il nome di razza si
comprendono tutte le collezioni di individui presentanti un numero maggiore o
minore di caratteri comuni, trasmissibili per eredità, prescindendo affatto
dall’origine dei caratteri medesimi ». Cfr. Agassiz, De l'espèoe et de la
classification en zoologie, 1862; G. Pouchet, De la pluralité des races
humaines, 1864; A. De Quatrefages, La epecie umana, trad. it. 1871; P.
Topinard, Anthropologie, 1884, p. 199 segg. (v. monogenismo, poligeninno,
trasformismo, specie, varietà). Beale (rea = cosa). T. Wirklich, real; I. Real;
F. Reel. Si oppone a ideale © designa tutto ciò che è, e che per sussistere non
ha bisogno di essere pensato. Questo per ciò che riguarda il reale oggettiro ;
dal punto di vista logico e soggettivo, il reale si può definire come il
contenuto dell’esperienza. Reale si oppone anche a illusorio, apparente,
fenomenioo, e indica cid che concretamente è, ciò che agisce effettivamente, Si
opppone infine, nella conoscenza, et formale, e indien ciò che della conoscenza
stessa costituisce la materia, il contenuto.
Diconsi definizioni reali, per opposizione alle nominali ο terbali,
quelle che si fanno per il genere prossimo e la differenza specifica, ο si
propongono per fine di individuare completamente il concetto della cosa
definita mediante l'indicazione del comune sostrato, che lo collega con gli
oggetti simili, e della differenza che da essi lo sopara (v. idea, ideale,
realismo, realtà). Realismo. T. Realismus; I. Realiem; F. Realieme. Ha due
diversi significati, socondochè si oppone a nominalismo 0 n idealismo. Se si
oppone a nominalismo designa quella dottrina scolastica secondo la quale gli
univereali ο ideo generali esistono realmente. Il realismo è la prima
soluzione 967 Rea data dalla scolastica al problema degli
universali, nato da un luogo dell’ Isagoge di Porfirio, nel quale erano
proposte ο non risolute queste tre questioni: gli universali hanno un’
esistenza propria o esistono soltanto nel pensiero? se hanno esistenza propria
sono corporali ο incorporali ? 66 sono incorporali sono accompagnati o
scompagnati da circostanze sensibili? Il realismo risponde che gli universali
hanno una esistenza propria; ma fra i realisti alcuni dicono, conforme alla
dottrina platonica, che gli universali preesistono alle cose individuali (ante rem)
come prototipi eterni di cui tali cose non sono che-imitazioni temporanee,
altri invece sostengono, conforme alla dottrina aristotelica, che esistono
nelle cose individuali (in re) come loro attività medesima. Quando il realismo si oppone all’ idealismo
designa tutte quelle dottrine, che ammettono la realtà obbiettiva del mondo
esteriore. Si possono distinguere in esso tre periodi ο fasi: 1° il realismo
primitico, proprio della filosofia antica, che considera lo spirito come uno
specchio sul quale si rifletta fedelmente l’imagine degli oggetti esteriori;
secondo esso vi è adunque lo spirito da una parte e la natura, il mondo esterno
dall’ altra; il problema da risolvere è quindi se entrambi siano costituiti in
tal modo, che il secondo possa essere oggetto di conoscenza per il primo; 2° il
realismo peroerionistico o naturale, proprio della scuola soozzese e
dell’eclettismo francese, secondo il quale noi abbiamo la percezione immediata
del mondo esteriore come tale; le cose esistono fuori di noi perch’ la percezione
ci mostra delle cose che esistono fuori di noi; in altre parole, il realismo
naturale pone il sentimento di obbiettività implicito nella percezione come un
fatto irreducibile, ο a tale credenza attribuisce un valore rappresentativo; 3°
il realismo moderno, nel quale il problema è posto diversamente, în seguito
sovra tutto alla critica dello Stuart Mill sulla nozione di obbiettivita
fornitaci dalla coscienza. Codesta nozione si riduce alla obbiettivazione
Rea 968
dell’ idea d’ una possibilità permanente di sensazioni, obbiettivazione
determinata anzitutto dal presentarcisi di codesti gruppi di sensazioni
possibili come permanenti, al contrario delle sensazioni isolate che hanno un
carattere fagace; secondarismente dall'azione che codesti gruppi sembrano
esercitare gli uni sugli altri secondo leggi costanti, che appaiono
indipendenti dalla nostra volontà. Sostituita così all’ idea di sostanza quella
di legge, il problema di cui il realismo ο l’idealismo propongono due soluzioni
opposte è il seguente: come spiegare la costanza 9 la realtà di certi gruppi di
sensazioni da una parte, e delle relazioni tra questi gruppi dall'altra. ‘Tra
le forme principali del realismo ricorderemo: il realismo idealistico, che
riconosce una realtà indipendente dalla conoscenza che ne abbiamo, ma considera
tale realtà di natura ideale, spiritnale; esso è dunque una forma di moniemo
epiritualistioo, ed ha il suo primo rappresentante in Platone, che consi. dera
le Idee come realtà eterne, universali, immutabili, di cui le cose individuali
non sono che il riflesso ο l’imagine. Il realismo trascendentale, detto così
perchè in esso la causalità, che ricollega la rappresentazione alla cosa in sè,
diviene una causalità trascendentale in quanto permette appunto d’ inferire
dalle rappresentazioni un oggetto che non è oggetto di rappresentazione, l’
inconscio (Hartmann). 1 realismo individualistico ο pluralistico, che afferma
che l'essere è costituito da una molteplicità di enti semplici ο primitivi, il
cui numero è proporzionale al numero delle nostre sensazioni, poichè ogni
sensazione indica un essere particolare (Herbart). Il realismo empirico, che
pone la sostanza come distinta dai fenomeni e da noi immediatamente conosciuta
per uns intuizione positiva (Ravaisson). Il realismo dialettico, che consiste
nel realizzare le idee generali e dedurre le une dalle altre, in modo che la
catena logica continua delle idee è anche una catena ontologica continua della
realtà, 11 realismo ontologico ο metafisico, che 969
Rra s’oppone al realismo gnoseologico, in quanto questo afferma
semplicemente l’esistenza d’una realtà esterna, sussistente come oggetto del
nostro pensiero, quello spiega la natura di codesta realtà affermata come
sussistente, e può essere tanto spirifualistico quanto materialiatico e
naturalistico. 11 realismo razionale, che ammette una ragione assoluta la quale
si manifesta così nell'esistenza delle cose come nella coscienza dell’uomo, e
per la quale all’ assoluto, che si manifesta nel nostro pensiero, corrisponde
perfettamente l'ordine esterno del vero essere (Bardili). Il realismo ragionato
(reasoned realism), che afferma la realtà di ciò che è dato dal senso, e
giustifica questa affermazione con l’indagine filosofica o razionale dei
fondamenti della conoscenza (Lewes). Il realismo trasfigurato, che afferma |’
stenza dell’ oggetto separata e indipendente da quella del soggetto, nonchè la
corrispondenza tra i mutamenti del primo e quelli del secondo, senza però
affermare che alcun modo d’ esistenza oggettiva «in in realtà quale a noi
appare (Spencer). Il realismo problematico 0 ipotetico, che parte dall’ ipotesi
che, se noi non conosciamo se non stati mentali © soggettivi, ne inferiamo però
qualche cosa di corporeo e di oggettivo.
Fuori della sfera della filosofia, il realismo significa: nella
matematica l’ opinione secondo la quale le forme e le verità matematiche non
sono create dallo scienziato, ma da lui scoperte; nell’estetioa la dottrina che
all’arte impone di non idealizzare il reale, ma di esprimerne soltanto i
caratteri effettivi, oppure la tendenza artistica a rappresentare nell’uomo
specialmente i caratteri naturalistici, ancora se bratti o degradanti ; nel
linguaggio comune il senso della realtà delle cose, la capacità di agire
conforme ai dettami dell’esperienza concreta e indipendentemente da ogni
vincolo del sentimento, della tradizione, dell’ imaginazione, dei principi
astratti. Cfr. E. von Hartmann, Kritische Grundlegung des transoendentalen
Realismus, 1875; J. H. Löwe, Der Kampf zwischen Nominalismus und Rea 970 Realismus,
1876; Holt, The new realiem, 1912; C. Ranzoli, Le forme storiche del idealismo
ο del realismo, in Linguaggio dei filosofi, 1911, pp. 59-104 (v. arte,
conoscenza, intermediariste, realtà, materia, nominalismo, pluralismo,
sostanza, essenza). Realtà. T. Realität, Wirklichkeit; I. Reality; F. Réalité.
Si oppone tanto a possibilità, quanto a idealità e ad apparensa; designa tutto
ciò che esiste, che permane fuori di noi e indipendentemente dalla conoscenza
che ne abbiamo, La concezione della realtà è passata per tre stadi principali.
Da principio è identificata colla sensibilità, ο non si concepiscono come reali
che gli oggetti percepibili ed estesi nello spazio, considerando pure come
tali, ma più tenui e sottili, gli oggetti © le cose che non cadono sotto i
nostri sensi. In seguito, per l'osservazione che i sensi ci ingannano spesso e
che fra le qualità sensibili degli oggetti alcune sono essenziali altre
mutabili e faggitive, il reale si concepisce come qualche cosa di diverso dal
sensibile, e cioè come un quid assolutamente identico a sò stesso e immutabile,
che serve come di sostegno ultimo alle qualità © che non può sparire senza che
anche la cosa sparisca. Questo quid è la sostanza, che per tal modo è
considerata come la sola realtà. Per alcuni codesta sostanza è ancora qualche
cosa di conoscibile per mezzo dei sensi (elementi, atomi, ecc.), dato che essi
possano attraversare lo mutevoli apparenze che la nascondono; per altri invece
non può essere che l'oggetto di un intuito razionale, in quanto, consistendo
essa nell’ identità e nella permanenza, tali caratteri non possono riscontrarsi
nei rapporti. Si ha così, accanto alla spaziale, un'esistenza intelligibile,
che, obbiettivata, costituisce la vera realtà (il Numero, le Idee, ecc.).
Infine, col progredire della rifiessione e col delinearsi del problema
gnoseologico, le basi della questione si spostano: si comprese che non era
possibile parlare di una realtà in sè, assolutamente fuori dello Rspirito,
perchè tutto ciò che conosciamo è interiore e non reale che in noi, e che
quindi si trattava di risolvere non più come si potesse passare dall’ apparente
al reale, ma dal conosciuto al reale. Le soluzioni date al problema sono molte
e diverse: riducendosi tutto alle sensazioni e alle loro leggi, per alcuni
(Kant) queste leggi, superiori alle nostre esperienze ed immanenti ad esse, si
impongono alla materia sensibile e multipla delle nostre impressioni come tante
forme unificatrici, universali e necessarie; per altri le leggi dei fenomeni
sono esse stesse fenomeni. Per il positiviemo non vi è altra realtà oltre
quella determinata dalle scienze, e non v'è realtà per le scienze oltre quella
attinta all’esperienza diretta e genuina, ossia all'esperienza sensoriale;
sostanza, causa, efficienza, soggetto, oggetto, essere, ecc., sono tutte
aggiunte fatte dal pensiero n cui nessuna realtà corrisponde. Due sono le forme
principali assunte dalla conla monistico-meccanica, cho risolve tutta la realtà
in movimento e modalità di movimento; la empirico-sensazionistica, che
identifica la realtà ultima con la così detta esperienza pura o radicale
(sensazione), alla quale si arriva mediante l'eliminazione di tutte le aggiunte
del pensiero. Affine a quest’ ultima, anche la filosofia dell’immanenza riduce
tutta la realtà all'esperienza, identifica l’esperienza stessa col complesso
degli stati di coscienza, esclude ogni trascendenza, sia quella dell’oggetto
rispetto alla coscienza individunle, sia quella di esseri ο di cause
sottostanti all’ insieme dei fenomeni che costituiscono l’universo: essa non
diversifica dall’empirismo puro se non in quanto rileva ed accentua la
cooperazione della coscienza nella costituzione della realtà. 1 idealismo
critico, che si ricollega a Kant, nega pure ogni valore al concetto di realtà
quale è posseduto dalla comune degli uomini; le idee di essere, di sostanza, di
ente sono pure escogitazioni mentali; vi è il fare, il produrre, ma non vi è nè
l'agente ο il producente e nemmeno il prodotto come qualcosa di fisso Rea 972 e
di solido. L’idealismo etico muove esso pure dal concetto che non la realtà
determina l’atto conoscitivo, ma questo mira a costruir quella; di più spiega
codesto atto costruttivo come un'esigenza morale, affermando che non l'essere,
ma il dover essere costituisce la categoria fondamentale atta a serviroi di
guida nella costruzione del mondo; nulla esiste per sò, ma solo in quanto mezzo
per l'attuazione del dovere. Spingendosi ancora più innanzi su questa via, il
prammatismo, eliminato il correlato del dover essere, fa della realtà una
costruzione pura della volontà, un mezzo oreato per il raggiungimento di scopi
pratici, i quali poi si riassumono nella conservazione e nell’accrescimento
dell’esistenza ; non è a parlare di ‘una realtà per sè stante nd di una verità
valida, ma solo di azioni e dei loro effetti. Di fronte a questi indirizzi sta
P idealismo metafisico, che muove dal presupposto che ogni forma di realtà si
risolve in fatti mentali, appunto perchè per definirla © parlarne non si può
fare a meno di ricorrere ad elementi ideali: tali fatti mentali, che
costituiscono l'essenza della realtà, sono per alcuni la volontà, per altri il
pensiero, per altri imaginazione, per
altri ancora la rappresentazione, Le ultime forme assunte dall’idealismo
volontaristico sono: l’attualismo o mobilismo, che risolve la realtà
nell’agire, nell’energia, nel movimento, nell'evoluzione, in un processo
insomma che è libero e imprevedibile, ma che attinge valore dall’ideale che è
destinato ad attuare; il vitalismo metafisico, che concepisce la realtà come
vita, coscienza, cangiamento, durata e quindi come uns creazione continua non
diretta ad uno scopo determinato, ma avente valore per sè, rispondente solo ad
un impulso originario infinito. Cfr. Killpe, Die Philos. d. Gegenwart in
Deutschland, 3* ed. 1905; Eucken, Geistige Strömungen der Gegenwart, 1909; G.
Villa, L'idealiemo moderno, 1905; C. Ranzoli, Sullo origini del moderno
idealismo, « Riv. di fil. e scienze aff. », maggio 1906; F. De Sarlo, I diritti
della metafisica, « La cultura 973 Rka-REc filosofica », luglio 1912; 8.
Mackenzie, The meaning of reality, «Mind », genn. 1914 (v. conoscenza, rerità,
dogmatismo. scetticismo, criticiemo, empiriooriticismo, fenomenismo, realiamo,
idealiomo, peroczioniemo, semetipsismo, soggetto, oggetto. valore, vita,
vitaliemo, eco.). Reazione. T. Reaktion, Gegenwirkung; I. Reaction; F.
Réaction. Forza uguale ο contraria all’azione, che un punto materiale dato
riceve da un altro punto materiale. Il principio d’eguaglianza tra azione e
reazione, divenuto un assioma di meccanica, fu esposto e dimostrato la prima
volta da Leibnitz nei suoi Prineipf matematici della filosofia naturale. Nella
biologia la proprietà fondamentale d’ogni cellula vivente di rispondere con una
reasione propria ad una eccitazione, costituisce l’irritabilità. Nella
psicologia è roazione ogni stato di coscienza determinato da uno stimolo sia
esterno sia interno. Recettività. T. Reoeptirität, Empfanglicket ; I.
Receptirity; F. Réceptivité. L’attitudine a ricevere delle impressioni, a
provare delle modificazioni per l’azione di uno stimolo esteriore. Questo
vocabolo fu usato specialmente da Kant: «La facoltà di ricevere delle
rappresentazioni (recettività delle impressioni); la facoltà di conoscere nn
oggetto per mezzo di queste rappresentazioni (spontaneità dei concetti) ».
Reoettività è dunque sinonimo di passiritd. Secondo alcuni filosofi la
sensibilità è una recettività, perchd consiste appunto nella facoltà del
soggetto di ricevere delle impressioni. Tale dottrina ha origine dall'antica
teoria, che spiegava la sensazione col mezzo degli idoli ο delle idee, che si
portano o al cervello o all’ anima; teoria che si fondava eu semplici analogie
lontane, le quali, come mostrò il Reid, non sono neppure di alcuna utilità
nello spiegare il processo della sensazione. In realtà, se gli stati della
sensibilità si dicono passivi è perchò sono effetto di una fazione causativa;
ma non è escluso con questo che siano essi attività, poichè ogni effetto è pure
un fatto e ogni Rec 974 fatto è attivo. Cfr. Reid, Œuvres complètes,
trad. Jouffroy, 1829, t. III, cap. XIV; Kant, Krit. d. reinen Vernunft, A 50, B
74 (v. capacità). Becetto. Vocabolo creato per analogia con concetto e
percetto; designa ciò che il soggetto riceve dall'esterno, ο, in altre parole,
le modificazioni della coscienza in seguito all’azione dello stimolo esteriore.
Il Romanes dà questo nome all’ idea composta, o combinazione di rappresenta
zioni non ancora denominata ; essa deriverebbe dalla ripetizione di percetti
più o meno simili, che si associano insieme spontaneamente, senza intenzione,
tantochè si può considerare un’ astrazione non peroepita ; il suo nome di
recetto significa appunto che nel riceverlo la mente è passiva, mentre nel
concepire idee astratte ο concetti è attiva. Cfr. Romanes, L'evoluzione mentale
dell’uomo, trad. it. 1907, p. 33 segg., 376 segg. Reciproche (teoria delle). T.
Reciprok; I. Reciprocal, Converse; F. Reciprogue. Nella logica si designa con
questa espressione la teoria dei raziocinii immediati per mutata posizione dei
termini del giudizio. Il problema che tale teoria si propone di risolvere è il
seguente: dato che un soggetto abbia o non abbia un predicato, trovare, senza
bisogno di una dimostrazione speciale, entro quali limiti si può ritenere che
il predicato possa esser soggetto del suo soggetto. Se il giudizio reciproco ha
la stessa quantità del giudizio diretto, la conversione si dico semplice: 98.
tutti gli 4 sono B tutti i B sono 4; se
ha quantità diversa la conversione è accidentale: es. 4 è B qualche B è A. Cfr. Masci, Logica, 1899, p.
216 segg. + Reciprocità. T. Wechselseitgkeit, Wechselwirkung; I. Reciprocity ;
F. Réciprocité. O comunità, è uno dei termini della categoria della relazione,
secondo la classificazione kantiana. La reciprocità non è altro che l’azione di
due sostanze l’una sull’altra. Da essa il Kant fa derivare la terza delle
analogie dell'esperienza: tutte le sostanze, in quanto 975
Ren-Rec si possono percepire come simultanee nello spazio, sono in una
azione reciproca generale. Cfr. Kant, Ærit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p.
170-196 (v. analogia, relazione). Beduplicative (proposizioni). Quelle
proposizioni composte e implicite, in cui un termine, solitamente il soggetto,
è ripetuto con l’espressione in guanto: ad es. il veleno, in quanto veleno, non
produce necessariamente la morte. Si può rendere esplicita; il veleno, in
quanto è soltanto veJeno, non produce necessariamente la morte. Registro
fisiologico. Sull’orientazione del pensiero, del sentimento e del volere di
ogni individuo, intluiscono in vario modo anche le eccitazioni che provengono
dall’organismo, sia centrali che periferiche. L’insieme di queste eccitazioni,
dipendente dallo stato degli organi, fu detto dall’ Ardigò registro
fisiologico, per analogia del registro (pedali) che si trova in quel grande
stromento che è Porgano di una chiesa: in questo il suonatore, col fare agire i
pedali, può far suonare a piacere l’una o l’altra serie di canne, e ottenere
suoni diversissimi sempre adoperando gli stessi tasti. Nel registro fisiologico
le canne che suonano sono i centri cerebrali, i registri sono i visceri, e a
seconda che trovansi in attività piuttosto quelli che questi, a seconda che
agiscono in un modo piuttosto che in un altro, il concerto mentale riesce
diverso. Cfr. Ardigd, Op. filosofiche, V, 93-96, VII, 276-302 (v. conestesi).
Regola. T. Regel; I. Rule; F. Règle. Precetto pratico © specifico di condotta,
formula indicante o prescrivente ciò che si deve fare in un caso determinato.
Cr. Wolff la definisce come propositio enunoians determinationem rationi
conformem. Differisce dalla norma in quanto questa ha maggiore estensione;
infatti la norma, se vien riferita al giudizio dell'intelletto, è il criterio
secondo cui questo distingue e attribuisce agli oggetti suoi l’uno o l’altro
predicato, se viene invece riferita all’opera della volontà è la regola secondo
cui questa sceglie i snoi fini, o i meszi per Ree 976 il
conseguimento dei snoi fini. Nel linguaggio teologico dicesi regola di fede
(regula fidei) la norma finale e sufficiente per la determinazione della verità
in materia di dottrina e di fede religiosa.
Con 1’ espressione regulas philosophandi, rimasta famosa, il Newton
designa, nella terza parte del suo trattato sui Prinoipf matematici di filo
sofia naturale, le quattro regole nelle quali riassume tutto il metodo della
filosofa naturale. Sono: 1° non bisogna ammettere altre cause naturali che
quelle che sono vere © sufficienti a spiegare i fenomeni; 2° bisogna assegnare,
per quanto è possibile, le stesse canse agli effetti naturali dello stesso
genere; 8° le proprietà che convengono a tutti i corpi sui quali è possibile
l'esperimento, devono essere riguardate come proprietà generali dei corpi; 4°
le proposizioni ricavate dalla osservazione dei fatti devono, non ostante le ipotesi
contrarie, esser ritenute come vere o verosimili finchè non giungono altri
fatti mediante i quali divengono ο più esatte o soggette a eccezioni (v. legge,
norma, principio). Regressione. T. Regression, Rückgang, Zurüokgehen ; I.
Regression; F. Regression. Bi oppone a progresso ed equivale a ritorno
all’indietro, trasformazione in senso inverso al progresso. Nella logica indica
il processo dello spirito, © il metodo, che consiste nel risalire dalle
conseguenze ai principi, dagli effetti alle cause, dal composto sl semplice.
Nella psicologia dicesi legge di regressione il fatto che i ricordi, quando
scompaiono in seguito a un indebolirsi progressivo della memoria, si perdono
nell’ordine inverso della loro acquisizione, e cioè dal semplice al complesso,
dal presente al passato, dal vicino al lontano. Nella biologia diconsi
regressioni ataviche il ritorno di organi o di funzioni ad uno stato più
rudimentario, corrispondente cioè à fasi evolutive già trascorse; peroid la
reversione è sempre un fatto di atavismo e di degenerazione. Regresso v.
circolo solido. 977 Rrei-ReL Beintegrazione, 1 T.
Wiederherstellung; I. Redintegration; F. Rédiniégration. Termine creato
dall’Hamilton per indicare quells legge della riproduzione mentale, che
conSiste in ciò, che intorno ad un elemento della nostra vita Psicologica
anteriore, quando sta per riprodursi, tutto l’insieme dello stato di coscienza
di cui esso faceva parte tende a riprodursi integralmente. Insieme allo leggi
di associazione, di ripetizione e di preferenza, essa costituisce Per
l’Hamilton una delle quattro leggi generali della successione mentale
riproduttiva. La legge di reintegrazione è detta anche legge di totalizzazione;
secondo l'Hôffäing essa è la legge fondamentale dell’associazione, dalla quale
tutte le altre derivano. Cfr. Hamilton, Ed. of. Reid, , II, nota D“; Höffding,
Psychologie, trad. franc. 1900, p. 210 Segg. (v. associazione,
associazionismo). Relative (proposizioni). Specie di proposizioni composte, che
esprimono una proporzione o una comparazione ; ad es.: i caratteri ereditari si
trasmettono tanto più fedelmente quanto più sono antichi ; dove è virtà, ivi è
felicità. La verità di queste proposizioni dipende dalla esattezza della
relazione da esse affermata. Cfr. Logique de Port-Royal, ed. Aulard, p. 132.
Belativismo. T. Relativismua; I. Relativiem; F. Relatitisme. Ogni dottrina che
considera la nostra conoscenza di sua natura relativa, in quanto è la
conoscenza di un rapporto, e nega quindi la possibilità della conoscenza della
cosa in sò, ciod indipendentemente da ogni relazione con un’altra cosa. Il
relativismo ha la sua prima formula nella celebre frase di Protagora: l’uomo è
la misura di tutte le cose. Per il sofista greco tutta la vita psichica non
consta che di sensazioni; ogni sensazione è determinata da un movimento della
cosa percepita e da un altro movimento dell’organo di senso; quindi la
sensazione, prodotto dell’incontro di due moti, non solo è diversa dall’
Sggetto sentito © dal soggetto senziente, ma è vera solo in quel 62 Ranzout, Dizion. di scienze filosofiche.
momento, cosicchè l’uomo non conosce le cose come sono, ma come sono per lui
nel momento della sensazione, ed anche solo per lui. Il positivismo è pure
relativistico; per il sno fondatore, A. Comte, non soltanto la conoscenza umana
è indirizzata ai rapporti dei fenomeni tra loro, ma non v’ha nulla di assoluto
che ne formi la base ignota ; l’unico principio assoluto è che tutto è
relatiro; soltanto, questo relativismo (ο, come fu detto poi, correlativismo)
cede alla pretensione universalistica del pensiero naturalistico-matematico,
con l’assegnare alla scienza il cémpito di ridurre tutte le relazioni alla loro
uniformità spaziale e temporale. In un significato ancora più generale, o
metafisico, per relativismo s’ intende ogni dottrina che, negando un qualunque
sostrato permanente all’ accadere del mondo sia fisico, sia psichico, risolve
la realtà in relazioni più ο meno costanti tra i fenomeni, concependo tali
relazioni come realtà in sò stesse, distinte e indipendenti dalla conoscenza
che ne abbiamo. Cfr. Diogene Laerrio, IX, 51; A. Comte, Cours de phil.
positine, 1839; C. Ranzoli, Sul preteso agnosticismo dei presooratici, « Rend.
del R. Ist. lombardo di s. e lett. », vol. XLVII, faso. 19; A. Levi, Contributo
ad una interpretazione del pensiero di Protagora (v. attualismo, fenomeniemo,
relazione, relatività della conoscenza). Sebbene l’espressione sembri
abbastanza chiara, la RELATIVITÀ DELLA CONOSCENZA designa tuttavia dottrine
diverse, che debbono essere distinte per evitare equivoci dannosi. Nella sua
portata generale, la dottrina della relatività della conoscenza implica che
tutti gli elementi della conoscenza estesa hanno un valore soggettivo, non oggettivo,
in quanto la sensazione non è considerata che come un semplice segno della cosa
esterna, la percezione come la posizione di un rapporto tra questi segni,
l’ides come un simbolo della sensazione, cioò
979 Rel un simbolo convenzionale
d’un segno. La relatività della conoscenza è intesa in quattro modi principali:
1° ogni conoscenza è relativa al soggetto che conosce, ne è possibile la
conoscenza di alcuns cosa in sò, cioò indipendentemente dalle nostre facoltà
conoscitive; 2° ogni conoscenza consiste nello stabilire una relazione fra due
elementi © nell’appercezione della loro differenza; è dunquo impossibile
conoscere alcuna cosa in «è, cioò indipendentemente da ogni relazione con
un’altra cosa; 3° la conoscenza è relativa perchò ci dà solo il finito, il
limitato, non l’infnito, l'assoluto; 4° la conoscenza è relativa perchè non
adegua mai perfettamente la cosa, ma ne è un puro simbolo. Si può dire che
ciascuno di questi quattro modi di intendere la relatività della conoscenza
rispecchi, tolto forse Pultimo, un lato reale del processo conoscitivo. Secondo
l’Hamilton la conoscenza è relativa: 1° perchè l’esistenza non è conoscibile
assolutamente e in sò stessa, ma soltanto nei suoi modi ο fenomeni; 2° perchè
codesti modi possono essere conosciuti soltanto se stanno in una particolare
relazione con lo nostre facoltà; 3° perchè i modi, così relativi alle nostre
facoltà, sono presentati e conosciuti dalla mente solo con modificazioni
determinate dalle facoltà stesse. Lo Stuart Mill classifica in modo an poco
differente i motivi della relatività della conoscenza: 1° noi non conosciamo
una cosa se non in quanto distinta da un’altra cosa; 2° noi non conosciamo In
natura che per mezzo dei nostri stati di coscienza, il che conduce a queste due
tesi subordinate: a) non ci sono che stati di coscienza; b) vi sono delle cose
in sè, ma inconoscibili, sia nel senso di Kant e dei razionalisti, sin nel
senso degli empiristi. L’Ardigd enumera sei ragioni della relatività della
sensazione, e quindi dolla conoscenza, che è intessuta esclusivamente di
sensazioni : 13 l’oggetto stimolante è un esteso vibrante con una certa
ampiezza ο rapidità di oscillazioni delle parti componenti, mentre la
sensazione RRL 980 corrispondente è un quale assolutamente
diverso; 33 l'oggetto medesimo corrispondono forme di coscienza verse secondo
che esso stimola apparati sensitivi diversi; 83 la stessa forma specifica
propria di un dato senso si modifica, pure rimanendo identica la stimolazione,
per una alterazione che esso subisca; 4° codesta forma spocifica si può
produrre nel senso stesso anche senza la stimolazione operata da un oggetto, e
solo per irritazione endogena, il che prova che la forma stessa non proviene
dall'oggetto ma è solo il modo di funzionare dell’apparato sensibile, qualunque
sia la causa da cui dipenda; 5* le sensazioni prodotte per la stimolazione
dall’interno dell'animale sono fatti analoghi a quelle prodotte per la
stimolazione dall'esterno, cosicchè se è assurdo considerare una cosa in sè ad
es. la fame, lo è pure considerar tale ad es. il snono, © il caldo; 6° il
sensibile non è una forma apatica 6 statica, come dovrebbe essere il puro
ritratto dell’oggetto, ma è essenzialmente un certo sentimento, un certo agire,
© quindi essenzialmente una soggettività. Cfr. Hamilton, Lootures on
Metaphysics, 1859, vol. I, p. 148; Stuart Mill, Ezamination of Hamilton, 33 ed.
1867, p. 30-31; Ardigò, Opere filosofiche, I, 160-162, II, 352-355, V, 546
segg., IX, 89 segg., 426 segg. (v. assoluto, agnosticismo, antropometriamo,
relativismo, inconoscibile, conoscenza, cosa, noumeno). Relativo, T. Relatir,
Verhältnissmässig ; I. Relative; F. Relatif. Ciò che non sta per sè, ma dipendo
da altro, esiste soltanto come relazione o in virtù d’una relazione: si oppone
ad assoluto, che è ciò che esiste per sè, che non ha nd relazione, nd
limitazione, nd dipendenza. ‘Relazione. T. Beziehung, Relation; I. Relation; F.
Relation. Essendo un’idea semplice, non è propriamente definibile; si può dire
soltanto che è quell'idea che nnisce © distinguo due altre idee, presentatosi
simultaneamente al nostro pensiero. 11 Destutt de Tracy la definisce cette vue
de notre esprit, cet aote de notre faculté de penser par 981
Rei lequel nous rapprochons wne idée d’une autre, par lequel nous les
lions, les comparons ensemble d'une manière quelconque. Nè sembri assurda la
menzione di un rapporto che disgiunge Poichè si tratta d’un rapporto pensativo,
di natura affatto diversa da ogni rapporto materiale. Si distinguono però delle
relazioni essenziali ο delle relazioni non essenziali ο accidentali. Le
relazioni essenziali sono costituite da elementi correlativi, tali, cioè, che a
ciascuno è essenziale la sua relazione con l’altro; ad es. bello e brutto,
sopra © sotto, alto e basso, maggiore e minore, ecc. Ora tali elementi non sono
oggetti di cognizione ma fatti di conoscenza, vale a dire concetti nostri,
Invece le relazioni accidentali sono condizionate agli elementi; ad es. questo
libro è sopra il tavolo, ma il tavolo può stare senza il libro, e il libro
senza il tavolo, mentre il sopra non può stare senza il sotto. Per Aristotele
il rapporto o relazione (πρός τι) è una categoria; tuttavia egli considera
soltanto i rapporti fondati sulla reciprocanza, e non il rapporto in sò stesso
ma le cose tra le quali il rapporto esiste. Hume distingue invece due
significati diversi nella parola relazione: l’uno designa il fattore per cui le
rappresentazioni appsiono collegate nell’imaginazione, cosicchd l’una trae seco
l’altra; il secondo indies i momenti riguardo ai quali, anche con arbitraria
unificazione di due rappresentazioni nella imaginazione, si confrontano
casualmente l’una con l’altra: il primo significato prevale nell’uso volgare,
il secondo nel filosofico; le fonti di ogni relazione filosofica sono la
somigli4nza, l'identità, lo spazio, il tempo, la quantità, la qualità, la
contrarietà, la causa, l’effetto. Per Kant l’idea di relazione è una delle
categorie, ma egli non considera che tre specie di relazione: quella della
causa all’effetto, quella della sostanza al fenomeno, quella di due cose agenti
reciprocamente l’uns sull’altra. Il Locke è forse il filosofo che ha dato la
classificazione più completa delle relazioni, ch’ egli distingue in: relazioni
temporali, ReL 982 spaziali, causali, proporzionali, che
dipendono cioè dall’uguaglianza o dal più e dal meno, naturali, fondate cioè
sui leganıi stabiliti dalla natura stessa tra le cose, d’istituzione, stabilito
dall'accordo degli uomini tra di loro, e morali, fondate sulla conformità o non
delle azioni volontarie con la regola onde le stesse αἱ giudicano. Nella
filosofia moderna e contemporanea il problema delle relazioni è un problema
insieme gnoseologico e metafisico, la cui importanza appare da ciò, che le
leggi naturali sono generalmente concepito come semplici uniformità di
relazioni, e la realtà sia fisica, sia psichica è concepita da molti come un
puro tesunto di relazioni tra fenomeni, senza alcun sostrato permanente. Si
presenta quindi la domanda: le relazioni esistono come realtà in sò stesse,
indipendentemente dalla conoscenza che possiamo averne, o non sono che una
forma di conoscenza, una categoria che lo spirito, in virtà della sua
struttura, applica spontaneamente ni fenomeni? La soluzione realistica urta
contro gravi difficoltà : se si ammette che le relazioni sono in sd quali le
conosciamo, si cade nella contraddizione, in quanto le relazioni non sono tali
nel nostro pensiero che perchè noi le pensiamo ; se si ammotte che sono in sò
stesso divorse, si cade nell’ agnosticismo. La soluzione idealistica, a sua
volta, non riesco a spiegare come le relazioni, pure categorie del pensiero, s’impongano
a noi con la stessa forza © la stessa fissità dei fenomeni: se la facoltà di
giudicare del simile © del differente, del simultaneo ο del successivo, è una
legge costitutiva del nostro spirito, lo applicazioni particolari di tale
facoltà non sono regolate dagli oggetti stessif Una, terza soluzione sembra
evitare queste difficoltà, collocando le relazioni in Dio: « Le relazioni hanno
una realtà dipendente dallo spirito come la verità, dice il Leibnitz, ma non
dallo spirito degli uomini, poichè v’ ha una intelligenza suprema che le
determina tutte in ogni tempo ». Perd, anche a questa dottrina fu obbiettato
cho essa conduce al pan 983 Rew teismo e
che, d'altro canto, colloca in Dio la successione, il cangiamento e quindi 1’
imperfezione. Nel linguaggio scolastico
dicesi relatio in, ο relatio fundamentalis, quello su cui la relazione si
fonda, in quanto è inerente a quello solo, ad es. il verde d'una foglia in
quanto è in quella foglia; relatio formalis, quello stesso su cui si fonda la
relazione riguardata in quanto si riferisco ad altro, ad es, il verde d’una
foglia riguardata in confronto a quello di un’altra; relatio aoquiparantiae
quella di somiglianza ο di uguaglianza, relatio disquiparantiae quella che
domina gli estremi in modi diversi, ad es. maestro © scolaro; relatio proprie
realis quella i oui termini sono entrambi non solo realmente esistenti, ma
hanno anche in sò qualche cosa per cui si riferiscono a vicenda, ad es. la
relazione tra causa ed effetto; relatio rationis o logioa quella per cni un
cosa si riferisce ad un’altra non secondo la ragione di esistere, ma unicamente
nell’ordine che |’ intelletto pono tra i concetti delle cose. Cfr. Destutt de
Tracy, Eléments d’ideologie, , I, 4, p. 51; Leibnitz, Nouveaux essays, 1. II,
cup. XII, $ 3, e cap. XXX, $ 1; Locke, An essay cono. hum. understanding, 1877,
IL, cap. 12, 28, 30; Hume, Treatise on hum, nature, 1874, I, sez. 5; Kant,
Krit. d. reinen Vern., ed. Reclam, p. 96 segg.; Stuart Mill, Syst. de logique,
trad. franc. Peisse, 1. I, cap. III, $ 10; Boirac, L'idée du phénomène, 1894,
p. 166 segg. (v. attualiemo, fenomenismo, sostanzialirmo). ‘Relazione
(concetti, sentimenti di), Il Drobisch chiama concetti di relazione quelli che
si formano mediante una sintesi dei singoli membri, che costruiseono un
concetto. Con la stessa espressione il Wundt designa quei concetti che hanno
per contenuto lo relazioni del pensiero logico, per essere poi trasferiti da
esso all'oggetto del pensiero ; essi costituiscono gli ultimi gradi della
trasformazione logica del contenuto delle rappresentazioni, che comincia con la
costruzione dei concotti empirici individnali. Diconsi sentimenti di relazione
la paura (sent. difensivo), la collera (sent. offensivo), la solidarietà
(simpatia). Il Bain e l'Hôftding chiamano emozioni di relazione ο di relatività
lo stupore e la sorpresa, il cui carattere essenziale è d’ essere determinate
dall’opposizione del nuovo all’abituale ο, se intervengono delle
rappresentazioni, dall’opposizione di ciò che accade a ciò che si attendeva. Cfr.
Drobisch, Noue Darstellung der Logik, 5° ed. 1887; Wundt, System d. Phil.,
1897, p. 289; Hôfding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 731 segg. ‘Relazione
(legge di). La legge psichica fondamentale, secondo molti psicologi
contemporanei. Sostituito al vecchio concetto della sostansialità quello dell’
attualità psichica, per cui i fatti della coscienza valgono solo in quanto
esistono in un dato momento 9 non si possono riferire ad alcun sostrato fisso
di cui siano le manifestazioni ο le modalità, la loro unità è spiegata mediante
il rapporto che li unisce: tutti i fatti psichici che formano la trama della
coscienza sono in relazione tra loro, relazione che lega i processi psichici in
una connessione ininterrotta nella coscienza individuale e conferisce loro un
significato particolare a secondadel posto che occupano e della relazione in
cui stanno con gli altri. Questa leggo di relazione, fissata già dal Leibnitz
col suo principio di continuità, è però variamente intesa dai moderni psicologi
: così per il Bain essa riguarda propriamente la parte soggettiva della
coscienza, ciod i sentimenti, ο si riconduce al carattere originario dello
spirito, che è quello di cogliere una differenza, di percepire un cambiamento ;
l’Hôffding la estende tanto alla sfera delle sensazioni come a quella del
sentimento, ο distingue una relazione simultanea, ciod fra le parti di uno
stesso stato, e una relazione suocessiva, cioè tra due stati che si determinano
reciprocamente ; per lo Spencer anche la vita psichica, come la vita in genere,
consiste in un progressivo adattamento dello relazioni interne alle esterne;
per il Wund la relazione che intercede fra i processi psichici è di causa ed
effetto (osusalità peichica), © insieme alle leggi delle risultanti e dei
contrasti costituisce il gruppo delle leggi dei rapporti psichici. Cfr. Bain,
The senses and the intelloot, 3* ed. p. 8 segg.; Id., Les émotions et la
volonté, trad. franc. 1885, P. II, ο. 13; Hòftding, Peyohologie, trad. franc.
1900, p. 145 segg., 367-393, 412; Wundt, Grundrisa d. Psychologie, 1896, p. 294
segg.; Spencer, Prino. of Peyoology, 33 ed., $ 65 (v. risultante, sintoi
peichioa, attualiemo, sostanzialimo). Relazioni (problema delle). Uno dei
problemi fondamentali della gnoseologia ο della metafisica, che ha la aus origine
dalla constatazione: che funzione fondamentale del pensiero è quella di porre
delle relazioni, di riferire I’ uno all’altro gli elementi della realtà ο di
considerare in sò codeste relazioni. Ora, porre una relazione significa
definire un elemento o un aspetto della realtà per mezzo di un altro: in tal
caso la relazione trascende o non trascende la realtà delle cose tra le quali è
stabilita? La relazione sembra non abbia senso se non presupponendo la realtà
delle cose; ma a lor volta le cose sembrano non poter essere mai colte all’
infuori di una relazione, cosicchè la loro realtà si esaurisce nol complesso
delle relazioni di cui possono essere termini e con cui possiamo definirlo. Tre
sono le principali soluzioni del problems: 1° le qualità delle cose si
risolvono in relazioni, perchè se le qualità 4 ο B sono quello che sono anche
indipendentemente dalla relazione che passa tra esse, la relazione medesima è
arbitraria ο senza significato per la realtà; 2* le cose si risolvono in
complessi di relazioni, cosicchè essere reale non significa altro che essere
riferito; 3° la relazionalità è il carattere della realtà fenomenics, ma al di
sopra del pensiero comune esiste una forma diversa di conoscenza, nella quale
le relazioni non hanno più senso, © che è la rivelazione della realtà
metafisica. A queste si può aggiungere una quarta soluzione, che consiste nel
consiReL 986 derare la realtà come costituita di termini
in 0 con relazioni, gli uni © le altre ugualmonte reali, sebbene in diverso
senso. Però anche quest’ ultima veduta ha suscitato, come le precedenti, gravi
obbiezioni. Il Bradley, ad es., dice che i concetti di materia, tempo, spazio,
energia, essendo concetti relativi, che caratterizzano le cose per rapporto le
une alle altre, non ci dicono nulla delle cose stesse, © conducono a delle
serie infinite; infatti si può sempre chiedere qual’ è la relazione dei membri
in rapporto alle relazioni nelle quali si trovano, e studiando i membri si vede
che essi possono collocarsi in ciascuna di codeste relazioni. Cfr. B. Russel,
The principles of mathematics, 1903, p. 218 segg.; Id., À oritioal exposition
of the philosophy of Leibnite, 1900, p. 12 segg.; Bradley, Appearance and
reality, 1893, p. 25 segg.; Tailor, Elemente of metaphysio, 1903, 1. II, p. 120
segg.; G. Calò, L'intelligibilità delle relazioni, « Riv. di fil. », aprile
1910; R. Heller, La dottrina delle rel. nella critica della scienza contemp., «
Cultura filosofica», marzo 1911; Ladeväze, La loi d'universello relation, 1913.
Religione (dal latino religio che, secondo alcuni, ei riconduce al termine
relegore = raccogliere di nuovo, e se condo altri a religare rilegare, secondo altri ancora ad un verbo
scomparso religere, opposto a negligere. La prima etimologia è sostenuta da
Cicerone e dai moderni filologi, la seconda da Servio, Lattanzio, Agostino, Max
Müller). T. Religion; I. Religion; F. Religion. Il merito di aver compreso che
cosa sia in sò stessa la religione, indipondentemento dalle suo forme storiche,
spetta esclusivamente al pensiero moderno. Soltanto nella suola platonica
troviamo una nozione filosofica della religione. Per Platone, infatti,
l’essenza e il fino della religione à 1’ assimilazione a Dio, fondata sopra
l’unità di essenza dell’ anima umana e della divinità. Codesto concetto, intravisto
già dai pitagorici e da Socrate, domina in quasi tutta la filosofia antica si
ritrova nello stoicismo, nel giudaiamo © nel oristianesimo 987
ReL alessandrino, e nel neo-platonismo. Ma, in generale, il mondo antico
non ebbe nè poteva avere una nozione sperimentale, storica della religione in
sè, poichè per esso la religione non aveva storia. La vittoria del
cristianesimo doveva perpetuare, per ben altri motivi, codesta condizione di
cose; © infatti, data la rigorosa ortodossia della Chiesa, non era possibile
alcuna distinzione tra religione in sò © cristianesimo cattolico. Con l’aprirsi
della età moderna ο collo svincolarsi del pensiero dalle catene del dogina,
cominciano infine ad accumularsi gli elementi che dovranno più tardi servire
alla storia delle religioni; ma è soltanto col Lessing, in Germania, che
#’inizia uno studio veramento soientifico del fenomeno religioso, perchè il
lavoro compiuto s tal riguardo dai filosofi francesi del diciottesimo secolo,
non esclusi il Voltaire © il Rousseau, è più che altro negativo. Per il Lessing
la storis religiosa non è che l'educazione dol genere umano, che si eleva a
nozioni sempre più puro della divinità © del dovere; tutte le religioni hanno
quindi una relativa legittimità. Dal Lessing in poi è continuo lo sforzo dei
pensatori per rendersi un concetto adeguato del complesso fenomeno religioso ;
noi non ricorderemo qui che alcuni dei tentativi più importanti. Per Kant la
religione è il riconoscimento dei nostri doveri come ordini divini ; soltanto
la coscienza morale attesta l’universalità © la necessità nel rapporto col
sovrasensibile. Per 1’ Herbart è la credenza, teoreticamente incontestabile, in
una intelligenza suprema come fondamento dei rapporti fra gli elementi reali da
cui deriva il mondo fenomenico, la cui finalità non sapremmo altrimenti
spiegare. Per I’ Herder è 1’ appropriazione intorioro dell’ sttività divina
ordinatrice delle cose, di modo che noi οἱ suVordiniamo scientemente a codesto
ordine divino. Per Schelling non è altra cosa che la divinità che cerca sè
stessa attraverso tutta la sorie degli intermedi, che vanno dalla materia brata
allo spirito. Per Schleiermadher si riconduce Ret. 988 al
sentimento, che tutti abbiamo, della nostra dipendenza assoluta da una potenza,
che ci determina ma che non possiamo determinare. Comte e Feuerbach riducono I’
essenza di ogni religione all'adorazione dell’uomo fatta dall’uomo: dell’uomo
come specie il primo, dell’uomo come individuo il secondo. Per l’ Hegel la
religione è il sapere che lo spirito finito ha della sua essenza come spirito
assoluto. Per il Miiller è una facoltà mentale che, indipendentemente e spesso
auche a dispetto del buon senso e della ragione, rende l’uomo capace di
cogliere l’infinito sotto differenti nomi e diverse forme. Per il Guyau è una
manifestazione sociologica universale a forma mitica; per l’Hòffding è il
sentimento della conservazione dei valori dello spirito nella realtà; per il
Bontroux è la rivendicazione, allato al punto di vista della scienza, del punto
di vista del sentimento e della fede: per il Durkheim è un sistema solidale di
credenze e di pratiche relative a cose sacre, credenze e pratiche che uniscono
in una medesima comunità morale tutti quelli che vi aderiscono. Ora, nessuna di
codeste definizioni pare veramente comprensiva del fenomeno da definire.
Ciascuna di esse contiene piuttosto una parte di verità, in quanto fa risaltare
uno degli elementi costitutivi della religione. Raccogliendo ciò che esse hanno
di essenziale, si potrebbe definire la religione come la determinazione della
vita umana per mezzo della coscienza di un legame che unisce lo spirito umano
allo spirito misterioso, di cui egli riconosce la dominazione sul mondo sopra
lui stesso, ο al quale egli ama sentirsi unito.
L’antichissimo e dibattuto problema del valore conoscitivo della
religione, ossia dei rapporti tra religione e scienza, tra ragione e fode, è
risolto nella moderna filosofia della religione in sei modi principali: 1° La
religione ha un dominio a sè, fuori del controllo della scienza e della
filosofia; quella è affare di fede, queste di conoscenza. La filosofia è una
conoscenza astratta, mentre la religione è una realtà essa stessa, è una forma
di vita spi 989 Rew rituale. La scienza
osserva e collega tra loro le apparenze esterno dei fenomeni, l’uomo pio vive
in Dio e nelle anime dei suoi fratelli, prega, ama, spera. 2° Religione,
filosofia ο scienza sono tronchi germogliati da una radice comune: la fede, la
credenza non dimostrabile. La scienza è una fede perchè le sue definizioni sono
pure forme dell’ intelligenza, non abbracciano che una parte impercettibile
della realtà infinita e quindi non sono dimostrabili, non hanno che un valore
ipotetico, provvisorio. La filosofia ha bisogno non di un atto di fede, come la
scienza, ma di più: fede nell’oggettività dei simboli mentali rispetto ai
fenomeni, fede nell’ oggettività dei medesimi rispetto all'essenza, fede
nell’oggettività del sistema dei simboli mentali rispetto alla totalità
sistematica e all’unità della realtà. Dunque, nd la scienza nd la filosofia
possono negare la validità di quelV unico atto di fede, la fede in Dio, su cui
la religione si fonda. 3° Le verità religiose sono di ordine diverso dalle
verità scientifiche, ο nel loro proprio dominio non possono essere contraddette
dalle verità della scienza. La scienza, infatti, studia i fenomeni nei limiti
della conoscenza finita, la religione penetra intuitivamente nell’ essenza
ultima del reale. La scienza usa necessariamente di ideo che sono simboli di
una realtà che le sfugge; questa realtà è l'oggetto proprio della religione. 4°
Ogni sapere essendo indirizzato all’azione, la differenza tra il pensiero
scientifico e il religioso deriva dalla differenza di funzione e di finalità
che essi rappresentano. La scienza è una manifestazione della ragione umana; la
religione è specialmente una manifestazione della volontà. Ora la volontà umana
tende al di là dell’ esperienza finita, che non la appaga; quindi si dirige
verso un essere, verso una realtà, che se è adeguata alla potenza della volontà,
è inadeguata e trascendente rispetto all'intelligenza. 5° La verità religiosa è
certa per sd stessa, come verità che è una realtà vissuta, intorno alla quale
la ragione si può esercitare ma unicamente per riconoscerla Reı. 990
non per dimostrarla. La religione si appunta necessaria mente nel
sovrannaturale, ms la necessità del sovrannaturale non è logica o causale ma
vissuta; credere significa possedere la verità sovrannaturale in modo da
introdaris nella propria vita per vivere sovrannataralmente. Il metodo della
scienza non può quindi valere nella religione: in questa vale un altro metodo,
il metodo immanente, che fa quello già adoperato da Pascal. 6° La religione in
quanto conoscenza, e per quella parte di conoscenza che solo la interessa, ciod
la concezione spiritualistica del mondo, non soggiace necessarismente alla
critica scientifica © filosofica, perchè è una specie di filosofis; e
propriamente quella che meglio corrisponde alle esigenze ideali ο morali dello
spirito umano, Fra i molti tentativi di
classificazione delle religioni, la più scientifica ci sembra quella del
Reville, il quale le divide anzitutto sotto due grandi categorie: politoiate e
monoteiste. Alla categoria delle religioni politeistiche appartengono cinque
gruppi: 1° religione primitiva della natura, cioè il culto semplice degli
oggetti naturali rappresentati come animati e infinenti sul destino umano; 2°
religioni animistee Jeticiate, che si sviluppano sulla base precedente, proprio
dei popoli rimasti allo stato selvaggio; 3° mitologie nazionali. fondate sulla
drammatizzazione della natura © supponenti tra gli esseri divini delle
relazioni uguali a quelle della vits umana; di questo grappo la mitologia
vedios rappresenta la forma più ingenua, la mitologia greca la forma più raffinata;
4° religioni politetste-legaliate (che impongono cioè 1) osservanza di una
legge così morale come religiosa), il mardeismo, il bramanismo e le due
religioni filosofiche cinesi di Kong-fou-tzeu e di Lao-treu ; 5° il Buddismo,
religione di redenzione e, teoricamente, monoteistica, ma fondantesi nells
pratica sui politeismi locali. Alla seconds categoria appartengono tre
religioni : 1° il giudaismo, uscito dal mosaismo, legalista © nazionale; 2° }
islamiemo, legalista e interna zionale; 3° il oristianorimo, religione di
redenzione, inter 991 Rer.
nazionale. Si sogliono spesso
distinguere le religioni in due grandi gruppi, naturalistiche ο
spiritualistiche : a queste ultime appartengono le quattro grandi religioni,
giudaismo, buddismo, cristianesimo, islamismo, nelle quali il problema della
vita dello spirito, e del suo destino nel mondo, soverchia il problema della
natura ed è la sostanza della religiosità. Teoricamente si distinguono ancho
in: religioni della logge, nelle quali è recisamente affermata la trascendenza
della divinità e insieme il governo diretto del mondo dalla volontà divina
onnipotente; © religioni della redensione, nelle quali la divinità, pur
conservando la sua distinta essenza, è accostata all’uomo, e l’uomo alla
divinità, sia per natura sia per l’opera della redenzione. Nella lingua comune dicesi religione positiva
quella che consiste più particolarmente in un insieme di insegnamenti dogmatici
© nelle pratiche del culto; religione razionale quella che risulta dall'esame
razionale delle oredenze; religione flosofica quella che si fonda sopra una
interpretazione generale © metafisica del mondo e dell’ esistenza; religione
naturale l'insieme delle credenze nell’ esistenza di Dio, nella spiritualità e
immortalità dell'anima, considerate come una rivelazione della coscienza e
della luce interiore che rischiara l’uomo. Cfr. Diogene L., VII, 138, X, 123
segg.; Lnerezio, De rer. nat., IV, 38 segg., V, 1159-1238; Leibnitz, Theodicea,
pref. I, $6; Lessing, Duplik, 1778; Kant, W. W. ‚Rosenkranz, VII, 336, VIII,
508, VI, 201; Schleiermacher, Dialektik, 1903, p. 111, 157, 186-193; Id.,
Reden, 1859, p. 104 segg.; Hegel, Vorlesungen über die Philos. d. Religion,
1901; Feuerbach, Das Wesen des Christentum, 1841; Guyau, L’irreligion do
l'avenir, 1887 ; Höffding, Filosofia della religione, trad. it. 1909; Bontroux,
Science et religion, 1909; Durkheim, Les formes elementaires de la vie
religieuse, cap. I, p. 65; W. James, The varieties of religious experience,
1902; L. R. Farnell, The evolution of religion, 1905; F. B. Jevons,
Introduction to the history of religion, 1906; J. Baisssc, Les Rem 992
origines de la religion, 1899; John Caird, Introd. alla flowfa della
religione, trad. it. 1909; O. Pfleiderer, Religione e re ligioni, trad. it.
1910; S. Reinach, Orpheus, storia nat. delle religioni, 1912; C. Puini, Saggi
di storia della religione, 1882: C. Ranzoli, L'agnostiotemo nella filosofia
religiosa, 1912; F. Masci, La filosofia della religione e le sue forme più
recen 1910 (v. Dio, mito, delemo, teiemo, fideismo, panteismo, ritualiemo,
ecc.). Beminiscenza (rursus © mominissee
ricordarsi una seconda volta). T. Anamnese, Reminisoens, Naokklang ; I.
Reminisoenoe; F. Réminiscence. Non ha significato preciso. Pet alcuni designa
un ricordo confuso, che manca di ricono scimento ο di localizzazione nel
passato; in tal caso però è più esatto dire oblio. Secondo altri invece è 1’
atto con cui il nostro spirito, risalendo da una idea attuale e giovandosi di
dati frammentari, completa e ricostruisce un ricordo o una serie di ricordi. In
questo senso fa sdoperata da Aristotele, il quale la spiega mediante 1’
abitudine che riunisce nella nostra anima lo nostre idee ed impre» sioni, nello
stesso ordine con oui si sono presentate, quando esse non sian già collegate
secondo le leggi necessarie dells logica. In Platone ha un significato tutto
speciale: è una forma mitica di razionalismo, secondo oui ogni nostro potere di
conoscere la verità è il ricordo di uno stato antico nel quale, vivendo con gli
dei, noi possedevamo una visione diretta ο immediata delle idee: « L’anima
essendo immortale, ed essendo nata molte volte, ed avendo veduto ciò che accade
qui, tanto in questo mondo che nell’ altro. ο tutte le cose, non v'ha nulla che
non abbia apprese. Perciò non è da meravigliare se, riguardo alla virtà e 4
tutto il resto, essa possa ricordarsi di ciò che ha saputo: poichè, tutto
essendo legato nella natura e tutto avende l’anima imparato, nulla vieta che
ricordandoci una sola cosa, il che gli uomini chiamano imparare, possiamo tro
vare da soli tutto il resto ». Egli lo prova specialmente con 993
Rem-Res l'esempio del teorema di Pitagora, il quale mostra che la
conoscenza matematica non proviene dalla percesione sensibile, ma questa
fornisce soltanto l'occasione per cui V anima richiama alla memoria la
conoscenza proesistente in essa, cioè avente un valore puramente razionale. Per
Condillac la reminiscenza è l’atto stesso per cui si riconosce un ricordo. Il
Rosmini considera la reminiscenza e la memoria come due facoltà distinte:
questa conserva le cognizioni formate, quella le richiama in atto, rieccitando
le imagini e rinforzandone la vivezza. Invece al Galluppi « non sembra
necessario riporre la reminiscenza tra le facoltà elementari dello spirito:
essa è una imaginazione in oui si eseguisce in un certo modo la legge dell’
associazione delle idee »; per remin iscenza egli intende non la semplice
riproduzione di uno statto passato A, ma la riproduzione di A riconosciuto
mediante la riproduzione degli stati Be C, che con 4 erano associati; quindi ls
reminiscenza non è che il riconoscimento mediato. Cfr. Platone, Fedro, XXIX,
249 ο) Id., Menone, XV-XXI, 81 c segg.; Rosmini, Psicologia, 1846, p. 164
segg.; Galluppi, Lesioni di logica ο metafisica, 1854, II, p. 744 segg. (v.
anamnesi). Bemotivi (giudizi). Diconsi tali i giudizi copulativi negativi, la
oni formula può esser tanto: nè 4, nà B, nè C sono D, quanto: A non è nè B, nè
C, nè D. Nel primo caso il giudisio è remotivo nel soggetto, nel secondo nel
predicato. Essi compiono la fanzione logica di escludere alcuni gruppi di
oggetti da uns classe, mostrando che ad essi manca la proprietà essenziale a
tutti gli oggetti in quella compresi. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 182 segg.
(v. congiuntivî). Residui (metodo dei). T. Rückstandsmethode; I. Method of
residues; F. Métode des résidues. Uno dei quattro metodi di ricerca induttiva
indicati da I. F. W. Herschell, Whewell 9 Stuart Mill. Secondo i due primi,
codesto metodo consiste nel levare da un effetto, e specialmente da un effetto
numerico, la quantità che risulta da leggi già note, 68 Ramzoti, Dirion. di scienze filosofiche.
Res 994
ridurre il fenomeno ad una specie di residuo, che si es minerà per
scoprirne la spiegazione ο la legge. Per le Stuart Mill, invece, esso si fonda
su questo canone logico: se da un fenomeno si sottrae quella parte che, per
indu zioni anteriori, si sa essere effetto di certi anteoedenti, cid che resta
dei conseguenti sarà l’effetto di quello ο quell degli antecedenti che
sopravanzano. Tale metodo consiste dunque nell’ eliminazione degli antecedenti
ο dei conse guenti il cui rapporto causale è conosciuto; i conseguenti residui
saranno, in generale, effetto degli antecedenti re sidui. Molte sooperte
scientifiche sono dovute a questo metodo, il quale fu adoperato anche, ed
utilmente, a onoscere la causa ignota di un effetto residuo noto: co dalle
anomalie inesplicabili nei movimenti di Urano si arguì l’esistenza di Nettuno,
che fu poi scoperto dal telescopio. Cfr. Herschel, 4 prelim. discourse on the
study of natural philos., 1831, cap. VI, $ 158-161; Whewell, Philos. of the
induotive science, 1840, af. XLVII; 8. Mill, System af logic. 6* ed. , III,
cap. VIII, $ 5. Resistenza. T. Widerstand, Widerstandfähigkeit; I. Reristance;
F. Résistance. Una delle qualità della materia, dataci dallo sensazioni
cinestetiche o di movimento, e specialmente dal senso dell’innervazione. Noi
infatti comunichiamo si muscoli l’ innervazione necessaria per produrre lo
sforzo muscolare, che corrisponde alla resistenza che deve essere superata; se
il grado di innervazione non corrisponde alls resistenza, l’azione muscolare
riesce inadeguata ο eccessiva. Nella meccanica la resistenza è uns forza
misurabile, designando tutto ciò che si oppone al movimento; essa varis col
variare della velocità dei corpi, dell’ ampiezza della loro superficie e della
loro forma; nei fiuidi la resistenza è pro porzionale al quadrato della
velocità del corpo in moto (v. articolare, impenetrabilitä). Responsabilità. T.
Verantwortiohkeit; I. Responsability; F. Responsabilité. Situazione di un
agente cosciente s 995 Rus riguardo degli atti che esso ha compiuti,
dei quali deve dare i motivi e attendere biasimo o lode, pena o premio, a seconda
della loro natura e del loro valore. Non va confusa con l’imputabilità: la responsabilità
è infatti la qualità dell’agente di essere capace delle conseguenze, che la
legge morale ο giuridica fa derivare dall’ atto, che gli viene imputato;
l’imputasione è il giudizio che nn determinato atto è attribuibile a quell’
uomo. Un essere è responsabilo quando deve rispondere della propria condotta;
quindi la responsabilità implica indipendenza assoluta del volere, suppone che
la volontà si determini da sò stessa all’azione, indipendentemente da una forza
che la costringe. Ed infatti il concetto della responsabilità sorse. accanto a
quello del libero arbitrio; se da principio, nell'infanzia della umanità, essa
era estesa alle cose inanimate, agli animali, persino ai cadaveri, in seguito
fu ristretta agli esseri in cui αἱ riconosceva la facoltà di conoscere il bene
ο il male e la possibilità di scegliere tra I’ uno e l’altro. Ma anche V idea
dell’assoluta indipendenza del volere si dimostrò errones ο fu abbandonata;
caddo perciò anche il concetto di responsabilità, e se oggi il vocabolo è rimasto
ha però un significato diverso del primitivo, tanto che, forse non a torto ei
proclama da alouni la necessità di abolire una parola che non adegua l’idea ed
è cagione di equivoci. Alla responsabilità assoluta, che corrispondeva alla
libertà assoluta del volere, alonni vogliono sostituire una responsabilità
limitata corrispondente alla limitazione della libertà e distinguono una
responsabilità parziale ed una responsabilità attenuata ; per la prima un
individuo è responsabile soltanto degli atti emananti dalle sue facoltà mentali
normali, irresponsabile per quelli emananti dalle anormali ; per la seconda la
responsabilità d’un individuo debole intellettualmente e moralmente è diminuita
in ragione di tale sua debolezza. Altri tentativi furono fatti per mantenere l’
idea di responsabilità, dandole una base che potesse sostituire quella caduta
del libero arbitrio. Fra le dottrine a tal rignardo più importanti ricorderemo:
1° quella, oul #’iepira anche il codice penale zanardelliano, che pone per base
della responsabilità la volontarietà; perchè vi sia responsabilità l’atto deve
essere stato commesso volontariamente; l’azione à repntata volontaria, se
agente, compiendola, voleva realmente compierla; 2° quella che le pone per base
l'intelligenza, considerata come direttrice della volontà: è responsabile
soltanto 1) individno la cui volontà è determinate, in generale. dalle idee, e,
in particolare, dalle nozioni della religione, 8 della morale, del diritto,
della prudenza; 3° quella che le pone per base l’intimidabilità per mezzo della
pena; essendo tutti gli uomini, tolti gli ‘alienati, intimidabili, tatti
debbono essere considerati responsabili dei loro atti; 4° quella che lo dà per
base In personalità ; ogni nomo, agendo sulle circostanze, che a lor volta
agiranno su lui, può modificare la propria personalità e quindi dirigere il sno
spirito verso un dato ordine di idee e di sentimenti, distogliendolo da altre
idee e da altri sentimenti, contraendo insensibilmente l'abitudine delle azioni
e dei pensieri ai quali desidera sollevarsi; in questo potere di modificarsi ha
la sua radice la responsabilità. Ricordiamo infine la soluzione data al
problema dalla scuola criminale italiana; l’uomo, essendo la risultante fatale
di determinati fattori antropologici, sociologici, economici, tellurici, ecc.,
non è moralmente responsabile delle proprie azioni, poichè non poteva non
volerle. tutte le condizioni essendo date; ma siccome I’ uomo vive in società,
la quale ha il diritto di difendersi ο conservarsi. e siccome ogni azione umana
produce nella vita della società degli effetti e delle reazioni sia
individuali, aie sociali, che ricadono sull’antore dell’azione ο gli saranno
utili ο nocive secondo che l’azione stessa sarà stata utile o dannosa alla
società, per questi motivi l’uomo è socialmente responsabile delle proprie
azioni. Come si vede, il termine responsabilità assume qui un significato
affatto diverso dal 997 Res primitivo, e ad esso si può utilmente
sostituire quello di difesa 0 reazione sociale. Comunemente si distingue la
responsabilità morale, la r. civile e la r. penale. La r. civile consiste nell’
obbligo di riparare, in una misura e sotto una forma determinata dalla legge,
il danno causato ad altri; la r. penale è la situazione di chi può essere
giustamente colpito, a titolo penale, per un crimine o per un «delitto. Nella
stessa responsabilità morale si distinguono due forme: quella da noi definita
sopra, e l’ obbligazione morale, sanzionata o non dalla legge, di riparare al
torto causato ad altri. Ad ogni modo, il fatto fondamentale è sempre il
medesimo; riunendo ciò che ν΄ ha di comune nei diversi significati, il
Calderoni definisce la responsabilità col fatto che certi atti ; essa si attua
in due processi : 1’ uno, che diocesi riflessione astraonte, consiste nel
confrontare le idee degli enti tra di loro per fissare il più comune, che viene
poi applicato agli enti stessi : l’altro, che dicesi riflessione integrante,
consiste nel confrontare le idee degli enti con 1’ idea dell’ essere in
universale. Per il Cousin la riflessione è un ritorno sopra uno stato
precedente : « se non avesse avuto Inogo alcuna operazione anteriore, non ci
sarebbe posto per codesta operazione, cio’ per la riflessione: la riflessione
non crea, ma constata e sviluppa ». Per il Galluppi è l’attenzione sul proprio
pensiero, ossia la percezione interiore volontaria; essa ci dà la verità
particolare, primitiva, indimostrabile, io penso, ciod Ru 1004
io sono esistente nello stato di pensiero; non dove confondersi con la
coscienza, che è la percezione interiore involontaria. Dalla riflessione il
Locke fa derivare tutte le idee del nostro mondo interno, di ciò che si dice
percepire, pensare, dubitare, credere, ragionare, conoscere, volere, e di tutte
le differenti azioni del nostro spirito; dalla sensazione fa provenire le idee
concernenti il mondo esterno, tutto ciò che noi chiamiamo le qualità sensibili.
Per il Locke la rifleesione equivale all’ attenzione interna: « per riflessione
io intendo la conoscenza che lo spirito prende delle sue’ proprie operazioni, e
del modo di esse; in tal modo le idee di queste operazioni vengono a formarsi
nell’intelletto >. Per Condillac invece anche la riflessione non consiste
che in nna sensazione trasformata, e tutte le nostre ideo non hanno che un’
unica fonte: il senso. Perciò il sistema del Condillac dicesi sensiemo, quello
del Locke empiriemo. Cfr. Leibnitz, Nouveaux essais, Pref. $ 4; Cr. Wolff,
Peyoh. empirica. 1738, $ 257; Baumgarten, Metaphysioa, 1739, § 626; Kant, Kit,
d. reinen Vern., A 261, B 316; Maine de Biran, Fond. de la peych., ed. Naville,
II, 225; Cousin, Fragments de ‚Philos. contemporaine, 1846, p. 34; Hamilton,
Leot. on metaphysios, 1859, vol. I, p. 326; Rosmini, Nuovo saggio sull'origine
delle idee, 1830, II, p. 77 segg.; Galluppi, Lezioni di logioa ο metaf., 1854,
I, p. 27-83; Locke, Human understanding, 1877, II, 1, p. 4. Riflesso. T.
Reflex, Reflerbewegung; I. Reflex; F. Riflere. Detto anche atto 0 movimento
riflesso. Nella sua forma più semplice e tipica, è il seguire immediato di una
sola eccitazione ad una sola contrazione. Essa implica un organo ecoitabile per
una stimolazione sia interna che esterna, un nervo centripeto ο afferente che
trasmetta l'eccitazione al centro nervoso (ganglio spinale), un centro nervoso
che trasmetta 1’ eccitazione al nervo centrifugo ο motore, e infine an muscolo
che si contragga o una glandola che secerna. La sede centrale dei riflessi è il
midollo spinale, 1005 Rie tuttavia pud intervenire nella produzione
loro anche il cervello; in questo caso si hauno i riflessi psichici ο coscienti
(ad es. il soldato che in battaglia abbassa la testa al fischiare delle palle)
nel primo caso si hanno invece i riflessi spinali ο incoscienti (ad es. il
restringersi o il dilatarsi della pupilla in seguito al crescere ο al diminnire
della luce). Si dicono poi riflessi primari quelli che nella serie filogenetica
non sono mai stati coscienti, e riflessi sscondari quelli che negli Antenati
erano azioni volontarie coscienti, ma che sono divenuti più tardi incoscienti
per abitudine o per scomparsa della coscienza. Rispetto alla complessità loro i
riflessi furono distinti in: 1° semplici, che definimmo sopra; 2° difSusi
incoordinati, che si manifestano in forma di contrazione di tutti i muscoli ed
hanno per csuss l’ aumento della eccitabilità spinale; 3° diffusi coordinati,
che manifestano un fine (ad es. i movimenti che si fanno dormendo per prendere
una posizione più comoda). Il cervello esercita una asione inibitoria sui
riflessi, come mostra il fatto che si possono talora abolire mediante la
volontà, e che l'asportazione sperimentale del cervello è seguita da
esagerazione di riflessi. Cfr. Höffding, Psychologie, trad. frano. 1900, p. 49
segg.; Wundt, Grund. d. Psychologie, 1896, p. 227 segg.; Sully, Outlines of
peych., 1885, p. 593 segg.; D. Ferrier, The funotions of the brain, 1876, p. 16
segg. Rigorismo. T. Rigorismus; I. Rigoriem ; F. Rigorieme. Severità eccessiva
nell’ apprezzamento delle azioni umane; affettazione di abbracciare, in fatto
di morale o di fede, le opinioni più rigorose. Il termine fu usato da Kant per
designare l'indirizzo antiedonistico ο ascetico della morale: « È in generale
importante per l’ etica di non ammettere via di mezzo per quanto è possibile,
nd nelle azioni (adiafora) nd nei caratteri umani.... Quelli che s’ attengono a
questa stretta veduta sono comunemente chiamati rigoristi (nome che sembra
racchiudere un rimprovero, ma che in realtà è una lode); ο i loro opposti
possono esser chiamati Rısı-Rur 1006 indifferentisti, o latitudinarii del
compromesso, e possono esser chiamati sinoretisti ». Cfr. Kant, Krit. d. prakt.
Ver nunft, od. Reclam, p. 88; Id., Religion innerhalb d. Grenzen d. blossen
Vernunft, 1879, p. 21 segg. Rimorso. T. Gewissensbise; I. Remorse; F. Remords.
Sentimento complesso di dolore, che deriva dal riconoscimento d’aver violato le
leggi della morale e dal conseguente disprezzo di sò a sò stesso, da un mal
dissimulato interiore disprezzo. Per Spinoza conscientiae morsus est tristitia
concomitante idea rei prastoritae, quae practer spem evenit. Esso è la
proiezione nel campo della coscienza del fatto esteriore della punizione
inflitta dalla società per la violazione della legge positiva: osservato
costantemente che nella società nn genere di atti è seguito da una punizione,
si forma nella mente una associazione inevitabile per oui quell’ atto si pensa
necessariamente come punibile, e quindi come tale da evitarsi, cosicchè
compiendolo si ha quel sentimento che dicesi rimorso. Esso è relativo quindi al
grado di moralità ο alle abitudini mentali ο pratiche dell’ individuo ; quanto
più un’azione immorale è ripetuta, tanto minore è il rimorso che l’accompagna.
Cfr. Spinoza, Ethioa, 1. III, teor. LIX, def. 17; Ardigò, Op. filosofiche, IV,
p. 120 segg. Riposo. T. Ruhe; I. Repose, Rest; F. Repos. In senso psicologico e
morale è lo stato di calma in cui trovasi lo spirito, quando è libero dalle
agitazioni che derivano specialmente dalle passioni e dai desideri. Per Spinoza
il riposo intimo, o soddisfazione di sè stesso, è « la gioia nata dal fatto che
1’ uomo contempla sò stesso e la propria potenza d’agire »; e poichè la vera
potenza d’agire dell’uomo, ossis la sua virtù, è la ragione stessa che l’uomo
contempla chiaramente, così « il riposo intimo può nascere dalla ragione, e
solo il riposo che nasoe dalla ragione à il massimo che possa esistere >;
esso è il supremo bene che noi possiamo sperare, è la beatitudine stessa. In senso fisico il riposo è lo stato di un
corpo che conserva la sua po= 1007 Rip-Ris sizione nello spazio. Il riporo
dicesi assoluto se il corpo è riportato a degli oggetti realmente fissi; è
relativo se i punti ai quali è riferito sono animati da un movimento al quale
questo corpo partecipa. Cfr. Spinoza, Ethica, 1. IV, teor. LIT; Appendice, cap.
IV (v. atarassia, equilibrio). Riproduzione. T. Reproduction; I. Reproduction;
F. Reproduotion. Il ripresentarsi alla coscienza degli stati ο dei processi
passati. Kant chiama legge della riprodusione quella secondo la quale le idee
che si sono presentate insieme nello spirito si richiamano V una l’altra alla
coscienza. Secondo Th. Ziegler, si riproducono soltanto quegli stati « che
armonizzano coi nostri attuali sentimenti ο stati d’ animo, mediante oni
conservano il loro stesso valore affettivo ». Il Jodi descrive la riproduzione
come quel processo paicologico mediante il quale « una primitiva eccitazione
della coscienza (sensazione, sentimento, volizione) dopo essere stata
soppiantata ο resa incosciente da un’altra eccita zione, rientra di nuovo nella
coscienza come copia o imitazione della eccitazione primitiva, per virtù della
sola energia psico-centrale, vale a dire senza causazione immediata dello
stimolo corrispondente alla eccitazione primitiva ». La riproduzione di uno stato di coscienza
passato può essere volontaria e automatics ο spontanea ; nel primo caso è
l’effetto di uno sforzo mentale, nel secondo l’effetto immediato di una
eccitazione periferica o centrale. L’ esercizio può rendere la riproduzione
volontaria sempre, più facile, fino a farla diventare automatica. Cfr. Kant, rit.
d. reinen Vern., 13 ed. p. 101; Th. Ziegler, Das Gefühl, 1893; Jodl, Lehrbuch
d. Payohologie, 1896 (v. revivisoenza). Risoluzione. T. Resolution, Entechluse;
I. Resolution; F. Résolution. Nel processo volitivo dicesi così il momento che
segue alla deliberazione © precede l’eseourione. Esso dicesi anche scelta ο
determinazione ο decisione. Tuttavia questi vocaboli designano tanti aspetti
del momento medesimo, il quale è risoluzione perchè è la forma attiva con cui
si riRis-Rir 1008 solve il conflitto dei motivi; è scelta in
quanto fra tutte le diverse possibilità una soltanto è ritenuta, mentre le
altre sono scartate dopo uns resistenza maggiore o minore; è determinazione
perchè si designa netta I’ idea fine, emergente vittoriosa dal conflitto dei
motivi. Nella logica dicesi risoluzione il processo con cui si scompone un
tutto nelle sue parti, o un giudizio in giudizi più semplici di cui è la
conseguenza; esso è l'inverso del processo di composizione ο deduzione
sintetica, e fu chiamato analisi (ἀνάλυσις scomposizione) dagli antichi geometri greci,
che lo ritenevano inventato da Platone. Cfr. Wundt, Grund. d. Payohol., 1896,
p. 221; Höffding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 430 segg.; Conrnot, Essai,
1851, cap. XVII, $ 259. Risultante. T. Resultanten; I. Resultani; F. Réeultant.
Si dice di una forza, di una velocità, d’una accelerazione, che può da sola
sostituire più forze, velocità, e accelerazioni simultanee. Risultante di
traslasione è la risultante delle forze applicate a un sistema materiale, supposte
come trasportate in uno stesso punto dello spazio. Nella psicologia dicesi legge delle
risultanti psichiche (Wundt) la legge per cui ogni fatto psicologico un po’
complicato è un prodotto della congiunzione di più elementi psichici ο quindi
una sintesi psichica, analogamente a ciò che avviene nei fenomeni chimici, in
cui due sostanze congiungendosi insieme danno luogo a una nuova sostanza avente
proprietà diverse da quelle degli elementi componenti. Ad es. la rappresentazione
di spazio risulta da sensazioni muscolari, tattili ο visive, le quali non hanno
quella proprietà spaziale che è posseduta dalla rappresentazione complessiva.
Le risultanti psichiche variano naturalmente col variare dei relativi processi
e sono diverse nei diversi individui. Cfr. Wundt, Grundriss d. Payohol., 1896,
p. 375 (v. relazione, legge, ninteri psichica). Ritmo. T. Rhytmus; I. Rhythm;
F. Rythme, Nel suo significato più stretto, è una successione di impressioni
udi 1009 Rir tive che variano
regolarmente nella loro intensità obbicttiva. Wundt: « Un solo e medesimo suono
può esser reso più forte ο più debole. Quando tali aumenti e diminuzioni
seguono con una certa regolarità P’ uno all’ altro, il suono diventa articolato
ritmicamente ». In un senso più largo, il ritmo è il carattere d’ un movimento
periodico, in quanto produce un effetto di bellezza o almeno di espressione.
Séailles : « L'armonia dei colori è il ritmo d’ una azione, che mette in gioco
le fibre ottiche senza affaticarle, per uns sapiento disposizione di intervalli
di sforzo e di riparazione ». Nel suo
significato scientifico e filosofico il ritmo è il carattere periodico d’un
processo, il modo caratteristico di svolgersi d’ una funzione. Per ’Ardigd la
legge del ritmo è la legge universale, che domina nella natura e nel pensiero,
e per la quale così in quella come in questo si verifica la varietà nell’
ordine; pensiero ed organismo costituiscono un unico ritmo, il ritmo
pricofisico, che nella età del suo svolgersi riflette l’azione ritmica della
natura, da cui in ultimo risulta. Cfr. Wundt, Grundzüge d. physiol. Peych.,
1893, II, 72 segg.; Séailles, Le génie dans l'art, Paris, Alean, p. 236;
Ardigò, Op. fl, II, 227 segg., V, 232 segg., VI, 226 sogg. Rito. T. Ritual; I.
Rite; F. Rite. Un insiemo di simboli raggruppati intorno ad una idea o ad un
atto religioso, allo scopo di renderne paleso il senso ο ingrandirne il
carattere solenne. Si ha così il rito del battesimo, il rito dei funerali, ecc.
Anche il rito si ricongiunge quindi al bisogno che l’uomo prova di obbiettivare
i propri sentimenti ο lo proprie impressioni. Per ciò il rito, rispetto alla
religione, è stato paragonato alla lingua nel suo rapporto col pensiero. Fin
dal principio, dice Jevons, il bisogno e il desiderio di avvicinarsi a Dio si
sono manifestati o han trovato il loro simbolo in atti ο in riti esterni. L’
esperienza del genere umano è la prova che i riti sono indispensabili, nello
stesso modo e per la stesso ragione, che la lingua è indispensabile al
pensiero. Questo non si svilupperebbe se non vi fosse la lingua, mediante il
quale il pensiero si affina al contatto col pensiero. E la religione non si è
mai sviluppata, in nessun luogo, senza i riti ». I riti di tutte le religioni
possono dividersi in due grandi categorie: quelli-di carattere collettivo, compiuti
da un insieme di individui raccolti in assemblea (sacrifiri, danze sacre,
processioni, ecc.); quelli di carattere indiriduale, che mirano ο a propiziare
la divinità ο a conse crare la fede religiosa personale (la preghiera
individuale, il battesimo, la cresima, ecc.). Cfr. 8. Reinach, Culte, mythes et
religione, 1905-12; Jevons, L'idea di Dio nelle religioni primitive, trad. it.
1914, p. 104 sogg. (v. ri tualismo). Ritualismo. T. Ritualismue; I. Ritualiem;
F. Ritualiame. Nella storia religiosa si rivelano due tendenzo affatto opposte
rispetto alla adorazione da rendere alla divinità. L’ una consiste
nell'attribuire una grande importanza al compimento delle cerimonie simboliche,
che costituiscono il rito; l’altra nell’ abolire tutte le manifestazioni
esterne del culto, che sono considerate come profanazioni. La prima tendenza
costituisce il ritualismo ed è spiccatissima, ad es. nel? antica religio romana
© nel cattolicismo, la seconda costituisce il puritanismo ο spiritualismo
religioso. Quanto all'origine del ritualismo, secondo alcuni (Brinton) è da
ricercarsi nel mito, secondo altri (Max Mtiller e gli indianisti) sarebbo
dovuta a una trasformazione di antiche usanze e di pratiche magiche ; secondo
altri ancora (F. B. Jevons) ogni forma di rituale, sorgendo dal desiderio dell’
adoratore di rendersi accetto al suo Dio, ha le sue origini dal sacrificio, che
è appunto l’atto mediante il quale tutti gli uomini si pongono in più stretta
relazione coi loro Dei. Cfr. Mettgenberg, Ritualiemus und Romanismus, 1877; J.
Marquardt, Le culte chez les Romaine, 1889; G. d’Alviella, Croyances,
rites,inatitutiona, 1911 (v. mito, religione, rito). . 1011
Riv Rivelazione. Lat. Revelatio ; T. Offenbarung; I. Revelation; Y.
Révélation. In generale, ogni manifestazione o comunicazione del pensiero ο
della volontà divina, operata per mezzo di agenti naturali o sovrannaturali.
Dicesi rivelazione esterna il manifestarsi della divinità sia nelle leggi ο nei
processi della natara, sia nella vita dell’ individuo ο dei popoli; rivelazione
interna il suo manifestarsi nella ragione ο nel sentimento morale degli
uomini. Secondo la dottrina cattolica,
ufficio della rivelazione è di far conoscere agli uomini i principali elementi
dell’ ordine sovrannaturale che, nel piano provvidenziale, è il fine che oceupa
il primo posto perchè tutto converge verso di esso © da esso riceve la luce. La
rivelazione coincide con l’origine del mondo ed è data e continuata parte con
parole parte con fatti, per via mediata ο per via immediata; le sue fasi sono
quattro (originaria, patriarcale, mosaica e cristiana) © quantunque si debbano
guardare come un solo tutto strettamente connesso, le tre prime non si
considerano che come fasi preparatorio dell’ ultima, la più perfetta di tutte
perchd manifestazione diretta di Dio. Così, a differenza delle rivelazioni
fatte da Dio sotto l'Antico Testamonto, la rivelazione cristiana ha por proprio
carattere l’immutabilità; essa deve rimaner tale sino alla fine dei tempi,
senza essere modificata da alcuna rivelazione pubblica ο senza subire nel sno
contenuto integrale alcuna alterazione sostanziale. Secondo Giustino, Dio si è
servito fin dall'origine di una rivelazione generale, sia esterna sin interna;
di una rivelazione speciale appare» in Mosè, noi profeti e negli uomini della
scionza greca; di una rivelazione piena ο completa mediante il Figlio suo, Con
ciò In rivelazione valo come il vero elemento razionale, che però non deve
esser dimostrato ma soltanto creduto; si cren così un’ antitesi tra rivelazione
e conoscenza razionale, che si acnisco sompre più nei Pndri successivi, i quali
insistono nel porro in Inco In necessità della rivelazione per 1’ inenRiv 1012
pacità dell'anima umana, limitata all’ impressione dei sensi. a
raggiungere da sola la conoscenza della divinità e della sua propria
destinazione. Per Tertulliano, ad es., il contenuto della rivelazione non solo
è soprarazionale, ma in certo senso anche antirazionale, in quanto per ragione
bisogna intendere l’attività conoscitiva naturale dell’uomo; l'evangelo non
solo è incomprensibile, ma è anche in necessaria contraddizione col sapere
naturale : credibile est quia ineptum est; cortum eat quia impossibile est;
oredo quia abaurdum. In seguito, con Β. ‘Tommaso, la rivelazione è ancora
affermata come superrazionale, ma però in accordo con la ragione, della quale è
l’ integrazione necessaria ; vien rive lato ciò che In ragione non può trovare
da sè, perchè di gran lunga superiore alle sue forze. Questo concetto si regge
sopra l’unità della ragione divina: in Dio non οἡstono due ordini di verità ma
una sola, che all’ uomo è partecipata parte per mezzo della ragione, parte per
mezzi della rivelazione; quindi, se le verità rivelato sono sujxriori a quelle
di ragione, in quanto emanano direttamente dalla divinità, tra le une e le
altre non può esistere contra ato, perchè appoggiate entrambe sopra una ragione
eterna, che è Dio; e pur essendo la rivelazione l’ultima pietra di paragone
della verità, la ragione può du sò stessa preparare il cammino alla
rivelazione; cos la ragione sostiene la fede, che a sua volta conferma la
scienza: Minus lumen non ofascatur per majus, dice Β. Tommaso, sed magis
augetur, ricut lumen auris per lumen solie ; et hoc modo lumen soientiae nor
offusoatur, sed magie clarescit in anima Christi per lumen scientiae divinae. 1
Sociniani andarono ancora più in là; per essi nulla può essere rivelato che non
sia accessibile alla | conoscenza razionale, e perciò nei documenti religiosi
non si deve considerare come naturale se non oid che è razicnalo. Con ciò la
rivelazione diveniva in fondo superfina © non restava legittima che la
religione naturale: © queste infatti fu il punto di partenza del deismo
inglese, che spo 1013 Rom gliò il
Cristianesimo dei suoi misteri per ridurlo alla verità del « lume naturale
>, ossia ad una intuizione filosofica del mondo. Cfr. Liicke, Versuch einer
vollständingen Einleitung in dio Offenbarung, 1852; S. Ginstino, Apol., II, 8;
Tertulliano, De carne Chr., 5; Id., De pracsor., 7; 8. Tommaso, C. Gentiles, I,
ο. 1, 11, 111, 1V, 1X; Id., Summa theol., III, qu. IX, a. 1; Laberthonnière,
Saggi di filosofia religiosa, trad. it. , p. 264 segg:, 295 segg.; C. Ranzoli,
L'agnosticiemo nella fil. religiosa, 1912, p. 30 segg. (v. oredenza, fede,
ragione, religione, fideismo, modernismo, razionalismo, tradizionaliemo).
Romanticismo. T. Romantizismus; I. Romantioiem ; F. Romantieme. Nella filosofia
si denomina così tutto il periodo della speculazione, specialmente tedesca, che
comincia col Fichte © termina con Schopenhauer. Esso trae il suo impulso dalla
convinzione, suscitata da Kant, dell’originalità ο dell’ attivita della natura
spirituale, per cui αἱ credetto possibile di cogliere il principio unitario
della realtà universale e di abbracciare in un sistema solo la scienza, l’arte
o la religione: « Simile ideale della conoscenza, scrive 1’ Hiftding, può a
buon diritto esser chiamato romantico. Esso rimane nelle nubi e nella
lontananza, risvegliando il dosiderio e l'entusiasmo, © agisoe più con codesta
sublimità che non con la prospettiva di trovarne uns realizzaziono ra ο
positiva ». Oltre all’ influsso kantiano, contribuirono ul sorgere del
romanticismo filosofico la religione, In ieuza, gli avvenimenti politici ο
specialmente la letteratura: Novalis, il rappresentante più caratteristico della
poesia romantica, considorava la poesia come l’ essenza più intima di tutte le
cose e faceva della filosofia una semplice tcori della poesia. Il metodo del
romanticismo filosofico fu principalmente deduttivo ο costruttivo; esso mise in
evidenza molti problemi nuovi, ma fu inferiore per originalità ο vigore di
metodo al periodo dei grandi sistemi del secolo XVII; inoltre la sua influenza
venne diminuita dalla terminologia adoperata dalla maggior parte dei filosofi
Rom-Sac 1014 romantici, terminologia capricciosa, oscura,
che rende le loro opere difficili a chi non abbia appreso a pensare in codesto
linguaggio. Cfr. Höffding, Histoire de la phil. moderno, trad. franc. 1900,
vol. II, p. 139 segg.; R. Berthelot, Le romantisme utilitaire, 1911; Windelband,
Storia della filosofia, trad. it. , vol. II, p. 233, 327, 338; F. Loliée, Hist.
des littératures comparées, 2° ed., p. 295 segg. 8. Nelle espressioni
simboliche delle proposizioni si usa per designare il soggetto. Nol sillogismo
designa il tormine minore, che nella conclusiono fa sempre da soggetto. Nei
versi mnemonici delle tre ultime figure del sillogismo categorico, indica che
la conversione di quel modo a un modo della prima figura, si deve fare per
conversione semplice (v. figura, disamis, datisi, eco.). Sabeismo (dal siriaco
tsaba = adorare). T. Sabäismur: I. Sabeism; F. Sabeieme. Antica setta
filosofica e religiosa, sparsa nei paesi dell’ Oriente, la quale considerava
gli astri come tante divinità, governate dal sole che è la divinità suprema. Ogni
astro è costituito dall’ anima e dal corpo sì Puna che l’altro hanno sempre
csistito e sempre steranno; ma soltanto la prima è di natura divina, e
costituisce l’anima del mondo. Cfr. Ehwolsohn, Die Ssabier und der Ssabismua,
1856 (v. elioteiemo, panteismo). Saggezza. T. Weisheit; I. Wisdom; F. Sagesse.
Se non è ancora la virtù, dice il Rousseau, è almeno la via per raggiungerla.
Essa è ciò cho gli antichi chiamavano pradenza o sapienza. Per Pintone essa è
una delle virtù cardinali, sia dell'individuo sia dello Stato. Per Aristotele
esistono due specie di saggezza: la speculativa (σοφία), che è sinonimo di
scienza, così intuitiva come dimostrativa, e si rivolge alla natura assoluta
delle cose; e la pratica (¢pévyate), che ha per oggetto i dettagli della vita e
della 1015 Ban condotta, le relazioni contingenti e
particolari dell’ esperienza umana. Dopo Aristotele, uno degli argomenti più
discussi nelle scuole filosofiche fu di determinare il criterio della saggezza,
V’ ideale del saggio, ciod dell’ uomo che deve la sua virtù, e quindi la sna
felicità, soltanto al sapere; stoici, epicurei e scettici s’ aocordano nel
fissare come tratto caratteristico del saggio 1’ imperturbabilità (ἀταραξία),
vale a dire l'assenza dai perturbamenti prodotti dalle passioni. Ma per gli
epicurei l’ imperturbabilità, e quindi la saggezza, consiste in un godimento
raffinato; per gli scettici nell’astenersi per quanto è possibile dal giudicare
e quindi anche dall’operare; per gli stoici nel vivere secondo natura, ossia
conforme alla ragione, Nel suo
significato comune, non filosofico, la saggezza è equilibrio, misura,
contemperastone di prudenza e di coraggio, di ardire ο di cautela, di
temporeggiamento e di decisione ; riguarda dunque piuttosto la ragion pratica
che la ragion teorica, si basa sopra 1” esperienza del passato e la riflessione
sul presente per provvedere all’ avvenire, e consiste nel cercare, trovare ©
porre in opera i mezzi necessari e più convenienti all'adempimento della virtà.
Cfr. Sidgwick, The methode of ethics, 2* ed. 1877, p. 229; Wiudelband, Storia
della filosofia, trad. it. 1913, vol. I, p. 208 segg.; C. Ranzoli, J2 caso nel‘
pensiero ¢ nella vita, 1913, p. 218 segg. (v. cardinali, pratica, prudenza,
virtù). Sansimonismo. T. Saint-Simonismus ; I. Saint-Simonism ; F.
Saint-Simonisme. La dottrina religiosa ο sociale di Enrico di Saint-Simon, che
ebbe molti e fervidi adepti in Francia, Il sunsimonismo vagheggiava I’
istituzione di un ordino sociale, nel quale I’ individuo non ha altro valore
che per la fanzione che compie nello Stato, vale a dire il sacerdozio, la
scienza ο 1’ industria, e in cui il supremo potere è esercitato dispoticamente
dal padre, che è allo stesso tempo ro e sommo sacerdote, ed assegna a ciascuno
tanto la funzione che deve esercitare nello Stato, quanto la retribuzione che
San-SAT 1016 gli compete per la funzione esercitata. Cfr.
Janet, Saints Simon et le Saint-Simonisme, 1878; Charléty, Hist. du
SaintSimonisme, 1896 (v. collettiviemo, falanstero). Sanzione, T. Sunktion ; I.
Sanotion; F. Sanction. Nel suo signiticato più comune, morale e giuridico, è la
reazione con la quale la società provvede alla propria conservazione e ai
propri fini, contro quella violazione delle sue leggi di cui gli individui si
rendessero colpevoli. In questo senso la sanzione ha un valore negativo,
essendo essenzialmente una repressione. Se ne sogliono enumerare varie forme:
la sanzione naturale 0 fisica, che è l'insieme delle conseguenze buone ο
cattive, che risultano dalle azioni virtuose © viziose; ha la sua origine nella
naturale tendenza delV organismo alla propria conservazione, per la quale
reagisce col dolore a ciò che tende ad alterarlo o distruggerlo, © col piacere
a ciò che può conservarlo ; la sanzione interna © della coscienza, che è
costituita dal compiacimento pel bene praticato, © dal rimorso per la legge
morale violata; la sanzione della pubblica opinigne, che è la stima o il
disprezzo, la lode ο il biasimo che le azioni dell’ individuo gli meritano per
parte degli altri individni; la sanzione politica, 0 penale, o delle leggi, che
è preceduta dalla sanzione dell’ opinione pubblica, ed à costituita tanto
dall’insieme delle pene per chi infrange in qualche modo (prestabilito)
l'ordine morale e sociale, quanto dalle ricompense morali o materiali con cui è
premiato chi allo stesso ordine presta utile concorso; la sanzione religiosa o
superumana, derivante dai premi ο dai castighi promessi ο minaceiati dalla
roligiono nel mondo ultraterreno. Cfr. Sidgwick, Methodèn of ethics, 2* ed.
1877, p. 229; Pope, Christian theology, 1877, vol. III, p. 159; J. S. Mill,
Utilitarianiem, 1879, cap. III (v. delitto, pena, responsabilità). Sapere v.
opinare. ‚turazione. T. Sättigung; I. Saturation ; F. Saturation. Dicesi
saturasione del colore il grado secondo il quale la sen 1017 Sck sazione scromatica, o incolora, si unisce
ad una sensazione cromatica. Il grado di saturazione è tanto maggiore quanto
minore è la quantità della luce incolore, che entra nella combinazione. Nella scuola criminale positiva (Ferri)
dicesi saturazione oriminosa la legge per la quale in un dato ambiente sociale,
con date condizioni individuali e fisiche, si deve commettere un dato numero di
renti, non uno di più, non uno di meno, allo stesso modo con cui in un dato
volume di acqua, ad una data temperatura, si deve sciogliere una determinata
quantità di sostanza chimica, non una molecola di più, non una di meno; ciò
perchè anche il delitto è un fenomeno collegato al determinismo universale, ed
ha i suoi fattori necessari nelle varie condizioni dell’ ambiente fisico ©
sociale, combinate con gli impulsi occasionali degli individui e colle loro
tendenze congenite. Cfr. Wundt, Grundriss d. Psychol., 1896, p. 68; E. Ferri,
Sociologia oriminale, 43 ed. 1900 (v. delitto, pena, responsabilità).
Scetticismo (σκέπτομαι esamino). T.
Skepticiemus ; I. Soepticiem; F. Soepticieme. Si adopera nel linguaggio comune
per indicare la tendenza a dubitare, o la mancanza di fiducia nella verità di
una data affermazione, dottrino, previsione, o la negazione dei principi ammessi
dal maggior numero. Ma nel suo significato preciso, esso designa il
dubbioesteso deliberatamente, sistematicamente, a tutti quanti gli oggotti
della conoscenza umana, © quindi la sospensione di ogni nostro giudizio intorno
ad essi, Nella storia del pensiero filosofico si contano varie forme di
scetticismo, cominciando da Pirrone, Protagora e Sesto Empirico, venendo fino
al Montaigne; ina tutte si fondano ugualmente sopra la tosi fondamentale della
impossibilità di un criterio assoluto della verità, essendo la ragione
condannata per sun natura alla contraddizione, e mancando ad ogni modo un
qualsiasi testimonio che provi la legittimità della ragione stessa. La
conclusione di tutto lo scetticismo antico i riassunta in quella che si disse
l’ isostenia delle ragioni, ο cioò Scu
1018 l'equilibrio e la forza
uguale delle ragioni pro e contro, intorno a qualsiasi oggetto. E il Montaigne
dimostrava così l'inesistenza di un criterio assoluto per lo conoscenze
sensibili © razionali: « per giudicare delle apparenze cho noi riceviamo dagli
oggetti, ci sarebbe necessario nno strumento giudicatorio; per verificare
questo stromento ci è necessaria una dimostrazione; per verificare la
dimostrazione uno stromento.... Poichè i sensi non possono arrestare la nostra
disputa, essendo pieni essi medesimi di incertezza, occorre che ciò faccia la
ragione; ma nessuna ragiono si stabilirà senza ragione, ο così via via all’
infinito ». Ai nostri giorni, se è possibile lo scetticismo come tendenza dello
spirito, non è più possibile come dottrina, essendo dimostrata In possibilità
della scienza a malgrado della relatività della conoscenza, anzi in grazia di
questa relatività stessa, poichò la scienza è del relativo non delP
assoluto. Soetticiemo oritico fu detto
quello contenuto nella critica della ragion pura, o anche sostticiemo
trasoendontale perchè trnpassava i limiti della pura esperienza esterna; e
scetticismo mistico quello di chi nega alla ragione ogni possibilità di
conoscere il vero, riponendola invece nella fede, nella rivelazione
sovrannaturale. Occorre però distinguere lo scetticismo dal misticismo © dalla
sofistica : tutti tre sono sistemi negativi rispetto alla conosconza, ma mentro
il primo tiene la ragione incapace della verità, il terzo afferma la ragione
indifferente alla verità, ο il socondo nega alla ragiono il potere di
raggiungere la verità suprema, trasferendo tale potere nel sentimento ο nella
fede. Cfr. R. Richter, Der Skeptiziemus in d. Phil., 1904; C. Stumpf, Vom
eblischen Skept., 1909; Credaro, Lo scetticismo degli accademici, 1889 (v.
dommatismo, dubbio, pirronismo, tropi, relatività, sokepsi, scienza, setetica).
Schema, Schematico (σχῆμα figura). T. Schema; I. Schema; F. Schöme. Per Kant
gli schemi sono quelle rappresentazioni o concetti che servono da intermedi fra
le 1019
Scu dodici categorie che non possono applicarsi direttamente ai
sensibili e i sensibili stessi. Gli schemi, forme pure del tempo e perciò di
natura sensibile, sono tuttavia omogenei alle categorio. Ed è appunto dalle
categorie e dagli schemi corrispondenti che derivano quei principî dell’
intelletto puro, coi quali noi intellettualizziamo le intuizioni empiriche,
traendone le cognizioni. Alcuni
psicologi chiamano schemi fantastici, distinguendoli dai concetti, quelle
imagini, assai povere di contenuto, le quali contengono solamente le parti
identiche di moltissime altre (ad es. l’imagine di casa, di albero, ecc.). La
loro formazione è spiegata comunemente col fatto che gli elementi comuni,
fissati dalla ripetizione e fusi in uno, si mantengono intensi e vivi, mentre
gli elementi diversi a poco a poco se ne staccano ο scompaiono. Si dicono schematiche quelle rappresentazioni
non identiche alle effettive, ma che hanno soltanto con esse maggiore o minore
somiglianza, in quanto ne raccolgono i tratti caratteristici. Servono a scopo
diduttico, poichò giovano a mettere sott’ occhio l'essenziale di una cosa,
lasciando da parte l'accessorio, che può nuocere alla chiarezza di quello che
si deve specialmente considerare e ritenere. Oltre la figura schematica
propriamente detta, si ha la figura simbolica, che ne differisce in quanto casa
rappresenta l’oggetto con un segno che può differire anche totalmente, e che ha
solo un valore convenzionale (ad es. la bandiera con oui si rappresenta la
patria). Una terza specie di rappresentazione schematica è In
simbolico-ipotetica, nella quale il simbolo rappresenta una cosa che non si è
certi che sia in realtà, ma solo si suppone. Così, ad es. il chimico
rappresenta gli atomi, che non ha mai veduto, mediante un piccolo cubo, e,
disegnandoli variamente disposti, rappresenta la molecola secondo la specio
degli atomi componenti e secondo il numero loro per ogni specie. Cfr. Kant,
Krit. d. reinen Fern., od. Kehrbach, p. 142-149; A. Riehl, Die philos.
Kriticiemus, 1887, II, 11, p. 61; Ardigò, Scr
1020 La wiensa dell’ educazione,
1893, p. 151 segg. (v. simbolo, categorumeni, conoetto, dissociazione). Lo
SCHEMATISMO è la dottrina del criticismo dell’uso dell’imaginazione
truscendentale como intermedia tra la sensibilità e l’intendimento. Il
critiismo distingue i giudizi della percezione, Wahrnemungeurteile, in cui non
viene espresso che il rapporto spaziale o temporale delle sensazioni per la
coscienza individuale, ο i giudizi dell esperienza, erfahrungeurteile, in cui
un simile rapporto viene affermato come obbiettivamento valido, come dato
nell'oggetto stesso. La differenza tra lo due specie di giudizio è provata dal
fatto, che nei secondi il rapporto spaziale o temporale è regolato per mezzo
d’una categoria, ciod d’un nesso concettuale, mentre nei primi manca. Ed è così
che, di fronte al meccanismo della rappresentazione, in cui le singole
sensazioni si riuniscono o si separano a piacero, il pensiero oggettivo, valido
ugualmente per tutti, è legato con nessi doterminati e concettualmente
regolati. Questo vale specialmente per i rapporti temporali. Tutti i fenomeni
si trovano infatti sotto la forma del senso interno, del tempo, in quanto anche
i fenomeni del senso esterno appartengono all’interno come determinazioni dell'animo
nostro (Bestimmungen unsere Gemüle). Perciò Kant dimostra che tra le forme
dell’ intuizione del tempo e le categorie c’ à uno schematismo, che solo rendo
possibile di applicare le forme dell’intelletto ni prodotti dell’intuizione, ©
che consiste nel fatto che ogni categoria ha una somiglianza schematica con
ogni forma particolare del rapporto temporale. Nella conoscenza empirica noi ci
serviamo di questo schematismo per significare il rapporto temporale percepito
medianto la corrispondente categoria. Invece la filosofia trascendentale deve
cercare la giustificazione di questo procedimento nel fatto, che la categoria
come regola dell'intelletto fonda obbiettivamente il corrispondente rapvorto
temporale come oggetto dell’ esperienza. Cfr. Kant, 1021 Scr-Ser Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach,
p. 142 segg.; W. Jerusalem, Die Urteilsfunction, 1895, p. 170 (v. eriticiemo,
intuizione). Schepsi (σχέφις = dubbio, indagine). O anche scepsi. Designa in
generale il dubbio degli scettici. Più propriamente, secondo lo Zeller, è la
neutralità fra le opposte dottrine, ritenendo di entrambe quello che hanno di
comune tanto nel principio quanto nel termine, cioè l’ astratta individualità
che vuol riposare in sò stessa. L’ Herbart chiama schepsi la riflessione
dubitativa che deve servire di preparazione alla filosofia, e la distingue in
sohepsi inferiore, che pone in dubbio la natura delle cose, e schepsi
superiore, che ne pone in dubbio anche il dato; colla prima ci persuadiamo che
difficilmente possiamo riuscire coi nostri sensi et formarei una esatta nozione
di ciò che sono le cose, colla seconda ci persuadiamo che le forme dell’
esperienza sono date realmente, ma ci somministrano delle idee contradditorie.
Cfr. Herbart, Einleitung in die Philorophie, 1813; Schwegler, Geschichte d.
Phil., ed. Reclam, p. 386-7 (v. dommatismo, dubbio, tropi, scetticismo).
Sciamanismo, T. Schamanismus; I. Shamaniem ; F. Chamanisme, Setta religiosa ©
sacerdotalo della Siberia, ai cui misteri religiosi non si è iniziati che dopo
un lungo e strano noviziato, sotto la direzione di speciali ancerdoti
(shamans). Siccome codesta religione consiste ersenzialmente nel culto degli
spiriti, così tutte le religioni animistiche furono classificato sotto la
categoria dello sciamanismo. Cfr. Tylor, Primitive culture, 1877 (v. animismo).
Scienza. T. Wissenschaft; I. Science; F. Science. Nel suo senso generale
equivale a conoscenza; in un senso più riStretto è un insieme o l’insieme delle
conoscenze logicamento coordinate. Cr. Wolff lo definisco habitum anserta
demostrandi, hoo est, ex principiis certis et immotis per legitimam
conaequentiam inferendi. Per Kant « dicesi scienza ogni dottriua che
costituison un sistema, cioò una totalità di coScr 1022
noscenzo ordinate in base a principi ». Per lo Spencer è «la conoscenza
parzialmente unificata >. Fu definita dal Naville come lo stato del pensiero
che possiede la verità; ha per condizione il dubbio filosofico, ossia lo
spirito di esame. La scienza infatti non può essere nò uno stato del sentimento
nè uno stato della volontà; e perchè il pensiero progredisca nel possesso della
verità, è necessario che non s' accontenti delle apparenze ma le sottometta ad
essine, cioè le interpreti con la ragione; che ogni affermazione di fatti sin
sottomessa alla critica, 6 che lo dottrine ammesso siano abbandonate quando non
forniscono più una esplicazione dei dati dell’ esperienza. Essa ha due scopi:
uno teorico e speculativo, cio la conquista e il possesso della verità, uno
pratico e utilitario, ossia le infinite sue appli-cazioni alla industria.
Aristotelo fu il primo ad occuparsi della natura della scienza, determinandone
con grande chiarezza il metodo, l'essenza e 1’ oggetto. Secondo il filosofo
greco, il primo carattere della scienza è il suo differire dalla semplico esperienza:
questa è fondata sulla sensazione, l’imaginazione © In memoria, non conosce che
il particolare, non coglie la causa e In prova dei fatti; quella ha un
carattere generale, impresso dall’ intelletto attivo agli elomenti forniti
dalla sensazione all’ intelletto passivo, per cui la scienza fornisce la prova
di ciò che avanza. La prova si fa per merzo della dimostrazione, cioè modiante
il ragionamento di cui la forma è il sillogismo. Oltre i principi generali,
forniti dall’ intelletto attivo, e dai quali ogni scienza particolare deduce le
conreguenze, vi sono dei principî che dominano tutte le scienze ο i principi di
tutto le scienze: sono gli assiomi, o verità evidenti, il più importante dei
quali è il principio di contraddizione. Oltro ad aver determinato la natura
della scienza, Aristotele fu pure ricercatore ed osservatore meraviglioso: ma
sia per il fondamento puramente deduttivo dato alla riceren wrientifien, sin
por altre cause di varia 1023 Set natura, nd l’antichità greca e latina, nd
l'età di mezzo ebbero vera e propria scienza. Soltanto nel rinascimento, caduto
il principio di autorità, sostituiti, nello studio della natura,
l'osservazione, 1’ esperimento ο l’ induzione ai metodi deduttivi ο
aprioristici, il sapere scientifico potd costituirsi e progredire. Nello
sviluppo del metodo delle scienze naturali conversero allora le due direzioni
dell’ ompirismo e della teoria matematica; Bacone pose il programma della
filosofia dell'esperienza, Descartes abbracciò il movimento scientifico del sto
tempo in una nuova fondazione del razionaliemo, riempiendo il sistema
concettuale scolastico col ricco contenuto delle scoperte di Galileo. Bacone
insegna come la mera experientia, la sola scientificamente utile, debba essere
depurata dalle aggiunte erronee ond’è inquinata, come l’induzione sia il solo
modo esatto dell’ elaborazione dei fatti e col suo aiuto si debba procedere
agli assiomi generali, per potere con questi spiegare deduttivamente altri
fenomeni. Leonardo intravede che il vero ufficio delP induzione naturalistica
consiste nel trovare quel rapporto matematico, che è costante in tutta la serie
dei fenomeni di determinata misura; Keplero scopre, mediante una grandiorn
intuizione, le leggi del movimento dei pianeti, cho confermano nella
convinzione dell’ ordine matematico delVP universo; Galileo, con intuito
metodico assai più profondo di Bacone, crea la meccanica, quale teoria
matematica del movimento, investigando col metodo rieolutiro i processi più
semplici matematicamente determinabili, ο dimostrando nel metodo compositivo
che la teoria matomatica, col presupposto degli elementi semplici del
movimento, porta agli stessi risultati che presenta l’esperienza. Cartesio,
partendo dalla convinzione che Ja coscienza razionalo è la matematica, aggiunge
ai pensieri metodici di Bacone ο di Galileo questo postulato: cho il metodo
indnttivo © risolutivo debba condurre ad un unico principio di anproma ed
assolnta certezza, partendo dal quale tutta PexpeScr 1024
rienza trovi, grazie al metodo compositivo, la sua perfetta spiegazione.
Il cogito ergo sum di Cartesio ha infatti non tanto il significato di
esperienza, quanto quello di prima fondamentale verità di ragiono, la cni
evidenza è quella di una immediata certezza intuitiva; il metodo analitico
cerca qui, come in Galileo, gli elementi semplici, intelligibili per sò stessi,
coi quali tutto il resto deve esser spiegato, ma invece di trovarli nelle forme
semplici del movimento, li scopre nelle verità elementari della coscienza. Per
Kant la scienza della natura ha bisogno, oltre alla sua base matematica, d’ un
certo numero di principi universali intorno al nesso dello cose, i quali sono
di natura sintetica ο perciò non possono fondarsi sull’ esperienze, anche so
per via di questa arrivano alla coscienza; in altre parole, anche per Kant il
cémpito della scienza natarale è la riduzione galileiana dell’ elemento
qualitativo al quantitativo, in cui solo può trovarsi necessità ο validità
universale su base matematica, ma questa rappresentazione matematica della
natura è per Kant fenomeno essa pure. perchè spazio © tempo, se hanno realtà
empirica, hauno idealità trascendentale. La natura, infatti, non è un puro
aggregato di forme spaziali e temporali, ma un nesso che noi intuiamo
sensibilmente, è vero, ma che nello stesso tempo pensiamo mediante concetti; se
la natura, come oggetto della nostra conoscenza, fosso un nesso reale delle
cose indipendente dalle nostre funzioni razionali, se essa stessa prescrivesse
le eue leggi al nostro intelletto, noi non ne avremmo che una conoscenza
empirica, insufficiente ; possiamo avero invece una conoscenza universale ©
necessaria, in quanto le nostre forme concettuali della sintesi doterminano la
natura stessa, in quanto cioè è il nostro intelletto che prescrive ad ossa lo
suo leggi. Ma questa è la natura solo in quanto essa appare al nostro pensiero.
quindi una conoscenza a priori della natura è possibile solo so anche il nesso,
che noi pensiamo fra le intuizioni, 1025 Sor sia nd più nd meno che il nostro modo di
pensare la natara: anche i rapporti concettuali, in cui la natura è oggetto
della nostra conoscenza, nom possono essere che fenomeni. I concetti
riassuntivi del pensiero contemporaneo, risultato della critica kantiana,
intorno alla natura, ai limiti, all'oggetto ο al valore della scienza, possono
ridursi a tre: 1° la scienza umana riguarda soltanto i fenomeni, vale a dire il
campo del sensibile; ciò è la conseguenza della negazione della possibilità di
una conoscenza a priori trascendente l’esperienza; 2° la scienza non è una trascrizione
della realtà ma una costruzione ideale, astratta, e il suo valore consisto
nell’ essere i suoi astratti generali una trasformazione dei concreti
sensibili, dei fatti reali, per cui il mondo del senso si trasforma nel mondo
del pensiero, il particolare nell’ univorsalo; 3° il valore della scienza, © la
sua certezza, consistono appunto nell’ essere lo sue astrazioni costituite
dagli elementi dell’ esperienza sensibile, nei quali possono essere risolti e
dai quali traggono la loro verità,
Dicesi dottrina della scienza media, la dottrina con la quale il
Molinos, e i Gesuiti in generale, tentano conciliare la libertà del volere
umano con la provvidenza e la prescienza divina. Dio non conosce soltanto ciò
che è semplicemente possibile e ciò che avviene attualmente, ma conosce anche
ciò che è condizionatamente possibile, vale a dire ciò che sta fra la pura
possibilità e l'attualità: la prima è in Dio semplice intelligenza, la seconda
è visione, la terza è scienza media o condizionata. Le azioni umane sono di
questa terza specie, cioè condizionatamente possibili: tuttavia sono libere, ο
Dio, che le ha prevedute, predispone anche la grazia che spetta a ciascuna di
ease. Con l’espressione
Wissenschaftslehre, dottrina della scienza, il Fichte indicò il proprio
sistema, in quanto esso è costruito sopra una riflessione avente per oggetto le
fasi immanenti di sviluppo del sapere: « La dottrina della scienza dev’ essere
una storia pragmatica dello spirito umano ». 65
RanzoLI, Dirion. di scienze Alosoficha. Sco 1026
L’ espressione è poi rimasta nel linguaggio filosofico, ma con diverso
significato : con essa infatti si designa oggi ciò che dicesi anche
episfemologia, ossia lo studio dei principi comuni delle scienze, dei loro
oggetti e dei loro metodi. Cfr. Aristotele, Anal. post., I, 3, Τ1 a, 21; Id.,
Met., I, 9812, 5; Cr. Wolff, Logica, 1732, Disc. prael. $ 30; Kant, Me taph.
Anfangegrinde d. Naturwissensohaft, 1786; H. Cohen, Kante Theorie à. Erfahrung,
1871; E. Naville, Nouvelle class. des soienoes, 33 ed. 1901 ; Pearson, Grammar
of science, 33 ed. 1899; L. Favre, L'organisation de la science, 1900 ;
Poincaré, La valeur de la science, 1908; C. Frenzel, Ueber die Grudlagon d.
exaoten Naturwissenschaften, ; F. De Sarlo, Le modificazioni nella conossione
della scienza, « Cultura filosofica », maggio 1907 (v. dommatiemo, economica
teoria, empiriocriticismo, ipotesi, legge, filosofia, metafisica,
classificazione dello scienze). Boolastion. T. Scholastik; I. Soholastio; F.
Soolastique. Il secondo dei due grandi periodi in cui dividesi la filosofia
medievale, e va dall’ 800 al 1400; il primo è rappresentato dalla Patristica,
Questo secondo periodo, che #’ inizia con Scoto Erigena, distinguesi nettamente
dal primo, poichè mentre i Patres eoolesiae movevano direttamente dalla
rivelazione, i dootores della Scuola prendon le mosse dal domms, vale a dire
dalla rivelazione già elaborata; mentre i primi avevano rivolto ogni loro
studio nel formulare un domma solo, i secondi mirano a organizzare l’insieme
dei dommi; mentre la Patristica si svolse massimamente tra i popoli dell’
Oriente, la Scolastica si svolse tra i popoli dell’ Oceidente, ed ebbe per
centro Parigi. Però così l'una come l’ altra dottrina s'accordano in un punto:
nel prendere cioè le mosse da una proposizione imposta e accettata como verità
assoluta, Rispetto alla filosofia dei Santi Padri quella della Scuola
rappresenta, secondo alcuni, un regresso. in quanto è ancora più schiava della
religione, e fa nm parte ancora minore alla ragione e alla scienza. Secondo 1027
Sco altri rappresenta invece un progresso, in quanto comincia col porre
una distinzione tra il domma, o l'oggetto, e il sapere soggettivo ο il
ragionamento, ο quindi tra il credere e l’intendere: da ciò lo sdoppiamento
dell’ unica verità in verità di fede e verità di ragione, le quali, dopo essere
procedute d’accordo per un certo tempo, daranno poi luogo alla lotta che finirà
con la vittoria definitiva della ragione. La Scolastica si divide in tre
periodi: il _ primo va da Scoto Erigena a S. Anselmo di Aosta, od è
caratterizzato dalla prevalenza data alla ragione sulla fede; nel secondo, che
va da S. Anselmo a Duns Scoto, è dato invece il primato alla fede sulla
ragione; il terzo va da Duns Scoto a Occam, e rappresenta la dissoluzione della
Scolastica, Più fiorente di tutti è il secondo periodo, in cui endono le
controversie tra realisti e nominalisti ed ha per massimo rappresentante S.
Tommaso d’Aquino. Cfr. Karl Werner, Die Scholastik d. apat. Mittelalters, 1881;
A. Stökl, Geschichte d. Phil. d. Mittelalters, 1864-66; B. Hauréan, Histoire de
la phil, scolastique, 1872; De Wulf, Histoire de la phil. médiévale, 4* ed.
1912. Bootismo. T. Scotiemue; I. Scotism; F. Scotieme. Il sistema e la scuola
filosofica di Giovanni Duns Scoto; si oppone al tomismo, sistema 9 scuola di Β.
Tommaso. Lo scotismo è caratterizzato dalla tendenza a separare profondamente
la teologia, disciplina pratica, dalla filosofia, pura teoria; a porre il
principio d’ individuazione non già nella materia, come Β. Tommaso e
Aristotele, ma nella forma, in quanto afferma esistere in ogni essere, distinti
I’ uno dall’altro non solo virtualmente ma formalmente, il carattero generale,
lo specifico e l’individuale, ossia ciò che lo Scoto chiama haeoceitas © che fa
essere un individuo quel tale e determinato essere. Ma ciò che distingue ancora
più profondamente lo scotismo dal tomismo è il suo indeterminismo
volontaristico, che 8’ oppone al determismo intellettualistico di 8. Tommaso,
Secondo quest’ ultimo l’intelletto Sco
1028 è quello che comprende ciò
che è bene, e siccome la volontà ‘ tende necessariamente al bene, così la
volontà dipende dal1 intelletto ; invece per lo Scoto la volontà, essendo la
forza fondamentale dell'anima, non subisce la costrizione dell’intelletto,
bensì determina essa lo sviluppo delle attività intellettive, intervenendo a
rendere chiare ed intense quelle tra le rappresentazioni alle quali essa
rivolge la sua attenzione: la volontà, non l'intelletto, è sempre rivolta al
bene come tale, e solo cémpito dell’ intelletto è dimostrare dove il bene sin
nel caso singolo. Cfr. W. Kahl, Die Lekre rom Primat des Willene bei
Augustinus, Dune Sootus und Descartes, 1886; H. Siebeck, Die Willenslehre bei
Dune Scotus und seinen Nachfolgern, in « Zeitschr. £. Philos. u. philos. Krit. »,
volume 112, p. 179 segg. (v. indiriduazione, intollettualiemo, rolontariemo).
Scotomi. Specie di allucinazione delle vista, per cui gli oggetti appsiono di
color nero ο si vedono macchie nerastro immobili; è dovute all’alterasione di
una parte più o meno estesa della retina, In altri casi, per alterazioni
centrali, si ha il cosidetto scotoma scintillante (blindheadache degli
inglesi); l’individno crede di vedere una specie di atmosfera in movimento
circoscritta da lineo speszate © colorate, oppure una pioggia di scintille o
figure simili a ruote infuocate, ο più spesso linee luminose a zig-zag, come
oro splendonte e stendentesi a poco a poco alla linea mediana, che di rado
oltrepassano. Cfr. Wundt, Grundsüge d. physiol, Peyohol., 1902, vol. II (v.
illusione). Scozsismo. T. Soottischo Philosophie; I. Scottish Philoaophy; F.
Philosophie écossaise. O filosofia scossese, 0 ancora filosofia del senso
comune; scuola fondata nel settecento da Tommaso Reid, e continuata dal
Ferguson, Dugal Steward, Tommaso Browe e William Hamilton (1788-1856). I
concetti fondamentali di questa scuola si possono riassumere così: gli oggetti
esterni ci sono dati da un suggerimento immediato sn cui si fonda la nostra
certessa; codesto suggeri 1029 Scu-Sec
mento è il senso comune, i cui principi sono accettati naturalmente e
spontaneamente da tutti gli uomini; la filosofia e la scienza debbono procedere
con metodo sperimentale, ο la prima si costituisce stadiando con
l’introspezione le cause e le leggi dei fatti interni. Cfr. Mac Cosh, The
soottish philosophy, 1875; E. Grimm, Zur Gesch. des Erkenntnisproblem von Bacon
su Hume, 1890; G. L. Arrighi, L'equiroco fondamentale della filosofia scozsese,
« Cultura filosofica », maggio 1913 (v. peroasionismo, concezioniemo). Scuola
(la). Talora si designa con questo nome la filosofica scolastica, che viene
anche indicata con l’ espressione filosofia della souola. Secondarie (qualità).
T. Secunddren Qualitäten; I. Secundary qualities ; F. Qualités seoundaires. Le
qualità primarie dei corpi sono quelle senza le quali i corpi non possono
concepirsi, come la figura, la estensione, la resistenza. Le secondarie sono
quelle che si possono sopprimere, senza sopprimere nello stesso tempo la
nozione dei corpi, come il sapore, 1’ odore, il colore. Secondo il Locke, le
qualità primarie appartengono ai corpi in sò, © di esse le nostre sensazioni
costituiscono le copie fedeli; le secondarie sono invece relative, sono copie
senza originali, poichè nei corpi nulla v'è di simile. Si dicono secondarie
immediate se si riferiscono a noi, e tali sono tutte le qualità senbibili;
secondarie mediate se si riferiscono tra loro, e tali sono le forze, ciod le
relazioni che intercedono tra le qualità di un corpo e quelle di un altro. La
distinzione fra le qualità primarie ο realmente esistenti e le secondarie o
relative risale agli atomisti greci. Hamilton pose come intermediarie fra le
qualità primarie e le secondarie un nuovo gruppo di qualità, ch’ egli denominò
secondo-primarie; esse sono costituite dalle proprietà meccaniche delle cose,
come la massa © la resistenza, e vengono conosciute sia immediatamente, come
oggetti di percezione, sin mediatamente come cause di sensazioni. Cfr. Locke,
Essay, 1879, IT, cap. 8, 48, 9, 10; Βκο-θκα
1030 Hamilton, Dissertations on
Reid, 1863, vol. II, p. 845 seg. (v. qualità). Secundum quid. Termine degli
scolastici, con cui designavano il senso particolare o il particolare rispetto
secondo il quale un vocabolo è preso. La cosa considerata sotto un rispetto
particolare rimane limitata e ristretta, quindi ciò che convieno a questa in
quanto è così ristretta non conviene sempre alla cosa presa semplicemento ;
molti sofiemi si fondano infatti su questo cangiamento di senso. Cfr. Rosmini,
Logica, 1853, $ 1740. Segmentale (ieoria). La dottrina fondata nel 1827 da
Moquin Tandon e Dugèt, secondo la quale gli animali risultano da una serie di
aggregati morfologici complessi. zoomiti 0 metameri, ciascuno dei quali
rappresenta e ripete in compendio l’organizzazione dell’ animale a cui
appartiene. Essa ha assunto oggi importanza anche psicologica. per il fatto che
si cerca di spiegare con essa i fenomeni di disgregazione della personalità, di
sdoppiamento della coscienza, d’ipnosi sperimentale, nonchè i rapporti che
normalmente interoedono in ogni individuo tra io sabeosciente ο subliminale ©
io cosciente o supraliminale. La dottrina segmontalo ha le sue basi nell’
anatomia ο nell’ombriologia: il sistema osseo © muscolare, il sistema nerveo ©
la cute dei vertebrati, presentano nei primi stadi di sviluppo ο in tutta la
vita, in alcune parti o in tutto l'organismo, una divisione più o meno
manifesta in segmenté simili disposti in serio lineare, Salendo In scala
animale I’ unificazione dei vari segmenti, operata specialmente dal sistema
nervoso, si va facondo sempre maggiore fino a raggiungere il suo massimo
nell’uomo; ma anche in esso la centralizzazione dei segmenti da cni
originariamente deriva l’encefalo, se quasi completa dal punto di vista
anatomico, è imperfettissima dal punto di vista fisiologico, come è mostrato
dalla moderna dottrina delle localizzazioni cerebrali. Questa incompleta
coordinazione funzionale dei 1031 Ska segmenti che concorrono a formare la
personalità unitaria, si rivela psicologicamente nei fenomeni sopra ricordati,
e nelle incoerenze e irregolarità di condotta e di carattere proprie
specialmente della prima gioventù, quando l’attività funzionale dell’ encefalo
è ancora incompleta. Cfr. Max Dessoir, Das doppelt-Ich, 1896; Boris Sidis,
Studios in montal dissociation, 1902; Luciani, Fisiologia dell’uomo, 1913, vol.
IV. Segni locali. T. Lokalzeichen ; I. Local sign; F. Signes locaux. Lu
dottrina con cui prima il Lotze, poi il Wundt cercarono di spiegare la
localizzazione della sensazione v della percezione. Ogni percezione 0
sensazione è riferita a una certa parto del corpo, se tattile o interna, e a
una certa parte del campo visuale se visiva. Perchè ciò avvenga, bisogna che
ogni punto della pelle ο della retina abbia un carattere proprio, e si
distingua qualitativamente da ogni altro punto. Ora, codesto carattere
speciale, che dà alla sensazione il posto particolare e determinato che
l’eccitazione viene a colpire, è quello che il Lotze chiama segno locale della
sensazione. Esso non è altro che una sensazione secondaria, che accompagna la sensazione
principale, e che varia col variare del punto toccato dalla eccitazione. In
quanto al tatto, i segni locali sarebbero determinati, secondo il Lotze, dalla
differenza di spessore © di tensione della pelle; per la vista consisterebbero
nelle impulsioni motrici che variano secondo ogni punto, e che tendono a
volgere l’occhio in modo che la eccitazione luminosa cada sulla fossa centrale.
Cfr. Lotze, Mikrokormus, 1884, I, 332segg.; Id., Medicinische Psychologie,
1852, p. 296 segg.; Helmholtz, Physiol. Optik, 1886, p. 539 segg.; Wundt,
Grundriss &. Peyoh., 1896, p. 129 segg. (v. atlante). Segregazione (teoria
della). La teoria che Maurizio Wagner voleva sostituire a quella della
selezione naturale, da lui ritenuta insufficiente a spiegare I’ origine delle forme
organiche. Quando un gruppo di individui, che offrono fra loro certe
particolari analogie fisiologiche ο morfologiche, SEL 1032
emigra dalla madre patria in altri pnesi, si forma da ουdesto gruppo una
nuova specie con un processo di segregazione ο di isolamento naturale; ciò per
le diverse coudizioni di vita ο per la necessità di riprodursi mediante unioni
che sccentuano sempre più quelle date particolarità. Più che una teoria a sè, i
biologi considerano questa del Wagnor come una integrazione della teoria
darwiniana della selezione naturale. Cfr. M. Wagner, Die Entstehung d. Arlen
durch räumlichen Sonderung, 1889 (v. atlante). Selezione. T. Auswahl, Selektion
; I. Seleotion; F. Sélection. Significa in generale scelta, in particolare il
processo onde, nella lotta per 1) esistenza che gli organismi devono sostenere
per la sproporzione completa fra il loro acerescimento e la misura del mezzo di
nutrizione disponibile, sopravvivono quelli la cui variazione è rispetto ad
essi favorevole, cioè conforme allo scopo. La selesione artificiale è la scelta
con la quale gli agricoltori e gli allevatori perfezionano le razze vegetali e
animali. Essa si fonda su due proprietà fondamentali degli organismi, la
variabilità ο l'ereditarietà : fra gli individui di una specie alcuni
presentano più degli altri la prevalenza di dati caratteri ; sciogliendo per la
riproduzione soltanto questi individui, dopo un certo numero di generazioni, in
base alla eredità che accumula € trasmette, si avranno prodotti in oni tali
caratteri sono al massimo grado spiccati. Accanto alla artificiale, Darwin ha
mostrato esistere anche una selezione naturale, determinata dalla « lotta per
lu vita » che rappresenta nella natura cid che nella selezione artificiale è
rappresentato dalla volontà deliberata dell’uomo: ogni organismo, sia animale
cho, vegetale, deve lottare per raggiungere le necessarie condizioni di
esistenza; in tale lotta sopravvivono e si riproducono soltanto gli individui
più adatti, cosicchè nella serie delle generazioni si hanno individui che
presentano progressivamente caratteri sempre più perfetti. Casi particolari
della solezione naturale sono: In selezione aresale. 1033
SEM determinata dalla lotta fra i concorrenti per ottenere gli animali
dell’ altro sesso; la selezione omooroma, che determina in molti animali la
stessa colorazione dell’ ambiente in cui vivono; la selezione cellulare, data
dalla lotta fra le cellule d’uno stesso individuo, per cui sopravvivono i
tessuti ο gli organi più adatti. Il Weismann distingue la eelesione personale ©
la selezione di gruppo: la prima è il sopravvivere di individui forniti di
caratteri d’ adattamento sufficienti a renderli capaci di sfaggire all’
eliminazione, la seconda il sopravvivere di gruppi animali in virtù di
adattamenti risultanti da relazioni coordinate nel gruppo stesso. Il Weismann
chiama selezione germinale il fatto che nella sostanza germinale i «
determinanti » di certi caratteri assorbono nutrimento più rapidamente di
quelli di altri caratteri e producono in tal modo discendenti più forti. Il
Baldwin chiama selezione funzionale il processo con cui gli individui, mediante
prove ripetute ed errori, giungono a compiere quei movimenti con eni possono
ottenere utili risultati. Cfr. Darwin, Origin of species, 1859; Weismann, Das
Keimplasma, eine newe Theorie der Vererbung, 1894 ; Baldwin, Developement and
evolution, 1902; Plate Ludwig, Ueber die Bedeutung des darwinischen
Belektionsprinzip, 1903; P. Jacoby, Études sur la selection, 2* ed. 1905.
Semantica o Semasiologia. T. Semantik; I. Semantice ; F. Sémantique. Detta
anche semiotica dal greco σῆμα = segno. È la dottrina del significato storico
delle parole, la ricerca sistematica delle variazioni e dello sviluppo del
senso dei vocaboli. Nella medicina semiotica ο semiologia è la scienza dei
segni ο sintomi delle malattie. Locke usò la parola semiotica in un senso più
largo, ciod quale scienza dell’uso © del significato delle parole © dei segni
in generale. Con l’espressione concezione semiotica della conoscenza si
indicano tutte le dottrine gnoseologiche, le quali non identificano la
conoscenza con la realtà, nè la considerano come un’ arbitraria costruzione
della mente, ma la rignardano come SEM
1034 un segno mentale rispetto a
ciò che è posto como indipeudente dal soggetto conoscente, segno costituito di
processi e forme logiche (concetti, giudizi) che si formano naturalmente ο in
virtà dei quali la realtà diventa intelligibile; ver tale dottrina la conoscenza
è dunque diversa da ciò cho semplicemente è, ma è connessa organicamente con la
realtà, in quanto per opera sua la realtà stessa (che è conoscenza solo
potenzialmente, civd attitudino ad essere cunosciuta) diventa di fatto
conoscenza: in altre parole la realtà, pure non assorbendosi nella nostra
rappresentazione mentale, pnd essere raggiunta solo attraverso tale
rappresentazione e deve quindi possedere certe condizioni, lo quali, trovandosi
in rapporto con la mente, dànno la conoscenza: «Il progressivo sviluppo della
conoscenza, dice il De Sarlo, è determinato dal bisogno di fissare tutto ciò
che vi ha di conforme alla ragione, o quindi di assimilabile da essa, mediante
la traduzione in rapporti razionali della realtà, presa questa nel più largo
senso... Trovare nella realtà ciò che la monte s'aspetta ed esige da essa, eoco
il eémpito della scienza nel suo divenire. Il che però non vuol dire che lu
scienza 8 misura che diviene più profonda e completa, non riconosca l’
impossibilità di risolvere la realtà nell’ intelligenza ο di cancellare ogni
differenza tra conoscenza od obbietto, tra pensiero ed essere ». Cfr. Locke,
Eway, 1877, 1. IV, cap. 21, $4; Trench, Study of words, 1888; Bréal, Essai de
sémantique, 1901; Fries, System der Logik, 1837, p. 370; Do Sarlo, 1 problemi
gnoseologioi nella filosofia contemporanea, « Cult. filosofica », novembre
1910. Semetipsismo. T. Solipsismus; F. Soliprism; F. Solipsieme. O
psicomonismo, o anche solipsismo. E 1’ esageraziono dell’ idealismo: posto che
il mondo esteriore non è altro che la rappresentazione stessa che è in noi,
posto che l’esistenza dei corpi si riduce al loro essere perecpiti, se ne
ricava la conseguenza che il soggetto pensanto non può affermare alcuna
esistenza fuori della sua 1035 SEM osistenza personale, e che anche gli
altri soggetti pensanti non esistono se non in quanto sono in lui rappresentati
ο rappresentabili. II solipsista nega quindi non la sola materialità, me anche
ogni personalità distinta dalla sua, ogni psichicità che non sia un fatto della
sua coscienza. Lo Schopenhauer cita questa formula del solipsista: Hae omnes
creaturae in totum ego sum, et praeter me one aliud non est, οἱ omnia ego
creata foci. Il Bradley espone così la posizione del solipsismo : « Io non
posso trascendero 1’ esperienza, 0 l’esperienza non può essero che la mia
esperienza. Da ciò consegue che nulla esiste al di fuori del mio io, perchè ciò
che è ospàrienza è stato del mio io >. Questa posizione è sostenuta oggi da
alcuni seguaci della filosofia dell’ immanenza, od es. dallo Schubert-Soldern,
il quale dico che guoseologicamente, non praticamente, il solipsiamo è
inconfutabile: « Per la teoria della conoscenza il mondo non è altro che ciò
cho è dato immediatamente nel complesso della coscienza
(Berusstscinezusammenkang).... È vuota pretesa quella di andar oltro.... La
coscienza è rilevabile soltanto per il contenuto; nulla è per sì, nè come cosa
nè come proprieta,... cioè come la cosa atta ad avere coscienza di altre cose
». Kant adopera il vocabolo solipsismo in senso morale, per indicare l’egoismo
pratico, 1’ amore esclusivo di sè stessi. Cfr. Schopenhauer, Parerg., 11,1,$13;
Bradley, 4ppearance and reality, 1902, p. 248 ; Schubert-Soldern, Grundlagen d.
Erkenntnistheorie, 1884, p. 64-67; Schuppe, £rkenntnistheoretische Logik, 1878,
p. 63, 69; J. Potzoldt, Dax Weltproblem vom positivistischem Standpunkt aus,
1908, p. 98; Renouvier, Les dilemmer de la métaph., 1901, p. 210; VILLA
(vedasi), L'idealiemo moderno; F. . δ. Schiller, Solipsism, « Mind », aprile
1909 (v. fenomenismo, idealismo). Semplice. Quosto vocabolo pud-csser preso in
vari siIn primo luogo è adoperato por escludere In mol-, © in questo senso
equivale ad unico; in serondo Ben
1036 luogo è preso per escludere
1’ estensione, ο in quosto senso equivale à inesteso; infine è adoprato per
escludere la materialità, ο allora equivale a incorporeo ο spirituale. Quando
si dice che l’anima è semplice, la parola è presa in tutti 9 tre questi
significati. Nella logioa diconsi tali, per opposizione ai composti, quei
giudizi i cui termini sono concetti, © che non possono quindi risolversi in altri
giudizi. Cfr. Rosmini, Psicologia, 1846, vol. I, p. 212 sogg. Sensazione. T.
Empfindung; I. Sensation; 1. Sensation. Nel suo significato preciso è il fatto
psichico elementare. © consiste nella coscienza d’ una modificazione avvenuta
nel proprio organismo in seguito ad una stimolazione interna o esterna, Perciò
è stata generalmento concepita ¢ definita come passività; così per 8. Agostino
è pasrio corporis por se ipsam non latens animam ; per Campanella passio per
quam soimus quod est, quod agit in nos, quoniam similem sibi entitatem in nobis
faoit; per Condillac l’anima « è passiva nel momento nel quale prova una
sensazione, perchè la causa che Is produce è fuori di lei». Per Hobbes invece
la sensazione è un’ imagine prodotta dalla reazione degli organi di senso
contro una impressione dall’ esterno : Sensio est ab organi sensorti conatu ad
extra qui generatur a conatu ab obiecto versus interna, eoque aliquandiu
manente per reactionem factum phantasma. Per Kant è « una percezione che si
riferisce solamente al soggetto come modificazione del suo stato ». Per il Bain
è « una impressione mentale, un sentimento ο stato cosciente, risultente
dall'azione di cose esterne su qualche parte del corpo, detta per tal ragione
sensitiva ». Per il Sergi è « un fonomeno che si produce quando la forza
psichica è provocata ad agire dalla forza esteriore della natura, in un modo
che le è proprio, con una manifestazione comune e costante ». Per il Masci «
uno stato di coscienza correlativo alla eccitazione di una fibra norvosa
afferente prodotta da uno stimolo, ad esa esterno, anlla ana torminaziono, la
quale eccitazione ai pro 1037 Sen paghi
fino ai centri sensitivi della corteccia cerebrale ». Per il Wundt è « quello
stato della nostra coscienza, che non può essere scomposto in parti più
semplici »; perciò la sensazione purs è un’astrazione, ed è indefinibile come
dice anche Mae Cosh: « la sensazione non è positivamente definibile; ciò
dipende dal suo essere una semplice qualità, © dal non esservi nulla di più
semplice in cui possa essere scomposta ». Di essa si può dire soltanto che è il
primo fatto interno, conosciuto senza intermediari, accompagnato da imagini
associate che lo localizzano, eccitato da un certo stato dei nervi ο dei centri
nervosi, stato sconosciuto e che è ordinariamente provocato in noi dall’ urto
degli oggetti esteriori. Alcune volte il vocabolo sensazione è usato per
designare il fatto psichico in generale, ο quella qualsiasi modificazione dell’
io determinata da uno stimolo sia interno ed esterno che intercerebrale: in
quest’ ultimo caso si usa anche I’ espressione di sensazione riprodotta ο
imagine. Altre volte è preso in significato ristretto opponendolo @ percezione:
in tal caso per sensazione si designa sia il fenomeno affettivo distinto dal
fenomeno intellettuale, sia lo stato puramente soggettivo distinto dallo stato
conoscitivo, in cui ciod si ha I’ esplicito riferimento del soggetto
all'oggetto. Spesso si confondono le proprietà dell'oggetto (qualità sensibili)
con le sensazioni che appartengono al soggetto: così coi vocaboli sapore,
odore, suono si designa tanto una proprietà, più o meno conosciuta, dei corpi,
delle particelle liquide ο volatili, delle vibrazioni aeree o luminose, quanto
le specie ben note delle sensazioni che tali corpi, particelle e vibrazioni
eccitano in noi. Non bisogna confondere, se non si vnol cadere in un grossolano
materialismo, la sensazione col funzionamento dei nervi e dei centri nervosi
che ne sono la condizione: il primo è un fatto psicologico, il secondo un fatto
fisiologico, quello ci è noto immedistamente e completamente, questo è
constatato indirettamente, incompletamente, e ancor oggi assai SEN 1038
pooo conosciuto. Diconsi sensazioni interne 0 della cita organioa quelle
che ci avvertono di uno speciale mutamento dovuto alle condizioni interne dei
nostri organi, indipendentemente da stimoli esteriori (fame, sete, fatica,
nevralgia, eco.); sensazioni esterno ο periferiche ο obbiettire quelle che
provengono da un organo situato alla periferia del corpo ο riflottono un
cangiamento del mondo esteriore: sensazioni soggettice, quelle che provengono
da un organe esterno di senso ma riflettono un mutamento avvenuto nelP organo
stesso (scotomi, fosfeno, ecc.). Le sensazioni si distinguono anche in
sensoriali © sensitive: le prime sono quelle che hanno sede nel capo, in organi
speciali, connessi direttamente col cervello per mezzo di nervi afferenti di
breve decorso; le seconde quelle che mancano di apparati terminali delimitati,
ο i cui nervi conduttori si diffondono per il corpo, agli organi interni e alla
superficie esterna. Dicosi sero della sensazione il minimo di eccitazione
necessario a produrla; qualità della sensazione il contenuto della sensazione
stessa, suono, sapore, eco., deter. minato dalla struttura dei diversi organi,
e dalla qualità e intensità degli stimoli; quantità della sensazione
l’intensità della sensazione stessa, dipendente dall’ intensità degli stimoli;
tono o colorito della sensazione il grado di piacere ο di dolore che ncoompagna
la sensazione. Cfr. 8. Agostino, De quant. animo, 25; Campanella, Universalis
philos., 1638. 1, 1v, 1, 2; Condillac, Traité des sensations, 1886, I, cap. 11,
$ 11; Hobbes, Lev., I, 1; Kant, Krit. d. r. Ῥ., ed. Kebrbach. 278; Bain, Mental
science, 1884, p. 27; Sergi, La Ροψολοῖ. phyeiol., trad, franc. 1888, p. 17;
Wandt, Grundries d. Payc.. 1896, p. 45; Μο Cosh, Exam. of S. Milde philosophy,
1866, p. 71; Mach, Analisi delle eensazioni, trad. it. 1903, cap. I: Höflding,
Psychologie, trad. franc. 1900, p. 129 segg.; Ma. sci, Psicologia; Ardigò,
Opere fil., I, 200 segg. III, 76 segg., V, 50 segg. (v. eooitasione, elementi
prichici, Sacoltà, stimolo, peichioi fatti, ecc.). 1039
SEN Sensibile. T. Sensibel, Empfndlich; I. Sensible; F. Sensible, Quando
è opposto a intelligibile designa tutto ciò che può divenire oggetto di
percezione, vale a dire il mondo dei fenomeni; per opposizione a ciò che è
oggetto dell’ intendimento puro, ossia il mondo delle idee e delle relazioni
astratte. Gli scolastici distinguevano le speci sensibili e le speci
intelligibili; la specie sensibile era distinta a sua volta in impressa ed
espressa. Por specie impressa s’ intendeva Vimagind degli oggetti, che si forma
per l’azione da essi esercitata sui sensi © per l’attività dei sensi stessi,
cho aspirano al loro completo sviluppo; questa prima imagine, agendo sul senso
interno, dà luogo a sna volta ad una 80conda imagine, espressa in qualche modo
dalla prima e detta perciò espressa, ossia la sensaziono. A questo punto
termina 1’ officio della sensibilità ο comincia quello dell’ intelletto : 1’
imagine sensibile è accolta infatti dall’ intelletto attivo, che la spoglia
dalle sue condizioni materi ibuti fisici, e la trasmette quindi, divenuta ormai
specio intelligibile, all’ intelletto passivo.
Gli scolastici distinguevano poi tre sorta di sensibili: i sensibili
comuni, fonomeni che possono essere percepiti con diversi sensi, come il
movimento e la figura; i sensibili propri, che non possono essere percepiti che
da un solo senso, come il suono, il sapore, il colore; i sensibili per
accidente, che sono sensazioni risvegliate per mezzo di altre sensazioni. Cfr.
A. Stöckl, Geschichte der Phil. des Mittelalters, 1864-66; S. Tommaso, Sum.
phil., I, qu. 46, 85, 2; Id., Contra gent., I, 46; Duns Scoto, Quaent. de rer.
prine., 14, 3; Goclenio, Lex. phil., 1613, p. 1068 segg. Sensibilità. T.
Empfindlichkeit, Sensibilität; I. Sensibility; F. Sensibilité, Nel suo
significato più generale designa In facoltà di sentire, ciod di avvertire le
modificazioni che avvengono nel proprio organismo. Sotto questo rispetto è
dunque sinonimo di coscienza (nel suo significato più largo) ο ad essa pure si
connettono le questioni che ne riguardano l’origine, lo sviluppo ο
l'estensione: secondo alcuni à In Sen
1040 proprietà essenziale di ogni
organismo, riconducendosi alla irritabilità per cui la materia organica è
capace di ricevere le eccitazioni e di rispondervi con una reazione; secondo
altri è una manifestazione dell’ anima o spirito; per altri ancora è una
proprietà generale dell’ essere o della materia. Altre volte per sensibilità si
intende: 1° la facoltà di provare piacere o dolore, e in questo senso equivale
ad afJettività, si oppone a intelligenza © a volontà; 2° la facoltà non solo di
sentire, ma anche di percepire, di discriminare, di distinguere; 3° l'insieme
di fenomeni complessi, che contengono elementi intellettuali, come lo tendenze,
le passioni, gli appetiti. Dicesi sensibilità generale 1’ insieme delle
sensazioni interne ο della vita organica, © sensibilità ape ciale le sensazioni
periferiche; tuttavia molte volte per sensibilità generale o cenestesi si
intende l'insieme delle sensazioni così interne come esterne. Si suol anche
distinguere la sensibilità superficiale ο cutanea dalla sensibilità profonda o
dei muscoli © tessuti interni; che queste due forme di sensibilità siano tra
loro distinte, e, in un certo grado, indipendenti, sarebbe dimostrato dal fatto
che in alcuni casi patologici la prina è completamente abolita mentre la
seconda è conservata, e da altri casi nei quali la sensibilità tattile e
dolorifica della cute permane mentre scompare quella dei tessuti profondi. Cfr.
Wundt, Grundstigo d,' physiol. Paychol., 8" ed., vol. I, p. 341; Beaunis,
Les sensations internes, 1889 (v. coscienza, senso, volontà, meccanismo,
ilosoismo, ecc.). Sensilli. Con questo nome vengono designati da alcuni
fisiologi gli organi specifici di senso, detti da altri esteti ο esteteri,
Sensismo. T. Sensualismus ; I. Sensationalism, Sonsualiem: F. Sensualieme. Non
dovrebbe mai confondersi nd col semsazionismo 0 sensazionalismo, nd col
sensualismo. È sensismo ogni indirizzo gnosoologico e filosofico che spiega
colla sola vansazione i fenomeni della intelligenza umana, ο fuori 1041
SEN della sensazione non riconosce altra fonte delle nostre conoscenze.
Il sensazionismo è una dottrina metafisica, che fa della sensazione 1’ elemento
costitutivo non solo della realtà psichica ma anche della realtà fisica; il
mondo è per esso un insieme di sensazioni, che stanno fra loro in determinati
rapporti, cosicchè non le sensazioni sono simVoli delle cose, ma al contrario
le cose sono un simbolo mentale per un complesso di sensazioni, le quali hanno
solo una stabilità relativa: i vari elementi di cui la realtà è costituita non
sono dunque gli oggetti, i corpi, le s0stanze, bensì i colori, i suoni, le
pressioni, gli spazi, le durate (Mach, Petzoldt, Avenarius). Per sensualismo 8’
intende invece, nella lingua italiana sia comune sia filosofica, ogni indirizzo
edonistico della morale, ogni dottrina che identifica il bene col piacere
sensibile. Il sensismo si oppone al nativiemo ο innatiemo, che considera alcune
idee fondamentali (ad es. di spazio, di tempo, di infinito, eco.) come
anteriori ad ogni esperienza sensibile, e al razionalismo, che considera i
principî supremi di ragione (ad es. quelli di causa, di sostanza, di identità,
di ragione sufficiente, eco.) come irreducibili all'esperienza. Il sensismo si
distingue dall’ empirismo, col quale è spesso confuso, in quanto questo fa
derivare tutte le nostre cognizioni da due sorgenti, e cioò dall’esperienza
esterna, ossia dalla sensazione, e dall’esperienza interna, ossia dalla
riflessione; e dal materialismo, che consiste nel negare l’esistenza dell’
anima come sostanza spirituale, mentre nel sensismo questa negazione non è
necessaria, Uno dei massimi rappresentanti del sensismo puro fu il Condillao,
il quale pure ammettendo l'esistenza di Dio e Vimmortalita dell’anims, fa
derivare dalla elaborazione meccanica delle sensazioni tutte le attività dello
spirito, che egli riduco a due ordini: intellettive, cioè attenzione, memoria,
giudizio, raziocinio, e affettite, cioè il desiderio, le passioni e la volontà.
Ma il sensismo è dottrina molto antica ο risale alla stessa origine della
filosofia. Tutti i filosofi greci del pe66
RanzoLI, Dizion. di sotenze filosofiche, SEN 1042
riodo cosmologico sono sensisti. Malgrado la differenza da essi posta
tra l’esperienza sensibile e la riflessione, tra la verità © l’opinione (δόξα),
non ammettono che una sola porta dalla quale il sapere penetra nell’ uomo: la
porta dei sensi: « Eraclito non sa indicaroi, dice Windelband, una differenza
psicologica tra percepire e pensare, così recisamente in antitesi nei loro
valori gnoseologici ; e tanto meno Parmenide... Ancor più esplicitamente, Empedocle
dichiara che pensare 9 percepire sono la stessa cosa; che il cambiamento del
pensiero è dipendente da quello del corpo; e considera la miscela del sangue
come quella, che determina la capacità intellettuale dell’uomo. Entrambi non
esitarono a render più evidente questa concezione mediante ipotesi
fisiologiche. Parmenide, nella sua tisica ipotetica, insegnò che l’uguale vien
percepito da per tutto mediante l’uguale, ed Empedocle sviluppò il pensiero che
ogni elemento nel nostro corpo percepisce 1’ elemento uguale nel mondo
esteriore... Questi razionalisti metafisici rappresentano tutti, nella loro
psicologia, un grossolano senewaliemo ». In seguito il sensismo ricompare con
Protagora, per il quale l’anima non è nalla fuorchè sensazione; con gli Stoici,
che considerano la coscienza come una tabula rasa che il senso riempie dei suoi
caratteri; con gli Epicurei, che fanno originare la conoscenza unicamente dalle
sensazioni; con Campanella, per il quale omnes seneus simul causant totius rei
cognitionem ; con Bacone, Hobbes, Montaigne, che sostengono pure l’origine
sensibile d’ ogni stato ο fatto della 00scienza. « La sensazione è il principio
della conoscenza, dice Hobbes, e ogni specie di sapere ne deriva. La sensane
stessa non è altra cosa che un movimento ‘di certe parti che esistono
all’interno dell’ essere senziente, © queste parti sono quelle degli organi col
cui aiuto noi sentiamo. La memoria consiste nel sentire ciò che si è sentito.
Quanto alla imaginasione, essa è la sensazione continuata, Sevolita ». Nel
pensiero contemporaneo il sensismo
1043 SEN ha un geniale
rappresentante in Roberto Ardigò, che alla sensazione riconduce così le
formazioni psicologiche come i ritmi logici © le idealità morali. Cfr.
Windelband, Storia della filosofia, trad. it. 1913, I, p. 79-81, 112, 257
sogg.; Campanella, Univ. phil., 1638, I, 194; Bacone, Nov. Org., 1, 41; Hobbes,
Human καὶ., cap. X, $ 3; Locke, Essay, 1858, II, osp. I, $ 2 segg.; Condillac,
Extrait raie. ed. par Lyon, 1886, p. 35-10 (v. idea, empiriooritiolemo,
esperienza, nativiemo, ragione). Sensitivo. T. Empfindlich ; I. Sensitive; F.
Soneitif. Cid che appartiene alla sensibilità generale; non va confuso con
sensoriale, che designa tutto ciò che appartiene alla sensibilità speciale; si
oppone spesso a motore, che è tutto ciò che riguardala fanzione centrifuga o
efferente dei nervi. Nella classificazione dei caratteri, diconsi sensitivi ο
emotivi quelli nei quali predomina la sensibilità, 1’ impressionabilità, simili
a stromenti in perpetua vibrazione; gli individui sensitivi vivono sempre
interiormente, sono portati a provare maggior dolore per una lieve contrarietà
che piacere per una gran fortuna, e sono quindi nativamente in 1 pessim sino.
Diconsi fibre sensitive, quelle fibre nervose che conducono le impressioni
dalla periferia al centro; radioi sensitive, le radici posteriori dei nervi
rachidei ; fasoio sensitiro, quel cordone hianco del midollo spinale che #’
interna nell’ encefalo superiore, e stendendosi nella corona raggiante giunge
fino alla sostanza grigia degli emisferi cerebrali. Cfr. N. R. D’Alfonso, La
dottrina dei temperamenti nell'antichità ο ci mostri giorni, 1904 (v.
cenestesi). Il SENSO è la facoltà di provare uno certa classe di sensazioni. Si
distinguò perciò dalla sensibilità, che è, in generale, la facoltà di sentire;
alcune volte però è usato in luogo di sensibilità ed opposto ad intelligenza, E
si distingue anche dalla sensazione che è il fatto particolare di cui il senso
è la facoltà. Faoultas sentiendi sive sensus, dice Wolff, est facultas
percipiendi obieota externa mutationem organis sensoriis qua talibus
induoentia, convenienter mutations in organo faotac. Più brevemente Krug lo
definisce la facoltà della rappresentazione immediata; Hegel « il più semplice
sistema della corporeità specificata »; H. Ritter « la facoltà di accogliere
degli stimoli ». Si soglion chiamare specifici i cinque sensi esterni della
vista, dell’ udito, del gusto, dell’ odorato, e del tatto. Quest’ ultimo vien
anche designato con 1’ espressione di senso generale, perchè è il più esteso
sia nell’individuo, di cui occupa tutta la superficie del corpo, sia nella
specie, nella quale appare anche nei più infimi gradini; ο con l'espressione di
senso intellettuale, perchè esso ci fornisce, associandosi al senso muscolare e
visivo, le nozioni intellettuali di figura, volume, estensione, distanza, 900.
Il senso visivo ed auditivo vengono anche detti sensi estetici, perchè le
armonie dei colori e dei suoni ci procurano i godimenti estetici più intensi 6
completi. I sensi specifici furono anche distinti in mecognici e chimici, a
seconda che lo stimolo agisce come semplice movimento, oppure si trasforma
mediante un'azione chimica; sono meccanici l’udito e il tatto, chimici la
vista, l'olfatto ο il gusto. Con l’ espressione sesto senso, alcuni psicologi
designano talvolta il senso della direzione, ο il senso vitale, o quello
muscolare, essendo ciascuno considerato come aggiunto alla classificazione
tradizionale dei cinque sensi specifici.
La parola senso si usa anche in luogo di significato, di accezione d’ un
vocabolo ο d’una proposizione, © si suol distinguere in senso assoInto, quando
è preso semplicemente, relatito quando la cosa significata si considera sotto
un rispetto particolare, collettivo quando si riferisce ad un insieme di cose o
di individui, distributivo quando si riferisce a ciascuna delle parti d’un
tutto, diviso quando si riferisce ad un dato soggetto mediante qualche sua
qualità o relazione, composto quando la qualità o relazione con cui si denomina
la cosa entra essa stessa a formare il soggetto della proposizione. Perciò 1045
SEN i logici dicono sofismi del senso diviso quelle fallacie di
ragionamento, che si fondano sopra una proposizione la quale, presa in quel
senso, è falsa, e soflsmi del senso composto quelli che si fondano sopra una
proposizione che è falsa presa in quel senso, Nel linguaggio scolastico si
distinguono tre significati dell’ affermazione: in sensu formali, quando si
assevera ciò che entra nel concetto e nella definizione del soggetto, di cui si
assevera, ad es.: la giustizia è virtà in Dio con cui punisce la colpa e premia
il merito; in sensu pure reali 0 in sensu identico οἱ materiali, se si afferma
quel predicato che è identico col soggetto, ma non è del concetto detinitivo di
esso, e non è predicato quale aggettivo di quel concetto, ad es.: la giustizia
di Dio è misericordia; in sonen denominativo, quando si affermano quelle cose
che non appartengono al concetto definitivo dell’ essenza metafisica del
soggetto, ma ne sono proprietà accidentali ο secondarie. Cfr. Cr. Wolff,
Peychologia empirica, 1738, $ 67; Krug, Fundamentalphilosophie, 1818, p. 166;
H. Ritter, System d. Logik, 1856, vol. I, p. 181; Hegel, Encykl. im Grundrisse,
1870, $ 401 (v. atercognoatico, cinestesiche). Senso comune. Gr. Κοινὴ
αἴσθησις; Lat. Sensus communis; T. Gemeineinn : I. Common sense; F. Sono
commun. Si può definire come il consenso di quasi tutti gli uomini in un
insieme di credenze praticamento invincibili. Tuttavia il valore di questa
espressione varid assai nella storia della filosofia. Secondo la dottrina
aristotelica, nell’ interno dell’uomo v’ha qualche cosa che giudica delle
sensazioni, ο questo si chiama senso comune, perchò non può giudicarne se egli
da solo non sente ciò che sentono tutti gli altri sensi; anche il senso
particolare sente e giudica, ma soltanto nella sfera delle cose sensibili che
da Ini possono essere percepite, ο perciò seneus proprius participat aliquid de
virtute sensus communis. Per Cicerone il consenso comune à il criterio della
verità, in omni re consensus generis humani pro ceritate habenda est. Avicenna
definisce il senso comune come Sen
1046 quella capacità quae omnia
sensu porcepta rocipit et (prope corum formas) patitur, qua in ipea copulantur.
Per il Descartes è sinonimo di buon senso e di ragione, vale a dire di quella
facoltà di ben ragionare che tutti gli uomini posseggono, almeno virtualmente;
egli lo definisce anche come potentia ® imaginatrice cognoscere. Per il Vico
invece è la stessa cosa di Provvidenza, la cui azione, che egli fa intervenire
tanto spesso nella sua Scienza nuova, consiste « nel fare delle passioni degli
uomini, tutti attenti alle loro private utilità, per le quali viverebbero da
fiere bestie dentro le solitudini, gli ordini civili per li quali vivono in
umane società». Anoor più grande è il valore dato al senso comune da Tommaso
Reid e dalla scuola scozzese. Infatti, secondo il Reid, la nostra certezza
nella realtà del mondo esteriore non ci è data nd da un ragionamento, nd da una
inferenza, nd da una abitudine, ma da un suggerimento interno, immediato,
elargito a tutti gli uomini da Dio, suggerimento che costituisce il senso
comune (common sense), innanzi alla cui autorità debbono inchinarsi tanto il
filosofo che lo soienziato. I principi suggeriti dal senso comune, secondo gli
scozzesi, sono molti, sia grammaticali che logici, matematici, morali,
metafisici; di essi non è possibile’ cercare il fondamento logico, ma si
debbono accettare tal quali; la stessa filosofia non consiste che nello
scoprirli e porli a fondamento delle nostre conoscenze. I principi metafisici,
più importanti di tutti, sono tre: 1° ogni qualità corporea ha per sostanza un
corpo, ogni penaiero uno spirito; 2° ciò che comincia ad esistere deve avere
una causa; 3° dove si mostrano segni d'intelligenza nelle operazioni, la causa
deve essere non meccanica ma intelligente. Si comprende da ciò come per il Reid
« la filosofia non ha altre radici che i principi del senso comune; da essi
germoglia, da essi trae il suo nutrimento. Staccata da queste radici, i suoi
pregi avvizziscono, i suoi succhi si asciugano, essa muore e marcisce ». Molti
altri filosofi, fra cui il Cousin,
1047 SEN il Collard, ece.,
cercarono poi di far rivivere la filosofia del senso comane. Secondo il
Galluppi, l’esistenza del senso comune è incontrastabile, ma esso non è altro
che la logioa naturale, ossia la disposizione naturale dello 8 umano a dirigere
le operazioni delle facoltà di conoscere conformemente a certe leggi costanti;
ma non bisogna perciò confondere il fatto che tntti gli uomini convengano su
alcune verità, con l’altro, che l'ammissione di tali verità non abbia altro
motivo legittimo che il consenso comune, laddove, in realtà, tale ammissione
avviene per motivi personali, perchè tutti i mezzi di conoscere ci sono
personali : così ogni uomo crede nell’ esistenza dei corpi perchè i suoi sensi
particolari gliela attestano, e crede alla propria identità personale perchè ha
fidncia nella veracità della propria memoria; di più, se vi sono delle verità
generalmente ammexse, non si può dire che tutte le proposizioni generalmente
ammesse siano verità, e tutta la storia del pensiero umano dimostra anzi che vi
sono dei giudizi falsi universalmente ricevuti. L’Ardigd nega ogni valore al
senso comune, dimostrando come esso sia un fatto di mera suggestione la quale
può anche avere a fondamento il falso -che ciascuno subisce fino dall’ infanzia
dall'ambiente ove nasce, e alla quale difticilmente uno può sottrarsi; trovando
tali idee e credenze già fatte all’età della riflessione, familiari, spontanee,
consentanee fra loro e nelle applicazioni loro ai casi particolari di ogni
momento, ciascuno le crede il naturale portato del senso comune, errando in tal
modo come chi credesse che una montagna sia stata fatta addirittura come si
vede. La storia del pensiero umano mostra infatti come le credenze tradizionali
si siano venute successivamente formando ed accumulando, e di quali errori esse
siano imbevute. Cfr. Aristotele, De an., III, 1,4258, 15; Cartesio, Mod., II;
Reid, Words ed. by Hamilton, 1863, p. 101 segg.; Galluppi, Lezioni di logica e
metafisica, 1854, I, p. 222 segg.; Ardigò, Op. fil., IV, 375 segg.; F.
Harrison, The philosophy of common renne, 1907. SEN 1048
Senso fondamentale. O sentimento fondamentale, è chiamata dal Rosmini la
coscienza primitiva © perenne che l’anima ha del corpo e dei suoi organi, nello
stato in cui essi si trovano, Codesto sentimento fondamentale corporeo è
essenzialmente «no per ciascun uomo, essendo uno il principio senziente, che
con un solo atto sente contemporaneamente tutto il termine corporeo 8 sò unito;
universale, in quanto comprende tutte le parti del corpo; piacevole, come
quello che è conforme alla natura umana; immoto © infigurato, in quanto così il
moto come la figura sono relazioni esistenti solo tra le parti esterne del
corpo; uniforme, in quanto è il fondo omogeneo e indistinto sul quale spiccano
i sentimenti particolari, che seguono all’ azione degli stimoli. La vita
corporea à per I’ uomo non altro che l’incessante produzione del sentimento
fondamentale corporeo. Cfr. Rosmini, Psicologia, 1846, vol. I, p. 136 segg.,
vol. II, p. 69 segg.; Id., Nuovo saggio, 1880, sez. V, par. V, ο, III segg.
Senso intimo. Lat. Sensus intimus, interior; T. Innerer Sinn; I. Internal
senso; F. Sons intime. O sentimento intimo, in opposizione a senso esterno, è
chiamata da alcuni paicologi la coscienza, che ci dà la conoscenza immediata di
noi stessi, © di ciò che in noi stessi avviene: « Sensus intimns est perceptio
qua mens de praesenti suo stato admonetur. Dicitur etiam conscientia, quia per
sensum intimum anima praceentis affootionis, verbi gratia, doloris, sibi
consoia est ». Perd il valore di questa espressione ha variato nel linguaggio
filosofico. Così per Cartesio non v’ha un solo senso interno, ma molti: Nempe
nervi, qui ad ventrioulum, assophagum, faucee, aliasque interiores partes,
explendis naturalibus desidertis destinatus, protenduntur, faciunt unum ex
sonsibus internis, qui appelitus naturalis vocatur; nervuli vero, qui ad cor οἱ
prascordia, quamcis perezigui sint, faciunt alium sonsum internum, in quo
consistunt omnes animi commotiones. Il Locke, con la sua distinzione tra
sensazione e riflessione, dà un nuovo aspetto
1049 SEN alla teoria del senso
interno, il quale è per Ini « la conoscenza che la mente soquists delle sue
proprie operazioni », e, in quanto tale, dà origine in noi a delle
rappresentazioni determinate, cosicchè a ragione può essere chiamato senso per
analogia con quello esterno. Analogo valore dà all’ espressione G. E. Schulze,
il quale osserva che « alla coscienza degli stati interni si dà il nome di
senso, perchè noi ci sentiamo obbligati a conoscere gli oggetti di esso, cos
come a sentire gli oggetti del senso esterno ». Per il Galluppi esso consiste
tanto nel sentimento involontario dell’ io, quanto nella riflessione volontaria
sull’io: esso ci dà la verità primitiva indimostrabile io penso, ciod io sono
esistente allo stato di pensiero, principio d’ evidenza immediata e perciò
mdimostrabile: « L’ evidenza immediata consiste nella percezione chiara della
convenienza o ripugnanza delle nostre idee fra di esse. Ora, il solo senso
intimo può assicurarci di questa percezione immediata, perciò tutti gli
assiomi, i quali non sono che proposizioni necessarie evidenti per sò stesse,
hanno per motivo immediato 1’ evidenza immediata, per motivo mediato ed ultimo
il senso intimo ». Cfr. Cartesio, Prino. phil., IV, 190; Locke, Ees., II, cap.
1, $ 4; G. E. Schulze, Psychische Anthropologie, 1819, p. 114 segg.; Galluppi,
Lezioni di logioa ο metafisica, 1854, vol. I, P. 84 segg. (v. autocoscienza,
cenestesi). Senso logico. Il Romagnosi, modificando il sensismo condillachiano,
denomina così quella funzione subbiettiva per cui siamo operatori del fenomeno;
esso è distinto dall’attenzione e dal giudizio, e anteriore alla coscienza
stessa, nella quale noi siamo soltanto contemplatori del fenomeno. Al senso
logico il Romagnosi attribuisce quella doppia fanzione differenziale e
integrale, in cui lo Spencer, venuto poi, ripone il processo dell’intelligenza.
Cfr. Romagnosi, Pedute fond. sull’arto logica, § 600 segg. Senso morale. T.
Sittliches Gefühl; I. Moral sens; F. Sens moral. Questa espressione non ebbe
mai un significato BEN 1050 preciso, se non nella scuola dei moralisti
inglesi, capitanata dal terzo conte di Shaftesbury. Secondo questo filosofo il
senso morale è V insieme di quegli affetti riflessi, per mezzo di cui si
apprende il giusto e l’onesto ; esso è nativo nell’individuo, è di natura
principalmente émozionale nella sua forma spontanes, ma, poichè esso ammette
una costante educazione e uno sviluppo, l’elemento razionale ο riflessivo
diviene in esso gradualmente prominente. « Così, per mezzo di questo senso
riflesso, sorge un’ altra specie di affesioni rispetto alle vere affezioni, che
sono già state sentite, e sono ora divenute il soggetto di un nuovo
aggradimento o avversione ». L’ Hutcheson, che appartenne pure a questa scuola,
esagerò la dottrina del maestro attribuendo al senso morale non più un’ energia
riflessa, ma specifica, e togliendogli quell’ elemento attivo, il risentimento,
per cui si distingueva dal senso estetico: « Mediante un senso superiore, che
io chiamo morale, noi proviamo piacere nella contemplazione di tali azioni
negli altri (azioni buone), e siamo determinati ad amare chi le ha cumpiute (e
molto più proviamo piacere nell’ esser consapevoli d’aver compiuto noi quelle
azioni) senza alcuna mira di ulteriore naturale vantaggio da esso ». Cfr.
Shaftesbury, Inguiry conc. virtue, 1. I, parte I, $ 9; Hutcheson, Inquiry into
the orig. of our ideas of beauty and virtue, , p. 106, 124; T. Fowler,
Shaftesbury and Hutcheson, 1882 (v. sentimentalismo, intellettualismo,
volontarismo). Bensoriale.T. Sensorisch; I. Sensory; F. Sensoriel, Soneitif.
Tutto ciò che appartiene alla sensibilità speciale, ciod visiva, tattile,
olfattiva, ecc. ; si distingue da sensibile, che è ciò che appartiene alla
sensibilità generale. Il vocabolo sensorio è usato alcune volte per designare
un organo specifico di senso. Sensorium commune. O semplicemente sensorium.
Tale espressione fu già usata da Aristotele per l’organo nel quale si
riuniscono i dati di tutti gli altri sensi specifici. Più tardi fu estesa a
designare la sede non solo del 1051 SEN senso comune, ma dell'anima intera. Tale
sede, che per gli antichi era il cuore, per i moderni è il cervello, e più
precisamente la corteccia grigia del cervello. Però fra gli psicologi e
fisiologi contemporanei, alcuni, col Vulpiav, intendono per sensorium commune i
centri cerebrali della sensibilità comune, altri invece, col Mandsley, i centri
comuni della sensibilità, quali i talami ottici, i tubercoli quadrigemini, i
bulbi olfattivi, ecc. Cfr. Darwin, Expression of emotions, 1890, p. 69;
Bastian, Le cerveau drgane de la pensée; Wundt, Physiol. Psyohol., 4° ed., I,
p. 213 segg. (v. senso comune). Senso spirituale. T. Geistiger Sinn; I.
Spiritual sense: F. Sens spirituel. In generale, l’operazione con cui l’anima,
secondo alcuni filosofi, percepisce immediatamente la verità spirituale. Anche
il Rosmini usa questa espressione per indicare |’ immediata intuizione che fa
|’ intelletto della verità. Esso differisce dal senso corporeo perchè non ha,
come questo, dei termini somatici determinati e reali; ma ha un termine
spirituale e perfettamente indeterminato ; e si dice tuttavia senso, in quanto
lo spirito intuisce con esso immediatamente l’essere, allo stesso modo come
ogni altro senso riceve l'impressione del sensibile. Cfr. Rosmini, Nuovo
saggio, sez. V, p. V, ο, 111 segg.; Psicologia, 1846-48, I, p. 136 sogg., II,
p. 69 segg. (v. senso intimo, autocoscienza). Sensualismo. Τ. Sensualismus; I.
Sensualiem; F. Sensualisme. Non si dovrebbe mai, imitando i francesi, usarlo in
luogo di sensismo, che è la dottrina gnoseologica che pone la sensazione come
unica fonte delle nostre conoscenze, mentre nella lingua nostra il sensualismo
designa piuttosto una tendenza pratica o una dottrina morale, che consiste nel
considerare il piacere fisico come l’unico scopo della vita, come il solo
criterio del bene e del male. Sentimentalismo. Nella filosofia morale designa
quella dottrina che attribuisce al sentimento morale la suprema efficacia
nell'attività etica dell'uomo; si oppone all’intelSEN 1052 lettualismo,
che tale officio riconosce invece alla intelligenza. L’uno e l’altro indirizzo
si svolsero specialmente in Inghilterra, dalla seconda metà del secolo
diciottesimo fino alla prima del diciannovesimo, I prineipali rappresentanti
del sentimentalismo furono David Hume, Adamo Smith e David Hartley. Nella
psicologia per sontimontalismo, in opposizione a intellettualismo e
volontarismo, si intende la dottrina che considera il sentimento come
l’attività più primifiva della coscienza, dalla quale si svolgono tutte le
altre. Tale dottrina, sostenuta dal Barrat e dal} Horwiez, sembra essere
confermata dal fatto che, fino ad un periodo avanzato dell'infanzia, l’uomo è
interamente dominato dai sentimenti di piacere e di dolore, determinati
specialmente dalle sensazioni organiche. Nella filosofia della religione il
sentimentalismo è l’ indirizzo che, opponendosi al razionalismo, fa originare
la religione da una facoltà distinta, il sentimento, collocandola così in una
sfera dello spirito diversa dalla intellettuale, autonoma, irraggiungibile ai
metodi ο ai processi del pensiero rasiocinativö. Questo indirizzo, che riappare
oggi nel modernismo cattolico e nella psicologia prammatista, ebbe già per
rappresentanti il Pascal © il Rousseau, che, sia pure con metodi e intenti
diversi, sostennero la sovranità delle ragioni del cuore, l'autonomia della
fede, l’originsrietà del sentimento ο la sua indipendenza dalla ragione; ma il
vero dialettico © teologo del sentimentalismo religioso fa lo Schleiermacher.
Egli sostenne che l’idea di Dio è fuori d'ogni possibile conoscenza, perchd
efagge così alla forma del concetto come a quella del giudizio; Dio non è dato
a noi che nel sentimento, ossia nell’ immediate autocoscienza; il sentimento è
infatti una modificazione dell’ io, dovuta all’azione di un oggetto esterno
sulla nostra coscienza, ed esprime perciò una dipendenza; la religione è
appunto il sentimento della nostra assoluta dipendenza da Dio, 0, che è lo
stesso, la coscienza di noi stessi come
1053 Sex essenti in rapporto con
Dio. Cfr. Schleiermacher, Dialektik, 1903, p216 segg.; C. Ranzoli, L’ agnosticiemo
nella fil. religiosa, 1912, p. 228 segg.; Windelband, Storia della filosofia,
trad. it. 1913, II, p. 203 segg. (v. fidoismo, religione, sentimento).
Sentimento. T.Gefükl; I. Sentiment, Feeling; F. Sentiment. Uno dei termini
filosofici di significato più vasto e più vario. Per lungo tempo fu sinonimo di
sensazione, cosicchè il Descartes classificava fra i sentimenti la luce, il
calore, il suono, l'odore, 909. Oggi si adopera per designare sia una tendenza,
accostandolo per tal modo all’appetito e al desiderio; sia un qualanque stato
affettivo, comprendendo in esso tanto i diversi stati semplici di piacere e di
dolore, quanto le emozioni e le passioni: sia infine una conoscenza oscura la
quale tuttavia ci dà la credenza e la certezza, In quest’ ultimo significato il
dominio del sentimento viene non solo distinto, ma anche opposto a quello dell’
intelligenza © della ragione; ciò che questa distrugge (credenze morali e
religiose) quello può ricostruire su basi incrollabili. Ma il significato più
diffuso della parola sentimento, e il più usato nella psicologia, è quello che
si riferisce si diversi stati di piacere ο di dolore, ο agli stati misti di
piacere ο di dolore, che #’acoompagnano alle operazioni così semplici come
complesse della nostra coscienza. Così il Jodl lo definisce come « un
eccitamento psichico, nel quale il valore di una mutazione nelle condizioni
dell’ organismo vivente o nello stato della coscienza, per il vantaggio ο il
danno del soggetto viene immediatamente percepito come piacere o come dolore ».
Per I’ Ebbinghaus la caratteristica dei sentimenti sta « nel rapporto delle
loro cause obbiettive col bene e col male dell’ organigmo e della vita psichica
che l’anima ; mediante i sentimenti, le impressioni che ci orientano nel mondo
esteriore ricevono una estimazione, che è necessaria affinchè la coscienza
possa impiegare convenientemente le cose obBEN
1054 biettive nella lotta per la
sua propria conservazione ». Per il Masci « il sentimento è una eccitazione
psichica, nella quale il valore di un mutamento dello stato dell'organismo ©
della coscienza in rapporto al soggetto è avvertito immediatamente come piacere
o come dolore ». Secondo tale accezione, il sentimento è un fatto che pare
abbia le sue radioi nelle stesse proprietà elementari dell'organismo,
rappresentando la specificazione ulteriore della proprietà fondamentale della
sostanza vivente, detta irritabilità o anche sensibilità protoplasmatica 0
precosciente, la quale consiste nella reazione particolare dell’ organismo ad
una eccitazione ricevuta. Appartiene dunque alla sensibilità, ma si distingue
dalla sensazione in quanto questa viene riferita al non-io, quello invece
all’io, apparendo come uno stato assolutamente soggettivo ; fra l'uno e l’altra
esiste tuttavia una certa proporzionalità, poichè 00] crescere e diminuire delV
intensità della sensazione, cresce e diminuisce anche I’ intensità del
sentimento. Questo rapporto non è però costante, potendosi persino mutare ad un
certo punto la qualità det sentimento stesso, © cio di piacere passare in
dolore: in generale, infatti, le eccitazioni moderate determinano uno stato di
piacere, mentre le eocitazioni che sorpassano il limite di adattamento dell’
individuo sono seguite dal dolore. Ciò rivela l’officio biologico ο protettivo
del sentimento, il quale serve all’animale come guida della sua vita, come
stimolo necessario a soddisfare adeguatamente i suoi bisogni, come indice dello
stato normale o patologico dei suoi organi. Quindi, quantunque il sentimento
sia relativo allo stimolo, alla sua durata © intensità, all'individuo ed al suo
stato attuale ο precedente, segue tuttavia attraverso la specie una costante ©
regolare evoluzione, affinandosi e complicandosi col perfezionarsi ο
complicarei degli organiami. Si sogliono distinguere, sebbene non da tutti i
psicologi, i sentimenti fisici ο sensitivi dai morali ο ideali, e, tra questi
ultimi, i sentimenti superiori : i ο. sociali, che variano col 1055
SEN variare delle forme di convivenza sociale, e che si esplicano nella
società evoluta col sentimento morale, e quelli della simpatia, della
solidarietà, della beneficienza; ο. intellettuali © logici, che variano,
secondo il Wundt, a seconda che accompagnano gli atti semplici del pensiero, le
concordanze o le contraddizioni, oppure gli atti complessi, la verità,
l'errore, il dubbio, e si manifestano nel piacere della ricerca del vero, nella
gioia della verità conquistata, nelle pene angosciose del dubbio, nella
avversione all'errore: s. estetici, che sono costituiti dal piacere che desta il
bello nelle sue molteplici forme, e, secondo alcuni, precedono il giudizio
estetico, secondo altri lo seguono, secondo altri ancora αἱ presentano
contemporaneamente ad esso; il e. della natura, che sorge dalla contemplazione
del bello naturale, in quanto la natura esprime nel modo più grandioso le
armonie della vita, del movimento e della materia, e i bisogni del cuore; #.
religiosi, che variano col variare delle credenze religiose, ὁ sono esaltativi
nell’individuo compreso ed ammirato dall’onnipotense e dalla grazia divina,
depressivi quando la coscienza dell'individuo è colpita dalla paura della
collera e della vendetta divina. Quanto all'origine e alla natura del
sentimento, cui sopra accennammo, si può dire che soltanto la psicologia
contemporanea se ne sia occupata : fino a quasi tutto il secolo diciottesimo,
la psicologia fu dominata dal concetto che l'intelletto, la conoscenza, fosse
la facoltà dominante dell’uomo, e sotto di essa erano collocate le altre
facoltà considerate come inferiori © comprese sotto il nome di appetiti o
facoltà desiderative, Le dottrine della psicologia contemporanea sulla natura
del sentimento si possono ridurre a cinque: la più diffusa è quella che
considera il sentimento come una funzione psichica avente origine autonoma, al
pari della intelligenza ο del volere, dai quali è indipendente, pure avendo con
essi strettissima relazione (Hòffding, Wundt, Sully, Baldwin, Külpe); secondo
gli herbartiani il sentiSER 1056 mento à invece non una attività originaria
della coscienza, me il risultato di un’azione scambievole delle
rappresentazioni (Nablowsky, Volkmann, Drobisch); per i seguaci del
materialismo psico-fisico il sentimento semplice è una qualità inerente alla
sensazione (tono sentimentale) mentre i sentimenti complessi non sono che il
risultato del combinarsi di sentimenti elementari, che accompagnano quelle
sensazioni che contraddistinguono le emozioni (Münsterberg); secondo i
sentimentalisti puri il sentimento è l’attività più primitiva della coscienza,
dalla quale si svolgono poi tutte le altre (Barrat, Horwicr); infine, secondo
la scuola detta somatica o fisiologica, il sentimento non sarebbe che la pura
espressione delle funzioni organiche, scaturente dai processi fisiologici
(Ribot, James, Lange). Cfr. Höffding, Peyohologie, trad. franc. 1900, p. 293
segg.; Sully, Psychology, 2° ed. 1885, p. 687; Bain, Mental science, 1884, Ρ.
215-17; Külpe, Grund. d. Peychol., 1893, p. 236; Wundt, Grund. d. Paych., 1896,
p. 34-43; Volkmann, Lehrbuch d. Peychol., 43 ed. 1894, vol. II, p. 302;
Münsterberg, Aufgabe u. Meth. d. Peyohol., 1888; Horwicz, Peychol. Anal., 1872,
II, 2, p. 1; Ardigò, Op. fil., V, 151 segg.; Masci, Peicologia, 1904, p. 114
segg.; Ebbinghaus, Peychologie, trad. frano. 1912, p. 114 segg.; W. James,
Principles of payohol., 1890, cap. XXIV; Id., La théorie de l'émotion, trad.
franc.; Lange, Les emotions, trad. franc. 1902; Ribot, La psychol. des
sentiments, 1896; Id., La logique d. sent. 1904; Th. Lipps, Vom Fühlen, Wollen
und Denken, 190: F. Rauh, De la méth. dans la payohol. d. sent., 1899; F.
Paulhan, Les phenomends affootifs et les lois de leur apparition, 1887; L.
Dumont, Il piacere e il dolore, trad. it. 1878 (v. piacere, dolore, neutri,
sentimentalismo, senso fondamentale, senso spirituale). Sermonismo. T. Sermoniemus
; I. Sermoniem; F. Sermonisme. La dottrina di Abelardo, secondo la quale gli
universalì non esistono che nel discorso (sermo). Mentre il 1057
Srr-Sro realismo affermava l’esistenza indipendente degli universali, ed
il nominalismo non vedeva in essi se non denominazioni collettive, Abelardo
sosteneva che, se non possono essere cose, non possono nemmeno essere semplici
vocaboli; la parola (rox) come complesso fonico è già per sè qualche cosa di
singolare, può avere significato generale solo essendo pronunciata, diventando
ciod sermo. Una tale applicazione della parola non è però possibile se non
mediante il pensiero concettuale (conceptus) che, dal confronto dei contenuti
percettivi, prende ciò che per la sua natnra si adatta ad essere espresso (quod
de pluribus natum eat praedicari). L’universale è dunque l’enunciazione
concettuale (sermonismo) o il concetto stesso (conoettualismo). Cfr.
Windelband, Storta della filosofia, trad. it. 1913, vol. I, p. 382 segg.
Sfenoidale (angolo). È determinato da tre punti: il punto basilare, il punto
nasale, corrispondente al centro della sutura fronto-nasale, il punto
sfenoidale corrispondente al chiasma doi nervi ottici. Un tempo si credeva da
molti scienziati, fra cui il Welckere ο il Vogt, che esso fosse molto importante
per stabilire la misura della intelligenza, così da servir di base alla
classifienziono della specie umana; oggi invece, pure non trascurandolo, gli si
attribuisce dagli antropologi scarso valore. Cfr. C. Vogt, Mémoire sur les
microcéphales, 1867; P. Topinard, Anthropologie, 1884, p. 300 segg. Sforso. T.
Anstrengung; I. Effort; F. Effort. Sentimento intraducibile di tensione, che
s’accompagna ad ogni forma di attività volontaria. Fra le sensazioni di
movimento si sogliono distinguere quello puramente passive, d’origine
periferica, derivanti dalla contrazione dei muscoli, ο quelle attive, detto di
aforzo ο d’innerrazione, di origine centrale, derivanti dal grado di
innervazione che comunichiamo ai muscoli per produrre una data contrazione.
Occorre tuttavia distinguere lo sforzo positito, col quale si tende ad
accrescere l'eccitazione o si dirigo l’attività nd un fine, 67 Ranzota, Dizion. di acienze filosofiche.
Sro 1058
dallo sforzo negativo, che tende a diminuire 1’ eccitazione ed inibire
un movimento o una tendenza. Si distingue ancora lo aforzo muscolare, di cui
parlammo, dallo sforzo mentale, diretto a promuovere od inibire un’idea o una
serie di idee, e dallo sforzo morale onde si attua I’ ideale etico contro la
resistenza proveniente dal fondo del nostro io ο dall'esterno. Ad ogni modo lo
sforzo, per il dispendio di energia che richiede, dà sempre un criterio di
conoscenza del proprio valore, rivela il dinamismo dell’essere proprio. E se,
per la legge della minor resistenza, lo sforzo che accompagna gli atti va
diminuendo quanto più si ripetono, rimane pur sempre che, qualora essi debbano
assumere una direzione nuova, lo sforzo è pur sempre necessario; 00sicchè esso
è una condizione indispensabile di progresso. Secondo il Maine de Biran, il
sentimento dello sforzo è il fatto primitivo della coscienza e da esso hanno
origine le idee di causa ο di forza: « Noi troviamo impressa profondamente in
noi la nozione di causa o di forza; ma il sentimento immediato della forza
procede la nozione ed è lo stesso sentimento della nostra esistenza, da cui
quello di attività è inseparabile. Poichè noi non ci possiamo conoscere come
persone individuali, senza sentirei cause relative a certi effetti o movimenti
prodotti nel corpo organico. La causa, o forza attualmente applicata a muovere
il corpo, è una forza agente che noi chininiamo volontà. Ἡ me #'idontifica
completamente con codesta forza agente. Ma l’esistenza della forza non è un
fatto per il me che in quanto si esercita, ed essa non #’ esereita che in
quanto si può applicare ad un termine resistente o inerte. La forza non è
dunque determinata o attuata che nel rapporto col suo termine d’applicazione,
come pure questo non è determinato come resistente ο inerte se non nel rapporto
con la forza attuale che le muove ο tendo a imprimergli il movimento. 11 fatto
di codesta tendenza è ciò che noi chiaminmo aforzo, 0 azione roluta, ο
rolizione, e io dico che codesto sforzo è il vero fatto primitivo del senso
intimo ». Il sentimento dello sforzo appartiene, secondo il Maine de Biran, al
senso intimo, perchè si constata da sè stesso interiormente, senza uscire dal
termine della sua applica zione immediata © senza ammettere alcun elemento
estraneo all’inerzia stessa dei nostri organi; ed è anche il più semplice di
tutti i rapporti, il solo veramente fisso, invariabile, sempre uguale a sò
stesso, in quanto non ammette alcun elemento variabile straniero, è il
risultato costante dell’azione d’una sola ο medesima forza spiegata da un solo
e medesimo termine. Cfr. Sully, Outlines of peych., 2° ed. 1885, p. 109 segg.;
Hòffding, Peyokologie, trad. franc. 1900, p. 150; Bastian, The brain as an
organ of mind, 1884, Appendice p. 691; Delboef, Revue philos., t. XII, 1881;
Maine de Biran, Ocurres indites, ed. Naville. (v. cinestesiche). Billogismo
(συλλογισμός da συλλέγω--metto insieme). T. Syllogiomus ; I. Syllogiom ; F.
Syllogieme. Consiste in un complesso di tre proposizioni, collegate tra loro in
modo che dalle due prime, dette premesse, se ne ricava una terza, detta
conseguenza o illazione. La parola sillogiemo trovasi già in Platone, ma nel
semplice significato di ragionamento ; con Aristotele assunso il significato
speciale che ha poi sempre conservato. Egli lo defini « un ragionamento nel
quale, poste alcune cose, si conclude necessariamente qualche cosa di diverss,
por ciò solo che quelle sono state poste ». Sembra tuttavia che la scuola Nyaya
dell’ India, fondata da Gotama sei o setto secoli a, C., conoscesse già il
ragionamento sillogistico. Le definizioni del sillogismo date dopo Aristotele
concordano più o meno con la sua. Per Hobbes il sillogismo è oratio, quae
oonatat tribus propositionibus, er quarum duabus sequitur tertia, como additio
trium nominum ; per Cr. Wolff è una operatio mentin, qua ex duabus
propositionibus terminem communem habentibus formatur tertia, combinando
terminos in utraque diverSit soe; per
il Dühring « un rapporto di due concetti ad un terzo concetto »; per il Wundt «
una relazione mentale mediante la quale da giudizi dati proviene un nuovo
giudizio ». Il principio fondamentale su cui si basa il sillogismo fn
determinato già da Aristotele, sia sotto il rapporto dell’estensione che della
comprensione dei concetti. Sotto il primo ha avuto poi nella logica
tradizionale la formula: quidquid de homnibus valet, valet etiam de quibuadam
οἱ singulis ; quidquid de nullo valet, neo de quibusdam nec de singulis valet.
Sotto il secondo fu poi formulato da Kant così: nota notae est nota rei,
repugnans notae repugnat rei ipei. La prima formula è quantitativa, la seconda
qualitativa; contro la prima il Bain obbiettd che essa, anzichè del sillogismo,
è piuttosto la formula dell’ inferenza immediata per subalternazione; contro la
seconda, che non determina l'estensione dell'identità che afferma. Il Bain
propose questa nuova formula, che concilierebbe le due precedenti: « ciò che è
detto della classe indefinita così com’ denotata per la sun connotazione, è
vero di tutte le cose la cui connotazione speciale le rende riferibili alla
classe ». Il Lambert ammise come vera la formula quantitativa, specificandola
però variamente per ogni figura; altri fondandosi sul fatto che ogni sillogismo
esprime una identità, hanno creduto che il principio generale del sillogismo
sia quello d’ identità, ’Hamilton quello dell’egua: glianza delle parti col
tutto, lo Spencer quello della sostituzione dell’ identico. Nel sillogismo si
distingue la materia, che è o prossima, cioè le tre proposizioni, o remota,
cioè i tro termini; e la forma, cioè il nesso reciproco che hanno lo
proposizioni. I sillogismi si ripartiscono in cinque classi principali:
cafegorioi puri in cui tutte tre le proposizioni sono categoriche ;
oategorico-ipotetici in cui tutte tre le proposizioni sono ipotetiche;
épotetico-categorioi in eni la premessa maggiore è ipotetica, la minore e In
conelnsione categoriche ; categorioi disgiuntiri in cni la maggiore è di
1061 Sim sgiuntiva, la minore e la
conclusione categoriche ο catetegoriche-disgiuntive; ipotetici disgiuntiri in
cui la maggiore è ipotetico-disgiuntiva, la minore e la conclusione categoriche
o categoriche disgiuntive. Il sillogismo può avere quattro figure e
sessantaquattro modi, di cui diciannove soltanto sono validi. Oltre al
sillogismo deduttivo, del quale fin qui si è discorso, si ha il sillogismo
impropriamente detto induttivo, nel quale, in luogo del termino medio, è data
la serie completa o incompleta delle sue specie. Per lungo tempo il sillogismo
fu tenuto in grande onore; sul finire della scolastica esso era considerato
l’unica forma di ragionamento ed applicato all'espressione di ogni produzione
del pensiero. Ma coll’età moderna si ripresero le critiche contro il
sillogismo, già cominciate con gli scettici antichi: e da Lorenzo Valla,
Rodolfo Agricola, Frun«esco Bacone fino allo Stuart Mill e allo Spencer è tutta
una schiera di pensatori che, con argomenti di varin natura, cercarono negargli
ogni valore, o di ridurlo ad un semplice mezzo di controllo per chiarire i
ragionamenti oseuri o svelare i difetti d’ una argomentazione capziosa. Nè
ancora si può dire che la discussione sia chiusa. Cfr. Aristotele, Anal. pr.,
I, 1, 24 b, 18; Id., Anal. post., I, 2,72 a, 5; Platone, Filebo, 41 C; Id.,
Teet., 186 D; Id., De corp., 4 C, 1; Cr. Wolff, Logica, 1732, $ 50, § 332;
Kant, Lo, 1800, $41-43; Dühring, Logik, 1878, p. 54; Wundt, Logik, 1893, I, p.
270 segg.; Sesto Empirico, Pyrrh. Hyp., II, 194 segg.; Mar. Nizolius, De rer.
prino., I, 4-7; Bacone, Nor. org., I, 13-14; Stuart Mill, Logic, 6° od. 1865,
II, 3, 2; Bain, Logic, 1870; Spencer, Prine. of. Peychol., 3% ed. 1881, II, Pp.
99; Rosmini, Logica, 1853, $ 545 segg.; Masci, Logica, 1899, p. 278 segg.; A.
Pustore, Sillogiemo e proporzione, 1910; U. Della Seta, La dottrina del
sillogismo in Aristotele, 1911 (v. conclusione, figura, termine, modo, nota
notae). Simbolismo, Simbolo. T. Symbolismus; I. Symbolism ; F, Simbolieme.
Nella gnoseologia dicesi simbolismo ogni dotSm
1062 trina che fa dell’ idea un
semplice simbolo della cosa, negando quindi che la conoscenza adegui la realtà
e che il pensiero possa cogliere |’ essere quale è in sò stesso. Nella
psicologia dicesi simbolismo sensoriale il fenomeno della trasformazione
automatica in imagini uditive ο visive delle impressioni sensoriali di modalità
differente, tattili, olfattive, gustative, ecc.: in tali casi l’imagine visiva
© uditiva diviene simbolo di sensazioni di ordine diverso. Il simbolismo
sensorialo si verifica costantemente durante la voglia, ma diviene prevalente
nel sogno, perchd nel sonno le vie sensoriali ordinarie sono chiuse,
l’attenzione © Pinibizione volontaria sono torpide, cosicchè si ve: cano in
esso le condizioni proprie alla formasione di imagini simboliche, cioò
d’imagini sostanzialmente diverse du quelle che dovrebbe evocare lo stimolo che
le produce. Nella religione dicesi simbolismo la tendenza a rappresentare per
analogia con un atto o un oggetto materiale sia le forme diverse del sentimento
religioso, sia l'oggetto della credenza. Esso ha origine dal bisogno che l’uomo
prova di obbiettivare i propri sentimenti e le proprie emozioni, specie quando
esse raggiungano un alto grado di intensità. Vi sono molte specie di simboli
religiosi: e. di purificazione come l’acqua del battesimo, la luce delle torce,
le vesti bianche, ece.; a. di sottomissione, come l’inginocchiarsi, il
prosternarsi, lo scoprirsi il capo, ece.; a. di gioia religiosa, come le danzo,
i baccanali, 1’ inghirlandarsi, ecc.; a. di tristezza religiosa, come il
vestirsi di nero, il gettarsi la cenere sul capo, il digiunaro, ecc.; mistero,
como il bendarsi gli occhi, fare la penombra, ece.; a. di imilazione, come le
stimmate di Β. Francesco d'Assisi e i diversi riti. In generale, per simbolo »’ intende un sogno
il quale fissa l’idea o la rappresentazione d'una cosa ο d’un fatto, che,
convenzionalmente, a quel segno si associa. Per dirla in altre parole, e
ricorrendo alla sua otimologia, la parola simbolo designa la connessione logica
di due termini o dati, cia 1063 Sim
scuno dei quali partecipa con l’altro di un particolare rapporto. Vi sono
infinite specie di simboli; tuttavia, considerandone la finalità psicologica ο
logics, possiamo col Marchesini distinguere quattro classi: rapprosentativi,
che hanno affinità ο perfetta somiglianza con la cosa, ad es, il ritratto d’una
persona: significativi che, pur valendo a richiamare un ordine di idee, sono
sostituiti da altri dati, ad es. la parola, i numeri, gli algoritmi ;
ricostruttivi che, come parte di una cosa. o momento di un fatto, richiamano
alla mente il tutto della cosa ο del fatto, ad es. la penna in quanto richiama
l’idea dell'atto di scrivere; esplicativi, che ci danno la conclusione di una
serie di operazioni, ο, nello stesso tempo, la ragione di conclusioni nuove, ad
es. una formula matematica. Inspirandosi invece ad un criterio storico,
Guglielmo Ferrero ne fece la seguente classificazione: #. di prora, come i
nostri documenti o le citazioni : 3. descrittivi, cho significano la cosa
mediante la sua figara o quella d’un oggetto affine, ad es. la leonessa di
bronzo eretta dagli Ateniesi in ricordo di Leona; 4. di sopraveitenza, al. es.
l'uniforme militare di certe autorità civili, che è il ricordo del predominio
del potere militare; s. di riduzione, ad. es. l'investitura di una proprietà
per il simbolo d'una foglia di quercia; s. emotivi, i distintivi del.
l’untorità, come la corona e lo scettro; 4. mistici, come l’incanto, che un
tempo era una formula à cui si attribuiva ana potenza superiore. Cfr. Ochler,
Lehrb. d. Symbolik, 1876; G. Ferrero, I simboli, 1892; G. Marchesini, 17
simbolismo nella conoscenza ο nella morale, 1901 (v. ritualigmo). Simile. T.
.ihnlich, gleicharting ; 1. Similar; F. Semblable. In generale due cose si
dicono simili, quando presentano un corto numero di caratteri identici e un
certo numero di caratteri differenti. Nella geometria due o più figure sono
simili quando sono costituite dallo stesso numero di parti, della stossa forma
e nel medesimo rapporte; Sim 1064 le due figure sono sempre simili qualunque
sia la distribuzione, diretta o inversa, delle parti che le costituiscono,
purchè il rapporto sia costante secondo la propria forma delle analoghe parti.
I filosofi greci credevano che il similo possa essere prodotto soltanto dal
simile (talis effeatus qualis causa): da ciò derivarono molti pregiudizi
popolari, ad es. che Vortica faccia guarire l’orticaria, che il zafterano, per
il suo colore, sia il rimedio contro le itterizie, ecc. (v. somiglianza).
Simmetria. T. Symmetrie; I. Symmetry; F. Symétrie. Nel suo senso più generale è
la giusta distribuzione delle parti nella formazione di un tutto armonico.
Dicesi leggo di simmetria la legge formulate dal Bichat, secondo cui nel nostro
corpo sono simmetrici gli apparati della vita animale della riproduzione, sono
invece asimmetrici quelli della vita organica. Il piano mediano taglia il
nostro corpo in duo metà simmetriche, considerandole esteriormente ; però
codesta simmetria non è perfetta, perchd lo due motà non sono geometricamente
uguali, cio se sovrapposte non si corrisponderebbero. La causa della asimmetria
mediale deve attribuirsi alla curvatura laterale della colonna vertebrale (v.
degenerazione). Simpatia. T.Sympathie; I. Sympaty; F. Sympathie.
Etimologicamente designa lu tendenza fondamentale a dividere lo emozioni e i
sentimenti altrui, interpretandoli dal loro linguaggio esteriore. Nel suo
significato più comuno è la tendenza, i cui fattori sono spesso oscuri, ad
amare una determinata persona o cosa. Nel primo caso è un fenomeno assai
complesso, mediante il quale ciascuno è solidalo delle gioie e dei dolori de’
suoi simili; molti elementi entrano a costituirlo, fra oni l'egoismo ὃ
prevalente, anzi unico secondo degli utilitaristi. Nel secondo, che al primo si
ricollega, il fondamento è dato dal sentimento d’un certo insieme di contrasti
ο di somiglianze tra due persone, e può evolversi nell'amore e nell’amicizia.
Il Plat 1065 Sim ner definisce la
simpatia « la proprietà dell’umana natura nd accordare le proprie sensazioni
con le sensazioni di altri individui, il cui stato noi percepiamo o pensiamo ».
IBain ugualmente: « La simpatia è l’entrare nei sentimenti di un altro ©
trattarli completamente come se fossero nostri. È una specie di imitazione
involontaria, o di assunzione dei sentimenti espressi in nostra presenza, che è
seguita dal sorgere dei sentimenti stessi in noi ». Secondo l’Hôffding la
simpatia suppone che « gli interessi comuni prevalgano sugli interessi
divergenti; poscia suppone che tali interessi comuni possano giungere a
manifestarsi con maggiore o minore coscienza nel campo delle rappresentazioni
dell'individuo. Se l’esperienza, l’intelligenza ο l’imaginasione sono limitate,
la simpatia sarà pure limitata. La storia ci mostra che la simpatia si sviluppa
da principio in sfere ristrette © irraggia poscia in più vaste.... Da ultimo la
simpatia deve poter estendersi a tutti gli esseri viventi, alla natura intera;
ensa finisce col prendere allora un carattere religioso e diventa ciò che
Spinoza ha chiamato l’amore intellettuale di Dio ». Anche secondo il Bastian la
simpatia ha carattere evolutivo, ο . 8. Freund, Die Traumdeutung, 1900; Id.,
Ueber d. Traum, 1091 SoL 1901; I. Bigelow, The mistery of sleep,
1897; Myers, The human personality, 1902; A. Maury, Le sommeil et les rêves,
1878; Max Simon, Le mondo des réves, 1888; M. Foucault, Le réce, ; I.
Tobolowska, Etude sur les illusions du temps dans les rêves, 1900; Vaschide, Le
sommoil et les réves, 1911; De Sanctis, I sogni, studi peio. e olin., 1899;
Ardigò, Op. fil., vol. IV, p. 388 segg., vol. IX, pag. 283 segg. (v.
alluoinazione, illusione, onirologia, telepatia). Solidarietà, T. Solidaritàt;
I. Solidarity; F. Solidarité. Nel senso più generale è la dipendenza reciproca
che esiste sia tra gli esseri che costituiscono l’ universo, sis fra le varie
parti di un medesimo essere, e costituisce una delle condizioni tanto della
vita cosmica come della vita individuale. In un senso più particolare è la
dipendenza reciproca tra l'individuo ο la società, tra ogni uomo e tutti gli
uomini. Il solidarismo, che forma la base dei moderni sistemi sociali e
politici, è molto antico nella filosofia ed implicito specialmente nei sistemi
panteistici, che scorgono una funzione dell’ essere assoluto nella coesistenza
degli esseri particolari, nella successione dei loro movimenti ο dei loro
pensieri: da ciò una interdipendenza completa di tutte le esistenze
solidarizzate nell’ unità cosmica. Perd sul concetto di solidarietà non tutti i
pensatori sono concordi: per il Fichte è un’ esigenza della ragione, il
principio d’ intelligibilità della nostra condotta e la condizione onde ai
realizza l’ unità della ragione nello sviluppo dell’ umanità; per Augusto Comte
la solidarietà è In grande legge naturale, che governa la generalità dei fatti
sociali nella loro simultaneità e nella loro successione, cosicchè l'individuo,
il quale per sè stesso non è che un essere biologico, diviene uomo solo in
quanto partecipa dell’ umanitd ed ha il sentimento del legame che lo unisce «
ad una immensa © oterna unità sociale »; per Pierre Leroux, che si vanta
d’avere per primo pronunciata la parola solidarietà, traSportandola dal
linguaggio ginridico in quello filosofico, BoL
1092 la solidarietà è non solo un
sentimento ma un dovere e su essa si fonda il diritto, in quanto « l’uomo,
sentendosi parte di un gran tutto, si mette in rapporto con tutto, e arriva
finalmente a comprendere che ha diritto a tutto »; per il Bourgeois la
solidarietà è un fatto di carattere universale non solo per riguardo agli
esseri inferiori ma anche per rispetto alla società umana, cosicchè non si può
prescindere da essa nel determinare il contenuto dol concetto di giustizia,
consistendo il dovore sociale nel debito che ciascuno ha verso gli avi e verso
i posteri, il diritto nell'esigenza di ciascuno d’avere parte proporzionata
nella somma degli averi e dei benefici sociali; per il Gide non ha valore etico
nd la solidarietà che deriva dalla divisione del lavoro, nò quella che deriva
dallo scambio dei servizi e dalla concorrenza, ma quella che si compie per
mezzo della associazione cooperativa di consumo, nella quale si ha l’attuazione
non tanto della giustizia quanto della fratellonza © dell'amore. Cfr. A. Comte,
Cours de phil. positire. t. IV, lez. 48; L. Bourgeois, Keeai d’une phil. de la
solid. 1902; L. Fleurant, Sur la solidarité, 1908. Solido. Lo spazio fornito di
tre dimensioni, lunghezza, larghezza e profondità. L'idea del solido risulta
psicologicamente dalle sensazioni muscolari, associate a quelle della vista e
del tatto. Infatti le tre dimensioni corrispondono a tre specie di movimento,
che sono poi relative alle disposizioni stesse dei nostri organi, onde il
concetto di spazio implica un sopra e un sotto, una destra e una sinistra, un
avanti e un indietro. Nell'uso comune, per sotà s'intende invece la resistenza
offorta dai corpi, resistenza la quale impedisce che altri corpi occupino lu
spazio di cui un corpo è attualmente în possesso; in questo senso fu usata
anche dal Locke: «.... ho creduto che il termine solidità sia assai più
adeguato ad esprimere tale iden, non solo perchè è comunemente neato in ta!
senso, ma anche perchè importa qualche cosa di più pe 1093
SoL-Som sitivo del termine impenetrabilitd, che è puramente negativo, ©
che, forse, è più nn effetto della solidità che non la solidità atessa ». Cfr.
Locke, Essay, 1877, 1. II, cap. IV, $ 1-6 (v. spazio, iperspazio, estensione,
superficie, stereognostico, distanza). Solipsismo v. semetipsismo. Somatico
(σῶμα corpo). Tutto ciò che si riferisce al corpo; si contrappone perciò a
peichico, spirituale, morale, intellettuale, ecc. Così dicesi somatica, per
opposizione a intellettualistica, quella teoria dell’emozione che spiega
l’emozione stessa come il ripercuotersi nella coscienza di alterazioni
organiche più o meno profonde; somatologia quella parte dell’antropologia che
ha per oggetto lo studio della struttura del corpo umano, dello scheletro ©
degli organi interni, la proporzione delle sue parti, il suo sviluppo, ο V
applicazione dei dati così ottenuti alla differenziazione sia dell’uomo dagli
animali a lui più prossimi, sia delle differenti razze nmane, popoli, nazioni e
classi. Somiglianza, T. Aehnlickeit ; I. Likeness, Resemblanoe; F.
Ressemblance. Tu generale dicousi somiglianti due oggetti che presentano un
certo numero di caratteri identici e un certo numero di caratteri diversi; Ja
proporzione maggiore © minore dei primi rispetto ai secondi dà il grado
maggiore o minore di somiglianza. Nella psicologia dicesi legge di somiglianza,
quella per cui, quando due stati di coscienza xi rassomigliano, l uno dei due
può richiamare l’altro, È un caso della legge generale dell’associazione, e da
alcuni psicologi è ricondotta alle leggi dell’ associazione por simultaneita ©
per successione continua. Si distinguono varie specie di associazione per
somiglianza : la somiglianza qualitativa, che ha luogo fra proprietà che non
possono identi carsi, ma appartengono alla stessa famiglia; lu somiglianza dei
rapporti, o analogia, per la quale lu rappresentazione d'un rapporto tra le
parti o le proprietà d’un oggett« suscita la rappresentazione d’ un altro
oggetto, tra le parti Som-Son 1094 © proprietà del quale esiste un identico
rapporto; la mmiglianza di sovrapposizione, che è il più alto grado di
~miglianza associativa, e per la quale una rappresentazione ne evoca un'altra
che, per la coscienza, è identica alla prima. Cfr. Bain, The senses and the
intellecte, 3* od., p. 327; Hüfding, Psychologie, trad. franc. 1900, p. 202
segg. (v. simile . Sommo bene v. bene. Sommolisti v. vittorini. Sonnambulismo.
T. Somnambulismus, Schlafwandeln: I. Somnambulism, Sleep-walking; F.
Somnambulisme. Stato patologico, proprio specialmente degli isterici, e che si
pe trebbe definire un sonno parziale. Nel sonnambulismo funzionano soltanto
alcuni sensi, cosicchè il soggetto, senra svegliarsi dal suo sonno naturale,
può alzarsi, lavorare. compiere ogni sorta di atti come se fosse desto. Tali
azioni non sono un prodotto della volontà, bensì dell’ impulsività delle
rappresentazioni e dell abitudine; l’amnesia completa che si verifica al
momento del risveglio, la sorpresa ο lo spavento che coglie i sonnambuli
interrotti nel corso delle loro azioni, provano che la volontà non ha parte
nello stato psichico nel quale si trovano. Il fatto della aicurezza con cui il
sonnambulo supera i pericoli, è spiegato dal Maudsley con l’iperestesia in cui
trovansi i sensi rimasti desti. Il sonnambulismo può essere naturale e prorocato:
in questo secondo caso costituisce una delle fasi del grande ipnotismo. Cfr.
Wundt, Grundriss d. Peyool., 1896, p. 321 segg.; Tuke, Sleep-walking and
hypnot., 1884 (v. ipnotismoi. Sonno. T. Schlaf; I. Sleep; F. Sommeil. Stato di
incoscienza assoluta ο di subcoscienza, durante il quale l'organismo
ricostitnisco le forze esausto nelle sne relazioni col mondo esteriore. Se le
perdite e le riparazioni dell’ attività nervosa si facessero di istante in
istante, dice lo Spencer, non ci sarebbe l'alternativa tra la veglia e il
sbnno; ma siccomo ciò non avviene, e durante il giorno si ha un consumo
superiore all’approvvigionamento, così
1095 "gon si rende
necessario un periodo alterno, determinato dall'esaurimento, in cui la
provvista sia superiore al consumo. Le principali teorie sulle cause normali ed
immediate del sonno sono: quella che lo attribuisce ad uns specie di
intossioazione dell’ encefalo, dovuta ad alcuni prodotti del lavoro organico,
agenti in modo analogo agli anestetici (etere, cloroformio, ecc.); quella che
lo fa derivare da uno stato passeggero di snemia cerebrale, e quella che, all’
opposto, lo attribuisce ad uno stato di iperemia degli emisferi. Secondo il
Verworn, siccome la coscienza accompagna i processi di disintegrazione delle
cellule corticali, il sonno, che è un processo più intenso di assimilazione,
sarebbe scoompagnato dall’ inibizione dei processi dissimilativi. Secondo il De
Sanctis, la causa del sonno sarebbe non l’ esaurimento cerebrale ma il
muscolare, © la riparazione dei muscoli verrebbe favorita dal sonno perchè la
soppressione della conduzione degli stimoli esterni sopprimerebbe il cosidetto
fono chimico dei muscoli. Ultimamente duo nuove dottrine sul sonno sono state
proposte, raccogliendo molti consensi tra psicologi e fisiologi: la dottrina
istologica, sostenuta tra noi dsl Lugaro, secondo la qualo il sonno sarebbe
determinato da una retrazione dei prolungamenti centrali dei neuroni sensoriali
ο quindi dal loro isolamento dai neuroni contigui; e la dottrina biologica, sostenuta
specialmente dal Claparedo, secondo la quale il sonno è una funzione di difesa,
imposta dal principio come fenomeno di adattamento, sviluppata nella lotta per
1) esistenza ο divenuta poi un istinto per la trasmissione ereditaria, Le cause
anormali si distinguono în organiche, come i narcotici, le grandi altezze delle
vette alpine, lo compressioni sul cervello, ecc., © in peichiche, come la noia,
l'allontanamento delle eccitazioni © la suggestione propria © altrui, come
l’ipnotismo, detto anche sonno provocato. Cfr. Preyer, Uerber die Ursache des
Soklafes, 1877; A. Marvand, Le sommeil et Pinsonnie, 1881; H. Pléron, Le probl.
Sop physiol. du sommeil, 1913; A.
Mosso, Sulla ciro. del sanguc nel cervello, 1880; De Sanctis, I sogni, studi
psichioî ο olimici, 1899 (v. incosciente, neurone, sogno). Soprannaturale. Τ.
Übernatürlioh; I. Supernatural ; F. Surnaturel. Ciò che sorpassa In natura,
ossia ciò che nel suo essere o nel suo agire trascende i poteri di quelle forze
materiali che costituiscono la natura. Il soprannaturale è quindi
essenzialmente spirituale, il regno dello spirito; la natura è materiale, ma
include lo spirito (anima umana) © può esser oggetto d’azione dello stesso
spirito infinito (miracolo). Cfr. Chr. Wolff, Vernünftige Gedanken. Il SOPRANNATURALISMO
è la dottrina che fa dipendere il mondo da un essere che trascende, per la sua
essenza e per il suo potere, la natura e che non può essere identificato con le
sue forze e le sne leggi. La dottrina
che sostiene essere il cristianesimo di origine soprannaturale, cosicchè non
può essere spiegato coi soli fattori naturali, ma riferito a Dio come suo
autore. La tendenza a sorpassare i
limiti della natura, a cercare la spiegazione del mondo oltre il mondo, a porre
il fine dell’esistenza oltre l’esistenza. SERBATI (vedasi) divide tutti i
sistemi filosofici in rasionalisti e soprannaturalisti, determinati da due
opposte maniero di pensare ο di sentire: entrambe queste tendenze sono naturali
nell’uomo per quello che c'è nella sua natura, il soprannaturalismo è naturale
per quello che manca. Cfr. Stäudlin, Geschichte d. Rationaliemus u.
Supornaturalismus, 1826; Rosmini, Storia comparativa e oritioa dei sistemi
intorno alla morale, 1837 (v. natura, naturaliemo). Sopraordinazione v.
subordinazione. Soprasensibile. T. Ubersinnlich; I. Supersensible. Può
designaro tanto ciò che non può esser còlto ο conosciuto mediante i sensi,
quanto ciò che trascende per sua natura il mondo dei sensi; nel primo caso
equivale spesso a rasio 1097 Sor nale,
mentale, nel secondo a intelligibile, spirituale. 11 soprasensibile non va
confuso con l'ezirasensibile, che è quella parte del mondo esterno che non ci è
data direttamente dalle impressioni sensibili, bensì da inferenze risultanti da
rivombinszioni e riproduzioni delle impressioni stesse. Cfr. H. Ritter, System
d. Logik, 1856, I, p. 229 (v. extraseneibile). Sordità. T. Taubheit; I.
Deafness; F. Sourdité. Assonza del senso dell’udito, che può dipendere da
lesione o imperfezione dell’ apparecchio uditivo o del nervo acustico, oppure
da una lesione della zona di corteccia cerebrale ove sono localizzate le
sensazioni uditive; in questo secondo caso si ha la sordità centrale ο
psichica, nel primo la sordità periferica. Dicesi sordità verbale una delle
forme di amnesis parziale, che consiste nella perdita della memoria della
parola in quanto è pronunziata; quindi l’ ammalato, pur udendo le parole, non
ne comprende più il significato. Si manifesta specialmente nella demenza
paralitica, è dovuta a lesione della parte mediana della prima circonvoluzione
temporale sinistra, e va unita sempre ad altri disturbi della lettura e della
scrittura. Cfr. Bastian, Le cerveau organe de la pensée, 1888, vol. II, p. 220
segg.; Brissaud, Malattie dell’ encefalo, trad. it. 1906, pag. 100 segg. Sorite
(σῶρος acervus = muechio). T.
Kettenachluss, Sorites ; I. Sorites; F. Sorite. Una forma di ragionamento,
costituito da una catena di proposizioni collegate tra loro in modo, che il
predicato della prima fa da soggetto della seconda, il predicato della seconda
da soggetto della terza, © così via via fino a che nolla conclusione si unisce
il soggetto della prima col predicato dell’ ultima, Il sorite si può adunque
considerare come una catena o un muoohio di sillogismi, in cui sono soppresse
tutte le conclusioni e lu premesse minori intermedie; si può anche considerare
come un sillogismo solo, avente come premessa maggiore l’ultima proposizione,
come minore la prima, e come termino medio tutta la catena delle proposizioni
intermedie. Esso Sos 1098 si adopera quando non si può dimostrare,
adoperando un solo termine medio, il nesso immediato tra il soggetto e il
predicato di una tesi che ei vuol dimostrare e quindi ai devono assumere più
termini medi, procedendo per via di successive identificazioni. Es.: essere è
agire; agire è fare sforzo; fare sforzo è tendere verso un bene di cui si è
privi: tendere verso un bene di cui si è privi è soffrire; dunque essere è
soffrire. Il sorite può avere due forme: la forma regressiva o aristotelica,
quale fu definita più sopra e che è la più comune, e la forma progressiva o
goclenioa, che comincia con la premessa che contiene il predicato della
conclusione ed ha come ultima premessa quella che contiene il soggetto. Si
distinguono ancora il sorite deduttivo, a cui appartengono tunto 1)
aristotelico che il goclenico, e il sorite induttiro, costituito da una catena
di sillogismi abbreviati della terza figura. Primitivamente il sorite aveva
valore non di ragionamento logico, ma di sotisma, e si applicava a tutto ciò
che presentasse una transizione uguale e continua: così Zenone di Elea diceva
che se si toglie un grano da un mucchio di frumento, esso resta ancora un
mucchio di frumento; se se ne toglie un altro, lo stesso; e così via via finchè
si conclude che basta un solo grano di frumento per formare un mucchio; facendo
lo stesso ragionamento con l’aggiungere, diceva che un grano uon forma un
mucchio, due grani neppure, 9 così via via fino a coneludere che mille o più
grani non formano un mucchio. Gli secttici greci si valsero molto di tale forma
di sofisma, per dimostrare l'impossibilità di distinguere il vero dal falso.
Cfr. Aristotelo, De soph. elenok., 24, 179 a, 35; Cicerone, 4oad., II, 49;
Lotze, Grundzüge d. Logik, , p. 46 (v. tropi). SOSTANZA (sub = sutto, © stare =
stare: ciò che sta sotto; substantia è la traduzione esatta della parola
Sroxelpsvoy usata da Aristotele, © composta di ὑπό -= sotto, ο xetpat = stare,
giacere). E il sostrato permanente e irreducibile delle varie 1099
Bos qualità, il soggetto che persiste idontico sotto il mutare delle
qualità, come il colore, la forma, il peso, eco., ed è uno mentre i fenomeni e
le qualità sono multiple. Il pensiero filosofico si è sempre affaticato intorno
al problema della sostanza ο della sua conoscibilità. Aristotele fu il primo a
definire il concetto di sostanza, determinandola come qualche cosa che sussiste
per sè stesso ο si realizza nelle determinazioni particolari, che in parte sono
i suoi stati (πάθη), in parte i suoi rapporti con le altre cose (τὰ, πρὸς tt);
ma già in Talete ο nei presocratici si ha I’ iden di una realtà prima, ἀρχή, da
cui tutto deriva e che pure nel suo fondo rimane identica. Per Platone, le
essenze intelligibili sono le realtà sostanziali (οὐσίαι), e cioè l’unità sotto
cui si raccoglie ln moltiplicità delle cose sensibili, gli archetipi di esse.
Per gli stoici ln sostanza è l'essere, come sostrato permanente di tutti i
possibili rapporti; essa è il sostegno di proprietà stabili (ποιόν), e solo per
questo riguardo si trova sotto condizioni mutevoli ο quindi anche in rapporti
con altre sostanze. Gli scolastici la definirono ciò che per sò sussiste (ena
quod per se subsistit), ciod non per qualche altra cosa, come gli accidenti,
che sussistono nella sostanza, e quindi per la sostanza. Per Cartesio è reale
ciò che è di essenza semplice e indecomponibile, cioè il pensiero nella
coscienza, l'estensione nei corpi: Per substantiam nihil aliud intelligere
possumus, quam rem quae ita existit, ut nulla alia re indigeat ad existendum
;... Possunt autem substantia corporea, et mena, sive substantia cogitans,
creata, sub hoc communi concepta intelligi; quod aint res, quae solo Dei
concursu egent ad ezistendum. Per Spinoza non v’ha se non un’ unica sostanza,
Dio, che si mostra in due attributi, l'estensione ο il pensiero, i quali,
essendo ciascuno uel suo genere infiniti, cioò Innumercvoli, contengono a
titolo di modi (cioè come natura naturata, mentre sostanza ed attributi sono
natura naturante), tutti gli spiriti e tutti i corpi. Per Malebranche non
esiSos stono sostanze sensibili, e il
mondo esterno è percepito in Dio, nel quale è riposta l’idea di estensione;
anche | per Berkeley non esistono sostanze sensibili, ma il mond esteriore è
prodotto dall’asione di Dio sul nostro spirito. Invece la scuola scozzese, seguendo
il realismo volgare. considera la sensazione come un segno naturale della so
stanza, Noll’empirismo di Locke e nel fenomenismo di Hume. Stuart Mill, eco.,
l’esistenza della sostanza è negata: ciò che noi diciamo sostanza non è che il
eubstratem, da cui supponiamo che sortano, per poi ritornarvi, quelle
sensazioni semplici che sono raggruppate insieme, cosicchè la consideriamo come
un'idea; questa però non è altro che l’unione di un numero di idee semplici che
αἱ prendono unite come in una cosa, mediante P unione di un me in cui
coesistono e di cui non si ha una ides chiara. « La nostra mente; dice il
Locke, è fornita d’un gran numero di idee semplici, recate ad ssa dal senso
;... essa osserva che un certo numero di tali idee stanno sempre insieme: crede
perciò che appartengano ad una sola cosa, ed essendo le parole adattate alla
comprensione comune e usate per un rapido disbrigo, le chiama, così unite in un
solo soggetto, con un solo nome; per disattenzione noi siamo inclini poi a
usarla 6 considerarla come una semplice idea, mentre in realtà è un complesso
di molte; e poichè, come dissi, non imaginiamo come tali idee semplici possano
sussistere per sò stesse, ci abituiamo a supporre un qualche sostrato sul quale
sussistono e da cui risultano; tale svstrato noi chiamiamo perciò sostanza ».
Questa critica fu accettata in parte dal Kant, il quale della sostanza fa una
cutegoria © pone come prima analogia dell’ esperienza che sotto ogni mutamento
dei fenomeni permane la sostanza: in tal modo essa è come un principio a
priori, cho costituisce la base della nostra esperienza ma non ha alcun valore
fuori di essa, essendo un prodotto della nostra mente, Il problema
dell’esistenza della sostanza si subor.
1101 Sos dina donque, in tutta la
storia della filosofia, a quello della sua conoscibilità: così per Platone noi
conosciamo la sostanza mediante un intuito razionale; per Aristotele la
sostanza è la prima delle categorie, l’atto logico onde il pensiero riporta
ogni attributo ad un oggetto ; per Cartesio la sostanza è il semplice che si
soopre con l’analisi al di sotto delle qualità seconde o sensibili, colori,
odori, sapori e suoni; per Spinoza ciò che è in sò ed. è percepito per sè; per
il Leibnitz le sostanze sono molte, e tutte quante attive e rappresentative,
perchè ogni monade rappresenta con maggiore o minor chiarezza, sò © tutte le
altre monadi; per il Galluppi la nostra idea di sostanza risulta ds una analisi
riflessiva, per cui anzitutto distingniamo il nostro soggetto dalle
modificazioni di cui è fotto ο il soggetto esteriore dalle qualità particelari
di oui lo rivestiamo, poscia « paragonando queste dne nozioni di soggetto-io e
di soggetto esterno, noi scopriamo con un nuovo atto di analisi in ambedue una
nozione identica, cioù quella del soggetto, ο quest’ ultima risultato
dall’analisi è In nozione di sostanza »; per gli empiristi non è che una idea
astratta dell’impressione di resistenza, e per i fenomenisti un’abitudine
mentale determinata dall’esperienza di una costante coesione di un certo peso,
un certo colore, un certo sapore, ecc., ciascuna delle quali sensazioni evoca,
in base alla legge d’associazione, tutte le altre. Nella filosofia
contomporanea il concetto di sostanza è ancora largamonte disensso, ο si può
dire che dal vario atteggiamento di fronte a tale problema derivino le più
profonde differenze tra i vari indirizzi speculativi, per quanto nessuno, o
assai pochi tra essi, accetti l’idea tradizionale di un sostrato irreducibile e
immutabile. Il progredire delle conosconze he e chimiche ha anzi diffuso la
convinzione che, in ordine alla realtà vera ο profonda, non sia lecito parlare
di sostanza, ma solo di attività, di energia, e che il concotto di sostanza, o
esprima niente altro cho nna legge Sos 1102a
all’ equivalenza dei cangiamenti, ο sia una struzione fatta dalla mente per
comodità ο per un q siasi motivo soggettivo.
Alcuni logici chiamano sestezz: logica il sostrato al quale aderiscono
le note di un concetto, sostrato costituito dalla categoria alla quale il
concetto stesso appartiene; per tal modo, se con l’astrazione ascendente si
tolgono tutte le note di un concetto, resterà sempre in ultimo una delle
categorie. L’Ardigò chiama sostanza
psico-fisica l’iudistinto dal quale emergono, spec:ficandosi, i fatti
molteplici, materiali ο spirituali, fisici e psichici; tale indistinto è poi
null’altro che l’unità reale cosmica, intrinsecamente e infinitamente
complessa, comprendente in sò stessa quei due ordini di fatti che costituiscono
l’uno il mondo esterno, l’altro l’ interno, e che in quanto tale, può essere
pensata come sottostante ad entrambi e colla virtualità di presentarsi tanto
nell’ uno quanto nell’ altro. Con
l’espressione sostanza del sense della vista Y. Müller e H. Helmholtz designano
quelia parte della sostanza nervosa dell’ apparecchio visivo interno, la cui
eccitazione può produrre sensazioni luminose 6 di colore: essa comprende la
retina, il nervo ottico e la parte del cervello nella quale penetrano le radici
del nervo ottico. Cfr. Aristotele, Met., VII, 2, 1023 b, 8 segg., 3. 1029 a, 1;
B. Bauch, Der Substanzproblem in der griech. Philos. bis zu Blützeit, 1910;
Cartesio, Prino. phil., I, 51-53: Spinoza, Eth., 1. I, teor. II-XIV; Leibnitz,
Phil. Seriften, ed. Gerhardt, II, 57, VI, 488; Locke, Essay, 1877, 1. II. cap.
XXIII, $ 1; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 174-192; Wundt,
Logik, 1893, I, p. 483 segg.; Gallappi. Lesioni di logioa e metafisica, 1854,
III, p. 1007 segg.; Ardigò, Op. fil., VI, 153-165, VII, 446 segg., I, 184 segg.
(v. essenza, energismo, attualismo, mobiliemo, dualismo, fenomenismo,
sostanzialiemo, idealiemo, materialismo, spiritualiemo. Sostanza (principio
di). Come principio supremo di ragione si onnnein così: ogni qualità ο
accidente dere arere 1108 Sos una sostanza, A questo principio alcuni
riconducono quello della conservazione della massa. La massa è il quoziente di
ogni forza che si applica al corpo diviso per l’accelerazione che esso gli
imprime; questa quantità m f/g è
costante. Senza questo sostrato solido, che rimane invariabile e serve da
termine di confronto, ogni trasformazione sarebbe inintelligibile. Allo stesso
principio si riconduoe la teoria del Lavoisier: in ogni reazione chimica la
massa dei composti è uguale alla somma della massa dei componenti. Il Rosmini
riconduce il principio di sostanza a quello di contraddizione: se l’accidente
esistesse senza la sostanza, sarebbe sostanza esso medesimo, vale a dire
sarebbe accidente e sostanza nello stesso tempo, il che è contradditorio. Cfr.
Rosmini, Logica, 1853, $ 413. Sostanzialismo. T. Substantialitàtstheorie,
Substantialismus ; I. Substantialiem ; F. Substantialisme. Ogni dottrina che
ammette l’esistenza di un reale assoluto, di una sostanza, di un soggetto che
persiste identico ed uno sotto la mutabilità e molteplicità dei fenomeni. È
quindi sinonimo di realismo, e si oppone ad empirismo, energismo, mobilinmo ©
fenomenismo. Nella psicologia il soslanzialismo, ο dottrina della sostanzialità
dell'anima, si oppone all’attualismo, © dottrina dell’attualità dei fatti
psichici: secondo la prima dottrina, concepita già da Platone ma posta su basi
precise solo da Descartes, l’anima è una sostanza spirituale, immutabile, di
cui tutti i fatti psichici (pensieri, sentimenti e voleri) non sono che
manifestazioni ; secondo l’attualismo, prevalente nella psicologia
contemporanea, i fatti psichici valgono per sò soli, in quanto hanno un valore
attuale e non in quanto si riferiscono ad un ipotetico substrato, che, se è
ammissibile nei fenomeni fisici i quali rimangono immutabili nella quantità,
essendo sottoposti alla legge della conservazione dell’ energin non è invece
riferibile ai processi spsichici, cho valgono Per sè soli e sono in continuo
aumento. Cfr. Hòfding, Sos-Spa 1104 Psychologie, trad. franc. 1900, p. 79, 87; De
Sarlo, Cul. filosofica, luglio 1912, p. 438 segg. (ν. anima, sostanza.
risultanti poiohiche, vintosi). Sostrato. O substratum, si adopera talvolta per
designare la sostanza, vale a dire ciò che sta sotto agli ac cidenti, che serve
di fondamento alle qualità, ai fenomeni. Sottrasione. T. Subtraction; I.
Subtraction ; F. Soustraction. Nella logica designa quella forma di
argomentazione per cui, enumerati i caratteri di un determinato tutto. «
dimostrato che un singolo è di essi totalmente o in parte sprovvisto, si
conchiude che esso o non appartiene a quel tutto, o gli appartiene soltanto in
parte. Questa argomentazione si fonda sopra il principio dialettico che « il
residuo è uguale al tutto meno la parte ad esso tolta ». Ad es.: perchè un uomo
sia virtuoso deve amare il prossimo, praticare la giustizia, astenersi dai
piaceri dannosi, ecc.; ma Tizio nd ama il prossimo, nd pratica la giustizia,
ecc.: dunque Tizio non è virtuoso. Cfr. Rosmini, Logica, 1853. ». 225 segg. (v.
addizione, divisione). Sovrintelligenza. Nei sistemi teologici e mistici si
designa così quella funzione della ragione per cui questa, paragonando il campo
del possibile che le è dato nell’ idea al campo del reale datole dal
sentimento, vede che quello eccede infinitamente questo, e che in quella parte
di realtà non c'è la ragione suprema, che solo può esser tipo e ragione di
tnite le realtà finite. La sovraintelligenza umana è dunque l’atto per cui la
mente s’accorge che vi è qualche cosa oltre a tutto quello che essa conosce, un
al di là sconosciuto e inoonoseibile. Cfr. Rosmini, Logis, 1853. Ρ. 493 segg.
(v. agnosticiemo, misticisino). Spazio. T. Raum; I. Space; F. Espace. Secondo
il realismo lo spazio è un continuo a tre dimensioni illimitate, tutte le parti
del quale coesistono nello stesso momento; esso si ricollega strettamente col
tempo, che è un continuo illimitato avente una sola dimensione, di 1105
Bra cui noi occupiamo un punto determinato, che si sposta continuamente
nella stessa direzione. Secondo l’empirismo l’idea di spazio non è che il
rapporto dei coesistenti, in quanto implicano la distanza ο l’ estensione, e
l’idea di tempo il rapporto della suocessione dei fatti. Tanto lo spazio che il
tempo implicano molte questioni metafisiche © psicologiche, variamente risolte
nella storia della filosofia. La prima e la più importante di tali questioni è
la seguente: lo spazio esiste in sò, come luogo ove sono collocati corpi, è una
proprietà delle cose stesse, 0 è semplicemente un modo subbiettivo sotto il
quale percepiamo certe proprietà e certe relazioni dell’ essere? La filosofia.
antica, in generale, risolve la questione nel primo modo, la filosofia critica
moderna nel secondo. Così per Leucippo e per i suoi seguaci della scuola
atomistica, esiste nno spazio infinito, parte vuoto e parte ripieno di atomi;
il vuoto è lo spazio puro, che ha per proprietà essenziale l'estensione, e la
cui esistenza è provata dalla possibilità del movimento. Parmenide e gli eleati
negano l’esistenza del vuoto; l'essere occupa lo spazio in tutto e per tutto,
perchè non può venir limitato dal non-essere. Platone considera lo spazio vuoto
come la concansa (ξυναίτιον) nel non essere, che sta accanto al mondo dell’
essero ο della causa, al mondo delle idee e dell’idea del bene; per lui lo
spazio è quindi il « niente » di cui per l’iden del bene e della divinità è
formato il mondo fenomenico, Questa formazione consiste nella formazione
matematica ; egli insegna nel Filebo che il mondo della percezione à una
miscela dell'infinito dello spazio e del limite (πέρας) delle forme matematiche,
e che la cansa di questa mescolanza è l’idea del bene: per diventar simile al
mondo delle idee lo spazio assume la forma matematica. Anche per Plotino lo
spazio vdoto è il non essere, la materia, che forma la possibilità per
l’esistenza dei corpi, pur non essendo esso stesso corpo e non essendo
determinato dn 70 RanzoLI, Dizion. di
scienze filosofiche. SPA 1106 alcuna proprietà; anche per Plotino lo spazio
vale dunque come il presnpposto per la riproduzione, che le idee trovano nel
mondo fenomenico sensibile. Aristotele si oppone alla identificasione platonica
dello spasio con la msteria, osservando che la materia e la forma sono inseparabili
dalle cose, mentre lo spazio è separabile e contiene le 0086; egli lo definisce
invece come il primo limite del corpo contenente, in quanto il corpo che vi è
contenuto è sascettibile di movimento locale; lo spazio è un vaso immobile, ma
ciò che esso contiene può esser mosso, da eni segue che non può esservi che un
corpo contenuto in ur altro nello spazio e che un corpo che non è contennto in
un altro non è nello spazio; la terra è nell'acqua come in suo Inogo naturale,
l’acqua nell’ aria, l’aria nell’etere, Vetere nel cielo, il cielo in
nessun'altra cosa; per Aristotele lo spazio è dunque qualche cosa di obbiettivo,
di fisico, qualche cosa che indica un ordino determinato nei mondo. La dottrina
della realtà obbiettiva dello spazio persiste ancora in Cartesio, Spinoza,
Locke, Newton. Per Cartesio l'estensione dei corpi, ossia lo spazio,
costituisce non solo l'essenza dei corpi, ma è infinitamente divisibik nelle
sue parti; per Spinoza } estensione è un attributo ino; per Newton lo spazio
assoluto è reale, e deve considerarsi come il sensorium, in oui Dio ha la
percezione immediata dell’ universo materiale; per il suo seguace Samuele
Clarke lo spazio è una conseguenza immediata e necessaris dell’esistenza di
Dio, la proprietà d’una sostanza incorporea, il posto non solo dei corpi ma
anche delle idee. « Noi abbiamo delle idee, come quella di eternità e di
immensità, dice il Clarke, idee che ci è assolutamente impossibile di
distruggere o di bandire dal nostro spirito, e che devono perciò essere gli
attributi d’un essere necessari» attualmente esistente.... Lo spazio è una
proprietà della sostanza che esiste per sò stessa, e non una proprietà di
qualsiasi altra sostanza. Tutte le altre sostanze sono nello Bra spazio, © lo spazio le penetra, ma la
sostanza che esiste per sò stessa non è nello spasio e non è da esso pene
trata. Essa è, per così espremirmi, il substratum dello spazio, il fondamento
dell’esistenza dello spazio ο della durata stessa ». Per il Leibnitz lo spazio
è invece null’altro che 1’ ordine delle coesistenze e quindi non esiste
indipendentemente dalle cose; è un fenomeno soggettivo, in quanto l'estensione
corporea si risolve nella rappresentazione che le monadi inestese hanno della
loro forza passiva. Per il Berkeley lo spazio assoluto è un mero fantasma, lo
spasio puro è la semplice possibilità del movimento dei corpi, ο l'estensione,
insieme con gli altri attributi sensibili della materia, una nostra idea. Per
Hume 1’ idea di spazio o di esteso non è se non l’idea di panti visibili o
tangibili distribuiti in un certo ordine, idea ottenuta mediante sensazioni
tattili ο visive e che esclude, in quanto tale, la concepibilità di uno spazio
vuoto. La dottrina della soggettività dello spazio, riconfermata poi dal
Condillac, Cr. Wolf, Baumgarten, James Mill e, infine, da Emanuele Kant, dà
origine ad un secondo problema: la nozione di spazio sorge come prodotto della
nostra esperienza sensibile, ο la troviamo insita a priori nel nostro spirito?
Secondo la dottrina empirica o genetica l'idea di spazio è un astratto, che
risulta dalla percezione di distanza (lunghezza) © di estensione superficiale
(larghesza © profondità): la prima è data specialmente da una associazione tra
le sensazioni della vista, del tatto ο del senso muscolare, la seconda dalle
sensazioni tattili cni si dssocia la rappresentazione visiva della parte
toocata; I’ idea di spazio, così ottenuta, costituisce lo spasio prioologioo o
Ottico, che è affatto relativo, e le cui parti non appaiono mai perfettamente
continue e omogenee; lo spazio assoluto, 0 spasio puro, di cui tutte le parti
sono omogenee © continue, e che non lascis alcuno spazio fuori di lui, è una
pura astrazione matematica, non una vera e propria realtà concettuale; la
pretesa infinità dello spazio non significa altro che ogni limite dello spazio
è aceidertalo e può essere superato dall’immaginazione. Second: la dottrina
nativista lo spazio è invece un dato assolutsmente a priori, che noi troviamo
nel nostro spirito e ehr applichiamo alle cose; le sue proprietà essenziali,
che sono l'omogeneità o identità perfetta delle sue parti, ll grandezza e la
divisibilità illimitata proprietà di low
natura inafferrabili alla esperienza -provano che esso è un dato naturale ο a
priori del pensiero. Così per Kant lo spazio è il molteplice @ priori come
forma del sens esterno; ogni rappresentazione di un di fuori suppone infatti
per base la nozione di spazio; l'originaria rapprsentazione dello spazio è necessaria,
perchè quantunque si possano astrarre gli oggetti dallo spazio, non si pu però
mai fare astrazione dallo spazio stesso, ed è la rap presentazione di una
quantità infinita, la quale come concetto comprende infinite altre
rappresentazioni : è dunque una visione sintetica a priori, che in sò congiunge
la realtà empirica e la idealità trascendentale. Per Hegel Ίο spazio è mera
forma, l’astrazione della esteriorità immediata; 1’ Idea come natura comincia
appunto a porsi come l’ essere che è esteriormente ed è altro: « La prima o
immediata determinazione della natura è l'universalità astratta della sus
eseriorità; la cui indifferenza priva di mediazione è lo epazio. Lo spazio è la
giustaposisione del tutto ideale, perohd è l’esser fuori di sd stesso, e semplicemente
continue. perchè questa esteriorità è ancora del tutto astratta, e non ha in sd
alcuna differenza determinata >. Per P Herbart lo spazio è l'apparenza
obiettiva prodotta dal meccaniamo della rappresentazione e precisamente da un
rapido sucoedersi di qualità, prive per sò stesse di ogni estensione; allo
spazio empirico corrisponde uno spazio intelligibile « che noi aggiungiamo
inevitabilmente col pensiero all’ andare ο al vedelle sostanzo,... e che la
metafision costruisce per le 1109 Spa mutazioni di situazione della realtà
intelligibile ». L’ Helmholtz riconduce la rappresentazione dello spazio alla
organizzazione psicofisiologica; ma oltre allo spazio apparente © soggettivo
dobbiamo ammettero una spazio reale « perchè nella realtà devono esistere dei
rapporti di qualche genere ο dei complessi di essi, tali da determinare il
luogo dello spazio nel quale un oggetto appare »; questi rapporti sono i
momenti topogeni; i momenti ilogeni fanno sì) « che noi crediamo di percepire
in tempi differenti cose materiali diverse nei medesimi Inoghi ». Per il
Diibring lo spazio reale è « quello per il quale le cose hanno una distanza lo
une rispetto alle altre »; ora, è per virtù delle stesse forze naturali che le
distanze reciproche dei corpi e delle particelle materiali sono come sono e non
altrimenti, ο si mautanò; la posizione spazialo ο la distanza spaziale espri
mono dunque un rapporto dinamico, e le forme spaziali non possono mai per tal
guisa realizzarsi senza una grandezza determinata; l’ordine spaziale delle
parti si distingue pereid come un ordine di parti in cui gli clementi sono gli
autori di un aggruppamento schematico: « ora, lo schema, che per tal guisa
diventa percepibile, è appunto lo spazio ». Il Wundt definisce lo spazio « una
grandezza permanente, infinita, congruente in sè stessa, nella quale il singolo
indecomponibile è determinato mediante tre direzioni ». Contro Kant egli nega
la rappresentabilità di uno spazio vnoto, pure riconoscendo che lo spazio nella
forma in cui lo intuiamo non può avere realtà obiettiva; contro le dottrine
nativistiche ed empiriche dello spazio egli pone la propria dottrina dei segni
locali, in virtù della quale V intaizione spaziale apparo come una sintesi
associativa © fusione di un sistema di segni locali fissi della retina, con un
sistema di segni locali uniformi di movimento, e quindi come un prodotto delle
nostre condizioni psichiche ο dolla nostra organizzazione fisica; ciò porta ad
escludero tanto una corrispondenza fra la nostra intuizione spazialeSpa 1110 ©
l’ordine esterno delle cose, quanto l’arbitrarietà dell’intuizione stessa: « La
necessità, proveniente dall’ esterno, ondo la nostra coscienza è obbligata a
collocare gli oggetti in ordine spaziale, dimostra ansi l’esistenza di
fondamentali determinazioni obbiettive sotto il cui influsso l’ intuizione
spaziale è formata. Se noi designano tali de terminazioni come spazio
obbiettivo, dobbiamo considerarlo come qualche cora di sconosciuto, che non ci
è dato immedistamente, ma al quale potremmo giungere, se riusci» simo ad
eliminare i processi soggettivi, che ci hanno condotto alla intuizione spaziale
». Il Masci ammette invece con Kant che.lo spazio non è un concetto discorsivo
ο ge nerale di rapporti delle cose, ma una pura intuizione, anzitutto perchè il
concetto è universale mentre l’intuizione ha per suo termine l’individuale, ©
gli spazi singoli sono appunto intuiti come parti non costitutive ma
distributive © limitative; poscia perchè, mentre gli elementi dello spazio
(punti) non hanno ordine logico e non si esigono ma si escludono, carattere dei
concetti è di avere organisme e misura; infine perchè i concetti sono prodotto
di comparazione e astrazione, mentre gli spazi non hanno nulla di diverso tra
loro e si distinguono soltanto nello spazio: egli aggiunge ancora che lo spazio
rende conce] il principio di causalità, © non può quindi essere, al pari di
questo, un concetto, formando lo schema per cui il concetto stesso diventa
rappresentabile. Il Varisco ammette uno spazio reule, a tre dimensioni, omogeneo,
euolidev; # uno spazio puro o astratto, formatosi nella nostra mente allo
stesso modo di tutte le altre nozioni astratte, cioè per V aggruppamento
spontaneo dei dati sperimentali, con la conseguente eliminazione degli elementi
che non siano compatibili; l’esistenza dello spazio reale è provata dal fatto
stesso della ‘rappresentazione determinata, che gli uomini ne hauno, nonchd
dalla impossibilità di sostituire i simboli spaziali con altri: «
Oggettivamente, quello che ll Bra si
chiama lo spazio si risolve: primo, nell’ avere cisscun elemento materiale un’
estensione. L’ elemento non essendo composto di parti distinte, nd scomponibile
in modo alcuno, la sua estensione è assolutamente inseparabile; è uno dei
caratteri essenziali, dal cui complesso inseindibile risulta V elemento,
appunto come la sua massa, 9 la sua attitudine a essere determinato
psichicamente. Secondo, nell’ ensere gli elementi a distanza tra loro, il che
significa soltanto che le loro estensioni non si continuano ». Per l’Ardigò lo spazio
non è che l’astratto del rapporto di coesistenza, ossia dell’ ordine col quale
si presentano associati insieme i sensibili nella percezione dei corpi: « I
corpi ο le sostanze del mondo esterno, distribuiti in questo nello stesso
ordine secondo il quale sono sentiti gli organi onde li percepiamo; ossia la
proiezione, nello stesso mondo esterno, non solo dei sensibili relativi, ma
anche dell’ ordine secondo il quale li sentiamo; e la stessa proiezione di
questo ordine per la medesima legge di oggettivazione della sensazione esterna:
ecco il fondamento della idea dello spa zio ». Si tratta dunque d’un concetto
empirico, alla cui formazione concorrono insieme sensazioni visive, tattili,
muscolari, e che non richiede quindi per essere spiegato il concorso della
facoltà dell’ intelletto o del soprasensibile ; l'argomento della infinità
dello spazio, e quello soeraticoplatonico della presenza intera dell'idea dello
spazio già al principio della vita cogitativa, non valgono contro la concezione
empirica, sia perchè I’ infinità spaziale non si intuisce veramente, sis perchè
l’idea di spazio, al pari d’ogni altra ides, si va formando a poco a poco nella
nostra nente col progresso dell’ esperienza e del lavoro di associazione, di
distinzione, di costruzione logica. Cfr. Platone, Timeo, 49; Aristotele, Phys.,
IV, 5, 212 b, 27 seggi; Plotino, Enx., III, 6, 7 © 18; Cartesio, Medit., IV;
Id., Prine. ΡΜ. II, 10 segg.; Spinoza, Ethéoa, II, teor. II; Locke, Éssay, II,
cap. XIII, $ 2, 11, 21 segg.; Newton, Naturalia SPE phil. prino. math., 1687,
p. 6. II, III; Leibnitz, Op. fi. 1840, p. 602, 241; Berkeley, Dial. b. Hylas a.
Philonows, I: Hume, Treatise, 1874, II, sez. 3; Kant, De mund sesis., 1882,
sez. III, $ 15; Id., Krit. d. reinen Fern., ed. Kehrbach, p. 50e segg.; Hegel,
Enoiclopedia, trad. it. , p. 205 segg.: Herbart, Peyohol. als Wissenschaft, 33
ed., I, p. 488 segg.: Id., Allgemeine Metaphysik, 1828, II, p. 199; Helmholts,
Pàiayol. Optik, 1867, p. 442 segg.; Dühring, Logik, 1878, p. 199-201; Wundt,
Logik, 2° ed., I, p. 442-461; Id., Grundsiigo, d. physiol. Peychol., 2° ed., t.
II, p. 28 segg.: Baumann, Die Lehren von Raum, Zeit und Mathematik, 1869; B.
Erdmann, Die Aziome d. Geometrie, ; Schlesinger, Substantielle Wesenheit des
Raumes und der Kraft, 1885; 8. H. Hodgson, Time and space, 1865; G. Lachalas,
Etude aur l'évpace ot le temps, 33 ed., 1910; B. Bourdon, La perception
visuelle de Véapace, 1902; A. Covotti, Le teorie dello spario e del tempo nella
fl. greca, « Annali della R. Scuola Nor. di Pisa », vol. VII, 1899; Tocco,
Della materia in Platone, « Stud. it. filol. class. », IV, 1895; Varisco,
Soiemsa e opinioni, 1901, p. 60 segg; Masci, Le forme dell? intuizione. 1881;
Ardigd, Op. fil., II, p. 110 segg., V, 259 segg., VII, 88 segg. (v. intuizione,
iperspacio, estensione, superficie. distanea, stereognostico). Specie. T. Art;
I. Species; F. Espèce. In una serie di due o più idee subordinate le une alle
altre, le meno estese si dicono specie rispetto alle più estese, che diconsi ge
nere; © siccome l’estensione e la comprensione stanno fra loro in rapporto
inverso, così sotto il rispetto della comprensione la specie è invece maggiore
del genere, cosicchè essa comprende gli attributi del genere. E facile
comprendere che una idea può essere generica sotto un rispetto, specifica sotto
un altro: così nella serie di ossere, materia, organismo, animale, vertebrato,
uomo, l’iden animale è specifica rispetto a quelle più estose 9 meno
comprensive di organismo, materia, cescre, è gonorioa rispotto alle idee meno
cstese © più comprensive di vertebrato © uomo, Diminuendo sempre più
l'estensione, si arriva all’ idea assolutamente specifica ultima species -; compiendo l'operazione
inversa si giunge all’ idea assolutamente generica summum genus ossia all’ idea di essere, di sostanza, di
qualche cosa, ecc. Nello scienze fisicho
per specie κ’ intendono gli stati o fatti primitivi, fondamentali,
irreducibili; lo sforzo del pensiero scientifico è, a tal riguardo, di ridurre
le specie al minor numero possibile ο di eliminarle. Nella concezione meccanica
dell’ universo, le varie specie di fenomeni si fanno derivare da combinazioni e
complicazioni di movimenti, eseguiti da moviili ο regolati da un numero
limitatissimo di principi; in tal modo però l’unità e l'identità reale dei
fenomeni è raggiunta solo apparentemente, giacchè per dar ragione della
diversità occorre ammettere dello profonde differenze tra le proprietà dei
movimenti, le quali, dovendo avere anch’ esse una causa, implicano
necessariamente l’esistenza di specie diverse di condizioni. Una più profonda
unificazione raggiunge la dottrina elettromagnetica, la quale, eliminato ogni
dualismo tra materia ed etere, ponderabile © imponderabile, risolve le varie
specie di sostanze materiali che noi percepiamo in forme diverse di aggregamento
di elementi omogenei; in tal modo il fondamento delle distinzioni in specie o
in aggruppamenti di vario ordine (si tratti di sostanze semplici o composte)
non può esser posto in qualità esolurive degli elementi singoli, ma nelle
maniere di aggrupparsi © di ordinarsi di elementi identici, e quindi nelle
leggi che intervengono e spiegano la loro efficacia nei vari casi. Nello scienze biologiche la definizione dalla
specie, collegandosi alle questioni fondamentali della filosofia zoologica,
varia a seconda dei diversi autori: per il Prichard essa è una collezione di
individui somigliantisi tra di loro, discesi da una coppia primitiva, e le cui
lievi difSPE 1114 ferenze si spiegano con l'influenza degli
agenti fisici. Per il Cuvier è la collezione di tutti gli esseri organirsati,
nati gli uni dagli altri e da parenti comuni, ο da quelli che loro somigliano
tanto quanto essi si somigliano tra di loro. Per il Lamarck è la collezione
degli individui somiglianti che la generazione perpetua nello stesso stato, finchè
le circostanze della situazione non cambino sufficientemento per cambiare le
loro abitndini, i loro caratteri, le loro forme. Ad ogni modo, il criterio
prevalente è che si dicono della stessa specie gli individui che possono
inorociarsi meglio tra di loro e dar Inogo a prodotti che si perpetuano
all'infinito; invece V inerociamento fuori della specie, nel genere, o è
sterile 0, so dà luogo a riproduzione (come tra la lepre ο il eoniglio) essa
non si perpetua all'infinito. In questi ultimi tempi il concetto di specie ha
subìto però nuove modificazioni, in seguito agli studi del Heincke sullo
deviazioni dei caratteri dalla media, e più ancora del De Vries sulla
variabilità nel mondo vegetale e sull’ ibridismo. Secondo il De Vries, i
caratteri della specie presentano nell’ individno una certa indipendenza l’uno
dall’altro ed una varinbilità fluttuante ο statistica, cioò una oscillazione in
più o in meno, intorno ad un valore medio (ideale) del carattere, entro limiti
che non sono mai oltrepassati : assolutamente infondata, egli dice, l’ opinione
che la variazione lineare (in un senso ο nell’altro) di un dato carattere sia
illimitata, in modo che si possano produrre nel corso di secoli ο di millenni
trasformazioni, più importanti che non nel corso di pochi anni. Per il
miglioramento di ciascun carattere preso per sò, bastano in condizioni
favorevoM 2-3 ο per solito non più di 3-5 generazioni ». Mentre lo speoie
elementari, anche quelle più affini tra loro, non differiscono per un solo
carattere, ma in quasi tutti i loro organi e in tutte le loro qualità, nessun
essora dà in eredità ai suoi discondenti i snoi caratteri come 1115
SPE un tutto unico. Mediante procedimenti sperimentali fu possibile
separare uno o più caratteri, seguendone poi lu sorte attraverso una
generazione di ibridi. Il Rosmini chiama
specie piena, o anche esemplare dell’ oggetto, il concetto pienamente
determinato, che ha cioè la massima comprensione e la minima estensione; quando
con l’astrazione si tolgono da questa specie piena gli accidenti, lasciando la
sostanza, si ha la specie astratta sostanziale; quando si fa 1’ operazione
inversa si hanno lo specie astratte accidentali. Nel linguaggio della filosofia scolastica per
species a’ intende I’ imagine rappresentante l'oggetto. Species sensibilis è
quella della percezione, species intelligibilis quella del pensiero: « Species
sensibilie non est illud quod sentit, sed magis id quo sensus sentit. Ergo
species intelligibilie non est id quo intelligitur, sed id quo intelligit
intellectus. Per apeoiem intelligibilem fit intellectus intellegens actu, siout
per apociom sensibilem sonsus est aotu sentiene » (8. Tommaso). Species
praedivabilis è la cosa atta ad esser predicato di molte, differenti di solo
numero, nella domanda quid est; ad es. animale predicato di cavallo, pecora,
eco. Species subiicibilia è il particolare che si colloca propriamente sotto il
genere e di cui si predica immediatamente il genere in quid; ad es. animale
rispetto ad un vivente. Speoies ezpressa è la percezione © rappresentazione
dell’ oggetto, detta così perchd è espressa ο tratta fuori e dalla potenza;
species impressa è la qualità prodotta dall’ oggetto quale vicaria rirtus
obiecti che si imprime nella potenza e la completa ο l’aiuta a trar fuori la
percezione dell’ oggetto, cioè In specie espressa; entrambe le specie vengon
dette talora anche speoies intentionalis, perchè per essa la potenza tendo
all'oggetto. Cfr. A. Righi; La moderna teoria dei fonomeni fisici, 1904; Hugo
De-Vries, Specie ο varietà, trad. it., Palermo, Sandron ; Raffaele, Riv. di
Sciensa, anno I, n. 102; De Sarlo, La nozione di specie, « Cult. filosofica »,
giugno 1908; S. Tommaso, Sum. phil., I, qu. 46; GocleSPE 1116
nius, Lexicon philosophicum, 1613, p. 1068 segg.; Malebranche, De la
rech. de la verité, 1712, III, 2, 2 (v. darwinismo, razza, trasformismo,
ibridismo, sensibile). Specifico. T. Speoifisch; I. Specific; F. Spéoifique.
oppone tanto a generico quanto a individuale; così dicesi differenza specifica
tutto ciò che serve a distinguere uns specie da un’altra; esperienza specifica
quella fatta da tutta la specie attraverso il succedersi delle generazioni, e
fissata per l'eredità nell’individuo ; memoria specifica |’ istinto che è un
insieme di atti protettivi accumulati e trasmessi dalla eredità; legge delle
energio specifiche, la dottrina, secondo la quale le diverse modalità delle
sensazioni dipendono dalla natura specifica dei diversi organi di senso, non
dalla differenza degli stimoli esterni che le eccitano (v. energie specifiche).
Specioso. Un argomento specioso non è che un ragionamento sofistico, con cui si
tende a persuadere altrui della verità d’una conclusione falsa. Speculare.
Dicesi allucinazione speculare quel fenomeno psicologico che si verifica
durante gli stati profondi del sonno ipnotico, e che consiste nella visione
interiore del proprio organismo acquistata dal soggetto e proiettata al di
fuori. Dicesi scrittura speculare o a specchio, quella che va da destra a
sinistra, come la scrittura che si legge per riflessione in uno specchio. Può
essere così istintiva come naturale (Leonardo da Vinci); nel primo osso dipende
da una anomalia, non ancora bene conosciuta, dei centri motori encefalici (v.
autosoopia). Speculativo. T. Speculativ ; I. Speoulative; F. Speoulatif. Si
oppone tanto a sperimentale, empirico, positivo, quanto a pratico © designa il
sapere astratto ο che è fine a sè stesso, e non serve quindi di mezzo a fini
utilitari o pratici. Diconsi speculative le scienze filosofiche, ο quelle, in
genere, nelle quali più che l’esperienza hanno parte la forza indagatrico della
ragione e la sua potenza dimostrativa. Dicesi ragione speculativa la ragione in
quanto ha per fine la ricerca del vero, e ragion pratica la ragione in quanto
ha per fine il bene e fornisce i principi dell’azione. Speculasione (speculari
= guardare attentamente). T. Speculation ; I. Speoulation ; F. Spéculation. E
la traduzione latina del greco θεωρία da Sewpsty, che significa osservare,
indagare. Quindi speculazione vale indagino, ricerca, ma spesse volte si adopera
per indicare il sapere puro, l’indagine razionale, per opposizione alla ricerca
sperimentale e positiva. Così per Aristotele la speculazione è la forma più
alta e intuitiva del concepire, ed appartiene anche alla divinità. Per Kant una
conoscenza teoretica è speculativa quando ha per oggetto cid che non si pud
cogliere in alcuna esperienza; la conoscenza dell’universale in astratto è
conoscenza speculativa; la conoscenza filosofica è la conoscenza speculativa
della ragione. Cfr. Aristotele, Met., VI, 1, 1025 b, 18; Kant, Krit. d. reinen
Vern., ed. Kehrbach, p. 497. Spirito. Lat. Spiritus, Mens; Τ. Goist; I. Spirit;
Ἑ. Esprit. Pnò avere vari significati. Nel senso metafisico, lo spirito è la
sostanza immateriale, distinta dal corpo ο ad enso opposta, semplice,
indivisibile, imponderabile, incorruttibile, immortale; essa non ha alcuna
forma sensibile, nessuna proprietà della materia, 9 si rivela come pensiero,
sentimento e volontà. La nozione di sostanza spirituale, intravveduta
nell'antichità soltanto da Platone, è relativamonte recente nella storia del
pensiero. Da principio per spirito si intendeva il soffio della vita, ciò che
l'essere animato sembra esalare col suo ultimo respiro, e per lungo tempo
rimase a designare non ciò che è assolutamente incorpoTeo e immateriale, ma
bensì una materia estremamente sottile, attenuata, penetrante e impalpabile
come il soffio; tale concezione materialistica si mantenne anche nella
filosofia greca, cosicchè per Anassimandro 1’ anima è gassosa, Ser 1118
per Ippone è un’ umidità, per Senofane è aria, per Eraclito, per
Democrito e per gli stoici è fuoco, per Epicuro à un corpo consistente di
materia serea ο di fuoco. Anche per Anassagora lo spirito (νοῦς) ordinatore
dell’ univers secondo un fine e moderatore del movimento, è una materia, un
elemento corporeo, omogeneo in sè, inoreato ο imperi turo, diverso da tutte le
altre materie solo per grado, in quanto è la più fine, la più leggera, la più
mobile, e per la sostanza, in quanto si muove da sò e muove gli altri elementi.
Per Tertulliano lo spirito è una particolare svstanza: epiritus enim corpus sui
generis in sua effige. Per Alberto Magno apiritus potest dici is qui active
apirat. Per Melantone vapor ex sanguine expreseus. Questo concetto durò fino a
tutto il medio evo, e la stessa religione cristiana non seppe spogliarsene,
come è dimostrato dalle pane materiali che essa infligge alle anime condannate
al fuoco eterno. Soltanto col dualismo cartesiano si distinsero nettamente le
due sostanze, che esistono entrambe per sò stesse, ma di cui una, lo spirito, è
pensiero ο attività, l’altra, la materia, è estensione e inerzia: questi due
opposti si uniscono solo in Dio, fondamento reale della conoscenza e del moto,
e nell’uomo, che è spirito e corpo, pensiero ed azione: Non autem plura quam
duo genera rerum agnosco: unum est rerum intellectualium, sive cogitativarum,
hoc est. ad mentem sive ad substantiam cogitantem pertinontins : aliud rerum
materialium, sive quas pertinent ad substantiam, hoc est, ad corpus.
(Cartesio). Una nozione ugualmente esatta dello spirito si ha nel Berkeley: «
Uno spirito è nn ee sere semplice, individuale, attivo, che si chiama
intelligenza in quanto percepisce le idee, volontà in quanto le produce o è
attivo in rapporto ad esse ». Naturalmente, il materialismo ha sempre
combattuto il concetto della sostanza incorporea, dello spirito, che per
l'Hobbes è una vor insignificans, © per i materialisti del secolo soorso uns
semplice fanzione della sostanza cerebrale; ma la critica 1119
fer più acuta fu fatta da Locke ο da Hume, il primo dei quali dimostrò
l’inconcepibilità di una sostanza in sè stessa, il secondo sostenne che,
essendo ogni idea derivata da una impressione precedente, se abbiamo un’ idea
della sostanza del nostro spirito dovremmo aver pure un’ impressione di questa
sostanza, il che è inconcepibile perchè V impressione dovrebbe esser simile
alla sostanza; perciò egli risolve lo spirito in « un sistema di percezioni
diffe- renti, che sono collegate le une alle altre da un rapporto causale e reciprocamente
si producono, si distraggono, si influenzano © si alterano ». Tale critica fa
accettata da Kant, che additò i paralogiemi nei quali onde la peicologia
razionale quando vuol provare la spiritualità dell’anima; da J. 8. Mill, che
risolve lo spirito in una possibilità permanente di sentimenti; dal Bain, che
lo considera come « un residuo, che si trova dopochè si è separato il mondo
obbiettivo dalla totalità della nostra esperienza »; dal Wundt, che ne fa un
semplice soggetto logico dell’esperienza interna; dallo Spencer, che lo pone
come inconoscibile, come un simbolo di ciò che non pnd mai cadere sotto il
pensiero; dall’Ardigò, che lo considera come il ritmo comune o generico
mentale, costituito dallo reminiscenze e dalle sensazioni interne, ritmo che ci
si presenta come inesteso e immateriale, perchè nei suoi ele«menti non
apparisce il riferimento con la meccanicità del fatto fisiologico, della quale
gli elementi stessi sono la manifestazione cosciente. Nel senso puramente psicologioo lo spirito
può designare sia 1’ insieme delle attività psichiche dell’uomo, senza
riferimento ad una sostanza permanente, © in tal caso ha il significato
generico che si attribuisce alla parola coscienza, psiche, anima, io, eco.; ein
l'insieme delle sue facoltà intellettuali, e in tal caso ha significato più
ristretto, ο si oppone alle facoltà affettive ο Volitive. Cfr. Aristotele,
Phys., VIII, 1, 250 b, 24; Diogene Laerzio, II, 3, 6; Platone, Rep., IV, 435;
Tertulliano, Spr 1190 Adv. Praz., C 7; Cartesio, Prino. phil., I,
11, 48; Berkeley, Prino. of hum. know., 1710, XXVII; Locke, Enquiry, 1. II,
cap. 23, $ 18 segg.; Hume, Treatise, P. IV, ses. v; J. è. Mill, La phil. de
Hamilton, trad. franc., cap. XII, pag. 228 segg.; Bain, The sonsca and the
intellect, 3* od., cap. I; Spencer, Prino. of Peychol., 1881, P. II, cap. 1, §
58; Wandt. Handbuch d. physiol. Peyohol., , vol. I, p. 8; Höffding,
Peychologie, trad. franc. 1900, p. 10 segg.; Tylor, La cirilisation primitive,
trad. franc, 1876, vol. I, p. 497 seggi, Lubbock, I tempi prolstorioi ο
l’origine dell’ incivilimento, trad. it. 1875, p. 557 segg.; Ardigò, Opere
fil., I, 209 segg. IX, 306 segg. (v. anima, psiche, attualiemo,
sostanzialismo). Nel suo significato più largo, lo SPIRITUALISMO è la dottrina
che ammette l’esistenza di Dio e dell'anima come sostanze immateriali, © cioè
semplici, inestese, attive, identiche a sè stesse, © che non cadono sotto i
sensi; si oppone perciò al materialismo, il quale non ammette altre sostanze
che le materiali, e nega l’esistenza di sostanze spirituali distinte dalle
sostanze materiali. Si distingue dall’idealiemo, in quanto mentre questo fa
dello spirito, come del corpo, un semplice modo del pensiero, un’ idea pura,
quello considera invece l’idea come un modo o una forma dello spirito. La
distinzione però non è sempre osservata, usandosi spesso le espressioni
idealismo realistico, o metafisico, © cosmologico, ο assoluto, per indicare il
monismo spiritualistico. Tre sono i principali argomenti dello spiritualismo
per dimostrare la necessità di un principio immateriale che produca i fatti di
coscienza: 1° la coscienza non pnd nascore dalla materia corporea, perchè
mentre questa è per sua nature molteplice e composta, quella è per sua natura
semplice ed una; 2° la coscienza, essendo dotata di ai vità spontanea e libera,
non può derivare dalla materia. cho à inerte © incapace di modificare sò
stessa; 3° la coscienza non pad derivare dall'organismo, perchd mentre essa
sente di rimanere sempre identica a sè, l’organismo si rinnova © varia continuamente.
Quest’ ultimo è l’argomento sul quale si appoggiano, specialmente dal Lotze in
poi, gli spiritualisti moderni: se nel corso della vita psichica, nel
succedersi continuo di sensazioni, rappresentazioni, emozioni ο voleri,
l'individuo si sente sempre identico a sò, sempre il medesimo, vi deve essere
nn sostrato permanente sotto la vicenda dei fatti psichici, i quali per ciò non
sono che fenomeni molteplici e variabili d’una sostanza unica © immutabile.
Ammessa l’esistenza della sostanza spirituale, due soluzioni fondamentali αἱ
rendono possibili. Si può considerare lo spirito come unica realtà, di cui la
materia non è che un semplico fenomeno, e in tal caso si ha lo epiritualiemo
puro o monistico. Si può consideraro invece lo spirito e la materia come due
principi ο sostanze opposte e irreducibili, esistenti ab aeterno I’ una accanto
all'altra, e agenti reciprocamente l’ans sull'altra, 6 in tal caso si ha lo
apiritualiemo dualistico. Le principali ragioni su cui lo spiritnalismo
monistico si fonda, sono: 1° poichè l'universo non si rivela a noi che sotto
forma spirituale, devo essere di essenza spirituale; 2° poichè l'universo è
conoscibile, deve eniatere tra esso © il nostro spirito un legame essenziale,
giacchè sarebbe inesplicabile una corrispondenza tra il pensiero ο ciò che gli
è del tutto estraneo; 3° poichè nella coscienza non c'è che coscienza, se non
si vuol rinunsiare a conoscere si deve concepire l’universo in termini di
coscienza, ossia per analogia con la nostra esperienza interna. Le varie forme
del monismo spiritualistico germogliano infatti da una particolare traserizione
del mondo in termini di esperienza psicologica, sia che faccia dell'universo un
processo organico e consideri 1’ ovoluzione cosmica come In necessaria
attuazione d’unn idea immanento nella natura, sia che riduca il divenire della
realtà all'esplicarsi d’ un: tendenza impulsiva, sin che la faccia rampollaro
da un ferace istinto di reazione. Platone cho eleva ad immutabili #1 Ranzout, Dizion. di scienze filosofiche.
Spo 1122
essenze i concetti dello spirito umano; Fichte che vede nel processo
cosmico lo sforzo perenne dell’ Io morale per rendere efficace la sua libertà;
Hegel che dà valore di realtà assoluta al movimento dialettico del pensiero;
Schopenhauer che pone al fondo delle cose la volontà; Schelling. Froschammer,
Bergson che contemplano nell’eterno dive nire del mondo l’opera d’una fantasia
inesauribile, traggono tutti dalla esperienza interna il principio del low
spiritualismo. Cfr. F. Kirchner, Grundprinzip des Weltprezesees, 1882; Wachrot,
Le nouveau spiritualieme, 1882; A. Aliotts, Linee d’una concesione
spiritualistica del mondo, « Cultura filosofica >, Anno VII, n. 3, 8, 4-5
(v. anime, monismo, influsso fisico, neo-spiritualismo, parallelismo, #stanza, sostanzialismo,
spirito). Spontaneita. T. Spontaneitàt; I. Spontaneity; F. Spor tandité.
Leibnitz la definì brevemente contingentia sine cos tione; Cristiano Wolff
principium asse ad agendum deterninandi intrinseoum. Nel suo senso proprio, è
il potere che ha un essere di modificare da sè stesso lo stato proprio.
indipendentemente da ogni causa esterioro. Si oppone quindi alla inersia, che è
invece la tendenza di un essere a perseverare indefinitamente nel suo stato di
riposo o di movimento, finchd non sia modificato da una causa este riore. Per
Aristotele gli oggetti che costituiscono la na tura hanno în sò stessi il
principio del proprio moto, © tali oggetti sono non solo i corpi, ma anche
quelli che sono legati con corpi, come l’uomo, © quelli che al corp? sono
principio di movimento, come l’anima. Epicuro pe neva nell’atomo una
spontaneità, una determinazione individuale, per oui esso può deviare nella sua
caduta rettilines (clinamen) e produrre quegli urti con gli altri atom. che
danno origine alle cose. Anche il Leibnitz pone ln spontaneità nella monade,
che è una forza semplice, originaria, determinata in sò stessa e non dal di
fuori, Nella filosofia moderna la spontaneità è da molti considerats essa è
sostituito il determinismo cosmico, 1’ universale ο necessaria continuità del
movimento, che si trasforma in modi infiniti. Quando la spontaneità è apposta
alla recettirità, non significa più libertà: si dice infatti che la sensibilità
è una recettività, l'intelletto invece una spontaneità, in quanto è la facoltà,
dice Kant, di produrre in noi stessi delle rappresentazioni. Cfr. Leibnitz,
Philos. Scriften, ed. Gerhardt, IV, 483, VII, 108; Kant, Krit. d. reinen Vern.
(v. caso, contingenze, necessità). La STATICA è quella parte della meccanica
razionale che studia la composizione delle forze (indipendentemente dai
movimenti che sono capaci di produrre) considerate come grandezze riferite ad
una unità di misura della stessa specie. Statistion. T. Statistik; I. Statistica;
F. Statistique. Può designare tanto la scienza dei fatti sociali espressi con
termini numerici, quanto i termini stessi. La statistica come scienza ha per
oggetto la conoscenza della società considerata nei suoi elementi, nella sua
economia, nella sua tuazione; essa si può definire come l'osservazione e
l’induzione appropriate allo studio quantitativo dei fenomeni collettivi,
suscettibili di variare senza regola assegnabile a tutto rigore. Nei fenomeni
collettivi essa deve sceverare ciò cho v’ha di tipico nella varietà dei casi,
di costante nella variabilità, di più probabile nell’apparente accidentalità, e
decomporre, fino al limite che la natura del metodo consente, il sistema di
cause ο di forze di cni essi fenomeni sono la risultante. La statistica è
deserittica, quando si limita a raccogliere i fatti, matematica quando li
rappresenta e confronta per dedurne lo leggi. Cfr. Morpurgo, La statistica e le
scienze sociali, 1872; Gabaglio, Teoria generale della statistica, 33 ed. ; N.
Colaianni, Manuale di mtatistioa teor., 2* ed. 1907 (v. sociologia). Stato. T.
Staat: I. State; F. État. Ogni società organizzata snlle basi della giustizia;
ogni società i cui membri STA 1124 prestano abituale obbedienza ad una autorità
posta nel. società stessa e che non presta obbedienza abituale ad un autorità
esterna. Il Brugi lo definisce « un istituto che tr tela il diritto nella
società civile, induce a unità le classi > ciali, ed à il mezzo con cni si
manifesta l’azione colletti»: del popolo »; così inteso, lo Stato è distinto
dalla società ti vile, che è l’ ordinamento degli individui appartenenti a vi
dato popolo in classi fondate sugli interessi economici, tisi © intellettuali.
L'origine, la natura e le funzioni deliv Stato furono © sono spiegate in modi
diversi. Per Prots gora gli dèi hanno elargito a tutti gli nomini in misun
nguale il senso della giustizia e il timore morale (2ixr © αἴδώς) affinchd
possano conchiudere patti durevoli per i conservazione reciproca nella lotta
per la vita. Per Pis tone lo Stato ideale deve rappresentare in grande l’uomo.
ο deve perciò constare di tre parti, che corrispondono alle tre parti
dell'anima: la classe insegnante, la classe mil: tare e la classe guerriera;
solo alla prima spetta di gu: dare lo Stato, di fare le leggi e di vegliarne
l’eseenzior mentre cömpito della seconda à la conservazione dell dinamento
dello Stato, interno ed esterno; alla gran mass del popolo, operai e contadini,
che col lavoro provvedono alla creazione dei mezzi esteriori dello Stato,
s’addicono solo l'obbedienza e la moderazione. Per Aristotele l’attività morale
dell’ uomo, ζῶον zoAtttxév, non può trovare la sus perfezione se non nella vita
in comune, quindi anche per lui non e’ è nessuna moralità concreta fuori dello
Stato, come scopo essenziale del quale anche Aristotele considerava
l’educazione morale dei cittadini; ogni costituzione politica è giusta, quando
il governo ha presente, come scopo più elevato, il benessere della umanità.
Cfr. Combotheern, La conospt. jurid, de Etat, 1899; Spencer, L’individu
contre?" État. trad. frane. 1885; Cavagnari, Psicologia dello Stato,
1901:Brugi, Introd. alle acience giuridiche e sociali, 1907, p. 1 sogg. (v.
contrattualismo, diritto, pena, società).
sre Stereognostico (senso). Espressione introdotta nel linguaggio
filosofico dall’ Hoffmann, con la quale si designa il senso che ci dà la
nozione della forma degli oggetti e delle loro proprietà fisiche, quali la
temperatura, l’estensione, la consistenza. Più che una forma di sensibilità
semplice esso è costituito dall’associazione di nozioni fornite specialmente
dal tatto attivo ο dal senso muscolare. In generale si ammette che la nozione
della solidità e della forma degli oggetti a distanza ci è data dalla visione
bioculare, per la differenza delle due imagini retiniche prodotte dall’oggetto
solido. Perciò alcuni psicologi ritengono sia più proprio parlare d’una
percezione atereognostica piuttosto che di un senso stereognostico ; altri lo
chiamano invoce fatto attivo, 0 percezione tattile dello spazio. Dicesi
storeoagnosia il fenomeno psichico, che consiste nella perdita del
riconoseimento della forma degli oggetti: sembra dovuta ad una rottura delle
fibre d’ associazione leganti il contro sensoriale muscolo-tattile col centro
dello imagini visive delle forme. Cfr. Helmholtz, Physiol. Optik, 2° ed. p. 782
segg.; Wundt, Physiol. Paychol., 4° ed., vol. II, p. 227; E. B. Titchener,
Exper. psychol., 1901, I, p. 257 segg.; Bourdon, La perception visuelle de
l'espace, 1902; Id., «Inndo peyohologique, , p. 65 segg. Stereoscopic. T.
Sterooskop; I. Stereoscope; F. Stéréoscope. Stromento col quale le figure piane
sembrano solido, valo a dire a tre dimensioni. Esso si fonda sulla
constatazione che l'apprezzamento della solidità dei corpi è dato dalla visione
bioculare, per il fatto che l’imagine di un dato corpo solido, proiettata su
una retina, non può essere ngnale all’imagine che lo stesso corpo proietta nel
medesimo tempo sull’altra retina. Esistono vario forme di stereoscopi, di cui
il primo è dovuto al Weastone. Mediante questo stromento si fw cadere sopra una
retina il disegno dell’imagine che un dato corpo solido proietterebbe su essa,
e sui punti identici dell’altra retina il disegno delSTE-STO 1126
l’imagine che il medesimo corpo proietterebbe contempo raneamente su di
essi; quindi, benchd ciascun disegno sia rappresentato da una superficie a due
sole dimensioni, si ba la stessa sensazione che si avrebbe guardando il corpo
solido, che tali disegni rappresentano, con le sue tre dimensioni (lunghezza,
larghezza, profondità). Se i due disegni sono uno nero © l’altro bianco si ha
la sensazione dello splendore. Cfr. Weastone, Philos. Transact., 18%: Stolze,
Die Stereoscopie und das Storeorscop., 1894 ; Breuster. The stereosoope, 1857
(v. retina, peeudoscopio, spazio, risire. solido, stereognostico). Stereotipia.
Sintomo di alcune malattie mentali, com la forma catatonica della demenza
precoce, 1’ imbecillità. l’idiotismo. Consiste nella ripetizione continua degli
stesi movimenti e delle stesse frasi, nella monotonia del tono di voce, nel
ritorno incessante dei medesimi periodi ο delle medesime parole quando
l’ammalato scrive. Cfr. J. Finzi. Compendio di psichiatria, 1899, p. 101,123
(v. ecolalia, stupore). Stimolo. T. Keiz; I. Stimulus; F. Stimulus, excitant.
Tutto ciò che produce lo stato di eccitazione d’una cellula, d'un tessuto o
d’un organo. Senza l’azione dello stimolo l'attività funzionale della cellula,
e quindi del tessuto o dell'organo, non si produce. L'intensità della
eccitazione prodotta è, generalmente, proporzionale all’intensità dello
stimolo. Ogni organo reagisce allo stimolo in quel modo che è conforme alla sua
struttura. Gli stimoli della cscienza si distinguono in esterni, che agiscono
sugli organi situati alla periferia del corpo, interni, che provengono da una
modificazione inerente agli organi, ο inferoerebrali, che consistono nell’
irradiarsi della eccitazione nervosa da vu centro superiore ad un altro (v.
eccitazione, aubminimali). Ston (στοά = portico). Grecismo usato talvolta per
designare lo stoicismo, dicendosi la filosofia dello Stoa, o seuplicemente lo Stoa.
La filosofia stoica ebbe infatti la sus prima sedo nel Portico pecile. 1127
STO Stoicismo (στοά -= portico). T. Stoiciemus; I. Stoiolem; F.
Stoicieme. Sonola filosofica fondata da Zenone di Cizzio, in Cipro. Il suo nome
le venne dall’essere stata aperta, tre secoli a. C., nello Stoa pecile, un
portico ornato di pitture del celebre Polignoto. Essa ebbe più di cinque secoli
di vita rigogliosa, durante i quali attraversò due periodi nettamente distinti
l’uno dall’altro: il primo ha per centro esclusivo Atene, il secondo si svolge
specialmente a Roma, ove conta fra i suoi seguaci i cittadini più illustri.
Mentre nella prima fase l'insegnamento originario di Zenone è conservato
intatto, nella seconda esso tende all’eclettismo, specie con Cicerone, Seneca,
Marco Aurelio, che attinsero largamente alla filosofia platonica. I caratteri
fondamentali della filosofia stoica sono, a giudisio dello Zeller, il
materialismo in quanto essa pone Dio e l’anima come sostanze corporee; il
dinamismo perchè considera come inseparabili la materia ο la causa, cioò il
principio passivo e l’attivo; il pantelsmo perchè il principio attivo è uno
solo, ed è Dio. Secondo gli stoici la filosofia non è che lo studio della
virtà, ed ha per centro la vita morale dello spirito; tuttavia essa si
distingue in tre parti: logica, fisica, ed etica. Di ciascuna di queste parti
sono date sufficienti notizie in questo vocabolario alle parole anticipazioni,
anima nel mondo, anapodittioi, ecpirosi, mantica, adiafora, tabula rasa, noo,
logos, catalettico, visa, eco. La parola stoicismo si adopera anche in
opposizione ad epicureisino, per designare tutti quei sistemi di morale che
pongono come norma suprema della condotta il dovere. Cfr. H. Arnim, Sloicorum
voterum fragmenta, 1903-1905; L. Stein, Die Psychologie der Stoa, 1886-88; A.
Dyrof, Die Hthik der alten Stoa, 1897; P. Ogereau, Le syatime philos. des
Stoiciens, 1885; 8. Talamo, Le origini del cristianesimo e il pensiero aloico,
1892. Storia. T. Geschiohie; I. History; F. Histoire. Può ossere intesa come
fatto, 0 come dottrina o disciplina. La Sto
1128 storia come fatto può a sua
volta esser intesa in tre sensi: generalissimo, generale 6 particolare. Nel
primo per storia s'intende l'evoluzione di tutto l’universo fisico ο morale, in
quanto tntto ciò che esiste, essendo soggetto a cangiamento, esiste nel tempo
ed ha quindi una storia; in questo sonso si usano le espressioni storia della
terra, storia della specie, storia dei mondi, ecc. In un senso meno generale
per storia s'intende lo spirito umano nel suo movimento, ossia 1’ evoluzione
complessiva dell’ umanità, nelle suo istituzioni politiche ed economiche, nelle
ane forme giuridiche, religiose, morali, eco. In senso partioolare, e più
comune, per storia s'intende lo svolgimento di quegli avvenimenti umani, che
hanno esercitato una azione visibile sul corso generale della società. La
storia come dottrina ο storiografia, è la ricostruzione, la narrazione e
l’interpretazione di tali avvenimenti; in’ modo più rigoroso è, come la
definisce il Bernheim, « la scienza degli sviluppi degli uomini nella loro
attività come esseri sociali », sebbene questa definizione inchinda nella
storia anche la sociologia. La storiografia è passata attraverso quattro fasi:
13 primitiva o mitioa, in cui mancano i mezzi di fissazione degli eventi
sociali, che sono raccolti dall’imaginazione fervida del popolo ο trasformati
in miti e leggendo; 2° istruttica o prammatica, che ba per mira non tanto la
ricostruzione fedele del passato, quanto la determinazione delle regole e degli
insegnamenti morali, politici o religiosi, che dal passato si possono ricavare,
per guidaro i contemporanei e illuminare il futuro: la storia è dunque la
maestra della vita; 3% medievale ο religiosa, in cui, per il prevalere del
pensiero cristiano, la suocessione dei fatti storici è considerata come lo
svolgersi d’un piano provvidenziale rivolto a fini lontani 6 imperserutaDili;
4* moderna ο naturalistica, in cui la storia è considerata come sapere naturale
di puri fatti umani, nei loro rap porti di causalità reale, indipendentemente
da qualanqne 1129 Sto preoccupazione morale, politica o
religiosa. Ma intorno alla vera natura della storia regnano profonde divergenze
tra i pensatori moderni, alcuni dei quali la considerano scienza vera ο
propria, «altri arte, altri disciplina a sè, distinta così dalla scienza come
dall’arte. Per i primi i fatti storici sono causali, ed è quindi possibile
ricavarne delle leggi che, al pari di quelle scientifiche, non varranno
soltanto a interpretare il passato, ma anche a prevedere il faturo storico e
sociologico; la storia adotta lo stesso metodo positivo delle altre scienze, e
le sue spiegazioni si ottengono per via deduttiva; alcuni credono anzi
possibile dedurre tutte le leggi storiche da uno o de pochi principi generali,
come il fattore economico, l'analogia biologica, l'interesse, la simpatia,
l'influsso dell’ ambiente, dell'eredità, della lotta per la vita. Per i secondi
i fatti storici non sono causali, cosicchè la costruzione di leggi storiche è
impossibile, e il passato, anzichè interpretato scientificamente, può essere
soltanto artisticamente ricreato o rifatto; però a tale conclusione gli uni
arrivano collocando l’accidentalità nella storia, perchè in essa molto può il
fattore individuale, e da cause lievi possono derivare grandi effetti, e
effetti molto diversi derivare da cause simili, gli altri collocandovi invece
la libertà, in quanto nel divenire peichico, di cui il divenire storico è un
riflesso, si ha una vera © propria creaziono continua di valori, una varietà
incessante dovuta all’eterogenesi dei fini, ai contrasti e alle sintesi
psichicho. L'indirizzo intermedio nega che la storia sia arte, al pari della
musica o della poesia, perchè mentre l’arte ha per fine il bello ο crea essa
stessa la propria realtà, sin puro imitandola dalla natura, la storia invece ha
per fine il vero, per quanto brutto possa essere, © ricerca ln propria realtà
servendosi di processi che le arti ignorano totalmente; e nega che la storia
possa essere scienza, ciod un sistema di leggi, perchè mentre legge significa
univerSTO 1130 salità © ripetizione, storia significa
individualità e muiazione, mentre la legge è lo stesso fatto esteso oltre i
limiti dello spazio e del tempo, la storia è I’ individua zione dei fatti nello
spazio e nel tempo, e mentre infine le soienze della natura sorgono ο si
sviluppano solo in quanto ciascuna può prescindere dal rapporto di solidarietà
che unisco il proprio oggetto con quello di tutte le altre, la storia umana è
un frammento della storia cosmica e il suo procedere è interrotto ed
accresciuto ad ogni istante dal confluire di innumerevoli fattori esterni, che
non si possono, in quanto tali, calcolare in base alla pura conoscenza dei
momenti precedenti. La storia è dunque una particolare disciplina, la quale,
per l’irreducibile singolarità dei fatti che formano il suo oggetto,
singolarità dovuta all’ infinita complessità del loro determinismo. devo
procedere da caso a caso, rinunziando ad ogni generalizzazione mediante le
leggi; nell’aocertamento critico doi fatti essa segue il metodo positivo di
tutte le scienze ο doi sussidi che la glottologia, l'archeologia, la
paleografia, l'antropologia, ecc. possono offrirle; ma poichè l'oggetto della
storia non à la realtà inconscia, bensi la stessa coscienza umana nel suo
movimento, essa richiede in chi la coltiva quell’ intuito psicologico e quelle
virtù di prosatore, che sono indispensabili per indagare lo spirito del passato
ο per farlo rivivere. Cfr. Bernheim, Lehrbuch d. historischen Methode, 1903;
Simmel, Problem der Geschiohtsphilosophie, 1907; Flint, History of the
philosophy of history, 1893; Bourdeau, Z’histoire et les historiens, 1888;
Lavolléo, La morale dans Vhistoire, 1892; Langlois et Seignobos, Introd. aux
éludes historiques, 1898; Altsmira, La inseianza de la historia, 1891; Croce,
It concetto della storia, 33 ed. 1896; Crivellucci, Il concetto della storia,
in «Studi storici », fasc. I ο II, 1899; Ant. Labriola. 11 problema della
filosofia della storia, in Scritti varî, 1906: A. Rava, It valore della storia
di fronte alle scienze nat.. 1131 Sro-STR 1910; C. Ranzoli, Il caso nel
pensiero ο nella vita, 1913, Ρ. 199 segg. : Storicità. La caratteristica del
fenomeno sociale secondo alcuni filosofi. 11 Comte la designa come « una
successione © filiazione di stati e momenti storici, come intluenza graduale ©
continua delle generazioni le une sulle altre ». Il Littré, precisando il
pensiero del Comte, fa consistere la storicità
per la quale il passato determina il prosente, © il presente l'avvenire
nella accumulazione, nella preservazione © trasmissione dei prodotti, sia
matoriali sia immateriali, dell'attività sociale, nella creaziono di un fondo
comune di cose da apprendere, fatto questo esolusivamente sociologico, che non
trova riscontro di sorta in biologia (v. estetismo, istoriemo). Storico
(argomento). Alcuni teologi chiamano così quella fra lo prove a posteriori
dell’esistenza di Dio, la quale, dalla constatazione che la religiosità è
propria di tutti i popoli in tutti i tempi e in tutti i gradi di civiltà,
conchiude all’osistenza di un Ente supremo che risplende nella intelligenza
umana. Questo argomento perderebbe ogni valore qualora fosse mostrato che vi
sono o vi furono popolazioni prive affatto di religiosità; alcuni antropologi
infatti lo sostennero, altri lo negarono, nd può dirsi che la questione sia
definitivamente risolta in un senso o nell’ altro (v. gli argomenti ontologico,
ideologioo, morale, fisico, metafisico). Stratonismo. T. Stratonismus; I.
Stratonism ; F. Stratonisme. L’indirizzo naturalistico © panteistico della
filosofia aristotelica, iniziatosi prima con Teofrasto e poscia più
energicamente con Stratone. Secondo quest’ultimo, l'intelletto ο l’attività
rappresentativa costituiscono un tutto unico: come non v'è pensiero senza intuizione,
così non v'è percezione senza la cooperazione del pensiero; tutt'e due
uppartengono all’unica coscienza. Applicando lo stesso concetto all’analogo
rapporto metafisico, Stratone insegna che STR-SUB 1132
la coscienza o ragione della natura non può esser considorata come
qualche cosa di separato da essa: Dio non può essere pensato trascendente, come
non può essere pensato il voîg. Così esso nega il monoteismo dello spirito, ed
insegnando che non si può pensare la semplice materia © nemmeno una forma pura,
respinge l’elemento platonico della metafisica aristotelica, che era rimasto
nella separszione della ragione dalla materia, e lo respinge tanto lungi, che
ridiventa ‘libero l’ elemento democriteo: nel divenire universale lo
stratonismo vede soltanto la necessità immanente della natura e non più
l’effetto di una causa spirituale, fuori del mondo. Cfr. Cicerone, De nat.
deorum., I, 13, 35; H. Diels, Beriohte der Berliner Akad., 1893, p. 101 segg.
Stroboscopio v. cinetoscopio. Stupore. T. Stupor; I. Stupor ; F. Stupeur. Nel
suo significato comune designa lo stato di immobilità peichica, a così dire, in
cui trovasi chi è colpito da qualche cosa di meraviglioso © d’inaspettato.
Nella psicologia patologica designa un rallentamento delle espressioni motorie portato
al massimo grado. Esso non è per sò una malattia, ma una sindrome che
comparisce frequentemente nello malattie mentali: se è accompagnato da paralisi
psichica si ha lo stupore epilettico, se da intima serenità lo stupore maniaco.
se da tensione interna © da stato di ansin lo stupore melanconico, se da
negativismo o da intoppo psichico lo stapore catatonico. Cfr. Whitwell, 4 study
of stupor, « Journal of ment. scie. », 1889, XXXV, p. 360 segg. (v.
atereotipia, confusione). Subalterne (ὑπάλληλαι). Due proposizioni che hanno lo
stesso soggetto e predicato sono subalterne quando hanno la stessa qualità ma
differiscono nella quantità del soggetto, di cui l’uno è universale l’altro è
particolare : ossia 4 ed I, E ed O. La proposizione particolare dicesi subalternata,
Vuniversale subalternante. Dalla verità della universale si inferisce la verità
dolla particolare, ma dalla 1133 Sup falsità della universale non #’ inferisce
la falsità della particolare. Inversamente, dalla verità della particolare non
8’ inferisce la verità dell’universale, ma dalla falsità della particolare si
inferisce la falsità dell’universale. Tutti i ragionamenti a fortiori, sia di
prova che di refutazione, hanno il loro principio fondamentale in questi due
ragionamenti, che ne costituiscono il tipo più semplice. Cfr. F. Ueberweg,
Syst. der Logik, 1874, § 95 (v. conversione, inferenza). Subcontrarie
(ύπεναντίαι). Due proposizioni che hanno lo stesso predicato sono subeontrarie
quando sono particolari ed apposte nella qualità: ossia I ed O. Possono essere
entrambe vore ma non entrambe false. Cfr. Masci, Logica, 1899, p. 225 segg.
Subcosciente. Τ. Halbbewusst, unterbewusst; I. Subconscious; F.Subconeoient.
Parola d’uso recente nella psicologia, ma di valore molto incerto, tantochè
Morton Prince ne espone sei significati differenti. Alcuni psicologi moderni
chiamano così quegli stati particolari di oscuramento psichico o di semisogno
determinati da una diminuita fanzionalità dei processi corticali ο
manifestantisi frequentemente nella pazzia nei quali le impressioni del mondo
esterno sono raccolte con difficoltà ο imperfettamente obbiettivate. Si dicono
anche stati orepuscolari, e possono estendersi a tutta la vita sensitiva, o ad
alcune parti di essa soltanto. Vi sono però molti psicologi che non ammettono
tali stati di subcoscienza, e li considerano o come stati di osonramento
psichico o come semplici processi fisiologici senza il loro correlativo
psicologico. Por subcosciente 0
conoosoiente e intende anche l’attività psichica dissociata dalla personalità
ma provvista di coscienza, ossia l'insieme dei fenomeni psichici rappresentanti
la manifestaziono di coscionzo secondarie che coesistono accanto alla
principale. Secondo alcuni psicologi contemporanei, il subcosciente, così
inteso, avrebbe larga parte nella vita psichica norSus 1134
male e anormale: la nostra condotta, le nostre opinioni. il nostro
umore, i nostri sentimenti sarebbéro grandemente influenzati da una quantità di
fattori psichici di cui moi non siamo coscienti, ma si quali non si può negare
una coscienza, come provano ad es. i fenomeni della scrittura automatica e come
è rivelato dalla stessa introspezione, che ci testimonia il persistero di una
attività coordinata ο intelligente, dalla quale abbiamo distolto I’ attenzione.
Maggiore efficacia ancora avrebbe il subcosciente nella produzione degli stati
psichici anormali 6 supernormali, come gli sdoppiamenti della personalità,
l’ipnotismo, la telepatia, il medianismo.
R. Assagioli propone di adoperare le espressioni : subcosciente, por
designare in generale ed in blocco tutto ciò che esiste e si svolge nella
nostra psiche senza che noi no siamo coscienti ; attività psichica concoacionte
ο dissociata per indicare l’attività psichica dei centri secondari di
coscienza; coscienza latente (6, secondo i casi residui psichici latenti,
patrimonio psichico latente, ecc.) per designare tutti i nostri ricordi, idee,
ece., accumulati ed a nostra disposizione, ma fuori del campo della nostra
coscienza attuale. Cfr. Gross, Die cerebrale Sekundärfunction; W. Hellpach,
Unbewusstes oder Wechseheirkung, « Zeitschrift für Psych. », XLVIII, p. 238;
Morton Prince, The aubconscious, VI* Congr. int. de psych, Geneve, 1910, p. 71
sogg.; Id., The dissociation of a personality, 1906; Myers, The human personality,
1902; Janet, L’automatieme payohoique, 1889, p. 84 segg., 223 segg., 316 segg.;
Patini Concienza, aubooscienza, incoscienza ο apeichla, « Riv. di psicologia
applicata », , VI, p. 24; R. Assagioli, It eubcosciente, « Rivista di filosofia
», aprile 1911, p. 197-206: C. Ferrari, Le emozioni e la vita del eubcosciente,
1911: J. Jastrow, La suboonscience, trad. franc. 1908 (+. confusione,
incosciente). Sublime, T. Erhaben ; I. Sublime; Ε. Sublime. Un valore ‘tico
che, in tutte lo ste sottospecie (terribile, tragico, SUB orrido, solenne,
grandioso), è prodotto dalla percezione o rappresentazione dell’immensità nel
tempo ο nello spazio, © della potenza fisica o morale. Già Enrico Home
determinò il sublime come il bello quando è grande, e Edmondo Burke lo intese
come ciò che con un brivido di benessere οἱ ‘incute terrore, mentre noi stessi
ci sentiamo lontani dal pericolo d’un dolore immediato, distinguendolo dal
bello, che è ogni cosa atta a suscitare piacevolmente i sentimenti dell’amore
umano in generale; ma il merito di aver fatto l’analisi di questo sentimento
spetta a Emanuele Kant, che pose l’essenza del sublime in una convenienza
dell’azione degli oggetti col rapporto tra la parte sensibile e la
soprasensibile della natura umana. Il sublime, come il bello, si rivolge alle
due principali facoltà dello spirito, l’imaginazione e l'intelletto; ma mentre
nel bello queste facoltà agiscono d’accordo, nel sublimo si trovano in
contrasto |’ una coll’ altra. Infatti l'oggetto non è sublime che perchd
colpisce i sensi, ma i sensi o l’imaginazione si sentono impotenti a
raggiungerlo, como di qualche cosa che sorpassi infinitamente la sfera
sensibile e che soltanto l’intelletto può comprendere. Dinanzi al sublime il
selvaggio fugge perchè in esso teme la divinità. L’ uomo civile non fugge,
perchè nulla ha a temere; tuttavia egli non può sottrarsi ad un senso d’
angoscia, perchè il sublime gli fa sentire tutta la sua pochezzu materiale;
l'emozione del sublime è quindi, nel suo ini depressiva. Ma al senso primitivo
di terrore segue poi un senso di intima soddisfazione, perchè il sublime desta
in noi il senso della nostra morale grandezza; è così che da depressiva
l’emozione diviene esaltativa, e dall’angoscia passiamo all’ entusiasmo. «
Delle roccie sospese audacemente nell’ aria e quasi minaccianti, dice Kant,
delle nubi procellose che si ammassano nel cielo tra lampi ο tuoni, dei vuleani
che scatenano tutta la loro potenza di distruziono, degli urngani che seminano
la distruzione, l’ oceano immenso solSUB
1186 levato dalla tempesta, la
ostoratta d’un gran fume, sono cose che riducono ad una insignificante
piccolezza il nostro potere di resistenza, confrontato con tali potenze. Ma
l’aspetto ne è tanto più attraente quanto più è terribile, purchè noi siamo al
sicuro; e noi chiamiamo volentieri queste cose sublimi, perchè elevano le forze
dell’ anima sopra la loro mediocrità ordinaria, e ci fanno scoprire in noi
stessi un potere di resistenza di specie al tutto diversa, che ci dà il
coraggio di misurarei con l'apparente onnipotenza della natura.... Il sublime
non risiede dunque in alcun oggetto della natura, ma solo nel nostro spirito,
in quanto possiamo avere la coscienza d’ essere ‘superiori alla natura che è in
noi, ο per tal via anche alla natura che è fuori di noi (in quanto essa ha
influenza su noi). Tutte le cose che eccitano questo sentimento, e ad esse
appartiene la potenza della natura che provoca le nostre forze, si chiamano
allora sublimi ». Vi hanno due forme di sublime: il matematico, dato dallo
spettacolo della grandezza sotto la forma della estensione, ed il dinamico
datooi dallo spettacolo della potenza. Questa distinzione, già fatta da Kant, è
accolta dalla grande maggioranza degli estetici; alcuni però ammettono invece
tre forme di sublime: il naturale, a cui assegnano le tre forme subordi nate
dell'estensione, della successione, della forsa; il sublime intellettuale, che
e’ inizia col sentimento di una sorta di annientamento intellettuale davanti ad
un oggetto del pensiero, che non riusciamo ad abbracciare nella sua
complessità, ο si completa col sentimento della riscossa, della reazione
incalzante doll’ intelligenza ο della fantasia che la sostiene; il sublime
morale, che ha origine dall'idea della libertà consapevole che s’inchina al
dovere, ο se ne fa l'organo nella vita © nella storia. Cfr. Home, Elements of
criticism, 1761; Burke, Esgay on the sublime and beautiful, 1756; Kant, Krit.
d. Urteilekraft, 1878, $ 23 seggi; Herart, Lehrbuch ©. Payoh., 1850, p. 99;
Ribot, Peychol. den 1137 Sur sentiments, 1896, p. 339 segg.; Hüffding,
Paycologie, trad. franc., p. 282 segg., 393 segg.; Masci, Pricologia, 1904, Pp.
396 segg. Subliminale e supraliminale. I. Subliminal, supraliminal. Con
l’espressiono io subliminale, diffusa nella terminologia filosofica e religiosa
dal Myers, #' intende un io suboosciente, dotato di meravigliose proprietà fra
cui quella di essere indipendente dal corpo e di sopravvivere ad eso; con esso
si spiegherebbero i fenomeni estranorınali della telepatia, dell'ipnotismo, del
medianismo, della ispirazione geniale. Senza accettare le vedute mistiche del
Myers, molti psicologi ammettono l’esistonza di stati subliminali, o
subeoscienti, 0 concoscienti, che sarebbero provati sia dai fenomeni normali
del sogno, delle disposizioni innate, ece., come da quelli anormali della
dissociazione della personalità, dell’ automatiamo psicologico, della pazzia,
ecc. Io mpraliminale o stati supraliminali sarebbero quelli della coscienza
principale, dell’io empirico. Cfr. Myers, The human personality and its survival
to bodily death, 1902; Janet, L’automatisme peichologique, 1889; R. Assagioli,
11 subcosciente, un’arena spianata:
abrasa, aequalio mentis arena. Per il Rosmini la tavola rasa è l’idoa
indeterminata dell'ente, che è + in noi dalla nascita. Cfr. Plutarco, Plac.,
IV, 11; Locke, Essay, 1. 1, cap. 1, $2; Rosmini, Nuoro saggio sull'origine
delle idee, 1830, II, p. 118 (v. a priori, empirismo, natirismo, sensismo).
Talento v. ingegno. Tattile (sensazione). T. Tastempfindung; 1. Touch
senvation; F. Sensation tactile. Le sensazioni tattili si distinguono in
sensazioni di pressione, per cui si avverte la pressione e il contatto degli
oggetti sugli organi tattili; ο sensazioni di luogo 0 di spazio, per cui si
avverte la località del corpo che viene compressa; dalla associazione di queste
due specie di sensazioni risultano le nozioni della forma e della consistenza
dei corpi. Perchè sia possibile una sensazione di pressione, è necessario che
il peso del corpo sia almeno da 2 milligrammi a 5 centigrammi; perchè si possa
avvertire il crescere della intensità della sensazione stessa è necessario che
gli stimoli successivi stiano fra loro in rapporto come di 1 ad 1 +1}; ciò
costituisce la legge di Weber, che fu poi estesa a tutte lo altro spocio di
sonsazioni © suona nel modo seguente: la sensazione cresce più lentamente dello
stimolo, crescendo di minima differenza quando gli eccitamenti crescono di
quantità proporzionali; ο, in modo più preciso: In sensazione sta allo stimolo
che la determina come il logaritmo sta al suo numero. Quanto alla
localizzazione delle sensazioni stesse, essa è tanto più perfetta quanto minore
è la distanza in cui devono trovarsi le dne punte di ‘an compasso (compasso di
Weber) per produrre duo sensazioni distinte; la Tas-Tau 1146
massima sensibilità si trova sulla punte della lingua, la minima sul
dorso, le braccia e le coscie: in quella, per ottenere due sensazioni distinte,
le due punte del compasso devono distare di 0,5 linee di Parigi, in queste di
30 linee. Gli organi del tatto sono le terminazioni nervose contenute nel derma
; nel capo il senso tattilo è esercitato dal 5° paio dei nervi cerebrali, nel
resto del corpo dalle fibre sensibili dei nervi spinali. Nel linguaggio aristotelico-tomistico dicesi
taotue quantitatie quello per il quale una cosa si unisce con un’altra in modo
che le parti aderiscono tra loro; tactus virtutis quello per il quale una cosa
opera sopra un’altra. Cfr. Wundt, Grundzüge d. phys. Psych., 3* ed., II, p. 10
segg.; Hüfiding, Peychologie, trad. franc. 1900, pag. 137, 199, 255 segg. (v.
circoli tattili, corpuscolo, estesiometro, distanza, spazio, superficie,
stereognostico, ecc.). Tassonomia. T. Taxonomie; I. Tazonomy; F. Tazonomie. Dal
greco τάξις = ordine, νόμος = legge. Le leggi e i principi della classificazione
degli oggetti naturali; quella parte della scienza che tratta della
classificazione. Dicesi tassonomica ogni classificazione fatta per tipi
astratti; ad essa si contrappone lu classificazione genetica, nella quale gli
oggetti sono invece disposti secondo la loro genesi formativa o il principio
causale della loro formazione. Tautologia. T. Tautologie; I. Tautology; F.
Tautologie. Del greco taité = medesimo, λόγος = discorso. Si dicono così quelle
definizioni erronee, in cui il concetto da definirsi è contenuto, sia
palesemente sia copertamente, nel definiente. Così la comune definizione del
giudizio l'atto mentale per cui si afferma o nega è una tautologia, perchè ciò
che costituisce il giudizio è appunto l’affermare o il negare. Secondo alcuni
logici la definizione tautologica non sempre è illegittima, essendo in alconi
cusì l’unico modo di determinare un concetto primitivo (v. circolo vizioso,
diallelo, petizione di principio).
1147 Tav-Tkc Tavole di Bacone.
Sono in numero di tre, di pre senza, di assenza o declinazione, di comparazione
o gradazione; corrispondono rispettivamente ai tre metodi di concordanza, di
differenza e delle variazioni concomitanti dello Stuart Mill. Codeste tavole
hanno lo scopo di rappresentare il risultato complessivo delle ricerche fatte
iutorno alle cause di un dato fenomeno. Quella di presenza riunisce tutti i
fatti nei quali si trovano le cause presunte; in quella di assenza sono
enumerati i casi in cui una di queste cause sarà mancata; in quella di
comparazione sono indicate le variazioni corrispondenti degli effetti e delle
cause. Come esempio delle tre tavole, Bacone si propuno di ricercare la causa
dal calore: nella prima espone tutti i casi conosciuti nei quali si osserva
produzione di calore; nella seconda enumera i casi in cui manca il calore pur
essendovi la luce (luna, stelle © comete); nella terza indica i casi in cui il
calore cresce o diminnisce col crescere © diminuire del volume dei corpi, del
loro movimento, della distanza dalla sorgente di calore, ecc. Cfr. Bacone, Nov.
organum, 1856, 1. II, XI segg. Tecnica La tecnioa d’una scienza sperimentale
non è che l'insieme delle operazioni manuali che le esperienze richiedono ; il
metodo è invece l'insieme delle norme logiche proprie della scienza medesima.
Tecnologia. I. Technologie; I. Tecnology; F. Technologie. La scienza che si
oceupa delle regole pratiche, delle arti ο tecniche che si osservano nelle
società umane adulte e provviste d’un certo grado di civiltà. Alcuni la
distinguouo dalla prazeologia, cho ha un senso più generale e riguarda tutte lo
manifestazioni collettive del volere, sin spontanee che riflesse. La tecnologia
comprende tre sorta di problemi: 1° la descrizione analitica delle arti, le
loro varie specie, la loro classificazione sistematica in un piecolo numero di
tipi essenziali; 2° la ricerca delle leggi per eni ogni gruppo di regole appare
© dello cause cui Tri-TEL esse devono la loro efficacia pratica; 3° lo studio
del divenire di osse, sia in uns data società sia nell’ intera umanità, dalle
più semplici alle più complesse, attraverso lo alternative di tradizione ο d’
invenzione. Teismo. T. Theismus; I. Theism; F. Theisme. Consiste nell’
ammettere l’esistenza di una divinità personale, liDera od intelligente, cui
devesi la creazione © la conservazione del mondo e la provvidenza. J! deista,
dice Kant, credo in Dio, il teista oredo in un Dio viento (summam
intelligentiam). Perciò ei distingue non solo dal deismo, ma anche dal
panteismo, dal politeismo, dal dualismo religioso, ecc. Secondo lo Zeller, il
fondatore del teismo fu Aristotele, per il quale Dio è pura forma, pensiero doi
pensieri, primo motore immobile. Ma più che un essero dotato di volontà © di
personalità, il Dio aristotelico è ancora un semplice concetto astratto, un
pensiero teorico. Il vero teismo religioso si ha nelle tre grandi religioni,
giudaismo, islamismo, oristianesimo e più spiccatamente in quest’ ultima;
infatti nello due prime domina la tendenza ad affermare l’unità e la
trascendenza divina, a scapito degli attributi personali, mentre nel
cristianesimo la personalità divina è il concetto fondamentale, che ne informa
così il contenuto dottrinario come quello pratico. Cfr. A. Campbell Fraser,
Philosophy of Theiem, 1903; P. D'Ercole, Il teismo,1884; C. Ranzoli, 1)
agnostioiemo nella filosofia religiona, 1912, p. 193 segg. (v. Dio,
personalità, deiemo, religione). Telegonia. T. Telegonie; I. Telegony; F.
Télégonie. Il trasmettersi nella prole di un dato maschio doi caratteri propri
di un altro maschio antecedentemente accoppiatosi con la stessa fomminn, per la
supposta modificazione stabile apportata dal primo alla matrice di questa. La
telogonia è uno dei fonomeni più oscuri ο incerti dell’ eredità. Alcuni casi
osservati in animali inferiori ο in pianto attesterebbero la possibilità del
fenomeno. Cfr. J.C. Ewart, The Penyouik erper., 1899. 1149
TEL Telencefalo. Nella divisione dell’ encofalo adottata dalla
Commissione per la nomenclatura anatomica divisione basata sugli abbozzi
embrionari dell’ encefalo stesso = il telencefalo è tutto il cervello
anteriore, ο comprende V’iufandibolo, l’ipofisi, il tratto ottico, il chiasma,
il corpo striato, il setto lucido, i ventricoli laterali e il mantello
cerebrale. Insieme al diencefalo, 0 cervello intermedio comprendente i corpi
mamillari, i talami, i corpi genicolati, il corpo pineale e il terzo
ventricolo costituisce il prosenogfalo,
corrispondente ad una delle tre vescicole cerebrali primitive. Le altre due
vescicole dànno luogo al mesencefalo, o cervello medio, e al rombencefalo, che
si divide alla sua volta in metenoefalo ο cervello posteriore, e mielencefalo ο
retrocervello. Teleologia. T. Teleologie; 1. Teleology: F. Téléologie.
Etimologicamente significa: scienza dei fini. Per Kant è la scienza che si
occupa della finalità di quegli oggetti naturali, ch'egli chiama fini di
natura, i quali non si possono pensare realizzati se non secondo un concetto
finale; tali oggetti sono gli esseri organici. Qualche volta la parola
teleologia è anche adoperata ad indicare la finalità di un carattere ο di un
avvenimento, la proprietà di un essere o di un oggetto in rapporto alla causa
finale: così dicesi teleologia del sentimento il suo carattere protetticioè il
suo ufficio di conservazione dell'esistenza animale. Più spesso designa quella
parte della filosofia che si applica allo studio sia dello scopo finale delle
cose, sin del fine d’ogni essere particolare. In generale, però, per teleologia
non s'intende nè una scienza a sè nè una parte distinta della filosofia, ma
soltanto il sistema di esplicazione dei fenomeni dell'universo mediante le
cause finali o intelligenti, © in questo senso ai oppone a meccanismo, à
fataliemo © talvolta anche a casualimno. Così intesa, la teleologia ο
teleologismo 8) inizia nella storia della filosofia con Anassagora, celebrato
anche da Platone o da AristoTer
1150 tele come il primo che, con
la sua dottrina del vo5g ordinatore del mondo, elevasse teoreticamente il
concetto di valore della bellozza e della perfezione a principio di
spiegazione. Una orientazione diversa ha In teleologia in Socrate: mentre in
Anassagora essa si riferisce all’armonia del mondo celeste, non alla vita
dell’uomo, le osservazioni che sono attribuite a Socrate, specialmente da
Senofonte, fanno dell’ utile dell’ uomo norma dell’ammirazione dell’ universo.
Quindi la teleologia socratica à tutta esterna, riferendo ogni cos al bene
dell’ uomo come al suo fine supremo. Nella morale Socrate si rappresenta la
sapienza che deve regolare l’attività umana como una riflessione tutta esterna
sulla utilità degli atti particolari; non altrimenti, la sapienza divina che ha
formato il mondo, ha regolato ogni cosa per il vantaggio dell’ uomo, il sole
per rischiararlo di giorno, la luna e lo stelle per rischiararlo la notte, gli
animali per nutrirlo, eco. Più profonda è la teleologia di Platone: come causa
finale di tutto |’ accadele egli pone le idee, ma specialmente l’idea più
elevata, a cui tutte le altre si subordinano come meszo, l’iden del bene, che è
contrassegnata poi come ragione del mondo (νοῦς), come divinità. Le cose
partecipano del bene perchè sono ombre, imitazioni, copie delle idee, e le idee
mettono capo tutte all’idea suprema del bene, che è Dio stesso. Lo spirito di
Socrate e di Platone rivive in Aristotele, nel quale la teleologia ha pure
grande importanza: il passaggio dalla potenza all’atto, dalla materia
indeterminata alla forma determinata, non può effettuarsi che per mezzo del
moto d’una causa efficiente, la quale nella sua azione tende a raggiungere un
fine; causa efficiente © causa finale sono dunque i due principi che, insieme
alla materia ο alla forma, ci dànno un'adeguata spiega zione delle cose e della
natura. Adeguata, ma non per fetta: come spiegare il moto incessante verso il
meglio che agita tutto le cose della natura? Se ο) ὃ moto, dice 1151
TRL Aristotele, dovrà esserci un principio primo da cui il moto derivi,
un motore, che senza esser mosso muova il tutto: questo primo motore immobile è
Dio, la forma più alta ο il fine più alto, che, appunto perchè tale, muove il
mondo per l’irresistibile attrattiva della sua bellezza, por l'inestingnibile
desiderio che suscita di sè nelle cose. La teleologia di Aristotele durò
attraverso tutta l'età di mezzo accanto a quella cristiana, nella quale a Dio e
alla sua provvidenza è fatto risalire il mondo e tutto ciò che in esso accade,
e fu combattuta insieme con questa dal meccanismo naturalistico del
Rinascimento. Leibnitz prima, © Lotze più tordi, tentarono di conciliare 1’
intuizione meccanica e la concezione teleologien del mondo; Kant sostenne che la
scienza della natura non può essere se non meccanica, ma che, d’altro canto, vi
sono dei limiti oltre i quali la spiegarione meccanica non può andare, dei
punti nei quali è innegabile l'impressione della finalità, e questi sono la
vita © le leggi spoviali della natura, che necessitano per essere comprese di
una considerazione teleologica; per Fichte il problema della dottrina della
scienza è di comprendere il mondo come una connessione necessaria di attività
razionale, e la soluzione si ottiene da ciò, che la riflessione della ragione
filosofica riconosce il proprio fare e quel che per esso è necessario, cosicchè
la necessità che prevale in questo sistema della ragione non è cansale ma
teleologica ; per Schelling In spiegazione causale-meccanica della natura è una
pura mppresentazione intellettualistica, mentre l’unità del piano che la natura
segne nella serio degli esseri viventi è l’espressione di una graduale
realizzazione dello scopo. Ogni forma di idealismo realistico o spiritualismo
monistico è, del resto, teleologica; il suo problema fondamentale è appunto di
dimostrare come le leggi meccaniche formulato dalle scienze della natura
possano essere il veicolo o la rivelazione del realizzarsi dei fini. Lo Stuart Mill adopera questo termino
TEL 1152
per designare l’arte della vita, cho comprende tre branche distinte: la
morale, la politica e l'estetica, ο cioè l’onesto, l’opportuno e il bello nelle
azioni e nelle opere dell’uomo. Cfr. Senofonte, Memorabili, IV, 7, 6; Platone,
Rep., VI, c. 19, VII, ο, 3; Id., Leggi, X, ο. 8, 10, 11; Aristotele, De aa.,
MI, 12, 434 a, 31 sogg.; Id., Metaph., I, 3, 983 a, 31 segg.; Leibnitz, Phil.
Schriften, ed. Gerhardt, IIT, p. 607; Kant, Krit. d. Urteilskraft, 1878, II, $
61; Schelling, Fom Ich als Princip der Philos., , p. 206 segg.; Windelband,
Storia della filosofia, trad. it., II, 310 segg. (v. causa finale, finalità,
fino). Teleologico (argomento) v. fisico. Tolepatia. T. Telepathie; I.
Telepathy; F. Télépathie. Neologismo introdotto nel linguaggio psicologico e
comune da Gurney e Myers per caratterizzare la loro posizione indipendente di
fronte sia agli spiritisti sia agli scettici. Significa, etimologicamente,
sentire a distanza: ma oggi si designano specialmente con questo nome tutti
quei casi nei quali un individuo percepisce, o crede percepire, a distanza, e
senza il concorso dei sensi ordinari, ciò che accade ad un altro individuo da
lui più o meno lontano. Il fenomeno può avvenire tanto nel sonno, sotto forma
di sogno, quanto allo stato di veglia, sotto forma di visione. Alcune volte è
lo stesso individuo, oggetto della visione, che sppare innanzi al veggente, non
come fantasma ma come essere reale; altre volte è il veggente stesso che si
sente come trasportato ad assistere alla scena. che si svolge nello stesso tempo,
lontano; altre volte ancora è un avvenimento inatteso e inesplicabile, che si
produce d’un tratto ο sembra essere il simbolo telepatico del fenomeno che si
svolge da lungi. Quanto al valore dei fenomeni telepatici, una inchiesta
promossa dalla Società per le ricerche psichiche di Londra e comunicata al
terzo Congr. int. di psicologia del 1896, condusse alla conclusione che vi è un
caso di coincidenza reale ogni 65; 1’
1158 Tel chiesta, condotta con
tutte le precauzioni atte a garantire l autenticità delle testimonianze, fu
estesa a 17,000 persone, îl che dà una proporzione di coincidenza circa 292
volte maggiore di quella che si potrebbe prevedere come la più probabile so fossero
dovute soltanto al caso. Ammessa la realtà dei fatti, resta da ceroarno la spiegazione.
Alcuni, come il Lodge, si mantengono in una prudente riserva: « Qual’è il mezzo
per cui si fa la comunicaziono a distanza? È l’aria, come pel diapasont è
l'etere como per la calamita? è qualche cosa di non fisico ο d’esclusivamente
psichico Nessuno può dirlo.... Intanto è chiaro che la telepatia ci si presenta
come la manifestazione spontanea di quella intercomumicazione di spirito a
spirito (ο di cervello a cervello) che in mancanza di una miglior
denominazione, chiamiamo trasmissione del pensiero... Qual’è il significato di
questa risonanza inattesa, di queste ripercussioni sintoniche tra intelligenze?
Si deve pensare che esse siano il germe di un nuovo senso, di qualcosa che la
razza umana è destinata a ricevere, nel corso della sua evoluzione, in una più
forte misura? Oppure è il residuo di una facoltà posseduta dai nostri antenati
animali prima che esistesse il linguaggio? Io non desidero faro delle
speculazioni, io non voglio nulla affermare se non ciò che ritengo esser fatti
solidi © verificabili », Più andace, il Myers rigetta l’ipotesi fisica delle
vibrazioni intercerebrali e di qualsiasi forma imaginabile di ondulazioni ©
radiazioni materiali o etereo capaci di mettere in rapporto organismi distanti;
ogli afferma che la telepatia è una intercomunicazione diretta delle anime, che
certi segmenti della personalità subliminale, dissociati dal resto e distaocati
dall'organismo, possono talora impressionare a distanza un’altra personalità,
che la comunicazione può avvenire, anche tra viventi e defunti cosicchè,
infine, la telepatia diventa la legge universale, che riunisce tutti gli
esseri, incarnati e disincarnati, viventi in questo o in altri mondi, 73 Ranzors, Dizion. di scienze filosofiche. |
Τατ ΤΕΝ 1454 in uno splendido universo di vita spirituale
e morale. Cfr. Gurney, Myers, Podmore, Phantarms of the living, 1886; Id.,
Census of allucination, 1890-96; R. Osgood Mason, Telepathy and the subliminal
Self, 1897; Myers, The human personality and ite survival to bodily death,
1902; Th. Flournoy, Eeprite ot mediums, 1911; O. Lodge, La survivence humaine,
trad. franc. 1913; G. B. Ermacora, La telepatia, 1898; Enrico Morselli, I
fenomeni telepatici, 1898. Telesiologia. Con questo nome I’ Ampère designava la
morale normativa o pratica per distinguerla da quella puramente descrittiva
indicata col nome di Etica. Temperamento. T. Temperament ; I. Temperament : F.
Tempérament. Vien dal latino temperiss, che significa umore; infatti gli
antichi credevano che l'indole varia degli individui dipendesse dal prevalere
nell’ organismo di uno dei quattro umori principali: sangue, bile, flegma e
atrabile. Da ciò la olassificazione ippocration dei temperamenti, accettata ‘in
tutta l’antichità, nel medioevo e anche ai giorni nostri, in: sanguigno,
bilioso, flemmatico © melanconico. In questo senso, carattere e temperamento
sono sinonimi; l’uno e l’altro indicano la differenza caratteristica nella
struttura congenita organico-psichica degli individui, differenza che si rivela
nel modo abituale di reagire agli stimoli, di comportarsi nelle circostanze
della vita. Codesta differenza è tanto maggiore quanto più largo è il
differenziamento psichico delle individualità; negli animali inferiori il
temperamento d’un individuo è quello stesso della specie, negli animali superiori
apparisce già il differenziamento individuale, che nell’ uomo civile e colto
acquista il più alto grado. Ma dal temperamento si suol distinguere il
carattere morale, che non è, come quello, greditario, ma piuttosto acquisito, e
formato dall’ insieme di quelle qualità psichiche e morali, che ἄληπο una
particolare impronta così agli individui, come alle famiglie © alle razze.
Nella moderna psicologia, la classificazione
Tem ippocratioa dei temperamenti è accolta nel sonso, che le diversità
dei temperamenti dipendono dalla diversa forza, celerità © vivacità con cui le
impressioni sono ricevute, conservate, e viene ad esso roagito; ma che, a sua
volta, questo stesse funzioni nervose e psicologiche possono essere modificate
secondo che uno degli umori indicati da Ippocrate (sangue, flemma, bile)
sovrabbondi o sia in difotto nell'organismo. TI temperamento sanguigno
dipenderebbe dall’abbondanza dei globuli rossi del sangue, dalla ricchezza di
materiali assimilabili dai tessuti, dalla buona salute, ο sarebbe
caratterizzato dalla vivacità ο dalla instabilità della reazione agli stimoli,
da vita interiore varia ο ricca, manifestantesi anche nella mobilità della
persona. Il malinconico risponderebbe alle condizioni fisiologiche opposte, e
sarebbe caratterizzato da una certa lentezza percettiva e sensitiva, debolezza
della vita interiore e quindi scarsa partecipazione al mondo esteriore. Il
collerico dipenderebbe invece dalla sovrabbondanza della hile, dal versamento
di essa nel sangue, dal quale sarebbe portato ai tessuti, specie al nervoso,
sul quale agirebbe come stimolo eccitatore di reazioni violente e subitanee. Il
flemmatico, infine, dipenderebbe dalla scarsezza dei globuli rossi del sanguo e
dalla abbondanza dei tessuti inerti (liquido linfatico, tessuto connettivo,
grasso), i quali, abbassando it potere funzionale degli elementi nervosi,
determinerebbero negli individui la matura riflessione delle deliberazioni, e
la reazione lenta ms misurata e adeguata. Cfr. Galeno, De temp., I, 5, 8;
Seneca, De ira, II, 18, 19; Holbach, Syst. de la nat., 1770, I, p. 121; Kant,
Anthrop., II, § 87; Volkmann, Lehrbuch. d. Peycol., 1894, p. 206; Wundt,
Grundziige d. phys. Peyohol., 3° ed., IT, p. 421 segg.; Masci, Paicologia, , p.
459 segg.; N. R. D’Alfongo, La dottrina dei temp. nell'antichità e ai nostri
giorni, 1902 (v. etologia). Temperansa. Τ. Mäwigkeit; 1. Temperance ; F.
Tempirance. Una dello quattro virtà cardinali, cho consiste Tr 1156 nella
moderazione delle passioni ο dei desideri, specialmente sessuali. Comunemente
si fa sinonimo di sobrietà, ma questa è una virtà più particolare, subordinata
alla temperanza. 8. Tommaso, fra le virtà che ne dipendono, annovera:
l'astinenza, la sobrietà, la decenza, il pudore, la modestia, eoc. I filosofi
pagani non l’intendevano diversamente; così per Aristotele la temperansa è una
via di mezzo fra la sregolatezza e l’insensibilità per i piaceri, © Cicerone la
fa consistere nell’ordine e nella misura che si deve osservare in tutto ciò che
si fa ο si dice. Cfr. G. Grote, Aristotele, 1880, p. 581; Stephen, The science
of cthics, 1882, p. 190 segg. (v. cardinali). Tempo. T. Zeit; I. Time; F.
Temps. La forma misurabile della continuità di ogni processo reale; ο, più
precisamente, un continuo illimitato sd una sola dimensione, di cui noi
occupiamo un punto determinato, che si sposta costantemente nella medesima
direzione. Esso è inconcepibile distinto dallo spazio, essendo le due idee
correlaοἱ infatti l’idea di coesistenza, che à il carattere dello spazio, non
può formarsi se non supponendo l’idea del tempo, il quale a sua volta si fonda
sulla sucoessione, che richiede le idee di direzione e di dimensione. La natura
del tempo, come quella dello spazio, fu concepita nolla storia della filosofia
in due modi fondamentalmente diversi, e cioò come una realtà puramente
soggettiva ο come una realtà oggettiva; se si considera come una semplice idea,
rimane da risolvere la questione se tale idea sia a priori o un prodotto della
nostra esperienza sensibile. Tra i filosofi greci il tempo, come riferisce
Plotino, era concepito in tre modi: come moto, sis în generale sia quello delle
sfere celesti; come la stessa sfera celeste moventesi; come una determinazione
del moto, © più specialmente come estensione del moto per gli stoici, come
numero del moto per Aristotele, come accompagnamento del moto in generale per
Epicuro. Secondo la concezione 1157 Tem aristotelica, la più importante, il tempo
è infatti qnalcho cosa di numerato, contenente cioè distinzioni interne che
posson essere calcolate © sommate, prodotte dal movimento considerato in
rapporto alla successione delle suo parti; per movimento (κίνησις) egli intende
non tanto il cangiamento qualitativo, come quello quantitativo, cioè il
cangiamento di posizione nello spazio; In continuità del tempo deriva dalla
continuità del moto, che, a sua volta, dipende dalla continuità dell’
estensione corporea. Secondo Platone, seguito poi da Plotino e da Giamblico, il
tempo è una creazione del Demiurgo, è generato della assidus energia dell’
anima che cerca di esprimere nella materia l’infinita ed eterna pienezza dell’
essere, e poichè ciò non può fare d’un tratto, è forzata ad una serie
successiva di atti; il tempo è questa vita dell’anima, mentre l'eternità è la
vita dell’ essere intelligibile nella sua totalità piena, assoluta, immutabile.
Con S. Agostino il tempo si interiorizza, trasferendosi dall'anima del mondo
al” anima umana; egli crede, con Platone, che il tempo è obbiettivo, essendo
stato creato da Dio con la creuzione del mondo, ma con felice contraddizione
sostiene poi che esso è il solo presente misurato dalla coscienza: c’è un
presente di cose presenti, un presente di cose passate, e nn presénte di cose
future, il primo nell’ attenzione, il secondo nella memoria, il terzo nella
aspettazione. Nell’ età di mezzo, la formula aristotelica che il tempo è una
relazione o un aspetto del movimento, vale a dire il numero del movimento
secondo il prima e il poi, è generalmente accettata, quantunque per gli
scolastici esso sin considerato più che altro come la base obbiettivamente
valida della costruzione mentale del tempo. Gli scolastici distinsero anche il
tempo, a cui è essenzialo la succes sione, dalla durata che, applicata a Dio ο
agli angeli, non ha tale carattere; tale distinzione ricompare poi in Cartesio,
che considera il tempo come derivato dal confronto delle durate di certi
movimenti regolari, e più ancora in Leibnitz, per il quale ogni cosa ha la
propria durata, ma non il proprio tempo, essendo questo esteriore alle cose,
delle quali serve a misurare la durata. Secondo il Leibnitz il contenuto del
tempo non è fatto di cose, ma di percezioni di cose; non è dunque che una
relazione, un ordine di successione delle nostre percezioni; esso ci appare
come infinito, ma tale suo carattere gli deriva dal non avere noi alcuna
ragione di limitare il numero delle successioni possibili. E il Kant,
spingendosi ancora più oltre, considera codesta successione delle nostre
percezioni esser data dalla costituzione stessa del nostro spirito, non da un’
asione snocessiva delle cose sullo spirito stesso: il tempo non è, come lo
spazio, che una forma a priori della nostra sensibilità, la forma cioè nella
quale intuiamo i dati del senso interno, valo a dire i fatti psichici ©,
indirettamente, quelli fisici; quindi il tempo come lo spazio, ha una realtà
empirica in quanto è la condizione a priori di ogni esperienza possibile, ο una
idealità trascendentale in quanto non ha alcun valore obDicttivo al di là della
esperienza. La concezione del tempo come realtà indipendente fu invece
sostenuta da Newton, per il quale il tempo assoluto, matematico, è qualche cosa
che fluisce uniformemente per sò stesso e per sua propria natura, senza nessuna
relazione con qualche cosn di esteriore e senza alcun legame col cangiamento;
ma sia i filosofi inglesi anteriori a Kant, come Hobbes, Locke, Berkeley, Hume,
sia i filosofi tedeschi posteriori a Kant, come Fichte, Schelling, Herbart,
Hegel, ece., sostengono invece la concezione soggettivistica, riguardando il
tempo © come l’astratto mentale del rapporto di successione dei fatti, o come
un prodotto dell’ attività del soggetto al quale ogni esperienza è relativa.
Uno svolgimento originale della concezione soggettivistion di Kant ha dato il
‘Teichmiiller; egli considera Vordine temporale obbiettivo 1159
TEM come una veduta prospettiva della coscienza, dell’ io sostanziale
per sò fuori del tempo, e la durata come una pura misurazione immanente di
codesto ordine; l’intera serie dei fenomeni dell’ universo, press assolutamente,
deve essere considerata come tutta attuale in una sola volta; se noi facciamo
astrazione dalla natura prospettiva della coscienza © dal confronto, mediante
l’aspettazione ο la memoria, di parte del suo contenuto ideale con altre parti,
ogni disposizione cronologica e ogni durata temporale scompare; il concetto
puro del tempo non ha in sè nessuna dimensione, o grandezza, 1’ ora e il
secondo sono identici. Per il Galluppi il tempo non esiste indipendentemente
dalle cose ed ha per corrispondente obbiettivo lu causalità, mentre la sun
valutazione soggettiva è il numero; la causalità è l’oggettivo del tempo perchè
essa implica un prima e un poi, identificandosi la nozione di ciò che
incomincia ad esistere con la nozione di ciò che è prodotto; esso si misura col
moto, appunto perchè il moto è la produzione di uno spazio, e misurando uno
spazio generato si ottiene un numero di effetti, cosicchò si attua anche qui
l’assioma matematico, che la misura deve essere omogenea al misurato; il
numero, infine, non ceiste che nello spirito, in quanto è quell’operazione
montale con cui si uniscono în una idea differenti unità considerate. Per il
Rosmini il tempo non esiste nelle cose materiali, essendo la successione
segnata gradustamente dal principio senziente sulla durata; la successione,
poi, suppone una serie di più avvenimenti appresa come tale dal principio
senziente; ma perchè questo apprenda come suo termine più avvenimenti
successivi, è necessario che cssi rimanendo in qualche modo in lui, si renduno
contemporanei, perchè è evidente che se dopo averne appreso uno, questo
passasse del tutto, © ne venisse un altro, gli avvenimenti apparirebbero
singolari come sono in sò stessi; il tempo implica dunque la memoria, la
percezione di eventi reali e il giudizio sugli eventi che precedono, cossistono
e succedono. Nella moderns psicologia il tempo è considerato generalmente come
uns idea di origine empirica, che risulta da questi due olementi : 1° la
coscienza del cangiamento, ossia della successione; essa si produce per
opposizione a una sensazione costante, o sentimento fonda mentale; 2°la
rappresentazione di certi stati profondamente impegnati nella coscienza ; il
riconoscimento di questi stati rende possibile uns certa misura e un certo
aggrnppamento nella serie delle modificazioni. L'esistenza d’un sentimento
costante sotto il variare degli stati psichici successivi, costituisce come il
fondo relativamente fisso per opposizione al quale la variazione e la
successione possono nettamente risaltare; la sola suocessione della sensazione,
© il semplice sentimento costante, non sarebbero sufficienti a formare I’ idea
di tempo. Cid dà ragione dell'incertezza della valutazione del tempo fondata
soltanto sulla variazione dei nostri stati interni: i momenti di dolore
intenso, ο di nois, ci sembrano più lunghi che quelli passati fra il succederei
di avvenimenti diversi ο complessi ο sotto il dominio di una idea intensa che
ci assorbe; retrospettivamente, invece, ci sppare più lungo il tempo in cui
furono più varié, intense e numerose le sensazioni, più breve quello în cui
furono rade e uniformi. Una nuova concezione paicologico-metafisioa del tempo,
che sembra conciliare la veduta obbiettivistica e la soggettivistica, è
sostenuta oggi dal Bergeon, per il quale la realtà totale, così interna come
esterna, è essenzialmente tempo, durata pura, corrente di vita. Sviluppando le
ideo già formulate dal Guyau, egli sostiene che la vera durata, quale possiamo
coglierla in noi stessi con uno sforzo d’ introspezione, è l’eterogeneità pura,
cioè una successione di cangiamenti qualitativi che ei fondono, si conglobano,
si penetrano, senza contorni precisi, senza alcuna tendenza a esteriorizzarsi
gli uni rispetto agli al 1161 Tem tri.
Ma, ossessionati dell’ idea di spazio, noi l’ introduciamo senza accorgercene
nella nostra rappresentazione della successione pura; sovrapponiamo i nostri
stati di coscienza in modo da percepirli simultaneamente, non più l’uno
nell’altro; in breve noi proiettiamo il tempo nello spazio, esprimiamo la
durata in estensione. La soienza non fa diversamente, in quanto definisce il
tempo mediante la sua misura e ogni misura implica traduzione in estensione.
Per comprendere la nostra realtà profonda, e, in analogia con essa, la realtà
evolutiva esteriore, noi dobbiamo dunque riconvertire il tempo in durata, pensare
noi stessi ο le cose come una evoluzione melodica di momenti, di cui ciasouno
contiene la risonanza dei precedenti ο annuncia quello che sta per seguire,
come un arricchimento che non #'arresta mai e una apparizione perpetua di
novità, come un divenire indivisibilo, qualitativo, organico, straniero allo
spazio, refrattario al numero. Cfr. Platone, Timeo, 97 c, 38 d; Aristotele,
Phys, IV, 11, 219 b, 2 segg.; Plotino, Enn., III, 7,7; 8. Agostino, Civ. Dei,
XI, 5; Id., Conf., XI, 14; Cartesio, Pr. phil., I, 57; Leibnitz, Nouv. Kee, 1,
cap. 14, $ 15 segg.; Kant, De mund. sens., $ 14; Id., Krit. d. reinen. Vern.,
ed. Kehrbach, p. 60 segg., Schelling, Syst. d. tr. Idealiemue, , p. 213 segg.;
Hegel, Naturph., 1834, p. 52 segg.; Herbart, Allgemeine Metaph., 1828, p209;
Teichintiller, Met., 1874, $ 287 segg.; Bain, Sennes and intellect, 1870, p.
371 segg.; Shadworth Hodgson, Time and space, 1865, p. 121 segg.; G. S.
Fullerton, The docirine of space and time, 5 articoli in « Philos. Rev. »,
1901; I. Royce, The world and the individual, 1901, vol. II, p. 109 segg.;
Galluppi, Lezioni di logica ο metaf., 1854, III, p. 1068-97; Rosmini,
Pricologia, 1848, II, p. 189 vegg.; Ardigò, Op. fl, vol. II, p. 110 segg., V,
259 segg., VII, 88 segg.; Guyau, La genèse de l’idée de temps, 1902; Borgson,
Essai sur les données imm. de la conscience, 1904, p. 57 segg.; Covotti, Le
teorie dello spazio e del tempo nella fil. greca fino ad Aristotele, Pisa, 1897
(v. durata, intuisione, iatante, momento, spasio, tempuscolo). Tempo di reazione.
T. Keaktionseit; I. Reaction time: F. Tempe do réaction. O tempo peicologico ;
è l'intervallo di tempo che intercede tra l’avvertire una impressione e il
rispondere ad essa con un movimento, o, in altre parole, il tempo necessario
perchè 1’ individuo reagisca con un movimento all’impressione ricevuta. La
reazione si compone per tal modo di tre momenti: 1° 1’ onda nerYous che
trasmette dalla periferia al centro l'eccitazione: 2° la coscienza di essa che
sorge nel centro medesimo, e l impulso volitivo al movimento; 3° l'onda nervosa
che trasmette l’ impulso dsl centro ad un muscolo periferico, che si contrae e
determina il movimento. Le reazioni possono essere semplici e composte. Si
dicono semplici quelle costituito soltanto dei tre momenti accennati; esse
hanno luogo quando l’individuo risponde sempre con uno stesso movimento ad una
stessa impressione (visiva, uditiva, ecc.). Sono composte quelle in cui,
rimanendo il primo e il terzo dei momenti accennati, il secondo, quello οἱοὺ
relativo alla funzione centrale ο cosciente, viene complicato, Tale
complicazione si può produrre facendo reagire il soggetto, © soltanto
quand’abbia distinto la differenza di qualità © quantità fra due ο più stimoli
contomporanei; 0 quando abbia riconosciuto a quale delle sensazioni provate
antecedentemento lo stimolo attuale debba riferirsi; ο quando abbia scelto fra
due possibili reazioni quella impostagli per ogni determinato stimolo; o,
infine, quando abbia associato all’ impressione attuale una imagine mentale che
ad essa si collega. I risultati di tutte queste esperienze, ottenuti nei
diversi laboratori di psico-fisiologia, sono sssai oscillanti; ciò dipende non
solo dall’attitudine ο dalla pratica maggiore o ininore degli sperimentatori,
dalla perfezione degli apparecchi, dal numero delle esperienze, ece., ma anche
da altro influenze modificatrici, che sono: la
1163 Tem-Ten maggiore o minore
intensità degli stimoli; le condizioni organiche ο psichiche del soggetto;
l’aspettazione o non dell’impressione; la durata maggiore o minore
dell’attenzione aspettante; gli stimoli diversi che distraggono il soggetto,
ecc. In base 9 ciò si distinguono varie specie di reazione: la r. erronea,
quando il soggetto non risponde all’impressione stabilita, ms sd un’altra
prodottasi casualmente; la r. anticipata, quando il soggetto reagisce prima che
lo stimolo abbia realmente agito; la r. muscolare, quando l’attenzione del
soggetto è rivolta massimamente all’azione muscolare da compiere in risposta
all’ecoitazione; la r. sensoriale, nel caso inverso. Cfr. Wundt, Physiol,
Ροψολοὶ., 4° ed. , vol. II, p. 305-390; Jastrow, Time relations to mental
phenomena, 1890; Flournoy, Arch. d. scie. phys. ot nat., XXVII, p. 575, XXVIII,
Ρ. 319; Buecola, La leggo del tempo, 1880; Patrizi, Rio. aperim. di prichiatria,
XXIII, 257; A. Aliotta, La misura in psicologia sperimentale, 1905 (v.
equazione personale). Tempo psicologico v. tempo di reazione. Tempuscolo. Nello
scienze fisico-matematiche si suol designare in questo modo un tempo
infinitamente piccolo, vale a dire non valutabile. Una quantità dicesi
infiuitamonte piccola, o semplicemente un infinitosimo, quando il suo valore è
minore di qualunque quantità assognabile, per quanto si voglia piccola. Ora,
noi possiamo valutare il tempo fino a 1/15.000.000 di minuto secondo: il
tempuscolo, o tempo infinitesimo, sarà dunque un tempo infinitamente più
piccolo di codesto che sappiamo valutare. Tendenza, T. Tendens; I. Tendenoy; F.
Tendance. Nel linguaggio comune indica uno stato complesso della coscienza
appetitiva, che vien designato volta per volta con nomi diversi, per i vari
aspetti coi quali può rivelarsi: cioò le tendenze positive si chiamano amore,
propensione, desiderio, bisogno, speranza; le tendenze neTeo 1164
gative avversione, odio, ripuguanza, disagio, timore. In senso stretto,
la tendenza è un fatto primitivo, costituito da uno stato di coscienza che, in
quanto rivela i bisogni dell'organismo eccitato dallo stimolo, è rivolto a
cercare © conservare il piacere, a fuggire o allontanare il dolore. Ogni piacere
ed ogni dolore mettono più o meno l’organismo in movimento, la forma del quale
è determinata dalla struttura originaria dell’ organismo stesso, e che si
manifesta con uno sforzo per allontanarsi ο avvicinarsi all'oggetto, a seconda
che è conosinto piacevole o doloroso. Quando codesto inizio involontario del
movimento è sentito dalla coscienza con una certa rappresentazione del fine al
quale esso conduce, si ha la tendenza. Essa ha dunque per condizione
l'associazione al sentimento presente della rappresentazione di ciò che può
aumentare il piacere o diminuire il dolore attuale. Si distingue dalPatto
riflesso ο dall’istinto, nei quali manca la rappresentazione del fine; si
distingue dal desiderio, in cui la rap presentazione del fine è chiara,
distinta ο sccompagnata dalla coscienza della distanza che separa la semplice
rappresentazione dell’ oggetto dalla sua possessione ο realizzarione; si
distingue infine dalla volontà, in quanto questa comprende non una ma più
rappresentazioni antagoniatiche, al prevalere d'una delle quali, concopita come
fine, si associano, coordinandosi, i meszi per raggiungerla. Cir. Spinoza,
Ethica, 1. III, teor. IX, scol.; Höffding, Pay chologie, trad. franc. , p. 422
segg. Teodicen. ‘I. Theodioss; I. Theodicy; F. Théodicée. Dal greco Θεός -Dio,
e δίκη stizia. Parola creata dal Leibnitz, che la usò come titolo di un’ opera
nella quale cerca di giustificare la divinità dell’esistenza del male nel
mondo, e di conciliare la libertà umana con la prescienza e la provvidenza di
Dio. Ma come cosa, se non come nome, la teodicea esisteva da molto tempo. Per
Platone ο per Aristotele l’esistenza del male à giustificata 1165
Tro riportandola alla resistonza del non ente ο della materia; per gli
stoici, veri creatori della teodicea, i mali fisici non sono tali in sè stessi,
ma tali diventano per colpa degli nomini © spesso sono punizioni inflitte dalla
provvidenza per il miglioramento degli uomini, mentre il male morale, cioè il
peccato, è necessario perchè solo dal contrasto con esso risnita il bene; per i
neo-platonici il male non è per sè stesso qualche cosa di esistente
positivamente, ma è la mancanza del bene, il non-essere; per Giordano Bruno il
mondo è perfetto perchè è vita di Dio, fino ad ogni particolare, © colui
soltanto si lagna che non può sollevarsi all’ intuizione del tutto, nella cui
bellezza scompaiono le imperfezioni ο i difetti spparenti. Dopo il Leibnitz il
significato della parola si esteso fino a designare quella parte della teologia
ο della metafisica, che si 00caps di difendere la suprema sapienza di Dio
contro le accuse elevate dalla ragione alla vista dei disordini del mondo. Come
tale essa si divide, per il Kant, in tre parti che hanno per oggetto di
giustificare Dio: la prima nella sua santità, in presenza del male morale; la
seconda nella sua bontà, in presenza del male fisico ; la torza nella sua
giustisia, davanti al disaccordo che esiste tra il bene e la virtù. Ma oggi la
teodices ha assunto una estensione ancora maggiore, e comprende non solo la
giustificazione delle opere di Dio, ma anche le prove della sua esistenza, la
dimostrazione dei suoi attributi, la ricerca dei suoi rapporti con l’anima
umana e con l'umanità, Cfr. Platone, Timeo, 42 D; Seneca, Quaest. nat., V, 18,
4; Id., Kpistulae, 87, 11 segg.; Plotino, Enneadi, II, 9; Leibnitz, Essai de
théodioée, 1710; Kant, W. W., VI, 77; J. Young, Evil and good, 1861; Rosmini,
Teodicea, 1846; Benedict, Theodioaea,
(v. male, peseimismo, ottimismo). In senso generale, la TEOFANIA è il
manifestarsi della divinità nel mondo attraverso le sue opere; in questo senso
tutto il mondo Tro può considerarsi,
secondo il cristianesimo, una teofania. In significato più ristretto, il
presentarsi della stessa divinità. Thoophanias autem dici visibilium et
invisibilium species, quarum ordine et pulchritudine cognorcitur deus esso.
Cfr. G. Scoto, De div. nat., III, 19. Teologia. T. Theologie; I. Thoology; F.
Théologie. Nel sno significato più generale, è la scienza di Dio ο delle cose
divino. Aristotele fa il primo a considerarla come scienza, ponendola a capo
delle scienze speculative; avanti di lui essa non era che una descrizione
poetica dell’ origino delle cose © della natura degli dei. Nel mondo pagano la
teologia ebbe un carattere particolare: come la religione aveva un'importanza
politica, ed era ignota affatto così ai Greci come ai Latini ogni idea della
rivelazione, così non v'ebbe alcuna distinzione fra teologia naturale ο
positiva, ma si aveva invece, secondo la classificasione di Varrone e del
pontefice Muzio Scevola, una teologia poetica, di cui parlammo sopra, una
teologia fisica, che è prodotto di ragione e fa parte della filosofia, © una
teologia civile, fondata dai legislatori e rivolta agli interessi dello Stato.
Col cristianesimo, innalzatasi tra la ragione e la rivelazione una barriera
insormontabile, fu distinta la teologia naturale, che è prodotto della ragione,
dalla positita opera della rivelazione: quella è una scienza le cui verità
hanno bisogno di essere dimostrate, mentre le verità di questa debbono essere
aocettate per fede. Dalla teologia positiva si distingue la razionale, svoltasi
specialmente in Germania, e il cui fine è di controllare pet mezzo della
ragione i dati della rivelazione, con l'esame © l’interpretazione delle sacre
scritture, della tradizione, dei monumenti religiosi. Colla teologia positiva
non è da confondersi l’affermativa, che è l'affermazione in grado sommo (via
eminentiae) nella divinità di tutto l’essere che esiste nelle creatnre ; essa
si oppone alla teologia negatira, che consiste nel tentativo di ginngere alla
nozione del 1187 Tro l'essere supremo o
assoluto, rimovendo da lui (ria remotiomis 0 negationis) tutto ciò che non
possiede l’essere che in senso negativo. Codesta distinzione fa posta da Nicol
Casano; ma i due metodi erano già noti © usati dai primi Padri, © la via
negationie sale a grande onore specialmente con lo pseudo Dionigi Areopagita.
Teologia dogmatica è il sistema della dottrina teologica sviluppato dogmatica
mente, cioò con un metodo che si appella alla sutorità, sia della sola
scrittura, sia della scrittura ο delle tradi. zioni combinate insieme. Il Comte chiama teologico il primo dei tre
grandi stadi attraversati dalla intelligenza umana nel suo cammino secolare ;
gli altri due sono il metafisico ο il positivo. In questa prima fase dominano i
concetti mistici, e i fenomeni naturali sono attribuiti alla volontà arbitraria
6 capricciosa di enti imaginari o forze naturali personificate. A questo
indirizzo mentale corrisponderebbe, dal lato sociale, lo stato militare, poichè
le differenze di religione generano le guerre tra i popoli. Cfr. Aristotele,
Metaph., III, 4, 1000 a, 9; Diogene Laerzio, VII, 1, 41; 8. Clemente, Stromata,
V, ο. XI; Dionigi Areop., De mystica theol., I, 3; Id., De div. nom., 7, 3; C.
Billot, De Deo uno et trino, 1854 (v. teosofia, teodicea, ontologia).
Toologismo. T. Theologismus ; I. Theologiem ; F. Théologisme. Termine molto
vago, con cni si designano quei sistemi filosofici che #’ ispirano
essenzialmente alla tradizione teologica e al sentimento religioso. Teomania.
Delirio religioso, che oggi più propriamente dicesi pnranoia religiosa. È
costitnita da una serie di illusioni ο allucinazioni, aia visive che uditivo,
riferentisi ad armonie celesti © visioni divine, intramezzate dn periodi di
estasi ed episodi erotici. L’ ammalato crede di essere destinato da Dio a
redimere gli uomini dal pecesto e pregusta le gioie che per la compiuta
missione gli verranno largite, non badando alla propria tranquillità ο ai
propri interessi materiali, non esitando nemmeno a Tro 1168
sacrificare la libertà ο la vita. Non pochi riformatori ο fondatori di
religioni potrebbero, secondo alcuni psichiatri, essere legittimamente
classificati tra i teomani; tale Emanuele Swedenborg, fondatore della setta
degli illuministi, tale pure italiano Davide Lazzaretti, il più tipico esempio,
forse, di paranoico allucinato che abbia potuto, durante l’ultimo mezzo secolo,
dare origine ad un moto rivoluzionario mistico-socialistico. Cfr. Lombroso,
L'uomo di genio, 63 ed., p. 507 segg.; G. Ballet, Le peicosi, trad. it. , p.
300 segg.; G. Barzellotti, Davide Lassaretti, i suoi seguaci ο la sua leggenda,
1885; Id., Santi, solitari, filosofi, 1887; A. De Nino, II Messia degli
Abruszi, 1890. Teorema. T. Theorem, Lehrsatz; I. Theorem ; F. Théorème. Come
mostra l’origine etimologica della parola (Δεορέω = esamino), significò da
principio quello che si contempla, che è soggetto d'esame; poi la verità che è
il risultato dell’ esame, della dimostrazione. In questo secondo senso si
contrappone a problema, che è invece una incognita difficilmente decifrabile,
quantunque sia congiunta dal rapporto di principio e di conseguensa ad nna
conoscenza attuale, Teoretico. T. Thooretisch; I. Theoretical; F. Theoretique.
Ciò che si riferisce alla teoria, mentre il teorieo è ciò che fa parte della
teoria; nell’uso però i due termini si confondono. Si oppone a pratico © à
fecnioo; mentre la teoria ha per solo fine il vero, la pratica ha per fine
l’azione ο la tecnica è l’insieme delle norme con cui si applica la nostra conoscenza
delle cose. Si oppone anche a storico © a empirico, perchè mentre in questi è
il fatto che prevale, in quello prevale il ragionamento. Perciò si hanno le
espressioni di filosofia teoretica, pratica e storia della filosofia; sapere
teorico, speculativo e pratico; morale teorica e morale normativa o pratica;
intelligenza teorica, speculativa e pratica, ecc. Cfr. Kant, De mund. sens.,
sect. II, § 9, n. 1. 1169 Tro Teoria. T. Theorie; I. Theory; F.
Theorie. Nel suo significato più largo designa la sintesi comprensiva delle
conoscenze, che una scienza ha raccolto nello studio di un dato ordine di
fatti. In un senso più ristretto è un insieme di ragionamenti collegati fra
loro e diretti a spiegare, provvisoriamente o definitivamente, una data questione.
In questo senso si oppone alla pratica, la quale non è che l'applicazione della
teoria. Nel primo significato si distingue dall’ipotesi, che è più spesso
l’anticipazione che non il risultato delle esperienze, e dalla dottrina, che ha
un’ accezione più vasta, risultando da un insieme di teorie. Quando la sintesi
coordinatrice delle esperienze raccoglie sotto di sò ordini differenti di
fenomeni, allora si ha qualche cosa di più esteso della dottrina, cioè il
sistema. La teoria non differisce per natura dalla legge scientifica, ma
soltanto per grado: la teoria è infatti una generalizzazione così astratta da
non mostrare un addentellato diretto ed esauriente con la realtà, ma si fonda
tuttavia sulle leggi, ο in tanto ha valore in quanto costituisce la massima approssimazione
alla realtà e la massima potenzialità di contenere in sè un certo numero di
leggi accertate. Tuttavia nell’ uso comune queste distinzioni non sempre sono
possibili, perchè, se da un lato è difficile valutare il grado di estensione
d’un dato insieme di conoscenze, non è facile dall'altro l'apprezzamento degli
elementi certi e degli ipotetici che vi si mescolano. Cfr. Wundt, Logik, 1880,
vol. I, p. 407; Masci, Logica, 1899, p. 72 segg. (v. dottrina, principio,
prammatica, pratica). Teosofia. T. Thoosophie; I. Theosophy; F. Theosophie. Si
distingue dalla teologia, in quanto designa quella scienza che si pretende
ispirata dalla stessa divinità, dalla quale deriverebbe, senza però essere
oggetto di una rivelazione positiva. Questa scienza si svolse specialmente in
Germania nei secoli XV e XVI, per opera di Cornelio Agrippa, Paracelso e
Giacomo Bihme. Le dottrine dei vari teosofi 74
Banzout, Dision. di scienze filosofiche. Teo 1170
diversificano molto tra di loro, specie perchè, mentre alcuni fanno
prevalere la teologia sulla filosofia, altri dànno la prevalenza alla ragione e
alla filosofia sulla fede ο enlla teologia. Però tutti si accordano nella
tendenza ad unificare la scienza di Dio con quella della natura. Uno dei più
interessanti tentativi di risuscitare, nei tempi moderni, la teosofia, è quello
dello Schelling, spinto sulla via delV’irraionaliemo dall’ assunzione del
motivo religioso nelVidealismo assoluto. Se l’assoluto era concepito come Dio,
se il principio divino e quello naturale . delle cose erano distinti, sicchè
alle idee eterne come forme dell’ auto-intuizione divina veniva assegnata un’
osistenza speciale accanto alle cose finite, la trasmutazione di Dio nel mondo
diventava un problema; tale problema lo Schelling ha cercato di risolvere sulla
via della teosofia, con una teoria mistico-speculativa nella quale i concetti
filosofici sono tradotti in intuizioni religiose. Per lo Schelling le idee sono
imagini riflesse, in cui l’assoluto rispecchia sè stesso, sono partecipi
dell'autonomia dell’ assoluto; in ciò sta la ponsibilità della caduta delle
ides da Dio, della loro sostantivazione metafisica, per oni diventano reali,
empiriche, cioè finite. Il contenuto della realtà è quindi divino, perchò sono
le idee di Dio quelle che ivi sono reali; ma il loro proprio esser reale è
caduta, peccsto © irrazionalità. Però l'essenza divina delle idee tendo di
nuovo all’ origine e al prototipo, © questo ritorno delle cose in Dio è In
storia, l’epos composto nello spirito di Dio. Il Rosmini intendo per teosofia
la teoria dell’ ente nella sua totalità, ossia delle ragioni supreme che si
trovano nel tutto dell'ente; essa si distingue sia dalle altre scienze, che
riguardano Vente solo in quanto è diviso o dalle limitazioni naturali o dallo
sguardo della mente, sia dalle altre parti della filosofia, che cercano il
principio da cui la scienza dell’ ente deriva (ideologia) e somministrano le
condizioni formali e materiali (logica e psicologia) del passaggio della 1171
Ter mente speculativa dal sapere ideologico al sapere teosofico. Cfr. L.
Judge, The ocean of theosophy, 1893; A. Besant, Teosofia e nuova psicologia,
trad. it. 1909; E. P. Blawataki, Introd. alla teologia, 1910; Schelling,
Religion und Philosophie, 1804; Rosmini, Teosofia, 1859 (v. ideologia,
metafisica, ontologia). Teratologia. T. Teratologie; I. Teratology; F.
Tératologie. Ramo della patologia e dell’ antropologia, che studia quelle
anomalie di sviluppo, congenitali e irrimediabili, che diconsi mostruosità.
Esse sono costituite da arresto, eccesso 0 perversione di sviluppo ; possono
dipendere da predisposizione ereditaria, da nna malattia del feto, ο da un
accidente sopraggiunto alla madre; alonne sono incompatibili colla vita, altre
compatibili. Tra queste importanti la polidattilia, ο dita in soprannumero,
l’ermafroditismo, 9 ΙΑ diplogenesi, in cui vi ha duplicazione più o meno
completa del corpo intero (v. anomalia, degenerazione, reversioni).
Termestesiometro. Strumento usato nelle ricerche psicofisiologiche per misurare
la sensibilità cutanea sotto l’azione del calore. Termiche (sensazioni). T.
Temperaturempfindung ; I. Temperature sensation ; F. Sensation de temperature.
Le sensazioni di ‘caldo e di freddo. Possono essere di due specie: interne,
quando hanno origine da uno stato affatto soggettivo (ad es. il calore o il
brivido della febbre), ed esterne, quando sono prodotte dal contatto di un
corpo qualsiasi sopra la pelle o sulle mucose che confinano con essa. Si ha la
sensazione di caldo quando il corpo che tocca la pelle ha una temperatura più
elevata della pelle stessa, di freddo quando ha una temperatura più bassa,
nessuna quando ha la stessa temperatura. Quando il corpo ha una temperatura
superiore a + 47° e inferiore a 10°, non
produce sei sazioni termiche ma dolorifiche, che sono tanto più ii tense quanto
maggiore è la differenza fra la temperatura
1172 del corpo e quella dell’
organismo e quanto più estesa è la superficie cutanea che col corpo si trova a
contatto. Sembra esistano degli organi periferici distinti per il senso del tatto,
per il caldo e per il freddo; infatti la sensibilità termica non è uguale in
tutte le località della pelle, ed in alcune di esse sono possibili soltanto
sensazioni di freddo, in altre soltanto sensazioni di caldo, se toocate con una
punta fredda o calda. Cfr. Wundt, Physiol. Peychol., 4* ed., vol. I, p. 385,
415; Titchner, Lab. manual, 1901, cap. III; Kiesow, Zeitschrift für Peyool.,
vol. 35, 1904; Id., Arch, it. d. biol., T. XXXVI, 1901; N. Marotta, Le
sensazioni termometriche, « Riv. di fil. e scienze affini », agosto 1899.
Termine. Lat. Terminus; T. Terminus; I. Term; F. Terme. I termini del giudizio
sono le nozioni che lo compongono; i termini della proposizione sono i nomi che
esprimono codeste nozioni. I termini si distinguono in generali, collettivi,
astratti, concreti o singolari, positivi, negativi, privativi e
correlativi. Nel sillogismo si hanno tre
termini: il maggiore, che ha l’estensione maggiore e compare, soggetto o
predicato, nella premessa maggiore; il minore, che ha estensione minore, e
compare come soggetto o predicato nella premessa minore; il medio, che ha
estensione media e si trova in entrambe le premesse. Nella conolusione il
termine maggiore fa da predicato, il minore da soggetto, il medio è escluso. Il
sillogismo non può avere più di tre termini, perchè il termine medio deve esser
preso almeno una volta universalmente. Il termino maggiore e minore non debbono
esser presi nella oonelnsione più universalmente che nelle premesse, perchè ciò
sarebbe contro il principio del sillogismo, che procede sempre dall’universale.
Nella terminologia scolastica dicesi terminus actionis ciò che si compie
coll’arione medesima, t. denominationie ciò che prende una nuova denominazione
per l’azione, f. a quo quello onde incomincia il moto, t. ad 1173
TER quem quello dove il moto finisoe; termini pertinentes duo termini
tra loro opposti contrari, o di oui l’uno porta in sò l’altro, t. impertinentes
due termini che non sono contrari ma non si richiamano per conseguenza diretta
(ad es. il rosso © il buono); terminus intrinscous unionis quell'estremo del
composto nel quale non si riceve l’ unione, che pei peripatetici era una entità
distinta dagli estremi, nè da esso si trae o si sostenta: così la forma del
composto è il £, intrinseous dell’ unione della materia colla forma, la quale
unione ai riceve nella materia, ossia le aderisco, ed è sostenuta da questa, e
non aderisce nò è sostentata dalla forma. Cfr. Aristotele, Anal. pr., I, 1, 24
b, 16; Goclenio, Lezioon phil. (v. figura, modo, collettivo, correlative,
generale, eco.). Terminismo. T. Terminismus; I. Terminiem; F. Torminieme. Forma
del nominalismo, nella quale gli universali sono considerati soltanto come
termini ο segni. Genera οἱ epooies, dice Buridano, non sunt nisi termini apud
animam ezistentes vel ctiam termini vocales aut soripti. Il terminismo, come
dottrina che considera i concetti quali segni subbiettivi per le cose singole
realmente esistenti, compare nel secondo periodo della filosofia medievale,
specie con Guglielmo di Oooam. Riappare poi nella filosofia dell’ Aufklärung ο
nel sensismo di Condillac, per il quale ogni conoscenza consiste nella
coscienza dei rapporti delle idee, le quali, con l’aiuto dei segni e,
rispettivamente, della lingua, si decompongono nei loro elementi ο si ricompongono
di bel nuovo: ogni lingua è un metodo per V analisi delle idee, ed ognuno di
questi motodi è una lingua, e le diverse specie di segni danno diversi dialetti
(le dita, la favella, le cifre, ecc.) della lingua umana. Cfr. ‘Prantl,
Geschiohte d. Logik, 1885, IV, 16; Condillac, Langue des oalouls, 1798.
Teromorfle ο atavismi. Furono dal Wirchow chiamate così alcune varietà anormali
che si riscontrano talTes un = volta nell’uomo (muscolo sternale, osso
interparietale, eco.), che sono disposizioni permanenti negli animali
inferiori. Le teromorfie diconsi dirette quando riproducono le forme di animali
più vicini all’ uomo, indirette 0 remote quando i caratteri riprodotti sono
propri di animali più bassi, che non si considerano come gli avi diretti (v. degenerazione,
reversioni, teratologia). Tesi. T. These; I. Thesis; F. Thèse. In generale
significa proposizione, cioÿ qualsiasi giudizio espresso con parole; ma si
adopera più propriamente per designare una proposizione che deve essere
dimostrata vera. Per Aristotele la tesi si distingue dall’assioma in quanto,
mentre questo è universale e necessario, quella invece è stabilita
temporaneamente e per un oggetto determinato. Nel giudizio ipotetico (se À è B
è) dicesi tesi la seconda parte di esso, che contiene la posizione del
predicato (8 2), mentre la prima parte (ss A è) che contiene la posizione del
soggetto, dicesi ipotesi. Quando alla
tesi è opposta un’altra proposizione, che sebbene contradditoria può esser
dimostrata con argomenti di ugual valore, questa seconda dicesi antitesi, ed
insieme con la prima costituisce la antinomia. Quando invece la tesi e
l’antitesi possono essere conciliate in un principio superiore che entrambe le
comprende, si ha la sintesi. Testimonianza. T. Zeugniss, Zeichen; I. Tostimony:
F. Témoignage. Lo scienziato non può osservare personalmente tutti i fatti
ch’egli afferma, nè sottomettere alla prova sperimentale tutte le dottrine
ch’egli ammette, ma fatti è dottrine deve in buona parte accettare sopra la
testimonianza altrui. Se così non fosse, se ogni scienziato dovesse
ricominciare ab ovo le sue ricerche e considerare come vero soltanto ciò che ha
sperimentato, il progresso della scienza sarebbe impossibile. D'altro canto, vi
sono slenno scienze, come la geografia, la storia, ecc., le quali si fondano
quasi completamente sopra le testimonianze
1115 Tes-Ter altrni. La necessità
del principio d’autorità nella scienza impone dunque allo scienziato di fare la
oritioa delle tertimonianzo (le cui norme generali sono fissate dalla logica),
per determinare in quale misura esse possono esser ritenute degne di fede, Cfr.
Masci, Logioa, 1899, p. 468 segg. Testo. T. Probe, Prüfung; I. Test; F. Test,
Epreuve. Diconsi testi mentali, ο prove, o saggi, le determinazioni che la
psicofisica e la psicofisiologia cercano di ottenero del funzionamento dei
sensi ο dei processi mentali. Si hanno quindi testi della capacità sensoria,
visiva, uditiva, tattile; testi della capacità muscolare, della capacità
percottiva, della vivacità ο prontezza mentale; testi della memoria e dei
processi mentali più complessi, come l’associazione, l’attenzione,
l’imaginazione, il giudizio, Per determinare l’acutezza della visione sogliono
adoperarsi lettere di varia dimensione e forma, poste a diversa distanza; per
l'udito le casse di risonanza e l’audiometro, per il tatto l’estesiometro, per
la capacità muscolare il dinamometro, per la percezione degli intervalli di
tempo il eronosoopio di Hipp, ecc. Cfr. Binet e Henri, La peychologie
individuelle, « Année payool. », ; Report of committee on testa, « Psychol.
Rev.; Wiseler, Correlation of mental and physical teste, 1901. Tetici
(giudizi). Quei giudizi contratti, detti anche di posizione © esistenziali
(Herbart) che sono ordinariamente riferiti a giudizi ipotetici, se l'ipotesi afferma
una condizione di estensione relativamente illimitata. Essi possono avoro anche
la forma copulativa, remotiva, disgiuntiva, oppure una forma propria, in cui,
in luogo dell’ ipotesi, è usato un avverbio o una particella localo (v.
composti, congiuntivi, copulativi). Tetralemma. Argomentazione costituita di
quattro membri, da ciascuno dei quali si ricava una conclusione medesima e
contraria all'avversario, che per ciò non ha più via d'uscita. Nella sua forma
tipica è espresso meTeu-Tir 1176 diante un sillogismo ipotetico-disgiuntivo,
che, al pari del dilemma, può avere due modi, uno affermativo o ponente,
l’altro negativo ο tollente; nel primo la premessa. maggiore enumera i quattro
casi possibili che conducono ad un’ unica consegaenza, la minore afferma non
esservi altri casi oltre quelli enumerati dalla maggiore, la conclusione
afferma la conseguenza; nel secondo la maggiore espone le quattro conseguenze
che dipendono da un’ unica condizione, la minore nega la verità delle
conseguenze, la conclusione nega quindi la verità dell'ipotesi (v. dilemma).
Teurgia v. snagia. Timpano. T. Trommelfoll; I. Tympanum; F. Tympan. La cavità
del timpano è uno spazio scavato nell’osso temporale, e comunica con la faringe
mediante un canale dotto tromba uditiva o d’ Eustacchio. E limitata
lateralmente dalla membrana del timpano, che è una lamina sottile e
trasparente, tesa © fissata al solco timpanico, a forma ellittica. Le onde
sonore, urtando contro la membrana, la pongono in vibrazione; tale vibrazione è
comunicata agli ossicini, da questi all’ endolinfa e alle terminazioni nervose
dell’ acustico, che trasmette 1’ eccitazione al centro cerebrale relativo. Cfr.
J. K. Kreibig, Die fünf Sinne des Menschen, 1907, p. 52 sogg.; Nuvoli,
Fisiologia dell’ organo uditivo, 1907. Tipo. T. Typus; I. Type; F. Type. Nel
sno significato generale, un tipo è an individuo di un genere che risssume in
sè stesso, nel modo più spiccato, i caratteri del genere cui appartiene; tali
caratteri sono tanto maggiormente netti ο palesi, quanto minore è la rilevanza
dei caratteri individuali. In senso logico e astratto per tipo s'intende l’
insieme dei caratteri essenziali d’ una specie. ‘Tuttavia nelle definizioni
scientifiche l’idea di tipo non è determinata ο costante: alcune volte è presa
come tipica una proprietà formale, che distingue una classe dall’altra. come ad
es. la distinzione che molti filologi fanno
1177 Tom delle lingue in
agglutinanti, isolanti, ο flessive ; altre volte è presa come tipica
un’astrasione morfologica, come ad es. la teoria di Bronn sulle forme
geometriche dei corpi animali; altre volte è assunta come tipica la forma più
semplice, come il dado e I ottacdro per la oristallogratis, © altre invece la
forma più completa, come ad es. la forma tipioa dei mammiferi assunta dal
Cuvier. Va ricordato, infine, che alcune volte il tipo fu assunto
platonicamente dagli scienziati, ad es. l’Agassiz ο il Cuvier, quasi come
un'entità reale, a sò, causa delle forme ο della approssimazione delle forme.
Nella psicologia diconsi tipi mentali certe precise differenze di costituzione
mentale, 0 certi modi di fanzionamento mentale, che caratterizzano gruppi di
individui; tali caratteri sono dunque tipici, piuttostochè individuali. In
questo stesso senso si parla di tipo criminale, tipo visivo, tipo sensitivo,
ecc. Cfr. C. B. Davenport, Statistical metods, 1900 ; Zeitschrift für Peychol.,
1899, XXII, 13 (v. archetipo, entelechia). Tomismo. T. Thomiemus; I. Thomiem;
F. Thomisme. La sonola e la dottrina di 8. Tommaso d’ Aquino, i cui seguaci si reolutavano
specialmente, vivo ancora l’ Aquinate, nell’ordine dei domenicani; ebbe per
avversari i francescani, che seguivano le dottrine di Duns Scoto. L’opposizione
tra le due scuole riguardava specialmente il valore della volontà e le sue
relazioni con l'intelletto: per i tomisti la volontà teneva dietro all’
intelletto, per gli scotisti era invece il contrario (voluntas superior
intellectu). Ciò era una conseguenza della teorica sul principio di
individuazione, poichè, mentre i tomisti, seguendo la dottrina del loro
maestro, sostenevano cho la forma intellettualo, informando un dato organismo
corporeo, ne determinava la individualità, gli scotisti riponevano invece il
principio di individuazione nel profondo stesso della ossenza, in un'ultima
realitas che sfugge ad ogni conoscenza. Cfr. Harper, The metaphysics of the
School, ; FrohTom-ToN 1178 schammer, Thomas von Aquino, ; C. Jourdain,
La filo sofia di δ. Tom. d'A, trad. it. 1860, p. 243-372 (v. ecceità, quiddità,
individuazione, intollettualirmo, volontarismo, scotismo, neo-tomismo). Tomo.
Alcuni scienziati chiamano così l infinitamente grande, per opposizione all’
atomo che è l’infinitamente piccolo. Una grandezza che diminuisce continuamente
fino a divenir zero, prima di sparire nello zero passerà per uno stato nel
quale essa nulla ha di più piccolo sotto di sò, © questo è l'atomo; una
grandezza che aumenti continuamente fino all’ infinito, prima di sparire nell’
infinito passerà per uno stato nel quale essa non ha nulla di più grande sopra
di sò, © questo è il tomo. Il tomo non ha quindi dei multipli, come l’atomo non
ha dei sottomultipli : e siccome neppure lo zero ha dei multipli, così vi ha
completa analogia fra il tomo e l’ infinito da una parte, l atomo © lo zero
dal’ ultra (v. atomiemo, divisibilita, infinito). Tono. T. Ton; I. Tone; F.
Ton. Nel suono è dato dal numero dello vibrazioni; il tono principale è sempre
accompagnato da ipertoni ο toni secondari, di minore intensità; il timbro del
suono è dato dal numero e dalla altezza degli ipertoni che accompagnano il
tono. Dall’ Helmholtz in poi dicesi tono differenziale il terzo tono
distinguibile tra due toni, costituito da un numero di vibrazioni uguale alla
differenza di quello dei due toni primari; e tono addizionale il tono più
sento, risultante dalla somma delle vibrazioni dei toni primari. Dicesi tono muscolare il grado di tensione in
cui trovansi normalmente i muscoli; esso diponderebbe da sensazioni
subcoscienti, mantenute dalle molteplici vie afferenti, che sono direttamente o
indirettente in rapporto col cervelletto e col bulbo. Nella sensazione il tono ο colorito è il
grado di piacere o di-dolore che accompagna ogni sensazione o fatto psichico.
Esso può dipendere sis dallo stato organico, sia dalla qualita della
sensazione, sia dalla intensità degli stimoli, sia dal 1179 Tor-Tor l'esperienza dell’ individuo e della
specie. In generale, il tono delle sensazioni è in ragione inversa della loro
oggettività, ossia del loro riferimento agli oggetti, ed è maggiore a misura
che questo riferimento è più diretto e più evidente; a sua volta l’ evidenza
del riferimento dipende dal carattere spaziale della sensazione, perchè 1’
oggetto à per noi essenzialmente il reale esterno, Secondo alcuni peicologi, il
tono è essenziale alla sensazione, in quanto, essendo fondamentale la tendenza
al piacere, ogni sensazione sarà concepita come concorde con questa tendenza, e
quindi piacevole, o come contraria, e quindi dolorosa; se molti stati psichici
appaiono indifferenti, ciò dipende dalla tenuità del tono che li accompagna.
Altri invece ammettono l’esistenza di stati psichici assolutamente indifferenti
o neutri. Cfr. Kant, Krit. d. Urt., $ 3; Helmholtz, Die Lehre von den
Tonempfindungen, 1863; C. Stumpf, Tonpeychologie, 1890; Th. Ziehen, Leitfaden
d. physiol. Peychol., 2° ed. 1893, p. 95; Wundt, Grundr. d. Peyohol.; Sergi, La
psyohol. physiologique, trad. franc.; MASCI (vedasi), Psicologia. (v. neutri
stati, piacere, dolore, sentimento). Topica (da τόπος luogo, ove si trovano gli argomenti). Nella
logica antica, la Topica era la ricerca e l'esposizione degli argomenti che si
possono esporre sopra ogni cosa. I Topici sono quei libri logici di Aristotele
dove si espongono i sillogismi ipotetici o verosimili. Metodo topico, per
opposizione al metodo critico di Cartesio, chiamò Vico il metodo che cousiste
nella ricerca delle idee: « non si giudica bene, egli dice, se non si è
conosciuto il tutto della cosa; © la topica è l’arte in ciascheduna cosa di
ritrovare tutto quanto in quella à ». Cfr. Aristotele, Τορ., I, 1, 100 a, 1;
Küstner, Topik oder Erfindungswissensch., 1816 (v. luoghi comuni).
Totaliszazione (legge della). L’Hoffding designa con questo nome la tendenza
che noi abbiamo, dato un parTor 1180 ticolare elemento psicologico, a riprodurre
lo stato totale, di cui codesto, o un altro somigliante, formava una delle
parti. Codesta legge costituisce 1 essenza di ogni forma d’ associazione
mentale; infatti gli elementi singoli d’un medesimo stato di coscienza non
esistono separati, ma come unità di somma, e da ciò nasce la tendenza a
rievocare la somma quando sia data una delle sue unità. Il Galluppi aveva già
ammesso, come fondamento dell’ associazione psichica, la legge per cui la
percesione passata ritorna tutta allorchè ne torna una parte; con tale legge
egli spiegava anche il fatto del riconoscimento. Cfr. Höffding, Peychologie,
trad. franc. 1900, p. 211 segg.; Ebbinghaus, Uober das Godächiniss; Galluppi,
Lesioni di logioa ο metaf., 1854, II, p. 742 segg. (v. sintesi psichica).
Totemismo. T. Totemismus ; I. Totemism; F. Totémisme. ‘l'ermine introdotto da
J. Long (1791) e rimasto nell’ uso per indicare l’ adorazione di oggetti
materiali ο percepibili, animali, piante, eco., fatta da tutti i membri di una
tribù ο clan, che per tal modo si sentono legati socialmente tra di loro. Il
totemismo, assai diffuso nei popoli primitivi e tra le razzo inferiori, si
distingue dal feticismo sia per il suo carattere sociale, sia perchè 1’
adorarione si rivolge a tutti gli oggetti di una classe, considerati come
capaci di esercitare un potere sull’ esistenza umana, mentre nel feticismo
questo potere è attribuito ad un oggetto solo. Il totemismo involge anche là
credenza che la tribù ο clan sia discesa per miracolo o mistero dall'oggetto ο
animale totemico; perciò esso è considerato come sacro, ne è proibito l’uso
come alimento © come vestimento, spesso è anche vietato di guardarlo © di
nominarlo, è adorato, rispettato, presiede le cerimonie che riguardano la
nascita, il matrimonio, la morte. Cfr. Pikler u. Somlo, Der Ursprung d. Totemismus,
1900; Frazer, Totemism, 1887; Durkheim, Les formes élémentaires de la vio 1181
ToT-Tra religionse, p. 141 segg.; F. B. Jovons, 1) idea di Dio, trad.
it. 1914, p. 85-93. Toto-parsiali, Si dicono così, nella dottrina dell’Hamilton
sulla quantificazione del predicato, quelle proposizioni in cui il soggetto è
preso universalmente, il predicato solo particolarmente. Possono essere tanto
affermative es. tutti i triangoli sono (alcune) figure quanto negative: es.
nessun triangolo è (qualche) figura equilatere. Toto-totali. Si dicono così,
nella dottrina dell’Hamilton sulla quantificazione del predicato, quelle
proposizioni in oui tanto il soggetto quanto il predicato sono presi in tutta
la loro estensione: es. tutti i triangoli sono (tutti i) trilateri. Nella loro
forma negativa il predicato è escluso totalmente dalla estensione e
comprensione del soggetto: es. nessnn triangolo è (nessun) quadrato.
Tradizionalismo. T. Traditionaliemus; I. TraditionaKem; F. Traditionalisme. In
generale designa qualunque indirizzo scientifico, filosofico, religioso,
letterario che vuol tenersi ligio alla tradizione e ad essa e’ ispira. Nella
religione dicesi tradisionalismo la dottrina che sostiene che le snpreme verità
religiose, © specialmente I’ esistenza di Dio, nonchè le verità fondamentali di
ordine metafisico, morale e religioso, non si possono conoscere se non in
grazia della rivelazione primitiva conservata ο diffusa dai testi encri ο dalla
tradizione, essendo la ragione umana impotente a raggiungerle. In particolare
dicesi tradisionaliemo 1’ indirizzo filosofico rappresentato in Francia dal
Chatenubriand, dal De Maistre e specialmente dal De Bonald, indirizzo
caratteriszato da una energica reazione contro la filosofia della rivolazione
(illuminiemo). L'errore di quest’ultima, secondo il De Bonald, è d’aver creduto
che la ragione possa da sò stessa trovare la verità e indirizzare la società,
mentre invece tutta la vita spirituale dell’uomo, essendo fondata sul
linguaggio, è un prodotto della tradisione storioa; il lingnagTRA 1182
gio è stato donato all’nomo da prima come rivelazione, e la « parola »
divina fonte di tutte le verità, ha per unica depositaria nella tradizione la
Chiesa, la cui dottrina è dunque la ragione universale data da Dio ο
trapiantata a traverso i socoli come il grande albero, su cui maturano i frutti
schietti della conoscenza umana. Concetti analoghi, quasi contemporaneamente al
Bonald, sostenne il Lamennais, per il quale alla nostra incapacità di
raggiungore il vero, sia per mezzo dei sensi, sis per mezzo della ragione,
supplisce il consenso comune, I’ autorità del genere umano, che diventa il
punto d'appoggio delle nostre conoscenze: « Esiste... per tutte le intelligenze
un ordine di verità ο di conoscenze primitivamente rivelate, ossia ricevute originariamente
da Dio, come condizioni della vita o meglio come la vita stessa... E come la
verità è la vita, com l'autorità, ossia la ragione generale manifestata con la
testimonianza o con la parola, è il mezzo necessario per giungere alla
conoscenza della verità, ciod alla vita dell’ intelligenza >. I
tradizionalisti si divisero in due gruppi: i primi, col Lamennais a capo,
costituirono l’école menaieienne, che fu dette anche fideista per P ufficio
esclusivo attribuito alla fede, all’ antorità della rivelazione divina, nell’
acquisto della vera certezza; i secondi, più temperati (Bonetty, Ventura,
Laforêt e i professori di Lovanio) ammettono una potenza nativa della ragione
umana, indebolita però dal peccato originale e bisognosa quindi d’un aiuto intellettuale
esteriore, cioè della rivelazione, per arrivare alla conoscenza distinta delle
verità razionali, morali e metafisiche.
Nella sociologia dicesi tradizionalismo quell’indirizzo il quale
considera le vario formazioni sociali, quali la costituzione politica, il
regime economico, il diritto, eec., come fondati non sopra idealità ο principi
astratti, ma sopra una tradizione, e s0stiene quindi che non possono essere
mutati in base a criteri puramente teorici. Cfr. Kleugten, La philosophie scola
1188 TRA stique, 1868, t. I, diss.
482-455 ; Lamennais, Essai sur Vindifférence, 1820, t. II, ο. 13; Vacant,
Études théologiques, 1895, I, p. 120 segg., 329 segg.; C. Ranzoli, II
tinguaggio dei filosofi, 1911, p. 219-223. Traducianismo. T. Traducianismus: I.
Traducianiem ; F. Traducianisme. O generazioniemo, è la dottrina con la quale
alcuni filosofi e teologi, Tertulliano, 8. Agostino, Lutero, Leibnitz, ece.,
spiegano l’origine delle anime individuali, imaginando che siano esistite tutte
in germe in Adamo, e si propaghino ora per generazione fisica come il corpo. «
Intorno all’ origine delle forme, entelechie ο anime, dice il Leibnitz, i
filosofi sono stati in grave imbarazzo; ma oggi, avendo riconosciuto mediante
ricerche esatte compinte sopra le piante, gli insetti ο gli animali, che i
corpi organici della natura non sono mai prodotti dal caos o dalla
putrefazione, ma sempre da sementi nelle quali esisteva indubbiamente qualche
preformazione, oggi si è giudicato che non solo il corpo organico vi era già
prima della concezione, ma anche un’ anima in questo corpo e in una parola l’
animale stesso, e che, per mezzo della concezione, esso è stato solamente
disposto ad una grande trasformazione per divenire un animale di un’ altra
specie ». Questa dottrina fu respinta dagli ortodossi ed è oggi combattuta dal
neo-tomismo, come contraria al dogma della spiritualità. Cfr. Tertulliano, De
an., 9; Leibnits, Monad., 74. Trance. Τ. Verzückung, Entzückung; I. Tranoe ; F.
Trance, Eztase. Fenomeno psicologico, caratterizzato da una grande
insensibilità per gli stimoli e uno stato di incoscienza © subcoscienzs
rispetto agli avvenimenti esteriori ; la personalità del soggetto è
profondamente alterata, le sue funzioni automatiche in parte interrotte, e i
suoi pensio possono essere concentrati in un determinato ordine di idee. Spesso
però la parola trance è adoperata ad indicare gli stati di estasi, di letargia,
di sonnambulismo ipnotico Cfr. Surbled, Spiriles et mediums, 1901; A.
Vissni-Scozzi, La medianità, 1901. Transitivo. T. Transgredient; I. Transiont;
F. Transitif. Dicesi forza o azione transitiva, per opposizione a immanente,
quella che passa da un essere ad un altro; la forza o causalità immanente è
invece quella che risiede e rimane nell’ essere. Dicesi anche transitiva, per
opposizione ad immutabile, un’ entità che consiste in una successione continua
di stati; immutabile è invece 1’ entità che non comporta cangiamento. Nel
meccanismo la forsa è concepita come transitiva, nel dinanismo come immanente.
Nella dottrina della creazione e del demiurgo l’azione della divinità sul mondo
è transitiva, mentre è immanente nel panteismo. La psiche, ’ io, la personalità
sono concepite, nel sensismo e nell’ empirismo, come smo, sostansialità)..
Transustanziazione.T. Transubstantiation; I. Transubstantiation ; F.
Transubstantiation. Dottrina teologica, formulata dall'abate Pascasio Radberto,
e accettata poi dalla Chiesa. Essa consiste nell’ammettere che il pane e il
vino nel Sacramento dell’altare, pur rimanendo gli stessi negli accidenti, sono
però convertiti nella sostanza nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo.
Trascendentale. T. Transscendental; I. Transcendental; F. Transcendental. Kant
designa in questo modo una cognizione o sciensa, la quale non si occupa
direttamente di oggetti, ma di una nostra maniera di conoscerli, in quanto essa
deve essere possibile a priori; ossia si occupa della facoltà di conoscere a
priori gli oggetti, ©, insiemo della validità dei suoi limiti e delle sue
condizioni. Quindi trascendentale si oppone ad empirico, che è ciò che è dovuto
all'esperienza sensibile. La Critica della Ragion pura, ricercando tutti gli
elementi a priori della conoscenza speculativa, stabilisce tutti i concetti ο i
prinoipt trascendentali; tutto ciò che appartiene alla Critica costituisce dunque
la filosofia trascendentale. Vi ha perciò una estetica trascendentale, che è la
scienza dei principi del pensiero puro e della conoscenza razionale, onde
consideriamo gli oggetti assolutamente a priori; un’analitica trascendentale,
che è il sistema dei concetti © dei principi dell’ intendimento puro; una
dialettica trascendentale, che cerca scoprire l'apparenza dei giudizi
trascendentali per evitare che essi ci ingannino. Nello stesso senso dicesi
realismo trascendentale quello dell’ Hartmann, in quanto pur affermando
l’idealità del mondo esterno in quanto tale, riconosce però alle forme dell’
intuizione e alle categorie del pensiero una validità anche nel dominio della
realtà in sò stessa; idealismo trascendentale quello di H. Cohen, E. König
ecc., che afferma l’immanenza del mondo esterno nella coscienza. Cfr. Kant,
Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 262 segg.; Id., Proleg., $ 40;
Schelling, Vom Ich als Princ. der Philosophie, 1795, p. 113 (v. trascendente).
‘Trascendentalismo. T. Transscendentalismus; I. Transcendentaliem ; F.
Transcendentalisme. Nel suo senso più generale si oppone ad empirismo, e indica
ogni sistema o indirizzo filosofico che fa appello alle capacità intuitive,
supersensibili dello spirito. In un senso più ristretto designa l’indirizzo dei
successori di Kant, che, eliminata ο trasformata la cosa in sò, unificato il
soggetto ο l'oggetto della conoscenza, conferito un valore completo e non
puramente fenomenico ai concetti di assoluto ο di pensiero puro, affermarono la
dipendenza del mondo dell’esperionza dall'attività della ragione; in tal modo è
tolta la differenza stabilita da Kant fra trascendentale e trascendente. Nel
primitivo senso kantiano, che è il più limitato, il trascendentalismo è
l'affermazione della possibilità della conoscenza a priori degli oggetti, e
della costruzione dei concetti, che possono così essere applicati. Nella filosofia della religione per
trascendentalismo s’ intende talvolta ogni religione che ammette la
trascendenza ontologica © logica della divinità; altre volte indica l’ insieme
dello dottrine, che considerano la sorgente delle verità religiose come un
organo o un processo di apprensione trascendente le forme ordinarie, e chiamato
visione mistica, estasi, intuizione, coscienza religiosa, ecc. Dicesi trascendentalismo logico quell’
indiriszo, rappresentato dallo Spir, dal Windelband, dal Rickert, che partendo
da una particolare interpretazione delle concezioni kantiane, considera la
funzione logica come un quid che, oltrepassando l’esperienza, serve come
criterio per apprezzarla. Cfr. Frothingham, Transcendontalism in New England, ;
A. Levi, Il trascendentaliemo logico, « Cultura filosofica», luglio 1911.
Trascendente. T. Transscendent ; I. Transcendent ; F. Transcendant. Si oppone
ad immanente © designa ciò che non risiede nell’ essere, che sorte da un
determinato soggetto, che supera determinati limiti. Nella gnoseologia designa
ciò che supera le nostre facoltà conoscitive, © semplicemente ciò che si eleva
al disopra delle idee è credenze comuni. Kant applica questo termine a ogni
conoscenza, che noi crediamo poter ottenere senza il soccorso dell’ esperienza,
e che perciò è interamente chimerica, « Chiameremo immanenti, egli dice, le
proposizioni fondamentali il cui impiego rimane completamente nei limiti dell’esperienza
possibile, trascendenti quelle che tali limiti sorpassano ». Gli scolastici
dicevano trascendenti le nozioni universali, come l’unità e l'essere, che a’
applicano a tutto e non sono propriamente dei generi. Cfr. Kant, Krit. d.
reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 262; Prantl, Geschichte d. Logik, 1885, III, p.
8-9, 114, 245; A. Richi, Der philos. Kriticismus, 1887, t. Il, v. 2, p. 168 (v.
transitivo, trascendentale). Trasformismo. T. Tranaformalignetheorie ; I.
Transformism ; F. Tranaformieme. La dottrina secondo la quale le specie
naturali non sono fisse, ma si sviluppurono gradatamente attraverso il tompo,
procedendo dalle forme più semplici verso quelle più complesse. Essa si oppone
all’altra dottrina, fondata già da Linneo, che considera le specie come
costanti 6 tante quante ne cred Dio fin dal principio. Intuita anche
nell'antichità, la dottrina del trasformismo fu scientificamente esposta e
difesa per la prima volta dal Lamarck, il quale attribuì ls graduale
trasformazione delle specie alle condizioni esterne della vita, all’ abitudine
e all’ uso e disuso degli organi. Più tardi il Geffroy ripiglieva il concetto
lamarchiano della discendenza delle specie viventi da altre che le hanno
precedute, attribuendo però la massima importanza all’azione dell’ ambiente;
finchè Carlo Darwin poneva il concetto dell'evoluzione su basi ancor più
solide, aggiungendo ai fattori di essa, già riconosciuti dal Lamarck e dal
Gefîroy, la sopravvivenza del più adatto (elezione ο selezione naturale)
necessaria conseguenza della rapida riproduzione degli organismi e della lotta
per In vita. Fra i-moderni sostenitori del trasformismo alcuni, col Weismann,
negano l'eredità dei caratteri acquisiti, esagerando V opera dell’ elesione
naturale (noo-darwiniani) ; altri, con lo Spencer, attribuiscono la maggiore
efficacis all’infinenza dell’ambiente ο agli effetti dell’ uso © disuso degli
organi (neo-lamarokiani). Il trasformismo si distingue dal darwinismo, che è la
stessa dottrina trasformistica quale fu intesa ed esposta dal Darwin, ο dall’
evolusioniemo, che è il trasformismo applicato a tutti i fenomeni naturali,
inorgonici, organici e superorganici. Cfr. R. Schmidt, D. darwinsche Theorie,
1876; H. F. Osborn, From the Greeks to Darwin, 1894; Hendley, Problems of
evolution, 1901 ; Th. Ribot, La peychol. anglaise contemp., 1875, p. 160-247;
Delago ο Goldamit, Les théorier de l’érolution, 1910; E. Clodd, 1 pionieri
dell'evoluzione, trad. it. 1909 (v. adattamento, conrergenza, divergenza,
credità, lotta, selezione, specie, variabilità, cco.). Tra-Trı 1188
Trasmissione. 1. Ucberlieferung, Foripfansung : I. Tran mission; F.
Transmission. Nella biologia indica il passagyric dei caratteri degli
ascendenti nei loro discendenti (eredità). Nella psico-fisiologia l’espressione
conduzione ο trasmissione nervosa indica il fenomeno che si compie lungo il
cilindro asso delle fibre nervose, per la loro attitudine di enbire delle
particolari modificazioni in seguito ad uno stimolo, e di trasmetterle dal
punto stimolato verso le estremità della fibra. Affinchè la trasmissione si
possa compiere, è necessario che non sia avvenuta alcuna discontinuità
anatomica lungo la fibra. La eccitazione di una fibra nervosa non si comunica
alle vicine, sia la fibra stimolata di senso © di moto: ciò costituisce la
legge della trasmissione isolata (G. Müller); se non esistesse questa legge,
non sarebbe possibile nè di provocare la contrazione di alenni determinati
muscoli soltanto, nè di localizzare le sensazioni. Le fibre che servono ai vari
sensi, se stimolate, dànno sensazioni ad essi relative; le fibre motrici dànno
sensazioni muscolari e seoretorie. Cfr. J. Müller, Handb. d. Physiol., 1885;
Setschenow, Pfliiger’s Arch., , XXV (v. eccitazione, fibra). Traumatopio.
Strumento che serve a dimostrare le proprietà delle imagini consecutive
negative. Con esso si fanno vedere a brevissimi intervalli delle figuro umane o
animali, nelle posizioni successive di un dato movimento, e, in conseguenza,
sembra di vedere realmente una persona che eseguisca quel movimento. Tricotomia.
T. Dreitheilung; I. Trichotomy ; F. Trickotomie. La divisiono logica i cui
membri dividenti sono in numero di tre. Di questi membri dividenti due sono
generalmente opposti, uno intermedio; ad es. : i sentimenti umani sono
egoistici, altruistici ο egoaltruistici. Per tale ragione alcuni preferiscono
la tricotomia alla dicotomia, nella quale i membri dividenti costituiscono una
perfetta contrarietà, che le dà simmetria ed csattezra logira, ms Tro la ronde
in molti casi inapplicabile. Dicesi
anche tricotomia Vantica dottrina, contenuta in germe nel Nuovo Testamento
ancora sostenuta da slouni teologi tedeschi, secondo la quale la natura
dell’uomo si distingue in corpo (soma), anima (psyche), e spirito (pneuma).
Cfr. J. B. Heard, The tripartite nature of man, 1870; Masci, Logica, , p. 304
segg. (v. divisione, diootomica). Tropo. Dal greco τρόπος attitudine, indole, modo di pensare. Nella
retorica è una figura per cui ad una parola si dà un significato diverso dal
suo proprio; nella storia della filosofia designa gli argomenti o motivi di
dubbio, adoperati dagli scettici contro i dogmatici. Per Pirrone tali argomenti
erano dieci, ma si risolvevano poi tutti nell’unico comune argomento delle
illusioni dei sensi. Per Agrippa, invece, erano cinque, e in essi trovasi
riassunto in forma precisa tutto quanto lo scetticismo aveva prodotto di
essenziale in pareochi secoli di speculazione. Il primo tropo di Agrippa è la
contraddizione: non essendovi alcun principio che non sia stato negato, appenn
il dogmatico pronunoierà un giudizio si potrà opporgliene uno opposto. Egli
cercherà allora di dedurre il proprio principio ds uno più generale, ma anche a
questo si potrà fare la stessa obbiezione; ne cercherà un altro più generale,
poi un altro ancora, © così via vis senza poter vincere l’obbiezione. Egli
cadrà dunque nel secondo tropo, il progresso all'infinito. Ma può darsi ch'egli
creda d’essere arrivato a cogliere un principio che non ha bisogno a
appoggiarsi eu altri, che è evidente per sò stesso; ma in tal caso gli si
risponde, che è evidente ciò che pare vero ad uno spirito, mentre agli altri
può parer faluo : è il terzo tropo della relativita. Se egli obbietta che il
sno principio non ha prove, cade nel quarto che è l'ipotesi, © se vuol tentare
la dimostrazione cade nel quinto che è il diallelo, poichè la dimostrazione
presuppone il valore della ragione, che pretendo dimostrare. Cfr. Sesto
EmpiTur rico, Pyrr. Hyp., I, 38 segg.,
164 segg., II, 194 segg.; Id.. Adv. Math., VIII, 316 segg. (v. epoca,
dicotomia, isostenia). Tutto. Gr. Τὸ ὅλον; Lat. Totum; T. Ganze; I. Whole: F.
Tout. Per Cristiano Wolff, unum, quod idem est cum multie, dicitur totum. Il
Rosmini lo definisce pure come il complesso di quelle cose che insieme formano
uno. Come I’ uno è correlutivo del molteplice, così il tutto è correlativo
della parte. Perd tra il concetto di tutto e il concetto di uno, vi ha la
differenza che questo, in quanto è applicato a molte entità, ha in 8 la
relazione per la quale un'entità esclude le altre, mentre quello ha in sè la
relazione di abbracciare le parti, che compongono la medesima entità e di
negare che ce ne siano altre, che concorrano a comporla. Ad ogni modo il tutto
si può predicare dell’ uno © di ogni uno si può predicare il tatto, cosicchè le
due proposizioni « ogni tutto è uno » e «ogni uno è tutto» sono dialetticamente
convertibili. Furono distinte tre specie di tutto: il totum ante partes (BAov
πρὸ τῶν μερῶν), che è quello senza parti, o quello che la mente concepisco con
un solo atto senza guardare allo parti; il totum ex partibus (ὅλον dx τῶν
μερῶν), che è quello che si riguarda come un composto di parti; e il totum in
partibus (Άλον ἓν τοῖς µέρεσι), che è l'uno possibile considerato nelle parti,
il tutto riguardato nel complesso delle parti como esistente nella sus materia,
Si dice poi tutto fisico quello che è costituito di parti congiunte in modo da
fo mare una sola natura, come il composto di materia e di forma; tutto
metafisico ciò che è composto di genere e di differenza, di comune ο di
proprio; tutto matematico ciò che è composto di parti juzta positae; tutto
sillogiatico quella specie di tutto che risulta dal legame che hanno fra loro
due cose affermate, l'una delle quali trae seco l'esistenza dell'altra; tutto
logico una nozione universale, ad esempio il genere, che nel suo seno contiene
virtaalmente altre nozioni meno estese, come le specie. Nel lin 1191 Tuz-Upr guaggio della scolastica il totum per
so è quello che consta di parti ordinate a costituirne l'essenza; il totum per
aocidens ciò che consta di più enti in atto 0 completi, ad es. un mucchio di
grano; totum essentiale ciò che risulta da parti costituenti fisicamente e
metafisicamente la sua quid„dit, ad es. l’uomo che consta fisicamente di corpo
ο d’ anima, metafisicamente di animale e razionale; totum perfeotibile è detto
il genere perchè della cosa esprime il materiale © il più comune, totum
perfootivum la differenza, che esprime il formale della cosa, © totum perfeotum
la spécie perchè esprime il formale ο il materiale della cosa. Cfr. Platone,
Teoteto, 204 E; Aristotele, Metaph., V, 26, 1023 %, 26; C. Wolff, Philos. prima
sive ontologia, 1786, $ 341; Rosmini, Logica, 1853, $ 571 segg. (v.
molteplicità, unità). Tusiorismo (tutior = più sicuro). Il Rosmini chiama così
la dottrina morale che egli considera come la prima forma sotto cui si mostra
l'agire etico nella storia dell'umanità -secondo la quale, quando I’ individuo
trovasi dubbioso sulla determinazione da prendere, deve scegliere sempre la via
più sicura. Essa si compendia tutta nel priucipio: in dubio tutor pare eat
eligenda. Cfr. Rosmini, Storia comparativa ο oritica dei sistemi intorno alla
morale, 1897. Uditive (sensazioni). "I. Hörempfindungen; I. Hearing
sensations ; F. Sensations auditives. Hanno per organo l’orecchio, per stimolo
le vibrazioni dell’aria rispondenti alle vibrazioni di un corpo, per contenuto
il suono, che è dato da una serie di vibrazioni regolari © periodiche, ο il
rumore, che corrisponde a vibrazioni irregolari. Le vibrazioni sono raccolte
dal padiglione dell’ orecchio, trasmesse alla membrana del timpatio, comunicate
da questa agli ossicini dell’orecchio medio, che alla lor volta le trasmettono
alla perilinfa © all’ endolinfa dell’ orecchio interno, ove Usu 1192
sono raccolte dalle terminasioni dei nervi nonstici. Per produrre una
sensazione uditiva le onde sonore devono succedersi almeno colla frequenza di
15-40 per secondo © non oltrepassare la frequenza di 16,000-41,000. L’altessa
del suono dipende dal numero delle vibrazioni in un minuto secondo; l'intensità
dall’ ampiezza dell’ onda di vibrazione; il timbro o metallo delle note dalle
differenze qualitative fra una medesima nota; la consonanza si ha quando le
onde di due suoni si combinano in modo da produrre un suono formato da onde più
ampio ma tutte uniformi. La direrione del suono viene argomentata dalPindividuo
in base alla differenza fra le sensazioni percepite per meszo dell’ uno e
quelle percepito per mezzo dell’altro orecchio, e in base alla differenza fra
l'intensità delle sensazioni percepite dallo stesso orecchio, mentre osso si
trova in questa ο quella posizione. Cfr. J. K. Kreibig, Die funf Sinne des
Menschen, 1907, p. 51 segg.; Helmholtz, Die Lehre von don Tonempfindungen, 5
ed. 1896; F. Besold, Die Funktionsprüfung des Ohres, 1897; C. Stumpf, Tonpsychologie,
1890; Bain, Mental soienoe; P. Bonnier, L’ Audition, 1901 (v. aousma,
biauricolare, timpano, potere risolutivo). Uguaglianza. T. Gleicheit,
Gleichung; I. Equality: F. Egalité. Dicesi uguaglianza logios di due
proposizioni © classi il loro reciproco implicarsi o contenersi, di due
concetti l'avere la medesima estensione.
Uguaglianza politica è il principio in base al quale i diritti politici,
i gradi ο le dignità pubbliche sppartengono a tutti i eittadini senza
distinzione di classe o di fortuna; uguaglianza giuridica il principio in baso
al quale lo prescrizioni, le proibizioni 9 le pene logali sono identiche per
tutti i cittadini senza eccezione di nascita, di situazione ο di fortuna; l'una
e l’altra specie di uguaglianza αἱ anol dire formale, per contrapposto alla
reale ο materiale, che intercede tra due ο più uomini che hanno identica la
fortuns, 1193 Uau l'intelligenza, la cultura, la salute,
ecc. Il liberalismo, nella sua forma pura, consiste nel respingere l’
uguaglianza materiale, che non si realizza in alcuna società, e assumere come
regola la realizzazione dell'uguaglianza formale. « Spesso esiste un grande
intervallo, dice il Condorcet, tra i diritti che la legge riconosce ai
cittadini e i diritti di cui essi hanno il reale godimento, tra l’ uguagliansa
stabilita dalle istituzioni politiche e quella che esiste tra gli individui.
Queste differenze di stato hanno tre cause principali: l’ inuguaglianza della
ricchezza, l’ inuguaglianza di stato tra quello i cui mezzi di sussistenza,
assicurati da lui stesso, si trasmettono alla sua famiglia, e quello per cui
tali mezzi sono dipendenti dalla durata della sua vita, o piuttosto dalla parte
della sua vita nella quale è capace di lavoro; infine } inuguaglianza di
istruzione.... Queste tre specie di inugnaglianza reale possono diminuiro
continuamente senza tuttavia annullarsi, poichè hanno delle cause naturali e
necessarie, che sarebbe assurdo e pericoloso voler distruggere ; non si
potrebbe nemmeno tentare di farne sparire interamente gli effetti, senza aprire
delle sorgenti di disuguaglianze più fecondo, senza portare ai diritti degli
uomini dei colpi più diretti e più funesti ».
Nella matematica si chiama uguaglianza l’espressione algoritmica,
numerica o letterale, la quale consta di due membri separati tra di loro dal
segno = (uguale); noll’uno dei due membri il valore è il risultato delle
operazioni eseguite nell'altro; ad es.: b + 2
8; a (b + d) = ab + a d. Nella meccanica
due forze si dicono uguali, quando con una stessa forza si può fare equilibrio
all’ una © all'altra. Nella geometria,
due figure si dicono nguali quando sono costituito di parti rispettivamente
sovrapponibili; così due triangoli sono uguali, quando le parti, cioè gli
angoli e i lati dell’ uno, sono rispettivamente sovrapponibili agli angoli e ai
lati dell’ altro, sicchè, quando le due figure sono sovrapposte, ne formano
idenULT-Uma 1194 ticamente una sola. Ciò però soltanto
riguardo alle figure piane; poichè, quanto alle solide, può darsi che siano
costituite di parti sovrapponibili, se prose separatamente, ma non
sovrapponibili se prese tutte insieme, a causa della loro diversa
distribuzione; ad es. le due mani dell’uomo sono costituite di parti
perfettamente uguali, ma poichè queste sono diversamente distribuite, esse mani
non sono sovrapponibili. In tal caso P uguaglianza delle figuro vien detta
uguaglianza di simmetria, e le figure son dotte figure simmetriche. Se poi si
hanno due figure identiche per le loro misure, ma non per la forma, esse si
dicono equivalenti; nel caso inverso si dicono simili. Rousseau, L'origine de
l'inégalité parmi les hommes; Condorcet, Progr. de l'esprit humain, 1804 (v.
equazione, identità, geometria, simile). Ultimo. T. Letste, End-; I. Ultimate;
F. Dernier, ultime, final. Ciò oltre di cui non si pnd andare: fine ultimo è
quello che non è alla sua volta mezzo di un altro fine: la ragione ultima
quella che non abbisogna di un’altra ragione o spiegazione; speoie ultima
(ultima ο infima species) quella che non è a sua volta genere rispetto ad altre
specie, ‘e non contiene che termini singolari (v. inconcepibile. inoonoscibile,
supremo, primo). Umanismo. T. Humanismus; I. Humanism; F. Humanisme. Nel suo
significato più generale 1’ smanismo è quel movimento degli spiriti col quale
s’apre il Rinascimento, caratterizzato da uno sforzo per rialzare la dignità
dello spirito umano e metterlo in valore, ricollegando, sopra il medioevo e la
scolastica, la cultura moderna all’ antiea: esso giunge circa fino al 1600 e
abbraccia la fine della tradizione medievale per opera dell’ellenismo puro. Il
secondo periodo, il naturalismo, abbraccia i principi della nuova seienza della
natura, liberi d’ogni schiavitù, e, al loro seguito, i grandi sistemi
metafisici del secolo XVII. Però i due periodi, umanistico e naturalistico,
costitui 1195 Uma scono nel loro insieme
un tutto solo; infatti il motivo interiore del movimento umanistico è la stessa
aspirazione ad una conoscenza affatto nuova del mondo, che si realizzd poi con
lo sviluppo delle soienze naturali; ma il modo e le forme intellettuali come
ciò avvenne, si presentano dipendenti dagli impulsi scaturiti dall’
accoglimento della filosofia greca. Il fermento essenziale del movimento
umanistico fa il contrasto tra la filosofia medievale, già in dissoluzione, e
le opere originali dei pensatori greci, che si cominciarono a conoscere col
secolo XV. Da Bisanzio, attraverso Firenze ο Roma, sopraggiunge una nuova
corrente di cultura, che fece deviare il cammino del pensiero occidentale; gli
umanisti si ribellarono alle diverse interpretazioni mediovali della metafisica
greca, alla deduzione autoritaria dei concetti presupposti, alla durezza
inelegante del latino monastico, e la loro opposizione ottenne una rapide
vittoria con la meravigliosa restituzione del pensiero antico, con la fresce
percezione di una generazione amante della vita, con la finezza ο lo spirito di
un tempo ricco di cultura artistica. Nel
suo significato più ristretto, l’umanismo è quell’ indirizzo filosofico
contemporaneo, molto affine al prammatiemo, che fa capo a F. C. 8. Schiller, il
quale gli diede appunto questo nome. Esso si riattacca, secondo lo Schiller,
alla massima protagoren che l’uomo è la misura di tutte le cose, 6 ha questo
tesi fondamentali: una proposizione è vera o falsa a seconda che le sue
conseguenze hanno o non hanno valore pratico, quindi la sua verità o falsità
dipende dallo scopo a cui si tende; tutta la vita mentale suppone degli scopi;
questi scopi, non potendo essere, per noi, che quelli dell’essore che noi
siamo, ne segue che ogni conoscenza è subor nata in ultimo alla nature umana e
ai suoi bisogni fondamentali. Per tal modo « l’umanismo è puramente il rendersi
conto che il problema filosofico rignarda degli esseri umani aforzantisi di
comprendere un mondo d’espeUma 1196 rienza umana coi meszi della coscienza umana
». L’umanismo, diffondendosi, ha assunto forme diverse. Per il Le Danteo la
scienza è una serie di constatazioni fatte sulla soala umana; le ipotesi non
hanno altro scopo che « preparare delle esperienze utili: un'ipotesi si
giudicherà dalla sus fecondità >; la logica «fa parte del meccanismo umano
allo stesso titolo delle braccia o delle gambe »; «luomo non conosce che dei
rapporti di cos con l’uomo; ciò che noi chiamiamo le cose, sono gli elementi
della desorizione umana del mondo ». Con maggior larghezza, il Troiano
concepisce l’umanismo come «un sistema autropocentrico del sapere filosofico,
sul fondamento d’una teoria delle attività, delle renzioni ο dei prodotti dello
spirito, studiato nella sua realtà di fatto, immediata ο storica », il quale
sistema deve culminare in «uns concozione del mondo, quale appunto I’ uomo,
conscio della sua centralità teoretica e apprezzativa, in connessione di tutto
il sno sapere, può oriticamente formarsi »; esso perciò assume l’uomo come
materia e spirito nel tempo stesso, come sensibilità, istinto, bisogno,
coscienza conoscitrice © valatatrice, nd pretende identificare spirito e
natura, ud toglie valore alle esigenze corporee, nd sacrifica ad osse i diritti
dello spirito; e, nell’ interno dello stesso organismo psichico, non intende
ridurre le esigenze dol pensiero a quelle della vita morale, nd viceversa. Il
movimento umanistico contemporaneo è certo una manifestazione caratteristion
del pensiero filosofico, uno sforzo di costituire una teoria dei primi principî
della vita intellettuale ο della vita morale, assumendo l’uomo, realtà vivente,
immediata ο storica, come centro teoretico e apprezzativo del mondo; esso
supera ad un tempo il panteismo trascendente ο il solipsismo gnoseologico,
cercando nella consenziente soggettività degli spiriti il tratto @’ unione
dell’individualismo e dell’ univerealismo. Cfr. J. Burckhardt, Die Kultur der
Renaissanoo in Italion, Uma-Umo 1886,
trad. it. Valbuss, 1899; Mar. Carrière, Die philosophische Woltanschauung der
Reformationszeit; F. Fiorentino, Il risorgimento filosofico del quattrocento;
F. C. Β. Schiller, Humaniem, philosophioal essays, 1908 ; Id., Studies in
Humanism, 1907; F. Le Danteo, Les lois naturelles, Introd. p. x; P. R. Troiano,
Le basi dell’umanesimo, ; G. M. Ferrari, L’umanesimo filosofico, « Riv.di fil.
v. pragmatismo. Umanità. T. Humanität, Menscheit, Menschlichkeit; I. Humanity,
Mankind; F. Humanité, Oggettivamente indica quella vasta famiglia, moralmente
unita, nella quale entrano tutti gli uomini per la loro comune natura;
soggettivamente designa quell’ insieme di caratteri spirituali, cho distinguono
la stessa natura umana, elevandola sopra ogni altra categoria di esseri,
compresi i bruti. In questo secondo senso, l’umanità è concepita sotto due
aspetti diversi nella società greco-romana ο nella cristiana: in quella 1’
Άνπιαnitas è riguardata specialmente nelle sue facoltà intellettuali ed
artistiche, in questa nelle sue doti morali, nella carità, nella benevolenza e
nel perdono. In entrambi i sensi il vocabolo fa adoperato da Augusto Comte, per
il quale l'umanità è sia l'essere collettivo costituito dalP insieme degli
uomini, sia l'insieme dei caratteri costituenti «l’ascensione crescente della
nostra umanità sulla nostra animalità, per la doppia supremazia dell’
intelligenza sulle tendenze e dell’ istinto simpatico sull’istinto personale
>; in un terzo senso, più ristretto, l’umanità è per il Comte soltanto 1
insieme degli uomini che hanno effcacemente contribuito allo sviluppo normale
delle qualità proprinmente umane, e in questo senso egli chiama 1’ umanità il
Grand’ Essere. Cfr. A. Comte, Cours de philosophie positive, , lez. 59;
Lévy-Bruhl, La philon. d'A. Comte, p. 389-391 (v. cosmopolitismo, solidarietà).
Umorismo. T. Humoriemus; I. Humorism ; F. Humoriame. È una forma del sentimento
del comico, dal quale Umo 1198 però si distingue sia per un grado maggiore
di finezza e @ intellettualita, sia per la mancanza d’ogni elemento
dispregiativo. Secondo 1’ Hòffding esso è «il sentimento del ridicolo avente
per base la simpatia »; può svilup parsi fino a diventare un modo di
comprendere la vita, una disposizione fondamentale a considerare con simpatia
tutto ciò che vive e a confidare nelle forze che trionfano nella natura e nella
storia: « La concezione umoristica della vita s'è adattata all’esperienza, la
quale ο insegna che anche il grande ο il sublime hanno i loro limiti, il loro
aspetto finito, e se essa ride di ciò che v ha di piccolo e di ristretto, non
dimentica che è la forma d’un contenuto, che ha il suo valore. Essa #’ è
adattata ai miti della grandezza come all’ imperfezione della folicità e sa per
esperienza che, sotto apparenze piccole e meschine, può nascondersi un gran
tesoro ». Per il Masci l umorismo è la forma superiore della comicità, « con
esso la comicità diventa abituale, e si estende ad una parte maggiore o minore
della realtà »; esso è ingenuo o consapevole, gaio o triste, e va dalla forma
che è schietta comicità a quella che è una forma filosofica del dolore umano,
che è riflessione comica sulla realtà in generale; se è alleato col sentimento
di simpatia, se trova ancora del buono nelle cose, |’ umorismo è benevolo; se
invece la simpatia è spenta e la condanna è assoluta, 1’ umore è l’espressione
dello spirito che nega, l’ irrisione tragica dell’ esistenza. Secondo il
Momigliano 1’ umorismo sta fra Y ironia pura e la satira, non avendo πὸ il
carattere scherzoso della prima, nd lo scopo correttivo della seconda; egli ne
distingue varie forme, la sentensiosa, ad cs. quella del Manzoni; la
drammatica, nd es. quella del Dikens; V umorismo che consiste tutto nell’
avvicinar U’ insignificante al grave, ad os. quello del Pulct; 1’ umorismo
ottimistioo, che non contrappone il male al bene, ma il bene al male; quello
indulgente, che rileva un difetto ridendo; quello 1199
melanoonicamente rassegnato, nel quale la dolorosa vu del male è bensì
mitigata dal sapere che esso è inevitabile, ma è mista con un mite rimprovero
alla sorte degli uomini ; l’ umorismo pessimistico 0 tragico, che esagera il
compiacimento con cui si rileva il male proprio ο quello sparso nel mondo; il
serio, che non è che un sorriso di dolore, la voluttà triste ma tranquilla che
1’ umorista prova nel profondarsi lentamente nella malinconia, e00.; egli compendin
queste forme definendolo « quella forma di comicità, in cni si rileva
inaspettatamente, senz’ alcuno scopo correttivo e con un compiacimento più o
meno visibile, un difetto o un contrasto, fondendo elementi seri con elementi
scherzosi, oppure mescolando il compi mento colla simpatia © colla
rassegnazione, oppure rivelando I’ abitudine di considerare il corso generale
delle cose con una penetrazione superiore 9 con un senso filosofico della
vita». Cfr. Lotse, Geschichte d. Aesthetik in Deutschland, 1868, p. 375-377;
Höffding, Peychologie, trad. franc. 1900, p. 390 segg.; Baldensperger, Les
definitions . de l'humour, in Études d’hist. littéraire; Masci, Psicologia del
comico, 1889; A. Momigliano, L’ori-! gino del comico, « Cultura filos. », sett.
; Pirandello, L’ umorismo, (v. comico,
ironia). Unicità. La qualità di ciò che è unico; si distingue dalla unità, che
è la qualità di ciò che è uno. Così il monoteismo à la dottrina dell’ unicità
di Dio, l’enoteismo In dottrina dell’ unità di Dio. Uniformitä. T.
Einförmigkeit, Gleichförmigkeit; I. UniSormity; F. Uniformité. Può essere
statica e dinami „prima consiste nel fatto che due o più individui d’ una
classe posseggono caratteri essenziali identici, la soconda nel riprodursi
degli stessi fatti col riprodursi delle stesse condizioni. La prima specie di
uniformità dà il tipo delle scienze staticho, la seconda la legge delle
dinamiche. Nel postulato della uniformità della natura sono comprese enUnt 1200
trambe le specie, ma più precisamente la seconda; poichè è su questa che
è fondata la costruzione induttiva delle leggi e la loro applicazione deduttiva
alla esplicazione dei singoli fatti. Nella stessa vita pratica, ogni nostra
azione in vista di un fine, in quanto è conformata all’ esperienza precedente,
presuppone come condizione necessaria l’uniformità statica ο dinamica, ossia di
coesistenza © di sequenza, dei fenomeni naturali, Unità. T. Zinhoit; I. Unity;
F. Unité. È la qualità di ciò che è uno, montre I’ unicità è la qualità di ciò
che è unico. Quindi l’unità non esclude, ma implica la molteplicità, della
quale è concetto correlative © senza di cui sarebbe inconcopibile. Quanto all’
origine dell’ idea di unità, secondo alcuni filosofi è innate, secondo altri è
un prodotto di esperienza sensibile, secondo altri risulta dall’ esperienza
interna. Per il Fénélon essa è innata, in quanto non può derivare nò dal senso
interno, nè dai sensi esterni, che ci presentano sempre dei composti © dei
molteplici : « Io concepisco un esseré, che non cambia mai affatto di pensiero,
che pensa sempre tutte le cose insieme, ed in oui non si può trovare alcuna
composizione 6 tanto meno successione. E senza dubbio questa idea della
perfetta ο suprema unità, che mi fa tanto cercare qualche unità negli spiriti
ed ancora nei corpi. Questa idea incessantemente presente nel fondo di me
stesso è nata con me; essa è il modello perfetto sul quale io cerco dappertutto
qualche copia imperfetta dell’ unità, Questa idea di ciò che è uno, somplice ed
indivisibile per eocellenza, non può esser altro che l’iden di Dio ». Per
Spinoza l’ unità non è una proprietà delle cose, ma ciò che è compreso in uu
atto mentale: Unitaten.... onti nihil addere; sed tantum modum cogitandi esse,
quo rem ab aliis separamus, quae ipti similes sunt, rel oum ipsa aliquo modo
conveniunt. Invece per il Leibnitz essa è una proprietà oggettiva, tantoohd ce
qui n'est pas réritablement un ostre, n'est pas non plus véritabloment um
estre. UNI Per C. Bonnet è una semplice idea, che l’anima si forma «
considerando in ogni oggetto soltanto I’ esistenza ο facendo astrazione da ogni
composizione e da ogni attributo ». Per il Locke, « fra tutte le nostre idee,
non ve n’ ha alcuna, che ci sis suggerita da un più gran numero di mezzi di
quella di unità, sebbene non ve ne sia alcuna più semplice. Non v’ ha nessuna
apparenza di varietà o di composizione, in questa idea: ed essa si trova unita
a ciascun oggetto che colpisce i nostri sensi, a ciascuna ides che si presenta
al nostro intendimento, ed a ciascun pensiero del nostro spirito ». Per
Berkeley l’ unità è una semplice astrazione, senza corrispondente obbiettivo;
per Kant è « l’unità formale delle coscienza nella sintesi della molteplicità
delle rappresentazioni » © sorge dalla identità delVautocoscienza. Il Galluppi
distingue tre specie d’anità, la sintetica, la metafisica ο la fisica. L'unità
sintetica risultada una operazione del nostro pensiero, ed è perciò condizi
nale; l’unità fisica è la stessa unità sintetiea che il nostro pensiero
attribuisce agli oggetti corporei; l’una e l’altra derivano dall’ unità
metafisica, che, essendo la stessa unità dell’ anima, è assoluta, invariabile,
non risulta dalla congiunzione di diversi elementi, non dipende da alcuna
condizione: « Senza l’unità metafisica non è possibile 1’ unità sintetica del pensiero,
ο senza 1’ unità sintetica del pensiero non è possibile l’unità sintetica
fisica ». Il Rosmi la definisce come quella qualità del soggetto, per la quale
esso è indiviso in sè stesso, © diviso, ossin separato, da ogni altro; quando
questa qualità si predica del soggetto, allora essa, prendendo la forma di
predicato, dicesi uno. Per il Wundt il concetto di unità è puramente la
funzione della concezione logica presa nel contenuto concettuale, ο da esso ba
origine l’unità rappresentativa delle cose. Si distinguono varie specie di
unità: quella «pirituale, vale a dire l’unità della coscienza, sia essa un’
unità sostanziale © puramente dinamica ed empirica; quella logica, che
con76 RanzoLI, Dirion. di scienze filosofiche.
Um 1202
siste nell’ unificarsi del molteplice particolare nel generico astratto,
assunto come tipo comune; quella numerica ο matematica, che è una delimitazione
nel tempo e nello spazio, © da cui originano le nozioni di numero e di
grandezza; quella fisica ο materiale, risultante da un insieme di parti
indivise formanti un tutto; quella trascendentale, che consiste nella
individualità degli elementi costitutivi di una cosa, ad es. l’uomo è uno
sebbene abbia un’ anima ed un corpo organico. Gli scolastici chiamavano unitas
per se quella che nasce da una essenza o natura, sia semplice o composta, come
l’unità della natura divina o dell’ uomo; unitas per accidens quella che nasce
da diverse nature, di ordine o predicamento diverso, come un mucchio di pietre;
unitas materialis o individualis 1’ entità di ciascun individuo, in quanto
esprime incomunicabilità e indivisione in più inferiori ; unitas formalis o
essentialis quella della specie o del genere in quanto si distinguono
rispettivamente da ogni altra specie o genere; unitas semplicitatis quella di
un ente indivisibile in atto e in potenza, unitas compositionis quella invece
di un ente che è uno numerioe ma è composto di parti distinte e potenzialmente
divisibili; umitas rationia quella per cui, con un atto mentale, di più
individui si fa una specie sola o di più generi un solo genere; unitas
#0Utudinte l'unicità in una data natura, ad es. l’unità divina. Aristotele Met.;
Spinoza, Cogit. metaph., I, 5; Leibnitz, Philos. Sorhiften, ed. Gerhardt, II,
97; Wolff, Ontologia, 1736, $ 238 © 239; Bonnet, Essai de peychol., , C 14;
Berkeley, Princ., XII; Kant, Krit. d. reinen Vern., ed. Kehrbach, p. 119 segg.;
Genovesi, Metaph. lat., parte I, cap. 5, def. 42; GALLUPPI Lezioni di logica e
metaf..; Wundt, Syst. der Phil., , p. 227 (v. individuo, numero, quantità,
tutto, uno). Universale. Lat. Universalis; T. Allgemein; I. Univertal; F.
Unirersel, Che si estende a tutto l'universo, o ap 1208 Uni partiene a tutti gli uomini, o non soffre
alcuna eccezione; cost si dice, nel primo senso, causalità universale, nel
96condo consenso universale, nel terzo le leggi di natura sono universali.
Dicesi giudizio universale quello in cui il concetto che fa da soggetto è preso
in tutta la sua estensione; la sua formula è: tutti gli A sono B, oppure,
nessun 4 è B. I giudizi universali sono la formula del pensiero scientifico,
perchò esprimono i principî, le leggi ο le conoscenze universali. Secondo
alcuni logici anche i giudizi individuali sono universali, perchè anche in essi
il concetto del soggetto à preso nella massima estensione : infatti, essendo il
soggetto un individuo, cioò qualche cosa che è indiviso ο che si suppone tale,
non può evidentemente esser preso in parte della sua estensione, Ma altri
logici respingono codesta identificazione, opponendo che nel giudizio
universale il concetto del soggetto non è preso come indivisibile, mn come un
tutto diviso in parti, delle quali si predica quello stesso che si predica del
tutto. Diconsi nozioni universali © principi universal i principi supremi della
ragione, perchè essi sono veri non già per un determinato numero di casi ο per
un determinato ordine di cose, ma per tutti i casi e tutte le cose senza
eccezione alcuna. La loro universalità si rivela anche nella identità con cui
si manifestano in tutte le intelligenze (v. generale, individuale, singolare).
Universali (universalia). Le idee generali, che Aristotele aveva classificato
in numero di cinque: genere, specie, differenza, proprio, accidente.
Considerati dal punto di vista della estensione, cioò dell’insieme delle cose
individuali alle quali si applicano, si distinguono tra gli universali i generi
e le specie; considerati dal punto di vista della comprensione, cioè
dell’insieme dei caratteri ο delle qualità che designano, si distinguono la
differenza, il proprio e 1’ accidente. Aristotele, che, al pari di Platone,
ascriveva all’ universale un più alto valore conoscitivo che non all’
individuale, intendeva con esso ciò che appartiene ad una molteplicità Uni 1204
di cose, © che, quindi, non è una cosa in sè ma sussiste nelle cose;
concettualmente e secondo l’ essenza, 1’ universale è anteriore, quantunque sia
posteriore per noi, per la nostra conoscenza. Platone invece aveva attribuito
agli universali, alle Idee, un’ esistenza autonoma, indipendente dal ponsiero
degli uomini. Il problema degli universali, che fu oggetto di tante discussioni
nel periodo della scolastica, riguardava appunto la questione, già proposta ma
non risoluta da Porfirio, se gli universali hanno sussistenza propria o sono
soltanto nel pensiero, Le scuole che sostenevano la primi ipotesi furono dette
realiste, quelle che sostenevano la seconda concettualiste 0 nominaliste, a
seconde che consideravano gli universali come concetti 0 come puri nomi.
Universalia ante rem dicevansi gli archetipi eterni in Dio; #. in reo a parte
rei l'essenza delle cose moltiplicata negli individui; w. post rem il concetto
della nostra mente che unifica le ragioni essenziali 0 quidditative e le
predica dei singoli individui. Universale in obbligando ciò che è nno e obbliga
molti, come la legge; w. in causando ciò che è uno ο cagiona molte cose; u. in
signifioando © repraesentando quello che essendo uno significa o rappresenta
molte cose, come il vocabolo uomo; u. in essendo © praedicando ciò che è uno ed
è adatto ad esser molti e predicarsi di molti; u. physioum la natura reale
esistente nei singoli individui, come la natura umana di Socrate; #.
motephysioum la natura reale considerata nello stato di solitudine, cioè non
considerate le condizioni individuanti, come la natura umana considerata senza
la socraticità; u. logioum uno che è adatto ad essere inerente a molte cose, e
a predicarsi di molti per Videntica ragione, ad es. la sostanza rispetto alla
materia e allo spirito ; #. inoomplezum quello che è semplice ed esprime Vordine
di molte cose, ad es. la virtù rispetto alla giustizia e alla temperanza; u.
complerum una proposizione generale, postulato o assioma, da cui si possono
dedurre più particolari. Cfr. Aristotele, De interpret., VII, 17 a, 39; Id.,
Met., VII, 1205 Uni 1018 b, 33; AQUINO (vedasi), Sum. theol.,
I, qu. 79, art. 5; J. H. Löwe, Der Kampf zwischen Nominalismus und Realiemus in
Mittelalter; Prantl, Gesch. d. Logik,
(v. concettualismo, nominalismo, realismo, terminismo). Universalismo.
T. Universaliemus; I. Universaliem; F. Universalisme. Nella morale si oppone a
individualismo, ο indica ogni dottrina che considera la comunità, ad es. lo
Stato o la Nazione, come l'oggetto dello sforzo morale. Nella religione è la
dottrina della salvazione finale di tutti gli uomini, fondata sopra la bontà
essenziale di Dio, lo scopo illimitato della redenzione di Cristo ο la
perfettibilità della natura umana. Cfr. Thayer, Thool. of universaἨσπε, .
Universo. T. Weltall; I. Universo; F. Univers. L'insieme di tutto ciò che esiste,
la collezione di tutte le cose, coesistenti e successive, tra di loro connesse.
Cristiano Wolff lo definisce series entium finitorum tam simultancorum, quam
suocessicorum inter se connezorum. Quale sia poi la sua natura intima, se
spirituale o materiale, unica 0 molteplice, statica o evolutiva, ecc. le
risposte sono tante quanti i vari sistemi filosofici. Cfr. Cr. Wolff,
Cosmologia generalis, 1737, $ 48. ‘Univoco. Parola introdotta nella logica da
Boezio, sebbene con significato alquanto diverso dal presente. Univoro si
oppone ad equivooo, e designa un attributo che può essere applicato a più
soggetti nel medesimo significato, mentre è equivoco quando può essere
applicato in più significati allo stesso soggetto. Si dicono quindi univoche le
coso che hanno comune il vocabolo ο l'essenza, equivoche quelle che hanno
comune il vocabolo ma non l'essenza. Gli sculastici, oltre le unirooa ed
aequivoca, distinguono anche le analoga, ossia le cose ad una delle quali
conviene un predicato propriamente, ad un’altra impropriamente, come uomo vivo
© nomo dipinto; queste si dicono anche anaUma
1196 rienza umana coi mezzi della
coscienza umana >. L’umanismo, diffondendosi, ha assunto forme diverse. Per
il Le Danteo la scienza è una serio di constatazioni fatte sulla soala umana;
le ipotesi non hanno altro scopo che « preparare delle esperienze utili: un’
ipotesi si giudicherà dalla sua fecondità »; la logica «fa parte del meccanismo
umano allo stesso titolo delle braccia ο delle gambe >; « l’uomo non conosce
che dei rapporti di oose con l’uomo; ciò che noi chiamiamo le cose, sono gli
elementi della deecrisione umana del mondo ». Con maggior larghezza, il Troiano
concepisce l’umanismo come «un sistema antropocentrico del sapere filosofico,
sul fondamento d’ una teoria delle attivitä, delle reazioni ο dei prodotti
dello spirito, studiato nella sus realtà di fatto, immediata e storica >, il
quale sistema deve culminare in « una concezione del mondo, quale appunto
l’uomo, conscio della sua centralità teoretica e apprezzativa, in connessione
di tutto il sno sapere, può oriticamente formarsi »; esso perciò assume l’ uomo
come materia e spirito nel tempo stesso, come sensibilità, istinto, bisogno,
coscienza conoscitrice © valutatrice, nd pretende identificare spirito ©
natura, nd toglie valore alle esigenze corporee, nd sacrifica ad osso i diritti
dello spirito; e, nell’ interno dello stesso organismo psichico, non intende
ridurre le esigenze del pensiero a quelle della vita morale, nd viceversa. Il
ınovimento umanistico contemporaneo è certo una manifestazione caratteristica
del pensiero filosofico, uno sforzo di costituire una teoria dei primi principî
della vita intellettuale © della vita morale, assumendo l’uomo, realtà vivente,
inmediata e storica, come centro teoretico © apprezzativo del mondo; esso
supera ad un tempo il panteismo trascendente e il solipsismo gnoseologico,
cercando nella consenziente soggettività degli spiriti il tratto d’unione dell’
individualismo ο dell’ universaliamo. Cfr. J. Burckhardt, Die Kultur der Renaissance
in Italien, Uma-Umo 1886, trad. it.
Valbusa, 1899; Mar. Carrière, Dio philosophische Weltanechauung der
Reformationeseit, 2* ed. 1887 ; F. Fiorentino, Il risorgimento filosofico del
quattrocento; F. C. 8. Schiller, Humanism, philosophical essays; Id., Studies
in Humaniem; F. Le Danteo, Les lois naturelles, Introd. p. x; P. R. Troiano, Le
basi dell’umanesimo, 1906; G. M. Ferrari, L’umanesimo filosofico, « Riv. di
fil. », novembre 1918 (v. pragmatismo). Umanità. T. Humanität, Menscheit,
Menschlichkeit; I. Humanity, Mankind; F. Humanité, Oggettivamente indica quella
vasta famiglia, moralmente unita, nella quale entrano tutti gli nomini per la
loro comune natura; soggettivamente designa quell'insieme di caratteri
spirituali, che distinguono la stessa natura umana, elevandola sopra ogni altra
categoria di esseri, compresi i bruti. In questo secondo senso, l’ umanità è
concepita sotto due aspetti diversi nella società greco-romana e nella
cristiana: in quella l’Aumanitas è riguardata specialmente nelle suo facoltà
intellettuali ed artistiche, in questa nelle sue doti morali, nella carità,
nella benevolenza e nel perdono. In entrambi i sensi il vocabolo fu adoperato
da Augusto Comte, per il quale l'umanità è sia |’ essere collettivo costituito
dall'insieme degli uomini, sia l’insieme dei caratteri costituenti «
l’ascensione crescente della nostra umanità sulla nostra animalità, per la
doppia supremazia dell’ intelligenza sulle tendenze e dell’ istinto simpatico
sull’istinto perso nale >; in un terzo senso, più ristretto, l’umanità è per
il Comte soltanto l'insieme degli uomini che hanno efficacemente contribulto
allo sviluppo normale delle qualità propriamente umane, e in questo senso egli
chiama I’ umanità il Grand’ Essere. Cfr. A. Comte, Cours de philosophie
positive, lez. 59; Lévy-Brahl, La philon. d'A. Comte, p. 389-391 (v.
cosmopolitiemo, solidarietà). Umorismo. T. Humorismus; I. Humorism ; F.
Humorismo. E una forma del sentimento del comico, dal quale Umo 1198
però si distingue sia per un grado maggiore di finezza ο d’
intellettualità, sia per la mancanza d’ogni elemento dispregiativo. Secondo 1’
Hüffding esso è «il sentimento del ridicolo avente per base la simpatia »; può
svilupparsi fino a diventare un modo di comprendere la vita, una disposizione
fondamentale a considerare con simpatia tutto ciò che vive e a confidare nelle
forze che trionfano nella natura e nella storia: « La concezione umoristica
della vita s'è adattata all'esperienza, la quale ο) insegna che anche il grande
© il sublime hanno i loro limiti, il loro aspetto finito, e se essa ride di ciò
che v’ ha di piccolo e di ristretto, non dimentica che è la forma d’un
contenuto, che ha il suo valore. Essa s’ è adattata ai limiti della grandezza
come all’ imperfezione della felicità © sa per esperienza che, sotto apparenze
piccole e meschine, può nascondersi un gran tesoro ». Per il Masci l umorismo è
la forma superiore della comicità, « con esso la comicità diventa abituale, e
si estende ad una parte maggiore o minore della realtà »; esso è ingenuo ©
consapevole, gaio ο triste, © va dalla forma che è schietta comicità a quella
che è una forma filosofica del dolore umano, che è riflessione comica sulla
realtà in generale; se è alleato col sentimento di simpatia, se trova ancora
del buono nelle cose, l'umorismo è benevolo; se invece la simpatia è spenta e
la condanna è assoluta, 1’ umore è l’espressione dello spirito che nega, l’
irrisione tragica dell’ esistenza. Secondo il Momigliano I’ umorismo sta fra Y’
ironia pura ο la satira, non avendo nd il carattere scherzoso della prima, nè
lo scopo correttivo della seconda; egli ne distingue varie forme, la
sentenziosa, ad os, quella del Manzoni; la drammatica, ad es. quella del
Dikons; PP umorismo che consiste tutto nel’ avvicinar U insignificante al grare,
ad cs, quello del Pulci; 1’ umorismo ottimistico, che non contrappone il male
al bene, ma il bene al male; quello indulgente, che rileva un difetto ridendo;
quello 1199 Uni melanconicamento rassegnato, nel quale la
dolorosa coscienza del male è bensì mitigata dal sapere che esso è inevitabile,
ma è mista con un mite rimprovero alla sorte degli nomini; 1’ umorismo
pessimistico 0 tragico, che esagera il compiacimento con cui si rileva il male
proprio o quello sparso nel mondo; il serio, che non è che un sorriso di
dolore, la voluttà triste ma tranquilla che 1’ umorista prova nel profondarsi
lentamente nella malinconia, eco.; egli compendia queste forme definendolo «
quella forma di comicità, in cui si rileva inaspettatamente, senz’ alcuno scopo
correttivo e con un compiacimento più o meno visibile, un difetto o un
contrasto, fondendo elementi seri con elementi scherzosi, oppure mescolando il
compiacimento colla simpatia e colla rassegnazione, oppure rivelando 1’
abitudine di considerare il corso generale delle cose con una penetrazione
superiore e con un senso filosofico della vita». Cfr. Lotze, Geschiohte d.
Aesthetik in Deutschland, 1868, p. 875-377; Höffding, Psychologie, trad.
frane.; Baldensperger, Les definitions de l'humour, in Etudes d’hist, littéraire;
© Masci, Psicologia del comico; A. Momigliano, 1 origino del comico, « Cultura
filos. », sett. 1909; Pirandello, 1) umorismo, 1908 (v. comico, ironia).
Unicità. La qualità di ciò che è unico; ai distingne dalla unità, che è la
qualità di ciò che è uno, Con il monoteismo à la dottrina dell’ unicità di Dio,
P enoteiamo la dottrina dell’ unità di Dio. Uniformita. T. Einförmigkeit,
Gleichförmigkeit; I. UniJormity: F. Uniformite. Può essere station ο dinamica:
In prima consiste nel fatto che due ο più individui d’nna ‘elasse posseggono
caratteri essenziali identici, la soconda nel riprodursi degli stessi fatti col
riprodursi delle stesso condizioni. La prima specie di uniformità dà il tipo
delle scienze statiche, la seconda la legge delle dinamiche. Nel postulato
della uniformità della natura sono compreso enUni 1200
trambe le specie, ma più precissmente la seconda ; poichè è su questa
che è fondata la costruzione induttiva delle leggi e la loro applicazione
deduttiva alla esplicazione dei singoli fatti. Nella stessa vita pratica, ogni
nostra azione in vista di un fine, in quanto è conformata all’ esperienza
precedente, presuppone come condizione necessaria l’uniformità statica ο
dinamica, ossia di coesistenza ο di sequenza, dei fenomeni naturali. Unità. T.
Einkeit; I. Unity; F. Unité, E la qualità di ciò che è uno, mentre l’unioità è
la qualità di ciò che è unico. Quindi l’unità non esclude, ma implica la
molteplicità, della quale è concetto correlative © senza di cui sarebbe
inconcepibile. Quanto all’ origine dell’ idea di unità, secondo alcuni filosofi
è innata, secondo altri è un prodotto di esperienza sensibile, secondo altri
risulta dall’ esperienza interna. Per il Fénélon essa è innata, in quanto non
può derivare nd dal senso interno, nd dai sensi esterni, che ci presentano
sempre dei composti ο dei molteplici: « Io concepisco un esseré, che non cambia
mai affatto di pensiero, che pensa sempre tutte le cose insieme, ed in cai non
si può trovare alcuna composizione © tanto meno successione. E senza dubbio
questa idea della perfetta © suprema unità, che mi fa tanto cercare qualche
unità negli spiriti ed ancora nei corpi. Questa idea incessantemente presente
nel fondo di me stesso è nata con me; essa è il modello perfetto sul quale io
cerco dappertutto qualche copia imperfetta dell’ unità. Questa idea di ciò che
è uno, semplice ed indivisibile per eccellenza, non può esser altro che l’iden
di Dio ». Per Spinoza l’unità non è una proprietà delle cose, ma oid che è
compreso in un atto mentale: Unitatem.... enti nihil addere; sed tantum modum
cogitandi esse, quo rem ab aliis separamus, quae ipoi similes sunt, vel oum
ipsa aliguo modo conteriunt. Invece per il Leibnitz essa è una proprietà
oggettiva, tantochò ce gui n'est pas τόritablement un estre, n’est pas non plus
véritablement un estre. Per Bonnet è una semplice ides, che l’ anima si forma; ORESTANO,
I valori umani; ARDIGÒ, La nuova filosofia dei valori, Riv. di filos.; MASCI, La
filosofia dei valori, R. Ace. dei Lincei. Variabile. T. Pariabel; I. Variable; F.
Variable. Due quantità, z e y, sono dette variabili quando l’uns, poniamo #, è
legata all’altra,, per modo che variando z varierà anche y in modo
perfettamente determinato, ma diverso a seconda dei casi: perciò 2 à detta
variabile indipendente, y rariabile correlativa. Questa proprietà si enuncia
anche dicendo che y è una funcione di z, ο ai indica colla formula:
y=-=S"(). Variabilità. T. Vordndorlichkoit; I. Variability; F.
Fariabilité. L’ attitudine intrinseca che ha ogni organiamo di acquistare nuove
proprietà nella sua forma e attività vitale, in seguito all’ influenza dei vari
elementi del clima, dell’alimentazione, delle condizioni topografiche, del
contatto e delle relazioni con gli altri organismi. Essa può concepirsi como la
forza innovatrice antagonistica dell’eredita, che è la forza conservatrice dei
caratteri ο tende a trasmetterli immutati. La variabilità può essere indiretta
ο diretta. La variabilità indiretta ο potenziale consiste in cid, che certe
variazioni dell'organismo che dipendono dalle condizioni esterne d’ esistenza,
rimangono potenziali nell’individuo in questione, e si manifestano, cioè
divengono attuali, soltanto nei discendenti; invece nella diretta le
modificazioni si manifestano immedintamente nell’ indivi duo stesso, Cfr. De
Rosa, La ridusione progressiva della variabilità, 1899 (v. darwinismo,
trasformismo, ibridiemo, monogenismo, ecc.). Variazionale (psicologia). T.
Variationspeychologie; 1. Variational peycology; F. Psychologie rariationnelle.
Talvolta si chiama così quel ramo della psicologia che tratta delle variazioni
mentali; tale denominazione ha il vantaggio di accogliere in un solo vocabolo
le varie parti della psicologia tra loro affini, come la psicologia
individualo, etnografica o dei popoli, eco. Tra i principali problemi oggetto
della psicologia variazionale sono da ricordarsi: lo studio della psiche del
delinquente, nei suoi tipi diversi e nelle suo correlazioni coi fattori
antropologici, Var economici, sociali ; lo studio del genio ; lo studio
statistico delle variazioni mentali in rapporto a quelle biologiche e
sociologiche; lo studio delle origini delle variazioni e modificazioni mediante
l'eredità, l'educazione, 1’ ambiente fisico © sociale, ecc. Cfr. Stern, Ueber
Psychol. d. individuellen Differensen, 1900. ‘Variazioni concomitanti (metodo
delle). I. Method of concomitant variations. Uno dei quattro metodi di ricerca
induttiva proposti dallo Stuart Mill. Esso si fonda sul seguente canone logico:
un fenomeno che varia in una data maniera tutte le volte che un altro fenomeno
varia alla stessa maniera, è una causa ο un effetto di questo fenomeno, 0 è ad
esso collegato da un qualche rapporto di causalità. In altre parole, quando due
fenomeni variano correlativamente in qualità o quantità, I’ uno è causa e I’
altro effetto. Questo metodo ripara alle imperfezioni del metodo di concordanza
e sostituisce quello di differenza nei casi in cui non è applicabile. Con esso
si stabiliscono i rapporti tra le funzioni psichiche © le cerebrali, tra
l’ambiente e la moralità, tra l’ascendere c il discendere del mercurio d’un
termometro e la temperatura, ecc. La concomitanza può essere innersa, ad es.
tra il volume dei gas e la pressione, e diretta, ad es. tra l'attrazione e le
masse. Quando una larga esperienza conferma che le variazioni parallele non
incontrano limiti, si può conchiudere, col metodo delle variazioni, oltre i
limiti della esperienza, © tale operazione dicesi passaggio al limite. Cfr, J.
S. Mill, System oflogio, 6* ed. 1865, 1. III, cap. VII. Nelle scienze
biologiche si designa coll nome di varietà -- Varietàt; variety; variété -- un
insieme di individui, che presentano caratteri comuni e si distinguono per tal
modo da altri insieme di individui, aventi altri caratteri comuni. La varietà
può essero permanente, © passeggera ed accidentale. Nel primo caso essa non si
77 Ranzout, Dizion, di scienze
filosofiche. distingue dalla specie, per i seguaci del trasformiamo ; nel
secondo caso è data dalla varietà determinata dall’ influenza dell’ ambiente, e
dalla varietà teratologica. Per le scuole non trasformiste la varietà
permanente non sarebbe che una varietà accidentale, fissatasi per eredità,
mentre la specie sarebbe sempro esistita o almeno discenderebbe da ana prima
coppia unica. Cfr. Darwin, Origin of species, 1883; Davenport, Statistical
methods in biology, 1900 (v. rassa, specie, tipo, variabilità). Velocità. T.
Schnelligkeit; I. Velocity; F. Velocità, vitesse. Nel movimento variato, la
velocità, alla fine di un tempo dato, è la derivata dello spazio considerato
come una funzione del tempo; invece nel movimento uniforme è lo spazio che il
mobile percorre in un secondo, o che percorrerebbe se il movimento avesse
questa durata. Dicosì relooità dell'adattamento rifrattivo il tempo che
l'occhio impiega per adattarsi alla visione degli oggetti vicini e lontani;
secondo alcuni psico-fisiologi 1’ adattamento alla visione da vicino si compie
più lentamente che l’adattamento a distanza, secondo altri non v'è differenza
sensibile di velocità. Dicesi relocità media la velocità d’un movimento
uniforme, che si dovrebbe sostituire al movimento reale d’un punto materiale,
perchò lo spazio totale fosse percorso nello stesso tempo totale. Diconsi
relocità virtuali gli spostamenti simultanci e infinitamente piccoli, che si
possono attribuire ai differenti punti materiali componenti un sistoma dato,
senza alteraro i legami stabiliti tra questi differenti punti. Vera causa.
L'espressione famosa del Newton, con la qualo il grande scienziato intendeva
significare, che la causa assognata ad un fenomeno non deve solamente esser
tale che, ammettendola, essa spiegherebbe i fenomeni, ma deve anche essere
suscettibile di venir provata mediante altr ragioni. Sembra provato, del resto,
che il Newton stesso non avesso wna idea precisa della massima onunciata con
queste parole, che egli stesso poi palesemente violò con la sua teoria ottica.
Cfr. I. Newton, Naturalis philosophiae principia mat. (v. ipotesi). Veracità.
T. Wahrhaftigkeit; I. Veracity; F. Péracité. La disposizione abituale d’ una
persona a dire il vero; non va confusa con la verità, che è il carattere del
giudizio. Per Leibnitz la veracità è la verità morale: la vérité morale est
appelée veracité. Dicesi dottrina della reracità dirina quella con cui
Cartesio, dopo aver provato l’esistenza del pensiero e di Dio, prova
l’esistenza del mondo esteriore: delle idee che noi abbiamo, alcune le troviamo
in noi, e sono innate, altre le produciamo noi, e sono fattizie, altre nd le
troviamo nd lo produciamo, e sono arventizie: a queste appartengono lo rappresentazioni
dei corpi, che talvolta succedono nostro malgrado, dunque noi non ne siamo
causa; dire che esse sono causate in noi da Dio non può stare, perchè se così
fosse Dio ci ingannerebbe, facendocene cercare In causa nel mondo esterno; ora,
Dio, essendo sommamente perfetto, non può în alenn modo voleroi ingannare;
dunque esistono i corpi esteriori corrispondenti alla idea che noi ne abbiamo.
Descartes, De meth.; Leibnitz, Nouv. Ees.. Proposizioni verbali sono quelle che
non pongono un rapporto tra due cose distinte, ma indicano soltanto una classe
o spiegano una parola. Dicendosi ad es., che il quadrilatero è una figura a
quattro lati, non si è fatto altro che spiegare il significato della parola
quadrilatero. Qualche volta le proposizioni verbali possono essere utili per
indicare o ricordare proprietà del soggetto da altri ignorate ο dimenticate.
Masci, Logica. Verbalismo, o anche filosofia verbale, designa quel modo di
argomentare e di filosofare nel quale le parole tengono il luogo delle ides e
il vocabolo asservisce il pensiero, di guisa cho, mutato le convenzioni
verbali, il ragionamento non potrobbo più sussistere. Verificasione. T.
Bewährung, Bestitigung; I. Verification; F. Vérification. È il terzo momento
del processo di ricerca scientifica: constatati i fatti mediante l’
osservazione e l'esperimento, supposti dei principi per spiegarli, occorre
verificare se i principi supposti (ipotesi) siano veri. Ora la verificazione
può avvenire in tre modi: se il principio supposto era di ordine puramente razionale
(es. un teorema di geometria), esso diviene certo quando lo si colleghi
logicamente con verità precedentemente stabilite; se era di ordine puramente
sperimentale, diviene certo quando lo si colleghi coi dati della esperienza; se
era d’ordine sperimentale e razionale ad un tempo, la sua veriticazione
consiste sia nel dedurne le conseguenze logiche, sia nel confrontare codeste
deduzioni coi dati dell’esperienza. Però non è sempro possibile la
verificazione completa dell'ipotesi, specie se riguardi la causa di un fenomeno
o il suo modo d'azione; può darsi che la causa non sia verificabile nò con
l'osservazione nd col ragiona mento, 9 che il suo modo d'azione non renda conto
di tutti i fenomeni, pur non essendo in contraddizione con alcuno di essi. Il Comte
voleva non fosse ammessa alcuna ipotesi incapace di verificazione completa; ma
anche la vorificazione incompleta può essere sufficiente, se permette delle
previsioni sul futuro. Del resto, la verificazione incompleta può avere dei
gradi, che vanno dalla pura possibilità alla probabilità fino quasi alla
certezza; le differenze dipendono dalla copia dei fatti coi quali è dimostrato
l'accordo, perchè la probabilità è in ragione diretta della prima, inversa
della seconda. Comte, Cours de phil, positive, 1830, vol. I, lez. 28; Wundt,
Logik, 1898, vol. I, p. 404 segg.; Masci, Logica. Definire la natura della Verità
-- wahrheit; truth; vérité -- è stata sempre una delle più impor tanti o
dibattute questioni filosofiche, collegandosi ess con tutti gli altri problomi
della conoscenza e della realtà. Le molte dottrine sulla verità possono ridursi
a tre fondamentali; 1° la teologica ed ontologica, secondo la quale la verità
assoluta è Dio’o V essere assoluto, che è allo stesso tempo } esemplare della
verità della nostra conoscenza; questa soluzione, sostenuta da Platone, da 8.
Agostino, dagli Scolastici, da Hegel, Rosmini e Gioberti, ha il difetto di identificare
1’ essere con la verità, mentre ο vero e falso non sono già nelle cose ma nella
nostra conoscenza di esse; 2° la realistica, sostenuta dal Leibnitz, la quale,
pur distinguendo essere dal conoscere, fa consistere la verità nella
concordanza tra le nostre idee delle cose 9 le cose stesse come sono fuori di
noi; ma con ciò si viene a negare la possibilità della conoscenza, perchè,
essendo questa relativa, dandoci cioè soltanto dei fenomeni, codesto confronto
tra la cosa come la conosciamo e la cosa in sè non è in nessun modo possibile;
3° la Sonomentstioa, sostenuta da Hobbes, Locke, Spencer, ecc., secondo la
quale la verità consiste nell'accordo della conoscenza coi fenomeni, che sono
l’unico oggetto della conoscenza; quindi secondo questa dottrina, la verità
spetta soltanto al giudizio e consiste nell’equivalenza tra due termini della
proposizione. Come esempio della prima dottrina si possono citare le parole di
8. Agostino: non iudicium veritatis constitutum in sensibus;... deum, id est
veritatem ;... erit igitur veritas, etiamei mundus intereat. Di Cartesio:
sequitur ideas nostras sive notiones, cum in omni eo in quo sunt clarae et
distinotae, entia quaedam sint, atque a Deo procedant, non possa in co non esse
veras. Di Hegel: « L'oggetto della religione come della filosofia è la verità
eterna nella sua stessa obbiettività, ciod Dio e nient’ altro che Dio e la
spiegazione di Dio.... E in quanto la filosofia si occupa della verità eterna,
della verità che è in sò © per sè, costituisce la stessa sfera d'attività della
religione ». Come esempio della dottrina realistica, lu breve definizione del
Leibnitz: « l'accordo delle rappreVER
sentazioni esistenti nel nostro spirito con le cose »; © quella di Cr.
Wolff: oonsensus iudioii nostri cum obieclo seu re repraesentata. Come esempio
della fenomenistica, quella dell’ Hobbes: Forum οἱ faleum attributa sunt non
rerum sed orationis; © le parole del Locke: «la verità ο l’orrore risiedono
sempre in una affermazione o in una negazione, sian esse nel pensiero o nelle
parole, e perciò le rappresentazioni non sono false prima che il nostro spirito
se no sia servito in un giudizio, ossia fino a che le abbia negato ο affermato
». A questi tre indirizzi fondamentali si possono ricondurre la maggior parte
delle dottrine sulla verità della filosofia contemporanea, Così, per il Lotze,
ogni contenuto dei nostri pensieri viene diretta mente o indirettamente
dall’esperienza, ma le leggi che dirigono l’attività dell'intelletto ο in virth
delle quali noi stabiliamo la nostra concezione del mondo e la nostra nozione
della verità, provengono dalla natura stessa della nostra essenza spirituale;
la verità consiste appunto nel fatto che tali leggi generali sono confermate,
senza eccozione, in un numero dato di rappresentazioni, ogni qualvolta tali
rappresentazioni appaiono nella nostra coscienza ; e poichè le leggi stesse
sono identiche per tutte le coscienze, ne viene che i legami tra le
rappresentazioni sono veri quando seguono i legami del contenuto rappresentato,
legami che sono veri per ogni coscienza cho ha lo rappresentazioni. Per Giulio
Bergmann la nozione della verità ha la sua base in quella della realtà; un
giudizio è vero quando corrisponde al suo oggetto, falso quando lo contraddice;
un giudizio il cui oggetto non esiste, non è nd vero nè falso. Nella filosofia
dell’immanenza la verità è concepita come un puro rapporto tra stati di
coscienza; così Schubert-Soldern e Schuppe la definiscono como l’ associazione
e la concordanza universale di tutti i pensieri tra di loro, nonchè di quelli
che sono puramente nostri con quelli che abbiamo d’altri esseri.
Nell'empirioeri VER ticismo, la verità
è la qualità di quelle tra le nostre idee che presentano dei vantaggi per la
nostra conservazione, in altri termini, di quelle che ci possono servire, che
sone utili, frequentemente applicabili ed applicate, e quindi solide ; la
verità e l'errore, dice il Mach, hanno la stessa sorgente psichica © solo le
conseguenze possono farle discernere l’una dal’ altro, ma un errore chiaramente
conosciuto è, in quanto correttivo, produttivo di conoscenza al pari della
conoscenza positiva. Anche per il prammatismo, la verità delle idee non può
riconoscersi che dalle conseguenze pratiche che possono risultarne; « la verità
© le nostre conoscenze della realtà, dico F. C. 8. Schiller, sono stabilito e
verificate mediante i loro risultati; prima © poi esse sono condotte alla prova
certa di esperienze che riescono o falliscono, cioò che danno o riftutano
soddisfaziono a qualche interesse umano ». Il Bradley, pure ammettendo il
rapporto tra la verità delle nostre idee ο la loro capacità di soddisfare la
nostra natura, considera però come vero solo ciò di cui il pensiero non pud
dubitare, ciò che, per il pensiero, è coorcitivo © irresistibilo; la verità ha
un carattere provvisorio ed evolutivo, oosicchè non y’ha alcuna verità che sin
completamente vera ο nessun errore che sia totalmente falso. Il Venn intendo
per verità la concordanza tra le nozioni e lo testimonianzo del senso; per John
Veitch la verità è l'armonia tra il fatto © la conoscenza che no abbiamo; per
il Renouvier V unica verità immediatamente còlta, ο in cui l'oggetto ο il
soggetto, identificandosi nella coscienza, pongono le basi d’ una certezza
rigorosa, è il fenomeno in quanto tale © nel momento stesso in cui è percepito;
per il Fouillée la verità non può stare nd nella sensazione sola, nd nel
ponsiero puro, ma nella sensazione congiunta all’azione, nell’ efficacia che i
miei stati di coscienza possono avere sopra altri esseri che sentono e vogliono
come me; per il Delboeuf la verità risulta dall’accordo della ragione VER 1224
con sd stessa, cosicchè è vero ogni sistema, dottrina o idea che non
raochiuda contraddizione, è vero ogni gi dizio la cui esattezza sia confermata
dall’ insieme di tutti gli altri giudizi, che ad esso si collegano come
premesse © come conseguenze. Per l’Ardigò il vero è un fatto, ο precisamente
quel fatto che dicesi fatto psichico ο di coscienza: come l’ osservazione
distinta del fatto della luce assicura della realtà della luce, e basta ds sola
alla affermazione di esso fatto, per la stessa ragione l’ osservazione distinta
del fatto di uno stato di coscienza assicura che uno stato della coscienza è
una realtà ο basta ds sola alla affermazione di esso. Codesta affermazione
include quella della consapevolezza e della realtà assoluta della
consapevolezza dello stato medesimo; ora, essendo un vero per sò ogni dato che
per sò ed assolutamente afferma in modo indubitabile un reale, così uno stato
della coscienza è un vero assolutamente tale o per sè stesso, Con l’espressione dottrina della duplice
verità si designa la dottrina medievale, che considera come affatto distinte la
verità teologica ο la verità filosofica, cosicchè può esser teologicamente vero
ciò che non è tale filosoficamente, © viceversa; essa resistette per tutto il
tardo medioevo, quantunque non si sia mai bene chiarita l’origine di tale
formula, ed ebbe per banditori audaci dialettici come Simone di Tournay o
Giovanni da Brescia. Si soglion
distinguere le verità razionali, che sono universali e necessarie, dalle verità
sperimentali, che sono contingenti e relative; le prime sono immutabili © il
loro contraddittorio è inconcepibile, le seconde sono invece mutabili ο si può
pensarne il contraddittorio. Le prime si dicono anche terità di diritto, le
secondo rerità di fatto; le prime si esprimono coi giudizi apodittioi, le
seconde con gli assertori. Si distingue
anche la verità logica ο formale, dalla reale ο materiale: la prima risulta
dall’ esatto rapporto delle idee tra di loro, ossia dall’obbedienza del
pensiero alle sue proprie leggi; la seconda dall’ adequazione delle idee con le
cose, ossia della loro obbiettiva applicabilità. Agostino, Solilog., De div.;
Cartesio, De meth.; Hegel, Forlesungen ü. d. Philos. d. Religion; Leibnitz,
Nouv. Ess.Wolf, Philosophia prima, Philosophia rationalis; Hobbes, Leviathan,
I, 4; Locke, Ess.; Lotze, Logik; Bergmann, Grundsiige d. Logik; Schuppe,
Erkonntnéatheoretiache Logik; Mach, Erkenntnise und Irrtum, Schiller, Mind,
Bradley, Appearance and reality; Wenn, Principles of logio, Veitch, Institutes
of logic, Renouvier, Ess. de critique, Fouil160, Psych. des idées-forces,
Maywald, Dio Lehre von der swoifachen Wahrheit, Chiappelli, La dottr. della
doppia rerità e à suoi riflessi recenti, Atti della Acc. di scienze mor. e
pol., Napoli; Bouty, La verité scientifique, Paulhan, Qu'est oo que la vérité,
in « Rev. phil., James, L'idée de la vérité, trad. franc.; ARDIGÒ, Il vero,
Padova, e Op. fil.; A. Lantrua, Verità formale e verità reale, Cult. filosofica
(v. criterio della verità, conoscenza, contingenza, necessità, dommatismo,
scetticismo, criticismo, solipsismo, veracità, certezza, evidenza, relatività
della conoscenza, fenomenismo, ecc.). Vero e falso. T. Wahrheit und Falsohheit;
I. Truth und falsity; F. Vérité et fausseté. Dicesi metodo dei casi veri ο
falsi quello usato nella psicometria, per misuraro sin il potere di
discriminazione, sia il minimum di eccitamento necessario per produrre la
coscienza, sia le inflnenze provenienti dalla sede dell’eocitamento. Sia, ad
es. da determinare la soglia della coscienza per le sensazioni di pressione: si
producono nel soggetto varie sensazioni di peso, senza seguire alcun ordine
prestabilito; il soggetto deve annunciare ogni volta se prova nna qualsiasi
sensazione. Ripetendo la prova un buon numero di volte, si giunge a calcolare
il numero di risposte giuste date per ogni grado di eccitamento. A questo modo,
ripetendo più volte le ricerche, si riesée a eliminare ciò che può esservi di
uocidentale nell’esperimento ο di preconcetto in chi all esperimento è
sottoposto. Cfr. Cattel, Mental teats and ‘measurements, « Mind », 1890;
Aliotta, La misura in prie. sperimentale, 1905. ‘Verum ipsum factum. Il vero si
converte col fatto; il vero è lo stesso fatto. È il famoso aforisma del Vico,
contenuto nel De antiquissima Italorum sapientia, e che il filosofo napoletano
contrapponeva al cogito ergo sum di Cartesio, Il Vico voleva significare con
ciò che si può avere vera conoscenza, © quindi scienza, di una cosa, soltanto
quando si è causa di essa; quindi, mentre Dio conosco tutto perchè fa tutto,
l’uomo conosce soltanto le astrazioni di oggetti reali, cioò di forme e di
numeri, che noi generiamo per mezzo del punto © dell’ xno. Con tal criterio
egli riconosce come vere scienze soltanto le matematiche, la filosofia della
storia e la metafisica, la quale tratta dei punti reali ο metafisici, che
generano i corpi senza essere corpi, come l’uno e il punto generano,
rispettivamente, i numeri e le estensioni senza essere nè numero nè estensione.
VICO, De antiquissima Italorum sapientia, 1710; Id., Prinoipî d’ una scienza
nuova; Werner, Vico als Philosoph., CROCE, La filosofia di VICO (v. conoscenza,
cogito, matematica, verità). Virtù. T. Tugend; I. Virtue; F. Vertu. Nel sno
significato etico è l'abitudine di fare il bene diventata una seconds natura.
In origine non designava che la forza e il coraggio, quali si manifestano
specialmente nella guerra: ina poichè anche per resistere al male sono
necessari la forza e il coraggio, passò poscia ad indicare la pratica abituale
del ben. Per Socrate la virtù è sapere, e l’osatta conoscenza di sò stesso e
delle cose la base di tutte le virtù; perciò la virtù si può insegnare. Per
Antistene la virtù è la saggia condotta della vita; essa sola rende felici, non
già per le sue conseguenze, ma per sè stessa, © quindi rende l’ uomo
indipendente dalle vicende del mondo; da ciò segue che la virtù risiedo, in
ultimo, nella soppressione dei desideri ο nella limitazione dei bisogni al
minimo possibile, ossia nel ritorno ad un ideale stato di natura. Per
Aristippo, al contrario, la virtù è la capacità di godere; ognuno, certamente,
può e sa godere, ma solo VP nomo colto ο intelligente, il virtuoso, sa goder
bene perchè sceglie i propri piaceri ο li domina, non ne è doininato. Per
Platone il sommo bene consiste nella conoscenza delle idee ο di quella più alta
di tutte, V idea del bene; perciò la virtù non può consistere per lui che nel
raggiungimento del cémpito proprio d’ ogni parte della nostra anima, ossia la
parte razionale nella sapienza, la parte animosa nell’energia della volontà, la
parto appetitiva nella padronanza di sò stesso, © infine nel giusto rapporto di
questo parti, rapporto nel quale consiste dunque la virtù complessiva dell’ anima,
la rettitudine, In giustizia. Per Aristotelo la virtù è un abito, che implica
una scelta doliberata, in accordo con la retta ragiono; sno oggetto e contenuto
è il giusto mezzo tra gli estremi, tra l'eccesso e il difetto. In base a questo
criterio Aristotele enumera la serie delle virtà morali, che sono il coraggio,
la temperanza, la liberalità, la modestia, la giustizia, l'amicizia, eco.; ma
oltre a queste esistono anche le virtù intellettuali ο dianoetiche, che
derivano dell’esercizio dell'intelletto attivo, e sono la sapienza speculativa,
che ha per oggetto la natura assoluta delle cose, ο la prudenza, che ha per
oggetto le condizioni relative e mutevoli della condotta umana. Per gli
scettici la virtù è l'assenza di pertnrbazioni, la calma dello spirito,
l’atarassia; è virtuoso colui che, sspendo che non si può Bir niente intorno
alle cose, 9 non si può accogliere nessuna opinione, si astiene per quanto è
possibile dal giudizio e quindi anche dall’azione, salvandosi in tal modo dagli
affetti ο dal falso operare. Per gli epicurei la virtà non è un bene in sò
stesso ma un bene in quanto ci procura piacere; essa è tuttavia inseparabile
dal vero piacere, nè può esservi vita piacevole senza virtù, nd virtù senza una
vita piacevole. Per gli stoici è virtù, in senso largo, ogni forma di
perfezione, e in tal senso anche la salute © la forza entrano nel numero delle
virtù; ma la vera virtù, o virtù morale, consiste al contrario in una forza
dell’anima, che ha il principio nella ragione, e in una direzione invariabile
del carattere, che non soffre nd più nè meno e per la quale l’anima, durante
tatto il corso della vita, è d’accordo con ad stessa; e poichd tale direzione
del carattere ha il sno principio nella conoscenza razionale, essi chiamavano
teorematioa la virtù morale, per opposizione alla virtù fisica, che è senza
intelligenza. I moralisti del medio evo seguirono, in generale, la dottrina
aristotelica; ma dal punto di vista sociale la virtà subisce un regresso, che
il cristianesimo, per il quale 1’ umiltà è la prima delle virtü, riuscì solo in
parte ad attenuare. Tra le dottrine medievali, grande importanza storica ha
quella di S. Tommaso; egli accetta letteralmente la definizione aristotelica
della virtù come giusto mezzo (virtus moralis in medio consistit), e distingue
le vità in morali propriamente dette, che riguardano il destino terrestre
dell’uomo, © leologali, cho riguardano il suo destino sovrannaturale. Le prime
si riducono tutte alle quattro virtù cardinali, prudenza, giustizia, temperanza
e fortezza: « Ogni virtà, che al bene è spinta da un motivo ragionevole, dicesi
prudenza; ogni virtù tendente a rendere a ciascuno ciò che gli è dovuto, e a
fare ciò che è giusto, dicesi giustizia; ogni virtà che modera e frena le
passioni, dicesi temperanza; ed ogni virtù, che fortifica l’anima contro le
passioni di qualsiasi specie, dicesi coraggio. Dalla pradenza derivano i
provetti ; la giustizia regola i rapporti fra gli eguali ; la temperanza modera
le concupiscenze della carne; il coraggio fortifica contro i pericoli della
morte. Le teologali sono la fede, la speranza © la carità; la prima completa le
nozioni elementari della intelligenza, mediante la conoscenza delle verità
inaccessibili senza una rivelazione divina; la speranza ci agevola il cammino a
quel fine divino, che vince di gran lunga le forze naturali; per la carità il
volere si unisce a quel fine, quasi assumendo la medesima forma. Nella
filosofia moderna e contemporanea il concetto di virtù è variamente definito,
quantunque spesso rivivano le antiche dottrine aristoteliche, platoniche e
stoiche; può dirsi in generale che In virtù è oggi intesa specialmente come
virtù di cittadino, come predominio costante delle idealità socinli sopra gli
istinti e le tendenze egoistiche, predominio che si traduce nella pratica
costante delle buone azioni compiute con una chiara ο perfetta consapevolezza.
La virtù germoglia e si matura nel seno della società alla quale appartiene; ma
il suo carattere essenziale © più saliente sta nell’ essere essa praticata
indipendentemente da ogni vantaggio egoistico e dn ogni minaccia; perciò essa
ragginnge la massima sua perfezione quando il suo esercizio non richiede più
alcuno sforzo soggettivo. Cfr. Platone, Tim.; Aristotele, Eth, Nio.; Diogene
Laerzio; AQUINO, Summa theol.; F. Paulsen, System der Ethik; Mairhend, The
elemente of ethics; Martineau, Types of ethical theory; Sidgwick, Metods of
ethics; ARDIGÒ, Op. fl,; Tarozzi, La virtà contemporanea; Marchesini, La
dottrina positiva delle idealità. Virtuale. T. Firtuell; I. Firtual; F.
Virtuol. Ciò che osiste in potenza, che è semplicemente possibile; si oppone
quindi a reale, attuale, effettivo. È dunque virtuale un fonomeno quando esisto
soltanto una parte delle condizioni necessarie a produrlo, o quando, pur
esistendo tutte, sono complicate accidentalmente con una o più circostanze
contrarie. Cos) dicesi che una idea, quando non è più pensata, esiste nel
cervello allo stato virtuale. Quando si tratta di energia, invece di virtuale
usasi il termino potenziale. Il Rosmini chiama virtuale « ciò che il pensiero
vede contenuto in un altro, dal quale per sè non si distingue, ma che può
esservi distinto dallo stesso pensiero, o anche ricevere un'esistenza a ad
separata da quella dell’ altro in cni indistinto si trova. Così nell'estensione
illimitata dello spazio si possono pensare comprese tutte le figure geometriche
di qualunque grandezza e forma si voglia, benchè in essa non siano distinte, ο
queste figure stesse si possano anche pensare senza l’estensione illimitata,
Cfr. Rosmini, Logica; Psicologia. Dicesi virtualismo -- Firtualismus; 1.
Virtualism; virtualisme -- assoluto la dottrina di Bouterwek, così da lui
stesso denominata perchè concepisce la conoscenza, che abbiamo immediatamente
di noi stessi ο mediatamente delle cose, come effotto della resistenza che
sperimentiamo da parte dello cose medesime, « La forza, in noi o fuori di noi,
è una realità relativa. La resistenza è realtà opposta, contrastante, quindi
roaltà relativa. Entrambe unite sono virtualità.... L’assoluta realtà non è altro
appunto che questa virtualità, che è in noi, come noi siamo in essa ». Così il
sentimento dell’ ostacolo, contro il quale urta la forza della nostra volontà,
confuta il puro soggettivisme © solipsismo; ma questo sapere relativo delle
forze speciali del reale si completa con la coscienza della nostra propria
volontà soltanto per la scienza empirica. Il virtualismo del Bouterwek ebbe
influenza specialmente sul Maine de Biran, la cui dottrina si basa appunto sul
fatto fondamentale che noi, nel volere, viviamo immediatamente la nostra
propria attività e la resistenza del non-moi (anzitutto del nostro corpo); la
riflessione della personalità sn questa sua propria attività forma, secondo il
Maine de Biran, il punto di partenza di tutte le filosofie, ai concetti delle
quali l’esperienza interna fornisce la forma, l’esperienza di ciò che resiste
la materia. Peroiò al cogito ergo sum di Cartesio, egli sostituisce il rolo
ergo sum; il concetto dell’ esperienza interna, sens intime, è per lui In base
chiara e per sè stessa evidente di tutta la vita dello spirito, il cui
principio fondsmentalo è l’ autocoscienza della personalità volente. Cfr.
Bouterwek, Idee einer “Upodiktik; Maine de Biran, Memoire sur l'habitude; Id.,
Rapports du physique et du moral. Virtualità. Ha lo stesso significato di
potenza, nel linguaggio di Aristotelo ο degli scolastici: designa dunque la
semplice possibilità ο capacità di produrre certi effetti. Perciò gli
scolastici dicovano che l’effetto è contonuto nella causa virtualiter, quando
nella causa non si trova la natura dell’eftetto; ad es. la statua à contenuta
virtualiter nella mente dello scultore. Dicevano invece che l’effotto è
contenuto formaliter nella causa, quando in essa se ne trova la natura, come il
calore nel fuoco; e eminenter quando la causa è molto più perfotta dell’
oftetto, del quale non ha le imperfezioni, come Dio rispetto al eronto. Visa (i
reduti). Gli stoici romani chiamavano così una delle due anticipazioni o
prolepsi: l’altra ora la comprensione dei veduti. Codesti veduti degli stoici
non sono altro che i sentiti; essi dicovano che quella parte dell’ anima che li
apprende è la principale a cui appartiene l’assenso. Da ciò parrebbe invece che
i visa degli stoici fossero non puramente sentiti, ma anche percepiti intellettivamente.
La comprensione dei veduti era una operazione della intelligenza, che
apprendeva il sentimento e compieva la percezione intellettiva, o la conservava
in dominio della mente (v. anticipazioni, eullepei). Visive (sensazioni). T.
Gesichtsompfindungen ; I. Visual sensations; F. Sensations de la vuo,
visuelles. Hanno per organo l'occhio, per stimolo le vibrazioni dell’ etere,
per centro psichico i tubercoli quadrigemini. Il centro periferico © il centro
psichico sono collegati fra loro dal nervo ottico, che alla base del cervello
si decussa formando il ολίασπια. La parte dell'occhio sensibile alla Ince è la
retina, formata dalle terminazioni del nervo ottico, e nella quale trovasi il
punto della massima visione, detto fossa centrale. L'apparecchio che fa
concentrare in questo punto i raggi luminosi dicesi apparecchio diottrico; è in
questo modo che le sensazioni visive possono venir riferite in un determinato punto
del campo ottico ο precisamente nella diresione dei raggi che entrano nell’
occhio. Le sensazioni visive sono oromatiohe o aoromatiche: le prime sono date
dai colori dello spettro (rosso, arancio, giallo, verde, turchino, indaco,
violetto), le seconde non corrispondono alla scala cromatica e soltanto
psicologica mente sono colori (nero, bianco, grigio, purpureo). L'azione dello
stimolo nelle sensazioni visive è chimica: infatti sotto l’aziono della luce,
la porpora retinica scompare rapidamente, e la retina si imbianca passando per
gradi intermedi di colore bruno e giallo. Cfr. Helmholtz, Handbuch d. physiol.
Optik; Abeladorff, Das Ange des Menschen, 1907; Wandt, Philos. Stud.; Parinaud,
La rivion; Höffding, Psyohologie, trad. franc. (v. bicowlare, raggio visiro,
orottero, campo, contrasto, consecutive, adattamento, accomodazione, miopia,
ipermetropia, omianopsia, diplopia, astenopia, disoromatopria, daltonismo,
aoromatiemo, stereosoopio, retina, eco.). Vita -- Leben; life; vie -- Come di
tutti i fenomeni complessi, così anche della vita fu dato un gran numero di
definizioni, che diversificano sia per la prevalenza attribuita ad alonni
caratteri sugli altri, sia per il punto di vista da cui è considerata. La vita
è la gravitazione della forza cosmica su sè stessa è un principio interiore
d’azione è l’attività dei corpi organizzati è, secondo il Richerand, una
collezione di fenomeni che si succedono l'un l’altro durante un tempo limitato
in un corpo organizzato secondo Kant, la facoltà di una sostanza di agire in
virtà d’un interno principio, una organizzazione meccanicamente inesplicabile
perchè la sua essenza sta nell'essere il tutto determinato dalle parti, e le
parti dal tutto, e ogni membro causa ed effetto del tutto secondo lo Schelling,
la tendenza alla individuazione. Il Bichat la definì: l'insieme delle funzioni
che resistono alla morte; lo Stahl: il risultato degli sforsi conservativi
dell'anima; il Lavoisier: una funzione chimica; il Lewes: una serie di
mutamenti definiti ο successivi, sia di struttura che di composizione, che
s’operano in un individuo senza distruggerne l'identità; lo Spencer:
l’accomodamento continuo delle condizioni interne alle condizioni esterne. Da
tutte queste definizioni traspaiono evidenti i due modi . fondamentali ed
opposti con cui, sia i filosofi che i biologi puri, considerarono sempre la
vita: per gli uni, infatti, non è che una serie di fenomeni meccanici, chimici,
termici, elettrici, ecc. dovuti all’azione ο alla trasformazione delle diverse
forze cosmiche; gli altri, invece, considerano le forze della materia vivente
non solo come distinte, ma anche come opposte a tutte le altre forze della
natura, e spiegano i fenomeni biologici con l'intervento sia d’un principio
vitale, sia dell’ anima, sia della forza plastica ο formatrice. Dal punto di vista morale il problema della vita
è quello dell'impiego cosciente e voontario della vita; con esso si entra nel
regno sconfinato dei fini, nel quale può trovar posto ogni più diversa
interpretazione, valutazione e direzione pratica della vita, i più diversi modi
di concepirla ο di volerla, per le inesauribili varietà umane, storiche ed
ideali. Non solo è incredibilmente grande il numero dei modi in cui la vita è
stata già conoepita e vissuta; ma a questa varietà non è possibile assegnare
teoricamente un limite, à essa non è un semplice prodotto di riflessione
teorica ma dipende dal vario prevalere ο combinarsi di questa ο quella tendenza
costitutiva dello spirito umano. Cfr. Moleschott, Kreislauf dee Lebens;
Spencer, Principles of biology; Loeb, La dynamique des phénomènes de la vie; L.
Bourdeau, Le problème de la vie; Lodge, Vita ο materia, trad. it.; Gemelli,
L'enigma della vita; F. Orestano, It problema della vita, in Gravia Loria (v.
generazione spontanea, cellula, cellulari teorie, organico, organiomo,
animismo, vitalismo, meccanismo, duodinamismo, protoplasma, ecc.). Vitale,
Senso vitale ο organico è un’ espressione generica con cui si designano le
sensazioni interne, che hanno sedo in qualche regione interna dell’ organismo,
specie negli organi viscerali: la fame, la sete, i dolori dei di. versi organi,
900. Principio vitale, è, secondo i segu del vitalismo, una forza speciale che
risiede nella materia organizzata, dirigendo in essa tutte quelle operazioni
che costituiscono la vita vegetativa: essa è essenzialmente distinta non solo
dal corpo ma anche dall'anima, la quale presiede soltanto alle funzioni del
sentimento ο del pensioro. Spiriti vitali furon detti doi supposti fluidi
finissimi che, dal sangue, scorrendo lungo i nervi, arrivano al cervello,
doterminandovi ο stimolandovi l’attività dell’anima. Cfr. Bacone, Nov. Organon;
Cartesio, Pass. r an.; I. Frohschammer, Phantasie als Grundprinsip d.
Weltprozesses. (v. vita, vitalismo, organismo, ecc.).' Vitalismo. T.
Pitalismus; I. Vitaliom; F. Vitalisme. Termine molto generale e indeterminato,
con cui si comprendono tutte quelle dottrine scientifiche e filosofiche, che
spiegano ogni funzione della vita come il prodotto di speciali forze e
proprietà, che risiedono nella materia organizzata, e sono affatto distinte
dalle altre forze fisiche, chimiche e meccaniche. Secondo il vitalismo,
adunque, la vita ha origini e leggi particolari, che non si possono spiegare
con le leggi comuni agli esseri non viventi; con ciò è posta una antitesi
fondamentale tra ln natura organica e quella inorganica, tra i processi
meccanici e quelli vitali, tra la forza materiale ο la forza biologica, fra
corpo e anima. Si distingue un vitalismo animistico 0 animismo, uno organistico
o organicismo e uno dualistico ο duo-dinamismo. Il primo, già sostenuto in
parte da Platone e da Aristotele, considera tutti i fenomeni della vita come
dovuti ad una forza intelligente, ciod all’anima; esso risorge nei tempi
moderni col Leibnitz e con lo Stahl, i quali sostengono che le operazioni
vitali interne, sebbene nulla abbiano di comune con le operazioni coscienti e
intelligenti, sono tuttavia effetti dell’anima, Il secondo considera la vita
come una risultante © non come un principio, e crede di trovare le cause della
vita nelle proprietà degli organi, ritenuti come elementi indipendenti del
corpo vivente; ogni organo è animato da una forza particolare che, componendosi
con tutte le forze simili, mantiene la vita totale; la vita dunque, dice il
Bichat, non è che l'insieme delle forze che resistono alla morte. Il terzo, che
s’inizia col Barthez e In scuola di Montpellier, pure continuando ad affermare
che i fenomeni della vita non possono essere dovuti che a una causs speciale,
la riconducono ad una forza vitale, differente ad un tempo dall'anima o dalle
forze materiali. Tutte tre queste dottrine sono finalistiche, in quanto
ammettono che l’essere vivente si sviluppa in una direzione determinata, verso
nno scopo, una finalità che gli è propria; però codesta finalità non è posta
come esterna, ma come interiore allo stesso essere, come azione reciproca tra
il tutto ο le parti, cosicchè queste non possono esistere senza quello, nd
quello senza queste. Appunto per il loro immanente finaliemo, le dottrine
vitalistiche subirono un grave colpo dall’imporsi del meccanismo darwiniano; ma
in questi ultimi tempi esse sono risorte e col nome generico di neo-vitalismo
vanno estendendosi tra i filosofi ο gli scienziati. Tra i precursori immediati
dell'odierno vitalismo, grande importanza hanno: Baer, che sostene, contro la
teoria meccanica dell'evoluzione, che i processi vitali non si possono derivare
dalle leggi fisico-chimiche, ma hanno una legge propria di sviluppo; il von
Hanstein, che verso il 1880 dimostrava non potersi spiegare la connessione delle
diverse parti se non ammettendo una forza coordinatrice specifica
(Eigengestaltungekraft) che domini © diriga le energie materiali; Edmondo
Montgomery, che fondaudosi sull’ analisi dei movimenti del protopinsma, delle
contrazioni muscolari, della divisibilità degli infasori, ecc., proclama la
necessità di ammettere un principio autonomo interno regolatore dello sviluppo
e una rostanza vivente specifica, che si distingun dagli altri aggregati
chimici per il suo potere di controllo sopra In organizzazione ο di sintesi
della complessa struttura in una individualità organica; 1 Ehrhardt, che
sostiene In possibilità logica di una teoria vitalistica, in oni la
considlerazione teleologien abbia il suo legittimo posto accanto al puro
meccanismo; Gustavo Wolff, che cerca di mostrare sperimentalmente ln necessità
dolla veduta teleologica contro il darwinismo, provando ad es. come noll’oochio
della salnmandra la lente del cristallino estirpata possa rigenerarsi dal
margine anteriore dell’ iride, cioò da un tessnto che non corrisponde a quello
onde si genera nello sviluppo normale. Oggi tra i vitalisti si contano Lodge,
Dreyer, Morgan, Ostwald, Reinke, ecc. ; ma quello che ha dato un maggior
impulso al rinnovamento della dottrina è senza dubbio Driesch, che seguendo un
metodo essenzialmente critico 9 positivo e fondandosi sopra una solida base
sperimentale, afferma una finalità propria dei fenomeni vitali, che non è
ridncibile al gioco delle energie fisiche ο chimiche, ma presuppone una
attività specifica, alla quale egli dà il nome di entelechia: esso non ha il
carattere spaziale ο quantitativo delle altre forze della natura, ma regola e
dirige le forze naturali al conseguimento dei fini della vita. Una forma
affatto distinta, metafisica, di neo-vitalismo è quella sostenuta oggi dal
Bergson ο dai suoi seguaci: per essi la realtà è durata, cangiamento, tifa,
ossia creazione incessante non diretta ad uno scopo determinato, ma avente un
valore per sè, rispondente solo a un impulso originario infinito,
differensiantesi o detorminantesi variamente fino a produrre un movimento in
senso inverso, la materia; in tal modo, non la materia precede la vita, ma è il
torrente della vita che si insinua nei fenomeni materiali, deviandoli dalla
legge fatale e meccanica che seguirehbero senza di essa © utilizzandoli per i
suoi scopi particolari. Cfr. Bergson, L'évolution creatrice; Reinke, Die Welt
ale Tat, ; Philosophie der Botanik; Driesch, Die organischen Regulationen; Der
Vitaliemue als Geschichte und als Lehre; Aliotta, Il vitalismo, Cult.
filosofica; Sarlo, Vitalismo ed antivitaliemo (v. archeiemo, vita, organiemo).
Vittorini sono una scuola di filosofi scolastici, detti così dal chiostro di Β.
Vittore, fondato fuori di Parigi, da Guglielmo di Campean. I Vittorini
rappresentano il misticismo teorico, distinguendo nella fede la cognizione
(Aides quas oreditur), dall’ atto soggettivo del credere (idee qua creditur), e
ponendo come veramente essenziale soltanto il secondo. Ai Vittorini si
contrappongono i Sommolisti, il cui più grande rappresentanto fu Pietro
Lombardo (v. scolastica). Visio. T. Laster; I. Pico; F. Vice. Come la virtà è
Pabitudine del bene, così il vizio è la pratica del male: come una sola azione
buona non rende l’uomo virtuoso, così un’azione cattiva non lo rende vizioso. Il
vizio può dirsi perfottamente organizzato nella paiche individuale, quando la
pratica di esso non suscita più alcun rimorso nd determina alcun tentativo di
reazione da parto dell’individuo; allo stesso modo la virtù raggiunge la
massima perfezione quando il sno esercizio non richiede più alcun sforzo (v.
abitudine). Volisione -- Wollen, Volition; Volition ; Volition -- designa
1’atto singolo o totale di volere, i cui momenti successivi sono:
deliberazione, determinazione, esecuzione. La volontà -- Wille; will; volonté
--, insieme al sentire e al pensare, costituisce uno dei tre aspetti
fondamentali sotto cui si manifesta la vita psichica. Essa è quindi considerata
diversamente a seconda dei modi diversi con cui si spiegano lo funzioni della
psiche. Mentre nella vecchia psicologia in genere, il sentimento, la conoscenza
e la volontà sono considerate come tante parti o facoltà distinte dell'anima,
la psicologia contemporanea, «dominata dal concetto dell’ unità della psiche,
ammette invece che esso siano tra loro così intimamente întreocinte, da
costituire un organismo nel quale ogni parte non può funzionare senza il concorso
delle altre. Uno dei problemi più dibattuti dalla psicologia e dalla filosofia
nel passato era appunto quello dei rapporti tra la volontà © l'intelligenza;
esso fu discusso specialmente durante tutto il secondo periodo della filosofia
medievale, dapprima sotto forma di controversia psicologica, tendente a
decidere se nel corso della vita spirituale sis maggiore la dipendenza della
volontà dall’intelletto ο viceversa, poscia sotto forma metafisica ο teologica,
per l'applicazione sus al concetto di libertà morale. Per 8. Tommaso
l’intelletto è quello che determina la volontà, perchè esso solo comprende
l’idea del bene 6 conosce in particolare cid cho è bene; quindi intelleotus
altior et prior roluntale ; la libertà come ideale etico è quella necessità che
si fonda sul sapere, e la libertà di scelta è' solo possibile se l’intelletto
offre al volere diverse possibilità come mezzi per lo scopo. Contro questo
determinismo intellettualistico, che pone l'intelletto come supremue motor
della vita psichica, si erige l’indeterminismo di Enrico di Gand, di Duna Scoto
ο più tardi di Occam, per i quali invece la volontà è la forza fondamentale
dell’ anima e determina lo sviluppo delle attività intellettive. Poluntas
imperans intelleotui cat causa euperior respeotu actu eins, dice lo Scoto
dell’uomo e di Dio; la rappresentazione non è mai se non la causa occasionale
(causa per accidens) del volere singolo, ma la vera decisione è sempre affare
della volontà; la quale è la forza fondamentale dell'anima, tantochè ὃ essa che
determina lo sviluppo delle facoltà intellettive, rendendo distinte ο perfette
solo quelle tra le rappresentazioni, alle quali rivolgo In sua attenzione. La
stessa controversia ai trasporta poi nel campo teologico e metafisico: per i
tomisti, la volontà divina è legata alla sapienza, nd essa superiore, di Dio,
mentre per gli scotisti ciò costituirebbe una diminuzione di potenza dell’ens
realissimum, la cui volontà è veramente sovrana perchè scevra d’ogui
determinazione, superiore ad ogni ragione, tantochà Dio, essi insegnano, ha
creato il mondo per arbitrio assoluto © avrebbe potuto, volendo, crearlo ancho
diversamente ; per i tomisti Dio comanda il bene perchè bene, e perchè è
conosciuto como tale dalla sua natura, per gli scotisti che quello è bene solo
perchè Dio l’ha voluto e comandato; per i tomisti la beatitudine eterna è uno
stato intellettuale di visione o intuizione diretta dell'essenza divina, stato
che Dante espresse con somma bellezza, per gli sootisti la felicità
ultraterrena è uno stato della volontà e precisamente della volontà tutta
rivolta a dio, ossia dell’amore. Nei secoli successivi il problema, perduto il
suo apparato teologico, è variamente risolto. In Spinoza, ad es., troviamo
l'affermazione della inscindibilità dell'intelletto e del volere, voluntae οἱ
intellectue unum et idem sunt, non essendo la volontà che un certo modo del
pensiero come l'intelligenza. Per Kant intelligenza ο volontà sono in noi due
forze fondamentali, di cui la seconda, in quanto vien determinata dalla prima,
è la facoltà di produrre qualche cosa conformemente a una idea, che dioesi
fine, cosicchè l'intelletto è il vero legislatore e governatore della coscienza;
per lo Schopenhauer la volontà non solo è superiore all'intelligenza, ma è la
forza suprema così nell’ uomo come nel mondo, la vera ed unica realtà in ed
stossa « ciò di cui tutte le rappresentazioni, tutti gli obbietti sono il
fenomeno, l'evidenza, 1’ obbiettivita; essa è ciò che v’ha di più intimo, il
nocciolo d’ogni singolo e quindi del tutto; essa appare in ogni cieca forza
naturale che agisca; per 1’ Hartmann l’essenza del reale è invece 1’
Incosciente, che è ad un tempo idea e volontà, dalla prima viene la natura
delle cose, della seconda l’esistenza, cosicchè con |’ Hartmann torna in onore
il problema sul primato della volontà o della intelligenza, che aveva già
attratto così vivacemente l’acume dialettico degli scolastici. Per Galluppi la
volontà è la facoltà di volero; il volore a sua volta è un atto semplice,
indefnibile, la cui nozione non pnd esserci data che dal sontimento interiore,
il quale ci insegna che, in seguito ad alcuni voleri cominciano, continuano o
cessano alcuni pensieri nel nostro spirito, e cominciano anche, continuano 0
cessano alcuni moti del nostro corpo. Per il Rosmini la volontà è quella virtù,
che ha il soggetto, di aderire ad una entità conosciuta, mediante interno
riconoscimento ; quando la cosa conosciuta sia qualche bene che l’uomo non ha
ancora, consegue un decreto col quale la volontà si propone di procacciarselo e
quindi di mettere in uso i mezzi necossari per arrivare a tal fine; quando il
bene si possedeva già, consegue un affetto sensibile, che non è altro se nonun
aumento o perfozione del piacere, ο a cui tengon dietro dei movimenti corporei.
A quattro ai possono ridurre le principali teorie contemporanee della volontà:
1’ intellettualistica, la materialistica, 1a sentimentaliatioa ο quella che
attribi sce alla volontà un carattere specifico proprio. La prim sostenuta
quasi unicamente dagli herbartiani (Drobisch, Lipps, Volkmann) considera la
volontà come il somplice risultato di uno sforzo che una rappresentazione fa
per conservarsi, impedendo che altre rappresentazioni la s0praffaceiano. La
seconda, sostenuta dai psicologi fisiologisti, nega l’esistenza del volere come
fatto psichico, facendolo consistere unicamente nei processi fisiologici che V
accompagnano; tale può considerarsi la teoria di Spencer, che definisce la
volontà come « la rappresenta zione psichica di un atto che poi realmente si
compie », e quella del Minsterberg, che la riduce all’ atto riflesso
uccompagnato dalle sensazioni muscolari relative. La terza considera l’atto del
volere como il risultato dello svolgersi del sentimento, senza spiegare in che
modo, da un processo puramonte passivo quale il sentimento, derivi un fatto
essenzialmente attivo quale la volontà. 1 ultima, che per contrapposto alle
precedenti può dirsi porilira, riconosce nella valontà un fatto sui generis,
οτί! mente diverso dalle rappresentazioni o dal sentimento. Il maggior
rappresentante di questo indirizzo è oggi il Wundt, che considera la coscienza
come composta di due elementi, uno obbiettivo che è dato dalle rappresentazioni,
e l’alVor tro subbiettivo, dato dal sentimento ο dal volere; nell’atto del
volero, più ancora che nel sentimento, si munifesta la spontaneità della
coscienza, sia che esso sia esterno (movimenti del corpo) sia che sia interno
(scelta tra le impressioni esterne, modificazione nel corso delle
rappresentazioni). Assai più completa e positiva è a tal riguardo la dottrina
dell’Ardigd, che riconduce la volontà al potere impulsivo ο inibitorio delle
rappresentazioni, le quali stimolano o trattengono a seconda del loro tono: ma
codesto potere delle rappresentazioni non è, a sua volta, che il potere
dinamico degli organi centrali, cosicchè, se una rappresentazione ne provoca
un’altra, è perchè il movimento fisiologico corrispondente alla prima provoca
il movimento fisiologico corrispondente alla seconda. Tali stati ο le
corrispondenze verificatesi tra gli apparati impollenti delle rappresentazioni
© i motivi dei voleri corrispondenti, si fissano poi e si accumulano nella
psiche, così da dar Inogo ad una somma virtuale di voleri; la volontà non è
dunque altro che la somma di quegli stati di coscienza che nel doppio aspetto
fisico-psichico della propria attività (dinamogonetica e inibitoria)
determinano l'individuo ad un atto, rappresentato prima come fine. Con l’espressione buona volontà ο volontà
buona Kant intende la volontà razionale pura, che non è rivolta ai singoli
oggetti ο ai rapporti dell'esperienza, nd da essi è determinata © dipende, ma
che è determinata soltanto da sè stessa od è rivolta necessariamente al dovere:
La volontà buona non trae la sua bontà dai suoi effetti ο dai suoi resultati,
nò dalla sua attitudine a raggiungere questo © quello scopo proposto, ma solo
dal volere, ciod da sò stessa; e, considerata in sò stessa, deve essere stimata
incomparabilmente superiore a tutto ciò che mediante essa si può compiere a
profitto di qualche propensione, © persino di tutte le propensioni riunite. Se
anche una sorte avversa o l’avarizia d’una natura matrigna privassero tale
volontà di tutti i mezzi per eseguire i propri disegni, se i suoi più grandi
sforzi non approdassero à nulla, e se non rimanesse che la buona volontà
sola,... essa brillerebbe ancora di sua propria luce, come una pietra preziosa,
poichè ricava da sè stessa tutto il proprio valore ». Con l’espressione rolontà di potenza,
Nietzsche intonde che i forti devono acquistare sui deboli un predominio
assoInto, e, spezzando ogni legame con la tradizione ο il ουstume, devono
celebrare il trionfo d’ una nuova concezione etica della vita; per il Nietzsche
la libertà ideale dell’uomo è nel massimo grado dell’ espansione della vita,
che può essere espansione cieca, orgiastica, dionisiaca, ma ancho apollinea,
cioè regolata dallo spirito della conquista e dol dominio; conviene dunque, per
salvare la dignità umana, invertire i valori morali tradizionali, © porre al di
là del bene e del male un ideale etico improntato alla potenza, alla forza, al
valore individaale, Con la formula
volontà di oredere, usata la prima volta da William James ο divenuta comune nel
pragmatismo, nell’umanismo, nol fideismo, ecc., si esprimo l'efficacia
dell’azione dei fattori non intellettuali, delle raisons de coeur, nel
fondamento della fede; però, mentre James invoca l’aiuto della volontà e del
sentimento solo a supplire alle deficenze dell’ intelletto, la formula fu poi
allargata fino ad esprimere la sostituzione della volontà ο del sentimento all’
intelletto; così, per Schiller il pensiero puro e la logica formale non esistono.
Ogni ragionamento si fonda sopra una credenza più o meno sentimentale, sopra un
bisogno affettivo, ogni cognizione, per quanto teorica, ha un valoro pratico cd
è per ciò potenzialmente un atto morale, la natura stesu della realtà è
determinata dal desiderio e dalla volontà di conoscere. Kahl, Die Lehre vom
Primat den Willen bei Augustinus, Dune Scotur und Descartes; IT. Siebeck, Die
Willenslehre bei Dune Scotua und seinen Nachfolgern. « heitserift für Philos.;
O. Külpe, Die Leh. v. Will. in die Peycol. d. Gegenvart, « Philos. Studien;
Kant, Grundlegung sur metaph. der Sitten; Nietssche, Jenseits ton Gut und Bose;
W. James, The will to believe; Orestano, Le idee fondamentali di Nietzsche;
Villa, La peicol. contemporanea; Ardigò, Op. fil. Dandolo, Le integrazioni
peichiche ο la volontà, Marucci, La volontà secondo i recenti progressi della
biologia ο della filosofia; Ribot, Le malattie della volontà, trad. it. (v. autonomia, motore, motorium, motivo,
mobile, decisione, deliberazione, rolontarismo). Volontarismo -- Voluntarismus;
I. Voluntariem ; F. Volontarisme – è, nel senso suo più generale, ogni dottrina
che ammetta il primato della volontà. Se la volontà è posta come la realtà
essenziale di tutte le cose, come il principio primo delV universo, si ha il
volontariamo metafisico; se come fattore originario e fondamentale della
coscienza umana, il volontarismo psicologico. Ὦ chiaro però che codesta
distinziono è affatto relativa e nen sempre storicamente applicabile, in quanto
il volontarismo psicologico appare come un corollario del metafisico, e questo
a sua volta, non potendo avere le sue radici che nell'esperienza psicologica,
ha il suo punto di partenza nel primo. In entrambi i sensi si oppone all’
intellettualismo e al razionalismo; nel secondo anche al sentimentalismo. Il
volontarismo metafisico, per quanto abbia origini lontane, raggiunge la sua
completa espressione solo con lo Schopenhauer, che sviluppa la dottrina
kantiana del primato della ragion pratica sopra la ragion pura. Da questa
dottrina uscirono due forme di volontarismo metafisico: il v. moralistico, ο
moralismo, del Fichte, por il qualo il mondo attuale, con la sua attività, non
è che il materiale per l’azione della ragion pratica, il mezzo con cui il
volere raggiunge la completa libertà © realizzazione morale; il v. irrazionalistico
dello SchopenVou hauer, che fa del volere la cosa in sò, manifestantesi in
varie fasi nel mondo della natnra come forza fisica, chimice, magnetios, vitale
ο più che tutto nel mondo animale come volontà di vivere, che s’esprime nella
tendenza ad affermare sò stesso nella lotta per i mezzi d’esistenza ο per la
riproduzione della specie. Questo è un volere inconscio, irrazionale, non si
propone alcuno scopo nelle sue obbiettivazioni; da ciò deriva nel mondo la
prevalenza dol malo sul bene. Naturalmente, qui la parola volere assume un
«significato particolare, che lo stesso Schopenhauer ha posto in rilievo: « Ho
scelto la parola Volontà in mancanza di meglio, come denominatio a potiori,
attribuendo al concetto di volontà un estensione maggiore di quella posseduta
fin qui.... Non 6’ era riconosciuto, fino ad oggi, 1’ identità essenziale della
volontà con tutte le forze che agiscono nella natura, 6 le cui varie
manifestazioni appartengono a dolle specie di cui la volontà è il genere. Si
erano considerati tutti questi fatti come eterogenei. Non poteva quindi
esistere alcun vocabolo per esprimere questo concetto. Ho quindi denominato il
genere secondo la specie più elevata, secondo quella della quale noi abbiamo la
conoscenza immediata in noi, che ci conduce alla conoscenza immediata degli
altri. Il volontarismo psicologico, che costituisce forse V indirizzo
prevalente della psicologia contemporanea, ha le sue origini lontane in S.
Agostino, per il quale sia gli uomini che la divinità nihil aliud quam
voluntates sunt, in. Duns Scoto e nei suoi seguaci, per i quali pure tota
animae natura voluntas est; le sue origini prossime nel Fichte ο nello
Schopenhauer, per i quali, como vedemmo, 1’ cs senza dell’uomo sta nella
volontà. Il Beneke sviluppò forma scientifica questo concetto, risolvendo la
vita psichica in processi attivi elementari o impulsi, i quali, divenuti
originariamente attività per opera degli stimoli, devono, nell’ irrigidirsi del
loro contenuto e nel loro reciproco accomodamento per l’incessante prodursi di
nuove forze, realizzare Vapparente unità sostanziale dell’ animn. Il Fortlage
ha poi rielaborato il volontarismo del Beneke con elementi tratti dalla
filosofia del Fichte; anch’ egli concepisce l’anima, e con essa puro la
connessione delle cose, come un sistema d’impulsi, o forse nossuno come lui hu
trattato così acutamente il concetto dell’ atto sonza substrato come fonte
dell’ essere sostanzialo; l'essenza del divonire spirituale risiede per Ini in
ciò, che da funzioni originarie scaturiscono contenuti immanenti medianto uno
sviluppo sintetico, donde nascono le forme della realtà: psichica. Wundt,
valendosi del concetto di Fichte e di Fortlage, dell’atto senza substrato,
considera il mondo come una connessione attiva di individualità volitive, ο
limita l'applicazione del concetto di rostanza alla teoria naturalistica;
l’azione reciproca tra le attualità volitive produce negli esseri organici
unità volitive più elevate, e quindi gradi diversi di coscienza centrale, ma
l’idea di una volontà e di una coscienza assoluta del mondo, la qualo si svolga
secondo il principio regolatore, è al di là dei limiti della facoltà
conoscitiva umana. Wundt si arresta a questo punto; altri arrivano all’
affermasione del volere come fondo ultimo della realtà, trasformando di nuovo
il volontarismo psicologico in metafisico 6 incontrandosi con una dottrina che,
sotto varie forme, ha larghissima fortuna ai giorni nostri: Pattualiemo, per il
quale la realtà non è che energia, divenire, movimento, evolnzione. L' essenza
del volontarismo psicologico, che si limita ad una interpretazione dei fatti di
coscienza, ci sembra Done espressa in queste parole dell’ Höffäing: « Se una di
quoste tre specie di elomenti (sentimento, intelligenza, volontà) vuol essere
considerata come la forma fondamentale della vita cosciente, questa è senza
dubbio la volontà, L’attività è una proprietà fondamentale della vita
cosciente, poichè bisogna costantomente supporre una forza, cho mantonga
insiemo i diversi elomenti della coscionza, © ne fneVor via, per la loro
unione, il contenuto d’una sola e medeSima conoscenza... Se dunque prendiamo la
volontà nel Senso largo, come designante ciod ogni specie di attività legata al
sentimento e alla conoscenza, si pnd diro che tutta la vita cosciente è
raccolta nella volontà conte nella sua espressione più completa. Schopenhanor,
Welt ala Wille u, Vorst.; Beneke, Neue Grundlegung zur Metaphysik; Dio noue
Peychologie; Fortlage, Beiträge zur Psychol.; Wundt, System d. Philos.; W.
James, The will to believe; Sollier, Le volontarieme, Rev. phil.; Höffding,
Peychologie, trad. franc. (v. attivismo, srrazionalismo, mobilismo, volontà). Secondo
alcuni dei primi filosofi, il VORTICE -- Wirbel; vortex, tourbillon -- ο
rotazione ciolica, la δίνη, è la forma fondamentale del movimento cosmico. Per
Empedocle di GIRGENTI (vedasi) essa è prodotta dalle forze attive fra gl’elementi,
dall'amore e dall'odio. Per Anassagora incomincia dalla materia razionale e
finalisticamente attiva, per proseguir poi con consecuzione meccanien. Per
Leucippo à il risultato particolare dell'incontro di più atomi. Così il principio
del meccanismo, rivestito ancora miticamente in Empedocle e in Anassagora, è
con Lencippo pienamente elaborato: gli atomi, che volano senza regola nell’
universo, #'ineontrano qua e là, dando così luogo, secondo la necessità
meccanica, a un movimento complessivo rotatorio prodotto da vari impulsi dei
singoli atomi, movimento che attrac a sè i singoli atomi o complessi di atomi
vicipi, talvolta anche mondi interi; un tale sistema in continuo rivolgimento
si suddivide in sò stesso, essendo gli atomi più fini lanciati alla periferia,
mentre i più pesanti si raccolgono al centro; in tal modo hanno origine in
diversi tempi e in diversi luoghi dell’ universo infinito diversi mondi, ognuno
dei quali si muove in ad per leggo mecanica, finchò per un urto con un altro
mondo vien forse distrutto o attratto e assorbito nella rotazione di un mondo
più grande. La teoria dei vortioi risorge con CARTESIO, che con essa volle dare
un fondamento alla concezione copernicana del mondo, e si giorni nostri, in
sèguito specialmente alle nuove scoperte sulla radioattività della materia.
Tolta ogni differenza tra ponderabile ο imponderabile, ridotta la materia ad un
equilibrio instabile di elementi eterei, l’origine di ogni sistema siderale si
fa risalire alVetere, per il differenziarsi nel seno di esso di vortici animati
da movimenti sempre più rapidi, fino ad agglomerarsi in gruppi atomici, in
nebnlosa sferica, in mondi, con una serie di fasi evolutive analoghe a quelle
descritte da Lencippo. Cfr. Aristotele, Physioa; Platone, Timeo; Plutarco,
Plac. phil.; Fontenelle, Entretiena sur la pluralité des mondes; S. Arrhenius,
L'évolution dee mondes, trad. franc.; Bocquerel, L'év. de la matièro et des
mondes, « Revue scientifique. Vuoto. Gr. Kevév; Lat. Vacuum; T. Leere; I.
Empty; F. Fide. Lo spazio puro, ciod lo spazio penetrabile, privo della
materia, L'esistenza del vuoto fu sostenuta tenacemente dagli Atomisti contro
gli Eleatici: questi dicevano essere incomprensibile l’idea del vuoto e affatto
inconciliabile con quella di essere; il vero reule, infatti, è uno ο
immutabile, o non ammette quindi nd pluralità, nd diilità, nè movimento, che ha
per condizione il vaoto. Gli Atomisti invece non ammettevano che due principi
gli atomi e il vuoto, cioè In materia e lo spazio, ο l’esistenza del vnoto
dimostravano mediante il movimento, la compressione di cui vari corpi sono
suscettibili e con vart esperimenti inventati da Leucippo. La proprietà del
vuoto è l'estensione, la quale è infinita, nd vi si può distinguere alto ©
basso, metà ed estremità; il sno ufficio è puramente passivo, e cioè di rendero
possibile il movimento e la pluralità degli esseri, dividendo la materia con la
sua sola presenza. L'idea del vuoto fa combattuta vivacemente da Aristotele,
che avendo concepito lo spazio come qualche cosa di reale, © cioè come il
limite del corpo contenente in quanto il corpo contenuto è suscettibile di
movimento locale, non poteva ammettere uno spazio senza contenuto; la sua principale
obbiezione è appunto che il vuoto, anzichè rendere possibile il movimento, lo
renderebbe inconcepibile, perchè nel vuoto non c'è nè alto nd basso, mentre
ogni movimento natnrale sì fa in questi dne sensi. Cfr. Aristotele, Phye., De
coelo (v. inane, eusere, direnire. nulla, spazio). Zero. Dicesi zero della
sensazione l'intensità minima della modificazione della coscienza, che
corrisponde alla intensità minima della eccitazione. Dicesi più comunemente
soglia della coscienza. Più frequente è invece, l’espressione punto zero
fisiologico 0 zero della sensazione termica; qualainsi temperatura degli organi
nervosi termici che sorpassa tale punto è percepita come caldo, qualunque
temperatura al disotto come freddo; ogni temperatura propria degli organt nervosi
percepita come caldo, condiziona uno sposta mento in alto dello zero, percepita
come freddo uno apostamento in basso: quando per effetto dello spostamento
dello zero, questo coincide con la temperatura propria delV organo nervoso,
ogni sensazione di caldo ο di freddo cossa. Cfr. Hering, Sitzungsber. d. Wien.
Ak. (v. aubminimali). Si suol chiamare talvolta col nome di zetetica – Zetetik,
Zététique -- lo scetticismo, che consiste appuuto in una ricerca, ζήτησις
ricerca, incessante in tutte le questioni, senza uscire dul dubbio, senza venir
mai ad ans conclusione, positiva ο negutiva. Gli scettici, furon, detti Zoo
anche efettioi ο aporetioi da ἀπορέω
essere inoerto, imbarazzato, dubitare (v. dubbio, dogmatismo,
conoscenza). Zoofobia. Fenomeno psicologico, che consiste in una paura morbosa
6 irragionevole degli animali. Fa parte delle biofobie, paure morbose
concernenti i rapporti con gli altri esseri viventi, e può aver per oggetto i
ragni, i topi, i cani, ecc. Germanico non poteva vedere nè sentire i galli; il
maresciallo d’Albret sveniva non appena vedeva la testa di un cinghiale; Enrico
III non poteva sopportare In vista di un gatto. Cfr. Friedmann, Ueber den Wakn,
1894; Gélineau, Les peurs morbides. La zoolatria o zooteismo – Zootheismus, Zootheism,
Zoothéieme – è un fenomeno religioso che consiste nell’adorazione degl’animali
e si rivela nei più infimi gradini del sentimento religioso; più precisamente,
il, zooteismo è la rappresentazione e l'adorazione della divinità sotto forma
di un animale, che è considerato non come il simbolo della divinità, ma come
attualmente abitato da essa. Secondo lo Spencer la zoolatria avrebbe la propria
origine nell’abitudine, che regna in certi popoli selvaggi e primitivi, di
designare gli individui col nome degli animali ; il coraggio del leone,
l’astuzia della volpe, la velocità dello sparviero, ecc., sono riconosciute in
questo o quell’ eroe della tribù, il quale per tal guisa vien simboleggiato col
nome stesso dell’animale delle cui virtù caratteristiche è adorno. Succede poi
che codesti popoli, adorando i loro defunti, finiscono, dopo un certo tempo,
col non avor prosente di essi che il solo simbolo verbale; confondono la cosa
con la parola; attribuiscono al leone, alla volpe, allo sparviero, ecc. le
gesta degli eroi che ne portarono il nome, e tributano quindi a codesti animali
il culto che aspettava agli uomini. Una particolarità della soolatria è la
ofiolatria, ο culto dei serpenti. Cfr. Spencer, Principi di sociologia, trad.
it. Zoologia. T. Thierlehre; I. Zoology; F. Zoologie. Nel senso più generale, è
la scienza che studia lo forme, la struttura, la genesi e lo sviluppo degli
animali e le relazioni nelle quali essi stanno fra di loro e col resto della
natura nel tempo © nello spazio. Così intesa la zoologia è scienza eminentemente
sintetica, che ha le sue radi in tutte quante le scienze biologiche, come ls
citologia, la paleontologia, l’embriologia, la teratologis, la fisiologia ©
specialmente l'anatomia comparata. Ofr. A. Giardina, Le discipline zoologiche e
la scienza generale delle forme organizeate, 1906. Zoomonera. Secondo |’
Haeckel, l'origine della vita, nelle sue manifestazioni anche più complesse, si
deve ricondurre alle monere, che sono le forme viventi più sem- plici che siano
state osservate. Le monere sono di due specie: zoomonere, composte di
zooplasma, e fitomonere, composte di fitoplasma; dalle prime hanno origine gli
ani- mali, dalle seconde le piante. Siccome il fitoplasma pos- siede la facoltà
di produrre sinteticamente il plasson, traen- dolo dai composti anorganici, e
di trasformare la forza viva della luce solare ‘nella tensione chimica di
combina- zioni organiche, così bisogna ammettere che il zooplasma - che tali
proprietà non possiede e si nutre per assorbi- mento di plasma degli altri
organismi - sia nato dal fi- toplasma, le zoomonere dalle fitomonere, le quali
alla loro volta sarebbero nate per autogonia o generazione sponta- nea da
combinazioni anorganiche. Cfr. Haeckel, Phylog. aystem. (v. generazione, vita,
organismo, vitale, vitalismo, organioismo, animiemo). Zoomorfismo. T.
Zoomorphiemus; I. Zoomorphism; F. Zoomorphisme. Dottrina della metamorfosi
dell’uomo in animale, propria di alcune religioni primitive, specialmente
dell’egiziana. Cfr. Le Page Renouf, Lectures on the origin of religion. (v.
metempaicosi). ZOROASTRISMO-- Lehre von Zoroaster; Zoroastrianiem;
Zoroastrisme. Il ZOROASTRISMO e la religione persiana, fondata da Zoroastro e
carattorizzata dal dualismo tra il principio del bene e quello del male. Per
essa il mondo, essendo una mescolanza di luce e di tenebre, di vero e di falso,
di pensiero e di materia, presuppone l’esistenza di due principi, in lotta tra
loro nell'universo, dei quali l'uno, Ormuzd, è il principio del bene, il dio
della verità e della luce, l’altro Ahriman, il principio del male, il dio della
menzogna e delle tenebre. Nel Zend- Avesta, i libri sacri del zoroastrismo, è
detto. Al principio, Ormuzd, elevato al di sopra di tutto, era con Is scienza
sovrana, con la purezza, nella Ince del mondo. Questo trono di luce, questo
luogo abitato de Ormuzd, è ciò che si chiama la luce prima; e codesta scienza
sovrana, codesta purezza, produzione d’Ormuzd, è ciò che si chiams la Legge.
Ormuzd non ha prodotto direttamente gli esseri materiali e spirituali di cui l’universo
si compone, ma li ha generati con l'intermediario della parola, il verbo divino.
Il puro, il santo, il pronto verbo, io te lo dico chiaramente, ο saggio Zoroastro,
è prima del cielo, prima dell’acqua, prima della terra, prima delle greggi,
prima degl’alberi, prima del fuoco, codesto figlio d’Ormusd. Ormuzd ed Abriman
hanno ls medesima potenza. Ma Orinuzd, con la sua onniscienza, prevede tutto
ciò che dovrà accadere, mentre Ahriman non può caloclare le conseguenze delle
proprie azioni che nel momento stesso in cui agisce. Il vantaggio della
prescienza assicura ad Ormuzd la vittoria dopo un certo numero di migliaia
d'anni. Cfr. Lehmann, Lehrbuch d. Religionsgesch.; Zend- Avesta, trad. Anquetil.
Ranzoli. Keywords. Parole chiave: implicatura, lessicologia filosofica. Refs.:
Luigi Speranza, “Grice e Ranzoli.”
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Raulica: SICILIANO NON
ITALIANO -- all’isola -- la ragione conversazionale all’isola! l’implicatura
del barone -- l’origine dell’idee – il
fondamento della certezza – filosofia siciliana – filosofia sicula – dello
spirito della rivoluzione e dei mezzi di farla terminare -- corso di filosofia:
ossia, re-staurazione della filosofia – filosofia
siciliana -- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Palermo).
Filosofo italiano. Palermo, Sicilia. Essential
Italian philosopher. Grice: “Italian philosophers can be fun: there’s ventura,
and there’s Bonaventura, who was actually fidanza, i.e. fidence, as in
confidence.” Noto per il suo sostegno alla causa
della rivoluzione siciliana. Studia a Palermo. Insegna a Roma. Si distinse come
apologeta, scrittore e predicatore, sopra-ttutto grazie alla sua "Orazione
funebre di Pio VII.” La sua carriera da filosofo inizia come esponente della
corrente contro-rivoluzionaria. Teatino. Intraprese l'attività di predicatore.
La sua eloquenza, sebbene a volte esagerata e prolissa, e veemente e diretta ed
ottenne grande fama. Con l'elezione di Pio IX al soglio pontificio, acquisì un
ruolo politicamente prominente. Sostenne la legittimità storica e giuridica
della rivoluzione siciliana. Auspica la ri-fondazione del regno della Sicilia
indipendente all'interno di una con-federazione italiana di stati sovrani.
Ministro pleni-potenziario e rappresentante del governo siciliano a Roma. La
sua posizione a Roma divenne delicata per via della proclamazione della
repubblica romana e dell'esilio di Pio IX. Rifiuta l'offerta di un seggio
all'assemblea costituente, maoltre ad invocare la separazione tra potere
temporale e spirituale riconosce la repubblica romana a nome del governo
rivoluzionario di Palermo. Altri saggi: “La scuola de' miracoli: ovvero, Omilie
sopra le principali opere della potenza e della grazia di Gesù Cristo,
figliuolo del dividno e salvatore del mondo”; “Il tesoro nascosto: ovvero,
omilie sopra la passione del nostro signor Gesù cristo”; La madre del divino,
madre degl’uomini: ovvero, spiegazione del mistero della SS. vergine a piè
della croce”; “Le bellezze della fede ne' misteri dell’epifania: ovvero, La
felicità di credere in Cristo e di appartenere alla vera chiesa”; “I disegni
della divina misericordia sopra le Americhe: panegirico in onore di Martino de
Porres, terziario professo dell'ordine de’ predicatori”; “Il potere politico”;
“Saggio sul potere pubblico, o esposizione della legge naturali dell'ordine
sociale”; “Dello spirito della rivoluzione e dei mezzi di farla terminare”; “La
ragione filosofica”; “La tradizione e i semi-pelagiani della filosofia: ossia,
Il semi-razionalismo svelato”; “Saggio sull'origine delle idee e sul fondamento
della certezza”; “Della falsa filosofia”; “Nuove omelie sulle donne del
vangelo”; “Corso di filosofia: ossia, re-staurazione della filosofia”; “Sopra
una camera di pari nello STATO pontificio”; “La questione sicula sciolta nel
vero interesse della Sicilia, Napoli e dell’Italia”; “Memoria pel
riconoscimento della Sicilia come stato sovrano ed indipendente”; “Menzogne
diplomatiche, ovvero esame dei pretesi diritti che s'invocano del gabinetto di
Napoli nella questione sicula”; “Discorso funebre pei morti di Vienna la
religione e la libertà”; “Raccolta di elogi funebri e lettere necrologiche; Il
pensiero politico d'ispirazione cristiana. Atti del seminario Erice, Guccione,
Firenze. Andreu R.: saggio biografico, "Regnum Dei", Bergamaschi, R.:
fra tradizionalismo e neo-tomismo [AQUINO], Milano, Cremona Casoli, Un illustre
siciliano”; "Rassegna Storica del Risorgimento", Cultrera, Generale
dell'ordine dei Teatini, Palermo; Giurintano C., Aspetti del pensiero politico
nel "De jure publico ecclesiastico"; Istituto per la Storia del
Risorgimento, Palermo, Guccione, Democrazia. Murri, Sturzo e le critiche di
Giobetti, Palermo, Ila-Palma, Guccione, Alle radici della democrazia” Palermo;
Guccione, Un omaggio clandestine; in "Nuova Antologia", Pastori, “La
rivoluzione napoletana in "Rassegna siciliana di Storia e Cultura",
Romano, La vita e il pensiero politico, Treccani Istituto dell'Enciclopedia
Italiana. Regione Siciliana. Martinucci, Istituto Storico dell’Insorgenza e per
l’Identità Nazionale. ELOGIO rCNEBRE DI DAIVIEllO O'COIVIVEIL MEMBBO DEL
PABUHENTO BRITANKICO DA R. Ex-Genkkalb bb'Chibrigi BseoLAM Ctmtuttor» detta
Saera Congregationt de' Riti td Eiaminatore dei Veuoti e del Clero Romano. J^/.
L'editore, proprietario di questo elogio, per g^enerosa cessione fattagli dall'
Autore, dichiara di Toleme godere il dritto di proprietà a termini della
Convenzione pubblicata con Notitrazione della Segreteria di Stato COI TIPI DI
CIOTAimi BATTUTA ZAMPI. .\ Ili Hisognosi di riposo per le incessanti fatiche^
durtyte negli ultimi otto mesi^ nell'esercizio dell' ecclesiasti" co
ministero, e risolulissimi perdo di non intrapren^ deme delle nuove, ci eravam
da principio negati di tesser VElogio funebre dell'immortale Ò'Connelh La
grandezza e le circostanze tutte eccezionali del Sog* getto entrarono ancora
per non piccola parte in quessto rifiuto. 0*Connell non è stato un uomo
ordinario^ ma uno di quegli iwmini di cui non ne nascon mai due; uno di quegli
uomini che Iddio crea per compiere grandi disegni, da prima noti a Lui solo, e
che quin^ di i fatti rivelano al mondo. O'ConneU è stato un ge^ nio; ed il
genio non è degnamente lodato che dal ge^ nio\ e perciò noi reputavamo un tale
assunto molto al disopra di noi e delle forze nostre. La gloria poi di
O'Connell è stata l'avere obbli* goto la più grande Potenza della terra a
rassegnar ' si con bel garbo alla legge che un privato le ha, in certo modo,
imposta. Poiché è stato ed è sempre proprio della saggezza inglese di tener fermo
finché si può; e quando non si può piti, cedere a tempo^ anziché an^ dare
incontro ad una di quelle orribili catastrofi in cui poi si perde tutto, per la
stolida ostinazione di voler tutto conservare. La gloria di O'Connell é stata
IV di avere egli solo rivendicata la libertà religiosa e etvile della sua
patria per mezzo di una rivoluzione pa^ cifica, una delle più grandi che
rammenti la storicu La gloria di O^Connell è stata l'aver fatto trionfare la
libertà per mezzo della Religione^ e la Religione per mezzo della libertà. Or
era egli possibile il rammentar queste glorie di O'Connell senza risvegliare i
risentimenti e le antipatie di una politica onerosa, cui la sola parola di
libertà mette paura come uno spettrOf turba come un rimorso? Era egli possibile
ti non attirarsi la censura di uomini si impietriti nell'antico^ che non hanno
ne intelligenza per distinguere, né cuor per sentire il pocolino di bene, che
in mezzo al molto di male, vi è nel moderno? Ma tacersi^ o passar leggermente
sopra il titolo principale onde O'Connell è stato il piti straordinario H piti
ammirabile personaggio della età nostra, non sarebbe stato lo stesso che
ridurre a piccole dimensio^ ni uno dei più, grandi spiriti che siano mai
apparsi a consolazione e gloria dell'umanità? Per tutte dunque insieme queste
ragioni not noti tM>levamo sapere di fare l'elogio di che si tratta; e non
abbiam ceduto che in faccia a considerazioni^ ad inviti, a desidera che san del
comando, ed a cui non si può resistere nemmeno con umiltà senza peccar di
superbia. Nel piegare però il capo a si scabroso e difficile incarico,
stabilimmo tra noi medesimi di disimpegnarlo con tutta la libertà di spirito
che la Fede cattolica lascia nelle cose dubbie', la dubìis libertas; con tutta
la sincerità del cuore; col maggior disprezzo di ogni personale pericolo, col
più perfetto oblio di ogni proprio interesse; e ciò per elevarci in alcun modo
all'altezza del nostro Soggetto coUa generosità almeno del sentimento: poiché
sentivamo di doverne rimaner molto al disotto per le qualità dell'ingegno.
Nulla infatti ti ha arrestato dal lodare 0*ConneU pel lato appunto onde piti
meritava di esser lodato, ed eziandio dal proclamare altamente^ senza
am/i'oologie ragtri^ le verità le più dure ed incommode, e per chi comanda e
per chi ubbidisce; e che sono frattanto le piti salutari e le più capaci di
assicurare i troni^ di fare t popoli felici, e di far trionfare la Religione,
Imperciocché dapprima, due specie di ripugnanza vi sono oggi contro la
Religione: Vuna totale ed assoIuta, l'altra relativa e condizionata. La
repugnanza assoluta é quella onde si odia la Religione perché Religione; e
quindi la Chiesa, gli ecclesiastici, tutto ciò che alla Religione si
appartiene* Questa n]ptignanza è l'orribile eco, che dura ancora, della parola
infernale di Voltaire: Ecrasez l'infame, et la su* perstition. L'antipatia
relativa poi e condizionata è quella onde si odia la Religione, non già però
per se stessa, ma in quanto stolidamente si crede rivale e nemica del processo
e della libertà. Ma vi è nella natura dell'Italiano un elemento cattolico, onde
l'Italiano, tenti ciò che vuole, non può senza pena e rammarico far di meno
della Cattolica Religione. E questa è una delle ragioni onde gli eresiarchi e
le eresie non han potuto mai far fortuna in questa bella e privilegiata parte
del mondo. VAntipa^ tia assoluta dunque contro la Religione cattolica è ror
rissima: essa non trovasi che nel fondo del cuore di qualche vecchio settario,
impregnato sin dall' mfanzia dei pregiudizii e dei sentimenti anticristiani
deUa filosofia miscredente del secolo decimottavo; e che morrà senza posterità!
giacché l'odio é sterile, ed ha complici, ma non già eredi', e non vi é che
Pamore che é fecondo, che genera e riproduce il medesitno essere, e perpetua la
stessa verità. Non così è però della ripugnanza relativa o condizionata. Il
ceto medio, cioè, il ceto che studia, il ceto che ragiona, vuoisi o non vuoisi,
è il ceto piti influente e che trasforma alla lunga in se stesso e compone, e
riduce a sua immagine i due altri ceti estremi deUa società; con tutta la
generazione che sorge, con tutto ciò che intende, con lutto ciò che sente;
poiché la società degli spiriti, o la concordia fra gli esseri intelligenti,
non può mantenersi che per mezzo delCintélligenza; ed è in questo senso che ha
detto Paschal: ri, che chiunque si dichiara contro di esse, non ispira che
diffidenza, repugnanza, odio, disprezzo. Or poiché, come lo abbiam dimostrato
(Vedipag.l^ di questo Elogio) la Chiesa nella sua saviezza non ha potuto finora
parlar di libertà, ed ha dovuto anzi in certo modo fulminarla per l'orribile
abuso che si è fatto di questa sparola; i Volterriani si son serviti di questo
silenzio e di questi anatemi della Chiesa, per persuadere alle masse che la
Chiesa, nemica, non vi è dubbio, della falsa libertà, sia nemica ancor della
vera; che il Cristianesimo é oscurantismo; e che i preti e i frati sono i veri
nemici, gli avversarii implacabili di ogni progresso e di ogni libertà. Il
sistema poi del così detto Dritto divino nella materia politica, secondo che
una scuola celebre di oltremonte si é ostinata a rappresentarlo, viene in fondo
a sostenere che il Potere publico di ragione non abbisogna, ove, secondo U
celebre detto di Bossuet, (( Iddio stesso ha bisogno di aver ragione. )> Ora
il Dritto divino così inteso mette VUomo-Potere al disopra di Dio stesso, e non
é che V apoteosi della tiran TU ma e Vidolatria della sovranità. Poiché du/nque
una tale doUrma è contraria alla ragione insieme ed al sentimento, all'istinto
delVuomoy e perciò non è e non può mai esser vera; così si è venuto a
conchiudere che nemmeno é vera la religione che la professa^ che la insegna, e
che ne fa la condizione necessaria inevite^ bile della sua seguela. Or siccome
questa orribile dottrina, atta più a rendere odioso il Potere ed a
distruggerlo, che a conservarlo ed a farlo amare^ certi pubblicisti ignoranti
Vhan messa a carico della Chiesa cattolica e del cattolico insegnamento ; cosi
la ripugnanza^ che essa ispira, si è estesa anche in Italia all'insegnamento Cattolico
ed alla Chiesa; e Dio e Ge-^ sii Cristo^ le dottrine cattoliche e le caUoliche
istiluiionij la Chiesa e gli ecclesiastici sono staiti avvolti nello stesso
odio e nello stesso disprezzo. Oh se sapessero il gran male^ U male sommo che
certi ecclesie^ élici^ piti zelanti che saggia han fatto ai popoli ed oZ-^ la
Chiesa colVaver voluto fare un articolo di fede divina, di una opinione
puramente umana^ e di un partito politico^ la vera adunanza dei fedeli o la
vera Chiesa! Essi hanno così allontanato dalle pratiche della Religione enormi
masse di cristiani, e le hanno gittate fuori delia Cattolica unitd^ nelVahisso
del deismo e deW indifferenza! Imperciocché non é piti tempo di farsi
illusione. Finché dureranno i pregiudizii^ gli errori funesti che un concorso
di maieaugurate circostanze è giunto ad accreditare intomo alla pretesa
alleanza o complicità della Chiesa coW eccesso o colVabuso della forza; intano
noi ministri della vera Religione spereremo di attirare a noi le masse
intelligenti; esse ci riguarderanno sempre con una specie di orrore;
continueranno a camminar senza di noi, e, se noi ci metteremo loro innanzi,
contro di noi e sopra di noi. Dirò anzi di più che^ se un trambusto accadesse
in Italia sotto l'impero di questi pregiudizii e di questi errori^ esso sarebbe
sommamente anticristiano ed an-tiecclesiastico.il grido: a A basso i preti; à
basso i franti )) Starebbe tradotto in azione con una orribile fedeltà. La
Chiesa si troverebbe esposta a maggiori orrori di quelli di cui al principiò di
questo secolo è stata la vittima. E poiché^ come l'abbiamo di già avvertito^
l'Italiano nel fondo del suo cuore ama la cattolica Re^ ligione; il suo odio
contro di essa e i suoi ministri si troverebbe fortificato ed accresciuto dal
sentimento della disperazione di pàtere essere d'accordo con una religione di
cui non può fare di meno; dal sentimento di rabbia di credersi respinto^ di
vedere volta in sua nemica quella Religione di cui ha un immenso bisogno e per
cUi sente una indestruttibile simpatia; dal sentimento in somma del furore in
cui degenera ogni amore deluso nei suoi più vivi trasporti; Frustrata cupiditas
vertitur in furorem (Aug.). E non vi è nuUa di più terribile^di più crudele
quanto V amore furibondo ed il furore aìuoroso! Mirate dunque di quale e quanta
importanza si è, per parte di noi ecclesiastici^ il parlare oggi al colto
pubblico dell'Italia un linguaggio capace di disingannarlo dei fatali
pregiudizii di cui una Propaganda di empietà e di disordine si è studiata
d'imbeverarlo contro la Chiesa. Mirate di quale e quanta importanza si è oggi
per noi di mostrarci, senza finzione, senza inganno^ colla sincerità, col
candore^ col convincimenr to proprio di ministri della Religione di verità,
amici e fautori di un saggio e legittimo progresso, di una saggia e legittima
libertà! Mirate di quale e quanta importanza si è oggi pel gran Ponte pcej che
Dio ha accordato miracolosamente alla sua Chiesa, che^ mettendosi al disopra di
tutti i meschini calcoli della pò- Uiica uma/na^ parli esso pure il Ungttaggio
dei popoli per meglio far loro gustare le sue celesti dottrine; prenda a cuore
i loro temporali interessi, per ispirar loro maggior zelo per gl'interessi
spirituali ed etemi; e faccia conoscere che egli sente e vuole disimpegnare la
nobile e sublime missione del Sommo Pontificalo: Di essere non sólo il Pastore
e il Maestro nell'ordine soprannaturale e divino; ma ancora, neW ordine civile
e politico, U Padre, U tutore, il vindice dato da Dìo a tutti ipopoli
cristiani. Né meno comuni e meno radicati sono certi pregith dizU in materia
politica. A forza d'intrighi e d'inganr ni, si t giunto a persuadere
agl'incauti che i Sovrani sono i nemici dei popoli; che le monarchie sono
incon^ patibili colla Inerte politica; che questa libertà non si domanda
co'prieghi, ma si conquista colla forza; che qtiesta pianta prospera colia
scure, e germoglia nel sangue; e che l'insurrezione è l'unico mezzo da
sot" trarsi dalla oppressione. Ai Sovrani poi si è vohUo pure persuadere
che i popoli sono nemici della loro autorità e della loro esistenza; e che non
si può aver pace con essi, non si può mantenere l'ordine politioo che coU'ajuto
della forza; e che l'arte di ben governare oggi consister deve nell'arte di
organizzare e di dirigere la forza pubblica per potere impunemente vessar le
persone e vuotare le borse. E da questo sentii mento di mutua gelosia, di mutua
diffidenza che si è giunto ad ispirare ai popoli contro i Sovrani ed ai Sovrani
contro dei popoli, si è riuscito a metterli in istato di opposizione, di guerra
permanente: donde fière tendenze da una parte al dispotismo, ed all'anarchia
dall'altra, che mettono ad ogni istante in pericolo l'ordine e resistenza della
società. Ora contro tutti questi pregiudizii, in materia di Religione e di
politica, ci siamo levati arditamente in X questo Elogio, Entrando nello
spirito del grand' Uomo^ cui esso é consecratOj ed esponendo le gloriose sue
gè-sta nelle loro intenzioni generali, nei loro successi, abìnam procurato di
dimostrare che lungi dalVessere la Religione la nemica della libertà, non vi è,
non vdpuò essere libertà vera senza la vera Religione. Per calmare poi le
inquietudini^, gli scrupoli delle persone semplici e dabbene, abbiamo pure
insistito sul gran fatto dei tempi moderni:^ Che lungi dal dovere la Religione
temer nulla dalla politica libertà; alVom^ bra anzi e col favore della libertà
politica può sola" mente oggi trionfare e dilatarsi la Religione; ed
abbia^ mo fatto conoscere non solo possibile ma ancor necessor ria unciUeanza
sincera tra la Religione e là libertà. Al medesimo tempo però e colla medesima
forza abbiamo attaccato tutti i pregiudizii politici dei po^ poli contro i
governi e dei governi contro dei po^ poli. Abbiamo esposta la dottrina
Cattolica intomo alla Resistenza passiva ed all'attiva Ubbidienza, con cui solo
può sussistere l'ordine pubblico e la dignità umana. Abbiamo condannato con
tutta l'energia della ragione e della parola il partito disperato deU'inster*
rezioncj^ e l'uso brutale della forza contro gli abusi del Potere; ed al Potere
ci siamo studiati di fare mtendere che ha torto di diffidare della libertà, che
è an-zi un principio di ordine e di forza, e l'unico mezzo, il mezzo pvU
efficace da disarmare la rivoluzione e farla una volta per sempre terminare. E
così abbiam procurato di riconciliare ancora il Sovrano col popo^ lo^ il popolo
col Sovrano, e l'ordine colla libertà. Il nostro linguaggio ha scandalizzato
alcuni, ha sorpreso molti altri; ma in quanto alla moltitudine accorsa ad
udirci, possiamo santamente gloriarci nel Signore, che esso è stato capito
nella verità dei suoi principii, apprezzato nella purezza delle sue intenzioni,
gustato ne^vantaggi delle sue conseguenze. Chi è stato presente a questa
predicazione, nuova nelle forame ma antica nelle dottrine^ ci farà giustizia
che non è una vana millanteria il dire che rare volte la sacra eloquenza ha
avuto un successo si magnifico si verace e si universale. Mentre andavamo
esponendo le nobUi simpatie^ le relazioni scerete della vera Religione colla
vera libertà, un sentimento d'inesprimibile gioja hrillava sopra tutti gli
occhi. Parca ognuno dir seco ste$^ so: « Non è dunque vero altrimenti che la
Religione cattolica e nemica della libertà! Possiamo noi amare la libertà senza
cessare di esser cattolici^ senza passare per miscredenti! » Cosi uno sposo^
irritato contro una sposa^ che teneramente ama, e che gli è stata dipinta come
infedele; prova un senso di compiacenza, che non si può esprimere colla parola,
allorquando gli si dimostra da altri che la sua cara sposa è miiacente, e che
non ha cessato di maritare il suo amore. Gli stessi segni d'interno contento si
son veduti trasparire nei volti quando noi abbiamo parlato deU V alleanza
possibile tra l'ordine e la libertà^ tra le idee di un sensato progresso e la
fedeltà al proprio Sovra^ no: « Sta lodato Iddio^ pareano tutti voler dire, che
si può amare la libertà e il progresso senza passar per ribelle. » E quando,
nel terminare il nostro discorso, coli' accento del piin profondo convincimento
e del piti tenero affetto (giacché noi conosciamo ed amiamo il popolo romano)
abbiam detto: « No, miei cari » Romani, voi non siete quali qualcuno,
calunniandovi, » ama di farvi comparire. No, no, voi non siete i ne-* » mici
del Trono pontificio, degli Ecclesiastici e del" » l'ordine. Se amate una
onesta libertà, voi amate an» Cora la Sovranità del capo della Chiesa e la
Religione; )) a queste parole l'Uditorio non fu piti padrone di se stesso: un
mormorio vi si udi di una sincera lieta ed universale approvazione^ pronta a
scoppiare in manifestazioni le più clamorose j se noi stessi^ ricordando il
rispetto al luogo santo dovuto^ non ci fossimo affrettali di reprimerle. Ecco
dunque scoperti al pubUico, nella maniera meno equivoca e piti solenne, i veri
sentimenti, i sentimenti legittimi^ sinceri e comuni del popolo romano! Simili
effetti ci auguriamo che produrrà nel resto dello slato Pontificio, ed anche
presso allo Straniero la solenne manifestazione delle dottrine contenute m
questo discorso. Almeno perirne non avvezze ad adularci questo appunto ci hat^
esortato a sperare: as^ sicurandoci che questa predicazione 9 nelle presenti
drcostanze, è stata un avvenimento che avrà un gran-d'eco in tutta Italia e
fuori di essa. Noi potremmo qui riportare le loro testimonianze e le loro
parole^ ma per non sembrare che, all'occasione dell'Elogio di O'Connell,
vogliamo fare U nostro, ci limitiamo a riferirne una sola; e ciò non tanto a
glo» ria nostra, quanto a nostra difesa, in faccia a chi ha creduto di potere
in buona coscienza accusare in pub" blico come pericolose o fantastiche le
nostre dottrine^ e prave le nostre intenzioni; e poi crediamo di non dovere
lasciar passare questa occasione da rendere qui pubblicamente la dovuta
giustizia alla moderazione e alla saggezza della Censura Romana m materiadi
stam^ pa. Omettendo adunque che il Censore Teologo di cui il pubblico conosce
ed ammira, ed il Sommo Pontefice ha teste compensata la vasta dottrina e il
fervore dello zeh, nell'esercizio dell'Ecclesiastico ministero^ omettendo,
dico, che quest'uomo insigne, non meno pel suo sapere che per la sua viriti,
non ha trovato a cen^ surare, nel nostro Elogio, nemmeno una virgola; diremo
solo che il dottissimo Preside della Censura, che Ma profonda scienza
dell'antico unisce una solida co gntzwne^ un senso squisito del moderno^ nell
inviarci V Elogio col suo Imprimatur, ci Aa scriito appunto co^ sì: « Come io
mi compiacqui assai di approvare la Bene^ » dizione dell'ultima sua Predica
recitata in S. Pietro: » nulla curando le prevenzioni di alcuni o troppo semr »
plici^ o zelanti di uno zelo male inteso; cosìi e molto » più mi compiaccio ora
di approvare r Elogio fum^ » bre da lei fatto al celebre O'ConneU: perché
reputo » un tale Elogio non solo eloquentissimo, ma atto an» cara a raddrizzare
molte idee ed a fare un gran » bene. » Solo il savissimo Preside ha richiamata
la nostra attenzione sopra una parola della pagina 104, che avrebbe potuto dar
luogo ad equivoci; che noi ci sia-mo affrettati di prevenire con una noterella
che vi abbiamo apposta. Possiamo adunque affermare^ a lode, noi lo ripetiam
volentieri, dei dotti Censori, che nel presente Elogio stampato vi è tutto
quello che ne ab* biam detto in voce, senza una sola parola di meno; ma al
contrario con varii squarci di più^ che nella recita abbiamo saltati per non
istancar troppo Vudi" torio e noi stessi spossati, nel solo primo giorno,
da una declamazione di circa due ore. A maggior onore poi del sullodato Preside
illustre^ ci crediamo anco in obbligo di aggiungere: che non avendo voluto noi
prenderci la libertà di pubblicare il brano della lettera, che poco fa si è
letto, senza il di lui permesso; questo permesso ci è stato daW egregio Autore
dato nei seguenti termini, che fanno ben conoscere la sincerità e la generosità
de'suoi senti-' menti: «e Mi ha detto il suo Tipografo che o fare U nostro, ci
limitiamo a riferirne una sola; e ciò non tanto a glo» ria nostra, quanto a
nostra difesa, in faccia a chi ha creduto di potere in buona coscienza accusare
in pub" blico come pericolose o fantastiche le nostre dottrine^ e prave le
nostre intenzioni; e poi crediamo di non dovere lasciar passare questa
occasione da rendere qui pubblicamente la dovuta giustizia alla moderazione e
alla saggezza della Censura Romana m materiadi stam^ pa. Omettendo adunque che
il Censore Teologo di cui il pubblico conosce ed ammira, ed il Sommo Pontefice
ha teste compensata la vasta dottrina e il fervore dello zeh, nell'esercizio
dell'Ecclesiastico ministero^ omettendo, dico, che quest'uomo insigne, non meno
pel suo sapere che per la sua viriti, non ha trovato a cen^ surare, nel nostro
Elogio, nemmeno una virgola; diremo solo che il dottissimo Preside della
Censura, che Ma profonda scienza dell'antico unisce una solida co gntzwne^ un
senso squisito del moderno^ nell inviarci V Elogio col suo Imprimatur, ci Aa scriito
appunto co^ sì: « Come io mi compiacqui assai di approvare la Bene^ » dizione
dell'ultima sua Predica recitata in S. Pietro: » nulla curando le prevenzioni
di alcuni o troppo semr » plici^ o zelanti di uno zelo male inteso; cosìi e
molto » più mi compiaccio ora di approvare r Elogio fum^ » bre da lei fatto al
celebre O'ConneU: perché reputo » un tale Elogio non solo eloquentissimo, ma
atto an» cara a raddrizzare molte idee ed a fare un gran » bene. » Solo il
savissimo Preside ha richiamata la nostra attenzione sopra una parola della
pagina 104, che avrebbe potuto dar luogo ad equivoci; che noi ci sia-mo
affrettati di prevenire con una noterella che vi abbiamo apposta. Possiamo
adunque affermare^ a lode, noi lo ripetiam volentieri, dei dotti Censori, che nel
presente Elogio stampato vi è tutto quello che ne ab* biam detto in voce, senza
una sola parola di meno; ma al contrario con varii squarci di più^ che nella
recita abbiamo saltati per non istancar troppo Vudi" torio e noi stessi
spossati, nel solo primo giorno, da una declamazione di circa due ore. A
maggior onore poi del sullodato Preside illustre^ ci crediamo anco in obbligo
di aggiungere: che non avendo voluto noi prenderci la libertà di pubblicare il
brano della lettera, che poco fa si è letto, senza il di lui permesso; questo
permesso ci è stato daW egregio Autore dato nei seguenti termini, che fanno ben
conoscere la sincerità e la generosità de'suoi senti-' menti: «e Mi ha detto il
suo Tipografo che c da prima corno Daniello O'Connell, vero cittadino, si è
giovato della Religione per rendere al suo popolo la Uber senza richiamare
sopra di sé un'attenzione profonda, cosi mai non termina che lasciando
l'assemblea nell'estasi di un'ammirazione silenziosa e di un silenzio
ammiratore. Nel foro è il oausidico espertis-* Simo nella cognizione
dell'immenso caos delle leggi inglesi, e che, con una meravigliosa precisione
di 12 termÌDiy ne penetra lo spirito, le inlerpreta, le con* cilia, le
confronta, le applica, e ne trae le più felici conclusioni in yantaggio della
sna causa. Nelle po« polari adunanze è un Oratore vivo, nervoso, incalzante,
ardito senz'esser temerario, franco senza es* sere insolente, grazioso insieme
e terribile; che si avvicina, discende al linguaggio, ai sentimenti delle
masse, e le eleva sino a sé, e dietro a sé le strascina senza resistenza; che
padrone di tutti i suoi affetti, e, ricco di tutti gli artificii, di tutti i
sussidii della parola, prende, quando e come gli aggrada^ il patetico della
elegia^ Funzione del salmo, la mordacità della satira, l'amenità della novella,
la luce del lampo, il terrore del tuono, l'aria impo* nente del legislatore, e
l' ispirazion del profeta. Nessun uomo seppe meglio di lui eccitare le pas*
sioni popolari e contenerle; carezzare il popolo e morigerarlo; ricordare le
più dure verità, e farle gustare ed amare per la maniera di dirle. No^ la
storia dell'Eloquenza non ci presenta esempio di un oratore più completo, più
vario, più originale, più facondo, più vivo, più impetuoso e più potente. 10.
Ora, a giudicarne dalle apparenze, pare che 0*Goonell a questa eloquenza, in
cui non ebbe modelli né avrà mai imitatori, debba la gloria di sue fortune e la
forza del suo impero. Eppure no. La saggia Antichità avea definito il vero
Oratore: L'o** nesf uomo eloquente; Yir bmm dicendi pertius. Per chd| come la
probità senza l'eloquenza è impotente; cosi l'eloquenza senza la probità è
funesta; essa non serve che a metter sossopra gli stati, i popoli in
insurrezione. Che se l'eloquenza di O'Gonnell è stata la felicità del popolo e
la sicurezza dello stato, FirmametUum gentis et stabilimentum populi (Eccli.
49y/;ciò è accaduto, perchè egli, cittadino cristiano» alla forza, alla grazia
del dire ha unito la virtù è la santità del vivere; si è giovato pel trionfo
della li* berta dell'adempimento delle pratiche che la ReK* gione impone.
ll.Qaal uomo di lui più attaccato a'differenti do* veri di figlinolo, di sposo,
di padre, di cittadino? Qual cristiano di lui più fedele alle leggi di Dio e
della Chiesa? Ma so quello che volete oppormi. Voi vo« lete oppormi che, in
contraddizione alle leggi di Dio e della Chiesa, O'ConnelI si è una volta
battuto in duello, ed ha avuta la disgrazia di uccidere il suo avversario. Sì,
è vero. Ma io potrei dire che questo avversario non fu che un sicario^ onde la
Munici* ypAìik.orangista di Dublino, impaziente di disfarsi del gran difensore
della causa Cattolica, mandò provocando il nostro giovine eroe, sicura
d'immolarlo: giacché D'Esterre, (che tale era di questo miserabile il nome) era
nel tiro della pistola si destro e si sicuro, che giungeva a spegnere colla
palla una lampada senza toccarla. Potrei ancora avvertire che O'ConnelI a
sangue freddo, e per lungo tempo^ per non violare appunto le leggi dell'uomo e
del tristianOy non rispose che col disprezzò alla crude^ le disfida, onde il
fanatismo orangista augurossi di estinguer coH'arnii il grand'uomo che non
potea Tincere colla ragione e col dritto. Potrei altresì notare che il vile
sicario, veniva appostandolo ad ogni punta di strada; lo caricava di contumelie
e di affronti; lo minacciava sempre della vita: sic* che il povero O'GonnelI
era obbligato di cammi* nar sempre armato e circondato di armati. Po-* trei
infine soggiungere che D*£sterre era il Go« Ha dei nuovi Filistei) il più
accanito e tremendo nemipo della Fede di Roma, che si faceva un tristo- vanto
d'insultare alla pretesa debolezza dd vero Israello; e che O^Connell, in un
islaute di una religiosa illusione, potè credersi il nuovo Davidde scelto per
vendicare l'obbrobrio del popolo del Signore; e che solo in un momento
d'impazienza, d'ira, dì risentimento cavalleresco, eccitato da prò* vocazioni
sì ripetute e si vili, e che gli ecclissò la ragione, cedette al principio di
un falso ponto di onore e di nno zelo malinteso, e disceì^e ad una pugna in
cni, cosi disponendolo Iddio, per conservare all'Irlanda e alla Chiesa // suo
Vomo^ la vittima immolò il carnefice che volea immolarla. Io potrei dir tutto
ciò, se non per iscusare il mio eroe> almen per attenuarne la colpa. Ma il
ciel mi guardi che, ministro dL una religione di pace, in faccia alla Vittima
Divina, che ha versato tutto il suo sangue perchè il sangue dell'uomo sia
rispanniato, io osi difendere un delitto cbe la legge dì natara e la legge
evangeUea egaalmente coddannano. II eie! mi guardi dal patrocinare nn costo* me
egualmente insensato che barbaro, onde si vuol provare colla finezza
dell'occhio, e colla yalenzia del braccio Tinnocenza del cuore. II ciel mi
gnar* di dallo scusare un pregiudizio inescusabìle, ondq pretendesi di onorarsi
coll'omicidio, e lavarsi d'una efimera macchia col sangue^ e che la Chiesa
giusta* mente chiama diabolico} À diabolo ìnvectum (Con* eU. Trtd.J. Dico
dunque che O'ConnelI ebbe torio e gran torto nel duellarsi. Ma dopo che ne
avete ndito il peccato, uditen l'emenda. Poiché, al cadere dei parosismi della
febbre del^ Fonore mondano, e di un falso zelo per la religione, la ragione e
la fede ripresero nell'animo di O'ConnelI il loro impero; fu egli si dolente
della sua trista vittoria, che non potè mai pensarvi senza gemerne e tremarne
da capo a piedi di orrore; die fece voto solenne a Dio di non mai accettare,
molto men provocare l'insensato e truce giudìzio delle armi; e che in fine
quante volte (e ciò accadeva spessissimo ad un uomo che, per la gran causa che
difendeva, era obbligato ad irritar molte pas-^ stoni e crearsi molti nemici)
quante volte, dico, respingendo con orrore le provocazioni che gli venivan
fatte a duello, era trattato da infame, da vile: cui cedette sempre e da per
tutto il primo postO) avesse benedetta la mensa. Anzi in queste pubbliche
riunioni si faceva un vanto particolare di professare cogli atti e colle parole
la Fede romana. Deh che l'occultare i sentiménti della vera fede, il
vergognarsi di adempirne in pubblico le pratiche non è che debolezza, e la
maggiore di tutte- le debolezze: che perciò più comunemente ritrovasi nelle
anime piccole, negli spiriti deboH, nelle donne e ne'giavanì. Il vero genio fu
veramente ed amò di comparir religioso; e mai non conobbe la viltà del rispetta
umano! Che dirò io poi dei sentimenti di q[uesto gran Cristiano pel Clero della
sua patria ? Re dì fatto dell'Irlanda, arbitra del cuore e dell'azione di otto
milioni di uomini, che, come fanciulli, pendeano dai suoi cenni, vera Campione
e sostegno della Chiesa Cattolica, che gli dovette la sua più gran gloria e Ja
sua libertà, non mai usci dai limiti dell'umile dipendenza dal suo vescovo o
dal suo parroco. Alla testa di tutti come personaggio politico, cornee uomo
religioso però si tenea come l'ultimo di tutti; e, nuovo Costantino, appena
osava di prender per sé rultimo posto nelle assemblee del Clero, quando vi era
chiamata a manifestarvi i suoi disegni, a d^rvi i suoi consigli per la difesa
della Religione e della libertà. Pronto poi a scagliarsi come un lionc coQ' tro
chiunqae avesse osato di dire a carico de'Sacerdoti una men clie rispettosa
parola, dava egli stesso prove del più grande rispetto per qaesto yenerabìle
corpo, si illustre pei suoi patimenti non meno che per la sua dottrina e per le
sue virtù. Lo riguardava non come un ceto di uomini, ma come una riunione di
santi e un collegio di martiri. Ne parlava colla più gran riverenza, col più
tenero affetto. Per motivo da fuggire le società scerete: Il nostro Clero,
dicea egli al popolo, ce le ha proibite. Ci sarà fra noi alcuno che osi di non
ubbidire a questo Clero si saggio, si buono, si generoso e si edificante (7)?
In quanto poi agli Ordini religiosi, istituti si preziosi per la Religione e
per la vera civiltà, furono essi spesso il soggetto de* suoi publici discorsi^
de' suoi magnifici encomii, come lo erano del suo più tenero amore. Faceva
discìogliere in lacrime il suo immenso uditorio, allorché ram^ mentaya i giorni
felici in cui l'Irlanda era ricoperta di tanti monisteri, tempii della
preghiera, scuole della santità, asilo della dottrina, refugio dei poveri, e
che procacciarono all'Irlanda il merito, la gloria e il nome AeìVIsola dei
Santi (8). La sua eloquenza diveniva più energica, più anima^ ta, più patetica
allora quando, ricordando lai cose, facea egli confronto tra l' Irlanda che ora
20 moriva di fame sotto il giogo di nn protestantismo spietato, e l'Irlanda
indipendente, forte, ricca e prosperosa, ajutata e seorta da*suoi monaci
ne'sentieri della vera virtù e del vero sapere (9). Cosi teneva egli sempre
sveglio nel popolo il sentimento della nazionalità e dell'amore per una patria
già si grande, si buona, si santa, ed ora si infelice, ed allo stesso tempo
avvivava sempre di più il sentimento di amorosa riconoscenza per la Fede
cattolica, sorgente unica, per l'Irlanda, delle sue passate glorie, e
consolazione e rimedio unico dei suoi mali presentì. 16. Ma ciò che è al
disopra di ogni idea e di ogni espressione si è lo zelo di O'Gonnell per questa
medesima Religione. Tutto lasciava, sacrificava tutto quando trattavasi di
servirla e di adoperarsi per lei. I poveri parrochi, i Comuni, i villaggi
poyeri, bisognosi di chiese, ricorrevano a lui ; ed egli colla sua attività e
colla sua eloquenza trovava subito i mezzi da fame. loro costruire, come per incantesimo,
delle più ampie e più belle. Invano poi 1' anglicanismo, cambiando armi, senza
però mai cambiare i suoi sentimenti di odio profondo verso i cattolici,
meditava di vincere -colle astuzie di una fina malizia coloro, che non'potca
più opprimere colla forza di martini crudeli. O'Connell veglia sempre a
discoprire, è sempre pronto ed -intrepido a combattere le insidiose
macchinazioni dell' eresia, che, per essere divenuta ipocrita, non è perciò
meno persecutri ce e nemica. Che non ha egli fatto; quanto non ha egli e
scritto e parlato; e quanto non ha combattuto, «ino all'ultimo della sua vita,
contro i due Bill tristamente famosi che abbandonan.o l'uno i pii legati e le
rendite della cattolica Chiesa, l'altro i collegi e l'educazione dei giovinetti
cattolici (10) alla sorveglianza, alla direzione, o a meglio dire alla
dominazione dei protestanti? E sebbene la debolezza o l'inganno di alcuni
membri del cattolico Clero, essendo venuto disgraziatamente in soccorso di
queste leggi funeste, le abbia fatte adottare; ciò nullostante, tale, si è il
discredito in cui l'eloquenza di O'Connell le ha poste; tali e si vigorosi sono
i colpi che loro ha lanciati, che sono quasi morte sul nascere, o che morranno
intieramente colPesser trasformate in tutt'altre. Se qualcuno, a voce bassa si
avvisava, coll'antico tuono di sagrìlego insulto, di dirlo Papista,
rivolgendosi tosto contro di Ini, intrepido ripigliava: 0*ConDeHo innocente.
Mentre però era 0*GonnelI prìgionieroy come S. Paolo, non parlava a* suoi
concittadini, se non scongiurandoli a dimostrarsi suoi degni amici e figliuoli,
colf usare mansuetudine e pazienza, col rispettare quella stessa autorità che
colla più manifesta ingiustizia Io avea privato della sua libertà; Obseero vòs
effo' tnncius in Dommo, ìtt digne ambtsletù in mansuetudine ei pcUieniìafEph
A), Sicché tutta la condotta di quesf uomo straordinario è stata il modello, e
come il codice delle leggi pe) tempo dell'oppressione, ad uso degli oppressi*
Perciò ancora, mentre combatteva da una parte le teoriche omicide dei
turbolenti Cartisti» faceta dall'altra sentire tutto il peso della soggezione
servile ad una aristocrazia usurpatrice Mentre eoa una mano arrestava il popolo
dal precipitarsi nell'abisso della sedizione, gii additava coll'allra
Tignominia di piegare in silenzio il collo al giogo di un sistema oppressore e
tirannico. Cosi feca egH degli Irlandesi un popolo osservatore dei cristiani
doveri sino allo scrupolo, e geloso de^suoi drilli civili sino al faDatismOr
Gos^l lo mantenDe nei limiti della subordinazione, e ne sviluppò la nobiltà del
carattere e la grandezza del cuore. Cosi elevò egli aoclie le classi più rozze
e più oscure sino al subii* me del dovere, e rendette in esse comune la probità
cittadina e volgare Teroìsmo cristiano. Così formò egli degl'Irlandesi no
popolo modello, un popolo degno deirammirazione e dell'amore di tutti i popoli,
un popolo che ba sostenuta per quarant* anni ona lotta grave, ostinata,
implacabile, ma senza mai violare alcun dritto, senza mai calpestare alcun do*
vere; e che, con un passo fermo e sicuro, si è avaìsk zato alla conquista della
sua libertà religiosa e civile: abborrendo egualmente e dalla servitù religiosa
deirEresia, che sola può far sopportare la ser* yitù politica, e dalle violenze
sanguinarie dell'aoarchia, colle quali popoli ciechi troppo spesso, invece di
giungere alla libertà^ ricaddero più miseri e più avviliti di prima nelle
braccia della tirannìaCosi ba fatta conoscere, ha messa in azione la dot*
trina, cattolica della Resistenza ptissiva e délV Ubhi» dietua attiva^ e ne ba
dimostrata, sopra un grande teatro, con un magnifico esempio, la verità dei
principi!,, la importanza dell'applicazione/ la sìcch rezza del successo; e si
è reso benemerito del Sovrano e del popolo, della Religione e della politica,
della Chiesa e della società. "Io. Finalmente gli ultimi mezzi onde pare
cbc O^Gonnell abbia trionfato delia ingiustizia deireresia bono stati la sua
profonda intelligenza degli uomini delle cose, la sua fermezza prodigiosa, la
sua instancabile attività. Profonda intelligenza^ io dico, degli uomini e delU
cose. Non mai fallirono i suoi prognostici, non mai i suoi disegni andarono a
vuoto. Predice egli oggi ciò che deve dopo dieci anni accadere; e Tevento yiene
a giustificare appuntino la verità dei suoi vaticinii. Tutto ciò che ilice, lo
legalizza; tutto ciò che prevede, accade; tutto ciò che consiglia, riesce;
tutto ciò che intraprende, lo compie. Dimodoché si era acquistata la lode
deiruomò dal colpo d'occhio più sicuro, dal tatto più delicato, dalla penetrazion
più profonda, dagli espedienti più infallibili nel condurre a fine i più
difficili affari. 26. Dissi ancora Prodigiosa fermezza. Siccome nes« 8un uomo
gittossi mai in una più grande, più nobi* le e più ardita intrapresa; cosi non
ve n^ebbé mai alcuno che sia stato segno di attacchi più numerosi, di una
persecuzion più ostinata. Insulti e calunnie, sarcasmi e bestemmie, satire e
processi, promesse e minacce, tradimenti e apostasie, multe'e prigioni, tutto è
stato adoperato per cinquantanni, con una orribile perseveranza, per abbattere
un si grande coraggio. Ma invano. Come le lodi non lo inebriano, così le
opposizioni non lo sgomentano. Come i successi noi fanno insuperbire, cosi non
lo abbattono le sconfitte. Cornee largo, magniGco nel concepire i suoi disegni;
così è costante neirescguirli. Or do-> Ve mai nella storia, mi sì additi, mi
si mostri nn altro esempio di nomo che per mezzo secolo abbia lottato contro la
più grande potenza della terra, sen« za lasciarsi intimidire o arrestare
giammai, ma con sempre maggior lena, con coraggio, con costanza sempre
maggiore? Dico infine Imtancahih attività. Il sno riposo è il non conoscer
riposo. Lo avresti veduto sempre in agitazione e sempre in moto onde
incoraggiare i timidi e reprimer gli audaci j sostenere i de-* boli e dirigere
i forti, arrolare gli amici e sco* prire i traditori, confermare i sinceri e
smascherare gì* ipocriti. Moltiplicando in certo modo se stesso, quasi allo
stesso tempo è in Inghilterra ed in Irlanda, nelle assemblee nazionali e noi
parlamento, tra le riunioni dei grandi e i mit^ iinghi del popolo, nelle
municipalità .e nei tribunali. Dove non è presente colla persona, vi si ^rova
colla sua azione. Dove non giunge colla sua voce, arriva co'suoi scrìtti. Tutti
i punti delPIrlanda sentono la sua influenza. Tutte le classi dei cittadini
sono agitate dalla sua forza. Tutti gli spiriti sono n* niti nei suoi disegni.
Tutti i cuori son d'accordo noi lasciarsi guidare dalla sua autorità. Come il
gigante della favola che co' suoi movimenti scuote e solleva una montagna; il
solo O'Connell, formato avendo di otto milioni di uomini come un uom solo,
agita e muore a talento questo gran popolo, e Io lancia contro deUlnghilterra,
che sbigottita dk addietro per non essere schiacciata dal suo peso. Or tutto
ciò è vero, Yiprissimo. Ma non è men rero però che quello che aggiunse una
fopza irresistibile a tanta intelligenzai a tanta fermezza, a tanta attività si
fu la carità che la Religione ispira, e da cui fu sempre penetrato il suo
cuore. Prendendo dal Vangelo Ie«ue.nonne, consoli ipocrifi non fece mai pace;
questi soli mai non risparmiò: fossero Lordi o ministri, nazionali o stranieri,
ecclesiàstici o secolari^ questi soli, strappata loro dal r riso la maschera,
additò al pubblico in tutta la loro turpitudine, in tutta la loro deformità.
Contro di costoro solamente versava a piene mani il fiele delle sue invettive,
laYiciava i fulmini della sua parola, e li dava al ludibrio e alla esecrazione
del mondo; poiché di fatti gli scribi e i farisei sono stati mai sempre la
peggior genia degli uomini che ab» hia mai macchiata la terra: una volta
crocifisser Gesù Cristo, ed or sono la mina del Cristianesimo. Perciò nulla
eguaglia l'amarezza e Io zelo ondo perseguitava i Metodisti e gli Oraugisti, i
più ipocriti e quindi i peggiori fra gli creiici: degni discendenti del più
grande ipocrita de' tempi moderni Cromwel, suoi truci ajulanti, suoi legittimi
eredi neir odio furibondo e crudele contro la cattolica Chiesa. «O bravi
cristiani, dicea loro, che, colla Bibbia in una mano e la spada e la fiaccola
nelFaltra, non avete lasciato dietro di toì che tracce di ruine e di sangae!
Voi ammossate ora calunnie contro dì noi, contro di cui prima facevate
massacri. Ogni vostra parola, ogni vostra azione dimostra che vi manca il potere
e non già il volere di far rivivere i giorni di Gromwel, di Irclon, e di
Ludlom! » 29.Ma in quanto ai protestantismo di buona fede, alle anime sincere e
generose che vi si trovano, ai suoi nemici politici, O'Gonnell, fedele alla
massima cristiana di S. Agostino: Diligile homines; irUerficite erroreSf mentre
ne combatteva gli errori di cui eran la vittima, non cessava di rispettarne e
di amarne ancor le persone. Quindi, severo irreconciliabile e tremendo contro
di loro sul campo della discussione politica, in privato poi non faceva mai
molto contro di loro ; si faceva un dovere di scusarli, di difenderli e di
render loro tutti i buoni uflScii della carità cristiana. Perciò dicea egli
stesso con ogni verità: « Come uomo publico ho un mondo di nemici, ho nemici
tutti i nemici della libertà e della religion dell'Irlanda; ma non ho, non
conosco nemici come privato e come cristiano. » Gli stessi suoi avversarii
politici furon più volte uditi render giustizia alla generosità cristiana di
questi suoi sentimenti. « O'Gonnell, diceano essi, è un^ anima grande; bisogna
volergli bene. per forza. Nemico acerrimo delle nostre opinioni, è il miglior
amico de^nostri interessi e delle nostre persone. » £ perciò lo visitavan
volentieri ; si onoravano della sua fatniliarltà e della soa confi' denza* Ed
era bello il rederli traUenersi la sera in amichevole compagnia con quél
medesimo O^Coii-* Hell contro di cui la mattina, suIFarena parlamen* taria,
avevan combattuto con furor di lioni, e che collo stesso furore avea combattuto
contro di loro* Deh che quanti conobbero dappiresso OXoanell fan* ti lo
amarono! Se tale era egli co'nemicì, ìmaginerete facilmente qual sarà stato
cogli amici della causa della sua Irlanda. In quanto poi ai suoi miseri
concittadini, é impossibile il dire quanto li amasse. Rammentate i primi anni
di questo secolo, in cui l'odio degli orangisti contro i cattolici, per la
insurrezione del 179S dei cattolici contro gli orangisti, essendo ancora nella
sua orribile vivacità; i magistrati protestanti sedcano nei tribunali come vili
satelliti della tirannia, e non come sacerdoti della giustizia, tutori deir
innocenza e vendicatori del delitto. Perciò il solo nome di cattolico era un
.titolo bastante di proscrizione e di condanna. Gratin questi giorni nefasti, e
pei cattolici di orribil memoria, il solo O'Connell, ritrovossi cbe^ erede
dello spirito delFantico Daniele, conu3 del nome, si fece l'intrepido difensore
dcirinnoccnza oppressa. Incontra egli un giorno Ira via una turba di cattolici
che venivan tratti al tribunale, diceasi, per esservi giudicati come rei di
delitto di stato, in verità però per esservi immolali come cattolici; giacché i
giudici, tutti accanili Or angisti,.eran di quelli che la ScriUora chia*^ ma
Iqpi togati, e non formavano un tribunale di 6ag roso, quanto O'Gonnell lo fu
pei suoi cari irlandesi. Non amava che loro, non vivea, non respirava che per
loro; e tutto lor sagrificare, le sue sostanze, i suoi avanzamenti, la sua
opera, la sua vita, fa sempre la sua delizia e la sua felicità. Chi può però
immaginare, non che esprimere il cordoglio, l'affanno onde fu trafitto e
lacerato il suo tenero caore alla vista della sua povera Irlanda travagliata
dalla fame, divorata dalla peste, ed intanto che non ismeotisce mai la sua
pazienza, che non si scuote nella sua fedeltà! Deh che, pallido il volto, e
tinto del segno di una augusta tristezza, taciturno e spesso piangente, anche
in pubblico parlamento, ove si re* caya a chiedere, in aria supplichevole, pane
ainrìan* da, ben dava a divedere la orribile tortura cui era in preda il suo
cuore! Ecco quindi incominciare a venirgli meno, coll'antico brio e coraggio,-
anco le forze; cadere in una tetra malinconia, in un abbattimento profondo; e
questa robusta natura, che avea resistito a 50 anni di stenti e di fatiche,
cadere sotto il peso della passione dell'animo e del dolore. Sicché con ogni
verità può dirsi, che, alla carità vissuto, non è morto che per le mani della
carità: soia degno sacerdote di si nobile vittima! 32. Ma se nulla eguaglia la
tenerezza, l'amore di O'Connell per la sua Irlanda, nulla nemmeno egua* glia
l'amore, la tenerezza dell'Irlanda pel suo O'Connell« Otto milioni di nomini Io
aman tutti come lor padre, mentre gli ubbidiscono come a lor duce^ e lo
venerano come loro sovrano. Quale fiducia nei suoi consigli! quale docilità ai
suoi avvertimenti! quale ubbidienza a*suoi cenni ! È questa una massa di
centomila uomini che fremono contro un atto oppressivo e ingiusto delTaatorità;
ed una sola parola di O'Gonnell li caima, li disperde e li rimanda pacifici
alle loro abitazioni. È questa una contrada di più milioni di nomini famelici;
ed oh il pessimo consigliero che ò la fame! Non vi è ragione che ascolti, non
vi è diritto che rispetti, non vi è rischio che non corra, non vi é gasiigo obe
payentt ! O^Conaeir grida: (( Rispetto alla proprietà, che così comanda la Be-*
ligione: » e la saa voce sola ottiene ciò che tutte h artiglierie dell*
Inghilterra invano avrebbero sperato di ottenere, cioè: la pazienza nella fame,
la rassegnazione, nella morte. Deh che la storia non ci presenta altro escn>
pio di jina potenza morale sì grande, sì colossale, ed insieme .si ubbidita e
sì rispettata; io non so di alcun Sovrano di dritto che,. più di questo Sovrano
di fatto, sia stato fedelmente ubbidito, rispettosa^ mente yenerato,
cordialmente amato! 33. Il suo viaggiare é un continuato trionfo. Trion^ fo di
Otti sarebbe impossibile il formarsi Fidea, se nei trionfi di PIO IX non ne
avessimo sotto gli oc* chi la realità. Appena la voce si sparge che yiene il
Liberatore, ecco intere provincie in moto; ecco i rappresentanti delle Contee,
delle città, ecco le Corporazioni intere dei cittadini, ecco popoli interi
daUuoghi più lontani venirgli incontro con bandiere spiegate in bell'ordin
disposti. Vedendolo poi spuntare da lungi il grand*Uomo, dalle forme atletiche,
dall'aria sublime, dalla fronte maestosa, dallo sguardo caritatevole,
dalFamabil sorriso; ecco ripetuti lietissimi evviva, pronunziati con tutta
l'energia del cuore, riempir l'aria intorno. Mentre egli, a traverso gli archi
trionfali e le vie tapezzale di arazzi e di fiori, in mezzo alla siepe
foltissima d'immense turbe, impazienti di mirarlo in viso, di udirne la' Toce,
si ayyìa pria di tatto ad adorare Dio nel suo tempio. Alla sua vistala gioj a
si dipingea in tutti i volti, il gaudio inondava tutti i cuori. In presenza di
O'ConnelI questo buon popolo sembrava obliare le sue miserie e le secolari sue
angoscie. Per quanto lo veggano, non si saziano mai di vederlo. Per quanto Io
ascoltino, non si stancan mai di ascoltarlo. Mirate^ Io circondato da due, tre
e fin seicento mila persone. Oh come tutti pendono estatici dal suo labro! Ob
con qaale aria di tenerezza se lo Vagheggiano, eoa quale avidità lo
ascoltano,~con quale entusiasmo gli applaudiscono! Oh plausi! oh grida! che,
articolate da tutte le lingue, nascon però da tutti i cuori! Oh come tutti
prendono interesse alla sua sanità, alla sua vita, alla sua gloria! È il nostro
padre, dicòno, il nostro amico vero, il nostro sostegno, il nostro li^
bcratore; e perciò, dopo Dio, egli è la nostra unica speranza, la nostra
gloria, la nostra delizia, il nostro amore. Chi può però farsi idea della
costernazione, della pena, del dolore di tutto questo buon popolo, allorquando
vide il grand'Uomo a lui si caro messo in prigione per lui? Come ad una
calamità pubblica, il lutto si sparse per tutta Irlanda, la mestizia era
dipinta in tutti i volti, Tamarezza era in tutti i cuori. In tutte le famiglie
si recìtavan preci, in tutte le chiese si facevano voti per la libertà di O'Connell
DaMuoghi più distanti venivano in processione, coi sacerdoti e coi vescovi alia
lor testa, popolazioni intere a visitare il gran prigioniero della Fede e della
libertà dell'Irlanda, e deporre ai suoi piedi l'omaggio del loro amore e del
loro dolore. Questa prigione perciò cambiossi in regìa. 0*Gonnell, più che da
sovrano, vi teneva ogni mattina ricevimento solenne. Più che da sovrano, io
dico, giacché nessun sovrano ha ricevuto mai tanti onori sul suo trono, quanti
il nuovo Paolo prigioniero nel suo carcere! Qual fu poi la contentezza, la
gioja dell'Irlanda allorquando, l'ultimo giorno appunto della Novena che, per
la sua liberazione, O'Gonnell avea insinuato dì farsi alla gran Madre di Dio,
l'Alta Camera del parlamento d'Inghilterra, questa volta più alia per la
nobiltà dei suoi sentimenti che non lo era per l' elevazione del rango, con un
atto di ammìrabii giustizia, rendette libero il suo campione all'Irlanda, il
padre al suo popolo? All'uscire di O'Gonnell dalla prigione un magnifico carro
trionfale ed un popolo immenso Io ricevette fra gli evviva e i segni di un
entusiasmo, di un'ebrezza, di un contento più facile a idearsi che a
descriversi. Questo giorno fu per O'Connell un vero trionfo: al cui confronto
tanto più pallidi e meschini sarebber parsi i trionfi dei romani imperadorì,
quanto che questi furono i triglifi della forza, quel dell'amore! 35. Ciò che ò
singolare ancora si è l'entusiasmo, la fiducia, l'amore che il suo
disinteresse, Id^>««egQ0 rifa» il suo zelo per la patria e per la fieligionv
era giunto ad ispirare alle donne. Quest'entusiasmo muliebre formò una parte
non piccola del l'immensa forza morale ond'egli regnò costantemente sul pò*
polo. Giacché, lo ìntendan bene gli uomini dalle corte vedute, dalla cieca
mente come dal cuor di maGÌgno> che si credono i soli buoni a gorernar. Tuo*
mo che non conoscono, il popolo che non. intendono: Quando una idea, sia
politica sia religiosa, dalla UKente degli uomini discende nel cuor delle donno
e divien sentimento, la sua forza centuplica, a tutto resiste e trionfa di
tutto. Or la donna irlandeiM era per O'Gonnell, ohe essa riguardava ^come
runico e rero sostegno^il vindice della patria e delb Religione; ed era essa
che, nell'animo del padre» dello sposo, del figliuolo, ne teneva sempre vìvo
l'amore, ed ispirava loro il coraggio dei più grandi sagrifieii pel liberatore
comune. Mirate colui che, col passo vacillante, col rossore- in volto, colla
tremola mano si avvicina all'urna elettorale. Egli è un povero affittuario,
padre di famiglia, che^ già carcerato per debito, ha veduto aprirsi le porte
della sua prigione dalla mano crudelmeate. benefica del Lord suo creditore, a
condiztoi> ne che voti contro di O^GonnelI. E già Famore delb tua desolata
famiglia vincendola sull'amore pel Lir beralor della patria, sta egli per
votare contro di lui. Quand*ec€0 udirsi voce di donna: XiseraM$ €h^
iìsìAììtìàordatt della tua anima e della libertà (Ht^ member your soul and
liberty), O voce! O donaa! Essa è la spo^a di questo irlandese infelice, è la
•posa, che preferisce la vittoria di O'Gonnell alla li* berta dello sposo, al
sostentamento de'figli! A questa Yoce, richiamato il misero a se stesso^ oblia
esso pare che è sposo, che è padre per ricordarsi di essere cittadino. Vota
invece pel Liberatore; e, novello Regolo, tranquillamente alla sua prigione
ritorna. Ben presto la sublime parola della sposa magnanima dall'una all'altra
estremità si ripete dell'Isola dei Santi. S'imprime nel bronzo (19), si scrive
sulle bandiere dell'Associazione cattolica. Poiché in questa gran parola si
trova tutta compendiata la storia di questo popolo eroico, tutti espressi i
sentimenti di un cuore veramente irlandese, che da tre secoli tutto
sagrificaaDio e alla patria, alla Religione e olla libertà. 36.1magìnate perciò
se questo popolo possa consentire che il suo Liberatore e padre, il quale tutti
i suoi beni, i suoi lucri (20), il suo riposo, la sua esistenza ha sagrificato
all'Irlanda, dell'Irlanda non viva^ Ma deh che il più cattolico, il più morale,
il più coraggioso^ il più nobile dei popoli della terra è altresì il più
miserabile. Arrivare coi più duri suoi stenti a riempirsi di patate il ventre,
ò il colmo della sua agiatezza* e della sua felicità. Eppure, c^h popolo
generoso! Oh come volentieri egli anche dèlia sua patata si priva per dare il
suo obolo pel suo Liberatore! sino a formargli l'annuale assegno dì presso a
cento mila scudi! L'insolenza protestante ha dato perciò ad O'Gon^ nell il
titolo di Be mendicante. Ma insensata! men^ tre cosi intende schernirlo, lo
onora. E qual più bella regalia di questa che vive non di tributi estorti colla
forza^ma di offerte yolontarie ispirate dairamore? Qual più bella regalia di
questa che non faa altra spada che la penna, altra artiglieria che la parola,
altro corteggio che i poveri, altra guardia del corpo che Taffezion del suo
popolo? Qaal più bella regalia di questa che non fa scor* rer le lacrime, ma le
rasciuga; non fa versare il sangue, ma lo arresta; non immola le vite, ma le
conserva; non domina il popolo, ma lo migliora ; non foggia catene, ma le
spezza; che mantiene Tordine, l'armonia, la pace, senza pregiudizio della
libertà! Deh qual sovrano non si stimerebbe felice di regnare cosi! Sicché di
questa regalia pacifica può dirsi in certo modo ciò che di quella di Salomone
fu detto: che nulla eguaglia la sua grandezza, la sua gloria e la sua
magnificenza; Rex pacificus magnificcUus est super omnes reges terrae (IH,
Reg.lOJ! 37. Poiché dunque, con tai mezzi, che il suo spirito religioso avea
santificati ed elevati ad una al* tezza meravigliosa, ebbe disposta la pubblica
opinione in Irlanda e in Inghilterra, nella regia e nel parlamento, nel
santuario e nel popolo ia favore della liberazione della patria; eccolo
presentarsi a reclamare i suffragi de'suoi concittadini per essere eletto uno
dei Ilappresenlanti d' Irlanda al parlamento Britannico. Invano il governo, a
render vana una siffatta pretensione^ per parte di un cattolico si nuova e si
inaspettata, gli oppone per competitore un illustre personaggio (21) nominato
di già al ministero, e benemerito della causa d'Irlanda. Invano ne'cinque
giorni che durò questa memorabile lotta elettorale tutti furon messi in opera i
mezzi," di cui un gran Potere potea disporre, per fare escludere un uomo,
il cui solo nome era divenuto lo spauracchio dell'Inghilterra. Questa volta il
merito prevalse alla ricchezza, lo zelo della patria a' turpi istinti di
adulare il Potere, l'uomo del popolo all'uomo del ministero, il cattolico al
protestante; ed O'Connell fu eletto tra' plausi de'veri fedeli e il fremere degli
orangisti. La grande difficoltà però non era altrimenti che un Cattolico fosse
eletto, ma che fosse poi accettato come Membro del Parlamento, dal quale per
leg* gè ogni cattolico era stato da tre secoli formalmente escluso. Non
importa. Il genio di O'Connell, con quella sicurezza di previsione che non gli
venne mai manco, pien di fiducia nella giustizia della sua causa, e molto più
nella protezione della Regina del cielo, dopo ottenuta questa prima vittoria»
si tenne per sicura ancor la seconda; e come se^ pei solo fatto di questa
elezione, fosse divenata già libera l'Irlanda, tra le rfsa di scherno degli uni
e i segni d'incredulità degli altri, intonò l'inno della liberazione, dicendo
a*suoi Elettori: « Uomini di dare, voi sapete che la sola base della libertà si
è la Religione. Voi avete trionfato, perchè la vostra voce, che si è elevata
per la patria, avea precedentemente esalata al Signore la preghiera. Ora canti
di libertà si fanno sentire nelle nostre campagne; questi suoni percorrono le
valli, riempiono le colline, mormorano nelle acque dei nostri fiumi; e i nostri
torrenti, colla lor voce di tuono, gridano agli echi delle nostre montagne: É
liberata l'Ialanoa! . Or, come lo predice, cosi avviene. Si presenta alla
camera dei Comuni; un usciere gliene contrasta l'ingresso. Siete cattolico, gli
dice, non vi è luogo pe' cattolici in una assemblea protestante. E poi, giurate
voi i trentanove articoli della religione Anglicana? « Io giuro, ripiglia
O'Gonnell, fedeltà al mio Re ed a tutte le leggi giuste del Parlamento; ma non
giuro l'eresia e la bestemmia. Chieggo alla Camera di essere ammesso a provare
il mio dritto. » Questa dimanda si inusitata è accordata, più per istinto di
curiosità che per principio di giustizia. Il grand'uomo è introdotto. Angiolo
tutelar dell'Irlanda, venite deh in soccorso del suo generoso avvocato! Non mai
causa più grande fu messa in deliberazione al tribunale degli uomini. Non mai
più gravi interessi dipendettero dalla parola di uà uomo! Trattasi della
libertà o della servitù civile e religiosa di un gran popolo; trattasi della
stabilità o della ruina di un grande impero! Non temiamo però. Queste
circostanze hanno di già elevato O'Conneli sopra se stesso. Egli sente tutta
l'importanza della missione di cui è incaricato. L'assemblea prende Tattitadine
della più gran serietà. Nessuno 6ata; tutti gli occhi sono rivolti sopra di
lui, e tutti i cuori palpitano dove di speranza, dove per paura. O'Conneli
parla, ma con tuono si maestoso, con voce sì ferma, con tale elevazione di sentimenti,
forza di ragioni, magnificenza di stile, vivezza di espressione, calore di
affetti; che scuote e fa tremar tutti da prima, e quindi convince i più
difficili, doma i più ribelli, commuove i più duri; ed in fine fa rimaner tutti
come estatici e fuori di sé per Io stupore: sicché rimirandosi l'un l'altro
parean dirsi con un eloquente silenzio: « Non mai uomo ha parlato cosi. Chi
avrebbe coraggio di dar torto a un tal uomo? » I pregiudizii adunque cedono,
gli odii religiosi taciono, le vecchie usanze non si attendono, l'eresia si
arrende, la giustizia trionfa; ed ecco, in persona di 0*ConneII, il
Cattolicismo prender polito nel Parlamento britannico, dopo tre secoli dacché
ne era stato sbandito! 39. Ma l'Emancipazione? Non temete. La breccia é fatta.
Il nemico è dentro. La cittadella è impossibile che non cada. Non passa infatti
che un anno; e soggiogato dalla parola possente di O'Conneli, e dalla forza
àeìV opinione e delle simpatie de' popoli (22) che O^Gonnell era giunto ad
interessare nella soa causa, lo stesso ministero torys, che era stato
costitoito per aggravare la servile condizion dell'Irlanda, è obbligato a
proporre il Bill della sua libertà. Una parte notabile dei Comuni si oppone;
l'Aristocrazia minaccia; l'Anglicanismo protesta; lo stesso re Giorgio IV, le
cui ottime qualità d'inglese e di cristiano erano oscurate dal fanatismo di un
settario, ne freme ; nella rabbia dell'orgoglio reale, umiliato di dover cedere
ad un privato, battendo i piedi, gittando la penna, e prorompendo nella
imprecazion plateale : « O'Gohnell sia dannato da Dio (6od damne O'Gonnell) : »
ricusa di sottoscrivere. Tutto però è inutile. Bisogna cedere, bisogna
arrendersi; e la gran le^ge, che tanto onora la benché tarda giustizia, la
generosità e il buon senso inglese, è firmata; e la libertà civile e religiosa
dell'Irlanda, come un trattato di pace che si è obbligato a sottoscrivere in
seguito di una sconfitta, è stipolata tra la gioja degli uomini liberi ed il
plauso del mondo! O vittoria! Dopo la vittoria, onde il Cristianesimo primitivo
ottenne i suoi dritti civili e la sua libertà religiosa da quegli stessi
Imperadori che lo avean per tre secoli trattato da schiavo, non vi è stata mai
vittoria di questa più nobile, più magnifica e più sorprendente! Da UDa parte
erano interessi politici e rivalità di fortuna, privilegi di casta e
pregiadizii di educazione, antipatie nazionali ed odii religiosi, Pop*
posizione del re e la repugnanza del popolo, ed infine una eresia radicata da
trecent'anni nel suolo, intelligente, interessata, padrona delle terre, dei
capitali, della marina, dell' armata, del parlamento; cioè a dire: che
combatteron da un lato tutte le passioni, tutti gli errori, tutti i talenti,
tutte le ricchezze) tutte le forze; e dall'altra lato ha pugnato un privato, povero,
inerme, appartenente ad una nazione serva, ad una razza proscritta; un privato
che chi chiama temerario e chi forsennato; chi lo taccia d'ambizione e chi di
fanatismo; chi Io insulta e chi lo deride, chi lo disprezza e chi Io minaccia,
chi ne sogghigna e chi ne freme. Eppure quest'uomo solo, questo privato, si
combattuto, si attraversato, forte soltanto della sua eloquenza sostenuta dalla
sua Religione, vince tanti e si poderosi nemici; ed a quella colossale Potenza,
che dispone a suo grado de' destini del mondo e della sorte dell'umanità, a cui
nulla resiste e che trionfa di tutto, O^GonnelI ha resistito, l' ha vinta, ne
ha trionfato! avvenimento, grande, unico, stupendo, che cambia la faccia del
mondo e onora un secolo! e che, compiutosi sotto degli occhi nostri, e
tramandato alla storia, troverà incredula la posterità meravigliata; e di cui
perciò può dirsi: Opus factum est in dt'ebus nostris, quod nemo credet cum
narrahitur (Habac.J! Ma le leggi municipali d'Irlanda erano stafìe combinate in
modo daireresia, cbe i cattolici non polean nel Goninne ottenere alcun posto,
esercita-* re alcun dritto, nemmen di piantare un negorìo» nemmen di aprire una
bottega: dipendendo tatto ciò dairarbitrio e dal capriccio dei protestanti.
L'Emancipazione politica de'Gattolici adunque, in dritto, era senza dubbio
moltissimo, ma non era nulla in fatto senza l'Emancipazione civile. Ora
O'Gonnell anche questa vittoria ottiene; e per essa ba messo in mano ai
cattolici tutte le municipalità dell'Irlanda. Poicbé, uso ad entrar sempre in
Parlamento con in bocca il grido compassionevole insieme e terribile «
Giustizia per rirlanda » onde fa rabbrividar chi lo ascolta; alla forza di
questo grido, sostenuto da una agitazion sempre viva, da una eloquenza sempre
possente, da milioni di petizioni (23); non vi è nulla che tenga, non vi é
nulla che regga, non vi è nulla cbe resista. Cosi ottiene egli pure che fossero
per metà diminuiti i vescovati ed in gran numero soppresse le parrocchie
dell'eresia: piante parasite che si alimentavano dei sudore della cattolica
Irlanda! Cosi le ottiene ancora l'esenzione daU pagare decime odiose pel
mantenimento del culto protestante da cui era oppressa. Così ottiene che la sua
patria, già serva dell'Inghilterra ne sia divenuta rivale, già schiava sia divenuta
libera; già aggregato d'individui poveri, umiliati, infelici, sia sorta in una
nazione proprietaria, compatta, maestosa, terribile. 56 41. Che se la morte gli
ba impedito di veder compiuto il trionfo dell'Irlanda, per la Revoca delPaito
iniquo che riunisce i due popoli sotto uno stesso regime; questo trionfo però
O'Gonnell, colla sua agitazione, co'suoi disegni, colle sue norme, co'suoi
sagrificii, lo ha così ben preparato, che è impossibile che non si ottenga. £
poi non ha egli lasciata i suoi figli, credi del suo spirito, delle sue virtù e
della sua gloria, come del suo sangue? £ poi il suo secondogenito non é stato
di già chiamato ad occupare Io stesso rango politico del Padre dalle onorevoli
simpatie e dalla libera scelta del Clero e del popolo? E poi non ha preso egli
a seguire i principii, i piani del genitore, a battere le medesime vie ? Ah sì,
Giovanni compirà 1' opera di Daniello! Il nuovo Giosuè introdurrà il nuovo
popolo eletto nella vera terra promessa di una completa indipendenza, che il nuovo
Mese non potè che salutare da lungi. La stessa Inghilterra sarà costretta a
lasciare andar libere le sante tribù. Essa incomincia a comprendere, che due
popoli, di indole, di costumi, di linguaggio e molto più di religione diversi,
non possono stare insieme uniti sotto un regime medesimo; che Tlrlanda, priva
del suo particolar parlamento, non è un appoggio per Fin* ghilterra, ma un
imbarazzo, un peso; e che non può essere salvata dalla fame e dalla peste, che
minaccian di distruggerla, se non per un regime suo proprio. Sì^ o generosa
nazione, da quest'ultimo travaglio che ti desola e.ti affanna, risorgerai più
libera, più gloriosa e più forte. Inghilterra e Irlanda non sa* rete più due
popoli 1' uno all'altro soggetto per odiarvi e indebolirvi l'un l'altro ; ma,
secondo le intenzioni sublimi, ì generosi sentimenti del gran* d'aomo che tanto
onorate e che tanto vi onora, sarete due giojelli della stessa corona, due
appoggi dello stesso tronoj due nobili sorelle della stessa famìglia, che,
amandovi, sostenendovi l'nna e l'ai* tra y camminerete sicure nelle vie della
vera li* berta, della vera grandezza, al compimento dei su* blimi disegni cui
la Providenza vi ha destinate-, per la diffusione del Vangelo, per la emancipa*
zione degli uomini, per la salute del mondo! .42. Ecco dunque un piccolo saggio
di ciò che è stato O'Gonnell come cittadino. Oh quanto perciò la sua gloria è
più splendida di quella di un Napoleone! Ah che nel paragonare questi due
uomini, i più straordinarii de'tempi moderni, e che hanno riempita la prima
metà del nostro secolo della grandezza del loro nome, O'Gonnell e Bonaparte, la
storia imparziale dirà: che l'uno è stato il genio della pace, l'altro della
guerra. L'uno ha assicurati i figli alle madri, i mariti alle spose, i padri ai
pupilli; l'altro li ha tolti. L'uno ha salvato milioni di vite, l' altro le ha
sagrificate. L' uno ha predicata la fedeltà, l'altro la ribellione a -tutti i
governi stabiliti. Il nome dell'uno non ricorda che grande disinteresse, grande
amore della giustizia. della legalità e dell'ordine; il nome dell'altro non
rammenta che grandi scompigli, grandi ingiastizie, grandi spogli e grandi
usurpazioni. L'uno ha fatto rivivere i principii di civile indipendenza deposti
nelle antiche costitazioni delle monarchie cristiane; Taltro li ha distrutti.
L'ano ha per quarant'anni lavorato alla vera libertà di tutti i popoli;
l'altro, sotto il nome di Centralizzazione, ha creata una servitù universale. E
ciò, perchè mai? Perchè Napoleone si è ispirato dell'ambizione, O'Gonnell della
carità. Quello ha disprezzata laBeligìone, imprigionando l'augusto suo Capo;
questi l'ha onorata, Tha amata, mandando a questo Capo in omaggio il suo cuore;
quello, cittadino mondano, si è servito di una filosofia miscredente per creare
la servitù; questi, cittadino cristiano, si è giovato delle pratiche che la
Religione impone, delle dottrine che la Religione insegna, della carità che la
Religione ispira, per far regnare la libertà. E quindi l'uno ha ottenute solide
conquiste; l'altro ba visto, pria di morire, dileguarsi le sue. L'uno ha
lasciato dietro di sé un solco di luce, V altro una striscia di sangue; ed ove
la memoria di Napoleone ispira un non so che di lugubre e di orrendo (24), e
non desta che una sterile ammirazione mescolata col pianto; al contrario la
memoria di 0*ConnelI fa tripudiare di gioja e, sempre benedetta, sarà l'amore e
la delizia del mondo! Imperciocché il Liberatore d'Irlanda non bft distretti
all^Irlanda i benefici! della libertà, ma li ba estesi ancora a tutta FEuropa,
a tutto il mondo. Deh che Iddio non crea i grandi uomini per l'utili* tà di un
sol tempo e di un sol popolo, ma per rutilila di tutti i popoli e di tutti i
tempi; e l'uomo di genio perciò appartiene a tutta l'Umanità. Qui però, per
farvi intendere il mio pensiero^ bo bisogno di indicarvi almeno una importante
dottrina, cbe sola può darci T intelligenza delle due principali epoche della
storia moderna. La storia del nostro secolo è scritta in quella del secolo
decimosesto. Uomini di tutti i talenti, ma insieme di tutte le infamie e di
tutti i delitti, con in bocca la parola Riforma posero allora sossopra il mondo
cristiano; ed uomini di simil tempra a'di nostri, con sulle labbra la parola
Libertà^ hanno sconvolto tutto il mondo politico. Ma come mai ? £ egli dunque
dato al genio del male, personificato in un qualche uomo, di agitare, di
sconvolgere a suo grado il mondo, e trarlo negli abissi della ribellione o
dell'eresia? No, no, non è altrimenti cosi. Gli eresiarchi del secolo
decimosesto amavan si poco la Riforma^ quanto poco i rivoluzionarii dei tempi
nostri amano la Libertà. Come nella bocca di quelli la parola Riforma, cosi la
parola Liberia nella bocca di questi non è che un pretesto, nna menzogna, una
impostura. Con queste magiche parole quelli vollero distrugger la Chiesa,
questi la società. Tutto ciò è vero, tutto ciò è provato dall'esperienza. Gli
uni e gli altri non hanno sul lor passaggio ammassato clie ruine; e, padroni
del campo, gli uni si sono mostrati cristiani i più empii e i più corrotti
(25); gli altri i più despoti e i più crudeli fra gli uomini di stato. Come
dunque, e donde hanno essi mai attinto sì gran potere, da strascinare la metà
dell'Eurqpa ne^ loro disegni di disordine e di errore? Yel dirò io. Simile ad
un fiume che in certi punti del suo corso ammassa immondezze, il tempo riunisce
in alcune epoche disordini e abusi. Questo fenomeno è comune a tutte le umane
società le meglio costituite; e la stessa Chiesa, nella parte che essa ha di
umano, non ne va esente. Allora un malessere^ una atonia, una perturbazione
secreta s'impadronisce del corpo sociale, che chiama, che cerca un rimedio
pronto ed efficace; e chiunque, colla raccomandazione dell'ardire, della
scienza e del genio, si offre ad apprestarlo, è sicuro di essere ascoltato.
Pertanto, come gli scandali e gli abusi degli ecclesiastici, accumulatisi dai
secoli precedenti nel secolo decimosesto, fecero della Riforma un bisogno
universale nella Chiesa; così le ingiustizie e gli arbitrii dei politici, dai
precedenti secoli derivati nel nostro, bau fatto nello stato un bisogno
universale della Libertà. Non è dunque per avere insognate false dottrine che
gli eresiarchi e i rivoltosi hanno ottenuto si 61 grandi e si funesti successi;
ma perchè hanno indovinato, sono iti incontro ad un bisogno vero, universale
della Chiesa e dello stato; e si sono offerti di appagarlo: promettendo,
predicando colla lingua quello che certamente non avean nel cuore, cioè: questi
Libertà^ e quelli Riforma. 44. Ma in questo rapido colpo d'occhio sopra le
indicate due epoche, e sulle cause delie orribili perturbazioni che yì sodo
insorte, è indicata non solo la Glosofia della loro storia, ma ancora la natura
del loro rimedio. Come mai l'eresia fu nel secolo decimosesto arrestata nel
tremendo suo corso, che minacciava di avvolgere nelle immonde sue acque
l'intera Europa? Coll'avere la Chiesa adottata la parola medesima dell'eresia,
e gridato essa pure: Riforma. Deh che appena la Chiesa, pria per la bocca del
gran Pontefice Paolo III, e poi nel gran Concilio di Trento, articolò questa
gran parola, Reformatio (26); questa promessa, questa speranza di una riforma
vera, data dalla Chiesa, rese vana la falsa riforma proclamata e offerta
dall'eresia; le spezzò in viso il talismano tremendo della magica parola, con
cui avea fatto a tanti popoli illusione; e Teresia luterana e calvinista, che
stava già per invàder la Francia e l'Italia, restata come dottrina politica
degli stati che vi piantaron sopra le loro costituzioni e le loro dinastie,
come dottrina teologica però cessò di fare nuove stragi e nuove conquiste. Or
al medesimo modo, la rivoluzione, che minaccia di fare il giro del globo, non
potrà essere arrestata nella sua marcia devastatrice dei troni e degli stati,
se non allora quando gli stessi governi, adottandone la medesima parola,
grideranno essi ancora Libertà. Questa parola, io lo ripeto, è senza dubbio
cotanto bugiarda nella bocca dei demagoghi, quanto già la parola Riforma Io fu
nella bocca degli eretici. Ma se, prendendo esempio da ciò che ha fatto la
Chiesa rispetto alla Riforma, i governi adottano la stessa gran politica larga
e generosa riguardo alla libertà; se faranno una verità di questa parola, che
in bocca alla sedizione è lina menzogna; se si affretteranno essi di compiere
ciò che la rivoluzione può promettere, senza poter mai mantenere; se,
accorrendo così a tempo a sodisfare a ciò che è oggi un bisogno reale,
sensibile, evidente dei popoli cristiani, li liberano dalle seduzioni della
demagogia; se faran di buon grado e dentro certi limiti, ciò che potrebbero
essere più tardi costretti a fare smodatamente da una inesorabile necessità;
essi toglieranno ai nemici dell'ordine il favore dei popoli; e siccome una
saggia riforma, eseguita dalla Chiesa, disarmò l'eresia, cosi una saggia
libertà conceduta dai governi disarmerà la rivoluzione; e questo si è,
s'intenda bene, il mezzo unico, il mezzo sicuro, infallibile da farla
terminare. 45. Ora questa grande dottrina si semplice, ma insieme sì profonda^
iaiesa da pochi, e non professala da ninno ai principio di questo secolo,
0*Gonnel! è stato il primo a proclamarla, ad inaagnrarla, a metterla in pratica
col più grande successo. . Quando qaest*nomo singolare incominciò a mostrarsi
sulla scena politica del Regno-Unito, cioè nel plii gran teatro del mondo, i
migliori spiriti erano, intorno alla libertà, dominati da pregiudizii funesti,
ma disgraziatamente troppo giustificati dalla vista di tanti troni vacillanti o
caduti, di tante dinastie spente o proscritte^ di tante espoiiazioni, di tante
stragi, di tante mine eseguite a nome e sotto il vessillo della libertà.
Qjuesta parola, indice di tanti eccessi, facea palpitar di paura. Questo
vessillo, lordo di tanto sangue, non destava che orrore. Tutte le idee di
ordine si erano immedesimate perciò colle idee di un insensato assolutismo; e
tutte le idee di libertà in quelle di un giacobinismo crudele. Libertà era
sinonimo di ribellione; liberale, di regicida. Ogni tentativo di politica
riforma era riputato un attentato contro la stabilità dei troni e la
tranquillità degli stati.Un dispotismo illaminato era riguardato come l'unico
rifugio dell'ordine, runico tutore della società. Cosi la fedeltà moderna non
comprese più Tordiae senza il dispotismo: come l'antica filosofia non comprese
mai la società senza la servitù! 46. Ma da che un uomo, come O'Connell, di cui
non si potca mettere in dubbio, né la grandezza del 64 genio, né la purezza
deHe intenzioni, ne la fedeltà al suo principe, né l'amore pel suo popolo, né
sopratuito rintelligenza della sua fede, né la sincerità della sua religione;
dacché, in somma, si yide questo gran cittadino e gran cristiano insieme, in«
Yocare, predicare la libertà e francamente dirsi e protestarsi liberale egli
stesso; queste parole*incominciarono da prima a suonar meno ingrate alle
orecchie delicate e schive del Cattolicismo e della fedeltà irlandese. Poi
divennero familiari in quel popolo; poi vi si naturalizzarono, e con esse le
idee che rappresentano, i sentimenti che ispirano. InGne l'Irlanda, alla scuola
e sotto le ispirazioni del suo O'Gonnell, divenne il popolo più liberale di
Europa e il più entusiasta per la libertà. Ma di qual libertà! Deh che la
nazione irlandese, che Te* resia anglicana, orgogliosa e crudele come i Giudei,
bestemmia e insulta, dopo di averla crocifissa, è frattanto una nazione di
eroi. Essa, formata delle teorie cristianamente liberali di O'Gonnell, ha
adottata la vera libertà figlia della Religione; si è garantita dalla falsa,
parto mostruoso della ribellione; ed ha presentato al mondo lo spettacolo unico
di un popolo libero nel chiedere, e docile nell'ubbidire; geloso della sua
indipendenza, e nemico della sedizione; amante del suo paese, e fedele al suo
re; abbastanza fiero per non avvilirsi, e abbastanza saggio per non
insolentire; sublime nella rassegnazione, e moderato nella resistenza; zelante
65 dei proprìi diritti, e scrupaloso a rispettar quelli di altrui; che si
riunisce ma senza tumulti, che si lagoa ma senza invettive, che grida contro la
ingiustizia, e non S(»'passa mai i limiti della legalità. Oh gloria dunque, o trionfo
di O'Gonnell di avere cosi il primo riconciliata la libertà coH'ordine,
l'indipendenza colla fedeltà, e di aver trasformato in principio di sicurezza a
di felicità il principio delia distruzione dei troni, della desolazione e delia
servitù del popolo! Questa grande rivoluzione pacifica, nelle idee e nei
sentimenti, ben presto dall'Irlanda guadagnò ringhilterra, e dall'Inghilterra
cominciò a percorrere in tutti i sensi l'Europa. L'esempio di una nazione di
otto milioni di uomini che, fedele alle dottrine del suo maestro e direi quasi
profeta, è sempre agitata e sempre tranquilla, sempre intenta a discutere i
suoi diritti e sempre esatta a compire i suoi doveri, sempre sdegnata delle
ingiustizie che soGTre e sempre fedele; quest'esempio, io dico, fece aprire gli
occhi a moltissimi, e sparse un gran lume sulla scienza di stato. I pregiudizi!
si dissiparono. I grandi ingegni videro d' allora possibile un'^allcanza tra la
libertà e la ubbidienza, fra l'agitazione più vivace ed il rispetto alle leggi,
fra i diritti della sudditanza e la sicurezza del principato, tra la
indipendenza del popolo e la stabilità degl'imperi. Là parola libertà si
cominciò a pronunziare senza ripugnanza, ^i cominciò a conoscere 6 66 cbe si
^uò amare il popolo, senz'esser nemico dei re} ed essere liberale, senza essere
giacobino. E gran cosa! Doye credete Toi che oggi si» ritrovino i proTOcatori
audaci di leggi di eccezione, gli adulatori vilissimi del Potere, i sostenitori
della dottrina degli antichi popoli pagani, deìVassoluta supremazia dello Stato
: dottrina che abbandona tolto un popolo cristiano airarbitrio, al capriccio di
un pugno di uomini che si dicon lo Stato, e crea una servitù universale? Dove
credete voi che oggi si ritrovino coloro che ricusano la libertà ai genitori di
educare i proprii figliuoli; alla Comune, di regolare le proprie spese; alla
Provincia, di provedere alla sua prosperità; alla Chiesa, di predicare e
condurre i popoli nelle vie della verità e della giustizia? Dove credete voi
che oggi si ritrovino coloro in cui Podio del popolo è eguale ali* insolente
disprezzo con cui ne parlano? Dove credete voi infine che si ritrovino i nemici
di tutte le libertà, i fautori impudenti di tutte le servitù ? Si trovano
fra'più fanatici demagoghi, tra gli allievi del giacobinismo e defla
ribellione. Mentre al cootrario la libertà non trova amici più sinceri, seguaci
più costanti, difensori più intrepidi, avvocati più generosi, che fra' più
devoti partigiani dell'ordin monarchico, fra gli eroi e i martiri della fedeltà
! Ora un cambiamento sì strano e si inaspettalo ha avuto il suo principio, la
sua causa in Irlanda; è nato sotta gli aùspicii e il magistero di 0*Con nell. É
stato egli che, coll'esempio delia sua patri», ha dove modificate, dove
cambiate affatto le idee politiche di una gran parte di Europa. È stato egli
che ha screditata la falsa, libertà e raccomandata la vera. É stato egli che ha
smascherata Tipocrisia dei demagoghi, e svergognata per sempre la sedizione. £
vero che questa dottrina è quella degli antichi Apostoli, degli antichi
Cristiani, degli antichi Martiri che, mentre colla voce e cogli scritti, colle
loro proteste nei tribunali e colle loro apologie presentate agrimperatori,
reclamavano i proprii diritti e gridavano contro l'oppressione, non cessavan di
esser fedeli. Ma la paura del peggio Tavea ecclissata e presso che spenta
questa nobile dottrina^ fra le persone fedelmente cristiane e cristianamente
fedeli. Un pensiero, una parola di lagnanza contro unMn giustizia, ài censura
contro di un abisso del Potere, sarebbe loro parso un delitto. Ora O'Gonnell
l'ha risuscitata questa dottrina concili»trice, l'ha restaurata^ l'ha diffusa,
l'ha insegnata colla potenza della sua parola e col fatto de'suoi successi, r
ha renduta comune e popolare in Europa. 47. Voi stessi, o Remani, che ciò
ascoltate, voi sì siete una prova che le influenze dell^ apostolato politico di
O'Gonnell han penetrato fino in questa bella parte di Europa. 68 Imperciocché,
è vero, lo dirò io con dolore, è vero che vi è forse fra voi àncora un qualche
tardo allievo della filosofia rivoluzionaria dello scorso secolo, un qualche
pedante insensato che agogna a realizzare in Roma cristiana le teoriche
republicane di Roma idolatra, e ad applicare le sue idee di collegio alla
società. È vero che vi son di quelli pei quali, come già pei sangui* narii
Sanculotti del . 97 da cui discendono, la parola di libertà del popolo nasconde
la trista idea della distruzione e l'orribile sentimento delPodio della
sovranità. Ma questi degeneri cittadini (se cittadino può dirsi chi meditd la
ruina della sua patria ) sono pochissimi. Il popolo però, il vero popolo
romano, pel suo spirito di ordine, ^i ubbidienza e di amore versa il suo
principe, divenuto Tammirazione dell'Europa e del mondo, guarda con orrore ed
obbliga a mascherarsi questi fabbri occulti di ribellione, e detesta le loro
dottrine di disordine e di sangue. Il suo squisito buon senso non si -lascia
prendere alle loro insidie, alla loro ipocrisia. Non comprende la libertà che
coir ordine ; non divide il desiderio del suo ben essere dalla fedeltà e
dall'ubbidienza ai suo sovrano. Che anzi questo popolo si buono e sì
intelligente ha perfezionata, direi quasi, la dottrina che V apostolato di
O'Gonnell ha accreditata in Europa. Roma alla più scrupolosa legalità ha
aggiunto l'entusiasmo dell'amore. Chic 69 de per mezzo di una agitazione
amorosa, come Irlanda ha chiesto per mezzo di una agitazione legale, la riforma
degli abusi onde il tempo e le passioni, come sempre e da per tutto accade,
hanno alterata la natura deirantìca Costituzione degli stati della Chiesa, che
conciliara si bene (28) l'ordine e la libertà. E poiché il linguaggio di un
popol che ama è impossibile che non sìa inteso da un Pontefice tutto amor pel
suo popolo; poiché i cuori che sinceramente si amano è impossibile che alla fin
non s'intendano ; oh il bel vanto che tu, o Roma, ti prepari, se però
t'intendono, se però non ti arrestano, se però non t'ingannano, se però non ti
tradiscono! oh la bella pagina che aggiungerai alla tua storia! quella in cui
la posterità maravi- ^ gliata leggerà la conquista che tu avrai ottenuta di una
saggia, di una vera libertà, per le vie sol delFamore! 48. Dico di una vera
libertà: giacché, siccome vi è il vero oro e Toro falso, cosi vi è la libertà
vera e la falsa libertà. Oh come quella è vaga! Oh quanto questa, è deforme! Oh
come quella è maestosa! Oh quanto questa è terribile ! Oh come ' quella spira
grazia e calma ! Oh quanto questa tramanda spavento ed orrore! L'una ha ornato
il capo della splendida aureola dell'ordine, Fallra lo ha ricoperto del
berretto rosso dell'anarchia. L'una stringe in mano l'ulivo di pace, l'altra la
fiaccola della discordia. L'una è vestita di un abito si 70 bianco come qaello
deirinnoccnza; TaUra è ayrol^ la nel nero paludamento del delitto, macchiato di
sangue* L'una è il sostegno dei troni, 1* altra ne è la mina. L'una è la gloria
e la felicità dei popoli, Taltra ne è Tìgnominia e il flagello. Questa sbuca
dall'inferno come uno sbuffo avvelenato dallo spirito del diavolo; quella, come
un^aura soave dello spirito di Dio, discende dal cielo; Ubi spiri' tus Domini
ibi libertas (7, Corinthi Z)! 49. Perciò, intendiamolo bene, miei cari
fratelli, questa vera libertà esce non già dalle orgie clandestine della
ribellione, ma dal Santuario; germoglia dalle dottrine non già della filosofia,
ma della Religione. La libertà è la radiazione pacifica della verità, come la
servitù è il lampo funesto dell'errore. Non può perciò ottenersi sincera e pura
che dalla Chiesa in cui sola si ritrova sincera e pura la verità. Come dunque è
stata la Chiesa che ha sostenuta la libertà metafisica dell' anima umana contro
i filosofi e gli eretici che Thanno impugnata; come è stata la Chiesa che ha
creata la libertà domestica, elevando la sposa, e consecrando i figliuoli; come
è stata la Chiesa che ha introdotta la libertà cn?f7e, abolendo fra'popoli
cristiani la vendita dell'uomo e la servitù; così solo la Chiesa potrà
proclamare la libertà politica, fissando i veri, i giusti limiti delTubbidienza
e del comando, i veri e giusti dritti, i veri e giusti doveri del popolo e del
principato. Fedeltà dunque, ubbidienza, fiducia, amore alla vera Religione: ad
imitazione del grand'Uomo di cui deploriamo la perdita, che non solo si è della
Religione giovato per ottenere la vera libertà, co» me abbiamo vedato^
Liberavit gentem stuim a perdittane; ma, come qaesf altra volta vedremo, si è
servito della libertà per far trionfare la Religione; Corroboravi^ temphm.
ELOGIO FUrVEBRE. Simon magnusjqui liberava gentem suam a perditione; et in
dièbus suis corrobaravit templum (Eecli. ^J, 50. Siccome tì é una vera
grandezza, figlia della virtù e del merito; così ve ne è una falsa, figlia del
favore e del capriccio di chi la comparte, o del pregiudizio edeirioganno di
chi la credevo inGne delTadolazione, dell'intrigo^ della viltà di chi se la
procura. Come però la grandezza é diversa nel suo principio, cosi varia altresì
nella sua darata. La falsa grandezza non basta a raccomandare, ad elevare
nemmen la persona, che ne è rivestita come di un abito che non le si assesta; e
perisce con essa, e spesso ancora prima di essa. La grandezza vera al contrario
nobilita, non che una persona, tatta una famiglia; come una pura luce si
riflette ancora so* pra una lung^ discendenza; e gli emblemi più bril« lanti ne
trasmetton la gloria sino alla posterità più rimota. Egli è perciò che nel
magnifico stemma della famiglia O'Gonnell si legge il bel motto «L'Occhio di
O'Gonnell è la salate d'Irlanda; SaUus Hibemiae oculus O'Connell. » 51. Se non
che questo splendido motto non solo é la testimonianza delle glorie passate di
questa illustre famiglia, ma ancora è stato come una profezia delle sue glorie
future, che in Daniello O'Gonnell ha avuto il suo compimento. Giacché l'occhio
vigile e penetrante di Daniello O'Gonnell ha salvata ai giorni nostri
l'Irlanda; Saìus Hihemiae oculus 0*Cannell; essendosi egli, cittadino
cristiano, giovato della Religione per conquistare la libertà della sua patria,
siccome ve I' ho di già dimostrato; e, cristiano cittadino, essendosi della libertà
servito per far trionfare la Religione, come debbo dimostrartelo questa
mattina: il perchè è stato grande della grandezza verace, e a cui può perciò
attribuirsi l'elogio della Scrittura; Simun Magnus, qui Itbera^it gentem suam a
perditùmcj et m JUeiui iuts carroboravit templum. Io non vi chieggo più oggi,
miei cari Romani, la vostra attenzione, il favor vostro; nella vostra
indulgenza voi me lo avete di già accordato nella maniera la più lusinghiera
per me; io ne sono in possesso. Non mi resta dunque che cordialmente
ringraziaryene^ profittarne ed incominciare. Simile ad un Sovrano legittimo, la
verità non ha bisogno che di se stessa, non ha bisogno che di ri« Telarsi per
quella che è, per riscuotere Tadesione, l'omaggio e regnare nel mondo delle intelligenze*
AI contrario, simile ad un tiranno usurpatore, Terrore non può imporsi alle
menti degli uomini, non può conservarne Fimpero che per mezzo della forza e
dell'inganno. Perciò, ovei'Eresia comincia sempre dalPattaccarsi ai Grandi, per
quindi, col favore delle loro passioni e colla forza del loro, potere, dominare
il popolo; la Dottrina cattolica al contrario comincia sempre dalPannunziarsi
da so sola al popolo, e poi si degna di ammettere alla sua seguela anche i
Grandi, a patto però che veiigan col popolo ad assidersi alla mensa, a bere
alla tazza dell'eguaglianza Cristiana, vestiti delle divise dell'umiltà. Ove
l'Eresia è sempre in ginocchio a pie dei troni,' implorandone uno straccio di
porpora che la ricuopra, una spada che la difenda; la Dottrina cattolica,
santamente altèra della divina sua origine, non si presenta ritta in piedi
innanzi a'troni che per predicar loro le più moleste verità, i più duri doveri.
Ove in fine le Chiese ereticali e scismatiche vaU mendicando sempre dagli
uomini protezione ; la vera Chiesa non chiede a Dio se non libertà] Ut Ecclesia
tua secura Ubi serviat libertate. Quindi, come l'ho altrove avvertito, la
libertà di coscienza che, nel senso assoluto^ è indifferenza, a* teismo,
empietà, giacché è la negazione di ogni rivelazione, di ogni religione
positiva, di ogni regola del credere e dell'operare; nel senso relaiivo però,
cioè, rispetto alla Potestà civile, che non ha avuto da Dio la missione di
predicare e d'interpretare il Vangelo, è un principio cattolico, che la Chiesa
ha professato, ha insegnato, ha difeso; e cui non potrebbe Finanziare senza
abdicare alla sua divina missione, senza distruggersi; è una condizione
necessaria della sua esistenza e della sua propagazione. 53. Ma poiché, sulla
fine dello scorso secolo, la Chiesa cattolica avea veduto, a nome e dagli
apostoli della libertà, imprigionati i suoi Pontefici, dispersi i suoi
ministri, distrutti i suoi altari, profanati i suoi tempii, violate le sue
vergini, usurpate le sue sostanze, aboliti i suoi chiostri, screditate
manomesse le sue dottrine, le sue leggi, il suo culto, le sue istituzioni;
poiché infine in quell'epoca funesta la Libertà camminò sempre in compagnia
della bestemmia e del sagrilegio; cosi cominciossi a rigiiardare come la nemica
necessaria, inconciliàbite della vera Religione; ed i veri fedeli non poteano
adir la pa- rola libertà senza fremere, e non credeano poterla pronunziare
senza delitto. Che anzi, poiché nell'epoca medesima l'Altare era caduto sotto i
colpi della stessa scure che avea smantellato il Trono; invalse l'idea che solo
insie- me uniti potean risorgere. Quindi il Trono eVAUàrt ispirarono Io stesso
interessaniento, si troiiaroDO uniti nella mente) nel cuore e sulla lingua di
tutti ì buoni. E poiché una trista esperienza avea dimo- strato clie il Trono
non potea far di meno delF Alta- re; cosi cominciossi anche a credere che
neppur T Al- tare potesse far di meno del Trono. E quindi altresì il Trono fu
considerato come l'appoggio necessa- rio non solo dell'ordine politico ma
ancora del- l'ordine Beligioso. Queste idee eran divenute comuni in Europa.
iTeri Fedeli tenean fiso lo sguardo non solo sui troni* cattolici, ma ancora
sui troni protestanti. Gli stessi cattolici dell' Irlanda non aspettavano che
dalla liberalità della Corona protestante del- l'Inghilterra l'emancipazione
della loro coscienza é della loro Beligione; e tutte le loro speranze avean
riposte in un trono costituzionalmente nemico della lor Fede. 54. Ma questo era
lo stesso che fare della divina Religione una istituzione umana che non può far
di- meno dell'appoggio dell'uomo. Ma questo era lo stesso che abbandonare la
fede, la morale, il culto, la Chiesa all'arbitrio del Potere civile, che, sotto
pre- testo di esserne protettore, non avrebbe mancato di farsen Pontefice; ed è
provato, che la Chiesa ha avu- to più spesso a dolersi dei suoi protettori che
dei suoi persecutori. Questo era lo stesso che far dipen- dere dal buono o reo
volere del Principe la Fede del popolo, consacrare come politicamente legìttimi
78 tutti i sistemi di errore, persia Tateisaio; e consen- tire alla più'dura,
alla più insopportabile, alla più umiliante di tutte le servitù, la servitù
della co- scienza; e voler distratto fin l'ultimo vestigio del- la dignità
umana. Quanto non era dunque importante^ necessario il far sentire ai popoli
che il Potere civile cbe stende sulla Religione la mano, facendo sembiante di
pro- teggerla, la domina, e dominandola, Tannulla, la degrada; e che la vera
Religióne non può sussiste- re e propagarsi che all' ombra e coll'ajuto delta
libertà? Ma, grande Iddio ! distruggere un pregiudizio che un complesso di
orribili circostanze avea pian- tato profondamente negli spiriti più sag^; che,
cioè, «La libertà fosse la nemica del laReligione:» calmare le apprensioni, le
paure, i terrori troppo legittimi che la parola libertà destava ne'cuori più
religio- si e più pii; strascinare un popolo si cattolico, co- me quel
deirirlanda, a cercare nella libertà il trion- fo di quel Gattolicismo, che nel
resto dell'Europa era o spento o malconcio sotto i colpi della libertà: cbe
lavoro! che impresa! Una intera generazione di uomini apostolici' non parca
potervi riuscire. Ep- pure, un uomo solo, un solo secolare, il solo O'Con- nell
l'ha fatta. Il suo genio è bastato per concepirla, il suo coraggio per
intraprenderla, la sua costao- za, la sua potenza per compierla! 55.Con quale
prudenza, con quale discrezione^per non intimidire pregiudizii troppo
ragione?oH, sen- timenti troppo delicati, si applicò da prima e nelle pabbliche
concioni e nei privati discorsi, a persua- dere al popolo e al Clero: Gbe non
vi era nulla a sperare in vantaggio della Religione cattolica dalla liberalità
spontanea di un governo protestante; che Pemancipazione religiosa non si potea
ottenere che pel mezzo e in compagnia deircmancipazione poli- tica; che la
indipendenza della Chiesa cattolica in Irlanda dovea essere una conquista
legale, pacìfica del popolo, e non già una concessione gratuita del Potere; e
che la libertà era Punico mezzo che lor rimanea per far trionfare la Religione!
Solea egli spesso ripetere: Che nulla gli era stato più diffì- cile quanto il
persuadere al Clero che la Religio* ne non dovea, non potea vincere che col
favore della libertà. Non mancarono al principio spiriti piamente de- boli o
ipocritamente maligni che, al sentire un lin- guaggio si nuovo nella bocca del
giovine O'Con- nell, ne diffidarono essi stessi, e lo tradussero al tribunale
deiropinion publica, come uno spirito in- temperante, falsificato dalla
filosofia del secolo de- cimo ottavo; o come un tristo emissario incaricato di
inoculare all'Irlanda le dottrine anarchiche della rivoluzione di Francia; o,
in una parola, come un Si^ttario. Ma il suo orrore pel sangue, il suo amore per
la legalità, la forza del suo convincimento e sopra tutto il suo zelo sincero
per la Religione^ 80 dissiparono ben presto questi sospetti e queste ca*
laonie. Le sue sante intenzioni furono conosciute, le sue dottrine furono
intese 5 furon gustati ap* provati applauditi i suoi disegni. Che anzi, tale si
fu l'effetto magico deìla sua pa- rola e della sua azione, che nel giro di un
lustro, riuaci a trasfondere nell'Irlanda tutto il suo spirito; e a trasformare
in se stesso l'Irlanda; attirò nelle sue idee non solo i cattolici in massa, ma
ancora moltissimi protestanti (29); non solo i secolari, ma ancora gli
ecclesiastici; non solo gli uomini, ma ancora le donne; non solo in Irlanda, ma
ancora in In- ghilterra; e stabili V Associazione della libertà religio- sa^ in
cui tutti gli uomini di buona fede, tutti i cuo* ri nobili, tutti i caratteri
generosi del Regno-Unito, di ogni chiesa e di ogni opinione, si trovaron con*
cordemente collegati nella stessa idea di reclamare coi loro sforzi riuniti la
libertà di coscienza dal Po- tere civile, e di far trionfare la propria religione
col mezzo delia libertà. 56. Ma dove fece singolarmente conoscere la no- biltà
della sua anima cattolicamente libera e- libera- mente cattolica si fu nel
grande affare del Feto, os- sia della pretensione del Governo protestante d'In-
ghilterra a partecipare alle nomine dei vescovi cat- tolici d'Irlanda. Poiché
qui sì che addimostrò la scienza dì un dottore, lo zelo di un apostolo, il co-
raggio di un eroe, e, pel molto che ebbe a soffrirvi, anche la pazienza di un
martire. 81 la pretensione del governo parca discreta o in insigniGcante. Dei
tre candidati, che il Clero d'Ir- landa solea, come ancor suole, presentare
alla scelta della S.Sede per farne un tcscoyo, il Governo anglicano volea la
facoltà di escluderne un solo. I vantaggi che sì promeUeano,per mercede di
questa concessione, erano grandi, lusinghieri e capaci di abbagliare i più
cauti e di sedurre anche i più pii, cioè: rEmancipaziode o la libertà religiosa
e politica dL tutti ì cattolici del Regno-Unito, e la dotazione dell'Episcopato
d'Irlanda. Il popolo già incominciava a sorridere ad una proposizione che gli
si presentava come il termine di tré secoli di orribili angoscia Una parte del
Clero, nell'interesse della dignità della Beiigione, non parve lontana
dall'accettare una dotazione stabile che lo togliesse dalla dura condizione di
vivere poco men che di accatto. L'Episcopato stesso, che, riunito in sinodo,
avea sul principio, con un accordo unanime, respinto questo dono oOerto da
greca mano, come attentatorio alla indipendenza ed alla disciplina della
Chiesa; si trovò poi scisso: giacché alcuni vescovi, ingannati da fallaci
promesse, da adulazioni affettate, avean data al Bill del governo una adesione,
di cui ebbero vergogna e dolore e che rilrattaron più tardi. I cattolici
inglesi essi pure, non vedendo nel Bill insidioso se non una concessione
importante che faceva cessar^ la loro degradazione politica, il foro stato di
cittadini senza città, ed apriva loro le porto del parlamento, si gittaropo
dalla parie del governo, ed entrarono con uno zelo sì deplorabile n^Ile sue
yisle, che tacciarono d'imprudente temerilà Topposizione deirEpiscopato
d'Irlanda, ecacciaron fuori e quasi scomunicarono dal Gomitato cattolico il
celebre Monsig. Milner, il solo membro del Clero cattolico d'Ingbilierra, che
in una eloquente memoria al parlamento avea combattuto la misura goyemaliva
collo zelo, col coraggio e colla doltrioa di un Atanasio. Boma stessa, in
q,uesta gran lotta, parve inclinare versoi nemici della Chiesa d'Irlanda; e,
come i me* desimi campagnuoli irlandesi, nella loro semplicità, Io diccan
piangendo: Sembrava essa pure divenuta Orangtsta. Mons.
Quarantotto,.Vice-Prefetto di Propaganda, durante la prigionia dell'Immorlal
PioYll, avea, con suo rescritto, a.ccon$entilo alle insidiose proposte del gQverno
inglese, che potean riuscire funeste alla libertà della Chiesa. L'Orangismo,
forte di questa pretesa concessione di Boma, insolentisce; ii paese, lacerato
da divisioni intestine, abbandonato dai suoi fratelli d'Inghilterra e da*suoi
tutori di Boma, non può così solo tener fermo contro le compatte falangi
dell'eresia anglicana. I più coraggiosi sono stanchi di una lotta ineguale e
che non offre alcun probabii successo. ]Lo scoraggiamento è in tutti gli
spiriti, la freddezza in lutti i cuori. Oh infelice Chiesa d'Irlanda ! ecco a
tante tue calamità venire ad aggiungersi la maggiore e la più umiliante di
tutte: La perdita di quella religio 83 sa indipendenza òhe i tuoi generosi
figlinoli aveàn comperata con tre secoli di pàtinieriti e di sangue!.,. Ma no,
non temete: yì è un O^ConnelI) che la ProTYÌdenza ha, come un nuovo Giuda
Maccabeo, suscitato per vegliare alla difesa di questa Chiesa» OXonnell
giustificherà ancor questa volta la veri-» tà del motto del suo gentilizio
stemma: tu Occhio di O'Connèll salute d'Irlanda; Salus Hibtmiat ocu* lus
0*ConnelL 57. anima grande! Tante difficoltà riunite, lungi dair abbattere il
suo coraggio, lo accendono. Nella disperazione comune, egli sol non dispera.
Nei co* munì timori, per la condotta di Boma, egli solo è pien di fiducia nella
saggezza di Boma; e nella mancanza di tutti i mezzi, di tutti gli ajuti da
com*battere un potente nemico, egli solo osa di impegnare la pugna, come chi è
certo della vittoria! Eccolo perciò far proclami alla nazione sopra le insidie
che le si preparano; riunire ecclesiastici e secolari in grandi assemblee, ed
ivi dinto&trare, colla scienza di un teologo e colla perizia di un legista,
come della concessione, Ha; non oblia i preti cortigiani e li stimatizza. Che
più? Vedesi qaasi al medesimo tempo confortare il Clero ed animare il popolo;
risvegliare Io zelo e la vigilanza dei vescovi, e sostenerne il coraggio; far
spedire dieci legati a Londra ad implorare il soccorso della società degli
amici della libertà religiosa^ e far volare due vescovi a Roma al Sommo
Pontefice, reduce dal glorioso suo esilio, con una dotta memoria in cui, a nome
dei cattolici suoi concittadini, espone con una forza irresistibile di ragioni,
i mali che Tammissione del Veto attirerebbe sulla Chiesa d'Irlanda. E poi in tutti
i tempi e in tutte le occasioni, in pubblico ed in privato non cessa mai di
gridar, di ripeti^re:«Ora e sempre noi rigetteremo ogni favore che ci bisognerà
comprare col sagrificio della nostra Bcligione e della nostra libertà. » 58. Or
che ottiene egli mai con questi sforzi delia sua eloquenza, della sua attività
e del suo zelo? Ottiene il successo il più completo, il più luminoso. Ottiene
che Tepiscopato conciliarmente riunito dichiari: la condizione di servo,, mal
potea far valere la verità e la santità della sua religione schiava in fac-»
eia alla religione dominatrice de'saoi duri padroni; Era duaqoe necessario, pei
fine al quale la Nazió^ ne Irlandese parca essere stata da Dio destìnataf
ch'essa rompesse i ferri del suo politico servaggio, e che per tal mezzo
acquistasse la libertà e la ìa« d^endenza religiosa della sua Fede. 61. Or ecco
appunto ciò che intese, ciò che vide il gienio penetrante di O'ConnelL Deh che,
a diCEe*renza di certi uomini, che solo pregtwttzio e adpla* zione fa grandi, e
che appajono poi men grandi di quello che sono, O'Goniieli è assai più grande
di quel che apparisce. Le sue intenzioni, i suoi fini^ sono più sublimi e più
stupendi delle sue opere. Da alcune sue espressiont fuggitive, dallo zelo
inaudito 92 e dalla costanza, senza esempio nella storia del vero patriottismo,
che egli ha dimostrata nel procurare la liherlà della sna patria, si è potuto
solo comprendere che egli riguardava il popol d'Irlanda come un popolo di
predilezione, scelto da Dio per la salute etema di molti popoli, come un popolo
missionario. Si è potuto comprendere che O'Gonnell, nel lottare per la
emancipazion dell'Irlanda, non credeva di trattare una causa ordinaria di pò*
litica umana, ma di cooperare al gran lavoro di Dio nel più grande dei disegni della
sua misericordia; e che egK non si riputava, semplice Irlandese, ma il servo,
Io strumento di Dio nella sua Chiesa. A misura perciò che le prove del nobii
destino dell'Irlanda, in vantaggio della Religione fuori d'Irlanda, si
accrescono e più divengono al suo sguardo visibili; O'Gonnell sempre più si
penetra del carattere religioso dell'incarico da Dio ricevuto di affirancare,
di elevare Tlrianda. La sna azione diviene più intrèpida, le sue intenzioni più
pie. Riguarda egli V Isola de'Sami ctome santa, non solo perchè ricoperta delle
ossa, inznppota del sangue di milioni di martiri; ma. ancora perchè occupata a
spargere ampiamente pel mondo la santità. La onora con sempre maggiore
riverenza, l'ama, Taccarezza, vi si delizia con una tenerezza sempre maggior
re. Ah che non la chiama egli del suo suolo» per l'ameaità delle sue
pittoresche contrade^ per la robustezza, per la bellezza, per la grandezza del
euo^ re de'suoi abitanti; ma sibbene perchè vede in questa nobile nazione, che
si è voluta far passare per la pie incolta e la più irrequieta della terra, una
nazione de* positaria della verità e della grazia di IKo, adorna della maestà
della missione di Dio, chiamata a dar prova della' fedondità che, come la
primitiva Cbie>sa di Roma, si è acquistata, con tre secoli di martim e di
sangue, e a generare molti figli di Dio in tutto il mondo. E quindi il
disciplinarla con tanta par zienza, il difenderla con tanto coraggio, il da#si,
rimmolarsi tutto per essa con tanta alacrità, il volerla libera a costo di tanti
sforzi e di tanti sagrificii. Cosi «ina madre educa con maggior cura, veglia
con maggior gelosia, ania, vezzeggia con maggior tenerezzai^misla al rispetto»
un figliuoletto che sa di essere destinato a regnare. > Iddio ha benedetto
questi nobili diaegni, questi santi trasporti che la sua grazia avea fatti
nascere nel cuor del suo servo. 0*ConneIl ha veduto la libertà civile, che egli
avea vaticinata e conquistata alla sua patria, volta in mezzo di trionfo dèlia
fiéligione.in diverse paHi del mondo. 62, Di fatti fu in grazia e per gli
eroici sforzi delrirlanda, che, colla civile libertà, ancora la libertà
religiosa fueoneédnta a tutti i cattolici della corona Britannica. Eòeo dunque
dà quelFistante la cattolica «4 Beligìone, riguardata fioo allora in Inghiltora
con un superbo disdegno, -come la religióne dei servi, e, $otto nome di
reZt^^ftòttfPapiWa, rilegata con dtsprez« zo nella plebe e negli ergastoli,
spiegarle una grande importanza, una gran forza, una gran dignità. Eccola,
santamente altera, salire i palagi dei grandi, penetrare nel parlamento,
insinuarsi nella regia, assidersi nei secreti consigli della regalia, obbligare
Torgógliosa politica, che non la degnava già nemmeo di uno sguardo, a trattare
con essa da cguale, e poco meno che a rispettarla come padrona. Eccola questa
Religione, ripotata sol propria degl'ignoranti e degli imbecilli, della plebe e
delle donnicciuole, invadere le Università più famose di Oxford e di Cambridge,
e recintarvi seguaci fra il meglio cbe vi avean prodotto le cattolicbe tradizioni
non potute dall'eresia intieramente distruggersi; e contar fra'suoi umili
discepoli i migliori ingegni, gli uomini più eruditi e più profondi nella
scienza della Religione, le più nobili anime^ i caràtteri più generosi* Deb òhe
non è più oggi il tempo d^insultare una Religione che, senza alcun ajuto dei
poteri umani e a loro disi»etto, e forte solo della sua libertà e del suo
incanto, attira, alFòdore dei suoi unguenti di vini, ànime grandi; le impegna a
seguirla per le vie più difficili, a sagrìBoare le posizioni più lucrose e più
brillanti, ad abbracciare la povertà nell'unick ambizione di possedére la
rérità! Gran cosa! La Religione cattòlica che, priva dei suoi dritti civili,
non appariva che serva, fatta liberai dal Genio di 0*GonneIlj è apparsa regina.
La libertà ne ha fatto nc^Iio conoscere ed apprezzare la verità e la bellezza.
Il divenir Cattolico non è più oggi; presso gli slessi protestanti inglesi, nn
degradarsi^ ma è un salire, nn onorarsi nella pubblica .opinioae»> Le sempre
nuove conquiste, che la Fede cattoUcj^ fa ogni istante aelle classi più
coispicue della società^ neiruscire dalia rete del protestantismo, sono
accompagnate da un s^timento d'invidi« e non di disprezzo. Quelli che vi
restano, gittano sopra se stessi uno sguardo di vergogna che li uniilia, e più
non vomitano ingiuriei non lanciano sguardi d*ira sopra quelli che da lor si
separano. Non biasi* mano chi si £a cattolico; si dolgono di non avier,(^«
raggio d'imitarne Tesempio. Le ingiurie plateali,, i sarcasmi, le invettive
violente^ le contumelie contro i cattolici. più non si trovano jche sulla bocca
di fa-^ natici bigotti, cosi ignobili di sentimenti come di nascita. L'alta
aristocrazia, la vera scienza, la buona fede, il filosofo che riflette, Tuomo
di stato che si rispetta non ha per la Chiesa cattolica e per Taun gusto, suo
Capo, che espressioni di rispetto, di ami mirazipue e di lo4e. Le volte di
Westminster ogni di risuonan di accenti generosi che rendono omag* gio alla
verità cattolica» e fan giustizia delle r^ncid^ iusolenze, ormai
insopportabili, dei vecchi setta^ rii. Or continuftMo le coie su questo piedQ;.
come dabitare della verità della profezia, che an bel genio italiano (Il Conte
de Maistre) ha fatta al principio di questo secolo: « Che, pria che esso finisca
9 a San Paolo di Londra sarà celebrata la Messa?» )f a una volta che la Messa
si celebri in San Paolo di Londra, chi può ridire in quante altre chiese dei
vasti dominii deiringhil terra sarà pur celebrata nel medesimo giorno? Gran
fatto ! la Corona Britannica domina sopra circa ottanta milioni di sudditi in
tutto il mondo* Ora egli é ad una sì enorme massa di uomini, di linguaggio e di
religione diversi, che O'Connell ha aperte le porte delia vera Chiesa, ha
assicurata per sempre la libertà di divenire cattolici, coiraverla rivendicata
airirlmida! Chi può però misurare l'estensione, Timportanra di un tal successo!
Deh che, se lo zelo di O^Connell non avesse altro successo ottenuto, questo
solo sarebbe più che bastevole ad assicurargli un posto distinto, una gloria
affatto singolare negli annali del catto- lico apostolato ! Mirate difattì gli
effetti preziosi che la Fede cattolica, emancipala nella Madre patria, -prodnce
in tutte le dipendenze di quel vastissimo impero. Do* ve sventola il vessillo
della Gran^Bretagna, la fede delKIrlanda, all'ombra delia libertà, spiega una
for- za ed una maestà cdì nulla reaisie.ll soldato irlande- se,' il sacerdote,
il missionario irlandese sono l'og- getto di un particolare rispedo per parto
di coloro che vi comandano. LaRelìgione cattolica non ha ivi quasi altri nemici
che i Metodisti,* la setta in cui sono colati e si sono concentrati tutti i
sentimenti Tili, tutti gl'istinti crudeli dell'eresia. Le altre set- te sentono
la superiorità dell'azione cattolica nel conyertire, nell'inciyilire i popoli,
e le rendono o- maggio; e la Chiesa, divenuta libera, in queste va- ste
contrade ogni di più si fortifica, si estende e trionfa* Or questa rivoluzione,
la più grande dopo quella che operò nel mondo il cristianesimo nascente, que-
sta rivoluzione si preziosa, pei suoi principii, pei suoi mezzi, pei suoi
resultati. Dio per mezzo di un sol uomo l'ha operata! Daniello O'Gonnell è co-
lui cui, dopo Dio, ne risale la gloria. 65. Che dirò io mai degli effetti che
l'emancipazio- ne d'Irlanda ha prodotti sul protestantismo inglese? Il
vaticinio che, quando trattavasi questa gran cau- sa dell'emancipazione,
pronunziarono i più pro- fondi politici della Gran-Brettagna, cioè: tezzata,
Tha santificata e Tha fatta servire al trion- fo della yera Religione nella sua
patria; ben pre- sto questa dottrina, restata fino allora celata in qualche
angolo oscuro della Francia e dell' Alle- magna, si è ripetuta con un eco
sonoro in tutta FEuropa; ha guadagnate le Università, è entrata nei gabinetti,
è penetrata nel Santuario; e, solo al- l'eresia ed all'errore funesta, dove ha
prodotto, do- ve ha preparato i più brillanti trionfi alla verità. 68. Infatti,
in faccia a questa dottrina della indi- pendenza della coscienza dal Potere
civile, e quin- di della libera discussione in materia di religione» ne'paesi
in cui la vera Religione si trova circondata dalle false; tutte le nuove sette
religiose, nate dal- l'orgoglio dalla voluttà, come vermini della corru- zione,
son morte quasi nel nascere; e mentre che la miscredenza e l'eresia vede
divenire ogni dì più rar re le sue fila; la Verità cattolica, uscendo dalle sue
lotte più forte e più vivace, vede ogni dì più raddop- piarsi il numero dc'suoi
seguaci; ed essa sola profit- ta della libertà^ sotto i cui colpi temeasi che
potesse soccombere! Deh che con più di ragione può dirsi della libertà, quello
che delia Scienza si è detto: ff Che, cioè, Essa è un dissolvente che decompone
tutti i metalli, meno che l'oro. » Poiché veramente la libertà tutte le
religioni discioglie e annienta, ad eccezion della Vera ! E se non fosse ciò
certo» se ìion fosse evidente; se la libertà, uno dei più grandi attributi dì
Dio, potesse mai non convenire alla Religione di Dio; voi non mi udireste
sicuramente farne l'elogio da questo luogo, sacro soltanto a tutto ciò che è
vero, santo e divino. Che più? Con quest'arma alla mano il Raziona- lismo
alemanno ricusa arditamente di sottometter- si al culto ufficiale della
Prussia; e, negando al Po- tere ogni competenza d'imporre simboli e d'inter-
pretarli, distrugge gli ultimi avanzi dell'edificio di Lutero, e lavora per la
intera libertà dei cattolici. Con quest'arma la democrazia di Ginevra, combat-
tendo le pretensioni intolleranti, la giurisdizione dottrinale dei ministri
dell'eresia, abbatte 1' em- pietà di Calvino nella metropoli del suo impero, e
prepara al Cattolicismo la libertà. Con quest'arma la Diplomazia europea batte
in breccia Tintolleranza musulmana in Costantinopoli, il paganesimo om- broso
della Cina; ed apre le porte alla libera pre- dicazion del Vangelo. Di
quest'arma infine si fan forti oggi, ad essa sola han ricorso, essa maneggia-
no con confidenza, uguale alla paura che pria loro ispirava, i fedeli, i
sacerdoti, i vescovi della Chiesa cattolica, in Ispagna, in Portogallo, in
Francia (33), nel Belgio, in Olanda, ed in molte contrade di Alemagna, per
ottenere l'indipendenza di cui la Chiesa ha bisogno, e che un liberalismo
ipocrita si ostina a negarle; arrestano il potere civile tentato di foggiare
nuove catene alla Chiesa, e l'obbli- f aaio a spezzare le anticlie. Deh che la
causa della yera Religione, trasportata^ una Tolta dal genio di O'CoimelI isai
largo terreno della libertà, agitata alla gran luce della pubblicità, non può
più perire; i suoi diritti non possono essere più contrastati; non possono più
arrestarsi i suoi legittimi progressi e le sue conquiste! 69. Invano perciò
certi goyerni s^'illudono di poter più dominare la Chiesa, o nella Chiesa.
Poiché il grande apostolato di O'Coùnell ha fatto del principio délV Indipendenza
della Religione dal Potere civile un domma universale; poiché lo ha persuaso a
tutte le menti, lo ha impresso in tutti i cuori, e lo ha fatto adottare,
gustare ai più zelanti, ai più pii fra i Pastori della Chiesa; queste principio
non può più cadere in obblio. Acquisterà forza per la stessa resistenza che vi
si vorrà opporre, trionferà di tutti gli ostacoli, e farà trionfare la
Religione. E guai, guai ai governi che credessero ancora di poter fare del
dispotismo reli^oso nel secolo decimonono, dopo la grande rivoluzione che vi si
é creata nelle idee! Gl'Imperatori che, col farsi cristiani, non voller capire
il cristianesimo, e pretesero di continuare ad esercitare il dispotismo pagano
sulla Chiesa cristiana, furono dalla Chiesa abbandonati; caddero in tutte le
bassezze che fecero dare ai loro regni il titolo di Storia del basso impero; e
scomparvero dalla scena politica del mondo senza eredi e senza successori. La
Chiesa, che non isdegna ma ricerca, non disprezza ma ao^ coglie, ma santifica
tatto ciò che ha forza e vita, si Tolse allora alla Barbarie, le cui mani avean
fatta ginstizia delle miserie e delle colpe dell'impero romano; le laro con un
poco d'acqua il capo, la unse di nn poco d'olio in fronte, e ne fece il
miracolo della monarchia cristiana. Se mai dunque i loro successori,
lasciandosi penetrare dalPelemento pagano, essenzialmente dispotico, rinunziano
all'eie* mento cristiano essenzialmente libero perchè caritateyole, e non
vorran sapere della dottrina della libertà religiosa dei popoli, e della
indipendenza della Chiesa, che formò la sicurezza e la gloria dei loro
maggiori; la Chiesa saprà far di meno anche di loro; si rivolgerà forse alla
Democrazia; battezzerà questa Matrona selvaggia; la farà cristiana, come già
fece cristiana la Barbarie; riconoscerà nn qualche suo figliuolo, che gli
ayyenimonti avran* no elevato al trono; gl'imprimerà in fronte il sigillo della
consecrazione divina; gli dirà: « Begna; » ed esso regnerà: nonostante la sua
origine plebeja. ^ Deh che i governi non hanno appoggio, non hanno scampo, non
bau difesa, non hanno probabi* lità di durata che nel dare la sua libertà alla
Chiesa (34), e nel trattare e nel rispettare i popoli come figli di Dio ! * A
scanso di equivoci, non intendiamo, in così parlando, che la Chiesa disporrà a
sno piacere delle corone e dei regni; ma che, riconoscendo i diritti dei
governi che vorranno rico' noscere i suoi, presterà loro nooTa forza colla sua
sanzione e col suo appoggio. Qual fa pertanto la pura gioja che inondò ti e
acre di O'Gonnell al vedere co'proprii occhi questi segnalati vantaggi, questi
splendidi trionfi, pe ift. Gli stessi sentimenli area ancora pel Clero
€a«tolico di tutto il mondo. Nel 1837 arendo saputo che i giornali del
Continente lo accusavano di arer parlato con poco rispetto' del Clero
Spagnnolo; O'Connell smentì snhilo, in un discorso fatto al popolo, questa
accusa; ed airamico, che gli area data di ciò notiiia, rescrìsse cosi: « No, io
non ho mai mancato di rispetto al Clero Spagnuoio; io non mi son renduto reo di
questo delitto .... Come si è potuto mai credere che io abbia così parlato dei
ministri del Signore? Il linguaggio che mi si attribuisce rassomiglierebbe a
quello dei pretesi liberali di Trancia che sono più nemici della Religione che
amiei della libertà. Io credo, che ri son pochi che, più di me, sian lontMii
dairinginriare e dal calunniare i sacerdoti di Dio. Vi ho sempre manifestato i
miei secreti intorno ai sentimenti di tsnerazione che un sacerdote m'ispira.
> « Voi vi burlerete forse di me, se io vi dico che spingo questo rispetto
pei sacerdoti sino alla superstizione; ma il fallo è che io non sono, in
questo, padrone di me stesso. Io non bo mai conosciuta una sola persona che
abbia trattato di una maniera inr conveniente i Ministri dell'Altare e che
abbia prosperato io questo mondo. Vi è per questa gente una male^ione anche ni
questa teiTa. » A questa prova confidenziale, e perciò efficacissima, della
profonda pietà e del rispetto del grand'uomo pei llinistrì di Dio, aggiungiamo
che, avendo avuto non poche volle ragione di essere poco contento della
rìconoscenza di un qualche membro dìel Clero, non ne fece con alcuno mai la
|)iìi piccola lagnane Ecco le sue precise parole sopra di ciò: t Queste società
sono dì più riproTate da tutte le persooe di educazione, di carattere e di
rango. Sono riproTate specialmente dal rostro Clero si amabile, si
intelligente, sì laborioso e si pio, e da Toi tanto amato. Sarà possibile il
non attendere alle Toci^ ai consigli di questo Clero? Non sapete forse cb'esso
altro interesse non ha che il rostro? e nessun fine ha fuorché il rostro
rantaggio temporale ed eterno? » Così
egli, secolare. Volesse perciò Iddio che certi
ecclesiastici parlassero, come questo buon secolare, del Clero ! Il Tenerabile
Beda attesta che ai monisteri dell'Irlanda concorrerà la giorenlù studiosa di
tutta TEuropa. L'insigne Scrittore Ware, sebbene inglese e protestante, dice
pare: Constai fuiise olim in Hibemia scholas insigniores, ubi Galli, Saxones
ete. tamquam ad Bonarum Litterarum emporia, confluxerufU. Altri affermano
ancora che nari cariche interamente di giorani nobili dall'Inghilterra
approdarano spesso in Irlanda: i quali renirano in quei celebri monisteri ad
apprendervi la letteratura e le scienze sacre e profane; Quos omne$s scrire il
citato Yen. Beda, Hibemi libentissime $u$cipientes, vietum ei$ quoHdiànum sine
pretio, librai quoque ad legendum» et magiHerium graiuitum praebere curabant
(Hi$tor. Eccles. lib. III. cap. 23y. Non contenta però la generosa Irlanda di
accogliere ne'snoi monisteri la gìorentù studiosa di tutta l'Europa, e di
alimentarla ed istruirla gratuitamente; era ancora sollecita di mandare i suoi
santi e dotti monaci non ad uno ad uno, ma a torme, a spargere la luce della
rera fede e della rera scienza in tutta l'Europa. Egli è uno scrittore,
protestante pure ed inglese il Camden che ciò ci attesta: Hibemi in univernm
Europam sanetimmorum virorum examina emiserunt Il protestante Gobbet, nelle ine
famose lettere contro del protestantismo inglese, dimostra che una delle cause
dell'estrema miseria in cui vive il basso popolo in Inghilterra» stessa, non
che in Irlanda, è stata la soppressione dei monisteri, eseguita dall'Eresia in
odio della -vera Religione. Quando i monisieri erano in piedi, quando ad ogni
piccolo tratto di paese tì era un'abazia, nessuno poterà proTare la fame.
Giacché, oltre Tospitalità rbe per tre giorni si accordare a tutti indistintamente
i yiaggiatori; qualunque pOTero si presentaYa alla porta di uno di questi pii
stabilimenti della carità pubblica, ne ricerera tanto cibo da poterne portare
anche a casa. Ora la massa dei poTcri è tutta a carico del gOTemo e dei
particolari, che sono obbligati a concorrere # loro sostentamento con enonni
tasse; e si sa con quale infelice successo ! Secondo questa legge si doTono
erigere in Irlanda Collegi provinciali^ ore i gioTani di tutte le religioni
devono an> dare a studiare: ma sotto professori e con libri mediatamente o
immediatamente scelti dai goTemo protestante, costituzionalmente nemico della
fede cattolica. Questa istituzione aTrebbe qualche cosa àelVuniversiià di
Francia, contro la quale i padri di famiglia, i reri cattolici e l'episcopato
di quella gran nazione reclamano da tanti anni, con tanto zelo e con tanta
costanza. Questi Collegi provineiali sarebbero il mezzo più efficace da
propagare rindifferenlismo e l'incredulità non solo ftra'cattolici ma ancora
fra gli stessi protestanti, e da distruggere ogni germe di Cristianesimo. Un
protestante imparziale li ha perciò denunziati al pubblico, come un piano
gigantesco di empia educazione. Di più non ci yoUe perchè l'intrepido ed
instancabile cami^one della yera Fede si lerasse ad attaccare questa oiribile
legge, con tutta la forza della sua eloquenza e della sua autorità ; sicché ri
eccitò contro Tesecrazione di (utU l'Irlanda. E sebbene, per la ragione
indicala nel testo, questa \egge sia passata al Parlamento; pure non si è
potuta eseguire: tale si è l'opposizione che troya; e probabilmente non si
eseguirà giammai : e se si arriva a metterla in esecuzione, i yeri Irlandesi
torneranno a fare ciò che per trecent'anni han fatto: provvederanno, cioè, essi
stessi alla meglio alla istruzione dei loro figliuoli; ed a tutti i conti,
preferiranno sempre che i loro figli restino senza istruzione nelle umane
scienze, anziché inviarli a queste sentine deirempìetà a perdervi la fede
divina. Non contento però di combattere gli eretici colla voce, li combattè
ancora cogli scritti. Oltre il Trattato sopra l'Euearistia» di cui sopra si è
detto (not.4), sono celebri due altri Trattati di Daniello O'Connell, in forma
di lettere, contro i Metodisti. Nel primo di essi O'Connell vendica
Tautenticilà dell' Edizione detta Volgata della Sacra Scrittura, con una
erudizione sacra egualmente ampia che solida e sicura; e colle ragioni più
forti» ed allo stesso tempo le più intelligibili, anche pel popolò, dimostra
come è impossibile al protestante di Care un solo atto di fede divina
appoggiandosi solo alia Scrittura interpretata secondo i principii del
protestantismo. Contro poi le calunnie dei Metodisti: che la Chiesa romana non
ama la diffusione del Codice divino, O'Connell prova che, nel corto intervallo
passato tra rinvenzione della stampa e la così detta riforma protestante, i
Cattolici pubblicarono, in diversi paesi, non men di ottocento edizioni diverse
della Sacra Scrittura, delle quali duecento sono nelle diverse lingue volgari
di Europa. Nota ancora un fatto della più alta importanza che, cioè, le
indicate edizioni in lingua volgare della Sacra Scrittura, sono state fatte nei
paesi chOv all'epoca della riformai rimasero attaccati alla fede Cattolica; e
che al contrario non si era pubblicata alcuna edizione della Scrittura in
volgare in Inghilterra, in Iscozia, in Danimarca ed in Isvezia prima che queste
contrade avessero abbracciato il protestantismo. Dal che vittoriosamente
conchiuse, che i paesi, che l'eresia accasa di essere restati Cattolici, perchè
ri era scarsa la cogniiione delle Sacre Scrilture, erano infatti quelli in coi
questo libro dÌTÌno era più dilTuso; e che al contrario i paesi che si yantano
di avere abbracciata la riforma, seguendo le dottrine della Scrittura, in
rerità sono quelli in cui questo Sacro Libro era meno conosciuto. In quanto poi
alle Tersioni protestanti della Scrittura in Inglese, che sono state in uso in
Inghilterra sino al 1611, 0'Connell dimostra che più di mille ministri
protestanti le dichiararono « Piene di assurdità in molti luoghi, ed in molti
altri colme di sensi che falsificano e pervertono la parola di Dio. > Eppure
queste eran le fonti, conchiude O'Connell, dalle quali i vostri primi
protestanti attinsero le loro nuove dottrine ! ! ! Nel secondo Trattato si
applica particolarmente a far yedere che razza di apostolo era Giovanni Wesley
fondatore de'Metodisti. O'Connell cel dimostra prima fervente ministro della
chiesa anglicana, che recatosi per zelo nelle Indie, non giunge a convertire un
solo uomo al cristianesimo; e termina il suo apostolato collo scomunicare una
donzella perchè ricusò di sposarlo. Poi ce lo rappresenta successivamente
Indifferentista, inclinato al papismo, della Setta dei Fratelli di Moravia 9
Calvinista antinomiano; ed infine, che rigetta tutte queste credenze come
cattive, ed inventa una nuova religione tutta di suo conio, il Metodifmo,
Questi quadri sono dipinti col pennello di un Bossuet. Wesley ed i suoi primi
compagni Ti sono rappresentati negli atteggiamenti proprii a destare orrore non
meno per le loro persone convinte della più fina ipocrisia e di ogni sorta di
delitti, che per le loro dottrine dimostrate assurde, mostruose e ridicole.
O'Connell in tutti queatl Trattati dimostra che egli era tanto profondo teologo
quanto famoso giureconsulto; e che sapeva maneggiare con eguale facilità e
successo la scienza del dritto e la polemica religiosa; e questi egregi
Trattati sono stati degni però di essere citati con lode dal dottissimo P.
Perrone gesuita nel suo famoso corso di Teologia. Lo Siandard, giornale
inglese, accanito proleslante, in nn lungo articolo sopra O'GonneU, lo chiama
il Tommaso Mo~. ro del 8ec(0TA i3. Pag. 25, (13) Furono perciò incredibili g^i
sforzi che fece il goremo per sopprimere do, rinasceya sotto di un altro più
minacciosa e più terribile, prese il partito del lasciar correre; e si diede
per vinto in faccia ai rìtroyati inesaurìbili ed all'invincibile costanza di un
uomo solo! QonU saivoiizioiie si Ai: Che OXonnell, nel caso che il gOTerao non
avesse fallo a suo modo, avreUie sollevala conr Irò la Cmona lalta l'Irianda:
so|ipoaizioiie di coi la condotta che atea O'Connell per «piarant'annl tenuta,
e le note sue mottravano Tinsossislenia. Airepoca delle soounosse tentale dal
RadiealUmo ingUte; se gl'Iilandesi si oniTano ai CarUsti, autori di qoeita
rÌTolnzfone sociale, era finito per Tlnghiltem. GÌ* Irlandesi sono si numerosi
in Inghilterra, che in una sola città se ne contamo fino ad ottanta mila; e
perciò i CartUU non lasciarono alcun mezzo intentato per attirarli nelle loro
idee e nel loro partito* facendo valere principalmente le troppo giuste ragioni
dell'Irianda per le ingiustizie di cui è slata la vitlima. Ma le dottrine e gli
ayTertimenti di O' Connell, sopi-a il dovov di rispettar Tordine ed esser
fedele al Sovrano, erano sempre presenti alla mente, risuonavan sempre all'
orecchio dei figli dell'Irlanda. Sicché tra le tante migliaja di quei settaiii
che furono tradotti ai Irihunali come rei di alto tradimento, non si è trovato
un solo Irlandese. La storia imparziale dirà dunque che O'Connell, l'uomo il
più benemerito dell'Irlanda, ^ stato altresì l'uomo il più benemerito di tutto
l'impero britannico e dell'intera Europa. Se mai il fanatismo puritano,
anglicano, pietista, oranglsta, cosa non difllcile ad accadere, congiurerà contro
il trono d'Inghilterra, è certo che la regina Vittoria non troverà volontà più
fedeli per sostenerla, Inraccia più forti per difenderìa, cuori più generosi
neiramarla, di ifuelli dei poveri Irlandesi, che la corona d'Inghilterra, con
trecenf anni di persecuzione, ha tentalo di avvilire e di distruggere. I
stonali piolesUiiti é'Iiiglulterra e élriaida sodo pieni delle confeiHOiii del
profirieCarìl e dei ricchi de' due regni, che dlchlanBO ora di rieonosceie: Che
essi derono all'mineiiza ed alla asioBe di O'Connell l'arer eonsenrate le loro
ricchezze, le loro proprieti e la loro Tifa. Tutti gli nomini di senno vedono
ora e conipssano che la morte dì O'Connell ha lasciato nn Tooto immenso nell'
economia gOTemalira, cho nulla polla riempile. Manca da oggi innanzi ipiel
braccio pp^ sente che, Interponendosi tra gli oppressori e gli oppressi,
persnadeTa a quelli la moderazione, a cosUMro la pazienza; e mantenoTa l'M-dine
dvile e politico in una grande nazione. Ndla milizia inglese tutti i milllari,
di qualunque concessione fossero, erano costretti, le domeniche, di andare ali»
chiesa protestante. Ora un soldato cattolico irlandese, per nome Patrio Spence,
una domenica ricusò di andanri, dicendu che, essendo cattolico, non poteva
assistere agli eserdzii di un culto ereticale. Cacciato per ciò nel fondo di un
sozzo cavcere, a solo poco pne ed acqua per alimento, dopo una settimana di
questo patimento disse che acconsentiTa di InterTenire cogli altri al tempio
protestante. Ha appena il min»» stro anglicano Incominciò la sua oIBciatnra, Il
braro cattolico, cavando di tasca un libretto di divozione, si mise a leggere
lo sue preghiefe, voltando le spalle al ministro dell'eresia. Il pevchè,
cancellato dal reggimento, fu condannato alla deportazione o airesillo perpetuo
dalla sua patria. Come però O'Connell seppe un tal fatto, tanto si adoperò,
tanto scrisse conilo la ingiustizia crudele, la tirannica intolleranza di
obbligare i poveri cattolici ad intervenire al servizio protestante, che non
solo ottenne il ritorno di Spenee al suo reggimento; ma di più costrìnse il
governo a dare a'cattollcl soldati la libertà di andare le domeniche alla Messa
nelle chiese cattoliche. L'Ani^icanismo intende bene che, fino a tanto ohe il
Clero cattolico dell'Irlanda fa cansa comune col popolo: questo popolo non
uscirà mal dalle rie deirubbidienza e dell^ordine; e che, per mezzo di una
agitazione sempre pacifica e sempre legale, obbligherà l'Inghilterra a
concedergli il parlamento suo proprio e tutte le sue libertà. E poiché
l'Irlanda Teramente ed intieramente libera la paura all' eresia ; cerca essa,
per tutti i mezzi, di dividere il Clero dal popolo, affinchè il popolo, privo
della direzione del Clero, dando luogo a tumulti, presenti al governo apparente
ragione non solo da negargli le libertà che reclama, ma ancora di spogliarlo di
•quelle che ha già ottenute. Come però ha reduto che il bravo Clero d' Irlanda
è inaccessibfle alla seduzione deir oro, l'Anglicanismo ha avuto ricorso
airipocrisia; e profittando della stupidità e della debolezza di certi
Cattolici inglesi ha fatto predicare all'Irlanda: « Che è uno scandalo il
Tedere il Clero Cattolico di quell'Isola dimenticare le sue funzioni
ecclesiastiche, e prender parte all'agitazione politica dell'Irlanda; * e con
mille rergognosi artificii ha sparso da per tutto questo pregiudizio e questa
calunnia contro il Clero più zelante della Cristianità, ed ò giunto ad
accreditarlo fino qui in Roma: dove abbiam sentito noi stessi certi imbecilli
ripetere la stessa lagnanza, senza accorgersi i porerlni che, così parlando,
erano il trastullo dell'eresia e faceano la sua causa, credendo di zelare
l'onore vero del sacerdozio e della Chiesa. Felicemente però per la Religione e
per l'ordine pubblico, il Clero d'Irlanda non ha dato retta a queste Omilie o
ipocrite o insensate. Ho detto da prima felicemente per la Religione ; perchè
se il Clero si divide dal popolo e non prende a cuore tutti I SUOI Interessi
corporei, civili, politici; non ha più forza, non ha più autorità allorché gli
parla de'suoi interes- si spirituali e divini. Il sacerdote il quale non
comincia dal- l'esercitare la carità, non può persuadere con successo la
verità. Perciò Gesù Cristo incominciava dal risanare, dal nutrire i corpi con
un pane materiale, pria di nutrire le anime col pane spirìtoale éeHìh soa
celeste dottrìns. Il sacerdote che non prende parte alla condiiione cÌTÌle e p.
La riforma qui non si arrestò. Essa rapi alia Cbiesa i suoi beni e ne fece la
proprietà de' laici. Tolse t loro dritti ai popoli, ed ai poveri il loro patrimonio;
e distrusse i capitali, da cui si traeira il sollievo dei miseri, il conforto
degrinfcrmi, il vestito dell'indigente, il sostentamento dell'orfano e della
vedova desolata ! Vedi la Bolla di Convocazione del Concilio di Trento; od il
Concilio di Trento medesimo nelle Sessioni De Reformatìone. Nella rìfoluzione
suscitatasi nel Canada Tanno 1837, i Cattolici Irlandesi, ivi emigrati,
imbevuti delle massime di OXonnell, non vollero prendervi alcuna parte, e
rimasera fermi ne'loro sentimenti di fedeltà alla Corona d'iAghilterra. I
demagoghi francesi, che aveano eccitato il trambusto, ne furono arrabbiati, e
concepirono il disegno di demolire la Chiesa Cattedrale e la residenza del
Vescovo che con una sua lettera pastorale avea esortato il popolo al ristretto
ed all'ubbidienza all'autorità. Come però i buoni Irlandesi ebbero di ciò
contezza, si armaron tutti come poterono, di fucili, di spade, di spranghe di
feno, di vanghe o di altri strumenti di arti, e, non potendo avere altro, di
nodosi bastoni, e circondarono la Chiesa e l'Episcopio, minacciando di morte
chiuniiue avesse osato di toccare la Casa di Dio o la residenza del loro
Pastore. Questo contegno de'bravi Irlandesi sconcertò i sediziosi, li obbligò a
rinunziare al loro disegno di distruzione e li fece divenire mansueti siccome
agnelli. Tutto ciò lo sappiamo dallo stesso Monsignor Bourget, vescovo di
Monreale nei Canada, che in quest'anno medesimo è stato qui in Roma, ed ha
predicato in questa venerabile chiesa di Sant'Andrea della Valle nel triduo ordinato
dal Sommo Pontefice ìm wo^ corvo deirirlai^a. Voltaire ha detto dei moderni
Romani: Conquistatori pia non SODO, ma son felici. L^osserrazione, ripeto, è di
Voltaire. NOTA 29. Pag. SO. (29) Fra questi anche dne Memfirì della Famiglia
Reale; olire ima gran quioitità di Lordi e di Deputati dei Comuni. Questo
celeberrimo trattato fd fatto nell'anno 1691, in Limerick, allorché l'Irlanda
stava in armi per difendere Giaco* mo II. re d'Inghilterra e d'Irlanda contro
l'usurpatore Guglielmo III, principe d'Orange. Combattè allora sì valorosamente
l'armata Irlandese che, sebbene non riuscì a riìnettere Giacomo sul trono, pure
ottenne un trattato onorevolissimo in cui vennero ampiamente guarentiti
agl'Irlandesi tutti i loro dritti religiosi e civili. Prima però che fosse
firmato il trattalo, arrivò in ajuto dell'Irlanda una flotta francese che
facilmente Tavrebbe messa in istato d'ottenere una compiuta vittoria. Ma U
cattolica Irlanda avendo impegnata la sua parola pel trattato suddetto, non
volle accettare gli offerti soccorsi, per non violare la fede data. Non cosà
però l'Inghilterra protestante. Non passarono che pochi mesi, ed il trattato fu
da essa annullato con una insi^e malafede. Poiché non solo furono tolti ai
cattolici i dritti che erano stati loro assicurati quando essi aveano le armi
in mano in una guerra giusta; ma ancora si cominciò ad opprimerli con leggi le
più empie e più crudelL Questo celebre trattato somministrava un argomento
perenne ad O'Connell, per provare l'innata perfidia dell' Eresia anglicana e
del fanatismo orangista, e la fedeltà e la onoratezza della cattolica Irlanda.
L'immensa fiducia, il tenero amore degli Irlandesi pel loro Clero,
indipendentemente da ogni altra considerazione, proviene da ciò che il
Sacerdote Irlandese è l'aomo dell'Irlanda, è Taomo del popolo. Se mai fosse
spesato, o, per un legame qualunque, fosse attinente al govemo, perciò stesso
diverrebbe l’uomo del governo, lo strumento senrile della corona; cessa
d’essere l’uomo del popolo, e perde la fiducia e l'amore del popolo. Un clero
salariato d’un governo nemico della sua religione è un clero degradato. E un
clero degradato non può più parlare a nome di dio al popolo né esseme ubbidito.
Quindi il popolo si comincerebbe ad allontanare dalla pratica della legge di
dio e della religione ed a poco a poco cade nella dissolutezza e
nell’indifferentismo. Quanto meno si può sospettare che il sacerdote parla
nell'interesse del potere umano tanto più ha forza nell’inculcare la legge
divina. Quanto è più indipendente tanto è più rispettato. Quanto è più libero,
tanto è più potente. Quanto è più disinteressato, tanto è più amato. L'occhio
acuto e zelante di O'Connell yedeya tutte queste conseguenze nell'offerta
insidiosa del goyemo protestante di salariare il Clero cattolico; e perciò
attaccò sempre questa misura con una energia e con una perseveranza superiore
ad ogni idea. Pochi anni sono il comandante Inglese di Gibilterra si avvisò di
intavolare una persecuzione in forma contro la Chiesa Cattolica, sino ad
incarcerare Monsignore Hugon Vicario Apostolico in quella stazione. Quei buoni
cattolici non ebbero che a ricorrere ad O'Connell; e mediante il suo zelo^ la
sua influenza e la sua attivila onde gridò altamcnlc e presso la Regina e
presso il ministero e presso il Parlamento; il Vicario Apostolico fu restituito
alla sua residenza, il comandante fu deposto; ed a quella Chiesa fu renduta la
sua pace e la sua libertà. Questo sistema, di giovarsi dei mezzi legdi che, in
ogni slato, si troTano più o meno efficaci ed a disposizione di latti, affine
di rivendicare dalla Podestà civile la libertà della Chiesa, ha ricevuto non ha
guari la sanzione del Sommo Pontefice Pio IX in queste parole da esso
pronunziate nel Concistoro degli undici giugno p. p. a commendazione dell'
Episcopato di Francia, nobilissimo corpo di Pastori della vera Chiesa: Ecco il
tenero e saggio proclama che VÀssodazione della Revoca ha diretto al popolo
dell'Irlanda nella circostanza della morte di O'Conell: Compatriotti !
O'Connell non è più. Lo spirito animatore dell'Irlanda è estinto. Il lume delle
nazioni è scomparso. Lamentatevi' e piangete pure, o figli dell' Irlanda;
poiché la tazza della vostra afflizione è piena; e i vostri patimenti sono
senza misura. Colui, che formava la gloria de'vostri cuori, è stato percosso,
lo splendore di Erin (dell'Irlanda) si è spento. Il liberatore dell' patria è
morto. In unastagione di afflizione è piaciuto air Altissimo di colpirci fin
alPestremo. La pestilenza e la fame opprimono il nostro popolo: mentre in un
altro suolo, langi dalla amata sua patria, giace il veterano Campione
dell'Irlanda. Sì, piangiamolo pure, perchè tutto il genere umano piange la di
lui perdita; ed il lutto che ci colma, per la sua morte si estende a tutto 11
mondo.Sì per tutto il mondo un granyuoto è sentito. Chi lo colmerà? Qual
nazione^ qual popolo non ha perduto in lui un benefattore? La nostra patriA ha
perduta la sua guida e il suo Capitano. Abbiamo però senv: pre le massime della
sua sapienza; e son queste le norme che rirlanda deve seguire: per esser sempre
sotto lo stendardo di O'Connell. I suoi insegnamenti sono sparsi fra di toì,
come per tutto il mondo. Non vi è durata di tempo che potrà far cadere in oblio
la sua dottrina. I suoi sentieri erano quelli della pace« Egli camminò per le
yie della legge e dell'ordine. RammentateTi di quel suo detto « Colui che
commette un delitto, dà forza al nemico. Ora per i suoi lunghi e fedeli
serrigii, per Tesempio sì nobile della sua yita, per la gloria del suo nome
immortale yi preghi»* mo. Ti scongiuriamo, o Compatriotti, di non abbandonare
giammai i principii, e di non mai dimenticarTi degl' insegnamenti di O'Connell.
Fra mezzo a tante anime Teramente cristiane e generose, e perciò amanti della
Tera Keligione e della Tera libertà, che si troTano nel partito legittimista,
molte Te ne sono degeneri e Tili che, sotto pretesto di difendere il principio
della legittimità, non Ti è dispotismo cui non s'inchinino, non tì è despota
che non adulino, non tì è interesse, per grande che sia, che non sagrifichino:
fosse anche la Keligione, fosse anche la patrial Per costoro adunque Daniello
O'Connell ha doTuto essere, ed è stato di fatti segno di contradizione e di
disprezzo. Non Ti è specie d'ingiurie che gli abbiano risparmiata; non Ti è
specie di accuse che non gli abbiano fatte nei loro giornali; sicché, non solo
in Francia ma in Italia ancora, e perfino qi^i in Roma, sono giunti a creare le
più sinistre preTenzionl aiH che contro l'ortodossia di cui il grand*uomo avea
date prove sì grandi e si luminose! Quindi è accaduto che ayendo egli dimandata
la grazia, che il suo Confessore, che conduccTa sempre in sua compagnia,
potesse, in ogni diocesi, udirne la confessione, senz'essere obbligato a
chiederne la facoltà al toscoyo del luogo; questa grazia gli fu negata.
L'amico, incaricato di ottenergliela usò però la delicatezza di nascondergli
questa negatìTa: solo gli manifestò che, dietro le dicerie e gì' intrighi di un
partito, in Roma 'si era incerto intomo a'sentimenti delrO'Connell, rispetto
alla S. Sede. Ora O'Connell, al sentire che si metteyano in dubbio i suoi
sentimenti di filiale attaccamento alla Sede Apostolica, ne pianse per dolore;
e rescrisse subito una lettera che termina con queste ammirabili e tenere
parole, degne di un S. Girolamo, e di un Sant'Agostino: «Io venero in ogni cosa
Tautorità della S. Sede. Io spero bene ( poiché mi conosco) che non yi è una
sola persona nella Chiesa che, più sinceramente di me, faccia di tutto cuore
alla S. Sede la sommissione (nella più larga accettazione della parola) che la
Chiesa Cattolica dimanda a'suoi figli. Non ho mai detto, e non dirò mai una
sola parola che a lei non sommetta colla più profonda obbedienza. Sono
attaccato di cuore al Centro dell'unità, col più ardente desiderio di non mai
separarmene, né in pensieri né in parole né in azioni; e se mai mi accadesse
che io m'ingannassi nelle opinioni che enuncio, spero che si avrà la
discrezione d'interpretarle a seconda de'miei sentimenti: giac- ché LA MIA
SOMMESSIONB ALL* AUTORITÀ* DELLA CHIESA t COMPLETA, INTERA ED UNIVERSALE. > QuCStO
bell'atto di fede, questa bella professione dei sentimenti di un vero
cattolico, di un yero figlio della Chiesa, essendo stata posta sotto gli occhi
dipi Sommo Pontefice, lo intenerì sino alle lagrime. Le ingiuste preyenzioni si
dissiparono, e la grazia fu all'istante accordata. Gratior et pulchro veniens
in eorpore viHus (Vfa-gil. Aaeneid. lib. ix). E quell'invitta ss forza che ha
virtù a beltà mista f'Ttaduz. di jnnib, CaroJ, CENNI SUI SOLENNI FUNERALI
Celebrati in Sant'Andrea della Vcdh di Roma per V anima di Daniello o'connell.
lìt A. quel sommo Irlandese di DanieHo O'Connell» trapassato in Genova il 15
Maggio mentre a Roma dirigeasi, doTea Ro* ma nna lacrima di dolore » una prece
di etemo riposo, una parola di lode. E fu pio dlTìsamento di alcuni ottimi
Ecclesiastici, e di altri distinti Romani, che per collette, solenni esequie si
celebrassero per l’anima del gran Cristiano che tanto aTea meritato della
Religione, della patria, del mon- do. Il Sommo Pontefice l'immortale Pio IX
n'espresse il suo pieno gradimento; e allo stimolo delle parole, perchè la pom*
pa funebre riuscisse degna di Roma, aggiunse l'opera di ge- nerosa largizione;
concesse, per ispecialissimo pririlegio, i ric- chi paramenti sacri della
Cappella Pontificia, e a maggior suf- fragio di queir anima dichiarò
priTilegiati tutti gli altari di 8. Andrea della Valle nei giorno in cui
quest'esequie avreb- bero avuto luogo. I desiderii del Sommo Gerarca, e
l'aspettativa del popolo romano non verniero defraudati. Nulla fa ommesso, anzi
con ogni premura e diligenza si procurò che la sacra cerimo- nia riuscisse
decorosa e magnifica quanta altra mai di simile natura. Lo stemma gentilizio e
apposita iscrizione locata sulla por- ta maggiore della Chiesa annunziava al
pubblico che il po- polo romano rendeva f^i estremi uflBcii a Daniello
O'Connell; altra grande iscrizione sulla porta all' intemo enumerava le
principali sue gesta. Quel vasto tempio ti presentava triste ed imponente
aspet- to. Il bruno di coi era tutto vestito dava maggiore risalto alle sue
belle forme archiletioniche; né qaelle gramaglie ti ren- deano usa tetra
monotonìa, che la maestreyole disposizione delle seterie e de'yelluti, e la
ricchezza delle frange ad oro, nulla togliendo all'effetto lugubre che ispirar
dee il tetro co- lor di morte, il rario e il gajo dispiegara agli occhi del ri-
guardante. Maestoso e svelto- insieme sorgeva fino a sessanta palmi sotto la
gran cupola il catafalco, nel cui basamento leggeyansi delle iscrizioni dettale
dal yaloroso latinista il Ca^ nonico D. Francesco Mauro. Nel secondo ripiano
Tedevasi un gran medaglione a basso rilievo rappresentante V effigie di
O'Connell morente, cui la statua della Religione che tut- to sormontava il
monumento, «ombrava dire Il valente Scultore signor Binaldi avea Tubo e l'altra
modellato. Negli altri tre lati dello stesso ripiano e- rano, a finto rilievo,
espresii tre fatti memorandi della vita del grand'uomo, oggetto di questa pia
cerimonia; cioè: Nell'uno rappresentavasi V atleta della emancipazione
Irlandese pero- rante per la prima volta nel parlamento inglese in difesa del
diritto de'CattoIici a sedervi. Neiraltro scorgevasi Lui segui' to dal corteo e
in abito di Lord maire di Dublino (abito che O'Connell è stato il primo
Cattolico ad indossare da dueceiF t*annl) ricevuto dal Clero alla porta della
Metropolitana di quella città. II terzo accennava alla sua gloriosa liberazione
dal carcere» e lo si vedeva salito su di un cairo trionfale in- dicando al
popolo festeggiante la gran Madre di Dio, da cai riconoscea il trionfo della
sua innocenza. ADYBRSARIIS SYPBRATI8 G0NS0PITI8 FACTIONIBYS CATBOLICA RBLIGIONS
CYI SE TOTYM DBYOYBRAT IN LIBBRTATBM YINDICATA BX SABCYLI PR0CBLLI8 IN PORTYM
ABTERNITATI8 SE RECEPIT INGBNTI STI DESIDERIO APYD CIYBS TYM APYD feXTBROS
RBLKTO OBIIT lANUAE ID. HAT AN. SAL. HDCCCXLYII TIXIT ANNOS LXXI MENS. IX. DIBS
TI AD AETATBM BT RES GESTAS PER DIT AD POPTLORTH PRAB8IDITM AC SOLAMBN HBT
PARTM DIT In tumuli temporarii lateribus hincinde. DANIEL O'CONNELLVS TNYS POST HOMINTU MEMORIAH QUI
SCRIPTIS YOLYMINIBTS TANTA SAPIENTIA RBFBRTIS IVRA FIDBI LIDERTATI9QTB QVAE SE
ANTE A INYICEM AYBRSARl YIDEBANTYR AMICE COHPOSYIT AC CETERIS GENTIBYS YTI HANC
INIRBNT YIAM YNDB TAXTA AD IMPERIA FIRMITAS AD RELIGIONBM MAGNYU INCREHENTVlf
REDYNDAT QYASI SIGNYH EXTVLIT YNIYERSIS KA FYIT GRATIA ET B^STIUATIONB YT
PRIHVS CATHOLICORVM IN ANGLICIS COMITIIS ADYBRSARIIS FRY8TRA OBNITENTIBVS IN
SBCVNDO ORDINE SBDBRIT IDEMQYB TOT ANNOS REU POPYLAREU DEXTBR BGtT ET PRINCIPBH
SEMPER LOCYM OBTINYIT PER QYEM lYDKIIS SEYERITAS LEGIBYS ADSERTA EST DIGNITAS
FRENA INIECTA LICENTIAB PIETAS ET RELIGIO AMPLIFICATA MAGNIS AYCTIBYS BIS
ARTIBYS YIAU AFFBCTAYIT AD SYPEROS IV. DANIEL O'CONNELLVS PtO BA QVA FVIT STMMA
ERGA 6EDEM APOSTOLICAH OBSERVANTIA ET SANCTISS. PONTIFICEM PIYM OPT. MAX CVIVS
FAUA APVD OMNES GBNTES lAM PERCREBVERAT ROMAB INFIRMA LICET VALETYDINE ITER
SVSCEPIT YERVM lANVAE QTTM MORB\'S MAGIS INGRAVESCERET IN GERISTI SBRYATORIS
PRO SE CRTCI ADFIXI COMPLBXV DIEM OBIIT SYPRBMYM ALTER MOYSES TERRAM YIYENTIYM
DB LONGB PROSPEXIT CVIVS TAMEN COR IN QYO DYM YIVERET CANDIDA RELIGIO PIETAS
AMOR PATRIAB YNICE YALVIT DANIEL FILIVS AD PATERNA BXEMPLA C0NTBNDEN8 ROMAM
SICYT MORIBNS IPSB CAYERAT PERFERENDVM CYRAYIT In aversa tumuli temporarii
facie. V. DANIEL O^CONNELLVS BXIMIA FYIT IN DBYM PIBTATB m YIRGINBM DBIPARAM IN
CVIVS TYTELAM SE TOTYM TRADIDERAT STVDIO SINGVLARI lUSTITIA VERO INTEGRITATE
ANIMI FORTITYDINE LI6ERALITATE DILIGBNTIA FACILITATE QYA SE OMNIBYS BXAEQYAVIT
NVLLI OMNINO COMPARANDYS QYAS ANIMI SVI YIRTYTBS IN QYATYOR LIBEROB SEDYLITATB
TANTA INSTILLAYIT YT BOB NON TAM SIBI PROCREASSE QYAM DEO ET RBIPYBLICAE
MIABSBFBRRBT BT LONGO POST SB IKTBRYALLO RBLINQUBRET QUAE SEQUUNTUR EPIGRAPHAE
IN INTERIORI TEMPLO PILIS DISPOSITAE LEGEBANTUR Clamaverunt od Dominum qui
suscUavU eis Salvatorem Jud. Clamor filiùrum Israel venti ad me, vidique
afflictionem eorumj qui ab Àegyptiis opprimuntur Veni, et miWm te, ut educai
populum meum. Ego ero tecum, (Exod.). Ab infamia mea mecum crevU miseraUo, et
de utero matris meae egressa est mecum. (Job.). 4. Dedit ei Deus sapientiam, et
prudentiam multam ntmis, et Mitudinem cordis, (Reg.). 6.Justitia indutus sum,
et vestivi me sicut vestimento, et dia- demate judicio meo. Oculus fui cocco,
etpes claudo. Job. Gubemavit ad Dominum cor ipsius, et in diebus peccato- rum
corroboravit pietatem. Eccli. Princeps fratrum, fundamentum gentis,
staòilimentumpo- puh Eccli. Ubi non est gubemator, populus corruet Prov.
Custodiva illum ab inimids, et certamen forte dedit UH ^t vinceret (Sap. x.
12). Descendit cum ilio in foveam
et in vinculis non dereliquit illum, et mendaces ostendit qui maculaverunt
illum, et de- dit UH claritatem aetemam. Sap. Loquebar de testimoniis tuis in
conspectu regum, et non confundebar, (Psal. ii8). i I. Populumjustum liberava a
nationibus, quae iUum depri- mebant. (Sap.). i2. Vos
fila confortamini, et viriliter agite inlege, quia in ea gloriosi eritis,
(Macc.). Majorem hac dilectione nemo
habet, ut animam suam ponat quis prò amicis suis. Joan. Mortuus est pater et
quasi non est mortuus: similem enim sibi reliquit post se. In vita stia vidit, et laetatus eit in ilio: in ohitu suo non est
contristatus » nee eonfu. ÀS est eoram inimicis. (Eccli.). Praecepit Josue
principibus populi dicens: Mementoteser- monis^ quem praecepit voÒis Moyses
famulus Domini, Et responderunt ad Josue. Omnia quaecumque praecepi- sii nohis
fademus» sicut ohedivimus in cunctis Moysi» ita ohediemus tibi. Josue Decessiti
non solum juvenibus, sed et universae genti memoriam mortis sttae ad exemplum
virtutis, et fortitu- dinis derelinquens. (II. Mac. vi. 3). 17. Cum placuerint Domino viae hominis^ inimicos
quo- que ejus convertet ad pacem Prov. Sapiens inpopulo haereditabit honorem et
nomen illius erit viveììs in aetemum Eccli. NIHIL
OBSTAT Josephus Maria Can. Graziosi Censor Theologus IMPRIMATUR F. Dom.
Buttaoni O. P. S. P. A. M. IMPRIMATUR Canali Patr. Constantinop. Gioacchino
Ventura dei baroni di Raulica, Gioacchino Ventura Da Raulica. Gioacchino
Ventura di Raulica. Raulica. Keywords: l’origine dell’idee – il fondamento
della certezza, la legge naturale dell’ordine sociale, la sicilia come stato
sovrano ed independente. Refs.: The H. P. Grice Papers, Bancroft MS – Luigi
Speranza, “Grice e Raulica” – The Swimming-Pool Library, Villa Speranza,
Liguria.
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Ravelli: la memoria, la ragione conversazionale, la
memoria, e l’implicatura conversazionale – la scuola di Milano -- filosofia
lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P.
Grice, The Swimming-Pool Library, Villa Speranza
(Milano). Filosofo italiano. Milano. Lombardia. HACTENVS ab EIVS PRIMO AVTORE, HVIVSCE
iecundo qmde m mcognitd, ita obfcureliudio tradita, vtiegerehedum ffi lN.lN
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admeperuene- rit arsmemoru arttficialisperltalum Mthi tradita^uitantum ei
tnbuk, vt quodmagnt mu- neris loco mthiofferret, hac ipfaarte mhilpotius aut
an- Uquius haberet( cmufrcifi* dem mihi alti cmoque Ittera^ 2 rum Epistola. rum
ftudtofifecerunt,quili- belli huius c&pia fibi fatta, ed maximee refitafore
iudica- runt.) conicfluraaffqutpo- tuifitentiani baric fitn publicum prodirei,
iuueniuti, iri cuius tnjlituiione iotius rei- publics. cardineverfaripru-
dentes (emper fenfirunt singulart munufeulu offerre fed vt aliqua
expartegratterganjos antmi ftgnumextaretycjua fi- ducia fretns vos idipjumfe*
rena fronte accepturosnuU Ihs debito: Deum rogans, vt vos omncs et ftngulos diu
4 3 (ojjn* £ Ep I S T* DeDIC«. fofbites^ tncolumescanfer- uet> quo @f
meafotiHSfy hu- tus Academufalus ac pra- Jperitas humerunec iniuria macremfapi-
entiaea philofophis appellatajquo nomineetiam Themiftocles,
muIciquealiiobinfigne memorias acumen commcndati leguntur. Ecfi
aucemnacuravnicuiqueiat virium ad hoc conceflerit, tamcnnonoh- ftat,
quominusartequadam nature^ iaftin&us augeri, et ad rnaiore perfectionem reduci
poffit, ad quam artemcum proximc viam fternere prejens libellus videatur,vifum
f uit eum publici iuris facere tuoque iudicio ac ccnfurae, candide lc&or,
fubiicere-, in quo fi nve operaepre- cium fcciiTe iudicaueris,er i t de quo
mihi gratulcr,ac ad eius generis alia aliorum commodo,fi res ita tuleritj
inlucem emittendamedc- uin&um agnofcam, Valc. Vicunqs artem aliquam cupit
addiicere,debcc adferre amorem et de- fiderium,finequibusin nullo ftudio
proficitur, Ncmo quoque debetoffendi exilitate fundamentorum huius artis.NamTheo-
logia, lurisprudentia, Medicina et septem artes liberales, aliarqj /cien- t;$
omncs,viginti fex literis confcruantur et ad pofteritate tranfmit- tuntur,
nihil aurem fimplicius illij yiginti fex figurarum aJphabetica-
rumnotisXonfiderandum quoq;, Japides in terra inueniri, arbores cx
ipfaexfnrpere, fed tamenexiisni- hilpoiTe effici, nifi arte accedente
certiffimumeft, cx quibufdaenim fitcalx, mftrumentis alijcoaptan- A 5 tur ro
tur ad ftcuauram, hx fedione pr«- parantur ad ftruendu focunx idem dc Musicae
fundamentis eft, m quibus trcs fignantur claues, fitfex no- %x > in his
fundamentum confiftit acus tam excelientis. Idemquoque 4e alus fentiendunh Si
igicut oipniufcicnciarum, et rerum etiam 'naruraimm parua cognofcarareffe
fundamenta, nemo mirari debet fauius actiseciam talia effcqua? funt quacuor,
locus,imago,ordo, loco- yumacimaginumpraxis, fiueipfum exercitium.
Eftautemiocusimagi- pum fedes, feu receptaculum, in quo imago vna vel plures
poffunt ollocari. Vtimur autem in hac arcedomibus in quibus oblecuanturcubicu
la &in nsparietes hocordine: lnstantes apponimus tecgumoftio& qui a
finiitra manu eft, eric primus, quemalij ordine fequuntur, men- fam feu
pauimentum ponimus pro ouiato paricce, et in vnoquoque pariete vna licera M
vtinfra, NB. prxcedendum figurarum ordoin- uertipoteft&debet,vbi quiseisv-
titur inconcionibus, & argumentationibus applicandis, vel aliis
themahabentibus. Quodquidem thema inmedio collocatur &tum procedendumeft
hoc ordine, De reliquis figuris idem efto : qua: figu- rx ita funt
diuerfificata: vt quis gradatim poflit proficere, et Mis vti pro variis
occurrentiis, Imago eft figura cuiufcunqu%rei. Imagines rerum fub afpe^um
cadentium valde faciles funf, earum vero, qu^ noa n Ars Memom^ non cadunc fub
afpeftiim, vidcntur quidem difficiiiores, induftriata- men humana modum
inuenit, quo omn umrerumimagines inprom- tuhabeantur. Qu >\xm mulcasfo- lcnt
dareregulas ad imagines inucniendas, fed nos generalcm vnicam tantum dabimus,
qua modis aliis nonindigentes,paratasfineftudio, &labprefempcrhabeamus:
vcfuo locodicctur» Hqc au tem diuiditur in propria, quae refcrt illam vnicam
tancum rem,cuius eft imago, vcfiponatur imagoChr.fti vt reprcjencet ipfum
metChnftum, sed fi vtar jmaginc Chrifti, vt legam vir vel homo, est impropria
&c. Dialecticus hoc ita cxprimic paucis: Quando imago indiuidui ponitur pro
ipfo indiui- duocftpropria, fi vero pro fpeciei vel generis repra?fentationc,
aut fu- pcrioris ponacur, crit impropria. Adducitur hxc diuifio vt declare-
turliccrc intcrdum vti imaginibus impropriis,quiaA ffit iutitadcxcitandam
memoria vt exemplis declarabitur, Altcrad.u (ioneimago tftpcrfeaa, vt
rcrumimpcifcaajcdua den- fevc 14 Aks lAtU6*tM* fevt omnesviciinundent, necfic-
cis pedibus tranfire liceat, iam per-fe et aeft: foloritur, imperfe&a, (ed
inaximafiguracolore rubrovel viridi, nunc perfe&a eft, atq-, ita nunquam
haerebimus, quin hoc!quod petimus confequamur Tertiaparseftordo, dcquople-
raquc di&a funt, fed duo tantum rcftant adiicienda, vidclicet decorum in eo
observandum Si quis enim velit Chriftum in cru- cependentemita repraefentare,
vt mater fupradcxtrampedibuscon- fiftat, San&us Ioannes lupra sinistram,
Maria vero Magdalena fu- pra caput, valde a decoro deflexerimus: fed oportet
fic facerevtvfus et decorum postulant* ltem, fit fupplicatio > non erit
episcopus qui crucem fequatur, fcd pueri fymphoniaci, iuniores facerdo- tcs,
deinde feniores, canohici, t£ridem fequitur Episcopus. Itemda Rege intrantc
ciuitatem cogican- dum. b Quarta eft praxis fiue exerci- tium, de quo poftquintam
pr*le- tfionem abfolutam, qu*dam ne- cdiaria dicemus : oclaua vero lc- jftione
Jatum mare praxi s nauiea- bimus, declarantesquomodo Gramatic*, Rhetoric*,
Dialcftic^re- Iiquifque artibusliberalibus appli- J«ur,Thcologi*,Iurisprudciiti
f Medicinx,quomodoaduocati,c6-. uiianj, pr*fides,Legariad prtncn pes, et
cuiufque fun&ionis homi- nes, eadem vti poffinr* Nunc vc- ro manum operi
admouentes in- cipiamus aliquid ad praxin reduce- re, a minimis paulatim ad
maiora progredientes. Regula vocabulorum intelle&o* rum harc eft, (nam non
intelle&a in quartam reiicimuslecl:ionem, tunc exprofeffo de iis aduri)
dequibus ii iam traftare vcllcmus, nihil pr*ter ieiunam tna&acionem au-
dire- Ars ditetis.idcoconf«lti U sv,dctut..$ ernims. Vobis monfttate modum
edendifpcciminis, quod nemof.nc Siniculoattispotcft,ct.amf.v. er.concinuisannis
ia utplunbu S memotiamcxetc Uiflct. Vocabulaita^intcUcaamcmo-, ia tctinentut,
imagimbus eotum inlocispof.tis, atctibutamfign.ah. quaaamnc. quscxvctcnautno-
Sofumctutteftamcnto: Ex hifto. Sfactisvclptofanis cxtabuhs «oetatum, velcx
v.cacommum.h Uton.h. lcxiftisd.cuttat.l.ccc fingcte ad vohincacem noftram.
tfullum auccm pocctit dic. vocabulum. cuinon ftatim poffimus et-
fineerca&ioncm. Platoquodam tempote docens dcldcis intstahosauditotcshabuit
Atiftotclcm adolefccntcm ad- ioc nori ca opinionc doftnns, quapoftcafuit et
DiogcncmCy- ^cumicumqucfubtilitctdcmcn- Scc U cyWc loq«ct«ur, S jf
heutermentemaflecutus cft, Ari- ftoteles clamfecumridebat: Dio- genes
exclamauit diccns : Men- iamquide &c cyathum vidco,men- fcitatem et
cyathitatem non videoS Refpondit Plato, nonmiror;ocu- los enim quibus menfam et
cya- thum vidt as habes; mcntem qua menfeitatem et cyathitatem vi- dias,
nonhabes; haxmolocoEra- fmus in apophthegmatibus:ex qui- bus
conftatPlatonernaliquarrico- gnitiottem artis habuifle, multo 1 tamcn clarius
id patet ex diaiogo in quo introducit Hyppiam tan- quam de magno bono
gloriantem, quod 50. vocabula fcmel audita, quolibet ordine repctere poflet.
Hocautcm nerao mortalium (au- da&erdico) fine fubfidio artis po- teft;
colligitur ergo aliqua fuiflc illum adiutum arte* Idipfum au- ditores noftri
aflequuhtur ex pri- ma le&ione, eodem, quo incepe- runt audire, die;
&fivna,duabus B ttih iS tribus, aut quatuor feptimanis, pcf lernihoram bis
quotidie quis velic ex hac fe exercere regula, ioo. 200. ^oo*aut plura repetere
poterit* Contiderandumpr$tereahiceft, artem tam cfle natura? congruentem,
vtnuUusfithominum,quin illa rudi modo, licet nihil vnquam . audierit, vtatur.
Si quis enim velic cogitare, vbi natus fum l in qua vrbe, vico, domo,
cubiculo:nonnefta- tim ad locum confugiec ? Si vero quo patre,macre, qui
fratres, foro- res,(erui, ancilla? ? nonne ad imagi- nes confngiet? &c.
fieri enimnon poteft, vt alicuius reirecordemur, ne minimae quidem, nifi auxilio
lo- ci aut imaginis. Quemadmodurft enim D t vs principia omniii scientiarum et
artium infudit homini- bus, quibusfivtivelimus, et inali- quo nos debito modo
excrcercex- cellemusjfic&inhacfitarte. Aliquandoaliquis indocTus,agric#la,
enthymenaa vel lyllogiimum con-£cit m ojiiii ficit, folonaturzdu&u,
fiillearti DialedicaEropcradcdinct noneex- celluiiTetihca^ideiudiciudec^te»
risartibus liberalibus et mechanicis Patet igitur hancartem memo na
conuehifrecuipfanatura,quarri perficit, ideoqj mirtime ncgligen- dam.Sed longms
a propofito denV ximus, ad fpecimen redcamus. Quamuis enim regula fit clareex-
pofita, tamen nifi exemplisdecla- i ctur,arbitror non fatis eam a vobis
poflecomprchendi. Exemplavero hic poncnda non putarcm, mfi ani rnusmihief
Tetartisamatores iuua- du Diximus fupra vtcndum efle cu -
biculisCinprinGipio)& applicanda vocabulaintelle&a, vt eo facilius, et
maiori affcftione, tyrones apprehendere artcmqueguftarepoffint. fcmngat igitur
fibi aliquis cubicu- lumcuiusparietes quinq; habeant Jocainpnmafigura (licet
etiam v- naquaq; aliarurh vti poffet,fcd hci- Iitatis gratia hac cohtenci
crirhus) B 2, quz funt quinque,| et in fingulo pa- rietetotapponendo
25«erunt,qui- buspoteruntapplicarii^. vocabu- la diuerfa non voce, fed mente,
vtlinteum, culter, calceus,hber, templum|pileus, sapientia, meretrix, panis,
tecl:um |campana,virgo, bos,futor,diligens| fluuius, cuftos,
caro,bombarda,ftabulum| cande- la,feneftra,fponda,auis, inimicus| En habetis
excmplum, iam exer- ceatis vosin hac prima lectione vt poftmodum ad alia
pergamus SEntentia fiue textus continuus memori^commendaturacrcti-
netur,principalium vocabulorum imaginibus in locispofitis, minus principalibus
ita eft accommodan- da memoria naturalis, vt adiuta imaginibus principalium,
etia minus principalia repetat.ad quod re- «ftius faciendum oportet quatuof
diligenter confiderare. u prxci- puam R s Memori^e, licfl I puam imaginem
tocius fencenciar, nec refert an ilJa reuera prsecipua iic,annon> modo
quiseamprotali iudicec. 2. diligencer aduertendum adprimam cuiufq; fenceci
di6cio- nem, nam fi redeun tes ad locum a- ciementis velprecipuaimaginem
videamus, vel primamcuiuiqjfententi diclionem, facile memoria naturaHs reliqua
fuggerit,perinde atqi in fcholis pueri, fi noexafte re- neac penfum
leftionis.quod tamen aliquotieslegerunt; fi cuiufqjvcr- fus primum
vocabulum,reliquis te- &is,liceret videre, facile ornnia recitarent, ita
quoquehicfierifoJec iCauendumeftne fynonvmu pro fynonymo fubfticuacur,nam hic
fa- cilis folece/Te lapfus: fi dico mulier, enfis.complccUon cibi dicendum,
roemina, gladius, repleci, &c. Curandum prascerea vc fingul* didio-
neseodemrepccancur ordme, quo vel leclra- vel didaca?fuerunc. Sedcurnos vrges
(aliquisinrer- B 3 rogabi OnciynonymUjp fynonymo fubfticuacur, vel ne ahquando
ordo nonnihil inuercacutf quorum alce- ruvel vcrunq; fi mihipermiccacur, ordo
cric melior et elegancior: illi enim qui primum fencencias pro- tulerunc no cam
de propriecace vocum &collocatione, qua de fcnfu expeditofueruntfoliciti.
Refpon- deoduabus decaufis idvrgeri, pri- ma, vt declaretur per artem id fieri
poffe:fecunda, magnam affert di- centi autoritatem, fi auditores do- mum
reuerfi (ententias iifdem o- mnino verbis eodemque ordincin citatis au&orum
bbris inuenianc: fi enimter, quatcr, autfaepiusidde- prchenderint,eolliget
orpnesfem- pcr fentencias ica ab illo in medium produci. Sed aliquis rogabic
forfan mo- dum, quo duq (uperiora conlequi quispoffic. Refpondeo,forcimen- tis
applicacione ad fingula vocabu- la, & adcollQcacione:&exercicatio- nci
2S ne, quibus folis illud aftequemur, ita vt nos ipfos admiremur* Pranereaab
orficio quodinora- tionehabet,(i enim videamnsima- ginem nominis fubftannui m
ac- cufatiuo vel ablatiuo politam, nec- efleeft alicundeclependerc* ficon-
iun£tio,iam fuofimgiturofficio: in- terie6): io facile obfcruatur. In adverbiis
opus eft maiorementis applicatione: &ha?comniafunr, qn^ deregulaomnium
difficillima dicerefole musiquadicctficenuclea- tafit; exiftimo tamen ptax;m
vobis videridifficilcm, nili exempiisva- riisilluftretur. Sit itaq; prima
fententia ha?c. Princeps fine 1iteris, quasi nau is cftfineremigc,
&volucnvfinepcn- nis:qua? fic eft applicanda: ponitur nauis in qua ftat
princeps, cum virocuiustunica talaris plenaeftau- reislitcris, in vefte
veroprincipis nulla eft, et fi c ex oppofito legarn primam partem : deinde
confide- B 4 randa 14 Ans Memorijs. jranda nauis.in iifq> locis in quibus;
remiges federe foient, nemo appa- ret.ac fertur tardo ac obliquocur- fu, quod
confidero non fine caufa fieri, cum alioqui re&o et celeriore procedere
deberet, &: fic legam fe - cundampartem: ex clauoin malo pendebit grus vel
anfer depluma- tus: ac indevltimam partemcolli- go,& fic fcntentiam» 61.
literis ocu- lis exterioribus cxhibitam fextan- tum imaginum adminiculo, acic
mentis iegam : atque hoc exemplo fufficiat, cu quilibet ad placitu fex- centa
fibi exemplainuenirepomr, Quemadmodum ambu4antium in fole vmbra corpus feqUitu
r, fic in hac regula imagines comi- tanturres ipfas. Deinde nonopus eft,vos
obligare adipfamet verba, qusE duo magnam afFerunt facilita- te:regula vero hxc
eft:res memorie. jommendantur, cum fummatim ipfq«f i$ jpforu negotoriuordoin
lociscoj- locatur, In hac tria nobis insinuantur [HOLDCROFT ON GRICEO ON
IMPLICATURE AND INSINUATION, to mean, to suggest, to imply] ; primum,
omniaquaxunq; vo- lumus applicarc,redigcndacfre in epitomen, non enim cam
longela- teque ficuci a concion -itoribus, vel declamacoribus ornandi; captan-
da?quebeneuolenti£gracia, propo* nuncur,nobis excipienda func; fed faciseric,
fiipfas cancumres necef- farias, feu nudas appliccmus ; ac cum poftea opus
eric, ex nobis ipfis ornabimusapplicando, Secundu. epicome llla eric cam
magna,vc vno loco comprehendi non potfic, nam fingamus biblia incpicomenreda-
6ta,camen erunc libri Genefis, Ex- odus, Leuicicus, Numeri, Deucero nomiom
&c.&infinguliseruncca- pica, fed vnumquodq; capuc, quod quinquaginca
auc centum lineas feu verfus concinebic, nunc cantumfex, o&o vcl decem
contine- bir; et tamen tam paucis verbis, o- mnia erunc comprehenfa, qua? toro
B s bibliorum corpore. tdemindiciurn deciteris* Neeeflarioitaq; diuifio
inpartesmaiores et minores fein- gerit,& qui ex praecedentib. ftudiis
affert promptitudine redigendi ali- quid in cpitomen et diierte diuide- di in
partes maiores 6c minores, ille valdeidoneus eftad hancregulam in praxim
reducendatrnqui vero id nondum funt adepti, vt icholaftici primae et fecundx
claffis &c. de- bentfeexercere vt promptitudine
VtriusqjConfequantur.Diicretaaut diuifio in eo confiftit, vt quae coniugenda
funt non feparencur: qu* ve- yofeparanda funcnoconiugancur. Tertium accipiende,
funt imagines minorumpartiu&: mlocis ponen- dar. Quartumadiungimus,videli-
cet repetici one,de qua fupra locuti fumus et poftea bis terve eiufdem faciemus
mencionem. Pofluntautcmin comprobatio- nem rcgute fumi exempla 4. ex ve»
terijtotidemcxaouo Tefta* exhiftehis Ars Memohi^ zj ftoriis,itemfacris&cx
fabulispoc- tarum,& ex vita communi ; dcindc proponercexempladuodecim,ni-
hil mter fc coha?rentia et ignota, vc oftendatur reg ula a?que cpm mod&:c*
da,de,di J Interponitur vocalis duab. con- {bab, bac, bad*j beb, bec,bed
>&c* cob, coc, cod 4. Vocalis poftponitur duab.con-
fonantibus,vtbra,bre&c.5. Dua- bus vei tribus confonantibus fub- iun« J|
iungitur vocalis, aut diphtongus. alysduabus\eltribus confonanti- bus
fequennbus; vtplcbs, ftirps, ftre.dts.deftprirlij.inlingua Germanica fupcriorc
et inferiore. Sed hu.ufmodimonftrofefuntfyllaba' et m rarovm. Exomn.bus itaque
lyllab.sre l icienda;funtinufitat a et remanebunt,ooo. a ut je oo. ttun ex
D.ft.onario quzrcnda nomina fubftant.ua, ab iis iyllabis incipicn- t.a, et tam
familiar.a reddenda.atq. nunc funt liter*alphabeti, accum
v/uspoftulabit(fiplacethicmodus) vtemur. proutdemonftratum eft. Quartus eft
vtimago pti mx U terx ponatur m loco ; et pro duabus aut tr.busreftantibus,attribuatura£rio
tah .nftrumento, quod in initio fui .llasexh.bcantivtfiexprimendum efict
vocabulum oma imago prima: tund.tvelfran gI t ; ca pi turprima
matula.coniungiti.rimagin.primc hterc et cfficit oma:Si vero ponatur Antonhis
quimolam vcrtit, capi- tut mo a mola&coiungitur imag.m prim* hteta:
Antonii,& fic habe- m us,amo,quodvetbumhcetfit.n- telleaum,
tamendeelarationiser- «jopofitumeft, hicmodus tantutrt fetuit diai,
unculis,duaruro> tt.utn autquatuo.t htetatum.Quintus ve- to roodus, meo
iudicio, aliis omhi- bus prxferendus, vtmagmshtenS infieni colore fcribantur in
loc.s vocabulanonintelleaa.&ment.s acie f edeuntcs pet fingulos locoS
videamusaclegamus, quod non tantumnonintellcais.ledomn.b, non figut atis:vt
funt voces quatuot pattiumindcclinabilium figut* Arithmetics acc potcft
appl.can,ac inteidumetiam intelleais.vtcum nominaptoptia. viforum. fem.na-
rum.cm.tatum &c. f et.nenda funt. Poffunt pre,teteahiomnes mod.ad libitnro
mUceti.vt vna pars per pn- mum. alia per fecundum.tett.a. aue quatta.velalia
pet qu.ntum, ptout CUlUS- m cuiufqueiudicio commodiffimum videbitur,efFerantur.
Huic ledtioni adiungi folet, dc perfonarum collocatione &nume-
risarithmeticis, quarfubferuientfc- quentibuslc&ionibus.Perfona: tri- bus
modisexprimuntur, i. per pro- prium, hoccft, quando perfona a hobis vifa
collocatur ex imagine nobis ex afpedu imprefla. ^fper imagine et hic Iatiflime
patet.Nam fic Patriarch ?,Propherar,Chriftus, Apoftoli, omne/q; fanfti
repra?fen- tantur, et omnesquinoftro(ecuIo viuunt,feiundianobis. Sicpluri- mos
fanftos, Pontifices, Imperato- res, Reges, illuftriores homines poflumus
cognofcere, infpe&is i- pforum imaginibus 3 &ex figno ipfis attributo.
Sic Petrusclauem,Pau- lusgladium, lohannescaiicemha- bet,&c. 3. modovtimur,
vtroque praxedenti dcftituti, videlicet per fimile : vtpote perfonam nunquam
vidi,imagoeiusnonextat, confu- C gien- wsam giendum igitur ad fimile,vt fi
vetim exprimere Clementem Papam, ponam hominem mihi notum, cui nomen eft
Clemens, quod ex facic nota eolligo, cum ipfum indu&um concipio veftibuspontificiis
atque itafaciesnomen,habitus dignitatemrepraefentat, ldem de caeteris eft
ludiciutmMalim ego hxc ctiam per quintum modu vocabulorum
nonintelte&orumcxprimere. Nu- menarithmeticipereundem quo-
quepoiTuntexpnmi: fedfi quisha- bere malit non ipfasmet figuras a-
rithmeticas,fed quod cas reprefen- tare poffit, ita eft accipiendum vt pro i.
candelam, vel vlnam pona- mus: pro z. anferem, cygnum fe- dentem: pro 3.
anguillam tortam vel (erpentem, aut triangularem: pro 4. figuram quadrangulare vel
pileum facerdotakm: pro . ma- num: pro^. ftellam: 7. normam
murarij,feulignarij: pro 8.calicem, horologium arenarium, perfpicil- lum: rffl
2 Aks Me Jum: pro^.cornuvenatoriumrpro io mctamiaculantium,annuJu mj vcl
fcrpentcm mordehte catidam, efteremus. Exhisdecem fimplici-
busomnescomponuntunperinde ac ih notis arithmeticis fieri viJe mus. QVando
nobis ipfis habendae- ntconcio.vei oratio : duo iici- musefle: Pnmo
pra-fupponimus, pnmamillam cfie fcripcam vcl im- preflam, aut faltcm
animoconcc- ptam. Secundo nos haberc locos paratosadillam collocandam, his
auobus przfuppofitis, prima crit tegula, vt ipfarii a principio ad fi- hem
tarde et attente legamus: v C rereconfideremus qnid fit materic intotaconcione
: lecundaerit, v C dtuidaturin partes maiores. Thc- rna,primamath6matcpartem,
fL cundam et (quod raro fit) tertiam. I hema m medio ptimi parietis; prima pars
in mcdio fecudi, fecutv» dainmedio tertij, terti* in medio tertij
cfollocabitur. Subdiuidentur maiores partes in minores, prout materia le
patitur fecari. Tertia imaginespartium minorum, quae femper adfunt, erunt
collocanda; in circumftantibus quatuor locis,
quifin6fufficiant,interpofitisqua- tuor aliis, fecundam locorum figu- ram habebimus,
eaque variabitur tribus modis. Tertia pars continet per diuifionem
vigintiquinquelocos in vno parietc, qui fufficiunt long flimx concioni
collocandae: I In medio collocabitur ipfum the- ma&quzcunq; de thematehabe-
' bimus in viginti circumftantibus locis ponemus: item iniecundofc tertio, ac
(fi fuerit) quarto pariete fiucetiam quinto, qusecunquede vnaquaque parte erunt
difponen- da,probeneplacito euiufqj.quem- admodum exemplo latius ad ocu-
lumdemonftrabitur. Et eftvaIdefacilisIabor,cumno- frshabendaeft: nam fi
nonfufficic femellegifle,biscervc, percempo- ns inccrualla legam, manc,meridie
et vefperi. fi collocacio imaginum non tam celericer procedir, diucius
immorabor,non opus eft feftinaco. Sed plus difficulcacis fubefle vide- tur, cum
alcerius concionem cupi- musexcipere, nefcimuscnimquid didurus fic, tum vnum
cancum efle fingimusvidelicec, nos habere lo- cosvaldebeneformacos, vtdeiis
cumnon debeamus efle folicici, fi poft inuocacam S.Spiricus graciam dicic
chema,fuo loco ponecur,fi fta- tim, antequam ad explicationem eiusprogrediatur,
diuidat induas vel tres partcs, ill* fuis quoq, locis difponentur,fi non
diuidit,fed the- ma profequitur, omnia compendiofeperimagines excipiemus.per
regulam rorum. Abfoluto thematc diuidit>prima pars fuo loco ponen- da,
&itemfecunda, rcditadexplicationem primae parcis ia viginti v jecis
excipientur,prout di&um eft> Excmpli gratia. Tempus eft nos
jamdefomnofurgere, Kom.Jj. fta- timcoliocabitur homo tenens de/ xtra manu
horologium arenarium, finiftra falcem . et alaria habet vel ad pedcs,
veladhumerps, iamha- bcs4imidiumthema, in vnaparte. cft leftica et altera ex
oppofito, ex quibus morc quotidiano profiliunt c}uo (efe vcftientes, in altera
parte duo homines qui ha£t,enus male vi- xerunt, emendantvitam, virtutes
excrccnt, et femper intemplore- t>us diuinis in terefle videntut » iarri
altera pars expreiTa. eft* Si dicat tri- plex in facris literis innuittir fqm-
pus,corporis,pcccati &mortis,hoc autem thema de fecundo genere iptelligitur
: pona in vna parte dor- mjentes, in alia peccantes, in alia Joculos.quibus
csidauera imponun- ^un&fic vlterius progrediar,donec primam pattem>
fecundarn, £ foi- fan tertiam eciam abfoluerim, in quibus cota eoncio vel
oracio ver- fatur. Scd qu#ret hic quifpiam, quomodo fieri poceft.vc canra celericace
excipiamus acqueillc Joqui- tur,etiamfi dedita opera velit verba
celerrimeproferre, Quacuor id adminiculis futuru eft* Primum,oportetconfiderare
hanc artem excipiendi per imagi- nesefle compendiofifiimam, itavc
quodconcionator/oo.ita vtmulto cclerius excipiam,quamille loquatur,
etiamficoneturmaximeverba mira celeritate profundere. Nam ii exemplum
memorabile, vel hifto- riam mihi cognitam incipit propo- nere,antequamioij.aut
^o.proru- lit di&iones, ego paucis imaginib* exprimo, et expedo quando ali-
qmd iubiunget, mihi non notum, aut illud etiam efFeram : quod ali- quoties in
vna concione, vel oratione, fieripoflet: cxempli gratia, Incipit dicere inter
alia, vt autem luculento monftrernus exemplo, hominibus ecclefiafticis magnum
deferendum honorem eciarn a viris lummis, Rcx quidafuo nosdocuic exemplo.qui
obuiamhabensduos monachos 5 ha?c tantum protulit, e- gopono Regemhonorantemmo-
nachos, fratremr«prehendentem, tubicinem antea?des fratrisexcur- rere ad regem
et cum illo loqui pal- lidovultw, membrisque trementi- bus, deindeabire,
abfolui, ille vix 20. cxpreflit di&iones et ego totum exemplumnotaui&c.
Sed quid faciendum, illo mihi C $ nota diccntc > inftituenda ne erit a-
liqua repetitio di6torum,id aliqui xnihi fuadere voluerunt, icd mahm attente et
patienter audirc, licct fat jnihicognita. Namfi inftitueretur repetitio, forte
atitequam illaeflet abfoluta.cocionator aliuddiccret, atque ita illam abrumpere
cogerer: quodconrufioniscaufaeffe poflet* Quartum eft ipla cxcrcitatio, vt
poftqua hxc itapercepta, incipia- rous concionem fimplicem . ac non nimis
copiofamapplicare, omiflis in principio citationibus, doncc confequuti fimus
concionem fatis fceliciter exprimere, fine citationi- bus:deinde ide tentabimus
et quin- que tantum eitaxiones excellentio- res locabimus, quo comparato 8.
retincbimus : quod fatis eft. Nam fi ex vnaquaque concione quinq; aut o&o
ietincrenturcitationes, anno abfoluto vnoduoUaut tribus pr«- cipua vtriusque
Teftamcnti mc- m item fi mi- nordonec inter argumentumpro- feratur ac tum ilJa
fuis quoquelocis difponetur ; vt modo di&um efi Quod fi fit indu£tio,tum
tres enun- tia tiones ponentur, et tertiae adde- tur fignum, quod fignificat,
et fi c de casterisj& in quarto ponetur co- clufio 48 Ars MemorijE* clufio:
namcumpomntpluraeiTe membraininduftionc, longumef- fet omnia collocare» vtdmnis
ho* mo cft mottalis, omnis bcftia eft " mortalis&c.ergo omncanimaleft
mortale, Ex his facilc colligituri quomodoSorite», Dilcmroa,vcl a r li$
argumcntandi formae fint dif po- nendje. . Reftat, vt rormam nunc aliquam
praxis, iuxta promiftum, oftenda^ mus,nihil n. obftat quin iam nos in haftenus
diftis cxerccrc incipia- inusin fequenti le&ione. Romifunus leftione prima,
la- ~ tius fextadehis traftaturos, fic jgiturnuncaccipite: quinquc for- mis
fupra didis fextam addipolle, vt duftis /i. lineis reftis totidemque
transuerfis in vnopariete fmtccn- tum loca et in toto cubicuio 500. hocmodo qux
p 49 I 1 3 4 5 6 7 8 \r 10 T T A 1 T 1 t ii J 5 16 '7 18 19 20 1 I zz 2 5
26"*7 28 19 30 1 T 3 2 u E 35 3 plus illc quidem proficiet, fed rriaior
rcquiritur ctiamlabor&diligentia,& deiftis diftindiuis haftenus nihil
dixeramus. qux (uam fecum fueruntvti- litatem. Nam aliudagentes,vtilia memoriff
retinenda commenda-tera- rum humaniorum,aiterum Theo- logiz.tertium lurifprudenti^
qua*- tumMedicin$,quintumI^iuil hp- me fextum hiftoriarura facrarum, ftptimum
hiftoriarum piraphanarum,oaauurn EKcni^a, fiempra- bihurn Ars Memori^, h bilium
facrorum, nonum propha- norum, dccimum comicorum, vn- decimum controuerfiarum,
duo- dccimumcafuum coQfcicpqx &cc. acper fubdiuifionem per domos, cubicula,
parietes de qxia odaua leclioneinfpecielatius. JT\E collocationclibrorum et
citatione au&orum dediclatio- ne& celeri fcnptione nunc agendum eft
nobis. Quod ad primum attinet,cumcoliocandinobis func libri,
neccflceftimagineseoruha- bereparatas, vt autem rediushoc
fucccdat,qu^dam(untobferuada, /♦ kribendiomnes libri quos iudi-
camusnobisexprimendos, 2.quer primus Regum, Saul primus rcx ifraelitaru tenet
manulibrum. fecundum Dauid tcnet, tertium manu tenet Salomon y quartum lc- hu,
LibcrprimusEfdrx,tenethic librum, in cuius rrontenotaprimt numeriarithmetici.
Secundus,ide tenetlibrum cum nota numen, idcm iudicium dc 3, et * Tofeias cun^
cufti angclo, luditha cum Holofc&- no, Heftera cum Afluero, Ionas in ore
Balena?, Ezechias cum ferra,lc- remiasinlacu, Danielinfpelunca leonu, &c t
Matthscus cum angelo» Lucas cum boue, Marcus cum Ico- nciohannescumaquila
exprimi- tur, et fi idem diuerios fcripfit li- bros.diftinguendiiunt aliquomo-
dp. Marcus fcripfit Euangelium, poniturcum Chrifto:ScripfitA6ra Apoftolorum,
pro quibuscum A- poftolis collocabttur. loannes fcri- pfit Euangclium, proquo
expri- mendo, poneturin iuggeftovncie denuntiari folet: Idem icnpfit Epi-
ftolas, hoccxprimcturfimcnf^affi- dcns fcribat: Apocalypiim,pro qua cxprimenda
ftabit oculis in ccelum defixis, tanquam res nouas&admi- rabiles videns.
idem, vel ilmile iul- dicium eft de reliquis* Iuftinianus* pro primolibro
inftitutionum, ftabit luftinianus te- nensparuulibellum manu, in quo D $ «dc crit
nota arithmetica primum ex- primensnumerum,profecundo protertio i. proquarto 4.
ldemfi roagnum teneat librum, in quo ut figuraprimum, fccundum, &e.ad 50.
v(queexprimens,legam libro Digeft. Si Cod. addita n- gura.legam
luftinianusCodicislib. j^.i.&c. Sic Nouel. et Virgilius libroi£neidis,ur^
&c. ftabitVir- giU cum^neatenenslibrum, in- fcripto numero arithmetico,
Vir- gil.lib. Buc«licorum, ftabit Virg.te- nensmanulibrum,incuiusfuperfi-
«icmultapecora.Virg.libro Georgicorumin fuperficic erunt imagi- nes multorum
laborantium ter- ram,&c. Ouidiuslibrotriftium,Ouidius librum habet m manu
vultu admo- dum trifti: De ponto,cum iibro fta- bit in ponte, metamorphofis, in
fu- perficie libri. Daphne mutabitur in laurum Adeon in ceruuro, et fic de
cacteris. Nemovnquam fuit auditorum,quihicaliquaminuenit
difficultatem,qu#maiorvideturinci- tationc, quam vulgo quotationem voce
barbaraappellant,qu£varia- tur pro diuerntate profeflionurru Theologus
dicit:Qua:ft.Rcip.arti- Culo,membro,parte,&c\ iuriscon- fuitus, inft. Dig.Cod.
NoueL tit. leges paragrapho,&c. Medicus,Fen. trad.cap.aphor. fe£t &c.
Philofo- phus, Tex.comment.reducituraM- tem omnis citatio ad tria capita, vi-
delicetadIibrum,adnomelibri, et adiun&alibri, &nominilibri\Deli- bris
exprimendis modo didum eft, cni illud adiungi pofle videtur, ipfos pofle
cxprimi per imaginesli- brorum, quos poflidemusjquofquc inbibliothecahabcmus,
ex adfpe- ftu vnum ab aliis /ecernentes: vtfi velimexprimere, luftus Lipfius
li- bro?. polit.ponamimaginem Iufti Lipfij,^ dabo illj in manum meum
librum,queinteraliosnoui, inqijo f olitica eius funt: Vult aliquis «ita- rchoc
modo: AuguftJib. i.de ciuie, Dei, cap. $+ ponitur Auguft. tenet manu
librum,digiti duo cre&i indi • cant fecundo . retro cum in parietc
eftciuitas, incuiusfupremitateeft turris> eftftatua Dei,alteramma-
liumiuxtacaputhabet extenfis di- gitis, qu* reprefentat quinto,fi ma- ior
fucrit quinario>vt libri,vel capi- tis numerus non poffit digitis quin-
qucoftcndi, tum oportet vel ipfis notis arithmeticis maioribus, in fu- perficie
libri pofitis,vel figuris ipfas repcaefcntantibus indicare : altcra manu
tcnentes inftrumenta iuxta caput, fimplicia vel compofita, te- prxfcntantia
quem volumus nu- merum* Si autem idem audor Ix- pius citetur, vcl diucrforum
libri et capita, vt a lurisconlultis fit, qui (c- mifaciem vel totam continuis
di- ucrforum au&orum citationibus rcplcnt.tumvaldedifficiliscavidc- tur
tra&atio : ncq; vllus dc artc mc- morix fcribens, mihi hacinparte
fatisfacit. Et licet multos modos tradidc tintalijdehacartcagcntcs. tamca cgo
poft longam reidifcuffioncm, exiftimo illas citationes maiufculis
literis,aut%nisiuxtalocum cuiad- hibcnturfcribendas, acfortimen-
tisapphcatione, frequcntiq; repe- titione, oculis extcrioribus ficimprimendas,
vt dcinde a cfaarta ad fuum locum translata-, acicmcntis videanturacrepetatur.
Quodmi- hivaldeprobatur,acad praxim re- duci non ita difficultcr vidctur, Quod
fi id non placet via commu- Jii memoria: mandcntur, frcqucnti Jcaioncforti
mcntis applicationc, &rcpetitionc. Nihil enim eft tam difhcilc, quin
paulatim obtineri poffit. Nuncaddidrationcm admirabilem, omniumque nefcienrium
captumcxccdcntcm, tranfeamus. Qua-cunq; altcri cupimusdi£rare, UU pnrnum ipfi
exafte memoria fenercdebcmus, noncomunimo- do,fcdger rcgulas artjs, atqueitaa-
pad,] pud nos conftituamus > vt primd fcribe^rimum, fecudofecundum,
tertiotertium,quarto quartumpa- tietem.quinto menfam aflignemus
velpauimentum.ac deinde ex fuis cuique locis acie mentis legentes
di&emusvocabula, fententiasaut resfme epiftolas, quemadmodum exemplis
racilime demonftrare li- ccbit. tn vocabulis tam certo pede firmiterque
proceditur, vtfiquisi principio, medio, fine, re&o vel re- trogr ado iubeat
ordine procedere, finehsfitationc&errorefuccedat. Intententiis et textu
continuo eft maiordifficultas, fedquaedemort- ftratione vnius hor* ita
fuperetur vt ante illam pret eritam duodeeint repetantur verbotenus eodcm or-
dine. In epiftolis et textu continuoi codemnoshoc modo dirigere de- bemus :
diuidenda erit epiftola vel profa in partes maiores vnius lineqj
fefqui,duarumveltrium: Deinde fingula; partes iuxta regulam
ien*tentiarumdirigend*, provnaqua- qucepiftola opu$ cftcubiculo-dif- pofitis
igiturofto, dcccm. viginti, trigmta, quinquaginta, centum, (nam co artificium
pcttingit) ex luiscuiq; locis et cubiculit diftabi- mus. Si vnaepiftola
quindecim, aliaoftodecim, aliavigintihabeac patticuias.icdeuntespretcribimus
Ulosfcribas, quiabfolucrunttin o- &o, dccem, vel duodccimnonita dimcilecft,
fed quinquaginta, o. auaginta, vel centum diftafcma- gnamtequifitptxparatione.-vidc-
Jicet quatuor, quinq;, ve I fex men- Iium. ln qua.quod nos maxime mo-
leltat.eft- meminifle quidcuiqj vl- timodixctimus.- ptocuiusleuami-
nemultafuerunta nobis excogita- ta,& ab aliis fuggefta, quariam reii-
cimus, vtpotc melioribus inuentis: icihcet, opot tet vbi tettia forma et
invnoquoquenec plus nec mmus co locare, quam in fingulis vicibus
volumusdi&arc. nunquamautcm dubi- fed etiarri /ooV epiftolarummateriam
femel audi- tam ficartiapplicaturum, vtreuer- fus in Mu^um cas in ordinem ac
debitam redigat formam, ex quo patctomniaafcretineripoflc,qu« coram
irriperatore aut rege dicc- rentur: qUorumaliquaparsrionra- ro effluit,ndn fine
iricommodo Im- peratoris, Regis,aut Reipub, qu* confideratamoucrcpoflunt, vta-
liis omriibus prarferatun Vcl eft,qui 6,6 Ars^Memori*' 1 ftudiis diligcnfcct
incumbit, peta > cultates, ofFcrc libellum fuppltcem principi Ecclefiaftico
vel ciuib.dc • «detiumacmcntemindicat, pctit tecipi in mifnetum atamnorum. ne
tepuliam patiatur.offett fpccimen, admittitut.admiratione et fpe con- reptade
oblcquio et fetuit.o Rei- pob Chriftianxabillo pra:ftando, Tccipitutintet
alumnos.continuat iudium, cutfum abfolu.t, acam cenatimaddiuctfaoffieia
foticita- tur, faftus-neti 6bi tantum, ied ia- ihiIisbacutas,&ofnamet.tum.
A- Tius iniecit mentionem, fe ^o. aot t? diftatut um: al-j fupra fidem efte
iudicant, ceftantdepofitop.gnote, illeexanim. fententiafegefta,p.- gnus ioo.aut
eotum aufett. Poftte- mo cupit quis admitationi eflc a- ; Uis,ac ^«ramnltonwn
**«JJ2, 6j coetu i idoneo proponit animi gra na.fiftciat. Devs bonequantatnc
adrmratio, qualis deeb opinib, q U3 } tama! Sedh* cn imisoperofa, et * communi
praxi remota.cupitis fcP re modum in vfu quotidianopofi- tum, vcfcilicec,
accepto Jiterarunl ™«culo, leftifq. ordine cpiftolis, ftatimd.6temus,. y . fic.
lntelhgenti pauca. Facile efl: autern eum numeruro excogitare velab aliis
accipcre : vocabula fcri- bentur ordine, deinde fcindentu.r forficulafipgula,,
mifcebunturagi- tationeinpileo ycloUa, nc quxab qadem litera incipiunt
coniungatv tur.deinde prout vnumquodque in inmanum veneritafcribeturfigno, Quod
hoc modo fcripcum eft,a ne- minemortalium, imo nc qui. eab ommbus fimul huic
rci operam n&- uantibus, naturaliterpoteftdctegi, etiamfi totam vitam
infumerenc. Si
veroquis velit conuenirc in inter- pretationefignoru cum aliis, tum vnus
altcrius legeret fcripturam, fi vero hodie cum nouiiullis conue- nero, cras
velim alio ordinecom- ponerefigna, iteru erunt tam igna- ri le&ura?,atque
alij, variatio poteft multisfierimodis* Hos tres modos licet mifcere,vt
vnumvelduoperprimum, deinde per (ccundum vel cercium,cum rur- (us per quemlibct
trium ad Jubi- tumcuiufque. £ft autem obferuandum in fcri- ptioneceleri,
nonomniavocabu- la effe ponenda, fed tantum necef- faria, ad rem nobis
fuggerendam; ornatus gratia m publico loquen- tes, et capcanda? bencuolentia»,
E 4 pluribus quam opus eft, vtuntur, QVomodo fcptcm artibus libe-
ralibus,grauionb. dilciplinis, Theologiae, lurifprudentiae, Medtcinae
applicctur;quomodoProcu- ratores, Aduocati, C6filiani,Prxfi- des, Lcgatiad
Principcs,& alii ea rn fuoquiiqueofficio vtipoflit, nunc eft dcclarandutru
granmaticae, rhetoricae, et dialecticae omnium difficilime accommodaripoteft.A-
rithmctica CiMuficaj. Geomecria:,^ Aftronomi^, facilius, quod h$ ido- neas
habeantimagincs,quasinillis inucnire difficilimumeft. Capicn- daeftitaque
Grammatica dilcrece compofna, in quonihilrcrum ne- ceflariarft defic,6c cui
nihil etiam fit fuperflui, bono ordine et prarcepti- pnum vcritate infignis,
diuidedo in quatuor partes, Rudimenta, Syn- taxim,profodiam,& annotationcs,
Rudimenta ponentur inprimo la- tcrc: 7j tereprima? domus caftri iiteraruru
humaniorum,fyntaxis in fecundo. Profodia in tertjo, Annotationes in
quartolaterc. Inprimocubiculoa- liaque nonnulla, litera? earumquc diuifio,
quidexipfisfiat,&o6to o- rationis partes vfque ad Nomen.In o&o
fequcntibus cubicuhs omnia que. denomine habentur, In deci- mo cubiculo
Pronomen,in oclo (e- qucntibus omniade verbp, Jn dcci- mononocubiculo
departicipiojn vigefimode Aduerbiojn vigefimo primodeconiunaione, Invigefimo
fecundode Pra-pofitione et Inter- iedione: Vacant tria cubicula. Ia fecundi
lateris primo cubiculo De- finitio, piuifio,Propo(itum leufi- nis,& in quar
to pariete quinque re- guI* concordantice,in fequentib. duobus cubiculis,
Regimen Nomi- natiui, inalijs duobusgenitiui, Sic Ablatiui, Accufatiui&
Datiui.ltem lnfinitiui.Participii, Aduerbii, Cd- lundionis, Prspofitionis,
lnterie- E 5 clio aionis.lnaliisdaobosde6guris.Ia rcrrioUtetcProfodia.qu^valde
paacscubUuHscomprehendtpo- feft:fednonrefertfivacental.quot ln quarto latere A
nnotationes ; fc.ta nwcflariss. Eodcmmodo Rheto rica, Dialcaica& ceter* in
quatuor cqualcs dmidantut partes, et appl*- l^turvtdiaumcft.ingcnercqu.. dem .
fed in fpecie mahtis fcire. Quinqimodis cxprimiomn.a pol- &,quorum aliqucm
ehgemus no- ftr 0 ca P tui,&ingenioconuen.en- pore- Pnmus cft omniumdimcm-
mus.vt videlicct per imagmes qua- lcfcunq ; figarc«ar. Sccundusrni- hi pr*
cstetis placet; qui magn.s h- teris repraifentat inf.gn.colore: K fic in
vnoquoquc loco, dehn.t.o- nem,diuifionem,autaliudpono, q> lineam vnam, duas
vel tres conu- net, et hoclocum habet inomm- puS non habcntibus in promptu i- •
maeines.Tertiustransfe«fexo£to. vel deccm lineas impreffas a l.bro hfl et
difponi t m fuo loco parietis, et fie multain vno cubieulo collocantur, Quartus
librum fcindit in partes 6f eas materiali ter affigit,ita v t in cen- tumlocis
totam videat Grammati- cam,in totidem Rhetoricam,Dia- Jeaicam,^Biblia,Diuu
Thomam, Inftitutipnes Juris, Dig. Cod. No- uel, inft. Med.Hippo, Galenum,&
alios,Hiftorias, et quicquid pme- rea voluent,etiamfi omnes fcien- nas
cupiatvnoconcludere cubiciv lo, cum placet oculis leget cor- poralibus.
Quintuscftvtdnndatur Grammatica a velqualibet ahafci- entia in partes minores
et in vnor- quoqjloco,fineimaginibusautlittranfponendo poteri- mus cor
rigere,& arti perfe&ius ap- plicare. N mautemfufficit habere
Bibliacxpreffapcr iroagines, fed o- portet habere intcrpretationetex-
tus,vtcmur ergo cubiculis triplica- tis, et in primo loco ponetur: In principio
creauit De v s ccelum et terram,in oppofito explicatio,qux quoniam folct
effeiongior,interiorem habebo locum, ita vt textu duo loci icfpoadeant t
Thcologus cupit Ars MbmorijE. preterea rctinere eonciones.qua* applicatasin
caftro Theologia! di- fponet fecundum regulas, dcrcti* nenda concione
oftenfas,accedcn- tc repctitioncomnes in fpecie reti- ncbit&cum
illicxtcmporedcrea- liqualoqucndum.tantum dequali- bctrepropofita affcretfc
materi*, vt futurum fitdifficilius exitum, quam introitum inuenire. Dcinde
quatuor Dodorcs Ec- cleba: vei alios quofcunquc contro- ucrfiam quamlibctcum
vcra inter- pretationc ac fi bonuseft Philoio- phus, quod rcquiritur in illo
qui controuerfias vult attingere. ado- mnesobieaiones ab aduerfariisal- latas.racile
refpondebit.deteget vi- tium argumcntationis . videbitue etiamquomodo cafibus
Confcien- ttxhscarsappiicetur.atqucex his Tneologuro, vcl Theologi* ftudio-
lum.coiligerepoiTeexiftimo, auo- modo cuicunqueparti Theologiaf applicari
poffit, qj, od ad ftud %^ iuin fum Iurifprudentiae, confuluerim quafi per
przludium omncs titulos per artem difponere.regulas iuris& paragraphos, vt
refto, et retrogra- du,& intercalari ordine promte re- petat : deinde in
eodem lutilpru- denti^ caftro,in vna domo ad quatn peruentumerit, quatuor
libriinfti- tutionurn, in vno latcre primuflUri altero fecundum, in tertio
tertium, in quarto quartum.ln fequenti qua- tuor libri digeftorum: totidem irl
fequenti,donec orhnes coliocati. Deinde ad CodiC. tranfitur,ac mo-
dodi&oix* libri difponuntur : po^ ftremo ad Nouel. vcniendum,et
cometationesinC.orpusiurisMynfin- geri, Gailii, Wefembccii, Cuiatii, et aliorum
fed quomodo id fiat iri fpecie debetis intelligere, dilobufc jmodisid
fiet,primo,vtprimustitu- lus ponatur in medio primi parietis primi cubiculi,
&: in lociscirctfrri- ftantibus,quicquid de eo notatu di- gnumcft,de
eotitulo. Infecundo prima Ars Memoria, primalexprimitituli Sc in circum-
ftantibus ofto vel viginti locis. Iri medio tertij primus paragraphus, inmedio
quarti fecundus paragra^ phus: in fequenti cubiculo quatuor paragraphi
fequentes et fi c de ca% teris.donec omnes paragraphi f uc . rint colJocati,
tum /ecunda lex et paragraphi, deindetertia et para- graphi.donec omnes tituli,
Icges et paragraphifintdifpofiti, cum iis in circumftantibuslocis, quznotatu
maxime digna vibebuntur ; Alter moduseft, vttotfumantur domus quotfunttituIi,
&invnaquaqueti' tuluscum legibus, et paragraphis, itavt non opus
fitvnaquaq; domo egrcdi,nifiomnibus Iegibus, &pa- ragraphisinueniatur,
quicquid de eis (citu dignum eft et necefle, Sed lurifconfultus fit Aduoca-
tus, Confiliariusvelpra?fes. Aduo- catus quod fibi dicendum difpo- net,
fcehterproferet,quicquidviH» voce ab aduerfa parte dicitur, exci- picntur,
pientur,&quicquidad vnuquem- quearticulu pofteaafeeritrefpon- dcndum-
Habebitcubiculaoppoii- ta } in primo ponet ca quann caula egerit ; in oppofito
collocabitur quicquidab aduerfarijscotrafuurrt clientem aftumeft-. atque ita
per- multaactcmentistranfiens.videbic quid a fe in caufa f uerit aftum, et m
oppofico quid abaduerfarijs : occurrentibus itaque in via publica clientibus,
et de caufis f uis confulo ordine interrogantibus, confidera- bit in quoto harc
vcl illa cubiculo et acic roentis percurreris, vnicuique rcfpondebit,quafi
omniainmani- bushaberctdefcripta. Simodobc- nc fuum fecerit officium, et
repcti- tiononfuitnegleda, Siveroconfiliarius,caufas de quib. ad corifilium
referendu.difponet,accertius fuo fungetur officiojnfuffragijsitapro
ccdet,vthabeat locos paratos, fin- gulaabalijsproiatadiiponet, per regulam
verum ex quibus fuum faciec ruffragium.deindealioruttipoft fe etiarn locabit,
et oihnibiis latis, fi quidfuo adiungendum putabit,vc perfedtius fit proferct.
Si auterrt X nefes fuetit,tot a m caufam vtrinq; agitatam. fubitoexcipiet.difponet
deindefufrragia fingulorum exqtif. busperFeaiore.npronuhtiabitleri- tcnol, qua:
quidem iam fiunt hatii- rahs memoria: bohirate, et I 0 ncere a rbicror,quo.
"«ommodetftu- dns, et funa 1 oni. Trahfeamus ad Medicmam, ftudiofus
Medicin* per prsludium difpohat ih caflro omn,afuafimpIic, a& a ph„ ri f m
^ H.pprocatis, Deindeinfritufone- IenfK,P ° fteaCOni P endlfi G4. lenr, H.pp OC
tatis& aliorO : Causas dt? '"'"^ morbi *'* «ed. 1 s,Prefcn pt i
0nct p tovnotlll . i .que morbo, quas deinde pro intcn- f:one,vel rcmiffione,
qualitate per- fonx,£tatis, (exus,temporis,& loci, angere, vcl minuere
potcrit, vt illa omnia femper habeat,mediante re-
petitioneinpromptu.Confiftitautem Mcdicinainduob. potiffimum i 4 Inconferuanda
valetudine 2. ln moibis depellendis, Conferuantur fobrietate,non folu in vi£tu
et potu, ied in omni pr^terea a£tione,&mo- derata corporis exercitatione,
faU tus, dcambulationis &c. Omniu difficilimumvidetur rede poflc co-
gnofccremorbum, quod fit infpe- «ftione oculorum, linguej, vrin* cx
pulfu,&:maxime ex relponlione pa- tientis,quemtamdiurogabit, do- nec
aliquid eliciat,ex quo tanquam vates colligens omnia.dicet causas, dolores,
tempora, intesioncs, intervalla et si morbus aliquis est simplex, facile
adhibentur remedia, et nunquam fere ex simplici morbo homo moritur, sed si
plures intricatifint, m Dflinii- i i 0' Ars Memom^ ti fint,tumdifficilior
eftcura, &hi tales folent nos e medio tolIere, quibus curandis nobiliore
opus efle puto medicina: Chemica fcilicet (quamquidam Paracelfifticamvocat)
qua?extraaisoIeis &aquispra?. ftantiflimis, aliifcjue fingulari modo
prarparatis, effeftus eduntadmi- rabilcs: ac vbi communis abftinet Medicus, de
falute argri defperans (pace veftra qua?fo hoc didum fit
Galenici&Hippocratici) illi pra % itantiorib. medicinisa-grofaluterh
quaficertam,Deofauente,promit- tent, acreftituent, nuliaftipulata
mercede,nififanitatereftituta No qUodhis verbisaliquid derogatum
velimGalenicsarti, fedquod par- tem vtramq; coniungendam, narri Chemica,
direfta ratiohibus dc ex- crcitiis quar paflim fieri iri fcholis iolent,
aliquid fingulare, neclaudo illos.quifine ftudio et exercitatio- ne, folo vfu,
riobiliorem partem il- lotisquafi pedib. voiunt accedereV F * f ct j fed
hicverum quod de Poefi ait Horatius : Altenus fic altera pofcic opem res : et
coniurat amicc. Lcgatosad Principes velimcfle in Khetonca et Dialeaica
versatos, ac pnterea multarum rerum ha- bere expenentiam: quibus nifior- natus
ruerit, non fatis idoneum pu- to tanto muneri. Habebit cubicula triphcata, in
primo loco primum difponet per regula rerum, articu* lum&quodtuilli
occurrit refpon- dendum, in loco oppofito, ita in cx tens progredietur, vlquc
ad io* 30,40.50. abloluta nomine Regis vclPnncipis narratione conuertet fe ad
primum locum, et ex duabus autpauciflimisimaginibuslegetac repetet articulum:ex
oppofito rc- fponfum,nuilo prauermiflo,q> qur de quotidie ficri videmus a
multis indece.viginti, viginti quinq; aut ttitfinta.exercitatione&longovfu,
fcd arns adminiculo, et certius id ipium, et in plurib. fiet.Procuratorcs quemadmodum
fe dirigere de- beancexiis,quaede Aduocaus dicla
iunt,pocerunc3nimaduercerc,ideo ne longiores fimus, vel fepius ea- dcmdicamus,
inde petenda relin- qiiio. Mercatorum a&iones omnes funt
figurata?,&imagines habent in prompcuideoq ; ficuciiibrisfingula infcribere
folenc, ica facianc in iocis pcrimagines, velper liceras maio- res inflgni
colore, &: breui exercuio confequencur promptitudinemle- gendiaciemencis,
Nuncii &ahi, ex fupradi&is ec- iam fua? poterunc fticcurrere me morie^ quamuis
mihi ars nobilior videatur.quamvcalijsquf.mftudjjs exculcis demonllrecur: non
enim exquouislignofic Merainus.ideo- quecwmiudicioarces funuhisaa denda% Ex ijs
qua fexca,fepcima, et oftaua, ledionibusdi&a funcanimad- uerti poteft bibl
Eftantvc z8. rcguias in me- xv dium adducamus, quibus ob- /eruatis, maiore cum
gracia. memo- iix ars exercecur, qu* tam faciles func,
vcle&asexfuperioribusincel- ligantur.-ideoque aliquas tantum
exemplisilluftrabimus, vceaocca- fione dicamus de arte memoriar,
nequclocisnequeimagloibuscon. fhnce, i J ropnmarcguiaigiturharc erunc
obferuanda, quod oporteat lmaginibtis dare adiones ipfarum aftioni conqeniences
: non enirn re&eaftiofabri lignanjconciona- tori,
auccontraattnbuatui:Secun- da. QuandoaliquisconcionemjO-
rationem,autcaufa:acl:ionem,artis regulis applicuit, in dicendo caucrede
betagcftibusindccorisab arte pronunciandi,vtiiimmobihs,dcfi- F 4 xis in
parietem vel in cecram o c ul is ftarct, feu relpicere t \n huqc vpl il-
lumlocum,&c. Nam ex prascipuis eft poflfe celare artem, dcxtcritatc U libertategeftuu
observata Tcr • tia,fi forteoccutrat io.vel iu vocabula, quae quis videtur
retenturus iine applicatione>turonon opus cft fubire labore imaginum
collocandarum x fed fufficit notare praeci puum, quod nobis alia reducat in,
rocmoria. Ex his dubito an ex rn.en- te illius, qui di£ram icgulam poftc-. ris
rchquit^ alius quis ehcuerit arr J temilbm,quxneclocis,neq; imaginibus vtitur.
quxque prima fron- tcparuividetur momonti fi tamen, debito
modoappliceturincredibi- lesproducitef Fedus^eaficfehabct, Excogitantur
vocabula qusedam artis, inquihus vnaquaeqihcerare- Lij prajfentatprimam
fencecia; di&ionem, feu primariam cxemplimc? morabilis vel hiftoria? : qua
habita, tacilc excicatur mcinoria ad tepc- cn- U e, t tendum quod iam a.ntea
imp re {. lumhabcbat.-c.g.Putonim:P.l>ri n - ceps, V.vtin
marc-.T.tyrannorum, 0. obedientia, N.nulla. S. fctuire, 1. m t ebus, N.
nobilis; initia lunt o- fto ientcnttarum. Sic fequens:aua- magalerap: refcrt
duodec.m excm- plorumvocabulaprimaria, quibus lolet rcgula rcrum illuftrari.
Sed vi- detui mciior cir e modus,fi vocabu la lmt ex fyllabis compofita:
vt.ant- uefpal,Antiochus,Vefp a fianus,AI- exandet: plus cnim memoriajfuc-
current. Non poteft ca cxcrccri ex tcmporc, fedoporrctpefotiuharc vocabula
excogitare, dcmde ex mu it istacereah>ot catmina. vel nexamctra, vel
elegiaca, vel faphi, ca.&adminiculovnius elegiaci ic aut plunum
lencentiarum, ex emplorum memorabiiium, velhi- ftor.arummeminiflcpoftumusrfcd
aiiashic fubiungamusrcgulas. Oportct imaginibus tribucre rootum, fi vcro rcs
fuerit immobilis, ponenda cft perfona, qux de* cenci a&ione n? oueac .
Nonconuen;cimaginesefleo- ciofas, alioqui non fatis excitarec mcmoriam.E,G.
ficquusponacur, dcbec pcde terra puliare: fi lupus o- ues deuorare,& he.
dux reguls facis pacenc ex regula vocabulorum in- tellefcorum, vbi diftum eft,
atcri- buendascxcellcnccs a&ioncs, Sireseftanimaca,fedparua,vc acarus,
culex auc fimilis, cribuenda; erunc lmagines maiores,feruaca ca
menipfamecfigura: vcficulexma- gicudine columbx ponacur, acarus oui,&c t 7.
lmagines habeant proporcio- nemadlocum, &nonexcedanc.vt a pi&oribus
fieri confueuic, qui ia exiguacabellaexercitum.velregio- nem magna ad oculum
monftrant. 8. Requiricur prauerea vc perfo- • nxinlocis coliocaca: fincgrandes,
viuse, et efficaces, quoad fieri pocc- rit:quoniam plus excitanc memoriam, qua?
cciam fatis cftexplicata in regula vooum intellectarunu Nefintfolita?
efleinloco, in quo collocanda erunt, non enim fatis efficaciter cxcitarent
memo- riam; vt,fl iedes confueuit efle in lo. co,&tameibi proimagineponen-
da,inucrfa vel pendens conftituatur ; quoiignoconftabit, nonrem ordmariam, led
formatam efle pcr imaginem. tx improurfo collocantibus fufficit vnam in loco
ponere imaginem ed perotium &Icnte fifiat, noneft mconurltum plurcs vnoin
Joco conftj cuere, bcnc diftinctas SC comrnode ic oculis mencis offerentes
Imagines habeant a&iones deformes.fufdasvehidicuias, uia plusmouebunt,
fiactamen imein- honesta, et indecora repracfentatione. Do&e CICERONE
monetdcvigo- re fcu vitaimaginum, quoniam rcs, quas experientia cognofcimus in-
tenfe facere ad fuicognitionem et contemplationem, idone (unt ad efficaciter
excitadam memoriam, quales iunt res noua? > rarar, admira-
biles,deteftabiles, ridicute, defor- mes,horribiles, monftrofk,velex- ceilentes
pulchritudine* Item res cxcellentes in dignitate.velin con- trario, vt Papa,
Imperator, Rex, pauperlacerisveftibus, fcabie ple- JIUS, &c. /3.
Repetitione quadam vten- dum in collocatione imaginum, pofitis quinque
vocabulis, quatuor vel quinquc fententiis,vel pcriodo,
repetendapriufquamvlterius pro- grediamur: illa et diligens coniideratio valdc
ftabiliuntmemoriam. i 4t Sihocdie res aliqua pofitafit pro imagine.eadcm
proalia re non eft ponenda fequenti die, vt fi ho- die imagincm agni
proagnopofu- erimus, eras eadem nonentvten- dum pro innocctia; quoniairrcon-
fufioncmpofletinducerc, pnefer- timfiprioris non fimus oblici, auc non
benefueritperfigna variata, autbenefirmatadiftinaionc men- tis,&repetitione
Cum oratio vel periodus mc« mons commendanda cft ad ver- bum,prim M m bis
tervelegenda eft tarde&attente,deinde diuidenda
inpartesmaiores,&minores, qua- rum imagmcs collocantur in locis 9
vtlupradi£tumeft. incollocationc voeabulorum h^cgcnus per lexum indicant, vt G
diuiti* exprimendar, fceminam di- uitem ponam, fi hber virum exercentema
&ioncmlibro. Figura? et imagines habeanc propartionatam altitudinem, nc
oculus fe nirnium debeat elcuare, vt videatj aut nimium fe dimittere*
deindecauendumneimagovnaal" tcnfuperponatur.-namprior deleretur. Informationeimaginumnon
opor* Ars Memori^. oportct nimium feftinare, nifi vr • g£at ncccffitas, nam
occurrentc poflcaimagincmagisidonca,ditti. cilc crit eam collocare, aha pnus
fublata, et moleftum omitterc me- Horcmiconfiderandaigituromnia
diligentcr,antequam imagines colloccntur., Antcomniavidctidu,vtima-. eines fint
rerum notiffimarum, 82 abftincndumififtis& incognicisi cumhabcripoffunt
verx &c cogni- ta>, &aminus cognitiscauendum, occurrcntibus
plusmanifeftis. 2 o Quemadmodum fimilituao locorum multum obeft in iis for-
mandis. itaetiam imaginum incarum formatione: ideoq; danda cit opera, vt fint
diuer fe, ne a! loqui er- rorfuboriatur: qux diuerfitas faci- le habctur, vcl
per figna,resattn- butas, adioncs, vel alia accidentia: Vt tres Papai.vnus
claiem, alius an- chora,tertius cornumanutcneat: tres viri, vnus
faltacaliuspugnat, tertiusluditalca,&c. *«H*- 9 a iu Habenda quoque rario
efta:- quiuocorum,&f y nonymorum,ne procanecceleftidicatur terreftris; pro
petra faxum ; pro enfe gladius* profeminamulicr.&cnecumres diuerfis
exprimantur nominibus, vnum pro altero ponatur, qux metisattentione diftingui
poflunt, in collocando et repetendo, vel alio SIGNO. Sipluresimagines exprimen-
C ! at vn ° in l°co,perfone varian- djen 1 nt ) vtvnavelduemagna:,cum puribus
paruis,netammultiim- ipiafintefficaciores. Jh Cumverba&conceptusca-
piunturcharta, &inlococollocan- tut.noneft applicandamemom chatta.vellocis,
fed hisfolum,q uia diftraaioparitconfufionem. &va* cillationem. «mn ^ C non
eft vtcnn " n » i a omn.buspaffimrebus.fedtantum •nretcntudifficilioribus.
vtincau! farum a&ionibus, difputationibus concionibus, &c.
Potefttamenali- quis, fucceflu temporis rebusqui- buslibetgrauioribus,
magifquefe- riisappUcare: vtlatiflime patet ex o&aua Le&ione.
Requirituradhanc artcm be- neexercendam vacatio mcntis, nt
peroccupationemexteriorem vir- tus naturalbdiftrahatur,minufque idonea fit ad
oftickim difcrete fa- cicndum: iuxtatritum vulgari (er- moneproucrbium:
Pluribusinten- tus minor eft ad fingula fenfus. 16. Vt foelicius fuccedat in
hac artc cxercitatio, requiritur in ope- ratore maniuetudo, ne ira, amore
inordinato,odio, impatientiavcla- lioturbeturaffectu, ty. Sobriusquoquefit, ne
pere- brietatem velcrapulamvirtutes naturales fuffocentur, alioqui fenfu*
interiores fuperfluis humorib. im- pedirentur,vt rette fuoncquirent
fungimunere* iS.Tcra* m Ars Memori^. $f i8.Tempusmagisidoncum,cuiri inftud..s
)C ftmatutinum; quiapoft qu.etem. &dumlibereftahimusab aliis
occupationieus, aptior eft ad iufc.piendum ; iuxta
ptouerbiumAuroramufisamicacft^Non quod Vcfperihora 7. S.p.nonliceatqua- dtante
vel femihorahuic exercitid vacarcvelutctiam 8. 9 .,o.ahteme- nd.em, et 3 .
aut^. poft meridiem fi cu. per ncgoca iiceat fnam ita fa- c.£dum a
rtisamatoribu S) prc C ipue ftud, ofisKedquodvt.liuscom- dmfque fit tempus
magisidoneuni el.gcre, reb grauibus cxpcdiendis. 5ed trahfeamus ad mcthodum
ftudcnd.artibusl.bcraiibus, &g«- r" b «dif C ipli„is,minbrelabore et
frudu maiore, connexam arti mcmor^quaquis comilitohes fu- petet hoc dcftitutos.
quamuis ih^ fcen.o et induftria pr*ftantiores; Qua qu.de perfpicaciore ingenio
LecWp fe colligercqueanrcxo- G mnibus fupradiSis, tamen in aliorum gratia cam
hic nude proponemus C ofiftit ea in vndccim articu- hs i:Vt cius difciplin».
cui volumus darcoperam,auaorcs pr*ftantio- resnofcamus.ac vnumexomnibus
Principem eligamus, inquoomnc studium et industriam colloccmus, rcliquos tamen
femelpercurramus. Diftnbuendi erunt mtresordincs, in primo erit primarius ille,
vt in Theologia, Biblia, in iurifprudentia, lnftitutiones, &: Corpus
luns,in Medicina, Hippocrates et Galenus; in FILOSOFI Ariftotcles; mtcr
oratores CICERONE, inter Poetas VIRGILIO, &c.Habendi tamcn et lcgcndi
secundi et tertii ordinis auftorcs,vt fi quid vtilefc notatu dignum,quod noncft
in primaricaut non tam bc- ncindetransferatur in fuumlocum apud Principcm. Nemo
cnim m omnibus^que excellit, et vilis ah- quis lcriptor, interdum partem a-
hquam meiius tradat, quam excel- ^ lens, fl iens,quicum plurima egregiefcri-
picnc quedatamenab cohon tam cxcellenter tratfata, atq ; apud alios raedijaut infimiordinis
inucniuii- tur.quimuItavuJgaritcr, vnumvel duo cximie tra^aruht. Pr*terea qux
plurcs cadem habent, abfo- lutc et perfpicue fatis in vno feruan-
danotatisinmargineJdcis,inquib 6 apud alios inueniantur, vel faltem
ihindiccreferantur. 2. Libri dcindc eorum in com- r pcndium rcdigcndi,
tranfportatis coomnib.fcituncceflariis, vtquafi I vnumex omnibusfiatcorpus. h
Tumaptediuidahturinlibtosi eapi ta, materias, idque per partcs
maiores&minoires. Vnaquzque imago,qusadeft femper, ac fc offert exprimenda,
et fujsqu«quelocis,vtfupradiau eft„ J dilponenda. y. Rcpctitio
quotidiahapartisa- licuiusmaioris ccrta horaeft infti- tucnda, vt parta
conferuetur, et iu- G i ffo I0 o ftaindiesfiat acceffio, quod caput
eftinomniftudio. 6 Vulgo nota funt de lectione pr xuidcnda . diligcnti mcntis
inter docendumattentione.&retraaan- da, quar pauci obieruant: qui vero
idfaciunt,hocfolo,rcliquos idnc- gligcntes. longe {uperabunt
lndifputatioriibus,pauca:,ied vtiles quxftiories eas fi ignoremus memoriae
commendantes, aut li- bris,vt ex ipfis rruftus iequatur; ne- glefta illa
puerili difputatioric, qua certant liberare fe, ne ad pulfum fi- niende;
difputationis in Catalogurri reteraturaca Przceptore die Sabbathi i fi (xpius (
quod cafu ficn poteft; notati fuerint, negligentiz
accuienturtnullaferealiaindifputaii dovtilitate. 8 Iri dubiis frequenter
dottiores commiluones, vel ipfi profeffores funtconfulendi,quodquidam nc-
glignnt.timentesproderefuam incapacitatem fcddepellenda eftifta timiditas,
ftudijsjpcrniciofa, quid enimtuarefcrc. fifinitocurfu, tuo- mniumfis
docT:iflimus, quamPro- feffor de te habuerit opinionem? quamuis frequens
dedubiis confultatio,infalhbiIe fignu fit diligentiar. Nota eft Ariftotclis
fententia,' Dubitarede fingulis non eft inutilc.' 9- Omnia fernper studiaflantper
intervalla temporis, vbi hora in studiis posita, tatilperrespirandu, optime n.
ita fuccedu t: ac plus proficiet fex velofto quotidie horas
lmpendensintcrmiffioncquater interposita, quam qui a quinta ad vndecimam, et
aprimaadfeptimam vel octauam continuis fcnccat laboribus, ingenium obtundcns
potius quamexacuens. io. Tempore feriarum, postquam anirnushoneftis
rccreationib. fuent rclaxatus et corpus modcrato refcdumexercitio,
faltusmoderati vel artificiofi^deambulationis pi- hcAc.aptiorafuntmultoadftudia,
G 3 vayalctque tum acies mentis, vt cultri poft iuftam acuitione. Si igitur
duabus, auttribus horis lufui honefto tribu; is, vna ftibtrahatur ftudiis
tribuenda.deindepcr vnaautduas ad lufum redeatar, illa plus proficitur, a aliis
duabus, et ingeniu tum penetrare et quasi in clara luce videre experiemur,
adque alioqui caxutimus. iu Adhanc methodum eciamfa- C\t plurimum index
vocabulorum, sententiarum rerum, locutionum, artificii Khetorici,6cunq ; notatu
digna, indicis auxilio, semper in prdptu habebimus. alioqui legendisre- legendi
fque libris, vita hominum breim confumitur, atque; indefeffo studio, bonar
methodi deftdhj Sysiphi faxum perpetuo volutamus, omnibus itaque authoribus
semel lectis. si quid mihi viva voce, ant scriptis tradandum, indicc dirigarpcr
omnes audores quos in pulpito collocato, fuo quemqucordiie et materiam feligam
meo iuditio convenientem, redigam in ordinem, addam elocutionem, et sic
confecero librum uno menfe vel duobus, quealioquitnb, quatuor veannis non
absolverem de quacunque re loquendum, femper eric perindiccmprgfto. Videtut hic
ali quis rogaje: CICERONE, VIRGILIO, OVIDIO semel tantumin v.ulegendi? etiarn
vtquic- quid notatu dignum iubito portis habere: Sed vt geniusoratoriusfe
infinuet, legedum aliquid ft equen ter ex CICERONE Cvt Poeticus ex VIRGILIO,
OVIDIO, veialio, que (ibi quis imitandumpropoluit: atq, haecfaciunt ad methodum
ftudendi in genere: Sed daturus operam FILOSOFIA comparabit dt&ata iub,
eodeprxceptorecurfu prxcedenti ab. aiiquo„ qui c^teris perfectius exceperit,
eaque precibus velprecio impetranda,ex hjs pra>uidebit,que, Profeflor
dotturus eft, diligenter audiet, retra&abit poftea, fi quid addat vel
mutet, notabit : Ac plenifli- 8i$fj m W) 0 tf fliflime docentem aflequetur. Non
contentus tameniis habebit commentarios eius vniversitatis, in qua studiis dat
operam, et yidebi t an aliquidnotatudignuminiisfit, quod nonhabeatur in
diftatis, velcomrnentariis Cux Acadcmi: fi fueric (vt non est dubium,
quinmultaerunt) ad sua diclata traqfportabit, Vt exomnibus vnum flat corpus,
quod diuifum.pcrcaftrum/domos cubicula, et c applicabitur, vt ex
supradidispacet. Hisaccedat repetitio quotidiana eorum qua? dofta funt, vfque
ad eum locum,ad quem 1 roreflor peruenerit docendo, de- lndeabinicio, adlocum,
ad quem cumpcruenit,idque vfq; ad finem. inita logica vna femihora matuti - na
et alia vefpcrtina repetet aliqua partem logics divis* in triginta rc
pctitiones, vt singulis menfibusto- camrepetat. Vel sive litduas feminoras
coniungere, vtcontinuam niane impendac horam, cuiufque Q $ relin- %c6 Ars
Memorije. cam diuifam in 30. repetitiones: et ita suo cempore dc metaphysica.
Hoc modofiec, vcomniaquxcun- die fiat acceffio, quod caput studio- yumefleante
di&um eft. Eueniet ctiam vt cun&is fimul memorix in- hxrentib. et
collatione omniu in- cer (c, videlicet principij cu medio £ne,huiuscumprincipi0
et medio et huius cum vtroque melius longc Jntelligantur et multa ex iis dubia
occurrentia vel quae ab aliis obiiciuntur.ad quae alioqui cascutimus,
loluantur: tantaquc hinc nafcitur akcritas, vt vix diqi poflit, dum in cxamine
publico vcl priuato, item in di(putatipnibus ad propofita cxpediterefpondetur,
fcadquaeftiones aliis propofitas animus refpoa- dcrcgcfti^t. Valdc precerea
consultum fultum eft, a parentibus, magiftris et filiis proponi aliquod prxmium
uomodo diuidatur imago. Deordine. Regula vocabulorum. Platonis auditores Vlato
caliuit artem mem&ri. J$ uomodoperfinuid agendum audituri concionem. Adodus
excipiendi celeriter qu* dicuntur. *>uiddgendum concionatori in fine
concionis. 4° ualu debct ejfe legatus. Precuratorcs. Mercatores. Huncii.
Bibiiotheca. ^ntodoquiUbetcogaturfatcrivcrlti temartis. nonx Leftionis.
teguUneceJfari*. g Cauendum ageftibus indecoris ibid Ars memort*
foclocisvelimaginib. /i isiri. Ravelli. Keywords: implicatura, memoria. Refs.:
Luigi Speranza, “Grice e Ravelli.”
Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Re: ragione conversazionale ed implicatura
conversazionale – filosofia campanese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Calitri). Filosofo italiano. Calitri, Avelino, Campania. Alfonso Del
Re Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Alfonso Maria Del Re (Calitri, 9
ottobre 1859 – Vico Equense, 5 settembre 1921) è stato un matematico italiano.
Figlio di Raffaele e Rosa Margotta, si trasferì a Napoli all'età di quindici
anni e vi compì gli studi superiori. Si laureò a Napoli nel 1886 dove iniziò
anche la sua carriera accademica quale assistente universitario. Nel 1889 fu
nominato professore di Geometria analitica e proiettiva alla facoltà di
Matematica dell'Università di Roma, e nel 1892 passò per la stessa cattedra
all'Università di Modena e Reggio Emilia. Nel 1899 fu infine richiamato presso
la facoltà di matematica dell'Università di Napoli per insegnare Geometria
descrittiva. Intorno al 1910 fu anche professore di matematica presso la Scuola
Militare Nunziatella[1]. È stato autore di più di un centinaio di lavori di
geometria, di statica e di logica matematica, la maggior parte in forma di
pamphlet. Note ^ Francisco Protonotari (1935) Nuova antologia: Volumi 381-382
Bibliografia Omografie che mutano in se stessa una certa curva gobba del 4.
ordine e 2. specie e correlazioni che la mutano nella sviluppabile dei suoi
piani osculatori, Torino, Loescher, 1887 Sulla struttura geometrica dello
Spazio in relazione al modo di percepire i fatti naturali. Discorso pronunziato
in occasione della solenne inaugurazione degli studi presso la R.Università di
Modena il d 16 novembre 1896, 3ª ed., Napoli, Lorenzo Alvano Edit., 1901
Lezioni di algebra della logica, dettate nella R.Università di Napoli, Napoli,
Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1907 Lezioni sulle forme
fondamentali dello Spazio rigato, sulla dottrina degli immaginari e sui metodi
di Rappresentazione nella geometria descrittiva, Napoli, L.Alvano, 1906 Sulla indipendenza
dei Postulati dell'Algebra della Logica, Rendiconti dell'Accademia napoletana
di Lettere Scienze ed Arti, 1911, pp. 450 -458 La matematica ha un carattere
universalmente unitario?, Roma, Tip. Unione Ed., 1912 Sulla visione
stereoscopica e sulla stereo fotogrammetria, Napoli, Tip. R.Accademia delle
Scienze Fisiche e Matematiche, 1914 Sulle posizioni di equilibrio dei corpi
solidi ad n dimensioni soggetti ad un sistema astatico di forze, Napoli, Tip.
R.Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1914 Le equazioni generali per
la dinamica dei corpi rigidi ad n dimensioni ed a curvatura costante
nell'analisi di Grassmann, Napoli, Tip. R. Accademia delle Scienze Fisiche e
Matematiche, 1915 Nuove ricerche di astatica per gli spazi ad n dimensioni, Napoli,
Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1915 Sopra gl'integrali
delle equazioni della dinamica dei corpi rigidi negli spazi ad n dimensioni ed
a curvatura Costante, Napoli, Tip. R.Accademia delle Scienze Fisiche e
Matematiche, 1915 Sopra certe formule fondamentali per la Rappresentazione di
omografie fra forme estensive, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e
Matematiche, 1915 Formule fondamentali per trasformare, con omografie
estensive, formazioni d'ordine qualunque, Napoli, Tip. R. Accademia Delle
Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Hamiltoniani e gradienti di formazioni
estensive nell'analisi generale di Grassmann, Roma, Tip. R. Accademia Dei
Lincei, 1916 Hamiltoniani e gradienti rispetto a formazioni non interamente
libere, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916 Gli
hamiltoniani ed i gradienti del prodotto di due funzioni estensive, Roma, Tip.
R.Accademia Dei Lincei, Sopra certe Relazioni di identità fra determinanti e
matrici, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze Fisiche e Matematiche, 1916
Sopra una formula del Betti relativa alla propagazione del calore, e sopra gli
ellissoidi principali e di conducibilità del Boussinesq e del Lame. Formule
fondamentali per trasformare, con omografie estensive, formazioni d'Ordine
qualunque, Napoli, Tip. B.De Rubertis, 1916 Sopra una formula del Betti
relativa alla propagazione del calore e sopra gli ellissoidi principali e di
conducibilità del Boussinesq e del Lamé, Napoli, Tip. R.Accademia Delle Scienze
Fisiche e Matematiche, 1916 Voci correlate Giovanni Di Pirro Rossi, DEL RE,
Alfonso, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 38, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, 1990. Modifica su Wikidata (EN) Alfonso Del Re, su
MacTutor, University of St Andrews, Scotland. Modifica su Wikidata Alfonso Del
Re, in Biografie di matematici italiani, PRISTEM Università Bocconi Biografia
sul sito del Comune di Calitri, su calitri.net. Portale Biografie Portale
Matematica Categorie: Matematici italiani Nati a Calitri Morti a Vico
Equense[altre] LEZIONI \DI ALGEBRA DELLA LOGICA AD USO DEGLI STUDENTI DELLE
FACOLTÀ DI FILOSOFIA DETTATE NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI TIPOaRAFIA DELLA R.
ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA EUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHELE
Largo S. Marcellino all’Università LEZIONI DI ALGEBRA DELLA LOGICA AD USO DEGLI
STUDENTI DELLE FACOLTÀ DI MATEMATICA E DI FILOSOFIA E LETTERE DETTATE NELLA R.
UNIVERSITÀ DI NAPOLI, NAPOLI TIPOaRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E
MAT. DIRETTA DA BUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHELE Largo S. Marcellino
airUniversità, 6. l LEZIONI DI \U DELLA LOGICA ìli studenti delle facoltà di
matematica E DI filosofia e lettere TK NELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI ». IO
-«NAPOLI lA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE FIS. E MAT. DIRETTA DA BDOBNIO DB
RDBERTIB FU MICHBLB Largo S. Marcellino all’Università LEZIONI DI ALGEBRA DELLA
LOGICA t AD USO DEGLI STUDENTI DELLE FACOLTÀ DI FILOSOFIA DETTATE NELLA R.
UNIVERSITÀ DI NAPOLI i V. I NAPOLI TIPOGRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE
FIS. E MAT. DIRETTA DA EUOBNIO DB RUBERTIB FU MICHBLB Largo S. Marcellino
airUniveriiUt, (^Jul bcS-'/'K^ i Z> cQ^it non munite della firma dell’Autore
sono contraffatte. LUIGI CREMONA PER LA VASTITÀ DELLA MENTE PER l'equilibrio
MORALE DEL CARATTERE NEL MOMENTO IN CUI I METODI DELL'ALGEBRA DELLA LOGICA
SEVERAMENTE RICOSTRUENDO I FONDAMENTI DELLE MATEMATICHE GETTANO VIVIDA ED
INASPETTATA LUCE' SUI PRIMI PRINCIPII DELLA GEOMETRIA. QUESTO SAGGIO CON
GRATITUDINE ED IN MEMORIA DEDICO. In questo saggio è con^gnata quella parte delle
lezioni suir da me date a NAPOLI, che, a mio avviso, più delle altre, presenta
nei suoi procedimenti, la forma e la consistenza degli ordinari i procedimenti
algebrici. Partendo da un gruppo di postulati fondamentali, diverso da quelli
che altri ha dati), ed introducendo la nozione del UMo in senso assoluto,
l’algebra qui svolta viene a ricevere una immediata interpretazione nel campo
delle così dette classi, e si presenta nel maneggio, assai più facile
dell'algebra ordinaria, dalla quale è, del resto, indipendente. Più volte sono
stato tentato a pensare che questa faciltà ed indipendenza, consentendo
all’algebra della logica di essere studiata appena dopo gl’elementi
dell'aritmetica, riescirebbe a renderla assai più utile dell' ordinaria quando
portata, in luogo di questa, nell'insegnamento secondario. Mi piace qui
rammentare il nome di alcuni studenti che, a preferenza degli altri, seguirono,
con zelo e profitto, le mie lezioni, prendendo anche i relativi esami. Essi
sono: db IR.OSIS, LicopOLi, Durante, FANELLI.. È da ratntttenture anche il mio
amico Majii, che avendo ascoltato le mie lezioni per due anni successivi,
maneggia ora, con distinta abilità, il calcolo logico. Dei gruppi completi di
postulati propriamente detti per l'algebra della logica non vennero dati che
d’Huntington nell'articolo : Seta of tndipendent postulates for the (Ugebra of
logie (Transactions fo the American MathemoAical Society). Cfr. pure Vbblrn,
fosse impartita a quei studenti, in ispecie, pei quali lo studio delle matematiche
propriamente dette, serva più per conferire una forma maggiormente organica
alla costituzione della mente che pei bisogni tecnici professionali. E mi
sembra improbabile che io m'inganni a questo riguardo quando penso all'ufficio
che compie nelle nostre scuole secondarie lo studio della logica classica, ai
tentativi persistentemente fatti per tradurne in simboli i varii procedimenti,
allo sviluppo che, portata in una logica più generale), ha preso ai nostri
giorni, ed in fine al carattere eminentemente deduttivo, e proprio delle
matematiche, che informa i procedimenti dell' algebra della logica. Tre sono le
operazioni fondamentali sulle quali è basata tutta la tecnica dell' algebra
della logica: l’addizione, la moltiplicazione, e la negazione logica. Una qualunque
di queste può essere definita mediante le altre due. Cosi, a differenza di
quanto avviene nell' algebra ordinaria, non si presentano qui le operazioni
analoghe a quelle chiamate di sottrazione e di divisione ed in grazia delle
leggi di unità e di semplicità, non si riscontrano qui né coefficienti
numerici, né esponenti, peroni tutte le espressioni, e le equazioni, logiche si
presentano come di primo grado. Il modo di esposizione qui tenuto, come il
lettore ha occasione di rilevare, ha una impronta tutta personale. Primi
principii, maniere d’eduzioni, collegamenti delle varie parti, etc. sono qui
pre.sentati in forma affatto diversa da quella seguita d’altri. Anche alcune
nozioni, nel modo come qui trovano il loro posto, apparvero diversamente, o non
apparvero affatto, in altri scritti; e qualche problema non parve essere stato
addirittura presentato. Coloro che si occuparono dell’algebra della logica, in
tutta la sua estensione, a cominciare da Boole, che deve essere [La logica
classica non riconosce che delle forme sillogistiche di deduzioni. Cosi,
comunemente si dice. Ma, meglio si direbbe, dicendo che nell'algebra della
logica manca l'elemento analogo al grado delle espressioni e delle equazioni
che si presentano nell’algebra ordinaria.] considerato come il vero fondatore
di essa, sono, fra gli altri, i seguenti: BooLE, liei col suo saggio An
investigation oftìie Laivs of Thought, Jevons con la sua Pare logie, Peirce con
articoli iuseriti nei Proceedings of the American Academy of Arts and Sciences,
e con articoli posteriori apparsi nell’American Journal of Piiì^es and Applied
Mai/iematics, Clifford, con articoli sui Tfjpes of compound Statements,
inseriti nelle Memoirs of the Literary aud Philosophical Society of Mancester e
nelle Mathematical Papers; ScHRODER con l'articolo Ope7^ationh?'eis des
Logihlialhulus, e poi con la pubblicazione di tre grossi volumi col titolo
Vorlesungen uber die Algebra der Logik; McCoLL, con articoli iuseriti nei
Proceedlngs of the London Mathematical Society e nell’Enseignement
Mathèmatiqxie, nel Congres international de Philosophie, e col saggio Symbolic
Logic and its appiications, London; Maofarlane, con il saggio Pì'inciples of
the Algebì'a of Logic; Venn, con la sua Symbolic Logic; Ladd, Mitchell e Peirce
con articoli inseriti in Studies in Logic by Members of the Johns Hopkins
University. Qui io cito soltanto i filosofi dei cui saggi mi è stato possibile
prendere visione durante la pubblicazione di questo saggio, e che mi sono
riusciti di utilità nella sua compilazione. A questo riguardo mi è anzi grato
di dichiarare che le pubblicazioni le quali maggiormente mi sono state di guida
e sprone a scrivere queste Lezioni sono quelle di Whitehead che ho citate ; e
penso anche io, con r autorevole filosofo e matematico inglese, che un largo
campo d' investigazioni viene aperto all' algebra della logica con la nozione
di sostituzioni da lui introdotta, e con gli sviluppi che egli stesso ha dato a
questa nozione. Penso' inoltre che, molta utilità deve seguire per la geometria
dalle relazioni messe in luce da Kbmpe e Royce fra i prinoipii della Logica ed
i fondamenti della Geometria stessa. PEANO, col suo saggio OPERAZIONI DI LOGICA
DEDUTTIVA j messo come introduzione al calcolo geometrico secondo
l'Ausdeh" nungsleJire di Grassmann, e poi successivamente con altri saggi
e principalmente con la pubblicazione della Rivista e del Formulario di
Matematica; i quali, a giudizio di persone molto competenti in materia -cfr. p.
es. Russell, Principles of Mathematics e Revue de Méthaphysique et de Morale
-hanno potentemente contribuito al progresso della logica simbolica,
specialmente dal punto di vista delle applicazioni alla matematica. L'egregio
amico e ollcega, mi permetta che io colga questa occasione per associarmi
agl’elogi che gli vengono resi, e per rinnovargli qui, in iscritto, i miei
rallegramenti. Johnson, con articoli inseriti in Mind, e nella Bibliothèque du
Congrès internationale de Philosophie. Whitehead, con la pubblicazione della
sua Universal Algebra, e con memorie apparse nell’Americaìi Journal etc, come
risulta dalle citazioni fatte nel testo. PoRETSKY, con gli articoli: Sept lois
fondainentales de la théorie des ègalités logiques; Quelques lois ultériores de
la théorie des égalités logiques, Bulletin de Ift Société Physico-Mathématique
de Kasan; Vedi anche Revue de Méthaphysique et de Morale, per l’art. : Espose
élémentai^'^e de la thèorHe des égalités logiques à deux termes a e^ b; ed La
Bibliotèque du Congrès international de Philosophie, per l'art. Théorie des
égalités logiques a trois termes a, b et e). Couturat con la pubblicazione h'
Algebre de la Logique, Scientia). Napoli.R. VW-AlV-W-VlrA/Vaf VA/V-VV-'UV-A/V
AnrA/V--\r-V\r-ViHV;VAAr AVA/VAfV ^/^^ArVVA. ome affermare X e T insieme è
affermare z perchè T è sempre affermabile, sicché da a;T segue x ; così, dato
al SEGNO posto fra due tei-mini x,y il SIGNIFICATO che l'affermazione di x
porti seco l'affermazione di y ed inversamente, ne segue essere verificati i
postulati 11^,11^. La scrittura X -^ y -\-z afferma ^ -\-y o u, epperò e
x-\-{y'\-x) afferma a; o y-|-s, e perciò pure j-, o i; la scrittura. Le due
scritture [Io dico che UNA PROPOSIZIONE È AFFERMABILE, indipendentemente
dall'essere vera o falsa, allorché essa non è in contraddizione con le leggi
fondamentali del pensiero; non affermabile nel caso opposto. Ei in questo caso
si dirà pure assurda. Cosi, una proposizione assurda è falsa universalmente,
cioè in tutto il dominio del pensiero. Una proposizione falsa IN UN CERTO
DOMINIO può non esserlo in un altro. Per es., la proposizione secondo la quale
la summa dei tre angoli di un triangolo non é due rotti È FALSA NEL DOMINIO
DELLA GEOMETRIA EUCLIDEA, ed è vera nel dominio più. ampio della geometria non
euclidea.] rappresentano dunque la stessa afiermazione ed è quindi verificato
il postulato. Similmente, la scrittura ac(y-|-z) afferma contemporaneamente 05
ed y o z. La scrittura xy -|ajz afferma o a; ed y contemporaneamente o contemp.
a; e e ; essendo identiche le due affermazioni resta verificato il postulato.
Sono, evid., verif. pure i post. IIIa, IIImPer ogni dato termine x si assuma
come termine x la classe di tutte le proposizioni appartenenti a T che non sono
x; allora, affermare x o x, indifferentemente, è come affermare T ; ed
affermare x o Xj simultaneamente, è come affermare T assurdo, perchè x contiene
le proposizioni che sono le negazioni delle proposizioni x, e che perciò non
possono essere affermate simultaneamente ad esse. DUNQUE x-\-x=T ed a;x==N, e
rimane cosi verificato pure il postulato. Alla interpretazione di x -|1/, data
in I, come classe minima che abbraccia x ed y corrisponde l'interpretazione
consìstente neìVaffermare x o y: ed alla interpretazione di xy quale classo
masaima comune ad x, y corrisponde l'interpretazione consistente nell’affermare
simultaneamente x ed y. Le due interpretazioni precedenti provano la
CONSISTENZA dei postulati del gruppo proposto, e pure la loro COMPATIBILITÀ,
perchè nessuno dei postulati del gruppo è escluso dalla presenza degli altri.
Tal interpretazione non corriifponde esattamente a quella che generalmente vien
data nel campo delle proposizioni. La INDEPENDENZA dei postulati del gruppo si
prova seguendo la via indicata da PEANO, PADOA, E PIERI. Sono conseguenza
immediata dei postulati nella sezione precedente, le seguenti proposizioni. Non
esiste alcun termine di T cite abbia la proprietà espressa dal post. IL, ed un
solo termine N esiste che abbia la proprietà espressa dal postulato IL. In
fatti, esistano due termini N, Ni con la proprietà IL; alsss:. ^•Z^ • • ^ M ' colora
dove aversi, per essere N, Nj tepiniai di T, e per IL : N, + N = N,, N + Ni =
N, e per III4 : Ni=N. Analogamente si pruova che SE un Tj esiste con la
proprietà IIm di T, è T, = T. Prop. Per ogni termine x un solo termine x esiste
pel quale è x + x = T, xx = N. In fatti, esista oltre a x, un altro termine a?,
pel quale sia a? + ^j = T,a?irj = N. Allora si ha x^=^T!x^=^{x-\-x)
x^=a:x^-hxx^^ìs-{'XX^^.vx-{-xx^=x (X'W^)^=ocT!^x .Il termine x di cui questa
proposizione si chiama termine supplementare del termine x, ovvero NEGAZIONE di
X, Si dice anche che x q x sono termini contradittori. Come osservare Ladd, il
solo principio di contraddizione (n.® 3 in fine) non basta a definire due
termini contraddittorii, occorre ancora IL PRINCIPIO DEL MEDIO ESCLUSO, il quale
merita anch'esso di ricevere quel primo nome (cfr. CouTURAt). MacColl chiama
legge del medio escluso la combinazione delle due relazioni -The CaZculus of
Equivalent StatemenU and Integration Limits, Proceedings of the London
Mathematica! Society. L'unicità del supplemento a; di x permette di dedurre
dall’EGUAGLIANZA x = y V altra us == y. Vale a dire si possono negare entrambi
i memori di un'EGUAGLIANZA senza che l’eguaglianza cessi di a'oer luogo, £
cosi, allorché si vuol dimostrare un'EGUAGLIANZA, si può dimostrare
l’EGUAGLIANZA logica supplementare, se ciò è più conveniente. La negazione del
tutto è il nulla, la negazione del nulla è il tutto. In fatti, per IIm e per IL
rispettivamente, si ha TN = N, T + N = T; dunque, per la prop. 2.% N = T, T = N.
Il termine supplementare del supplementare di un dato è lo stesso termine dato.
Vale a dire x=^x {LEGGE DELLA DOPPIA NEGAZIONE – reduzione all’assurdo
introdutta da Zenone di VELIA. In fatti, dato x, soltanto x (prop. 2.^)
soddisfa alla doppia relazione Prop. Qualunque siano i termini x, y si ha
sempre xy = x{y + x) . (1) In fatti, xy=-(vy + '!>l = ooy'j-xx = x(y + x).
Ponendo i/ = N dalla (1) si deduce a?N = a;(N + ^) = (per post. IL ) o?^ = N ;
(2) cosi il prodotto del termine nullo per un termine arbitrario è il termine
nullo. Ponendo y==^Xy dalla (1) si deduce a:x = x{x -{x) = xT = x, ovvero xx =
x . Questa relazione è conosciuta col nome di legge di semplicità, o dì
tautologia (Jevons, Pure Logic; Johnson, The Logicai Calculus). Osservazione.
Qualunque siano x,y si ha sempre x + xy = x(x + y), (3) giacché per la (y') x +
xy = xx -\xy = x(x + y) . Per y = x, tanto il 1.*^ che il 2.^ membro della (3)
prendono il medesimo valore, e, in virtù della (t)>(y')» si può osservare,
che la stessa cosa avviene per |/ = N e per ^ = T (dopo di avere eseguito la
moltiplicazione per x). Ora dimostreremo che x è il valore comune dei due
membri della (3) qualunque sia il valore di y, cioè dimostreremo la seguente
Prop. 4.^ Qualunque siano x ed y si ha sempre x = x + xy = x(x + y) . (4) In
fatti, X + xy = xT + xy = x{y + y) + xy = xy + xy + xy = = (per IIIa )xy + xy +
xy= [per (y)] xy + xy — x(y+y)=x . — 11 — La relazioDe (4) è conosciuta col
nome di legge di assorbimento, e si distingue in legge di assorbimento per
l'addizione^ quando si ha riguardo air uguaglianza x=^x-\'Xy y ed in legge di
assorbimento per la moltiplicazione, quando si ha riguardo air uguaglianza x =
x(x + y). Corollario. Essendo x,y,z,...,t dei termini qualimque si ha
x=x-\-xy'\'Xyz-\... '\'Xy ... t=x(x+y) (x+y+z) ... (x+y"\... + • Con
l'aiuto della precedente proposizione e della legge associativa per
l'addizione, si dimostra ovviamente la Prop. 5.* Qualunque siano x ed y si ?ia
sempre x + y = x + yx . (1') In fatti, x + y = (x + y)T = (x + y){X'{'X) = =
per la (4) x + (x + y)x = x + (xx + yx) ovvero (senza l'impiego del post. IV),
per essere 070? = N, X {-y = x + yx . Si può pure ragionare così
x+y=x-\'y{x-\-x) = (per post. IV) x+ayy+yx=: [per (4)] x+yx . Corollario.
Ponendo T al posto di y in (1') si ha x-JrT = x + Tx = x + x = T ; così la
somma di un termine e del tutto è il tutto. Col medesimo aiuto che per la
dimostrazione della prop. precedente si dimostra la seguente Prop. 6/ Qualunque
siano x,y,z si ha sempre x + yz = (x + y){x + z) . (p') In fatti, x-\-yz =
x-\-xy'{-yz = x + y{x + z) = = x{x + z) + y(x + z) = (x + y) {x + z) . La
proprietà espressa dalla relazione O') si chiama legge distributiva dell'
addizione rispetto alla moltiplicazione. Per rappresentare il termine
supplementare di una somma. ] di un prodotto, porremo in parentesi la somma ed
il prodotto, e poi a sinistra, fuori della parentesi ed in alto, un piccolo
tratto; scriveremo, in altri termini, per indicare rispettivamente il termine
supplementare di quello che risulta dalla somma x -{y, e di quello che risulta
dal prodotto (vy. In ordine al modo di formare il termine supplementare di una
somma, o di un prodotto, si ha la seguente Prop. 7.* Il supplemento della somma
di due ter^nini è il prodotto dei supplementi di questi termini^ ed il
supplemento del prodotto è la somma dei supplementi; vale a dire '-{x-\-y) = xy
(5) -{xy) = x-\'y . (6) In fatti, cc + y + xy = x + xy'\'y==x-^y-\-y = X'\-T =
T (x + y)xy = X . xy + y . xy ; e per essere in generale z.zt = ìi + z,zt = zz
+ z,zt = z{z + zt) = zz = '!>i, ... (7) è pure dunque la (5) è vera. Per
pruovare la (6) si osservi che, per la (5), ~{x + y) = xy = xy, e che perciò _
_ _ _ ~(^y) = "["(^ + y)] = oo + y La (6) può essere dimostrata
direttamente in modo analogo a quello tenuto per dimostrare la (5), poiché si
ha c(^y + (à) + y) = x + yx + y = x-['y + y = x + T = T (vyix + y)=(x + y)xy=x
.xy-\-y,xy=[]^ev la (7;] N + N=N . Le formole (6), (7) sono generalmente
conosciute col nome di (prmule di De Morgan. Con l'aiuto della proposizione precedente
si può ora dimostrare che la moltiplicazione, come l'addizione, gode
nell'Algebra della Logica, della proprietà associativa; cioè si ha: Prop. 8.*
Qualunque siano x, y, z ha luogo la relazione xy,z = x,yz . («') In fatti,
-[xy,z]=~{xy) + z={x-\-y) + z= (per post. IV) a? + (y + '2^) 5 dunque
xy,z='-[x~\-{y -\-z)\ = xr{y-\'Z) = x.yz . Dai postulati Isegue che si può
variare comunque l'ordine dei termini di una somma logica senza cambiare la
somma stessa. Dal postulato IIIm, e dalla proposizione precedente segue che la
medesima proprietà ha luogo per un prodotto. Dalle medesime sorgenti deriva
pure che la prop. 7.* è vera non soltanto per la somma, o pel prodotto, di due
termini, ma per una somma, o per un prodotto, di un numero qualunque di
termini; giacché, per es. -{po + y + z + t)='[x + {y + Z'\-t)\ = xr{y + z + t)
= = x.~[y + {z -{-()]=:= xy~{z + t) — xy zi . ~{xyzt) = '{x . yzt) = x+
"(yzt) = ==0(;+''{y.zt) = x + y +''{zt) = x + y + Z'\'l . Prop.
S."" Se X + y = N è j/f^re Se xy = T, è pu7^e x = T, 2/ = T. In
fatti, in virtù della (4), dopo di avere moltiplicato per ^, si ha x{x + y)==x
= ìix = ]a? (1, 2) la prima delle quali sarà letta 4: x è incluso, è contenuto
in {fa parte, è una sottoclasse di) y », ovvero « X IMPLICA ^ », e la seconda
sarà letta « y include, contiene {ha come parte, è una sopì^aclasse di) x »,
ovvero « t/ È IMPLICATO DA x ». La RELAZIONE (1, 2) si chiama INCLUSIONE, o
IMPLICAZIONE (ma non conversazionale – vide: H. P. GRICE: “Il profferente
IMPLICA che p”], ii%verse l'una dell'altra. Imitando Poretsky *) la xy... (7) ;
5? + |/ = T... (8) sano tali che avendo Itwgo una qualunque di esse avranno
luogo le rimanenti. Poiché le (6), (7), (8) sono le relazioni supplementari
rispettiv. delle (3), (4), (5) è evidente (prop. 2.*, osserv.) che basta
limitare la dimostrazione della proposizione soltanto a queste tre. Ora si ha:
«) Se x=^xy, addizionando y ad ambo i membri, sarà: X + y = xy + y^=y, che è la
(4); moltiplicando ambo i membri per y sarà in vece: ccy = xyy^='^y che è la
(5). p) Se y=a) + y y moltiplicando ambo i membri per a?, si ha: ooy = x(a) +
y) = x, che è la (3); e da questa, per a), segue la (5). Y) Se a?2/ = N,
aggiungendo ad ambo i membri ary, si ha: an^ + xy = oo{y + y)=xT===x = ìi +
an^=xy, che è la (3); e da questa, per a), segue la (4). Si osservi quanto
segna : 1.^ Se è x=:^xy, aggiungendo x ad ambo i membri si ha X -{x = x -\xy j
ovvero T = x -\yx = x '^y j che è la (8). 3.^ Se è ysstx^yj moltiplicando ambo
i membri per y si ha yy = y(x -^-y), ovvero N=rya;, che è la (6); aggiungendo,
invece, x si ha a;-|-y=a5+*"i'y=T+3/=T, che è la (8). 3.^ Se xy = 'N,
aggiungendo ad ambo i membri os, si ha 1/ -|ocy = N + y, ovvero a: + y = «,
tasche è Ift (4); prendeudo i supplementi d*ambo ì membri, si iui la che è la
(8). 4.^ Se è x^^y^atT f moltiplicando ambo i membri per x si ha xy = Tx = X,
che è la (8); moltiplicando per y e prendendo poi i supp}. dei dq^ prodotti :
as -fy = y, che è la (4) ; prendendo 1 supplementi d' ambo i membri: xy = N.
Cosi, limitatamente alle (3), (4), (5), (6) cba fra le sei relazioni disll*
prop. precedente hanno forma effettivamente differente, questa proposizione
tenuto pur conto di quanto si è detto in a), p), y) resta dimostrata, per ogni
caso, direUamente, nel senso che da ciascuna delle 4 relazioni si fa,
direttamente, discendere la verità delle altre tre. Osservazioni. Dalla prop.
13.* e dalle (1, 2) segue che è la medesima cosa scrivere ^oo, (9) ovvero
scrivere una qualunque delle sei relazioni cc = 0(Ty, y=x-\-y, ^ = N J a? = a?
+ i/, y = !vy, a) + y = T ] Corollario 1.® Poiché N = Na?, ed x = Tx qualunque
sia a?, si ha, per ogni termine x CoROLL. 2.^ Ogni prodotto di due, più ^
termini logici x, y, . . ., t è incltiso in eiasouno dei fattori. CoROLL. 2.^
Ogni somma di due » o più, termini logici x, y, . . ., h include ciascuno degli
addendi. In fatti, dimostrando la sola proposizione a sinistra, abbiamo^ per ia
legge di assorbimento ^ + (^y ... /i) = a?, ^ -f {xy ... h)==y, ..., t/i -f {xy
... h) = h; e quindi, per la 2** delle (IO) osy ..,hy (H) hanno luogo
simultaneamente. Esse dicono che dalla negazione dei due membri di una
inclusione logica nasce l'inclusione logica inversa (l'inclusione diventa
opposta alla data). In questo enunciato, o meglio nelle formule, consiste il
così detto principio, o legge, di contrapposizione, 10. Proposizioni diverse
sulle inclusioni. Una serie di proposizioni sulle inclusioni, che ora daremo,
permette un rapido maneggio di queste nel CALCOLO [cf. H. P. GRICE, FIRST-ORDER
PREDICATE CALCULUS WITH IDENTITY] logico, e di presentarne un'applicazione a
tradurre in formule le quattro proposizioni tradizionali della Logica
deduttiva, e la teoria del Sillogismo. — he 9 proposizioni sono le seguenti.
Prop. 14.* Se x se wy ...hA; dunque, sommando, o moltiplicando. Prop. 17.' Se z
x, z>y, ..., z>h z> xy ...h . In fatti, dal coroll. 2." prop.
13.% e dal coroll, della prop. 18." a sinistra, si ha rìsp. 1 a dritta, si
ha risp. xy ...h a?, ..., x+y-\-...-\ A> h icy ... A irj/...ft ; quindi, pel
princìpio del sillogismo (prop. 14,') segue la verità. dell'assorta Prop. 18.'
Se z(u + x) (v + y) sarà :C>xy, z>uy, C^v . In fatti, per la addizione, è
! distributiva della [ moltiplicazione, zxi/-\-uy-\-xv-\~ui:i ; d'onde, per la
proposizione precedente (a sinistra ed a dritta rispettivamente), segue la
verità dell'asserto. N.B. — La prop. 18.' è pure vera se le ipotesi sono; z^ux
+ vy, Prop. 19.' Se b a sarà (a + u)f) = (a + u)(b + u). In fatti, au + b = au
•{b{u + u) ^={a-\-h)u-\'ì)u = au-^ìni, giacché da &a segue ab=^a. Prop.
20.* Se b a&, e quindi au + bù'^ b . Ravvicinando i due risultati, si ha,
in fine, b x . (2) Il binomio a secondo membro è lo sviluppo normale della
funzione f{x) nel termine logico x. Data Aa?), e ridotta alla (1), il processo
indicato mostra come si costruiscono i coefficienti a, et dei termini a? e a;
del suo sviluppo normale. Però, è interessante vedere come essi si determinano
direttamente dalla f{x) nella forma nella quale è data, cioè senza ridurla
dapprima alla (1) e poi senza seguire il procedimento tenuto per ricondurla
alla (2). Poiché la (2) deve essere vera per qualsiesi valore di x, allorché,
in essa, al posto di x si pone una volta T ed un'altra N, si avrà
rispettivamente /•( N) = aN + ftN = aN + &T = ft ; opperò, i coefficienti
cU x e di x nello sviluppo normale di f{x) sono rispettivaìnente ciò che
diventa, f(x) quando ai pasto di x si pothe una volta T ed un' adira N ; vale a
dire si ha Esempio. Sia A^) = AT)..; + /-(N).5 . (3) fix) = (l + x)(m -{x)h
-{px{q -{x) + r ; poiché /(T) = (; + T) (m + N)A +pT(5 + N) + r = w»A 4-2?g + r
/(N)=(Z + N)(m + T)A+i>N(5 4-T)+r = iA + r ; smtk f(x) =• {mh 4i?? + ^) * +
(^* ~h ^) a? • Corollario. Dalla nx)=nT).x+m).x, moltiplicando una volta per x
ed un'altra per Xy si hanno le r — 83 — segueuti fopmole (di Mac Coli.) ccfXx)
= xf(T), xf{x) = xm) . (4) h) Sia ora f{Xyy) una funzione di due termini logici
x,y. Considerando la f(x,y) come funzione della sola ^r, si ha per la (3) ax,y)
= nT,y).x -\r(^,y)x . (5) Ora è, per la stessa (3): AT,z/) = AT,T).i/ + AT,N)^
AN,2/) = AN,T).2/ + AN,N)^; dunque, sostituendo ia (5), si avrà f{x, i/)=AT,
T).^2/ + AT, N).r^ + AN, T)xy^f(f{, ì^)~xy, (6) In questa formula consiste lo
svilupiH) nonaale di f{x, y) nei due termini logici x^y. I varii addendi dello
sviluppo sono formati coi varii costituenti di T moltiplicati rispettivamente
per ciò che diventa la f{x,y), allorché al posto ^ì x &à y si pongono T ed
N secondochè, in essi, x ed y figurano direttamente, coi loro supplementi. e)
Sia ancora una funzione f{x,yiZ) di tre termini logici x,y,z. Dalla (6) si
deduce che Aa?,l/.2:)=AT,T,2:).^l/-t-AT,N,^)^^+AN,T,^):^i/+/^N,N,2:)^^, (7) e
dalla (3) che AT,T,^) = AT,T,T)^ + AT,T,N)^ AT,N,;^) = AT,N,T)^ + AT,N,N)^
AN,T,^) = AN,T,T)^ + AN,T,N)^ AN,N,^) = AN,N,T)^ + AN,N,N)5 ; sostituendo nella
(7), si avrà:
A^,y,^)=AT,T,T)^(/^+AT,NTT)a;i;^+AN,T,T)^i/^+AN,N,T).^^2:+AT,T,N)r7'2/^+AT,N,N)^^z+AN,T,N)à;i/5+AN,N,N)^]/5.
In questa formola consiste lo sviluppo normale di f(.v,y,z) nei tre termini x,y
yZ. — l varii addendi, si presentano anche A. Dbl Rb ~ qui come formati dai
varii costituenti di T moltiplicati ciascuno per ciò che diventa f{x,y,z)
quando al posto delle x,y ^z si ponga T od N secondochè, nel costituente che si
considera, x, yyZ entrano direttamente, o per mezzo dei loro supplementi. d) Il
procedimento precedente è generale; esso può essere seguito per una funzione di
un numero qualunque di variabili. Si arriva allora a ciò che si chiama lo
sviluppo normale di questa funzione; ed esso si comporrà, se n è il numero
delle variabili da cui dipende la funzione, di 2 addendi, formati coi 2
costituenti di T corrispondenti a tali variabili, moltiplicati rispettivamente
per ciò che diventa la funzione, allorché al posto delle variabili stesse si
pongono i termini T ed N secondochè queste, nei costituenti in considerazione,
entrano direttamente, o col mezzo delle variabili supplementari. Cosi, ades.,
data una funzione f{x,y,z,t,u) di 5 variabili, considerando il costituente
xyztu, per avere un addendo dello sviluppo normale della funzione si deve
moltiplicare xyztu per /"(T, N, T, N, T). In pratica, quando si vuole
ottenere lo sviluppo normale di una funzione in n variabili data come somma di
più addendi, giova, il più delle volte, moltiplicare ogni addendo nel quale
manchino r variabili per lo sviluppo di T in queste r variabili, e poi fare le
riduzioni opportune. Cosi da f{x,y)=ax '\-by -^ e sì passa ad f{oo, 1/) =
aa;(2/ + 2/) + hy{x + x)'\-c{xy + xy '\xy + xy) = (a + et + c)a7i/ + (a4-c)a?i/
+ {l) + c)xy -\cxy, moltiplicando i tre addendi della t\x,y) data
rispettivamente per gli sviluppi di T in x, in y, ed in x,y, e) Da quanto
precede risulta che ciò che caratterizza lo sviluppo normale di una funzione
logica sono i termini che moltiplicano i varii costituenti di T nei varii
addendi dello sviluppo. Essi saranno chiamati discriminanlì della funzione *);
così i discriminanti di una funzione logica sono i valori che assume la *)
Adoperando un modo di discorrere usato nel!' Algebra ordinaria si può dire che
i discriminanti di una funzione sono i coefficienti del suo sviluppo normale.]
funzione allorché al posto delle variàbili si sostituiscono i terììiini T ed N
in tutti i lìiodi possibili', cosi ancora una funzione logica dì ii vaìHabili
possiede 2** discriminanti. Quando un discrimiuante di una funzione f{u;,y,...)
risulta dal porre per x il termine T, il discriminante si dirà positivo
rispetto ad a? ; e quando in vece risulta dal porre per a: il termine N, si
dirà negativo rispetto alla x; cosi fra i 2" discriminanti di una funzione
logica in u variabili ve ne sono 2""* jpositivi rispetto ad una
ìuedesima variabile^ ed altrettanti negativi ; ed in generale, rispetto ad r
variabili simultaneamente ve ne sono 2^'' positivi^ ed altrettanti negativi. La
forma generale che può essere data al discriminante di una funzione
f{x,y,...,t) di n variabili a;,y,...,t è la seguente allorché per t,,t,,...,t„
si prende una combinazione qualunque, n ed n, dei 2n termini n volte n Tolte
T,T,...,T, N,N,...,N . I discriminanti di T, o di N, o di un termine qualsiasi
a, considerati come funzioni logiche di un numero qualunque di variabili, sono
tutti eguali a T, o ad N, o ad a. Ciò risulta evidente da quanto or ora si è
detto, e direttamente per T ed a (incluso N) dagli sviluppi già dati di questi
termini. f) Lo sviluppo normale di una funzione si dirà pure sviluppo di BOOLE.
Nel caso di sviluppo in un sol termine x, in luogo di dire sviluppo normale, o
sviluppo di Boole, in x, diremo pure espressione binomia in x, 15. Proprietà
dei discriminanti e delle funzioni sviluppate, a) Se una funzione f{x,y,,..)
risulta dalla somma, o dal prodotto, di due altre 9(07,2/, ...), 4^(^,1/, .
..)» sicché si abbia per tutti i valori delle x,y,. . . o /( (37, 1/,...) = 9
(a?, 1/,...) + 4; (a?, 1/, ... ) /•(a;, 2/, . . .) = 9(07, 2/, . . .) . 4;(a?,
y, . . .), — 36 — ponendo al posto delle x,y, ... supposte in numero di n, ì
valori Tj,Tj,,..., T^ di cui nel n.^ precedente e), in fine, si avrà o Ora
/'(t,, f,, ...) è un discriminante di f{x, y, ...) e 9(t,, Xg, ...),
^(t,,Tj,...) sono i discriminanti ad essi omonimi (cioè positivi negatiti
rispetto a variabili dello stesso nome) di 'fs » • • •) • Ora 9(Tj,t,,...) è un
discriminante della 9(0^,2/,...) ed ~/'('r,,Tj,...) è il supplemento di f{r^,
Tg, . . .) che è il discriminante omonimo delle f{x,y,.-.)', dunque Prop. 26.^
Il supplemento di un discriminante di una funzione logica è il discriminante
omonimo della funzione logica supplementare. e) Dal teorema in a), e dal modo
di presentarsi dei discriminanti di una funzione nello sviluppo normale della
funzione stessa segue la Prop. 27. Nello sviluppo della somma, del prodotto, dì
più funzioni logiche, i coefficienti dei varii addendi si ottengono sommando,
moltiplicando, i coefficienti degli addendi omonimi (che moltiplicano lo stesso
costituente) delle singole funzioni. Dal teorema dato in b) segue poi la Prop.
28.*" Ia) sviluppo della funzione logica supplementare di una funzione
logica data si ottiene prendendo i supplementi dei coefficienti dei singoli
addendi nello sviluppo della funzione data. Cosi, ad esempio, le l'unzioni
supplementari delle f{30, y) = axy + l^Joy + cxy + djoy, sono rispettivamente
le funzioni: ~f{x) = ax + àx ~f(3o, y) = aotry + hxy + cxy + dxy Osservazione.
La proposizione può dimostrarsi direttamente sommando, o moltiplicando, due a
due gli addendi omonimi, degli sviluppi delle funzioni date, ed osservando che
nella moltiplicazione di questi sviluppi, il prodotto di un termine dell'uno
per un termine non omonimo deir altro è nullo. La proposizione può pure
dimostrarsi nei due modi seguenti: 1/* modo. Limitiamoci al caso di due
funzioni di due variabili. Le due funzioni _ _ /(^ > y) = «^y + ^^y + ^^y +
^y 9(x . y) = axy + bxy -f cxy -f "dxy sommate, membro a membro, danno
/(aJ » y) + 9 (•'^ > 2/ )=(« + a) ^y + (^ + ^) ^y +(c -f e) a;y 4(d +5) ay
=T . xy+T . j:y +T . ij/-f TÌy=T {xy -\^xy+xy-\'~xy)='ì! ; moltiplicate, in
vece, membro a membro, danno f{x, y) . ^(x ^ y) = aa, xy -\bb, xy -{ce, xy
-\dd, xy = ^ ; dunque è 9(^,y) = "/(^,y)2.^ modo (Whitehead, n.® 29, 6).
Per una funzione di una sola variabile _ f{x) = ax 46x, si ha ___ _ ~f{x) = {a
-\x) {b -[x) = ax -^ bx -{ab, ~/{x) = (a -|ab)x + (^ + *^)* = ax -fftas, — 38 —
e quindi la proposizione enunciata è vera. — Supponiamo ora che la proposizione
stessa sia vera per una funzione di un numero n di variabili x,2/,...,^^y +
(^'^y + ^«^'^z ~f{x,y,z)=axyz-\-hxyz -\cxyz-\-dxyz -\exyz-\-~fxyz~\'
gxyz-\-/ixyz, Ora, prendendo i supplementi d'ambo i membri di ciascuna di
queste relazioni, con le formule di De Morgan (prop. 7.^ ed oss. dopo prop.
8.^), si ha /'(.^,y) = (ct + x + y) (& + a? 4y) {c + x + y) (rf + a? + y)
r{x,y,z) = (a\x\y\-z) {b\x-\-y^^) (^+.^+'^+'3:) {d^rOsAry\z)
{e-\-^ì)\-y^z){r'\'X^y^z)(g\x^y\'Z){n-\-x-]ry-\-z\ che sono appunto gli
sviluppi domandati di f{x,y),f(x ^y,z), N. B. — Il Sig. PoRETSKY {Bulle tin de
Kasan, 2.* serie, t Vili, n.® 2) propone pei discriminanti della funzione f(x,
y, ...) che figurano nel suo sviluppo reciproco del normale, la denominazione
di CO-OPERANTI (cf. H. P. GRICE), quale correlativa dell'altra di coefficienii,
già adoperata allorché di f sì ha lo sviluppo normale. ValoìH e doniinio di
estensione di una funzione logica. Una funzione logica /'(.x*, 2/, . . ., ^) di
un certo numero n di variabili X,y,,.,,t, assume, in generale (cioè quando non
dipenda formaUnente dalle .t, 2/, ..., ^, come nel caso in cui essa si riduca
ad un termine determinato a) valori diversi in seguito ad una diversa scelta
delle j?, 7/, ..., /. La collezione di tutti i valori possibili per la f{x, 2/,
. . ., /) in conseguenza di tutte le possibili scelte delle x,y,,.,,t si chiama
il dominio, o il campo di estensione della f{x, 2/, . . ., /). Sitfatto dominio
si dice illimitato se tutti i valori sono possibili perla f{x,y,...,t); si dice
limitato nel caso contrario. Le parole illimitata, limitata si applicano pure
conHspondentemente alla funzione /'(j:;,!/,..., ^),— Di-oendo che il valore a
di una funzione è inferiore, più piccolo del valore ^ allorché è soddisfatta la
inclusione a • • • > B « > • • • > H « Un'equazione in cui uno dei due
membri è nullo e l'altro è presentato col suo sviluppo noì'male si dirà in
forcina noì'niale. Così la forma normale dell'equazione proposta è la seguente
A a A a 072/. . . ^ + Bp B p cry .. .t-\.. . \Hx xy...t = ^, (3) Esempii. 1.^
Sìa data l'equazione ax -{bx =:z ox -\dx ; i suoi discriminanti sono i
determinanti formati, nel modo sopra indicato, con ì termini delle due
orizzontali ab ed m ab od cioè a e a e :=ac -\a>c, b d bd = bd i-bd ] e r
equazione, in forma normale è la seguente (ac -{ac)x -{{bd -fbct)x = N . 2.^
Sia ancora data l'equazione ax -|bx = cx ; siccome può scriversi cx=:cx -{Nx,
cosi questo caso vien ricondotto al precedente ponendo (i = N ed osserv. che rf
= T. Trattandolo direttamente, i suoi discriminanti si caveranno, nel modo
sopra indicato, dal quadro e saranno, perciò a b a 6 e N e* T ac'4-ttc,
òT4-òN==6 L' equazione, in forma normale, sarà {oc 4ctc)a; + òx = N . 3.° Sia
l'equazione ax '\bx == e. — Potendosi scrivere c = ca;-jcas, i discriminanti
dell'equazione, e la forma normale di questa, si otterranno facendo
corrispondentemente e dappertutto d = c nell' es. 1.*^, ovvero, direttamente,
cavandoli dal quadro a b a b e e e e I discriminanti sono ac -}oc ^ bc -{ bc j
e la. forma normale dell'equazione è _ _ _ _ _ {cLc -{ac)x -f{bc -fbc)x = N .
Sia l'equazione ax-{'b=cx] poiché b==bx-{-bx e cx=cx~{-ì^x ^ i discriminanti
saranno cavati dal quadro a + b b ab b e N e saranno perciò (a -}6)c -|afte, 6.
L' equazione in forma normale sarà [(a + b)c -\abcjx -\bx = 'N . 6.*^ Sia
l'equazione axy -f bxy + cxy + dxy = exy + fxy + gxy -\hxy ; i discriminanti di
essa, cavati dal quadro a b e d a b d e / g h saranno e f g k ae-^ae, bf-\-bf^
cg -^^ cg, dh -\-dh : e l'equazione, in forma normale, sarà (oe -f ae)ajy + (V
+ hf)xy + {cg + cg)xy + {df + d/)xy = N, — 46 — 6.*^ Sia ancora l'equazione axy
+ xy + dxy = xr/ + gxy ; se la scriviamo come segue ricadiamo subito sul caso
precedente ; cioè troviamo che i discriminanti sono da farsi col quadro: a T N
rf a N T d T N ^ N N T // T } e sono, perciò _ a, T, ^, d ; sicché l'equazione,
in forma normale, sarà axy + jry + r/xy + dxy = N . OsservazioThe, Quando nello
sviluppo normale di una funzione logica manca in un addendo il coefficiente del
relativo costituente, allora è da intendersi per esso il termine T. Cosi, se
manca addirittura l'addendo che porta un dato costituente, esso si considererà
come presente e col coefficiente N. Questa osservazione è stato appunto tenuta
presente nel trattare il precedente esercizio 6.® h) Quando sia data una
inclusione contenente termini variabili, si diranno discriminanti della
inclusione, i discriminanti di una qualunque delle equazioni che equivalgono
alla inclusione. Così, data la inclusione Aa;, 1/, . . ., e per massimo a + P +
... + XOra, perchè l'equazione sia possibile per una medesima scelta delle
x,y,...,t ^ è necessario .. che questi due dominii non siaAB...H A+B+...+H
«P...X «+P+...+X no mutuamente esclusivi, ^^^' ^'" cioè che il loro
prodotto, in senso logico, non sia nullo, e però è necessario che si abbia
(fig. 7.% 8.^). AB.,.H -^^] tende che debbono essere soddisfatte
coatemporaneamente, scegliendo per tutte in uno stesso modo le incognite da cui
dipendono. È proposizione fondamentale per lo studio dei sistemi di equazioni
la seguente Prop. 3L* Ogni sistemjx di equazioni è equivalente ad una sola
equazione i cui discriminanti sono le somme dei disoHminanti omonimi delle
singole equazioni del sistemai. In fatti, siano /,(^,2/,...,0 = N,
/;(a7,2/,...,0 = N, ..., ^»(a?,|/,...,0 = N (6) m equazioni costituenti un
sistema. Per quelle determinazioni delle a?, 1/, . . ., per le quali queste
equazioni sono soddisfatte simultaneamente, è soddisfatta pure la equazione che
risulta dal sommarle membro a membro; vale a dire la /; + /; + . ..+/;.=N . o)
Viceversa, ogni determinazione delle x,y,,..,t per la quale è soddisfatta la
(6), in virtù del CorolL della prop. 9.% a sinistra, soddisfa pure alle
/;=N,/;=N, ..., /:,=N -, cioè simultaneamente alle equazioni. Dunque, il
sistema e la equazione sono equivalenti. Ora, per la prop. 25.* e per la def.
data al n.° 18, a), essendo i discriminanti della (7) le somme dei
discriminanti omonimi delle (6), la proposizione enunciata risulta dimostrata.
I discriminanti dell'unica equazione, equivalente alle equazioni di un dato
sistema, si chiamano discriminanti del sistema. — Così, se i discriminanti
delle /; = N, /i = N, ..., ^ = N sono rispettivamente Aj, B^, . . ., H^ ; A,,
B,, . . ., H, ; . . . ; A^, B^, . . ., H^, i discriminanti del sistema saranno
A = SA,, B = 2B,, ..., H = SH,, e l'equazione (in forma normale) che
sostituisce il sistema stesso Kooy . . . ^ 4Bxy . . . ^ + . . . + H^i/ . . .^ =
N . (8) 21. Sistemi di inclusioni. La definizione di sistema si estende al caso
in cui in luogo di equazioni siano date delle inclusioni, ovvero delle
inclusioni ed equazioni insieme; e la proA. Dbl Rb — Algebra della Logica, 7 —
50 — posizione 31.* regge pure in questi due casi. — In fatti, siano A (^, 2/,
. . ., Yt i discriminanti delle f^ e 9,(e = 1, 2, . . ., m) rispettivamente
omonimi, per essere [n. 18.% ì))] A,a,, B,p,, . . ., H,x. quelli della /Jqp^.,
saranno A^a^ + A,a, + . . . + A^a^ = 2Aa B,P, +B,p, + ...-hBX=2Bp" • • • •
• • • quelli dell'equazione unica che rimpiazza il sistema (10), epperò il
proposto (9). La forma normale dell'equazione equivalente a (9) è la seguente
SAà,ODy..A-\SB^ . 0?^ . . . ^ + . . . + 2Hx . ^'^ . . . ~t = N . Se un sistema
contiene inclusioni ed equazioni, ciascuna di queste ultime può essere
considerata come inclusione possedente per termine maggiore il termine N.
Definizione, I discriminanti della (11) si chiamano pure discriminanti del
sistema. P. e., sia a formare P equazione equivalente al sistema oas -|6a; • •
• > ^9 + ^9. La risultante dell’eliminazione delle (v,y,... yt dalla (10)
sarà perciò la _ _ « _ » _ («9 + «9) (&9 4^9) . . . (^9 + /29) = N, ovvero
la _ __ _ e scrivendo 9 e 9 per disteso, la ab...h\ aS.„hu-\'{a+S-^...'\'Ji)u\
+a&...^j(a-f&...+^)t«+a&...^w|=N ; e questa è, evidentemente,
soddisfatta indipendentemente dal valore di u, poiché sono nulli i coefficienti
di w e di u. Corollario 1.° Se nella (10) facciamo i^ = T, con che w = N,
avremo f{a),2/,...,^) = a~|-^ + --+ ^; se facciamo, in vece, te = N, con che w
= T, avremo f{x, 1/,...,/) = a& ... /z. — Gli estremi ab . . . h, a + b -|•
• • + h del dominio di estensione della f (x, y, . .,, t) sono quindi valori
effettivamente raggiunti dalla funzione (cfr. prop. 29.). Corollario 2.° Poiché
la (a-\b +,,.-{h)u -\-ab ...u rappresenta tutti i valori compresi fra ab,.,h ed
a+&+... +/^ (prop. 18.% oss. in fine), la prop. 26.* si completa affermando
che i valori di cui una funzione logica è suscettibile sono tutti i valori
compresi fra ilpr^odotto e la somma dei suoi discriminanti. Corollario 3.° Una
funzione logica è illimitata se il prodotto e la somma dei discriminanti
valgono rispettivamente il nulla ed il tutto \ cioè, riferendosi alle
indicazioni di sopra, se contemporaneamente aì)...h = ^, a + et + ... + ^ = T,
ovvero od anche _ _ Corollario. Perchè due funzioni f(x, y, ..., t), 9(x, y,
..., u) dello stesso > di diverso, numero di variabili abbiano eguale
estensione è necessario e basta che il prodotto e la somma dei discriminanti
dell'una siano rispettivamente eguali al prodotto ed alla somma dei
discìHminanti dell'altra. ^ Corollario 5.® Se il prodotto dei discriminanti di
una funzione logica eguaglia la loro somma, la funzione ha un sol valore (sì
riduce ad un termine indipendente dalle incognite). In fatti, in tal caso, per
essere sarà (prop. 10.^) a = et = ... = ^ ; epperò si avrà : f(x, 2/, ..., f )
= a{xy ... t + xy .,.t-{... + xy ... ^) = aT = a . Si puo trovare, col mezzo
della precedente proposizione 33.% la condizione data al n.^ 19 [eguagl. (4)]
per l' esistenza di valori comuni ai dominii di estensione delle funzioni
/(a;,y,...,«), 9(05, y,...,«) . Detti A, B, . . ., H i discriminanti della
/> oc } P 7 • • ^X quelli della 9, ed ii un termine assolutamente
arbitrario, poiché i dominii di estensione della /, 9 sono quelli stessi delle
due funzioni (A + B + . . . 4H) w + AB . . . Hw = Sm + Pt4 del termine w, vi
saranno valori comuni alle /, 9 tutte le volte che è possibile scegliere u in
modo che sia Sw -jPw = aw -{*Ku . Ora^ essendo Sa + Sa, Pit + Pw i
discriminanti di questa equazione, ciò avviene tutte le volte che si abbia (Sa
+ Sa)(Pit + Pw) = N ; ovvero, essendo SPàir=(A + B + ... 4-H) AB...Hfltp...Y
(à+p +-...+x)=AB...H . flìp...x SPait = SPap . . . xap . . . x = N SPaw = AB .
. . H . AB . . . H . a« = N SPait=AB ... H(À-f B+ ... +H) (a+p +... +x)»P X=ÀB
... Hotp ... x, -57 — quando sia AB . . . Hap . . . X -f ap . . . ^ÀB . . . H =
N, che è appunto la (4) citata. 24. Equazioni limitate ed equazioni i/^^meto^e.
Un'equazione logica fra più variabili x,y,.. .,z,t si dice illimitata rispetto
ad una variabile t, allorché scegliendo comunque la f, la equazione sia
possibile per valori da determinarsi delle altre variabili a?, 1/, ..., ^ ; e
si dice illimitata rispetto a più variabili, separatamente considerate, quando
una tale proprietà ha luogo per ciascuna di dette variabili. Un'equazione logica
si dice illimitata simultaneamente rispetto a più variabili quando, facendo di
queste una scelta arbitraria, la equazione sia possibile per un'opportuna
scelta delle altre variabili. Un'equazione non illimitata si dice limitata. Un'
equazione illimitata rispetto a tutte le variabili da cui dipende ha,
evidentemente, tutti i suoi discriminanti nulli ; giacché, scritta, p. es., in
forma normale, . . . + L^ • • • zt-^. . . = N, se è ljxy...zt un suo termine
qualunque, ponendo T al posto delle variabili che figurano in esso
direttamente, ed N al postodi quelle che vi figuraflo coi supplementi, il
termine stesso si riduce al suo coefficiente L, mentre con l'analoga
sostituzione gli altri si annullano. Dovendo, intanto, l'equazione, per
ipotesi, essere soddisfatta si ha L = N. b) Sia f{x, t/, . . ., ^, = . . . (11)
un' equazione logica, nelle variabili a?,2/,...,z,^, e supponiamo dato a ^ un
arbitrario valore, sicché essa diventi equazione nelle sole variabili
a?,t/,...,z. Scrivendo questa equazione nella sua forma normale, sia essa kxy .
. . z + Vixy ... ^ 4... -h Vi.xy . . . .s: = N ; (12) saranno A,B,...,H
funzioni della sola t che potremo pensare scritte come segue k = a,t + aL~t, B
= Pj^-hp/, ..., H = x\^-hx/; (13) *) Whitehbad, l, e, n.® 32, pag. 59 e 60. A.
DfCL Rb ~ Algebra della Logica. . 8 \ — 58 — sostituendo nella (12) avremo la
(11) nella forma a^xy .. .zt-\p^a^,, . zt -{-,., -f Xi^ . . . ^^ + oL^xy . . .
^7 + ?iXy ... ^7 + ... + Xì^y . . . ^^ = N ; dalla quale si vede che «i, Pj, .
. ., Xi so^^ i discriminanti della /* (pensata come funzione dell'intero numero
di variabili) positivi rispetto alla f, e che ai,p8,...,Xi sono i discriminanti
negativi rispetto a t. Ora, perchè la (12) sia possibile deve aversi AB... H=N,
cioè (aj + a,ì) (^,t + p^O . . . (x,t + X J) = N, ovvero aiPi---Xi-^ +
a8p8...Xi-^ = N (14) pel dato valore di ty e per ogni altro arbitrariamente
preso; vale a dire, in grazie di quanto si è detto in a), deve aversi «iPi • •
• Xi = N, a,pj . . . Xg = N . Cosi : Prop. 34.^ Affinchè un'equazione logica
sia illimitata, rispetto ad una delle incognite da cui dipende, devono essere
nulli il pròdotto dei discriminanti positivi rispetto a quella incognita, ed il
prodotto dei discriminanti negativi. Per trovare le condizioni di illimitazione
rispetto a più variabili occorrerà scrivere per ciascuna variabile le due
condizioni che risultano dalla proposizione precedente. e) Sia ancora la (11),
e supponiamo fatta una scelta arbitria di alcuu'e ...z,t delle variabili;
sicché la (11) diventi una equazione nelle sole variabili rimanenti a?,?/,...
Allora, scritta in forma normale, la (11) sia aan/ * . . + ^(vy + . . . + xooy
. . . = N . (15) Le a, p, . . ., T conterranno le . ..z,t, e perciò nel loro
sviluppo normale rispetto a queste, .,z,t si presenteranno come espressioni
della forma et = fltj . . . Zt -p . . . -|(Xm • • • zt p = p^,,, zt -|. . . -p
p„ . . . /2^f T =T^ . . . zt -\., . -\-T^ . . . zt . — 59 — Sostituendo questi
valori nella (15), potremo scrivere la (11) come segue ...+(T,...s:^-f-...-fTjj,...^0^-=N
; (16) e da questa si vede che a^,. . .,a^, Pj, . . ., p^, . . ., t,, . . .,
t^^ sono i discriminanti della f considerata come funzione di tutte le date
variabili, e precisamente che «1, pj, . . ., T^ sono positivi rispetto a tutte
le ..,zt «j, Pj, . . ., Tj » » » alle,„Zf e negativi risp. a t •»•>•••>•
«pk » P^ > • • . » T'i^ » negativi rispetto a tutte le . . . zt Ora, perchè
la (15) sia possibile per valori da trovare di a;,2/,..., . dovrà aversi «p . .
. t = N, cioè (a^. .zt-{-...-j-a^.,.zl) (Pi...-3:^+...+pjj... (^ 4" ^)^
4" ^^^ > orf 4" ^^ > e quelli negativi (pj^c)d + hk, hd-\-bd,
cd4-cd, Nd4-Td = d . Il prodotto dei primi (tenuto presente che sono tutti nel
loro sviluppo normale rispetto a d) è (a 4" ^ 4" ^) (^ 4" ^) (^
4" ^)^ 4" *^^ . ca . ah . ad^=^ ad '\abc . d ed il supplemento di
questo prodotto (a + d) (a + 6 + e 45). Il prodotto dei secondi è, in vece,
ho,d, mentre è ab ed il prodotto di tutti i discriminanti. Dunque, il dominio
di estensione della x è 6c . rf ropomamooi ài trovare: 1,^ la risuUamiU
(oondìzìoae per la sua possibilità); 2.^ % damimi di estensione deUe x j y, z,
1.^ Le tre equazioni del sistema possono essere scritte x^ome segue xyz -|Nosyz
-fxyz -[Hixyz -|l^xyz -[Nojyz -jNasya + ì^xyz = a xyz -jxyz -|ÌHxyz -j. . = è '^
; (31) 05^2 -|'Nxyz -f-\xyz -|Nojyz -|d'onde segue che i loro discriminanti
sono rispettivamente b,b,b,b,b,b,h,b\, (32) e quelli del loro sistema a +
6-|-c, a-{-b-^c, a -{b -^ e, a-|-6-{-c, a + 6 + c, a-f-ft + c, a-|-6«-}-c, a +
^ + c(33) La risultante sarà, dunque (a + 6 + e) (à + 6 + e) (a 46 + e) (a 46 +
e) (a + 6 + e) = N ; ovvero, per essere (prop. 6.% pag. 11) (a -^ b -\e) (a -\b
'\' e) =^ a -\b -]ce = a -{b {a -\b -\e) (a -{b -{e) z= e '\{a '\~ b) (a '{' b)
= e -\ab -{ab, e poi pure (a -}^) (e + «^ + «&} = ca -f" ^'^ ~l~ ^^,
sarà (a 46 -Ie) (6c + ca -|oò) = N ; o. in fine 1 aòc -j6ca + ca^ = N . (34)
2.° Dal gruppo (33), confrontato col modo come sono state scritte le (31), si
scorge che i discriminanti del sistema positivi rispetto ad x hanno per
prodotto {a -^ b -{e) (a -{b -{' e) (a -{b -\e) (a -\b -\e) = a(b -^ e) -^^
a,bc e quelli negativi per prodotto (o 4è -[e) (a + ò 4e) = ò + e, ^ f-^ — 67 —
ne segue che il dominio di estensione della x è h '\e -\'~c) . In vista della
simmetria che presentano le equazioni del sistema rispetto ad una permutazione
ciclica delle xyz ed alla corrispondente permutazione ciclica delle a ^h ^c ^
si può affermare che i dominii di estensione delle y, z sono rispettivamente ^
• (86') a 4" ft ^ a6c -|e (a + 5) ) Visto che dalla (34) seguono le
ahG'=.hGa^=.cab'=il che danno ohe = bc = ca = ab e tenuto pure presente la
prop. 5.*, le (36), (35'), possono pure scriversi come segue b -\e ^bc -{a ' e
-{a^ca-^-b a'{' b^ab ^ e x — > «I» ^ * * * ^ Q ^®orisp. ad y, Pj, ..., Pv » »
» ^^S' * ^ ® pos. risp. ad y, Pv+i » » PpL » * » >> ^ ® ^^S' risp. ad y ;
perciò, il prodotto dei discriminanti negativi rispetto ad y nella data
equazione è QS e la somma dei supplementi dei discriminanti positivi rispetto
alla stessa y è P-f-R ; da che segue essere QS Qa?-f-S^ ovvero PRo? + PRiZ? =
N, si vede che per ogni valore di x del dominio RP ad 1/, con E,F i prodotti
analoghi rispetto a. z, e cosi via via con L,M i prodotti analoghi rispetto a
^, si può scrivere Sostituendo questi valori nella (1), o soltanto un gruppo di
essi, si avrà, come risultato della sostituzione, una equazione nella quale
entrano come incognite le Wj, t^j, ...,u^o un gruppo di queste, e tale equaz. è
illimitata risp. a ciascuna delle nuove incoga. [Una equazione ad una incognita
sia stata ricondotta alla sua forma normale aw + b.v = ì!i ; (11) poiché è a
l'unico discriminante positivo deir equazione, e ?j l'unico discriminante
negativo, sarà al) = la risultante dell'equazione stessa, e t) -|cd(d -|-«)^t)
-|cd(d'{-cb)ìw= =ab . uv^buv -fo>cduv -fcd6 . wv, sicché bxy=abGduv=iN ;
a;y=a6(a-|-ftc)uv -fo con l'adoperare le notazioni del n.® 25, rf), conduce ad
a? = (P + Q)u + RSw = {aà' + W)u, + cc\ ùdu^, (16) e quindi [form. (5) prec. e
form. (46) n.° 25, d)'\ ad y=A^(wJw,+B,(Wj)w,= = {aà! + ed, dd) u^u^ + W (aà' +
dd') u^u^ + (ce' + aa'. dd') u^^ + dj^ (ce' + W) u^u^, (17) essendo _ A (Mj) =
{aa' + ed. dd') u^ + {ed + aa!. dd')u^ — 77 — d'onde _ A(Wi) = aa'(6v' -f
(id')u^ + cc'(aa' + M)u^, e _ B{u^) = bb'(aa' + dd')u, + M' {ed + ftft') ti^ .
Dallo stesso quadro di cui sopra si vede anche subito che, per continuare ad
applicare lo stesso procedimento tenuto in h), si deve osservare che il dominio
di estensione della z, essendo a'c\ b'd' ^) • ^ » ^(tt, t>) = (a 4hd)uvi
4d{h -\a)uv f (6 4" clcì)uv 4" (^ + cd)iM3, ^{u, 1?) = (a 4"
c(i)wD 4" ^(^^ 4" ^c)w'u -|c{a 4&)«*v 4* ^(* 4" «,) = N (a^
+ b,) {a, + b,) {a, + bj (a, + &J = N Cosi, visto pure che le x^y, con
formule analoghe alle (39), in vece che in funzione di due sole variabili indipendenti
u^, u^ possono esprimersi iu funzione di un numero n u^yU^,., .,u^ di siffatte
variabili, e che ciò fatto si arriva a conclusioni analoghe alle precedenti,
abbiamo: 1.® che due variabili d’assegnate estensioni soddisfanno ad una
infinità di equazioni non contenenti altre variàbili; 2,^ che due variabili di
estensione illimitata possono essere indipendenti^ o collegate da una infinità
di equazioni illimitate rispetto a ciascuna delle vaìHabili e non contenenti
altre variabili. Ciò viene a significare, in sostanza, il fatto da ritenersi
evidente, che esistono infinite equazioni in due variabili che sono illimitate
rispetto a ciascuna di esse). Questi risultati possono essere estesi al caso di
un numero qualunque di variabili. Le (43) contengono le (42) e contengono
inoltre le seguenti, come si rileva sviluppando i prodotti e sommando,
l^fl^afi^,, + ^.u^flK + 2à,«,àA..+ ^o.pypm = N (44) Sa.^.^A. + ^fl^K + ^dflAK +
2«À¥«. = N, (45) e quella che si deduce dalla (44) scambiando le a con le b. La
(44) e quest'ultima possono scriversi pure come segue 2« ^a, + 2à,a^àj = N, 2^?
A^, + 2^À^, = N ; (46) e poiché da (47) afl^a, -f afl^a^ = afl^ (a, + a^) = N
«i«m^t + «i«À = ^m (ài + a J = N seguono rispettivamente afl^ i^i + (s » ^ J ^
» y)^i^i + (a^, 6^ ; a:, y)u^u^ = N . (62) Ora, la condizione perchè questa
equazione abbia una soluzione sola è, in virtà della (31) 2~(a.,h.]x,y) r{a^, \
; ^, 2/) = N, (e, A; = 1, . . ., 4 ; i z|= ^^ ovvero, per essere ~(a.,h^',x,y)
=~\{a., x) + {h., y)\ = (a., x) (6., y) : 2(ai, x) {b., y) (a^, x) (b^, y) =
l{a.a^x + a.a^x) {h.h^y + ò.6"^y)= N, od anche Sa.a^ò.ò^ . xy -f ^a.aj^.\
. xy + 2a.a^6.6^ . xy +2a.a^6.ò^ . xy = N ; e questa è soddisfatta
identicamente in virtù, della (49). 88 — Rammentando quanto si è detto nel n.^
28 in ordine ai valori delle incognite che risolvono un'equazione provvista di
una soluzione sola, si ha pei valori di w^, u^ che soddisfanno alla (62) le
espressioni segu. ; epperò, siccome, per tutti i valori dell'indice /, da 1 a
4, si ha -(a.,b^]x, y)={u., x) {h., y)=afi. . xy+afi. . xy+a.b. . xy + afi. .
xy (a., b. :x,y) = {a. + b.) xy + {a. + ò .) xy + (a . + b.) xy + (a . -f b.)
xy, se si scrivono le (53) nella forma Mj = (x^xy -f fltgjjy -}«gay -fa^xy '^2
= ?^xy + p,xy + p3xy + p^xy (54) si avranno, fra le a^, . . ., a^, p^, . . .,
P^^ e le a,, . . ., ^4 ? ^i » • • • r ^4 » 1® relazioni seguenti «1 = K + ^) K
+ \) = a,6, + «A «2 = («3 + ^3) («4 + **) = «1^1 + «2^2 «3 = («3 + ^) («4 + h)
= «1^1 + «2^2 «i = ^«3 + ^3) («4 + ^4) = a,^ + aÀ l / (65) Pi = («2 + ^) («4 +
b^) = ttjò, + ajò, P2 = («2 + ^) («4 + ^4) = «1^ + «3^ P3 = («2 + ^2) K + K) =
~^i\ + «3^ Pi = (^'a + ^2) («4 + ^4) = «1^1 + «8^ Il Sig. WiiiTEHKAi) ha
chiamato sostituzione l'assieme delle due relazioni quanio è soddisfatta la
condizione (61), cioè quando sono possibili le relazioni inverse (53), che
allora costituiscono la sostituzione inversa della data. Con le formule (65) da
una data sostituzione [la (39jJ si passa alla inversa [la (54)]. Indicata con
t§ una data sostituzione, con tB~* si indicherà la sostituzione inversa ;
trasformare con tB le x, y nelle Wj, Uj, e poi trasformare le Wj, Wj con t§~*
equivale a ritornare alle x,y ^ vale a dire, a lasciare invariate le x, y.
Chiamando, perciò, prodotto t?,t§j| di due soatHuaioni t^i^t^^r ^^ ^^ dìr&nrìo
fcUtorij Toperasione che cotisiste nel cambiare dapprima i due termini logici
a;, ^ nei termini logici x^, y^ per messo di tS, j e poi x^ ^ y^ in x^, y^ per
mezzo di t?,, operazione che^ evidentemente ò, a sua volta, una sostituzione,
si chiama bosHiu9Ùme identica il prodotto tStS~^. Tutte le sostituzioni
formano, cosi, quando vi ai include la sostituzione identica, una classe tale
che il prodotto di due individui della classe è ancora un individuo della
stessa classe; vale a dire (vista pure la proprietà cumcicUiva del prodotto: Le
eoatituzioni formano un gruppo. Se si indica con t§* la sostituzione t§t§, con
t?' la t3*t§, etc. con la ©** la t§**~*t?, per un certo valore di m la
tS"* coincide con la sostituzione identica. Giacché, dai simboli logici che
figurano in t^, come costanti, si passa a quelli che, come tali, figurano in
t^, per n qualunque, per mezzo delle operazioni di somma e di moltiplicazione
logica che non introducono nuovi simboli logici. Epperò, dopo un numero finito
di tali operazioni, si dove tornare alle costanti di partenza. //€ sostituzioni
neW Algebra della Logica, sono, dunque, tutte periodichr (cfr. Whitehbad,
Memoria cit., part. II, § 3). § X. li problema generale di Booie. Metodo
simmetrico di Schroder per risolvere le equazioni logiche. 30. Problema A Btole
*\ Allorché è data una funzione logica di più variabili a?, y, . . ., ^
r{pD,y,...,tì (1) se si lasciano arbitrarie le a;, y, . . ., ^, i valori della
f sono quelli del dominio che si estende dal prodotto alla somma dei discriminanti
della /(prop. 33.*). Ora, se in qualche modo si impongoQO alle a?, !/>..•,
8. A. Dkl Rb " Algebra della Logica. 12 00 di una funzione logica V
imporre alle variabili da cui la funzione dipende certe deterraìnale
condizioni. Le condizioni da imporre alle Xyy,>..,t nell'algebra che
studiamo, si riducono tutte ad obbligare le variabili a soddisfare ad un certo
sistema di equazioni, poiché, quando, in vece di questo sistema, fosse
prescritto per ogai variabile un proprio dominio di estensione, si potrebbe
sempre costruire [n.** 29, b) prec] un'equazione che collegherebbe le
variabili, e che, mentre prescriverebbe per queste come dominii di estensione i
dati, le lascerebbe arbitrarie in tali dominii Si supponga perciò che le
variabili oo,y,,..,t soddisfacciano alle equazioni, tutte possibili, del
sistema 9j(ir, 1/, ..., 0=N, 92^07, 1/, ..., t)=N, ..., 9,(0?, 1/, ..., 0=N,
(2) in numero di r, supponiamo. Indicando con «j, Pj, . . ., X, ; otg, Pg, . .
., X2 ; . . . ; a^, p^, . . ., X,, rispettivamente i discriminanti omonimi
delle 9,, 92, . • . » 9^ » ^ ponendo a = 2a,, p = 2p,,, ..., X = 2X,, (3) al
sistema (2) è possibile sostituire l'unica equazione 9 (a?, i/, . . ., = ^^y
" ' t -\^^-^y . . . ^ + . . . + ^J^ . . . 7, (4) ed il problema di cercare
come si restringe il dominio di estensione della f{x,y,. .,,t) vien ridotto a
quello di trovare il do[*) Ad es., se si tratta delle due vai'iabili ac, y per
le quali siano stati assegnati rispettivamente i dominii di estensione B^,
quando^ ed x,y^...,t si trovano collegate dal sistema delle due equazioni
9(07,1/, ...,0 = N ] Ora, se si suppone che i discriminanti della f nelle a?,
y, ..., ^, omonimi agli a, p, . . ., X, siano rispettivamente a,&,..., ^, i
discriminanti della prima delle (5) saranno le funzioni prime ap -\ap, hp
-\-l)p, .,., Ip +7/;, e quelli del sistema (5) le espressioni »-[ ap + ap =
(a'\a)p + (a -f a)p ^^ì)p+hp = (^ + b)p -f (p + &)p (6) X + /!> + /p =(X
+ /)i> + (X -{l)p sicché la condizione per la possibilità di un tal sistema,
cioè la condizione perchè p rappresenti valori della f{x,y f. ..yt)
corrispondenti a valori della ;r, t/, . . ., soddisfacenti al sistema proposto,
vede espressa dall' uguagliare ad N il prodotto dei -secondi membri delle (6).
Si ha dunque per i? l'equazione (a + à)(p-f-&)...(X + ÒP + (a + a)(P +
&)...(X j l)p = ìi ; e questa mostra che il dominio di estensione della p è
(a + a) (p + &)... (X 4-, + 6rfM,= (a + e) (m, -jbdu^) xy + xy = x = {o +
rf)w, + aòù^ = {c + d) (w, + oòw,) ; (14) asy + ajy = y = (6 + T{oc, y) = kxy +
^xy -fCxy + \)xy = N (15) la data equazione, e proponiamoci di soddisfare ad
essa per mezzo di valori delle x, y dati dalle formole X = a^uv + a^uo -\a.^v +
a,;av y = })^x> \b^uv -\h^uv -fb^uv dove u, 'V sono termini arbitrarli, ed
indipendenti. (16) --Gola virtù di quanto si è detto nel n.® 29, b), le cD,y
date dalle (15) sono legate dairequazione Ìl(ài'\-b,)ayy
\-n{à,+b,)a^+n(a,+b,)xy, (17) se dunque si scelgano le a,, a,, flj, a*, &,,
&,, &8, b^ in guisa che i coefHcienti della (17) siano rispettivamente
eguali a quelli della equazione data (15), cioè in guisa che sia (18) a fi, + a
fi, + afi^ + a fi, = À afi, + afi^ + afi^ + afi, = B f O'fii + «A + ^«^ + «A =
^ a fi, + «A + afi^ + a fi, = D saranno le (16) la soluzione dell'equazione
(15).Le (16) sostituite nella (15), a riduzioni eseguite, danno f(a,,
b,)uv\-f{a^, /;,)t«i?+Aa,, b^)uv\'f{a,, 6Jwt5=N, (19) e perchè questa sia
soddisfatta qualunque siano le w, v occorre che sia f(a,, &,)=N, Aa,,
&,)=N, f(a,, «^,)=N, fia,, ^)==N . (20) Ora, quando sono verificate le
(18), le (20) lo sono egualmente, poiché dalle (18) si deducono le (21) kafi, +
AaA + A^s^s + Afl A = N B«. A + Ka A + BaÀ + Ba/, = N Càfi, + Ca A + ^fi^ +
Ca4&4 = N Da fi, 4Daj/7, + Dafi^ + Da fi, = N e da questa per* somma na,, b,)
+ Aa,, b^) + Aa,, b,) + /*(«,, ^) = N . (22) Abbiamo in ciò una pruova che le
(16) rappresentano la soluzione generale dell'equazione (15) subordinatamente
alle condizioni (18) ed altresì all'informazione che a,yb,\ a^,b^ ',a^fb^ ;
^4,^4 sono quattro soluzioni particolari della stessa equazione. Non per ogni
quaterna di soluzioni particolari dell'equazione sono soddisfatte le (18);
giacché, supposte le (20), queste danno AaA=N, BaÀ = N, CàA = N, DàÀ = N
{^=1,...,4), e quindi pure aA,=-C, SaÀ = D ; cioè appunto le [Il nostro
problema della ricerca della soluzione generale rappresentabile con le formole
della equazione, è dunque ridotto a quello della ricerca di una soluzione sola
per ciascuno dei 4 gruppi di equazioni /'(iP,2/)=N ) /•(^,2/)=N; Aiz?.y)=N 1
Aa?,y)=N ) _ (24) _ _ (25), _ (26) — (27) xy=^k 1 xy==Q j xy=C ] a?i/=D ]
Siccome i discriminanti delle seconde equazioni dei vari gruppi sono
rispettivamente A,À,À,À;B,B,B,B;C,C,C,C;D,D,D,D, cosi, al posto di tali gruppi
vanno considerate le equazioni, iso\ — orlatamente prese Aa;i/ + (B4-À)a;j/ +
(C + À)^j/ + (D + À)afyB=N (24) (A + B)a7V + ft»i)+(C + B)^l/ + (D + B)^ = N
(25) (A + C)(Bv + (B + C)a-y + Cxy+(D + C)xy = i:i (26) (A + D)iPj/ + (B + 5)a^
+ (C + D)^ -f-D^=N (27) le quali, per essere ABCD = N, sono tutte possibili.
Poiché queste equazioni sono palesamente limitate, trasformiamole in equazioni
illimitate. Eseguendo il calcolo per la sola prima, dovremo porre nella (24)
(28.) ar=(A+B)I,-KA+CD)X, a^=ABX,4-A(C+D)X, j/==(À+C)|»,+(À+BD)|I, '
i;=AC|x.+A(B4-Ì)K ove Xj,|i, sono termini arbitrarli; avremo
A{(À+BC)X,|t,+ÀX,ii, +ÀX,,i, + À.X,ii.l4+(B+À)|ABC . X,|i,,+Am,ii[,
+ACDX,|i,,+ABCD . X.ji,)+ +(C+À){ACB . X.ji.-f-ABDXjjI.+AC . X,|i,+ARDC .
X,ii,H+(D+À)|ABC . X,|t,-|-ABDX,p.+ACr)X,ji,+A(f) f BC)X,|i,J=0 ; ovvero, fatte
le riduzioni: ABC . X,fi, + DABCX.jI, = N . (24') In modo analogo, trasformando
le (25), (26), (27), si hanno rispettivamente le BAD . X.|i, + CBÀDX^. = N
(25') CAD . X,|i, -1BCÀDXjI, = N (26') DBC . Xji^ 4ADBCXaT» = N (27') ove Xj,
|i, ; X,, (1,, ; X^, ja^ sono termini arbitrarli, sottoposti alla sola
condizione di soddisfare a queste equazioni. Scrivendo le espressioni delle
0B,y, analoghe, con le quali si passa alle ^i=N,fi.,=A ; X2=B,jji2=C ;
X3=B,;i.3=(3 ; X,=D,|i^=N, — 99 — e quindi un'altra forma di soluzione generale
dell'equazione, quella data dalle formule x= (A + CD)wy + (B + QXy)ui + C(B +
D)wì; + CDwr ì/ == (A + G)uv + B(C + \y)ux) + (C + BD)^!; + D(À + G)ùv. Se si
osserva che quando le m, v, x sono legate dalla 1.^ delle (16), il dominio di estensione
di y quale è dato dalla 2.* di queste formule, calcolato con la regola data nel
n.° 80, b) si estende da un minimo rappresentato dal prodotto delle espressioni
a^x + ttjX + ^1 = («1 + ^i)^ + («1 + ^i)^ a^x + a,x + 6, = (a, -f 6,)x -f (a, +
6,)x a,x + a,x + 6, = (a, + 6,)x + (a, + 63)x ad un massimo rappresentato dalla
somma cioè, rispettivamente, da n(o'^. -|6^.) . X -[n (a^. -f6^ . X, 2 aJb^ . x
+ 2 a^A^ . x. Si trova che un tal dominio è quello stesso che ha la y
considerata quale incognita soddisfacente alla equazione (15), se [n.^ 26, d),
pag. 68] n(a, + 6^ = B, n(a. + 6,) = D, 2a.A, = A, Zàfi, = C ; vale a dire se
sono soddisfatte le (18). Si arriva cosi a queste condizioni nel modo stesso
che si trova seguito da Whitehead. Cosi può giustificarsi pure perchè il metodo
di Schrodbr, che, come risulta dalla esposizione fattane, è indipendente dal
problema di Boole, si trova qui presentato dopo della soluzione di questo
problema. Il metodo precedente si può estendere ad una equazione con un numero qualunque
di variabili, che supporremo scritta, in forma normale, nella maniera seguente
f(x, y, . . ., = Aooyz .,,t + Bocyz . . . ^ + . . . + K^l^ . . . ^ ; (30)
sicché ne sono a,b,c,, ., yh i discriminanti. Supponiamo di volere soddisfare
alla equazione con valori della — 100 — forma X =s a^uvw . . . T + d^vw . . . T
+ . . . + QJ^'cw . . . T \ y = b^umo . . . T + b^uvw . . . T + . . • + h^uvw .
. . T f t = k^UVW . . . T + h^UVW . . . T + . . . + hJULVW . . . T (31) ove w,
t?, t^?, . . ., T sono termini logici arbitrarii ed è |ji = 2** ; bisogna,
fatta l’eliminazione delle te, i;, ..., t da quest'espressioni, che l'equazione
in ^, 2/, . . ., ^ risultante, sia identica alla equazione proposta. Ora,
poiché i discriminanti del sistema delle (31), considerate come relazioni in w,
i^, ..., t sono, per 1 = 1, 2, . . . w. _ _ («i,a7)-f(&,,2/) + --+ (AtJ) ;
così l'equazione cui soddisfanno le x,y,...,t date dalle (31) sarà
S(a,,a?)(6,,i/)...(/2,,0 = T ; ovvero lapfii ... hi . xyz... t-\^apf^ ...h^.
xyz.,. ^-f +Sa,^^c,... ^^ . (vyz„.ì=T ; e questa equazione coincide con la
proposta, se uJOaC^ ... fit ""p Cl^O^C^ ... rJj ~j— ... ~p"
^nPttyn^ ... n>^ ^— A. ttàO^Cà ... ria "X* C»|L/jC| ... rtji
""Y" ... ~p* dfx Ut Uf • • • JA "^ > . (32) 111 • * • ^i
i" CtJDuC^ ... /vj ~j~ ... "Y* ^lìPtx u» • • • ^ui — xV. Ora, per
soddisfare a queste relazioni, con valori delle a^.,&^, ^i, . . •, ^i >
basterà prendere queste, per modo che siano soddisfatte le seguenti relazioni
dtO^C^ • • • Ht — ^ Jx., CL^O^C^ ... /vj ^, JD, . . *, Cu^O^C^ ... /vj ^^ xv
CL^O^C^ ... ^j ^^ A, (Z^O^O^ • • • ^j — * ìj, . . •, Clt^O^C^ ... ^j ^^ Jl\. '
. (33) poiché, sommando queste per colonne si deducono appunto le — 101 — (32);
ed inversamente. Alle (33) si possono sostituire le ka^hyC^ ... /Ji = N, Ba,&iC,
... /^^ = N, ..., KaJ)fi^,..li^ = N Aajì^c^ ... /{, = N, Ba,&,c, ... 7e, =
N, ..., Ka,&,c, ...\ = N ; (34) e queste, sommate per orizzontali, danno
Queste si ottengono pure se si fanno le sostituzioni (31) nella (30) e poi si
esprime che l'equazione risultante deve essere soddisfatta indipendentemente
dalle w, ^, ..., t ; perciò le a^,b^, ..., h^ ; ag,&j,...,^j ;...
;aj^,&^,...,ftjj^ sono, rispettivamente, soluzioni dei sistemi di equazioni
, _ _ ,..., -_ ; (35^) xy ... t =A ] xy,.,t =B ) xy ... t =K j ovvero delle
equazioni, equivalenti a tali sistemi, kooy... ^ + (B + K)xy... ^ -f ... + (K +
À)a72/...7 = N (A + Wjxy ... t + Bxy.,. ^ +... + (K + B)i^... ì= N, (36) (A +
K)xy ... ^ + (B + ^)xy ... ^ + ... + KiT^... F= N tutte le volte che le (31)
soddisfanno alla (30) indipendentemente dalle w, i;, . . ., T. Indichiamo con
V^^Q^ rispettivamente il prodotto dei discriminanti positivi ed il prodotto dei
discriminanti negativi rispetto ad X, nella prima delle (36), con P^, Qy i
prodotti analoghi rispetto ad 2/, e così successivamente, con P,,Qj i prodotti
ana- loghi rispetto a t ; per mezzo delle relazioni X = V^u^ 4- Q^w,, y = V^u^
+ QyU^, ..., t = V,u^ + Q,^^, (37) la prima delle (36) verrà trasformata in una
equazione illimi- tata rispetto alle t^j, tt,, . . ., t*^ . — In modo analogo
verranno — 102 — trasformate in equazioni illimitate tutte le rimanenti
equazioni (36); ed allora, per mezzo di gruppi particolari di soluzioni di tali
equazioni illimitate in u^,u^,, . . ^u^ e per mezzo delle re- lazioni (37) e
delle analoghe non scritte, si troverà, come si è fatto pel caso di n = 2, la
forma che assumono le (31) allorché rappresentano una soluzione generale
dell'equazione proposta. (Cominciato a stampare il dì 12 Ottobre 1906,
Terminato il dì 15 Gennaio 1907), ERRATA-CORRIGE A pag. 12, penultimo verso, in
luogo di «(6), (7)» leggi «(5), (^6)» A pag. 19, verso 6.®, in luogo di «§ I»,
leggi «§ II». A pag. ì>7, sestultimo verso, a pag. 43 (l.*^, 4.°, ultimo
verso della Nota) ed a pag. 64, verso G.^ della prop. 33.% in luogo di « AVi-
THEAD leggi « WniTBHEAD ». A pag. 76, verso 2.°, prima del segno =, in luogo di
« a; »' leggi « x ». A pag. 80, verso 4.°, in luogo di «soluzioni» leggi
«equazioni». A pag. 83, ultimo verso, cambia le due A in due B. A pag. 94, verso
6.°, togli « (12) » dopo la parola « relazioni ». Come comincia ogni conoscenza
capace di deduttivo trattamento — Consi- stenza, compatibilità, indipendenza di
postulati — No- zione di classe e di relazione — Calcolo di classi o di
proposizioni e calcolo delle relazioni. Come qui si in- tende svolta l'Algebra
della logica ....... » 1-5 § II. Primo sistema di postulati e concreta
interpreta- zione di essi. — Addizione e moltiplicazione logica — Il tutto, il
nulla — Leggi commutative — Legge asso- ciativa per l'addizione — Legge
distributiva della mol- tiplicazione rispetto all'addizione — Legge dell'unità.
. » 5-8 § IH. Proposizioni fondamentali. Termine supplementare di un termine
dato Legge del medio escluso Legge di semplicità o di tautologia Leggi di assorbimento
Legge distributiva dell'addizione rispetto alla moltipli- cazione — Formule di
De Moruan — Legge associativa della moltiplicazione » 8-16 § IV. Legge di
reciprocità di Peirce e Schroder— Enun- ciazione della legge — Osservazioni —
Secondo sistema di postulati » 16-20 § V. Le inclusioni logiche — Delìnizioni
ed uguaglianze co- me equivalenti ad inclusioni — Operazioni sulle inclu- sioni
— Legge di contrapposizione — Osservazioni — Altre proposizioni — Teorema di
Poretsky — Esercizi . » 20-28 § YI. Le funzioni logiche. I loro sviluppi. I
loro discri- minanti. — Definizioni — Sviluppi di Boole e sviluppi reciproci —
I minima ed i maxima di un discorso in n termini — Osservazioni — Proprietà dei
discriminanti e delle funzioni sviluppate — Valori e dominio di esten- sione di
una funzione logica — Esempii » 28-41 — 104 — » 61-71 § VII. Le equazioni
logiche — l loro sistemi — Definizio- ni — Equazioni logiche equivalenti —
Discriminante di equazioni e di inclusioni — Condizione per la possibi- lità di
una equazione logica o di una inclusione — Si- stemi di equazioni — Sistemi di
inclusioni — Esercizii^ esempi pag. 41-51 § Vili. Il processo di eliminazione—
Le risultanti. — Il processo di eliminazione come equivalente a quello che
PoRBTSKY chiama problema delle conseguenze — Teorema di ScHRODER, e conseguenza
per la possibilità di un'e- quazione logica — Nozioni complementari sul dominio
di estensione di una funzione logica — Esercizio — Equa- zioni limitate ed
equazioni illimitate — Eserapii — Do- minii di estensione per le incognite che
verificano una equazione, ed esempii — Caso di un sistema di equa- zioni, ed
esempio — Come si restringe il dominio di estensione di unMncognita per un
valore assegnato, nel proprio dominio di estensione, ad un'altra incognita — Esempio
corrispondente — La risoluzione delle equazioni logiche. — Procedi- mento
generale — Trasformazione di equazioni limitate in equazioni illimitate —
Soluzione delle equazioni con una incognita e delle equazioni con due incognite
— Verifica — Soluzione di un problema di Jonhson — Equa- zioni con tre
incognite — Metodo di Jonhson per la so- luzione delle equazioni con un numero
qualunque di incognite, limitato al caso di due sole — Equazioni con una sola
soluzione — Funzioni w'** lineari prime e sepa- rabili prime (Whitbhead) — Il
problema inverso della soluzione delle equazioni — Le sostituzioni. Il problema
generale di Boole •— Metodo simmetrico di Scbrdder per risolvere le equazioni
logiche — In che consiste il problema più. generale di Boole per l'Algebra
della Logica, e soluzione di questo problema — Esempio— Come un'equazione
condiziona i minima d'un discorso in n termini — Metodo di Schrodbr per la
soluzione delle equazioni logiche. Insegnamento di Geometria descrittiva nella
Università di Napoli. Fascicolo stampato per uso degli studenti. Coutiene : oc)
Il programma del corso ed il programma di esame per Tanno 1906-1907. P)
L'elenco dei modelli geometrici donati dal prof. A. Del Re. Y) L'elenco dei
modelli geometrici eseguiti dagli studenti nel pe- riodo 1901-1906. d) L'
elenco dei modelli geometrici acquistati dal prof. A. Del Re sui fondi
assegnati alla sua scuola. L' indice dettagliato delle materie contenute nelle
Lezioni di Geometria Descrittiva. La Astàttca e le sue rappresentazioni prospettiche
-- presentata alla R. Accad. di Napoli, ed inserita nei Rendiconti della
medesima. Alfonso de Re. Keywords: implicatura. Luigi Speranza, “Grice e Re”.
Re.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Reale:
la ragione conversazionale del capretto di Kant -- erote demone mediatore, o del gioco delle
maschere nel convito – filosofia italiana – Luigi Speranza (Candia Lomellina). Filosofo italiano. Candia
Lomellina, Pavia, Lombardia. Ho la ferma convinzione che l’ACCADEMIA e la più
grande associazione o gruppo di gioco filosofico in assoluto comparso sulla
terra, e che il compito di chi lo vuole comprendere e fare comprendere agl’altri,
pur avvicinandosi sempre di più alla verità, non può mai avere fine. Studia a Casale
Monferrato e Milano sotto OLGIATI. Insegna a Parma e Milano. Fonda il centro di
ricerche di meta-fisica. La sua tesi di fondo è che la filosofia antica
dei romani crea quelle categorie e quel peculiare modo di pensare che hanno
consentito la nascita e lo sviluppo della scienza e della tecnica dell'occidente.
I suoi interessi spaziano lungo tutto l'arco della filosofia romana antica e i
suoi contributi di maggior rilievo hanno toccato via via APPIO, CICERONE,
ANTONINO, Aristotele, Platone, Plotino, Socrate e Agostino. Studia ognuno di
questi filosofi andando, in un certo senso, contro corrente e inaugurandone una
lettura nuova. La ri-lettura che da di Aristotele e del LIZIO in generale
– tanto influente a Roma -- contesta l'interpretazione di Jaeger, secondo il
quale i saggi del LIZIO seguirebbero positivisticamente un andamento
storico-genetico che partirebbe dalla teo-logia, passerebbe per la meta-fisica,
per approdare infine alla scienza. Reale sostenne invece la fondamentale unità
del pensiero metafisico del LIZIO. Ne “La filosofia antica”, mette in
evidenza come la filosofia di Teofrasto nel LIZIO si diffuse per l'aspetto
scientifico con un'ampiezza del tutto paragonabile a quella del maestro
Aristotele, rivelando però uno scarso spessore nella speculazione filosofica.
Da Stratone in poi, ciò provoca un ripiegamento della scuola del LIZIO verso
l'ambito della fisica e delle scienze empiriche. Per quel che riguarda
L’ACCADEMIA, importando in Italia gli studi della scuola accademica di Tubinga,
mette in crisi l'interpretazione romantica di Platone stesso, che risale a
Schleiermacher, e rivalua il senso e la portata delle dottrine non scritte, vale
a dire gli insegnamenti che gl’accademici hanno tenuto solo oralmente
all'interno della villa al ginnasio dell’Accademia e che conosciamo dalle
testimonianze dei discepoli. In questo senso, l’accademia risulterebbe essere
il testimone e l'interprete più geniale di quel peculiare momento della civiltà
che passa dalla cultura dell'oralità a quella della scrittura. Negli studi
su Plotino, contesta la tesi di fondo di Zeller che vede nel grande accademico il
principale teorico del pan-teismo e dell'immanentismo. Al contrario, R. ri-legge
Plotino come il campione della trascendenza metafisica dell'uno.
L'interpretazione che ha dato di Socrate, analogamente, si propone di risolvere
le aporie della cosiddetta questione socratica, entrata in un vicolo cieco dopo
gli studi di Gigon, secondo cui di Socrate non possiamo sapere nulla con
certezza. R. inaugura, invece, un nuovo modo di interpretare Socrate, non solo
cercando di risolvere dall'interno le testimonianze contraddittorie degl’allievi,
ma soprattutto guardando al contesto della filosofia italica prima di Socrate e
dopo Socrate. In questo modo, balzerebbe agl’occhi la scoperta socratica del
concetto di ‘animo’ (greco – animos) o anima come essenza e nucleo pensante
dell'uomo. Socrate dice che il compito dell'uomo è la cura dell'anima o
dell’animo: la psico-terapia, potremmo dire. Che poi oggi l'animo e interpretato
in un altro ‘senso’, questo è relativamente importante. Socrate per esempio non
si pronuncial sull'immortalità dell'animo, perché non ha ancora gl’elementi per
farlo, elementi che solo con emergeno coll’Accademia. Ma, nonostante ancora
oggi si pensa che l'essenza dell'uomo sia l’animo. Molti, sbagliando, ritengono
che l’animo e una creazione semitica: è sbagliatissimo. Per certi aspetti il
concetto di ‘animo’ e di immortalità dell'animo è contrario alla dottrina semitica
che parla invece di risurrezione dei corpi degl’uomini. Che poi i primi filosofi
della patristica utilizzano categorie della filosofia antica, e che quindi il
suo apparato concettuale sia in parte basato sulla filosofia antica non deve
far dimenticare che il concetto dell’animo è una concezione aria. L'Occidente
viene da qui. Infine, per quanto riguarda all’africano Agostino, tende a ricollocarlo nel contesto dell’Accademia dell’antichità e
quindi nel momento dell'impatto del dell’ebraismo con filosofia aria italica
cercando di scrostarlo di tutte le successive interpretazioni dell'agostinismo
medioevale. Ritiene, poi, che la cifra spirituale che caratterizza la
filosofia d’Occidente sia costituita dalla filosofia italica. È
stato infatti il logos a caratterizzare le due componenti essenziali della
filosofia d’Occidentre e precisamente a fornire gli strumenti concettuali per
elaborare l’ebraismo, dando luogo, così, a quella peculiare mentalità da cui
sono scaturite la scienza e la tecnica. Ma se la cultura d’non si capisce senza
la filosofia aria degl’italici, questa a sua volta non si capisce senza la meta-fisica
come studio dei veliani dell’unità dell'essere. Il lavoro che svolge, studiando
i filosofi italici – CROTONE, VELIA, GIRGENTI, ecc. -- vuole anche servire a un
confronto fra la meta-fisica antica e quella moderna. La preferenza che accorda
all’accademia dipende dal fatto che la scuola di Atene è, con la seconda
navigazione di cui parla nel Fedone, la creatora di questa problematica. Si
fa così porta-voce di un meditato ritorno alle radici della nostra cultura attraverso
la riproposta dei classici filosofi italici. E in sintonia con la Scuola di
Tubinga rinnova l'interpretazione, mettendo in luce la primaria importanza
delle dottrine non scritte di cui riferiscono gli allievi del fondatore stesso dell’Accademia
-- Aristotele del Lizio in primis. In
“Per una interpretazione dell’Accademia” fa affiorare l'immagine di una
accademia diversa, una accademia orale e in certo senso dogmatica. Del resto,
non è forse l’accademia stessa (ad esempio, nella Lettera VII) a garantirci che
la sua filosofia dev'essere ricercata altrove rispetto agli scritti? Lo stesso
corpus degli scritti dell’accademia, giuntoci nella sua interezza (circostanza,
questa, unica nella storiografia della filosofia antica), non presenta, invero,
quell'unità sistematica che ci si dovrebbe attendere, il che, ancora una volta,
depone a favore della tesi secondo cui l’accademia cerca altrove, e
precisamente nelle dottrine non scritte. Studia anche la metafisica del Lizio, smaschererebbe
la tesi fatta valere da Jaeger, secondo cui l'opera non presenta un'unitarietà
ma sarebbe piuttosto una sorta di zibaldone filosofico -- e, in particolare, il
libro XII risalir ebbein forza del suo spiccato interesse teologico alla
didattica del Lizio. Lungi dal risolversi in un coacervo di scritti risalenti a
differenti epoche e contesti, la Meta-fisica del Lizio rileva R. è
profondamente unitaria. Al centro c'è la definizione della meta-fisica come scienza
della causa e del principio, dell'essere in quanto tale, della sostanza, dei
dei e della verità. In “La saggezza antica”, R. sostiene che tutti i mali di
cui soffre l'uomo d'oggi hanno proprio nel nichilismo la loro radice e che
un'energico questi mali implicano il loro sradicamento, ossia la vittoria sul
nichilismo, mediante il recupero di un ideale e di un valore supremo, e il
superamento dell'a-teismo. Ma quello che egli propone non è affatto un ritorno
a-critico a certe idee della antica filosofia italica, ma l'assimilazione e la
fruizione di alcuni messaggi della saggezza antica, che, se ben recepiti e
meditati, possono, se non guarire, almeno lenire i mali degl’uomini, corrodendo
le radici da cui derivano. In una siffatta prospettiva, può acquistare un
valore eminentemente filosofico anche la filosofia in lingua latina in Seneca,
a suo parere ingiustamente trascurato da una lunga tradizione che non gl’ha
riconosciuto alcuna cittadinanza filosofica, per il fatto di non avere nato romano.
In “La terapia dell'anima” (Bompiani, Milano) riprende, ancora una volta,
l'idea che la filosofia degl’antichi in questo caso, quella di Seneca puo
costituire un farmaco per l'animo dilaniato degl’uomini. Oltre al campo
specifico della filosofia antica, si occupa a vario titolo anche della storia
della filosofia posteriore. Per esempio, nella stesura del noto “Manuale di
filosofia” per i licei edito dalla scuola oltre alla direzione delle collane
filosofiche classici della filosofia, Testi a fronte della Bompiani e I filosofi
per Laterza. Oltre a questo, i suoi principali scritti sono: “ Il
concetto di filosofia prima e l'unità della Meta-fisica del LIZIO” (Vita e
Pensiero, Milano); “Il Lizio” (Laterza, Bari); Storia della filosofia antica (Vita
e Pensiero, Milano); “Il pensiero occidentale dalle origini (Scuola, Brescia); Per
una nuova interpretazione dell’Accademia” (CUSL, Milano); “Proclo” Laterza,
Bari); “Filosofia antica” (Jaca, Milano); “Saggezza antica” (Cortina, Milano);
“Eros demone mediatore. Il gioco delle maschere nel "Simposio" dell’Accademia”
(Rizzoli, Milano); “L’accademia: alla ricerca della sapienza segreta” (Rizzoli,
Milano, Bompiani, Milano, La nave di Teseo, Milano); “La Meta-fisica del Lizio”
(Laterza, Bari); Raffaello: La "Disputa", Rusconi, Milano); “Corpo,
anima e salute: il concetto di uomo" (Collana Scienza e Idee, Cortina, Milano)
– cf. Grice, ‘urina sana, corpo sano, medicina sana – scremento sano -- “Socrate.
Alla scoperta della sapienza umana” (Rizzoli, Milano); “La filosofia antica” (Vita
e Pensiero, Milano); ““Radici culturali e spirituali dell'Europa” (Cortina, Milano);
“Storia della filosofia romana” (Bompiani, Milano, Collana Il pensiero
occidentale, Bompiani); “Valori dimenticati dell'Occidente” (Bompiani, Milano);
“ L'arte di Muti e la Musa accademica” (Bompiani, Milano); “Agostino” (Bompiani,
Milano); “Wojtyla: un pellegrino dell'assoluto” (Bompiani, Milano); “Auto-testimonianze
e rimandi dei Dialoghi dell’Accademia alle dottrine non scritte" (Bompiani,
Milano); “Storia della filosofia” (Scuola, Brescia); “Salvare la scuola
nell'era digitale” (Brescia, Scuola); “Responsabilità della vita: un confronto
fra un credente e un non credente” (Milano, Bompiani); “Mi sono innamorato
della filosofia” (Milano, Bompiani); “Romanino e la «Sistina dei poveri» a
Pisogne” (Milano, Bompiani); “Filosofia” (Scuola, Brescia); Introduzione,
traduzione e commentario della Meta-fisica del Lizio, su archive. Bompiani, Traduzioni
e commenti R. ha tradotto e commentato molte opere dell’Accademia, del Lizio e
dell’Accademia romana -- la sua nuova edizione delle Enneadi è stata
pubblicata nella collana "I
Meridiani" della Mondadori. Pubblica per Bompiani il poderoso volume I
presocratici, da lui presentato come la prima traduzione integrale. Nonostante
in Italia ne è già uscita una traduzione da Giannantoni edita da Laterza. Sostene
la presenza di lacune e manomissioni nel Giannantoni, lacune e manomissioni che
sarebbero dovute, a parere di R., all'ossequio all'ideologia e all'egemonia
culturale marxista, secondo cui in quel periodo gl’intellettuali di area
comunista dominano la scena in campo editoriale. CANFORA, in risposta alle
accuse di R., sostene la natura pubblicitaria e l'inconsistenza del
ragionamento. Si sostene che, se influenza c'è stata nel Giannantoni, essa è
stata di matrice idealistica, hegeliana e crociana – CROCE (si veda). Qualsiasi
omissione è da evitare, specie se non è segnalata nel testo. Con riguardo alla
presunta irrilevanza di taluni tagli operati da Giannantoni sottolinea come i
capretti a volte segnano la storia della filosofia più di alcuni filosofi e
togliere questi animali dai frammenti, così come far sparire dei cavolfiori, si
tasformarsi in una censura. Di Seneca, cura le opere in "Seneca. Tutti gli
scritti". Interprete dell’Accademia, La Stampa, Ripensando l’Accademia e
l’accademicismo” (Milano, Vita e Pensiero). Dimostra la profonda unità
concettuale di questi saggi di filosofia prima, mettendo in luce come Jaeger e
condizionato dal positivismo e dalla teoria dell'evoluzione della cultura
secondo le tre tappe di teologia-metafisica-scienza. Il concetto di filosofia
prima e l'unità della "Meta-fisica" di Aristotele” (Milano,
Bompiani); Storia della filosofia antica. La fondazione della botanica e il suo
guadagno essenziale. Verso una nuova immagine dell’accademia, Milano, Vita e
Pensiero, Cfr., in particolare, Il paradigma romantico nell'interpretazione dell’accademia,
di Krämer, Napoli, La filosofia antica,
Milano, Jaca. Ha ragione, bisogna
imparare ad accettare la morte, Corriere della Sera. Il concetto di filosofia prima (cf. Grice) e
l'unità della meta-fisica di Aristotele, Milano, Vita e Pensiero, La filosofia
di Seneca come terapia dei mali dell'anima, Milano, Bompiani, In memoriam. Pur
riconoscendo a Giannantoni una statura di studioso di prim'ordine, sostiene che
molti marxisti non presentano talune cose nella loro effettiva realtà. Pur non
potendosi parlare di complotto, nel testo di Laterza curato da Giannantoni
mancano in un'edizione chiamata l'unica integrale italiana decine e decine di
passi che elenco in 4 pagine all'inizio della mia traduzione dei veliani e
crotonensi. Ci sono inoltre indebite aggiunte assenti nell'originale. Una
raccolta di tal fatta, nata assemblando anche vecchie versioni e tagliando pure
molte note di queste ultime, ha l'effetto di svuotare le idee forti di codesti filosofi.
Svuotare, ironizzare, occupare uno spazio e toglierlo ad altri, evitare un vero
confronto. Ecco la vecchia tattica che rimane ancora molto viva. Naturalmente,
sul piano pubblicitario, si comprende la auto-esaltazione. La mia traduzione è
più completa della tua, come il mio bucato è più bianco del tuo. Ma anche la
pubblicità bisogna saperla fare. Ci sono lauree brevi da poco istituite in
proposito. Particolarmente inconsistente appare il ragionamento. Eccolo nella
sintesi fornita dal suo intervistator. Giannantoni e molto bravo, e questo lo
sapevamo anche senza il supporto di R., Laterza è innocente del sopra menzionato
reato ideologico. La colpa è della penetrazione comunista. Sembra quasi di
sognare. Ma questa è la caricatura dell'antica cantilena sui comunisti padroni
dell'editoria italiana. Per confutare questa sciocchezza BOBBIO si limita a
trascrivere i titoli del catalogo Einaudi. E infatti come negare l'affiliazione
bolscevica di BOBBIO? Che pena. Si fa riferimento all'osservazione secondo la
quale le omissioni di Giannantoni riguardano aspetti poco rilevanti per un
marxista come il frammento di Orfeo -- un mal-ridotto frustulo papiraceo in cui
si fa cenno ad un rituale misterico. Queste, e consimili, sono le omissioni
rimproverate dal neo-presocratico R. Sembra del tutto irrilevante sapere se
Kant, quando scrive la Critica della ragion pratica, mangia capretto o una
particolare minestra. Alla storia della filosofia questo poco interessi. Ma
sapere se un *orfico* o un crotonese mangia capretto è MOLTO significativo dal
punto di vista filosofico. Se l’orfico crotonese s’astene, allora e vegetariano
e, come tale, non ha condiviso la ritualistica italica in cui si consumeno le
carni offerte ai dei e si lasciano ai dei gl’aromi per segnare la distanza tra gl’uomini
e i dei. In sostanza, l’orfico crotonese crede, evitando il capretto, in una filosofia
in cui gl’uomini e i dei sono legati. Non è un capretto né una vacca quello che
manca in Giannantoni. Mancano in un'edizione chiamata l'unica integrale decine
e decine di passi che elenco in 4 pagine all'inizio della mia traduzione dei
Presocratici. Ci sono inoltre indebite aggiunte assenti nell'originale. Una
raccolta di tal fatta, nata assemblando anche vecchie versioni e tagliando pure
molte note di queste ultime, ha l'effetto di svuotare le idee forti di codesti
autori. Svuotare, ironizzare, occupare uno spazio e toglierlo ad altri, evitare
un vero confronto. Ecco la vecchia tattica che rimane ancora molto viva. Laudatio.
Radice, Tiengo, Seconda navigazione. Omaggio (Vita e Pensiero, Milano); Grampa,
"Ritornare a Crotone: intervista a sulla sua «Storia della filosofia
antica»", Vita e Pensiero. Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana, La mia accademia bocciata. Il cattolico amico dell’accademia. Critico
l’accademia di R. il marxismo non c'entra. La dittatura culturale del marxismo,
in Corriere della Sera, Treccani Storia della filosofia antica. Dalle origini a
Socrate. Ospitato su gianfranco bertagni. R. Storia della filosofia antica. Platone
e Aristotele. Storia della filosofia Come Filone e
Antioco sono i più tipici rappresentanti dell’Eclettismo greco, così CICERONE è
il più caratteristico rappresentante dell’Eclettismo romano. Antioco si colloca
decisamente a destra di Filone, diremmo con metafora moderna, mentre CICERONE
prosegue piuttosto sulla linea di Filone. Il primo elabora un Eclettismo
decisamente dogmatico, il secondo un Eclettismo cautamente e moderatamente
scetticheggiante. Non c’è peraltro dubbio che, dal punto di vista
speculativo, CICERONE resti al di sotto sia dell’uno che dell’altro, non
presentando alcuna novità che sia paragonabile alle formulazioni del
probabilismo positivo del primo o alla sagace critica antiscettica del
secondo. Se, in sede di storia della filosofia greca e romana, ci
occupiamo di Cicerone è soprattutto per motivi culturali più che
speculativi. ! Cicerone nacque nel 106 a.C. ad Arpino. Si accostò
fin da giovane alla filo- sofia, che coltivò con interesse e costanza. Tuttavia
l’amore della filosofia fu lungi dall’assorbire per intero tutte le
energie e gli interessi di Cicerone. Egli, infatti, si sentì
prevalentemente portato alla vita pubblica, alla vita forense e alla vita
politica. Perciò la sua scelta di fondo fu per la retorica, ossia per
l’oratoria. La sua carriera oratoria inizia pronto; e inizia la sua
attività politica, con la sua elezione a questore. Da allora in poi
Cicerone legò spesso il suo nome a clamorosi processi e a importanti
avvenimenti politici. Morì ucciso dai soldati di Marc’Antonio. Dei suoi
maestri di filosofia abbiamo già detto, e diremo ancora nel testo. I numerosi saggi
di filosofia di Cicerone pervenuteci furono da lui scritti nell’ultimo
periodo della sua vita: i Paradoxa Stoicorum; gli Academzica, due
dialoghi intitolati a Catullo e a Lucullo, di cui fece una seconda
redazione, in cui comparivano come interlocutori Attico e Varrone (degli
Acaderzica priora ci è rimasto il libro II Lucullus, degli Academica
posteriora il libro I e frammenti); il De finibus bonorum et malorum. Sono
pubblicate le Tusculanae disputationes, il De natura deorum e il De
offictis. A queste opere vanno inoltre aggiunte: il De fato, il De
divinatione, il Cato maior de senectute e il Laelius de amicitia. Da ricordare,
infine, sono le opere politiche De re publica e De legibus. Del De re
publica ci sono giunti i primi due libri, non completi, frammenti del
III, del, IV, del V e gran parte del libro VI, che già nell’antichità ha
vita autonoma col titolo Sognum Scipionis. Diamo dettagliate indicazioni in
Schedario, s.v. Per i rapporti fra Cicerone e Platone, cfr. l’eccellente
raccolta di testi in Dòrrie, Bausteine. In primo luogo, Cicerone offre, in
certo senso, il più bel paradigma di pensiero eclettico, che è come dire
il più bel paradigma della più povera delle filosofie, e, in certo senso,
la più antispeculativa delle speculazioni. In secondo luogo,
Cicerone è di gran lunga il più efficace, il più vasto e il più cospicuo
ponte attraverso il quale la filosofia greca si è riversata nell’area della
cultura romana e, poi, in tutto l'Occidente. E anche questo è un merito
non teoretico, ma di mediazione, di diffusio- ne e di divulgazione
culturale, e comunque di altissima classe. Ciò non toglie, però, che
Cicerone abbia intuizioni felici e anche acute su problemi particolari,
specie su problemi morali. Il De officiis è, probabilmente, la sua opera
più vitale. Inoltre, presenta anche ana- lisi penetranti. Tuttavia, si
tratta di intuizioni e di analisi che si collocano — per così dire — a valle della
filosofia; sui problemi speculativi che stanno a monte egli ha poco da
dire, come del resto in questo ambito hanno poco da dire quasi tutti i
rappresentanti della filosofia romana. Già i maestri frequentati da
Cicerone indicano chiaramente la ge- ografia del suo pensiero. Da giovane
udì l’epicureo Fedro e, più tardi, anche Zenone epicureo; sentì anche le
lezioni dello stoico Diodoto, conobbe a fondo il pensiero di Panezio e
allacciò stretti rapporti di amicizia con Posidonio; fu influenzato da Filone
di Larissa in modo decisivo e, inoltre, udì per un certo tempo anche le
lezioni di Antioco di Ascalona. Inoltre, lesse Platone,
Senofonte, le opere pubblicate di Aristotele, alcuni filosofi della
vecchia Accademia e del Peripato, ma sempre con i parametri della
filosofia del suo tempo. Da tutti prese e in tutti cercò conferme su
determinati problemi, eccettuati forse i soli epicurei, coi quali
polemizzò accesamente. Egli stesso si autodefinì espressamente come accademico,
e come accademico della corrente filoniana. Anche per lui, infatti, la
probabilità positiva è alla base della filosofia. Nell’operare la fusione
eclettica delle varie correnti, dunque, Cicerone non diede contributi
essenziali, perché tale fusione era già stata operata dai maestri che
egli aveva udito. Cicerone si limitò a ripropor- la in termini latini e
ad amplificarla non qualitativamente giacché questo non era possibile ma
quantitativamente. CICERONE respinge il tipo di eclettismo di Antioco e
assume, invece, una posizione simile a quella di Filone di Larissa: il dogmatismo
eclettico d’Antioco gli sembrava alquanto incauto, mentre il «probabili-
smo» filoniano lo appagava pienamente. Come avevano fatto molti dei nuovi
Accademici, CICERONE adotta il metodo della discussione del pro e del
contro su ogni questione. Questo metodo gli offre grandi vantaggi: in
primo luogo, gli offre la possibilità di far conoscere le varie posizioni
dei filosofi in materia, facendo largo sfoggio della sua erudizione; in
secondo luogo, gli offre la possibilità di valutare la consistenza delle
opposte tesi; in terzo luogo, il raffronto di opposte idee gli offre la
possibilità di scegliere la soluzione più probabile; infine, da buon
oratore e avvocato, trova che questo metodo costituisce un perfetto
esercizio di eloquenza. Dunque, il raffronto non deve portare alla
«sospensione del giudizio, bensì al ritrovamento del probabile e del verosimile
e anche all'esercizio retorico. Ecco le precise parole del
nostro filosofo che mettono bene a fuoco questo punto. A me è sempre
piaciuta la consuetudine dei Peripatetici e degli Accademici di discutere in
ogni problema il pro e il contro: non soltanto perché questo sistema è
l’unico adatto per scoprire in ogni questione l'elemento di
verosimiglianza, ma anche per l'ottimo esercizio che ciò costituisce per
la parola. Ma il passo ci permette di fare anche un’altra
riflessione. Cicerone pone e risolve i problemi filosofici sempre in
chiave prevalentemente culturalistica e mai direttamente, ossia in maniera
puramente teoretica. Le questioni che egli imposta sono quelle che già
altri hanno sollevato, e anche le soluzioni che sceglie sono per lo più
quelle già proposte in tutto o in parte da altri. E così si
spiega perfettamente come il suo moderato scetticismo per sua stessa
confessione non derivi tanto dalle difficoltà che intrinsecamente sollevano i
problemi della conoscenza e del criterio della verità (per esempio gli errori
dei sensi, e simili), quanto dalle diffi- [Tusc. Disput., Dérrie; ed. Virginio.]
coltà che scaturiscono dal dissenso circa le soluzioni di quei problemi
che sono state proposte dai vari filosofi. Di conseguenza, risulta
anche chiara la ragione per cui, da un lato il «dissenso» dei filosofi
sconcerti Cicerone, mentre dall’altro lo conforti in pari modo il «consenso»,
quando ci sia, al punto che egli non esita a fare di tale consenso ur
criterio di probabilità. Il vero, dunque, è irraggiungibile, come
prova il dissenso dei filosofi; tuttavia restano il probabile e il verosimile,
che sono se non il vero stesso, ciò che tuttavia al vero più si
avvicina. Dice Cicerone nel De natura deorum. Non siamo di quelli che
negano in assoluto l’esistenza della verità. Ci limitiamo a sostenere che a
ogni verità è unito qualcosa che vero non è, ma tanto simile a essa che
quest’ultima non può offrirci alcun segno distintivo che ci permetta di
formulare un giudizio e di dare il nostro assenso. Ne deriva che ci sono
delle conoscenze probabili le quali, benché non possano essere compiutamente
accertate, appaiono così nobili ed elevate da poter fungere da guida per
il saggio. Nel De officiis Cicerone ribadisce. Mi si chiede però, e proprio da
uomini di lettere e colti, se io creda di agire con sufficiente coerenza,
quando, mentre osservo che nulla può essere conosciuto con certezza,
tuttavia e soglio disputare di altre que- stioni e in questo stesso
momento cerco di dare regole sul dovere. A costoro vorrei che fosse abbastanza
noto il mio pensiero. Giacché io non sono di quelli il cui animo vaga
nell’incertezza e non ha mai un principio da seguire. Quale sarebbe
infatti la nostra mente, 0, piuttosto, la nostra vita, quando fosse tolta
ogni norma non solo di ragionare, ma anche di vivere? Come gli altri
affermano la certezza di alcune e l'incertezza di altre cose, noi invece,
dissentendo da loro, sosteniamo la probabilità di alcune cose e
l’improbabilità di altre. Che cosa, dunque, mi può impedi- re di seguire
ciò che mi sembra probabile e di disapprovare ciò che mi sembra improbabile,
e di fuggire così, evitando la presunzione di recise affermazioni, la
temerarietà, che è lontanissima dalla vera sapienza. E a questo «probabile» si perviene non
legandosi dogmaticamente ad alcuna Scuola, ma restando liberi di
scegliere ecletticamente ciò che pare più verosimile. Nelle Tuscolazze
leggiamo: De nat. deorum, ed. Pizzani; cfr. Acad. pr., De offictis, ed. Cataudella.
Esiste libertà di pensiero, e ognuno può sostenere ciò che gli pare; per
me, io mi atterrò al mio principio, e cercherò sempre in ogni que- stione
la probabilità massima, senza essere legato alle leggi di nessuna scuola
particolare che debba per forza seguire nella mia speculazione. Il probabilismo
di Cicerone è, in tal modo, strutturalmente con- giunto col suo
«eclettismo»: l’uno sta a fondamento dell’altro e vice- versa, e ambedue
hanno radice, più che teoretica, culturale e storica, come sopra
dicevamo. Questo ben spiega tra l’altro come, a seconda dei
problemi che Cicerone tratta, il probabile si assottigli fino a diventare
dubbio, oppure, per contro, si consolidi fino a diventare quasi
certezza. Anche Cicerone, come tutti i filosofi del suo tempo,
ritiene che il compito precipuo della filosofia consista nello stabilire il
«fine dell’uomo», e quindi la natura del sommo bene, e che, per poter far
questo, occorra stabilire quale sia il criterio del vero: Queste
sono le questioni massime in filosofia: il criterio della verità e il
fine dei beni, né può essere sapiente chi ignori o il principio del
conoscere o il termine dell’appetizione, così da non sapere da dove si
debba partire o dove si debba arrivare. Iniziamo dall’esame del «criterio del
vero», che è il punto di partenza. In primo luogo, CICERONE accoglie
positivamente la testizzonianza dei sensi. Non l’accoglie a livello
di certezza assoluta, ossia a livello di certezza tale da meritare l’assenso
totale, ma 4 livello di probabilità (si ricordino le posizioni di Filone
e di Antioco). L'evidenza dei sensi e dell’esperienza è, dunque, un primo
criterio: chi nega queste evidenze, sovverte la possibilità stessa della
vita.” Un secondo criterio Cicerone lo trova nel «senso comune»,
nel «consenso universale degli uomini» (nonché nel consenso dei
dotti). Egli usa anzi espressioni che riecheggiano una certa forma di
«inna- tismo», che si rifà, molto alla lontana, all’innatismo platonico
e, più [Tusc. disp., Acad. pr. Cfr. Acad. Pr.] da vicino, alla dottrina
della prolessi che come abbiamo visto è comune sia al Giardino sia al
Portico. Così Cicerone — per limitarci all'ambito che maggiormente
interessa ammette non solo che la natura umana ci abbia dato serzina
innata delle virtù, cioè naturali disposizioni alla virtù, ma che abbia
altresì ingenerato size doctrina notitias parvas rerum maximarum, per
raggiungere le medesime virtù. Ed è precisamente questo generico innatismo
la vera motivazione che gli fa ritenere come probante il senso comune e
il consenso di tutti gli uomini. Naturalmente, Cicerone non
ci sa dire di più a questo proposito: risale dal senso comune e dal consenso
universale a nozioni da- teci naturalmente, cioè innate, e con questo
crede di aver raggiunto un criterio dotato di evidenza tale da non aver
bisogno di ulteriore fondazione. Per i problemi fisici — cioè per
il grosso dei problemi cosmo-ontologici che le filosofie ellenistiche
includevano nella dottrina della NATVRA — Cicerone mostra pochissimo interesse.
Ciò è ben conforme al sentire squisitamente romano, il quale solo se vede
una precisa valenza pratica si interessa ai problemi
speculativi. Naturalmente, egli fa eccezione per i problemi di Dio e
dell’anima, che sono strettamente legati all’etica, nel senso che
condizionano, in ultima analisi, il senso ultimo della medesima.
Per quanto concerne la soluzione dei problemi metafisici e ontolo-
gico-cosmologici egli nutre uno scetticismo molto più spinto che per
tutto il resto. Non li sa impostare e risolvere, soprattutto per il
motivo che non gli interessano esistenzialmente. Perciò gli è anche più
como- do affermare che sulla natura delle cose è molto più facile dire
corze non sia la verità che non come sia, e che tutto è circonfuso di
tenebre che non si possono squarciare: Tutte queste cose ci restano
nascoste, occultate e circonfuse di dense tenebre, al punto che nessun
acume di umano ingegno è così grande, da saper penetrare nel cielo o
entrare dentro la terra.!° Tuttavia egli prudentemente non ritiene che
siano da bandire del tutto le questioni fisiche, perché la considerazione
della natura è, in [Tusc. disput., De finibus, Acad. pr.] ogni caso, cibo
e sostentamento della mente, forza che ci sorregge e che ci porta in alto
e, portandoci così in alto, ci permette di guardare con nuova ottica le
cose umane e quindi di ridimensionarle. Considerando le cose celesti e sublimi,
si comprende come le cose terrestri siano piccole e meschine. Senza
contare, poi, la gioia spirituale che noi proviamo allorché ci
imbattiamo, se non nell’irraggiungibile vero, in qualcosa di verosimile. Non
penso che si debbano bandire queste questioni dei fisi- ci. Infatti la
considerazione e la contemplazione della natura è come naturale pascolo
degli animi e degli ingegni. Ci innalziamo, ci sembra di diventare più
grandi, disprezziamo le cose umane, e pensando alle cose superiori e
celesti, disprezziamo queste nostre come piccole e vili. La stessa
indagine di cose grandissime e occultissime ci dà dilet- to. Se poi
accade che qualcosa ci sembri verosimile, allora l’animo si riempie di
piacere umanissimo.!! Come si vede, è sempre in chiave etica e
antropologica che Cicerone affronta i problemi. Sull’esistenza del divino
Cicerone non sembra nutrire dubbi. Il consenso di tutti i popoli è per lui la
prova più solida: Quanto all’esistenza degli dèi, la prova più solida che
se ne possa addurre è questa, a quel che pare: non c’è popolo, per quanto
barba- ro, non esiste uomo al mondo, per selvaggio che sia, che non
abbia nella mente almeno un’idea della divinità. Sugli dèi molti hanno
delle convinzioni errate, e questo fatto normalmente è dovuto
all’influenza corruttrice dell’abitudine: ma tutti quanti credono
nell’esistenza di una forza e di una natura divina, e questa convinzione
non è effetto di un precedente scambio di idee fra gli uomini e di un
accordo generale, né ha trovato appoggio in istituzioni o leggi: ora, in
ogni questione, il consenso dei popoli si deve considerare legge di
natura.! Analogamente, Cicerone non ha dubbi sulla Provvidenza:
sia le cose esterne dimostrano di essere state finalizzate in funzione
dell’uo- mo, sia la forma e la struttura dell’uomo stesso e dei suoi
organi ricon- fermano una organizzazione finalistica. E dire
organizzazione finalistica è dire Provvidenza. Acad. pr. Tusc. disput. Cfr. De
nat. deor. Nulla ripugna a Cicerone più della concezione meccanicistica
pro- pria dell’atomismo epicureo: un casuale e meccanico
accozzamento delle lettere dell’alfabeto non potrà mai — dice
sensatamente Cicerone — generare gli Arzali di Ennio: Come non provare
meraviglia, a questo punto, se qualcuno ritiene che corpi solidi e
invisibili siano trascinati dalla forza del loro peso e che dalla loro
fortuita unione sia derivato il mondo con tutti i suoi splendori e le sue
bellezze? Chi fosse disposto ad ammettere una cosa del genere non vedo
perché non dovrebbe anche ritenere che, se si raccogliessero da qualche
parte in un numero molto elevato di esemplari le ventuno lettere dell’alfabeto
foggiate in oro o in altro materiale e le si gettassero a terra,
dovrebbero ricostituirsi tutti gli Armati di ENNIO ormai pronti per la lettura:
un risultato che il caso non riuscirebbe forse a realizzare neppure
limitatamente a un solo verso. Più incerto si mostra, invece, Cicerone quando
deve prendere posizione circa la natura del divino. Egli, in primo
luogo, crede all’unità del divino. Ma come concepiremo, dal punto di vista
ontologico, questo divino-uno? Chi fin qui ci ha seguito non può aver
dubbi sul fatto che alla do- manda non potremo avere se non risposte
ambigue e oscillanti fra spi- ritualismo e materialismo. E, questo, non
già per ragioni contingenti, ma per motivi strutturali. In effetti, o si
recuperavano i risultati della seconda navigazione platonica e il senso
del trascendente, oppure le affermazioni sulla spiritualità del divino dovevano
rimanere senza alcun fondamento teoretico. Nelle Tuscolane leggiamo. E il divino stesso, quale noi ce la
rappresentiamo, non può essere concepita che come uno spirito
indipendente, libero (vers soluta quaedam et libera), e privo di ogni elemento
corruttibile: uno spirito che tutto sente e tutto muove, ed è a sua volta
dotato di eterno movimento. Ma l’espressione «7ens soluta quaedam et libera»
non ci deve trarre in inganno, perché questa z2ers soluta et libera non può
essere pen- sata da Cicerone in funzione della categoria del
soprasensibile, tant'è che egli finisce per accettare l’ipotesi stoica
che si tratti di aria e fuoco, oppure anche dell’aristotelico etere. De
nat. deor., Tusc. disput. Analogamente CICERONE non dubita
dell'immortalità dell’anima, giacché è la natura stessa che ha posto in
noi questa convinzione, tanto è vero che tutti si preoccupano di quello che
sarà dopo la morte.!8 Questo è per Cicerone il più valido
argomento a favore dell’immortalità, anche se non esita a riprendere, di
rincalzo, le tradizionali prove di estrazione platonica.! L'anima è ciò
che ci congiunge al divino ed è quasi il punto di tangenza che l’uomo ha
col divino. Niente di quello che sta sulla terra può spiegare l'origine
dell’ani- ma, perché in essa non c’è nulla che sia misto o composto,
nulla che si possa considerare derivato o formato dalla terra, nulla che
abbia la natura dell’acqua, dell’aria o del fuoco. In effetti, nella
composizio- ne di questi elementi, non rientra nulla che abbia la
proprietà della memoria, dell’intelligenza, del pensiero, che possa
ritenere il passato, prevedere il futuro, abbracciare il presente: questi sono
attributi esclusivamente divini e non si potrà mai trovare per loro altra
provenienza che non sia la divinità. L'anima, insomma, ha un’essenza e
una natura del tutto speciali, e ben distinte da quelle degli altri
elementi comuni e a noi noti. Pertanto, qualunque sia la natura di
quell’entità che sente, che conosce, che vive, che agisce, essa deve
essere necessa- riamente celeste e divina, e di conseguenza eterna. E la
divinità stessa, quale noi ce la rappresentiamo, non può essere concepita
che come uno spirito indipendente, libero, e privo di ogni elemento
corruttibile: uno spirito che tutto sente e tutto muove, ed è a sua volta
dotato di eterno movimento. Di questa specie e di questa medesima natura
è l’anima umana.? Naturalmente, anche a proposito del problema della
natura dell’a- nima si notano le stesse incertezze e le stesse
oscillazioni che abbiamo notato a proposito del problema della natura del
divino. E la radice di queste incertezze è la medesima: la natura
dell’anima è filosoficamente determinabile solo in funzione della
categoria del soprasensibile. Altrimenti si cade inesorabilmente nel
materialismo. E, infatti, poco prima del passo letto, Cicerone
scrive: E certo, se la divinità è aria o fuoco, come lei è fatta
l’anima dell’uomo: quella sostanza celeste non ha in sé né terra né
liquido, e ! Cfr. Tusc. disput.] questi due elementi sono egualmente assenti
dall'anima umana. Se poi esiste una quinta essenza, quella introdotta da
Aristotele, essa rientra sia nella divinità sia nell’anima.?! Ma
aria, fuoco e la stessa quinta essenza sono, appunto, sempre e solo
materia. La parte della filosofia che di gran lunga più interessa
Cicerone è l’etica. E non è quindi senza ragione che le sue due opere più
vive siano quelle Suz doveri e Sul fine dei beni e dei mali. Più che
mai è vero per Cicerone che non la aristotelica pura attività
contemplativa, ma la attività pratica e sociale è regina. Ecco un passo
molto eloquente. Ritengo siano più conformi alla natura quei doveri che
promanano dal sentimento sociale, che non quelli che promanano dalla
sapienza, e questo può essere affermato dal seguente argomento, che, se a
un uomo sapiente toccasse una condizione di vita tale che, affluendo a
lui le ricchezze più varie, egli potesse dedicarsi in piena tranquillità
allo studio e alla contemplazione di tutte quelle cose che sono degne
di essere conosciute, tuttavia, se la solitudine fosse così grande che
non potesse vedere nessun uomo, egli preferirebbe morire. Infatti,
la conoscenza e la contemplazione (della natura) sarebbero in certo modo
manchevoli e imperfette, se non dovesse seguir loro alcuna attività
concreta; e questa attività si manifesta specialmente nell’assicurare l’utilità
degli uomini; riguarda, dunque, la società del genere umano; perciò
questa deve essere anteposta alla scienza. Ma, anche in questo ambito
specifico, si cercano invano delle novità di fondo in Cicerone. Egli
discute le etiche dei sistemi epicureo, stoico, accademico e peripatetico;
respinge in blocco la morale epicurea e procede a eclettici accomodamenti
fra le altre. Da un lato, egli è portato ad ammirare soprattutto la morale
stoica, da un altro lato fa concessioni alla morale accademica e a quella
peri- patetica (che egli considera sostanzialmente identiche. Tusc.
disput., De offictis, (nel passo omesso dopo i puntini Cicerone parla
della superiorità della sophia sulla phroresis, ma autocontraddicendosi
in modo impressionante). Cicerone non può, infatti, accettare il principio
stoico che solo il sapiente è buono e tutti gli altri sono viziosi,
perché egli rileva la sapienza dello stoico sapiente è tale che alcun
mortale ancora non ha raggiunto, e perciò egli propone di considerare ciò
che è nella con- suetudine e nella vita comune, non quello che è nelle
pure aspirazioni e nei puri desideri. Anche per lui il principio
fondamentale della morale è seguzre la nostra natura individuale nel
rispetto della generale natura umana. Questo richiamo alla natura
dell’uomo, che è anima e corpo, permette a Cicerone di temperare la morale
stoica e rivendicare anche i diritti del corpo, giacché è necessario
vivere biologicamente, ossia soddisfare alle esigenze del corpo, proprio
per poter ulteriormente soddisfare alle esigenze della ragione. E, così,
per questo aspetto, egli si schiera dalla parte dei Peripatetici, come
già Panezio e Posidonio avevano in parte fatto. Ma poi torna agli
Stoici nel riportare la virtù interamente alla ragione, dissentendo dalla
tipica concezione aristotelica della virtù etica come via di mezzo fra
opposte passioni. E come gli Stoici, egli ritiene la virtù autosufficiente
e bastevole per la vita felice. E sembra allearsi con gli Stoici anche
nel concepire il saggio come privo di passioni e
imperturbabile. Infine, anche le rivendicazioni dell’umana libertà
nell’opera Sul Fato vanno ben poco oltre
la pura affermazione di una libertà intuitivamente colta: i moti volontari
dell’anima non hanno cause esterne ma dipendono da noi, nel senso che ne
è causa la natura stessa della nostra anima. Quando Cicerone dai
prin- cìpi scende all’analisi dei doveri intermedi (quelli che gli Stoici
chiamano kathekonta), allora mette in evidenza tutta la sua intelligenza
e assennatezza pratica. Ma qui siamo, ormai, non più nel campo della
filosofia in senso stretto, ma piuttosto in quello della fenomenologia
morale. D'altra parte è inevitabile che tutte le notazioni e i rilievi
originali che si ritrovano in Cicerone nell’ambito delle analisi morali
non va- dano oltre il piano fenomenologico e restino teoreticamente in
certo senso un poco informi. De amicitia Cfr. De officiîs. Le ambigue
risposte ai problemi ontologici e antropologici dell’eclettismo non gli
permettono — proprio per ragioni strutturali di spingersi
oltre. Come giustamente scrive Marchesi, Cicerone non da nuove idee
al mondo. Il suo mondo interiore è povero per la ragione che dà ricetto a tutte
le voci. Il suo contributo maggiore sta, dunque, nella fusione e
divulgazio- ne della cultura antica e, in questo ambito, egli è veramente
una figura essenziale nella storia spirituale dell'Occidente. Anche qui è
ancora Marchesi che scrive si manifesta la forza divulgatrice e
animatrice dell’ingegno latino: perché nessun Greco sarebbe stato capace
di diffondere, come ha fatto CICERONE, il pensiero greco per il mondo. La
figura di uomo dalle conoscenze enciclopediche di Varrone. Uomo di vaste
conoscenze filosofiche come Cicerone, e anche VARRONE (si veda). Egli fu
propriamente un enciclopedico: già i suoi con- temporanei lo giudicarono
il più colto dei Romani. Più che di una filosofia di Varrone si può
parlare di implicanze filosofiche della sua cultura
generale. Contrariamente a Cicerone, che come abbiamo visto segue
Filone di Larissa, egli si schiera dalla parte di Antioco, e gli resta in
larga misura fedele. La sua concezione dell’anima come pneuma
e del divino come anima del mondo sono in perfetta sintonia appunto con
l’ecletti-smo stoicizzante antiocheo. E le sue idee morali non
presentano novità di rilievo. La dottrina filosofica per cui egli è più
noto consiste nella distinzione delle tre forme di teologia (una distinzione
che ha radici molto antiche: la
teologia favolosa o mitica dei poeti; la teologia naturale propria dei
filosofi; la teologia civile, che si esprime nelle credenze e nei culti
delle Città. Marchesi, Storia della filosofia latina, Milano. Per
uno sta- to della questione, una dettagliata analisi del pensiero
filosofico di Cicerone e per aggiornamenti bibliografici, si veda l’opera
citata supra, che contiene la trattazione del nostro autore a cura di Gawlick e
Gòrler. E nato a Rieti] VARRONE È fuori dubbio che Varrone ritenesse la seconda
forma di teologia come la più vera. Tuttavia, Boyancé rileva quanto
segue: «da tempo alcuni filosofi si sforzavano di dare un posto alla
teologia dei poeti e delle Città. Si trattava della tradizione storica
dei Greci e di Roma e Varrone aveva un rispetto tutto romano di questa
tradizione. L’erudito, in lui, rispettoso in particolare della storia delle
parole, credeva di poter fondare la verità dei filosofi. Tutto ciò non avveniva
in Varrone senza esitazioni, dubbi e scacchi, di cui aveva
consapevolezza. Ma egli era sostenuto dal fervore delle sue convinzioni e
dalla vastità delle sue conoscenze. Boyancé, Les implications
philosophiques des recherches de Varron sur la re- ligion bumaine, in
«Atti del Congresso Internazionale degli Studi Varroniani», Rieti. Cfr.
Schedario. Giovanni Reale. Reale. Keywords: Crotone, Velia, Crotonensi,
la scuola di Crotone, la scuola di Velia, I veliani, Parmenide, Girgentu –
filosofia siciliana – magna Grecia non e Sicilia --. I confine della magna
Grecia – filosofia italica, filosofia italiana – la filosofia nella peninsula
italiana in eta anticha – filosofia Latina, filosofia romana. Catalogo di Nome
di Filosofi Italici, il poema di Parmenide, il poema di Girgentu, il poema di
Velia, la porta rossa di Velia, Zenone di Velia, Filolao di Taranto, Gorgia di
Lentini, Archita di Taranto, studi degl’antichi italici da I romani, Etruria e
Magna Grecia, le radice etrusche della filosofia romana, fisiologia, teoria
dela natura, uomo, la moralia, la colloquenza o dialettica. Refs.: Luigi
Speranza, “Grice e Reale” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Reghini:
la ragione conversazionale -- numero tri-angolare, numero qua-drato, numero
pi-ramidale -- l’implicatura del numero sacro crotonese, e il simbolismo duo-decimale
del fascio littorio etrusco – la scuola di Firenze -- filosofia toscana -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Firenze).
Filosofo italiano.
Firenze, Toscana. Grice: “It’s difficult to call Reghini a philosopher; yes, he
was interested in Pythagoras – but to what extent can, in spite of Russell,
number GROUND a whole philosophy?” Studia
a Pisa. Insegna a Roma. Promotore della setta di Crotone, è affiliato a vari
gruppi dell'esoterismo italiano. Entra nella società teo-sofica e ne fonda la
sezione romana. Fonda a Palermo la biblioteca di teo-sofia filo-sofica. È iniziato
a Memphis di Palermo, rito massonico di supposta origine egizia. Entra a
Firenze nella loggia Lucifero, dipendente dal Grande Oriente. Adere al martinismo
papusiano, diretto da SACCHI, verso le carenze della cui maestranza e
pubblicistica apporta una demolizione magistrale. È chiamato d’ARMENTANO, che
lo avvia allo studio della scuola di Crotone. Entra nel supremo consiglio universale
del rito filosofico italiano, dal quale però si dimise, non havendo infatti
un'alta opinione dello stato della massoneria in Italia. Insignito del XXXIII massimo
grado del rito scozzese antico e accettato, entra a far parte come membro
effettivo del supremo consiglio, di cui è cancelliere e segretario. Gl’anni
della grande guerra vedeno discepoli e maestri della schola italica pitagorica partire
volontari per il fronte. Non rimase inerte innanzi al sorgere dell’istanze
interventiste. Partecipa attivamente alla manifestazione romana del maggio,
culminata in Campidoglio, tesa ad ottenere la dichiarazione di guerra. Accolto
nell'accademia militare di Torino come allievo ufficiale di Genio, parte volontario
per il fronte, ottenendo sul campo il grado di capitano di Genio. Lui ed
il suo maestro ARMENTANO creano a Roma l'associazione pitagorica, che riprende
le fila di precedenti esperienze e si richiama operativamente al sodalizio
pitagorico. Fonda e anima varie riviste, con interventi sagaci e ricchi di
dottrina. Scrive sul papiniano “Leonardo”, dando vita ad “Atanór, Ignis, e UR,
con COLAZZA, EVOLA (si veda) come
direttore, PARISE, ed ONOFRI. Contrasti d'idee e caratteriali prevalser nel
rapporto di collaborazione fra lui ed EVOLA, provoca la scelta evoliana di
allontanamento di questi, assieme a PARISE, dalla rivista “UR” -- rivista sórta
a esprimere al pubblico della cultura l'intento dell'occulto Gruppo di Ur -- dove
il maestro fiorentino pubblica con l'eteronimo di ‘Pietro Negri’. E se ne ha
anche strascichi giudiziari. Infatti EVOLA tenta di farlo incriminare per
affiliazione massonica -- affiliazione che costituiva reato dopo l'imposizione
di scioglimento dell’associazioni segrete decretata dal regime fascista. Ma il
potere giudiziario opta infine per un accordo tra i due onde evitare uno scandalo.
Per via del condizionamento repressivo fascista volto all'emarginazione di
tanti esponenti dell'esoterismo italiano – ARMENTANO parte per il Brasile --, ormai
isolato si ritira dalle attività pubbliche e a Budrio si dedica
all'insegnamento nel circolo quirico filopanti, alla meditazione in chiave
pitagorica delle scienze matematiche. Ottenne riconoscimenti dei lincei e dall'accademia per la sua opera
sulla restituzione della geo-metria pitagorica. Il Crepuscolo dei Filosofi regalato
dal suo autore, Papini all’amico Arturo al suo ingresso nella loggia fiorentina
‘Lucifero.” Nel fronte-spizio una dedica ad inchiostro, scolorito dal tempo, ‘Al
fratello R. il suo PAPINI’ in R., pitagorico, su il manifesto Rito filosofico italiano, Massa, “Pagine
esoteriche” (Finestra, Trento). In questa qualità firma il decreto del suo
scioglimento (riprodotto in Sessa, I sovrani grandi commendatori e storia del supremo
consiglio d'Italia del rito scozzese antico ed accettato, Palazzo Giustiniani
(Bastogi, Foggia), in seguito all'approvazione alla camera dei deputati del
progetto di legge sulla disciplina delle associazioni, presentato da MUSSOLINI,
mirante allo scioglimento della massoneria. Iacovella, "Il barone e il pitagorico”,
Vie della Tradizione, Cfr. la recensione fatta ne da Guénon. Altri saggi: ““Parola
sacra e parola di passo dei gradi”; “Il mistero massonico” (Atanor, Roma); “Geo-metria
pitagorica” (Basilisco, Genova); “Il numero sacro nella tradizione pitagorica”;
“Il numero sacro e la geo-metria pitagorica”; Il fascio littorio, ovvero il simbolismo duo-decimale”;
Il fascio etrusco” (Basilisco, Genova); “Il numero sacro nella tradizione crotonese”
(Ignis, Roma); “Del numero”; Prologo Associazione culturale Ignis, Dell'equazione
indeterminata di secondo grado con due incognite” (Archè/pizeta); “Della soluzione
dell'equazione di tipo Pell x2-Dy2=B e del loro numero” (Archè/pizeta); “Il
numero tri-angolare, il numero qua-drato, il numero pi-ramidale a base tri-angolare, il numero piramidale a
base qua-drata” (Archè/pizeta); “Dizionario filologico” (Associazione culturale
Ignis"), Cagliostro, ("Associazione culturale Ignis"), “Considerazioni
sul rituale dell'apprendista libero muratore” (Phoenix, Genova); “Paganesimo, scuola
di Crotone, Massoneria” (Mantinea, Furnari, Messina); “Per la restituzione
della massoneria crotonese italica (Raffaelli, Rimini); “La tradizione crotonese
massonica” (Melita, Genova); “Trascendenza
di spazio e tempo”, Mondo Occulto (Napoli, ASEQ). Cura “De occulta philosophia”
di AGRIPPA (Fidi, Milano); I Dioscuri,
Genova; La Sapienza pagana e crotonese (La Cittadella. I Libri del Graal. Geminello Alvi, R., il
massone pitagorico che ama la guerra, Corriere della Sera; Paradisi, Il pitagorico
che sogna l’impero, L’Indipendente, Luca, "Un intellettuale neo-pitagorico
tra massoneria e fascismo" (Atanòr, Roma); Parise, "Nota su R.",
in calce a “Considerazioni sul rituale dell'apprendista libero muratore” (Phoenix,
Genova); Sestito, “Il figlio del sole” (Ancona, Associazione Culturale Ignis); Via
romana agli Dei Amedeo Rocco ARMENTANO, Evola
Parise, Schiavone, a metà strada tra fascismo e massoneria, su archivio storico.
Centro Giorgi Scuola Normale Superiore di Pisa, Breve biografia su mathematica.
Boni, Omaggio su rito simbolico; Un pitagorico dei nostri tempi; Bizzi, La
Tradizione occidentale. Grandi massoni. Illustre matematico e anti-fascista --
grande oriente. Pitagorico, su ilmanifesto. Derivo
l’espressione di «corrente tradizionalista romana» dal po¬ deroso
(e ponderoso) lavoro di P. DI VONA, Evola e Guénon. Tradizione e civiltà,
Napoli, in cui, nel VI cap., intitolato appunto Il tradizionalismo romano, l’A.
studia la «corrente romana del tradizionalismo, ad opera di R., Evola e GIORGIO.
È evidente che col termine «corrente» noi non intendiamo riferirci (se
non in singoli casi, che ben preciseremo) ad una linea di pensiero omogenea,
bene organizzata in un gruppo unitario e compatto dalle caratteristiche
comuni, ideologicamente e politicamente parlando, ma ad una tendenza che
potè as sumere aspetti e sfaccettature diverse, come proprio i casi
di R., Evola e GIORGIO (e non sono certo gli unici) sono a dimostrare.] zioni
e che non mancherà di ulteriori sviluppi. In questa sede sarà
sufficiente fare rapido riferimento a quell’epoca gravida di grandi e decisive
trasformazioni che fu il Rinascimento italiano. È soprattutto nel corso del XV
secolo che tradizioni oc¬ culte, sopravissute per secoli nel più grande
segreto, paiono ricevere nuova linfa e l’impulso ad una nuova
manifestazione dal contatto con personalità dell’Oriente europeo di altissima
rilevanza intellettuale, come quella di PLETONE, il grande
rivitalizzatore della filosofia platonica negli ultimi anni dell’Impero
d’Oriente e fondatore di un cenacolo esoterico a Mistra, la medievale erede
dell’anti¬ ca Sparta, all’interno del quale, oltre a conservare
testi dell’antichità pagana (come le opere dell’impe¬ ratore Giuliano,
che vi venivano trascritte), si celebravano veri e propri riti e si elevavano
inni in onore degli dèi olimpici. La figura e la funzione di PLETONE
sono ancora troppo poco note in generale e, in Italia, non ancora
studiate. In genere, ci si limi- [Cfr. ad esempio: R. DEL PONTE, Sulla
continuità della tradizio¬ ne sacrale romana, Arthos; vedi anche:
SIMMACO, Relaziones sull’altare della Vittoria, con un’introduzione di R. del
Ponte su Simmaco e isuoi tempi. Edi¬ zioni del Basilisco, Genova] Si
tenga conto che nel sud del Peloponneso sono attestati, a livello
popolare, culti nei confronti degli dèi classici. In lingua italiana
mancano ancora del tutto studi approfonditi.] ta a citare, a proposito di lui,
la sua partecipazione al Concilio di Firenze e l’istituzione
dell’Accademia Platonica Fiorentina, che ebbe sede nella villa di Careggi
(o delle Cariti, o Muse), concepita da Cosimo il Vecchio e realizzata da Lorenzo
il Magnificosu suggestione del Pletone. Ma gli effetti dovettero essere
ancora più interessanti e gravidi di conseguenze, se si considerino i legami,
ad esempio, PLETONE e MALATESTA. Signore di Rimini: colui che ne sottrarrà il
cadavere agl’Ottomani, i quali avevano occupato Mistra, onde deporlo
pietosamente in un’arca marmorea del suo famoso Tempio Malatestiano. Lo
stesso Malatesta dovette pure essere in rapporto con la ben nota
Accademia Romana di Pomponio Leto, propugnatore, scrive Pastor, del
romanesimo nazionale antico. Il capo [Ci si dovrà pertanto limitare a
rimandare a: KIESZKOWSKI, Studi sul platonismo del Rinascimento in
Italia, Sansoni, Firenze; FENILI, Bisanzio e la corrente
tradizionale del Rinascimento, in Vie della Tradizione, (ci viene
comunicato ora, che a cura dello stesso P. Fenili è in corso di stampa
un’antologia di brani di Pletone, dal titolo Paganitas, lo squarcio nelle
tenebre, per Basala Editore di Roma). Di recente, ci è capitato di leggere in
un’insolita pubblicazione, una rivistina satirica di sinistra, un reportage da
Mistra singolarmente informato e documentato su PLETONE e la sua scuola
(cfr. .LOSARDO, La repubblica dei Magi. Da Sparta alla Firenze, in
Frigidaire. Per mezzo del Platina (definito da Pomponio pater sanctissi-
mus), 1 ’Accademia Romana intratteneva rapporti col Malatesta, il quale
dell’Accademia Romana, riporta il von Pastori spregia la religione
cristiana ed usciva in violenti discorsi contro i suoi seguaci venera il genio
della città di Roma. Quale rappresentante di queU’umanesimo, che
gravitava verso il paganesimo, si schierarono ben presto attorno a Pomponio un
certo numero di giovani, spiriti liberi dalle idee e dai costumi mezzo
pagani. Gli iniziati consideravano la loro dotta società come un
vero collegio sacerdotale alla foggia antica, con alla testa un pontefice
massimo, alla quale dignità fu elevato Pomponio Leto. Si noti che
sembra certa l’adesione alla cerchia del Leto del principe Francesco
Colonna, Signore di Palestrina, l’antica Praeneste, dai più ritenuto
l’autore della celeberrima Hypnerotomachia Poliphili, un testo molto
citato, ma molto poco letto e soprattutto compreso, dove, in ogni modo,
una sapienza ermetica si sposa all’esaltazione, non tanto filosofica. E notoriamente
nemico dei papi e ammiratore del movimento pagano di Mistra (cfr. F.
Masai, Pléthon et le platonisme de Mistra, Paris] L’opera del Masai è a
tutt’oggi la più completa esistente sulla dottrina e la figura di PLETONE).
Si noti che Platina e allievo a Firenze d’Argiropulo, discepolo di Pletone, e
che un altro antico discepolo, Bessarione, si prodigò per la liberazione
da Castel Sant’Angelo dei membri dell’ACCADEMIA ROMANA, dopo che furono
accusati dal papa Paolo II — non senza fondamento — di paganesimo. 11
Masai si domanda se l’Accademia Romana non fosse in qualche modo una filiale di
quella di Mistra. PASTOR, Storia dei Papi, Roma] quanto mistica, del
mondo della paganità romano¬ italica, culminante nella visione di Venere
Genitrice. Se si rifletta al fatto che Francesco Colonna, realizzatore dell’imponente palazzo
gentilizio eretto sulle rovine del tempio di Fortuna Primigenia (ancora
oggi ben identificabili nelle strutture originali), vantava discendenza
diretta dalla gens Julia e quindi da Venere, si potrà allora intravedere
come l’apporto vivificante della corrente sapienziale reintrodotta in
Italia da PLETONE si fosse incontrato col retaggio gentilizio di una
tradizione antichissima, gelosamente custodi¬ to nel silenzio dei secoli
col tramite di alcune famiglie nobiliari italiane, in ispecie laziali,
generosamente fruttificando: nel senso di spingere ad un rin¬ novamento
tradizionale non solo l’Italia, ma persino, ad un certo momento, lo stesso
papato, se avventi [Risulterà forse sorprendente apprendere come i Colonna
possedessero ancora fino ai nostri giorni il feudo originale di Giulio Cesare,
Boville (Frattocchie d’Albano). É visibile nel giardino Colonna al
Quirinale l’aitare antico dedicato al Vediove della gens Julia (notizie
ricavate da: P. COLONNA, I Colonna, Roma). Tolomeo 1 Colonna
ostentava il titolo di Romanorum consul excellentissimus e Julia stirpe
progenitus -- cfr.FEDELE, s.v. Colonna, Enciclopedia Italiana. Ha compiuto
un’attenta analisi deWHypnerotomachia Poliphili (editio princeps, presso
Manuzio) come opera di COLONNA, M. CALVESI, Il sogno di Polifilo prenestino,
Roma. Si veda anche: OLIMPIA PELOSI, Il sogno di Polifilo: una quéte
dell’umanesimo, ed. Palladio. Ambesi, in considerazione della dimensione
iniziatica dell’opera di COLONNA, la considera come un’anticipazione cifrata
del movimento dei Rosacroce (/ Rosacroce, Milano). ne che poco mancò che
salisse al soglio pontificio quel BASSARIONE che e discepolo diretto
di PLETONE (si veda) Pletone, da lui giudicato, come scrisse in una
lettera privata ai figli del maestro dopo la sua morte, il più grande dei Greci
dopo Platone. Ma altri tempi tristi dovevano giungere, tempi in cui
sarebbe stato più prudente tacere, come dimostra il bagliore delle fiamme in
Campo dei Fiori, il corpo, ma non l’animo, di BRUNO (si veda) rivivificatore generoso, ma impaziente,
di dottrine orfico-pitagoriche, che trovavano analoga eco — frutto di una
linfa non mai del tutto estinta nell’Italia Meridionale — nella
poesia e nella prosa dell’irruente frate calabrese CAMPANELLA (si veda),
lui pure oggetto di odiose persecuzioni. Bisogna giungere sino
all’unità d’Italia, parzialmente realizzatasi con la fine della millenaria
usurpazione temporale dei papi, per trovare una situazione mutata. A
questo punto bisogna chiarire una volta per tutte, con la maggiore evidenza,
che dal punto di vista del tradizionalismo romano l’unità d’Italia —
indipendentemente dai modi con cui [Si dovrà ricordare che BESSARIONE (si
veda) raccolse cum pietate nel suo studio le opere e i manoscritti del
maestro, in particolare alcuni frammenti apertamente pagani delle Leggi,
dotandone poi la Biblioteca Marciana da lui fondata, a Venezia.] potè in
effetti verificarsi (modi spesso arbitrari e prevaricatori della dignità
e delle sacrosante autonomie di diverse popolazioni italiche) e dall’azione
di certe forze sospette (Carboneria, massoneria e sette varie) che
per i loro fini occulti poterono agevolarla — era e rimane condizione
imprescindibile e necessaria per ritornare alla realtà geopolitica dell’Italia
au- gustea (e dantesca): quindi per propiziare il rimanifestarsi nella
Saturnia tellus di quelle forze divine che ab origine a quella realtà
geografica — consacrata dalla volontà degli dèi indigeti — sono legate.
È un dato che si dovrà tenere ben presente, per meglio intendere
certi fatti che avremo modo di esporre in seguito. Intanto è
nell’aria qualcosa di nuovo e antico insieme, che verrà avvertito dalle anime
più sensibili. Fra queste, il grande PASCOLI (si veda)i, con un
equilibrio ed una compostezza veramente classici, valendosi di una sensibilità
non inferiore a quella con cui in quegli stessi anni conduceva l’esegesi
di certi lati occulti della dantesca Commedia, con il seguente sonetto (e
col corrispondente testo in esametri latini, da noi non riprodotto) celebrava
in una semplice aula scolastica la solennità. L’aratro è fermo: il toro
d’arar sazio, leva il fumido muso ad una branca d’olmo; la vacca
mugge a lungo, stanca, e n’echeggia il frondifero Palazio. Una mano
sull’asta, una sull’anca del toro, l’arator guarda lo spazio: sotto
lui, verde acquitrinoso il Lazio; là, sul monte, una lunga breccia
bianca. È Alba. Passa l’Albula tranquilla, sì che ognun ode un
picchio che percuote nell’Argileto l’acero sonoro. Sopra il
Tarpeio un bosco al sole brilla, come un incendio. Scende a larghe
ruote l’aquila nera in un polverio d’oro. É un fatto nuovo di
ordine archeologico il punto di riferimento importante ed essenziale per il
secolo che sta per aprirsi: la scoperta nel foro da parte da BONI (si veda) (un
nome che non dovremo scordare) del cippo arcaico sotto il cosiddetto
Lapis Niger, in cui l’iscrizione in caratteri antichi del termine RECHI ( =
regi) attesta documentariamente l’effettiva esistenza in Roma della monarchia
e, con quanto ne consegue, la sostanziale fondatezza della
tradizione annalistica romana, trasmessa nel corso di innumerevoli
generazioni, dai primi Annales Maximi dei pontefici sino a LIVIO (si veda) e,
al termine del- [PASCOLI (si veda), Antico sempre nuovo. Scritti vari di
argomento latino, Zanichelli, Bologna. Il lettore esperto potrà
notare come in pochi versi il poeta abbia saputo sapientemente
concentrare particolari nomi evocativi di determinate realtà primordiali
dell’Urbe.] l’Impero d’Occidente, alle ultime gentes sacerdotali ed a
quegli estremi devoti raccoglitori e trasmettitori della sapienza delle
origini, come poterono essere un Macrobio ed un Marziano Capella nel V
secolo. È come se, fisicamente, una parte di tradizione romana si
esponesse improvvisamente alla luce del sole a smentire l’incredulità e
l’ipercriticismo della scuola tedesca, che, in nome di un presunto
realismo scientifico, aveva respinto in blocco le più antiche
memorie patrie, e soprattutto dei suoi squallidi seguaci italiani, come
quell’Ettore Pais che nella sua Storia di Roma (ristampata innumerevoli
volte fino in piena epoca fascista) aveva negato ogni tradizione da
una parte, costruendo dall’altra fantastici castelli in aria, senza
alcuna base, né storica, né filologica. Risulta che BONI (si veda)
fu in corrispondenza con un altro principe romano, pioniere degli
studi islamici e deputato al parlamento nei banchi della sinistra:
Leone Caetani duca di Sermoneta, principe di Teano, marito di una
principessa Colonna. Suo nonno, Michelangelo Caetani, era stato
l’au¬ tore di un fortunato opuscolo di esegesi dantesca, dove si
sosteneva l’identità d’ENEA col dantesco messo del cielo che apre le
porte della Città di Dite con l’aurea verghetta degl’iniziati d’Eleusi: quello
stesso che nel 1870, già vecchio e quasi cieco, fu il latore a Vittorio
Emanuele II dei Cfr. M[. CAETANI di SERMONETA, Tre chiose nella
Divina Commedia di Dante Alighieri, II ed., Lapi, Città di Castello] risultati
del plebiscito che sanciva l’unione di Roma all’Italia.
Proprio Leone Caetani sarebbe stato l’autorevole tramite attraverso
cui si sarebbero manifestate all’interno della Fratellanza Terapeutica di
Myriam (operativa proprio negli anni della scoperta del Lapis Niger)
fondata da Giuliano Kremmerz (cioè Ciro Formisano di Portici) — che la
definì talvolta come Schola Italica — determinate influenze
derivanti dall’antica tradizione romano-italica se, come
scrive l’esoterista DAFFI (si veda), alias il conte Libero Ricciardelli --
(è lui il misterioso Ottaviano, altro riferimento alla gens Julia! -- autore nella rivista Commentarium diretta dal
Kremmerz di un articolo sul dio Pan e di una lettera di congedo
dalla redazione in cui egli riafferma in tali termini la proti?) Sotto
tale pseudonimo si nasconde persona veramente autorevole, autorevolissimo
collega di ricerche ermetiche di Kremmerz tanto da potere essere ritenuto
portavoce di sede superiore Don Leone CAETANI (si veda). Duca di
Sermoneta, Principe di Teano (M. DAFFI, Giuliano Kremmerz e la Fr+Tr+ di
Myriam, a cura di G.M.G., Alkaest, Genova). Gli scritti firmati d’Ottaviano in
Commentarium sono tre: La divinazionepantéa, Per BORRI (si veda), Gnosticismo e
iniziazione. In quest’ultimo scritto, consistente in una lettera di congedo
come collaboratore della rivista, si rimanda all’opera di un altro personaggio
che, come Ottaviano, dove riconnettersi allo stesso ambiente iniziatico
gravitante alle spalle dell’organismo kremmerziano: l’avvocato Giustiniano
Lebano, autore di un curioso libretto intitolato Dell’Inferno: Cristo vi
discese colla sola anima o anche col corpo? (Torre Annunziata), in cui
nuovamente si accenna al RAMOSCELLO DORATO del segreto, ossia la voce
mistica di convenzione che ENEA presenta a Proscrpina. ] pria fede
pagana: non sono che pagano e ammiratore del paganesimo e divido il mondo
in volgo e sapienti volgo, che i miei antenati simboleggiavano nel cane e lo
pingevano alla catena sul vestibolo del Domus familiæ con la nota scritta: Cave
canem; cane perché latra, addenta e lacera. Comincia l’attività pubblicistica
ed iniziatica di R.. La sua importanza fra i più autorevoli esponenti
europei della tradizione, e del filone romano-italico in particolare,
risiede certamente non tanto nel tentativo, vano e fatalmente destinato
all’insuccesso, per quanto disinteressato, di rivitalizzare la massoneria
al suo interno, quanto nell’attenzione da lui portata allo studio
ed [OTTAVIANO, Gnosticismo e iniziazione. Tentativo che si concretizzò
soprattutto con la creazione del Rito Filosofico Italiano, fondato da R.,
FROSINI (si veda) ed altri (vi e accolto come membro onorario Crowley),
ma dall’esistenza effimera, dal momento che si fuse con la massoneria di
Rito Scozzese Antico ed Accettato di Piazza del Gesù. R. segue le sorti e
le direttive di Piazza del Gesù di Raoul Palermi, molto favorevole nei
confronti del fascismo, sino ai provvedimenti contro le società segrete. PAPINI
(si veda) dedica alcune pagine nel
contempo pungenti e commosse a R. di cui e amico negli, cosi concludendo: R. vive,
povero e solitario, una vita di pensiero e di sogno: anch’egli difese e
incarnò, a suo modo, il primato dello spirituale. Nessuno di quelli che
lo conobbero potrà dimenticarlo» (Passato remoto, ed. L’Arco, Firenze] alla
riscoperta della tradizione classica e romana, che gli era stato dato in
compito di rivitalizzare «in segreto», così come egli stesso si esprime
in una lettera inviata ad AGABITI (si veda) e pubblicata nell’Ultra: sai bene
come il nostro lavoro, puramente metafisico e quindi naturalmente esoterico,
sia rimasto sempre e volontariamente segreto. In tal modo R. ben
si inseriva nel filone della corrente tradizionalista romana, in quella
sua variante che si può legittimamente definire orfico-pitagorica), col
contributo di numerosi scritti, soprattutto sulla numerologia pitagorica,
sparsi fra molti articoli e opere impegnative, come Per la resti¬
tuzione della geometria pitagorica; rist.), I numeri sacri della
tradizione pitagorica massonica, Aritmosofia R., La tradizione itala, Ultra. Allo
stesso modo, di tradizione ermetica egizio-ellenistica si potrebbe
parlare per il filone essenzialmente seguito dalla corrente kremmerziana.
È chiaro come nessuna di queste correnti possa preten¬ dere di
identificarsi con il filone centrale deWa tradizione romana (come
vorrebbero, ad esempio, certi continuatori del Reghini dei nostri
giorni), rappresentandone, semmai, corollari concentrici ed espressioni
validissime, ma essenzialmente periferiche. Il nucleo della tradizione
romana è altra cosa: può includere tutto ciò, ma al tempo stesso ne è al
di sopra nella sua essenza originaria. Per cercare di comprendere la
cosa, si dovrà riflettere sul simbolismo e sulla funzione del dio Giano,
non per caso divinità unica e propria della sacra terra laziale.] ed il
tuttora inedito Dei numeri pitagorici. Con questa attività egli avrebbe
perseguito la missione affidatagli da un’antica scuola iniziatica di tra¬
dizione pitagorica della Magna Grecia allorché, ancora giovane e studente
a Pisa, fu avvicinato da colui che sarebbe divenuto il suo maestro
spirituale: ARMENTANO (si veda), ufficiale dell’esercito all’epoca
in cui lo conosce R. Ad ARMENTANO (si veda) appartene [Per il
quarantesimo anniversario della scomparsa del R. è stata edita una
raccolta di suoi scritti vari: Paganesimo, pitagorismo, massoneria, ed.
Mantinea, Fumari, cur. Associazione Pitagorica, un gruppo costituitosi con un
poco iniziatico atto notarile (sic), ma che vanta diretta discendenza dal
gruppo di R.. La raccolta è stata purtroppo eseguita con dilettantismo,
senza criteri ed inquadramenti storico-filologici e gli scritti
reghiniani (uno addirittura incompleto) non seguono nè un ordine logico, nè
cronologico. Il saggio sull’nterdizione pitagorica delle fave si potrà leggere
ora completo in Arthos. DIOGENE LAERZIO ricorda come il pensiero di Pitagora di
CROTONE in Calabria avesse trovato accoglienza presso gl’itali della Magna
Grecia. Come dice Alcidamante tutti onorano i sapienti. Così i Pari
onorano Archiloco, che pur era blasfemo, e i Chii Omero, che era d’altra
città e gl’itali Pitagora -- Die fragmente der Vorsokratiker, a cura di Diels-Kranz;
Bari. Per alcune notizie su Armentano (ed una sua foto), cfr. SESTITO, A.R.A.,
il Maestro, in Ygieia, bollettino interno dell’Associazione Pitagorica. Di
Armentano si vedano le Massime di scienza iniziatica, commentate dal Reghini in
vari numeri d’Atanòr ed Ignis. Negli anni Trenta Armentano lasciò l’Italia per
il Brasile, dove morì. È sintomatico come anche Ottaviano in quel periodo
si sarebbe allontanato dall’Italia stanziandosi a Vancouver in Canada] quella
misteriosa «torre in mezzo al mare. Una vedetta diroccata, su di uno scoglio
deserto dove, con gran dispiacere di Sibilla Aleramo, il giovane
protagonista del romanzo Amo, dunque sono (Mondadori, Milano), Luciano {alias PARISE
(si veda), avrebbe dovuto diventare mago in compagnia di un amico non
nominato, vale a dire proprio R. Fu proprio nella torre di Scalea,
in Calabria, che R. rivide il testo della traduzione italiana
deirOccw//flr Phylosophia di Agrippa, a cui premise un ampio saggio di
quasi duecento pagine su E.C. Agrippa e la sua magia. Vi scriveva, fra
l’altro. E perciò, in noi, il senso della romanità si fonde con quello
aristocratico e iniziatico nel renderci fieramente avversi a certe
alleanze, acquiescenze e deviazioni. Forse si avvicina il tempo in cui
sarà possibile di rimettere un po’ a posto le cose, e noi speriamo
che ci venga consentito, una qualche volta, di riportare alla luce qualche
segno dell’esoterismo romano. Quanto alla permanenza di una “tradizione
romana”, si vorrà ammettere che se una tradizione iniziatica romana
pagana ha potu¬ to perpetuarsi, non può averlo fatto che nel più assoluto
mistero. Non è quindi il caso di interloquire con affermazioni e
negazioni» SALERAMO, Amo, dunque sono. Luciano, Luciano, e tu vuoi essere mago!
M’hai detto d’aver già operato fantastiche cose, fantastiche a narrarsi,
ma realmente accadute». R., E.C. Agrippa e la sua magia, in:
AGRIPPA, Il 1914 è un anno molto importante, sotto diversi aspetti,
per i tentativi di rivivificazione della tradizione itala. Nella Salamandra, in
un articolo dal titolo fortunato, poi ripreso da Evola, Imperialismo pagano, il
R. coglie occasione, scagliandosi contro il parlamentarismo ed il suffragio
universale che favoriva cattolici e socialisti, di riaffermare l’unità e
l’immutabilità della tradizione pagana in Italia, che, sempre ricollegata
nella sua visione al pitagorismo, si sarebbe trasmessa attraverso le figure di
alcuni grandi iniziati sino ai nostri giorni. Dalle pagine d’Ultra, precisa in
un importante articolo dottrinario, che LA LINGUA LATINA e la razza
romana non sono le cause della superiorità metafisica, essa appare
connaturata al luogo, al suolo, all’aria stessa. Roma, Roma caput
mundi, la città eterna, si manifesta anche storicamente come una di queste
regioni magnetiche della terra. Se noi parleremo del mito aureo e solare in
Egitto, Caldea e Grecia prima di occuparci della sapienza romana, non è
perché questa derivi da quella, ché il meno non può dare il più.
Lm Filosofia occulta o la Magia, voi. I, rist. Mediterranee, Roma. L’articolo
fu poi ripubblicato in Atanòr, oggi nella ristampa anastatica a cura
dell’omonima casa editrice di Roma. R., Del simbolismo e della filologia in
rapporto alla sapienza metafisica, in Ultra] Intanto, nella notte del
solstizio d’inverno, si era verificato un insolito episodio, gravido di
future conseguenze: in seguito a misteriose indicazioni, nei pressi di un
antico sepolcro sull’Appia Antica era stato rinvenuto, a cura di
Ekatlos, accuratamente celato e protetto da un involucro impermeabile,
uno scettro regale di arcaica fattura e i segni di un rituale. Ed
il rito — riporta Ekatlos — e celebrato per mesi e mesi, ogni notte, senza
sosta. E noi sentimmo, meravigliati, accorrervi forze di guerra e
forze di vittoria; e vedemmo balenar nella sua luce le figure vetuste ed
auguste degl’eroi della razza nostra romana; e un segno che non può
fallire e sigillo per il ponte di salda pietra che uo¬ mini sconosciuti
costruivano per essi nel silenzio profondo della notte, giorno per giorno.
Il significato, le vere intenzioni e le origini di tali [Lasciamo ogni
responsabilità circa l’identificazione d’Ekatlos con il principe Leone Caetani,
già da noi incontrato, all’anonimo autore -- si tratta, peraltro,
certamente di Mutti, fanatico integralista islamico -- di una postilla
alla parziale traduzione francese della rivista evoliana «Krur»
(TRANSILVANUS, A propos de l’article d’Ekatlos, seguito da una Note sur Leone
Caetani, in: J. EVOLA, Tous les écrits de «Ur» et «Krur» [Krur], Arché, Milano). Ancor più lasciamo
all’autore di tali tristi note (in cui ancora una volta si dimostra come
tra fanatismo religioso e via iniziatica esista un divario invalicabile)
la pesante responsabilità delle poco ragguardevoli espressioni usate nei
confronti del benemerito principe romano. EKATLOS, La Grande Orma: la
scena e le quinte, in Krur, in: GRUPPO di UR, Introduzione alla Magia,
Roma] riti pongono un problema», osserva VONA (si veda), ma il loro fine
immediato fu esplicito, e come tale è stato dichiarato. Esso fu compiuto
nel dovuto modo da un gruppo che si propose di dirigere verso la
vittoria italiana la Grande Guerra. Ma l’episodio ha un seguito. Il
giorno in cui cade la festa romana del Tubilustrium, o consacrazione
delle trombe di guerra e fondato a Milano, nella famosa riunione di
Piazza Sansepolcro, il primo FASCIO di Combattimento, piu tardi denominato
Partito Nazionale Fascista. Fra gli astanti vi fu chi, emanazione dello
stesso gruppo che aveva riesumato l’antico rituale, preannuncio a
Benito Mussolini: «Voisarete Console d’Italia». E fu la stessa persona
che, qualche mese dopo la Marcia su Roma, vestita di rosso, offrì al capo
del governo un’arcaica ascia etrusca, con «le dodici verghe di betulla
secondo la prescrizione rituale legate con strisce di cuoio rosso» Con tale
atto dal sapore sacrale, come è evidente. [VONA, Evola e Guénon. EKATLOS. La notizia è riportata con
altri particolari nel «Piccolo» di Roma. Particolare curioso: la sera
stessa del 23 maggio Mussolini parti in aereo alla volta di Udine, onde
potere inaugurare il giorno dopo, nell’anniversario dell ’entrata in guerra, il
monumentale cimitero di Redipuglia, alla presenza del Duca d’Aosta. La
sera, sulla via del ritorno verso Roma, l’aereo fu costretto, da un
inspiegabile guasto, ad un atterraggio di fortuna nei pressi di
Cerveteri, cioè l’antica etrusca Cere, donde forse proveniva l’arcaico
fascio.] le correnti più occulte portatrici della tradizione romana avrebbero
voluto propiziare una restaurazione in senso «pagano» del fascismo.
Altri episodi concomitanti concorrono a rafforzare questa supposizione. E
rappresentata sul palatino la tragedia Rumori: Romae sacrae origines, col
beneplacito e la presenza plaudente di MUSSOLINI. La tragedia -- o,
meglio, alla latina, il carmen solutum -- risulta opera di un certo Ignis
(pseudonimo sotto cui si celerebbe l’avvocato Musmeci Ferrari Bravo), che
risulta godere di appoggi assai influenti, come quello di SOFFICI (si veda) Soffici,
e appare, specialmente in quel terzo carmen che fu recitato, più che una
semplice rappresentazione scenica, un vero e proprio atto rituale: un rito di
consacrazione, certamente denotante nell’autore, o nei gruppi restati
nell’ombra di cui egli era emanazione, una conoscenza non solo filologica
della tradizione romana (si pensi che in intermezzi scenici vengono
cantati, al suono di flauti, i versi ianuli e iunonii dei Fratres
Arvales), ma anche di certi suoi lati occulti, come lascia intendere il
rito di incisione su lamine auree dei nomi arcani deU’Urbe e l’esegesi,
volutamente incompleta, dei significati del nome di Roma. Quest’azione,
occulta e palese, sulle gerarchie fasciste affinché i simboli da esse evocate,
come l’aquila o il fascio, non restassero puro orpello di facciata,
continuerà sino all’anno in cui Rumon verrà pubblicata, in splendida
edizione uffi¬ ciale, dalla Libreria del Littorio, con i frontespizi
ornati di caratteri arcaici romani, disegnati appositamente da BONI (si veda),
lo scopritore del Lapis Niger già da noi incontrato, il quale avrà il
privilegio poco dopo, alla sua morte, di essere inumato sul Palatino
stesso Ancora noteremo come sintomatica l’uscita, della Apologia del paganesimo
(Formiggini, Roma) di Giovanni Costa, futuro collaboratore delle
iniziative pubblicistiche di Evola. Uscirono le due riviste di studi
iniziatici, Atanòr ed Ignis, dirette da R., e in cui inizia una collaborazione
Evola: affronteranno con un rigore ed una serietà inconsuete, per
l’eterogeneo ambiente spiritualista dell’epoca, tematiche e discipline
esoteriche di parti¬ colare interesse: vi comparvero, per la prima volta
in Italia, scritti di René Guénon, fra cui a puntate, prima ancora che in
Francia, L'esoterismo di Dante. È peraltro evidente come il contenuto di
queste riviste non avesse un valore puramente speculativo, come
dimostrano gli scritti di Luce suirO/7M5 magicum (Gli specchi - Le erbe)
negli ultimi due numeri di [E proprio BONI che, risalendo ai modelli
d’origine, mise a punto il prototipo del fascio romano, oggi al Museo
dell’Impero, per il Regime Fascista: è quello che compare sulle monete da
due lire di quel periodo (cfr. V. BRACCO, L’archeologia del Regime,
Volpe, Roma. Ignis, che preludono a quelli del successivo gruppo di Ur. Ma
intanto l’auspicata svolta in senso pagano da parte del fascismo sperata dalla
corrente tradizionalista romana non solo stenta a verificarsi, anzi
è messa pericolosamente in forse dalle mene de¬ gli ambienti cattolici e clericali.
Nell’Atanòr R. con parole di fuoco depreca alcune espressioni pronunciate da MUSSOLINI
in occasione del natale di Roma. Il colle del Campidoglio, egli ha detto, dopo
il Golgota, è certamente da secoli il più sacro alle genti civiir.
In questo modo l’On. MUSSOLINI, invece di esaltare la romanità, perviene
piuttosto ad irriderla ed a vilipenderla. Noi ci rifiutiamo di
subordinare ad una collinetta asiatica il sacro colle del
Campidoglio. E, dopo il delitto Matteotti: ecco un clamoroso delitto
politico viene a sconvolgere la vita della nazione, ad agitare gl’animi.
Investito da popolari e da ogni gradazione di democratici, a MUSSOLINI non
resterebbe che battere la via dell’imperialismo ghibellino, se non
esistesse un partito che già lo sta esautorando tengano ben presente i nostri
nemici che, nonostante la loro enorme potenza e tutte le loro prodezze, esiste
ancor oggi, come è esistita in passato, traendo le sue radici da quelle
profondità interiori che il ferro e il fuoco non tangono, la stessa
catena iniziatica pagana e pitagorica, inutilmente e seco¬ larmente
perseguitata. L’ordine del giorno Bodrero e le successive leggi sulle
società segrete tolgono ulteriore spazio all’attività pubblicistica del R., che
peraltro confluisce nel gruppo di Ur, formalmente diretto da Julius
Evola. A noi qui non interessa tanto esaminare il lavoro di ricerca
esoterico svolto dal Gruppo di Ur, cui partecipano, come è noto, personalità
appartenenti alle principali correnti esoteriche operanti in quegli
anni in Italia, dai pitagorici ai kremmerziani, dagli steineriani
(antroposofi) ai cattolici eterodossi come il De Giorgio, quanto
sottolineare come in quella sede dovesse essere stato, almeno in parte, ripreso
il programma di influenzare per via sottile le gerarchie del
fascismo, nel senso già voluto dal gruppo mani¬ festatosi con la
testimonianza d’Ekatlos (che, non lo si
dimentichi, viene riportata proprio nel terzo dei volumi che raccolgono
le testimonianze di tutto il gruppo in apparenza slegata da esse —
successivamente apparse col titolo di Introduzione alla Magia). In un
inserto per i lettori comparso in Ur, Evola poteva scrivere: possiamo dire che
una Grande Forza, oggi più che mai, cerca un punto di sbocco in seno a
quella bar¬ barie, che è la cosidetta civilizzazione contemporanea — e
chi ci sostiene, collabora di fatto ad una opera che trascende di certo
ciascuna delle nostre stesse persone particolari». Del resto,
molti anni più tardi, Evola stesso di¬ chiarerà piuttosto esplicitamente
nella sua autobiografia spirituale che l’intento del Gruppo era stato
quello, oltre a «destare una forza superiore dr servire d’ausilio al lavoro
individuale di ciascuno», di far sì che «su quella specie di corpo
psichico che si voleva creare, potesse innestarsi per evocazione, una
vera influenza dall’alto», sì che «non sarebbe stata esclusa la
possibilità di esercitare, dietro le quinte, un’azione perfino sulle forze
predominanti nell’ambiente generale. Un’indagine ben più approfondita, come si
vede, meriterebbe di essere svolta sugli evidenti tentativi di
rivitalizzazione, all’interno del Grupo di Ur, delle radici esoteriche e
dei conte¬ nuti iniziatici della tradizione romana: a parte i contributi
dello stesso Evola (che firmerà come «EA» e, pare, anche come AGARDA e
lAGLA), di cui ricordiamo l’importante saggio Sul sacro nella
tradizione romana, ancora una volta fondamentale resta l’apporto di R. (che
firma come PIETRO NEGRI: egli, nella relazione Sulla tradizione
occidentale, sulla scorta di un’attenta esegesi delle fonti antiche
(soprattutto Macrobio) e di personali acute intuizioni, nonché di
probabili «trasmissioni» iniziatiche, non esiterà ad indicare nel
mito di Saturno il luogo ove è racchiuso il senso e il massimo mistero
iniziatico della tradizione [EVOLA, Il cammino del cinabro, Milano] Un
esame generale, storico-bibliografico, sul Gruppo di Ur è stato da me compiuto
in lingua tedesca, come studio introduttivo alla versione tedesca del I volume
di Introduzione alla Magia (Ansata Verlag, Interlaken). Si tratta del
notevole ampliamento, riveduto e corretto, di un mio precedente studio già
apparso in «Arthos] romana, un’indicazione utilizzata e sviluppata
ulteriormente nel nostro recente Dèi e miti italici. Intanto, una
serie di articoli polemici sui nuovi rapporti tra fascismo e chiesa
cattolica, che Evola aveva pubblicato in Critica fascista di BOTTAI (si veda) e
in Vita Nova d’ARPINATI (si veda), e la successiva comparsa di Imperialismo
pagano, che quegli articoli raccoglieva e sviluppava, riversarono proprio
sul Gruppo di Ur pesanti attacchi clericali, fra cui è interessante
segnalare quello particolarmente violento e ambiguo, del futuro papa
Paolo VI, MONTINI, allora assistente centrale ecclesiastico della Federazione
Universitari Cattolici Italiani, che aveva come organo culturale la
rivista Studium (redazione a Roma e a Brescia). Dalle pagine di
«Studium» il Montini accusava i maghi riuniti attorno a Evola d’abuso di
pensiero e di parola di aberrazioni retoriche, di rievocazioni fanatiche e di
superstiziose magie. G.B.M., Filosofia: una nuova rivista, Studium. Oltre che
del futuro Paolo VI (certamente il più nefasto fra i papi), apparvero in
Studium anche gli attacchi del futuro ministro democristiano del
dopoguerra Gonella {Un difensore del paganesimo; Il nuovo colpo di testa di un
filosofo pagano), cui Evola replica — dopo averlo definito un tale il cui
nome esprime felicemente che vesti gli si confacciano più che non quelle
della romana virilità — nell’Appendice Polemica di Imperialismo pagano.
Contro Imperialismo pagano (le nostre citazioni sono tratte dalla
ristampa, presso Ar di Padova) si scomodò tuttoe l’ntourage del
giornalismo clericale, dall’Osservatore Romano a L’Avvenire, Imperialismo
pagano fu l’ultimo deciso, inequivocabile e tragico appello da parte di
esponenti della corrente tradizionalista romana, prima del triste
compromesso del Concordato, affinché il fascismo, come si esprimeva
Evola, «cominciasse ad assumere la romanità integralmente e a permearne
tutta la coscienza nazionale», così che il terreno fosse «pronto per
comprendere e realizzare ciò che, nella gerarchia delle classi e degli
esseri, sta più su: per comprendere e realizzare il lato sacro,
spirituale, iniziatico della tradizione. A questo scopo Evola non
risparmia taglienti critiche alle gerarchie del Regime. Il fascismo è
sorto dal basso, da esigenze confuse e da forze brute scatenate dalla
guerra europea. Il fascismo si è alimentato di compromessi, si è
alimentato di retorica, si è alimentato di piccole ambizioni di piccole
persone. L’organismo statale che ha costituito è spesso incerto,
maldestro, violento, non libero, non scevro da equivoci. Di più: Evola prevede
addirittura gli al Cittadino di Genova, nonché tutta la pubblicistica
fascista fautrice dell’intesa col Vaticano, d’Educazione fascista a
Bibliografia fascista, sino alla stessa bottaiana Critica fascista che aveva ospitato
i primi articoli evoliani.] esiti e gli sviluppi della Seconda Guerra
Mondiale. L’Inghilterra e l’America, focolari temibili dei pericolo
europeo, dovrebbero essere le prime ad essere stroncate, ma non occorre
di certo spendere troppe parole per mostrare che esito avrebbe una
simiie avventura sulla base dell’attuale stato di fatto. Data la
meccanizzazione della guerra moderna, le sue possibilità si compenetrano
strettamente con la potenza industriale ed economica delle grandi
nazioni. Era dunque necessario che il fascismo, che bene o male ha messo
su un corpo. Ma non ha ancora un'anima, si rivolgesse senza esitazioni
a quella della Roma precristiana prima che fosse troppo tardi, sì da
«eleggere l'Aquila e il fascio e non le due chiavi e la mitria a simbolo
della sua rivoluzione. Il nostro divino italiano può essere quello
aristocratico dei Romani, il divino dei patrizi, che si prega in piedi
e a fronte alta, e che si porta alla testa delle legioni vittoriose
non il patrono dei miserabili e degli afflitti che si implora ai piedi
del crocifisso, nella disfatta di tutto il proprio animo. Il governo di MUSSOLINI
firma a nome del Re d’Italia, considerato dai papi un «usurpatore», il
cosiddetto Coneordato con la Chiesa Cattolica e nasce il monstrum
giuri- [Che il cosiddetto Concordato abbia sortito un effetto a dir
poco nefasto sulle sorti, non solo dello stesso fascismo (come le vicende
stori- dico della Citta del
Vaticano. Veniva con ciò tolta ogni speranza residua di azione all’interno
degli’ambienti ufficiali, sia da parte di Evola che di R. e di altri autorevoli
esponenti, restati per lo più in ombra, del «tradizionalismo romano»:
alcuni di loro, come già si è accennato in nota, abbandonarono per sempre
l’Italia per il Nuovo Continente nel corso degli anni Trenta. Resta
il programma minimo indicato ancora d’Evola in Imperialismo pagano,
secondo cui il fascismo avrebbe dovuto: promuovere studi di critica e di
storia, non partigiana, ma fredda, chirurgica, sull’essenza del cristianesimo. Contemporaneamente
dovrebbe promuovere studi, ricerche, divulgazioni sopra il lato
spirituale della paganità, sopra la sua visione vera della vita] che
successive ben presto dimostrarono, avvalorando i timori di R. e di Evola), ma
della stessa Italia del dopoguerra, lo sperimentiamo ancora oggi sulla nostra
pelle, dopo che un quarantennale dominio clericale-borghese ha
provveduto, quasi in ogni campo, ad addormentare la coscienza delle «masse» ed
a stroncare, con un autentico terrorismo di stato, qualsiasi velleità di reazione
delle minoranze coscienti della necessità di mutare uno stato di cose
ormai incancrenito. MUSSOLINI non si e reso conto che prima di lui uomini
non solo autoritari, ma dal potere assoluto — gl’Ottoni, gli Svevi,
perfino Carlo V ecc. — si erano dovuti pentire di ogni intesa, patto e
transazione con la Santa Sede.] ogni intesa tra Santa Sede e Stato
italiano avrebbe significato unicamente il riconoscimento giuridico della
validità [Chi avesse pensato che la scuola di mistica fascista, fondata
significativamente poco dopo la conciliazione nell’ambito del G.U.F.
di Milano per opera di GIANI (si veda), avrebbe svolto una funzione del
genere, avrebbe dovuto ben presto ricredersi amaramente. In realtà, il
sentimento religioso dichiarato di quella che avrebbe voluto costituire
Vélite politico-intellettuale del fascismo si configura con precisione
come cattolico. Lo dichiara, in una maniera che non potrebbe essere più
esplicita, lo stesso fratello del duce, MUSSOLINI (A), in un discorso tenuto
alla Scuola. La nostra esistenza deve essere inquadrata in una marcia
solida che sente la collaborazione della gente generosa e audace, che
obbedisce al comando e tiene gli occhi fissi in alto, perché ogni cosa
nostra, vicina o lontana, piccola o grande, contingente od eterna, nasce e
finisce in Dio. E non parlo qui del Dio generico che si chiama talvolta
per sminuirlo Infinito, Cosmo, Essenza, ma di Dio nostro Signore,
creatore del cielo e della terra, e del suo Figliolo che un giorno
premierà nei regni ultraterreni le nostre poche virtù e perdonerà,
speriamo, i molti difetti legati alle vicende della nostra esistenza terrena.] dei
principii su cui si fonda l’ingerenza della Chiesa nelle questioni dello stato
italiano (SERVENTI, Dal potere temporale alla repubblica conciliare.
Volpe, Roma. Cfr. Il Popolo d’Italia] Sulla scuola di mistica fascista, si
veda: MARCHESINI, La scuola dei gerarchi, Feltrinelli, Milano. E CARLINI
(si veda), discutendo della nuova mistica, ravvisa la nota più originale
del fascismo proprio nel suo presupposto religioso, anzi cristiano, anzi
cattolico; perché il DIVINO di MUSSOLINI vuol essere quello definito dai
due dogmi fondamentali della nostra religione: il dogma trinitario
e quello cristologico. Quel programma che abbiamo detto minimo cerca
Evola in parte di compiere con l’organizzare il lavoro di alcuni suoi
insigni collaboratori attorno al diorama filosofico, la pagina speciale
che, con uscita irregolare e alterna, quindicinale e mensile, cura all’interno
del quotidiano cremonese di Farinacci, Il Regime Fascista. La tematica della
tradizione romana, esaminata nei suo simboli, nei suoi miti, nella sua
forza spirituale, ritorna qui frequentemente negli scritti dello stesso Evola,
di COSTA (si veda), di SCALIGERO (si veda) e di diversi collaboratori
stranieri, come Dodsworth, appartenente alla famiglia reale britannica) e lo
storico tedesco Altheim. Analoghe collaborazioni sono fornite da BRELICH
(si veda), destinato a ricoprire degnamente l’impor- [CARLINI, Mistica
fascista, Archivio di studi corporativi, Saggio sul pensiero filosofico e
religoso del fascismo, Roma] tante cattedra, che e di PETTAZZONI (si veda)i, di
Storia delle Religioni a Roma, e da GIORGIO (si veda), già collaboratore
di’Ur e di altre iniziative evoliane. Nel contesto della corrente da noi
definita del tradizionalismo romano GIORGIO (si veda) occupa una posizione
piuttosto anomala e tale che il Reghini avrebbe visto con sospetto: egli
infatti concepisce in Roma la sede eterna, geografica e storica, ma
soprattutto metafisica, in grado di unire in sé stessa la religione pagana
e il cristianesimo, tesi elaborata soprattutto ne La tradizione romana. D’altra
parte, è lo stesso De Giorgio a ribadire con sorprendente sicurezza
la persistenza del culto di Vesta in un misterioso centro, nascosto e
inaccessibile. Il fuoco di Vesta arde inaccessibilmente nel Tempio
nascosto ove nessuno sguardo profano sa- [L’uscita alle stampe di questa
edizione (presentata come Flamen, Milano) offre contorni alquanto misteriosi.
In ogni caso, il manoscritto dell’opera sarebbe stato consegnato
all’autore della nota introduttiva, ASILAS -- che corrisponderebbe ad uno
degli ispiratori del gruppo dei Dioscuri e nel contempo autore di due dei
fascicoli omonimi, da un antico componente del Gruppo di Ur, che
noi sappiamo corrispondere al TAURULUS, cioè Reginelli. L’uscita della
Tradizione romana, in ogni modo, è stata 1 ’occasione per una salutare
riflessione sul tema da parte dell’ambiente tradizionalista nella prima metà
degli anni Settanta, sia da parte cattolica (si vedano il bollettino Il rogo, e la successiva rivista Excalibur, sia
da parte propriamente «pagana» (si veda la nostra recensione dell’opera di
GIORGIO (si veda), confortata da un parere di Evola, in Arthos:
essenziale come punto di ripresa del discorso sulle origini della
tradizione romana). prebbe penetrare e a lui deve l’Europa intera la
sua vita e il prolungamento della sua agonia. Da questo fuoco
occulto partono scintille che alimentano le crisi e risollevano
periodicamente l’esigenza del ritorno alla romanità attraverso le varie vicende
di cui s’intesse la storia delle nazioni europee considerata
geneticamente, internamente e non sul piano li mitatissimo della contingenza
dei fatti e degli uomini. Queir immane conflitto, già previsto da Evola,
e che anche GIORGIO giudica del tutto inefficace, se non addirittura
letale per lo spirito e il nome di Roma, avrà in effetti come
risultato più manifesto, per i fini dello studio che qui andiamo
conducendo, di occultare del tutto le fila della corrente di pensiero di
cui siamo andati ripercorrendo la trama. Solo piu tarde è proprio la
ristampa dell’evoliano imperialismo pagano (e la scelta pare
significativa), curata dal Centro studi ordine nuovo di Messina, a
tentare GIORGIO. L’edizione, ciclostilata, con copertina stampata in
azzurro, venne tolta subito dalla circolazione in quanto non autorizzata
da Evola: la si può considerare oggi una vera rarità bibliografica] di
riannodare i termini di un antico discorso: «L’angoscioso grido
d’allarme rivolto dall’autore a MUSSOLINI per metterlo in guardia contro
il ventilato proposito della cosiddetta conciliazione si afferma nell’anonima introduzione — risuona
oggi con inusitata attualità e fa si che Imperialismo pagano venga guardato
come un oracolo. Ed è proprio provenendo dalle fila di ordine nuovo,
un’organizzazione che lo stesso Evola ha tenuto in buona considerazione
almeno fino a che la sua ala borghese-modernista, condotta da Rauti, non
confluì nel MSI che comincia ad
agire, tra la fine degli anni Sessanta ed i primi anni Settanta, il
Gruppo dei Dioscuri, con sede principale a Roma e dirama¬ zioni a
Napoli e Messina. Pare assodato che all’interno del Gruppo dei Dioscuri
venissero riprese [Cfr. EVOLA, Il cammino del cinabro. L’unico
gruppo che dottrinalmente ha tenuto fermo senza scendere in compromessi è
quello che si è chiamato AeWOrdine Nuovo. L’interesse dei «tradizionalisti
romani» nei confronti di «Ordine Nuovo» si esaurisce sin dall’inizio
degli anni Settanta, allorché, da una parte, la frazione rautiana
rientrata nei ranghi del MSI si isterilì in fatui ed estenuanti giochi di
potere (!?) all’interno del partito e in declamazioni
populistico-giovanilistiche (non a caso la cosiddetta nuova destra
proviene quasi esclusivamente da quell’ambiente torpido ed ambiguamente
compromissorio), dall’altra, la frazione movimentista ed extraparlamentare
condotta d’Oraziani ed altri si smarrì nelle velleità inconcludenti e
pericolose della lotta di popolo, con conseguente ed inevitabile suo
annientamento da parte del Potere vero.] tematiche e pratiche operative già in
uso nel gruppo di Ur ed è perlomeno probabile che lo stesso Evola ne fosse
al corrente. Fatto sta che nei Fascicoli dei Dioscuri, usciti
in quel torno di tempo, l’idea di Roma da una parte e di un Centro
nascosto dall’altra, a cui il tradizionalismo dovrebbe far riferimento,
ritornano con grande evidenza. Per l’anonimo autore del primo
Fascicolo dei Dioscuri, intitolato Rivoluzione tradizionale e sovversione
(Centro di Ordine Nuovo, Roma), il più grande dei meriti di Evola è
quello: «di avere rammentato il destino di Roma quale
portatrice dell’Impero Sacro Universale e di avere tratto da tale verità
le necessarie conseguenze in ordine alle idee-forza che devono essere
mobilitate per una vera rivoluzione tradizionale. Qualche anno dopo, al
termine del Fascicolo intitolato Impeto della vera cultura (tradotto poi
anche in francese), il mito di Roma viene additato come l’unico che sia in
grado di condur¬ re ad una superiore unità gli sforzi di tutti i tradizionalisti
italiani: a tutti i tradizionalisti, anziché proporre uno dei tanti
miti soggetti a rapido e facile logoramento, si può ricordare la presenza
di una forza spirituale perennemente viva e operante, quella stessa che
il mondo classico ed il medio-evo definirono l’ÆTERNITAS ROMÆ. Il Gruppo
dei Dioscuri ha notevole importanza come cosciente riconnessione alle
precedenti esperienze sapienziali e come indicazione, per taluni
elementi particolarmente sensibili dell’area della de¬ stra radicale, di
possibili indirizzi e sbocchi futuri del tradizionalismo romano, anche se
la partico¬ lare via operativa scelta e, soprattutto, la mancata
qualificazione di taluni componenti, porterà ben presto alla distruzione
dall’interno del Gruppo stesso, di cui non si sentirà più parlare già prima
della metà degli anni Settanta (ci viene detto che frange disperse
del gruppo continuerebbero a sussistere so¬ prattutto a Napoli). È
tuttavia da supporre che alcu¬ ni dei gruppi periferici, sia pure
trasformati, ne abbiano continuato il retaggio se, ad esempio, a Messina, molto
probabilmente nell’ambito di alcuni dei vecchi membri del «Gruppo dei
Dioscuri» viene elaborato un testo dottrinale ed operativo, a
circolazione interna, sotto forma di «lezioni» di un maestro a un
discepolo, piuttosto interessante. La via romana degli dèi. Diremo
anzitutto dell’essenza della tua religiosità, fornendo alla tua mente profonda
gli argomenti per una serie di esercizi di meditazione affinché con saldo
cuore, tu possa prepararti all’assolvimento del rito [La via romana degli dèi.
Istituto di Psicologia Superiore Operativa, Messina. E certamente non
priva di connessioni genetiche col gruppo romano appare la sortita,
improvvisa, verso la fine degli anni Settanta, nella stessa Messi¬
na, del «Gruppo Arx», successivamente editore del periodico «La
Cittadella» e degli omonimi quader¬ ni, in cui senza alcuna attenuazione
i possibili itinerari di approccio alla «via romana degli dèi» sono
indicati attraverso la cosciente riappropriazione del- Vanimus
romano-italico, rivissuto nel rito stesso, e nel rigetto, sostanziale e
formale, di ogni adesione a forme anche esteriori del culto
cristiano. Quanto segue è storia dei nostri giorni, dal mo¬ mento
che proprio con l’inizio degli anni Ottanta vi è stata una nuova
cosciente ripresa del moderno «movimento tradizionalista romano», una cui
rimanifestazione pubblica si estrinsicherà in una data ed in un luogo
alquanto significativi. Infatti nella data in cui iniziava l’anno sacro
romano, a Cortona, donde in epoca primordiale Dardano, figlio di Giove,
si sarebbe mosso alla volta della Troade, si tenne un importante Convegno
di studi sulla tradizione itala, che, a [Gli’atti sono stati
pubblicati nel numero speciale triplo d’Arthos dall’omonimo titolo. Per una
sintetica analisi sulla diversa valenza del termine “italo” nei vari
interventi, cfr. PONTE, Che cos’è la tradizione itala, Vie della Tradizione] parte
l’emergenza di differenti prese di posizone dei tradizionalisti presenti,
ebbe il merito di riproporre la questione non puramente dottrinale o
formale di una cosciente riconnessione all’aurea catena Saturni della
tradizione indigena da parte di chi, pur in quest’epoca di totale
dissoluzione di ogni valore, intenda coscientemente riassumere il fardello
delle proprie radici etniche e spirituali. Successivamente ad un
nuovo Convegno, tenutosi a Messina, sul Sacro in VIRGILIO (si veda), la
rielaborazione dottrinale e la ridefinizione concettuale dei valori
difesi dagli attuali esponenti del tradizionalismo romano (di cui è parte
cospicua anche l’apparire alle stampe di alcune collane di libri
specifiche) si è spostata su un piano più interiore, ma la loro presenza
è destinata a riaffiorare a livello di influen¬ za sottile e indiretta di
gruppi o ambienti eticamente sensibili di un’area superante i limiti
stessi del mondo della destra politica. Il futuro dimostrerà se la
funzione di questa mi¬ noranza (ben cosciente di esserlo) si limiterà ad
una [Gli Atti sono stati pubblicati in buona parte nel numero
speciale di «Arthos» n. 20 (uscito successivamente al n. 22-24),
daH’omonimo titolo. Ci limiteremo a ricordare la collana «1 Dioscuri» per
le ECIG di Genova, in cui figurano L’oltretomba dei pagani di C. Pascal,
il mio Dèi e miti italici. La religiosità arcaica dell ’Eliade di N.
D’Anna e Arcana Urbis di M. Baistrocchi (in stampa); o quella di «Studi Pagani»
del Basilisco di Genova, in cui sono comparsi testi di antichi (Giuliano
Augusto, Giamblico, Simmaco, Porfirio) e di moderni (Guidi, De Angelis,
Beghini, Evola ecc.). pura e semplice azione di testimonianza, sia
pure «scomoda» per molte cattive coscienze. Il mito capacitante di Roma,
come l’antica fenice, è destina¬ to a risorgere continuamente dalle sue
ceneri, poiché riposa nella mente feconda degli dèi archegeti di
questa terra. Il Piccolo» di Roma, Il fascio littorio a Mussolini. Presentata
dall’esimia prof.a Regina Terrazzi, e dall’on. Mussolini ricevuta
la dott.a prof.a Cesarina Ribulsi, che offriva al Presidente del
Consiglio come augurio un fascio littorio da lei esattamente ricostruito
secondo le indicazioni storiche e iconografiche. L’ascia di bronzo
è proveniente da una tomba etrusca bimillenaria ed ha la forma sacra col
foro per la legatura al manico: alcuni esemplari simili so¬ no
conservati nel nostro Museo Kircheriano. Le dodici verghe di betulla,
secondo la prescrizione rituale, sono legate con stringhe di cuoio rosso
che formano al sommo un cappio per poter appendere il fascio, come nel
bassorilievo per la scala del Palazzo Capitolino dei conservatori.
Il fascio ricomposto con elementi antichissimi e nuovissimi è stato
offerto al Duce come simbolo della sua opera organica di ricostruzione dei
valori del¬ la nostra stirpe allacciando le vetuste origini alle forme
più vibranti dell’attività gagliarda e rinnovata che prende le mosse.
La rudezza espressiva del Fascio è ingentilita dal contrasto tra il
verde della patina bronzea e il rosso del cuoio che ricorda la stessa
armonica tonalità che producono le colonne di porfido presso la porta
di bronzo àcWheroon di Romolo, figlio di Massenzio, al foro romano. L’offerta
era accompagnata da una epigrafe latina dedicatoria composta
dall’offerente, la quale nell’università popolare fascista svolge una
fervida opera di propaganda di romanità viva. Il Duce gradì
l’augurio ed il voto accogliendoli colla sua consueta serena nobiltà, non
senza un segno della vivacità del sorridente suo spirito latino: «Lei mi
ha dato una lezione di storia osserva in tono scherzoso. Singolari parole
in bocca di chi dà e darà non poco a fare agli storici futuri.
(La notizia è riportata in una rubrica dedicata a «I solenni riti
del XXIV Maggio», senza indicazione di paternità). IGNIS, Rumori.
Sacrae Romae origines, tragedia in carmi. Libreria del Littorio, Roma,
dopo il frontespizio. LETTERA DI ARDENGO SOFFICI A S. E. MUSSOLINI. Mio
caro Presidente, permettimi ti dia, scritte e sottoscritte anche da me,
che ne resto garante, al¬ cune prove di pregi eccezionali della tragedia,
che, in fondo, in un vero poema epico delle origini, è l’esaltazione di
oggi della nostra stirpe. Comincio da un mio giudizio, già a te noto;
Rumori è tragedia romana che può stare a paro col Giulio Cesare di Shakespeare
ti fo osservare che il titolo di Poeta di Roma, dato da Jean Carrère ad ignis,
si è dato solo a Virgilio e ad Orazio: Augusto, vive, oggi, tra noi tutti
in ispirito, più per questi due poeti, da lui protetti, che per la sua
politica imperiale. E tu vedi come Rumori sia stato giudicato,
prima ancora che esistessero l’idea e la forza fascista, tragedia degna
di Roma quando competenti — dai nostri a Carrère, ed a me che sono
l’ultimo al giudizio corrono all’iperbolico per lodare Rumori di ignis bisogna
concludere che ci si trova da¬ vanti ad un’opera d’arte somma, e per
fortuna nostra, d’arte italiana — opera che è, anche per se stessa, di alto
significato politico, e di spirito fascista. Mi rileggo, e mi credo, caro
Presidente ed amico carissimo, di averti scritto una lettera storica.
Fai che non sia stata scritta invano, ma invece il tuo no¬ me vada
unito a quello della tragedia Rumori, al poema di Roma e degno di Roma: e
di questo legame in avvenire, spero che tu possa essere un po’ grato al tuo
affezionato amico e devoto ARDENGO SOFFICI: IL
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Caro Soffici, bisogna
assolutamente far marciare Rumori. Il governo appoggia fervidissimamente
l’iniziativa perché essa rientra nel grande quadro della rinascita
nazionale. Saluti fascisti e cordialissimi. f.to
MUSSOLINI Roma (Carme terzo): AUGURE Manifesto è dunque:
amor essere — ROMA. Se tutte move, ed incende, le create cose legge si è
Amor dell’universo vita... così, un tanto Nome, a noi predice: dono
di regno e potestà sovra ogni terra, e dello spirito, e d’imperio.
Confirmato si è, per te, prodigioso il vaticinio. Non
pronunciati mai più sien i Nomi occulti su la Città terribili chiamerebbero
fortune. Li trasmettano, oralmente, i Pontefici ai Pontefici. Né mai più,
tu, l’eccelso pronuncia Nome palese, se concluso non avrai, prima, il
solco sacro. Permesso e commesso mi è: Nunziare, allora, in gran
letizia, al Popolo... quel Nome che licito non più mi è dire
quando, già per tre volte, qui, in tre diversi suoni, de la gran
Madre nostra il Nome risonò. {Dispiega le dita della sinistra, ad
una ad una, per numerare i significati del nome). Di significati
cinque: È’l Nome palese, latore, con l’occulto. Chiama la Città:
Valentia... Ròbure... Virtù! e ancor: Madre. Mamma. Alma
Nutrice! Vostra nei nomi vostri oh Re! suoi fondatori... Come del
grande Rumon: URBE: la Città del Fiume (Pausa) Ammirate! se gli Dei
saputo abbiano addensare, in così breve Verbo, sì pieni... tanti
arcani. Mirifici! donando Nomi nove: in quattro occulti ed un
Medio palese, e quando, nove, siamo al Rito. Ili Da:
COSTA, Apologia del paganesimo, Formìggini, Roma. Il pagano è, per definizione,
buono. Né un greco, né un romano avrebbero concepito che l’uomo potesse
esser qualcosa di diverso da ciò, che in lui litigassero per così dire due
nature, che la manifestazione esterna fosse diversa dall’interna, che né nella
vita individuale, né in quella sociale vi fossero mezzi termini,
transazioni, compromessi. Esso è quello che naturalmente è, cioè buono,
come ideale supremo della vita, come dovere, come necessaria
fatalità insita nelle cose umane. Egli vive quindi la vita interamente,
dolorosamente, gioiosamente a un tempo, con un pragmatismo sano e forte
che non ammette ipocrisie, doppiezze, scuse. Solamente all’uomo
cosiddetto moderno è stato concesso, per virtù di dottrine religiose e
culturali che si sono formate a lui d’intorno, una distinzione ed
una separazione del suo essere intimo, spirituale, psicologico, dal suo
essere apparente, esteriore, materiale. All’antico quando di questa scissione
apparve per un momento la possibilità, egli ne cacciò da sé l’idea, ne
biasimò perfino la concezione. La concezione pagana della vita ha fatto
perciò l’uomo tutto d’un pezzo, ne ha affermato il carattere, ne ha
provocato 1 ’azione. Ecco perché la vita nel paganesimo ha avuto tutto il
suo massimo sviluppo ed è stata accettata non come un male, ma come
un bene che bisognava con interezza di carattere vivere interamente
e sanamente per sé e per gli altri. Per stabilire l’equilibrio l’uomo
deve tornare al paganesimo poiché il cristianesimo si è mostrato divina
opera cui le sue spalle non sanno sottostare. Ma paganesimo è sincerità e
l’uomo deve ritornare ad essere sincero. Il cozzo a cui l’ha costretto
per due millenni il suo desiderio di seguire il messaggio cristiano
e la sua manifesta impotenza di non saperlo fare, deve risolversi in armonia se
egli vuol sanare in sé l’eterno dissidio. Lo spirito e la carne
debbono avere il medesimo valore ed il loro prevalere non può essere
determinato che da circostanze speciali di individuo, di momento e di luogo che
l’uomo può intravvedere, non deve violare con convinta testardaggine.
L’equilibrio di queste forze, l’esteriore e l’interiore, quindi, deve essere
nella dottrina, come nella vita, assoluto. Da: Im via romana degli
dèi, ciclostilato anonimo, Messina. L'immagine di un dio è lo stemma
della Forza che essa rappresenta. A tutti i fini pratici tali
immagini sono personae, perché qualsiasi cosa possano essere nella
realtà esse sono state personalizzate e forme di pensiero sono state proiettate
su un altro piano. Alcune di queste immagini e le loro attribuzioni sono
così antiche e sono state costruite con tanta ricchezza di lavoro sottile
da essere capaci di ricostruirsi da se stesse, durante l’eventuale lavoro
di meditazione, che l’allievo può fare su una divinità. Resta un
minimo «invito», un minimo stimolo, perché il meccanismo scatti e l’immagine si
ricompon¬ ga, sia pure su un piano semplicemente psichico. Così,
della limatura di ferro, dispersa su un piano, si raccoglie intorno ad un
magnete che venga posto in mezzo. Se il magnete è forte esso attirerà i
granelli anche se essi sono pochi e molto distanti. AMKDKO R(K (
ARMKM ANO (im - da «Ygieia», Piscio littorio a Mussolini n
florno If »cor*o. pr^eniaU dalla tsl- bjU prof.» Rcidna Trmiizl. fa
rtalTon. Maa. aOltnl rlotwta la doti.» pmf.» Osarina RI- baiai cba
offriva al Proatdanta dr’. Contiguo romo aufurln la data de) Mabfio «n falcio
littorio da lei eaattamcDte licoatndto lecoudo la lodicaslonl
atorictie e leooograflclia. l.‘aicla di bronra k prorenlenU dm
aoa tomba etmaca hlmtneoarta ed ba la forma aorra eoi foro per la
Vantura hi manico: alcool eaamplan slmili sono coosenrat: il nostro
Ma.*«o Klrcberiamo. é La dodict verace di l>ctulla. ascondo
la prescrizione rit'iale. sono legala con tirisele ^ cuoio rosso cba
formano al tonimo ua cappio per poter appendere fi fascio, conta
nel ba.MorUiero per la acala del Pa lazzo Capitolino dd
Conaenalori. Il Fascio ricomposto con elementi antl- fhlHilmt
a nuoTltaUnl k stato offerto al Dora come simbolo della saa opera
onra- ntea di rieoatruztona del valori della no- Mra attrpa
allacciando le veia«ie origini alla fonn più vibranti dell'attività
ga- giarda a rinnovata cha prendo la mosse ^ XXIY Maggio 19t8
Là rudezza espressiva dal Fascio è in- gantlHta dal contrasto tra (I
verde della patind bronsea e U rosso del molo che ri¬ corda la
stes.aa armonica tonalità che pm- doeono le colonne di porfido presso la
porta di bronzo deD'brroon di Itomdlo, figlio 41 Massenzio al Foro
Romano. L'oflerla efa accompagnata da ani epl-graia latina dedicatoria
composta dall'or- farente. la quale nell'UntvcnUtà Popolare faartsta
avolga una fervida opera di pro- pafgada di romani Ih viva. n
Duca gradi raugorto a fi voto acro- Mlaodoll colla sua consueta serena
nobiltà. 2«m senza tm segno della vivacità del sor> ridaots ano
spirito latino: • Let mi ba dato nna testone di storia osservò In
tono aehanoao. Btngolart parole In bocca di r.hl db a darà non poca
a fare agli storici fu- tnrl Riproduzione da «11 Piccolo. Arturo
Reghini. Reghini. Keywords: implicature, il fascio etrusco, scuola di Crotone, il
fascio littorio, simbolismo duodecimale, Cuoco, il fascio etrusco – Pitagora
dell’Etruria, Evola, numero tri-angolare, numero qua-drato, numero pi-ramidale,
la logica del numero – il concetto di numero in Frege – Austin, Grice. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Reghini” – The
Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza -- Grice e Regina: la ragione
conversazionale dell’esse e dell’inter-esse, o degl’uomini complementari, la potenza
e il valore – filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Sabbioneta). Filosofo italiano. Sabbioneta, Mantova, Lombardia. Grice:
“When Urmson said that for Prichard, duty cashed out in interest, he was right!
But we must wait for Regina to emphasise Kierkegaard’s punning on interest –
which literally means, ‘being in between’! The interesting (sic) thing is that
Kierkegaard exploits the old Roman aequi-vocation between the alethic (being in
between) and the practical (Prichard, ‘duty as interest’). Studia a Milano sotto
SEVERINO, laureandosi con una tesi su Lavelle e Heidegger. Insegna a Macerata, Verona,
e Cagliari. Progetto «Tempus», relativo all'organizzazione presso Sarajevo e
Mostar di un master sulla tolleranza religiosa. Saggi: “Ripresa, pentimento,
perdono” (Verona); “L'essere umano come rapporto: l’antropologia filosofica e
teologica di Kierkegaard.” Forum, Conferenza Episcopale Italiana, Progetto
culturale della Chiesa. Insegna a Verona. Si basa su Kierkegaard, Nietzsche e
Heidegger (“the greatest living philosopher” – Grice). In Heidegger evidenzia
l'importanza del ruolo sapienziale assegnato alla finitezza dell'uomo. In
Kierkegaard vede invece da cui partire per costruire una ontologia e una antropo-logia
basate su una concezione dell'essere: l'esse come “inter-esse.” L'essere come
inter-esse -- nella doppia valenza ontologica ed etica -- pone il pensante in
rapporto con un'ulteriorità che, nel trascenderlo, ne accentua e personalizza
il differire. La metafisica fondata sull’ “inter-esse” cessa di essere onto-teologia,
ossia nient'altro che proiezione idola-trica della logica umana. Sarajevo; “Dal nichilismo alla dignità
dell'uomo” (Vita e Pensiero, Milano); “Esistenza e sacro” (Morcelliana,
Brescia); “L'arte dell'esistere” (Morcelliana, Brescia); Romera, “Acta Philosophica”,
recensione a Noi eredi dei cristiani e dei Greci (Poligrafo, Padova). Il
termine è stato acquisito da Heidegger. “Gesù
e la filosofia” (Morcelliana, Brescia); “L'uomo complementare: potenza e valore”
(Morcelliana, Brescia); “Servire l'essere” (Morcelliana, Brescia); “La
differenza viva: per una nuova concettualità” (Sentiero, Verona); “Noi eredi
dei Greci” (Il Poligrafo, Padova); “La soglia della fede: la domanda su Dio” (Studium,
Roma); “L'arte dell'esistere” (Morcelliana, Brescia). Umberto Regina. Regina.
Keywords: uomini complementari – potenza e valore, essere ed interesse, esse ed
interesse, Heidegger (? – il termino, acquisito da Heidegger), Prichard, duty
and interest, Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Regina” – The Swimming-Pool
Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e
Renda – the power structure of the soul – la struttura di potere dell’anima -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Prego di perdonare qualche omissione. Una
sopratutto debbo segnalarne: quella del nome di Antonio Renda che per la
finezza dei suoi studii di psicodissociazione psicologica, Torino; Le passioni,
Torino; L oblio, Torino), è tra i migliori positivisti. Nella seconda fase del
suo pensiero il Renda si è accostato all’idealismo assoluto e alla filosofia
dell’azione del Blondel col suo libro La validità della religione, Città di
Castello. Prego di perdonare qualche omissione. Una sopratutto debbo
segnalarne: quella del nome di RENDA (si veda) che per la finezza dei suoi
studii di psico- dissociazione psicologica, Torino; Le passioni, Torino;
L’oblio, Torino, è tra i migliori positivisti. Nella seconda fase del suo
pensiero R. si è accostato all’idealismo assoluto e alla filosofia dell’azione
di Blondel col suo sagio La validità della religione. LE PASSIONI DEL MEDESIMO
AUTORE. Del fattore religioso nella vita e nétte opere di T, Tasso Caserta,
Tip. sociale, L^ideazione geniale. Un esempio: A.Comte Con prefazione di C.
Lombroso Torino, Bocca La questione meridionale. Inchiesta Palermo, Sandron, n
pensiero mistico Palermo, Sandron, n destino delle dinastie. L'eredità morbosa
nella storia Torino, Bocca, La dissociazione psicologica Torino, Bocca,
Psicologia Shakespeariana dalla Rivista Abruzzese Teramo Folie criminélle en
Calabre Rapporto al Congr. d’Antrop. Crimin. in collaborazione con Sqnillace
Amsterdam. Le pazzie sociali (dalla ' Rivista di Filosofia, Bologna, Agli
albori della psicopatologia dalla Gazzetta Giudiziaria, Catanzaro, La nostalgia
dalla 'Rivista di Psicologia, Bologna, LE PASSIONI TORINO BOCCA UILAKO BOBA
nsENSEB colta intellettuali, febbre intermittente. In tutte sono frequenti le
insonnie, la denutrizione, le dispepsie, turbamenti vasomotori, ecc. Le
malattie medesime, che tengono dietro a certe passioni, non sono forse, più che
effetto d’esse, sviluppo di alterazioni fisiologiche ed anatomiche, che
coesistevano all'abnorme attività passionale? Altrettanto può dirsi dell'
anatomo-patologia delle passioni. Qualcheduno a creduto di poter additare
lesioni anatomiche nei nostalgici (Larrey, Bógin, Haspel); ma s’è osservato
all' incontro che esse erano fatti secondari, oppure che erano da attribuirsi
ad altre malattie (Benoist de la Grandière). Documento indiretto dell'esistenza
di lesioni anatomiche nelle passioni può essere l'autopsia dei suicidi, che
sono per tre quarti dei passionah. Vi accenniamo. Sopra 544 cadaveri studiati
nel Wurtemberg si sono riscontrati 265 volte (45*^/0) lesioni del cervello e
delle membrane; 98 volte (16°/o) lesioni degh altri organi; fra le prime
predomiaavano la menengite cronica, le aderenze della pia alla sostanza grigia,
l'ascroma dell’arterie, la varicosità delle vene, l'iporostasi endocranica; fra
l’altre, posizione anormale degl’intestini e dello stomaco, tumori addominah,
degenerazioni del fegato, poi ancora malattie genito-urinarie, e d’ultimo
cardiopatie (Morselli). In altri casi furono trovati: ipertrofia del ventricolo
sinistro, aracnoide diffusa, divisione della circonvoluzione frontale media,
sclerosi eburnee, ecc. (Tane, Pawloski). Quasi tutti gl’omicidi-suicidi
condotti al triste proposito dalla violenza d'una passione studiati da Casper,
da Krafft-Ebing, da BERTI, avevano presentato durante la vita affezioni
cardiache ed epatiche. Non trascurabile ci pare il fatto che agli stati
passionah si accompagnano fatti psichici morbosi e vere e proprie psicopatie.
Abbiamo già visto qualche esempio d’illusioni e d’allucinazioni. Non
infrequenti sono le fobie e le ossessioni. Antonini à studiata l'azione delle
idee ossessive nell'amore. Ma ogni passione è, dal punto di vista conoscitivo e
affettivo, ricca di idee ossessive, con le quah spesso si può confondere.
Sentite quale specie di fascino dominava l'animo d'un giuocatore, Durand: Per
me le carte sono sirene: la vista d'un fante di cuore mi fa un senso magico, mi
«ra più dilettevole di qualsiasi pittura. Quando più arde il giuoco, io,
stringendomi la mano sopra il cuore, me lo sentiva tentennare di ansietà; e se
la sorte mi anda avversa, io, senza averne sentore, mi trovavo d'essermi
confìtto le unghie entro la carne viva. Il simbohsmo, che è tanta parte
dell'espressione artistica dei fatti passionali, e l'antropomorflsmo, sono
anche sintomi d'una abnorme attività mentale (Nordau). Aggiungiamo lo stato
continuo doloroso (psicalgie) e quello abbandono alla tristezza, quel
compiacersi di fermare quasi il dolore, di tener sempre aperta la piaga, di
abbandonarsi alla depressione melanconica, che si riscontra in tutte le
passioni, e avremo un altro gruppo di fatti che ne attestano TanormaUtà. Ve poi
non solo un rapporto generico tra passione e foUia, ma delle colleganze
speciah, di cui ci occuperemo nel capitolo seguente, che attestano esservi un
fondo comune ai due ordini di fatti. Vediamo la gelosia apparire, nella sua
forma più schiettamente morbosa, per l'intossicazione alcoohca. I casi sono
frequenti : nel manuale di psicopatologia del Krafft-Ebing se ne trovano
parecchi. Spesso essa è concomitante a mania persecutoria, e in ogni modo offre
sintomi così comuni, che la pazzia gelosa fu generalmente ritenuta una forma di
delirio persecutorio, n Venturi ed il Pellegrini da poco anno tentato di dare
al delirio geloso un'individuahtà clinica a parte. Nel nostro saggio
psicopatologico sulle famighe reaU abbiamo riscontrato tale concomitanza in
molti casi: Giovanna la Pazza, malinconica e gelosa, il figlio Carlo V, Enrico
IV di Lancaster, manìa di persecuzione e gelosia, Enrico VII idem, Elisabetta e
Maria, malinconiche e gelose. In un caso da noi pubblicato, la nostalgia si manifestava
su un fondo persecutorio. L'amore si mostra connesso con misticismo morboso.
L'odio, il giuoco con la criminalità e la follia morale. Nell'insieme abbiamo
una serie di fatti che distinguono le passioni, anzi meglio, la personalità
passionale da quella normale; mancanza di utilità, alterazioni dei dati
psichici e dei principali processi, manifestazioni morbose che l'accompagnano,
malattie organiche e mentah che ne formano l'esito frequente. Vi è più d'una
distinzione; v'è la prova che ci troviamo in presenza di un processo morboso e
che l' analogia tra passione e mlattie mentah, intravista anche da osservatori
antichi (Zenone, Ippocrate, Platone, Galeno) e riconfermata, sebbene
indeterminatamente, dai psichiatri (Lélut, Trólat, Moreau, Maudsley e molti
contemporanei), è un fatto. Resta a vedere che valore abbia la morbosità
passionale, qual posto debba occupare nel quadro triste dei fatti
psicopatologici. Bisogna distinguere tre gruppi di fatti psichici affini:
momenti passionali, psicopatie passionali, passioni vere e proprie. Per quanto
le passioni non siano tali fatti che possano attuarsi in ogni personahtà, come
avviene invece per le emozioni, per i desideri, per le volizioni, ecc.,
nondimeno la storia di ogni coscienza offre esempi di atteggiamenti passionali,
rapidi, superati senza che Tattività psichica abbia assunta l'orientazione
necessaria a costituire una passione. Un morso acuto di gelosia, un breve Hvore
d'invidia, il fascino transitorio d'un tappeto verde, la carezza triste d'un
pensiero nostalgico, un raptus amoroso, una fiammata d'odio, la lusinga d'un
sogno ambizioso s'insinuano nella placida corrente dei nostri pensieri e dei
nostri sentimenti, improvvisi e passeggieri come emozioni, e ne arrestano per
poco il córso, o per poco lo deviano verso altre direzioni. Sono spunti
passionali, che non vanno confusi con le passioni. Sono oscillazioni della
personalità, alle quali manca la forza di trasformarla e di alterarla. Non
abbiamo forse del pari nella coscienza normale fobie passeggiere, fugaci idee
impulsive, istanti di abbandono a pensieri di ingiuste persecuzioni subite o a
scrupoK irragionevoli ? Non siamo forse talvolta tormentati da un ritmo
musicale, da una frase sorta improvvisamente nella nostra coscienza e che vi
permane automaticamente ? Non per ciò ci troviamo in presenza della follia del
dubbio, della mania di persecuzione, del delirio malinconico, delle idee
incoercibih. Per ciò questi albori di passioni, che illuminano per poco della
loro luce l'orizzonte della coscienza normale, non sono i fatti dei quah
vogliamo cercare il posto in mezzo ai processi morbosi dello spirito. n secondo
gruppo, che con espressione assai larga diciamo delle psicopatie passionah,
abbraccia quei fatti che si distiuguono dalle passioni per la loro natura più
schiettamente morbosa, si che sembrano forme speciali delle ordinarie malattie
dello spirito, psicopatie che polarizzano la loro attività in un circolo di
rappresentazioni e di affetti, in modo da assumere la fìsonomia di un fatto
passionale esagerato. Anzi è opportuno notare che accanto alle passioni, che
per noi costituiscono la forma tipica di tale serie di fatti, c'è una serie di
forme corrispondenti, più chiaramente morbose. In queste l'automatismo
associativo è dehrio, le illusioni divengono allucinazioni, l'incoercibihtà
psichica è al suo massimo, l'esito è sicuramente fatale, la passione ahmenta sé
stessa con U contenuto e U processo di altre morbosità spirituali concomitanti.
Notiamo accanto alla gelosia la foUia gelosa o il cosi detto delirio
dell'infedeltà com'ugale ; accanto all'odio la vendetta criminale; accanto
all'avarizia ordinaria quella folle e dehttuosa di Fihppo IV e Fihppo VI di
Francia, per esempio; accanto aUa passione collezionistica la cleptomania ;
accanto all'ambizione l'ambiziosa criminahtà di Riccardo HI. Tale distinzione
però serve a distinguere empiricamente due gruppi di fatti assai affini. I
caratteri differenziah non ci pare si possano riportare a differenza di natura,
e le manifestazioni tanto chiaramente morbose forse si debbono attribuire a
fatti estrinseci, al dinamismo della passione, a resistenze o a caratteri
speciali dell'ambiente, a una differente valutazione etica del contenuto
rappresentativo, che forma lo stato passionale. In ogni modo, distinte le passioni
dai raptus passionali, che non arrivano a costituirle, e da quelle forme, che,
almeno in apparenza, sembrano sorpassarle, sono esse fatti morbosi da
accomunarsi senz'altro con le malattie dello spirito? L'origine e la natura di
molti fatti psichici non si intendono se l'analisi si limita all'esame
dell'individuahtà pura e semplice. Oramai s'è capito che l'individuo,
considerato in sé e per sé, al di fuori dell'ambiente naturale e sociale in cui
vive, é un' entità irreale e incomprensibile. È necessario che nella psicologia
si faccia strada la convinzione che é parimente incomprensibile gran parte
della vita psichica, se si prescinde dal fatto che ogni individuo é un anello
d'una catena d'esseri, la cui storia ereditaria, sia specifica, sia familiare, influisce
sulla genesi i di molti fatti psichici. Né ciò solo per la psicologia cosi
detta " delle differenze individuali „, ma anche per la psicologia
generale, schematica, poiché non pochi fatti psichici sono conclusioni o aurore
o crepuscoh di processi, che si svolgono interi al di fuori del breve ciclo
d'una personahtà, nell'evoluzione filogenetica, e in quella più ristretta della
famigha, che potremmo dire oichigenetica. n dato ereditario, in rapporto aUa
specie, é già entrato nell' esperienza del psicologo con benefici effetti : gii
istinti, le forme della sensibilità e dell'intelletto, tutti quei fatti un
tempo ritenuti innati, né ora del tutto riducibili all'esperienza, sono
spiegati come formazioni ereditarie. Per quei fatti più complessi, che dovrebbero
formare oggetto dell'etologia, importa tener conto d'un processo ereditario più
diretto, immediato, quello familiare, che é qualche cosa di diverso, non solo
una parte, del processo ereditario della specie. Inutile aggiungere che ciò è
poi indispensabile per la psicopatologia, che si trova di fronte a fatti più
individuah, più concreti, meno agevolmente riducibili a schemi tipici. Ora
considerando le passioni in sé stesse e attraverso il processo ereditario
famiKare (oichigenesi) possono farsi tre osservazioni. Nello svolgersi d'una
diatesi familiare impressiona l'alternarsi delle manifestazioni schiettamente
degenerative con individualità passionali. Accenniamo ai risultati di nostre
osservazioni, esposte, per altri fini, più largamente altrove. La degenerazione
della famiglia Plantageneto comincia con individui, che son preda di passioni
ereditate in parte dal capostipite Guglielmo (avarizia, dissolutezza,
ambizione, accidia); un breve periodo di malinconia, nel terzogenito, Enrico I.
Procede offrendo in una generazione medesima casi di passioni e casi di
malattie dello spirito, tanto in individuahta diverse, quanto in un medesimo
individuo, o alternando nello svolgersi del processo ereditario passioni con
psicopatie. Sopratutto prevalgono personahtà con stati passionah variabili per
contenuto. Ad Enrico II, in cui la degenerazione si eccentua senza dar luogo a
forme chiaramente morbose, succede Giovanni senza Terra, imbecille morale,
dissoluto, criminale, con accessi epilettici; Riccardo I, agitato da passioni
diverse. Dei figh di Giovanni uno è caratterizzato dall'avarizia e dalla vanita
; Enrico III è debole, deficiente, collerico, e procrea figli deformi e morti
precocemente. Da Edoardo I, di cui ben dieci nati muoiono bambini, discendono
due deficienti, Edmondo ed Edoardo II. Il figlio, Edoardo IH, principe valoroso
e intelligente, à un amore senile per Alice Perrers, dalla quale è così
dominato da oscurare con debolezze continue la fama della sua gioventù. Nelle
altre generazioni: Riccardo II, tisico, deficiente ; Enrico IV, epilettico,
gelosissimo, ambizioso, allucinato ; Enrico VI, folle, imbecille; Edoardo IV,
dissoluto, criminale; Riccardo III, foUe, morale, ambizioso, crudele, deforme,
eroico ; Enrico VII, avaro, geloso ; Enrico VILE, criminale sino alla follia,
geloso; Maria, crudele, malinconica; Elisabetta, avara, gelosa, che muore dopo
due anni di malinconia con stupore. La stessa vicenda di passioni violente,
sopratutto erotiche e di psicopatie, si trova nella famigha reale spagnuola;
nella famigha Giuha; nei Medici; nella dinastia francese. Qualche altro caso
tratto dalla storia di quest'ultima. A Luigi IX, allucinato, crudehssimo, e a
Fihppo IH, valoroso e vendicativo, succede Fihppo IV, avaro come Carlo II, che
vende sua figha " come fanno i corsar dell'altre schiave „, falso
monetario. H nipote Fihppo IV ne segue gh esempi. La degenerazione ereditaria,
che si manifesta neUa mancanza di vitahtà dei membri di questo ramo, si
accentua con Carlo V, da cui discendono allucinati, persecutori (Carlo VI),
malinconici (Carlo VII, Luigi XI), deficienti e deformi (Carlo VITE, Giovanna).
Le passioni dominanti sono avarizia, ambizione, amore dei piaceri. 2. Vi sono
stretti rapporti tra speciali malattie deUo spirito e speciali passioni, si che
non solo esse si trasformano l'una nell'altra attraverso il processo ereditario
deUa famiglia, ma nello stesso individuo. I casi nella letteratura psichiatrica
sono molti. Ne riportiamo uno da noi raccolto. Prof. L. P, d'anni 29, geloso,
sino a tentare il suicidio, trasferito ad Imola, diventa preda di idee
persecutorie ed è ricoverato in un manicomio. Il padre era anch'egK cosi
geloso, che pochi giorni dopo le nozze, per un improvviso sospetto, lasciò,
durante un ballo, la giovine sposa, come per abbandonarla. La trasformazione
della gelosia in mania persecutoria e malinconia è frequentissima ; né occorre
illustrarla nell'individuo. Dell'avvicendarsi di essa con le forme malinconiche
nel processo ereditario f amiKare, diamo un esempio, che ci sembra tipico,
nella tavola annessa. E un caso specifico dell' alternanza generica di passioni
e di malattie notata sopra, e insieme un interessante documento di eteromorfia
ereditaria, logica, per dir cosi, comprensibile, non capricciosa, come per lo
più apparisce nella storia delle famiglie nevrotiche. Un'osservazione della
medesima natura abbiamo raccolta per l'avarizia. L'avv. B. G. (collaterali
sani), sposa a 48 anni una vedova quasi ricca, di anni 57. La sua avarizia era
proverbiale in G Entrato in possesso del patrimonio della moglie, con abili
mene, pratica l'usura. Dopo qualche anno diventa cleptomane. Dal tribunale
sottrae una volta una sedia, un'altra un vaso di fiori, che tenta di portar
via, nascondendo sotto U soprabito. Si fu costretti di inviarlo in manicomio,
dove è morto. 3. Le passioni non solo anno talvolta, quando specialmente sono
contrastate, come esito una vera e propria malattia dello spirito, ma spesso
sono segni prodromici di profonde alterazioni della personaKtà normale, quasi
le prime oscOlazioni che la coscienza, spostata dal suo centro, à attorno allo
stato morboso. Gli studi intomo alle cause della follia anno raccolte alcune
significanti statistiche della nefasta efficacia delle passioni; ma non
essendosi ben distinti i fatti emotivi da quelli passionali, esse non hanno per
noi quel valore probativo, che a prima vista parrebbe che dovessero avere.
D'altra parte le difficoltà di avere complete storie cliniche degh individui, e
spesso la trascuranza dei raccoglitori, rendono scarsa la messe di prove, che noi
crediamo dovrebbero essere abbondantissime. In ogni modo molti, e tra i primi
il Maudsley e U Moreau, anno notato che fatti passionah segnano la fase
d'incubazione di una malattia dello spirito ; anzi la scuola della Salpètrière
attribuisce all'epilessia uno stadio nel suo sviluppo di atteggiamenti
passionali. Si che v'è da pensare che quelle sorti di traumi psichici, che sono
interpretati come cause di psicopatie, sono più tosto la fase iniziale del
processo morboso. Le passioni su fondo erotico, la dissolutezza, la passione
degli acquisti, delle costruzioni, delle speculazioni, la gelosia, precedono
spesso la paralisi progressiva, la malinconìa, la mania. Prima che le tristi
tenebre della follia avvolgano la coscienza, il carattere subisce delle alterazioni,
le quali talvolta assumono appunto la fìsonomia di fatti passionali, emersi
quasi dai bui fondi della vita psichica, dove li ratteneva il dominio di sé. Ed
ecco prodigalità improvvise, sogni ambiziosi mai prima carezzati, piani di
conquiste, che sorridono all'animo che vi si abbandona nella sicurezza della
vittoria immediata, conversione maniaca delle proprie sostanze in beni immobili
nella speranza di guadagni favolosi, impeti d' amore spesso abnormi... Sono le
prime disgregazioni della personalità, che si sprofonda lentamente negh abissi
della follia. Queste tre osservazioni conducono a un unico concetto, che
stretti rapporti, ora generali, ora speciali, vi sono tra passioni e
psicopatie. L'analisi intrinseca dei fatti paissionali lo riconferma. Non solo
le passioni sono, come le psicopatie, alterazioni della personahtà ; non solo
il loro meccanismo psicologico è affine a quello delle malattie dello spirito,
ma v'è una corrispondenza di tendenze, di orientazione, di contenuto affettivo
e rappresentativo tra speciah passioni e speciah forme morbose. Più volte
abbiamo notato come tipica la somiglianza tra gelosia e mania persecutoria: il
medesimo processo iniziale (sospetto), il medesimo svolgimento (persecuzione),
le medesime reazioni (impulsi distruttivi). Nella gelosia v'è tutto il quadro
del delirio persecutorio, ma con tinte più deboli, n contenuto del delirio è
polarizzato in un gruppo distinto di rappresentazioni. Perfino la nostalgia,
che è qualche cosa di più tormentoso e di più grave di quello che non si
imaginino coloro, i .quali sono abituati a scorgere in essa il triste abbandono
ai dolci ricordi, un ansioso rapimento dello spirito ai fantasmi di luoghi e
persone care lontani, assume l'aspetto di una psicopatia persecutoria.
Riproduciamo un caso, pubbhcato già da noi. V. G., studente, di anni 18; madre
neurastenica. E nato e dimora in un paese molto infelice, sito in luogo poco
ameno. Carattere anormale. Giovinetto ancora, abbandonò la famigha per seguire
una donna da teatro: fu però subito ricondotto a casa. Ogni lontananza, anche
breve, dal paese natale produce una vera rivoluzione nel suo spirito, si che è
costretto a fare alla megho colà i suoi studi, pur essendovi*- a tre ore di
ferrovia il capoluogo della Provincia con buoni istituti d'istruzione. Lontano,
à tutta la fenomenologia estema della passione nostalgica. Deve essere scortato
sempre dai suoi compaesani, perchè manifesta idee suicide. In ognuno che non
sia del suo paese vede un nemico. Saluta umilmente tutti i suoi condiscepoK e le
conoscenze che fa ; sospetta e teme impossibili persecuzioni. Intelligentissimo
e discretamente studioso, quando si reca al capoluogo per dare gli esami perde,
nel tormento dello spirito, le cognizioni acquisite e vive in uno stato di
semicoscienza. Commette non poche stravaganze, informate alle idee persecutorie
e nostalgiche come improvvise fughe al paese natale di cui poi à ricordo
confuso e indeterminato. Tra i timori che più lo tormentano v'è quello che sua
madre sia ammalata e muoia: parlanr done piange. Mi si dice che invece in paese
abbia condotta normale. Le passioni coUezionistiche differiscono poco dalla
cleptomania: l'impulso irresistibile al possesso dell'oggetto desiderato, la
inutiUtà di alcune collezioni ravvicinano queste due forme. Né mancano casi in
cui la mania coUezionistica spinga al furto. Qualche esempio si troverebbe nei
casi del cosi detto crimine estetico. Cosi, per dirla in breve, l'ambizione
ricorda la megalomania; l'odio la criminahtà; l'avaro assume spesso le parvenze
d'un melanconico e di persona turbata da delirio di piccolezza; e l'amore
rassomigha tanto ad una di quelle follie d'esaltazione, senza contomi
nosologici precisi, che i cento pretesi fisiologi che r anno studiato,
manifestano sempre il dubbio che noi ci troviamo innanzi a una forma morbosa.
In conclusione i fatti passionali anno gli stessi caratteri delle psicopatie,
ma attenuati, si che ci sembra di poter trarre due conseguenze sulla loro
individualità morbosa. In sé stesse le passioni sono equivalenze psicopatiche.
La concezione, imphcita nella teoria degli equivalenti epilettici (Samt,
Lombroso), così feconda di risultati per la conoscenza di molti fatti morbosi,
deve estendersi dal campo dell'epilessia a tutta la attività patologica dello
spirito umano. È noto che gU equivalenti epilettici sono quei profondi disturbi
della coscienza che, quasi preludio di un vero e proprio accesso, spesso lo
sostituiscono senza che appaiano altri disordini motori, vasomotori, ecc. E una
riduzione nella sfera psichica del quadro clinico dell'epilessia, quasi un'
attenuazione dei fenomeni che questa presenta. Ora appunto le passioni sono per
le psicopatie ciò che gli equivalenti epilettici sono per l' epilessia. Esse
preludiano e sostituiscono, sia nell'individuo, sia nel processo ereditario, le
classiche forme morbose; esse ne presentano i fenomeni attenuati e anno
talvolta gK stessi esiti. La lacuna tra l'attività normale e quella morbosa
dello spirito, colmata vagamente con confusi riferimenti a tipi pazzeschi, à
cosi una soluzione precisa, e che risponde non solo alle recenti vedute
sull'arbitrarietà di netti quadri clinici, chiusi nei sintomi classici delle
varie forme morbose, ma ancora alla natura dello spirito umano, che à nella sua
storia lente gradazioni di forme normali e di forme morbose. Lo stato
passionale può dunque, secondo noi, considerarsi un equivalente psicopatico in
doppio senso: generico, in quanto ogni passione preludia o sostituisce un
qualsiasi stato psicopatico; specifico, in quanto determinate forme passionah, ad
esempio la gelosia, preludiano e sostituiscono determinate forme psicopatiche,
ad esempio la malinconia e la manìa di persecuzione. Le passioni, guardate
nello svolgimento d'un processo ereditario, appariscono forme di passaggio,
casi di eteromorfìa ereditaria. Noi abbiamo avuto altrove occasione di
enunciare il nostro parere intomo alle trasformazioni che subiscono le forme
morbose nel processo ereditario. Ci pare che il mito delle entità psichiche,
perdurando, consapevolmente o no, anche neUe ricerche biologiche e
psichiatriche,, abbia nello studio delTeredità prodotto un errore: la negazione
della trasmissibilità delle malattie mentali, e un problema fondato su
un'illusione: l'eteromorfismo. Gli avvenimenti psichici non sono oggetti, ma
processi, formazioni comphcate, attuali, individuah. Le forme morbose parimenti
sono manifestazioni, che si attuano in date individuaKtà alla stregua e in base
alle varietà morfologiche di ciascuna persona. Come tah non si ereditano : quel
che si trasmette è al più una serie di disposizioni psicofisiche, dalle quaK
esse emergono, assumendo per contingenze attuah, individuah, una determinata
fisonomia psicopàtologica. Dato questo concetto, in armonia con le recenti
interpretazioni dell' ereditarietà patologica, la similarità delle forme
trasmesse diventa un caso, e la metamorfosi la logica e naturale espressione
che deve assumere una diatesi nervosa quando diventa un avvenimento
individuale. In tal senso noi diciamo le passioni forme di passaggio o
trasformazioni ereditarie di un processo degenerativo. Esse, come tutti gK
avvenimenti psichici, sono deviazioni di una personaUtà, la quale resta il
termine di ragguagho per intenderne la formazione e lo sviluppo; ma
presuppongono una somma di dati morfologici e di disposizioni psicofisiche
ereditate e tali, che possono volta a volta provocare un processo psicopatico o
un processo passionale, come suo surrogato. Cosi intesa la natura morbosa delle
passioni, è implicitamente delineato il posto che esse debbono occupare tra le
manifestazioni normah e anormah dello spirito. Da una parte distìnte per una
serie di caratteri dagh ordinari processi psichici, dall'altra distinte dalle
psicopatie, di cui appariscono forme prodromiche o attenuate, equivalenti che
le sostìtuiscono, esse occupano il vasto campo intermedio tra la sanità e la
follia. L'aUenazione mentale, sia considerata nella varietà infinita di forme
che riveste tra gli uomini, sia considerata nel suo sviluppo individuale,
apparisce una deviazione lenta, insensibile, ricca di sfumature difficilmente
notabih, dallo stato sano. Il normale e l'anormale sono come un binario, di cui
lo sguardo distingue le due parallele sino ad lai certo punto, al di là del
quale queste par si confondano in una linea sola. Questa zona grigia, indistinta,
fu notata dai psichiatri e battezzata con nomi diversi: è la zona media del
Maudsley, quella degli ereditari del Morel, dei tipi misti del Moreau, dei
cerebrali del Laségue, dei psicastenici del Benedikt, delle costituzioni
psicopatiche dello Schiile, dei mattoidi del Lombroso, dei degenerati in
generale ; zona che raccoghe grandezze e miserie, dalla quale sbocciano
talvolta i fiori del male e i fiori più belli dell'attività umana, eroi, santi,
criminah, genii. Il MorseUi enumera alquante categorie di tipi che vi
appartengono: insufficienti (imbeciUi), incompleti (criminaloidi), irrogolari
(mattoidi), instabili (isteriche e neurastenici), incoerenti, irreflessivi,
impulsivi, e poi ancora i distratti, i fantastici, gh spostati, i pervertiti,
gh eccentrici, gli abuhci, gU apatici, ecc. E nota che la enumerazione potrebbe
allungarsi, sì che noi vedremmo passarci davanti tutte le disposizioni
illogiche dell'inteUigenza, tutte le perversioni del sentimento, tutte le
tendenze antisociah delle voKzioni, tutte le eccentricità del carattere, tutte
le bizzarrie della condotta, che la proteifonjae individuahtà umana ci può
presentare. E il campo più suggestivo e più fecondo per la psicologia e per la
psicopatologia. Queste forme intermedie, che discoprono il meccanismo della
personalità, senza distruggerla, che offrono alterazioni di singoli processi su
un fondo indistinto di morbosità diffusa, danno tutti i benefizi riconosciuti
al metodo patologico senza gli inconvenienti da qualche psicologo notati.
Eppure, tranne la classica opera del Moreau, e a parte gli studi su casi
speciali, come i mattoidi del Lombroso, i mostruosi del Venturi, ecc., nessuna
concezione sintetica à tentato l'arduo compito di determinare, ordinare,
illustrare questa grigia zona dell'attività umana. Non tenteremo di sostituire
all'elenco del Morselli una classificazione che ordini in gruppi la varietà
indeterminata di queste manifestazioni intermedie. Osserviamo che, messe da
parte quelle che presentano una deficienza di attività, come gli apatici, gli
accidiosi, i distratti, i deboli, i suggestivi e così via, nelle altre anno
gran parte e importanza notevole i fatti passionali, siano essi neUa forma
specifica di passioni a contomi netti (gelosia, amore, ecc.), siano nella forma
generica di stati passionah mute voh per contenuto affettivo e conoscitivo. Le
passioni ci sembrano per ciò stati della personaUtà caratteristici deUa zona
intermedia e atti, più che altri, a farci conoscere la fase di passaggio
dell'attività psichica normale in quella morbosa, e indirettamente a proiettare
gran luce sulla conoscenza della psiche sana e delle psicopatie. Poiché nelle
passioni, mentre si accentuano alcuni caratteri della normale personalità e si
rende più agevole lo studio di questa, si profilano le prime linee delle
psicopatie, in modo che si può meglio secondare il giusto criterio della
ricerca moderna, la quale considera le forme morbose come turbamenti
dell'intera personahtà, comprensibili a pieno quando si scorgano i legami che
li congiungono insensibilmente allo stato sano. tristezza, alcune passive,
altre attive. Lo Spi noza fa derivare per mezzo dell'associazione, I
dell'immaginazione, della simpatia, tutte le passioni dal desiderio, dalla
gioia, dalla tristezza. \ Con Kant abbiamo una classificazione, la quale non
solo esclude i fatti emotivi, ma tralascia di assumere come criterio distintivo
l'oggetto delle passioni. Esse, dice Kant, debbono essere classificate, non in
quanto agli obbietti del desiderio, ma in quanto al principio dell'uso e
dell'abuso, che gU uomini fanno della loro persona e della loro libertà „. Le
divide in naturah, che riguardano la libertà e la sessuahtà, e di cultura
(ambizione, avarizia, dominazione); ardenti le prime, fredde le seconde. H
Lélut ne fa parecchie distinzioni: corporah e spirituah, dolorose e hete, calme
e 1 >dbi la tri ito bert, Descuret), pur partendo da criteri più
accettabili, non colgono i caratteri fondamentali delle passioni. Queste sono
bene singolari gruppi di rappresentazioni e di sentimenti, diversi per tono e
per significato, come l'amore, il fanatismo, l'ambizione, la gelosia, l'odio,
ecc. ; ma quel che più importa è la forma di personalità su cui esse
s'adergono, come indici o come specializzazioni rappresentative e affettive di
processi più profondi e fondamentali. E in una classificazione bisognerebbe
tener conto non di ciò che è un esponente o un episodio, non delle singole
passioni, ma dello stato passionale, e vedere se di questo vi sono più forme e
quaU. La classificazione del Ribot, che potrebbe ravvicinarsi a quella del
Kant, merita migUore accogUenza delle altre, ma non è soddisfacente.
L'intensità è carattere certo importante, ma non proprio, né principale; quindi
non può essere elevato a dignità di criterio di una classificazione. Noi siamo
convinti che questa deve essere corollario di una più profonda conoscenza del
temperamento e del carattere, una conseguenza della classificazione dei diversi
tipi di personaUtà ; per ciò di là da venire. Come tentativo provvisorio ci
pare che si potrebbe ordinarle, tenendo conto di due fatti: il rapporto che le
passioni anno con la personalità normale, di cui sono deviazioni o alterazioni,
e ÌI carattere psicofìsico di càascheduna. Tenendo presente il primo, a norma
delle osservazioni fatte, avremmo tre classi distinte: 1" Passioni^ per
dir così, costituzionali, le quali non anno il carattere d'un trauma psichico,
non nascono in una fase di sviluppo della personalità, ma ne sono l'espressione
originaria; esempio: l'ambizione, l'avarizia, l'invidia. Sono le passioni pili
temperate, più croniche. 2" Passioni antagonistiche, le quali presentano
il carattere d'una deviazione o alterazione del carattere normale, e lo
conservano lungo tutto LI loro decorso. Esse non distruggono la personaUtà j :
promanano; si sovrappongono ad essa, nano quel conflitto classico di sentiche è
sembrato il carattere proprio itati passionah. Esempio; l'amore, la le del
giuoco. 3" Passioni sostitutive, li, dopo un periodo d'incubazione e di
dominano senza contrasti la coscienza La personalità preesistente è da esse
::to sostituita, se non distrutta. Sono le passioni più cieche, più
irresistibili, e quelle più vicine alle vere psicopatie, io: il fanatismo,
l'odio, la gelosia.Come abbiamo fatto osservare iimanzi, le passioni facilmente
passano daUa fase di contrasto a quella di dominio assoluto; si che alcune del
secondo gruppo possono anche appartenere al terzo. A noi pare che a preferenza
di un ordinamento, che le distingua e le divida nettamente per tipi
rappresentativi e affettivi, importi una classificazione che, tenendo conto del
loro carattere fondamentale, cioè dell' essere espressioni della personalità,
indichi più tosto il raggio della loro influenza su di questa, alla stregua del
processo dissolutivo, per cui, alienandola dalla normalità, la ravvicinano alle
malattie dello spirito. Ognuna di queste classi va poi suddivisa, in base ai
caratteri psicofisiologici delle passioni, in tre gruppi: A) Passioni
espansive; sono quelle che imphcano un inclinazione positiva, con colorito
affettivo predomiaante gaio, e che anno per carattere V attività. Esse
ricordano le manie e i dehri d'esaltazione. Esempio : ambizione, amore,
fanatismo. B) Passioni depressive ; sono quelle, che per lo più implicano
un'avversione, con colorito affettivo predominante triste, e che non anno
ordinariamente una forza espansiva.Ricordano la malinconia. Esempio: avarizia,
nostalgia, odio. Passioni miste; sono quelle che consistono in un continuo
avvicendarsi di stati di depressione e di esaltazione. Questo carattere, che
non manca nei due gruppi precedenti, è qui più accentuato e forma la fisonomia
psichica della passione. Esempio: invidia, passione del giuoco, gelosia. La
ricerca della responsabilità nel campo giuridico, quando le passioni anno un
esito criminale, deve essere in parte fatta in rapporto alla classificazione
ora data. L'attuale periodo di transizione tra i vecchi concetti giuridici, non
scalzati e sovente imbastarditi dalla rinnovellata coscienza scientifica, e i
nuovi orizzonti del diritto, che danno alla responsabilità una base nuova,
iudipendente dalla valutazione etica, derivata dalla temibUità del dehnquente e
daUa sua adattabilità, diversa secondo le circostanze speciali dell'individuo,
dell'atto compiuto e della società in cui vive (Ferri, Garofalo, Lombroso,
Colajanni), danno luogo a una contraddizione. E cioè spesso si giudica
irresponsabile il delinquente, ad esempio, in cui è visibile anche per i
profani la follia morale, che è temibUissimo e inadattabile all'ambiente
sociale, e si condanna il delinquente per passione, meno pericoloso e quasi
sempre correggibUe ; e inviando il primo tutt' al più in un manicomio comune (i
manicomi criminali può dirsi non esistEino) e il secondo in carcere, che
conserva ancora gli odiosi caratteri di un luogo di vendetta e di pena, si
fìnisee col colpire più gravemente chi à minori caratteri d'antisocialità.
Anzitutto occorre fare una distinzione. Tranne il Severi, che distingue tre
classi di delinquenti (emozionali, passionali, aUenati o nati) gli altri
confondono in un sol gruppo, con il nome di delinquenti passionali, coloro che
sono spinti al dehtto da un'emozione improvvisa e transitoria, e coloro nei
quah il delitto è l'episodio finale e quasi sempre la conclusione d'uno stato
passionale. Certo, considerando solo il momento del delitto, par non vi sia
differenza tra chi uccide o ferisce in un impeto d'ira e chi uccide o ferisce
in un impeto di gelosia, poiché la passione esplode in un atto criminoso
durante e per effetto d'un'emozione. Ma la fisionomia psicologica e il
significato sociale dei du" dehtti è diverso. I delinquenti emotivi e i
delinquenti paf sionali anno bene in comune i caratteri de servati dal Lombroso
{Uomo delinquente, II, 204), dal Ferri {Sociologia criminale^ 240) e da altri:
la mancanza delle stimmate criminali, l'onestà dell'animo, l'esagerata
affettività, il pentimento immediato e sincero, la sproporzione tra il delitto
e la causa, e così via. Però accanto a questa affinità, quale differenza nel
loro dinamismo psichico e nel loro valore sociale ! La criminalità emotiva è un
raptus^ senza preparazione cosciente, improvvisa, rapida; la criminalità
passionale è l'esito d'un processo lento di alterazione della personalità, è un
atto, talvolta preparato con la parvenza di volizione libera, sempre effetto
d'una accumulazione incessante di motivi subcoscienti e spesso illusori. Non
v'è un ragionamento puramente emozionale; o l'emozione à una logica istintiva,
quasi una attività teleologica fissata dall'eredità (Tarde), o tutt'al più una
parvenza di ragionamento rapido, embrionale, fatto d'un gruppo di idee e
consistente in una costruzione immaginativa (Ribot). V'è invece un ragionamento
passionale, importa poco ora se falso, contradditorio, fondato su illusioni.
Ciò distingue la fisonomia psichica di chi delinque stimolato da un'emozione
(ira, paura), la quale rompe momentaneamente l'equihbrio affettivo, e di chi,
assillato dal martoro d'un dubbio geloso o incalzato dalla disperazione d'un
abbandono, orienta poco la volta ranimo verso il delitto, che si perpetra,
quando un impeto emotivo fa da scintilla, che produce l'esplosione d'una mina.
In breve, un fatto emotivo può agire su una personalità normale, in modo da
spingerla al delitto, la cui causaUtà si esaurisce nell'emozione provocatrice;
abbiamo il delitto emozionale. Può agire su una personalità dominata daUa
passione; allora l'emozione è solo la causa occasionale del delitto provocato,
la cui preparazione è nel processo psicopatologico della passione: abbiamo il
delitto, passionale. Inoltre: la passione si esaurisce in quella scarica
antisociale che è il delitto, compie con essa il suo ciclo evolutivo, come può
compierlo con il suicidio, con una malattia, con una psicopatia. Una recidiva
criminale è inconcepibile, né la statistica ne dà esempi, poiché la personalità
umana é capace d'una sola passione, che raggiunga tale massimo di violenza.
Quindi, tranne il caso in cui il dehtto rimanga incompiuto o la passione sia
piuttosto il pretesto aU'esplicazione di tendenze criminose, il dehnquente
passionale cessa d'essere temibile con l'atto che chiude il ciclo del processo
passionale. Il rimorso, il pentimento, le conversioni radicali, osservate dagli
studiosi nei rei per passione, provano questa rapida riadattabilità loro
all'ambiente sociale. Non così avviene per il delinquente emozionale. Se il
delitto non è proporzionato aUa causa — valutata anche in base ai principi
etici della società in cui quello si perpetra fa sospettare un temperamento
emotivo, incline alle improvvise rotture dell' equilibrio psichico, capace di
ricadere in .nuove violenze e per ciò più temibile. Qui i mezzi riparatori non
sono sufficienti a tutela della società; occorrono i mezzi repressivi,
temporanei, a tempo indeterminato. Un'altra ragione di minore temibLlità del
delinquente passionale è riposta nel rapporto di dipendenza, già notato, della
passione da speciali gruppi rappresentativi. Questa è legata al suo obbietto
cosi, che non ne esiste indipendentemente. Il geloso è geloso d’una determinata
persona e non d’altre. Si che, mentre un impeto emozionale, ad esempio l'ira,
travolge seco anche persone ed oggetti che non dovrebbero esservi connessi (s’è
irati con tutti), la passione colpisce oggetti o persone determinate. L'esilio
è garanzia sufficiente per un tentativo di defitto passionale; non sarebbe
sufficiente nel caso d'un delinquente emozionale. Trovandoci poi innanzi a un
delitto per passione, occorre ancora procedere a un'altra distinzione: può
trattarsi d'un caso di criminalità, per cui la passione è solo una causa
determinante; può trattarsi d'un caso, in cui cooperano insieme la passione e
una psico-patia o un disordine momentaneo, che agisce come fattore
supplementare; può trattarsi infine del delitto passionale vero e proprio. La
reazione sociale deve essere diversa nei tre casi; diversa anche nel terzo, a
seconda che la criminalità passionale prorompe d’una passione antagonistica, o
sostitutiva, o costituzionale, poiché il grado di responsabihtà è diverso,
essendo diverso il grado di dissoluzione della personalità, diverso il grado
d’adattabihtà, diversa la fisonomia psichica. Da così complesse e difficUi
distinzioni deve concludersi che occorre sempre, nel delitto passionale,
l'analisi e il giudizio dell'uomo di scienza. Né l'impressionismo psicologico,
né una formula a priori, antropologica o giuridica, né il buon senso
d'un'accozzaglia fortuita di gente spesso non nata pei pensare, possono
risolvere il problema deUi responsabilità d'un individuo, che si dibal
dolorando nella zona grigia, dove non splendi la luce della coscienza sana, né
sono ancor scese le tenebre della follia. piccbibl.dj scieu.mod. Fi^'BOCCRED.
Piccola Biblioteea di Seieoze Jloderae Klscuitl volnmi In-ia L Zuom-Biuioo. Im
«lato. Svrl di MtrouomlK L. afiO a n n . BooTBloro tooretiBo^pnrtioa-CB'^di-
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moKdo aaUaa i BfiO TUanra. Diritti e «arari «ella «nUe» B «X Sbbbl Im palcba
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eaaalaBia. Con flpiT* B ta. Baooiowi. Sai rasa* 4al prafiuaa.— Con fignis S^
MI. &TBArroBBLLO. Il prasreM* 4ella eieaaa U. llirrTn.u. la
'TrlpalltaBlik—Con una carta IB. MlBTBBIJBB. «.HOLU. I«K i7. Tiocuo. la B.
QRtin Au:Ea. la Tlta «alla piante.Con flgnn O. Zau K . fa.ilA.TBa. I neatleU B
la (Olla OonSgwa 4ell* «pirite pa e la Aula.Cim figim CO. Habvagk. Ii'mmmum del
Crirtlanfwlw L. Jamsi. «U MmOI della ! (9» edisioiM) .B40GEOHI. D»U'al«talml»
ali» ehimiea,Con iigQxe .Gappbllbtti. Ia l«n(«ada Napaleaalea. ~ Oon Agore 68.
Mach, am^umi delle ifariwiil Ti>Ti*ifnA. O m a é. CMaCa. don figure &^
AvDKBaoH. Iln«éllls«iua della folla HiouoH. Iia rica ael mari.Ckm Agore .
CoflTA. n Baddba 70. SouBBTx. Iie oriolai del mél«khraauMi 71. BROTrxBio. Per
la Spirlttaoia Clodd. Starla deU'AIflàbeta. Ckm figoxe Bkl Luiroo. Claeiiie e
Héladiala 74. Furor. Iia lUoMlla della laaseTlià 75. AzjPFi e CoiLuiDuooi. Ia
Uqaefludaae del sas e dell'i Fbacxubolx. Ii'lrraalanale aella leMeraiara, Oonr.
I^ meecaaUma della vita LsYi. l>ellMo e pena aél penalero del Oreel . Bkl
Gibbo. Fra le «alate della Starla YxAczL Paleolecla del mmaà 8L Sbboi.
BTOloBlaae amaaa iadlTldoaie < Clodd. VaesAO prlaUtlTa.Con Agore BALDwnr.
li' lateniseaBa . Gafpbli«vxtl Ia rlTdoslaae 86. LoMBBOSO. Iia rlta del
bamblal. — Goii Agore -86. Emkbboh. Vomlal rappreeeatatlTl MoxBxufl.
laferlarltà meatale della daaaa GuMPLOWXCZ. 11 eoneetto eoeloloslea della Stato
Agbxsti. Ia lUoeolla aella letteratora moderaa LoMBBOSO. I TaatacBl della
deseaerasloae. Gon Agore PBGBABn. Iie lUoBloBl ottlelte. Gon Agore MoBASflO. lA
aaoTa anaa (I<a auMelilaa) MavosB. I<o stato soelalteta GAinESTBon. CHI
amori desìi aalmall. Gon Agore BizzATTx. IHdla pietra flloeofUo al radio.Gon
Agore Gabltlx. PawMito e preeeate Gouorar. D Teatro del popoli 98. BizKABBi. lA
iMMe flalea del audo 90. Gapfellxtti. Storie e leggende 100. Glodd. Storia
della firgert— e. Gon Agore ZAHOTn-BKABOO. Astrologia ed aetronoaida lOB. Hall.
H snolo lOB. Babatta. Gnrioeità Tlaeiame. Gon Agore Fbaccabou. Ia «aeetlone
della «enola Eyavs. Iiao-tee e U libro della via e della Tirtdi Glodd. Miti e
aogal Lababca. D papato Villa. 1/ ideolltiMO moderao Fahoiulli. Ii'iadlTidBo
aei saoi rapporti soeiall DncLAUx. Igieae SocialeBavizza. Peieologia della
lingua Glodd. Fiabe e illoeolla primitiTa 118. Oappbllvtti. PriaeipeaM e graadi
KicxroBO. Fona e ricebeani ne. Bbitda. Iie paartOBi BOMAVO. I<a peieologia
pedagogiea MB. I Tolomi di qoesta serie esistono pore elegantemente legati in
tela oon fregi artistioi, oon «laa Ura d'aomento sol presso indicato. Antonio
Renda. Renda. Keywords: High Church. Speranza, “Grice e Renda”. Renda.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Renier:
la ragione conversazionale e l’implicatura – filosofia veneta -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Treviso).
Filosofo italiano. Treviso, Veneto. Essential Italian philosopher. Studia in
Camerino, Urbino, ed Ancona, a Bologna, sotto CARDUCCI, Torino, e Firenze,
sotto BARTOLI. Insegna a Torino. Fonda il “Giornale storico della litteratura e
la filosofia italiana”, «profonden dovi, negli studi particolari, nelle
rassegne, negli annunci analitici e in un ricchissimo notiziario, un vero
inesauribile tesoro di cultura, di notizie, di rilievi. Cura importanti
edizioni critiche e monografie. I suoi saggi critici spaziano attraverso tutta
la letteratura e la filosofia italiana. “Il tipo estetico della donna nel medio
evo” (Ancona, Morelli); Isabella d'Este Gonzaga” (Roma, Vercellini); “Mantova e
Urbino” (Torino, Roux); “La cultura e le relazioni letterarie d'Isabella d'Este
Gonzaga (Torino, Loescher); “Svaghi critici” (Bari, Laterza); Luzio, La coltura
e le relazioni letterarie di Isabella d'Este Gonzaga, Sylvestre Bonnard.
Vendittis, Letteratura italiana. I critici, Milano, Marzorati, Renda, Operti,
Dizionario storico della letteratura italiana (Torino, Paravia); Letteratura
italiana. Gli Autori, Torino, Einaudi. Dizionario biografico degli italiani,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana. SVAGHI CRITICI. CENNI SULL'OSO DELL'ANTICO
GERGO FURBESCO Tuttociò senza che vi siano se non pochissime tracce si 1 1
Flamini, Studi ili «torta letter. Hai. e straniera, Livorno, im. A c. r. Vedi
Zardo, Petrarca e i Carraresi, Milano. In quest'ultimo luogo Zardo afferma che
le terzine, da lui non riferite perché non ne inleseil senso, sono forse
scritte in lingua furbesca. Neri ha la cortesia d'inviarmene una esatta
trascrizione, che mi convince non esservi alcuna frase veramente gergale. (3i
Si consulti la lettera del rimpianto Milanesi da me edita nella prefazione alla
mia versione del Slnduy, Br. [Mini (ij Sono parole di Borgognoni nella Rassegna
settimanaie, cure di vero gergo furbesco; come una parte delle rime del
Burchiello e dei Burchielleschi. Per qupl che ho potuto veder io, tanto nel
caso di Burchiello quanto dei Burchielleschi, la cosa più difficile è decidere
quanta parte della loro poesia è veramente senza senno e rientri in quel giuoco
di spirito, che ha una storia ben lunga e (convien confessarlo) poco
edificante, per cui non si dice nulla facendo le viste di dir qualche cosa. Ma
in questa poesia alla burchia, da cui il barbiere di Calimala trasse il suo
soprannome, I critici, veramente, credettero di ravvisarvelo, e già Fujjia vi
trova ? A parer mio, la parte che vi ha il furbesco non è molta. Vedi il
sonetto invettiva contro un ignoto poeta, che dal celebre ms. Magi. trasse
Spinelli, Poeaie inedite di Galeotto del Carretto, Savona Ivi calcagni compagni
e truccare e cerre mani sono sincere parole furbesche, ed altre forse se ne
ravviserebbero, se il testo non fosse guasto. L'invettiva acerba richiama l'uso
del gergo, come può persino scorgersi nei sonetti scambiati fra Dante e Forese,
sebbene di furbesco deciso là non sia il caso di parlare. Bossi, che ha il
merito d'illustrare quel notevolissimo documento storico e letterario, mise
insieme anche un elenco delle parole di gergo usate dallo Strazzòla. Vedilo nel
Oiorn. stor. Quello £ gergo veneto della più bell'acqua. Uno spoglio della
nostra poesia giocosa e delle commedie antiche darebbe, a questo proposito,
frutti eccellenti. Il Lii-hi nel Malmantile, II, 5 fa che un suo personaggio
fin 12 censi sull'uso dell'antico gergo furbesco continuato del gergo, vale a
dire dai componimenti gergali da capo a fondo. E di questi (quando se ne
eccettui Pulci, la cui produzione furbesca rimane pressoché ignota), fu forse
il primo Brocardo a dare esempio, conseguendovi una certa celebrità attestata
dalle parole di Villani. Per questa parte Brocardo terrebbe fra noi il posto
che occupa rispetto all'uso letterario del gergo francese Villon. tosi baro
vada chiedendo un po1 di bene per Sant'Alto Sani'Allo è designazione notissima
di Dio nel parlare furbesco. Lastri nel luogo sopra menzionato dell'
Osservatore fiorentino cita un passo delle Storie fiorentinede] Varchi ove è
detto: « Appariscono più lettere, non in cifra, ma in gergo, ad uso di lingua
furfantina, molto strano. Gitakixi termina con una battuta furbesca la se. X
dell'Atto III della sua Idropica. Vi occorrono note parole di gergo come
contrapunto, cordovano, sbasire, lenza, fratengo, cosco, monello, canzonare,
grimo. Vedi l' ediz. veronese. Il cui giudizio fu, senza citarne l'autore,
ripetuto dal Crescimbeni e poi dal Del Furia, in Alti Accad. Crusca, ove
scrisse che Brocardo fu l'inventore della lingua gerga o furbesca . Su questo
ingegnosissimo scapigliato criminnlp del sec. XV è ora da vedere il bel libretto
di G. Paris, Francois Villon, Paris, 1901. Le sei ballate in gergo, che sono
veramente sue, e le cinque altre d'un ms. di Stocolma, che gli furono
attribuite, costituiscono il più antico patrimonio gergale francese.
Quell'antico materiale fu studiato senza troppo metodo, ma con informazione
larghissima da A. Vrrr nel volume notevole Le jargon du X V siècle, Paris,
1884, che ho consultato più volte con profitto. Ma di capitale importanza pel
gergo del Villjy^e per gli altri documenti scritti nel furbesco francese è il
libro di L. Schòne, Le jargon et jobelin de Francois Villon sitivi du jargon au
thèàtre, Paris, 1888. Ben altrimenti che in Italia fu studiato in Francia
Vargot, del quale si compiacquero anche i romanzieri moderni (V. Hugo, Sue, Ad
attestarci la facilità ch'egli aveva a scrivere in gergo sta una delle tre
lettere alla cortigiana Manetta Mirtilla; quella che il Brocardo le diresse da
Padova, dove studiava leggi. In essa lettera sono due periodi furbeschi, che
riferisco ed interpreto. Sono fatte le vacationi nello Studio, et io fornirò il
libro et lo vi mandaró tanto più con ordine et meglio scritto, quanto più vorrò
mostrarvi che non è fede pari alla mia, non restando però dall'esservi quel
inimico che io vi sono, dannosa rubuina, che se mi rifondo un lustro alla bolla
della lenza, ve la martinerò coi merli che non potrete più amarezar contro, di
Simon. Se contrapontizatt in amaro col cornifico, che farete coi tjaii di
vostrisef Gli dovete ammartinare et carpir la perpetua dal fusto con quelle cerette
fratenghe, le quali Versione. lingua diabolica, che se mi reco un giorno a
Venezia, ve la trafiggerò con i denti, che non potrete più ingiuriarmi. Se voi
mormorate del fratello, che farete con gli amanti vostri? Li dovete pugnalare e
strappar loro l'anima dal corpo con quelle buone manine, le quali con le
ginocchia in terra bacio di tutta anima. Rai zac, Zola), che ne lardellarono
talvolta certi loro libri. La Bildiographie raisonnée de l'argot et de la
langue verte en Frnnce du XV (in XX siede di E. Yve-Plessis, Paris, comprende
ben 865 numeri!! DeìVargot moderno parigino, che è in continua evoluzione, si
hanno parecchi dizionari. Per quel che spetta al gergo francese più antico, é
pur sempre prezioso e fondamentale il volume di Fr. Michel, Eludei de
philologie comparie sur l'argot, Paris. Cfr. ÌIazzuchelu, Scrittori. con le
seste alla calcosa morfisco di tutta perpetua. Volea tornare al nostro parlare,
ina come si dice che chi sta furfante tre eli soli, mai più non può lasciare
quella vita, coni chi comincia a scrivere cella loro lingua, da virtù
furfantesca sforzato, convien, se ben nonvolesse, finire in quella. Vostrodeno,
dunque, rifonderà breviosa per breviosa, se sbasirete così per lo cornifico,
come il carni fico per vostrise. Del quale vi potrà poi dannezzar l'osmo
rifonditor di questa. Vostrise rifonda morfa et morfa, per nome del cornifico,
a l'osino della bolla dei tuferi, cornifico et inazo mio fratengo, et a tutti i
gali di vostrodeno Rifondo stanga al burlante et ri morfisco tutta da chietina
a calchi. Di vostrise, maza sant'alta Ant. Brocardo cornifico et falconissimo
con cera comprante viole. V. S., dunque, risponderà con una lettera a questa
lettera, se morrete cosi pel fratello, come il fratello per voi. Del quale
potrà poi informarvi l'uomo latore di questa. Voi date bocca e bocca, per nome
del fratello, all'uomo di Vicenza, fratello e signore mio ottimo, e a tutti gli
amanti di V. S. Do stanga all'uscio (idest finisco) e vi bacio tutta da capo a
piedi. Di voi, divina signora, Ant. Brocardo fratello e servitorissimo, con
mano fuggevole (*). Vedi Lettere volgari di diversi nobilinsimi homini ecc.,
race, da P. Alamijj^^ L. II, p. ili e anche la Xuova scelta di lettere race, da
±S. Pino, p. 336. Cfr. pure Cian nel Oiorn. degli eruditi e curiosi. La mia
interpretazione coincide quasi interamente con quella che diede V. Eossi a p.
30 «. del libretto del Vitaliani, che citerò tra breve e che fu edito quando
questi miei cenni erano già stesi. In questo gergo furfantesco veneto avrebbe
il Brocardo, secondo Alessandro Zanco, scritto un Capitolo in rima, e
probabilmente non quello solo, se in questo genere di composizioni egli si
guadagnò reputazione siffatta, da esser creduto l'inventore di quel linguaggio.
Nulla sinora sape vasi della produzione letteraria furbesca del Brocardo; ma io
credo di non ingannarmi supponendo ch'essa ci sia in parte conservata da un
codicetto anonimo cinquecentista, già posseduto dal marchese 6. Campori, ed ora
depositato all'Estense. Sono già passati molti anni che il rimpianto marchese,
con la liberalità eccezionale ond'era dotato, accondiscese al mio desiderio di
avere in prestito quel codicetto ('), sicché io ebbi agio di ricopiarmelo
tutto. E un zibaldoncino di 55 carte, evidentemente dovuto ad un dilettante di
poesia furbesca, che potrebbe anche essere il Brocardo medesimo. Le prime 26
carte sono occupate da uno spoglio copioso di parole e frasi gergali, ad alcune
delle quali è messa accanto la spiegazione, il che accade pure in un altro
elenco finale, che empie fi) Xe rinvenni dapprima notizia nel Catalogo dei mss.
Campori compilato da E. Vaxdwi. Il nostro codicetto ha il n. 425 nella
Appendice I, Modena. Noto la nomenclatura dei vari dragoni, cioè « dottori e
quella interessante, e solo in parte nota, delle Mie, cioè • città ». la questa
parte è pure svelato il segreto dei nomi da intendere quello ha il compagno
quando si gio« cha alle carte », vale a dire il frasario convenzionale dei
bari. 16 censi sull'oso dell'antico gergo furbesco le carte 52-55 del ras. Nel mezzo
sono scritte parecchie poesie (vale a dire due capitoli o ternari, trenta
sonetti ed una stanza) tutte d'una stessa mano, ma alcune scritte
accuratamente, altre affrettatamente. Le cancellature e correzioni della mano
medesima mostrano che il codicetto è autografo e che almeno alcune di quelle
rime sono fattura della persona stessa che quivi le scrisse. Certamente questo
ras., dal quale forse mi avverrà di trarre in seguito altre comunicazioni, è
d'interesse capitale per chi voglia studiare il furbesco del nostro
Cinquecento. La ragione per cui inclino ad attribuirlo al Brocardo non sta solo
nella coincidenza perfetta di questo gergo con quello che il Brocardo usò nella
riferita lettera, nè solo nella fama ch'egli ebbe di maestro nel linguaggio
furfantino, ma anche in un altro fatto che mi pare significante. Tutti sanno
che l'episodio capitale della vita del Brocardo sta nella sua ribellione alla
dittatura letteraria di Pietro Bembo, ribellione che produsse un vero scandalo,
che tirò addosso all'infelice giovine le ire di molti, fra cui quelle di Pietro
Aretino, e che forse contribuì al suo spegnersi immaturo. Quivi è una lunga e
interessante lista di rase iUUi furbi, cioè dei diversi inganni dei vagabondi,
nelle loro espressioni di gergo, ed inoltre ijriomi furbeschi di molti santi.
Per questo episodio vedi Mazzuchki.i.i, II, IV, 219; Vmoiu, F. Berni, Firenze;
V. Ci an, Decennio, pagine 178-183; C. Bertaxi. Pietro Aretino e le sue opere,
Sondrio. Come accennai, erano già scritte queste mie pa Il chiasso fu tale, che
in Padova si formarono due fazioni: quella dei Brocardiani e quella degli
anti-Brocardiani ('). Le ire dovettero sfogarsi particolarmente in versi, e si
deplora che di quei versi ben pochi siano giunti a noi (2). Quelli atroci con
cui l'Aretino da vasi vanto d'aver ammazzato il Brocardo, non li conosciamo: nè
si conoscevan finora le risposte con cui certo non mancò di dargli addosso il
Brocardo (3). Quale cosa più probabile che in quelle invettive il giovine poeta
usasse il gergo, che gli era famigliare e che all'invettiva particolarmente
riusciva acconcio? Il modo con cui Bernardo Tasso, in una lettera all'Aretino,
cercò scusare l'amico suo d'uno di quei sonetti non esclude davvero ch'essi
fossero scritti in una lingua incomprensibile (*). Ora, nel codicetto Campori
esistono per lo meno due sonetti diretti contro l'Aretino, nè è detto che non
ve ne sia qualche altro in cui non appaia il nome di lui e che pur lo abbiano
in mira. gine quando comparve il libretto di D. Vitaliahi su Antonio Brorardo,
Lonigo, 1902, ove i fatti sono estesamente narrati ed esaminati. Cfr. Ciak.
Vedi Vitamani, Op. cit., pp. 99-100. Il sonetto del ms. della Marciana, che si
dice essere stato scritto dal Brocardo contro l'Aretino (v. Vitaliani, pp.
42-44), è certo minima parte di quella diatriba velenosa. Dice il Tasso che
quel sonetto « fra Taltre cose, non • s'intende che si voglia dire; e par più
tosto fatto contra una puttana • (Lettere scritte a Pietro Aretino, ed.
Landoni. Doveva essere ben oscuro, se era possibile un dubbio siffatto! Ecco i
sonetti, che sono oscurissimi, volutamente oscuri: La ludovica calca vii
baceone masca che il eapuan Pietro Aretino, con il suo canzonar vago e. divino,
l'altrui fama imbrunisca da Marone. Amor per che il cavato e ver dragone d'ogni
osmo di campagnapellegrino fratengamente travaglia e il lodesino al sfoglioso
di .grandi s'il rippone. Però di salso lui canzona e frappa di maggi loi
ch'hanno già smarrita la calca d'ogni virtude et fatti goi. Acciò ch'a più
fratenga et onta vita ritracchi ognun, li loffiosi suoi errori imbianca con la
mista unita Pietro Aretin, che la tua serpentina Sant'Alto l'ha riffosa in si
furore per il qual speglia e tartisse ogni signore che contra lor non trucchi
alla marina. Fratenga sorte bella e pellegrina che mancando in amor et in
ardore in alto sbigni si ch'a grande onore di cavi liniator sei posto in cima.
A vostriso si riffonde dell'albume d'ogni fiorita cerra nella bolla che batte
la gran lenza a la marina. Ivi Simon il preggiato rosume spande al sono di fiori
e poi per fola con guaschi cavi solazzi Pedrina (!). Il sonetto è irregolare
nelle rime e ha parecchi versi che non tornano. Coi mezzi di cui dispongo se ne
intendono bensì diverse parole e frasi, ma non il senso generale. Solo l'ultima
terzina parmi sia da interpretare così: « Perchè « ognuno ritorni a vita
più^dfona e bella, [l'Autore] con l'unita « lettera scopre la nefandità degli
errori di lui [Aretino] » Mi è chiara solo la prima terzina: A voi si dà del «
denaro da ogni bella mano nella città che batte la gran ; Lii presenza di
questi due sonetti, che possono offrire un saggio del più puro furbesco vèneto,
rende assai verosimile, a me sembra, che al Brocardo appartenga, in tutto od in
parte, la raccoltimi del ìus. Campori. Nella quale raccoltina ricompaiono pure
la stanza, il capitolo in lode del contrappunto o parlar furbesco (l), ed i
quattro sonetti, che sono stampati in fondo al Modo novo da intendere la lingua
serga (2): tutti componimenti che non ri d'acqua a la marina ». Non si creda
che il vocabolo Pedrina, con cui il sonetto si chiude, accenni a Perina Riccia,
una delle amanti dell'Aretino a Venezia. Se è vero che nel 1537 essa avesse
soli 14 anni (cfr. Bertasìi), non poteva il Brocardo alludere a lei nel '31.
Inoltre v'è la frase furbesca satirizzar Pedrina, che vale « darsi buon tempo
». Essa ricorre in un altro sonetto del codice Campori : Et se in la rasa
sguazzare Pedrina ». (1) Contrappunto dice « farsetto • nel gergo del Pulci e
lingua nel gergo veneto. Il passaggio ideologico è il medesimo per cui i Sardi
chiamano il gergo cobertanza. Due di quei sonetti passarono anche nei cit.
Studii sulle lingue furbesche del Biondelli, a pp. 169-70. Riferisco la stanza
correggendone gli errori con l'aiuto del codice; Chi tuoI far l'arte del buon calcagnante
attenda, che monel vi farà cima. Vostriso il tappo anelle e le tirante, il
basto sodo e gualdi nella lima. Se tu vuoi aste a morrizar raspante, riffbndi
il talian a qualche grìitia. Sul burchio truccarsi per la calcosa e avrai
sempre gonfiata la sfoiosa. Interpreterei cosi : « Stia attento eh*" vuol
fare l'arte del buon compagnone, che lo farò diventar perfetto. Bucati (?)
siano • il vostro mantello e le brache; la giubba sucida; pidocchi « nel! a
camicia. Se vuoi denari per mangiar capponi, dà l'e sca (?) a qualche vecchia.
-Tu n'andrai a cavallo per la terra « e avrai sempre piena la borsa salgono
all'autore di quell'antico lessico, perchè il lessico non serve ad intenderli
compiutamente, e perchè l'editore vi lasciò correre molti errori manifesti, che
nel ms. Campori sono. Quindi la raccolta del codice Campori è anteriore alla
edizione principe rarissima del Modo novo, che. è del 1549. Quel libretto, che
ci rappresenta la lingua dei hianti e dei pitocchi nell'Italia superiore (') fu
Bitinte, come ci insegna la Crusca, vale vagabondo, « che • va intorno
birboneggiando e cercando di truffare il pros« simo » . Questi pericolosi
individui, nelle loro numerose suddivisioni in mendicanti, mercenari,
cerretani, ladri, merciaioli ambulanti, avventurieri, scrocconi, ecc., che
popolarono in Francia le corti dei miracoli, si costituirono in Parigi, fin dal
Quattrocento, in una corporazione avente la sua gerarchia, i suoi statuti, la
sua lingua. Vedi pp. 3 sgg. dell'Op. cit. di A. Vitu, e l'articolo di Fh. Micukl
nel I voi. dell'opera Le mot/en-age et la renaissance, ove alle categorie dei
vagabondi francesi sono accostate quelle dei vagabondi italiani, quali furono
noverate da Raffaele Frianoro. Questo Frianoro è pseudonimo del padre Giacinto
de' Nobili, romano, che nel lò!)4 fu ascritto ai domenicani di Viterbo e dettò
varie opere di religione e riguardanti la storia del suo ordine (cfr.
QukriF-EcHAKD, Script, ord. praedicatorum, II, 408). Per trastullo egli
pubblicò nel 1621, col pseudonimo di Frianoro, un libretto dal titolo II
vagabondo, ovvero Sferza de' bianti e vagabondi, che ebbe varie edizioni
antiche ed una moderna, procurata da Alessandro Torri in Pisa pel Capurro nel
1W28, con le false indicazioni « Italia, F. Didot =• e col titolo di Trattato
dei bianti. Vedi per la bibliografia Passalo, Xovell. Hai. in prosa -, I, 392
sgg. e le aggiunte di A. Tkssieu nel Oiom. degli ermi, e curiosi, li, 555 sgg.
Sono trentaquattro le categorie di vagabondi che il Xobili registra,
esemplificandone con acconcie novellette le gesta. Quivi talora essi parlano
con qualche termine del loro misterioso linguaggio, e persino alcuni dei loro
nomi ritraggono dal gergo: p. es. morghigeri da Morgana « campana ristampato
molte volte (4) ed è finora il principale, quantunque defieentissimo, strumento
che ci sia concesso per intendere, alla peggio o alla meglio, l'antico gergo
furbesco italiano (*). Intorno a quel primo nucleo si potranno raggruppare
molti altri vocaboli da chi sappia convenienteniente trar partito dal codice
tto Cam pori e dai e ruffiti, bruciati, da ruffa « fuoco ». Interessante è ciò
che scrive di codesti furfanti T. Garzoni ne] disc. 72 della sua l'iazza
universale, ove riferisce anche parole del loro gergo, evidentemente dedotte,
insieme con la prima quartina d'un sonetto furbesco, dal Modo novo. Vedil'ediz.
citata della Piazza, Venezia, 1592, a pp. 582 e 584. (li Del Modo novo, dal
1549 in poi, si ebbero una quindicina di edizioni, tutte oggi rare. Si possono
vedere annoverate dal Biicket, Manuel, 111,1784 e dal Pitrè, Bibliografia delle
tradiz. popolari, Torino-Palermo, 1894, pp. 172-73. Il piccolo lessico, come
dice un sonetto proemiale, fu fatto con lo scopo pratico di far intendere ai
galantuomini, per loro difesa, il gergo dei birbanti. Il Modo novo fu dal Torri
accodato, con ottimo pensiero, all'ediz. pisana del Trattalo dei bianti, ed è
questa la ristampa meno difficile a trovarsi, sebbene il libretto sia stato
tirato a soli '250 esemplari. Con poche aggiunte, tutte da qualche testo
furbesco, il Modo novo ritorna, in forma più rigorosamente alfabetica, negli
Studii sulle lingue furbesche di B. Biondelli e nel menzionato volume di Elude»
sur l'argot di Fu. Michel, app. 425 sgg. L'Ascoli, Studii critici, I, 102 n.
menziona come cose diverse dal Modo novo suddetto due pubblicazioni di Pietro e
Giov. Maria Sabio, che i bibliografi registrano, il Vocalmlario della lingua
zerga, Venezia, 1556 e il Libro zergo de interpretare la lingua zerga, Venezia,
15G5. Io cercai indarno di vedere questi due libretti, che non esistono neppure
nella Marciana. Il Michel pure, che li cita a p. 424, non credo li abbia
veduti. Ilo un fiero dubbio che siano, sott'altro titolo, ristampe del Modo
novo, e in questo dubbio mi conferma anche una not3 sgg. Sul gergo dei pastori
del Bergamasco si trattenne re 28 cenni sull'uso dellUnttco gergo FURBESCO e
criminalisti ('). Prescindendo dall'enorme varietà della terminologia oscena,
che si rinnova e si arricchisce di continuo molti termini del plicate volte, in
speciali memorie, A. Tirabosciu, che tornò ad occuparsene in appendice a] suo
Vocabolario bergamasco. Un saggio di gergo torinese fu messo insieme da A.
Vihiglio nell1 opuscolo Come si parla a Torino, Torino, 1897, pp. 38 sgg. Un
elenco di vocabili furbeschi palermitani si trova nell'opera del Pitrè, Usi e
costumi siciliani, II, 319-36. Per altre piccole raccolte vedi la Bibliografia
del Pitrè. stesso ed anche K. Sachs nel Literaturblatt far gemi, und roman.
Pliilotogie, XX, 414. (1) Alcuni fra i contributi dei criminalisti, sebbene non
abbiano scopo filologico, sono preziosi. Pei gerghi della bassa mafia e della
camorra, vedasi il Pitrè, Op. ci/, e Archivio di psichiatria, 111,448-50; X.
271-76: XXI. 9b-101.Per quello toscano, Ardi, cit., XI, 220; per quello romano,
Xicufuro e Sighele, La mala vita a Roma, Torino, 1898 passim, ma specialm.
107-72; per quello piemontese, oltre il cit. Viriglio, Ardi., Vili, 125130; per
quello veneto, Ardi., I, 204-12. Il Soranzo ed il Pitrè registrano un
Vocabolario dei gerghi veneziani più oscuri di L. Pasto, Venezia, 1803. ma a me
non riuscì di averlo fra mani. Questi ed altri materiali pone a profitto, con
osservazioni non tutte inutili, C. Lombroso, nell'ultima ediz. dell' Uomo
delinquente*, I, 531 sgg. 11 libro di A. Xicefoko, // gergo nei normali, nei
degenerati e nei criminali, Torino 1897, mantiene assai meno di quel che il
titolo prometta e gli studiosi del furbesco italiano avranno ben poco da
apprendervi. (2j Nel linguaggio erotico le parole di gergo passano spesso nella
lingua o viceversa. Vedasi la ricchezza delle denominazioni date alle meretrici
secondo gli scrittori napoletani dal sec. XV al XVII in S. Di Giacomo. La
prostituzione in Napoli nei sec. XV-XV1I, Napoli, 1899, pp. £H>-97. Più
d'una volta il Lombroso ha ripetuto dal Dufodr, Histoire de la prostitution,
che nella lingua erotica francese del sec. XVI l'atto venereo aveva 300
sinonimi, le parti sessuali 400, le prostitute 103. Nel furbesco torinese
recentissimo, p. es., dice « prostituta » anche bicicletta, forse per analogia
con pietà (bicia) che ha il medesimo senso. gergo antico ricompaiono tali e
quali nelle parlate moderne dei truffatori e dei ladri ('), e vi sono voci
gergali che riescono a penetrare nei dialetti e a farsi accogliere persino
nella lingua letteraria ("'). Chi consideri questo, vedrà age Lenza, lima,
maggio, perpetua, dragone, ecc. sono ancor vivi e comunissimi in varie parlate
furbesche d'Italia, nel si-nso stesso che avevano nel Cinquecento. Cosi pure i
prouomi mascherati, come mamma per « io » (nel gergo antico mia madre io •, tua
madre * tu », accanto a simone, monello ecc. per io »; vostriso, vostrodeno
ecc.). Cfr. Lombroso, Op. cit., I, 542-43 e 550. Lustro dice giorno » nel gergo
veneto odierno; Instic nel piemontese. Del gergo piemontese è pure calcusana
per « terra >, l'antico calcosa; magruna per morte », l'antica magra;
sfóióse per « carte >; riaro pungent per aceto », antico chiaro vino » ;
viprósa per « lingua , analogo all'ant. serpentina (Ardi, di psirhialria, Vili,
125 sgg.). E a Firenze oggi pure è detto in furbesco ridarò il vino », Itnxa
l'« acqua », raspanti i « polli », fangose le « scarpe »; a Torino fangóse ecc.
(Arch. cit., XI, 220). Un giuoco di carte fatto per ingannare i gonzi è ancora
detto dai bari trucco delle sfogliose » (..IrcA. cit., XIX, 874). In Valsoana
si usa hriina per notte »; chiarir per « bere »; romene per « bastone », ant.
ramengo ; rUf per fuoco » ; barar per « guardare », ant. Ixdcare, ed il
bellissimo marconar per maritarsi », che risponde agli antichi marca « donna »
e quindi meretrice » e marcane « rumano ». La mala vita di Roma conosce tuttora
I ih iosa per « prigione » ; sgrondare per « rubare », ant. grand/re, e
grane-io « ladro »; bianchetto « argento » analogo all'ant. albume; forntica
soldato »; grimo « vecchio » ecc. Invece il furbesco dei manosi e quello dei
camorristi non presentano alcuna somiglianza col gergo antico. Vedi in
proposito l'arguto, ma in qualche parte paradossale, articolo di F. Brcxktiéhk,
De la deformation de la languc par l'argot, in Heiuc de* deux mondes, voi. 47,
1881. pp. -134 sgg. Nulla di simile s'è fatto per l'Italia e converrebbe
tentarlo. Cito solo qualche esempio. 11 veneto odierno ha sbasir per « svenire
» e sbasto nei vari significati che registra il Boerio: il che richiama lo
sbasire « morire » del volmente che lo studio del gergo può divenire qualcosa
più che una semplice ricerca di curiosità erudita. Nota aggiunta. — Comjjarso
la prima volta nella Miscellanea- di studi critici in onore di Arturo Grraf,
Bergamo, Istituto d'arti grafiche, 1908. Dopo uscito il mio studietto, comparve
in Francia un dotto volume, che sarà d'ora innanzi il vero fondamento per ogni
ulteriore ricerca sui linguaggi furbeschi d'un tempo, Lazark Saisean. L'argot
ancien, Paris, Champion, 1907. Il Sainéan, straniero, profittò del mio scritto,
sebbene lo riguardasse solo fino ad un certo punto; noi conobbe invece, o ne
tacque, Dino Provenzal, italiano, che sui gerghi cittadini fece alcune
considerazioncelle nel suo articolo 1 nuovi orizzonti del folklore, Bologna,
1906, pp. 25 sgg. gergo antico. Nel veneto occorre pure spessegar per «
camminare in fretta », e parrebbe frequentativo di spcssar « andare », che è
gergale, da cui il bello lustro sposante « oggi », quasi « giorno corrente »
(cfr. Ardi, di psichiatria, I, '210). Pel volgo dell'Italia centrale marchese
dice « mestruo », il che ci richiama al furbesco marca « donna». Su ciò cfr.
marque nel Michel, Op. cit., p. 960. Gaia di Gherardo da Camino. Rammentate la
chiesa di S. Nicolò a Treviso? Il superbo tempio dei padri predicatori, che
maestosamente domina" i piccoli edifìci circostanti, s'erge grandioso,
semplice ed elegante sugli svelti colonnati, che sopportano gli archi acuti,
mentre dalle grandi finestre ogivali penetra eternamente giovine il sole, e gli
ex voto frescati nel Trecento ridono nella gaiezza delle loro tinte dalle
colonne e dalle pareti, ed a destra un colossale ti. Cristoforo, pure dipinto a
fresco, guarda sempre ingenuo e stupito il piccolo Redentore che reca in
ispalla. L'edifìcio, tra i più belli e puri del Veneto, è in gran parte dovuto
alla munificenza di quel dotto e pio monaco, di cui in quest'anno Treviso
s'appresta a celebrare il centenario della morte, Nicolò Boccasini domenicano,
che per pochi mesi, in sugli albori del XIV secolo, portò la mitezza della sua
santa anima sulla cattedra pontificale, succedendo col nome di Benedetto XI al
fiero papa Caetani, e s'ebbe poi aureola di beato e presso i suoi concittadini
tanta estimazione, che qualcuno di essi avrebbe augurato, a ricordo di lui, il
nome di Benedetto XV all'attuale pontefice, pure trevisano. Grande venerazione
nutrirono i signori da Camino per S. Nicolò. Il vecchio Guecello dei Caminesi
di sotto, già nel 1272, quando l'attuale tempio non era ancor sorto, volle
essere sepolto apud ecclesia m sancii Nicolai, la modesta chiesa di S. Nicolò,
detta dei pescatori, che un giorno appartenne ai Domenicani; e con ogni
verosimiglianza le sue ossa furono poi trasportate nella tomba che presso la
porta maggiore del nuovo S. Nicolò ordinò fosse a sè costrutta il figliuolo di
Guecello, Tolberto (1317). Là presso riposava ormai da sei anni la sua prima
moglie, Gaia, figliuola di Gherardo da Camino, la nobilis, prndens et honesta
domina Gaia, come la chiama il notaio che rogò il suo testamento nel castello
di Portobuffolò il 14 agosto 1311, la quale aveva lasciato cinquecento lire di
piccoli prò opera et laborerio della nuova chiesa. E nel mausoleo materno,
posto a sinistra di chi usciva dal tempio (nel sec. XVIII se ne vedevano ancora
gli avanzi), mentre la tomba di Tolberto era a destra, volle esser tumulata
l'unica figlia nata da Gaia, la virtuosissima Chiara, che fu moglie al nobil
conte Rambaldo Vili di Collalto e fece testamento il 7 settembre 1348. Presso
la madre e la nonna dormi l'eterno sonno anche Ailice, una delle figliuole di
Chiara, morta nel 1381. Queste ed altre cose molte largamente espone e
documenta, in un recentissimo libro, Angelo Marchesan (l), il quale alle
attestazioni recate Gaia da C'amino nei dorumenli trevisani, in Sanie e nei
commentatori della Die. Commedia, Treviso, tip. Turazza. dall'antico storico
della Marca trevigiana, il Verci ('), altre ne aggiunge dedotte da documenti
sinora inediti, custoditi in depositi pubblici e privati. Non molto aggiungono
i documenti nuovi a quello che di Gaia già si sapeva; ma invece sono preziosi
per farci meglio conoscere le persone che furono a lei più strette di affinità,
particolarmente il marito e la figlia. Gaia nacque, secondo le probabili
congetture del Marchesan, fra il 1265 ed il 1270 dal magnanimo Gherardo e da
Chiara della Torre. Siccome questa mori solo nel 1299, passò Gaia la giovinezza
sotto l'amorosa vigilanza materna, e la madre potè condurla all'altare,
allorché verso il 1293 essa impalmò Tolberto dei Caminesi di sotto. Questi fu uomo
di non comune autorità, prode nell'armi, accorto negoziatore. Va da sè che i
documenti ufficiali non ci dicono se siano stati buoni i suoi rapporti con la
moglie; ma il fatto che egli testò di voler esser sepolto non lungi da lei,
morta nel 1311, non sembrerebbe certo indizio di malevolenza. Indubitato è poi
l'affetto figliale tenerissimo di Chiara, la quale non solo dispose d'essere
riposta nell'arca stessa di Gaia, ma in una sua figlia ne rinnovò il nome, e
forse chiamò Gaia di Del Verci, per quel che concerne i Caminesi, s'era
particolarmente giovato il Mawiiesan nell'altro utilissimo suo volume, che cosi
bene illustra la storia più gloriosa di Treviso e che contiene assai più di
quel che dica il titolo, L'università di Treviso nei secoli XIII e XIY, Treviso,
1892. Re .1 KB Svayhi Critici. pure una sua figlioccia, ed a suffragio
dell'anima della madre destinò un legato a' poverelli nel suo testamento. Per
quanto la pratica degli atti legali antichi ci premunisca dal dare loro un peso
soverchio per quel che spetta alle condizioni intime dei personaggi a cui si
riferiscono, e per quanto nel frasario e nelle disposizioni di quelli atti
molto si debba alla convenzione inveterata, sta il fatto che il complesso dei
numerosi documenti fatti conoscere dal Marchesati è tale da farci credere Gaia
gentildonna esemplarmente intemerata, e che non si conosce pure un atto della
sua breve vita onde sia lecito trarre qualche legittimo sospetto in contrario.
O come va, dunque, che ormai nella critica dantesca predomina opposta sentenza
? Nella terza cornice del Purgatorio, quella fumosa degli iracondi, s'imbatte
l'Alighieri in Marco Lombardo, che spiegatagli la funzione del libero arbitrio
nelle operazioni umane, assorge da questa considerazione psicologica ed etica
alla teoria politica, svolgendo il principio tanto caro a Dante delle due
autorità necessarie al regolato consorzio umano, l'imperiale e la pontificia,
operanti divise ma concordi; lamenta la degenerazione di quella larga zona
della superiore Italia che francescamente chiamavasi Lombardia, e dice che tre
soli vecchi ancor vivono, « in cui rampogna l'antica età la nuova », Corrado da
Palazzo, il buon Gherardo, e Guido da Castello. Noti sono a Dante il bresciano
Corrado ed il reggiano Guido; ma chi sia il buon Gherardo ùnge d'ignorare. E
allora Marco a stupirsi di siffatta ignoranza ed a replicare: O tuo parlar
m'inganna o e' mi tenta, chè, parlandomi tosco, Par che del buon Gherardo nulla
senta. Per altro soprannome io noi conosco, s"io noi togliessi da sua figlia
Gaia ('). Dopo quest'accenno, tronca il discorso bruscamente: « Dio sia con
voi, che più non vegno vosco » . Ora, l'oscurità voluta di quest'accenno
indusse i dantologi a lunghe discussioni; ma ormai i più autorevoli inclinano a
ritenere che Marco, dopo aver così esaltato il vecchio Gherardo da Camino,
abbia voluto pungere la degenerata figliuola tristamente celebre per la libertà
de' suoi costumi. A non dilungarci in citazioni che riuscirebbero interminabili
e uggiose, basti il dire che la scostumatezza di Gaia parve certa ad un
filologo come il Rajna (*) e ad uno storico e dantista come il Del Lungo (3), e
che ormai passò in giudicato nelle più pregiate opere di consultazione e di
complesso come il Dante DicUonary del Toynbee fpp. 113 e 255) ed il Dante dello
Zingarelli (p. 635). Sarà fuor di strada la maggiore e più autorevole parte
dell'esegesi dantesca, rispetto al picei» Purgai., XVI, 136-140. iSI (fai-a da
C'amino, in Arch. star, italiano, serie o», voi. IX . 103-104. Cfr. i>.
lir>. GAIA DI GHERARDO DA CAMINO ricerca storica intorno ai fotti della sua
patria ('), avendo rinvenuto nell'archivio notai-ile di Treviso un documento in
cui Gaia è detta Goya Soprano, de Camino, suppose che a Dante non fosse ignoto
quel secondo nome dato nel rogito alla contessa, e che quindi con la
circonlocuzione di Marco il poeta venisse a chiamare Gherardo, oltreché buono,
anche sovrano. L'ipotesi potrebbe quadrare se il secondo nome di soprano,
ricorresse abitualmente nei documenti; ma la raccolta del Marchesan ci dimostra
che ciò non avviene e che l'atto notarile fatto conoscere dal Bisca ro è
un'eccezione. Di solito la contessa caminese è indicata senz'altro col nome di
Gaia. Ma pur concedendo, e volentieri lo concedo, che l'Alighieri non sapesse
punto esser quel nome (latinamente Caia) una specie d'anagramma di Atea
("), non è forse vero che Gaia molto si presta a foggiarne un soprannome?
È questo uno di quei nomi significativi di donna che occorrono cosi di
frequente presso i poeti dello stil nuora e la cui singolare ricorrenza fece
pensare al sempre rimpianto Bartoli ch'essi avessero quasi il valore di quei
senhals, con che i trovatori di Provenza artificiosamente celavano i nomi veri
delle donne da loro amate in rima. E Dante aveva un gran gusto, da uomo
medievale che era, d'arzigogolare sui nomi, come tutti sanno, e sui nomi di
Gerolamo Bisc.aro, Dante e Gaia ciò Camino, nella Gazzetta di Treviso, fin. XV
(1878), n. 282 CI) Vedi Ra.jna, Ardi, r.it, donna in ispecie. Quindi io non
vedrei proprio difficoltà alcuna ad ammettere che abbia colpito nel vero il
march. Domingo Fransoni, il quale levatosi fra i primi a difendere l'onore di
Gaia (.'/, sostenne che il secondo soprannome appropriato dal Lombardo al
vecchio Caminese fosse quello di gaio; opinione alla quale, senza sapere di chi
10 avea preceduto, mostrò di propendere anche 11 mio carissimo Novati (*). E si
noti che la parola gaio ha nel linguaggio nostro antico una estensione di
significato ben maggiore che nel moderno, forse per influenza di quella specie
di camaleonte degli epiteti che fu il gay di lingua d'oc. Dal più comune senso
di lieto, che è dantesco nel Farad. XV, 60 e XXVI, 102, si giunge a piacevole,
a gentile, a nobilmente giocondo. Quest'ultimo significato è forse nel luogo
nostro il più acconcio. E mestieri, infatti, tener fermo anzi tutto un
principio, a parer mio, sicuro: Dante nel XVI del Purgatorio, deplorando la
decadenza del valore e della cortesia, dicendo l'età sua divenuta selvaggia,
non intende alludere propriamente ad una degenerazione etica, come non ha punto
valore ristrettamente etico l'epiteto buono che accompagna il nome di Ghe (lj
Lo scritto del Fransoni, rimasto generalmente ignoto a chi si occupò della
questione nostra, è nel volume de' suoi Studi cari sulla Dio. Commedia,
Firenze, 1887. Io pure lo avrei ignorato se non era il rinvio del prezioso
catalogo americano del Kocli e poi il resoconto che ne diede il Marchesan, pp.
105 e sgg. Giornale storico della letteratura italiana, rardo da Camino. Buono
per Dante ha senso ben più largo che buono pei' noi; tanto è vero che egli
chiama buono, uè certo per ironia, il Barbarossa nel Pitrg., XVIII, 119 i,1).
Rispetto al costume non fu buono Gherardo, del cui libertinaggio abbiamo indizi
sicurissimi, certo non ignoti al poeto, che potè verificarli coi propri occhi a
Treviso, quando vi andò (*), e Gherardo era vecchio e Rizzardo ormai camminava
con la testa afta. Qualunque portata abbia la digressione dottrinale, di
carattere psicologico e politico, che occupa tanta parte del Purgatorio XVI
(3), è indubitabile che la bontà di Gherardo, come quella dei due vecchi suoi
compagni, è bontà cavalleresca, è curialilas. Fu già da parecchi osservato che
Dante fa qui parlare un uomo di corte, vale a dire uno di quei curiosi tipi, in
cui il poeta sentiva qualcosa di sè medesimo, costretto per tanti anni a salire
le altrui scale, uno di quei tipi che a seconda delle loro qualità personali
potevano elevarsi dal basso mestiere del buffone all'altissimo del diplomatico;
ma che tuttavia vivevano della magnanimità dei signori e dovevano quindi
tenerla in altissimo conto, non meno di quel che facessero (1; Cfr. il volume
Con Dante e per Dante, Milano, 1899, pp. 82-83. Basserjiaxn, Orme, trad. Gorra,
pp. 437 e 447; Zixgareli.i, Dante, p. 204. Sul valore di questa digressione,
vedasi l'opuscolo di M. Los aito, Xel terso rerchio ilei Purgatorio, Torino, i
poeti girovaghi di Provenza (')• La perfetta curialitas equivaleva alla
perfetta nobiltà, che secondo Egidio Romano (il cui De regimine principimi non
fu ignoto all'Alighieri) consisteva in quatti'o virtù: la magnanimità, la
magnificenza, V ingegnosa dolcezza, l'affabilità (*). Della nobiltà l'Alighieri
parla a lungo, con molte e sottili distinzioni scolastiche nel trattato IV del
Convivio, ed ivi cerca l'accordo fra la nobiltà del sangue e quella dell'animo.
Ora è cosa notevolissima che in quel trattato appunto, nel cap. 14, egli invoca
l'esempio di Gherardo, siccome quello d'uomo senza possibilità di contestazione
tiobilissimo: « Pognamo che Gherardo « da Camino fosse stato nepote del più
vile vil« lano che mai bevesse dal Sile o dal Cagnano, « e la obblivione ancora
non fosse del suo avolo « venuta, chi sarà uso di dire che Gherardo da « Camino
fosse vile uomo? e chi non parlerà « meco, dicendo quello essere stato nobile?
Certo nullo, quanto vuole sia presuntuoso, perocché « egli fu, e ha sempre la
sua memoria ». E però Vedi specialmente la felice indagine di F. Colagrusso,
Gli uomini di corte nella Dio. Commedia, ove sulla cortesia del buon Gherardo
sono osservazioni degne di nota. Studi di letteratura italiana, II, 51-55. f2)
Sull'evoluzione del concetto di nobiltà nei tempi di Dante ai leggano le belle
pagine di K. Vossler nel suo libretto or oia uscito in luce, Die
philosophiachen Grundlagen ztim • aflsSUI Heidelberg. 1904, pp. 24 e sgg. Sulla
parte che aveva l'amore in questo concetto della nobiltà cortese, vedasi Covati
nel voi. Arte, scienza e fede ai giorni di Dante, Milano. a buon diritto
Benvenuto cosi intende l'epiteto buono! « Hic fuit viitotus benignus, bumanus,
« curialis, liberalis et amicus bonorum: ideo an * tonomastice dictus est bonus
». Le qualità cavalleresche sopra indicate il poeta riconosceva tutte nel degno
signore trevisano, al cui palagio si recava ancora per antica simpatia, sebbene
a motivo della vecchiaia non andasse più altrove, maestro Ferrarino, il gran
conoscitore della poesia trobadorica ; e Gherardo ed i figliuoli suoi (fra cui
Gaia) « li fasian grand « honor e'1 vesian voluntera e molt l'aquliau * ben e
li donavan voluntera » (x). Ma a differenza dagli altri due vecchioni una
prerogativa avea il Caminese che agli altri non era propria, la gaiezza, la
giocondità. E per dir questo il poeta ricorre allo spediente ingegnoso di far
rammentare la sua figliuola, la quale Gaia appunto chiamavasi, ed incline
com'era (non meno del padre) alle « delegazioni amorose », chissà non
rispondesse a ciò che un giullare del tempo scrisse delle concittadine di lei:
De le donne da Treviso: queste soii cavalcareselie ; sempre con allegro vitto,
tutte quante zentilesche: Su Ferrarino e sul svio famoso florilegio,
recpiitemente edito, cfr. G. Bertoni nel Giorn. stor. della leti, italiana,
XLII, 378 sgg. Vedi Casini, / trovatori nella Marca Trevigiana, in
Propuynalore. lei liei balli e delle tresche limino ben ile saver fare, e poi
san bea solazare con ognun gentil barone [}). irfliezza e giocondità codeste,
che erano in piena relazione con la vita tradizionale nella Marca, tanto
conforme ai gusti degli uomini di corte. Cosa notissima è infatti che
segnatamente nel sec. XIII fu Treviso ricetto di bella e fresca coltura, teatro
di feste amorose, di giostre, di tornei. Non è certo d'uopo di rammentare ai
lettori colti la festa del castello d'amore, bizzarra, elegante, fastosa, di
cui ci serba memoria il cronista Rolandino (2). Noi troviamo Trevigi nel
cammino, che di chiare fontane tutta ride, e del piacer d'amor che quivi è
fino, scrive l'autore del Ditt amondo (III, 2). Là sulle rive del limpido Sile
parve che rivivessero in una primavera italica le tradizioni cavalleresche d'oltralpe,
e insieme al canto dei trovatori echeggiarono le leggende classiche e
carolingie nella * jojose marche del cortois trivixan >. Questo verso
appartiene al poema franco-veneto della Entrée de Spagne, al quale poema, ed
all'arguto (l) Versi editi da T. Casini nel Propugnatore del 1882 e rammentati,
nel libro sull'università, dal Marchksax e poi anche dallo Zenatti. C2\ Per
questo e per altri particolari della vita nella Marca, vedansi i capitoli 111 e
IV della citata opera del Marchesa», L'università di Treviso. lai d'Aristote,
che è una specie d'apoteosi della potenza d'amore, pare certo s'inspirasse un
pittore venerando in certi suoi freschi preziosi della fine del dugento o del
principio del trecento, che, scoperti in una casa privata di Treviso, furono
nel 1902 allogati nel museo di quella città dal dotto e benemerito cittadino
che risponde al nome di Luigi Bailo ('). Quelli affreschi, e gli altri
ugualmente antichi di cui si conservano i resti nella loggia de' cavalieri, ove
i nobili si accoglievano a sollazzo, ammirandovi ritratte le leggende di Troia,
stanno a dimostrarci che nella terra de' Caminesi tutte le arti si davano la
mano per render gioconda e raffinata la vita. * E ora ammainiamo le vele. Che
Marco Lombardo, trattato male, a quanto sembra da Rizzardo da Camino, abbia
potuto riguardare come una tentazione la dimanda di Dante rispetto al buon
Gherardo, e non abbia voluto, per non abbandonarsi all'ira, biasimare nei figli
di lui la natura parca che altrove (Farad., Vili, 82) Carlo Mai-fello lamenterà
discesa in Roberto Angioino, il re da sermone, non è improbabile. Di ben altro
che d'avarizia era Su quelli affreschi veramente notevolissimi abbiamo sinora
solo una relazione del Bailo stesso e la nota di V. GiiEStwi negli Atti
dell'Istituto veneto, tacciabile Rizzardo, ed il poeta infligge a lui In
condanna in luogo più acconcio, e per altra bocca. L'intemerato e sdegnoso uomo
di corte, invece, che deplora la degenerazione penetrata nei nobili della
Marca, integra con la sua seconda designazione la prima. Gherardo non ha
soltanto in sè tutte le doti della curialitas, per cui fu detto
antonomasticamente buono; gli si può appropriare un altro soprannome,
togliendolo da sua figlia Gaia, ed allora egli apparirà qual'è, non solamente
generoso, liberale, arrendevole, affabile, ma anche giocondo, della bella ed
artistica giocondità della sua patria. Nessun dato serio di fatto ci consente
di credere che la gaiezza di Gaia (seppure ella fu gaia non solamente nel nome)
abbia oltrepassato i limiti dell'onestà: tutti i documenti cospirano a farcela
invece ritenere figliuola amorosa, moglie esemplare, madre teneramente amata;
la cruda attestazione dell'Imolese più che con l'esagerato desiderio di contar
fatterelli piccanti, di cui Benvenuto fu ghiottissimo, più che ad una
amplificazione maligna del nome della gentil donna e della chiosa del Laneo, è
forse dovuta ad un equivoco. Ma se anche qualcosa di vero vi fosse nella
imputazione di « tota amorosa » inflitta a Gaia; se anche, nella giovinezza, i
suoi costumi fossero stati alquanto leggieri, come certamente furono quelli del
padre e quelli dei fratelli, non è il caso di credere che a ciò volesse
accennare il poeta divino. Molto indulgente ei fu sempre ai peccati d'amore,
massime in donna nobile e per altri Rfmrr Svaghi Critici i rispetti stimabile.
L'altro requisito, che meglio serviva a caratterizzare Gherardo, era la
giocondità. Nessun soprannome onorevole poteva venirgli da una figlia
scostumata; ed il cognome della figlia era, in questo caso, quello del padre,
sicché chi avesse ignorato l'uno non poteva ricever lume dall'altro. Nota
aggiunta. — Nel Fmiftdla della Domenica, 24 gennaio 1904. L'opinione qui
sostenuta, che Dante non volesse punto infamare Gaia, fu, dopo quest'articolo
mio, patrocinata da L. Bailo nel Nuovo Archivio veneto, N. S., VII, P. II, pp.
433-38; da Luigi Colktti nello scritto Gaia e Rizzardo da Camino, Treviso,
Zoppelli, 1904; da G-. B. Picotti in un articolo su Gaia da C'amino che si
legge nel Giornale Dantesco, an. XII, quad 6°, e quindi nel volume / Caminesi e
la loro signoria in Treviso, Livorno, Giusti, 1905; da Mario Cevolotto, Dante e
la Marca trevigiana, Treviso, tip. Turazza, 1906; da F. Torraca in enti-ambe le
edizioni del suo ottimo commento al poema dantesco; da A. Medix nella Ras»,
bibl. della Ietterai, italiana, XIII, '210-11. Invece ritornò all'antica
credenza che Dante nominasse Gaia a vitupero Pio Eajsa nel Bullelt. della
Società Dantesca italiana, X S., XI, 349 sgg. Egli non mi ha persuaso: ma d'un
particolare di fatto conviene tener conto: che la sgualdrina caminese
menzionata da Giovanni da Non non si chiamava Gaia (vedi le pp. 355-56 del
Rajnaj. Ed un secondo particolare di fatto voglio richiamare. Secondo una
dimostrazione inoppugnabile di M. Barbi nel citato Bullett., X. 8., XV, 213
sgg., il commento del cosidetto Talice da Eicoldone, che io fui il primo a
studiare, mostrandone l'affinità con quello di Benvenuto, non è sostanzialmente
altro che l'esposizione del poema fatta a Bologna da Benvenuto medesimo. Il
Vànnozzo. Chi era costui? La domanda, da parte del pubblico anche non
mediocremente colto, è davvero più giustificata di quella che rivolgeva a sè
medesimo il più celebre dei curati a proposito d'un filosofo antico punto
oscurissimo. Di Francesco di Vaunozzo non da molti nè da molto tempo si
bisbiglia. E ben vero, che già nel 1825, Niccolò Tommaseo, con quel suo ingegno
acuto, di pensatore edi artista, ravvisava l'importanza di certe rime politiche
del Vannozzo edite per nozze dall'abate Andrea Coi e minuziosamente le
commentava ('). È ben vero che dopo d'allora, attingendo a quel preziosissimo
cimelio che è il codice n. 59 della biblioteca del Seminario di Padova, ove si
conserva per intero il patrimonio poetico del rimatore spontaneo e bizzarro
(2), parecchi eruditi fecero conoscere qualcosa di lui, massime il ghiNon pago
di quello studio giovanile, tornava il Tommaseo sul Vaunozzo nel Dizionario
d'estetica (1860), I, i'27 sgg. La tavola del codice è già nell1 Indire delle
carte dì P. Bilan edizione il907). — Tal quale nella prima edizione, del 1898.
Gescli. der ital. Liti., II (1888>, p. 80; nella traduzione. 2=> ediz.,
II, 1, 79. !p. 1G9). Sapeva di musica più che mediocremente; adattava a' suoi
versi le melodie popolari ovvero quelle dei musicisti stranieri; sonava con
maestria più d'uno strumento. Sciolte e gaie, tutte conteste d'allusioni
mordaci e talora d'espressioni gergali, gli fluivano dalle labbia le rime. Al
pati del suo più tardo confratello, il Pistoia, con cui ha vari punti di
simiglianza, di tutto ciò che gli capitava sott' occhio faceva sonetti,
canzoni, frottole. Souetti e canzoni, che dai motivi tradizionali burleschi,
dalle movenze proprie ai buffoni, dalla satira personale sguaiata, assorgevano
talora ad alti argomenti politici, s'ingentilivano in rime d'amore d'un
petrarchismo cosi vivo e sano e sentito, quale poche altre volte al Trecento
venne fatto d'udirne. Esemplari di ciò i due magnifici sonetti al giardino, uno
dei quali, d'una freschezza mirabile, malgrado qualche lombardismo nella dizione,
voglio riferire per saggio: Gaio e zentil zardino adorno e fresco, dove per suo
piacer la Dea s'asconde, inclina verso me tue fresche fronde se per parlar un
poco non t' incresco. Io sono il cor del tuo frate-I Francesco, quel che sì
crudelmente Amor confonde; da te mi parto e non so veder donde, mia morte
fuggo, in cui tanto m'adesco. Sol un rimedio trovo a la mia doglia, che, se '1
fie mai eh' a te costei si stenda, tu faccia lagrimar ciascuna foglia e gli
arbor tutti mia rason difl'enda. Perfin ch'ella non è mossa de voglia i fiori e
l'erba sta giudea riprenda, e s'ella vi domanda: « A che piangete? » ognun
risponda: « Pietà non avete. » (') Il poeta, che sapeva trovare accenti così
aristocraticamente soavi nella poesia d'amore; il poeta che con balda prosopopea
faceva, inv ocare dalle città italiane il conte di Virtù a redentore d'Italia e
con verace inspirazione accomiatava quella manatella di sonetti dicendo: Dunque
correte insieme, o sparse rime, e gite predicando in ogni via che Italia ride e
ch'è giunto il Messia; il poeta capace di questi e d'altri sentimenti gentili e
generosi, come s'incanagliava talor nelle bettole e nei bordelli, attratto
dalla follia del dado e dal fascino dei mali compagnoni e delle male femmine,
cosi si sbizzarriva nelle frottole saltellanti e procaci, vere orgie poetiche.
Una di quelle frottole, la frottola del mariazo, è una specie di farsa popolare
in embrione, riflesso senza dubbio, come il Levi dimostra dottamente, d'altre
consimili rappresentazioni profane, che per non esser state fissate con la
scrittura il tempo c'invidiò. Strano, dunque, mutevole, randagio, questo
Vannozzo; un po' cantampanca, un po' uomo di corte, un po' confidente di
principi e gran signori; riproduzione, debitamente modificata in conformità
alla temperie italiana, Seguo la lezione data dal Levi a p. 420, solo
modificando l'interpunzione nelle terzine. Il sonetto fu molte volte stampato.
E desideratissima l' edizione critica di tutte le poesie del Vannozzo, che il
Levi ha già pronta. dell'antico giullare francese; senza speciale coltura, ma
tutto spontaneità e brio, tutto vita, tutto arte non riflessa. In altri
termini, un rappresentante sincero di quella scapigliatura, che all'età nostra
critica piace tanto, perchè vi ravvisa riflesso più genuinamente il vario
atteggiarsi dell'anima umana. Documenti rintracciati permettono al Levi di
ricostituire la biografia del personaggio bizzarro, rispetto alla quale sinora
s'era brancolato nel buio. Non veronese egli fu, nè trevigiano di Volpago, sì
bene padovano, figlio a Giovanni di Bencivenne d'Arezzo, detto Vannozzo, fido
cortigiaao di Francesco I da Carrara e da lui regalato d'una casa in Padova.
Erano codesti Vannozzi, o Vannucci che dir si vogliano, telaroli toscani, di
cui alcuni fecero quattrini, comprarono terre, divennero prestatori e
banchieri. Non cosi il nostro Francesco, cui tormentava l'assillo della
irrequietezza e fors' anche la tendenza a quell'onesta pigrizia che le Muse
tanto volentieri consigliano. Egli fu povero in canna e della miseria sua ebbe
a lamentarsi in rima più volte, piacevoleggiandovi sopra per meglio intenerire
i potenti e stuzzicarne la vanagloria munifica. Per quanto ingegno e buona
volontà ci abbia messo, non riusci al Levi di diradare del tutto quel tenebrore
che avvolge le vicende del Vannozzo; tuttavia, mercè sua, parecchia luce è
entrata là dove prima era buio pesto. Congettura plausibilmente il novello
critico che sino al 1358 messer Francesco non si movcsse da Padova, ove era
nato fra il '30 e il '40. Da Padova s'allontanò forse la prima volta nel 1363,
ma la abbandonò solo nel '73, per motivi politici, caduto in disgrazia al
Carrarese dominante. Dopo quel tempo si stabili a Verona presso gli Scaglieri;
ma caduti gli Scaglieri nel 1387 e poco appresso anche i Carraresi, si volse a
quella meta a cui sembrava che Fortuna avesse diretto la sua ruota, la corte di
Milano. Fu composto intorno al 1389 quel canto con cui il conte di Virtù,
Giangaleazzo Visconti, è invocato come messia d'Italia, e con esso si chiude il
codice del Seminario ed il Vannozzo ammutolisce. Non è improbabile che poco
appresso sia morto, chissà dove. Da Padova e da Verona fece frequenti
escursioni a Venezia, a Ferrara, a Bologna. A Bologna, tra il 1377 e il 1378,
gli saltò persino il ticchio di frequentare lo Studio; ma ben presto fu
travolto dai bisogni aspri della vita e se ne ritrasse. Se lo si chiamò
maestro, fu per l'arte dei suoni, in cui davvero si formò reputazione. A
Bologna ebbe un processo, per violenze, la moglie del Vannozzo, Orsolina, una
parmigiana, di cui non ci è rimasta se non quella traccia criminale, sebbene di
criminalità non obbrobriosa, ma che pur sembra non facesse cattiva compagnia al
rimatore girovago, perchè morta giovine egli la pianse in un sonetto alquanto
rugginoso ma efficace. Stima il Levi non impossibile che il Vannozzo passasse
qualche tempo, con Marsilio da Carrara, in Avignone e che in Francia si
trattenesse, imparandovi la lingua del paese o desumendo dalla poesia e dalla
musavi francesi elementi ohe trasferì nelle proprie. Pollando su d'un accenno
ili certo sonetto di Antonio Del d'aio diretto al Vanuozzo [). "14*0,
ritenne pure il Levi che questi siasi recato in Catalogna ed in Fiandra: ma a
vero dire su tutti codesti viaggi fuori d'Italia avrei diverse, e non tutte spregevoli,
ragioni da accampare. Comunque sia, che facesse un gran girare non è dubbio, ed
il fatto ch'egli esercitò per qualche tempo la dura professione del corriere
vale a persuadercelo più d'ogni altra cosa. Mentre i suoi famigliari, più
pratici di lui. s'arricchivano col traffico, il povero poeta snodava le membra
poco impedite dalla polpa e s'inzaccherava i calzari, con la borsetta a lato ed
il bordone in mano, sotto pioggie e sotto nevi, ovvero s'impolverava
dardeggiato dal solleone, sulle poco comode strade del tempo. E ben volentieri,
talvolta, trattenevasi a conversare nelle osterie mal frequentate, ove non
poteva resistere alla tentazione del dado, fatale ad altri poeti suoi
contemporanei. E là e per le piazze, quand'era di umor lieto, buffoneggiava. Amato,
per la vena faceta, per certa accortezza nativa, pel dono di verseggiatore e di
musicista, dai signori, prestava loro servigi ora umili ora onorevoli. Che
fosse addetto ai falconi, come il Levi sospetta per un momento, non v'è ragione
plausibile che induca a crederlo: ma invece è certo che l'occasione lo trasmutò
di corriere in soldato e che fu ferito ad una coscia. Vuole il Levi che ciò IL
VAXNOZZO seguisse nel novembre del 1372. allorché alle l'rcntelle fu combattuta
tr;i Padovani e Veneziani una battaglia. Così gli fu presto tronca la rarriera
d'anniderò, che, forse, al suo inesaurihile talento d'avventure non ispiaeeva.
E siccinui' nell'eccitabile fantasia di lui tutto prendeva vita e parola, ne
vennero i piacevoli sonetti a dialo.no tra lui e la rem'lfu. cioè il
giavellotto che l'avea colpito. Le peregri nazioni del Vannozzo, come misero
alla prova l'infaticabile e non ordinaria abilità ili ricercatore del Levi,
così gli concessero eli tracciare, con un bel gruzzolo di dati nuovi di t'alio,
la storia politica e letteraria delle città in cui dimorò e delle quali son
vestigia nell'opera sua. Questo praticò con estrema larghezza, che non è
prolissità di parole, ma è, se cosi fosse dato esprimersi, prolissità di fatti.
Peccato giovanile perdonabilissimo, di cui egli, con la seconda parte del
titolo dato al libro, cercò di produrre anticipata giustificazione.
Meniamogliela buona, giacché in vero questo studioso ci sa dire di gran cose
anche recondite. La prima città in cui il Levi si trattiene è, naturalmente,
Padova, ove il Vannozzo ebbe a goderò le poche gioie ed i non pochi travagli
(iella giovinezza spensierata e pur melanconica. La città, suntuosa e sucida, i
signori che vi dominavano in quel tempo, il palazzo carrarese, lo stato della
coltura, la bella schiera di umanisti e di uomini di lettere che vi trassero,
richiamati dalla presenza del Petrarca, gli uomini di corte e i giullari che vi
bazzicavano, principe fra essi quel messer Dolcibene celebrato dal Sacchetti,
tutto è qui rammentato, descritto, documentato. Balza fuori specialmente una
figura pressoché nuova, quel Niccolò Beccari da Ferrara, fratello del poeta
Antonio ('), che in gioventù era sceso nel purgatorio di San Patrizio, e poi fu
precettore di Francesco Novello da Carrara, amico del Petrarca e famigliare di
Carlo IV imperatore. A Ferrara il Vannozzo non si fermò a lungo: non gli
piaceva la città allora meschina, senza nessuna, se ne togli la vetusta
cattedrale, di quelle attrattive edilizie onde la ornarono i principi del
Kinascimento ed in ispecie Ercole I: non gli piaceva l'aria bassa ed insalubre;
non gli piacevan gli uomini, millantator pomposi e gran busardi, nei fatti vili
e nel parlar gaiardi. La vita di corte allora v'era parsimoniosa: i signori,
anzichenò grossi, più si dilettavano di giuochi d'armi e di buffoni che non di
artisti e di letterati. Lo Studio solo nel 1891 divenne genefi) Su l'uno e su
l'altro Beccari s'aggirerà una monografia del Levi che ormai si viene
stampando. Questo lavoro sarà di grande interesse per le relazioni della
coltura italiana con Carlo IV e i Boemi. ì ale. Tuttavia a Ferrara erano stati
il Petrarca, Donato degli Albanzani, Benvenuto da Imola; e dei letterati che il
Vannozzo potè conoscervi, o sicuramente vi conobbe, tiene il Levi lungo
ragionamento. A Verona il Vannozzo era stato più volte ed aveva carteggiato in
rima con l'oscuro rimatore Pier della Rocca, allorché lo chiamò a quella corte,
a nome del Signore, l'umanista Antonio Del Gaio da Legnago. Colà fissò radici
nel 1382, presso Antonio della Scala, bastardo fratricida, che ai piedi della
bionda Samaritana da Polenta, di cui era pazzamente innamorato, profondeva
ricchezze, circondando d'ogni maniera di sfarzo e d'ogni raffinatezza d'arte la
donna godereccia e perversa. Colà vide, e segui rimando, il tramonto e la
rovina della superba dominazione scaligera. Colà visse intensa vita
d'intelletto coi dotti che vi soggiornavano, Gaspare Broaspini, Leonardo da
Quinto, Taddeo del Branca, Guglielmo da Pastrengo e altri non pochi. Tra gli
ufficiali della cancelleria scaligera ebbe amico Niccolò degli Scacchi; ma gli
furono avversi quattro altri tra i quali i più noti sono Alberico da Marcellise
e maestro Marzagaglia. Curiose novità ci sa dire il Levi di quelle battaglie a
punta di penna, e non meno curioso è l'osservare come in Verona lo spontaneo
bohémien padovano s'acconciasse alla moda favorita dal trattatista e rimatore
Gidino da Sommacampagna e dietro il suo esempio si lambiccasse il cervello con
gli acrostici, le poesie trilingui ed altri giocherelli eli sapor medievale,
finché un bel giorno, infastidito, mandò al diavolo tutta quella zavorra. Assai
interessante è quanto il Levi ci sa dire del Vannozzo a Venezia. Qui non la
corte di un mecenate, ma la opulenta regina delle lagune, prodiga d'ogni
maniera di sollazzi. I venturieri vi trovarono sempre il fatto loro, e non meno
dei venturieri i poeti. Neil incantevole città il nostro rimatore immergevasi
nei bagordi e nei giochi, frequentava gente gaia e senza scrupoli, ma al tempo
stesso s'inebbriava di quella vita fulgida e satura d'arte, e osservava. Le sue
frottole veneziane sono scritte durante la guerra di Chioggia; qualcuna, come
quella lunghissima « Perdonime ciascun s'io parlo troppo >, che fu edita, e
infelicemente, dal solo Grion, ha intento politico e si sviluppa talora con
solennità epica dal saltellio usuale frottolesco; quella del mai-iaso invece è
un quadro magnifico di costume. Il Levi è meraviglioso nella illustrazione di
quei difficili componimenti e delle altre rime vaunozziane, che burlescamente o
satiricamente rappresentano tipi veneziani allora noti quanto oggi oscurissimi.
Il soggiorno del Vannozzo presso il conquistatore di Verona e di Padova,
Giangaleazzo Visconti, al quale i poeti del tempo inneggiavano come a
rivendicatore d'Italia (dovevano pure i poeti, due secoli dopo, ubbidire ad un
miraggio non dissimile intorno a Carlo Emanuele I di Savoia), il soggiorno,
ripeto, presso Giangaleazzo, offre occasione al Levi di rappresentare in un
quadro ampio e finito la vita materiale ed intvllettuale sfoggiata, che in
Milano si conduceva, non solo a' tempi del conte di Virtù, ma anche a quelli
de' suoi antecessori immediati, Bernabò e Galeazzo. Con felice industria
raccoglie e conserta il nuovo critico le molte notizie già note specialmente
per le fruttuose ricerche del Nbvati e del Medin, e molto aggiunge di suo, e
figure e figurine di gran signori, di umanisti, di letterati d'ogni genere fa
spiccare su quello sfondo. Sfoggio grande d'erudizione senza dubbio intorno
agli otto sonetti patriottici bene immaginati ed alla tediosa canzone morale,
gli uni e l'altra al conte di Virtù, che il Vannozzo compose; ma sfoggio non
vano. Segue nel libro lo studio interno, anzi intimo del verseggiatore.
Osservatisi in esso elementi francesi, ma non tali, a parer mio, da esigere che
il poeta li attingesse in Francia. La gran valle padana era tutta irrigata di
costumanze e d'arte francesi; e non era mestieri varcare le Alpi per esserne
imbevuti (';. Maggior peso hanno forse i riscontri musicali. Che, in teoria ed
in pratica, abbiano '1.» Con la massima cautela voglionsi interpretare certi
accenni a viaggi remoti, che occorrono nelle rime del VannoEzo. Questo dei
viaggi, per lo più imaginari, è accenno tipico dei vanti giullareschi e se ne
ha esempio celebre anche nel contrasto di Cielo d'Alcamo. per questa parte
influito sul padovano il Machault ed il Deschamps, sembrami ben dimostrato; ma
dubito se anche per la musica, in cui fu maestro, il Vannozzo dovesse proprio
recarsi all'estero. Le nostre raccolte di liriche musicali hanno testi e
melodie francesi in quantità, testi e melodie che durarono per secoli, e di
cui, a traverso alle intavolature del Petrucci e d'Andrea Antico, s' hanno
vestigi fin nel seicento. Ciò nondimeno le indagini che il Levi pratica intorno
alle cognizioni musicali del Vannozzo sono una delle parti più belle e nuove
del poderoso volume. Credo ch'egli colpisca nel segno allorché viene a
concludere che il nome alquanto misterioso di ciciliana, dato a certi
componimenti musicali, riguardasse la melodia più che la forma poetica. Le
canzoni, le ballate, i rondelli che il Vannozzo avea (e pei' far ciò di recarsi
in Francia con la persona non aveva proprio bisogno), egli le eseguiva su vari
strumenti musicali, massime sul liuto e sull'arpa. Se veramente azzecca giusto
il Levi in un suo ragionamento sottile quanto ardimentoso, il padovano nostro
avrebbe anche inventato uno strumento da fiato, la calandra. Non meno
fruttifero è l'insieme degli elementi popolari che il Vannozzo fece suoi con
inesauribile franchezza di assimilazione. La tendenza giullaresca, che si sfoga
in lui nel cinguettìo e scintillio della frottola, e nel tempo medesimo l'abito
democratico conseguito per nascita e l'invigorito per elezione, lo indussero a
trar molto della sua vitalità artistica dal popolo, ch'egli osservava ed amava,
nonché dalla borghesia, ch'era popolo grasso. Echeggiano nelle sue rime varie
leggende; fan capolino tipi comici che forse erano appartenuti ad un teatro
popolare perduto per noi C1); variamente risuonano e talora riddano
fragorosamente termini dialettali senza numero, specialmente veneziani e
pavani, che mettono a dura prova le nostre cognizioni glottologiche; si fan
sentire di tanto in tanto le note aspre e chioccie del gergo usato nelle
taverne fra giuocatori arrabbiati, fra compagnoni alticci, fra scozzoni di
scuderia, fra femmine allegre e sciolte; s'allarga e si scompone la cerimonia
di rito nel gustosissimo mariazo. Accanto a tutto questo vive la tradizione
letteraria, vive e frutta. Non è la tradizione classica, ma quella dei due
maggiori toscani, saputi e ammirati anche nel nord dell'Italia, Dante e
Petrarca. Quanto di Dante e quanto del Petrarca risuoni anche nelle poesie del
Vannozzo è dal Levi benissimo dimostrato. Col Petrarca aveva il padovano comune
l'origine aretina; erano contemporanei; s'amarono e poi per ragioni non chiare
ruppero la loro amicizia. Avea famigliarità col Petrarca il padre del Vannozzo,
e Xon ne] Vannozzo, ma in un imitatore di lui. posteriore di poco, Giovanni de
Bonis, il Levi ha scovato un accenno a pulcinella, d'importanza straordinaria,
perchè sconvolge tutte le ipotesi recenti sul]' origine di quella maschera.
Vedi p. 381 nota. Bemer Svaghi Critici 5 6 del Camposanto pisano, le
riproduzioni presenti rifuggono costantemente dalla banalità, che suol essere
la malattia consueta degli illustratori da strapazzo. Più che all'arte si bada
al carattere; e pel carattere sono notevoli le storie raffigurate in certi
antichi cassoni nuziali e le figure desunte dal Tacuinum Sanitatis del Hofmuseum
di Vienna e da quello non meno rilevante della Casanatense. Se in questa larga
maniera di concepire e d'integrare la critica il maggior merito è del giovine e
perspicace autore, conviene pure assegnarne qualche parte alle scuole onde è
uscito, l'Università di Pavia, ove compì il corso normale, e l'Istituto
superiore di Firenze, ove completò ed affinò la sua educazione scientifica.
Era, in origine, questo volume, un capitoletto alquanto smilzo d'uno studio
destinato a considerare i poeti borghesi del sec. XIV, tema caro al Levi, su
cui egli si propone di ritornare quanto prima. Il capitolo prese consistenza ed
estensione d'opera a sè, dopoché all'autore balenò l'idea di fare del Vannozzo
quasi il centro ed il rappresentante della letteratura lombarda. Veneto,
veramente il Vannozzo era, e nel Veneto trascorse la maggiore e miglior parte
della vita sua, e veneti furono i vernacoli a lui più famigliari; ma il Levi
ch'i alla regione lombarda quella larghezza che le era propria nella
nomenclatura medievale e trecentesca. Lombardia chiamavasi in quel tempo il
vasto territorio dominato dalle più splendide signorie, disposte attorno al
corso medio ed inferiore del Po, quelle di Milano, Verona e Padova al nord, di
Ferrara, Bologna, Ravenna e d'altre terre di Romagna al sud. Nella vita
spirituale del Trecento quest'ampia regione ebbe un'importanza che sinora non
le fu riconosciuta e di cui la storia delle lettere perdette ogni chiara
visione, dopoché l'aveva intuita l'intelletto penetrante del Tiraboschi. Rivendicare
il Trecento lombardo (p. 425) divenne l'intento del libro, il quale intento ne
spiega, anzi in parte ne giustifica, la larghezza. Raccogliendone i risultati
nella conclusione, il giovine filologo, che è sempre garbato e spesso vivace
espositore, scrive pagine calde di vera eloquenza. L;i gran luce raggiata dalle
tre corone indusse il generale convincimento che il Trecento letterario fosse
toscano. Il Levi, invece, ritiene che debba essere distinta la prima dalla
seconda metà del secolo: predominò la Toscana nell'una, prevalse la Lombardia
nell'altra. Di fronte al fiorire delle signorie altitaliane, il primato
fiorentino decadde. Altre correnti culturali entrarono nella vita italiana e l'
animarono variamente; altri ideali furono proseguiti, e la lirica attinse alle
sempre fresche sorgenti popolari, si rinsan (j-iiò al contatto della poesia
musicale francese. Tra queste nuove tendenze ed il tradizionalismo conservatore
del centro toscano sarebbe accaduta una vera e rude scissura se non l'avesse
impedita una energia latente, ma formidabile, * il eulto e l'amore per i due
grandi randagi « del Trecento, Dante e il Petrarca » (p. 385). Questo culto
impedì lo sdoppiarsi della letteratura italiana; e quando, nel territorio
lombardo, sbocciò il più bel fiore della poesia ribattezzata nel classicismo, i
Libri degli amori del conte di Scandiano, tutta la freschezza degli elementi
lirici lombardi vi ravvivò l'imitazione petrarchesca. Non altrimenti la
pittura, spentosi il grido che intorno a Giotto sonò cosi alto, rinvenne nelle
botteghe degli artisti padovani, ferraresi e veronesi quelli instauratori
robusti e vitali la cui arte naturalista dovea metter capo al grande Ma u
taglia. Che la dimostrazione d'una tesi tanto importante e nuova sia piena ed
incontrastabile nel libro del Levi, non dirò certo. Ma il contributo di fatti
che egli recò a sostenerla è dei più ragguardevoli, e l'elaborazione e
l'interpretazione di essi delle più oculate e sapienti. Nota aggiunta. — In
Fanfnila della Domenica, 21 febbraio 1909. Nulla ho da aggiungere sul Vannozzo,
ma bensì qualcosa ho da dire sa pulcinella. La canzone di Giovanni de Bonis in
cui si trova l'accenno, è a c. 279 a del codice Trivulziano 861 (cfr. E.
Cabraka, Giovanni L. de Bonis d'Arezzo e le sue opere inedite, Milano, 1898, p.
80), e reca la didascalia ' Cantilena moralis de laudibns .lacopi da Appiano et
gene' logia |*ic] aquile Johannis L. de Bonis de Aretio ». Io he copia
dell'intero componimento, brutto e scorretto, per la gentilezza di Ezio.Levi.
Il principio della quinta scrofe suona così : Quest'alta ucella nobile e decora
che fu da questi divi si orata per tucto era scacciata co' nibio perseguendo i
pulcinelli per che voltan mantelli e mutansi di senno in ora in ora. Il passo é
oscuro, massimamente per la parola cornino, che non può essere letta
diversamente. Quindi, io non mi arrischierei più a vedervi una sicura allusione
a pulcinella, trovando gravi le riflessioni fatte in proposito da B. Croce,
nella sua Critica, VII (1909), 142, che interpretò pulcinelli con piccoli
pulcini. Quel loro voltar mantelli resta tuttavia misterioso, tanto più che una
erudita comunicazione di Vittorio Fainei.i.i nel Giornale storico, LI X, 59
sgg. ha posto in chiaro di qual nominanza godesse un Pulcinella dalle Carceri,
illustre voltafaccia politico del sec. XIII. Secondo il Fainelli, la fama di
quel personaggio popolare sarebbe passata dall'Italia superiore in Toscana e
quindi nel Napoletano, sino a fissarsi sul teatro quando Silvio Fiorillo ne
fece una maschera. La psicopatia di Benvenuto Cellini. Il credito di cui godono
le indagini intorno alla psicopatia degli uomini di genio panni abbia fortuna
non diversa da quella della cosidetta teoria mitologica, invocata a spiegare le
origini delle novelle tradizionali e dell'epope a. Fuvvi un periodo di gran
voga dell'interpretazione mitologica. Intorno alla metà del secolo passato e
nei due decenni che seguirono molto se ne discorse e se ne discusse: da alcuni
si giunse ad arditezze ed esagerazioni siffatte, da legittimare la parodia di
chi negò l'esistenza di Napoleone, facendo toccare con mano che egli fu un mito
solare. Ne venne una acerba reazione, per cui oggi filologi e storici e
filosofi hanno a fastidio ogni interpretazione che pur di lontano accenni a
rapporti col mito. Del pari, or e un decennio era in auge presso di molti
l'idea prima formulata in Francia dal Moreau de Tours e divulgata in seguito
ovunque, ma più specialmente nella penisola nostra, da Cesare Lombroso, che il
genio sia squilibrio, degenerazione, follia, epilessia. Ribellavasi, bensì, a
siffatta conclusione frettolosa e paradossale, per cui « il tempio delle glorie
italiane > vedeasi trasformato « in un nosocomio e parzialiuciito in un
manicomio » (' ., qualche spillilo elei lo di conservatore attaccato agli
antichi sistemi; ma i giovani si sentivano trascinati verso le nuovi' teorie e
inolia confusione f'acevasi nei loro cervelli. Se non clic, intorno al in
ispecie per le intemperanze clic seguirono alla celebrazioni' ilei centenario
Ieopanliano, pai've ai sensati che ormai li psichiatri varcassero i contini
della ragionevolezza e mettessero a nudo una deplorevole leggerezza nei loro
procedimenti critici. E anche questa volta venne la parodia, col libro di Paolo
Bellezza sul Xanzoni, od alla parodia sentii la disistima e la conseguente
reazione. Da allora in poi, si voglia o non si voglia, la equazione ormai
celebre del genio con la follia, che all'anima esuberante di fede del Lombroso
era sembrata un « vero monumento granitico elio le molli unghie « dei pedanti e
dei teologizzanti non possono toccare » r*i, andò perdendo terreno ogni giorno
più, sicché oggi, con la vertiginosa rapidità di sviluppo ideale della società
moderna, .sembra quasi passata alla storia. Contro quella equazione non
insorgono solamente i conservatori e gli spiritualisti di ogni genere e specie
leggi navichiamo in pieno spiritualismo, con in poppa un soave venticello di
idealismo che ne sospin gi La frase è eli A. D'Ancona, in uu discorso sul
Leopardi che contiene una vera carica a t'ondo contro gli studi psichiatrici
applicati al senio. — L'ir. liaimp.ijim hihhmjraliia ilrlla I rilevai il ra
italiana, VI, 1S2 sjjg. i'2t Ari'htcio ili pxirhtal rio, XIX, IJTiO, ],\
l'SlL'Ill'ATI.V 1)1 HKXVKXrTII CKLUNI --a opera d'arre fu prodotta e ipiindi
anche Ielle speciali nonnaliià od anomalie della psiche lei suo creatore.
L'estetismo può ancia1 ti vere, dal suo punto i visra. ragione: ma non mi
sembra abbia raj ii me chi è seguace del metodo storico quando dell'estetismo
sottoscrive in questo 'caso la rinuncia. Non son passate molte settimane dacché
un maestro solenne di metodo storico, che tutti veneriamo, togliendo occasione
da certa polemica, abitatasi nel d-inntnle d'Haliti del settem190U e altrove
intorno alle ricerche del fisiologo Patrizi sul Leopardi, ha scritto che quelle
indagini, anche avessero la sicurezza che s'arrogano, non giovano ad avvalorare
la ricerca letteraria « ed a formare il l'etto apprezzamento estelieo
dell'opera d'arte » e quindi sono « allo scopo dei nostri studi assolutamente
estranee » ''). A me pare che questo non si possa dire. I seguaci del metodo
storico, come si erodono in olililigo, per spiegai'si l'opera d'arte o di
scienza, di studiare accuratamente la temperie in che l'artista o il pensatore
è cresciuto, la sua educazione, la sua indole, la sua biografia, giacché li
JiiiM*. lìihlfdiir. ilclla Ietterai lira italiana, XI V, Il g'm• Wy.'tt* ìion
i' firmato, ina attrilnu'ndolo al D'Ancona eri-ilo «li non inanimarmi. da
particolari siffatti può ricevere luce la sua produzione, cosi non debbono
essere indifferenti alle qualità fisiche dell'individuo che studiano, alle sue
anomalie morali ed intellettuali, ai suoi vizi ed alle sue debolezze di uomo.
Si potranno approvare in parte ed in parte disapprovare, a mo' d'esempio, i
parecchi studi recenti sulla malattia nervosa e mentale di Torquato Tasso; ma
non si avrà davvero il diritto di asserire, movendo dai principi su cui la
critica storica si fonda, che al retto apprezzamento dell'opera letteraria del
povero recluso di Sant'Anna è inutile di sapere se per buona parte della vita
sua egli sia stato savio o mentecatto. Per parte mia confesso che rispetto alla
portata degli studi psichiatrici nei rispetti della storia letteraria non ho
mutato parere e potrei scrivere oggi quello che sci'issi anni sono, quando
ancora le ricerche di questo genere non erano cadute in discredito Sinceramente
deploro il preconcetto con cui taluni biologi hanno condotto innanzi le loro
ricerche, la incredibile fatuità con cui credettero di poter concludere in materia
tanto delicata, la grossolanità dei loro procedimenti fondati Rimando a ciò che
mi avvenne (li scrivere nel Giornale storico della letteratura italiana, XXVII.
442, a proposito del saggio psico -antropologico sul Leopardi del Patrizi, e
più specialmente a quello che dissi nel Giornale stesso,., prendendo posizione
nell'arduo dibattito intorno al fatto della genialità. Si vedano pure le
asserzioni e le riserve di V. Rossi nella Haas, bihlìogr. della letteratura
italiana. spesse volte, anziché su esplorazioni dirette ed oculate, su articoli
di enciclopedia e persino su riferimenti pettegoli di cronaca cittadina; ma
lutto questo non deve indurci al dispregio assoluto dell'indagine in sè, che
fatta prudentemente e con le cognizioni volute, può offrire alla storia delle
lettere, delle arti e delle scienze, elementi considerevoli per completare, o
attenuare, o anche modificare sostanzialmente il suo giudizio. * Se v'è tipo
d'uomo che presenti caratteri di singolarità grande, il cui esame è essenziale
nel raffigurarcelo, gli è Benvenuto Cellini. Oso dire, anzi, che ii
coefficiente primo della sua fama non sta punto nelle opere di plastica e di
cesello, poveramente rappresentate all'età nostra da pochi campioni sicuri, ma
sta nel carattere. Lo intuì il Goethe; lo riconobbe il Baretti. Il Goethe, che
su di una cattiva stampa e con imperfetta cognizione della lingua nostra
ridusse, in tedesco l'autobiografia celliniana, pubblicandola intera a Tubinga
nel 1803, s'innamorò del Cellini perchè in lui riconosceva uno di quei «
geistige Flùgelmanner » che meglio rappresentano nei suoi tratti tipici la
natura umana ('). Fra i vari scritti intorno al Goethe traduttore del Cellini,
è specialmente raccomandabile quello di K. Vossi.er, Goethe'» Cellini - 1.
berseteung, nella Beilaye zur Ali yemeinen Zeilunt). Il Ba retti scrisse del
grande orafo autobiografo: « Si dipinse... còme si sentiva d'essere: cioè
animoso come un granatiere francese, vendicativo come una vipera, superstizioso
in sommo grado, e pieno di bizzarrie e di capricci, galante in un crocchio di
amici, ma poco suscettibile di tenera amicizia, un poco traditore, senza
credersi tale, un poco invidioso e maligno, millantatore e vano senza
sospettarsi tale, senza cerimonie e senza affettazione, con una dose di matto
non mediocre, accompagnata da ferma fiducia d'esser nTolto savio, circospetto e
prudente. Di questo bel carattere l'impetuoso Benvenuto si dipinge nella sua
vita, senza pensarvi su più che tanto, persuasissimo sempre di dipingere un
eroe » (M. Non per nulla il più benemerito studioso del Cellini che abbia avuto
la nuova Italia, Orazio Bacei, riconoscendo nella Vita « un prezioso documento
psicologico », uscì a dire: credette di dare Giovanni Bovio: « Quel grado
supremo della sintesi, onde il pensiero, originalmente ed in un rapporto
lontano, scopre il vero . Vedi Bovio, Il genio, Milano, 1899, p. 32. In questo
concetto vi è certo molto di vero, e con esso si viene a limitare alquanto il
numero dei geni, che dando retta ai sintomi di nevrosi diventano legione. Schierare
fra gli uomini di genio il Cellini sarebbe un vero assurdo.la impressionabilità
estrema del fratello e della sorella. L'orafo, generato da genitori ormai
quarantenni, ebbe in sè esagerate le tendenze paterne, l'emotività, la
instabilità, l'impulsività e ad acuire siffatte tendenze cooperarono le
malattie onde fu affetto nel corso della sua vita travagliata.. Una delle
stimmate degenerative più ragguardevoli che il Courbon riconosce nel Cellini è
la incostanza nelle occupazioni. Vi si gettava dentro con gran foga, ma poi non
meno subitamente se ne scostava; il che accadeva pure nelle amicizie, dalle
quali, per cordiali che fossero, si ritraeva alla minima ombra, e quasi sempre
passava dall'affetto ardente all'odio, dall'adorazione alla denigrazione. Alla
ombrosità malata di quella natura passionale contribuiva una forma di mania di
persecuzione. Ben è vero che di invidie e di gelosie gliene pullularono intorno
moltissime e che, ad esempio, il Bandinelli era emulo subdolo e velenoso; ma è
altrettanto indubitato che nelle accuse del Cellini contro altri personaggi
(sia nominato Pier Luigi Farnese), egli oltrepassava le frontiere del reale e
vedeva persecuzioni e pericoli ed agguati dove non erano. Benvenuto è tratto
dall'indole sua a vedere dovunque malevoli, invidiosi, maneggioni, calunniatori
vilissimi. A ciò contribuiva anche in sommo grado l'alto sentimento che aveva
di sè, anzi quella specie di megalomania degenerante talora in volgare
jattanza, che colpisce, ogni lettore della Vita ed assume spesso tali
proporzioni da riuscire esilarante. Per ragioni che assai poco mi persuadono,
nvde il Courbon di poter ravvisare nel Cellini anche la eosidetta dromomania,
cioè lo spasmodico desiderio di mutar soggiorno. Tutti sanno (pianta importanza
assegnino gli psichiatri al sintomo del nomadismo; ma nel Cellini a me non
sembra vi siano gli estremi per riconoscerlo. Tutt'al più si può notare che la
stessa impulsività del suo carattere dava spesso alle sue partenze una
repentinità così violenta da farle somigliare a vere fughe. Maggior gravità
hanno i deliri e le allucinazioni, a cui il nostro artista aveva una innegabile
predisposizione neuropatica. Non si tratta solo di deliri in istato febbrile,
provocato dalla malaria devastatrice, poiché in questo caso ci troviamo di
fronte ad una condizione patologica dell'organismo; ma si tratta di visioni che
egli dice di aver avute nella dura prigionia di Roma e d'una vera e propria
allucinazione durante l'intenso lavoro del Perseo. Fu in conseguenza d'una, la
più grave, di quelle allucinazioni che il Cellini pretese che una lingua di
fuoco, visibile a tutti, permanesse sulla sua fronte, a ricordo della visita
fattagli da Dio ('). L'esame Vedi Vita, I, 128. Per maggior comodità dei
lettori, uso della l'ila la buona edizione. di Brunoue Bianchi, uscita in luce
la prima volta nel 185*2 e poi tante volte ristampata dalla Casa Le Mounier.
Delle edizioni integre è la più comune, ed ha il vantaggio su quella
scientifica del Bacci di avere la divisione in libri e paragrafi, i primi dei quali
indico con cifra romana, i secondi con cifra araba. Tale e quale 80 la
psicopatia m benvenuto cellini di questi fenomeni è la parte migliore
dell'opuscolo (del resto un po' tirato viti) del dottore francese; solo sarebbe
stato desiderabile che a rincalzo delle idee da lui espresse intorno alle
tendenze mistiche del Cellini avesse invocato anche, il sussidio delle rime di
lui, molte delle quali hanno contenuto religioso. I fatti delle visioni e delle
all ucinazioni, ai quali non abbiamo ragione di negar fede, accusano certamente
perturbamenti nervosi non ordinari. Anche quella specie di aureola sul capo,
che all'orafo cinquecentista sembrava cosa « meravigliosa » e tale da fargli
credere ad un prodigio divino, non è poi, al lume delle odierne scienze biologiche,
la inverosimile cosa che taluno la reputò, giacché può essere stata una di
quelle irradiazioni luminose che furono costatate più volte in certi
neuropatici e particolarmente negli affetti d'isterismo. Il connotato psichico
più caratteristico del Cellini è peraltro quella impulsività, che così spesso
lo conduceva alle querele, alle liti, alle risse, ai ferimenti, agli omicidi.
Questa impulsività costituzionale, venutagli per via ereditaria e cresciuta in
lui per le agitazioni dell'esistenza che condusse, è la fonte a cui si lasciano
ricondurre moltissimi fra gli atti del nostro soggetto. In que' momenti di
furore nessuna potenza inricompare codesta partizione nella comunissima
edizione stereotipa Sonzogno curata dal Camerini, in quella del Biagi (1883,1 e
con lievi variazioni in quella di Gaetano Guasti. tima d'inibizione volitiva
era in grado di vincere l'impulso manesco e sanguinario. La sincerità con che
Benvenuto confessa e documenta quei casi è davvero preziosa per lo psichiatra,
ed il Courbon sa trarne conveniente partito. Un caso, fra tutti, a me fa
gagliarda impressione, e mi sembra tale da provare anche da solo lo stato di
malattia del Cellini: l'uccisione a tradimento di quel tal « archibusiere »
che, per difendere la propria vita, gli area morto il fratello Cecchino (').
Quella « cosi bassa impresa e non molto lodevole », come lo stesso violento
autore la chiama, non è dovuta ad un impeto di collera; ma è premeditata in
condizioni eccezionali. Dopo hi morte di Cecchino, Benvenuto vive in uno stato
di vera ossessione: egli ha giurato al fratello spirante di vendicarlo; egli sa
che il soldato, tirandogli quel tal colpo d'archibugio che l'ha ferito sopra il
ginocchio, agiva per difendersi: ma ciò non pertanto non può liberarsi da
quell'imagine, da quell'idea, da quel proposito, che gli son sopra notte e
giorno come incubi; egli prende a vagheggiare queir « archibusiere » come la
sua innamorata, e solo quando l'ha freddato si sente tornare la tranquillità
dello spirito. Tuttociò ha i caratteri dell'ossessione impulsiva studiata dai
criminalisti, che implica il ritorno della imagine della vittima e dell idea di
doverla punire, la coscienza piena e netta della condizione delle cose e del
proprio Vita. torto, la inutilità della resistenza nella lotta intima, il
sollievo dopo compiuto il delitto. La più mirabile analisi d'uno stato
psicopatologico come questo si trova nel fosco romanzo di Feodor Dostoiewski II
delitto e il castigo. Rispetto agli stimoli sessuali, è indubitato ohe il
Celimi li sentiva violentemente, come tutto era violento in quella tempra
duomo; è anche vero che la donna fu per lui un semplice strumento di piacere;
ma il Courbon va più in là e vorrebbe ammettere pervertimenti del senso che pur
troppo nel Cinquecento erano tanto più frequenti quanto più minacciati da gravi
punizioni. In questo apprezzamento non credo prudente il seguirlo per ragioni
che dirò tra breve. Tuttavia, in conclusione, reputo io pure che i sintomi
constatati, sebbene, presi isolatamente, abbiano poco valore, siano tali nel
complesso da far considerare il Cellini « cornine réalisant le type menta! du
dégénéré ». Ciò premesso, e data al Courbon la lode che gli spetta per aver
compiuto uno studio sinora non tentato e per averlo anche condotto innanzi
senza preconcetti e senza leggerezze, mi si conceda di accodargli per mio conto
qualche obiezione. Una pregiudiziale deve andare innanzi ad ogni altro
ragionamento, ed il Courbon, nonché risolverla, non ha neppure pensato a
proporsela. Fondandosi esclusivamente sui dati di fatto porti dalla Vita
celliniana, siamo certi di lavorare sul solido? In altri termini, è la Vita
sicuramente ed in tutto veridica? L'obiezione speciale si perde in una più
generale. Qua l'è il valore storico delle autobiografie, sulle quali i signori
psicologi ed i signori psichiatri hanno la abitudine di giurare? Nessuna cosa
più difficile che essere veritieri parlando di se stessi: anche quando si
abbiano i migliori propositi di sincerità, troppo spesso l'amor proprio ne
induce a tacere certi fatti ed a colorirne altri nel modo che ci torna più
comodo. Se l'autobiografo è un artista, accade anche di peggio. L'artista
possiede in alto grado qualità di fantasia, che lo tentano, per non dire 10
costringono, ad atteggiarsi, e codesti atteggiamenti sono più o meno
adulterazioni del vero. 11 Bertana lo ha dimostrato egregiamente per l'Alfieri,
alla cui pienissima sincerità si è creduto per tanto tempo. L'artista crea di
sè un tipo, e scrivendo la propria vita elabora quel tipo. Ciò è umano, nè
giova la volontà di fare diversamente. Non dice male una recente studiosa delle
autobiografie, parlando appunto del Cellini: « Egli si rappresentò con grande
ingenuità, tal « quale si credeva di essere, se non sempre qual « fu veramente,
onde più che ingannare il let« tore, ingannava sovente se stesso » ('). Il
Plon, fi) Jonk Pomi-ki, L'autohion rafia nella letteratura italiana, Macerata,
1!J0G, p. 61. Vedo lodato, ma non potei conoscerlo direttamente, lo studio di
Emilia Lwokati, Benvenuto Cellini e la sua autobiografia, Fireuze, 1!XX). nella
nota e sontuosa sua opera sull'orafo nostro, ha bensì cercato di controllare i
fatti della Vita e in molta parte gli è accaduto di confermarli; ma restano pur
sempre infiniti particolari non controllabili e restano incongruenze patenti
con ciò che il Cellini narra di sè nei Trattati. Si deve inoltre riflettere che
l'opera fu di sua mano presa a scrivere (in un manoscritto ora mediceo-palatino
della Laurenziana di Firenze, e poi dettata ad un garzonettoj, quando aveva già
compiuto 58 anni; quindi gli errori mnemonici, che nelle Memorie goldoniane si
riscontrano cosi frequenti, non possono mancare, neppure qui. Per tutte queste
ragioni non mi sembra abbia torto il Symonds nell'applicare alla Vita celli
ninna la designazione celebre del Goethe Dichtung uncl Wahrheit ('), ed il
Courbon non fece bene procedendo sempre sicuro nella sua analisi senza pur
l'ombra d'un dubbio sulla assoluto veridicità dei fatti che egli prendeva in
esame. Ho già notato che il Courbon è, del resto, abbastanza spregiudicato e
non si lascia sedurre, come tanti suoi compagni di studi, dalla fìsima di
trovar dovunque sintomi di degenerazione. Tuttavia avrei le mie riserve da fare
intorno al valore ch'egli attribuisce alle infermità del Cellini, la cui
diagnosi può essere fatta a puntino da un medico, per i gran particolari che il
pa ci) La citazione è del Baci-i, nell'introduzione al suo citato testo
critico, p. LSLXVIII, ove sono dette cose sensate intorno alla veridicità della
Vita. ziente stesso ne fornisce. Ninna di quelle malattie ha particolare valore
diretto per le condizioni mentali del nostro soggetto, ed il dire che la gotta,
sofferta a 65 anni, siccome manifestazione dell'artr itismo « s'associe au
terapérament nerveux », panni un fuor d'opera, perchè può anche non
associarvisi. Cosi pure non riveste punto il carattere di morbosità
l'incostanza del Celimi nelle occupazioni. Se da orefice divenne scultore
(fatto allora non straordinario, perchè il passaggio dalle arti minori alle
arti maggiori era frequente per non dir quasi abituale) e pei* necessità anche
un po' meccanico ed ingegnere, e più che un po' bombardiere c musicista, per
certa tendenza che anche nolente aveva ereditata dal padre, e letterato, e nel
1558 per una bizzarria ricevette persili gli ordini ecclesiastici minori; ciò
non vuol dire che veramente cangiasse di occupazione. Bisogna richiamare alla*
memoria quali erano quelli spiriti del Rinascimento italiano, multilaterali per
eccellenza, aborrenti dalle morse dello specialista odierno; e bisogna tener
presente il tatto che il più delle volte fu la necessità del momento che
indusse Benvenuto ad occuparsi in modi diversi. In realtà, peraltro, chi legge
la Vita ha l'impressione d'una costanza unica del suo pi'otagonista nel
proseguire certi ideali di arte e nel perfezionarsi continuamente
nell'esecuzione artistica; costanza, che culmina nel fatto eroico della fusione
del Perseo. La megalomania, invece, è innegabile e si manifesta sin dalle prime
l'itili' della Vitti, ove Ben vomito vir-onoscinuli uomini * che hanno tallo H
U'iSA già rosiaim. clii' priniii si poteva percorrere con niella iiiciTU'Xiiii,
sorretti e guidali da congetture più (i niciio ingegnose. .Ma ciò clic più
inolila, ipirlLc lettore gli fornirono l'Achille degli argomenti per statare
ima delle più notevoli ed accredilate legende hiogra lidie relative al Uosa:
die t'irli, cioè, nel H>47. prendesse parte in Napoli alla rivolta di
Masaniello e. con altri pittori napoletani, formasse la eosidetta Compagnia
della morte, armata contro irli Spaglinoli e vendicatrice dei loro obbrobrii.
Bella certamente era questa leggenda, che, creata dapprima dal malfido Bernardo
de' Dominici, trovò sviluppo sotto la penna della fantastica lady Morgan ed
eccitò l'alto senso civile del Carducci, clic ne trasse occasione per dettare
le pagine più calde ed eloquenti della sua biografia del Rosa. Ma al cimento
dei fatti e d una critica circospetta non regge quella leggenda, ignota ai
primi biografi, contraddetta anziché confortata da un passo frequentemente
allegato delle satire. Nelle lettere ai Maffei. che precedettero e seguirono la
rivolta di Masaniello, non v'ha pur un accenno, nò che il Uosa partecipasse a
quei casi cruenti, nò che in quel tempo si recasse a Napoli: cosa che, s'egli
realmente vi fosse stato, sarebbe inesplicabile, sovratutto con un'indole della
sua tempra, non certo schiva dalla millanteria. 11 Cesareo batte in breccia, a
parer mio definitivamente, quell'episodio della vita del Rosa e mostra eziandio
come, con ogni probabilità, sia una favola la stessa Compagnia della morte,
quale divenne sinora tradizionale nella srori;i del seicento napoletano ' .
Questo è il più rilevante tra i riunirmi storici del libro. Se di ciò i non
tepidi amici del vero debbono rallegrarsi, gli è pur «l'uopo eoli venire die la
figura del Uosa viene a perderne il suo più bell'ornamento. Quel tipo cosi
idealizzato nei romanzi, nelle commedie, nei libretti d'opera (lady Morgan ebbe
in queir idealizzazione una parto cospicua, perche essa fu la prima a
rappresentare, eome.il Cesareo ben nota, « un Salvator Rosa byronianamente
romantico » l. «pici tipo di. avventuriere elefante, artista nell'anima, pronto
a tutte le più nobili iniziative, aperto ai manieri ideali, he lascia le tele
adorate per cospirare e combattere a prò della patria oppressa, che altel-na le
occupazioni della .scena con quelle ili dia tavolozza, i versi con la musica,
gli amori con la politica: quid tipo bizzarramente eroico vien pure ridotto a
proporzioni pici-ole, piccole assai! Ter valutarlo ancora, per quello che è, e
non _ua per quello che ne hanno fatto, è mestieri considerarlo, non già
isolato, ma allato agli uomini dei tempi suoi. In questo modo egli guadagna
assai, perchè al paragone di quelli uomini, >e non è adirittura un gigante,
non i' neppure ili statura comune. In mezzo alla cortigianeria qiagnolesca. che
tutto invadeva, ed allo infiaechimeulo generale delle tempre, egli sa serbarsi
indipendente, altero, anzi nero, immune da qual ! ' V,.,li voi. I, pl>.
17-.">li. RfcviEu Sunijhi frittosi 1 ROSA siasi bassezza. E un gran
pregio senza dubbio, anche se, in ultima analisi, esso germoglia da un cumulo
di difetti. A guardar bene, infatti, mi sembra che molta parte di quella
fierezza derivi dal concetto altissimo che il Eosa aveva di sè, e che andava
congiunto ad una grande vanità e ad una prosopopea ciarlatanesca da matamoros,
d'onde procedeva una prodigalità senza limiti ed una maldicenza cosi ostinata e
linguacciuta, come solo i gran vanitosi soglio»» averla. Di tutto ciò la sua
vita e gli aneddoti copiosi che ne raccontano il Passeri ed il Baldinucci sono
sicura testimonianza. Prontezza e versatilità d' ingegno, spirito arguto e
caustico, bizzarria, talor naturale, tal 'altra voluta, velano, non nascondono,
queste qualità morali non buone, alle quali ne va congiunta una peggiore di
tutte, che il Cesareo stesso non dissimula, la poca o nessuna delicatezza del
sentimento. Se il Eosa ebbe pochi ed oscuri discepoli, la ragione è forse da
richiamarne a ciò; perchè a far dei discepoli non basta l'ingegno e la maestria,
occorre anche il cuore. E di cuore il Eosa ne aveva pochino. Le lettere ai
Maffei sono piene d'eff,usione e talvolta fin di tenerezza: ma un osservatore
non mancherà di notarvi dei tratti grossolani, che indispongono. Con Giulio
Maffei il Rosa è spesse volte sgarbato: un animo gentile non sarebbe mai sceso
ad insolenze come queste: « In fatti voi siete « pontuale: promettesti mandare
il terzo delle « cose e così felicemente è sortito. Si desidera sapere se le
forchette mandate da voi habino da .servire per vangare la terra o la minestra,
« chè per la minestra non sono il caso, atteso « che, per quest'uso, doveva V.
S. mandarle « alla Ruota prima d'inviarle a noi. Ha perchè « la nostra prudenza
sa trovar ripiego a tutte « le cose (toltone però l'accomodare il vostro «
cervello) procureremo di servircene per la « prima caccia che si farà dei porci
o altra « bestia grossa più di voi » (*). E la volgarità di modi che predomina
sempre nelle sue lettere e che si palesa in genere nello sboccato turpiloquio
di tutti i suoi scritti. All'altro grande amico suo, Giambattista Ricciardi, il
professore pisano, poeta burlesco, osceno ma spiritoso, quanto lirico serio
indigeribile (s), mostrò bensì il Rosa benevolenza sincera, ma appena al
malcapitato avvenne di stuzzicarlo, gli piombò addosso una lettera di quelle
che non si dimenticano (3). Tuttavia il Rosa, come amico, non può dirsi
cattivo, ed a Lorenzo Lippi, l'autore del Malmantile, sembra fosse abbastanza
largo di favori. (li Voi. II, p. 46 i'2) Cfr. il voi. di Rime burìenche ili G.
B. Mù Ciardi, edito ila E. Toci. Livorno, 1881, nella cui garbata prefazione si
troveranno copiose notizie del Ricciardi ed anche della sua famigliarità col
Eosa. A p. XXXI il Toci parla di molte lettere inedite del professore pisano esistenti
in casa Maft'ei ed altrove. Chissà che, scovandole, non vi si trovino nuove
notizie anche del Uosa. (3i Voi. II. pp. 122-23. Al Ricciardi sono dirette
tutte le lettere del Rosa che mise in luce il Bottari. Una fastidiosa canzone
del Ricciardi al Rosa pubblica il Cesareo nel volume II, p. 138. sALVA'l'oH
Peg-gioro tu invoce nei rapporti famigliari. S'inveitili in Firenze d una
fanciulla di nome Lucrezia l'aolini. secondo il Cesareo, che irli aveva servilo
da modello, ne beneficò i congiunti e se la tenne in casa, allora e poi sempre,
come moglie. Xei tivnt'niini elle visse con lei. non sembra avesse mai a
lamentarsene: eppure non la sposò se non agli estremi della vi costrettovi
quasi dal l'ani ieo Baldovini. alle cui istanze, narra il Pascoli, cli'ei
rispondesse con giuoco inopportuno di spirito: « Se andare non si può in
paradiso senza essere cornuto, converrà tarlo ». E agevole immaginare quali
drammi si agitassero nel petto della povera donna, allorché Salvafere, ogni
qualvolta ella gli partoriva un figliuolo, ne taceva un mostruoso presente»
alla ruota degli esposti! a lui bastava ili allevare presso di sé il
primogenito. Rosai vo; degli altri si sbrigava in quella maniera molto
spicciativa. Solo quando Rosalvo venia» a morirgli di contagio, si decise a
tenere presso di sé un altri) figliuolo. Augusto. Ma più d'uno non mai. checché
avvenisse! Le gravidanze di Lucrezia ci le chiamava impicci. « La signora
Lucrezia i partecipava nel « ltiòl a (tÌuIìo iiaft'ei ' oggi son otto giorni
ohe « mandò alla luce un figliuolo maschio, copia « spiccicata di Salvatore
Rosa a Imre f) ili notte, « con più facilità di quello ch'ha sinora fatto por «
la Dio grazia. Il parto il giorno dopo, con La figura di quest'uomo stravagante
Intlaìiilc, latin s/ji/'i/n. full') fuoco, com'egli medesimo i lilie a dire di
sé in una lettera al Ricciardi, simpatica non riesce davvero. 1 biografi
stessi, i rendercela tale, dovettero lavorare di fantasia ed appiopparle per
loro conto delle doti che non aveva. Del resto, la simpatia importa ben poco
allo storico, il quale nel Rosa è pur costretto ad ani mirare l'ingegno ed a
riconoscere in lui 1 1 . v..i. n, |>. ss. iJ ì Ve.]. II. y. uno dei più
caratteristici tipi di quello squilibrato e tipico seicento, ch'egli vituperò
tónto a parole. ^ Nelle sue linee fondamentali, la vita del Rosa resta, dopo la
pubblicazione del Cesareo, tal quale la si conosceva per gli studi antecedenti,
onde basterà richiamarla con pochi cenni, rettificandone col nuovo libro la
cronologia. Nato — all'Arenella presso Napoli, nel 1615, di famiglia poco
agiata, in cui l'amore per la pittura era ereditario, SAlvatoriello palesò ben
presto inclinazione al disegno ed alla musica. In Napoli ebbe la fortuna di
riscuotere l'ammirazione di Giovanni Lanfranco e di potersi giovare degli
anmaestramenti del Ribora e del Falcone, ai quali peraltro non professò mai
gratitudine. Recatosi a Roma nel 1635, v'ammalò, onde dovette tornarsene a
Napoli. Ma presso questa nazìoìi di gran fumo e poco arrosto (a detta del
Rosai, non potè resistere a lungo: ivi le tre chiesuole artistiche del Ribera,
del Caracciolo, del Corenzio, « accanite tra loro in ogni altra cosa, « scrive
il Carducci, in questa si trovavano d'ac« cordo, allontanare i forestieri,
calcare gl'iu* gegni crescenti ». Però Salvatore prese di nuovo la via di Roma
in sul principio del 1637. Da Roma si recò col cardinale Brancaccio a Viterbo,
e di là novamente, ma per poco, a Napoli. Partitosene col proposito di non più
ritornarvi, si stabili a Roma nella primavera del 1638, in mezzo a quella
fioritura artistica che v'avea procurato papa Urbano Vili. Il Rosa ebbe campo
ROSA d'acquistarsi fama come pittore, d'esercitarsi nel toccare il liuto e nel
l'improvvisa re poesie, nel far bella mostra di sè recitando farse e commedie a
braccia, ed anche di procurarsi non pochi nemici con la sua lingua tagliente.
Nel 1640 si riduceva in Firenze, terra promessa per lui. ove si congiunse alla
signora Lucrezia, strinse amicizie gioviali e simpatiche, continuò ad
istruirsi, a dipingere, a recitar commedie, fondò con altri capiscarichi
l'Accademia dei Percossi. Il suo amico Lippi [Malmantile, IV, 1-1) dice di lui:
pittar, passa chiunque tele imbiacca: tratta d'ogni scienza, ut ex professo: e.
in palco fa sì ben Coviel Patacca, che sempre ch'ei si mova o eh'ei favella fa
proprio sgangherarti la inascella. Stretta relazione coi signori Maffei di
Volterra, si recava spesso nelle loro tenute. Sembra anzi i^he in casa loro si
sgravasse Lucrezia del bambino Rosalvo, nel 1641. Nel 1649 il Rosa si ridusse di
bel nuovo a Roma, ove si trattenne il resto della sua vita, allontanandosene
solo per qualche tempo, nel 1661, per recarsi a Strozzavolpe, villa del
Ricciardi, e quindi a Firenze, in caso Paolo Mi micci, il commentatore del
Malmantile. La sua attività di pittore diede in quegli anni i frutti migliori:
alle esposizioni di S. Giovanni decollato e della Rotonda aveva sempre qualche
nuova tela da mettere in mostra, e l'ammirazione dei contemporanei giungeva al
colmo. Gli acciacchi della vecchiaia lo assalsero precocemente; nel 1666, a 50
anni, già se ne doleva. Continuò tuttavia a lavorare di pittura e di poesia,
finché non infermò di un' idrope, che Io spense nella primavera del 1673. In
Salvator Rosa l'artista fu senza dubbio superiore all'uomo: ed è appunto dell'artista
che mi propongo ora di discorrere. II L'artista. Il 16 settembre 1662, Salvator
Rosa scriveva all'amico Ricciardi: « Lessi subito la vita d'Ap« pollonio,
composta da Filostrato, con mia par« ticolar sodisfazione per quel che
s'appartiene « alla curiosità; ma non ci ho trovato quello, « ch'ella mi
significò che ci avria trovato, di « singolare e stravagante per la pittura,
essendo « fatti, che quasi tutti darebbono in una cosa * medesima, onde vi
prego a propormi qualche « altra cosa, acciò vi potessi trovar cose più « fuori
dell'ordinario, avendovi però notato al« cuni fatti per servirmene » (').
Grammatica a parte, queste linee, o m'inganno, sono abbastanza significative
nello esprimere il concetto che il Rosa si era fatto della pittura. Egli andava
alla ricerca del singolare, dello sh'avagante: non per nulla viveva in quel
secolo in cui il cav. Marino avea apertamente dichiarato: k del poeta il fui la
meraviglia. Aveva molte letture e di esse amava far sfoggio nelle sue tele, il
cui soggetto, di per se stesso, era atto a colpire. La storia vi dava la mano
all'allegoria filosofica. Cadmo e gli uomini che sorgono armati dai denti
dell'atterrato serpente; Socrate che beve la cicuta: Democrito in
contemplazione tra le tombe e gli scheletri; Pitagora che parla ai discepoli
stupiti dell'Eliso, e altrove, circondato dalla sua scuola, offre denaro ai
pescatori perchè lascili liberi i pesci; Catilina; l'ombra di Samuele innanzi a
Saulle, ecc. ecc.; e poi personificazioni allegoriche in gran copia, con largo
sviluppo del concetto simbolico, la Fragilità, la Fortuna, lo Spavento, la
Giustizia, la Pace, ed altre ed altre: ecco i soggetti che prediligeva. Quando
era di vena, e lo era quasi sèmpre, lavorava con meravigliosa sollecitudine. In
poco più d'un mese consegnò finita una grande battaglia, che doveva essere
regalata al re di Francia e che oggi si vede tuttora al Louvre. Le battaglie si
prestavano alla sua fantasia sbrigliata, e però gli piacevano. Fu infatti il
Rosa, anzitutto, un pittore fantastico: gran parte della sua potenza consiste
nel modo imaginoso e bizzarro in cui vi si vede il soggetto, quasi sempre ben
scelto. Per questa parte pochi pittori più ricchi di lui vanta la storia
gloriosa delle nostre arti del disegno. Nella satira La pittura, ch'è una
specie di prò', gramma teorico d'arte, ove Salvatore monta sui I trampoli, fa
la lezione e trincia giudizi e dà la stui'ii ;i invettive, egli deplora
l'ignoranza ilei pittori, tallio più biasimevole in clic tal vii Itti inliliti
lilttrt>fan;iti i palazzi di principi cristiani. .Sul di t'emminc igiiude i
re. fregiati hanno i lor jrabinetti, e quindi nasce che divengano anch'essi
effeminati. Ve li figurate quelli innocentini di principi secentisti, che
macchiano la purità delle loro animucee di tortora al cospetto delle Veneri
Tizianesche? È il falso, che giunge al grottesco: il falso di tutto quel secolo
ipocrita e vile, in cui moraleggiala col pennello, fino a non osare di far
comparir Frine ignuda innanzi a Senocrate, e più con la penna, chi viveva gran
parte della vita in concubinato e mandava i figliuoli a' trovatelli! Quantunque
il Rosa avesse a sdegno d'esser chiamato paesista, la sua vera gloria è la
pittura di paesaggio. Chi farà un giorno la storia di questa pittura dovrà
assegnargli un luogo eminente. Egli aveva il sentimento vivo, ardente della
natura. Basta osservare, per accorgersene, il desiderio immenso che gli
lasciava sempre la campagna, la vera sete di ritornare a Barbaiano e a
Monterufoli, che si palesa nelle sue lettere ai Mafifei. Basta por mente a
quella lettera significatissima al Ricciardi, in cui gli dà conto d'un suo
viaggio da Roma nelle Marche, attraverso l'Appennino c E un misto, diceva egli,
« così stravagante d'orrido e di domestico, di « piano e di scosceso, che non
si può desiderare * di vantaggio per lo compiacimento dell'occhio ». E ammirava
le tinte delle montagne, i cupi orridi « da far spiritare ogni incontentabile
cervello », i romitori solitàrissimi di quei luoghi « di stra« ordinario
diletto per la pittura ». Maniera questa tutta moderna di considerare le cose
esteriori, che si trova riflessa nella modernità dei paesaggi Rosiani, sapienti
nelle tonalità elei colori, pregevoli per l'aria e gli sfondi, felici nelle
prospettive, pieni di rilievo, di vita, di robustezza nel tocco. Senza punto
atteggiarsi a critico d'arte, il Carducci disse in proposito egregiamente: «
Nel, appartiene alla vecchiaia del Rosa ('), ed ha della vecchiaia tutti i
difetti: querimoniosità ancor cresciuta, cicaleccio sempre più prolisso,
pessimismo arcigno, inclinazione al bigottismo. Qualche terzina robusta,
qualche strale ben diretto non valgono, a parer mio, a salvare questo
componimento. Eppure è proprio qui che il poeta esclama: Bastami solo in
quest'età corrotta, senza adulnzion, nè falsi orpelli, in Pindo aver la verità
condotta, dato a le tosche satire i modelli, a Parnaso il suo Elia e il suo
Tirteo (s). No, no; è troppo, è troppo! Le tosche satire avevano ben altri
modelli: fu ben altro poeta satirico l'Ariosto, e seppe esserlo quando volle,
ben altrimenti plastico e rovente, anche Dante. La satira del Rosa, tutta
invettiva e sarcasmo, dettata dall'ira, anzi dal furore, come tante volte egli
dice, non era di quelle che possano produrre buoni frutti. Le lungaggini, la
pesantezza dei continui richiami classici, addotti a pompa, infiniti, per cui,
come il Carducci notò, « a questo La cronologia delle satire fu dal Cesareo
fissata con molta cura ed ingegnositì di osservazioni.autore ò necessaria
l'illustrazione più forse « che a qua lehc poeta latino », lo stile disuguale e
spesso sciatto, l'espressione troppo di frequente plebea, non sono qualità che
si addicano a componimenti esemplari. Il cardinale Pallavicino, che senti quei
componimenti dalla bocca del loro autore, disse che gli sembravano bellissimi
solo in alcuni squarci: e disse bene. K il Giusti, rammentato già dal Carducci,
ancora meglio: « sorridono d'una certa scioltezza gaia e « ciarleria: vi sentì
il brio pronto e loquace del « Napoletano: il fare dell'uomo avvezzo in palco «
a spassare la brigata; ma io lo scorgo povero « in mezzo a quel lusso erudito:
declamatore, « pieno di lungaggini, si lascia e si ripiglia per « tornare a
lasciarsi e ripigliarsi cento volte: « vanga e rivanga uno stesso pensiero, e
te lo « rivolta da tutti i lati, come se faccettasse un « brillante; si sente
insomma che lo scrivere non « era l'arte sua naturale, ma un di più del suo «
ingegno » ('). E nobile talvolta la sua ira, ma non sa conservarsi nella misura
e dà botte da orbo a diritta e a mancina. La ragione forse per cui la satira
sulla poesia è riuscita migliore delle altre è appunto questa, a parer mio, che
in essa il Rosa ha voluto e saputo determinar meglio il suo concetto, additar
meglio i bersagli contro cui scoccava le sue freccio. Onde (piando lo ve (li
Discorso premesso al l'armi, eiliz. Le Mounier. ISiiO, li. 1 1 i ; 1 1 1 1 >
> porro in canzone, ad esempio, le accademie ed il v liuto della poesia
roboante di quello versaiuolo. e quando, attediandosi a fiero .iiiiiiiiai
inista, lo troviamo ridere di quelle ima- i ni sbalorditole e di «incile
ridicoli' ampollosità ilei suo seicento, non possiamo a mimo di battergli le
mani, e di ammirarlo immune, quanl inique non solo ad esserlo, da quella
lebbra, cozzante coni ro il mal gusto clic dilagava. * Bello scrittore il Rosa
non fu. Xella prosa ancor meno che nei versi. Nelle lettere, che il Cesareo
seppe raccogliere abbastanza copiose, stile e liniaia sono incerti, ortografia
incertissima. L'editore avrebbe usato cortesia al povero Salvatore non
riproducendole con sì scrupolosa fedeli;!, come se si t'osse trattato
d'autografi del fingente. Regolare quella selva selvaggia di maiuscole fuor ili
luogo, raddrizzare qua e là la grafi;i. collocare un po' meglio la
punteggiatura, non rispettare persino i trascorsi di penna, sarebbe stato
torse1 pietà. Almeno quella prosa, bella non mai. sarebbe riuscita più
leggibile, come più leggibili sono le lettere al Ricciardi le migliori per
contenuto che si abbiano del Rosa) edite dal Bottali. Ciò peraltro che
l'editore- non avrebbe in nessun caso potuto mutare è la volgarità
dell'espressione, la libertà sboccata degli scherzi indecenti. .Strana, invero,
tanta trivialità in un pittore qualche volta così elegante, in un uomo d'animo,
se non altissimo, certo non del lutto ignobile, che protese coi Tevere i vizi
de' suoi simili nel costume e nelle arti! Nota aggiunta. — E'Iitn nella
Gazzetta letlrrmiti ilei ."J . L invilenti! mniinirralin su] lìnsn pi 1 1
>, ]ier Olii si veila riò rhe ne scrissi nel II ioni, storiro, LUI. l'il.
Sulle satire è semine cmisiileraliile il ijiuiliy.io de] Bki.i."XI. //
Srirrutn, Milano lsìtìl. '2iU Si ai i i 4.'» anni) il conte liiulio Perticali.
Si spegneva dopo una malattia Pinna ed oscura, accompagnata da n'eri abbati
imcnti inorali, da preoccupazioni angosciose e misteriose. Si spegneva fuori di
casa sua, a San t'usiaiizo di Pesaro, presso il cugino Francesco i'a»i. Aveva
intorno parenti, amici, la moglie, accorsa tardi al suo capezzale perchè
trattenuta altrove da gravi cure, ma desiderala. Quella donna aveva pianto
amaramente, s'era data in preda alla disperazione (piando vide esanime il
marito, ma nello sfogare l'ambascia aveva pur a -l'usato se medesima, quasiché
non avesse avuto pi'l suo (iiulio l'affetto e la premura ch'egli meritava.
Poscia s'era allontanata, senza pur recarsi a visitare in Pesaro la buona
suocera, quasi si vergognasse di comparirle d innanzi. Kd ecco una voce farsi
strada in mezzo all'universale rimpianto per la perdita dell'insigne letterato:
una voce dapprima bisbigliata da qualche parente, poi propagata dai fratelli
dell'i .-liuto, finalmente accreditata da molti amici presso il pubblico. La
contessa Pertieari era stata una cattiva moglie; il conte Giulio era morto di
crepacuore per i mali portamenti di lei; lo aveva pur detto ella stessa che si
sentiva lacerata dai rimorsi, s'era pur vergognata ella stessa di presentarsi
alla suocera, da cui con materna tenerezza era amata. Le accuse furono
concretate in un libello, che « alcuni amici del vero » scrissero in risposta a
certa necrologia del Perticari uscita nel Giornale delle dame. Il libello
anonimo, che fu largamente diffuso a penna e letto avidamente dai dilettanti di
scaudali, tacciava la contessa Perticari di colpe gravi e la additava come
responsabile della morte di Giulio. Nessuna cosa più facile che il far
penetrare nel pubblico simili sospetti, massime quando si tratti di persone
illustri e perciò osservate ed invidiate. Le accuse ottennero fede anche presso
coloro che avrebbero potuto e dovuto procedere con maggiore cautela nel
crederle. Il Giordani, in un paio di lettere, deplorava la mala azione e se la
pigliava (mancomale!) con l'utero e con la perfida razza umana. Il Niccolini,
scettico e sboccato come al solito, vi ghignava sopra scrivendo: « Io non lo
posso credere, « perchè il Perticari era uomo dottissimo e di «•molta perizia
nella lingua; ma non fatto da « natura a sentire fortemente ed affliggersi per
« le corna, necessità antica ed eterna di tutti ' i mariti ». Persino il
Mustoxidi, che dapprima aveva inorridito alle accuse lanciate contro la vedova
Perticari da lui un giorno idolatrata, qualche mese appresso, scrivendo ad
Antonio Papadopoli, trattava di lei con sprezzante malevolenza e la chiamava «
una donna » di cui si vantano, false o vere che siano, « mille galanterie ». Ma
la voce sparsa dal libello, accortamente esagerata, doveva ben presto figliarne
un'altra, mostruosa. Non solo la Perticar! aveva trafitto l'animo del marito
co' suoi disordini morali, ma lo aveva anche materialmente ucciso. La morte
misteriosa era dovuta a veneficio; e a riprova si adducevano certe macchie che
i medici rinvennero nelle membrane del ventricolo di Giulio allorché ne
sezionarono il cadavere. In pieno secolo decimonono, Costanza .Monti Perticali,
la bella, la dotta, la inspirata figliuola di Vincenzo Monti, aveva avvelenato
il marito e (si aggiunse persino) con la complicità del padre celebratissimo,
geloso della fama crescente del genero! * • * Tanta enormità chiedeva solenne
smentita. E la smentita venne dal celebre clinico Giacomo Tommasini, che aveva
assistito (troppo tardi chiamato da Bologna) alla fase estrema della malattia
di Giulio. Il Tommasini, in un suo opuscolo stampato a Bologna nel 1823 col
titolo Storia della malattia per la quale mori il conte Giulio Perticati, attestò
solennemente che si trattava di morte naturale dovuta ad una « lenta
infiammazione di fegato ». Da parte 120 LA FIGLIUOLA DEL MONTI sua, Vincenzo
Monti, fieramente irritato contro i denigratori della figliuola dilettissima,
li pungeva in un'ode stampata nel 1823, e quindi in un'apostrofe eloquente
della Feroniade lamentava la loro freddezza per Giulio, accostandola al dolore
profondo della « derelitta sua misera sposa ». Spettava alla critica moderna il
vagliare coteste voci e testimonianze contraddittorie. Ernesto Masi (l), mentre
produceva una lettera di Costanza Perticari diretta a Paolo Costa nel novembre
del 1822, difendeva la misera vedova, facendo intravvedere quanto calunniose
fossero le dicerie sparse a suo carico; e un paio d'anni dopo la difesa era
avvalorata da altre preziose lettere di Costanza scovate in Fano da G. S.
Scipioni tra le carte di Filippo Luigi Polidori e da lui, con giuste
considerazioni, fatte conoscere (!). Tanto il Masi quanto lo Scipioni, ma
specialmente quest'ultimo, riuscirono a ricostruire la tristissima guerra di
cui la contessa Perticari fu vittima, indicandone, come principali attori i
fratelli di Giulio e più specialmente due corteggiatori delusi della bella
figliuola del Monti, letterati entrambi, il pesarese conte Francesco Cassi,
noto traduttore della Farsaglia, ed il fanese conte Cristoforo Ferri. Oggi una
signorina buona, intelligente e colta toglie ogni velo a (X) Parrucche e
sanculotti, Milano, 188G, pp. 239 sgg.Giornale storico della letteratura
italiana quella specie di congiura e chiarisce in ogni punto la biografia di
Costanza con un libretto vivace e simpatico ('), che si basa su di un numero
ragguardevole di documenti amorosamente ricercati in vari depositi, ma in
ispecie nella Oliveriana di Pesaro, e sulle lettere tutte, in grandissima parte
inedite sino ad ora, della Per ticari (!), che costituiscono un volume
istruttivo e valgono meglio d'ogni altro discorso a farci leggere nel cuore e
nella mente della donna infelice. La signorina Maria Romano, con una franchezza
che le fa onore, non dissimula che il suo libro ha una tesi. « Desiderava,
scrive, di « scoprire la verità intorno alla vita di que * sta donna, ero però
decisa a non pubblicare j7 sgg. Zaiotti, perchè quelle pagine ebbero successo e
diffusione veramente grandi rlett. 197, 198). Lo Zaiotti, a. sua volta, la cui
figura letteraria attende d'essere degnamente tratteggiata (')serbò costante la
stima e l'affetto per la sventurata figliola del grande amico suo, e quand'ella
fu liberata dalle pene dell'esistenza fece incidere sulla sua tomba ferrarese
una bella iscrizione, che si chiude qualificandola « sempre buona | ora anche
felice ». E davvero la bontà di Costanza rifulge nel suo epistolario e nella
biografia che seppe scriverne la Romano con delicatezza squisitamente e
caldamente amorosa. È una bontà robusta, senza sdilinquimenti, oserei quasi
dire classica; ma è una bontà che vale a scusare qualsiasi debolezza, perchè
proviene veramente da un cuore ben fatto e retto. Quando il cugino Luigi Cassi languiva
in terra straniera dopo aver partecipato alla disastrosa spedizione di Russia,
fu lei, Costanza, che cercò in tutti i modi di averne novelle, mentre la
famiglia si baloccava nella più vergognosa apatia. E dopo la morte del il)
Nocque grandemente allo Zaiotti la sua qualità di fervido austriacante e la
parte avuta nei processi contro i cospiratori italiani, nonché quel libretto
della Semplice rarità, che fece fremere tanti onesti patrioti, sebbene di cose
vere ne dica parecchie. Non certo il politicante d'idee strette e malsane, ma
il letterato meriterebbe qualche studio, non foss" altro per le molte ed
alte relazioni che ebbe. Speriamo che possa un giorno farcelo conoscere appieno
il Luzio, il quale si valse sinora del suo carteggio col Salvotti, massime nel
recente volume sul Processo Peìliro-MaroncelH. marito, la nobiltà d'animo di
Costanza si mostrò superiore ad ogni elogio. Solo preoccupata di rendere onore
al defunto pubblicando i suoi scritti, perdonò ai propri calunniatori, serbò
sempre affetto alla suocera, prese cura di Andrea, rampollo illegittimo di
Giulio (lett. 132). Allorché nel febbraio del 1824 mori l'archeologo bolognese
Giuseppe Tambroni, al quale Costanza era singolarmente affezionata, la vediamo
piangere e desolarsi (lett. 158), sebbene avesse tante ragioni di cruccio per
le faccende sue personali. « Sul mio cuore l'amicizia stampa « caratteri
indelebili » (lett. 71) scrisse un giorno, ed era vero. Da questa maniera di
sentimento non la distrassero i molti e gravi disinganni, nè valsero i dolori
suoi a renderla indifferente ai dolori altrui. Allorché le mori la seconda
persona ch'ella amava di più sulla terra, il padre, provò più cupo il dolore,
solo lenito dalla fede religiosa (lett. 192). Come avea fatto per Giulio, cosi
anche del padre curò la fama procurando la stampa delle sue opere inedite, e fu
afflitta al vedere che la madre voleva immischiarsene lei e cercava il lucro
nell'impresa pietosa (lett. 197 e 199). Sebbene anche alla madre chiudesse gli
occhi con figliale pietà (lett. 210) e per la sua dipartita rimanesse
sinceramente addolorata (lett. 211), non vi fu mai vero affiatamento tra
Costanza e Teresa Pichler (*). Cosi va scritto il casato della moglie del
Monti, sebbene ossa firmasse, secondo la falsa pronunzia italiana, Pilcler,
Erano troppo diverse. La Pichler era vana, superficiale, ma in fondo
calcolatrice ed egoista; la generosità, lo slancio ed il disinteresse Costanza
li aveva ereditati dal padre. * * • Se v'ha una deficienza nella biografia di
Costanza dettata dalla Romano, questa si riferisce alle occupazioni
intellettuali della figliuola del Monti. In estremo grado assorbita dal quesito
inorale propostosi, la Romano non consacrò a questa parte molta attenzione.
Sarebbe utile che un giorno altri vi si indugiasse; ma a farlo convenientemente
sarà necessario che prima si abbia quello studio definitivo, che ancora manca,
sugli scritti e sul valore di Giulio Perticari. Tutta l'educazione e l'attività
di Costanza dipendono direttamente dall'indirizzo che le diede il padre e dalla
consuetudine col marito, che nel campo intellettuale fu più fervida e simpatica
che in quello affettivo. In una lettera del 1818 la contessa gli scrive: « te
lontano, io non posso più * nulla. Una prova te ne sia che i miei studi «
languiscono, ho mille dubbi che nessuno mi « solve, perchè nessuno ha la
pazienza tua e « d'altronde in nessun altro potrei porre la fidu crane pure si
legge sulla sua fede battesimale (cfr. Vici hi, Primo *aygio su V. Monti, p.
5), e in altri documenti. Però nella fede di battesimo (9 giugno ITtfii di
Costanza è detta Pichler (Viccui, op. cit., p. 52; e tale dovette essere la
forma del cognoDe, comunissimo nelle province tedesche dell'Austria.eia, perchè
so die nessuno così mi anici come « tu fai Per ora non ti dico di più, se non
che « i miei libri son chiusi e non li riaprirò se non « all'apparire del mio
Apollo. » (lett. 58). Musa leggiadra e vivace nel gruppo letterario pesarese,
che aveva in casa Pertica ri il suo centro, Costanza non riuscì solamente
artista squisita ne' versi, tra' quali eccelle quel poemetto su L'origine della
rosa, che alla fluidità ariostesca dell'ottava rima accoppia l'urbanità molle e
gentile del sentimento virgiliano ('); ma diede anche opera, sovvenendo il
marito, a severi studi filologici nel modo che a quel tempo s'intendevano. Alla
retta lettura e all'interpretazione dei testi classici essa mostrò una passione
che in donna non è comune, occupandosi con predilezione della Commedia, tanto
cara al suo genitore. Come appare dall'epistolario, ella era sempre in traccia
di codici del poema dantesco e dei migliori testi a penna studiava le varianti
con buon discernimento critico, sebbene con un criterio soggettivo che non
sarebbe più approvato a' di nostri. Una parte delle sue fatiche fu fatta
conoscere nel (!) Achille Monti, pronipote di Vincenzo, accostò alcune odi
proprie ai versi di Costanza, ed il volumetto usci nel 18H0 in Firenze, per
cura di L. F. Polidori. Altri versi di Costanza pubblicò lo Scipioni ne]
menzionato volume XI del (riornale storv;o. Ma abbiamo ragione di credere che
buon numero di sue produzioni letterarie siansi perdute per malevolenza dei
parenti, che gliele ritolsero in modo indegno, come appare da una sua lettera a
Laudadio della Ripa (lett. 149). l'edizione De Komanis del commento del
Lombardi. Sovvenne anche il marito nella revisione del Convivio e nella
restituzione critica del DitI a mondo, opera che al Pertieari stava molto a
cuore, e che dopo la morte di lui fu dalla vedova curata (lett. 131) e servi
alla nota edizione ventisettana del Silvestri ('). In queste fatiche, come
nell'attendere alla fama letteraria di Giulio, pose Costanza quell'impegno e
quell'ardore che erano propri del suo carattere. Degna tigli noia del Monti,
essa era innamorata dei classici ed oltre a Dante aveva studiato a fondo e
chiosato il Petrarca, l'Ariosto, il Poliziano, il Tasso. Non meno del padre,
che chiamava epizoozia il romanticismo, anzi la ro mantice ria (f), detestava
Costanza i romantici e col solito fuoco flava sfogo a tale suo odio scrivendo a
Urbano Lara predi: « queste tue lodi che non merito mi « saranno stimoli perchè
io studi a meritarle « quando che sia. E di questa sola ed alta spe« ranza mi
vo pascendo. Questa mi tiene di (li II Perticali in una lettera del 16 marzo
1818 a G. Antonio Roverella dice che la « buona Costanza... gli si è fatta ■ un
grande aiuto nei suoi penosi studi Vedi la mia edizione delle Liriche di Fazio
degli l'berti, p. CCLXXVII. Rispetto agli studi del Perticali su] Diltamondo
sono da vedere le recenti comunicazioni dei dottori Pelaez e Nicolussi; cfr.
(riorn. star, lìella leti, italiana, XXX, 333 e XXXI, 4li2. Intorno
all'edizione milanese del Conririo ed alla parte che v'ebbero le correzioni del
Pertieari, è da consultare uno speciale articolo di R. Murari nel (Giornale
dantfuro, V, 11. 2i Ciò è detto in una lettera inedita del Botta a G. Grassi,
per cui si veda la memoria di Emilia Rkois, Studio intorno alla cita di Carlo
Bolla, Torino continuo fra i diletti miei libri e specialmente « fra quelli de'
latini divinissimi peni ri nostri, spregiati solo da quella vigliacca pk'be di
ro« marnici, che squarciano la bocca a bestemmiare ciò che non intendono, anzi
elle non « sono né pur degni d'intendere. Kd è caso « veramente non tollerabile
che idi uomini del « settentrione cerchino ora di farsi barbari culla « penna,
come già negli anelali secoli il fecero « colle spade. E che v'abbiano de'
nostri così vili, cosi dimentichi di loro stessi che s'in« chinino a tanta
servitù! 0 mio Lamprcdi, il mio cuore è ponilo d'ira: toccando di queste *
cose, tu mi fai bollir l'animo. Qui è ueces« sai'ia una interra seenni : tu
puoi, tu devi os« seme gran campione: e fare che almanco in « Napoli e in Roma
non penetri questa pesti« lenza di che già in Lombardia ammalano « molti e
molti: e sarà grave il danno ove non « si metta pronto il rimedio » lett. 47..
Tale misoneismo intemperante, ma spiegabilissimo, in fatto a letteratura, non
impediva in altre pertinenze idee più larghe improntate a sentimenti moderni.
Così rispetto all'educazione delle donne, reputava Costanza essere « bestiale
pregiudizio » quello che le allontana da ogni coltura dello spirito, giacché,
aggiungeva, « Pini« imaginazione essendo generalmente più viva « nelle donne,
fa d'uopo maggiormente di fer« mare questa nostra troppa fervidezza in cose «
di severa applicazione, perchè i lavori ma« nuali non bastano a tenere occupato
lo spiri ro » (lett. -JOx . Cosi pure nel vagheggiare un'Italia libera ed una,
essa si accostava agli odiati romantici e partecipa va alle aspirazioni del
marito '). Xello lettei'e scritte da Roma e manifesto il disgusto che le ispira
la città papale, in cui \i sono tante cose che la « arrabbiano » ilett.
&2). Essa si trova colà quando vi giunge, t'esteiigiatissiino. Francesco I
d'Austria, e ([nelle gazzarre, lungi dal rallegrarla, le danno dispettosa
melanconia, come scrive al fido Alitatili: « troppo alti sentimenti mi bollono
nel« l'anima per poter essere spettatrice fredda «. della vergogna italiana. E
quindi inutile che ti dica non aver ancora veduta neppure una festa pel cos'i
detto imperatore: anzi al suo inuresso in Rom a, quando tutta la città era
spopolata tranne il corso e la via di Ponte Molle, la tua Costanza passeggiava
mestamente per Campo Vaccino, maledicendo il Cielo e la nostra iniqua fortuna.
Io sola fra quelle rovine piangeva mestamente la nostra perduta patria; e forse
troppo alto orgoglio era il mio, ma in quid giorno io mi sentiva, quantunque
isolata, assai più grande dei grandi che ci rovinano » dott. 79). Benedetta
colei che in te t'iiiciiise.' verrebbe voglia di sciamare. Eppure essi era
fervidamente religiosa, e in moltissime lettere dice e ripete che senza quella
religiosità limi avrebbe esitato un istante a troncare la I Vi'dasi il discorso
di Gr. S. ìS i li di due settimane se ne smalti un'edizione copiosa, e mentre
scrivo si lavora febbrilmente per farne uscire presto una seconda. Non malsana
curiosità del pubblico spiega questo successo d'un volume che si direbbe a
prillisi giunta vivanda da eruditi: anzi, l'avere il pubblico italiano, cosi
poco facile a prendere fuoco pei libri clic non sieno d'occasione, ili scandalo
o di lettura anienissima, inteso subito l'importanza di questo, gli torna per
lo meno a tanto onore quanto ridonda a disdoro di pochi letteristi scontrosi l'averne
.n'indicata inopportuna la pubblicazione. E ciò non solo perchè, come disse un
buon s'indico i 1 1, cotesti Bruii/ « contendono gemmo di rara bellezza », ma
specialmente perchè, fu aggiunto a buon dritto dalla medesima persona, « nel
confronto che possiamo « fare è un elemento di studio, per scrutare e «
indovinare la paziente opera del genio». Confronto di svaria tissima natura:
studio d'importanza tale che da molti anni, oso dire, la critica non ebbe
occasione di farne uno più significante nò più proficuo. È noto con quanta pena
e con quale industria sottile l'arte incontentabile del Manzoni raggiungesse
nell'edizione del 1840 la perfezione formale che difettava in quella del 18*27.
Le due edizioni furono stampato a fronte e furono studiate comparativamente da
parecchi, con speciale acume i ti A. FouAzzAim nel (liofiia/c ti 'Italia 'IH. e
fortuna segnatamente dal D'Ovidio. Anche da questo punto di veduta i Brani,
stesi tra la primavera del 1 Si? 1 e l'autunno del ltòS, offrono a rgoniento ad
osservazioni preziose, giacché ci fan vedere quanto miserella. disuguale,
taloi'a persino sciatta e mal contesta t'ossela primissima veste die il
pensiero manzoniano si mise addosso. Ma non di ciò io mi propongo di qui
discorrere: ■4 bene del contenuto, richiamando l'attenzione dei lettori sulla
fisionomia che il romanziere milanese diede dapprima a eerti suoi personaggi e
sullo sviluppo primitivo di certe scene. Ammetto senz'altro che ognuno abbia
presente nelle sue particolarità quel libro meravigliosamente fresco, che
doveva dapprincipio intitolarsi Vcrmo e Laviti, più tarili (Hi Sposi Promessi e
finalmente si chiamò / Promessi Sposi. Quindi, ■icnz altri preamboli, vengo al
buono, e considero anzitutto Gertrude. In altro articolo esaminerò l'Innominato
ed in un terzo rivolgerò la mia attenzione a figure e ad episodi minori. Cenni
fugaci saranno questi miei, ma mi terrò pago se per essi nascerà in altri la
voglia di uno scandaglio più profondo e se questi altri troveranno nella
lettura e nel lavoro il diletto spirituale *q insito che a me venne dal
confronto dei Brani con le (luti redazioni del romanzo. ■.^ Senza pur
conoscerne il nome, attinse il Manzoni la tragica storia di suor Virginia
Maria, al "croio Marianna de Lev va. dal Ripamonti. Ripamonti aveva conosciuto
di persona la Signora di Monza ne' suoi ultimi anni. In quella vecchierella
curva per la grave età, macilenta e torrefatta dai patimenti e dalla
espiazione, veneranda per santità di pensieri e di opere ('), inai si riusciva,
dice egli, a figurarsi quale doveva essere stata un tempo, bella, altera,
procace. In tutto il racconto latino, elegante e pomposo, i personaggi sono
anonimi, ail'infuori del seduttore, Giampaolo Osio; ma ciò gli concilia certa
vaga solennità, suggestiva in sommo grado pei1 un artista. Sebbene
nell'annalista milanese si scerna manifesto il proposito di togliere anche da
quella storia esempio edificante e di farvi risplendere la parte di sant'uomo
che anche in essa ebbe il cardinal Federigo, v'ha senza dubbio materia più che
sufficiente per tesserne un romanzo saturo di forte drammaticità. E il Manzoni
lo fece: ma in entrambe le redazioni del romanzo la sua attenzione fu volta in
particola!1 guisa alla psicologia della fanciulla, spinta contro ili Dopo la
condanna, suor Virginia stetto 13 anni murata in una cella oscura, poi passò
alle convertite di Santa Valeria, ove fu soccorsa dalla carità del cardinale
Federigo Borromeo. Xata nel 1575, mori nel IliòO. A noi è consentito di leggere
nella sua anima pervertita col sussidio degli atti processuali, che conosciamo
mutili, come ce li diede in due edizioni il855 e D-W4) Tullio Dandolo. Lo
Sforza mi dice che per buona ventura il processo integro fu rintracciato a
Milano. Del periodo espiatorio conosciamo sue lettere pd altri documenti, per
via del nutrito lavoro di Lrioi Zkriii, La f)'iipiora ili Monza nella aloria,
ili Ardì. star, lomliartlo, an. XVII, 1HH0, fase. voglia nel chiostro
(argomento pel quale non mancavano a lui reminiscenze personali e letterarie
W), ed alla psicologia della monaca forzata (s), e tirò via sulla seduzione e
sulle conseguenze atroci della seduzione. Privatamente informato, tra la prima
e la seconda edizione, dell'esistenza del processo, e avutane fors'anche
cognizione diretta, egli non modificò affatto nella sostanza il lungo episodio,
e del nuovo elemento onde si precisava in lui la nozione del soggetto ci lasciò
una spia quasi impercettibile in un solo particolare aggiunto nella stampa del
'40. Quivi è detto che dopo la sparizione della conversa uccisa nel monastero di
Santa Margherita perchè non riferisse gli amoreggiamenti della Signora, « si
fecero gran ricerche in Monza e nei con« torni e principalmente a Meda, di
dov'era * quella conversa» (3). Il nome dell'oscuro villaggio in quel di Monza
non sarebbe certo passato per la niente dell'autore, se egli non avesse il) Per
le reminiscenze personali e famigliari leggasi Cu. Faiihis, Memorie manzoniane,
Milano, 1SK)1, pp. 57-58. Quanto ai ricordi letterari, essi possono esser
diversi, oltre al libretto Jel Diderot, perchè, nelle molte letture del Manzoni
di libri del sec. XVII e del VXIII, di violenze fatte a fanciulle nobili perchè
prendessero il velo non v'era penuria. Vedasi in proposito una calzante
comunicazione di E. Beiitana, nel (ìiorn. slor. ■Iella leti, ila!., voi. XXXV,
p. 172. Il migliore esame psicologico della Signora lo dobbiamo sinora ad un
filosofo, Giovanni Viuaki, Suor Oertriule, l' Innominato e Fra Cristoforo,
Firenze, 18!I5. C&) Vedi p. 239 (cap. X) nell' ed. col commento del
Petrocchi, Firenze, 1S)8, alla quale sempre mi attengo per questi articoli. 142
ì promessi sitisi ix formazione: appreso che la conversa violentemente
soppressa ehiamavasi Caterina Cassini dn Mrrftr, come risulta dai constiluti
processuali. Oli non' rammenta la tragica e misteriosa terrihiiilii con cui
quel primo delitto è accennato nel roman/.oV La conversa più non si trova: una
buca praticata nel muro dell'orto la fa supporre fuggita; si fan congetture: la
Signora di quella storia non ama sentir discorrere: ma vi pensa di e notte e
rimugino di quella donna le compare nella fantasia come uno spettro. Nella
prima minuta il fatto è narrato invece per disteso, con evidenza mirabile pp.
li'0-127'. Come si può imporre silenzio alla conversa, che in un momento d'ira
avea minaccialo la delazione? Eiridio '(die così si chiama anche qui l'Osio) si
stringe a consulta con le tre sciagurate da lui sedotte, la Signora e le due
suore a lei addette e sue complici, qui innominate ('). « Il modo fu « pensato
e proposto da lui con indifferenza e « acconsentito dalle altre con difficoltà,
con resi di 111 realtà chiamava usi Ottavia Ricci e Benedetta Ornati. Esse
fufrjiirono poi amliedue dal trai vento con 1" Osio, clic cercò
sbrigarsene, gettando 1' una nel fiume Larabro, e V altra in un pozzo. All'
uccisione della conversa Caterina, per mano dell' Osio. realmente assistevano,
oltreché Virginia. Ottavia e Benedetta, anche due altre monache. Silvia Casati
ed una Candida, ch'era la druda del laido prete Paolo Arrisone, mezzano dell'
Osio. dopo aver invano tentato la de Ij^vva. In quel convento delle Umiliate la
disciplina era a tali termini, da farlo poco dissimile da un lupanare. 11
Ripamonti tacque di molti abusi; il Manzoni, a sua volta, in questa parte
idealizzò. i promessi sposi ix formazione 143 sieuza, ma alla line acconsentito
». Geltrude ■ •he nel romanzo, con maggiore conformità al.'I imo fermali ico, è
invece Gertrude' l'esiste più .[rlle altre, ma alfine cedi1 essa pure e
pattuisce ehe non si sarebbe impacciata di nulla, od avrebbe lasciato fare ».
Presa da parte la con•ersa, le dui1 suore le propongono di farla assilere a
qualche scena che ronda più sicura la -uà delazione. A tale scopo la nascondono
nella im o cella, e di notte, al dubbio chiarore che veniva dalla stanza
vicina, una di osse la finisco dandole un colpo di sgabello sul capo, impacio i
'tccijì"t scnìt/'Uo, come scrive il Ripamonti. I -nccessivi portamenti
dell'Osio e di Gcltnule, ;. sottrazione del cadavere celato in una cantina, u
-.bigotti monto pauroso delle tre monache rimasto solo, tutto magnifico, tutto
degno del stanzoni ne' suoi migliori momenti. «Le duo serventi partirono;
Geltrude le segui fino alla porta, aspettando che tornassero col lume. I.o
deposero sur una tavola, lo spensero, e sedettero di nuovo attorno a quello che
ardeva da prima. Slavano così tacite guardandosi furtivamente « ili tratto in
tratto; quando gli sguardi s'incontravano, ognuna abbassava gli occhi, come se
« temesse un giudice, e avesse ribrezzo d'un colpevole. Ma l'omicida, più
agitata, o agitata in modo diverso dalle altre, cercava ad ogni mo"iciiio
di cominciare un discorso, voleva par« lare del fatto e del da. farsi come di
cosa co« mime, parlava sempre in plurale conio per tenero afferrate le compagno
nella colpa, per es* seve nulla più che una loro pari». 141 I PROMESSI SPOSI IN
FORMAZIONE Anche Egidio, il fosco, facinoroso, volgare Giampaolo della realtà
storica ('), è un'ombra nel romanzo ed è una figura concreta nell'abbozzo. Quel
« giovine, scellerato di professione », la cui caratterizzazione sommaria mi ha
fatto pensare tante volte all' « uomini poi, a mal più eh' a bene tisi » di
Piccarda, è qui rappresentato, se non con finezza di particolari, almeno con
sicurezza di tratto; e l'episodio degli amori, condensato nella redazione
definitiva in quel solenne «la sventurata rispose», che per la sua pregnante
concisione fece andare in visibilio più di un critico, è narrato per disteso
(pp. 107 segg.). Della scelleratezza d'Egidio s'indagano le origini, trovandole
nelle condizioni e nelle idee dei tempi, non che in certe tradizioni
famigliari, che al Manzoni offrono il destro a considerazioni svariate; i primi
rapporti con la Signora, succeduti a quelli non colpevoli con una educanda da
lei sorvegliata ('), sono descritti con cura, ed è con la consueta vivezza
intuitiva che il gran romanziere sorprende i primi commovimenti dell'anima di
Gelt-rude, le prime esitazioni, la prima dedizione. Pagine davvero osservabili,
nelle quali unica Per la storia dell' Osio, oltre la citata memoria dello
Zkiiiii sulla monaca, vedasi di lui l'opuscolo L'Eyìdio dei Promessi Sposi
nella famiglia e nella storia. Como, 1895. Se pure quello Zerbi scrivesse un
po' da cristiano! Quind' innanzi la cognizione integrale del processo potrà
forse gettare nuova luce anche sul maggiore colpevole. A questi amoreggiameli
con un' educanda accenna anche il Ripamonti. Dalle carte processuali
apprendiamo che essa chiamavasi Isabella degli Ortensi, di Monza. note, forse
un poco stonata, è l'aver dato, anziché al sangue giovanile ed alla passione
incalzante, una parte ragguardevole a certo pervertimento teoretico « Ella fu
dunque una docile e cieca di« scepola, e conobbe e ricevè tutte quelle idee ge«
nerali di perversità a cui l'ignoranza e la irri* flessione di quei tempi
permetteva di arrivare » ip. 119). Se il Manzoni avesse conosciuto in tempo il
constituto di Virginia de Leyva, egli ne avrebbe per avventura tratto partito
per far predominare invece un elemento assai meno razionale: il fascino
irresistibile; ciò che la povera Virginia, caduta nell'abisso, chiamava malia,
stregoneria ed altro di simile, quasiché attratta nell'orbita del peccato, a
lei non fosse più dato di pensare con la testa propria e forzatamente
precipitasse al delitto. Per quanto certe teorie moderne fossero assai remote dai
principi e dal modo di concepire la vita e l'anima umana da cui il Manzoni non
usava mai dipartirsi, credo chela confessione della povera suora d'innanzi ai
suoi giudici lo avrebbe indotto a renderle ancora più debole la volontà di
contro alla passione e meno attivo l'intelletto. Altro particolare, che nel
romanzo difetta, è una motivazione adeguata del tranello in cui la Signora fa
cadere Lucia ('). Dire che « la sven ti) È un vecchio appunto del Tommaseo,
ripreso dal Borgognoni e dal Luzio, ed è un appunto eh' io trovo giusto,
malgrado la difesa del Finzi, Lezioni di storia della lett. italiana, IV, I,
407 segg. e quella di Giov. Negri, Commenti sui Promessi Spori, Milano, 1903,
I. 184 n. Anche il Vidari (Op. ci?., p. 34) sentì cotesta lacuna. turata tentò
tutte le strade per esimersi dal« l'orribile comando »; sentenziare che « il
de« litto è un padrone rigido e inflessibile, contro « cui non divien forte se
non chi se ne ribella « interamente.» (cap. XX), son cose giuste e ben dette;
ma non vediamo in esse raffigurata la maniera come una delinquente per passione
può trasformarsi in una traditrice cosciente. Nella prima minuta Geltrude vive
sotto l'ossessione di quella morta deposta in cantina sotto un mucchio di
sassi, la povera conversa di Meda. Egidio, di ritorno da un colloquio avuto col
Conte del Sagrato (che sarà poi l'Innominato), le promette che, se ella
consente ad ingannare Lucia, caverà il cadavere da quel luogo e lo porterà
lontano. La Signora, che non ama Lucia, perchè quel candore le è quasi un
perpetuo rimprovero, repugna e resiste. Ma il giovinastro la circuisce con arte
infernale, si tinge adirato e pronto ad abbandonarla, le fa balenare l'idea di
quella trucidata che rimarrà là sotto se ella non cede, chiama in soccorso le
due complici, più volgarmente perverse di Geltrude, ed ottiene ciò che vuole,
anzi ottiene più di quel che vuole. « Gertrude, avvezza « ad essere
strascinata, e a far sempre qualche « cosa di più di ciò che sul principio
aveva ri« casato di fare, rispose tosto che pigliava essa « l'impegno, che ne
aveva i mezzi più di chic« chessia » (p. 185). Persuasa al tradimento, la sua
natura superba vuol esserne, non solo compiacente intermediaria, ma artefice
diretta. In questa parte l'abbozzo completa magistralmente l'azione del
romanzo. Non così si può dire dello altre parti do" Urani ove ricompare la
Signora. Oziose le cautele di lei colle compagne e col Guardiano dei cnppuceini
il'amico di padre Cristoforo) dopo il ratto ili Lucia (pp. 208-10); poco
opportuna la dimanda che a Lucia medesima, liberata, muove intorno alla Signora
il cardinale Federigo (p. ;i'22ì. 11 rimanente della lugubre storia, fino al
pentimento dell'infelice monaca, anzi sino alla morte di Egidio, non è
nell'abbozzo (e l'autore lo confessa) che un compendio della narrazione del
Ripamonti (pp. 192-95) talora quasi tradotto alla lettera; nè mette conto di
occuparsene. Val meglio il fugace accenno inesso in boccanel
romanzo(cap.XXXVII) alla mercantessa vedova, che Lucia conobbe nel lazzaretto.
Quei fatti posteriori non avevano che vedere con l'azione principale del
romanzo. Che in origine gli ultimi casi della suora fossero « intrecciati agli
ultimi dei due promessi », e che in nne del romanzo, in luogo del signor
marchese, ricomparisse Geltrude pentita a chiedere perdono a Lucia, sono
stranezze che poterono essere asserite con sbalorditola sicurezza ('), ma che
pel cervello di don Alessandro non passarono, la Dio mercè, mai. * * La penna
del romanziere corse troppo nel riferire gli strani discorsi che la Signora usava
fare il) Da F. P. Cesta un, La storia nei Proni. Sposi, uel volume Studi
storici e letterari, Torino-Eonia, 1804, pp. 288 e 810-11. con Lucia. Ve a
questo proposito un dialogo singola rissimo nei Umili p|). ji)2-o9, ove la
Signora s'abbassa al pili ributtante cinismo prendendo a difendere Don Rodrigo
e dicendo alla semplice conUidinella affidata a lei : « convien dire che voi
non abbiate mai avuio chi vi volesse male, fiacche sentite tanto orrore per chi
vi ha voluto bene ». Par di sentire il Pisistrafo dantesco rispondere alla
moglie, che si lagnava di chi aveva abbracciato in pubblico la loro figliuola:
Clic t'areni noi a chi nini ne (lenirà Se ; ma, conclude con sopraffina
malizia, « si « parla soltanto di questo fatto, perchè può dar « luogo ad una
osservazione piccante: ohe vi ha « talvolta delle leggi che non sono eseguite »
(pagina 80). Spiace pure alquanto che il Manzoni abbia dato di frego al
discorsetto con cui la badessa di Monza rispose alla domanda della giovinetta
Geltrude d' essere ammessa nel chiostro: discorsetto breve, ma forbito, che le
era stato dato in iscritto « da un bell'ingegno di Monza » e che fece sorridere
di compiacenza le suore, perchè « la gloria del capo si diffonde sugli
inferiori », e lasciò il popolo minuto, che pure fu messo alla porta poco dopo
senza cerimonie, pieno d'ammirazione (p. 18). In quanto a psicologia, il
Manzoni, ammonito più di una volta dall'amico Ermes Visconti, le cui postille
all'abbozzo danno spesso nel seguo ed ebbero, di regola, esaudimento, ha quasi seni
pi e e con mano sicura migliorato nella redazione stampata. Il padre di
Geltrude è nell'abbozzo un marchese Matteo, più bonaccione, più ignorante, più
asservito ai pregiudizi che il principe del romanzo. Il principe ha ben altra
austerità imperiosa ed esercita pei1 mezzo di essa ben diversa efficacia sulla
figliuola e sui lettori. Maggior risalto che nel romanzo hanno invece nei Brani
(pp. 02-63 e 72-73) la marchesa ed il marchesino; i quali poi, divenuti la
principessa ed il principino, perdettero di significato pei' lo meno quanto
avevano guadagnato di grado. Nè fu gran male: cosi campeggiano meglio le due
figure capitali, il principe e la figlia. Del resto, quella marchesa era tale
pupattola, da non sentirne punto la mancanza : figuratevi che nel ritorno da
Monza, dove Geltrude era stata con tanta pompa presentata al convento, essa
riuscì a dormire placidamente « malgrado i trabalzi che una carrozza di quei c
tempi dava in una strada di quei tempi». Di materno non le era rimasto
assolutamente nulla. Il prete esaminatore e nei Brani (pp. 92-93) troppo buon
uomo, e forse in virtù d'una giusta osservazione del Visconti divenne l'uomo
dabbene del romanzo, che è più a suo posto. Geltrude è, nè più nè meno, ciò che
sarà Gertrude nel romanzo: lo scrittore la concepì di getto sull'arido
fondamento di poche frasi latine del Ripamonti. Solo nell'abbozzo è più
spiegata la vanità di Geltrude, e là dove il romanzo condensa tutto in una
frase dicendo « idolatrava insieme e piangeva la sua bellezza », qui invece è
detto come la idolatrasse e come la piangesse (pp. 101-103). Fu osservato che
il Manzoni, cosi sobrio e riguardoso nel descrivere donne giovani, solo della
monaca scrisse che avea la persona ben formata La tormeutatissima descrizione
dell'abbozzo (pp. 21-24) dice poco di più, ma si trattiene sul muoversi e sul
gestire di quella infelice, che alla fantasia del Manzoni richiama certe
parodie di monache sulla scena, in paesi non cattolici. Un vizio, invece, che
la Signora ha nell'abbozzo, e che le fu tolto con ragione, è di alludere
continuamente a sè, ai propri casi, alla propria vocazione forzata. Sin dal
primo momento in cui parla ad Agnese e a Lucia, completamente estranee, esce in
una sfuriata con amarissimi accenni al destino proprio (pp. 29-30), e poi seguita
su questo tono spessissimo, il che è fuori del verisimile. In luogo più
acconcio che nei Brani è posta nel romanzo la guerricciuola pettegola fra
educande, nella quale le compagne di Geltrude si vendicano della sua
superiorità, vantando il proprio avvenire nel secolo e spargendo il ridicolo
sul suo futuro impero di badessa ; ma qui è andata perduta una perla
d'osservazione psicologica, racchiusa in questi termini: « Geltrudina non
poteva rivol« gere le stesse armi contro le avversarie, perchè « le ricchezze e
la voluttà non sono di quelle « cose delle quali si ride in questo mondo. Si «
ride bensì di chi le desidera senza poterle ot ti) F. Romani, Ombre e carpi,
Città di Castello, tpnere, e di chi ne usa sgraziatamente; e questo ridere
mostra l'alta estimazione, in cui sono « tenute le cose stesse. Quei pochi che
non le c stimano, non esprimono il loro giudizio con la derisione » (p. 39). *
• In conclusione, adunque, nella prima stesura dell'episodio della Signora sono
sviluppate due scene, quella dell' uccisione della conversa di Meda e quella
del dialogo con Egidio, che giovano alla motivazione intima del tranello teso u
Lucia e potevano rimanere, sia pure modificate, nel romanzo. Il resto si può
dire quasi tutto ridotto in meglio nella redazione definitiva, e i tagli della
storia ulteriore di Gertrude, compendiosamente esposta nell'abbozzo, sono
pienamente giustificati. Certamente i casi di Virginia de Leyva, quali
risultano dal processo, sono d'una drammaticità prepotente (*). Quella specie
di tristissima suggestione che esercita l'Osio su di lei; l'agonia di
quell'anima, che vorrebbe ribellarsi e non può; il peso di complicità
abominevoli e di delitti orrendi; la tabella votiva inviata, dopo il primo
aborto, da Virginia alla Madonna di Loreto perchè la liberasse dalla colpa
ruinosa; le ripetute ansie della maternità; quella bambina, legittimata po (1)
Sintesi efficace ne dà il Luzio, Manzoni e Diderot. scia dall' Osio con un
sotterfugio giuridico nel ItiOO, che veniva al convento ed era colmata di carezze
dalla Signora, presenti e non ignare le monache; sono tutti particolari di
altissimo valore psicologico, da tentare un artista. Il Manzoni dapprima li
ignorò: in seguito, saputili, non se ne valse. L'episodio, di cui s'era
invaghito, aveva già troppo il carattere di un romanzo nel romanzo; e perciò
l'amico Fauriel consigliava di sopprimerlo. A questo partito radicale l'autore
non seppe decidersi, ma ne eliminò una parte, ne eliminò anche troppa parte.
Perchè? Possibile che il romanziere non siasi avveduto essere quelle due scene
rappresentate con plasticità geniale, più utili all'azione principale che
quella lunga preparazione remota, per cui Geltrude divenne monaca contro voglia
e spergiura e complice d'omicidio? Se si doveva adoperare il ferro chirurgico sulla
carne viva del magnifico episodio, perchè rispettare tanto ciò che era più
lontano dalla storia dei due sposi, il lento ed inevitabile pervertimento,
mentre spietatamente si recidevano le circostanze essenziali del primo delitto
e gli stimoli irresistibili al secondo ? Bisogna pur pensare che gli scrupoli
religiosi di mons. Tosi avessero qualche presa sull'animo del Manzoni. E vero
che nella prima stesura aveva messo le mani innanzi dicendo : « il Ri« pamonti
racconta di questa infelice cose più «forti di quelle che siano nella nostra
storia; « e noi ci serviamo anzi delle notizie che egli ci ha lasciate per
render più compiuta la storia « particolare della Signora. Queste cose però, *
quantunque rese più che probabili da una tale « testimonianza, e quantunque
essenziali al filo « del nostro racconto, noi le avremmo taciute; « avremmo
anche soppresso tutto il racconto, se « non avessimo potuto anche raccontare in
proli presso un tale mutamento d'animo nella Si« guora, che non solo tempera e
raddolcisce l'im« pressione sinistra che deggiono fare i primi fatti « della
Signora, ma deve creare una impres« sione d'opposto genere e consolante » (p.
33). Questa giustificazione etica, ricercata nella esemplarità finale di
quell'intermezzo storico, indusse forse la coscienza del Manzoni a non
sopprimere di sana pianta quei due capitoli che tanto gli piacevano; ma
rimaneva pur sempre il pericolo di eccitare soverchiamente, con
rappresentazioni vivaci, il raccapriccio dei lettori per scene pur troppo
seguite in un luogo sacro, tra quelle che avrebbero dovuto essere le spose del
Signore. Chi sappia ciò che il Manzoni pensava a questo proposito troverà per
avventura in questo timore la ragione sufficiente della mutilazione. I
successivi portamenti della Signora non avevano relazione diretta con la favola
principale del romanzo, e furono eliminati; le due scene di cui non si poteva
far senza furono ridotte con tanta arte, che la fantasia dei lettori potesse
colmare la loro misteriosa indeterminatezza. Così si tacitavano gli scrupoli e
si ubbidiva anche un poco alle esigenze dell'economia del libro, alle quali per
altro don Alessandro non era disposto a sacrificare troppo lesile personali
inclinazioni e i suoi gusti. Si tenga presente che, malgrado tutti i consigli
ed i consiglieri, il vero od assoluto arbitro nell'opera propria rimase pur
sempre lui. II. L'Innominato. Francesco Bernardino Visconti di Brignano fu
senza dubbio una gran canaglia; ma una canaglia che avea certa signorile
alterezza, per cui non tollerava uguali ma voleva soggetti, anche fra i suoi
alleati di scelleraggini, presso i quali, come presso i veri sudditi,
esercitava il prestigio di un coraggio a tutta prova e di quella specie di
magnanimità che non mancò talora ai più feroci briganti. Tale il Ripamonti,
senza nominarlo, lo descrive; e dice di aver conosciuto lui, come la Signora,
già vecchio e volto a nuovi pensieri per l'eloquenza, narravasi, del card.
Federigo, che avea trovat o la via del suo cuore, pervertito, non guasto. Anche
in quella sua verde vecchiezza, fa capire l'annalista, serbava i vestigi
dell'antica imperiosità; ma questa sembrava piegata a forza, da un'altra
volontà intima, a mansuetudine. Nelle frasi incisive del Ripamonti,
l'Innominato v'è già tutto; e si delinea persino quella specie di sdoppiamento
spirituale che il Manzoni sviluppò in un cosi splendido saggio di analisi. I
PKOMKSSI SPOSI IN F0K.MAZ1ONK lf>7 Ma non subito trovò la sua via, e, caso
singolare, dapprima si scostò dalle linee severe tracciate dal Ripamonti, poi
vi tornò grado a grado. (Questa tigura fu una delle più tormentate del libro:
don Alessandro la rifece tre volte, perdendosi nella seconda a contare di molte
prodezze delittuose dell'Innominato e a sciorinare considerazioni storielle
generali su quella specie di tiranni, che la dominazione spagnuola in Lombardia
era costretta a tollerare ('). Nel primo abbozzo, l'Innominato ha un nome, o,
meglio detto, ha un nomignolo, datogli per certa sua ribalderia brigantesca
riinasta celebre, l'aver freddato di pieno giorno, di piena festa anzi, sul
sagrato d'unii chiesa, mentre ne uscivii con altri, Vedasi lo squarcio della
seconda minuta opportunamente riferito in appendice dallo Sforza, Brani, 591
segg. Anche là il Manzoni era costretto a scusarsi per le digressioni generiche,
e nella scusa fa capolino il suo solito esagerato scrupolo di storico, che se
in tanti casi giovò alla grandezza del suo libro, in altri, è forza ammetterlo,
gravemente gli nocque: « Vorrei poter risparmiare al lettore tutte queste
notizie e riflessioni generali su le opinioni, gli usi, le istituzioni di que'
tempi, e condurlo speditamente di fatto in fatto fino al termine della storia;
ma i fatti che mi tocca di raccontare sono talvolta cosi dissimili dall' andare
comune dei nostri giorni, così estranei alla nostra esperienza, « che, a dar
loro un certo grado di chiarezza, mi par pure indispensabile di spiegare
alquanto lo stato di cose nel quale e pel quale potevano essere. Altrimenti, a
quelli che non hanno fatto studi particolari sopra quell'epoca, sarebbe come
presentare un osso di questi animaloni di razze perdute, senza dare un. po' di
descrizione dello scheletro, o di quel tanto che si è potuto trovare e mettere
insieme, per la quale si vegga come quell'osso giaceva • (p. GCM). 11)8 untale
elio aveva usato resistere alla sua prepotenza. Quel delitto, compiuto con
truce sangue freddo (pp. 144-149), gli guadagnò la designazione di Conte del
Sagrato. Il Conte del Sagrato differisce assai dall'Innominato: di gran lunga
più turbolento, egli manca quasi interamente di generosità; è un delinquente
triviale, una specie d i Egidio elevato alla terza potenza. Quando il timido
cappellano crocifero chiama nel romanzo l'Innominato « appaltatore di delitti»
(*), c'è da giurare che tale designazione colorita spettava al Conte del
Sagrato, meglio che quella d' « intraprendi tore di scelleratezze », che è nei
Brani (p. 150). II Conte vende la sua potente mediazione delittuosa a suon di
doppie, e guai a chi non paga con scrupolosa puntualità! Egli non ammette
dilazioni; presso un abile mercante della sua risma, quelle son cambiali che
vanno in protesto, e l'avviso del protesto potrebbe anche essere
un'archibugiata nella schiena. Pel ratto di Lucia, impresa piena di pericoli,
chiede dugento doppie; e don Rodrigo, se anche a malincuore, deve striderci.
L'idea del mercato fa capolino ogni momento e volgarizza tutto. Volgari,
sebbene efficaci sono i colloqui del Conte con don Rodrigo e con Egidio,
ridotto il primo ad un breve cenno, l'altro soppresso nel romanzo nel pensiero e
nell'espresEdiz. Petrocchi, p. 552, cap. XXIII. In fondo al colloquio con
Egidio trovi un tratto umoristico, che va rilevato. Dice il Manzoni che « uno
dei molti « vantaggi dei lettori di storie » è « il sapere certe cose igno
sione il Conte è un vero soldataccio, e tale resta anche al cospetto del card.
Borromeo, sebbene vada a lui (cosa estremamente inverosimile) con mezza voglia
di convertirsi (p. 235). Figuratevi clic appena introdotto al suo cospetto,
prende a dir ira di Dio dei preti e poco manca non gli esca dalla strozza un
moccolo! (pp. 258 59). Anche dopo la conversione, nella celebre cavalcata con
don Abbondio, il Conte appare alquanto rozzo, e non ancora del tutto spoglio
dall'abito consueto della violenza. Bellissima, pur nel primo getto, la scena
del Conte che notifica il suo mutamento ai bravi e ai domestici; ma ben lontana
dalla solennità sublime che la medesima scena assume nel romanzo, ove la
superiorità tutta morale dell'Innominato su quella ciurmaglia risplende
luminosa. Poco mi garba veder nei Brani quel povero Conte che si sottopone a
una specie di vili crucis, e non contento del colloquio, che è qui duplicato,
col cardinale, non pago alle refezioni che prende secolui, lo segue in ogni sua
tappa, sicché nel più bello lo troviamo (indovinate?! nella cucina di Perpetua!
Decisamente quel povero Conte non sa essere signore, nè prima della conversione
nè dopo. In luogo del semplice e toccante «perdonatemi», pronunciato quasi
timidamente da quel potente, nella stesura defi ■ rate dai personaggi più
importanti di esse ; il veder chiaro dove i più accorti ed oculati personaggi
camminano all'oscuro : vantaggio che dovrebbe ispirare ad ogni lettore ben nato
molta riconoscenza a coloro che glielo procurano, che alla fin line sono gli
scrittori di quelle storie • fp. 1&>). ItiO nitiva, quando va a liberare
Lucia; nella prima minuta il Conte va in piena forma a chiedere perdono a Lucia
nella sua casetta natale, e in persona regala alle donne dugento scudi d'oro,
mentre nel romanzo ne manda cento con una lettera. Meno liberale del suo, ma
più dignitoso. Altra umiliazione, che nel romanzo fu tolta a buon diritto,
perchè non ha punto punto del signorile, è che quando, per fuggire l'invasione
dei lanzi, tre dei personaggi del romanzo, che tutti sanno quali siano, si
ricoverano nel castello del Conte, questi è costretto, per mancanza di posto, a
cedere il proprio letto ad Agnese e ad andare lui a dormir sulla paglia (p.
456). Inoltre, quel Conte convertito dà talora un po' troppo nel semplice. Con
don Abbondio egli aveva bazzicato assai più di quel che facesse l'Innominato,
eppure, sembra, non s'era per nulla accorto con che razza di pulcin bagnato
egli avesse a che f are. Infatti, quando il povero prete viene pien di sospetti
al suo castello per ricoverarvisi con le due donne, egli non esita, il Conte, a
pregarlo di « animare questa buona gente alla difesa della * vita di tanti
deboli, della pudicizia di tante « donne », e di * assistere quelli fra noi che
la« sciassero la vita in questa impresa di miseri« cordia» (p. 4oò). Che dica
per burla, non consta, e non sarebbe in carattere; se dice da senno, deve avere
avuto chiusi gli occhi e gli orecchi, tutto assorto nella sua santità nova,
quell'uomo ch'era pur avvezzo a praticare con tanti e a legger loro nell'anima.
Allorché don Abbondio, nel suo segreto, gli risponde « un corno » ; non
sappiamo se sia più comica la situazione di chi risponde a questo modo o quella
di chi avea fatto proprio a lui la strana proposta. Nè si creda che questa
diversità d'indole, di modi e di educazione del Conte del Sagrato sia solo
limitata a fatti secondari. Essa viene ad intaccare la compagine stessa di quel
carattere, in quella crisi massima della sua esistenza, che è la conversione.
Nella prima minuta il Conte ha 50 anni, mentre nel romanzo l'Innominato ne ha
60. Dieci anni sono molti quando il mezzo del cammino è oltrepassato da un
pezzo. Infatti nei Brani non hai quella specie di malaise nel delinquere, che
proviene dall'età e dal conseguente appressarsi della morte ('), e non hai
neppure quello sdoppiamento dell'io, meravigliosamente dipinto nel romanzo, che
prepara la conversione, e su cui il Graf scrisse parole d'oro (*). « Quel nuovo
lui, che cresciuto terribilmente a « un tratto, sorgeva come a giudicare
l'antico » (3), è il vero autore della conversione; la presenza di Lucia, il
discorso eloquente del mite Federigo, (T) Ciò avrebbe garbato al Finzi,
Lezioni, IV, I, 40i, a cui sembra inn attirale nel rispetto dell'arte»
quell'Innominato che già sin dalla presentazione è « prossimo a battere la via
di Damasco • . Non si può negare che qualche ragione possa averla anche il
Pinzi; ma della psicologia della conversione, rispetto alla quale il Manzoni
aveva principi suoi ed era maestro, quell'egregio critico non si è curato. c2)
Foscolo, Manzoni e Leopardi, Torino, 1898, pagine 118, l'20, 130. Cól Ediz.
Petrocchi, p. 515, cap. XXI. Ee.iier Svaghi Critici 11 liC' non sodo causo, ma
occasioni. Sono occasioni volute dalla Provvidenza, la quale opera il miracolo
in quell'ordine appunto che è consono alla icona della (inizia, online
chiaramente rappresentalo nella Scrittura ('>. Che l'operazione della
(ìrazia corrisponda appieno alle esigenze della psicologia, non è meraviglia:
ma pel i-redente la conversione non può esser altro che un miracolo: ed il
Manzoni più d'ogni altro se lo sapeva, egli che d un miracolo siffatto credeva
d'aver ricevuto la ( ìrazia. Ora la lettura di quelle importantissime pagine
della minuta, che ritraggono i pensieri e le operazioni del Conte del Sagrato,
ci svelano un particolare degnissimo di nota. Questo. Che il Manzoni, nella
trattazione alquanto grossolana del personaggio che gli usci dalla mente e
dalla penna nella prima stesura, non pensò a motivare secondo gli studi
scritturali il gran mutamento del Conte. Solo in seguito, col continuo pensarci
su, egli s'avvide della minor logica della trasformazione, e ci diede quella
conseguente e vivissima rappresentazione di una coscienza morale che si
ridesta, per cui la storia dell'Innominato è tra le più profonde concezioni dei
PromessiSpasi. ili Alquanto prolissi e talora sin troppo sottili, ma
sostanziosi e d'innegabilivalore sono in proposito i due saggi recenti di Gimv.
Xkivki, La cOìtrerxioHe iìe/PJtiuominnto e il ronfilo ilclln Uraz'w e Se la
eonfc salone il eli' Iiinomhia'o fu prr il Manzoni mi miwofo, nei citCommenti,
voi. II. Panni cIih il Negri abbia ben risolto il quesito, intornu a cui erano
discordi il Graf e il D'Ovidio. I l'Ko.MtlsSI smisi IN I che quella lolla
benediva acciò se ne andasse ed era troppo -.alito per mandarla, invece, a
tarsi benedire) fu costretto a rompere il digiuno in pubblico con mi lezzo di
pane ed un bicchiere d'acqua. Per un principe della Chiesa non c'era male! Il
Manzoni non fece forse benissimo trascurando, per isiudio di brevità,
quest'aneddoto: mentre operò -augii-unente troncando l'indagine dei motivi per
cui Federigo, pur avendo scritto tante opere, non .i.iiM'gui celebrità
letteraria. Chi voglia, può leggere quei motivi nei Brani pp. 241 e segg.ì, ma
non vi apprenderà nulla di peregrino. Lucia è in questa parte della prima
minuta meno soavemente mansueta che nel romanzo, anzi a volte ò un po'
imperiosa e stizzosetta. specialmente con la vecchia a cui il Conte l'ha ci
Dimessa in custodia. Curioso è il notare che in quel forzato sodalizio di Lucia
con la vecchia, il Manzoni si era del tutto scordato di far portare un po' di
cena, di che lo avverti il Visconti (p. 224 il), ed egli ne fece poi quella
squisita minia turi uà eh' è nel romanzo. La vecchia, del resto, è qui più sordida
che nel romanzo, più volgare essa pure, come il suo padrone; il Manzoni ha
tratti di crudo realismo quando più tardi la fa pacchiare e trincare (pp.
285-87), ma c'è da averne rivoltato lo stomaco. Una persona che si può dir
nuova è il curato di Chiuso, giacché il paese ove segui la conversione del
Conte (paese che nel romanzo non ha nome) è veramente Chiuso, come suppose il
bravo Bindoni (l). Nella redazione definitiva quel curato è un prete dabbene,
zelante, ma molto comune, al punto che lo scrittore lo chiama una volta
scherzosamente « guastamestieri » perchè non ò atto ad intendere la sublime
umiltà del cardinale (2). Nella prima minuta era addirittura un mezzo santo,
tantoché la sua riputazione era diffusa ed esaltata nei villaggi circonvicini.
Appena Lucia, liberata dalla prigionia del Conte del Sagrato, sente dire che si
va a Chiuso : «Chiuso, esclama, dov'è quel buon curato ! andiamo, andiamo » (p.
295). Difatti il Manzoni, con insolita solennità, ci dice che si chiamava don
Serafino Morazzone (p. 267) (3), « uomo che fi) La topografia dei Promessi
Sposi, voi. I, Milano, ltìOo, pp. 145 segg. Ediz. Petrocchi, p. 62fi, cap.
XXIV. Altrove Merazzoni. « La Tigna di quel liuou prete Me■ razzoni era tanto
ben coltivata, che aveva poco bisogno 7 protezione f1). A un certo punto del
dialogo il Conte perde la pazienza e scatta: « Al diavolo « anche V amparo... .
tenga queste parolacce per « adoperarle in Milano con quegli spadaccini im«
balsamati di zibetto, e con quei parrucconi impostori, che non sapendo essere
padroni in « casa loro, si protestano servitori d'uno spa • gnuolo infingardo
Intendiamoci fra noi da «buoni patriotti, senza spagli uolerie » . Il (ìraf,
rammentando questo passo (2), osserva: « Chi • ha orecchie intende; e la
censura austriaca, « se non aveva molto cervello, aveva ottime « orecchie ».
Vero; ma non questo certo fu il motivo per cui il Manzoni soppresse il
colloquio. Sentimenti patriottici erano assai mal collocati in bocca a uomini
come il Conte del Sagrato e sarebbero stati altrettanto male in bocca all'
Innominato. La censura austriaca ne avrebbe riso maliziosamente, come d'una
mossa poco accorta, e l'avrebbe reputata, per gl' italianamente pensanti, un
tirar sassi in colombaia. Il Manzoni vide a tempo la poco opportunità di
quell'atteggiamento, e lo tolse. L' exjMiinoì de Manzoni, in Bulletin i/alien,
voi. I, 1901, pp. 20G sggVedi anche Eugenio Memì, Spegnitoio, Spagnolismo e
Spagna nei « Promessi Sposi*, in Fan filila della domenica, l'i e 19 luglio
1908. Cll La voce amparo è rimasta anche nell'arguta introduzione al romanzo
«sotto l' amparo del Re Cattolico nostro Signore ». i'2i In un articoletto del
giornale La Stampa di Torino Così pure soppresse la morte del Conte di peste, «
contratta uelì'assistere i primi appestati » (pagina 558). Sarebbe stato un
doppione della morte d' un altro convertito, padre Cristoforo, e ciò che stava
bene al cappuccino disdiceva alqua nto ad un laico gran signore, per quanto
inoltrato sulla strada del paradiso. * Angelo De Gubernatis scrisse anni sono che
l'episodio dell'Innominato « poco mancò non diventasse il pernio di tutta
l'opera », e affermò più oltre, rincarando la dose, che quella figura doveva
essere, in origine « il centro di tutto il poema o romanzo » (')■ Questa
ipotesi assunse maggiori proporzioni nel noto scritto del Cestaro, ove si
legge: « Il voto è la catastrofe religiosa « dei Promessi Sposi. Forse n'era
veramente la « catastrofe, insieme con la conversione dell' In« nominato, che,
nel primo abbozzo del romanzo, « ne doveva essere il protagonista. E forse
allora « i casi dei promessi non formavano che l'azione « secondaria; il ratto
di Lucia doveva se rvire « alla grande opera della conversione; e, l'In«
nominato un santo, Lucia votata alla madonna, «Renzo, chi sa? converso nel
convento di tra « Cristoforo, tutto finiva con grande consolazione « del
vescovo Tosi, ad majorem dei gloriarti » (*). C'è da trasecolare! (lj
Alessandro Manzoni, Firenze, 1879, pp. 221 e 228.Nei cit. Sludi storici e
letterari Dicesi che le bugie, in genere, hanno le gambe corte; ina per
opposito, in letteratura pare le abbiano, anzichenò, lunghe. Cotesta, infatti,
dell'Innominato primo protagonista dei Promessi Sposi, sebbene di per sè
inverosimilissima e non confortato da veruna prova di fatto, si fece strada e
fu ripetuta da diversi, persino in libri scolastici. Sembra che ad arrestarne
la voga non servissero neppure attestazioni in contrario venute da persone che
col Manzoni convissero o conversarono, e dalle sue labbra udirono qual fu e
come gli venne la prima idea del romanzo. La grida del ló ottobre 1627, firmata
da don Gonzalo Fernandez de Cordova, governatore di Milano, quella stessa che
il dottor Azzeccagarbugli mette «otto gli occhi al buon Renzo e in cui si
parla, tra l'altro, di pene comminate a chi impedisca matrimoni e al « prete
non faccia quello che è obbligato per l' ufficio suo », gli fece balenare alla
mente l'idea d'un racconto storico, avente per soggetto un matrimonio
contrastato « e per finale grandioso la peste che aggiusta ogni cosa» ('). Il caso
dell'Innominato, come quello della Signora, gli si fece innanzi più tardi,
studiando il Ripamonti, e sin da principio l' uno e l' altro dovevano entrare
nella storia come narrazioni episodiche. Oggi il fatto, attestato da testimoni
de audita, è luminosamente confermato dalla conoscenza che abbiamo fatta con la
prima stesura del libro. E questo fia suggel, con ciò che segue. (li S. Stampa.
Alessandro Manzoni, I, (iO, II, 87 e 141; Faiihis, Memorie manzoniane, p. 102.
1. Nella minuta vi giunge « a notte già fitta », e la sgridata se la busca. IL
(iuardiano, sebbene fosse « con« tento in fondo del cuore che il padre Cristo«
foro avesse commesso un mancamento », gli fece il viso serio e gli indisse una
penitenza. « Un lettore di otto anni (aggiunge argutamente « il Manzoni^
potrebbe qui domandare: perchè « faceva il volto serio, se era contento? e gli
si « risponderebbe, che appunto era contento perchè « il padre Cristoforo gli
aveva dato il diritto di EJiz. Petrocchi, j>. 128. cap. VII. I PROMISI SPOSI
IN" FORMAZIONE 171 « fa rirli il volto serio ». Tutta la scenetta (pagine
.")li5-ii9i è deliziosa, e non si può pensare i-ho Io scrittore l'abbia
elimina fa se non per un corto scru polo religioso. Che non rutti i religiosi
t'(isscr«i della tempra ili patire Cristoforo, eirli lo taceva capire
abbastanza con altre figure fratesche assai meno elevate della sua: spinger
rocchio di linee nelle invidiuzze pettegole che allignavano alla sordina tra le
cocolle ed a cui non si sottraevano i superiori, gli sembrò forse libertà
soverchia. Bastava la scena indimenticabile del cull0(]uiu tra il conte zio ed
il padre provinciale u-ap. XIX i, colloquio ch'ebbe per effetto di far andare
fra Cristoforo a piedi da Pescarenico a Rimini « che è una bella pas-i ggiata
»: ma in origine troppo era maggiore, perché il monaco venia sbalestrato a
Palermo i, per mostrale la pieghevolezza ossequiosa dei frati posti più in alto
verso la mondanità potente. Padre Cristoforo guadagna sempre più in diluirà ed
in fervore nelle successive elaborazioni ■ Iella materia. La grandiosità santa
della sua tiirura silicea particolarmente là nel lazzaretto, presso don Rodrigo
agonizzante. Scena molto diversa india prima minuta, ove quel prepotente non è
lasciato nel suo giaciglio di dolore, mentre il cappuccino e gli sposi promessi
pregali por lui: ma invece appare in un momento d'insensato furore, seminudo e
coi capelli rabbuffati, e si slancia su d'un cavallaccio dei monatti, e fugge
fugge pazzamente, tinche precipita morto. Fosca scena, satura di terribilità
tragica, che attrasse l'attenzione dei manzonisti sino da quando poterono
conoscerla nel primo volume degli Scritti postumi. Se il Manzoni si decise a
mutarla di sana pianta, lasciandone appena una traccia in altro luogo ('),
dovette certo avere i suoi buoni motivi. Più d'uno cercò* d'indovinarli. A me
pare che anche qui prevalessero una ragione estetica ed una religiosa : la
ragione estetica è che quella molte, sebbene poeticamente trovata, avea troppo
del colpo di scena, e don Alessandro aborriva dagli effetti, da ciò che
chiamava « battere la gran cassa » la ragione religiosa è che quella morte da
disperato non lasciava adito alla speranza di pentimento negli ultimi istanti,
pent imento che poteva essere impetrato da Dio per mezzo di coloro appunto a cui
quel prepotente vigliacco aveva fatto più male (3). Chi sin del primo getto fu
quell'impagabile tomo che tutti conoscono, ò don Abbondio. Egli Allorché Renzo
entra nel lazzaretto, vede un cavallo fuggente spinto da un cavaliere
frenetico. Come nota lo Sforza (Sfrìtti pontumi di A. Manzoni, I, 124 1, quella
scena si ficcò nella mente di Emilio Zola, cosi incline al terribile e al
raccapricciante, e non ne usci più. Il Previati (p. 555 della edizione maggiore
hoepliana) cercò ridarla; ma Ti riusci poveramente. Parole del Manzoni riferite
dallo Stampa, I, 57. Bene sviluppò questo concetto A. Eòndani, in un articolo
ove parla di più altre cose : Una variante del Manzoni circa la morte di don
Bodrigo, in Natura ed arte ebbe intorno molto meno concieri di ogni altro,
sebbene all'artista sommo che lo creò sia avvenuto dapprima di caricarlo un po'
troppo. La più parte dei tratti tolti via hanno essi pure gran sapore di
comicità, perchè quella figura il Manzoni non riusciva a toccarla senza farne
sprizzare le più amene trovate che imaginar si potessero. Ameno è don Abbondio
alla mensa del Conte del Sagrato, allorché il territorio circostante è tutto
invaso dai lanzichenecchi, ed il povero curato, con quel po' po' di tremerella
addosso, è costretto a fare il disinvolto, a mangiare ed a ridere (p. 458j. Più
ameno è don Abbondio predicatore, con tutte le sue cautele di dire e non dire,
e con l'abile conciliazione degli interessi dell'anima e dei parocchiani con
quelli del corpo e della sua particolare tranquillità d'uomo timido p. 464). La
conversazione di Renzo rimpatriato, dopo vinta la peste, e don Abbondio, che
pur n'è scampato, è nel cap. XXXIII del romanzo un gioiello; ma non lo era
punto meno nell'abbozzo, anzi arricchiva don Abbondio di qualche tratto
d'egoismo e di comicità poi scomparso (pp. 49Ó-99). Qui Fermo (che sarà poi
Renzo) non incontra il suo curato per via « portando il bastone come chi n'è
portato a vicenda »; ma lo vede ad una finestra della canonica. Nel vano egli
scorge « un so che di bianco giallastro in « campo nero, una figura immobile,
appoggiata * ad un lato della finestra. Era don Abbondio « in persona, e
"ad una certa distanza poteva « pa i-ere un vecchio riti-atto di qualche
togato, scialbo per natura, per l'arte del pittore e per « l'opera del tempo,
appeso di traverso fuori al « muro, perla buona intenzione di ornare qualche «
solennità ». Il dialogo segue tra il prete che è alla finestra e Fermo che è
sulla via. Questa scena inette capo ad un'altra variante segnalabile. Nel
romanzo Renzo non trova Agnese nel villaggio natio, perchè essa si è recata
presso certi suoi congiunti, a Pasturo nella Valsassina, sicché il bravo
giovinotto la rivede solo dopo che ha trovato Lucia e può recarle la buona
novella (cap. XXXVII). Nella minuta invece Agnese non s'è mossa, ed avendo fino
allora evitato il contagio, vive con grandissime precauzioni. Fermo la rivede
ed ha secolei un colloquio i pp. 499-505;, di cui nel testo definito dovea
sparire ogni traccia. Qualche diversità nel carattere di Lucia ho già notato.
Il i-atto di lei è rappresentato con perfezione di gran lunga minore nei Brani.
Con singolare inverosimiglianza, i falsi forestieri invitano Lucia ad
accompagnarli in carrozza per meglio indicare loro la strada di Monza (p. 201),
e quel che più importa, lo strillo acuto della fanciulla rapita è udito da
contadini che lavorano nei campi circostanti, e se ne fa poco appresso un gran
cicalare pei' Monza, e le fantasie riscaldate ne inventano di carine. Anche in
questo sviluppo del fatto, che al Manzoni sembrò meno opportuno in seguito,
sicché lo tolse, v'è quel senso vivo e sperimentale della realtà, che in lui
siam soliti ad ammirare. Le esagerazioni e le .storture della voce pubblica
furono delle più buffe (J); sinché un cagnotto di Egidio non ebbe rimesso le
cose a posto, facendo credere in piazza che la giovine fosse d'accordo e che
l'avesse portata via il suo innamorato. Si tini col « ragionare profondamente
sulle astuzie delle « donne che fanno la semplice, sulla dabbenaggine della
Signora che aveva raccolto quella « mozzina » (p. 208). La diversa ubicazione
del castello dell'Innominato, costringe l'autore a far comparire prima la
vecchia. Il contegno di Lucia coi manigoldi non differisce molto da quello del
romanzo; solo in principio essa è più fiera ed i bravi più cinici e sguaiati.
Maggiori sono le varianti nella breve dimora di Lucia a Chiuso. Tommaso
Dalceppo (p. 316) è un personaggio tanto insignificante, quanto diventerà
gustoso in seguito, quando si trasformerà nell'anonimo sarto, che sa di lettere.
Il Manzoni qui teorizza, alquanto fuor di luogo, sui sentimenti di chi ha
scampato un pericolo e sul valore del voto. Inoltre non è il cardinale che
visita la casa del sarto, dando luogo alla scenetta indimenticabile del cap.
XXIV; m» son le tre donne che si recano dal prelato, per invito di lui. Tanto
il curato di Chiuso (quel sant'uomo), quanto Federigo, sono con le donne il)
Probabilmente l'autore si ricordò in tempo che di simili mascheramenti della
verità nel pettegolezzo popolare egli si era burlato altrove, dove parla d'un
altro ratto, fallito, quello di cui ebbero incarico il Griso e gli altri bravi
di don Rodrigo. Vedi cap. XI, a p. 253 dell' ediz. Petrocchi. stranamente
impacciati (pp. 321-22; cfr. p. 341). 11 Borromeo « in quella canizie conservava
la purità ombrosa di una fanciulla » . In un uomo dell'indole sua, ciò dava nel
ridicolo; e infatti il Manzoni se ne avvide e soppresse del tutto quel tratto
di carattere, sebbene nel romanzo egli abbia ringiovanito di parecchio il
nobile personaggio, sempre rappresentato nei Brani come un vegliardo. Non mi
tratterrò qui ad osservare che nella prima minuta il Manzoni aveva ceduto ancor
più che nel romanzo alla tentazione di divagare nella storia, sicché le
digressioni sulla carestia del 1628 e sulla peste successiva erano ancor più
lunghe di quelle che si conoscono (*). Dirò, invece, che la tìne del romanzo
era, nell'abbozzo, schematica, fredda, lontana dalla bella e bonaria efficacia
del cap. XXXVIII. Anche là. in origine, la mente di don Alessandro si palesava
più ragionatrice che rappresentatrice. Inoltre, nel banchetto dato agli sposi
nel palazzotto già appartenuto a don Rodrigo, il « parente lontano » che ne è
l'erede, non mangia con loro « alle« gando che il pranzare a quell'ora non si
eoli« faceva al suo stomaco » . « Ma (osserva il Mali ci) In queste pagine
soppresse, non posso trattenermi dal cogliere un'osservazione umoristica tutta
manzoniana: Il « tempo è una gran bella cosa: gli uomini lo accusano, è vero,
di due difetti: d'esser troppo corto e di esser troppo lungo: di passare troppo
tardamente, e d' essere passato troppo in « fretta; ma la cagione primaria di
questi inconvenienti è « negli uomini stessi, e non nel tempo, il quale per sè
è una « gran bella cosa ; ed è proprio un peccato che nessuno finora • abbia
saputo dire precisamente che cosa egli sia zoni) la vera cagione fu... che quel
brav'uomo c non aveva saputo risolversi a sedere a mensa « con due artigiani:
egli, che si sarebbe recato * ad onore di prestar loro i più bassi servigi, «
in una malattia. Tanto anche a chi è esercitato « a vincere le più forti
passioni, è difficilé il vin« cere una piccola abitudine di pregiudizio, «
quando un dovere inflessibile e chiaro non « comandi la vittoria » (p. 557).
Invece, nel romanzo, il marchese aiuta a servire li sposi invitati; ma li tiene
a tavola separata. Ed il malizioso romanziere, commenta: c A nessuno verrà, «
spero, in testa di dire che sarebbe stata cosa « più semplice fare addirittura
una tavola sola. « Ve l'ho dato per un brav'uomo, ma non per « un originale,
come si direbbe ora; v'ho detto « ch'era umile, non già che fosse un portento «
d'umiltà. N'aveva quanta ne bisognava per « mettersi al disotto di quella buona
geute, ma * non per istare loro in pari ». Parole che per l'estrema finezza
dell'ironia riuscirono equivoche, tanto che a qualcuno parve che la
sostenutezza del marchese fosse lodata, ad altri che fosse biasimata, perchè
non conforme alla schietta umiltà evangelica. Questi ultimi aveano ragione ed
il passo è chiarito nella forma, meno arguta ma più esplicita, che la chiosa
manzoniana ha nell'abbozzo ('). Vien così ad essere dichiarata s e nz altro
vera l'interpretazione del passo che con la sua ingegnosità consueta propose
nel 1900 G-iov. Negri. Quelle sue considerazioni uscirono a Pavia in foglio
volante, e il Petrocchi fece benissimo riferendole integralmente nel suo
commento Or ecco avanzarsi la « coppia d'alio affare », don Ferrante e donna
Prassede. Nei Brani non è per impulso spontaneo di quella faccendona delle buone
opere di donna Prassede che Lucia entra in quella casa; ma perchè ve la manda
in custodia il cardinale. E ci va a fare la cameriera, perchè quella « coppia »
non è soltanto una « coppia », ma ha seco una figliuola e la sorella del capo
di casa, rimasta vedova. Una famiglia, dunque, in tutte le regole, che poi nel
romanzo sarà ridotta ai soli due coniugi rispettabilissimi. La figliuola,
unica, di quei due (') chiamavasi Ersilja, famigliarmente Silietta, »
personaggio « non troppo facile da descriversi, nò da detì« nirsi. Le sue
fattezze erano senza difetti e « senza espressione; i suoi due grandi occhi *
grigi non si movevano che quando si moveva « tutta la testa; teneva la bocca
sempre semi« aperta, come se ad ogni momento sentisse « una leggera meraviglia:
rideva spesso e sorri« deva di rado; parlava lentamente e placida« mente, ma
volentieri e a lungo tutte le volte « che alcuno dei suoi parenti non fosse
presente Xel romanzo (cap. XXVII) le figliuole erano state cinque, ma son tutte
fuori di casa, tre monache e due maritate, sicché donna Prassede ha « tre
monasteri e due case a cui sopraintendere. il darle su la voce » (p. 417). Si
potrebbe dipinger meglio quella pacifica scimunitella, destinata al monastero,
ove entrò poi senza slancio e senza repugnanza ? Perchè il Manzoni più non la
volesse, non è chiaro: forse gli diede ombra l'idea che ne venisse nuovo
sminuimcnto di stima ai monasteri femminili, quasi che fossero additati come
ordinario ricetto di simili pupattole; forse quella figurina gl'impacciava
l'azione. Pei" quest'ultimo motivo deve, senz'altro, aver abolito donna
Beatrice, la sorella di don Ferrante (p. 363), severamente e sentitamente pia,
quanto donna Prassede era pinzocchera ed inframmettente; e il procacciante
maggiordomo Prospero « faceto e rispettoso, disinvolto e composto, dotto « a
tutto fare e a tutto soffrire » ; e la donna di governo Ghitina, che il
servitorame chiamava * la signora Chitarra » perchè « il suo collo « lungo, la
sua testa in fuori, le sue spalle sehiac« ciate, la vita serrata dal busto e le
anche alc largate » la facevano « somigliare alla forma di quello strumento »,
il cui suono, ricavato da mano inesperta, somigliava alla voce di lei, «
cicuta, scordata e saltellante » (pp. 418-19). Questi personaggi, che promettevano
bene davvero e che pur di primo acchito ci balzano innanzi vivi e parlanti,
scomparvero. Ma, anche i due onesti coniugi erano nel primo getto alquanto
diversi da ciò che furono nel libro definitivo. Più maligna donna Prassede,
tiranneggiava, per le sue fisime, Lucia e la faceva spiare da Ghita: essa
avrebbe voluto che la mite Imi contadina prendesse il velo con la sua Krsilia.
Don Fori-ante, anche qui, dotto d'una cloUrina senza luion senso, che degenera
nella pedanteria: ma oltracciò sudicio nella persona e nel vestire, e. non meno
che pretensiosi), pitocco. Viveva di prestiti: e chi armeggiava sapientemente
con gli usurai per trovare i quattrini indispensabili al tasto della casa
spiantata, ora quel mellifluo e pieghevoli» Prospero. Del resto, già nell'abbozzo
era ideata quella libreria di don Ferrante, che nel romanzo fu condotta a
perfezione, ed è uno dei tratti più finamente umoristici del libro (''). In
questo luogo abbiamo anzi una curiosità da notare. Nella redazione definitiva
il Manzoni, avendo di molto arricchita la descrizione della libreria nelle
parti che a lui parevano secentescamente sostanziali e, per dar la misura
dell'uomo e dei gusti del tempo, essenziali, omise la sezione delle « lettere
amene » i2). I n critico morto giovine, in certa sua conferenza, volle colmare
codesta lacuna e imaginò che vi figurassero « fra i più graditi, i nomi del
Tasso, « del Marini, del Tassoni, del Bracciolini, del Cfr. D'i. Non vi sarà
forse fra i ilici lettori chi non rammenti che appunto da 1111,1 lettera dell'Achillini
è tolto quasi di peso i kirocco ragionamento con cui nel romanzo i Ferrante
viene a dimostrare che il contagio della peste è una chimera (cap. XXXVII) I.
Stui'I'.mii. La hiblioteia ili ilun Ferrante, Milano, 1SM7.,•. I.-.. Ji li.
Haiti, in Sanai letterari. Firenze. 1KH p. 109. i La telaxiime de] passo
manzoniano con la lettera dell' tu indicata nel 1S7!I da O. (irKBtiixi. nella
liax&ei/ìia 'nuli III. Vii. La distanza fra i due passi none punto un lini
rahite. come sostieue con poca critica il Petrocchi anzi es:-i sono molto
simili; il (die non vuol dire Manzoni alibia commesso un plagio. Questa è una
Già nella minuta si leggevano quelli sgangherati dilemmi (pp. 469-70); ma essi
facevano parte d'un dialogo, di cui sopravvisse appena lo spunto, tra don
Ferrante e un don Lucio, figurina ben trovata di « professore d'ignoranza e
dilettante d'enciclopedia », che non aveva mai studiato, anzi si vantava di
aver tutti i libri in gran dispillo perchè « fanno perdere il buon senso e «
tuttavia pretendeva decidere d'ogni cosa ». Che gioia! Di codesti sensatissimi
faciloni v'ò chi dice che se ne trovano anche fuori del seicento; ma io non lo
credo. * I Brani (pp. 3 sgg.) ci fanno conoscere intero un intermezzo di cui
era nota solo una parte, per via del discorso pronunciato dal Bonghi in Milano
nel 1885, quando s'inaugurò nella Braidense la sala manzoniana. Finge il
Manzoni in quell'intermezzo di discutere e di ribattere le obiezioni di un
personaggio ideale, che gli fa carico di presentarci nel romanzo due fidanzati
senza descrivere « i principi, li aumenti, le comunicazioni del loro affetto ».
Egli si professa « del parere di coloro i quali dicono che non « si deve
scrivere d'amore in modo da far con appropriazione lecita ed opportuna, e mi
par più probabile ch'ei sia ricorso all'Achillini, anziché ad un opuscolo di
Massimiliano Viani di Pallanza, stampato nel 1630, ov'è fatto il medesimo
ragionamento (Stoppato, pp. 48-49). Due sonetti politici dell' Achillini cita
il Manzoni. sentire l'animo eli chi legge a questa passione », perchè d'amore
al moudo ve n'ha quanto basta, nè v'è bisogno che altri s'industri a coltivarlo
ed a fomentarlo con gli scritti, d'amore « ve n'ha, « facendo un calcolo
moderato, seicento volte « più di quello che sia necessario alla conser«
vazione della nostra riverita specie». Strana teoria senza dubbio, che provocò
ben presto una rispettosa, ma energica confutazione del Fogazzaro. Questi non
può ammettere un concetto cosi materialistico dell'amore, e convenendo che gli
amori di puro senso non vanno descritti, ritiene vi sia nell'amore un elemento
idealistico elevatissimo, atto a sublimare le anime e a completarle, sicché
l'indurre i mortali a quell'amore, che ha qualcosa d' immortale, è opera
meritoria^). Nella quale interpretazione dell'amore fa capolino il poeta
idealista, non alieno dallo spiritismo, che fece giuocare cosi bene in un suo
rooianzo la sempre risorgente imaginazione dell'amore dopo la morte (2),
rappresentata dall'adagio antico « Hyeme et sestate, et prope et procul, usque
dum vi vara et ultra » (3). Sta bene: ma il Manzoni voleva dire altra cosa.
L'ha dimostrato con molta diffusione, ma insieme anche con molto ingegno,
Giovanni Ne (li Un'opinione di A. Manzoni, in Fouazzaho, Discorsi, Milano,
1898. Il discorso fu letto a Firenze nel marzo de] 1887. C2) I numerosissimi
indizi concreti di questa credenza o imaginazione furono raccolti da A. Giìaf
in un recente articolo della X. Antologia, 16 novembre 1904. i'ò) Daniele
Cortis, Torino gri (')■ L'autore dei Promessi Sposi fu ben lungi dal
disconoscere l'amore ideale e puro, anzi quest'amore egli fa sentire di
continuo nel suo libro, non evitandone neppure qualche tratto passionale. Ma
egli sapeva che in ogni amore, anche il più puro, vi sono, in quanto è umano,
elementi di impurità, e a questa impurità non avrebbe voluto che la letteratura
provocasse il consenso, cioè l'adesione del cuore per mezzo dell'eccitamento
dei sensi. A chiarire siffatto consenso aggiunge una esemplificazione, che il
Bonghi non fece conoscere e che non potrebbe essere più calzante: « Ponete « il
caso che questa storia venisse alle mani, per « esempio, d'una vergine non più
acerba, più « saggia che avvenente (non mi direte che non « se n'abbia), e di
angusta fortuna, la quale, per« duto già ogni pensiero di nozze, se ne va cam«
puechiando quietamente, e cerca di tenere oc« cupato il cuor suo coll'idea dei
suoi doveri, « colle consolazioni della innocenza e della pace, « e colle
speranze che il mondo non può dare « nè torre, ditemi un po' che bell'acconcio
po« trebbe fare a questa creatura una storia che « le venisse a rimescolare in
cuore quei senti« menti che molto saggiamente ella vi ha sopiti. « Ponete il
caso, che un giovane prete, il quale * coi gravi uffici del suo ministero,
colle fatiche « della carità, con la preghiera, con lo studio, « attende a
sdrucciolare sugli anni pericolosi che L'opinione del Manzoni e quella del
Fogazzaro intorno all'amore, nel I volume dei cit. Commenti. gli rimangono da
trascorrere, ponendo ogni « cura di non cadere, e non guardando troppo « a
diritta uè a sinistra, per non dar qualche * stramazzone in un momento di
distrazione, « ponete il caso che questo giovane prete si « ponga a leggere
questa storia (giacché non « vorreste che si pubblicasse un libro che un t
prete non abbia da leggere), e ditemi un po' « che vantaggio gli farebbe una
descrizione di « quei sentimenti ch'egli debba soffocar ben bene « nel suo
cuore, se non vuol mancare ad un « impegno sacro ed assunto volontariamente, se
« non vuol porre nella sua vita una contraddi« zione che tutta la alteri ».
Fuvvi chi si meravigliò che tenesse questo concetto dell'amore nei romanzi chi
avea provato replicatamente e potentemente quella passione, sino ad averne «
spossata l'anima d'ogni forza », come scrisse un giorno al Fauriel ('). Nessuna
meraviglia meno giustificata. Gli è appunto perchè la natura del Manzoni era
una natura sommamente, e non platonicamente, amatoria, che la sua rigorosa
morale cristiana gli imponeva di evitare ad altri quegli stimoli, di cui gli
eran ben noti i pericoli e contro cui aveva dovuto lottare egli stesso. Tanto è
vero ch'egli fin da principio si guardò da quegli scogli, e nella prima minuta
non occorre nessuna di quelle descrizioni che nell'intermezzo sull'amore volle
(li Stampa far credere d'aver messe in carta l'i. Ora. che • ■levando a teoria
generalo l'idea del Manzoni si venga a sacrificare l'arte alla morale, e che
silfatio sacrificio, per motivi estranei alle ragioni intime dell'opera
letteraria, sia ingiusto, non sarò certo io a negarlo: ma movendo dai principi
etici che il gran romanziere poneva a baso di ogni pensiero e ili ogni
operazione, l'opinion sua era perfettamente logica. Che volete farci? Createvi
un Manzoni di vostro gusto, se vi garba: quello • •he tu al mondo e vestì panni
era fatto cosi. Lo studio della prima minuta ci convince, adunque, che nel
lavorio di perfezionamento dell'oliera sua il Manzoni si studiò in ispecie di
ridurre a giusta misura la materia, di resecare da essa // froppn f il l'ano.
Menfe dialettica ebbe il Manzoni quant'altri mai ed all'opera d'arte si
preparava con lunghissimo studio di storia, perche nell'uomo gli piaceva di
osservare non solo le attitudini e i moti spirituali del presente, ma anche
quelli del passato. Quindi il so ili Ad un imaginario interlocutore, che gli rimprovera
di aver trascurato nel libro i particolari dell'amore. Unge dori Alessandro di
rispondere: Trabocca, invece (il liìiroi di queste cose, e deagio confessare
che sono anzi la parte più • elaborata dell'opera; ma nel trascrivere, e nel
rifare, io . Ciò non risponde al vero, se pure non si tratti di abbozzi
parziali, anteriori alla prima minuta, dei quali ignoro l'esistenza, ovvero
della storia secentesca che finge di avere scoperta. verchio od il meno utile
elio gli uscì dalla pernia nella prima foga ilei comporre consistono in abuso
ili ragiona mento ed in abuso di storia. Per quel i-Inspetta alla sostanza del
libro, la sua maggior preoccupazione fu di proporzionare all'insieme questi due
elementi, e nel tempo stesso di ottenere maggior tinozza d'osservazione
psicologica maggiore efficacia rappresentativa. A togliere ilei tutto l'abuso
della storia non riuscì: e questo restò il difetto massimo del romanzo,
rilevato da molti, a principiare dal (ioethe e a finir col De Sanctis (' .
Riuscì invece a temperare l'inclinazione dello spirito raziocinante,
intensificò l'osservazione e la rappresentazione, aguzzò l'umorismo
bonariamente ironico. Ma già nella prima minuta, se non è tutta l'arte, è tutta
l'anima sua. Se per lo innanzi, mediante il raffronto delle due edizioni,
potevamo farci un'idea del lavoro immenso che costò al Manzoni quella sua forma
sempre limpida e sempre acconcia; ora possiamo in oidio valutare, per mezzo dei
Brani, l'opera sua di artefice squisito nel trattare la sostanza del libro. Ed
è mirabile la cura da lui posta nelle minuzie. Vedete, ad esempio, quanto è
incontentabile fin nei nomi dei suoi personaggi. Ai nomi egli annetteva
importanza grande, e non senza rati Lp parole ilei fioptlie all' Eekermarm.
riferite anche stiirza nella prefazione ai Brani, p. XLIV. sera notissimi';
quelle ilei De Sanetis si possono leggere, ne' suoi Hrrilli ivi e»'/, ed.
Croce. Xapoli. gione: si direbbe gli echeggiasse sempre nella memoria la
vecchia sentenza, che Dante pur fece sua, nomina sunl consequentia rerum. Nel
fissare quello di Lucia, più che la martire siracusana del IV secolo, può darsi
gli risonasse dentro il dantesco « Lucia nimica di ciascun crudele ». Il suo
fidanzato aveva in alto grado la virtù della costanza, rara nei giovinotti:
quindiFermo. Ma questo poi gli sembrò nome troppo aulico, troppo poco comune, e
sostituì il popolare Renzo, che dà pure indizio di fermezza, perchè rammenta un
santo, il cui « volere intero » resistette al supplizio della « grada ». Il
casato di Lucia era in origine Zarella; ma non gli piacque: sostituì Mondello,,
ove l'aggettivo mondo non entra a . caso ('). Fermo era di cognome Spolino; poi
divenne Renzo Tramaglino, vocaboli che richiamano l'uno l'arte tessile e
l'altro la pesca. Potrà fare qualche meraviglia che il padre Cristoforo fosse
in origine Galdino, nome che desta il riso pel ricordo di quel semplice e golfo
cercatore delle noci; ma una vecchia cronaca rappresentava eroicamente un frate
Galdino della Brusada, ed a costui pensò dapprima il Manzoni (s). Don Ferrante
e donna Prassede, Che v'abbia anche parte quella Lucia Mantella, che il
Ripamonti nomina (cfr. Nkgri, Commenti, I, 27, n. 2), non è escluso. Xe avrà
conforto il dabben Luigi Lucchini, che nel suo Commentario dei Promessi Sposi,
ovvero la rivelazione di tutti i personaggi anonimi, Bozzolo, 1902, male era
riuscito a conciliare rimanine di quel monaco austero con quella dell'umile
laico. prima d'avere questi due nomi altosonanti, spagnolescamente e
lombardescamente eletti e nobiliari, rispondevano a quelli di don Valeriano e
di donna Margherita, il primo assai probabilmente suggerito da quel Valeriano
Castiglione, il cui Statista regnante sarà fra i libri politici quello che
meglio tornerà accetto al pedantesco personaggio. L'avvocato imbroglione, prima
d'immortalarsi col nomignolo di Azzeccagarbugli, era detto il Duplica, ma di
primo getto il Pèttola, vocabolo che in milanese vale viluppo, intrigo. La
governante del prete, prima di ricevere quel battesimo di Perpetua, giusto
premio alla sua fedeltà, dal padrone cosi mal compensata, si chiamò per breve
tempo Vittoria, certo perchè col padron suo, tranne quando la paura lo rendeva
ostinatamente ribelle, essa la vinceva sempre. « So quello che posso fare, la
padrona * sono io qui >, dice nei Brani al Conte del Sagrato: e quel qui
vuol essere la cucina, ma tutti v'intendono sotto l'intera casa. Gli otto nomi
di bravi che nel romanzo occorrono, son tutti trovati con finissimo
accorgimento; qualcuno suggerito dal Grossi, qualcuno peravventura scovato nei
gridart del tempo ('). Nella prima minuta ve n'erano altri, foggiati con
sistema non diverso, come il Nato in casa e lo Spettinato (p. 288). ili Vedansi
le comunicazioni del Tamassia e del Bellezza nel (ìiorn. storico, XXX, 352 e
516, ed anche il commento del Petrocchi a p. 469. ino La cura grandissima dei
particolari minimi, l'assiduo infaticabile lavoro della lima, si unirono nello
scrittore lombardo (ne abbiamo qui una riprova) alla pronta percezione del
reale, alla facoltà di ridarlo con una evidenza mirabile, all'intelletto
sollecito nel giudicare rettamente di tutto e di tutti. Non errerebbe davvero
chi dicesse che il genio del Manzoni fu metà intuito e metà pazienza, pensarci
su. Nota aggiunta. — Questi tre articoli furono i primi di qualche estensione
che vedessero la luce, nel Fanfulla della Domenica, 15, 22, 29 gennaio 1905,
appena diffusa la prima edizione dei Brani inediti. Nel medesimo anno 1905
venne fuori la 2a ediz. dei Brani suddetti : in che cosa essa differisca dalla
prima indicai nel Giorn. storico, XLVII, 159-ltìl. Fra gli altri articoli
dettati quando comparvero i Brani son segnalabili in particolar guisa quello di
Fedet.k Bojiani, La prima minuta dei Promessi Sposi, nel Marzocco, XI, 5 ed
anche a parte in un elegante estrattino, e quello di Vittorio Osimo, La prima
stesura dei Promessi Imposi, nell'Acanti della Domenica, 27 agosto 1905,
ristampato nel volumetto Studi e profili, Milano-Palermo, Sandron, 1905, pp. 54
sgg. La .più estesa, peraltro, e rilevante di tutte le analisi dei Brani
inediti, resta quella che F. D Ovidio inserì nel volume dei Xuori studi
manzoniani, villano, Hoepli, 1908. — Tra le molte particolari considerazioni
suggerite da quel libro, vogliono essere ricordate ed apprezzate quelle di
Attilio Momigliano, Perchè Don Bodrigo muore sul suo giaciglio?, negli Atti
della B. Accademia delle scienze di Torino, XL (1905 j e La rivelazione del
roto di Lucia, nel Giornale storico, L, 116 sgg. e l'altra di Luigi Fassò,
Padre Cristoforo balordo, nel Giorn. storico, LI, 257 sgg. — Le obiezioni che
mi furono mosse non hanno menomamente alterato i miei convincimenti rispetto
alle ragioni, alquanto complesse, per cui il Manzoni abbreviò l'episodio della
Signora. Vedi Achille Pellizzaki, 77 delitto della Signora, Città di Castello,
1907 e Antonietta Cajafa, La Signora di Monza nella storia e nell'arte, Eoma,
1907, e ciò che io ne scrissi nel Giornale, storico, L, 223-24. Si confronti
pure l'esame che fa del quesito G. Bito IDI liNnuu'j nella Bass. crit. della
letter. italiana, XII, 202 sgg. — Per Don Ferrante è da vedere Giuseppe d'Ansa,
L'umorismo di Don Ferrante ìlei « Brani inediti ■, in Fan filila della
Domenica. XXIX (1907), n. 31, nonché AKTtrno Pompeati, A proposito rli Don
Ferrante, nella Rirista abruzzese, XXII 11907), 52J) sgg. Dell' opuscolo di
Evabisto Marsili, Don Ferrante nei Promessi Sposi, Città di Castello, Lapi,
1907 conosco solo il titolo. — Per lo studio dei nomi dati dal Manzoni a' suoi
personaggi, eccellente lo studio di Felice Scolari, Xomi, cot/nomi e soprannomi
nei Promessi Sposi, Milano. De Mohr, 1908. La vecchia " Antologia ...
Anche alla storia del giornalismo italiano si cominciano a porre seriamente le
basi. Di questa che a' tempi nostri diventò una forza cosi poderosa, i veri
precursori son noti ; spiriti bizzarri e scapigliati del cinquecento, Pietro
Aretino, il Giovio, il Doni. Ma fu nei due secoli successivi, principiando dal
romano Giornate dei letterati, apparso nel 1668, che il giornalismo ubbidì alle
tendenze positive scientifiche ed erudite, passate dallo sperimentalismo
galileiano nelle indagini di storia e di critica. Vi rifulsero uomini del
valore di L. A. Muratori, dei due Zeno, di Scipione Maffei, dello Zaccaria, del
Tiraboschi. La storia esterna di quel giornalismo erudito accademico fu già
tracciata ('). Ma quella non era ancora rivelazione di spinti nuovi, a
provocare la quale giovarono particolarmente nuove visioni del progresso e
nuovi Da Luigi Piccioni nel I volume dell'opera 7/ giornalismo letterario in
Italia, Torino, Loescher, 1804, su cui son da vedere A. D'Ancona nella sua
Rassegna bibliografica, II, 27H e V. Gian nel (riorn. storico della leti,
italiana, XXV, 98. 11 II volume dell'opera non venne mai, perchè il Piccioni,
datosi, a motivo di esso, a studiare il Baretti, s'invaghì di quel soggetto e scrisse
un grosso e utile libro di Studi e ricerche su ti. Baretti, Livorno, Giusti LA
VECCHIA ANTOLOGIA indirizzi della critica, maturatisi segnatamente in Francia
ed in Inghilterra. Nella seconda metà del diciottesimo secolo ecco abbiamo
l'Osservatore di Gaspare Gozzi, atteggiato su modello inglese ad arguta
moralità e civiltà di costumi ('); la Frusta letteraria del Baretti, tutta
fremiti di rivolta ai vecchiumi arcadici, alle erudizioni insulse, alle vanità
ciarliere degli accademici, tutta presentimenti, pur di mezzo a qualche solenne
cantonata, d'innovazione salutare del pensiero letterario; il Caffè milanese
dei Verri, che, pur non scostandosi fondamentalmente dal tipo inglese dello
Spectator, dava particolare risalto alla filosofìa pratica ed all'economia,
intonandosi a parecchie fra le idee che in Francia avrebbero maturata la grande
rivoluzione (*). Per tal guisa la rivista letteraria si veniva sempre meglio
preparando ad essere agone di lotte intellettuali ed a rispecchiare le
aspirazioni politiche e sociali dei tempi nuovi. Nei primi decennii del secolo
decimonono, ogni cosa in Italia diventava politica, perchè alla politica
s'appuntavano le aspirazioni di tutti gli ingegni più eletti, di tutti i cuori
più fervidi. La lotta tra il foglio azzurro dei romantici, il Conciliatore, I
rapporti dell' Osservatore col suo modello britannico, lo Spectator di G.
Addison, furono dapprima studiati da Giacomo Zanella, poi da Pia Treves (ora
signora Sartori;, finalmente da Carlo Segrè. (2.) Egregiamente vagliò le idee
di quel giornale Luigi Ferrari, nella dissertazione Dei ■ Caffè', periodico
milanese dei sec. XVIII, Pisa, bistri, ltf&t. vissuto nel 1818-19, e La
biblioteca italiana, cominciata a venir fuori nel 1816 e diretta da Giuseppe
Acerbi, è lotta eminentemente politica; ma sarebbe tempo ormai di riconoscere
che, come organismo di giornale ed all'infuori della santa causa da esso
patrocinata, il Conciliatore non valeva gran che ('), mentre la Bililioteca
italiana, quando si faccia astrazione dall'indirizzo politico asservito
all'Austria, fu una rivista notevolissima ed egregiamente redatta (*.). Con ben
altro intuito giornalistico, con ben altra abilità e profondità che il
Conciliatore, fu diretta e scritta la nuova rivista che un ginevrino di larga
coltura fondò a Firenze nel 1821 e intitolò Antologia. La tenacia singolare, lo
spinto di abnegazione, la prudenza e CI) Nonostante l'innegabile arruffio di
idee e di cose, resta però sempre, per ciò che spetta ai fatti, una fonte
ragguardevole il volume di Cesare Cauti ;, II Conciliatore e i carbonari,
Milano, Treves, 1878. Senza aggiungere novità quanto ai fatti, analizzò gli
spiriti del foglio azzurro Edmondo Clehicì nella sua memoria 11 Conciliatore
periodico milanese, Pisa. 3s it-tri, 1903, memoria condotta con diligenza, ma
che sa ancora troppo di lavoro scolastico. Una vera storia della Biblioteca
ancor si desidera, e la naturale antipatia che inspira la sua tendenza fece
velo anche ull'apprezzamento di studiosi bene informati e autorevoli. I
migliori e più obbiettivi contributi a codesta storia sono quelli dati da A.
Luzio nel 1806, con l'inserire nella S. Antologia e nella cessata Biviata
storica (lei Risorgimento italiano articoli e documenti che illustrano in
ispecie l'attività dell'Acerbi e ce la mostrano sotto una luce diversa da
quella che sinora prevalse. Vedi anche Eugenia Montanari, Per la atoria della ■
Biblioteca italiana », nella Miscellanea di studi critici pubblicati in onore
di Guido Mazzoni, Firenze, 1907, II, 361 sgg. l'oculatezza (li quello straniero
che divmnc per elezione italiano, fecero vivere, in mezzo ad ostacoli di 012,11
i genere. Y Aiìtolngin per dodici anni. Le vicende di quella rivista, sorta
come per incanto in una regione di antica civiltà, ma frolla e pettegola, in
mezzo alla sciopera tagline miserevole di quei Stigcjiafori. di quei
Jiarcac/lHnri, di quei Yufitintorì. o come altro .si chiamassero; le vicende,
dico, di quella rivista sbozzò già col suo fare nervoso e concettoso uno dei
massimi suoi cooperatori. Niccolò Tommaseo, commemorando Gian Pietro Vieusseux;
ma nessuno finora ne aveva discorso paratamente e con la debita cura f>.
Questo ha fatto testé, in un volume sommamente encomiabile per il metodo, per
il giudizio e per l'economia. Paolo Prunas 2, autore, anni .sono, di una meli
matura opera sul Tommaseo i3), hi (piale certo gli inspirò l'ottimo proposito
di tessere una buona volta e definitivamente la storia della rivista fiorentina
i . Dico 1 1 1 Giova rammentare che uh capitoletto, il nono, ile Ilo scritto
citato elei Clerici sul logia considerata come continuarne»? delle idee che il
foglio lombardo propugnava. i'2t L'Antologia ili Gian Pietro \'ieits*nt.r,
Roma-Milano. Società editrice Dante Alighieri, liKUi. Il volitine appartiene
alla Hihlio/rra s/ori'-a dei rinorgimento italiano, e come tutta quella
collezione benemerita lascia non poco a desiderare nella correzione
tipografica. i3) /.fi rrìtira. l'arte e i'ith.a sociale, ili Xirrotò Tontmaseo,
Firenze. Seeher. I!l01. i li 11 primo capitolo di questa storia, in forma alquanto
diversa da quella che ha oggi, comparve già nella Jiaxsegna nazionale del
1" luglio 1SJ03, col proposito di trattare le origini dell' Antologia.
■fìititir(tiitente con la maggiore soddisfazione i-oii piena sicurezza, fiacche
se anche avliga (e sani facile) clic altri aggiunga qualche ■miiento nuovo i ')
o chiarisca con nuove in— idilli qualche particolare mcn noto, il liei li-, i
del Prunai resterà sempre la prima e l' ulula storia complessiva dv\Y Antologia
di Firenze, indotta non solo sullo spoglio coscienzioso ed ! ■■Iligente dei 4S
volumi del periodico, ma sulle le del Yieusseiix. sui suoi appunti, sui
donneati numerosissimi dell'Archivio di Stato fiondilo, su esplorazioni di più
archivi privati, -ii trentamila lettere di amici (scusate se son n-hine!
indirizzate all'infaticabile ginevrino che I .ini" e diresse il grande
periodico. E quel che urna a massima lode del Prunas, in tanta con. i ic ili
materia prima, pericolo più che beneficili a lauti a u torelli inesperti o mal
dotati o male avviati, egli volle e seppe orientarsi in umili i del tutto
plausibile, volle e seppe dar ri> ho ai tatti essenziali, giovandosi dei
secondari a lumeggiarli: in una parola, fece un libri organico come pochi san
fare, esauriente senza essere stucchevole, minuto senza essere prolisso. I IJ
l'ima ili licenziare r ili'l liuim profitto che già trasse, per completare la
stoini ilt-H' litluìiìt/iti. l'amico mio Vittorio C'iau dal carteggio del in
col |it-iinlista e letterato di Pisa Giovanni Carini ■ruuili. si : imbuiti lo
scritto La prima rifiuta italiana, nella \ittuu Antuìoijiti. J-1 agosto lilOb.
L'idea di dotare l'Italia di una rivista di coltura emulante i celebri modelli
inglesi, particolarmente la gloriosa Edimburgh Heview, fu dapprima concepita a
Londra nel 1819 da Gino Capponi, il quale ne aveva anche steso il progetto che,
come dimostra il Pruaas, equivaleva nelle linee essenziali a quell'abbozzo di
programma di giornale letterario che fino dal 1815 aveva redatto Ugo Foscolo.
Ma nel Capponi, idealista irresoluto, difettava una gran dote per fondare e
continuare una rivista, l'intelletto pratico deciso e tenace; sicché fu una
fortuna che egli non giungesse a colorire il suo disegno, ma anzi con nobile
disinteresse si acconciasse ad appoggiare quello del Vieusseux, che appunto nel
1819 aveva fondato in Firenze il celebre gabinetto di lettura nel vecchio
palazzo dei Buondelmonti sulla piazzetta di Santa Trinità, ed amava di farsi
editore di una rivista, che raggruppasse intorno a sè le forze intellettuali
d'Italia, le mettesse in comunicazione fra loro, e, facendo conoscere il buono
ed il meglio di ciò che si pensava presso i popoli europei più evoluti, desse
efficace incremento alla coltura della penisola, preparando idealmente quella
unificazione a cui miravano politicamente gli intelletti più elevati. Spirito
equilibrato e colto, anima innamorata d'ogni cosa buona, liberale e mite, il
Vieusseux fece il miracolo di smercanteggiarsi diventando editore, forse perchè
dell'origine mer fantesca possedeva le qualità pratiche, ma non la
caratteristica sete del guadagno. L' Antologia, il cui programma ebbe
divulgazione nel settembre del 1820, differiva dal modulo ideato dal Capponi.
Il tipo di essa non era inglese, ma piuttosto francese, come voleva l'origine e
l'educazione del Vieusseux. L'esemplare più imitato era la Reme encyclopèdique
fondata di fresco a Parigi da Marcantonio Jullien, con la differenza che
dapprima il periodico italiano si proponeva di trattenere il pubblico sulle
questioni più ardenti per via di versioni e di riassunti d'articoli e di libri
stranieri. Tenuta entro questi limiti modesti, anzi umili, {'Antologia non
avrebbe certo potuto rappresentare quello che. dipoi rappresentò nel pensiero
italiano; ma ben presto, fin dal terzo quaderno, cominciarono gli articoli
originali, che in sul principio s'aggirarono sulla questione della lingua, alla
quale gli italiani presero sempre interesse, e poi si estesero ad altre,
svariatissime materie: arti, scienze, geografia, storia, questioni sociali,
agricole, economiche, letteratura, istruzione, educazione. Il periodico
guadagnò sempre più una personalità propria distinta od originale, tantoché nel
1830 il direttore ne escluse le traduzioni. Uomini di opinioni svariatissime
erano chiamati a scrivervi, e l'abilità somma del Vieusseux consisteva nel fare
in modo che di mezzo a quel vario pensare e scrivere un principio unico
prevalesse, quello della italianità. Tale intento nazionale del periodico fu la
sua vera gloria. Esso ■200 LA VECCHIA ANTOLOGIA rappresentava veramente tendenze
più elette, i bisogni, la vita letteraria e scientifica della nazione,
abbracciava in un solo affetto i vicini e i lontani, era strumento di
conciliazione assai più di quello che il Conciliatore, nella sua vita breve ed
effimera, avesse, potuto neppur sognare di essere. Timidi parevano all'anima
agitatrice di Giuseppe Mazzini gli scrittori dell'Antologia, nè si può dire
che, in fondo, avesse torto. Ma in questa medesima timidità era un punto di
programma nella mente accorta del fondatore e direttore, il quale ben vedeva
che una maggiore arditezza avrebbe sollevato subito sospetti e sarebbe stata
motivo di una disastrosa catastrofe. Non evitò morte violenta neppure a quel
modo, ma pur potè l'esistere dodici anni. Inoltre, quel medesimo intento di
provvida conciliazione lo costringeva a schivare ogni scritto troppo ardito e
violento, che avrebbe potuto alienare cooperatori disposti, nelle loro idee, a
temperanza, e quella gran pai-te di pubblico a cui non son date le ali per
seguire i voli troppo eccelsi e che si ricantuccia imbronciata, seppure
indispettita non indietreggi, a tuttociò che le sappia di paradosso. Modernità
amava il Vieusseux, e nell'organo da lui diretto se ne scorgevano specialmente
i principii in quel che riguarda la storia, l'economia pubblica, l'incremento
dato al danteggiare, siccome ritorno ad un grande scrittore degnamente
raffigurante la patria; ma la modernità non voleva sconfinasse nè antivenisse
le esigenze dei tempi: basta, a questo proposito, l'osservare in quali limiti
si mantenesse rispetto al romanticismo, che era ammesso si e riconosciuto, ma
in quel modo temperato, con quasi tutte quelle restrizioni che poneva nello
accoglierlo il Manzoni. Voleva il mite ginevrino che l'Italia s'avviasse al suo
risorgimento con l'estendersi della coltura moderna, col comunicarsi degli
spiriti, con l'affratellarsi delle regioni lontane e politicamente divise, non
coi mezzi violenti uè delle sette nè delle rivolte. Bello è poi l'osservare
come alla vitalità sempre crescente di quell'organo di divulgazione
intellettuale cooperassero i convegni del palazzo Buondelmonti. Nelle sale di
quel gabinetto di lettura, che il Prunas ci riapre d'innanzi con la scorta dei
numerosi carteggi e delle Memorie inedite del Pieri, si raccoglieva non solo
quanto avea di più eletto Firenze, ma convenivano i molti italiani e stranieri,
che in quella città erano di passaggio, attrattivi dalla fama 'del luogo e dal
tatto squisito e dalla cortesia non mai smentita del fondatore. Molte volte le
radunanze del circolo (alcune delle quali, come quella del settembre 1827 in
cui fu festeggiato il Manzoni, riuscirono solenni) erano il primo incentivo a
scrivere articoli, ovvero erano palestra in cui nobili ingegni discutevano ciò
che nel 1'. 4 litologia si stampava; dimodoché al sodalizio delle anime
contribuivano in ugual misura i convegni e la rivista. Raro accadde che un
periodico avesse l'onore d'esercitare una così alta e benefica influenza
d'affiivtellamento e di scambio intellettuale. 202 LA VECCHIA ANTOLOGIA TI
Prunas passa in rassegna tutti gli scrittori dell 'A n tolng irì e di tutti sa
darci informazioni preciso, e nou di rado nuove e curiose ('). Ci passano d
innanzi i più bei nomi che in quelli anni onorassero gli studi fra noi; a
trattenerci più specialmente sui letterati, Gino Capponi, Enrico Mayer, Urbano
Lampredi, 6. B. Niecolini (che scrisse poco, perchè nell'immenso suo orgoglio
gli parve di non essere abbastanza apprezzato dal Vieusseux, al quale usò, come
a tanti altri, degli sgarbij, Ugo Foscolo, Giuseppe Montani (colonna e cireneo
dell'Antologia dal '2'2 in poii, Cesare Lucchesini, Sebastiano Ciampi, Pietro
Giordani (alla cui pigrizia i pungoli del direttore non bastavano), Pietro
Colletta, Andrea Mustoxidi, Carlo Botta, Giovanni Carmignani, Silvestro
Centofanti, Raffaele Lambrusehini, Terenzio Mamiani. Luigi Fornaciai!, Giuseppe
Grassi, Giacomo Leopardi, Niccolò Tommaseo, Giuseppe Mazzini. Quest'ultimo
onorò l'Antologia con quel suo mirabile scritto Di una letteratura europea,
troppo alto per essere inteso dalle menti comuni dei letterati d'allora
(fossero anche della stregua di quella del Giordani), ma che in sè chiudeva il
presagio d'un'intelligenza divinatoria. II Leopardi diede all' Antologia tre
dialoghi delle sue Operette morali, di cui i buoni intenditori riconobbero il
profondo significato filosofico, celato sotto l'ironia apparentemente leg Cl)
In un utile elenco, che è a p. 435 del volume, egli spiega anche le sigle, le
iniziali e gli pseudonimi con cui sono contrassegnati molti articoli. gera. Il
Tommaseo, chiamato a Firenze dal Vieusseux e divenuto suo cooperatore assiduo,
si valse d'ordinario nella rivista della sigla K. X. Y., e vi scrisse molte
cose significanti, esercitandovi quella sua critica penetrante e caustica, anzi
acida, che talvolta dava in fallo, ma più spesso, anche esorbitando e pungendo,
sapea dire con esemplare schiettezza tante verità. Con lui il Vieusseux era
spesso rudemente franco, come richiedeva l'indole dell'uomo; ma lo stimava
assai e non si formalizzava punto se altri collaboratori, irritati dai suoi
giudizi recisi, lo chiamavano bestia o bue, o, con maggiore novità spiritosa di
epiteto, onagro. Gran pazienza, del resto, quella del Vieusseux, a procurare
che non si sbranassero a vicenda, a maggior gloria dell'Italia unita futura,
tutti quelli illustri campioni dell'irritabile génus! Solo chi abbia diretto
una rivista letteraria, e più specialmente critica, può formarsi idea giusta
delle pene a cui andava incontro, tanto maggiori quanto più egli voleva, in un
certo senso, serbare al suo giornale un certo carattere eclettico. Quando una
rivista ha un programma ben definito e non decampa da certi principii e da
certi metodi, vi collaborano coloro che a quei" principii e a quei metodi
aderiscono, e gli altri stan fuori, e poco importa se applaudano o fischino. Ma
allorché una rivista, come era il caso dell'Antologia, intende riunire sotto
una mededesima bandiera e far cospirare allo stesso intento forze e tempre del
tutto diverse, e non vuole (come oggi fanno le più tra le riviste divulgative)
rimpannucciarsi nella veste comoda di Arlecchino, offrendo lo spettacolo dei
magazzini inglesi, aperti ad ogni merce purché sia di moda, ad ogni nome purché
accresca i proventi con lo stuzzichino deWattuatità; quando non si voglia
abbassare, in una parola, una rivista al livello volgare d'un'intrapresa
industriale, ma serbarne sempre alto il carattere di propagatrice della buona
coltura, di vindice di idee temperatamente moderne, d'organo sincero e
imparziale di censura e d'encomio, oh allora c'è da trovarsi fra i triboli
d'una lotta incessante, ora a mazzate, ora a colpi di spillo. Da buon
schermitore il Vieusseux sapeva parare le une e opporre ai secondi
un'epidermide di rinoceronte. Contro la sua longanimità fenomenale le mille
bizze», i mille risentimenti degli scrittorelli e degli scrittoroui finivano
con lo spuntarsi, fossero pure, nonché le ridicole contumelie di una
pretensionosa nullità come il Rosini, o d'una ciana sghangherata e maligna come
il Pieri, anche i veleni dell'irritabile e arcigno Niccolini. Ma a quel
martirio il pover'uomo pur non era corazzato al punto da non sentirne talvolta
fiera, nel più segreto dell'animo, la ferita sanguinante. L'aver saputo sempre
resistere e tirare innanzi, senza far motto, col sorriso sul volto argutamente
bonario, senza piegare, con l'occhio fisso al grande ideale della patria da
ricostituire, questo, questo è un merito che pone il Vieusseux al livello dei
più insigni fattori dell'unità italiana. E avesse solo avuto a combattere con
la suscettività esagerata e con le bizze irragionevoli degli scrittori! Ben
filtri e non minori ostacoli gli opponevano l'apatia egoista del pubblico mal
preparato, la sospettosità dei governi, le difficoltà delle comunicazioni, e,
segnatamente negli ultimi anni, la censura. Di queste delizie i giornalisti
d'oggi, per loro fortuna, non hanno ad assaporarne. Senza grandi mezzi, egli si
mise all'opera costosa con un coraggio ammirevole. Complimenti gliene vennero
molti, sin dai primi quaderni dell' Antologia, dai letterati d'Italia; ma
quattrini pochi. Per quanto la mano d'opera tipografica non costasse allora
gran che fnè la veste dell'.-ljitologia era certo suntuosa), con meno di cento
associati non si giungeva a fronteggiare le spese. L' Antologia, nei primi
tempi, non ne contava di più. E si noti che le spedizioni ed i dazi importavano
aggravi di cui noi oggi non abbiamo neppure l'idea: s'imagiui che ogni quaderno
spedito nel Belgio costava più di cinque lire, ed il dazio per gl'invìi nel
Regno di Napoli era cosi grave che l'editore avea dovuto ricorrere allo
spediente di non mandarvi la rivista se non a volume finito. Neppure nei giorni
più doridi della sua esistenza V Antologia non oltrepassò i 530 associati,
sicché il Vieusseux, con tutta la fatica che vi spendeva intorno, anziché
ricavarne utile, ci rimetteva quasi del suo. Nel Napoletano an davano cinque
copie; nel Lombardo-Veneto quaranta. Di questo strano disinteresse la colpa
principale l'aveva la censura. Ogni momento gli associati non ricevevano l'uno
o l'altro quaderno, perchè le censure diverse lo intercettavano. In Piemonte si
giunse addirittura a proibire V Antologia, e solo lunghe insistenze fecero
togliere la proibizione. Frattanto la rivista era sequestrata a Palermo.
Insomma, vessazioni tali e così continue in ogni parte, che il giornale non
poteva espandersi liberamente. In Toscana dapprima la censura fu mite, ma dopo
il '30 rincrudì e poco appresso infieri, per le pratiche caritatevoli
proseguite da governi vicini, meno remissivi di quello di Leopoldo IL Un miserabile
spione posto dalla polizia ai fianchi del Vieusseux, Pietro Brighenti, riuscì a
conquistarsi la sua fiducia come si era cattivato l'amicizia del Leopardi. Quel
malvagio ascoltava e rifischiava. Egli era giunto a formarsi l'idea, e ad
esprimerla, che il Vieusseux fosse « centro del liberalismo di tutta Firenze ».
Non avea torto davvero il mariuolo; ma questa voce, giunta agli orecchi di chi
stava vigilando pauroso di tutto, doveva acuire sempre maggiormente gli sguardi
dei censori toscani. Allora si cominciò a scorgere quali sentimenti e quali
ideo covassero in articoli apparentemente innocui. « Non v'ha quasi pagina in
cui non si parli dell'amor di patria, della libertà, ecc. », scriveva
inorridendo un corrispondente milanese del Parenti. Si cominciarono pertanto a
sopprimere dalla censura mezzi articoli e talora articoli interi, con quanto
dispendio del povero editore ognuno può imaginare. Alcuni fogli reazionarii
modenesi, segnatamente la famigerata Voce della verità, considerarono come una
loro nobile missione il venir smascherando ogni allusione liberalesca che
nell'Antologia si celasse, il che provocò richiami polizieschi e diplomatici da
parte dell'Austria. Finalmente gli ambasciatori d'Austria e di Russia chiesero
solennemente la punizione di due scrittori anonimi dell' Antologia, che avevano
ardito accennare, sotto molti veli, alle condizioni deplorevoli del Lombardo-
Veneto e della Polonia. Furono fatte pratiche presso il Vieusseux perchè
svelasse i nomi di quelli scrittori. Il Vieusseux non volle dirli, e nel marzo
del 1833 V Antologia era soppressa. Per quante pratiche si facessero, per
quante intei'posizioni si usassero, la soppressione fu mantenuta; il debole
governo toscano aveva troppa paura degli artigli dell'aquila bicipite. A che
non risorgesse la nobile rivista fiorentina, malgrado gli sforzi d'ogni genere
fatti dal povero Vieusseux, contribuirono poi ancora con velenose insinuazioni
i giornali legittimisti di Modena, la cui azione fu davvero delle più
svergognate in questa feroce quanto insidiosa demolizione Il Vieus (1)
Purtroppo in quelle brutte mene ebbe parte anche un valentuomo, di cui è molto
rispetftibile la dottrina, Marcantonio Parenti. Leggasi in proposito l'articolo
di Eumosiio Ci.kkici, Le polemù-Jie intorno all'' Antologìa », nel Giornale
storico della letteratura italiana seux dovette rimaner pago a proseguire il
suo gabinetto ed a tenere in vita il Giornate agrario. Miracolo che i governi,
divenuti ormai infantilmente sospettosi, non scoprissero la serpe del liberalismo
anche in mezzo a' cavolfiore ed alle carote! La narrazione documentata del
Prunas è feconda di utili ammaestramenti e ricostruisce una bella pagina di
quella storia del Risorgimento nostro politico, che si viene a grado a grado
svelando sempre più manifesta ed intera agli occhi nostri. Non è una pagina di
eroismo sfolgorante sul campo di battaglia, non è una. pagina di trame
pericolose, non è una pagina di sommosse cruenti; ma ormai tutti gli esperti e
i sennati sono convinti che a combattere nel modo come ha combattuto il
Vieusseux, in una battaglia di intraprendenza, di tenacia, di accortezza, di
sacrifìcio, col proposito di fare gli italiani prima che fosse fatta l'Italia,
ci vuole un eroismo più calmo, ma non meno vivo e fecondo, di quello che spinse
tanti generosi a congiurare, a battersi con forze disuguali col nemico, a
cimentarsi sulle barricate. Nota aggiunta. — Nel Fanfulla della domenica, 19
agosto 1D06. A rappresentare la temperie intellettuale e morale in che nacque e
visse V Antologia valgono le conferenze, di valore diverso, raccolte nel volume
La Toscana alla fine del Granducato, Firenze. Barbèra. 15KX). Gegia Marchionni.
« Due occhi cilestri, una bocca ridente, un « naso epigrammatico, una fronte
serena, una « bionda chioma ed una bianchissima carnagione « da far invidia a
madonna Laura; tutto questo « animato da una favella toscana la più pura, « da
un discorso ridondante di vezzi poetici, che t in lei erano naturai dono, da
un'amabile schiet« tezza che talvolta si vestiva di frizzante im« pazienza, da
una rara bontà di cuore che in « ogni suo atto si rivelava. » Cosi descrive il
Brofferio la Teresa Bartolozzi, la quale amava chiamarsi e farsi chiamare Gegia
Marchionni per l'affetto che portava alla sua cugina materna, la celebre
Carlotta Marchionni. Le notizie più diffuse che sinora si abbiano, anzi, a dir
propriamente, le uniche notizie riguardanti questa bizzarra figura della Gegia,
sono quelle che si leggono neh' ottavo volume dei Miei tempi, da cui il Masi
trasse profìtto in un articolo del Fan fui la della domenica ('). Il Brofferio,
curioso di conoscere qualche particolare intorno alla Gegia ed al Pellico,
amico di famiglia, s'era riAn. V, 1883, n. 1. Kkmsh Svaghi Critici II UEKIA
MARC rlIONNI volto a Carlotta. che In compiaceva subito inviandogli alcuni
preziosi documenti, vale a dire duo lettore innamoratissime del Pellico alla
Gegia, 1 una del 22 inumilo, l'altra del 20 luglio ]X20, e ([uatfro lettore
piene di ammirazione e di affetto alla Carlotta medesima. Di, si lamenta poi
osservando che Gigliola, in qualche parte, oscilla, ondeggia, è dubitosa. Ciò
non mi par ragionevole; anzi, per me, Gigliola è fin troppo greca, specialmente
nell'atto del suicidio espiatorio, che a noi moderni pare un controsenso. Non
per niente i secoli trascorsero e l'età di re Borbone Ferdinando I non è nè
quella di Edipo nè quella degli Atridi. Sulla Orestiade passò Amleto, nè poteva
un poeta d'oggi, sforzandosi di risentire tragicamente un fatto antico e di
rappresentare tragicamente una figura antica, spogliarsi interamente della sua
qualità di uomo moderno. La volontà ferma e diritta di Antigone, che contro
l'empio decreto di Creonte dà sepoltura alla misera spoglia del fratello
Polinice, è passata sin troppo in Gigliola, quando oltre al resto si pensi che
Antigone esercita l'inflessibilità del suo volere nel compiere un'opera
pietosa, mentre Gigliola nel commettere un'uccisione. Articolo della .V.
Antologia, lfi aprile 1905. LA FIACCOLA 249 E sia pure l'uccisione di ima mala
bestia, d'una bestia selvaggia senza nome, che tutto insozza e corrompe,
Angizia Fura, la femmina di Luco. Trascinata dal suo perverso istinto
ambizioso, essa ha suscitato nelle carni flaccide del padrone Tibaldo de Sangro
la libidine ardente di possederla, s'è disfatta della padrona, Monica,
facendole cadere sul collo, tagliuola orrenda, il coperchio massiccio d'un
cassone nuziale e cosi soffocandola in quell'ordegno di morte ('); e ora
delinque col cognato sanguigno e brutale, e ora mina con le misture venefiche
la tenue esistenza dell'adolescente Simonetto. In una parola; un mostro. Non
giusto ini sembra l'appunto del Corradini che trova in queir Angizia una specie
di « dilettantissimo criminale » e non sa spiegarsi perchè essa voglia la morte
(inutile, egli dice) del giovinetto. Data la natura mostruosa di quella bestia,
tutta la sua delittuosità procede a fi 1 di logica. Essa vuole spiantare la
famiglia intera dei Sangro, e comincia con l'erede, che è legato d'un sol filo
alla terra; poi si può giurare che attenterà a Gigliola ed al marito, perchè
vuole arricchire sè Codesta morte è d'un genere che potrebbe piacere ai
romanzieri ed ai drammaturghi russi. Dicesi, del resto, che non sia sconosciuta
nelle leggende abruzzesi. II D'Annunzio medesimo ne avea già fatto una
crudissima rappresentazione in certo suo vecchio bozzetto, La madia, Cfr. oggi
Le nocelle ilella Peni-ara, Milano, 1902, p. 381. [Un riscontro antico, di
Masuecio, additò il mio caro discepolo M. A. Garrone, nella Rivìnta d'Italia
del 1908]. e far ricco e potente il suo drudo, Bertrando Acclozamóra. Se non
che questa figura non ha di greco nulla; essa ci richiama ad altre fonti, ci
richiama, anzi, ad una fonte che non so se sia stata avvertita altrove, ma che
a me, sin dalla prima audizione, apparve manifesta. Alludo ad uno dei capolavori
del dramma borghese nordico, Fuhrmann Henschel di Gherardo Hauptmann. Si
giudichi. In casa del vetturino Henschel, la saggia e mite moglie di lui si
ammala, langue per alcun tempo e poi muore, lasciando una iìgliuola, Gustla. Il
marito, che alla domestica sana, florida, energica, Hanne, avea già fatto
l'occhiolino dolce, tantoché Frau Henschel se n'era impensierita; il marito,
reso vedovo, un paio di mesi dopo che la moglie era sotterra sposa la serva.
Questa trionfa nell'amor proprio appagato, nella sete di dominio soddisfatta, e
ben presto si palesa fredda, egoista, poco deferente verso il marito. La
piccola Gustla, non molto appresso, viene a spirare. Il povero vetturale
affranto, ridotto a mal partito, materialmente e moralmente, vuol prendere in
casa una bimba che Hanne ha avuto illegittimamente prima di congiungersi a lui,
Berthla. Ma Hanne non vuol saperne d'impicci, impietrata com'è nella sua
nequizia. Un brutto giorno, in una bettola, lo Henschel si sente dire in faccia
dal proprio cognato, con cui viene a parole, che sua moglie ha una tresca e che
probabilmente a lei si deve la morte della sua prima compagna e LA FIACCOLA
quella dì Gustki. Ciò conduce alla catastrofe: il vetturale tornato a casa si
appende per la gola. Questa lugubre storia non ha veri antecedenti drammatici,
salvo in una novella del medesimo Hauptmann, Bahnwàrter Thiel: le affinità che
si vollero vedere con drammi scandinavi e russi sono troppo vaghe ('). In
quella parte della produzione dello Hauptmann che è sinceramente e rudemente
realistica, Fuhrmann Renschel è l'opera più poderosa, non solo per logicità
serrata di condotta, ma anche per originalità. Nulla di più agevole ad
intendersi che sul temperamento recettivo del D'Annunzio essa abbia lasciato
gagliarda impressione e ch'egli, nella sua facoltà assimilativa non ordinaria,
abbia innestato quella favola germanica sul vecchio tronco greco delle nitrici
fatali. Angizia è una variante di Hanne; serva che si fa padrona, seducendo il
padron suo ed ammazzandone la moglie; vipera che attossica l'aria nella casa
diventata sua, e senza scrupoli, insidiosamente, tende a sbarazzarsi d'ogni
ostacolo; bestia che procura la rovina di quanto la circonda, con l'intento di
sedersi poi essa sui ruderi, trionfando e gavazzando immonda. Per tal guisa,
all'impostatura greca della tragedia s'allaccia il dramma moderno, saturo di
Per siffatte affinità e per l' analisi più particolareggiata del dramma, è da
vedere il garbato libretto di C. De Lolms, Geranio Haiiptmann e l'opera sua
letteraria, Firenze, 1899, pp. 170 sgg., ed anche nn suo articolo, L'ultimo
dramma di (1. Hauptmann, nella A. Antologia patologia. Esso influisce anche su
altri personaggi, sulla stessa Gigliola, che ha l'ossessione d'una monomaniaca,
come certe donne dell'Ibsen, come certe ligure del maggiore fra i seguaci
scandinavi dell' Ibsen, lo Strindberg. A questo gli antichi non pensavano;
erano troppo sani. Ed è pure ricorrendo a quest'ordine di fatti che si spiega
Tibaldo de Sangro, un cardiopatico floscio, che trova la violenza del nativo
Abruzzo e la cattiveria acre degli istinti primitivi pervertiti nella sola
scena terribile, pur tanto evidente nella sua fierezza, dell'alterco col
fratello Bertrando. Nel resto, Tibaldo è un indeciso, è, come fu detto assai
felicemente dal Corradini, « la materia frolla che sta fra le due eroine, tra
la volontà del delitto e quella della vendetta » . Ma io che non parto, come il
Corradini, dal preconcetto per cui nel teatro tragico dovrebbe esservi
solamente « scultura che si muove », io non posso scandalizzarmi al cospetto di
quel disgraziato adiposo, senza sangue e senza muscoli, che si vede crollar
tutto d'intorno, tutto, tutto, irrimediabilmente. Non so come qualcuno abbia
potuto sospettare ch'egli sia complice nel delitto per cui Monica lasciò la
vita nella tagliuola. Quest'è una sopraffina e premeditata calunnia, che gli
lancia in volto Angizia, sicura del potere che ha su di lui. * Sono coperta dal
tuo padre; due siamo, due fummo », esclama ella al cospetto di Gigliola
esterrefatta, e così pensa, la scellerata, di LA FIACCOLA 253 farsi scudo della
complicità altrui nel delitto. E da quel momento la pace di Tibaldo è
interamente perduta; egli si vede sospettato e reietto, dalla figlia, dalla
madre; la sua meschina anima n'è martoriata, n'è trascinata alla disperazione.
La disperazione sola può fare il miracolo di armargli la destra e d' indurlo a
prevenire sulla selvaggia bestia, cagione di tutti i mali, la vendetta che
dovea compiersi per le mani pure di Gigliola. Il vetturale Henschel ammazza sè:
Tibaldo uccide altri; ma nella inderisione, come nell'infelicità, hanno molti
punti di somiglianza, per quanto può essere simile un barone abruzzese ad un
popolano tedesco. I parenti più prossimi di Tibaldo non sono certo da
ricercarsi in Italia e molto meno in Grecia; ma tra le brume del nord, nel
teatro ibseniano. Un terzo elemento, complesso e non trascurabile, cooperò alla
formazione della Fiaccola, la tradizione, la topografia, gli usi paesani. Anche
qui il D'Annunzio ha saputo profittare, con senso d'arte insuperato, dei tesori
offertigli dal suo Abruzzo, e ciò contribuisce a formale lo sfondo del suo
quadro e a dar vita a un personaggio che anche i più scontenti dovettero
ammirare. Lo sfondo, che talor si anima e incombe col gravame solenne dei
secoli, è il palazzo dei Sangro; il personaggio è Edio Fura di Forco, il
serparo, padre sconfessato e maledicente d'Angizia. Oli quella casa baronale
dei Sandro, dominante il paesello di Anversa, nella regione degli antichi
Peligni, a mezzodì, oggi, nella provincia dell'Aquila! Le casupole di Anversa,
appollaiate sulla rupe, sembrali pulcini intorno alla chioccia, paurose di
precipitare nel burrone li presso, ove scroscia rabbioso e spumeggiante il
Sagittario; in lontananza si profila la Maiella nevosa ('). Gran predilezione
ebbe sempre il D'Annunzio per le case signorili vetuste, deserte, cadenti.
Rammenterete, nel Trionfo della morte, la casa degli Aurispa, a Guardiagrele,
pure al cospetto della Maiella, meno grandiosa certo e meno consunta di quella dei
Sangro, ma ricettacolo essa pure di brutture, di violenze, di malattie,
d'insidie, ove pure scoppia un alterco fra due fratelli, Giorgio e Diego, che
si detestano. Rammenterete, nelle Vergini delle rocce, la gran villa
trasformata di rocca feudale che prima era, conservante « tuttavia l'enormità
formidabile delle « sue mura e delle sue volte su cui le epoche « successive
avevano lasciate impronte varie di « arte e di lusso, talora in contrasto e
talora j?8, duna bambina, quella Jeanne d'Albret, che. doveva essere un giorno
madre di Enrico IV. Margherita. « donna di talento e di saldezza rara »,
com'obbe a qualificarla l'ambasciatore veneto* !iustiniani. s'adoperò in tutte
guise perchè la pace domestica non tosse turbata, ed all'amore verso il
fratello sacrificò, insieme, il suo stesso affetto materno e consenti che
quell'unica figliuola (un fanciullo, nato di poi. non visse che due mesi) le
fosse strappata ancor tenera, e clic, educata lontana di lei. servisse ai
disegni politici del re di Francia. Lungi dal serbargli rancore per quell'alto
crudele, la donna sublime continuò ad essere il buon genio del re Francesco, lo
sovvenne nella fondazione del Collegio di Francia, lo indirizzò nella scelta
dei professori, si studiò d'inspirargli, come sempre, quella tolleranza
religiosa che era in cima ai suoi pensieri e da cui i credenti s'allontanavano
allora, come ora, cosi di frequenti*. Quando era lasciata libera dalle
occupazioni presso la Corte grande, si rifugiava volentieri nella sua pacifica
Corte minuscola del Bea mese, nei castelli di Nenie e di Pan, ove si
abbandonava all'antico amore per la produzione poetica, e conversava d'arte, di
lettere e di filosofia con illustri personaggi, ovvero esercitava le agili dita
nei più squisiti ricami istoriati. La morte del fratello Francesco fu un colpo
di fulmine che distrusse quella pace. Dopo l'infausto avvenimento, Margherita
non stette più bene di LA MARGHERITA DELLE l'HINCII'ESNE salute: una gran
stanchezza la opprimeva, contro la quale tentava ormai indarno ili reagire la
sua volontà eccezionalmente energica. Il colpo d'apoplessia, clic la colse il
21 dicembre lf>4^, fu per lei una liberazione; per quanti, amandola, la
circondarono, una irreparabile sventura. Con Mitezza di penetrazione
psicologica femminile, la (iarosci ha rinarrato in tutti i più minuti
particolari questa vita, di cui qui son tracciate solo le linee capitali. E una
vita d'operosità, d'abnegazione, di pensiero, di sentimento, che non ha pari
nel periodo della Rinascita. Invano il pettegolezzo cortigiano, di cui fu uno
dei principali interpreti il Hrantòme, cercò di spruzzare del fango su quella
candida ed eletta figura. Essa resta, alla luce dei documenti, immacolata: e
tale, nel suo misticismo soave, nell'amore disinteressato per ogni cosa bella,
della natura e dell'arte, nella sete perpetua di verità e di poesia, nella
pratica indulgente e sagace della vita, è rappresentata nel libro della signora
G-a rosei. En po' di grafomania potrebbe non ingiustamente essere rimproverata
a Margherita d'Angoulóme. Ila scritto troppo, e non sempre bene. La Garosci
passa in rivista tutta intera la sua produzione e sa distinguervi ciò che vale
e ciò che significa da quel molto clic è vanità, lungaggine, cicaleccio. La
regina di Navarra non è una grande scrittrice, ma una scrittrice rapprese
illativa. Già Alfredo de Musset nota che in Margherita ci sarebbe stata la
stoffa di una romanziera; ma invece Elle aima mieux mettre en lumiere Une
larine qui lui fut ehère, Un bon mot dot elle avait ri. Codeste sue
osservazioni, ora gaie, ora malinconiche, affidò, quando ormai l'età le
consentiva ogni libertà di linguaggio, ad un libro di novelle, imitante il
Decaìneron, che per la sua educazione mezzo italiana potè conoscere nel testo
prima che, per sua iniziativa, fosse tradotto, nel 1543, in francese. Il libro,
rimasto interrotto per la morte di Francesco I 1.1547), fu in gran parte
composto in lettiga, nei frequenti viaggi di Margherita. Le novelle non
raggiunsero il numero di cento, come avrebber dovuto; se n'ebbe un Heplamèron.
Se l'inspirazione prima è nel Boccaccio, si può ben dire che molto vi si sente
il Cortegiano del Castiglione, libro che alla regina piaceva in sommo grado. A
differenza dal Boccaccio, la nostra gentildonna vi narra quasi sempre fatti
accaduti; a differenza dal Boccaccio, la satira che v'è frequente e pungente
contro il clero corrotto, non si estende mai dalle persone alle istituzioni,
per le quali Margherita nutriva sommo rispetto; a differenza dal Boccaccio, pur
mostrandosi l'autrice del tutto spregiudicata nel narrare fatterelli scabrosi,
non ha punto quella compiacenza del lubrico che caratterizza l'oscenità della
coscienza. Scagionandone Margherita, la Garosci ha fatto in proposito
distinzioni giustissime: « Questa raccolta di disgrazie coniu« gali (conclude),
di tragedie galanti e di stra« nezze antiraonastiche è immorale solo secondo «
le convenienze del nostro secolo; e le conve« nienze sono, si sa, cosa
estremamente varia* bile ». La pudibonda schizzinosità femminile dell'età
nostra, che non è punto indizio di vera e sentita verecondia, non era nelle
consuetudini nò del medioevo, nè del rinascimento (*). L' Heptamèron, chi lo
consideri a fondo, è libro di indiscutibile moralità, pensato e scritto da chi
aveva nobilissimo il sentimento dell'amore come quello della religiosità.
L'aver apprezzato giustamente, nel suo valore biografico, psicologico e
dottrinale, questo libro « parlato e vissuto » ; l'avervi per la prima volta in
Italia, additato la « profonda e sottile e compiuta conoscenza della psicologia
femminile »; l'averne giudicato rettamente il valore artistico, rilevandovi la
mancanza della lima, la soverchia prolissità dei ragionamenti filosofici e
teologici, « di una teologia ch'è « troppo femminina per non essere più diffusa
« che profonda », la deficienza d'ogni sentimento della forma, che pur non
toglie efficacia all'opera, giacché Margherita « non ha affatto bisogno di «
essere una scrittrice per scrivere eccellente« inente »; tutte queste cose ed
altre fanno del (li Su questo argomento sono da vedere i fatti e le chiose di
F. Novati, nello scritto I detti d'amore d'ima contessa pisana, in Attraverso
il medioevo, Bari, capitolo dedicato all' Heplaméron la parte forse più
interamente riuscita e più vivacemente spigliata del libro della Garosci. I
molti scritti in poesia, liriche, poemi, poemetti, drammi, si dispongono in due
grandi raccolte: quella delle Marguerites, edita la prima volta nel 1547, e
riprodotta in quattro volumi, coi migliori sussidi della critica, da Félix
Frank nel 1873; e quella delle Demières poésies, fatta conoscere nel 1896 da
Abel Lefranc. Se a tali due raccolte si aggiungono le due commediole satiriche:
Le malade e L' inquhiteur, pubblicate dal Le Roux de Lincy e dal Jlontaiglon in
appendice all' Heplaméron, si avrà tutta intera la produzione della regina di
Navarra ('). II valore delle Marguerites è più specialmente sentimentale e
religioso. Se nel poemetto La coche è presentata una sottile disputa d'amore,
nella quale è chiamata a pronunciare verdetto Renata di Fi-ancia; se nella
Complainte, tutta costellata di concetti biblici, è difeso Clemente Marot,
profugo per ragion di fede; se le epistole poetiche spirano tutto l'affetto che
la nostra verseggia trice aveva sempre desto nell'anima per il fratello
monarca: le chansons spirituelles esprimono con lirismo entusiasta il fervor
religioso della grande credente ed i lunghi componimenti che I non molti
componimenti poetici che restano ancora inediti nel ms. Bouhier, e dei quali
diede qualche conto il Paris nel menzionato articolo del Journal des savanti,
hanno importanza minima. s'intitolano Miroir de l'dme pecheresse e Triomphe de
VAgneau implicano discussioni dottrinali di fede e tripudio di un'anima
mistica. Malgrado la vivezza del sentimento, in tutti codesti versi vi è di rado
poesia: Margherita ragiona troppo e troppo sottilmente: lo slancio del suo
cuore entusiasta avviva spesso i suoi ragionamenti, ma a renderli poesia questo
non basta. Lo dice non male anche la signora Garosci: « Tutta questa * poesia
delle Marguerite?, non può dirsi, salvo « l'are eccezioni, della grande poesia:
elevatis« sima per il contenuto e scritta in lingua lim« pida e sana, manca
troppo spesso di ciò che ' distingue la poesia: il rilievo, il canto, il ritmo,
« lo slancio, che solleva non solo, ma sostiene il « pensiero ». Nelle Demières
poésies predomina la filosofia. Frammezzo alle epistole, alle liriche ed a
qualche componimento dialogato, spiccano qui due poemi: il poemetto in terzine
Le Navire, in cui Margherita piange per l'ultima volta la morte del fratello, e
la cosa più rilevante che la principessa abbia scritto in versi, l'esteso poema
allegorico Les Prisons. Nel Navire è imitata la terzina di Dante; nelle Prisons
è fusa in una visione di sapore dantesco quella filosofia platonica, che fu l'ultimo
rifugio dello spirito combattuto, esulcerato e passionale di Margherita. Ivi
assistiamo al progressivo liberarsi dell'anima umana, condotta da guide
simboliche, dalle prigioni dell'amore, della mondanità, della scienza: la
liberazione viene dal lume divino, partecipato per via della fede, ed è esso la
verità a cui l'anima anela ed in cui finalmente s'acqueta. Dante e Platone
furono l'ultimo conforto di Margherita, eda lei pervennero entrambi
dall'Italia. 11 platonismo della dama d'Angoulème era passato a traverso il
Ficino ed il Landino, era il platonismo del nostro Quattrocento ('). La
Commedia di Dante fu uno dei libri che potè avere tra mano fin da giovinetta, e
non è impossibile che la madre, la quale insegnò a lei ed al fratello
l'italiano, e lo spagnuolo, gliene facesse sin d'alloragustare qualche
episodio. L'alta società francese di quel tempo era tutta satura d'italianismo:
è noto quanto le arti e le lettere italiane campeggiassero alla Corte del re
cavaliere (!), dal desiderio di compiacere il quale sembra che il nostro
Castiglione abbia avuto la prima mossa a scrivere il Corlegiano. Margherita,
che non solo intendeva, ma anche parlava e forse scriveva persino in versi la
lingua nostra (3), informò, come vedemmo, a quell'impareggiabile libro di
cortigiania le sue novelle, per cui aveva dal Boccaccio solo attinto l'idea e
l'ordinamento, e di altri scrittori nostri, come ad esempio del Sannazaro, si
mostrò buona cofi) Vedi Lkfranc, Marguerite de Xararre et le platonisme de la
Renaissance, nella Bib1iotli*que de l'école dea chaHes del 1897 e del 1898.
Tutti ormai hanno letto il buon saggio di F. Flamlni, Le lettere italiane
allacorte di Francesco I di Francia, nel suo volume di Studi di storia
letteraria italiana e straniera, Livorno, 1895. Vedi I'» ot, I^es Francois
ilalianhant* aie XVI siede, I, Paris noscitrice. All'ostico ma salutare
nutrimento della poesia dantesca sembra tornasse nell'ultima fase del suo
pensiero; ma le traccie che ne rimasero nell'opera sua sono delle più
significanti, ond'è che questo soggetto, prima che ne trattasse nel suo volume
la signora Garosci, aveva già attirato l'attenzione di critici come l'Hau vette
(') ed il Farinelli (*). * Tre periodi riconosce la Garosci nella vita e nel
pensiero di Margherita: « un periodo di mi« sticismo giovanile, un periodo di
più decisa (li Margherita delle Dernières poesìe» è l'argomento principale di
cui tratta I'Hauvette nella sua conferenza su Dante nella poesia francese del
Rinascimento, trad. it., Firenze, 1901. È noto che il Farinelli attende ad una
grande opera in due volumi su Dante in Francia, di cui vedemmo, per cortesia
dell'autore, molti fogli di stampa, e che si spera esca in luce entro l'anno
1906, editor* lo Hoepli. Tra i saggi di quest'opera egregia, che sono già
comparsi, uno riguarda Dante nell'opere di Christine de Pisan (Halle, 1905, nel
volume giubiliare dedicato ad Enrico llorf i ed un altro Dante e Maryherita di
Xacarra, nella lìii-ista d'Italia del febbraio 1902. Se Cristina, specialmente
nel poema Le chemin de long elude (1402), fu la prima imitatrice francese
dell'Alighieri, Margherita fu la seconda; il culto di essa per Dante va
collegato col suo desiderio sempre vivo di scrutare i problemi religiosi e con
l'elevazione costante dell'anima sua nel proseguire la verità. Si noti che la
prima versione francese AelVInferno Dantesco, fatta sugli inizi del sec. XVI, è
giudicata opera d'un abitante del Berri : e siccome Margherita era nel 1517
creata dal fratello duchessa di Berri, si suppose che il traduttore fosse uno
dei suoi cortigiani. La supposizione, ardita ma non iuverosimile, è di G.
Camus, nel Giornale storico della letteratura italiana « partecipazione alle
dottrine e agli ideali della « Riforma, un ritorno al misticismo giovanile con«
fortato di elementi platonici: tutto ciò su un « fondo stabile di catolicismo
non mai aperta« mente sconfessato nelle linee dogmatiche, as« sidua mente
praticato nelle cerimonie del culto « e nelle relazioni eccellenti con la Santa
Sede > (p. 342). Questo convincimento intorno alla posizione della regina di
Na varrà rispetto al moto riformista rampolla da tutto il libro di cui ci
occupiamo, e ne è il risultato più notevole. Il Lefranc, e, dietro a lui, il
Rasraussen, considerarono Margherita come decisamente protestante; opinione, del
resto, già antica per la costante simpatia da essa dimostrata ai riformisti,
per la protezione accorda taad alcuni diloro, per Je opinioni espresse con
tanta insistenza nella parte maggiore dell'opera sua. Sin dalla giovinezza la
nostra gentildonna aveva stretto relazione con quel Guglielmo Brigonnet,
vescovo di Meaux, spirito nobilissimo, mistico, aspirante al rinnovamento del
clero, che accolse poi nella sua diocesi i principali fautori della riforma
religiosa in Francia, Guglielmo Farei, Gherardo Roussel, Michele d 'A rande, e
il Lefòvre d'Etaples (';. Al centro intellettuale di Meaux aderì con tutta
l'anima la giovine duchessa dalla vicina Alencon. Si badi, I rapporti di
Margherita col Brigonnet sono oggi meglio noti mercè la pubblicazione fatta nel
1900 da Ph. A. Becker. peraltro, le dottrine di elevatezza e larghezza
religiosa, professate dal Lefèvre d'Etaples erano anteriori a Lutero e a
Calvino. Quando la Sorbona ed il governo di Francia presero e reagire
violentemente contro ogni idea di riforma ecclesiastica e religiosa, Margherita
fu presso il fratello titubante ed opportunista la maggiore alleata del Bri5per
chi scende dal Cenisio (XIX, ;V), e quell'Ancona mezzo orientale, abitata per
un buon terzo da Greci, come non fu mai (I, 4), e via dicendo. Ma in fondo,
anche per la Stael, l'Italia è la terra dei morti ; solo essa ha uno strano
presentimento che possa risorgere come nazione moderna, e di questo
presentimento si fa interprete Corinna, che sente l'italianità con vero
fervore. Tutti sanno che Cornine è per tre quarti una specie di Baedeker
anticipato: le città visitate dall'autrice, Roma specialmente, poi Napoli,
Milano, Venezia, Bologna, Firenze e altre minori, ci sfilano d' innanzi coi
loro monumenti, sui quali molto, anzi troppo si ragiona. Ma son ragiona ri)
Leggasi il libro di U. Mknoix, ÌJ Italie dei romantìtjites, Paris, 1902, ov' é
pure un capitolo sulla Stael. 294 CORINNA nienti -che quasi sempre rivelano più
dottrina e pensiero che gusto. Osservazioni come quella calzante fatta sul Correggio,
« le Corrège est peut-ètre le seul peintre qui sache donnei' aux yeux baissés
une expression aussi pénétrante que s'ilsétaient levés vers le ciel » (XIX, 6),
sono rare. Sente la Stael il fascino delle rovine a cui l'aveva iniziata
Guglielmo Schlegel, suo compagno di viaggio, che sapeva a memoria i principi
del Winckelmann e del Lessing e le osservazioni del Goethe sente anche la
suggestione dei luoghi deserti e delle catacombe, che parlano all'anima; ma
vivo senso della natura non ha (*). Alle cose inanimate preferisce pur sempre
gli uomini; ma gli uomini e le donne d'Italia conosce troppo imperfettamente,
sicché i suoi tipi d'italiani sono astrazioni. La preferenza che Osvaldo dà a
Lucilla Edgermond in confronto a Corinna, sia pure sospintovi dal culto per la
memoria paterna (un tratto anche questo che il lord scozzese ha comune con la
Stael), è un disconoscere le qualità di spirito italiane. Osvaldo, in ultima
analisi, al pari della scrittrice di Corintie, al pari del volubile conte
d'Erfeuil, ama, si e no, l'Italia accademica, ma non ama l'Italia degli
italiani, perchè non la conosce. Piaceva alla Staèl segnatamente la poesia
italiana: cita (talora storpiandoli) versi di Dante, (1; Cfr. Blesnerhasset,
Op. cit., Ili, 168 sgg. Vedi pure di lei l'articolo Frati voti Stael in
Italien, nella Deutsche Iiunrfschau del 1888, voi. 56, pp. '267 sg#. (2,1 Vedi
ciò che osserva il Saixte-Bei:ve, Op. cit., p. 127 «. CORINNA 21)5 del Tasso,
del Metastasio; loda specialmente il Monti e l'Altieri; ma s'ingannerebbe a
partito chi reputasse profonda la sua cultura nelle cose letterarie nostre.
Prima di scendere nella penisola, la Staci sapeva assai poco di letteratura
italiana. Nei mesi che vi trascorse nel 1804 e nel 1805 sfogliò molti libri
italiani, si entusiasmò più volte, perchè la sua indole era facile all'
entusiasmo; ma non ebbe il tempo necessario per approfondire i suoi studi. Chi
le fece gustare la nostra poesia fu Vincenzo Monti. Oggi, meglio che un tempo,
conosciamo le relazioni della Staèl col Monti ('). E risulta sfatata da questa
miglior conoscenza la leggenda, accreditata specialmente dal Cantù ('), che la
gentildonna francese fosse intensamente innamorata del Monti, e che questi non
le corrispondesse. Nulla di simile alla relazione, veramente amorosa, che avvinse
per quasi tutta la vita mad. de Stael a Benjamin Constant, il quale ne subiva
il giogo. È ben vero che la scrittrice nostra dirigeva lettere molto espansive
al Monti, Alle 36 lettere della scrittrice francese al poeta italiano note sin
dal 1876 per un volumetto ormai divenuto assai raro, la sig. Ilda Morosini
volle aggiunte le altre, che si trovavano inedite a Ferrara, e su tutte compose
un garbato articolo del Qiorn. stor. Mia leti, italiana, voi. XLVI (1905). Poco
appresso Julien Lxichaire ottenne di poter estrarre dall'archivio di Coppet le
lettere del Monti alla Staèl e le inserì nel Bulletin italien, voi. VI (1906,).
Così si può studiare intero quel carteggio, e le nostre idee ne guadagnan
chiarezza. Monti e l'età che fu sua, pp. 99-101. 296 CORINNA e che questi, non
sempre, ma spesso, la ricambiava con uguale espansione ; è anche vero che tra
le cose ammirate in Italia la Stael soleva porre il Monti in prima linea,
accanto al mare, a S. Pietro, al Vesuvio; ma conoscendo i due personaggi, entrambi
sensitivi e pieni di fuoco, è agevole capacitarsi che tutto ciò si potea
conciliare con una semplice, affettuosa amicizia. Di ricorrere all'ipotesi
dell'amore, dall'una o dall'altra parte, non v'è necessità alcuna anzi se ne ha
smentita. La Staèl desiderava che il poeta italiano la riguardasse come una
sorella e il Monti voleva esserle fratello ('). Queste designazioni commentano
i loro rapporti vicendevoli e ci spiegano l'affettuoso interessamento
reciproco, anche se in qualche lettera la frase colorisca il sentimento.
Giacché, come accennai, la fonte principale della grande amicizia della Staèl
pel Monti era letteraria. Ammirasi in Corintie il Monti come un impareggiabile
dicitore di versi: il sentirlo recitare squarci come l'Ugolino, la Francesca,
la morte di Clorinda è « un des plus grands plai* sirs dramatiques * . Infatti
il Monti, a Milano, lesse alla dama, che poco sapeva di lettere italiane e se
n'era foggiata idea storta (!), molti fi) Bulletin ilalien cit., pp. 164 e 354.
Vedasi specialmente la sua opera La littérature ronsidèrèe dans spu rapporta
avec leu inatitutions socìales e ciò che ne dice il Dejob. Op. cit., pp. 25-41.
V CORINNA brani di classici nostri, segnatamente di Dante ('); lesse come
sapeva legger lui, sicché la Stael ne fu commossa sino alle lagrime. A Luigi
Hossi, che gliela aveva presentata, scrisse il Monti il 9 gennaio 1805,
d'essere soddisfatto d'averle inspirata « una migliore idea dell'italiana
lettera« tura, facendola piangere largamente alla recita « di qualche bel pezzo
de' nostri classici, e for« zandola a confessare di a ver errato nei suoi «
giudizi, de' quali mi ha promesso la ritratta« zione » (*). E il Monti continuò
sempre ad essere per la Stael il miglior consigliere in fatto a poesia
italiana, sebbene essa conoscesse altri letterati ben più disposti di lui ad
incensarla, specialmente il Cesarotti. Quell'amicizia era cementata di
letteratura e, malgrado le espansioni, continuò sempre ad essere letteraria,
mentre verso la cara figliuola di Germana. Albertina, il Monti sentiva
tenerezza paterna e ne era tìglialmente corrisposto. Intercedeva (nè fu
abbastanza considerato) tra gli spiriti del Monti e della Stael diversità non
piccola, specialmente nel modo d'intendere la Per Fuso che là Stael fece di
Dante cfr. Counson, Dante en Franr.e, Erlangen, 1906, pp. 111-115. E notissimo
il passo d' vi ria lettera al Monti del 23 giugno 1905 : « J' étudie le Dante •
avec ardeur, pour qu'à votre arrivée à Còppet vous me trouviez plus avancée
encore dans Titalieu . Nell'autunno di quel medesimo anno il Monti fu nel
castello di Coppet, ospite desideratissimo della Stael. Cfr. Il libro e la
stampa, I. 53-54. G. BiADEGn, Vincenzo Manti e la baronessa di Stael, Verona
CORINNA letteratura. Il Monti piegò al romanticismo solo in qualche occasione,
per quella sua duttilità singolare, ma in fondo rimase sempre classicista
fervente; la Staél era, per indole e per cultura, una romantica. Assai prima
d'affermare col famoso libro De VAllemagne (1810) le sue simpatie per la
Germania dei filosofi e dei letterati, la cui conoscenza fu per quell'opera
particolarmente diffusa oltre il Reno, la Stael, svizzera d'origine e
cosmopolita per educazione, avea mostrato decisa tendenza al rinnovamento delle
lettere. Essa partì dal Rousseau, il cui influsso è patente nel romanzo
epistolare Delphine (1802), e con la meditazione dei pensatori tedeschi, e con
lo studio della propria anima passionale affinò l'arte propria in Corintie, che
è scrittura, malgrado incertezze e contraddizioni, eminentemente romantica (').
In Italia Corintie fu bene accolta dai novatori, e quando, per curar la salute
del secondo marito Alberto de Rocca, sposato clandestinamente nel 1811, la
scrittrice francese scese fra noi una seconda volta, negli ultimi mesi del
1815, si trovò in un ambiente tutto romantico. Conobbe il Con ci) Il Leapardi
trovò più volte nel libro un'implicita condanna di massime professate dal
romanticismo. Con l' usata precisione è qualificato il romanticismo della Stael
in Laxsiix, Liti, francatile, pp. 865-9". Ivi su C'orinne l'eccellente p.
860. CORINNA 299 falonieri, il Pellico ('), il Nìccoliin,«-+! ab. di Breme ed
altri molti. Fu anzi il di Breme che prese caldamente le difese della Stael,
autrice di un articolo sulle traduzioni inserito nella Biblioteca italiana, a
llorché divamparono le polemiche su quel soggetto scottante (*). Il di Breme,
come fu recentemente dimostrato, venne ad essere con quella sua difesa della
Staci il primo aperto avvocato italiano del romanticismo, perocché il suo
articolo precede di qualche mese la notissima Lettera semiseria di Grisoslomo,
per la quale il Berchet è solitamente considerato come il nostro più antico
annunciatore del nuovo verbo letterario (3). Il quale verbo letterario era tale
da adattarsi all'indole dei vari paesi e quindi era logico che la fisionomia da
esso assunta in Italia diversificasse parecchio da quella di altri luoghi.
Temerario l'asserire per ciò non solo che fra noi romanticismo non esistette
(4): può darsi, E strano che il Dejoh. il quale diffusamente nana la seconda
dimora italiana della Stael, affermi che il Pellico non la conobbe (pag. 124).
Il Pellico medesimo nel cap. 50 delle Prigioni, dice di averla incontrata in
casa Porro. Di quelle polemiche riassunse bene le vicende Eugenia Montanari,
Per la storia della « Biblioteca Italiana », in Miscellanea in onore di G.
Mazzoni, II, 3(i3 sgg. Se ne veda la dimostrazione in (ìuuxrinne con rispettosa
riconoscenza. Nota aggiunta. — Già nel Fanfulla della Domenica del 14 marzo
190i). sunse in Germania ed in Francia. Se il Trezza allargò oltre ogni misura
il valore del romanticismo, panni che questa signorina, tutt1 altro che poco
intelligente del resto, lo restringa ingiustificatamente. Il soggetto,
delicatissimo, non vuol essere trattato a sciaholate. Dovréhbe servire di
monito e di modello la cautela con che procedette il Graf nello studiare il
romanticismo del Manzoni. il) AH" ipotesi del romanticismo considerato
come pianta indigena italiana accenna G. Perai.k, a p. 87 del suo libretto su
L'opera di (Gabriele Rossetti, Città di Castello, 190ti. L'idea fu sostenuta
dal Flamini in un corso universitario. Scorrendo il carteggio dello Stendhal.
Per Enrico Beyle, lo confesso subito e sinceramente, io non ho alcuna
particolare ammirazione. Poco simpatico lo scrittore; meno simpatico l'uomo. Ho
assistito con stupore, e non senza qualche disgusto, al gran da fare che si
diedero gli stendhaliani di Francia per pubblicare e pubblicare e pubblicare
tutti gli abbozzi e frammenti di suoi lavori rimasti inediti a Grenoble, per raccogliere
tutte le briciole cadute dalla sua mensa, per chiarire le innumerevoli sue
bizzarrie e svelare il mistero dei molti pseudonimi con che designò sè medesimo
e gli amici suoi. S'è costituito un club stendhaliano; vi sono più raccoglitori
specialisti di autografi stendhaliani e di memorie di lui : tutte cose ottime
quando si avesse a fare veramente con una individualità eccelsa; ma trattandosi
invece d'un uomo, vivace innegabilmente d'ingegno, ma sregolato, paradossale,
sconclusionato e più che un poco mattoide, sembrano tanto esagerate, da
confinare col grottesco. Il fenomeno, per altro, di questa contagiosa montatura
entusiastica, che ha prodotto ormai mezza biblioteca, non cessa, per questo,
d'esser cleono di noto, anzi lo è tanto più, quanto meno sembrerebbe, a persone
equilibrate, degno d'incenso e d'adorazione quell'idolo. Non fu, quindi, senza
interesse che appena uscita in buon assetto, ordinata, annotata la
Corrispondance dello Stendhal, mi diedi a scorrerla con gran curiosità, per
vedere se i miei preconcetti, leggendo nell'anima dello scrittore come prima
non s'era potuto fare, si dileguassero. La Correspondance infatti, che ora ha
veduta la luce in tre grossi volumi ('), consta di ben 700 lettere, mentre i
primi due volumetti della Correspondance inedite, editi nel 1855, con una
prefazione di Prospero Mérimée, ne contenevano solo '212. Quel libro, inoltre,
divenuto ormai quasi irreperibile, recava le lettere in gran parte mutile e
deformate. La nuova edizione le dà intere, perchè rivedute quasi tutte sugli
autografi. Essa aggiunge e pone al loro luogo, secondo cronologia, le lettere
già edite nel 1892 col titolo di Lettves inlimese nel 1893 in seguito ai
Sourenirs d'égotisme, quelle officiali od officiose rintracciate negli archivi
dei Ministeri di Francia, ed un centinaio circa di lettere inedite e
sconosciute. Giovarono massimamente alla nuova raccolta gli autografi
stendhaliani posseduti dal Cheramy, sicché oggi si ha un epistolario nutrito e
ben curato. Di esso ho profittato per rivivere col fi) Corresponrìanne de
Stendhal (lXfx)-1842), pubi, par Ad. Paupe et P. A. Cheramy, Paris, Oh. Bosse,
1908; tre volumi in-8 gr. DELLO STENDHAL 303 Beyle; ed ho richiamato alla
memoria quel molto di autobiografico, che v'è negli scritti editi da lui, sia
viaggi, sia romanzi; e mi son servito, con la debita circospezione, delle tre
opere postume più ragguardevoli, fatte conoscere da quel gran beylista che è
Casimiro Striyenski ed aventi carattere autobiografico: il Journal, che va dal
1801 al 1814 la Vie de Henri Brulard, che narra i fatti dal 1878 al 1800 (2), i
Souvenirs d'ègotisme, che dal 1821 giungono al 1830 (3> Della ormai grande
letteratura critica sull'autore delfinatese potei consultare i prodotti più
notevoli, facendo tesoro in ispecie del laborioso e sensatissimo volume di
Arturo Chuquet (*), che è e resterà l'opera capitale scritta sul Beyle (5).
Fatto ciò, la mia coscienza non mi rimorde di aver trascurato nulla per
addentrarmi nella cognizione d'uno scrittore, di cui troppi ragionano e scrivono
senza conoscerlo. Le spigolature critiche, che qui seguono, non sono frutto di
una escursione superficiale e molto meno di ricerche indirette e frettolose. Se
da esse lo Stendhal non uscirà in paludamento eroico nè con l'aureola dovuta ai
sovrani intelletti, la colpa non sarà mia. (I) Paris, Charpentier. 1888., non
hanno prodotto che un grand'uorao ed un pazzo: « le grand nomine est
Shakespeare, le fou Milton » (I, 93). Sdegnava il Pope e credeva che il Lutrin
del Boileau valesse cento di quei ricci perduti (I, 245). Quando si recò, nel
1826, in Inghilterra, quella vita gli piacque pochissimo e trovò da biasimare,
con poco giudizio, precisamente ciò che altri lodano, le istituzioni
giudiziarie e la condizione della donna (II, 436). Per lo Scott provò dapprima entusiasmo
(II, 195, 227, 272, 302; ; ma poi gli venne in uggia e ne disse corna t1).
Nell'autunno del '16 conobbe a Milano il Byron nel palchetto di Ludovico di
Breme (II, 501) (*), e desinò poi con lui (II, 13) e si compiacque di scriverne
ad una dama inglese nel '24 (II, 341-43); ma da quella lettera importante e
dallo schizzo Lord Byron en Italie che è nel volume lìacine et Shakespeare,
risulta che gli piaceva più la sua bella ed espressiva fisionomia delle sue
opere e che quella inamidatura di lord gli dava ai nervi. Tuttavia, meglio gli
inglesi che i tedeschi. Sebbene più d una biondina formosa gli piacesse in
Germania, non ebbe mai buon sangue nè con Hod, p. 80; Chuqitet, p. 30f>.
Quivi la data 1812 è un errore di stampa, o di gTafia, o di memoria. Vedi II,
342. quella gente, nè con quella lingua, nè con quella letteratura. I maschi
gli sembravano sgraziati, le femmine * agréables » prima del matrimonio; ma
dopo il matrimonio « faiseuses d'enfants, « en perpétuelle adoration clevant le
faiseur » (*). La lingua e la letteratura tedesca faceva le viste di
conoscerle, ma ne sapeva poco e male (*), come in genere sapeva imperfettamente
ogni lingua all' infuori della sua. A Vienna solo se la godette davvero,
sebbene vi fossero sin troppe belle donne (I, 343). Vienna era notoriamente la
città tedesca che più talentava ai francesi. Oltre al resto, v'era per lui
anche l'attrattiva della musica. Descrive un Tedeum sentito nella cattedrale di
Santo Stefano nel novembre del 1809, alla presenza dell'imperatore Francesco,
che fa pensare a tante cose (I, 350 e sgg.). Annoiato di Civitavecchia, nel
1835 chiese qualche consolato in Spagna, ma non l'ottenne (III, 147). Di quel
paese poco seppe: non andò mai più in là di Barcellona; la Spagna rimase per
lui sempre un paese fantastico, che vedeva traverso ai libri (I, 128). Non
dimentichiamo che nel 1840 carteggiava con la bellissima signorina Eugenia
Guzman y Palafox, poi contessa di Montijo, a cui la sorte riserbava la corona
di imperatrice di Francia, corona di spine (III, 253). (lj Chequi-, pp. 94-95.
Questo giudizio che mi formai sulla Correiipondance, godo di vederlo condiviso
dallo Chuqi-et, p. 299, buon conoscitore di cose tedesche. SCORRENDO IL
CARTEGGIO Resterebbe, a provare il famoso cosmopolitismo del Beyle, la nostra
Italia. E qui non certo io negherò che egli l'abbia amata, anzi amata molto,
amate come pochi stranieri. Dalla prima volta che vi mise piede fino ai suoi di
estremi, egli ebbe per l'Italia e per gli Italiani una grande simpatia, e le
prove, come da tutte le altre opere, cosi pure dall'epistolario, potranno
esserne agevolmente raccolte a centinaia. Ma che l'abbia capita molto e bene
questa patria nostra, che si sia veramente reso ragione de' suoi bisogni, de'
suoi pregi e delle sue miserie materiali e morali, dubitavo dopo aver letto
Home, Naples et Florence (l) e gli altri viaggi, e ancor più dubito oggi dopo
percorso il carteggio. Incanto impareggiabile hanno per lui, in Italia, le
bellezze naturali; ma solo in qualche lettera vi s'mdugia; mentre gli pare più
conveniente occuparsi in pubblico delle arti, cosi solennemente rappresentate
nel nostro paese. I due volumi usciti nel 1817 col titolo troppo pretensioso di
Hifttoirie de la peinture en Italie sono certo curiosi, ma affogano le
osservazioni personali in un mare di discussioni teoretiche, e per quel fi)
Questo libro usci la prima volta nel 1817; nel 1818 se n'ebbe a Londra una
traduzione inglese; la seconda edizione francese fu del 1826; la terza,
postuma, del 1854, sulla quale furono condotte le successive ristampe
stereotipe. L'esemplare del 182(7 che è nella Vittorio Emanuele di Roma ha
postille autografe, di non grande momento. Le comunicò il dott. Paolo Costa
nella Xuova Antologia del lfXDC. che è dei particolari di fatto, rappresentano
un vero saccheggio di nozioni date da altri. Se si volessero distinguere, nelle
innumerevoli osservazioni d'arte di cui lo Stendhal ha seminato i suoi scritti,
quelle che hanno vero valore d'originalità, se ne ricaverebbe un libretto di
pochi fogli. Di artisti contemporanei, egli ammirò con fanatismo il Canova; ma
non si rileva troppo perchè veramente lo amasse tanto, egli che pure a certe
idealità canoviane sembrava così estraneo. Non diversamente dal Montaigne,
tanto più arido di lui ('), gli piace studiare in Italia specialmente gli
uomini, che gli si presentano con quella spontanea schiettezza e con quella
fiera e primitiva energia, onde è innamorato. Ma anche qui cade nel suo solito
difetto, il plagio; giacché fu assai giustamente osservato che senza la Corinne
della Stael, di quella povera Stael su cui esercitò tanto la sua maldicenza
(cfr. Ili, 81-87), egli sarebbe difficilmente riuscito a valutare l'anima
italiana e a leggervi dentro (s). Il più delle volte, peraltro, egli ci appare
un gran cronista, curioso, anzi ficcanaso, parecchio pettegolo, ma
superficiale. Sia nei viaggi, sia nelle lettere, rileva in gran copia gli
aneddoti, se ne compiace, li accarezza, li gonfia: raro è che assorga a vedute
originali e larghe; raro è 9 Mi sia concesso di richiamare in proposito il mio
vecchio articolo Montaigne in Italia, nella Gazzetta Letteraria del 25 maggio
1889. Chuqckt, che s'immedesimi nella vita italiana, come seppe fare, nei
rapporti artistici, il Goethe, che dal viaggio in Italia tornò rinnovato.
Massone sin dal 1806 e ribelle per indole, frequentatore a Milano dei palazzi e
dei salotti, ove fermentavano le idee liberali, cadde in sospetto (ci voleva
tanto poco!) alla polizia austriaca, che lo sfrattò dalla Lombardia (';; e
quando, più tardi, fu nominato console a Trieste, ove si annoiava a morte, il
principe di Mettermeli non ce lo volle. Eppure, pochi uomini politicamente meno
pericolosi di lui. Non capi affatto la poi-tata politica del Conciliatore, nè
seppe vedere che cosa in Italia importasse il romanticismo. Un suo scritto
italiano sul romanticismo fu, con ogni probabilità, solo annunciato e non mai
eseguito (!); e, del resto, non concepisco come ei potesse scrivere in italiano
un'opera da dare alle stampe, mentre fu sempre così imperfetto conoscitore
della lingua nostra (3). Si hanno di lui alcune il) Vedi i documenti prodotti
dal D'Ancona in quella parte delle sue Spigolature nell'archìvio della polizia
austriaca di Milano i yuova Antologia. 10 gennaio 1899), che concerne il Beyle.
Il dilingentissimo Chuquet non lo conosce; il D'Ancona ne fece indarno ricerca.
Io stesso, che pure ebbi la fortuna di disporre, per lo Stendhal, d'un ricco
materiale, quale è quello che venne alla Biblioteca Nazionale di Torino pel
munifico dono della raccolta, in gran parte napoleonica, del barone Alberto
Lumbroso, non potei vederlo. Tuttavia anche recentemente H. P. Thiemk. nella
sua Guide bibliografiiiue de la littérature franqahe de 181MJ à 19, Paris,
1907, pagina 394, registra dello Stendhal come stampata a Firenze nel 1819, un'operetta
Del Romantismo nelli arti! Cos.!! (8) La sua mostruosa lettera italiana alla
sorella Paolina, pairine francesi, Qu'est-ce que le vomantìhmeì, nel volume
Racine et Shakespeare; ma attestano solo una gran confusione d'idee. Il
romanticismo, per lui, era solo naturalezza e verità contrapposte
all'accademicismo convenzionale; quindi in una lettera, dice arciromantici
Dante e l'Ariosto (II, 124) e altrove professa che tutti i grandi scrittori
furono romantici al tempo loro ('). iSiamo, evidentemente, fuori di strada. Se
pei' il Pellico, di cui stimava oltre il merito la Francesca, si adoperò con
sincera amicizia presso il Bvron ili, :$03-4 e 338-40), gli è solo perchè
quella soave e quasi femminea natura di iioino^ lo aveva stranamente
soggiogato. Quali siano stati i giudizi del Beyle su lette dei 23 dicembre 1800
(I. 17-18;, è cosa giovanile; ma anche in seguito i suoi progressi non furono
grandi. Si può esser sicuri che ogni qualvolta gli accade di citare una frase
italiana la infarcisce di spropositi. Cfr. I, 153, 294. 381, ecc. In una
importante lettera alle sorelle, del 1827. in cui dà loro utili consigli
pratici per \m prossimo viaggio in Italia e le raccomanda al Vieusseux, «
libraire et homme d'esprit qui rassemble à un épervier », commette il comico
errore di scrivere spezzate invece di spesate (II, 471). Aveva proprio ragione
il Beyle quando diceva: « Je crois qu'il y a peu d'hommes qui aient aussi peu
de disposition que moi pour ■ appvendre les langues » CI, 55.). I nuovi editori
dell'epistolario gareggiano col loro autore nello spropositare l'italiano. Sono
essi, ritengo, e non l'autore, che convertono l'ufficio del bollo in ufficio
del botto (Ill.»153-154) e costantemente mascherano Sinigaylia in Sivigaglia. A
p. 57 del voi. Ili il B. si chiede: « permettra-t-on la force de Sivigaylìa? *
E ovvio che si doveva leggere « la foire de Sinigaylia >, la fiera
celebratissima a quel tempo. Siamo nel 1831.Rod, rati italiani indicarono
parecchi espressamente, specie il D'Ancona e lo Chuquet. Con l'epistolario non
vi è molto di nuovo da aggiungere, ma parecchio da completare. Per quanto i
suoi apprezzamenti di critica letteraria siano molte volte di discutibil
valore, s'ha almeno il vantaggio di trovarsi qui d'innanzi impressioni
immediate e genuine, non già rifacimento di pareri altrui, come avviene
altrove, ove parla del Metastasio e dell'Alfieri ('). Di scrittori nostri
antichi, i più graditi gli sono sempre l'Ariosto ed il Tasso. Anche il Bandello
gli piace e lo rammenta nell'avvertenza proemiale alla Chartreuse de Parme,
libro in cui l'influsso bandelliano mi sembra innegabile. La lettura del
Goldoni lo rasserena a Berlino nel 1807 e gli ricorda giocondamente l'amata e
remota Italia (I, 299). Legge pure Carlo Gozzi, ma non lo stima (I, 319). Il
Monti è una « girouette », ma nel medesimo tempo « le Racine de l'Italie » (II,
65). Nel Jacopo Ortis non sa vedere che « une copie du Werther » (IL 286).
Curioso è il paragone che istituisce fra i Sepolcri ed il carme in morte
dell'Imbonati, dando la preferenza a quest'ultimo (II, 408). Il suo fanatismo
irreligioso gli fa considerare come antisociali e venefici gli inni sacri del
Manzoni; ha certa deferenza per le sue tragedie, ma le giudica più letterarie
CI) Dei plagi nella critica letteraria dello Stendhal s'occupò a varie riprese
A. Lumbroso. Vedi indicazioni nella Rivista d'Italia che teatrali (II, 165,
168, 295-96Ì. Va in solluchero pel Cinque maggio; ma non sembra che i Promessi
Sposi lo abbiano colpito eccessivamente (II, 515; III, 91). Si scompiscia dalle
risa al leggere la satira del Giraud intitolato Cetra spermaceutica e chiama il
conte « petit Mirabeati de Rome » (II, 171). La poesia dialettale italiana lo
esalta: tuttavia ci fa cader le braccia il notare che mentre ignora il Belli e
appena cura il Porta, i versi vernacolari del Gross^ e del Buratti dice che
saranno vivi quando più non si rammenteranno i Sepolcri ili, 416). La Prineide
del Grossi, di cui dà un riassunto, gli pare . 244 sgg. Per questa dolorosa
istoria è da consultare Chco.uet, pp. 233 a 214. 10 coglieva la morte (M. Con
una profezia che lusingava il suo amor proprio, egli aveva detto che solo verso
il 1880 i suoi libri avrebbero avuto fortuna: i critici della seconda metà del
secolo XIX colsero a volo questa curiosa profezia e cercarono di dargli
ragione. L'elogio sperticato che della Chartreuse de Parme fece il Balzac,
conciliò al Beyle le simpatie dei veristi, ultimo dei quali scese in campo ad
esaltarlo, ma con più criterio e più moderazione del Balzac, lo Zola. Il
caustico SainteBeuve vide in lui un eccitatore suggestivo; Ippolito Taine un
gran psicologo, sicché più tardi al Bourget parve doveroso riconoscerlo
precursore del romanzo psicologico. Non senza ragione fu osservato da altri che
il creatore di Julien Sorel e di Fabrizio del Dongo, i due volitivi che pongono
il proprio piacere al di sopra di tutto e « la ragion sommettono al talento »,
personazione di quella energia che affascinava 11 Beyle, potrebbe anche essere
rivendicato a precui-sore del moderno nitschianismo penetrato nell'arte, degli
ammiratori del superuomo e dell'uomo che vive al di fuori della morale.
Presentimenti di modernità, germi d'avvenire sono certamente nei tre romanzi
del Beyle: Armance, Le rouge et le noir, La Chartreuse de Parme (!). Il
migliore dei tre è Le rouge et le Vedi l'ultima lettera dell'epistolario, III,
285. c2) Pei due romanzi abbozzati e pubblicati postumi uon mi curo. SI noir,
che ha pagine bellissime, piene di osservazioni psicologiche fini e felici. Ma,
nell'insieme, né quello nè gli altri sono libri tali da resistere al tempo e da
riuscire da capo a fondo soddisfacenti. V'è prolissità, pesantezza,
inesperienza. Non ebbe del tutto torto chi definì lo Stendhal « moins un
romancier qu'un collectionneur d'observations psicologiques » ('). Il soggetto
dell'Armance, in mano ad un grande analizzatore d'anime, poteva riuscire un
capolavoro: un giovine visconte, bello, ricco e bizzarro, che ha il difetto
dell'impotenza fisiologica e che si innamora perdutamente di una fanciulla
russa, povera e gentile, da cui è passionatamente corrisposto. Tema tragico,
cui sovrasta il pericolo di scivolare nel comico, che il Beyle trattò in
maniera assai maldestra, sebbene egli avesse sempre un debole per quel suo
libro. La Chartreuse de Parme dovrebbe interessare maggiormente a noi, perchè
la scena è in Italia, e italiani ne sono i personaggi. Ma, ahimè! Quale Italia
e quali italiani! L'autore non ha saputo fare di meglio che camuffare gli
italiani del secolo XIX incipiente, che aveva conosciuti, con i costumi dell'età
dei Borgia e dei Farnesi, sicché ne è venuto fuori il più miserando cibreo che
immaginar si possa. Tocchi realistici eccellenti non mancano qua e là, ed eran
quelli che facevano andare in visibilio il Balzac; ma nel Georges Pellissier
nell'tìwtoire del Petit de JuUeville suo complesso il libro è illeggibile. Non
posso dire mi appaghi neppure quella battaglia di Waterloo vista in iéeorcio,
perchè essa si riduce ad una serie di scenette tragicomiche. Può darsi che una
battaglia napoleonica vista da vicino (ed il Beyle ne sapeva qualcosa) fosse
cosi; ma noi stiamo piuttosto con la grande visione epica del fatto quale seppe
rievocarla Victor Hugo. Nel romanzo, più che negli altri scritti suoi, il Beyle
ha il merito della sincerità, merito riconosciutogli anche da Emilio Faguet,
che fu forse il più penetrante e sicuro e imparziale tra quanti critici
letterari di lui parlarono sinora (*). Sincero nel l'osservare, nel ritrarre,
nel comporre; sincero e personale. I suoi protagonisti finiscono col riuscire
tutti poco simpatici, perchè ritengono del suo beylismo, nella ricerca sfrenata
del piacere, nell'egotismo straripante. Ma sono anche, come lui, mobili,
intraprendenti, curiosi, disuguali; sono uomini che vivono. Aver fatto vivere
nell'arte delle creature umane è già una fortuna che non tocca a tutti. Nata
aggiunta. Già nel Fanfuìla della Domenica del 14 giugno 1908. La letteratura
stendhaliana si viene di continuo-aumentando, ma poco v'è che direttamente
riguardi lo scopo dell" articolo mio. Lo scritto più importante che ho da
segnalare, occasionato dalla C'orrespondance, è di H. Mosix, Stendhal
educateti); nel Mercure de France, voi. 78", p. 392 sgg. (1» aprile 1909).
Ivi sono studiati i rapporti di Enrico Beyle fi) Articolo su Stendhal nella
Berne dea deux monde», Serie IJI. an. H2" con la sorella Paolina, e vi pi
dice giustamente che « Henri « Beyle a voulu fture de .sa seur préférée, à
l'insu et à « l'encontre du pére, la fille de son esprit, de son coeur • 4>.
SiT). Conchiude il Monin ohe l'influsso di lui sulla sorella fu influsso di
pervertimento. Chi voglia approfondire quella relazione fraterna, nonché certi
rapporti del Beyle con l'Italia, non deve trascurare la seconda serie dello
Soirée» du .Stendhal Club. Paris. 1908, tutta gremita di documenti inediti. Ne
sono editori Casimiro Striyenski e Paul Arbalet. Dello Striyenski, che è
notoriamente imo dei più passionati e benemeriti beylisti, vedasi una severa
critica della Correnponiìanre nella Revue. critiqne ristoro nella campagna, che
amava tornare ai tranquilli ritiri della sua Normandia, che passeggiava
volentieri con gli amici, che s'abbandonava alle salutari fatiche del
canottaggio sulla Senna, o ai salutari riposi della navigazione sul mare,
sempre da lui adorato; ma troppo spesso que' medesimi riposi e sollazzi
implicavano consumo di forze. Siccome egli era un vero « gourmand de la vie »,
facendo a fidanza sulla propria robustezza, s'immerse sin da giovine nei
piaceri, sicché già nel 1878 gli si fecero palesi quei disturbi nervosi, per
cui lo ammoniva il suo Flaubert. Non diede retta, anzi fece peggio. Inebbriato
del successo, produsse in un decennio una formidabile quantità di novelle e di
romanzi, sino a procurarsi l'agiatezza, anzi la ricchezza. Nè smise per questo
le male pratiche, giacché ebbe la suprema sventura di non innamorarsi mai sul
serio d'una donna. Sarà verissimo ciò che disse di lui la madre: « il fut sou«
vent un séducteur, jamais un dépravateur » ('); ma è cei'to, nel tempo stesso,
che nella donna egli vedeva solo uno strumento di piacere e che ne abusava (*),
perchè la coscienza sua non aveva nessuna forte base di moralità su cui
poggiare. Lasciamo qui nell'ombra un'altra considerazione, che avrebbe pure
importanza capitale nella diagnosi del suo male; se, cioè, quella vita sessuale
(l.i Lumiiroso, pp. 321-25. (2| AI AYNIAT. sregolata gli lasciasse qualche
ricordo rovinoso (.'): sta però sempre incrollabile il fatto che uno strapazzo
tisico unito ad uno strapazzo intellettuale continuo non poteva che trascinarlo
alle più sinistre conseguenze. Infatti, ben presto gli s'indebolì la visto,
l'olfatto pati d'una iperestesia malata, l'umore divenne tetro, le notti
tormentosamente insonni; fu preso da un desider io di solitudine assoluta, che
acuiva il suo male; non tardarono le allucinazioni, a cui successero i tenori
della mania persecutiva, la megalomania, il lento ma progressivo ottenebrarsi
delle facoltà intellettive, fino al tentato suicidio del gennaio 1892 ed alla
morte, nel 1893, nella casa di salute del dott. Bianche a Passy, dopo 18 mesi
di follìa. Avea cercato distrazione nei viaggi; forse troppo tardi, certamente
non in .guisa da conferir vigore ài suo sistema nervoso tanto scosso. Sin da
giovinetto Guy mostrò inclinazione a far versi, e forse, se fosse vissuto il
suo zio materno Alfred Le Poittevin, che mancò giovanissimo nel .1848, e se non
avesse avuta corta vita anche lo squisito rimatore Louis Bouilhet, che fu il
suo primo maestro quando studiava a Rouen, chissà ch'egli non si fosse dato
esclusivamente alla poesia. Non sarebbe stato un vantaggio, giacili II medico
Louis Thomas. nell'opuscolo ì4a malattie c/la mori ile Manjmftìtrrnt i Bruges,
190fì), cerca dimostrare la parte ch'elibe la sifilide nella precoce rovina di
quell'esistenza. Nel primo saggio d'analisi, uscito nel fascicolo 1« giugno
1905 del Mentire de France, egli non dava alla sifilide tanta importanza. chè i
saggi poetici che abbiamo eli lui son molto lontani dal valore delle prose. La
madre e lo zio erano stati compagni d'infanzia di Gustavo Flaubert: avviamento
alle lettere Guy l'ebbe in famiglia, uno dei primi autori che la madre gli
lesse fu Shakespeare. Il giovinetto era insofferente d'ogni disciplina, amante
della vita semplice e libera, della campagna, del mare, degli abitatori della
campagna e dei frequentatori del mare. Malgrado avesse l'aspetto vigoroso d'un
torello, era un sensitivo non meno che un volitivo. Passato a Parigi per
guadagnarsi da vivere nei ministeii, s'ebbe dal Flaubert, amico di famiglia, il
gusto e l'indirizzo della prosa narrativa. La prima novella il Maupassant la
pubblicò nel 1875, a 25 anni, con lo pseudonimo di Joseph Prunier. Il Flaubert
non ne fu contento. La disciplina del Flaubert era delle più austere: « Un «
artista, egli diceva, deve avere un solo pro« posito : sacrificare tutto
all'arte » ('). Con questa specie d'ascetismo artistico venne su il Maupassant
osservatore e rappresentatore. Il Flaubert volle anche insegnargli praticamente
i processi della sua arte e in certa guisa lo chiamò a cooperare a quel Bouvnrd
et Pècuchet, di cui Guy doveva, morto il maestro, sorvegliare la stampa
postuma. Introdotto nei circoli letterari più in voga, l'impiegato ai ministeri
venne sempre meglio sviluppando le sue eccezionali qualità di scrittore. Si
provò nella drammatica, ma senza Correspondance de Flaubert buon esito; abbozzò
più di un racconto, che il Flaubert gli cincischiò spietatamente; alfine riusci
ad ottenere un grande successo presso il maestro e presso il pubblico con
Bou.lt de saif, novella introdotta nella raccolta miscellanea delle Soù-àes deMedan.
S'era intorno al 1880: l'8 maggio di quell'anno il Flaubert passò di vita (').
Botile de suif dà allo scrittore normanno la coscienza della sua forza. Lascia
l'impiego per consacrarsi tutto alle lettere, e in un decennio pubblica sedici
volumi di novelle, sei romanzi, tre volumi d'impressioni di viaggio: in qualche
anno, come nel 1885, riesce a pubblicare da quattro a cinque volumi nuovi,
oltreché accudire alle ristampe e seminare d'articoli non so quanti giornali.
Guadagnava con la penna non meno di ventotto mila franchi l'anno. Non si lasciò
prendere quasi mai dal desiderio di scrivere pel solo guadagno; si mantenne
coscienzioso, anzi fin scrupoloso; ma, amante della vita e dei godimenti,
apprezzava il denaro, era oculatissimo affinchè i suoi editori non
profittassero Nella Correspomlance, IV, 351, il Flaubert dice del Maupassant: «
C'est mon disciple et je l'aime comme un fila ». A sua volta, il Maupassant
dedicò al Flaubert il volume Des eers, che coutiene una scelta delle sue
poesie, e fu per la prima volta pubblicato nel 1880. Lo chiama € l'illustre et
paternel ami, que j'aime de toute ma tendresse » e 46. Egli, del resto, come
tutti i naturalisti francesi, è povero critico. L'articolo su L'évolution da
roman au XIX siede, che inseri nella Sevue de l'exposUion universdle del
novembre 1889, è miserrima cosa. (4) Un erudito, che modestamente firma con le
sole iniziali (Lumbroso, pp. 586-90), ma in cui riconosco l'amico L. Or.
Pélissier di Montpellier, colpisce nel segno dicendo del Maupassant: « Moins
copieux que Balzar, il est plus précis de « contour; moins profond que
Flaubert, il est plus spon« tanè; moins puissant que Zola, il est plus humain
Le l'Oman, che va innanzi al suo Pierre et Jean, e si vedrà che nei principi
dell'aite egli fondamentalmente non si scosta dalle teorie del Flaubert, con la
differenza che a lui, natura più benigna, aveva concesso una felicità
rappresentativa e sintetica, che il maestro non ebbe, una felicità nell'
imbroccare a prima giunta l'espressioni' e l'epiteto, che il maestro era ben
lungi dal possedere ('). Nel primo e più fortunato periodo della sua operosità,
lo scrittore normanno non si allontanò mai dal proposito di far vedere la
psicologia in azione, di considerare la psiche come « la carcasse de l'oeuvre
», la quale deve rimanere invisibile « cornine l'ossature invisible est la
carcasse du corps humain » (2). Potrà quindi sembrare ardita, ma non è punto
falsa, anzi è ingegnosamente indovinata l'espressione di ehi lo designava « un
grand paysagiste d 'àmes » (3). Non diversamente dal Flaubert, egli ammetteva
nell'artista il procedimento di scelta e quello di composizione, perchè « faire
vrai consiste... « à donneil'illusion complète du A rai, suivant « la logique
ordinaire des faits, et non à les Specialmente dalla Corresporulance rilevò le
teorie artistiche del solitario di Croisset. con diligenza e perspicacia,
Antonio Fusco, nell'eccellente libretto La filosofia dell'arie in Gustavo
Flaubert (Messina. 1907 1, che è uno dei pochissimi saggi pregevoli usciti in
Italia sulla letteratura francese modernissima. Le roman. in Pierre et Jean,
44a ediz., Paris, Ollendorff, 1891, p. XXI. (3j Henri Fouquier. Vedi Lcmbroso,
p. -20ij MADPASSANT « transcrire servilment dans le pèle-mèle de leur «
succession » ('). Ora è appunto in questa scelta che appare la sua indole
d'uomo sensuale e scettieamente burlone. Aveva un gran gusto a « mystifier le
bourgeois », come dimostrò in varie occasioni (% dividendo anche in questo
certa tendenza del suo maestro, che odiava le menzogne convenzionali della
società per bene, non meno di quanto Ai-rigo Heine odiasse le abitudini dei
philister tedeschi (3). Quando poteva sollevare scandalo, andava a nozze; e a
ciò si deve gran parte della crudezza di certe sue novelle. Ma si deve anche,
lo ripeto, alla natura disposta ai piaceri del senso. Il sensualismo fu tutta
la filosofia e tutta la morale del Maupassant (*). Vi ritorna di continuo, in
tutti i modi, e talora ne fa, con ironia atroce, la caricatura, o meglio ne
promuove la caricatura per effetto spontaneo di casi. Singolare indulgenza ha
per le mogli infedeli e specialmente per le femmine da conio. Il romanticismo
sentimentale avea creato in Francia il tipo fortunatissimo di Marguerite
Gautier, la cortigiana redenta dall'amore, uccisa dall'amore. In alcune novelle
celebri come Binde rie suif, come La maison Tetliev, Guy si diverte a
presentarci la cortigiana boa enfant, che ha le sue fierezze, le sue
abnegazioni, i suoi Le roman, p. XVII. Mav.mai., pp. J7-Ì8 e (il. Prcfaz. cit.
alle Lettre* de li. Flaubert à fi, .Santi, pagine LXXIV sgg. (4) Petit de
Jii.i.kvillk, Liti, francaine, tenerumi. Messa in scena, ha fatto trionfalmente
il giro dei teatri, tolta da una sua novella, quella soave grisette, che è
tutta un alito di poesia, cui fu dato il nome di Musotte ('). Sino ad un certo
punto è vero ch'egli ha « la grande sensuali té », ch'egli ama, a differenza
d'altri suoi connazionali letterati, più cinici o più corrotti, « le geste
animai cìans toute sa beau té » (s); ma è pur anche verissimo che la sua
predilezione per la turpitudine, la sua impassibilità nel rappreseli tare la
turpitudine, sono qualità non belle, inerenti al suo organismo e al suo
spirito. Carnalità, peraltro, convien riconoscerlo, non mai volgare, che trova
sovente nella sua anima di artista una forma di idealizzazione. Significativi
sono, per questa parte, i suoi viaggi. Vedansi quelli in Italia descritti nel
volume La vie errante. Lasciata Parigi e la Francia perchè la torre Eiffel avea
finito con l'annoiarlo orrendamente, egli costeggia l'Italia percorrendo col
suo yacht il Mediterraneo, e si ferma in vari luoghi delle due Riviere e poi va
in Sicilia. Del paesaggio ha senso squisito: sente anche l'architettura, ma a
modo suo. Per apprezzare il paese nostro gli manca un grande elemento, la
coltura. È agevole l'accorgersi che quando parla di monumenti che non sieno
archi tetto ilici, non ha l'attitudine ad" intenderli. Due sole opere di
Rappresentata la prima volta il I marzo novella è nella raccolta t'Iair tle
lune. Mavxiai., p. 290. M Lombroso l plastica suscitano la sua ammirazione, gli
fanno sentire ardente il desiderio di rivederle: il capro di bronzo del Museo
di Palermo e la Venere di Siracusa ('). Perchè quel capro e perchè quella
Venere? Il capro per la sua potente espressione animalesca; la Venere per la
sua balda carnalità bella. « Ce n'est point la fera me poetisée, « la femme
idéalisée, la fera me divine ou maje« stuense corame la Vénus de Milo, c'est la
femme « telle quelle est, telle qu'on I'airne, telle qu'on « la désire, telle
qu'on la veut étreindre ». Su quella statua senza testa, e che gli piace di più
perchè manca di quell'accessorio troppo spirituale; su quella statua piena di
pudore e d'impudicizia e che, velando e svelando, attirando e sottraendosi, «
semble definir toute l'attitude de la femme sur la terre »: su quella statua
che è « le symbole de la chair », il Maupassant ha scritto pagine calde ed
eloquenti, in singolar modo significative. L'artista è là. Ma a Palermo volle
visitare puranco la necropoli dei cappuccini e non si lasciò distogliere dalla
macabra fissazione. Anche questo spettacolo di morte ei descrive e si sente
fremere nella sua descrizione il terrore Ecco il Maupassant del secondo
periodo, il fantasticante, il visionario, l'atterrito, l'allucinato, cui la
paralisi preme, incubo orrendo. La vie errante, Paris, OUendorff, 1890, pp.
117-123. La vie errante Nel secondo periodo scema la nitidezza incisiva, che ò
pregio massimo delle prime novelle, ma scema pure la brutalità; si ha un
Maupassant più morbido, più amabile e che perciò piace di più al signor
Brunetière. Eppure, quella maggior morbidezza è decadenza; quella maggiore
amabilità implica l' intrusione dell'autore nell'opera d'arte e quindi una
divergenza dalla formula iniziale del rigido naturalismo. Ripensiamo le parole
che un altro insigne scrittore francese, J. M. de Heredia, disse di lui nel
1900, quando fu inaugurato il suo busto a Rouen: « La dernière fois que je le
vis, il me dit lon« guement sa mélancolie, l'ennui de la vie, la « maladie grandissante,
les défaillance» de sa * vision et de sa mémoire, ses yeux cessant « tout à
coup de voir, la nuit totale, l'aveugle« ment persistant un quart d'heure, une
demi« heure, une heure... Puis, la vision revenue, « dans la hàte, la fièvre du
tvavail repris, un * arrét subit de la mémoire et (quel supplice « pour un tei
écrivain!) l'impuissance à trou« ver le mot juste, sa recerche acharnée, la «
rage, le désespoir. Il ne prenait plus plaisir « à rien, raèrae à taire le
bien. Il medisait en« core l'angoisse où le tenait le dédoublement « maladif de
sa personalité » (*). Ldibroso La tragedia intima di quella povera anima si
dipinge nell'opera, ove entra sempre più la personalità dello scrittore, col
suo pessimismo e i suoi terrori. Notre cceur, lo sappiamo ormai con sicurezza,
è quasi un romanzo autobiografico ('). Frammezzo ai facili amori di Bel ami
s'insinua terrifico lo spettro della morte: si rileggano le amare
considerazioni di Norbert de Varenne e tutto ciò che circonda la fine di
Forestier ('). Questo spettro non abbandona più il Maupassant: ed egli ce lo
farà ricomparire in altri suoi racconti. Perchè, ed è questa una strana
bizzarria della nevrosi, quanto più quella visione gli riusciva paurosa, tanto
più si sentiva fascinato da essa e voleva ritrarla. Con l'amore della
solitudine cresce in lui e si fortifica una specie di amore e quasi di culto
per la paura (3). Ancor più tormentose sono le allucinazioni vere e proprie, di
cui la massima ed insistente consiste nello sdoppiamento della personalità
ritratto nelle novelle che s'intitolano Lui?, Le Eorla, Qui sait? (4). Queste
condizioni patologiche di spirito e di corpo danno all'arte di Guy una
singolare propensione alla tenerezza e talvolta una finezza d'osservazione
psicologica meravigliosa. Abbiamo in proposito indicazioni precise della madre.
Vedi Lcmbroso, p. 331. Nell'edizione illustrata Ollendortf di Bei-ami vedi le
pp. 159-G4, -204, 215. Belle sono su questo soggetto alcune pagine del Maini
al; pp. 239-44; cfr. pp. 257-58. (4) Mavhiai-, Gli balena a volte anche l' idea
del divino, ma lo spirito suo irreligioso ed educato fuori della religione non
riesce a trovarvi i conforti impareggiabili che altri vi rinvenne. Cosi
prosegue senza bussola, nella vita e nell'arte, ed egli ricco, egli glorioso è
un grande infelice. « La folie de Mau« pausa ut, scrive il suo biografo, ne fut
constatée « par son entourage et rendile presque publique « qu'à la fin de
1891, dans les mois qui précé« dèrent sa tentati ve de suicide. Mais on peut «
relever les prémiers indices de troubles nerveux « dès l'année 1884, dans les
pages de da ir de « lune, d'Au soleil, des Soeurs Rondoli...; le mal «
s'accentue en 1887-1888, et nous avons pu en « suivre revolution dans Le Hnrla
et dans Sur « l'eait; en 1890, certaines nouvelles de l'Inutile « beauté,
certains chapitres de La vie errante lais« sent deviner le dètraquement
irrémédiable» ('). Sulla tomba dell'amico perduto, Emilio Zola, pronunciando un
discorso memorabile, deplorava la sparizione di quella « bornie tòte limpide et
solide » e aggiungeva che quanti di persona non lo conobbero a v l'ebbero amato
nelle sue opere « l'éteruel chant d'amour qu'il a chanté à la vie » (2). E. de
Goncourt, costantemente a lui malevolo, lasciava scritto nel Journal: «
Maupassant est un tròs remarquable novelliere, « un très charmant conteui' de
nouvelles, mais « un styliste, un grand écrivain, non, non! » (=>).
Mav.mai., p. 256. Lusibroso p. 103. (3; Cfr. Mavnial, p. 208. maupassanV
S'inganna. Nelle novelle del primo periodo il Maupassant raggiunse
spontaneamente una cosi mirabile evidenza, riuscì a toccare tale perfezione
espressiva, che può a buon diritto essere chiamato stilista e scrittore grande.
Tra i romanzi il migliore, a parer mio, resta il primo in ordine di tempo (usci
nel 1883 dopo lunga preparazione), Une vie, che è, in fin dei conti, un'estesa
novella, o meglio un gruppo di novelle concatenate. Nessun altro romanzo suo
può gareggiare in perfezione con le novelle. Ho inteso da più d'uno dar la
preferenza a Bei-ami; ma io non posso piegarmi a questo giudizio. Su Bel ami ò
passato il Daudet; su qualche altro romanzo è passato il Bourget. Confesso che
nella produzione del secondo periodo, ove ormai predomina quel romanesque senza
cui la Santi non credeva potesse esistere romanzo, le mie simpatie sono tutte
per Fort corame la mori, il più profondo, forse, tra i libri del Man passa nt,
certo quello che lascia nell'animo dei lettori solco più duraturo. Del resto,
il difficile argomento delle parentele letterarie e degli influssi è, rispetto
al nostro autore, ancor vergine, e chi si metterà a trattarlo dovrà procedere
con delicatezza e ponderazione. Sarà bello anche il vedere quanto debba al
Maupassant la moderna novella italiana. Ne risenti il soffio potente Giovanni
Verga; lo assimilò talora, insieme con tante altre cose, il D'Annunzio nelle
Novelle della Pescara ('). E Nel volume del Lombroso (pp. 519 sgg.) v'ha uno
speciale capitolo su Maupassant et les plagiata de G. D'Annunzio. le imitazioni
portate in altra terra e cementate con l'osservazione diretta d'altri costumi,
furono opere d'arte anch'esse ragguardevoli. Il buon seme, caduto in terreno
fecondo, produce buoni frutti. Nota aggiunta. — Nel Fanfulla della domenica, 1»
marzo 1903. Un1 grosso libro venne fuori in Germania dopo la comparsa del mio
articolo, Pai l Mann, (rui/ de Maupassant, sein Leben nnarone di Milnchliausen,
Ancona, Morelli bizzarre avventure, fu il compito che il Poe si propose.
(Jiovossi il Venie di parecchi argomenti suoi, ma li rìcostrusse su base
scientifica e li rese verisimili: giovossi pure di certi procedimenti, ma ne
mitigò l'inclinazione americana all' intemperante, allo sconfinato, al
paradossale, sparse poi dovunque la gentilezza dell'indole sua latina
equilibrata, mentre nel Poe, randagio infelice, troppo traspira l'acidità della
vita scontento. Il Poe. talora può sembrarci più polente; il Venie è sempre più
amabile, e sovratutto più sano ('). Il romanzo scientifico ha nel Venie il suo
creatore: non v'è quesito arduo d'applicazione scientifica ch'egli non abbia
affrontato. Cominciò con l'aereo nautica. Il suo primo romanzo è del 1803, Cinq
semaines en ballon: l'Africa tenebrosa traversata nella sua maggiore ampiezza,
da est ad ovest, dal dottor Samuele" Fergusson e da due suoi compagni
montati sul pallone Victoria. L'aereonautica anche fra noi era ormai da tre
quarti di secolo argomento di viva discussione; sin dal chiudersi del
Settecento se n'era impadronita la poesia: parecchi poeti, tra i quali vola
come aquila Vincenzo Monti, se n'erano dimostrati entusiasti, con lui il Betel)
Sensatamente dimostrò questo il Tcrikli.o nelle citate Kttules de critit/tte
lettéraire. Anche in un articolo del Tempn, che il Cernire riferisce (cfr. p.
100), è fatta ben rilevare la differenza tra il Terne ed il Poe. Ma le migliori
considerazioni stigli antecedenti tutti del nostro romanziere son quelle che fa
il Popi tinelli, il R,ozzbjii(5o, la Grisraondi: perplèsso era rimasto il
Parini, incredulo e schernitore il Pienotti ('). Una ipotesi effettuata rende
possibile il viaggio del dottor Fergusson: l'ipotesi che si possa conseguire la
dirigibili tà alzando od abbassando il pallone con uno speciale spediente,
sicché esso trovi sempre la corrente d'aria che gli conviene. Ma in realtà il
Verne, nel 1863, considerava come impossibile il diligere i palloni; venti anni
dopo, quando pubblicò, nel 1886, Robur le conquJrant egli aveva seguito i
progressi della navigazione aerea, ed era venuto alla conclusione che si
dovesse sostituire il principio più pesante dell'aria all'altro, fino allora
predominante, più leggero dell'aria. h'Albalros di Robur è una macchina volante
complicata ma ingegnosa. Siamo già agli inizi dell'aviazione per aerooplano, di
cui si tien parola nel romanzo Deux ans de vacances del 1888 (*). Da ciò si
rileva che il Verne non campa ipotesi del tutto in aria; ma procede, anche nel
suo lavoro fantastico, con certa scientifica ponderatezza, si da predire quanto
un giorno potrà essere verità dimostrata. Più arditi, ma estremamente
ingegnosi, i due romanzi lunari (1865, De la Terre à la Lune; 1870, Autour de
la Lune), basati sui progressi Si consulti in proposito un buon articolo del
Buriana nel Giom. stor. della leti, italiana, XXX 1 1897), pp. J14 sgg. e a
complemento Ciro Trabalza nel voi. di Sludi e profili, Torino-Roma, 1903, pp.
86 sgg. Vedi Popp RICORDANDO GIULIO VKRNE dell'astronomia e della balistica.
Nel primo di ossi, Barbicane, il presidente del Orni Club, fa la storia dei
viaggi anteriori alla volta del nostro satellite, col quale tanti, non escluso
Lodovico Ariosto, han fatto all'amore in varia guisa. .San tutti viaggi
fantastici, mentre quello del Venie ha un fondamento di possibilità reale, ed
il francese che lo provoca, Ardali, è l'anagramma d'un personaggio veramente
esistito, amico dell'autore, Nadar, pseudonimo dell'ardito navigatore aereo
Felice Tournachon Non solo. Con singolare ideazione, il romanziere francese fa
che i suoi tre ardimentosi viaggiatori non raggiungano la luna, perchè il gran
proiettile che li ospita non sfugge abbastanza alla forza dell'attrazione
terrestre da subire quella lunare; quindi essi possono osservare la luna da
vicino, e quel che ne dicono non è prodotto di fantasia, ma è conforme ai
risultamenti scientifici dei tempi moderni in cui fu reso possibile il
tracciare cai-te descrittive della superficie lunare. Persino in
quell'ardimentoso romanzo che è Hector Servadac (1877), più conosciuto fra noi
sotto il titolo di Attraverso il mondo solare, il Venie, traendo profìtto dalle
cognizioni astronomiche dei tempi in cui scriveva, si guarda bene
dall'abbandonarsi alle orgie fantastiche del Poe. E in quel mirabile libro,
ch'è uno dei suoi primi, il Voyage au centre de la terre, uscito nel 18U4, egli
mette a base della straordinaria spedizione Lumi re, p. lOli; Popp. del
professor Livenbrok e di suo nipote i progressi della geologia in quel periodo
ed in ispecie la teoria del chimico Davy. Chi non rammenta quello stupefacente
sottomarino e.h'è il Nautilus e quella specie di mago misterioso che ne è
l'ideatore ed il signore, il capitano Nemo? Ebbene, quelle Vingt mille lienes
sous les mers (1870; costituiscono una delle prove migliori, non solo della
facoltà inventiva, ma delle cognizioni di chimica, d'elettrotecnica e
d'ingegneria navale del Venie. Con vero occhio profetico egli intravvide gli
immensi vantaggi che l'umanità poteva trarre dalle applicazioni della forza
elettrica: non poche sue profezie si sono avverate, altre troveranno nel secolo
in cui viviamo non difficile attuazione. Le meraviglie della meccanica sono
rappresentate in Lea cinqcents milions de la Iiègum, romanzo scritto nel 1879,
quando ancora la Francia sanguinava per la catastrofe di nove anni prima. Là il
Venie, che non cessò mai d'essere intimamente francese, francese sino alla
punta dei capelli, nell'antagonismo fra il potente ma brutale professor
Schultze ed il geniale ed umanitario dottor Sarrazin, rappresentò idealmente il
conflitto tra la Germania e la Francia, tra la scienza che distrugge e la
scienza che con serra ed allieta ('). Tra le molte altre concezioni in cui ha
Il Verne, quanto dimostrò la sua simpatia per gli Inglesi e gli Americani del
Nord, altrettanto non dissimulò V antipatia per i Tedeschi, nemici della sua
patria. Su questo parte la chimica segnaliamo quella sulla tanto ricercata
produzione artificiale del diamante, per cui è da vedere la sua Etoile du Sud
del 1884. Ogni progresso scientifico, ogni problema scientifico infiammava
quella fantasia che ne traeva argomento a libri attraentissimi; peccato non
abbia potuto giovarsi delle più recenti scoperte sulle proprietà del radio e
intorno alla telegrafia senza fili. Chissà quante belle cose egli avrebbe dette
e profetate. Scienze predilette del Venie furono la geografìa e l'etnografia:
ad esse tornava continuamente e gli offri van sempre nuova materia ai suoi
libri. Egli ha anche opere strettamente geografiche, quali la sua geografia
della Francia e la storia delle scoperte geografiche; ma la più gran parte de'
suoi romanzi ha per soggetto viaggi in lontane regioni. Percorre quasi intero
il nostro pianeta nei viaggi della sua fantasia, dall' un polo all'altro, con
predilezione spiccata per l'Africa e per l'America. Delle bellezze naturali e
delle costumanze dei popoli è descrittore tasto batte di frequente. Egli ha una
istintiva avversione per ogni maniera di tirannia e di sopruso. L'tle
myatérieuse si riattacca alla guerra americana per l'abolizione della schiavitù
e termina con la morte del capitano Kemo (il costruttore del Xautilus), che è
un grande indiano ribelle. La guerra americana del 1861-65 è rappresentata in
Xord contre Sud (1887); nella Famille sans nom (1889) rivivono le inquietudini
del Canada; nell' Archipel en feti (1884) troviamo la guerra per l'indipendenza
greca; nello sfondo della Maison à capeur (1880), preannunciante l'
automobilismo odierno, s' agitano le lotte degli Indiani contro gli Inglesi.
Cfr. Popp brevi' ma vivaci.': in particolari di zoologia e di botanica non
s'indugia, come sogliono tare i Rubinsonisti. Ad accrescere la T-ultura ii,t'.
Per quella ferita il romanziere ebbe a soffrire assai tìsicamente, e più
moralmente. Si narra che durante le lunghe notti insonni di febbricitante egli
si distraesse componendo indovinelli, logogrifi, ed altri giuochi di spirito
complicatissimi: ne mise insieme da tre a quattro mila, si che se ne potrebbe
comporre un volume. Ciò non è inutile ad essere avvertito; si vede quanto in
lui potesse l'attività fantastica. D allora in poi egli si abbandonò tutto al
ragionamento ed alla fantasia. La sua operosità fu spesa tutta nei libri, nelle
soavi cure della famiglinola diletta, nell'amministrazione di Amiens, ove fu
consigliere comunale assiduo ed ascoltato, nelle tornate dell'Accademia di
Amiens, ove diede saggio del suo inalterabile buonumore. Viaggi non più.
Vendette il suo secondo yacht, il San Michele che ora è posseduto dal principe
di Montenegro. Con esso, e prima con un altro yacht, di ugual nome, ma più
piccino e primitivo, aveva di frequente costeggiato la Francia e anche la
Spagna, s'era spinto fino alle coste africane, aveva visitato la (li Lkmiiìt-:.
55-àrt: Porr, \ C). Nell'azione e nella tipificazione è facile scorgere una
certa fìcelle. Ei ritorna sovente e volentieri allo schema delle Cinq semaines
e delle Arentures du cajntaine Hatteras. Un esploratore di gran risolutezza,
coraggio e sapere, di solito più d'un tantino eccentrico, di solito inglese o
americano, è l'eroe principale dell'impresa. Esso ha un servo fedele,
intelliLettera riferita dal Lemihe gente, servizievole, gaio, animosissimo. Lo
accompagnano un amico o più amici, di attitudini e di gusti diversi dal
protagonista. S'aggiunge o interviene talvolta un traditore o un malevolo, che
attraversa la via all'eroe, suscita difficoltà, minaccia di mandare tutto a
male, ma alla fine ha la peggio. Esempio tipico il detective Fix nel Le tour du
monde. Ma quest'azione semplice e fin povera s'arricchisce per una miriade di
episodi svariatissimi e vivi, s'ingarbuglia in modo che sembra inestricabile,
si direbbe dovesse finire con una catastrofe, quando, alla fine, tutto si
scioglie per il meglio. Non irragionevolmente fu accostata questa tecnica a
quella usata nei suoi drammi dal Sardou ('). In mezzo ai rigidi inglesi ed
americani spunta qualche francese, e vi fa sempre la parte più nobile e bella.
Francese è quel godibilissimo tipo di Passepartout (felicemente tradotto in
italiano con Gambalesta), che è una delle più riuscite macchiette di servo che
il Verne abbia tracciato, da mettere in compagnia col semplice ed ardito Joe,
servo del dottor Fergusson, e con Ben-Zuf, l'ordinanza fida del capitano
Servadac. Questi ed altri servi del nostro scrittore rimontano originariamente
al tipo di Venerdì nel più antico Robinson. La donna ha nei libri del Verne
parte accessoria ed è delineata con certa superficialità. Non già che non vi
siano tipi teneri o eroici di donne, come Ilulda, come Nadia, Popp, RICORDANDO
GIULIO VKKNK come Hadjine, come AliceWatkins, come mistress Branieau ; ma di
consueto le donne occupano nel quadro il secondo piano, servono a lumeggiare
l'uomo, offrono esempi di pietà, di tenerezza, di abnegazione a vantaggio
dell'uomo. La loro psicologia, come in genere tutta la psicologia del Venie, è
delle più semplici. La passione non le agita: il Venie era, in fatto a donne,
un gran semplicista. Egli voleva che i suoi libri potessero esser letti senza
turbamento dai giovinetti e dalle giovinette, e inoltre, confessò un giorno
egli stesso, « l'amour est une passion « absorbante qui ne laisse que fort peu
de place « pour autre chose dans le coeur de l'homme; « mes héros ont besoin de
toutes leurs facul« tés » ('). Se manca l'amore passionato, abbonda l'umorismo,
nei caratteri e talora anche nell'azione. Sui tratti umoristici del Verne ci
sarebbe da scrivere un articolo speciale; tutta umoristica è quella gustosa
novella del Docteur Ox (1874), la cui singolare trovata mi ha fatto sempre
pensare all'antica faida del poeta provenzale Peire Cardenal (!), alla quale
vanno accostate lestrane avventure d' un veggente nell7so/a dei ciechi del
Fraccaroli. Se non che qui tutto è satira, mentre nel Venie v'è solo umoristica
e bonaria caricatura. Parole del Verne inserite nella Recite ile Brelaijne del
190(5, che il Lemiue riferisce a p. 111. Vedasi in proposito un articolo di V.
Cian nel Fanfulla della Domenica Fu detto ohe Philens Fogg è una specie di D'Artagnan
in costume di viaggiatore moderno (1). È un avvicinamento che ha solo
l'apparenza del vero. L'eroe del vecchio Dumas è una creazione fantastica,
materiata bensì di certi elementi reali, ma che è fuori della vita; mentre
Phileas Fogg è tanto nella vita che il viaggio di lui, profetato dal Venie,
potè essere compiuto realmente, non solo in quelli ottanta giorni, ma in molto
minor tèmpo (*). Soavi alcuni racconti del nostro autore, specialmente quelli
di tipo robinsoniano, che s'aggirano nell'impossibile; ma i più, quelli che
hanno maggiore consistenza e vitalità, si contengono nell'orbita del verisimile
e con la poesia volgarizzano il sapere. Si potranno far valere contro di essi
le sottili ragioni che il Manzoni ricamò contro "il romanzo storico; ma
come il romanzo storico iiqh è morto per quei ragionamenti, così non muore
ormai, nò morrà, il romanzo scientifico. Il Popp nel suo libro pregevole
raccolse una gran quantità di indicazioni sugli imitatori del Verne, sorti in *
ogni parte d'Europa e d'America. Le scoperte fatte in Marte dall'astronomo
nostro Schiaparelli hanno già prodotto una vera fioritura di romanzi intorno a
Marte, ed a' suoi abitatori, ed a' suoi rapporti con la nostra Terra. E cosi
accadrà Popp, p. 41. i'2i Xel 1!K)1 certo Stiegler compi il giro de] mondo in
(i5 giorni e nel 1907 certo Canipell, giovandosi della ferrovia transiberiana,
in il giorni. Cfr. Porr, d'ogni altra scoperta scientifica atta a stuzzicare e
ad esaltare l' imaginazione. Ma purtroppo i seguaci non hanno, di consueto,
l'equilibrio, la sensatezza, la ponderatezza del maestro. Troppo spesso a loro
accade, come all'italiano Salgali, di subordinare ogni esigenza scientifica
filla fantasia più sbrigliata e, mirando solo a far colpo, di sottomettere le
esigenze della scienza e dell'arte e le limitazioni del buon senso al gusto
d'interessare e d'impinguare la borsa interessando. In questo caso, il romanzo,
divenuto pseudo-scientifico, non serve se non a provocare una iperestesia
fantastica, dannosa a tutti e segnatamente ai fanciulli. Di siffatta
degenerazione non diede certo Giulio Venie l'esempio. Nota aggiunta. — Pochi
giorni dopo pubblicato questo articolo (nel Fanfulla della domenica del "2
maggio 1909) fu scoperto ad Amiens il monumento di Oiulio Verne, dovuto a quel
medesimo scultore Alberto Roze, che già effigiò, a spese della famiglia, la
robusta statua della tomba del Venie nel cimitero dello Maddalena ad Amieus. Il
nuovo monumento consiste in un bel busto poggiante su di una stela elegante
a" piedi della quale un giovane viaggiatore sdraiato, in attitudine di
riposo, consulta una carta geografica, mentre dall'altro lato un giovinetto
legge con gran attenzione un volume del Verne e la giovane madre gli sta a
fianco assistendo alla lettura. L'inaugurazione segui il 9 maggio 1909 e le
feste ed i discorsi di quell'occasione possono leggersi nel Mémorial d' Amiens
di quel giorno e del successivo. * Patriottismo e socialismo di Arrigo Heine.
Dacché nou rivedevo il Walhalla, fatto edificare tra il 1830 ed il 1842 dal re
Ludovico I di Baviera, molt'anni erano trascorsi. Volli visitarlo in una
giornata precocemente autunnale e ne ritornai con un senso di profonda
tristezza. Quel gelido simulacro del Partenone impicciolito biancheggia su
d'una collina boscosa non lungi da Ratisbona: a' suoi piedi si svolge a larghe
spire il Danubio. Ira fantasia regale di Ludovico rievocante, nel
neoclassicismo dell'arte germanica di quel periodo, i più solenni monumenti di
Grecia e d'Italia, intese fare di quel tempio una specie di famedio sacro alla
memoria dei più celebri personaggi tedeschi, i cui busti sono allineati lungo
le pareti della sala jonica interna. Il busto di Arrigo Heine non ve lo trovai;
non già per una specie di vendetta postuma contro il gran flagellatore, che
canzonò così neramente il re Ludovico I nei Zeitgedichte e parodiò lo « stile
bavarico » delle sue iscrizioni del Walhalla ('). rna per una deplorevole
noncuranza d'ogni grandezza spirituale, per cui nessun busto nuovo fu collocato
là dentro da circa mezzo secolo, ali 'infuori di quello di Guglielmo I
imperatore, « der Siegreiche » come lo chiamano i Tedeschi. C'è da scommettere,
peraltro, che se anche la Baviera d'oggi fosse meno volta di quel che è agli
interessi materiali, il poeta di Dusseldorf non troverebbe la sua nicchia tra
gli ospiti del Walhalla. Troppo è tenace l'avversione contro di lui d'una gran
parte dei suoi connazionali, quell'avversione, in cui non riesco neppure ad
ammirare la rigida disciplinatezza ch'altri vi ravvisò non a torto r), perchè
mi appare meschina ed iniqua. Com'è risaputo, gli si rifiutò finora un palmo di
terra germanica, ove i suoi ammiratori potessero erigergli una statua: l'umile
sepolcro di lui, nel cimitero di Montmartre, fu abbellito da una donna
fantasiosa ed infelicissima, Elisabetta d'Austria, che già gli aveva costruito
un tempietto presso il suo Achilleion di Corfù (3); il monumento che un gruppo
di Rc 2. Elisabetta, sul cui bellissimo capo il triste fato degli Absburgo non
pesò meno dall'ereditaria psicosi dei Wittel DI ARRIGO HEINK nani voleva
erigergli, dovette migrare oltre l'Atlantico. Di Arrigo Heine la Francia ha le
ossa; Corfù e New York he serbano le sembianze effigiate; la Germania nulla. A
noi individualisti di razza latina codesto » ostracismo inflitto al genio dà
senso di pena e d'irritazione. E più ancora ci irrita l'asprezza con che lo
Heine Viene giudicato, non solo dal volgo partigiano ed incosciente, ma da
critici e storici rispettabili e rispettati, in opere serie e diffuse. Non
esitano costoro a riconoscere in lui un poeta lirico eminente ed a porlo a
fianco del Goethe per lo sviluppo tutto personale che diede al lieti germanico;
ma non sanno perdonargli la nascita israelitica, la simpatia per la Francia, la
leggerezza nel giudicare, e specialmente nel mettere in caricatura, tanta,
parte dello spirito tedesco, la scorrettezza della vita libertina, la mancanza
di carattere fermo, la perpetua ironia, degenerante talora in cinismo volgare.
I Tedeschi si sentono offesi dallo Heine in ciò che hanno di più caro e di più
sacro; i sentimenti della famiglia, della religione, della patria, della razza.
Compresi della loro attuale grandezza, vedono in lui un profeta fallito, che
dei germi di quella grandezza non intese nulla e all'entusiasmo e alla rude
tendenza tradizio snach. amava nello Heine specialmente la profonda tristezza
pessimistica, se dice vero il libro saturo di sentimentalismo del suo
confidente greco. Cfr. C. Christomakos, Iìeyhia di dolore, Firenze, 1901, pp.
240 41. naie della nazione contrappose il dileggio beffardo demolitore.
All'ebreo rinnegato per farsi eristiano, al cristiano rinnegato per divenire
ateo, al tedesco rinnegato per infranciosarsi, oppongono un dispregio acre e
pungente; non mitigato neppure dalle melodie dello Schubert e degli altri
interpreti musicisti dell'anima lirica heiniana. In molte parti questo loro
giudizio sembra ragionevole; eppure sostanzialmente essi hanno torto e riescono
ingenerosi. Abituato a leggere con simpatia e diletto le opere heiniane, da
molti anni io lo penso; ma non ero mai riuscito ad averne convinzione chiara e
fondata, come ne ho oggi, dopo aver letto il volume recentissimo d'uno squisito
scrutatore d'anime, Henri Heine penseur di Enrico Lichtenberger ('). Dello
Heine fu scritto non poco, in Germania e fuori, senza che con ciò siasi
ottenuta piena chiarezza sul soggetto. Ciò che meglio di lui si conosce ò
l'arte. Sui particolari della sua vita, breve ed infelice, si accumularono
notizie contraddittorie, radendo non di rado nell'indiscrezione pettegola,
lasciando nella storia delle sue relazioni non poche dubbiezze. Il suo pensiero
fu, di solito, trascurato, ovvero trattato in modo sbrigativo movendo dal
preconcetto che, in ultima analisi, di pensiero ne albergasse pochino in quel
cervello, e quel poco senza radici e a dir così fluttuante. In ciò vi ha, per
lo meno, molta esageParis, Alcan, lflOn. razione, e. non s'è tenuto conto,
com'era giusto e necessario, di elementi che in un giudizio siffatto dovevano
avere parte precipua, le condizioni somatiche dell'individuo c la sua
essenziale qualità dit poeta. Arrigo Heine fu un sensitivo ed un sensuale: la
sua poesia rampolla dafla sensività e dalla sensualità: ma è in parte fecondata
da un certo numero di idee politiche, religiose e sociali, che non è lecito
trascurare. Quando, nel 1830, poco più che trentenne, egli varcò l'amato Reno,
che lambisce la sua città natale, por esiliarsi volontariamente a Parigi, era
un uomo fallito, materialmente e moralmente. Avvocato senza vocazione,
negoziante inetto, con la testa piena di grilli e la tasca vuòta, senza
educazione morale solida, con inolto ingegno ed una sensitività morbosa, egli
andava incontro all'ignoto, in una gran" metropoli, sedotto da un fantasma
di libertà. Ci andava pur essendo ancora cosi giovine, con una gran dose di pessimismo
nell'anima, dovuta, oltreché a condizioni fìsiche, a delusioni amorose. Tempra
eminentemente erotica, egli s'era invaghito due volte in Amburgo, nella casa
dello zio milionario, Salomone Heine, prima della cugina Amalia, creatura
fredda e speculatrice, più tardi della sorella minore di lei. Teresa, che i
parenti calcolatori destinarono ad altre nozze. La massima parte delle liriche
del Bach der Lieder fu I'ATKIuTTIsMii K Si n. 1 A Usili i inspirata da questi
din» amori e da queste due crisi amorosi», allo quali successero ben presto
passionacci» libertine, i-hi» lasciavano il poeta stremato di forze e
melanconico. Quantunque non volesse ron venirne e sebbene alla prima apparenza
non sembri, la sua sensitività, a traverso le stesse orgie sensuali, menava
all'idealismo. Più tardi a Parigi, dopo disordini d'ogni genere, di mezzo al
bizzarro e degradante connubio, legittimato dal matrimonio per compassione, con
quella magnifica statua di carne da lui comperata, (die fu Matilde Mirnt i';,
spunta l'amore fragrante por la signora Krinitz. la poetica Monche, cosi
variamente giudicata dagli. studiosi delLo Heine ' ). Lo spirito di lui ora
soggetto ai più stridenti contrasti: ora angelo, ora demonio, e pur troppo i
molto malevoli videro il demonio e non vollero vedere l'angolo. Il peggio è
(die da se medesimo fece di tutto per calunniarsi o por mostrarsi diverso da
quello (die in realtà era. Il suo pessimismo lo portava all'ironia, e l'ironia
sapeva armare di tutte le punte della 117/ 'sigia' il germanica. Accortosi
delti j Le l>'" curiose notizie su Ini flirtino date -lo un
tv(jUPIitatore ili casa Heine. Alessandro AVeill. Voli I'iiiaiiim. Stilili e
ritratti letterari, Livorno, liXXI, [in. 17:2 sir;r. \'Ai E sia [une stata
un'avventuriera colei che in Francia amò chiamarsi Camilla tSelilen e con
questo nome [mlihlici'i un libro siurli ultimi giorni dello Heine: non è meli
vero ch'ella riuscì a penetrare come ragjllo ili luce nella tornila di
materassi i Àtatrazen^rut't i in cui il poeta languì ]>er otto anni i lK4H-|S:Vli
e che i]uiuili non pote essere un avventuriera vulvare. Il] AKKtlìI l HKIXK
l'effetto die faceva quel suo spirito indici volato, ne abusò lino al
inailirrismo. ne divenne la vittima .'). Disse male dei romantici ed in fondo
civi un romani ico egli pure; sparlò dei Tedeschi, e la >u»-i anima restò
tedesca fondamen1,'ilnienie sempre: mise in burletta il rraseendentalismo della
lilosotia germanica, e le sue teorie politiche e sociali germinavano dallo
hegelismo. Kcco perche, pur essendo assai migliore di quel che parve, egli
riuscì a farsi sprezzare e odiare da tanti. Tali enunciati avrebbero mestieri
d'una lunga (limosi razione, che non è qui il caso di sciol inare. IO già mollo
se riuscirò a far vedere clic lo Heine fu. anelli' contro voglia, tedesco, e
clic in politica egli si spinse di molto oltre al liberalismo comune e giunse
al più schietto socialismo, pur rimali 'lido aristocraticamente poeta. La
Germania filistea gli riusciva detestabile, è vero: ma (pianta dolcezza, quanta
alterezza gli ispiravano la terra tedesca, la lingua tedesca, i cosi unii
tedeschi! Chi non le sente codeste tenerezze di tìglio leggendo «pici suo
insuperabile f)eit/sf]ifiiin1 V Dopo tredici anni di esilio volontario, nel 1
9| col contrabbando delle idee più ardite rincantucciato nel cranio. Eccolo al
confine : il cuore gli batte più torte, gli occhi gli si inumidiscono, si sente
riconfortato; le stelle sul patrio suolo brillano d'una luce più viva. Poco
appresso si commuove a rivedere il vecchio Reno (mein Vater Rhein) al quale
pensò ognora con sentimento nostalgico. Nello scherzoso saluto a quelle quercie
sentimentali che sono gli abitanti dell'antica Westfalia. v'è un mal celato
compiacimento; nella splendida allocuzione ai lupi germanici egli si proclama
ancor sempre lupo: « Ich bin einWolf geblieben, mein Herz | Und meine Zanne
sind wolfisch ». La tipica cucina tedesca, a ventricoli latini cosi poco
confacente, gli è gradita come il saluto della madre; nei letti tedeschi di
piuma più dolce gli sembra il riposo f1). Altrove, nelle liriche, confessa che
talvolta il pensiero della patria lontana lo muove alle lacrime, e quando la
notte si desta l'imagine di essa non gli consente più il sonno. « Io credo,
dice egli « stesso, che questa ardente e pazza bramosia « si chiami amor di
patria » (s). E così era veramente. Il flagellatore di tante idee tedesche, di
tanti sentimenti tedeschi, non riuscì a Per tutto ciò si vedono i capit. I, V,
VII. Vili, IX, X, XII del Deutschlaml. Deutsrhlaud, caput XXIV. Fra i molti che
svelarono, con più numerose attestazioni, questo sentimento dello Heine, cfr.
CniARiNi, op. cit., pp. 329-32; Legbas. op. cil., pp. 283-**) e Ed. Esoel nella
sua prefazione alle Memorie postume di Enrico Meine, Firenze stedescarsi
giammai; la Francia, per cui nutriva tanta simpatia e a cui lo legava
gratitudine per ospitalità e benefìci di ogni genere che ne aveva ricevuti, fu
sempre per lui un paese straniero. D'altro lato ragioni ideali lo sospingevano
verso Parigi e dalla Germania lo staccavano. Sotto il vento de' cantici
immortali Piegavano crosciatiti Le selve delle vecchie cattedrali Con le lor
guglie e i santi. Rintoccava, dai culmini ondeggiando, A morto ogni campana, E
Carlo Magno s'avvolgea tremando Nel lenzuol d'Aquisgrana ('). Disse un poeta
nostro della poesia giacobina del biondo Arrigo, e non disse falso, perchè
realmente nei poemetti e nei Zeitgedichte, fra lo scoppiettare dei frizzi e le
bollature roventi del sarcasmo, freme e geme l' idea politica e sociale di un
ribelle. Qui talora l' inspirazione heiniana trova note inusate di solennità
formidabile, come in quella gran lirica dei tessitori che instancabili e
maledicenti tessono il lenzuolo funebre della Germania (2). Quella poesia, come
parecchie altre, come la più parte degli articoli che lo Heine mandò all'
AUgemeine Zeitung di Augusta, riflette l'idea" capitale politica che
alliCaupitcci, A un heniano d'Italia, nei friambi ed, epodi. (2; Abbiamo di
questa lirica una versione del Carducci nelle Rime nuove. gnò per tanto tempo
nel suo cervello e per cui erti così poco tedesco e tanto francese, l'idea
rivoluzionaria. Noi oggi, dopo tanti studi storici e politici, ci siamo formati
un concetto più sicuro di quel gran fatto che fu la rivoluzione francese; ma
nei primi decenni del XIX secolo non v'era via di mezzo nel considerarla, o
l'obbrobrio o l'ammirazione. Arrigo Heine fu della rivoluzione francese vero
ammiratore. Sin dalla sua giovinezza, quando diede il primo bacio alla rossa
Peppina, la nipote del carnefice tedesco, che si schermiva con la mannaia onde
erano stati decapitati cento poveri furfanti, sin d'allora, dice egli, T
sliauesimo la dottrina principale, l'amore del prossimo, ma se ne togliesse
l'autaii'onismo tìa la vila terrena e quella dello spirito, fra la terra e il
ciclo, quell'antagonismo con «-ni i prcli. predicando acqua in pubblico e
bevendo vino in seirrcto, hanno cantate la ninna nanna al tripiante popolo, al
grosso minchione. Noi vogliamo l'ominiqui sulla temi Il ri'amc (ti Dio.
Quniiji'iù i|iiaj;'{iiù voiiliaino essere l'elii-i. Non \oj;li;uii più
stentare; Ciò che il braccio iniadafnia, il pi^-ro ventre Non si' lo dee
pappare. Cresce pani' iiua^ii'i clic basta a noi Ed a' nostri fratelli; Ed il
piacere e la bellezza; r tose, E mirti anelie e piselli, Si, piselli per tutti
escono fuori Dai usci appena rotti. Lasciamo il cielo azzurro ai vagabondi
Angeli e ai passerotti'1' Idea semplice, senza dubbio: ma nella sua semplicità
sta la sua forza. Sono unicamente le idee semplici, che conquistano il mondo.
Legittimismo, bonapartismo, assolutismo, democrazia, repubblica erano tutte
cose per cui lo l'I) Trad. Chiarini (Iella iirrmnnìa. Di Ilrìnr p Ir
Salril-Srmonisme tratta egregiamente il Lichtenberger uel cap. UT dell'opera
sua. Heine si sfaldava solo fugacemente, prò o contro. Ossili contingenza ed
ogni lolla politica iì"1 i sembrava secondaria di fronte alla importanza
massima (lolla (picstione sociale, l'irai (li questo concetto >oil piene le
carte, e i tribuni delle nielli vi pnppagalloggiano .sopra i loro roboanti
discorsi: ma il pensarlo intorno al 1S40 non era di lutti uè era senza pericolo
allora il bandirlo « a' quattro venti. Il poeta divenuto giornalista di
straordinaria efficacia, osò tarlo, e prosegui por anni, su quella via,
incurante di stringere alleanze opportunisti' e poco sincere, incurante di
lauti guadagni, egli che puro aveva sempre tanto bisogno di quattrini. Tale
atteggiamento della sua attività non è abbastanza conosciuto nò a sufficienza
apprezzato. Lo apprezzarono solo alcuni fondatori di sistemi socialistici, come
Carlo Marx, che strinse con lo Heine amicizia, e fu suo compagno nella
redazione del ]~ot'i. 1# 8-1X5 e o99-408. e H. BAituiEitA, La prinHpps^a
Belgioioso^ stilano. eminentemente parata e conservatrice, tre uomini, tutti
tre di origine giudaica tutti tre spuntati, per logica propaggine, dallo
hegelismo, disciplinavano nel cervello dal mondo le idee rivoluzionarie
francesi dello spirato secolo XVIII, dando loro sviluppo di cai-attere sociale
e dignità di scienza. Non passera molto e ne verrà fuori, nel 18(57, l'opera
economica più importante del socialismo europeo nel suo primo periodo, Das
KapitaL Ma allora il povero Heine riposerà orinai da undici anni nella tomba
modesta del camposanto di Montmartre. A lui che pur vide così addentro nei
destini dell'umanità futura e che combattè con ardire e pertinacia una
battaglia pericolosa, senza spirito di setta, senza speranza d'alcun guadagno
uè prossimo" uè remoto, uè materiale nò morale: a lui banditore di
uguaglianza, il mescolarsi tra la folla spiaceva e non arrossiva di
confessarlo. Amico sincero del popolo, rivoluzionario più che democratico,
schivava i contatti coi molti e coi rozzi. E un altro dei tanti contrasti già
osservati nella sua natura. Pochi furono al pari di lui aristocraticamente
schivi della folla, forse perchè egli era, a differenza de' suoi compagni nelle
idee, un poeta. Al poeta ripugnano molte cose che al freddo ragionatore fi)
Bispetto alla grande parte che gli israeliti ebbero nella prima propagazione
del socialismo, molte e curiose osservazioni si potrebbero fare. Vedi notato e
commentato il caso anche dal Laveleve, he socìcUimiie contemporain, !t» ediz.,
Paris sembrano logiche e naturali. Nell'animo suo egli aveva dedicato un tempio
alla bellezza, e la futura tragedia sociale, a cui gli sembrava che l'Europa
andasse incontro, sarebbe stata sacrilega verso le manifestazioni più alte e
più disinteressate del bello. Dal fondo del suo pessimismo, avea pur sempre
levato gli occhi azzurri e penetranti verso il sole dell'ideale ed i beni
mondani avea apprezzati solo in quanto gli riuscivano necessari. Invece la
potenza uguaglia trìce del socialismo portava a collocare il benessere
materiale al primo luogo e ad aspirarvi come al maggiore diritto, cacciando in
disparte le aspirazioni dello spirito alla cultura ed alla scienza. Ciò
riconosceva fatale; ma siffatta fatalità della rivoluzione lo riempiva di
angoscia secreta. La sua forte individualità di artista non s'adattava ad
essere pecora in una greggia ('). Se la crudele malattia che lo consunse non lo
avesse inchiodato a letto per tanti anni, logorandogli l'energia di ogni lavoro
che non fosse poetico, chissà come si sarebbe risolto il dramma della sua
anima, chissà se in lui avrebbe prevalso la sincera tendenza socialista o
l'individualismo prepotente del genio solitario. Forse quella tempra tedesca di
sognatore, balsamo e martello alle sue piaghe, non avrebbe vinto in un
organismo sanò, come vinse, per quel che riguarda le idee religiose, nel lento
sfasciarsi della gracile persona. Il panteista ir ci) Lichtknhekgeh
PATRIOTTISMO E SOCIALISMO riverente e sarcastico, tra i patimenti inenarrabili
e la disperazione cupa d'una infermità senza ristoro, ridivenne credente nello
spiritualismo nazzareno, riprese in mano la Bibbia e vi si compiacque. Ma non
si infeudò a nessuna chiesa positiva. Il poeta (gli sembrava) è già di per sè
in istato di grazia: a lui si aprono spontaneamente le porte del cielo, senza
bisogno uè delle chiavi di san Pietro nè di quelle di ver un altro portinaio
delle Chiese costituite. In questo poeta ed in questo martire noi uomini
moderni troviamo tutti qualche parte di noi medesimi. I contrasti della sua
anima sono quelli delle nostre anime; non altrimenti che nei contrasti dello
spirito altissimo di Francesco Petrarca gli uomini dell'incipiente rinascita
sentirono l'età nuova lottante col medioevo. Senza essere come il Petrarca un
genio universale, Arrigo Heine fu non meno di lui uu genio rappresentativo.
Vizi e difetti ebbe senza dubbio; ma amò assai e assai sofferse, ed a chi amò e
sofferse va perdonato molto. Oltre la fresca e limpida vena del poetare, oltre
la generosità del pensiero umanitario, oltre il coraggio nel combattere per le
sue idee, egli ebbe un pregio che (1; LtCUTBNBEBGEB. nessuno può contestargli e
di cui va tenuto gran conto, la sincerità. Oggi, nella superba capitale della
Germania unita, movendo dalla colossale colonna su cui si libra dorata al sole
la Vittoria glorificante la gran conquista tedesca del 1870, s'apre fra la
verzura e le piante annose del Tiergazten la cosidetta Siegesallée. Disposte
simmetricamente ai due lati del viale, ergonsi trentadue statue di
grand'elettori, di principi, di monarchi, dall'alto medioevo all'età
modernissima; dietro a ciascuna statua marmorea stanno a corteggio due erme,
coi busti di due personaggi ragguardevoli che fiorirono nell'età di ognuno di
quelli eroi e ne sovvennero, col consiglio o col braccio, la potenza. Idea
grandiosa certamente, ma non tale da suscitare entusiasmo, giacché pur troppo
più d'uno di quei vindici superbamente atteggiati vale meglio nel marmo di quel
che valesse in carne ed ossa, ed il visitatore anche coltissimo deve non senza
stento ripescarne le notizie grame nei recessi più oscuri della memoria.
Sfarzo, dunque, di compiacenza dinastica, monumento d'imperialismo, che non ha
eco nel mondo. Un'altra Siegesallée piacerai prevedere che la Germania
contrapporrà un giorno a quella berlinese, ove siano effigiati altri
trionfatori, ben altrimenti noti e civili e benefici; i trionfatori del
pensiero e dell'arte, tutti raccolti insieme, senza esclusioni partigiane,
senza predilezioni regionali, senza male prevenzioni politiche o religiose.
Questi sono i vittoriosi di tutti i tempi, i cittadini di tutti i luoghi, ai
quali il mondo s'inchina. E tra costoro, ben meglio onorati die nel Walhalla di
Ratisbona, penso che sorriderà la fiiccia arguta e splenderà l'alta fronte
geniale di Arrigo Heine, redento dalla potenza ultrice del tempo, riconciliate
col suo popolo, ch'egli amò sempre, tra la ironia scettica della sua travagliata
esistenza, di cosi fido e tenero affetto. Nota aggiuiTìa — Xe] Fan f itila
della domenica, 26 novembre l!)0ò. L'imperatore di Germania, che acquistò
l'Achilleiou di Corfù, ne tolse il simulacro di Arrigo Heine, che fu venduto al
banchiere Cainpe. Costui, fino ad oggi, non ha trovato modo di farlo accettare
da nessun sodalizio tedesco. Su queste storia poco edificante vedi ciò che
scrive G. A. Boiuìesk nel volume La nuova Germania, Torino, 1909, pp. 164 sgg.
Adalberto Stifter novellatore. Nell'autunno del 190.T i paesi di lingua tedesca
echeggiarono in ogni parte delle lodi d'uno scrittore austriaco, di cui in
Italia neppure si bisbiglia. A questo scrittore furono consacrati articoli,
opuscoli, volumi: le edizioni popolari delle sue opere, dopoché nel 1898 fu
terminato il trentennio di proprietà esclusiva, che dalla Casa editrice
Ileckenastdi Pesterà passato alla Casa Amelang di Lipsia, si moltiplicarono
rapidamente: all'obelisco eretto sin dal 1877 in suo onore sul Blockenstein
dell'amato Bohinerwald fu aggiunto nel maggio del 1902 un monumento a Linz, nel
quale lo si rappresentò adagiato presso ad una rupe in atto d'intenta e
tranquilla osservazione delle bellezze naturali; un altro monumento gli si
eresse pel centenario nella sua patria, Oberplan di Boemia, ed un terzo ne
vedrà presto sorgere l'antica e grande capitale dell'impero d'Austria, mentre
già a Vienna stessa, e a Budweis, e a Linz alcune vie sono chiamate col suo
nome; il sodalizio costituitosi per l'incremento della cultura tedesca in
Boemia fondò in Praga uno Stifter-Archiv, destinato a raccogliere i manoscritti
delle sue opere, i suoi carteggi, i documenti tutti che in qualche modo si
riferiscono alla sua vita, alla sua attività, alla sua reputazione; quel
medesimo sodalizio ha dato opera alla stampa d'una edizione critica definitiva
di tutti gli scritti, editi ed inediti, dello Stifter, che, assunta
dall'editore Calve sotto l'alta direzione di Augusto Sauer di Praga, consterà
di ventun volumi. E cosa singolare davvero che di questo scrittore, di cui
suona ormai cosi alto il nome in Germania e sembra che col volger degli anni la
fama acquisti sempre nuovo vigore, l'Italia non siasi mai occupata con qualche
cura, sicché tra i maggiori scrittori tedeschi dell'Austria egli è certamente
il meno noto. Per studi e per traduzioni sono conosciuti abbastanza nel paese
nostro Niccolò Lenau, Francesco Grillparzer e Roberto Ilamerling; nò si può
dire che alla cognizione diretta dello Stifter s'oppongano difficoltà
idiomatiche o difetto di famigliarità con gli usi locali, come accade per
l'umorista fantasiosamente insuperabile, che risponde al nome di Ferdinando
Raimund. Ad intendere le produzioni sceniche del Raimund, che fanno ancor
sempre la fortuna del Volks-Theater di Vienna, occorre esser addentro nello spirito
del popolo e del vernacolo viennese; mentre a leggere e a gustare 10 Stifter è
unicamente mestieri di conoscer bene 11 tedesco, cognizione che ormai non deve
difettare a nessuna persona colta non mediocremente. Alieno dalle esagerazioni,
io mi guarderò bene dall' innalzare lo Stifter su d'un piedistallo più elevato
di quello che gli competa, e mi terrò lontano dall' infatuamento a cui si
abbandonarono certi suoi ammiratori; ma non è esagerazione ne è frutto di
infatuamento l'asserire ch'egli è il maggior prosatore tedesco dell'Austria.
Vale quindi la pena che in breve se ne discorra la vita e se ne tratteggi
l'indole, ponendone in evidenza l'opera letteraria ('). Questo articolo risulta
non solo dalla lettura attenta delle principali opere narrative dello Stifter,
ma anche dallo studio della parte più notabile di quella assai larga
letteratura storico-critica che in Germania fu a lui consacrata. A Praga uscì
nel 1904 intorno a lui un volume di Litigi Raimondo Hkh (Adalbert Stifter, seiu
Lehen und seine lleite), che quasi tocca le 700 pagine in-8» grande. È un'opera
bio-bibliografica di estrema minuziosità, corredata di un ragguardevole numero
di documenti, condotta su molti carteggi inediti e col sussidio dei riferimenti
di quanti amici dello Stifter poterono essere consultati. Accrescono pregio al
volume, farraginoso invero assai, ma pure preziosissimo, la riproduzione di
tutti i ritratti noti dello scrittore, nonché di una parte dei suoi quadri e
schizzi, le vedute dei paesaggi che gli furono più famigliari e di cui scrisse,
i disegni delle case da lui abitate e fin dei suoi mobili prediletti. Più di
cosi non si potrebbe fare! Fra gli scritti critici intorno allo Stifter trovo
segnalabile sempre un libro ormai vecchio: Enti. Kuh, ZweiDichter Oesterreiclis,
Franz Grillparzer und Adalbert Stifter CPest, Heckenast, 1872;. Buono nella
letteratura recentissima il volumetto di W. Koscn, Adalbert Stifter eine Stadie
(Leipzig, Amelang, 1905), che fa seguito ad un'indagine letteraria del Kosch
medesimo, uscita a Praga, Adalbert Stifter und die Bomantik. Nella alluvione di
articoli ed opuscoli che portò seco il centenario, merita il primo posto il
numero speciale (an. IV, n. 12, settembre 1905 1 che allo Stifter consacrò la
rivista mensile Deutsche Arbeit di Praga, perchè vi sono parecchi articoli con
nuovi documenti, massime intorno alle amicizie dello scrittore di Oberplan. L
Siete mai passati dalla Boemia in Baviera? 11 confine occidentale della terra
boema è naturalmente segnato da un succedersi di monti boscosi, che ha il nome
di Bòhmerwald. Nella parte più meridionale di quella regione montagnosa scorre
limpida nella sua giovanilità presaga di grandezza la Moldava, e dove la valle
prima angusta di quel fiume czeco si allarga, giace in pittoresca posizione, adagiato
sulle pendici erbose, il villaggio di Oberplan, e i boschi gli fanno corona. In
una di quelle tranquille casette dal solo pianterreno, che tanto piacciono alle
popolazioni rusticane dei piccoli Slavi, in una casetta che dai restauri in
fuori, imperiosamente imposti dal tempo roditore, si conserva oggi ancora tal
quale, vide la luce in Oberplan il 23 ottobre 1805 Adalberto Stifter, da un
agricoltore che avea dapprima esercitato l'industria della tessitura e dalla
figlia d'un macellaio. Non la madre, creatura soave, « lago senza fondo d'amore
», ritrasse egli nella sua lunga opera descrittiva di uomini e di cose, ma
l'ambiente domestico e specialmente la nonna, Frau Ursula Kary, nel racconto
Ileidedorf, da lui già abbozzato in ginnasio. Come il Felice di quel racconto è
in gran parte l'autore medesimo, cosi ritrae la figura idealizzata dell'ava
veneranda quella vecchia nonna di Felice, che nella sua vita laboriosa ha letto
un libro solo, la Bibbia, e per 70 anni lo ha elaborato nella vivace fantasia,
sicché le voci della sua anima austera e mite trovano spesse volte nel suo
umile discorso di popolana la'solennità sacra dell'espressione scritturale.
Nell'infanzia dello Stifter le narrazioni fantastiche di quella vecchia, non
dissimili da quelle della nonna di Katsensitber, influirono assai ad
atteggiargli all'arte rappresentativa l'anima tenera e pronta, come sul
giovinetto Goethe potè non poco la gioconda madre Elisabetta, inesauribile
narratrice di fiabe e di leggende. Se non che sul capo del povero Adalberto,
che faceva ormai progressi sotto la guida intelligente del maestro del
villaggio, Giuseppe Jeune, s'addensava un nembo procelloso. Nel 1817, a 12
anni, un tragico infortunio lo orbò del genitore; l'infelice madre di lui
rimase vedova, senza mezzi, con cinque figliuoletti. Energicamente venne in
soccorso il nonno materno, la cui onesta figura è ritratta in Granii-, e
malgrado i presagi di qualche corvo di malo augurio e difficoltà materiali
d'ogni genere, egli volle che il fanciullo proseguisse gli studi e lo allogò a
percorrere il ginnasio nella non troppo remota abbazia benedettina di
Kremsmunster nell'Alta Austria, asilo di cultura molte volte secolare, ricca di
libri, di quadri, di raccolte antiquarie e naturalistiche. Quivi il giovinetto,
sebbene strappato così precocemente alla famiglia, vinse ben presto il troppo
naturale sentimento nostalgico e si trovò, negli studi, come un pesce nella sua
acqua. A Kremsmunster compi con onore l'intero corso classico medio, e per quel
ch'è della letteratura influì colà massimamente sull'animo suo il padre Placido
Hall, che si dice sia ritratto nel candore dell'anima, nella vita parsimoniosa
e segnatamente nell'amore intenso ai fanciulli, in quel parroco singolare che è
protagonista del bel racconta Kalkstein. Sin d'allora lo Stifter si senti
prepotentemente attratto all'arte, e gli studi di scienze naturali, condotti
innanzi con fervore nelle raccolte dell'abbazia, non intiepidirono punto in lui
l'ammirazione per la natura bella e grande, che gV ispirava versi e lo induceva
a dipingere i suoi primi acquarelli. Cosi tra le brune tonache benedettine,
nell'austerità d'un glande monastero, si venivano maturando nello Stifter
quelle tendenze ideali, che dovevano costituire la gioia ed il tormento della
sua esistenza. Passato nel 1826 all'Università di Vienna, fu indotto dalle
esigenze pratiche della vita a seguire il corso giuridico; ma nel tempo stesso
frequentava lezioni di scienze naturali, di fìsica, di matematiche, e per
impinguare un po' il borsellino, ch'era sempre magramente fornito, dava lezioni
private in case signorili. Ciò gli permetteva di procurarsi il godimento di
frequentare concerti e teatri, che costituivano per lui, insieme con le
raccolte di pittura, la massima attrattiva. Fra gli autori drammatici era specialmente
lo Shakespeare che gli incatenava l'attenzione e gli commoveva gagliardamente
l'animo sensitivo; nel suo romanzo Nachsommer è descritta coi colori
dell'esperienza propria la recita del King Lear e l'effetto che può fare sui
giovani. La Vienna di que' tempi non era la suntuosa metropoli de' giorni
nostri: la vita vi si svolgeva àncora semplice, bonaria, gioconda, d'una
giocondità e d' una bonarietà che avevan bensì qualcosa di borghesemente
ristretto, ina tuttavia erano tipicamente caratteristiche. Le impressioni di
que' giovani anni, tutti dati alla spensieratezza e all'arte, sono descritte
nel racconto Leben unti Hanshalt*dreier Wiener Studenten, ove lo Stifter narra
di sè e de' suoi due fidi compagni, Anton Mugerauer e Franz Schift'er. La Vienna
di que' giorni fu ritratta con mirabile efficacia negli scritti Aus dem alien
Wien, editi dalPAprent nel voi. II delle Vermiscìite Schriflen; più
generalmente nota è, tra le Erzàhlungen, quella intitolata Ehi Gang durcìi die
Kalakomben, che descrive una visita nei sotterranei del tempio viennese di
Santo Stefano, destinati a cimitero, la cui solitudine tetra di sepolcreti
stride con la vita multiforme e assordante che si agita di sopra, nella piazza
e nel vicino Graben, che erano allora, e sono in parte anche ora, il cuore
della metropoli austriaca. Sulla cattedrale di Santo Stefano meditava un libro
intero. In parecchi altri scritti lo Stifter ritrae con la sua impareggiabile
perizia descrittiva qualche recesso della vita o della topografia viennese; ma
in nessun luogo forse più felicemente che nella seconda parte del Tur mal in,
ov'è quell'aristocratico, ma remoto, triste, deserto, cadente « Perronsche
Haus», che nell'evidenza de' suoi tratti ha la precisione d'una miniatura. Cade
nel periodo di quel soggiorna viennese dello Stifter il suo primo,
fervidissimo, non mai estinto amore per la giovinetta Fanny Greipl, nata essa
pure nel Bóhmenvald e precisamente nell'amena borgata di Friedberg. Quando quel
legame si strinse, Adalberto aveva 23 anni e Fanny 20. S'amavano passionata
mente, con tutto lo slancio, con tutta la devozione d'un primo amore in anime
nobilmente disposte, ma all'eccesso infiammabili. Se non che la fanciulla era
abbastanza agiata e lo Stifter era povero e senza prospettiva d'una carriera soddisfacente.
La madre di Fanny gli fece intendere che non era prudente continuare ima
relazione di cui pel momento non si vedeva esito alcuno, ed il giovine
addoloratissimo si ritrasse, pur sempre sperando di potersi un giorno
presentare con un impiego decoroso. Nel Nachsommer l'amore infelice del barone
di Risach e di Matilde rispecchia questa condizione psicologica; come in
Heidedorf è rappresentato lo strazio della rottura. Giacché la rottura
definitiva venne in una lugubre giornata del 1833: Fanny pregava Adalberto di
non scriverle più perchè s'era fidanzata ad un serio ed onesto impiegato, che
avea la compostezza e la borghesia grassa fin nel nome, Josef Fleischanderl. Si
sposarono il 18 ottobre 1836 e la bella Fanny moriva di parto il 12 settembre
1839. Allora lo Stifter era già coniugato, perchè il 15 novembre 1837 aveva
condotto all'altare una vezzosissima morava, Amalia Mohaupt, poverissima, che a
Vienna faceva la sartina c la modista, ed il cui padre, ufficiale a riposo,
viveva lontano, in Ungheria, La bellezza femminile, che potè sempre tanto sui
sensi e sullo spirito del nostro scrittore, lo indusse a stringere rapporti con
la signorina Mohaupt, la quale non si lasciò sfuggire l'occasione d' un
matrimonio civile. Sinché visse Fanny il cuore dello Stifter continuò ad essere
con lei: dopo si volse maggiormente ad Amalia ed egli in molte lettere disse la
sua unione felice, e manifestò per la moglie vivissimo affetto. Nò si può dire
che questa non lo ricambiasse, anzi è generalmente riconosciuto che negli anni
infermi della vecchiaia lo assistette con esemplare premura. Ma ad essa
mancarono le doti d'intelletto e di cultura necessarie per intendere un uomo di
spirito non ordinario, un artista nato; e l'essere rimasto quel matrimonio
senza figliuoli non permise la comunità d'interessi e d'affetti, che molte
volte cementa unioni matrimoniali non bene assortite. Vissero insieme più di
trent'anni senza urti e senza scosse; l'abitudine rese tollerabile e financo
gradito un vincolo che s'era stretto, da una parte per attrattiva fisica,
dall'altra per interesse. La descrizione della visita fatta dal maggior
biografo dello Stifter, lo Hein, alla vedova di lui, sopravvissutagli sino al
1888, non ce la mostra certo sotto la luce migliore. V'ha poi in quella donna
qualche tratto, che si direbbe tradire grossolanità di sentimento: ad esempio,
la vendita, per 800 fiorini, all'editore Heckenast delle lettere a lei dirette
dal marito. Le speranze d'un impiego nell'insegnamento pubblico, che lo Stifter
aveva vagheggiato nei primi anni del suo matrimonio, andarono deluse. Egli
viveva meschinamente dando lezioni in case sovratutto patrizie. Quella del
principe di Mettermeli, di cui istruì i figliuoli, gli si doveva aprire più
tardi, nel 1844. Allora era già noto come scrittore, poiché il suo primo
l'acconto, il Kondor, uscì nella Wiener Zeitschriff del 1840, e nel medesimo
anno comparve lo studio Feldblumen nella rivista Iris di Pest. Cosi si avviava
la preziosa amicizia dello Stifter con l'editore intelligentissimo Gustavo Heckenast,
senza del quale forse il novellatore boemo si sarebbe dato alla pittura anziché
all'arte dello scrivere. Lo Heckenast di Pest, che non valeva meno come
suscitatore d'ingegni e giudice di produzione letteraria di quel che valesse
come abile amministratore ed accorto mercatante, diresse e consigliò lo
Stifter, sovvenne ai suoi bisogni materiali, che spesso lo angustiavano,
rinfrancò il suo coraggio, aiutò a diffondere la sua reputazione di scrittore.
Abituati a vedere troppo spesso negli editori non altro che sfruttatori del
lavoro intellettuale altrui, impresari materiali e gretti dell'opera
dell'ingegno, una specie di Medebac sempre solleciti a mortificare ogni slancio
che non torni d'immediata utilità alla cassetta, ci impone ammirazione e quasi
tenerezza questa amicizia di due uomini così variamente dotati. Lo He ADALBERTO
STIFTER NOVELLATORE J1Ó ckenast si procurò molte simpatie presso parecchi
scrittori tedeschi; tutti i biograti dello Stifter ne parlano con sincero
encomio, e di recente A. Schlosser, col sussidio di carteggi inediti, ha
illustrato quella nobile esistenza. Lo straordinario successo che ebbero i
primi racconti dello Stifter disseminati per le riviste, incoraggiò nel 1844
l'edizione dei primi due volumi degli Studien. Cosi la t'ama dello scrittore
restò fissata definitivamente e si sarebbe'anche estesa con maggiore rapidità,
se non venivano a trasformarla i gravi avvenimenti del 1848. Lo Stifter non era
un rivoluzionario; anzi l'insurrezione viennese di marzo lo costernò profondamente.
11 suo spirito mite rifuggiva dalla violenza; le sue convinzioni religiose
informate al cattolicesimo gli imponevano ossequio all'autorità costituita.
Tuttavia esagerano il Kosch ed altri quando lo dipingono coinè un reazionario.
Sebbene bazzicasse, per necessità di pane, nelle famiglie più aristocratiche di
Vienna, egli fu sempre considerato da esse come un parvenu: in quella classe
sociale trovò una sola amica veramente fida, la baronessa Luisa di Eichendorff,
sulle cui lettere al nostro autore il Kosch ha di recente dettato
un'interessante memoria. Nel suo petto egli sentiva battere un cuore di
popolano, e sangue di popolo era quello che gli scorreva nelle vene ; sicché se
della rivoluzione, deplorava le violenze e gli eccessi, non era cieco ad alcuni
suoi giusti moventi. L'uomo che, a quanto ci attesta Emilio Kuh, aveva fatto
oggetto di Ilf. speciali stadi Ja rivoluzione francese e area in animo di
scrivere un romanzo su Massimiliano Robespierre, non poteva schierarsi
inflessibile fra i nemici della libertà e chiudere a questa il suo gran cuore
di artista e di educatore. Fondamentalmente il suo indirizzo era di
conservatore, ma conservatore illuminato, non arcigno, nè intollerante,
conservatore amante del progresso ed in ispecie della soda educazione popolare.
Tanto è vero che nel decennio di reazione, prodotto dai moti del '48 in
Austria, una sua antologia scolastica, ch'egli aveva messa insieme con l'amico
Aprent, fu dal Ministero dell'istruzione austriaco vietata in tutte le scuole
austriache perchè troppo poco ortodossa. I trambusti politici mal si
convenivano al diffondersi dei suoi racconti, sicché d'allora in poi, tratto
dall'imperiosità degli avvenimenti non meno che dall'indole propria, si diede
con fervore all'educazione e all'istruzione del popolo. Per questa via pervenne
finalmente ad ottenere un posto, che gli assicurò una posizione finanziaria, se
non lucrosa, almeno decente. Il ministro dell'istruzione pubblica, Leo Thun, lo
nominò ispettore per le scuole popolari dell'Alta Austria, con residenza a
Linz. Nel giugno del 1850 quell'ispettorato gli fu conferito provvisoriamente,
quasi a modo di prova : con decreto del 5 febbraio 18òò l'ufficio si trasmutò
in stabile, e nello stesso tempo Linz, la piccola ma ridente città sul Danubio,
divenne la sua seconda patria, d'onde il nostro Adalberto non s'allontanò, se
non temporaneamente, e dove lasciò le sue ossa. Nei tredici anni ch'egli visse
colà, la sua vita fu divisa tra l'ufficio e l'arte. L'ufficio lo occupava
immensamente: egli pose ogni suo zelo nel fare il bene e, come sempre accade,
si trovò impigliato in brighe molestissime e fu amareggiato da gravi
dispiaceri. L'anima impressionabile di lui si sentiva sopraffatta della marea
montante delle piccole animosità, delle meschine codardie, degli interessucci
personali molteplici, che d'ogni parte gli facevano ressa e gli impedivano
l'operosità benefica nel campo dell'istruzione. L'ufficio in cui aveva portato
tanto entusiasmo e tanti nobili propositi, gli divenne poco per volta catena
quasi insopportabile, che rodeva il suo fisico e deprimeva il suo morale.
Parecchie sue lettere ci sono conservate, in cui dà sfogo all'interna amarezza.
Unico conforto, nei giorni desolati, l'arte. Non lasciò in pace mai nè la
matita, nè il pennello, nè la penna. Disegnò, dipinse, scrisse, con crescente
fervore. Accrebbe il numero dei suoi Studien, compose in un volume i Bunte
Steine, donò a riviste qualcuna delle sue Erzahlungen, diede opera ad iin
romanzo singolare, Nachsommer. L'ala della sventura colpì di nuovo, e ben
sinistramente, la sua povera casa. Dolorosa, sebbene attesa, riusci allo
Stifter la morte della madre adorata, £he segui il 27 febbraio 1858; ma ben più
amara dovette parergli la sparizione tragica della sua figliuola adottiva
Giuliana nel marzo del 1859. A 18 anni quella giovinetta bizzarra abbandonò la
casa che Be.vier Svaghi Critici 27 US U> AI .Hi: li Tu sTIK'l Kl!
XoVEI.I.ATOUK In aveva ospitata, lasciandovi un biglie! to tor1*1 1 »1 1 1 n i
m i ti» ., p. 3. Bald., II, pp. 24849. Bald.. glie di lui, ohe diverrà un
giorno la protagonisti della novella Frau Regel Amrain (*). Fra quella buona
gente egli si consolò alquanto della mortificazione sofferta; ma non si che non
cominciasse fin d'allora quell'amarezza nel suo spirito, che doveva
accompagnarlo per gran parte della sua vita e che si suole ravvisare quasi
sempre negli autodidatti. Là si decise pure a voler divenire paesista ed ebbe
la sventura d'imbattersi in un maestro convenzionale e senza criterio, Pietro
Steiger che è lo Habersaat del Heinrich f\ Lo jcor resse poscia di molte
viziature Rodolfo Meyer, che è il Roemer del romanzo; ma Goffredo non potè
profittarne quanto avrebbe voluto perchè quel poveretto nel 1838 impazzì (3).
Così egli rimase novamente abbandonato a se medesimo e ai suoi ideali, non
ancora ventenne. Fu allora, dopo avere accompagnato al cimitero un'esile e
gentile amica d'infanzia, Enrichetta Keller, suo primo amore, che è la piccola
Anna del romanzo (*); fu allora che decise di recarsi nella metropoli artistica
della Germania, Monaco, per trovare avviamento e fortuna. Vi trovò invece
qualche ebbrezza momentanea, la compagnia diversa di artisti scapigliati, ma
nessun profitto serio, anzi la convinzione di essere un pittore Bald., p. 27.
Bald., p. 30. Bald., pp. 38-39. (4) Bald., pp. 40-41. Anche, la Giuditta de]
romanzo ha un fondo di vero, ma che si lascia meno precisare. Cfr. Bald., p.
42. ALC'UNC'HK VI KELLKK J40 mancato l'i. Questo fa il dramma della sua
giovinezza, descritto con tcaftrheit unti diclitung nelle pagine deìVJùirico,
rappresentato nella più inde schiettezza dalle lettere alla "madre, che il
Baechtold ha fatto conoscere. Quella povera madre si legava il pan di bocca per
soccorrere il figliuolo, che continuamente le chiedeva danaro e danaro, ed era
ingolfato sino agli occhi nei debiti. Finalmente, nel 1842, battè
melanconicamente la via del ritorno, senza trovare sulla sua via nessun cónte
benefico e romanzescamente mecenate, ma, in compenso, trovando ancor viva ed
arzilla la genitrice con la sorella. Dal 1842 al 1848 stette a Zurigo, in
famiglia. Viveva fra gli stenti, ma almeno non pativa la fame. E a poco a poco
si venne allora svegliando . in lui lo scrittore; anzitutto il lirico, al
contatto dei commovimenti politici del tempo, poi il narratore e descrittore.
Non potè gran fatto su di lui un secondo amore, pure sfortunato, per Luisa
Rieter di Winfcerthi.tr, la amabilissima Figura Leu del Landvogt von
Greifensee^): ormai egli aveva Ben lo dice Max Koi'H (ffeseh. der deutxchen
Lite-rat» r, Stuttgart, 1895) « gleich Scheffel, ein verungl iickter Maler » (p
255). Questa è pure l'opinione di C. Brcn, . Cominciò anche a pensare al
romanzo del pittore mancato, al Grune Heinrich, che condusse a termine in mezzo
ad incertezze, a pentimenti, ad interruzioni, e poi rifece durante una lunga
serie d'anni (3). Intendeva, peraltro, il Keller che a divenire scrittore gli
era mestieri di allargare e consolidare la propria cultura. Ottenne, pei1 buona
sorte, un sussidio dalle autorità cantonali e con esso potè recarsi e vivere
prima a Heidelberg, poi a Berlino. A Heidelberg giocondamente, freBald., I, p.
193. Bald., I, p. 89. Non era dir poco, perchè al K. la birra ed il vino
piacevano assai. Cfr. B., II, pp. 320-21 e III, p. 124. L'abitudine teutonica
del kneipen non la smise mai. Cfr. Bald., pp. 219, 227, 316-17. In B., Il, pp.
33 sgg. è narrata e documentata la storia del Grane Heinrich. quentando
l'università e stringendo relazione col filosofo Feuerbach, che influì
massimamente sul concetto religioso del nostro scrittore ('); a Berlino, ove
dimorò dal 1850 al 1855, con grandi privazioni, messo di nuovo per una strada
che non era la sua, quella della drammatica (*)• Per buona ventura se n'accorse
in tempo e non vi si incaponì, come nella pittura. Egli aveva ormai la
coscienza della propria potenzialità artistica e sorretto da essa tornò di
nuovo a Zurigo, dopo sette anni non infruttuosi di dimora in Germania. Aveva
cominciato a scrivere novelle, e tra novelle e liriche prosegui per il resto
della sua vita. Dal 1856 al 1861 visse tranquillo nella sua città svizzera, che
non era ancora il fiorente centro industriale d'oggigiorno, conoscendo molti
spiriti eletti, tra cui Riccardo Wagner, ch'egli ammirava (3). Nel 1861 un
colpo di buona fortuna gli procurò l'agiatezza con la nomina di primo
cancelliere del cantone di Zurigo, impiego che egli tenne con zelo ed
intelligenza pei1 quindici anni. Quell'occupazione, che non era puramente
materiale (*), valse a disciVedi B., I, pp. 832-38. 3ti3, J07-8. La religiosità
del K., conforme al suo ideale repubblicano, scostavasi da] cristianesimo come
da qualsiasi altra religione positiva. Cfr. O. Fikjmmei.. (iottfr. Ketlers
relitjitìse Entirickluni), iu Deutsehe liunclschau. voi. Ili (1802i, pp. 367
sgg. In appendice al II voi. de] B. souo pubblicati gli abbozzi drammatici
delK. Teresa è l'unico condotto abbastanza innanzi. Cfr. anche Bali»., pp.
104-7. B., II, pp. 307 sgg. i li lUus, p. 211. plinare il suo spirito, che fino
allora non ora stato costretto da veruna disciplina ('). La madre vecchierella,
chiudendo gli occhi nel 1864, aveva la consolazione di lasciare il figliuolo,
che le aveva costato tanti sacrifizi, in buona condizione materiale e
generalmente onorato. Nel 1869 l'università di Zurigo lo creava doclor honoris
causa. Per poter attendere con maggior lena a' suoi scritti, si dimetteva nel
1876 da cancelliere, e con la sorella, che gli fece da massaia, visse per
dodici anni vita semplice e quieta. Regala gli mori nel 1888 ed egli ne fu
afflittissimo, sebbene il carattere di lei (e specialmente la sua levatura)
molto differisse da quella del novellatore. Nel 1889, quando la Svizzera e la
Germania commemorarono il suo settantesimo natalizio, gli fu presentata una
medaglia disegnata dall'amico dei suoi vecchi anni, il celebre pittore Bocklin
('). Egli l'ammirò senza dir parola, ma le lacrime gli spuntarono sul ciglio e
concluse: « Signori, « è la fine della canzone, das Elide rom Lied! « Sento che
non ne avrò più per lungo tempo » (3). Un anno dopo, il 15 luglio 1890, egli
non era più di questo mondo. (li B., II, pp. 817-1». L'effigie della medaglia è
riprodotta uell' Eniporium, li (1*4*5.1, p. lt>4, ed ivi a p. loft é pure la
bella incisione dello Staiiffer che rappresenta il K. seduto, in età già
avanzata. Per l'amicizia col Bocklin vedi B., Ili, p. 315. Bami., p. 368.
L'ultimo anno della vita del K. è descritto de L'ita da Adolfo Frey nella
Deutsche Rundschau Vigorosa, se non molto simpatica, natura d'uomo; diritta,
rude, sincera, con gli altri e, quel eh' è più raro, con sè. Uomo talora, nella
sua irascibilità, alquanto grossolano: diffidente e acido negli ultimi anni, ma
non mai vano uè fatuo. Semplice, solido, ordinato come un perfetto borghese,
senz'averne né la pedanteria uè il filisteismo. Patriota, liberale, larghissimo
nelle idee. Innamorato della sua arte: multiforme nell'umorismo: svizzero. *
Sopratutto svizzero. L'elvetismo di Goffredo Keller è la sua gran forza: si
percorra la storia letteraria della Svizzera tedesca (') e si vedrà ch'egli ne
raccoglie l'eredità intellettuale e molale. Egli è perfetto rappresentatole,
paesista della penna, ora idillico ora umorista, ora pensatore oia fanciullo.
Ha degli svizzeri tedeschi l'ingenuità primitiva e giuliva, ed a tempo e luogo
la causticità e la riflessività melanconica. E uno scrittore tipico della sua
razza e come tale vuol essere studiato ed amato. S'è detto e 'ripetuto ch'egli
subì gl'influssi del Richter (Jean Paul) e dei romantici tedeschi. Tieck,
Brentano, Amadeo Hoffmann; fu accostato remotamente allo Sterne, prossimamente
a quel suo connazionale pastore d'anime ch'ebbe in letteScrìsse egregiamente
questa storia J. Baechtolh, (lescltichte der ileulnchen Litentlur in rìer
Hrhiceiz, Frauenfeld, 1892. ratura il nome di Geremia Gotthelf e che, con
intento di moralità, osservò e rudemente ritrasgg tanta parte della vita
popolare svizzera ('). Non dirò che codesti avvicinamenti siano fuori di luogo;
ma in realtà il Keller ha una personalità artistica tutta propria, che si
stacca da ogni modello. Romantico nel fondo, come ogni buon tedesco, ha talora
crudezze di realismo che lo avvicinano allo Zola, ha talora ironie e stridori
di contrapposti che fan pensare allo Heine (*). Ingegno lirico il Keller non
fu, sebbene scrivesse gran numero di poesie, alcune tra le quali felici, ma le
più mediocri (3). Manifesta anche nella lirica un senso vivo della natura; ma è
troppo ragionatore, troppo epico, se cosi fosse lecito esprimersi. Questa
medesima tendenza epica gli fu d'intoppo a riuscire nel dramma. Ne gli valse
abbastanza pel romanzo: notai già i gravissimi difetti di composizione dett'
E)i>-ico il Verde: difetti non dissimili si possono ravvisare Quest'ultimo
confronto è di J. BnritnKAC in un articolerò, npl resto superficiale e poco
sensato, intorno al IC, che si legge npl volume Po°le.i et humorisleit tip V
Alleniityne, Paris, Hachette, 1H0(>. Sui rapporti del K. con lo Heine vedi
B., 11, pp. 32.~> sgg. Non é troppo giusto ciò clip osserva in proposito il
Tìai-d. a p. 361. Ampio e pazientissimo lavoro è quello di P.vrr. Bui xsek.
Slmììen unrì BeilrOge zìi Gotlfr. Krìlers Li/rik. Zurich. lHOli. Col confronto
dei mss. vi è studiata la tecnica della lirica kelleriana; con l'aggiunta di
poesie oramai divenute rare e d'un poemetto inedito. Sulla lirica del Keller
leggasi un articolo del Sri-GER GrEBi.so nella Beilage. rìer Milm-hener
Xeueslen Ximhrifihle.ii, nel Martin Salander, romanzo della vecchiaia, composto
fra il 1881 ed il 18815 con intento sociale e con quella fosca concezione
pessimistica del presente, che trionfava in quel tempo nel romanzo russo e nel
dramma ibseniano. Dell'opera amara, in cui prevale la proverbiosità querula
d'un laudato»' temporis adi, l'autore stesso fu malcontento (,'). Prescindendo
dalla tendenza che vi è palese, lontana troppo dalla serenità dell'arte e
dall'ottimismo proprio allo spirito del Keller, due difetti suoi vi riescono
quasi insopportabili, la prolissità e la ineguaglianza. L'ineguaglianza che il
Keller aveva nel carattere è anche nella sua arte: questo il motivo principale
per cui la sua innegabile inclinazione all'epica non potè svilupparsi bene nel
largo quadro del romanzo. La novella, invece, era il componimento che meglio
gli si confaceva. Paolo Heyse lo proclamò un giorno « lo Shakespeare della
novella* >, e questa designazione fu ripetuta da più di uno. Non esageriamo
e non tiriamo in ballo certi santi, che è meglio lasciare nel loro paradiso.
Goffredo Keller era troppo tozzo per poter raggiungere in alcun modo la statura
gigantesca di Guglielmo Shakespeare. Tuttavia giova riconoscere che come
novellatore egli è davvero ragguardevolissimo, uno dei più ragguardevoli e
significativi e rappresentativi, forse, che abbia avuto l'Europa nel secolo
XIX. Bald., ALCUNCHÉ DI KELLER Lo tre raccolte di novelle del Keller tendono
tutte a raggrupparsi intorno ad un concetto unico, che funge in vario modo da
cornice. È l'antica consuetudine delle raccolte novellistiche indiane, di cui i
più insigni documenti occidentali sono il Decameron ed i Canterbury tales; ma
come fu osservato, per l'intento didattico della cornice il Keller s'accosta
all'India più che al Boccaccio, a' suoi seguitatori italiani e allo Chaucer
('). Nella Gente di Selcila (Die Leale ron Seldicyla), raccolta di dieci
novelle, le prime composte tra il 1853 e il '55, le altre uscite solo nel 1870,
Selvila è una città immaginaria, collocata leggiadramente a solatio « irgendwo
in der Schweiz », in qualche parte della Svizzera, sicché le novelle che
s'inquadrano nei pressi di quella cittaduzza, cinta di vecchie- mura
epacificamente assaporante la carezza del sole, che fa maturare le sue uve e fa
sorridere le sue case, rappresentano vari aspetti del carattere elvetico, o
meglio dei campagnoli e dei borghesi della Svizzera tedesca (*). Le Nocelle
zurighesi (Zùricher Norellen), cinque di numero, uscite in redazione definitiva
solo nel 1876, hanno bensì tutte uno scopo storico, quello di presentare lo
spirito svizzero in varie età, dall'evo medio al sec. XVIII, il periodo fedi
Cfr. W. Scheheh, nella Deutsche lìuntìm-h^, voi. 17, p. 824. Non devesi
tuttavia dimenticare che anche i novellieri nostri avevano V intenzione di
ammaestrare. (•2) Scrivendo quelle novelle pensava il K. che ne venisse • ein
artiger kleiner Dekanieron come è detto in una sua lettera del 16 aprile 185U.
Vedi B., tó7 lice del Bodmer e del Gessner; ma almeno le tre prime
s'incorniciano nell'ammonimento che un saggio padrino vuol impartire al
giovinetto Giacomo, il quale ha il ticchio di voler riuscire ad ogni costo
originale. È, in altri termini, una lezione esemplificata di ciò che vale e
vuol dire la vera, la buona originalità. Anche Vepigrauiìna (I)a$ Sinngedicht),
se non una vera e propria cornice, ha un leitmotiv, il matrimonio ed i diversi
e gravi problemi matrimoniali, che trattennero sempre il Keller, pur tanto
ammiratore del bel sesso ed amico di più d'una donna, dal decidersi ad
ammogliarsi. Se mi si chiedesse quale di queste raccolte di novelle io stirai
la migliore, sarei alquanto imbarazzato nella scelta, giacché in tutte soavi
racconti notevolissimi e di sommo significato. Tuttavia a noi italiani le
Nocelle zurighesi, sature d'una storicità che è lontana dalla nostra, riescono
alquanto pesanti, e lo stesso Landvogt con Gveinfensee, che presenta tipi di
donne e tii amori con un umorismo sempre fresco e vivo, è tale da apparirci in
qualche parte alquanto puerile e grossolanuccio. Il Sinngedicht è troppo
teoretico, mentre vere gemme rifulgono nella Gente di Selcila. Non già che
anche nella raccolta selvilana non s'intravveda spesse volte il desiderio di
dimostrare e di ammonire; nel Panhras è l'idealista rinsavito nella lotta rude
per l'esistenza; in Fvau Hegel Amrain è una vera tesi pedagogica in azione, una
madre retta e saggia, che riesce il condurre al bene un figliuolo fantastico ed
un marito stravagante; in Das verlorene Lachen s'impone la questione religiosa
fra coniugi ed è propugnata la religiosità indipendente da qualsiasi setta. Ma
per me non sono le tesi morali che maggiormente m'appassionino; anzi di esse
farei volentieri a meno. La tesi è sempre un pericolo per l'artista. Ma in
queste novelle il Keller seppe svincolarsi da ogni preconcetto estraneo
all'arte; e nel plasmare caratteri, e nel descrivere paesaggi ed ambienti, e
nel far muovere le anime e le persone, riuscì quasi sempre magistrale, spesso
persino ammirevole. Ed ammirevole è pure la varietà somma di queste novelle,
dal gustoso apologo del Gatto Spiegel, graziosissimo scherzo dei tempi in cui
le bestie parlavano, ove lo Spiegel è un onesto campione di quella categoria di
gatti filosofi a cui appartiene il Murr dello Hoffmanu e lo Hiddigeigei dello
Scheffel; a quella Storia di tre giusti (Die (Irei gerechten Kammacher), che
piaceva tanto a colui che scrisse i Maestri cantori, perchè è una
impareggiabile pittura, grigio su grigio, di caratteri borghesi senza slancio e
senza poesia; a quella poetica e passionale storia di Giulietta e Romeo
villerecci (Romeo und lìdia aufriem Dorfe), che fra le novelle del Keller è
forse la più meritamente celebre. Questa storia di amore e morte fu paragonata,
non bene, ad altri rammodernamenti di temi shakespeariani, come ad esempio, V
André Cornelis di Paolo Bourget ('). (lj Bai.d, Non bene, mi sembra perchè lo'
Shakespeare c'entra ben poco, nel titolo e nello spunto iniziale dei due
giovani, innamorati, tìgli di genitori nemici. Il fatto è ispirato ad un
lugubre stellone di cronaca giornalistica: un giovine di 19 anni ed una
fanciulla di 17, figli di povera gente, repugnante alla loro unione, che, il 12
agosto 1847, dopo essersi divertiti in un albergo e dopo aver danzato buona
parte della notte si suicidarono insieme ('). A questo fatterello cupo c
purtroppo non del tutto straordinario nel nevrotismo dei giorni nostri, il
Keller seppe dare elasticità e grandiosità epiche. T due contadini Manz e
Marti, che arano i loro campi vicini, e poi per una di quelle lotte di
proprietà che i coltivatori della terra sogliono proseguire con tanta
cocciutaggine, diventano nemici, consumano in querele giudiziarie tutto il
loro, s'immiseriscono e s'incanagliano; sono figure che potrebbero palpitare
nella rude Terre dello Zola. Di contro a tanto realismo, con un contrasto
strano, spiccano le due creature, ingenue fino all'idillio, di Sali (0
Salomone), figlio di Manz, e di V re lichen o Vreeli, figliuola di Marti, che
cresciute por alcunJ*nnni insieme, si rivedono nell'età critica, e si amano con
uno di quelli slanci fulminei verso l'amore, che è sete di felicità in chi si
trova, sul fiore degli anni, immerso nella miseria materiale e morale. A quella
felicità hanno contro tutto, uomini e cose; ma essi vogliono B., II, pure saggiarne
e poi morire; passano una giornata da signori, ballano a perdifiato, e poi
s'adagiano su d'una barca carica di fieno, che mentre lenta va alla deriva pel
fiume è il loro talamo, e da cui scivolano abbracciati, in sul primo
imbiancarsi del cielo, nell'acqua gelida. Non molte volte la prosa tedesca è
riuscita ad assumere, come in questa splendida novella, la grandiosità calma e
solenne dell'epopea. Ma v'è un'altra operetta del Keller a cui io do una grande
importanza, e che mi sembra in tutto degna dell'autore della raccolta
selvilana: Sieben Legenden. Queste leggende erano già scritto nel 1 862 ; ma
solo dieci anni dopo videro la luce (' ). Da telluì-ista impenitente, il Keller
vi ha rinarrate, dando loro significato e sapore terreno, certe leggende pie da
lui lette nella raccolta di Ludovico Teobulo Kosegarten (*>. Non sono
veramente novelle; ma alle novelle s'accostano; tresche, semplici,
adorabilmente scritte. Lo stile del Keller non raggiunse altrove trasparenza
siffatta. In alcune, come nelle tre leggende mariane e nel San Vitale, il
sarcasmo del protestante e la canzonatura del razionalista stridono talora un
po' troppo sul fondo armonioso; ma altre, rome k'ngenia e specialmente La
danzatrice (Das Tanslegendchen), sono mirabilmente svolte, con una poesia
candida ed olezzante, non turbata, ma resa piccante, da qualche inciso
lievemente ironico. La interpretazione terrena di poetiche tradizioni
cristiane, se anche nasconda il sorriso di uno scettico, non è qui
profanazione, perchè l'arte vera e delicata non è profanatrice mai. Fuori dei
paesi di lingua tedesca il Keller è pochissimo noto. Parecchie sue novelle
furono tradotte, alla spicciolata, in francese (.'); nella lingua nostra si
hanno traduzioni d'un apologo, di due novelle del Sekhcyla e di due canzoni.
Con poca lode registra queste traduzioni il prof. Carlo Fasola, che non senza
certa amorosa diligenza scrisse del Keller in un articolo della sua Rivista
mensile di letteratura tedesca (*). Ma egli trascura l'infelice versione e
riduzione italiana del Grime Heinrich, ch'è l'unico libro per mezzo del quale
chi non legga il tedesco può formarsi tra noi una pallida ed incompiuta idea
del novellatore svizzero (3). Il Fasola nel 1907 asseriva che da noi « questo
scrittore veramente grande pare ancora un Cameade » ; nel 1876 lui vivo, la
signora Emilia Ferretti nata Viola, (1; Vedine l'elenco in Bald., p. 505. l'2l
Voi. I 11902), pp. 292 sgg. Con piccole varianti, è il medesimo articolo ch'era
comparso neWEmporium. voi. II (1895), pp, 163 sgg. In quest'ultimo luogo v'è in
più l'illustrazione grafica, pregevole, alla quale già rimandai. La traduzione
poco decente usci anonima nella Bibìioteca della Rivista Minerva col titolo
Enrico il Verde, romanzo biografico, Roma, Società edit. Laziale lo diceva « nome
quasi ignoto all'Italia », e con la buona intenzione di farlo conoscere
scriveva su di lui alcune pagine assai superficiali ed in parte false,
riassumendo la novella di Giulietta e Romeo Sta il fatto, peraltro, che il
nostro novelliere non è tra quelli scrittori che possano godere di molta
fortuna all'estero. Le qualità sue medesime di elvetismo e di umorismo lo
rendono estremamente difficile per chi non abbia famigliarità col suo paese e
con la sua lingua. Intenderlo e gustarlo nelle traduzioni non si potrà, se
anche le traduzioni saranno buòne, ciò che avviene rosi di rado in Italia,
quando si tratta di prosatori tedeschi. Conosceva il Keller l'italiano, come
provano le letture ch'egli faceva nel XWiSò per un dramma, disegnato e non mai
eseguito, sul Savonarola ('). Ma di influssi della letteratura nostra su di lui
non v'ha traccia, anzi appare da qualche lettera ch'egli non aveva per gli
italiani soverchia simpatia (*). A Ludmilla Assing, che viveva a Firenze ed era
amica del Mazzini e di parecchi altri « italiauissimi », parla talora di cose
italiane ('i; ma senza il minimo interessamento : anzi, quando quella povera
Assing è travagliata da sventure Vedi l'articolo firmato Emma nella Xuoea
Antologia, Serie II, Voi. 31 (aprile 1876>, pp. 711 sgg. 11 Jv. s'indignò
per quell'articolo, come appare da una sua lettera ad Adolfo Exner. Cfr. B.,
Ili, p. 230. B., II, p. 26. Vedi B., Ili, p. 207 e anche II, p. 355. coniugali,
ne scrive ad altri con grossolano disprezzo, uè per la sua morte, avvenuta nel
1880 in Firenze, dopo accessi di pazzia, trova parola alcuna di rimpianto (').
Ebbe bensì l'idea di venire in Italia: ma non ne fece nulla. Gli mancava la
grande curiosità del viaggiare. Si recò solo in qualche parte della Germania e
dell'Austria; non percorse neppure compiutamente la sua Svizzera; non fu mai nè
nell'Engadina nè nell'alto Bernese, santuari del solenne alpinismo: solo a
sessantanni, nel settembre del 1878, si decise a salire sul Rigi! (*) Spirito
chiuso ed alquanto arido, non aveva le grandi espansioni ed i grandi bisogni
comunicativi degli intelletti d'arte superiori. E sarà sempre straniero a
coloro che furono stranieri per lui. Nota aggiunta. — Inserito ue.1 Faiifnlla
della domenica del •20 giugno 1909. B.. III. pp. 151, 15tt, J5SI. (-2) Bald., p.
2X1. Arlecchino. Verso la fine di febbraio del 1899 corse voce per Bergamo
alta, e ben presto si diffuse nelle vie anguste fiancheggiate da foschi palagi
e tra i rari viandanti dei magnifici viali, che si svolgono sulle antiche mure
attestanti veneta munificenza, onde l'occhio domina panorama cosi variato e
grandioso; corse voce che nella civica biblioteca scartabellava libri da più
giorni un tedesco, con l'intento di mostrare che Arlecchino non era bergamasco
d'origine. Dove mai si ficca codesta nasutissima e dottissima teutonica
oltracotanza? O che ne sarebbe dunque di quel vecchio Alberto Ganassa,
rinomatissimo zanni di Bergamo, che secondo incontestabili documenti, avrebbe
ideato il variopinto folletto, poco dopo il lóTO, rendendolo famoso in Francia
ed in Spagna? (l) E che avverrebbe d'una tradizione costante, durata per
secoli, nella commedia del (1) Il Baschet, nel suo noto volume sui comici
italiani in Francia, dà di Ini molte notizie. Vedi anche D'Ascosa, Origini del
teatro italiano, seconda edizione, II, segg., e ora le Voticias biografica! de
Alberto Ganana, comico famoso del siglo XVI di E. Cotaeei.o y Mori, in Recista
de archimi, bibiotecas y museos. serie III, an. XII, n. 7-8. l'arte e nel
pubblico, nelle scene goldoniane e nell'umile baracca del burattinaio? Tanta
petulanza non si potea tollerare. E nelle stanze del bel broletto gotico ov'ba
sede la biblioteca, là su quel piazzaletto delizioso che è al culmine di
Bergamo alta, e su cui guardano le venerande min a della chiesa di S. Maria
Maggiore, ed occhieggia il rinascimento con la elegante cappella Colleoni,
sfilarono popolani bene informati, che misero in opera tutta la loro pittoresca
eloquenza dialettale, per distogliere lo studioso tedesco dall'idea pazza di
dare ad Arlecchino una patria che Bergamo non fosse. Fra le parecchie curiosità
che gli fecero vedere una ve ne fu specialmente gustosa: lo condussero nella
bottega d'un droghiere, ove gli additarono dietro il banco, tutto occupato a
servire i suoi avventori, l'Arlecchino carnevalesco della Bergamo d'oggi,
Giuseppe Tironi. Interrogato, egli espose con grande semplicità, senza
interrompere le sue faccende, la propria storia arlecchinesca: come, cioè, dal
1874 egli abbia vestito la maschera e la incarni, in fin di carnevale, non solo
a Bergamo, ma anche a Lecco enei carnevalone a Milano; come quelle
rappresentazioni gli costino grande fatica e richiedano agilità straordinaria,
che non consegue se non chi abitui le membra dalla giovinezza a siffatta
ginnastica; come purtroppo il pubblico cittadino s'interessi sempre meno alle
arlecchinate (a quelle almeno popolaresche, di cui il Tironi è ingenuo e
rispettabile rappresentante!), sicché si può avere il malinconico pre
ARLECCHINO sentimento che tra qualche anno passerà in Bergamo il carnevale senza
che Arlecchino riviva. Lei signora Tironi, non senza qualche compiacenza,
mostrò allo straniero il costume del marito, ed egli ebbe la degnazione di dar
qualche saggio dei suoi lazzi prendendo in mano la spatola, acconciandosi sulla
testa il cappelluceio moscio con la coda di lepre, e assestandosi sul volto la
maschera nera, orribile a vedersi, scimmiesca, col naso l'incagliato, gli occhi
tondi e infossati, la barba ispida e scura. Tale l'Arlecchino Tironi. E chi
dubiterà, dopo averlo veduto, che Bergamo sia la vera ed unica patria della
maschera gaia, mobilissima, spiritosa talvolta nella sua infinita sciocchezza?
La investigazione scientifica non si tien paga a codeste prove, in cui entra
per tre quarti il sentimento, e dubita e scruta ormai da lunghi anni. A quelle
curiosissime apparizioni che sono le maschere della nostra commedia improvvisa,
onde andarono famose in tanta parte d'Europa le compagnie comiche italiaue, si
volse ben presto l'attenzione degli eruditi. Vi fu un tempo in cui prevalse
l'idea che quelle maschere avessero origini assai remote, e per analogie
esterne furono richiamate a certe figure dei mimi e delle atellane, che i
Romani avevano in gran parte ereditate dai primitivi popoli italici. Allora
negli zanni si vollero vedere gli antichi sanniones, nel dottore il vecchio
dossenno, nel pantalone il pappus, nel capitano il rnues gloriosus, nel
pulcinella il inaccus atellanico, nell' 'arlecchino il centunculus dei mimi,
dal vestito rappezzato ('). Ma ad una più attenta considerazione non potè
sfuggire che ben tenui sono i rapporti tra le maschere tradizionali e quelle
antichissime figure comiche di cui si sa tanto poco; ed inoltre si obiettò
giustamente che la continuità di quei tipi non si può in modo alcuno provare,
sicché sombrerebbe che d'un tratto rispuntassero nella seconda metà del sec.
XVI, mentre per secoli e secoli non se ne ha veruna memoria. È ben vero che
delle farse e commedie popolari dell'età di mezzo a noi son giunti scarsissimi
vestigi e che forse, bene indagando, certe caratteristiche di personaggi comici
persistono, variamente atteggiate nello spirito medioevale ('); ma è
altrettanto vero che gli argomenti sinora fatti valere non bastano a darci
fondata convinzione d'una continuità di tipi durata per un periodo cosi lungo.
Specie per quel che riguarda Pulcinella, rimasero senza confutazione gli
argomenti che tra noi addusse lo Scherillo in favore della modernità di quella
iliaci) In Italia fu rappresentante principale di questa tendenza il prof.
Vincenzo De Amicis, di cui sono conosciute due pregevoli dissertazioni sulla
nostra antica commedia, edite nel 1871 e nel 1882, la prima anzi ristampata nel
1897 con qualche modificazione ed aggiunta. Vedasi specialmente quel che
osserva intorno alla continuità del miles gloriosus il Xovati, nel Giornale
xtorir.o della letteratura italiana, V, 27il segg. Cfr. pure Gii, Skniciaglia,
Capitan Spavento, Firenze schera (*); anzi essi furono rincalzati da Benedetto
Croce (2), allorché il Dietrich cereo di ravvisare gli antenati di Pulcinella
nei freschi pompeiani Se anche, peraltro, si voglia ammettere, come 10
inclinerei, che certe innegabili analogie tra le nostre maschere ed i tipi
comici antichi si spieghino con quella uniformità fondamentale nelle
manifestazioni dello spirito umano, che ha la sua più eloquente dimostrazione
nella monotonia essenziale dei canti e dei temi novellistici, sicché tipi e
spedienti comici analoghi, se non identici, si ripresentano sulle piazze e
sulle scene per un ricorso spontaneo necessario, non implicante in renimi guisa
imitazione; resta pur sempre curioso l'investigare in qual guisa ed in qual
luogo la comicità tipica delle maschere siasi venuta fissando. Ora lo studioso
tedesco, a cui accennavo nel principio di quest'artìcolo, 11 dottor Otto
Driesen, è già da parecchi anni occupato dall'arduo problema della primitiva
formazione di Arlecchino, e finalmente ci ha dato in proposito un libro pieno
di molta ed in gran parte originale dottrina i4), che emi ri) La ronimeilia
dell'arte in Italia, Torino, IP&l. (2j In un articolo pieno di osservazioni
acute ed originali, che comparve nel volume XXIII AeW Archivio storico per te
Provincie napoletane. (iJj Non credo che di molto si possa modificare la
convinzione degli eruditi per la dotta e recentissima opera di HkhiiAxs Kkich.
Der Mimits, di cui usci il primo volume a Berlino nel 1903. i4i Der T'rsprung
des Harlekin, Berlin. Duncker ferma i risultamene a cai erano giunti, quasi
divinando, altri studiosi, come il Littré nel suo celebre Dictionnaire ed il
demopsicologo russo Alessandro Wesselofsky ('). La dimostrazione del Driesen
tende a farci vedere che il sollazzevole servitore balordo, i cui lazzi
inducevano un tempo al riso anche bocche aristocratiche e poi lungamente
formarono la delizia dei volghi; colui che divenne famoso con Tristano
Martinelli in Francia ed in Spagna, e poscia, in pieno seicento, ingentilito da
Giuseppe Domenico Biancolelli, ebbe l'onore di godere la intrinsichezza di re
Luigi XIV, e nel secolo successivo in sè riuniva, per mezzo di Giov. Antonio
Sacchi, gli elogi di due grandi rivali, Carlo Gozzi e Carlo Goldoni (*), per
finire straviziando, nel sec XIX, con Antonio Papadopoli (s); colui che ebbe
una storia non lunga, ma brillantissima, ed accanto all'astuto suo compaesano
Brighella, contribuì tanto alla fortuna del nostro teatro a soggetto, per
essere ora ridotto al lumicino, come dicono le malanconiche confessioni del
bergamasco Tironi, che forse è l'ultimo ad impersonarlo in fi) Di lui sono
specialmente notevolissime in proposito 1p pp. 8144-86' del Giornale storico
della letteratura italiana, volume XI, 1888. Chivoglia specificate notizie di
tutti questi attori legga la benemerita opera di Lumi Rasi, 1 comìrì italiani.
I, 48(1 sgg.. II, 95 sgg. e 490 sgg. Circa il Papadopoli arlecchino vedi G. Petkai,
Lo spirito delle maschere, Torino-Roma, 1001, pp. 10 sggIl Rasi. Op. cit., II,
215, non accenna punto ch'egli abbia sostenuto questa parte. carne ed ossa,
mentre continua a vivere, umilissima testa di legno, nelle povere baracche dei
burattini (!); non è nato in Italia, ma in Francia, ed è la trasformazione di
un diavolo. * * Diabolico invero è il suo ceffo quale lo conserva il Tironi, a
cui dobbiamo esser grati pel prezioso arcaismo della sua maschera, resa invece
tanto più leggiera e fin leggiadra dagli Arlecchini meno popolari di lui. Il
Driesen rinvenne nell'archivio del teatro dell'OjBcVrt in Parigi due altre
antiche maschere di Arlecchino, che hanno aspetto ancor più orrendamente
selvaggio e satanico, e le riproduzioni fotografiche ch'egli ce ne offre sono
davvero significantissime. Rimontando indietro nei secoli, troviamo narrata dal
cronista normanno Orderico Vitale una visione occorsa nel 1091 al prete
Gaucheliu, il quale vide una notte « gentem Ulani fantasticam quae
vulgodieitur/rt»uV/Z/« Re-t'lequini » . È questa una Aera processione di
dannati, che passano tumultuariamente correndo, in vario modo tormentati a
seconda delle loro colpe, trasformazione d'un'antica saga. germanica che
imaginava schiere d'anime volanti per l'aria, guidate da un (li Dal 1880 circa
Arlecchino è sbandito dai teatri francesi di marionette ; ma intorno al 18(30
viveva ancora ne) teatro dei Vaudevilles. rappresentato dall'ultimo arlecchino
celebre francese, il Laporte dio. Presso le genti cristiane, la fiera caccia diventò
strumento di dannazione, ed il dio guidatore si trasformò in demonio. Anche in
Italia vive questa tradizione delle anime perverse trascinate per l'aria da
demoni; specialmente vive ili qualche vallata alpina, ove i fantastici e talor
lugubri rumori che fa il vento sibilando tra le gole de' monti e rompendosi
alle rupi ed alle macchie, potè ravvivare nelle menti ingenue imaginazioni
tetre e paurose ('). Visse e vive nella Francia, particolarmente nordica, ove
la masnada assunse ben presto il nome di rnesnie Hellequin, che sa di germanico
o, come al Diez parve, di fiammingo. Le vicende francesi di questa strana
masnada segue con cura speciale il Driesen (*), e mostra i vari sensi che
assunse, secondo l'aspetto da cui la si considerava. Chrestien de Troyes, nel
1162, discorrendo delle abilità di Filomela nel ricamo, afferma: Xei's la
maisnie Hellftquin Seiist eie en un drap portraire. Il che si riferisce
all'apparenza multicolore della masnada, nel qua! senso ancor oggi si chiamano
Un riflesso della caccia selvaggia si può asservare, nelle tradizioni
medievali, nel castigo inflitto ai crudeli in amore, di cui è cospicuo
rappresentante la novella boccaccesca di Nastagio degli Onesti. Cfr. W. A.
Neilson, The purgatori! of cruel beatities, in Romania, XXLX, pp. 85 sgg. Ci)
Del soggetto s'era già occupato con vantaggio (ì. Eavnai'u in un articolo
inserito nelle Elude* romana dédù'ti « Gonion Paria, Paris avleqnim i fuochi
fatui nella Champagne. Circa il I23f> II non de Meiy, nel TournoiemeiU
Antecrisi, si rammenta della mesnie Hellequin, allorché vede sopravvenire monna
Civetteria, accompagnata dal suono dei campanelli, segno che alla masnada non
era poi sempre e solo attribuito un aspetto spaventevole. Non tarderà molto a
comparire il primo diavolo buffonesco. Eccolo infatti nel bizzarrismo Jeu de la
feuilìée di Adam de la Halle, rappresentato ad Arras verso il 1262, curioso ed
arditissimo dramma, unico nella letteratura medievale, che a ragione fu
paragonato alle produzioni aristofanesche da un grande conoscitore della
materia ('). Quivi non solo la masnada si distingue pel suono de' suoi
campanelli, quando precede la venuta delle fate, ma balza in scena un hevlequin
(è già avvenuta la dissimilazione fonetica da heNequin), che ha il nome di
.croquesots (maciullapazzi), e porta alla fata Morgana il messaggio del suo
signore, il re degli herlequitis, che ne è invaghito. Croquesots non è fatto nè
di nebbia nè di fuoco; esso è umano, è giullaresco, è mordace. E tali perdurano
gli herìequins ed il re degli herleqm'ns, malgrado il loro terribile aspetto,
nel teatro religioso dell'età media (*); tale ci si presenta il G. Pahis, La
liUérat. franraist au moi/en age, Paris, 1890, p. 391. Nella scena dei misteri
francesi l'imboccatura dell'inferno era chiusa da un telone, su cui era dipinta
la 3, libro cbe, malgrado deficienze ed errori, era buona promessa, felicemente
ottenuta, di cose migliori. ivi accorrevano a frotte, tratti all'esca dei
tacili guadagni. In quella sua gustosa ed inesauribile Piazza universale di
tutte le professioni del mondo, il Garzoni, contemporaneo, ci descrive codesti
montanari seesi dalle vallate particolarmente bergamasche nella dominante,
grossi al di fuori, ma talora sottili al di dentro, tenaci, anzi cocciuti, non
di rado maneschi, volentieri burlati dal popolino che in quei laboriosi e
robusti giovinotti vedeva, con mal celata invidia, concorrenti molesti e si
rifaceva berteggiandoli per la loro grossolanità, palese anche nella parlata
dialettale rude ed esotica. Quella pailata, aggiunge il Garzoni medesimo, « i
zani se e l'hanno usurpata in comedia per dar trastullo e « diletto a tutta la
brigata, essendo ella di l'azza « di merlotti nella pronunzia e in tutto il
rima« «ente ». Xe derivò quella lingua rustica bergamasca e facchinesca, che
gli zanni parlarono nella commedia popolare improvvisa e quindi anche nella
scritta f1). Nè ciò solamente. In quell'antica cariatide della piazzetta delle
erbe oltre Rialto, che comunemente si chiamò il gobbo di Rialto, ed alla quale
i Veneziani, per avere essi pure un Pasquino, affiggevano satire e caricature,
si volle non a torto vedere il tipo pieSu questo e su altri particolari della
formazione e dello sviluppo degli zanni vedasi un libretto coscienzioso di un
mio caro discepolo, il dottor D. Merlisi, Saggio di ricerche sulla satira
contro il villano, Torino, 1894, pp. 118 sgg., di cui il Driesen avrebbe potuto
giovarsi. trincato del facchino bergamasco, in altri termini la figura dello
sanni (*}. Lo zanni astuto e lo sanni balordo, tipi comici germogliati dalla satira
contro i villani e divenuti bergamaschi a Venezia, ottennero nella commedia
improvvisa una fortuna stragrande, e si moltiplicarono in quella innumerevole
serie di figure A-ariamente grottesche, che ci è rappresentata dal Callot. Che
uno di questi zanni, singolarmente elastico e perciò atto alle più meravigliose
giravolte e capriole, sia stato colpito dal gran fracasso e dagli eccentrici
ghiribizzi ginnici, non che dalla grottesca figura degli herlequins francesi ed
abbia votuto imitarli sulla scena, non deve far meraviglia: e ancor meno deve
far meraviglia che quella novità piacesse agli spettatori e li facesse
smascellare dalle risa. Gli spettatori francesi, che conoscevano quel vestito,
quella maschera diabolica e quei salti ancor più diabolici, avranno detto : «
ecco harlequin ; andiamo a vedere harlequin » ; ed il nome, strano e
ghiribizzoso ad orecchio italiano, avrà garbato anche allo zanni inventore, che
d'allora in poi, a consacrazione della sua trovata, e senza sospettare che il
diavolo ci avesse messo ancor più della coda, si sarà battezzato da sè medesimo
harlequin, italianamente Arlecchino. Chi sarà stato quello zanni1? Alberto
tìanassa od altri? Qui sta il mistero, che forse non si chiarirà mai. Cfr. A.
ÌIoschetti, lì gobbo di Rialto e le sue relazioni con Pasquino, nella terza
annata del Nuovo Archivio Veneto. Reniek Svaghi Critici 3J A «LECCHINO Resta
però il fatto, a parer mio, che se anche Arlecchino, coinè tale, ha origine
francese, molti de' suoi caratteri distintivi sono italiani, anzi bergamaschi,
e come tali si svolgono parallelamente a quello dello zanni astuto, del servo
procacciante, più direttamente collegato alle ligure servili dell'antichità,
Brighella. In Francia Arlecchino prese il ceffo, il vestito, il nome e certe
abitudini sbrigliate di saltimbanco, ma fondamentalmente egli era e restò
sempre uno sanni-, anzi se quello zanni primitivo non fosse stato, c'è da
scommettere che la fortunata figura comica non avrebbe mai calcato le scene, e
sarebbe sopravvissuta solo nelle leggende popolari, nel gergo teatrale, nel
tenace echeggiare di qualche proverbio francese, nelle consuetudini, dalla
civiltà illanguidite e fatte sempre più rare, di qualche charivari pazzaiuolo.
Il vanto d'aver tolto quella figura dal trivio spetta all'arte comica italiana,
la quale assimilandosene vari requisiti esotici, ebbe pur sempre il merito di
nou snaturare il tipo paesano, anzi di ribadirlo. Sicché lo zanniarlecchino, se
senza saperlo fu tinto dalla pece del diavolo, visse sempre onestamente uomo ed
onestamente gonzo, com'era stato in origine, prima di assumere veste e maschera
arlecchinesche; e se diavolo lo si potè chiamare perle sue mosse svelte, per le
sue snodature d'acrobata, per la insensibilità alle percosse, per l'inconscia e
beffarda impertinenza, pel ceffo orrendo prima della riforma del Biancolelli,
tutti debbono convenire che in fondo era un buon diavolo, degno di godere,
anziché il ghigno procace delle streghe e delle male femmine, il sorriso
malizioso delle sveglie Coralline. Nota aggiunta. — Xel Fanfulla della
domenica, '20 marzo 1£K)J. La mia argomentazione sulla.italianità della
maschera, da me ribadita nel Giornale storico, XL1V, 25tì, fu appoggiata da B.
Cuoce in La crìtica, II, 388. Dopo di che spiace il vedere che Ebmksto Caffi,
in un articolo su La questione d'Arlecchino, che si legge nella Rassegna
nazionale del lfi sett. 1908. nulla sappia di ciò, e ripeta l'ipotesi del
Driesen rispetto all'origine prettamente francese di Arlecchino. Per quel che
concerne Pulcinella vedasi una curiosa comunicazione di V. F^iselli nel
Giornale storico, LIV (1009;, 59 sgg. La leggenda dell' Ebreo errante nelle sue
propaggini letterarie. I Buttadeo. V'ha nel lungo e travaglioso cammino che il
genere umano percorre una serie di figure, mitiche o leggendarie, che sembrano
destinate ad una singolare specie d'immortalità spirituale, perchè ogni età vi
ritrova una parte di sè medesima, si che le ravviva nella sua fantasia e le
chiama a rappresentare, travestendole variamente, tendenze, bisogni, dolori, che
in fondo costituiscono quanto nella natura umana v'è di immutabile o di
ineluttabile. Di codeste figure la più eccelsa è certamente Prometeo, il mitico
Prometeo da tanti secoli rinnovantesi nella rappresentazione dello « spirito
umano che faticosamente si emancipa dalle esterne e dalle interne servitù »
('). Si dispongono presso a lui figure mitologiche, bibliche e leggendarie
diverse, tra Son parole di Auturo Graf, che scrisse già un buon libretto su
Prometeo nella poeitia, Torino-Roma, 1880. 48 (4). Ma la più eloquente storia
italiana di Buttadeo è nello squisito documento che Alessandro Gherardi
rinvenne tra le carte strozziate dell'Archivio di Stato fiorentino ed il 11)
D'Ascosa, in Romania, X, 213-15. Paris, Légendes, pp. 191-92. Masskra, 1
sonetti di Cecco Angiolieri, Bologna, 1906, p. 51. Cfr. p. 139. (4) Lega, Il
Canzoniere Vaticano Barlierino lai. 3953, p. 234. Cft. p. XXXVII. Joan Butladio
è pure chiamato l'ebreo errante in un sonetto burlesco pubblicato anonimo per
nozze nel 1894. Vedi Giorn. stor., XXIV, 481. Ora si sa che quel sonetto è del
Vannozzo. Cfr. Ezio Levi, Francesco di Yannozzo e la lirica nelle corti
lombarde, Firenze Morpurgo egregiamente pubblicò ed illustrò. Quel riferimento,
dovuto ad un Antonio di Francesco d'Andrea, riguarda le strabilianti operazioni
di Giovanni Buttadeo, in parecchie sue comparse in Toscana nel secolo XV e
prima. Quel Giovanni sa il futuro, conosce i segreti della gente, fa prodigi, è
pratico in tutte le lingue ed in tutte le scienze, si rende invisibile quando
gli talenta e chi più ne ha più ne metta. A decine cita l'autore i testimoni
delle sue abilità, nè sono esseri inventati o del tutto oscuri: il medesimo
illustratore ne appurò quasi sempre lo stato civile; e fra gli ammiratori di
quel fenomeno d'uomo v'è anche il dotto e celebre Lionardo Bruni d'Arezzo.
Interrogato da Antonio se egli si chiamasse Giovanili ButatMo, rispose: «Vuoisi
dire « Giovanni Batté-Iddio, cioè Giovanni percosse« Iddio. Quando saliva el
monte dove fu messo « in croce, e Ila Madre chon altre donne chon « gran pietà
e lamenti e pianti andaveno drieto, « allora si volse per volerle dire, e fermò
al« quanto e piedi, onde questo Giovanni el per« chosse di dreto nelle reni, e
disse: Va su tosto; «e Gesù si volse a Ilui: E tu andrai tanto to« sto che tu
m'aspetterai!». Parrebbe che non si dovesse ormai esitare nella spiegazione del
nome: l'ha data l'ebreo stesso! Ma i dubbi invece sorgono per l'appunto
maggiori a motivo della narrazione fiorentina, ove di solito Giovanni è
chiamato Votaddio, Botaddio, e in un luogo «Votaddio, altrimenti Giovanni servo
di Dio » . Ciò ha fatto pensare che l'antica interprelazione, a cui già vedemmo
consentire e il Bonatti ed il Tizio («impulerat Deum»), ed a cui s'uniforma il
villico siciliano ( « pirchi arributtau a Gesù Cristu»), non sia che una falsa
etimologia popolare, e che invece abbia ragione la egregia fra le cultrici
odierne di studi romanzi, Carolina Michaelis de Vasconcellos, la quale notando
che il nome consueto dato all'errante in Ispagna è Juan espera en Dios (una
volta anche Juan devoto a Dios) e in Portogallo Joào espera em Deus, pensò per
prima che il nome significasse devoto a Dio, votato a Dio ('). Congetturache
diede assai da pensare al Paris, il quale la discusse (*), arrecandovi una
nuova attestazione preziosa, quella d'un Liber terre sancte Jericsalem del sec.
XIV, ove colui che « impulit Chrij c stum Dominum.... corrupto nomine dicitur
Jo * hannos Buttadeus, sano vocubulo appellami' * Joannes devotus Deo ».
Preziossima indicazione senza dubbio, che ci richiama novamente alla Terra
Santa e di bel nuovo ci mostra bizzarramente commista nella memoria dei volghi
la profezia di lougevità premiante il discepolo eletto e la punizione
dell'offensore brutale, del Buttadeo, che non per nulla s'ebbe in sè rinnovato
il nome appunto di Giovanni. Ma del resto l'attraente, ma arduo e forse
insolubile, problema delle origini non deve distrarci Si- consulti il succoso
articoletto della Michaelis. 0 judeu errante em Portugal, nella Revista
Lusitana, an. I (1887), pp. ai sgg. Leijeiidfs NELLE SUE PROPAGGINI LETTERARIE
dallo scopo nostro. Buttadeo, Giovanni Buttadeo, è il pellegrino che l'Italia
conosce già nel dugento. Il suo peccato è d'aver crudelmente negato un po' di
riposo al figliuolo di Dio, che sotto il carico immane della croce batteva ]a
via dolorosa del Calvario. Variano le versioni nelle modalità: chi (ed è forse
ricordo di Malco e Cartafilo) pretende che l'inumano colpisse la sacra persona
del Redentore per spingerlo innanzi, chi crede lo stimolasse semplicemente con
la voce a procedere, chi ritiene gli contendesse di appoggiarsi alquanto alla
sua casa o di adagiare un istante su d'una panca (mnchiteddu, dice un testo
siciliano) le povere membra affrante. La punizione profferita dal Salvatore
suona non dissimile da quella presagita a Malco: solo Malco deve, attendere in
un luogo determinato, Buttadeo deve attendere camminando sempre, come volle che
l'Uomo-Dio camminasse. Vario è pure quel peregrinare, da provincia a provincia,
eia città a città, da paese a paese, con sosta o senza sosta prestabilita.
Anche qui è l'Italia che ci dà la prima determinata indicazione, conforme alle
narrazioni che verranno poi. Nel racconto di Antonio Francesco d'Andrea,
Giovanni Buttadeo «non può stare più che tre di per provincia », cammina
scalzo, non ha tasca, mangia e beve dove gli capita « e mai non vedi donde e'
si vengha e denari, e mai non gniene avanza » . SI preparano i famosi cinque
soldi, nè uno più nè uno meno, perpetuamente rinnovantisi, che per i suoi
bisogni ha sempre a mano Asvero. Asvero è la terza incarnazione di Buttadeo,
che prima era stato Maleo-Oartafilo. Asvero è l'errante su cui si schiuse,
nelle sue cento forme, la fantasia trasformati- ice degli artisti. Le paure del
finimondo, riprodueentisi ad ogni spirare di secolo, provocarono la comparsa di
un libretto tedesco, che uscì per la prima volta, con la falsa data di Leida,
nel 1602. Ivi si narrava che nel 1542 Paulo di Eitzen, venuto da Vittemberga,
ove studiava, ad Amburgo, vide colà in una chiesa, intento alla predica, un
uomo di c i nq uà n fauni circa, il cui sembiante ed i cui atti erano strani.
Alto della persona, i capelli spioventi sugli omeri, vestiva poveramente, con
un lungo mantello, che gli scendeva sino a' piedi, e questi avea nudi, malgrado
i rigori del verno, Ascoltava compunto il sermone, ed ogni volta che Cristo
venia nominato, si picchiava il petto e sospirava. Interrogato, rispose con
semplicità e modestia ch'egli era ebreo di nascita e calzolaio di mestiere, e
che essendo vissuto in Gerusalemme quando Cristo vi sofferse passione, era
stato testimonio oculare di quei grandi fatti. A nuove domande soggiunse che
reputando egli Gesù un seduttore del popolo lo trattò duramente allorché egli
passò, gravato dalla croce, innanzi alla sua dimora. Per riposarsi alquanto,
s'era il Redentore appoggiato alla casa dell'ebreo, ma questi, pieno di
maltalento e bramoso di farsi un merito presso i suoi correligionàri, gli
imposo di camminare innanzi. A tale intimazione Gesù replicò, guardandolo fisso
in viso: «Io mi «fermerò e mi riposerò, ma tu camminerai fino «al giudizio
universale». Da allora in poi tu sempre in moto. Assistè sul Golgota alla
tragica crocifissione, ma non gli fu concesso di tornare in Gerusalemme, se non
per vederla distrutta. Gira continuamente sulla superficie del globo,
tranquillo, severo, anzi melanconico, di scarse parole. Invitato a desinare, si
nutre sobriamente; se gli si offre del denaro, lo accetta per distribuirlo ai
poverelli. Per sè non ha bisogno di nulla, perchè Dio provvede ai suoi bisogni.
In tutti i paesi ove arriva, parla correntemente il linguaggio del luogo.
Tollera pazientemente la punizione inflittagli, perchè è pentito del suo
peccato e spera il perdono. — Chi sia l'autore dello strano libretto s'ignora,
perchè la prima edizione è anonima. In una successiva, ove l'incontro di Paolo
col giudeo è posto nel 1547, se ne dà per autore un Crisostomo Duduleo di
Vestfalia, pseudonimo di cui sinora non s'è potuto scoprire il segreto. Il
libretto ebbe in Germania straordinaria fortuna: nelle -elaborazioni successive
la durezza dell'ebreo verso il Messia è variamente rappresentata e giunge
persino all'efferatezza di farlo percuotere con una formadi scarpa. La
punizione è sempre la stessa: il nome è sempre Asvero, e solo nella menzionata
opera di Andrea Liba vio fa capolino il più antico Buttadeo ('). (li Rarissime
sono le edizioni antiche, sicché solamente in tempi recenti si è venuti a
chiarezza rispetto alla loro LA LEGGUNDA DELL'EBREO ERRANTE È generalmente
ammesso che nel libretto originario tedesco, insignificante come opera
letteraria, ma notevolissimo come prima narrazione seguita (se si faccia
eccezione per la relazione fiorentina rimasta inedita e perciò inefficace)
delle condizioni e vicende dell'ebreo, si ha a vedere con tutta probabilità la
mano di un prete protestante. Lo stesso nome di Asvero, che ebbe tanta fortuna,
ne è indizio. Asvero è il nome che hanno varii re persiani dell'antico
Testamento; specialmente noto è il personaggio che cosi si chiama nel Libro cVEsler
('). Nei paesi protestanti l'apparizione dell'ebreo, ripetutasi più volte nel
secolo XVII, divenne oggetto di dispute teologiche, mentre nei paesi cattolici
se ne impossessò in mille guise la fantasia. Non è ragionevole il credere che
il misterioso personaggio veduto nel secolo XVI e nel XVII a Madrid, a Danziea,
a Vienna, a Lubecca, a Mosca, a Cracovia, a Bruxelles, a Lipsia, in
Inghilterra; che ancora nel secolo XIX meravigliò di sè i tranquilli abitatori
della Sassonia e di altre terre tedesche; che a Berna lasciò il bastone e le
scarpe, le scarpe massicce e rattoppate del grande cam bil)]iografia. Aucora il
Paris, nel suo primo articolo, aveva in proposito molte incertezze (cfr.
Lcgendes, pp. 162 sgrg). Fu il Neubaur, negli scritti da me indicati, che ne
diede la notizia più sicura ed esatta. Ad esso rimando siccome a fonte
eccellente. Aliasceros è denominato nella Bibbia di Lutero. Vedi Eira, IV, li;
Daniele, IX, 1; Ester, I, 1 e passim. Di là la forma del nome, che nella
vulgata suona Assiierii*. minatore ('); che nel 1868 si lasciò vedere persino
in America (!); che in Italia, a memoria di uomo vivo, incutè paurosa
venerazione ai buoni contadini del Veneto, della Sicilia, del Canavese; che
tornato dopo mille anni sul posto alpestre ove aveva già veduto fiorire una
città, vi trovò invece giganteggiare immane ii Cervino, sicché dalle lagrime
che quella trasformazione gli spremette dal ciglio riarso si formò il Lago Nero
(3): non è ragionevole, ripeto, il credere che alle molteplici apparizioni e
trasformazioni di questo personaggio non abbiano contribuito abili ciurmadori e
nevropatici vagabondi. Difficile il precisarlo oggi, in tanto succedersi di
fenomeni in cui le forze della psiche si palesano oscuramente, ove termini in
siffatti trucchi la malattia e dove cominci la frode; diffìcile lo sceverare la
verità dalla menzogna, giacché ormai siamo tutti d'accordo nel riconoscere che
non tutto l'inverosimile è bugiardo. Ma comunque sia di ciò, i casi come quelli
di Giovanni Bottaddio, di cui riferisce Antonio di Francesco d'Andrea nel
secolo XV, non posDi solito l'ebreo cammina scalzo, come quando apparve nella
chiesa d'Amburgo, e in questo caso narra la leggenda che pel lungo peregrinare
gli si sono incallite le piante dei piedi in modo da sembrare ferrate. Vedi
Nblhaur, Die Sage cit., p. 45. La bellissima tradizione è riferita da Mahia
Savi-Loi-kz nelle Leggente delle Alpi, Torino 1889, pp. 165-7. Un garbato
libretto che si legge con piacere per la vivace rappresentazione
dell'instancabile israelita nelle sue varie fasi, è quello di Cohbado Rieri,
L'ebreo errante, Roma, Voghera, sono essere invenzione pura: riè mera
invenzione saranno stati la più parte dogli ebrei eirauii, di cui narratori
degni di fede seppero riferire in diversi paesi. La tradizione popolare si
meseolò alla realtà; cervelli esaltati visi compiacquero truccandosi da Asvero,
abili impostori sfruttarono la credenza volgare per loro intenti loschi. Ma,
sostanzialmente, su questa gran diffusione popolare della leggenda influì in
ispeeie il libriccino tedesco tradotto, ridotto, rifatto, versificato in tutti
modi, cincischiato e trasformato nelle varie parti di Europa. La prima
diffusione del libretto tedesco fu in Francia e nei Paesi Bassi. Il Discvurs
véri tabi e d'un juif erratili, edito nel 1009, ne è tradii zione letterale; se
ne scosta invece, sebbene Paolo d'Eitzen vi sia nominato, la Hislnire ad mi
rubi» da juif errami, uscita essa pure nella metà del secolo XVII e
larghissimamente diffusa. Accanto a questi due testi, si hanno, in Francia, nel
Belgio ed in Olanda, numerose varianti d'indole popolareggiante, che qui
sarebbe inopportuno l'enumerare paratamente f1). In Inghilterra la figura
dell'errante viene usata a scopo satirico nel libro The iccmdering jew telìing
fortune* to Englishmeu, uscito nel 1640. In Danimarca il l'acconto tedesco fu
tradotto nel 1621 e s'ebbe fortuna; non diversamente accadde in Svezia nel (1,1
Rimando per esse e per tuttociò che concerne la iortuna dell'ebreo nella
letteratura popolare d'Europa alla pi fi volte menzionata e fondamentale
operetta del Xeubaur. N'EIjLE SDK PROPAGGINI LETTERARIE Non molto si conosce
circa la diffusione della storia nei paesi slavi i/j; in quelli di razza
latina, ove già prima serpeggiavano nel popolo le tradizioni su Malco e su
Buttadeo, fu conosciuto Asvero per mediazione francese. Si parlò anche,
dovunque, agli occhi del popolo; e nelle rozze silografie fu rappresentato
l'ebreo dalla barba prolissa, in abito di pellegrino, camminante perpetuamente
col suo grosso bastone e avente spesso alla cintola la piccola tasca coi famosi
cinque soldi che si rinnovano (*). Il soggetto, per altro, non inspirò, nelle
arti grafiche, capolavori: i disegni del fantasioso artista francese Gustavo
Dorè, comparsi nel 18ó6, si perdono negli accessorii di sfondo tratteggiati con
singolare bravura, e dimenticano quasi il miserello protagonista; nel grande
dipinto di quel simbolista scenografo che fu il Kaulbach, rappresentante la
distruzione di Gerusalemme, l'ebreo non ha che una parte secondaria, diremo
cosi, episodica; egli fugge dall'incendio struggitore della città maledetta
scacciato dalle Furie. Vedremo ora quale sia stato il destino della leggenda
asveriana nei regni multiformi della poesia. Un lavoro russo del \Vesselofsky.
uscito nel 1880 in occasione della prima memoria del Paris, non fui in grado di
leggere. Xella Romania, X, 212 il Paris medesimo prometteva di dar conto di ciò
che gli era stato riferito intorno alla fortuna dell'ebreo in Russia, ma non ne
fece poi nulla. Nel citato libro del Ciiami'flel'RY, Histoire de l'imagerie
populaire, sono riprodotti parecchi di quei grossolani disegni, tanto accetti
al popolino. li Asvero. Col nome biblico di Asvero, reso famigliare dai
libretti popolareggianti del secolo XVII, l'ebreo errante entrò nella letteratura
ed ottenne singoiar fortuna segnatamente in Germania. Pochi autori lo
chiamarono diversamente: Alessandro Dumas padre, nei due volumi (1853) del suo
Isaac Laquedam, dà all'ebreo questo nome, appoggiandosi alla aompkiinte
francese, scritta nel Belgio da persona che aveva qualche tintura di ebraico
('); l'opericciuola satirica inglese del 1640 gli foggia un nome semitico a cui
non è estranea la beffa; il barone tedesco di Malti tz lo chiama Gelasio; il
reverendo ministro inglese Giorgio Croly Salatine!; Adolfo Wilbrandt lo
trasforma in Apelle nella filosofica concezione del suo Mei ale r voti Pnlmyra,
e non occorre fermarci sullo strano poema di Roberto Buchanan, The -wandering
jew (1893), in cui l'ebreo è Cristo stesso, che fa la figura d'una specie di salvatore
fallito. In genere, però, è Asvero che ci ricompare d'innanzi, nei più
svariati, e spesso bizzarri, camuffamenti. Dei quali non è davvero Vedi Paris,
Légeniies dn moi/en-ót/e, p. 177, e Xeubaith, Die Sage coni ewigen Jtiden, pp.
39 e 123. Nella leggenda poetica italiana stampata ad uso del popolo da chi
segui passo passo la complainte, l'ebreo è detto Ixacco Liquerleinme. D'Ancona,
in Nuova Antologia, LUI, 42t>. nelle biblioteche italiane, cosi povere tutte
di libri d'arte stranieri, che si possano aver notizie dirette e compiute: ma
per buona sorte abbiamo studi recentissimi, che ci aiutano almeno a conoscerli
in via indiretta. Alla ormai vecchia, ma pur benemerita, memoria di Federico
Helbig si sono venuti ad aggiungere in questi ultimi anni i coscienziosi volumi
di Giovanni Prost (*), di Alberto Soergel (3), di Teodoro Kappstein (*), sui
quali si può senza imprudenza appoggiarsi. Di essi feci tesoro nei moltissimi
casi in cui non mi fu dato d'aver fra mano i testi. Allo scopo mio di rapido
riassunto delle principali tendenze di pensiero, prevalenti nelle elaborazioni
asveriane, anche la notizia indiretta riusciva sufficiente. Tenni d'occhio in
particola!guisa la Germania, ove la straordinaria fioritura di composizioni
d'arte e di filosofia su questo argomento è spiegata non solo dallo spirito di
quel paese, tratto di natura sua alla speculazione ed al simbolismo, ma
dall'esservi stato larghissimamente diffuso il libretto popolare, come vedemmo,
tedesco d'origine, intonato alla tedesca, fruttificante nel suolo tedesco.
Tanto il Goethe, quanto il Mosen ebbero la prima spinta a poetare d'Asvero da
ciò che in gioventù udirono a riferire di lui nei luoDie Sage vom eiciyeH
Juden, ihre poetische W'andlung nnd Forlhildung, Berlin, 1874. Die Sage vom
cwiyen Juden in der venerai deutsrhen Litteratur, Leipzig, 1905. \3)
Ahasverdirhtuntjen seti Ooet/ie, Leipzig, 1(105. (4; Ahascer in der Wellpoene.
Berlin gin natii Nella sola Germania il Prost conta 69 elaborazioni artistiche
della leggenda dell'ebreo ed il novero è molto accresciuto dal Soergel, la cui
bibliografia, la più ricca che sinora si abbia conta (non trascurando i
libretti popolari) 210 numeri. * * * Presso le persone illuminate la fede nella
realtà dell'ebreo errante, inconcussa nell'evo medio, andò illanguidendo dal
sec. XV in poi, e tutti sanno che dalla miscredenza al ridicolo il passo è
breve. Già nella prima metà del Seicento, quando era in piena voga il racconto
tedesco, compariva il disgraziato ebreo in un balletto cortigiano francese del
16:58 a cantarvi certa sua incomprensibile filastrocca, farcita di termini
esotici, in parte pseudo-ebraici. Nel 1669 egli fa una figura tra seria e
faceta nella commedia spagnuola di Antonio de Huerta, Las ciuco btaneux de Juan
de Esperà en Dios. Nel sec. XVIII. in cui maturò il razionalismo, tutta la
gente colta stimava favola la credenza nel longevo peregrinante, sic (1) Ctr.
Nkpbaib, pp. 28 e 116. Aggiunte bibliografiche, di non granile entità, fece Max
KocHj in una sua recensione degli Sludien zht ceri/leicfi. Literoturi/fir/iirìile,
VI (lfKXi), p. 389. Il lavoro del Soergel è il più ricco e meglio organato :
quello del Prost, tuttavia, riesce più agevole e chiaro per la disposizione
cronologica della materia. Il Kappstein, che non vuole « katalogisiereu ma « anregen
», si trattiene solamente sulle opere che a lui sembrano più significative.
NELLE SCE PROPAGGINI LETTERARIE 507 clìè si facea strada la satira, destinata
ad infiltrarsi fin nei concepimenti del Goethe e dello Schubart, o dilagava la
beffa in componimenti burleschi come la mascherata inglese del 1797 di Andrew
Franklin. Fu per altro solo il sec. XIX che atteggiò la figura dell'ebreo a
seconda della multiforme energia che si addensava nell'anima propria, a seconda
degli indirizzi vari di pensiero che turbinavano nella sua mente di secolo
rinnovatore. In codeste svariate configurazioni ebbe parte preponderante il
romanticismo. Sotto l'impero eli quella nuova tendenza lugubre e sentimentale,
la figura leggendaria si umanizzò: narrazioni episodiche o componimenti lirici
espressero il suo dolore di non poter morire. In seguito personificò il popolo
ebreo reietto e profugo, quindi la personificazione s'allargò, e da un popolo
solo venne a significare l'intero genere umano, nel travaglio e nella lotto del
suo continuo divenire. Lo spirito filosofico se ne impadronì, e per alcuni
l'ebreo rappresentò le idee politiche liberali, le idee religiose più larghe e
tolleranti, finalmente la ribellione a tutte le confessioni positive; per
altri, ortodossi, fu un valletto dell'anticristo, una figum diabolica. In
conclusione, a quella larva indeterminata d'uomo eccezionale, che lasciava
libero il campo alla fantasia, ognuno foggiò quella individualità che più gli
garbava, introducendovi parte di sè e delle idee od aspirazioni proprie.
Ritrarre sotto brevità i principali aspetti di siffatte incarnazioni diverse, è
lo scopo della disamina che segue. I primi tentativi d'una figurazione
letteraria di Asvero si debbono al Goethe (1 774= i ed allo Scbubart (1783).
Nelle memorie (Dichtung und Wahrheit) il Goethe espose il piano dell'opera, che
poi modificò durante il viaggio in Italia; ma i frammenti, che ci pervennero
postumi, del suo componimento, mal si accordano col primo disegno e danno la
persuasione che quel tema poco gli convenisse e si prestasse solo a qualcuno di
quei tentativi di poema drammatico simbolico che dovevano aprirgli la via al
Faust. Sul canevaccio del vecchio israelita voleva il Goethe ricamare le sue
convinzioni politico-religiose; per lui Asvero era l'uomo comune, senza
idealità, dato alla vita materiale, nemico d'ogni innovazione; lo spettatore
ironico, come fu detto, delle miserie umane. Pensandoci su, in appresso, gli
pareva scorgervi l'occhio aperto della storia universale; ma il concetto non si
determino altrimenti. E neppure il pensiero dello Schubart, natura focosa ed
indisciplinata quanto altra mai, venne a maturanza. La rapsodia rimastaci di
lui, umile frammento di maggior lavoro, ci presenta l'ebreo nell'umana
disperazione di non poter morire. Tutto egli esperimento per procurarsi la
morte. Si fece calpestare dagli elefanti, sfidò gli artigli della tigre e le
fauci del leone, provò i morsi velenosi del serpente, si cacciò nelle città
incendiate e rumanti, si gettò nel cratere dell'Etna, ma nulla valse a
togliergli il peso della vita. Dopo circa duemila anni di peregrinazioni
angosciose lo vediamo sul Carmelo, che getta via da sè con terribile cinismo i
crani ammonticchiati dei suoi congiunti e discendenti ('). Senza questa
particolarità macabra, troviamo qualche altra volta raffigurata anche di poi in
Asvero la gran miseria del non poter morire; ma più spesso da questo concetto
dell'individuo non mortale si assurge alla personificazione del genere umano
perpetuamente affaticato ed errante, al « vecchierel bianco, infermo, mezzo
vestito e scalzo », che Con gravissimo fascio sulle spalli-, Por montagna e por
valle, Por sassi acuti, ed alta rena, e fratte, Al vento, alla tempesta, e
quando avvampa L'ora, e quando poi gela, Corre via, corre, anela, Varca torrenti
e stagni, Cade, risorge, e più e più s'affretta Senza posa o ristoro, Lacero,
sanguinoso, infin ch'arriva Colà dove la via E dove il tanto affaticar fu
volto; Abisso orrido, immenso, Ov'ei, precipitando, il tutto oblia. Questa
allegoria della vita umana, che all'infuori da ogui rapporto con l'ebreo
errante tro (1) Il CiiasipfleCkv, Hìsltiire de Vimagerie populaire, p. 42,
riproduce facsimilata nna ÌDcisione tedesca moderna, che rappresenta per
l'appunto Asvero in quell'atteggiamento disperato. villino accennata dal nostro
Leopardi (M, costituisce l'intima essenza della maggior parte delle creazioni
poetiche as vedane, sia che esse iniaginino l'ebreo pentito e volto al bene
mediante la gran luce del cristianesimo piovuta su di lui, sia che lo
rappresentino pertinace nell'empietà e disperato insidiatore d'ogni felicità
dei mortali. Così in Halle und Jertisalem dell' Amim 1 18091, l'ebreo si dà ad
ogni specie di opere buone, e, fatto cristiano, spira placidamente presso il
santo sepolcro; cosi nella novella di Franz Ilorn che inspirò le due prime
tragedie sul soggetto, quelle di A. Klingeman e di W. Iknrrienl, l'ebreo
diventa maestro della vera vita, che è quella dell'anima, di contro alle a
trattative della falsa vita, che è queliti del corpo: cosi nella maggiori1
elaborazione russa ilei soggetto, il poema del .lonkoffsky rl852.', assistiamo
al travaglio psicologico di un uomo che lentamente, in mezzo alle tempeste
della vita, muta animo e si converte; cosi nell'altro poema, in un certo senso
parallelo, di Edoardo (Irenici-, La inori du juif erranl (1854), il peccatore
si converte per una visione e muore confortato da Cristo; cosi nel grandioso
concepimento del danese Paludati Moller , ove è ritratto Asvero quale simbolo
della umanità pessimista, nell'estremo conflitto della fine del mondo; così
nell'ultima produzione asveriana di alto stile, il dramma di il) Il felice
avvicinamento del Pastore errante leopardiano si deve al D'Ascosa, nel cit.
articolo della Xuova Antologia. Giovanna e Gustavo Wolff ii, ove Asvero
prosegue in certo modo il destino di Fausto, e in compagnia di una certa
Asvera, che si chiama Atta, di fronte all'ideale cristiano che addita il cielo,
mostra il progressivo perfezionamento umano in questa vita col mezzo della
comunione dei due sessi. E questo unii specie di inno alla vita terrena, in cui
la lirica predomina. Ma la lirica, di solito, fa assumere ad Asvero altra
tendenza; è il Weltschmei'c che tutto lo compenetra: i melanconici figliuoli
del secolo scettico e sconfortato con la maschera del perpetuamente errante
davano sfogo al loro prepotente desiderio di pace. Il Song for the wamlei-ing
jew del Wordsworth i I8OO1 inspirò probabilmente la romanza di Guglielmo
Mailer, che è tutta affanno per il gran peso dell'esistenza. Lo sforzo del Seidl
di combattere coi suoi due Asveri posti di fronte la malattia romantica del
secolo non valse. Imitando in qualche parte la diffusa poesia su Le juif errant
del Béranger (1831), l'elegante Chamisso, in parecchie sue liriche, rappresentò
in Asvero il proprio amore non corrisposto ed i tormenti1 della propria
nostalgia. E tutto il suo tetro pessimismo prestò ad Asvero il Lenau in quello
dei suoi Heidebilder (1833) in cui il vecchio indistruttibile abbraccia il
cadavere del giovinetto pastore ed esce in un inno alla morte liberatrice, che
finisce con la strana efficacia di questi versi sublimi: Las.s dich limarmeli,
Tod, in dieser Laiche. Balsamiseh rieselt ihre frische Kiihle Durch mein
Gebein, durch meines Hirnes Schwiihle. Assai meno potente hi poesia Der eiKuge
Jn.de del 1839, ma 'nell'ini Luogo e nell'altro l'ebreo non è che un prestanome
di Niccolò Lenau. * Sinora abbiamo veduto specialmente l'efficacia che ebbe
sugli spiriti dei poeti uno degli elementi della nostra figura leggendaria, la
perpetuità errante. Ma allato a questo v'è pur un altro elemento non meno
osservabile, quello che è dato dalla realtà oggettiva che codesto errante tante
volte secolare dovè conoscere de visi'. Asvero entra nella storia, come
spettatore glaciale, come genio filosoficamente benefico, come personificazione
d'idee o tendenze, come simbolo di ribellione. Il primo a dare esempio di
questa maniera di far funzionare l'errante fu, già nel 1791, W. F. Heller, coi
suoi Briefe rie» eirigen Judeii, che sono una scorsa sintetica alle vicende del
mondo obiettivamente osservate dall'ebreo longevo. Nel 1832, J. v. Zedlitz
imagina Asvero sempre vigile nella tomba e come in sogno gli fa passare dinanzi
i maggiori avvenimenti storici, con lo scopo specioso di flagellare Napoleone,
rappresentato come un nuovo Attila. Due episodi storici sono pur quelli che ci
mette innanzi lo Schenk in due frammenti epico-lirici sull'ebreo, che videro la
luce nel 1834 e nel 1836: due anni appresso F. F. Franke con lo pseudonimo di
Ferd. Hauthal imaginò una Asceviade, che dovea percorrere la storia universale
rilevandovi le principali lotte religiose. Ne abbiamo solo il principio,
farraginoso e pesante. Assai più sembrerebbe che si dovesse aspettarsi dal
grande novellatore danese Cristiano Andersen, il quale nel suo Ahasverus (1844
e 1847.) imaginò il fantastico pellegrino come lo spirito del dubbio e della
negazione, a convincere il quale della grandezza di Dio è necessario ch'egli
assiste allo svolgersi della storia umana. Questa impostatura non era davvero
cattiva; ma l'opera poetica riusci poco chiara e poco grandiosa, perchè cosi
voleva il temperamento dell'artiste, chiamato ad altro. Tuttavia quel
concepimento trovò in Germania imitazione neìì'Ahasrer di Seligmann Heller
(1866), esteso poema filosofico in terzine, poco noto anche fra i tedeschi. Qui
Asvero non è altro che un'idea: una personificazione astratta dell"uman
genere. Gli si svolge dinanzi la storia, dal giudaesimo all'umanitarismo,
attraverso il cristianesimo. Uomo, invece, in tutta l'estensione del termine,
che vive nelle amarezze e nei dolori de' suoi sciagurati nepoti e assaggia cosi
tre capitali periodi storici, è 1 "Asvero di M. Haushofer '1886), intorno
a cui il suo ajwtore consumò la vite e che qualche critico paragonò alla Commedia
dantesca. Unità non vi è; sono tre drammi accostati, ma la loro potenza poetica
è grande. Ben misere cose sono, al confronto, le peregrinazioni a traverso alla
storia del personaggio imaginario, largamente concepite e solo in parte
eseguite nell'opera prosaica dal primo Dumas. Categoria a parte di componimenti
è quella in cui Asvero ha spirito deciso di ribellione, anche se non arrivò ad
assumere aspetto diabolico come nel romanzo di Levili SchQcking, Der
liaaevnfùrst (1851). La simpatia per la ribellione è frutto rivoluzionario del
romanticismo ed ebbe interpreti in tutti i paesi d'Europa, segnatamente, nel
nord, il Byron e lo Shelley, nel sud il Carducci ed il Rapisardi. Giulio Mosen,
nel suo poema epico Ahmrer (1838), imaginò l'ebreo uomo, in vari periodi della
storia, lottante, nella sua disperazione di padre orbato più volte dei figli,
contro l'inesorabile e crudele Iddio. È questa la pugna quotidiana, tenace,
inevitabile, feroce dell'umano contro il divino, rappresentata talora con
tocchi di grande efficacia, ma in complesso oscura ('). Più perspicuo, ma più
povero, è l'errante della lirica di J. (>. Fischer (,1854), nella quale
assume i caratteri di Prometeo e rappresenta la verità di contro alla tirannia
oscurantista divina. La regina Elisabetta di Rumenia (Carmen Sylva) nel suo
poemetto Jeliova ( 1882) fa pure di Asvero una specie di Prometeo, per non dire
di Capaneo, che sfida il Creatore, ma trova finalmente nell'idealismo
filosofico tedesco la possibilità d'una fede, e in essa muore. Anche nell'altro
poema simbolico del Mosen, Hitter Wahn, v"ha non poca nebulosità di
concetto. Fra le parecchie composizioni, di che por brevità qui si tace, ove
l'ebreo entra in un'episodica narrazione storica, va annoverata quella che rese
il nome di Asvero più noto plesso il pubblico d'Italia, VAhasrer in Itom di
Roberto Hamerling iltflió). E poema di vivissimo colorito, nella
rappresentazione fulgida dei contrasti dell'età neroniana. Il Grillparzer già
disse che dovrebbe a maggior diritto intitolarsi Nerone, e cosi osò fare, traducendolo,
il nostro Vittorio Betteloni. Intorno alle straordinarie risorse che può avere
il carattere di Nerone molto s'è scritto, anche in Italia, in questi ultimi
anni, massime dopo la immensa fortuna del troppo celebrato romanzo dello
Sienkiewicz ('j. Il maggior difetto del personaggio di Nerone nello Hamerling è
di avere esso pure, fondamentalmente, funzione simbolica (:). Tutto simbolo è
Asvero, nuova incarnazione di Caino, portata ad operare in mezzo a persone
storiche: una astrazione sotto forma umana; l'umanità eterna, ma nel suo lato
mefistofelico. Come concezione asveriana il poema dello Hamerling non vale
molto (3i. Notabili sono specialmente gli scritti di Gaetano Negri e di Carlo
Pascal. Vedansi gli articoli sereni (giacché non sempre prevalse la serenità in
questa disamina storica) di Achille Cokn nel periodico Atene e Homo, anno III,
1!KX). Leggansi le osservazioni di Ko3iUAi.no Giani, // Xerone di Arrigo Boito,
Torino, 1901. p. 52. Xel volumetto del Giani si ha una coscienziosa rassegna dell'uso
che fece la poesia, specialmente quella drammatica, della figura di Xerone.
(3> Troppo severo, tuttavia, gli è il Soergel : il l'rost scrive su questo
tema le migliori pagine del suo li Da questi concetti simbolici sorti nel seno
della storia è breve il passo al simbolismo di tendenze religiose, politiche,
sociali. E i primi esempi di questo sono remoti. Già nel 1714, quando non
tacevano ancora le discussioni sulla realtà dell'ebreo, Gianjacopo Schud, nelle
sue Judische Merkw'ùrdigkeiten, lo interpretava come un simbolo del popolo
israelita vagante sulla superfìcie del globo, per la maledizione del sangue
sparso di Cristo, piovuta sopra il suo capo, e l'opinione, poggiante su alcuni
celebri versi di Prudenzio, trovò seguitatori (*). Nel secolo XIX le condizioni
religiose e politiche mutare fecero assumere a quest'idea diversa colorazione:
la posizione economica conquistata dalla razza semitica nella società europea
produsse lo strano fatto che Asvero divenne per molti bandiera di lotta
antisemitica, mentre altri, in nome suo, corsero alla difesa. Prima del Goethe,
uno scrittore israelita compose certo Spiel voti Ahasvei; che doveva essere
cosa ben cruda se l'autorità municipale di Francoforte, bro (pp. Hl-lMi). Le
considerazioni di L. A. Michki.anueli, Sopra V Ahascero in Roma poema di lì.
Hamtrliny, Bologna. 187H, sono d'una prolissità spaventosa, ma spesso colgono
nel segno. Cfr. specialmente le pp. 13D-40. 142 e ló(>57. ri) Vedi Xeuhaur.
Die Sage cit.. pp. '22, 118. 15S8. Istruttivo è nel libro del Soergel il
capitoletto Ahaseer ah Vertreter des jttdinclien Voìkes, pp. 57 sgg. r»i7 nel
1708, non sólo ne fece proibire la reciti), ma ordinò che se ne ardessero tutti
gli esemplari a stampa, sicché noi ora, purtroppo, non lo conosciamo più. Molto
tempo appresso un celebre novelliere tedesco, israelita di nascita e di
religione, Bertoldo Auerbach, non tanto in una sua novella del 1827, quanto
nell'importantissimo Spinoza (188ó), rappresentò con Asvero il perseguitato
giudaismo, riconciliato finalmente con l'umanità dal grande pensatore olandese
('). Con siffatto intento di compassione e di ammirazione verso gli ebrei fu
interpretato Asvero anche da altri; ma più di frequente egli servi a sfogare
passioni antisemitiche. HrW Altascerus di Bernardo Giseke (1868) è il cieco
giudaismo che odia il cristianesimo; nel mistero di Giovanni Lepsius (1894)
raffigura il tragico conato del popolo giudeo per trovare il nuovo Messia; il
poema di Giuseppe Seeber (1894), salutato in Germania con entusiasmo, porta la
tragedia messianica di Asvero ad una conclusione, che è conforme alle teorie
chiliastiche: quel tipo vagabondo dell'ebraismo antico giunge a riposo solo
quando tutto Israello è redento, cioè convertito. Più ristretto concepimento,
ma sempre intonato alla questione semitica, è ne\Y Ahasver del prete austriaco
Enrico von Levitschnigg (1842), che con molta vivezza porta innanzi l'ebreo
moderno da rigattiere fatto banchiere, che stende la mano unghiata È noto che
lo S]>inozn nacque da genitori ebrei di culto spagnuolo. sul mondo intero;
nel romanzo di Fr. Mauthnef De)neue Ahamer nel dramma asveriano dell'olandese
Ermanno Heijermanns, che mette in scena un episodio della persecuzione degli
ebrei in Russia. Come alla questione semitica nei paesi in cui specialmente si
agitò e si agita, cosi Asvoro fu ben lontano dal serbarsi indifferente agli
altri problemi che s'imposero al consorzio umano nel gran rinnovamento liberale
de] secolo XIX. D'un Asvero fautore di libertà, nemico del medio evo, del
misticismo, della scolastica, è ovvio l'intendere come e perchè desse il primo
esempio hi Francia con le satiriche Tableltes da jaif crrant di Edgard Quinet
(\82'2) . le cui tracce sono seguite in Germania nel iìelasius del Maltitz
(1820) e nel New; Aliaaver di Lodovico Kohler. Tendenza anticlericale e
rivoluzionaria ebbe il voluminoso, fortunatissimo romanzo in dieci volumi di
Eugenio Sue., Le jaif erranf (1844). In esso Asvero è il lavoratore diseredato,
che si oppone al clero sfruttatore, con allato Erodiade, la malvagia omicida
del Battista. Con slancio di carità non mai smentita, Asvero passa dal nord al
sud, dall'est all'ovest, per recare soccorso ove se n'ha bisogno. Tanto egli
quanto Erodiade finiscono perdonati ed Disposizione di spirito in tutto diversa
manifesta il Quinet dopo un decennio nel mistero Ahasvérus del 183B. Questo é
frutto d'una sentimentalità morbosa e d"una fantasia sbrigliata, e troppe
volte dà nell'oscuro e nell'incongruo. A ragione il Lanson chiama il Quinet «
faiseur d'apoealvpses. Asvero presagisce la distruzione del chiericato egoista
e tiranno, e l'avvento trionfale della democrazia, in cui il lavoro sarà,
rispettato, amato, valutato, compensato. Il successo di questo romanzo a tesi,
in cui è scarso il valor letterario, superò ogni aspettativa: la Germania ne
smalti in quattro anni più di quindici edizioni, delle quali una sola contava
undicimila esemplari. Trovò anche colà imitatori, tra cui emerge il romanzo
storico Ahasver di Chr. Kuffner (184(1), il cui ideale asveriano di amore
sociale non fu estraneo alla creazione dello Hamerling e forsanco neppure a
quello dello Sienkiewicz. Particolarmente dal 1880 in poi, i progressi fatti
dal socialismo provocarono la nascita di parecchi Asveri più o meno
dottrinariamente socialisteggianti, l'ultimo, e forse più notevole, dei quali è
nel poema Ahasver di Gustavo Rentier (1902), energica figurazione del
proletariato che insorge contro ogni specie di oppressione sociale e contro
ogni bassezza morale. Se questa è l'ultima forma di Asvero nell'ordine
politico-sociale, ve nha un'altra, non meno moderna, nell'ordine filosofico.
Tutti sanno quale influsso esercitarono le idee del Nietzsche sul pensiero
europeo. A quell'influsso non si sottrae neppure l'antico errante e l e
teoriche individualiste trovarono un portavoce anche in lui('). Per contro
altre produzioni, come il poema di M. E. von Stf.kn, Die Insel Aluiauer til31
terminato: tener desta la fede, esaltare le anime nel servigio di Dio,
diffondere la moralità cristiana ; e però quelle vecchie vite di santi tenevano
dtjlla biografìa, del panegirico e della le zione moraleggiante. Ingrandire i
fatti perchè all'elogio meglio servissero, ritorcerli a maggior gloria del
Signore e ad esempio di moralità e di fede, non erano punto azioni che si
giudicassero sconvenienti. Con questo concetto così preciso del lavorio
leggendario e retorico, vuoi popolare, vuoi individuale, è facile imaginare
come sia restio il Delehaye nel concedere ai testi agiografici il valore di
documenti storici. Importante e fecondo sembra a lui pure lo studio comparato
delle religioni; ma contro le troppo facili identificazioni del culto cristiano
col pagano, contro l'idea che la devozione ai santi sia una concessione fatta
dalla Chiesa alle abitudini inveterate del politeismo, contro il presupposto
della dipendenza diretta e immediata degli onori tributati ai santi da quelli
con cui i pagani esaltavano i loro eroi, scrive pagine di ragionamento serrato,
nutrite di meditata dottrina. Ammette bensì che la tradizione del culto degli
eroi abbia conservato negli animi una migliore disposizione ad accogliere
quello dei santi; riconosce certi adattamenti di templi pagani a uso cristiano
e l'analogia non intenzionale di certi santi con certi eroi; trova non solo
verisimile, ma storicamente necessario che nella nuova religione si scoprano
vestigi di gentilesimo: ma sostiene che il culto dei santi ha un fondamento
essenziale diverso da quello degli" eroi, derivando esso dall'onore reso
ai martiri, incili nato dal Cristo medesimo i*). La mitologia comparata, pur raggiungere
certe identificazioni, ha costrutto talora a sua volta delle vere leggende
erudite, come fece lo Harris per ravvisare nel cristianesimo il culto dei
Dioscuri e altri per identificare san Luciano con Dionysos e santa Pelagia con
Venere Afrodite. In siffatte identificazioni analogiche bisogna procedere coi
piedi di piombo, giacché il lasciarsi trascinare dalla ingegnosità soverchia o
dal preconcetto impellente è cosa facilissima. Non minori cautele son
praticabili nel giudicare sospetti alcuni santi solo perchè hanno nomi di
divinità greche ovvero significanti la personificazione di un attributo. La
buona critica può riconoscere bensì in questa condizione di cose qualche motivo
di titubanza; ma è pur d'uopo tener presente che in ispecie i Romani usarono
talora imporre ai loro schiavi e liberti nomi bizzarrissimi, di divinità o di
esseri astraiti, sicché il solo significato del nome non dev'essere indizio di
falsità. Siccome è assurdo l'ammettere una brusca discontinuità nella storia,
va da sé Siffatto raginnaniento, condotto con finezza e con cau tela, è ben
altrimenti convincente che le consuete riflessioni proposte dall'ortodossia
cattolica nel mettere a confronto il santo e l'eroe. Quanta grossolanità vi
fosse nn tempo in siffatti confronti può vedersi in una chiacchierata su
L'ayiografia antica e moderna della Civiltà Cattolica, Serie 3», voi. \ li
(anno che nella religione nuova molti elementi pagani si continuarono e
rivissero in forma l'innovellata. Il Delehaye ritiene anzi che un sempre più
accurato e profondo studio comparativo moltiplicherà il numero dei fatti che
riattaccheranno al paganesimo le leggende di molti santi; ma non per questo si
sarà licenziati a dire, per esempio, col Ilartland che in san Giorgio la Chiesa
ha « convertito e battezzato l'eroe pagano Perseo ». L'infiltrazione di
elementi letterari pagani nelle leggende agiografiche cristiane è un fatto
talora innegabile, tal'altra assai verosimile; ma ciò non dà ancora facoltà di
distruggere la personalità reale del santo e di concludere ch'egli sia un dio
pagano o un eroe pagano cristianeggiato. Massimo errore è, in materia
agiografica, il non separare la personalità del santo dalla sua leggenda:
questa può essere assurda, il santo legittimo. L'atteggiamento, peraltro,
dell'indagatore moderno di fronte ai fatti biografici recati dalla tradizione o
attestati dagli agiografi deve essere, non pur prudente, ma razionalmente
scettico: per le ragioni esposte, tanto la tradizione popolare quanto il
racconto degli agiografi sono il più delle volte mendaci; poco valore hanno le
tradizioni della chiesa ove il santo è venerato, ed è un'illusione il credere
d'aver ricostrutto la verità storica allorché si siano eliminati da una
biografia i tratti inverosimili e si sia trovata corrispondente a puntino al vero
la topografia. Anche nei romanzi del Bourget, osserva spiritosamente il nostro
Bollandista, la. to pografia è talora esattissima. Che si direbbe di chi ne
concludesse che quei romanzi narrano fatti realmente accaduti? Una cosa ve eli
al Irniente e solennemente reale nel complesso delle leggende agiografiche, e
questa nessuno potrà negarla: l'ideale concretato nella santità. Le parole con
cui il Delehaye chiude il suo libro sono nobilmente significative. La vita dei
santi, egli dice, è « la réalisation concrète de l'esprit évan« gélique, et par
le fait qu elle rend sensible « cet idéal sublime, la legende, cornine toute «
poésie, peut prétendre à un degré de vérité « plus elevé que l'iiistoire ». « *
Difficilmente, nel seno dell'ortodossia cattolica, si potrà portare a maggiore
elevatezza spirituale il concetto della santità e circoscrivere di maggiori
cautele l'accertamento del vero. In fondo, non batte diversa strada neppure uno
studioso nostro del diritto, che recentemente sciasse un libro dotto e arditissimo
sul santo di Assisi (ri. La parte più solida, se vedo bene, in quel libro, in
cui la temerità dell'ipotesi non ha limiti e non scarseggiano neppure gli
errori di fatto, sta nell'avere intuito in san Francesco Tamassia, San
Francesco d'Assisi e la sua leggenda, Padova e Verona, Drucker un tipo, che già
nella prima biografia del CeIanense è compiutamente costituito e si
contrappone, materiato con gli elementi della tradizione evangelica e con
tratti desunti in massima parto dalle opere di Gregorio Magno, al clero
degenerato ed avido di beni mondani. E improbabile che i cultori di studi
francescani si pei'suadano col^Tamassia della parte di eretico, rientrato per
via della leggenda nell'ortodossia, che vuol far giuocare a san Francesco; nè
gli meneranno buono il sistema di escludere il fondamento reale di certi fatti,
solo perchè essi hanno riscontri negli avvenimenti o nelle leggende o nelle
dottrine anteriori, quasiché la tradizione, specialmente religiosa, non abbia
la tendenza a ripercuotersi nella realtà non meno che nella fantasia; nè
potranno convincersi della genesi unicamente letteraria che è assegnata al
fatto delle stimmate, e se anche nella seconda biografia di Tommaso da Celano
vorranno riconoscere gli elementi dottrinari che valgono a farne un « manuale
di perfezione monastica », non per questo vi ravviseranno addirittura « il
capolavoro dell'impostura monastica del secolo decimoterzo ma ciò non per tanto
tutti dovranno ammettere che l'indagine, se anche abbia trascinato l'autore a
conclusioni eccessive, ha indiscutibile utilità e non rimarrà senza buoni
effetti nell'agiografia. Lasciata da parte la fede (positiva o negativa), che
non è strumento di ricerca, si avrà fatto un gran guadagno accordandosi tutti
nel giudicare la santità coi criteri AGIOGRAFIA SCIENTIFICA psicologici moderni
(') e nel l'in daga re le vicende dei santi eoi metodi severamente scientifici
che già da molto tempo si applicano con profitto alla storia profana e alle
leggende profane. Lo spirito del genere umano è uno ed opera . 011 leggi
costanti: è puerile il ritenere che in materia religiosa esso deroghi a quelle
leggi. Purtroppo una voragine intercede ancora fra lo studioso credente e lo
studioso non credente: la possibilità della sospensione delle leggi naturali
nel miracolo, che il credente ammette e l'incredulo nega. Ma chi tien dietro
spassionatamente ai progressi grandissimi che gli studi religiosi vengon
facendo, trova che insensibilmente codesta voragine perde di profondità e di
ampiezza. La parte più colta del clero si piega orinai alla discussione del
miracolo e talora lo pone apertamente in dubbio (*). È vero che la maggior
parte dei miracoli non costituisce articolo di fede: ma è vero altresì che la
tendenza scettica cosi lucidamente tracciata dal Delehaye rispetto
all'agiografia non ha da fare che un passo e può essere applicata ai Vangeli
(3). E La psicologia del santo non fu perauco indagata in conformità alla
scienza. Il troppo fortunato libro sul soggetto di Enrico Joly, che ebbe anche
una traduzione italiana Roma, Desclée e Lefebvre, 190-1,1, non ha base
scientifica. Per citare un esempio tra mille, gravi dubbi ormai si sollevano
nel clero stesso su quello che fu considerato come uno dei più angusti fra i
santuari cattolici, la casa di Loreto. Vedasi nel presente volume l'articolo
speciale da me consacrato alla questione lauretana. Lo ha detto apertamente, a
proposito del libro del Deallora? Non si spaventino gl’ortodossi per questo.
L'esegesi biblica, a cui teneva tanto l'illuminato pontefice Leone XIII, può
essere praticata presso i cattolici con una indipendenza di criteri scientifici
non diversa da quella che giù da tempo adottarono certi esegeti protestanti,
per non dire gli scienziati aconfessionali. Lo ha provato col fatto l'abate
Alfredo Loisy, studiando al lume della critica storica il quarto Vangelo (*) e
contrapponendo all'opera teologica del protestante Harnack, Das Wesen des
Chrisfenlums (!), il tanto discusso libretto L'émngile et l'èglise. A quel
tentativo di esegesi storica dei Vangeli i vescovi di Francia contrapposero
aspre, roboanti parole e divieti: ma la loro piccineria, anche di fronte alla
pura credenza ortodossa, ha qualcosa di desolante. La frase di condanna trovata
dall'arcivescovo di Cambi ai: «au lieu d'élever l'hom« me à la hautaur mystérieuse
des Livres saints, « certains auteurs f'ond descendre ces livres au « niveau de
la raison et de la nature humaine >, è la decapitazione, in seguito a
giudizio statario, della scienza e della ragione umana is). Uno leha ve,
Maiicki. Hkiikbt, nella He vite de l'unicersité de Bruxelles, voi. XI, 190T),
p. 14li. L'Héhert è autore d'un libro ili non grande levatura, ma non
destituito d'interesse, L'évululìo» de la foi rittholitjue, Paris, Alcan,
11)05. Le t/ualrième évangile, Paris, Picard, 1908. Leipzig, 1900. Versione
italiana, L'essenza del Cristianesimo, Torino, Bocca. . Tutte le condanne e le
loro motivazioni si possono leggere, raccolte dal Loisy medesimo, in fondo ni
suo volumetto polemico Aulour d'un peli! licre, Paris, Picard, 1H03. storico di
grande riputazione, Gabriel Monod, ebbe a notare che dopo il concilio di Trento
e segnatamente dopo il concilio Vaticano, la Chiesa ha smarrito il senso della
storia ed l al 17(55 sei volumi di dissertazioni uni culto di Maria, sbarazzava
la tradizione lauretaua da quell'ani masso di favole ond'era aduggiata e per
primo faceva vedere l'inutilità dei pretesi documenti antichi, rutti falsi. Ad
una negazione decisa del fatto egli per altro non giunse, come non vi giunse
quel dotto e candido sacerdote alsaziano lìiiis. Antonio Vogcl, che rifugiatosi
nella Marca pel turbinare della rivoluzione francese, compulsò quanti documenti
d'archivio gli venne fatto trovare e scrisse un commentario latino De ecclesia
Recana tenni Lanretana, pubblicato postumo, che non oppugna decisamente la
tradizione per rispetti ovvii, se non del tutto giustificabili. Monaldo
Leopardi, tuttavia, ci assiema esser il Vogel venuto nella persuasione «
qualmente la santa cappella Lauretana poteva venerarsi per molti titoli, ma non
« era la Santa Casa di Nazareth •. Solo in tempi a noi vicini un barnabita,
Leopoldo De Feis, aveva il coraggio di dire chiaramente ed esplicitamente ciò
die molti altri pensarono prima di lui: i suoi due solidi articoli su La S.
Casa di Nazareth ed il Santuario di Loreto .('), destinati a sfatare la
tradizione laure tana, suscitarono plausi e contumelie, ma ebbero nello stesso
clero difensori illuminati, specialmente in Francia l'abate Boudinhon, che
nella Reme da clvrgè franrais sostenne una vera battaglia contro gii
oppositori. Finalmente venne in luce il voluminoso ed eruditissimo libro del
canonico Ulisse Chevalier, Nolre-Dame de Lorette, ètwle hi sto rique sur
l'aatìienticifè de la Santa Cum ('), che resterà il vero punto di partenza per
ogni ricerca futura. Per quel che concerne la portata dialettica, il nerbo
dell'argomentazione contro la veridicità della leggenda, l'opera dello
Chevalier, condotta più da bibliografo che da storico, non supera in valore
l'opuscolo del De Feis, perchè l'immensità del materiale erudito, sebbene
ordinatamente disposto e bene riassunto, turba il I due articoli uscirono nei
volumi 141 e UH della /?«.«seyha nazionale di Firenze; ma in quel medesimo anno
1H0-") comparvero anche, con aggiunte, in un opuscolo a parte. Paris,
Picard, 190b\ Lo Chevalier è notissimo in ispecie per la grande benemerenza
acquistatasi col suo Hi'pertoire rfes sources [ustorique.s du moi/en-àge. Altre
opere sue principali riguardano la poesia liturgica dell'evo medio. Ejrli
suscitò pure rumore fra noi impugnando l'autenticità della Sindone di Torino.
procedimento ragionativo e svia l'attenzione del lettore; ma in compenso si ha
qui raccolto tuttociò ehe in ogni senso può interessare gli studiosi della
grande leggenda. Prima di venire ad esporre di volo la sua argomentazione, mi
sia concesso avvertire ch'egli ebbe un consentimento particolarmente autorevole
e non sospetto. Cario De Smedt, uno di quelli esperti e spregiudicati
lìollandisti del Belgio, che altra volta ebbi già a lodare, dopo aver con
mirabile chiarezza riassunto le conclusioni dello Chevalier, considera il suo
libro « cornine une oeuvre définitivc. dont « anemie déeou verte de doruments
encore in« comi us ne pouria ébranler les solides a.sp. rito, la qual è facta
de quadreli o ina toni et « è coperta de copi (tegole); et in quel paese « non
se trovano tali cosse. La casaadumque vera « de la b. Verzene è cavata nel
monte, lo qual « è de tupho, et è soto terra, grande per quadro « sedpce braza,
cum due stantiolete, l'ima an« canto l'altra; in una de le quale dimoiava «
Joseph et in l'altra la b. Verzene. E quella « casa medesima che era in quel
tempo, quando « la fo annunciata, è al presente. Nè non se « poterla apportar
uè levare salvo chi non pov« tasse el monte » . Candida quanto energica
protesta ; ina a farla il dabben francescano dovette essere indotto da ciò che
in Italia a' tempi suoi si narrava. E infatti nel 1472 Pietro di Giorgio
Tolomei, detto dalla città nativa il Teramano, avea pei" la prima volta
riferito il miracolo della traslazione, asserendo di saperlo da due vecchioni
di Recanati, che a lor volta lo tenevano dai loro avi. Più che il silenzio di
ogni fonte trecentesca, compresi cronisti come Giovanni Villani, potè questa
pretesa diceria di vecchi, passata di bocca in bocca. Le parole del Teramano
furono riprodotte, affisse nella cappella lauretana, tradotte; il carmelita
mantovano Battista Spagnuoli contribuì a diffonderle elaborandole in una
operetta latina, ch'ebbe voga. Papa Giulio II non tardò a confermare la
leggenda con una bolla, che è tuttavia assai circospetta nell'affermare la
traslazione, usando la forinola « ut pie credi tur et fama est. Bili qui siamo
ancora nella buona fede; più tardi principia la intenzionale mistificazione,
che consiste nell'in venta re circostanze di fatto, nel precisare tutto,
nel'" tenticare coi falsi la tradizione corrente ('i. 1 documenti allora
addotti, siccome rimontanti al XIII e al XIV secolo, furono già dimostrati
falsi dal Trombelli, dal Vogel e dal Leopardi, e nessuno ha potuto salvarli da
quella condanna, che lo Chevalier ribadisce. Le bugie si ammonticchiarono nel
racconto che, togliendo a base il Teramano, credette di redigere nel ìò'òì
Girolamo Angelita, segretario del Comune di Recanati, e quindi in quello di
Raffaele Riera, e finalmente nell'opera divenuta celebre di Orazio Torsellini,
di cui s 'hanno traduzioni in tutte le lingue. Con testimonianze false,
inventate di sana pianta, si cercò dimostrare il passaggio della Santa Casa per
la Dalmazia, di cui nessun documento di qualche valore fa motto; e quindi si
pose ogni industria nel determinare i suoi piccoli giri in Italia, nel
territorio di Recanati. I pellegrini del seicento videro in Palestina ciò che
sin 'allora nessuno aveva veduto: le fondamenta della casetta, le cui mura
soprastanti eran volate a Loreto. Finalmente, nell'opera sua rara stampata ad
Anversa, Franti) I valenti sacerdoti che s'occuparono del soggetto questo non
dissero; ma appare evidente dai fatti ampiamente allegati dallo Chevalier. Nel
Cinquecento e nel Seicento s'è mentito sapendo di mentire, nè giova
dissimularlo. Divido interamente su questo punto l'opinione del Delabohde,
L'évolution d'une legende pieuse, in Journal des novanta cesco Quaresmio,
motivava la fuga della Santa Casa con le strano racconto, del tutto favoloso, d'un
vescovo che per paura de' Maomettani avrebbe apostatato la fede cristiana,
sostituendo il turbante alla mitra. Scandalizzata per questo contegno, la
vergine avrebbe intimato il trasloco della sua abitazione, non altrimenti da
ciò che avvenne poscia nella Marca, ove cangia di posto prima perchè i briganti
infestano la località prescelta e quindi perchè sono sorte discordie tra i due
fratelli Alitici, nel cui podere è venuta a posarsi. Essendo cosi suscettibile
alla buona moralità delle genti che l;i circondano, non ò del tutto
insussistente l'odierna speranza dei Mariaviti polacchi, i quali attendono che
d’un giorno all'altro la santa casa prenda il volo di nuovo e venga a
collocarsi in mezzo ad essi. Un Muratori, credenzone, anzi haggeo, di tutte le
fandonie spacciate sino a quel tempo sulla santa casa è Pietro Valerio
Martore-Ili nei tre grandi volumi in folio intitolati Teatro /storico della
Santa Cam Nazarena della lì. Vergine Maria, editi in Roma. Questo che lo
Chevalier chiama le mare magmi m de notre legende ha il merito di accogliere il
più gran numero di tradizioni leggendarie ed ha il torto di accettarle tutte
come verità sacrosanta, senz'ombra di critica. Per tale curiosissima
aspettazione vedasi Ciiev.m.ikh. 1>. 11 gran battagliale che si fece contro
il De Feis e lo Chevalier in giornali, in riviste, in opuscoli, in libri, non
si può dire abbia alcun valore scientifico. Trattasi del solito cicaleccio
inconcludente di persone in cui la coltura e l'abito della critica sono di gran
lunga inferiori al fervore religioso. Ameno è, in questo genere di letteratura,
l'opuscolo scervellato d'un guidatore di pellegrinaggi francesi a Loreto,
l'untuoso abate J. Faurax (*). Questo confuso ed idiota affastellamento di
frasi, condito di velenose insinuazioni, rappresenta purtroppo l'indirizzo
pietistico di una buona parte del clero cattolico, di che non c'è da
consolarsi. Meno insensato, ma non meno inconcludente, è un libretto italiano
diretto contro il De Feis da R. Della Casa, col titolo pretensioso di Studio storico
documentato sulla S. Casa di Maria venerata a Loreto; ma s'ingannerebbe a
partito chi, illuso dal frontispizio, credesse di apprendervi qualche novità di
rilievo. Del resto lo Chevalier, sempre coscienziosissimo, non mancò di
prendere in esame qualsiasi dato di fatto nuovo che nell'ardente polemica gli
venisse presentato: cosi Tedi le indicazioni bibliografiche date in proposito
dall' Ai.i.mano, nel cit. Histor. Jahrbnch, Tjt Halnte Maison rie Sotre Mère à
Loretle. Lyon-Paris Siena, Tip. S. Bernardino mostrò che è «cura e gotta
falsificazione del seicento certa bolla pontificia che volevasi emanata nel
1310 da Clemente V con accenno alla Vergine di Loreto; e cosi, avendo udito di
una reliquia farfense del sec. XII avente la scritta « de domo lauretana
Virginis ilariae », non fu pago se non quando, appurato bene le cose, si
persuase che la scritta appartieni! al sec. XVI Sarebbe solenne ingiustizia il
confondere con le altre cianfrusaglie polemiche pregiudicate e melense il bello
e ricco volumetto di ìnons. Michele Faloci Pulignani, La Sanici Casa di Loreto
secondo un a/fresco di Gvìiltio, Roma, HiOT. Sebbene, a parer mio, non
t'aggiunga il suo scopo rispetto alla dimostrazione del miracolo, questo libro
è e resterà sempre un eccellente contributo alla storia della fortuna che ebbe
la Santa Casa nelle arti del disegno. Le illustrazioni onde lo scritto è
corredato sono curiose »\1 alcune non ovvie; ma non giovano a mostrare, come il
valente autore vorrebbe, che nel rovinatissimo affresco dipinto nell'antico
chiostro di S. Francesco in Gubbio sia rappresentata la traslazione della Santa
Casa. Pare anche a me, contro le obiezioni di altri, che quel dipinto, per
ragioni stilistiche, non possa ascriversi se non alla seconda metà del sec.
XIV; quindi mostrerebbe la leggenda formata un buon secolo prima di quanto
sinora ci (1) I due articoli dello Clievalier sui menzionati soggetti leggonsi
nei Mélanges d'archeologie et d'histoire editi dalla Scuola francese di Roma,
,V>7 risulti, ila la difficoltà sta pur sempre nel provare che quella
cappellaccia portata da angeli, che la Madonna, chiusa in un'aureola a mandorla
e da angeli circondata, addita dall'alto, sia veramente la Santa Casa. Il
Faloci ha posto nella dimostrazione, col fuoco consueto della sua indole, molto
acume e molla dottrina, non v'ha dubbio. Tuttavia che l'affresco d'un chiostro
francescano, primo nella sua ubicazione e quindi tale da aprire una serie di
rappresentazioni francescane, raffigurasse proprio un fatto che con S.
Francesco e con l'ordine suo non ha nulla, o quasi nulla, da vedere, è cosa
ostica a credersi. Inoltre quella che gli angeli portano non ò una casa, ma una
chiesa: e il paesaggio e i pochi altri particolari di fatto che la gran rovina
del dipinto ci permettono di scorgere, non corrispondono, checché ne dica
l'erudito monsignore, a nessuna particolarità della leggenda lauretana; e la
Vergine non è rappresentata con in braccio il Bambino, come costantemente
pratica l'iconografia della Santa Casa. L'affresco eugubino dovrà ancora essere
sottoposto a studi; ma sinora, a parer mio, non è la tradizione lauretana che
possa rallegrarsene, perchè con ogni probabilità si tratta di un soggetto
simbolico francescano, che esso ci pone sott'occhio. Se anche non tutto sia
chiaro, ha molto maggiore verosimiglianza l'ipotesi prima sostenuta dal defunto
dottor Lapponi, medico di Leone Rassegna Gregoriana e ora più ampiamente dal
canonico Vittorio Pa. gliari ('). che quel dipinto ingenuamente ci dica come,
per volontà di Maria, la chiosimi della Porziuncula fosse dagli angeli portata
in terra e deposta presso Assisi. Quel simbolo racchiude quanto v'ò di
misticamente più significativo nell'opera di S. Francesco; e però appare molto
probabile che aprisse, come in altri conventi francescani avveniva, la serie
delle pitture. Le quali, anche per tradizione di chi potè vederle ancora ben
conservate, rappresentavano fatti di 8. Francesco e non altro, « varia et plura
gesta « S. Francisci da Assisto, singula inter se di« visa et depicta rudi et
antiquo modo », come scrisse nel suo rogito del 16.V5 il notaio eugubino Anton
Maria Valentin! Giunti a questo punto, legittima e la domanda : come germogliò
la leggenda, che trovò hi prima consacrazione scritta sul cadere del secolo XV,
e fu tanto amplificata, e non sempre onesta mente elaborata e diffusa nei
successivi? Chi ha qualche pratica in siffatto ordine di indagini sa che c
assai più agevole segnalarci caratteri specifici di una leggenda e indicarne la
evoluzione, di quello che sia scoprirne con si Rivista storico-critica delle
scienze teoloyiche, 5èB 9gg. Faloci-Pcligxaxi, Op. cil., p. S. cu rezza
l'origine. Tuttavia parecchie congetture si possono fare e furono fatte (').
Una di esse è, sopra tutte, la più calzante e verosimile. Eccola. Esisteva in
quel di Recanati un'antica chiesetta, che pare fosse gentilizia (*), intitolata
alla Natività di Maria, ove si venerava una Madonna che divenne celebre per
miracoli, cosicché nel XIV e nel XV secolo vi traevano in gran numero i
pellegrini. Come accadde tanto sposso nei santuari medioevali, crebbero intorno
ad essa piccole case, ad uso d'ospizio, d'ospedale e di amministrazione, che si
chiamarono al plurale dotuus Marine. Di quella chiesetta e di quei
pellegrinaggi e dei doni cospicui accumulati colà parlano molti documenti,
amministrativi, ecclesiastici e pontifici, senza far mai motto della
traslazione. Mentre ancora nel 1438 si parla delle case di Maria (domokum
gloriosae Virgiuis Marine de Laureto), si ha il primo accenno scritto alla casa
di Maria (domum sacratissimae Sanctae Mariae de Laureto), e la confusione non ò
difficile a spiegarsi quando si consideri che domus, appartenendo alla quarta
declinazione, ha l'uscita uguale nel nominativo singolare e nel nominativo
plurale. In questa (1) Chevamek Vedi anche la lucida esposizione del Journal
ile» garanti c Lo si deduce da documenti vaticani della prima metà del sec.
XIV, rimasti sconosciuti allo Chevalier, per cui vedi Burniscile
Quarlalschrift, an. (3; Cubvaliek, pp. 226-2SJ, confusione e nel fatto
attestato da unii bolla di Paolo II del 12 febbraio 1470, clic la miracolosa,
imagine della Vergine, venerata uella piccola chiesa, era stata colà portata
dagli angeli (angelico Gomitante celti mira Dei clementia collocata est) si ha
con tutta probabilità da riconoscere il germe della tradizione leggendaria
ltturetaua. che nell'attestazione del Teramano ha già portato i suoi frutti.
Quando il Sai-ehetti, che conobbe de risa la Marca ed in ben diciassette
novelle parla di soggetti marchigiani, pone in bocca a Mauro pescatore di Oivitatiova
il giuramento » per Santa Maria de Loreto » '*), egli senza dubbio allude alla
Madonna miracolosa, che come tante altre dice vasi colà trasportata dagli
angeli. Tutti intendono quanto facilmente dalla Madonna si potesse passare alh:
casa della Madonna nell'idea di si {fatto trasporto', dal momento che in un
darò tempo casa di Maria fu detta la primitiva chiesuccia laurctana, non
diversamente fora* dalia « casti di Notlra Donna in sul lito Adriano » che
nomina San Pier Damiano nel cielo di Saturno (3). (1) Chevamkr, p. 2CHì. Credo
io pure felice la correzione proposta dal Bottari. giacché il testo ha « Santa
Maria dell'Oreiio I dubbi dello Chevalier, non mi sembrano fondati. Vedi anche
D. Spadoni, // santuario di Loreto e un novelliere toscano d"l sec. XIV.
in Rivisto marchigiana illustrata Anche il ternario inedito fatto conoscere da
M. Vattasso nel Giornale Arcadico del gennaio 1907 invoca unicamente la Madonna
di Loreto, senza verun accenno nè alla Santa Casa n'' alla sua traslazione. Paradiso.
Ma Dante con quella casa designa una chiesa o un monastero? Vedi perle
controversie I luoghi di grandi e frequenti pellegrinaggi sono singolarmente
disposti a veder nascere e vigoreggiare le leggende. Quel pubblico di devoti, e
talor di fanatici, è sempre in sommo grado suggestionab|le, nè giova tacere che
v'è talvolta chi tei il massimo interesse di trar profitto dalla sua
propensione ad essere suggestionato. Le leggende di questa specie hanno quasi
sempre un periodo spontaneo ed un altro artificiale; come vedemmo esser seguito
a Loreto. La cosa non deve far certo meraviglia quando si pensi che uno
studioso serissimo, dotto ed acuto, Giuseppe Bédier, vien consacrando da anni
le sue fatiche a mostrare che tutte o quasi tutte le leggende epiche carolingie
hanno la loro sorgente nei santuari medievali e gli organi principali della
loro trasmissione nei pellegrinaggi ('). a cut dà luogo quel passo, oltreché i
commenti dello Scartazzini, dej Casini, ilei Torraca, anche C. fiicci, L'ultimo
rifu/fio di Dante Alighieri, Milano, e Suììelt. »Soc. Dantesca, X. S., VI,
75-77 e XI, 318. Monaldo Leopardi, come mostra nella XIII e nella XXII delle
sue Discusmoìii lanretane e ribadisce negli Annali, si faceva forte
specialmente del passo dantesco per sostenere la sua tesi che la traslazione
della Santa Casa è anteriore. Del resto, l'identificazione, del tutto falsa,
della caaa nominata da Dante con quella di Loreto pare risalga al Maglia bechi.
Cfr. Chevamer, p. 158. il) Il I$>dier ha già pubblicato in proposito una bella
serie di articoli, tra i quali sono per noi importantissimi quelli su I^e*
rhannonx de geste et les routes d'Italie, inseriti nei volumi della Romania.
Dell'opera d'insieme che ne risulterà, Leu légendes épiqitea, recherches sur la
formation de* channona de geste, è già uscito il primo volume, sul sottociclo
di Guglielmo d'Orange (Paris, Champion, 1908). Kknikr Scatj/ti Critici Oramai
la parte più illuminata ck'l cloro cattolico, quella parte che non rinuncia a
pensare col proprio cervello e che non ripugna ai procedimenti scientifici, non
può più prestar fede a certi tradizioni destituite d'ogni solida base storica,
come quella della traslazione della Santa Casa. E tuttavia i vescovi
marchigiani, in una lor pastorale dell'aprile 1906, asseverano che le conclusioni
negative dei dotti su quest'argomento suscitano « l'indignazione
dell'innamorato stuolo « dei devoti della Vergine (') », e l'attuale pontefice
fa scrivere a mons. Faloci che « approva al« tamente i suoi studii per la
difesa d'una tra« dizione venerata da tanti secoli, cosi cara alla « Chiesa ed
alla pietà dei fedeli» . E quel eh 'è peggio, un uomo d'altissimo sapere,
esperto in ogni accorgimento dalla critica, autore d insigni studi sul papato
nel medioevo, il padre (irisar, discorrendo nel 1900 in Monaco agli scienziati
cattolici riuniti a congresso, sostiene che sarebbe sconveniente (ungesiemend)
l'annunciare dal pergamo al popolo che la Santa Casa non fu portata dagli
angeli e non è quella di Nazareth, perchè maxima debetur puero reverentia, e conviene
che la verità s'infiltri a poco a poco dalla cerchia ristretta degli scienziati
nel pubblico La Ranaerpia Xazionale. La Civiltà Cattolica. largo E l'illustre
bollandista De Smcdt, pur riconoscendo con tutti gli altri che la Chiesa non ha
punto autorità infallibile quando non si tratti dell'interpretazione di verità
rivelate, crede che sarebbe temerario il chiedere all'autorità ecclesiastica
d'affrettarsi a proclamare la falsità di certe credenze trasmesse di
generazione -in generazione Di cotali asserzioni e professioni, venute da
ecclesiastici che sono veri scienziati, potrei aggiungerne agevolmente un'altra
dozzina. Ora io trovo che codesta acquiescenza interessata all'errore, codesta
custodia conservatrice gelosa di tante falsità, che s'ammantano col nome di pie
credenze, non sono degne di chi ama proclamarsi interprete della verità
rivelata. So pormi facilmente nella condizione della Chiesa rispetto a tendenze
per essa pericolosissime come era il modernismo, e ne intendo la condanna. Non
intendo invece, in chi non muova da principi utilitari e sia in buona fede,
questo rispetto malato per tutte le mille incrostazioni superstiziose che il
cattolicesimo ha dal medioevo; non intendo come non si veda che lo
sbarazzarsene risolutamente sarebbe atto salutare alla stessa purità e santità
della fede. Maxima debettupuero reveventia, non c'è dubbio: ma non è reverente
chi permette che il popolo, l'eterno fanciullo, sia goffamente ingannato in
materia non dommatica e sulla quale è possibile veder chiaro con la ra ili
Hhttor. Jahrburhj. l'ij Anatrila Boltaiiiliana, gione. Ammenoché il puer non
sia il (frosse Lummel di Heine, il grosso babbeo, destinato, in questa come in
tante altre bisogne, a lasciarsi infinocchiare. Se non che considerarlo a
questo modo e profittarne fu ed è costume di tutti i settari, i-ossi e neri, ma
non è da cristiano. Nota aggiunta. Ne] Fanfulla della lìouienira. Sul soggetto
non usci di importante dopi' d'allora se non lo studio dChkscenzi, Iconografia
lauretana, Rivista storico-critica delle scienze teologicJie Crescenzi riguarda
come confutazione definiti va quella che Pagliari oppose a Faloci rispetto al
sifruitìcato clell'aiiresco di Gubbio, e ordinato meglio il materiale
iconografico, propone una nuova ipotesi rispetto all'origine della leggenda.
Secondo Ini, il germe di quella leggenda sarebbe stato un affresco, forse
dipiuto bu di una delle pareti esterne del santuario, che fin da tempo antico
si venera presso l'attuale Loreto. La vergine ivi sarebbesi veduta sopra una
casa portata d’angeli, e questo tipo di 8. Maria dpgl’ angeli avrebbe prodotto
nella tradizione popolare la credenza nella casa della vergine miracolosamente
trasportato, dagl’angeli. Alle obiezioni rivoltagli dal padre Esehhaeh
nell'Osservature romano Crescenzi rispose uella medesima Hivista
storico-rritica. Perl' corografia lauretana vedasi pure Tini nella Rivista
abruzzese, La produzione artistica moderna più ragguardevole suggerita dalla
nostra leggenda è il vivacissimo affresco di Tiepolo nel soffitto della chiesa
degli scalzi in Venezia. Si veda Molme.n'tx, Tiepolo. Milano. LATERZA
BIBLIOTECA DI CULTURA MODERNA. Orano Psicologia sociale King e Okev L'Italia
d'oggi Ciccotti Psicologia del movimento socialista Amadoki-Virgilj L'Istituto
famigliare nelle Società primordiali Martin L'Educazione del carattere
(esaurito) G. Db Lorenzo India e Buddhismo antico Spinazzola Le origini ed il
cani iu ino dell'Arte . H. i>b Goijhmont Fisica dell'Amore. Saggio sii
l'istinto sessuale Cassola I sindacati industriali. Cartelli Pool. Trust
Marchesini Le finzioni dell'anima. Saggio ili Etica jiedagogka Kkich Successo
delle Nazioni Barbagallo La line della Grecia mitica Movati Attraverso il Medio
Evo Spixgarn La critica letteraria nel Kj nascimento Cariale Sartor Resnrtus
Carabellese Nord e Sud attraverso i secoli Spaventa Da Socrate a Hegel Labriola
Scritti vari di filosofìa e politica a cura di Croce Balfour Le basi della fede
Freycinet Saggio sulla Filosofìa delle Scienze Croce Ciò che è vivo e ciò che è
morto della filosofia di Hegel Hearx Kokoro. Cenni ed echi dell'intima vita
giapponese Nietzsche Le origini della tragedia Imbriani Studi letterari e
bizzarrie satiriche Hearn Spigolature nei campi di Ituddho. Sai.eeby Iju
Preoccupazione ossia la malattia del secolo Vossier Positivismo e idealismo
nella scienza della lingua Arcoleo Forme vecchie, idee nuove Il pensiero
dell'Aitate Galiani Antologia di tutti i suoi scrìtti editi e inediti Spaventa
La filosofia italiana nelle sue relazioni colla filosofia europea Sohel
Considerazioni sulla violenza Labriola Socrate Nuova edizione Kohler Moderni
problemi del Diritto Yosslkr La Divina Commedia studùtta netta sua genesi e
interpretata Gextii.k Il Modernismo e i rapporti tra religione e filosofia
Festa Un galateo femminile italumo Spaventa La politica della destra Rovck Lo
spirito della filosofia moderna. R. Svaghi critici. Rodolfo Renier. Renier.
Keywords: italiano? No, la lingua d’Italia -- Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Renier” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Rensi:
TRASEA – l’implicatura – la scuola di Villafranca di Verona -- filosofia veneta
-- filosofia italiana -- Luigi Speranza (Villafranca di Verona). Filosofo italiano. Villafranca
di Verona, Verona, Veneto. Grice: “Only in Italy does a philosopher get his
obituary when still alive!” Studia a Verona, Padova, e Roma. Insegna a Genova. Iscrittosi
al partito socialista, si reca a Milano
per assumere la direzione del giornale “La lotta delle classi sociali”,
collaborando assiduamente anche alla turatiana Critica Sociale e alla Rivista
popolare. A seguito delle misure repressive adottate dal governo, e per
sfuggire alla condanna del tribunale militare per aver preso parte ai mossi operai
milanesi, stroncati dall'esercito con la strage del generale sabaudo Beccaris, è
costretto a cercare rifugio in Svizzera. Frutto dell'esperienza ticinese e
la pubblicazione de “Gl’anciens régimes e la democrazia diretta” (Colombi,
Roma) in cui difende il principio della democrazia diretta del sistema
istituzionale federalista. Collabora con numerosi articoli ai fogli radicali Il
Dovere di Bellinzona, la Gazzetta Ticinese e L'Azione di Lugano, nonché alla
rivista socialista e pacifista Coenobium. Ri-entra in Italia per stabilirsi a
Verona dedicandosi alla filosofia del linguaggio – “o semantica.” A seguito
della campagna libica, vi è la rottura col partito socialista, poiché si è schierato con l'interventismo di Bissolati.
Pubblica “Il fondamento filosofico del diritto” (Petremolese, Piacenza). Altri
due volume seguono: “Formalismo e a-moralismo giuridico” (Cabianca, Verona) e “La
trascendenza: studio sul problema morale” (Bocca, Torino), ove sviluppa un
idealismo trascendente. Insegna a Bologna, Ferrara, Firenze, e Messina. L'esperienza
della grande guerra manda in crisi (“alla merda”) la sue convinzione idealistica,
conducendolo verso lo scetticismo – della ‘scessi’, come la chiama --, la cui
prima formulazione sono i “Lineamenti di filosofia della scessi” (Zanichelli,
Bologna). Sostene che la guerra distrue la fede ottimistica nell'universalità
della ragione, sostituendola con lo spettacolo tragico della sua pluri-versalità,
vale a dire dell'irriducibile conflittualità dei diversi punti di vista. Espose
nella “Filosofia dell'autorità” (Sandron, Palermo) la traduzione politica di
questa concezione. Poiché tutti i punti di vista politici sono sullo stesso
piano, quello che anda al potere lo fa con un atto di forza, tacitando tutti gl’altri
punti di vista. In questo saggio si è scorta una prima GIUSTIFICAZIONE dell'autoritarismo
fascista. Tuttavia, dopo una prima simpatia per il fascismo, ne divenne un
fiero avversario quando MUSSOLINI con metodi un po ‘anti-democratici’ comincia
a perseguire un disegno dittatoriale ispirandosi a GIULIO CESARE – o duca/duce.
R., non Mussolini, sottoscrisse il Manifesto degl’intellettuali o filosofi anti-fascisti
di CROCE, pagando questa scelta con la sospensione, dalla cattedra di filosofia a Genova. Arrestato
e rinchiuso in carcere. Solo un abile stratagemma escogitato dall'amico e
collega SELLA, che pubblica sul “Corriere della Sera” il necrologio del
filosofo, diffondendo così la falsa notizia della sua morte, induce il duce a
rimetterlo prontamente in libertà. Il dittatore teme l'ondata di sdegno
sollevatasi per i metodi oppressivi del regime. Per la sua coerenza agl’ideali
di libertà, sube il definitivo allontanamento dalla cattedra, è, comandato, da
vigilato speciale, presso il centro bibliografico dell'ateneo genovese, per la
compilazione della biografia ligure. Nonostante il doloroso distacco dalla
scuola dove insegna, continua la sua attività filosofica e collabora al
quotidiano socialista genovese Il Lavoro, l'unico foglio che accoglie testi di
personalità che non hanno fatto atto di sotto-missione al fascismo. Ricoverato
al ospedale Galliera mentre infuria il
bombardamento della flotta inglese su Genova, per essere operato d'urgenza.
Tuttavia l'azione militare danneggia alcune sale dell'edificio e i medici doveno
rinviare l'intervento, una fatalità che non lascia scampo a R. Ai funerali
pochi amici ed ex allievi poterono seguire per breve tratto il carro funebre.
La polizia, che vieta questo devoto omaggio, dispersa il funerale, schedando
alcuni discepoli. R., anche morto, tura il potere. Sulla tomba nel cimitero di
Staglieno un'epigrafe riassume uno stile di vita ed esprime il suo dissenso, la
sua resistenza e indipendenza filosofica. ETSI OMNES NON EGO. La sua filosofia si
è sviluppata dopo l'approdo alla scessi in
direzione del realismo e del materialismo critico. Un realismo materialistico
quindi, che considera derivato, con una certa libertà interpretative, dal
criticismo. Arrriva ad ipotizzare che Kant puo pensare alla cosa in sé come a
una più nascosta essenza materiale della cosa stessa. La sua filosofia non
e esente da paradossi concettuali e da mutamenti continui che lo hanno portato
a cadere in alcune contraddizioni e incoerenze. Ma va anche considerato che al
di sopra d’esse a dominare è comunque un forte pessimismo, che non è solo
esistenziale, ma anche gnoseologico. Sia il mondo, sia la mente umana sono
irrazionali. Ma supponiamo che un tale fatto esteriore ai nostri orologi,
destinato al controllo di questi, non esiste, e che i nostri orologi
continuassero a discordare. Come potremmo allora, in mancanza di quel fatto
esteriore obbiettivo e nel discordare dei singoli nostri orologi, conoscere
l’ora che è? Ora questo è appunto il caso delle nostre ragioni. Non c’è
l’oggetto esterno ad esse, l’esterno modulo-ragione, su cui controllarle e che
le giudichi, ed esse discordano tra di loro. Come conoscere l’ora che è della
ragione? Per esempio egli ha sostenuto che, siccome la filosofia ha una storia
che si snoda nel tempo, ciò significa che un pensiero vero e unico non può
esistere e che perciò nel suo procedere ed evolvere essa nega continuamente sé
stessa. Contro l'idealismo di GENTILE, allora imperante, che considera la
storia una realizzazione progressiva dello spirito e della ragione, ha una
visione negativa della storia, come assurdo caso e vana ripetizione. C'è
storia dunque perché ogni presente, ossia la realtà, è sempre falsa, assurda e
cattiva, e perciò si vuol venirne fuori, passare ad altro, quel passare ad
altro in cui, unicamente, la storia consiste. C'è storia, insomma, l'umanità
corre nella storia, per la medesima ragione per cui corre un uomo che posa i
piedi su di un sentiero cosparso di spine o di carboni ardenti. La sua critica
della religione si sviluppa poi in un'aperta apologia dell'a-teismo. Sembra
quasi di poter cogliere uno dei tratti dell'a-teismo in un saggio “Sopra lo
amore di FICINO (si veda). FICINO
propone una visione dell'amore come amore eterno che ritorna come
desiderio di ogni grado ontologico di ritornare al bene e al tutto. Propone una
nuova interpretazione di questa tipica teologia dell’ACCADEMIA, vedendo
nell'amore ipotizzato da Ficino in realtà un preludio a quelle che diventeranno
due tra le più influenti correnti filosofiche: l'idealismo e il volontarismo.
L'amore come totalità dei diversi, o come volontà nelle vesti di matrice
essenziale del tutto, mette da parte il bisogno dell’amore trascendente e
sussurra l'ipotesi di un a-teismo, forse professato tra le righe dai più celebri
filosofi. Filosofo profondamente problematico e inquieto, fine però per
approdare a un forte pessimismo ontologico ed esistenziale, che lo spinse verso
derive spiritualistiche, forse latenti nelle sue riflessioni fin dalle origini
nelle “Lettere spirituali”. In quest'opera, come anche nell “La morale come
pazzia” (Guanda, Modena), delinea una sorta di mistica dei valori e un'etica
concepita come l'azzardo dell'uomo che scommette sul bene in un universo cieco
e indifferente. Nella sua “Autobiografia intellettuale” suddivide in tre
periodi la sua evoluzione. Un primo misticismo idealistico. Un secondo
relativismo scettico materialistico e ateo. Un terzo misticismo spiritualistico
come ultimo approdo della sua filosofia. Il primo è un misticismo di tipo
platonico dell’ACCADEMIA, in cui sono presenti anche elementi di San Paolo e di
Malebranche. Scrive “L’antinomie dello spirito” (Petremolese, Piacenza); “Sic
et non: meta-fisica e poesia” (Romaa, Roma); “La trascendenza: studio sul
pensiero morale”. Il secondo periodo nasce dal suo sconcerto di fronte alle
violenze della grande guerra e lo porta alla negazione di qualsiasi razionalità
della realtà. Pensa infatti che se gl’uomini ricorrono sistematicamente alla
violenza per risolvere i loro conflitti, questo significa che la ragione in sé
non esiste, e che si tratta dell'illusione dell'uomo di pensare che si puo dare
ordine al caos. L'irrazionalità della realtà si trova espressa in “Lineamenti
di filosofia della scessi”; “La filosofia dell'autorità”; “La scessi estetica”
(Zanichelli, Bologna); “Polemiche anti-dogmatiche” (Zanichelli, Bologna); “Interiora
rerum – la filosofia dell’assurdo” (Milano, Unitas); “Realismo” (Milano,
Unitas); “Apologia dell'a-teismo” (Formiggini, Roma); e “L’aporie della religione”.
Il secondo periodo è altresì caratterizzato da un avvicinamento al positivismo
materialistico e dal rifiuto dell'idealismo di CROCE e di GENTILE. In esso va
registrata anche una rivisitazione del panteismo di Spinoza, che interpreta
alla maniera dei teologi, quindi come a-teistico perché nega il divino personalizzato del mono-teismo.
Pensa anche di realizzareuna sintesi di scessi e realismo perché se solo la scessi
è il modo reale e utile di porsi di fronte al mondo, essa è anche l'unica
verità possibile. Si tratta anche del momento di punta del nichilismo, perché
si afferma che siccome l'unica cosa certa e stabile è la morte, ed essa è il
nulla, solo il nulla possede una verità. Prevale una forma di misticismo
che non sorge, però, improvvisamente, essendo già chiaramente presente nelle
opere maggiormente influenzate dalla scessi. Quest'ultima è, infatti, sempre
sollecitata da un'innata, profonda religiosità, sicché non stupisce che il
filosofo si apra alla voce del divino, poiché cerca nella negazione assoluta un
criterio positivo che consenta la negazione stessa. A questo periodo appartengono:
“Critica della morale”; "Critica dell'amore e del lavoro”; “Paradossi di
estetica e dialoghi dei morti” (Corbaccio, Milano); “Frammenti di una filosofia
del dolore e dell’errore, del male e della morte” (Guanda, Modena); “La
filosofia dell'assurdo” e “GORGIA (si veda) -- Autobiografia intellettuale – la
mia filosofia – testamento filosofico” (Corbaccio, Milano). Isolato in vita nel
mondo filosofico italiano, nel quale domina l'idealismo crociano-gentiliano, trova
la comprensione di pochi intellettuali a lui affini. È stato quest'ultimo a
creare la formula della scessi credente, che in forme diverse ha dominato i
pochi studi sulla sua filosofia. Oggi trova la collocazione nell'ambito del
nichilismo. Per alcuni, tale collocazione resta comunque riduttiva rispetto
alla vastità della sua filosofia, che andrebbe ancora approfondito. La
trascuratezza nei suoi confronti sta nel fatto che la cultura italiana è stata
dominata dall'idealismo e dall'esistenzialismo. Legato alla cultura socialista,
si caratterizza per una certa dose di eclettismo e per una forte componente
umanitaria, distante dal materialismo storico marxiano e riconducibile, più
agilmente, nel novero dei filosofi vicini al socialismo utopista. Se durante
l'attività politica in Italia aderisce all'idea della lotta delle classi
sociali, l'esperienza svizzera lo porta a ri-considerare tale concezione dei
rapporti di forza nella storia, ri-dimensionandone la portata. Infatti, l'ant-agonismo
tra proletariato e borghesia è circo-scrivibile ad alcune realtà contingenti e
non costituirebbe un'invariante delle relazioni socio-politiche. E se, da un
lato, il suo realismo politico lo porta ad apprezzare le teorie elitistiche del
conservatore MOSCA (si veda), dall'altro, la matrice umanitaria e socialista
emerge nell'esaltazione degli istituti della democrazia diretta,
caratterizzanti il sistema costituzionale svizzero, considerati come l’unico in
grado di far emergere la volontà popolare e di permettere l'emancipazione delle
classi lavoratrici. L'elogio ai regimi federalisti appena citati, e il
contingente recupero di CATTANEO sono sintomatici di un altro aspetto del suo orizzonte
culturale: la feroce critica dell'istituto monarchico -- tanto nell'accezione
assolutista, quanto in quella temperata del costituzionalismo borghese
ottocentesco -- appannaggio di una vicinanza con il programma del partito repubblicano.
Mostra un pessimismo storico verso il risorgimento, la disapprovazione
intransingente del ruolo, ritenuto ambiguo e ostile al riscatto sociale del
proletariato, della casa regnante dei Savoia e l'appartenenza alla massoneria.
Influenze "Atomi e vuoto e il divino in me", queste parole di Rensi
hanno ispirato Lobaccaro nella composizione della canzone Rosa di Turi dei
Radiodervish. Altri saggi: “Una Repubblica italiana: il Canton Ticino, "Critica
sociale", Milano), “L'immoralismo di Nietzsche” (Carlini, Genova); “Il
genio etico ed altri saggi” (Laterza, Bari); “Sulla risarcibilità del danno morale”
(Cooperativa,Verona); “L’istinto morale” (Riuniti, Bologna); “L'orma di Protagora”
(Treves, Milano); “Principi di politica im-popolare” (Zanichelli, Bologna); “Introduzione
alla scessi etica” (Perrella, Napoli); “Teoria e pratica della re-azione
politica” (Stampa, Milano); “L'amore e il lavoro nella concezione della scessi”
(Unitas, Milano); “Dove va il mondo?, Inchiesta fra gli scrittori italiani» (Libreria
Politica Moderna, Roma); “L'irrazionale, il lavoro, l'amore” (Unitas, Milano); "Terapia
dell'a-teismo" (Castelvecchi, Roma); “Apologia della scessi” (Formiggini, Roma); “Autorità
e libertà: le colpe della filosofia” (Politica, Roma); “Il materialismo critico”
(Sociale, Milano); “Spinoza” (Formiggini, Roma); “Scheggie: pagine di un diario
intimo” (Bibl. Ed., Rieti); “Cicute: dal diario di un filosofo” (Atanòr, Todi);
“Impronte: pagine di un diario” (Italia, Genova); “Raffigurazioni: schizzi di
filosofi e di dottrine” (Guanda, Modena); “L’a-porie della religione” (Etna,
Catania); “Sguardi: pagine di un diario” (Laziale, Roma); “Passato, presente, future”
(Cogliati, Milano); “Motivi spirituali dell’ACCADEMIA” (Gilardi, Milano); “Scolii:
pagine di un diario” (Montes, Torino); “Vite parallele di filosofi: l’accademia
e CICERONE” (Guida, Napoli); “Critica della morale” (Etna, Catania); “Figure di
filosofi: ARDIGÒ e GORGIA” (Guida, Napoli); “Poemetti in prosa e in verso” (Ist.,
Milano); "La morale come stato d'eccezione?" (Castelvecchi, Roma); “TRASEA
(si veda) contro la tirannia” (Oglio, Milano) – FASCISMO E STORIA ROMANA – la
critica -- ; “Lettere spirituali” (Bocca, Milano); “Sale della vita -- saggi
filosofici” (Oglio, Milano); “La religione -- spirito religioso, misticismo e a-teismo”
(Sentieri Meridiani, Foggia); “Contro il lavoro -- saggio su L’ATTIVITA PIU
ODIATA DALL’UOMO” (Gwynplaine, Camerano); “Le ragioni dell'irrazionalismo” (Orthotes, Napoli);
“Su LEOPARDI” (Bruni, Torino). – “Il filosofo dissidente, Pastorino, Uomini e
idee della Massoneria. La Massoneria nella storia d'Italia, Roma, Atanor sub
voce (in ordine cronologico), R. Istituto di Studi filosofici, Roma); Untersteiner,
Interprete del pensiero antico (Bocca, Milano); La scessi estetica (Zanichelli,
Bologna); Cuneo, Conti e C., Cuneo); Un moralista, Italia, Resta (SIAG,
Genova); Poggi (Azzoguidi, Bologna); “Il problema generale della giustizia e
della giustizia penale” (Vallardi, Milano); Rossi, “L’deale di Giustizia” (Bocca,
Milano); Buonaiuti, “La scessi credente” (Partenia, Roma); Mignone, “Leopardi e
Pascal” (Corbaccio, Milano); Nonis, La scessi etica, Studium, Roma, Morra; R.,
Scessi e mistica in R. (Ciranna, Siracusa); Tecchiati, Alla mostra del libro filosofico",
La Voce di Calabria, Palmi, Bassanesi, La coscienza tragica” (Filosofia,
Torino); Alpino, La collaborazione di Rensi alla rivista "Pietre" (Marzorati,
Milano); Liguori, “La scessi giuridica” (Giuffrè, Milano); Noce, "Tra
Leopardi e Pascal, ovvero l'auto-critica dell'a-teismo negativo", in Una
giornata rensiana, Marzorati, Milano, Sciacca, “Una giornata rensiana” (Marzorati,
Milano); Perano, Il problema della verità nella scessi di Rensi” (Lateranense,
Roma); Mas, Tra democrazia e anti-democrazia” (Bulzoni, Roma); Santucci, Un irregolare:
Tendenze della filosofia italiana nell'età del fascismo, Pompeo, Faracovi, Belforte,
Livorno; Rognini, “Dal positivismo al realismo” (Benucci, Perugia); L'inquieto
esistere” (EffeEmmeEnne, Genova); Boriani, La questione morale nel positivismo”
(Melusina, Roma); Silva, “La ribellione filosofica” (Genova, Liguori); Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo.
La coerenza critica, Il sentiero dei perplessi. Scetticismo, nichilismo e
critica della religione in Italia da Nietzsche a PIRANDELLO (si veda), La Città
del Sole, Napoli, Gianinazzi, Intellettuali in bilico, Milano, Ed. Unicopli, Emery,
Lo sguardo di Sisifo: R. e la via italiana alla filosofia della crisi: con una
nuova rensiana, Marzorati, Settimo
Milanese, Mancuso, Tra democrazia e
fascismo, Aracne, Roma, Serra, Tra dissoluzione del socialismo e formazione
dell'alternativa nazionalista” (Angeli, Milano); Meroi (Olschki, Firenze); “L’eloquenza
del nichilismo, SEAM, Formello); Pezzino, Scacco alla ragione” (C.U.E.M.C.,
Catania); Castelli, Un modello di
Repubblica; la politica e la Svizzera (Mondadori, Milano); Greco, politica,
autorità, storia, Viaggi di carta, Palermo); P. Serra, “La rivolta contro il
reale, Città Aperta, Enna); A. Montano, “Ethica ed etiche” (Napoli); G. Barbuto,
Nichilismo e stato totalitario: libertà e autorità” (Guida, Napoli); Greco, la
filosofia morale, Viaggidicarta, Palermo, Mancuso; Montano, Irrazionalismo e
impoliticità Rubbettino, Mannelli, Meroi, filosofia e religione (Storia e
letteratura, Roma). Lobagueira, Documenti,
Trento; Mascolo, Il corso infernale della storia. L'influenza di Schopenhauer
nella filosofa, in Ciracì, Fazio, Schopenhauer in Italia, Lecce, Pensa Multi Media,
Bruni, “Il leopardismo filosofico” (Firenze, Le Lettere); “Filosofo della storia,
Firenze, Le Lettere, Bignami E. Buonaiuti, Croce, Ghisleri, Manifesto degli intellettuali
antifascisti Ad. Tilgher, Treccani Dizionario biografico degli italiani,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Il contributo italiano alla storia del
Pensiero: Filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. R. il filosofo
dimenticato. scomodo nichilista di Volpi l'"irregolare" di
Martinetti. Di qui, con evidenza, un elemento evolutivo nel “Trasea, contro la
tirannia” (Corbaccio dall’oglio, Milano) -- dove R. introduce elementi di
giudizio nei confronti dei regimi statali che pregiano maggiormente le
questioni materiali e spirituali rispetto all'effcienza dell'amministrazione --
quasi a dire che non è possibile accettare l'affermazione tirannica del potere,
anche se questo risulta poi operativo ed efficiente, perché essa coarta
eccessivamente lo spazio della personalità individuale. Di qui il limite della
stessa filosofia dell'autorità, la cui estensione trova nel rispetto della
moralità e interiorità un limite; e che tale limite sia valicato si intuisce
dalla crescita dell'im-moralità pubblica -- delazione, adulazione etc. ne sono
i fenomeni rivelatori. Questa vicenda è descritta con riferimento all'impero
d’OTTAVIANO a Nerone inclusi, e, alla data di stesura, intuitivamente e
obliquamente allusiva al fascismo. Cf.
Il CICERONE di Rensi. Spero enim homines mtellecturos quanto sit omnibus
odio crudelitas et quanto amori probitas et clementia. C.
Cassio in Cic., Ad farri. Cicerone era vicino ai sessantanni, quando lo
Stato legale romano, che già precedentemente aveva subito terribili scosse, ma
che mediante una saggia riforma avrebbe potuto rinvigorirsi sul
suo stesso tronco senza frattura o soluzione di continuità, riceveva da GIULIO
(si veda) Cesare il colpo di grazia. Non è più necessario rivendicare la
grandezza di CICERONE contro le denigrazioni di Mommsen e di altri
due o tre storici tedeschi. Egli non e una ràbula e un politico
superficiale. Bensì un uomo di stato dallo sguardo ampio e sicuro,
nel cui animo si radica e vive di vita vigorosissima tutta la grande tradizione
politica romana, [Una bella e vivace confutazione di Mommsen si può
leggere nel saggio di Horncffer, Cicero und die Gegenwarl, contenuto nel
volume Das Klassische Idealm Lipsia, Klinkhardt. Horneffer però rivendica
solo il valore di Cicerone come epistolografo e oratore, non come FILOSOFO.]
e pur senza che l’animo servilmente vi soggiacesse, ma, anzi, insieme,
con la chiara coscienza della nuova direzione che quella tradizione dove
prendere, e della misura e forma in cui dove prenderla, per svilupparsi
fecondamente e superarsi vivificandosi. Accanto a ciò, mente che s’e
impadronita di tutta la più alta cultura dell'epoca: Demostene e Platone
insieme pel suo paese, come riconosce Moellendorf . Accanto a ciò,
una squisitissima sensibilità artistica e una passione vivacissima per le
cose d’arte. Basta vedere quanto “vehementer” com’egli stesso dice,
attende che Attico gli mandasse sculture ed oggetti artistici greci: “genus hoc
est voluptatis rneae” (Ad Att.); e basta aver letto attentamente le sue
orazioni e aver scorto il perfetto senso d’arte con cui
sono costruite e che vi circola. Accanto a ciò, infine, una
sensibilità in generale per le cose, le persone, gl’eventi, gl’affetti,
così moderna, che in lui, nella sua pronta e multiforme impressionabilità,
ritroviamo interamente noi stessi: e il suo dolore erompente e
pieno di accenti passionali per la morte della figlia Tullia, è il palpito
d’un cuore dei nostri tempi. Uomo, in una parola; assolutamente completo.
Un pensatore di così sottile e sicuro buon gusto e di cosi grande
penetrazione storica (e particolarmente [Il rimprovero che gli si fa di
debolezze e incertezze è uno dei soliti rimproveri che gl’eroi di
poltrona hanno quasi sempre occasione di rivolgere al grande che si è trovato a
dover davvero vivere avvolto da un gigantesco turbine d’avvenimenti, e che
nemmeno se fosse stato mille volte più grande poteva abbracciarne tutte le
fila, come è invece agevole a quelli che non fanno se
non pacificamente rileggerli nel loro tranquillo gabinetto venti
secoli dopo. Egli non e debole ed incerto nè nella repressione della
congiura di CATILINA (si veda), nè nella lotta per la salvezza della
costituzione contro il cesarismo rinvelenito da MARC’ANTONIO (si veda), lotta
che chiuse cosi gloriosamente la sua carriera mortale. Le sue incertezze
d’altri momenti sono unicamente frutto della sua profonda moralità.
Perché l’uomo fondamentalmente morale e intelligente, in mezzo a
cataclismi enormi che travolgono gl’individui come fuscelli, quali quelli
in cui CICERONE si trova, mentre non può operare contro coscienza, e
per questa, che pure sarebbe l’unica via possibile, salvarsi o tornare a
grandeggiare, però avverte anche i pencoli micidiali a cui espone sè ed 1
suoi operando secondo coscienza: e la condotta risultante è necessariamente
quella che tracciano le fluttuazioni di tale angoscioso conflitto
interno.] circa la storia romana) come Montesquieu ne dà questongiudizio. Ciceron,
selon moi, est un des plus grands espnts qui aient jamais été -- Pensées
diverses -- Ab illis est periculum si peccare, ab hoc si recte fecero,
nec ullum in his malis consilium periculo vacuimi inveniri potest (Ad Att.).
Quando i frangenti in cui un uomo si trova realmente a vivere sono
davvero quelli così delineati, si può domandarsi se sia umanamente
possibile la rettilineità che esigono da lui coloro che poi
spulciano comodamente gl’eventi della sua vita. Sicuro e diritto, in
tali circostanze, è l'uomo amorale che non sente scrupoli: il cinico ed
elegante arrivista CELIO RUFO, che a CICERONE dava questo consiglio (Ad.
Di'.). Suppongo che non ti sfugga come nelle discordie politiche interne
gl’uomini debbano seguire, finché si lotta senz’armi, la parie più
onesta, ma la più forte quando vengono in gioco guerre ed eserciti, e stabilire
che è migliore ciò che è più sicuro. CELIO RUFO, del resto ottimo filosofo,
tanto che per molti umanisti ed altri dotti è ancor oggi il miglior
modello di stile. Ma CICERONE e un uomo di coscienza. Questa
soltanto, non la sua incapacità mentale, la causa della sua
rovina. Egli e andato con POMPEO (si veda), non già sedotto dalla
speranza della vittoria, ma quando la causa di costui era ormai pressoché
perduta e con la piena nozione di tale condizione di cose, e mentre GIULIO
Cesare, MARC’Antonio, Celio, per cercar di trattenerlo almeno neutrale,
gli fanno offerte larghissime: secuti non spem, sed officium (Ad
Div.). Vi era andato essendo consapevole, non solo dell’inettitudine e
impreparazione di Pompeo e di quelli che sono con lui, ma altresi del
fatto che poco o nulla c’e da sperare da essi circa la
restaurazione della legalità, animati come costoro sono da propositi di
persecuzione sillana (Ad Att.), e chiaro ormai essendo che dai
pompeiani non meno che dai cesariani non si pensa che a far man
bassa dello Stato -- regnandi contendo
est -- Ad Att. -- dominatio quaesita ab utroque est, non id actum
beata et honesta civitas ut esset. Vi era andato straziato dall’ idea d
una guerra civile e unicamente in obbedienza a considerazioni d ordine
morale. E’ la coscienza che ci costringe, scrive ad Attico, a staccarci
da Cesare più ancora se vincitore che se vinto, per non essere solidali
con ciò che segue alla sua vittoria, stragi, estorsioni, violenze -- et
turpissimorum honores, et regnum non modo Romano homini, sed ne Persae quidem
cuiquam tolerabile. E andato da Pompeo, senza illusioni e speranze,
unicamente per senso del dovere. Sed valuit -- scrive a Cecina -- apud
me plus pudor meus quam timor -- veritus sum deesse Pompeii saluti,
cum ille aliquando non defuisset meae. ltaque vel officio, vel fama
bonorum, vel pudore victus, ut in fabulis Amphiaraus, sic ego
prudens ac sciens, ad pestem ante oculos positam sum profectus -- Ad Div.
Egli sa cioè di andare alla rovina e vi anda in obbedienza a yu
principio d'onore (pudor) e di gratitudine, per quel poco che Pompeo
aveva fatto onde richiamarlo dall’esilio.
Pudori tamen malui famaeque cedere quam salutis meae rationem
ducere riconferma a M. Mario. E ritornando più tardi in una lettera
a Torquato, che aveva anch’egli seguito la parte pompeiana, su
quell’episodio a entrambi comune, sente di poter ricordare in cospetto al
correligionario politico -- nec nos victoriae praemiis ductos patriam
olim et liberos et fortunas reliquisse, sed quoddam nobis officium iustum
et pium et debitum reipublicae nostraeque dìgnitati videbamur sequi, nec
cum id faciebamur tam eramus amentes ut explorata nobis esset
victoria. Ne è questa un’opportunistica configurazione postuma della sua
condotta di quel tempo. Basta percorrere la sua corrispondenza con il cosidetto
“ATTICO” -- suo amico intimo e suo editore, uomo consumato nell’ impresa
di tener il piede in più staffe e nella difficile arte di conservarsi
amici i vincitori senza inimicarsi i vinti -- per constatare che tale
veramente, cioè il senso del dovere, e il nobile sentimento da cui fu
mosso. Officu me deliberalo cruciat, cruciavitque adhuc. Cautior certe
est mansio. Honestior existimatur traiectio (Ad Att). E quando Pompeo è
pressoché spacciato e stretto da tutte le parti, e Cicerone è ritornato
in Italia, egli si cruccia proprio di questo suo atto da cui gli sarebbe
derivato vantaggio e che poteva quindi essere reputato abile, e si
rammarica di non essere stato con Pompeo sino alla fine -- numquam
enim illus victoriae socius esse volui. Calamitatis mallem fuisse (Ad Att.).
Il principio, insomma, che in un’altra posteriore circostanza,
piena di pericoli mortali, nella sua lotta contro Antonio, egli enuncia a
Planco così. Mihi maximae curae est, non de mea quidem vita, cui satisfeci vel
aetate vel factis vel gloria, sed me patria sollicitat -- ( Ad Dio.), questo è
il principio che domina costantemente nell’animo di Cicerone, insieme con
l’insormontabile ripugnanza, o meglio con 1’impossibilità, di venir meno
al rispetto verso se stesso. Allorché, essendo Cesare incontrastato
padrone, l’accomodante Attico gli dà il consiglio di obbedire ai
vincitori. Non mihi quidem, egli risponde, cui sunt multa potiora (Ad Att.). Certo,
un uomo mosso prevalentemente da sentimenti di tale natura, nelle tragiche
vicende pubbliche da cui si trova avvolto Cicerone, va al fondo. Resta a
vedere se ciò sia un indice di inferiorità o se non lo sia piuttosto quel
successo che è raggiunto -- e la cosa è facile -- in grazia dell’assenza di tali sentimenti,
della mancanza d’ogni freno etico, dell insensibilità ad ogni scrupolo
di coscienza, della nessuna riluttanza a violare cinicamente ogni
principio di diritto e di morale. Nè r uomo che comincia la sua
carriera attaccando coraggiosamente nell’orazione prò Roselo un
favorito potentissimo di SILLA, e un pavido. Dimostra ancora di non
esserlo nel suo consolato. L’apparenza di timidità da lui talvolta
offerta, deriva da ciò che egli, come dice di sè, si preoccupa
grandemente dei pericoli nella rappresentazione e raffigurazione mentale
anticipata di essi, non già che titubasse poi ad affrontarli nella
realtà. Quintiliano narra. Parum fortis videtur quisbusdam. Quibus
optime respondit ipse, non se timidum in suscipiendis, sed in providendis
periculis. E’ press’a poco ciò che egli scrive a Toranio. Mi accusano di essere
timido -- eram piane, timebam enim, ne evenirent, quae acciderunt. Mi
diceno timido -- quia dicebamus ea futura, quae facta sunt (Ad Dio.). Nè
è giusto accusarlo di non aver saputo intuire con chiarezza le
situazioni e di essersi per questa deficienza di sguardo gettato a corpo
perduto a combattere per soluzioni che la realtà escludeva. È questa la
solita iniqua condanna che ì posteri, aggiungendosi ai contemporanei nell’incensare
i vincitori e nel dare il calcio dell’asino ai vinti, pronunciano
contro colui che difende la causa rimasta storicamente soccombente.
Quasiché il fatto che una causa sia rimasta storicamente sconfitta dimostri
anche che e giusto e logico che essa lo fosse. Quasiché il mero fatto, il
fatto del successo, sia anche verdetto di giustizia e logicità, quasiché
assai spesso la causa storicamente prostrata non sia quella che
avrebbe dovuto vincere. Che la cosa stia così nel caso di Cicerone,
lo dimostra il fatto che la causa da lui combattuta e che vinse costituì LA
ROVINA DELLA VITA DI ROMA. Basta per accertarsene constatare che NELLA
STESSA NOSTRA MEMORIA DI POSTERI LA VITA DI ROMA RESTA CHIARAMENTE PRESENTE E
ATTIRA LA NOSTRA APPASIONATA ATTENZIONE APPUNTO SINO AD OTTAVIANO. Ci rimangono
ancora come appendice già torbida i primi imperatori. Poi tutto ci si
confonde dinanzi in un lungo stato comatoso chiazzato di continui
sussulti sanguigni, in cui -- se non siamo storici di professione -- non
distinguiamo piu ne nomi, nè persone, nè eventi, di cui non ricordiamo, NE
C’IMPORTA RICORDARE, più nulla. Si rammenti come, per es., scorge Roma Massimo
d’Azeglio. Fra tutti gli stati dell’antichità è Roma quello che ho in
maggior stima, FINO ALL’EPOCA DEI GRACCHI, intendiamoci ! lo ammiro que’ tempi
durante i quali domina la legge -- durante i quali le più bollenti
passioni agitate dai più vitali interessi, non cercano altr armi nè
altre vittorie che un voto ne’ Comizi. E poco prima. Se è giusto e
vero il principio fondamentale delle società moderne, essere la legalità
di un governo dipendente dalla volontà del popolo che vi è governato, vorrei
sapere se l’umanità consultata avrebbe ne’ tempi dei Romani
votato Nemmeno i mezzi che egli aveva messo in opera per sostenere la
causa che soccombette, erano inadeguati. Tutto, invece, egli aveva provvisto;
tutto quanto era necessario perchè essa vincesse: aveva cercato di
assicurare ad essa l’appoggio e la fedeltà dei maggiori personaggi
militari e politici; aveva costituito e messo in campo eserciti poderosi;
con la sua parola tenne altissimo il tono morale del popolo all’ interno.
Se la causa non vinse, lo si deve, non a un fato storico, a
condizioni incoercibili insite nella realtà e sfuggite allo sguardo di
Cicerone, o al logos immanente nella storia. Ma unicamente a due o tre
puri casi, che potevano accadere diversamente e in tal modo
rovesciare la situazione. Dice in qualche luogo SERBATI che uno de’ mezzi,
co’ quali l’uomo può sciogliere la propria mente da molti pregiudizi e
da’ legami delle consuetudini sensibili, si è l’esercitarsi a considerare
le cose non solo come sono, ma come potrebbero essere. Se vogliamo
applicare questo precetto al periodo di storia in discorso -- come
Renouvier in Uchwnie l’ha applicato in modo grandemente interessante
a tutta la storia occidentale dagli Antonini in poi -- scorgeremo
agevolmente che due o tre futili casi, per l'impero (Miei Ricordi,
Barbera, Antologia Pedagogica cur. di Pusinieri, Rovereto, Mario] i quali
fossero avvenuti diversamente, sarebbero bastati a cambiare del tutto la
faccia delle cose; se, p. e., LEPIDO non avesse tradito, o se un
giavellotto l’avesse ucciso quando egli si mosse per portar soccorso a
MARC’ANTONIO ormai disfatto, se PLANCO non avesse fatto il doppio giuoco,
ciò sarebbe bastato per far di Cicerone il capo dello Stato romano, e perchè
egli occupasse nella politica di Roma d’allora, e nella storia, il posto d’OTTAVIANO. E
quanto lo stato romano e la posterità sarebbero stati più fortunati se il
potere fosse venuto in mano ad un uomo di rettitudine profonda e di
vivo senso del diritto e del dovere, come Cicerone, anziché ad un uomo la cui
bassezza d’animo è provata luminosamente dal fatto che, avendo cominciato
ancora puer o adolescens, come sempre Cicerone lo chiama -- sed est piane
puer n \Ad Att.-- ad essere qualcosa solo per l’appoggio datogli appunto
da Cicerone e con lo strisciarsi umilmente ai suoi piedi -- a me postulat
primum ut clam conloquatur mecum Capuae vel non longe a Capua... ducem se
profitetur nec nos sibi putat deesse oportere -- binae uno die mihi
litterae ab Octaviano -- deinde ab Octaviano cotidie litterae, ut negotium
susciperem, Capuani venirem, iterum rem publicam servarem » ; mihi
totus deditus. Nobiscum hinc perhonorifice et amice Octavius — Ad Att.,
non si trattenne dal sacrificare ad una propria maggiore ascesa la vita
di colui che l’aveva sorretto nei suoi primi passi. Uomo egli, si,
veramente, pusillanime, che vinse le guerre solo per mezzo dei suoi
generali e specialmente di Agrippa, e non aveva il coraggio di
presentarsi nel campo se non dopo che Agrippa gli annunzia la vittoria
(Svet. Aug.). Fondamentalmente istrione e poseur come risulta dal fatto,
narrato da Svetonio (Aug.), che non comunica mai nemmeno con sua moglie senza
scrivere prima e leggere ciò che voleva dire, nonché dall’altro, sempre
narrato da Svetonio, che egli ama stilizzare a particolare espressività e
luminosità i suoi occhi -- quibus etiam existimari volebat inesse quiddam
divini vigoris, gaudebatque. Octave lui, a Sesto Pompeo, fit deux guerres
laborieuses ; et après bien de mauvais succès il le vainquit por i’habilité
d’Agrippa. Je crois qu’Octave est le seul de tous les capitaines romains
qui ait gagné l’affection des soldals en leuv donnant sans cesse des
marques d’une làcheté naturelle
(Montesquieu, Grandeur et Dócadence des Romains. Tanto GIULIO Cesare
quanto OTTAVIANO hanno l’abitudine di citare dei versi delle Fenicie di
Euripide. E la citazione che l’uno e l’altro aveva scelto è rivelatrice
del loro rispettivo carattere. Cesare ama citare i versi -- “se c' è un
caso in cui sia bello VIOLARE IL DIRITTO, è quando lo si VIOLA – cf. H. P.
GRICE – FLOUT, VIOLATE -- per conseguire
la tirannide -- citazione signifìcatiice dello spirito violento e
illegale. OTTAVIANO ama citare il versoL è meglio per un generale
procedere al sicuro (àacpaÀr/c) che essere ardito (ihf aouc) -- citazione
significatrice della vigliaccheria -- cfr. Cicer. De Off. e Svetonio Aug.]
si qui sibi acrius contuenti quasi ad fulgorem solis vultum summiteret e
infine in modo palmare dalle parole -- ecquid iis videretur mimum vitae
commode transigisse -- e dalla citazione greca richiedente l’applauso per la
commedia ben riuscita, con cu; egli chiuse la sua esistenza. Uomo
che desta particolare antipatia precisamente in grazia del suo proposito
di moralizzare la vita romana; perchè niente è più ripugnante del
dissoluto che si da il compito di costringere gli altri alla virtù e posa
a restauratore della morale pubblica; e OTTAVIANO cambia tre mogli prendendo l’ultima
al manto sotto ì suoi stessi occhi, conducendola con sé in un altra
stanza donde e ritornata spettinata e con gli orecchi rossi, e poi
introducendola in casa propria INCINTA D’UN ALTRO; aveva commesso le oscenità
che narra Svetonio, irripetibili, tranne forse una -- adultena quidem
exercuisse ne amici quidem negant -- e dopo ciò faceva udire le parole
ammonitrici di vita austera e imprende a ricondurre i costumi alla prisca
severità. La scandalosa condotta di sua figlia e di sua nipote, che
condusse -- A cool head, an unfeeling heart, and a cowardly
disposition, promtcd finn al thè age of nmeieen, to assume thè maske of
hypocrisy, which he never afterwards laid aside. With thè saine hand, and
proba’bly with thè same temper, he signed thè proscription of CICERONE
and thè pardon of Cinna. His virtues, and even his vices, are
artifìcial -- Gibbon, Decime and Fall] all’esilio di entrambe, e di OVIDIO (si
veda) complice o pronubo, dimostra che nella sua famiglia stessa si ha il
senso netto del come si puo prendere sul serio una riforma morale che
pretendeva attuare un individuo di siffatta ìndole e di siffatti
precedenti. Non ostante che all’epoca del trionfo di Cesare si avvicinasse
alla sessantina, Cicerone non era uomo che non sa comprendere i tempi.
Li comprende benissimo, più profondamente e sapientemente di Cesare e di
Ottavio. La sua mente e in pieno vigore. Subito dopo quell epoca
egli poteva scrivere quei suoi saggi di FILOSOFIA che suscitano
l’ammirazione dei contemporanei e sono letti con entusiasmo o rispetto da
tutte [Coglie veramente nel segno Aurelio Vittore: Cum esset luxuriae
serviens erat eiusdem vitii severissimus ultor, more hominum, qui in
ulciscendis vitiis, quibus ipsi veliementer indulgent, acres sunt. E s. può
dire d. lui quel che Boissier dice di Domiziano: 1 ar malheur, ce
prince si sevère pour les defauts des autres, etait lui-mème très vicieux. 11
avait fait des lois rigoureuses contre l’adultere et il vivait
publiquement avec sa mèce, la bile de Titus, qu’il avait enlevée à son
mari et dont il causa la mort en essayant de la taire avorter. Ce
contraste etait choquant, et il n’ ignorait pas qu’on en etait indigne (Tacite).]
le generazioni successive. Poco più oltre egli svolgeva anzi la sua
azione politica più abile, più decisa, piu energica e più importante, e,
insieme, con le filippiche raggiungeva un’altezza da lui ancora non
tocca nella forma d’arte che gli era propria -- “divina chiama
giustamente un giudice certo non facile, Giovenale, la seconda di
esse. La sua idea di portare alla luce del mondo politico, sotto la sua
direzione, il pronipote e figlio adottivo di Cesare, ancora ragazzo -- ha
appena diciannove anni --, accordandogli
anche onori che a molti pareno eccessivi, e di riuscire così giovandosi
del nome di Ottavio a far rientrare il ribollente partito cesariano nell’ordine costituzionale
e a dominare in tal modo una situazione difficilissima, e una idea geniale,
abilissima, da politico grandemente avveduto, l’unica [Sull immensa
influenza esercitata da Cicerone sui a t“ di tutti ' tempi ' veg §
asi ‘'furiente r “, Z r fe,v C f er, 0 o ™ Wandel dcr Jahrhunderte
I d-' P r a ' ed ;. lj^ 9 ) Strachan-Davidson nella sua Vita di Cicerone,
Heroes of thè Nations Series, dice giustamente che se si dovesse decidere quale
degli filosofi romani maggiormente influì sul mondo moderno, la
decisione sarebbe in favore di Cicerone — hrasmo, scrivendo ad un amico,
dice che, se da giovane aonr enVa rf matUra anda sempre più
apprezzando Cicerone. Ld è proprio giusto il noto giud. Z .o di Quintiliano. Ille
se profecisse sciat, (e s. può aggiungere: tanto gusto letterario, quanto
in retti Jne etico-politica) cui Cicero valde placebit. G. Sensi . y ita
paratiti di due fila.ofi] idea che in
quel terribile cataclisma poteva dar buoni frutti. Non è sua colpa se 1
idea non riuscì, e proprio sopratulto per la perfidia senza
scrupoli del futuro Augusto. Per quanto avveduto e grandemente
intelligente, un uomo di Stato fondamentalmente onesto come Cicerone, non fa
entrare nel suo giuoco la supposizione di una perfidia enorme, di
gran lunga travalicante la media nequizia umana, come fu quella di Augusto; nè
si può accusarlo di incapacità se non ve la fa entrare, e se essa
gli si rizza impensatamente dinanzi mandando a picco i suoi piani più accortamente
e sapientemente elaborati. Cicerone assume risolutamente, nel
momento più pieno di vicissitudini e pericoli, la parte di leader del
Senato e del popolo romano, come egli stesso scrive a Cornificio -- me
principem Senatui populoque romano professus sum (Ad Dio.). Spiega un’attività
prodigiosa, tanto verso gl’eserciti quanto rispetto alla situazione
interna, per dirigere [Giustamente Platone osserva (Rep.) che
le persone oneste sono facili ad essere ingannate dai malvagi perchè non
hanno in sé il modulo dei sentimenti di costoro (fire oòv. s'/ovre? èv
éaotoT; 7 iapaos'y|J.axa óp. 0 i 07 ia{H) tot; nove^oi?) ; mentre però il
malvagio, abilissimo nel suo comportamento coi malvagi, resta ingannato quando
tratta coi buoni, perchè, giudicando da se, e ignorando le indoli onesti,
vede dappertutto inganni (àruaT&v Tiapà xaipòv xaì àYVOtòv uytè;
fjU'o;)] la lotta contro Antonio; getta di nuovo, attesta scrivendo
ancora a Cornificio, 1 fondamenti dello Stato con la prima Filippica:
fundamenta ieci reipublicae (Ad D/v.); e al giocondo Peto conferma quanto
abbia fatto, quanto faccia e come ritenga che se dovesse in tale
sua azione perdere la vita l’avrebbe spesa bene ; “ sic tibi, mi
Peto, persuade, me dies et noctes mini aliud agere, nihil curare, nisi ut
mei cives salvi liberique sint : nullum locum praetermitto monendi,
agendi, providendi : hoc demque animo sum, ut si in hac cura atque
admistratione vita mihi ponenda sit, praeclare actum mecum putem -- Ad Div.
In questi primi mesi del 43, Cicerone fu veramente il princeps, ch’egli idealizza
nel De republica: consigliere, esortatore, ispiratore del Senato, dei
consoli, dei governatori delle provincie. Non è questa la condotta
d un uomo le cui facoltà spirituali siano illanguidite. Ma,
sopratutto, a prova della sua esatta comprensione dei tempi, basta ricordare
come la riforma che occorreva allo Stato romano, pessimamente attuata, secondo
attestò la susseguente vita Amateli, Cicerone, (Bari,
Laterza). Jamais Ciceron n a joue. un plus grande róle politique qu
à ce moment; jamais il n’a mieux mérité ce nom d’hom- me d Etat que ces
ennemis lui refusent (Boissier, Cicéron et ses amis -- dell’Impero, da Cesare e
da Augusto, fosse stata prospettata per primo da Cicerone nel De
Repubblica. L’introduzione, cioè, d’un nuovo e più fermo principio
d’autorità sotto forma di un rector rerumpublicarum d’un moderator
reipublicae d’un princeps civitatis (De Ti,ep.). Senonchè Cicerone,
con molto maggior senso della necessaria continuità di sviluppo dello
Stato romano e con molta maggior disinteressata cura di esso, non
intendeva che questa riforma dovesse rivolgersi a distruzione della
costituzione esistente, bensì che dovesse ingranarsi in essa e formarne
un naturale complemento e uno svolgimento spontaneo e logico ; “ homines
non tarai commutandarum quam evertandarum rerum cupidos, egli
giudica i cesariani -- De Off., mentre per lui la costituzione
romana, come esattamente nota lo Zielinski, era “ capace di ogni
progresso in quanto questo conducesse all’accettazione e allo
sviluppo di idee feconde (fordeTnder), non di idee distruttive. La
differenza tra il modo con cui egli concepiva la riforma e il modo con
cui la attuarono Cesare ed Augusto è si può dire scolpito dalle seguenti
sue due proposizioni : “ me nun- quam voluisse plus quemquam posse quam
universam rempublicam (jdd Div.); ego sum, qui nullius vim plus valere
volui, quam honestum otium. Ovvero: la differenza tra la concezione ciceroniana
del princeps e la pratica applicazione fattane da Cesare è resa nel
bell’ emistichio con cui Lucano descrive il modo di operare di quest’ultimo -- gaudens
viam fecisse ruina. Basta riflettere a tutto ciò per scorgere tosto che
non solo la mente di CICERONE era nel suo pieno vigore, ma altresì la sua
comprensione dei tempi (se per questa s’intende, non già furbesca
valutazione personalmente opportunistica delle circostanze, ma avvertimento
delle necessità profonde che ad un dato momento si presentano nella
vita sociale e politica d’un paese) era perfetta. Il sovversivismo di Cesare è provato dal
dolore che per la sua morte manifestarono sopratutto gl’Ebrei (qui
etiam noctibus continuis bustum frequentabant -- Svet, Caes., cioè precisamente
coloro che nel seno nello stato romano, da essi violentemente odiato,
costituivano la catapulta diretta a farlo saltare, e che, sotto la veste
del Cristianesimo, a farlo saltare effettivamente riuscirono. Si può anzi con
sicurezza dire che l’impero romano si deve agl’ebrei, perchè sono i loro
lunghi tetri lamenti intorno al cadavere di GIULIO Cesare che suscitarono
nella plebaglia quella sommossa per e attorno al rogo del dittatore, la quale fa
prender nuova forza al cesarismo. É noto come per la commozione popolare
che lo straziante rito ebreo provoca colle sue lugubri lamentazioni
orientali, se ne ingenerò quel tumulto che dove mutare la faccia
de! mondo, mandando in fumo i diplomatici accordi con Bruto e Cassio, che
dovettero fuggire in Illirio : sicché ne vennero le lunghe guerre civili
e l’Imperio di Augusto (Ottolenghi, Voci
JOriente, Lugano, Mente possente, senso politico sicuro, comprensione dei tempi
piena. Non si può dunque attribuire a deficienze intellettuali il modo con
cui Cicerone valutò Cesare e il movimento da costui capeggiato. Egli
non vide certamente Cesare come la sua figura si è plasmata nella storia,
che corona con eternità d’ apoteosi tutto ciò che ha trovato in
ogni presente la consacrazione del bruto successo di (atto. Lo vide come glielo
presentava la realtà immediata. Lo vide come lo vide Catullo: Pulcre
convenit improbis cinaedis, Mainurrae pathicoque Caesarique. E
questo Caesar era proprio Caio Giulio Cesare e quel Mamurra (da Catullo
soprannominato Mentula) il suo generale del genio. A permettere al quale
di mangiare (il verbo si usava anche
in latino con questo preciso significato) milioni su milioni, il
commovimento politico aveva principalmente servito. Doveva essere una cosa nota
a tutti, se Catullo la mette correntemente in versi: Cinaede Romule,
haec videbis et feres? Es inipudicus et vorax et aleo. Eone
nomine, imperator unice, Fuisti in ultima occidentis insula. Ut ista
vostra diffutata Mentula Ducenties comesset aut trecenties? Cinaede
Romule Romolo debosciato, impudico, vorace e giuocatore. Cosi Catullo vede
Cesare. E press’a poco così lo vede Cicerone. Egli non scorge Cesare,
quale il fanatismo interessato dei seguaci e poi gli storici l’hanno costruito:
gli storici, i quali (in generale) non fanno mai altro se non aggiungere,
per supino servilismo postumo, la loro adulatrice consacrazione al
successo di fatto e di solito non osano mai, per la paura di passar per
singolari sviscerare il clamoroso successo di fatto ottenuto da un grande
nella età in cui visse, mettendone coraggiosamente in luce le vere molle,
spessissimo casuali, o basse, o vili, ma sempre invece per essi è grande
colui che nella sua epoca le circostanze, o la perfidia, o i misfatti
hanno portato in alto. Si vous avez une vue nouvelle, une idée origi nale, si
vous présentez !es hommes et les choses sous un aspect inattendu, vous
surprenez le lecteur. Et le lecteur n’aime pas à ótre surpris. Il ne cherche
jamais dans une histoire que les sottises qu’ il sait dejà. Si vous
essayez de l’instruire, vous ne ferez que l’humilier et le fàcher. Ne
tentez pas de l’éclairer, il criera que vous insultez à ses croyances...
Un historien originai est 1 objet de la défiance, du mépris et du dégoùt
universels. Questo è l’abituale comportarsi degli storici, secondo
la satira, aggiustatissima, che ne schizza A. France, L’ile des
Pingouins. Ci sarebbe solo da aggiungere che spesso il servilismo degli storici
verso i pesonaggi della storia che scrivono serve al loro servilismo
verso i personaggi della storia che vivono. Cicerone vede Cesare muoversi
davanti ai suoi occhi, nella vita vera, non nella luce abbagliante
del mito. Esso gli appare screditato, corrotto, senza senso di
morale nè privata nè pubblica, uomo la cui vita, i cui costumi danno la
certezza che si condurrà male : e sopratutto la danno la gente che
lo circonda. O Dii, qui comitatus ! in qua erat area scelerum! scrive ad
Attico, dopo uno dei suoi abboccamenti con lui. Egli sa che Cesare
aveva cominciato a costruirsi la sua potenza accaparrandosi e tenendo
alle proprie dipendenze i manigoldi audaci e bisognosi. Egli scorge. Nell'
interessantissima antologia di pagine storiche di Chateaubriand, testé
pubblicata dall’editore Tallandier sotto il titolo Scénes et portrails
historiques, si legge. Tout personnage qui doit vivre ne va point aux générations
futures tei qu’ il était en réalité: a quelque distance de lui, son
epopèe commence : on idéalise ce personnage, on le transfigure ; on lui
attribue une puissance, des vices et des vertus qu’ il n’eut jamais ; on
arrange les hasards de sa vie, on les violente, on les coordonne à
un système, Les biographes répètent ces mensonges ; les peintres fixent
sur la toile ces inventions et la posterité adopte le fantóme. Bien fou
qui croit à l’histoire. L’histoire est une pure tromperie. E Montesquieu,
dal canto suo aveva già osservato: “ Les places que la posterité donne
sont sujettes, corame les autres, aux caprices de la fortune. Grandeur
et décadence des Romains. Habebat hoc omnino Caesar : quem piane per-
ditum aere alieno egentemque, si eumdem nequam hominem audacemque cognorat,
hunc in familiaritatem libentissime recipiebat (Fi/.radunata attorno a Cesare
tutta la gente equivoca e sospetta, violenta e disperata, tutte le anime
dannate, vexu (<x (Ad Att.), omnes damnatos, omnes ignominia affectos,
omnes damnatione ignominiaque dignos, omnem fere inventutem, omnem illam
urbanam et perditam plebem (Ad Att.), tutti i giovani circa i quali pensava che
maximas republicas ab adolescentibus labefactas,, (De Seti.), tutti
coloro ch’egli chiamava perdita iuventus (Ad Att.) e poc’anzi barbatuli
iuvenes, grex Catilinae), feccia di Romolo, i precursori di quella
che poi Giovenale denominerà turba Remi. Cosicché, egli scrive ad Attico,
intorno a Cesare è raggruppato tutto il canagliume della penisola,
cave autem putes quemquam hominem in Italia turpem esse, qui hinc absit;
osservazione identica a quella che è costretto a fare il cesariano
Sallustio: occupandae reipublicae in spem adducti homines, quibus omnia
probo ac luxuria polluta erant, concorrere in castra tua (De Rep. Ord.).
Come Catullo, Cicerone vede con disgusto i cesariani ormai dominatori
darsi al lusso ed al fasto, giuochi, cene, delizie, mentre Balbo
(altro comandante del genio di Cesare e sua longa manus in Roma) si
costruisce dei palazzi, “quae coenae? quae deliciae?... at Balbus
aedificat (Ad Att), e Antonio scorrazza l’Italia confi) Val la pena di
riportare tutto il passo perchè esso ducendosi dietro in una lettiga
aperta la sua amante in un’altra sua moglie, “ septem praeterea
coniun- ctae lecticae amicarum sunt an amicorum? l^/JJ Att.). Tutto
ciò desta in Cicerone una nausea invincibile: “ nosti enim non modo
stomachi mei, sed etiam oculorum, in hominum insocontiene un’osservazione di
indole psicologica e morale eternamente vera e colta da Cicerone dalla
vita stessa che lo circonda. At Balbus aedificat ; tl yàp ÒTfij
péÀst; Verum si quaeris, homini non recta sed vuluptaria quaerenti nonne
[kfifwTai ? Cioè: “ Balbo pensa a
costruirsi palazzi. Che importa a lui di tutto ciò ? E in verità, se a un
uomo non sta a cuore la dignità e la coscienza, ma solo il suo interesse, fa
bene a far così : può dire ho vissuto La ributtante figura
d’Antonio risalta scolpita non solo nelle lettere di Cicerone, ma, più ancora
nelle Filippiche (v. specialmente FU. He.). Pagine che stanno a
dimostrare una volta di più come, in una situazione politica tirannica ed
eslege, anche persone notoriamente turpi possano salire ai più alti
gradi, perchè il controllo dell opinione pubblica e la possibilità di
censure sono soppresse dalla forza e la gente costretta al silenzio. Non
ostante, in un primo tempo Cicerone, usando l’avveduta prudenza dell’uomo
politico, aveva cercato di persuadere quasi amichevolmente Antonio a
rimanere nell'orbita della legge. Ciò con la Fil. I, di cui è il caso di
citare le seguenti righe. Sin consuetudinem meam, quam in republicam semper
habui, tenuero, id est, si libere, quae sentiam, de republica dixero; primum
deprecor ne irascatur, deinde, si haec non impetro, peto ut sic
irascatur, ut civi lentium indignitate, fastidium (Ad Div.). Quanto a Cesare,
egli è per Cicerone hominem amentem et miserum che non ha mai
conosciuta neppur l’ombra dell'onestà, che considera la tirannide come il
maggior dono degli Dei, (Ad Alt.), capace di ogni scelleraggine, omnia taeterrime facturum, uomo del
quale vita, mores, ante facta, ratio suscepti negotii, sodi fanno ritenere
che non potrà comportarsi se non perdite. La sua condotta sarà anche
resa peggiore di quel che per l’indole di lui sarebbe, dal fatto che il
vincitore nella guerra civile deve pur contro sua volontà operare
ad arbitrio di coloro che l’hanno aiutato a vincere. Omnia, scrive a
Marcello, sunt misera in bellis civilibus ; sed miserius nihil, quam ipsa
victoria : quae etiamsi ad meliores venit, tamen eos fero- [La
stessa ripulsione, e per la stessa ragione, Filippo destava in Demostene. È
circondato (egli dice) da ladri, da adulatori, da gente che si abbandona
a immoralità che non oso neanche ripetere. E Demostene si illudeva che anche
perciò Filippo sarebbe caduto. Geloso e ambizioso com' è (egli dice) allontana
gl’uomini di valore, che gli danno ombra ; gli uomini assennati e morigerati,
che sono rivoltati dalle sue immoralità (àxpaafav xoO pioti -/.al xal xopSaxia|jioOs)
sono da lui cacciati e ridotti a nulla, TrapEwaHa'. xal sv Ò'jSevò;
s!va'. |ispei. Ma pur troppo i fatti hanno sempre provato che è vana
speranza contare che queste ragioni facciano cadere un uomo dal potere.
L’esigenza morale non trova sanzione nella storia e nella
politica. ciores impotentioresque (più sfrenati) reddit; ut etiamsi
natura tales non sint, necessitate esse cogantur ; multa enim victori eorum
arbitrio per quos vicit, etiam invito, facienda sunt (Ad Div.). E su
questo stesso pensiero insiste anche con Cor- nificio (Ad Div. ). Bellorum
enim civilium hi semper exitus sunt, ut non ea soium fiant, quae velit
victor, sed etiam, ut iis mos gerendus sit, quibus adiutoribus sit parta
victoria La situazione scaturita dalla vittoria di Cesare appare a
Cicerone un mostruoso sfacelo dell’eticità pubblica. Tutto allora in Roma
precipita a rovina, religione, costumi, esercito, cittadinanza, popolo,
senato, magistrati, privati; e in quel rovescio d’ogni cosa umana e
divina, poneva i fondamenti sanguinari la tirannia degli imperatori
Cicerone vede come non appena Cesare, annientati i suoi avversari, e
rimasto solo sulla scena politica, ha messo violentemente le mani sullo
Stato, e in Il modo genuinamente italiano di considerare Cesare è
quello che un veramente grande italiano, Carducci, ci presenta nei due
sonetti II Cesarismo, che cominciano con le parole, estremamente
significanti e pregnanti, Giove ha Cesare in cura. Ei dal delitto
Svolge il diritto, e dal misfatto il fatto. Entrambi i sonetti
mentano di essere attentemente letti, con la nota al v. 14 del secondo,
che li accompagna. Barzellotti, Delle Dottrine Filosofiche di CICERONE.
seguito a ciò “ omnia delata ad unum sunt (jdd Div.) al punto che Cesare
redige in casa sua, a suo libito, quelli che devono apparire come
senatusconsulta (Ad Div.), si formi un’atmosfera di falsità, di servilismo, di
adulazione universale, tanto da parte di privati quanto di enti pubblici,
cosicché non si distingue più il sentimento sincero dalla simulazione, “
signa perturbantur, quibus voluntas a simulatione distingui posset
(Ad Att.); quell’adulazione e quel servilismo, che, diventati poi a poco
a poco oramai di rito, Lucano, più tardi sotto NERONE, stigmatizza con
magnifici versi, facendone risalire 1' inizio appunto al dominio di
Cesare. Cette abjection de la patrie releva I’ àme de Cicéron par
l’indignation et par la honte. La victoire de Cesar, au lieu de l’en
rapprocher, l’en éloigna. Le succès, qui est la raison du vulgaire, est
le scandale des grandes àmes (Lamartine, Cicéron, Calmati-Levy). E’ un saggio,
poco conosciuto, in cui Lamartine, in forma simpaticamente piana e scevra
da ogni erudizione, presenta, nella sua nobile luce, e con accenti assai
elevati, la figura di Cicerone. Ne vogliamo, a conferma di precedenti
osservazioni, estrarre ancora due passi. Les ambitieux, les factieux, les
séditieux, les corrupteurs et les corrompus, la jeunesse, la populace et la
soldatesque, les barbares mèmes enrólés dans les Gaules, étaient
avec Cesar. Coriolan n’avait rien
fait de plus monstrueux et cependant l’histoire a flétri Coriolan et
a déifié Cesar. Voilà la justice des hommes irréfléchis, qui
prennent le succès pour juge de la moralité des événements. Namque omnes voces,
per quas iam tempore tanto Mentimur dominis, haec primum repperit
aetas. Qua, sibi ne ferri ius ullum, Caesar, abesset, Ausonias
voluit gladiis miscere secures, Addidit et fasces aquilis et nomen
inane Imperii rapiens signavit tempore digna Maestà
nota. Cicerone vede come, appena risultò che Cesare era saldamente
stabilito al potere, non solo i sovversivi ma anche gl’ottimati le vecchie
figure Si avverte che la parola
imperium qui non significa il nostro impero ma officio pubblico legale
Lucano vuol dire che Cesare copri l’usurpazione, assumendo falsamente il
semplice nome d’un officio pubblico legale. Come è noto, è sopratutto col
nome di potestà tribunicia che ( usurpazione si effettuò. Nel libro,
ricco di dottrina e di acume, di G. Niccolint, Il Tribunato della Plebe
(Hoepli) si mostra che 1’ impero si costitui deformando e nell’ istesso
tempo assorbendo la potestà tribunicia.
L'impero non era, in ultima analisi, che il trionfo della
democrazia [più esatto sarebbe dire: demagogia], e se chi aveva fondato
il suo potere sul partito democratico, non poteva abolire la pericolosa
magistratura, non gli restava che appropiarsela nella sua sostanza,
se non nella forma esteriore... Cosi la temuta magistratura, nata
per difendere la libertà del popolo, che conteneva perciò elementi di
sovranità atti a svilupparsi in tirannide costituiva ora l’essenza del potere
civile del monarca. 11 contegno adulatorio e vilmente opportunistico comincia
con gli uomini il cui prototipo è Attico. C’est assurément ce qui nous
répugne le plus dans sa vie ; il a mis un empressement fàcheux à
s’accomoder au regime nouveau (Boissier, Cicéron et ses
amis). politiche, abili a restar sempre a galla,huic se dent, se
daturi sint sia pure perchè terrorizzati, sebbene essi ora dicano che lo
erano quando ossequiavano Pompeo (Ad Alt); come essi se venditant a lui,
mentre i'municipi fanno di lm vero Deum, e il grosso del pubblico
sta inerte, passivo, indifferente, non pensa che alla propria tranquillità
(otium), non rifiuta, come non ha mai rifiutato, nemmeno la
tirannide dummodo otiosi essent, non si occupa che dei campi, delle
ville, dei quattrini, nihil prorsus aliud curant nisi agros, nisi
villulas, msi nummolos suos; atonia che si aggravo ancora più tardi
quando diventa po tenie Antonio : “ mihi stomachi et molestiae est
populum romanum manus suas non in defendenda YA/I own, plaudendo
consumere (Ad Att. AV| . lU- Ma questa prosternazione e adula- [Anche
qui si riscontra un parallelo nella potente e \ ibrante invettiva di
Demostene per l’inerzia dei Greci del suo tempo. Non e senza ragione
(egli dice) che i Greci una volta avevano a cuore la libertà e ora
invece hanno a cuore la servitù. Gli è che allora (prosegue) vi
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libertà fu bevuta alla zione universale, questo continuo panegirismo
ormai diventato di prammatica, non è, per Cicerone, se non un’universale
falsificazione di coscienza, quella stessa per cui più tardi egli
osservava che i cittadini gementi sotto l’oppressione avevano dato
a Cesare colpevole dell’ orrendo parricidio della patria il titolo di
parens patriae: potest cuiquam esse utile faedissimum et taeterrimum
parricidium patriae, quamvis ìs, qui se eo abstnnxerit, ab oppressi
civibus parens nominaretur?,, {De Ojf.) Questa situazione che fa fremere
d’orrore Cicerone, nella quale egli trova che non c e salute di
Filippo e di Alessandro. E, data questa vostra viltà e servilità, (dice
altrove) è mutile che speriate nella malattia o nella morte di Filippo :
anche se muore, vi creerete tosto voi stessi un altro Filippo,
"ay^Éu; upet; gxepov OIXiotvov Tìsir/ae-re (Fil.). In questo
stesso luogo, volendo Cicerone dimostrare che l'utile e il giusto non
possono distinguersi, scrive fra l'altro : Hanc cupiditatem [quella di Cesare di
voler dominare tirannicamente la patria] si honestam quis esse dicit,
amens est ; probat enim legum et libertatem mteritum, earumque
oppressionem taetram et detestabilem glonosam putat ». Come, aggiunge,
può essere ciò utile all usurpatore? Anche i re legittimi hanno avversari.
Quanto plures ei regi putas, qui exercitu popuh romani populum
ipsum romanum oppressisset? Ricco com’era d’un pathos etico affine a
quello di Kant, si intuisce chiaramente dalle sue lettere e dai
suoi scritti che egli sentiva profondamente, come il filosofo
tedesco, che il “ dovere relativo alla dignità dell umanità in noi, e che
è per conseguenza un dovere verso noi piu posto“ non modo pudori,
probitati, virtuti, rec- tis studiis, bonis artibus, sed omnino Iibertati
ac Dh ), gli appare sopraia!, basata sulla menzogna e sul
falso, perchè sotto l’adesione, l’adulazione, l’apoteosi che l’atmosfera
ufficiale orma, impone, circola larghissimamente quel malcontento e
quell’esecrazione generale verso ì distruttori dello Stato legale, che
egli constatava già precedentemente quando essi avevano iniziata
tale loro opera di demolizione (“ sumiTITJm odium omnium hominum in eos
qui tenent omnia ; mutationis tamen spes nulla Ad Alt.). Questa esecrazione
generale, sotto le parvenze dell’ossequio più profondo, s’è ora concentrata in
Cesare, il quale, dopo poco tempo di dominio, ormai in realta
persino “ egenti ac perditae multiludini in odium acerbissimum venerit.
Invero, Cesare stesso sapeva d’essere odiato e di dover esserlo,
sopratutto per la posizione di superiorità e distanza, così urtante al
senso cittadinesco romano, che egli aveva finito per prendere : dopo la
sua uccisione, Mazio racconta a Cicerone che stess., può
esprimersi in modo più o meno chiaro nei seguent, precetti: non siate
schiavi degli uomini: non permettete che, vostri diritti siano
impunemente calpestati (Dottr. della Virtù).
Che è, del resto, il precetto evangelico : \ii) r £veafre SotW.c-
àv&pdmwv (1, SU V1 ’ 2 ' 3 1 t V Xeu ^ e P t( É Xptaxòs
UylCWXw!]) 4Xlv tu r»
G. Reati . Vita parallele di due filosofi avendo dovuto una
volta Cesare far fare anticamera a quest ultimo, aveva detto : se un uomo
come Cicerone deve attendere per essere introdotto da me e non può a
piacer suo parlarmi, “ ego dubitem quin summo in odio sim ? (Ad Att. XIV, 1 e 2) A proposito
dell’uccisione di Cesare. Vi sono molti i quali pensano che perchè Bruto
era stato perdonato da Cesare e poi anzi beneficato, egli dirigendo il tradimento e l’uccisione del suo
benefattore, abbia dato perfido esempio di cuore ingrato e irreverente (Corradi).
Questa opinione è la tipica prova della completa mancanza d’ogni senso di
ciò che è diritto. Proprio il fatto che Cesare gli aveva perdonato »,
doveva essere per Bruto una giusta ed onesta ragione di più per
abbonirlo. Bruto aveva preso le armi contro Cesare in difesa dello
Stato legale : dunque conforme al diritto. Decidere sul suo caso,
condannarlo od assolverlo, spettava alle autorità legali (Senato), non a
un individuo. Il solo fatto che non già le leggi o le autorità legalmente
costituite, ma l’individuo Cesare, potesse a suo beneplacito interrompere
o far proseguire i processi, ordinare condanne o assoluzione,
assolvere Bruto, perdonare a Bruto (quasiché condannare od assolvere, e,
peggio, perdonare, supposto si
trattasse di delitto, fosse di competenza d’un individuo, e
quasiché questo stesso fatto non comprova lo sfasciamento dello
stato legale compiuto da Cesare) era una ragione di più per avversare e
condannare legittimamente l’uomo e il sistema, e per ricorrere ad ogni
mezzo onde liberarsene. Che, per citare un altro fatto, onde far
ritornane Marcello dall esilio ì senatori abbiano dovuto pregare un
individuo, gettarsi ai piedi d’un individuo, dell' individuo Cesare,
è un fatto che doveva legittimamente suonar condanna per Era,
insomma, la situazione che un filologo italiano contemporaneo descriveva di
recente crn tutta esattezza così: La crescente potenza di Cesare,
il quale, dopo la funesta giornata di Farsalo, erigendosi a signore assoluto, e
sopprimendo la libertà della vita politica di Roma, ha, per primo,
inaugurato la lunga e mostruosa serie degli questo individuo, che si
sovrapponeva in tal guisa alle leggi : condanna, anche quando perdonava, perchè precisamente così
dimostrava che dipendeva, non più dalle leggi assolvere o condannare, ma
da lui perdonare o no. Piena ragione ha Seneca quando in un capitoletto
pieno di considerazioni interessanti circa l’atto di Bruto, dice
che egli non aveva ragione di gratitudine verso Cesare, perchè
questi non aveva acquistato il diritto di fare il bene se non violando il
diritto e perchè chi non uccide non arreca un beneficio, ma si astiene da
un maleficio: in ius dandi beneficii iniuria venerai; non enim servavit
is, qui non interficit, nec, beneficiun dedit, sed missionem. De Benef..
Del pari piena ragione ha Cicerone, il quale, ad Antonio, che gli
rinfacciava come un benefizio usatogli di non averlo ucciso al suo sbarco
a Brindisi, rispondeva : questo è lo stesso beneficio di cui potrebbe
vantarsi un assassino per non aver ucciso taluno. Quod est aliud
beneficium latronum, nisi ut commemorare possint iis se dedisse vitam,
quibus non ademerint? (Fil.). E si
noti ancora che Seneca e Lucano, vivendo entrambi alla corte di Nerone,
il quale, pure, era della casa Giulia, poterono il primo dare a Bruto la
massima delle lodi facendo dire da Marcello a sè stesso: “ tu vive
Bruto miratore contentus (Ad Helviam), il secondo dipingere nel suo
poema con smaglianti colori di grandezza morale “ magnanimi pectora Bruti
mperatori romani ; la viltà degli adulatori, che disertavano il partito
dei vinti per quello più vantaggioso dei vincitori ; le mene degli
ambiziosi, che, r er trar partito dalle circostanze ad accumular potenza
e ricchezze, pullulavano su su dal fondo di quella corrotta società, come
marcida fungaia dal fondo d’un’ acqua stagnante; le crudeltà dei
prepotenti, che volevano, anche a mezzo di violenze e di sangue, aprirsi
un varco nella folla dei concorrenti a quella specie d’albero della
cuccagna ch’erano le usurpazioni dei poteri dello Stato con le loro mille
seduzioni e promesse di dominio e di saccheggio dei beni pubblici e
privati ; il vivo cordoglio e l’abbandono sconsolato in cui vivevano,
nell’esilio volontario o non volontario, le anime dei virtuosi e degli onesti,
fautori del partito repubblicano. Tutto insomma contribuiva a
mostrare l’immagine dell’irreparabile catastrofe. Anziché assopirsi, cresce a
dismisura nelle classi non mai dome nel loro caratteristico orgoglio,
il malcontento per il nuovo regime... La miseria intanto cresce
spaventosamente in Roma e nella provincia ; lo spettro della fame
s’aggira nelle campagne desolate e incolte dell’ Italia; le classi
medie e il popolino sono ridotti alla miseria ed alla disperazione. Torme
di miserabili si vedono per ogni dove languire d’ozio e di fame U.
Moricca, Introd. a Cicer. De Finibus, Torino, Chiantore Ora, tanto appare
a Cicerone falsa e menzognera la situazione che egli è certo che non può
durare. La maschera di clemenza di Cesare e le sue bugie circa la
restaurazione finanziaria (divitiarum in aerario) sono cadute; è impossibile
che egli e i suoi, non d’altro capaci che di scialacquare, riescano ad
amministrare soddisfacentemente le provincie e lo stato; cadranno da sè, per
gli errori propri, per se, etiam languentibus nobis aut per
adversarios aut ipse per se, qui quidem sibi est adversarius unus
acerrimus. Questa tirannide non può reggere sei mesi, iam intelliges id
regnimi vix semenstre esse posse Probabilmente, ciò di cui Cicerone avrebbe
sopratutto incolpati i cesariani è che essi cadevano in quell’errore che il
Romagnosi descrive così. La temerità e l’intolleranza sono i vizi che
sogliono guastare questo procedimento [inventivo dell’ incivilimento). Si pecca
di temerità allorché si tentano innovazioni o rifiutate dalla natura o
non preparate sia nei fondamenti, sia dal tempo. Si pecca d’intolleranza
allorché si vuole seminare e raccogliere ad un sol tratto, e però si passa ad
infierire contro attriti che da se stessi vanno cessando in forza della riforma
fondamentale già praticata. Siate severi nel mantenere la giustizia, e nel
rimanente lasciate operare il tempo sul fondo ben disposto. 1 vostri
stimoli artificiali, le vostre correzioni minute, invece di giovare
nuociono, invece di affrettare ritardano; e se per caso avrete un
frutto precoce, ne avrete mille falliti (Dell’ Indole e dei Fattori dell’
Incivilimento, Avvertimento finale). Auree parole d’uno dei nostri massimi
pensatori politici, che andrebbero anche oggi meditate e tenute presenti.
Alle Tale previsione di Cicerone andò incontro ad nna smentita
colossale. Quella divinatio dell’andamento degli eventi che egli, ricavatala
dallo studio e dalla pratica, aveva la coscienza di possedere, qui gli
fallì del tutto. E' vero che Cesare quali vanno accostate, sempre ad
illustrazione del sentimento politico, che, in quelle perturbate circostanze,
si sprigionava vivo in Cicerone, le seguenti: “ guai a quel popolo,
nel quale, spento il punto d’onore, non prevalgono che poteri individuali! (/,/. di Ciò. FU Giurispr. T e °
r \. P \ 1,1 C - 1V ): nonché la sua affermazione dei diritti dell uomo,
da lui chiamati originaria padronanza naturale di ogni individuo. Quelli che
vennero appellati diritti dell'uomo formano appunto il complesso di
questa originaria padronanza. L’indipendenza, la libertà 1 eguale
inviolabilità e il diritto di difesa e di farsi render ragione, sono
tutte condizioni di questa originaria padronanza (Lett. a G. Valeri, Cu, quidem divinationi
hoc plus confidimus, quod ea nos mhil in his tam obscuris rebus tamque
perturbatis umquam omnmo fefellit. Dicerem, quae ante futura
dixissem, ni vererer ne ex eventis fìngere viderer (Ad Dio. VI, o).
Exitus, quem ego tam video animo, quam ea quae ocuiis cemimus (Ad Dio.). Tamquam
ex aliqua specula prospexi tempestatem futuram. Questa sicura
previsione degli eventi, questo sicuro presentimento, Cicerone lo
possedeva in effetto. Anche nella circostanza suaccennata egli prevedeva
giusto, preveveva cioè quello che tutto faceva ritenere dover accadere.
Se i fatti si svolsero in senso del tutto opposto alla sua previsione, si
può, in un certo senso, dire che ebbero torto i fatti, non
Cicerone; cioè che la realtà è irrazionale e casuale, e che mai vi
tu un periodo di storia che sia stato come quello irrazionale e
casuale. fu ucciso poco dopo e
probabilmente lo fu quando e perchè divenne chiara a tutti I’
impossibilità in cui egli era di dominare la situazione, di riordinare
cioè seriamente lo Stato e di soddisfare insieme le brame dei suoi seguaci,
cosicché Mazio uno dei pochi
cesariani onesti, che, come risulta da una sua nobilissima lettera (Ad
T)iv., non aveva sfruttato Cesare vivo, e che gli rimase fedele anche
morto, e anche durante quel momento in cui, subito dopo l’uccisione
del dittatore, il cesarismo sembrava crollato e i cesariani in pericolo —
dice, deplorandone la morte: che catastrofe ! non c’è più rimedio ;
se lui, con l’ingegno che aveva, non trovava la via d’uscita, (exitum non
reperiebat), chi la troverà ora? (Ad Att.). Ma dopo la morte di
Cesare, come appunto prevedeva Mazio le cose finirono per peggiorare
rapidamente. Anche Cicerone è costretto a constatarlo. Il tiranno perì, egli
dice, ma vive la tirannia (Ad Att.) Va però tenuta presente anche la
profondissima osservazione di Montesquieu. Il étoit bien difficile
que GIULIO CESARE pùt défendre sa vie; la plupart des conjurés
étoient de son parti ou avaient été par lui comblés de bienfaits :
et la raison en est bien naturelle. Ils avoient trouvé de grands
avantages dans sa victoire : mais plus leur fortune devenoit meilleure,
plus ils commen 9 oient à avoir part au malheur commun : car, à un homme
qui n’ a rien, il importe peu à certains égards en quel gouvernement
il vive -- Grandeur et décadence d siamo liberali dal re dai regno (yìj
Di,. /aj' fi marzo non consolano più come pnma (Ad Att.): stolta L
iZZ Martmrum consolano, animis usi sumus virilibus cooubs puenbbus
; excisa est arbor, non avulsa ^ i, fi ; e st . a ‘° Iasc,al ° vi
vo in Antonio l’erede del regno; si poteva con piu libertà
parlare contra illas nefarias partes xiv r vivo che non
uccitó lnfine crebbe meglio che Cesare vivesse ancora “
nonnumquam Caesar desideran- dus, Infatti, la situazione era diventata
quale la descrive ad Attico così. Sed vides magistrati ; si quidem illi
magistratus'; vides tyranni satellites m impems; vides eiusdem exercniis;
vides in latere veteranos In conseguenza il sistema di governo che
Cicerone prevedeva non poter durare un semestre, durò invece,
continuamente aggravandosi o peggiorando per quattordici secoli, cioè per
quanto visse l’impero bizantino. Ma la fallacia di questa
previste la torio all. mente di Cicerone. E' la fallacia
propria delle menti profondamente razionali, che hanno una fede
inconcussa nella ragione; e la mente di Cicerone era appunto secondo la felice
dennizione che ne dà Io Zielinski, un
Aufkà- rungsvers tand. A codeste menti è impossibile O. c.
.ammettere che la mostruosità, l’irrazionalità, l’assurdo vengano a tradursi
permanentemente nel fatto, si facciano solida e stabile realtà. Ciò è
assurdo, quindi è impossibile; questo è per siffatte menti un
canone assolutamente insopprimibile, sradicando il quale essa
sentirebbero di strappar le proprie medesime radici. A cagione della
stessa forza della loro compagine razionale, è ad esse impossibile
riconoscere che il fatto che una cosa sia assurda non impedisce
menomamente che essa divenga realtà e che anzi quasi sempre nella storia
umana avviene che ciò che all’ inizio la mente scorgeva come cosa
assurda, pazzesca, implacabilmente ciò non ostante si realizza. Come buon
platonico Cicerone non poteva a meno di essere fermamente convinto che
oòx eattv Sit àv xij |a£r;ov xoótotj xaxòv TTaìfoi y) Xóyou? (juar^aag
(Fed..). Nel logos egli aveva indefettibile fede. Egli scorgeva
dietro a sè, fin dove 1 occhio della memoria poteva giungere, soltanto
governo di popolo. Questo era per lui una conquista permanente» della
civiltà, la civiltà stessa, la civiltà che non può perire. Con tale forma
di governo il suo spirito si era immedesimato ; essa faceva parte essenziale
della sua coscienza d uomo, forma il cardine su cui poggiava tutta la sua
vita spirituale Pensare che tale Che tale stato d'animo fosse non
solo ciceroniano ma romano, emerge anche da ciò che l’indignazione per la
caduta di quella forma di governo si formi potesse crollare e
permanentemente scomparire, era come pensare che potesse precipitare
tutto ciò che si è sempre visto stabile, la terra, il sistema solare, ciò
che è l’incarnazione di un’eterna legge della natura. Sempre gli uomini
quan- o si sono trovati in una fase di cangiamento analoga a quella
in cui si trova Cicerone_e tanto più quanto più la loro mente era
fortemente razionale hanno emesso la medesima errata previsione di lui ;
ciò è assurdo, quindi impossibile, quindi non può durare. prolunga sino
in S. Ambrogio, in cui, da signore romano d antica razza quale era, la
romanità viveva ancora, Hic erat pulchemmus rerum status, nec
insolescebat quisquam perpetua potestate, nec diuturno servitio
frangebatur. Nemo audebat alium servitio premere, cuius sibi successuri
in honorem mutua forent subeunda fastidia; nemini labor gravis quem
dignitas ecutura relevaret. Sed postquam do- mmandi libido vindicare
coepit indebitas et ineptas nolle deponere potestates... continua et
diuturna potentia gignit msolentiam. Quem invenias Hominem qui sponte
deponat impenum et ducatus sui cedat insigne, fiatqe volens numero
postremus ex primo? {Hexameron). osa et nota : lo stesso errore, la
stessa illusione— nobilissimo errore ! troviamo, come già si
e rilevato, in Demostene, il dramma della cui vita fa esattamente
riscontro a quello di Cicerone. Anche Demo- j. en e . p - e - ne,,a seconda Olintiaca prevedeva
che la potenza di rilippo era alla fine ; npÒQ a ùvfjv tfy.ec ~riv
teXsut^v t payiiax aòttji (§ 5). E questa previsione era per lui
principalmente fondata appunto sul fatto che una potenza costrutta sulla
malvagità non può durare. Oò yàp gcmv, Il dramma, terribile dramma, della
vita di Cicerone, è appunto questo. II dramma dell’uomo oìjy.
laxiv, u> àvopEg ’Avrjvatoi, àSixoùvta -/.al èruop- xoOvxa xa:
^£'joÓ|ìsvov Sóvajuv j3ej3aiav XTiqaaad’at... xwv jrpà^ewv xàg àp%à<;
xxl xàg ÒTtofliaeig àX^S-sT; xa’. òtxaiag Etvai /tpcaTjxei. E nemmeno
dieci anni dopo Filippo trionfava definitivamente a Cheronea. Ad
ogni momento troviamo questi pensieri nelle orazioni di Demostene, che
perciò sono cosi istruttive circa le illusioni in cui il razionalismo » induce gli uomini. Ma
neppure la battaglia di Cheronea guarì Demostene dal1 illusione. Plutarco narra
che quando Filippo fu assassinato, Demostene comparve nell’assemblea,
raggiante, tpatSpòg, splendidamente vestito, incoronato: con la morte
dell’uomo, secondo lui, la costruzione improvvisata ed effimera
doveva certo crollare. E quando Alessandro si fece avanti a sorreggerla
Demostene rideva di quel ragazzo imbecille, ndsioa xai |ia T txT)V
(Plot., Dem.). Ma la costruzione fondata sulla perfidia, e che perciò,
secondo Demostene, non poteva reggersi, sboccò invece nel trionfo
addirittura fantastico ottenuto appunto da Alessandro. Gli uomini
non possono rassegnarsi a credere che una politica malvaga possa
ottenere un successo duraturo, che il male trionfi permanentemente. Pur
troppo, invece, è questa una pia illusione; e le cose vanno precisamente
cosi. E gli astrattisti, 1 razionalisti, gli spiritualisti, non
sanno ricavare dal male che sotto ì loro occhi permanente trionfa,
neppure quell unico bene che vi si potrebbe ricavare: quello cioè
di essere definitivamente istrutti dell andamento assolutamente arazionale,
alogo, ateo, del mondo e della vita. Chiusi nel loro mondo dei meri
concetti, è a quelli e alle deduzioni da quelli che continuano a credere,
anziché aprire gli occhi ai fatti. < Sapiunt alieno ex ore
petuntque res ex auditis potius quam sensibus ipsis » (Lucr.). che
con disperazione vede rovinare intorno a sè senza possibilità di salvezza
il mondo civile di cui la sua più intima vita stessa era intessuta,
il mondo razionale e trionfare ineluttabilmente, in causa impia,
victoria etiam foedior ( De Off.),
l’ingiustizia ed il male, una forma di mondo umano “ impensabile assurda,
il dramma della coscienza eticamente desta che vede con orrore ciò che
essa giudica aberrazione morale e iniquità acquistare ufficialmente il
carattere di nobiltà, grandezza, elevazione, e avviarsi a restare
definitivamente sotto questo aspetto nella storia. Quando si fa a poco a
poco chiaro nella mente di Cicerone 1 ineluttabilità dell’evento, quando
egli è ormai costretto a vedere che non c’è più speranza, a domandarsi: quae
potest spes esse in ea republica, in qua hominis impotentissimi
(violento) atque intemperantissimi armis oppressa sunt omnia? (Ad Div.); quando deve constatare che tot
tantìsque rebus urgemur, nullam ut allevationem quisquam non stultissimus
sperare debeat (Ad Div.), il suo
strazio non ha confini- Ciò che già precedentemente, quando tale
condizione di cose si delineava, egli cominciava a sentire, civem
mehercule non puto esse qui temporibus his ridere possit (Ad. Div.), diventa ora il suo stato
d’animo permanente. La vita non ha più sorriso : “ hilaritas illa
nostra erepla mihi omnis est. Il suo grido è quello del coro degli
Spiriti nel Fausi. Du hast zerstòrt Die schòne Welt Mit
màchtiger Faust; Sie stiirzt, sie zerfàllt! Ein Halbgott hat sie
zerschlagen! Wir tragen Die Triimmern ins Nichts
hinuber Und kiagen Uber die verlorne Schòne. Questo
dramma strappa a Cicerone espressioni di dolore profondamente
dilacerante. E la sua corrispondenza è forse la lettura più viva che
l’antichità e probabilmente la letteratura d’ogni tempo ci offra, appunto
perchè, come in nessun altro scritto, vi si scorge con l’immediata evidenza
della vita vissuta e quasi vedessimo la cosa svolgersi giorno per
giorno sotto i nostri occhi, come sotto quel dramma sanguini il cuore
d’un uomo. Certo anche la terribilità della sua rovina personale affligge
gravemente Cicerone. Natus enim ad agendum semper aliquid dignum
viro, nunc non modo agendi rationem nullam habeo, sed ne cogitandi quidem
(Ad Div.) ; ed egli ha ragione di deplorare di essere stato
travolto proprio nel momento in cui avrebbe potuto e dovuto,
cogliendo il frutto dell’opera della sua vita, toccare l’apice
della sua carriera. Omnis me et industriae meae fructus et fortunae
perdidisse Casu nescio quo in ea tempora aetas nostra incidit, ut
cum maxime florere nos oporteret, tum vivere edam puderet. Certo anche la
rovina che incombe sulla sua famiglia e specialmente sulla sua figlia lo
tortura.Quibus in miseriis una est prò omnibus quod istam miseram
patre, patrimonio, fortuna omni spoliatam relinquam (Ad Att.). Ma
ciò che forma il crepacuore di Cicerone non è la sua situazione
personale, bensì il baratro in cui è precipitato lo Stato. Sed tamen ipsa
republica nihil mihi est carius (Ad Dio.). “ Ego enim is sum, qui
nihil umquam mea potius, quam meorum ci- vium causa fecerim. Ma ora ?
Ego vero, qui, si loquor de re publica, quod oportet, insanus, si,
quod opus est, servus existimor, si taceo, oppressus et captus, quo
dolore esse debeo ? (Ad Att.). Due sono sopratutto le note in cui
erompe l’espressione di questo suo strazio. In primo luogo,
andarsene, andarsene dovunque, pur di non veder più simili cose: “
evolare cupio et aliquo pervenire ubi nec ‘Pelopidarum nomea nec facta
audiam egli ripete con un tragico antico Ad Att.; “ ac mihi
quidem iam pridem venit in mentem bellum esso aliquo exire, ut ea
quae agebantur hic, quaeque dicebantur, nec viderem nec audirem (Ad ‘Dio.); “
longius etiam cogitabam ab urbe discedere, cuius iam etiam nomen invitus
audio. Tu mi sembravi pazzo (scrive a Curio) quando abbandonasti Roma per
la Grecia, ora veggo che sei “ non solum sapiens, qui hinc absis, sed
etiam beatus : quamquam quis, qui aliquid sapiat, nunc esse beatus
potest ? (Ad Db.). E’ il desiderio che si fa strada persino nei suoi
trattati, p. e. nelle Tusculane, dove parlando di Damarato. Io giustifica cosi
: “ num stulte anteposuit exilii libertatem domesticae servituti? O, se
andarsene non si può, almeno ritirarsi in solitudine. Nunc fugientes
conspectum scelerato- rum, quibus omnia redundant, abdimus nos, quamum
licet, et saepe soli sumus (De Off.). In secondo luogo, morire. Perire satius est, quam hos videre (Jd Db.)
Mortem] quam etiam beati contemnere debebamus, propterea quod nullum
sensum esset habitura, nunc [Che cosa pensi intimamente Cicerone della
vita futura, risulta, non già dal quadro, avente scopi puramente
estrinseci, che traccia nel Somnium Scipionis. ma dalla sua
corrispondenza Oltre il passo sopra ricordato, e due altri, (Ad Dw.)
ricordati più innanzi, basterà citare: Fraesertim cum impendeat, in quo
non modo or,*. v erum finis etiam doloris futurus sit. E anche in altre
opere di Cicerone questo suo vero pensiero si manifesta. Cosi nelle
Tusculane. Mors. aeternum nihil sentienti receptaculum. Cosi in Pro
Marcello Quod (la fine) cum venit, omnis voluptas preterita prò mhilo
est, quia postea nulla est futura» Cosi in Pro Cluentio: quid ei
tamdem almd mors eripuit, praeter sensum doloris ? sic affecti, non modo
contemnere debeamus, sed etiam optare. La filosofia sembra <
exprobrare quod in ea vita maneam, in qua nihil insit, nisi propagatio
miserrimi temporis ; non si sa <si aut hoc lucrum est aut haec vita,
superstitem reipublicae vivere ; nam
mori millies praestitit quam haec pati (Ad. AH.) ; eis conficior curis, ut ipsum quod maneam
in vita, peccare me existimem (Ad
Div.); mortem cur con- sciscerem
causa non visa est, cur optarem, multae causae. In uno spirito, così
profondamente romano, cioè volto all’attività pratica e civica, la
desolazione dello Stato faceva spuntare questo pensiero: Ipsi enim quid sumus ? aut cum diu haec
curaturi sumus? (jdd Att.); quid vanitatis
in vita non dubito quin cogites (Ad Div.). Cosi, pur nell'atto
che prevede la prossima caduta del cesarismo, dice. Allo stesso modo
la pensava Cesare, il quale nel discorso, riferito da Sallustio, da lui
tenuto in Senato circa la pena da darsi ai complici di Catilina, si
oppose alla pena di morte appunto perchè con questa cessa la coscienza e
quindi ogni male. Eam cuncta mortalia dissolvere; ultra neque curae neque
gaudio locum esse (Cat.). Va però notato che Cicerone dà un’altra
interpretazione a questo punto del discorso di Cesare. Cesare cioè
era contrario alla pena di morte. Egli intelligit, mortem a diis
immortalibus non esse supplici causa constitutam, sed aut necessitatem
naturae, aut laborum ac miseriarum quietem esse. -- In S. Catilinam. id
spero vivis nobis fore ; quamquam tempus est nos de illa perpetua iam,
non de hac exigua vita cogitare » (Ad. Att.). E il pensiero della
morte come unico scampo e rifugio viene a grandeggiargli dinanzi in modo, che
bene spesso lo vediamo insinuarsi anche nei suoi scritti
teorici: così, p. e., nel De Oratore. Sed 11 tamen rei publicae
casus secuti sunt, ut mihi non erepta L. Crasso a dis immor-
talibus vita, sed donata mors esse videatur; e così nelle Tusculane :
multa mihi ipsi ad mortem tempestiva fuerunt, quam utinam potuissem obire
! nihil enim iam acquirebatur, cumulata erant officia vitae, cum fortuna bella
restabant. Morte per sè, morte per coloro che amiamo ; questo soltanto è
ciò che lo status ipse nostrae civitatis ci costringe a
desiderare: cum beatissimi sint qui liberi non susceperunt, minus
autem miseri qui his temporibus amiserunt, quam si eosdem, bona, aut
denique ahqua republica, perdidissent non, mehercule, quemquam
audivi hoc gravissimo, pestilentissimo anno adolescentulum aut
puerum mortuum, qui mihi non a Diis immorta- libus ereptus ex his
miseriis atque ex iniquissima conditione vitae videretur (Ad
Div.). Ne solo nell animo di Cicerone il trovarsi in tantis tenebris et quasi parietinis
rei publicae induceva il desiderio di sfuggire a questo sfacelo con la
morte ; ma tale sentimento era certo diffuso. Nella bellissima lettera
con cui Servio Sulpicio cerca di consolare Cicerone per la morte
della figlia, 1 argomento principale che egli fa valere e, nelle
circostanze presenti, non pessime cum iis esse actum, quibus sine
dolore licitum est mortem cum vita commutare e che Tullia visse
finché visse lo stato, una cum republica fuisse (Ad Dio.); al che
Cicerone dolorosamente risponde che l’attività pubblica lo consola
dei dolori domestici, l’affettuosa intimità con la famiglia delle
traversie pubbliche, ma ora “ nec eum dolorem quem a re publica capio
domus iam consolari potest, nec domesticum res publica . Ed anche in Catullo,
il disgusto invincibile suscitatogli dai “ turpissimorum honores ,
disgusto che faceva gemere dal suo canto Cicerone, cosi; o tempora ! fore
cum dubitet Curtius consulatum petere? „ (Ad Att., e circa Vatinio) suscita l’aspirazione
alla morte. Quid est, Catulle? quid moraris emori? Sella in curulei struma
Nomus sedet, per consulatum peierat Vatinius; Quid est,
Catulle ? Quid moraris emori ? Donde attinge Cicerone qualche conforto
in questa immensa iattura ? Non dal foro che egli (interessante
confessione) dichiara di non aver mai amato e nel quale del resto oggi
non c’è più nulla da tare: quod me in forum vocas, eo vocas, unde,
etiam bonis meis rebus, fugiebam: quid enim mihi cum foro, sine iudiciis,
sine curia? (Jld Jltt.). Era il momento in cui i vincitori della
violenta lotta politica, giravano per Roma baldanzosi ed allegri, e i
sostenitori dello Stato legale, battuti, erano melanconici. Mane
salutarne domi et bonos viros multos sed tristes, et hos laetos victores,
qui me quidem perofficiose et peramenter observant {Ad Div.). Due
di essi, anzi, Irzio e Dolabella, si erano messi a prender lezioni
d’eloquenza da lui, o forse, con questo pretesto, lo sorvegliavano per
conto di Cesare. Anche queste lezioni recano a Cicerone qualche sollievo {yld
Di\>.). In maggior misura, egli ne ricava dal far udire, quando e come
era possibile, qualche parola di ammonimento. Così, pur avendo risoluto
di non più parlare in Senato, allorché sulla universale istanza di
questo, Cesare amnistia Marcello (che non aveva fatto nessun passo
per essere richiamato e sembrava non desiderarlo — e che fu, del resto,
assassinato da un suo impiegato nel momento in cui stava per partire alla
volta di Roma), Cicerone prende la pa- [La voce dei gaudenti sfruttatori
di situazioni immorali rinfaccia sempre a coloro che le condannano, come
un torto, di essere afflitti o melanconici. Cosi quella voce si fa udire,
secondo Seneca : c Istos tristes et superciliosos alienae vitae censores,
suae hostes, publicos paedagogos assis ne feceris » (Ep.) rola per
ringraziare il dittatore ; ma sa anche attraverso i ringraziamenti esporgli il
parere più libero e coraggioso che forse mai Cesare abbia sentito. Quodsi
rerum tuarum immortalium (egli ha 1 ardue di significargli) hic exitus
futurus fuit, ut devictis adversariis rem publicam in eo statù
relinqueres, in quo nane est, vide quaeso, ne tua divina virtus
admirationis plus sit habitura quam glonae (Pro Marc.). Tu devi, egli
incalza, preoccuparti della vera gloria, del giudizio che daranno i
posteri sulle tue azioni, saper considerare ciò che tu fai, non cogli
occhi abbacinati dei contemporanei, ma con quelli di coloro che giudicheranno
le cose a distanza, nell’avvenire. Se tu non avrai ristabilito la vera
legalità nello Stato, tu sarai certo sempre ricordato, ma non con
giudizio concorde: “ erit inter eos etiam, qui nascentur, sicut
mter nos fuit, magna dissensio, cum alii lau- dibus ad caelum res tuas
gestas efferent, alii for- tasse ahquid requirent, idque vel maximum,
nisi belli cmlis incendium salute patriae restinxeris, ut illud
fati fuisse videatur, hoc consilii. E questo un nobilissimo linguaggio da
cittadino onesto e d’animo forte ; linguaggio che, bisogna
riconoscerlo, Cesare sa ascoltare, come altri e ben più vivaci attacchi
contro di lui, con tolleranza ed equanimità, civili animo. Svet,, Caes.. Anche
Cicerone nella sua corrispondenza talvolta constata che Cesare andava
orientandosi a mitezza. P. e.: L intolleranza, l’oppressione, l’uso del
potere per far tacere censure al detentore di esso, e persino per
impedire di rispondere agli attacchi, comincia con Augusto ; ed è ciò che
fa uscire Asinio Pollione (lo stesso, alla nascita del cui figlio il
servile Virgilio, pronto a vendersi a tutti i potenti e a
prostituire poi il suo genio a colui che tra questi occupa nella storia
per bassezza e nequizia uno degli nam et ipse, qui plurimum potest,
quotidie mihi delabi ad acquitatem et ad rerum naturam videtur „ Ad
Dio. VI, 10!, Che cosi fosse (ed è la stessa cosa che accadde con
OTTAVIANO) è naturale, perchè, se un uomo non è straordinariamente perverso, il
suo grande successo e trionfo personale lo rende incline alla benevolenza
verso gli altri, a diffondere anche intorno il sentimento di felicità che
il successo gli dà. Solo un uomo dal cuore fondamentalmente malvagio nel
suo più pieno e grandioso trionfo, quando ogni cosa gli va a seconda,
diventa sempre più duro e crudele, e non è pago se non condisce quel
trionfo col darsi la sensazione di poter a suo beneplacito tormentare,
perseguitare, far soffrire altri uomini. Tale era Siila, secondo le
parole che Sallustio mette in bocca ad Emilio Lepido. Cuncta saevus iste
Romulus, quasi ab externis rapta, tenet, non tot exercituum clade neque
con- suhs et aliorum principum, quos fortuna belli consumpse- rat,
satiatus : sed tum crudelior, curri plerosque secundae res in
miserationem ex ira vertunt. -- Hist. Fragni. Raramente, si, ma però talvolta
avviene che un uomo, favorito dalia più straordinaria fortuna, diventi sempre
più bramoso di far del male agli altri. “ Felicitas in tali ingenio
avaritiam, superbiam ceteraque occulta mala pate- fecit. -- Tac., Hist.. “Itimi
posti, Ottavio, dedicò la sconciamente cortigiana e piagg.atr.ee Egloga
IV) nell’elegante epigramma, riportato da Macrobio (Satura II 4)
che non si può più scrivere dove in risposti si può proscrivere :
temporibus triumviralibus PoIIio cuna fescenmnos,n eum Augustus
scripsisset, ait: g taceo ; non est emm facile in eum
scribere qui potest proscribere (2) Più ampio conforto ricavò
Cicerone dagli studi, bbene una volta fuggevolmente accenni che
forse senza la sua cultura sarebbe più atto a resistale! exculto
emm animo nihil agreste, nihil inhuma- (I) Si vegga nel libro diV.
Alfieri D»/ p •, » I J1
'> e la dimostrazione che questa viltà ha in Virg.ho guastato
l’arte. “Quella parte divTna e ha per base il vero robusto pensare e
sentire tm-,1 niente manca in Virgilio (L. II C VI) “ V -esse avuto
nell’animo quella P napesco, assai maggiore sarebbe stato egli
stesso e quindi assai maggiore il suo saggio (L. II C VI • vegga
anche il C. Vili) E il Canti 1 . Ci j ;•,
C S ‘ uh. ed. I. 582 n 94.V- r ÌU '. Sorla de S^ Italiani,
V l D < ’ VIRGILIO si lascia traricchire anche Boissier, L’opposition
sous tes Césars p. I3Ì” RnU 1 j- qUe f°, . t epigramma ’ senza
citare la fonte il Les e Rom P - r0ba . b,,mente a memor ia, la
seguente versione: Les Komains disaient avec raison qu’ il est rare mi’
™ num est „. (Ad Alt.) ; e sopratutto dallo studio della filosofìa,
la passione per la eguale '’quo- tidie ita ingravescit, credo et aetatis
maturitate ad prudentiam et his temporum vitiis, ut nulla res alia
levare animum molestiis possit. „ (Ad Dio. IV, 4). Le sue lettere di
questo periodo sono piene delle sue attestazioni che non vive se non
negli studi filosofici e non trae conforto che da essi. Ad
aumentare questo conforto, ad aiutarlo a stornare il pensiero dalle
calamita dello Stato, s aggiunge la sua attività di scrittore. Sono questi gli
anni della sua intensa e feconda produzione filosofica. Nisi mihi
hoc venisset in mente, scribere ita nescio quae, quo verterem me non
haberem (Jld Alt.) Equidem credibile non est, quantum scribam die, quin
etiam noctibus, nihil enim sommi. Nullo enim alio modo a miseria quasi
aberrare possum. Vero è che le afflizioni e le ìnquietitudmi, I incertezza
dell’avvenire, derivanti dal pessimo andamento degli affari pubblici, non
permettono piena pace nemmeno nello studio : Utinam quietis temporibus,
atque aliquo, si non bono, at saltem certo statu civitatis, haec
inter nos studia exercere possemus ! „ Però, appunto in tali circostanze, “
sine his cur vivere velimus? -- d Dio. Così nascono i saggi di FILOSOFIA di
Cicerone, circa i quali si cita sempre per aiutare a deprezzarli la
fuggevole frase “sono copie” cascatagli dalla penna scrivendo al suo amico
e certo come convenzionale espressioni t Xlì Vf fr ° nte j
1Iammiraz ' on e di lui (Ad X ’ I 52 ’ ma 51 dimentica di affrontare
tale fra e con le sue numerose e consuete esternaziom dalle quali
risulta che ben altra era la stima ch’egli off" 3 de ‘ pr0pr
;. scrltti ' “ Res difficiles „ (ib. XII 38) egli dice di star scrivendo
; quanto alle Jìc- G Q rto -5 C ° nVInt,° “ U ‘, Ìn f3lÌ 8 enere ne
aVud, cos quidem simile quidquam „ (ib. XIII 1 3)- le chiama “
argutolos libros „ ^ XIli.Y 8,00^ XIII 19? ac n ra ? posset supra ”
r/4. XIII, 9); 1 libri del De Oratore gli sono “ vehementer probati
(ib.) e così il De Finibus ib ?AJ ÀI XvT i, soddisfa Attico
bl v ’ im7 e M) e l0ra,OT L'P'a (M AA- ( ’ 8 ^ eSpnme anehe,a
sua Propria soddisfazione per queste due opere; mihi vakle
pbcent, maHem tibi dice dei libri, perduti d! Giona (Ad Ali). In
particolare, i| e sua opere filosofiche LE TUSCULANE, che facilmente si
prendono per un mero esercizio letterario, sono invece un saggio
profondamente vissuto, rampollato da a tragica realtà di vita i cui
Cicerone si dibatte e che come tale, come idoneo cioè a fornir conforto e forza
in quelle circostanze dove essere
generalmente sentito, e certo da Attico se Cicerone gl, scrive -- quod
prima disputatio Tuscu ana te confirmat, sane gaudeo. Neque enim ndhim
est perfugium aut melius aut paratius. Bel saggio, che in ogni epoca,
nelle medesime circostanze da cui esso è nato, è servito allo scopo per
cui era stato scritto – DIE EROICA DER ROMISCHEN PHILOSOPHIE, come con
calzante espressione lo definisce Zielinski. Ma il supremo conforto di Cicerone
è un altro. Esso consiste non tanto nell’ immergersi nella FILOSOFIA
come un’occupazione mentale opportuna a distornare il pensiero da quello
che poi Lucano, il grande poeta anti-cesariano, define“ ius sceleri
datum, quanto nel rivivere in sè I CONCETTI DELLA FILOSOFIA come atti a fornire
forza d'animo per affrontare e sopportare le sciagure derivanti da una
situazione politica e sociale particolarmente triste. FILOSOFIA cioè non come
“ostentationem scientiae, sed legem vitae (Tusc.). Anche in lui, per usare
l’espressione di cui poi si servì Marco Aurelio zi 5 óypaia.
Giustissimamente il Moricca. Saremmo forse anche noi tentati di ritenere
l’operetta tulliana un’amplificazione rettorica, se non pensassimo
che quelle parole sono scritte per una generazione d’uomini nelle cui
orecchie esse andavano diritte al cuore. Un saggio di morale dell’epoca di
Cicerone è da considerarsi non come una fredda e vuota argomentazione
rettorica bensi come un’eco squillante delle voci del passato, che sale dalle
tombe e vince i secoli. Secondo il testo di Trannoy (Les Belles Lettres).
bisogno di vivere tali precetti A' i,• . ventar succo e sangue e il f T l
d ‘ faHl dl gere a ciò, Cicerone Lnl f" 0 S ° rZ ° per 8 iun
'maniera singola,sima, scnVoSo^v"' 0 i'I “ na consolazione a se
stesso “ D • Un ^ ro dl profecto anfe me TeZ. ^Z 'T consolarer ; que m
librum jf . me per i‘ tera s serint librari; affirmo tibi^nuLm” 3 "
1 S ‘,^'P' esso talem ; totos die® U c °nsolationem quid, sed
t n^sper 1 C ;,b ° 5 T“ qU ° proflci ™ XII 14) p t,sper im P e dior,
relaxor „ (Ad 4tt 'a ll'Tlzr ™ di r'* d„e meditazioni
morali!^ e8mam0 le Mslre '4fr-r v lLStó et,r°d servire 4
IL PORTICO, di cui poi in,CaZI ° ne Pra ' ÌCa de,, ° e d
oppressivi, uomm Lme° Tm "p" ^ tehi vid.o Prisco
fornirono ° Peto ed EI ’ e che successivamente si anc ° Ta p ‘ù
insigni, .1 hiosofo :z :L: r, ai cristiano, il sacerdnie • ’ p ° SCIa>
n el mondo c„i i,Tat'„ e ' „x:; a ” d f molti tenevano
costantemente in d m ° nre ’ anZI rettoredi coscienza e confortatore,
iHoro ZofoOX . Plauto, fatto morire da Neron» • mi istanti assistito
e confortato dai “ / V ‘ ene " ei 3U0 ' u,tl Cerano e Musonio (Tac.,
Ann. XwTv)), Trlse’ O Socrates et
socratici viri! -- esclama Cicerone, qui, veramente riguardo a traversie di
carattere privato). Numquam vobis gratiam referam Un immortales quam m
ihi ista prò nihilo (Ad Alt. ). Attico (egli scrive al suo liberto e
segretario Tirone) mi vide agitato, crede che sia sempre lo stesso, “nec videt
quibus presidii philosophiae septus sim -- Ad Div. La disperata e
rovinosa condizione dello Stato -- quidem ego non ferrem nisi me in
philosophiae portum con- tulissem. “ Equidem et haec et omnia quae
homini accidere possunt sic fero ut PHILOSOPHIAE magnam habeam gratiam,
quae me non modo ab sollecitudine abducit, sed etiam contra omnes
fortunae impetus armat, tibique idem censeo faciendum, nec, a quo culpa
absit, quid- quam m malis numerandum -- Ad Div. E noi vediamo
veramente questo pensiero centrale del PORTICO, cioè lo sforzo di
distornare il proprio interesse da ogni cosa esteriore per concentrarlo
unicamente nel nostro comportamento, e m ciò trovare appagamento e pace
(questo, come si può chiamare, ottimismo della disperazione, che e
il solo che resta nei momenti di maggiormente infelici condizioni
esterne, perchè vuole appunto, riconoscendo tale inguaribile infelicità,
trovare an- Demetrio: e Seneca dice di Cano. dato al supplizio da
Caligola -- prosequebatur illuni Losophus suus -- (De Tranq.
An.). man- phi- i cora una tavola di salvezza),
vediamo questo pensiero centrale dello stoicismo svelarsi sempre più
chiaro agli occhi di Cicerone e proprio come postogli innanzi delle circostanze
di fatto. Sic enim sentio, id demum, aut potius id solum esse miserum
quod turpe est (Ad Att.). Video philosophis placuisse iis qui mihi soli
videntur vim virtutis tenere, nihil esse sapientis praestare nisi culpam --
(Jld Dio.. Cogliamo il procedere di questa appassionante tragedia, per
cui un uomo di indole ilare e disposto a gioire delle cose, degli
spettacoli naturali, delI arte, della letteratura, delle relazioni sociali, dell’attività
pubblica e anche della ricchezza, è, a poco a poco, dal rovinio politico,
risospinto entro se stesso e costretto a vedere e cercare la felicita
soltanto nel proprio retto comportarsi. Le meditazioni filosofiche
(scrive a VARRONE) ci recano ora maggior frutto “sive quia nulla nunc in
re alia acquiescimus, sive quod gravitas morbi tacit, ut medicmae egeamus
eaque nunc appareat, cuius vim non sentiebamus cum valebamus -- Ad
r i0 ’. Naturalmente con questo alto sentimento a cui Cicerone è ora pervenuto,
il pensiero della morte, qui fonte anchesso di consolazione e forza, viene a
intrecciarsi. Nunc vero, eversis omnibus rebus, una ratio videtur,
quicquid e veni t ferre moderate praeserlim cum omnium rerum mors
sit extremum magna enim consolatio est cum recordere etiamsi secus
acciderit te tamen recta vereque sensisse --Ad Div. Nec enim dum ero
angar alia re, cum omni vacem culpa ; et si non ero, sensu omnino carebo.
Il crollo dello Stato è cosa gravissima -- tamen ita viximus et id
aetatis iam sumus, ut omnia quae non nostra culpa nobis accident,
fortiter ferre debeamus (Jld Div.). E tali pensieri, tali alti ed austeri
conforti ed incoraggiamenti, i grandi spiriti di quel periodo si
scambiavano tra di loro, prova, sia di quanto il dolore per la catastrofe
dello Stato era largamente sentito, sia della estensione che a lenimento
di questo dolore siffatto ordine di pensieri allora aveva preso.
Era la genuina visuale del PORTICO a cui i nefasti avvenimenti politici
aveva tutti guidati -- non aliundo pendere, nec extrinsecus aut bene aut male
vivendi suspensas habere rationes -- Ad Div. Se Cicerone ad ogni momento ripete
di sè quidquid acciderit, a quo mea culpa absit, animo forti feram (Ad
Div.), nec esse ullum magnum malum praeter culpam; sed tamen vacare culpa
magnum est solatium; se per sè pensa fortunato, quam existimo levem et
imbecillam, animo firmo et gravi, tamquam fluctum a saxo frangi
oportere; se l’esperienza di quella dolorosissima fase lo fa approdare
alla definitiva conclusione che in omni vita sua quemque a
recta conscientia transversum unguem non oportet discedere (Ad Att.) —
queste sono amici, a Lucccio7 1
f'umanas contemnentem et opule C on^t r 7 "* c„ g „„ vi „ {Ad0
7 casu, et deiicto h Z,n non aP r l “ 1U,piludi ”' non veri „
(ih V |7) ’ M a i ° rum ln,una commo- Pme.;/ cu,pl'ai picca,tT'°
" “ÌJ* digni et Ss TstrrdublteTo; ea maxime conducant ! P °
SSimus V. 19 ) : e a Torquato ‘ ‘ f T Tectl8s '™" (A.
praesertim quae absit a ancora a Torauato • P, V1 ’ 2 )> e delio Stato)
vereor ne I ^ n 3 ' (,a rovina teperiri, praete, i|| am q “ a
TtaMa"e“ “ P °7 “r: e®, atque noTZIt,» questi
sentimenti ogni IralToìtTd' !“l “ 7 ° a anch’egli aveva bisogno ’’No|!\e
oh - ' 7 ? scrive Sulpicio in morte
di Tullia) Cicerone et eum aui a Ine '
'-',cer °nem esse 9 ' 3l,,S COnsuer,s Praecpere et dare consilium... quae
alns praecipere soles, ea tute tibi subirne, atque apud animum propone;
vidimus ali- quotiens secundam pulcherrime te ferre fortunam fac
ahquando intelligamus adversam quoque té aeque ferre posse. Dalle lettere
di Cicerone si potrebbe così ricavare un antologia di massime di vita del
PORTICO da servire efficacemente in ogni tempo al ripresenarsi di
analoghe circostanze (e tale è forse sopratutto la ragione per cui queste
lettere suscitarono in ogni tempo I ammirazione, anzi il culto di nobili
animi), pm efficacemente ancora che non i suoi trattati, come le TUSCULANE
e il DE OFFICIIS, ove egli da sistemazione teorica alle medesime
idee 1 qual, però appunto perchè non contengono se' non quelle .dee
morali che, suscitate in Cicerone dalle vicende di ogni giorno, riempiono
la sua corrispondenza, ci si ridimostrano, non mere esercitazioni letterarie,
ma anzi saggi cresciuti su dalla vita vera e scritti col sangue che le
ferite inferte da questa fanno stillare dal suo cuore. Herzenphilosophen
chiama giustamente Cicerone Plutarco racconta che un giorno OTTAVIANO essendosi
accorto che un suo nipote scorgendolo nasconde impaurito un saggio sotto
la (1)0. dt., 112 toga, glielo prende, e visto che e di
Cicerone ne legge un tratto, poi lo reshtui al ragazzo, dicendo uomo
dotto e amante della patria, Xó r,o : *vl' ?. «rat, io T,o £ *«l Tardo
(come al so’ hto) riconoscimento del meriti di colui che egli ha
raggirato, tradito, abbandonato al carnefice Ma Cicerone e qualcosa di
più. Spirito altissimo e st'anzetn m n “'T'? 1 "”'’ da »! le
circo- ero \ „ j " 6 r 1 ' **' vivere, espres. sero, m
ragione di tale sua sensibilità, una soma d dolore enorme, egli
seppe da questa esperienza d, dolore trarre un-espenenza morale di
elevazione e di purificazione del dolore stesso nel fuoco
della filosofia intesa come via, di cui molti,„ e b dTrendl'
' aPaC '' QUeS '° * P a,ll “ la "”ente ciò che rende
appassionatamente attraente la sua grande figura alla quale
veramenle-secondo un penTero che trova eco sino m Giovenale e
Roma' ltf !a u la 8erva arl
“lazione lo dava Sr p a,t a, a, ' ebl> ' a,hibl,Ì, ° N di ' P ad
- Sed Roma parentem, Roma patrem patriae Ciceronem libera
dixit. Altri saggi: Pesco Piente
Fu, un [Mi|an0i CogliariJ. f? Ap ° r ' e Jella R'Hgiont [Catania, - Etna
1 Motwl Spirituali Platonici [Milano, Gilardi e Noto] nSTT, d
' W Jr aZl0nalim0 |N«poli. Guida], Materialismo C„„ c0 [R om ., CaS a
Pagine di Diario: Scheggio [Rieti, Biblioteca Editr.J, Cicute
[Todi, Atanórj. Impronte [Genova, Libt. Ed. Italia] Sguardi [Roma.
La Laziale], Scolli [Torino, Montes, ], Imminenti:
Critica deir Amore e del Lavoro [Catania. Critica della Morale
[Catania, “ Etna Etna J. Giuseppe Rensi. Rensi. Keywords: filosofia
dell’autorita, autorita e liberta, Gorgia, Gorgia ed Ardigo, Santucci, Tendenze
della filosofia italiana nell’eta del fascismo, Gentile, necrologio, Ardigo,
Platone, Cicerone, Ficino, Bradley, Bosanquet, diritto e forza, filosofia della
storia, Gogia, Elea, Velia, Elea ed Efeso, Gorgia. Refs.: Luigi Speranza,
“Grice e Rensi” – The Swimming-Pool Library. Rensi.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Renzi: ESKIMO, implicature
del deutero-esperanto – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo ialiano. Roma, Lazio. Di un
progetto di tipo pasigrafico si occupa R. quando compone Le polyglotte
improvisé ou l'art d'écrire les langues sans les apprendre. Dictionnaire
Italien-Français, Italien-Français avec 3000 verbes conjugués. Langue des
signes, professore di lingua e letteratura italiana, par répondre à un besoin
qui existe dans la société, celui de se faire comprendre des étrangers. Il n'y
a personne qui n'ait senti la nécessité de posséder un moyen quelconque, mais
prompt et immédiat, de communiquer ses idées, exprimer ses besoins dans une
langue qu'il ne connassait pas et qu'il ne pouvait pas étudier. Le polyglotte
improvisé ou l'art d'écrire les langues sans les apprendre. Dictionnaire
Italien-Français-Anglais, Anglais-Italien-Français avec 3000 verbes conjugués. Langue des signes., Parigi. R. immagina un
metodo d’apprendimento contrario a quelli tradizionali e fa premettere
l'esercizio pratico alla teoria, sperando che la sua lingua possa essere
utilizzata nel momento in cui serve anche senza essere stata precedentemente
appresa. Di nuovo sottolinea che “la richesse, l'abondance des mots, n'est
utile qu'aux savants,” e auspica che la lingua internazionale sia semplice e
libera di sinonimi, scevra delle parole non fondamentali, s’esprima per valori
e idee e che accanto a ciascuno di questi trovano la traduzione nelle restanti
lingue. L’opera si apre con una tabella in cui sono riportati circa 300 verbi
francesi o “gallici” coniugati, i soli ritenuti fondamentali per la
comunicazione di base, di cui è offerta anche la traduzione in italiano. A
questa prima sezione segue poi la parte più consistente dell'opera che spiega
come R. associa queste poche prime idee fondamentali a dei simboli che sono “la
seule langue universelle écrite qui soit possible et utile.” In ogni pagina del
dizionario vi sono XV segni differenti, ciascuno dei quali è associato ad altri
quattro (« -», «=», «. », « ..»), per un totale di sessante righe (composte di
simbolo e relativo significato nelle tre lingue):93 (110!) +\ S.VOIAT 14 2.
Questa successione di simboli è ripetuta identicamente in ogni pagina
dell'opera. Gl’unici elementi che variano sono il numero di pagina e i verbi
tradotti. In questo modo, per comunicare è sufficiente indicare il simbolo
corrispondente all'idea, cioè all'azione, con su scritto il numero della pagina
a cui è possibile ritrovarlo. VERBI. VERBES. Nella tabella sono visibili L
ARBATTERE ABATTRE -- alcune forme verbali, il cui Abbatto J'abats 1 abate
significato R. si è L Abbatti Tu abats L •• Abhalte Il abat -- premurato di
spiegare e - Abbattiamo Nous abattons We abate tradurre nella sezione =
Abbattete Vous abattez precedente dell'opera, Abbattono Ils abattent Abbatteró
J'abattrai I shall abate accompagnate dal simbolo Abbatterai Tu abattras
corrispondente. Per indicare = Abbatterá Il abattra Abbatteremo Nous abattrons
-- ad esempio la 1° pers. pl. del Abbatterete Vous abattrez futuro semplice
indicativo 'noi Il 1: Abbatteranno Ils abattront -- abbatteremo è sufficiente
Abbattendo Abattant alltl Abbattuto Abaltu indicare il simbolo «T» Abbattuti
Abattus rovesciato, seguito dal punto Abbattuta Abatlue termo e indicarvi sopra
il Abbattute Abattues numero di pagina.*4. DREZEN, Historio de la Mondolinguo,
Lipsia, Ekrelo. Con questo metodo ecco che non è necessario imparare lingue
diverse, ma basta ritrovare nel dizionario il simbolo corrispondente. v'-yfjVi
JTO^ H !^-4 ^i MJUW. "W mwv ^*V/ iv V VÏWv, WF\ TmJtm jÇ0V-;OWV tv wmPim
nwmvvw " MJUW. "W mwv ^*V/ iv V VÏWv, WF\ TmJtm jÇ0V-;OWV tv wmPim nwmvvw PARIS, CHEZ
L AUTEUR, RUE DE MADAME, 32; CHEZ BADDRY, LIBRAIRE, RUE DU COQ-SAINT-HONORF, ET
CHEZ LES PRINCIPAUX LIBRAIRES. J'ai donné à ce dictionnaire le titre de
polyglotte improvisé, parce qu'il désigne parfaitement le but et le caractère
de l'ouvrage. La forme est nouvelle et commandée par l'usage auquel il est
destiné. Le but que je me suis proposé est de faciliter l'étude des langues, et
par là de répondre à un besoin qui existe dans la société, celui de se faire
comprendre des étrangers et d'étudier leur langue. Il n'y a personne qui n'ait
senti la nécessité de posséder un moyen quelconque, mais prompt et immédiat, de
communiquer ses idées, exprimer ses besoins dans une langue qu'il ne connaissait
pas et qu'il ne pouvait pas étudier. On sait que les méthodes pour
l'enseignement des langues causent, par leur longueur, plus d'ennui et de
dégoût qu'elles ne produisent d'élèves. L'exercice pratique et journalier, par
lequel on apprend PASSABLEMENT SA LANGUE MATERNELLE n'étant pas applicable à
l'enseignement des langues étrangères, il est impossible d'obtenir les mêmes
résultats. Il n'est pas aisé d'ailleurs de soumettre à l'étude cette immense
quantité de personnes, que des communications rapides rapprochent entre elles
en si peu de temps. Ce que l'on cherche, ce que l'on désire dans la société,
c'est de pouvoir comprendre un idiome étranger et traduire ses pensées dans cet
idiome sur-le-champ et sans étude. C'est à ce désir, qu'on a considéré long-temps
comme extravagance, que j'ai voulu satisfaire. On peut, par le moyen de sa
propre langue, comprendre et écrire une langue étrangère sans l'avoir apprise.
L'exécution est possible par la disposition des mots et des rapports qu'on
établit entre les langues. Cette idée trouvera des contradicteurs sans doute:
je m'en rapporte en cette matière au jugement plus raisonnable des personnes
qui éprouvent le besoin de connaître les langues étrangères, et de celles qui,
tout en les connaissant, ne se laissent pas dominer par les préventions
qu'elles pourraient avoir en faveur des dictionnaires connus. Il n'y a pas
d'homme qui se soit adonné à l'étude des langues sans avoir acquis la certitude
de la parfaite inutilité de ces dictionnaires – I GIVE A HOOT TO OUR DICTIONARY,
AUSTIN ! GRICE -- avant de savoir une seule langue étrangère. La disposition
des matières dans ces ouvrages a toujours été imposée à leurs auteurs par
l'idée dominante de faire précéder la pratique de la théorie – GRICE : IF I
THEN WILL BE HELPING THE GRASS (LAWN MATERIAL ? MARIJUANA ?) TO GROW, I SHALL HAVE NO TIME FOR
READING. GRICE
-- J'ai jugé à propos d'agir dans un sens tout opposé, en donnant à mon
dictionnaire la disposition convenable, pour que tout le monde puisse s'en
servir avant d'apprendre, pour apprendre, et pour se faire comprendre à
l'instant. La richesse, l'abondance des mots, n'est utile qu'aux savants. Ce
qu'il faut au vulgaire, c'est la traduction fidèle de la langue usuelle – LE
SENS PROPRE DE GRASS, LE SENS PROPRE DE SNOW IN ESKIMO – GRICE AUSTIN --, de la
langue parlée dans toute société. Dans la reproduction de cette langue j'ai
évité toute équivoque et toute incertitude, en ne donnant que mot pour mot,
valeur pour valeur, afin que chacun puisse représenter les idées et les mots de
sa propre langue par les idées et les mots correspondants des langues placées à
côté de la sienne. Il m'a fallu faire la comparaison et en quelque sorte
l'analyse du sens des verbes (que j'ai conjugués séparément), des adverbes, des
substantifs – grass : lawn-material, marijuana --, des adjectifs, des
prépositions, des locutions – helping the grass to grow/pushing up daisies --,
de tous les mots enfin de chaque langue, et, avant de les mettre en rapport
entre eux, je me suis assuré de l'approbation des hommes savants du pays, pour
en déterminer l'exacte signification -- GRICE : WORDS ARE NOT SIGNS -- et
l'usage familier. Après avoir disposé toutes les matières contenues dans ce
dictionnaire, il y avait plusieurs difficultés à vaincre pour pouvoir écrire à
la fois les deux langues qu'on ne connaît pas. Difficulté d'abord de les écrire
selon leur génie, qu'on n'arrive d'ailleurs à bien posséder qu'à condition
d'oublier celui de sa propre langue – GRICE : THAT’S WHY I SAY I SPEAK OXONIAN,
NOT ENGLIH ! --; puis difficulté d'appliquer les articles et les prépositions
des trois langues, et de disposer les pronoms personnels et les négations avant
ou après les infinitifs, et les personnes des verbes. Pour rendre une idée
simple comme celle-ci. JE ME PROMENAIS DANS LE JARDIN, on ne rencontre pas de
difficulté; PASSEGIAVA NEL GIARDINO. Aucun embarras pour celui qui ne cherche
pas à se rendre compte des expressions de cette phrase, où l'on voit que le
français se traîne en quelque sorte, que l'italien marche lentement, et que
l'anglais est prenant une promenade. Il trouve la valeur de ce qu'il veut
savoir, et c'est tout ce qu'il lui faut. L'usage des articles est commun dans
les deux langues. Mais les pronoms possessifs de la langue française
n'admettent pas d'article, tandis qu'il est indispensable devant les pronoms
possessifs de la langue italienne: mon livre, IL mio libro. J'ai placé par
conséquent l'article devant tous les pronoms possessifs italiens et dans tous
les cas: de votre ami, del vostro amico. Toutefois les pronoms possessifs ne
demandant pas l'article, [Il y a dans la langue anglaise quelques exceptions de
peu d'importance.] dans aucune des deux langues, devant les noms de parenté et
de dignité, je les ai donc répétés dans tous les cas lorsqu'ils sont joints à
ces noms: mon père, MÌO PADRE; de ton frère, DÌ TUO FRATELLO; de votre sœur, DA
VOSTRA SORELLA; à son excellence, A SUA ECCELLENZA. Toutes les répétitions qui
semblent superfluessont indispensables à tous ceux qui doivent se servir de
l'ouvrage sans aucune connaissance. Reste à vaincre la difficulté des pronoms
personnels et des négations,dont l'usage est indispensable dans la langue. J'ai
remarqué que trois cents et quelques verbes sont plus ou moins susceptibles de
s'unir avec les pronoms personnels et la négation; une trentaine surtout les
reçoivent très-souvent. J'ai eu soin de donner dans la conjugaison de ces
verbes toutes les combinaisons compatibles avec l'étendue de l'ouvrage, et
comme je suis persuadé que l'on peut être rempli d'esprit et manquer au besoin
des expressions propres à exprimer à l'instant son idée, j'ai jugé à propos de
faire un tableau, que j'appelle tableau des phrases élémentaires, de toutes les
combinaisons que les trois à quatre cents verbes contiennent avec les pronoms
et les négations. D'après ce tableau on peut exprimer toutes ses idées par
écrit et avec toute l'étendue nécessaire. Ce tableau, nécessaire aux personnes
qui ont besoin de traduire leurs pensées en des langues étrangères, est en même
temps très-utile aux élèves qui veulent apprendre les mêmes langues par la
pratique. Leur volonté est libre d'agir sans recevoir ni les idées d'un maître
– IT WAS AUSTIN WHO TAUGHT ME ESKIMO, NOT THE ESKIMOS ! GRICE --, ni celles
d'un auteur qu'on leur fait traduire, et qui souvent n'est pas de leur goût. En
prenant les verbes écrire, répondre, parler, supposer, se porter bien, on peut
faire les phrases que l'on veut; exemple: Je ne vous écris pas, parce que vous
ne me répondez pas: Vous ne me parlez pas de votre santé, donc je suppose que
vous vous portez bien. NON VI
SCRIVO, perché NON MI RISPONDETE. NON MI PARLATE DELLA VOSTRA SALUTE, dunque
suppongo che state bene. L'ordre des matières contenues dans ce dictionnaire et
l'exactitude de la valeur de chaque mot, m'a donné l'idée de créer une [Avoir,
être, avoir été, aller, écrire, dire, donner, devoir, entendre, faire,
incommoder (déranger), lire, paraître, parler, se porter bien, pouvoir, presser
(et se), prévenir, raconter, recevoir, refuser, regarder, rencontrer,
reprocher, saluer, savoir, tromper, venir, voir, vouloir, etc., sans compter
les verbes réfléchis.] langue de SIGNES faciles et simples à côté des deux langues,
de manière à pouvoir les représenter toutes à la fois. C'est la seule langue
universelle écrite qui soit possible et utile. Il n'y a que XIX signes, dont IV
seulement sont répétés XV devant les soixante lignes qui composent la page.
Mais ces IV signes, toutes les fois qu'ils sont répétés, sont précédés par un
autre signe bien distinct et bien différent, de manière à présenter autant de
combinaisons différentes de signes, qu'il y a de lignes dans la page. Cette
disposition des signes se trouve répétée à toutes les pages de l'ouvrag. Il n'y
a de changé que le numéro de la page. La simplicité est telle, que beaucoup de
personnes en l'apprenant croiront qu'elles en auraient fait autant. Ce système,
que je crois nouveau, pourrait, dans son application, représenter toutes les
langues qu'on voudrait soumettre à l'ordre que j'ai donné aux deux langues de
mon dictionnaire. Au lieu d'écrire: Comment vous portez-vous? COME STATE? on
écrira \= qui est le numéro de la page et le signe qui se trouve à côté des
expressions des deux langues. Au lieu d'écrire; Je me porte bien, STO BENE, on
marque L= 1U* représente cette idée. On représente J'ai l'honneur d'etre, HO
L’ONORE D’ESSERE, par fi. et Je ne sais que dire, NON SO CHE DIRE, sont
représentés par ^°. Ce même système devenu public, peut être particulier à
chaque individu, qui n'a qu'à intervertir l'ordre des signes, en substituer
d'autres, ou donner une autre valeur aux dix chiffres qui servent à la
pagination, pour assurer le secret de sa correspondance. Je me regarderai comme
heureux si après de longs et pénibles efforts, je puis espérer que mon travail
sera utile. On trouve les verbes français au moyen des tables qui sont à la fin
de l'ouvrage. TABLEAU DES PHRASES ÉLÉMENTAIRES COMPOSÉES AVEC LES VERBES, LES
PRONOMS ET LES NEGATIONS. Abandonner abbandonare Vous abandonner m'abandonner
je ne vous abandonne pas je vous abandonne vous ne m'abandonnez pas je ne vous
abandonnerai pas abandonnez Aborder approdare Abordez Accompagner accompagnare
to accompany Vous m'accompagnez je vous accompagnerai Accorder concedere to
grant Vous accorder m'aecorder je vous accorde si vous ne m'accordez pas
accordez-moi Accoutumer (s'), abituarsi to accoustom one's self. Je m'accoutume
Acheter comprare Achetez Acquitter (s') disimpegnarsi to acquit Je m'acquitte
Admettre ammettere to admit M'admettra vous m'admettez Admirer ammirare to
admire Admire admirez Adresser indirizzare to address Vous adresser je vous
adresse je vous adresserai vous m'adresserez Affirmer affermare to affirm Vous affirmer
vous m'affirmez Affliger (s') affliggersi to be afflicted Ne vous affligez pas
Agréer gradire to agree Agréez Aider, ajutarc, to help. — Aidez, aidez-moi. 33
Aimer, amare, to lo ce. — Vous aimer, je vous aime. {fr. le verbe.) 37 Ajouter,
aggiungere, to subjoin. — Ajoutez. 32 Aller, andare, to go. — Je ne vais pas,
vous n'allez pas, je n'irai pas, va, allez. 41 Allumer, accendere, to light. —
Allume, allumez. 12 Ambitionner, ambizionare, to aspire to. — Je n'ambitionne
pas. 38 Amuser (s'), divertirsi, to amuse one's self. — Je m'amuse, je me suis
amusé. {V. le verbe.) 154 Amuser (s'), spassarsi, to amvse one's self. Je
m'amuse. {V. le v.) 454 Animer, animare, to animate. — Je vous anime, vous
m'animez, je vous animerai, vous m'animerez. Annoncer, annunziare, to announce.
— Je vous annonce, vous m'an- noncez. 43 ArPELER, chiamare, to call, appelle,
appelons, appelez. Apercevoir (s'), accorgersi, to perceive. — Je m'aperçois.
[V. le verbe.) 18 Appliquer, applicare, to apply. — Vous appliquer, m'appliquer,
je m'applique, vous vous appliquez, je m'appliquerai. 4 0 Api-orter, recare, to
bring. — Vous apporter, je vous apporte, je ne vous apporte pas, vous
m'apportez, vous ne m'apportez pas, je ne vous apporterai pas, vous
m'apporterez, il m'apporterait, apportez. 338 Apprendre, imparare, to learn. —
l'apprendre, l'apprendre, les ap- prendre, les apprendre, vous apprendre,
m'apprendra, vous n'apprenez a. X TABLEAU pas, je vous apprendrai, apprends,
apprenez, apprenez -moi. 202 Aitrocher, accostare, to draw near. —
Approchez-vous. 20 Approcher, avvicinare, to approach. — Approchez-vous.
Approuver, apnrovare, to approve. — Approuvez. 47 Armer, armare, to arm. —
Armons-nous, armez, armez-vous. 49 Arrêter, fermare, to stop. — Vous vous
arrêtez., je m'arrêtai, je m'arrêterai, ne vous arrêtez pas. 1 7 7 Arriver,
arrivare, to arrive. — Arrive, arrivez. 52 Arriver, accadere, to arrive. —
"Vous arriver, m 'arriver, il m'arrive, il ne m'arrive pas, s'il m
'arrivait, s'il vous arrivait. 9 Arriver, capitare, to arrive. — Il m'arrive,
il ne m'arrive pas. 83 Asseoir (s' ), sedere, to sit down. — Asseyez-vous. 4 1
9 Assurer, assicurare, to assure. — Tous assurer, l'assurer, m'assu- rer, je
vous assure, vous m'assurez, vous ne m'assurez pas, assurez- moi, assurez-vous.
56 Attaquer, attaccare, to assault. — Attaquez. 58 Attendre, aspettare, to
wail. — Attends, attendons, attendez. 55 Attendre, attendere, to expect. —
Attends, attendez. 58 Avancer, avanzare, to advance. — Avancez. 63 Aveugler (
s' ), accecarsi. — Il s'aveugle. 1 1 Avoir, avere, to have. — M'avoir, vous
avoir, vous n'avez pas, je n'avais pas, vous n'avez que, on a. [V. le verbe.)
03 Avoir coutume, ou être accoutumé, solere, ed esser solito, to be in the
habit. — Je suis accoutumé, tu es accoutumé, nous sommes accoutumé, vous êtes
accoutumés. 4 39 Avoir ite, essere stato, to have been. — Si j'avais été. (V.
le verbe.) 1 68 Avoir faim, aver fame, to be hungry. — Je n'ai pas faim. G6 Avoir honte, vergognarsi, to be ashamed. —
J'ai honte, avez honte. 5 28 Baiser, baciare, to kiss. — Je vous baise. 68 Battre, battere, Bâtiez.
7 1 Blesser,
ferire, to wound. — Vous me blessez. 1 7 G Boire, bevete, to drink. — Bois,
buvons, buvez. 73 Boutonner, abbottonare, to button. — Boutonnez-vous. 5 Cacher,
nascondere, to hide. — Vous cacher, me cacher, le cacher, je ne vous cache pas,
vous me cachez, cachez. Cacheter,
sigillare, to seal. — Cachetez. 429 Calculer, calcolare, to cypher. — Calculez.
79 Calmer,
calmare, to pacify. — Calmez-vous. 79 Camper, accamparsi, to encamp. — Je
campe. 9 Causer, cagionare, to cause. — Me causer, vous causer. 78 Causer,
causare, to cause. — Vous me causez. 85 Cìder, cedere, to give up. — Me céder,
je vous cède, je ne vous cède pas, cédez. 87 Cesser, cessare, to cease. —
Cessez. 89 Chagriner, accorare, to grieve. — Vous me chagrinez. 1 7 Chagriner,
affannarsi, to grieve. — Je me chagrine. 27 Changer, cambiare, to change. —
Changez. Chanter, cantare, Chante, ne chante pas, ne chantons pas, chante,
chantez. XI Charger (se), incaricarsi, io talee upon one's self. — Je me
charge, il se charge, vous vous chargez. 2 1 0 Châtier, castigare, to chastise.
— Vous châtier, le châlier, je vous châtierai. 184 Chauffer, sea/dare, to warm.
— Vous chauffer, me chauffer, je me chauffe, vous vous chauffez, vous ue vous
chauffez pas. 401 Choisir, scegliere, to choose. — Choisissez. 405 Commander,
comandare, to command. — Commandez. 95 Commencer, cominciare, to begin. — Ne
commence, commencez. 96 Commencer, principiare, to begin. — Ne commencez pas.
315 Communiquer, comunicare, to communicate. — Je vous communique. 101
Combattre, combattere, to fight. — Combattez. 90 Comprendre, capire, to
understand. — Vous comprendre, je vous com- prends, je ne vous comprends pas,
vous me comprenez, vous ne me compreuez pas, ne comprenait pas. S3 Comprendre,
comprendere, to understand. — Vous comprendre, me comprendre, je vous
comprends, je ne vous comprends pas, vous me comprenez, vous ne me comprenez pas,
comprenez. 100 Compter, contare, to count. — Comptez. 1 1 2 Concerner,
concernere, to concern. — Cela me regarde. 102 Concevoir, concepire, to
conceive. — Je ne conçois pas, je ne concevais pas, vous concevez. 102
Conclure, concludere, to conclude. — Concluez. 102 Conduire, condurre, to lead.
— Conduisez. 103 Confesser, confessare, to confess. — Vous confesser, je vous
confesse. 104 Confier, affidare, to trust with. — Confiez-vous. 28 Conjurer,
scongiurare, to conjure. — Vous conjurer, je vous con- jure, je vous
conjurerai. 411 Connaître, conoscere, to know. — Je vous connais, il ne connaît
pas, vous me connaissez, vous ne connaissez pas, vous ne me connaissez pas,
connaissez- vous. 106 Conseiller, consigliare, to advise. — Vous conseiller, je
vous con- seille, vous me conseillez, je vous conseillerais, conseillez-moi.
109 Cokserver, conservare, to preserve. — Conservez. x 108 Conserver (garder),
conservare, to keep. — Je vous conserve, vous me conservez. 108 Considérer,
considerare, to consider. — Vous considérer, je v. considère. 109 Consoler,
consolare, to comfort. — Me consoler, je me cousole, il se console, consolez,
consolez-vous. 110 Conter, narrare, to relate. — Vous, me, nous conter, contez.
262 Continuer, continuare, to continue. — Continuez. 114 Contraindre,
costrignere, to constrain. — Vous contraindre, vous me contraignez, je le
contraindrai, contraignez. 121 Convaincre, convincere, to convince. — Vous
convaincre, me con- vaincre, le convaincre, je vous convaincrai, vous me
convaincrez. 1 1 6 Convenir, convenire, to suit. — Me convenir, vous convenir,
il me con- vient, il ne me convient pas, il vous convient, il ne vous convient
pas. lime conviendrait, il vous conviendrait, s'il vous convenait, s'il me
convenait. 1 1 S Corriger, correggere, to correct. — Corrigez. 1 1 8 Courber,
curvare, to bend. — Je ne courberai pas. 126 Courir, correre, to run. — Courez.
1 1 8 Coûter, costare, to cost. — Combien coûte- t-il? 120 Couvrir, coprire, to
cover. — Me couvrir, je eie couvre, couvrez- vous. 1 1 7 AÎÏ TABLEAU Craindre,
temere, to fear. — Vous craindre, je ne vous craius pas, je ne crains rien,
craignez, ne craignez pas. 489 Crîer, gridare, to cry. — Ne criez pas. 193
Critiquer, criticare, to criticize. — Vous critiquer, vous me critiquez. 12i
Croire, credere, to believe. — Me croire, vous croire, le croire, je vous
crois, je le crois, je ne le crois pas, on croit, vous ne me croyez pas, vous
me croyez, je le croyais, croyez, ne croyez pas. 1 22 D Daigner, degnarsi, to
condescend. — Daignez. 1.31 Danser, ballare, to dance. — Dansez. 70 Décharger,
scaricare, to discharge. — Déchargez. 403 Décharger une arme à feu, sparare, to
shoot. — Déchargez. 452 Décider, decidere, to decide. — Décidez, décidez-vous.
128 Déclarer, dichiarare, to declare. — Vous déclarer, je v. déclare,
.déclarez. 1 37 Décrire, descrivere, to describe. — Décrivez. 133 Dédaigner,
sdegnare, to disdain. — Vous ne dédaignerez pas. 4 1 8 Dédier, dedicare, to
dedicate. — Vous dédier, je vous dédie. 1 30 Dédommager, risarcire, to
indemnify. — Me dédommager, vous dédom- mager, je vous dédommagerai, vous me
dédommagerez. 377 Défendre, difendere, to defend. — Me défendre, vous défendre,
je vous défends, je vous défendrai, défendez, défendez-moi. 138 Défendre,
prohiber, proibire, to forbid. — Me défendre, vous dé- fendre, le défendre, je
vous défends, je ne vous défends pas. 3 1 9 Défier (se), diffidarsi, to
distrust. — Défiez- vous. 139 Délier, sciogliere, to untie. — Déliez. 407
Demander, chiedere, to ask. — Vous demander, vous me demandez. 90 Demander,
domandare, to ask. — Me demander, vous demander, je vous demande, je ne vous
demande pas, vous me demandez, je vous deman- derai, demandez, demandez-moi. 1
55 Démontrer, dimostrare, to demonstrate. — Le démontrer, me démontrer, vous
démontrer, on démontre, vous me démontrez, vous ne me dé- montrez pas, je vous
démontrerai, démoutrez-moi. 142 Dépêcher, sbrigare, to make haste. — Je me
dépêche, vous ne vous dé- pêchez pas, dépêchez -vous. 400 Dépendre, dipendere,
to depend. — Il ne dépend. 143 Dépenser, spendere, to spend. Je ne dépenserais
pas, il ne dépenserait pas. 4 57 Déplaire, dispiacere, to displease. — Lui
déplaire, me déplaire, vous déplaire, il me déplaît, il ne me déplaît pas, il
me déplairait, il ne me déplairait pas, s'il ne vous déplaisait pas. 1 50
Déplaire, rincrescere, to displease. — Me déplaire, vous déplaire, il me
déplaît, il vous déplaît, il me déplaisait, s'il ne vous déplaisait pas, il me
déplairait. 3G7 Déplaire, spiacere, to displease. — Tous déplaire, me déplaire,
il ne me déplaît pas, il me déplaît, il vous déplaît, il me déplut, il lui dé-
plut, il vous déplaira. 46 1 Déposer, deporre, to deposit. — Déposez. 1 3 1
Déranger, sturbare, to derange. — Vous déranger, me déranger, je vous dérange,
il me dérange, vous ne dérangez pas, vous me dérangez, il me dérangeait, je ne
vous dérangerai pas, ne vous dérangez pas. 479 Désabuser (se), ricredersi, to
undeceive one's self. — Je me désabuse, désabusez-vous. 352 Désarmer,
disarmare, to disarm. — Désarmez. 1 40 DES PHRASES ELEMENTAIRES. X1ÎI
Désestérer, disperare, to dispair. — Vous désespérer, me désespérer, je me
désespère, ne vous désespérez pas. 149 Déshabiller (se), spogliarsi, to undress
one's self. — Je me désha- bille. {V. le verbe.) 4£4 Descendre, scendere, to
descend. Descends, desrendez. 406 Désirer, desiderare, to desire. — Vous
désirer, je vous dés re. 133 Dessiner, disegnare, to draw. — Dessinez. 148
Deviner, indovinare, to guess. — Devine, devinez. 217 Devoir, dovere, to owe. —
Je vous dois, je ne v. dois pas, vous ne devez pas, vous me devez, vous ne me
devez pas, vous me devriez, v. ne devriez pas. 1 57 Dévouer, consacrare, to
devote. — Dévouez, dévouez-vous. 107 Dicter, dettare, to dictate. — Dictez. 136
Dire, dire, to say, to tell. — ■ Vous, me, lui dire, je vous dis, je ne vous
dis pas, vous me diles, on dit. ( V. le 2e v. ) Je vous dirai, on dirait. 144
Donner, dare, to give. — Lui, me, vous donner. Je vous donne, je ne vous donne
pas, on donne, vous me donnez, vous ne me donnez pas. ( V. le verbe. )
Donnez-moi, nous, donuez-vous la pene. 1 27 DoRMra, dormire, to sleep. — Dors,
dormez. 156 Douter, dubitare, to doubt. — Je ne doute pas, on ne doute pas, on
doute, si vous doutez, on doutait, si je doutais, si vous doutiez, ne doutez
pas. 157 Durer, durare, to last. — Il ne dine pas, il ne durera pas. 1 58 E
Éblouir, abbaggliare, to dazzle. — Vous éblouir, vous m'éblouissez. Écouter,
ascollare, to listen. — Écoutez. Écrier (s'), sclamare, to exclaim. —
Écriez-vous. Écrire, scriveremo write. — Vous écrire, lui écrire, m 'écrire, je
vous écris, je vous écrirai, écrivez-moi. {F. le verbe.) Effrayer (s'),
inorridire, to be afraid. — Eftrayez-vous. Élever, innalzare, to raise. —
Élevez. Élire, eleggere, to elect. — Vous élire, m'élire. Embarquer (s'),
imbarcarsi, to go on board. — M 'embarquer, vous em- barquer, nous embarquer,
l'embarquer, l'embarquer, les embarquer, je m'embarquai. Embarquer, imbarcare,
to embark. — N'embarquez pas. Embrasser, abbracciare, to embrace. — Je
t'embrasse, je vous embrasse, embrasse, embrassez, embrassez-mok Employer,
impiegare, to employ. — Employez. Emporter, portar via, to run away with. — Emportez.
Enchaîner, incatenare, to chain down. — Enchaînez. Enchanter, incantare, to enchant.
— Vous m'enchantez. Encourager, incoraggiare, to encourage. — L', les, !', les
encourager, m'encourager, vous encourager, vous m'encouragez, vous ne m'encou-
ragez pas, vous m'encouragerez, vous ne m'enrouragerez pas Endormir ( s' ),
addormentarsi, to fall asleep. — Je m'endors. Endurer, soffrire, to endure. —
Vous n'endurerez pas. Enfoncer (s'), ingolfarsi, to sink. — Je m'enfonce.
Enivrer (s'), inebriarsi, to get drunk. Il s'enivre. Ennuyer, infastidire, to
tire. — Vous ennuyer, je ne vous ennuie pas, vous m'ennuyez, vous ne m'ennuyez
pas. Enseigner, insegnare, to teach. — M'enseigner, vous enseigner, je vous
enseigne, il n'enseigue pas, vous m'enseignez, vous ne m'enseignez pas, je vous
enseignerai, tu m'enseigneras, enseignez-mo;. 04 408 415 226 224 159 I9S 198 6
205 303 210 209 213 23 436 223 217 21 236 XIV TABLEAU Entendre, intendere, to
hear- — L'entendre, m'enîendre, vous enten- dre, je vous entends, je ne vous
entends pas, vous n'entendez pas, vous m'entendez, vous ne m'entendez pas, je
n'entendais pas, il n'en- tendait pas, je n'entendis pas, vous m'entendrez. 229
Entendre udire, to hear. — Entendez-vous ? 514 Entrer, entrare, to come in. —
Entrez. 1 CO Entretenir, trattenere, to in/ertain. — Tous entretenir, ni'enlretenir,
je m'entretiens. 506 Envoyer, mandare, to send. — M'envoyer, vous envoyer, lui,
m'en- voyer, je vous envoie, je ne vous envoie pas, vous ne m'envoyez pas, vous
m'envoyez, je vous enverrai, vous m'enverrez, envoyez-moi. 247 Épargner,
risparmiare, to save. — Je n'épargnerai pas, je vous épargnerai, vous
m'épargnerez. 379 Erot ser, sposare, to marry. — Tous épouser, je vous
épouserai, nous nous marierons, vous vous marierez. 4G5 Epouvanter,
sgomentarsi, to frighten. — M' épouvanter, vous épouvan- ter, je ne m'épouvante
pas, je n'épouvante pas, ne v. épouvantez pas. 427 Espérer, sperare, to hope. —
Espérez. 4ò8 Essuyer, tergere, to wipe. — Essuyez. 492 Estimer, stimare, to
esteem. — Vous estimer, m'estimer, l'estimer, je vous estime, je l'estime, on n'estime
pas, on estime, vous m'estimez, vous n'estimez pas, je vous estimerai, vous
m'estimerez, vous ne m'estimerez pas. 473 Étonner ( s' ), maravigliarsi, to be
surprised. — Tous étonner, je ne m'étonne pas, je ne m'étonnerai pas, ne vous
étouuez pas. 249 Etre, essere, to be. — M'être, vous être, je ne suis pas. {V .
le verbe.) 1 65 Etre étonne, stupire, to be astonislicd. — Je suis étonné. [V.
le verbe.) 478 Etre utile, giovare, to be useful. Vous être utile, m'être
utile, il n'est pas u'ile, il m'est utile, il ne sera utile, il me sera utile,
il me serait utile. 1 87 Etudier, studiare, to study. — Vous n'étudiez pas,
étudiez, étudie. 478 Evaluer, valutare, to appraise. — Je n'évalue pas, on
évalue, vous n'é- valuez pas, on évaluait. 520 Éveiller, svegliare, to awake. —
M'éveiller, je m'éveille, je m'éveille- rai, ne m'éveillez pas, ne l'éveillez
pas. 48 4 Eviter, sfuggire, to avoid. M'éviler, l'éviter, je l'évite, il m'é\
ite, vous m'évitez, je l'éviterai. 4 26 Examiner, esaminare, to examine. —
Examinez. 103 Excuser, scusare, io excuse. — M'excuser, vous excuser, je vous
ex- cuse, je ne \ous excuse pas, on excuse, vous ne m'excusez pas, vous
m'excusez, vous m'excuserez, excusez-moi. 417 Expérimenter, sperimentare, to
experiment. — Expérimentez. 458 Expliquer, spiegare, to explain. — Expliquez,
expliquez-moi. 461 F Faire, fare, to do. • — Vous faire, me faire, lui faire,
le faire, les, la, les faire. Je me fais, je ne fais pas. ( V. le verbe. ) 171
Faire, fare, to make. — Vous faire, me faire. ( V. le verbe.) 1 73 Faire
attention, badare, to pay attention. — Faites attention. 08 Faire part,
participare, to impart. — Vous faire part, je vous fais part. 286 Faire (se)
illusion, illudersi, to delude one's self. — Je me fais illusion. 196 Falloir,
bisognare, to be necessary. — Il me faudra, il vous faudra, il me faudrait, il
vous faudrait, s'il vous fallait, s'il me fallait. 74 Falloir, accorrere, to be
necessary. — S'il le faut. 270 DES PHRASES ELEMENTAIRES. XV Favoriser,
favorire, to favour. — Me favoriser, vous me favoriserez. 176 Féliciter,
felicitare, to felicitate. — Je vous félicite. 1 76 Fermer, chiudere, to shut.
— Ferme, fermez. 91 Fier (se), fidarsi, to confide. — Je me fie. Fiez- vous.
178 Figurer, figurare, to figure. — Vous figurer, je me figure, je me le fi-
gure, vous ne vous figurez pas, figurez-vous. 178 Finir, finire, lo finish. —
Finissez. 1 79 Flatter, lusingare, to flatter, lusingarsi, to flatter one* s
self. — Se flatter, le flatter, ia flatter, me flatter, vous flaiter, je me
flatte, je ne me flatte pas, je ne vous flatle pas, ne vous flallez pas. 24 a
Forcer, forzare, to force. — Me forcer, vous forcer, je ne vous force pas, vous
me forcez, je vous forcerai, ne mé forcez pas. 1 8 1 Fréquenter, frequentare,
to frequent. — Je ne fréquente pas, vous ne fréquentez pas. 182 Fuir, figgere,
to fly. — Vous me fuyez, voua ne me fuirez pas, fuyez. 1 83 G Garder, serbare,
to keep. — Gardez. 422 Gronder, sgridare, to scold. — Vous gronder, me gronder,
le gron- der, je ne vous gronde pas, je ne vous gronderai pas, ne me grondez
pas, ne le ( la) grondez pas. 428 Gronder, rimbrottare, to scold. — Le gronder,
la gronder, vous gronder. 362 Guérir, guarire, to cure. — Vous guérir, me
guérir, je vous guérirai, guérissez. 195 H Haïr, odiare, to hate. — Me haïr, vous
haïr, le haïr, je ne vous hai* pas, vous me haïssez. 272 Hater, affrettale, to
accelerate. — Hàlez-vous. 30 Hater, (se) spicciarsi, to hasten. — Je me hâte,
hâtez-vous. ( V. le y.) 460 Honorer, onorare, to honour. — M'honorer, m'honore,
vous m'hono- rez, vous m'honorerez, honorez. 27a Humilier, umiliare, to humble.
— Vous humilier, m 'humilier, von» vous humiliez, il s'humilie. à IS I Ignorer,
ignorare, to be ignorant of — Je l'ignore, vous n'ignorez pas. 1 96 Importer,
importare, to concern. — Vous importer, il n'importe pas, il m'importe, il ne
m'importe pas, il n'importait pas, il m'importerait. 206 Imprimer, slampare, to
print. — Imprimez. 469 Incommoder, déranger, incommodare, to trouble. — Vous
incommo- der, je vous inrommode, cela m'incommode, vous n'incommodez pas, vous
m'incommodez, vous ne m'incommodez pas, vous ne vous dé- rangerez pas, il vous
incommodera, si je vous dérangeais, si cela vous dérangeait, ne vous dérangez
pas. 2 I 2 Ingénier (s'), ingegnarsi, to endeavour. — Je m'ingénie. 222 Informer,
informare, to inform. — Vous informer, je vous informe, je m'informai, je vous
informerai, vous m'informerez, informez-moi. 220 Inquiéter, inquietare, to
disturb. — M'inquiéler, ^us inquiéter, je n'inquiète, vous n'inquiétez pas,
vous m'inquiétez, je ne vous inquié- terai pas, ne vous inquiétez pas. 226
Jmspirer, inspirare, to inspire. — Vous inspirer, vous m'inspirez, vous
n'inspirez pas, inspirez-moi. 228 XVI TABLF.AU Intercéder, Intercedere, to
intercede. — Intercédez. 230 Intéresser, interessare, to interest. —
L'intéresser, m'intéresser, vous intéresser, je m'intéresse, il m'intéresse, il
ne m'intéresse pas, vous m'intéressez, je m'intéressais, il s'intéressait,
inléressez-vous. 231 Interrompre, interrompere, to interrupt. — Vous
interrompre, m'in- terrompre, je vous interromps, je ne vous interromps pas, il
m'in- terrompt, vous m'interrompez. 232 Inventer, inventare, to invent. —
Inventez. 235 Inviter, invitare, to incite. — L'inviter, vous inviter,
m'inviter, je vous invite, tu m'invites, il n'invite pas, vous m'invitez, vous
n'invitez pas, ne m'invitez pas, je vous inviterai, tu m'inviteras, vous
n'invite- rez pas, vous m'inviterez, invitez... 230 Invoquer, invocare, to invoke. — Invoquez. 237
Irriter, irritare, to irritate. — Il m'irrite. 237 Jeter (lancer1, gettare, to
cast. — Je ne jette pas, jetez, ne jetez pas. 1S6 Joindre, giungere, to join. —
Tous ne joignez pas. 188 Jouer, giuocare, to play. — Jouez, ne jouez pas. 289
Jouer ( d'un instrument ), sonare, to play. — Jouez. 4 4 2 Jouir, godere, to
enjoy. — Jouissez. 190 Juger, giudicare, to judge. — Me juger, je vous juge, je
le juge. 1 88 Jurer, giurare, to swear. — Je vous jure, jure, jurez, jurez-moi.
1 89 Justifier, giustificare, to justify. — Me justifier, je me justifierai,
vous vous justifierez. 190 L Laisser, lasciare, to leave. — Tous laisser, le
laisser, je vous laisse, je ne laisserai pas. 239 Lever, alzare, to lift. —
Levons-nous, le\ez. 33 Lever (se), levarsi, to get up. — Je nie lève. 243
Licencier, congédier, licenziare, to disband. Tous ne me licencierez pas. 243
Lire, leggere, to read. — Le lire, je ne lis pas, tu ne lis pas, il ne lit pas,
vous ne lisez pas, je ne lisais pas, il ne lisait pas, je ne lus pas, je ne
lirai pas, tu ne liras pas, si vous lisez. (F. le verbe.) 241 Louer, affittare,
to let. — Louez. 29 Louer, lodare, to praise^ — Je vous loue, je ne vous loue
pas, je vous louerai. 244 M Manger, mangiare, to eat. — Je ne mange pas, tu ne
manges pas, il ne mange pas, vous ne mangez pas, je ne mangerai pas, il ne le
mangera pas, mange, mangez, ne mangez pas. 24 8 Manquer, mancare, to miss, —
Tous manquer, me manquer, je ne man- que pas, il ne manque pas, je ne manquerai
pas. 247 Marcher, c mminare, to walk. — Tous ne marchez pas, marchez. 8 1
Marier (se), ammogliarsi, to marry. — Je me marie, vous vous marierez. 40 Mêler
(se), impicciarsi, to meddle. — Je me mèle. 205 Mentir, * mentire, to lie. — Je
ne mens pas, ne mentez pas. 2 52 Mettre, mettere, to put. — Me mettre, vous
mettre, vous ne mettez pas, vous me mettez, mettez. 253 Mettre a couvert, mettere in salvo, io secure.
Mettre ( se ) à l'abri, mettersi in salvo, in securo, to shelter one's self. Je me mets à l'abri. 254
DES PHRASES ÉLÉMENTAIRES. XVII Modeler, modellare, to model. — Modelez. 256
Monter, salire, io go up. — Montez. 393 Monter, montare, to go up. - — Je ne
monle pas, montez. 257 Montrer, mostrare, to show. — Vous montrer, me montrer,
je vous montre, vous me montrez, vous ne me montrez pas, je lui montrais, il me
montrait, je le montrerai, je vous montrerai, vous me mon- trerez, montrez-moi.
259 Moquer ( se ) ^burlarsi, to despise. — Moquez-vous, ne vous moquez pas. 7 6
Mourir, morire, to die. — Il ne meurt pas. 258 N Nager, nuotare, to swim. — Je
ne nage pas, nagez. 269 Négliger, trascurare, to neglect. — Je ne néglige pas,
il ne néglige pas, nous ne négligeons pas, ils ne négligeaient pas, vous ne
négligerez. 502 Négocier, marchander, contratiare, negociare. — Négociez. 114
Nier, negare, to deny. — Me nier, vous nier, le nier, je ne le nie pas, je ne
vous nie pas, ne me niez pas. 264 Nommer, nominare, to name. — Je ne le nomme
pas, il ne me nom- me pas, vous me nommerez, ne me nommez pas. 266 Noter,
prendre note, notare, to note down. — Notez. 267 Notifier, annoncer,
notificare, to notify. V. notifier, je v. notifie, notifiez. 267 Nuire,
nuocere, to hurt. — "Vous nuire, me nuire, je ne nuis pas. 268 0 Obéir,
ubbidire, to obey. — Vous obéir, m' obéir, l'obéir, lui obéir, je vous obéis,
vous n'obéissez pas, il n'obéissait pas, je n'obéirai pas, si vous obéissez,
obéissez. 513 Obliger, obbligare, to oblige. — Vous obliger, m'obliger,
l'obliger, je ne vous oblige pas, vous m'obligez, je vous obligerai, vous ne
m'obli- gerez pas, ne m'obligez pas. 270 Observer, osservare, to observe. —
Observez. 280 Obstiner (s1), ostinarsi, to persist in. — Je m'obstine. 281
Obtenir, ottenere, to obtain. — Je n'obtiens pas, je n'obtins pas, il n'ob-
tint pas, je n'obtiendrai pas, vous n'obtiendrez pas. 281 OccurER, occupare, to
occupy. — M', vous, l'occuper, je m'occupe, je ne m'occupe pas, il s'occupe,
m'occupe, vous ne vous occupez pas, vous vous occupez, je m'occuperai,
occupez-vous, ne vous occupez pas. 27 1 Offenser, offendere, to offend. —
M'offenser, vous offenser, je ne vous offense pas, il m'offense, vous
m'offensez, vous v. offensez, je v. offensai. 273 Offrir, offrire, to offer. —
Vous offrir, je vous offre, vous n'offrez pas, vous m'offrez, je vous offrirai,
offrez. 273 OrrosER, opporre, to oppose. — Vous opposer, m'opposer, je
m'oppose, je ne m'oppose pas, vous vous opposez, vous ne vous opposez pas, je
ne m'opposerai pas, il s'opposera, opposez. 276 Ordonner, ordinare, to order. —
Ordonnez. 277 Organiser, organizare, to organize. — Organisez. 278 Oser, osare,
to dare. — Je n'ose pas, il n'ose pas, je n'osais pas, je n'oserai pas, si
j'osais, si vous osiez. 279 Oter, togliere, to take away. — Vous ôter, m'ôler,
je vous ôte, tu m'ôtes, il n'ôle pas, nous ne vous ôtons pas, vous m'ôtez, vous
ne m'ô- tez pas, je vous ôterai, vous m'ôterez, n'ôtez pas. 495 Oublier,
scordare, to forget. — Je n'oublierai pas, vous m'oublierez, vous ne
m'oublierez pas. 413 XVIII TABLEAU Oublter, dimenticare, to forget. — Vous
oublier, n'oubliez pas. 141 Ouvrir, aprire, io open. — Ouvre, ouvrons-nous,
ouvrez, ouvrez-moi. 4 8 Ouvrir de toute sa largeur, spalancare, to open wide. —
Ouvrez largement. 451 P Paraître, parere, to appear. — Me paraître, vous
paraître, il ne me paraît pas, il me paraît, vous ne me paraissez pas, il me
paraissait, il ne me paraissait pas, il vous paraîtra. 284 Pardonner ì
perdonare, to pardon. — Me pardonner, je vous pardon- ne, je ne vous
pardonnerai pas, il vous pardonnera, vous me pardon- nerez, pardonne,
pardonnez, pardonnez-moi. 293 Parler, parlare, to speak. — Tous parler, me
parler, lui parler, je ne parle pas, je vous parle, je ne vous parle pas, tu me
parles, il me parle, il ne parle pas, vous me parlez, vous ne me parlez pas, je
lui parlais, il me parlait, je ne parlerai pas, si je parlais. (V. le verbe.J
284 Partir, partire, to depart. — Je ne pars pas, il ne part pas, nous ne
partons pas, vous ne partez pas, ils ne partent pas, je ne partirai pas, vous
ne partirez pas, ils ne partiront pas, partez. 286 Payer, pagare, to pay. — Me
payer, vous payer, le payer, vous ne me payez pas, je vous paierai, vous me
paierez, payez-moi. 282 Peindre, dipingere, to paint. — Peignez. 144 Peiner,
penare, to hurt. — Je ne peinerai pas. 29 1 Penser, pensare, to think. — Y
penser, j'y pense, je n'y pense pas, vous y pensez, j'y penserai, n'y pensez
pas, pensez-vous. 292 Permettre, permettere, to allow. — Yous permettre, me
permettre, le permettre, je vous permets, on permet, vous ne permettez pas,
vous me permettez, si vous me le permettez, je ne permettrai pas, vous me
permettrez, permettez-moi. 295 Persécuter, perseguitare, to persecute. — Me
persécuter, vous persécuter, le persécuter, il me persécute, je le
persécuterai. 29,parer (la table), imbandire, to prepare. — Préparez. 197
Préparer, apparecchiare, to prepare. — Prépare, préparez. 44 Prescrire,
prescrivere, to prescribe. — Vous prescrire, me, lui pres- crire, je ne vous
prescris pas, vous me prescrivez, prescrivez. 311 Présenter, presentare, to
present. — Vous présenter, à vous présenter, me présenter, je vous présente,
vous ne me présentez pas, vous me présentez, je vous présenterai (à vous),
présentez. 31 1 Presser ( et se ), sollecitare, to make haste. — Me presser,
vous, le presser, je ne me presse pas, je ne vous presse pas, vous me pressez,
vous ne vous pressez pas, je ne me pressais pas, nous ne nous pres- sions pas,
je vous presserai, je ne me presserai pas, ne me pressez pas, pressez-vous, ne
vous pressez pas. 440 Prétendre, pretendere, to pretend. — Je ne prétends pas,
il ne pré- tend pas, je ne prétendrai pas, vous ne prétendrez pas, que
prétendez- vous ? 313 Prévenir, prevenire, to let a person know before hand. —
Vous pré- venir, me prévenir, le prévenir, je vous préviens, vous me préve-
nez, je vous préviendrai, je ne vous préviendrai pas, vous me pré- viendrez,
prévenez. 3 1 4 Prévoir, prevedere, to foresee. — Le prévoir, je le prévoyais.
313 Prier, pregare, to beseech. — Vous prier, je vous prie, je vous prierai, je
vous prierais. 308 Priver, privare, to deprive. — Le, nous, me priver, vous me
privez. 315 Procurer, procurare, to procure. — Me procurer, vous procurer, vous
me procurez, vous ne procurez. 316 Promettre, promettere, to promise. — Vous
promettre, le promettre, je vous promets, vous me promettez, promettez. 319
Promener ( se ), passeggiare, to walk about. — Promenez-vous. 288 Promener ( se
), spasseggiare, to take a walk. — Je me promène. {V. le verbe.) 454 Prononcer,
pronunziare, to pronounce. — Prononcez. 320 Proposer, proporre, to propose. —
Vous proposer, me proposer, je vous propose, je me propose, vous me proposez,
proposez. 321 Protéger, proteggere, to protect. — Vous protéger, nous protéger,
le protéger, je ne le protège pas, vous me protégez, vous ne me proté- gez pas,
je vous protégerai, protégez. 323 Protester, protestare, to protest. — Vous
protester, je vous proteste. 323 Prouver, provare, to prove. — Me, vous
prouver, le prouver, il ne prouve pas, ne prouve, vous ne prouvez pas, vous ne
me prouvez pas, je vous prouverai, prouvez. 324 Punir, punire, to punish. —
Punissez. 3 26 XX TABLEAU Quitter, tralasciare, to quit. — Je ne quitterai pas,
ne quittez pas. 32G R Raconter, raccontare, to relate. — Me, vous raconter, on
raconte, il ne raconte, vous ne racontez, il nie racontait, je vous raconterai,
vous me raconterez, ne racontez pas, racontez-moi, que js raconte. 329
Raisonner, ragionare, to reason. — Raisonnez. 332 Rappeler le souvenir,
ricordarsi, to remind. — Je rappelle le souve- nir, rappelez Je souvenir. 351
Rappeler ( se ), ricordarsi, to recollect. — Je me rappelle. {V. le verbe.)
Rappelez-vous. 351 Rappeler (se), sovvenirsi, to remember. — Je me rappelle.
{f. le verbe.) 450 Rapporter, riportare, to bring back. — Rapportez. 374
Rapprocher, ravvicinare, to draw near again. — Rapprocbez, rappro- cbez-vous.
337 Rassasier, saziare, to satiate. — Rassasiez-vous. 398 Rattraper,
raggiugnere, to overtake. — Vous rattraper, me rattraper, je vous ratlraperai,
vous me rattraperez. 331 Recevoir, ricevere, to receive. — Me recevoir, vous
recevoir, le recevoir, je ne reçois pas, vous me recevez, vous ne recevez pas,
je ne recevrai pas, je vous recevrai, je le recevrai, vous ne recevrez pas,
recevez. 348 Recommander, raccomandare,. to recommend. — Le recommander, ■vous
recommander, me recommander, je vous recommande, il se re- commande, vous me
recommandez. 328 Récompenser, ricompensare, to reward. — Vous, me, le
récompenser, vous me récompensez, je vous récompenserai, vous me récompenserez.
349 Reconnaître, riconoscere, to know again. — Le reconnaître, je le recon-
naisse ne le reconnais pas, je vous reconnais, vous me reconnaissez. 350
Recourir, ricorrere, to have recourse to. — Recourez. 352 Redouter, paventare,
to fear. — Je ne redoute pas, je ne redoutais pas, je ne redouterai pas. 290
Réduire, ridurre, to reduce. — Me réduire, vous, le réduire, il se réduit, on
réduit, vous me réduisez, il se réduisait, on le réduira, vous ne le réduirez
pas, vous vous réduirez, ne vous réduisez pas. 355 Réfléchir, riflettere, to
think of. — Rélléchissez. 357 Réformer, riformare, to reform. — Me réformer,
le, la réformer. 358 Refuser, ricusare, to refuse. — Me, vous refuser, je le
refuse, je ne vous refuse pas, je vous refuse, il me refuse, vous me refusez,
il me refusait, il me refusa, je ne vous refuserai pas, vous ne me refuserez
pas. 353 Régaler, regalare, to treat.- — Vous régaler, me régaler, je vous
régale, vous me régalez, je vous régalerai, régalez-moi. 340 Regarder,
guardare, to look. Me regarder, regarde, regardez, ne regar- dez pas. 194 Regarder,
riguardare, to look. — Vous regarder, me regarder, le re- garder, je ne regarde
pas, je vous regarde, il le regarde, nous le re- gardons, vous me regardez, je
le regardais, tu le regardais, on le regardait, il vous regardait, je vous
regarderai, vous me regarderez, vous ne regarderez pas, ne le regardez pas. 359
Regarder fixement, mirare, to stare at. — Regarde, regardez fixement. 255 Regarder ( se ), dans le
miroir. — Specchiarsi, to look in the glass. Regardez-vous dans le miroir. ( V.
le verbe.) 455 DES PHRASES ELEMENTAIRES. XXI Hégler, regolare, to regular. — Se
régler, je me règle, vous vous ré- glez, je me réglerai, vous vous réglerez,
réglez-vous. 341 Regretter, compiangere, to regret. — Regrettez-vous. 98
Regretter, rammaricarsi, to regret. — Me, vous regretter, je regrette. 333
Rejoindre, rigiungere, to meet again. — Vous rejoindre, je vous re- joindrai,
vous me rejoindrez. 358 Héjouir fsej, rallegrarsi, to rejoice. — Me réjouir,
vous réjouir, je me réjouis, réjouissez-vous. 332 Remarquer, osservare, to
remark. — Remarquez. 280 Remercier, ringraziare, to thank. — Vous remercier, le
remercier, je vous remercie, je ne vous remercie pas, vous me remerciez, je
vous remercierai, je vous remercierais, remerciez. 369 Remettre, rimettere, to
put back. — La remettre, les remettre, remettez. 363 Remettre, * reconnaître,
raffigurare, to remember. — Je ne vous re- mettais pas. 330 Remettre a sa
place, riporre, to put back. — Remettezà sa place. 373 Remorquer, rimurchiare,
to tow. — Remorquez. 366 Remplir, riempiremo fill. — Remplissez. 355
Rencontrer, incontrare, to meet. — Me, vous rencontrer, je ne rencon- tre pas,
ne rencontre pas, vous ne rencontrez pas. 2 1 2 Rencontrer, rincontrare, to
meet. — Vous rencontrer, me, le, nous rencontrer, si je le rencontre, je ne
vous rencontre pas, je ne le ren- contre pas, on le rencontre, vous me
rencontrez, je le rencontrerai, je vous rencontrerai, vous ne rencontrerez pas.
3G6 Rendre, rendere, to give back. Vous rendre, me rendre, le rendre, je ne
rends pas, je vous rends, vous me rendez, vous ne me rendez pas, je vous
rendrai, vous me rendrez, vous me rendriez. 343 Rendre (se), arrendersi, to
surrender. — Je me rends, rendez- vous. 50 Rendre ta pareille, render la pariglia,
to retaliate. — Je vous rends la pareille, vous me rendrez la pareille, je vous
reudrai la pareille. 343 Renouveler, rinnovare, to renew. — Renouvelez. 370
Rentrer, rientrare, to reenter. — Rentrez. 355 * Renvoyer, rimandare, to
sendback. — Renvoyez-moi. 300 Repentir ( se ), pentirsi, to repent. — Me
repentir, vous repentir, je me repens. 292 Repentir (se), ripentirsi, to
repent. — Je me repens. "{V. le verbe.) 372 Répondre, rispondere, to
answer. — Me répondre, vous répondre, je vous réponds, je ne vous réponds pas,
il me répond, vous ne répondez pas, vous me répondez, vous ne me répondez pas,
je vous répondrai, il ne répondra pas, répondez. 381 Reposer, riposare, to
rest. Me, vous reposer, je me repose, je ne me re- • pose pas, il se repose, vous
vous reposez, je me reposerai, reposez-vous. 374 Repousser, respignere, to
repulse. — Me repousser, vous repousser, je vous repousse, vous me repoussez,
repoussez. 344 Représenter, rappresenta e, to represent. — Vous représenter, me
re- présenter, je vous représente, vous me représentez, je vous représen-
terai, vous lui représenterez. 335 Reprocher, rimproverare, to reproach. — Me,
vous, le reprocher, je vous reproche, je ne vous reproche pas, tu me reproches,
vous me repro- chez, je le reprochais, tu me reprochais, il me reprochait, vous
me re- prochez, je reprochai, il me reprocha, il le reprocha, vous me reprochâ-
tes, je ne vous reprocherai pas, tu ne me reprocheras pas, nous ne vous
reprocherons pas, vous ne me reprocherez pas, reprochez-moi. 364 XXII TABLEAU
Résigner (se), rassegnarsi, to be resigned. — Je me résigae. 336 Résister,
resistere, to resist. — Résistez. 344 Résoudre, risolvere, to resolve. —
Résolvez. 378 RtsrECTER, rispettare, to respect. — Me, vous, le respecter, je
vous res- pecte, vous ne respectez pas, je vous respecterai, respectez. 380
Ressembler, ri somigliare, to look like. — Tous ressembler, il ne ressem- ble
pas, il vous ressemble, il lui ressemble, il ue lui ressemble pas, ils ne
ressemblent pas. 378 Ressouvenir ( se ) risovvenirsi, to recollect. — Je me
ressouviens. 379
Rester, restare, to stay. — Restez. 3 ^i 5 Rester, stare, to stay. — Restez. 471 Retourner, ritornaj-e,
to return. — Je ne retourne pas, je ne retournerai pas, retournez. 385
Retourner, rivolgere, to return. — Retournez. 389 Retrouver, ritrovare, to find
again. — Me, vous, se, le retrouver, je vous retrouve, je ne le retrouve pas,
on retrouve, si vous ne retrouvez pas, je vous retrouverai, vous me
retrouverez, retrouvez. 386 Réussir, riuscire, to succeed. — Si je ne réussis
pas. 387 Il evenir, rivenire, to return. — Je ne reviens pas, vous ne revenez,
je ne reviendrai pas, si je ne revenais pas, revenez. 388 Revenir, tornare, to
return. Je ne reviens pas, il ne revient pas, vous ne revenez pas, ils ne
reviennent pas, il ne revint pas, nous ne revînmes pas, je ne reviendrai pas,
il ne reviendra pas, revenez, ne revenez pas. 497 Rêver, 'vaneggiare, to rcve.
— Je ne rêve pas. 520 Révérer, riverire, to revere. — Vous révérer, je vous
révère, révérez. 389 Revoir, rivedere, to see again. — Vous, le revoir, je ne
reverrai pas, je vous reverrai, vous ne me reverrez pas. 388 Rire, ridere, to laugh.
— Je ne ris pas, vous ne rirez pas. 354 Risquer, rischiare, to risk. — Risquez.
377 * Ronger, rodere, to graw. — Le rongeait. 390 Sacrifier, sacrificare, to
sacrifice. — Me sacrifier, vous sacrifier, je me sacrifie, vous me sacrifiez.
399 Saigner (se), cavarsi sangue, to bleed ones self. — Saignez-vous. &6
Saluer, salutare, to salute. — Vous saluer, le saluer, je vous salue, vous
salue, il ne salue pas, il vous salue, il te salue, vous saluent, je le
saluais, il mésalliait, saluez. 395 Sauver, salvare, to save. — Me sauver,
vous, le sauver, sauvez. 395 Savoir, sapere, to know. — Le savoir, je le sais,
je ne sais pas, on le sait, si je savais. [V. le verbe entier.) 396
Scandaliser, scandalizzare, to scandalize. — Vous scandaliser, je vous
scandaliserai, ne vous scandalisez pas. 402 Secourir, soccorrere, to succour. —
Me secourir, vous secourir, le se- courir, vous ne me secourez pas, je vous
secourrai, secourez. 435 Sembler, sembrare, to seem. — Vous sembler, je te
semble, je vous sem- ble, tu me semblés, il me semble, ne me paraît pas, vous
me semblez, ils me semblent, il me semblait, il vous semblera. 420 Sentir,
sentire, to feel. — Je ne sens pas, vous ne sentez pas, sentez. 42 1 Serrer,
stringere, to squeeze. — Serrez. 476 Servir, servire, to serve. — Vous servir,
je vous sers, il ne sert pas. 423 Solfier, solfeggiare, to sing the garnet. —
Solfie, solfiez. 439 Solliciter, sollecitare, to solicit. — Je solliciterai,
sollicitez. (PP.) 440 DES PHRASES ELEMENTAIRES. XXIII Sortir, sortire, to go
out. — Je ne sortirai pas, sortez. 447 Sortir, uscire, to go out. — Sortez. 5î7
Soucier ( se), curarsi, to care. — Je me soucie, je ne me soucie pas. 125
Soulager, sfogare, to rent a person's fury. — Me, vous soulager, je me
soulagerai, soulagez. 424 Soupirer, sospirare, to sigh. — Ne soupirez pas. 448
Sourire, sorridere, to smile. — Me sourira. 44(5 Souscrire, soscrivere, to
subscribe. — Souscrivez. 447 Soutenir, sostenere, to support. — Yous soutenir,
le soutenir, je me sou- tiens, vous ne me soutenez pas, je vous soutiendrai,
soutenez. 449 * Subsister, subsistcre, to subsist. — Il ne subsiste pas. 484
Suivre, seguire, to follow. — Suivez. 420 Supplier, supplicare, to beseech. —
Vous supplier, le supplier, je vous supplie, vous ne suppliez p*>s, je le
suppliais, je le suppliai, je vous supplierai, je vous supplierais. 482
Supposer, supporre, to suppose. — Me supposer, vous supposer, le sup- poser, je
ne le suppose pas, vous ne me supposez pas, vous me sup- posez, je ne supposais
pas, vous ne supposiez pas, supposez. 483 Surpasser, superare, to excel. — Le
surpasser, vous, me surpasser, je vous surpasse, il le surpasse, vous me
surpassez, vous ne me surpassez pas. 481 Surprendre, sorprendere, to surprise.
— Vous, me surprendre, je vous surprends, il ne me surprend pas, nous vous
surprenons, vous me sur- prenez, ils nous surprennent, il ne surprenait pas, il
me surprenait. 4415 Suspendre, sospendere, to suspend. — Suspendez. 448 Taire
(se), tacere, to be silent. — Taisez-vous. 487 Tarder, tardare, to delay. — Je
ne tarderai pas, vous ne tarderez pas, ne tardez pas. 488 Tendre, porgere, to
aimât. — Vous tendre, me tendre, je vous tends, vous me tendez, je lui tendais,
il me tendait, tendez-moi. 301 Tenir, tenere, to hold. — Me tenir, vous tenir,
je vous tiens, il me tient, vous me tenez, je vous tiendrai, il ne tiendra pas,
vous me tiendrez, tenez, ne le tenez pas. 499 Traduire, tradurre, to translate.
— Traduisez. 499 Trahir, tradire, to betray. — Vous, me trahir, je ne trahirai
pas, je ne vous trahirai pas, vous ne me trahirez pas, ne me trahissez pas. 499
Traiter, trattare, to treal. — Vous, me, le traiter, je vous traite, il me
traite, vous me traitez, je ne traitais pas, il me traitait, il ne me trai-
tait pas, je vous traiterai, si vous me traitez, vous me traiterez.
50,"> Transporter, trasportare, to transport. — Transportez. 504
Travailler, lavorare, to work. — Je ne travaille pas, vous ne travail- lez pas,
je ne travaillerai pas, ne travaillez pas. 240 Traverser, traversare, to pass.
— Traversez. 507 Tkembler, tremare, to tremble. — Je ne tremble pas, ne
tremblez pas. 508 Tromper, soverchiare, to deceive. — Me, vous tromper, je ne
vous trompe pas, vous me trompez, ne me trompez pas. 450 Tromper, ingannare, to
deceive. — Le, vous, me tromper, je ne vous trompe pas, vous me trompez, je me
trompai, il me trompa, je ne tromperai pas, vous ne me tromperez pas, je vous
tromperais, je ne vous tromperais pas, vous ne me tromperiez pas, ne me trompez
pas. 221 Trompkr (se), ingannarsi, to mistake. — Je me trompe. 222 XXIV TABLEAU
DES PHRASES ELEMENTAIRES. Trouver, trovare, to find. — Me trouver, vous
trouver, je vous trouve, vous me trouvez, je vous trouverai, on trouvera, vous
me trouverez, trouvez. Tuer, uccidere, to kill. — Tuez. u Unir, unire, to
unite. — Vous unir, les unir, m'unir, je m'unis, je m'unirai, il s'unira, vous
vous unirez, ils s'uniront. 516 User, usare, to wear. — Je n'userai pas, vous
n'userez pas. 517 Usurper, usurpare, to usurp. — Je n'usurpe pas., je
n'usurperai pas, n'usurpez pas. 518 •v "Valoir, valere, to be worth. — Il
ne vaut pas. 519 Vanter (se), vantarsi, to boast. — Me vanter, vous vanter, je
ne me vante pas, ne vous vantez pas. ( V. le verbe.) . 521 Varier, variare, to
vary. — Variez. 521 Veilt.er, vegliare, to sit up. — Veillez. 523 Vendre,
vendere, to seel. — Me vendre, vous vendre, je ne vends pas, on vend,
vendez-moi. ( V. le verbe. ) 5 24 Vfnérer, venerare, to venerate. — Je vous
vénère. 526 Venger, vendicare, to take reveng. — Me, vous venger, je me venge,
il se venge, ils se vengent, je me vengerai, il se vengera, vous vous vengerez,
vengez vous, vengez. 5 25 Venir, venire, to come. — Je ne viens pas, si tu
viens, si tu ne viens pas, si vous ne venez pas, venez. ( V. le verbe. ) 526
Venir a bout, venire a capo, to accomplish. — Je viendrai à bout. 527 Visiter,
visitare, to visit. — Me visiter, vous visiter, le visiter, je ne visite pas,
je vous visiterai. 533 Vivre, vivere, to live. — Vivez. 534 Voir, vedere, to
see. — Vous, me, le voir, je ne vois pas, je vous vois, on voit, vous ne voyez
pas, vous le voyez. ( P.ie verbe.) 521 Voter ( donner sa voix ), votare, to
vote. — Je ne voterai pas, votez, ne votez pas. 5V0 Voyager, viaggiare, to
travel. — Voyagez. 531 Vouloir, volere, to want. — Me, le vouloir, je neveux
pas, je le veux, je ne voudrais pas. ( V. le verbe. ) 537 Vouloir (pour
souhaiter), volere ( per desiderare) ', to wish. — Si vous voulez, si vous ne
voulez pas, si je voulais, s'il voulait, s'il ne voulait pas, si vous vouliez,
si vous ne vouliez pas. 536 L - ABBAGLIARE ÉBLOUIR ro DAZZLE L = Abbagliarvi
Vous éblouir Io dazzle you L • Abbaglio ï'éblouis I dazzle L ■•Abbagli Tu
éblouis Tbou dazzlest ( - Abbaglia [l éblouit He dazzles ( = Abbagliamo Nous
éblouissons We dazzle ( • Abbagliate Vous éblouissez You dazzle ( •• Mi
abbagliate Vous m'éblouissez You dazzle me H - A.bbagliano Ils éblouissent They
dazzle H = Abbagliava J'éblouissais I dazzled H • Abbagliavi Tu éblouissais
Thou dazzledst H •• Abbagliava Il éblouissait He dazzled 1 - Abbagliavamo Nous
éblouissionsWe dazzled 1 = Abbagliavate Vous éblouissiez You dazzled 1 •
Abbagliavano Ils éblouissaient They dazzled 1 Abbagliai J'éblouis I dazzled o —
Abbagliasti Tu éblouis Thou dazzledst o = Abbagliò Il éblouit He dazzled 0 .
Abbagliammo Nous éblouîmes We dazzled o .. Abbagliaste Vous éblouîtes You
dazzled 1 - Abbagliarono Ils éblouirent. They dazzled 1 = Abbaglieró
J'éblouirai I shall dazzle 1 • Abbaglienti Tu éblouiras Thou wilt dazzle 1 ..
Abbagliera Il éblouira He will dazzle ),- Abbaglieremo Nous éblouirons We shall
dazzle ) = Abbagliente Vous éblouirez You will dazzle ) . Abbaglieranno Ils
éblouiront. They will dazzle ) .. Abbagliando Éblouissant Dazzling + —
Abbagliato Ébloui Dazzled + = Abbagliati Éblouis Dazzled + . Abbagliata Éblouie
Dazzled + ■• Abbagliate. Éblouies Dazzled ^ Abbajare Aboyer To BARK ~^ = Abbaja
Il aboie He barks \ . Abbajano Ils aboient They bark \ . . abbajava Il aboyait
He barked p - Abbajavano Ils aboyaient They barked p = Abbajó Il aboyHe barked
p ■ Abbajarono Ils aboyèrent They barked p .. Abbajerâ Il aboiera He will bark v — Abbajeranno
Us aboieront They will bark v = Abba j andò Aboyant Barking v . Al)bajato Abozé
Barked v .. Abbandonare Abandonner To abandon- 0 — Abbandonarvi Vous abandonner
To abandon you 0 = Abbandonarmi M'abandonner To abandon me 0 . Io abbandono
J'abandonne I abandon 0 . Non vi abbandono Je nevous abandonne pas Y do not
abandon you / - • \ i abbandono Je vous abandonne Y abandon you / = = Abbandoni
Tu abandonnes Thou abandonest / Abbandona Il abandonne He abandons / • Abbandoniamo
Nous abandonnons We abandon A - - Yoi abbandonate Vous abandonnez You abandon A
= = Non mi abbandonate Vous ne m'abandonnez p You do not abandon me 2 VERBI.
VERBES. VERBS. L - Eglino abbandonano Ils abandonnent They abandon L =
Abbandonava t'abandonnais I was abandoning L • Abbandonavi Tu abandonnais Thou
wast abandon L ... Abbandonava Il abandonnait He was abandoning ( -
Abbandonavamo Nous abandonnions We were abandoning( = Abbandonavate Vous
abandonniez You were abandoning 1 • Abbandonai ano [ls abandonnaient [bey were
abandoning i .. Abbandonai
['abandonnai I abandoned H — Abbandonasti Tu abandonnas Tiiou abandonedst -I =
Abbandonò Il abandonna He abandoned H . • Abbandonammo Nous abandonnâmes We
abandoned H •• AbbandonasteVous abandonnâtes You abandoned 1 - Abbandonarono
Ils abandonnèrent I'liey abandoned Abbandonerò J'abandonnerai I .shall abandon
i • Non vi abbandonerò Jenevousabandonneraip. I shall noi abandon 1 ••
Abbandonerai Tu abandonneras rhou wilt abandon o — Abbandonerà Il abandonnera
He will abandon 0 = Abbandoneremo Nous abandonnerons We aliali abandon o .
Abbandonerete Vous abandonnerez You will abandon 0 . . Abbandoneranno Ils
abandonneront They will abandon 1 - Abbandona Abandonne Abandon 1 = Abbandoni
Qu'il abandonne Let him abandon 1 • Abbandoniamo Abandonnons Let us abandon 1
•• Abbandonate Abandonnez Abandon ) - Abbandonino Qu'ils abandonnent Let them
abandon ) = Cb'io abbandoni Que j'abandonne That I may abandon ) • Che
abbandoni Que lu abandonnes Th. thou mayst abandon ) •• Che abbandoni Qu'il
abandonne Th. he may abandon L) Che abbandoniamo Que nous abandonnions Th. we
may abandon 4- == Che abbandoniate Que vous abandonniez Th. you may abandon — .
Che abbandonino Qu'ils abandonnent ih. they may abandon 4- .. Che io
abbandonassi Que j'abandonnasse That I might abandon \ — Che abbandonassi Que
tu abandonnasses Th. thou mighst abandon ~-^ = Che abbandonasse Qu'il
abandonnât Th. he might abandon ^ . Che abbandonassimo Que nous abandonassions
Th. we might abandon \ .. Che abbandonaste Que vous abandonnassiez Th. you might
abandon P — Che abbandonassero Qu'ils abandonnassent Th. they might abandon P =
Abbandonando Abandonnant Abandoning P • Abbandonato Abandonné Abandonned P •■
Abbandonati Abandonnés Abandonned V - Abbandonata Abandonnée Abandonned V =
Abbandonate Abandonnées Abandonned v . Abbassare Abaisser To Lower ( bring down v .. Abbasso
J'abaisse I lower 0 — Abbassa Il abaisse He lowers id = Abbassiamo Nous
abaissons We lower 0 . Abbassate Vous abaissez You lov\ er 0 .. Abbassano Ils
abaissent They lower / - Abbasserò J'abaisserai I shall lower / = Abbasserai Tu
abaisseras Thou wilt lower / . Abbasserà Il abaissera He will lower / ..
Abbasseremo Nous abaisserons We shall lower A - Abbasserete Vous abaisserez You
will lower A = Abbasseranno Ils abaisseront They will lower A • Abbassando Abaissant
Lowering A •• Abbassato Abaissé Lowered T - Abbassati Abaissés Lowered T = -
Abbassata Abaissée Lowered T Abbassate i Abaissées Lowered VERBI. VERBES.
VERBS. O \_ — Abbattere Abattre To abate (striek down) L = Abbatto J'abats I
abate L • Abbatti Tu abats Thou abatest L •• Abbatte Il abat He abates ( -
Abbattiamo Nous abattons We abate ( = Abbattete Vous abattez You abate ( •
Abbattono Ils abattent They abate ( •• Abbatterò J'abattrai I shall abate H -
Abbatterai Tu abattras Thou wilt abate H = Abbatterà Il abattra He will abate H
• Abbatteremo Nous abattrons We shall abate H •• Abbatterete Vous abattiez You
vi ill abate 1 - Abbatteranno Ils abattront They will abate i = Abbattendo
Abattant Abating 1 Abbattuto Abattu Abated i •• Abbattuti Abattus Abated e —
Abbattuta Abattue Abated o = Abbattute Abattues Abated o . Abbellire Orner To
ADORN o .. Abbellisco J'orne I adorn 1 - Abbellisce Il orne He adorns 1 =
Abbelliamo Nous ornons We adorn 1 • Abbellite Vous ornez You adoni 1 ••
Abbelliscono Ils ornent They adorn ) - Abbellirò J'ornerai I shall adorn ) =
Abbellirai Tu orneras Thou wilt adorn ) • Abbellirà Il ornera He will adorn )
•• Abbelliremo Nous ornerons We shall adorn + — Abbellirete Vous ornerez You
will adorn + = Abbelliranno Ils orneront They will adora + . Con abbellire En ornant In adorning ~r • •
Abbellito Orné Adorned "«*, — Abbelliti Ornés Adorned *> — Abbellita
Ornée Adorned v. . Abbellite Ornées Adorned "«Si . . Abbendare Bander To
BEND 0 — Abbendando Bandant Bending p = Abbendato Bandé Bent p Abbendati B
amies Bent p •• Abbendata Bandée Bent V — Abbondate Bandées Bent V = Abbeverare
Abreuver To WATER V • Abbeverando Abreuvant Watering v .. Abbeverato Abreuvé Watered 0 —
Abbeverati Abreuvés Watered 0 = Abbeverata Abreuvée Watered o . Abbeverate
Abreuvées Watered 0 .. Abbigliare Habiller Do DRESS / - Abbiglio J'habille I
dress / = Abbiglia Il babille He dresses / • Abbigliamo Nous habillons We dress
/ .. Abbigliate Vous habillez You dress A — Abbigliano Ils habillent They dress
A = Abbigliava J'habillais I dressed A • Abbigliava Il habillait He dressed A
•• Abbigliavamo Nous habillions We dressed T- Abbigliavate Vous habilliez You
dressed T = Abbigliavano Ils habillaient They dressed 4 VERBI. VERBES. VERBS. L —
Abbigliai J'habillai 1 dressed L = Abbigliasti Tu babillas Thou dressedst L .
Abbigliò II habilla He dressed j_ .. Abbigliammo Noos habillâmes We dressed ( —
Abbigliaste Vous habillâtes You dressed ( — Abbigliarono Ils habillèrent They
dressed c . Abbicherò J'haillerai [ «bali dress ( - Abbiglierai Tu habilleras
Thou wilt dress -\ — Abbigliela [1 habillera He will dress H = \bbiglieremo
Nous habillerons We shall dress H • Abbiglierete Vous Babillerez You will dress
M •■ Abbiglieranno fis habilleront They will dress 1 — Abbigliando Habillant
Dressing 1 = Abbiglialo Habille Dressed I . Abbigliali Habilles Dressed 1 •• Abbigliala Habillée
Dressed o — Abbigliale Habillées Dressed 0 = Abbittare (t. di marina) Bitter
(1. de marine) TO RIT o . Abbitto le bitte I bit () .. Abbitti Tu billes Thou
bitfest 1 - Abbitta 11 bitte He bits 1 = Abbcttiamo Nous biltons We bit "1
. Abbinate Vous bittez You bit 1 .. Abbinano Ils bittent They bit ) - Abbittava Je luttais
I bitted Abbinava Il bittait He bitted ) . Abbinavamo Nous billions We billed )
.. Abbinavate Vous bittiez You bitted -f — Abbinavano Ils bittaient They bitted
+ = Abbinai Je bittai I bitted + . Abbittó Il bitta He bitted + .. Abbinammo
INous bittàmes We bitted \ — Abbinaste Vous biltàtes You bitted \ = Abbinarono
Ils bittèrent They bitted -^ Abbinerò Je bitterai I sbaU bit ^ . . Abbinerai Tu
bitteras Thou wilt bit Û — Abbinerà Il bittera He will bit P = Abberemo Nous
lutterons ^\Ye shall hit p Abbinerete Vous bi lierez Y'ou will bit 0
Abbineranno Ils bitteront They will bit V - Abbinando Bittant Bitting V =
Abbinato Bitte Bitted V • Abbinati Bittes Bitted v .. Abbinata Bittée Bitted o
- - Abbinate Bittées Bitted o = : Abboccarti S'aboucher To HAVE an interview 0
Abboccandosi S'abouchant Having an interview- G . Abboccato Abouché Had an
interview 1 - - Abboccati Abouchés Had an interview 1 = ^ Abboccata Abouchée
Had an interview / Abboccate Abouchées Had an interview / • Abbonacciare Calmer
To CALM A - - Abbonaccia Il calme He calms A = = Abbonaciava Il calmait He
calmed A . Abbonacciò Il calma He
calmed A . . Abbonaccerà Il calmera He will calm T- - Abbonacciando Calmant
Calming T = = Abbonacciato Calmé Calmed VERBI. VERBES. VERBS. 5 L -
Abbonacciati Calmés Calmed L = Abbonacciata Calmée ) = Abbinava Il bittait He
bitted ) . Abbinavamo Nous billions We billed ) .. Abbinavate Vous bittiez You
bitted -f — Abbinavano Ils bittaient They bitted + = Abbinai Je bittai I bitted
+ . Abbittó Il bitta He bitted + .. Abbinammo INous bittàmes We bitted \ —
Abbinaste Vous biltàtes You bitted \ = Abbinarono Ils bittèrent They bitted -^
Abbinerò Je bitterai I sbaU bit ^ . . Abbinerai Tu bitteras Thou wilt bit Û —
Abbinerà Il bittera He will bit P = Abberemo Nous lutterons ^\Ye shall hit p
Abbinerete Vous bi lierez Y'ou will bit 0 Abbineranno Ils bitteront They will
bit V - Abbinando Bittant Bitting V = Abbinato Bitte Bitted V • Abbinati Bittes
Bitted v .. Abbinata
Bittée Bitted o - - Abbinate Bittées Bitted o = : Abboccarti S'aboucher To HAVE
an interview 0 Abboccandosi S'abouchant Having an interview- G . Abboccato
Abouché Had an interview 1 - - Abboccati Abouchés Had an interview 1 = ^
Abboccata Abouchée Had an interview / Abboccate Abouchées Had an interview / •
Abbonacciare Calmer To CALM A - - Abbonaccia Il calme He calms A = =
Abbonaciava Il calmait He calmed A . Abbonacciò Il calma He calmed A . . Abbonaccerà Il calmera He will calm
T- - Abbonacciando Calmant Calming T = = Abbonacciato Calmé Calmed VERBI.
VERBES. VERBS. 5 L - Abbonacciati Calmés Calmed L = Abbonacciata Calmée Calmed
L • Abbonacciate Calmées Calmed L •• Abbondare Abonder To ABOUND ( - Abbondo
J'abonde I abound . Abbordata Abordée Landed "^ - Abbordate Abordées
Landed P - Abborrfre DÉTESTER To DETEST ? = Abbonisco Je déteste I detest ? •
Abbonisce Il déteste He detests 0 Abboniamo Nous détestons We detest V -
Abbonite Vous détestez You detest V = Abboniscono Ils détestent They detest v .
Abboniva Je détestais I detested v .. Abboniva Il détestait He detested u —
Abbonivamo Nous détestions We detested 0 = Abbonivate Vous détestiez You
detested 0 . Abbonivano Ils détestaient They detested 0 .. Abbonendo Détestant
Detesting / - Abbonito Détesté Detested / = Abboniti Détestés Detested / .
Abbonita Détestée Detested / .. Abbonite Détestées Detested A — Abbottonare
Boutonner To BUTTON UP A = Abbottono Je boutonne 1 button up A . Abbottoni Tu
boutonnes Thou buttonest up A •• Abbottona [1 boutonne He buttons up T —
Abbottoniamo Nous boutonnons We button up T = Ablxrttonate Vous boutonnez You
button up 1. 6 VERBI. » VERBES. VERBS. L — Abbottonano Ils boutonnent They
button up L = Abbottonatevi Boutonnez-vous Button yourself up L • Abbottonato
Boulonné Buttoned up L •• Abbozzare* ÉBAUCHKR To SKETCH ( — Abbozzo J'ébauche I
sketch ( = Abbozzi Tu ébauches Thou sketchest ( Abbozza [1 ébauche He sketches
( •• Abbozziamo Nous ébauchons We sketch -{ — Abbozzate Vous ébauchez You
sketch H = Abbozzano Ils ébauchent Thev sketch H . Abbozzerò J'ébaucherai I
sball sketch -\ ■■ Abbozzerai Tu ébaucheras Thou wilt sketch 1 — Abbozzerà [1
ébauchera He will sketch I = Abbozzeremo Nous ébaucherons We shall sketch 1
Abbozzerete Vous ébaucherez You will sketch 1 •• Abbozzeranno Ils ébaucheront
They will sketch o — abbozzando Ébauchant Skeching o = Abbozzato Ébauché
Sketched o . Abbozzata Ébauchée Shetched o .. Abbracciare Embrasser TO EMBRACE 1 —
Abbraccio J'embrasse Embrace 1 = Ti abbraccio Je t'embrasse I embrace thee 1 .
Vi abbraccio Je vous embrasse I embrace, you 1 •• Abbracci Tu embrasses Thou
embracest ) - Abbraccia Il embrasse He embraces ) = Abbracciamo Nous embrassons
We embrace ) . Abbracciate Vous embrassez You embrace ) •• Abbracciano Ils
embrassent They embrace + — Abbracciava J'embrassais I embraced + = Abbracciava
Il embrassait He embraced + • Abbracciavamo Nous embrassions We embraced + ..
Abbracciavate Vous embrassiez You embraced *>s Abbracciavano Ils
embrassaient They embraced •«^ — Abbracciai J'embrassai I embraced ^ .
Abbracciò Il embrassa He embraced *»s . . Abbracciammo Nous embrassâmes We
embraced p - Abbracciaste Vous embrassâtes You embraced P F= Abbracciarono Ils
embrassèrent They embraced p . Abbraccerò J'embrasserai I shall embrace p ..
Abbraccerai Tu embrasseras Thou wilt embrace V - Abbraccerà Il embrassera He
will embrace V = Abbracceremo Nous embrasserons We shall embrace v .
Abbraccerete Vous embrasserez You will embrace V •> Abbracceranno Ils
embrasseront They will embrace 0 — Abbraccia Embrasse Embrace 0 = Abbracci
Qu'il embrasse Let him embrace 0 . Abbracciamo Embrassons Let us embrace 0 .. Abbracciate
Embrassez Embrace / - Abbraciatemi Embrassez-moi Embrace me / = Abbraccino
Qu'ils embrassent Let them embrace / • abbracciando Embrassant . Embracing / ••
Abbracciato Embrassé Embraced A - Abbracciati Embrassés Embraced A =
Abbracciata Embrassée Embraced A • Abbracciate Embrassées Embraced A ••
Abbrancare Empoigner TO GRA.SP T- Abbrancando Empoignant Grasping T =
Abbrancato Empoigné Grasped T • Abbrancati Empoignés Grasped VERBI. VERBES.
VERBS. L - Abbrancata Empoignée Grasped L - Abbrancate Empoignées Grasped L •
Abbriyidire Frissonner To SHIVER L •• Abbrividisco Je frissonne I sbiver ( -
Abbrividisci Tu frissonnes Tbou sbiverest ( = Abbrividisce Il frissonne He
shivers ( . Abbrividiamo Nous frissonnons We shiver ( -. Abbrividite Vous
frissonnez You shiver -*- Abbrividiscono Ils frissonnent They shiver H =
Abbrividiva Je frissonnais I shivered H . Abbrividiva Il frissonnait He
shivered H •• Abbriviti ivamo Nous frissonnions We shivered 1 - Abbrividivate
Vous frissonniez You shivered 1 = Abbrividivano Ils frissonnaient They shivered
1 . Nell' abbrividire En frissonnant Shivering 1 .. Abbrividito Frissonné
Shivered o — Abbriyidirsi Engourdir ( s' ) • TO GROW NUMR o = Abbrh idendosi
S'engourdissant Growing numb 0 . Abbrividito Engourdi Grown numb 0 .. Abbrividiti
Engourdis Grown numb 1 -Abbrividita Engourdie Grown numb 1 = Abbrividite
Engourdies Grown numb 1 . Abbreviare Abréger TO ABRIDGE 1 .. Abbrevio J'abrège
I abridge ) - Abbrevi Tu abrèges Thou abridge ) = Abbrevia Il abrège He abridge
) . Abbreviamo Nous abrégeons We abridge ) .. Abbreviate Vous abrégez You
abridge H Abbreviano Ils abrègent They abridge + = Abbrevieró J'abrégerai I
shall abridge + • Abbrevierai Tu abrégeras Thou wilt abridge + •• Abbreviera Il
abrégera He will abridge \ — Abbrevieremo Nous abrégerons We shall abridge -s.
= Abbrevierete Vous abrégerez You will abridge *■>. . Abbre^ieranno Ils
abrégeront They will abridge. ^-» . . Abbreviando Abrégeant Abridging ? — '
Abbreviato Abrégé Abridged 0 = Abbreviati Abrégés Abridged p Abbreviata Abrégée
Abridged ? .'. Abbreviate Abbrégées Abridged V — Abbronzare (del sole) Ha
LERipar l'effet du soleil To scorch V = Abbronzato Hàlé Scorched V • Abbronzati
Hàlés Scorched V .. Abbronzata Halée Scorched 0 — Abbronzate Hâlées Scorched 0
= Abbruciare Brûler To BURN 0 . Abbrucio Je brûle I burn 0 •• Abbruci Tu brûles
Thou burnest / - Abbrucia Il brûle He burns / = Abbruciamo Nous brûlons We burn
/ . Abbracciate Vous brûlez You burn / .. Abbruciano Ils brûlent They burn A -
Abbruciava Je brûlais I was burning A = Abbruciavi Tu brûlais Thou wast burning
A • Abbruciava Il brûlait He was burning A •• Abbracciavamo Nous brûlions We
were burning T- Abbruciavate Vous brûliez You were burning T = Abbruciavano
[Ils brûlaient They were burning 8 VERBI. L - Abbruciando L = Abbruciato L ■
Abbruciate L •• Abbruciata ( - Abbruciate ( = Abbrustolare (, Abbrustolando (
•• Abbrustolato H - Abbrustolati H = Abbrustolata H • Abbrustolate H ..
Abdicare 1 — Abdicando 1 = Abdicato 1 . Abdicati 1 •• Abdicata o — Abdicate o =
Abitare 0 . Abito o .. Abiti 1 - Abita 1 = Abitiamo 1 . Abitate 1 .. Abitano )
- Abitava ) = Abitavi ) . Abitava ) . Abitavamo H Abitavate 4- = Abitavano + .
Abitando + .. Abitato •*s. Abituarsi *««. = M' abituo \ . T abitui •^ . . S'
abitua p - Ci abituiamo p = Vi abituate p . Si abituano ? Mi abituava V — Si
abituava V = Ci abituavamo v . Vi abituavate v .. Si abituavano 0 — Mi abituai
o = Si abituò 0 . Ci abituammo 0 .. Vi abutuaste 1 - Si abituarono / - Mi
abituerò / • Ti abituerai / •• Si abituerà A — Ci abitueremo A = Vi abituerete
A . Si abitueranno A •• Abituandosi T — Abituato T = Abituati verbes. VERBS.
Brûlant Burning Brûlé Burned Brûlés Burned Brûlée Bui-ned Brûlées Burned
Griller To broil Grillant Broiling Grillé Broiled Grillés Broiled Grillée Broiled
Grillées Broiled Abdiques To RESIGN Abdiquant Resigning Abdiqué Resigned
Abdiqués Resigned Abdibuée Resigned Abdiquées Resigned H veiter To nwi !.l ( v.
Inhabit ) J'habile I dwell Tu habites Thou dwellest Il habite He dwells Nous
habitons We dwell Vous habitez You dwell Us habitent They dwell J'habitais I
dwelt Tu habitais Thou dwellest Il habitait He dwelt Nous habitions We dwelt
A'ous habitiez YOU dwelt Us habitaient They dwelt Habitant Dwelling Habité
Dwelt S'ACCOLTI MUR TO ACCUSTOM ONESSELF Je m'accoutume I accustom myself Tu
t'accoutumes Thou accustomestthysel! Il s'accoutument He accustoms himself Nous
nous accoutumons We accustom ourselves Vous vous accoutumez You accustom
yourselves Ils s'accoutume They accustom themseh . Je m'accoutumais I accustomed
myself Il s'accoutumait He accustomed himself Nous nous accoutumions We
accustomed ourselves Vous vous accoutumiez You accustomed yoursei. Ils
s'accoutumaient They accustomed thems. Je m'accoutumai I accustomed myself Il
s'accoutuma He accustomed himself Nous nousaccoutumâmes We accustomedoursehfs
Vous vous accoutumâtes You accustomed yoursei. Ils s'accoutumèrent They
accustomed thems. Je m'accoutumerai I shall accustom myself Tu t'accoutumeras
Thou wilt accustom thys Il s'accoutumera He will accustom himself Nous n.
accoutumerons We shall accustom ours. Vous vous accoutumerez You will accustom
your. [ls s'accoutumeront They will accustom th. S'accoutumant Accustoming
one'sself Accoutumé Accustomed Accoutumés Accustomed VERBI. VERBES. VERB?. 9 L —
abituata Accoutumée Accustomed. L = Abituate Accoutumées Accustomed L • Abolire
Abolir TO ABOLISH L •• Abolendo Abolissant Abolishing ( — Abolito Aboli
Abolished ( = Aboliti Abolis Abolished ( • Abolita Abolie Abolished ( ••
Abolite Abolies Abolished H - Abortire Avorter To MISCARRY H = Abortito Avorté
Miscarried H • Abortiti Avortés Miscarried H •• Abortita Avortée Miscarried 1 -
Abortite Avortées Miscarried 1 = Abusare Abuser TO ABUSE 1 Abuso J'abuse I
abuse 1 .. Abusi Tu abuses Thou abusest o — Abusa Il abuse He abuses o =
Abusiamo Nous abusons We abuse 0 . Abusate Vous abusez You abuse o .. Abusano
Ils abusent They abuse 1 — Abusava J'abusais I abused 1 = Abusavi Tu abusais
Thou abusedst 1 . Abusava Il abusait He abused 1 ■■ Abusavamo Nous abusions We
abused ) — Abusavate Vous abusiez You abused ) = Abusavano Ils abusaient They
abused ) . Abusai J'abusai I abused ) •• Abusasti Tu abusas Thou abusedst + —
Abusò Il abusa He abused + = Abusammo Nous abusâmes We abused + . Abusaste Vous
abusâtes You abused + .. Abusarono Ils abusèrent They abused ^ — Abuserò
J'abuserai I shall abuse ^ = Abuserai Tu abuseras Thou wilt abuse «^ Abuserà Il
abusera He will abuse ^>. . . Abuseremo Nous abuserons We shall abuse p -
Abuserete Vous abuserez You will abuse p = Abuseranno Ils abuseront They will
abuse ? . Abusando Abusant Abusing p •• Abusato Abusé Abused v — Accadere
Arriver TO ARRIVE v = Accadermi M'arriver To arrive to me v . Accader vi Vous
arriver To arrive to you v .. Accade Il arrive He arrives 0 — Mi accade Il m'arrive
It arrives to me 0 = Non mi accade Il ne m'arrive pas It do not arrives to me 0
. Accadeva Il arrivait He was arriving 0 -. Accadde Il arriva He arrived 1 -
Accadrà Il arrivera He shall arrive / = Accadrebbe Il arriverait He would
arrive / • Accada Qu'il arrive Let him arrive / •• Accadesse Qu'il arriva That
he might ani ve A - Se mi accadesse S'il m'arrivait If it arrive to me A = Sevi
accadesse S'il vous arrivait If it arrive to you A • Accadendo Arrivant
Arriving A •• Accaduto Arrivé Arrived T - Accamparsi Camper To ENCAMP T = [MI
accampo Je campe jl encamp 10 VERBr. VERBES. VERBS. L - Si accampa 1 campe He
encamps L = Ci accampiamo Nous campons We encamp L • Vi accampate Vous campez
You encamp L •• Si accampano Ils campent They encamp ( - Mi accampava Je
campais I encamped ( = Si accampava Il campait He encamped ( • Ci accampavamo
Nous campions We encamped ( •• Vi accampavate Vous campiez You encamped H - Si
accampavano Us campaient They encamped -T= Mi accampai Je campai I encamped H •
Si accampò Il campa He encamped H •• Ci accampammo Nous campâmes "We
encamped 1 - Vi accampaste Vous campâtes You encamped 1 = Si accamparono Ils
campèrent They encamped 1 • Mi accamperò Je camperai [ shall encamp 1 •• Ti
accamperai Tu camperas Thou wilt encamp o — Si accamperà Il campera He will
encamp 0 = Ci accamperemo Nous camperons We shall encamp 0 . Vi accamperete
Vous camperez You will encamp 0 .. Si accamperanno Us camperont They will
encamp 1 - Accampandosi Campant Encamping 1 = Accampato Campé Encamped 1 . Accampati
Campés Encamped 1 .. Accampata Campée Encamped ) - Accampate Campées Encamped )
= Accanire Achat, ner TO ANIMATE ) . Accanendo Acharnant Animating ) ..
Accanito Acharné Animated + — Accaniti Acharnés Animated + = Accanita Acharnée
Animated + . Accanite Acharnées Animated + .. ACC ARRICCIA RE Frémir To SHUDDER
■^ — Accapriccio Je frémis I shudder ^ = Accapricci Tu frémis Thou shudderest
«N^ . Accapriccia Il frémit He shudders *•». .. Accapricciamo Nous frémissons
We shudder ? - Accapricciate Vous frémissez You shudder p = Accapricciano Ils
frémissent They shudder f> Accapricciava Je frémissais I shuddered ? ••
Accapricciavi Tu frémissais Thou shudderedst V — Accapricciava Il frémissait He
shuddered V = Accapricciavamo Nous frémissions We shuddered v . Accapricciavate
Vous frémissiez You shuddered V .. Accapri celavano Ils frémissaient They
shuddered 0 — Accapricciai Je frémis I shuddered o = Accapriciasti Tu frémis
Thou shudderedst 0 . Accapriccio Il frémit He shuddered 0 .. Accapricciammo
Nous frémîmes We shuddered / - Accapricciaste Vous frémîtes You shuddered ./ =
Accapricciarono Ils frémirent They shuddered / •Accapricciando Frémissant
Shuddering / .. Accapricciato Frémi Shuddered A - Accapricciati Frémis
Shuddered A = Accapricciata Frémie Shuddered A • Accapricciate Frémi es
Shuddered A •• Accarezzare Caresser To CARESS T — Accarezzo Je caresse I caress
T = Accarezzi Tu caresses Thou caressest T • Accarezza Il caresse He caresses
VERBI. VERBES. VERBS. 1 i I - Accarezziamo Vous caressons We caress L =
Accarezzate Vous caressez You caress L • Accarezzano [Is caressent rhey caress
L •• Accarezzava Je caressais ; caressed ( - Accarezzavi Ta caressais Thou
caressedst ( = Accarezzava [1 caressait He caressed ( • Accarezzavamo Nous
caressions We caressed ( •• Accarezzavate Vous caressiez You caressed H -
Accarezzavano Us caressaient They caressed -i = Accarezai Je caressai I
caressed H • Accarezzasti Tu caressas Thou caressedst H •• Accarezzò Il caressa
He caressed I - Accarezzammo Nous caressâmes We caressed 1 = Accarezzasti Vous
caressâtes You caressed I • Accarezzarono Ils caressèrent They caressed 1 ••
Accarezzerò Je caresserai I shall caress o — Accarezzerai Tu caresseras Thou
wilt caress 0 — Accarezzerà Il caressera He will caress 0 . Accarezzeremo Nous
caresserons We shall caress o .. Accarezzerete Vous caresserez You will caress
1 - Accarezzeranno lis caresseront They will caress 1 = Accarezzando Caressant
Caressing 1 - Accarezzato Caressé Caressed 1 .. Accarezzati Caressés Caressed )
- Accarezzata Caressée Caressed ) = Accarezzate Caressées Caressed ) .
Accartocciare Envelopper (encornet) To WRAPP ) •• Accartocciando Enveloppant
Wrapping + — Accartocciato Enveloppé Wrapped 4- = Accartocciati Enveloppés
Wrapped +, Accartocciata Enveloppée Wrapped + . Accartocciate Enveloppées
Wrapped *■*. — Accasarsi Se mettre en ménage TO SET IP A HOUSE \ — Accasandosi
Se mettant en ménage Setting up a house *»». Accasato Mis en ménage Set up a
house ■^ . . Accasati Mis en ménage Set up a house ? — Accasata Mise en ménage
Set up a house 3 = Accasate Mises en ménage Set up a house ? . Accattare
Emprunter TORORF.OW ? •• Accattando Empruntant Borrowing V — Accattato Emprunté
Borrowed V = Accattati Empruntés Borrowed V • Accattata Empruntée Borrowed V ••
Accattate Empruntées Borrowed 0 — VCCECARE Aveugler To BLIND jO = Mi accieco Je
m'aveugle I hlind myself « . Ti àcciechi Tu t'aveugles Thou hlindest thyself 0
.. Si accieca Il s'aveugle He hlinds himself / - Ci aeciechiamo Nous nous
aveuglons We hlind ourselves / - Vi accieca te Vous vous aveuglez You hlind
yourselves / • Si acciecano Ils s'aveuglent They hlind themselves / •• Mi
acciecava Je m'aveuglais I Blinded myself A - Ti acciecavi Tu t'aveuglais Thou
hlindedst thyself A = Si acciecava Il s'aveuglait He Winded himself A • Ci
accieca vamo Nous nous aveuglions We blinded ourselves A • Vi accecavate Vous
vous aveugliez You blinded yourselves T- - Si acciocavano Tls s'aveuglaient
Thev blinded themselves T = - Acciecalo Aveuglé Blinded ri VERBI. VERBES.
VERBS. L - Acciecati Aveuglés Blinded L = Acciecata Aveuglée Blinded L •
Acciecale Aveuglées Blinded Accedere Accéder TO ACCEDE ( — Acceduto Accede
Acceded ( = Accelerare Hater TO HASTEN Accelerando Hâtant Hastening Accelerato
Hate Hastened H - Accelerati Hides Hastened H = Accelerata Hâtée Hastened H •
Accelerate Hâtées Hastened H -• Accendere ALLUMEE TO LIGHT - 1 Accendo J'allume
I light 1 = Accendi Tu allumes Thou lightest Accende il allume He lishts
Accendiamo Nous allumons We light o — Accendete Vous allumez You light 0 = Accendono
Ils allument They light Accendeva J'allumais I was lighting Accendevi Tu
allumais Thou wast lighting "I — Accendeva Il allumait He was lighting
"1 = Accendevamo Nous allumions We were lighting Accendevate Vous allumiez
You were lighting Accendevano Ils allumaient They were lighting ) — Accesi
J'allumai I lighted ) — Accendesti Tu allumas Thou Ughtedst Accese Il alluma He
lighted Accendemmo Nous allumâmes We lighted H Accendeste Vous allumâtes You
lighted 4- = Accesero Ils allumèrent They lighted + . Accenderò J'allumerai I
shall light + •• Accenderai Tu allumeras Thou wilt lijdit v^ — Accenderà Il
allumera He will light -*, = Accenderemo Nous allumerons We shall light ■«s •
Accenderete Vous allumerez You will light *>v, . . Accenderanno Ils allumeront
They will light P - Accendi Allume Light P = Accenda Qu'il allume Let him light
? • Accendete Allumez Light ? • • Accendendo Allumant Lighting V - Acceso
Vilume Lighted V = Accesi Allumés Lighted V . Accesa Allumée Lighted V ••
Accese Allumées Lighted 0 — Accennare Faire signe To BECKON 0 = Accenno Je fais
signe I heckon 0 . Accenni Tu fais signe Thou beekonesl 0 ■■ Accenna Il fait
signe He beckons 1 - Accenniamo Nous faisons signe We beckon 1 = Accennate Vous
faites signe You beckon / . Accennano Ils font signe They beckon / .. Accennava
Je faisais signe I beckoned A — Accennavi Tu faisais signe Thou beckonedst A =
Accennava Il faisait signe He beckoned A • Accennavamo Nous faisions signe We
beckoned A •• Accennavate Vous faisiez signe You beckoned T- Accennavano Ils
faisaient signe They beckoned T = Accennai Je fis signe I beckoned VERBI.
Accennasti Accennò Accennammo Accennaste Accennarono Accennerò Accennerai
Accennerà Accenneremo Accennerete Accenneranno Accennando Accennato Accennati
Accennata Accennate ACCENTUARE Accentuando Accentuato Accentuati Accentuata
Accentuate Accertare Accerto Accerti Accerta Accertiamo Accertate Accertano
Accertava Accertava Accertavamo Accertavate Accertavano Accertai Accertasti
Accertò Accertammo Accertaste Accertarono Accerterò Accerterai Accerterà
Accerteremo Accerterete Accerteranno Accertando Accertato Accertati Accertata
Accertate Accettare Accetto Accetti Accetta Accettiamo Accettate Accettano
Accettava VERBES. Tu fis signe Il fit signe Nous fîmes signe Vous fites signe
Ils firent signe Je ferai signe Tu feras signe Il fera signe Nous ferons signe
Vous ferez signe Ils feront signe Faisant signe Fait signe Fait signe Fait
signe Fait signe Accentuer Accentuant Accentué Accentués Accentuée Accentuées
Assurer J'assure Tu assures Il assure Nous assurons Vous assurez Ils assurent
J'assurais Il assurait Nous assurions Vous assuriez Ils assuraient J'assurai Tu
assuras Il assura Nous assurâmes Vous assurâtes Ils assurèrent J'assurerai Tu
assureras Il assurera Nous assurerons Vous assurerez Ils assureront Assurant
Assuré Assurés Assurée Assurées Accepter J'accepte Tu acceptes Il accepte Nous
acceptons Vous acceptez Ils acceptent J'acceptais VERBS. Thou beckonedst He
beckoned We beckoned You beckoned Tbey beckoned I shall beckon Thou wilt beckon
He will beckon We shall beckon You will beckon They will beckon Beckoning
Beckoned Beckoned Beckoned Beckoned To accent Accenting Accented Accented
Accented Accented To ASSURE I assure * Thou assures t He assures We assure You
assure They assure I assured He assured We assured You assured They assured I
assured Thou assuredst He assured We assured You assured They assured shall
assure Thou wilt assure He will assure We shall assure You will assure They
will assure Assuring Assured Assured Assured Assured To accept I accept Thou
acceptest He accepts We accept You accept They accept I accepted 1.1 14 VERBI.
L - AccettaA i L = Accettava L • Accettavamo L •• Accettavate ( - Accettavano (
= Accettai ( . Accettasti ( •• Accettò H - Accettammo H = Accettaste H .
Accettarono H •• Accetterò 1 - Accetterai i = Accetterà ! • Accetteremo 1 ••
Accetterete o — Accetteranno o = Accettando o . Accettalo o .. Accettati 1 -
Accettata 1 = Accettate 1 . Acchetare 1 ■■ Acchetatevi ) - Acchetando ) =
Acchetato ) . Acchetati ) •• Acchetata -f — Acchetate + = Acchiappare + .
Acchiappando + .. Acchiappato *>v Acchiappati ■>, = Acchiappata ^> .
Acchiappate *>. .. Acciaccare ? — Acciaccando p = Acciaccato p . Acciaccati
p .. Acciaccata V — Acciaccate V = ACCIARE V . Accciando v .. Acciato 0 —
Acciati 0 «= Aciata 0 . Acciate 0 .. AfCIGLIARE / - Acciglia / = Accigliava / .
Accigliò / •• Acciglierà A — Accigliando A = Accigliato A • Accigliati A ..
Accigliata T- Accigliate VERBES, VERBS. Ta acceptais Thou acceptedst il acceptait
He accepted Vous acceptions We accepted Vous acceptiez You accepted Ils
acceptaient Thej accepted J'acceptai I accepted Tu acceptas Thou acceptedst Il
accepta He accepted Vous acceptâmes We accepted Vous acceptâtes You accepted
Ils acceptèrent They accepted J'accepterai I shall accept Tu accepteras Thou
wilt accept Il acceptera He will accept Vous accepterons We s lia 11 accept
Vous accepterez You will accept Ils accepteront They will accept Acceptant
Accepting Accepté Accepted Acceptés Accepted Acceptée Accepted Acceptées
Accepted Apaiser To PACIFY Apaisez-vous Be pacified Apaisant Paci lying Apaisé
Pacified Apaisés Pacified Apaisée Pacified Apaisées Pacified Attraper To CATCH
Attrapant Catching Attrapé Caught Attrapés Caught Attrapée Caught Attrapées
Caught ÉCRASER To CRUSH Éciasant Crushing Écrasé Crushed Écrasés Crushed
Écrasée Crushed Écrasées Crushed Hacher TO HACK Hachant Hacking Haché Hacked
Hachés Hacked Hachée Hacked Hachées Hacked Froncer le sourcil To FROWN Il
fronce le sourcil He frowns Il fronçait le sourcil He frowned Il fronça le
sourcil He frowned Il froncera le sourcil He will frow n Fronçant le sourcil
Frowning Froncé le sourcil Frowned Froncé le sourcil Frowned Froncé le sourcil
Frowned Froncé le sourcil Frowned VERBI. VERBES. VERBS. IO I — Acclamare
Proclamer TO PROCLAIM L = Acclamando Proclamant Proclaiming L • Acclamato
Proclamé Proclaimed L • • Acclamati Proclamés Proclaimed ( - Acclamata
Proclamée Proclaimed ( = Acclamate Proclamées Proclaimed ( • Accogliere
AccuEiLLiR(gracieusemt.j TO RECEIVE KINDLY ( •• Accolgo J'accueille I receive
kindly H- Accogli Tu accueilles Thou receivest kindly H = Accoglie Il accueille
He receives kindly H • Accogliamo Nous accueillons We receive kindlyH ••
Accogliete Vous accueillez You receive kindly ì - Accolgono Ils accueillent
They receive kindly j = Accoglieva J'accueillais I received kindly 1 •
Accoglievi Tu accueillais Thou receivedst kindly I •• Accoglieva Il accueillait
He received kindly o — Accoglievamo Nous accueillions We received kindly 0 = Accoglievate
Vous accueilliez You received kindly .. Accoglierà Il accueillera He will
receive kindly H Accoglieremo Nous accueillerons We shall receive kindly + =
Accoglierete Vous accueillerez You will receive kindly + . Accoglieranno Ils
accueilleront They will receive kindly + .. Accogliendo Accueillant Receiving
kindly \ — Accolto Accueilli Received kindly *■«* = Accolti Accueillis Received
kindly *"*. . Accolta Accueillie Received kindly «v. .. Accolte
Accueillies Received kindly P - Accomiatare Congédier To DISMISS ? = Accomiato
Je congédie I dismiss P • Accomiata Il congédie He dismisses P •• Accomiatiamo
Nous congédions We dismiss V — Accomiatate Vous congédiez You dismiss V =
Accomiatano Ils congédient They dismiss V . Accomiatava Je congédiais I dismissed
V .. Accomiatavi Tu congédiais Thou dismissedst 0 — Accomiatava Il congédiait
He dismissed a = Accomiatavamo Vous congédiions We dismissed 0 . Accomiatavate
V^ous congédiiez You dismissed 0 .. Accomiatavano ïls congédiaient They
dismissed / - Accomiatai Je congédiai I dismissed / = Accomiatò Il congédia He
dismissed / . Accomiatammo Nous congédiâmes We dismissed / .. accomiataste Vous
congédiâtes You dismissed A - Accomiatarono Ils congédièrent They dismissed A =
Accomiaterò Je congédierai I shall dismiss A • Accomiaterai Tu congédieras Thou
wilt dismiss A •• Accomiaterà Il congédiera He will dismiss T - Accomiateremo
Nous congédierons We shall dismiss T = Accomiaterete Vous congédierez You will
dismiss T . Accomiateranno Ils congédieront They will dismiss 15 VERBI. VERBES.
verbs. L — Accomiatando Congédiant Dismissing L =J accomiatato Congédié
Dismissed L • j accomiatati Congédiés Dismissed L •• J accomiatata Congédiée
Dismissed ( - accomiatate Congédiées Dismissed ( = ACCOMODARE ACCOMMODER To
ACCOMMODATE ( • Accomodo ['accommode I accommodate ( .. Accomodi ru accommodes
Thou aceommodatest H- Accomoda ïl accommode He accommodates H = Accomodiamo
Nous accommodons We accommodate H • Accomodate Vous accommode/ You accommodate
H •• Accomodano fis accommodent Tiiey accommodate 1 - Accomoderò J'accommoderai
I shall accommodate Accomoderai Tu accommoderas Thou wilt accommodate !■ •
Accomoderà Il accommodera He will accommodate 1 .- Accomoderemo Nous
accommoderons We shall accommodate o — Accomoderete Vous accommoderez You will
accommodate. o = Accomoderanno lis accommoderont They will accommodate o .
Accomodatevi Donnez-vous la peine de vous asseoir Accommodate yourself o .
Accomodando Accommodant Accommodating "1 - Accomodato Accommodé
Accommodated 1 = Accomodati Accommodés Accommodated 1 . Accomodata Accommodée
Accommodated 1 .. Accomodate Accommodées Accommodated ) - Accompagnare
Accompagner TO ACCOMPANY ) = Accompagno J'accompagne I accompany ) . Accompagni
Tu accompagnes Thou accompaniest ) .. Accompagna Il accompagne He accompanies +
— Accompagniamo Nous accompagnons We accompany + = Accompagnate Vous
accompagnez You accompany -4- . Mi accompagnate Vous m'accompagnez You
accompany me + .. Accompagnano Us accompagnent They accompany ^ — Accompagnava
J'accompagnais I accompanied ->, = Accompagnavi Tu accompagnais Thou
accompaniedst -«* . Accompagnava Il accompagnait He accompanied *»> ..
Accompagnavamo Nous accompagnions We accompanied ? — Accompagnavate Vous
accompagniez You accompanied ? = Accompagnavano Us accompagnaient' They
accompanied ? . Accompagnai J'accompagnai I accompanied ? •• Accompagnasti Tu
accompagnas Thou accompaniedst V — Accompagno Il accompagna He accompanied V =
Accompagnammo Nous accompagnâmes We accompanied V . Accompagnaste Vous accompagnâtes
You accompanied v .. Accompagnarono Us accompagnèrent They accompanied 0 —
Accompagnerò raccompagnerai I shall accompany 0 = Vi accompagnerò Je vous
accompagnerai I shall accompany you 0 . Accompagnerai Tu accompagneras Thou
wilt accompany 0 .. Accompagnerà Il accompagnera He will accompany / -
Accompagneremo Nous accompagnerons We shall accompany / = Accompagnerete Vous
accompagnerez You will accompany / . Accompagneranno Us accompagneront They
will accompany / .. Accompagnando Accompagnant Accompanying A - Accompagnato
Accompagné Accompanied A = Accompagnati Accompagnés Accompanied A •
Accompagnata Accompagnée Accompanied A •• Accompagnate Accompagnées Accompanied
T- -Acconciare Parer To ADORN VERBI. VERBES. VERBS. Acconciando Parant Adorning
Acconciato Paré Adorned Acconciati Parés Adorned Acconciata Parée Adorned
Acconciate Parées Adorned Accoppare Assommer To kNOCk DOWN Accoppando Assommant
Knocking down Accoppato Assommé Knocked down Accoppati Assommés Knocked down
Accoppata Assommée Knocked down Accoppate Assommées Knocked down Accoppiare
Accoupler To COUPLE Accoppiando Accouplant Coupling Accoppiato Accouplé Coupled
Accoppiati Accouplés Coupled Accoppiata Accouplée Coupled Accoppiate Accouplées
Coupled Accorare Chagriner TO GRIEVE Accoro Je chagrine I grieve Accori Tu
chagrines Thou grievest Accora Il chagrine He grieves Accoriamo Nous chagrinons
We grieve Mi accorate Vous me chagrinez You grieve me Accorate Vous chagrinez
You grieve Accorano Ils chagrinent They grieve Accorava Je chagrinais I grieved
Accorava Il chagrinait He grie^ ed Accoravamo Nous chagrinions We grieved
Accoravate Vous chagriniez You grieved Accoravano Ils chagrinaient They grieved
Accorai Je chagrinai I grieved Accorasti Tu chagrinas Thou grievedst Accorò Il
chagrina He grieved Accorammo Nous chagrinâmes We grieved Accoraste Vous
chagrinâtes You grieved Accorarono Ils chagrinèrent They grieved Accorando
Chagrinant Grieving Accorato Chagriné Grieved Accorati Chagrinés Grieved
Accorata Chagrinée Grieved Accorate Chagrinées Grieved Accorciare Accourcir To
SHORTEN Accorcio J'accourcis I shorten Accorci Tu accourcis Thou shorlenest
Accorcia Il accourcit He shortens Accorciamo Nous accourcissons We shorten
Accorciate Vous accourcissez You shorten Accorciano Ils accourcissent They shorten
Accorciava J'accourcissais I shortened Accorciava Il accourcissait He shortened
Accorciavamo Nous accourcissions We shortened Accorciavate Vous accourcissiez
You shortened Accorciavano Ils accourcissaient They shortened Accorciai
J'accourcis I shortened Accorciasti Tu accourcis Thou shortenedst Accorciò Il
accourcit He shortened Accorciammo Nous accourcimes We shortened Accorciaste
Vous accourcites You shortened 17 18 VERBI. L - Accorciarono L = Accorcerò L •
Accorcerai L .. Accorcerà ) - Accorceremo ) = Accorcerete ) • Accorceranno ) ••
Accorciando H- Accorciato H = Accorciati H • Accorciata H •• Accorciate I -
Accordare 1 = Accordo 1 • Accordi ! •• Accorda o — Accordiamo o = Accordate o .
Accordano 0 .. Accordava 1 — Accordavi 1 = Accordava 1 . Accordavamo 1 ..
Accordavate ( - Accordavano ( = Accordai . . .. ( . Accordasti ( .. Accordò _l_
— Accordammo + = Accordaste 4- . Accordarono + •• Accorderò ^ — Accorderai
»»> = Accorderà Accorderemo -■■>. . . Accorderete P — Accorderanno P =
Accordando ? • P -. V — V = Accordato Accordati Accordata Accordate V •
Accorgersi v .. Mi accorgo 0 — Ti accorgi 0 *= Si accorge ff Ci accorgiamo 0 ..
Vi accorgete 1 — Si accorgono 1 = Mi accorgeva 1 . Ti accorgevi / .. Si
accorgeva A — Ci accorgevamo A = Vi accorgevate A • Si accorgevano A •• Mi
accorsi T — Ti accorgesti T = Si accorse T • Ci accorgemmo VERBES. Ils
accourcirent raccourcirai Tu accourciras Il accourcira Nous accourcirons Vous
accoureirez Ils accourciront Accourcissant Accourci Accouix-is Accourcie
Accoure ics Accorder J'accorde Tu accordes Il accorde Nous accordons Vous
accordez Ils accordent J'accordais Tu accordais Il accordait Nous accordions
Vous accordiez Ils accordaient raccordai Tu accordas Il accorda Nous accordâmes
Vous accordâtes Ils accorderont J'accorderai Tu accorderas Il accordera Nous
accorderons Vous accorderez Ils accorderont Accordant Accordé Accordés Accordée
Accordées Apercevoir (s') Je m'aperçois Tu t'aperçois Il s'aperçoit Nous nous
apercevons Vous vous apercevez Ils s'aperçoivent Je m'apercevais Tu
t'apercevais Il s'apercevait Nous nous apercevions Vous vous aperceviez Ils
s'apercevaient Je m'aperçus Tu t'aperçus Il s'aperçut Nous nous aperçûmes
VERBS. They shortened shall shorten Thou wilt shorten He will shorten We shall
shorten You will shorten They will shorten Shortening Shortened Shortened
Shortened Shortened To CHANT I grant Thou grantest He grants We grant Wou grant
They grant I granted Thou granted»! He granted We granted You granted They
granted ranted Thou granted»! He granted We granted You granted They granted I
shall grant Thou wilt grant He will grant We shall grant You will grant They
will grant Granting Granted Granted Granted Granted To perceive I perceive Thou
perceivest He perceives We perceive You perceive They perceive I perceived Thou
perceivedsl He perceived We perceived You perceived They perceived I perceived
Thou perceived He perceived We perceived VERBI. VERBES. VERBS. L - Vi
accorgesti Vous vous aperçûtes You perceived L = Si accorsero Ils s'aperçurent
They perceived L • Mi accorgerò Je m'apercevrai : shall perceive L -. Ti
accorgerai ru t'apercevras rhou wilt perceive ( — Si accorgerà [I s'apercevra
He will perceive ( = Ci accorgeremo Nous nous apercevrons We shall perceive ( .
Vi accorgerete Vous vous apercevrez You will perceive ( .. Si accorgeranno Ils
s'apercevront rhey will perceive H- Accorgendosi S'apercevant Perceiving -i =
Accorto Aperçu Perceived H . Accorti Aperçus Perceived H •• Accorta Aperçue
Perceived 1 - Accorte Aperçues Perceived 1 = Accorrere Accourir TO HASTEN TO 1
Accorro J'accours I hasten to Accorri Tu accours Thou hastenest to o — Accorre
Il accourt He hastens to o = Accorriamo Nous accourons We hasten to 0 .
Accorrete Vous accourez You hasten to o .. Accorrono Ils accourent They hasten to
1 — Accorreva J'accourais I hastened to 1 = Accorrevi Tu accourais Thou
hastenedst to 1 . Accorreva Il accourait He hastened to 1 .. Accorrevamo Nous
accourions We hastened to ) — Accorrevate Vous accouriez YTou hastened to ) —
Accorrevano Us accouraient They hastened to ) . Accorsi J'accourus I hastened
to ) .. Accorsesti Tu accourus Thou hastenedst to + — Accorse Il accourut He
hastened to + = Accorremmo Nous accourûmes We hastened to + . Accorreste Vous
accourûtes You hastened to 4- •• Accorsero Ils accoururent They hastened to
*»«. — Accorrerò J'accourrai I shall hasten to *»* = Accorrerai Tu accourras
Tlrou wilt hasten to S*. . Accorrerà Il accourra He will hasten to . =
Accusammo -V . Accusaste Ss_ . . Accusarono p Accuserò ? = Accuserai p Accuserà
? • • Accuseremo V — Accuserete V = Accuseranno V . Accusando V •• Accusato 0 —
Accusati 0 = Accusata 0 . Accusate 0 .. Acquistare / - Acquisto Acquisti / = /
• Acquista / •• Acquistiamo A — Acquistate A = Acquistano A • Acquisterò A ••
Acquisterai T- Acquisterà T = Acquisteremo VERBES. VERBS. Il augmentera He will
encrease Nous augmenterons We shall encrease Vous augmenterez You will encrease
Ils augmenteront They will encrease Augmentant Encreasing Augmenté Encreased
Augmentés Encreased Augmentée Encreased Augmentées Encreased Soigner To TAKE
CARE Soignant Taking care Soigné Taken care Accumuler TO ACCUMULATE Accumulant
Accumulating Accumulé Accumulated Accumulés Accumulated Accumulée Accumulated
Accumulées Accumulated Accuser To ACCUSE J'accuse I accuse Tu accuses Thou
accusest Il accuse He accuses Nous accusons We accuse Vous accusez You accuse
Ils accusent They accuse J'accusais I accused Tu accusais Thou accusedst Il
accusait He accused Nous accusions We accused Vous accusiez You accused Ils
accusaient They accused J'accusai I accused Il accusa He accused Nous accusâmes
We accused Vous accusâtes You accused Ils accusèrent They accused J'accuserai I
shall accuse Tu accuseras Thou wilt accuse Il accusera He will accuse Nous
accuserons We shall accuse Vous accuserez You will accuse Ils accuseront They
will accuse Accusant Accusing Accusé Accused Accusés Accused Accusée Accused
Accusées Accused 21 Acquérir J'acquiers Tu acquiers Il acquiert Nous acquérons
Vous acquérez Ils acquèrent J'acquerrai Tu acquerras Il acquerra Nous
acquerrons To acquire I acquire Thou acquirest He acquires We acquire You
acquire They acquire I shall acquire Thou wilt acquire He will acquire We shall
acquire "l'I VERBI. L -1 acquisterete L = acquisteranno L • acquistando L
•• acquistato ( - Acquistali ( = acquistata ( • Acquistate ( •• ADAGIARSI H-
Adagiandosi H = Adagiato H • Adagiati H •• Adagiata 1 — Adagiate 1 = Adacquare
1 • Adacquo 1 •• Adacqui o — Adacqua o = Adacquiamo 0 . Adac([uate o ..
Adacquano 1 - Adacquava 1 = Adacquava 1 . Adacquatilo 1 .. Adacquavano ) -
Adacquai ) = Adacquò ) . Adacquammo ) .. Adacquaste H Adacquarono + = Adacquerò
+ • Adacquerai + .. Adacquerà \ — Adacqueremo ^. — Adacquerete ^. .
Adacqueranno •^ .. Adacquando ? — Adacquato ? = Adacquati ? . Adacquata ? .. Adacquate
V - Adattare V = Adattando V • Adattato V .. Adattati 0 — Adattata 0 = Adattate
0 . Adattare 0 .. Adatto / - Adatti / = Adatta / Adattiamo / • Adattate A - ■
Adattano A = Adattava A Adattavi A • Adattava T- Adattavamo T = .Adattavate
VERBES. Vous acquerrez Ils acquerront Acquérant Acquis Acquis Acquise Acquises
Prendre ses aises Prenant ses aises Pris ses aises (qui a) Pris ses aises
Prisses aises Pris ses ai -es Arroser J'arrose Tu arroses Il arrose Nous
arrosons Vous arrosez Ils arrosent J'arrosais Il arrosait Vous arrosiez Us
arrosaient J'arrosai Il arrosa Nous arrosâmes Vous arrosâtes Us arrosèrent
J'arroserai Tu arroseras Il arrosera Nous arroserons Vous arroserez Us
arroseront Arrosant Arrosé Arrosés Arrosée Arrosées Appliquer Appliquant Appliqué
Appliqués Appliquée Appliquées Approprier J'approprie Tu appropries Il
approprie Nous approprions Vous appropriez Us approprient Fappropriais Tu
appropriais Il appropriait Nous appropriions Vous appropriiez You will acquire
They will acquire Acquiring Acquired Acquired Acquired Acquired TO T\KE ONE'S
EASE Taking one's ease Taken one's ease \\ hobas Taken one's ease Taken one's
ea>e Taken one's ease To WATEB I water Thou waterest He waters We water You
water They water I watered He watered You watered They watered I watered He
watered We watered You watered They watered shall water Thou wilt water He will
water We shall water You will water They will water Watering Watered Watered
Watered Watered To apply Applying Applied Applied AppliedApplied TO APPROPRIATE
I appropriate Thou appropriatesi He appropriates We appropriate You appropriate
They appropriate I appropriated Thou appropriatedst He appropriated We
appropriated You appropriated VERBI. I Adattavano Adattai Adattasti Adatto
Adattammo Adattaste Adattarono Adatterò Adatterai Adatterà Adatteremo
Adatterete Adatteranno Adattando Adattato Adattati Adattata Adattate Addobbare
Addobbando Addobbato Addobbati Addobbata Addobbate Addolcire Addolcendo
Addolcito Addolciti Addolcita Addolcite Addomesticarsi Addomesticandosi
Addomesticato Addomesticati Addomesticata Addomesticate Addoppiare Addoppiando
Addoppiato Addoppiati Addoppiata Addoppiate Addormentarsi Mi addormento Ti
addormenti Si addormenta Ci addormentiamo Ti addormentate Si addormentano Mi
addormentava Ti addormentavi Si addormentava Ci addormentavamo Vi addormentava
lo Si addormentavano Mi addormentai Ti addormentasti VERBES. Ils appropriaient
J'appropriai Tu approprias Il appropria Nous apppropriàmes Vous appropriâtes
Ils approprièrent J'approprierai Tu approprieras Il appropriera Nous
approprierons Vous approprierez Ils approprieront Appropriant Approprié
Appropriés Appropriée Appropriées Embellir Embellissant Embelli Embellis
Embellie Embellies Adoucir Adoucissant Adouci Adoucis Adoucie Adoucies Se
familiariser Se familiarisant Familiarisé Familiarisés Familiarisée
Familiarisées Doubler Doublant Doublé Doublés Doublée Doublées Endormir (s') Je
m'endors Tu t'endors Il s'endort Nous nous endormons Vous vous endormez Ils
s'endorment Je m'endormais Tu t'endormais Tl s'endormait Nous nous endormions \
ous vous endormiez Ils s'endormaient Je m'endormis Tu t'endormis verbs. 23 They
appropriated I appropriated Thou appropriatedst He appropriated We appropriated
You appropriated They appropriated I shall appropriate Thou wilt appropriate He
will appropriate We shall appropriate You will appropriate They will
appropriate Appropriating Appropriated Appropriated Appropriated Appropriated
To embellish Embellishing Embellished Embellished Embellished Embellished To sweeten
( dulcify ) Sweetening Sweetened Sweetened Sweetened Sweetened TO GROW FAMILIAR
Growing familiar Grown familiar Grown familiar Grown familiar Grown familiar To
DOUBLE Doubling Doubled Doubled Doubled Doubled TO FALL ASLEEP I fall asleep
Thou fallest asleep He falls asleep We fall asleep You fall asleep They fall
asleep I fell asleep Thou fellest asleep He fell asleep We fell asleep You fell
asleep rhey fell asleep I fell asleep Thou fellest asleep 24 VERBI. VERBES.
VERBS. L - Si addormentò Il s'endormit He fell asleep L = Ci addormentammo Nous
nous endormîmes We fell asleep L ■ Vi addormentaste Vous vous endormîtes You
fell asleep L •• Si addormentarono Ils s'endormirent They fell asleep ( -
Addormentandosi S'endormant Falling asleep ( = Addormentato Endormi Fell asleep
( . Addormentati Endormis Fell asleep ( •• Addormentata Endormie Fell asleep H
- Addormentate Endormies Fell asleep H = Addurre Apporter To BRING H . Adduco
J'apporte I bring H •• Adduci Tu apportes Thou bringest 1 - Adduce Il apporte He
brings Adduciamo Nous apportons We bring 1 • Adducete Vous apportez You bring 1
■• Adducono Ils apportent They bring o — Adduceva J'apportais I brought. o =
Adduceva Il apportait He brought o . Adducevamo Nous apportions We brought o ..
Adducevate Vous apportiez You brought 1 - Adducevano Us apportaient They
brought 1 -3 Addussi J'apportai I brought 1 - Addusse II apporta He brought 1
•• Adducemmo Nous apportâmes We brought ) - Adduceste Vous apportâtes You
brought ) = Addussero Us apportèrent They brought ) . Addurrò J'apporterai I
shall bring ) •• Addurrai Tu apporteras Thou wilt bring H Addurrà 11 apportera
He will bring ■+- = Addurremo Nous apporterons We shall bring + - Addurrete
Vous apporterez You will bring + .. Addurranno Us apporteront They will bring
**>. — Adducendo Apportant Bringing "^s = Addotto Apporté Brought ^» .
Adotti Apportés Brought *-» . . Addotta Apportée Brought p -Affacciate Addotte
Apportées Brought p = Adequare ÉGALER To EQUAL p . Adequando Égalant Equalling
p Adequato Égalé Equalled V — Adequati Égalés Equalled V = Adequata Égalée
Equalled V . Adequate Égalées Equalled v .. Adempiere Accomplir To ACCOMPLISH 0
— Adempio J'accomplis I accomplish 0 = Adempì Tu accomplis Thou accomplishest 0
. Adempie Il accomplit He accomplishes 0 .. Adempiamo Nous accomplissons We
accomplish / - Adempite Vous accomplissez You accomplish / = Adempiono Ils
accomplissent They accomplish / Adempii J'accomplis I accomplished / ..
Adempisti Tu accomplis Thou accomplishedst A — Adempi Il accomplit He accomplished
A = Adempimmo Nous accomplîmes We accomplished A • Adempiste Vous accomplîtes
You accomplished A •• Adempirono Us accomplirent They accomplished T - Adempirò
J'accomplirai I shall accomplish T = Adempirai Tu accompliras Thou wilt
accomplish VERBI. VERBES. VERBS. 25 i_ — ] Adempirà II accomplira le will
accomplish L =J \.dempiremo Nous accomplirons We shall accomplish L ■
adempirete Vous accomplirez You will accomplish L • adempiranno Is accompliront
Ihey will accomplish ( - Adempiendo Accomplissant Accomplishing ( = Adempito
accompli Accomplished ( • Adempiti Accomplis Accomplished ( •• Adempita
Accomplie Accomplished H - A-dempite Accomplies Accomplished H = Aderire
ADHÉRER To adhere -\ ■ Aderendo Adhérent Adhering H .. Aderito Adhéré Adhered 1
- Adirarsi Emporter (s') TO FLY INTO A PASSION 1 = Adirandosi S'emportant
Flying into a passion 1 Adirato Emporté Flown into a passion 1 •• Adirati
Emportés Flown into a passion o — Adirata Emportée Flown into a pasaion o =
Adirate Emportées Flown into a passion o . Adocchiare Fixer (des yeux) To eye o
.. Adocchiando Fixant Eyeing 1 - Adocchiato Fixé Eyed 1 = Adocchiati Fixés Eyed
1 . Adocchiata Fixée Eyed 1 .. Adocchiate Fixées Eyed ) — Adombrare Ombrager To
shade ) = Adombrando Ombrageant Shading ) Adombrato Ombragé Shaded ) •
Adombrati Ombragés Shaded _l — Adombrata Ombragée Shaded + = Adombrate
Ombragées Shaded 4- • Adoperare Employer To EMPLOY + •• Adopero J'emploie I
employ ^. — Adopera Il emploie He employs -■>. = Adoperiamo Nous employons
We employ ^ Adoperate Vous employez You employ *■>%. . . Adoperano Ils
emploient They employ P — Adoperava J'employais I employed P = Adoperavi Tu
employais Thou employedst P . Adoperava II employait He employed P ••
Adoperavamo Nous employions We employed V — Adoperavate Vous employiez You
employed V = Adoperavano Ils employaient They employed V . Adoperai J'employai
I employed V .. Adoperasti Tu employas Thou employedst. 0 — Adoperò Il employa
He employed 0 = Adoperammo Nous employâmes We employed 0 • Adoperaste Vous employâtes
Y^ou employed 0 .. Adoperarono Us employèrent They employed / - • Adopererò
J'emploierai I shall employ / = : Adopererà Il emploiera He will employ /
Adopereremo Nous emploierons We shall employ / . Adopererete Vous emploierez
You will employ A - - Adopereranno Ils emploieront They will employ A = :
Adoperate Employez Employ A . Adoperando Employant Employing A • .Adoperato
Employé Employed T- -(Adoperati Employés Employed 26 VERBI. L - Adoperata L =
Adoperate L • Adorare L •• Adoro ( - Adori i = Adora ( • Adoriamo ( ■• Adorate
H - Adorano H = Adorando H • Adorato -\ ■• Adorati ï - Adorata 1 = Adorate 1 •
Adornare 1 •• Adornaneio o — Adornato o = Adornati * 0 . Adornata o .. Adornate
1 - Adottare 1 = Adotto 1 • Adotti 1 .. Adotta ) - Adottiamo )■ = Adottate ) .
Adottano ) •• Adottai -, Adottò + = Adottammo J_ Adottaste + .. Adotterò N
Adotterà -•^ = Adotterete **» Adotterei ^N .. Adottando ? - Adottato p =
Adottati p . Adottata p Adottate v — Affaccendarsì V = Affaccendato v .
Affaccendati V .. Affaccendata 0 — Affaccendate il = Affacciarsi j9 .
Affacciatevi 0 .. Affacciandosi / - Affacciato / = Affacciati / • Affacciata /
••Affamare A = Affamando A • Affamato A •• Affamati T — Affamata VERBES. VERBS.
Employée Employed Employées Employed Adorer To WORSHIP J'adore I worship Ta
adores Thou worshipest Il adore He worships Nous adorons We worship Vous adorez
You worship Ils adorent They worship Adorant Worshipping Adoré Worshipped
Adorés Worshipped Adorée Worshipped Adorées Worshipped Embellir (orner) To ADORN
Embellissant Adorning Embelli Adorned Embellis Adorned Embellie Adorned
Embellies Adorned Adopter To ADOPT J'adopte I adopt Tu adoptes Thou adoptest Il
adopte He adopts Nous adoptons We adopt Vous adoptez You adopt Ils adoptent
They adopt J'adoptai I adopted Il adopta He adopted Nous adoptâmes We adopted
Vous adoptâtes You adopted J'adopterai I shall adopt Il adoptera He will adopt
Vous adopterez You will adopt J'adopterais I should adopt Adoptant Adopting
Adopté Adopted Adoptés Adopted Adoptée Adopted Adoptées Adopted Occuper (s') To
APPLY ONE' SELF Occupé Applied one's self Occupés Applied one's self Occupée
Applied one's self Occupées Applied one's self Se mettre a la fenêtre TO LOOK
OUT ATA WINDOW Mettez-vous à la fenêtre Look out at the window En se mettant
àia fenêtre Looking out at the wind. Mis à la fenêtre Looked out at the wind.
Mis à la fenêtre Looked out at the wind. Mise à la fenêtre Looked out at the
wind. Mises à la fenêtre Looked out at the wind. Affamer Alfamarit Affamé
Affamés Affamée To FAMISH Famishing Famished Famished Famished VERBI. Affamate
Affannarsi Mi affanno Ti affanni Si affanna Ci affanniamo Vi affannate Si
affannano Mi affannava Ti affannavi Si affannava Ci affannavamo Vi affannavate
Si affannavano Mi affannerò Ti affannerai Si affannerà G affanneremo Vi
affannerete Si affanneranno Affannandosi Affannato Affannati Affannata
Affannate Affermare Affermarvi Affermo Affermi Afferma Affermiamo Affermate Mi
affermate Affermano Affermava Affermavi Affermava Affermavamo Affermavate Affermavano
Affermai Affermasti Affermò Affermammo Affermaste Affermarono Affermerò
Affermerai Affermerà Affermeremo Affermerete Affermeranno Affermando Affermato
Affermati Affermata Affermate. Afferrare Afferrando VERBES. Affamées Chagriner
(se) Je me chagrine Tu te chagrines Il se chagrine Nous nous chagrinons Vous
vous chagrinez Ils se chagrinent Je me chagrinais Tu te chagrinais Il se
chagrinait Nous nous chagrinions Vous vous chagriniez Ils se chagrinaient Je me
chagrinerai Tu te chagrineras Il se chagrinera Nous nous chagrinerons Vous vous
chagrinerez Ils se chagrineront Se chagrinant Chagriné Chagrinés Chagrinée
Chagrinées Affirmer Vous afiirmer J'affirme Tu affirmes Il affirme Nous
affirmons Vous affirmez Vous m'affirmez Ils affirment J'affirmais Tu affirmais
Il affirmait Nous affirmions Vous affirmiez Ils affirmaient J'affirmai Tu
affirmas Il affirma Nous affirmâmes Vous affirmâtes Ils affirmèrent
J'affirmerai Tu affirmeras Il affirmera Nous affirmerons Vous affirmerez Ils
affirmeront Affirmant Affirmé Affirmés Affirmée Affirmées Empoigner Empoignant
verbs. Famished To grieve I grieve Thou grievest He grieves We grieve You
grieve They grieve I grieved Thou grievedst He grieved We grieved You grieved
They grieved I shall grieve Thou wilt grieve He will grieve We shall grieve You
will grieve They will grieve Grieving Grieved Grieved Grieved Grieved To affirm
To affirm you I affirm Thou a f firmest He affirms We affirm You affirm You
affirm me They affirm I affirmed Thou affirmedst He affirmed We affirmed You
affirmed They affirmed I affirmed Thou affirmedst He affirmed We affirmed You
affirmed They affirmed I shall affirm Thou wilt affirm He will affirm We shall
affirm You will affirm They will affirm Affirming Affirmed Affirmed Affirmed
Affirmed To GRASP Grasping 27 28 VERBÏ. L - Afferrato L = Afferrati L •
Afferrata L •• Afferrate ( - Affettare ( = Affettando ( Affettato ( ••
Affettati H- Affettata -4 = Affettate H ■ Affezionare H - Affezionando 1 -
Affezionato 1 = Affezionati 1 • Affezionata 1 - Affezionate o — Affibbiare o =
Affibbiando 0 . Affibbiato 0 .. Affibbiati 1 - Aflibbiata 1 = Affibbiate 1 .
Affidare 1 .. Affido ) - Affidi ) = Affida ) . Affidiamo ) .. Affidate + —
Affidano + = Affidava + . Affidavi + .. Affidava **> — Affidavamo >v = Affidavate
•^. . Affidavano ■%> . . Affidai p - Affidasti ? = Affidò p . Affidammo p ..
Affidaste V — Affidarono V = Affiderò V . Affiderai v .. Affiderà o —
Affideremo a = Affiderete 0 • Affideranno 0 .. Affidatevi 1 - Affidando 1 =
Affidato 1 • Affidati / •• Affidata A — Affidate A = affiggere A - Affiggendo A
.. Affisso T- Affissi VERBES. Empoigné Empoignés Empoignée Empoignées Affecter
Affectant Affecté Affectés Affectée Affectées Attacher Attachant Attaché
Attachés Attachée Attachées Agrafer Agrafant Agrafé Agrafés Agrafée Agrafées
Confier Je confie Tu confies Il confie Nous confions Vous confiez Ils confient
Je confiais Tu confiais Il confiait Nous confiions Vous confiiez Ils confiaient
Je confiai Tu confias Il confia Nous confiâmes Vous confiâtes Ils confièrent Je
confierai Tu confieras Il confiera Nous confierons Vous confierez Ils
confieront Confiez-vous Confiant Confié Confiés Confiée Confiées Ficher Fichant
Fiché Fichés VERBS. Grasped Grasped Grasped Grasped To affect Affecting
Affected Affected Affected Affected TO AFFECT Affecting Affected Affected
Affected Affected TO CLASP Clasping Clasped Clasped Clasped Clasped TO TRUST
WITH I trust with Thou trustest with He trusts with We trust with You trust
with They trust with I trusted with Thou trustedst with He trusted with We
trusted with You trusted with They trusted with I trusted with Thou trustedst
with He trusted with We trusted with You trusted with They trusted with I shall
trust with Thou wilt trust with He will trust with We shall trust with You will
trust vith They will trust with Trust With Trusting with Trusted with Trusted
with Trusted w ith Trusted with To drive in Driving in Driven in Driven in
VERBI. VERBES. VERBS. L - - Affissa Fichée Driven in L = = Affisse Fichées
Driven in L Affittare Louer (Affermer) To let L • Affitto Je loue Uet ( - •
Affìtti Tu loues Thou lettest ( = Affitta Il loue He lets ( . Affittiamo Nous
louons We let ( •• Affittate Vous louez You let H- Affittano Ils louent They
let H = Affittai Je louai I let H . Affittasti Tu louas Thou lettest H ■•
Affìtto Il loua He let 1 - Affittammo Nous louâmes We let 1 = Afflittasi» Vous
louâtes You let ! . Affittarono Ils louèrent They let { .. Affitterò Je louerai
1 shall let o — Affitterai Tu loueras Thou wilt let 0 = Affitterà Il louera He
will let o . Affitteremo Nous louerons We shall let o .. Affitterete Vous
louerez You will let 1 - Affitteranno Ils loueront They will let 1 = Affittate
Louez Let 1 . Affittando Louant Letting 1 .. Affittato Loué Let ) ~ Affittati
Loués Let ) = Affittata Louée Let ) . Affittate Louées Let ) .. Affliggersi
Affliger ( s1 ) TO BE AFFLIGTED + — Mi affliggo Je m'afflige I am afflicted + =
Ti affliggi Tu t'affliges Thou art afflicted + . Si affligge Il s'afflige He is
afflicted + .. Ci affliggiamo Nous nous affligeons We are afflicted "V —
Vi affliggete Vous vous affligez You are afflicted *Ve shall he afflicted / ..
Vi affliggerete ^ous vous affligerez fou will be afflicted A - 5i affliggeranno
1 is s'affligeront r\ rhey will be afflicted A =, affliggendo t affligeant I
Lfflicting A . afflitto 1 Lffligé 1 Lfflicted A .. L afflitti i affligés 1
afflicted T-L afflitta ì Lffligé e .l afflicted T =1 afflitte P iffligées I
Lfflicted 29 . 3. 30 VERBI. L — AFFOGARE Affogando Affogato Affogati ( —
Affogata ( = Affogate Affondare Affondando H- Affondato H = Affondati H •
Affondata H •• Affondate 1 - Affrancare 1 = Affrancando 1 . Affrancato i • •
Affrancati o — Affrancata o = Affrancate 0 . Affrettare o .. Affretto 1 -
Affretti 1 = Affretta 1 . Affrettiamo 1 .. Affrettate ) - Affrettano ) =
Affrettava ) . Affrettava ) .. Affrettavamo + — Affrettavate + = Affrettavano
4- . Affrettai + •• Affrettò *^ — Affrettammo -^ = Affrettaste ^, .
Affrettarono -v. . . Affretterò P - Affretterai P = Affretterà P • Affretteremo
P •• Affretterete V — Afretteranno V = Affrettatevi V . Affrettando v ..
Affrettato 0 — Affrettati 0 = Affrettata 0 . Affrettate 0 .. Affrontare 1 -
Affronto 1 = Affronti / • Affronta / •• Affrontiamo A — Affrontate A =
Affrontano A • Affrontava A •• Affrontava T - Affrontavamo T = Affrontavate
VERBES. VERBS. Étouffer To STIFLE Étouffant Stifling Étouffé Stifled Étouffés
Stifled Étouffée Stifled Étouffées Stifled Couler a fond ( subm. ) To SINK
Coulant à fond Sinking Coulé à fond Sunk Coulés à fond Sunk Coulée à fond Sunk
Coulées à fond Sunk Affranchir To FREE Affranchissant Freeing Affranchi Freed
Affranchis Freed Affranchie Freed Affranchies Freed Hater TO ACCELERATE Je hâte
I accelerate Tu hâtes Thou acceleratesi Il hâte He accelerates Nous hâtons We
accelerate Vous hâtez You accelerate Ils hâtent They accelerate Je hâtais I
accelerated Il hâtait He accelerated Nous hâtions We accelerated Vous hâtiez
You accelerated Ils hâtaient They accelerated Je hâtai 1 accelerated Il hâta He
accelerated Nous hâtâmes We accelerated Vous hâtâtes You accelerated Ils
hâtèrent They accelerated Je hâterai I shall accelerate Tu hâteras Thou wilt
accelerate Il hâtera He will accelerate Nous hâteron A — We shall accelerate
Vous hâterez You will accelerate Ils hâteront They will accelerate Hâtez-vous
Make haste Hâtant Accelerating Hâté Accelerated Hâtés Accelerated Hâtée
Accelerated Hâtées Accelerated Affronter TO ENCOUNTER J'affronte I encounter Tu
affrontes Thou encounterest Il affronte He encounters Nous affrontons We
encounter Vous affrontez You encounter Ils affrontent They encounter
J'affrontais I encountered Il affrontait He encountered Nous affrontions We
encountered Vous affrontiez You encountered VERBI VERBES. VERBS. L -
Affrontavano fis affrontaient They encountered L = Affrontai J'affrontai ;
encountered L . Affrontò Il affronta ïe encountered L •• Affrontammo Nous
affrontâmes We encountered ( — Affrontaste Vous affrontâtes ïou encountered ( =
Affrontarono Ils affrontèrent They encountered ( . Affronterò J'affronterai [
shall encounter ( •• Affronterai Tu affronteras Thou wilt encounter H-
Affronterà Il affrontera He will encounter H = Affronteremo Nous affronterons
We shall encounter H • Affronterete Vous affronterez You will encounter H ••
Affronteranno Ils affronteront They will encounter 1 - Affrontando Affrontant
Encountering 1 = Affrontato Affronté Encountered 1 • Affrontati Affrontés
Encountered ] •• Affrontata Affrontée Encountered o — Affrontate Affrontées
Encountered 0 = Affumicare Noircir TO BLACKEN o . Affumicando Noircissant
Blackennig o .. Affumicato Noirci Blackened 1 — Affumicati Noircis Blackened 1
= Affumicata Noircie Blackened 1 . Affumicate Noircies Blackened "1 .. AG
EVALORE faciliter TO FACILITATE ) - Agevola Il facilite He facilitates ) =
Agevolando Facilitant Facilitating ) . Agevolato Facilité Facilitated ) ..
Agevolati Facilités Facilitated H Agevolata Facilitée Facilitated + = Agevolate
Facilitées Facilitated + . Agghiacciare, v. Giace. Glacer To FREEZE 4- ••
Agghiacciato Glacé Frozen --*. — Agghiacciati Glacés Frozen ">». =
Agghiacciata Glacée Frozen **•«■ • Agghiacciate Glacées. Frozen ^ .. Aggiornare
Ajourner To ADJOURN ? — Aggiorno J'ajourne I adjourn p = Aggiorni Tu ajournes
Thou adjournesl p Aggiorna Il ajourne He adjourns ? •• Aggiorniamo Nous
ajournons We adjourn V — Aggiornate Vous ajournez You adjourn V = Aggiornano
Ils ajournent They adjourn v . Aggiornerò J'ajournerai I shall adjourn V ..
Aggiornerai Tu ajourneras Thou wilt adjourn 0 — Aggiornerà Il ajournera He will
adjourn 0 = Aggiorneremo Nous ajournerons We shall adjourn 0 . Aggiornerete
Vous ajournerez You will adjourn 0 .. Aggiorneranno Ils ajourneront They will
adjourn 1 - Aggiornando Ajournant Adjourning 1 = Aggiornato Ajourné Adjourned 1
. Aggiornati Ajournés Adjourned / •• Aggiornata Ajournée Adjourned A -
Aggiornate Ajournées Adjourned A = = Aggiudicare Adjuger TO ADJUDGE A
Aggiudicato Adjugé Adjudged A • Aggiudicati Adjugés Adjudged T- - Aggiudicata
Adjugée Adjudged T = =| Aggiudicate Adjugées Adjudged 31 32 VERBI, L -
AGGIUNGERE L = Aggiungo L • Aggiungi L • Aggiunge ( - Aggiungiamo ( =
Aggiungete ( • Aggiungono ( •• Aggiungeva H - Aggiungevi H = Aggiungeva H •
Aggiungevamo H •• Aggiungevate 1 - Aggiungevano 1 - Aggiunsi 1 • Aggiungesti
Aggiunse o — Aggiungemmo o = Aggiungeste 0 . Aggiunsero o .. Aggiungerò 1 -
Aggiungerai "1 = Aggiungerà 1 ■ Aggiungeremo 1 .. Aggiungerete ) -
Aggiungeranno ) = Aggiungi ) . Aggiunga ) .. Aggiungiamo -i — Aggiungete + =
Aggiungano + . Aggiungendo + ... Aggiunto S- — Aggiunti ■V» = Aggiunta ***. .
Aggiunte ■-*. . . Aggradire p Aggradito ? = Aggraditi 0 Aggradita P •'•
Aggradite V - Aggrampare V = Aggrampato V . Aggrampati v .. Aggrampata o —
Aggrampate 0 = Aggrandire 0 . Aggrandendo 0 .. Aggrandito / - Aggrandita / =
Aggrandite / . Aggravare / .. Aggravando A — Aggravato A = Aggravati A .
Aggravata A •• Aggravate T — Aggraziare T = Aggraziando T • Aggraziato VERBES*
Ajouter J'ajoute Tu ajoutes Il ajoute Nous ajoutons Vous ajoutez lis ajoutent
J'ajoutais Tu ajoutais Il ajoutait Nous ajoutions Vous ajoutiez Ils ajoutaient
J'ajoutai Tu ajoutas II ajouta Nous ajoutâmes Vous ajoutâtes Ils ajoutèrent
J'ajouterai Tu ajouteras Il ajoutera Nous ajouterons Vous ajouterez Ils
ajouteront Ajoute Qu'il ajoute Ajoutons Ajoutez Qu'ils ajoutent Ajoutant Ajouté
Ajoutés Ajoutée Ajoutées Agréer Agréé Agrées Agréée Aggréées Accrocher Accroché
Accrochés Accrochée Accrochées Agrandir Agrandissant Agrandi Agrandie Agrandies
Aggraver Aggravant Aggravé Aggravés Aggravée Aggravées Faire grace Faisant
grâce Fait grâce (qui a) VERBS. To subjoin, ( to add 1 subjoin Thou subjoinest
He subjoins We subjoin You subjoin They subjoin I subjoined Thou subjoinedst He
subjoined We subjoined You subjoined They subjoined I subjoined Thou
subjoinedst He subjoined We subjoined You subjoined They subjoined I shall
subjoin Thou wilt subjoin He Avili subjoin We shall subjoin You will subjoin
They will subjoin Subjoin Let him subjoin Let us subjoin Subjoin Let them
subjoin Subjoining, adding Subjoined, added Subjoined, added Subjoined, added
Subjoined, added To PLEASE Pleased Pleased Pleased Pleased TO HANG UPON A HOOK
Hung upon a hook Hung upon a hook Hung upon a hook Hung upon a hook TO ENLARGE
Enlarging Enlarged Enlarged Enlarged TO AGGRAVATE Aggravating Aggravated
Aggravated Aggravated Aggravated TO PARDON Pardoning Pardoned VERBI. VERBÈS.
VERBS. dû L — Aggraziati Fait grace Pardoned L = Aggraziata Fait grâce Pardoned
L • Aggraziate Fait grâce Pardoned L •• Aggregare Agréger To admit into a
society ( — Aggregato Agrégé Admitted into a society ( = Aggregati Aggregata
Agrégés Admitted into a society ( . Agrégée Admitted into a society ( ••
Aggregate Agrégées Admitted into a society H- Aggrottare (le ciglia) Froncer (
le sourcil ) To FROWN H = Aggrottando Fronçant Frowning H • Aggrottato Froncé
Frowned H •• Aggrottati Froncés Frowned 1 - Aggrottata Froncée Frowned 1 =
Aggrottate Froncées Frowned 1 • Agguerrire Aguerrir To INURE to war 1 ••
Agguerrendo Aguerrissant Inuring to war o — Agguerrito Aguerri Inured to war o
= Agguerriti Aguerris Inured to war o . Agguerrita Aguerrie Inured to war o ..
Agguerrite Aguerries Inured to war 1 - Agire Agir TO ACT 1 = Agisco J'agis I
act 1 . Agisci Tu agis Thou actest 1 .. Agisce Il agit He acts ) - Agiamo Nous
agissons We act ) = Agite Vous agissez You act ) • Agiscono Ils agissent They
act ) . Agiva J'agissais I acted + — Agiva Il agissait He acted + = Agivamo
Nous agissions We acted + . Agivate Vous agissiez You acted + .. Agivano Ils
agissaient They acted "H. Agirò J'agirai I shall act V» = Agirai Tu agiras
Thou wilt act *^s Agirà Il agira He will act -■>. .. Agiremo Nous agirons We
shall act p - Agirete Vous agirez You will act p = Agiranno Ils agiront They
will act p . Agendo Agissant Acting p .. Agito Agi Acted V - Agitare Agiter TO
AGITATE V = Agito J'agite I agitate V • Agita Il agite He agitates V ..
Agitiamo Nous agitons We agitate 0 — Agitate Vous agitez You agitate 0 =
Agitano Ils agitent They agitate 0 . Agitava J'agitais I agitated 0 .. Agitava
Il agitait He agitated / - Agitavamo Nous agitions We agitated / = Agitavate
Vous agitiez You agitated / • Agitavano Ils agitaient They agitated / .-
Agitando Agitant Agitating A - Agitato Agité Agitated A = Agitati Agités
Agitated A • Agitata Agitée Agitated A -. Agitate Agitées Agitated T- Ajutare
Aider To HELP T = Ajuto J'aide I help 34 VERBI VERBES. VERBS. L - Ajuti Tu
aides Thou helpest L = Ajuta Il aide He helps L • Ajutiamo Nous aidons We help
L •• Ajutate Vous aidez You help ( - Ajutano Ils aident They help ( = Aj utero
J'aiderai I shall help ( • Ajuterai Tu aideras Thou wilt help c .. Ajuterd Tl
aidera He will help H - Ajuteremo Nous aiderons We shall help H = Ajuterete
Vous aiderez You will help H . Ajuteranno Ils aideront They will help H ••
Ajuta Aide Help 1 - Ajutate Aidez Help I = Ajutatemi Aidez-moi Help me 1 • Ajutando
Aidant Helping 1 -. Ajutato Aidé Helped o — Ajutati Aidés Helped o = Ajutata
Aidée Helped o . Ajutate Aidées Helped o .. Alberare Arborer TO HOIST LP 1 -
Alberando Arborant Hoisting up 1 = Alberato Arboré Hoisted up 1 . Alberati
Arborés Hoisted up 1 .. Alberata Arborée Hoisted up ) - Alberate Arborées
Hoisted up ) = Alenare Respirer To breathe ) . Alenando Respirant Breathing )
.. Alenato Respiré Breathed + — Alienare Aliéner To alienate + = Alienando
Aliénant Alienating 4- . Alienato Aliéné Alienated + •• Alienati Aliénés
Alienated •^. — Alienata Aliénée Alienated "*«s = Alienate Aliénées
Alienated -V. . Allacciare Lacer To lace ->» .. Allacciando Laçant Lacing p
- Allacciato Lacé Laced ? = Allacciati Lacés Laced p • Allacciata Lacée Laced p
.. Allacciate Lacées Laced V — Allagare Inonder To OVERFLOW V = Allagando
Inondant Overflowing v . Allagato Inondé Overflowed v .. Allagati Inondés
Overflowed 0 — Allagata Inondée Overflowed 0 = Allagate Inondées Overflowed 0 .
Allattare Allaiter TO SUCKLE 0 .. Allattando Allaitant Suckling / - Allattato
Allaité Suckled / = Allattati Allaités Suckled / . Allattata Allaitée Suckled /
.. Allattate Allaitées Suckled A — Allegare Alléguer TO ALLEGE A = Allegato
Allégué Alleged A . Allegerire Alléger TO LIGHTEN A •• Allegerisco J'allège I
lighten T - Allegerisci Tu allèges Thou lightenest VERBI. VERBES. VERBS.
Allegerisce Il allège He lightens Allegeriamo Nous allégeons We lighten Ali
egerite Vous allégez You lighten Allegeriscono Ils allègent They lighten Peli'
allegerire En allégeant Lightening Allegerito Allégé Lightened Allegeriti
Allégés Lightened Allegerita Allégée Lightened Allegerite Allégées Lightened
Allegrare RÉJOUIR To REJOICE Allegrando Réjouissant Rejoicing Allegrato Réjoui
Rejoiced Allegrati Réjouis Rejoiced Allegrata Réjouie Rejoiced Allegrate
Réjouies Rejoiced Allessare Bouillir To BOIL Allessato Bouilli Boiled Allessati
Bouillis Boiled Allessata Bouillie Boiled Allessate Bouillies Boiled Allevare
ÉLEVER TO BRING UP Allevo J'élève I bring up Alleva Il élève He brings up
Allevate Vous élevez You bring up Allevano Ils élèvent They bring up Allevai
J'élevai I brought up Allevò Il éleva He brought up Allevammo Nous élevâmes We
brought up Allevaste Vous élevâtes You brought up Allevarono Ils élevèrent They
brought up Alleverò J'élèverai I shall bring up Alleverà Il élèvera He will
bring up Alleveremo Nous élèverons We shall bring up Alleverete Vous élèverez
You will bring up Alleveranno Ils élèveront They will bring up Allevando
Élevant Bringing up Allevato Élevé Brought up Allevati Élevés Brought up
Allevata Élevée Brought up Allevate Élevées Brought up Allocare Placer To PLACE
Allocando Plaçant Placing Allocato Placé Placed Allocati Placés Placed Allocata
Placée Placed Allocate Placées Placed Alloggiare Loger To LODGE Alloggio Je
loge I lodge Alloggi Tu loges Thou lodgest Alloggia Il loge He lodges
Alloggiamo Nous logeons We lodge Alloggiate Vous logez You lodge Alloggiano Ils
logent They lodge Alloggiava Je logeais I lodged Alloggiavi Tu logeais Thou
lodgedst Alloggiava Il logeait He lodged Alloggiavamo Nous logions We lodged
Alloggiavate, Vous logiez You lodged 35 36 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Alloggiavano Ils logeaient They lodged L = Alloggiando Logeant Lodging L •
Alloggiato Logé Lodged L -• Alloggiati Logés Lodged ( - Alloggiata Logée Lodged
( = Alloggiate Logées Lodged ( • Allontanare( •• Allontano J'éloigne 1 remove
H- Allontani Tu éloignes Thou removest -i = Allontana Il éloigne He removes H •
Allontaniamo Nous éloignons We remove H •• Allontanate Vous éloignez You remove
1 - Allontanano Ils éloignent They remove 1 = Allontanava J'éloignais I removed
1 ■ Allontanava Il éloignait He removed 1 •• Allontanavamo Nous éloignions We
removed o — Allontanavate Vous éloigniez You removed 0 = Allontanavano Ils éloignaient
They removed 0 . Allontanai J'éloignai I removed o .. Allontanò Il éloigna He
removed 1 - Allontanammo Nous éloignâmes We removed 1 = Allontanaste Vous
éloignâtes You removed 1 . Allontanarono Ils éloignèrent They removed 1 ..
Allontanerò J'éloignerai I shall remove ) - Allontanerai Tu éloigneras Thou
wilt remove ) = Allontanerà Il éloignera He will remove ) Allontaneremo Nous
éloignerons We shall remove ) .. Allontanerete Vous éloignerez You will remove
+ - Allontaneranno Ils éloigneront They will remove + = Allontanando Eloignant
Removing + . Allontanato Eloigné Removed + .. Allontanati Eloignés Removed \ —
Allontanata Eloignée Removed •^ = Allontanate Eloignées Removed *->. .
Alludere faire allusion To ALLUDE *»«. . . Alludendo Faisant allusion Alluding
p - Alluso Fait allusion Alluded p = Allungare Allonger TO LENGTHEN ? •
Allungando Allongeant Lengthening ? •• Allungato Allongé Lengthened V —
Allungati Allongés Lengthened V = Allungata Allongée Lengthened V . Allungate
Allongées Lengthened V .. Alterare Altérer To CHANGE 0 — Alterando Altérant
Changing 0 = Alterato Altéré Changed 0 . Alterati Altérés Changed 0 .. Alterata
Altérée Changed / - Alterate Altérées Changed / = Altercare Disputer TO DISPUTE
/ . Altercando Disputant Disputing / -. Altercato Disputé Disputed A —
Altercati Disputée Disputed A = Altercata Disputés Disputed A • Altercate
Disputées Disputed A •• Alzare Lever To LIFT T- Alzo Je lève I lift VERBI. L -
jAlzi L = Alza L ■ Alziamo L •• Alzate ( - Alzano ( = Alzava ( - Alzavi ( ■ Alzava
-\- Alzavamo H = Alzavate H • Alzavano H •• Alzai 1 - Alzasti 1 = Alzò 1 •
Alzammo 1 •• Alzaste o — Alzarono o = Alzerò o . Alzerai 0 .. Alzerà 1 -
Alzeremo 1 = Alzerete 1 . Alzeranno 1 •• Alza ) - Alziamo ) = Alzate ) .
Alzatevi ) .. Alzando H Alzato + = Alzati 4- . Alzata + Alzate -*. Amare \ =
Amarvi >*s. Amo ■v. . . Vi Amo p _ Ami p = Miami p • Ama ? .. Amiamo V —
Amate V = Mi amate V . Non mi amate v .. Amano 0 — Amava 0 = Amavi 0 . Amava 0
.. Amavamo 1 ~ Amavate / = Amavano / • Amai / •• Amasti A — Amo A = Amammo A .
Amate A •• Amarono T - Amerò T = Vi amerò T . Amerai VERSES. Tu lèves Il lève
Nous levons Vous levez Ils lèvent Je levais Tu levais Il levait Nous levions
Vous leviez Ils levaient Je levai Tu levas Il leva Nous levâmes Vous levâtes
Ils levèrent Je leverai Tu lèveras Il lèvera Nous lèverons Vous lèverez Ils
lèveront Lève Levons Levez Levez-vous Levant Levé Levés Levée Levées Aimer Vous
aimer J'aime Je vous aime Tu aimes Tu m'aimes Il aime Nous aimons Arous aimez
Vous m'aimez Vous ne m'aimez pas Ils aiment J'aimais Tu aimais Il aimait Nous
aimions Vous aimiez Ils aimaient J'aimai Tu aimas Il aima Nous aimâmes Vous
aimâtes Ils aimèrent J'aimerai Je vous aimerai Tu aimeras VERBS. Thou 1 if test
He lifts We lift You lift Thev lift I lifted Thou liftedst He lifted We lifted
You lifted They lifted I lifted Thou liftedst He lifted We lifted You lifted
They lifted I shall lift Thou wilt lift He will lift We shall lift You will
lift Thev will lift Lift Let us lift Lift Lift you Lifting Lifted Lifted Lifted
Lifted TO LOVE To love you I love I love you Thou l'ovest Thou lovest me He
loves We love You love You love me You do not love me They love loved Thou
lovedst He loved We loved You loved They loved loved Thou lovedst He loved We
loved You loved They loved shall love shall love you Thou wilt love Amerà
Ameremo Amerete Ameranno Amerei Ameresti Amerebbe Ameremmo Amereste Amerebbero
Ama Amami Ami Amiamo Amate Amatemi Amateci Amino Che ami Che ami Che ami Che
amiamo Che amiate Che amino Che amassi Che amassi Che amasse Che amassimo Che
amaste Se mi amaste Che amassero Amando Amato Amati Amata Ama Amareggiare
Amareggiando Amareggiato Amareggiati Amareggiata Amareggiate Ambire Ambisco Non
ambisco àmbito Ammaestrare Ammaestrando Ammaestrato Ammaestrati Ammaestrata
Ammaestrate Ammalare Ammalando Ammalato Ammalati Ammlata Ammalate AMMANSIRE
VERBÈS. VERBS. 11 aimera He will love Nous aimerons We shall love Vous aimerez
You will love Ils aimeront They will love J'aimerais I should love Tu aimerais
Thou wouldest love Il aimerait He would love Nous aimerions We should love Vous
aimeriez You would love Ils aimeraient They would love Aime Love Aime-moi Love
me Qu'il aime Let him love- Aimons Let us love Aimez Love Aimez-moi Love me
Aimez-nous Love us Qu'ils aiment Let them love Que j'aime That I may love Que
tu aimes That thou mayst love Qu'il aime That he may love Que nous aimions That
we may love Que vous aimiez That you may love Qu'ils aiment That they may love
Que j'aimasse That I might love Que tu aimasses That thou mighst love Qu'il
aimât That he might love Que nous aimassions That we might love Que vous
aimassiez That you might love Si vous m'aimiez If you loved me Qu'ils aimassent
That they might love Aimant Loving Aimé Loved Aimés Loved Aimée Loved Aimées
Loved Tourmenter TO TORMENT Tourmentant Tormenting Tourmenté Tormented
Tourmentés Tormented Tourmentée Tormented Tourmentées Tormented Ambitionner To
ASPIRE TO J'ambitionne I aspire to Je n'ambitionne pas I not aspire to
ambitionné Aspired to Instruire TO INSTRUCT Instruisant Instructing instruit
Instructed Instruits Instructed Instruite Instructed Instruites InstructeH =
Éloigner TO REMOVE Tomber malade TO FALL ILL Tombant malade Falling ill Tombé
malade Fell ill Tombés malades Fell ill Tombée malade Fell ill Tombées malades
Fell ill Apprivoiser TO TAME VERBI. VERBES. VERBS. a Ammansito Apprivoisé Tamed
Ammansiti Apprivoisés Tamed Ammansita Apprivoisée Tamed Ammansite Apprivoisées
Tamed Ammazzare v. Decidere Tuer TO KILL Ammazzo Je tue I kill Ammazza Il tue
He kills Ammazzano Ils tuent They kill Ammazzarono Ils tuèrent They killed
Ammazzerò Je tuerai I shall kill Ammazzerà Il tuera He will kill Ammazzeranno
Ils tueront They will kill Ammazzando Tuant Killing Ammazzato Tué Killed
Ammazzati Tués Killed Ammazzata Tuée Killed Ammazzate Tuées Killed Ammendare v.
Emendare Corriger TO CORRECT Ammettere Admettre To admit Ammettermi M'admettre
To admit me Ammetto J'admets I admit Ammetti Tu admets Thou admittest Ammette
Il admet He admits Ammettiamo Nous admettons We admit Ammettete Vous admettez
You admit Mi ammettete Vous m'admettez You admit me Ammettono Ils admettent
They admit Ammisi J'admis I admitted Ammise Il admit He admitted Ammettemmo
Nous admîmes We admitted Ammetteste Vous admîtes You admitted Annuissero Ils
admirent They admitted Ammetterò J'admettrai I shall admit Ammetterai Tu
admettras Thou wilt admit Ammetterò Il admettra He will admit Ammetteremo Nous
admettrons We shall admit Ammeterete Vous admettrez You will admit Ammetteranno
Ils admettront They will admit Ammettendo Admettant Admitting Ammesso Admis
Admitted Ammessi Admis Admitted Ammessa Admise Admitted Ammesse Admises
Admitted Amministrare Administrer To ADMINISTER Amministro J'administre I
administer Amministri Ta administres Thou administerest Amministra Il
administre He administers Amministriamo Nous administrons We administer
Amministrate Vous administrez You administer Amministrano Ils administrent They
administer Amministrerò J'administrerai I shall administer Amministrerai Tu
administreras Thou wilt administer Amministrerà Il administrera He will
administer Amministreremo Nous administrerons We shall administer
Amministrerete Vous administrerez You will administer Amministreranno Ils
administreront They will administer Amministrando Administrant Administering 33
40 VERBI. VERBES. VERBS. L - Amministrato Administré Administered Amministrati
Administrés* Administered Amministrata Administrée Administered Amninistrate
Administrées Administered ( — Ammirare Admirer TO ADMIRE ( = Ammiro J'admire I
admire Ammiri Tu admires Thou admirest Ammira Il admire He admires H -
ammiriamo Nous admirons We admireAmmirate Vous admirez You admire -i • Ammirano
lis admirent They admire H •• Ammirava J'admirais I admired Ammiravi Tu
admirais Thou admiredst j — Ammirava H admirait He admired Ammiravamo Nous
admirions We admired Ammiravate Vous admiriez You admired o — Ammiravano Ils
admiraient They admired o = Ammirai J'admirai I admired Ammirasti Tu admiras
Thou admiredst Ammirò Il admira He admired ~l — Ammirammo Nous admirâmes We
admired ~l = Ammiraste Vous admirâtes You admired Ammirarono- Ils admirèrent
They admired Ammirerò J'admirerai I shall admire ) — Ammirerai Tu admireras
Thou wilt admire } = Ammirerà Il admirera He will admire Ammireremo Nous
admirerons We shall admire Ammirerete Vous admirerez You will admire + —
Ammireranno Ils admireront They will admire _j_ — Ammira Admire Admire + •
Ammiriamo Admirons Let us admire H- •• Ammirate Admirez Admire "*»-s
Ammirando Admirant Admiring Ns, = Ammirato Admiré Admired ■^ . Ammirata Admirée
Admhed ^ .. Ammogliarsi Se marier To MARRY ? Mi ammoglio Je me marie I marry ?
= Ti ammogli Tu te maries Thou marriest 0 Si ammoglia Il se marie He marries ?
•• Vi ammogliate Vous vous mariez You marry V — Mi ammoglieró Je me marierai I
shall marry V = Ti ammoglierai Tu te marieras Thou wilt marry V . Si ammoglierâ
Il se mariera He will marry V .. Vi ammoglierete Vous vous marierez You will
marry O — Ammogliandosi Se mariant Marrying 0 = Ammogliato Marié Married 0 .
Ammollare Tremper To SOAR o .. Ammollando Trempant Soaking. 1 - Ammollato
Trempé Soaked / = Ammollati Trempés Soaked / • Ammollata Trempée Soaked / .-
Ammollate Trempées Soaked A — Ammoscirb Faner To FADE A = Ammoscilo Fané Faded
A • Ammosciti Fanés Faded A •• Ammoscita Fanée Faded T - Ammoscite Fanées Faded
T = Ammucchiare A.MMONCELER ro heap t:p VERBI . VERBES. verbs. 41 Ammucchiando
Ammoncelant Heaping up Ammucchiato Ammoncelé Heaped up Ammucchiati Ammoncelés
Heaped up Ammucchiata Ammoncelée Heaped up Ammucchiate Ammoncelées Heaped up
Ammutinarsi Se mutiner To MUTINY Ammutinandosi Se mutinant Mutinying Ammutinato
Mutine Mutinied Ammutinati Mutinés Mutinied Ammutinata Mutinée Mutinied
Ammutinate Mutinées Mutinied Amplificare amplifier To AMPLIFY Ampliiicato
Amplifié Amplified Amp liticata Amplifiée Amplified Ammutolire Devenir muet To
CROW DUMB Ammutolendo Devenant muet Growing dumb Ammutolito Devenu muet Grew
dumb Ammutoliti Devenus muets Grew dumb Ammutolita Devenue muette Grew dumb
Ammutolite Devenues muettes Grew dumb Analizzare (far Panai.) Analyser To
ANALYSE Analizzato Analysé Analysed Anallizzati Analysés Analysed Analizzata
Analysée Analysed Analizzate Analysées Analysed Ancorare, -arsi Ancrer,
mouiller To CAST ANCHOR Ancorando Ancrant Casting ancbor Ancorato Ancré Anchored
or cast anchor Ancorati Ancrés Anchored Ancorata Ancrée Anchored Ancorate
Ancrées Anchored Andare Aller Togo Vado Je vais I go Non vado Je ne vais pas I
do not go Vai Tu vas Thou goest Va Il va He goes Andiamo Nous allons We go
Andate Vous allez You go Non andate Vous n'allez pas You do not go Vanno Ils
vont They go Andava J'allais I was going Andavi Tu allais Thou wast going
Andava Tl allait He was going Andavamo Nous allions We were going Andavate Vous
alliez You were going Andavano Ils allaient Yhey were going Andai J'allai I
have been going Andasti Tu allas Thou hast been going Andò Il alla He has been
going Andammo Nous allâmes We have been going Andaste Vous allâtes You have
been going Andarono Ils allèrent They have been going Andrò J'irai I shall go
Non andrò Je n'irai pas I shall do not go Andrai Tu iras Thou wilt go Andra
Dira He will go Andremo Nous irons We shall go 42 TERBI. VERBES. VERBS. L —
Andrete Vous irez You will go L = Andranno Ils iront They will go L • Andrei
J'irais I should go L •• Andresti Tu irais Thou wouldst go ( — Andrebbe Il
irait He would go ( = Andremmo JNous irions We should go ( . Andreste Vous
iriez You would go ( •• Andrebbero Ils iraient They would go H — Va Va Go H =
Vada Qu'il aille Let him go H Andiamo Allons Let us go H •• Andate Allez Go 1 —
Vadano Qu'ils aillent Let them go i = Cb'io vada Que j'aille That I may go i .
Che vada Que tu ailles That thou mayst go 1 •- Che vada Qu'il aille That he may
go o — Che andiamo Que nous allions That we may go o = Che andiate Que vous
alliez That you may go o . Che vadano Qu'ils aillent That they may go 0 . Che
andassi Que j'allasse That I might go 1 — Che andassi Que tu allasses That thou
couldst go 1 = Che andasse Qu'il allât That he could go "1 . Che andassimo
Que nous allassions That we might go "1 •• Che andaste Que vous allassiez
That you could go ) — Che andassero Qu'ils allassent That they could go ) =
Andando Allant Going ) . Andato Allé Gone ) •• Andati Allés Gone H Andata Allée
Gone + = Andate Allées Gone + . Anelare Haleter To PANT + •• Anelando Haletant
Panting ■^ — Anelato Haleté Panted ■^ = Animare Animer TO ANIMATE ^. . Vi animo
Je vous anime I animate you "^ .. Mi animate Vous m'animez You animate me
? — Animava J'animais I animated p — Animavi Tu animais Thou animatedst P -
Animava Il animait He animated P -. Animavamo Nous animions We animated V —
Animavate Vous animiez You animated V = Animavano Ils animaient They animated V
. Vi animerò Je vous animerai I shall animate you v .. Mi animerete Vous
m'animerez You will animate me 0 — Animando Animant Animating 0 = Animato Animé
Animated 0 ■ Animati Animés Animated 0 ■ Animata Animée Animated 1 - Animate
Animées Animated 1 = Annegare Noyer To DROWN / . Annego Je noie I drown 1 ■■
Anneghi Tu noies Thou drowuest A — Annega Il noie He drowns A = Annegate Vous
noyez You drow n A • Annegano Ils noient They drown A ■• Annegava Il noyait He
drow ned T - Annegavano Ils noyaient They drowned T — Annegò Il noya He drow
ned VERBI. VERBES. VERBS. L - Annegarono Ils noyèrent They drowned L = Annegato
Noyé Drowned L • Annegati Noyés Drowned L •• Annegata Noyée Drowned ( -
Annegate Noyées Drowned ( = Annichilare Anéantir To ANNIHILATE ( Annichilando
Anéantissant Annihilating ( •• Annichilato Anéanti Annihilated H- Annichilati Anéantis
Annihilated H = Annichilata Anéantie Annihilated H • Annichilate Anéanties
Annihilated H •• Annodare Nouer To TIE Annodando Nouant Tying j = Annodato Noué
Tied 1 . Annodati Noués Tied 1 •• Annodata Nouée Tied o — Annodate Nouées Tied
o = Annojare,-arsi Ennuyer ( et S') To WEARY o . Annojo J'ennuie I weary o ..
Annoj Tu ennuies Thou weariest L — Annoja Il ennuie He wearies L = Annojamo
Nous ennuyons We weary L • Annoj ate Vous ennuyez You weary Annojano Ils
ennuient They weary r Annoj ava J'ennuyais I wearied ( = Annojava Il ennuyait
He wearied Annojavamo Nous ennuyions We wearied Annoj avate Vous ennuyiez You
wearied H Annoj avano Ils ennuyaient They wearied + = Annoj ai J'ennuyai I
wearied + . Annoj ó Il ennuya He wearied + .. Annojammo Nous ennuyâmes We
wearied -•s. — Annojaste Vous ennuyâtes You wearied ^ = Annojarono Ils
ennuyèrent They wearied ^» . Annojeró J'ennuierai I shall weary "-». . .
Annoj era Il ennuiera He will weary p Annoj eramrno Nous ennuierons We shall
weary ? = A.nnoj erete Vous ennuierez You will weary Ò Annojando Ennuyant
Wearying p Ànnojato Ennuyé Wearied V — Annojati Ennuyés Wearied V = Annoj ata
Ennuyée Wearied V . Annoj ate Ennuyées Wearied v .. Annoverare Compter TO
RECKON 0 — Annoverando Comptant Reckoning 0 = Annoverato Compté Reckoned 0 .
Annoverati Comptés Reckoned 0 . Annoverata Comptée Reckoned / - Annoverate
Comptées Reckoned / = Annullare Anéantir TO ANNIHILATE / . Annullando
Anéantissant Annihilating / .. Annullato Anéanti Annihilated A - Annullati
Anéantis Annihilated A = Annullata Anéantie Annihilated A • Annullate Anéanties
Annihilated \ .. Annunziare Annoncer TO ANNOUNCE T - Vi annunzio Je vous
annonce I announce to you r = Mi annunziate Vous m'annoncez You aunounce to me
43 44 VERBI. VERBES. VERBS. L - Annunziando Annonçant Announcing L = Annunziato
Annoncé Announced L - Annunziati Annoncés Announced L •• Annunziata Annoncée
Announced ( - Annunziate Annoncées Announced ( = ANNUVOLARE, -ARSI Se couvrir
de nuages TO BE CLOUDY ( • Annuvolando Se couvrant de nuages Being cloudy ( ••
Annuvolato Couvert de nuages Was cloudy H - Anteporre Préférer To PREFER -T=
Antepongo- Je préfère I prefer H • Anteponi Tu préfères Thou p refers t H ••
Antepone Il préfère He prefers 1 - Anteponiamo Nous préférons We prefer ! =
Anteponete Vous préférez You prefer 1 • Antepongono Ils préfèrent They prefer 1
•• Anteposto Préféré Preferred o — Anteposti Préférés Preferred o = Anteposta
Préférée Preferred 0 . Anteposte Préférées Preferred 0 .. Anticipare Anticiper
To ANTICIPATE 1 - Anticipato Anticipé Anticipated 1 = Anticipata Anticipée
Anticipated 1 . Antivedere Pressentir TO FORESEE 1 .. Antivedendo Pressentant
Foreseeing ) - Antiveduto Pressenti Foreseen ) = Antiveduti Pressentis Foreseen
) . Antiveduta Pressentie Foreseen ) .. Antivedute Pressenties Foreseen + —
Appagare Satisfaire TO SATISFY + = Appagando Satisfaisant Satisfying 4- .
Appagato Satisfait Satisfied + .. Appagati Satisfaits Satisfied *•*. — Appagata
Satisfaite Satisfied >. = Appagate Satisfaites Satisfied ^ . Appaltare Donner
a ferme TO LEASE ^ .. Appaltato Donné à ferme Leased P - Appaltati Donnés à
ferme Leased ? = Appaltata Donnée à ferme Leased p Appaltate Données à ferme
Leased ? •• Apparecchiare Préparer TO PREPARE V — Apparecchio Je prépare I
prepare V = Apparecchia Il prépare He prepares v . Apparecchiate Vous préparez
You prepare v .. Apparecchiano Ils préparent They prepare / - Apparecchia
Prépare Prepare / = Apparecchiate Préparez Prepare / . Apparecchiando Préparant
Preparing / -■ Apparecchiato Préparé Prepared 0 — Apparecchiata Préparée
Prepared 0 = Apparire Apparaître To APPEAR 0 . Apparito Apparu Appared e ..
Appariti Apparus Appared A — Apparita Apparue Appared A = Apparite Apparues
Appared A • Appartenere Appartenir To BELONG A •• appartengo J'appartiens I
belong VERBI. VERBES. verbs. 4o 1 - Appartieni Tu appartiens Thou helongest 1 =
Appartiene Il appartient He belongs Apparteniamo Nous appartenons We belong
Appartenete Vous appartenez You belong ) — Appartengono Ils appartiennent They
belong ) = Apparteneva J'appartenais I belonged Apparteneva Il appartenait He
belonged Appartenevamo Nous appartenions We belonged H- Appartenevate Vous
apparteniez You belonged -t = Appartenevano Ils appartenaient They belonged H •
Appartenni J'appartins I belonged H ■ Appartenne Il appartint He belonged 1 -
Appartenemmo ISo us appartînmes We belonged 1 = Apparteneste Vous appartîntes
You belonged i • Appartennero Ils appartinrent They belonged 1 •• Apparterrò
J'appartiendrai I shall belong o — Apparterrà Il appartiendra He will belong 0
= Apparterremo Nous appartiendrons We shall belong 0 . Apparterrete Vous
appartiendrez You will belong o .. Apparterranno Ils appartiendront They will
belong T-1- Appartenendo Appartenant Belonging 1 = Appartenuto Appartenu
Belonged 1 . Appartenuti Appartenus Belonged "1 . Appartenuta Appartenue
Belonged ) - Appartenute Appartenues Belonged ) = Appassionarsi Se passionner
To WISH passionately f. ) • Appassionandosi Se passionnant Wishing passionately
for ) •• Appassionato Passionné Wished passionately for -i — Appassionati
Passionnés Wished passionately for + = Appassionata Passionnée Wished
passionately for + • Appassionate Passionnées Wished passionately for + ..
Appellare, v. Chiamare. Appeler To CALL -> — Appello J'appelle leali ■»•» =
Appelli Tu appelles Thou callest ■*>. Appella Il appelle He calls >. . .
Appelliamo Nous appelons We call ? - Appellate Vous appelez You call J) —
Appellano Ils appellent They call P • Appellato Appelé Called P • Appellati
Appelés Called V — Appellata Appelée Called V = Appellate Appelées Called V .
Appendere Pendre TO APPEND V .. Appeso Pendu Appended 0 — Appesi Pendus
Appended 0 = Appesa Pendue Appended 0 . Appese Pendues Appended 0 .. Appiccare
Attacher To attach, Hang up / - Appiccando Attachant Attaching / = Appiccato
Attaché Attached / • Appiccati Attachés Attached / •• Appiccata Attachée
Attached A — Appiccate Attachées Attached A = Applaudire Applaudir To APPLAUD A
• Applaudendo Applaudissant Applauding A • Applaudito Applaudi Applauded T-
Applauditi Applaudis Applauded T = Applaudita Applaudie Applauded Applaudite
Applicare Applicarvi Applicarmi Mi applico Vi applicale Mi applicherò
Applicando Applicato Applicati Applicata Applicate Appoggiare Appoggiando
Appoggiato Appoggiati Appoggiata Appoggiate Appostare Appostato Appostati
Appostata Appostate Apprendere Apprendo Apprendi Apprende Apprendiamo
Apprendete Apprendono Apprendeva Apprendevi Apprendeva Apprendevamo
Apprendevate Apprendevano Appresi Apprendesti Apprese Apprendemmo Apprendeste
Appresero Apprenderò Apprenderai Apprenderà Apprenderemo Apprenderete
Apprenderanno Apprendendo Appreso Appresa Approdare Approdo Approda Approdiamo
Approdate Approdano Approdava VERSES. Applaudies Appliquer Vous appliquer
M'appliquer Je m'applique Vous vous appliquez Je m'appliquerai Appliquant
Appliqué Appliqués Appliquée Appliquées Appuyer Appuyant Appuyé Appuyés Appuyée
Appuyées Guetter Guetté Guettés Guettée Guettées Apprendre J'apprends Tu
apprends Il apprend Nous apprenons Vous apprenez Ils apprennent J'apprenais Tu
apprenais Il apprenait Nous apprenions Vous appreniez Ils apprenaient J'appris
Tu appris Il apprit Nous apprîmes Vous apprîtes Ils apprirent J'apprendrai Tu
apprendras Il apprendra Nous apprendrons Vous apprendrez Ils apprendront
Apprenant Appris Apprise Aborder J'aborde Il aborde Nous abordons Vous abordez
Ils abordent J'abordais VERBS. Applauded To APPLY To apply yourselves To apply
myself I apply myself You apply yourselves I shall apply myself Applying
Applied Applied Applied Applied To SUPPORT Supporting Supported Supported
Supported Supported To WATCH Watched Watched Watched Watched TO LEARN I learn
Thou learnest He learns We learn You learn They learn I learned Thou learnedst
He learned We learned You learned They learned I learned Thou learnedst He
learned We learned You learned They learned shall learn Thou wilt learn He will
learn We shall learn You will learn They will learn Learning Learned Learned TO
LAND Hand He lands We land You land They land I landed TERBS. 47 Approdava
Approdavamo Approdavate Approdavano Approdai Approdasti Approdò Approdammo
Approdaste Approdarono Approderò Approderà Approderemo Approderete Approderanno
Approdate Approdando Approdato Approdati Approdata Approdate Appropriarsi
Appropriato Appropriati Appropriata Appropriate Approvare Approvo Approvi
Approva Approviamo Approvate Approvano Approvava Approvavi Approvava
Approvavamo Approvavate Approvavano Approverò Approverai Approverà Approveremo
Approverete Approveranno Approvate Approvatemi Approvando Approvato Approvati
Approvata Approvate Appuntare, Aguzzare Appuntando Appuntato Appuntati
Appuntata Appuntate Il abordait He landed Rous abordions We landed Vous
abordiez You landed Ils abordaient They landed J'abordai I landed Tu abordas
Thou landedst Il aborda He landed Nous abordâmes We landed Vous abordâtes You
landed Ils abordèrent They landed J'aborderai I shall land Il abordera He will
land Nous aborderons We shall land Vous aborderez You will land Ils aborderont
They will land Abordez Land Abordant Landing Abordé Landed Abordés Landed
Abordée Landed Abordées Landed S'approprier To appropriate to one' s Approprié
Appropriated [ self Appropriés Appropriated Appropriée Appropriated Appropriées
Appropriated Approuver To APPROVE J'approuve I approve Tu approuves Thou
approves t Il approuve He approves Nous approuvons We approve Vous approuvez
You approve Ils approuvent They approve J'approuvais I approved Tu approuvais
Thou approvedsl Il approuvait He approved Nous approuvions We approved Vous
approuviez You approved Ils approuvaient They approved J'approuverai I shall
approve Tu approuveras Thou wilt approve Il approuvera He will approve Nous
approuverons We shall approve Vous approuverez You will approve Ils
approuveront They will approve Approuvez Approve Approuvez-moi Approve me Approuvant
Approving Approuvé Approved Approuvés Approved Approuvée Approved Approuvées
Approved Aiguiser To SHARPEN Aiguisant Sharpening Aiguisé Sharpened Aiguisés
Sharpened Aiguisée Sharpened Aiguisées Sharpened 48 L - Aprire L = Apro L -
Apri L ■• Apre ( - Apriamo ( = Aprite ( • Aprono ( •• Apriva H- Aprivi H -
Apriva H • Aprivamo H •• Aprivate 1 - Aprivano 1 - Aprii 1 • Apristi 1 •• Apri
o — Aprimmo o = Apriste 0 . Aprirono o .. Aprirò 1 - Aprirai 1 = Aprirà 1 .
Apriremo 1 .. Aprirete ) - Apriranno ) = Apri ) . Apriamo ) -. Aprite + —
Apritemi +■ = Aprendo + . Aperto + .. Aperti ^ — Aperta ->. = Aperte -^ .
Arare "•«I . . Arando p - Arato p = Arati p . Arata p .. Arate V — Ardere
V = Ardo V - Ardi V •• Arde 0 — Ardiamo 0 = Ardete 0 . Ardono 0 .. Ardeva / -
Ardevi / - Ardev / . Ardevamo / •• Ardevate A — Ardevano A = Arsi A - Ardesti A
.. Arse T- Ardemmo T = } Ardeste T • 1 Arjero VERBES. Ouvrir J'ouvre Tu ouvres
Il ouvre Nous ouvrons Vous ouvrez Ils ouvrent J'ouvrais Tu ouvrais Il ouvrait
Nous ouvrions Vous ouvriez Ils ouvraient J'ouvris Tu ouvris Il ouvrit Nous
ouvrîmes Vous ouvrîtes Ils ouvrirent J'ouvrirai Tu ouvriras Il ouvrira Nous
ouvrirons Vous ouvrirez Ils ouvriront Ouvre Ouvrons Ouvrez Ouvrez-moi Ouvrant
Ouvert Ouverts Ouverte Ouvertes Labourer Labourant Labouré Labourés Labourée
Labourées Brûler Je brûle Tu brûles Il brûle Nous brûlons Vous brûlez Ils
brûlent Je brûlais Tu brûlais Il brûlait Nous brûlions Vous brûliez Ils
brûlaient Je brûlai Tu brûlas Il brûla Nous brûlâmes Vous brûlâtes Ils
brûlèrent VERBS. To open I open Thou openest opens open You open They open I
opened Thou openedst He opened We opened You opened They opened I opened Thou
openedst He opened We opened You opened They opened I shall open Thou wilt open
He will open We shall open You will open They will open Open Let us open Open
Open to me Opening Opened Opened Opened Opened To PLOUGH Ploughing Ploughed
Plougned Ploughed Ploughed To BURN I burn Thou burnest He burns We burn You bum
They burn I burnt Thou burntst He burnt We burnt You burnt They burnt I burnt
Thou burntst He burnt We burnt You burnt They burnt VERBI. L - - Arso L = =
Arsi LU Arsa L • Arse ( - - Ardire ( - Ardisco ( • Ardisci ( •• Ardisce H -
Ardiamo -\ = Ardite H ■ Ardiscono H •• Ardiva 1 - Ardiva 1 = Ardivamo 1 • Ardivate
1 •• Ardivano o — Ardii o = Ardisti 0 . Ardi 0 .. Ardimmo 1 - Ardiste 1 =
Ardirono 1 . Ardirò 1 .. Ardirai ) - Ardirà ) = Ardiremo ) . Ardirete ) ..
Ardiranno + — Ardito -f = Arditi + . Ardita + .. Ardite *»«. — Argomentare »«x
= Argomentando ^ • Argomentato Armare p - Armo p = Armi p . Arma p .. armiamo V
— Armate V =, Vrmano V . i Vrmava V .. i armavi 0 — 1 armava 0 = 1 armavamo 0 .
1 armavate 0 .. 1 armavano 1 -1 b-mai 1 =J armasti / • i ^.rmó 1 •• 1 armammo A
— i armaste A = t armarono A • i armerò A .. i armerai T - i armerà T = j
armeremo VERBES. Brûlé Brûlés Brûlée Brûlées Oser J'ose Tu oses Il ose Nous
osons Vous osez Ils osent J'osais Il osait Nous osioftg Vous osiez Ils osaient
J'osai Tu osas Il osa Nous osâmes Vous osâtes Ils osèrent J'oserai Tu oseras Il
osera Nous oserons Vous oserez Ils oseront Osé Osés Osée Osées Raisonner
Raisonnant Raisonné Armer J'arme Tu armes Il arme Nous armons Vous armez Ils
arment J'armais Tu armais Il armait Nous armions Vous armiez Ils armaient
J'armai Tu armas Il arma Nous armâmes Vous armâtes Ils armèrent J'armerai Tu
armeras Il armera Nous armerons verbs. 49 Burned Burned Bui-ned Burned To DARE
I dare Thou darest He dares We dare You dare They dare I dared, or durst He
dared, or durst We dared, or durst You dared, or durst They dared, or durst
dared, or durst Thou daredst, or durst He dared, or durst We dared, or durst
You dared, or durst They dared, or durs i I shall dare Thou wilt dare He will
dare We shall dare You will dare They will dare Dared Dared Dared Dared To
REASON Reasoning Reasoned TO ARM I arm Thou armest He arms We arm You arm They
arm I armed Thou armedst He armed We armed You armed They armed I armed Thou
armedst He armed We armed You armed They armed I shall arm Thou wilt arm He
will arm We shall arm 5 50 VERBI. VERBES. VERBS. L - Armerete Vous armerez You
will arm L = Armeranno Ils armeront They will arm L ■ Armiamoci Armon-snous Let
us arm ourselves L •- Armate Armez Arm C — Armatevi Armez-vous Arm yourselves «
= Armando Armant Arming ( - Armato Armé Armed ( -. Armati Armés Armed H -
Armata Armée Armed H = Armate Armées Armed -H • Arpeggiare Jouer de la harpe TO
PLAY UPON THE HARP H -• Ella arpeggia Elle joue de la harpe She plays upon the
harp i - Ella arpeggiava Elle jouait de la harpe She played upon harp i =
Arpeggiando jouant de la harpe Playing upon the harp l ■ Arpeggiato Joué de la
harpe Played upon the harp l ■■ Arrabbiare Enrager Torace o — Arrabbio J'enrage
I rage,) == Arrabbia ïl enrage He rages o . Arrabbiamo Nous enrageons We rage 0
. . Arrabbiate Vous enragez You rage 1 - Arrabbiano Ils enragent They rage 1 =
Arrabbiava J'enrageais I raged 1 . Arrabbiava I! enrageait He raged 1 -•
Arrabbiavamo Nous enragions We raged ) - Arrabbiavate Vous enragiez You raged )
= Arrabbiavano Ils enrageaient They raged ) • Arrabbiai J'enrageai I raged ) ..
Arrabbiò Il enragea He raged A Arrabbiammo Nous enrageâmes We raged + =
Arrabbiaste Vous enrageâtes You raged 4- • Arrabbiarono Ils enragèrent They
raged + .- Arrabbiando Enrageant Rageing ^ — Arrabbiato Enragé Raged ■^ =
Arrabbiati Enragés Raged ■^ Arrabbiata Enragée Raged *•>. . . Arrabbiate
Enragées Raged p — Arrecare v. Recare. Apporter To bring ? = Arredare Équiper
To equip ? • Arredato Équipé Equipped ? •■ Arredati Équipés Equipped v —
Arredata Equipée Equipped V = Arredate Équipées Equipped V - Arrenare Engraver
(échouer) TO RUN AGROUND V .. Arrenando Engravant Pcun ning aground .0 —
Arrenato Engravé Run aground .0 = Arrenati Engraves Run aground 0 . Arrenata
Engravée Run aground 0 .. Arrenate Engravées Run aground i - Arrendersi Rendre
(se) TO SURRENDER / = Mi arrendo Je me rends I surrender / • Ti arrendi Tu te
rends Thou surrenderest / •• Si arrende Il se rend He surrenders A — Ci
arrendiamo Nous nous rendons We surrender A = Vi arrendete Vous vous rendez You
surrender A . Sì arrendono Ils se rendent They surrender A •• Mi arrendeva Je
me rendais I surrendered T — Ti arrendevi Tu te rendais Thou surrenderedst T =
Si arrendeva Il se rendait He surrendered VERBI. VERBES. VERBS. Ci arrendevamo
Nous nous rendions We surrendered Vi arrendevate Vous vous rendiez You
surrendered L • Si arrendevano Ils se rendaient They surrendered L •• Mi arresi
Je me rendis [ surrendered ( - Ti arrendesti Tu te rendis Thou surrendered^ t
•«» = Arrotato Affilé Whetted ■^ Arrotati Affilés Whetted •*»» .. Arrotata
Affilée Whetted 3 — Arrotate Affilées Whetted 3 = Ascendere Monter To GO UP 0 .
Ascendendo Montant Going up ? .. Asceso Monté Went up V - Ascesi Montés Went up
V = Ascesa Montée Went up V • Ascese Montées Went up v .. Asciugare SÉCHER To
DRY 0 — Asciugando Séchant Drying 0 = Asciugato Séché Dried 0 . Asciugati
Séchés Dried 0 • Asciugata Séchée Dried / - ■ Asciugate Séchées Dried / = -
Ascoltare ÉCOUTER To LISTEN / Ascolto J'écoute I listen / • Ascolti Tu écoutes
Thou listenest A - - Ascolta Il écoute He listens A = = Ascoltiamo Nous
écoutons We listen A . Ascoltate Vous écoutez You listen A • . Ascoltano Ils
écoutent They listen T- - Ascoltava Técoutais I listened 53 54 VERBI. VERBES.
VERBS, L - ascoltava Il écoutait He listened L = Ascoltavamo Nous écoutions We
listened L • Ascoltavate Vous écoutiez You listened L •• Ascoltavano Ils
écoutaient They listened ( - Ascoltai J'écoutai I listened ( = Ascoltò Il
écouta He listened ( • Ascoltammo Nous écoutâmes We listened ( •• Ascoltaste
Vous écoutâtes You listened H- Ascoltarono Ils écoutèrent They listened H =
ascolterò J'écouterai I shall listen H*. Ascolterai Tu écouteras Thou wilt
listen H •• Ascolterà Il écoutera He will listen 1 - Ascolteremo Nous
écouterons We; shall listen I = Ascolterete Vous écouterez You will listen 1 -
Ascolteranno Ils écouteront They will listen 1 .- Ascoltate Écoutez Listen o —
Ascoltando Écoutant Listening o = Ascoltato Écouté Listened 0 . Ascoltati
Écoutés Listened o .. Ascoltata Écoutée Listened "1 - Ascoltate Écoutées
Listened 1 = Aspergere Asperger TO BESPRINKLE WITH HO- LY WATER 1 . Aspergo
J'asperge I besprinkle etc. 1 .. Asperge Il asperge He besprinkles etc. ) —
Aspergete Vous aspergez You besprinkle etc. ) = Aspergono Ils aspergent They
besprinkle etc. ) . Aspergeva J'aspergeais I besprinkled etc. ) -. Aspergeva Il
aspergeait He besprinkled etc. H Aspergevamo- Nous aspergions We besprinkled e
g ;• You besprinkled etc. + == Aspergevate Vous aspergiez + • Aspergevano Ils
aspergeaient They besprinkled etc. + .. Aspergendo Aspergeant Besprinkling
with, etc -"*> — Asperso Aspergé Besprinkled --». = Aspersi Aspergés
Besprinkled ^ • Aspersa Aspergée Besprinkled ">» . . Asperse Aspergées
Besprinkled ? ~ Aspettare Attendre To WATT P = Aspetto J'attends I wait ? •
Aspetti Tu attends Thou waitest e .. Aspetta Il attend He waits v — Aspettiamo
Nous attendons We wait v = Aspettate Vous attendez You wait V • Aspettano Ils
attendent They wait V .. Aspettava J'attendais I waited 0 — Aspettavi Tu attandais
Thou waitedsf 0 = Aspettava Il attendait He waited 0 . Aspettavamo Nous
attendions We waited 0 . Aspettavate Vous attendiez You waited / - Aspettavano
Ils attendaient They waited / = Aspettai J'attendis I waited / . Aspettò Il
attendit He waited / .. Aspettammo Nous attendîmes We waited A — Aspettaste
Vous attendîtes You waited A == Aspettarono Ils attendirent They waited A •
Aspetterò J'attendrai I shall wait A •• Aspetterai Tu attendras Thou wilt wait
T — Aspetterà Il attendra He will wait T = Aspetteremo Nous attendrons We shall
wait VERBI. VERBES. VERBS. L - Aspetterete Vous attendrez You will Avait L =
Aspetteranno Ils attendront They will wait L . Aspetterei J'attendrais I should
wait L .. Aspetteresti Tu attendrais Thou wouldst wait ( - Aspetterebbe Il
attendrait He would wait ( = Aspetteremmo Nous attendrions We should wait ( •
Aspettereste Vous attendriez You would wait ( •• Aspetterebbero Ils
attendraient They would wait H- Aspetta Attends Wait H = Aspettiamo Attendons
Let us wait H • Aspettate Attendez Wait H •• Aspettino Qu'ils attendent Let
them wait 1 - Aspettando Attendant Waiting I = Aspettato Attendu Waited 1 •
Aspettati Attendus Waited I •• Aspettata Attendue Waited o — Aspettate
Attendues Waited o = Aspirare Aspirer (avoir envie de) TO LONG 0 . Aspiro
J'aspire I long 0 .. Aspiri Tu aspires Thou longest. 1 — Aspira Il aspire He
longs 1 = Aspiriamo Nous aspirons We long Aspirate Vous aspirez You long
Aspirano Ils aspirent They long ) — Aspirava J'aspirais I longed ) = Aspiravi
Tu aspirais Thou longedst Aspirava Il aspirait He longed Aspiravamo Nous
aspirions We longed ~ì — Aspiravate Vous aspiriez You longed + = Aspiravano Ils
aspiraient They longed + . Aspirando Aspirant Longing + .. Aspirato Aspiré
Longed \ — Assalire Assaillir To ASSAULT **» = Assalendo Assaillant Assaulting
■^ . Assalito Assailli Assaulted *x» . . Assaliti Assaillis Assaulted p
Assalita Assaillie Assaulted p = Assalite Assaillies Assaulted p . Assassinare
Assassiner TO ASSASSINAIT 0 Assassinando Assassinant Assassinating V —
Assassinato Assassiné Assassinated V = Assassinati Assassinés Assassinated V .
Assassinata Assassinée Assassinated V .. Assassinate Assassinées Assassinated 0
— Assediare Assiéger TO BESIEGE 0 = Assediando Assiégeant Besieging 0 .
Assediato Assiégé Besieged 0 .. Assediati Assiégés Besieged / - Assediata
Assiégée Besieged / = Assediate Assiégées Besieged / • Assegnare Assigner TO
ASSIGN / ■• Assegnando Assignant Assigning A — Assegnato Assigné Assigned A =
Assegnati Assignés Assigned A . Assegnata Assignée Assigned A •• Assegnate
Assignées Assigned T- Assentarsi Arsenter f S'1) TO ABSENT ONE'S SELF T =
Assentato Absenté Absented himself 56 VERBI. VERBES. VERBS. L - Assentati
Absentés Absented themsel ve» L = Assentata Absentée Absented herself L • Assentate
Absentées Absen ted themselves L •• Assestare Arranger ro SET IN ORDER ( -
Assestato Arrangé Set in order ( = Assestati Arrangés Set in order ( •
Assestata Arrangée Set in order ( •• Assestate Arrangées Set in order H -
Assetare Altérer (avoir soif) TO MARE BR Y H = Assetato Altéré Dry H • Assetati
Altérés Dry H •• Assetata Altérée Dry 1 - Assetate Altérées Dry i = Assicurare
Assurer TO ASSURE 1 • Assicurarlo L'assurer To assure him, her ! •• Assicurarvi
Vous assurer To assure you o — Assicurarmi M'assurer To assure me 0 = Assicuro
J'assure I assure 0 . Vi assicuro Je vous assure I assure you o .. Assicuri Tu
assures Thou assures I 1 — Assicura Il assure He assures 1 = Assicuriamo Nous
assurons We assure Assicurate Vous assurez You assure Mi assicurate Vous
m'assurez You assure me ) — Non mi assicurate Vous ne m'assurez pas You do not
assure me ) = Assicurano Ils assurent They assure Assicurava J'assurais I
assured Assicuravi Tu assurais Thou assuredst + — Assicurava Il assurait He
assured 4- = Assicuravamo Nous assurions We assured 4- . Assicuravate Vous
assuriez You assured 4- .. Assicuravano Ils assuraient They assured -^. —
Assicurai J'assurai I assured -^ == Assicurasti Tu assuras Thou assuredst *-«.
. Assicurò Il assura He assured "^ .. Assicurammo Nous assurâmes We
assured ? — Assicuraste Vous assurâtes You assured ? = Assicurarono Ils
assurèrent They assured ? . Assicurerò J'assurerai I shall assure ? ..
Assicurerai Tu assureras Thou wilt assure v — Assicurerà Il assurera He will
assure v = Assicureremo Nous assurerons We shall assure v . Assicurerete Vous
assurerez You will assure v .. Assicureranno Ils assureront They will assure 0
— Assicuratemi Assurez-moi Assure me 0 = Assicuratevi Assurez-vous Make
yourself assure 0 . Assicurando Assurant Assuring 0 .. Assicurato Assuré
Assured / - Assicurati Assurés Assured / = Assicurata Assurée Assured / •
Assicurate Assurées Assured / -. Assistere Assister To ASSIST A - Assisto
J'assiste I assist A = Assisti Tu assistes Thou assistest A . Assiste Il
assiste He assists A •• Assistiamo Nous assistons We assist T- Assistete Vous
assistez You assist T = Assistono Ils assistent They assist VERBI. VERBES.
VERBS. 57 Assisteva 3'assistais I assisted Assisteva Il assistait He assisted
Assistevamo Nous assistions We assisted Assistevate Vous assistiez You assisted
Assistevano - Ils assistaient Tbey assisted Assistei J'assistai I assisted
Assistè Il assista He assisted Assistemmo Nous assistâmes We assisted
Assisteste Vous assistâtes You assisted Assisterono lis assistèrent They
assisted Assisterò J'assisterai I shall assist Assisterai Tu assisteras Thou
wilt assist Assisterà Il assistera He will assist Assisteremo Nous assisterons
We shall assist Assisterete Vous assisterez You will assist Assisteranno Ils
assisteront They will assist Assistendo Assistant Assisting Assistito Assisté
Assisted Assistiti Assistés Assisted Assistita Assistée Assisted Assistite
Assistées Assisted Associare Associer TO ASSOCIATE Asssociato Associé
Associated Associati Associés Associated Assiciata Associée Associated
Associate Associées Associated Assoldare Enrôler TO ENLIST Assoldato Enrôlé
Enlisted Assoldati Enrôlés Enlisted Assoldata Enrôlée Enlisted Assoldate
Enrôlées Enlisted Assolvere Absoudre To ABSOLVE Assolvo J'absous I absolve
Assolvi Tu absous Thou absolvest Assolve Il absout He absolves Assolviamo Nous
absolvons We absolve Assolvete Vous absolvez You absolve Assolvono Ils
absolvent They absolve Assolverò J'absoudrai I shall absolve Assolverà Il
absoudra He will absolve Assolverete Vous absoudrez You will absolve
Assolveranno Ils absoudront They will absolve Assolvendo Absolvant Absolving
Assoluto Absous Absolved Assoluti Absous Absolved Assoluta Absoute Absolved
Assolute absoutes Absolved Assomigliare Ressembler To resemble Assomigliato
Ressemblé Resembled Assommigliati Ressemblé Resembled Assommigliata Ressemblée
Resembled Assomigliate Ressemblées Resembled Assorbire Absorber To ABSORB
Assorbendo Absorbant Absorbing Assorbito Absorbé Absorbed Assorbiti Absorbés
Absorbed Assorbita Absorbée Absorbed Assorbite Absorbées Absorbed 58 VERBI.
VERBES. VERBS. L _1 ASSORDARE Assourdir To deafen L =J assordito Assourdi
Deafened L • assorditi Assourdis Deafened L •• assordita Assourdie • Deafened (
-- assordite Assourdies Deafened ( = ASSUEFARSI Accoutumer ( s' ) To use ( •
Assuefatto Accoutumé Used ( -. Assuefatti Accoutumés 1 Used H - Assuefatta
Accoutumée Used H — Assuefatte Accoutumées Used H . Astenersi Abstenir (s') ro
ABSTAIN H -. Astenuto Abstenu ( qui s'est ) Abstained ì - Astenuti Abstenus Abstained
j = Astenuta Abstenue Abstained 1 • Astenute Abstenues Abstained 1 -■ Attaccare
Attacher To TIE UP o — Attaccato Attaché Tied up o = Attaccati Attachés Tied up
o . Attaccata Attachée Tied up o .. Attaccate Attachées Tied up 1 - Attaccare
(l'inimico) Attaquer (quelqu'un) To ASSAULT 1 = Attacco J'attaque I assault 1 •
Attacca Il attaque He assaults 1 .. Attacchiamo Nous attaquons We assault ) -
Attaccate Vous attaquez You assault ) = Attaccano Ils attaquent They assault )
• Attaccava J'attaquais I assaulted ) .. Attaccava Il attaquait He assaulted +
— Attaccavamo Nous attaquions We assaulted + = Attaccavate Vous attaquiez You
assaulted 4- . Attaccavano Ils attaquaient They assaulted + .. Attaccai
J'attaquai I assaulted ->. — Attaccò Il attaqua He assaulted ■*-. =
Attaccammo Nous attaquâmes We assaulted — . . Attaccaste Vous attaquâtes You
assaulted "*•. . . Attaccarono Ils attaquèrent They assaulted 2 —
Attaccherò J'attaquerai I shall assault ? = Attaccherai Tu attaqueras Thou wilt
assault 5 Attaccherà Il attaquera He will assault ? •• Attaccheremo Nous
attaquerons We shall assault V - Attaccherete Vous attaquerez You will assault
V = Attaccheranno Ils attaqueront They will assault V • Attaccate Attaquez
Assault v .. Attaccando Attaquant Assaulting 0 - Attaccato Attaqué Assaulted 0
= Attaccati Attaqués Assaulted 0 Attaccata Attaquée Assaulted 0 • Attaccate
Attaquées Assaulted / - - Attenuare Camper (dresser les tent. To ENCAMP / = =
Attendato Campé Encamped / Attendati Campés Encamped / . Attendata Campée
Encamped A - - Attendate Campées Encamped A = = Attendere Attendre To EXPECT A
. Attendo J'attends I expect A • . Attendi Tu attends Thou expectest T- -
Attende | Il attend He expects VERBI, VERBES. VERBS. !_ — Mtendiamo Nous
attendons We expect L = Attendete Vous attendez You expect L • Attendono Ils
attendent They expect L •• Attendeva J'attendais I expected ( - Attendeva Il
attendait He expected ( = Attendevamo Nous attendions We expected ( -
Attendevate Vous attendiez You expected ( -■ Attendevano Ils attendaient They
expected H- Attesi J'attendis I expected H = Attese Il attendit He expected H •
Attendemmo Nous attendîmes We expected H •• Attendeste Vous attendîtes You
expected ! - Attesero Ils attendirent They expected i = Attenderò J'attendrai I
shall expect 1 • Attenderai Tu attendras Thou wilt expect 1 •■ Attenderà Il
attendra He will expect o — Attenderemo Nous attendrons We shall expect 0 =
Attenderete Vous attendrez You will expect n Attenderanno Ils attendront They
will expect o Attendi Attends Expect 1 - Attenda Qu'il attende Let him expect 1
= Attendiamo Attendons Let us expect 1 ■ Attendete Attendez Expect 1 ••
Attendetemi Attendez-moi Expect me Attendano Qu'ils attendent Let them expect )
= Attendendo Attendant Expecting Atteso Attendu Expected Attesi Attendus
Expected + — Attesa Attendue Expected + = Attese Attendues Expected 4- .
Attenuare Atténuer To WEAKEN + .. Attenuando Atténuant Weakening -•^ —
Attenuato Atténué Weakened •^ == Attenuati Atténués Weakened •^ Attenuata
Atténuée Weakened *»>. . . Attenuate Atténuées Weakened 0 Attergare Placer
derrière TO PLACE BEHIND ? = Attergato Placé derrière Placed behind 3 Attergati
Placés derrière Placed behind ? •• Attergata Placée derrière Placed behind V —
Attergate Placées derrière Placed hehind V = Atterrare Arattre TO STRIKE DOWN V
. Atterrando Abattant Striking down V .. Atterrato Abattu Struck drown 0 =
Atterrati Abattus Struck drown 0 = Atterrata Abattue Struck drown 0 . Atterrate
Abattues Struck drown 0 .. Atterrire Effrayer TO FRIGHTEN 1 - Atterrito Effrayé
Frightened 1 = Atterriti Effrayés Frightened / . Atterrita Effrayée Frightened
/ .. Atterrite Effrayées Frightened A = Attestare Attester To ATTEST A =
Attestando Attestant Attesting A • Attestato Attesté Attested A Attestati
Attestés Attested T = ■- Attestata Attestée Attested T- • Attestate • Attestées
J Attested 59 60 VERBI. L - Attignere L = Attignendo L • Attinto L •• Attinti (
— Attinta ( = Attinte ( i Attillarsi ( -. Attillandosi H - Attillato -\ =
Attillati H . Attillata H •• Attillate 1 - Attirare 1 = Attirando 1 . Attirato
1 . Attirati o — Attirata 0 = Attirate 0 . Attirare o .. Attiro 1 - Attiri 1 =
Attira 1 • Attiriamo 1 .. Attirate ) — Attirano ) = Attirava ) . Attiravi ) ..
Attirava H Attiravamo + = Attiravate -f- Attiravano + .. Attirerò ■-■> —
Attirerai >*, = Attirerà -^ . Attireremo ^s. .. Attirerete ? - Attireranno ?
= Attirando ? ■ Attirato ? .. Attirati V — Attirata V = Attirate V . Attizzare
V .. Attizzando 0 — Attizzato 0 = Attizzati 0 . Attizzata 0 .. Attizzate / -
Attorniare 1 = Attorniando / • attorniato / •• Attorniati A — Attorniata A =
attorniate A • Attrarre A -. Attraendo VERBES. VERBS. Puiser TO DRAW WATER
Puisant Drawing water Puisé Drawn Avater (who has ) Puisés Drawn water Puisée
Drawn water Puisées Drawn water Se parer avec affectatior To dress
extravagantly Se parant etc. Dressing extravagantly Paré etc. Dressed
extravagantly Parés etc. Dressed extravagantly Parée etc. Dressed extravagantly
Parées etc. Dressed extravagantly Attirer TO ATTRACT Attirant Attracting Attiré
Attracted Attirés Attracted Attirée Attracted Attirées Attracted Attirer To
allure J'attire I allure Tu attires Thou allurest Il attire He allures Nous
attirons We allure Vous attirez You allure lis attirent They allure J'attirais
I allured Tu attirais Thou alluredst Il attirait He allured Nous attirions We
allured Vous attiriez You allured Ils attiraient They allured J'attirerai I
shall allure Tu attireras Thou wilt allure Il attirera He will allure Nous
attirerons" We shall allure Vous attirerez You will allure Ils attireront
They will allure Attirant Alluring Attiré Allured Attirés Allured Attirée Al
hired Attirées Allured Attiser To POCRE Attisant Pocking Attisé Pocked Attisés
Pocked Attisée Pocked Attisées Pocked Entourer ro SURROUND Entourant
surrounding Entouré surrounded Entourés surrounded Entourée surrounded
Entourées surrounded Attirer ro ATTRACT Attirant i Ukacting VERBI. Attratto
Attratti Attratta Attratte Attivare Attribuire Attribuito Attribuiti Attribuita
Attribuite Attristale Attristato Attristati Attristata Attristate Attuftare, v
. Tuffare Atturare Atturate Atturato Atturati Atturata Atturate Augurare Auguro
Auguri Augura Auguriamo Augurate Augurano Augurava Auguravi Augurava Auguravamo
Auguravate Auguravano Augurai Augurasti Augurò Augurammo Auguraste Augurarono
Augurerò Augurerai Augurerà Augureremo Augurerete Augureranno Augurando
Augurato Augurati Augurata Augurate Aumentare Aumento Aumenta Aumentiamo
Aumentate VERBES. VERBS. Attiré Attracted Attirés Attracted Attirée Attracted
Attirées Attracted Activer To put in motic Attribuer To attribute Attribué
Attributed Attribués Attributed Attribuée Attributed Attribuées Attributed
Attristeb TO AFFLICT Attristé Afflicted Attristés Afflicted Attristée Afflicted
Attristées Afflicted Plonger To PLUNGE Boucher To STOP Boucliez Stop Bouché
Stopped Bouchés Stopped Bouchée Stopped Bouchées Stopped Souhaiter To wish Je
souhaite I wish Tu souhaites Thou wishest Il souhaite He wishes Nous souhaitons
We wish Vous souhaitez You wish Ils souhaitent They wish Je souhaitais I wished
Tu souhaitais Thou wishedst Il souhaitait He wished Nous souhaitions We wished
Vous souhaitiez You wished Ils souhaitaient They wished Je souhaitai I wished
Tu souhaitas Thou wishedst Il souhaita He wished Nous souhaitâmes We wished
Vous souhaitâtes You wished Ils souhaitèrent They wished Je souhaiterai I shall
wish Tu souhaiteras Thou wilt wish Il souhaitera He will wish Nous souhaiterons
We shall wish Vous souhaiterez You will wish Ils souhaiteront They will wish
Souhaitant Wishing Souhaité Wished Souhaités Wished Souhaitée Wished Souhaitées
Wished Augmenter TO ENCREASE J'augmente I encrease Il augmente He encreases
Nous augmentons We encrease Vous augmentez You encrease 6 61 tri VERBI. VERBES.
VERBS. L - Aumentano Ils augmentent Tliey encrease Aumentava J'augmentais I
encreased L • Aumentava Il augmentait He encreased L •• Aumentavamo Nous
augmentions We encreased ( - Aumentavate Vous augmentiez You encreased ( =
Aumentavano lis augmentaient They encreased ( . Aumentai J'augmentai I
encreased i .. Aumentò Il augmenta He encreased H - Aumentammo Nous augmentâmes
We encreased H = Aumentaste Vous augmentâtes You encreased H • Aumentarono Ils
augmentèrent They encreased ^ ■■ Aumenterò J'augmenterai I shall encrease i -
Aumenterà Il augmentera He will encrease î = Aumenteremo Nous augmenterons We
shallencrease i . Aumenterete Vous augmenterez You will encrease ì ••
Aumenteranno Ils augmenteront They will encrease o — Aumentando Augmentant
Encreasing . Autorizzavano Ils autorisaient They authorized ? •■ Autorizzai
J'autorisai I authorized v - Autorizzò Il autorisa He authorized V =
Autorizzammo Nous autorisâmes We authorized v . Autorizzaste Vous autorisâtes
You authorized V •■ Autorizzarono. Ils autorisèrent They authorized Ai —
Autorizzerò J'autoriserai I shall authorize 0 = Autorizzerai Tu autoriseras
Thou wilt authorize J0 . Autorizzerà Il autorisera He will authorize il ...
Autorizzeremo Nous autoriserons We shall authorize 1 - Autorizzerete Vous
autoriserez You will authorize l = Autorizzeranno Ils autoriseront They will
authorize / . Autorizzando Autorisant Authorizing 1 •• Autorizzato Autorisé
Authorized A — Autorizzati Autorisés Authorized A = Autorizzata Autorisée
Authorized A - Autorizzate Autorisées Authorised A •• Avanzare Amasser To HEAP
T - Avanzato Amassé Heaped T = Avanzati Amassés Heaped VERBI. VERBES. VERBS. (_
— Avanzata Amassée Heaped L = Avanzate Amassées Heaped L • Avanzare Avances. TO
ADVANCE L •• Avanzo J'avance I advance ( - Avanzi Ta avances Thou advancest ( =
Avanza Il avance He advances ( • Avanziamo Nous avançons We advance ( ..
Avanzate Vous avancez You advance H- Avanzano Ils avancent They advance H =
Avanzava J'avançais I advanced H • Avanzavi Tu avançais Thou advancedst H -•
Avanzava Il avançait He advanced j - Avanzavamo Nous avancions We advanced 1 =
Avanzavate Vous avanciez You advanced J • Avanzavano Ils avançaient They
advanced ! .. Avanzai J'avançai I advanced o — Avanzaste Tu avanças Thou
advancedst 0 = Avanzò Il avança He advanced o . Avanzammo Nous avançâmes We
advanced 0 .. Avanzaste Vous avançâtes You advanced 1 - Avanzarono Ils
avancèrent They advanced 1 = Avanzerò J'avancerai I shall advance 1 ■ Avanzerai
Tu avanceras Thou wilt advance 1 .. Avanzerà Il avancera He will advance ) -
Avanzeremo Nous avancerons We shall advance ) = Avanzerete Vous avancerez You
will advance ) . Avanzeranno Ils avanceront They will advance ) ..- Avanzate
Avancez Advance H Avanzando Avançant Advancing + = Avanzato Avancé Advanced + .
Avanzati Avancés Advanced + .. Avanzata Avancée Advanced ■"•»• — Avanzate
Avancées Advanced ^ = Avere Avoir To HAVE Avermi M'avoir To have me Avervi Vous
avoir To have you p - Averlo L'avoir To have it, him p = Ho J'ai I have p . Vi
ho Je vous ai I have you p .. Non vi ho Je ne vous ai pas I have not you V —
Non ho Je n'ai pas I have not V = Hai Tuas Thou hast V . Mi hai Tu m'as Thou
hast me V .. Non mi hai Tu ne m'as pas Thou hast not me 8 — Ha Il a He has 0 =
Ha A Has 0 . Vi ha Ilya There is 0 .. Non ha Il n'a He has not / - Non ha N'a
Has not / = Si ha On a A person has it / . Abbiamo Nous avons We have / .- Non
abbiamo Nous n'avons pas We have not A — Non vi abbiamo Nous ne vous avons pas
We have not you A = Avete Vous avez You have A • Non avete Vous n'avez pas You
have not A •• Mi avete Vous m'avez You have me T — Non mi avete Vous ne m'avez
pas You have not me T = Vi avete Vous vous avez You have yourselve T . Non
avete che Vous n'avez que You have only 6% 64 VERBI. VERBES. VERBS. L - Hanno
Ils ont They have L = Hanno Ont Have L • Non hanno Ils n'ont pas They have not
L .. Vi hanno Ils y ont Them have ( - Non hanno Nont pas Have not ( = Aveva
J'avais I had ( • Non aveva Je n'avais pas I had not ( •■ Avevi Ta avais Thou
hadst H - Non avevi Ta n'avais pas Thou hadst not H = Aveva Il avait He had H •
Aveva Avait Had H - Vi aveva Il y avait It had 1 — Si aveva On avait A person
had it 1 = Avevamo Nous avions We had 1 . Non avevamo Nous n'avions pas We had
not 1 •• Avevate Vous aviez You had (j — Non avevate Vous n'aviez pas You had
not o == Mi avevate Vous m'aviez You had me o . Avevano Ils avaient They had o
.. Avevano Avaient Had 1 - Non avevano Ils n'avaient pas They had not 1 = Non
avevano N'avaient pas Had not 1 . Ebhi J'eus I have, had 1 .. Non ebbi Je n'eus
pas I have had not ) - Avesti Tu eus Thou hast had > = Non avesti Tu n'eus
pas Thou hast had not ) . Ebbe Il eut He have had ) .. Ebbe Eut Had + — Non
ebbe Il n'eut pas Had not + = Vi ebbe Il y eut It had + . Avemmo Nous eûmes We
have had + .. Non avemmo Nous n'eûmes pas We have had not ■^ — Aveste Vous
eûtes You have had ■>■*. = Non aveste Vous n'eûtes pas You have had not -*,
. Ebbero Ils eurent They have had \ .. Ebbero Eiu'ent Have had ? — Non ebbero
Ils n'eurent pas They have had not ? = Vi ebbero Ils y eurent Them had g Avrò
J'aurai I shall have ? Non avrò Je n'aurai pas I shall have not V — Avrai Tu
auras Thou wilt have V = Non avrai Tu n'auras pas Thou wilt have not V . Mi
avrai Tu m'auras Thou wilt have me v .. Avrà Il aura He will have 0 — Avrà Aura
Will have 0 = Non avrà Il n'aura pas He will have not 0 . Non avrà N'aura pas
Will have not 0 .. Vi avrà Il y aura It will have 1 - Non vi avrà Il n'y aura
pas It will have not 1 = Avremo Nous aurons We shall have / . Non avremo Nous
n'aurons pas We shall have not / .. Avrete Vous aurez You will have A — Mi
avrete Vous m'aurez You will have me A = Non avrete Vous n'aurez pas You will
have not A . Non mi avrete Vous ne m'aurez pas You will have not me A ..
Avranno Ils auront They will have T - Avranno Auront Will have T = Non avranno
Ils n'auront pas They will have not T . Non avranno N'auront pas Will have not
T .. Vi avranno Us y auront Them will have VERBI. VERBES. VERBS. OD L = Non vi
avranno Ils n'y auront pas Them will have not L - Avrei Paurais I would have L
• Non avrei Je n'aurais pas I would have not L •• Ti avrei Je t'aurais I would
have thee ( - Non ti avrei Je ne t'aurais pas I Mould not have thee ( = Vi
avrei Je vous aurais I would have you ( • Non vi avrei Je ne vous aurais pas I
would not have you ( .. Avresti Tu aurais Thou wouldst have H- Non avresti Tu
n'aurais pas Thou wouldst not lune H = Mi avresti Tu m'aurais Thou wouldst hate
me H • Avrebbe Il aurait He would have H •• Non avrebbe Il n'aurait pas He
would not have ] - Avrebbe Aurait Would lune 1 = Non avrebbe N'aurait pas Would
not have 1 • Mi avrebbe Il m'aurait He would have me 1 •• Non mi avrebbe Il ne
m'aurait pas He would not have me o — Vi avrebbe Il vous aurait He would have
you o = Non vi avrebbe Il ne vous aurait pas He would not have you o . Avremmo
Nous aurions We would have o .. Non avremmo Nous n'aurions pas We would not
have 1 - Avreste Vous auriez You would have 1 = Non avreste Vous n'auriez pas
You would not have "I . Mi avreste Vous m'auriez You would have me 1 ..
Non mi avreste Vous ne m'auriez pas You would not have use ) - Ci avreste Vous
nous auriez You would have us ) = Non ci avreste Vous ne nous auriez pas You
would not have us ) . Avrebbero Ils auraient They would have ) .. Avrebbero
Auraient Would have + — Non avrebbero Ils n'auraient pas They would not have +
= Non avrebbero N'auraient pas Would not have + . Vi avrebbero Ils y auraient
Theni would have + .. Abbi Aie Have -v. — Non avere N'aie pas Do not have ^ =
Abbia Qu'il ait Let him have •N, . Abbiamo Ayons Let us have """s.
. . Abbiate Ayez Have p - Non abbiate N'ayez pas Do not have ? = Abbiano Qu'ils
aient Let them have p . Ch'io abbia Que j'aie That I may have ? .. Che abbia
Que tu aies That thou mayst have, V - Che abbia Qu'il ait That he may have V =
Che abbiamo Que nous ayons That we may have V . Che abbiate Que vous ayez That
you may have v .. Che abbiano Qu'ils aient That they may have 0 — Ch'io avessi
Que j'eusse That I might have 0 = Avessi Que tu eusses That thou couldst have 0
. Avesse Qu'il eût That he could have 0 .. Avessimo Que nous eussions That we
might have / - Aveste Que vous eussiez That you could have / = Avessero Qu'ils
eussent That they could have / • Se vi avessi Si je vous avais If I had you /
•• Se mi avessi Si tu m'avais If thou hadst me A - Se non mi avessi Si tu ne
m'avais pas [f thou hadst not me A = Se mi avesse S'il m'avait [f he had me A .
Se non mi avesse S'il ne m'avait pas [f he had not me A .. Se vi avessimo Si
nous vous avions [f we had you T- Se non vi avessimo Si nous ne vous avions p.
[f we had not you T = Se mi aveste Si vous m'aviez [f you had me T . Se non mi
aveste Si vous ne m'aviez pas if you had not me T .. Se mi avessero S'ils
m'avaient If they had me 6. 66 VRBBI,- VERBES. VERBS. L - Se non mi avessero
S'ils ne m'avaient pas If they had not me L = Avendo Ayant Having L • Avuto Eu
Had L •• Avuti Eus Had ( - Avuta Eue Had ( = Avute Eues Had ( . Aver fame Avoir
faim TO BE HUNGRY ( •• Ho fame J'ai faim I am hungry H- Non ho fame Je n'ai pas
faim I am not hungry H = Hai fame Tu as faim Thou art hungry H . Ha fame Il a
faim He is hungry H •• Ambiamo fame Nous avons faim We are hungry 1 — Avete
fame Vous avez faim You are hungry 1 = Hanno fame Ils ont faim They are hungry
1 . Avvampare Brûler To BURN 1 •• Avvampato Brûlé Burnt o — Avvampati Brûles Burnt
0 = Avvampata Brûlée Burnt 0 . Avvampate Brûlées Burnt o .. Avvelenare
Empoisonner To POISON 1 — Avvelenato Empoisonné Poisoned 1 = Avvelenati
Empoisonnés Poisoned 1 . Avvelenata Empoisonnée Poisoned 1 .. Avvelenati
Empoisonnées Poisoned ) — Avvenire Arriver To HAPPEN ) = Avviene Il arrive It
happens ) . Avveniva Il arrivait It happened ) .. Avvenne Il arriva It happened
-1 Avverrà II arrivera It will happen + = Avvenendo Arrivant Happening + .
Avvenuto Arrivé Happened + .. Avvenuti Arrivés Happened *XN Avvenuta Arrivée
Happened -» = Avvenute Arrivées Happened "x» . Avventare Lancer To LAUNCH
""v. . . Avventato Lancé Launched ? — Avventati Lancés Launched ? =
Avventata Lancée Launched p Avventate Lancées Launched p •• Avventurare Aventurer
To RISK A — Avventurato Aventuré Risked A = Avventurati Aventurés Ri&ked A
• Avventurata Aventurée Risked A •• Avventurate Aventurées Risked 0 — Avvertire
Avertir To WARN 0 = Avverto J'avertis I warn 0 . Avverti Tu avertis Thou
warnest 0 .. Avverte Il avertit He warns 1 — Avvertiamo Nous avertissons We
warn Avvertite Vous avertissez You warn / • Avvertono Ils avertissent They warn
Avvertiva J'avertissais I warned A — Avvertiva Il avertissait He warned A =
Avvertivamo Nous avertissions We warned A • Avvertivate Vous avertissiez You
warned A •• Avvertivano Ils avertissaient They warned T — Avvertii J'avertis I
warned VERBI, L - Avverti L == Avvertimmo L • Avvertiste L •• Avvertirono ( -
Avvertirò ( = Avvertirai ( • Avvertirà ( .. Avvertiremo H- Avvertirete H =
Avvertiranno H • Avvertendo H •• Avvertito 1 - Avvertiti 1 = Avvertita I •
Avvertite 1 •• Avvezzare o — Avvezzato o = Avvezzati 0 . Avvezzata 0 ..
Avvezzate 1 - Avviare 1 = Avviando 1 . Avviato 1 .. Avviati ) - Avviata ) =
Avviate ) . Avvicinare ) .. Avvicino + — Avvicini + = Avvicina + . avviciniamo
+ .. Avvicinate ~-o — Avvicinano ^ = Avvicinava "-v. . Avvicinava ^ ..
Avvicinavamo ? — Avvicinavate p = Avvicinavano p . Avvicinai p •• Avvicinò V —
Avvicinammo V = Avvicinaste V . Avvicinarono v .. Avvicinerò 0 — Avvicinerai 0
= Avvicinerà 0 . Avvicineremo 0 .. Avvicinerete / — Avvicineranno / =
Avvicinatevi / • Avvicinando / •• Avvicinato A - Avvicinati A = Avvilire A •
Avvilisco A .. Avvilisce T — Avvilite T - Avviliscono VERBES. Il avertit Nous
avertîmes Vous avertîtes Ils avertirent J'avertirai Tu avertiras Il avertira
Nous avertirons Vous avertirez Ils avertiront Avertissant Averti Avertis
Avertie Averties Habituer Habitué Habitués Habituée Habituées Acheminer
Acheminant Acheminé Acheminés Acheminée Acheminées Approcher J'approche Tu
approches H approche Nous approchons Vous approchez Ils approchent rapprochais
Il approchait Nous approchions Vous approchiez Ils approchaient J'approchai Il
approcha Nous approchâmes Vous approchâtes Ils approchèrent J'approcherai Tu approcheras
Il approchera Nous approcherons Vous approcherez Ils approcheront
Approchez-vous Approchant Approché Approchés Avilir J'avilis Il avilit Vous
avilissez Ils avilissent VERBS. He Warned We warned You warned They warned I
shall warn Thou wilt warn He will warn We shall warn You will warn They will
warn Warning Warned Warned Warned Warned TO ACCUSTOM Accustomed Accustomed
Accustomed Accustomed TO SET FORWARD Setting forward Set forward Set forward
Set forward Set forward To APPROACH I approach Thou approachest He approaches
We approach You approach They approach I approached He approached We approached
You approached They approached I approached He approached We approached You
approached They approached I shall approach Thou wilt approach He will approach
We shall approach You will approach They will approach Approach Approaching
Approached Approached TO DEGRADE degrade He degrades You degrade They degrade m
I 68 VERBI. VERBES. VERBS. L - Avvilito Avili Degraded L = Avviliti Avilis
Degraded L - Avvilita Avilie Degraded L •• Avvilite Avilies Degraded ( -
Avviluppare Envelopper To WRAP ( = Avviluppato Enveloppé Wrapped ( •
Avviluppati Enveloppée Wrapped ( •• Avviluppata Enveloppée Wrapped H -
Avviluppate Enveloppées Wrapped H '. . . Baciate Vous baisez You kiss e —
Baciano Ils baisent They kiss Baciava Je baisais I kissed 0 Baciavi Tu baisais
Tbou kissedst ? Baciava Il baisait He kissed V — Baciavate Vous baisiez You
kissed V = Bacerò Je baiserai I shall kiss v . Bacerai Tu baiseras Thou wilt
kiss v .. Bacerà Il baisera He will kiss 0 — Bacerete Vous baiserez You will
kiss 0 = Baciando Baisant Kissing 0 . Baciato Baisé Kissed 0 .. Baciati Baisés
Kissed / — Baciata Baisée Kissed / = Baciate Baisées Kissed / . Badare Faire
attention TO PAY ATTENTION / •• Bado Je fois attention I pay attention A — Badi
Tu fais attention Thou pay est attention A = Bada Il fait attention He pays
attention VERBI. Badiamo Badate Badano Badava Badavi Badava Badavamo Badavate
Badavano Badai Badò Badammo Badaste Badarono Baderò Baderai Baderà Baderemo
Baderete Baderanno Badate Badateci Badando Badato Bagnare Bagno Bagni Bagna
Bagniamo Bagnate Bagnano Bagnerò Bagnerai Bagnerà Bagneremo Bagnerete
Bagneranno Bagnando Bagnato Bagnati Bagnata Bagnate Bagnarsi Bagnato Bagnati
Bagnata Bagnate Balbettare Balbettando Balbettato Balenare Balena Balenava
Balenò Balenato Ballare Ballo Balli verbes. Nous faisons attention Vous faites
attention Ils font attention Je faisais attention Tu faisais attention Il
faisait attention Nous faisions attention Vous faisiez attention Ils faisaient
attention Je fis attention Il fit attention Nous fîmes attention Vous fîtes
attention Ils firent attention Je ferai attention Tu feras attention Il fera
attention Nous ferons attention Vous ferez attention Ils feront attention
Faites attention Faites attention à vous Faisant attention Fait attention
verbs. 69 We pay attention You pay attention They pay attention I paid
attention Thou paidest attention He paid attention We paid attention ou paid
attention They paid attention ~ paid attention He paid attention We paid
attention You paid attention They paid attention I shall pay attention Thou
wilt pay attention He will pay attention We shall pay attention You will pay
attention They will pay attention Pay attention Take care of yourself Paying
attention Paid attention Baigner To BATHE Je baigne I bathe Tu baignes Thou
bathest Il baigne He bathes Nous baignons We bathe Vous baignez You bathe Ils
baignent They bathe Je baignerai I shall bathe Tu baigneras Thou wilt bathe Il
baignera He will bathe Nous baignerons We shall bathe Vous baignerez You will
bathe Ils baigneront They will bathe Baignant Bathing Baigné Bathed Baignés
Bathed Baignée Bathed Baignées Bathed Se mouiller To WET one'sself Mouillé Wet
Mouillés Wet Mouillée Wet Mouillées Wet Balbutier TO STAMMER Balbutiant
Stammered Balbutié Stammered Faire des éclairs TO LIGHTEN Il fait des éclairs
He lightens Il faisait des éclairs He lightened Il fit des éclairs He
lightened. Fait des éclairs Lightened Danser To DANCE Je danse I dance Tu
danses [Thou dancest 70 VERBI. VERBES. VERBS. L — Balla Il danse He dances L =
Balliamo Nous dansons We dance L • Ballate Vous dansez You dance L •• ballano
Ils dansent They dance ( - Saltava Je dansais I danced ( = Ballavi Tu dansais
Thou dancedst ( • Ballava 11 dansait He danced ( .. Ballavamo Nous dansions We
danced H - Ballavate Vous dansiez You danced H = Ballavano Ils dansaient They
danced H • Ballai Je dansai I danced H •• Ballasti Tu dansas Thou dancedst 1 -
Ballò Il dansa He danced 1 = Ballammo Nous dansâmes We danced i . Ballaste Vous
dansâtes You danced ! •• Ballarono Ils dansèrent They danced o — Ballerò Je
danserai I shall dance o = Ballerai Tu danseras Thou wilt dance 0 . Ballerà Il
dansera He will dance o .. Balleremo Nous danserons We shall dance 1 -
Ballerete Vous danserez You will dance 1 = Balleranno Us danseront They will
dance "1 . Ballate Dansez Dance 1 .. Ballando Dansant Dancing ) - Ballato
Dansé Danced ) = Ballati Dansés Danced ) . Ballata Dansée Danced ) .. Ballate Dansées
Danced + - Ballottare Élire par suffrages To ELECT + = Ballottando Élisant
Electing + . Ballottato Élu Elected + .. Ballottati Élus Elected Ballottata
Élue Elected \ = Ballottate Élues Elected >^ Balzare Bondir To BOUND -^
Balza Il bondit He bounds p — Balzava Il bondissait He bounded p = Balzò Il
bondit He bounded p . Balzerà Il bondira He will bound p .. Balzando Bondissant
Bounding V — Balzato Bondi Bounded V = Balzati Bondi Bounded V . Balzata Bondi
Bounded v .. Balzate Bondi Bounded 0 — Bandire Exiler To EXILE 0 = Bandito
Exilé Exiled 0 . Banditi Exilés Exiled 0 .. Bandita Exilée Exiled 1 - Bandite
Exilées Exiled 1 = Barattare Changer TO CHANGE / . Barattando Changeant
Changing / .- Barattato Changé Changed A — Barattati Changés Changed A =
Barattata Changée Changed A ■ Barattate Changées Changed A •• Barcollare
Chanceler TO STAGGER T — Barcollando Chancelant Staggering T = Barcollato
Chancelé | Staggered VERBI. VERBES. VERBS. L - Barcollati Chancelés Staggered L
= Barcollata Chancelée Staggered L • Barcollate Chancelées Staggered L •
Bastare Suffire TO SUFFICE ( - Basta Il suffit He suffices ( - Bastano Ils
suffisent They suffice ( • Bastava Il sutìsait He sufficed ( •- Bastavano Ils
suffisaient They sufficed H - Basterà Il suffira He will suffice H = Basteranno
Ils suffiront They will suffice H • Basterebbe Il suffirait He would suffice H
•• Basterebbero Ils suffiraient They would suffice I - Bastando Suffisant
Sufficing i = Bastato Suffi Sufficed i i Battagliare Combattre To fight 1 •-
Battagliando Combattant Fighting o — Battagliato Combattu Fighted 0 — Bastonare
Batonner To CUDGEL o . Bastonato Bàtonné Cudgelled 0 • • Bastonnatì Bàtonnés
Cudgelled 1 - Bastonata Bàtonnée Cudgelled 1 = Bastonate Bàtonnées Cudgelled
"1 . Battere il tamburro Battre le tambour To DRUM 1 .. Si batte il
tamburro On bat le tambour It drums ) - Battere Battre TO BEAT ) = Batto Je
bats I beat ) . Batti Tu bats Thou beatest ) .. Batte Il bat He beats. H
Battiamo Nous battons We beat + = Battete Vous battez You beat 4- . Battono Ils
battent They beat -r • • Batteva Je battais I beat *>>. — Battevi Tu
battais Thou beatest "-«. == Batteva Il battait He bent ■^ Battevamo Nous
battions We beat *v. . . Battevate Vous battiez You beat ? — Battevano Ils
battaient They beat p = Batterò Je battrai I shall beat ? • Batterai Tu battras
Thou wilt beat ? •• Batterà Il battra He will beat V - Batteremo Nous battrons
We shall beat V — Batterete Vous battrez You will beat V . Batteranno Ils
battront They will beat v .. Batti Bats Beat 0 — Battiamo Battons Let us beat 0
= Battete Battez Beat 0 . Battendo Battant Beating 0 .. Battuto Battu Beat / -
Battuti Battus Beat / = Battuta Battue Beat / . Battute Battues Beat / ..
Batter le mani Claquer des mains To CLACK A - Batto le mani Je claque des mains
I clack A = Batte le mani Il claque des mains He clacks A . ! Battete le mani
Vous claquez des mains You claefe A •• Battono le mani Ils claquent des mains
They clack T - 1 Battevano le mani Ils claquaient des mains They clacked li 72
VERBI. VERBES. VERBS. L - Batterò le mani Te claquerai des mains I shall clack
L = Batteremo le mani Nous claquerons des m. We shall clack L • Battuto le mani
Claqué des mains Clacked L •• Battezzare Bapptiser To BAPTI ZE ( - Battezzo Je
baptise I baptize ( = Battezzi Tu baptises Thou baptizest ( • Battezza Il
baptise He baptizes ( •■ Battezzando Baptisant Baptizing H - Battezzato Baptisé
Baptized H = Battezzati Baptisés Baptized H • Battezzata Baptisée Baptized -i
•• Battezzate Baptisées Baptized i - Beffare Railler TO RAIL AT I = Beffo Je
raille I rail at 1 Beffa Il raille He rails at 1 •• Beffate Vous raillez You
rail at o — Beffano Ils raillent They rail at 0 = Beffava Je raillais I railed
at 0 . Beffava Il raillait He railed at 0 .. Beffavate Vous railliez You railed
at 1 - Beffavano Ils raillaient They railed at 1 = Befferò Je raillerai I shall
rail at 1 . Befferà Il raillera He will rail at "I .. Befferete Vous
raillerez You will rail at ) - Beffando Raillant Railing at ) — Beffato Raillé
Railed at ) • Beffati Raillés Railed at ) .. Beffata Raillée Railed at _] —
Beffate Raillées Railed at 4- = Belare Bêler To BLEAT -4- . Bela Il, elle bêle
It, her bleat + .. Belano Ils, elles bêlent They bleat --». — Belando Bêlant
Bleating ■>■». = Belato Bêlé Bleated ■^ . Bendare Bander ( les yeux ) TO
BLINDFOLD "*'•. . . Bendando Bandant Blindfolding 0 Bendato Bandé
Blindfolded ? = Bendati Bandés Blindfolded p . Bendata Bandée Blindfolded ? ..
Bendate Bandées Blindfolded V — Benedire BÉNIR TO BLESS V = Benedico Je bénis I
bless V . Benedice Il bénit He blesses V .. Benedite Vous bénissez You bless 0
— Benediceva Je bénissais I blessed 0 = Benedicevi Tu bénissais Thou blessedst
0 . Benediceva Il bénissait He blessed 0 .. Benedicevamo Nous bénissions We
blessai 1 — Benedicevate V^ous bénissiez You blessed 1 = Benedicevano Ils
bénissaient They blessed ! . Benedisse Il bénit He blessed / •• Benedissero Ils
bénirent They blessed A — Benedirò Je bénirai I shall bless A = Benedirai Tu
béniras Thou wilt bless A • Benedirà Il bénira He will bless A •• Benediremo
Nous bénirons We shall bless T — Benedirete Vous bénirez You will bless T =
Benediranno Ils béniront They will bless VERBI. L - Benedicendo L = Benedetto L
• Benedetti L •• Benedetta ( - Benedette ( = Beneficare ( • Beneficando ( ••
Beneficato -\ - Beneficati 4 = Beneficata H ■ Beneficate H •• Bestemmiare ! -
Bestemmiando 1 = Bestemmiato 1 • Bestemmiati 1 •• Bestemmiata o — Bestemmiate o
= Beyere 0 . Bevo 0 .. Bevi 1 - Beve 1 = Beviamo 1 . Bevete "1 .. Bevono )
- Beveva ) = Bevevi ) . Beveva ) .. Bevevamo H Bevevate + = Bevevano + Bebbi +
.. Bevesti >» Bebbe ^v = Bevemmo **>. . Beveste **«s . . Bebbero ? -
Beveró ? = Beverai p . Beverâ ? .. Beveremmo V — Beverete V = Beve ranno V .
Bevi V ■- Beva 0 — Beviamo 0 = Bevete 0 . Bevano 0 .. Bevendo 1 ~ Bevuto 1 =
Biasimare / ■ Biasimando / - Biasimato A - Biasimati. A = Biasimata A Biasimate
A •• Bindolare T - Bindolato T = Bindolati VERBES. Bénissant Béni Bénis Bénie
Bénies Faire du bien Faisant du bien Fait du bien Fait du bien Fait du bien
Fait du bien Blasphémer Blasphémant Blasphémé Blasphémé Blasphémé Blasphémé
Boire Je bois Tu bois Il boit Nous buvons Vous buvez Ils boivent Je buvais Tu
buvais Il buvait Nous buvions Vous buviez Ils buvaient Je bus Tu bus Il but
Nous bûmes Vous bûtes Ils burent Je boirai Tu boiras Il boira Nous boirons Vous
boirez Ils boiront Bois Qu'il boive Buvons Buvez Qu'ils boi\ ent Buvant Bu
Blâmer Blâmant Blâmé Blâmés Blâmée Blâmées Bercer Bercé Bercés VERBS. Blessing
73 Blessed Blessed Blessed To DO GOOD Doing good Done good Done good Done good
Done good To blaspheme Blaspheming Blasphemed Blasphemed Blasphemed Blasphemed
To drink I drink Thou drinkest He drinks We drink You drink They drink I drank
Thou drankest He drank We drank You drank They drank I drank Thou drankest He
drank We drank You drank They drank I shall drink Thou wilt drink He will drink
We shall drink You will drink They will drink Drink Let him drink Let us drink
Drink Let them drink Drinking Drunk To blame Blaming Blamed Blamed Blamed
Blamed To ROCK Rocked Rocked 74 L • L •• ( - VERBI. Bindolata Bindolate
Bisbigliare Bisbigliando Bisbigliato == Bisognare . Bisogna . . Bisognava —
Bisognò = Bisognerà . Mi bisognerà . . Vi bisognerà — Bisognerebbe = Mi
bisognerebbe . Vi bisognerebbe . . ! Bisognasse — ÌSe mi bisognasse = | Se vi
bisognasse . j Bisognato Bisognare Bisognarmi Bisognarvi Non bisogna Mi bisogna
_iNon mi bisognt Vi bisogna 1 - 1 = 1 . 1 ) ) Bollare Bollato Bollati Bollata
Bollate Bollire Bolle Bollono Bolliva Bollivano Bolli Bollirono Bollirà Bolliranno
V —I Bollendo V = Bollito Bombardare Bombarda Bombardano Bombardava
Bombardavano Bombardò Bombardarono Bombarderà Bombarderanno Bombardando
Bombardato Bombardati Bombardata Bombardate Barbottare VERBES. verbs. Bercée
Rocked Bercées Rocked Chuchoter To WHISPER Chuchotant Whispering Chuchoté
Whispered Falloir TO BE NECESSARI Tl faut It is necessary Il fallait It was
necessary 11 fallut It was necessary Il faudra It will be necessary Il me
faudra It will be necess. for me H vous faudra It will be necess. for you Il
faudrait It would be necessary Il It would be neces. for you Qu'il fallut That
it might be necess. S'il me fallait If it was necess. for me Sïl vous fallait
If it Avas necess. for you Fallu Been necessary Falloir TO MUST Me falloir I
must Vous falloir You must Il ne faut pas It must not Il me faut I must 11 ne
me faut pas I must not Il vous faut You must Sceller To SEAL Scellé Sealed
Scellés Sealed Scellée Sealed Scellées Sealed Bouillir To BOIL Il bout It boils
Ils bouillent They boil Il bouillait It boiled Ils bouillaient They boiled Il
bouillit It boiled Ils bouillirent They boiled I! bouillira It will boil Ils
bouilliront They will boil Bouillant Boiling Bouilli Boiled Bombarder TO
BOMBARD ty bombarde He bombards Ils bombardent They bombard Il bombardait He
bombarded Ils bombardaient They bombarded Il bombarda He bombarded Ils
bombardèrent They bombarded Il bombardera He will bombard Us bombarderont They
will bombard Bombardant Bombarding Bombardé Bombarded Bombardés Bombarded
Bombardée Bombarded Bombardées Bombarded Barbotter TQ DABBLE VERBES, L -
Barbottando L = Borbottato L • Brasure L •- Bramo ( - Brami ( = Brama ( •
Bramiamo ( .. Bramate H- Bramano H = Bramava H ■ Bramavi H •• Bramava 1 -
Bramavamo 1 = Bramavate 1 Bramavano 1 •• Bramai o — Bramò o = Bramammo 0 .
Bramaste o .. Bramarono 1 — Bramerei 1 = Brameresti 1 . Bramerebbe 1 ..
Brameremmo ( - Bramereste ) = Bramerebbero ) . Brami ) .. Bramate H Bramassi -h
= Bramassi + . Bramasse + .. Bramassimo ^«, — Bramaste *■»*, = Bramassero *««« .
Bramando "*»■ . . Bramato ? - Bramati p = Bramata p . Bramate p ..
Brancolare V — Brancolando V - Brancolato v . Brandire V .. Brandendo 0 —
Brandito 0 = Brandita 0 . Bravare 0 .. Bravato 1 ~ Bravati / = Bravata /
Bravate / •• Brigare A — Brigato A = Brigati A • Brigata A •■ Brigate
Barbottant Barbotté Désirer ardemment To desire Je désire ardemment I desire Ta
désires ardemment Thou desirest Il désire ardemment He desires Nous désirons
ardemm. We desire Vous désirez ardemment You desire Ils désirent ardemment Tbey
desire Je désirais ardemment I desired Ta désirais ardemment Thou desiredst Il
désirait ardemment He desired Nous désirions ardemm. We desired Vous désiriez
ardemment | You desired Ils désiraient ardemment They desired Je désirai
ardemment I desired VERBS. Dabbling Dabbled Il désira ardemment Nous désirâmes
ardemm Vous désirâtes ardemm. Ils désirèrent ardemment Je désirerais ardemment
Tu désirerais ardemment Il désirerait ardemment Nous désirerions ardem. Vous
désireriez ardem. Ils désireraient ardem. Qu'il désire ardemment Désirez
ardemment Que je désirasse ardem. Que tu désirasses ardem. Qu'il désirât
ardemment Que nous désirassions ar. Que vous désirassiez ard. Qu'ils
désirassent ardem. Désirant ardemment Désiré ardemment Désirés ardemment Désirée
ardemment Désirées ardemment Marcher à tâtons Marchant à tâtons Marché à tâtons
Brandir Brandissant Brandi Brandie Braver Bravé Bravés Bravée Bravées
Travailler a Travaillé à ( qui a ) Travaillés à Travaillée à Travaillées a Ke
desired We desired You desired They desired I should desire Thou wouldst desire
He would desire We should desire You would desire They would desire Let him
desire Desire That I may desire That thou mayst desire That he may desire That
we may desire That you may desire That they may desire Desiring Desired Desired
Desired Desired TO GROPE ALONG IN THL DARK Groping along in the d. Groped along
in the d. TO BRANDISH Brandishing Brandished Brandished To DEFY Defied Defied
Defied Defied To WORK AT Worked at ( who has ) Worked at Worked at Worked at ?6
VERBI. VERBES. VERBS. L -p Brillare Bbiller, (éclater) To SHINE L — 1 Brillo Je
brille [ shine L - 1 Brilli Tu brilles Thou shine s t L •• ] Brilla Il brille
He shines ( -J ìrilliamo Nous brillons We shine ( = Brillate Vous brillez ïou shine
( - Milano Ils brillent They shine ( .. Brillava Je brillais I shone 4 -
Brillavi Tu brillais Thou shonest 1 = Brillava Il brillait He shone -T
Brillavamo Nous brillions We shone 4 •• Brillavate Vous brilliez You shone 1 —
Brillavano Ils brillaient They shone I = Brillai Je brillai I shone ! .
Brillasti Tu brillas Thou shonest i •• Brillo Il brilla He shone () — Brillammo
Nous brillâmes We shone 0 — Brillaste Vous brillâtes You shone 0 Brillarono Ils
brillèrent They shone ( ) . . Brillerò Je brillerai I shall shine "1 —
Brillerai Tu brilleras Thou wilt shine 1 = Brillerà Il brillera He will shine 1
. Brilleremo Nous brillerons We shall shine 1 .. Brillerete Vous brillerez You
will shine ) — Brilleranno Ils brilleront They will shine Ì = Brillando Brillant
Shining ) . Brillato Brillé Shone ) •• Bubolare Escamoter To conceal
dexterously -j — Bubolato Escamoté Concealed dexterously -L- — Bubolati
Escamotés Concealed dexterously + . Bubolata Escamotée Concealed dexterously +
•• Bubolate Escamotées Concealed dexterously >. ■ Bucare Trouer TO MAKE A
HOLE ■^ = Bucando Trouant Making a hole ■^ • Bucato Troué Make a hole ( who has
) "»» . . Bucati Troués Make a hole P - Bucata Trouée Make a hole P =
Bucate Trouées Make a hole 0 Burlare ( burlarsi ) Plaisanter ( se moquer ) To
joke (to despise) P ■* Burlo Je plaisante I joke V — Burli Tu plaisantes Thou
jokest V = Burla Il plaisante He jokes V . Burliamo Nous plaisantons We joke V
.. Burlate Vous plaisantez You joke 0 — Burlano Ils plaisantent They joke 0 — Mi
burlo Je me moque I despise 0 - Ti burli Tu te moques Thou despisest .0 .. Si
burla Il se moque He despises / - Ci burliamo Nous nous moquons We despise / =
Vi burlate Vous vous moquez You despise / • Si burlano Ils se moquent They
despise / •• Burlava Je plaisantais I joked A — Burlavi Tu plaisantais Thou
jokedst A = Burlava Il plaisantait He joked A • Burlavamo Nous plaisantions We
joked A -• Burlavate Vous plaisantiez You joked T — Burlavano Ils plaisantaient
They joked T = Burlai Je plaisantai I joked T . Burlasti Tu plaisantas Thou
jokedst VERBI. VERBES. VERBS, L - Burlò Il plaisanta He joked L = Burlammo Nous
plaisantâmes We joked L Burlaste Vous plaisantâtes You joked Burlarono Ils
plaisantèrent They joked Burlatevi Moquez-vous Despise ( = Non vi burlate Ne vous
moquez pas Not despise Burlando Se moquant Despising Burlato Moqué ( qui s'est
) Despised H- Burlati Moqués ( qui se sont ) Despised H = Burlata Moquée ( qui
s'est ) Despised H • Burlate Moquées ( qui se sont ) Despised H •• Buscare
Chercher To SEEK 1 - Buscato Cherché Sought ! = Buscati Cherchés Sought 1 •
Buscata Cherchée Sought 1 •• Buscate Cherchées Sought o — Bussare (picchiare)
Frapper TO KNOCK 0 = Busso Je frappe I knock 0 . Bussa Il frappe He knocks 0 ..
Bussiamo Nous frappons We knock 1 - Bussano Ils frappent They knock 1 = Bussava
Je frappais I knocked 1 . Bussava Il frappait He knocked 1 .. Bussavamo Nous
frappions We knocked ) - Bussavate Vous frappkz You knocked ) = Bussavano Ils
frappaient They knocked ) . Bussai Je frappai I knocked ) .. Bussò Il frappa He
knocked + - Bussammo Nous frappâmes We knocked + = Bussaste Vous frappâtes You
knocked 4- . Bussarono Ils frappèrent They k hocked + .. Busserò Je frapperai I
shall knock *•>, — Busserai Tu frapperas Thou wilt knock "^ = Busserà Il
frappera He will knock ^ Busseremo Nous frapperons We shall knock ■V, . .
Busserete Vous frapperez You will knock p - Busseranno Ils frapperont They will
knock p = Bussando Frappant Knocking ? . Bussato Frappé Knocked p .. Buttare
Jeter To THROW V — Butto Je jette I throw V = Butti Tu jettes Thou throwest V •
Butta Il jette He throws v .. Buttiamo Nous jetons We throw 0 — Buttate Vous
jetez You threw 0 = Buttano Ils jettent They throw 0 . Buttai Je jetai [ threw
0 .. Buttò Il jeta Be tln-ew / - Buttaste Vous jetâtes You threw / = Buttarono
Ils jetèrent They threw / • Butterò Je jetterai I shall throw / •• Butterai Tu
jetteras Thou wilt throw A — Butteremo Nous jetterons We will throw A =
Butterete Vous jetterez You will throw A • Butta Jette Throw A •• Buttando Jetant
Throwing T — Buttato Jeté Thrown T = Buttati Jetés rhrown 77 78 VERBI. VERBES.
C Chasser VERBS. L - Cacciare TOHUNf L = Cacciando Chassant Hunting L •
Cacciato Chassé Hunted L •- Cacciati Chassés Hunted ( — Cacciata Chassée Hunted
( = Cacciate Chassées Hunted ( • Cadere Tomber TO FALL ( •- Cado Je tombe I
fall ~f - Cadi Tu tombes Thou fallest -T = Cade Il tombe He falls -i • Cadiamo
Nous tombons We fall H •• Cadete Vous tombez You fall i - Cadono Ils tombent
Thev fait ! = Cadeva Je tombais I fell 1 • Cadevi Tu tombais Thou fellest 1 ••
Cadeva Il tombait He fell o — Cadevamo Nous tombions We fell o = Cadevate Vous
tombiez You fell 0 . Cadevano Ils tombaient They fell o .. Caddi Je tombai I
fell 1 - Cadesti Tu tombas Thou fellest 1 = Cadde Il tomba He fell "1 .
Cademmo Nous tombâmes We fell 1 .. Cadeste Vous tombâtes You fell ) - Caddero
Ils tombèrent They fell ) = Cadrò Je tomberai I shall fall ) . Cadrai Tu
tomberas Thou wilt fall ) .. Cadré Il tombera He will fall _f- Cadremo Nous
tomberons We shall fall + = Cadrete Vous tomberez You will fall + . Cadranno
Ils tomberont They will fall + .. Cadendo Tombant Falling ■^- — Caduto Tombé
Fallen *•». = Caduti Tombés Fallen ■ — . Caduta Tombée Fallen *"«. . .
Cadute Tombées Fallen p — Cagionare Causer To CAUSE ? = Cagionarvi Vous causer
To cause you ? . Cagionarmi Me causer To cause me ? •• Cagionando Causant
Causing V — Cagionato Causé Caused V = Cagionati Causés Caused V . Cagionata
Causée Caused v .. Cagionate Causées Caused 0 — Calare Baisser TO LOWER 0 =
Calando Baissant Lowering 0 . Calato Baissé Lowered 0 ■■ Calar la bandiera
Désarborer le pavillon To strike down the fla 1 — Calando Désarborant Striking
down the flag 1 == Calato Désarboré Struck down the flag / • Calati Désarborés
Sruck down the flag / • Calata Désarborée Struck down the flag A - Calate
Désarborées Struck down the flag A == Calcare Presser To PRESS A • Calcando
Pressant Pressing A •• Calcato Pressé Pressed VERBI. VERBES. VERBS. Calcati
Pressés Pressed Calcata Pressée Pressed Calcate Pressées Pressed Calcolare
Calculer To CYPHER Calcolo Je calcule I cypher Calcoli Tu calcules Thou
cypherest Calcola Il calcule He cyphers Calcoliamo Nous calculons We cypher
Calcolate Vous calculez You cypher Calcolano Ils calculent They cypher
Calcolava Je calculais I cyphered Calcolava Il calculait He cyphered
Calcolavamo Nous calculions We cyphered Calcolavate Vous calculiez You cyphered
Calcolavano Ils calculaient They cyphered Calcolai Je calculai I cyphered
Calcolò Il calcula He cyphered Calcolammo Nous calculâmes We cyphered
Calcolaste Vous calculâtes You cyphered Calcolarono Ils calculèrent They
cyphered Calcolerò Je calculerai I shall cypher Calcolerai Tu calculeras Thou
-wilt cypher Calcolerà Il calculera He vs ill cypher Calcoleremo Nous
calculerons We shall cypher Calcolerete Vous calculerez You will cypher
Calcoleranno Ils calculeront They will cypher Calcolate Calculez Cypher
Calcolando Calculant Cyphering Calcolato Calculé Cyphered Calcolati Calculés
Cyphered Calcolata Calculée Cyphered Calcolate Calculées Cyphered Calmare
Calmer To PACIFY Calmo Je calme I pacify Calmi Tu calmes Thou pacifiest Calma
Il calme He pacilies Calmiamo Nous calmons We pacify Calmate Vous calmez You
pacify Calmano Ils calment They pacify Calmava Je calmais I pacified Calmavi Tu
calmais Thou pacified st Calmava Il calmait He pacified Calmavamo Nous calmions
We pacified Calmavate Vous calmiez You pacified Calmavano Ils calmaient They
pacified Calmai Je calmai I pacified Calmasti Tu calmas Thou pacifiedst Calmò
Il calma He pacified Calmammo Nous calmâmes We pacified Calmaste Vous calmâtes
You pacified Calmarono Ils calmèrent They pacified Calmerò Je calmerai I shall
pacify Calmerai Tu calmeras Thou wilt pacify Calmerà Il calmera He will pacify
Calmeremo Nous calmerons We shall pacify Calmerete Vous calmerez You will
pacify Calmeranno Ils calmeront They will pacify Calmatevi Calmez-vous Pacify
Calmando Calmant J Pacifying 79 80 VERBI. VERBES. VEBS. L - Calmato Calmé
Paciiied L = Calmati Calmés Pacilied L • Calmata Calmée Pacified L •• Calmate
Calmées Pacified ) - Calunniare Calomnier TO CALUMNIATE ) = Calunniando
Calomniant Calumniating ) • Calunniato Calomnié Calumniated ) •• Calunniati
Calomniés Calumniated H - Calunniata Calomniée Calumniated -1 = Calunniate
Calomniées Calumniated -\ • Calpestare Fouler aux pifds To tread -\ •• Calpesta
Il foule aux pieds He treads 1 — Calpestava Il foulait aux pieds He trode i =
Calpestando En foulant aux pieds Treading 1 • Calpestato Foulé aux pieds
Trodden 1 ■• Calpestati Foulés aux pieds Trodden o — Calpestata Foulée aux
pieds Trodden o = Calpestate Foulées aux pieds Trodden 0 . Calzare Chausser TO
PUT ON ONE'S BOOTS o .. Calza Il chausse He puts on his boots 1 - Calzano Ils
chaussent They put on their boots 1 = Calzava Il chaussait He put on his boots
1 . Calzavano Ils chaussaient They put on their boots 1 ■• Calzò Il chaussa He
put on his boots ) - Calzarono Ils chaussèrent They put on their boots ) =
Calzerà Il chaussera He will put on his boots ) . Calzeranno Ils chausseront
Tbey will put on their b. ) •• Calzando Chaussant Putting on one's boots + —
Calzato Chaussé Put on one's boots + = Calzati Chaussés Put on one's boots + .
Calzata Chaussée Put on one's boots + .. Calzate Chaussées Put on one's boots
•^ — Cambiare Changer To CHANGE **■*« = Cambio Je change I change ^ . Cambi Tu
changes Thou changest -^ .. Cambia Il change He changes ? - Cambiamo Nous
changeons We change p = Cambiate Vous changez You change p - Cambiano Ils
changent They change p •• Cambiava Je changeais I changed V — Cambiava Il
changeait He changed V = Cambiavamo Nous changions We changed V . Cambiavate
Vous changiez You changed V .. Cambiavano Ils changeaient They changed 0 —
Cambiai Je changeai I changed 0 = Cambiò Il changea He changed 0 . Cambiammo
Nous changeâmes We changed 0 . Cambiaste Vous changeâtes You changed / ~
Cambiarono Ils changèrent They changed / = Cambieró Je changerai I shall change
/ • Cambierai Tu changeras Thou wilt change / •■ Cambi era Il changera He will
change A — Cambieremo Nous changerons We shall change A = Cambierete Vous
changerez You will change A • Cambieranno Ils changeront They will change A ••
Cambiando Changeant Changing T - Cambiate Changez Change T = Cambieto Changé
Changed VERBI. VERBES. verbs. 81 Cambiati Changés Changed Cambiata Changée
Changed Cambiate Changées Changed Camminare Marcher To WALK Cammino Je marche I
walk Cammini Tu marches Thou walkest Cammina Il marche He walks Camminiamo Nous
marchons We walk Camminate Vous marchez You walk Non camminate Vous ne marchez
pas You do not walk Camminano Ils marchent They walk Camminava Je marchais I
was walking Camminavi Tu marchais Thou wast walking Camminava Il marchait He
was walking Camminavamo Nous marchions We were walking Camminavate Vous
marchiez You were walking Camminavano Ils marchaient They were walking
Camminerò Je marcherai I shall walk Camminerai Tu marcheras Thou wilt walk
Camminerà Il marchera He will walk Cammineremo Nous marcherons We shall walk
Camminerete Vous marcherez You will walk Cammineranno Ils marcheront They will
walk Cammina Marche Walk Cammini Qu'il marche Let him walk Camminate Marchez
Walk Camminando Marchant Walking Camminato Marché Walked Campare DÉLIVRER To
DELIVER Campato Délivré Delivered Campati Délivrés Delivered Campata Délivrée
Delivered Campate Délivrées Delivered Campare VIVRE To LIVE Campando Vivant
Living Campato Vécu Lived Campati Vécu Lived Campata Vécu Lived Campate Vécu
Lived Campeggiare Roder avec l'armée TO FOLLOW THE ARMY Campeggia Il rôde avec
l'armée He follows the army Campeggiano Ils rôdent avec l'armée They follow the
army Campeggiava Il rôdait avec l'armée He followed the army Campeggiavano Ils
rôdaient avec l'armée They followed the army Campeggiò Il rôda avec l'armée He
followed the army Campeggiarono Ils rôdèrent avec l'armée They followed the
army Campeggerà Il rôdera avec l'armée He will follow the army Campeggeranno
Ils rôderont avec l'armée They will follow the ar. Campeggiando Rôdant avec
l'armée Following the army Campeggiato Rôdé avec l'armée Followed the army
Cancellare Effacer To' EFFACE Cancellando Effaçant Effacing Cancellato Effacé
Effaced Cancellati Effacés Effaced Cancellata Effacée Effaced Cancellate
Effacées Effaced Cannonare Canonner TO CANNONADE Cannonando Canonnant
Cannonading 82 VERBI. VERBES. VERBS. L - Cannonato Canonné Cannonaded L =
Cannonati Canonnés Cannonaded L • Cannonata Canonnée Cannonaded L •• Cannonate
Canonnées Cannonaded ( - Canonizare Canoniser To CANONIZE ( = Canonizato
Canonisé Canonized ( • Canonizati Canonisés Canonized ( •• Canonizata Canonisée
Canonized ^ - Canonizate Canonisées Canonized H = Cantare Chanter To SING H •
Canto Je chante I sing H •- Canti Tu chantes Thou singest 1 - Canta Il chante
He sings 1 = Non canta Il, elle ne chante pas He, she, does not sing 1 • Canta
Chante Sing 1 •• Non canta Ne chante pas Does not sing o — Cantiamo Nous
chantons We sing o = Cantate Vous chantez You sing o . Cantano Ils chantent
They sing 0 .. Non cantano Tls, elles ne chantent pas They do not sing 1 - Non
cantano Ne chantent pas Do not sing 1 = Cantano Chaulent Sing 1 . Cantava Je
chantais I was singing 1 .. Cantavi Tu chantais Thou wast singing ) - Cantava
Il chantait He was singing ) = Cantavamo Nous chantions We were singing ) .
Cantavate Vous chantiez You were singing ) .. Cantavano Ils chantaient They
were singing + — Cantai Je chantai I sung -4- = Cantasti Tu chantas Thou
sungest + - Cantò Il chanta He sung + .. Cantammo Nous chantâmes We sung
"v. — Cantaste Vous chantâtes You sung *-*. = Cantarono Ils chantèrent
They sung ->. . Canterò Je chanterai I shall sing ">«, . Canterai Tu
chanteras Thou wilt sing e - Cantera Il chantera He will sing ? = Canteremo
Nous chanterons We shall sing p Canterete Vous chanterez You will sing p •'
Canteranno Ils chanteront They will sing v — Canterei Je chanterais I could
sing v = Canteresti Tu chanterais Thou wouldst sing v . Canterebbe Il
chanterait He would sing V .. Canteremmo Nous chanterions We could sing 0 —
Cantereste Vous chanteriez You would sing 0 = Canterebbero Ils chanteraient
They would sing 0 . Canta Chante Sing 0 .. Canti Qu'il chante Let him sing / -
Cantiamo Chantons Let us sing / = Cantate Chantez Sing / . Cantino Qu'ils
chantent Let them sing / .. Che io canti Que je chante That I may sing A - Che
canti Que tu chantes That thou mayst sing A = Che canti Qu'il chante That he
may sing A • Che cantiamo Que nous chantions That we may sing A •• Che cantiate
Que vous chantiez That you may sing T — Che cantino Qu'ils chantent That they
may sing T = Che cantassi Que je chantasse That I might sing T • Cantassi Que
tu chantasses That thou mights! sing VERBI, Cantasse Cantassimo Cantaste
Cantassero Cantando Cantato Cantati Cantata Cantate Canterellare Canterellando
Canterellato Canterellati Canterellata Canterellate Cartonarsi Cantonata
Cantonati Cantonata Cantonate Canzonare Canzonando Canzonato Capacitare
Capacitando Capacitato Capacitati Capacitata Capacitate Capire (contenere)
Capito Capiti Capita Capite Capire, v. Comprendere Capirvi Capisco Vi capisco
Non vi capisco Capisci Capisce Capiamo j Capite Mi capite •Non mi capite
Capiscono Capiva Capiva Non capiva Capivamo Capivate Capivano Nel capire Capito
Capitare Mi capita VERBES. VERBS. 83 Qu'il chantât That he might sing Que nous
chantassions That we might sing Que vous chantassiez That you might sing Qu'ils
chantassent That they might sing Chantant Singing Chanté Sung Chantés Sung
Chantée Sung Chantées Sung Fredonner To HUM Fredonnant Humming Fredonné Hummed
Fredonnés Hummed Fredonnée Hummed Fredonnées Hummed Cantonner (se) TO FORTIFY
ONE'S SELF IN A PLACE Cantonné Fortified in a place Cantonnés Fortified in a
place Cantonnée Fortified in a place Cantonnées Fortified in a place Badiner TO
BE FROLICRSOME Badinant Being frolicksome Badiné Been frolicksome Persuader TO
PERSUADE Persuadant Persuading Persuadé Persuaded Persuadés Persuaded Persuadée
Persuaded Persuadées Persuaded Contenir To CONTAIN Contenu Contained Contenus
Contained Contenue Contained Contenues Contained Comprendre TO UNDERSTAND Vous
comprendre To understand j ou Je comprends I understand Je vous comprends I
understand you Je ne vous comprends pas I do not understand j o i Tu comprends
Thou understandest Il comprend He understands Nous comprenons We understand
Vous comprenez You understand Vous me comprenez You understand me Vous ne me
comprenez p. You do not underst. me Ils comprennent They understand Je
comprenais I understood II comprenait He understood Ne comprenait pas Do not
understood Nous comprenions We understood Vous compreniez You understood Ils
comprenaient They understood En comprenant Understanding j Compris Understood [
Ab river To ARRIN E ill nrarrive It arrives to me 84 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Capita [1 arrive He arrives L = Non mi capita [1 ne m'arrive pas It did not
arrive to me L • Capitano [Is arrivent They arrive L •• Capitava Il arrivait He
arrived ( - Capitavano ils arrivaient They arrived ( = Capitò Il arriva He
arrived ( • Capitarono [Is arrivèrent They arrived ( -. Capiterà Il arrivera He
will arrive H - Capiteranno Ils arriveront They will arrive ^ = Capiterebbe Il
arriverait He would arrive ^ • Capiterebbero Ils arriveraient They would arrive
^ .. Capitasse Qu'il arrivât That he might arrive i - Capitassero Qu'ils
arrivassent That they might arriv i = Capitando Arrivant Arriving i . Capitato
Arrivé Arrived i .. Capitati Arrivés Arrived 0 — Capitata Arrivée Arrived 0 =
Capitate Arrivées Arrived 0 . Capitolare Capituler To capitulate o .. Capitolo
Je capitule I capitulate 1 - Capitoli Tu capitules Thou capitulatest 1 =
Capitola Il capitule He capitulates 1 • Capitoliamo Nous capitulons We
capitulate 1 •• Capitolate Vous capitulez You capitulate ) - Capitolano Ils
capitulent They capitulate ) = Capitolò Il capitula He capitulated )
Capitolarono Ils capitulèrent They capitulated ) ■ Capitolerà Il capitulera He
will capitulate + — Capitoleranno Ils capituleront They will capitulate + =
Capitolando Capitulant Capitulating + - Capitolato Capitulé Capitulated + •-
Caratterizare Caractériser To characterize \ — Caratterizato Caractérisé
Characterized ■"•». = Caratterizati Caractérisés Characterized -^. .
Caratteri zata Caractérisée Characterized ^ .. Caratterizate Caractérisées
Characterized p — Carcerare Emprisonner TO DIPRISON ? = Carcerato Emprisonné
Imprisoned p Carcerati Emprisonnés Imprisoned ? . . Carcerata Emprisonnée
Imprisoned V — Carcerate Emprisonnées Imprisoned V = Cardare Carder To CARD V •
Cardato Cardé Carded V •• Cardata Cardée Carded / - Caricare Charger TO CHARGE
/ = Caricato Chargé Charged 1 . Caricati Chargés Charged / •• Caricata Chargée
Charged 0 — Caricate Chargées Charged 0 = Carpire Arracher To pluck Up 0 .
Carpito Arraché Plucked up 0 ■■ Carpiti Arrachés Plucked up A — Carpita
Arrachée Plucked up A = Carpite Arrachées Plucked up A - Carteggiare Être
encorrespoxdance TO CORRESPOND WITH A •• Carteggiato Été en correspondance
Corresponded with VERBI. VERBES. VERBS. Ì Cartolare Numéroter les pages To
number the pages " = Cartolato Numéroté Numbered L • Cartolati Numérotés
Numbered L -■ Cartolata Numérotée Numbered ( - Cartolate Numérotées Numbered (
= Cascare, v. Cadere Tomber To FALL ( Cassare Abolir To ABOLISH ( ■■ Cassato
Aboli Abolished 4 - Cassati Abolis Abolished ^ = Cassata Abolie Abolished ^ .
Cassate Abolies Abolished -\ .. Cassare ( i soldati ) Casser TO BREAK i -
Cassato Cassé Broken i = Cassali Cassés Broken i ■ Castrare Châtrer TO CASTRATE
i •• Castrato Châtré Castrated 0 — Castrati Châtrés Castrated 0 == Cattare
(ottenere) Cat-ter To obtain something 0 . Cattato Capté Obtained something 0
.. Cattati Captés Obtained something 1 - Cattata Captée Obtained something 1 =
Cattate Captées Obtained something 1 . Cattivare Captiver (se concilier) To
CAPTIVATE 1 .. Cattivato Captivé Captivated ) - Cattivati Captivés Captivated )
= Cattivata Captivée Captivated ) . Cattivate Captivées Captivated ) ••
Catturare Appréhender (saisir) To TAKE UP H Catturato Appréhendé Taken up 4- =
Cattu i-ati Appréhendés Taken up + ■ Catturata Appréhendée Taken up +• ••
Catturate Appréhendées Taken up "»* — Causare, v. Cagionare Causer
(occasionner ) TO OCCASION x = Mi causate Vous me causez You cause me ■*>. .
Causato Causé Occasioned *v . . Causati Causés Occasioned ? - Causata Causée
Occasioned P = Causate Causées Occasioned ? • Cautelarsi Précautionner ( se )
To provide against P • • Cautelato Préeautionné Provided against V — Cautelati
Précautionnés Provided against V = Cautelata Précautionnée Provided against V .
Cautelate Précautionnées Provided against v .. Cavalcare Monter a cheval To
RIDE 0 — Cavalcando Montant à cheval Riding 0 s= Cavalcato Monté à cheval
Ridden 0 . Cavalcati Montés à cheval Ridden e .. Cavalcata Montée à cheval
Ridden / - Calvalcate Montées à cheval Ridden / = Cavar sangue Saigner To BLEED
/ • Cavo sangue Je saigne I bleed / -. Cava sangue Il saigne He bleeds A —
Cavate sangue Vous saignez You bleed A = Cavano sangue Ils saignent They bleed
A . Cavai sangue Je saignai I bled 85 86 VERBI. VERBES. vaRBS. L - Cavò sangue
Il saigna He bled L = Cavaste sangue Vous saignâtes You bled L • Cavarono
sangue Ils saignèrent They bled L •• Caverò sangue Je saignerai I shall bleed (
- Caverà sangue Il saignera He will bleed ( = Caverete sangue Vous saignerez
You will bleed ( ■ Cavando sangue En saignant Bleeding ( ■• Cavato sangue
Saigné Bled H - Cavare Tirer TO RRAAV OLT H = Cavo Je tire I draw out H • Cavi
Tu tires Thou drawest out H •• Cava Il tire He draws out i - Caviamo Nous
tirons We draw out ! == Cavate Vous tirez You draw out I . Cavano Ils tirent
They draw out î ■• Cavava Je tirais I drew out o — Cavava Il tirait He drew out
o = Cavavamo Nous tirions We drew out 0 - Cavavate Vous tiriez You drew out 0
.. Cavavano Ils tiraient They drew out 1 — Cavai Je tirai 1 drew out 1 == Cavò
Il tira He drew oui 1 . Cavammo Nous tirâmes We drew out 1 .. Cavaste Vous
tirâtes You drew out ) — Cavarono Ils tirèrent They drew out Ì = Caverò Je
tirerai I shall draw out ) . Caverai Tu tireras Thou wilt draw out ) .. Caverà
Il tirera He will draw out H Caveremo Nous tirerons We shall draw out _i- ~
Caverete Vous tirerez You will draw out -f- Caveranno Ils tireront They w ill
draw out 4. . . Cavando Tirant Drawing out \ — Cavato Tiré Drawn out »^ =
Cavati Tirés Drawn out ^ Cavata Tirée Drawn out ^ .. Cavate Tirées Drawn out ?
— Cavarsi sangue Saigner . Cenare Souper To sup -•v. .. Ceno Je soupe I sup p —
Ceni Tu soupes Thou suppest P = Cena Il soupe He sups ? • Ceniamo Nous soupons
We sup ? Cenate Vous soupez You sup V — Cenano Ils soupent They sup V = Cenava
Je soupais I supped v . Cenavi Tu soupais Thou suppedst v .. Cenava Il soupait
He supped 0 — Cenavamo Nous soupions We supped 0 = Cenavate Vous soupiez You
supped 0 . Cenavano Ils soupaient They supped 0 .. Cenai Je soupai I supped / -
Cenò Il soupa He supped / = Cenammo Nous soupàmes We supped / • Cenarono Ils
soupèrent They supped / ~ Cenerò Je souperai I shall sup A — Cenerà Il soupera
He will sup A = Ceneremo Nous souperons We shall sup A • Cenerete Vous souperez
You will sup A •• Ceneranno Ils souperont They will sup T — Cenando Soupant
Supping T = Cenato Soupe Supped T • Censurare Censurer TO CENSURE VERBI.
VERBES. VERBS. L - Censurato Censuré Censured L = Censurati Censurés Censured L
• Censurata Censurée Censured L .- Censurate Censurées Censured ( - Cercare
Chercher To SEER ( = Cerco Je cherche I seek ( . Cerchi Tu cherches Thou
seekest ( •• Cerca fi_ cherche He seeks H - Cerchiamo Nous cherchons We seek -\
= Cercate Vous cherchez You seek -\ . Cercano Ils cherchent They seek H ••
Cercava Je cherchais I sought j — Cercavi Tu cherchais Thou soughtest J =
Cercava Il cherchait He sought 1 • Cercavamo Nous cherchions We sought 1 ••
Cercavate Vous cherchiez Thou sought o — Cercavano Ils cherchaient They sought
o = Cercherò Je chercherai I shall seek 0 . Cercherai Tu chercheras Thou wilt
seek o .. Cercherà Il cherchera He will seek L — Cercheremo Nous chercherons We
shall seek L = Cercherete Vous chercherez You will seek L • Cercheranno Ils
chercheront They will seek L •• Cercando Cherchant Seeking ) — Cercato Cherché
Sought ) = Cercati Cherchés Sought ) . Cercata Cherchée Sought ) •• Cercate
Cherchées Sought + — Certificare Certifier To CERTIFY + = Certificato Certifié
Certified + . Cessare Cesser To CEASE + .. Cesso Je cesse I cease ->s —
Cessi Tu cesses Thou ceasest "^ = Cessa 14 cesse He ceases ■v. . Cessiamo
Nous cessons We cease "*S. . . Cessate Vous cessez You cease P - Cessano
Ils cessent They cease ? = Cessava Je cessais I ceased P • Cessava Il cessait
He ceased P •• Cessavamo Nous cessions We ceased V — Cessavate Vous cessiez
Y'ou ceased V = Cessavano Ils cessaient They ceased v . Cessai Je cessai I
ceased V .. Cessasti Tu cessas Thou ceasedst 0 — Cessò Il cessa He ceased 0 =
Cessammo Nous cessâmes We ceased 0 ■ Cessaste Vous cessâtes You ceased 0 ..
Cessarono Ils cessèrent They ceased / - Cesserò Je cesserai I shall cease / =
Cesserai Tu cesseras Thou wilt cease / . Cesserà Il cessera He will cease / ..
Cesseremo] Nous cesserons We shall cease A — Cesserete Vous cesserez You will
cease A = Cesseranno Ils cesseront They cease A • Cessate Cessez Cease A ••
Cessando Cessant Ceased T — Cessato Cessé Ceased T = Cessati Cessés Ceased T =
[Cessata Cessée Ceased 8. 88 m VEBBI. VERBES. VERBS. i - Cessate Cessées Ceased
L = Chiacchierare Jaser TO CHAT L - Chiacchiero Je jase [chat L •■ Chiacchieri
Tu jases Thou chatest ( - Chiacchiera tl jase Eie chats ( = Chiacchierava Je
jasais I chated ( . Chiacchierava Il jasait He chated ( •■ Chiacchieravamo Nous
jasions We chated ^ - Chiacchieravate Vous jasiez You chated ^ =
Chiacchieravano Us jasaient They chated -♦ . Chiacchierando Jasant Chating H ••
Chiacchierato Jasé Chated 1 — Chiamare Appeler TO CALL 1 = Chiamo J'appelle
leali I . Chiami Tu appelles Thou callest 1 •• Chiama Il appelle He calls o —
Chiamiamo Nous appelons We call o = Chiamate Vous appeler You call 0 . Chiamano
Ils appellent They call 0 .. Chiamava J'appelais I called 1 — Chiamavi Tu appelais
Thou calledst -\ = Chiamava Il appelait He called 1 . Chiamavamo Nous appelions
We called 1 ■■ Chiamavate Vous appeliez You called ) - Chiamavano Ils
appelaient They called ) = Chiamai J'appelai I called ) . Chiamasti Tu appelas
Thou calledst ) .. Chiamò Il appela He called H Chiamammo Nous appelâmes We
called + = Chiamaste Vous appelâtes You called + . Chiamarono Ils appelèrent
They called -f •• Chiamerò J'appellerai I shall call ^ — Chiamerai Tu
appelleras Thou wilt call *««, = Chiamerà Il appellera He will call *-> .
Chiameremo Nous appellerons We shall call ^«. . . Chiamerete Vous appellerez
You will call p — Chiameranno Us appelleront They will call ? = Chiama Appelle
Call ? . Chiamiamo Appelons Let us call p .. Chiamate Appelez Call V — Chiamando
Appelant Calling V = Chiamato Appelé Called V • Chiamati Appelés Called V -•
Chiamata Appelée Called 0 — Chiamate Appelées Called 0 = Chiarirsi, v.
Schiarirsi ÉCLAIRCIR (s') TO CLEAR UP 0 . Chiavare Enclouer i p. de canon To
spike a piece of canon. 0 .. Chiavato Encloué Spiked / - Chiavati Encloués
Spiked / = Chiavata Enclouée Spiked / • Chiavate Enclouées Spiked / •• Chiedere
Demander To ask A - Chiedervi Vous demander To ask you A = Chiedo Je demande I
ask A • Chiedi Tu demandes Thou askest A ■• Chiede Il demande He asks T-
Chiediamo Nous demandons We ask / = T = VERBI. VERBES, VERBS. Chiedete Vous
demandez You ask Mi chiedete Vous me demandez You ask me Chiedono Ils demandent
They ask Chiedeva Je demandais I asked Chiedevi Tu demandais Thou askedst Chiedeva
Il demandait He asked Chiedevamo Nous demandions We asked Chiedevate Vous
demandiez You asked Chiedevano Ils demandaient They asked Chiesi Je demandai I
asked Chiedesti Tu demandas Thou askedst Chiese Il demanda He asked Chiedemmo
Nous demandâmes We asked Chiedeste Vous demandâtes You asked Chiesero Ils
demandèrent They asked Chiederò Je demanderai I shall ask Chiederai Tu
demanderas Thou wilt ask Chiederà Il demandera He will ask Chiederemo Nous
demanderons We shall ask Chiederete Vous demanderez You will ask Chiederanno
Ils demanderont They will ask Chiedendo Demandant Asking Chiesto Demandé Asked
Chiesti Demandés Asked Chiesta Demandée Asked Chieste Demandées Asked Chinare
Pencher To BOW DOWN Chinando Penchant Bowing down Chinato Penché Bowed down Chinati
Penchés Bowed down Chinata Penchée Bowed down Chinate Penchées Bowed down
Chiudere Fermer To SHUT Chiudo Je terme I shut Chiudi Tu fermes Thou shuttest
Chiude Il ferme He shuts Chiudiamo Nous fermons We shut Chiudete Vous fermez
You shut Chiudono Ils ferment They shut Chiudeva Je fermais 1 shut Chiudevi Tu
fermais Thou shutst Chiudeva Il fermait He shut Chiudevamo Nous fermions We
shut Chiudevate Vous fermiez. You shut Chiudevano Ils fermaient They shut
Chiusi Je fermai I shut Chiudesti Tu fermas Thou shutst Chiuse Il ferma He shut
Chiudemmo Nous fermâmes We shut Chiudeste Vous fermâtes You shut Chiusero Ils
fermèrent They shut Chiuderò Je fermerai I shall shut Chiuderai Tu fermeras
Thou wilt shut Chiuderà Il fermera He will shut Chiuderemo Nous fermerons We
shall shut Chiuderete Vous fermerez You will shut Chiuderanno Ils fermeront
They will shut Chiudi Ferme Shut 91 92 VERBI. VERBES. VERBS. L - Chiuda Qu'il
ferme Let him shut L = Chiudiamo Fermons Let us shut L • Chiudete Fermez Shut L
•• Chiudano Qu'ils ferment Let them shut ( - Chiudete Fermez Shut ( = Chiudendo
Fermant Shutting ( . Chiuso Fermé Shut ( •• Chiusi Fermés Shut H - Chiusa
Fermée Shut H = Chiuse Fermées Shut H • Ciarlare Bavarder To CHAT H .. Ciarla
Il bavarde He chat? 1 - Ciarlano Ils bavardent They chat 1 = Ciarlava Il
bavardait He chated 1 • Ciarlavano Ils bavardaient They chated 1 ■■ Ciarlando
Bavardant Chatting o — Ciarlato Bavardé Chatted o = Cibare Nourrir TO FEED 0 .
Cihato Nourri Fed 0 .. Cibati Nourris Fed 1 - Cubata Nourrie Fed 1 = Cibate
Nourries Fed 1 • Cicatrizzare Cicatriser TO CICATRIZE 1 .. Cicatrizzato
Cicatrisé Cicatrized ) - Cimentare Tenter TO ATTEMPT ) = Cimento Je tente I
attempt ) . Cimenti Tu tentes Thou attemptest ) .. Cimenta Il tente He attempts
H Cimentiamo Nous tentons We attempt -f = Cimentate Vous tentez You attempt 4-
. Cimentano Ils tentent They attempt + .. Cimentava Je tentais I attempted -v.
Cimentavi Tu tentais Thou attemptedst "■- = Cimentava Il tentait He
attempted >N* • Cimentavamo Nous tentions We attempted -*N . . Cimentavate
Vous tentiez You attempted p — Cimentavano Ils tentaient They attempted ? =
Cimenterò Je tenterai I shall attempt ? Cimenterai Tu tenteras Thou wilt
attempt ? .. Cimenterà Il tentera He will attempt V — Cimenteremo Nous tenterons
We shall attempt V = Cimenterete Vous tenterez You will attempt v .
Cimenteranno Ils tenteront They will attempt V .- Cimentando Tentant Attempting
0 — Cimentato Tenté Attempted 0 = Cimentati Tentés Attempted 0 . Cimentata
Tentée Attempted 0 .. Cimentate Tentées Attempted / - Cingere Entourer To
SURROUND / = Cingo J'entoure I surround / ■ Cingi Tu entoures Thou surroundest
1 .. Cinge Il entoure He surrounds A — Cingiamo Nous entourons We surround A =
Cingete Vous entourez You surround A • Cingono Ils entourent They surround Ai:.
Cingeva J'entourais I surrounded T — Cingevi ru entourais Thou surroundedst
VERBI. VERBES. VERBS. 93 L - Cingeva Il entourait He surrounded L = Cingevamo
Nous entourions We surrounded L • Cingevate Vous entouriez You surrounded L •• Cingevano
Ils entouraient They surrounded ( — Cinsi J'entourai I surrounded ( = Cingesti
Tu entouras Thou surroundedst ( . Cinse Il entoura He surrounded ( •• Cingemmo
Nous entourâmes We surrounded H - Cingeste Vous entourâtes You surrounded -\ =
Cinsero Ils entourèrent They surrounded 4 • Cingerò J'entourerai I shall
surround -\ ■■ Cingerai Tu entoureras Thou wilt surround 1 - Cingerà Il
entourera He will surround 1 = Cingeremo Nous entourerons We shall surround 1 -
Cingerete Vous entourerez You will surround 1 .. Cingeranno Ils entoureront
They will surround o — Cingendo Entourant Surrounding 0 = Cinto Entouré
Surrounded 0 . Cinti Entourés Surrounded o .. Cinta Entourée Surrounded 1 -
Cinte Entourées Surrounded "| = Cingere Ceindre To GIRD Cinto Ceint Girded
Cinti Ceints Girded ) Cinta Ceinte Girded ) = Cinte Ceintes Girded Circolare
Circuler To CIRCULATE Circolando Circulant Circulating + — Circolato Circulé
Circulated + = Circondare Eorder TO LINE + • Circondato Bordé Lined + .-
Circondati Bordés Lined *■>*. Circondata Bordée Lined •*- = Circondate
Bordées Lined "V. . ClRCONSCRIVERE Circonscrire TO CIRCUMSCRIBE ^ . .
Circonscrivendo Circonscrivant Circumscribing P - Circonscritto Circonscrit
Circumscribed P = Circonscrilti Circonscrits Circumscribed P Circonscritta
Circonscrite Circumscribed P •• Circonscritte Circonscrites Circumscribed V —
Circonvenire Circonvenir TO CIRCUMVENT V = Circonvenuto Circonvenu Circumvented
V • Circonvenuta Circonvenue Circumvented V •• Circuire Environner To SURROUND
0 — Circuito Environné Surrounded 0 = Circuiti Environnée Surrounded 0 .
Circuita Environnés Surrounded 0 .. Circuite Environnées Surrounded 1 - Citare
Sommer To SUMMON 1 = Citato Sommé Summoned 1 . Citati Sommés Summoned / ..
Citata Sommée Summoned A — Citate Sommées Summoned A = Citare Citer To CITE A •
Cita Il cite He cites A •• Non cita Il ne cite pas He does not cite T- Citato
Cité Cited 94 TERBI, L - Cogliere L = Colgo L • Cogli L •• Coglie ( - Cogliamo
( = Cogliete ( - Colgono ( • Coglieva 4 - Coglievi ^ = Coglieva -\ ■ Coglievamo
H •• Coglievate 1 - Coglievano 1 = Coglierò 1 • Coglierai 1 -. Coglierà o —
Coglieremo o = Coglierete 0 . Coglieranno o .. Cogliendo 1 - Colto 1 = Colti 1
• Colta 1 .. Colte ) - Colare ) = Gola ) . Colano ) .. Colava + — Colavano + =
Colò + . Colarono + .. Colera *-*. — Coleranno *">. = Colando *-«. .
Colato ■^ . . Colati ? - Colata ? = Colate p Collazionare 0 Collazionato V —
Collazionati V = Collazionata V . Collazionate V .. Collegare e — Collegato 0 =
Collegati 0 . Collegata 0 .. Collegate / - Collocare / = Collocando / .
Collocato / •- Collocati A - Collocata A = . Collocate A • Colmare A ••
Colmando T- • Colmato T = : Colmati VERBES. Cueillir Je cueille Tu cueilles Il
cueille Nous cueillons Vous cueillez lis cueillent Je cueillais Tu cueillais Il
cueillait Nous cueillions Vous cueilliez Ils cueillaient Je cueillerai Tu
cueilleras Il cueillera Nous cueillerons Vous cueillerez Ils cueilleront
Cueillant Cueilli Cueillis Cueillie Cueillies Couler Il coule Ils coulent Il
coulait Ils coulaient Il coula Ils coulèrent Il coulera Ils couleront Coulant
Coulé Coulés Coulée Coulées Collationner Collationné Collationnés Collationnée
Collationnées Unir Uni Unis Unie Unies Situer, arranger. Plaçant Placé Placée
Placés Placées Combler Comblant Comblé Comblés VEBBS. TO GATHER gather Thou
gatlierest He gathers We gather You gather They gather I gathered Thou
gatheredst He gathered We gathered You gathered They gathered shall gather Thou
wilt gather He will gather We shall gather You will gather They will gather
Gathering Gathered Gathered Gathered Gathered To FLOW It flows They flow It
flowed They flowed It flowed They flowed It shall flow They shall or will flow
Flowing Flowed Flowed Flowed Flowed TO COLLATE Collated Collated Collated
Collated To UNITE United United United United To PLACE Placing Placed Placed
Placed Placed To HEAP Heaping Heaped Heaped VERBI. L - Colmata L = Colmate L •
Colorare L ■• Colorato ( - Colorati ( = Colorata ( • Colorale ( •• Colpire -\ -
Colpito H = Colpiti -\ ■ Colpita -} -• Colpite 1 - Coltivare 1 = Coltivo I •
Coltivi 1 ■• Coltiva o — Coltiviamo o = Coltivate 0 . Coltivano o .. Coltivava
1 - Coltivava 1 = Coltivavamo 1 . Coltivavate 1 .. Coltivavano ) - Coltiverò )
= Coltiverai ) . Coltiverà ) •• Coltiveremo -f ^~ Coltiverete + = Coltiveranno
+ . Coltivando 4- •• Coltivato --^ — Coltivati »»•* = Coltivata *o» Coltivate \
. . Comandare p - Comando ? = Comandi p Comanda p .'. Comandiamo V — Comandate
V = Comandano v . Comandava v .. Comandavi 0 — Comandava 0 = Comandavamo 0 .
Comandavate iti .. Comandavano 1 ~ Comandai 1 = Comandasti / • Comandò / ••
Comandammo A — Comandaste A = Comandarono A • Comanderò A •• Comanderai T-
Comanderà T = 1 Comanderemo VERBES. VERBS. Comblée Heaped Comblées Heaped
Colorer To COLOUR Coloré Coloured Colorés Coloured Colorée Coloured Colorées
faudrait It would be neces. for me Il vous faudrait Coloured Frapper To STRIKE
Frappé Struck Frappés Struck Frappée Struck Frappées Struck Cultiver To
CULTIVATE Je cultive I cultivate Tu cultives Thou cultivatest Il cultive He
cultivates Nous cultivons We cultivate Vous cultivez You cultivate Ils
cultivent They cultivate Je cultivais I cultivated [1 cultivait He cultivated
Nous cultivions We cultivated Vous cultiviez You cultivated Ils cultivaient
They cultivated Je cultiverai I shall cultivate Tu cultiveras Thou wilt
cultivate Il cultivera He will cultivate Nous cultiverons We shall cultivate
Vous cultiverez Thou will cultivate Ils cultiveront They will cultivate
Cultivant Cultivating Cultivé Cultivated Cultivés Cultivated Cultivée
Cultivated Cultivées Cultivated Commander TO COMMAND Je commande J command Tu
commandes Thou commandes! Il commande He commands Nous commandons We command
Vous commandez You command Ils commandent They command Je commandais I commanded
Tu commandais Thou commandedst Il commandait He commanded Nous commandions We
commanded Vous commandiez You commanded Ils commandaient They commanded Je
commandai I commanded Tu commandas Thou commandedst Il commanda He commanded
Nous commandâmes We commanded Vous commandâtes You commanded Ils commandèrent
They commanded Je commanderai I shall command Tu commanderas Thou wilt command
Il commandera He will command Nous commanderons We shall command 95 96 VERBI.
VERBES. VERBS. L = Comanderete Vous commanderez You will command Comanderanno
Ils commanderont They will command L . Comandate Commandez Command L •-
Comandando Commandant Commanding ( — Comandato Commandé Commanded ( — Comandati
Commandés Commanded ( . Comandata Commandée Commanded ( • Comandate Commandées
Commanded H — Combattere Combattre To fight ^ = Combatto Je combats I fight -\
. Combatti Tu combats Thou lightest -\ -• Combatte Il combat He fights i —
Combattiamo Nous combattons We fight \ = Combattete Vous combattez You fight i
Combattono Ils combattent They fight i •■ Combatteva Je combattais I fought o —
Combattevi Tu combattais Thou foughtest 0 = Combatteva Il combattait He fought
o . Combattevamo Nous combattions We fought o .. Combattevate Vous combattiez
You fought 1 — Combattevano Ils combattaient They fought 1 = Combattei Je
combattis I fought 1 . Combattesti Tu combattis Thou foughtest 1 •• Combatté Il
combattit He fought ) — Combattemmo Nous combattîmes We fought ) = Combatteste
Vous combattîtes You fought ) . Combatterono Ils combattirent They fought ) ••
Combatterò Je combattrai I shall fight H Combatterai Tu combattras Thou wilt
fight + = Combatterà Il combattra He will fight + . Combatteremo Nous
combattrons We shall fight -t- • • Combatterete Vous combattrez You will light
Combatteranno Ils combattront They will light «^ _ Combattete Combattez Fight ^
Combattendo Combattant Fighting -»«. Combattuto Combattu Fought p — Combattuti
Combattus Fought p = Combattuta Combattue Fought p • Combattute Combattues
Fought p •• Combinare Combiner TO COMBINE V — Combinando Combinant Combining V
= Combinato Combiné Combined V • Combinati Combinés Combined V •• Combinata
Combinée Combined 0 - Combinate Combinées Combined 0 = Cominciare Commencer To
BEGIN 0 • Comincio Je commence I begin 0 •• Cominci Tu commences Thou beginest
/ ~ Comincia Il commence He begins / = Comincia Commence Begins / ■ Non
comincia Ne commence pas Do not begin / •■ Cominciamo Nous commençons We begin
A — Cominciate Vous commencez You begin A = Cominciano Ils commencent They
begin A . Cominciava Je commençais I began A •• Cominciavi Tu commençais Thou
beganst T — Cominciava Il commençait He began T = Cominciavamo Nous commencions
We began T • Cominciavate Vous commenciez You began VERBI. VERBES. VERBS.
Cominciavano Ils commençaient They -began Cominciai Je commençai I began
Cominciasti Tu commenças Thou beganst Cominciò Il commença He began Cominciammo
Nous commençâmes We began Cominciaste Vous commençâtes You began Cominciarono
Ils commencèrent They began Comincerò Je commencerai I shall begin Comincerai
Tu commenceras Thou wilt begin Comincerà Il commencera He will begin
Cominceremo Nous commencerons We shall begin Comincerete Vous commencerez You
will begin Cominceranno Ils commenceront They will begin Cominciate Commencez
Begin Cominciando Commençant Beginning Cominciato Commencé Began Cominciati
Commencés Began Cominciata Commencée Began Cominciate Commencées Began
Commettere Enjoindre To ENJOIN Commesso Enjoint Enjoined Commessi Enjoints
Enjoined Commessa Enjointe Enjoined Commesse Enjointes Enjoined Commuovere
Toucher To TOUCH Commosso Touché Touched Commossi Touchés Touched Commossa
Touchée Touched Commosse Touchées Touched Comparare (Paragonare) Comparer To
COMPARE Comparire Comparaître TO APPEAR Comparisco Je comparais I appear
Comparisci Tu comparais Thou appearest Comparisce Il comparait He appears
Compariamo Nous comparaissons We appear Comparite Vous comparaissez You appear
Compariscono Ils comparaissent They appear Compariva Je comparaissais I
appeared Comparivi Tu comparaissais Thou appearedst Compariva Il comparaissait
He appeared Comparivamo Nous comparaissions We appeared Comparivate Vous
comparaissiez You appeared Comparivano Ils comparaissaient They appeared
Comparirò Je comparaîtrai I shall appear Comparirai Tu comparaîtras Thou wilt
appea Comparirà Il comparaîtra He will appear Compariremo Nous comparaîtrons We
shall appear Comparirete Vous comparaîtrez You will appear Compariranno Ils
comparaîtront They will appeal- Comparendo Comparaissant Appearing Comparso
Comparu Appeared Comparsi Comparus Appeared Comparsa Comparue Appeared Comparse
Comparues Appeared Compassionare Avoir compassion (pitié) To PITY
Compassionando Ayant compassion To pitying Compassionato Eu compassion ( qui a)
Pitied Compassionati Eu compassion Pitied 9-7 98 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Compassionata Eu compassion (qui a) Pitied L = Compassionate Eu compassion
Pitied COMPATIRE Plaindre TO PITV Compatirmi Me pîaindre To pity of me ( —
Compatisco Je plains I pity ( = Vi compatisco Je vous plains I pity of you
Compatisci Tu plains Thou pittiest Compatisce Il plaint He pities H -
Compatiamo Nous plaignons We pity H = Compatite Vous plaignez You pity H •
Compatiscono lis plaignent They pity -i •• Compativa Je plaignais I pitied i —
Compativi Tu plaignais Thou pitiedst i = Compativa Il plaignait He pitied 1 .
Compativamo Nous plaignions We pitied 1 •• Compativate Vous plaigniez You
pitied o — Compativano Ils plaignaient They pitied 0 = Compatirò Je plaindrai I
shall pity o . Compatirai Tu plaindras Thou ^vilt pity o .. Compatirà Il
plaindra He will pity 1 - Compatiremo Nous plaindrons We shall pity 1 =
Compatirete Vous plaindrez You will pity 1 . Compatiranno Ils plaindront They
will pity 1 .. Compatitemi Plaignez-moi Pity of me ) - Compatito Plaint Pitied
) = Compatiti Plaints Pitied ) . Compatita Plainte Pitied ) .. Compatite
Plaintes Pitied 4- — Compensare Compenser To COMPENSATE -f- = Compensando
Compensant Compensating + . Compensato Compensé Compensated -f .. Compensati
Compensés Compensated ->. — Compensata Compensée Compensated ■*> ==
Compensate Compensées Compensated ^ Competere Disputer To DISPUTE
""*», . . Competendo Disputant Disputing P - Competuto Disputé
Disputed p = Compiacere Complaire To COMPLY P • Compiacendo Complaisant
Complying P •• Compiaciuto Complu Complied V — Compiaciuti Complus Complied V =
Compiaciuta Complue Complied V . Compiaciute Complues Complied V .. Compiàngere
Regretter To REGRET 0 — Compiango Je regrette I regret 0 = Compiangi Tu
regrettes Thou regrettest 0 . Compiange Il regrette He regrets 0 . .
Compiangiamo Nous regrettons We regret / — Compiangete Vous regrettez You
regret I = Compiangono Ils regrettent They regret 1 . Compiangeva Je regrettais
I regretted / •• Compiangevi Tu regrettais Thou regretteds A — Compiangeva Il
regrettait He regretted A = Compiangevamo Nous regrettions We regretted A •
Compiangevate Vous regrettiez You regretted A •• Compiangevano Ils regrettaient
They regretted T — Compiansi Je regrettai I regretted T = Compianse Il
regrettas He regretted VERBI. VERRES. VERBS. Compiangemmo Nous regrettâmes We
regretted Compiangeste Vous regrettâtes You regretted Compiansero TIs
regrettèrent They regretted Compiangerò Je regretterai I shall regret
Compiangerai Tu regretteras Thou wilt regret Compiangerà Il regrettera He will
regret Compiangeremo Nous regretterons We shall regret Compiangerete Vous
regretterez You will regret Compiangeranno Ils regretteront They will regret
Compiangendo Regrettant Regretting Compiangete-voi Regrettez-vous Regret you
Compianto Regretté Regretted Compianti Regrettés Regretted Compianta Regrettée
Regretted Compiante Regrettées Regretted Compiere Accomplir To ACCOMPLISH
Compiendo Accomplissant Accomplishing Compiuto Accompli Accomplished Compiuti
Accomplis Accomplished Compiuta Accomplie Accomplished Compiute Accomplies
Accomplished Comporre Composer To COMPOSE Compongo Je compose I compose Componi
Tu composes Thou composest Compone Il compose He composes Componiamo Nous
composons We compose Componete Vous composez You compose Compongono Us
composent They compose Componeva Je composais ï composed Componevi Tu composais
Thou composedst Componeva Il composait He composed Componevamo Nous composions
We composed Componevate Vous composiez You composed Componevano Ils composaient
They composed Composi Je composai I composed Componesti Tu composas Thou
composedst Compose Il composa He composed Componemmo Nous composâmes We
composed Componeste Vous composâtes You composed Composero Ils composèrent They
composed Comporrò Je composerai I shall compose Comporrai Tu composeras Thou
wilt compose Comporrà Il composera He will compose Comporremo Nous composerons
We shall compose Comporrete Vous composerez You will compose Comporranno Us
composeront They will compose Componendo Composant Composing Composto Composé
Composed Composti Composés Composed Composta Composée Composed Composte
Composées Composed Comportarsi Conduire (se) TO BEHAVE ONE'SSELF Comportato
Conduit Behaved one'sself Comportata Conduite Behaved one'sself Comprare
Acheter To BUY Compro J'achète I buy Compri Tu achètes Thou buyest Compra Il
achète He buys Compriamo Comprate Comprano Comprava Compravi Comprava
Compravamo Compravate Compravano Comprai Comprasti Comprò Comprammo Compraste
Comprarono Comprerò Comprerai Comprerà Compreremo Comprerete Compreranno
Comprate Comprando Comprato Comprati Comprata Comprate Comprendere Comprendervi
Comprendermi Comprendo Vi comprendo Non comprendo Comprendi Comprende
Comprendiamo Comprendete Mi comprendete Non mi comprendete Comprendono
Comprendeva Comprendevi Comprendeva Comprendevamo Comprendevate Comprendevano
Compresi Comprendesti Comprese Comprendemmo Comprendeste Compresero Comprenderò
Comprenderai Comprenderà Comprenderemo Comprenderete Comprenderanno Comprendete
VERBES. Nous achetons Vous achetez Ils achètent J'achetais Tu achetais Il
achetait Nous achetions Vous achetiez Us achetaient J'achetai Tu achetas Il
acheta Nous achetâmes Vous achetâtes Us achetèrent J'achèterai Tu achèteras Il
achètera Nous achèterons Vous achèterez Us achèteront Achetez Achetant Acheté
Achetés Achetée Achetées Comprendre Vous comprendre Me comprendre Je comprends
Je vous comprends Je ne comprends pas Tu comprends Il comprend Nous comprenons
Vous comprenez Vous me comprenez Vous ne me comprenez p Us comprennent Je comprenais
Tu comprenais Il comprenait Nous comprenions Vous compreniez Us comprenaient Je
compris Tu compris Il comprit Nous comprîmes Vous comprîtes Us comprirent Je
comprendrai Tu comprendras Il comprendra Nous comprendrons Vous comprendrez Us
comprendront Comprenez VERBS. Wehuy You buy They buy I bought Thou boughtst He
bought We bought You bought They bought I bought Thou boughtst He bought We
bought You bought They bought I shall buy Thou wilt buy He v\ ill buy We shall
buy You will buy They will buy Buy Buying Bought Bought Bought Bought To
understand To understand you To understand me I understand I understand you I
do not understand Thou understandest He understands We understand You
understand You understand me You do not underst. me They understand I
understood Thou understoodst He understood We understood You understood They
understood I understood Thou understoodst He understood We understood You
understood They understood I shall understand Thou wilt understand He will
understand We shall understand You will understand They will understand
Understand VERBI. VERBES. VERBS. 10 Ì L - Comprendendo Comprenant Understanding
L = Compreso Compris Understood L • Compresi Compris Understood L .. Cempresa
Comprise Understood ( — Comprese Comprises Understood *. .. Concitato"
Provoqué Provoked ? - Concitati Provoqués Provoked ? = Concitata Provoquée
Provoked p Concitate Provoquées Provoked ? .. Concludere Conclure To CONCLUDE V
— Concludo Je conclus I conclude V = Concludi Tu conclus Thou concludesi V • Conclude
Il conclut He concludes v .. Concludiamo Nous concluons We conclude 0 —
Concludete Vous concluez You conclude 0 = Concludono Ils concluent They
conclude 0 . Conclusi Je conclus I concluded 0 .. Concludesti Tu conclus Thou
concludedst 1 - Concluse Il conclut He concluded Concludemmo Nous conclûmes We
concluded 1 . Concludeste Vous conclûtes You concluded / •• Conclusero Ils
conclurent They concluded A — Concluderò Je conclurai I shall conclude A =
Concluderai Tu concluras Thou wilt conclude A • Concluderà Il conclura He will
conclude A •• Concluderemo Nous conclurons We shall conclude T- Concluderete
Vous conclurez You will conclude TERBI. VERBES. VERBS. Concluderanno Ils
concluront They will conclude Concludete Concluez Conclude Concludendo
Concluant Concluding Concluso Conclu Concluded Conclusi Conclus Concluded
Conclusa Conclue Concluded Concluse Conclues Concluded Concorrere Accourir TO
HASTEN TO Concorso Accouru Hastened to Concorsi Accourus Hastened to Concorsa
Accourue Hastened to Concorse Accourues Hastened to Condannare Condamner To
CONDEMN Condanno Je condamne I condemn Condanni Tu condamnes Thou condemnest
Condanna Il condamne He condemns Condanniamo Nous condamnons We condemn
Condannate Vous condamnez You condemn Condannano Ils condamnent They condemn
Condannava Je condamnais I condemned Condannavi Tu condamnais Thou condemnedst
Condannava Il condamnait He condemned Condannavamo Nous condamnions We
condemned Condannavate Vous condamniez You condemned Condannavano Ils
condamnaient They condemned Condannai Je condamnai I condemned Condannò Il
condamna He condemned Condannammo Nous condamnâmes We condemned Condannaste
Vous condamnâtes You condemned Condannarono Ils condamnèrent They condemned
Condannerò Je condamnerai I shall condemn Condannerai Tu condamneras Thou wilt
condemn Condannerà Il condamnera He will condemn Condanneremo Nous condamnerons
We shall condemn Condannerete Vous condamnerez You will condemn Condanneranno
Ils condamneront They will condemn Condannando Condamnant Condemning Condannato
Condamné Condemned Condannati Cnodamftés Condemned Condannata Condamnée
Condemned Condannate Condamnées Condemned Condenzarsi ÉPAISSIR (s') TO CONDENSE
Condenzato Épaissi Condensed Condenzata Épaissie Condensed Condescendere
Condescendre TO CONDESCEND Condescenderò Je condescendrai I shall condescend
Condesceso Condescendu Condescended Condire Assaisonner TO SEASON Condito
Assaisonné Seasoned Conditi Assaisonnés Seasoned Condita Assaisonnée Seasoned
Condite Assaisonnées Seasoned Condurre Conduire TO LEAD Conduco Je conduis I
lead Conduci Tu conduis Thou leadrtsf. Conduce Il conduit He leads Conduciamo
Nous conduisons We lead 103 10* VERBI. VERBES. VERBS* L - Conducete Vous
conduisez You lead L = Conducono Us conduisent They lead L • Conduceva Je
conduisais lied L •■ Con ducevi Tu conduisais Thou leddest ( - Conduceva Il
conduisait, He led ( = Conducevarao Nous conduisions We led ( • Conducevate
Vous conduisiez You led ( •• Conducevano Ils conduisaient They led H - Condussi
Je conduisis Tied H = Condusse Il conduisit He led H • Conducemmo Nous
conduisîmes We led H •• Conduceste Vous conduisîtes You led 1 — Condussero Us
conduisirent They led 1 = Condurrò Je conduirai I shall lead Condurrai Tu
conduiras Thou wilt lead 1 •■ Condurrà Il conduira He will lead o — Condurremo
Nous conduirons We shall lead o = Condurrete Vous conduirez You will 'tlead o .
Condurranno Ils conduiront They will lead o .. Conducete Conduisez Lead 1 -
Conducendo Conduisant Leading 1 = Condotto Conduit Led Condotti Conduits Led
Condotta Conduite Led ) — Condotte Conduites Led ) = Confederarsi Confedérer
(se) TO CONFEDERATE Confederato Confédéré Confederated Confederati Confédérés
Confederated 4 — Confederata Confédérée Confederated 4- = Confederate
Confédérées Confederated 4- • Conferire Conférer To CONFER 4 .. Conferito
Conféré Confered ■^ — Conferiti Conférés Confered *>>. = Conferita
Conférée Confered "^ . Conferite Conférées Confered ^ .. Confermare
Confirmer TO CONFIRM P - Confermato Confirmé Confirmed ? = Confermati Confirmés
Confirmed i> • Confermata Confirmée Confirmed ? •■ Confermate Confirmées
Confirmed V - Confessare Confesser To CONFESS V = Confessarvi Vous confesser To
confess to you V . Confesso Je confesse I confess V .. Vi confesso Je vous
confesse I confess to you 0 — Confessi Tu confesses Thou confessest 0 =
Confessa Il confesse He confesses 0 . Confessiamo Nous confessons We confess 0
.. Confessate Vous confessez You confess / ~ Confessano Ils confessent. They
confess / = Confesserò Je confesserai I shall confess / • Confesserai Tu
confesseras Thou wilt confess / .. Confesserà Il confessera He will confess A —
Confesseremo Nous confesserons We shall confess A = Confesserete Vous
confesserez You will confess A . Confesseranno Ils confesseront They will
confess A •• Confessando Confessant Confessing T — Confessato Confessé
Confessed T = Confessata Confessée Confessed VERBI. VERBES. verbs. L -,
Confinare Confiner To confine L = Confino Je confine I confine L • Confini Tu
confines Thou confinest L •• Confina [1 confine He confines ( - Confiniamo Nous
confinons We confine ( - Confinate Vous confinez You confine ( • Confinano [Is
confinent They confine ( •• Confinava Je confinais I confined H — Confinavi Tu
confinais Thou confinedst H = Confinava Il confinait He confined H • Confinavamo
Nous confinions We confined H •• Confinavate Vous confiniez You confined 1 —
Confinavano Ils confinaient They confined 1 = Confinai Je confinai I confined 1
• Confinasti Tu confinas Thou confinedst 1 •• Confinò Il confina He confined o
— Confinammo Nous confinâmes We confined 0 = Confinaste Vous confinâtes You
confined 0 . Confinarono Us confinèrent They confined o .. Confinerò Je
confinerai I shall confine 1 - Confinerai Tu confineras Thou wilt confine 1 =
Confinerà Il confinera He will confine 1 . Confineremo Nous confinerons We
shall confine "1 .. Confinerete Vous confinerez You will confine ) -
Confineranno Ils confineront They will confine ) = Confinando Confinant
Confining ) . Confinato Confiné Confined ) .. Confinati Confinés Confined -\ —
Confinata Confinée Confined + = Confinate Confinées Confined + . Confiscare
Confisquer To Confiscate -f- .. Confiscato Confisqué Confiscated ^ — Confiscati
Confisqués Confiscated *-^ = Confiscata Confisquée Confiscated *-«. .
Confiscate Confisquées Confiscated "*■•» . . Confondere Confondre TO
CONFOUND ? - Confondo Je confonds I confound p = Confondi Tu confonds Thou
confoundest p . Confonde Il confond He confounds ? Confondiamo Nous confondons
We confound V — Confondete Vous confondez You confound V == Confondono Us confondent
They confound V • Confondendo Confondant Confounding v .. Confuso Confondu
Confounded 0 — Confusi Confondus Confounded 0 = Confusa Confondue Confounded 0
. Confuse Confondues Confounded 0 .. Conformare Conformer To CONFORM / -
Conformato Conformé Conformed / = Conformati Conformés Conformed / • Conformata
Conformée Conformed / •• Conformate Conformées Conformed A — Confortare
Conforter To COMFORT A = Confortato Conforté Comforted A • Confortati Confortés
Comforted A •• Confortata Confortée Comforted T - Confortate Confortées
Comforted T = Confrontare Confronter TO CONFRONT 105 105 VERBI. VERBES. VERBS.
L - Confrontato Confronté Confronted L = Confrontati Confrontés Confronted L •
Confrontata Confrontée Confronted L •• Confrontate Confrontées Confronted ( -
Confutare Réfuter To refute ( = Confutato Réfuté Refuted ( • Confutati Réfutés
Refuted ( •• Confutata Réfutée Refuted H- Confutate Réfutées Refuted H =
CONGIHETTURARE Conjecturer To conjecture H • Gonghietturo Je conjecture 1
conjecture H •• Conghietturato Conjecturé Conjectured 1 - CONGIUGARE Conjuguer
To CONJUGATE 1 = Congiugando Conjuguant Conjugating 1 • Congiugato Conjuguez
Conjugated 1 •• Congiugato Conjugué Conjugated o — Congiugati Conjugués
Conjugated o = Congiurare Conjurer To CONJURE o . Congiuro Je conjure I conjure
0 .. Congiuri Tu conjures Thou conjurest 1 - Congiura Il conjure He conjures 1
= Congiuriamo Nous conjurons We conjure 1 . Congiurate Vous conjurez You
conjure 1 .. Congiurano Ils conjurent They conjure ) - Congiurava Je conjurais
I conjured ) = Congiuravi Tu conjurais Thou conjuredst ) . Congiurava Il
conjurait He conjured ) .. Congiuravamo Nous conjurions We conjured H
Congiuravate Vous conjuriez You conjured + — Congiuravano Ils conjuraient They
conjured + . Congiurerò Je conjurerai I shall conjure + .. Congiurerai Tu
conjureras Thou wilt conjure ^v. Congiurerà 11 conjurera He will conjure ^ ===
Congiureremo Nous conjurerons We shall conjure ->■«. . Congiurerete Vous
conjurerez You wilt conjure "-■s. . . Congiureranno Ils conjureront They
will conjure P - Congiurando Conjurant Conjuring P = Congiurato Conjuré
Conjured P Congiurati Conjurés Conjured P •■ Congiurata Conjurée Conjured V -
Congiurate Conjurées Conjured V = Congratularsi Féliciter ( se) TO CONGRATULATE
ONE'SS. V . Mi congratulo Je me félicite I congratulate myself v .. Ti
congratuli Tu te félicites Th. congratulates! thys. 0 — Si congratula Il se
félicite He congratulates himself 0 = Ci congratuliamo Nous nous félicitons We
congratulate ourseJ. 0 . Vi congratulate Vous vous félicitez You congratulate
yours. 0 .... Si congratulano Ils se félicitent They congratulate them. / - Mi
congratulerò Je me féliciterai I shall congratulate mys. / - Ci congratuleremo
Nous nous féliciterons We shall congrat. ourse. / . Congratulato Félicité
Congratulated / .. Congratulati Félicités Congratulated A - Congratulata
Félicitée Congratulated A = Congratulate Félicitées Congratulated A . Conoscere
Connaître To KNOW A .. Conosco Je connais I know T — Vi conosco Je vous connais
I know you T = Conosci Tu connais Thou knowest Conosce Non conosce Conosciamo
Mi conoscete Conoscete Non conoscete Non mi conoscete Conoscono Conoscerò
Conoscerai Conoscerà Conosceremo Conoscerete Conosceranno Conoscete voi
Conoscendo Conosciuto Conosciuti Conosciuta Conosciute Conquistare
Concfuistando Conquistato Conquistati Conquistata Conquistate Consacrare
Consacrato Consacrati Consacrata Consacrate Consacrare Consacro Consacri
Consacra Consacriamo Consacrate Consacrano Consacrerò Consacrerei Consacra
Consacrate Consacratevi Consacrando Consacrato Consacrati Consacrata Consacrate
Consegnare Consegnando Consegnato Consegnati Consegnata Consegnate Consecuire
Conseguito Conseguiti Conseguita VERBES. VERBS. 107 [1 connaît He knows [l ne
connaît pas He do not knows Nous connaissons We know Vous me connaissez You
know me Vous connaissez You know Vous ne connaissez pas You do not know Vous ne
méconnaissez p. You do not know me Ils connaissent They know Je connaîtrai I
shall know Tu connaîtras Thou wilt know Il connaîtra He will know Nous
connaîtrons We shall know Vous connaîtrez You will know Ils connaîtront They
will know Connaissez-vous Know you Connaissant Knowing Connu Known Connus Known
Connue Known Connues Known Conquérir To CONQUER Conquérant Conquering Conquis Conquered
Conquis Conquered Conquise Conquered Conquises Conquered Consacrer TO
CONSECRATE Consacré Consecrated Consacrés Consecrated Consacrée Consecrated
Consacrées Consecrated Dévouer TO DEVOTED Je dévoue I devoted Tu dévoues Thou
devotes t Il dévoue He devotes Nous dévouons We devote Vous dévouez You devote
Ils dévouent They devote Je dévouerai I shall devote Je dévouerais I should
devote Dévoue Devote Dévouez Devote Dévouez-vous Devote yourself Dévouant
Devoting Dévoué Devoted Dévoués Devoted Dévouée Devoted Dévouées Devoted
Consigner To CONSIGN Consignant Consigning Consigné Consigned Consignés
Consigned Consignée Consigned Consignées Consigned Obtenir To OBTAIN Obtenu
Obtained Obtenus Obtained Obtenue Obtained 108 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Conseguite Obtenues Obtained L = Consentire Consentir To consent L ■ Consentito
Consenti Consented L •• Consentiti Consentis Consented ( - Consentita Consentie
Consented ( = Consentite Consenties Consented ( • Conservare Conserver To
PRESERVE ( •• Conservo Je conserve I preserve H - Conservi Tu conserves Thou
preservest H = Conserva Il con serve He preserves H • Conserviamo Nous
conservons We preserve H .. Conservate Vous conservez You preserve 1 -
Conservano Ils conservent They preserve 1 = Conservava Je conservais I preserved
Conservavi Tu conservais Thou preservedst 1 Conservava Il conservait He
preserved o — Conservavamo Nous conservions We preserved 0 = Conservavate Vous
conserviez You preserved 0 . Conservavano Ils conservaient They preserved o ..
Conservai Je conservai I preserved 1 - Conservasti Tu conservas Thou
preservedst 1 = Conservò Il conserva He preserved 1 . Conservammo Nous
conservâmes We preserved "1 .. Conservaste Vous conservâtes You preserved
) - Conservarono Ils conservèrent They preserved ) = Conserverò Je conserverai
I shall preserve ) . Conserverai Tu conserveras Thou wilt preserve ) ..
Conserverà Il conservera He will preserve + — Conserveremo Nous conserverons We
shall preserve + = Conserverete Vous conserverez You will preserve _L
Conserveranno Ils conserveront They will preserve + .. Conservate
"Conservez Preserve Conservando Conservant Preserving \ = Conservato
Conservé Preserved ">» Conservati Conservés Preserved *•■>> . .
Conservata Conservée Preserved p - Conservate Conservées Preserved ? = Conservare
(tenere) Conserver (garder) To KEEP ? . Conservo Je conserve I keep p .. Vi
conservo Je vous conserve I keep for you V — Conservi Tu conserves Thou keepest
V == Conserva Il conserve He keeps V . Conserviamo Nous conservons We keep V ••
Conservate Vous conservez You keep 0 — Mi conservate Vous me conservez You keep
for me 0 »= Conservano Ils conservent They keep 0 . Conservava Je conservais I
keept 0 .. Conservavi Tu conservais Thou keeptst / - Conservava Il conservait
He keept / = Conservavamo Nous conservions We keept * / . Conservavate Vous
conserviez You keept / •• Conservavano Ils conservaient They keept A —
Conservai Je conservai I keept A = Conservasti Tu conservas Thou keeptst A •
Conservò Il conserva He keept A •• Conservammo Nous conservâmes We keept T —
Conservaste Vous conservâtes You keept T = Conservarono Ils conservèrent' They
keept VERBI. Conserverò Conserverai Conserverà Conserveremo Conserverete
Conserveranno Conservando Conservato Conservati Conservata Conservate
Considerare Considerarvi Considero Vi considero Consideri Considera
Consideriamo Considerate Considerano Considerava Consideravi Considerava
Consideravamo Consideravate Consideravano Considerai Considerasti Considerò
Considerammo Consideraste Considerarono Considererò Considererai Considererà
Considereremo Considererete Considereranno Considerate Considerando Considerato
Considerati Considerata Considerate Consigliare Consigliarvi Consiglio Vi
consiglio Consigli Consiglia Consigliamo Consigliate Mi consigliate Consigliano
Consigliava Consigliavi Consigliava Consigliavamo Consigliavate VERBES. Je
conserverai Tu conserveras Il conservera Nous conserverons Vous conserverez Ils
conserveront Conservant Conservé Conservés Conservée Conservées Considérer Vous
considérer Je considère Je vous considère Tu considères Il considère Nous
considérons Vous considérez Ils considèrent Je considérais Tu considérais Il
considérait Nous considérions Vous considériez Ils considéraient Je considérai
Tu considéras Il considéra Nous considérâmes Vous considérâtes Ils
considérèrent Je considérerai Tu considéreras Il considérera Nous considérerons
Vous considérerez Ils considéreront Considérez Considérant Considéré Considérés
Considérée Considérées Conseiller Vous conseiller Je conseille Je vous conseille
Tu conseilles Il conseille Nous conseillons Vous conseillez Vous me conseillez
Ils conseillent Je conseillais Tu conseillais Il conseillait Nous conseillions
Vous conseilliez 109 I shall keep Thou wilt keep He will keep We shall keep You
will keep They will keep Keeping Keept Keept Keept Keept TO CONSIDER To
consider you Consider I consider you Thou considerest He considers We consider
You consider They consider I considered Thou consideredst He considered We
considered You considered They considered I considered Thou consideredst He
considered We considered You considered They considered I shall consider Thou
wilt consider He will consider We shall consider You will consider They will
consider Consider Considering Considered Considered Considered Considered To
ADVISE To advise you Advise I advise you Thou advisest He advises We advise You
advise You advise mc They advise I advised Thou advisedst He advised We advised
You advised 10 110 VERBI. VERBES. verbs. L - Consigliavano [Ils conseillaient
They advised L = Consigliai Je conseillai I advised I* - Consigliasti Tu
conseillas Thou advisedst L -• Consigliò Tl conseilla He advised ( -
Consigliammo Nous conseillâmes We advised ( = Consigliaste Vous conseillâtes
You advised ( . Consigliarono Us conseillèrent They advised ( .. Yi
consiglierei Je vous conseillerais I should advise you H- Consigliatemi
Conseillez-moi Advise me H = Consigliando Conseillant Advising H • Consiglialo
Conseillé A-dvised — i • • Consigliati Conseillés Advised i - Consigliata
Conseillée Advised 1 = Consigliate Conseillées Advised 1 . Consistere Consister
To CONSIST 1 .. Consiste Il consiste It consists o — Consistono Ils consistent
They consist 0 = Consisteva Il consistait It consisted 0 . Consistevano Ils
consistaient They consisted 0 .. Consisterà Il consistera It will consist 1 —
Consisteranno Ils consisteront They will consist 1 = Consistito Consisté
Consisted 1 . Consistiti Consisté Consisted 1 .. Consistita Consisté Consisted
) - Consistite Consisté Consisted ) = CONSOLÀPvE Consoler TO COMFORT ) .
Consolarmi Me consoler To comfort me ) .. Consolo Je console I comfort Consoli
Tu consoles Thou comfortest -}_ = Consola Il console He comforts _I_ Consoliamo
Nous consolons We comfort Consolate Vous consolez You comfort **> — Consolano
Us consolent They comfort ^ _ Mi consolo Je me console I am comforted ^». . Ti
consoli Tu te consoles Thou art comforted «^ Si consola Il se console He is
comforted z Ci consoliamo Nous nous consolons We are comforted ? = Vi consolate
Vous vous consolez You are comforted ? . Si consolano Ils se consolent They are
comforted : . . Consolava Je consolais I comforted V — Consolavi Tu consolais
Thou comfortedst V = Consolava Il consolait He comforted V • Consolavamo Nous
consolions We comforted V •• Consolavate Vous consoliez You comforted 0 —
Consolavano Ils consolaient They comforted 0 = Consolerò Je consolerai I shall
comfort 0 . Consolerai Tu consoleras Thou wilt comfort 0 .. Consolerà Il
consolera We will comfort 1 — Consoleremo Nous consolerons We shall comfort I =
Consolerete Vous consolerez You will comfort 1 . Consoleranno Us consoleront
They will comfort / .. Consolate Consolez Confort A — Consolatevi Consolez-vous
Comfort A = Consolando Consolant Comforting A • Consolato Consolé Comforted A
-. Consolati Consolés Comforted T — Consolata Consolée Comforted T = Consolate
Consolées Comforted T •• Consolidare Consolider To Consolidate 1 - Consolidato
1 = Consolidati 1 . Consolidato 1 .. Consolidate ) - Cospirare ) = Conspiro ) .
Conspiri ) .. Conspira H - Conspiriamo H = Conspirate H • Conspirano H ••
Conspirava 1 - Conspiravi 1 = Conspirava 1 . Conspiravamo 1 •'. Conspiravate o
— Conspiravano o = Conspirai o . Conspiró o .. Conspirammo 1 - Conspiraste 1 =
Conspirarono 1 . Conspireró 1 .. Conspirera ) - Conspireremo ) = Conspirerete )
. Conspireranno ) .- Conspirando + — Conspirato + = Constare + . Consta + ..
Constava *■«* — Constò *o«, = Consterà •^ • Constato ■^ .. CONSTITUIRE ? -
Constituisco p = Constituisce p . Const ituiamo p .. Constitute V - Constituiscono
V = Constituiró V . Constituirai v .. Constituirâ 0 — Constituiremo 0 =
Constituirete 0 . Constituiranno 0 .. Constituito / - Constituiti; / =
Constituita / • Constituite / •• Construire A - Construendo A = Construtto A •
Construtti A •• Construtta T- Construtte T = Consultare VERBES. verbs.
Consolidé Consolidated Consolidés Consotidated Consolidée Consolidated
Consolidées Consolidated Conspirer To conspire Je conspire I conspire Tu
conspires Thou conspirest Il conspire He conspires Nous conspirons We conspire
Vous conspirez You conspire Ils conspirent They conspire Je conspirais I
conspired Tu conspirais Thou conspiredst Il conspirait He conspired Nous
conspirions We conspired Vous conspiriez You conspired Ils conspiraient They
conspired Je conspirai I conspired Il conspira He conspired Nous conspirâmes We
conspired Vous conspirâtes You conspired Ils conspirèrent They conspired Je
conspirerai I shall conspire Il conspirera He will conspire Nous conspirerons
We shall conspire Vous conspirerez You will conspire Ils conspireront They will
conpire Conspirant Conspiring Conspiré Conspired Apparaître To APPEAR Il
apparaît It appears Il apparaissait It appeared Il apparut It appeared Il
apparaîtra It will appear Apparu Appeared Constituer To CONSTITUTE Je constitue
I constitute Il constitue He constitutes Nous constituons We constitute Vous
constituez You constitute Ils constituent They constitute Je constituerai I
shall constitute Tu constitueras Thou wilt constitute Il constituera He Avili
constitute Nous constituerons We will constitute, Vous constituerez You will
constitute Ils constitueront They will constitute Constitué Constituted
Constitués Constituted Constituée Constituted Constituées Constituted
Construire (bâtit) ro BUILD Construisant Building Construit Built Construits
Built Construite Built Construites Built Consulter ro CONSULT Hi IVI VERBI» L -
Consultate L = Consultando L • Consultato L - Consultati ( - Consultata ( ==
Consultate ( • Consumare ( •• Consumato H- Consumati H = Consumata H •
Consumate H •• Contaminare Contaminato 1 = Contaminati Contaminata Contaminate
o Contare, Conto Conti Conta -j _ Contiamo ~] = Contate Contano Contava ) —
Contavi ) = Contava Contavamo Contavate _j- — Contavano + = Contai + . Contasti
-t- .. Contò •>^ — Contammo ■*>. = Contasti ■*■>. Contarono ■»•» . .
Conterò 0 Conterai ? = Conterà 0 Conteremo ? Conterete V — Conteranno V =
Contate V . Contando V .. Contato 0 — Contati 0 = Contata 0 . Contate 0 ..
Contemplare / - / = / • / • A — Contemplando Contemplato Contemplati
Contemplata Contemplate A = Contendere A - Contendo A •• Contendi T - Contende
T = Contendiamo VERBES. VERBS. Consultez Consult Consultant Consulting Consulté
Consulted Consultés Consulted Consultée Consulted Consultées Consulted Consumer
To consume Consumé Consumed Consumés Consumed Consumée Consumed Consumées
Consumed Souiller To CONTAMINATE Souillé Contaminated Souillés Contaminated
Souillée Contaminated Souillées Contaminated Compter To COUNT Je compte I count
Tu comptes Thou countest Il compte He counts Nous comptons We count Vous
comptez You count Ils comptent They count Je comptais I counted Tu comptais
Thou countedst Il comptait He counted Nous comptions We counted Vous comptiez
You counted Ils comptaient They counted Je comptai I counted Tu comptas Thou
countedst Il compta He counted Nous comptâmes We counted Vous comptâtes You
counted Ils comptèrent They counted Je compterai I shall count Tu compteras
Thou wilt count Il comptera He will count Nous compterons We shall count Vous
compterez You will count Ils compteront They will count Comptez Count Comptant
Counting Compté Counted Comptés Counted Comptée Counted Comptées Counted
Contempler TO CONTEMPLATE Contemplant Contemplating Contemplé Contemplated
Contemplés Contemplated Contemplée Contemplated Contemplées Contemplated
Contester To CONTEST Je conteste I contest Tu contestes Thou contestest Il
conteste He contests Nous contestons We contest VERBI. VERBES. VERB3. L -
Contendete Vous contestez You contest L - ■ Contendono Us contestent They
contest L . Contendeva Je contestais I contested L •• Contendevi Tu contestais
Thou contestedst ( - Contendeva Il contestait He contested ( = Contendevamo
Nous contestions We contested ( . Contendevate Vous contestiez You contested (
•• Contendevano Ils contestaient They constested H - Conteso Contesté Contested
H = Contesi Contestés Contested H . Contesa Contestée Contested H .- Contese
Contestées Contested 1 — Contenere Contenir To CONTAIN 1 = Contiene Il contient
He contains ! . Conteneva Il contenait He contained 1 •• Conterrà Il contiendra
He will contain o — Contenuto Contenu Contained G = Contenuti Contenus
Contained O . Contenuta Contenue Contained O .. Contenute Contenues Contained 1
- Contentare Contenter To SATISFY 1 - Con lento Je contente I satisfy 1 . Contenti
Tu contentes Thou satisfied; 1 ■■ Contenta Il contente He satisfies ) -
Contentiamo Nous contentons We satisfy ) = Contentate Vous contentez You
satisfy ) . Contentano Us contentent They satisfy ) .. Contentava Je contentais
I satisfied + — Contentavi Tu contentais Thou satisfiedst + = Contentava Il
contentait He satisfied + . Contentavamo Nous contentions We satisfied + ..
Contentavate Vous contentiez You satisfied s» — Contentavano Us contentaient
They satisiied ->. = Contentai Je contentai I satisfied s. . Contentasti Tu
contentas Thou satisfiedst ■^ .. Contento Il contenta He satisfied ? -
Contentammo Nous contentâmes We satisiied ? = Contentaste Vous contentâtes You
satisiied p . Contentarono Us contentèrent They satisiied ? Contenterò Je
contenterai I shall satisfy V - Contenterai Tu contenteras Thou wilt satisfy V
= Contenterà Il contentera He will satisfy v . Contenteremo Nous contenterons
We shall satisfy v .. Contenterete Vous contenterez You will satisfy 0 —
Contenteranno Us contenteront They will satisfy 0 = Contentando Contentant
Satisfying 0 . Contentato Contenté Satisfied 0 .. Contentati Contentés
Satisfied 1 ~ Contentata Contentée Satisiied / = Contentate Contentées
Satisfied / • Continuare Continuer ro CONTINUE / •• Continuo fe continue
continue A - Continua [1 continue ] le continues A = Continuiamo Nous
continuons We continue A - Continuate Vous continuez i'ou continue A ..
Continuano Is continuent r ?hey continue T- Continuava >e continuais 1
continued T = Continuavi ru continuais ?hou continued T A Continuava [1
continuait ] Se continued 113 10. 114 VERBI. VERBES. VERBS. L — Continuavamo
Nous continuions We continued L = Continuavate Vous continuiez ÌTou continued L
• s. = Correggemmo -^ . Correggeste -*■». . . Corressero p - Correggerò ? =
Correggerai ? • Correggerà ? •• Correggeremo V — Correggerete V = Correggeranno
v . Correggete V .. Correggendo 0 — Corretto 0 = Corretti 0 . Corretta 0 ..
Corrette / - Correre / = Corro / Corri / •■ Corre A - - Corriamo A = : Correte
A Corrono A • Correva T- - Correvi T = ^Correva VERBES. VERBS. Je coucherai I
shall lie down Tu coucheras Thou wilt lie down Il couchera He will lie down
Nous coucherons We shall lie down Vous coucherez You will lie down Ils
coucheront They will lie down Couchant .ying down Couché Lied down Couchés
L,ied down Couchée Lied down Couchées Lied down Couronner To CROWN Garnir,
Orner To FURNISH Garni Furnished Garnis Furnished Garnie Furnished Garnies
Furnished Corriger To CORRECT Je corrige I correct Tu corriges Thou correctest
Il corrige He corrects Nous corrigeons We correct Vous corrigez You correct Ils
corrigent They correct Je corrigeais I corrected Tu corrigeais Thou correctedst
Il corrigeait He corrected Nous corrigions We corrected Vous corrigiez You
corrected Ils corrigeaient They corrected Je corrigeai I corrected Tu corrigeas
Thou correctedst Il corrigea He corrected Nous corrigeâmes We corrected Vous
corrigeâtes You corrected Ils corrigèrent They corrected Je corrigerai I shall
correct Tu corrigeras Thou wilt correct Il corrigera He will correct Nous
corrigerons We shall correct Vous corrigerez You will correct Ils corrigeront
They will correct Corrigez Correct Corrigeant Correcting Corrigé Corrected
Corrigés Corrected Corrigée Corrected Corrigées Corrected Courir TO RUN Je
cours I run Tu cours Thou runnest Il court He runs Nous courons We run Vous
courez You run Ils courent They run Je courais I ran Tu courais Thou rannest Il
courait He ran VERBI. verbes. VERB3. 119 L - Correvamo >îous courions 1 We
ran L = Correvate Vous couriez You ran L • Correvano [Is couraient They ran L
•- Corsi Je courus [ran ( - Corresti Tu courus Thou rannest ( = Corse Il courut
He ran ( • Corremmo Nous courûmes We ran ( •• Correste Vous courûtes You ran H~
Corsero Ils coururent They ran H = Correrò Je courrai I shall run H • Correrai
Tu courras Thou wilt run H ■. Correrà Il courra He will run 1 - Correremo Nous
courrons We shall run 1 = Correrete Vous courrez You will run 1 • Correranno
Ils courront They will run 1 .. Correte Courez Run o — Correndo Courant Running
0 = Corso Couru Run 0 . Corsi Courus Run o .. Corsa Courue Run 1 - Corse
Courues Run "1 = Corroborare Corroborer, Fortilier TO CORROBORATE, to For-
1 . Corroborato Corroboré Corroborated [tify 1 .. Corroborati Corroborés Corroborated
) - Corroborata Corroborée Corroborated ) = Corroborate Corroborées
Corroborated ) . Corrodere Ronger To GNAW ) .. Corroso Rongé Gnawed + — Corrosi
Rongés Gnawed +• = Corrosa Rongée Gnawed + . Corrose Rongées Gnawed + ..
Corrompere Corrompre To CORRUPT ->■>. — Corrompi Tu corromps Thou
corruptest •">. = Corrompe Il corrompt He corrupts -v. . Corrompete
Vous corrompez You corrupt ^ . . Corrompono Ils corrompent They corrupt ? —
Corruppe Il corrompit He corrupted p = Corrompeste Vous corrompîtes You
corrupted p . Corruppero Ils corrompirent They corrupted p Corromperete Vous
corromprez You will corrupt V — Corromperanno Ils corrompront They will corrupt
V = Corrotto Corrompu Corrupted v . Corrotti Corrompus Corrupted V .. Corrotta
Corrompue Corrupted 0 — Corrotte Corrompues Corrupted a =s CORRUCCIARSI Fâcher
(se) courroucer TO BE ANGRÏ e . Corrucciato Courroucé Angry 0 .. Corrucciati
Courroucés Angry / - Corrucciata Courroucée Angry / = Corrucciate Courroucées
Angry / . Corseggiare PiRATER,écumer les mers TO PIRATE / .. Corseggia Il
pirate He pirates A - Corseggiano Ils piratent They pirate A = Corseggiava Il
piratait He pirated A • Corseggiavano Ils pirataient They pirated A ••
Corseggiato Piraté Pirated T- Corteggiare Courtiser, faire la cour To COURT Corteggio
Corteggi Corteggia Corteggiamo Corteggiate Corteggiano Corteggiava Corteggiavi
Corteggiava Corteggiavamo Corteggiavate Corteggiavano Corteggiai Corteggiasti
Corteggiò Corteggiammo Corteggiaste Corteggiarono Corteggerò Corteggerai
Corteggerà Corteggeremo Corteggerete Corteggeranno Corteggiando Corteggiato
Corteggiati Corteggiata Corteggiate Cospargere Cosparso Cosparsi Cosparsa
Cosparse Costare Costa Costano Costava Costavano Costò Costarono Costerà
Costeranno Quanto costa Costasse Costassero Costando Costato Costati Costata
Costate Costeggiare Costeggio Costeggia Costeggiamo Costeggiate Costeggiano
Costeggiava "VERBES. VERBS. Je courtise I court Tu courtises Thou courtest
Il courtise He courts Nous courtisons We court Vous courtisez You court Ils courtisent
They court Je courtisais i courted Tu courtisais Thou courtedst Il courtisait
He courted Nous courtisions We courted Vous courtisiez You courted Ils
courtisaient They courted Je courtisai I courted Tu courtisas Thou courtedst Il
courtisa He courted Nous courtisâmes We courted Vous courtisâtes You courted
Ils courtisèrent They courted Je courtiserai I shall court Tu courtiseras Thou
wilt court Il courtisera He will court Nous courtiserons We shall court Vous
courtiserez You will court Ils courtiseront They will court Courtisant Courting
Courtisé Courted Courtisés Courted Courtisée Courted Courtisées Courted Arroser
TO WATER Arrosé Watered Arrosés Watered Arrosée Watered Arrosées Watered Coûter
To COST Il coûte It costs Us coûtent They cost Il coûtait It cost Ils coûtaient
They cost Il coûta It cost Ils coûtèrent They cost Il coûtera It shall cost Ils
coûteront They will cost Combien coûte-t-il How cost it Qu'il coûtât That it
might cost Qu'ils coûtassent That they might cost Coûtant Costing Coûté Cost
Coûtés Cost Coûtée Cost Coûtées Cost COTOVER To sail along the coast Je côtoie
I sail along the coast Il côtoie He sails along the coast Nous côtoyons We sail
along the coast. Vous côtoyez You sail along the coast Ils côtoient They sail
along the coast Je côtoyais I sailed along the coast VERBI. VERBES. VERBS. 121
L — Costeggiavi Tu côtoyais Th. sailedst along the e. L =« . . Costringete Vous
contraignez You constrain e - Mi costringete Vous me contraignez You constrain
me ? = Costringono Ils contraignent They constrain ? . Costringeva Je
contraignais I constrained p • • Costringevi Tu contraignais Thou constrainedst
v — Costringeva Il contraignait He constrained V = Costringevamo Nous
contraignions We constrained V • Costringevate Vous contraigniez You constrained
V .. Costringevano Ils contraignaient They constrained 0 — Costrinsi Je
contraignis I constrained 0 = Costringesti Tu contraignis Thou constrainedst 0
. Costrinse Il contraignit He constrained o . Costringemmo Nous contraignîmes
We constrained / - - Costringeste Vous contraignîtes You constrained / = :
Costrinsero Ils contraignirent They constrained / Costringerò Je contraindrai I
shall constrain / . Lo costringe. ò Je le contraindrai I shall constrain him A
- - Costringerai Tu contraindras Thou Avilt constrain A = = Costringerà Il
contraindra He will constrain A . Costringeremo Nous contraindrons We shall
constrain A • . Costringerete Vous contraindrez You will constrain T - -
Costringeranno Ils contraindront They will constrain T = = Costringete Contraignez
Constrain T . 1 Costringendo Contraignant 1 Constraining 11 122 VERBI. L -
Costretto L = Costretti L Costretta L ■• Costrette ( — Covare ( = Cova ( •
Covano ( •• Covava H - Covando H = Covato H . Cozzare H •• Cozzando i - Cozzato
1 = Crapulare l • Crapulando l •• Crapulato o — Creare o = Creato o . Creati o
.. Creata 1 - Create 1 = Credere 1 Credermi "1 .. Credervi ) - Crederlo )
= Credo > . Vi credo ) •• Lo credo H Non lo credo + = Credi + . Crede + ••
Si crede Crediamo ^ — Non mi credete \ Credete ^ Mi credete ? — Credono P =
Credeva c Lo credeva ? • • Credevi V — Credeva V = Credevamo V • Credevate V ..
Credevano 0 — Credei 0 = Credesti 0 . Credè 0 .. Credemmo / - Credeste / =
Crederono / . Crederò / •• Crederai A — Crederà A = Crederemo A - Crederete A
•• Crederanno T — Crederei T = Crederesti VERBES. VERBS Contraint Constrained
Contraints Constrained Contrainte Constrained Contraintes Constrained Couver To
BROOD Il couve tt broods Ils couvent rhey brood Il couvait [t brooded Couvant
Brooding Couvé Brooded Frapper ( casser ) To STRIKE Frappant Striking Frappé
Striked Crapuler To live in drunkenness Crapulant Living in drunkenness Crapule
Lived in drunkenness Créer To create Créé Created Créés Created Créée Created
Créées Created Croire To BELIEVE Me croire To believe me Vous croire To believe
you Le croire To believe it Je crois I believe Je vous crois I believe you Je
le crois I believe it Je ne le crois pas I do not believe it Tu crois Thou
believest Il croit He believes On croit One believes Nous croyons We believe
Vous ne me croyez pas You do not believe me Vous croyez You believe Vous me
croyez You believe me Ils croient They believe Je croyais I believed Je le
croyais I believed it Tu croyais Thou believedst Il croyait He believed Nous
croyions We believed Vous croyiez You believed Ils croyaient They believed Je
crus I believed Tu crus Thou believedst Il crut He believed Nous crûmes We
believed Vous crûtes You believed Ils crurent They believed Je croirai I shall
believe Tu croiras Thou wilt believe Il croira He will believe Nous croirons We
shall believe Vous croirez You will believe Ils croiront They will believe Je
croirais I would believe Tu croirais Thou wouldst believe VERBI. VERBES. VERBS.
123 L - Crederebbe Il croirait He would believe L = Crederemmo Nous croirions
We would believe L • Credereste Vous croiriez You would believe L ..
Crederebbero Ils croiraient They would believe ( - Credete Croyez Believe ( =
Non credete Ne croyez pas Do not believe ( • Credessi Que je crusse That I
might believe ( .. Credessi Que tu crusses Th. thou mightst believe H- Credesse
Qu'il crut Th. he might believe H = Credessimo Que nous crussions Th. we might
believe H • Credeste Que vous crussiez Th. you might believe H ■• Credessero
Qu'ils crussent Th. they might believe 1 - Credendo Croyant Believing 1 =
Creduto Cru Believed 1 • Creduti Crus Believed 1 .. Creduta Crue Believed o —
Credute Crues Believed o — Crepare Crever ( se ) TO BURST 0 . Crepo Je crève I
burst o .. Crepi Tu crèves Thou burstest 1 - Crepa Il crève He bursts 1 =
Crepiamo Nous crevons We burst 1 . Crepate Vous crevez You burst 1 .. Crepano
Ils crèvent They burst ) ~ Crepava Il crevait He burst ) = Crepavamo Nous
crevions We burst ) . Crepavano Ils crevaient They burst ) .. Crepo Il creva He
burst + — Crepammo Nous crevâmes We burst + = Creparono Ils crevèrent They
burst -f . Creperà Il crèvera He will burst + .. Creperanno Ils crèveront They
will burst ^ Crepando Crevant Bursting "->. = Crepato Crevé Burst ^«.
Crepati Crevés Burst ~^s .. Crepata Crevée Burst ? — Crepate Crevées Burst p =
Crescere Croître To GROW p . Cresco Je croîs I grow p .. Cresce Il croit He
grows V — Cresciamo Nous croissons We grow V = Crescete Vous croissez You grow
V • Crescono Ils croissent They grow V •• Cresceva Je croissais I grew 0 —
Crescevi Tu croissais Thou grewst 0 = Cresceva Il croissait He grew 0 ■
Crescevamo Nous croissions We grew 0 .. Crescevate Vous croissiez You grew / ~
Crescevano Ils croissaient They grew / = Crebbe Il crût He grew / • Crebbero
Ils crûrent They grew / •• Crescerò Je croîtrai I shall grow A - Crescerai Tu
croîtras Thou wilt grow A = Crescerà Il croîtra He will grow A • Cresceremo
Nous croîtrons We shall grow A •• Crescerete Vous croîtrez You will grow T-
Cresceranno Ils croîtront They will grow T = Crescendo Croissant Growing T •
Cresciuto Crû Grown 124 VERBI. L - Cresciuti L = Cresciuta L • Cresciute L ••
Cresimare ( - Cresimato ( = Cresimati ( • Cresimata ( .. Cresimate H -
Criticare H = Criticarvi H • Critico H -. Critichi 1 - Critica 1 = Critichiamo
i ■ Criticate 1 •• Mi criticate o — Criticano o = Criticava 0 . Criticavi 0 ..
Criticava 1 - Criticavamo 1 = Criticavate 1 • Criticavano 1 .. Criticò ) -
Criticarono ) = Criticherai ) . Criticherà ) .. Criticherete + — Criticheranno
+ = Criticando + . Criticato + .. Criticati \ — Criticata "-s. = Criticate
--N. Crivellare -^ .. Crivellato ? - Crivellati p - Crivellata p Crivellate ?
Crollare v — Crollato V = Crollati V • Crollata v .. Crollate 0 — Crucifiggere
0 = Crucifìsso 0 . Cucire 0 .. Cucio 1 - Cuci 1 = Cuce / . Cuciamo / •• Cucite
A — Cuciono A — Cuciva A - Cucivi A •• Cuciva T- Cucivamo VERBES. V ERBS. Crûs
Grown Crue Grown Crues Grown Confirmer TO CONFIRM Coniirmé Confirmed Confirmés
Confirmed Confirmée Confirmed Confirmées Confirmed Critiquer To CRITICIZE Vous
critiquer To criticize you Je critique I criticize Tu critiques Thou
criticizes! Il critique He criticizes Nous critiquons We criticize Vous
critiquez You criticize Vous me critiquez You criticize me Ils critiquent They
criticize Je critiquais I criticized Tu critiquais Thou criticized»! Il
critiquait He criticized Nous critiquions We criticized Vous critiquiez You
criticized Us critiquaient They criticized Il critiqua He criticized Us
critiquèrent They criticized Tu critiqueras Thou will criticize Il critiquera
He will criticize Vous critiquerez You will criticize Us critiqueront They will
criticize Critiquant Criticizing Critiqué Criticized Critiqués Criticized
Critiquée Criticized Critiquées Criticized Cribler To SIFT Criblé Sifted
Criblés Sifted Criblée Silted Criblées Sifted Ébranler TO SHAKE Ébranlé Shaken
Ébranlés Shaken Ébranlée Shaken Ébranlées Shaken Crucifier To CRUCIFY Crucifié
Crucified Coudre To SEW Je couds I sew Tu couds Thou sewest Elle coud She sews
Nous cousons We sew Vous cousez You sew Elles cousent They sew Je cousais I
sewed Tu cousais Thou sewedst Elle cousait She sewed Nous cousions We sewed
VERBI. VERBES. VERBS. î Cucivate Vous cousiez You sewed Cucivano Ils cousaient
They sewed Cucendo Cousant Sewing Cucito Cousu Sewed Cucita Cousue Sewed
Cullare Bercer To ROCK Cullato Bercé Rocked Cullati Bercés Rocked Cullata
Bercée Rocked Cullate Bercées Rocked Cumulare Cumuler TO ACCUMULATE Cumulato
Cumulé Accumulated Cumulati Cumulés Accumulated Cumulata Cumulée Accumulated
Cumulate Cumulées Accumulated Cuocere Cuire To COOK Cuoco Je cuis I cook Cuoce
Il cuit He cooks Si cuoce On cuit One cooks Cocete Vous cuisez You cook
Cuociono Ils cuisent They cook Cuocendo Cuisant Cooking Cotto Cuit Cooked Cotti
Cuits Cooked Cotta Cuite Cooked Cotte Cuites Cooked Curare Soigner TO TAKE CARE
OF Curo Je soigne I take care of Non mi curo Je ne me soucie pas I do not care
Curi Tu soignes Thou takest care of Cura Il soigne He takes care of Curiamo
Nous soignons We take care of Curate Vous soignez You take care of Curano Ils
soignent They take care of Curava Je soignais I took care of Curavi Tu soignais
Thou tookest care of Curava Il soignait He took care of Curavamo Nous soignions
We took care of Curavate Vous soigniez You took care of Curavano Ils soignaient
They took care of Curai Je soignai I took care of Curasti Tu soignas Thou
tookest care of Curo Il soigna He took care of Curammo Nous soignâmes We took
care of Curaste Vous soignâtes You took care of Curarono lis soignèrent They
took care of Curando Soignant Taking care of Curato Soigné Taken care of Curati
Soignés Taken care of Curata Soignée Taken care of Curate Soignées Teken care
of Curarsi Se soucier To CARE Mi curo Je me soucie 1 care Ti curi Tu te soucies
Thou carest Si cura Il se soucie He cares Ci curiamo Nous nous soucions We care
Vi curate Vous vous souciez You care 11. 125 / 126 VERBI. VERBES. VERBS. L - Si
curano Ils se soucient Tbey care L = Curato Soucié Cared L • Carati Souciés
Cared L ••• Curata Souciée Cared ( - Curate Souciées Cared ( = Curvare Courber
To BEND ( . Curverò Je courberai I sball bend ( ■■ Non cui" vero Je ne
courberai pas I shall do not bend H - Curverai Tu courberas Thou wilt bend H =
Curverà Il courbera He will bend H • Curveremo Nous courberons We shall bend H
•• Curverete Vous courberez You will bend 1 - Curveranno Ils courberont They
will bend i = Curvando Courbant Bending 1 • Curvato Courbé Bent I •• Curvati
Courbés Bent o — Curvata Courbée Bent o = Curvate Courbées Bent o . Custodire
Garder To KEEP o .. Custodisco Je garde I keep 1 - Custodisci Tu gardes Thou
keepest 1 = Custodisce Il garde He keeps 1 . Custodiamo Nous gardons We keep 1
.. Custodite Vous gardez You keep ) - Custodiscono Ils gardent They keep ) =
Custodiva Je gardais I kept ) . Custodivi Tu gardais Thou keptest ) ..
Custodiva Iî gardait He kept 4- — Custodivamo Nous gardions We kept + =
Custodivate Vous gardiez You kept -4- . Custodivano Ils gardaient They kept +
•• Custodirò Je garderai I shall keep -^. — Custodirai Tu garderas Thou wilt
keep --» = Custodirà Il gardera He will keep ■***. . Custodiremo Nous garderons
We shall keep "»x, . . Custodirete Vous garderez You will keep p —
Custodiranno Ils garderont They will keep ? = Custodito Gardé Kept ? .
Custoditi Gardés Kept 0 Custodita Gardée. Kept V — Custodite Gardées Kept V =
Dannare, v. Condannare Condamner To CONDEMN V . Dannarsi DAMNER TO DAMNE
ONE'SSELt- v .. Dannato Damné Damned 0 — Daunati Damnés Damned 0 = Dannata
Damnée Damned 0 . Dannate Damnées Damned 0 .. Danneggiare Endommager To DAMAGE
/ - Danneggiato Endommagé Damaged / = Danneggiati Endommagés Damaged / .
Danneggiata Endommagée Damaged / .. Danneggiate Endommagées Damaged \ — Danzare
Danser To DANCE A = Danzando Dansant Dancing A • Danzato Dansé Danced VERBI.
VERBES. L - Dare Donner L = Dargli Lui donner L • Darmi Me donner L •• Dani
Vous donner ( — Do Je donne ( = Vi do Je vous donne ( . Non vi do Je ne vous
donne pas ( •• Dai Tu donnes H - Non da Il ne donne pas H = Da Il donne H . Si
da On donne H •• Diamo Nous donnons 1 - Date Vous donnez 1 = Mi date Vous me
donnez I . Non mi date Vous ne me donnez pas Danno Ils donnent o — Ci danno Ils
nous donnent o = Dava Je donnais 0 . Non dava Je ne donnais pas 0 .. Ci date
Vous nous donnez 1 — Non ci date Vous ne nous donnez pas 1 = Davi Tu donnais
"1 . Dava Il donnait 1 •• Non dava Il ne donnait pas ) — Davamo Nous
donnions ) = Davate Vous donniez ) . Davano Ils donnaient ) .. Detti Je donnai
+ — Desti Tu donnas + = Dette Il donna + . Demmo Nous donnâmes + .. Deste Vous
donnâtes *•«. — Dettero Ils donnèrent ^ — Darò Je donnerai •**. . Mi darò Je me
donnerai \ Vi darò Je vous donnerai p — Non vi darò Je ne vous donnerai pas p =
Darai Tu donneras p . Darà Il donnera p •• Si darà On donnera V - Daremo Nous
donnerons V = Ci daremo Nous nous donnerons v . Darete Vous donnerez v .. Mi
darete Vous me donnerez 0 — Non mi darete Vous ne me donnerez pas 0 = Gli
darete Vous lui donnerez 0 . Non gli darete Vous ne lui donnerez pas e .. Ci
darete Vous nous donnerez / - Vi darete Vous vous donnerez / - Daranno Ils
donneront / • Si daranno Ils se donneront / •• Darei Je donnerais A — Non darei
Je ne donnerais pas A = Non vi darei Je ne vous donnerais pas A • Non gli darei
Je ne lui donnerais pas A •• Daresti Tu donnerais T - Darebbe Il donnerait T =
Non darebbe Il ne donnerait pas T • Daremmo Nous donnerions T •• Dareste Vous
donneriez VERBS. 127 TO GIVE To give to it To give to me To give to you I give
I give to you do not give to you Thou givest He does not give He gives One give
We give You give You give to me You do not give to me They give They give to us
I was giving I did not give You give us You do not give us Thou wast giving He
was giving He did not give We were giving You were giving They were giving gave
Thou gavest He gave We gave You gave They gave I shall give I shall give to
myself I shall give to you I shall not give to you Thou wilt give He will give
They will give We shall give We shall give ourselves You will give You will
give to me You will not give to me You will give to him You will not give to
him You will give to us You will give yourselves They will give They will give
themseiv. I should give I should do not give I should not give to you I should
not give to it Thou wouldst give He would give He would not give We should give
You would give I'lb VERBI. VERBES. VERBS. L - Darebbero Ils donneraient They w
ould give L = Da tu Donne Give L • Dammi Donne-moi Give me L •• Dia Qu'il donne
Let him give ( - Diamo Donnons Let us give ( = Date Donnez Give ( • Datevi
l'incommodo Donnez-vous la peine Give yourself the trouble ( •• Datemi
Donnez-moi Give me H- Dateci Donnez-nous Give us H = Diano Qu'ils donnent Let
them give H • Ch'io dia Que je donne That I may give ^ -. Che tu dia Que tu
donnes That thou mayst give i — Ch'egli dia Qu'il donne That he may give i =
Che noi diamo Que nous donnions That we may give i - Che voi diate Que vous
donniez That you may give i .. Ch'eglino diano Qu'ils donnent That they may
give o — Ch'io dessi Que je donnasse That I might give 0 = Dessi Que tu donnasses
That thou couldst give 0 . Desse Qu'il donnât That he could give 0 .. Se mi
desse S'il me donnait If he was giving me 1 - Dessimo Que nous donnassions That
we might give 1 = Deste » Que vous donnassiez That you might give 1 . Semi
daste Si vous me donniez If you were giving me 1 .. Dessero Qu'ils donnassent
That they might give ) - Se mi dessero S'ils me donnaient If they were giving
me ) = Dando Donnant Giving ) . Dato Donné Given ) .. Dati Donnés Given + —
Data Donnée Given + = Date Données Given + . Dare appuntamento Donner
rendez-vous To APPOINT + .. Dato appuntamento Donné rendez- vous Appointed ^ —
Debellare Dompter To TAME \ = Debellato DomptéTamed ^ . Debellati Domptés Tamed
-^, . . Debellata Domptée Tamedp - Debellate Domptées Tamed p = Debilitare
Affatblir TO WEAKEN p . Debilitato Affaibli Weakened p .. Debilitati Affaiblis
Weakened V — Debilitata Affaiblie Weakened V = Debilitate Affaiblies Weakened V
. Decadere Déchoir To FALL V •• Decaduto Déchu Fallen 0 — Decaduti Déchus
Fallen 0 = Decaduta Déchue Fallen 0 . Decadute Déchues Fallen 0 .. Decampare
DÉCAMPER To DECAMP 1 - Decampato Décampé Decamped 1 = Decampati Décampés
Decamped / . Decampata Décampée Decamped / .. Decampate Décampées Decamped A —
Decidere,u. Determinare DÉCIDER To DECIDE A = Decido Je décide I decide A •
Decidi Tu décides Thou decidest A •• Decide Il décide He decides T- Decidiamo
Nous décidons We decide VERBI. VERBES. VERBS. L - Decidete Vous décidez You
decide L = Decidono Ils décident They decide L • Decideva Je décidais I decided
L • Decideva Il décidait He decided ( - Decidevamo Nous décidions We decided (
= Decidevate Vous décidiez You decided ( • Decidevano Ils décidaient They
decided ( •• Decisi Je décidai I decided H- Decise Il décida He decided H =
Decidemmo Nous décidâmes We decided H • Decideste Vous décidâtes You decided H
•• Decisero Ils décidèrent They decided 1 — Deciderò Je déciderai I shall
decide 1 = Deciderai Tu décideras Thou wilt decide 1 Deciderà 11 décidera He
will decide 1 •• Decideremo Nous déciderons We shall decide o — Deciderete Vous
déciderez You will decide o = Decideranno Ils décideront They will decide 0 .
Decidi Décide Decide 0 .. Decidiamo Décidons Let us decide 1 - Decidete Décidez
Decide 1 = Decidetevi Décidez-vous Decide 1 . Decidano Qu'ils décident Let them
decide 1 .. Decidendo Décidant Deciding ) - Deciso Décidé Decided ) = Decisi
Décidés Decided ) . Decisa Décidée Decided ) .. Decise Décidées Decided H
Decimare ( t. milit. ) DÉCIMER To decimati: + = Decimato Décimé Decimated + .
Decimati Décimés Decimated + .. Decimata Décimée Decimated ^. — Decimate
Décimées Decimated -»». = Declamare DÉCLAMER To DECLAIM *••> . Declamo
Je^déclame I declaim **«. . . Declami Tu déclames Thou declaimest P - Declama
Il déclame He declaims P = Declamiamo Nous déclamons We declaim P • Declamate
Vous déclamez You declaim P •• Declamano Ils déclament They declaim V —
Declamava Je déclamais I declaimed V = Declamavi Tu déclamais Thou declaimedst
v . Declamava Il déclamait He declaimed V .. Declamavamo Nous déclamions We declaimed
0 — Declamavate Vous déclamiez You declaimed 0 = Declamavano Ils déclamaient
They declaimed 0 . Declamai Je déclamai I declaimed 0 .. Declamasti Tu déclamas
Thou declaimedst / - Declamò [1 déclama He declaimed / = Declamammo Nous
déclamâmes We declaimed / • Declamaste Vous déclamâtes You declaimed / ••
Declamarono [ls déclamèrent They declaimed A — Declamando Déclamant Declaiming
A = Declamato Déclamé Declaimed A • Declamati Déclamés Declaimed A •• Declamata
Déclamée Declaimed T- Declamate Déclamées Declaimed T = Declinare DÉCLINER TO
DECLINE 129 30 VERBI. L -I tedino L = I )eclini L • I )eclina L •• I )ecliniamo
( — I )eclinate ( = 1 Declinano ( • 1 Declinato ( •• 1 Declinati H -] Declinata
H = J Declinate -\ ■ 3 Decollare H •• Decollato Decollati 1 = Decorare 1 •
Decorato 1 •• Decorati o — Decorata o = Decorate 0 . Decretare o .. Decretato
"1 — Decretati 1 = Decretata 1 . Decretate 1 •• Dedicare ) - Dedicarvi ) =
Dedico ) . Vi dedico ) .. Dedicate + — Dedicai + = Dedicasti + . Dedicò + ..
Dedicammo -^ — Dedicaste \ = Dedicarono -«■« . Dedicherò "^ . . Dedicherà
p - Dedicherete p = Dedicheranno p . Dedicando p .. Dedicato V - Dedicati V =
Dedicata V • Dedicate V •• Dedurre 0 - Dedotto 0 = Dedotti 0 Dedotta 0 .
Dedotte 1 ~ - Defraudare 1 = = Defraudando / . Defraudato / • . Defraudati A -
- Defraudata A = = Defraudate A . Degenerare A • . Degenerato VERBES. VERBS. Je
décline I decline Tu déclines Thou declinest Il décline He declines Nous
déclinons We decline Vous déclinez You decline Ils déclinent They decline
Décliné Declined Déclinés Declined Déclinée ] Declined Déclinées Declined
Décapiter TO BEHEAD Décapité Beheaded Décapités Beheaded DÉCORER TO DECORATE
Décoré Decorated Décorés Decorated Décorée Decorated Décorées Decorated Arrêter
( décréter ) TO ARREST Arrêté Arrested Arrêtés Arrested Arrêtée Arrested
Arrêtées Arrested DÉDIER TO DEDICATE Vous dédier To dedicate to you Je dédie I
dedicate Je vous dédie I dedicate to you Vous dédiez You dedicate Je dédiai I
dedicated Tu dédias Thou dedicatedst Il dédia He dedicated Nous dédiâmes We
dedicated Vous dédiâtes You dedicated Ils dédièrent They dedicated Je dédierai
I shall dedicate Il dédiera He will dedicate Vous dédierez You will dedicate
Ils dédieront They will dedicate Dédiant Dedicating Dédié Dedicated Dédiés
Dedicated Dédiée Dedicated Dédiées Dedicated DÉDUIRE To DEDUCT Déduit Deducted
Déduits Deducted Déduite Deducted Déduites Deducted Frauder TO DEFRAUD Fraudant
Defrauding Fraudé Defrauded Fraudés Defrauded Fraudée Defrauded Fraudées
Defrauded DÉGÉNÉRER TO DEGENERATE Dégénéré Degenerated VERBI. VERBES. VERBS.
131 L — Degenerati 1 Dégénérés j Degenerated L = Degenerata Dégénérée
Degenerated L • Degenerate Dégénérées Degenerated L . • Degnarsi Daigner To
condescend ( -1 degnatevi Daignez Condescend ( = Degnandosi Daignant
Condescending ( . Degnato Daigné Condescended ( .- J degnati ] Daignés I
Condescended H-i )egnata ] Daignée Condescended H = ] Degnate Daignées
Condescended H • J Delegare DÉLÉGUER ro DELEGATE -\ ■• Delegato Délégué
Delegated 1 - Delegati Délégués Delegated 1 = Delegata Déléguée Delegated 1 •
Delegate Déléguées Delegated 1 •• Delineare Tracer To DRAW o — Delineando
Traçant Drawing o = Delineato Tracé Drawn o . Delineati Tracés Drawn o ..
Delineata Tracée Drawn "1 - Delineate Tracées Drawn 1 = Delirare DÉLIRER
TO BE DELIRIOUS 1 . Deliri Tu délires Thou art delirious 1 •• Delira Il délire
He is delirious ) — Delirate Vous délirez You are delirious ) = Delirava Il
délirait He was delirious ) Deliravate Vous déliriez You were delirious ) ..
Deliravano Ils déliraient They were delirious ^ — Delirando Délirant Being
delirious + = Delirato Déliré Been delirious + . Deludere Jouer quelqu'un To
put A TRICK upon one + .. Deluso Joué ( qui a été ) Tricked (who has been)
"^ — Delusi Joués Tricked \ = Delusa Jouée Tricked -~s. . Deluse Jouées
Tricked ^ Demeritare DÉMÉRITER To DO AMISS p — Demeritando Déméritant Doing
amiss p = Demeritato Démérité Done amiss p . Demolire DÉMOLIR To DEMOLISH p ••
Demolisce Il démolit He demolishes V — Demoliscono Ils démolissent They
demolish V = Demolito Démoli Demolished V Demoliti Démolis Demolished V •
Demolita Démolie Demolished 0 — . Demolite Démolies Demolished 0 = : Denigrare
DÉNIGRER TO SLANDER 0 Denigrato Dénigré Slandered 0 ■ Denigrati Dénigrés
Slandered 1 - - Denigrata Dénigrée Slandered 1 = = Denigrate Dénigrées
Slandered 1 Denotare DÉSIGNER To DESIGN 1 . . Denotato Désigné Designed A - -
Denotati Désignés Designed A = = Denotata Désignée Designed A . Denotate
Désignées Designed 140 VERBI. L - Denudare L = Denudato L • Denudati L ••
Denudata ( - Denudate ( = Denunziare, v ( • Deplorare ( •• Deplorato H-
Deplorati H = Deplorata H • Deplorate H •• Deporre Depongo 1 = Deponi Depone
Depongliiamo o — Deponete o = Depongono Deponeva Deponevi 1 — Deponeva ~l = Deponevamo
Deponevate Deponevano ) — Deposi ) = Deponesti Depose Deponemmo + — Deponeste
4- — Deposero 4- . Deporrò + •• Deporrai -v, — Deporrà \ = Deporremo ~-^
Deporrete "-N. . . Deporranno P Deponete P = Deponendo F « Deposto P
Deposti v — Deposta V = Deposte v . Depositare V •• Depositato 0 — Depositati 0
= Depositata idf . Depositate 0 .. Depravare / - Depravato / = Depravati / •
Depravata / •• Depravate A — Depredare A = Depredato A • Depredati A •
Depredata T - Depredate Dinun- VERBES. DÉNUER Dénué Dénués Dénuée Dénuées
DÉNONCER DÉPLORER Déploré Déplorés Déplorée Déplorées DÉPOSER Je dépose Tu
déposes Il dépose Nous déposons Vous déposez Ils déposent Je déposais Tu
déposais Il déposait Nous déposions Vous déposiez Ils déposaient Je déposai Tu
déposas Il déposa Nous déposâmes Vous déposâtes Ils déposèrent Je déposerai Tu
déposeras Il déposera Nous déposerons Vous déposerez Ils déposeront Déposez
Déposant Déposé Déposés Déposée Déposées DÉPOSER Déposé Déposés Déposée
Déposées DÉPRAVER Dépravé Dépravés Dépravée Dépravées Ravager Ravagé Ravagés
Ravagée Ravagées VERBS. To bereave Bereft Bereft Bereft Bereft TO DENOUNCE TO
DEPLORE Deplored Deplored Deplored Deplored To DEPOSIT 1 deposit Thou
depositest He deposits We deposit You deposit They deposit I deposited Thou
depositedst He deposited We deposited You deposited They deposited I deposited
Thou depositedst He deposited We deposited You deposited They deposited I shall
deposit Thou wilt deposit He will deposit We shall deposit You will deposit
They will deposit Deposit Depositing Deposited Deposited Deposited Deposited To
DEPOSIT Deposited Deposited Deposited Deposited To DEPRAVE Depraved Depraved
Depraved Depraved TO RAVAGE Ravaged Ravaged Ravaged Ravaged VERBI. VERBES.
VERBS. L - Deputare Députer TO DEPUTE L = Deputato Député Deputed L Deputati
Députés Deputed L •• Deputata Députée Deputed ( - Deputate Députées Deputed ( =
Deridere Conspuer To SPIT UTON ( • Deriso Conspué Spit upon ( • Derisi Conspués
Spit upon H - Derisa Conspuée Spit upon H = Derise Conspuées Spit upon H •
Derivare DÉRIVER To DERIVE H - Derivando Dérivant Deriving 1 - Derivato Dérivé
Derived 1 = Derivati Dérivés Derived 1 • Derivata Dérivée Derived 1 •• Derivate
Dérivées Derived o — Derogare DÉROGER TO DEROGATE 0 = Derogando Dérogeant Derogating
o . Derogato Dérogé Derogated 0 .. Descrivere DÉCRIRE TO DESCRIBE 1 - Descrivo
Je décris I describe 1 = Descrivi Tu décris Thou describest 1 ■ Descrive Il
décrit He describes 1 .. Descriviamo Nous décrivons We describe ) - Descrivete
Vous décrivez You describe ) = Descrivono Ils décrivent They describe ) .
Descriveva Je décrivais I described ) .. Descriveva Il décrivait He described
-i Descrivevamo Nous décrivions We described + = Descrivevate Vous décriviez
You described + . Descrivevano Ils décrivaient They described + .. Descrissi Je
décrivis I described ***. ' — Descrisse Il décrivit He described ">». =
Descrivemmo Nous décrivîmes We described >^ Descriveste Vous décrivîtes You
described \ .. Descrissero Ils décrivirent They described 1° — Descriverò Je
décrirai I shall describe 0 SS- Descriverai Tu décriras Thou wilt describe CI
Descriverà Il décrira He will describe ? .. Descriveremo Nous décrirons We
shall describe V — Descriverete Vous décrirez You will describe V =
Descriveranno Ils décriront They will describe V . Descrivete Décrivez Describe
V .. Descrivendo Décrivant Describing 0 — Descritto Décrit Described 0 =
Descritti Décrits Described 0 . Descritta Décrite Described 0 .. Descritte
Décrites Described I - Desiderare Désirer To DESIRE 1 = Desiderarvi Vous
désirer To desire you 1 . Desidero Je désire I desire 1 •■ Vi desidero Je vous
désire I desire you A — Desideri Tu désires Thou desirest A = Desidera Il
désire He desires A • Desideriamo Nous désirons We desire A -• Desiderate Vous
désirez You desire T - Desiderano Ils désirent They desire T = Desiderava Je
désirais Ï was desirous 133 ; 12 134 YEP.BÏ: L - Desideravi L = Desiderava L •
Desideravamo L ■• Desideravate ( — Desideravano ( = Desidererei ( .
Desidereresti L ■■ Desidererebbe H - Desidereremmo H = Desiderereste H •
Desidererebbero H •• Desiderando \ — Desiderato î = Desiderati î • Desiderata Ì
■■ Desiderate o — Desinare 0 = Desino 0 . Desini o .. Desina 1 - Desiniamo 1 =
Desinate 1 . Desinano 1 .. Desinava ) - Desinavi ) = Desinava ) . Desinavamo )
.. Desinavate -+■ — Desinavano 4- =s Desinai + . Desinasti -f- .. Desinò ■^ —
Desinammo N, = Desinaste >>. . Desinarono "»-s .. Desinerò e -
Desinerai Ç = Desinerà ? . Desineremo p •• Desinerete V — Desineranno V —
Desinando V . Desinato v .. Desolare 0 — Desolo 0 = Desoli 0 . Desola 0 ..
Desoliamo 1 - Desolate 1 — Desolano / . Desolava 1 .. Desolavi A — Desolava A =
Desolavamo A • Desolavate A •• Desolavano T - Desolando T = Desolato T •
Desolati YERBKS, Tu désirais II désirait Nous désirions Vous désiriez lis
désiraient ■Je désirerais Ta désirerais Il désirerait Nous désirerions Vous
désireriez Ils désireraient Désirant Désiré Désirés Désirée Désirées Dîner Je
dîne Tu dînes Il dîne Nous dînons Vous dînez Ils dînent Je dînais Tu dînais Il
dînait Nous dînions Vous dîniez Ils dînaient Je dinai Tu dînas Il dîna Nous
dînâmes Vous dînâtes Us dînèrent Je dînerai Tu dîneras li dînera Nous dînerons
Vous dînerez Ils dîneront Dînant Dîné DÉSOLER Je désole Tu désoles Il désole
Nous désolons Vous désolez Us désolent Je désolais Tu désolais Il désolait Nous
désolions Vous désoliez Ils désolaient Désolant Désolé i Désolés VERBS. Thou
wast desirous He was desirous We were desirous You were desirous They were
desirous 1 would desire Thou wouldst desire He would desire We would desire ïou
would desire They would desire Desiring Desired Desired Desired Desired To DINE
I dine Thou di nest. He dines We dine You dine They dine I dined Thou dinedst.
He dined We dined You dined They dined I dined Thou dinedst He dined We dined
You dined They dined I shall dine Thou wilt dine He will dine He shall dine You
will dine They will dine Dining Dined TO DESOLATE I desolate Thou desolatesi He
desolates We desolate You desolate They desolate I desolated Thou desolatedst
He desolated We desolated You desolated They desolated Desolating Desolated
Desolated TERBI. EREES. VERBS. 135 L — Desolata Désolée Desolated L = Desolate
Désolées Desolated L • Destare Éveiller TO AWARE L •• Desto J'éveille I awake (
- Desti Tu éveilles Thou awakest ( = Desta Il éveille He awakes ( - Destiamo
Nous éveillons We awake ( •- Destate Vous éveillez You awake H- Destano Ils
éveillent Tho3r awake H = Destava J'éveillais I awoke H • Destavi Tu éveillais
Thou awokest H •• Destava Il éveillait He -awoke 1 - Destavamo Nous éveillions
We awoke I = Destavate Vous éveilliez You awoke 1 • Destavano Ils éveillaient
They awoke J • Destai J'éveillai I awoke o — Destasti Tu éveillas Thou awokest
o = Destò Ì1 éveilla He awoke 0 . Destammo Nous éveillâmes We awoke 0 .. Destaste
Vous éveillâtes You awoke 1 - Destarono Ils éveillèrent They awoke 1 = Destato
Éveillé Awoke (who was) 1 . Destati Éveillés Awoke 1 .. Destata Éveillée Awoke
) - Destate Éveillées Awoke ) = Destinare Destiner To DESIGN ) . Destino Je
destine I design ) .. Destini Tu destines Thou designest + — Destina Il destine
He designs + = Destiniamo Nous destinons We design + . Destinate Vous destinez
You design + .. Destinano Ils destinent They design \ Destinava Je destinais I
designed *•*. = Destinavi Tu destinais Thou designedst "V. Destinava Il
destinait He designed \ . . Destinavamo Nous destinions We designed ? —
Destinavate Vous destiniez You designed p = Destinavano Ils destinaient They
designed p Destinai Je destinai I designed p Destinasti Tu destinas Thou
designedst v — Destinò Il destina He designed V = Destinammo Nous destinâmes We
designed V . Destinaste Vous destinâtes You designed V •• Destinarono Ils
destinèrent They designed 0 — Destinerò Je destinerai I shall design 0 =
Destinerai Tu destineras Thou wilt design 0 . Destinera Il destinera He will
design 0 .. Destineremo Nous destinerons We shall design 1 - Destinerete Vous
destinerez You will design 1 - Destineranno Ils destineront They will design /
• Destinando Destinant Designing / .. Destinato Destiné Designed A — Destinati
Destinés Designed A = Destinata Destinée Designed A • Destinate Destinées
Designed A .. Deteriorare DÉTÉRIORER To SPOIL T - Deteriorato Détérioré Spoiled
T = Deteriorati Détériorés Spoiled 136 VERBI. VERBES. VERBS. L - Deteriorata
Détériorée Spoiled L = Deteriorate Détériorées Spoiled L • Determinare
Déterminer To DETERMINE L ■• Determinarmi Me déterminer To determine me ( -
Determinarvi Vous déterminer To determine you ( = Mi determino Je me détermine
I determine ( - Vi determinate Vous vous déterminez You determine ( .. Non vi
determinate Vous ne v.déterminez pas You do not determine H - Mi determinerò Je
me déterminerai I shall determine H = Determinato Déterminé Determined H •
Determinati Déterminés Determined H •• Determinata Déterminée Determined 1 —
Determinate Déterminées Determined 1 = Detestare Détester To DETEST 1 • Detesto
Je déteste I detest 1 •• Detesti Tu détestes Thou det estest o — Detesta Il
déteste He detests o = Detestiamo Nous détestons We detest 0 . Detestate Vous
détestez You detest 0 .. Detestano Ils détestent They detest 1 — Detestato
Détesté Detested 1 = Detestati Détestés Detested 1 . Detestata Détestée
Detested "1 .. Detestate Détestées Detested ) - Detrarre Déduire To DEDUCT
) = Detratto Déduit Deducted ) • Detratti Déduits Deducted ) . Detratta Déduite
Deducted + — Detratte Déduites Deducted + = Dettare Dicter To DICTATE + . Detto
Je dicte I dictate + .. Detti Tu dictes Thou dictatest -N. — Detta Il dicte He
dictates *•«* = Dettiamo Nous dictons We dictate \ . Dettate Vous dictez You
dictate ■^ .. Dettano Ils dictent They dictate p Dettava Je dictais I dictated
? = Dettavi Tu dictais Thou dictatedst 0 Dettava 11 dictait He dictated ?
Dettavamo Nous dictions We dictated V - Dettavate Vous dictiez You dictated V =
Dettavano Ils dictaient They dictated v . Dettai Je dictai I dictated V ..
Dettasti Tu dictas Thou dictatedst 0 — Dettò n dicta He dictated 0 = Dettammo
Nous dictâmes We dictated 0 . Dettaste Vous dictâtes You dictated i3 ..
Dettarono Ils dictèrent They dictated / - Detterò Je dicterai I shall dictate /
= Detterai Tu dicteras Thou wilt dictate / • Detterà Il dictera He will dictate
/ •- Detteremo Nous dicterons We shall dictate A — Detterete Vous dicterez You
will dictate A = Detteranno Ils dicteront They will dictate A - Dettate Dictez
Dictate A .. Dettando Dictant Dictating T — Dettato Dicté Dictated T = Dettati
Dictés Dictated VERBI. VERBES. VERBS. Dettata Dictée Dictated Dettate Dictées
Dictated Deturpare Flétrir To WITHER Deturpato Flétri Withered Deturpati
Flétris Withered Deturpata Flétrie Withered Deturpate Flétries Withered
Disviare S'ÉGARER TO LOSE ONE'S WAY Disviato Égaré Lost one's way Dis\iati
Égarés Lost one's way Dis\iata Égarée Lost one's way Disviate Égarées Lost
one's way Dibattere Brouiller TO PERPLEX Dibattuto Brouillé Perplexed Dibattuti
Brouillés Perplexed Dibattuta Brouillée Perplexed Dibattute Brouillées
Perplexed Dichiarare DÉCLARER TO DECLARE Dichiararvi Vous déclarer To declare
to you Dichiaro Je déclare I declare Vi dichiaro Je vous déclare I declare to
you Dichiari Tu déclares Thou declarest Dichiara Il déclare He declares
Dichiariamo Nous déclarons We declare Dichiarate Vous déclarez You declare
Dichiarano Ils déclarent They declare Dichiarava Je déclarais I declared Dichiarava
Il déclarait He declared Dichiaravamo Nous déclarions We declared Dichiaravate
Vous déclariez You declared Dichiaravano Ils déclaraient They declared
Dichiarai Je déclarai I declared Dichiarò Il déclara He declared Dichiarammo
Nous déclarâmes We declared Dichiaraste Vous déclarâtes You declared
Dichiararono Ils déclarèrent They declared Dichiarerò Je déclarerai I shall
declare Dichiarerai Tu déclareras Thou wilt declare Dichiarerà Il déclarera He
will declare Dichiareremo Nous déclarerons We shall declare Dichiarerete Vous
déclarerez You will declare Dichiareranno Ils déclareront They will declare
Dichiarate Déclarez Declare Dichiarando Déclarant Declaring Dichiarato Déclaré
Declared Dichiarati Déclarés Declared Dichiarata Déclarée Declared Dichiarate
Déclarées Declared DlCIIIARIRE ÉcLAiRcre(tirer du doute) TO CLEAR UP Dichiarito
Éclairci Cleared up Dichiariti Éciaircis Cleared up Dichiarita Éclaircie
Cleared up Dichiarite Eclaircies Cleared up DlDIACClARE DÉGELER To THAW
Didiaccia Il dégèle It thaws Didiaccerà Il dégèlera It shall thaw Didiacciando
Dégelant Thawing 12. 37 138 VERBI. VERBES. VER3&, 1 - Didiacciato Dégelé
Thawed 1 = Difendere Défendre To defend 1 • Difendermi Me défendre To defend me
1 •• Difendervi Vous défendre To defend you ) - Difendo Je défends I defend )
=> Vi difendo Je vous défends I defend you ) Difendi Tu défends Thou
defendest ) . Difende Il défend He defends -i- Difendiamo Nous défendons We
defend H = Difendete Vous défendez You defend H Difendono Ils défendent They
defend H -. Difendeva Je défendais I defended 1 - Difendeva Il défendait He
defended 1 = Difendevamo Nous défendions We defended 1 . Difendevate Vous
défendiez You defended 1 •• Difendevano Ils défendaient They defended 0 —
Difesi Je défendis I defended 0 = Difese Il défendit He defended 0 . Difendemmo
Nous défendîmes We defended 0 .. Difendeste Vous défendîtes You defended 1 -
Difesero Ils défendirent They defended 1 = Difenderò Je défendrai I shall
defend Vi difenderò Je vous défendrai I shall defend you Difenderai Tu
défendras Thou wilt defend ) — Difenderà Il défendra He will defend ) ==
Difenderemo Nous défendrons We shall defend Difenderete Vous défendrez You will
defend Difenderanno Ils défendront They will defend + — Difendi Défends Defend
4- = Difendiamo Défendons Let us defend + . Difendete Défendez Defend + ..
Difendetemi Défendez-moi Defend me -^ — Difendano Qu'ils défendent Let them
defend *»> = Difendendo Défendant Defending v — Diffidavano Ils se défiaient
They distrusted — = Diffidai Je me défiai I distrusted --^, Diffidasti Tu te
défias Thou distrustedst *•»• . . Diffidò Il se défia He distrusted ? -
Diffidammo Nous nous défiâmes We distrusted ? = Diffidaste Vous vous défiâtes
You distrusted j> Diffidarono lis se défièrent They distrusted ? Diffiderò
Je me défierai I shall distrust V — Diffiderai Tu te défieras Thou wilt
distrust V = Diffiderà Il se défiera He will distrust V . Diffideremo Nous nous
défierons We shall distrust v .. Diffiderete Vous vous défierez You will
distrust 0 — Diffideranno Ils se défieront They will distrust 0 = Diffidatevi
Défiez-vous Distrust 0 . Diffidando Défiant Distrusting 0 .. Diffidato Défié
Distrusted 1 - Diffidati Défiés Distrusted 1 = Diffidata Défiée Distrusted 1 •
Diffidate Défiées Distrusted 1 .. DlFFINIRE Définir To define A - Diffinito
Défini Defined A = Diffiniti Définis Defined A • Diffinita Définie Defined A ••
Diffinite Définies Defined T- Diffondere Répandre, Épancher To SPILT, T =
Diffuso Répandu Spilt 139 140 VERBI, L - Diffusi L = Diffusa L • Diffuse L -
DlFFORMARE ( - Difformato ( = Difformati ( • Difformata ( •• Difformate H —
Digerire H = Digerisco H • Digerisci H •• Digerisce 1 - Digeriamo 1 = Digerite
1 • Digeriscono 1 •• Digerito o — Digeriti o = Digerita 0 . Digerite o ..
Digiunare 1 - Digiuno 1 = Digiuni 1 • Digiuna 1 .. Digiuniamo ) - Digiunate ) =
Digiunano ) . Digiunerò ) .. Digiunerai + — Digiunerà + = Digiuneremo + .
Digiunerete + .. Digiuneranno \ — Digiunate ^ = Digiunando ^■N . Digiunato \
Dilatare ? - Dilatato ? = Dilatati ? - Dilatata ? .. Dilatate V — Dileguarsi V
= Dileguandosi V . Dileguato V •• Dileguati O — Dileguata 0 = Dileguate e .
Dilettare 0 .. Diletto / - Diletti / = Diletta / . Dilettiamo / -. Dilettate A
- Dilettano A = Dilettava A • Dilettavi A •• Dilettava T — Dilettavamo VERBES.
VERBS. Répandus Spilt Répandue Spilt Répandues Spilt DÉFIGURER TO DISFIGURE
Défiguré Disfigured Défigurés Disfigured Défigurée Disfigured Défigurées
Disfigured Digérer To DIGEST Je digère I digest Tu digères Thou digestest Il
digère He digests Nous digérons We digest Vous digérez You digest Ils digèrent
They digest Digéré Digested Digérés Digested Digérée Digested Digérées Digested
Jeûner To FAST Je jeune I fast Tu jeûnes Thou fastest Il jeune He fasts Nous
jeûnons We fast Vous jeûnez You fast Ils jeûnent They fetst Je jeûnerai I shall
fast Tu jeûneras Thou wilt fast Il jeûnera He will fast Nous jeûnerons We shall
fast Vous jeûnerez You will fast Ils jeûneront They will fast Jeûnez Fast
Jeûnant Fasting Jeûné Fasted Dilater, Étendre TO DILATED Dilaté Dilated Dilatés
Dilated Dilatée Dilated Dilatées Dilated S'éloigner, Disparaître To REMOVE En
s'éloignant Removing Éloigné Removed Éloignés Removed Éloignée Removed
Éloignées Removed RÉJOUIR To REJOICE Je réjouis I rejoice Tu réjouis Thou
rejoicest Il réjouit He rejoices Nous réjouissons We rejoice Vous réjouissez
You rejoice Ils réjouissent They rejoice Je réjouissais I rejoiced Tu
réjouissais Thou rejoicedst Il réjouissait He rejoiced Nous réjouissions We
rejoiced VERBI. Dilettavate Dilettavano Dilettato Dilettati Dilettata Dilettate
DlLIBERARE Diliberato Diliberati Diliberata Diliberate Dilucidare Dilucidato
Dilucidati Dilucidata Dilucidate Dilungare Dilungato Dilungati Dilungata
Dilungate Diluviare Diluvia Diluviava Diluviò Diluvierâ Diluviando Diluviato
Dimacrare, v. Smagrire Dimandare, v. Domand. Dimenticare Dimenticarvi Dimentico
Dimentichi Dimentica Dimentichiamo Dimenticate Dimenticano Dimenticava
Dimenticavi Dimenticava Dimenticavamo Dimenticavate Dimenticavano Dimenticai
Dimenticasi Dimenticò Dimenticammo Dimenticaste Dimenticarono Dimenticherò
Dimenticherai Dimenticherà Dimenticheremo Dimenticherete Dimenticheranno Non
dimenticate VERBES. Vous réjouissiez Ils réjouissaient Réjoui Réjouis Réjouie
Réjouies Délivrer Délivré Délivrés Délivrée Délivrées ÉCLAIRCIR Éclairci
Éclaircis Éclaircie Éclaircies Prolonger Prolongé Prolongés Prolongée
Prolongées Pleuvoir a verse Il pleut à verse Il pleuvait à verse Il plut à
verse Il pleuvra à verse Pleuvant à verse Plu à verse (il a) Maigrir Demander
Oublier Vous oublier J'oublie Tu oublies Il oublie Nous oublions Vous oubliez
Ils oublient J'oubliais Tu oubliais Il oubliait Nous oubliions Vous oubliiez
Ils oubliaient J'oubliai Tu oublias Il oublia Nous oubliâmes Vous oubliâtes Ils
oublièrent J'oublierai Tu oublieras Il oubliera Nous oublierons Vous oublierez
Ils oublieront N'oubliez pas 141 VERBS. You rejoiced They rejoiced Rejoiced
Rejoiced Rejoiced Rejoiced TO DELIVER Delivered Delivered Delivered Delivered
To CLEAR up Cleared up Cleared up Cleared up Cleared up To prolong Prolonged
Prolonged Prolonged Prolonged To POUR OF RAIN It pours of rain It poured of
rain It poured It will pour of rain Pouring of rain Poured of rain (it has) To
grow lean To ASK TO FORGET To forget you I forget Thou forgettest He forgets We
forget You forget They forget I forgot Thou forgottest He forgot We forgot You
forgot They forgot I forgot Thou forgottest He forgot We forgot You forgot They
forgot I shall forget Thou wilt forget He will forget We shall forget I You
will forget jThey will forget Do not forget J 42 VERBI. VERBES. VERBS. L -;
Dimenticando Oubliant Forgetting L = Dimenticato Oublié Forgotten L •
Dimenticati Oubliés Forgotten L •• Dimenticata Oubliée Forgotten ( -
Dimenticate Oubliées Forgotten ( = Dimesticare Apprivoiser TO TAME ( •
Dimesticando Apprivoisant Taming ( •• Dimesticato Apprivoisé Tamed H -
Dimesticati Apprivoisés Tamed H = Dimesticata Apprivoisée Tamed H • Dimesticate
Apprivoisées Tamed H •• Diminuire Diminuer To DIMINISH 1 - Diminuito Diminué
Diminished 1 = Diminuiti Diminués Diminished ! • Diminuita Diminuée Diminished
i • Diminuite Diminuées Diminished o — Dimorare Demeurer TO STAY o = Dimoro Je
demeure I stay o . Dimori Tu demeures Thou staves t o .. Dimora Il demeure He
stays ' 1 - Dimoriamo Nous demeurons We stay 1 = Dimorate Vous demeurez You
stav 1 . Dimorano Ils demeurent They stay 1 .. Dimorava Je demeurais I staid )
- Dimoravi Tu demeurais Thou staidst ) = Dimorava Il demeurait He staid ) •
Dimoravamo Nous demeurions We staid ) •• Dimoravate Vous demeuriez You staid H
Dimoravano Ils demeuraient They staid + = Dimorai Je demeurai I staid + .
Dimorasti Tu demeuras Thou staidst + .. Dimorò Il demeura He staid ^ —
Dimorammo Nous demeurâmes We staid \ = Dimoraste Vous demeiu'àtes You staid
->s . Dimorarono Ils demeurèrent They staid **. . . Dimorerò Je demeurerai I
shall stay p — Dimorerai Tu demeureras Thou wilt stay ? = Dimorerà Il demeurera
He will stay p Dimoreremo Nous demeurerons We shall stay ? Dimorerete Vous
demeurerez You will stay v — Dimoreranno Ils demeureront They will stay V =
Dimorando Demeurant Staying V . Dimorato Demeuré Stayed V .. Dimostrare
Démontrer TO DEMONSTRATE 0 — Dimostrarlo Le démontrer To demonstrate it 0 =
Dimostrarvi Vous démontrer To demonstrate to you 0 . Dimostrarmi Me démontrer
To demonstrate to me 0 .. Dimostro Je démontre I demonstrate / - Dimostri Tu
démontres Thou demonstrates! / = Dimostra Il démontre He demonstrates / . Si
dimostra On démontre One demonstrate / •• Dimostriamo Nous démontrons We
demonstrate A — Mi dimostrate Vous me démontrez You demonstrate to me A =
Dimostrate Vous démontrez You demonstrate A • Non mi dimostrate Vous ne me
démontrezp. Y. do not demonstrate me A .. Dimostrano Ils démontrent They
demonstrate T - Dimostrava Je démontrais I demonstrated T = Dimostravi Tu
démontrais Thou demonstratedst VERBI. VERRES. VERBS. 14ó L - dimostrava Il
démontrait He demonstrated L = Dimostravamo Nous démontrions We demonstrated L
• Dimostravate Vous démontriez You demonstrated L .. Dimostravano Us
démontraient They demonstrated ( - Dimostrai Je démontrai I demonstrated ( =
Dimostrasti Tu démontras Thou demonstratedst ( ■ Dimostrò Il démontra He
demonstrated ( • Dimostrammo Nous démontrâmes We demonstrated H- Dimostraste
Vous démontrâtes You demonstrated M = Dimostrarono Ils démontrèrent rhey
demonstrated H - Dimostrerò Je démontrerai [ shall demonstrate H •• Vi
dimostrerò Je vous démontrerai I shall demonstr. to you 1 - Dimostrerai Tu
démontrer as Thou wilt demonstrate ! = Dimostrerà Il démontrera He will
demonstrate 1 • Dimostreremo Nous démontrerons We shall demonstrate 1 ••
Dimostrerete Vous démontrerez You will demonstrate o — Dimostreranno Us
démontreront They will demonstrate o = Dimostratemi Démontrez-moi Demonstrate
me 0 . Dimostrando Démontrant Demonstrating o .. Dimostrato Démontré
Demonstrated 1 - Dimostrali Démontrés Demonstrated 1 = Dimostrata Démontrée
Demonstrated 1 . Dimostrate Démontrées Demonstrated 1 .. DlNUNZIARE DÉNONCER TO
DENOUNCE ) - Mi dinunziò Il me dénonça He denounced me ) - Vi dinunziò Il vous
dénonça He denounced you ) . Ci din iniziarono Ils nous dénoncèrent He
denounced us ) .. Dinunziato Dénoncé Denounced + — Dinunziati Dénoncés
Denounced + = Dinunziata Dénoncée Denounced + • Dinunziate Dénoncées Denounced
+ .. Dipendere DÉPENDRE To DEPEND "•s, — Dipendo Je dépends I depend \ =
Dipendi Tu dépends Thou dependest *««» Dipende Il dépend He depends \ . .
Dipende Dépend Depends e - Non dipende Il ne dépend It does not depend ? =
Dipendiamo Nous dépendons We depend ? . Dipendete Vous dépendez You depend ?
Dipendono Us dépendent They depend V - Dipendeva Je dépendais I depended V =
Dipendevi Tu dépendais Thou dependedst V . Dipendeva Il dépendait He depended V
.. Dipendevamo Nous dépendions We depended 0 = Dipendevate Vous dépendiez You
depended 0 = Dipendevano Ils dépendaient They depended 0 . Dipenderò Je
dépendrai I shall depend 0 . . Dipenderai Tu dépendras Thou wilt depend / —
Dipenderà Il dépendra He will depend / = Dipenderemo Nous dépendrons We shall
depend / . Dipenderete Vous dépendrez You will depend / .. Dipenderanno Ils
dépendront They will depend A = Dipendendo Dépendant Depending Dipeso Dépendu
Depended A Dipesi Dépendus Depended A • Dipesa Dépendue Depended T = : Dipese
Dépendues Depended T - - Dipingere Peindre To PAINT^ 144 VERBI. VERBES. VERBS.
L - Dipingo Je peins I paint L = Dipingi Tu peins Thou paintest L • Dipinge Il
peint He paints L •- Dipingiamo Nous peignons We paint ( - Dipingete Vous
peignez You paint ( = Dipingono Ils peignent They paint ( • Dipingeva Je
peignais I painted ( •• Dipingevi Tu peignais Thou paintedst H- Dipingeva Il
peignait He painted J- = Dipingevamo Nous peignions We painted H • Dipingevate
Vous peigniez You painted H .. Dipingevano Ils peignaient They painted 1 -
Dipinsi Je peignis I painted 1 = Dipinse Il peignit He painted 1 • Dipingemmo
Nous peignîmes We painted ] -- Dipingeste Vous peignîtes You painted o —
Dipinsero Ils peignirent They painted 0 = Dipingerò Je peindrai I shall paint 0
. Dipingerai Tu peindras Thou wilt paint o .. Dipingerà Il peindra He will
paint 1 - Dipingeremo Nous peindrons We shall paint 1 = Dipingerete Vous
peindrez You will paint 1 . Dipingeranno Ils peindront They will paint 1 ..
Dipingete Peignez Paint ) - Dipingendo Peignant Painting ) = Dipinto Peint
Painted ) . Dipinti Peints Painted ) .. Dipinta Peinte Painted -\ — Dipinte
Peintes Painted -4- — Dire Dire To SAY + . Dirvi Vous dire To say you + ..
Dirmi Me dire To say me --V. — Dirgli Lui dire To say to him -^. = Dico Je dis
I say -^-, Dico io! Dis-je Quoth \ . . Vi dico Je vous dis I say to you ? - Non
vi dico Je ne vous dis pas I do not say to you ? = Non dico Je ne dis pas I do
not say 3 Dici Tu dis Thou sayst ? .'. Dice Il dit He says V — Dice egli Dit-il
Quoth he V = Si dice On dit They say so V . Non si dice On ne le dit pas They
do not say it v .. Diciamo Nous disons We say 0 — Dire Dire TO TELL 0 = Vi dico
Je vous dis I tell you 0 . Non mi dite Vous ne me dites pas You do not tell me
0 .. Mi dite Vous me dites You say to me 1 - Dite Vous dites You say 1 = Non
dite Vous ne dites pas You do not say / . Non mi dite Vous ne me dites pas You
do not say me / •. Dicono Ils disent They say A — Diceva Je disais I said A =
Dicevi Tu disais Thou saidst A . Diceva Il disait He said A •• Dicevamo Nous
disions We said T- Dicevate Vous disiez You said Dicevano Ils disaient They
said T . Dissi Je dis I said VERBI. Dicesti Disse Dicemmo Diceste Dissero Dirò
Vi dirò Gii dirò Dirai Mi dirai Dira Si dira Diremo Direte Mi direte Diranno Se
dicessi Se vi dicessi Se dicessi Se dicesse Se dicessimo Se diceste Se mi
diceste Se dicessero Si direbbe Direste Non direste Dicebbero Ditemi Dicendo
Detto Detta Dette Dirigere Dirigo Dirrigi Dirige Dirigiamo Dirigete Dirigono
Dirigeva Dirigevi Dirigeva Dirigevamo Dirigevate Dirigevano Diressi Diresse
Dirigemmo Dirigeste Diressero Dirigerò Diligerai Dirigerà Dirigeremo Dirigerete
Dirigeranno Dirigendo Dirclto VERBES. Tu dis Il dit Nous dimes Vous dîtes Ils
dirent Je dirai Je vous dirai Je lui dirai Tu diras Tu me diras Il dira On dira
Nous dirons Vous direz Vous me direz Ils diront Si je disais Si je vous disais
Si tu disais S'il disait Si nous disions Si vous disiez Si vous me disiez S'ils
disaient On dirait Vous diriez Vous ne diriez pas Ils diraient Dites-moi Disant
Dit Dite Dites Diriger Je dirige Tu diriges Il dirige Nous dirigeons Vous
dirigez Ils dirigent Je dirigeais Tu dirigeais Il dirigeait Nous dirigions Vous
dirigiez Ils dirigeaient Je dirigeai Il dirigea Nous dirigeâmes Vous dirigeâtes
Ils dirigèrent Je dirigerai Tu dirigeras Il dirigera Nous dirigerons Vous
dirigerez Ils dirigeront Dirigeant Dirigé VERBS. Thou saidst He said We said
You said They said I shall say I shall say to you I shall say to him Thou wilt
say Thou wilt say to me He will say One will say We shall say You will say You
will say to me They will say If I said If I said to you If thou saidst If he
said If we said If you said If you said to me If they said One would say You
would say You would not say They would say Say to me Saying Said Said Said To
DIRECT I direct Thou directest He directs We direct You direct They direct
directed Thou directedst He directed We directed You directed They directed I
directed He directed We directed You directed They directed I shall direct Thou
will direct He will direct We shall direct You will direct. They will direct
Directing Directed 13 145 146 TERBI. VERBES» VERBS. L — Diretti Dirigés
Directed L = Diretta Dirigée Directed L • Dirette Dirigées Directed L ••
Dirizzare Dresser To ERECT ( - Dirizzato Dressé Erected ( = Dirizzati Dressés
Erected ( • Dirizzata Dressée Erected ( •• Dirizzate Dressées Erected H -
Diroccare DÉMOLIR To KNOCK DOWN H = Diroccato Démoli Knocked down H • Diroccati
Démoiis Knocked down H -. Diroccata Démolie Knocked down 1 - Diroccate Démolies
Knocked down 1 = Dirozzare DÉGROSSIR To CHIP I • Dirozzato Dégrossi Chipped 1
•• Dirozzati Dégrossis Chipped o — Dirozzata Dégrossie Chipped o — Dirozzate
Dégrossies Chipped 0 . Disaffezionare Refroidir To GROW COLD o ..
Disaffezionato Refroidi Grown cold 1 - Disaffezionati Refroidis Grown cold 1 =
Disaffezionata Refroidie Grown cold 1 . Disaffezionate Refroidies Grown cold 1
.. Disanimare DÉCOURAGER TO DISHEARTEN ) - Disanimato Décoiu'agé Disheartened )
= Disanimati Découragés Disheartened ) . Disanimata Découragée Disheartened )
.. Disanimate Découragées Disheartened -1 Disapprovare DÉSAPPROUVER To
DISAPPROVE + = Disapprovo Je désapprouve I disapprove + . Disapprovi Tu
désapprouves Thou disapproves* H- •• Disapprova Il désapprouve He disapproves
*v, Disapproviamo Nous désapprouvons We disapprove "«s. = Disapprovate
Vous désapprouvez You disapprove \ . Disapprovano Ils désapprouvent They
disapprove ■*- . . Disapprovai Je désapprouvai I disapproved ? — Disapprovasti
Tu désapprouvas Thou disapprovedst ? = Disapprovò Il désapprouva He disapproved
? . Disapprovammo Nous désapprouvâmes We disapproved p .. Disapprovaste Vous
désapprouvâtes You disapproved V — Disapprovarono Ils désapprouvèrent They
disapproved V = Disapprovando Désapprouvant Disapproving v . Disapprovato
Désapprouvé Disapproved v .. Disapprovati Désapprouvés Disapproved 0 —
Disapprovata Désapprouvée Disapproved 0 = Disapprovate Désapprouvées
Disapproved 0 . Disarmare DÉSARMER TO DISARM 0 .. Disarmo Je désarme I disarm /
- Disarmi Tu désarmes Thou disarmest / = Disarma Il désarme He disarms / .
Disarmiamo Nous désarmons We disarm / •■ Disarmate Vous désarmez You disarm A —
Disarmano Ils désarment They disarm A — Disarmava Je désarmais I disarmed A •
Disarmavi Tu désarmais Thou disarmedst A .. Disarmava Il désarmait He disarmed
T-* Disarmavamo Nous désarmions We disarmed VERBI. VERBES. VERBS. L -
Disarmavate Vous désarmiez You disarmed L = Disarmavano Ils désarmaient They
disarmed L • Disarmai Je désarmai I disarmed L •• Disarmasti Tu désarmas Thou
disarmedst ( - Disarmò Il désarma He disarmed ( = Disarmammo Nous désarmâmes We
disarmed ( . Disarmaste Vous désarmâtes You disarmed ( •• Disarmarono Ils
désarmèrent They disarmed H - Disarmerò Je désarmerai I shall disarm H =
Disarmerai Tu désarmeras Thou wilt disarm H • Disarmerà lì désarmera He wiU
disarm H •• Disarmeremo Nous désarmerons We shall disarm Disarmerete Vous
désarmerez You will disarm 1 = Disarmeranno Ils désarmeront They will disarm 1
. Disarma Désarme Disarm Disarmate Désarmez Disarm o — Disarmino Qu'ils
désarment Let them disarm o = Disarmando Désarmant Disarming 0 . Disarmato
Désarmé Disarmed o .. Disarmati Désarmés Disarmed 1 - Disarmata Désarmée
Disarmed 1 = Disarmate Désarmées Disarmed 1 • Discendere, v. Scendere Descendre
To GO DOWN 1 .. Discendendo Descendant Going down ) - Disceso Descendu Gone
down ) = Discesi Descendus Gone down ) . Discesa Descendue Gone down ) ..
Discese Descendues Gone down + — DlSClOGLIERE Dissoudre To dissolve + =
Disciolto Dissous Dissolved + . Disciolti Dissous Dissolved 4- .. Disciolta
Dissoute Dissolved ' Disciolte Dissoutes Dissolved -^ = Disciplinare
Discipliner To discipline -Nw . Disciplinato Discipliné Disciplined ■^ ..
Disciplinati Disciplinés Disciplined P ~ Disciplinata Disciplinée Disciplined P
= Disciplinate Disciplinées Disciplined P Discolpare Disculper TO DÎSCULPATE P
■'. Discolpalo Disculpé Disculpated V — Discolpati Disculpés Disculpated V =
Discolpata Disculpée Disculpated V . Discolpate Disculpées Disculpated V ..
Discorrere Discourir To speak 0 — Discorro Je discours I speak 0 = Discorri Tu
discours Thou speakest 0 . Discorre Il discourt He speaks 0 .. Discorriamo Nous
discourons We speak / - Discorrete Vous discourez You speak / = Discorrono Ils
discourent They speak / . Discorreva Je discourais I spoke / .. Discorrevi Tu
discourais Thou spokest A — Discorreva Il discourait He spoke A = Discorrevamo
Nous discourions We spoke A = Discorrevate Vous discouriez You spoke A ••
Discorrevano Ils discouraient They spoke T- Discorrendo Discourant Speaking 147
148 VERBI. VERBES. VERBS L = Discorso Discouru Spoke L - Discreditare DÉCRIER
TO CRY DOWN L • Discreditato Décrié Cried down L ■- Discreditati Décriés Cried
down ( - Discreditata Décriée Cried down ( = Discreditate Décriées Cried down (
• Disdire DÉNIER To DENY ( .- Disdetto Dénié Denied H - Disdetti Déniés Denied
H = Disdetta Déniée Denied H • Disdette Déniées Denied H •- Disegnare DESSINER
To DRAW 1 - Disegno Je dessine I draw ! = Disegni Tu dessines Thou drawest 1 •
Disegna Il dessine He draws 1 •• Disegniamo Nous dessinons We draw o —
Disegnate Vous dessinez You draw o = Disegnano Ils dessinent They draw 0 .
Disegnava. Je dessinais I drew 0 .. Disegnavi Tu dessinais Thou drewest 1 -
Disegnava Il dessinait He drew 1 = Disegnavamo Nous dessinions We drew 1 .
Disegnavate Vous dessiniez You drew 1 .. DisegnaArano II dessinaient They drew
) - Disegnerò Je dessinerai I shall draw ) = Disegnerai Tu dessineras Thou wilt
draw ) . Disegnerà Ils dessinera He will draw ) .. Disegneremo Nous dessinerons
We shall draw + — Disegnerete Vous dessinerez- You will draw + = Disegneranno
Hs dessineront They will draw- + . Disegnate Dessinez Draw + .. Disegnando
Dessinant Drawing *>» — Disegnato Dessiné Drawn \ — Disegnati Dessinés*
Drawa --V . Disegnata Deesinée Drawn \ .. Disegnate Dessinées Drawn p Disertare
DÉSERTER To DESERT ? = Disertata Déserté Deserted p . Disertati Désertés-
Deserted 0 Disertata Désertée Deserted v — Disertate Désertées Deserted V =
Disfare DÉFAIRE To UNDO; V . Disfatto Défait Undone v .. Disfatti Défaits
Undone 0 — Disfatta Défaite Undone 0 = Disfatte Défaites Undone 0 . Disgiungere
DÉJOINDRE To DISJOIN 0 .. Disgiunto Déjoint Disjoined / - Disgiunti Déjoints
Disjoined / = Disgiunta Déjointe Disjoined 1 . Disgiunte Déjointes Disjoined 1
.. Disgustare DEGOUTER TO LOATHE A — Disgustato Dégoûté Loathed A = Disgustati
Dégoûtés Loathed A • Disgustata Dégoûtée Loathed A •• Disgustate Dégoûtées,
Loathed VERBI. VERBES. VERBS. 1 -49 L - DlSlMPEGNARSI Acquitter (s') TO ACQUIT
L "= Mi disimpegno Je m'acquitte I acquit L • Ti disimpegni Tu t'acquittes
Thou acquittes! L -. Si disimpegna ÏI s'acquitte He acquits ( - Ci
disimpegniamo Nous nous acquittons We acquit ( = Vi disimpegnate Vous vous
acquittez You acquit > — Distinta Distinguée Distinguished s == Distinte
Distinguées Distinguished ^ Distogliere DÉTOURNER TO PUT OUT OF THE WAY. ^ . .
Distollo Détourné Put out of the way 0 Distolti Détournés Put out of the way p
= Distolta Détournée Put out of the way ? . Distolte Détournées Put out of the
w ay ? Distrarre Distraire To DIVERT THE ATTENTION V - Distratto Distrait
Diverted the attention V = Distratti Distraits Diverted the attention v .
Distratta Distraite Diverted the attention V .. Distratte Distraites Diverted
the attention 0 — Distribuire Distribuer TO DISTRIRUTE 0 = Distribuito
Distribué Distributed 0 . Distribuiti Distribués Distributed 0 .. Distribuita
Distribuée Distributed 1 - Distribuite Distribuées Distributed 1 = Distruggere
DÉTRUIRE TO DESTROY / . Distruggo Je détruis I destroy / .. Distruggi Tu
détruis Thou destroyest A — Distrugge Il détruit He destroys A == Distruggiamo
Nous détruisons We. destroy A - Distruggete Vous détruisez You destroy A ..
Distruggono Ils détruisent They destroy T - Distruggeva Je détruisais I
destroyed VERBI. VERBES. VERBS. Distruggevi Tu détruisais Thou destroyedst
Distruggeva 11 détruisait We destroyed Distruggevamo Nous détruisions He
destroyed: Distruggevate Vous détruisiez You destroyed Distruggevano Ils
détruisaient They destroyed Distrussi Je détruisis I destroyed Distruggesti Tu
détruisis Thou destroyedst Distrusse Il détruisit He destroyed Distruggemmo
Nous détruisîmes We destroyed Distruggeste Vous détruisîtes Thou destroyed
Distrussero Ils détruisirent They destroyed Distruggendo Détruisant Destroying
Distrutto Détruit Destroyed Distrutti Détruits Destroyed Distrutta Détruite
Destroyed Distrutte Détruites Destroyed Disubbidire Désobéir To disobey
Disubbidito Désobéi Disobeyed Disubbiditi Désobéis Disobeyed Disubbidita
Désobéie Disobeyed Disubbidite Désobéies Disobeyed Divenire Devenir To BECOME
Divengo Je deviens I become Divieni Tu deviens Thou becomest Diviene Il devient
He becomes Divenghiamo Nous devenons We become Divenite Vous devenez You become
Divengono Ils deviennent They become Diven iva Je devenais I became Divenivi Tu
devenais Thou becamest Diveniva Il devenait He became Divenivamo Nous devenions
We became Divenivate Vous deveniez You became Divenivano Us devenaient They
became Divenni Je devins I became Divenisti Tu devins Thou becamest Divenne Il
devint He became Divenimmo Nous devînmes We became Diveniste Vous devîntes You
became Divennero Ils devinrent They became Diverrò Je deviendrai I shall became
Diverrai Tu deviendras Thou wilt become Diverrà Il deviendra He shall become
Diverremo Nous deviendrons You will become Diverrete Vous deviendrez We shall
become Diverranno Ils deviendront They will become Divenendo Devenant Becoming
Divenuto Devenu Became Divenuti Devenus Became Divenuta Devenue Became Divenute
Devenues Became Diversificare (variare) Diversifier ( varier ) To DIVERSIFY
Diversificato Diversifié Diversified Diversificati Diversifiés Diversified
Diversificata Diversifiée Diversified Diversificate Diversifiées Diversified
Divertirsi S'AMUSER To amuse one'sself Mi diverto Je m'amuse I amuse myself 153
154 VERBI, VERBES. VERBS. L — ri diverti [ Tu t'amuses Thou amusest thyself L —
Si diverte [1 s'amuse He amuses himself L • Ci divertiamo Nous nous amusons We
amuse ourselves L •■ Vi divertite Vous vous amusez You amuse yourselves ( — Si
divertono [ls s'amusent They amuse themselves ( = Mi sono divertito Je me suis
amusé I amused myself ( . Ti sei divertito Tu t'es amusé Thou amusedst thyself
( •• Si è divertito Il s'est amusé He amused himself H — Ci siamo divertiti
Nous n. sommes amusés We amused ourselves H e= Vi siete divertiti Vous vous
êtes amusés You amused yourselves H . Si sono divertiti [Is se sont amusés T.
amused themselves H •• Mi divertirò Je m'amuserai I shall amuse myself 1 — Ti
divertirai Tu t'amuseras Thou wilt amuse thyself 1 = Si divertirà [1 s'amusera
He will amuse himself \ Ci divertiremo Nous nous amuserons We shall amuse
ourselv. 1 •• Vi diverte rete Vous vous amuserez Y. will amuse yourselves o —
Si divertiranno Ils s'amuseront T. will amuse themselves o = Divezzare
DÉSHABITUER TO DISACCUSTOM 0 . Divezzarmi Me déshabituer To disaccustom myself
0 .. Divezzato Déshabitué Disaccustomed 1 - Divezzati Déshabitués Disaccustomed
1 = Divezzata Déshabituée Disaccustomed 1 . Divezzate Déshabituées
Disaccustomed 1 .. Dividere Diviser To DIVIDE ) - Divido Je divise I divide ) =
Dividi Tu divises Thou dividest ) • Divide Il divise He divides ) .. Dividiamo
Nous divisons We divide + — Dividete Vous divisez You divide + = Dividono Ils
divisent They divide -f . Divideva Je divisais I divided + .. Dividevi Tu
divisais Thou dividedst ^ — Divideva Il divisait He divided "-v. =
Dividevamo Nous divisions We divided -s. . Dividevate Vous divisiez You divided
■^ . . Dividevano Ils divisaient They divided p — Divisi Je divisai I divided ?
= Divise Il divisa He divided p Dividemmo Nous divisâmes We divided e .'.
Divideste Vous divisâtes You divided v — Divisero Ils divisèrent They divided V
= Dividerò Je diviserai I shall divide V • Dividerai Tu diviseras Thou wilt
divide V •- Dividerà Il divisera He will divide .0 — Divideremo Nous diviserons
We shall divide 0 = Dividerete Vous diviserez You will divide 0 . Divideranno
Ils diviseront They will divide 0 .. Dividendo Divisant Dividing / - Diviso
Divisé Divided / = Divisi Divisés Divided / . Divisa Divisée Divided / • Divise
Divisées Divided A - Divorare Dévorer TO DEVOUR A =T= = Divorando Dévorant
Devouring A Divorato Dévoré Devoured A • Divorati Dévorés Devoured T - -
Divorata Dévorée Devoured T = = Divorate Dévorées Devoured VERBI. VERBES.
VERBS. L - Dolersi Se plaindre To COMPLAIN L = Dolervi Vous plaindre To
complain you L • Dolermi Me plaindre To complain mi L •• Mi dolgo Je me plains
I complain ( - Ti duoli Tu te plains Thou complainest ( = Si duole Il se plaint
He complains ( Ci dogliamo Nous nous plaignons We complain ( .. Vi dolete Vous
vous plaignez You complain H- Si dolgono [1s se plaignent They complain H = Mi
doleva Je me plaignais I complained H • Ti dolevi Tu te plaignais Thou
complainedst H •• Si doleva [1 se plaignait He complained 1 - Ci dolevamo Nous
nous plaignions We complained 1 = Vi dolevate Vous vous plaigniez You
complained 1 • Si dolevano ils se plaignaient They complained 1 •• Mi dolsi Je
me plaignis I complained o — Ti dolesti Tu te plaignis Thou complainedst o = Si
dolse [1 se plaignit He complained 0 . Ci dolemmo Nous nous plaignîmes We
complained o .. Vi doleste Vous vous plaignîtes You complained 1 - Si dolsero
Ils se plaignirent They complained 1 = Dolendosi Se plaignannt Complaining 1 .
Doluto Plaint Complained 1 .. Doluti Plaints Complained ) - Doluta Plainte
Complained ) = Dolute Plaintes Complained ). • Domandare Demander To ASK ) ..
Domandarmi Me demander To ask me H Domandarvi Vous demander To ask. you 4- =
Domando Je demande I ask 4- . Vi domando Je vous demande I ask you + •• Non vi
domando Je ne vous demande pas I do not ask you •«■^ — Domandi Tu demandes Thou
askest -». = Domanda Il demande He asks >». . Domandiamo Nous demandons We
ask ^ . . Mi domandate Vous me demandez You ask me P - Domandate Vous demandez
You ask ? = Domandano Ils demandent They ask P • Domandava Je demandais I asked
P •• Domandavi Tu demandais Thou askedst V — Domandava Il demandait He asked V
= Domandavano Nous demandions We asked V . Domandavate Vous demandiez You asked
V -• Domandavano Ils demandaient They asked 0 — Domandai Je demandai I asked 0
= Domandasti Tu demandas Thou askedst 0 . Domandò Il demanda He asked 0 ..
Domandammo Nous demandâmes We asked / - Domandaste Vous demandâtes You asked /
/ = Domandarono Ils demandèrent Thev asked / / . Domanderò Je demanderai I
shall ask / / •• Vi domanderò Je vous demanderai I will ask yA A — Domanderai
Tu demanderas Thou wilt «k A = Domanderà Il demandera He shall aA A .
Domanderemo Nous demanderons We shaPask A •• Domanderete Vous demanderez You wf
as^ T - Domanderanno Ils demanderont Thev yra ask T • Domanderei Je demanderais
I shodd ask T •• Domanderesti ITu demanderais Thça shoudlst ask 155 / 156
VERBI. VERBES* VERBS. L - Domanderebbe Il demanderait He should ask L =
Domanderemmo Nous demanderions We should ask L • Domandereste Vous demanderiez
You would ask L • • Domanderebbero Ils demanderaient They would ask ( — Domanda
Demande Ask ( = Domandi Qu'il demande Let him ask ( . Domandiamo Demandons Let
us ask ( •• D omandate Demandez Ask H- Domandatemi Demandez-moi Ask me H =
Domandino Qu'ils demandent Let them ask H • Domandando Demandant Asking H ••
Domandato Demandé Asked 1 - Domandati Demandés Asked 1 = Domandata Demandée
Asked i • Domandate Demandées Asked 1 •• Domare Dompter To TAME o — Domai Je
domptai I tamed o = Domasti Tu domptas Thou tamedst 0 . Domò Il dompta He tamed
o .. Domammo Nous domptâmes We tamed 1 - Domaste Vous domptâtes You tamed 1 =
Domarono Ils domptèrent They tamed 1 . Domato Dompté Tamed 1 ... Domati Domptés
Tamed ) - Domata Domptée Tamed ) = Domate Domptées Tamed ) • Dominare Dominer
To RULE ) .. Dominato Dominé Ruled -1- — Dominati Dominés Ruled + = Dominata
Dominée Ruled -1- Dominate Dominées Ruled + .. Donare Donner, faire présent To
make a present ■*-"■> — Donato Donné Made a present ~^ = Donati Donnés
Made a present -~. . Donata Donnée Made a present s . . Donate Données ^ Made a
present f - Dorare, v. Indorare Dorer To GILD ? = Dormire Dormir TO SLEEP ? •
Dormo Je dors I sleep ? •• Dormi Tu dors Thou sleepest 1 — Dorme Il dort He
sleeps \ = Dormiamo Nous dormons We sleep V Dormite Vous dormez You sleep V .
Dormono Ils dorment They sleep 0 — Dormiva Je dormais I slept 0 = dormivi Tu
dormais Thou sleptst 0 . fttrmivâ Il dormait He slept 0 .. ^•olivate Vous
dormiez You slept / — Dormivano Ils dormaient They slept / — Dorai ró Je
dormirai I shall sleep / - Dormiuai Tu dormiras Thou wilt sleep / •• Dormivi Il
dormira He will sleep A — Dormiremo Vous dormirons We shall sleep A = Dormirete
Vous dormirez You will sleep A - DormiraniV fis dormiront They will sleep A -.
Dormi \ Dors Sleep VERBI. VERBES. VERBS. L - - Dorma Qu'il dorme Let him sleep
L - = Dormiamo Dormons Lei us sleep L Dormite Dormez Sleep L • Non dormite Ne
dormez pas Do not sleep ( - Dormano Qu'ils dorment Let them sleep ( = Dormendo
Dormant Sleeping ( • Dormito Dormi Slept ( -. Dotare Doter TO PORTION ^ -
Dotato Doté Portioned H = Dotati Dotés Portioned -\ . Dotata Dotée Portioned -i
.. Dotate Dotées Portioned 1 - Dovere Devoir To OWE 1 = Debbo Je dois I owe 1 •
Vi debbo Je vous dois I owe you 1 •• Non vi debbo Je ne vous dois pas I do not
owe you o — Devi Tu dois Thou owest o = Deve Il doit He owes 0 . Dobbiamo Nous
devons We owe 0 .. Dovete Vous devez You owe 1 - Non dovete Vous ne devez pas
You do not owe "I = Mi dovete Vous me devez You owe me "I . Non mi dovete
Vous ne me devez pas You do not owe me 1 .. Debbono Ils doivent They OAve ) -
Doveva Je devais I owed ) = Dovevi Tu devais Thou owedst ) . Doveva Il devait
He owed ) .. Dovevamo Nous devions We owed + — Dovevate Vous deviez You owed +
= Dovevano Ils devaient They owed + . Dovetti Je dus I owed + .. Dovesti Tu dus
Thou owedst -^ — Dovette Il dut He owed -^ = Dovemmo Nous dûmes We owed ~-N. .
Doveste Vous dûtes You owed *"-» .. Dovettero Ils durent They owed p -
Dovrò Je devrai I shall owe ? = Dovrai Tu devras Thou wilt owe p Dovrà Il devra
He will owe p .'. Dovremo Nous devrons We shall owe V - Dovrete Vous devrez You
wilt OAve V = Dovranno Ils devront They will owe V . Dovrei Je devrais I should
OAve v .. Dovresti Tu devrais Thou Avouldst owe 0 — Dovrebbe Il devrait He
Avould OAve 0 = Dovremmo Nous devrions We should OAve 0 . Dovreste Vous devriez
You Avould owe 0 .. Mi dovreste Vous me devriez You Avould owe me 1 ~ Non
dovreste Vous ne devriez pas You would not OAve 1 = Dovrebbero Ils devraient
They Avould owe / • Dovendo Devant Owing / ■• 1 Dovuto Dû Owed A - J )ovuti Dus
Owed A = ] )ovuta Due Owed A • ] Dovute Dues Owed A .. 1 OUBITARE Douter To
DOUBT T-l Subito le doute [ doubt T = ] Von dubito le ne doute pas [ do not
doubt T • 1 Dubiti ru doutes rhou doubtest, 15: 14 ]o8 YERKÎ. YElvIÌES- VERBS.
L - Non si dubita On ne doute pas One does not doubt L = Dubita Il doute He
doubts L • Si dubita On doute One doubts L •• Dubitiamo Nous doutons We doubt (
- Dubitate Vous doutez You doubt ( = Se dubitate Si vous doutez If you doubt -
Dubitato Douté Doubted ^ _ DULCIFICARE DULCIFÎE* To DULC1I \ -^ Dulcificato
Dulcifié Dulcified ■-V. . . Dulcifìcati Dulcifiés Dulcified ? - Dolcificata
Dulcifiée Dulcified p = Dulciiìcate Dulcifiées Dulcified ? Duplicare Doubler TO
ROUBLE Duplicato Doublé Doubled V — Duplicati Doublés Doubled V = Duplicata
Doublée Doubled V . Duplicate Doublées Doubled v .. Durare Durer To LAST j0 —
Dura Il dure It last 0 = Non dura Il ne dure pas It does not last -0 . Durano
Ils durent They last 0 .. Durava Il durait It lasted / — Duravano Ils duraient
They lasted / = / • / -• A — Durò Il dura It lasted Durarono Ils durèrent They
lasted Durerà Il durera It will last Non durerà Il ne durera pas It will not
last A == Dureranno Ils dureront They will last A Durando Durant Lasting A ••
Durato Duré Lasted T — Durati Dures Lasted T = Durata Durée Lasted VERBI.
VERBES. VERBS. i_ —i Durate Durées E Lasted L = Eccedere Excéder TO EXCEED L •
Eccedete Vous excédez You exceed L -• Ecceduto Excédé Exceeded ( - Eccettuare
Excepter To EXCEPT ( = Eccettuato Excepté Excepted ( • Eccettuati Exceptés
Excepted ( •• Eccettuata Exceptée Excepted H - Eccettuate Exceptées Excepted H
= Eclissare ÉCLIPSER To ECLIPSE -i Eclissato Eclipsé Eclipsed -» •• Eclissati
Eclipsés Eclipsed 1 - Eclissata Eclipsée Eclipsed 1 = Eclissate Eclipsées
Eclipsed \ . Edificare Edifier To EDIFY ! .. Edificato Edifié Edified o —
Edificati Edifiés Edified o = Edificata Edifiée Edified o . Edificate Edifiées
Edified o .. Educare ÉLEVER TO EDUCATE 1 - Educato Elevé Educated 1 = Educati
Elevés Educated 1 . Educata Elevée Educated 1 .. Educate Elevées Educated ) —
Effettuare Effectuer, exécuter TO EFFECT ) = Effettuato Effectué Effected ) .
Effettuati Effectués Effected ) • Effettuata Effectuée Effected -f- —
Effettuate Effectuées Effected 4- = Eleggere Elire TO ELECT + . Eleggervi Vous
élire To elect you + .. Eleggermi M'étire To elect me *"«* Eleggo réiis I
elect ■^> = Eleggi Tu élis Thou electest "X. . Elegge ïl élit He elects
*««. . . Eleggiamo Nous élisons We elect 0 Eleggete Vous élisez You elect P =
Eleggono Ils élisent They elect P • Eleggeva J'élisais I elected P .. Eleggevi
Tu élisais Thou electedst V — Eleggeva Il élisait He elected V = Eleggevamo
Nous élisions We elected v . Eleggevate Vous élisiez You elected V ••
Eleggevano Ils élisaient They elected / - Elessi J'élus I elected / = Eleggesti
Tu élus Thou electedst / . Elesse Il élut He elected / .. Eleggemmo Nous élûmes
We elected 0 — Eleggeste Vous élûtes You elected 0 = Elessero Ils élurent They
elected 0 . Eleggerò J'élirai I shall elect 0 .. Eleggerai Tu éliras Thou wilt
elect A - Eleggerà Il élira He will elect A = Eleggeremo Nous élirons We shall
elect 159 i6u VERBI. VERBS. L - Eleggerete Vous élirez You will elect L =
Eleggeranno Ils éliront They will elect L • Eleggerei J'élirais I would elect L
•• Eleggeresti Tu élirais Thou wouldst elect ( - Eleggerebbe Il élirait He
would elect ( = Eleggeremmo Nous élirions We would elect ( . Eleggereste A^ous
éliriez You would elect ( .. Eleggerebbero Ils éliraient They would elect ^ -
Eleggendo Elisant Electing H = Eletto Elu Elected H • Eletti Elus Elected -ì ■■
Eletta Elue Elected i - Elette Elues Elected i - Emendare Corriger To CORRECT ì
• Emendato Corrigé Corrected 1 •• Emendati Corrigés Corrected o — Emendata
Corrigée Corrected o = Emendate5 Corrigées Corrected 0 . Empire Remplir To fill
o .. Empio Je remplis I fill 1 — Empi Tu remplis Thou fillest 1 = Empie Il
remplit He fills Empiamo Nous remplissons We fill Empite Vous remplissez You
fill ) — Empiono Ils remplissent Thev fill ) = Empiva Je remplissais I filled
Empivi Tu remplissais Thou iilledst Empiva Il remplissait He filled + —
Empivamo Nous remplissions We filled + = Empivate Vous remplissiez You filled +
. Empivano Ils remplissaient They filled + .. Empirò Je remplirai I shall fill
~^ ■ Empirai Tu rempliras Thou wilt fiH -^. = Empirà Il remplira He will fill
-^ Empiremo Nous remplirons We shall fill -s. .. Empirete Vous remplirez You
will fill ? - Empiranno Ils rempliront They will fill p = Empiendo Remplissant
Filling p Empito Rempli Filled p .'. Empiti Remplis Filled V — Empita Remplie
Filled V = Empite Remplies Filled v . Emulare Etre l'émule de To BE the rival
of V •• Emulato Été l'émule (qui a) Been the rival (who has) 0 — Emulati Été
les émules Been the rival (who has ) 0 = Emulata Été l'émule Been the rival
(who has ) 0 . Emulate Été les émules Been the rival (who has ) 0 .. Entrare
Entrer To COME IN / ~ Entro J'entre I come in 1 = Entri Tu entres Thou comest
in 1 • Entra Il entre He comes in / •• Entriamo Nous entrons We come in A —
Entrate Vous entrez You come in A = Entrano Ils entrent They come in A •
Entrava l'entrais I came in A •• Entravi Tu entrais Thou earnest in T -l
Entrava Il entrait He came in L - Entravamo L = Entravate L • Entravano L ■•
Entrai ( - Entrasti C = Entrò ( • Entrammo ( •• Entraste H - Entrarono H =
Entrerò H • Entrerai -\ •• Entrerà 1 - Entreremo 1 = Entrerete 1 • Entreranno i
•• Entrate o — Entrando 0 = Entrato 0 . Entrati 0 .. Entrata 1 - Entrate 1 =
Entrare 1 . Entro 1 .. Entri ) - Entra ) = Entriamo ) . Entrate ) .. Entrano +
— Entrava 4- = Entravi + . Entrava + -• Entravamo — Entravate ^, = Entravano
>» . Entrerò ^. .. Entrerai ? - Entrerà ? = Entreremo o . Entrerete ?
Entreranno V — Entrando V = Entrato V . Entrati V .. Entrata 0 — Entrate 0 =
Epilogare 0 . Epilogato 0 .. Epilogati / - Epilogata / = Epilogate / .
Equipaggiare (t / .. Equipaggiato A - Equipaggiati A = Equipaggiata A •
Equipaggiate A •• Equivalere T - Equivale T = Equivalgono mar. ) VERBES. Nous
entrions Vous entriez Ils entraient J'entrai Tu entras Il entra Nous entrâmes
Vous entrâtes Ils entrèrent J'entrerai Tu entreras Il entrera Nous entrerons
Vous entrerez Ils entreront Entrez Entrant Entré Entrés Entrée Entrées Entrer
J'entre Tu entres Il entre Nous entrons Vous entrez Ils entrent J'entrais Tu
entrais Il entrait Nous entrions Vous entriez Ils entraient rentrerai Tu
entreras Il entrera Nous entrerons Vous entrerez Ils entreront En entrant Entré
Entrés Entrée Entrées RÉSUMER Résumé Résumés Résumée Résumées Equiper ( t. de
mar. Equipé Equipés Equipée Equipées Equivaloir Il équivaut Ils équivalent
VERBS. 161 We came in You came in They came in I came in Thou earnest in He
came in We came in You came in They came in " shall come in Thou wilt come
in He will come in We shall come in You will come in They will come in Come in
Coming in Come in Come in Come in Come in TO ENTER I enter Thou enterest He
enters We enter You enter They enter I entered Thou enteredst He entered We
entered You entered They entered I shall enter Thou wilt enter He will enter We
shall enter You will enter They will enter Entering Entered Entered Entered
Entered TO RECAPITULATE Recapitulated Recapitulated Recapitulated Recapitulated
To equip Equipped Equipped Equipped Equipped To re equivalent to It is
equivalent to They are equivalent to 14. 162 VERBI. L - Equivaleva L =
Equivalevano L • Equivaluto L •• Equivocare ( - Equivocato ( = Erigere ( •
Erigo ( •• Erigi H- iu-ige H = Erigiamo H • Erigete H •- Erigono 1 - Erigeva 1
= Erigevi 1 . Erigeva 1 .. Erigevamo1 o — Erigevate 0 = Erigevano 0 . Eressi 0
.. Erigesti "I - Eresse 1 = Erigemmo- 1 . Erigeste 1 .. Eressero ( -
Erigerò ) = Erigerai ) . Erigerà ) .- Erigeremo + — Erigerete + f= Erigeranno?
Erigendo + -. Eretto ^> — Eretti "-v == Eretta ■^ Erette Errare ?"
— Erro 0 — Erri 0 Erra ? Erriamo v — Errate V — Errano V . Errando v .. Errato
0 — Errare 0 == Erro 0 . Erri 0 .. Erra 1 - Erriamo / = Errate / Errano / ..
Errava A - Erravi A = Errava A • Erravamo A .- Erravate -;- — Erravano T =
Errerò VERBES. Il équivalait Ils équivalaient Equivalu Eqcivoquer Equivoque
Ériger J'érige Tu ériges Il érige Nous érigeons Vous érigez Ils érigent
J'érigeais Tu érigeais Il érigeait Nous érigions Vous érigiez Ils érigeaient
J'érigeai Tu érigeas Il érigea Nous érigeâmes Vous érigeâtes Ils érigèrent
J'érigerai Tu érigeras H érigera Nous érigerons Vous érigerez Ils érigeront
Érigeant Érigé Érigés Érigée Érigées Errer (se tromper) J'erre Tu erres Il erre
Nous errons Vous errez Us errent Errant Erré Errer (vaguer) J'erre Tu erres Il
erre Nous errons Vous errez Ils errent J'errais Tu errais Il errait Nous
errions Vous erriez Ils erraient J'errerai VERBS. It was equivalent to They
were equivalent to Equivalent To equivocate Equivocated To erect I erect Thou
erectest He erects We erect You erect They erect I erected Thou erectedst He
erected We erected You erected They erected I erected Thou erectedst He erected
We erected You erected They erected I shall erect Thou wilt erect He will erect
We shall erect You will erect They vili erect Erecting Erected Erected Erected
Erected To be mistaken I am mistaken Thou art mistaken He is mistaken We are
mistaken You are mistaken They are mistaken Being mistaken Been mistaken To
wander I wander Thou wanderest He wanders We wander You zander They wander I
wandered Thou wanderedst He wandered We wandered You wandered They wandered I
shall wander VERBI. VERBES. VERBS. i L -ì Errerai Tu erreras rhou wilt wander L
= Errerà [1 errera He will wander L - Erreremo Nous errerons We shall wander L
•• Errerete Vous errerez You will wander ( - Erreranno Ils erreront They will
wander ( = Errando Errant Wandering ( • Errato Erré Wandered ( •• Esagerare
Exagérer TO EXAGGERATE ^ - Esagero J'exagère I exaggerate H = Esageri Tu exagères
Thou exaggeratest H • Esagera Il exagère He exaggerates H •• Esageriamo Nous
exagérons We exaggerate 1 - Esagerate Vous exagérez You exaggerate 1 =
Esagerano Ils exagèrent They exaggerate 1 • Esagerava J'exagérais I exaggerated
1 •• Esageravi Tu exagérais Thou exaggeratedst o — Esagerava ■ Il exagérait He
exaggerated o = Esageravamo Nous exagérions We exaggerated 0 . Esageravate Vous
exagériez You exaggerated o .. Esageravano Ils exagéraient They exaggerated 1 ~
Esagerando Exagérant Exaggerating 1 = Esagerato Exagéré Exaggerated 1 .
Esagerati Exagérés Exaggerated 1 .. Esagerata Exagérée Exaggerated ) -
Esagerate Exagérées Exaggerated ) = Esaltare Exalter TO EX\LT ) . Esaltato
Exalté Exalted ) .. Esaltati Exaltés Exalted + — Esaltata Exaltée Exalted + = Esaltate
Exaltées Exalted -f . Esaminare Examiner TO EXAMINE + .. Esamino J'examine I
examine \ — Esamini Tu examines Thou examinest *■*, = Esamina Il examine He
examines •*•> . Esaminiamo Nous examinons We examine ~-> . Esaminate Vous
examinez You examine p - Esaminano Ils examinent They examine ? = Esaminava
J'examinais I examined p . Esaminavi Tu examinais Thou examinedst p Esaminava
Il examinait He examined V - Esaminavamo Nous examinions We examined V =
Esaminavate Vous examiniez You examined V . Esaminavano Ils examinaient They
examined V •• Esaminai J'examinai I examined 0 — Esaminasti Tu examinas Thou
examinedst 0 = Esaminò Il examina He examined 0 . Esaminammo Nous examinâmes We
examined 0 .. Esaminaste Vous examinâtes You examined 1 ~ Esaminarono Ils
examinèrent They examined 1 = Esaminerò J'examinerai I shall examine 1 ■
Esaminerai Tu examineras Thou wilt examine 1 •• Esaminerà Il examinera He will
examine A - Esamineremo Nous examinerons We shall examine A = Esaminerete Vous
examinerez You will examine A • Esamineranno Ils examineront They will examine
A •• Esaminate Examinez Examine T - Esaminando Examinant Examining T -
Esaminato Examiné Examined 163 104 VERBI. VERBES. VERBS. L - Esaminati Examinés
Examined L = Esaminata Examinée Examined L ■ Esaminate Examinées Examined L ••
Esaudire Exaucer To grant ( - Esaudito Exaucé Granted ( = Esauditi Exaucés
Granted ( • Esaudita Exaucée Granted ( .. Esaudite Exaucées Granted _4 _
Esclamare ÉCRIER (S') To CRY OUT 4 = Esclamo Je m'écrie I cry out 4 • Esclamava
Je m'écriais I cried out H •• Esclamava Il s'écriait He cried out 1 -
Esclamavamo Nous nous écriions We cried out 1 = Esclamavano Ils s'écriaient
They cried out 1 • Esclamai Je m'écriai I cried out 1 .- Esclamò Il s'écria He
cried out o — Esclamammo Nous nous écriâmes We cried out o = Esclamarono Ils
s'écrièrent They cried out 0 . Esclamando S'écriant Crying out 0 .. Esclamato
Écrié (qui s'est) Cried out 1 - Esclamati Écriés Cried out 1 = Esclamata
Écriées Cried out 1 . Esclamate Écriées Cried out 1 .. Eseguire Exécuter To
EXECUTE ) - Eseguirò J'exécuterai I shall execute ) - Eseguirete Vous
exécuterez You will execute ) . Eseguito Exécuté Executed ) .. Eseguili
Exécutés Executed + — Eseguita Exécutée Executed + = Eseguite Exécutées
Executed + . Esentare Exempter TO EXEMPT 4- .. Esentato Exempté Exempted -V. —
Esentati Exemptés Exempted •^ = Esentata Exemptée Exempted ">*. .
Esentate Exemptées Exempted ■^ Esercitare Exercer To EXERCISE p - Esercitato
Exercé Exercised p = Esercitati Exercés Exercised p . Esercitata Exercée
Exercised p .. Esercitate Exercées Exercised V - Esiliare Exiler To EXILE V =
Esiliato Exilé Exiled V . Esiliati Exilés Exiled v .. Esiliata Exilée Exiled 0
— Esiliate Exilées Exiled 0 = Esistere Exister To EXIST 0 . Esisto J'existe I
exist 0 .. Esisti Tu existes Thou existest 1 - Esiste Il existe He exists / =
Esistiamo Nous existons We exist / . Esistete Vous existez You exist / ••
Esistono Ils existent They exist A — Esisteva 11 existait He existed A =
Esistevate Vous existiez You existed A . Esistevano Ils existaient They existed
A •• Esistendo Existant Existing T — Esistito Existé Existed VERBI. VERBS. 165
L - Esistiti Existes Existed L = Esistita Existée Existed L • Esistite Existées
Existed L •• Espiare Expier TO EXPIATE ( - Espiato Expié Expiated ( = Espiati
Expiés Expiated ( . Espiata Expiée Expiated ( -. Espiate Expiées Expiated H -
Esplorare ÉPIER To WATCH H = Esplorato Épié Watched -1 • Esplorati Épiés
Watched 4 .. Esplorata Épiée Watched 1 - Esplorate Épiées Watched 1 = Esprimere
Exprimer To EXPRESS 1 • Esprimendo Exprimant Expressing 1 •• Espresso Exprimé
Expressed o — Espressi Exprimés Expressed o = Espressa Exprimée Expressed 0 .
Espresse Exprimées Expressed 0 .. Espugnare Forcer To FORCE 1 - Espugnato Forcé
Forced 1 = Espugnati Forcés Forced 1 . Espugnata Forcée Forced 1 .. Espugnate
Forcées Forced ) - Essere Être Tore ) = Essermi M'être To be ) . Esservi Vous
être To be ) .. Sono Je suis lam H Non sflno Je ne suis pas I am not + = Mi
sono Je me suis lam + . Non mi sono Je ne me suis pas I am not -t- .- Vi sono
Je vous suis lam ^ — Sei Tu es Thou art *-». = Ti sei Tu t'es Thou art Non ti
sei Tu ne t'es pas Thou art not Non mi sei Tu ne m'es pas Thou art not P - È Il
est He is P = È Est Is p Non è Il n'est pas He is not P •'■ Non è N'est pas Is
not V — Vie Il y est Is there V = Non vi è Il n'y est pas There is not v . Si è
On y est It is V .. Non si è On n'y est pas It is not 0 — Siamo INous sommes We
are 0 = Non siamo Nous ne sommes pas We are not 0 . Ci siamo Nous nous sommes
We are 0 .. Non ci siamo Nous ne nous sommes p. We are not / - Siete Vous êtes
You are / = Non siete Vous n'êtes pas You are not / . Ci siete Vous nous êtes
You are / .. Vi siete Vous vous êtes You are A - Non vi siete Vous ne vous êtes
pas You are not A = Sono Ils sont They are A . Sono Sont Are A .. Non sono Ils
ne sont pas They are not T — Non sono Ne sont pas Are not 166 VERBI. VERBES.
VERBS, L - Si sono Ils se sont They are L = Non si sono Ils ne se sont pas They
are not Era J'étais I was Non era Je n'étais pas I was not ( — Mi era Je
m'étais I was ( = Non mi era Je ne m'étais pas I was not Eri Tu étais Thou wast
Non eri Tu n'étais pas Thou wast not H - Ti eri Tu t'étais Thou wast _j = Non
ti eri Tu ne t'étais pas Thou wast not H • Era Il était He was H •• Era Était
Was 1 - Vi era Il y était He was there 1 = Non era Il n'était pas He was not i
■ Non era N'était pas Was not 1 •• Si era Il s'était He was o — Non si era Il
ne s'était pas He was not o = Eravamo Nous étions We were o . Non eravamo Nous
n'étions pas We were not o .. Ci eravamo Nous nous étions We were 1 - Non ci
eravamo Nous ne nous étions pas We were not 1 = Eravate Vous étiez You were 1 .
Non eravate Vous n'étiez pas You were not Vi eravate Vous vous étiez You were )
— Non vi eravate Vous ne vous étiez pas You were not ) = Erano Ils étaient They
were Erano Etaient Were Non erano Ils n'étaient pas They were not H Non erano
N'étaient pas Were not + = Si erano Ils s'étaient They were + . Non si erano
Ils ne s'étaient pas They were not + .. Ci erano Ils nous étaient They were *
-^ — Non ci erano Ils ne nous étaient pas They were not \ = Fui Je fus I Was
-»s Non fui Je ne fus pas I was not *■>. . . Fosti Tu fus Thou wast ? - Non
fosti Tu ne fus pas Thou wast not ? = Fu Il fut He was ? • Fu Fut Was p .. Non
fu Il ne fut pas He was not V — Non fu Ne fut pas Was not V = Vi fu Il y fut He
was there V . Fummo Nous fûmes We were v .. Non fummo Nous ne fûmes pas We were
not 0 — Foste Vous fûtes You were 0 = Non foste Vous ne fûtes pas You were not
0 . Furono Ils furent They were 0 .. Furono Furent Were / - Non furono Ils ne
furent pas They were not / = Sarò Je serai I will be / ■ Non sarò Je ne serai
pas I will not be 1 .. Vi sarò Je vous serai I will be A - Non vi sarò Je ne
vous serai pas I will not be A = Ti sarò Je te serai I will be A • Mi sarò Je
me serai I will be A .. Sarai Tu seras Thou wilt be T — Non sarai Tu ne seras
pas Thou wilt not be T = Mi sarai Tu me seras Thou wilt be T . Sarà Il sera He
will be T •■ Sarà Sera Will be VERBI . VERBES. VERBS. ID L - Non sarà ïl ne
sera pas He will not be L = Si sarà On se sera One will be L • Non si sarà On
ne se sera pas One will not be L •• Mi sarà Il me sera It will be ) - Saremo
Nous serons We shall be ) = Non saremo Nous ne serons pas We shall not be ) •
Ci saremo Nous nous serons We sahll be ) •• Vi saremo Nous vous serons We shall
be H- Sarete Vous serez You will be H = Non sarete Vous ne serez pas You will
not be H • Mi sarete Vous me serez You will be H •• Vi sarete Vous vous serez
You will be 1 - Saranno Ils seront They will be 1 = Saranno Seront Will be 1 .
Non saranno Us ne seront pas They will not be 1 •• Si saranno Ils se seront
They will be o — Non si saranuo Us ne se seront pas They will not be 0 = Sarei
Je serais I would be 0 . Non sarei Je ne serais pas I would not be o .. Mi
sarei Je me serais I would be 1 - Non mi sarei Je ne me serais pas I would not
be 1 = Saresti Tu serais Thou wouldst be 1 . Non saresti Ta ne serais pas Thou
wouldst not be 1 •• Ti saresti Tu te serais Thou wouldst be ) - Non ti saresti
Tu ne te serais pas Thou wouldst not be ) = Mi saresti Tu me serais Thou
wouldst be ) . Sarebbe Il serait He would be ) .. Sarebbe Il serait It would be
H Si sarebbe On serait One would be there + = Vi sarebbe Il y serait He would
be there -t- - Non vi sarebbe Il n'y serait pas He would not be there + ..
Saremmo Nous serions We would be ^». — Non saremmo Nous ne serions pas We would
not be \ = Vi saremmo Nous a ous serions We would be \ . Non vi saremmo INous
ne vous serions pas We would not be *•>. . . Sareste Vous seriez You would
be ? - Non sareste Vous ne seriez pas You would not be P = Mi sareste Vous me
seriez You would be e . Ci sareste Vous nous seriez You would be p .- Vi
sareste Vous vous seriez You would be v — Sarebbero Ils seraient They would be
v = Sarebbero Seraient Would be v . Non sarebbero Ils ne seraient pas They
would not be v .. Non sarebbero Ne seraient pas Would not be 0 — Vi sarebbero
Us vous seraient They would be 0 = Ci sarebbero Us nous seraient They would be
0 . Non vi sarebbero Ils ne vous seraient pas They would not be 0 .. Si
sarebbero Us se seraient They would be 1 - Non si sarebbero Us ne se seraient
pas They would not he 1 = Sii Sois Be 1 ■ Non essere Ne sois pas Do not be 1 ■■
Sia Qu'il soit Let him be A — Siamo Soyons Let us be A = Siate Soyez Be A - Non
siate Ne soyez pas Do not be A •• Siano Qu'ils soient Let them be T - Ch'io sia
Que je sois That I may be T = Che sia Que tu sois That thou mayesl be T • Che
sia Qu'il soit That he may be T •• Che siamo Que nous soyons That we may be
i(jg VERBI. VERBES. VERBS. L - Che siate Que vous soyez That you may be L = Che
siano Qu'ils soient That they may be L - Che fossi Que je fusse That I might be
L •• Fossi Que tu fusses That thou mightest be ( - Fosse Qu'il fût That he might
be ( = Fossimo Que nous fussions That Ave might be ( • Foste Que vous fussiez
That you might be ( •• Fossero Qu'ils fussent That they might be H - Se fossi
Si j'étais If I was -i = Se non fossi Si je n'étais pas If I was not H • Se mi
fossi Si je m'étais If I was -J .. Se non mi fossi Si je ne m'étais pas If I
was not 1 - Se tu fossi Si tu étais If thou wast 1 = Se non fossi Si tu n'étais
pas If thou wast not 1 • Se ti fossi Si tu t'étais If thou wast 1 •• Se non ti
fossi - Si tu ne t'étais pas If thou wast not o — Si fosse S'était Was o = Se
fosse S'il était If he was 0 . Se non fosse S'il n'était pas If he was not o ..
Se si fosse Si on était If he was "1 - Se non si fosse Si on n'était pas
If he was not 1 = Se fossimo Si nous étions If Ave were "1 . Se non
fossimo Si nous n'étions pas If we were" not 1 .. Se ci fossimo Si nous
nous étions If we were ) - Se non ci fossimo Si nous ne nous étions p. If we
were not ) = Se foste Si vous étiez If you were ) . Se non foste Si vous
n'étiez pas If you were not ) .. Se vi foste Si vous vous étiez If you were H
Se non vi foste Si vous ne vous étiez p. If you were not + = Se fossero S'ils
étaient If they were -t . Si fossero S'étaient Were + • . Non si fossero Ne
s'étaient pas Were not ■^ — Se si fossero S'ils s'étaient If the Mere \ = Se
non si fossero S'ils ne s'étaient pas If they were not ^-». . Essendo Étant
Being •^ . . Stato Été Been ? - Stati Été Been ? = Stata Été Been ? ■ State Été
Been 0 Essere stato AVOIR ÉTÉ TO HAVE BEEN V - Essere stata Avoir été To have
been V = Sono stato J'ai été I have been v . Sono stata J'ai été I have been v
.. Sei stato Tu as été Thou hast been 0 — Sei stata Tu as été Thou hast been 0
= È stato Il a été He has been 0 . È stata Elle a été She has been 0 .. Siamo
stati Nous avons été We have been / - Siamo state Nous avons été We have been 1
= Siete stati Vous avez été You have been / . Siete state Vous avez été You
have been / .. Sono stati Is ont été rhey have been A — Sono state Elles ont
été rhey have been A = Era stato 'avais été : had been A . Era stata i f'avais
été [ had been A .. Eri stato ru avais été rhou hadst been T — Eri stata ?u
avais été rhou hadst been T = Era stato 1 avait été 1 He had been T ., Era
stata I Llle avait été { >he had been VERBI, VERBES. VERBS. 169 L — Eravamo
stati Nous avions été We had been L = Eravamo state I Vous avions été We had
been L • Eravate stati V'ous aviez été You bad been L • • Eravate state Srous
aviez été fou had been ( - 1 Erano stati ils avaient été rhey had been ( =1
Erano state Elles avaient été They had been ( i Saro stato Paurai été : shall
have been ( •■ 1 sarò stata T'aurai été : shall have been ^ - sarai stato Eu
auras été rhou wilt have been ^ = Sarai stata Tu auras été rhou Avilt have been
H - Sard stato [1 aura été Se will have been H •• Sarà stata Elle aura été She
will have been 1 - Saremo stati Nous aurons été We shall have been 1 = Saremo
state Nous aurons été We shall have been 1 • Sarete stati Vous aurez été You
shall have been 1 -• Sarete state Vous aurez été You will have been o — Saranno
stati Ils auront été They will have been o = Saranno state Elles auront été
They will have been o . Sarei stato J'aurais été I would have been 0 .. Sarei
stata J'aurais été I would have been 1 - Saresti stato Tu aurais été Thou wouldst
have been 1 = Saresti stata Tu aurais été Thouwouldst have been 1 . Sarebbe
stato Il aurait été He would have been "1 .. Sarebbe stata Elle aurait été
She would have been ) - Saremmo stati Nous aurions été We would have been ) =
Saremmo state Nous aurions été We would have been ) • Sareste stati Vous auriez
été You would have been ) .- Sareste slate Vous auriez été You would have bean
H Sarrebbero stati Ils auraient été They would have been + = Sarebbero state
Elles auraient été They would haAe been + • Se fossi stato Si j'avais été If I
might have been + .. Se fossi stata Si j'avais été If I might have been
>•>. — Se fossi stato Si tu avais été If thou mightest have b. ■»■». = Se
fossi stata Si tu avais été If thou mightest have b. ^. . Se fosse stato S'il
avait été If he might have been *»> . . Se fosse stata Si elle avait été If
she might have been ? - Se fossimo stati Si nous avions été If we might have
been P = Se fossimo state Si nous avions été If we might have been ? • Se foste
stati Si vous aviez été If you might have been ? •• Se foste state Si vous
aviez été If you might have been V — Se fossero stati S'ils avaient, été If
they might have been V = Se fossero state Si elles avaient été If they might
have been v . Essendo stato Ayant été Having been V .. Essendo stati Ayant été
Having been 0 — Essendo stata Ayant été Having been 0 = Essendo state Ayant été
Having been . 0 . Estinguere ÉTEINDRE TO EXTINGUISH 0 .. Estinguo J'éteins I
extinguish 1 - Estingui Tu éteins Thou extinguishest 1 = Estingue Il éteint He
extinguishes / • Estinguiamo Nous éteignons We extinguish / . Estinguete Vous
éteignez You extinguish A - Estinguono Ils éteignent They extinguish A =
Estinguendo Éteignant Extinguishing A . Estinto Éteint Extinguished A ..
Estinti Éteints Extinguished T - Estinta Éteinte Extinguished T = Estinte
Éteintes Extinguished T 'estirpare DÉRACINER To PLUCK up 15 170 VEEBÎ. VERBES.
VERBS. L - Estirpato Deraciné Plucked up L = Estirpati Déracinés Plucked up L •
Estirpata Déracinée Plucked up I -• Estirpate Déracinées Plucked up ( —
Eternare Éterniser To immortalize ( = Eternato Éternisé Immortalized i •
Eternati Éternisés Immortalized ( •■ Eternata Éternisée Immortalized H —
Eternate Éternisées Immortalized -1 = Evadere Échapper To ESCAPE -\ ■ Evaso
Échappé Escaped H •• Evasi Échappés Escaped 1 - Evasa Echappée Escaped 1 =
Evase Échappées Escaped j . Evitare Éviter To AVOID 1 •• Evitato Évité Avoided
0 — Evitati Évités Avoided o = Evitata Évitée Avoided 0 . Evitate Évitées F
Bâtir Avoided y .. Fabbricare To BUILD 1 — Fabbrico Je bâtis I build "1 ==
Fabrichi Tu bâtis Thou buildest 1 . Fabbrica Il bâtit He builds 1 ••
Fabbrichiamo Nous bâtissons We build } — Fabbricate Vous bâtissez You build ) =
Fabbricano Ils bâtissent They build ) . Fabbricava Je bâtissais I built > ••
Fabbricava Il bâtissait He built H Fabbricavamo Nous bâtissions We built + =
Fabbricavate Vous bâtissiez You built + . Fabbricavano Ils bâtissaient They
built + •• Fabbricai Je bâtis I built •-». — Fabbricò Il bâtit He built ^ =
Fabbricammo Nous bâtîmes We built Fabbricaste Vous bâtîtes You built *»- . .
Fabbricarono- Ils bâtirent They built j? — Fabbricherò Je bâtirai I shall build
? = Fabricherai Tu bâtiras Thou wilt build e . Fabbricherà Il bâtira He will
build ? Fabbricheremo Nous bâtirons We shall build v — Fabbricherete Vous
bâtirez You will build V = Fabbricheranno Ils bâtiront They will build v ■
Fabbricando Bâtissez Building v .. Fabbricato Bâti Built 0 — Fabbricati Bâtis
Built 0 = Fabbricata Bâtie Built 0 - Fabbricate Bâties Built 0 .. Falciare
Faucher To MOW / — Falciato Fauché Mown / = Falciati Fauchés Mown / • / .
Falsificare Falsifier TO FALSIFY Falsificato Falsifié Falsified A — Falsificati
Falsifiés Falsified A = Falsificata Falsifiée Falsified A . Falsificate
Falsifiées Falsified VERBI. VERBES. VERBS. Fare Faire To do Farvi Vous faire To
do you Farmi Me faire To do me Fargli Lui faire To do him Farlo Le faire To do
it Farli Les faire To do them Farla La faire To do it Farle Les faire To do
them Fo Je fais I do Mi fo Je me fais I do myself Non fo Je ne fais pas I do
not do Non mi fo Je ne me fais pas I do not do mysell Fai Tu fais Thou doest
Non fai Tu ne fais pas Thou doest not do Mi fai Tu me fais Thou doest me Fa
Fait Do Fa Il fait He does Mi la Il me fait He does me Si fa On fait One does
Non fa Il ne fait pas He does not Non mi fa Ne me fait Do not do me Non si fa
On ne fait pas One does not Facciamo Nous faisons We do Non facciamo Nous ne
faisons We do not do Non vi faciamo Nous ne vous faisons pas We do not do you
Fate Vous faites You do Mi fate Vous me faites You do me Non fate Vous ne
faites pas You do not do Non mi fate Vous ne me faites pas You do not do me Ci
fate Vous nous faites You do us Non ci fate Vous ne nous faites pas You do not
do us Fanno Font Do Fanno Ils font They do Non fanno Ils ne font pas They do
not do Non mi fanno Ils ne me font pas They do not do me Faceva Je faisais I
did Non mi faceva Je ne me faisais pas I did not do myself Facevi Tu faisais
Thou didest Non facevi Tu ne faisais pas Thou didest not Faceva Faisait Did
Faceva Il faisait He did Non faceva Il ne faisait pas He did not Mi faceva Il
me faisait He did me Non mi faceva Il ne me faisait pas He did not do me
Facevamo Nous faisions We did Non facevamo Nous ne faisions pas We did not do
Facevate Vous faisiez You did Non facevate Vous ne faisiez pas You did not do
Mi facevate Vous me faisiez You did me Non mi facevate Vous ne me faisiez pas
You did not do me Facevano Ils faisaient They did Non facevano Ils ne faisaient
pas Thev did not do Facevano Faisaient Did Feci Jef?s I did Non feci Je ne lis
pas I did not do Facesti Tu lis Thou didest Kon facesti Tu ne fis pas Thou
didest not do Fece Il lit He did Non fece Il ne fit pas He did not do Mi fece
Il me fit He did me 171 172 VERBI, VERBES. VERBS. L - Fece Fit Did L = Si fece
On lit One did L • Non mi fece Il ne me lit pas He did not do me L -- Facemmo
Nous fîmes We did ( - Non facemmo Nous ne fîmes pas We did not do ( = Faceste
Vous fîtes You did ( . Non faceste Vous ne fîtes pas You did not do ( -• Mi faceste
Vous me fîtes You did me H - Ci faceste Vous nous fîtes You did us H = Fecero
Ils firent They did H • Fecero Firent Did H -. Non fecero Ils ne firent pas
They did not do ! - Farò Je ferai I shall do 1 = Non farò Je ne ferai pas I
shall not do ! • Mi farò Je me ferai I shall do myself 1 •■ Vi farò Je vous
ferai I shall do you 0 — Farai Tu feras Thou wilt do 0 = Non farai Tu ne feras
pas Thou wilt not do 0 . Mi farai Tu me feras Thou wilt do me 0 .. Farà Il fera
He will do me 1 - Farà Fera Will do 1 = Si farà On fera One will do "1 .
Non si farà On ne le fera pas One will not do it 1 .. Non farà Il ne fera pas
He will not do ) - Se si farà Si on le fera If one will do it ) = Se non si
farà Si on ne le fait pas If one will not do it ) . Faremo Nous ferons We shall
do ) .. Non faremo Nous ne ferons pas We shall not do H Vi faremo Nous vous
ferons We shall do you + = Farete Vous ferez You will do + . Non farete Vous ne
ferez pas You will not do -4- .. Mi farete Vous me ferez You will do me V - Non
mi farete Vous ne me ferez pas You will not do me V == Faranno Ils feront They
will do v . Non faranno Ils ne feront'pas They will not do v .. Mi faranno Ils
me feront They will do me ? - Faranno Feront Will do ? = Farei Je ferais I
should do ? . Non farei Je ne ferais pas I should not do ? Vi farei Je vous
ferais I should do you v — Non vi farei Je ne vous ferais pas I should not do
you V = Faresti Tu ferais Thou wouldst do v . Non faresti Tu ne ferais pas Thou
wouldst not do v .. Mi faresti Tu me ferais Thou wouldst do me 0 - Farebbe Il
ferait He would do 0 = Non farebbe Il ne ferait pas He would not do 0 . Si
farebbe On ferait One would do 0 .. Non si farebbe On ne ferait pas One would
not do 1 - Mi farebbe Il me ferait He would do me ! = Mi farebbe Me ferait
Would do me / . Non mi farebbe Il ne me ferait pas He would not do me / -.
Farebbe Ferait Would do A — Faremmo Nous ferions We should do A = Non faremmo
Nous ne ferions pas We should not do A • Fareste Vous feriez You would do A ...
Mi fareste Vous me feriez You would do me T — Non fareste Vous ne feriez pas
You would not do T = Ci fareste Vous nous feriez You would do us T • Farebbero
Ils feraient They would do T •• Farebbero Feraient Would do VERBI. VERBES.
VERBS. 1 L - - Non farebbero Ils ne feraient pas They would not do L = = Mi
farebbero Ils me feraient They would do me L . Fa Fais Do L • Non fare Ne fais
pas Dot no ( - - Facciamo Faisons Let us do ( - = Non facciamo Ne faisons pas
Let us not do ( Fate Faites Do ( ■ Non fate Ne faites pas Do not do -i - - Fatemi
Faites-moi Do me ^ - - Non mi fate Ne me faites pas Do not do me. 4 . Non ci
fate Ne nous faites pas Do not do us H •• Fateci Faites-nous Do us 1 - Che
faccia Que je fasse That I may do 1 - Che l'accia Qu'il fasse That he may do \
. Che facciamo Que nous fassions That we may do 1 .. Che facciate Que vous
fassiez That you may do o — Che facciano Qu'ils fassent That they may do o =
Che facessi Que je lisse That I might do o . Che tu facessi Que tu fisses That
thou mightst do o .. Che facesse Qu'il fit That he might do 1 - Che facessimo
Que nous lissions That we might do 1 - Che faceste Que vous lissiez That you
might do 1 • Che facessero Qu'ils lissent That they might do 1 .- Se facessi Si
je faisais If I did ) - Se vi facessi Si je vous faisais If I did you ) = Se
non facessi Si je ne vous faisais pas If I did not do ) . Se tu facessi Si tu
faisais If thou didest ) .. Se tu non facessi Si tu ne faisais pas If thou
didest not do 4- — Se facesse S'il faisait If he did 4- = Se non facesse S'il
ne faisait pas If he did not do + . Se si facesse Si on faisait If one did + ..
Se non si facesse Si on ne faisait pas If one did not do "-^ — Se
facessimo Si nous faisions If we did -•*. = Se non facessimo Si nous ne
faisions pas If we did not do *■>* . Se vi facessimo Si nous vous faisions
If we did you s .. Se faceste Si vous faisiez If you did p - Se non faceste Si
vous ne faisiez pas If you did not do ? = Se mi faceste Si vous me faisiez If
you did me p . Se non mi faceste Si vous ne me faisiez pas If you did not do me
p .. Se ci faceste Si vous nous faisiez If you did us V - Se non ci faceste Si
vous ne nous faisiez p. If von did not do lie V = Se facessero S'ils faisaient
If they did v . Se non facessero S'ils ne faisaient pas If they did not do v ..
Facendo Faisant Doing 0 — Non facendo Ne faisant pas Not doing 0 = Fatto Fait
Done 0 . Fatti Faits Done 0 .. Fatta Faite Done 1 ~ Fatte Faites Done 1 = ?ARE
Faire ro MARE / • Fani Vous faire ro make you / .- Farmi Vie faire To make me A
— ] Fo re fais make A = 1 Pai ru fais rhou makest A . 1 «•a ] 1 fait ] ie makes
A .. 1 facciamo 1 Vous faisons , We make T — 1 ?ate ^ous faites if ou make T =
I Hi fate ^ous me faites ifou make me T . 1 ?anno J j Is font rhey make m 15,
174 VERBI. VERBES, VERB % L — Faceva Je faisais I was making L = Facevi Ta
faisais Thou wast making L • Faceva Il faisait He was making L •• Facevamo Nous
faisions We were making ( - Facevate Vous faisiez You were making ( = Facevano
Ils faisaient They were making ( • Feci Je fis I made ( .. Facesti Tu fis Thou
madest H- Fece Il fit He made -\ = Facemmo Nous fîmes We made H • Faceste Vous
fîtes You made H .. Facero Ils firent They made 1 - Farò Je ferai I shall make
j = Farai Tu feras Thou wilt make I • Fard Il fera He will make 1 •- Faremo
Nous ferons We shall make o — Farete Vous ferez You will make 0 = Faranno Ils
feront They will make 0 . Farei Je ferais I would make 0 .. Faresti Tu ferais
Thou wouldst make 1 - Farebbe Il ferait He would make 1 = Faremmo Nous ferions
We would make 1 ■ Fareste Vous feriez You would make 1 .. Farebbero Ils
feraient They would make ) - Fa Fais Make ) - Faccia Qu'il fasse Let him make )
. Facciamo Faisons Let us make ) .. Fate Faites Do ye make + — Fatemi
Faites-moi Do me + = Fateci Faites-nous Do us + . Facciano Qu'ils fassent Let
them make + .. Faccia Que je fasse That I may make -^ — Faccia Que tu fasses
That thou mayst make "-■H = Faccia Qu'il fasse That he may make \ .
Facciamo Que nous fassions That we may make \ .. Facciate Que vous fassiez That
you may make p _ Facciano Qu'ils fassent That they may make ? = Facessi Que je
fisse That I might make ? . Facessi Que tu fisses That thoumightest make ?
Facesse Qu'il fit That he might make V - Facessimo Que nous fissions That we
might make V = Faceste Que vous fissiez That you might make v . Facessero
Qu'ils fissent That they might make v .. Facendo Faisant Making 0 — Fatto Fait
Made 0 = Fatti Faits Made 0 . Fatta Faite Made 0 .. Fatte Faites Made 1 - Fare
colezione DÉJEUNER TO BREAKFAST / = Faccio colezione Je déjeune I breakfast / .
Fai colezione Tu déjeunes Thou breakfastest / •• Fa colezione Il déjeune He
breakfasts A - Facciamo colezione Nous déjeunons We breakfast A = Fate
colezione Vous déjeunez You breakfast A • Fanno colezione Ils déjeunent They
breakfast A •• Faceva colezione Je déjeunais I breakfasted T — Facevi colezione
Tu déjeunais Thou break fastedst T — Faceva colezione Il déjeunait He
breakfasted T • Facevamo colezione Nous déjeunions We breakfasted VERBI.
Facevate colezione Facevano colezione Feci colezione Facesti colezione Fece
colezione Facemmo colezione Faceste colezione Fecero colezione Farò colezione
Farai colezione Fara colezione Faremo colezione Farete colezione Faranno
colezione Farei colezione Faresti colezione Farebbe colezione Faremmo colezione
Fareste colezione Farebbero colezione Fa colezione Faciamo colezione Fate
colezione Facendo colezione Fatto colezione Far cadere Faccio cadere Fai cadere
Fa cadere Facciamo cadere Fate cadere Fanno cadere Faceva cadere Facevi cadere
Faceva cadere Facevamo cadere Facevate cadere Facevano cadere Feci cadere
Facesti cadere Fece cadere Facemmo cadere Faceste cadere Fecero cadere Farò
cadere Farai cadere Farà cadere Faremo cadere Farete cadere Faranno cadere Fate
cadere Facendo cadere Fatto cadere Fatti cadere Fatta cadere Fatte cadere Far
quesiti Facendo quesiti verbs. i/5 Vous déjeuniez Ils déjeunaient Je déjeunai
Tu déjeunas 11 déjeuna Nous déjeunâmes Vous déjeunâtes Ils déjeunèrent Je
déjeunerai Tu déjeuneras Il déjeunera Nous déjeunerons Vous déjeunerez Ils
déjeuneront Je déjeunerais Tu déjeunerais Il déjeunerait Nous déjeunerions Vous
déjeuneriez Ils déjeuneraient Déjeune Déjeunons Déjeunez En déjeunant Déjeuné
Faire tomber Je fais tomber Tu fais tomber Il fait tomber Nous faisons tomber
Vous faites tomber Ils font tomber Je faisais tomber Tu faisais tomber Il
faisait tomber Nous faisions tomber Vous faisiez tomber Us faisaient tomber Je
fis tomber Tu fis tomber Il fit tomber Nous fîmes tomber Vous fîtes tomber Ils
firent tomber Je ferai tomber Tu feras tomber Il fera tomber Nous ferons tomber
Vous ferez tomber Us feront tomber Faites tomber Faisant tomber Fait tomber
Fait tomber Fait tomber Fait tomber Questionner Questionnant You breakfasted
They breakfasted I breakfasted Thou breakfastedst He breakfasted We breakfasted
You breakfasted They breakfasted I shall breakfast Thou wilt breakfast He will
breakfast We shall breakfast You will breakfast They will breakfast I should
breakfast Thou wouldst breakfast He would breakfast We should breakfast You
would breakfast. They would breakfast Breakfast Let us breakfast Breakfast
Breakfasting Breakfasted To DROP I drop Thou dropest He drops We drop You drop
They drop I dropped Thou droppedst He dropped We dropped You dropped They
dropped I dropped Thou droppedst He dropped We dropped You dropped They dropped
I shall drop Thou wilt drop He will drop We shall drop You will drop They will
drop Drop Dropping Dropped Dropped Dropped Dropped To query Querying 176 VERBI.
VERBES. VERBS. L - Fatto quesiti L = Fare a pugni L Fatto a pugni L •• Fatto a
pugni ( - Faticare ( = Faticato ( • Faticati ( •• Faticata H - Faticate H =
Favellare ^ . Favelli H .. Favella 1 - Favellate 1 = Favellava 1 • Favellavate
1 •• Favellavano o — Favellato o = Favorire 0 . Favorirmi o .. Mi favorirete
"I - Favorito 1 = Favoriti 1 . Favorita 1 •• Favorite ) - Fecondare ) =
Fecondato ) . Fecondati ) .. Fecondata -1 — Fecondate + = Felicitare + . Vi
felicito + .. Felicitato \ — Felicitati ^ == Felicitata N . Felicitate ^ ..
Fendere P - Fenduto ? = Fenduti P • Fenduta P •• Fendute V - Ferire V = Ferisco
v . Ferisci v .. Ferisce 0 — Feriamo 0 = Ferite 0 . Mi ferite 0 .. Feriscono 1
- Feriva 1 = Ferivi / • Feriva / .. Ferivamo A — Ferivate A = Ferivano A .
Ferito A •• Feriti T — Ferita T • Ferite questionne Battre (se) à coups de p
queried To BOX. Battu à coups de poing Boxed Battus à coups de poing Boxed
Fatiguer, lasser To TIRE Fatigué Tired Fatigués Tired Fatiguée Tired Fatiguées
Tired Parler To TALK Tu parles Thou talkest Il parle He talks Vous parlez You
talk Il parlait He talked Vous parliez You talked Ils parlaient They talked
Parlé Talked Favoriser To FAVOUR Me favoriser To favour me Vous me favoriserez
You will favour me Favorisé Favoured Favorisés Favoured Favorisée Favoured
Favorisées Favoured FÉCONDER TO FERTILIZE Fécondé Fertilized Fécondés
Fertilized Fécondée Fertilized Fécondées Fertilized FÉLICITER To felicitate,
congratul Je vous félicite I congratulate you Félicité Felicitated Félicités
Felicitated Félicitée Felicitated Félicitées Felicitated Fendre To split Fendu
Split Fendus Split Fendue Split Fendues Split Blesser TO WOUND Je blesse I
wound Tu blesses Thou woundesl Il blesse He wound Nous blessons We wound Vous
blessez You wound Vous me blessez You wound me Ils blessent They wound Je
blessais I wounded Tu blessais Thou woundedst Il blessait He wounded Nous
blessions We wounded Vous blessiez You wounded Ils blessaient rhey wounded
Blessé Wounded Blessés Wounded Blessée Wounded Blessées Wounded VERBI. verbes.
verbs. 1 L - Fermare Arrêter To STOP L = Fermarvi Vous arrêter To stop you L •
Fermo J'arrête I stop L •• Fermi Ta arrêtes Thou stoppest ( - Ferma Il arrête
He stops ( = Fermiamo Nous arrêtons We stop ( • Fermate Vous arrêtez You stop (
•• Vi fermate Vous vous arrêtez You stop you H - Fermano Ils s'arrêtent They
stop H = Fermava J'arrêtais I stopped H • Fermavi Tu arrêtais Thou stoppedst H
•• Fermava Il arrêtait He stopped 1 - Fermavamo Nous arrêtions We stopped 1 =
Fermavate Vous arrêtiez You stopped 1 • Fermavano Ils arrêtaient They stopped 1
-. Fermai J'arrêtai I stopped o — Mi fermai Je m'arrêtai I stopped 0 = Fermasti
Tu arrêtas Thou stoppedst 0 . Fermò Il arrêta He stopped 0 .. Fermammo Nous
arrêtâmes We stopped 1 - Fermaste Vous arrêtâtes You stopped 1 = Fermarono Ils
arrêtèrent They stopped 1 . Fermerò J'arrêterai I shall stop 1 .. Mi fermerò Je
m'arrêterai I shall stop ) - Fermerai Tu arrêteras Thou wilt stop ) = Fermerà
Il arrêtera He will stop ) . Fermeremo Nous arrêterons We shall stop ) ..
Fermerete Vous arrêterez You will stop H Fermeranno Ils arrêteront They will
stop + = Fermatevi Arrêtez-vous Stop + • Non vi fermate Ne vous arrêtez pas Do
not stop + .. Fermando Arrêtant Stopping ■ — — Fermato Arrêté Stopped --*. =
Fermati Arrêtés Stopped ■*•■* . Fermata Arrêtée Stopped ^ .. Fermate Arrêtées
Stopped p Ferrare Ferrer To SHOE P = Ferrato Ferré Shod P - Ferrati Ferrés Shod
? Ferrata Ferrée Shod V — Ferrate Ferrées Shod V = Fiammeggiare ÉTINCÈLER TO
SPARKLE V . Fiammeggia Il étincèle It sparkles V •• Fiammegiano Ils étincèlent
It sparkle 0 — Fiammegiava Il étincelait It sparkled 0 = Fiammegiavano Ils
étincelaient It sparkled 0 . Fiammeggiato Étincelé Sparkled 0 .. Fiancare
Flanquer To FLANK 1 - Fiancato Flanqué Flanked 1 = Fiancati Flanqués Flanked 1
. Fiancata Flanquée Flanked 1 .. Fiancate Flanquées Flanked A — Fiancheggiare
Attaquer en flanc TO ATTACK IN FLANK A = Fiancheggiato Attaqué en flanc
Attacked in flank A • Fiancheggiati Attaqués en flanc Attacked in flank A ..
Fiancheggiata Attaquée en flanc Attacked in flank T- Fiancheggiate Attaquées en
flanc Attacked in flank T = Fiatare Souffler To BLOW 17? 178 VERBI. VERBES.
VEBBS. L - Fiatava Il soufflait He blew L = Fiatato Soufflé Blown L • Ficcare
Enfoncer TO KNOCK IN L •• Ficcato Enfoncé Knocked in ( - Ficcati Enfoncés
Knocked in ( = Ficcata Enfoncée Knocked in ( • Ficcate Enfoncées Knocked in (
•• Fidarsi Fier (se) To confide H - Mi lido Je me fie I confide H = Ti lìdi Tu
te fies Thou confidest H • Si fida Il se fie He confides H .- Ci fidiamo Nous
nous fions We confide 1 - Vi fidate Vous vous fiez You confide 1 = Si fidano
Ils se fient They confide 1 • Fidato Fié Confided 1 -. Fidati Fiés Confided o —
Fidata Fiée Confided o = Fidate Fiées Confided o . Fidare, v. Fidarsi Fier To
INTRUST 0 .. Fidatevi Fiez-vous Intrust 1 - Figurare Figurer To figure 1 =
Firgurarvi Vous figurer To figure to yourself 1 • Figuro Je figure I figure 1
.. Mi figuro Je me figure I figure to myself ) - Me lo figuro Je me le figure I
ligure it to myself ) = Figuri Tu figures Thou figurest ) . Figura Il figure He
figures ) .. Figuriamo Nous figurons We figure + — Figurate Vous figurez You
figure + = Non vi figurate Vous ne vous figurez pas You do not figure yours 4-
. Figurano Ils figurent They figure + .- Figurava Je figurais I figured •^ —
Figuravi Tu figurais Thou figuredst ^> = Figurava Il figurait He figured ^ .
Figuravamo Nous figurions We figured -->. .. Figuravate Nous figuriez You
figured P - Figuravano Ils figuraient They figured P = Figuratevi Figurez-vous
Figure P • Figurando Figurant Figuring P •• Figurato Figuré Figured V -
Figurati Figurés Figured V = Figurata Figurée Figured V • Figurate Figurées
Figured v .. Filare Filer To SPIN 0 — Filato Filé Spun 0 = Filati Filés Spun 0
. Filata Filée Spun 0 .. Filate Filées Spun 1 - Filosofare Philosopher To
PHILOSOPHIZE / = Filosofando Philosophant Philosophizing / • Filosofato
Philosophé Philosophized / .. Fingere Feindre To feign A — Fingo Je feins I
feign A = Fingi Tu feins Thou feignest A • Finge 11 feint He feigns A ••
Fingiamo Nous feignons We feign T — Fingete Vous feignez You feign VERBES.
VERBS. 179 L - Fingono Ils feignent They feign L = Fingeva Je feignais I
feigned L • Fingevi Tu feignais Thou feignedst L •• Fingeva Il feignait He
feigned ( - Fingevamo Nous feignions We feigned ( = Fingevate Vous feigniez You
feigned ( • Fingevano Ils feignaient They feigned ( .. Finsi Je feignis I
feigned ^ - Finse Il feignit He feigned ^ = Fingemmo Nous feignîmes We feigned
H • Fingeste Vous feignîtes You feigned H .. Finsero Us feignirent They feigned
i - Fingerò Je feindrai I shall feign i = Fingerai Tu feindras Thou wilt feing
i . Fingerà Il feindra He will feign i .. Fingeremo Nous feindrons We shall
feign o — Fingerete Vous feindrez You will feign 0 = Fingeranno Ils feindront
They will feign 0 . Fingendo Feignant Feigning 0 .. Finto Feint Feigned 1 -
Finti Feints Feigned 1 = Finta Feinte Feigned 1 . Finte Feintes Feigned Finire
Finir To FINISH ) — Finisco Je iinis I finish ) = Finisci Tu finis Thou
linishest Finisce Il finit He finishes Finiamo Nous finissons We finish + —
Finite Vous finissez You finish + = Finiscono Ils finissent They finish + .
Finiva Je finissais I finished -4- .. Finivi Tu finissais Thou finishedst ^N» —
Finiva Il finissait He finished >». = Finivamo Nous finissions We finished
"S. Finivate Vous finissiez You finished •s. . . Finivano Ils finissaient.
They finished P - Finii Je finis I finished P = Finisti Tu finis Thou
finishedst P • Fini Il finit He finished P •• Finimmo Nous finîmes We finished
V — Finiste Vous finîtes You finished V = Finirono Us finirent They finished V
. Finirò Je finirai I shall finish v .. Finirai Tu finiras Thou wilt finish 0 —
Finirà Il finira He will finish 0 = Finiremo Nous finirons We shall finish 0 .
Finirete Vous finirez You will finish 0 .. Finiranno Us finiront They will
finish / - Finite Finissez Finish / = Finito Fini Finished / . Finiti Finis
Finished / Finita Finie Finished A - Finite Finies Finished A = Fioccare Neiger
T9 SNOW A . Fiocca Il neige It snows A .. Fioccava Il neigeait It snowed Snown
T — Fioccato Neigé T = Fiorire Fleurir To BLOOM T • 0 = Fiorisce Il fleurit It
bloom» 180 VERBL VERBES. VERBS. L - Fioriva [1 fleurissait It bloomed L =
Fiorirà Il fleurira It will bloom L • Fiorito Fleuri In bloom L ■• Fioriti
Fleuris In bloom ( - Fiorita Fleurie In bloom ( = Fiorite Fleuries In bloom ( ■
Firmare Signer To SIGN ( •- Firmato Signé Signed H - Firmati Signés Signed H =
Firmata Signée Signed -4 • Firmate Signées Signed 4 .. Fischiare Siffler To
HISS, to whistle 1 - Fischiato Sifflé Hissed I = Fischiati Siffles Hissed 1 •
Fischiata Sifflée Hissed 1 •• Fischiate Sifflées Hissed o — Fissare Fixer To
fix 0 = Fissato Fixé Fixed 0 . Fissati Fixés Fixed o .. Fissata Fixée Fixed 1 -
Fissate Fixées Fixed 1 = Fluttuare Balancer To balance 1 . Fluttua 11 balance
He balances 1 .. Fluttuato Balancé Balanced ) - Foderare Doubler To double ) =
Foderato Doublé Doubled ) . Foderati Doublés Doubled ) .. Foderata Doublée
Doubled H Foderate Doublées Doubled + = Folgorare, v. Fulmina- Foudroyer To
STORM + • FOMENTARE Fomenter TO FOMENT + •• Fomentato Fomenté Fomented
Fomentati Fomentés Fomented -^ — Fomentata Fomentée Fomented ~>.» Fomentate
Fomentées Fomented -»» . . FOiNDARE Fonder To FOUND ? — Fondato Fondé Founded
Fondati Fondés Founded ? . Fondata Fondée Founded ? •• Fondate Fondées Founded
V — Formare Former To FORM V = Formo Je forme I form V . Formi Tu formes Thou
formest v .. Forma Il forme He forms 0 — Formiamo Nous formons We form 0 ==
Formate Vous formez You form 0 . Formano Us forment They form 0 .. Formava Je
formais I formed 1 — Formavi Tu formais Thou formedst / = Formava Il formait He
formed / . Formavamo Nous formions We formed F ■■ Formavate Vous formiez You
formed A — Formavano Ils formaient They formed A == Formai Je formai I formed A
• Formasti Tu formas Thou formedst A .. Formò Il forma He formed VERBI. VERBES.
VERBS. L - Formammo iNous formâmes We formed L = Formaste Vous formâtes You
formed L - Formarono [Is formèrent rhey formed L •• Formerò fé formerai I shall
form ( — Formerai ru formeras Thou wilt form ( = Formera [1 formera He will
form ( . Formeremo Nous formerons We shall form ( Fermerete Vous formerez You
will form H — Formeranno [ls formeront They will form H = Formando Formant
Forming H • Formato Formé Formed H •• Formati Formés Formed j - Formata Formée
Formed 1 = Formate Formées Formed 1 . Fortificare Fortifier TO FORTIFY
Fortificato Fortifié Fortified o — Fortificati Fortifiés Fortified o =
Fortificata Fortifiée Fortified 0 . Fortificate Fortifiées Fortified o ..
Forzare Forcer, Contraindre To FORCE 1 — Forzarmi Me forcer To force me 1 =
Forzarvi Vous forcer To force you 1 . Forzo Je force I force 1 .. Non vi forzo
Je ne vous force pas I do not force you ) — Forzi Tu forces Thou forcest ) =
Forza Il force He forces ) . Forziamo Nous forçons We force ) .. Forzate Vous
forcez You force H Mi forzate Vous me forcez Y^ou force me Forzano Ils forcent
They force + . Forzava Je forçais 1 forced + •■ Forzavi Tu forçais Thou
forcedst Forzava Il forçait He forced "»* = Forzavamo Nous forcions We
forced "--N . Forzavate Vous forciez You forced ->» . . Forzavano Ils
forçaient They forced p - Forzai Je forçais I forced 0 — Forzasti Tu forças
Thou forcedst p . Forzò Il força He forced p •• Forzammo Nous forçâmes We
forced V — Forzaste Vous forçâtes YTou forced V = Forzarono Ils forcèrent They
forced V • Forzerò Je forcerai I will force V .. Vi forzerò Je vous forcerai I
will force you 0 — Forzerai Tu forceras Thou wilt force 0 = Forzerà Il forcera
He will force 0 . Forzeremo Nous forcerons We will force 0 .. Forzerete Vous
forcerez YTou will force / - Forzeranno Us forceront They will force / = Non mi
forzate Ne me forcez pas Do not force me / Forzando Forçant Forcing / • Forzato
Forcé Forced A - - Forzati Forcés Forced A = = Forzata Forcée Forced A Forzate
Forcées Forced A • Fracassare Fracasser TO SHATTER T - - Fracassato Fracassé
Shattered T = = Fracassati Fracassés Shattered 16 182 VERDI. L - Fracassata L -
Fracassate L • Frangere L •• Franto ( - Franti ( = Franta ( . Frante ( ••
Fraseggiare H - Fraseggiato H = Fraudare H • Fraudato H •• Fraudati ! -
Fraudata ! = Fraudate 1 • Fregare J .. Fregato o — Fregati 0 = Fregata et .
Fregate o .. Fremere 1 - Fremo 1 = Fremeva 1 . Fremendo 1 •• Fremuto ) -
Frenare ) = Frenato ) • Frenati ) .. Frenata -1 — Frenate — = Frenare -L .
Frenato _j_ Frenati ■*> — Frenata ^ = Frenate -^ Frequentare \ .. Non
frequento ? — Frequento 2 = Frequentate 0 Non frequentate ? • • Frequentato V —
Frequentati V = Frequentata V • Frequentate V •• Friggere 0 — Fritto 0 = Fritti
0 . Fritta 0 .. Fritte / - Frugare / = Frugato / • Frugati / •• Frugata A —
Frugate A = Frustare A ■ Frustato A .. frustati VERBES. Fracassée Fracassées.
Briser Brisé Brisés Brisée Brisées Péripii raser Périphrase Frauder Fraudé
Fraudés Fraudée Fraudées Frotter doucement Frotté doucement Frottés doucement
Frottée doucement Frottées doucement Frémir Je frémis Il frémissait Frémissant
Frémi Brider Bridé Bridés Bridée Bridées Modérer Modéré Modérés Modérée
Modérées Fréquenter Je ne fréquente pas Je fréquente Vous fréquentez Vous ne fréquentez
pas Fréquenté Fréquentés Fréquentée Fréquentées Frire Fri Fris Frite Frites
Tâtonner Tâtonné Tâtonnes Tàtonnée Tâtonnées Fouetter Fouetté Fouettés VERBS.
[Shattered Shattered TO BREAK Broken Broken Broken Broken To PERIPHRASE Peri
phrased To smuggle Smuggled Smugggled Smuggled Smuggled To rub softly Ruhhed
softly Ruhhed softly Ruhbed softly Rubbed softly TO SHUDDER I shuddered He
shuddered Shuddering Shuddered To BRIDLE Bridled Bridled Bridled Bridled TO
MODERATE Moderated Moderated Moderated Moderated TO FREQUENT I do not frequent
I frequent You frequent You do not frequent Frequented Frequented Frequented
Frequented TO FRY Fried Fried Fried Fried To grosse Grossed Grossed Grossed I
Grossed | TO WHIP j Whipped i Whipped VERBI. VERBES. VERBS. VSà Frustata
Fouettée Whipped Frustate Fouettées Whipped Fruttare Produire To PRODUCE Frutta
li produit He produces Fruttano Ils produisent They produce Fruttava 11
produisait He produced Fruttavano Ils produisaient They produced Fruttò Il
produisit He produced Fruttarono Ils produisirent They produced Frutterà Il
produira He will produce Frutteranno Ils produiront They will produce Fruttato
Produit Produced Fugare Chasser TO SEND AWAY Fugato Chassé Sent away Fugati
Chassés Sent away Fugata Chassée Sent away Fugate Chassées Sent away Fuggire
Fuir TO FLY Fuggo Je fuis I fly Fuggi Tu fuis Thou flyest Fugge Il fuit He
flies Fuggiamo Nous fuyons We fly Fuggite Vous fuyez Hou fly Mi fuggite Vous me
fuyez You fly me Fuggono Ils fuient They fly Fuggiva Je fuyais I flewr Fuggivi
Tu fuyais Thou flewest Fuggiva Il fuyait He flew Fuggivamo Nous fuyions We flew
Fuggivate Vous fuyiez You flew Fuggivano Ils fuyaient They flew Fuggii Je fuis
I flew Fuggisti Tu fuis Thou flewest Fuggi Il fuit He flew Fuggimmo Nous fuîmes
We flew Fuggiste Vous fuites You flew Fuggirono Ils fuirent They flew Fuggirò
Je fuirai I shall fly Fuggirai Tu fuiras Thou wilt fly Fuggirà Il fuira He will
fly Fuggiremo Nous fuirons We shall fly Fuggirete Vous fuirez You will fly Non
mi fuggirete Vous ne me fuirez pas You will not fly from m Fuggiranno Ils
fuiront They will flv Fuggi Fuis Fly Fugga Qu'il fuie Let him flv Fuggite Fuyez
Fly Fuggendo Fuyant Flying Fuggito Fui Flown Fuggiti Fuis Flown Fuggita Fuie
Flown Fuggite Fuies Flown Fulminare Foudroyer To STORM Fulmina Il foudroyé It
storms Fulminava Il foudroyait It stormed Fulminerà Il foudroycra It will storm
Fulminato Foudroyé Stormed Fulminati Foudroyés Stormed 184 VERBI. L - Fulminata
L = Fulminate L • Fumare L •• Fumo ( - Fumi ( = Fuma ( • Fumiamo ( •• Fumate
_j_ Fumano H = Fumando H • Fumato VERRES. Foudroyée Foudroyées Fumer Je fume Tu
fumes Il fume Nous fumons Vous fumez Ils fument Fumant Fumé VERBS. Stormed
Stormed To SMORE I smoke Thou smokest He smokes We smoke You smoke They smoke
Smoking Smoked Gallegiare Galleggia Galleggiano Galleggiava Galleggiavano
Galleggiò Galleggiarono Galleggiando Galleggiato Galoppare Galoppa Galoppano
Galoppava Galoppavi Galoppava Galoppavamo Galoppavate Galoppavano + =
Galoppando + . Galoppato Gareggiare Gareggiato Garrire Garrisce Garriscono
Garriva Garrivano Garrito Garrulare Garrulato Gastigare Gastigarvi Gastigarlo
Gastigo Gastighi Gastiga Castighiamo Gastigate Gastigano Gastigheró Vi
gastigheró Castigherai Flotter To FLOAT 11 flotte It floats Ils flottent Thou
float Il flottait It floated Ils flottaient They floated Il flotta It floated
Ils flottèrent They floated Flottant Floating Flotté Floated Galoper ( aller le
galop) To GALLOP Il galope He gallops Ils galopent They gallop Je galopais I
galloped Tu galopais Thou gallopedst Il galopait He galloped Nous galopions We
galloped Vous galopiez You galloped Ils galopaient They galloped Galopant
Galopping Galopé Galopped Entrer en concurrence To CONTEND Entré en concurrence
Contended Gazouiller (fredonner) TO WARBLE Il gazouille It warbles Ils
gazouillent They warble Il gazouillait It warbled Ils gazouillaient They
warbled Gazouillé Warbled Babiller TO CHATTER Babillé Chattered Châtier TO
CHASTISE Vous châtier To chastise you Le châtier To chastise him Je châtie I
chastise Tu châties Thou chastisest Il châtie He chastises Nous châtions We
chastise Vous châtiez You chastise Ils châtient They chastise Je châtierai I
shall chastise Je vous châtierai I shall chastise you Tu châtieras Thou wilt
chastise VERBI. VERBES. VERBS. L - Castigherà Il châtiera He will chastise L =
Castigheremo Nous châtierons We shall chastise L • Castigherete Vous châtierez
You will chastise L •• Castigheranno Ils châtieront They will chastise ( -
Castigando Châtiant Chastising ( = Gastigato Châtié Chastised ( • Castigati
Châtiés Chastised ( .. Castigata Châtiée Chastised H- Castigate Châtiées
Chastised H = Gelare Geler To freeze H ■ Gelo Je gèle I freeze ^ •• Geli Tu
gèles Thou freezes! i - Gela Il gèle He freezes i = Geliamo Nous gelons We
freeze i . Gelate Vous gelez You freeze i •• Gelano Ils gèlent They freeze o —
Gelava Je gelais I froze o = Gelavi Tu gelais Thou frozest o . Gelava Il gelait
He froze 0 .. Gelavamo Nous gelions We froze 1 - Gelavate Vous geliez You froze
1 = Gelavano Ils gelaient They froze 1 . Gelò Il gela It froze 1 .. Gelarono
Ils gelèrent They froze ) - Gelerà Il gèlera It will freeze ) = Gelando Gelant
Freezing ) . Gelato Gelé Frozen ) .. Gelati Gelés Frozen + — Gelata Gelée
Frozen + = Gelate Gelées Frozen + . Gemere GÉMIR TO LAMENT + .. Gemo Je gémis I
lament Gemi Tu gémis Thou lamentest •^> = Geme Il gémit He laments v^
Gemiamo Nous gémissons We lament ^ . . Gemete Vous gémissez You lament p -
Gemono Ils gémissent They lament p = Gemeva Je gémissais I lamented ? . Gemevi
Tu gémissais Thou lamentedst ? .. Gemeva Il gémissait He lamented V - Gemevamo
Nous gémissions We lamented V = Gemevate Vous gémissiez You lamented v .
Gemevano Ils gémissaient They lamented v .. Gemendo Gémissant Lamenting 0 —
Gemuto Gémi Lamented 0 = Generaleggiare GÉNÉRALISER TO GENERALIZE 0 .
Generaleggiato Généralisé Generalized 0 .. Generaleggiati Généralisés
Generalized / ~ Generaleggiata Généralisée Generalized / = Generaleggiate
Généralisées Generalized / . Generare Engendrer To BEGET / -. Generato Engendré
Begotten A — Generati Engendrés Begotten A = Generata Engendrée Begotten A •
Cenerate Engendrées Begotten A .. Gentilire Embellir TO EMBELLISH T- Gentilito
Embelli Embellished 185 16. im VERBI. VERBES. VERES. L - Gentiliti Embellis
Embellished L = Gentilità Embellie Embellished L • Genti lite Embellies
Embellished L -• Germogliare Germer To SPRING OUT ( - Germoglia Il germe It
springs out ( = Germogliano Ils germent They spring out ( • Germogliava Il
germait It sprung out ( •• Germogliavano Ils germaient They sprung out H-
Germogliò Il germa It sprung out H = Germogliarono Ils germèrent They sprung
out H • Germoglierâ Il germera It will sprung out -\ •• Germoglieranno Ils
germeront They will sprung c 1 - Germogliando Germant Springing out \ =
Germogliato Germé Sprung out ! • Gestire Gesticuler (faire des g.) To
GESTICULATE I •• Gestisce Il fait des gestes He gesticulates o — Gestiscono Ils
font des gestes They gesticulate o == Gestiva Il faisait des gestes He
gesticulated o . Gestivano Ils faisaient des gestes They gesticulated o .
Gestito Fait des gestes ( qui a ) Gesticulated 1 - Gettare Jeter (lancer) To
CAST 1 = Getto Je jette I cast 1 . Non getto Je ne jette pas I do not cast 1 ..
Getti Tu jettes Thou castest ) - Getta Il jette He casts ) = Gettiamo Nous jetons
We cast ) . Gettate Vous jetez You cast ) •• Gettano Ils jettent They cast -\ —
Gettava Je jetais I cast + = Gettavi Tu jetais Thou castest + . Gettava Il
jetait He cast + .. Gettavamo Nous jetions We cast -s» — Gettavate- Vous jetiez
You cast \ = Gettavano Ils jetaient They cast "»» . Gettai Je jetai I cast
-»s . . Gettasti Tu jetas Thou cast ? - Gettò Il jeta He cast ? = Gettammo Nous
jetâmes We cast p Gettaste Vous jetâtes You castest p •• Gettarono-' Ils
jetèrent They cast V — Getterò Je jetterai I shall cast V = Getterai Tu
jetteras Thou wilt cast V . Getterà Il jettera He will cast V .. Getteremo Nous
jetterons We shall cast 0 — Getterete Vous jetterez You will cast 0 =
Getteranno Ils jetteront They will cast 0 ■ Gettate Jetez Cast 0 . . Non gettate
Ne jetez pas Do not cast 1 - Gettando Jetant Casting 1 = Gettato Jeté Cast / .
Gettati Jetés Cast 1 .. A - Gettata Jetée Cast Gettate Jetées Cast A = Ghermire
Gripper ( attraper ) To GRIPE A • Ghermito Grippé Griped A •• Ghermiti Grippés
Griped T - Ghermita Grippée Griped T - Ghermite Grippées Griped VERBI. VERBES.
VERBS. 18 L - Ghiacciare Giacer TO FREEZE L = Ghiacciato Glacé Frozen L ■
Ghiacciati Glacés Frozen L .. Ghiacciata Glacée Frozen ) - Ghiacciate Glacées
Frozen ) = Giacere ÊTRE COUCHÉ TO BE IN BED ) • Giaccio Je suis couché I am in
bed ) .. Giace Il est couché He is in bed H - Giaciamo Nous sommes couchés We
are in bed H = Giacete Vous êtes couchés You are in bed H • Giacciono Ils sont
couchés They are in bed H •• Giaceva J'étais couché I was in bed 1 - Giacevi Tu
étais couché Thou wast in bed 1 - Giaceva Il était couché He was in bed 1 •
Giacevamo Nous étions couchés We were in bed 1 •• Giacevate Vous étiez couchés
You were in bed o — Giacevano Ils étaient couchés They were in bed o = Giacendo
Étant couchés Being in bed 0 . Giaciuto Couché Was in bed o .. Giaciuti Couchés
Were in bed "1 - Giaciuta Couchée Was in bed 1 = Giaciute Couchées Were in
bed 1 . Giostrare Jouter To TILT 1 .. Giostrato Jouté Tilted ( - Giovare ÊTRE
UTILE TO BE USEFUL ( = Giovarvi Vous être utile To be useful to you ( .
Giovarmi M'être utile To be useful to me ( .. Giova Il est utile It is useful H
Non giova Il n'est pas utile It does not useful + = Mi giova Il m'est utile It
is useful to me + . Giovano Ils sont utiles They are useful + .. Giovava Il
était utile It was useful **>. — Giovavano Ils étaient utiles They were
useful ^ = Giovò Il fut utile It was useful *>^ . Giovarono Us furent utiles
They were useful *>>. . . Non gioverà Il ne sera inutile It will not be
useful ? - Gioverà Il sera utile It will be useful ? = Mi gioverà Il me sera
utile It will be useful to me ? • Gioveranno Ils seront utiles They shall be
useful ? Mi gioverebbe Il me serait utile It would be useful to m V — Giovando
Étant utile Being useful V = Giovato Été utile Been useful V • Giovati Été
utiles Been useful V .. Giovata Été utile Been useful 0 — Giovate Été utiles
Been useful 0 = Girare Tourner To TURN 0 . Giro Je tourne I turn 0 .. Giri Tu
tournes Thou turne&t / - Gira Il tourne He turns / = Giriamo Nous tournons
We turn / . Girate Vous tournez You turn / •• Girano Ils tournent They turn A —
Girava Je. tournais I turned A = Girava Il tournait He turned A • Giravamo Nous
tournions We turned A ■• Giravate Vous tourniez You turned T - Giravano Ils tournaient
They turned T = Girai Je tournai I turned 188 VERBI. L - Girò L = Girammo L •
Giraste L •• Girarono ( - Girando ( = Girato ( • Gire v. = Giustiziare
Justicier To PUT TO death s. . Giustiziato Justicié Put to death *»* . .
Giustiziati Justiciés Put to death 2 — Giustiziata Justiciée Put to death ? =
Giustiziate Justiciées Put to death ? • Gocciolare Dégoutter (tomb, gout» To
DRAP ? •• Gocciolato Dégoutté te à goutte ). Dropping V — Gocciolati Dégoutté
Dropped V = Gocciolata Dégoutté Dropped V . Gocciolate Dégoutte Dropped v ..
Godere Jouir To ENJOY 0 — Godo Je jouis I enjoy 0 = Godi Tu jouis Thou enjoyest
0 . Gode Il jouit He enjoys 0 .. Godiamo Nous jouissons We enjoy 1 - Godete
Vous jou issez You enjoy 1 = Godono Ils jouissent They enjoy / . Godeva Je
jouissais I enjoyed / •• Godevi Tu jouissais Thou enjoyedst A — Godeva Il
jouissait He enjoyed A = Godevamo Nous jouissions We enjoyed A • Godevate Vous
jouissiez You enjoyed A .. Godevano Ils jouissaient They enjoyed IT- Godei Je
jouis I enjoyed VERBI. VE RE ES. verbs. 191 L - Godesti Tu jouis Thou enjoyedst
L = Godé Il jouit He enjoyed L • Godemmo Nous jouîmes We enjoyed L •• Godeste
Vous jouites You enjoyed ( - Goderono Ils jouirent They enjoyed ( = Godró Je
jouirai I shall enjoy ( . Godrai Tu jouiras Thou wilt enjoy ( •• Godrà Il
jouira He will enjoy H - Godremo Nous jouirons We shall enjoy H = Godrete Vous
jouirez You will enjoy H • Godranno Ils jouiront They will enjoy H •• Godete
Jouissez Enjoy 1 - Godetevi Jouissez Enjoy 1 = Godendo Jouissant En joying 1 •
Goduto Joui Enjoyed 1 •• Goduti Joui Enjoyed o — Goduta Joui Enjoyed o = Godute
Joui Enjoyed 0 . Gonfiare Gonfler (enfler) To SWELL o .. Gonfiato Gonflé
Swollen 1 - Gonfiati Gonflés Swollen 1 == Goniiata Gonflée Swollen 1 . Gonfiate
Gonflées Swollen 1 .. GORGHEGGHIARE Fredoisner To HUM ) - Gorghegghia Il
fredonne He hummed ) = Gorghegghiava Il fredonnait They hummed ) .
Gorghegghiato Fredonné They hummed ) .. Governare Gouverner To GOVERN Governa
Il gouverne He governs -f = Governano Ils gouvernent They govern __ Governava
Il gouvernait He governed -r- Governavano Ils gouvernaient They governed \ —
Governerà Il gouvernera He will govern "S = Governerete Vous gouvernerez
You will govern ^ Governeranno Ils gouverneront They will govern V» . Governate
Gouvernez Govern ? — Governando Gouvernant Governing ? = Governato Gouverné
Governed ? Governati Gouvernés Governed ? • • Governata Gouvernée Governed V —
Governate Gouvernées Governed V = Gracchiare Croasser (du corbeau) To CAW v .
Gracchia Il croasse It caws v .. Gracchiano Us croassent They caw 0 —
Gracchiava Il croassait It cawed et = Gracchiavano Ils croassaient They cawed u
. Gracchiato Croassé (il a, ou ayant) Cawed (it has or having) 0 .. Gradire
Agréer To AGREE / — Gradisco J'agrée I agree '/ — Gradisci Tu agrées Thou
agreest / . Gradisce Il agrée He agrees / Gradiamo Nous agréons We agree A —
Gradite Vous agréez You agree A = Gradiscono Ils agréent They agree A • Gradiva
J'agréais I agreed A •• Gradivi Tu agréais Thou agreed st T — Gradiva Il agréait
He agreed T = Gradivamo Nous agréions We agreed 192 VERBI. VERBES. VERBS. L
—"Gradivate Vous agréiez You agreed L = Gradivano Ils agréaient They
agreed L • Gradii J'agréai I agreed L •• Gradisti Tu agréas Thou agreedst ( -
Gradi Il agréa He agreed ( = Gradimmo Nous agréâmes We agreed ( • Gradiste Vous
agréâtes You agreed ( •• Gradirono Ils agréèrent They agreed H - Gradirò
J'agréerai I shall agree H = Gradirai Tu agréeras Thou wilt agree H . Gradirà
Il agréera He will agree H •■ Gradiremo Nous agréerons We shall agree 1 —
Gradirete Vous agréerez You will agree 1 = Gradiranno Ils agréeront They will
agree 1 . Gradite Agréez Agree 1 •• Gradito Agréé Agreed o — Graditi Agréés
Agreed o = Gradita Agréée Agreed O o Gradite Agréées Agreed 0 .. Graduare Graduer
To graduate "i - Graduato Gradué Graduated 1 = Graduati Gradués Graduated
1 . Graduata Graduée Graduated "1 .. Graduale Graduées Graduated ) —
Graffiare ÉGRATIGNER To SCRATCH ) = Graffiato Ëgratigné Scratched ) . Graffiati
Égratignés Scratched ) .. Graffiata Égratignée Scratched -ï — Graffiate
Égratignées Scratched 4- == Grandinare Grêler To HAIL + . Grandina Il grêle It
hails 4- •• Grandinava Il grêlait It was hailing -^ Grandinò Il grêla It hailed
^ __ Grandinerà Il grêlera It will hail ^ Grandinerebbe Il grêlerait It would
hail -v. Grandini pure Qu'il grêle Let it hail ? — Grandinasse Qu'il grêlât
That it might hail p = Grandinando Grêlant Hailing 3 Grandinato Grêlé Hailed e
.. Gratificare Gratifier TO GRATIF Y v — Gratificato Gratifié Gratified v = Gratificati
Gratifiés Gratified v . Gratificata Gratifiée Gratified V •• Gratificate
Gratifiées Gratified 0 — Grattare Gratter TO SCRATCH 0 = Grattato Gratté
Scratched 0 . Grattati Grattés Scratched 0 .. Grattata Grattée Scratched / -
Grattate Grattées Scratched 1 = Gravare Charger To LOAD / . Gravato Chargé
Loaded / .. Gravati Chargés Loaded A — Gravata Chargée Loaded A — Gravate
Chargées Loaded A • Graziare Gracier ( faire grâce) To PARDON A •• Graziato
Gracié Pardoned T- Graziati Graciés Pardoned VERBI. L — Graziata L = Graziate L
Gridare L Grido ( — Gridi ( — Grida ( Gridiamo ( Gridate H — Gridano H H H =
Gridava Gridavi Gridava 1 Gridavamo 1 = Gridavate Gridavano Gridai 0 Gridasti 0
0 0 ~ Gridò Gridammo Gridaste 1 Gridarono 1 1 1 — Griderò Griderai Griderà ) 11
Grideremo ) ) ) = Griderete Grideranno Non gridate + Gridando + + + Gridato
Grondare Grondano Grondavano "Nu "N, == Grondarono Grondando Grondato
p Grondata p p p Grondate Guadagnare Guadagno V — Guadagni V V V Guadagna
Guadagniamo Guadagnate 0 — Guadagnano 0 0 0 Guadagnava Guadagnavi Guadagnava /
— Guadagnavamo / / / Guadagnavate Guadagnavano Guadagnai A — Guadagnasti A =
Guadagnò A A • Guadagnammo Guadagnaste T — Guadagnarono VERBES. Graciée
Graciées Crier Je crie Tu cries Il crie Nous crions Vous criez Ils crient Je
criais Tu criais Il criait Nous criions Vous criiez Ils criaient Je criai Tu
crias Il cria Nous criâmes Vous criâtes Ils crièrent Je crierai Tu crieras Il
criera Nous crierons Vous crierez Ils crieront Ne criez pas Criant Crié DÉGOUTTER
Ils dégouttent Ils dégouttaient Ils dégouttèrent Dégouttant Dégoutté Dégoutté
Dégoutté Gagner Je gagne Tu gagnes ÏFgagne Nous gagnons Vous gagnez Ils gagnent
Je gagnais Tu gagnais Il gagnait Nous gagnions Vous gagniez Us gagnaient Je
gagnai Tu gagnas Il gagna Nous gagnâmes Vous gagnâtes Ils gagnèrent VERBS.
Pardoned Pardoned TO CRY Icry Thou criest He cries We cry You cry They cry I
cried Thou criedst He cried We cried You cried They cried I cried Thou criedst
He cried We cried You cried They cried I shall cry Thou wilt cry He will cry We
shall cry You will cry They will cry Do not cry Crying Cried To drop They drop
They dropped They dropped Dropping Dropped Dropped Dropped To gain I gain Thou
gainest He gains We gain You gain They gain I gained Thou gainedst He gained We
gained You gained They gained I gained Thou gainedst He gained We gained You
gained They gained 17 193 194 VERBI. VERBES. VERBS. L - Guadagnerò Je gagnerai
! shall gain L = Guadagnerai Tu gagneras Thou will gain L • Guadagnerà Il
gagnera He will gain L •• Guadagneremo Nous gagnerons We shall gain ( -
Guadagnerete Vous gagnerez You will gain ( = Guadagneranno Ils gagneront They
will gain ( - Guadagnerei Je gagnerais I would gain ( •- Guadagneresti Tu
gagnerais Thou wouldst gain H - Guadagnerebbe Il gagnerait He would gain H -
Guadagneremmo Nous gagnerions We would gain H • Guadagnereste Vous gagneriez
You would gain H •■ Guadagnerebbero Ils gagneraient They would gain ï -
Guadagnassi Que je gagnasse That I might gain 1 = Guadagnassi Que tu gagnasses
That thou mightst gain i . Guadagnasse Qu'il gagnât That he might gain 1 ••
Guadagnassimo Que nous gagnassions That we might gain o — Guadagnaste Que vous
gagnassiez That you might gain 0 = Guadagnassero Qu'ils gagnassent That they
might gain o . Guadagnando Gagnant Gaining o .. Guadagnato Gagné Gained L —
Guadagnati Gagnés Gained L = Guadagnata Gagnée Gained L • Guadagnate Gagnées
Gained L ■• Guardare Regarder To LOOK ( — Guardarmi Me regarder To look at me (
= Guardo Je regarde Hook ( • Guardi Tu regardes Thou lookest 1 -. Guarda Il
regarde He looks + — Guardiamo Nous regardons We look + = Guardate Vous
regardez You look + - Guardano Ils regardent They look G uardava Je regardais I
looked ^ Guardavi Tu regardais Thou lookedst ^ = Guardava Il regardait He
looked ^ . Guardavamo Nous regardions We looked ■v. Guardavate Vous regardiez
You looked P — Guardavano Ils regardaient They looked P = Guardai Je regardai I
looked P . Guardasti Tu regardas Thou lookedst P •• Guardò Il regarda He looked
V — Guardammo Nous regardâmes We looked V — Guardaste Vous regardâtes You
looked V • Guardarono Ils regardèrent They looked v .. Guarderò Je regarderai I
shall look 0 — Guarderai Tu regarderas Thou wilt look 0 = Guarderà Il regardera
He will look 0 . Guarderemo Nous regarderons We shall look J0 .. Guarderete
Vous regarderez You will look / — Guarderanno Ils regarderont They will look /
- Guarda Regarde Look / . Guardi Qu'il regarde Let him look / .. Guardiamo
Regardons Let us look A - Guardate Regardez Look A = Non guardate Ne regardez
pas Do not look A • Guardando Regardant Looking A •• Guardato Regardé Looked
Guardati Regardés Looked T = Guardata Regardée Looked T • Guardate Regardées
Looked Guardarsi Guardatevi Guarentire Guarentisco Guarentisce Guarentiamo
Guarentite Guarentiscono Guarentirò Guarentirai Guarentirà Guarentiremo
Guarentirete Guarentiranno Guarentito Guarentiti Guarentita Guarentite Guarire
Guarirvi Guarirmi Guarisco Guarisci Guarisce Guariamo Guarite Guariscono Guarii
Guaristi Guari Guarimmo Guariste Guarirono Guarirò Vi guarirò Guarirai Guarirà
Guariremo Guarirete Guariranno Guarite Guarito Guariti Guarita Guarite Guastare
Guasto Guasti Guasta Guastiamo Guastate Guastano Guastai Guastasti Guastò
Guastammo Guastaste Guastarono VERBES*. Garder (se) de Gardez-vous Garantir Je
garantis Il garantit Nous garantissons Vous garantissez Ils garantissent Je
garantirai Tu garantiras Il garantira Nous garantirons Vous garantirez Ils
garantiront Garent i Garantis Garantie Garanties Guérir Vous guérir Me guérir
Je guéris Tu guéris Il guérit Nous guérissons Vous guérissez Ils guérissent Je
guéris Tu guéris Il guérit Nous guérîmes Vous guérites Ils guérirent Je
guérirai Je vous guérirai Tu guériras Il guérira Nous guérirons Vous guérirez
Ils guériront Guérissez Guéri Guéris Guérie Guéries Gâter (endommager) Je gate
Tu gâtes Il gâte Nous gâtons Vous gâtez Ils gâtent Je gâtai Tu gâtas Il gâta
Nous gâtâmes Vous gâtâtes Ils gâtèrent VERBS. TO GUARD ONE'SSELF Guard
yourselves TO WARRANT I warrant He warrants We warrant You warrant They warrant
I shall warrant Thou wilt warrant He will warrant We shall warrant You will
warrant They will warrant Warranted Warranted Warranted Warranted To CURE To
cure you To cure me I-cure Thou curest He cures We cure You cure They cure I
cured Thou curedst He cured We cured You cured They cured I shall cure I shall
cure you Thou wilt cure He will cure We shall cure You will cure They will cure
Cure Cured Cured Cured Cured To SPOIL I spoil Thou spoilest He spoils We spoil
You spoil They spoil I spoiled Thou spoiledst He spoiled We spoiled You spoiled
They spoiled i% 196 VERBI. L — Guasterò L = Guasterà L • Guasterete L ••
Guastando ( - Guastato ( = Guastati ( • Guastata ( .- Guastate H - GUERNIRE, V.
C H = Guerreggiare H • Guerreggiato H .. Guidare I - Guidato 1 = Guidati ! •
Guidata 1 •• Guidate o — Gustare 0 = Gustando o . Gustato 0 .. Gustati 1 -
Gustata 1 5= Gustate 1 . Idolatrare 1 .. Idolatrato ) - Idolatrati ) = Ignorare
) - Ignoro ) .. L'ignoro + — Ignori + = Ignora -+• . Ignoriamo + .. Ignorate ^
— Non ignorate *•*. = Ignorano \ Ignorava \ . . Ignoravi e - Ignorava ? =
Ignoravamo ? . Ignoravate □ Ignoravano V - Ignorando V = Ignorato V . Ignorati
v .. Ignorata 0 — Ignorate 0 = Illudersi 0 . M'illudo 0 .. T'illudi 1 -
S'illude / = C'illudiamo / • V'illudete / •■ S'illudono A — M'illudeva A =
T'illudevi VERBES. Je gâterai Il gâtera A7ous gâterez Gâtant Gâté Gâtés Gâtée
Gâtées Garnir Guerroyer Guerroyé Guider Guidé Guidés Guidée Guidées Goûter
Goûtant Goûté Goûtés Goûtée Goûtées I Idolâtrer Idolâtré Idolâtrés Ignorer
J'ignore Je l'ignore Tu ignores Il ignore Nous ignorons Vous ignorez Vous
n'ignorez pas Ils ignorent J'ignorais Tu ignorais Il ignorait Nous ignorions
Vous ignoriez Ils ignoraient Ignorant Ignoré Ignorés Ignorée Ignorées Faire
(se) illusion Je me fais illusion Tu te fais illusion Il se fait illusion Nous
n. faisons illusion Vous v. faites illusion Ils se l'ont illusion Je me faisais
illusion Tu te faisais illusion VERBS. I shall spoil He will spoil You will
spoil Spoiling Spoiled Spoiled Spoiled Spoiled To furnish To WAR Warred To
guide Guided Guided Guided Guided To taste Tasting Tasted Tasted Tasted Tasted
To idolize Idolized Idolized TO BE IGNORANT OF I am ignorant of I am ignorant
of it Thou art ignorant of He is ignorant of We are ignorant of You are
ignorant of You are not ignorant of They are ignorant of I was ignorant of Thou
wast ignorant of He was ignorant of We were ignorant of You were ignorant of
They were ignorant of Being ignorant of Been ignorant Been ignorant Been ignorant
Been ignorant To delude one'sself delude myself Thou deludest thyself He
deludes himself We delude ourselves You delude yourselves They delude
themselves I deluded myself | Thou deludest thyself VERBI. L - S'illudeva L =
C'illudevamo L • V'illudevate S'illudevano ( — Illuso ( = Illusi Illusa Illuse
H- Illuminare H = Illumino H • Illumini H •• Illumina 1 — Illuminiamo 1 ===
Illuminate 1 . Illuminano 1 •- Illuminava o — Illuminava O sas Illuminavamo O .
Illuminavate O .. Illuminavano 1 ~ Illuminando 1 = Illuminato 1 . Illuminati 1
•• Illuminata ) ~ Illuminate ) = Illustrare ) • Illustrando ) -. Illustrato H
Illustrati + = Illustrata 4- . Illustrate + .. Imballare Imballato ->^ —
Imballati ■^. . Imballata -X .. Imballate P - Imbalsamare o = Imbalsamato p
Imbalsamati ? Imbalsamata V - Imbalsamate V == Imbandire V . Imbandisco V ..
Imbandisce 0 — Imbandite o — Imbandiva o . Imbandivate 0 .. Imbandirò / -
Imbandirai / = Imbandirà / . Imbandirete / .. Imbandiranno A - Imbandite A =
Imbandito A . Imbandita A .. Imbarazzare T - Imbarazzando VERBES. Il se faisait
illusion Nous n. faisions illusion Vous v. faisiez illusion Ils se faisaient
illusion Fait illusion Faits illusion Faite illusion Faites illusion Éclairer
(illuminer) J'éclaire Tu éclaires Il éclaire Nous éclairons Vous éclairez Ils
éclairent J'éclairais Il éclairait Nous éclairions Vous éclairiez Ils
éclairaient Éclairant Éclairé Éclairés Éclairée Éclairées Illustrer Illustrant
Illustré Illustrés Illustrée Illustrées Emballer Emballé Emballés Emballée Emballées
Embaumer Embaumé Embaumés Embaumée Embaumées Préparer (la table). Je prépare Il
prépare Vous préparez Il préparait Vous prépariez Je préparerai Tu prépareras
Il préparera Vous préparerez Ils prépareront Préparez Préparé Préparée
Embarrasser Embarrassant VERBS. 19: He deluded bimself We deluded ourselves You
deluded yourselves They deluded themselv. Deluded itself Deluded themselves
Deluded herself Deluded themselves To light (to illuminate) I light Thou
lightest He lights We light You light They light I lighted He lighted We
lighted You lighted They lighted Lighting Lighted Lighted Lighted Lighted TO
ILLUSTRATE Illustrating Illustrated Illustrated Illustrated Illustrated To PACK
UP Packed up Packed up Packed up Packed up To EMBALMS Embalmed Embalmed Embalmed
Embalmed To PREPARE I prepare He prepares You prepare He prepared You prepared
I shall prepare Thou wilt prepare He will prepare You will prepare They will
prepare Prepare Prepared Prepared To PUZZLE Puzzling Imbarazzato Imbarazzati
Imbarazzata Imbarazzate Imbarcare Imbarco Imbarchi Imbarca Imbarchiamo
Imbarcate Imbarcano Imbarcava Imbarcava Imbarcavamo Imbarcavate Imbarcavano
Imbarcherete Imbarcate Non imbarcate Imbarcando Imbarcato Imbarcati Imbarcata
Imbarcate Imbarcarsi Imbarcarmi Imbarcarvi Imbarcarci Imbarcarlo Imbarcarla
Imbarcarli M'imbarco T'imbarchi S'imbarca C'imbarchiamo V'imbarcate S'imbarcano
M'imbarcai T'imbarcasti S'imbarcò C'imbarcammo V'imbarcaste S'imbarcarono
M'imbarcherò rimbarcherai S'imbarcherà C'imbarcheremo V'imbarcherete S'imbarcheranno
M'imbarcassi T'imbarcassi S'imbarcasse C'imbarcassimo V'imbarcaste
S'imbarcassero Imbarcandosi Imbarcato Imbarcati Imbarcata VERBES. Embarrassé
Embarrassés Embarrassée Embarrassées Embarquer J'embarque Tu embarques Il
embarque Nous embarquons Vous embarquez Ils embarquent J'embarquais Il
embarquait Nous embarquions Vous embarquiez Ils embarquaient Vous embarquerez
Embarquez N'embarquez pas Embarquant Embarqué Embarqués Embarquée Embarquées
S'embarquer M'embarquer Vous embarquer Nous embarquer L'embarquer L'embarquer
Les embarquer Je m'embarque Tu t'embarques Il s'embarque Nous nous embarquons
Vous vous embarquez Ils s'embarquent Je m'embarquai Tu t'embarquas Il
s'embarqua Nous nous embarquâmes Vous vous embarquâtes Il s'embarquèrent Je
m'embarquerai Tu t'embarqueras Il s'embarquera Nous nous embarquerons Vous vous
embarquerez Ils s'embarqueront Que je m'embarquasse Que tu t'embarquasses Qu'il
s'embarquât Que n. n. embarquassions Que v. v. embarquassiez Qu'ils
s'embarquassent S' embarquant Embarqué Embarqués Embarquée VERBS. Puzzled
Puzzled Puzzled Puzzled TO EMBARK I embark Thou embarkest He embarks We embark
You embark They embark I embarked He embarked We embarked You embarked They
embarked You will embark Embark Do not embark Embarking Embarked Embarked
Embarked Embarked TO GO ON BOARD To embark me To embark you To embark us To
embark it To embark it To embark them I go on board Thou goest on board He goes
on board We go on board You go on board They go on board I went on board Thou
went on board He went on board We went on board You went on board They went on
board I shall go on board Thou wilt go on board He will go on board We shall go
on board You will go on board They will go on board That I might go on board
That thou mighst go on b. That he might go on b. That we might go on b. That
you might go on b. That they might go onb. Going on board Gone on board Gone on
board Gone on board VERBI, VERBES. verbs. Ivy Imbarcate Embarquées Gone on
board Imbellire Embellir To embellish Imbellito Embelli Embellished Imbelliti
Embellis Embellished Imbellita Embellie Embellished Imbellite Embellies
Embellished Imbestialirsi Devenir brutal To become unmannerly Imbestialisco Je
deviens brutal I become unmannerly Imbestialisce Il devient brutal He becomes
unmannerly Imbestialite Vous devenez brutaux You become unmannerly
Imbestialiscono Ils deviennent brutaux They become unmanerL Imbestialito Devenu
brutal Became unmannerly Imbestialiti Devenus brutaux Became unmannerly
Imbestialita Devenue brutale Became unmannerly Imbestialite Devenues brutales
Became unmannerly Imbiancare Blanchir To WASH Imbiancato Blanchi Washed
Imbiancati Blanchis Washed Imbiancata Blanchie Washed Imbiancate Blanchies
Washed Imboccabe (de' fiumi) Jeter (se) To throw Imbocca Il se jette It throws
Imboccano Us se jettent They throw Imboccato Jeté Thrown Imboccati Jetés Thrown
Imboccata Jetée Thrown Imboccate Jetées Thrown Imbottire Piquer To PRICK
Imbottito Piqué Pricked Imbottiti Piqués Pricked Imbottita Piquée Pricked
Imbottite Piquées Pricked Imbrandire Mettre l'épée à la main To draw (the
sword) Imbrandito Mis l'épée à la m. (qui a) Drawn (who has) Imbranditi Mis
l'épée à la main Drawn Imbrandita Mis l'épée à la main Drawn Imbrandite Mis
l'épée à la main Drawn Imbrattare Salir To SOIL Imbrattato Sali Soiled
Imbrattati Salis Soiled Imbrattata Salie Soiled Imbrattate Salies Soiled
Imbbiacare, -arsi Enivrer TO GET DRUNK Imbriacato Enivré Got drunk Imbriacati
Enivrés Got drunk I mbriacata Enivrée Got drunk Imbriacate Enivrées Got drunk
Imbrigliabe Brider To RRIDLE Imbrigliato Bridé Bridled Imbrigliati Bridés
Bridled Imbrigliata Bridée Bridled Imbrigliate Bridées Bridled Imbrogllvre
Embrouiller To PERPLEX Imbroglio J'embrouille I perplex Imbrogli Tu embrouilles
Thou perplex est Imbroglia Il embrouille He perplexes 200 VERBI. VERBES. VERBS.
L - Imbrogliamo Nous embrouillons We plerplex L = Imbrogliate Vous embrouillez
You perplex L - Imbrogliano Ils embrouillent They perplex L •■ Imbrogliando
Embrouillant Perplexing ( - Imbrogliato Embrouillé Perplexed ( = Imbrogliati
Embrouillés Perplexed ( Imbrogliata Embrouillée Perplexed ( . Imbrogliate
Embrouillées Perplexed H- Imbrunire Brunir TO GROW BROWN H = Imbrunito Bruni
Grown brown H • Imbruniti Brunis Grown brown H •• Imbrunita Brunie Grown brown
1 — Imbrunite Brunies Grown brown 1 = Imbucare Fourre dans un trou TO PUT INTO
A HOLE 1 - Imbucato Fourré dans un trou Put into a hole I •• Imbucati Fourrés
dans un trou Put into a hole o — Imbucata Fourrée dans un trou Put into a hole
o = Imbucate Fourrées dans un trou Put into a hole o . Imitare Imiter To
imitate o .. Imito J'imite I imitate "1 - Imiti Tu imites Thou imitates!
"1 = Imita Il imite He imitates 1 . Imitiamo Nous imitons We imitate 1 ..
Imitate Vous imitez You imitate ) - Imitano Ils imitent They imitate ) =
Imiterò J'imiterai I shall imitate ) • Imiterai Tu imiteras Thou wilt imitate )
•• Imiterà Il imitera He will imitate + — Imiteremo Nous imiterons We shall
imitate + = Imiterete Vous imiterez You will imitate + . Imiteranno Ils imiteront
They shall imitate + .. Imitando Imitant Imitating *>X Imitato Imité
Imitated *"-. === Imitati Imités Imitated ^s» Imitata Imitée Imitated \ ..
Imitate Imitées Imitated ? - Immaginare (Inventare) Imaginer (Inventer) To
CONTRIVE ? = Immagino Jlmagine I contrive 0 Immagini Tu imagines Thou contrives
t ? •• Immagina Il imagine He contrives V — Immaginiamo Nous imaginons We
contrive V = Immaginate Vous imaginez You contrive V . Immaginano Ils imaginent
They contrive v .. Immaginava J'imaginais I contrived 0 — Immaginavi Tu
imaginais Thou contrivedst Q = Immaginava Il imaginait He contrived 0 .
Immaginavamo Nous imaginions We contrived 0 .. Immaginavate Vous imaginiez You
contrived 1 - Immaginavano Ils imaginaient They contrived 1 = Immaginai
J'imaginai I contrived J . Immaginasti Tu imaginas Thou contrivedst / ..
Immaginò Il imagina He contrived A — Immaginammo Nous imaginâmes We contrived A
= Immaginaste Vous imaginâtes You contrived A - Immaginarono Ils imaginèrent
They contrived A -• Immaginerò J'imaginerai I shall contrive T - Immaginerai Tu
imagineras Thou wilt contrive T = Immaginerà Il imaginera He will contrive
Immagineremo immaginerete Immagineranno Immaginando Immaginato Immaginati
Immaginata Immaginate Immaginare Immagino Immagina Immaginiamo Immaginate
Immaginano Immaginava Immaginava Immaginavamo Immaginavate Immaginavano
Immaginai Immaginò Immaginammo Immaginaste Immaginarono Immaginatevi
Immaginando Immaginato Immaginati Immaginata Immaginate Immergere Immergo
Immerge Immergiamo Immergete Immergono Immergeva Immergevi Immergeva
Immergevamo Immergevate Immergevano Immergerò Immergerai Immergerà Immergeremo
Immergerete Immergeranno Immergerei Immergeresti Immergerebbe Immergeremmo
Immergereste Immergerebbero m m ergendo Immerso Immersi Immersa Immerse VERBES.
Nous imaginerons Vous imaginerez Ils imagineront Imaginant Imaginé Imaginés
Imaginée Imaginées Imaginer J'imagine II imagine Nous imaginons Vous imaginez
Ils imaginent J'imaginais Il imaginait Nous imaginions Vous imaginiez Ils
imaginaient J'imaginai Il imagina Nous imaginâmes Vous imaginâtes Ils
imaginèrent Imaginez-vous Imaginant Imaginé Imaginés Imaginée Imaginées
Plonger, Tremper Je plonge Il plonge Nodf plongeons Vous plongez Ils plongent
Je plongeais Tu plongeais Il plongeait Nous plongions Vous plongiez Ils
plongeaient Je plongerai Tu plongeras Il plongera Nous plongerons Vous
plongerez Ils plongeront Je plongerais Tu plongerais Il plongerait Nous
plongerions Vous plongeriez Ils plongeraient Plongeant Plongé Plongés Plongée
Plongées VERBS. We shall contrive You will contrive They will contrive
Contriving Contrived Contrived Contrived Contrived To imagine I imagine He
imagines We imagine You imagine They imagine I imagined He imagined We imagined
You imagined They imagined I imagined He imagined We imagined You imagined They
imagined Imagine Imagining Imagined Imagined Imagined Imagined To DIP I dip He
dips We dip You dip They dip T dipt Thou diplest He dipt We dipt You dipt They
dipt I shall dip Thou wilt dip He will dip We shall dip You will dip They will dip
I would dip Thou wouldst dip He would dip We vould dip You would dip They would
dip Dipping Dipt Dipt Dipt Dipt 201 202 VERBI. L - - Immergere L - - Immergermi
L Immergervi L • Immergerlo ( - Immergo ( = Immerge ( • Immergeva ( •• Immerse
H — Immergerà H = Immergendo H • Immerso H -. Immersi I - Immersa I = Immerse 1
• Immolare 1 •• i Immolato o — Immolati 0 = Immolata 0 . Immolate 0 ..
Immortalare 1 - Immortalato 1 = Immortalati 1 . Immortalata 1 .. Immortalate )
- Impadronirsi ) = Impadronito ) . Impadroniti ) .. Impadronita H Impadronite +
= Impalare + - Impalato + .. Impalati \ _ Impallidire •»*. = Impallidisco ^ .
Impallidisci "-- . . Impallidisce P - Impallidiamo ? - Impallidite 0
Impallidiscono ? •' Impallidiva V - Impallidivano V = Impallidì v .
Impallidirono v .. Impallidirà 0 — Impallidiranno 0 = Impallidito 0 .
Impalliditi 0 .. impallidita 1 - Impallidite 1 --= Imparare 1 . Impararlo 1 ■•
Impararla A - impararle A = impararli A • impararvi A . impararmi VERBES.
VERBS. Plonger To dive Me plonger To dive me Vous plonger To dive you Le
plonger To dive it Je plonge I dive Il plonge He dives Il plongeait He dived Il
plongea He dived Il plongera He will dive Plongeant Diving Plongé Dived Plongés
Dived Plongée Dived Plongées Dived Immoler TO SLAV Immolé Slain Immolés Slain
Immolée Slain Immolées Slain Immortaliser TO IMMORTALIZE Immortalisé
Immortalized Immortalisés Immortalized Immortalisée Immortalized Immortalisées
Immortalized Rendre maître ( se ) TO BECOME MASTER Rendu maître Became master (
who is Rendus maîtres Became master Rendue maîtresse Became master Rendues
maîtresses Became master Empaler To IMPALE Empalé Impaled Empalés Impaled Pâlir
To GROW PALE Je pâlis I grow pale Tu pâlis Thou growest pale Il pâlit He grows
pale Nous pâlissons We grow pale Vous pâlissez You grow pale Ils pâlissent They
grow pale Il pâlissait I grew pale Ils pâlissaient They grew pale Il pâlit I
grew pale Ils pâlirent They grew pale Il pâlira He will gr ow pale Ils pâliront
They will grow pale Pâli Grown pale Pâlis Grown pale Pâlie Grown pale Pâlies
Grown pale Apprendre To LEARN L'apprendre ro learn it L'apprendre To learn it
Les apprendre To learn them Les apprendre To learn them Vous apprendre To learn
you M'apprendre To learn me VERBI. VERBES. VERBS L - Imparo J'apprends I learn
L = Impari Tu apprends Thou learnest Impara Il apprend He learns Impariamo Nous
apprenons We learn ( — Imparate Vous apprenez You learn ( = Non imparate Vous
n'apprenez pas You do not learn Imparano Ils apprennent They learn Imparava
J'apprenais I was learning H - Imparavi Tu apprenais Thou wast learning H =
Imparava Il apprenait He was learning H • Imparavamo Nous apprenions We were
learning H -■ Imparavate Vous appreniez You Avere learning i — Imparavano Ils
apprenaient They were learning \ = Imparai J'appris I learned 1 • Imparasti Tu
appris Thou learnedst 1 .. Imparò Il apprit He learned o — Imparammo Nous
apprîmes We learned o = Imparaste Vous apprîtes You learned o . Impararono Ils
apprirent They learned 0 .. Imparerò J'apprendrai I shall learn 1 - V'imparerò
Je vous apprendrai I shall learn you 1 = Imparerai Tu apprendras Thou wilt
learn 1 . Imparerà Il apprendra He will learn 1 .. Impareremo Nous apprendrons
We shall learn ) - Imparerete Vous apprendrez You will learn ) = Impareranno Us
apprendront They will learn ) . Imparerei J'apprendrais I would learn ) ..
Impareresti Tu apprendrais Thou wouldst learn + — Imparerebbe Il apprendrait He
would learn + = Impareremmo Nous apprendrions We would learn + . Imparereste
Vous apprendriez You would learn 4- .. Imparerebbero Ils apprendraient They
would learn -^ — Impara Apprends Learn >> = Imparate Apprenez Learn
"~>. . Imparatemi Apprenez-moi Learn me *>. . . Imparino Qu'ils
apprennent Let them learn p - Imparando Apprenant Learning p = Imparato Appris
Learned p . Imparata Apprise Learned p .. Imparate Apprises Learned V —
Impastare PÉTRIR To KNEAD V = Impasto Je pétris I knead v . Impasta Il pétrit
He kneads V .. Impastiamo Nous pétrissons We knead 0 — Impastate Vous pétrissez
You knead 0 = Impastano Ils pétrissent They knead 0 . Impastando Pétrissant
Kneading J0 .. Impastato Pétri Kneaded / - Impastati Pétris Kneaded / -
Impastata Pétrie Kneaded / . Impastate Pétries Kneaded / .. Impaurire
Épouvanter To TERRIFY A — Impaurito Épouvanté Terrified A = Impauriti
Épouvantés Terrified A - Impaurita Épouvantée Terri lied A •• Impaurite
Épouvantées Terrified T - Impazzire Devenir fou TO GROW MAD x «= Impazzisco Je
deviens fou I grow mad T • Impazzisci Tu deviens fou Thou grow est mad 203 (
204 VERBI. L - Impazzisce L = Impazziamo L • Impazzite L •• Impazziscono ( -
Impazzito ( = Impazziti ( ■ Impazzita ( .. Impazzile H - Impedire H = Impedisco
H - Impedisci H •• Impedisce 1 - Impediamo 1 = Impedite 1 • Impediscono 1 ••
Impediva o — Impedivi o = Impediva o . Impedivamo o .. Impedivate 1 -
Impedivano 1 = Impedii 1 . Impedisti 1 .. Impedì ) - Impedimmo ) = Impediste )
. Impedirono ) .. Impedirò + — Impedirai -f = Impedirà + . Impediremo + ..
Impedirete *»s. Impediranno ■*>. == Impedirei ^ Impediresti -^ Impedirebbe p
— Impediremmo p = Impedireste p . Impedirebbero p .. Impedito V — Impediti V =
Impedita v . Impedite v .. Impegnare una 0 — Impegnato una 0 = Impegnare 0 .
Impegno 0 .. Impegni 1 - Impegna 1 = Impegniamo / . Impegnate / .. Impegnano A
- Impegnai A = Impegnasti A . Impegnò A .. Impegnammo T.— Impegnaste T =
Impegnarono VERBES. Il devient fou Nous devenons fous Vous devenez fous Ils
deviennent fous Devenu fou Devenus fous Devenue folle Devenues folles Empêcher
J'empêche Tu empêches Il empêche Nous empêchons Vous empêchez Ils empêchent
J'empêchais Tu empêchais Il empêchait Nous empêchions Vous empêchiez Ils
empêchaient J'empêchai Tu empêchas Il empêcha Nous empêchâmes Vous empêchâtes
Ils empêchèrent J'empêcherai Tu empêcheras Il empêchera Nous empêcherons Vous
empêcherez Ils empêcheront J'empêcherais Tu empêcherais Il empêcherait Nous
empêcherions Vous empêcheriez Ils empêcheraient Empêché Empêchés Empêchée
Empêchées Retenir un carrosse Retenu un carrosse Engager J'engage Tu engages Il
engage Nous engageons Vous engagez Ils engagent J'engageai Tu engageas Il
engagea Nous engageâmes Vous engageâtes Ils engagèrent VERBS. He grows mad We
grow mad You grow mad They grow mad Grown mad Grown mad Grown mad Grown mad To
prevent I prevent Thou preventest He prevents We prevent You prevent They
prevent I prevented Thou preventedst He prevented We prevented You prevented
They prevented I prevented Thou preventedst He prevented We prevented You
prevented They prevented I shall prevent Thou wilt prevent He will prevent We
shall prevent You will prevent They will prevent I would prevent Thou wouldst
prevent He would prevent We would prevent You would prevent They would prevent
Prevented Prevented Prevented Prevented TO BESPEAK A COACH Bespoken a coach TO
ENGAGE I engage Thou engagest He engages We engage You engage They engage I
engaged Thou engagedst He engaged We engaged You engaged They engaged Impegnerò
Impegnerai impegnerà Impegneremo Impegnerete Impegneranno Impegnando Impegnato
Impegnati Impegnata Impegnate Impennare ( dei cavalli ) Impennato Impennati
Impepare Impepato Impepata Impestare, v. Infettare Impetrare Impetrato
Impetrata % Impiastrare Impiastrato Impiastrati Impiastrata Impiastrate
Impiccare Impiccato Impiccati Impiccata Impiccate Impicciarsi M'impiccio T'impicci
S'impiccia C'impicciamo V'impicciate S'impicciano Impicciato Impicciati
Impicciata Impicciate Impiegare Impiego Impieghi Impiega Impieghiamo Impiegate
Impiegano Impiegava Impiegavi Impiegava Impiegavamo Impiegavate Impiegavano
Impiegai VERBES. J'engagerai Tu engageras Il engagera Nous engagerons Vous
engagerez Ils engageront Engageant Engagé Engagés Engagée Engagées Cabrer (se)
Cabré Cabrés Poivrer Poivré Poivrée Empester Obtenir par des prières Obtenu par
des prières Obtenue par des prières Barbouiller Barbouillé Barbouillés
Barbouillée Barbouillées Pendre Pendu Pendus Pendue Pendues Mêler (se) Je me
mêle Tu te mêles Il se mêle Nous nous mêlons Vous vous mêlez Ils se mêlent Mêlé
Mêlés Mêlée Mêlées Employer J'emploie Tu emploies Il emploie Nous employons
Vous employez Ils emploient J'employais Tu employais Il employait Nous
employions Vous employiez Ils employaient J'emploj ai VERBS. 205 Il engage Thou
wilt engage He will engage We shall engage You will engage They will engage
Engaging Engaged Engaged Engaged Engaged TO PRANCE Pranced Pranced To PEPPER
Peppered Peppered To infecte To obtain by intreaties Obtained by intreaties
Obtained by intreaties To DAUB Daubed Daubed Daubed Daubed To HANG Hung Hung
Hung Hung TO MEDDLE I meddle Thou mecldlest He meddles We meddle You meddle
They meddle Meddled Meddled Meddled Meddled To EMPLOY. I employ Thou employest
He employs We employ You employ They employ I employed Thou employedst He
employed We employed You employed They employed I employed 18 206 VERBI. VERBES.
VERBS. L - Impiegasti Tu employas Thou employedst L = Impiegò Il employa He
employed L • Impiegammo Nous employâmes We employed L •• Impiegaste Vous
employâtes You employed ( - Impiegarono Us employèrent They employed «. ==
Impiegherò J'emploierai I shall employ ( • Impiegherai Tu emploieras Thou wilt
employ ( •• Impiegherà Il emploiera He ^ill employ H- Impiegheremo Nous
emploierons We shall employ H = Impiegherete Vous emploierez You will employ H
• Impiegheranno Ils emploieront They Nvill employ H ■• Impiegate Employez
Employ i — Impiegando Employant Employing ! = Impiegato Employé Employed i
Impiegati Employés Employed i .. Impiegata Employée Employed o — Impiegate
Employées Employed o = Implicare Impliquer To INVOLVE 0 . Implicato Impliqué
Involved ') . . Implicati Impliqués Involved 1 - Implorare Implorer To IMPLORE
1 = Imploro J'implore I implore 1 . Implori Tu implores Thou implorest 1 ..
Implora Il implore He implores ) - Imploriamo Nous implorons We implore ) =
Implorate Vous implorez You implore ) . Implorano Ils implorent They implore )
.. Implorando Implorant Imploring Implorato Imploré Implored + = Implorata
Implorée Implored + . Imporre Imposer (ordonner) To PRESCRIBE — .. Impongo
J'impose I prescribe "-» — Imponi Tu imposes Thou prescribest "^ =
Impone Il impose He prescribes -"v Imponiamo Nous imposons We prescribe
""«s . . Imponete Vous imposez You prescribe ? - Impongono Ils
imposent They prescribe p = Imporrò J'imposerai I shall prescribe ? • Imporrai
Tu imposeras Thou wilt prescribe ? .. Imporra Il imposera He will prescribe V —
Imporremo Nous imposerons We shall prescribe V = Imporrete Vous imposerez You
will prescribe V . Imporranno Ils imposeront They will prescribe V .. Imponendo
Imposant Prescribing 0 — Imposto Imposé Prescribed 0 = Imposti Imposés
Prescribed 0 ■ Imposta Imposée Prescribed 0 .. Imposte Imposées Prescribed 1 -
Importare Importer To CONCERN 1 = Importarvi Vous importer To concern you / ■
Importa Il importe It concerns 1 •• Non importa Il n'importe pas It does not
concern A — M'importa II m'importe It concern me A = Non m'importa Il ne
m'importe pas It does not concern me A • Importava Il importait It concerned A
•• Non importava Il n'importait pas It did not concerned T — Importerà Il
n'importera pas It not will concern T = Importerebhe Il importerait It would
concern VERBI. M'importerebbe Importando Importato Importunare Importunato
Importunati Importunata Importunate Impoverire Impoverito Impoverito Impoverita
Impoverite Impressionare Impressionato Impressionati Impressionata
Impressionate Imprestare Impresto Impresti Impresta Imprestiamo Imprestate
Imprestano Imprestai Imprestasti Imprestò Imprestammo Imprestaste Imprestarono
Impresterò Impresterai Impresterà Impresteremo Impresterete Impresteranno
Imprestatemi Imprestando Imprestato Imprestati Imprestata Imprestate
Imprigionare Imprigionato Imprigionati Imprigionata Imprigionate Imprimere
Impresso Impressi Impressa Impresse Improvvisare Improvvisato Improvvisati
Improvvisata VERBES. VERBS. 1 Il m'importerait It would concern me Important
Concerning Importé Concerned Importuner TO IMPORTUNATE Importuné Importunated
Importunés Importunateci Importunée Importunated Importunées Importunated
Appauvrir (s') To GROW POOR Appauvri Grown poor Appauvris Crown poor Appauvrie
Grown poor Appauvries Grown poor Imprimer dans l'idée To IMPRESS Imprimé
Impressed Imprimés Impressed Imprimée Impressed Imprimées Impressed Prêter To
LEND Je prête llend Tu prêtes Thou lendest Il prête He lends Nous prêtons We
lend Vous prêtez You lend Ils prêtent They lend Je prêtai Tient Tu prêtas Thou
lentest Il prêta He lent Nous prêtâmes We lent Vous prêtâtes You lent Ils
prêtèrent They lent Je prêterai I shall lend Tu prêteras Thou wilt lend Il
prêtera He will lend Nous prêterons We shall lend Vous prêterez You will lend
Us prêteront They will lend Prêtez-moi Lend Prêtant Lending Prêté Lent Prêtés
Lent Prêtée Lent Prêtées Lent Emprisonner To IMPRISON Emprisonné Imprisoned
Emprisonnés Imprisoned Emprisonnée Imprisoned Emprisonnées Imprisoned Imprimer
dans (l'esprit) To IMPRESS Imprimé Impressed Imprimés Impressed Imprimée
Impressed Imprimées Impressed Improviser To EXTEMPORIZE Improvisé Extemporized
Improvisés Extemporized Improvisée Extemporized 207 208 VERBI. VERBES. VERBS. L
- Improvvisate Improvisées Extemporized L = Impugnare Empoigner To GRASP L •
Impugnato Empoigné Grasped L •• Impugnati Empoignés Grasped ( - Impugnata
Empoignée Grasped ( = Impugnate Empoignées Grasped ( • Imputare Imputer
(accuser) To IMPUTE ( •• Imputato Imputé Imputed H- Imputati Imputés Imputed H
= Imputata Imputée Imputed H • Imputate Imputées Imputed H .. Imputridire
Pourrir To ROT i — Imputridito Pourri Rotten l = Imputridita Pourrie Rotten I .
Inagrire Aigrir (s1) To TURN SOUR 1 •• Inagrito Aigri Turned sour o — Inagriti
Aigris Turned sour 0 = Inagrita Aigrie Turned sour 0 . Inagrite Aigries Turned
sour 0 .. Inamidare Empeser TO STARCH 1 — Inamidato Empesé Starched 1 =
Inamidati Empesés Starched 1 • Inamidata Empesée Starched 1 .. Inamidate
Empesées Starched ) - Inantennare (t. m.) Enverguer (t. de m.) TO BEND A SAIL )
= Inantennato Envergué Bent a sail ) . Inantennati Envergués Bent a sail ) ..
Inantennata Enverguée Bent a sail _1_ Inantennate Enverguées Bent a sail -4- =
Inaridire Dessécher (tarir) To DRY UP + . Inaridito Desséché Dried up + ••
Inariditi Desséchés Dried up -«v — Inaridita Desséchée Dried up ^ — Inaridite
Desséchées Dried up ^. Inasprire Aigrir (irriter) To IRRITATE •">*. . .
Inasprito Aigri Irritated P - Inaspriti Aigris Irritated ? = Inasprita Aigrie
Irritated p Inasprite Aigries Irritated ? •• Inaugurare Tnaugurer TO INAUGURATE
V — Inaugurato Inauguré Inaugurated V = Inaugurati Inaugurés Inaugurated V .
Inaugurata Inaugurée Inaugurated V •• Inaugurate Inaugurées Inaugurated o —
Incagliare Engraver (s') TO GET AGROUND 0 = Incagliato Engravé Got aground 0 •
Incagliati Engraves Got aground 0 .. Incagliata Engravée Got aground 1 -
Incagliate En gravées Got aground 1 = Incallire Endurcir TO HARDEN 1 .
Incallito Endurci Hardened 1 •• Incalliti Endurcis Hardened A — Incallita
Endurcie Hardened A — ^Incallite Endurcies Hardened T — VERBI. Incalzare
Incalzato Incalzati Incalzata Incalzate Incamminare, -arsi Incammino Incammini
Incammina Incamminiamo Incamminate Incamminano Incamminava Incamminava
Incamminavamo Incammanivate Incamminavano Incamminai Incamminò Incamminammo
Incamminaste Incamminarono Incamminerò Incamminerai Incamminerà Incammineremo
Incamminerete Incammineranno Incamminando Incamminato Incamminati Incamminata
Incamminate Incantare Incanto Incanti Incanta Incantiamo Incantate M'incantate
Incantano Incantato Incantati Incantata Incantate Incanutire Incanutito
Incanutiti Incanutita Incanutite Incaparrare Incapannato In caparrati
Incapannata Incapannate Incappare Incappato verbes. Talonner Talonné Talonnés
Talonnée Talonées Acheminer (s') J'achemine Tu achemines Il achemine Nous
acheminons Vous acheminez Ils acheminent J'acheminais Il acheminait INous
acheminions Vous acheminiez Ils acheminaient J'acheminai Il achemina Nous
acheminâmes Vous acheminâtes Ils acheminèrent J'acheminerai Tu achemineras Il
acheminera Nous acheminerons Vous acheminerez Ils achemineront Acheminant
Acheminé Acheminés Acheminée Acheminées Enchanter J'enchante Tu enchantes Il
enchante Nous enchantons Vous enchantez Vous m'enchantez Ils enchantent
Enchanté Enchantés Enchantée Enchantées Blanchir de vieillesse Blanchi de
vieillesse Blanchis de vieillesse Blanchie de vieillesse Blanchies de
vieillesse Arrher (donner des ar- Arrhé [rhes) Arrhé Arrhé Arrhé Donner dans
une embû- che Donné dans une embûche VERBS. 209 Tore close at one's heels
Beehclose at one's heel s Been close at on's heels Been close at on's heels
Been close at on's heels TO GO FORWARD I go forward Thou goest forward He goes
forward We go forward You go forward They go forward I went forward He went
forward We went forward You went forward They went forward I went forward He
went forward We went forward You went forward They went forward I shall go
forward Thou wilt go forward He will go forward We shall go forward You will go
forward They will go forward Going forward Gone forward Gone forward Gone
forward Gone forward TO ENCHANT I enchant Thou enchantest He enchants We
enchant You enchant You enchant me They enchant Enchanted Enchanted Enchanted
Enchanted TO BECOME GREY BEADED Became grey headed Became grey headed Became
grey headed Became grey headed TO GIVE EARNEST Given earnest Given earnest
Given earnest Given earnest TO FALL INTO A SNARE Fallen into a snare 18. 210
VERBI. L - Incappati L = Incappata L • Incappate L •:. Incapricciarsi ( —
Incapricciato ( = Incapricciati ( - Incapricciata ( •• Incapricciate H -
Incaricarsi H = M'incarico H S'incarica H •• V'incaricate 1 - Incaricato 1 =
Incaricati 1 • Incaricata 1 •• Incaricate o — Incassare o == Incassato 0 .
Incassati 0 .. Incassata 1 - Incassate 1 = Incatenare 1 . Incatena 1 ..
Incatenava ) - Incatenò ) = Incatenarono ) . Incatenate ) •• Incatenando + —
Incatenato + = Incatenati + . Incatenata + .. Incatenate -. Incendiare
"■«Si = Incendiato ^ . Incendiati "*•>. . . Incendiata p -
Incendiate ? = Incenerire p . Incenerito ? Inceneriti V — Incenerita V =
Incenerite V . Incensare v .. Incensato 0 — Incerare 0 = Incerato 0 . Incerati
0 .. Incerala / ~ Incerate / = INCHIAVARE / • Inchiavato / •• Inchiavata A -
Inchinare A = Inchinato A . Inchinata VERBES. Donné dans une embûche Donné dans
une embûche Donné dans une embûche Eprendre (s') To be smitten (to fall in
Épris Been smitten [ love ) Épris Been smitten Éprise Been smitten Éprises Been
smitten Charger (se) TO TAKE UPON ONE'S SELF Je me charge 1 take upon myself Il
se charge He takes upon himself Vous vous chargez You take upon yourself Chargé
Taken upon one's self Chargés Taken upon one's self Chargée Taken upon one's
self Chargées Taken upon one's self Encaisser Encaissé Encaissés Encaissée
Encaissées Enchaîner Il enchaîne Il enchaînait Il enchaîna Ils enchaînèrent
Enchaînez Enchaînant Enchaîné Enchaînés Enchaînée Enchaînées Incendier Incendié
Incendiés Incendiée Incendiées Réduire en cendres Réduit en cendres Réduits en
cendres Réduite en cendres Réduites en cendres Encenser Encensé Cirer Ciré
Cirés Cirée Cirées Fermer a clef Fermé à clef Fermée à clef Incliner Incliné
Inclinée VERBS. Fallen into a snare Fallen into a snare Fallen into a snare TO
PACK UP GOODS IN CA- Packed up [ses Packed up Packed up Packed up TO CHAIN DOWN
He chains down He chained down He chained down They chained down Chain down
Chaining down Chained down Chained down Chained down Chained down TO SET ON
FIRE Set on fire Set on lire Set on lire Set on fire TO REDUCE TO ASHES Reduced
to ashes Reduced to ashes Reduced to ashes Reduced to ashes TO INCENSE Incensed
To WAX Waxed Waxed Waxed Waxed To LOCK Locked Locked To INCLINE Inclined
Inclined VERBI. verbes. VERBS. L - INCHIODARE Clouer. To nail L » . . Incisa
Gravée Engraven 0 — Incise Gravées Engraven ? = Incipriare Poudrer To POW DER P
• Incipriato Poudré Powdered ? • • Incipriati Poudrés Powdered V - Incipriata
Poudrée Powdered V = Incipriate Poudrées Powdered v . Incitare Inciter To
INCITE V .. Incitato Incité Incited 0 — Incitati Incités Incited o = Incitata
Incitée Incited 0 . Incitate Incitées Incited 0 .. Incivilire Devenir civil (se
polir) To GROW CIVIL / - Incivilito Devenu civil Grown civil Inciviliti Devenus
civils Grown civil / . Incivilita Devenue civile Grown civil / .. Incivilite
Devenues civiles Grown civil A - Inclinare Pencher To LEAN A = Inclinato Penché
Leaned A • Inclinati Penchés Leaned A •• Inclinata Penchée Leaned T — Inclinate
Penchées Leaned T = Incollare Coller To CLUE 211 212 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Incollato Collé Glued L = Incollata Collée Glued L • Incolpare Inculper To
CRIMINATE L ■• Incolpato Inculpé Criminated ( - Incolpati Inculpés Criminated (
= Incolpata Inculpée Criminated ( • Incolpate Inculpées Criminated ( ••
Incominciare, v. Comin- Commencer To BEGIN H- ciare. Incomodare Incommoder (
déranger) TO TROUBLE H = Incomodarvi Vous incommoder To trouble you H •
Incomodo J'incommode I trouble ■H •• V'incomodo Je vous incommode I trouble you
! - Incomodi Tu incommodes Thou troublest I = M'incomoda Cela m'incommode It
troubles me 1 • Incomoda Il incommode He troubles 1 •• Incomoda Incommode
Troubles o — Non m'incomoda Cela ne me dérange pas It does not trouble me 0 ==
Incomodiamo Nous incommodons We trouble 0 . Incomodate Vous incommodez You
trouble o .. Non incomodate Vous n'incommodez pas You do not trouble 1 -
M'incomodate Vous m'incommodez You trouble me 1 = Non m'incomodate V. ne
m'incommodez pas You do not trouble me 1 . Incomodano Ils incommodent They
trouble 1 •• Incomodava J'incommodais I troubled ) - Incomodavi Tu incommodais
Thou troubledst ) = Incomodava Il incommodait He troubled ) • Incomodavamo Nous
incommodions We troubled ) .. Incomodavate Vous incommodiez You troubled + —
Incomodavano Ils incommodaient They troubled + = Non v'incomoderò Je ne vous
dérangerai p. I shall not trouble you + . Incomoderà Il incommodera He will
trouble + .. V'incomoderà Il vous incommodera It will trouble you "x, —
Incomoderemo Nous incommoderons We shall trouble •>■> = Se v'incomodassi
Si je vous dérangeais If it troubled you ■^ . Se v'incomodasse Si cela vous
dérangeait If it troubled you *^ . . Non v'incomodate Ne vous dérangez pas Do
not trouble yoorsel* 3 — Incomodando Incommodant Troubling (yes o — Incomodato
Incommodé Troubled ? Incomodati Incommodés Troubled P •• Incomodata Incommodée
Troubled V - Incomodate Incommodées Troubled V = Incontrare Rencontrer To MEET
V • Incontrarmi Me rencontrer To meet me V .. Incontrarvi Vous rencontrer To
meet you 0 — Incontro Je rencontre I meet 0 = Non incontro Je ne rencontre pas
Do not meet 0 . Incontra Il rencontre He meets 0 .. Non incontra Ne rencontre
pas It does not meet 1 - Incontriamo Nous rencontrons We meet / = Incontrate
Vous rencontrez You meet / ■ Non incontrate Vous ne rencontrez pas You do not
meet / •• Incontrano Ils rencontrent They meet A - Incontrava Je rencontrais I
met A = Incontravi Tu rencontrais Thou mettest A - Incontrava Il rencontrait He
met A ■• Incontravamo Nous rencontrions We met T- Incontravate Vous rencontriez
You met VERBI. Incontravano Incontrai Incontrò Incontrammo Incontraste
Incontrarono Incontrerò Incontrerai Incontrerà Incontreremo Incontrerete
Incontreranno Incontrando Incontrato Incontrati Incontrata Incontrate -IRE
Incoraggiare, Incoraggiarlo Incoraggiarli Incoraggiarla Incoraggiarle
Incoraggiarmi Incoragiarvi Incoraggisco Incorraggisci Incoraggisce Incoraggiamo
Incoraggite M'incoraggite Non m'incoraggite Incoraggiscono Incoraggiva
Incoraggivi Incoraggiva v Incoraggivamo Incoraggivate Incoraggivano Incoraggii
Incoraggisti Incoraggi Incoraggimmo Incoraggiste Incoraggirono V'incoraggiró
Incoraggiró Incoraggirai Incoraggirâ Incoraggiremo M'incoraggirete
Incoraggirete Non m'incoraggirete Incoraggiranno Incoraggendo Incoraggito
Incoraggiti Incoraggita Incoraggite Incordare verbes. Ils rencontraient Je
rencontrai Il rencontra Nous rencontrâmes Vous rencontrâtes Ils rencontrèrent
Je rencontrerai Ta rencontreras Il rencontrera Nous rencontrerons Vous
rencontrerez lis rencontreront Rencontrant Rencontré Rencontrés Rencontrée Rencontrées
Encourager L'encourager Les encourager L'encourager Les encourager M'encourager
Vous encourager J'encourage Tu encourages Il encourage Nous encourageons Vous
encouragez Vous m'encouragez Vous ne m'encouragez p. Ils encouragent
J'encourageais Tu encourageais Il encourageait Nous encouragions Vous
encouragiez Ils encourageaient J'encourageai Tu encourageas Il encouragea Nous
encourageâmes Vous encourageâtes Ils encouragèrent J'encouragerai Je vous
encouragerai Tu encourageras Il encouragera Nous encouragerons Vous
m'encouragerez Vous encouragerez Vous ne m'encouragerez Ils encourageront [ pas
Encourageant Encouragé Encouragés Encouragée Encouragées Raidir verbs. 213 They
met Imet He met We met You met They met shall meet Thou wilt meet He will meet
We shall meet You will meet They will meet Meeting Met Met Met Met To encourage
To encourage Jiim To encourage them To encourage her To encourage them To
encourage me To encourage you I encourage Thou encouragest He encourages We
encourage You encourage You encourage me You do not encourage me They encourage
I encouraged Thou encouragedst He encouraged We encouraged You encouraged They
encouraged I encouraged Thou encouragedst He encouraged We encouraged You
encouraged They encouraged I shall encourage I shall encourage you Thou wilt
encourage He will encourage We shall encourage You will encourage me You will
encourage You will not encourage They will encourage [me Encouraging Encouraged
Encouraged Encouraged Encouraged TO GROW STIFF 214 VERBI. VERBES» VERBS. L —
Incordato Raidi Grown stiff L = Incordata Raidie Grown stiff L Incorniciare
Encadrer To frame L •• Incorniciato Encadré Framed ( - Incorniciati Encadrés
Framed ( = Incoronare Couronner To CROWN ( • Incorono Je couronne I crown (
Infastidiamo Nous ennuyons We tire ? •• Infastidite Vous ennuyez You tire V —
M'infastidite Vous m'ennuyez You tire me V = Non m'infastidite Vous ne
m'ennuyez pas You do not tire me V . Infastidiscono Ils ennuient They tire v ..
Non v'infastidirò Je ne vous ennuierai pas I shall not tire 0 — Infastidito
Ennuyé Tired 0 = Infastiditi Ennuyés Tired 0 . Infastidita Ennuyée Tired 0 ..
Infastidite Ennuyées Tired / - Infatuare Infatcer TO BE INFATUATED / =
Infatuato Infatué Infatuated / . Infatuati Infatués Infatuated / .. Infatuata
Infatuée Infatuated A - Infatuate Infatuées Infatuated A = Inferire Inférer To
infer A • Inferito Inféré Inferred A .. Infervorare Exciter To excite (to
animate) VÈRBI. I - Infervorato L = Infervorati L • Infervorata L • Infervorate
( - Infestare ( = Infesta ( • Infestano ( •• Infestato H - Infestati H =
Infestata H • Infestate H •• Infettare 1 - Infetta 1 = Infettano 1 Infettando I
•• Infettato o — Infettati o = Infettata o . Infettate o .. Infeudare 1 —
Infeudato 1 = Infeudati Infeudata Infeudate ) Infiammare ) = Infiammo Iniìammi
Infiamma + — Infiammiamo + = Infiammate + . Infiammano + .. Infiammava \ —
Infiammava •^ = Inliammavamo ^ . Infiammavate •^ . . Infiammavano p -
Infiammando p = Infiammato p . Infiammati p .. Infiammata V — Infiammate V =
Infiascare V • Infiascato V .. Infilare 0 — Infilato 0 = Infilati 0 ■ Infilata
0 .. Infilate / ~ Infingere / = Infingo 1 ■ Infingi 1 •■ Inlìnge A — Infìngiamo
A = Infingete A • Infingono A •• Infingeva VERBES. VERBS. Excité Excited
Excités Excited Excitée Excited Excitées Excited Infester To infest Il infeste
It infests lis infestent They infest Infesté Infested Infestés Infested
Infestée Infested Infestées Infested Infecter To INFECT Il infecte It infects
Ils infectent They infect Infectant Infecting Infecté Infected Infectés
Infected Infectée Infected Infectées Infected Inféoder TO INFEOFF Inféodé
Infeoffed Inféodés Infeoffed Inféodée Infeoffed Inféodées Infeoffed Enflammer
To INFLAME J'enflamme I inflame Tu enflammes Thou inflamest Il enflamme He
inflames Nous enflammons We inflame Vous enflammez You inflame Ils enflamment
They inflame J'enflammais I inflamed Il enflammait He inflamed Nous enflammions
We inflamed Vous enflammiez You inflamed Ils enflammaient They inflamed
Enflammant Inflaming Enflammé Inflamed Enflammés Inflamed Enflammée Inflamed
Enflammées Inflamed Mettre en bouteilles To BOTTLE UP Mis en bouteilles Bottled
up Enfiler TO THREAD Enfilé Threaded Enfilés Threaded Enfilée Threaded Enfilées
Threaded Feindre TO SHAM Je feins I sham Tu feins Thou shammest, Il feint He
shams Nous feignons We sham Vous feignez You sham Ils feignent They sham Je
feignais I shammed 219 220 VERBI L - Infìngevi L = Infingeva L • Intìngevamo L
•- Infingevate ( - Intìngevano ( = Infingendo ( • Infìnto ( -. Infiorare H-
Infiorato H = Infiorati H • Infiorata ^ .. Infiorate 1 - Influire I = Influito
1 • Infocare 1 •• Infocato 0 — Infocati o = Infocata o . Infocate o ..
Infondere 1 - Infuso 1 = Infusi 1 - Infusa 1 -• Infuse ) - Informare ) =
Informarvi ) • Informo ) .. V'informo + — Informi + = Informa + . Informiamo +
.. Informate -v. — Informano \ = Informava -x. Informavi •^ Informava ? —
Informavamo Informavate ? Informavano s Informai V — M'informai V = Informasti
V . Informò v .. Informammo 0 — Informaste 0 = Informarono 0 . Informerò 0 ..
V'informerò / - Informerai / = Informerà / . Informeremo / .. Informerete A —
M'informerete A = Informeranno A • Informatemi A •• Informando VERBES. Tu
feignais Il feignait Nous feignions Vous feigniez Ils feignaient Feignant Feint
Parsemer de fleurs Parsemé de fleurs Parsemés de fleurs Parsemée de fleurs
Parsemées de fleurs VERBS. Thou shammedst He shammed We shammed You shammed
They shammed Shamming Shammed TO STREW WITH FLOWERS Strewed with flowers
Strewed with flowers Strewed with flowers Strewed with flowers Influer To
INFLUENCE Influé Influenced Embraser TO BURN Embrasé Burnt Embrasés Burnt
Embrasée Burnt Embrasées Burnt Infuser TO INFUSE Infusé Infused Infusés Infused
Infusée Infused Infusée Infused Informer To INFORM Vous informer To inform you
J'informe I inform Je vous informe I inform you Tu informes Thou in form est Il
informe He informs Nous informons We inform Vous informez You inform Ils
informent They inform J'informais I informed Tu informais Thou informedst Il
informait He informed Nous informions We informed Vous informiez You informed
Us informaient They informed J'informai I informed Je m'informai I informed
myself Tu informas Thou informedst Il informa He informed Nous informâmes We
informed Vous informâtes You informed lis informèrent They informed
J'informerai I shall inform Je vous informerai I shall inform you Tu informeras
Thou wilt inform Il informera He will inform Nous informerons We shall inform
Vous informerez You will inform Vous m'informerez You will inform me Ils informeront
They will inform Informez-moi Inform me Informant Informing VERBI . VERBES.
VERBS» 221 L - Informato Informe Informed L = Informati Informés Informed L •
Informata Informée Informed L •• Informate Informées Informed ( - Infracidare
Pourrir To ROT ( = Infracidato Pourri Rotten ( . Infracidati Pourris Rotten (
•• Infracidata Pourrie Rotten H- Infracidate Pourries Rotten H ==■ Infreddarsi
Enrhumer (s') TO CATCH A COLD H . Infreddato Enrhumé Caught a cold H ••
Infreddati Enrhumés Caught a cold 1 - Infreddata Enrhumée Caught a cold 1 =
Infreddate Enrhumées Caught a cold 1 . Infuriare S'emporter vivement TO FALL
USTO A PASSION 1 •• Infuriato Emporté vivement Failed into a passion o —
Infuriati Emportés vivement Failed into a passion o = Infuriata Emportée
vivement Failed into a passion 0 . Infuriate Emportées vivement Failed into a
passion 0 .. Ingannare Tromper To deceive 1 - Ingannarlo Le tromper To deceive
him 1 = Ingannarvi Vous tromper To deceive you 1 . Ingannarmi Me tromper To
deceive me 1 .. Inganno Je trompe I deceive ) - Non v'inganno Je ne vous trompe
pas I do not deceive you ) = Inganni Tu trompes Thou deceivest ) • Inganna Il
trompe He deceives ) .. Inganniamo Nous trompons We deceive 4- — Ingannate Vous
trompez You deceive + == M'ingannate Vous me trompez You deceive me + .
Ingannano Ils trompent They deceive + .. Ingannava Je trompais I deceived
•*■> — Ingannavi Tu trompais Thou deceivedst -^ = Ingannava Il trompait He
deceived ■^ . Ingannavamo Nous trompions We deceived ~-^ . . Ingannavate Vous
trompiez You deceived ? - Ingannavano Ils trompaient They deceived ? = Ingannai
Je trompai I deceived ? • M'ingannai Je me trompai I deceived myself ? ••
Ingannasti Tu trompas Thou deceivedst V — Ingannò Il trompa He deceived V =
M'ingannò Il me trompa He deceived me v . Ingannammo Nous trompâmes We deceived
v .. Ingannaste Vous trompâtes You deceived 0 — Ingannarono Ils trompèrent They
deceived 0 = Ingannerò Je tromperai I shall deceive 0 . Non v'ingannerò Je ne
vous tromperai pas I shall not deceive you 0 .. Ingannerai Tu tromperas Thou
wilt deceive 1 - Ingannerà Il trompera He will deceive 1 = Inganneremo Nous
tromperons We shall deceive / . Ingannerete Vous tromperez You will deceive /
.. Non m'ingannerete Vous ne me tromperez pas You will not deceive me A -
Inganneranno Ils tromperont They will deceive A = Ingannerei Je tromperais I
would deceive A • V'ingannerei Je vous tromperais I Mould deceive you A •• Non
v'ipgannerei Je ne vous tromperais pas I would not deceive you T - Ingannereste
Vous tromperiez You could deceive T = Non m'ingannereste V. ne me tromperiez
pas You could not deceive me 19. 222 VERBI. VERBES. VERBS. L — Non m'ingannate
Ne me trompez pas Do not deceive me L = Ingannando Trompant Deceiving L •
Ingannato Trompé Deceived L •• Ingannati Trompés Deceived ( - Ingannata Trompée
Deceived ( = Ingannate Trompées Deceived ( • Ingannassi Tromper (se) To MISTAKE
( •• M'inganno Je me trompe I mistake H- T'inganni Ta te trompes Thou mistakest
H = S'inganna Il se trompe He mistakes H • C'inganniamo Nous nous trompons We
mistake H •• V'ingannate Vous vous trompez You mistake 1 - S'ingannano Ils se
trompent They mistake I = M'ingannava Je me trompais I mistook 1 • T'ingannavi
Tu te trompais Thou mistookest 1 •• S'ingannava Il se trompait He mistook o —
C'ingannavamo Nous nous trompions We mistook o = M 'ingannavate Vous vous
trompiez You mistook 0 . S'ingannavano Ils se trompaient They mistook 0 -.
M'ingannai Je me trompai I mistook 1 - T'ingannasti Tu te trompas Thou
mistookest 1 = S'ingannò II se trompa He mistook 1 . C'ingannammo Nous nous
trompâmes We mistook 1 .. V'ingannaste Vous vous trompâtes You mistook ) -
S'ingannarono Ils se trompèrent They mistook ) = M'ingannerò Je me tromperai I
shall mistake ) . T'ingannerai Tu te tromperas Thou wilt mistake ) ..
S'ingannerà Il se trompera He will mistake + — C'inganneremo Nous nous
tromperons We shall mistake + = V'ingannerete Vous vous tromperez You will
mistake + . S'inganneranno Ils se tromperont They will mistake + .. Ingannando
Trompant Mistaking -%, — Ingannato Trompé Mistalen \ — Ingannati Trompés
Mistaken ^ . Ingannata Trompée Mistaken •^ .. Ingannate Trompées Mistaken p -
Ingegnarsi Ingénier (s') TO ENDEAVOUR ? — M'ingegno Je m'ingénie I endeavour ?
. T'ingegni Tu t'ingénies Thou endeavourest p S'ingegna Il s'ingénie He
endeavours v —C'ingegniamo Nous nous ingénions We endeavour V = V'ingegnate
Vous vous ingéniez You endeavour V . S'ingegnano Ils s'ingénient They endeavour
v .. M'ingegnava Je m'ingéniais I endeavoured 0 — T'ingegnavi Tu t'ingéniais
Thou endeavouredst 0 = S'ingegnava Il s'ingéniait He endeavoured 0 .
C'ingegnavamo Nous nous ingéniions Weendeavoured 0 .. V'ingegnavate Vous vous
ingéniiez You endeavoured 1 - S'ingegnavano Ils s'ingéniaient They endeavoured
1 = M'ingegnerò Je m'ingénierai I shall endeavour / . T'ingegnerai Tu
t'ingénieras Thou wilt endeavour / .. S'ingegnerà Il s'ingéniera He will
endeavour A — C'ingegneremo Nous nous ingénierons We shall endeavour A =
V'ingegnerete Vous vous ingénierez You will endeavour A . S'in gegneranno Ils
s'ingénieront They will endeavour A •• Ingegnato Ingénié Endeavoured T -
Ingegnati Ingéniés Endeavoured T = Ingegnata Ingéniée Endeavoured T • Ingegnate
Ingéniées Endeavoured VERBI. VERBES, VERBS. 223 L - Inghiottire Engloutir TO
SWOLLOW UP L = Inghiottito Englouti Swollowed up L • Inghiottiti Engloutis
Swollowed up L .-. Inghiottita Engloutie Swollowed up ( - Inghiottite
Englouties Swollowed up ( = Ingiallire Jaunir TO GROW VELLOW ( • Ingiallito
Jauni Grown yellow ( •• Ingialliti Jaunis Grown yellow H- Ingiallita Jaunie
Grown yellow H = Ingiallite Jaunies Grown yellow H • Inginocchiarsi Agenouiller
(s') To RNEEL H •■ Inginocchiato Agenouillé Knelt 1 - Inginocchiati Agenouillés
Knelt 1 = Inginocchiata Agenouillée Knelt 1 • Inginocchiate Agenouillées Knelt
1 • Ingiuriare Injurier To INSULT o — Ingiuriato Injurié Insulted o =
Ingiuriati Injuriés Insulted 0 . Ingiuriata Injuriée Insulted o .. Ingiuriate
Injuriées Insulted 1 - INGOJARE Avaler TO SWOLLOW 1 = Ingojato Avalé Swollowed
1 ■ Ingojati Avalés Swollowed 1 .. Ingojata Avalée Swollowed ) - Ingojate
Avalées Swollowed ) = Ingolfarsi Enfoncer (s') TO SINK ) . M'ingolfo Je
m'enfonce I sink ) .. T'ingolfi Tu t'enfonces Thou sinkest + — S'ingolfa Il
s'enfonce He sinks + = C'ingolfiamo Kous nous enfonçons We sink + . V'ingolfate
Vous vous enfoncez You sink 4- .. S'ingolfano Ils s'enfoncent They sink *>s
Ingolfandosi S'en fonçant Sinking — = Ingolfato Enfoncé Sunk — Ingolfati
Enfoncés Sunk ■V. . . Ingolfata Enfoncée Sunk p — Ingolfate Enfoncées Sunk ? =
Ingombrare Encombrer TO ENCUMBER 0 Ingombrato Encombré Encumbered ? ..
Ingombrati Encombrés Encumbered V - Ingombrata Encombrée Encumbered V =
Ingombrate Encombrées Encumbered V . Ingommare Empâter de gomme TO MARE STICKY
WITH GBM V .. Ingommato Empâté de gomme Made sticky with gum 0 — Ingommati
Empâtés de gomme Made sticky with gum 0 — Ingommata Empâtée de gomme Made
sticky with gum 0 . Ingommate Empâtées de gomme Made sticky with gum 0 ..
Ingrandire Grandir To GROW UP 1 - Ingrandisco Je grandis I grow up 1 =
Ingrandisci Tu grandis Thou growest up / . Ingrandisce Il grandit He grows up /
•• Ingrandiamo Nous grandissons We grow up A — Ingrandite Vous grandissez You
grow up A = Ingrandiscono Ils grandissent They grow up A • Ingrandirà Il
grandira He Avili grow up A •• Ingrandiranno Ils grandiront They will grow up
Ingrandito Ingranditi Ingrandita Ingrandite Ingrassare Ingrassato Ingrassati
ngrassata Ingrassate Ingravidale Ingravidata Ingrossare Ingrossa Ingrossano
Ingrossava Ingrossavano Ingrosserà Ingrosseranno Ingrossando Ingrossato
Ingrossati Ingrossata Ingrossate Inibire Inibito Inimicarsi Inimicato Inimicati
Inimicata Inimicate Innacquare (il vino) Innacqualo Innaffiare Innaffiato
Innaffiati Innaffiata Innaffiate Innalzare Innalzo Innalzi Innalza Innalziamo
Innalzate Innalzano Innalzava Innalzavi Innalzava Innalzavamo Innalzavate
Innalzavano Innalzai Innalzasti Innalzò Innalzammo Innalzaste \ERBES. Grandi
Grandis Grandie Grandies Engraisser Engraissé Engraissés Engraissée Engraissées
Rendre une femme en- B.endue enceinte [ceinte Grossir Il grossit Ils
grossissent Il grossissait Ils grossissaient Il grossira Ils grossiront
Grossissant Grossi Grossis Grossie Grossies Prohiber Prohibé Devenir ennemi
Devenu ennemi Devenus ennemis Devenue ennemie Devenues ennemies Mettre de l'eau
dans le VIN Mis de l'eau dans le vin Humecter Humecté Humectés Humectée
Humectées Élever J'élève Tu élèves Il élève Nous élevons Vous élevez Ils
élèvent J'élevais Tu élevais Il élevait Nous élevions Vous éleviez Us élevaient
J'élevai Tu élevas Il éleva Nous élevâmes J Vous élevâtes VERBS* Grown up Grown
up Grown up Grown up To fatten Fattened Fattened Fattened Fattened TO GET A
WOMAN WITH Got with child [child TO GROW RIG He grows big They grow big He grew
big They grew big He will grow big They will grow big Growing big Grown big
Grown big Grown big Grown big To PROHIBIT Prohibited To become enemies Became
enemies Became enemies Became en ernie? Became enemies TO ADD WATER TO WINE
Added water to wine To WET Wet Wet Wet Wet To RAISE I raise Thou raisest He
raises We raise You raise They raise I raised Thou raisedst He raised We raised
You raised They raised I raised Thou raisedst He raised We raised You raised
VERBI. VERBES. VERBS. TlÙ L — Innalzarono lis élevèrent They raised L = Innalzerò
J'élèverai I shall raise L . Innalzerai Ta élèveras Thou wilt raise L ••
Innalzerà Il élèvera He will raise ( - Innalzeremo Nous élèverons We shall
raise ( = Innalzerete Vous élèverez You will raise ( . Innalzeranno Ils
élèveront They will raise ( •• Innalzate Élevez Raise H - Innalzando Élevant
Raising H = Innalzato Élevé Raised H . Innalzati Élevés Raised H •• Innalzata
Élevée Raised 1 - Innalzate Élevées Raised 1 = ÏNNAMMORARSI Devenir amoureux To
fall m LOVE 1 Innamorato Devenu amoureux Fallen in love 1 •• Innamorati Devenus
amoureux Fallen in love o — Innamorata Devenue amoureuse Fallen in love o =
Innamorate Devenues amoureuses Fallen in love 0 . Innamorare Rendre amoureux TO
MARE FALL IN LOVE 0 .. Innamoro Je rends amoureux I make fall in love 1 - Innamori
Tu rends amoureux Thou makest fall in love 1 = Innamora Il rend amoureux He
makes fall in love 1 . Innamoriamo Nous rendons amoureux We make fall in love 1
.. Innamorate Vous rendez amoureux You make fall in love ) - Innamorano Ils
rendent amoureux They make fall in love ) = Innamorando Rendant amoureux Making
fall in love ) . Innamorato Rendu amoureux Made fall in love ) .. Innamorati
Rendus amoureux Made fall in love + — Innamorata Rendue amoureuse Made fall in
love + = Innamorate Rendues amoureuses Made fall in love + . Innestare (t. agr.
) Enter To GRAFT + .. Innestato Enté Grafted ■^ — Innestati Entés Grafted \ =
Innestata Entée Grafted ^s. . Innestate Entées Grafted ">>. . .
Innoltrare Avancer (s') To GET FORWARD p - Innoltrato Avancé Got forward p =
Innoltrati Avancés Got forward p . Innoltrata Avancée Got forward p ..
Innoltrate Avancées Got forward V — Innovare Innover To INNOVATE V = Innovato
Innové Innovated v • Innovati Innovés Innovated v .. Innovata Innovée Innovated
0 — Innovate Innovées Innovated 0 = Inoculare Inoculer TO INOCULATE 0 .
Inoculato Inoculé Inoculated 0 .. Inondare Inonder TO INUNDATE / ~ Inonda Il
inonde He inundates / = Inondano Ils inondent They inundate / • Inondava 11
inondait He inundated / •• Inondavano Ils inondaient They inundated A — Inondò
II inonda He inundated A = Inondarono Ils inondèrent They inundated A •
Inonderà Il inondera He will inundate A •• Inonderanno Ils inonderont They will
inundate T - Inondato Inondé Inundated - 226 VERBI. VERBES. VERBS. L - [nondati
Inondés Inundated L = inondata Inondée Inundated L Inondate Inondées Inundated
L ■• [iVORRlniRE Effrayer (s') TO BE AFRAID ( - Inorridisco Je m'effraie I am
afraid ( = Inorridisci Tu t'effraies Thou art afraid ( • Inorridisce Il
s'effraie He is afraid ( • Inorridiamo Nous nous effrayons We are afraid H -
Inorridite Vous vous effrayez You are afraid H = fnorridiscono Ils s'effraient
They are afraid H • Inorridite Effrayez-vous Be afraid H •• Inorridito Effrayé
Been afraid ì - Inorriditi Effrayés Been afraid 1 = Inorridita Effrayée Been
afraid 1 • Inorridite Effrayées Been afraid 1 -. Inquietare Inquiéter To
DISTURB o — Inquietarmi M'inquiéter To disturb me o = Inquietarvi Vous
inquiéter To disturb you 0 . Inquieto J'inquiète I disturb 0 .. Non inquieto Je
n'inquiète I do not disturb 1 - Inquieti Tu inquiètes Thou disturbest 1 =
Inquieta Il inquiète He disturbs 1 . Inquietiamo Nous inquiétons We disturb 1
.. Non inquietate Vous n'inquiétez pas You do not disturb ) - Inquietate Vous
inquiétez You disturb ) = M'inquietate Vous m'inquiétez You disturb me ) .
Inquietano Ils inquiètent They disturb me ) .. Inquieterò J'inquiéterai I shall
disturb + — Non v'inquieterò Je ne vous inquiéterai pas I shall not disturb you
+ = Inquieterai Tu inquiéteras Thou wilt disturb + . Inquieterà Il inquiétera
He will disturb + .. Inquieteremo Nous inquiéterons We shall disturb -«s. _
Inquieterete Vous inquiéterez You will disturb ■*•>. = Inquieteranno Ils
inquiéteront They will disturb ">, . Non v'inquietate Ne vous inquiétez
pas Do not be uneasy --V. . . Inquietando Inquiétant Disturbing ? - Inquietato
Inquiété Disturbed ? = Inquietati Inquiétés Disturbed p Inquietata Inquiétée
Disturbed ? .'. Inquietate Inquiétées Disturbed V — Insanguinare Ensanglanter
TO MAKE BLOODY V = Insanguinato Ensanglanté Made bloody V . Insanguinati
Ensanglantés Made bloody V .. Insanguinata Ensanglantée Made bloody 0 —
Insanguinate Ensanglantées Made bloody 0 = Insaporire Prendre saveur TO TARE A
SAVOUR 0 . Insaporito Pris saveur Taken a savour 0 .. Insaporiti Pris saveur
Taken a savour 1 ~ Insaporita Pris saveur Taken a savour 1 = Insaporite Pris
saveur Taken a savour 1 ■ Inscrivere Inscrire TO WRITE DOWN 1 •• Inscritto
Inscrit Written down A - Inscritti Inscrits Written down A = Inscritta Inscrite
Written down A • Inscritte Inscrites Written down A .. Insegnare Enseigner Jo
TEACH T - | Insegnarmi M'enseigner To teach me Insegnarvi Insegno V'insegno
Insegni Insegna Non insegna Insegniamo Non insegnate Insegnate M'insegnate Non
m'insegnate Insegnano Insegnava Insegnavi Insegnava Insegnavamo Insegnavate
Insegnavano Insegnai Insegnasti Insegnò Insegnammo Insegnaste Insegnarono
Insegnerò V'insegnerò Insegnerai M'insegnerai Insegnerà Insegneremo Insegnerete
Insegneranno Insegnate mi Insegnando Insegnato Insegnati Insegnata = Insegnate
? • P •• V - V = v . v .. a — 0 = 0 . 0 .. 1 - I I Inserire Inserito Inseriti
Inserita Inserite Insidiare Insidiato Insidiati Insidiata Insidiate Insinuare
Insinuato Insinuati Insinuata A — Insinuate A == \ • A •• T - Insolentire Insolentito
Insolentiti Insolentita Insolentite VERBES. Vous enseigner J'enseigne Je vous
enseigne Tu enseignes Il enseigne Il n'enseigne pas Nous enseignons Vous
n'enseignez pas Vous enseignez Vous m'enseignez Vous ne m'enseignez pas Ils
enseignent J'enseignais Ta enseignais Il enseignait Nous enseignions Vous
enseigniez Ils enseignaient J'enseignai Tu enseignas Il enseigna Nous
enseignâmes Vous enseignâtes Ils enseignèrent J'enseignerai Je vous enseignerai
Tu enseigneras Tu m'enseigneras Il enseignera Nous enseignerons Vous
enseignerez Ils enseigneront Enseignez-moi Enseignant Enseigné Enseignés
Enseignée Enseignées Insérer Inséré Insérée Insérés Insérées Dresser des pièges
Dressé des pièges Dressé des pièges Dressé des pièges Dressé des pièges
Insinuer ( suggérer ) Insinué Insinués Insinuée Insinuées Devenir insolent
Devenu insolent Devenus insolents Devenue insolente Devenues insolentes verbs.
22 ', To teach you I teach I teach you Thou teachest He teaches He does not
teach We teach You do not teach You teach You teach me You do not teacli me
They teach tanghi Thou tanghtest He tang ht We tanght You tanght Thev tanght I
tanght Thou tanghetst He tanght We tanght You tanght They tanght shall teach I
shall teach you Thou wilt teach Thou wilt teach mo He vili teach We shall teach
Yhou will teach They vili teach Teach me Teaching Tanght Tanght Tanght Tanght
To insert Inserted Inserted Inserted Inserted TO LAV SNARES Laid snares Laid
snares Laid snares Laid snares To SUT.GEST Suggested Suggested Suggested
Suggested To GROW INDOLENT Grown indolent Grown indolent Grown indolent Grown
indolent 228 VERBI. verbes. verbs. L - Insorgere Lever (se) To rise L =
Insorgerà Il se lèvera He shall rise L • Insorgeranno Ils se lèveront They will
rise L •• Insorto Levé Risen ( - Insorti Levés Risen ( - Insorta Levée Risen (
• Insorte Levées Risen ( •• Insospettire Soupçonner To suspect -i- Insospettito
Soupçonné Suspected H = Insospettiti Soupçonnés Suspected H • Insospettita
Soupçonnée Suspected H •■ Insospettite Soupçonnées Suspected 1 - Inspirare
Inspirer To inspire 1 = Inspirarvi Vous inspirer To inspire you I • Inspiro
J'inspire I inspire 1 .. Inspiri Tu inspires Thou inspirest o — Inspira Il
inspire He inspires o = Inspiriamo Nous inspirons We inspire o . M'inspirate
Vous m'inspirez You inspire me o,. Non inspirate Vous n'inspirez pas Yo' do not
inspire 1 - Inspirate Vous inspirez You inspire 1 = Inspirano Ils inspirent
They inspire 1 • Inspirava J'inspirais I inspired 1 .. Inspiravi Tu inspirais
Thou inspiredst ) — Inspirava Il inspirait He inspired ) = Inspiravamo Nous
inspirions We inspired ) . Inspiravate Vous inspiriez You inspired ) ••
Inspiravano Ils inspiraient They inspired + — Inspirai J'inspirai I inspired +
= Inspirasti Tu inspiras Thou inspiredst + . Inspirò Il inspira He inspired +
.. Inspirammo Nous inspirâmes We inspired •*->. — Inspiraste Vous inspirâtes
You inspired ->> = Inspirarono Ils inspirèrent They inspired ^ •
Inspirerò J'inspirerai I shall inspire ^ .. Inspirerai Tu inspireras Thou wilt
inspire p — Inspirerà' Il inspirera He wilt inspire P = Inspireremo Nous
inspirerons We shall inspire P • Inspirerete Vous inspirerez You will inspire P
•• Inspireranno Ils inspireront They will inspire V — Inspiratemi Inspirez-moi
Inspire V — Inspirando Inspirant Inspiring v . Inspirato Inspiré Inspired v ..
Inspirati Inspirés Inspired 0 = Inspirata Inspirée Inspired 0 = Inspirate
Inspirées Inspired 0 . Instigare Inciter To incite 0 .. Instigate Incité
Incited / - Instigati Incités Incited / = Instigata Incitée Incited / .
Instigate Incitées Incited / .. Instituire Instituer TO INSTITUTE A =
Instituito Institué Instituted A = Instituiti Institués Instituted A •
Instituita Instituée Instituted A -• Instituite Instituées Instituted T =
Instruire Instruire To instruct VERBI. VERBES. VERBS. Instruisco J'instruis I
teach Inst rui sci Tu instruis Thou teachest Instruisce Il instruit He teaches
Instruiamo Nous instruisons We teach Instruite Vous instruisez You teach
Instruiscono Ils instruisent They teach Instruiva J'instruisais I taught
Instruivi Tu instruisais Thou taughtest Instruiva Il instruisait He taught
Instruivamo Nous instruisions We taught InstL'uivate Vous instruisiez You
taught Instruivano Ils instruisaient They taught Instrutto Instruit Taught
Instratti Instruits Taught Instruite Instruite Taught Instrutte Instruites
Taught Insudiciare Salir (souiller) To dirty insudiciato Sali Dirtied
insudiciati Salis Dirtied insudiciate Salie Dirtied Insudiciate Salies Dirtied
Insultare Insulter To insult insultando Insultent Insulting insultato Insulté
Insulted insultati Insultés Insulted insultate Insultée Insulted Insultate
Insultées Insulted Insuperbire Enorgueillir (s') To GROW Insuperbisce Il
s'enorgueillit He grows Insuperbito Enorgueilli Grown Insuperbiti Enorgueillis
Grown Insuperbite Enorgueillie Grown Insuperbite Enorgueillies Grown ìntagliare
Graver TO ENGRAVE intaglia Il grave He engraves intagliano Ils gravent They
engrave intagliava Il gravait He engraved intagliavano Us gravaient They
engraved intagliato Gravé Engraved intagliati Gravés Engraved intagliata Gravée
Engraved Intagliate Gravées Engraved Intavolare Entamer (proposer) To PROPOSE
Intavolato Entamé Proposed [utavolati Entamés Proposed Intavolate Entamée
Proposed Intavolate Entamées Proposed Integrare Accomplir (achever) TO COMPLETE
Integrato Accompli Completed Integrati Accomplis Completed Integrate Accomplie
Completed Integrate Accomplies Completed Intendere Entendre To HEAR Intenderlo
L'entendre To hear it Intendermi M'entendre To hear me Intendervi Vous entendre
To hear you Intendo J'entends I hear V'intendo Je vous entends I hear you Non
v'intendo Je ne vous entends pas I do not hear you Intendi Tu entends Thou
hearest Intende Il entend He hears Intendiamo Nous entendons We hear Non
intendete Vous n'entendez pas You do not hear Intendete Vous entendez You hear
M'intendete Vous m'entendez You hear me Non m'intendete Vous ne m'entendez pas
You do not hear me Intendono Ils entendent They hear Intendeva J'entendais I
heard Non intendeva Je n'entendais pas I did not hear Intendevi Tu entendais
Thou heardst Intendeva Il entendait He heard Non intendeva Il n'entendait pas
He did not hear Intendevamo Nous entendions We heard Intendevate Vous entendie?
You heard Intendevano Ils entendaient They heard Intesi J'entendis I heard Non
intesi Je n'entendis pas I did not hear Intendesti Tu entendis Thou heardst
Intese Il entendit He heard Intendemmo Nous entendîmes We heard Intendeste Vous
entendîtes You heard Intesero Ils entendirent They heard Intenderò J'entendrai
I shall hear Intenderai Tu entendras Thou wilt heat- Intenderà Il entendra He
will hear Intenderemo Nous entendrons We shall hear Intenderete Vous entendrez
You will hear M'intenderete Vous m'entendrez You will hear me Intenderanno Ils
entendront They will hear Intendendo Entendant Hearing Inteso Entendu Heard
Intesi Entendus Heard Intesa Entendue Heard Intese Entendues Heard Intenerire
Attendrir (s') To be moved (to mollify) Intenerisce Il s'attendrit He is moved
Inteneriscono Ils s'attendrissent They are moved Inteneriva Il s'attendrissait
He was moved Intenerivano Us s'attendrissaient They were moved Intenerì Il
s'attendrit He was moved Intenerirono Ils s'attendrirent They were moved
Intenerito Attendri Moved Inteneriti Attendris Moved Intenerita Attendrie Moved
Intenerite Attendries Moved Intentare Intenter To begin a law suit Intentato
Intenté Begun a law suit Intentati Intentés Begun a law suit Intentata Intentée
Begun a law suit Intentate Intentées Begun a law suit Intercedere Intercéder To
intercede Intercedo J'intercède I intercede Intercedi Tu intercèdes Thou
intercedest Intercede Il intercède He intercedes Intercediamo Nous intercédons
We intercede VERBI. VERBES. VERBS. '10 L - Intercedete Vous intercédez You
intercede L = Intercedono Us intercèdent They intercede L - Intercederò
J'intercéderai 1 shall intercede L • Intercederai Tu intercéderas Thou wilt
intercede ( - Intercederà Il intercédera He will intercede ( = Intercederemo
Nous intercéderons We shall intercede ( • Intercederete Vous intercéderez You
will intercede ( •• Intercederanno Us intercéderont They will intercede -f-
Intercedete Intercédez Intercede H = Interceduto Intercédé Interceded H •
Interceduti Intercédés Interceded H •• Interceduta Intercédée Interceded 1 -
Intercedute Intercédées Interceded 1 = Interdire Interdire TO INTERDICT 1 •
Interdetto Interdit Interdicted î • Interdetti Interdits Interdicted o —
Interdetta Interdite Interdicted o = Interdette Interdites Interdicted 0 .
Interessare Intéresser TO INTEREST o .. Interessarlo L'intéresser To interest
him 1 - Interessarvi Vous intéresser To interest you 1 = Interessarmi
M'intéresser To interest me 1 . Interesso J'intéresse I interest "1 ..
M'interesso Je m'intéresse I interest myself ) - Interessi Tu intéresses Thou
interestest ) = Interessa Il intéresse He interests ) . M'interessa Il
m'intéresse He interests me ) .. Non m'interessa Il ne m'intéresse pas It does
not interest me H Interessiamo Nous intéressons We interest + = Interessate
Vous intéressez You interest + . M'interessate Vous m'intéressez You interest
me + •• Interessano Ils intéressent They interest ^ — Interessava J'intéressais
I interested \ = M'interessava Je m'intéressais I interested myself •^
Interessavi Tu intéressais Thou interestedst •^ Interessava Il intéressait He interested
? - S'interessava Il s'intéressait He interested himself P = Interessavamo Nous
intéressions We interessed P • Interessavate Vous intéressiez You interessed P
•• Interessavano Ils intéressaient They interessed V — Interesserò
J'intéresserai I shall interest V = Interesserai Tu intéresseras Thou wilt
interest V . Interesserà [1 intéressera He will interest v .. Interesseremo
Nous intéresserons We shall interest 0 — Interesserete Vous intéresserez You
will interest 0 = Interesseranno [ls intéresseront The)" will interest 0 •
Interessatevi [ntéressez-vous Interest 0 .. Interessato Intéressé Interested /
- Interessati Intéressés Interested Interessata Intéressée Interested / ~
Interessate Intéressées Interested / .. INTERNARSI Enfoncer (s'), pénétrer To
sink ( to penetrate ) A — [nternato Enfoncé Sunk A = Internati Enfoncés Sunk A
• Internata Enfoncée Sunk A •• Internate Enfoncées Sunk T — Interpretare
Interpréter TO INTERPRET T = Interpretate Vous interprétez You interpret 232
VERBI. Interpretato Interpretati Interpretata Interpretate Interporre
Interposto Interposti Interposta Interposte Interrogare Interroga Interrogano
Interrogava Interrogavano Interrogò Interrogarono Interrogherà Interrogheranno
Interrogato Interrogati Interrogata Interrogate Interrompere Interrompermi
Interrompervi Interrompo V'interrompo Non v'interrompo Interrompi Interrompe
M'interrompe Interrompiamo Interrompete M'inlerrompete Interrompono
Interrompeva Interrompevi Interrompeva Interrompevamo Interrompevate
Interrompevano Interrotto Interrotti Interrotta Interrotte Intertenere
Intervengo Intertieni Intertiene Interteniamo Intertenete Intertengono
Interteneva Intertenevi Interteneva Intertenevamo Intertenevate Intertenevano
Interprete Interprétés Interprétée Interprétées Interposer Interposé Interposés
Interposée Interposées Interroger Il interroge Ils interrogent Il interrogeait
Ils interrogeaient Il interrogea Ils interrogèrent Il interrogera Ils
interrogeront Interrogé Interrogés Interrogée Interrogées Interrompre
M'interrompre Vous interrompre J'interromps Je vous interromps Je ne vous
interromps p Tu interromps Il interrompt Il m'interrompt Nous interrompons Vous
interrompez Vous m'interrompez Ils interrompent J'interrompais Tu interrompais
Il interrompait Nous interrompions Vous interrompiez Ils interrompaient
Interrompu Interrompus Interrompue Interrompues Entretenir J'entretiens Tu
entretiens Il entretient Nous entretenons Vous entretenez Ils entretiennent
J'entretenais Tu entretenais Il entretenait Nous entretenions Vous entreteniez
Ils entretenaient Interpreted Interpreted Interpreted Interpreted To interpose
Interposed Interposed Interposed Interposed TO QUESTION He questions They
question He questioned They questioned He questioned They questioned He will
question They will question Questioned Questioned Questioned Questioned TO
INTERRUPT To interrupt me To interrupt you Interrupt I interrupt you I do not
interrupt you Thou interruptest He interrupts He interrupts me We interrupt You
interrupt You interrupt me They interrupt I interrupted Thou interruptedst He
interrupted We interrupted You interrupted They interrupted Interrupted
Interrupted Interrupted Interrupted TO ENTERTAIN I entertain Thou entertainest
He entertains We entertain You entertain They entertain I entertained Thou
entertainedst He entertained We entertained You entertained They entertained
_\_. VERBI. VERBES. VERBS. L - Inter tenni J'entretetins I entertained L =
Intei'tenesti Tu entretins Thou entertainedst L • Intertenne Il entretint He
entertained L •• Intertenenimo Nous entretînmes We entertained ( - Interteneste
Vous entretîntes You entertained ( = Intertennero Ils entretinrent They
entertained ( • Tntertenato Entretenu Intertained ( •• Intertenuti Entretenus
Intertained H- Intertenuta Entretenue Intertained H = Intertenute Entretenues
Intertained ^ - Intervenire Intervenir To intervene H .'• Intervenuto Intervenu
Intervened 1 - Intervenuti Intervenus Intervened 1 = Intervenuta Intervenue
Intervened 1 • Intervenute Intervenues Intervened 1 •• INTIGNERE Tremper To DIP
o — Intinto Trempé Dipt o = Intinti Trempés Dipt 0 . Intinta Trempée Dipt o ..
Intinte Trempées Dipt 1 - Intimorire Intimider TO INTIMIDATE 1 = Intimorito
Intimidé Intimidated 1 . Intimoriti Intimidés Intimidated "1 .. Intimorita
Intimidée Intimidated ) ~ Intimorite Intimidées Intimidated ) = Intirizzire
Engourdir To BENUMB ) . Intirizzito Engourdi Benumbed ) .. Intirizziti
Engourdis Benumbed + — Intirizzita Engourdie Benumbed + = Intirizzite
Engourdies Benumbed + . Intitolare Intituler TO ENTITLE + .. Intitolato
Intitulé Entitled *•>» — Intitolati Intitulés Entitled "*N = Intitolata
Intitulée Entitled ^s. Intitolate Intitulées Entitled ">. . . Intonare
(t. di mus.) Entonner ( t. de mus. ) TO BE IN TUNH 3 Intonato Entonné Been in tune
? = Intonati Entonnés Been in tune 3 Intonata Entonnée Been in tune ? .'
Intonate Entonnées Been in tune V — Intorbidare Troubler To TROUBLE V =
Intorbidato Troublé Troubled V . Intorbidati Troublés Troubled v .. Intorbidata
Troublée Troubled 0 — Intorbidate Troublées Troubled 0 = Intraprendere
Entreprendre TO UNDERTAKE o . Intraprendo J'entreprends I undertake 0 ..
Intraprendi Tu entreprends Thou undertakest / - Tntraprende El entreprend He
undertakes / = Intraprendiamo Nous entreprenons We undertake / . Intraprendete
Vous entreprenez You undertake / .. Intraprendono Ils entreprennent They
undertake A — Intraprendeva J'entreprenais I undertook A = Intraprendevi Tu
entreprenais Thou undertookest l\, Intraprendeva Il entreprenait He undertook A
.. Intraprendevamo Nous entreprenions We undertook 233 20. Ml 234 VERBI.
verbes. VERBS, L - Intraprendevate Vous entrepreniez You undertook L =
Intraprendevano Us entreprenaient They undertook L • Intrapresi J'entrepris I
undertook L •• Intraprendesti Tu entrepris Thou uudertookest ( - Intraprese Il
entreprit He undertook ( = Intraprendemmo Nous entreprimes We undertook ( •
Intraprendeste Vous entreprîtes You undertook ( •• Intrapresero Ils
entreprirent They undertook H - Intraprenderò J'entreprendrai I shall undertake
H = Intraprenderai Tu entreprendras Thou wilt undertake H • Intraprenderà Il
entreprendra He will undertake H •• Intraprenderemo Nous entreprendrons We
shall undertake 1 - Intraprenderete Vous entreprendrez You Avili undertake i =
Intraprenderanno Ils entreprendront They will undertake 1 • Intrapreso
Entrepria Undertaken ! •• Intrapresi Entrepris Undertaken o — Intrapresa
Entreprise Undertaken o = Intraprese Entreprises Undertaken 0 . INTRECCIARE
Tresser TO MAT o .. Intrecciato Tressé Matted 1 — Intrecciati Tressés Matted 1
= Intrecciata Tressée Matted 1 • Intrecciate Tressées Matted 1 .. Intridere
Tremper To dip ) - Intriso Trempé Dipped ) = Intrisa Trempée Dipped ) . Intrise
Trempées Dipped ) .. Introdurre Introduire To INTRODUCE -Ì — Introduco
J'introduis I introduce + = Introduci Tu introduis Thou introduces! + .
Introduce Il introduit He introduces + •• Introduciamo Nous introduisons We
introduce -«^ — Introducete Vous introduisez You introduce *»» = Introducono
Ils introduisent They introduce ^. Introduceva J'introduisais I introduced •-«.
. . Introduceva Il introduisait He introduced ? — Introducevamo* Nous
introduisions We introduced ? = Introducevate Vous introduisiez You introduced
p Introducevano Ils introduisaient They introduced ? Introdussi J'introduisis I
introduced V — Introdusse Il introduisit He introduced V = Introducemmo Nous
introduisîmes We introduced V . Introduceste Vous introduisîtes You introduced
V .. Introdussero ' Ils introduisirent They introduced 0 — Introdurrò
J'introduirai I shall introduce 0 = Introdurrai Tu introduiras Thou wilt
introduce 0 . Introdurrà Il introduira He will introduce 0 •• Introdurremo Nous
introduirons We shall introduce / - Introdurrete Vous introduirez You will
introduce / = Introdurranno Ils introduiront They will introduce / .
Introducendo Introduisant Introducing / •• Introdotto Introduit Introduced A -
Introdotti Introduits Introduced A = Introdotta Introduite Introduced A •
Introdotte Introduites Introduced A •• Intronizare Introniser To enthrone T -
Intronizato Intronisé Entrhoned T = Invadere Envahir TO INVADE VERBI. L -
Invaso L = Invasi L • Invasa L • Invase ( - Invaghire ( = Invaghito ( .
Invaghiti ( •• Invaghita H- Invaghite H = Invecchiare H • Invecchio H ••
Invecchi 1 - Invecchia 1 = Invecchiamo 1 • Invecchiate 1 •• Invecchiano o —
Invecchiando o = Invecchiato 0 . Invecchiati 0 .. Invecchiata 1 - Invecchiate 1
= Inventare 1 . Invento "1 .. Inventi ) - Inventa ) = Inventiamo ) .
Inventate ) .. Indentano + — Inventai + = Inventasti 4- . Inventò + .. Inventammo
\ — Inventaste •^ = Inventarono \ . Inventerò \ .. Inventerai p - Inventerà p =
Inventeremo •p . Inventerete p .. Inventeranno V — Inventate V = Inventato V .
Inventati v .. Inventata 0 — Inventate 0 = Inverniciare 0 . Inverniciato 0 ..
Inverniciati / - Inverniciata / = Inverniciate / • Investire / .. Investito A —
Investiti A = Investita A • Investite A .. Inviare VERBES. Envahi VERBS.
Invaded Envahis Invaded Envahie Invaded Envahies Invaded Charmer To CHARM
Charmé Charmed Charmés Charmed Charmée Charmed Charmées Charmed Vieillir To
grow old Je vieillis I grow old Tu vieillis Thou growest old Il vieillit He
grows old Nous vieillissons We grow old Vous vieillissez You grow old Ils
vieillissent They grow old Vieillissant Growing old Vieilli Grown old Vieillis
Grown old Vieillie Grown old Vieillies Grown old Inventer To INVENT J'invente 1
invent Tu inventes Thou inventest Il invente He invents Nous inventons We
invent Vous inventez You invent Ils inventent They invent J'inventai I invented
Tu inventas Thou inventedst Il inventa He invented Nous inventâmes We invented
Vous inventâtes You invented Ils inventèrent They invented J'inventerai I shall
invent Tu inventeras Thou wilt invent Il inventera He will invent Nous
inventerons We shall invent Vous inventerez You will invent Us inventeront They
will invent Inventez Invent Inventé Invented Inventés Invented Inventée
Invented Inventées Invented Vernir To VARNISH Verni Varnished Vernis Varnished
Vernie Varnished Vernies Varnished Investir To INVEST Investi Invested Investis
Invested Investie Invested Investies Invested 235 Envoyer To SEND J 236 VERBI,
VERBES. VERBS. L -1 Inviato i Envoyé Sent |_ — ■ Inviati Envoyés Sent L •
Inviata Envoyée Sent L •• Inviate Envoyées Sent ( - Invidiare Envier To ENVY (
= Invidio Ternie I envy ( • Invidi Tu envies Thou envies* ( •• Invidia Il envie
He envies H- Invidiamo Nous envions We envy H = Invidiate Vous enviez You envy
-\ ■ Invidiano Ils envient They envy -\ •• Invidiato Envié Envied 1 - Invidiati
Enviés Envied 1 = Invidiata Enviée Envied 1 • Invidiate Enviées Envied 1 ••
Invitare Inviter To INVITE o — Invitarlo L'inviter To invite him o = Invitarvi
Vous inviter To invite you 0 . Invitarmi M'inviter To invite me 0 .. Invito
J'invite I invite 1 - V'invito Je vous invite I invite you 1 = Inviti Tu
invites Thou invitest 1 ■ M'inviti Tu m'invites Thou invitest me 1 .. Invita Il
invite He invites ) - Non invita Il n'invite pas He does not invite ) =
Invitiamo Nous invitons We invite ) • M'invitate Vous m'invitez You invite me )
.. Invitate Vous invitez You invite + — Non invitate Vous n'invitez pas You do
not invite + = N'm'in vitate Vous ne m'invitez pas You do not invite me + .
Invitano Ils invitent They invite + .. Invitava J'invitais I invited ■*>» —
Invitavi Tu invitais Thou invitedst ~*-s = Invitava Il invitait He invited ^, .
Invitavamo Nous imitions We invited -^ . . Invitavate Vous invitiez You invited
? - Invitavano Ils invitaient They invited ? = Invitai J'invitai I invited ? .
Invitasti Tu invitas Thou invitedst ? Invitò Il invita He invited v — Invitammo
Nous invitâmes We invited V = Invitaste Vous invitâtes You invited V .
Invitarono Ils invitèrent They invited v .. Inviterò J'inviterai I shall invite
0 — V'inviterò Je vous inviterai I shall invite you 0 == Inviterai Tu inviteras
Thou wilt imite 0 . M'inviterai Tu m'inviteras Thou wilt invite me 0 ..
Inviterà Il invitera He will invite / — Inviteremo Nous inviterons We shall
invite / = Non inviterete Vous n'inviterez pas You will not invite / .
Inviterete Vous inviterez You will invite / •• M'inviterete Vous m'inviterez
You will invite me A — Inviteranno Ils inviteront They will invite A = Invitate
Invitez Imite A . Invitando Invitant Inviting A •• Invitato Invité Invited T —
Invitati Invités Invited T = Invitata Invitée Invited T . Invitate Invitées
Invited VERBI. VERBES. VERBS. 52 L - Invocare Invoquer TO INVOKE L = Invoco
J'invoque I invoke L • Invocava J'invoquais I invoked L •• Invocai J'invoquai I
invoked ( - Invocherò J'invoquerai I shall invoke ( = Invocate Invoquez Invoke
( • Invocando Invoquant Invoking ( .. Invocato Invoqué Invoked H- Invocati
Invoqués Invoked H = Invocata Invoquée Invoked H • Invocate Invoquées Invoked H
•• Involtare Envelopper TO ENVELOP 1 - Involtato Enveloppé Enveloped 1 =
Involtati Enveloppés Enveloped 1 • Involtata Enveloppée Enveloped ! .-
Involtate Enveloppées Enveloped o — Inzaccherare Crotter TO COAVER AVITII DIRT
o = Inzaccherato Crotté Dirty o . Inzaccherati Crottés Dirty o .. Inzaccherata
Crottée Dirty 1 - Inzaccherate Crottées Dirty 1 = Inzuccherare Sucrer TO SUGAR
1 . Inzuccherato Sucré Sugared Inzuccherati Sucrés Sugared ) — Inzuccherata
Sucrée Sugared ) = Inzuccherate Sucrées Sugared Inzuppare Tremper (imbiber) To
SOAK Inzuppato Trempé Soaked -I- — Inzuppati Trempés Soaked + = Inzuppata Trempée
Soaked + . Inzuppate Trempées Soaked + .. Ipotecare Hypothéquer TO 3I0RTGACE v.
— Ipoteco J'hypothèque I mortgage ■^ = Ipotechi Tu hypothèques Thou mortgagest
^» . Ipoteca Il hypothèque He mortgages *"x . . Ipotechiamo Nous
hypothéquons We mortgage e - Ipotecate Vous hypothéquez You mortgage ? =
Ipotecano Ils hypothèquent They mortgage ? . Ipotecherò J'hypothéquerai I shall
mortgage ? .. Ipotecherai Tu hypothéqueras Thou wilt mortgage v - Ipotecherà Il
hypothéquera He aa ill mortgage v = Ipotecheremo Nous hypothéquerons We shall
mortgage V . Ipotecherete Vous hypothéquerez You will mortgage v ..
Ipotecheranno Ils hypothéqueront They will mortgage 0 — Ipotecando Hypothéquant
Mortgaging 0 = Ipotecato Hypothéqué Mortgaged 0 . Ipotecati Hypothéqués Mortgaged
0 .. Ipotecata Hypothéquée Mortgaged 1 - Ipotecate Hypothéquées Mortgaged / =
[RE ALLER Toco / . Ito allé Gone / .. Ili Allés Gone A — Ita Allée Gone A = Ite
Allées Gone A • Irritare [rriter TO IRRITATE A •• M' irrita Il m'irrite He
irritate me T - Irritato Irrité Irritated 237 238 VERBI. verbes. VERBS. L -
Irritati Irrités Irritated L = Irritata Irritée Irritated L » Irritate Irritées
L Lacérer (déchirer) Irritated L •• Lacerare To tear ( - Lacero Je lacère I
tear ( = Laceri Tu lacères Thou tearest ( • Lacera Il lacère He tears ( ..
Laceriamo Nous lacérons We tear H - Lacerate Vous lacérez You tear H = Lacerano
Ils lacèrent They tear H • Lacerando Lacérant Tearing H •• Lacerato Lacéré Torn
1 - Lacerati Lacérés Torn 1 = Lacerata Lacérée Torn 1 • Lacerate Lacérées Torn
1 •• Lagnarsi Plaindre (se) TO COMPLAIN o — Mi lagno Je me plains I complain o
= Non mi lagno Je ne me plains pas I do not complain o . Ti lagni Tu te plains
Thou complainest o .. Si lagna Il se plaint He complains 1 - Non si lagna Il ne
se plaint pas He does not complain 1 = Ci lagniamo Nous nous plaignons We
complain 1 . Vi lagnate Vous vous plaignez You complain 1 ■■ Si lagnano Ils se
plaignent They complain ) — Mi lagnava Je me plaignais I complained ) = Ti
lagnavi Tu te plaignais Thou complainedst ) • Si lagnava Il se plaignait He
complained ) .. Ci lagnavamo Nous nous plaignions We complained -f — Vi
lagnavate Vous vous plaigniez You complained + = Si lagnavano Ils se
plaignaient They complained + . Mi lagnai Je me plaignis I complained + .. Ti
lagnasti Tu te plaignis Thou complainedst "»». — Si lagnò Il se plaignit
He complained \ = Ci lagnammo Nous nous plaignîmes We complained -«*. Vi
lagnaste Vous vous plaignîtes You complained ■^ . . Si lagnarono Ils se
plaignirent They complained ? — Mi lagnerò Je me plandrai I shall complain ? =
Non mi lagnerò Je ne me plaindrai pas I shall not complain p Ti lagnerai Tu te
plaindras Thou wilt complain ? Si lagnerà Il se plaindra He will complain V —
Ci lagneremo Nous nous plaindrons We shall complain V = Vi lagnerete Vous vous
plaindrez You will complain V . Si lagneranno Ils se plaindront They will
complain V •• Lagnatevi Plaignez-vous Complain you 0 — Lagnandosi Se plaignant
Complaining 0 = Lagnato Plaint Complained 0 . Lagnati Plaints Complained 0 ..
Lagnata Plainte Complained 1 ~ Lagnate Plaintes Complained 1 = Làgrimare
Larmoyer TO SHED TEARS / . Lagrima Il larmoie He sheds tears / •• Lagrimano Ils
larmoient They shed tears A — Lagrimava Il larmoyait He shed tears A =
Lagrimavano Ils larmoyaient They shed tears A • Lagrimato Larmoyé Shed tears A
•• Lambiccarsi il cervello Creuser (se) le cerveau To rack one's brains £»s . .
Lapidato Lapidé Stoned p - Lapidati Lapidés Sioned p = Lapidata Lapidée Stoned
p . Lapidate Lapidées Stoned p .. Lasciare Laisser TO LEAVE V - Lasciarvi Vous
laisser To leave you V — Lasciarlo Le laisser To leave him, it V . Lascio Je
laisse I leave v .. Vi lascio Je vous laisse I leave you 0 — Lasci Tu laisses
Thou leavest 0 = Lascia Il laisse He leaves 0 . Lasciamo Nous laissons We leave
0 .. Lasciate Vous laissez You leave 1 - Lasciano Us laissent They leave 1 =
Lasciava Je laissais I left 1 . Lasciavi Tu laissais Thou leftest 1 •• Lasciava
Il laissait He left A — Lasciavamo Nous laissions We left A = Lasciavate Vous
laissiez You left A • Lasciavano Ils laissaient They left A •• Lasciai Je
laissai Heft T - Lasciasti Tu laissas Thou leftest 240 VERBI. L - Lasciò L =
Lasciammo L - Lasciaste L •• Lasciarono ( - Lascerò ( = Non lascerò ( ■
Lascerai (. •• Lascerà H - Lasceremo H = Lascerete H • Lasceranno H •• Lascia I
- Lasciamo I = Lasciate 1 • Lasciatemi I •• Lasciateci o — Lasciando o =
Lasciato 0 . Lasciati 0 .. Lasciata 1 - Lasciate 1 = Lassare 1 . Lassato 1 ..
Lassati ) - Lassata ) = Lassate ) • Lavare ) .. Laverò H Laverai - f- = Laverà
4- . Laveremo + •• Laverete - — — Laveranno "»». = Lavate s . Lavando ^ .
. Lavato ? - Lavati ? = Lavata P • Lavate ? •• Lavorare V — Lavoro V = Non
lavoro V . Lavori V .. Lavora 0 — Lavoriamo 0 = Lavorate 0 . Non lavorate 0 ..
Lavorano / - Lavorava / = Lavorava / . Lavoravamo / •• Lavoravate A —
Lavoravano A = Lavorerò A • Non lavorerò A -. Lavorerai T - Lavorerà T =
Lavoreremo T • Lavorerete VERBES. VERBS. Il laissa He left Nous laissâmes We
left Vous laissâtes You left Ils laissèrent They left Je laisserai I shall
leave Je ne laisserai pas I shall not leave Tu laisseras Thou wilt leave Il
laissera He will leave Nous laisserons We shall leave Vous laisserez You will
leave Ils laisseront They will leave Laisse Leave Laissons Let us leave Laissez
Leave Laissez-moi Leave me Laissez-nous Leave us Laissant Leaving Laissé Left
Laissés Left Laissée Left Laissées Left Lasser To tire Lassé Tired Lassés Tired
Lassée Tired Lassées Tired Laver To WASH Je laverai I shall wash Tu laveras
Thou wilt wash Il lavera He will wash Nous laverons We shall wash Vous laverez
You will wash Ils laveront They will wash Lavez Wash Lavant Washing Lavé Washed
Lavés Washed Lavée Washed -Lavées Washed Travailler To WORK Je travaille I work
Je ne travaille pas I do not work Tu travailles Thou workest Il travaille He
works Nous travaillons We work Vous travaillez You work Vous ne travaillez pas
You do not work Ils travaillent They work Je travaillais I worked Il
travaillait He worked Nous travaillions We worked Vous travailliez You worked
Ils travaillaient They worked Je travaillerai I shall work Je ne travaillerai
pas I shall not work Tu travailleras Thou wilt work Il travaillera He will work
Nous travaillerons We shall work Vous travaillerez You will work VERBI. VERBES.
VERBS. 2 L — Lavoreranno Ils travailleront Thev ^vill work L =. Lavora
Travaille Work L • Lavorate Travaillez Work L ■• Non lavorate Ne travaillez pas
Do not work ( - Lavorano Qu'ils travaillent Let them work ( = Lavorando
Travaillant Working ( - Lavorato Travaillé Worked or wrought ( .- Lavorati
Travaillés Worked or wrought H- Lavorata Travaillée Worked or wrought -\ =
Lavorate Travaillées Worked or wrought H • Lavorare Travailler TO LABOUR H ••
Lavoro Je travaille I lahour 1 - Lavori Tu travailles Thou labourest 1 = Lavora
Il travaille He labours 1 • Lavoriamo Nous travaillons We lahour 1 .. Lavorate
Vous travaillez You lahour o — Lavorano Ils travaillent They labour o =
Lavorava Je travaillais I laboured o . Lavoravi Tu travaillais Thou labouredst
o .. Lavorava Il travaillait He laboured 1 - Lavoravamo Nous travaillions We
laboured "1 = Lavoravate Vous travailliez You laboured 1 . Lavoravano Us
travaillaient They laboured 1 .. Lavorai Je travaillai I laboured ) - Lavorasti
Tu travaillas Thou labouredst ) = Lavorò Il travailla He laboured ) . Lavorammo
Nous travaillâmes We laboured ) .. Lavoraste Vous travaillâtes *"ou
laboured Lavorarono Us travaillèrent They laboured -4- = Lavorerò Je
travaillerai I shall labour -f . Lavorerai Tu travailleras Thou wilt labour + ..
Lavorerà Il travaillera He will labour «^, Lavoreremo Nous travaillerons We
shall labour ^s» = Lavorerete Vous travaillerez You will labour ■^^ .
Lavoreranno Ils travailleront They will labour "* 0 = Legato Lié Bound 0 .
Legati Liés Bound 0 .. Legata Liée Bound / - Legate Liées Bound / = Leggere
Lire To READ 1 ■ Leggerlo Le lire To read it 1 .. Leggo Je lis I read A — Non
leggo Je ne lis pas I do not read A = Leggi Tu lis Thou readest A • Non leggi
Tu ne lis pas Thou doest not read A •• Legge Il lit He reads T- Non legge Il ne
lit pas He does not read T = Leggiamo Nous lisons We read 241 21 242 VERBI L -
Leggete L = Non leggete L • Leggono L •• Leggeva ( - Non leggeva ( = Leggevi (
. Leggeva ( .. Non leggeva H - Leggevamo H = Leggevate H . Leggevano H -• Lessi
1 — Non lessi 1 = Legesti ! . Lesse ! •• Leggemmo o — Leggeste o = Lessero o .
Leggerò o .. Non leggerò 1 — Leggerai 1 = Non leggerai 1 . Leggerà 1 .. Non
leggera 1 — Leggeremo ) = Leggerete ) . Non leggerete ) .. Leggeranno H
Leggerei 4- = Leggeresti + . Leggerebbe 4- .. Leggeremmo ■*>. — Leggereste
--«. = Leggerebbero \ . Leggi *»«. . . Legga P - Leggiamo P = Leggete P . Non
leggete e .. Leggano v — Cbe legga v = Che legga V . Che legga v .. Che
leggiamo 0 — Che leggiate 0 = Che leggano 0 . Che leggessi 0 .. Leggessi / -
Leggesse / - Leggessimo / ■ Leggeste / •■ Leggessero A — Se non leggete A == Se
leggessi A • Se leggeste A •■ Leggendo T — Letto T = Letti T • Letta T •• Lette
VERBES. Vous lisez Vous ne lisez pas Ils lisent Je lisais Je ne lisais pas Tu lisais
Il lisait Il ne lisait pas Nous lisions Vous lisiez Ils lisaient Je lus Je ne
lus pas Tu lus Il lut Nous lûmes Vous lûtes Ils lurent Je lirai Je ne lirai pas
Tu liras Tu ne liras pas Il lira II ne lira pas Nous lirons Vous lirez Vous ne
lirez pas Ils liront Je lirais Tu lirais Il lirait Nous lirions Vous liriez Ils
liraient Lis Qu'il lise Lisons Lisez Ne lisez pas Qu'ils lisent Que je bise Que
tu lises Qu'il lise Que nous lisions Que vous lisiez Qu'ils lisent Que je lusse
Que tu lusses Qu'il lut Que nous lussions Que vous lussiez Qu'ils lussent Si
vous ne lisez pas Si je lisais Si vous Usiez Lisant Lu Lus Lue Lues VERBS. You
read You do not read They read I was reading I was not reading Thou wast
reading He was reading He was not reading We were reading You were reading They
were reading I read [ did not read Thou readest He read We read You read They
read I shall read I shall not read Thou wilt read Thou wilt not read He will
read He will not read We shall read You will read You will not read They will
read I would read Thou wouldst read He would read We would read You would read
They would read Read Let him read Let us read Read Do not read Let them read
That I may read That thou mayst read That he may read That we may read That you
may read That they may read That I might read That thou might read That he
might read That we might read That you might read That they might read If you
do not read If I read If you read Reading Read Read Read Read VERBI. VERBES.
VERBS. 243 L - Legittimare LÉGITIMER TO LEGITIMATE L = Legittimato Légitimé
Legitimated L • Legittimati Légitimés Legitimated L ■• Legittimata Légitimée
Legitimated ( - Legittimate Légitimées Legitimated ( == Levare ( Levarsi )
Lever, se lever TO LIFT s, . Levata Levée Lifted "•». . . Levate Levée Lifted
? - Levitare Fermenter ( lever ) TO FERMENT p = Levitato Fermenté Fermented ? .
Liberare DÉLIVRER To deliver (to free) ? .. Liberato Délivré Delivered V —
Liberati Délivrés Delivered V = Liberata Délivrée Delivered V • Liberate
Délivrées Delivered V •• Licenziare Licencier (congédier) To DISBAND 0 —
Licenzio Je licencie I disband 0 = Licenzieró Je licencierai I shall disband 0
. Non mi licenzierete Vous ne me licencierez p. You will not disband me 0 ..
Licenziate Licenciez Disband 1 ~ Licenziato Licencié Disbanded / = Licenziati
Licenciés Disbanded / ■ Licenciata Licenciée Disbanded / •• Licenziate
Licenciées Disbanded A — Limare Limer To FILE A = Limato Limé Filed A . Limati
Limés Filed A .. Limata Limée Filed T - Limate Limées Filed 244 VERBI. VERBES.
VERBS. L — Limitare Limiter f borner) To limit ( to hound > L = Limitato
Limité Limited Limitati Limités Limited Limitata Limitée Limited ( — Limitate
Limitées Limited ( = Liquidare ( un conto) Liquider To liquidate (one's debts)
Liquidato Liquidé Liquidated Liquidati Liquidés Liquidated -\ - Liquidata
Liquidée Liquidated H = Liquidate Liquidées Liquidated H • Lisciare Lisser To
SMOOTH H •• Lisciato Lissé Smoothed 1 — Lisciati Lissés Smoothed 1 = Lisciata
Lissée Smoothed i • Lisciate Lissées Smoothed 1 ■• Litigare Plaider To PLEAD o
— Litigherò Je plaiderai I shall plead o = Litigherai Tu plaideras Thou wilt
plead o . Litigherà Il plaidera He w ill plead 0 .. Litigheremo Nous plaiderons
We shall plead "I - Litigherete Vous plaiderez You will plead 1 = Litigheranno
Ils plaideront They will plead 1 . Litigando Plaidant Pleading "1 ..
Litigato Plaidé Pleaded ) — Livellare Niveler TO LEVEL ) = Livellato Nivelé
Leveled ) . Livellati Nivelés Leveled ) .. Livellata Nivelée Leveled + —
Livellate Nivelées Leveled -h = Lodare LOLER To praise -j- Lodarvi Vous louer
To praise you + . . Lodo Je loue I praise "^s Vi lodo Je vous loue I
praise you -■>» =. Non vi lodo Je ne vous loue pas I do not praise you ^
Lodi Tu loues Thou praisest ~^H . . Loda Il loue He praises 0 Lodiamo Nous
louons We praise p — Lodate Vous louez You praise Ò Lodano lis louent They
praise ? Lodava Je louais I praised V — Lodava Il louait He praised V =
Lodavamo Nous louions We praised V . Lodavate Vous louiez You praised V ..
Lodavano Ils louaient They praised 0 — Lodai Je louai I praised e = Lodò Il
loua He praised 0 . Lodammo Nous louâmes We praised 0 .. Lodaste Vous louâtes
You praised / - Lodarono Ils louèrent They praised Loderò Je louerai I shall
praise / - Vi loderò Je vous louerai I shall praise you / •• Loderai Tu loueras
Thou wilt praise A — Loderà Il louera He will praise A = Loderemo Nous louerons
We shall praise A • Loderete Vous louerez You will praise A .. Loderanno Us
loueront They will praise T - Lodando Louant Praising VERBI. VERBES. VERBS. 245
L - Lodato Loué Praised L = Lodati Loués Praised L • Lodata Louée Praised L ••
Lodate Louées Praised ( - Logora ïiE User, consumer To WEAR OUT ( = Logorato
Usé Worn out ( • Logorati Usés. Worn out ( •• Logorata Usée Worn out H-
Logorate Usées Worn out H = Lordare Crotte» To DIRTY H • Lordato Crotté Dirtied
H •• Lordati Crottés Dirtied 1 — Lordata Crottée Dirtied 1 = Lordate Crottées
Dirtied 1 • Lottare Latter To LATH I •• Lottato Latte Lath o — Lusingare
Flatter, caresser TO FLATTER o = Lusingarsi Se flatter To flatter one'sseli o .
Lusingarlo Le flatter To flatter him 0 .. Lusingarla La flatter To flatter her
"1 - Lusingarmi Me flatter To flatter me 1 = Lusingarvi Vous flatter To
flatter you 1 ■ Mi lusingo Je me flatte I flatter myself 1 .. Lusingo Je flatte
I flatter ) - Non vi lusingo Je ne vous flatte pas I do not flatter you ) = Non
mi lusingo Je ne me flatte pas I do not flatter mvself ) . Lusinghi Tu flattes
Thou flatterest ) .. Lusinga Il flatte He flatters + — Si lusinga Il se flatte
He flatters himself + = Lusinghiamo Nous flattons We flatter + . Lusingate Vous
flattez You flatter + .. Vi lusingate Vous vous flattez You flatter yourselves
"•s. — Lusingano Ils flattent They flatter ^. =3 Si lusingano Ils se
flattent They flatter themselves >» Lusingava Je flattais I flattered -^ ..
Mi lusingava Je me flattais I flattered myself ? - Lusingavi Tu flattais Thou
flatteredst e = Lusingava Il flattait He flattered e . Lusingavamo Nous
flattions We flattered e •• Lusingavate Vous flattiez You flattered A —
Lusingavano Ils flattaient They flattered A = Non vi lusingate Ne vous flattez
pas Do not flatter yourselves A • Lusingato Flatté Flattered A •• Lusingati
Flattés Flattered 0 — Lusingata Flattée Flattered 0 = Lusingate Flattées M
Flattered 0 • Macchiare Tacher To ENDEAVOUR 0 •• Macchiato Tâché Endeavoured /
- Macchiati Tâchés Endeavoured / = Macchiata Tâchée Endeavoured / ■ Macchiate
Tachées Endeavoured / •• MACCHINARE Machiner TO MACHINATE A — Macchinato
Machiné Machinated A = Macchinati Machinés Machinated 21 A 246 TERBI. VERBES.
VERBS. L - Macchinata Machinée Machinated L = Macchinate Machinées Machinated L
• Macinare Moudre To grind L •• Macinato Moulu Ground ( - Macinati Moulus
Ground ( = Macinata Moulue Ground ( • Macinate Moulues Ground ( .- Malandare
Tourner à mal To turn out bad H — Malandato Tourné à mal Turned out bad H = — j
. Malandati Tournés à mal Turned out bad Malandata Tournée à mal Turned out bad
-{ ■■ Malandate Tournées à mal Turned out bad 1 — Maledire Maudire To CURSE j =
Maledico Je maudis I curse 1 . Maledici Tu maudis Thou cursest 1 •• Maledice Il
maudit He curses o — Maledite Vous maudissez You curse o = Maledicono Ils
maudissent They curse 0 . Malediceva Je maudissais I cursed 0 .. Malediceva Il
maudissait He cursed 1 — Maleddicevamcr Nous maudissions We cursed 1 =
Maledicevate Vous maudissiez You cursed 1 . Maledicevano Ils maudissaient They
cursed 1 .. Maledissi Je maudis I cursed ) - Maledisse Il maudit He cursed ) =
Maledicemmo Nous maudîmes We cursed ) . Malediceste Vous maudîtes You cursed )
•• Maledissero Ils maudirent They cursed + — Maledirei Je maudirais I would
curse + = Malediresti Tu maudirais Thou wouldst curse + . Maledirebbe Il
maudirait He would curse + .. Malediremmo Nous maudirions We would curse ■»*, —
Maledireste Vous maudiriez You would curse \ — Maledirebbero Us maudiraient
They would curse \ Maledicendo Maudissant Cursing ■>* Maledetto Maudit
Cursed p — Maledetti Maudits Cursed ? = Maledetta Maudite Cursed p Maledette
Maudites Cursed ? •• Malfare Mal faire To DO ILL V — Malfatto Mal fait ( qui a
) Done ill ( who has ) V = Malfatti Mal faits Done ill V • Malfatta Mal faite
Done ill v .. Malfatte Mal faites Done ill 0 — Malmenare Malmener TO USE ILL 0
=5 Malmenato Malmené Used ill 0 . Malmenati Malmenés Used ill 0 .. Malmenata
Malmenée Used ill / - Malmanate Malmenées Used ill / = Maltrattare Maltraiter
To Ill-treat / • Maltrattato Maltraité Ill-treated / .. Maltrattati Maltraités
Ill-treated A — Maltrattata Maltraitée Ill-treated A = Maltrattate Maltraitées
Ill-treated A . Malvedere Voir de mauvais œil TO SEE WITH AN EVIL EYE A ..
Malvisto Vu de mauvais oeil Seen with an evil eye T - Malvisti Vus de mauvais
œil Seen with an evil eye VERBI. VERBES. VERBS. L- L - Malvista Vue de mauvais
œil Seen with an evil eye L = Malviste Vues de mauvais œil Seen with an evil
eye L • Mancare Manquer To MISS L •• Mancarvi Vous manquer To miss to you ( -
Mancarmi Me manquer To miss to me ( = Manco Je manque I miss ( • Non mauco Je
ne manque pas 1 do not miss ( •• Manchi Tu manques Thou missest H- Manca Il
manque He misses -H = Mi manca Il me manque He misses me ^ . Non manca Il ne
manque pas He does not miss -\ •• Manchiamo Nous manquons We miss i - Mancate
Vous manquez You miss l = Mancano Ils manquent They miss ! . Mancava Je manquais
I missed 1 •• Mancavi Tu manquais Thou missedst o — Mancava tl manquait He
missed 0 = Mancavamo Nous manquions We missed 0 . Mancavate Vous manquiez You
missed o .. Mancavano Ils manquaient They missed 1 - Mancai Je manquai I missed
1 = Mancasti Tu manquas Thou missedst 1 . Mancò Tl manqua He missed 1 ..
Mancammo Nous manquâmes We missed ) - Mancaste Vous manquâtes You missed ) =
Mancarono Us manquèrent They missed ) . Mancherò Je manquerai I shall miss ) ..
Non mancherò Je ne manquerai pas I shall not miss + — Mancherai Tu manqueras
Thou wilt miss + = Mancherà Il manquera He will miss + . Mancheremo Nous
manquerons We shall miss + .. Mancherete Vous manquerez You will miss ^ —
Mancheranno Ils manqueront They will miss «*s. = Mancando Manquant Missing ■^
Mancato Manqué Missed --^ . . Mancati Manques Missed p — Mancata Manquée Missed
p = Mancate Manquées Missed p . Mandare Envoyer TO SEND ? .. Mandarmi M'envoyer
To send me V — Mandarvi Vous envoyer To send to you V = Mandargli Lui envoyer
To send to him V • Mando J'envoie I send V .. Vi mando Je vous envoie I send
you 0 — Non vi mando Je ne vous envoie pas I do not sent to you 0 = Mandi Tu
envoies Thou sendest 0 . Manda 11 envoie He sends 0 .. Mandiamo Nous envoyons
We send / ~ Non mi mandate Vous ne m'envoyez pas You do not send me 1 = Mandate
Vous envoyez You send / • Mi mandate Vous m'envoyez You send me / •• Mandano
Ils envoient They send A - Mandava J'envoyais I sent A = Mandavi Tu envoyais
Thou sentest A . Mandava Il envoyait He sent A •• Mandavate Nous envoyions We
sent T - Mandavamo Vous envoyiez You sent T • Mandavano Ils envoyaient They
sent T .. Mandai J'envoyai |l sent 247 '248 VERBI. Mandasti Mandò Mandammo
Mandaste Mandarono Manderò Vi manderò Manderai Manderà Manderemo Manderete Mi
manderete Manderanno Mandatemi Mandando Mandato Mandati Mandata Mandate
Maneggiare Maneggiato Maneggiati Maneggiata Maneggiate Maxgiare Mangio Non
mangio Mangi Non mangi Mangia Non mangia Mangiamo Mangiate Non mangiate
Mangiano Mangiava Mangiavi Mangiava Mangiavamo Mangiavate Mangiavano Mangiai
Mangiasti Mangiò Mangiammo Mangiaste Mangiarono Mangerò Non mangerò Mangerai
Mangerà Non lo mangerà Mangeremo Mangerete Mangeranno Mangerei Mangeresti
Mangerebbe Mangeremmo VERBES. Tu envoyas Il envoya Nous envoyâmes Vous envoyâtes
Ils envoyèrent J'enverrai Je vous enverrai Tu enverras Il enverra Nous
enverrons Vous enverrez Vous m'enverrez Ils enverront Envoyezx . Marinata
"^ . . Marinate p - Maritare ? = Marito ? . Marita p .. Maritiamo V -
Maritate V = Maritai V . Maritò v .. Maritammo 0 — Maritaste 0 = Mariterò 0 .
Mariterà 0 .. Mariteremo 1 - Mariterete 1 = Mariteranno / . Maritando / ..
Maritata A — Maritate A = Martellare A . Martellato A .. Martellati T-
Martellata T = Martellate VERBES. VERBS. Marquer To MARE Marqué Marked Marqués
Marked Marquée Marked Marquées Marked Marcher To WALK Je marche I walk Il
marche He walks Nous marchons We walk Vous marchez You walk Ils marchent They
walk Je marchais I walked Tu marchais Thou walkedst Il marchait He walked Nous
marchions We walked Vous marchiez You walked Ils marchaient They walked Je
marchai I walked Tu marchas Thou walkedst Il marcha He walked Nous marchâmes We
walked Vous marchâtes You walked Ils marchèrent They walked Je marcherai I
shall walk Tu marcheras Thou wilt walk Il marchera He will walk Nous marcherons
We shall walk Vous marcherez You will walk Ils marcheront They will walk
Marchant Walking Marché Walked Mariner To picele Mariné Pickled Marines Pickled
Marinée Pickled Marinées Pickled Marier TO MARRY Je marie I marry Il marie He
marries Nous marions We marry Vous mariez You marry Je mariai I married Il
maria He married Nous mariâmes We married Vous mariâtes You married Je marierai
I shall marry Il mariera He will marry Nous marierons We shall marry Vous
marierez You will marry Ils marieront They will marry Mariant Marrying Mariée
Married Mariées Married Frapper du marteau ou TO HAMMER Martelé [marteler
Hammered Martelés Hammered Martelée Hammered Martelées Hammered VERBI. VERBES.
VERBS. 251 L - Martirizzare Martyriser TO MARTYR, TO MAKE ONE SUFFER MARTYR
DOWtf L = Martirizzato Martyrisé Martired L ■ L •• Martirizzati Martyrisés,
Martired Martirizzata Martyrisée Martired ( - Martirizzate Martyrisées Martired
( = Mascherare Masquer (déguiser) To mask (to disguise) ( . Mascherato Masqué
Masked ( .. Mascherati Masqués Masked H - Mascherata Masquée Masked H =
Mascherate Masquées Masked H • Masticare MACHER To CHEW H •■ Masticato Mâché
Chewed 1 - Masticati Mâchés Chewed 1 = Masticata Mâchée Chewed 1 • Masticate
Mâchées Chewed 1 • Matricolare Matriculer TO MATRICULATE o — Matricolato
Matricule Matriculated o — Matricolati Matricules Matriculated o . Matricolata
Matriculée Matriculated o . . Matricolate Matriculées Matriculated 1 -
Mattonare Carreler TO PAVE WITH TILES 1 = Mattonato Carrelé Paved with tiles 1
. Mattonati Carrelés Paved with tiles 1 .. Mattonata Carrelée Paved with tiles
) - Mattonate Carrelées Paved with tiles ) = Maturare Mûrir To RIPEN ) . Matura
Il mûrit It ripens ) .. Maturano Ils mûrissent They ripen H Maturerà Il mûrira
It will ripen + = Matureranno Ils mûriront They will ripen + . Maturato Mûri
Ripened + .. Maturati Mûris Ripened "■v, Maturata Mûrie Ripened ■»■- =
Maturate Mûries Ripened \ . Medicare MÉDICAMENTER TO GIVE MEDICINE --, Medicato
Mèdicamente Given medicine p — Medicati Médicamentés Given medicine p =
Medicata Médicamentée Given medicine p . Medicate Médicamentées Given medicine
e .. Meditare MÉDITER TO MEDITATE V - Medito Je médite I meditate V = Mediti Tu
médites Thou meditatesi v . Medita Il médite He meditates v .. Meditiamo Nous
méditons We meditate 0 — Meditate Vous méditez You meditate o = Meditano Ils
méditent They meditate 0 Meditava Je méditais I meditated 0 .. Meditavi Tu
méditais Thou meditatedst 1 - Meditava Il méditait He meditated 1 = Meditavamo
Nous méditions We meditated / • Meditavate Vous méditiez You meditated / •■
Meditavano Ils méditaient They meditated A — Meditai Je méditai I meditated A =
Meditasti Tu méditas Thou meditatedst A . Meditò Il médita He meditated 252 VERBI.
VERBES. L - Meditammo Nous méditâmes L = Meditaste Vous méditâtes L .
Meditarono Ils méditèrent L .. Mediterò Je méditerai ( — Mediterete Vous
méditerez ( = Meditando Méditant ( . Meditato Médité ( .. Meditati Médités H —
Meditata Méditée H = Meditate Méditées H . Menare Mener (conduire) H .. Menato
Mené i - Menati Menés 1 = Menata Menée 1 • Menate Menées 1 .. Mendicare Mendier
o — Mendicato Mendié o == Mendicati Mendiés 0 . Mendicata Mendiée 0 ..
Mendicate Mendiées 1 - Mentire Mentir "1 = Mento Je mens 1 . Non mento Je
ne mens pas 1 •- Menti Tu mens ) - Mente Il ment ) = Mentiamo Nous mentons ) •
Mentite Vous mentez ) .. Mentono Ils mentent + — Non mentite Ne mentez pas + =
Mentito Menti + . Mentovare Mentionner + .. Mentovato Mentionné -^ — Mentovati
Mentionnés ->«. = Mentovata Mentionnée ■^ . Mentovate Mentionnées ■*•» ..
Mercanteggiare Marchander P - Mercanteggiato Marchandé P = Mercanteggiati
Marchandés P . Mercanteggiata Marchandée P Mercanteggiate Marchandées V —
Meritare MÉRITER V = Merito Je mérite v . Meriti Tu mérites v .. Merita Il
mérite 0 — Meritiamo Nous méritons 0 = Meritate Vous méritez 0 . Meritano Ils
méritent 0 .. Meritava Je méritais / — Meritavi Tu méritais / = Meritava Il
méritait / . Meritavamo Nous méritions / .. Meritavate Vous méritiez A —
Meritavano Ils méritaient A = Meritai Je méritai A • Maritasti Tu méritas A -•
Meritò Il mérita T- Meritammo Nous méritâmes VERBS. We meditated You meditated
They meditated I shall meditate You will meditate Meditating Meditated
Meditated Meditated Meditated To LEAT Led Led Led Led TO BEG Begged Begged
Begged Begged TO LIE Hie I do not'lie Thou liest He lies We lie You lie They
lie Do not lie Lied To MENTION Mentioned Mentioned Mentioned Mentioned To PRICE
Priced Priced Priced Prcied To DESERVE I deserve Thou deserve st He deserves We
deserve You deserve They deserve I deserved Thou deservedst He deserved We
deserved You deserved They deserved deserved Thou deservedst He deserved We
deserved VERBI. Meritaste Meritarono Meriterò Meriterai Meriterà Meriteremo
Meriterete Meriteranno Meriterei Meriteresti Meriterebbe Meriteremmo
Meritereste; Meriterebbero Meritando Meritato Mescolare Mescolato Mescolati
Mescolata Mescolate Mettere Mettermi Mettervi Metto Metti Mette Mettiamo Non
mettete Mettete Mi mettete Mettono Metteva Mettevi Metteva Mettevamo Mettevate
Mettevano Misi Mettesti Mise Mettemmo Metteste Misero Metterò Metterai Metterà
Metteremo Metterete Metteranno Mettete Mettendo Messo Messi Messa Messe Mettere
in salvo Metto in salvo VERBES. VERBS. 253 Vous méritâtes You deserved Ils
méritèrent They deserved Je mériterai I shall deserve Tu mériteras Thou wilt
deserve Il méritera He will deserve Nous mériterons We shall deserve Vous
mériterez You will deserve Ils mériteront They will deserve Je mériterais I
would deserve Tu mériterais Thou w'ouldst deserve Il mériterait He would
deserve Nous mériterions We would deserve Vous mériteriez You would deserve Ils
mériteraient They would deserve Méritant Deserving Mérité Deserved MÊLER To MIX
Mêlé Mixed Mêlés Mixed Mêlée Mixed Mêlées Mixed Mettre To put Me mettre To put
me Vous mettre To put you Je mets I put Tu mets Thou putest Il met He puts Nous
mettons We put Vous ne mettez pas You do not put Vous mettez You put Vous me
mettez You put me Ils mettent They put Je mettais I put Tu mettais Thou putest
Il mettait He put Nous mettions We put Vous mettiez You put Ils mettaient They
put Je mis I put Tu mis Thou putest limit He put Nous mîmes We put Vous mîtes
You put Ils mirent They put Je mettrai I shall put Tu mettras Thou wilt put Il
mettra He will put Nous mettrons We shall put Vous mettrez You will put Ils
mettront They will put Mettez Put Mettant Putting Mis Put Mis Put Mise Put
Mises Put Mettre a couvert To SECURE Je mets à couvert, I secure 22 254 VERBI.
L - Metti in salvo L = Mette in salvo L • Mettiamo in salvo L • • Mettete in
salvo f — Mettono in salvo ( = Metteva in salvo ( • Mettevi in salvo ( ••
Metteva in salvo — ? — Mettevamo in salvo ~7 = Mettevate in salvo -} •
Mettevano in salvo -! . . Misi in salvo 1 - Mettesti in salvo 1 = Mise in salvo
1 • Mettemmo in salvo ! •• Metteste in salvo o — Mesero in salvo 0, = Metterò
in salvo ' . Metterai in salvo o .. Metterà in salvo 1 - Metteremo in salvo 1 =
Metterete in salvo 1 ■ Metteranno in salvo 1 -• Mettendo in salvo ) - Messo in
salvo ) = Messi in salvo ) • Messa in salvo ) .. Messe in salvo Mettersi in
salvo Mi metto in salvo Ti metti in salvo Si mette in salvo Ci mettiamo in
salvo vi mettete in salvo Si mettono in salvo Mi metteva in salvo P — Ti
mettevi in salvo P = Si metteva in salvo P . Ci mettevamo in salvo P . . ! Vi
mettevate in salvo V — ! Si mettevano in salvo V = Mi misi in salvo V . Ti
mettesti in salvo V . . Si mise in salvo 0 — Ci mettemmo in salvo 0 = Vi
metteste in salvo 0 . Si misero in salvo 0 . . Mi metterò in salvo / —, Ti
metterai in salvo / = ; Si metterà in salvo / . ! Ci metteremo in salvo / . . i
Vi metterete in salvo A — ! Si metteranno in salvo A =' Mettendosi in salvo A •
! Messo in salvo \ .. ! Messi in salvo T — -j Messa in salvo rr — Messe in
salvo VERBES. Tu mets à couvert Il met à couvert Noos mettons à couvert Vous
mettez à couvert Ils mettent à couvert Je mettais à couvert Tu mettais à
couvert Il mettait à couvert Nous mettions à couvert Vous mettiez à couvert Ils
mettaient à couvert Je mis à couvert Tu mis à couvert Il mit à couvert Nous
mîmes à couvert Vous mites à couvert Ils mirent à couvert Je mettrai à couvert
Tu mettras à couvert Il mettra à couvert Nous mettrons à couvert Vous mettrez à
couvert Ils mettront à couvert Mettant à couvert Mis à couvert Mis à couvert
Mise à couvert Mises à couvert Mettre (se) à l'abri, à couvert Je me mets à
l'abri Tu te mets à l'abri Il se met a l'abri Nous nous mettons à 1. Vous vous
mettez h l'abri Ils se mettent à l'abri Je me mettais à l'abri Tu te mettais à
l'abri Il se mettait à l'abri Nous nous mettions à 1. Vous vous mettiez à 1.
Ils se mettaient à l'abri Je me mis à l'abri Tu te mis à l'abri Il se mit à
l'abri Nous nous mimes à l'abri Vous vous mites à l'abri Ils se mirent à l'abri
Je me mettrai à l'abri Tu te mettras à l'abri Il se mettra à l'abri Nous nous
mettrons à I. Vous vous mettrez à 1. Ils se mettront à l'abri En se mettant à
l'abri Mis à l'abri, à couvert Mis à l'abri, à couvert Mise à l'abri, à couvert
Mises à l'abri, à couvert VERBS. Thou securest He secures We secure You secure
They secure I secured Thou securedst He secured We secured You secured They
secured I secured Thou securedst He secured We secured You secured They secured
I shall secure Thou wilt secure He will secure We shall secure You will secure
They will secure Securing Secured Secured Secured Secured To shelter one's self
I shelter myself Thou shelterest thyself He shelters himself We shelter
ourselves You shelter yourselves They shelter themselves I sheltered myself
Thou sehlteredst thys. He sheltered himself We sheltered ourselves You
sheltered yourselves They sheltered thems. I sheltered myself Thou shelteredst
thyself He sheltered himself We sheltered ourselves You sheltered yourseh They
sheltered thems. shall shelter myself Thou wilt shelter thys. He will shelter
himself We shall shelter ours. You will shelter yours. They will shelter
'thems. Sheltering themselves Sheltered himself Sheltered themselves Sheltered
herself Sheltered themselves VEREÎ. VERBES. VERBS. 23 L - Mietere Moissonner To
reap (mow ) L = Miete Il moissonne He reaps L • Mietono lis moissonnent They
reap Mieteva li moissonnait He reaped { — Mietevano Ils moissonnaient They
reaped ( = Mietuto Moissonné Reaped, mown Mietuti Moissonnés Reaped, mown
Mietuta Moissonnée Reaped, mown -\ - Mietute Moissonnées Reaped, mown H =
MrGLIOIURE AMÉLIORER To IMPROVE H - Migliorato Amélioré Improved H ••
Migliorati Améliorés Improved 1 - Migliorata Améliorée Improved 1 = Migliorate
Améliorées Improved 1 • Militare Porter les armes (mil.) TO PRESENT ARMS 1 ••
Militato Porté les armes Presented arms o — Minacciare Menacer TO THREATEN o =
Minacciato Menacé Threatened o . Minacciati Menacés Menacée Threatened 0 ..
Minacciata Threatened 1 - Minacciate Menacées Threatened 1 = Minchionare
Railler To GIBE 1 . Non mi minchionate Vous ne me raillez pas You do not gibe
at mt 1 .. Mi minchionate Vous me raillez You gibe at me ) - Minchionato Raillé
Gibed ) = Minchionati Raillés Gibed ) . Minchionata Raillée > Gibed ) .. Minchionate
Raillées Gibed + — Minorare Diminuer TO DIMINISH -t- = Minorato Diminué
Diminished + . Minorati Diminués Diminished -f .. Minorata Diminuée Diminished
— — Minorate Diminuées Diminished • — = Mirare Regarder fixement To STARE at
**v. . Miro Je regarde iixement I stare at ^ . Miri Tu regardes fixement Thou
starest at p - Mira Il regarde Iixement He stares at p = Miriamo Nous regardons
fixement We stare at p . Mirate Vous regardez fixement You stare at p .. Mirano
Ils regardent Iixement They stare at V - Mirava Je regardais fixement 1 stared
at V = Miravi Tu regardais Iixement Thou stared st at V • Mirava Il regardait
Iixement He stared at V .. Miravamo Nous regardions fixement We stared at 0 —
Miravate Vous regardiez fixement You stared ad 0 = Miravano Ils regardaient
fixement They stared at 0 . Mira Regarde fixement Stare 0 .. Mirate Regardez
fixement Stare / ~ Mirando Regardant fixement Staring / = Mirato Regardé
fixement Stared / Mirati Regardés fixement Stared / •• Mirata Regardée fixement
Stared A - Mirate Regardées fixement Stared A = Misurare Mesurer To MEASURE A .
Misuro Je mesure I measure A •• Misuri Tu mesures Thou measurest T - Misura Il
mesure He measures T- Misuriamo Nous mesurons We measure 256 VERBI. L -
Misurate L = Misurano L • Misurerò L .-. Misu rerete ( - Misurando ( = Misuralo
( • Misurati ( •• Misurata H - Misurate H = Mitigare H • Mitigato -\ ■■
Mitigati i - Mitigata Î - Mitigate 1 • MOBILARE 1 •• Mobilerò o — Mobilerai 0 =
Mobilerà o . Mobileremo o .. Mobilerete 1 - Mobileranno 1 = Mobilando 1 .
Mobilato 1 ■• Mobilati ) - Mobilata ) = Mobilate ) . Modellare ) .. Modello + —
Modelli + == Modella -r Modelliamo + -. Modellate -v^ Modellano ^> ==
Modellava ■■»«. Modellavi \ . . Modellava ? — Modellavamo p = Modellavate p
Modellavano ? Modellerò V — Modellerai V = Modellerà v . Modelleremo V ..
Modellerete u — Modelleranno 0 = Modellate 0 . Modellando 0 .. Modellato 1 -
Modellati 1 = Modellata / - Modellate / .. Modificare A — Modifico A =
Modifichi A • Modifica A .. Modifichiamo T — Modificate T=' Modificano VERBES.
VERBS. Vous mesurez You measure Ils mesurent They measure Je mesurerai I shall
measure Vous mesurerez You will measure Mesurant Measuring Mesuré Measured
Mesurés Measured Mesurée Measured Mesurées Measured MlTIGER To MITIGATE Mitigé
Mitigated Mitigés Mitigated Mitigée Mitigated Mitigées Mitigated Meubler TO
FDRNISB Je meublerai I shall furnish Tu meubleras Thou wilt furnish Il meublera
He will furnish Nous meublerons We shall furnish Vous meublerez You will
furnish Ils meubleront They will furnish Meublant Furnishing Meublé Furnished
Meublés Furnished Meublée Furnished Meublées Furnished Modeler To MODEL Je
modèle I model Tu modèles Thou modelest Il modèle He models Nous modelons We
model Vous modelez You model Ils modèlent They model Je modelais I modeled Tu
modelais Thou modeledst Il modelait He modeled Nous modelions We modeled Vous
modeliez You modeled Ils modelaient They modeled Je modèlerai I shall model Tu
modèleras Thou wilt model Il modèlera He will model Nous modèlerons We shall
model Vous modèlerez You will model Ils modèleront They will model Modelez
Model Modelant Modeling Modelé Modeled Modelés Modeled Modelée Modeled Modelées
Modeled Modifier TO MODIFY Je modifie I modifiy Tu modifies Thou modifies! I l
modifie He modifies Nous modifions We modify Vous modifiez You modify Ils
modifient They modify VERBI. Modificherò Modificherai Modificherà Modificheremo
Modificherete Modificheranno Modificando Modificato Modificati Modificata
Modificate Molestare Molestando Molestato Molestati Molestata Molestate
Mollificare Mollificato Mollificati Mollificata Mollificate Moltiplicare
Moliiplicando Moltiplicato Moltiplicati Moltiplicata Moltiplicate Mondare
Mondato Mondati Mondata Mondate Monetare Monetato Monetati Monetata Monetate Montare
Monto Non monto Monti Monta Montiamo Montate 0 = Montano 0 . Montava 0 -.
Montavi / ~ Montava / = Montavamo / • Montavate / .. Montavano A - Montai A =
Montasti A • Montò A •• Montammo T - Montaste T = Montarono VERBES. VERBS. Je
modifierai I shall modify Tu modifieras Thou wilt modify ti modifiera He will
modify Nous modifierons We shall modify Vous modifierez You will modify Ils
modifieront They will modify Modifiant Modifying Modifié Modified Modifiés
Modified Modifiée Modified Modifiées Modified Molester To molest Molestant
Molesting Molesté Molested Moiestés Molested Molestée Molested Molestées
Molested AMOLLIR To SOFTEN Amolli Softened Amollis Softened Amollie Softened
Amollies Softened Multiplier To multiply Mulipliant Multiplying Multiplié Multiplied
Multipliés Multiplied Multipliée Multiplied Multipliées Multiplied Monder
(éplucher) To cleanse Mondé Cleansed Mondés Cleansed Mondée Cleansed Mondées
Cleansed Monnoyer To COIN Monnoyé Coined Monnoyés Coined Monnoyée Coined
Monnoyées Coined Monter To GO UP Je monte I go up Je ne monte pas I do not go
up Tu montes Thou goest up Il monte He goes up Nous montons We go up Vous
montez You go up Ils montent They go up Je montais I went up Tu montais Thou
wentest up Il montait He went up Nous montions We went up Vous montiez You went
up Ils montaient They went up Je montai I went up Tu montas Thou wentest up Il
monta He went up Nous montâmes We went up Vous montâtes You went up Us
montèrent They went up 22. 257 258 VERBI. VERBES. VERBS, L - Monterò Je monterai
I shall go up L = Monterai Tu monteras Thou wilt go up L • Monterà Il montera
He will go up L •■ Monteremo Nous monterons We shall go up ( - Monterete Vous
monterez You will go up ( = Monteranno Us monteront They will go up ( • Montate
Montez Go up ( .. Montando Montant Going up H - Montato Monté Gone up 4 =
MORA.LIZÀRE Moraliser TO MORALIZE H • Moralizato Moralisé Moralized -i ..
Moralizati Moralises Moralized 1 - Moralizata Moralisée Moralized 1 =
Moralizate Moralisées Moralized 1 • Mordere Mordre To BITE 1 •■ Morde Il mord
It bites o — Mordono Ils mordent They bite o = Mordeva Il mordait It bit 0 .
Mordevano Ils mordaient They bit 0 .. Morse Il mordit It bit 1 - Morsero Ils
mordirent They bit 1 = Morderà Il mordra It will bite "1 ■ Morderanno Ils
mordront They will bite 1 .. Morso Mordu Bitten ) - Morsi Mordus Bitten ) =
Morsa Mordue Bitten ) • Morse Mordues Bitten ) .. Morire Mourir To DIE + —
Muojo Je meurs I die + = Muore Il meurt He dies + . Non muore Il ne meurt pas
He does not die + .. Morite Vous mourez You die ■»>>, — Muojono Ils
meurent They die ^ = Morrò Je mourrai I will die "»S. . Morrai Tu mourras
Thou wilt die \ . . Morra Il mourra He will die ? - Morremo Nous mourrons We
will die ? = Morrete Vous mourrez You will die p Morranno Us mourront They will
die ? .'. Morrei Je mourrais I would die V - Morresti Tu mourrais Thou wouldest
die V = Morrebbe II mourrait He would die V . Morremmo Nous mourrions We would
die V •• Morreste Vous mourriez You would die 0 — Morrebbero Us mourraient They
would die 0 = Morendo Mourant Dying 0 . Morto Mort Dead 0 ■■ Morti Morts Dead 1
- Morta Morte Dead 1 = Morte Mortes Dead 1 . Mormorare Murmurer To MURMUR / ••
Mormora Il murmure He murmurs A — Mormorano Us murmurent They murmur A =
Mormorava Il murmurait He murmured A • Mormoravano Us murmuraient Theing 0 .
Morto Mort Dead 0 ■■ Morti Morts Dead 1 - Morta Morte Dead 1 = Morte Mortes
Dead 1 . Mormorare Murmurer To MURMUR / •• Mormora Il murmure He murmurs A —
Mormorano Us murmurent They murmur A = Mormorava Il murmurait He murmured A •
Mormoravano Us murmuraient Thec Grown mouldy Muffati Moisis Grown mouldy v^ =
Muffata Moisie Grown mouldy ^ Muffate Moisies Grown mouldy •**. . . Mugghiare
Mugir (beugler) To BELLOW e — Mugghia Il mugit It bellows e = Mugghiano Ils
mugissent They bellow P Mugghiava Il mugissait It bellowed ? .. Mugghiavano Ils
mugissaient They bellowed v — Mugghiò Il mugit It bellowed V = Mugghiarono Ils
mugirent They bellowed V . Mugghiando Mugissant Bellowing v .. Mugghiato Mugi
Bellowed / - Mugnere Traire To MILK. / = Munge Il trait He milks / . Mungete
Vous trayez You milk / •• Mungono Ils traient They milk 0 — Mungendo Trayant
Milking 0 = Munto Trait Milked 0 - Munta Traite Milked 0 .. Munte Traites
Milked A — Muggire, v. Mugghiare v. Mugir To BELLOW A = Mugolare Glapir TO YELP
A • Mugola Il glapit It yelps A •• Mugolano Ils glapissent They yelp T =
Mugolava Il glapissait It yelped VERBI. VERBES. VERBS. Mugolavano Ils
glapissaient They yelped Mugolando Glapissant Yelping Mugolato Glapi Yelped Multare
Condamner a une amend. To FINE Multato Condamné à une amende Fined Multati
Condamnés à une amen. Fined Multala Condamnée à une amen. Fined Multate
Condamnées à une ame. Fined Multi PLic are, (v. Molti.) Multiplier TO MULTIPLY
Muovere Mouvoir TO MOVE Muovo Je meus I move Muovi Tu meus Thou movest Muove 11
meut He moves Muoviamo Nous mouvons We move Muovete Vous mouvez You move
Muovono Ils meuvent They move Muoveva Il mouvait He moved Muovevano Ils
mouvaient They moved Mosse Il mut He moved Mossero Ils murent They moved
Muovendo Mouvant Moving Mosso Mu Moved Mossi Mus Moved Mossa Mue Moved Mosse
Mues Moved Muoversi a pietà Être ému To YEARN Muovetevi a pietà Soyez ému Yearn
Mosso a pietà Ému Yearned Mossa a pietà Émue Yearned Murare Murer To WALL ROUND
Murando Murant Walling round Murato Muré Walled round Murati Murés Walled round
Murata Murée Walled round Murate Murées Walled round Mutare Changer To CHANGE
Muto Je change I change Muti Tu changes Thou changest Muta Il change He changes
Mutiamo Nous changeons We change Mutate Vous changez You change Mutano Ils
changent They change Mutava Je cl) an geais I changed Mutavi Tu changeais Thou
changedst Mutava II changeait He changed Mutavamo Nous changions We changed
Mutavate Vous changiez You changed Mutavano Ils changeaient They changed Mutai
Je changeai I changed Mutasti Tu changeas Thou changedst Mutò Il changea He
changed Mutammo Nous changeâmes We changed Mutaste Vous changeâtes You changed
Mutarono Ils cl langèrent They changed Muterò Je changerai I shall change
Muterai Tu changeras Thou wilt change Muterà Il changera He will change
Muteremo Nous changerons \ We shall change 261 262 VERBr, L — Muterete L =
Muteranno L • Mutando L •• Mutato ( - Mutati ( - Mutata ( • Mutate c ..
Mutilare 4 - Mutilato H = Mutilata -1 • Mutilate ^ .. Narrare Narrarvi i =
Narrarmi Narrarci i - • Narra 0 — Narrava o = Narrò o . Narrate 0 .. Narrando 1
- Narrato 1 = Narrati 1 . Narrata 1 .. Narrate ) - Nascere ) = Nasco ) . Nasci
) .. Nasce + — Nasciamo + = Nascete + . Nascono + .. Nasceva \ — ■- Nascevi \ =
Nasceva "»v . Nascevamo ^v . . Nascevate ? — Nascevano ? — Nacqui p
Nascesti 0 Nacque v — Nascemmo V = Nasceste V . Nacquero V •• Nascerà 0 —
Nasceranno 0 = Nascendo 0 . Nato 0 .. Nati 1 - Nata 1 = Nate 1 . Nascondere 1
■■ Nascondervi A — Nasconderlo A = Nascondermi A • Nascondo A •• Non vi
nascondo VERBES. VERBS. iVous changerez You will change Ils changeront They
will change Changeant Changing Changé Changed Changés Changed Changée Changed
Changées Changed Mutiler TO MUTILATE Mutilé Mutilated Mutilée Mutilated
Mutilées Mutilated N Conter To RELATE Vous conter To relate you Me conter To
relate me Nous conter To relate us Il conte He relates Il contait He related Il
conta He related Contez Relate Contant Relating Conté Related Contés Related
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art born Il naît He is born Nous naissons We are born Vous naissez You are born
Ils naissent They are born Je naissais I was born Tu naissais Thou wast born Il
naissait He was born Nous naissions We were born Vous naissiez You were born
Ils naissaient They were born Je nacquis I was born Tu nacquis Thou wast born
Il nacquit He was born Nous nacquimes We were born Vous nacquites You were born
Ils nacquirent They were born Il naîtra He will be born Ils naîtront They will
be born Naissant Being born Né Been born Nés Been born Née Been born Nées Been
born Cacher To HIDE Vous cacher To hide from you Le cacher To hide it Me cacher
To hide from me Je cache I hide Je ne vous cache pas I do not hide from you
VERBI. VERBES. VERBS. L - Nascondi Tu caches Thou hidest L = Nasconde Il cache
He hides L • Nascondiamo Nous cachons We hide L •• Nascondete Vous cachez You
hide ( - Mi nascondete Vous me cachez You hide from me ( = Nascondono Ils
cachent They hide ( • Nascondeva Je cachais I hid ( •• Nascondevi Tu cachais
Thou hiddest H - Nascondeva Il cachait He hid ^ = Nascondevamo Nous cachions We
hid ^ • Nascondevate Vous cachiez You hid H •■ Nascondevano Ils cachaient Thev
hid 1 - Nascosi Je cachai I hid 1 = Nascondesti Tu cachas Thou hiddesl 1 •
Nascose Il cacha He hid 1 •• Nascondemmo Nous cachâmes We hid o — Nascondeste
Vous cachâtes You hid o = Nascosero Ils cachèrent They hid o . Nasconderò Je
cacherai I shall hide O .- Nasconderai Tu cacheras Thou wilt hide 1 -
Nasconderà Il cachera He will hide 1 = Nasconderemo Nous cacherons We shall
hide 1 . Nasconderete Vous cacherez You will hide 1 .. Nasconderanno Ils
cacheront They will hide ) - Nascondete Cachez Hide ) = Nascosto Caché Hid ) •
Nascosti Cachés Hid ) .. Nascosta Cachée Hid -+• — Nascoste Cachées Hid + =
Naturalizare Naturaliser TO NATIT. ALIZE ■+■ . Natura li zato Naturalisé
Naturalized + .. Natura lizati Naturalisés Naturalized \ — Naturalista
Naturalisée Naturalized *>*. = Natura li za te Naturalisées Naturalized -»»
. Naufragare Faire NAUFRAGE(échouer To be wrecked *■-» . . Naufrago Il fit
naufrage It was wrecked p - Naufragarono Us firent naufrage They were wrecked ?
= Naufragando Faisant naufrage Being wrecked p . Naufragato Fait naufrage Been
wrecked p .. Navigare Naviguer TO NAVIGATE V — Navigo Je navigue I navigate V =
Naviga Il navigue He navigates V . Navighiamo Nous naviguons We navigate v ..
Navigate Vous naviguez You navigate 0 — Navigano Ils naviguent They navigate 0
= Navigava Je naviguais I navigated fi . Navigavi Tu naviguais Thou navigatedst
0 .. Navigava I! naviguait He navigated / - Navigavamo Nous naviguions We
navigated 1 = Navigavate Vous naviguiez You navigated 1 ■ Navigavano Ils
naviguaient They navigated 1 .. Navigai Je naviguai I navigated A — Navigasti
Tu navigas Thou navigatedst A = Navigo Il naviga He navigated A • Navigammo
Nous navigàmes We navigated A •• Navigaste Vous navigates You navigated T -
Navigarono Ils naviguèrent They navigated T == Navigherò Je naviguerai I shall
navigate T • Navigherai Tu navigueras Thou will navigate 263 264 VERBI. L -
Navigherà L = Navigheremo L • Navigherete L •• Navigheranno ( - Navigando ( =
Navigato ( ■ Negare ( -. Negarmi H- Negarvi H = Negarlo H • Nego H •• Non lo nego
1 — Non vi nego 1 = Neghi Nega Mi nega o — Neghiamo o = Negate o . Non mi
negate o .. Negano 1 - Negava 1 = Negavi 1 • Negava 1 .. NegaAramo ( - Negavate
) = Negavano ) . Negai ) .. Negasti • + — Negò -4-- = Negammo + . Negaste + ..
Negarono ■*. = Negozieró *»» . Negozierai *-^ . . Negozi era p - Negozieremo p
= Negozierete p . Negozieranno p .. Negoziando V — Negoziato V = Negoziati V .
Negoziata v .. Negoziate 0 — Nettare 0 = Netto 0 . Netti 0 .. Netta / —
Nettiamo Nettate / . Nettano / •• Nettava A — Nettavi A = Nettava A • Nettavamo
A •• Nettavate T — Nettavano T = Nettate T • Nettando Nous négligeâmes Vous
négligeâtes Ils négligèrent Je négligerai Tu négligeras Il négligera Nous
négligerons Vous négligerez Ils négligeront Négligeant Négligé Négligés
Négligée Négligées NÉGOCIER Je négocie Tu négocies Il négocie Nous négocions
Vous négociez Ils négocient Je négociais Tu négociais Il négociait Nous
négociions Vous négociiez Ils négociaient Je négociai Tu négocias Il négocia
Nous négociâmes Vous négociâtes Ils négocièrent Je négocierai Tu négocieras Il
négociera Nous négocierons Vous négocierez Ils négocieront Négociant Négocié
Négociés Négociée Négociées Nettoyer Je nettoie Tu nettoies Il nettoie Nous
nettoyons Vous nettoyez Ils nettoient Je nettoyais Tu nettoyais Il nettoyait
Nous nettoyions Vous nettoyiez Ils nettoyaient Nettoyez Nettoyant VERBS. We
neglected You neglected They neglected I shall neglect Thou wilt neglect He
will neglect We shall neglect You will neglect They will neglect Neglecting Neglected
Neglected Neglected Neglected To negociate I negociate Thou negociatest He
négociâtes We negociate You negociate They negociate negociated Thou
negociatedst He negociated We negociated You negociated They negociated
negociated Thou negociatedst He negociated We negociated You negociated They
negociated " shall negociate Thou wilt negociate He will negociate We
shall negociate You will negociate They will negociate Negociating Negociated
Negociated Negociated Negociated To CLEAN I clean Thou cleanest He cleans We
clean You clean They cleau I cleaned Thou cleanedst He cleaned We cleaned You
cleaned They cleaned Clean Cleaning 23 265 2(3(3 VERBS. L - 1 Nettato L =
Nettati L - Nettata !_ •• Nettate ( - Nevigare ( = Neviga ( Nevigava ( ••
Nevigó H — Nevigherà -f = Nevi gasse ^ • Nevighi pure ^ •• Nevigando i -
Nevigato i = Nitrire i • Nitrisce i .. Nitriscono 0 — Nitriva 0 = Nitrivano 0
Nitrito o .. Nobilitare 1 - Nobilitando 1 = Nobilitato 1 . Nobilitati 1 ..
Nobilitata 1 - Nobilitate ) = Nodrire, v. N ) . Noleggiare ) .. Noleggio
Noleggi -f = Noleggia — Noleggiamo -f .. Noleggiate ■-> — Noleggiano ~-->
= Noleggiava *». . Nolegiavi ■"-* . . Noleggiava Z — Noleggiavamo ? =
Noleggiavate i Noleggiavano 0 Noleggiai V — Noleggiasti V = Noleggiò V . Noleggiammo
v .. Noleggiaste 0 — Noleggiarono 0 ~ Noleggerò 0 . Noleggerai 0 .. Noleggerà /
- Noleggeremo / = Noleggerete / . Noleggeranno / .. Noleggiando A — Noleggiato
A = Noleggiati A • Noleggiata A •• Noleggiate T — Nominare VERBS. Nettoyé
Cleaned Nettoyés Cleaned Nettoyée Cleaned Nettoyées Cleaned Neiger To SNOW Il
neige It snows Il neigait It was snowing Il neigea It snowed 11 neigera It will
snow Qu'il neigeât That it might snow Qu'il neige Let it snow Neigeant Snowing
Neigé Snow Hennir To NEIGH Il hennit It neighs Ils hennissent They neigh Il
hennissait It neighed Ils hennissaient They neighed Henni Neighed Anoblir
(ennoblir) TO ENNOBLE Anoblissant Ennobling Anobli Ennobled Anoblis Ennobled
Anoblie Ennobled Anoblies Ennobled Nourrir To FEED Noliser ( fréter > TO
FREIGHT Je nolise I freight Tu nolises Thou freightest Il nolise He freights
Nous nolisons We freight Vous nolisez You freight Ils nolisent They freight Je
nolisais Ï freighted Ta nolisais Thou freightedst Il nolisait He freighted Nous
nolÌ5Ìons We freighted Vous nolisiez You freighted Ils nolisaient They
freighted Je nolisai I freighted Tu nolisas Thou freightedst Il nolisa He
freighted Nous noiisàmes We freighted Vous nolisâtes You freighted Ils
nolisèrent They freighted Je noli serai I shall freight Tu noliseras Thou wilt
freight Il nolisera He will freight Nous noliserons We shall freight Vous noli
serez You will freight Ils noliseront They will freight Nolisant Freighting
Nolise Freighted Nolises Freighted Nolisée Freighted Nolisées Freighted Nommer TO
NAME YERBÏ. VERBES. verbs. '2 b Nomino Je nomme I name Non lo nomino Je ne le
nomme pas I do not name him, it Nomini Tu nommes Thou names t Nomina Il nomme
He names Non mi nomina Il ne me nomme pas He does not name me Nominiamo Nous
nommons We name Nominate Vous nommez You name Nominano Ils nomment They name
Nominava Je nommais I named Nominavi Tu nommais Thou namedst Nominava Il
nommait He named Nominavamo Nous nommions We named Nominavate Vous nommiez You
named Nominavano Ils nommaient They named Nominai Je nommai I named Nominasti
Tu nommas Thou namedst Nominò Il nomma He named Nominammo Nous nommâmes We
named Nominaste Vous nommâtes You named Nominarono Ils nommèrent They named
Nominerò Je nommerai I shall name Nominerai Tu nommeras Thou wilt name Nominerà
Il nommera He will name Nomineremo Nous nommerons We shall name Nominerete Vous
nommerez You will name Mi nominerete Vous me nommerez You will name me
Nomineranno Ils nommeront They will name Nominate Sommez Name Non mi nominate
Ne me nommez pas Do not name me Nominando Nommant Naming Nominato Nommé Named
Nominati Nommés Named Nominata Nommée Named Nominate Nommées Named Notare Noter
(prendre note) TO NOTE DOWN Noto Je note I note down Noti Tu notes Thou notest
down Nota Il note He notes down Notiamo Nous notons We note down Notate Vous
note* You note down Notano Ils notent They note down Noterò Je noterai I shall
note down Noterai Tu noteras Thou wilt note down Noterà Il notera He will note
down Noteremo Nous noterons We shall note down Noterete Vous noterez You will
note down Noteranno Ils noteront They will note dow n Notate Notez Note down
Notando Notant Noting down Notato Noté Noted down Notati Notés Noted down
Notata Notée Noted down Notate Notées Noted down Notificare Notifier (annoncer)
TO NOTIFY Notificarvi Vous notifier To notify you Notifico Je notifie I notify
Yi notifico Je vous notifie I notify you Notifichi Tu notifies Thou notifiest
Notifica Il notifie He notifies 268 VERBI. L - Notifichiamo L = Notificate L •
Notificano L •• Notificai ( - Notificasti ( = Notificò ( • Notificammo ( ..
Notificaste H - Notificarono H = Notificherò H • Notificherai H •• Notificherà
1 - Notificheremo 1 = Notificherete I • Notificheranno 1 •• Notificate o —
Notificando- o = Notificato o . Notificati 0 .. Notificata 1 - Notificate 1 =
Nudare 1 . Nudando 1 .. Nudato ) - Nudati ) - Nudata ) . Nudate ) .. Numerare +
— Numerate + = Numerando + . Numerato + .. Numerati -^ — Numerata ^ = Numerate
\ Nuocere "-»» . . Nuocervi ? — Nuocermi p = Nuoco ? • Non nuoco ? ..
Nuoci V - Nuoce V = Nociamo v . Nocete v .. Nuociono 0 — Nuoceva 0 = Nuoceva 0
. Nuocevamo 0 .. Nuocevate 1 - Nuocevano / = Nocqui / • Nocque / •• Nuocemmo A—
Nuoceste A = Nocquero A • Nuocerò A •• Nuocerai T- Nuocerà T = Nuoceremo
VERBES. Nous notifions Vous notifiez Ils notifient Je notifiai Tu notifias Il
notifia Nous notifiâmes A7ous notifiâtes Tls notifièrent Je notifierai Tu
notifieras Il notifiera Nous notifierons Vous notifierez Ils notifieront
Notifiez Notifiant Notifié Notifiés Notifiée Notifiées DÉPOUILLER Dépouillant
Dépouillé Dépouillés Dépouillée Dépouillées
NOMBRER Nombrez Nombrant Nombre Nombres Mombrée Nombrées Nuire Vous nuire Me
nuire Je nuis Je ne nuis pas Tu nuis Il nuit Nous nuisons Vous nuisez Ils
nuisent Je nuisais Il nuisait Nous nuisions Vous nuisiez Ils nuisaient Je
nuisis Il nuisit Nous nuisîmes Vous nuisîtes Us nuisirent Je nuirai Tu nuiras
Il nuira Nous nuirons VERBS. We notify You notify They notify I notified Thou
notifiedst He notified We notified You notified They notified I shall notify
Thou wilt notify He will notify We shall notify You will notify They will
notify Notify Notifving Notified Notified Notified Notified TO STRIP Stripping
Stripped Stripped Stripped Stripped To NUMBER Number Numbering Numbered
Numbered Numbered Numbered To HURT To hurt you To hurt me I hurt I do not hurt
Thou hurtest He hurts We hurt You hurt They hurt I hurt He hurt We hurt You
hurt They hurt I hurt He hurt We hurt You hurt They hurt I shall hurt Thou wilt
hurt He shall hurt We shall hurt VERBI, VERRES. VERBS, L - Nuocerete Vous
nuirez You will hurt L = Nuoceranno Ils nuiront They will hurt L . Nuocendo
Nuisant Hurting L •• Nociuto Nui Hurt ( - Nuotare Nager To SWIM ( - Nuoto Je
nage I swim ( • Non nuoto Je ne nage pas I do not swim ( •• Nuoti Tu nages Thou
swimmest H - Nuota 11 nage He swims H - Nuotiamo Nous nageons We swim H .
Nuotate Vous nagez You swim H •• Nuotano Ils nagent They swim 1 - Nuotava Je
nageais I swam 1 = Nuotavi Tu nageais Thou swamest 1 • Nuotava Il nageait He
swam 1 •• Nuotavamo Nous nagions We swam o — Nuotavate Vous nagiez You swam o =
Nuotavano Ils nageaient They swam o . Nuoterò Je nagerai I shall swim o ..
Nuoterai Tu nageras Thou wilt swim "1 - Nuoterà Il nagera He will swim 1 =
Nuoteremo Nous nagerons We shall swim 1 . Nuoterete Vous nagerez You will swim
1 .. Nuoteranno Ils nageront They will swim ) - Nuotate Nagez Swim ) = Nuotando
Nageant Swimming ) . Nuotato Nagé Swum ) .. Nutrire Nourrir To NOURISH + —
Nutro Je nourris I nourish + = Nutri Tu nourris Thou nourishest + . Nutre Il
nourris He nourishes + .. Nutriamo Nous nourrissons We nourish V - Nutrite Vous
nourrisse! You nourish V = Nutrono Ils nourrissent They nourish V . Nutriva Je
nourrissais I nourished v .. Nutrivi Tu nourrissais Thou nourishedst ? -
Nutriva Il nourrissait He nourished p = Nutrivamo Nous nourrissions We
nourished ? . Nutrivate Vous nourrissiez You nourished ? .. Nutrivano Ils
nourrissaient They nourished V — Nutrii Je nourris I nourished V = Nutrì Il
nourrit He nourished v . Nutrimmo Nous nourrîmes We nourished v .. Nutrisce
Vous nourrîtes You nourished 0 - Nutrirono Ils nourrirent They nourished 0 =
Nutrirò Je nourrirai I shall nourish 0 . Nutrirai Tu nourriras Thou wilt
nourisl 0 .. Nutrirà Il nourrira He will nourish 1 - Nutriremo Nous nourrirons
We shall nourish 1 = Nutrirete Vous nourrirez You will nourish ! ■ Nutriranno
Ils nourriront He will nourish 1 .. Nutrendo Nourrissant Nourishing A - Nutrito
Nourri Nourished A - Nutriti Nourris Nourished A . Nutrita Nourrie Nourished A
■• Nutrite Nourries J Nourished ±m 270 VERBI. VERBS. 0 L - -' Obbedire, v.
Ubbidire Obéib TO OBEY L = ^Obiettare, vt Oggettan ì Objecter TO OBJECT L
Obbligare Obliger To OBLIGE L •• Obbligarvi Vous obliger To oblige you ( -
Obbligarmi M'obliger To oblige me ( = Obbligarlo L'obliger To oblige him ( • !
Obbligo J'oblige I oblige ( •• | Non vi obbligo Je ne vous oblige pas I do not
oblige you -\ - Obblighi Tu obliges Thou obligest H = Obbliga Il oblige He
obliges H • Obblighiamo Nous obligeons We oblige H •• Obbligate Vous obligez
You oblige } - Mi obbligate Vous m'obligez You oblige me •1 = Obbligano Ils
obligent They oblige 1 . Obbligava J'obligeais I obliged 1 .. Obbligavi Tu
obligeais Thou obligedst o — Obbligava Il obligeait He obliged o = Obbligavamo
Nous obligions We obliged 0 . Obbligavate Vous obligiez You obliged 0 .. Obbligavano
Ils obligeaient They obliged 1 - Obbligai J'obligeai I obliged "1 =
Obbligasti Tu obligeas Thou obligedst 1 . Obbligò Il obligea He obliged 1 ..
Obbligammo Nous obligecâmes We obliged ) - Obbligaste Vous obligeâtes You
obliged ) = Obbligarono Obbligherò Ils obligèrent They obliged ) . J'obligerai
I shall oblige ) .. Vi obbligherò Je vous obligerai I shall oblige you H
Obbligherai Tu obligeras Thou wilt oblige + = Obbligherà Il obligera He will
oblige + . Obbligheremo Nous obligerons We shall oblige + .. Obbligherete Vous
obligerez You will oblige *>> — Non mi obbligherete Vous ne m'obligerez
pas You will not oblige me ^ = Obbligheranno Ils obligeront They will oblige
"^ . Obbligate Obligez Oblige "^> . . Non mi obbligate Ne m'obligez
pas Do not oblige me ? - Obbligando Obligeant Obliging p = Obbligato Obligé
Obliged p . Obbligati Obligés Obliged ? .. Obbligata Obligée Obliged V —
Obbligate Obligées Obliged V = Occorrere Falloib TO BE NECESSARY v . Occorre Il
faut [t is necessary v .. Occorreva Il fallait [t was necessary 0 — Occorse Il
fallut tt was necessary 0 = Occorrerà Il faudra [t will be necessary 0 . Se
occorre S'il le faut [fit is necessary 0 .. Occorso Fallu 3een necessary / -
Occorsi Fallu Been necessary / = Occorsa Fallu Seen necessary / . Occorse Fallu
Been necessary / .. Occultare Cacher ro CONCEAL A — Occulto Fe cache [ conceal
a =;, Occulti Fu caches jr rhou concealest Occulta Occultiamo Occultate
Occultano Occultava Occultavi Occultava Occultavamo Occultavate Occultavano
Occultai Occultasti Occultò Occultammo Occultaste Occultarono Occulterò
Occulterai Occulterà Occulteremo Occulterete Occulteranno Occultate Occultando
Occultato Occultati Occultata Occultate Occupare Occuparmi Occuparvi Occuparlo
Occupo Mi occupo Non mi occupo Occupi Si occupa Occupa Non si occupa Mi occupa
Occupiamo Non vi occupate Occupate Vi occupate Occupano Occupava Occupavi
Occupava Occupavamo Occupavate Occupavano Occupai Occupasti Occupò Occupammo
Occupaste Occuparono Occuperò Mi occuperò VERBES. Il cache Nous cachons Vous
cachez Ils cachent Je cachais Tu cachais Il cachait Nous cachions Vous cachiez
Ils cachaient Je cachai Tu cachas Il cacha Nous cachâmes Vous cachâtes Ils
cachèrent Je cacherai Tu cacheras Il cachera Nous cacherons Vous cacherez Ils
cacheront Cachez Cachant Caché Cachés Cachée Cachées Occuper M'occuper Vous
occuper L'occuper J'occupe Je m'occupe Je ne m'occupe pas Tu occupes Il
s'occupe Il occupe Il ne s'occupe pas M'occupe Nous occupons Vous ne vous
occupez pas Vous occupez Vous vous occupez Ils occupent J'occupais Tu occupais
Il occupait Nous occupions Vous occupiez Ils occupaient J'occupai Tu occupas Il
occupa Nous occupâmes Vous occupâtes Ils occupèrent J'occuperai Je m'occuperai
VERBS. 271 He conceals We conceal You conceal They conceal I concealed Thou
concealedst He concealed We concealed You concealed They concealed I concealed
Thou concealedst He concealed We concealed You concealed They concealed I shall
conceal Thou wilt conceal He will conceal We shall conceal You will conceal
They will conceal Conceal Concealing Concealed Concealed Concealed Concealed To
OCCUPY To occupy me To occupy you To occupy him I occupy I occupy myself I do
not occupy myself Thou occupiest He occupies himself He occupies He does not
occupy him . Occupies me We occupy You do not occupy yours. You occupy You
occupy yourself They occupy I occupied Thou occupiedst He occupied We occupied
You occupied They occupied I occupied Thou occupiedst He occupied We occupied
You occupied They occupied I shall occupy I shall occupy myself 272 VÈRBI.
VERBES. VERBS, L - Occuperai Tu occuperas Thou wilt occupy L = Occuperà Il
occupera He will occupy L • Occuperemo Nous occuperons We shall occupy L •
Occuperete Vous occuperez You will occupy ( - Occuperanno Ils occuperont They
will occupy ( = Non vi occupate Ne vous occupez pas Do not occupy you ( •
Occupatevi Occupez- vous Occupy ( •• Occuperei J'occuperais I would occupy H -
Occuperesti Tu occuperais Thou wouldst occup H = Occuperebbe Il occuperait He
would occupy ^ . Occuperemmo Nous occuperions We would occupy H .. Occupereste
Vous occuperiez You would occupy 1 - Occuperebbero Ils occuperaient They would
occupy ! = Occupando Occupant Occupying 1 • Occupato Occupé Occupied 1 ••
Occupati Occupés Occupied o — Occupata Occupée Occupied o = Occupate Occupées
Occupied 0 . Odiare Haïr To HATE o .. Odiarmi Me haïr To hate me L — Odiarvi
Vous haïr To hate you L = Odiarlo Le haïr To hate him L • Odio Je hais I hate L
.. Non vi odio Je ne vous hais pas I do not hate you ) - Odii Tu hais Thou hatest
) = Odia Il hait He hates ) • Odiamo Nous haïssons We hate ) •• Odiate Vous
haïssez You hate -+• — Mi odiate Vous me haïssez You hate m€ + = Odiano Ils
haïssent They hate + . Odiava Je haïssais I hated + .. Odiavi Tu haïssais Thou
hatedst . . Odiavate Vous haïssiez >> . . Odiavano Ils haïssaient They
hated p Odiai Je haïs I hated ? = Odiasti Tu haïs Thou hatedst p Odiò Il haït
He hated ? ..' Odiammo Nous haïmes We hated V — Odiaste Vous haïtes You hated V
= Odiarono Ils haïrent They hated V . Odieró Je haïrai I shall hate v ..
Odierai Tu haïras Thou wilt hate 0 — Odierâ Il haïra He will hate 0 = Odieremo
Nous haïrons We shall hate 0 . Odierete Vous haïrez You will hate 0 ..
Odieranno fis haïront They will hatf / - Odiando Haïssant Hating / = Odiato Haï
Hated / ■ Odiati ffaïs Hated / .. Odiata Haïe Hated A - Odiate Haïes Hated A =
Odorare Sentir (bon) TO SMELL A . Odoro Te sens I smell A .. Odori fu sens Thou
smellest f — Odora I sent He smells T = Odorate Vous sentez You smell T .
Odorano j [ls sentent They smell VERBI. VERBES. VERBS. L - Odorava Je sentais I
smelt L = Odoravi Tu sentais Thou smeltest L • Odorava Il sentait He smelt L ••
Odoravamo Nous sentions We smelt ( - Odoravate Vous sentiez You smelt ( =
Odoravano Ils sentaient They smelt ( • Odorai Je sentis I smelt ( •• Odorasti
Tu sentis Thou smeltest H - Odorò Il sentit He smelt ^ = Odorammo Nous sentîmes
We smelt -\ . Odoraste Vous sentîtes You smelt H .. Odorarono Ils sentirent
They smelt 1 ~ Odorando Sentant Smelting i = Odorato Senti Smelt I Offendere
Offenser To OFFEND 1 ■• Offendermi M'offenser To offend me o — Offendervi Vous
offenser To offend you o = Offendo J'offense I offend o . Non vi offendo Je ne
vous offense pas I do not offend you 0 .. Offendi Tu offenses Thou offendest
"1 — Offende Il offense He offends 1 = Mi offende Il m'offense He offends
me "1 . Offendiamo Nous offensons We offend 1 .. Mi offendete Vous
m'offensez You offend me ) — Offendete Vous offensez You offend ) = Vi
offendete Vous vous offensez You are offended ) . Offendono Ils offensent They
offend ) .. Offendeva J'offensais I offended H Offendevi Tu offensais Thou
offendedst + = Offendeva Il offensait He offended + • Offendevamo Nous
offensions We offended -f .- Offendevate Vous offensiez You offended Offendevano
Ils offensaient J'offen ai They offended ■"•N. = Offesi I ofiended •v^ Vi
offesi Je vous offensai I offended you \ .. Offendesti Tu offensas Thou
offendedst e - Offese Il offensa He ofiended ? = Offendemmo Nous offensâmes We
offended p Offendeste Vous offensâtes You offended ? •• Offesero Ils
offensèrent They offended v — Offenderò J'offenserai I shall offend V =
Offenderai Tu offenseras Thou wilt offend V . Offenderà Il offensera He will
offend v .. Offenderemo Nous offenserons We shall offend 0 — Offenderete Vous
offenserez You will offend 0 = Offenderanno Ils offenseront They will offend 0
. Offendendo Offensant Offending 0 •• Offeso Offensé Offended / - Offesi
Offensés Offended / = Offesa Offensée Offended / . Offese Offensées Offended /
.. Offrire Offrir TO OFFER A - Offrirvi Vous offrir To offer you A = Offro
J'offre I offer A • Vi offro Je vous offre I offer you A •• Offri Tu offres
Thou offerest T — Offre Il offre He offers T = Offriamo Nous offrons We offer T
• JNon offrite Vous n'offrez pas You do not offer 273 274 VERBI. VERBES. VERBS.
L - Offrite Vous offrez You offer L = Mi offrite Vous m'offrez You offer me L •
Offrono Ils offrent They offer L •• Offriva J'offrais I offered ( - Offrivi Tu
offrais Thou offeredst ( = Offriva Il offrait He offered ( • Offrivamo Nous
offrions We offered ( •■ Offrivate Vous offriez You offered H - Offrivano Ils
offraient They offered H = Offrii J'offris I offered 4 • Offristi Tu offris
Thou offeredst •4 •• Offri Il offrit He offered 1 - Offrimmo Nous offrîmes We
offered j = Offriste Vous offrîtes You offered I • Offrirono Ils offrirent They
offered 1 .. Offrirò J'offrirai I shall offer o — Vi offrirò Je vous offrirai I
shall offer you o = Offrirai Tu offriras Thou wilt offer 0 . Offrirà Il offrira
He will offer o .. Offriremo Nous offrirons We shall offer 1 - Offrirete Vous
offrirez You Avili offer 1 = Offriranno Ils offriront The will offer 1 .
Offrite Offrez Offer 1 .. Offrendo Offrant Offering ) - Offerto Offert Offered
) = Offerti Offerts Offered ) . Offerta Offerte Offered ) .. Offerte Offertes
Offered + — Offuscare Offusquer To obscure + = Offuscato Offusqué Obscured + .
Offuscati Offusqués Obscured + .. Offuscata Offusquée Obscured >s. Offuscate
Offusquées Obscured \ == Oggettàre Objecter To OBJECT •^ . Oggetto J'objecte I
object ■^ . . Oggetta Il objecte He objects 0 Oggettate Vous objectez You
object ? = Oggettano Ils objectent They object p . Oggetto Il objecta He
objected 0 Oggettaste Vous objectâtes You objected V — Oggettarono Ils
objectèrent They objected V = Oggetteró J'objecterai I shall object V .
Oggetterai Tu objecteras Thou wilt object V -• Oggetterâ Il objectera He will
object 0 — Oggetteremo Nous objecterons We shall object 0 = Oggetterete Vous
objecterez You will object 0 . Oggetteranno Ils objecteront They will object 0
.. Oggettando Objectant Objecting / ~ Oggettato Objecté Objected / = Oggettati
Objectés Objected / • Oggettata Objectée Objected / •• Oggettate Objectées
Objected A — Oltraggiare Outrager (offenser) To insult (to offend A =
Oltraggiando Outrageant Insulting A • Oltraggiato Outragé Insulted A ••
Oltraggiati Outragés Insulted T — Oltraggiata Outragés Insulted T = Oltraggiate
Outragées j Insulted Oltrepassare Outrepasser TO GO BEYOND Oltrepassando
Outrepassant Going beyond Oltrepassalo Outrepassé Gone beyond Oltrepassati
Outrepassés Gone beyond Oltrepassata Outrepassée Gone beyond Oltrepassate
Outrepassées Gone beyond Ombrare Ombrager To SHADE Ombrando Ombrageant Shading
Ombrato Ombragé Shaded Ombrati Ombragés Shaded Ombrata Ombragée ' Shaded Ombrate
Ombragées Shaded Omologare Homologuer TO APPROVE OF Omologando Homologuant
Approving oi Omologato Homologué Approved of Omologati Homologués Approved of
Omologata Homologuée Approved of Omologate Homologuées Approved of Ondeggiare
Flotter TO FLOAT Ondeggio Je flotte I float Ondeggi Tu flottes Thou floatest
Ondeggia Il flotte He floats Ondeggiamo Nous flottons We float Ondeggiate Vous
flottez You float Ondeggiano Ils flottent They float Ondeggiava Je flottais I
floated Ondeggiavi Tu flottais Thou floatedst Ondeggiava Il flottait He floated
Ondeggiavamo Nous flottions We floated Ondeggiavate Vous flottiez You floated
Ondeggiavano Ils flottaient They floated Odeggiando Flottant Floating
Ondeggiato Flotté Floated Onorare Honorer To HONOUR Onorarmi M'honorer To
honour me Onoro J'honore I honour Onori Tu honores Thou honourest Onora Il
honore He honours Mi onora M'honore Honours me Onoriamo Nous honorons We honour
Onorate Vous honorez You honour Mi onorate Vous m'honorez You honour me Onorano
Ils honorent They honour Onorava J'honorais I honoured Onorava Il honorait He
honoured Onoravamo Nous honorions We honoured Onoravate Vous honoriez You
honoured Onoravano Ils honoraient They honoured Onorai J'honorai I honoured
Onorò Il honora He honoured Onorammo Nous honorâmes We honoured Onoraste Vous
honorâtes You honoured Onorarono Ils honorèrent They honoured Onorerò
J'honorerai I shall honour Onorerai Tu honoreras Thou wilt honour Onorerà Il
honorera He will honour Onoreremo Nous honorerons We shall honour Onorerete Vous
honorerez You will honour •Vii onorerete Vous m'honorerez JYou will honour mo
275 •276 L - VERBI. Onoreranno Onorate Onorando Onorato Onorati Onorata Onorate
Operare Opero Operi Opera Operiamo Operate Operano Operava Operava Operavamo
Operavate Operavano Operai Operasti Operò Operammo Operaste Operarono Operate
Operando Operato Operati Operata Operate Opporre Opporvi Oppormi Oppongo Mi
oppongo Non mi oppongo Opponi Oppone Opponiamo Vi opponete Opponete Non vi
opponete Oppongono Opponeva Opponeva Opponevamo Opponevate Opponevano Opposi
Oppose Opponemmo Opponeste Opposero Opporrò Non mi oporró Opporrai Opporrà Si
opporrà VERBES. Ils honoreront Honorez Honorant Honoré Honorés Honorée Honorées
Opérer J'opère Ta opères Il opère Nous opérons Vous opérez Ils opèrent
J'opérais Il opérait Nous opérions Vous opériez Ils opéraient 'opérai Tu opéras
Il opéra Nous opérâmes Vous opérâtes Ils opérèrent Opérez Opérant Opéré Opérés
Opérée Opérées Opposer Vous opposer M'opposer J'oppose Je m'oppose Je ne
m'oppose pas Tu opposes H oppose Nous opposons Vous vous opposez Vous opposez
Vous ne vous opposez pa: Ils opposent J'opposais Il opposait Nous opposions
Vous opposiez ils opposaient J'opposai Il opposa Nous opposâmes Vous opposâtes
Ils opposèrent J'opposerai Je ne m'opposerai pas Tu opposeras Il opposera Il
s'opposera VERBS. They will honour Honour Honouring Honoured Honoured Honoured
Honoured To OPERATE Operate Thou operatest He operates We operate You operate
They operate operated He operated We operated You operated They operated
operated Thou operatedst He operated We operated You operated They operated
Operate Operating Operated Operated Operated Operated To OPPOSE To oppose you
To oppose me I oppose I oppose myself 1 do not oppose Thou opposest He opposes
We oppose You oppose You oppose You do not oppose They oppose I opposed He
opposed We opposed You opposed They opposed I opposed He opposed We opposed You
opposed They opposed I shall oppose I shall not oppose Thou wilt oppose He will
oppose He will oppose VERBI. VERBES. VERBS. L - Opporremo Nous oposerons We
shall oppose L = Opporrete Vous opposerez You will oppose L • Opporranno Ils
opposeront They will oppose L •• Opponete Opposez Oppose ( - Opponendo Opposant
Opposing ( = Opposto Opposé Opposed ( • Opposti Opposés Opposed — Organizzava
Il organisait He organized »■«, = Oragani zzavamo Nous organisions We organized
^ Organizzavate Vous organisiez You organized *"-» . . Organizzavano Us
organisaient They organized P — Organizzai J'organisai I organized ? = | Organizzasti
Tu organisas Thou organizedst ? . Organnizzó Il organisa He organized P ..
Organizzammo Nous organisâmes We organized V — Organizzaste Vous organisâtes
You organized V = Organizzarono Ils organisèrent They organized V • Organizzerò
J'organiserai I shall organize v .. Organizzerai Tu organiseras Thou wilt
organize 0 — Oraganizzera Il organisera He will organize 0 = Organizzeremo Nous
organiserons We shall organize 0 . Organizzerete Vous organiserez You will
organize 0 .. Organizzeranno Us organiseront They will organize 1 — Organizzate
Organisez Organize 1 = \ Organizzando Organisant Organizing / . j Organizzato
Organisé Organized / .. I Organizzati Organisés Organized A — ; Organizzata
Organisée Organized A = Organizzate Organisées Organized A • Orientarsi
S'orienter (t. de géogr.) TO SET TOWARDS THE E.4ST A •• J Orientato Orienté Set
towards the east T - i Orientati Orientés Set towards the east Orientata
Orientée Set towards the east -t- | Orientate Orientées Set towards the east
VERBI. VERBES. VERBS. L - Orlare Ourler, border To hem L = Orlato Ourlé Hemmed
L • Orlati Ourlés Hemmed L ■• Orlata Ourlée Hemmed ) - Orlate Ourlées Hemmed )
= Ormeggiare Ancrer ( t. de mar. ) To ANCHOR ) • Ormeggiato Ancré Anchored ) ••
Ormeggiali Ancrés Anchored H - Ormeggiata Ancrée Anchored H = Ormeggiate
Ancrées Anchored H • Orbare Orner, embellir To ADORN H •• Ornando Ornant
Adorning 1 - Ornato Orné Adorned I = Ornati Ornés Adorned i • Ornata Ornée
Adorned 1 •• Ornate Ornées Adorned o — Osare Oser To DARE 0 = Oso J'ose I dare
0 . Non oso Je n'ose pas I do not dare o .. Osi Tu osìjs Thou darest 1 - Osa Il
ose He dares 1 = Non osa Il n'ose pas He does not dare 1 . Osiamo Nous osons We
dare 1 .. Osate Vous osez You dare ( - Osano Ils osent They dare ( = Osava
J'osais I dared ( . Non osava Je n'osais pas I did not dare ( .. Osavi Tu osais
Thou daredst -f — Osava Il osait He dared + = Osavamo Nous osions We dared -f .
Osavate Vous osiez You dared + .. Osavano Ils osaient They dared -^. — Osai
J'osai I dared ■ —, = Osasti Tu osas Thou daredst ^s» . Osò Il osa He dared
***. . . Osammo Nous osâmes We dared ? - Osaste Vous osâtes You dared p =
Osarono Ils osèrent They dared p . Oserò J'oserai I shall dare p •• Non oserò
Je n'oserai pas I shall not dare V - Oserai Tu oseras Thou wilt dare V = Oserà
Il osera He will dare V . Oseremo Nous oserons We shall dare V .. Oserete Vous
oserez You will dare 0 — Oseranno Ils oseront Thev will dare 0 = Se osassi Si
j'osais If I dared 0 . Se osaste Si vous osiez If you dared 0 .. Osando Osant
Daring 1 ~ Osato Osé Dared 1 = Oscurare Obscurcir To DARREN 1 • Oscura Il
obscurcit He darkens / •• Oscurano Ils obscurcissent They darken A — Oscurava
Il obscurcissait He darkened A = Oscuravano Ils obscurcissaient They darkened A
• Oscurò Il obscurcit He darkened A •• Oscurarono Ils obscurcirent They
darkened T- Oscurerà Il obscurcira He will darken T = Oscureranno Ils
obscurciront They will darken 279 mo TERBI. VERBES. VERBS. L - Oscurando
Obscurcissant Darkening L = Oscurato Obscurci Darkened L • Oscurati Obscurcis
Darkened L •• Oscurata Obscurcie Darkened ( - Oscurate Obscurcies Darkened ( =
Ossequiare RÉVÉRER To REVERE ( • Ossequiato Révéré Revered ( .. Ossequiati
Révérés Revered -c- Ossequiata Révérée Revered H = Ossequiate Révérées Revered
H . Osservare ( distinta- Remarquer To REMARK H •• Osservo mente) Je remarque I
remark 1 - Osservi Tu remarques Thou remarkest r = Osserva Il remarque He
remarks i Osserviamo Nous remarquons We remark i .. Osservate Vous remarquez
You remark o — Osservano Ils remarquent They remark 0 = Osservava Je remarquais
I remarked 0 . Osservavi Tu remarquais Thou remarkedst 0 .. Osservava Il
remarquait He remarked 1 - Osservavamo Nous remarquions We remarked 1 =
Osservavate Vous remarquiez You remarked 1 . Osservavano Ils remarquaient They
remarked 1 .. Osservai Je remarquai I remarked ) - Osservasti Tu remarquas Thou
remarkedst ) = Osservò Il remarqua He remarked ) • Osservammo Nous remarquâmes
We remarked ) . Osservaste Vous remarquâtes You remarked H Osservarono Ils
remarquèrent They remarked + = Osservate Remarquez Remark + . Osservando
Remarquant Remarking + .. Osservato Remarqué Remarked \ — Osservati Remarqués
Remarked \ = Osservata Remarquée Remarked \ Osservate Remarquées Remarked \ . .
Osservare Observer To OBSERVE p Osservo J'observe I observe ? = Osservi Tu
observes Thou observest p . Osserva Il observe He observes ? Osserviamo Nous
observons We observe v — Osservate Vous observez You observe V = Osservano Ils
observent They observe V . Osservava J'observais I observed V •• Osservavi Tu
observais Thou observedst 0 — Osservava Il observait He observed 0 =
Osservavamo Nous observions We observed 0 . Osservavate Vous observiez You
observed 0 .. Osservavano Ils observaient They observed 1 - Osservai J'observai
I observed 1 = Osservasti Tu observas Thou observedst / . Osservò Il observa He
observed / •• Osservammo Nous observâmes We observed A — Osservaste Vous
observâtes You observed A = Osservarono Ils observèrent They observed A •
Osserverò J'observerai I shall observe A •• Osserverai Tu observeras Thou wilt
observe T — Osserverà Il observera He will observe T = Osserveremo Nous
observerons We shall observe VERBI. VERBES. VERBS. L - - Osserverete Vous
observerez You will observe L = = Osserveranno Ils observeront They will observe
L . Osservate Observez Observe L • Osservando Observant Observing ( - -
Osservato Observé Observed ( = - Osservati Observés Observed ( Osservata
Observée Observed ( • Osservate Observées Observed H- • Osteggiare Camper TO
ENCAMP H = Osteggiato Campé Encamped H • Osteggiati Campés Encamped H ••
Osteggiata Campée Encamped 1 - Osteggiate Campées Encamped 1 = Ostentare Faire
parade TO MAKE A SHOW 1 • Ostentato Fait parade ( qui a ) Made a show ) ..
Ostentati Fait parade Made a show o — Ostentata Fait parade Made a show o =
Ostentate Fait parade Made a show 0 . Ostinarsi S'OBSTINER To PERSIST IN o ..
Mi ostino Je m'obstine I persist in "1 - Ti ostini Tu t'obstines Thou
persistest in 1 = Si ostina Il s'obstine He persists in 1 . Ci ostiniamo Nous
nous obstinons We persist in 1 .. Vi ostinate Vous vous obstinez You persist in
) - Si ostinano Ils s'obstinent They persist in ) = Si ostinava Il s'obstinait
He persisted in ) . Si ostinavano Ils s'obstinaient They persisted in ) .. Si
ostinò Il s'obstina He persisted in + — Si ostinarono Ils s'obstinèrent They
persisted in + = Si ostinerà Il s'obstinera He will persist in -f . Si
ostineranno Ils s'obstineront They will persist in + .. Ostinandosi S'obstinant
Persisting in ^ — Ostinato Obstiné Persisted in ^ = Ostinati Obstinés Persisted
in ^ . Ostinata Obstinée Persisted in ^x . . Ostinate Obstinées Persisted in p
- Ottare Opter To CHOOSE ? = Ottando Optant Choosing ? . Ottato Opté Chosen ?
.. Ottenere Obtenir To OBTAIN V — Ottengo T'obtiens I obtain V = Non ottengo te
n'obtiens pas I do not obtain V . Ottieni ru obtiens Thou obtainest v ..
Ottiene 11 obtient He obtains 0 — Otten ghiaino Nous obtenons We obtain 0 =
Ottenete Vous obtenez You obtain 0 . Ottengono Ils obtiennent They obtain 0 ..
Otteneva ['obtenais I obtained / ~ Ottenevi Tu obtenais Thou obtainedst / =
Otteneva 1 obtenait He obtained / • Ottenevamo Vous obtenions We obtained / -.
Ottenevate Vous obteniez You obtained A - Ottenevano ls obtenaient rhey
obtained A = Ottenni 'obtins 1 obtained A • Non ottenni e n'obtins pas I did
not obtain A .. Ottenesti ru obtins Thou obtainedst T - Ottenne [1 obtint He
obtained :81 24. 282 VERBI. VERBES. VERBS. L - Non ottenne TI n'obtint pas He
did not obtain L = Ottenemmo Nous obtînmes We obtained L • Otteneste Vous
obtintes You obtained L .- Ottennero Ils obtinrent They obtained ) - Otterrò
J'obtiendrai I shall obtain ) = Non otterrò Je n'obtiendrai pas I shall not
obtain ) . Otterrai Tu obtiendras Thou wilt obtain ) •• Otterrà 11 obtiendra He
will obtain -4~ Otterremo Nous obtiendrons We shall obtain H = Otterrete Vous
obtiendrez You vili obtain H • Non otterrete Vous n'obtiendrez pas You will not
obtain H •• Otterranno Ils obtiendront They will obtain 1 - Ottenendo Obtenant
Obtaining 1 = Ottenuto Obtenu Obtained 1 . Ottenuti Obtenus Obtained 1 ••
Ottenuta Obtenue Obtained o — Ottenute Obtenues Obtained o = Pacificare o .
Paciticando 0 .. Pacificato 1 — Pacificati 1 = Pacificata 1 . Pacificate 1 ..
Pagare ( - Pagarvi ( = Pagarmi ( . Pagarlo ( .. Pago + — Paghi + = Paga + . Paghiamo
+ .. Non mi pagate -v^ Pagate -^. = Non pagate ^*s . Pagano ^. .. Pagava ? -
Pagavi p = Pagava p . Pagavamo p .. Pagavate V — Pagavano V = Pagai V • Pagasti
v .. Pagò 0 — Pagammo 0 = Pagaste 0 . Pagarono 0 .. Pagherò / - Vi pagherò / =
Pagherai / . Pagherà / •■ Pagheremo A - Pagherete A = Mi pagherete A -
Pagheranno Pacifier Pacifiant Pacifié Pacifiés Pacifiée Pacifiées Payer Vous
payer Me payer Le payer Je paye Tu payes Il paye Nous payons Vous ne me payez
pas Vous payez Vous ne payez pas Ils payent Je payais Tu payais H payait Nous
payions Vous payiez Ils payaient Je payai Tu payas Il paya Nous payâmes Vous
payâtes Ils payèrent Je payerai Je vous payerai Tu payeras Il payera Nous
payerons Vous payerez Vous me payerez Ils payeront To PACIFY Pacifying Pacified
Pacified Pacified Pacified To PAY To pay you To pay me To pay him I pay Thou
payest He pays We pay You do not pay me You pay You do not pay They pay I paid
Thou paidst He paid We paid You paid They paid I paid Thou paidst He paid We
paid You paid They paid I shall pay I shall pay you Thou wilt pay He will pay
We shall pay You will pay You shall pay me They will pay VEUBI. L -. Pagate L =
Pagatemi L • Pagando L •• Pagato ( - Pagati ( = Pagata ( • Pagate ( .. Palesare
H- Palesando H = Palesato H • Palesati H •• Palesata 1 - Palesate 1 = Palliare
1 • Palliando 1 •• Palliato o — Palliati 0 = Palliata 0 . Palliate o .. Palpare
1 - Palpato 1 = Palpati 1 . Palpata 1 .. Palpate ) - Palpitare ) = Palpita ) .
Palpitano ) .. Palpitava + - Palpitavano + — Palpitai + . Palpitasti + ..
Palpitò •*»» — Palpitammo "*«» = Palpitaste ■-S. . Palpitarono "**.
.. Palpitando ? - Palpitato ? = Pappare p . Pappato p .. Pappati V — Pappata V
SB Pappate V . Parafrasare v .. Parafrasato 0 — Parafrasati 0 = Parafrasata 0 .
Parafrasate 0 .. Paragonare / - Paragono / = Paragoni / . Paragona / ■•
Paragoniamo A — Paragonate A = Paragonava A • Paragonavi A •• Paragonava T-
Paragonavamo VERBES. Pàyez Payez-moi Payant Payé Payés Payée Payées DÉCOUVRIR
Découvrant Découvert Découverts Découverte Découvertes Pallier (déguiser)
Palliant Pallié Palliés Palliée Palliées Palper Palpé Palpés Palpée Palpées
Palpiter Il palpite Ils palpitent Il palpitait Ils palpitaient Je palpitai Tu
palpitas Il palpita Nous palpitâmes Vous palpitâtes Ils palpitèrent Palpitant
Palpité Se gorger Gorgé Gorgés Gorgée Gorgées Paraphraser Paraphrasé
Paraphrasés Paraphrasée Paraphrasées Comparer Je compare Tu compares Il compare
Nous comparons Vous comparez Je comparais Tu comparais Il comparait Nous
comparions VERBS. Pay Pay me Paying Paid Paid Paid Paid To DISCOVER Discovering
Discovered Discovered Discovered Discovered To PALLIATE Palliating Palliated
Palliated Palliated Palliated TO HANDLE GENTLY Handled gently Handled gently
Handled gently Handled gently To PANT He pants They pant He panted They panted
I panted Thou pantedst He panted We panted You panted They panted Panting
Panted To gorge one's self Gorged Gorged Gorged Gorged TO PARAPHRASE
Paraphrased Paraphrased Paraphrased Paraphrased To COMPARE I compare Thou comparest
He compares We compare You compare I compared Thou comparedst He compared We
compared 283 284 VERBI. L - Paragonavate L = Paragonavano L • Paragonai L •
Paragonasti ( - Paragonò ( = Paragonando ( • Paragonato ( •• Paragonati H -
Paragonata H = Paragonate H • Parare H .. Parando 1 - Parato 1 = Parati 1 •
Parata i ■ Parate o — Pareggiace o = Pareggiando 0 . Pareggiato 0 .. Pareggiati
1 - Pareggiata 1 = Pareggiate 1 . Parere 1 .. Parermi ) - Parervi Ì = Pajo ) .
Pari ) .. Mi pare -f — Pare + = Non mi pare + . Pajamo + .. Parete \ — Non mi
parete ^ = Pajono \ . Pareva "s. . . Parevi ? - Pareva 0 = Mi pareva p Non
mi pareva f Parevamo V — Parevate V = Parevano V . Parve v .. Parvero 0 — Parrà
0 = Vi parrà 0 . Parranno 0 .. Parendo 1 - Parso / = Parsi / . Parsa / .. Parse
A - Parlamentare A = Parlamentando A • Parlamentato A .. Parlare T = Parlarvi
T- Parlarmi VERBES. Vous compariez Ils comparaient Je comparai Tu comparas Il
compara Comparant Comparé Comparés Comparée Comparées Parer Parant Paré Parés
Parée Parées ÉGALER Egalant Egalé Egalés Egalée Egalées Paraître Me paraître
Vous paraître Je parais Tu parais Il me parait Il paraît Il ne me parait pas
Nous paraissons Vous paraissez Vous ne me paraissez Ils paraissent Je
paraissais Tu paraissais Il paraissait Il me paraissait Ne me paraissait pas
Nous paraissions Vous paraissiez Ils paraissaient Il parut Ils parurent Il
paraîtra Il vous paraîtra Us paraîtront Paraissant Paru Parus Parue Parues
Parlementer Parlementant Parlementé Parler Vous parler Me parler VEtîBS. You
compared They compared I compared Thou compared st He compared Comparing
Compared Compared Compared Compared To ADORN Adorning Adorned Adorned Adorned
Adorned To EQUAL Equalling Equalled Equalled Equalled Equalled To APPEAR To
appear to mé To appear to you I appear Thou appearest It appears to me He
appears It does not appear to me We appear You appear You do not appear to me
They appear I appeared Thou appearedst He appeared It appeared to me It did not
appear to me We appeared You appeared They appeared He appeared They appeared
It will appear It will appear to you They will appear Appearing Appeared
Appeared Appeared Appeared To PARLEY Parleying Parleyed To SPEAK To speak to
you To speak to me VERBI. Parlargli Parlo Non parlo Vi parlo Non vi parlo Parli
Mi parli Parla Mi parla Non parla Parliamo Mi parlate Parlate Non mi parlate
Parlano Parlava Gli parlava Parlavi Parlava Mi parlava Parlavamo Parlavate
Parlavano Parlai Parlasti Parlò Parlammo Parlaste Palarono Non parlerò Parlerò
Gli parlerò Parlerai Parlerà Mi parlerà Parleremo Parlerete Non parlerete
Parleranno Parlerei Parleresti Parlerebbe Parleremmo Parlereste Parlerebbero
Parla Non parlare Parli Parliamo Parlate Non parlate Parlino Ch'io parli Che
parli Che parli Che parliamo Che parliate Che parlino Che parlassi Parlassi
VERBES. Lui parler Je parie Je ne parle pas Je vous parle Je ne vous parle pas
Tu parles Tu me parles Il parle Il me parle Il ne parle pas Nous parlons Vous
me parlez Vous parlez Vous ne me parlez pas Ils parlent Je parlais Je lui
parlais Tu parlais Il parlait Il me parlait Nous parlions Vous parliez Ils
parlaient Je parlai Tu parlas Il parla Nous parlâmes Vous parlâtes Ils
parlèrent Je ne parlerai pas Je parlerai Je lui parlerai Tu parleras Il parlera
Il me parlera Nous parlerons Vous parlerez Vous ne parlerez pas Ils parleront
Je parlerais Tu parlerais Il parlerait Nous parlerions Vous parleriez Ils
parleraient Parle Ne parle pas Qu'il parle Parlons Parlez Ne parlez pas Qu'ils
parlent Que je parle Que tu parles Qu'il parle Que nous parlions Que vous
parliez Qu'ils parlent Que je parlasse Que tu parlasses verbs. 285 To speak to
him I speak I do not speak I speak to you I do not speak to you Thou speak est
Thou speakest to me He speaks He speaks to me He does not speak We speak You
speak to me You speak You do not speak to me They speak I was speaking I was
speaking to him Thou wast speaking He was speaking He was speaking to me We
were speaking You were speaking They were speaking I spoke Thou spokest He
spoke We spoke You spoke They spoke I shall not spake I shall speak I shall
speak to him Thou w ilt speak He will speak He will speak to me We shall speak
You will speak You will not speak They w ill speak I would speak Thou wouldst
speak He would speak We would speak You w'ould speak They would speak Speak Do
not speak Let him speak Let us speak Speak Do not speak Let them speak That I
may speak That thou mayst speak That he may speak That we may speak That you
may speak That they may speak That I might speak That thou mighst speak 286
VERBI. L - Parlasse L = Parlassimo L • Parlaste L •• Parlassero ( - Se parlassi
( - Se parlaste ( • Parlando ( •• Parlato H - Partici? are H = Participo H •
Participi H •• Participa ! - Participiamo ! = Participate 1 • Partici pano 1 ••
Participava o — Participavi 0 = Participava o . Participavamo o ..
Participavate 1 - Participa vano 1 =? Participeró 1 . Participerai 1 ..
Participera ) - Participeremo ) = Participerete ) . Participeranno ) ..
Participate + — Participando + = Participato 4- . Participati + .. Participata
^ - Participate ■^ = Participare ^■v . Partici parvi -»^ . . Participo p - Vi
participo p = Participi p . Participa ? •• Participiamo V — Participate V =
Participano V . Participeró V •• Participerai 0 — Participera 0 = Participeremo
0 . Participerete 0 .. Participeranno / - Participate / = Participatemi / ■
Participateci / •• Participando A — Participato A = Participati A • Participata
A .. Participate T — Partire T = Parto x . Non parto VERBES. Qu'il parlât Que
nous parlassions Que vous parlassiez Qu'ils parlassent Si je parlais Si vous
parliez Parlant Parlé Participer Je participe Tu participes 11 participe Nous
participons Vous participez Ils participent Je participais Tu participais Il
participait Nous participions Vous participiez Ils participaient Je
participerai Tu participeras Il participera Nous participerons Vous
participerez Ils participeront Participez Participant Participé Participés
Participée Participées Faire part Vous faire part Je fais part Je vous fais
part Tu fais part Il fait part Nous faisons part Vous faites part Ils font part
Je ferai part Tu feras part Il fera part Nous ferons part Vous ferez part Ils
feront part Faites part Faites-moi part Faites-nous part Faisant part Fait part
Fait part Fait part Fait part Partir Je pars Je ne pars pas VERBS. That he
might speak That we might speak That you might speak That they might speak If I
was speaking If you were speaking Speaking Spoken To participate participate
Thou participates! He participates We participate You participate They
participate participated Thou participated^ He participated We participated You
participated They participated I shall participate Thou wilt participate He
will participate We shall participate You will participate They will
participate Participate Participating Participated Participated Participated
Participated To IMPART To impart to you I impart I impart to you Thou impartst
He imparts We impart You impart They impart I shall impart Thou wilt impart He
will impart We shall impart You will impart They will impart Impart to Impart
me Impart to you Imparting Imparted Imparted Imparted Imparted To depart I
depart I do not depart VERBI. VERBES. VERBS. 287 L - Parti fu pars rhou
departest L = Parte [1 part Eie departs L • Non parte [1 ne part pas tie does
not depart L •• Partiamo Nous partons We depart ( - Non partiamo Vous ne
partons pas We do not depart ( = Partite Vous partez You depart ( • Non partite
Vous ne partez pas You do not depart ( •• Partono tls partent rhey depart -\ -
Non partono Ils ne partent pas They do not depart H = Partiva Je partais I
departed H • Partivi Tu partais Thou departed st H •• Partiva Il partait He
departed 1 - Partivamo Nous partions We departed 1 = Partivate Vous partiez You
departed 1 • Partivano Ils partaient They departed I -. Partii Je partis I
departed o — Partisti Tu partis Thou departedst 0 == Parti Il partit He
departed 0 . Partimmo Nous partîmes We departed 0 .. Partiste Vous partîtes You
departed -1 Partirono Ils partirent They departed 1 = Partirò Je partirai I
shall depart "1 • Non partirò Je ne partirai pas I shall not depart 1 ..
Partirai Tu partiras Thou wilt depart ) - Partirà Il partira He will depart ) =
Partiremo Nous partirons We shall depart ) • Partirete Vous partirez You will
depart ) .. Non partirete Vous ne partirez pas You will not depart + —
Partiranno Ils partiront They will depart 4- = Non partiranno Ils ne partiront
pas They will not depart + . Partite Partez Depart + ■■ Partendo Partant
Departing *«*. — Partito Parti Departed -»* == Partiti Partis Departed ■*>
Partita Partie Departed > .. Partite Parties Departed ? - Partorire
Accoucher To be brought to bed ? = Partorì Elle accouche She is brought to bed
P • Partorirà Elle accouchera She will be brought to b ? •• Partorito Accouché
Brought to bed V - Pascere Paître To GRAZE V = Pasce Il paît It grazes V .
Pascono Ils paissent They graze V .. Pasceva Il paissait It grazed 0 —
Pascevano Ils paissaient They grazed 0 = Pascendo Paissant Grazing 0 . Pasciuto
Paissant Grazed 0 .. Pasciuti Paissant Grazed / - Pasciuta Paissant Grazed / =
Pasciute Paissant Grazed / . Pascolare Brouter To BROWSE / •• Pascola Il broute
He browses A - Pascolano Ils broutent They browse A =-- . Pascolava Il broutait
He browsed A Pascolavano Ils broutaient They browsed A • Pascolò Il brouta He
browsed T - - Pascolarono Ils broutèrent They browsed T - - Pascolerà Il
broutera He will browse T 'Pascoleranno Ils brouteront They will browse 288 L -
L = L • L •• ( - Pascolando Pascolato Pascolati Pascolata Pascolate ( = Passare
( . Passo ( .. Passi H - Passa H = Passiamo H • Passate H •• Passano 1 -
Passava Passavi ! • Passava 1 •• Passavamo o — Passavate O s= Passavano 0 .
Passai 0 .. Passasti 1 - Passò 1 = Passammo 1 . Passaste 1 .. Passarono ) -
Passerò ) = Passerai ) . Passera ) .. Passeremo H Passerete -f = Passeranno + .
Passate + .. Passando "**, — Passato *> == Passati ■^ . Passata **•». .
. Passate ? - Passare per le armi ? = Passato per le armi p . Passati per le
armi ? Passata per le armi V — Passate per le armi V = Passeggiare v .
Passeggio v .. Passeggi 0 — Passeggia 0 = Passeggiamo 0 . Passeggiate 0 ..
Passeggiano / - Passeggiava / = Passeggiavi / . Passeggiava / .. Passeggiavamo
A — Passeggiavate A = Passeggiavano A • Passeggiai A •• Passeggiasti T - Passeggiò
T = Passeggiammo VERBES. Broutant Brouté Broutés Broutée Broutées Passer Je
passe Tu passes Il passe Nous passons Vous passez Ils passent Je passais Tu
passais Il passait Nous passions Vous passiez Ils passaient Je passai Tu passas
Il passa Nous passâmes Vous passâtes Ils passèrent Je passerai Tu passeras Il
passera Nous passerons Vous passerez Ils passeront Passez Passant Passé Passés
Passée Passer par les armes Passé par les armes Passés par les armes Passée par
les armes Passées par les armes Promener (se) Je me promène Tu te promènes Il
se promène Nous nous promenons Vous vous promenez Ils se promènent Je me
promenais Tu te promenais Il se promenait Nous nous promenions Vous promeniez
Ils se promenaient Je me promenai Tu te promenas Il se promena Nous nous
promenâmes verbs. Browsing Browsed Browsed Browsed Browsed To pass I pass Thou
passest He passes We pass You pass They pass I passed Thou passedst He passed
We passed You passed They passed I passed Thou passedst He passed We passed You
passed They passed I shall pass Thou wilt pass He will pass We shall pass You
will pass They will pass Pass Passing Past Past Past Past To be shot Been shot
Been shot Been shot Been shot TO WALK ABOUT I walk ahout Thou walkest ahout He
walks about We walk about You walk about They walk about I was taking a walk
Thou wast taking a walk He was taking a walk We were taking a walk You were
taking a walk They were taking a walk I took a walk Thou tookest a walk He took
a walk We took a walk VERBI. VERBES. VERBS. ' 2£ L — Passeggiaste Vous vous
promenâtes You took a walk L = Passeggiarono Ils se promenèrent They took a
walk t.: Passeggerò Je me promènerai I shall take a walk Passeggerai Tu te
promèneras Thou wilt take a walk ( - Passeggera Il se promènera He will take a
walk ( = Passeggeremo Nous nous promènerons We shall take a walk ( •
Passeggerete Vous vous promènerez You will take a walk ( • Passeggeranno Ils se
promèneront They will take a walk H- Passeggiate Promenez-vous Go and take a
walk H = Passeggiando Se promenant Taking a walk H . Passeggiato Promené Took a
walk -1 •• Passeggiati Promenés Took a walk I — Passeggiata Promenée Took a
walk 1 = Passeggiate Promenées Took a walk 1 . Passionare Tourmenter To TORMENT
1 •• Passionai Je tourmentai I tormented o — Passionasti Tu tourmentas Thou
tormentedst o = Passionò Il tourmenta He tormented 0 . Passionammo Nous
tourmentâmes We tormented o .. Passionaste Vous tourmentâtes You tormented 1 -
Passionarono Ils tourmentèrent They tormented Passionando Tourmentant
Tormenting Passionato Tourmenté Tormented Passionati Tourmentés Tormented ) —
Passionata Tourmentée Tormented ) = Passionate Tourmentées Tormented Pasturare
Mener paître TO LEAD TO PASTURE Pastura Il mène paître He leads to pasture + —
Pasturano Ils mènent paître They lead to pasture + = Pasturava Il menait paître
He led to pasture + . Pasturavano Ils menaient paître They led to pasture + ..
Pasturando Menant paître Leading to pasture *""■•» — Pasturato Mené
paître Led to pasture «V. = Patire Souffrir TO SUFFER "■V. Patisco Je
souffre I suffer *»* .. Patisci Tu souffres Thou sufferest p — Patisce Il
souffre He suffers p = Patiamo Nous souffrons We suffer p . Patite Vous
souffrez You suffer p .. Patiscono Ils souffrent They suffer V — Pativa Je
souffrais I suffered V = Pativi Tu souffrais Thou sufferedst V . Pativa Il
souffrait He suffered V .. Pativamo Nous souffrions We suffered 0 — Pativate
Vous souffriez You suffered 0 = Pativano Ils souffraient They suffered 0 .
Patii Je souffris I suffered 0 .. Patisti Tu souffris Thou sufferedst 1 — Pati
Il souffrit He suffered Patimmo Nous souffrîmes We suffered / . Patiste Vous
souffrîtes You suffered / .. Patirono Ils souffrirent They suffered A — Patirò
Je souffrirai I shall suffer A = Patirai Tu souffriras Thou wilt suffer A •
Patirà Il souffrira He will suffer A .. Patiremo Nous souffrirons We shall
suffer T — Patirete Vous souffrirez You will suffer T = \ Patiranno Ils
souffriront They will suffer 23 \ 290 L - L = L • L •• . . . Perseguitai Je
persécutais I persecuted p Perseguitò Il persécuta He persecuted ? =
Perseguitammo Nous persécutâmes We persecuted p Perseguitaste Vous persécutâtes
You persecuted ? .'. Perseguitarono Ils persécutèrent They persecuted V —
Perseguiterò Je persécuterai I shall persecute V = Lo perseguiterò Je le
persécuterai I shall persecute him v . Perseguiterai Tu persécuteras Thou wilt
persecute V •• Perseguiterà Il persécutera He will persecute / - Perseguiteremo
Nous persécuterons We shall persecute / = Perseguiterete Vous persécuterez You
will persecute / . Perseguiteranno Ils persécuteront They will persecute /
Perseguitando Persécutant Persecuting 0 — Perseguitato Persécuté Persecuted 0 —
Perseguitati Persécutés Persecuted 0 . Perseguitata Persécutée Persecuted 0 ..
Perseguitate Persécutées Persecuted A - Perseverare Persévérer TO PERSEVERE A =
Perseverando Persévérant Persevering A • Perseverato Persévéré Persevered A .-
Perseverati Persévères Persevered T - Perseverata Perévérée Persevered T =
Perseverate Persévérées Persevered VERBI. VERBES. VERBS. 297 L - Persuadere
Persuader To persuade L - Persuaderlo Le persuader To persuade him L •
Persuadervi Vous persuader To persuade you L •• Persuadermi Me persuader To
persuaderne ( - Persuado Je persuade I persuade ( = Vi persuado Je vous
persuade I persuade you ( ■ Persuadi Tu persuades Thou persuadest ( • Persuade
Il persuade He persuades H - Persuadiamo Nous persuadons We persuade H = Mi
persuadete Vous me persuadez You persuade me H - Persuadete Vous persuadez You
persuaded H -• Persuadono Ils persuadent They persuaded 1 - Persuadeva Je
persuadais I persuaded 1 = Persuadevi Tu persuadais Thou persuadest 1 •
Persuadeva Il persuadait He persuaded 1 •• Mi persuadeva 11 me persuadait He
persuaded me o — Persuadevamo Nous persuadions We persuaded o = Persuadevate Vous
persuadiez You persuaded 0 . Persuadevano Ils persuadaient They persuaded 0 ..
Persuasi Je persuadai I persuaded 1 - Mi persuasi Je me persuadai I persuaded
myself 1 = Persuadesti Tu persuadas Thou persuadedst 1 ■ Persuase Il persuada
He persuaded 1 .. Persuademmo Nous persuadâmes We persuaded ) - Persuadeste
Vous persuadâtes You persuaded ) = Persuasero Ils persuadèrent They persuaded )
. Persuaderò Je persuaderai I shall persuade ) .. Vi persuaderò Je vous
persuaderai I shall persuade you + — Persuaderai Tu persuaderas Thou wilt
persuade + = Persuaderà Il persuadera He will persuade + . Persuaderemo Nous
persuaderons We shall persuade -4- .. Persuaderete Vous persuaderez Y^ou will
persuade -o» Non mi persuaderete Vous ne me persuaderez You will not persuade
me ■V, == Persuaderanno Ils persuaderont [pas They will persuade \,
Persuadetevi Persuadez-vous Persuade •>% Persuadendo Persuadant Persuading p
- Persuaso Persuadé Persuaded p = Persuasi Persuadés Persuaded p . Persuasa
Persuadée Persuaded ? .. Persuase Persuadées Persuaded V - Pervenire Parvernir
To succeed ( to arrive ) V == Pervenuto Parvenu Succeeded v . Pervenuti
Parvenue Succeeded v .. Pervenuta Parvenus Succeeded 0 — Pervenute Parvenues
Succeeded 0 = Pervertire Pervertir To pervert 0 . Pervertito Perverti Perverted
0 .. Pervertiti Pervertis Perverted / - Pervertita Pervertie Perverted / =
Pervertite Perverties Perverted / . Pesare Peser To WEIGH / Peso Je pèse [
weigh A — Pesi Tu pèses Thou weighest A = Pesa Il pèse He weighs A • Pesiamo
Nous pesons We weigh A •■ Pesate Vous pesez You weigh T- Pesano Ils pèsent They
weigh T = Pesava Je pesais [ weighed 298 VERBI. L - Pesavi L = Pesava L •
Pesavamo L •• Pesavate ( - Pesavano ( = Pesai ( • Pesasti ( •• Pesò H - Pesammo
H - Pesaste H • Pesarono H •• Peserò 1 - Peserai I = Peserà 1 . Peseremo 1 •-
Peserete o — Peseranno 0 = Pesate 0 . Pesando 0 .. Pesato 1 - Pesati 1 = Pesata
1 . Pesate 1 .. Pescare ) - Pesco ) = Peschi ) . Pesca ) . Peschiamo + —
Pescate + = Pescano + . Pescando + .. Pescato ^ — Pescati ""«s. =
Pescata -*. . Pescate *"-. . . Pestare P ~ Pestando P = Pestato P •
Pestati P •• Pestata V - Pestate V = Pettinare V . Pettinando V .. Pettinato 0
— Pettinati 0 = Pettinata 0 . Pettinate 0 .. Piacere 1 - Piaccio 1 = Piaci / .
Vi piace / .. Mi piace A — Piace A = Non mi piace A . Piacciamo A ... Piacete
T- Mi piacete T=l Piacciono VERBES. VERBS. Ta pesais Thou weighedst Il pesait
He weighed Nous pesions We weighed Vous pesiez You weighed Ils pesaient They
weighed Je pesai I weighed Tu pesas Thou weigedst Il pesa He weighed Nous
pesâmes We weighed Vous pesâtes You weighed Ils pesèrent They weighed Je
pèserai I shall weigh Tu pèseras Thou wilt weigh Il pèsera He will weigh Nous
pèserons We shall weigh Vous pèserez You will weigh Ils pèseront They will
weigh Pesez Weigh Pesant Weighing Pesé Weighed Pesés Weighed Pesée Weighed
Pesées Weighed PÊCHER To FISH Je pèche I fish Tu pêches Thou fishest Il pèche
He fishes Nous péchons We fish Vous péchez You fish Ils pèchent They fish
Péchant Fishing Péché Fished Péchés Fished Pêchée Fished Pêchées Fished Piler
To POUND Pilant Pounding Pilé Pounded Piles Pounded Pilée Pounded Pilées
Pounded Peigner To COMB Peignant Combing Peigné Combed Peignés Combed Peignée
Combed Peignés Combed Plaire TO PLEASE Je plais I please Tu plais Thou pleasest
Il vous plaît [t pleases you Il me plaît ft pleases me Il plaît He pleases Il
ne me plaît pas ïe does not please me Nous plaisons We please Vous plaisez Sfou
please Vous me plaisez ifou please me Ils plaisent rhey please VERBI. VERBES.
VERBS. Piaceva Je plaisais I pleased Piacevi Tu plaisais Thou pleasedst Piaceva
Il plaisait He pleased Piacevamo Nous plaisions We pleased Piacevate Vous
plaisiez You pleased Piacevano Ils plaisaient They pleased Piacqui Je plus I
pleased Piacesti Ta plus Thou pleasedst Piacque Il plut He pleased Piacemmo
Nous plûmes We pleased Piaceste Vous plûtes You pleased Piacquero Ils plurent
They pleased Piacerò Je plairai I shall please Piacerai Tu plairas Thou wilt
please Piacerà Il plaira He will please Piaceremo Nous plairons We shall please
Piacerete Vous plairez You will please Piaceranno Ils plairont They will please
Se mi piacesse S'il me plaisait If he pleased me Piacendo Plaisant Pleasing
Piaciuto Plu Pleased Piaciuti Plu Pleased Piaciuta Plu Pleased Piaciute Plu
Pleased Piangere Pleurer To weep Piango Je pleure I weep Piangi Tu pleures Thou
weepest Piange Il pleure He weeps Piangiamo Nous pleurons We weep Piangete Vous
pleurez You weep Piangono Ils pleurent They weep Piangeva Je pleurais I wept
Piangevi Tu pleurais Thou weptst Piangeva Il pleurait He wept Piangevamo Nous
pleurions We wept Piangevate Vous pleuriez You wept Piangevano Ils pleuraient
They wept Piansi Je pleurai I wept Piangesti Tu pleuras Thou weptst Pianse Il
pleura He wept Piangemmo Nous pleurâmes We wept Piangeste Vous pleurâtes You
wept Piansero Ils pleurèrent They wept Piangerò Je pleurerai I shall weep
Piangerai Tu pleureras Thou wilt weep Piangerà Il pleurera He w il* weep
Piangeremmo Nous pleurerons We shall weep Piangerete Vous pleurerez You will
weep Piangeranno Ils pleureront They will weep Non piange Ne pleure pas Do not
weep Non piangete Ne pleurez pas Do not weep Piangendo Pleurant Weeping Pianto
Pleuré Wept Pianti Pleures Wept Pianta Pleurée Wept Piante Pleurées Wept Piantare
Planter TO PLANT Pianto Je plante I plant Pianti Tu plantes Thou plantest 299 -
_ 300 VERBI. L - Pianta L = Piantiamo L - Piantate L •• Piantano ( -
Pianteranno ( = Piccare ( • Piccato ( •• Piccati H- Piccata H = Piccate ^ •
Picchiare, v. H -. Piegare 1 — Piego 1 = Pieghi 1 . Piega 1 •• Pieghiamo o —
Piegate o = Piegano o . Piegate o .. Piegando 1 - Piegato "1 = Piegati
Piegata Piegate ) _ Pigliare ) = Pigliarci Pigliarete Pigliate + — Pigliando +
= Pigliato -4- . Pigliati 4- .. Pigliata -»«. — Pigliate •^ = PlNGERE, V. D
*•». . Piombare *•*. .. Piomba P - Piombano P = Piombava P • Piombavano P ..
Piombò V - Piombarono V = Piomberà V - Piomberanno V .. Piombando 0 — Piombato
0 — Piombati 0 . Piombata 0 .. Piombate 1 - Piovere 1 = Piove 1 . Pioveva / ..
Piobbe A — Pioverà A = Piova A • Piovesse A •• Piovendo T — Piovuto VERBES.
VERBS. Il piante He plants Nous plantons We plant Vous plantez You plant Ils
plantent They plant Ils planteront They will plant Piquer To PRICK Piqué
Pricked Piqués Pricked Piquée Pricked Piquées Pricked Frapper To KNOCK Plier TO
FOLD Je plie I fold Tu plies Thou foldest Il plie He folds Nous plions We fold
Vous pliez You fold Ils plient They fold Pliez Fold Pliant Folding Plié Folded
Plies Folded Pliée Folded Pliées Folded Prendre, saisir To take, to seize Je
prendrai I shall take Vous prendrez You will take Prenez Take Prenant Taking
Pris Taken Pris Taken Prise Taken Prises Taken Peindre To PAINT Tomrer à plomb
To fall perpendicularly Il tombe à plomb It falls perpendicularly Ils tombent à
plomb They fall perpendicularl Il tombait à plomb It fell perpendicularly Ils
tombaient à plomb They fell perpendicularl Il tomba à plomb It fell
perpendicularly Ils tombèrent à plomb They fell perpendicularl Il tombera à
plomb It will fall perpendicular. Ils tomberont à plomb They will fall
perpendic. Tombant à plomb Falling perpendicularly Tombé à plomb Fallen
perpendicularly Tombés à plomb Fallen perpendicularly Tombée à plomb Fallen
perpendicularly Tombées à plomb Fallen perpendicularly Pleuvoir To RAIN Il
pleut It rains Il pleuvait It was raining Il plut It rained Il pleuvra It will
rain Qu'il pleuve Let it rain Qu'il plût That it might rain Pleuvant Raining
Plu Rained Pipare Pipo Pipi Pipa Pipiamo Pipate Pipano Pipava Pipavi Pipava
Pipavamo Pipavate Pipavano Pipando Pipato Pizzicare Pizzicato Pizzicati
Pizzicata Pizzicate Poltroneggiare Poltroneggio Poltroneggi Poltroneggia
Poltroneggiamo Poltroneggiate Poltroneggiano Poltroneggiava Poltroneggiavi
Poltroneggiava Poltroneggiavamo Poltroneggiavate Poltroneggiavano
Poltroneggiando Poltroneggiato Pompeggiare Pompeggia Pompeggiano Pompeggiando
Pompeggiato Popolare Popolando Popolato Popolati Popolata Popolate Poppare
Poppa Poppava Poppando Poppato Porgere Porgervi Porgermi Vi porgo Porgo Porgi
VERBS. 301 Fumer la pipe Je fume la pipe Ta fumes la pipe Il fume la pipe Nous
fumons la pipe Vous fumez la pipe Ils fument la pipe Je fumais la pipe Tu
fumais la pipe Il fumait, la pipe Nous fumions la pipe Vous fumiez la pipe Ils
fumaient la pipe Fumant la pipe Fumé la pipe Pincer Pincé Pinces Pincée Pincées
Vivre dans la paresse Je vis dans la paresse Tu vis dans la paresse Il vit dans
la paresse Nous vivons dans la par. Vous vivez dans la par. Ils vivent dans la
paresse Je vivais dans la paresse Tu vivais dans la paresse Il vivait dans la
paresse Nous vivions dans la p. Vous viviez dans la p. Ils vivaient dans la p.
Vivant dans la paresse Vécu dans la paresse Faire parade (de luxe) Il fait
parade Ils font parade Faisant parade Fait parade Peupler Peuplant Peuplé Peuplés
Peuplée Peuplées Tetter Il tette Il tettait. Tettant Tette Tendre Vous tendre
Me tendre Je tends Je vous tend.-. Tu tends To SMORE A PIPE smoke a pipe Thou
smokest a pipe He smokes a pipe We smoke a pipe You smoke a pipe They smoke a
pipe 1 smoked a pipe Thou smoked a pipe He smoked a pipe We smoked a pipe You
smoked a pipe They smoked a pipe Smoking Smoked To PINCH Pinched Pinched
Pinched Pinched TO LIVE IN IDLENESS I live in idleness Thou livest in idleness
He lives in idleness We live in idleness You live in idleness They live in
idleness I lived in idleness Thou livedst in idleness He lived in idleness We
lived in idleness You lived in idleness They lived in idleness Living in
idleness Lived in idleness TO MAKE A SHOW He makes a show They make a show
Making a show Made a show To PEOPLE Peopleing Peopled Peopled Peopled Peopled
To SUCK It sucks It sucked Sucking Sucked To aim AT To aim at you To aim at me
I aim at I aim at you Thou aimes t at 26 302 YERBI. VERBES. VERBS. L — Porge Il
tend Eie aims at L — Porgiamo Nous tendons We aim at L Porgete Vous tendez You
aim at L • • Mi porgete Vous me tendez You aim at me ( — Porgono Us tendent
Tliey aim at ( = Porgeva Je tendais [ aimed at ( . Gli porgeva Porgevi Porgeva
Mi porgeva Je lui tendais I aimed at him ( .- H- H = Tu tendais Thou aimedst at
[1 tendait He aimed at Il me tendait He aimed at me ^ • 1 — Porgevamo Porgevate
Porgevano Nous tendions We aimed at Vous tendiez You aimed at Ils tendaient
They aimed at ! = Porgetemi Tendez-moi Aim at me Porgendo Tendant Aiming at 1
•' Porto Tendu Aimed at o — Porre Placer To PLACE 0 = Porlo Le placer To place
it o . Porla La placer To place her 0 .. Porli Les placer To place them 1 -
Porle Les placer To place them. 1 = Pongo Je place I place 1 . Poni Tu places Thou
placest 1 .. Pone Il place He places ) - Ponghiamo Nous plaçons We place ) =
Ponete Vous placez You place ) . Pongono Ils placent They place ) .. Poneva Je
plaçais I placed -\ — Ponevi Tu plaçais Thou placedsl + — Poneva Il plaçait He
placed + . Ponevamo Nous placions We placed + •• Ponevate Vous placiez YTou
placed Ponevano Ils plaçaient They placed ^ __ Posi Je plaçai I placed ^
Ponesti Tu plaças Thou placedst ^ Pose Il plaça He placed p — Ponemmo Nous
plaçâmes We placed ? = Poneste Vous plaçâtes You placed e • Posero Ils
placèrent They placed p .'. Porrò Je placerai I shall place V — Porrai Tu
placeras Thou wilt place V == Porrà Il placera He will place V • Porremo Nous
placerons We shall place V •• 0 — Porrete Vous placerez You will place Porranno
Ils placeront They will place j0 = Ponete Placez Place 0 . 0 .. / - / = / •
Ponendo Plaçant Placing Posto Placé Placed Posti Placés Placed Posta Poste
Placée Placées Placed Placed / •• A - A = A • A • T- T = T Portare Porter To
CARRY . Portarvi Vous porter To carry to you Portarlo Le porter To carry it
Porto Je porte I carry Porti Tu portes Thou carriest . Porta Il porte He
carries Portiamo { Nous portons We carry Portate [Vous portez You carry VERBI.
L - Portano L = Por tea va L • Portavi L •• Portava ( - Portavamo ( = Portavate
( • Portavano ( •• Portai H- Portasti -1 = Portò -\ • Portammo H •• Portaste 1
- Portarono 1 = Porterò 1 . Porterai i •• Porterà o — Porteremo o = Porterete o
. Porteranno 0 .. Portate 1 - Portando 1 = Portato 1 . Portati 1 .. Portata ) -
Portate ) = Portar via ) . Porto via ) •- Porti via + — Porta via + = Portiamo
via a. Portate via 4- .. Portano via ^». — Portava via ^ = Portavi via ^>. .
Portava via ^ . . Portavamo via p — Portavate via P = Portavano via ? - Portate
via ? •• Portando via V — Portato via V = Portati via v . Portata via V ••
Portate via 0 — Posare 0 = Poso 0 . Posi 0 .. Posa / - Posiamo / = Posate / .
Posano / .. Posate A — ! Posando A = Posato A • Posati A •• Posata T - Posate T
= Posporre T • Posposto VERBES. Ils portent Je portais Tu portais Il portait
Nous portions Vous portiez Ils portaient Je portai Tu portas Il porta Nous
portâmes Vous portâtes Ils portèrent Je porterai Tu porteras Il portera Nous
porterons Vous porterez Ils porteront Portez Portant Porté Portés Portée
Portées Emporter (enlever) J'emporte Tu emportes Il emporte Nous emportons Vous
emportez Us emportent J'emportais Tu emportais Il emportait Nous emportions
Vous emportiez Us emportaient Emportez Emportant Emporté Emportés Emportée
Emportées Poser Je pose Tu poses Il pose Nous posons Vous posez Ils posent
Posez Posant Posé Posés Posée Posées Mettre après Mis après VERBS. 303 They
carry I carried Thou carriedst He carried We carried You carried They carried I
carried Thou carriedst He carried We carried You carried They carried I shall
carry Thou wiL carry He will carry We shall carry You will carry They will
carry Carry Carrying Carried Carried Carried Carried TO RUN AWAY WITH I run
away with Thou runnest away with He runs away with We run away with You run
away with They run away with Ï ran away with Thou rannest away with He ran away
with We ran away with You ran away with They ran away with Run away with
Running away with Run away with Run away with Run away with Run away with To
lay lay Thou layest He lays We lay You lay They lay Lay Laying Laid Laid Laid
Laid TO PLAGE AFTER Placed after 304 L - L = L • L - ( ( = ( ( H — Potere H =
Posso H Non posso Se posso — Se non posso = Puoi . Se puoi Non puoi O — Se non
puoi O = 0 . 0 .. 1 - 1 = 1 . 1 .. ) - ) = ) . ) .. ■f ? p o ? V V V V 0 0 (ô
(Ì I I I I .. A — A — A • A •• T - VERBI. Posposti Posposta Posposte Postillare
Postillato Postillati Postillata Postillate Può Non può Si può? Si può Non si
può Possiamo Non possiamo Se possiamo Potete Non potete Se potete Se non potete
= Non possono Se possono . Possono — Poteva = Non poteva Potevi . . Poteva —
Non poteva = Potevamo Potevate . . Non potevate — Potevano Non potevano . Potei
. . Non potei — Potesti IN on potè Potè Non si potè Potemmo = Poteste Non poteste
Poterono Potrò Non potrò Potrai Potrà Si potrà X = Potremo VERBES. Mis après
Mise après Mises après Apostiller Apostille Apostilles Aposti liée Apostillées
Pouvoir Je puis Je ne puis pas Si je puis Si je ne puis pas Tu peux Si tu peux
Tu ne peux pas Si tu ne peux pas Il peut Il ne peut pas Peut-on? On peut On ne
peut pas Nous pouvons Nous ne pouvons pas Si nous pouvons Vous pouvez Vous ne
pouvez pas Si vous pouvez Si vous ne pouvez pas Ils ne peuvent pas S'ils
peuvent Ils peuvent Je pouvais Je ne pouvais pas Tu pouvais Il pouvait Il ne
pouvait pas Nous pouvions Tous pouviez Vous ne pouviez pas Ils pouvaient Ils ne
pouvaient pas Je pus Je ne pus pas Tu pus Il ne put pas Il put On ne put pas
Nous pûmes Vous pûtes Vous ne pûtes pas Ils purent Je pourrai Je ne pourrai pas
Tu pourras Il pourra On pourra Nous pourrons VERBS. | Placed after Placed after
Placed after TO WRITE NOTES IN TIIE MARGIN Written notes in the m. Writt. notes
in the mar. Writt. not. in the marg. Writt. not. in the marg. To BE ABLE can
can not If I can If I can not Thou canst If thou canst Thou canst not If thou
canst not He can He can not Can a person? One can One can not We can We can not
If we can You can You can not If you can If you can not They can not If they
can They can I could I could not Thou couldst He could He could not We could
You could You could not They could They could not I could I could not Thou
couldst He could not He could He could not ZH We could You could You could not
They could I shall he ahle I shall not he able Thou wilt be able He will be
able One could be able We shall be able VERBI. VERBES. VERBS. JOc> Potrete
Vous pourrez You will be able Se potrete Si vous pouvez li you be able Potranno
Us pourront They will be able Potrei Je pourrais I could Non potrei Je ne pourrais
pas I could not Poresti Tu pourrais Thou couldst Non potrebbe Il ne pourrait
pas He couid not Potrebbe Il pourrait He could Si potrebbe On pourrait You
could Potremmo Nous pourrions We could Non potremmo Nous ne pourrions pas We
could not Potreste Vous pourriez One could Non potreste Vous ne pourriez pas
You could not Potrebbero Ils pourraient They could Non potrebbero Ils ne
pourraient pas They could not Puoi tu ? Peux-tu ? Canst thou? Potete voi ?
Pouvez-vous ? Can you? Che possa Que je puisse That I may be able Che possa Que
tu puisses That thou mayst be able Che possa Qu'il puisse That he may be able
Che possiamo Que nous puissions That we may be able Che possiate Que vous
puissiez That you may be able Che possano Qu'ils puissent That they may be able
Che potessi Que je pusse That I might be able Potessi Que tu pusses That thou
mightst be able Potesse Qu'il put That he might be able Potessimo Que nous
pussions That we might be able Poteste Que vous pussiez That you might be able
Potessero Qu'ils pussent That thev might be able Se potessi Si je pouvais If I
could Se non potessi Si je ne pouvais pas If I could not Se potessi Si tu
pouvais If thou couldst Se non potessi Si tu ne pouvais pas If thou couldst not
Se potesse S'il pouvait If he could Se non potesse S'il ne pouvait pas If he
could not Se si potesse Si on pouvait If one could Se non si potesse Si l'on ne
pouvait pas Itone could not Se non potessimo Si nous ne pouvions pas If we
could not Se potessimo Si nous pouvions If we could Se poteste Si vous pouviez
If you could Se non poteste Si vous ne pouviez pas If you could not Se
potessero S'ils pouvaient If they could Se non potessero S'ils ne pouvaient pas
If they could not Potendo Pouvant Being able Potuto Pu Been able Pranzare Dîner
To DINE Pranzo Je dîne I dine Pranzi Tu dines Thou dinest Pranza Il dîne He
dines Pranziamo Nous dînons We dine Pranzate Vous dinez You dine Pranzano Ils
dinent They dine Pranzai Je dînai I dined Pranzasti Tu dînas Thou dincdsl
Pranzò Il dîna He dined Pranzammo Nous dînâmes We dined Pranzaste Vous dînâtes
You dined Pranzarono Ils dînèrent They dined Pranzerò Je dînerai I shall dine
26. .30(5 VERBI. VERBES. VERBS. L - Pranzerai Tu dineras Thou wilt dine L =
Pranzerà Il dînera He will dine L • Pranzeremo Nous dînerons We shall dine L ••
Pranzerete Vous dînerez You will dine ( - Pranzeranno Ils dîneront They avi 11
dine ( = Pranzando Dînant Dining ( • Pranzato Dîné Dined ( •• Praticare
Pratiquer, exercer To PRACTICE H- Non praticate Vous ne pratiquez pas You do
not practice _[ = Praticate Pratiquez Practice H • Praticando Pratiquant
Practicing H •• Praticato Pratiqué Practiced 1 — Particati Pratiqués Practiced
1 = Praticata Pratiquée Practiced 1 • Praticate Pratiquées Practiced I ..
Precedere Précéder To PRECEDE o — Precedo Je précède I precede o = Precedi Tu
précèdes Thou precedest 0 . Precede Il précède He precedes o .. Precediamo Nous
précédons We precede 1 - Precedete Vous précédez You precede 1 = Precedono Ils
précèdent They precede 1 . Precedeva Je précédais I preceded "1 ..
Precedevi Tu précédais Thou precededst ) - Precedeva Il précédait He preceded )
= Precedevamo Nous précédions We preceded ) . Precedevate Vous précédiez You
preceded ) .. Precedevano Ils précédaient They preceded + — Precederò Je
précéderai I shall precede + = Precederai Tu précéderas Thou wilt precede + .
Precederà Il précédera He will precede + .. Precederemo Nous précéderons We
shall precede "*». — Precederete Vous précéderez You will precede *»«. =
Precederanno Ils précéderont They will precede \ . Precedete Précédez Precede
**>» .. Precedendo Précédant Preceding p - Preceduto Précédé Preceded p =
Precedati Précédés Preceded p . Preceduta Précédée Preceded p .. Precedute
Précédées Preceded V — Precipitare Précipiter To HURRY V = Precipitarvi Vous
précipiter To hurry you V . Precipitarmi Me précipiter To hurry me v ..
Precipitarlo Le précipiter To hurry him 0 — Precipito Je précipite I hurry 0 =
Precipiti Tu précipites Thou hurries! 0 . Precipita Il précipite He hurries 0
.. Precipitiamo Nous précipitons We hurry 1 - Precipitate Vous précipitez You
hurry 1 = Precipitano Ils précipitent They hurry / • Non precipitate Ne
précipitez pas Do not hurry / •• Precipitando Précipitant Hurrying A —
Precipitato Précipité Hurried A = Precipitati Précipités Hurried A •
Precipitata Précipitée Hurried A •• Precipitate Précipitées Hurried T-
Precorrere Devancer To GO BEFORE VERBI . VERBES. VERBS. i Precorso Devancé Cone
he fore Precorsi Devancés Gone hefore Precorsa Devancée Gone before Precorse
Devancées Gone before Predare Piller To prey Predato Pillé Preyded Predati
Pillés Preyded Predata Pillée Preyded Predate Pillées Preyded Predicare Prêcher
TO PREACH Predico Je prêche I preach Predichi Tu prêches Thou preaches! Predica
Il prêche He preaches Predichiamo Nous prêchons We preach Predicate Vous
prêchez You preach Predicano Ils prêchent They preach Predicava Je prêchais I
preached Predicavi Tu prêchais Thou preachedst Predicava Il prêchait He
preached Predicavamo Nous prêchions We preached Predicavate Vous prêchiez You
preached Predicavano Ils prêchaient They preached Predicando Prêchant Preaching
Predicato Prêché Preached Predicati Prêches Preached Predicata Prêchée Preached
Predicate Prèchées Preached Predire Prédire To PREDICT Predico Je prédis I
predict Prediceva Il prédisait He predicted Predissi Je prédis I predicted
Predisse Il prédit He predicted Predetto Prédit Predicted Predetti Prédits
Predicted Predetta Prédite Predicted Predette Prédites icted Preferire Préférer
To PREFER Preferirmi Me préférer To prefer me Preferirvi Vous préférer To
prefer you Preferisco Je préfère I prefer Lo preferisco Je le préfère I prefer
him Vi preferisco Je vous préfère I prefer you Preferisci Tu préfères Thou
preferest Preferisce Il préfère He prefers Preferiamo Nous préférons We prefer
Preferite Vous préférez You prefer Mi preferite Vous me préférez You prefer me
Preferiscono Ils préfèrent They prefer Preferiva Je préférais I preferred
Preferivi Tu préférais Thou preferredst Preferiva Il préférait He preferred
Preferivamo Nous préférions We preferred Preferivate Vous préfériez You
preferred Preferivano Ils préféraient They preferred Preferii Je préférai I
preferred Preferisti Tu préféras Thou preferredst Preferi Il préféra He
preferred Preferimmo Nous préférâmes We preferred 307 308 VERBI. Preferiste
Preferiremo Preferirò Vi preferirò Preferirai Preferirà Preferiremo Preferirete
Preferiranno Preferendo Preferito Preferiti Preferita Preferite Prefiggere
Prefiggo Prefìggi Prefigge Prefiggiamo Prefiggete Prefiggono Prefiggerò Prefiggerai
Prefìggerà Prefìggeremo Prefìggerete Prefiggeranno Prefiggendo Prefisso
Prefissi Prefissa Prefìsse Pregare Pregarvi Prego Vi prego Preghi Prega
Preghiamo Pregate Pregano Pregava Pregavi Pregava Pregavamo Pregavate Pregavano
Pregai Pregasti Pregò Pregammo Pregaste Pregarono Pregherò Vi pregherò
Pregherai Pregherà Pregheremo Pregherete VERBES. Vous préférâtes Ils
préférèrent Je préférerai Je vous préférerai Tu préféreras Il préférera Nous
préférerons Vous préférerez Ils préféreront Préférant Préféré Préférés Préférée
Préférées Déterminer (arrêter) Je détermine Tu détermines Il détermine Nous
déterminons Vous déterminez Ils déterminent Je déterminerai Tu détermineras Il
déterminera Nous déterminerons Vous déterminerez Ils détermineront Déterminant
Déterminé Déterminés Déterminée Déterminées Prier Vous prier Je prie Je vous
prie Tu pries 11 prie Nous prions Vous priez Ils prient Je priais Tu priais Il
priait Nous priions Vous priiez Ils priaient Je priai Tu prias Il pria Nous
priâmes Vous priâtes Ils prièrent Je prierai Je vous prierai Tu prieras Il
priera Nous prierons Vous prierez VERBS. You preferred They preferred "
shall prefer - shall prefer you Thou wilt prefer He will prefer We shall prefer
You will prefer They will prefer Preferring Preferred Preferred Preferred
Preferred To determine I determine Thou determines! He determines We determine
You determine They determine I shall determine Thou wilt determine He will
determine We shall determine You will determine They will determine Determining
Determined Determined Determined Determined TO PRAY (TO BESEECHj To beseech you
beseech I beseech you Thou prayest He prays We pray You pray They pray I prayed
Thou prayedst He prayed We prayed You prayed They prayed I prayed Thou prayedst
He prayed We prayed You prayed They prayed I shall beseech I shall beseech you
Thou wilt pray He will pray We shall pray You will pray VERBI. VERBES. VERBS *
,3 L — ! Pregheranno Ils prieront 1 rhey will beseech L == Pregherei Je
prierais I would beseech L • Vi pregherei Je vous prierais I would beseech you
L •■ Pregando Priant Beseeching ( — Pregato Prié Beseeched ( = Pregati Priés
Beseeched ( • Pregata Priée Beseeched ( •• Pregate Priées Beseeched H -
Pregiudicare Nuire To HURT -j = Pregiudica Il nuit He hurts ^ • Pregiudicano
Ils nuisent They hurt H •• Pregiudicava Il nuisait He hurt î - Pregiudicavano
Ils nuisaient They hurt i = Pregiudicò Il nuisit He hurt i . Pregiudicarono Ils
nuisirent They hurt t .. Pregiudicherà Il nuira He will hurt o —
Pregiudicheranno Ils nuiront They will hurt o = Pregiudicando Nuisant Hurting o
. Pregiudicato Nui Hurt o .. Pregiudicati Nui Hurt 1 - Pregiudicata Nui Hurt 1
= Pregiudicate Nui Hurt 1 . Premere Presser To MAKE I1ASTE 1 .. Premuto Pressé
Making haste ) - Premuti Pressés Making haste ) = Premuta Pressée Making haste
) . Premute Pressées Making haste ) .. Premiare Récompenser TO REWARD 4- —
Premi ero Je récompenserai I shall reward + = Premierai Tu récompenseras Thou
wilt reward 4- • Premi era 11 récompensera He will reward + .. Prenderemo Nous
récompenserons We shall reward "-N Prenderete Vous récompenserez You will
reward "»>■» = Prenderanno Ils récompenseront They will reward \ .
Premiando Récompensant Rewarding *»> . . Premiato Récompensé Rewarded P ~
Premiati Récompensés Rewarded P = Premiata Récompensée Rewarded P « Premiate
Récompensées Rewarded P .- Premunire Prémunir To provide against V — Premunito
Prémuni Provided against V = Premuniti Prémunis Provided against v . Premunita
Prémunie Provided against V .. Premunite Prémunies Provided against 0 —
Prendere Prendre To TARE 0 = Prenderlo Le prendre To take him 0 . Prendervi
Vous prendre To take you 0 .. Prendermi Me prendre To take me 1 - Prendersi Se
prendre To take one's self 1 = Mi prendo Je prends I take / . Mi prendo la
liberta Je prends la liberté I take the liberty / .. Prendo Je prends I take A
- Non prendo Je ne prends pas I do not take A = Vi prendo Je vous prends I take
you A • Prendi Tu prends Thou takest A •• Prende 1 prend He takes T- Prendiamo
Nous prenons Iwe take 309 — : óiV VERBI. VERBES. VERBS. L -] fendete Vous
prenez You take L =l Mi prendete Vous me prenez You take me L • fendono ] 1 s
prennent They tak e L •• 3 rendeva re prenais was taking ( - fendevi Tu prenais
Thou wast taking ( = Prendeva l prenait le was taking ( • Prendevamo Nous
prenions We were taking ( ■• Prendevate Vous preniez ïou were taking -\-
Prendevano Ils prenaient They were taking -\ = Presi Je pris ! took H •
Prendesti Tu pris Thou tookest -i •• Prese Il prit Be took 1 - Prendemmo Nous
prîmes We took ! = Prendeste Vous prîtes You took 1 • Presero Ils prirent rhey
took 1 •• Prenderò Je prendrai I shall take o — Lo prenderò Je le prendrai I
shall take him o = Prenderai Tu prendras Thou wilt take o . Prenderà Il prendra
He will take o .. Prenderemo Nous prendrons We shall take "1 - Prenderete
Vous prendrez You will take 1 = Prenderanno Ils prendront They will take 1 •
Prendendo Prenant Taking 1 •• Preso Pris Taken ) - Presi Pris Taken ) = Presa
Prise Taken ) . Prese Prises Taken ) .. Prendere il cambio Prendre la revanche
To tare revenge + — Prendo il cambio Je prends la revanche I take revenge + =
Prendete il cambio Vous prenez la revanche You take revenge + . Prenderò il
cambio Je prendrai la revanche I shall take revenge + .. Preso il cambio Pris
la revanche Taken revenge -^ — Preoccupare Préoccuper, prévenir To PREPOSSESS \
= Preoccupato Préoccupé Prepossessed ""^ . Preoccupati Préoccupés
Prepossessed "*>■ . . Preoccupata Préoccupée Prepossessed ? -
Preoccupate Préoccupées Prepossessed e = Preparare Préparer TO PREPARE ? .
Prepararmi Me préparer To prepare me ? • • Prepararvi Vous préparer To prepare
you V — Preparo Je prépare I prepare V = Prepari Tu prépares Thou preparest V ■
Prepara Il prépare He prepares V .- Prepariamo Nous préparons We prepare 0 — Preparate
Vous préparez You prepare 0 = Preparano Ils préparent They prepare 0 ■
Preparava Je préparais I prepared 0 .. Preparavi Tu préparais Thou preparedst /
- Preparava 11 préparait He prepared / = Preparavamo Nous préparions We
prepared / . Preparavate Vous prépariez You prepared / .. Preparavano Ils
préparaient They prepared A - Preparai Je préparai I prepared A = Preparasti Tu
préparas Thou preparedst A • Preparò Il prépara He prepared A •• Preparammo
Nous préparâmes We prepared T — Preparaste Vous préparâtes You prepared T =
[Prepararono Us préparèrent They prepared VERBI. VERBES. VERBS. 311 L -
Preparerò Je préparerai I shall prepare L = Preparerai Ta prépareras Thou wilt
prepare L • Preparerà II préparera He will prepare L •• Prepareremo Nous préparerons
We shall prepare ( - Preparerete Vous préparerez You will prepare ( =
Prepareranno ils prépareront The)' will prepare ( • Preparate Préparez Prepare
( •• Preparando ^réparant Preparing H - Preparato Préparé Prepared H =
Preparati >réparés Jrepared H • Preparata Réparée Prepared H •• Preparate ]
Préparées Prepared 1 — Prescrivere ^ESCRIRE Fo prescribe Prescrivervi V'ous
prescrire ro prescribe for me 1 • Prescrivermi Me prescrire To prescribe for
you 1 .. Prescrivergli Lui prescrire ro prescribe for him o — Prescrivo fe
prescris : prescribe o = Von vi prescrivo fe ne vous prescris pas [do not
prescribe for you 0 . Prescrivi ru prescris rhou prescribes! o .. Prescrive [l
prescrit fie prescribes 1 - Prescriviamo Vous prescrivons We prescribe 1 =
Prescrivete Vous prescrive? You prescribe 1 . Mi prescrivete Vous me prescrivez
You prescribe for me Prescrivono Us prescrivent They prescribe ) — Prescriveva
Je prescrivais [ prescribe ) = Prescriveva Il prescrivait He prescribed
Prescrivevamo Nous prescrivions We prescribed Prescrivevate Vous prescriviez
You prescribed + — Prescrivevano Ils prescrivaient They prescribed 4- =
Prescrissi Je prescrivis I prescribed + . Prescrisse Il prescrivit He
prescribed + .. Prescrivemmo Nous prescrivîmes We prescribed ^ — Prescriveste
Vous prescrivîtes You prescribed -^ = Prescrissero Ils prescrivirent They
prescribed s*«. . Prescriverò Je prescrirai I shall prescribe ^ . .
Prescriverai Tu prescriras Thou wilt prescribe P - Prescriverà Il prescrira He
will prescribe P = Prescriveremo Nous prescrirons We shall prescribe P •
Prescriverete Vous prescrirez You will prescribe P •• Prescriveranno Ils
prescriront They will prescribe V — Prescrivete Prescrivez Prescribe V =
Prescrivendo Prescrivant Prescribing V . Prescritto Prescrit Prescribed v ..
Prescritti Prescrits Prescribed 0 — Prescritta Prescrite Prescribed 0 =
Prescritte Prescrites Prescribed 0 . Presentare Présenter To PRESENT 0 ..
Presentarvi Vous présenter To present to you / - . Presentarvi Vous présenter
To present yourself / = : Presentarmi Me présenter To present myself / Presento
Je présente I present / . Vi presento Je vous présente I present to you A - .
Presenti Tu présentes Thou presentest A = : Presenta Il présente He presents A
Presentiamo Nous présentons We present A • Non mi presentate Vous ne me
présentez pa s You do noi present to m T - -Presentate Vous présentez You
present T = = Mi presentate Vous me présentez You present to me T . 1
Presentano Ils présentent They present ^ 312 VERBI. VERBES. VERBS. L - Presentava
Je présentais I presented L = Presentavi Tu présentais Thou presentedst L •
Presentava Il présentait He presented L •• Presentavamo Nous présentions We
presented ( — Presentavate Vous présentiez You presented ( = Presentavano Ils
présentaient They presented ( • Presentai Je présentai I presented ( •
Presentasti Ta présentas Thou presentedst H- Presentò Il présenta He presented
H = Presentammo Nous présentâmes We presented -{ • Presentaste Vous présentâtes
You presented H .. Presentarono Ils présentèrent They presented 1 - Presenterò
Je présenterai I shall present 1 = Vi presenterò Je vous présenterai I shall
present to }Tou 1 . Presenterai Tu présenteras Thou wilt present 1 ..
Presenterà Il présentera He will present o — Presenteremo Nous présenterons We
shall present o = Presenterete Vous présenterez • Y'ou will present o .
Presenteranno Ils présenteront They will present 0 .. Presentatemi
Présentez-moi Present me 1 - Presentate Présentez Present 1 = Presentando
Présentant Presenting 1 . Presentato Présenté Presented 1 .. Presentati
Présentés Presented ) - Presentata Présentée Presented ) = Presentate
Présentées Presented ) . Preservare Préserver To preserve ) .. Preservando
Préservant Preserving + — Preservato Préservé Preserved -f = Preservati
Préservés Preserved -f . Preservata Préservée Preserved + .. Preservate
Préservées Preserved -- Presidiare Mettre une garnison dans une place To
GARRISON "^ = Presidiando Mettant une garn. d. u. p. Garrisoning "^ .
Presidiato Mis une garnison d. u. p. Garrisoned ^ .. Presidiati Mis des
garnisons d. u. p. Garrisoned p - Presidiata Mis une garnison d. u. p.
Garrisoned ' p = Presidiate Mis des garnisons d. u. p. Garrisoned p .
Presiedere Présider To PRESIDE p .. Presiedendo Présidant Presiding v —
Presieduto Présidé Presided V = Presieduti Présidés Presided V . Presieduta
Présidée Presided V •• Presiedute Présidées Presided 0 — Pressare Presser,
hâter To PRESS 0 = Pressato Pressé Pressed 0 . Pressati Pressés Pressed 0 ..
Pressata Pressée Pressed / - Pressate Pressées Pressed / = Prestare, v.
Imprestare Prêter TO LEND / . Presumere Présumer TO PRESUME / •• Presumo Je
présume I presume A — Presumi Tu présumes Thou presumes! A =? Presume Il
présume He presumes A • Presumiamo Nous présumons We presume Prevede Prevediamo
Prevedete Prevedono Prevedeva Lo prevedeva Prevedevi Prevedeva Prevedevamo
Prevedevate Prevedevano Previddi Prevedesti Previdde Prevedemmo Prevedeste
Previddero Prevedendo Preveduto Preveduti Preveduta Prevedute Prevenire
Prevenirvi Prevenirmi Prevernirlo Prevengo Vi prevengo Previeni Previene
Preveniamo Prevenite Mi prevenite Non mi prevenite Prevengono Preveniva
Prevenivi Preveniva Prevenivamo Prevenivate Prevenivano Prevenni Prevenisti
Prevenne Prevenimmo Preveniste Prevennero Preverrò Vi preverrò Non vi preverrò
Preverrai Preverrà Preverremo Preverrete Mi preverrete VERBES. Il prévoit Nous
prévoyons Vous prévoyez Ils prévoient Jeprévoyais Je le prévoyais Tu prévoyais
Il prévoyait Nous prévoyions Vous prévoyiez Ils prévoyaient Je prévis Tu prévis
Il prévit Nous prévîmes Vous prévîtes Ils prévirent Prévoyant Prévu Prévus
Prévue Prévues Prévenir Vous prévenir Me prévenir Le prévenir Je préviens Je
vous préviens Tu préviens Il prévient Nous prévenons Vous prévenez Vous me
prévenez Vous ne me prévenez pas lis préviennent Je prévenais Tu prévenais Il
prévenait Nous prévenions Vous préveniez Ils prévenaient Je prévins Tu prévins
Il prévint Nous prévînmes Vous prévîntes Ils prévinrent Je préviendrai Je vous
préviendrai Je ne vous préviendrai p. Tu préviendras 1 préviendra Nous
préviendrons Vous préviendrez Vous me préviendrez VERBS. He foresees We foresee
You foresee They foresee I foresaw I foresaw it Thou foresawest He foresaw We
foresaw You foresaw They foresaw I foresaw Thou foresawest He foresaw We
foresaw You foresaw They foresaw Foreseeing Foresaw Foresaw Foresaw Foresaw To
LET a person know before hand To let you know before h, To let me know before
h. To let him know before h. I let a person k. before h. I let you know before
h. Thou letstap. knowb. h. He lets a pers. know b. h. We let a pers. k. before
h. You let a p. know bef. h. You lei me know bef. h. You do not let tc\&
know [before hand They let a p. know bef. h. I le ta per. know before h .
rhouletst a p. knowb. h. He let a p. know before h . W e let a p. know before h
. ïou let a p. know bef. h. Fhey let a p. know bef. h . I let a pers. know bef.
h. houletst a p. knowb. h . He letap.know before h . We let a p . know before h
. You let a p. know bef. b. fhey let a p. know bef. h . i shall let a p. know
bef. h. I shall let a p. know b.h. I shall not let you kn. [ before hand Thou
w. let a p.know b.h . Hewillletap.knowb.h. We sh. let a p. know b.h I You w.
let a p. know b. h . You will let me know [before hand VERBI. VERBES. VERBS.
ÔlD L — Preverranno Ils préviendront They will let a p. k. b. 1» L = Prevenite
Prévenez Let a person know b. li L . Prevenendo Prévenant Letting a person k.
b. h L .- Prevenuto Prévenu Let a person know b. h ( - Pre venati Prévenus Let
a person know b. h ( = Prevenuta Prévenue Let a person know b. li ( - Prevenute
Prévenues Let a person know b. h ( .. Principiare, v. Comin- Commencer To begin
H- Principio chi re. Je conupence I begin -\ = Principii Tu commences Thou
beginnest H . Principia 11 commence He begins H •• Principiamo Nous commençons
We begin 1 - Principiate Vous commencez You begin 1 = Non principiate Ne
commencez pas Do not begin 1 • Principiano Ils commencent They begin 1 ••
Principiate Commencez Begin o — Principiando Commençant Beginning o =
Principialo Commencé Begun o . Privare Priver To DEPRIVE o . Privarlo Le priver
To deprive him. 1 - Privarvi Vous priver To deprive you 1 = Privarmi Me priver
To deprive me 1 . Privo Je prive I deprive 1 .. Privi Tu prives Thou deprivest
) - Priva Il prive He deprives ) = Priviamo Nous privons We deprive ) . Private
Vous privez You deprive ) . . Mi private Vous me privez You deprive me H
Privano Ils privent They deprive + = Privava Je privais I deprived + . Privavi
Tu privais Thou deprivedst + .. Privava Il privait He deprived •^ — Privavamo
Nous privions We deprived *>. = Privavate Vous priviez You deprived ->. .
Privavano Ils privaient They deprived ■*«. .. Privai Je privai I deprived p
Privasti Tu privas Thou deprivedst p — Privò Il priva He deprived p Privammo
Nous privâmes We deprived P •'• Privaste Vous privâtes You deprived V —
Privarono Ils privèrent They deprived V = Priverò Je priverai I shall deprive v
. Priverai Tu priveras Thou wilt deprive v .. Priverà Il privera He will
deprive 0 — Priveremo Nous priverons VVe shall deprive 0 — ' Priverete Vous
priverez You will deprive 0 . Priveranno Us priveront They will deprive 0 ..
Privando Privant Depriving / - Privato Privé Deprived / - Privati Privés
Deprived / . Privata Privée Deprived / .. Private Privées Deprived A —
Privilegiare Privilégier ro GRANT A PRIVILEGI: A = Privilegiato Privilégié
Granted a privilege A . Privilegiati Privilégiés Granted a privilege A ••
Privilegiata Privilégiée Granted a privilege T — Privilegiate Privilégiées
Granted a privilege T = Procedere l Procéder (dériver) ro proceed (to derive)
316 VERBI. VE REE 5. VERBS. L - Procede Il procède It proceeds L = Procedono
Ils procèdent They proceed L • Procedeva Il procédait It proceeded L ••
Procedevano Ils procédaient They proceeded ( - Proceduto Procédé Proceeded ( =
Proceduti Procédés Proceeded ( • Proceduta Procédée Proceeded ( •• Procedute
Procédées Proceeded H - Procurare Procurer* To PROCURE H = Procurarmi Me
procurer To procure me H • Procurarvi Vous procurer To procure you _j ..
Procuro Je procure I procure l' - Procuri Tu procures Thou procurest 1 =
Procura Il procure He procures ! • Procuriamo Nous procurons We procure 1 .. Mi
procurate Vous me procurez You procure me o — Procurate Vous procurez You
procure 0 = Non procurata Vous ne procurez pas You do noi procure 0 . Procurano
Us procurent They procure o .. Procurava Je procurais I procured 1 - Procuravi
Tu procurais Thou procuredst 1 = Procurava Il procurait He procured 1 .
Procuravamo Nous procurions We procured 1 .. Procuravate Vous procuriez You
procured ) - Procuravano Ils procuraient They procured ) = Procurai Je procurai
1 procured ) . Procurasti Tu procuras Thou procuredst > .. Procurò Il
procura He procured H Procurammo Nous procurâmes We procured + — Procuraste
Vous procurâtes You procured + . Procurarono Ils procurèrent They procured 4-
.. Procurerò Je procurerai I shall procure \ — Procurerai Tu procureras Thou
wilt procure \ = Procurerà Il procurera He will procure ^. . Procureremo Nous
procurerons We shall procure *■-» . . Procurerete Vous procurerez You will
procure P - Procureranno Ils procureront They will procure ? = Procurando
Procurant Procuring P ■ Procurato Procuré Procured P -. Procurati Procurés
Procured V — Procurata Procurée Procured V = Procurate Procurées Procured V .
Produrre Produire TO PRODUCE V •• Produco Je produis I produce 0 — Produci Tu
produis Thou producest 0 = Produce Il produit He produces 0 - Produciamo Nous
produisons We produce 0 .. Producete Vous produisez You produce / - Producono
Ils produisent They produce / = Produceva Je produisais 1 produced / .
Producevi Tu produisais Thou producedst / -• Produceva Tl produisait He
produced A — Producevamo Nous produisions We produced A = Producevate Vous
produisiez You produced A • Producevano Ils produisaient They produced A ..
Produssi Je produisis I produced T — Producesti Tu produisis Thou producedst T
= Produsse Il produisit He produced T • Producemmo Nous produisîmes We produced
VERBf. VE LIBS. 317 L - -j Produceste L = = J Produssero L • Produrrò L ..
Produrrai ) - Produrrà ) = Produrremo ) Pj-odurrete ) . Produrranno H-
Producendo H = Prodotto H • Prodotti H •• Prodotta 1 - Prodotte 1 = Profanare !
• Profanato 1 •• Profanati o — Profanata o = Profanate 0 . Professare 0 ..
Professo 1 - Professi 1 = Professa 1 . Professiamo 1 .. Professate ) -
Professano ) = Professava ) . Professavi ) .. Professava + — Professavamo 4- =
Professavate -4- . Professavano + .. Professai ^ — Professasti --v = Professò ^
. Professammo ^» .. Professaste P — Professarono 0 — s Professerò ? . Professerai
p .- Professerà V — Professeremo V = Professerete v . Professeranno v ..
Professando 0 — Professato 0 = Professati 0 . Professata 0 .. Professate 1 -
Profferire 1 = Profferendo 1 . Profferito 1 .. Profferiti A - Profferita A =
Profferite A . Profittare A .- Profitto T- Profitti T = Profitta Vous
produisîtes jYou prod need Ils produisirent They produced Je produirai I shall
produce Tu produiras Thou wilt produce Il produira He will produce Nous
produirons We shall produce Vous produirez You will produce Ils produiront They
will produce Produisant Producing Produit Produced Produits Produced Produite
Produced Produites Produced Profaner To PROFANE Profané Profaned Profanés
Profaned Profanée Profaned Profanées Profaned Professer To PROFESS Je professe
I profess Tu professes Thou prôfessesl Il professe He professes Nous professons
We profess Vous professez You profess Ills professent They profess Je
professais I professed Tu professais Thou professed >? Il professait He
professed Nous professions We professed Vous professiez You professed Us
professaient They professed Je professai I professed Tu professas Thou
professedst Il professa He professed Nous professâmes We professed Vous
professâtes You professed Ils professèrent They professed Je professerai I shall
profess Tu professeras Thou wilt profess Il professera He will profess Nous
professerons We shall profess Vous professerez You will profess Us professeront
They will profess Professant Professing Professé Professed Professés Professed
Professée Professed Professées Professed Proférer To UTTER Proférant Uttering
Proféré Uttered Proférés Uttered Proférée Uttered Proférées Uttered Profiter To
PROFIT Je proli te I profit Tu profites Thou profites! Il profite He profits
27. 318 VERBI. VERBES. verbs. [_ —, Profittiamo Nous profitons We profit L =
■Profittale Vous profitez You profit L • Profittano Ils profitent They profit L
•• Profittai Je profitai I profited ( - Profittasti Tu profitas Thou protitedst
( = Profittò Il profita He profited ( • Profittammo Nous profitâmes We profited
( •• Profittaste Vous profitâtes You profited H- Profittarono Ils profitèrent
They profited H = Profitterò Je profiterai I shall profit H • Profitterai Tu
profiteras Thou wilt profit H -. Profitterà Il profitera He will profit Profitteremo
; Nous profiterons We shall profit Profitterete Vous profiterez You will
profit. Profitteranno Ils profiteront They will profit Profittando Profitant;
Profiting o — Profittato Profité Profited 0 = Profondare Enfoncer (aller au
fond ) To SINK 0 . Profondato Enfoncé Sunk o .. Profondati Enfoncés Sunk
Profondata Enfoncée Sunk "I = Profondate Enfoncées Sunk Profumare Parfumer
To perfume Profumo Je parfume I perfume \ Profumi Tu parfumes Thou perfumest J
_ Profuma Il parfume He perfumes Prof umia ino Nous parfumons We perfume
Profumate Vous parfumez You perfume -1 — Profumano Ils parfument They perfume
-f = Profumava Je parfumais I perfumed + . Profumavi Tu parfumais Thou perfumed
s t + .. Profumava Il parfumait He perfumed -»*. — Profumavamo Nous parfumions
We perfumed ^ = Profumavate Vous parfumiez You perfumed -"-» . Profumavano
Ils parfumaient They perfumed *-v . . Profumando Parfumant Perfuming 3
Profumato Parfumé Perfumed ? = Profumati Parfumés Perfumed ? . Profumata
Parfumée Perfumed ? .. Profumate Parfumées Perfumed V — Progettare Projeter To
PROJECT V = Progetto Je projette I project V . Progetti Tu projettes Thou
projectest V .. Progetta Il projette He projects 0 — Progettiamo Nous projetons
We project 0 = Progettate Vous projetez You project 0 . Progettano Us
projettent They project 0 .. Progettando Projetant Projecting 1 - Progettato
Projeté Projected / = Progettati | Projetés Projected / . Progettata Projetée
Projected / •• Progettate. l Projetées Projected A — Progredire avancer (faire
des pro- To get on A = Progredisce 1 avance [ grés) ie gets on A .
Progrediscono Is avancent Phey get on A •- Progrediva 1 avançait He got on T —
Progredivano 1s avançaient They got on T =' Progredirà 1 l d\ ancóra He will
get on VERBI. VERBES. VERBS. L - Progrediranno Ils avanceront They will get on
L = Progredendo Avançant Getting on L • Progredito Avancé Got on L •• Proibire
DÉFENDRE To FORBID ( - Proibirmi Me défendre To forbid me ( = Proibirvi Vous
défendre To forbid you ( - Proibirlo Le défendre To forbid it ( •• Vi proibisco
Je vous défends I forbid you H- Proibisco Je défends I forbid ^ = Non vi
proibisco Je ne vous défends pas I do not forbid you H . Proibisci Tu défends
Thou forbidest H •• Proibisce Il défend He forbides 1 — Proibiamo Nous
défendons We forbid I — Proibite Vous défendez You forbid 1 Proibiscono Ils
défendent They forbid 1 •• Proibiva Je défendais I forbide o — Proibivi Tu
défendais Thou forbidest o = Proibiva Il défendait He forbide 0 . Proibivamo
Nous défendions We forbide - o .. Proibivate Vous défendiez You forbide 1 —
Proibivano Ils défendaient They forbide -\ = Proibii Je défendis I forbide 1 .
Proibisti Tu défendis Thou forbidest 1 .. Proibì Il défendit He forbide ) —
Proibimmo Nous défendîmes We forbide ) = Proibiste Vous défendîtes You forbide
) . Proibirono Ils défendirent They forbide ) .. Proibirò Je défendrai I shall
forbid -\ — Proibirai Tu défendras Thou wilt forbid -f as Proibirà Il défendra
He will forbid + . Proibiremo Nous défendrons We shall forbid + .. Proibirete
Vous défendrez You will forbid ■v» — Proibiranno Ils défendront They will
forbid «^ _ Proibendo Défendant Forbiding ">. . Proibito Défendu
Forbided ^ Proibiti Défendus Forbided ? ~ Proibita Défendue Forbided ? =
Proibite Défendues Forbided P . Prolungare Prolonger To PROLONG ? ••
Prolungando Prolongeant Prolonging V — Prolungato Prolongé Prolonged V =
Prolungati Prolongés Prolonged V . Prolungata Prolongée Prolonged v ..
Prolungate Prolongées Prolonged 0 — Promettere Promettre To PROMISE 0 =
Promettervi Vous promettre To promise you 0 . Prometterlo Le promettre To
promise it 0 .. Prometto Je promets I promise 1 - Vi prometto Je vous promets I
promise you 1 = Prometti Tu promets fhou promisest / . Promette Il promet He
promises 1 .. Promettiamo Nous promettons We promise A — Promettete Vous
promettez You promise A = Mi promettete Vous me promettez You promise me A •
Promettono Ils promettent They promise A .- Prometteva fe promettais [ promised
T- Promettevi ru promettais Thou promised s t T = Prometteva Il promettait He
promised 319,vio VERBI. VERBES. VERBS . L - Promettevamo Nous promettions We
promised L = - Promettevate Vous promettiez You promised L • Promettevano Ils
promettaient They promised L • Promisi Je prorais I promised ( - Promettesti Tu
promis Thou promisedst > — Pronosticando Pronostiquant Prognosticating
■"v = Pronosticato Pronostiqué Prognosticated \ . Pronunziare Prononcer To
PRONOUNCE •^ . . Pronunzio Je prononce I pronounce ? - Pronunzi Tu prononces
Thou pronouncest ? - Pronunzia Il prononce He pronounces p Pronunziamo Nous
prononçons We pronounce ? Pronunziate Vous prononcez You pronounce V —
Pronunziano ils prononcent They pronounce V = Pronunziava Je prononçais f
pronounced v . Pronunziavi Tu prononçais Thou pronouncedst V .. Pronunziava 1
prononçait Eie pronounced 0 — Pronunziavamo Nous prononcions We pronounced 0 =
Pronunziavate Vous prononciez You pronounced 0 . Pronunziavano [1s prononçaient
They pronounced 0 .. Pronunzieró ie prononcerai : shall pronounce / -
Pronunzierai ru prononceras rhou wilt pronounce / = Pronunziera Il prononcera
le will pronounce / . ^ronunzieremo Vous prononcerons We shall pronounce / ..
Pronunzierete Vous prononcerez Lou will pronounce A -1 Pronunzieranno Is
prononceront rhey will pronounce A =1 Pronunziate Prononcez 1 Pronounce A • 1
Pronunziando j Jrononçant 1 )ronouncing A •• 1 Pronunziala Prononcé 1
^-onounced T-ll Pronunziati 1 Prononcés 1 Dronounced VERBI. VERBES. verbs.
Pronunziata Prononcée Pronounced Pronunziate Prononcées Pronounced Propagare
Propager To PROPAGATE Propagando Propagea»* Propagating Propagato Propagé
Propagated Propagati Propagés Propagated Propagata Propagée Propagated
Propagate Propagées Propagated Proporre Proposer To PROPOSE Proponi Vous
proposer To propose to you Propormi Me proposer To propose to me Propongo Je
propose I propose Vi propongo Je vous propose I propose you Mi propongo Je me
propose I propose myself Proponi Tu proposes Thou proposest Propone Il propose
He proposes Proponiamo Nous proposons We propose Proponete Vous propose/ You propose
Mi proponete Vous me proposez You propose to me Propongono Ils proposent They
propose Proponeva Je proposais I proposed Proponevi Tu proposais Thou propose
dst Proponeva Il proposait He proposed Proponevamo Nous proposions We proposed
Proponevate Vous proposiez You proposed Proponevano Ils proposaient They
proposed Proposi Je proposai I proposed Proponesti Tu proposas Thou proposedst
Propose Il proposa He proposed Proponemmo Nous proposâmes We proposed
Proponeste Vous proposâtes You proposed Proposero Ils proposèrent They proposed
Proporrò Je proposerai I shall propose Proporrai Tu proposeras Thou wilt
propose Proporrà Il proposera He will propose- Proporremo Nous proposerons We
shall propose Proporrete Vous proposerez You will propose Proporranno Ils proposeront
They will propose Proponete Proposez Propose Proponendo Proposant Proposing
Proposto Proposé Proposed Proposti Proposés Proposed Proposta Proposés Proposed
Proposte Proposées Proposed Proporzionare Proportionner TO APPORTION
Proporzionando Proportionnant Apportioning Proporzionato Proportionné
Apportionned Proporzionati Proportionnés Apportionned Proporzionata
Proportionnée Apportionned Proporzionate Proportionnées Apportionned Prorogare
Proroger To PROROGUE Prorogando Prorogeant Proroguing Prorogato Prorogé
Prorogued Prorogati Prorogés Prorogued Prorogata Prorogée. Prorogued Prorogate
Prorogées Prorogued Prorompere Sortir avec violence TO GO OUT FURIOUS 321 322
VERBI. L - Prorompendo L = Prorotto L • Proscrivere L •• Proscrivendo ( -
Proscritto ( = Proscritti ( • Proscritta ( •• Proscritte H - Proseggiare H =
Proseggiando H • Proseggiato H •• Proseguire 1 - Proseguo i = Prosegui 1 -
Prosegue 1 •• Proseguiamo o — Proseguite o = Proseguono 0 . Proseguiva 0 ..
Proseguivi 1 — Proseguiva 1 = Proseguivamo 1 • Proseguivate 1 .. Proseguivano )
- Proseguii ) = Proseguisti ) . Prosegui ) .. Proseguimmo + — Proseguiste + =
Proseguirono + . Proseguirò . + .. Proseguirai1 ^ — Proseguirà •^ =
Proseguiremo *s. . Proseguirete **». . . Proseguiranno p - Proseguendo ? =
Proseguito ? . Proseguiti p .. Proseguita V - Proseguite V = Prosperare V .
Prospero V .. Prosperi 0 — Prospera 0 = Prosperiamo 0 . Prosperate 0 ..
Prosperano / ~ Prosperando / = Prosperato / • Prostituire / •• Prostituisce A —
Prostituite A = Prostituiscono A • Prostituendo A •• Prostituito T- Prostituiti
Sortant avec violence Sorti avec violence Proscrire Proscrivant Proscrit
Proscrits Prosa-ite Proscrites ÉCRIRE EN PROSE Écrivant en prose Écrit en prose
Poursuivre, Continue Je poursuis Tu poursuis IPpoursuit Nous pursuivons Vous
poursuivez Ils poursuivent Je poursuivais Tu poursuivais Il poursuivait Nous
poursuivions Vous poursuiviez Ils poursuivaient Je poursuivis Tu poursuivis Il
poursuivit Nous poursuivîmes Vous poursuivîtes Ils poursuivirent Je poursuivrai
Tu poursuivras Il poursuivra Nous poursuivrons Vous poursuivrez Ils
poursuivront Poursuivant Poursuivi Poursuivis Poursuivie Poursuivies Prospérer
Je prospère Tu prospères Il prospère Nous prospérons Vous prospérez Ils
prospèrent Prospérant Prospéré Prostituer Il prostitue Vous prostituez Us
prostituent Prostituant Prostitué Prostitués VERns. Going out furiously Gone
out furiously TO' OUTLAW Outlawing Outlawed Outlawed Outlawed Outlawed To WRITE
prose Writing prose Written prose To pursue (to prosecute) I pursue Thou
pursuest He pursues We pursue You pursue They pursue I pursued Thou pursuedst
He pursued We pursued You pursued They pursued pursued Thou pursuedst He
pursued We pursued You pursued They pursued I shall pursue Thou wilt pursue He
will pursue We shall pursue You will pursue They will pursue Pursuing Pursued
Pursued Pursued Pursued To PROSPER I prosper Thou prosperest He prospers We
prosper You prosper They prosper Prospering Prospered TO PROSTITUTE He
prostitutes You prostitute They prostitute Prostituting Prostituted Prostituted
VERBI. VERBES. VERBS. 323 L - Prostituita Prostituée Prostituted L =
Prostituite Prostituées Prostituted L • Prostrare Jeter a terre To THROW DOWN L
.. Prostrato Jeté à terre Thrown down ( - Prostraci Jetés à terre Thrown down (
= Prostrata Jetée à terre Thrown down ( • Prostrate Jetées à terre Thrown down
( •• Prostrarsi Prosterner (se) TO PROSTRATE ONE 'S sell H- Prostrandosi
Prosternant (se) Prostrating one's self H = Prostrato Prosterné Prostrated
one's self H . Prostrati Prosternés Prostrated one's self H .- Prostrata
Prosternée Prostrated one^ self Prostrate Prosternées Prostrated one's self 1 =
Proteggere Protéger To PROTECT 1 • Proteggervi Vous protéger To protect you 1
.. Proteggermi Nous protéger To protect me o — Proteggerlo Le protéger To
protect him 0 =5 Proteggo Je protège I protect 0 . Non ti proteggo Je ne te
protège pa^ I do not protect him 0 .. Proteggi Tu protèges Thou protectest 1 -
Protegge Il protège He protects 1 = Proteggiammo Nous protégeons We protect 1 •
Mi proteggete Vous me protégez You protect me 1 .. Proteggete Vous protégez You
protect ) - Non mi proteggete Vous ne me protégez pas You do not protect me ) =
Proteggono Ils protègent They protect ) . Proteggeva Je protégeais I protected
) . Proteggevi Tu protégeais Thou protectedst + — Proteggeva Il protégeait Ke
protected + = Proteggevamo Nous protégions We protected + . Proteggevate Vous
protégiez You protected + .. Proteggevano Ils protégeai^ They protected
"*«s ' — Protessi Je protégeai I protected ■**. = Proteggesti Tu protégeas
Thou protectedst •^ . Protesse Il protégea He protected \ .. Proteggemmo Nous
protégeâmes We protected p - Proteggeste Vous protégeâtes You protected ? =
Protessero Ils protégèrent They protected p Proteggerò Je protégerai I shall
protect p •' Vi proteggerò Je vous protégerai I shall protect you V -
Proteggerai Tu protégeras Thou wilt protect V = Proteggerà Il protégera He will
protect V . Proteggeremo Nous protégerons We shall protect V .. Proteggerete
Vous protégerez You will protect 0 — Proteggeranno Ils protégeront They will
protect 0 = Proteggete Protégez Protect 0 . Proteggendo Protégeant Protecting 0
.. Protetto Protégé Protected / - Protetti Protégés. Protected / = Protetta
Protégée Protected / . Protette Protégées Protected / .. Protestare Protester
To PROTEST A — Protestarvi Vous protester To protest to you A = Protesto Je
proteste I protest A ■ Vi protesto Je vous proteste I protest to you A .-
Protesti Tu protestes Thou protestes* T - Protesta Il proteste He protests T =
Protestiamo INous protestons We protest 324 VERBI. Protestate Protestano
Protestava Protestavi Protestava Protestavamo Protestavate Protestavano
Protestai Protestasti Protestò Protestammo Protestaste Protestarono Protesterò
Protesterai Protesterà Protesteremo Protesterete Protesteranno Protestando
Protestato Protestati Protestata Protestate Provare Provarmi Provarvi Provarlo
Provo Provi Prova Non prova Non prova Proviamo Provate Non provate Non mi
provate Provano Provava Provavi Provava Provavamo Provavate Provavano Provai
Provasti Provò Provammo Provaste Provarono Proverò Vi proverò Proverai Proverà
Proveremo Proverete Proveranno Provate Vous protestez Is protestent Je
protestais Tu protestais Il protestait Nous protestions Vous protestiez Ils
protestaient Je protestai Tu protestas Il protesta Nous protestâmes Vous
protestâtes Ils protestèrent Je protesterai Tu protesteras Il protestera Nous
protesterons Vous protesterez Ils protesteront Protestant Protesté Protestés
Pro testée Protestées Prouver Me prouver Vous prouver Le prouver Je prouve Tu
prouves Il prouve Il ne prouve pas Ne prouve Nous prouvons Vous prouvez Vous ne
prouvez pas Vous ne me prouvez pas Ils prouvent Je prouvais Tu prouvais Il
prouvait Nous prouvions Vous prouviez Ils prouvaient Je prouvai Tu prouvas Il
prouva Nous prouvâmes Vous prouvâtes Ils prouvèrent Je prouverai Je vous
prouverai Tu prouveras Il prouvera Nous prouverons Vous prouverez Ils
prouveront Prouvez VERBS,» You protest They protest I protested Thou protested He
protested We protested You protested They protested I protested Thou
protestedst He protested We protested You protested They protested I shall
protest Thou wilt protest He will protest We shall protest You will protest
They will protest Protesting Protested Protested Protested Protested To PROVE
To prove to me To prove to you To prove it I prove Thou pro vest He proves He
does not prove Does not prove We prove You prove You do not prove You do not
prove to m$ They prove I proved Thou provedst He proved We proved You proved
They proved I proved Thou proved»! He proved We proved You proved They proved I
shall prove I shall prove to you Thou wilt prow He will prove We shall prove
You will prove They will prove Prove VERBI. VERBES. VERBS. Provando Prouvant
Proving Provato Prouvé Proved Provare inquietudine Appréhender TO APPREHEND
Provo inquietudine J'appréhend I apprehend Provato inquietudine Appréhendé
Apprehended Provenire Provenir TO COME FROM Proviene Il provient It comes from
Provengono Ils proviennent They come from Proveniva Il provenait It came from
Provenivano Ils provenaient They came from Proverrà Il proviendra It will come
from Proverranno Ils proviendront They will come fr id ed Provveduti Pourvus
Provided Pro-, veduta Pourvue Provided Provvedute Pourvues Provided Publicare
Publier To publish Publicheró Je publierai I shall publish Pubìicherai Tu
publieras Thou wiit publish Punì iene ni Il publier.) He will publish
Publicberemo Nous publierons We shall publish 28 325 326 VERBI. L - Publicherete
L = Publicheranno L • Publicato L •• Publicafi ( - Publicata ( = Publicate ( -
Pugnare, = Punite >•«. Puniscono • .. Raccomanda Il recommande He recommends
+ — Si raccomanda lì se recommande He recommends + — Raccomandiamo Nous
recommandons We recommend + . Raccomandate Vous recommandez You recommend + ..
Mi raccomandate Vous me recommandez You recommend me \ — Raccomandano Ils
recommandent They recommend ■^. == Raccomandava Je recommandais I recommended
■^. Raccomandavi Tu recommandais Thou recommendedst \ .. Raccomandava Il
recommandait He recommended p Raccomandavamo Nous recommandions We recommended
? = Raccomandavate Vous recommandiez You recommended 0 Raccomandavano Ils
recommandaient They recommended ? Raccomandai Je recommandai I recommended V —
Raccomandasti Tu recommandas Thou recommendedst V = Raccomandò Il recommanda He
recommended V . Raccomandammo Nous recommandâmes We recommended v ..
Raccomandaste Vous recommandâtes You recommended 0 — Raccomandarono Ils
recommandèrent They recommended o = Raccomanderò Je recommanderai I shall
recommend 0 . Raccomanderai Tu recommanderas Thou wilt recommend 0 ..
Raccomanderà II recommandera He will recommend 1 - Raccomanderemo Nous
recommanderons We shall recommend Raccomanderete Vous recommanderez You will
recommend / ■ Raccomanderanno Ils recommanderont They will recommend 1 ■•
Raccomandando Recommandant Recommending A — Raccomandato Recommandé Recommended
A = Raccomandati Recommandés Recommended A • Raccomandata Recommandée
Recommended A .. Raccomandate Recommandées Recommended T — Raccomodare
Raccommoder To mend T = ; Raccomodato Raccommodé Mended VERBI. verbes. VERBS. 3
L — Raccomodati Raccommodés Mended L = Racomodata Raccommodée Mended L *
Raccomodate Raccommodées Mended L •• Racconciare Rapiécer To PATCH LP ( -
Racconciato Rapiécé Patched up ( = Racconciati Rapiécés Patched up ( •
Racconciata Rapiécée Patched up ( •• Racconciate Rapiécées Patched up H-
Raccontare Raconter To RELATE H = Raccontarmi Me raconter To relate to me H •
Raccontarvi Vous raconter To relate to you H ■■ Racconto Je raconte I relate 1
- Racconti Tu racontes Tbou relates i 1 = Si racconta On raconte One relates 1
• Racconta Il raconte He relates 1 .. Non racconta Il ne raconte He does not
relate o — Raccontiamo Nous racontons We relate 0 = Raccontate Vous racontez
You relate 0 . Non raccontate Vous ne racontez You do not relate o ..
Raccontano Us racontent They relate 1 - Raccontava Je racontais I related 1 =
Raccontavi Tu racontais Tbou relatedst 1 ■ Mi raccontava Il me racontait He did
relate to me 1 .. Raccontava Il racontait He related ) - Raccontavamo Nous
racontions We related ) = Raccontavate Vous racontiez You related ) .
Raccontavano Us racontaient They related ) .. Raccontai Je racontai I related
-i Raccontasti Tu racontas Thou relatedst + = Raccontò Il raconta He related +
. Raccontammo Nous racontâmes We related 4- . . Raccontaste Vous racontâtes You
related •»%. — Raccontarono Us racontèrent They related \ = Racconterò Je
raconterai I shall relate — Vi racconterò Je vous raconterai I shall relate to
you *■«* . . Racconterai Tu raconteras Thou wilt relate p Racconterà Il
racontera He will relate P = Racconteremo Nous raconterons We shal I relate 0
Racconterete Vous raconterez You will relate ? • • Mi racconterete Vous me
raconterez You will relate to me V — Racconteranno Us raconteront They will
relate V = Racconta Raconte Relate V . Non raccontate Ne racontez pas Do not
relate v .. Raccontatemi Racontez-moi Relate me 0 — Che io racconti Que je
raconte That I may relate 0 es Raccontando Racontant Relating 0 . Raccontato
Raconté Related o .. Raccontati Racontés Related / - Raccontata Racontée
Related / = Raccontate Racontées Related / . Raccozzare Rassemble» TO COLLECT /
•• Puiecozzato Rassemblé Collected A - Raccozzati Rassemblés Collected A =
Raccozzata Rassemblée Collected A . Raccozzate Rassemblées Collected A ■•
Racimolare Grappiller To SCRAPE vv T - Racimolato Grappillé Scraped up T =
Raddirizzare Redresser TO MAKE STRAIGHT 28. 329 ;ì3o VERBI. VERBES. VERBS. L -
Raddirizzato Redressé Made straight L = Raddirizzati Redressés Made straight L
• Raddirizzata Redressée Made straight L • ■ Raddirizzate Redressées Made
straight ( - Raddolcire Adoucir To SWEETEN ( = Raddolcito- Adouci Sweetened ( .
Raddolciti Adoucis Sweetened ( .. Raddolcita Adoucie Sweetened -i- Raddolcite
adoucies Sweetened H = Raddoppiare Redoubler TO REDOUBLE H - Raddoppio Il
redouble I redouble H •• Raddoppi Tu redoubles Thou redoubles t 1 - Raddoppia
Il redouble He redoubles 1 = Raddoppiamo Nous redoublons We redouble 1 •
Raddoppiate Vous redoublez You redouble 1 .« Raddoppiano Ils redoublent They
redouble o — Raddoppieró Je redoublerai I shall redouble o == Raddoppieri Tu
redoubleras Thou wilt redouble 0 . Raddoppierâ Il redoublera He will redouble 0
.. Raddoppieremo Nous redoublerons We shall redouble 1 - Raddoppiereto Vous
redoublerez You will redouble "1 = Raddoppieranno Ils redoubleront They
will redouble "I . Raddoppiando Redoublant Redoubling 1 .. Raddoppialo
Redoublé Redoubled ) - Raddoppiati Redoublés Redoubled ) = Raddoppiata
Redoublée Redoubled ) . Radoppiate Redoublées Redoubled ) .. Radere (radersi)
Raser (se raser) To SHAVE H Radendo Rasant Shaving + =■ Raso Rasé Shaven + .'
Rasi Rasés Shaven 4- .. RADICARSI Enraciner (s') TO TARE ROOT •^ — Radicato Enraciné
Taken root --» = Ragiraste Vous jouâtes You deceived "s . Ragirarono Ils
jouèrent They deceived *•"» .. Ragi rancio Jouant Deceiving p - Ragirato
Joué Deceived e = Ragirati Joués Deceived ? . Rag irata Jouée Deceived p ..
Ragirate Jouées Deceived V — Raggiugnere Rattraper (rejoindre) TO OVERTAKE v ~
Raggiugnervi Vous rattraper To overtake you v . Raggiugnermi Me rattraper To
overtake me v .. Vi raggi ugnerò Je vous rattraperai I shall overtake you 0 —
Mi raggiugnerete Vous me rattraperez You -will overtake me 0 = Raggiunto
Rattrapé Overtaken 0 ■ Raggiunti Rattrapés Overtaken 0 .. Raggiunta Rattrapée
Overtaken / ~ Raggiunte Rattrapées Overtaken / = Raggrinzare Froncer To WRINKLE
/ • Raggrinzato Froncé Wrinkled / •- Raggrinzali Froncés Wrinkled A - Raggrinzata
Froncée Wrinkled A = Raggrinzate Froncées Wrinkled A • Ragguagliare Égaler TO
EQUAL A •• Ragguagliato Égalé Equalled T- Ragguagliati Égalés Equalled 332
TERBI. VERBES. VERBS. L -I Ragguagliata Égalée Equalled L = Ragguagliate.
Égalées Equalled L • Ragionare Raisonner To reason L -• Ragiono Je raisonne I
reason ( - Ragioni Tu raisonnes Thou reason est ( = Ragiona Il raisonne He
reasons ( . Ragioniamo Nous raisonnons We reason ( ■ • Ragionate Vous raisonnez
You reason ^ _ Ragionano Ils raisonnent They reason H = Ragionava Je raisonnais
I reasoned H . Ragionavi Tu raisonnais Thou reasonedsi, H -• Ragionava Il
raisonnait He reasoned 1 — Ragionavamo Nous raisonnions We reasoned 1 =
Ragionavate Vous raisonniez You reasoned \ . Ragionavano Ils raisonnaient They
reasoned 1 •■ Ragionai Je raisonnai I reasoned o — Ragionasti Tu raisonnas Thou
reasonedst 0 = Ragiono Il raisonna He reasoned o . Ragionammo Nou&
raisonnâmes We reasoned 0 .. Ragionaste Vous raisonnâtes You reasoned 1 -
Ragionarono Ils raisonnèrent They reasoned 1 = Ragionerò Je raisonnerai I shall
reason 1 . Ragionerai Tu raisonneras Thou wilt reason 1 .. Ragionerà Il
raisonnera He will reason ) — Ragioneremo Nous raisonnerons We shall reason ) =
Ragionerete Vous raisonnerez You will reason ) . Ragioneranno Ils raisonneront
They will reason ) .. Rogionate Raisonnez Reason 4- — Ragionando Raisonnant
Reasoning -f = Ragionato Raisonné Reasoned + . Ralingare ( terme de Ralinguer,
couper le TO LET THE SHEE marine ) vent pour qu'il ne donne dans les voiles sail
loose to th + .. Ralingate Ralinguez Let loose, etc. ->» — Ralingato
Ralingue Let loose, etc. -^ __ Ralingati Ralingues Let loose, etc. ^ Ralingata
Ralinguée Let loose, etc. ^ .. Raiingale Raîinguées Let loose, etc. P -
Rallegrarsi Réjouir (se) To REJOICE ? = Rallegrarmi Me réjouir To rejoice ? .
Rallegrarvi Vous réjouir To rejoice P •- Rallegro Je réjouis I rejoice V —
Rallegri Tu réjouis Thou rejoicest V = Rallegra Il réjouit He rejoices V .
Rallegriamo Nous réjouissons We rejoice v ... Rallegrate Vous réjouissez You
rejoice 0 — Rallegrano Ils réjouissent They rejoice 0 = Mi rallegro Je me
réjouis I rejoice 0 . Ti rallegri Tu te réjouis Thou rejoicest 0 .. Si rallegra
Il se réjouit He rejoices / — Ci rallegriamo Nous nous réjouissons We rejoice
Vi rallegrate Vous vous réjouissez You rejoice / . Si rallegrano Ils se
réjouissent They rejoice / •• Mi rallegrava Je me réjouissais I rejoiced A — Ti
rallegravi Tu te réjouissais Thou rejoicedst A = Si rallegrava Il se
réjouissait He rejoiced A • Ci rallegravamo Nous nous réjouissions We rejoiced
A ■• Vi rallegravate Vous vous réjouissiez You rejoiced VERBI. VERBES. VERBS. L
-1 Si rallegravano Ils se réjouissaient | They rejoiced L = Mi rallegrai Je me
réjouis I rejoiced L • Ti rallegrasti Tu te réjouis Thou rejoicedst L •• Si
rallegrò Il se réjouit He rejoiced ( - Ci rallegrammo Nous nous réjouîmes We
rejoiced ( = Vi rallegraste Vous vous réjouîtes You rejoiced ( • Si
rallegrarono Ils se réjouirent They rejoiced ( •• Mi rallegrerò Je me réjouirai
I shall rejoice H - Ti rallegrerai Tu te réjouiras Thou wilt rejoic® H - Si
rallegrerà Il se réjouira He will rejoice H • Ci rallegreremo Nous nous
réjouirons We shall rejoice H •• Vi rallegrerete Vous vous réjouirez You will
rejoice 1 - Si rallegreranno Ils se réjouiront They will rejoice i —
Rallegratevi Réjouissez-vous Rejoice 1 • Rallegrandosi Se réjouissant Rejoicing
1 •• Rallegrato Réjoui Rejoiced o — Rallegrati Réjouis Rejoiced o == Rallegrata
Réjouie Rejoiced 0 . Rallegrate Réjouies Rejoiced 0 .. Rallentare Relâcher To
RELAX 1 - Rallentato Relâché Relaxed "1 = Rallentati Relâchés Relaxed 1 •
Rallentata Relâchée Relaxed 1 ■■ Rallentate Relâchées Relaxed ) - Rallungare
Rallonger TO LENGTHEN ) = Rallungato Rallongé Lengthened ) - Rallungati
Rallonges Lengthened ) .. Rallungala Rallongée Lengthened H Rallungate
Rallongées Lengthened + = Ramificare Ramifier TO BRANCH OUT -f . Ramilicato
Ramifié Branched out + .. Ramificati Ramifiés Branched out •x. — Ramilicata
Ramifiée Branched out -N» = Ramilicate Ramifiées Branched out ^ . Rammaricarsi
Regretter TO REGRET \ .. Rammaricarmi Me regretter To regret me P ~
Rammaricarvi Vous regretter To regret you P = Mi rammarico Je regrette I regret
P • Ti rammarichi Tu regrettes Thou regretesi P •• Si rammarica Il regrette He
regrets A - Ci rammarichiamo Nous regrettons We regret A = Vi rammaricate Vous
regrettez You regret A • Si rammaricano Ils regrettent They regret A •• Mi
rammaricava Je regrettais I regreted 0 — Ti rammaricavi Tu regrettais Thou
regretedst 0 = Si rammaricava Il regrettait He re gre ted 0 . Ci rammaricavamo
Nous regrettions We re gre ted 0 .. Vi rammaricavate Vous regrettiez You
regreted / - Si rammaricavano Ils regrettaient They regreted / = Mi rammaricai
Je regrettai I regreted / • Ti rammaricasti Tu regrettas Thou regretedst / ••
Si rammaricò Il regretta He regreted A — 'Ci rammaricammo Nous regrettâmes We
regreted A = Vi rammaricaste Vous regrettâtes You regreted A • Si rammaricarono
Ils regrettèrent They regreted A -• Mi rammaricherò Je regretterai I shall regret
T - Ti rammaricherai Tu regretteras Thou wilt regrei T - Si rammaricherà Il
regrettera He will regret 333 AH VERBT. VERBES. VERBS. L — Ci rammaricheremo
Nous regretterons We shall regret L = Vi rammaricherete Vous regretterez You
will regret L • Si rammaricheranno Ils regretteront They will regret I ..
Rammaricandosi Regrettant Regretting ( - Rammaricato Regretté Regretted ( =
Rammaricati Regrettés Regretted ( • Rammaricata Regrettée Regretted ( ..
Rammaricate Regrettées Regretted H - RAMMENTARE Rappeler TO RECOLLECT H =
Rammento Je rappelle I recollect H • Rammenti Tu rappelles Thou recollectst H
•• Rammenta Il rappelle He recollects 1 — Rammentiamo Nous rappelons We
recollect 1 = Rammentate Vous rappelez You recollect Rammentano Ils rappellent
They recollect Rammentava Je rappelais I recollected o — Rammentavi Tu
rappelais Thou recollectedst o = Rammentava Il rappelait He recollected 0 .
Rammentavamo Nous rappelions We recollected 0 .. Rammentavate Vous rappeliez
You recollected 1 - Rammentavano Ils rappelaient They recollected 1 = Rammentai
Je rappelai I recollected Rammentasti Tu rappelas Thou recollectedst Rammentò
Il rappela He recollected ) — Rammentammo Nous rappelâmes We recollected ) =
Rammentaste Vous rappelâtes You recollected Rammentarono Ils rappelèrent They
recollected Rammenterò Je rappellerai I shall recollect + — Rammenterai Tu
rappelleras Thou wilt recollect + = Rammenterà Il rappellera He will recollect
+ . Rammenteremo Nous rappellerons We shall recollect + .. Rammenterete Vous
rappellerez You will recollect ■es* — Rammenteranno Ils rappelleront They will
recollect "^ = Rammentando Rappelant Recollecting *-*. . Rammentato
Rappelé Recollected **»- . . Rammentati Rappelés Recollected 0 — Rammentata
Rappelée Recollected ? = Rammentate Rappelées Recollected f • Ram picare
Grimper To CLIMB ? Rampico Je grimpe I climb v - RampichL Tu grimpes Thou
climbest V = Rampica Il grimpe He climbs V . Rampichiamo Nous grimpons We climb
V .. Rampicate Vous grimpez You climb 0 — Rampicano Ils grimpent They climb 0
== Rampicando Grimpant Climbing 0 • Rampicato Grimpé Climbed 0 .. Rampi cati
Grimpés Climbed / - Rampicata Grimpée Climbed / •= Rampicate Grimpées Climbed /
Rampognare Gronder To SCOLD / •• Rampognato Grondé Scolded A — Rampognati
Grondés Scolded A = Rampognata Grondée Scolded A • Rampognate Grondées Scolded
A -• Rannicchiare Ratatiner TO SHRINK. T - Rannicchiato Ratatiné Shrunk y ==
Rannicchiati Ratatinés Shrunk VERBI, VERBES. VERBS. 005 L - Rannichiata
Ratatinée Shrunk L = Rannichiate Ratatinées Shrunk L • Rannodare Renouer TO
BEGIN AGAIN L •• Rannodato Renoué Begun again ( - Rannodati Renoués Begun again
( = Rannodata Renouée Begun again ( • Rannodate Re nouées Begun again ( ••
Rapire Enlever (ravir) TO RUN A WAV WITH H - Rapisco Je ravis I run away with H
= Rapisci Tu ravis Thou runnest away with H • Rapisce Il ravit He runs away
with -\ ■■ Rapiamo Nous ravissons We run away with 1 - Rapite Vous enlevez You
run away with 1 = Rapiscono Ils enlèvent They run away with 1 • Rapiva Je
ravissais I ran away with 1 .. Rapivi Tu ravissais Thourannest away with o —
Rapiva Il ravissait He ran away with 0 B= Rapivamo Nous ravissions We ran away
with 0 . Rapivate Vous ravissiez You ran away with o .. Rapivano Ils
ravissaient They ran away with 1 - Rapii Je ravis I ran away with 1 = Rapisti
Tu ravis Thou rannest away with 1 . Rapi Il ravit He ran away with "1 ..
Rapimmo Nous ravîmes We ran away with ) - Rapiste Vous ravites You ran away
with ) . . . Rapita Enlevée Run away with P - Rapite Enlevées Run away with ? =
Rappattumare Raccorder, réconcilier To RECONCILE P • Rappattumato Raccordé
Reconciled c Rappattumati Raccordés Reconciled v — Rappattumata Raccordée
Reconciled. V = Rappattumate Raccordées Reconciled V . Rappellare Rappeler TO
RECALL v .. Rappellato Rappelé Recalled 0 — Rappellati Rappelés Recalled 0 =
Rappellata Rappelée Recalled 0 . Rappellate Rappelées Recalled 0 .. Rapportar
i:,t\ Riportare Rapporter TO BRING BACK / - Rappresentare Représenter TO
REPRESENT / = Rappresentarvi Vous représenter To represent to you / •
Rappresentarmi Me représenter To represent to me / •• Rappresento Je représente
I represent A - Vi rappresento Je vous représente I represent to you A ==
Rappresenti Tu représentes Thou représentes! A • Rappresenta Il représente He
represents A -• Rappresentiamo Nous représentons We represent T - Mi
rappresentate Vous me représentez You represent to me 336 VERBI. VERBES. VERBS.
L - Rappresentate Vous représentez You represent L = Rappresentano Ils
représentent They represent L • Rappresentava Je représentais I represented L
•• Rappresentavi Tu représentais Thou represented.-^ ( - Rappresentava Il
représentait He represented ( = Rapprese ntavam o Nous représentions We
represented ( - Rappresentavate Vous représentiez You represented ( •• Rappresentavano
Ils représentaient They represented H — Rappresentai Je représentai I
represented H = Rappresentasti Tu représentas Thou representedst H .
Rappresentò Il représenta He represented H •• Rappresentammo Nous représentâmes
We represented 1 — Rappresentaste Vous représentâtes You represented 1 =*
Rappresentarono Ils représentèrent They represented 1 Rappresenterò Je
représenterai I shall represent 1 •• Vi rappresenterò Je vous représenterai I
shall represent to you o — Rappresenterai Tu représenteras Thou wilt represent
o = Rappresenterà Il représentera He will represent 0 . Rappresenteremo Nous
représenterons We shall represent o .. Rappresenterete Vous représenterez You
will represent 1 — Gli rappresenterete Vous lui représenterez You will
represent to him "I = Rappresenteranno Ils représenteront They will
represent 1 . Rappresentando Représentant Representing 1 . Rappresentato
Représenté Represented ) - Rappresentati Représentés Represented ) =
Rappresentata Représentée Represented ) • Rappresentate Représentées
Represented ) •• Rarefare Raréfier TO RAREFY H Rarefatto Raréfié Rarefied + =
Rarefatta Raréfiée Rarefied + ■ Raschiare Racler To RAKE + .. Raschiato Raclé
Raked *-*, — Raschiati Raclés Raked •^. — Raschiata Raclée Raked •^ . Raschiate
Raclées Raked \ .. Raspare Râper To RASP P - Raspato Râpé Rasped ? = Raspati
Râpés Rasped P • Raspata Râpée Rasped P •• Raspate Râpées Rasped V -
Rassegnarsi Résigner (se) To BE RESIGNED V = Mi rassegno Je me résigne I am
resigned V . Ti rassegni Tu te résignes Thou art resigned V •• Si rassegna Il
se résigne He is resigned 0 — Ci rassegniamo Nous nous résignons We are
resigned 0 = Vi rassegnate Vous vous résignez You are resigned 0 ■ Si
rassegnano Ils se résignent They are resigned 0 .. Mi rassegnava Je me résignais
I was resigned 1 - Ti rassegnavi Tu te résignais Thou wast resigned / = Si
rassegnava Il se résignait He was resigned / . Ci rassegnavamo Nous nous
résignions We were resigned / .'. Vi rassegnavate Vous vous résigniez You were
resigned A — Si rassegnavano Us se résignaient They were resigned A = Mi
rassegnai Je me résignai I was resigned A • Ti rassegnasti Tu te résignas Thou
wast resigned A •• Si rassegnò Il se résigna He was resigned T — Ci rassegnammo
Nous nous résignâmes We were resigned T = Vi rassegnaste Vous vous résignâtes
You were resigned VERBI. Si rassegnarono Mi rassegnerò Ti rassegnerai Si
rassegnerà Ci rassegneremo Vi rassegnerete Si rassegneranno Rassegnandosi
Rassegnato Rassegnati Rassegnata Rassegnate Rassettare Rassettato Rassettati
Rassettata Rassettate Rassicurane: Rassicurato Rassicurati Rassicurata
Rassicurate Ratificare Ratificato Ratificati Ratificata Ratificate Rattenere _
Rattiene, Rattenerà Rattenendo Rattenuto Rattenuti Rattenuta Rattenutc P - P =
P • Rattizzare Rattizzato Rattristare, Ravvedersi Ravveduto Ravveduti Ravveduta
Ravvedute Ravviare 0 — Ravviato 0 = Ravviati 0 . Ravviata 0 .. Ravviate 1 -
Ravvicinare 1 = Ravvicino / • Ravvicini / • Ravvicina A - Ravviciniamo .'.
Attrist VERBES. V'ERiiS. 33/ [Is se résignèrent They were resigned Je me
résignerai I shall be resigned Tu te résigneras Thou wilt be resigned Il se
résignera He will be resigned Nous nous résignerons We shall be resigned Vous
vous résignerez You will be resigned Ils se résigneront They will be resigned
Se résignant Being resigned Résigné Resigned Résignés ] lesigned Résignée
lesigned Résignées Resigned Rajouter TO ADD Rajouté Added Rajoutés Added
Rajoutée Added Rajoutées Added Rassurer TO QUIET ONE'S FEARS Rassuré Quietted
one's fears Rassurés Quietted one's fears Rassurée Quietted one's fears
Rassurées Quietted one's fears Ratifier TO RATIFY Ratifié Ratified Ratifiés
Ratified Ratifiée Ratified Ratifiées Ratified Retenir To KEEP Il retient He
keeps Il retiendra He will ke«p Retenant Keeping Retenu Kept Retenus Kept Retenue
Kept Retenues Kept Attiser le feu TO POKE THE EIRE Attisé le feu Poked the fire
• Attrister, Affliger. TO AFFLICT Rentrer en soi-même. TO REFLECT SERIOUSLY ON
ONE'S SELF Rentré en soi-même Reflected ser. on one's s. Rentrés en eux-mêmes
Reflected ser. on thems. Rentrée en soi-même Reflected ser. on one's s.
Rentrées en elles-mêmes Reflected ser. on thems. Redresser TO MARE STRAIGHT
Redressé Made straight Redressés Made straight Redressée Made straight
Redressées Made straight Rapprocher TO DRAW NEAR AGAIN Je rapproche I draw near
again Tu rapproches Thou drawest near again Il rapproche He draws near again
INous rapprochons We draw near a gain 29 338 VERBI. L — Ravvicinate L. ==
Ravvicinano L • Ravvicinava L • Ravvicinavi ( — Ravvicinava Ravvicinavamo i •
Ravvicinavate ( ■• Ravvicinavano -i- Ravvicinerò H = Ravvicinerai H •
Ravvicinerà H -. Ravvicineremo 1 ~ Ravvicinerete i = Ravvicineranno 1 •
Ravvicinate ! -. Ravvicinatevi o — Ravvicinando o = Ravvicinato 0 . Ravvicinati
o .. Ravvicinata 1 - Ravvicinate 1 = Ravvivare 1 . Ravvivato 1 .. Ravvivati ) —
Ravvivata ) = Ravvivate ) . Ravvolgere ) .. Ravvolto 4- — Ravvolti 4- =
Ravvolta 4- . Ravvolte f .. Recare ■>^ — Recarvi ^«. = Vi reco •-^ . Reco
-•*. . . Non vi reco ? — Rechi ? = Reca p Rechiamo ? •• Mi recate V — Recate V
= Non mi recate V . Recano v .. Recava 0 — Recavi 0 = Recava o . Recavamo 0 -.
Recavate / - Recavano / = Non vi recherò / . Recherò / •■ Recherai A — Recherà
A = Recheremo A • Recherete A •■ Mi recherete T — Recheranno T = Mi recherebbe
VERBES, Vous rapprochez Ils rapprochent Je rapprochais Ta rapprochais 11
rapprochait Nous rapprochions Vous rapprochiez Ils rapprochaient Je
rapprocherai Tu rapprocheras Il rapprochera Nous rapprocherons Vous
rapprocherez Ils rapprocheront Rapprochez Rapprochez-vous Rapprochant Rapproché
Rapprochés Rapprochée Rapprochées Ranimer Ranimé Ranimés Ranimée Ranimées
Envelopper Enveloppé Enveloppés Enveloppée Enveloppées Apporter Vous apporter
Je vous apporte J'apporte Je ne vous apporte pas Tu apportes Il apporte Nous
apportons Vous m'apportez Vous apportez- Vous ne m'apportez pas Ils apportent
J'apportais Tu apportai! Il apportait Nous apportions Vous apportiez Ils
apportaient Je ne vous apporterai pas J'apporterai Tu apporteras ïl apportera
Nous apporterons Vous apporterez Vous m'apporterez Ils apporteront Il
m'apporterait You draw near again They draw near again drew near again
Thoudrewest near again He drew near again We drew near again You drew near
again They drew near again ~ shall draw near again Thou wilt draw nearag. He
will draw near again We shall draw near ag. You will draw near again They will
draw near ag. Draw near again Draw near again Drawing Drawn Drawn Drawn Drawn
TO REANIMATE Reanimated Reanimated Reanimated Reanimated To envelop Enveloped
Enveloped Enveloped Enveloped To bring To bring to you I bring to you I bring I
do not bring you Thou brigest He brings We bring You bring me You bring You do
not bring me They bring I brought Thou broughtest He brought We brought You
brought They brought I shall not bring you I shall bring Thou wilt bring He
will bring We shall bring You will bring You will bring me They will bring He
would bring me VERBI. VERBES. VERBS. L -i Recatemi Apportez-moi Bring me L =
Recando Apportant Bringing L • Recato Apporté Brought L •• Recati Apportés
Brought ( - Recata Apportée Brought ( - Recate Apportées Brought ( • Recidere
Couper (trancher) To CUT ( •• Reciso Coupé Cut _| __ Recisi Coupés Cut H —
Recisa Coupée Cut H • Recise Coupées Cut H ■■ Recitare RÉCITER TO RECITE 1 - Recito
Je récite I recite 1 = Reciti Tu récites Thou recitest 1 ■ Recita Il récite He
recites i •• Recitiamo Nous récitons We recite o — Recitate Vous récitez You
recite 0 = Recitano Ils récitent They recite 0 . Recitava Je récitais I recited
0 .. Recitavi Tu récitais Thou recitedst 1 - Recitava Il récitait He recited 1
= Recitavamo Nous récitions We recited 1 . Recitavate Vous récitiez You recited
1 .. Recitavano Ils récitaient They recited ) - Recitai Je récitai I recited )
= Recitasti Tu récitas Thou recitedst ) . Recitò Il récita He recited ) ..
Recitammo Nous récitâmes We recited + — Recistate Vous récitâtes You recited +
= Recitarono Ils récitèrent They recited ■f . Reciterò Je réciterai I shall
recite + .. Reciterai Tu réciteras Thou wilt recite -^ Reciterà Il récitera He
will recite ~^ = Reciteremo Nous réciterons We shall recite -^ Reciterete Vous
réciterez You will recite -«s . . Recitera ni so Ils réciteront They will
recite ? — Recitando Récitant Reciting 9 = Recitato Récité Recited ? . Recitati
Récités Recited ? .. Recitata Récitée Recited V — Recitate Récitées Recited V =
Reclamare RÉCLAMER CONTRE To OBJECT TO V . Reclamo Je réclame contre T ohject
to V .. Reclami Tu réclames contre Thou objectest to e — Reclama Il réclame
contre He objects to 0 = Reclamiamo Nous réclamons contre We object to 0 .
Reclamate Vous réclamez contre You object to 0 .. Reclamano Ils réclament
contre They object to / - Reclamerò Je réclamerai contre I shall object to
Reclamerai Tu réclameras contre Thou wilt object to / . Reclamerà Il réclamera
contre He will object to / •• Reclameremo Nous réclamerons contre We shall
object to A — Reclamerete Vous réclamerez contre You will object to A =*
Reclameranno Us réclameront contre They will object to A • Reclamando Réclamant
contre Objecting to A •• Reclamato Réclamé contre Objected to T — Reclamati
Réclamés contre Objected to T = Reclamata Réclamée contre Objected against 339
340 VERBI. VERBES. VERBS. L - Reclamate Réclamées contre Objected against L =
Reclutare Recruter ( faire des re- TO RECRUIT L • Reclutato Recruté [crues)
Recruited L .. Reclutat Recrutés Recruited ( - Reclutata Recrutée Recruited ( =
Reclutate Recrutées Recruited ( • Recuperare Recouvrer To RECOVER ( ••
Recuperato Recouvré Recovered H - Recuperati Recouvrés Recovered H = Recuperata
Recouvrée Recovered H • Recuperate Recouvrées Recovered H .. Redimere Racheter
To REDEEM 1 - Redento Racheté Redeemed 1 - Redenti Rachelés Redeemed 1 •
Redenta Rachetée Redeemed 1 •• Redente Rachetées Redeemed o — Refrigerare Rafraîchir
TO REFRESH o = Refrigerato Rafraîchi Refreshed o . Refrigerati Ralraichis
Refreshed o . . Refri gerata Rafraîchie Refreshed 1 - Refrigerate Rafraîchies
Refreshed 1 = Regalare RÉGALER To TREAT 1 • Regalarvi Vous régaler To treat you
1 .. Regalarmi Me régaler To treat me ) - Regalo Je régale I treat ) = Vi
regalo Je vous régale I treat you ) • Regali Tu régales Thou treatest ) ..
Regala Il régale He treats + — Regaliamo Nous régalons We treat + = Regalate
Vous régalez You treat + . Mi regalate Vous me régalez You treat me + ..
Regalano Ils régalent They treat \ — Regalava Je régalais I treated "o, =
Regalavi Tu régalais Thou treated st -■*, Regalava Il régalait He treated
"--. . . Regalavamo Nous régalions We treated p — Regalavate Vous régaliez
You treated p = Regalavano Ils régalaient They treated p . Regalai Je régalai I
treated p ■• Regalasti Tu régalas Thou treatedst V — Regalò Il régala He
treated V = Regalammo Nous régalâmes We treated V . Regalaste Vous régalâtes
You treated V •• Regalarono lis régalèrent They treated o — Regalerò Je
régalerai I shall treat 0 = Vi regalerò Je vous régalerai I shall treat you 0 .
Regalerai Tu régaleras Thou wilt treat 0 .. Regalerà Il régalera He will treat
1 - Regaleremo Nous régalerons We shall treat / = Regalerete Vous régalerez You
will treat / . Regaleranno Ils régaleront They will treat / •• Regalatemi
Régalez-moi Treat me A — Regalando Régalant Treating A = Regalato Régalé
Treated A . Regalati Régalés Treated A .. Regalata Régalée Treated T~ •Regalate
Régalées Treated VE UBI. VERBES. Verbs. S L - Reggere RÉGIR TO GOVERN L = Reggo
Je régis I govern L • Reggi Tu régis j Thou governest L •• Regge Il régit He
governs ( - Reggiamo Nous régissons We govern ( = Reggete Vous régissez You
govern ( . Reggono Ils régissent They govern ( •• Reggeva Je régissais I
governed H- Reggevi Tu régissais Thou governedst H = Reggeva Il régissait He
governed H • Reggevamo Nous régissions We governed H .. Reggevate Vous
régissiez You governed 1 - Reggevano Ils régissaient They governed 1 = Ressi Je
régis I governed ! • Reggesti Tu régis Thou governedst i •• Resse Il régit He
governed o — Reggemmo Nous régîmes We governed O = Reggeste Vous régîtes You
governed 0 . Ressero Ils régirent They governed o .. Reggerò Je régirai I shall
govern 1 - Reggerai Tu régiras Thou wilt govern '1 = Reggerà Il régira He will
govern 1 . Reggeremo Nous régirons We shall govern 1 .. Reggerete Vous régirez
You will govern ) - Reggeranno Ils régiront They will govern ) = Reggendo
Régissant Governing ) . Retto Régi Governed ) .. Retti Régis Governed + — Retta
Régie Governed + = Rette Régies Governed -f- . Registrare Enregistrer TO
REGISTER + .. Registrato Enregistré Registered •\ — Registrati Enregistrés
Registered -^ == Registrata Enregistrée Registered *»* . Registrate
Enregistrées Registered •^ ... Regnare Régner To REIGN ? — Regna Il règne He
reigns p = Regnate Vous régnez You reign p . Regnano Ils régnent They reign ?
.. Regnava Il régnait He reigned V — Regnavate Vous régniez You regned V =
Regnavano Ils régnaient They reigned V . Regnò Il régna He reigned V ••
Regnarono Ils régnèrent They reigned 0 — Regnerà II régnera He will reigned 0
=» Regnerete Vous régnerez You will reign 0 . Regneranno Ils régneront They
will reign 0 .. Regnando Régnant Reigning / - Regnato Régné Reigned / =
Regolare RÉGLER TO REGULATE / . Regolarsi Se régler To regulate one's sell / ••
Regolo Je règle I regulate A — Mi regolo Je me règle I regulate myself A =
Regoli Tu règles Thou regulatest A - Regola Il règle He regulates A •• Regoliamo
Nous réglons We regulate T - Regolate Vous réglez You regulate T = Vi regolate
Vous vous réglez You regulate yôurseb T • Regolano Ils règlent They regulate
29. Hi ;^42 VERBI. VERBES, VERBS.: L - Regolava Je réglais I regulated L =
Regolava Il réglait He regulated L • Regolavamo Nous réglions We regulated L •
Regolavate Vous régliez You regulated ( - Regolavano lis réglaient They
regulated ( = Regolai Je réglai I regulated ( • Regolasti Tu réglas Thou
regulated^t ( •• Regolò Il régla He regulated -J- Regolammo Nous réglâmes We
regulated H = Regolaste Vous réglâtes You regulated H • Regolarono Ils
réglèrent They regulated H -. Regolerò Je réglerai I shall regulate 1 - Mi
regolerò Je me réglerai I shall regulate myself Regolerai Tu régleras Thou wilt
regulate 1 Regolerà Il réglera He will regulate 1 •• Regoleremo Nous réglerons
We shall regulate o — Regolerete Vous réglerez You will regulate o = Vi
regolerete Vous vous réglerez You will regulate yours. 0 . Regoleranno Ils
régleront They will regulate 0 .. Regolatevi Réglez-vous Regulate yourselves 1
- Regolando Réglant Regulating 1 - Regolato Réglé Regulated 1 . Regolati Réglés
Regulated 1 .. Regolata Réglée Regulated ) - Regolate Réglées Regulated ) =
Reintegrare RÉINTÉGRER TO REINSTATE ) . Reintegrato Réintégré Reinstated ) ..
Reintegrati Réintégrés Reinstated _l — Reintegrata Réintégrée Reinstated + =
Reintegrate Réintégrées Reinstated + . Reiterare RÉITÉRER To REITERATA + ..
Reiterato Réitéré Reiterated -«*. — Reiterati Réitérés Reiterated -•s. = Reiterata
Réitérée Reiterated -^ . Reiterate Réitérées Reiterated -««N . . Relassare
RELACHER To STOP AT p - Relassato Relâché Stopped at p = Relassati Relâchés
Stopped at p . Relassata Relâchée Stopped at p .. Relassate Relâchées Stopped
at V - Relegare Reléguer To exile V = Relegato Relégué Exiled V . Relegati
Relègues Exiled v .. Relegata Reléguée Exiled 0 — Relegate Reléguées Exiled 0 =
Remare Ramer (voguer) To ROW 0 • Remate Ramez Row 0 .. Remando Ramant Rowing /
~ Remato Ramé Rowed / = Remare Voguer To sail / . Remava Je voguais I sail / ••
Remavi Tu voguais Thou sailest A — Remava Il voguait He sails A = Remavamo Nous
voguions We sail A • Remavate Vous voguiez You sail A •• Remavano Ils voguaient
They sail T - Remato Vogué Sailed • VERBI, Rendere Rendervi Rendermi Renderlo
Non rendo Rendo Vi rendo Rendi Rende Non rende Rendiamo Mi rendete Rendete Non
mi rendete Rendono Rendeva Rendevi Rendeva Rendevamo Rendevate Rendevano Resi
Rendesti Rese Rendemmo Rendeste Resero Renderò Vi renderò Renderai Renderà
Renderemo Renderete Mi renderete Renderanno Rendetemi Renderei Renderesti
Renderebbe Renderemmo Rendereste Mi rendereste Renderebbero Rendendo Reso Resi
Resa Rese Render la pariglia Vi rendo la pariglia Mi rendete la pariglia Vi
renderò la pariglia Reso la pariglia Reparare Reparafo Reparati Reparata
Reparate Replicare verbes. Rendre Vous rendre Me rendre Le rendre Je ne rends
pas Je rends Je vous rends Tu rends Il rend Il ne rend pas Nous rendons Vous me
rendez Vous rendez Vous ne me rendez pas Ils rendent Je rendais Tu rendais 11
rendait Nous rendions Vous rendiez Ils rendaient Je rendis Tu rendis Il rendit
Nous rendîmes Vous rendîtes Ils rendirent Je rendrai Je vous rendrai Tu rendras
Il rendra Nous rendrons Vous rendrez Vous me rendrez Ils rendront Rendez-moi Je
rendrais Tu rendrais Il rendrait Nous rendrions Vous rendriez Vous me rendriez
Ils rendraient Rendant Rendu Rendus Rendue Rendues Rendre la pareille Je vous
rends la pareille Vous me rendez la par. Je vous rendrai la par. Rendu la
pareille RÉPARER Réparé Réparés Réparée Réparées Répliquer verbs. 343 TO GIVE
BACK To give back to you To give back to me To give it back I do not give back
I give back I give back to you Thou givest back He gives back He does not give
back We give back We give back to me You give back You do not give back They
give back I gave back Thou gavest back He gave back We gave back You gave back
They gave back I gave back Thou gavest liack He gave back We gave back You gave
back They gave back I shall give back I shall give back to you Thou wilt give
back He will give baci. We shall give back You will give back You will give
back to me They will give back Give back to me I would give back Thou wouldst
give back He would give back We would give back You would give back Y. would
give back to me They would give back Giving back Given back Given back Given
back Given back To retaliate I retaliate you You retaliate me I shall retaliate
you Retaliated To REPAIR Repaired Repaired Repaired Repaired To REPLY,344
VERBI/ VEKBÉS. VERBS'. • L - Replicato Répliqué Replied L = Replicati Répliqués
Replied L • Replicata Répliquée Replied L •• Replicate Répliquées Replied ( -
Reprimere RÉPRIMER To repress ( = Reprimo Je réprime I repress ( • Reprimi Tu
réprimes Thou repressesi ( -. Reprìme Il réprime He represses -i- Reprimiamo
Nous réprimons We repress H = Reprimete Vous réprimez You repress -{ •
Reprimono Ils répriment They repress M .. Represso Réprimé Repressed I -
Repressi Réprimés Repressed 1 = Repressa Réprimée Repressed 1 - Represse
Réprimées Repressed 1 •• Resistere RÉSISTER TO RESIST o — Resisto Je résiste I
resist o = Resisti Tu résistes Thou resistest 0 . Resiste Il résiste He resists
o- ... Resistiamo Nous résistons We resist 1 - Resistete Vous résistez You
resist 1 = Resistono Ils résistent They resist 1 . Resisteva Je résistais I
resisted 1 .. Resistevi Tu résistais Thou resisted s t ) - Resisteva Il
résistait He resisted ) - Resistevamo Nous résistions We resisted ) .
Resistevate Vous résistiez You resisted X •• Resistevano Ils résistaient They
resisted -i Resistei Je résistai I resisted + = Resistè Il résista He resisted,
+ . Resistemmo Nous résistâmes We resisted + .. Resisteste Vous résistâtes You
resisted -^ — Resisterono Ils résistèrent They resisted -^ == Resisterò Je
résisterai I shall resist ^ . Resisterai Tu résisteras Thou wilt resist *■>
. . Resisterà Il résistera He will resist ? - Resisteremo Nous résisterons We
shall resist ? = Resisterete Vous résisterez You will resist p Resisteranno Ils
résisteront They will resist ? ■* Resisti Résiste Resist V — Resistete Résistez
Resist V = Resistendo Résistant Resisting v . Resistito Résisté Resisted V ..
Resistiti Résistés Resisted 0 — Resistita Résistée Resisted et = Resistite
Résistées Resisted 0= . Respigneee Repousser To REPULSE 0 .. Respingermi Me
repousser To repulse me / - Respingervi Vous repousser To repulse you / =
Respingo Je repousse I repulse / • Vi respingo Je vous repousse I repulse you /
•• Respingi Tu repousses Thou repulsest A — Respinge Il repousse He repulses A
= Respingiamo Nous repoussons We repulse A • Respingete Vous repoussez You
repulse A .. Mi respingete Vous me repoussez You repulse me T — Respingono Ils
repoussent They repulse T = Respingeva Je repoussais I repulsed VERBI. VERBES.
VERBS. Respingevi Tu repoussais Thou repulsedst Respingeva Il repoussait He
repulsed Respingevamo Nous repoussions We repulsed Respingevate Vous repoussiez
You repulsed Respingevano Ils repoussaient They repulsed Respinsi Je repoussai
I repulsed Respingesti Tu repoussas Thou repulsedst Respinse Il repoussa He
repulsed Respingemmo Nous repoussâmes We repulsed Respingeste Vous repoussâtes
You repulsed Respinsero Ils repoussèrent They repulsed Respingerò Je
repousserai I shall repulse Respingerai Tu repousseras Thou wilt repulse
Respingerà Il repoussera He will repulse Respingeremo Nous repousserons We
shall repulse Respingerete Vous repousserez You will repulse Respingeranno Ils
repousseront They will repulse Respingete Repoussez Repulse Respingendo
Repoussant Repulsing Respinto Repoussé Repulsed Respinti Repoussés Repulsed
Respinta Repoussée Repulsed Respinte Repoussées Repulsed Respirare Respirer TO
BREATHE Respiro Je respire I breathe Respiri Tu respires Thou breathest Respira
II respire He breathes Respiriamo Nous respirons We breathe Respirate Vous
respirez You breathe Respirano Ils respirent They breathe Respirava Je
respirais I breathed Respiravi Tu respirais Thou breathedst Respirava Tl
respirait He breathed Respiravamo Nous respirious We breathed Respiravate Vous
respiriez You breathed Respiravano Ils respiraient They breathed Respirai Je
respirai I breathed Respirasti Tu respiras Thou breathedst Respirò Il respira
He breathed Respirammo Nous respirâmes We breathed Respiraste Vous respirâtes
You breathed Respirarono Ils respirèrent They breathed Respirerò Je respirerai
' I shall breathe Respirerai Tu respireras Thou wilt breathe Respirerà Il
respirera He will breathe Respireremo Nous respirerons We shall breathe
Respirerete Vous respirerez You will breathe Respireranno Ils respireront They will
breathe Respirando . Respirant Breathing Respirato Respiré Breathed Restare
Rester TO STAY Resto Je reste I stay Resti Tu restes Thou stayest Resta Il
reste He stays Restiamo Nous restons We stay Restate Vous restez You stay
Restano Ils restent They stay Restava Je restais I stayed Restavi Tu restais
Thou stayedbt 345 346 VERBI. L - Restava L = Restavamo L • Restavate L ••
Restavano ( - Restai ( = Restasti ( • Resto (. •• Restammo H - Restaste -i =
Restarono H • Resterei H •• Resteresti i - Resterebbe 1 = Resteremmo 1 •
Restereste 1 •• Resterebbero o — Resterò o = Resterai o . Resterà o ..
Resteremo "I - Restereste "1 = Resteranno 1 . Restate 1 .. Restando )
- Restato ) = Restati ) . Restata ) .. Restate + — Restaur ABE + = Restaurato
4- . Restaurati + .. Restaurata ■^ — Restaurate ^ = Restituire -X. . Restituito
s*. .. Restituiti p - Restituita ? = Restituite £> Restrignere, V ? ..
Retribuire V — Retribuito V = Retribuiti v . Retribuita v .. Retribuite o —
Retrocedere 0 = Retrocesso n . Retrocessi 0 .. Retrocessa / ~ Retrocesse / _
Retrogradare / • Retrogradato / •• Retrogradati A — Retrogradata A =
Retrogradate /\ • Rettificare A ., Rettificato VERBES. Il restait Nous restions
Vous restiez lis restaient Je restai Tu restas Il resta Nous restâmes Vous restates
Ils restèrent Je resterais Tu resterais Il resterait Nous resterions Vous
resteriez Ils resteraient Je resterai Tu resteras Il restera Nous resterons
Vous resterez Ils resteront Restez Restant Resté Restés Restée Restées
Restaurer Restauré Restaurés Restaurée Restaurées Restituer . Restitué
Restitués Restituée Restituées Restreevdre Rétribuer Rétribué Rétribués
Rétribuée Rétribuées Reculer Reculé Reculés Reculée Reculées Rétrograder
Rétrogradé Rétrogradé Rétrogradé Rétrogradé Rectifier Rectifié rendi VElìBS. He
stayed We stayed You stayed You stayed I stayed Tliou stayedst He stayed We
stayed You stayed Tbey stayed I would stay Thou wouldst stay He Avould stay We
would stay You would stay They would stay I shall stay Thou wilt stay He will
stay We shall stay You will stay They will stay Stay Staying Stayed Stayed
Stayed Stayed To restore Restored Restored Restored Restored To GIVE BACK Given
back Given back Given back Given back To restrain- To REWARD Rewarded Rewarded
Rewarded Rewarded To draw back Drawn back Drawn back Drawn back Drawn back To
retrogradi: Retrograded Retrograded Retrograded Retrograded To rectify
Rectified VERBI. Rettificati Rettificata Rettificate Rialzare, v. Rinnalzare
Riaprire Riaperto Riaperti Riaperta Riaperte Riavere Riavendo Riavuto Riavuti
Riavuta Riavute Ribaltare Ribaltato Ribaltati Ribaltata Ribaltate Ribalzare
Ribalza Ribalzando Ribalzato Ribalzati Ribalzata Ribalzate Ribaldare (t. di
mar.) Ribandato Ribandau Ribandata Ribandate Ribellare Ribellato Ribellati
Ribellata Ribellate Ributtare Ributtato Ributtati Ributtata Ributtate Ricadere
Ricaduto Ricaduti Ricaduta Ricadute Ricalcitrare Ricalcitrato Ricapitare
Ricapitato Ricapitati Ricapitata Ricapitate VERBES. VERBS. 64/ Rectifiés
Rectified Rectifiée Rectified Rectifiées Rectified Rehausser To raise again
Rouvrir To re-open (open again) Rouvert Re-opened Rouverts Re-opened Rouverte
Re-opened Rouvertes Re-opened Ravoir (avoir de nou- TO GET AGAIN Ayant de
nouveau [veau Getting again Eu de nouveau Got again Eu de nouveau Got again Eu
de nouveau Got again Eu de nouveau Got again Renverser To OVERTURN Renversé
Overturned Renversés Overturned Renversée Overturned Renversées Overturned
Rebondir To REBOUND Il rebondit It rebounds Rebondissant Rebounding Rebondi
Rebounded Rebondis Rebounded Rebondie Rebounded Rebondies Rebounded Rebander (
se tourne r To STEER Rebandé [d'un autre côté) Steered Rebandés Steered
Rebandée Steered Rebandées Steered Soulever (révolter) To REVOLT Soulevé
Revolted Soulevés Revolted Soulevée Revolted Soulevées Revolted Rebuter To
REFUSE Rebuté Refused Rebutés Refused Rebutée Refused Rebutées Refused Retomber
TO FALL AGAIN Retombé Fallen again Retombés Fallen again Retombée Fallen again
Retombées Fallen again Regimber To KICK Regimbé Kicked Adresser To DIRECT (a letton
Adressé Directed Adressés Directed Adressée Directed Adressées Directed 348
VERBI. L -] RICAVARE L «=1 Ricavato L ■ n Ricavati L '■> Ricavata ( -
Ricavate C = Ricercare C • Ricercato ( •• Ricercati H- Ricercata H = Ricercate
H ■ Ricettar e H •• Ricettato 1 — Ricettati 1 --= Ricettata 1 • Ricettate 1 •■
Ricevere o — Ricevermi 0 = Ricevervi 0 . Riceverlo o -. Ricevo "1 - Non
ricevo 1 = Ricevi Riceve Non riceve ) — Riceviamo ) = Mi ricevete Ricevete Non
ricevete ^ — Ricevono + = Riceveva •+• • Ricevevi + .. Riceveva •v^ Ricevevamo
**», = Ricevevate ■-»» Ricevevano --«. . . Ricevei p - Ricevesti p = Ricevè p .
Ricevemmo p .. Riceveste V — Riceverono V = Non riceverò V . Riceverò V •• Vi
riceverò 0 — Lo riceverò 0 = Riceverai 0 . Riceverà 0 .. Riceveremo 1 -
Riceverete / = Non riceverete / . Riceveranno / .. Ricevete A - Ricevendo A =
Ricevuto A • Ricevuti A • Ricevuta T - Ricevute T = Richiamare VERBES. YEB8S.
Retirer To draw Retiré Drawn Retirés Drawn Retirée Drawn Retirées Drawn
Rechercher To search Recherché Searched Recherchés Searched Recherchée Searched
Recherchées Searched Donner asile àquel qu'un To shelter Donné asile Sheltered
Donné asile Sheltered Donné asile Sheltered Donné asile Sheltered Recevoir To
RECEIVE Me recevoir To receive me Vous recevoir To receive you Le recevoir To
receive lu m Je reçois I receive Je ne reçois pas I do not receive Tu reçois
Thou receivest Il reçoit He receives Il ne reçoit pas He does not receive Nous
recevons We receive Vous me recevez You receive me Vous recevez You receive
Vous ne recevez pas You do not receive Ils reçoivent They receive Je recevais I
received Ta recevais Thou receivedst Il recevait He received Nous recevions We
received Vous receviez You received Ils recevaient They received Je reçus I
received Tu reçus Thou received.st Il reçut He received Nous reçûmes We
received Vous reçûtes You received Ils reçurent They received Je ne recevrai
pas I shall not receive Je recevrai I shall receive Je vous recevrai I shall
receive you Je le recevrai I shall receive him Tu recevras Thou wilt receive Il
recevra He will receive Nous recevrons We shall receive Vous recevrez You will
receive Vous ne recevrez pas You will not receiv Ils recevront They will
receive Recevez Receive Recevant Receiving Reçu Received Reçus Received Reçue
Received Reçues Received Rappeler TO CALL BACK Richiamarlo Richiamo Richiami
Richiama Richiamiamo Richiamate Richiamano Richiamando Richiamato Richiamati
Richiamata Richiamate Richiedere Richiesto Richiesti Richiesta Richieste
RlCOGLIERE Ricolto Ricolti Ricolta Rico te Ricolmare Ricolmato Ricolmati
Ricolmata Ricolmate Ricomparire Ricomparito Ricompariti Ricomparita Ricomparite
Ricompensare Ricompensarvi Rieompensarmi Ricompensarlo Ricompenso Ricompensi
Ricompensa Ricompensiamo Ricompensate Mi ricompensate Ricompensano Ricompensava
Ricompensavi Ricompensava Ricompensavamo Ricompensavate Ricompensavano
Ricompensai Ricompensasti Ricompensò Ricompensammo Ricompensaste Ricompensarono
| Ricompenserò VERBES. Le rappeler Je rappelle Tu rappelles Il rappelle Nous
rappelons Vous rappelez ïîs rappellent Rappelant Rappelé Rappelés Rappelée
Rappelées Redemander Redemandé Redemandés Redemandée Redemandées Recueillir
Recueilli Recueillis Recueillie Recueillies Combler Comhlé Comblés Comblée
Comblées Reparaitrf Reparu Reparus Reparue Reparues RÉCOMPENSER Vous
récompenser Me récompenser Le récompenser Je récompense Tu récompenses Il
récompense Nous récompensons Vous récompensez Vous me récompensez Ils
récompensent Je récompensais Tu récompensais Il récompensait Nous récompensions
Vous récompensiez Us récompensaient Je récompensai Tu récompensas Il récompensa
Nous récompensâmes Vous récompensâtes Ils récompensèrent Je récompenserai
VERBS. 349 To call back him call back Thou callest back He calls back We call
back You call back They call back Calling back Called back Called back Called
back Called back To ask again Asked again Asked again Asked again Asked again
T© GATHER Gathered Gathered Gathered Gathered To HEAP l !> Heaped up Heaped
up Heaped up Heaped up TO RE-APPEAR ( appear- Re-appeared [again i Re-appeared
Re-appeared Re-appeared TO REWARD To reward you To reward me To reward him I
reward Thou rewardest He rewards We reward You reward You reward me They reward
I rewarded Thou rewardedst He rewarded We rewarded You rewarded They rewarded I
rewarded Thou rewardedst He rewarded We rewarded You rewarded They rewarded I
shall reward 30 >00 VERBI. VERBES. VERBS. L — Vi ricompenserò Je vous
récompenserai I shall reward you L == Ricompenserai Tu récompenseras Thou wilt
reward i Ricompenserà Il récompensera He will reward L •• Ricompenseremo Nous
récompenserons We shall reward ( - Ricompenserete Vous récompenserez You will
reward ( = Mi ricompenserete Vous me récompenserez You will reward me ( - R
icom penseran no Ils récompenseront They will reward v ■ • Ricompensando
Récompensant Rewarding ^ - Ricompensato Récompensé Rewarded -\ = Ricompensati
Récompensés Rewarded -} . Ricompensata Récompensée Rewarded -t •- Ricompensate
Récompensées Rewarded i - Ricomperare Racheter To redeem i = Ricomperato
Racheté Redeemed i • Ricomperati Rachetés Redeemed i .. Ricomperata Rachetée
Redeemed 0 — Ricomperate Rachetées Redeemed 0 = RICONCENTRARE Concentrer TO
CONCENTRAT!: 0 . Riconcentrato Concentré Concentrated 0 .. Riconcentrati
Concentrés Concentrated "J — Riconcentrata Concentrée Concentrated 1 =
Riconcentrate Concentrées Concentrated Riconciliare RÉCONCILIER TO RECONCILE
Riconciliando Réconciliant Reconciling ) — Riconciliato Réconcilié' Reconciled
) — Riconciliati Réconciliés Reconciled Riconciliata Réconciliée Reconciled
Riconciliate Réconciliées Reconciled -f- — Ricondurre Ramener TO BRING BACK +
== Ricondotto Ramené Brought back -1- . Ricondotti Ramenés Brought back + ..
Ricondotta Ramenée Brought back ^ — Ricondotte Ramenées Brought back ■ — =
Riconoscere Reconnaître TO KNOW AGAIN \ Riconoscerlo Le reconnaître To know it
again *"■"«. . . Riconosco Te reconnais I know again o Lo riconosco
Je le reconnais I know it again P - Non lo riconosco Je ne le reconnais pas I
do not know it again P - Vi riconosco Je vous reconnais I know you again 0
Riconosci Tu reconnais Thou knowest a gai a V — Riconosce Il reconnaît He knows
again V = Riconosciamo Nous reconnaissons We know again V . Riconoscete Vous
reconnaissez You know again v .. Mi riconoscete Vous me reconnaissez You know
me again o — Riconoscono Ils reconnaissent They knoAV again o = Riconosceva Je
reconnaissais I knew again a . Riconoscevi Tu reconnaissais Thou knewest again
(y .. Riconosceva Il reconnaissait He knew again 1 — Riconoscevamo Nous
reconnaissions We knew again / = Riconoscevate Vous reconnaissiez You knew
again / • Riconoscevano Ils reconnaissaient They knew again / ■- Riconobbi Je
reconnus I knew again A — Riconoscesti Tu reconnus Thou knewest again A =
Riconobbe Il reconnut He knew again A • Riconoscemmo Nous reconnûmes We knew
again A •• Riconosceste Vous reconnût&s You knew again T - Riconobbero Ils
reconnurent They knew again VF.RBÎ. L - Riconoscerò L = Riconoscerai L •
Riconoscerà L •• Riconosceremo ) - Riconoscerete ) = Riconosceranno ) .
Riconoscendo ) •• Riconosciuto H — Riconosciuti H = Riconosciuta H •
Riconosciute H •• Ricoprire ! - Ricoperto 1 = Ricoperti 1 . Ricoperta 1 ••
Ricoperte o — Ricordarsi o = Mi ricordo a . Ti ricordi o .. Si ricorda 1 - Ci
ricordiamo 1 = Vi ricordate 1 • Si ricordano 1 -• Mi ricordava ) - Ti ricordavi
) = Si ricordava ) • Ci ricordavamo ) .- Vi ricordavate + — Si ricordavano + =
Mi ricordai + . Ti ricordasti + .. Si ricordò v^. Ci ricordammo ^ s= Vi
ricordaste -S* Si ricordarono *> .. Mi ricorderò ? — Ti ricorderai p = Si
ricorderà p Ci ricorderemo p Vi ricorderete V — Si ricorderanno V = Ricordatevi
v . Ricordando v .. Ricordato 0 — Ricordati 0 = Ricordata 0 . Ricordate 0 ..
Ricordarsi I ~ Mi ricordo 1 = Ti ricordi / • Si ricorda 1 •■ Ci ricordiamo A —
Vi recordate A = Si ricordano A • Mi ricordava A •■ Ti ricordavi T- Si
ricordava T = Ci ricordavamo VERBES. Je reconnaîtrai Tu reconnaîtras Il
reconnaîtra Nous reconnaîtrons Vous reconnaîtrez Ils reconnaîtront
Reconnaissant Reconnu Reconnus Reconnue Reconnues Recouvrir Recouvert
Recouverts Recouverte Recouvertes Rappeler (se) Je me rappelle Tu te rappelles
Il se rappelle Nous nous rappelons Vous vous rappelez Ils se rappellent Je me
rappelais Tu te rappelais Il se rappelait Nous nous rappelions Vous vous
rappeliez Ils se rappelaient Je me rappelai Tu te rappelas Il se rappela Nous
nous rappelâmes Vous vous rappelâtes Ils se rappelèrent Je me rappellerai Tu te
rappelleras Il se rappellera Nous nous rappellerons Vous vous rappellerez Ils
se rappelleront Rappelez-vous Rappelant Rappelé Rappelés Rappelée Rappelées
Rappeler le souvenir Je rappelle le souvenir Tu rappelles le souvenir Il
rappelle le souvenir Nous rappelons le souv. Vous rappelez le souvenir Ils
rappellent le souvenir Je rappelais le souvenir Tu rappelais le souvenir Il
rappelait le souvenir Nous rappelions le souv. VERBS. 3.*)1 I shall know again
Thou wilt know again He will know again We shall know again You will know again
They will know again Knowing again Known again Known again Known again Known
again To cover again Covered again Covered again Covered again Covered again To
RECOLLECT I recollect Thou recollectest He recollects We recollect You
recollect They recollect I recollected Thou recollected.^ He recollected We
recollected You recollected They recollected I re collected Thou recollectedst
He recollected We recollected You recollected They recollected I shall
recollect Thou wilt recollect He will recollect We shall recollée You will
recollect They will recollée Recollect Recollecting Recollected Recollected
Recollected Recollected TO REMIND I remind Thou remindest He reminds We remind
You remind They remind I reminded Thou remindedst He reminded We reminded 352 L
- Vi ricordavate L = Si ricordavano L • Mi ricorderò L •• Ti ricorderai ( - Si
ricorderà ( = Ci ricorderemo ( • Vi ricorderete ( •• Si ricorderanno H -
Ricordatevi -\ = Ricordati ^ . Ricordandosi ^ •• Ricordato i - Ricordati ! =
Recordata t . Ricordate 1 .. Ricoricare o — Ricoricato o ~ Ricoricati 0 .
Ricoricata 0 .. Ricoricate 1 - Ricorrere 1 = Ricorro 1 . Ricorri "1 ..
Ricorre ) — Ricorriamo ) = Ricorrete ), Ricorrono ) .. Ricorreva H Ricorrevi
Ricorreva + . Ricorrevamo + •• Ricorrevate Ricorrevano ->*» = Ricorrerò ^
Ricorrerai ■^ . '. Ricorrerà ? — Ricorreremo D = Ricorrerete 0 Ricorreranno ?
.'• Ricorrete V — Ricorrendo V = Ricorso V . Ricorsi v .. Ricorsa / - Ricorse /
= Ricoverare / . Ricoverato / .. Ricoverati 0 — Ricoverata 0 = Ricoverate 0 .
Ricrearsi 0 •• Ricreato A — Ricreati A = Ricreata A • Ricreate A •• Ricredersi
T — Mi ricredo T = Ti ricredi VERBES. Vous rappeliez le souven . Us rappelaient
le souv. Je rappellerai le souvenir Tu rappelleras 1 e souven. Il rappellera le
souvenir Nous rappellerons le souv. Vous rappellerez le souv. Ils rappelleront
le souv. Rappelez le souvenir Rappelez le souvenir Rappelant le souvenir
Rappelé le souvenir Rappelé le souvenir Rappelé le souvenir Rappelé le souvenir
Recoucher Recouché Recouchés Recouchée Recouchées Recourir Je recours Tu
recours Il recourt Nous recourons Vous recourez Ils recourent Je recourais Tu
recourais Il recourait Nous recourions Vous recouriez Ils recouraient Je
recourrai Tu recourras Il recourra Nous recourrons Vous recourrez Us recourront
Recourez Recourant Recouru Recourus Recourue Recourues Recouvrer Recouvré
Recouvrés Recouvrée Recouvrées Délasser (se) Délassé Délassés Délassée
Délassées DÉSARUSER (Se) Je me désabuse Tu te désabuses VERBS. You remind They
remind I shall remind Thou wilt remind He will remind We shall remind You will
remind They will remind Remind Remind Reminding Reminded Reminded Reminded
Reminded TO GO TO RED AGAIN Gone to bed again Gone to bed again Gone to bed
again Gone to bed again TO HAVE RECOURS R TO I have recourse to Thou hast
recourse to He has recourse to We have recourse to You have recourse to They
have recourse to I had recourse to Thou hadst recourse to He had recourse to We
had recourse to You had recourse to They had recourse to I shall have recourse
to T. wilt have recourse to He will have recourse to We shall have recourse to
You will have recourse to T. will have recourse to Have recourse to Having
recourse to Had recourse to Had recourse to Had recourse to Had recourse to To
RECOVER Recovered Recovered Recovered Recovered To REST Rested Rested Rested
Rested I TO UNDECEIVE ONE'S SELF I undeceive myself Thou undecei vest thyself
Si ricrede Ci ricrediamo Vi ricredete Si ricredono Ricredetevi Ricreduto
Ricreduti Ricreduta Ricredute Ricrescere Ricresciuto Ricresciuti Ricresciuta
Ricresciute Ricucire Ricucito Ricuciti Ricucita Ricucite Ricuocere Ricotto
Ricotti Ricotta Ricotte Ricuperare Ricuperato Ricuperati Ricuperata Ricuperate
Ricusare Ricusarmi Ricusarvi Ricuso Lo ricuso Non vi ricuso V ricuso Ricusi
Ricusa Mi ricusa Ricusiamo Mi ricusate Ricusate Non mi ricusate Ricusano
Ricusava Ricusavi Ricusava Mi ricusava Ricusavamo Ricusavate Ricusavano Ricusai
Ricusasti Ricusò Mi ricuso Ricusammo Ricusaste VERBES. VERBS. 353 Il se
désabuse He undeceives himself Nous nous désabusons We undeceive ourselves Vous
vous désabusez You undeceive yoursel. Ils se désabusent They undeceive themsel-
Désabusez-vous Undeceive yourself [ves Désabusé Undeceived Désabusés Undeceived
Désabusée Undeceived Désabusées Undeceived Accroître To INCREASE Accru lu
creased Accrus Increased Accrue Increased Accrues Increased Recoudre TO SEW
AGAIN Recousu Sewed again Recousus Sewed again Recousue Sewed again Recousues
Sewed again Recuire TO COOK AGAIN Recuit Cooked again Recuits Cooked again
Recuite Cooked again Recuites Cooked again Recouvrer TO RECOVER Recouvré
Recovered Recouvrés Recovered Recouvrée Recovered Recouvrées Recovered Refuser
To REFUSE Me refuser To refuse me Vous refuser To refuse you Je refuse I refuse
Je le refuse I refuse it Je ne vous refuse pas I do not refuse you Je vous
refuse I refuse you Tu refuses Thou refusest Il refuse He refuses Il me refuse
He refuses me Nous refusons We refuse Vous me refusez You refuse me Vous
refusez You refuse Vous ne me refusez pas You do not refuse me Ils refusent
They refuse Je refusais I refused Tu refusais Thou refusecbt Il refusait He
refused Il me refusait He refused me Nous refusions We refused Vous refusiez
You refused Ils refusaient They refused Je refusai I refused Tu refusas Thou
refused si Il refusa He refused Il me refusa He refused me Nous refusâmes We
refused Vous refusâtes You refused 30, 3M VERBï. VERBES. VERBS. L - Ricusarono
Ils refusèrent They refused L = Ricuserò Je refuserai I shall refuse L • Non vi
ricuserò Je ne vous refuserai pas I shall not refuse you L •• Ricuserai Tu
refuseras Thou wilt refuse i - Ricuserà Il refusera He will refuse ( -
Ricuseremo Nous refuserons We shall refuse ( . Ricuserete Vous refuserez You
will refuse ( •• Non mi ricuserete Vous ne me refuserez pas You will not refuse
rase H- Ricuseranno Ils refuseront They will refuse -j = Ricusando Refusant
Refusing H • Ricusato Refusé Refused H .. Ricusati Refusés Refused 1 - Ricusata
Refusée Refused I = Ricusate Refusées Refused 1 • Ridare Redonner TO GIVE AGAIN
Ridato Redonné Given again o — Ridati Redonnés Given again o = Ridata Redonnée
Given again 0 . Ridate Redonnées Given again 0 .. Ridere Rire TO LAEGH 1 - Rido
Je ris I laugh 1 = Non rider Je ne ris pas I do not laugh 1 . Ridi Tu ris Thou
laughest 1 .. Ride Il rit He laughs ) - Ridi amo- Nous rions We laugh ) = Ri
dete Vous riez You laugh ) . Ridono fis rient They laugh ) .. Rideva Je riais I
was laughing + — Ridevi Tu riais Thou wart laughing _j_ = Rideva Il riait He
was laughing + . Ridevamo- Nous riions We were laughing + .. Ridevate Vous
riiez You were laughing ^. — Ridevano Ils riaient They were laughing \ = Risi
Je ris I laughed \ Ridesti Tu ris Thou laughedst -*v. . . Rise Il rit He
laughed p - Ridemmo Nous rimes We laughed p = Rideste Vous rites You laughed p
• Risero Ils rirent They laughed p .. Riderò Je rirai I shall laugh V — Riderai
Tu riras Thou wilt laugh V = Riderà Il rira He will laught V . Rideremo Nous
rirons We shall laugh v .. Riderete Vous rirez You will laugh 0 — Non riderete
Vous ne rirez pas You will not laugh 0 = Rideranno Ils riront They will laugh 0
. Ridendo Riant Laughing 0 .. Riso Ri Laughed 1 - Ridestare RÉVEILLER To ROUSE
1 = Ridestato Réveillé Roused / . Ridestati Réveillés Roused 1 ■■ Ridestata
Réveillée Roused A — Ridestate Réveillées Roused A = Ridire Redire To REPEAT A
• Ridetto Redit Repeated A •• Ridetti Redits Repeated T - Ridetta Redite
Repeated T- Ridette Redites I Repeated VERRI. VERBES. VERBS. óòd 1 —| Ridurre
RÉDUIRE To reduce L H Ridurmi Me réduire To reduce me L • Ridurvi Vous réduire
To reduce you L •• Ridurlo Le réduire To reduce him, it ( — Riduco Je réduis I
reduce ( = Riduci Tu réduis Thou reducest ( • Si riduce Il se réduit He reduces
himself ( •• Riduce Il réduit He reduces H — Si riduce On réduit One reduces _l
= Riduciamo Nous réduisons We reduce H • Riducete Vous réduisez You reduce -i
.. Mi riducete Vous me réduisez You reduce me i - Riducono Ils réduisent They
reduce 1 = Riduceva Je réduisais I reduced I . Riducevi Tu réduisais Thou
reducedst 1 •• Riduceva Il réduisait He reduced o — Riducevamo Nous réduisions
We reduced o = Riducevate Vous réduisiez You reduced 3 . Riducevano Ils
réduisaient They reduced 0 .. Ridussi Je réduisis I reduced 1 ~ Riducesti Tu
réduisis Thou reducedst 1 = Ridusse Il réduisit He reduced 1 • Si ridusse Il se
réduisit He reduced himself 1 •• Riducemmo Nous réduisîmes We reduced ) ~
Riduceste Vous réduisîtes You reduced ) = Ridussero Ils réduisirent They
reduced ) . Ridurrò Je réduirai I shall reduce ) •• Ridurrai Tu réduiras Thou
wilt reduee + — Ridurrà Il réduira He will reduce + = Si ridurra On le réduira
They will reduce him + • Ridurremo Nous réduirons We shall reduce him + •• Non
lo ridurrete Vous ne le réduirez pas You will not reduce him «^ — Ridurrete
Vous réduirez You will reduce him ■*■». = Vi ridurrete Vous vous réduirez You
will reduce yoursel v. — . Ridurranno Ils réduiront They will reduce *s. . .
Riducete Réduisez Reduce e - Non vi riducete Ne vous réduisez pas Do not reduce
yourselves ? = Riducendo Réduisant Reducing 3 Ridotto Réduis Reduced ? • •
Ridotti Réduits Reduced V - Ridotta Réduite Reduced V = Ridotte Réduites
Reduced v . Riempire Remplir To FILL v .. Riempio Je remplis I fill o — Riempi
Tu remplis Thou Idlest 0 = Riempie Il remplit He fills 0 . Riempiamo Nous
remplissons We fill 0 .. Riempite Vous remplissez You fill 1 - Riempiono Ils
remplissent They fill 1 = Riempite Remplissez Fill / . Riempiendo Remplissant
Filling / .. Riempito Rempli Filled A - Riempiti Remplis Filled A = Riempita
Remplie Filled A • Riempite Remplies Filled A •• Rientrare Rentrer TO REENTER T
— Rientro Je rentre I reenter T =« Rientri Tu rentres Thou reentejest T-
Rientra Il rentre He reenters 356 VERBI. VERBES. VERBS. L -P Rientriamo Nous
rentrons We reenter L =1 Rientrate Vous rentrez ïou reenter L • 5 8-ientrano
[Is rentrent rhey reenter L - 1 Rientrava Je rentrais ; reentered ( - Rientravi
Tu rentrais rhou reenteredst ( = Rientrava Il rentrait He reentered ( .
Rientravamo Nous rentrions We reentered ( ■■ Rientravate Vous rentriez You
reentered H - Rientravano Ils rentraient They reentered1 H = Rientrerò Je
rentrerai ' I shall reenter H . Rientrerai Tu rentreras Thou wilt reentei H ••
Rientrerà Il rentrera He will reentei- ! — Rientreremo Nous rentrerons We shall
reenter 1 = Rientrerete Vous rentrerez You will reenter I Rientreranno Ils
rentreront They will reenter 1 •• Rientrate Rentrez Reenter o — Rientrando
Rentrant Reentering 0 = Rientrato Rentré Reentered o . Rientrati Rentrés
Reentered 0 .. Rientrata Rentrée Reentered 1 - Rientrate Rentrées Reentered 1 =
RlFABRICARE Rebâtir To rebuild 1 . Rifabricato Rebâti Rebuilt 1 •- Rifabricati
Rebâtis Rebuilt ) — Rifabricata Rebâtie Rebuilt ) = Rifabricate Rebâties
Rebuilt ) . Rifare Refaire TO MAKE AGA1IN ) -. Rifacendo Refaisant Making again
+ — Rifatto Refait Made again 4- = Rifatti Refaits Made again -r Rifatta
Refaite Made again; + -. Rifatte Refaites Made again ^ _ Riferire Rapporter To
REFER \ = Riferirvi Vous rapporter To refer to yoS *>** . Riferirmi Me
rapporte To refer to me •v. .. Riferisco Je rapporte I refer ? - Riferisci Tu
rapportes Thou referest ? = Riferisce Il rapporte He refers P . Riferiamo Nous
rapportons We refer ? -• Riferite Vous rapportez You refer v — Riferiscono Ils
rapportent They refer V = Riferiva Je rapportais I refered V - Riferivi Tu
rapportais Thou referedst V -• i Riferiva Il rapportait He refered 0 —
Riferivamo Nous rapportions We refered o = Riferivate Vous rapportiez You
refered 0 • Riferivano Ils rapportaient They refered O ■■ Riferirò Je
rapporterai I shall refer 1 - Riferirai Tu rapporteras Thou wilt refer 1 =i
Riferirà Il rapportera He will refer / . Riferiremo Nous rapporterons We shall
refer 1 .. Riferirete Vous rapporterez You will refer A - Riferiranno Ils
rapporteront They will refer A = Riferendo Rapportant Refering A Riferito
Rapporté Refered A • Riferiti Rapportés Refered T - - Riferita Rapportée
Refered T = [Riferite Rapportées 'Refered VERBI. VERBES. VERBS. L - Rifinire
Abattre TO PILL DOWN L = Rifinito Abattu Pulled down L - Rifiniti Abattus
Pulled down L •- Rifinita Abattue Pulled dow u ( - Rifinite Abattues Pulled
down ( = Rifiutare Refuser To REFUSE ( • Rifiutato Refusé Refused ( ■•
Rifiutati Refusés Refused -» - Rifiutata Refusée Refused -f = Riiiutate
Refusées Refused -4 • Riflettere Réfléchir To THINK OF H •• Rifletto Je
réfléchis I think of Rifletti Tu réfléchis Thou thinkest of 1 = Riflette Il
réfléchit He thinks of 1 • Riflettiamo Nous réfléchissons We think of
Riflettete Vous réfléchissez You think of o — Riflettono Ils réfléchissent They
think of 0 = Rifletteva Je réfléchissais I reflected 0 . Riflettevi Tu
réfléchissais Thou reflected st o .. Rifletteva Il réfléchissait He reflected
~] — Riflettevamo Nous réfléchissions We reflected 1 — Riflettevate Vous
réfléchissiez You reflected Riflettevano Ils réfléchissaient They reflected
Riflettei Je réfléchis I reflected ) _ Riflettesti Tu réfléchis Thou reflected
) = Rifletté 11 réfléchit He reflected Riflettemmo Nous réfléchîmes We
reflected Rifletteste Vous réfléchîtes You reflected + — Rifletterono Ils
réfléchirent They reflected + = Rifletterò Je réfléchirai I shall think of •+-
. Rifletterai Tu réfléchiras Thou wilt think of + .. Rifletterà Il réfléchira
He will think of ^» — Rifletteremo Nous réfléchirons We shall think of ■ —, =
Rifletterete Vous réfléchirez You w ill think of -»». . Rifletteranno Ils réfléchiront
They will think of -> Riflettete Réfléchissez Think of ? — Riflettendo
Réfléchissant Thinking of p = Riflettuto Réfléchi Thought of p . Riflettuti
Réfléchis Thought of p .. Riflettuta Réfléchie Thought of V — Riflettute
Réfléchies Thought of V = Riflettere Réfléchir TO REFLECT V . Rifletto Je
réfléchis I reflect V •• Rifletti Tu réfléchis Thou reflectest 0 — Riflette Il
réfléchit He reflects 0 = Riflettiamo Nous réfléchissons We reflect 0 .
Riflettete Vous réfléchissez You reflect 0 .. Riflettono Ils réfléchissent They
reflect / - Rifocillare Ranimer TO REANIMATE / = Rifocillato Ranimé Reanimated
/ . Rifocillati Ranimés Reanimated / •• Rifocillata Ranimée Reanimated A -
Rifocillate Ranimées Reanimated A = Rifondere Refondre TO MELT AGAIN A • Rifuso
Refondu Melted again A . . Rifusi Refondus Melted again T — Rifusa Refondue
Melted again T m Rifuse Refondues Melted again 35: 358 TERBI. L - Riformare L =
Riformarmi L • Riformarlo L •• Riformarla ( - Riformo ( = Riformi ( . Riforma (
•• Riformiamo H - Riformate 4 = Riformano ^ . Riformò H •• Riformaste 1 -
Riformarono 1 = Riformerò 1 • Riformerai 1 .. Riformerà o — Riformeremo o =
Riformerete 0 . Riformeranno O .- Riformando 1 - Riformato 1 = Riformati 1 .
Riformata 1 .. Riformate ) — RlFORTIFICARE ) = Rifortiiicato ) . Rifortificati
) .. Rifortificata + — Rifortificate + = Rifuggirsi + . Rifuggito + ..
Rifuggiti \ ■ — Rifuggita **N = Rifuggite *>* . Rigare »•*. . . Rigato ? -
Rigata ? = Rigettare p . Rigettando ? .. Rigettato V — Rigettati V = Rigettata
V . Rigettate V .. Rigsugnere 0 — Rigiungervi 0 = Rigiungo 0 . Rigiungi 0 ..
Rigiunge / - Rigiungiamo / = Rigiungete / - Rigiungono / .. Rigiungeró A — Vi
rigiungeró A = Ri giungerai A • Ri giungerà A •• Ri giungeremo T — Rigiungerete
T = Mi rigiungerete VERBES. RÉFORMER Me réformer Le réformer La réformer Je
réforme Tu réformes Il réforme Nous réformons Vous réformez Ils réforment Il
réforma Vous réformâtes Ils réformèrent Je réformerai Tu réformeras 11
réformera Nous réformerons Vous réformerez Ils réformeront Réformant Réformé
Réformés Réformée Réformées Renforcer Renforcé Renforcés Renforcée Renforcées
Se réfugier Réfugié Réfugiés Réfugiée Réfugiées Régler (tirer des lignes] Réglé
Réglée Rejeter Rejetant Rejeté Rejetés Rejetée Rejetées Rejoindre Vous rejoindre
Je rejoins Tu rejoins Il rejoint Nous rejoignons Vous rejoignez Ils rejoignent
Je rejoindrai Je vous rejoindrai Tu rejoindras il rejoindra Nous rejoindrons
Vous rejoindrez Vous me rejoindrez VERBS. To reform To reform myself To reform
it To reform it I reform Thou reformest He reforms We reform You reform They
reform He reformed You reformed They reformed I shall reform Thou wilt reform
He will reform We shall reform You will reform They will reform Reforming
Reformed Reformed Reformed Reformed To reinforce Reinforced Reinforced
Reinforced Reinforced TO TARE SHELTER Taken shelter Taken shelter Taken shelter
Taken shelter TO RULE Ruled Ruled TO REJECT Rejecting Rejected Rejected
Rejected Rejected TO MEET AGAIN To meet you again I meet againf Thoumeetest
again He meets again We meet again You meet again They meet again I shall meet
again I shall meet you again Thou wilt meet again He will meet again We shall
meet again You will meet again You will meet me again VERBI. VERBES. VERBS. à L
- Rigiungeranno Ils rejoindront They will meet again L = Rigiugnendo Rejoignant
Meeting L • Rigiunto Rejoint Meet L •• Rigiunti Rejoints Meet ( - Rigiunta
Rejointe Meet ( = Rigiunte Rejointes Meet ( • Rigonfi Ali e Regonfler TO SWELL
( •• Rigoniiato Regonflé Swollen -i- Rigonfiati Regonflés Swollen H =
Rigonfiata Regonflée Swollen H . Rigonfiate Regonflées Swollen H •• Rigovernare
Laver la vaisselle TO WASH THE PLATES 1 - Rigovernato Lavé la vaisselle Washed
the plates 1 = Rigovernata Lavée (a été) la vaisselle Washed the plates ! .
Riguardare Regarder To LOOK • 1 .. Riguardarvi Vous regarder To look at you 0 —
Riguardarmi Me regarder To look at aie o = Riguardarlo Le regarder To look at
him o . Non riguardo Je ne regarde pas I do not look 0 .. Riguardo Je regarde
Hook 1 - Vi riguardo Je vous regarde I look at you 1 = Riguardi Tu regarder
Thou lookest 1 . Lo riguarda II le regarde He looks at it 1 .. Riguarda II
regarde He looks ) - Lo riguardiamo Nous le regardons We look at it ) =
Riguardiamo Nous regardons We look ) . Riguardate Vous regardez You look ) ..
Mi riguardate Vous rae regardez You look at me H Riguardano Ils regardent They
look "T = Riguardava Je regardais I looked + . Lo riguardava Je le
regardais I looked at it + -. Lo riguardavi Tu le regardais Thou lookedst -^. —
Si lo riguardava On le regardait One looked at it ^>. = Riguardava Il
regardait He looked -~~- Vi riguardava Il vous regardait He looked at you \ . .
Riguardavamo Nous regardions We looked ? - Riguardavate Vous regardiez You
looked P = Riguardavamo Ils regardaient They looked ? • Riguarderò Je
regarderai I shall look P .. Vi riguarderò Je vous regarderai I shall look at
you V — Riguarderai Tu regarderas Thou wilt look V — Riguarderò Il regardera He
will look v . Riguarderemo Nous regarderons We shall look v .. Mi riguarderete
Vous me regarderez You will look at me 0 — Riguarderete Vous regarderez You
will look 0 = Non riguarderete Vous ne regarderez pas You will not look a .
Riguarderanno Us regarderont They will look 0 .. Riguardatelo Regardez-le Look
at it / - Non lo riguardate Ne le regardez pas Do not look at it Riguardando
Regardant. Lookind / ~ Riguardato Regardé Looked / •• Riguardati Regardés
Looked A — Riguardata Regardée Looked A = Riguardate Regardées Looked A •
Rilasciare Relâcher To enervai:: A •• Rilasciato Relâché Enervated T —
Rilasciati Relâchés Enervated 359 3t>0 VERBI. VERBES. VERBS. L -j Rilasciata
Relâchée Enervated L = Rilasciate Relâchées Enervated L • Rilassare, v. Lassare
Lasser To tire L •• Rilegare Relier To BIND ( - Rilegato Relié Bound ( «=
Rilegata Reliés Bound ( . Rilegata Reliée Bound ( .- Rilegate Reliées Bound H -
Rilegare Reléguer (exiler) To EXILE H *? Rilegato Relégué Exiled H . Rilegati
Relégués Exiled ^ .. Rilegata Reléguée Exiled i - Rilegate Reléguées Exiled i =
Rileggere Relire TO READ OVER AGAIN i • Riletto Relu Read over again i .-
Riletti Relus Read over again o — Riletta Relue Read over again o = Rilette
Relues Read over again 0 . Rilevare Relever To RAISE o .. Rilevato Relevé
Raised 1 - Rilevati Relevés Raised 1 s= Rilevata Relevée Raised "1 .
Rilevate Relevées Raised 1 .. Rilucere Reluire To SHINE ) - Riluce Il reluit It
shines ) = Riluceva Il reluisait It shone ) . Rilucevano Ils reluisaient They
shone ) .. Rimandare Renvoyer TO SEND BACK 4- — Rimandatemi Renvoyez-moi Send
me back 4- == Rimandato Renvoyé Sent back + . Rimandati Renvoyés Sent back + ..
Rimandata Renvoyée Sent back > — Rimandate Renvoyées Sent back ^ ==
Rimaneggiare Remanier TO HANDLE AGA1K -»s. . Rimaneggiato Remanié Handled again
^« .. Rimaneggiati Remaniés Handled again P - Rimaneggiata Remaniée Handled
again P = Rimaneggiate Remaniées Handled again P • Rimanere Rester To REMAIN P
•• Rimango Je reste I remain V — Rimani Tu restes Thou remai nest V = Rimane Il
reste He remains v . Rimaniamo Nous restons We remain v .. Rimaneie Vous restez
You remain 0 — Rimangono Ils restent They remain 0 *= Rimaneva Je restais I
remained 0 . Rimaneva Il restait He remained 0 .. Rimanevamo Nous restions We
remained / - Rimanevate Vous restiez You remained / = Rimanevano Ils restaient
They remained / . Rimasi Je restai I remained / .. Rimase Il resta He remained
A - Rimanemmo Nous restâmes We remained A = Rimaneste Vous restâtes You
remained A . Rimasero Ils restèrent They remained A •• Rimarrò Je resterai I
shall remain VERBI. verbes. verbs. L - Rimarrai Tu resteras Thou wilt remain L
= Rimarrà ti restera Se will remain L • Rimarremo Nous resterons We shall
remain L •• Rimarrete Vous resterez You will remain ( - Rimarranno Ils
resteront They will remain ( = Rimanendo Restant Remaining ( • Rimasto Resté
Remained ( •• Rimasti Restés Remained H - Rimasta Restée Remained -\ = Rimaste
Restées Remained H • Rimare Rimer To rhyme H •• Rimato Rimé Rhymed 1 - Rimati
Runes Rhymed 1 = Rimata Rimée Rhymed 1 • Rimate Rimées Rhymed 1 •• Rimarginare
Refermer To SHUT AGAIN o — Rimarginato Refermé Shut again o = Rimarginati
Refermés Shut again 0 . Rimarginata Refermée Shut again 0 .. Rimarginate
Refermées Shut again 1 - Rimbambire Radoter (tomber en en- To DOTE 1 =
Rimbambisco Je radote (fance.) I dote 1 • Rimbambisci Tu radotes Thou dotest 1
.. Rimbambisce Il radote He dotes ) - Rimbambite Vous radotez You dote ) =
Rimbambiscono Ils radotent They dote ) . Rimbambiva Je radotais I doted ) ..
Rimbambito Radoté Doted + — Rimbambiti Radoté Doted + = Rimbambita Radoté Doted
+ . Rimbambite Radoté Doted -f .. RlMBASTIRE Faufiler To BAST -■s. — Rimbastito
Faufilé Basted ^ = Rimbastiti Faufilés Basted **>. . Rimbastita Faufilée
Basted *»* .. Rimbastite Faufilées Basted p - Rimbarcarsi Rembarquer (se) TO
REEMBARK p = Rimbarcato Rembarqué Reembarked p . Rimbarcati Rembarques
Reembarked p .. Rimbarcata Rembarquée Reembarked V — Rimbarcate Rembarquées
Reembarked V = Rimbombare Retentir (résonner) To RESOUND V . Rimbomba Il
retentit It resounds V •• Rimbombano Ils retentissent They resound 0 —
Rimbombava Il retentissait It resounded 0 = Rimbombavano Ils retentissaient
They resounded 0 • Rimbombò Il retentit It resounded 0 .. Rimbombarono Ils
retentirent They resounded / - Rimbomberà Il retentira It will resound / = / .
Rimbomberanno Ils retentiront They will resound Rimbombando Retentissant
Resounding / .. Rimbombato Retenti Resounded A — Rimbombati Retenti Resounded A
= - Rimbombata Retenti Resounded A Rimbombate Retenti Resounded A • Rimborsare
Rembourser TO REIMBURSE 31 361 362 VERBI. L - Rimborsato L = Rimborsati L .
Rimborsata L •• Rimborsate ( - Rimbrottare ( = Rimbrottarlo ( • Rimbrottarla (
•• Rimbrottarvi H - Rimbrotto H = Rimbrotti H • Rimbrotta -\ .. Rimbrottiamo 1
- Rimbrottate 1 = Rimbrottano 1 • Rimbrottava 1 .. Rimbrottavano o — Rimbrottò
o = Rimbrottarono o . Rimbrotterà o .. Rimbrotteranno 1 - Rimbrottato 1 =
Rimbrottati 1 . Rimbrottata 1 .. Rimbrottate ) - Rimediare ) = Rimediaj ) .
Rimediò ) .. Rimediammo + — Rimediaste + = Rimediarono + . Rimedieró 4- ..
Rimedierai V - Rimedierâ V = Rimed ieremo V . Rimedierete V .. Rimedieranno p -
Rimediando p = Rimediato p . Rimediati p .. Rimediata v - Rimediate V =
Rimembrare V . Rimembro v .. Rimembri 0 - Rimembra 0 = Rimembriamo 0 . Rimembrate
0 .. Rimembrano 1 - Rimembrava / = Rimembravi / . Rimembrava / .. Rimembravamo
A — Rimembravate A = Rimembravano A • Rimembrerò A .. Rimembrerai T —
Rimembrerà T = Rimembreremo VERBES. Remboursé Remboursés Remboursée Remboursées
Gronder (tancer) Le gronder La gronder Vous gronder Je gronde Tu grondes Il
gronde Nous grondons Vous grondez Ils grondent Je grondais Ils grondaient Il
gronda Ils grondèrent Il grondera Ils gronderont Grondé Grondés Grondée
Grondées Remédier Je remédiai Il remédia Nous remédiâmes Vous remédiâtes Ils
remédièrent Je remédierai Tu remédieras Il remédiera Nous remédierons Vous
remédierez Ils remédieront Remédiant Remédié Remédiés Remédiée Remédiées
Ressouvenir (se) Je me ressouviens Tu te ressouviens Il se ressouvient Nous
nous ressouvenons Vous vous ressouvenez Ils se ressouviennent Je me
ressouvenais Tu te ressouvenais Il se ressouvenait Nous nous ressouvenions Vous
vous ressouveniez Ils se ressouvenaient Je me ressouviendrai Tu te
ressouviendras Il se ressouviendra N, nous ressouviendrons VERBS. Reimbursed
Reimbursed Reimbursed Reimbursed To scold To scold bim To scold her To scold
you I scold Thou scoldest He scolds We scold You scold They scold I scolded
Thou scolded st He scolded We scolded He will scold They will scold Scolded Scolded
Scolded Scolded To remedy I remedied He remedied We remedied You remedied They
remedied I shall remedy Thou wilt remedy He vili remedy We shall remedy You
will remedy They will remedy Remedying Remedied Remedied Remedied Remedied To
remember I remember Thou rememl>erest He remembers We remember You remember
They remember I remembered Thou rememberedst He remembered We remembered You
remembered They remembered I shall remember Thou wilt remember He will remember
We shall remember VERBI. VERBES. VERBS. 36^ L - Rimembrerete V. vous
ressouviendrez [ You will remember L = Rimembreranno Ils se ressouviendront
They will remember L • Rimembrando Se ressouvenant Remembering L » Rimembrato
Ressouvenu Remembered ( - Rimembrati Ressouvenus Remembered ( = Rimembrata Ressouvenue
Remembered ( Rimembrate Ressouvenues Remembered ( •• Rimenare Ramener TO RRING
BACK H - Rimenato Ramené Brought back H = Rimenati Ramenés Brought back ^ •
Rimenata Ramenée Brought back H •• Rimenate Ramenée Brought back j —
Rimescolare MÊLER DE NOUVEAU To MIX AGAIN 1 = Rimescolato Mêlé de nouveau Mixed
again 1 • Rimescolati Mêlés de nouveau Mixed again 1 •• Rimescolata Mêlée de
nouveau Mixed again o — Rimescolate Mêlées de nouveau Mixed again o = Rimettere
Remettre TO PUT BACK o . Rimetterlo Les remettre To put back it o .. Rimetterla
La remettre To put back it 1 — Rimerterle Les remettre To put back them 1 =
Rimetto Je remets I put back 1 . Rimetti Tu remets Thou putest back 1 ..
Rimette Il remet He puts back ) - Rimettiamo Nous remettons We put back ) =
Rimettete Vous remettez You put back ) . Rimettono Ils remettent They put back
) .. Rimetteva Je remettais I put back + - Rimetteva Il remettait He put back +
= Rimettevamo Nous remettions We put back H- • Rimettevate Vous remettiez You
put back 4-,. Rimettevano Ils remettaient They put back ->. — Rimisi Je
remis I put back ^ = Rimise Il remit He put back *^ . Rimettemmo Nous remîmes
We put back *-~» .. Rimetteste Vous remîtes You put back ? - Rimisero Ils
remirent They put back ? = Rimetterò Je remettrai I shall put back P •
Rimetterai Tu remettras Thou wilt put back P •• Rimetterà Il remettra He will
put back V - Rimetteremo Nous remettrons We shall put back V = Rimetterete Vous
remetterez You will put back V . Rimetteranno Ils remettront They will put back
v .. Rimettete Remettez Put back 0 — Rimettendo Remettant Putin g back 0 =
Rimesso Remis Put back 0 . Rimessi Remis Put back 0 •• Rimessa Remise Put back
/ - Rimesse Remises Put back / « Rimirare, v . Mirare Regarder fixement To
STARE / • Rimischiare Remêlf.r TO REMIX / •• Rimischiato Remêlé Remixed A - Ri
mischiati Remêlés Remixed A = Rimiscliiata Remêlée Remixed A . Rimischiate
R-emèlées Remixed A •• Rimodernare Refaire a la moderne TO NEW-FASHION T —
Rimodernarlo Le remettre à la moderne To new-fashion it 364 VERBI. VERBES.
VERBS. L - Rimodernato Refait à la'moderne New-fashioned L = Rimodernati
Refaits à la moderne New-fashioned L • Rimodernata Refaite à la moderne
New-fashioned L -. Rimodernate Refaites à la moderne New-fashioned ( - Rimontare
Remonter To GO UP AGAIN ( = Rimontato Remonté Gone up again ( • Rimontati
Remontés Gone up again ( •• Rimontata Remontée Gone up again H - Rimontate
Remontées Gone up again ^ = Rimostrare Remontrer To demonstrate ~i • Rimostrato
Remontré Demonstrated ^ .. Rimpastare PÉTRIR DE NOUVEAU TO KNEAD AGAIN i -
Rimpastato Pétri de nouveau Kneaded again i = Rimpastata Pétrie de nouveau
Kneaded again i • RïMPENNARE Remplumer To retrieve one's loss i •• Rimpennato
Remplumé Retrieved his losses 0 — Rimpennati Remplumés Retrieved their losses o
= Rimpennata Remplumée Retrieved his losses 0 . Rimpennate Remplumées Retrieved
their losses o .. Rimpiazzare Remplacer To REPLACE 1 - Rimpiazzo Je remplace I
replace 1 - Rimpiazzi Tu remplaces Thou replaces! 1 Rimpiazza Il remplace He
replaces 1 .. Rimpiazziamo Nous remplaçons We replace ) - Rimpiazzate Vous
remplacez You replace ) = Rimpiazzano Ils remplacent They replace ) .
Rimpiazzai Je remplaçai I replaced ) .. Rimpiazzasti Tu remplaças Thou
replacedst + — Rimpiazzò Il remplaça He replaced + = Rimpiazzammo Nous
remplaçâmes We replaced + . Rimpiazzaste Vous remplaçâtes You replaced + ..
Rimpiazzarono Ils remplacèrent They replaced -^ — Rimpiazzerò Je remplacerai I
shall replace ->. = Rimpiazzerai Tu remplaceras Thou wilt replace •^ .
Rimpiazzerà Il remplacera He will replace •^. . . Rimpiazzeremo Nous
remplacerons We shall replace p - Rimpiazzerete Vous remplacerez You will
replace p = Rimpiazzeranno Ils remplaceront They will replace p . Rimpiazzando
Remplaçant Replacing ? .. Rimpiazzato Remplacé Replaced V — Rimpiazzati
Remplacés Replaced V = Rimpiazzata Remplacée Replaced v . Rimpiazzate
Remplacées Replaced V .. Rimpicciolire Rapetisser To LESSEN 0 — Rimpicciolito
Rapetissé Lessened 0 = Rimpiccioliti Rapetisses Lessened 0 . Rimpicciolita
Rapetissée Lessened 0 .. Rimpicciolite Rapetissées Lessened / - Reimproverare
Reprocher To REPROACH / = Rimproverarmi Me reprocher To reproch me / .
Rimproverarvi Vous reprocher To reproch you / .. Rimproverarlo Le reprocher To
reproch him A - Rimprovero Je reproche I reproach A = Vi rimprovero Je vous
reproche I reproach you A • Non vi rimprovero Je ne vous reproche pas I do not
reproach you A .. Rimproveri Tu reproches Thou reproachest T — Mi rimproveri Tu
me reproches Thou reproachest me VERBI. VERBES. VERBS. 365 L - Rimprovera Il
reproche He reproaches L = Rimproveriamo Nous reprochons We reproach L •
Rimproverate Vous reprochez You reproach Mi rimproverai Vous me reprochez You
reproach me ( — Rimproverano Ils reprochent They reproach ( = Rimproverava Je
reprochais I reproached Lo rimproverava Je le reprochais I reproached him
Rimproveravi Tu reprochais Thou reproachedst ^ - Mi rimproveravi Tu me
reprochais Thou reproached me ^ = Rimproverava Il reprochait He reproached ^ .
Mi rimproverava Il me reprochait He reproached me H .. Rimproveravamo Nous
reprochions We reproached i - Rimproveravate Vous reprochiez You reproached i =
Mi rimproveravate Vous me reprochiez You reproached me i • Rimproveravano Ils
reprochaient They reproached i Rimproverai Je reprochai I reproached 0 — Lo
rimproverai Je le reprochai I reproached him 0 = Rimproverasti Tu reprochas
Thou reproachedst o . Rimprovero Il reprocha He reproached o .. Mi rimprovero
Il me reprocha He reproached me 1 - Lo rimprovero Il le reprocha He reproached
him 1 = Rimproverammo Nous reprochâmes We reproached 1 . Rimproveraste Vous
reprochâtes - You reproached 1 .. Mi rimproveraste Vous me reprochâtes You
reproached me ) - Rimproverarono Ils reprochèrent They reproached ) =
Rimprovererò Je reprocherai I shall reproach ) . Non vi rimprovererò Je ne vous
reprocherai p. I shall not reproach you ) .. Rimprovererai Tu reprocheras Thou
wilt reproach + — Non mi rimprovererai Tu ne me reprocheras p. Th. wilt n.
reproach me + — Rimprovererà Il reprochera He will reproach + . Rimprovereremo
Nous reprocherons We shall reproach + .. Non vi rimprovereremo Nous ne v.
reprocherons We shall not reproach y. ■*>. — Rimprovererete "Vous
reprocherez [pas You will reproach — Rincalorita Rechauffée Warmed >s =
Rincalorite Rechauffées Warmed >>. . RISC APPELLARE Entasser (augmenter)
To HEAP UP •^ . . Rincappellato Entassé Heaped up P - Rincappellati Entassés
Heaped up ? = Rincappellata Entassée Heaped up ? • Rincappellate Entassées
Heaped up 0 Rinchiudere Renfermer To shut up v — Rinchiuso Renfermé Shut up V =
Rinchiusi Renfermés Shut up V - Rinchiusa Renfermée Shut up V .. Rinchiuse
Renfermées Shut up 0 — Rincontrare Rencontrer To MEET 0 = Rincontrarvi Vous
rencontrer To meet you 0 . Rincontrarmi Me rencontrer To meet me 0 ..
Rincontrarlo Le rencontrer To meet him / - Rincontrarci Nous rencontrer To meet
us / = Se lo rincontro Si je le rencontre If I meet him / - Non vi rincontro Je
ne vous rencontre pas I do not meet you / •• Rincontro Je rencontre I meet A —
Lo rincontro Je le rencontre I meet him A = Non lo rincontro Je ne le rencontre
pas I do not meet him A • Rincontri Tu rencontres Thou meetest A •• Rincontra
Il rencontre He meets T — Si rincontra On le rencontre One meets him T =
Rincontriamo Nous rencontrons We meet VERBI. VERBES. VERBS. ab/ L - -
Rincontrate Vous rencontrez You meet L = : Mi rincontrate Vous me rencontrez
You meet me L ■ Rincontrano Ils rencontrent They meet L •• Rincontrava Je
rencontrais I met ( - Rincontrava Il rencontrait He met ( = Rincontravamo Nous
rencontrions We met ( Rincontravate Vous rencontriez You met ( .- Rincontravano
Ils rencontraient They met H - Rincontrai Je rencontrai I met -) = Rincontrò Il
rencontra He met H • Rincontrammo Nous rencontrâmes We met -\ .. Rincontraste
Vous rencontrâtes You met ! - Rincontrarono Ils rencontrèrent They met 1 = Lo
rincontrerò Je le rencontrerai I shall meet him 1 • Rincontrerò Je rencontrerai
I shall meet 1 .. Vi rincontrerò Je vous rencontrerai I shall meet you o —
Rincontrerai Tu rencontreras Thou wilt meet o = Rincontrerà Il rencontrera He
will meet 0 . Non rincontrerà Il ne rencontrera pas He will not meet o ..
Rincontreremo Nous rencontrerons We shall meet 1 - Rincontrerete Vous
rencontrerez You will meet 1 = Non rincontrere e V. ne rencontrerez pas You
will not meet 1 • Rincontreranno Ils rencontreront They will meet 1 ..
Rincontrando Rencontrant Meeting ) - Rincontrato Rencontré Met ) = Rincontrati
Rencontrés Met ) . Rincontrata Rencontrée Met ) .. Rincontrate Rencontrées Me +
— Rincorarsi Reprendre courage To take courage again + = Rincorato Repris
courage Taken courage again + . Rincorati Repris courage Taken courage again +
.. Rincorata Repris courage Taken courage again ^~ Rincorate Repris courage
Taken courage again ->v. = Rincrescere DÉPLAIRE To DISPLEASE ^ Rincrescermi
Me déplaire To displease me •^ .. Rincrescervi Vous déplaire To displease you p
- Rincresce Il déplait He displeases p = Mi rincresce Il me déplait It
displeases me p . Non mi rincresce Il ne me déplait pas It does not displease
me p .. Vi rincresce Il vous déplaît It displease you V — Rincrescono Ils
déplaisent They displease V = Rincresceva Il déplaisait He displeased v . Mi
rincresceva Il me déplaisait It displeased me V .. Rincrescevano Ils
déplaisaient They displeased 0 — Rincrebbe Il déplut He displeased 0 =
Rincrebbero Ils déplurent They displeased 0 . Se non vi rincrescesse S'il ne
vous déplaisait pas If it did not displease you 0 .. Rincrescerà Il déplaira He
will displease 1 - Rincresceranno Ils déplairont They will displease 1 = Mi
rincrescerebbe 11 me déplairait He would displease me / . Rincresciuto Déplu
Displeased / .. Rincresciuti Déplu Displeased A - Rincresciuta Déplu Displeased
A = Rincresciute Déplu Displeased A • Rinculare Reculer To DRAW BACK A ••
Rinculo Je recule [ draw back T — Rinculi Tu recules Thou drawest back T =
Rincula Il recule He draws back 368 VERBI. VERBES. VERBS. L - Rinculiamo Nous
reculons We draw back L = Rinculate Vous reculez You draw back L • Rinculano
Ils reculent They draw back L •• Rinculava Il reculait He drew back ( -
Rinculavate Vous reculiez You drew back ( = Rinculavano Ils reculaient They
drew back ( • Rinculo Il recula He drew back ( .. Rinculammo Nous reculâmes We
drew back H- Rinculaste Vous reculâtes You drew back H = Rincularono Ils
reculèrent They drew back H • Rinculando Reculant Drewing back H •• Rinculato
Reculé Drawn back 1 - Rinculati Reculés Drawn back 1 = Rinculata Reculée Drawn
back 1 ■ Rinculate Reculées Drawn back 1 •■ Rinfacciare Reprocher To reproach
with o — Rinfacciato Reproché Reproached with o = Rinfacciati Reprochés
Reproached with o . Rinfacciata Reprochée Reproached with 0 .. Rinfacciate
Reprochées Reproached with 1 - Rinforzare Renforcer To reinforce 1 =
Rinforzando Renforçant Reinforced 1 . Rinforzato Renforcé Reinforced Rinforzati
Renforcés Reinforced ) Rinforzata Renfoncée Reinforced ) = Rinforzate
Renforcées Reinforced Rinfrancare Raffermir Consolidate Rinfrancato Raffermi
Consolidated H Rinfrancati Raffermis Consolidated + = Rinfrancata Raffermie Consolidated
+ • Rinfrancate Raffermies Consolidated + .. Rinfrescare Rafraîchir To refresh
\ — Rinfrescando Rafraîchissant Refreshing ■^ — Rinfrescato Rafraîchi Refreshed
*^ . Rinfrescati Rafraîchis Refreshed *>« . . Rinfrescata Rafraîchie
Refreshed P - Rinfrescate Rafraîchies Refreshed ? = RlNGALLU ZZARSI Enhardir
(s') TO GROW BOLD ? - Ringalluzzato Enhardi Grown bold ? •• Ringalluzzati
Enhardis Grown bold V — Ringalluzata Enhardie Grown bold V = Ringalluzzate
Enhardies Grown bold v . Ringhiare Grincer les dents To grind one's teeth v ..
Ringhia II grince les dents He grind his teeth 0 — Ringhiano Ils grincent les
dents They grind their teeth 0 = Ringhiava Il grinçait les dents He ground his
teeth 0 ■ Ringhiavano Us grinçaient les dents They ground their teeth 0 ..
Ringhiando Grinçant les dents Grinding one's teeth / - Ringhiato Grincé les
dents Grinded one's teeth / = Ringiovenire Rajeunir To GROW young / •
Ringiovenisco Je rajeunis I grow young / .. Ringiovenisci Tu rajeunis Thou
growest young A — Ringiovenisce Il rajeunit He grows young A - Ringioviniamo
Nous rajeunissons We grow young A • Ringiovenite Vous rajeunissez You grow
young A •• Ringioveniscono Ils rajeunissent They grow young T- Ringiovenito
Rajeuni Grown young VERBI, VERBES. verbs. 6 L - Ringioveniti Rajeunis Grown
young L = Ringiovenita Rajeunie Grown young L • Ringiovenite Rajeunies Grown
young L -. Ringraziare REMERCIER To THANK ( - Ringraziarvi Vous remercier To
thank you ( = Ringraziarlo Le remercier To thank him ( Ringrazio Je remercie I
thank ( •• Vi ringrazio Je vous remercie I thank you H - Non vi ringrazio . Je
ne vous remercie pas I do not thank you ^ = Ringrazii Tu remercies Thou
thankest H .1 Ringrazia Il remercie He thanks H •• Ringraziamo Nous remercions
We thank 1 - Ringraziate Vous remerciez You thank 1 = Mi ringraziate Vous me
remerciez You thank me 1 • Ringraziano Ils remercient They thank 1 ■■
Ringraziava Je remerciais I thanked o — Ringraziavi Tu remerciais Thou
thankedst o = Ringraziava Il remerciait He thanked 0 . Ringraziavamo Nous
remerciions We thanked o .. Ringraziavate Vous remerciiez You thanked 1 -
Ringraziavano Ils remerciaient They thanked 1 = Ringraziai Je remerciai I
thanked 1 . Ringraziasti Tu remercias Thou^ankedst 1 .. Ringraziò II remercia
He thanked ) - Ringraziammo Nous remerciâmes We thanked ) = Ringraziaste Vous
remerciâtes You thanked ) . Ringraziarono Ils remercièrent They thanked ) ..
Ringrazieró Je remercierai I shall thank + - Vi ringrazieró Je vous remercierai
I shall thank you + = Ringrazierai Tu remercieras Thou wilt thank + .
Ringrazierà 11 remerciera He will thank + .. Ringrazieremo Nous remercierons We
shall thank *•*. — Ringrazierete Vous remercierez You will thank — =
Ringrazieranno Ils remercieront They will thank ^*. . Vi ringrazierei Je vous
remercierais I would thank you ^ . . Ringrazierei Je remercierais I would thank
p - Ringrazieresti Tu remercierais Thou wouldst thank ? = Ringrazierebbe Il
remercierait He would thank ? . Ringrazieremmo Nous remercierions We would
thank ? .. Ringraziereste Vous remercieriez You would thank V -
Ringrazierebbero Ils remercieraient They would thank V = Ringraziate Remerciez
Thank V . Ringraziando Remerciant Thanking V .. Ringraziato Remercié Thanked 0
— Ringraziati Remerciés Thanked 0 = Ringraziata Remerciée Thanked 0 .
Ringraziate Remerciées Thanked 0 .. Rincalzare Rehausser To RAISE / ~ / = / .
Rinnalzato Rehaussé Raised Rinnalzati Rehaussés Raised Rinnalzata Rehaussée
Raised / •• Rinnalzate Rehaussées Raised A — Rinnegare Renier To ABJURE A =
Rinnegato Renié Abjured A • Rinnegati Reniés Abjured A •• Rinnegata Reniée
Abjured T - Rinnegate Reniées Abjured T = Rinnestare Regreffer TO GRAFT AGAIN
369 370 VERB*. VERBES. VERBS. L - Rinnestato Regreffé Grafted again L =
Rinnestati Regreffés Grafted again L • Rinnestata Regreffée Grafted again L ••
Rinnestate Regreffées Grafted again ( - Rinnovare Renouveler TO RENEW ( =
Rinnovo Je renouvelle I renew ( . Rinnovi Tu renouvelles Thou renewest ( ..
Rinnova Il renouvelle He renews H - Rinnoviamo Nous renouvelons We renew 4 = Rinnovate
Vous renouvelez You renew -\ ■ Rinnovano Ils renouvellent They renew H .-
Rinnovava Je renouvelais I renewed J - Rinnovavi Tu renouvelais Thou renewedst
1 = Rinnovava Il renouvelait He renewed 1 - Rinnovavamo Nous renouvelions We
renewed 1 •■ Rinnovavate Vous renouveliez You renewed o — Rinnovavano Ils
renouvelaient They renewed o = Rinnoverò Je renouvellerai I shall renew o .
Rinnoverai Tu renouvelleras Thou wilt renew 0 .. Rinnoverà Il renouvellera He
will renew 1 - Rinnoveremo Nous renouvellerons We shall renew 1 '== Rinnoverete
Vous renouvellerez You will renew 1 . Rinnoveranno Ils renouvelleront They will
renew 1 .. Rinnovate Renouvelez Renew ) - Rinnovando Renouvelant Renewing ) =
Rinnovato Renouvelé Renewed ) . Rinnovati Renouvelés Renewed ) .. Rinnovata
Renouvelée Renewed + - Rinnovate Renouvelées Renewed + = Rinominare Renommer TO
MARE FAMOUS + . Rinominato Renommé Renowned + .. Rinominati Renommés Renowned
■*•» — Rinominata Renommée Renowned ■^ = Rinominate Renommées Renowned •>^
Rinunziare Renoncer TO RENOUNCE ""N . . Rinunzio Je renonce I
renounce ? - Rinunzii Tu renonces Thou renouncest p = Rinunzia Il renonce He
renounces ? . Rinunziamo Nous renonçons We renounce ? .. Rinunziate Vous
renoncez You renounce V — Rinunziano Ils renoncent They renounce V = Rinunziava
Je renonçais I renounced V . Rinunziavi Tu renonçais Thou renouncedst v ..
Rinunziava Il renonçait He renounced 0 — Rinunziavamo Nous renoncions We
renounced 0 = Rinunziavate Vous renonciez You renounced 0 . Rinunziavano Ils
renonçaient They renounced 0 .. Rinunziai Je renonçai I renounced / -
Rinunziasti Tu renonças Thou renouncedst / = Rinunziò Il renonça He renounced /
. Rinunziammo Nous renonçâmes We renounced / .. Rinunziaste Vous renonçâtes You
renounced A — Rinunziarono Ils renoncèrent They renounced A = Rimunzieró Je
renoncerai I shall renounce A • Rinunzierai Tu renonceras Thou wilt renounce A
•- Rinunzierà Il renoncera He will renounce T — Rinunzeremo Nous renoncerons We
shall renounce T = Rinunzierete Vous renoncerez You will renounce VERBI.
RinunzieranDo Rinunziando Rinunziato Rinun7iati Rinunziata Rinunziate
Rinserrare Rinserro Rinserri Rinserra Rinserriamo Rinserrate Rinserrano
Rinserrava Rinserravi Rinserrava Rinserravamo Rinserravate Rinserravano
Rinserrai Rinserrasti Rinserrò Rinserrammo Rinserraste Rinserrarono Rinserrerò
Rinserrerai Rinserrerà Rinserreremo Rinserrerete Rinserreranno Rinserrando
Rinserrato Rinserrati Rinserrata Rinserrate Rinvenire Rinvenuto Rinvenuti
Rinvenuta Rinvenute Rinverdire Rinverdito Rinverditi Rinverdita Rinverdite
Rinviare Rinviato Rinviati Rinviata Rinviate Riordinare Riordinato Riordinati
Riordinata Riordinate Riparare verbes. Ils renonceront Renonçant Renoncé
Renancés Renoncée Renoncées Renfermer Je renferme Tu renfermes Il renferme Nous
renfermons Vous renfermez Ils renferment Je renfermais Tu renfermais Il
renfermait Nous renfermions Vous renfermiez Ils renfermaient Je renfermai Tu
renfermas Il renferma Nous renfermâmes Vous renfermâtes Ils renfermèrent Je
renfermerai Tu renfermeras Il renfermera Nous renfermerons Vous renfermerez Ils
renfermeront Renfermant Renfermé Renfermés Renfermée Renfermées Retrouver
Retrouvé Retrouvés Retrouvée Retrouvées Reverdir Reverdi Reverdis Reverdie
Reverdies Renvoyer Renvoyé Renvoyés Renvoyée Renvoyées Rajuster Rajusté
Rajustés Rajustée Rajustées Réparer verbs. 371 They will renounce Renouncing
Renounced Renounced Renounced Renounced To GONFINE I confine Thou coniinest He
confines We confine You confine They confine I confined Thou conlinedst He
confined We confined You confined They confined I confined Thou conlinedst He
confined We confined You confined They confined I shall confine Thou wilt
confine He will confine We shall confine You will confine They will confine
Confining Confined Confined Confined Confined To find again Found again Found
again Found again Found again To become green again Become green again Become
green again Become green again Become green again To SEND AWAY Sent away Sent
away Sent away Sent away To ADJUST Adjusted Adjusfed Adjusted Adjusted TO
REPA1P 372 VERBI. VERBES. VERBS. L - Riparo Je répare I repair L = Ripari Ta
répares Thou repairest L • Ripara Il répare He repairs L •• Ripariamo Nous
réparons We repair ( - Riparate Vous réparez You repair ( = Riparano Ils
réparent They repair ( • Riparai Je réparai I repaired ( •• Riparò Il répara He
repaired ^ - Riparammo Nous réparâmes We repaired H = Riparaste Vous réparâtes
You repaired -} • Ripararono Ils réparèrent They repaired H .. Riparerò Je
réparerai I shall repair 1 — Riparerai Tu répareras Thou wilt repair 1 =
Riparerà Il réparera He will repair 1 Ripareremo Nous réparerons We shall
repair 1 .. Riparerete Vous réparerez You will repair o — Ripareranno Ils
répareront They will repair o = Riparando Réparant Repairing o . Riparato
Réparé Repaired o .. Riparati Réparés Repaired "I - Riparata Réparée
Repaired 1 = Riparate Réparées Repaired 1 • Ripartire Répartir (diviser) To
DIVIDE 1 •• Ripartito Réparti Divided ) - Ripartiti Répartis Divided ) =
Ripartita Répartie Divided ) • Ripartite Réparties Divided ) ■• Ripassare
Repasser TO COME BACK AGAIN + — Ripassalo Repassé Come back again -u =
Ripassati Repassés Come back again + • Ripassata Repassée Come back again + ..
Ripassate Repassées Come back again RlPATRIARE Retourner dans sa pa- TO RETURN
TO ONE'S COUN- trie TRY *«*. = Ripatriato Retourné dans sa patrie Returned to
his country *«>. Ripatriati Retournés dans sa patrie Returned to the ir
countr. ■s .. Ripatriata Retournée dans sa patrie Returned to his country P -
Ripatriate Retournées dans sa patrie Returned to their countr. P = Ripentirsi
Repentir (se) TO REPENT P • Mi ripento Je me repens I repent P •• Ti ripenti Tu
e repens Thou repentest V — Si ripente Il se repent He repents V = Ci
ripentiamo Nous nous repentons We repent V . Vi ripentite Vous vous repentez
You repent v .. Si ripentono Us se repentent They repent 0 — Mi ripentiva Je me
repentais I repented 0 = Ti ripentivi Tu te repentais Thou repentedst 0 . Si
ripentiva Il se repentait He repented 0 .. Ci ripentivamo Nous nous repentions
We repented / - Vi ripentivate Vous vous repentiez You repented 1 = Si
ripentivano Ils se repentaient They repented / . Mi ripentii Je me repentis I
repented / .. Ti ripentisti Tu te repentis Thou repentedst A - Si ripenti Il se
repentit He repented A = Ci ripentimmo Nous nous repentîmes We repented A . Vi
ripentiste Vous vous repentîtes You repented A .. Si ripentirono Ils se
repentirent They repented T - Mi ripentirò Je me repentirai I shall repent
VERBI. L - ri ripentirai L = Si ripentirà L • Ci ripentiremo L •■ Vi
ripentirete ) - Si ripentiranno ) = Elipentito ) Ripentiti ) •• Ripentita H-
Ripentite H ~ Ripercuotere H . Ripercosso H •• Ripesare 1 - Ripesato 1 -
Ripesati 1 • Ripesata 1 ■• Ripesate o — Ripescare 0 5= Ripescando 0 . Ripescato
0 .. Ripescati 1 — Ripescata 1 = Ripescate 1 . Ripiegare Ripiegando ( —
Ripiegato ( = Ripiegati Ripiegata Ripiegate -h - Ripigliare + = Ripigliato + .
Ripigliati + .. Ripigliata >*, — Ripigliata ■»«» es Riporre "*«* .
Ripongo ^% .. Riponi p - Ripone 0 =3 Riponghlamo P • Riponete P •• Ripongono V
— Riponeva V => Riponevi V * Riponeva V .. 7 iponevamo 0 — riponevate 0 =»
Riponevano 0 . Riposi 0 .. Riponesti / - Ripose / « Riponemmo / . Riponeste /
., Riposero A — Riporrò A = Riporrai A • Riporrà A .- Riporremo T - Riporrete
VERBES. Tu te repentiras TI se repentira Nous nous repentirons Vous vous
repentirez Ils se repentiront Repenti Repentis Repentie Repenties Refrapper
Refrappé Repeser Repesé Repesés Repesée Repesées Repêcher Repêchant Repêché
Repêchés Repêchée Repêchées Replier Repliant Replié Repliés Repliée Repliées
Réprimander Réprimandé Réprimandés Réprimandée Réprimandées Remettre a sa place
Je remets à sa place Tu remets à sa place 11 remet à sa place Nous remettons à
sa place Vous remettez à sa place Ils remettent à sa place Je remettais à sa
place Tu remettais à sa place Il remettait à sa place Nous remettions à sa
place Vous remettiez à sa place Ils remettaient à sa place Je remis à sa place
Tu remis à sa place Il remit à sa place Nous remimes à sa place Vous remites à
sa place Ils remirent à sa place Je remettrai à sa place Tu remettras à sa
place Il remettra à sa place Nous remettrons à sa pi Vous remettrez à sa pi ace
verbs. 373 Thou wilt repent He will repent We shall repent You will repent.
They will repent Repented Repented Repented Repented To strike again Struck
again TO WEIGH OVER AGAIN Weighed over again Weighed over again Weighed over
again Weighed over again TO FISH UP AGAIN Fishing up again Fished up again
Fished up again Fished up again Fished up again TO FOLD AGAIN Folding again
Folded again Folded again Folded again Folded again TO REPRIMAND Reprimanded
Reprimanded Reprimanded Reprimanded To PUT BACK. I put hack Thou putest hack He
puts back We put back You put back They put back I put back Thou putest back He
put back We put back You put back They put back I put back Thou putest back He
put back We put back You put back They put back I shall put back Thou wilt put
back He will put back We shall put back You will put back 32 374 VERBI. VERBES.
VERBS. L - Riporranno Ils remettront à sa place They put back L = Riponete
Remettez à sa place Put back L • Riponendo Remettant à sa place Puting back L
•• Riposto Remis à sa place Put back ( - Riposti Remis à leur place Put back (
= Riposta Remise à sa place Put back ( Riposte Remises à leur place Put back (
•• Riportare Rapporter To bring back (Carry H - Riporto Je rapporte I bring
back [back) H = Riporti Tu rapportes Thou bringest back H • Riporta Il rapporte
He brings back H •• Riportiamo Nous rapportons We bring back i - Riportate Vous
rapportez You bring back 1 = Riportano Ils rapportent They bring back 1 .
Riportava Je rapportais I brought back 1 •• Riportavi Tu rapportais Thou
broughtst back o — Riportava Il rapportait He brought back 0 = Riportavamo Nous
rapportions We brought back 0 . Riportavate Vous rapportiez You brought back 0
.. Riportavano Ils rapportaient They brought back 1 - Riportai Je rapportai I
brought back 1 = Riportasti Tu rapportas Thou broughtst back 1 . Riportò Il
rapporta He brought back 1 .. Riportammo Nous rapportâmes We brought back ) —
Riportaste Vous rapportâtes You brought back ) = Riportarono Us rapportèrent
They brought back ) . Riporterò Je rapporterai I shall bring back ) ..
Riporterai Tu rapporteras Thou wilt bring back H Riporterà Il rapportera He
will bring back -h = Riporteremo Nous rapporterons We shall bring back + .
Riporterete Vous rapporterez You will bring back + .. Riporteranno Ils
rapporteront They will bring back ->. — Riportate Rapportez Rring back ^ _
Riportando Rapportant Bringing back ->% . Riportato Rapporté Brought back v
Riportati Rapportés Brought back ? — Riportata Rapportée Brought back P =
Riportate Rapportées Brought back P . Riposare Reposer (se reposer^ To rest (to
repose P •• Riposarmi Me reposer To rest myself V — Riposarvi Vous reposer To
rest yourself V = Riposo Je repose I rest V • Mi riposo Je me repose I rest
myself V .. Non mi riposo Je ne me repose pas I do not rest myself 0 — Riposi
Tu reposes Thou restest 0 = Riposa Il repose He rests 0 • Si riposa Il se
repose He rests himself 0 .. Riposiamo Nous reposons We rest 1 - 1 = 1 . / .. A
— A = A • A •• Riposate Vous reposez You rest Vi riposate Vous vous reposez You
rest Riposano Ils reposent They rest yourselves Riposava Je reposais I rested
Riposavi Tu reposais Thou restedst Riposava Il reposait He rested Riposavamo
Nous reposions We rested Riposavate Vous reposiez You rested T — Riposavano Ils
reposaient They rested T = Riposai Je reposai I rested T • Riposò Il reposa He
rested VERBI. VERBES. VERBS. Riposammo Nous reposâmes We rested Riposaste Vous
reposâtes You rested Riposarono Ils reposèrent They rested Riposerò Je
reposerai I shall rest Mi riposerò Je me reposerai I shall rest myself
Riposerai Ta reposeras Thou wilt rest Riposerà Il reposera He will rest
Riposeremo Nous reposerons We shall rest H - Riposerete Vous reposerez You will
rest H = Riposeranno Ils reposeront They will rest H • Riposatevi Reposez-vous
Rest H .. Riposando Reposant Resting 1 - Riposato Reposé Rested 1 = Riposati Reposés
Rested 1 • Riposata Reposée Rested i • Riposate Reposées Rested o — Riprendere
Reprendre (rattraper) To CATCH o = Riprendo Je reprends I catch o Riprendi Tu
reprends Thou catchest o .. Riprende Il reprend He catches 1 - Riprendiamo Nous
reprenons We catch 1 = Riprendete Vous reprenez You catch 1 . Riprendono Ils
reprennent They catch 1 .. Ripresi Je repris I caught ) - Riprendesti Tu repris
Thou caughtest ) = Riprese Il reprit He caught ) . Riprendemmo Nous reprîmes We
caught ) .. Riprendeste Vous reprîtes You caught + - Ripresero Ils reprirent
They caught + =*> Riprenderò Je reprendrai I shall catch + - Riprenderai Tu
reprendras Thou wilt catch + .. Riprenderà Il reprendra He will catch -^ —
Riprenderemo Nous reprendrons We shall catch ^ == Riprenderete Vous reprendrez
You will catch ^v. . Riprenderanno Ils reprendront They will catch ^>» . .
Riprendendo Reprenant Catching p - Ripreso Repris Caught p = Ripresi Repris
Caught p . Ripresa Reprise Caught p .. Riprese Reprises Caught V — Riprendere
Reprendre (répriman- To CHIDE V = Ripreso Repris [ der ) Chidden V . Ripresi
Repris Chidden V •• Ripresa Reprise Chidden 0 — Riprese Reprises Chidden 0 =
Riprimere Réprimer To REPRESS 0 . Ripresso Réprimé Repressed 0 .. Ripressi
Réprimés Repressed / - Ri pressa Réprimée Repressed / = Ripresse Réprimées
Repressed / • Riprincipiare Recommencer TO BEGIN AGAIN / .. Riprincipia [l
recommence He begins again A - Riprincipiano [Is recommencent They begin again
A = Riprincipiava [1 recommençait He began again A - Riprincipiavano [Is
recommençaient They began again A •• Riprincipiò [1 recommença He began again T
= Riprincipiarono [1s recommencèrent They began again T- Riprincipierd Il
recommencera He will begin again 375 Ô7S VERBI. VERBES. VERBS. L -
Riprincipieranno Tls recommenceront They will begin again L = Riprincipiando
Recommençant Beginning again Riprincipiato Recommencé Begun again,
Riprincipiati Recommencés Begun again ( — Riprincipiata Recommencée Begun again
( — Riprincipiate Recommencées Begun again Riprodurre Reproduire To reproduce
Riprodotto Reproduit Reproduced H - Riprodotti Reproduits Reproduced H =
Riprodotta Reproduite Reproduced H • Riprodotte Reproduites Reproduced H ••
Ripromettere Promettre de nouveau TO PROMISE AGAIN 1 - Ripromesso Promis de
nouveau Promised again i = Ripromessi Promis de nouveau Promised again 1 •
Ripromessa Promise de nouveau Promised again 1 •• Ripromesse Promises de
nouveau Promised again o — Riprovare RÉPROUVES TO REPROBATE 0 = Riprovato
Réprouvé Reprobated o . Riprovati Réprouvés Reprobated o .. Riprovata Réprouvée
Reprobated 1 - Riprovate Réprouvées Reprobated 1 = Ripudiare RÉPUDIER TO
REPUDIATE 1 . Ripudiato Répudié Repudiated 1 .. Ripudiati Répudiés Repudiated )
- Ripudiata Répudiée Repudiated ) = Ripudiate Répudiées Repudiated ) .
Ripugnare Répugner TO BE REPUGNANT ) .. Ripugna 11 répugne He is repugnant + —
Ripugnano Ils répugnent They are repugnant + = Ripugnava Il répugnait He was
repugnant + . Ripugnavano Ils répugnaient They were repugnant + .. Ripugnò Il
répugna He was repugnant *"•*» — Ripugnarono Ils répugnèrent They were
repugnant ">>. = Ripugnerà Il répugnera He will be repugnant -^ .
Ripugneranno Us répugneront They will be repugnant "-•». . . Ripugnato
Répugné Been repugnant p _ Ripulire Retoucher (un ouvrage) To correct ( a work
) p = Ripulito Retouché Corrected p . Ripuliti Retouchés Corrected ? ..
Ripuliti Retouchée Corrected V — Ripulite Retouchées Corrected V = Riputare
RÉPUTER To REPUTE V • Riputato Réputé Reputed v .. Riputati Réputés Reputed 0 —
Riputata Réputée Reputed 0 = Riputate Réputées Reputed 0 . Risalire Remonter TO
COME UP AGAIN 0 .. Risalito Remonté Came up again / - Risaliti Remontés Came up
again / = Risalita Remontée Came up again / . Risalite Remontées Came up again
/ . Risanare Guérir To CURE A — Risanato Guéri Cured A = Risanati Guéris Cured
A • Risanata Guérie Cured A ., Risanate Guéries Cured VERBI. VERBES. VERBS. 61
L - ■ Risapere Savoir par oli- dire TO KNOW BY HEARSAY L = Risaputo Su par ouï
-dire Known hy hearsay L Risaputi Sus par ouï-dire Known by hearsay Risaputa
Sue par ouï-dire Known by hearsay Risapute Sues par ouï-dire Known by hearsay
DlSARCIRE DÉDOMMAGER To INDEMNIFY Risarcirmi Me dédommager To indemnify me
Risarcirvi Vous dédommager To indemnify you H- Vi risarcirò Je vous dédommagerai
I shall indemnify you H = Mi risarcirete Vous me dédommagerez You will
indemnify me ^ . Risarcito Dédommagé Indemnified H .. Risarciti Dédommagés
Indemnified 1 - Risarcita Dédommagée Indemnified 1 = Risarcite Dédommagées
Indemnified 1 • Riscaldare RÉCHAUFFER To WARM 1 .. Riscaldato Réchauffé Warmed
o — Riscaldati Réchauffés Warmed o = Riscaldata Réchauffée Warmed 0 .
Riscaldate Réchauffées Warmed 0 .. Riscattare Racheter (payer rançon) TO REDEEM
1 - Riscattato Racheté Redeemed 1 = Riscattati Rachetés Redeemed 1 . Riscattata
Rachetée Redeemed 1 .. Riscattate Rachetées Redeemed ) - Rischiare (risicare)
Risquer To RISK ) = Rischio Je risque I risk ) . Rischi Tu risques Thou riskest
) .. Rischia Il risque He risks + — Rischiamo Nous risquons We risk + = Rischiate
Vous risquez You risk + . Rischiano Us risquent They risk + .. Rischiava Je
risquais I risked ^» — Rischiava Il risquait He risked >s = Rischiavamo Nous
risquions We risked ">>. . Rischiavate Vous risquiez You risked *»N
. . Rischiavano Ils risquaient They risked p - Rischieró Je risquerai I shall
risk p = Rischierai Tu risqueras Thou wilt risk p . Rischierâ Il risquera He
will risk p .. Rischieremo Nous risquerons We shall risk V — Rischierete Vous
risquerez You will risk V = Rischieranno ils risqueront They will risk v .
Rischiate Risquez Risk V .. Rischiando Risquant Risking a — Rischiato Risqué
Risked 0 = Rischiati Risqués Risked 0 . Rischiata Risquée Risked 0 .. Rischiate
Risquées Risked / - Riscontrare, v. Rincont. Rencontrer To MEET / - Riscuotere
Recouvrer TO RECOVER / • Riscuotendo Recouvrant Recovering / •• Riscosso
Recouvré Recovered A - Riscossi Recouvrés Recovered A = Riscossa Recouvrée
Recovered A • Riscosse Recouvrées Recovered A .. RlSEGNARE Résigner To RESIGN
T- Risegnato Résigné Resign Risegnati Risegnata Risegnate Risentirsi Risentito
Risentiti Risentita Risentite RlSERBARE Riserbato Ri serbati Riserbata
Riserbate Risolare Risolato Risolati R isolata Risolate Risolvere Risolvo
Risolvi Risolve 1 . Risolviamo 1 .. Risolvete ( - Risolvono, ( = Risolveva ( .
Risolvevi ( .. Risolveva + — Risolvevamo + = Risolvevate + . Risolvevano + ..
Risolsi ">«* — Risolse \ — Risolvemmo >s Risolveste \ .. Risolsero p
- Risolverò p = Risolverai p . Risolverà p .. Risolveremo V - Risolverete V =
Risolveranno* V . Risolvete v .. Risolvendo 0 — Risoluto 0 = Risoluti 0 .
Risoluta .0 ., Risolute / - RlSOMIGLIARE / - Risomigliarvi / . Risomiglio / •
Risomigli A — Non risomiglia A = Risomiglia A • Vi risomiglia A •• Gli
risomiglia T —[Non gli risomiglia -j- = ] Risomigliamo Résignés Resign Résignée
Resign Résignées Resign Ressentir (se) To FEEL Ressenti Felt Ressentis Felt
Ressentie Felt Ressenties Felt RÉSERVER To RESERVE Réservé Reserved Réservés
Reserved Réservée Reserved Réservées Reserved Ressemeler To NEW -SOLE Ressemelé
New-soled Ressemelés New-soled Ressemelée New-soled Ressemelées New-soled
RÉSOUDRE TO RESOLVE Je résouds I resolve Tu résous Thou resolvest Il résoud He
resolves Nous résolvons We resolve Vous résolvez You resolve Us résolvent They
resolve Je résolvais I resolved Tu résolvais Thou resolvedst 11 résolvait He
resolved Nous résolvions We resolved Vous résolviez You resolved Ils
résolvaient They resolved Je résolus I resolved Il résolut He resolved Nous
résolûmes We resolved Vous résolûtes You resolved Ils résolurent They resolved
Je résoudrai I shall resolve Tu résoudras Thou wilt resolve Il résoudra He will
resolve Nous résoudrons We shall resolve Vous résoudrez, You will resolve Ils
résoudront They will resolve Résolvez Resolve Résolvant Resolving Résolu
Resolved Résolus Resolved Résolue Resolved Résolues Resolved Ressembler To look
like (resemble) Vous ressembler To look like you Je ressemble I look like Tu
ressembles Thou lookest like Il ne ressemble pas He does not look like [l
ressemble He looks like [1 vous ressemble He looks like you [1 lui ressemble He
looks like him [1 ne lui ressemble pas He does not look like him Nous
ressemblons We look like VERBI. VERBES. VERBS. d/ L - Risomigliate Vous
ressemblez You look like L = Non risomigliano Ils ne ressemblent pas They do
not look like L • Risomigliano Ils ressemblent They look like L .- Risomigliava
Je ressemblais I looked like ( - Risomigliavi Tu ressemblais Thou lookedst like
( = Risomigliava Il ressemblait He looked like ( • Risomigliavamo Nous
ressemblions We looked like ( .. Risomigliavate Vous ressembliez You looked
like H- Risomigliavano Ils ressemblaient They looked like _f = Risomiglierai Tu
ressembleras Thou wilt look like H . Risomiglierâ Il ressemblera He vili look
like -* •• Risomiglieremo Nous ressemblerons We shall look like 1 -
Risomiglierete Vous ressemblerez You will look like 1 = Risomiglieranno Ils
ressembleront They will look like 1 • Risomigliando Ressemblant Looking like 1
-. Risomigliato Ressemblé Looked like o — Risomigliati Ressemblés Looked like 0
= Rissomigliata Ressemblée Looked like o . Risomigliate Ressem lées . Looked
like 0 .. Risorgere Rfl^yer (se) TO RISE 1 — Risorgo Je me relève I rise T =
Risorgi Tu te relèves Thou risest 1 • Risorge Il se relève He rises 1 ..
Risorgiamo Nous nous relevons We rise ) - Risorgete Vous vous relevez You rise
) - Risorgono Ils se relèvent They rise ) . Risorgete Relevez-vous Rise )
Risorgendo Se relevant Rising + — Risorto Relevé Risen + = Risorti Relevés
Risen + . Risorta Relevée Risen -f .. Risorte Relevées Risen ■* RlSOVVENIRSI
Ressouvenir (se) TO RECOLLECT -^ = Mi risovvengo Je me ressouviens I recollect
*^ . Ti risovvieni Tu te ressouviens Thou recollected t s. . . Si risovviene Il
se ressouvient He recollects ? — Ci risovveniamo Nous, nous ressouvenons We
recollect p = Vi risovvenite Vous vous ressouvenez You recollect p . Si
risovvengono Ils se ressouviennent They recollect P' .. Mi riso v verrò Je me
ressouviendrai I shall recollect V — Ti risovverrai Tu te ressouviendras Thou wilt
recollect V = Si risovverra Il se ressouviendra He will recollect v . Ci
risovverremo N. nous ressouviendrons We shall recollect V .. Vi risovverrete
Vousvous ressouviendrez You will recollect 0 — Si risovverranno Ils se
ressouviendront They will recollect 0 => Risovvenitevi Ressouvenez-vous
Recollect 0 . Risovvenendosi Se ressouvenant Recollecting 0 .. Risovvenuo
Ressouvenu Recollected / - Risovvenuti Ressouvenus Recollected 1 = Risovvenuta
Ressouvenue Recollected / • Risovvenute Ressouvenues Recollected / ••
Risparmiare Er-ÀRGiSER (MÉNAGER) To save A - Risparmio J'épargne I save A =
Risparmi Tu épargnes Thou savest A . Risparmia Il épargne He saves A ••
Risparmiamo Nous épargnons We save T- Risparmiate Vous épargnez You save T =
Risparmiano Ils épargnent They save T . Risparmiava J'épargnais. I saved ÒSO
VERBI, VERBES. L - Risparmiava Il épargnait L = Risparmiavamo Nous épargnions L
• Risparmiavate Vous épargniez L - Risparmiavano Ils épargnaient ( - Risparmiai
J'épargnai ( = Risparmiasti Tu épargnas ( • Risparmiò Il épargna ( ..
Risparmiammo Nous épargnâmes H- Risparmiaste Vous épargnâtes H = Risparmiarono
Ils épargnèrent H • Non risparmieró Je n'épargnerai pas H •• Risparmieró
J'épargnerai 1 - Vi risparmieró Je vous épargnerai 1 = Risparmierai Tu épargneras
1 • Risparmierà Il épargnera 1 .. Risparmieremo Nous épargnerons o —
Risparmierete Vous épargnerez o ■ = Mi risparmierete Vous m'épargnerez 0 .
Risparmieranno Ils épargneront 0 .. Risparmiando Épargnant 1- Risparmiato
Épargné 1 == Risparmiati Épargnés 1 . Risparmiata Épargnée 1 ... Risparmiate
Épargnées ) - Rispettare Respecter ) = Rispettarmi Me respecter ) . Rispettarvi
Vous respecter ) . Rispettarlo Le respecter + — Rispetto Je respecte + = Vi
rispetto Je vous respecte + . Rispetti Ta respectes + .-. Rispetta 11 respecte
~>* Non rispetta Il ne respecte pas ^s = Rispettiamo Nous respectons- ^ .
Rispettate Vous respectez ^s. .. Non rispettate Vous ne respectez pas p -
Rispettano Ils respectent p = Rispettava Je respectais p . Rispettava Il respectait
p .. Rispettavamo Nous respections V - Rispettavate Vous respectiez V " =
Rispettavano Ils respectaient v .. Rispettai Je respectai V •• Rispettasti Tu
respectas 0 — Rispettò Il respecta 0 = Rispettammo Nous respectâmes 0 .
Rispettaste Vous respectâtes 0 .. Rispettarono Ils respectèrent / ~ Rispetterò
Je respecterai / = Vi rispetterò Je vous respecterai / . Rispetterai Tu
respecteras / ». Rispetterà Il respectera A — Rispetteremo Nous respecterons A
= Se non rispetterete Si vous ne respectez p A . Rispetterete Vous respecterez
. A .. Rispetteranno Ils respecteront T- Rispettate Respectez T = Rispettando
Respectant T . Rispettato Respecté VERBS. He saved We saved You saved They
saved I saved Thou savedst He saved We saved You saved They saved I shall do
not save I shall save I shall save you Thou wilt save He will save We shall
save You will save You will save me They will save Saving Saved Saved Saved
Saved To RESPECT To respect me To respect you To respect him I respect I
respect you Thou respectest He respects He does not respect We respect You
respect You do not respect They respect I respected He respected We respected
You respected They respected I respected Thou respectedst He respected We
respected You respected They respected I shall respect I shall respect you Thou
wilt respect He will respect We shall respect If you do not respect You will
respect They will respect Respect Respecting Respected VERBI. VERBES. VERBS. 38
L - Rispettati Respectés Respected L = Rispettata Respectée Respected L •
Rispettate Respectées Respected L •• RlSPINGERE Repousser To REPULSE ( -
Rispinto Repoussé Repulsed ( = Rispinti Repoussés Repulsed ( • Rispinta
Repoussée Repulsed ( •• Rispinte Repoussées Repulsed H- RlSPLENDERE ÊTRE
ÉCLATANT TO BE BRILLIANT H = Risplendo Je suis éclatant I am brilliant H •
Risplendi Tu es éclatant Thou art brilliant H •• Risplende Il est éclatant He
is brilliant 1 - Risplendiamo Nous sommes éclatants We are brilliant 1 =
Risplendete Vous êtes éclatants You are brilliant 1 • Risplendono Ils sont éclatants
They are brilliant 1 •• Risplendeva J'étais éclatant I was brilliant o —
Risplendevi Tu étais éclatant Thou wast brilliant o = Risplendeva Il était
éclatant He was brilliant o . Risplendevamo Nous étions éclatants We were
brilliant 0 .. Risplendevate Vous étiez éclatants You were brilliant 1 -
Risplendevano Ils étaient éclatants They were brilliant 1 = Risplenderai Tu
seras éclatant Thou wilt be brilliant 1 . Risplenderà Il sera éclatant He will
be brilliant 1 .. Risplenderete Vous serez éclatants You will be brilliant ) -
Risplenderanno Ils seront éclatants They will be brilliant ) = Risplendendo
Étant éclatant Being brilliant ) Risplenduto Été éclatant Been brilliant ) ..
Risplenduti Été éclatants Been brilliant + — Risplenduta Été éclatante Been brilliant
+ = Risplendute Été éclatantes Been brilliant + . Rispondere RÉPONDRE To ANSWER
+ .. Rispondermi Me répondre To answer me "■», — Rispondervi Vous répondre
To answer you ■>»» = Rispondo Je réponds I answer ^ . Vi rispondo Je vous
réponds I answer you ^> . . Non vi rispondo Je ne vous réponds pas I do not
answer you p - Risponde Tu réponds Thou answerest p = Mi risponde Il me répond
He answers me ? . Risponde Il répond He ansvers ? .. Rispondiamo Nous répondons
We answer V — Non rispondete Vous ne répondez pas You do not answer V =
Rispondete Vous répondez You. answer V • Mi rispondete Vous me répondez You
answer me V .. Non mi rispondete Vous ne me répondez pas You do not answer me 0
— Rispondono Ils répondent They answer 0 = Rispondeva Je répondais I answered 0
. Rispondevi Tu répondais Thou answeredst 0 .. Rispondeva Il répondait He
answered / ~ Rispondevamo Nous répondions We answered / = Rispondevate Vous
répondiez You answered / • Rispondevano Ils répondaient They answered / ••
Risposi Je répondis [ answered A — Rispose Il répondit He answered A =
Rispondemmo Nous répondîmes We answered A ■ Rispondeste Vous répondîtes You
answ ered A •• Risposero Ils répondirent They answered T- Risponderò Je
répondrai I shall answer T = Vi risponderò Je vous répondrai [ shall answer you
T .1 Risponderai Tu répondras Thou wilt answer 382 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Risponderà Il répondra He will answer L — Non risponderà Il ne répondra pas He
will not answer L • Risponderemo Nous répondrons We will answer L •• Risponderete
Vous répondrez You will answer ( - Risponderanno Ils répondront They will
answer ( = Rispondete Répondez Answrer ( • Rispondendo Répondant Answering ( ••
Risposto Répondu Answered H - Rissare Débattre (se quereller) TO QUARREL H =
Rissando Débattant Quarrelling Quarrelled H • Rissato Débattu H •• Rissati
Débattus Quarrelled 1 - Rissata Débattue Quarrelled 1 = Rissate Débattues
Quarrelled 1 • Ristagnare Souder avec de l'étain To SOLDER I •• Ristagnato
Soudé avec de retain Soldered o — Ristagnati Soudés avec de retain Soldered 0 =
Ristagnata Soudée avec de retain Soldered 0 . Ristagnate Soudées avec de
l'étain Soldered 0 .. Ristampare Réimprimer To reprint 1 - Ristampando
Réimprimant Reprinting 1 = Ristampato Réimprimé Reprinted Ristampati Réimprimés
Reprinted Ristampata Réimprimée Reprinted ) — Ristampate Réimprimées Reprinted
) = Ristorare RÉPARER To repair Ristorato Réparé Repaired Ristorati Réparés
Repaired + — Ristorata Réparée Repaired + == Ristorate Réparées Repaired + .
RiSTRiNGERE(ristrignere) Restreindre (resserrer) To restrain + ... Ristringo Je
restreins I restrain ^ — Ristringi Tu restreins Thou restrainest ^ = Ristringe
Il restreint He restrains *^ Ristringiamo Nous restreignons We restrain ^ . .
Ristringete Vous restreigne You restrain p - Ristringono Ils restreignent They
restrain p = Ristringeva Je restreignais I restrained p . Ristringevi Tu
restreignais Thou restrainedst p .. Ristringeva Il restreignait He restrained V
— Ristringevamo Nous restreignions We restrained v - Ristringevate Vous
restreigniez You restrained V - Ristringevano Ils restreignaient They
restrained v .. Ristringerò Je restreindrai I shall restrain 0 — Ristringerai
Tu restreindras Thou wilt restrain 0 = Ristringerà Il restreindra He will
restrain 0 . Ristringeremo Nous restreindrons We shall restrain 0 ..
Ristringerete Vous restreindrez You will restrain / - Ristringeranno Ils
restreindront They will restrain / = Ristringendo Restreignant Restraining / ■
Ristretto Restreint Restrained / •• Ristretti Restreints Restrained A —
Ristretta Restreinte Restrained A = Ristrette Restreintes Restrained A •
Risultare Résulter To RESULT A •• Risulta Il résulte It results T- Risultava Il
résultait It resulted VERBI. VERBES. VERBS. òbò 1 L. — Risultò [1 résulta [t
resulted L = Risulterà Il résultera It will result L • Risultato Résulté
Resulted L •• Risultati Résultés Resulted ( - Risultata Résultée Resulted ( =
Risultate Résultées Resulted ( • Risuscitare Ressusciter To raise from the dead
( •• Risuscitando Ressuscitant Raising from the dead H - Risuscitato Ressuscité
Raised from the dead H = Risuscitati Ressuscites Raised from the dead H .
Risuscitata Ressuscitée Raised from the dead H •• Risuscitate Ressuscitées
Raised from the dead 1 - Risvegliare RÉVEILLER To AWARE I = Risveglio Je réveille
I awake 1 • Risvegli Tu réveilles Thou awakest t •• Risveglia Il réveille He
awakes o — Risevgliate Vous réveillez You awake o = Risvegliano Ils réveillent
They awake 0 . Risvegliava Je réveillais I awoke o .. Risvegliavi Tu réveillais
Thou a wok est 1 - Risvegliava Il réveillait He awoke 1 = Risvegliavamo Nous
réveillions We awoke 1 . Risvegliavate Vous réveilliez You awoke 1 ..
Risvegliavano Ils réveillaient They awoke ) - Risvegliai Je réveillai I awoke )
= Risvegliasti Tu réveillas Thou awokest ) . Risvegliò Il réveilla He awoke )
.. Risvegliammo Nous réveillâmes We awoke -f — Risvegliaste Vous réveillâtes
You awoke + = Risvegliarono Ils réveillèrent They awoke + . Risveglieró Je
réveillerai I shall awake + •• Risveglerai Tu réveilleras Thou wilt awake •^ —
Risveglierà Il réveillera He will awake *>i = Risveglieremo Nous
réveillerons We shall awake *■>. . Risveglierete Vous réveillerez You will
awake ■*»» . . Risveglieranno Ils réveilleront They will awake p - Risvegliando
Réveillant Awaking p = Risvegliato Réveillé Awaked p . Risvegliati Réveillés
Awaked p .. Risvegliata Réveillée Awaked V — Risvegliate Réveillées Awaked V =
Ritagliare Recouper To CUT AGAIN V • Ritagliato Recoupé Cut again V ..
Ritagliati Recoupés Cut again 0 — Ritagliata Recoupée Cut again 0 = Ritagliate
Recoupées Cut again 0 . Ritardare Retarder TO DELAY o .. Ritardo Je retarde I
delay / - Ritardi Tu retardes Thou delavest / = Ritarda Il retarde He delays /
. Ritardiamo Nous retardons We delay / .. Ritardate Vous retardez You delay A -
Ritardano Ils retardent They delay A = Ritardava Je retardais T delayed A .
Ritardava Il retardait He delayed A •• Ritardavamo Nous retardions We delayed T
- Ritardavate Vous retardiez You delayed T = Ritardavano Ils retardaient They
dcla\ ed 384 VERBI. VERBES. VERBS. L - Ritardai Je retardai ï delayed L «=
Ritardasti Tu retardas Thou delayedst L • Ritardò Il retarda He delayed L ••
Ritardammo Nous retardâmes We delayed i - Ritardaste Vous retardâtes You
delayed ( = Ritardarono Ils retardèrent They delayed ( . Ritarderò Je
retarderai I shall delay ( •• Ritarderai Tu retarderas Thou wilt delay H -
Ritarderà Il retardera He will delay H = Ritarderemo Nous retarderons We shall
delay H . Ritarderete Vous retarderez You will delay H .. Ritarderanno Ils retarderont
They will delay 1 - Ritardando Retardant Delaying Ritardato Retardé Delayed 1 •
Ritardati Retardés Delayed 1 •• Ritardata Retardée Delayed o — Ritardate
Retardées Delayed o = Ritenere Retenir To RETAIN 0 . Ritengo Je retiens I
retain 0 .. Ritieni Tu retiens Thou retainest 1 - Ritiene Il retient He retains
1 = Ritenghiamo Nous retenons We retain 1 . Ritenete Vous retenez You retain 1
.. Ritengono Ils retiennent They retain ) - Riteneva Je retenais I retained ) =
Ritenevi Tu retenais Thou retainedst ) . Riteneva Il retenait He retained ) ..
Ritenevamo Nous retenions We retained + — Ritenevate Vous reteniez "You
retained + ta Ritenevano Ils retenaient They retained + . Ritenni Je retins I
retained + .. Ritenesti Tu retins Thou retainedst Ritenne Il retint He retained
"•>. œ= Ritenemmo Nous retînmes We retained **>. . Riteneste Vous
retintes You retained "■>> . . Ritennero Ils retinrent They retained
? — Riterrò Je retiendrai I shall retain Riterrai Tu retiendras Thou wilt
retain ? • Riterrà Il retiendra He will retain ? •• Riterremo Nous retiendrons
We shall retain V — Riterrete Vous retiendrez You will retain V = Riterranno
Ils retiendront They will retain v . Ritenendo Retenant Retaining V .. Ritenuto
Retenu Retained e — Ritenuti Retenus Retained 0 = Ritenuta Retenue Retained 0 .
Ritenute Retenues Retained 0 .. RlTIGNERE Teindre de nouveau To DYE AGAIN / -
Rintinto Teint de nouveau Died again / = Ritinti ' Teints de nouveau Died again
/ . Ritinta Teinte de nouveau Died again / •• Ritinte Teintes de nouveau Died
again A — Ritirare Retirer To DRAW OUT A = Ritiro Je retire [ draw out A •
Ritiri Ta retires rhou drawest out A ..| Ritira Il retire He draws out T-l
Ritiriamo Nous retirons We draw out T = Ritirate Vous retirez You draw out
VERBI. VERBES. VERBS. « L - Ritirano Ils retirent They draw out L = Ritirava Je
retirais I drew out Ritiravi Ta retirais Thou drewest out Ritirava Il retirait
He drew out ( — Ritiravamo Nous retirions We drew out ( = Ritiravate Vous
retiriez You drew out Ritiravano Ils retiraient They drew out Ritirai Je
retirai I drew out H- Ritirasti Tu retiras Thou drewest out H = Ritirò Il
retira He drew out H • Ritirammo Nous retirâmes We drew ont H •• Ritiraste Vous
retirâtes You drew out f - Ritirarono Ils retirèrent They drew out 1 = Ritirerò
Je retirerai « I shall draw out 1 . Ritirerai Tu retireras Thou wilt draw out 1
.. Ritirerà Il retirera He will draw out o — Ritireremo Nous retirerons We
shall draw out o = Ritirerete Vous retirerez You will draw out 0 . Ritireranno
Ils retireront They will draw out o .. Ritirando Retirant Drawing out 1 -
Ritirato Retiré Drawn out "1 = Ritirati Retirés Drawn out 1 . Ritirata
Retirée Drawn out 1 .. Ritirate Retirées Drawn out ) - Ritoccare (un ritratto)
Retoucher (un portrait) TO MEND A PICTURE ) = Ritoccato Retouché Mended a
picture ) . Ritoccati Retouchés Mended a picture ) .. Ritogliere Reprendre TO
TAKE BACK _j Ritolto Repris Taken back + = Ritolti Repris Taken back + .
Ritolta Reprise Taken back + .. Ritolte Reprises Taken back s^ Ritorcere Retordre
TO SHEER AGAIN ^ = Ritorto Retordu Sheered again Ritorti Retordus Sheered again
Ritorta Retordue Sheered again ? - Ritorte Retordues Sheered again p =
Ritornare Retourner To RETURN ? . Ritorno Je retourne 1 return p .. Non ritorno
Je ne retourne pas I do not return V — Ritorni Tu retournes Thou relurnest V =
Ritorna Il retourne He returns V . Ritorniamo Nous retournons We return v ..
Ritornate Vous retournez You return 0 — Ritornano Ils retournent They return 0
= Ritornava Je retournais I returned 0 . Ritornavi Tu retournais Thou
returnedst 0 .. Ritornava 11 retournait He returned / - Ritornavamo Nous
retournions We returned / = Ritornavate Vous retourniez You returned / .
Ritornavano Ils retournaient They returned / .. Ritornai Je retournai I returned
A — Ritornasti Tu retournas Thou returnedst A = Ritornò Il retourna He returned
A • Ritornammo Nons retournâmes We returned A •• Ritornaste Vous retournâtes
You returned T- Ritornarono Ils retournèrent They returned T = Ritornerò Je
retournerai I shall return 385 33 38(3 VERBI. VERBES. VERBS. L - Non ritornerò
Je ne retournerai pas I shall not return L = Ritornerai Tu retourneras Thou
wilt return L • Ritornerà Il retournera He will return L •• Ritorneremo Nous
retournerons We shall return ( — Ritornerete Vous retournerez You will return (
= Ritorneranno Ils retourneront They will return ( • Ritornerei Je retournerais
I would return ( .. Ritorneresti Tu retournerais Thou wouldst return H-
Ritornerebbe Il retournerait He would return H = Ritorneremmo Nous retournerions
We would return H • Ritornereste Vous retourneriez You would return ~\ ••
Ritornerebbero Ils retourneraient They would return 1 - Ritornate Retournez
Return 1 = Ritornando Retournant Returning 1 . Ritornato Retourné Returned i ..
Ritornati Retournés Returned o — Ritornata Retournée Returned o = Ritornate
Retournées Returned o . Ritrarre Retirer To DRAW OUT o .. Ritraendo Retirant
Drawing out 1 - Ritratto Retiré Drawn out 1 = Ritratti Retirés Drawn out 1 •
Ritratta Retirée Drawn out 1 .. Ritratte Retirées Drawn out ) - Ritrovare
Retrouver TO FIND AGAIN ) = Ritrovarmi Me retrouver To find me again ) .
Ritrovarvi Vous retrouver To find you again ) •• Ritrovarsi Se retrouver To
find one's self again + - Ritrovarlo Le retrouver To find him again + = Vi ritrovo
Je vous retrouve I find you again 4- . Ritrovo Je retrouve I find again + ..
Non lo ritrovo Je ne le retrouve pas I do not find him again -«■*. — Ritrovi Tu
retrouves Thou findest again ^> = Ritrova Il retrouve He finds again >,
Si ritrova On retrouve One finds again ^» . . Ritroviamo Nous retrouvons We
find again ? - Ritrovate Vous retrouvez You find again ? = Se non trovate Si
vous ne retrouvez pas If you do not find again P • Ritrovano ils retrouvent
They find again ? Ritrovava Je retrouvais I found again V — Ritrovavi Tu
retrouvais Thou foundst again V = Ritrovava Il retrouvait He found again V .
Ritrovavamo Nous retrouvions We found again V .. Ritrovavate Vous retrouviez n
You found again 0 — Ritrovavano Ils retrouvaient They found again 0 — Ritrovai
Je retrouvai I found again 0 . Ritrovasti Tu retrouvas Thou foundst again 0 ..
Ritrovò Il retrouva He found again 1 - Ritrovammo Nous retrouvâmes We found
again / = Ritrovaste Vous retrouvâtes You found again / . Ritrovarono Us
retrouvèrent They found again / • Ritroverò Je retrouverai I shall find again A
— Vi ritroverò Je vous retrouverai I shall find you again A = Ritroverai Tu
retrouveras Thou wilt find again A • Ritroverà' Il retrouvera He will find
again A •■ Ritroveremo Nous retrouverons We shall find again T — Ritroverete
Vous retrouverez You will find again T == Mi ritroverete Vous me retrouverez
You will find me again Ritroveranno lis retrouveront They will find again
VERSI. VERBES. VERBS. Ritrovate Retrouvez Find again Ritrovando Retrouvant Finding
Ritrovato Retrouvé Found Ritrovati Retrouvés Found Ritrovata Retrouvée Found
Ritrovate Retrouvées Found Riunire RÉUNIR TO REUNITE Riunisco Je réunis I
reunite Riunisci Tu réunis Thou reunitest Riunisce Il réunit He reunites
Riuniamo Nous réunissons We reunite Riunite Vous réunissez You reunite
Riuniscono Ils réunissent They reunite Riuniva Je réunissais I reunited Riuniva
Il réunissait He reunited Riunivamo Nous réunissions We reunited Riunivate Vous
réunissiez You reunited Riunivano Ils réunissaient They reunited Riunii Je
réunis I reunited Riunisti Tu réunis Thou reuniteclst Riunì Il réunit He
reunited Riunimmo Nous réuûimes We reunited Riuniste Vous réunîtes You reunited
Riunirono Ils réunirent They reunited Riunirò Je réunirai I shall reunite Riunirai
Tu réuniras Thou wilt reunite Riunirà Il réunira He will reunite Riuniremo Nous
réunirons We shall reunite Riunirete Vous réunirez You will reunite Riuniranno
Ils réuniront They will reunite Riunendo Réunissant Reuniting Riunito Réuni
Reunited Riuniti Réunis Reunited Riunita Réunie Reunited Riunite Réunies
Reunited Riuscire RÉUSSIR To SUCCEED Riesco Je réussis I succeed Se non riesco
Si je ne réussis pas If I do not succeed Riesci Tu réussis Thou succeedest
Riesce Il réussit He succeeds Riusciamo Nous réussissons We succeed Riuscite
Vous réussissez You succeed Riescono Ils réussissent They succeed Riusciva Je
réussissais I succeeded Riuscivano Ils réussissaient They succeeded Riuscii Je
réussis I succeeded Riusci Il réussit He succeeded Riuscimmo Nous réussîmes We
succeeded Riuscirono Ils réussirent They succeeded Riuscirò Je réussirai I
shall succeed Riuscirai Tu réussiras Thou wilt succeed Riuscirà Il réussira He
will succeed Riusciremo Nous réussirons We shall succeed Riuscirete Vous
réussirez You will succeed Riusciranno Ils réussiront They will succeed
Riuscendo Réussissant Succeeding Riuscito Réussi Succeeded Riusciti Réussis
Succeeded Riuscita Réussie Succeeded 387 388 VERBI. VERBES. VERBS. L - Riussite
Réussies Succeeded L = Rivedere Revoir To see again Rivedervi Vous revoir To
see you again Rivederlo Le revoir To see him again ( — Rivedo Je revois I see
again ( = Rivedi Tu revois Thou seest again Rivede Il revoit He sees again
Rivediamo Nous revoyons We see again H- Rivedete Vous revoyez You see again H =
Rivedono lis revoient They see again H • Rividdi Je revis I saw again H -■
Rivedesti Tu revis Thou sawest again 1 - Rividde Il revit He saw again 1 =
Rivedemmo Nous revîmes We saw again 1 . Rivedeste Vous revîtes You saw again 1
•• Rividdero Us revirent They saw again o — Non rivedrò Je ne reverrai pas I
shall not see again o = Rivedrò Je reverrai I shall see again 0 . Vi rivedrò Je
vous reverrai I shall see you again 0 .. Lo rivedrò Je le reverrai I shall see
him again 1 - Rivedrai Tu reverras Thou wilt see again 1 = Rivedrà Il reverra
He will see again 1 . Rivedremo Nous reverrons We shall see again 1 ..
Rivedrete Vous reverrez You will see again ) - Non mi rivedrete Vous ne me
reverrez pas You will not see me again ) = Rivedranno Ils reverront They will
see again ) . Rivedendo Revoyan t Seeing again ) . Riveduto Revu Seen again H
Riveduti Revus Seen again + = Riveduta Revue Seen again + . Rivedute Revues
Seen again + .. Rivelare Révéler TO REVEAL ">>> — Rivelato Révélé
Revealed *«•« == Rivelati Révélés Revealed ^ Rivelata Révélée Revealed «-S. ..
Rivelate Révélées Revealed 0 — Rivenire Revenir To RETURN p = Rivengo Je
reviens I return p . Non rivengo Je ne reviens pa I do not return p .. Rivieni
Tu reviens Thou returnest V — Riviene Il revient He returns V = Riveniamo Nous
revenons We return v . Rivenite Vous revenez You return V .. Non rivenite Vous
ne revenez You do not return / - Rivengono Ils reviennent They return Riveniva
Je revenais I returned / • Riveniva Il revenait He returned / •■ Rivenivamo
Nous revenions We returned 0 — Rivenivate Vous reveniez You returned 0 =
Rivenivano Ils revenaient They returned 0 . Rivenni Je revins I returned 0 ..
Rivenne Il revint He returned A — Rivenimmo Nous revînmes We returned A =
Riveniste Vous revîntes You returned A . Rivennero Ils revinrent They returned
A •• Riverrò Je reviendrai I shall return T - Non riverrò Je ne reviendrai pas
I shall not return T = Riverrai Tu reviendras Thou wilt return T Riverrà Il
reviendra He will return VERBI. Riverremo Riverrete Riverranno Rivenite Se non
rivenissi Rivenendo Rivenuto Rivenuti Rivenuta Rivenute Riverberare Riverberato
Riverberati Riverberata Riverberate Riverire Riverirvi Riverisco Vi riverisco
Riverisci Riverisce Riveriamo Riverite Riveriscono Riverite Riverito Riveriti
Riverita Riverite Rivestire Rivestito Rivestiti Rivestita Rivestite Rivocare
Rivocato Rivocati Rivocata Rivocate Rivolgere Rivolgo Rivolgi Rivolge
Rivolgiamo Rivolgete Rivolgono Rivolgeva Rivolgeva Rivolgevamo Rivolgevate
Rivolgevano Rivolsi Rivolse Rivolgemmo A ..Rivolgeste A ..Rivolsero T
—[Rivolgerò T =" Rivolgerai VERBES. Nous reviendrons Vous reviendrez Tls
reviendront Revenez Si je ne revenais pas Revenant Revena Revenus Revenue
Revenues Réverbérer Réverbéré Réverbérés Réverbérée Réverbérées Révérer Vous
révérer Je révère Je vous révère Ta révères Il révère Nous révérons Vous
révérez Ils révèrent Révérez Révéré Révérés Révérée Révérées Rhabiller Rhabillé
Rhabillés Rhabillée Rhabillées Révoquer Révoqué Révoqués Révoquée Révoquées
Retourner Je retourne Tu retournes Il retourne Nous retournons Vous retournez
Ils retournent Je retournais Il retournait. Nous retournions Vous retourniez
Ils retournaient Je retournai Il retourna Nous retournâmes Vous retournâtes Ils
retournèrent Je retournerai Tu retourneras VERBS, 389 We shall return You will
return They will return Return If I did not return Returning Returned Returned
Returned Returned . To reflect Reflected Reflected Reflected Reflected To
REVERE To revere you I revere I revere you Thou reverest He reveres We revere
You revere They revere Revere Revered Revered Revered Revered TO DRESS AGAIN
Dressed again Dressed again Dressed again Dressed again TO REVOKE Revoked
Revoked Revoked Revoked To return (to revolve ) I return Thou returnest He
returns We return You return They return I returned He returned We returned You
returned They returned I returned He returned We returned You returned They
returned I shall return Thou wilt return 33. 390 VÈRBI. L - Rivolgerà L =
Rivolgeremo Rivolgerete Rivolgeranno ( — Rivolgete ( = Rivolgendo Rivolto
Rivolti H- Rivolta H = Rivolte H - Rivoltare H -• Rivoltato 1 - Rivoltati 1 =
Rivoltata 1 • Rivoltate 1 •• Rizzare o — Rizzando o = Rizzato 0 . Rizzati o ..
Rizzata "1 - Rizzate 1 = Rodere 1 . Rode 1 .. Rodono ) - Lo rodeva ) =
Rodeva ) . Rodendo ) .. Roso + — Rosi + = Rosa + . Rose + .. Rogare ^x Rogando
-^ = Rogato •^x . Rogati *N* .. Rogata ? - Rogate ? = Rombare p . Romba p ..
Rombano V — Rombava V = Rombavano V . Rombando v .. Rombato 0 — Rompere 0 =
Rompo 0 . Rompi 0 .. Rompe 1 - Rompiamo / = Rompete J . Rompono 1 .. Rompeva A
— Rompevi A = Rompeva A - Rompevate A •• Rompevamo T - Rompevano T = Ruppi
VERBES. VERBS. TI retournera He wiH return Nous retournerons We shall return
Vous retournerez You will return Ils retourneront They will return Retournez
Return Retournant Returning Retourné Returned Retournés Returned Retournée
Returned Retournées Returned Renverser TO THROW DOWN Renversé Thrown down
Renversés Thrown down Renversée Thrown dowu Renversées Thrown down Dresser To
set up Dressant Setting up Dressé Set up Dressés Set up Dressée Setup Dressées
Set up Ronger To GNAW Il ronge He gnaws Ils rongent They gnaw Le rongeait
Gnawed him Il rongeait He gnawed Rongeant Gnawing Rongé Gnawed Rongés Gnawed
Rongée Gnawed Rongées Gnawed Dresser un acte TO DRAW UP A DEEU Dressant un acte
Drawing up a deed Dressé un acte Drawn up a deed Dressé (ont été) des actes
Drawn up a deed Dressé un acte Drawn up a deed Dressé un acte Drawn up a deed
Bourdonner To BUZ Il bourdonne It buzzes Ils bourdonnent They buz Il
bourdonnait It buzzed Us bourdonnaient They buzzed Bourdonnant Buzzing
Bourdonné Buzzed Rompre To BREAK Je romps I break. Tu romps Thou breakest Il
rompt He breaks Nous rompons We break Vous rompez You break Us rompent They break
Je rompais I broke Tu rompais Thou brokest Il rompait He broke Nous rompions We
broke Vous rompiez You broke Ils rompaient They broke Je rompis I broke VERBI.
VERBES. VERBS. ÓVl L — Rompesti Tu rompis Thou brokest L — Ruppe Il rompit He
broke Rompemmo Nous rompîmes We broke Rompeste Vous rompites You broke ( —
Ruppero Ils rompirent They broke ( = Romperò Je romprai I shall break Romperai
Tu rompras Thou wilt break Romperà Il rompra He will break H- Romperemo Nous
romprons We shall break H = Romperete Vous romprez You will break H •
Romperanno Ils rompront They will break -\ •• Non mi rompate Ne me cassez pas
Do not break me 1 - Rompendo Rompant Breaking 1 = Rotto Rompu Broken 1 . Rotti
Rompus Broken 1 •- Rotta Rompue Broken o — Rotte Rompues Broken o = Ronzare
Bruire To RUSTLE 0 . Ronza Il bruit It rustles o .. Ronzano Ils bruissent They
rustle 1 - "1 = Ronzava Il bruissait It rustled Ronzavano Us bruissaient
They rustled "] . Ronzando Bruissant Rustling 1 ■. Ronzato Brui Rustled )
— Rosicare Ronger peu a peu TO GNAW LITTLE BY LITTLE ) = Rosicato Rongé peu à
peu Gnawed little by little ) . Rosicati Rongés peu à peu. Gnawed little by
little ) •• Rosicata Rongée peu à peu Gnawed little by little + — Rosicate
Rongées peu à peu Gnawed little by little + = Rotolare Rouler To ROLL + .
Rotola Il roule It rools + .. Rotolava Il roulait It rolled \ — Rotolando
Roulant Rolling *»«. =3 Rotolato Roulé Rolled *^. . Rotolati Roulés Rolled -^
Rotolata Roulée Rolled p - Rotolate Roulées Rolled p = Rotondare Arrondir TO
MAKE ROUND ? . Rotondato Arrondi Made round p .. Rotondati Arrondis Made round
V — Rotondata Arrondie Made round V = Rotondate Arrondies Made round V .
Rovesciare Renverser TO OVERTHROW v .. Rovesciando Renversant Overthrowing 0 —
Rovesciato Renversé Overthrown 0 = Rovesciati Renversés Overthrown 0 .
Rovesciat Renversée Overthrown 0 .. Rovesciate Renversées Overthrown 1 -
Rovinare Tomber en ruines To FALL INTO RUINS 1 = Rovina Il tombe en ruines It
falls into ruins / . Rovinano Ils tombent en ruines They fall into ruins / ..
Rovinava Il tombait en ruines It fell into ruins A - Rovinavano Us tombaient en
ruines They fell into ruins A = Rovinò Il tomba en ruines It fell into tarns A
• Rovinarono Ils tombèrent en ruines They fell into ruins A •• Rovinerà Il tombera
en ruines It will fall into ruins T - Rovineranno Us tomberont en ruines They
will fall into ruins T = Rovinando Tombant en ruines Falling into ruins
Rovinato Rovinati Rovinata Rovinate Rubare Rubo Rubi Ruba Rubate Rubano Rubava
Rubavano Rubasti Rubò Rubaste Rubarono Rubando Rubato Rubati Rubata Rubate
Rugumare Ruguma Rugumano Ruguniato Ruotolare (t. di mar.) Ruotola Ruotolava
Ruotolando Ruotolato Ruotolati Ruotolata Ruotolate Ruzzare Ruzzando ■ •1
Ruzzato VERBES. VERBS. Tombé en ruines Fallen into ruins Tombés en ruines
Fallen into ruins Tombée en ruines Fallen into ruins Tombées en ruines Fallen
into ruins Voler To ROB Je vole I rob Ta voles Thou robbest Il vole He robs
Vous volez You rob Ils volent They rob Il volait He robbed Ils volaient They
robbed Tu volas Thou robbedst Il vola He robbed Vous volâtes You robbed Ils
volèrent They robbed Volant Robbing Volé Robbed Volés Robbed Volée Robbed
Volées Robbed Ruminer TO RUMINATE Il rumine Ruminated Ils ruminent Ruminated
Ruminé Ruminated Rouler (balancemt du To ROLL Il roule [vaisseau) It rools Il
roulait It rolled Roulant Rolling Roulé Rolled Roulés Rolled Roulée Rolled
Roulées Rolled Folâtrer TO DALLY Folâtrant Dallying Folâtré Dallied
—[Saccheggiare =j Saccheggiato . j Saccheggiati Saccheggiata Saccheggiate
Sacramentare Sacramentato Sacramentati Sacramentata Sacramentate Sacrificare
Sacrificarmi Sacrificarvi Sacrifico Mi sacrifico Sacrifichi Sacrifica Saccager
(piller) Saccagé Saccagés Saccagée Saccagées Administrer les sacre ments.
Administré les sacrem. Administré les sacrem. Administré les sacrem. Administré
les sacrem. SACRD7IER Me sacrifier Vous sacrifier Je sacrifie Je me sacrifie Tu
sacrifies Il sacrilie To PILLACE Pillaged Pillaged Pillaged To administer tue
sa- crement Administered the sacr. Administ. the sacrement Administ. the
sacrement Administ. the sacrement To SACRIFICE To sacrifice me To sacrifice you
I sacrifice I sacrifice myself Thou sacrifices t He sacrifices VERBI. VERBES.
VERBS. 393 Sacrifichiamo Nous sacrifions We sacrifice Sacrificate Vous
sacrifiez You sacrifice Mi sacrificate Vous me sacrifiez You sacrifice me
Sacrificano Ils sacrifient They sacrifice Sacrificava Je sacrifiais I
sacrificed Sacrificavi Tu sacrifiais Thou sacrificedst Sacrificava Il
sacrifiait He sacrificed Sacrificavamo Nous sacrifiions We sacrificed Sacrifica
vate Vous sacrifiiez You sacrificed Sacrificavano Ils sacrifiaient They
sacrificed Sacrificai Je sacrifiai I sacrificed Sacrificasti Tu sacrifias Thou
sacrificedst Sacrificò Il sacrifia He sacrificed Sacrificammo Nous sacrifiâmes
We sacrificed Sacrificaste Vous sacrifiâtes You sacrificed Sacrificarono Ils
sacrifièrent They sacrificed Sacrificherò Je sacrifierai I shall sacrifice
Sacrificherai Tu sacrifieras Thou wilt sacrifice Sacrificherà Il sacrifiera He
Avili sacrifice Sacrificheremo Nous sacrifierons We shall sacrifice
Sacrificherete Vous sacrifierez You will sacrifice Sacrificheranno Ils
sacrifieront They will sacrifice Sacrificando Sacrifiant Sacrificing
Sacrificato Sacrifié Sacrificed Sacrificati Sacrifiés Sacrificed Sacrificata
Sacrifiée Sacrificed Sacrificate Sacrifiées Sacrificed Saettare Darder To dart
Saettato Dardé Darted Saettati Dardés Darted Saettata Dardée Darted Saettate
Dardées Darted Salare Saler To salt Salato Salé Salted Salati Salés Salted Salata
Salée Salted Salate. Salées Salted Salariare Salarier To give a salart
Salariato Salarié Given a salary Salariati Salariés Given a salary Salariata
Salariée Given a salary Salariate Salariées Given a salary Saldare Solder To
SOLDER Saldato Soudé Soldered Saldati Soudés Soldered Saldata Soudée Soldered
Saldate Soudées Soldered Saldare (un conto) Solder TO BALANCE AN ACCOUNT
Saldato Soldé Balanced Saldati Soldés Balanced Saldata Soldée Balanced Saldate
Soldées Balanced Salire Monter To GO UP Salgo Je monte I go up Sali Tu montes
Thou gost up Sale Il monte He goes up Saliamo Nous montons We go up Salite Vous
montez You go up 394 VERBI. VERBES. VERBS. L - Salgono Ils montent They go up L
= Saliva Je montais I went up L • Salivi Tu montais Thou wentst up L •• Saliva
Il montait He went up ( - Salivamo Nous montions We went up ( = Salivate Vous
montiez You went up ( • Salivano Ils montaient They went up ( •• Salii Je
montai I went up H- Salisti Tu montas Thou wents up H = Sali Il monta He went
up H • Salimmo Nous montarne We went up H •• Saliste Vous montâtes You went up
1 - Salirono Ils montèrent They went up 1 = Salirò Je monterai I shall go up 1
- Salirai Tu monteras Thou wilt go up 1 •• Salirà 11 montera He will go up o —
Saliremo Nous monterons We shall go up o == Salirete Vous monterez You will go
up 0 . Saliranno Ils monteront They will go up 0 .. Salite Montez Go up 1 -
Salendo Montant Going up 1 = Salito Monté Gone up 1 . Saliti Montés Gone up 1
.. Salita Montée Gone up ) - Salite Montées Gone up ) = Salpare ( t. di mar. )
Serper (lever l'ancre) TO WEIGH ANCHOR ) . Salpa Il serpe He weighs anchor ) ..
Salpano Ils serpent They weigh anchor + — Salpava Il serpait He weighed anchor
+ = Salpavano Ils serpaient They weighed anchor + . Salpò Il serpa He weighed anchor
+ .. Salparono Ils serpirent They weighed anchor s Salpato Serpé Weighed anchor
""«■s = Saltare Sauter To LEAP ^s. . Salto Je saute I leap **-s .-
Salti Tu sautes Thou leapest ? - Salta Il saute He leaps p = Saltiamo Nous
sautons We leap p . Saltate Vous sautez You leap p .. Saltano Ils sautent They
leap V — Saltava Je sautais I was leaping V = Saltavi Tu sautais Thou wast
leaping v . Saltava 11 sautait He was leaping v .. Saltavamo Nous sautions We
were leaping 0 — Saitavate Vous sautiez You were leaping 0 = Saltavano Us
sautaient They were leaping 0 . Saltai Je sautai I leapt 0 .. Saltasti Tu
sautas Thou leaptst 1 - Saltò Il sauta He leapt 1 = Saltammo Nous sautâmes We
leapt / . Saltaste Vous sautâtes You leapt / .. Saltarono Ils sautèrent They leapt
A - Salterò Je sauterai [ shall leap A = Salterai Tu sauteras Thou wilt leap A
• Salterà Il sautera He will leap A .. Salteremo Nous sauterons We shall leap T
- Salterete Vous sauterez You will leap T = Salteranno Ils sauteront They will
leap T • Saltando ! Sautant Leaping VERBI. VERBES. VERBS L - Saltato Sauté
Leapt L = Saltati Sautés Leapt L • Saltata Sautée Leapt L •• Saltate Sautées
Leapt ( - Saltellare Sautiller To Jump ( = Saltellato Sautillé Jumped ( •
Salutare Saluer To SALUTE ( •• Salutarvi Vous saluer To salute you H -
Salutarlo Le saluer To salute him H = Saluto Je salue Salute H • Vi saluto Je
vous salue I salute you H -• Saluti Tu salues Thou salutest i — Vi saluta Vous
salue Salutes you 1 = Saluta Il salue He salutes 1 - Non saluta Il ne salue pas
He does not salute 1 -. Vi saluta Il vous salue He salutes you o — Ti saluta Te
salue Salute thee o = Salutiamo Nous saluons We salute 0 . Salutate Vous saluez
You salute 0 .. Salutano Ils saluent They salute 1 - Vi salutano Vous saluent
Salute you 1 = Salutava Je saluais I saluted 1 . Lo salutava Je le saluais I
saluted him 1 .. Salutava Il saluait He saluted ) - Mi salutava Il me saluait
He saluted me ) = Salutavamo Nous saluions We saluted ) . Salutavate Vous
saluiez You saluted ) .. Salutavano Ils saluaient They saluted + — Salutai Je
saluai I saluted 4- = Salutò Il salua He saluted 4- . Salutammo Nous saluâmes
We saluted + . . Salutaste Vous saluâtes You saluted -^ — Salutarono Ils
saluèrent They saluted ^ = Saluterò Je saluerai I shall salute >v» .
Saluterai Tu salueras Thou wilt salute «^ .. Saluterà Il saluera He will salute
p — Saluteremo Nous saluerons We shall salute p = Saluterete Vous saluerez You
will salute p . Saluteranno Ils salueront They will salute p .. Salutate Saluez
Salute V- Salutando Saluant Saluting V = Salutato Salué Saluted v . Salutati
Salués Saluted v .. Salutata Saluée Saluted 0 — Salutate Saluées Saluted 0 =
Saltare Sauver TO SAVE a . Salvarmi Me sauver To save me o .. Salvarvi Vous
sauver To save you 1 - Salvarlo Le sauver To save him 1 = Salvo Je sauve I save
1 • Salvi Tu sauves Thou savest 1 •• Salva Il sauve He saves A — Salviamo Nous
sauvons We save A = Salvate Vous sauvez You save A - Salvano Ils sauvent They
save A •• Salvava Je sauvais I saved T - Salvavi Tu sauvais Thou saveds1 T =
Salvava Il sauvait He saved 395 396 VERBI. L -I Salvavamo L = Salvavate L •
Salvavano L •• Salvai ( - Salvasti ( = Salvò ( • Salvammo ( •• Salvaste H-
Salvarono -!•= Salverò -\ • Salverai H •• Salverà 1 - Salveremo 1 = Salverete
Salveranno l •• Salvate o — Salvando o — Salvato 0 . Salvati 0 .. Salvata 1 -
Salvate 1 = Sahare i : Sanando i •• Sanato ) — Sanati ) = Sanata ) . Sanate )
.. Santificare H Santificato -f = Santificati + . Santificata _j_ Santificate
■^ Sapere ^ = Saperlo \ . Lo so •^ .. So p _ Non so P = Non lo so P - Sai ? -•
Si sa V — Sa V = Non si sa V . Sappiamo v .. S on sappiamo 0 — Sapete 0 = Non
sapete 0 . Sanno 0 .. Non sanno / - Lo sapeva / = Sapeva / • Non sapeva / ••
Non lo sapeva A — Sapevi A = Sapeva A - Non sapevamo A •• Sapevamo T- Lo
sapevamo T = Sapevate T • Sapevano VERBES. VERBS. Nous sauvions We saved Vous
sauviez You saved Ils sauvaient They saved Je sauvai I saved Tu sauvas Thou
savedst Il sauva He saved Nous sauvâmes We saved Vous sauvâtes You saved Ils
sauvèrent They saved Je sauverai I shall save Tu sauveras Thou wilt save Il
sauvera He will save Nous sauverons We shall save Vous sauverez You will save
Ils sauveront They will save Sauvez Save Sauvant Saving Sauvé Saved Sauvés
Saved Sauvée Saved Sauvées Saved Guérir To CURE Guérissant Curing Guéri Cured
Guéris Cured Guérie Cured Guéries Cured Sanctifier To SANCTIFY Sanctifié
Sanctified Sanctifiés Sanctified Sanctifiée Sanctified Sanctifiées Sanctified
Sayoir To KNOW Le savoir To know it Je le sais I know it Je sais I know Je ne
sais pas I do not know Je ne le sais pas I do not know it Tu sais Thou knowest
On le sait They know Il sait He knows On ne sait pas They do not'know Nous
savons We know Nous ne savons pas We do not know Vous savez You know Vous ne
savez pas You do not know Ils savent They know Ils ne savent pas They do not
know Je le savais I knew it Je savais I knew Je ne savais pas I did not know Je
ne le savais pas I did not know it Tu savais Thou k newest Il savait He knew
Nous ne savions pas We did not know Nous savions We knew Nous le savions We
knew it Vous saviez You knew l Ils savaient They knew VERBI. VERBES. VERBS. 397
L - Seppi Je sus I knew L = Lo seppi Je le sus I knew it L . Sapesti Tu sus
Thou knewest L .. Seppe Il sut He knew ( - Sapemmo Nous sûmes We knew ( =
Sapeste Vous sûtes You knew ( • Seppero Us surent They knew ( .. Saprò Je
saurai I shall know H - Lo saprò Je le saurai I shall know it H = Saprai Tu
sauras Thou wilt know H • Lo saprai Tu le sauras Thou wilt know it H •• Non lo
saprai Tu ne le sauras pas Thou wilt not know it 1 - Saprà Il saura He will
know- 1 = Lo saprà Il le saura He will know it 1 Sapremo Nous saurons We shall
know 1 .. Non sapremo Nous ne saurons pas We shall not know o — Saprete Vous
saurez You will know o = Non saprete Vous ne saurez pas You will not know o .
Non lo saprete Vous ne le saurez pas You will not know it o .. Sapranno Ils
sauront They will know 1 - Non lo sapranno Ils ne le sauront pas They will not
know it 1 = Saprei Je saurais I would know 1 . Non saprei Je ne saurais I would
not know 1 .. Sapresti Tu saurais Thouwouldst know ) - Saprebbe Il saurait He
would know ) = Non saprebbe Il ne saurait pas He would not know ) . Sapremmo
Nous saurions We would know ) .• Sapreste Vous sauriez You would know H Non
sapreste Vous ne sauriez pas You would not know -+- = Saprebbero Ils sauraient
They would know ■+■ • Non saprebbero Us ne sauraient pas They would not know +
•• Sappi Sache Know ■^s Sappia Qu'il sache Let him know ^ — Sappiamo Sachons
Let us know ^-. . Sappiate Sachez Know "*>S .. Sappiate mi dire Sachez
me dire Tell me P « Sappiano Qu'ils sachent Let them know P = Ch'io sappia Que
je sache That I may know P . Che sappia Que tu saches That thou mayst know P ••
Che sappia Qu'il sache That he may know V — Che sappiamo Que nous sachions That
we may know V = Che sappiate Que vous sachiez That you may know V . Che
sappiano Qu'ils sachent That they may know v .. Che sapessi Que je susse That I
might know 0 — Sapessi Que tu susse That thou mightst know 0 = Sapesse Qu'il
sût That he might know 0 . Sapessimo Que nous sussions That we might know 0 ..
Sapeste Que vous sussiez That you might know / - Sapessero Qu'ils sussent That
they might know / - Se sapessi Si je savais If I knew / . Se lo sapessi Si je
le savais If I knew it / .. Se tu sapessi Si tu savais If thou knewest A — Se
sapesse S'il savait If he knew A = Se si sapesse Si on le savait If one knew it
A • Se sapessimo Si nous savions If we knew A .. Se sapeste Si vous saviez If
you knew T — Se sapessero S'ils savaient If they knew T = Sapendo Sachant
Knowing T • Saputo Su Known T •• Saputa Sue Known Sboccato ) .. Sboccati + —
Sboccata + = Sboccate + . Sbranare + .. Sbrana ■*»> — Sbranato ■^ _ Sbranati
•^ Sbranata "^ . . Sbranate p Sbrigare p = Sbrigo p Mi sbrigo p . .
Sbrighi V — Sbriga V = Sbrighiamo V . Sbrigate V .. Non vi sbrigate 0 —
Sbrigano 0 = Sbrigatevi 0 . Sbrigato 0 .. Sbrigati I - Sbrigata 1 = Sbrigate 1
. Sbucare 1 .. Sbucato A — Sbucati A = Sbucata A • Sbucate A •• Sbucciare
verbes. VERBS. Secouant Shaking off Secoué Shaken off Secoués Shaken off
Secouée Shaken off Secouées Shaken off Débander TO DISBAND Débandez Disband
Débandé Disbanded Débandés Disbanded Débandée Disbanded Débandées Disbanded
Effrayer To frighten (despond) Effrayé Frightened. Effrayés Frightened Effrayée
Frightened Effrayées Frightened Faire perdre l'équili- TO MARE ONE LOSE ONE'S
bre EQUILIBRIUM Faisant perdre l'équilibre Making one lose one's eq. Fait
perdre l'équilibre Made one lose one's equil. Fait perdre l'équilibre Made one
lose one's equi. Fait perdre l'équilibre Made one lose one's equi. Fait perdre
l'équilibre Made one lose one's equi. DÉCHARGER (se) TO DISCHARGE Il se
décharge It discharge itself Ils se déchargent They discharge themsel v.
Déchargeant Discharging Déchargé Discharged Déchargés Discharged Déchargée
Discharged Déchargées Discharged Mettre en pièces TO TEAR TO PIECES Il met en
pièces He tears to pieces Mis en pièces Torn to pieces Mis en pièces Torn to
pieces Mise en pièces Torn to pieces Mises en pièces Torn to pieces DÉPÊCHER TO
MAKE HASTE Je dépêche I make haste Je me dépèche I make haste Tu dépêches Thou
makest haste Il dépêche He makes haste Nous dépêchons We make haste "Vous
dépêchez You make haste Vous ne vous dépêchez p. I do not make haste Ils
dépêchent They make haste Dépêchez-vous Make haste Dépêché Made haste Dépêchés
Made haste Dépêchée Made haste Dépêchées Made haste Sortir d'un trou TO GET OUT
OF A HOLE Sorti d'un trou Got out of a hole Sortis d'un trou Got out of a hole
Sortie d'un trou Got out of a hole Sorties d'un trou Got out of a hole
ÉPLUCHER; To PEEL VERBI. VERBES, VERBS. 401 Sbucciato Épluché Peeled Sbucciati
Épluchés Peeled Sbucciata Épluchée Peeled Sbucciate Épluchées Peeled Scacciare
DÉBUSQUER (CHASSER) TO TURN OUT OF A PLACE Scacciato Débusqué Turned out of a
place Scacciati Débusqués Turned out of a place Scacciata Débusquée Turned out
of a place Scacciate Débusquées Turned out of a place Scadere DÉCHOIR To
decline (delay) Scaduto Déchu Declined Scaduti Déchus Declined Scaduta Déchue
Declined Scadute Déchues Declined Scagliare Lancer TO THROW WITH VIOLENCE
Scagliato Lancé Thrown with violence Scagliati Lancés Thrown with violence
Scagliata Lancée Thrown with violence Scagliate Lancées Thrown with violence
Scalare Escalader To SCALE Scalato Escaladé Scaled Scalali Escaladés Scaled
Scalata Escaladée Scaled Scalate Escaladées Scaled Scalcare Découper (une
volaille) TO CUT UP A FOWL Scalco Je découpe I cut up a fowl Scalchi Tu
découpes Thou cutest up a fowl Scalca Il découpe He cuts up a fowl Scalcate
Vous découpez You cut up a fowl Scalcherò Je découperai I shall cut up a fowl
Scalcherete Vous découperez You will cut up a fowl Scalcate Découpez Cut
Scalcando Découpant Cutting Scalcato Découpé Cut Scalcati Découpés Cut Scalcata
Découpée Cut Scalcate Découpées Cut Scaldare Chauffer TO WARM Scaldarvi Vous
chauffer To warm you Scaldarmi Me chauffer To warm me Scaldo Je chauffe I warm
Mi scaldo Je me chauffe I warm myself Scaldi Tu chauffes Thou warmest Scalda Il
chauffe He warms Si scalda Il se chauffe He warms himself Scaldiamo Nous
chauffons We warm Scaldate Vous chauffez You warm Vi scaldate Vous vous
chauffez You warm yourself Non vi scaldate Vous ne vous chauffez p. You do not
warm yours Scaldano Ils chauffent They warm Scaldava Je chauffais I warmed
Scaldavi Tu chauffais Thou warmedst Scaldava Il chauffait He warmed Scaldavamo
Nous chauffions We warmed Scaldavate Vous chauffiez You warmed Scaldavano Ils
chauffaient They warmed Scaldai Je chauffai I warmed Scaldò Il chauffa He
warmed 34. 402 VERBI. L - [Scaldammo L = Scaldaste L • Scaldarono L .- Scalderò
( - Scalderai ( = Scalderà ( • Scalderemo ( •• Scalderete H - Scalderanno H =
Scaldando H • Scaldato H •• Scaldati 1 - Scaldata 1 = Scaldate 1 . Scaltrire I
.. Scaltrito G — Scaltriti 0 = Scaltrita O . Scaltrite 0 .. Scalzare 1 ~
Scalzato 1 = Scalzati 1 • Scalzata 1 -. Scalzate ) - Scambiare ) = Scambiato )
• Scambiati ) •• Scambiata + — Scambiale _j. = Scampare -f . Scampato + • •
Scampati -^. — Scampata •^ = Scampate ^. Scancellare ^ .. Scancellate ? —
Scancellando 0 — Scancellato ? • Scancellati P •• Scancellata V - Scancellate V
= Scandagliare V . Scandagliato V .. Scandagliati 0 — Scandagliata 0 ■ =
Scandagliate 0 . Scandalizzare 0 .. Scandalizzarvi / - Scandalizzo / =
Scandalizzi / . Scandalizza / •• Scandalizziamo A — Scandalizzate A =
Scandalizzano A » Scandalizzerò A •• Vi scandalizzerò T — i Scandalizzerai
VERBES. VERBS. Nous chauffâmes We warmed Vous chauffâtes You warmed Ils
chauffèrent They warmed Je chaufferai I shall warm Tu chaufferas Thou wilt warm
Il chauffera He will warm Nous chaufferons We shall warm Vous chaufferez You
will warm Ils chaufferont They wil warm Chauffant Warming Chauffé Warmed
Chauffés Warmed Chauffée Warmed Chauffées Warmed DÉGOURDIR TO REMOVE NUMBNESS
Dégourdi Removed numbness Dégourdis Removed numbness Dégourdie Removed numbness
Dégourdies Removed numbness DÉCHAUSSER TO TAKE OFF ONE'S BOOTS OR SHOES
Déchaussé Taken off one's boots or s. Déchaussés Taken off one's boots or s.
Déchaussée Taken off one's boots or s. Déchaussées Taken off one's boots or s.
ÉCHANGER TO EXCHANGED Échangé Exchanged Échangés Exchanged Échangée Exchanged
Échangées Exchanged Délivrer, sauver To deliver, to save Délivré Delivered
Délivrés Delivered Délivrée Delivered Délivrées Delivered Effacer To ERASE
Effacez Erase Effaçant Erasing Effacé Erased Effacés Erased Effacée Erased
Effacées Erased Sonder To SOUND Sondé Sounded Sondés Sounded Sondée Sounded
Sondées Sounded Scandaliser TO SCANDALIZE Vous scandaliser To scandalise you Je
scandalise I scandalize Tu scandalises Thou scandalizest Il scandalise He
scandalizes Nous scandalisons We scandalize Vous scandalisez You scandalize Ils
scandalisent They scandalize Je scandaliserai I shall scandalize Je vous
scandaliserai I shall scandalize you Tu scandaliseras fhou wilt scan nalize
VERBI . VERBES. VERBS. 403 L — Scandalizzerà Il scandalisera He will scandalise
L = Scandalizzeremo Nous scandaliserons We shall scandalize Scandalizzerete
Vous scandaliserez You will scandalize Scandalizzeranno Ils scandaliseront They
will scandalize ( — Non vi scandalizzate Ne vous scandalisez pas Do not
scandalize yours* ( = Scandalizzato Scandalisé Scandalized Scandalizzati
Scandalisés Scandalized Scandalizzata Scandalisée Scandalized: H -
Scandalizzate Scandalisées Scandalized H = Scannare ÉGORGER TO SLAUGHTER H •
Scanna Il égorge He slaughters H -. Scannano Us égorgent They slaughter | —
Scannava Il égorgeait He slaughtered 1 = Scannavano Ils égorgeaient They
slaughtered Scannò Il égorgea He slaughtered Scannarono Ils égorgèrent They
slaughtered o — Scannato Égorgé Slaughtered o = Scannati Égorgés Slaughtered
Scannata Égorgée Slaughtered Scannate Égorgées Slaughtered 1 Scansare DÉPLACER
To DISPLACE 1 = Scansato Déplacé Displaced Scansati Déplacés Displaced Scansata
Déplacée Displaced ) — Scansate Déplacées Displaced ) ~ Scapigliare ÉCHEVELER
To DISHEVEL Scapigliato Échevelé Dishevelled Scapigliati Ëchevelés Dishevelled
H Scapigliata Échevelée Dishevelled + = Scapigliate Échevelées Dishevelled + .
Scappare ÉCHAPPER To ESCAPE + .. Scappo J'échappe I escape ^»» — Scappi Tu
échappes Thou escapes t "■"s = Scappa Il échappe He escapes *"»•
. Scappiamo Nous échappons We escape s^« . . Scappate Vous échappez You escape
j> — Scappano Ils échappent They escape ? = Scapperò J'échapperai I shall
escape ? Scapperai Tu échapperas Thou wilt escape ? • . Scapperà Il échappera
He will escape V — Scapperemo Nous échapperons We shall escape V = Scapperete
Vous échapperez You will escape v . Scapperanno Ils échapperont They will
escape v .. Scappato Échappé Escaped o — Scappati Échappés Escaped 0 = Scappata
Échappée Escaped 0 . Scappate Échappées Escaped 0 .. Scaramucciar e
ESCARMOTICHER To SKIRMISH 1 - Scaramucciando Escarmouchant Skirmirshing / =
Scaramucciato Escarmouche Skirmirshed / . Scaricare DÉCHARGER TO DISCHARGE / ..
Scarico Je décharge I discharge A — Scarichi Tu décharges Thou dischargest A =
Scarica Il décharge He discharges A • Scarichiamo Nous déchargeons We discharge
A •• Scaricate Vous déchargez You discharge T — Scaricano Ils déchargent They
discharge ! 404 TERBI. VERBES. VERBS. L - Scaricava Je déchargeais I discharged
L => Scaricavi Tu déchargeais Thou dischargedst L • Scaricava Il déchargeait
He discharged L .. Scaricavamo Nous déchargions We discharged ( - Scaricavate Vous
déchargiez You discharged ( = Scaricavano Ils déchargeaient They discharged ( •
Scaricherò Je déchargerai I shall discharge ( ■• Scaricherai Tu déchargeras
Thou wilt discharge H = Scaricherà Il déchargera He will discharge -\ -
Scaricheremo Nous déchargerons We shall discharge H • Scaricherete Vous
déchargerez You will discharge H .. Scaricheranno Ils déchargeront They will
discharge 1 — Scaricate Déchargez Discharge 1 = Scaricando Déchargeant
Discharging 1 ■ Scaricato Déchargé Discharged 1 •• Scaricati Déchargés
Discharged o — Scaricata Déchargée Discharged o = Scaricate Déchargées
Discharged 0 . Scarpellare Ciseler To chase (to engrave 0 .. Scarpellato Ciselé
Chased 1 - Scarpellati Ciselés Chased 1 = Scarpellata Ciselée Chased 1 .
Scarpellate Ciselées Chased 1 .. Scartare Écarter To remove ) - Scarto J'écarte
I remove ) = Scarti Tu écartes Thou removest ) . Scarta Il écarte He removes )
.. Scartiamo Nous écartons We remove + — Scartate Vous écartez You remove + =
Scartano Ils écartent They remove + . Scartava J'écartais I removed + ..
Scartavi Tu écartais Thou removedst "•n. — Scartava Il écartait He removed
s = Scartavamo Nous écartions We removed \ . Scartavate Vous écartiez You
removed -""S .. Scartavano Us écartaient They removed P » Scartai
J'écartai I removed P = Scartasti Tu écartas Thou removedst P • Scartò Il
écarta He removed P -. Scartammo Nous écartâmes We removed V - Scartaste Vous
écartâtes You removed V = Scartarono Ils écartèrent They removed v . Scarterò
J'écarterai I shall remove v .. Scarterai Tu écarteras Thou wilt remove 0 —
Scarterà Il écartera He will remove 0 = Scarteremo Nous écarterons We shall
remove 0 . Scarterete Vous écarterez You will remove 0 .. Scarteranno Ils
écarteront They will remove 1 - Scartando Écartant Removing 1 = Scartato Écarté
Removed 1 . Scartati Écartés Removed 1 .. Scartata Écartée Removed A - Scartate
Écartées Removed A = Scassare Déballer To unpack A • Scassato Déballé Unpacked
A •• Scatenare Déchaîner TO UNCHAIN T — Scatenando Déchaînant Unchaining T = Scatenato
Déchaîné Unchained L - Scatenati L = Scatenata L • Scatenate L •• Scaturire ( -
Scaturisce ( = Scaturiva ( . Scaturito ( •• Scaturiti H - Scaturita H =
Scaturite H • Scavalcare H •• Scavalcato 1 — Scavalcati 1 = Scavalcata 1 -
Scavalcate 1 •• Scavare o — Scavato o = Scavati 0 . Scavata o .. Scavate 1 -
Scavezzare 1 = Scavezzato 1 . Scavezzati 1 .. Scavezzata ) - Scavezzate ) =
Scegliere ) . Scelgo ) .. Scegli + — Sceglie + = Scegliamo + . Scegliete + ..
Scelgono "»*. Sceglieva ^ = Sceglievi >s . Sceglieva X. . . Sceglievamo
? - Sceglievate p = Sceglievano p Scelsi p .' Scegliesti V — Scelse V =
Scegliemmo v . Sceglieste v .. Scelsero 0 — Sceglierò 0 = Sceglierai 0 .
Sceglierà 0 .. Sceglieremo / - Sceglierete / = Sceglieranno / . Scegliete / ..
Scegliendo A — Scelto A = Scelti A • Scelta A •• Scelte VERBES. VERBS. 405
Déchaînés Unchained Déchaînée Unchained Déchaînées Unchained Jaillir To SPOUT
OUT Il jaillit It spouts out Il jaillissait It spouted out Jailli Spouted out
Jailli Spouted out Jailli Spouted out Jailli Spouted out Descendre de cheval TO
ALIGHT FROM HORSE- BACK Descendu de cheval Alighted fromhorsehack Descendus de
cheval Alighted from horseback Descendue de cheval Alighted from horseback
Descendues de cheval Alighted from horseback Creuser To DIG Creusé Dug Creusés
Dug Creusée Dug Creusées Dug Rompre (casser) TO BREAK Rompu Broken Rompus
Broken Rompue Broken Rompues Broken Choisir To CHOOSE . Je choisis I choose Tu
choisis Thou choosest Il choisit He chooses Nous choisissons We choose Vous choisissez
You choose Ils choisissent They choose Je choisissais I chose Tu choisissais
Thou chosest Il choisissait He chose Nous choisissions We chose Vous
choisissiez You chose Ils choisissaient They chose Je choisis I chose Tu
choisis Thou chosest Il choisit He chose Nous choisîmes We chose Vous choisîtes
You chose Ils choisirent They chose Je choisirai I shall choose Tu choisiras
Thou wilt choose Il choisira He will choose Nous choisirons We shall choose
Vous choisirez You will choose Ils choisiront They will choose Choisissez
Choose Choisissant Choosing Choisi Chosen Choisis Chosen Choisie Chosen
Choisies Chosen 40b VERBI, VERBES. VERBS. L — 1 Scemare Diminuer TO DIMINISH L
=, Scemato Diminué Diminished L • Scemati Diminués Diminished L .. Scemata
DiminuéB Diminished ( - Scemate Diminuées Diminihed ( = Scendere Descendre To
DESCEND ( • Scendo Je descends I descend ( •• Scendi Tu descends Thou descendest
H - Scende 11 descend He descends H = Scendiamo Nous descendons We descend -ï •
Scendete Vous descendez You descend H -. Scendono Ils descendent They descend 1
- Scendeva Je descendais I descended 1 = Scendevi Tu descendais Thou
descendedst \ ■ Scendeva Il descendait He descended 1 •• Scendevamo Nous
descendions We descended o — Scendevate Vous descendiez You descended o =
Scendevano Ils descendaient They descended o . Scesi Je descendis I descended o
.. Scendesti Tu descendis Thou descendedst 1 - Scese Il descendit He descended
1 = Scendemmo Nous descendîmes We descended 1 . Scendeste Vous descendîtes You
descended 1 .. Scesero Ils descendirent They descended ) - Scenderò Je
descendrai I shall descend ) .= Scenderai Tu descendras Thou wilt descend ) .
Scenderà Il descendra He will descend ) .. Scenderemo Nous descendrons We shall
descend + — Scenderete Vous descendrez You will descend + = Scenderanno Ils
descendront They will descend + . Scendi Descends Descend + .. Scendete
Descendez Do you descend -N. — Scendano Qu'ils descendent Let them descend
*■»> = Scendendo Descendant Descending *•*. . Sceso Descendu Descended *-. .
. Scesi Descendus Descended ? - Scesa Descendue Descended p — Scese Descendues
Descended ? • Scernere Discerner TO DISCERN ? •• Schermire Escrimer TO FENCE V
— Schermito Escrimé Fenced V = Schermiti Escrimés Fenced V . Schermita Escrimée
Fenced v .. Schermite Escrimées Fenced 0 — Scherzare Plaisanter To JOKE 0 ==
Scherzo Je plaisante I joke 0 . Scherzi Tu plaisantes Thou jokest 0 .. Scherza
Il plaisante He jokes / - Scherziamo Nous plaisantons We joke / = Scherzate
Vous plaisantez You joke / . Scherzano Ils plaisantent They joke / •• Scherzava
Je plaisantais I joked A — Scherzavi Tu plaisantais Thou jokedst A = Scherzava
Il plaisantait He joked A • Scherzavamo Nous plaisantions We joked A ••
Scherzavate Vous plaisantiez You joked T — Scherzavano Ils plaisantaient They
joked T = Scherzando Plaisantant Joking T • Scherzato Plaisanté Joked VERBI.
VERBES. VERBS. 407 L - Schiacciare Ecraser TO CRUSH L = Schiacciato Écrasé
Crushed L . Schiacciati Écrasés Crushed L •• Schiacciata Écrasée Crushed ( -
Schiacciate Écrasées Crushed ( = Shiarare ÉCLAIRC1R TO CLARIFY ( • Schiarato
Éclairci Claritied ( •• Schiarati Éclaircie Clarified H - Schiarata Éclaircie
Clarified -\ = Schiarate Éclaircies Clarified -\ ■ Schiarirsi Éclaircir (s') TO
ENLIGHTEN H .. Schiarito Éclairci (qui s'est) Enlightened I - Schiariti
Ëclaircis Enlightened i = Schiarita Éclaircie Enlightened J • Schiarite
Éclaircies Enlightened J •• Schierare Ranger en ordre de ba- taille To array
(to draTi up an army) o — Schierando Rangeant en ordre de b. Arraying o =
Schierato Rangé en ordre de bataille Arrayed o . Schierati Rangés en ordre de
bat. Arrayed o .. Schierata Rangée en ordre de bat. Arrayed 1 - Schierate
Rangées en ordre de bat. Arrayed ♦ 1 = Schiodare DÉCLOUER To UNNAIL 1 .
Schiodato Décloué Unnailed 1 .. Schiodati Décloués Unnailed ) - Schiodate
Déclouée Unnailed ) = Schiodate Déclouées Unnailed ) . Schivare Esquiver To SLIP
OFF ) .. Schivando Esquivant Slipping off H Schivato Esquivé Slipped off + =
Schiudere Ouvrir To OPEN + • Schiuso Ouvert Opened + .. Schiusi Ouverts Opened
*-«. — Schiusa Ouverte Opened "-^ = Schiuse Ouvertes Opened ~^» Schiumare
ÉCUMER To SKIM ■^ . . Schiumato Ecume Skimmed P - Schiumata Écumée Skimmed ? =
Schizzare (il fango) Éclabousser To SPLASH P • Schizzuto Éclaboussé Splashed P
•• Seni zzuta Éclaboussée Splashed V — Schizzare Jaillir To SPOUT OUT V =
Schizzato Jailli Spouted out v . Schizzata Jailli Spouted out v .. Scialacquare
Gaspiller (prodiguer) TO SQUANDER 0 — Scialacquando Gaspillant Squandering 0 =
Scialacquato Gaspillé Squandered 0 . Scialacquata Gaspillée Squandered 0 ..
Scintillare Étinceler To sparkll: / - Scintillando Etincelant Sparkling / =
Scintillato Étincelé Sparkled / . Sciogliere Délier To UNTIE / .. Sciolgo Je
délie I untie A - Sciogli Tu délies Thou unti est A = Scioglie Tl délie He
unties 408 VERBI. L — Sciogliamo |_ = Sciogliete |_ . Sciolgono L .. Scioglieva
( — Scioglievi ( = Scioglieva ( . Scioglievamo ( . . Scioglievate -| —
Scioglievano -j = Sciolsi -f . Sciolse -] . . Sciogliemmo | — Scioglieste j =
Sciolsero | . Sciorró | . . Sciorrai O — Sciorrà O = Sciorremo O . Sciorrete O
. . Sciorranno "| — Sciogliete "1 == Sciogliendo 7 . Sciolto T ..
Sciolti ) _ Sciolta ) = Sciolte ) . Scivolare (sdruceiolare) ) .. Scivolo -I
Scivoli + = Scivola Scivoliamo Scivolate Scivolano Scivolava Scivolavi
Scivolava Scivolavamo Scivolavate Scivolavano Scivolai Scivolasti Scivolò Scivolammo
Scivolaste Scivolarono Scivolando Scivolato Scivolati Scivolata Scivolate
Sclamare Sclamo Sciama Sclamiamo Sclamate Sclamano Sclamava Sciamavi clamava
VERBES. Nous délions Vous déliez Ils délient Je déliais Tu déliais Il déliait
Nous déliions Vous déliiez Ils déliaient Je déliai Il délia Nous déliâmes Vous
déliâtes Ils délièrent Je délierai Tu délieras Il déliera Nous délierons Vous
délierez Us délieront Déliez Déliant Délié Déliés Déliée Déliées Glisser Je
glisse Tu glisses Il glisse Nous glissons Vous glissez Us glissent Je glissais
Tu glissais Il glissait Nous glissions Vous glissiez- Us glissaient Je glissai
Tu glissas Il glissa Nous glissâmes Vous glissâtes Us glissèrent Glissant
Glissé Glissés Glissée Glissées Écrier (s') Je m'écrie Il s'écrie Nous nous écrions
Vous vous écriez Us s'écrient Je m'écriais Tu t'écriais Il s'écriait VERBS. We
untie You untie They untie I untied Thou untiedst He untied We untied You
untied They untied I untied He untied We untied You untied They untied I shall
untie Thou wilt untie He will untie We shall untie You will untie They will
untie Untie Untying Untied Untied Untied Untied To SLIP I slip Thou slippest He
slips We slip You slip Thev slip I slipt Thou sliptest He slipt We slipt You
slipt They slipt I slipt Thou sliptest He slipt We slipt You slipt They slipt
Slipping Slipt Slipt Slipt Slipt To exclaim I exclaim He exclaims We exclaim
You exclaim They exclaim I exclaimed Thou exclaimed He exclaimed VERBI, L -1
Scl amavamo L = Sclamavate L • Sclamavano L .. Sclamai ( - Sclamasti ( = Sciamò
( . Sclamammo ( .. Sclamaste H - Sclamarono -4- Sclamerei H • Sclameresti H ••
Sclamerebbe 1 - Sclameremmo Sclamereste 1 . Sclamerebbero 1 •• Sclamate o —
Sclamando 0 = Slamato o . Sclamati o .. Sclamata "1 - Sclamate 1 = Scolare
1 . Scolato 1 .-. Scolati ) - Scolata ) = Scolate ) • Scollare ) .. Scollato H
Scollati + = Scollata + . Scollate + .. Scollare -^. — Scollato ^ = Scollati
■~-^ . Scollata ^. . . Scollate ? - Scolorare 9 = Scolorato P . Scolorati ? • •
Scolorata V - Scolorate V = Scolorirsi V • Scolorito V .. Scoloriti 0 —
Scolorita 0 = Scolorite 0 . Scolpire 0 .. Scolpisco 1 - . Scolpisci 1 = :
Scolpisce 1 Scolpiamo 1 • Scolpite A - . Scolpiscono A = : Scolpiva A Scolpivi
A • . Scolpiva T- - Scolpivamo \ERBES. VERBS. 41 A Nous nous écriions We
exclaimed Vous vous écriiez fou exclaimed Ils s'écriaient They exclaimed Je
m'écriai ! exclaimed Tu t'écrias rhou exclaimedst Il s'écria ïe exclaimed Nous
nous écriâmes We exclaimed Vous vous écriâtes You exclaimed Ils s'écrièrent
rhey exclaimed Je m'écrierais [ would exclaim Tu t'écrierais Thou wouldst
exclaim Il s'écrierait Eie would exclaim Nous nous écrierions We would exclaim
Vous vous écrieriez You would exclaim Ils s'écrieraient They would exclaim
Écriez-vous Exclaim S'écriant Exclaiming Écrié Exclaimed Écriés Exclaimed
Écriée Exclaimed Écriées Exclaimed Égoutter To DRIP Égoutté Dripped Égouttés
Dripped Égouttée Dripped Égouttées Dripped Décolleter To uncover the reek
Décolleté Uncovered the neek Décolletés Uncovered the neek Décolletée Uncovered
the neek Décolletées Uncovered the neek Décoller (détacher) TO UiNGLUE Décollé
Unglued Décollés Unglued Décollée Unglued Décollées Unglued Décolorer To
DISCOLOUR Décoloré Discoloured Décolorés Discoloured Décolorée Discoloured
Décolorées Discoloured Décolorer (se) TO DISCOLOUR Décoloré (qui s'est)
Discoloured (which is) Décolorés Discoloured Décolorée Discoloured Décolorées
Discoloured Sculpter To SCULPTURE Je sculpte I sculpture Tu sculptes Thou
sculpturest Il sculpte He sculptures Nous sculptons We sculpture Vous sculptez
You sculpture Ils sculptent They sculpture Je sculptais I sculptured Tu
sculptais Thou sculpturedest Il sculptait He sculptured Nous sculptions We
sculptured 35 410 TERBI. VERBES. VERBS. L - Scolpivate Vous sculptiez You
sculptured L = Scolpivano Us sculptaient They sculptured L • Scolpii Je
sculptai I sculptured L -. Scolpisti Tu sculptas Thou sculpturedst ( - Scolpi
Il sculpta He sculptured ( = Scolpimmo Nous sculptâmes We sculptured ( •
Scolpiste Vous sculptâtes You sculptured ( •• Scolpirono Ils sculptèrent They
sculptured H - Scolpirò Je sculpterai I shall sculpture ^ = Scolpirai Tu
sculpteras Thou wilt sculpture H • Scolpirà Il sculptera He will sculpture H ..
Scolpiremo Nous sculpterons We shall sculpture 1 - Scolpirete Vous sculpterez
You will sculpture j — Scolpiranno Ils sculpteront They will sculpture; 1 •
Nello scolpire Sculptant Sculpturing I .- Scolpito Sculpté Sculptured o —
Scolpiti Sculptés Sculptured 0 = Scolpita Sculptée Sculptured 0 . Scolpite
Sculptées Sculptured 0 .. Scommettere Pabier TO LAY A WAGER 1 - Scommetto Je
parie I lay a wager 1 = Scommetti Tu paries Thou layest a wager 1 . Scommette
Il parie He lays a wager 1 .. Scommettiamo Nous parions We lay a wager ) -
Scommettete Vous pariez You lay a wager ) = Scommettono Us parient They lay a
wager ) . Scommetterò Je parierai I shall lay a wager ) .. Scommetterai Tu
parieras Thou wilt lay a wager- H Scommetterà Il pariera He will lay a wager +
= Scommetteremo Nous parierons We shall lay a wager + . Scommetterete Vous
parierez You will lay a wager + .. Scommetteranno Us parieront They will lay a
wager -»s Scommetterei Je parierais I would lay a wager •*•». = Scommetterebbe
Il parierait He would lay a wager ^. . Scommettereste Vous parieriez You would
lay a wager ^Si .. Scommettendo Pariant Laying a wager p - Scommesso Parié Laid
a wager p = Scommessi Pariés Laid a wager p . Scommessa Pariée Laid a wager p
.. Scommesse Pariées Laid a wager V — Scompagnare DÉCOUPLER To UNCOUPLE V r=
Scompagnato Découplé Uncoupled V . Scompagnati Découplés Uncoupled v ..
Scompagnata Découplée Uncoupled 0 — Scompagnate Découplées Uncoupled 0 =
Scompigliare Bouleverser TO OVERTHROW 0 . Scompigliando Bouleversant
Overthrowing 0 .. Scompigliato Bouleversé Overthrown / - Scompigliati Bouleversés
Overthrown / = Scompigliata Bouleversée Overthrown / - Scompigliate
Bouleversées Overthrown / •• Scomporre Déranger To DISPLACE A — Scomposto
Dérangé Displaced A = Scomposti Dérangés Displaced A . Scomposta Dérangée
Displaced A .. Scomposte Dérangées Displaced T — Scomunicare Excommunier TO
EXCOMMUNICATE . VERBI. L - Scomunicato L - Scomunicati L - Scomunicata L ••
Scomunicate ( - Sconcertare ( = Sconcertato ( • Sconcertati ( •• Sconcertata H
- Sconcertate H = Scongiurare H • Scongiurarvi H ■• Scongiuro 1 - Vi scongiuro
Scongiuri 1 • Scongiura 1 •• Scongiuriamo o — Scongiurate o = Scongiurano 0 .
Scongiurava 0 .. Scongiuravi "1 - Scongiurava 1 = Scongiuravamo 1 •
Scongiuravate 1 .. Scongiuravano ) - Scongiurai ) = Scongiurasti ) . Scongiurò
) .. Scongiurammo + — Scongiuraste + = Scongiurarono + . Scongiurerò + .. Vi
scongiurerò *-* — Scongiurerai ■^ — Scongiurerà *"v» . Scongiureremo *»-.
.. Scongiurerete p - Scongiureranno p = Scongiurato p . Scongiurati p ..
Scongiurata V - Scongiurate V = Sconoscere V . Sconosciuto V .. Sconosciuti 0 —
Sconosciuta 0 = Sconosciute 0 . Sconquassare 0 .. Sconquassato 1 - Sconquassati
1 = Sconquassata / . Sconquassate / .. SCONSIDERARE A — Sconsiderato A =
Sconsiderati A . Sconsiderata A .. Sconsiderate T- Sconsigliare VERBES.
Excommunié Excommuniés Excommuniée Excommuniées Déconcerter Déconcerté
Déconcertés Déconcertée Déconcertées Conjurer Vous conjurer Je conjure Je vous
conjure Tu conjures Il conjure Nous conjurons Vous conjurez Ils conjurent Je
conjurais Tu conjurais Il conjurait Nous conjurions Vous conjuriez Ils
conjuraient Je conjurai Tu conjuras Il conjura Nous conjurâmes Vous conjurâtes
Ils conjurèrent Je conjurerai Je vous conjurerai Tu conjureras Il conjurera
Nous conjurerons Vous conjurerez Ils conjureront Conjuré Conjurés Conjurée
Conjurées Méconnaître Méconnu Méconnus Méconnue Méconnues Fracasser Fracassé
Fracassés Fracassée Fracassées Déconsidérer Déconsidéré Déconsidérés
Déconsidérée Déconsidérées Dissuader verbs. Excommunicated Excommunicated
Excommunicated Excommunicated TO DISCONCERT Disconcerted Disconcerted
Disconcerted Disconcerted To CONJURE To conjure you I conjure I conjure you
Thou conjurest He conjures We conjure You conjure They conjure I conjured Thou
conjuredst He conjured We conjured You conjured They conjured I conjured Thou
conjuredst He conjured We conjured You conjured They conjured I shall conjure I
shall conjure you Thou wilt conjure He will conjure We shall conjure You will
conjure They will conjure Conjuring Conjured Conjured Conjured To know badly
Known hadly Known badly Known badly Known badly TO SHATTER Shattered Shattered
Shattered Shattered TO DISRESPECT Disrespected Disrespected Disrespected
Disrespected To DISSUADE 411 412 VERBI. "VERBES. VERBS. L — Sconsigliato
Dissuadé Dissuaded L = Sconsigliati Dissuadés Dissuaded L • Sconsigliata
Dissuadée Dissuaded L •• Sconsigliate Dissuadées Dissuaded ( - Sconsolare Faire
perdre courage Dishearten ( = Sconsolato Sans consolation Comfortless ( •
Sconsolati Sans consolation Comfortless ( .- Sconsolata Sans consolation
Comfortless -\- Sconsolate Sans consolation Comfortless H = Scontare Escompter
To DISCOUNT H • Sconto J'escompte I discount H •• Sconti Tu escomptes Thou
discountest 1 — Sconta Il escompte He discounts ! = Scontiamo Nous escomptons
We discount 1 • Scontate Vous escomptez You discount 1 •• Scontano Ils
escomptent They discount o — Scontai J'escomptai I discounted o = Scontasti Tu
escomptas Thou discountedst 0 . Scontò Il escompta We discounted o .. Scontammo
Nous escomptâmes He discounted 1 - Scontaste Vous escomptâtes You discounted 1
= Scontarono Ils escomptèrent They discounted 1 • Sconterò J'escompterai I
shall discount 1 .. Sconterai Tu escompteras Thou wilt discount ) - Sconterà Il
escomptera He will discount ) = Sconteremo Nous escompterons We shall discount
) . Sconterete Vous escompterez You will discount ) .. Sconteranno Ils
escompteront They will discount + — Scontando Escomptant Discounting + =
Scontato Escompté Discounted + . Scontati Escomptés Discounted + .. Scontata
Escomptée Discounted *-v. — Scontate Escomptées Discounted \ = Scontrare, v.
Incontrare Rencontrer To MEET \ . Sconvolgere Renverser To OVERTHROW >» . .
Sconvolto Renversé Overthrow p - Sconvolti Renversés Overthrow ? = Sconvolta.
Renversée Overthrow p Sconvolte Renversées Overthrow p .. Scopare Balayer To
SWEEP V — Scopate Balayez Sweep V = Scopato Balayé Swept V . Scopati Balayés
Swept V .. Scopata Balayée Swept 0 — Scopate Balayées Swept 0 = Scopettare
ËPOLSSETER To DUST 0 . Scopettate Époussetez Dust 0 .. Scopettato Ëpousseté'
Dusted 1 ~ Scopettati Époussetés Dusted 1 = Scopettata Époussetée Dusted 1 •
Scopettate Ëpoussetées Dusted / -. Scoppiare ÉCLA.TER (se rompre) To BURST A —
Scoppiato Éclaté Burst A = Scoppiata Éclaté Burst A • Scoprire DÉCOUVRIR TO DISCOVER
A •• Scopro Je découvre I discover VERBI . VERBES. VERBS. fi L - Scopri Tu
découvres Thou discoverest L = Scopre Il découvre He discovers L • Scopriamo
Nous découvrons We discover L •• Scoprite Vous découvrez You discover ( -
Scoprono Ils découvrent They discover ( = Scoprii Je découvris I discovered ( .
Scopristi Tu découvris Thou discoveredst ( •• Scopri Il découvrit He discovered
-i- Scoprimmo Nous découvrîmes We discovered H = Scopriste Vous découvrîtes You
discovered H • Scoprirono Ils découvrirent They discovered H -. Scoprirò Je
découvrirai I shall discover 1 - Scoprirai Tu découvriras Thou wilt discover 1
= Scoprirà Il découvrira He will discover 1 • Scopriremo Nous découvrirons We
shall discover 1 .. Scoprirete Vous découvrirez You will discover o —
Scopriranno Ils découvriront They will discover o = Scoprendo Découvrant
Discovering 0 . Scoperto Découvert Discovered 0 .. Scoperti Découverts
Discovered 1 - Scoperta Découverte Discovered 1 = Scoperte Découvertes
Discovered 1 . Scorciare Accourcir To SHORTEN 1 .. Scorciato Accourci Shortened
) - Scorciati Accourcis Shortened ) = Scorciata Accourcie Shortened ) .
Scorciate Accourcies Shortened ) .. Scordare DÉSACCORDER To untune 4 Scordato
Désaccordé Untuned 4- = Scordati Désaccordés Untuned + • Scordata Désaccordée
Untuned 4- .. Scordate Désaccordées Untuned -^ — Scordare Oublier TO FORGET ^ =
Scordate Vous oubliez You forget --^ . Scorderò J'oublierai I shall forget -»»
.. Non scorderò Je n'oublierai pas I shall not forget P - Mi scorderete Vous m'oublierez
You wilt forget me o = Non mi scorderete Vous ne m'oublierez pas You will not
forget me 3 Scordato Oublié Forgotten 3 Scordati Oubliés Forgotten V — Scordata
Oubliée Forgotten v = Scordate Oubliées Forgotten V . Scorgere Apercevoir To
perceive v .. Scorgo J'aperçois I perceive 0 — Scorgi Tu aperçois Thou
perceivest 0 = Scorge Il aperçoit He perceives o . Scorgiamo Nous apercevons We
perceive 0 .. Scorgete Vous apercevez You perceive / - Scorgono Ils aperçoivent
They perceive / = Scorgeva J'apercevais I perceived / • Scorgevi Tu apercevais
Thou perceivedst / •• Scorgeva Il apercevait He perceived A — Scorgevamo Nous
apercevions We perceived A = Scorgevate Vous aperceviez You perceived A •
Scorgevano Ils apercevaient They perceived A •• Scorsi. J'aperçus I perceived
T- Scorgesti Tu aperçus Thou perceivedst T = Scorse Il aperçut He perceived 35,
414 VERBI. L - Scorgemmo L = Scorgeste L • Scorsero L - Scorgerò ( - Scorgerai
( = Scorgerà ( • Scorgeremo ( •• Scorgerete H- Scorgeranno H = Scorgendo H • Scorto
H •• Scorti 1 - Scorta i = Scorte 1 • Scornare 1 •• Scornato 0 — Scornati o =
Scornata 0 . Scornate o .. Scorrere 1 — Scorro 1 = Scorri 1 . Scorre 1 ..
Scorriamo ) - Scorrete ) = Scorrono ) . Scorreva > .. Scorrevi + — Scorreva
+ = Scorrevamo + . Scorrevate + .. Scorrevano •^ — Scorrendo *->. = Scorso \
Scorsi ^ . . Scorsa p - Scorse p = Scortare p . Scortando p .. Scortato A —
Scortati A = Scortata A - Scortate A •• Scortare 0 — Scortando 0 = Scortato 0 .
Scortati 0 .. Scortata / ~ Scortate J = Scorticare I • Scorticato / ••
Scorticati A — Scorticata A = Scorticate A . Scostare A •• Scostati VERBES.
VERBS. Nous aperçûmes We perceived Vous aperçûtes You perceived Ils aperçurent
They perceived J'apercevrai 1 shall perceive Tu apercevras Thou wilt perceive
Il apercevra He will perceive Nous apercevrons We shall perceive Vous
apercevrez You will perceive Ils apercevront They will perceive Apercevant
Perceiving Aperçu Perceived Aperçus Perceived Aperçue Perceived Aperçues
Perceived Écorner TO BREAK THE CORNERS OF A THINC Écorné Broken the corners of
at. Écornés Broken the corners of a t. Écornée Broken the corners of a t.
Écornées Broken the corners of a t. Glisser To SLIP Je glisse I slip Tu glisses
Thou slippest 11 glisse He slips Nous glissons We slip Vous glissez You slip
Ils glissent They slip Je glissais I slipped Tu glissais Thou slippedst Il
glissait He slipped Nous glissions We slipped. Vous glissiez You slipped Ils
glissaient They slipped Glissant Slipping Glissé Slipped Glissés Slipped
Glissée Slipped Glissées Slipped Raccourcir To shorten Raccourcissant
Shortening Raccourci Shortened Raccourcis Shortened Raccourcie Shortened
Raccourcies Shortened Escorter To escort Escortant Escorting Escorté Escorted
Escortés Escorted Escortée Escorted Escortées Escorted ÉCORCHER To FLAY Écorché
Flayed Écorchés Flayed Écorchée Flayed Ëcorchées Flayed ÉCARTER TO REMOVE
Écarte-toi Remove VERBI. VERBES. VERBS. 41 Ù L - Scostato Écarté Removed L =
Scostati Écartés Removed L • Scostata Écartée Removed L .. .. Scrivevi Tu écrivais
Thou wast writing ? - Mi scrivevi Tu m'écrivais Thou wast writing to me p =
Scriveva Il écrivait He was writing ? . Scrivevamo Nous écrivions We were
writing p .. Scrivevate Vous écriviez You were writing V — Scrivevano Ils
écrivaient They were writing v = Scrissi J'écrivis I wrote xV • Scrivesti Tu
écrivis Thou wrotest v .. Scrisse Il écrivit He wrote 0 — Scrivemmo Nous
écrivîmes We wrote 0 = Scriveste Vous écrivîtes You wrote 0 . Scrissero Ils
écrivirent They wrote 0 .. Vi scriverò Je vous écrirai I sball write to you 1 -
Gli scriverò Je lui écrirai I shall write to him 1 = Scriverò J'écrirai I shall
write 1 . Non vi scriverò Je ne vous écrirai pus I shall not write to you 1 ..
Scriverai Tu écriras Thou wilt write A - Mi scriverai Tu m'écriras Thou wilt
write to me A --= Scriverà Il écrira He will write A • Non scriverà Il n'écrira
pas He will not write A •• Scriveremo Nous écrirons We shall write T - Vi
scriveremo Nous vous écrirons We shall write to you T = Scriverete 1 Vous
écrirez You will write ■M 416 VERBI. L - Mi scriverete L = Scriveranno L •
Scriverei L •• Vi scriverei ( - Scriveresti ( = Scriverebbe ( • Scriveremmo ( -
Scrivereste H- Scriverebbero H = Scrivi H • Scriva H •• Scriviamo 1 - Scrivete
1 = Scrivetemi 1 • Scriveteci 1 •• Scrivano o — Ch'io scriva o = Che scriva 0 .
Che scriva o .. Che scriviamo 1 - Che scriviate 1 = Che scrivano 1 . Che
scrivissi "1 .. Scrivessi ) - Scrivesse ) = Scrivessimo ) . Scriveste ) ..
Scrivessero + — Se gli scrivessi + = Se mi scrivesse + . Se mi scriveste + ..
Scrivendo •»»» — Scritto **«. = Scritti "■>. . Scritta *-» .. Scritte p
Scrollare p = Scrollato p . Scrollati p .. Scrollata V - Scrollate V =
Scrosciare V . Scrosciato^ v .. Scrosciati 0 — Scrosciata 0 = Scrosciate 0 .
Scucire 0 .. Scucito 1 - Scuciti 1 = Scucita J . Scucite / .. Scuotere A —
Scuoto A = Scuoti A • Scuote A .- Scutiamo T- Scuotete VERBES. Vous m'écrirez
Ils écriront J'écrirais Je vous écrirais Tu écrirais Il écrirait Nous écririons
Vous écririez Ils écriraient Écris Qu'il écrive Écrivons Écrivez Écrivez-moi
Écrivez-nous Qu'ils écrivent Que j'écrive Que tu écrives Qu'il écrive Que nous
écrivions Que vous écriviez Qu'ils écrivent Que j'écrivisse Que tu écrivisses
Qu'il écrivit Que nous écrivissions Que vous écrivissiez Qu'ils écrivissent Si
je lui écrivais S'il m'écrivait Si vous m'écriviez Écrivant Écrit Écrits Écrite
Écrites Secouer Secoué Secoués Secouée Secouées Craquer Craqué Craqués Craquée
Craquées Découdre Décousu Décousus Décousue Décousues Secouer (agiter) Je
secoue Tu secoues Il secoue Nous secouons 1 Vous secouez VERBS. You will write
to me They will write would write would write to you Thou wouldst He would
write We would write You would write They would write Write Let him write Let
us write Write Write to me Write to us Let them write That I may write That
thou mayst write That he may write That we may write That you may write That
they may write That I might write That thou mightst write That he might write
That we might write That you might write That they might write If I was writing
to him If he was writing to me If you were writing to Writing ! me Written
Written Written Written To SHAKE Shaken Shaken Shaken Shaken To CRACK Cracked
Cracked Cracked Cracked To UNSEW Unsewed Unsewed Unsewed Unsewed To SHAKE I
shake Thou shakest He shakes We shake You shake VERBI. . VERBES. VERBS. 41 L -
Scuotono [Is secouent They shake L = Scuoteva Je secouais.. I shook L • Suotevi
Tu secouais Thoushookst L -. Scuoteva [1 secouait He shook ( - Scuotevamo Nous
secouions We shook ( = Scuotevate Vous secouiez You shook ( • Scuotevano Ils
secouaient They shook ( •• Scossi Je secouai I shook H- Scuotesti Tu secouas
Thou shookst H = Scosse Il secoua He shook -\ • Scuotemmo Nous secouâmes We
shook H •• Scuoteste Vous secouâtes You shook 1 - Scossero Ils secouèrent They
shook 1 = Scuotete Secouez Shake 1 • Scuoterò Je secouerai I shall shake 1 .-
Scuoterai Tu secoueras Thou wilt shake 0 -r Scuoterà Il secouera He will shake
0 = Scuoteremo Nous secouerons We shall shake 0 . Scuoterete Vous secouerez You
will shake 0 .. Scuoteranno Ils secoueront They will shake 1 - Scuotendo
Secouant Shaking 1 = Scosso- Secoué Shaken 1 • Scossi Secoués Shaken 1 ••
Scossa- Secouée Shaken ) - Scosse Secouées Shaken ) = Scusare Excuser To EXCUSE
) • Scursarmi M'excuser To excuse me ) .. Scursarvi Vous excuser To excuse you
+ — Scuso J'excuse I excuse + = Vi scuso Je vous excuse I excuse you + • Non vi
scuso Je ne vous excuse pas I do not excuse you + •• Scusi Tu excuses Thou
excusest ^ — Scusa Il excuse He excuses *-s. = Si scusa On excuse One excuse -^
. Scusiamo Nous excusons We excuse \ .. Non mi scusate Vous ne m'excusez pas
You do not excuse me P - Scusate Vous excusez You excuse P = Mi scusate Vous
m'excusez You excuse me ? • Scusano Ils excusent They excuse P •• Scusava
J'excusais I excused V - Scusavi Tu excusais Thou excusedst V = Scusava Il
excusait He excused V . Scusavamo Nous excusions We excused V .. Scusavate Vous
excusiez You excused 0 — Scusavano Ils excusaient They excused 0 = Scusai
J'excusai I excused 0 . Scusasti Tu excusas . Thou excused 0 .. Scusò Il excusa
He excused / - Scusammo Nous excusâmes We excused / = Scusaste Vous excusâtes
Thou excusedst / . Scusarono Ils excusèrent They excused / .. Scuserò
J'excuserai I shall excuse A — Scuserai Tu excuseras. Thou wilt excuse. A =
Scuserà Il excusera He will excuse A • Scuseremo- Nous excuserons We shall
excuse A .. Scuserete Vous excuserez You will excuse T - Mi scuserete. Vous
m'excuserez You will excuse me T = Scuseranno Ils excuseront They will excuse T
• t Scusate Excusez Excuse Scusatemi Scusando Scusato Scusati Scusata Scusate
Sdegnare Sdegno Sdegni Sdegna Sdegniamo Sdegnate Sdegnano Sdegnava Sdegnava
Sdegnavamo Sdegnavate Sdegnavano Sdegnai Sdegnò Sdegnammo Sdegnaste Sdegnarono
Sdegnerò Sdegnerai Sdegnerà Sdegneremo Sdegnerete Non sdegnerete Sdegneranno
Sdegnando Sdegnato Sdegnati Sdegnata Sdegnate Sdiacciare, v. Slacciare
Sdoganare p = Sdoganato p . Sdoganati p .. Sdoganata v - Sdoganate V =
Sdonzellarsi V • Sdonzellato v .. Sdonzellati 0 — Sdonzellata 0 = Sdonzellate 0
■ Sdrucciolare 0 .. Sdrucciola 1 - Sdrucciolano / = Sdrucciolava / .
Sdrucciolavano / .. Sdrucciolai A — Sdrucciolato A = Sdrucciolati A •
Sdrucciolata A •• Sdrucciolate VERBES. Excusez-moi Excusant Excusé Excusés
Excusée Excusées Dédaigner Je dédaigne Tu dédaignes Il dédaigne Nous dédaignons
Vous dédaignez Ils dédaignent Je dédaignais Il dédaignait Nous dédaignions Vous
dédaigniez Ils dédaignaient Je dédaignai Il dédaigna Nous dédaignâmes Vous
dédaignâtes Ils dédaignèrent Je dédaignerai Tu dédaigneras Il dédaignera Nous
dédaignerons Vous dédaignerez Vous ne dédaignerez pas Ils dédaigneront
Dédaignant Dédaigné Dédaignés Dédaignée Dédaignées Délacer Retirer de la.
douane Retiré de la douane Retirés de la douane Retirée de la douane Retirées
de la douane Dandiner (se) Dandiné Dandinés Dandinée Dandinées Glisser Il
glisse Ils glissent Il glissait Ils glissaient Je glissai Glissé Glissés
Glissée Glissées VERBS. Excuse me Excusing Excused Excused Excused Excused To
disdain I disdain Thou disdainest He disdains We disdain You disdain They
disdain disdained He disdained We disdained You disdained They disdained I
disdained He disdained We disdained You disdained They disdained I shall
disdain Thou wilt disdain He will disdain We shall disdain You will disdain You
will not disdain They will disdain Disdaining Disdained Disdained Disdained
Disdained To UNLACE TO DRAW FROM THE CUS- TOM HOUSE Drawn from the cust. h.
Drawn from the cust. h. Drawn from the cust. h. Drawn from the cust. h. TO BE
AFFECTED IN ONE'S Affected ways Affected Affected Affected To SLIP He slips
They slip He slipped They slipped I slipped Slipped Slipped Slipped Slipped
YERBI. VERBES. VERBS. L — Sdrucire DÉCOUDRE TO RIP UP L = Sdrucito Décousu
Ripped up L • Sdruciti Décousus Ripped up L .- Sdrucita Décousue Ripped up ( -
Sdrucite Décousues Ripped up ( = Seccare SÉCHER To Dry ( . Seccato Séché Dried
( •• Seccati Séchés Dried H - Seccata Séchée Dried H = Seccate Séchées Dried H
• Secondare Seconder To second H •• Secondato Secondé Seconded 1 - Secondati
Secondés Seconded ! = Secondata Secondée Seconded 1 • Secondate Secondées
Seconded 1 •• Sedare Apaiser To APPEASE o — Sedato Apaisé Appeased o = Sedati
Apaisés Appeased 0 . Sedata Apaisée Appeased 0 .. Sedate Apaisées Appeased 1 -
Sedere S'asseoir To SIT DOWN 1 = Siedo Je m'assieds I sit down 1 . Siedi Tu
t'assieds Thou sittest down Siede Il s'assied He sits down ) Sediamo Nous nous
asseyons We sit down ) — Sedete Vous vous asseyez You sit down Siedono Ils
s'asseyent They sit down Sedeva Je m'asseyais I sat down H Sedevi Tu t'asseyais
Thou sats down + = Sedeva Il s'asseyait He sat down + • Sedevamo Nous nous
asseyions We sat down 4- •• Sedevate Vous vous asseyiez You sat down -->» —
Sedevano Ils s'asseyaient They sat down -*. = Siederó Je m'assiérai I shall sit
down \ . Siederai Tu t'assiéras Thou wilt sit dowji "«•«. ■ . Siederà II
s'assiéra He will sit down P - Siederemo Nous nous assiérons We shall sit down
P = Siederete Vous vous assiérez You will sit down P • Siederanno Ils s'assiéront
They will sit down P -. Sedete Asseyez-vous Sit down V — Sedendo Asseyant
Sitting down V = Seduto Assis Sat down V . Seduti Assis Sat down v .. Seduta
Assise Sat down 0 — Sedute Assises Sat down 0 = Sedurre SÉDUIRE To SEDUCE 0 .
Sedotto Séduit Seduced 0 .. Sedotti Séduits Seduced / - Sedotta Séduite Seduced
/ = Sedotte Séduites Seduced / . Segare Scier To SAW / .. Segato Scié Sawn A -
Segati Sciés Sawn A = Segata Sciée Sawn A . Segate Sciées Sawn A •• Segnare
Marquer To MARK T- Segnato Marqué Marked T = Segnati Marqués Marked 419 420
VERBI. L - Segnata L = Segnate L ■ Seguire L •• Seguo ( - Segui ( = Segue ( •
Seguiamo ( •• Seguite H — Seguono H = Seguiva -4 • Seguivi -1 •• Seguiva ! -
Seguivamo 1 = Seguivate 1 • Seguivano 1 • Seguii o — Segui o = Seguimmo 0 .
Seguiste o .. Seguirono 1 - Seguirò 1 = Seguirai 1 . Seguirà 1 .. Seguiremo ) -
Seguirete ) = Seguiranno ) . Seguite ) .. Seguendo + — Seguito + = Seguiti + .
Seguita + .. Seguite *»» — Seguitare — . = Seguitato ->, f Seguitati ^ . .
Seguitata p - Seguitate p = Sellare p . Sellate p .. Sellato V - Sellati V =
Sembrare V • Sembrarvi V .. Ti sembro 0 — Sembro a = Vi sembro 0 ■ Sembri 0 ..
Mi sembri 1 - Sembra / = Sembra / • Mi sembra / •• Non mi sembra A - Sembriamo
A = Sembrate A • Mi sembrate A •• Sembrano T - Mi sembrano T = Sembrava VERBES.
VERBS. Marquée Marked Marquées Marked Suivre To FOLLOW Je suis [ follow Tu suis
rhou followest Il suit He follows Nous suivons We follow Vous suivez You follow
Ils suivent They follow Je suivais [ followed Tu suivais Thou followedst Il
suivait He followed Nous suivions We followed Vous suiviez You followed Ils
suivaient They followed Je suivis I followed Il suivit He followed Nous
suivîmes We followed Vous suivîtes You followed Ils suivirent They followed Je
suivrai I shall follow Tu suivras Thou wilt follow Il suivra He will follow
Nous suivrons We shall follow Vous suivrez You will follow Ils suivront They
will follow Suivez Follow Suivant Following Suivi Followed Suivis Followed
Suivie Followed Suivies Followed Continuer To CONTINUE Continué Continued
Continués Continued Continuée Continued Continuées Continued Seller To SADDLE
Sellez Saddle Sellé Saddled Sellés Saddled Sembler To SEEM Vous sembler To seem
to you Je te semble I seem to thee Je semble I seem Je vous semble T seem to
you Tu semblés Thou seemest Tu me semblés Thou seemest to me Ce semble It seems
Il semble He seems Il me semble It seems to me Ne me paraît pas It does not
seem to me Nous semblons We seem Vous semblez You seem Vous me semblez You seem
to me Ils semblent They seem Ils me semblent IThey seem to me Je semblais 11
seemed VERBI. VERBES. VERBS. 42 Sembravi Tu semblais Thou seemedst Sembrava Il
semblait He seemed Mi sembrava Il me semblait It seemed to me Sembravamo Nous
semblions We seemed Sembravate Vous sembliez You seemed Sembravano Ils
semblaient They seemed Sembrerò Je semblerai I shall seem Sembrerai Tu
sembleras Thou wilt seem Sembrerà Il semblera He will seem Vi sembrerà Il vous
semblera It will seem to you Sembreremo Nous semblerons We shall seem
Sembrerete Vous sembler ez You will seem Sembreranno Ils sembleront They will
seem Sembrando Semblant Seeming Sembrato Semblé Seemed Sembrati Semblé Seemed
Sembrata Semblé Seemed Sembrate Semblé Seemed Seminare Semer To sow Semina Il
sème He sows Seminava Il semait He sowed Seminò Il sema He sowed Seminate Semez
Sow Seminato Semé Sown Seminati Semés Sown Seminata Semée Sown Seminate Semées
Sown Sentenziare Juger (arrêter) TO JUDGE (TO ARREST) Sentenziato Jugé Judged
Sentenziati Jugés Judged Sentenziata Jugée Judged Sentenziate Jugées Judged
Sentire Sentir To FEEL Sento Je sens I feel Non sento Je ne sens pas I do not
feel Senti Tu sens Thou feelest Sente Il sent He feels Sentiamo Nous sentons We
feel Sentite Vous sentez You feel Non sentite Vous ne sentez pas You do not
feel Sentono Ils sentent They feel Sentiva Je sentais I felt Sentivi Tu sentais
Thou feltest Sentiva II sentait He felt Sentivamo Nous sentions We felt
Sentivate Vous sentiez You felt Sentivano Ils sentaient They felt Sentii Je sentis
I felt Sentisti Tu sentis Thou feltest Senti Il sentit He felt Sentimmo Nous
sentîmes We felt Sentiste Vous sentîtes You felt Sentirono Ils sentirent They
felt Sentirò Je sentirai I shall feel Sentirai Ta sentiras Thou wilt feel
Sentirà Il sentira He will feel Sentiremo Nous sentirons We shall feel
Sentirete Vous sentirez You will feel 36 422 VERBI. L - sentiranno L = Sentite
L . Sentendo L •• Sentito ( - Sentiti ( = Sentita ( • Sentite ( .. Seppellire
H- Seppellito H = Seppelliti H • Seppellita H .- Seppellite r - Sequestrare l =
Sequestrato l . Sequestrati 1 .. Sequestrata 0 — Sequestrate a = Serrare o .
Serbo o .. Serbi 1 - Serba 1 = Serbiamo 1 . Serbate Serbano ) — Serbava ) =
Serbavi Serbava Serbavamo + — Serbavate + = Serbavano 4- • Serbai + .. Serbasti
•■»•» — Serbò ■^ = Serbammo ■^ Serbaste *»«. . . Serbarono e - Serberò p =
Serberai ? . Serberà e .. Serberemo v - Serberete v = Serberanno v . Serbate v
.. Serbando 0 — Serbato 0 = Serbati 0 . Serbata 0 .. Serbate / - Serrare / -
Serro / . Serri / .. Serra A - Serriamo A = Serrate A • Serrano A .. Serrai
"ri- Serrasti VERBES. VERBS. Ils sentiront They will feel Sentez Feel
Sentant Feeling Senti Felt Sentis Felt Sentie Felt Senties Felt Enterrer To
BURY Enterré Buried Enterrés Buried Enterrée Buried Enterrées Buried Séquestrer
To SEQUESTER Séquestré Sequestered Séquestrés Sequestered Séquestrée
Sequestered Séquestrées Sequestered Garder To KEEP Je garde I keep Tu gardes
Thou keepest Il garde He keeps Nous gardons We keep Vous gardez You keep Ils gardent
They keep Je gardais I kept Tu gardais Thou keptest Il gardait He kept Nous
gardions We kept Vous gardiez, You kept Ils gardaient They kept Je gardai I
kept Tu gardas Thou keptest Il garda He kept Nous gardâmes We kept Vous
gardâtes You kept Ils gardèrent They kept Je garderai I shall keep Tu garderas
Thou wilt keep Il gardera He will keep Nous garderons We shall keep Vous
garderez You will keep Ils garderont They will keep Gardez Keep Gardant Keeping
Gardé Kept Gardés Kept Gardée Kept Gardées Kept Fermer TO SHUT, TO CLOSE Je
ferme I shut Tu fermes Thou shuttest Il ferme He shuts Nous fermons We shut
Vous fermez You shut Ils ferment rhey shut Je fermai [shut Tu fermas rhou
shuttest Il ferma ' Be shut vcaBi. VERBES. VERflS. 42 L - Serrammo Nous
fermâmes We shut L = Serraste Vous fermâtes You shut L • Serrarono Ils
fermèrent They shut L •• Serrerò Je fermerai I shall shut ( - Serrera* Tu
fermeras Thou wilt shut ( = Serrerà Il fermera He will shut ( • Serreremo Nous
fermerons We shall shut ( .. Serrerete Vous fermerez You will shut H -
Serreranno Ils fermeront They will shut H = Serra Ferme Shut H - Serrate Fermez
Shut H •• Serrato Fermé Shut 1 - Serrati Fermés Shut 1 = Serrata Fermée Shut J
. Serrate Fermées Shut 1 .. Servire Servir TO SERVE o — Servirvi Vous servir To
serve you 0 = Servo Je sers I serve 0 . Vi servo Je vous sers I serve you 0 ..
Servi Tu sers Thou servest 1 - Serve Il sert He serves n => Non serve II ne
sert pas He does not serve i . Serviamo Nous servons We serve i .. Servite Vous
servez You serve ) - Servano Ils servent They serve ) = Serviva Je servais I
served ) . Servivi Tu servais Thou servedst ) .. Serviva Il servait He served +
- Servivamo Nous servions We served + = Servivate Vous serviez You served + .
Servivano Ils servaient They served + .. Servii Je servis I served / - Servisti
Tu servis Thou servedst / = Servi H servit He served / . Servimmo Nous servîmes
We served / ... Serviste Vous servîtes You served p - Servirono Ils servirent
They served p = Servirò Je servirai I shall serve p • Servirai Tu serviras Thou
wilt serre p .. Servirà Il servira He will serve v - Serviremo Nous servirons
We shall serve V = Servirete Vous servirez You will serve V . Serviranno Ils
serviront They will serve v .. Servirei Je servirais t shall serve 0 — Serviresti
Tu servirais Thou wilt serve 0 = Servirebbe [1 servirait He will serve 0 .
Serviremmo Vous servirions We shall serve 0 .. Servireste Vous serviriez You
will serve / - Servirebbero [ls serviraient rhey will serve / = Servendo
Servant Serving / . Servito Servi Served / .. Serviti Servis Served A - Servita
Servie Served A = Servite Servies Served A . Sfidare DÉFIER ro challenge (to
dare) A •• Sfido re défie : challenge T - Sfidi ru défies fliou challengest z =
Sfida Il défie le challenges T .| Sfidiamo Vous défions We challenge Sfidate
Sfidano Sfidai Sfidò Sfidammo Sfidaste Sfidarono Sfiderò Sfiderai Sfiderà
Sfideremo Sfiderete Sfideranno Sfidando Sfidato Sfidati Sfidata Sfidate Sfogare
Sfogarmi Sfogarvi Sfogo Sfoghi Sfoga Sfoghiamo Sfogate Sfogano Sfogava Sfogavi
Sfogava Sfogavamo Sfogavate Sfogavano Sfogai Sfogasti Sfogò Sfogammo Sfogaste
Sfogarono Sfogherò Mi sfogherò V = Sfogherai Sfogherà Sfogheremo Sfogherete
Sfogheranno Sfogate Sfogando Sfogato Sfogati Sfogata Sfogate A — Sfondare A f=
Sfondato Sfondati Sfondata Sfondate Sformare "VERBES. VERBS. Vous défiez
You challenge Ils défient They challenge Je défiai I challenged 11 défia He
challenged Nous défiâmes We challenged Vous défiâtes You challenged Ils
défièrent They challenged Je défierai I shall challenge Tu défieras Thou wilt
challenge Il défiera He will challenge Nous délierons We shall challenge Vous
défierez You will challenge Ils défieront They will challenge Défiant
Challenging Défié Challenged Défiés Challenged Défiée Challenged Défiées Challenged
Soulager To VENT A PERSON'S FURY Me soulager To vent my fury Vous soulager To
veni your fury Je soulage I vent my fury Tu soulages Thou ventest thy fury Il
soulage He vents his fury Nous soulageons We vent our fury Vous soulagez You
vent your fury Ils soulagent They vent their fury Je soulageais I vented my
fury Tu soulageais Thou ventedst the fury Il soulageait He vented his fury Nous
soulagions We vented our fury Vous soulagiez You vented your fury Ils
soulageaient They vented their fury Je soulageai I vented my fury Tu soulageas
Thou ventedst thy fury Il soulagea He vented his fury Nous soulageâmes We
vented our fury Vous soulageâtes You vented your fury Ils soulagèrent They
vented their fury Je soulagerai I shall vent my fury Je me soulagerai I shall
vent my fury Tu soulageras Thou wilt vent thy fury Il soulagera He will vent
his fury Nous soulagerons We shall vent our fury Vous soulagerez You will vent
your fury Ils soulageront They will vent their fury Soulagez Vent our fury
Soulageant Venting a person's fury Soulagé Vented a person's fury Soulagés
Vented a person's fury Soulagée Vented a person's fury Soulagées Vented a
person's fury DÉFONCER To STAVE IN Défoncé Staved in Défoncés Staved in
Défoncée Staved in Défoncées Steved in DÉFORMER TO PUT OUT OF FORM V VERBI.
VERBES. VERBS. 425 L - - Sformato Déformé Put out of form L = = Sformati
Déformés Put out of form L Sformata Déformée Put out of form L • Sformate
Déformées Put out of form ( - - Sfornare DÉFODRNER TO TAKE OUT OF THE OVEN ( =
= Sfornato Défourné Taken out of the oven ( Sfornati Défournés Taken out of the
oven ( . Sfornata Défournée Taken out of the oven H- Sfornate Défournées Taken
out of the oven H = Sfornirb DÉGARNIR TO UNFURNISH H . Sfornito Dégarni
Unfurnished H .. Sforniti Dégarnis Unfurnished 1 - Sfornita Dégarnie
Unfurnished 1 = Sfornite Dégarnies Unfurnished 1 . Sforzare, v. Forzare Forcer
To FORCE 1 •• Sfratarsi Jeter le froc (apos- To APOSTALiZE ( or run [ tasier )
away from one's con- o — Mi sfrato Je jette le froc Iapostalize [vent) 0 = Mi
sfratai Je jetai le froc I apostalized o . Ti sfratasti Tu jetas le froc Thou
apostalizedst 0 .. Si sfratò Il jeta le froc He apostalized 1 - Ci sfratammo
Nous jetâmes le froc We apostalized 1 = Vi sfrataste Vous jetâtes le froc You
apostalized "I . Si sfratarono Ils jetèrent le froc They apostalized 1 ..
Sfratato Défroqué Apostalized ) - Sfratati Défroqués Apostalized ) = Sfrattare
Chasser To EXPEL ) . Sfrattato Chassé Expelled ) .. Sfrattati Chassés Expelled
+ — Sfrattata Chassée Expelled + = Sfrattate Chassées Expelled + . Sfregiare
Balafrer To DISFIGURE + .. Sfregiato Balafré Disfigured **» — Sfregiati
Balafrés Disfigured ^ = Sfregiata Balafrée Disfigured •>». .. Sfregiare
Diffamer To DEFAME p - Sfregiato Diffamé Defamed p = Sfregiati Diffamés Defamed
p . Sfregiata Diffamée Defamed p .. Sfregiate Diffamées Defamed V — Sfrenare
DÉBRIDER TO UNBRIDLE V = Sfrenato Débridé Unbridled V . Sfrenati Débridés
Unbridled v .. sfrenata Débridée Unbridled 0 — ! sfrenate Débridées Unbridled 0
= I SFUGGIRE ÉVITER ro AVOID 0 . i sfuggirmi M'éviter ro avoid me 0 .. i
sfuggirlo L'éviter ro avoid him / ~i Jfuggo F'évite : avoid 1 =1 ^o sfuggo fe
l'évite ' avoid him / • i Jfuggi Tu évites rhou avoidest 1 .• t jfugge 1 évite
] fie avoids A -Ï Hi sfugge 1 m'évite le avoids me A-Ï > fug giamo \ous
évitons We avoid 36. 426 YERBT. VERBES. VERBS. L - [Sfuggite Vous évitez You
avoid L = Mi sfuggite Vous m'évitez You avoid me L • Sfuggono Ils évitent They
avoid L •• Sfuggiva J'évitais I avoided ( - Sfuggivi Tu évitais Thou avoidedst
( - Sfuggiva Il évitait He avoided ( ■ Sfuggivamo Nous évitions We avoided ( •■
Sfuggivate Vous évitiez Y^ou avoided H - Sfuggivano Ils évitaient They avoided
H = Sfuggirò J'éviterai I shall avoid H • Lo sfuggirò Je l'éviterai I shall avoid
him M •• Sfuggirai Tu éviteras Thou wilt avoid 1 - Sfuggirà Il évitera He will
avoid I - Sfuggiremo Nous éviterons We shall avoid 1 • Sfuggirete Vous éviterez
You Avili avoid 1 • Sfuggiranno Ils éviteront They will avoid o — Sfuggendo
Évitant Avoiding o =* Sfuggito Évité Avoided 0 . Sfuggiti Évités Avoided o ..
Sfuggita Évitée Avoided 1 - SfuggiteÉvitées Avoided 1 = Sganasciare
DÉMANTIBULER TO PUT TOPSYTORYY "1 . Sganasciato Démantibulé Put topsytorvy
1 .. Sganasciati Démantibulés Put topsytorvy ) - Sganasciata Démantibulée Put
topsytorvy ) = Sganasciate Démantibulées Put topsytorvy ) Sgangherare Disloquer
(faire sortir To unhinge ) .. Sgangherato Disloqué [des gonds ) Unhinged + -
Sgangherati Disloqués Unhinged + = Sgangherata Disloquée Unhinged + . Sgangherate
Disloquées Unhinged + .. Sghermire Iacher TO LET GO *""- — S ghermì
to Lâché Let go \ = Sghermiti Lâchés Let go ■**» • Sghermita Lâchée Let go
"S* . . Sghermite Lâchées Let go ? - Sgomberare Déménager TO REMOVE p =
Sgombero Je déménage I remove p . Sgomberi Tu déménages Thou removes t p ..
Sgombera Il déménage He removes V - Sgomberiamo Nous déménageons We remove V -
Sgomberate Vous déménagez You remove v . Scomberano Ils déménagent They remove
V •• Sgomberava Je déménageais I removed 0 = Sgomberavi Tu déménageais Thou
removedst 0 — Sgomberava Il déménageait He removed 0 . Sgomberavamo Nous
déménagions We removed 0 .. Sgomberavate Vous déménagiez You removed / =
Sgomberavano Ils déménageaient They removed / = Sgomberai Je déménageai [
removed / . Sgomberasti Tu déménageas rhou removedst / .. Sgomberò [1 déménagea
ïe removed A = Sgomberammo Nous déménageâmes We removed A - Sgomberaste Vous
déménageâtes fou removed A .Sgomberarono [ls déménagèrent rhey removed A . .
Sgombrerò le déménagerai ] shall remove T-K Sgombrerai 1 ru déménageras rhou
wilt remove VERBI. VERBES. VERBS. 427 Sgombrerà Il déménagera He will remove
Sgombreremo Nous déménagerons We sball remove Sgombrerete Vous déménagerez You
will remove Sgombreranno Ils déménageront They will remove Sgomberando
Déménageant Removing Sgomberato Déménagé Removed Sgomentarsi Épouvanter To
FRIGHTEN Sgomentarmi M'épouvanter To frighten me Sgomentarvi Vous épouvanter To
frighten me Non mi sgomento Je ne m'épouvante pas I do not frighten myself
Sgomento J'épouvante I frighten Non sgomento Je n'épouvante pas 1 do not
frighten Sgomenti Tu t'épouvantes Thou frightenest thyself Sgomenta Il
s'épouvante He frightens himself Sgomentiamo Nous nous épouvantons We frighten
ourselves Sgomentate Vous vous épouvantez You frighten yourselves Non
sgomentate Vous n'épouvantez pas You do not frighten Sgomentano Ils
s'épouvantent They frighten themselves Sgomentava J'épouvantais I frightened
Sgomentavi Tu épouvantais Thou frightenedst Sgomentava Il épouvantait He
frightened Sgomentavamo Nous épouvantions We frightened Sgomentavate Vous
épouvantiez You frightened Sgomentavano Ils épouvantaient They frightened
Sgomentai J'épouvantai I frightened Sgomentasti Tu épouvantas Thou frightenedst
Sgomentò Il épouvanta He frightened Sgomentammo Nous épouvantâmes We frightened
Sgomentaste Vous épouvantâtes You frightened Sgomentarono Ils épouvantèrent
They frightened Sgomenterò J'épouvanterai I shall frighten Sgomenterai Tu
épouvanteras Thou wilt frighten Sgomenterà Il épouvantera He will frighten
Sgomenteremo Nous épouvanterons We shall frighten Sgomenterete Vous
épouvanterez You will frighten Sgomenteranno Ils épouvanteront They will
frighten Non vi sgomentate Ne vous épouvantez pas Do not frighten yourselv.
Sgomentando Épouvantant Frightening Sgomentato Épouvanté Frightened Sgomentati
Epouvantés Frightened Sgomentata Épouvantée Frightened Sgomentate Épouvantées
Frightened Sgomitolare Dévider un peloton TO UNWIND A BALL OF THREAD
Sgomitolando Dévidant Unwinding a ball of thr. Sgomitolato Dévidé Unwound a
ball of thread Sgomitolati Dévidés Unwoundaball of thread Sgomitolata Dévidée
Unwound a ball of thread Sgomitolate Dévidées Unwound aball of thread Sgonfiare
Désenfler TO DIMINISH A SWELLING Sgonfiando Désenflant Diminishing a swelling
Sgonfiato Désenflé Diminished a swelling Sgonfiati Désenfles Diminished a
swelling Sgonfiata Désenflée Diminished a swelling Sgonfiate Désenflées
Diminished a swelling Sgorgare DÉBORDER TO OVERFLOW Sgorga Il déborde It
overflows Sgorgano Ils débordent They overflow 428 VERBI. VERBES. VERBS. L —
Sgorgava Il débordait It overflowed L = Sgorgavano Ils débordaient They
overflowed L • Sgorgato Débordé Overflowed L - Sgorgati Débordés Overflowed ( -
Sgorgata Débordée Overflowed ( = Sgorgate Débordées Overflowed ( • Sgozzare Égorger
TO SLAUGHTER ( .. Sgozzato Égorgé Slaughtered H - Sgozzati Égorgés Slaughtered
H = Sgozzata Égorgée Slaughtered H . Sgozzate Égorgées Slaughtered H ..
Sgradire Ne pas agréer Tonotacgept (displease) 1 - Sgradito N'a pas agréé Has
not accepted i = Sgraditi N'ont pas agréé Have not accepted 1 Sgradita N'a pas
agréé Has not accepted î •• Sgradite N'ont pas agréé Have not accepted o —
Sgraffiare ÉGRATIGNER To SCRATCH o . = Sgraffiato Égratigné Scratched 0 .
Sgraffiati Égratignés- Scratched o .. Sgraffiata Ëgratignée Scratched 1 -
Sgraffiate Ëgratignées Scratched" ~] = Sgravare Alléger To LIGHTEN
Sgravato Allégé Lightened ~t • - Sgravati Allégé» Lightened ) — Sgravata
Allégée Lightened ) = Sgravate Allégées Lightened Sgridare Gronder To scold (
to rebuke.) Sgridarvi Vous gronder To scold you + - Sgridarmi Me gronder To
scold me + = Sgridarlo Le gronder To scold him -f . Sgrido Je gronde I scold +
-. Non vi sgrido Je ne vous gronde pas I do not scold you ^ — Sgridi Tu grondes
Thou scoldest "^ = Sgrida Il gronde He scolds "V. . Sgridiamo Nous
grondons We scold ^ . .. Sgridate Vous grondez You scold p - Sgridano Ils
grondent They scold ? = Sgridava Je grondais I scolded p . Sgridavi Tu grondais
Thou scoldedst ? •- Sgridava Il grondait He scolded V — Sgridavamo Nous
grondions We scolded. V = Sgridavate Vous grondiez You scolded V >
Sgridavano Ils grondaient They scolded v .. Sgridai Je grondai I scolded 0 —
Sgridasti Tu grondas Thou scoldedst 0 = Sgridò Il gronda He scolded 0 .
Sgridammo Nous grondâmes We scolded 0 .. Sgridaste Vous grondâtes You scolded /
— Sgridarono Ils grondèrent They scolded / = Non vi sgriderò Je ne vous
gronderai pas I shall not scold you / . Non mi sgridate Ne me grondez pas Do
not scold me / •• Non lo, la sgridate Ne le, la grondez pas Do not scold him,
her A - Sgridando Grondant Scolding A = Sgi'idato Grondé Scolded A • Sgridati
Grondés Scolded A ., Sgridata Grondée Scolded T — Sgridate Grondées Scolded T =
Sguainare DÉGAINER To draw (the sword) VERBI, VERBES. VERBS. L - Sguainato
Dégainé Drawn L - Sguainati Dégainés Drawn L • Sguainata Dégainée Drawn L ■•
Sguainate Dégainées Drawn ( - Sguazzare Faire gogaille To MAKE MERRY ( ==
Sguazzando Faisant gogaille Making merry ( • Sguazzato Fait gogaille Made merry
( •• Sguernire DÉGARNIR To STRIP H - Sguernito Dégarni Stripped H = Sguerniti
Dégarnis Stripped H • Sguernita Dégarnie Stripped H ... Sguernite Dégarnies
Stripped 1 - Sguizzare (di pesci) Glisser (des poissons) To SLIP 1 = Sguizza Il
glisse It slips I • Sguizzano Ils glissent They slip 1 •• Sguizzava Il glissait
It slipped o — Sguizzavano lis glissaient They slipped o = Sguizzando Glissant
Slipping 0 . Sguizzato Glissé Slipped o .. Sigillare Cacheter TO SEAL 1 -
Sigillo Je cachete I seal 1 = Sigilli Tu cachetés Thou sealest 1 ■ Sigilla TI
cachete He seals 1 .. Sigilliamo Nous cachetons We seal ) - Sigillate Vous
cachetez You seal ) = Sigillano Ils cachètent They seal ) . Sigillerò Je
cachèterai I shall seal ) .. Sigillerai Tu cachèteras Thou wilt seal + -
Sigillerà Il cachètera He will seal + = Sigilleramo Nous cachèterons We shall
seal + . Sigillerete Vous cachèterez You will seal + .. Sigilleranno Ils
cachèteront They will seal ■**. — Sigillate Cachetez Seal ">s =
Sigillando Cachetant Sealing ->. . Sigillato Cacheté Sealed *»•» . .
Sigillati Cachetés Sealed p - Sigillata Cachetée Sealed p = Sigillate Cachetées
Sealed p • Significare Signifier To signify p .. Significo Je signifie I
signify V - Significhi Tu signifies Thou signiliest V = Significa Il signifie
He signifies V . Significhiamo Nous signifions We signify V .. Significate Vous
signifiez You signify 0 — Significano Ils signifient They signify 0 —
Significai Je signifiai I signify 0 . Significasti Tu signifias Thou
signifiedst 0 .. Significò Il signifia He signified / ~ Significammo Nous
signifiâmes We signified / = Significaste Vous signifiâtes You signified / •
Significarono Ils signifièrent They signified / - Significherò Je signifierai I
shall signify A — Significherai Tu signifieras Thou wilt signify A =
Significherà Il signifiera He will signify A . Significando Signifiant
Signifying A •• Significato Signifié Signified T - Significati Signifiés
Signified 429 430 VERBI. VERBES. VERBS. L — Significata Signifiée Signified L =
Significate Signifiées Signified L . Signoreggiare Dominer To COMMAND L "
Signoreggia Il domine He commands ( — Signoreggiano Ils dominent They command (
= Signoreggiava Il dominait He commanded Signoreggiavano Ils dominaient They
commanded ( » — Smagriti Maigris Grown lean -^ = Smagrita Maigrie Grown lean
->. . Smagrite Maigries Grown lean >» .. Smaltare ËMAILLER TO ENAMEL p -
Smaltato Ëmaillé Enamelled p = Smaltati Émaillés Enamelled p . Smaltata
Ëmaillée Enamelled p .. Smaltate Émaillées Enamelled V - Smaltire Débiter
(vendre) To SELL V = Smaltito Débité Sold V . Smaltiti Débités Sold v ..
Smaltita Débitée Sold 0 « Smaltite Débitées Sold 0 ~ Smaniare Emporter (s') TO
FLY INTO A PASSION 0 . Smanio Je m'emporte I fly into a passion 0 .. Smania Il
s'emporte He flies into a passion / - Smaniamo Nous nous emportons We fly into
a passion / - Smaniano Ils s'emportent They fly into a passion / • Smaniava Je
m'emportais I flew into a passion / .. Smaniava Il s'emportait He flew into a
passion A - Smaniavano Ils s'emportaient They flew into a passion A = Smaniando
S'emportant Flying into a passion A • Smaniato 1 Emporté Flown into a passion
432 VERBI, VERBES. VERBS. L - Smaniati Emportés Flown into a passion L =
Smaniata Emportée Flown into a passion L • Smaniate Emportées Flown into a
passion L •• Smantellare DÉMANTELER To dismantle a town ( - Smantellato
Démantelé Dismantled a town ( = Smantellati Démantelés Dismantled a town ( .
Smantellata Démantelée Dismantled a town ( •• Smantellate, Dématelées
Dismantled a town H - Smarrire ÉGARER To MISLAY -i = Smarrito Égaré Mislaid H •
Smarriti Égarés Mislaid H .. Smarrita Égarée Mislaid I - Smarrite Égarées
Mislaid 1 = Smarrirsi ÉGARER (s') To LOSE ONE'S WAY 1 • Smarrito Égaré Lost
one's way 1 .. Smarriti Égarés Lost one's way o — Smarrita Égarée Lost one's
way o = Smarrite Égarées Lost one's way 0 . Smascellar dalle risa Creyer de
rire TO BURST YOUR SIDES WITH LAUGHING o .. Smascellato dalle risa Crevé de
rire Burst your sides with 1. 1 - Smascellati dalle risa Crevés de rire Burst
your sides with 1. 1 = Smascellata dalle risa Crevée de rire Burst your sides
with 1. 1 . Smascellate dalle risa Crevées de rire Burst your sides with 1. 1
.. Smascherare DÉMASQUER To UNMASK ) - Smascherate Démasquez Unmask ) =
Smascherato Démasqué Unmasked ) . Smascherati Démasqués Unmasked ) •• Smascherata
Démasquée Unmasked + — Smascherate Démasquées Unmasked + = Smattonare
DÉCARRELER To UNPAYE + . Smattonato Décarrelé Unpaved + .. Smattonati
Décarrelés Unpaved ■*•«. — Smattonata Décarrelée Unpaved -V. = Smattonate
Décarrelées Unpaved ^ . Smembrare DÉMEMBRER TO DISMEMBER *»* . . Smembro Je
démembre I dismember ? - Smembri Tu démembres Thou dismemberest ? = Smembra Il
démembre He dismembers p Smembriamo Nous démembrons We dismember ? .. Smembrate
Vous démembrez You dismember V - Smembrano Ils démembrent They dismember V =
Smembrando Démembrant Dismembering v . Smembrato Démembré Dismembered V ••
Smembrati Démembrés Dismembered 0 — Smembrata Démembrée Dismembered 0 =
Smembrate Démembrées Dismembered 0 . Smemorare (arsi) Perdre le souvenir TO
FORGET 0 .. Smemorato Perdu le souvenir Forgotten / - Smemorati Perdu le
souvenir Forgotten / - Smemorata Perdu le souvenir Forgotten / • Smemorate
Perdu le souvenir Forgotten / •• Smentire Démentir To GIVE THE LIE A -
Smentisco Je démens [ give the lie A == Smentisci Tu démens rhou givest the lie
A • Smentisce Il dément He gives the lie A .. Smentiamo Nous démentons We give
the lie Smentite Vous démentez You give the lie L = Smentiscono [Is démentent
They give the lie L . Smentiva Je démentais [ gave the lie L -• Smentivi Tu
démentais Thou gavest the lie ( - Smentiva [1 démentait He gave the lie ( =
Smentivamo Nous démentions We gave the lie ( • Smentivate Vous démentiez You
gave the lie ( .. Smentivano [ls démentaient They gave the lie 4- Smentii Je
démentis I gave the lie H = Smentisti Tu démentis Thou gavest the lie H •
Smenti Il démentit He gave the lie H .- Smentimmo Nous démentîmes We gave the
lie 1 - Smentiste Vous démentîtes You gave the lie 1 = Smentirono Ils
démentirent They gave the lie 1 • Smentirò Je démentirai I shall give the he 1
-. Smentirai Tu démentiras Thou wilt give the lie o — Smentirà Il démentira He
will give the lie o = Smentiremo Nous démentirons We shall give the lie 0 .
Smentirete Vous démentirez You will give the lie 0 .. Smentiranno Ils démentiront
They will give the lie 1 - Smentendo Démentant Giving the lie 1 = Smentito
Démenti Given the lie 1 . Smentiti Démentis Given ihe lie -\ .. Smentita
Démentie Given the lie ) - Smentite Démenties Given the lie ) = Sminuzzare
Émincer To MINCE ) . Sminuzzato Émincé Minced ) .. Sminuzzati Émincés Minced +
— Sminuzzata Émincée Minced + = Sminuzzate Émincées Minced + . Sminuzzolare
Hacher To HASH + .. Sminuzzolato Haché Hashed ^ — Sminuzzolati Hachés Hashed
*"». = Sminuzzolata Hachée Hashed *>. . Sminuzzolate Hachées Hashed -»»
. . Smoccolare Moucher (une chandelle) To SNUFF A CANDLR p - Smoccolate Mouchez
Snuff the candle p = Smoccolato Mouché Snuffed the candle p • Smoccolati
Mouchés Snuffed the candle ? .. Smoccolata Mouchée Snuffed the candle V —
Smoccolate Mouchées Snuffed the candle V = Smontare Descendre To GO DOWN V •
Smontate Descendez Go down V .. Smontato Descendu Gone down 0 — Smontati
Descendu Gone down 0 = Smontata Descendu Gone down 0 . Smontate Descendu Gone
down 0 .. Smontare DÉMONTER TO TAKE TO PIECES 1 - Smonto Je démonte I take to
pieces / = Smonta Il démonte He takes to pieces 1 . Smontiamo Nous démontons We
take to pieces 1 .. Smontate Vous démontez You take to pieces A - Smontano Ils
démontent They take to pieces A = Smontava Je démontais I took to pieces A .
Smontava Il démontait He took to pieces A •• Smontavamo Nous démontions We took
to pieces T- Smontavate Vous démontiez You took to pieces 37 434 VERBI, L -
Smontavano L = Smonterò L • Smonterai Smonterà ( — Smonteremo ( = Smonterete Smonteranno
Smontando H- Smontato M = Smontati H • Smontata H •• Smontate 1 - Smorzare 1 =
Smorzo 1 • Smorzi 1 •• Smorza o — Smorziamo o = Smorzate o . Smorzano 0 ..
Smorzando 1 — Smorzato 1 = Smorzati 1 . Smorzata 1 .. Smorzate ) - Smozzicare )
= Smozzicato > . Smozzicati ) .. Smozzicata + — Smozzicate + = Smugnere + .
Smunto + .. Smunti *•>* — Smunta ^s. = Smunte — . Smuovere •*■* .. Smosso p
- Smossi e = Smossa p . Smosse p .. Smurare V - Smurato V = Smurati V . Smurata
v .. Smurate 0 — Snamorare 0 = Snamorato 0 . Snamorati 0 .. Snamorata / ~
Snamorate / = Snervare / • Snervato / •• Snervati A- Snervata A = Snervate A •
SUCCHIARSI A .. Snicchiato VERBES. VERBS. Ils démontaient They took to pieces
Je démonterai I shall take to pieces Tu démonteras Thou wilt take to pieces Il
démontera He will take to pieces Nous démonterons We shall take to pieces Vous
démonterez You will take to pieces Ils démonteront They will take to pieces
Démontant Taking to pieces Démonté Took to pieces Démontés Took to pieces Démontée
Took to pieces Démontées Took to pieces ÉTEINDRE To put out J'éteins I put out
Tu éteins Thou puttest out Il éteint He puts out Nous éteignons We put out Vous
éteignez You put out Ils éteignent They put out Éteignant Putting out Éteint
Put out Éteints Put out Éteinte Put out Éteintes Put out Mdtiler To MUTILATE
Mutilé Mutilated Mutilés Mutilated Mutilée Mutilated Mutilées Mutilated
Dessécher To DRY UP Desséché Dried up Desséchés Dried up Desséchée Dried up
Desséchées Dried up ÉMOUVOIR To MOVE Ému Moved Émus Moved Émue Moved Émues
Moved DÉMOLIR TO DEMOLISH ( to puU Démoli Demolished down) Démolis Demolished
Démolie Demolished Démolies Demolished Guérir de l'amour (se) TO BE CURED OF
LOVE Guéri de l'amour Cured of love Guéris de l'amour Cured of love Guérie de
l'amour Cured of love Guéries de l'amour Cured of love Énerver (épuiser) TO
ENERVATE Énervé Enervated Enervated Énervés Énervée Enervated Énervées
Enervated Dénicher (décamper) To GET OUT Déniché Got out Verbi. VERBES. VERBS.
4.5 5 L - Snicchiati Dénichés Got out L = Snicchiata Dénichée Got out L ■
Snicchiate Dénichées Got out L •• Snidare Dénicher (òter du nid) To take out of
the nest ( — Snidato Déniché Taken out of the nest ( = Snidati Dénichés Taken
out of the nest ( . Snidata Dénichée Taken out of the nest ( .. Snidate
Dénichées Taken out of the nest H - Snocciolare Oter les noyaux TO UNKERNEL
FRUIT -1 = Snocciolato Oté les noyaux Unkerneled fruit H • Snocciolati Oté les
noyaux Unkerneled fruit H •• Snocciolata Oté les noyaux Unkerneled fruit 1 - Snocciolate
Oté les noyaux Unkerneled fruit 1 = Snodare DÉNOUER To UNTIE Snodato Dénoué
Untied 1 •• Snodati Dénoués Untied o — Snodata Dénouée Untied o = Snodate
Dénouées Untied o . Snudare DÉGAINER To DRAW o .. Snudato Dégainé Drawn 1 -
Snudati Dégainés Drawn 1 = Snudata Dégainée Drawn 1 • Snudate Dégainées Drawn 1
•• Socchiudere Entr'ouvrir (ouvrir à TO HALF-OPEN ) - Socchiudo J'entr'ouvre
[demi ) I half-open ) = Socchiudi Tu entr'ouvres Thou half-openest ) .
Socchiude Il entr'ouvre He half-opens ) .. Socchiudiamo Nous entr'ouv rons We
half-open + — Socchiudete Vous entr'ouvrez You half-open + = Socchiudono Ils
entr'ouvrent They half-open + . Socchiudendo Entr'ouvrant Half-opening + ..
Socchiudete Entr'ouvrez Half-open \ — Socchiuso Entrouvert Half-opened *>» =
Socchiusi Entr'ou verts Half-opened «V. Socchiusa Entr'ouverte Half-opened ■•v.
. . Socchiuse Entr'ouvertes Half-opened ? — Soccorrere Secourir To SUCCOUR p =
Soccorrermi Me secourir To succour me p . Soccorrervi Vous secourir To succour
you p .. Soccorrerlo Le secourir To succour him V - Soccorro Je secours I
succour V = Soccorri Tu secours Tliou succourest V . Soccorre Il secourt He
succours v .. Soccorriamo Nous secourons We succour 0 — Soccorrete Vous
secourez You succour 0 = Non mi soccorrete Vous ne me secourez pas You do not
succour me 0 . Soccorrono Ils secourent They succour 0 .. Soccorreva Je
secourais I succoured / - Soccorrevi Tu secourais Thou succourest / =
Soccorreva li secourait He succoured / . Soccorrevamo Nous secourions We
succoured / .. Soccorrevate Vous secouriez You succoured A — Soccorrevano Ils
secouraient They succoured A = Soccorsi Je secourus I succoured A . Soccorresti
Tu secourus Thou succouredst A .. Soccorse Il secourut He succoured 436 VERBI.
YERBES. VERBS. L - Soccorremmo Nous secourûmes We succoured L = Soccorreste
Vous secourûtes You succoured". L - Soccorsero Ils secoururent They
succoured L - Soccorrerò Je secourrai I shall succour ( - Vi soccorrerò Je vous
secourrai I shall succour you ( = Soccorrerai Tu secourras Thou wilt succour (
• Soccorrerà Il secourra He will succour ( - Soccorreremo Nous secourrons We
shall succour H- Soccorrerete Vous secourrez You will succour H = Soccorreranno
Ils secourront They will succour H - Soccorrete Secourez Succour -\ ■■
Soccorrendo Secourant Succouring 1 — Soccorso Secouru Succoured Soccorsi
Secourus Succoured 1 Soccorsa Secourue Succoured Soccorse Secourues Succoured o
— Sodare Affermir TO STRENGTHEN o = Sodato Affermi Strengthened o . Sodati
Affermis Strengthened o .. Sodata Affermie Strengthened 1 - Sodate Affermies
Strengthened 1 = Soddisfare Satisfaire To satisfy 1 . Soddisfatto Satisfait
Satisfied 1 .. Soddisfatti Satisfaits Satisfied ) — Soddisfatta Satisfaite
Satisfied ) = Soddisfatte Satisfaites Satisfied ) . SOFFERIRE Endures To ENDURE
) .. Soffro Tendure I endure + — Soffri Tu endures Thou endurest + = Soffre Il
endure He endures -f . Sofferiamo Nous endurons We endure + .. Sofferite Vous
endurez You endure ^ — Soffrono Ils endurent They endure "^ = Sofferiva
J'endurais I endured «^ Sofferivi Tu endurais Thou enduredst ■*»« . . Sofferiva
Il endurait He endured ? — Sofferivamo Nous endurions We endured p =
Sofferivate Vous enduriez You endured ? . Sofferivano Ils enduraient They
endured p .- Soffrirò J'endurerai I shall endure V — Non soffrirò Je
n'endurerai pas I shall not endure V = Non soffrirete Vous n'endurerez pas You
will not endure V . Sofferendo Endurant Enduring v .. Sofferto Enduré Endured 0
— Sofferti Endurés Endured 0 = Sofferta Endurée Endured 0 . Sofferte Endurées Endured
0 .. Soffiare Souffler To BLOW 1 - J = 1 ■ 1 .. A — Soffio Je souffle I blow
Soffi Tu souffles Thou blowest Soffia Il souffle He hlowes Soffiamo Nous
soufflons We blow Soffiate Vous soufflez You blow A = Soffiano Ils soufflent
They blow A • Soffiava Je soufflais I blew A •• Soffiavi Tu soufflais Il
soufflait Inous soufflions Thou blewest T — Soffiava He blew T = Soffiavamo We
blew VERBI. VERBES. VERBS. L — Soffiavate Vous souffliez You blew L =
Soffiavano Ils soufflaient They blew L • Soffiato Soufflé Blown L •• Soffittare
LA3IBRISSER To WAINSCOT ( - Soffittato Lambrissé Wainscotted ( = Soffittati
Lambrissés Wainscotted ( . Soffittata Lambrissée Wainscotted ( •• Soffittate
Lambrissées Wainscotted H - Soffocare Suffoquer To CHORE H = Soffocato Suffoqué
Choked H • Soffocati Suffoqués Choked H -. Soffocata Suffoquée Choked 1 -
Soffocate Suffoquées Choked 1 = Soffrire Souffrir To suffer 1 • Soffro Je
souffre I suffer 1 .. Soffri Tu souffres Thou suffered o — Soffre Il souffre He
suffers o = Soffriamo Nous souffrons We suffer o . Soffrite Vous souffrez You
suffer 0 .. Soffrono Ils souffrent They suffer 1 - Soffriva Je souffrais I
suffered 1 = Soffrivi Tu souffrais Thou sufferedst 1 • Soffriva Il souffrait He
suffered 1 ■■ Soffrivamo Nous souffrions We suffered ) - Soffrivate Vous
souffriez You suffered ) = Soffrivano Ils souffraient They suffered ) • Soffrii
Je souffris I suffered ) •• Soffristi Tu souffris Thou sufferedst H Soffri Il
souffrit He suffered + = Soffrimmo Nous souffrîmes We suffered + . Soffriste
Vous souffrîtes You suffered 4- .. Soffrirono Ils souffrirent They suffered \ —
Soffrirò Je souffrirai I shall suffer *-» = Soffrirai Tu souffriras Thou wilt
suffer *"S. . Soffrirà Il souffrira He will suffer *>. . . Soffriremo
Nous souffrirons We shall suffer p - Soffrirete Vous souffrirez You will suffer
? = Soffriranno Ils souffriront They will suffer p Soffrendo Souffrant
Suffering ? .. Sofferto Souffert Suffered V — Sofisticare Sophistiquer TO
SOPHISTICATF V = Sofisticato Sophistiqué Sophisticated V . Sofisticati
Sophistiqué Sophisticated v .. Sofisticata Sophistiqué Sophisticated 0 —
Sofisticata Sophistiqué Sophisticated 0 = Soggiacere Succomber To SUCCUMB 0 .
Soggiacendo Succombant Succumbing 0 .. Soggiaciuto Succombé Succumbed / -
Soggiaciuti Succombé Succumbed Soggiaciuta Succombé Succumbed 1 ~ Soggiaciute
Succombé Succumbed 1 ■■ SOGGIOGAR!: Subjuguer TO SUBJUGATF. A — Soggiogato
Subjugué Subjugated A = Soggiogati Subjugués Subjugated A • Soggiogata
Subjuguée Subjugated A • Soggiogate Subjuguées Subjugated 437 07. 438 VERBI.
VERBES. VERBS. L - Soggiornare SÉJOURNER TO STAY L = Soggiorno Je séjourne I
stay L • Soggiorni Tu séjournes Thou stayest L •• Soggiorna Il séjourne He
stays ( - Soggiorniamo Nous séjournons We stay ( = Soggiornate Vous séjournez
You stay ( • Soggiornano Ils séjournent They stay ( .. Soggiornerò Je
séjournerai I shall stay H- Soggiornerai Tu séjourneras Thou wilt stay -{ =
Soggiornerà 11 séjournera He will stay H . Soggiorneremo Nous séjournerons We
shall stay H .. Soggiornerete Vous séjournerez You will stay 1 - Soggiorneranno
Ils séjourneront They will stay I = Soggiornando Séjournant Staying 1 .
Soggiornato Séjourné Stayed 1 •• SOGGIUGNERE Ajouter TO ADD o — Soggiugneva
J'ajoutais I added o = Soggiugneva Il ajoutait He added 0 . Soggiugnevamo Nous
ajoutions We added o .. Soggiugnevate Vous ajoutiez You added 1 - Soggiugnevano
Ils ajoutaient They added 1 = Soggiunsi J'ajoutai I added 1 . Soggiunse Il
ajouta He added 1 .. Soggiugnemmo Nous ajoutâmes We added ) - Soggiugneste Vous
ajoutâtes You added ) = Soggiunsero Ils ajoutèrent They added ) . Soggiugneró
J'ajouterai I shall add ) ... Soggiugnerai Tu ajouteras Thou wilt add H
Sogghignerà Il ajoutera He will add 4- = Sogghigneremo Nous ajouterons We shall
add + . Sogghignerete Vous ajouterez You will add + .. Sogghigneranno Ils
ajouteront They will add -^ — Soggiugnendo Ajoutant Adding \ — Soggiunto Ajouté
Added ^ . Soggiunti Ajoutés Added "*•. . . Soggiunta Ajoutée Added P -
Soggiunte Ajoutées Added P = Sognare RÊVER TO DREAM P • Sogno Je rêve I dream P
Sogni Tu rêves Thou dreamest V - Sogna Il rêve He dreams V = Sogniamo Nous
rêvons We dream v . Sognate Vous rêvez You dream v .. Sognano Ils rêvent They
dream 0 — Sognava Je rêvais I dreamt 0 = Sognavi Tu rêvais Thou dreamtst 0 . Sognava
Il rêvait He dreamt 0 .. Sognavamo Nous rêvions We dreamt / - Sognavate Vous
rêviez You dreamt / = Sognavano Ils rêvaient They dreamt / . Sognai Je rêvai I
dreamt / .. Sognasti Tu rêvas Thou dreamtst A — Sognò Il rêva He dreamt A =
Sognammo Nous rêvâmes We dreamt A • Sognaste Vous rêvâtes You dreamt A ••
Sognarono Ils rêvèrent They dreamt T - Sognando Rêvant Dreaming T = Sognato
Rêvé Dreamt T • Sognati Rêvés Dreamt VERBI. Sognata Sognate Solcare Solcava
Solcava Solcavamo Solcavate Solcavano Solcando Solcato Solcati Solcata Solcate
Sold are Soldato Soldati Soldata Soldate Solennizzare Solennizzato Solennizzati
Solennizzata Solennizzate Solere Soglio Suoli Suole Sogliamo Solete Sogliono
Soleva Solevi Soleva Solevamo Solevate Solevano Solito Soliti Solita Solite
Sono solito Sei solito Siamo soliti Siete soliti Solfeggiare Solfeggio Solfeggi
Solfeggia Solfeggiamo Solfeggiate Solfeggiano Solfeggiava Solfeggiavi
Soleggiava Solfeggiavamo Solfeggiavate Solfeggiavano VERBES. VERBS. 4Ò\ Rêvée
Dreamt Rêvées Dreamt Sillonner To FURROW Je sillonnais I furrowed Il sillonnait
He furrowed Nous sillonnions We furrowed Vous sillonniez You furrowed Ils
sillonnaient They furrowed Sillonnant Furrowing Sillonné Furrowed Sillonnés
Furrowed Sillonnée Furrowed Sillonnées Furrowed Soudoyer To keep in pay Soudoyé
Kept in pay Soudoyés Kept in pay Soudoyée Kept in pay Soudoyées Kept in pay
Solenniser TO SOLEMNIZE Solennisé Solemnized Sclennisés Solemnized Solennisée
Solemnized Solennisées Solemnized Avoir coutume TO BE IN THE HABIT J'ai coutume
I am in the habit Tu as'coutuine Thou art in the habit Il a coutume He is in
the habit Nous avons coutume We were in the habit Vous avez coutume You were in
the habit Ils ont coutume They were in the habit J'avais coutume I was in the
habit Tu avais coutume Thou wast in the habit Il avait coutume He was in the
habit Nous avions coutume We were in the habit Vous aviez coutume You were in
the habit Ils avaient coutume They were in the habit Eu coutume Been in the
habit Eu coutume Been in the habit Eu coutume Been in the habit Eu coutume •
Been in the habit Je suis accoutumé I am accustomed Tu es accoutumé Thou art
accustomed Noussommesaccoutumés We are accustomed Vous êtes accoutumés You are
accustomed Solfier TO SING THE GAMET Je soliie I sing the garnet Tu solfies
Thou singest the garnet Il soliie He sings the garnet Nous sollions We sing the
garnet Vous solfiez You sing the garnet Ils solfient They sing the garnet Je
solfiais I sung the garnet Tu solfiais Thou sungest garnet Il solfiait He sung
the garnet Nous solfiions We sung the garnet Vous solfiiez You sung the garnet
Ils soldaient They sung the garnet Solfeggia Solfeggiate Solfeggiando
Solfeggiato Solfeggiati Solfeggiata Solfeggiate Sollazzale Sollazzato
Sollazzati Sollazzata Sollazzate Sollecitare Sollecitarmi Sollecitarvi
Sollecitarlo Sollecito Non sollecito Non vi sollecito Solleciti Sollecita
Sollecitiamo Mi sollecitate Sollecitate Non sollecitate Sollecitano Sollecitava
Non sollecitava Sollecitavi Sollecitava Non sollecitava Sollecitavamo Non
sollecitavamo Sollecitavate Sollecitavano Sollecitai Sollecitasti Sollecitò
Sollecitammo Sollecitaste Sollecitarono Vi solleciterò Solleciterò Non
solleciterò Solleciterai Solleciterà Solleciteremo Solleciterete Solleciteranno
Sollecita Non mi sollecitate Sollecitatevi Non vi sollecitate Sollecitando
Sollecitato Sollecitati Sollecitata Sollecitate Sollecitare verbes. VERES.
Solfìe Sung the garnet Solfier Sang the garnet Solliant Singing the garnet
Sollié Sung the garnet Solfiés Sung the garnet Solfiée Sung the garnet Solfiées
Sung the garnet Récréer, Amuser To AMUSE Récréé Amused Récréés Amused Rércéée
Amused Récréées Amused Presser (se) Me presser Vous presser I Le presser | Je
me presse j Je ne me presse pas | Je ne vous presse pas Tu te presses Il se
presse Nous nous pressons Vous me pressez Vous vous pressez Vous ne vous
pressez p. Ils se pressent Je me pressais Je ne me pressais pas Tu te pressais
Il se pressait II ne se pressait pas Nous nous pressions Nous ne nous pressions
p. Vous vous pressiez Ils se pressaient Je me pressai Tu te pressas Il se
pressa Nous nous pressâmes Vous vous pressâtes Ils se pressèrent •Je vous
presserai Je me presserai Je ne me presserai pas Tu te presseras Il se pressera
Nous nous presserons Vous vous presserez Ils se presseront Presse-toi Ne me
pressez pas Pressez-vous Ne vous pressez pas Se pressant Pressé Pressés Pressée
Pressées Solliciter To make haste To make haste To make haste To make haste I
make haste I do not make hasle I do not make haste; Thou makest haste He makes
haste We make haste We make haste You make haste You do not make haste They
make haste I made haste I did not made haste Thou madest haste He made haste He
did not made haste We made haste We did not made haste You made haste They made
haste I made haste Thou madest haste He made haste We made haste You made haste
They made haste I shall make haste I shall make haste I shall not make haste
Thou wilt make haste He will make haste We shall make haste You will make haste
They will make haste Make haste Do not make haste Make haste Do not make haste
Making haste Made haste Made haste Made haste Made haste To solicit VERBI.
VERBES. VERBS. L - Solleciterò Je solliciterai I shall solicit L = Sollecitate
Sollicitez Solicit L - Sollecitato Sollicité Solicited L - Sollecitati
Sollicités Solicited ( - Sollecitata Sollicitée Solicited ( = Sollecitate
Sollicitées Solicited ( • Solleticare Chatouiller To TICKLE ( •• Solletico Je
chatouille I tickle H- Solletichi Ta chatouilles Thou ticklest H = Solletica Il
chatouille He tickles H • Solletichiamo Nous chatouillons We tickle H -
Solleticate Vous chatouillez You tickle 1 - Solleticano Ils chatouillent They
tickle 1 = Solleticando Chatouillant Tickling I Solleticato Chatouillé Tickled
1 •• Solleticati Chatouillés Tickled o — Solleticata Chatouillée Tickled o =
Solleticate Chatouillées Tickled 0 . Sollevare Soulever To RAISE 0 .. Sollevato
Soulevé Raised 1 - Sollevati Soulevés Raised 1 = Sollevata Soulevée Raised 1 •
Sollevate Soulevées Raised 1 .. Somigliare Ressembler To RESEMBLE ) - Somiglio
Je ressemble I resemble ) = Somigli Tu ressembles Thou resemblest ) . Somiglia
Il ressemble He resembles ) .. Somigliamo Nous ressemblons We resemble + —
Somigliate Vous ressemblez You resemble + = Somigliano Ils ressemblent They resemble
+ . Somigliando Ressemblant Resembling + .. Somigliato Ressemblé Resembled
"V. — Somigliati Ressemblé Resembled ■»>. = Somigliata Ressemblé
Resembled — . Somigliate Ressemblé Resembled -«* . . Sommergere Submerger TO
SUBMERGE p - Sommerso Submergé Submerged p = Sommersi Submergés Submerged p .
Sommersa Submergée Submerged p .. Sommerse Submergées Submerged V - SOMMETTERE
Soumettre To SUBMIT V = Sommesso Soumis Submitted v . Sommessi Soumis Submitted
v .. Sommessa Soumise Submitted 0 — Sommesse Soumises Submitted 0 =
Somministrare Fournir (subvenir) To FURNISH 0 . Somministro Je fournis I
furnish 0 .. Somministri Tu fournis Thou furnishest / - Somministra Il fournit
He furnishes / = Somministriamo Nous fournissons We furnish / • Somministrate
Vous fournissez You furnish / •• Somministrano Ils fournissent They furnish A —
Somministrava Je fournissais I furnished A = Somministravi Tu fournissais Thou
furnishedst A • Somministrava Il fournissait He furnished A •• Somministravamo
Nous fournissions We furnished T- Somministravate Vous fournissiez You
furnished 441 442 VERBI. VERBES. VERBS. L - Somministravano Ils fournissaient
They furnished L = Somministrerò Je fournirai I shall furnish L •
Somministrerai Tu fourniras Thou wilt furnish L -■ Somministrerà Il fournira He
will furnish ( - Somministreremo Nous fournirons We shall furnish ( =
Somministrerete Vous fournirez You will furnish ( • Somministreranno Ils
fourniront They will furnish ( •• Somministrando Fournissant Furnishing H -
Somministrato Fourni Furnished H = Somministrati Fournis Furnished H •
Somministrata Fournie Furnished H •• Somministrate Fournies Furnished 1 -
Sommuovere Remuer To STIR UP 1 = Sommosso Remué Stirred up 1 • Sommossi Remués
Stirred up 1 •• Sommossa Remuée Stirred up o — Sommosse Remuées Stirred up o =
Sonare Sonner To RING 0 . Sono Je sonne I ring o .. Soni Tu sonnes Thou ringest
1 - Sona Il sonne He rings "1 = Soniamo Nous sonnons We ring 1 • Sonate
Vous sonnez You ring "1 .. Sonano Ils sonnent They ring ) — Sonava Je
sonnais I rang ) = Sonava Il sonnait He rang ) . Sonavamo Nous sonnions We rang
) .. Sonavate Vous sonniez You rang + — Sonavano Ils sonnaient They rang + =
Sonai Je sonnai I rang + . Sonasti Tu sonnas Thou rangest + .. Sonò Il sonna He
rang •**. — Sonammo Nous sonnâmes We rang *>■«. = Sonaste Vous sonnâtes You
rang "**• • Sonarono Ils sonnèrent They rang *•>» . . Sonerò Je
sonnerai I shall ring P - Sonerai Tu sonneras Thou wilt ring P = Sonerà Il
sonnera He will ring ? • Soneremo Nous sonnerons We shall ring P •• Sonerete
Vous sonnerez You will ring V — Soneranno Ils sonneront They will ring V =
Sonando Sonnant Ringing v . Sonato Sonné Rung v .. Sonati Sonnés Rung 0 —
Sonata Sonnée Rung 0 = Sonate Sonnées Rung 0 . Sonare (istrom. mus.) Jouer d'un
instrument TO PLAY (UPON AN IÏ 0 .. Sono Je joue I play 1 - Soni Tu joues Thou
playest / = Sona Il joue He plays / . Soniamo Nous jouons We play / .. Sonate
Vous jouez You play A — Sonano Ils jouent They play A = Sonava Je jouais I
played A . Sonava Il jouait He played A •• Sonavamo Nous jouions We played T —
Sonavate Vous jouiez You played T = Sonavano Ils jouaient They played [MENT)
Sona Sonale Sonando Sonato Sonare tl violino Sono il violino Sona il violino
Sonnacchiare Sonnacchiando Sonnacchiato Soperchiare Soperchiato Soperchiati
Soperchiata Soperchiate Soppiantare Soppiantato Soppiantati Soppiantata
Soppiantate Sopportare Sopporto Sopporta Sopportiamo Sopportate Sopportano
Sopportava Sopportavi Sopportava Sopportavamo Sopportavate Sopportavano
Sopporterò Sopporterai Sopporterà Sopporteremo Sopporterete Sopporteranno
Sopportando Sopportato Sopportati Sopportata Sopportate Sopprimere Soppresso
Soppressi Soppressa Soppresse Soprabbondare Soprabbondando Soprabbondato
Sopraccaricare Sopraccaricato Sopraccaricati Sopraccaricata Sopraccaricate
VERBES. Joue Jouez Jouant Joué Jouer du violon Je joue du violon Il joue du
violon Sommeiller Sommeillant Sommeillé Surprendre Surpris Surpris Surprise
Surprises Supplanter Supplanté Supplantés Supplantée Supplantées Supporter Je
supporte Il supporte Nous supportons Vous supportez Ils supportent Je
supportais Tu supportais Il supportait Nous supportions Vous supportiez Ils
supportaient Je supporterai Tu supporteras Il supportera Nous supporterons Vous
supporterez Us supporteront Supportant Supporté Supportés Supportée Supportées
Fouler Foulé Foulés Foulée Foulées Surabonder Surabondant Surabondé Surcharger
Surchargé Surchargés Surchargée Surchargées VERBS. Play Play Playing Played TO
FIDDLE I fiddle He fiddles TO SLUMBER Slumbering Slumbered To surprise
Surprised Surprised Surprised Surprised TO SUPPLANT Supplanted Supplanted
Supplanted Supplanted To SUPPORT I support He supports We support You support
They support I supported Thou supportedst He supported We supported You
supported They supported I shall support Thou will support He will support We
shall support You will support They will support Supporting Supported Supported
Supported Supported TO TRAMPLE UPO^ Trampled upon Trampled upon Trampled upon
Trampled upon. TO SUPERABOUND Superabounding Superabounded TO OVEBLOAD
Overloaded Overloaded Overloaded Overloaded 443 444 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Sopraccennare ÉNONCER AUPARAVANT TO DECLARE PREVIOUSLY L = Sopraccennato Énoncé
auparavant Declared previously L • Sopraccennati Énoncés auparavant Declared
previously L -. Sopraccennata Énoncée auparavant Declared previously ( -
Sopraccennate Énoncées auparavant Declared previously ( = SOPRACCHIEDERE
Surfaire To ask too much ( • Sopracchiedo Je surfais I ask too much ( -.
Sopracchiedi Tu surfais Thou askest too much H- Sopraccbiede Il surfait He asks
too much H = Sopracchiediamo Nous surfaisons We ask too much H ■ Sopracchiedete
Vous surfaites You ask too much H •• Sopracchiedono Ils surfont They ask too
much 1 - Sopracchiedendo Surfaisant Asking too much 1 = Sopracchiesto Surfait
Asked too much 1 • SOPRAGGIUGNERE Survenir à l'improviste TO COME UNEXPECTEDLY
1 •• Sopraggiunto Survenu Come unexpectedly o — Sopraggiunti Survenus Come
unexpectedly o = Sopraggiunta Survenue Come unexpectedly 0 . Sopraggiunte Survenues
Come unexpectedly o . Soprannotare Surnager TO FLOAT 1 - Soprannota Il surnage
It floats 1 = Soprannotano Ils surnagent They float 1 . Soprannotava Il
surnageait It floated 1 .. Soprannotavano Ils surnageaient They floated ) -
Soprannotó Il surnagea It floated ) = Soprannotarono Ils surnagèrent They
floated ) . Soprannoterâ Il surnagera It will float ) .. Soprannoteranno Ils
surnageront They will float + — Soprannotando Surnageant Floating -f =
Soprannotato Surnagé Floated + . Soprannotati Surnagé Floated 4- ..
Soprannotata Surnagé Floated ">>» — Soprannotate Surnagé Floated ^ =
Soprapporre Mettre dessus To PUT UPON ^ . Soprapposto Mis dessus Put upon ^ ..
Soprapposti Mis dessus Put upon e - Soprapposta Mise dessus Put upon ? =
Soprapposte Mises dessus Put upon p . SOPRÀRRIVARE Survenir To COME p ..
Soprarrivato Survenu Come v - Soprarrivati Survenus Come v = Soprarrivata
Survenue Come V - Soprarrivale Survenues Come v .. SOPRASCRIVERE Mettre
l'adresse (aune To direct a letter (to su- lettre ) perscribe) 0 — Soprascritto
Mis l'adresse Directed a letter 0 = Soprascritta Mis l'adresse Directed a
letter 0 . Soprassedere Surseoir To PUT OFF 0 .. Soprasseduto Sursis Put off 1
- Soprasseduti Sursis Put off / = Soprasseduta Sursis Put off / ■ Soprassedute
Sursis Put off / •• Soprastare Maîtriser (dominer) To master A — Soprastato
Maîtrisé Mastered A = Soprastati Maîtrisés Mastered VER3Î. VERBES. VERBS. 4 L —
Soprastata Maîtrisée Mastered L = Soprastate Maîtrisées Mastered L •
Sopravanzare Surpasses To SURPASS L •• Sopravanzato Surpassé Surpassed ( -
Sopravanzati Surpassés Surpassed ( = Sopravanzata Surpassée Surpassed ( •
Sopravanzate Surpassées Surpassed ( •• Sopravvenire SURVENIR To HAPES H-
Sopravvenuto Survenu Hapened H = Sopravvenuti Survenus Hapened H • Sopravvenuta
Survenue Hapened H •• Sopravvenute Survenues Hapened i - Sopravvivere Survivre
To outlive 1 - Sopravvivo Je survis I outlive 1 Sopravvivi Tu survis Thou
outlivest J •• Sopravvive Il survit He outlives o — Sopravviviamo Nous
survivons We outlive o = Sopravvivete Vous survivez You outlive 0 .
Sopravvivono Ils survivent They outlive o .. Sopravviveró Je: survivrai I shall
outlive 1 - Non sopravviveró Je ne survivrai pas I shall not outlive 1 =
Sopravviverai Tu survivras Thou wilt outlive 1 . Sopravviverâ Il survivra He
will outlive 1 .. Soprawiveremo Nous survivrons We shall outlive ) -
Sopravviverete Vous survivrez You will outlive ) = Sopravviveranno Ils
survivront They will outlive ) . Sopravvivendo Survivant Outliving ) ..
Sopravvissuto Survécu Outlived + - Sopravvissuti Survécu Outlived 4- =
Sopravvissuta Survécu Outlived 4- . Sopravvissute Survéca Outlived + .. Sorbire
Avaler To SWALLOW "*». — Sorbito Avalé Swallowed -*^ = Sorbiti Avalés
Swallowed »>* . Sorbita Avalée Swallowed -^» . . Sorbite Avalées Swallowed ?
- Sorgere in costa Mouiller en rade (t. m.) TO CAST ANCHOR P = Sorgo Je mouille
I cast anchor 9 . Sorgi Tu mouilles Thou castest anclior P .. Sorge Il mouille
He casts anchor v — Sorgiamo Nous mouillons We cast anchor V «= Sorgete Vous
mouillez You cast anchor V . Sorgono Ils mouillent They cast anchor V,- Sorgeva
Je mouillais I cast anchor 0 — Sorgevi Tu mouillais Thou castest anchor 0 s=
Sorgeva Il mouillait He cast anchor 0 . Sorgevamo Nous mouillions We cast
anchor 0 T. Sorgevate Vous mouilliez You cast anchor / - Sorgevano Il
mouillaient They cast, anchor / = Sorgendo Mouillant Casting anchor / • Sorto
Mouillé Cast anchor / .. Sorti Mouillés Cast anchor A — Sorta Mouillée Cast
anchor A = Sorte Mouillées Cast anchor A . Sormontare Surmonter To SURMOUNT A
•• Sormontato Surmonté Surmounted T - Sormontati 1 Surmontés (Surmounted 445 38
L 44b VERBÎ. VERBES. YEBBS. L - Sormontata Surmontée Surmounted L = Sormontate
Surmontées Surmounted L • Sorpassare Surpasser To SURPASS L •• Sorpassato
Surpassé Surpassed ( - Sorpassati Surpassés Surpassed ( = Sorpassata Surpassée
Surpassed ( • Sorpassate Surpassées Surpassed ( •• Sorportàre Emporter Carry
away H - Sorportato Emporté Carried away H = Sorportati Emportés Carried away H
■ Sorportata Emportée Carried away H .- Sorportate Emportées Carried away I —
Sorprendere Surprendre To SURPRISE 1 = Sorprendervi Vous surprendre To surprise
you I . Sorprendermi Me surprendre To surprise me 1 •• Sorprendo Je surprends I
surprise o — Vi sorprendo Je vous surprends I surprise you o = Sorprendi Tu
surprends Thou surprises t o . Sorprende Il surprend He surprises o .. Non mi
sorprende Il ne me surprend pas He does not surprise me 1 - Sorprendiamo Nous
surprenons We surprise 1 = Vi sorprendiamo Nous vous surprenons We surprise me
1 . Sorprendete Vous surprenez You surprise 1 .. Mi sorprendete Vous me
surprenez You surprise me ) - Sorprendono Ils surprennent They surprise ) = Ci
sorprendono Ils nous surprennent They surprise us ) . Sorprendeva Je surprenais
I surprised ) .. Non sorprendeva Il ne surprenait pas He did not surprise -+■ —
Sorprendeva Il surprenait He surprised + = Mi sorprendeva 11 me surprenait He
surprised me + . Sorprendevamo Nous surprenions We surprised + •• Sorprendevate
Vous surpreniez You surprised ^. — Sorprendevano Ils surprenaient They
surprised ^ = Sorpresi Je surpris I surprised . Sospettare ) .. Sospetto 4- —
Sospetti + = Sospetta 4- . Sospettiamo + • • Sospettate \ — Sospettano *>. =
Sospettava •V. . Sospettavi •«v. . . Sospettava p - Sospettavamo e =
Sospettavate p . Sospettavano p .. Sospettai V — Sospettò v = Sospettammo v .
Sospettaste v .. Sospettarono 0 — Sospettando 0 = Sospettato o . Sospettati 0
.. Sospettata / ~ Sospettate 1 = Sospirare / • Sospiro / •• Sospiri A — Sospira
A = Sospiriamo A • Sospirate A •• Non sospirate T- Sospirano T = Sospirava
Souscrite Subscribed Souscrites Subscribed Suspendre To SUSPEND Je suspends I
suspend Tu suspends Thou suspendest Il suspend He suspends Nous suspendons We
suspend Vous suspendez You suspend Ils suspendent They suspend Je suspendis I
suspended Il suspendit He suspended Nous suspendîmes We suspended Vous
suspendîtes You suspended Ils suspendirent They suspended Je suspendrai I shall
suspend Tu suspendras Thou wilt suspend Il suspendra He will suspend Nous
suspendrons We shall suspend Vous suspendrez You will suspend Ils suspendront
They will suspend Suspendez Suspend Suspendant Suspending Suspendu Suspended
Suspendus Suspended Suspendue Suspended Suspendues Suspended Soupçonner To
SUSPECT Je soupçonne I suspect Tu soupçonnes Thou suspectest Il soupçonne He
suspects Nous soupçonnons We suspect Vous soupçonnez You suspect Ils
soupçonnent They suspect Je soupçonnais I suspe ted Tu soupçonnais Thou
suspectedst Il soupçonnait He suspected Nous soupçonnions We suspected Vous
soupçonniez You suspected Ils soupçonnaient They suspected Je soupçonnai I
suspected Il soupçonna He suspected Nous soupçonnâmes We suspected Vous
soupçonnâtes You suspected Ils soupçonnèrent They suspected Soupçonnant
Suspecting Soupçonné Suspected Soupçonnés Suspected1 Soupçonnée Suspected
Soupçonnées Suspected Soupirer To SIGH Je soupire I sigh Tu soupires Thou
sighest Il soupire He sighs Nous soupirons We sigh Vous soupirez You sigh Ne
soupirez pas Do not sigh Ils soupirent They sigh Je soupirais I sighed VERBI.
VERBES. VERBS. A L -1 Sospiravi Tu soupirais Thou sighedst L = Sospirava Il
soupirait He sighed L • Sospiravamo Nous soupirions We sighed L •• Sospiravate
Vous soupiriez You sighed ( - Sospiravano Ils soupiraient They sighed ( =
Sospirai Je soupirai I sighed ( ■ Sospirò Il soupira He sighed ( •• Sospirammo
Nous soupirâmes We sighed H- Sospiraste Vous soupirâtes You sighed H =
Sospirarono Ils soupirèrent They sighed H • Sospirando Soupirant Sighing H .-
Sospirato Soupiré Sighed 1 - Sospirati Soupiré Sighed 1 = Sospirata Soupiré
Sighed 1 • Sospirate Soupiré Sighed 1 •• Sostenere Soutenir To SUPPORT o —
Sostenervi Vous soutenir To support you o = Sostenerlo Le soutenir To support
it 0 . Sostengo Je soutiens I support 0 .. Mi sostengo Je me soutiens I support
myself "1 — Sostiene Il soutient He supports "I = Sosteniamo Nous
soutenons We support Sostenete Vous soutenez You support Non mi sostenete Vous
ne me soutenez pas You do not support ) — Sostengono Ils soutiennent They support
) — Sosteneva Je soutenais I supported Sostenevi Tu soutenais Thou supportedst
Sosteneva Il soutenait He supported + — Sostenevamo Nous soutenions We
supported + = Sostenevate Vous souteniez You supported + . Sostenevano Ils
soutenaient They supported + Sostenni Je soutins I supported ^ — Sostenesti Tu
soutins Thou supportedst ~-^ == Sostenne Il soutint He supported ^* .
Sostenemmo Nous soutînmes We supported ^ . . Sosteneste Vous soutîntes You
supported ? — Sostennero Ils soutinrent They supported è = Sosterrò Je
soutiendrai I shall support p . Vi sosterrò Je vous soutiendrai I shall support
you p .. Sosterrai Tu soutiendras Thou \Vilt support V — Sosterrà Il soutiendra
He will support V = Sosterremo Nous soutiendrons We shall support V .
Sosterrete Vous soutiendrez You will support v .. Sosterranno Us soutiendront
They will support 0 — Sostenete Soutenez Support 0 = Sostenendo Soutenant
Supporting 0 . Sostenuto Soutenu Supported 0 .. Sostenuti Soutenus Supported 1
- Sostenuta Soutenue Supported 1 = Sostenute Soutenues Supported / . Sostentare
Alimenter To feed / •• Sostentato Alimenté Fed A — Sostentati Alimentés Fed A =
Sostentata Alimentée Fed A . Sostentate Alimentées Fed A .. Sotterrare Inhumer
TO BIRY T — Sotterrato Inhumé Buried T = Sotterrati Inhumés Buried 38. 450
VERBI. VERBES. VE LIBS. L - Sotterrata Inhumée Buried L = Sotterrate Inhumées
Buried L • SOTTIGLIARE Subtiliser To subtilize L •• Sottigliato Subtilisé
Subtilized ( - Sottigliati Subtilisés Subtilized ( = Sottigliata Subtilisée Subtilized
. — Spandesti Tu répandis Thou spiltest "v« == Spase Il répandit He spilt
"*>, Spandemmo Nous répandîmes We spilt >*. . . Spandeste Vous
répandîtes You spilt ? — Spasero Ils répandirent They spilt p = Spanderò Je
répandrai I shall spill p . Spanderai Tu répandras Thou wilt spill p ...
Spanderà Il répandra He will spill V - Spanderemo Nous répandrons We shall
spill V = Spanderete Vous répandrez YTou will spill; v . Spanderanno Ils
répandront They will spill v .. Spandendo Répandant - Spilling 0 — Spaso Répandu
Spilt 0 = Spasi Répandus Spilt 0 . Spasa Répandue Spilt 0 .. Spase Répandues
Spilt / - Sparare DÉPARER To DISGARNISB / = Sparato Déparé Disgarnished / •
Sparati Déparés Disgarnished / •• Sparata Déparée Disgarnished A - Sparate
Déparées Disgarnished A = Sparare Décharger (une arme à To SHOOT A • Sparo Je
décharge feu) I shoot A •• Spari Tu décharges Thou shootest T - Spara Il
décharge He shoots T = Spariamo Nous déchargeons We shoot VERBI. VERBES. verbs.
L - Sparate Vous déchargez You shoot L = Sparano Ils déchargent They shoot L •
Sparava Je déchargeais I shot L •• Sparavi Tu déchargeais Thou shotest ( -
Sparava Il déchargeait He shot ( = Sparavamo Nous déchargions We shot ( .
Sparavate Vous déchargiez You shot ( •• Sparavano Ils déchargeaient They shot H
- Sparai Je déchargeai I shot H = Sparasti Tu déchargeas Thou shotest H • Sparò
Il déchargea He shot H •• Sparammo Nous déchargeâmes We shot 1 - Sparaste Vous
déchargeâtes You shot 1 - Spararono Ils déchargèrent They shot 1 • Sparate
Déchargez Shoot ! . Sparando Déchargeant Shooting o — Sparato Déchargé Shot o
== Sparati Déchargés Shot 0 . Sparata Déchargée Shot o .. Sparate Déchargées
Shot 1 - Spargere Verser To POUR 1 = Sparso Versé Poured 1 . Sparsi Versés
Poured Sparsa Versée Poured ) — Sparse Versées Poured ) — Spargere Divulguer,
Publier To DIVULGE Sparso Divulgué Divulged ) '• Sparsi Di\ ulguës Divulged + —
Sparsa Divulguée Divulged + - Sparse Divulguées Divulged + . Sparire
Disparaître TO DISAPPEAR + .. Sparisci Il disparaît He disappears "*>. —
Spariscono Ils disparaissent They disappear -^ = Spariva Il disparaissait He
disappeared "-V, . Sparivano Ils disparaissaient They disappeared ■-o . .
Spari Il disparut He disappeared p - Sparirono Ils disparurent They disappeared
p = Sparire. Il disparaîtra He will disappear p . Spariranno Ils disparaîtront
They will disappe ? .. Sparendo Disparaissant Disappearing V - Sparito Disparu
Disappeared V = Spariti Disparus Disappeared v . Sparita Disparue Disappeared v
.. Sparite Disparues Disappeared 0 — Sparlare MÉDIRE TO SLANDER 0 = Sparla Il
médit He slanders 0 . Sparlano Ils médisent They slander 0 .. Sparlava Il
médisait Be slandered 1 ~ Sparlavano Ils médisaient They slandered 1 =
Sparlando Médisant Slandering / • Sparlato Médit Slandered / •• Spartire, v.
Separare SÉPARER To SEPARATE A - Spartito Séparé Separated A => Spartiti
Séparés Separated A • Spartita Séparée Separated y\ ..Spartite Séparées
Separated T -1* Spartire Partager To SHARE 453 454 VERBI. L - L = L • L ••
Spartirò Spartirai Spartirà Spartiremo ( — I Spartirete ( = Spartiranno
Spartendo Spartito Spartiti Spartita Spartite ( ( H- H = H H • Spasimare
Spasima Spasimato Spasimare Spasima Spasimate Spasimano Spasimava Spasimavate
Spasimavano Spasimando Spasimato Spassarsi Mi spasso Ti spassi Si spassa Ci
spassiamo Vi spassate Si spassano Mi spassava Ti spassavi Si spassava Ci
spassavamo Vi spassavate Si spassavano Mi spasserò Ci spasseremo Vi spasserete
Spassando Spassato Spassati Spassata Spassate Spasseggiare Spasseggio Spasseggi
Spasseggia Spasseggiamo Spasseggiate Spasseggiano Spasseggiava Spasseggiavi
Spasseggi— ' Spassegg Spasseggiavate Spasseggiavano iggiavamo VERBES. Je
partagerai Ta partageras Il partagera Nous partagerons Vous partagerez Ils
partageront Partageant Partagé Partagés Partagée Partagées Avoir des
convulsions Il a des convulsions Eu des convulsions ÊTRE ÉPERDUMEKT A MOU REUS.
Il est éperdument amour Vous êtes éperdum. am. Ils sont éperdument am Il était
éperdument am. Vous étiez éperdum. am Ils étaient éperdum. am Étant éperdument
am. Été éperdument amour. S'AMUSER Je m'amuse Tu t'amuses Il s'amuse Nous nous
amusons Vous vous amusez Ils s'amusent Je m'amusais Tu t'amusais Il s'amusait
Nous nous amusions Vous vous amusiez Ils s'amusaient Je m'amuserai Nous nous
amuserons Vous vous amuserez S'amusant Amusé Amusés Amusée Amusées Promener
(se) Je me promène Tu te promènes Il se promène Nous nous promenons Vous vous
promenez Ils se promènent Je me promenais Tu te promenais Il se promenait Nous
nous promenions Vous vous promeniez Ils se promenaient VERBS. I shall share
Thou wilt share He will share We shall share You will share They will share
Sharing Shared Shared Shared Shared TO HATE FITS He has fits Had fits TO BE
OYER HEAD AND EARS IN LOVE He is head and ears in love You are head and ears in
1. Th. are head and ears in 1. He was head and ears in 1. Y.were head and ears
ini. Th. were head and ears in Being head and ears in 1. Been head and ears in
love To amuse one's self I amuse myself Thou amusest thyself He amuses himself
We amuse ourselves You amuse yourselves They amuse themselves I amused myself
Thou amusedst thyself He amused himself We amused ourselves You amused
yourselves They amused themselves I shall amuse myself We shall amuse ourselv.
You will amuse yoursel. Amusing one's self Amused Amused Amused Amused TO TARE
A WALK I take a walk Thou takest a walk He takes a walk We take a walk You take
a walk They take a walk I took a walk Thou tookst a walk He took a walk We took
a walk You took a walk They took a walk Spasseggiai Spasseggiasti Spasseggiò
Spasseggiammo Spasseggiaste Spasseggiarono Spasseggerò Spasseggerai Spasseggerà
Spasseggeremo Spasseggerete Spasseggeranno Spasseggiando Spasseggiato
Spasseggiati Spasseggiata Spasseggiate Spaventare, v. Sgomen- tare Spaziare (e-arsi)
Spazia Spaziano Spaziava Spaziavano Spaziò Spaziarono Spazierà Spazieranno
Spaziandosi Spaziato Spaziati Spaziata Spaziate Spazzare Spazzando Spazzato
Spazzati Spazzata Spazzate Spazzare il cammino Spazzato il cammino Spazzati i
cammini Specchiarsi Mi specchio Ti specchi Si specchia Ci specchiamo Vi
specchiate Si specchiano Mi specchiava Ci specchiavi Si specchiava Ci
specchiavamo Vi specchiavate Si specchiavano Mi specchierò VERBS. 455 Je me
promenai Ta te promenas Il se promena Nous nous promenâmes Vous vous promenâtes
Ils se promenèrent Je me promènerai Tu te promèneras Il se promènera Nous nous
promènerons Vous vous promènerez Ils se promèneront Se promenant Promené
Promenés Promenée Promenées ÉPOUVANTER S'ÉTENDRE Il s'étend Ils s'étendent Il
s'étendait Us s'étendaient Il s'étendit Us s'étendirent Il s'étendra Us
s'étendront S'étendant Etendu Étendus Étendue Étendues Balayer (nettoyer)
Balayant Balayé Balayés Balayée Balayées Ramoner Ramoné Ramonés Regarder dans
le mi- roir ( se) Je me regarde dans le m. Tu te regardes d. le m Il se regarde
dans le m. Nous n. regardonsd. 1. m. Vous v. regardez d le m. Us se regardent
d. le m. Je me regardais d. le m. Tu te regardais d. le m. Il se regardait dans
1. m. N. n. regardions d. 1. m. Vous v. regardiez d. 1. m. Us se regardaient d.
1. m, Je me regarderai d. le m I took a walk Thou tookst a walk He took a walk
We took a walk You took a walk They took a walk I shall take a walk Thou wilt
take a walk He will take a walk We shall take a walk You will take a walk They
-w ill take a walk Taking a walk Taken a walk Taken a walk Taken a walk Taken a
walk To FRIGHTEN TO STRETCn It stretches They stretch It stretched They
stretched It stretched They stretched It will stretch They will stretch
Stretching Stretched Stretched Stretched Stretched To SWEEP Sweeping Swept
Swept Swept Swept TO SWEEP A CHIMNEY Swept a chimney Swept a chimnies TO LOOK
IN THE CLASS I look in the glass Thoulookestin the glass He looks in the glass
We look in the glass You look in the glass They look in the glass I looked in
the glass Th. lookedst in the glass He looked in the glass We looked in the
glass You looked in the glass They looked in the glass I I shall look in the
glass 456 VERBI. VERBES. VERBS. L - Vi specchierete V. v. regarderez d. le m. You
will look in the glass L = Specchiatevi Regardez-vous Look in the glass L -
Specchiandosi Se regardant Looking in the glass L • Specchiato Regardé Looked
in the glass ( - Specchiati Regardés Looked in the glass ( = Specchiata
Regardée Looked in the glass ( ■ Specchiate Regardées Looked in the glass ( ••
Specificare Spécifié To SPECIFY H - Specificato Spécifié Specified H =
Specitìcat Spécifiés Specified H ■ Specificata Spécifiée Specified ^ ..
Specificate Spécifiées Specified i — Speculare Spéculer TO SPECULATE i =
Speculando Spéculant Speculating i . Speculato Spéculé Speculated i • Specula^
Spécules Speculated o — Speculata Spéculée Speculated 0 = Speculata Spéculées
Speculated 0 . Spedire Expédier TO DISPATCH 0 .. Spedisco J'expédie I dispatch
1 - Spedisci Tu expédies Thou dispatches! 1 = Spedisce Il expédie He dispatches
1 . Spediamo Nous expédions We dispatch 1 .. Spedite Vous expédiez You dispatch
) - Spediscono Ils expédient They dispatch ) = Spediva J'expédiais I dispatched
) . Spedivi Tu expédiais Thou dispatche/lst ) .. Spediva Il expédiait He
dispatched + — Spedivamo Nous expédiions We dispatched -f = Spedivate^ Vous
expédiiez You dispatched + . Spedivano Ils expédiaient They dispatched + ..
Spedirò J'expédierai I shall dispatch -•v. Spedirai Tu expédieras Thou wilt
dispatch \ == Spedirà Il expédiera He will dispatch \ . Spediremo Nous
expédierons We shall dispatch ->-% . . Spedirete Vous expédierez You will
dispatch p - Spediranno Ils expédieront They will dispatch F = Spedite Expédiez
Dispatch P . Nello spedire Expédiant Dispatching ? .. Spedito Expédié
Dispatched V — Spediti Expédiés Dispatched V ~ Spedita Expédiée Dispatched v .
Spedite Expédiées Dispatched V ... Spegnere Éteindre TO EXTINGUISH 0 — Spengo
J'éteins I extinguish 0 =3 Spegni Tu éteins Thou extinguishest 0 . Spegne H
éteint He extinguishes 0 ... Spegniamo Nous éteignons We extinguish Spegnete
Vous éteignez You extinguish 1 « Spengono Ils éteignent They extinguish / .
Spegneva J'éteignais I extinguished / .. Spegnevi Tu éteignais Thou
extinguishedst A — Spegneva Il éteignait He extinguished A — Spegnevamo Nous
éteignions We extinguished A • Spegnevate Vous éteigniez You extinguished A ...
Spegnevano Ils éteignaient They extinguished T — [Spensi 'Spegnesti J'éteignis
I extinguished T = Tu éteignis Thou extinguishedst VERBÏ. L - Spense L =
Spegnemmo L • Spegneste L .. Spensero ( - Spegnerò ( = Spegnerai ( . Spegnerà (
.. Spegneremo H - Spegnerete H = Spegneranno H • Spegnendo H .. Spento 1 -
Spenti 1 = Spenta 1 • Spente 1 •• Spelare o — Spelato -o = Spelati 0 . Spelata
0 .. Spelate 1 - Spendere 1 = Spendo "1 . Spendi 1 ■. Spende ) - Spendiamo
) = Spendete ) . Spendono ) .. Spendeva H Spendevi + = Spendeva + • Spendevamo
+ .. Spendevate -^ — Spendevano ^ = Spesi — . Spendesti ^ . . Spese P -
Spendemmo P = Spendeste P • Spesero P .. Spenderò V - Spenderai V = Spenderà v
. Spenderemo v .. Spenderete 0 — Spenderanno 0 = Spenderei 0 . Non ispenderei 0
.. Spenderebbe / - Non ispenderebbe / = Spendendo / . Speso / .. Spesi A -
Spesa A = Spese A . SPENNAI! E A •• Spennato T- Spennati T = Spennata T -
Spennate VERBES. Il éteignit Nous éteignîmes Vous éteignîtes Ils éteignirent
J'éteindrai Tu éteindras il éteindra Nous éteindrons Vous éteindrez Ils
éteindront Éteignant Éteint Éteints Éteinte Éteintes Peler Pelé Pelés Pelée
Pelées Dépenser Je dépense Tu dépenses Il dépense Nous dépensons Vous dépensez
Ils dépensent Je dépensais Tu dépensais Il dépensait Nous dépensions Vous
dépensiez Ils dépensaient Je dépensai Tu dépensas Il dépensa Nous dépensâmes Vous
dépensâtes Ils dépensèrent Je dépenserai Tu dépenseras Il dépensera Nous
dépenserons Vous dépenserez Ils dépenseront Je dépenserais Je ne dépenserais
pas Tl dépenserait Il ne dépenserait pas Dépensant Dépensé Dépensés Dépensée
Dépensées Plumer Plumé Plumés Plumée Plumées VERBS. 457 He extinguished We
extinguished You extinguished They extinguished I shall extinguish Thou wilt
extinguish He will extinguish We shall extinguish You will extinguish They will
extinguish Extinguishing Extinguished Extinguished Extinguished Extinguished To
PARE Pared Pared Pared Pared To SPEND I spend Thou spendest He spends We spend
You spend They spend I spent Thou spentesi He spent We spent You spent They
spent spent Thou spentest He spent We spent You spent They spent I shall spend
Thou wilt spend He will spend We shall spend You will spend They will spend I
would spend I would not spend He would spend He would not spend Spending Spent
Spent Spent Spent TO PLUCK A FOWL Plucked a fowl Plucked a fowl Plucked a fowl
Plucked a fowl Sperare Spero Speri Spera Speriamo Sperate Sperano Sperava
Speravi Sperava Speravamo Speravate Speravano Sperai Sperasti Sperò Sperammo
Speraste Sperarono Spererei Spereresti Spererebbe Spereremmo Sperereste
Spererebbero Sperate Sperando Sperato Sperati Sperata Sperate Sperdere Sperduto
Sperduti Sperduta Sperdute Spergere Sperso Spersi Spersa Sperse Spergiurare
Spergiura Spergiurano Spergiurava Spergiuravano Spergiurò Spergiurarono
Spergiurando Spergiurato Spergiurati Spergiurata Spergiurate Sperimentare
Sperimento Sperimenti Sperimenta Sperimentiamo verbes. Espérer J'espère Vous
Ils J Tu II Nous Vous Ils Tu espères espère Nous espérons _ espérez espèrent
'epérais " î espérais espérait espérions _„ espériez espéraient espérai
espéras Il espéra Nous espérâmes Vous espérâtes Ils espérèrent J'espérerais Tu
espérerais Il espérerait Nous espérerions Vous espéreriez Ils espéreraient
Espérez Espérant Espéré Espérés Espérée Espérées Dissiper Dissipé Dissipés
Dissipée Dissipées Disperser Dispersé Dispersés Dispersée Dispersées Parjurer
(se) Il se parjure Ils se parjurent Il se parjurait Ils se parjuraient Il se
parjura Ils se parjurèrent Se parjurant Parjuré Parjurés Parjurée Parjurées
Expérimenter J'expérimente Tu expérimentes Il expérimente Nous expérimentons verbs.
To hope I hope Thou hope He hopes We hope You hope They hope I hoped Thou
hopedst He hoped We hoped You hoped They hoped I hoped Thou hoped He hoped We
hoped You hoped They hoped I would hope Thou wouldst hope He would hope We
would hope You would hope They would hope Hope Hoping Hoped Hoped Hoped Hoped
To. dissipate Dissipated Dissipated Dissipated Dissipated To disperse Dispersed
Dispersed Dispersed Dispersed To perjure one's self He perjures himself They
perjure themselves He perjured himself They perjured themselv. He perjured
himself They perjured themselv. Perjuring one's self Perjured one's !&elf
Perjured one's self Perjured one's sell Perjured one's self To experiment I
experiment Thou experimented He experiments We experiment Sperimentate Vous expérimentez
You experiment L = Sperimentano Ils expérimentent They experiment L •
Sperimentai J'expérimentai I experimented L •• Sperimentasti Tu expérimentas
Thou experimentedst ( - Sperimento Il expérimenta He experimented i =
Sperimentammo Nous expérimentâmes We experimented ( . Sperimentaste Vous
expérimentâtes You experimented ( •■ Sperimentarono Ils expé cimentèrent They
experimented H — Sperimenterò J'expérimenterai I shall experiment ^ =
Sperimenterai Tu expérimenteras Thou wilt experiment H . Sperimenterà Il
expérimentera He will experiment H •• Sperimenteremo Nous expérimenterons We
shall experiment 1 — Sperimenterete Vous expérimenterez You will experiment 1 =
Sperimenteranno Ils expérimenteront They will experiment 1 Sperimentate
Expérimentez Experiment 1 •• Sperimentando Expérimentant Experimenting o —
Sperimentato Expérimenté Experimented o = Sperimentati Expérimentés
Experimented 0 . Sperimentata Expérimentée Experimented o .. Sperimentate
Expérimentées Experimented "1 — Spesare DÉFRAYER To DEFRAY 1 = Spesato
Défrayé Defrayed 1 . Spesati Défrayés Defrayed 1 .. Spesata Défrayée Defrayed )
- Spesate Défrayées Defrayed ) = Spessare (spessire) ÉPAISSIR To THICKEN ) .
Spessato Épaissi Thickened ) .. Spessati Épaissis Thickened + — Spessata
Épaissie Thickened + = Spessate Épaissies Thickened + . Spettare Appartenir To
BEHOVE + .. Spetta Il appartient It behoves ^ — Spettava Il appartenait It
behoved **v = Spetterà Il appartiendra It will behove ^ . Spettato Appartenu
Behoved "*v. . . Spettati Appartenu Behoved ? - Spettata Appartenu Behoved
? = Spettate Appartenu Behoved ? . Spettorarsi Se débrailler (se dé- couvrir la
poitrine) To open one's breast 9 •• Spettorato Débraillé Opened one's breast V
- Spettorati Débraillés Opened one's breast V = Spettorata Débraillée Opened
one's breast v . Spettorate Débraillées Opened one's breast v .. Spezzare
Briser To SMASH 0 — Spezzo Je brise I smash 0 = Spezzi Tu brises Thou smashest
0 . Spezza Il brise He smashs 0 .. Spezziamo Nous brisons We smash / - Spezzate
Vous brisez You smash / = Spezzano Ils brisent They smash / . Spezzava Je
brisais I smashed / .. Spezzavi Tu brisais Thou smashedst A - Spezzava Il
brisait He smashed A == Spezzavamo Nous brisions We smashed A • Spezzavate Vous
brisiez You smashed A •• Spezzavano Ils brisaient They smashed 459 460 VERBI.
VERBES. VERBS. L - Spezzerò Je briserai I shall smash L = Spezzerai Tu briseras
Thou wilt smash L • Spezzerà Il brisera He will smash L ■• Spezzeremo Nous
briserons We shall smash ( - Spezzerete Vous briserez You will smash ( =
Spezzeranno Ils briseront They will smash ( • Spezzate Brisez Smash ( -.
Spezzando Brisant Smashing H - Spezzato Brisé Smashed 4 = Spezzati Brisés
Smashed H . Spezzata Brisée Smashed H •• Spezzate Brisées Smashed ! — Spiacere
Déplaire To DISPLEASE 1 = Spiacervi Vous déplaire To displease you 1 •
Spiacermi Me déplaire To displease me 1 • Non mi dispiace Il ne me déplaît pas
It do not displease me o — Spiace Il déplaît He displeases 0 = Mi spiace Il me
déplaît It displeases me 0 . Vi spiace Il vous déplaît It displeases you 0 ..
Spiascono Ils déplaisent They displease 1 - Spiaceva Il déplaisait He
displeased 1 = Spiacevano Ils déplaisaient They displeased 1 . Mi spiacque Il
me déplut It displeased me 1 -• Spiacque Il déplut He displeased ) - Gli
dispiacque Il lui déplut It displeased to him ) = Spiacquero Ils déplurent They
displeased ) . Spiacerà Il déplaira He will displease ) .. Vi spiacerà Il vous
déplaira It will displease you + — Spiaceranno Ils déplairont They will
displease + = Spiacendo Déplaisant Displeasing + Spiaciuto Déplu Displeased 4-
Spiaciuti Déplu Displeased -^ _ Spiaciuta Déplu Displeased \ = Spiaciute Déplu
Displeased ■-» Spianare Aplanir To SMOOTH "*»> . . Spianando
Aplanissant Smoothing P - Spianato Aplani Smoothed ? = Spianati Aplanis
Smoothed e . Spianata Aplanie Smoothed p .. Spianate Aplanies Smoothed v —
Spiantare Raser TO LEVEL V = Spiantato Rasé Leveled v . Spiantati Rasés Leveled
v .. Spiantata Rasée Leveled 0 — Spiantate Rasées Leveled 0 = Spiccare Décrocher
To UNHOOK 0 . Spiccate Décrochez Unhook 0 .. Spiccando Décrochant Unhooking / -
Spiccato Décroché Unhooked / = Spiccati Décrochés Unhooked 1 . Spiccata
Décrochée Unhooked / .. Spiccate Décrochées Unhooked A — Spicciarsi Hater ( se
) To HASTEN A = Mi spiccio Je me hâte I hasten A • Ti spicci Tu te hâtes Thou
hastenest A .- Si spiccia Il se hâte He hastens VERBI. Ci spicciamo Vi
spicciate Si spicciano Mi spicciai Si spicciò Ci spicciammo Vi spicciaste Si
spicciarono Mi spiccerò Ti spiccerai Si spiccerà Ci spicceremo Vi spiccerete Si
spicceranno Spicciati Spicciatevi Spicciando Spicciato Spicciati Spicciata
Spicciate Spicciolare Spicciolato Spicciolati Spicciolata = Spicciolate
Spiegare Spiego Spieghi Spiega Spieghiamo Spiegate Spiegano Spiegava Spiegavi
Spiegava Spiegavamo Spiegavate Spiegavano Spiegai Spiegasti Spiegò Spiegammo
Spiegaste Spiegarono Spiegherò Spiegherai Spiegherà Spiegheremo Spiegherete
Spiegheranno Spiegate Spiegami Spiegatemi Spiegando Spiegato Spiegati Spiegata
Spiegate VERBES. VERBS. 4bl Nous nous hâtons We hasten Vous vous hâtez You
hasten Ils se hâtent They hasten Je me hâtai I hastened Il se hâta He hastened
Nous nous hâtâmes We hastened Vous vous hâtâtes You hastened Ils se hâtèrent
They hastened Je me hâterai I sball hasten Tu te hâteras Thou wilt hasten Il se
hâtera He will hasten Nous nous hâterons We shall hasten Vous vous hâterez You
will hasten Ils se hâteront They will hasten Hâte-toi Hasten Hâtez-vous Hasten
Hâtant Hastening Hâté Hastened Hâtés Hastened Hâtée Hastened Hâtées Hastened ÉGRENER
TO TAKE OUT THE GRAIN Égrené Taken out the grain Égrenés Taken out the grain
Égrenée Taken out the grain Égrenées Taken out the grain Expliquer To EXPLAIN
J'explique I explain Tu expliques Thou explainesl Il explique He explains Nous
expliquons We explain Vous expliquez You explain Ils expliquent They explain
J'expliquais I explained Tu expliquais Thou explainedst Il expliquait He
explained Nous expliquions We explained Vous expliquiez You explained Ils
expliquaient They explained J'expliquai I explained Tu expliquas Thou
explainedst Il expliqua He explained Nous expliquâmes We explained Vous
expliquâtes You explained lis expliquèrent They explained J'expliquerai I shall
explain Tu expliqueras Thou wilt explain Il expliquera He will explain Nous expliquerons
We shall explain Vous expliquerez You will explain Ils expliqueront They will
explain Expliquez Explain Explique-moi Explain to mc Expliquez-moi Explain to
me Expliquant Explaining Expliqué Explained Expliqués Explained Expliquée
Explained Expliquées Explained 39. 462 VERBI. VERBES. VERBS. L "I Spiegare
DÉPLOYER TO UNFOLD L = Spiego Je déploie I unfold L • Spieghi Tu déploies Thou
unfoldest L •• Spiega Il déploie He unfolds ( - Spieghiamo Nous déployons We
unfold ( = Spiegate Vous déploj7ez You unfold ( ■ Spiegano Ils déploient They
unfold ( -. Spiegava Je déployais I unfolded -t - Spiegavi Tu déployais Thou
unfoldedst H = Spiegava Il déployait He unfolded ^ • Spiegavamo Nous déployions
We unfolded -\ .. Spiegavate Vous déployiez You unfolded i - Spiegavano Ils
déployaient They unfolded i = Spiegando Déployant Unfolding i • Spiegato
Déployé Unfolded i • • Spiegati Déployés Unfolded o — Spiegata Déployée
Unfolded 0 = Spiegate Déployées Unfolded 0 . Spieggiare Épier TO WATCH 0 ..
Spieggiato Épié Watched 1 - Spieggiati Épiés Watched 1 = Spieggiata Épiée
Watched 1 . Spieggiate Épiées Watched 1 .. Spigare Monter en épi To form the
grains ) - Spigato Monté en épi Formed the grains ) = Spigati Montés en épi
Formed the grains ) . Spigata Montée en épi Formed the grains ) .. Spigate
Montées en épi Formed the grains + - Spignere (spingere) Pousser To PUSH + =
Spingermi Me pousser To push me + . Spingervi Vous pousser To push you + ••
Spingerlo Le pousser To push him ■**, — Spingo Je pousse I push \ = Vi spingo Je
vous pousse I push you \ . Spingi Tu pousses Thou pushest ""■>■» .
. Mi spingi Tu me pousses Thou pushest me p - Spinge Il pousse He pushes p =
Spingiamo Nous poussons We push p Non spingete Vous ne poussez pas You do not
push p Spingete Vous poussez You push v - Mi spingete Vous me poussez You push
me V = Spingono Ils poussent They push V • Spingeva Je poussais I pushed V ..
Spingevi Tu poussais Thou pushedst jO — Spingeva Il poussait He pushed a =
Spingevamo Nous poussions We pushed o . Spingevate Vous poussiez You pushed G
.. Spingevano Ils poussaient They pushed / — Spinsi Je poussai I pushed / =
Spingesti Tu poussas Thou pushedst / . Spinse Il poussa He pushed / ••
Spingemmo Nous poussâmes We pushed A — Singeste Vous poussâtes You pushed A =
Spinsero Ils poussèrent They pushed A • Spingerò Je pousserai I shall push A ••
Vi spingerò Je vous pousserai I shall push you T — Spingerai Tu pousseras Thou
wilt push T*= Spingerà Il poussera He will push VERBI. VERBES. VERBS. 4b. . Si
spiriterà Il s'effraiera He will startle ^ .. Si spiriteranno Us s'effraieront
They will startle ? - Spiritato Effrayé Startled p --= Spiritati Effrayés
Startled p . Spiritata Effrayée Startled p .. Spiritate Effrayées Startled V —
Spiumare Déplumer To UNFEATHER V = Spiumato Déplumé Unfeathered V . Spiumati
Déplumés Unfeathered v .. Spiumata Déplumée Unfeathered 0 — Spiumate Déplumées
Unfeathered 0 = Splendere Briller To SHINE 0 . Splendo Je brille I shine 0 ..
Splendi Tu brilles Thou shinest 1 - Splende Il brille He shines 1 = Splendiamo
Nous brillons We shine 1 . Splendete Vous brillez You shine 1 Splendono Ils
brillent They shine A - Splendeva Je brillais I shone A = Splendi Tu brillais
Thou shonest A • Splendeva Il brillait He shone A ■• Splendevamo Nous brillions
We shon« Splendevamo Splendevate Splendevano Splenderò Splenderai Splenderà
Splenderete Splenderanno Splendendo -j = Splenduto Spogliare Spoglio Spogli
Spoglia Spogliamo Spogliate Spogliano Spogliava Spogliavi Spogliava Spogliavamo
Spogliavate Spogliavano Spogliai Spogliasti Spogliò Spogliammo Spogliaste
Spogliarono Spoglieró Spoglierai Spoglierà Spoglieremo Spoglierete Spoglieranno
Spogliando Spogliato Spogli ati Spogliata Spogliate Spogliarsi Mi spoglio Ti
spogli Si spoglia Ci spogliamo Vi spogliate Si spogliano Mi spogliava Si
spogliava Ci spogliavamo Vi spogliavate Si spogliavano Mi spogliai Si spogliò
Ci spogliammo Vi spogliaste Si spogliarono Mi spoglieró Ti spoglierai VERBES.
Vous brilliez Ils brillaient Je brillerai Tu brilleras Il brillera Nous
brillerons Vous brillerez Ils brilleront Brillant Brillé Dépouiller Je
dépouille Tu dépouilles Il dépouille Nous dépouillons Vous dépouillez Ils
dépouillent Je dépouillais Tu dépouillais Il dépouillait Nous dépouillions Vous
dépouilliez Ils dépouillaient Je dépouillai Tu dépouillas Il dépouilla Nous
dépouillâmes Vous dépouillâtes Ils dépouillèrent Je dépouillerai Tu
dépouilleras Il dépouillera Nous dépouillerons Vous dépouillerez Ils
dépouilleront Dépouillant Dépouillé Dépouillés Dépouillée Dépouillées
DÉSHABILLER (se) Je me déshabille Tu te déshabilles Il se déshabille Nous nous
déshabillons Vous vous déshabillez Ils se déshabillent Je me déshabillais Il se
déshabillait Nous nous déshabillions Vous vous déshabilliez Ils se
déshabillaient Je me déshabillai Il se déshabilla Nous nous déshabillâmes Vous
vous déshabillâtes Ils se déshabillèrent Je me déshabillerai Tu te
déshabilleras VERBS. You shone They shone I shall shine Thou wilt shine He will
shine We shall shine You will shine They will shine Shining Shone To strip I
strip Thou strippesi He strips We strip You strip They strip I stript Thou
striptst He stript We stript You stript They stript I stript Thou striptst He
stript We stript You stript They stript I shall strip Thou wilt strip He will
strip We shall strip You will strip They will strip Stripping Stript Stript
Stript Stript TO UNDRESS ONE'S SELF I undress myself Thou undressest thyself He
undresses himself We undress ourselves You undress yourselves They undress
themselves I undressed myself He undressed himself We undressed ourselves You
undressed yourselv. They undressed themsel v . I undressed myself He undressed
himself We undressed ourselves You undressed yourselv. They undressed themselv.
I shall dress myself Thou wilt dress thyself Si spogli erâ Ci spoglieremo Vi spoglierete
Si spogleranno Spogliatevi Spogliandosi Spogliato Spogliati Spogliata Spogliate
Spolpare Spolpato Spolpati Spolpata Spolpate Spolverare Spolverando Spolverato
Spolverati Spolverata Spolverate Spopolare Spopolando Spopolato Spopolati
Spopolata Spopolate Sporcare Sporcando Sporcato Sporcati Sporcata Sporcate
Sporgere Sporgete Sporgendo Sporto Sporti Sporta Sporte Sposare Sposarvi Sposo
Sposa Sposate Sposerò Vi sposerò Sposerai Sposerà Ci sposeremo Sposerete Vi
sposerete Sposando Sposato Sposati Sposata Sposate VERBES. Il se déshabillera
Nous nous déshabillerons Vous vous déshabillerez Ils se déshabilleront
Déshabillez-vous Se déshabillant Déshabillé Déshabillés Déshabillée
Déshabillées DÉCHARNER Décharné Décharnés Décharnée Décharnées Épousseter Ëpoussetant
Ëpousseté Ëpoussetés Époussetée Époussetées Dépeupler Dépeuplant Dépeuplé
Dépeuplés Dépeuplée Dépeuplées Salir Salissant Sali Salis Salie Salies Avancer
( saillir en de- Avancez. [hors) Avançant Avancé Avancés Avancée Avancées
Épouser Vous épouser J'épouse Il épouse Vous épousez J'épouserai Je vous
épouserai Tu épouseras Il épousera Nous nous marierons Vous épouserez Vous vous
marierez Épousant Épousé Épousés Épousée Épousées VERBS. 465 He will dress
himself We shall dress ourselves You will dress yourselv. They will dress
themsel. Undress yourself Undressing one's self Undressed himself Undressed
themselves Undressed herself Undressed themselves TO PICK OFF FLESH Picked off
flesh Picked off flesh Picked off flesh Picked off flesh To DUST Dusting Dusted
Dusted Dusted Dusted To unpeople Unpeopling Unpeopled Unpeopled Unpeopled
Unpeopled To DIRTY Dirtying Dir tied Dirtied Dirtied Dirtied To PROJECT Project
Projecting Projected Projected Projected Projected TO MARRY To marry you I
marry He marries You marry I shall marry I shall marry you Thou wilt marry He
will marry We shall get married You will marry You will get married Marrying
Married Married Married Married 46(3 VERBI. VERBES. VERBS. L - Spossare ÉPUISER
To exhaust L = Spossa J'épuise I exhaust L • Spossi Tu épuises Thou exhaustest
L •• Spossa Il épuise He exhausts ( - Spossiamo Nous épuisons We exhaust ( =
Spossate Vous épuisez You exhaust ( • Spossano Ils épuisent They exhaust ( ••
Sposserò répuiserai I shall exhaust H - Sposserai Tu épuiseras Thou wilt
exhaust H = Sposserà Il épuisera He will exhaust H - Sposseremo Nous épuiserons
We shall exhaust H .. Sposserete Vous épuiserez You will exhaust 1 -
Sposseranno Ils épuiseront They w ill exhaust 1 = Spossando Épuisant Exhausting
1 - Spossato Épuisé Exhausted 1 •• Spossati Épuisés Exhausted o — Spossata
Épuisée Exhausted o = Spossate Épuisées Exhausted 0 . Spreggiare,v.Sprezzare
MÉPRISER TO CONTEMN o .. Spremere Presser (tirer le suc) To press (to extract
the 1 - Spremete Pressez Press juice) 1 = Spremendo Pressant Pressing 1 .
Spremuto Pressé Pressed 1 .. Spremuti Pressés Pressed ) - Spremuta Pressée
Pressed ) = Spremute Pressées Pressed ) . Sprezzare DÉDAIGNER To DISDAIN ) ..
Sprezzo Je dédaigne I disdain + — Sprezzi Tu dédaignes Thou disdainest" -f
= Sprezza Il dédaigne He disdains + . Sprezziamo Nous dédaignons We disdain +
.. Sprezzate Vous dédaignez You disdain -*-v Sprezzano Ils dédaignent They
disdain *"*. = Sprezzava Je dédaignais I disdained \ . Sprezzavi Tu
dédaignais Thou disdainedst -v. . . Sprezzava Il dédaignait He disdained p
Sprezzavamo Nous dédaignions We disdained ? = Sprezzavate Vous dédaigniez You
disdained p . Sprezzavano Ils dédaignaient They disdained ? .. Sprezzerò Je
dédaignerai I shall disdain V — Sprezzerai Tu dédaigneras Thou wilt disdain V =
Sprezzerà Il dédaignera He will disdain v . Sprezzeremo Nous dédaignerons We
shall disdain v .. Sprezzerete Vous dédaignerez You will disdain 0 —
Sprezzeranno Ils dédaigneront They will disdain 0 = Sprezzando Dédaignant
Disdaining 0 . Sprezzato Dédaigné Disdained 0 .. Sprezzati Dédaignés Disdained
/ - Sprezzata Dédaignée Disdained 1 = Sprezzate Dédaignées Disdained / .
Sprofondare Écrouler (s') ro shake down / .. Sprofondato Écroulé Shaken down A
— Sprofondati Écroulés Shaken down A = Sprofondata Écroulée Shaken down A .
sprofondate Écroulées shaken down A .. spronare Éperonner (piquer) ro SPUR T-i
spronato Éperonné Spurred T=L spronati Éperonnés f spurred VERBI. verbes.
VERBS. 4b/ L - Spronata Éperonnée Spurred L = Spronate Éperonnées Spurred L •
Spropriare Déposséder To DISPOSSESS L •• Spropriato Dépossédé Dispossessed ( -
Spropriati Dépossédés Dispossessed ( = Spropriata Dépossédée Dispossessed ( •
Spropriate Dépossédées Dispossessed ( .. SPROPOSITARE Faire ou dire des sot-
tises TO DO or SAY NONSENSE -1- Spropositato Fait ou dit des sottises Done or
said nonsense H = Spropositati Fait ou dit des sottises Done or said nonsense
-i • Spropositata Fait ou dit des sottises Done or said nonsense H ••
Spropositate Fait ou dit des sottises Done or said nonsense 1 - Sprovvedere
DÉPOURVOIR TO DEPRIVE 1 = Sprovveduto Dépourvu Deprived 1 . Sprovveduti
Dépourvus Deprived 1 •• Sprovveduta Dépourvue Deprived o — Sprovvedute
Dépourvues Deprived a = Spruzzare Humecter légèrement To wet (lightly) o . Spruzzato
Humecté légèrement Wet lightlv o .. Spruzzati Humectés légèrement Wet lightly 1
— Spruzzata Humectée légèrement Wet lightly 1 = Spruzzate Humectées légèrement
Wet lightly 1 . Spumare ÉCUMER To SCUM 1 .. Spumato Écume Scummed ) - Spumata
Ëcumée Scummed ) = Spuntare ÉCLORE TO COME OUT OF THE EGG ) • Spunto Il éclot
It comes out of the egg ) •• Spuntano Us éclosent They come out of the egg + —
Spuntava Il éclosait It came out of the egg -f = Spuntavano Ils éclosaient They
came out of the egg -f . Spuntò Il éclot It came out of the egg -f ..
Spuntarono Ils éclorent They came out of the egg Spunterà Il éclora It will
come out of the egg >•» = Spunteranno Ils écloront They will come out of t.
e . *»>. . Spuntato Éclos Come out of the egg •^ .. Spuntati Eclos Come out
of the egg P - Spuntata Éclose Come out ol the egg P = Spuntate Écloses Come
out of the egg P • Spuntarsi ËMOUSSER (S') To BLUNT P •• Spuntato Ëmoussé
Blunted V — Spuntati Émoussés Blunted V — Spuntata Émoussée Blunted V .
Spuntate Émoussées Blunted v .. Spurgare MONDIFIER TO MUNDIFY 0 — Spurgato
Mondifié Mundilied 0 = Sputare Cracher To SPIT o . Sputato Craché Spitten 0 ..
Squadernare Feuilleter TO TURN OVER THE LEAVES OF A BOOR / - Squadernato
Feuilleté Turned over the 1. of a I). 1 «= Squadernati Feuilletés Turned over
the 1. of a h. / . Squadernata Feuilletée Turnedover the 1. of a b. / ..
Squadernate Feuilletées Turned over the 1. of a b. A - Squadrare ÉQUARRIR To
SQUARE 468 VERBI. VERBES. YERBS. L - Squadrato Équarri Squared L = Squadrati
Équarris Squared L • Squadrata Équarrie Squared L •• Squadrate Équarries
Squared ( - Squadronare Ranger en escadrons TO ARRAY IN SQUADRONS ( =
Squadronato Rangé en escadrons Arrayed in squadrons ( • Squadronati Rangés en
escadrons Arrayed in squadrons ( .. Squadronata Rangée en escadrons Arrayed in
squadrons -\ - Squadronate Rangées en escadrons Arrayed in squadrons H -
Squagliare Fondre To MELT H • Squagliato Fondu Melted 4 .- Squagliati Fondus
Melted 1 - Squagliata Fondue Melted 1 = Squagliate Fondues Melted 1 •
Squarciare DÉCHnŒR TO TEAR 1 •• Squarcio Je déchire I tear o — Squarci Tu
déchires Thou tearest o == Squarcia Il déchire He tears 0 . Squarciamo Nous
déchirons We tear 0 .. Squarciate Vous déchirez You tear 1 - Squarciano Ils
déchirent They tear 1 = Squarciando Déchirant Tearing 1 . Squarciato Déchiré
Torn 1 .. Squarciati Déchirés Torn ) - Squarciata Déchirée Torn ) = Squarciate
Déchirées Torn ) . Squartare ËCARTELER TO QUARTER ) .. Squartato Ëcartelé
Quartered -i Squartati Ëcartelés Quartered + = Squartata Écartelée Quartered +
. Squartate Ecartelées Quartered + .. Squillare RÉSONNER To SOUND \ — Squilla
Il résonne It sounds -^ = Squillano Ils résonnent They sound -««« . Squillato
Résonné Sounded *>*. Squittinare Passer par le scrutin TO PASS BY BALLOT ? -
Squittinato Passé par le scrutin Passed by ballot ? = Squittinati Passés par le
scrutin Passed by ballot ? . Squittinata Passée par le scrutin Passed by ballot
p .. Squittinate Passées par le scrutin Passed by ballot V — Srugginire
Dérouiller TO TAKE OFF THE RUST V = Srugginito Dérouillé Taken off the rust V -
Srugginiti Dérouillés Taken off the rust V .. Srugginita Dérouillée Taken off
the rust 0 — Srugginite Dérouillées TakeD off the rust 0 = Stabilire Établir To
SET UP 0 . Stabilito Établi Set up 0 .. Stabiliti Établis Setup 1 ~ Stabilita
Établie Setup 1 = Stabilite Etablies Setup 1 . Staccare Détacher TO DETATCH 1
•• Stacco Je détache I detatch A — Stacchi Tu détaches Thou detatchest A =
Stacca Il détache He detatches A • Stacchiamo Nous détachons We detatch A ••
Staccate Vous détachez You detatch VERBI. L - Staccano L = Staccava Staccavi
Staccava ( — Staccavamo ( = Staccavate Staccavano Staccai H- Staccasti H =
Staccò H • Staccammo H •• Staccaste 1 - Staccarono 1 = Staccherò 1 • Staccherai
Staccherà o — Staccheremo o = Staccherete 0 . Staccheranno o .. Staccando 1 -
Staccato 1 = Staccati 1 . Staccata 1 .. Staccate ) — Staffilare ) = Stafiilato
) . Staffilati ) .. Staffilata + — Staffilate + = Stagionare + . Stagionato +
.. Stagionati -^ — Stagionata ^ = Stagionate ^ . Stagnare ^ .. Stagnato p -
Stagnati p = Stagnata p . Stagnate p .. Stagnare V — Stagnato V = Stagnati V •
Stagnata v .. Stagnate 0 — Stampare 0 = Stampo 0 . Stampi 0 .. Stampa / ~
Stampiamo / = Stampate / • Stampano / •• Stampava A — Stampavi A = Stampava A •
Stampavamo A •• Stampavate T- Stampavano VERBES. VERBS. Ils détachent They
detatch Je détachais I detatched Ta détachais Thou detatchedst Il détachait He
detatched Nous détachions We detatched Vous détachiez You detatched Ils détachaient
They detatched Je détachai I detatched Tu détachas Thou detatchedst Il détacha
He detatched Nous détachâmes We detatched Vous détachâtes You detatched Ils
détachèrent They detatched Je détacherai I shall detatch Tu détacheras Thou
wilt detatch Il détachera He will detatch : Nous détacherons We shall detatch
Vous détacherez You will detatch Ils détacheront They will detatch Détachant
Detatching Détaché Detatched Détachés Detatched Détachée Detatched Détachées
Detatched Fouetter To WHIP Fouetté Whipped Fouettés Whipped Fouettée Whipped
Fouettées Whipped Mûrir To ripen Mûri Ripened Mûris Ripened. Mûrie Ripened
Mûries Ripened Croupir TO STAGNATE Croupi Stagnated Croupi Stagnated Croupi
Stagnated Croupi Stagnated ÉTAMER To TIN Élamé Tinned Étamés Tinned Étamée
Tinned Ëtamées Tinned Imprimer To print J'imprime I print Tu imprimes Thou
printest Il imprime He prints Nous imprimons We print Vous imprimez You print
Ils impriment They print J'imprimais I printed Tu imprimais Thou printedst Il
imprimait He printed Nous imprimions We printed Vous imprimiez You printed Ils
imprimaient They printed 40 469 ! 470 VERBI. VERBES. VERBS. L - Stampai
J'imprimai [ printed L = Stampasti Tu imprimas Thou printedst L • Stampo Il
imprima He printed L •• Stampammo Nous imprimâmes We printed ( - Stampaste Vous
imprimâtes You printed ( = Stamparono [Is imprimèrent They printed ( • Stamperò
J'imprimerai I shall print ( • Stamperai Tu imprimeras Thou wilt print H -
Stamperà Il imprimera He will print H = Stamperemo Nous imprimerons We shall
print H • Stamperete Vous imprimerez You will print -\ •■ Stamperanno Ils
imprimeront They will print 1 - Stamperei J'imprimerais I would print 1 =
Stamperesti Tu imprimerais Thou wouldst print 1 • Stamperebbe Il imprimerait He
would print 1 •• Stamperemmo Nous imprimerions We vould print o — Stampereste
Vous imprimeriez You would print o = Stamperebbero Ils imprimeraient They would
print 0 . Stampate Imprimez Print 0 .. Stampando Imprimant Printing 1 -
Stampato Imprimé Printed 1 = Stampati Imprimés Printed 1 . Stampata Imprimée
Printed 1 •• Stampate Imprimées Printed ) — Stancare Lasser To TIRE ) = Stanco
Je lasse I tire ) . Stanchi Tu lasses Thou tirest ) .. Stanca Il lasse He tires
+ — Stanchiamo Nous lassons We tire + = Stancate Vous lassez You tire + .
Stancano Ils lassent They tire + .. Stancava Je lassais I tired -■s. Stancavi
Tu lassais Thou tiredst ^ — Stancava Il lassait He tired — Stancavamo Nous
lassions We tired "*»» . . Stancavate Vous lassiez You tired p —
Stancavano Ils lassaient They tired p = Stancai Je lassai I tired p . Stancasti
Tu lassas Thou tiredst ? .. Stancò Il lassa He tired V — Stancammo Nous
lassâmes We tired V = Stancaste Vous lassâtes You tired V . Stancarono Ils
lassèrent They tired V .. Stancherò Je lasserai I shall tire 0 — Stancherai Tu
lasseras Thou wilt tire 0 = Stancherà Il lassera He will tire 0 . Stancheremo
Nous lasserons We shall tire 0 .. Stancherete Vous lasserez You will tire 1 -
Stancheranno Ils lasseront They will tire / = Stancando Lassant Tiring / . Stancato
Lassé Tired / •• Stancati Lassés Tired A — Stancata Lassée Tired A = Stancate
Lassées Tired A • Stangare Barrer To BAR A •• Stangato Barré Barred T —
Stangati Barrés Barred T = Stangata Barrée Barred T • Stangate Barrées Barred
VERBI. VERBES* VERBS. 47 L - Star bene Porter bien (se) TO BE WELL L = Sto bene
Je me porte bien I am well Stai bene Tu te portes bien Thou art well Sta bene
Il se porte bien He is well ( — Stiamo bene Nous nous portons bien We are well
( — State bene Vous vous portez bien You are well Stanno bene Ils se portent
bien They are well Stava bene Je me portais bien I was well -1- Stavi bene Tu
te portais bien Thou wast well H = Stava bene Il se portait bien He was well H
. Stavamo bene Nous nous portions bien We were well H •• Stavate bene Vous vous
portiez bien You were well i — Stavano bene Ils se portaient bien They were
well 1 = Sta bene, stati sano Porte-toi bien Take care of thyself 1 • State
bene, state sani Portez-vous bien Take care of yourselves 1 •• Che stia bene
Que je me porte bien That I may be well o — Che stiamo bene Que nous nous
portions That we may be well o = Che stiate bene Que vous vous portiez b. That
you may be well o . Se io stassi bene Si j'étais bien portant If I were well 0
.. Se tu stassi bene Si tu étais bien portant I thou wert well 1 - Se stasse
bene S'il était bien portant I he were well 1 = Se stassimo bene Si nous étions
bien port. I we were well 1 . Se staste bene Si vous étiez bien port. I you
were well 1 .. Se stassero bene S'ils étaient bien port I they were well ) -
Stare Rester To STAY ) = Sto Je reste Istay ) . Stai Tu restes Thou stayest )
.. Sta Il reste He stays .+ - Stiamo Nous restons We stay 4- = State Vous
restez You stay ' + . Stanno Ils restent They stay + .. Stava Te restais ï
stayed •^ — Stavi Tu restais Thou stayedst "»* = Stava Il restait He
stayed "»«. . Stavamo Nous restions We stayed "*«s . . Stavate Vous
restiez You stayed p - Stavano Ils restaient They stayed p = Stetti Je restai I
stayed p . Stesti Tu restas Thou stayedst ? .. Stette 11 resta He stayed V —
Stemmo Nous restâmes We stayed V = Steste Vous restâtes You stayed v . Stettero
Ils restèrent Thou stayed V .. Starò Je resterai I shall stay 0 — Starai Tu
resteras Thou wilt stay 0 = Stara Il restera He will stay 0 . Staremo Nous
resterons We shall stay 0 .. Starete Vous resterez You will stay / - Staranno
Ils resteront They will stay / = Starei Je resterais I would stay / • Staresti
Tu resterais Thou wouldst stay / .. Starebbe Il resterait He would stay A -
Staremmo Nous resterions We would stay A = Stareste Vous resteriez You would
stay A • Starebbero Ils resteraient They would stay A .. Sta Reste Stay T —
Stia Qu'il reste Let him stay T = Stiamo Restons Let us stay T • State Restez
Stay : - -- 472 VERBI. L - Stiano L = Ch'io stia L • Che stia L •• Che stia ( -
Che stiamo ( = Che stiate ( • Che stiano ( .. Che stessi H- Stessi H = Stesse H
■ Stessimo H •• Steste 1 — Stessero 1 = Stando ì . Stato 1 .. Stati o — Stata o
= State 0 . Starnutare o .. Starnutato 1 - Statuire 1 = Statuito 1 . Statuiti 1
.. Statuita ) - Statuite ) = Steccare ) . Steccato ) .. Steccati + — Steccata +
= Steccate + . Stemperare + .. Stemperato \ — Stemperati "-». = Stemperata
•*>. . Stemperate ■*>. .. Stendere p — Stendo p = Stendi p . Stende ? .. Stendiamo
V — Stendete V = Stendono V . Stendeva v .. Stendevi 0 — Stendeva 0 =
Stendevamo 0 . Stendevate 0 .. Stendevano 1 - Stesi 1 = Stendesti 1 ■ Stese 1
.- Stendemmo A — Stendeste A = Stesero A • Stenderò A •• Stenderai T- Stenderà
T ^= Stenderemo VERBES. VERBS. Qu'ils restent Let them stay Que je reste That I
may stay Que tu restes That thou mayst stay Qu'il reste That he may stay Que
nous restions That Ave may stay Que vous restiez That you may stay Qu'ils
restent That they may stay Que je restasse That I might stay Que ta restasses
That thou mighst stay Qu'il restât That he might stay- Que nous restassions
That we might stay Que vous restassiez That you might stay Qu'ils restassent
That they might stay Restant Staying " Resté Stayed Restés Stayed Restée Stayed
Restées Stayed ËTERN'UER To sneeze Éternué Sneezed Statuer To ENACT Statué
Enacted Statues Enacted Statuée Enacted Statuées Enacted Barricader To
barricade Barricadé Barricaded Barricadés Barricaded Barricadée Barricaded
Barricadées Barricaded Détremper TO TARE OUT THE TEMPER Détrempé Taken out the
temper Détrempés Taken out the temper Détrempée Taken out the temper Détrempées
Taken out the temper Étendre TO SPREAD J'étends I spread Tu étends Thou
spreadest Il étend He spreads Nous étendons We spread Vous étendez You spread
Ils étendent They spread rétendais I spread Tu étendais Thou spreadst Il
étendait He spread Nous étendions We spread Vous étendiez You spread Us
étendaient They spread J'étendis I spread Tu étendis Thou spreadst 11 étendit
He spread Nous étendîmes We spread Vous étendîtes You spread Ils étendirent
They spread J'étendrai I shall spread Tu étendras Thou wilt spread Il étendra
He will spread Nous étendrons We shall spread VERBI. L - Stenderete L =
Stenderanno L • Stendendo L •• Steso ( - Stesi ( = Stesa ( • Stese ( ••
Stentare H- Stentato H = Stentati H ■ Stentata H •• Stentate 1 — Sterminare 1 =
Sterminato I • Sterminati 1 .. Sterminata o — Sterminate o = Stignere 0 .
Stigne 0 .. Stinto 1 - Stinti 1 = Stinta 1 . Stinte 1 .. Stillare, v. ] ) -
Stimare ) = Stimarvi ) . Stimarmi ) .. Stimarlo + — Stimo + = Vi stimo + . Lo
stimo + .. Stimi . . . Strozzati Étranglés Strangled p - Strozzata Étranglée
Strangled p = Strozzate Étranglées Strangled p . Struggere Fondre To melt
(dissolve) p Struggo Je fonds I melt V - Struggi Tu fonds Thou meltest V =
Strugge Il fond He melts V . Struggiamo Nous fondons We melt v .. Struggete
Vous fondez You melt 0 — Struggono Ils fondent They melt 0 = Struggeva Je
fondais I melted 0 . Struggevi Tu fondais Thou meltedst 0 .. Struggeva Il
fondait He melted 1 - Struggevamo Nous fondions We melted 1 = Struggevate Vous
fondiez You melted 1 . Struggevano Ils fondaient They melted / .. Struggendo
Fondant Melting A - Strutto Fondu Melted A = Strutti Fondus Melted A • Strutta
Fondue Melted ' A .. Strutte Fondues Melted 477 478 VERBI. VERBES. VERBS. L -
Stuccare Boucher avec du plâtre TO STOP UP WITH PLASTER OU DU STUC ( to do oner
with stucco ) L = Stuccato Bouché avec du plâtre Stopped up with plaster L •
Stuccati Bouchés avec du plâtre Stopped up with plaster L •• Stuccata Bouchée
avec du plâtre Stopped up with plaster ( - Stuccate Bouchées avec du plâtre
Stopped up with plaster ( = Studiare ÉTUDIER To STUDY ( . Studio J'étudie I
study ( •• Studi Tu étudies Thou studiest H- Studia Il étudie He studies -i =
Studiamo Nous étudions We study H • Studiate Vous étudiez You study H ■- Non
istudiate Vous n'étudiez pas You do not study Studiano Ils étudient They study
1 = Studiava J'étudiais I studied t . Studiavi Tu étudiais Thou studiedst 1 -.
Studiava Il étudiait He studied o — Studiavamo Nous étudiions We studied o =
Studiavate Vous étudiiez You studied 0 . Studiavano Ils étudiaient They studied
o .. Studiai J'étudiai I studied 1 - Studiasti Tu étudias Thou studiedst 1 =
Studiò Il étudia He studied 1 . Studiammo Nous étudiâmes We studied 1 ..
Studiaste Vous étudiâtes You studied ) - Studiarono Ils étudièrent They studied
J = Studieró Tétudierai I shall study ) . Studierai Tu étudieras Thou wilt
study ) .. Studierâ Il étudiera He will study + - Studieremo Nous étudierons We
shall study + = Studierete Vous étudierez You will study 4- . Studieranno Ils
étudieront They will study + .. Studia Étudie Study *•»» — Studiate Étudiez
Study **■» =s Studiando Étudiant Studying ^ Studiato Étudié Studied ^. ..
Studiati Étudiés Studied 9 - Studiata Étudiée Studied 9 = Studiate Étudiées
Studied 9 . Stufare Dégoûter (ennuyer) TO DISGUST (TO TIRE) 9 .. Stufato
Dégoûté Disgusted V - Stufati Dégoûtés Disgusted V = Stufata Dégoûtée Disgusted
v . Stufate Dégoûtées Disgusted v .. Stupefare ÉTONNER TO ASTONISH (Stupify) 0
— Stupefatto Étonné Astonished 0 = Stupefatti Étonnés Astonished 0 • Stupefatta
Étonnée Astonished 0 .. Stupefatte Étonnées Astonished / - Stupire ÊTRE ÉTONNÉ
TO BE ASTONISHED / = Stupisco Je suis étonné I am astonished / . Stupisci Tu es
étonné Thou art astonished / •• Stupisce Il est étonné He is astonished A —
Stupiamo Nous sommes étonnés We are astonished A = Stupite Vous êtes étonnés
You are astonished A • Stupiscono Ils sont étonnés They are astonished A ••
Stupiva J'étais étonné I was astonished T- Stupivi Tu étais étonné Thou was
astonished VERBI. VERBES. VERBS. 479 L - Stupiva 1 était étonné Eie was
astonished L = Stupivamo Nous étions étonnés We were astonished L ■ Stupivate
Vous étiez étonnés You were astonished Stupivano tls étaient étonnés They were
astonished Stupii Te fus étonné [ was astonished Stupisti ru fus étonné Thou
wast astonished Stupi [1 fut étonné He was astonished Stupimmo Vous fûmes
étonnés We were astonished H- Stupiste Vous fûtes étonnés You were astonished H
= Stupiranno [ls furent étonnés They were astonished H . Stupirò Je serai
étonné I shall be astonished H •• Stupirai Tu seras étonné Thou wilt be
astonished 1 - Stupirà Il sera étonné He will be astonished 1 = Stupiremo Nous
serons étonnés We shall be astonished 1 . Stupirete Vous serez étonnés"
You will be astonished 1 •• Stupiranno Ils seront étonnés They will be
astonished o — Stupito Étonné Astonished O B= Stupiti Étonnés Astonished o .
Stupita Étonnée Astonished o .. Stupite Étonnées Astonished "1 Sturare
DÉROUCHER TO UNCORK -J = Sturato Débouché Uncorked Sturati Débouchés Uncorked
Sturata Débouchée Uncorked ) — Sturate Débouchées Uncorked \ _ Sturbare
DÉRANGER TO DERANGE Sturbarvi Vous dérange? To derange you Sturbarmi Me
déranger To derange me H Sturbo Je dérange I derange + = Vi sturbo Je vous
dérange I derange you 4- . Sturbi Tu déranges Thou derangest + •• Sturba Il
dérange He deranges -«*. — Mi sturba Il me dérange He deranges me •»«. =
Sturbiamo Nous dérangeons We derange ^ . Non sturbate Vous ne dérangez pas You
do not derange !■*» .. Sturbate Vous dérangez You derange P - Mi sturbate Vous
me dérangez You derange me P = Sturbano Ils dérangent They derange P • Sturbava
Je dérangeais I deranged P -. Sturbavi Tu dérangeais Thou d erangedst v -
Sturbava Il dérangeait He deranged V = Mi sturbava Il me dérangeait He deranged
me v . Sturbavamo Nous dérangions We deranged V .. Sturbavate Vous dérangiez
You deranged / - Sturbavano Us dérangeaient They deranged / = Sturberò Je
dérangerai 1 shall derange / . Non vi sturberò Je ne vous dérangerai pas I
shall not derange / .. Sturberà Il dérangera He wilt derange 0 — Sturberete
Vous dérangerez You will derange 0 = Sturberanno Ils dérangeront They will
derange 0 . Non vi sturbate Ne vous dérangez pas Do not derange yoursel- 0 ..
Sturbato Dérangé Deranged [ves A - Sturbati Dérangés Deranged A = - Sturbata
Dérangée Deranged A Sturbate Dérangées Deranged A • Stuzzicare Piquer To PRICK
T - . Stuzzicato Piqué Pricked T = : Stuzzicati Piqués Pricked T Stuzzicata
Piquée Pricked L 480 VERBI. L - Stuzzicate L = Subissare L - Subissato L ••
Subissati ( - Subissata ( = S ubissate ( ■ Subordinare ( •• Subordinato H-
Subordinati H = Subordinata H • Subordinate H •• Subornare 1 - Subornato Subornati
1 ~ Subornata 1 •• Subornate o — Succedere o = Succedo 0 . Succedi o .. Succede
1 - Succediamo 1 = Succedete 1 . Succedono 1 .. Succedeva ) - Succedevi ) =
Succedeva ) . Succedevamo ) .. Succedevate -4 Succedevano + = Succederà + .
Succederete + •• Succedendo •^. — Succeduto ^ = Succeduti *^. . Succeduta -^ ..
Succedute ? - Succhiare ? = Succinate P - Succhiato P •• Succhiati V —
Succhiata V = Succhiate V . Sudare v .. Sudo 0 — Sudi 0 = Suda 0 . Sudiamo 0 ..
Sudate 1 - Sudano 1 = Sudava / • Sudavi / •• Sudava A — Sudavamo A = Sudavate A
• Sudavano A .. Sudai T- Sudasti T • Sudò verbes. VERBS. Piquées Pricked
A.BIMER To SPOIL Abimé Spoiled Abîmes Spoiled Abîmée Spoiled Abîmées Spoiled
Subordonner To SUBOBDINATE Subordonné Subordinated Subordonnés Subordinated
Subordonnée Subordinated Subordonnées Subordinated Suborner To BRIBE Suborné
Bribed Subornés Bribed Subornée Bribed Subornées Bribed Succéder To SUCCEED Je
succède I succeed Tu succèdes Thou succeedest Il succède He succeeds Nous
succédons We succeed Vous succédez You succeed Ils succèdent They succeed Je
succédais I succeeded Tu succédais Thou succeededst Il succédait He succeeded
Nous succédions We succeeded Vous succédiez You succeeded Ils succédaient They
succeeded Il succédera He will succeed Vous succéderez You will succeed
Succédant Succeeding Succédé Succeeded Succédés Succeeded Succédée Succeeded
Succédées Succeeded Sucer To SUCK Sucez Suck Sucé Sucked Sucés Sucked Sucée
Sucked Sucées Sucked Suer To SWEAT Je sue I sweat Tu sues Thou sweatest Il sue
He sweats Nous suons We sweat Vous suez You sweat Ils suent They sweat Je suais
I sweat Tu suais Thou sweatst Il suait He sweat Nous suions We sweat Vous suiez
You sweat Ils suaient They sweat Je suai I sweat Tu suas Thou sweatst Il sua He
sweat YERBI. VERBES. VERBS. 4» L - ! sudammo Nous suâmes We sweat L = ! sudaste
Vous suâtes You sweat L . sudarono Us suèrent They sweat L •• Suderò Je suerai
1 [ shall sweat ( — Suderai Tu sueras Thou wilt sweat ( = Suderà H suera He
will sweat ( . Suderemo Nous suerons We shall sweat ( •• Suderete Vous suerez
You will sweat H - Suderanno [Is sueront They will sweat H = Sudando Suant
Sweating H . Sudato Sué Sweat H • Sudati Sué Sweat 1 — Sudata Sué Sweat Sudate
Sué Sweat 1 Suddividere Subdiviser To SUBDIVIDE 1 •• Suddiviso Subdivisé
Subdivided o — Suddivisi Subdivisés Subdivided o = Suddivisa Subdivisée
Subdivided 0 . Suddivise Subdivisées Subdivided o .. Suffocare, v. Soffocare
Suffoquer To CHORE 1 - Suggellare Cacheter To seal "1 = Suggellate
Cachetez Seal 1 • Suggellato Cacheté Sealed "1 •• Suggellati Cachetés
Sealed ) — Suggellata Cachetée Sealed ) = Suggellate Cachetées Sealed ) .
Suggerire Suggérer To SUGGEST ) ■• Suggerito Suggéré Suggested + — Suggeriti
Suggérés Suggested + = Suggerita Suggérée Suggested + . Suggerite Suggérées
Suggested + •• Sugettare Assujettir TO SUBJECT Sugettato Assujetti Subjected
*««. = Sugettati Assujettis Subjected ■^ . Sugettata Assujettie Subjected \ . .
Sugettate Assujetties Subjected ? - Superare Surpasser TO EXCEL ? = Superarlo
Le surpasser To excel him ? • Superarvi Vous surpasser To excel you e •
Superarmi Me surpasser To excel me v - - Supero Je surpasse I excel v = = Vi
supero Je vous surpasse I excel you V Superi Tu surpasses Thou excellest V - .
Supera Il surpasse He excells 0 - - Lo supera Il le surpasse He excells him 0 =
= Superiamo Nous surpassons We excel 0 . Superate Vous surpassez You excel 0 .
. Mi superate Vous me surprssez You excel me / - - Non mi superate Vous ne me
surpassez pa s You do not excel me / = = Superano Ils surpassent They excel / .
Superava Je surpassais I excelled / . Superavi Tu surpassais Thou excelled»! A
- - Superava Il surpassait He excelled A = = Superavamo Nous surpassions We
excelled A . 1 Superavate Vous surpassiez You excelled A .. 1 Superavano Ils
surpassaient They excelled T —[Superai 1 Je surpassai 1 1 excelled 41 482
VERBI. VERBES. VERBS. L - Superasti Tu 'surpassas Thou excelledst L - Superò Il
surpassa He excelled L • Superammo Nous surpassâmes We excelled L •• Superaste
Vous surpassâtes You excelled ( - Superarono Ils surpassèrent They excelled ( =
Supererò Je surpasserai I shall excel ( • Supererai Tu surpasseras Thou wilt
excel ( •• Supererà Il surpassera He will excel ^ - Supereremo Nous
surpasserons We shall excel ^ = Supererete Vous surpasserez You will excel -\ .
Supereranno Ils surpasseront They will excel H •- Superando Surpassant
Excelling 1 - Superato Surpassé Excelled 1 ■ = Superati Surpassés Excelled 8 •
Superata Surpassée Excelled 1 •• Superate Surpassées Excelled o — Supplicare
Supplier TO BESEECH 0 = Supplicarvi Vous supplier To beseech you o .
Supplicarlo Le supplier To beseech him o .. Supplico Je supplie I beseech 1 -
Vi supplico Je vous supplie I beseech you 1 = Supplichi Tu supplies Thou
beseechest 1 . Supplica Il supplie Hi beseeches 1 .. Supplichiamo Nous
supplions We beseech ) - Supplicate Vous suppliez You beseech ) = Non
supplicate Vous ne suppliez pas You do not beseech ) . Supplicano Us supplient
They beseech ) .. Supplicava Je suppliais I besought H Lo supplicava Je le
suppliais I besought him + = Supplicavi Tu suppliais Thou besoughtest + .
Supplicava 11 suppliait He besought rf .. Supplicavamo Nous suppliions We
besought -^ — Supplicavate Vous suppliiez You besought -v. = Supplicavano Ils
suppliaient They besought "^ . Supplicai Je suppliai I besought ■*««. . .
Lo supplicai Je le suppliai I besought him p — Supplicò Il supplia He besought
p = Supplicammo Nous suppliâmes We besought p Supplicaste Vous suppliâtes You
besought ? ■'. Supplicarono Ils supplièrent They besought V - Supplicherò Je
supplierai I shall beseech V = Vi supplicherò Je vous supplierai I shall
beseech you V . Supplicherai Tu supplieras Thou wilt beseech V .. Supplicherà
Il suppliera He will beseech 0 — Supplicheremo Nous supplierons We shall
beseech 0 = Supplicherete Vous supplierez You will beseech 0 . Supplicheranno
Ils supplieront They will beseech 0 .. Vi supplicherei Je vous supplierais I
would beseech you 1 - Supplicando Suppliant Beseeching / = Supplicato Supplié
Besought / . Supplicati Suppliés Besought / .. Supplicata Suppliée Besought A -
Supplicate Suppliées Besought A = Supplire Suppléer Tu SUPPLY A • Supplito
Suppléé Supplied A •• Suppliti Suppléés Supplied T — Supplita Suppléée Supplied
T = Supplite Suppléées Supplied Supporre Suppormi Supporvi Supporlo Suppongo
Non lo suppongo Supponi Suppone Suppon ghiaino Non mi supponete Supponete Mi
supponete Suppongono Supponeva Non supponeva Supponevi Supponeva Si supponeva
Supponevamo Supponevate Non supponevate Supponevano Supposi Suppose Supponemmo
Supponeste Supposero Supponiamo Supponete Supponendo Supposto Supposti Supposta
Supposte SUPPRIMERE Supprimete Supprimendo Suppresso Suppressi Suppressa
Suppresse Suppurare Suppurato Suppurati Suppurata Suppurate Supputare Supputato
Supplitati Supputata Supputate Surrogare Surrogato Surrogati Surrogata
Surrogate Suscitare verbes. Supposer Me supposer Vous supposer Le supposer Je
suppose Je ne le suppose pas Tu supposes Il suppose Nous supposons Vous ne me
supposez pas Vous supposez Vous me supposez Ils supposent Je supposais Je ne
supposais pas Tu supposais Il supposait On supposait Nous supposions Vous
supposiez Vous ne supposiez pas Ils supposaient Je supposai Il supposa Nous
supposâmes Vous supposâtes Ils supposèrent Supposons Supposez En supposant
Supposé Supposés Supposée Supposées Supprimer Supprimez Supprimant Supprimé
Supprimés Supprimée Supprimées Suppurer Suppuré Suppuré Suppuré Suppuré
Supputer Supputé Supputés Supputée Supputées Subroger Subrogé Subrogés Subrogée
Subrogées Susciter VERBS. 4835 TO SUPPOSE To suppose me To suppose you To
suppose it I suppose I do not suppose it Thou supposest He supposes We suppose
You do not suppose me You suppose You suppose me They suppose I supposed I did
not suppose Thou supposedst He supposed One supposed We supposed You supposed
You did not supposs They supposed I supposed He supposed We supposed You
supposed They supposed Let us suppose Suppose Supposing Supposed Supposed
Supposed Supposed To SUPPRESS Suppress Suppressing Suppressed Suppressed Suppressed
Suppressed To SUPPURATE Suppurated Suppurated Suppurated Suppurated To COMPUTE
Computed Computed Computed Computed TO SUBSTITUTE Substituted Substituted
Substituted Substituted TO RAISE UP 1 484 VERBI. VERBES. VERBS. L -ì Suscitato
Suscité laised up L = Suscitati Suscités laised up Suscitata Suscitée Raised up
Suscitate Suscitées Raised up Sussistere Subsister To SUBSIST Non sussiste Il
ne subsiste pas. He does not subsist Sussistito Subsisté Subsisted Sussistiti
Subsisté Subsisted H - Sussistita Subsisté Subsisted H = Sussistite Subsisté
Subsisted -1 • SUSTITUIRE Surstituer TO SUBSTITUTE -t .. Sustituito Substitué
Substituted 1 - Sustituiti Substitués Substituted ! = Sustituita Substituée
Substituted 1 . Sustituite Substituées Substituted 1 •• SUSURRARE Murmurer To
MURMUR o — Susurrando Murmurant Murmuring o == Susurrato Murmuré Murmured 0 .
Svagare Distraire TO BE INATTENTIVE o .. Svagato Distrait Been inattentive 1 -
Svagati Distraits Been inattentive 1 = Svagata Distraite Been inattentive 1 . Svagate
Distraites Been inattentive Svaligiare DÉVALISER To BOB ) — Svaligiato Dévalisé
Robed ) = Svaligiati Dévalisés Robed Svaligiata Dévalisée Robed Svaligiate
Dévalisées Robed + — Svanire Exhaler (s') To EXHALE -t- == Svanisce Il s'exhale
It exhales + • Svanito Exhalé Exhaled •+• .. Svaniti Exhalés Exhaled "»s
Svanita Exhalée Exhaled *>s = Svanite Exhalées Exhaled ^ Svaporare Évaporer
TO EVAPOBATE \ . . Svaporato Évaporé Evaporated ? — Svaporati Évaporés
Evaporated p = Svaporata Évaporée Evaporated ? . Svaporate Évaporées Evaporated
? .. Svegliare Éveiller To AWAKE v — Svegliarmi Méveiller To awake me V =
Sveglio J'éveille I awake V • Mi sveglio Je m'éveille I awake me v .. Sveglia
Il éveille He awakes 0 — Svegliamo Nous éveillons We awake 0 = Svegliate Vous
éveillez You awake 0 . Svegliano Ils éveillent They awake 0 .. Sveglieró
J'éveillerai I shall awake / - Mi sveglieró Je m'éveillerai I shall awake me /
= Sveglierai Tu éveilleras Thou wilt awake / • Sveglierà Il éveillera He will
awake / . Sveglieremo Nous éveillerons We shall awake A - - Sveglierete Vous
éveillerez You will awake A = = Sveglieranno Ils éveilleront They will awake A
Svegliatemi Éveillez-moi Awake me A • Non mi svegliate Ne m'éveillez pas IDo
not awake me VERBI. VERBES. VERBS. L - Non lo svegliate Ne l'éveillez pas Do
not awake him L = Svegliando Éveillant Awaking L • Svegliato Éveillé Awake L ••
Svegliati Éveillés Awake ( - Svegliata Éveillée Awake ( = Svegliate Éveillées
Awake •«•, = Svenivano Ils s'évanouissaient They fainted *«s . Svenne Il
s'évanouit He fainted Svennero Ils s'évanouirent They fainted ? - Svenuto
Évanoui Fainted p = Svenuti Évanouis Fainted p . Svenuta Évanouie Fainted p ..
Svenute Évanouies Fainted V - Sventare (sventolare) ÉVENTER TO FAN V = Sventato
Éventé Fanned V . Sventati Éventés Fanned v .. Sventata Éventée Fanned 0 —
Sventate Éventées Fanned 0 = Sventrare ËVENTRER To EMBOWEL 0 . Sventrato É
ventre Emhoweled 0 .. Sventrati Éventrés Emboweled 1 ~ Sventrala Éventrée
Emboweled 1 = Sventrate Éventrées Emboweled 1 • Sverginare DÉFLORER To DEFLOUR
1 •• Sverginato Défloré Defloured A — Sverginati Déflorés Defloured A =
Sverginata Déflorée Defloured A • Sverginate Déflorées Defloured A •-
Svergognare DÉSHONORER To DISHONOUR T — Svergognato Déshonoré Dishonoured 41.
485 486 TERBI. L - Svergognati L = Svergognata L • Svergognate L -. Svernare (
- Svernato ( = Svernati ( • Svernata ( .. Svernate H - Sviare H = Sviato H •
Sviati H •• Sviata 1 - Sviate 1 = Sviluppare 1 • Sviluppo 1 •• Sviluppi o —
Sviluppa o = Sviluppiamo o . Sviluppate o .. Sviluppano "1 - Svilupperò 1
= Svilupperai 1 . Svilupperà 1 •• Svilupperemo ) - Svilupperete ) =
Svilupperanno ) . Sviluppando ) .. Sviluppato H Sviluppati + = Sviluppata + •
Sviluppate + -.. Svitare -^ — Svitato "^ = Svitati *^ . Svitata ^ ..
Svitate ? - Svogliare P = Svogliato P • Svogliati P •• Svogliata V — Svogliate
V = Svolazzare v . Svolazza V •• Svolazzano 0 — Svolazzava 0 = Svolazzavano 0 .
Svolazzando 0 .. Svolazzato 1 - Svolgere 1 = Svolto 1 ■ Svolti 1 •• Svolta A —
Svolte A = Svoltare A . Svoltato A .. Svoltati VERBES. VERBS. Déshonorés
Dishonoured Déshonorée Dishonoured Déshonorées Dishonoured Hiverner To WINTER
Hiverné Wintered Hiverné Wintered Hiverné Wintered Hiverné Wintered Dérouter TO
PUT OUT OF ONE'S WAY Dérouté Put out of one's way Déroutés Put out of one's way
Déroutée Put out of one's way Déroutées Put out of one's way DÉVELOPPER To
UNFOLD Je développe I unfold Tu développes Thou unfoldest Il développe He
unfolds Nous développons We unfold Vous développez You unfold Ils développent
They unfold Je développerai I shall unfold Tu développeras Thou wilt unfold Il
développera He will unfold Nous développerons We shall unfold Vous développerez
You will unfold Ils développeront They will unfold Développant Unfolding
Développé Unfolded Développés Unfolded Développée Unfolded Développées Unfolded
Ouvrir one vis TO OPEN A SCREW Ouvert une vis Opened a screw Ouvert une vis
Opened a screw Ouverte ( a été) une vis Opened a screw Ouvertes (ont été) des
vis Opened a screw Dégoûter (rebuter) To DISGUST Dégoûté Disgusted Dégoûtés
Disgusted Dégoûtée Disgusted Dégoûtées Disgusted Voltiger TO FLUTTER Il voltige
It flutters Ils voltigent They flutter Il voltigeait It fluttered Ils
voltigeaient They fluttered Voltigeant Fluttering Voltigé Fluttered DÉPLOYER To
DISPLAY Déployé Displayed Déployés Displayed Déployée Displayed Déployées
Displayed Détourner de TO TURN AWAY Détourné Turned away Détournés Turned away
VERBI, L —(Svoltata L =| Svoltate VERBES. IDétournée Détournées VERBS. I Turned
away I Turned away 487 L • Tacciare Taxer To TAX L •• Tacciato Taxé Taxed ( -
Tacciati Taxés Taxed ( = Tacciata Taxée Taxed ( • Tacciate Taxées Taxed ( ..
Tacere Taire (se) TO BE SILENT ' H - Taccio Je me tais I am silent ^ = Taci Tu
te tais Thou art silent H • Tace Il se tait He is silent H •• Tacciamo Nous
nous taisons We are silent 1 - Tacete Vous vous taisez You are silent 1 =
Tacciono Ils se taisent They are silent 1 • Taceva Je me taisais I was silent 1
•• Tacevi Tu te taisais Thou wast silent o — Taceva Il se taisait He was silent
o = Tacevamo Nous nous taisions We were silent 0 . Tacevate Vous vous taisiez
You were silent o .. Tacevano Ils se taisaient They were silent 1 - Tacqui Je
me tus I was silent 1 = Tacesti Tu te tus Thou wast silent 1 . Tacque Il se tut
He was silent 1 .. Tacemmo Nous nous tûmes We were silent ) - Taceste Vous vous
tûtes You were silent ) = Tacquero Ils se turent They were silent ) . Tacerò Je
me tairai I shall be silent ) .. Tacerai Tu te tairas Thou wilt be silent 4- -
Tacerà Il se taira He will be silent + = Taceremo Nous nous tairons We shall be
silent + . Tacerete Vous vous tairez You will be silent + .. Taceranno Ils se
tairont They will be silent ■^ — Tacete Taisez-vous Be silent *■». = Tacendo Se
taisant Being silent ->. . Taciuto Tu Silent ■^. .. Taciuti Tus Silent p -
Taciuta Tue Silent p = Taciute Tues Silent p . Tagliare Couper To CUT p ..
Taglio Je coupe I cut V — Tagli Tu coupes Thou cuttest V = Taglia Il coupe He
cuts v . Tagliamo Nous coupons We cut V .. Tagliate Vous coupez You cut 0 —
Tagliano Us coupent They cut 0 = Tagliava Je coupais I cut 0 . Tagliavi Tu
coupais Thou cuttest 0 .. Tagliava Il coupait He cut / ~ Tagliavamo Nous
coupions We cut / = Tagliavate Vous coupiez You cut / • Tagliavano Ils
coupaient They cut / •• Tagliai Je coupai I cut A — Tagliasti Tu coupas Thou
cuttest A = Tagliò Il coupa He cut 488 VERBI. VERBE». VERBS. L - Tagliammo
.Nous coupâmes We cut L = Tagliaste Vous coupâtes You cut L • Tagliarono Ils
coupèrent They cut L .. Tagliere Je couperai I shall cut ( - Taglierai Tu
couperas Thou wilt cut ( = Taglierà Il coupera He will cut ( • Taglieremo Nous
couperons We shall cut ( •• Taglierete Vous couperez You will cut H -
Taglieranno Ils couperont They will cut H = Tagliate Coupez Cut H • Tagliando
Coupant Cutting -\ •• Tagliato Coupé Cut 1 - Tagliati Coupés Cut 1 = Tagliata
Coupée Cut 1 • Tagliate Coupées Cut 1 •• Tapinare Mener unevie misérable TO
LEAD A MISERABLE LIFE o — Tapino Je mène une vie misérab. I lead a miserable
life o = Tapini Tu mènes une vie miser. Thou leadest a mise, life 0 . Tapina Il
mène une vie misera. He leads a miserable life o .. Tapiniamo Nous menons une
vie m. We lead a miserable life 1 - Tapinate Vous menez une vie m. You lead a
miserable life 1 = Tapinano Ils mènent une vie m. They lead a misera, life 1 ■
Tapinando Menant une vie misera. Leading a miserable life 1 .. Tapinato Mené
une vie misérable Led a miserable life ) - Tapinati Mené une vie misérable Led
a miserable life ) = Tapinata Mené une vie misérable Led a miserable life ) .
Tapinate Mene une vie misérab. Led a miserable life ) .. Tappezzare Tapisser TO
HANG TAPESTRY + — Tappezzato Tapissé Hung tapestry + = Tappezzati Tapissés Hung
tapestry 4- . Tappezzata Tapissée Hung tapestry + .. Tappezzate Tapissées Hung
tapestry ■^ _ Tardare Tarder TO DELAY Tardo Je tarde I delay \ . Tardi Tu
tardes Thou delayest -x. . . Tarda Il tarde He delays p — Tardiamo Nous tardons
We delay p = Tardate Vous tardez You delay p . Tardano Ils tardent They delay p
.. Tardava Je tardais I delayed V — Tardavi Tu tardais Thou delayedst V =
Tardava Il tardait He delayed v . Tardavamo Nous tardions We delayed V ..
Tardavate Vous tardiez You delayed 0 — Tardavano Ils tardaient They delayed 0 =
Tardai Je tardai I delayed 0 . Tardasti Tu tardas Thou delayedst 0 .. Tardò Il
tarda He delayed 1 — Tardammo Nous tardâmes We delayed You delayed They delayed
1 = Tardaste Vous tardâtes / . Tardarono Ils tardèrent / .. Tarderò Je tarderai
I shall delay A — Non tarderò Je ne tarderai pas I shall not delay A = Tarderai
Tu tarderas Thou wilt delay A . Tarderà Il tardera He will delay A •• Tarderemo
Nous tarderons We shall delay T — Tarderete Vous tarderez You will delay T =
Non tarderete Vous ne tarderez pas 1 You will not delay VERBI. VERBES. VERBS. '
L - Tarderanno Ils tarderont They will delay L = Non tardate Ne tardez pas Do
not delay L • Tardando Tardant Delaying L •• Tardato Tardé Delayed ( - Tardati
Tardé Delayed ( = Tardata Tardée Delayed ( • Tardate Tardées Delayed ( ••
Tarpare Rogner les ailes TO CLIP THE WINGS H - Tarpato Rogné les ailes Clipped
the wings H = Tarpata Rogné les ailes Clipped the wings H • Tarpate Rogné les
ailes Clipped the wings H .. Tartassare Malmener To USE ILL 1 - Tartassato
Malmené Used ill 1 = Tartassati Malmenés Used ill 1 . Tartassata Malmenée Used
ill 1 •• Tartassate Malmenées Used ill o — Tastare Tater TO FEEL o = Tastato
Tàté Felt 0 . Tastati Tâtés Felt 0 .. Tastata Tàtée Felt 1 - Tastate Tâtées
Felt 1 = Tediare Ennuyer (incommoder) To tire (to teaze) 1 . Tediarvi Vous
ennuyer To tire you 1 .. Vi tedio Je vous ennuie I tire you ) - Tediando
Ennuyant Tiring ) = Tediato Ennuyé Tired ) . Tediati Ennuyés Tired ) .. Tediata
Ennuyée Tired + — Tediate Ennuyées Tired + = Temere Craindre To FEAR + .
Temervi Vous craindre To fear you + .. Temo Je crains I fear \ — Non vi temo Je
ne vous crains pas I do not fear you ^ — Non temo nulla Je ne crains rien I
fear nothing Temi Tu crains Thou fearest \ .. Teme Il craint He fears p -
Temiamo Nous craignons We fear p = Temete Vous craignez You fear p . Temono Ils
craignent They fear p .. Temeva Je craignais I feared V — Temevi Tu craignais
Thou fearedst V = Temeva Il craignait He feared V . Temevamo Nous craignions We
feared v .. Temevate Vous craigniez You feared 0 — Temevano Ils craignaient
They feared 0 = Temei Je craignis I feared 0 . Temesti Tu craignis Thou
fearedst 0 .. Temè Il craignit He feared / - Tememmo . Nous craignîmes We
feared / = Temeste Vous craignîtes You feared / . Temerono Ils craignirent They
feared / .. Temerà Il craindra He will fear A — Temeranno Ils craindront They
will fear A = Temerei Je craindrais I would fear A • Temeresti Tu craindrais
Thou wouldst fear A .. Temerebbe Il craindrait He would fear T - Temeremmo Nous
craindrions We would fear 4&9 4*J0 VERBI, VERBES. VERBS. L - remereste Vous
craindriez Vou would fear L = Temerebbero [Is craindraient They would fear L •
Temete Craignez Fear L .. Non temete Ne craignez pas Do not fear ( - Temendo
Craignant Fearing ( = Temuto Craint Feared ( • Temuti Craints Feared ( •• Temuta
Crainte Feared 4 - Temute Craintes Feared H = Temperare Tempérer To temper -+ •
Temperato Tempéré Tempered 4 •• Temperati Tempérés Tempered 1 - Temperata
Tempérée Tempered 1 = Temperate Tempérées Tempered 1 • Tempestare Tempêté,
faire tapage To BLUSTER 1 •• Tempestato Tempêté Blustered o — Temporeggiare
Temporiser To TEMPORIZE o = Temporeggiando Temporisant Temporizing o .
Temporeggiato Temporisé Temporized o .. Tendere Tendre To TEND ~l — Tendo Je
tends I tend ~l = Tendi Tu tends Thou tendest Tende Il tend He tends Tendiamo
Nous tendons We tend ) — Tendete Vous tendez You tend ) = Tendono Tls tendent
They tend Tendeva Je tendais I tended ' Tendevi Tu tendais Thou tendedst -L.
Tendeva Il tendait He tended J~ = Tendevamo Nous tendions We tended + .
Tendevate Vous tendiez You tended 4- -. Tendevano Ils tendaient They tended ^ —
Tesi Je tendis I tended -^. = Tese Il tendit He tended >^. Tendemmo Nous
tendîmes We tended -^ .. Tendeste Vous tendîtes You tended P - Tesero Ils
tendirent They tended P = Tenderò Je tendrai I shall tend ? . Tenderai Tu
lendras Thou wilt tend P •• Tenderà Il tendra He will tend V — Tenderemo Nous
tendrons We shall tend V = Tenderete Vous tendrez You will tend v . Tenderanno
Ils tendront They will tend v .. Tendendo Tendant Tending 0 — Teso Tendu Tended
0 = Tesi Tendus Tended 0 . Tesa Tendue Tended 0 .. Tese Tendues Tended / —
Tenere Tenir To HOLD / = / . Tenermi Me tenir To hold me Tenervi Vous tenir To
hold vou / •• Tengo Je tiens I hold A — Vi tengo Je vous tiens I hold you A =
Tieni Tu tiens Thou holdest A • Tiene Il tient He holds A •• Mi tiene 11 me
tient He holds me T- Tenghiamo Nous tenons We hold VERBI. L - Tenete L = Mi
tenete L • Tengono L •• Teneva ( - Tenevi ( = Teneva ( • Tenevamo ( .. Tenevate
-1 - Tenevano '-4 = Tenni H - Tenne H .. Tenemmo 1 - Teneste 1 = Tennero } •
Terrò 1 • Vi terrò o — Terrai o = Non terra 0 . Terra o .. Terremo 1 - Terrete
1 = Mi terrete 1 . Terranno "1 .. Terrei ) - Terresti ) = Terrebbe ) •
Terremmo ) .. Terreste + — Terrebbero + = Tenete + . Non lo tenete 4- ..
Tenendo \ — Tenuto ^ = Tenuti ■>». Tenuta *»* . . Tenute P - Tentare P =
Tento ? • Tenti P •• Tenta V — Tentiamo V = Tentate v . Tentano v .. Tentava 0
— Tentavi 0 = Tentava 0 . Tentavamo 0 .. Tentavate 1 - Tentavano 1 = Tentai / .
Tentasti / .. Tentò A - Tentammo A — Tentaste A • Tentarono A •• Tenterò T-
Tenterai T = Tenterà T Tenteremo VERBES. Vous tenez Vous me tenez Ils tiennent
Je tenais Tu tenais Il tenait Nous tenions Vous teniez Ils tenaient Je tins Il
tint Nous tînmes Vous tîntes Us tinrent Je tiendrai Je vous tiendrai Tu
tiendras Il ne tiendra pas Il tiendra Nous tiendrons Vous tiendrez Vous me
tiendrez Ils tiendront Je tiendrais Tu tiendrais Il tiendrait Nous tiendrions
Vous tiendriez Ils tiendraient Tenez Ne le tenez pas Tenant Tenu Tenus Tenue
Tenues Tenter Je tente Tu tentes Il tente Nous tentons Vous tentez Ils tentent
Je tentais Tu tentais Il tentait Nous tentions Vous tentiez Ils tentaient Je
tentai Tu tentas Il tenta Nous tentâmes Vous tentâtes Ils tentèrent Je tenterai
Tu tenteras Il tentera Nous tenterons VERBS. You hold You hold me They hold I
held Thou heldest He held We held You held They held I held He held We held You
held They held I shall hold I shall hold you Thou wilt hold He will not hold He
will hold We shall hold You will hold You will hold me They will hold I should
hold Thou wouldst hold He would hold We should hold You w ould hold They would
hold Hold Do not hold it Holding Held Held Held Held TO TEMPT 1 tempt Thou
temptest He tempts We tempt You tempt They tempt I tempted Thou temptedst He
tempted We templed You tempted They templed tempted Thou temptedst He tempted
We tempted You tempted They tempted I shall tempt Thou wilt tempt He will tempt
We shall tempt 491 $92 VERBI. VERBES. VERBS. L - Tenterete Vous tenterez You
will tempt L = Tenteranno Ils tenteront They will tempt L . Tentando Tentant
Tempting L -. Tentato Tenté Tempted ( - Tentati Tentés Tempted ( = Tentata
Tentée Tempted ( • Tentate Tentées Tempted ( .. Tentennare Branler To SHARE ^ -
Tentenna Il branle It shakes ^ = Tentennava Il branlait It shook -\ .
Tentennando Branlant Shaking H .. Tentennato Branlé Shaken 1 - Tergere Essuyer
To wipe 1 = Tergo J'essuie I wipe 1 • Tergi Tu essuies Thou wipest 1 -. Terge
Il essuie He wipes 0 — Tergiamo Nous essuyons We wipe o = Tergete Vous essuyez
You wipe 0 . Tergono Ils essuient They wipe () .. Tergeva J'essuyais I wiped 1
- Tergevi Tu essuyais Thou wipedst 1 = Tergeva Il essuyait He wiped 1 .
Tergevamo Nous essuyions We wiped 1 .. Tergevate Vous essuyiez You wiped ) - Tergevano
Ils essuyaient They wiped ) - Tersi J'essuyai I wiped ) . Tergesti Tu essuyas
Thou wipedst ) .. Terge Il essuya He wiped Tergemmo Nous essuyâmes We wiped +
== Tergeste Vous essuyâtes You wiped + Tersero Ils essuyèrent They wiped -4- ..
Tergerò J'essuierai I shall wipe V — Tergerai Tu essuieras Thou wilt wipe V ==
Tergerà Il essuiera He will wipe v . Tergeremo Nous essuierons We shall wipe V
.. Tergerete Vous essuierez You will wipe ? - Tergeranno Ils essuieront They
will wipe ? = Tergete Essuyez Wipe ? . Tergendo Essuyant Wiping ? Terso Essuyé
Wiped V - Tersa Essuyée Wiped V = Terse Essuyées Wiped v . Tergiversare
Tergiverser TO SHUFFLE v .. Tergiversato Tergiversé Shuffled 0 — Terminare
Terminer To TERMINATE 0 = Termino Je termine I terminate 0 . Termini Tu
termines Thou terminatest 0 .. Termina Il termine He terminates 1 - Terminiamo
Nous terminons We terminate / = Terminate Vous terminez You terminate / •
Terminano Ils terminent They terminate / •• Terminava Je terminais I terminated
A — Terminavi Tu terminais You terminatedst A = Terminava Il terminait Be
terminated A - Terminavamo Nous terminions We terminated A •• Terminavate Vous
terminiez You terminated T — Terminavano Ils terminaient They terminated T =
Terminai Je terminai I terminated VERBI. VERBES. 493 L — Terminasti Tu terminas
Thou terminated^ L = r Terminò 1 termina He terminated L • r Terminammo \ous
terminâmes We terminated L •• ' rerminaste Vous terminâtes You terminated ( -
rerminarono Is terminèrent They terminated ( = rermineró Te terminerai shall
terminate ( • remunerai Tu termineras rhou wilt terminate ( •• Terminerà [l
terminera ïe will terminate -t - Termineremo Nous terminerons We shall
terminate ■4 = Terminerete Vous terminerez You will terminate H • rermineranno
Ils termineront They will terminate H •• Terminate Terminez Terminate 1 -
Terminando Terminant Terminating 1 = Terminato Terminé Terminated 1 • Terminati
Terminés Terminated 1 Terminata Terminée Terminated o — Terminate Terminées
Terminated o = Terminarsi Aboutir To MEET 0 . Si termina Il aboutit He meets o
.. Si terminava Il aboutissait He met 1 - Terminato Abouti Met 1 = Terrapienar^
Terrasser TO MAKE A TERRACE WITH EARTH 1 . Terrapienato Terrassé Made a terrace
witheart. 1 .. Terrapienati Terrassés Made a terrace with eart. ) -
Terrapienata Terrassée Made a terrace with eart. ) = Terrapienate Terrassées
Made a terrace with eart. ) • Tessere Tisser TO WEAVE ) .. Tessuto Tissé Woven
H Tessuti Tissés Woven + = Tessuta Tissée Woven + • Tessute Tissées Woven + ..
Testare Tester TO MARE ONE'S WILL / - Testato Testé Made one's will / =
Testimoniare Témoigner TO TESTIFY / • Testimoniato Témoigné Testified / -.
Testimoniati Témoignés Testi lied P - Testimoniata Témoignée Testified P =
Testimoniate Témoignées Testilied P • Tingere, tignere Teindre TO DIE P .-
Tinge Il teint He dyes V - Tingono Ils teignent They dye V = Tingendo Teignant
Dying v . Tinto Teint Dyed V .. Tinti Teints Dyed 0 — Tinta Teinte Dyed 0 ==
Tinte Teintes Dyed 0 . Tintinnare Tinter, Résonner TO TINGLE 0 ■■ Tintinnato
Tinté Tingled 1 - Tintinnati Tintés Tingled 1 v* Tintinnata Tintée Tingled 1
Tintinnate Tintées Tingled 1 • Tiranneggiare Tyranniser TO TYRANNIZE A - -
Tiranneggia Il tyrannise He tyrannizes A = = Tiranneggiano Ils tyrannisent They
tyrannize A . l'Tiranneggiava Il tyrannisait He tyrannized 42 494 VERBI.
VERBES. VERBS. L —i Tiranneggiavano Ils tysannisaient They tyrannized L =
Tiranneggiò Il tyrannisa He tyrannized L Tiraneggiarono Us tyrannisèrent They
tyrannized L • Tiranneggiando Tyrannisant Tyrannizing C - ■ Tiranneggiato
Tyrannisé Tyrannized ( = = Tiranneggiati Tyrannisés Tyrannized ( Tiranneggiata
Tyrannisée Tyrannized ( •• Tiranneggiate Tyrannisées Tyrannized -\ - TIRA.RE
Tirer To DRAW H = Tiro Je tire I draw H • Tiri Tu tires Thou drawest H .. Tira
Il tire He draws 1 - Tiriamo Nous tirons We draw 1 = Tirate Vous tirez You draw
1 • Tirano Ils tirent They draw 1 .. Tirava Je tirais I drew o — Tiravi Tu
tirais Thou drewest o = Tirava Il lirait He drew o . Tiravamo Nous tirions We
drew 0 .. Tiravate Vous tiriez You drew 1 - Tiravano Ils tiraient They drew 1
=- Tirai Je tirai I drew 1 . Tirasti Tu tiras Thou drewest 1 .. Tirò Il tira He
drew ) - Tirammo Nous tirâmes We drew ) = Tiraste Vous tirâtes You drew ) .
Tirarono Us tirèrent They drew ) .. Tirerò Je tirerai I shall draw H Tirerai Tu
tireras Thou wilt draw + = Tirerà Il tirera He will draw + . Tireremo Nous
tirerons We shall draw + .. Tirerete Vous tirerez You will draw ^ — Tireranno
Ils tireront They will draw ^ == Tirate Tirez Draw -^. Tirando Tirant Drawing
---. . . Tirato Tiré Drawn P - Tirati Tirés Drawn ? = Tirata Tirée Drawn P •
Tirate Tirées Drawn P .. Titolare Titrer TO GIVE A TITLE V — Titolato Titré
Given a title V = Titolati Titrés Given a title v . Titolata Titrée Given a
title V .. Titolate Titrées Given a title 0 — Titubare Chanceler To REEL 0 =
Tituba Il chancelle He reels 0 . Titubava Il chancelait He reeled 0 .. Titubò
Il chancela He reeled 1 - Titubato Chancelé Reeled 1 = Toccare Toucher To TOUCH
/ . Tocco le touche [ touch / .. rocchi ru touches Thou touchest A~ Tocca Il
touche îe touches A = l'occhiamo Nous touchons We touch A . j Toccate Vous
touchez Ï ou touch A •• r Toccano [ls touchent They touch T-r Toccava re
touchais touched T=|r roccavi ' ru toueliais rhou touchedsl VERBI. VERBES.
VERBS. 495 L - Toccava 11 touchait He touched L = Toccavamo Nous touchions We
touched L . Toccavate Vous touchiez You touched Toccavano Ils touchaient They
touched Toccai Je touchai I touched Toccasti Tu touchas Thou touchedst Toccò Il
toucha He touched Toccammo Nous touchâmes We touched H - Toccaste Vous
touchâtes You touched H = Toccarono Tls touchèrent They touched H . Toccherò Je
toucherai 1 shall touch -\ .. Toccherai Tu toucheras Thou wilt touch 1 -
Toccherà Il touchera He will touch Toccheremo Nous toucherons We shall touch 1
• Toccherete Vous toucherez You will touch 1 •• Non toccherete Vous ne
toucherez pas You will not touch o — Toccheranno Ils toucheront They will touch
0 = Non toccate Ne touchez pas Do not touch 0 . Toccando Touchant Touching 0 ..
Toccato Touché Touched 1 - Toccati Touchés Touched 1 = Toccata Touchée Touched
1 . Toccate Touchées Touched 1 .. Togliere Oter TO TAKE AWAY ) - Togliervi Vous
ôter To take away from you ) = Togliermi M'ôter To take away from me ) . Tolgo
Tòte I take away ) .. Vi tolgo Je vous ôte I take away from you + — Togli Tu
ôtes Thou takest away + = Mi togli Tu m'ôtes Thou takest away fr. me + . Toglie
Hôte He takes away + .. Non toglie Il n'ôte pas He does not take away
■"•>. — Togliamo Nous òtons We take away •^ = Non vi togliamo Nous ne
vous ôtons pas We do not take away f . m . *-v -. Togliete Vous ôtez You take
away "-S .. Mi togliete Vous m'ôtez You take away from me e - Non mi
togliete Vous ne m'ôtez pas Youdo not take away f.m. p = Tolgono Ils òtent They
take away p . Toglieva J'òtais I took aw ay p .. Toglievi Tu étais Thou tookest
away v - Toglieva Il était He took away v = Toglievamo Nous ôtions We took away
v . Toglievate Vous ôtiez You took away v .. Toglievano Ils étaient They took away
0 — Tolsi J'ôtai [ took away 0 = Togliesti Tu ôtas Thou tookest away 0 . Tolse
Ilòta He took away 0 .. Togliemmo Nous ôtàmes We took away / - Toglieste Vous
étàtes You took away / = Tolsero [ls étèrent They took away / • Torró J'ôterai
[ shall take away /,. Vi torró Je vous ôterai [ shall take away fr. you A~
Torrai Tu ôte ras Thou wilt take away A = Torrâ Il etera 3e will take away A •
Torremo Nous ôterons We shall take away A .. Torrete Vous ôterez You will take
away T — Mi torrete Vous m'ôterez You will take away f. m. rorranno Ils ôteront
They will take away T~ Togliete 1 Otez Take away Non togliete Togliendo Tolto
*• Tolti Tolta Tolte Tollerare Tollerato Tollerati Tollerata Tollerate
Tombolare Tombolato Tombolati Tombolata Tombolate Tonare Tona Tonava Tonerà
Toni pure Tonase Tonando Tonato TONDECGIARE Tondeggiato Tondeggiati Tondeggiata
Tondeggiate TONFOLARE Tonfolato Tonfolati Tonfolata Tonfolate Tonsurare
Tonsurato Tonsurati Tonsurata Tonsurate Torcere Torto Torti Torta Torte
Tormentare Tormento Tormenti Tormenta Tormentiamo Tormentate Tormentano
Tormentava Tormentavi Tormentava Tormentavamo N'òtez pas Do not take away Otant
Taking away Oté Taken away Otés Taken away Otée Taken away Otées Taken away
Tolérer (supporter) To tolerate Toléré Tolerated Tolérés Tolerated Tolérée
Tolerated Tolérées Tolerated Culbuter TO KNOCK HEAD OVER HEELS Culbuté Knocked
head over heels Culbutés Knocked head over heels Culbutée Knocked head over
heels Culbutées Knocked head over heels Tonner To THUNDER Il tonne It thunders
Il tonnait It was thundering Il tonnera It shall thunder Qu'il tonne Let it
thunder Qu'il tonnât That it might thunder Tonnant Thundering Tonné Thundered
Arrondir To ROUND Arrondi Rounded Arrondis Rounded Arrondie Rounded Arrondies
Rounded Culbdter, faire ia cul- TO TUMBLE OVER Culbuté [bute Tumbled over
Culbutés Tumbled over Culbutée Tumbled over Culbutées Tumbled over Tonsurer TO
SHAVE ON'S CR0W5 Tonsuré Shaved one's crown Tonsurés Shaved one's crown
Tonsurée Shaved one's crown Tonsurées Shaved one's crown Tordre To WRING Tordu
Wrung Tordus Wrung Tordue Wrung Tordues Wrung Tourmenter To PLAGUE Je tourmente
I plague Tu tourmentes Thou plaguest Il tourmente He plagues Nous tourmentons
We plague Vous tourmentez You plague Ils tourmentent They plague Je tourmentais
I plagued Tu tourmentais Thou plaguedst Il tourmentait He plagued Nous
tourmentions We plagued / - / / / A - A = A . A • T — T = T • YE RBI.
Tormentavate Tormentavano Tormentai Tormentasti Tormentò Tormentammo
Tormentaste Tormentarono Tormenterò Tormenterai Tormenterà Tormenteremo
Tormenterete Tormenteranno Tormentando Tormentato Tormentati Tormentata
Tormentate Tormentare Tormento Tormenti Tormenta Tormentiamo Tormentate
Tormentano Tormentava Tormentavi Tormentava Tormentavamo Tormentavate
Tormentavano Tormentando Tormentato Tormentati Tormentata Tormentate Tornare
Torno Non torno Torni Torna Non torna Torniamo Tornate Non tornate Tornano Non
tornano Tornava Tornava Tornavamo Tornavate Tornavano Tornai Tornò Non tornò
Tornammo Non tornammo Tornaste "VERBES. Vous tourmentiez Ils tourmentaient
Je tourmentai Tu tourmentas Il tourmenta Nous tourmentâmes Vous tourmentâtes
Ils tourmentèrent Je tourmenterai Tu tourmenteras Il tourmentera Nous
tourmenterons Vous tourmenterez Ils tourmenteront Tourmentant Tourmenté
Tourmentés Tourmentée Tourmentées Tourmenter Je tourmente Tu tourmentes Il
tourmente Nous tourmentons Vous tourmentez Ils tourmentent Je tourmentais Tu
tourmentais Il tourmentait Nous tourmentions Vous tourmentiez Ils tourmentaient
Tourmentant Tourmenté Tourmentés Tourmentée Tourmentées Revenir Je reviens Je
ne reviens pas Tu reviens Il revient Il ne revient pas Nous revenons Vous
revenez Vous ne revenez pas Ils reviennent Ils ne reviennent pas Je revenais Il
revenait Nous revenions Vous reveniez Ils revenaient Je revins Il revint Il ne
revint pas Nous revînmes Nous ne revînmes pas Vous revîntes VERBS. fYou plagued
They plagued ~ plagued Thou plaguest He plagued We plagued You plagued They
plagued I shall plague Thou wilt plague He will plague We shall plague You will
plague They will plague Plaguing Plagued Plagued Plagued Plagued TO TORMENT
torment Thou tormentest He torments We torment You torment They torment I
tormented Thou tormentedst He tormented We tormented You tormented They
tormented Tormenting Tormented Tormented Tormented Tormented To RETURN I return
I do not return Thou returnest He returns He does not return We return You
return You do not return They return They do not return I returned He returned
We returned You returned They returned I returned He returned He did not return
We returned We did not return You returned 42. i97 m VEIffit. VERBES. VERBS. L
- l'ornarono [Is revinrent They returned L = rorneró Je reviendrai [ shall
return L • Non tornerò Je ne reviendrai pas I sball not return L .. Tornerai Ta
reviendras Thou wilt return ( - Tornerà Il reviendra He will return ( = Non
tornerà Il ne reviendra pas He will not return' ( • rorneremo Nous reviendrons
We shall return ( •• l'ornerete Vous reviendrez You will return H - Torneranno
Ils reviendront They will return -f = Tornate Revenez Return H • Non tornate Ne
revenez pas Do not return •4 •• Tornando Revenant Returning 1 - Tornato Revenu
Returned 1 = Tornati Revenus Returned 1 • Tornata Revenue Returned 1 •• Tornate
Revenues Returned o — Tosare Tondre To shear 0 = Tosato Tondu Shorn 0 . Tosati
Tondus Shorn o .. Tosata Tondue Shorn 1 - Tosate Tondues Shorn 1 = TOSSICARE
Empoisonner To POISON 1 . Tossicato Empoisonné Poisoned 1 .. Tossicati
Empoisonnés Poisoned ) - Tossicata Empoisonnée Poisoned ) = Tossi cate
Empoisonnées Poisoned ) . Tossire Tousser TO COTTGH ) .. Tosso Je tousse 1
cough + — Tossi Tu tousses Thou coughest + = Tosse Il tousse He coughs + .
Tossiamo Nous toussons We cough + .. Tossite Vous toussez You cough ■^ —
Tossono Ils toussent They cough \ = Tossiva Je toussais I coughed "■> =
Traditi Trahis Betrayed *^» . Tradita Trahie Betrayed ■"V. . . Tradite
Trahies Betrayed p - Tradurre Traduire TO TRANSLATE ? = Traduco Je traduis I
translate ? . Traduci Tu traduis Thou translatest ? •• Traduce 11 traduit He
translates V- Traduciamo Nous traduisons We translate You translate V =
Traducete Vous traduisez V . Traducono Ils traduisent They translate V ..
Traduceva Je traduisais I translated 0 ~ Traducevi Tu traduisais Thou
translatedst 0 = Traduceva Il traduisait He translated 0 . Traducevamo Nous
traduisions We translated 0 .. Traducevate Vous traduisiez You translated / -
Traducevano Ils traduisaient They translated / = Tradussi Je traduisis I
translated / • Traducesti Tu traduisis Thou translatedst / •• Tradusse Il
traduisit He translated A - Traducemmo Nous traduisîmes We translated A =
Traduceste Vous traduisîtes You translated A • Tradussero Ils traduisirent They
translated A •• Tradurrò Je traduirai I shall translate T — Tradurrai Tu
traduiras Thou wilt translate T = Tradurrà Il traduira He will translate T •
Tradurremo iNous traduirons We shall translate 500 VERBI. L - Tradurrete L =
Tradurranno L ■ Traducete L •• Traducendo ( - Tradotto ( = Tradotti ( •
Tradotta ( .. Tradotte H - Trafficare H = Traffico H . Traffica H .- Trafficato
J - Trafiggere 1 - Trafiggi 1 . Trafigge i •■ Trafiggete o — Trafiggono o =
Trafiggeva o . Trafiggevate 0 .. Trafiggevano ~[ - Trafitto 1 = Trafitti 1 .
Trafitta 1 •• Trafitte ) — Traforare ) = Traforato ) . Traforati ) .. Traforata
+ - Traforate + = Tragittare + • Tragittato + .. Tralasciare *.. = Transfuso
Transvasé Decanted ^x. . Transfusi Transvasés Decanted *««. .. Transfusa
Transvasée Decanted p - Transfuse Transvasées Decanted p = Trapassare Trépasser
(expirer) To EXPIRE p . Trapassato Trépassé Expired p .. Trapassati Trépassés
Expired V - Trapassata Trépassée Expired V = Trapassate Trépassées Expired V .
Trappolare Attraper (tromper) To catch (to deceive) v .. Trappolato Attrapé
Caught 0 — Trappolati Attrapés Caught 0 = Trappolata Attrapée Caught 0 .
Trappolate Attrapées Caught 0 .. Trasandare Passer les bornes To GO too far / —
Trasandato Passé les bornes Gone too far / = Trasandati Passé les bornes Gone
too far / . Trasandata Passé les bornes Gone too far / .. Trasandate Passé les
bornes Gone too far A — Trascegliere Trier To pick (chuse) A = Trascelto Trié
Picked A . Trascelti Triés Picked A •• Trascelta Triée Picked T - Trascelte
Triées Picked 502 VERBI. VERBES. VERBS. L - Trascinare Trainer TO DRAG L =
Trascino Je traine I drag L • Trascini Tu traînes Thou draggest L •• Trascina
Il traîne He drags ( - Trasciniamo Nous traînons We drag (, — Trascrivete
Transcrivez Transcribe "-V = Trascriverò Je transcrirai I shall transcribe
^K . Trascriverete Vous transcrirez You will transcribe "■•** ..
Trascritto Transcrit Transcribed p _ Trascritti Transcrits Transcribed p =
Trascritta Transcrite Transcribed ? . Trascritte Transcrites Transcribed p ..
Trascurare Négliger TO NEGLECT V - Trascuro Je néglige I neglect V = Non
trascuro Je ne néglige pas I do not neglect v . Trascuri Tu négliges Thou
neglects v .. Trascura Il néglige He neglects 0 — Non trascura Il ne néglige
pas He does not neglect 0 = Trascuriamo Nous négligeons We neglect 0 . Non
trascuriamo Nous ne négligeons pas We do not neglect 0 .. Trascurate Vous
négligez You neglect / - Trascurano Ils négligent They neglect / = Trascurava
Je négligeais I neglected / . Trascuravi Tu négligeais Thou neglectedst / ..
Trascurava Il négligeait He neglected A — Non trascurava Il ne négligeait pas
He did not neglect A = Trascuravamo Nous négligions We neglected A .
Trascuravate Vous négligiez You neglected A •• Trascuravano Ils négligeaient
They neglected T — Non trascuravano Ils ne négligeaient pas They did not neglect
T = Non trascurerò Je négligerai I shall not neglect VERBI. VERBES. VERBS. 5
Non trascurerai Tu négligeras Thou wilt neglect Trascurerà Il négligera He will
neglect Trascureremo Nous négligerons We shall neglect Non trascurerete Vous ne
négligerez pas You will not neglect Trascureranno Ils négligeront They will
neglect Trascurando Négligeant Neglecting Trascurato Négligé Neglected
Trascurati Négligés Neglected Trascurata Négligée Neglected Trascurate
Négligées Neglected Trasferire Transférer To TRANSFER Trasferito Transféré
Transferred Trasferiti Transférés Transferred Trasferita Transférée Transferred
Trasferite Transférées Transferred Trasfigurare Transfigurer TO TRANSFIGURE
Trasfigurato Transfiguré Transfigured Trasfigurati Transfigurés Transfigured Trasfigurata
Transfigurée Transfigured Trasfigurate Transfigurées Transfigured Trasfugare (e
trafugare) DÉROBER To ROB Trasfugato Dérobé Robbed Trasfugati Dérobés Robbed
Trasfugata Dérobée Robbed Trasfugate Dérobées Robbed Trasgredire Transgresser
TO TRANSGRESS Non trasgredite Ne transgressez pas Do not transgress Trasgredito
Transgressé Transgressed Trasgrediti Transgressés Transgressed Trasgredita
Transgressée Transgressed Trasgredite Transgressées Transgressed Traslatare
Transférer TO TRANSFER Traslatato Transféré Transferred Traslatati Transférés
Transferred Traslatata Transférée Transferred Traslatate Transférées
Transferred Trasmettere Transmettre TO TRANSMIT Trasmetterò Je transmettrai I
shall transmit Trasmetterete Vous transmettrez You will transmit Trasmesso
Transmis Transmitted Trasmessi Transmis Transmitted Trasmessa Transmise
Transmitted Trasmesse Transmises Transmitted Trasmigrare Changer de pays TO
CHANGE COUNTRY Trasmigrato Changé de pays Changed country Trasmigrati Changé de
pays Changed country Trasmigrata Changé de pays Changed country Trasmigrate
Changé de pays Changed country Trasmutare Transmuer TO TRANSFORM Trasmutato
Transmué Transformed Trasognare Radoter To doat (to dream) Trasogno Je radote I
doat Trasogni Tu radotes Thou doatest Trasogna Il radote He doats Trasogniamo
Nous radotons We doat Trasognate Vous radotez You doat 503 :04 VERBI. VERBES.
VERBS. L. - Trasognano Ils radotent They doat L = Trasognando Radotant Doating
L • Trasognato Radoté Doated L •■ Trasparire ÊTRE TRANSPARENT TO RE TRANSPARENT
■», = Traspirati Transpires Perspired "V. . Traspirata Transpirée
Perspired ■V. . . Traspirate Transpirées Perspired p - Trasponere (trasporre)
Transposer TO TRANSPOSE p = Trasponendo Transposant Transposing p . Trasposto
Transposé Transposed p .. Trasposti Transposés Transposed V - Trasposta
Transposée Transposed V = Trasposte Transposées Transposed V . Trasportare
Transporter TO TRANSPORT V •■ Trasporto Je transporte I transport 0 — Trasporti
Tu transportes Thou transportes! 0 ==. Trasporta Il transporte He transports 0
. Trasportiamo Nous transportons We transport 0 .. Trasportate Vous transportez
You transport / - Trasportano Ils transportent They transport / = Trasportava
Je transportais I transported / . Trasportavi Tu transportais Thou transported*
I / .. Trasportava Il transportait He transported A — Trasportavamo Nous
transportions We transported A = Trasportavate Vous transportiez You
transported A • Trasportavano [ls transportaient They transported A ••
Trasportai Je transportai I transported T — Trasportasti Tu transportas Thou
transportedst VERBÏ. Trasportò Trasportammo Trasportaste Trasportarono
Trasporterò Trasporterai Trasporterà Trasporteremo Trasporterete L - L = L • L
•• ) - ) = ) • ) • H- -I = Trasporteranno — j . Trasportate -4 . . Trasportando
| — Trasportato j «= Trasportati . Trasportata } .. Trasportate o —
Trasportarsi O c= Trasportato O . Trasportali 0 .. Trasportata 1 — Trasportate
"1 = Trastullare 1 . Trastullato 1 .. Trastullati ( — Trastullata ( =
Trastullate ( . Trattare ( .. Trattarvi . ^ Trattarmi + «= Trattarlo 4- .
Tratto 4- .. Vi tratto ^ — Tratti ^ = Tratta -^. . Mi tratta .. Travedere Voir
de travers TO SEE TIHNGS IN A WRONG WAY + — Travedo Je vois de travers I see
things in a wr. way 4- = Travedi Tu vois de travers Thouseestth. in aw. way + .
Travede Il voit de travers He sees things in a wr. w. + .. Travediamo Nous
voyons de travers We see things in a wr. w. "-». — Travedete Vous voyez de
travers You seethings in a wr. w. *s == Travedono Ils voient de travers They
see th. in a wr. w. -^ . Travedeva Je voyais de travers I saw things in a wr.
w. "-"» .. Travedeva Il voyait de travers He saw thin, in a wr. w. p
- Travedevate Vous voyiez de travers You saw th. in a wr. w. p -= Traviddi Je
vis de travers I saw things in a wr. w. p . Travidde Il vit de travers He saw
.thin, in a wr. w. p .. Travedemmo Nous vîmes de travers We saw|thin.in awr. w.
V - Travedeste Vous vîtes de travers You saw th. in a wr. w. V •= Traviddero
Ils virent de travers They saw th. ina wr. w. V • Travedendo Voyant de travers
Seeing th. ina wrong way v .. Traveduto Vu de travers Seen th. in a wrong way 0
— Traveduti Vus de travers Seen th. in a wrong way 0 = Traveduta Vue de travers
Seen th. in a wrong way 0 . Travedute Vues de travers Seen th. in a wrong way 0
.. Traversare Traverser (croiser) To cross over / ~ Traversato Traversé Crossed
over / = Traversati Traversés Crossed over / • Traversata Traversée Crossed
over / •• Traversate Traversées Crossed over A - Traversare Traverser To PASS A
= Traverso Je traverse 1 pass A • Traversi Tu traverses Thou passest A ••
Traversa Il traverse He passes T - Traversiamo Nous traversons We pass WÊÊÊ 508
VERBI. L - Traversate L = rr a ver sano L • Traversava L .- Traversavi ( -
Traversava i = Traversavamo ( • Traversavate ( •• Traversavano H- Traversai H =
Traversasti H • Traverso H •• Traversammo 1 - Traversaste Traversarono 1 ■
Traverserò 1 •• Traverserai o — Traverserà o = Traverseremo o . Traverserete o
.. Traverseranno 1 - Traversate 1 = Traversando Traversato Traversati •J
Traversata ) = Traversate Travestire Travestito -h — Travestiti + = Travestita
+ . Travestite + .. Traviare *•»>. — Traviato --^ = Traviati "•>. .
Traviata ^ .. Traviate ? — Tra virare ? = Travirato e . Travirati p .. Travirata
v — Travirate V == Travisare v . Travisato v .. Travisati 0 — Travisata 0 si
Travisate 0 . Travolgere 0 .. Travolto / - Travolti / = Travolta / • Travolte /
• Trebbiare A - - Trebbiato A = = Tremare A Tremo VERBES. TF.RES, Vous
traversez 'fou pass Lis traversent They pass Je traversais E passed Tu
traversais Thou passedst Il traversait Be passed Nous traversions We passed
Vous traversiez You passed Ils traversaient They passed Je traversai I passed
Tu traversas Thou passedsi Il traversa He passed Nous traversâmes We passed
Vous traversâtes You passed Ils traversèrent They passed Je traverserai I shall
pass Tu traverseras Thou wilt pass Il traversera He will pass Nous traverserons
We shall pass Vous traverserez You will pass Ils traverseront They will pass
Traversez Pass" Traversant Passing Traversé Passed Traversés Passed
Traversée Passed Traversées Passed Travestir To disguise Travesti Disguised
Travestis Disguised Travestie Disguised Travesties Disguised DÉTOURNER TO TURN
OFF Détourné Turned off Détournés Turned off Détournée Turned off Détournées
Turned off Chavirer To UPSET Chaviré Upset Chavirés Upset Chavirée Upset
Chavirées Upset Déguiser To disguise Déguisé Disguised Déguisés Disguised
Déguisée Disguised Déguisées Disguised Bouleverser (mettre TO TURN UPSIDE DOW?
sens dessus dessous) Bouleversé Turned upside down Bouleversés Turned upside
down Bouleversée Turned upside down Bouleversées Turned upside down Battre en
grange To thrash Battu en grange Thrashed Trembler TO TREMBLE 'Je tremble I
tremble VERBI. VERBES. Verbs. oO# L - Non tremo Je ne tremble pas I do not
tremble L = Tremi: Tu trembles Thou tremblest L • Trema Il tremble He trembles
L •• Tremiamo Nous tremblons We tremble ( - Tremate Vous tremblez You tremble (
= Tremano Ils tremblent They tremble ( • Tremava Je tremblais I trembled ( ■•
Tremavi Tu tremblais Thou trembledst H- Trevama Il tremblait He trembled H =
Tremavamo Nous tremblions We trembled H ■ Tremavate Vous trembliez You trembled
H .. Tremavano Ils tremblaient They trembled 1 - Non tremate Ne tremblez pas Do
not tremble 1 = Tremate Tremblez Tremble 1 • Tremando Tremblant Trembling 1 ..
Tremato Tremblé Trembled o — Tribolare Affliger To afflict o = Tribolato
Affligé Afflicted 0 . Tribolati Affligés Afflicted o .. Tribolata Affligée
Afflicted 1 - Tribolate Affligées Afflicted ~l __ Tributare Payer le tribut To
PAY TRIBUTE Tributato Payé le tribut Paid tribute Tributati Payés (ont été) les
tributs Paid tributes ) Tributata Payé le tribut Paid tribute ) = Tributate
Payé les tributs Paid tributes Trillare Faire des roulades To trill (to shake
voice) Trillo Je fais des roulades I trill H Trilli Tu fais des roulades Thou
trillest Trilla Il fait des roulades He trills -f- . Trilliamo Nous faisons des
roulades We trill + •• Trillate Vous faites des roulades You trill Trillano Ils
font des roulades They trill •»■». => Trillando Faisant des roulades
Trilling •^. . Trillato Fait des roulades Trilled -^ . . Trincare Trinquer TO
TOUCH GLASSES P - Trinca Il trinque He touches glasses P = Trincate Vous trinquez
You touch glasses P • Trincano Ils trinquent They touch glasses P •• Trincava
Il trinquait He touched glasses V — Trincavate Vous trinquiez You touched
glasses V = Trincavano Ils trinquaient They touched glasses v . Trincato
Trinqué Touched glasses v .. Trincati Trinques Touched glasses o — Trincata
Trinquée Touched glasses o = Trincate Trinquées Touched glasses 0 . Trincerare
(trincerarsi) Retrancher (faire des retranchements) TO INTRENCH 0 •• Trincerava
Il retranchait He intrenched / - Trinceravamo Nous retranchions We intrenched /
= Trinceravano Ils retranchaient They intrenched / . Trincerò Il retrancha He
intrenched / •• Trincerammo Nous retranchâmes We intrenched A - Trincerarono
Ils retranchèrent They intrenched A = Trincerando Retranchant Intrenching A •
Trincerato Retranché Intrenched A •• Trincerati Retranchés Intrenched 43. 510
VERBI, L - Trincerata L ;= Trincerate L • Trfnciare L -. Trinciato ( -
Trinciati ( = Trinciata ( • Trinciate ( •• Trionfare H - Trionfo H = Trionfi H
. Tronfa H •• Trionfiamo 1 — Trionfate 1 = Trionfano I . Trionfava 1 ••
Trionfavi o — Trionfava 0 = Trionfavamo 0 . Trionfavate o .. Trionfavano 1 -
Trionfai 1 = Trionfasti 1 . Trionfò 1 .. Trionfammo ) - Trionfaste ) =
Trionfarono ) ■ Trionferò ) .. Trionferai + — Trionferà _j_ — Trionferemo 4- .
Trionferete + .. Trionferanno ^ — Trionfando -">. = Trionfato -X. .
Triplicare ■^ .. Triplicato ? - Triplicati p = Triplicata p ■ Triplicate p ..
Tripudiare V — Tripudiato V = Tritare V • Tritato V .. Tritati 0 — Tritata 0 =
Tritate 0 . Trombettare v nettare 0 .. Troncare 1 - Troncato 1 = Troncati 1 .
Troncata 1 . Troncate A - - Trottare A - = Trotto A Trotti Strom VERBES. VERB3.
Retranchée Intrenched Retranchées Intrenched Trancher To cut off Tranché Cut
olf Tranchés Cut off Tranchée Cut off Tranchées Cut off Triompher TO TRRTMrH Je
triomphe I triumph Tu triomphes Thou triumphest Il triomphe He triumphs Nous
triomphons We triumph Vous triomphez You triumph Ils triomphent They triumph Je
triomphais I triumphed Ta triomphais Thou triumphedst Il triomphait He
triumphed Nous triomphions We triumphed Vous triomphiez You triumphed Ils
triomphaient They triumphed Je triomphai I triumphed Tu triomphas Thou
triumphedst II triompha He triumphed Nous triomphâmes We triumphed Vous
triomphâtes You triumphed Ils triomphèrent They triumphed Je triompherai I
shall triumph Tu triompheras Thou wilt triumph Il triomphera He will triumph
Nous triompherons We shall triumph Vous triompherez You will triumph Us
triompheront They will triumph Triomphant Triumphing Triomphé Triumphed Tripler
To TREBLE Triplé Trehled Triplés Trebled Triplée Trehled Triplées Trebled
Danser en trépignant TO DANCE AND STAMP Dansé en trépignant Danced and stamp
Broyer To GRIND Broyé Ground Broyés Ground Broyée Ground Boyées Ground Trompetter
To TRUMPET Tronquer TO MUTILATE Tronqué Mutilated Tronqués Mutilated Tronquée
Mutilated Tronquées Mutilated Trotter To TRO Je trotte Trot Tu trottes Thou
trottest VERBI. VERBES. verbs. Oil L — Trotta Il trotte He trots L = Trottiamo
Nous trottons We trot Trottate Vous trottez You trot Trottano Ils trottent They
trot ( — Trottava Je trottais I trotted ( = Trottavi Tu trottais Thou trottedst
Trottava Il trottait He trotted Trottavamo Nous trottions We trotted H-
Trottavate Vous trottiez You trotted H = Trottavano Ils trottaient They trotted
H • Trottando Trottant Trotting H .. Trottato Trotté Trotted 1 - Trovare
Trouver To FIND 1 = Trovarmi Me trouver To find me 1 ■ Trovarvi Vous trouver To
find vou I • Trovo Je trouve 1 find o — Vi trovo Je vous trouve I find you o =
Trovi Tu trouves Thou findest 0 . Trova Il trouve He finds 0 .. Troviamo Nous
trouvons We find 1 - Trovate Vous trouvez You find "1 = Mi trovate Vous me
trouvez You find me 1 . Trovano Ils trouvent They find 1 .. Trovava Je trouvais
I found ) - Trovavi Tu trouvais Thou foundst ) = Trovava Il trouvait He found )
. Trovavamo Nous trouvions We found ) .. Trovavate Vous trouviez You found + —
Trovavano Ils trouvaient They found + = Trovai Je trouvai I found + . Trovasti
Tu trouvas Thou foundst + .. Trovò Il trouva He found *>■«« — Trovammo Nous
trouvâmes We found ^ — Trovaste Vous trouvâtes You found *•>. . Trovarono
Ils trouvèrent They found ■*■* . . Troverò Je trouverai I shall find p - Vi
troverò Je vous trouverai I shall find you p = Troverai Tu trouveras Thou wilt
find p . Troverà n trouvera He will find p .. Vi troverà On trouvera One will
find" V — Troveremo Nous trouverons We shall find V = Troverete Vous
trouverez You will find V . Mi troverete Vous me trouverez You will find me v
.. Troveranno Ils trouveront They will find 0 — Trovate Trouvez Find 0 =
Trovando Trouvant Finding 0 . Trovato Trouvé Found 0 .. Trovati Trouvés Found 1
- Trovata Trouvée Found 1 = Trovate Trouvée Found 1 ■ Trucidare Assommer To
knock down (to mur- 1 .. Trucidando Assommant der) Knocking down, murd. A -
Trucidato Assommé Knocked down, murd. A = Trucidati Assommés Knocked down,
murd. A • Trucidala Assommée Knocked down, murd. A •• Trucidate Assommées
Knocked down, murd.. T = Truffare Frauder To CHEAT 512 VERBI L - Truffando L =
Truffato L • Truffati L •• Truffata ( - Truffate ( = Tuffare ( • Tuffarlo ( ..
Tuffarmi H - Tuffarvi H = Tuffo H • Vi tuffò H •• Tuffi 1 - Tuffa 1 = Tuffiamo
1 . Tuffate 1 .. Mi tuffate o — Tuffano o = Tuffava 0 . Tuffavi o .. Tuffava 1
- Tuffavamo 1 = Tuffavate 1 . Tuffavano 1 .. Tufferò ) - Vi tufferò ) = Tufferà
) . Tufferemo ) •• Tufferete + — Tufferanno + = Tuffando + . Tuffato + ••
Tuffati »*. — Tuffata ^ = Tuffate •v. . Tumultuare » . . Tumultuato P - Turare
P = Turate P . Turando P .. Turato V - Turati V = Turata V . Turate v ..
Turbare 0 — Turbo 0 = Turbi 0 . Turba 0 .. Turbiamo / - Turbate / = Turbano / .
Tur bava / .. Turbavi A - Turbava A = Turbavamo A • Turbavate A .. Turbavano T
- Turbai T = Turbasti VERBES. VERBS. Fraudant Cheating Fraudé Cheated Fraudés
Cheated Fraudée Cheated Fraudées Cheated Plonger TO PLUNGE Le plonger To plunge
him Me plonger To plunge myself Vous plonger To plunge yourself Je plonge I
plunge Je vous plonge I plunge you Tu plonges Thou plungest Il plonge He plunges
Nous plongeons We plunge Vous plongez You plunge Vous me plongez ¥ou plunge me
Ils plongent They plunge Je plongeais I plunged Tu plongeais Thou plungedst Il
plongeait He plunged Nous plongions We plunged Vous plongiez You plunged Ils
plongeaient They plunged Je plongerai I shall plunge Je vous plongerai I shall
plunge you Il plongera He will plunge Nous plongerons We shall plunge Vous
plongerez You will plunge Ils plongeront They will plunge Plongeant Plunging
Plongé Plunged Plongés Plunged Plongée Plunged Plongées Plunged^ Exciter des
troubles TO MAKE A TUMULT Excité des troubles Made a tumult Boucheb To STOP UR
Bouchez Stop up Bouchant Stopping up Bouché Stopped up Bouchés Stopped up
Bouchée Stopped up Bouchées Stopped up Troubler TO TROUBLE Je trouble I trouble
Tu troubles Thou troublest Il trouble He troubles Nous troublons We trouble
Vous troublez You trouble Ils troublent They trouble Je troublais I troubled Tu
troublais Thou troubledst Il troublait He troubled Nous troublions We troubled
Vous troubliez You troubled Ils troublaient They troubled Je troublai I
troubled Tu troublas Thou troubledst VERBI. L - Turbò L - Turbammo L • Turbaste
L •• Turbarono ( - Turberò ( = Turberai ( • Turberà ( •• Turberemo H- Turberete
H = Turberanno H • Turbando H •• Turbato 1 - Turbati 1 = Turbata 1 • Turbate 1
•• Ubbidire o — Ubbidirmi 0 = Ubbidirvi 0 . Ubbidirlo o .. Ubbidirgli 1 —
Ubbidisco 1 = Vi ubbidisco 1 . Ubbidisci 1 .. Ubbidisce ) - Ubbidiamo ) =
Ubbidite ) . Non ubbidite ) .. Ubbidiscono + — Ubbidiva + = Ubbidivi + .
Ubbidiva + .• Non ubbidiva *-^ — Ubbidivamo Ubbidivate "»» . Ubbidivano
"s. . . Ubbidii e — Ubbidisti ? = Ubbidì p • Ubbidimmo p •• Ubbidiste V —
Ubbidirono v = Ubbidirò V . Non ubbidirò v .. Ubbidirai 0 = Ubbidirà 0 —
Ubbidiremo 0 . Ubbidirete 0 .. Se ubbidirete 1 = Ubbidiranno 1 = Ubbidite 1 .
ColPubbidire 1 .. Ubbidito A = Ubbiditi A - Ubbidita A • Ubbidite A ••
Uccellare VERBES. Il troubla Nous troublâmes Vous troublâtes Ils troublèrent Je
troublerai Tu troubleras Il troublera Nous troublerons Vous troublerez Ils
troubleront Troublant Troublé Troublés Troublée Troublées u Obéir M'obéir Vous
obéir L'obéir Lui obéir J'obéis Je vous obéis Tu obéis 11 obéit Nous obéissons
Vous obéissez Vous ne m' obéissez pas Ils obéissent J'obéissais Tu obéissais Il
obéissait Il n'obéissait pas Nous obéissions Vous obéissiez Us obéissaient
J'obéis Tu obéis Il obéit Nous obéîmes Vous obéîtes Us obéirent J'obéirai Je
n'obéirai pas Tu obéiras Il obéira Nous obéirons Vous obéirez Si vous obéissez
Us obéiront Obéissez Obéissant Obéi Obéis Obéie Obéies Oiseler VERBS. He
troubled We troubled You troubled They troubled I shall trouble Thou wilt
trouble He will trouble We shall trouble You will trouble They will trouble
Troubling Troubled Troubled Troubled Troubled To OBES To obey me To obey you To
obey him To obey to him I obey I obey you Thou obeyest He obeys We obey You
obey You do not obey They obey I obeyed Thou obeyedst He obeyed He does not
obey We obeyed You obeyed They obeyed I obeyed Thou obeyedst He obeyed We obeyed
You obeyed They obeyed I shall obey I shall not obey Thou wilt obey He will
obey We shall obey You will obey If you will obey They will obey Obey Obeying
Obeyed Obeyed Obeyed Obeyed TO CATCH BIRDS 513 514 VERBI. L - Uccellato L =
Uccellati L • Uccellata L •• Uccellate ( - Uccidere ( = Uccido ( • Uccidi ( ..
Uccide H - Uccidiamo H = Uccidete H . Uccidono H •• Ucciderà 1 - Uccidevi ì =
Uccideva I • Uccidevamo 1 .. Uccidevate o — Uccidevano o = Uccisi 0 . Uccidesti
0 .. Uccise 1 - Uccidemmo "1 = TJccideste 1 . Uccisero 1 .. Ucciderò ) -
Ucciderai ) = Ucciderà ) . Uccideremo ) .. Ucciderete* -J — Uccideranno + =
Uccidete + . Uccidendo + .. Ucciso *** — Uccisi ^ = Uccisa •v. . Uccise
"**. . . Udire p - Odo p = Odi p . Ode p .. Udiamo V - Udite V = Odono V .
Udiva V .. Udivi 0 — Udiva 0 = Udivamo 0 . Udivate 0 .. Udivano / ~ Udii / =
Udisti / • Udì / •• Udimmo A - Udiste A = Udirono A . Udirò A •• Udirai T-
Udirà T = Udiremo T • Udirete VERBES. VERBS, Oiselé Cought birds Oiselé Cought
birds Oiselé Cought birds Oiselé Cought birds TUER To KILL Je tue I kill Tu
tues Thou killest TI tue Fie kills Nous tuons We kill Vous tuez You kill Ils
tuent They kill Je tuais 1 killed Tu tuais Thou killedst Il tuait He killed
Nous tuions We killed Vous tuiez You killed Ils tuaient They killed Je tuai I
killed Tu tuas Thou killedst Il tua He killed Nous tuâmes We killed Vous tuâtes
You killed Ils tuèrent They killed Je tuerai I shall kill Tu tueras Thou wilt
kill Il tuera He will kill Nous tuerons We shall kill Vous tuerez You will kill
Ils tueront They will kill Tuez Kill Tuant Killing Tué Killed Tués Killed Tuée
Killed Tuées Killed ElNTENDRE TO HEAR J'entends I hear Tu entends Thou hearest
Il entend He hears Nous entendons We hear Vous entendez You hear Ils entendent
They hear J'entendais I heard Tu entendais Thou heardst Il entendait He heard
Nous entendions We heard Vous entendiez You heard Ils entendaient They heard
J'entendis I heard Tu entendis Thou heardst Il entendit He heard Nous
entendîmes We heard Vous entendîtes You heard Ils entendirent They heard
J'entendrai I shall hear Tu entendras Thou wilt hear Il entendra He will hear
Nous entendrons We shall hear Vous entendrez You will hear VERBI. VEREES.
VERBS. OlO L - Udiranno ils entendront They will hear L = Udite voi Entendez-vous
Hear you L • Neil' udire Entendant Bearing L •• Udito Entendu Heard ( - Uditi
Entendus Heard ( = Udita Entendue Heard ( ■ Udite Entendues Heard ( •• UniRE
Ouïr To HEAR H - Udito Oui Heard H = Uditi Ouis Heard H • Udita Ouie Heard H ..
Udite Ouies Heard 1 - Ufficiare Officier (célébrer l'of- fice divin) To
officiate 1 = Ufficiato Officié Officiated 1 . Ufficiati Officié Officiated 1
•• Ufficiata Officié Officiated o — Ufficiate Officié Officiated o = Ugnere
Oindre To ANOINT o . Unto Oint Anointed 0 .. Unti Oints Anointed 1 - Unta Ointe
Anointed 1 = Unte Ointes Anointed 1 . Uguagliare ÉGALER To EQUAL 1 ..
Uguagliato Egalé Equalled ) - Uguagliati Égalés Equalled ì = Uguagliata Égalée
Equalled ) . Uguagliate Égalées Equalled ) .. Ulcerare Ulcérer To ULCERATE + —
Ulcerato Ulcéré Ulcerated + = Ulcerati Ulcérés Ulcerated + . Ulcerata Ulcérée
Ulcerated + .. Ulcerate Ulcérées Ulcerated ^ _ Ultimare Achever TO FINISH
"">» = Ultimato Achevé Finished "V, Ultimati Achevés Finished
^ . . Ultimata Achevée Finished p - Ultimate Achevées Finished e = Umettare
Humecter To MOISTEN ? . Umettato Humecté Moistened ? .. Umettati Humectés
Moistened V - Umettata Humectée Moistened v = Umettate Humectées Moistened v •
Umiliare Humilier TO HUMBLE V • Umiliarvi Vous humilier To humble you 0 —
Umiliarmi M'humilier To humble me 0 = Umilio J'humilie I humble 0 . Umilia Il
humilie He humbles 0 .. Si umilia Il s'humilie He humbles himself / ~ / =
Umiliate Vous humiliez You humble Vi umiliate Vous vous humiliez You humble
yourselves / . Umiliano Ils humilient They humble / •• Umiliava J'humiliais I
humbled A - Umiliavi Tu humiliais Thou humbledst A = Umiliava Il humiliait He
humbled A Umiliavamo Nous humiliions We humbled ^16 L - Umiliavate L =
Umiliavano L • Umiliarono Umiliando ( _ Umiliato r — Umiliati Umiliata Umiliate
-\ - Uncinare -A = Uncinato H . Uncinati H •• Uncinata 1 - Uncinate 1 = Unire 1
. Unirvi 1 •• Unirmi o — Unirli o = Unisco 0 . Mi unisco 0 •• Unisci 1 = Unisce
1 - Uniamo 1 . Unite 1 .• Uniscono ) — Univa ) = Univi ) . Univa ) .. Univamo +
— Univate + = Univano + . Unii -f •• Unisti "»>. — Unì ^ _ Unimmo —
Uniste ^, . Unirono ? — Unirò 0 Mi unirò Unirai ? • • Unirà V — Si unirà V =
Uniremo v . Unirete V •• Vi unirete 0 — Uniranno 0 = Si uniranno 0 . Unendo 0
.. Unito 1 - Uniti Unita 1 ~ Unite 1 •• Untare A - Untato A = Untati A • Untata
A .. Untate T — Urlare T=l Urla VERBES. VERBS. Vous humiliiez You humbled Ils
humiliaient They humbled Ils humilièrent They humbled Humiliant Humbling
Humilié Humbled Humiliés Humbled Humiliée Humbled Humiliées Humbled Accrocher
To HOOK Accroché Hooked Accrochés Hooked Accrochée Hooked Accrochées Hooked
Unir To unite Vous unir To unite yourselves M'unir To unite myself Les unir To
unite them Tunis I unite Je m'unis I unite myself Tu unis Thou unitest Il unit
He unites Nous unissons We unite Vous unissez You unite Us unissent They unite
J'unissais I united Tu unissais Thou unitedst 11 unissait He united Nous
unissions We united Vous unissiez You united Ils unissaient They united J'unis
I united Tu unis Thou unitedst Il unit He united Nous unirne We united Vous
unites You united Ils unirent They united Punirai I shall unite Je m'unirai I
shall unite myself Tu uniras Thou wilt unite Il unira He will unite H s'unira
He will unite himself Nous unirons We shall unite Vous unirez You will unite
Vous vous unirez You will unite yourselves Ils uniront They will unite yoursel.
Ils s'uniront They will unite themsel- Unissant Uniting (ves Uni United Unis
United Unie United Unies United Graisser To grease Graissé Greased Graissés
Greased Graissée Greased Graissées Greased Hurler TO HOWL Il hurle It howls
VERBI. VERBES. VERBS. 517 L - Urlano [Is hurlent They howl L = Urlava [1
hurlait [t howled Urlavano [Is hurlaient They howled L •• Urlò [1 hurla [t howled
( — Urlarono Is hurlèrent rhey owled ( — Urlerò fe hurlerai : shall howl (
Urlerà il hurlera [t will howl Urleranno [Is hurleront They will howl H -
Urlando Hurlant Howling H = Urlato Hurlé Howled H Urtare Heurter ( choquer ) TO
KNOCK AGAINST, tohit H •■ Urto Je heurte I knok against, I hit 1 — Urta Il
heurte He knocks ag., he hits 1 = Urtate Vous heurtez You knock ag., you hit 1
Urtava Je heurtais I knocked ag., I hited 1 • • Urtava Il heurtait He knocked
ag., he hited o — Urtavate Vous heurtiez You knocked, you hited o = Urtavano
Ils heurtaient They knocked, they hited o . Urterò Je heurterai I shall knock
against o .. Urterà Il heurtera He will knock against 1 — 1 Urterete Vous
heurterez You will knock against 1 = Urteranno Ils heurteront They will knock
against "1 • Urtando Heurtant Knocking against 1 - Urtato Heurté Knocked
against ) - Urtati Heurtés Knocked against ) = Urtata Heurtée Knocked against )
• Urtate Heurtées Knocked against ) • Usare User To WEAR H Uso J'use I wear + =
Usi Tu uses Thou wearest + • Usa Il use He wears + .. Usiamo Nous usons We wear
^» — Usate Vous usez You wear ^. = Usano Ils usent They wear ^». . Userò
J'userai I shall wear *•»«. .. Userete Vous userez You will wear ? - Non userò
Je n'userai pas I shall not wear ? = Non userete Vous n'userez pas You will not
wear e . Usando Usant Wearing out 9 •• Usato Usé Worn out V - Usati Usés Worn
out V = Usata Usée Worn out v . Usate Usées Worn out V •• Uscire Sortir TO GO
OUT 0 — Esco Je sors I go out 0 = Esci Tu sors Thou goest out 0 . Esce Il sort
He goes out 0 .. Usciamo Nous sortons We go out / - Uscite Vous sortez You go
out / = Escono Ils sortent They go out / . Usciva Je sortais I went out / ..
Uscivi Tu sortais Thou wentst out A - Usciva Il sortait He went out A =
Uscivamo Nous sortioiYvS We went out A Uscivate Vous sortiez You went out A •
Uscivano Ils sortaient They went out T - ■ Uscii Je sortis I went out T = =
Uscisti Tu sortis Thou wentst out 44 18 VERBI» — Usci == Uscimmo Usciste
Uscirono _ Uscirò == Uscirai Uscirà Usciremo \ — Uscirete \ == Usciranno 1
Uscite 4 Uscendo S _ Uscito ! 1 I Usciti Uscita Uscite ) Usurpare ) = Usurpo
••) . Non usurpo ) Usurpi 1 — Usurpa 1 = Usurpiamo 1 Usurpate 1 Usurpano ) —
Non usurperò ) = Usurpando ) Non usurpate ) Usurpato + — Usurpati + = Usurpata
+ Usurpate _i_ Vacare ^ Vacato *•>. = Vaccinare ■>». Vaccinato \ ..
Vaccinati P - Vaccinata e = Vaccinate p . Vacillare p -• Vacillato v -
Vagabondare V = Vagabondando v . Vagabondato v .. Vagare 0 — Vago 0 = Vagbi 0 .
Vaga 0 .. Vaghiamo / - Vagate / = Vagano / . Vagava / •• Vagavi VERBES. Il
sortit Nous sortîmes Vous sortîtes Ils sortirent Je sortirai Tu sortiras Il
sortira Nous sortirons Vous sortirez Ils sortiront Sortez Sortant Sorti Sortis
Sortie Sorties Usurper J'usurpe Je n'usurpe pas Tu usurpes Il usurpe Nous
usurpons Vous usurpez Ils usurpent Je n'usurperai pas Usurpant N'usurpez pas
Usurpé Usurpés Usurpée Usurpées VERBS. He went out We went out You went out
They went out I shall go out Thou wilt go out He will go out We shall go out
You will go out Thej' will go out Go out Going out Gone out Gone out Gone out
Gone out To USURP I usurp I do not usurp Thou usurpest He usurps We usurp You
usurp They usurp I shall not usurp Usurping Do not usurp Usurped Usurped
Usurped Usurped Vaquer (être à remplir) To BE EMPTY Vaqué Been empty Vacciner
TO VACCINATE Vacciné Vaccinated Vaccinés Vaccinated Vaccinée VacciDated
Vaccinées Vaccinated Vaciller TO VACILLATE Vacillé Vacillated Vagabonder TO
ROVE ABOUT Vagabondant Roving about Vagabondé Roved about Vaguer TO WANDER Je
vague I wander Tu vagues Thou wanderest Il vague He wanders Nous vaguons We
wander Vous vaguez You wander Ils vaguent They wander Je vaguais I wandered Tu
vaguais Thou wanderedsfc VERBI. VERBES. VERBS. Oli L - Vagava Il vaguait He
wandered L = Vagavamo Nous vaguions We wandered L • Vagavate Vous vaguiez You
wandered L •• Vagavano Ils vaguaient They wandered ( - Vagando Vaguant
Wandering ( = Vagato Vagué Wandered ( • Vagheggiare Courtiser une femme To
COURT ( .. Vagheggiate Vous courtisez une fem. You court H - Vagheggiato
Courtisé une femme Courted H = Vagheggiata Courtisé une femme Courted H •
Vagheggiate Courtisé des femmes Courted H ■• Valere Valoir To BE WORTH 1 -
Valgo Je vaux I am worht 1 = Vali Tu vaux Thou art worht 1 . Vale Il vaut He is
worth 1 •• Non vale Il ne vaut pas He does not be worth o — Valiamo Nous valons
We are worth 0 =F Valete Vous valez You are worth 0 . Valgono Ils valent They
are worth O .. Valeva Je valais I was worth 1 - Valevi Tu valais Thou wast
wrorth 1 =■ Valeva Il valait He was worth 1 • Valevamo Nous valions We were
worth 1 ■■ Valevate Vous valiez You were worth ) - Valevano Ils valaient They
were worth ) = Valsi Je valus I was worth ) • Valse Il valut He was worth ) .-
Valemmo Nous valûmes We were worth + - Valeste Vous valûtes You were worth + =
Valsero Ils valurent They were worth + . Varrò Je vaudrai I shall be worth + ..
Varrai Tu vaudras Thou w ilt be worth / - Varrà Il vaudra He will be worth / =
Varremo Nous vaudrons We shall be worth / • Varrete Vous vaudrez You will be
worth / •• Varranno Ils vaudront They will be worth P - Varrei Je vaudrais I
would be worth P = Varresti Tu vaudrais Thou wouldst be w oi ti* P • Varrebbe
Il vaudrait He would be worth P •• Varremmo Nous vaudrions We w ould be worth V
- Varreste Vous vaudriez You would be worth V = Varrebbero Ils vaudraient They
would be worth v . Valendo Valant Being worth v .. Valuto Valu Worth 0 — Valuti
Valu Worth 0 = Valuta Valu Worth 0 . Valute Valu Worth 0 .. Valicare Passer a
gué To FORD / - Valicato Passé à gué Forded / = Valicati Passés à gué Forded /
. Valicata Passée à gué Forded / .. Valicate Passées à gué Forded A - Validare
Valider TO VALIDATE A =* Validate Validé Validated A • Vaiidati Validés
Validated A •• Validata Validée Validated T - Validate Validées Validated 520
VERBI. L - Valutare L = Valuto L • Non valuto L •• Valuti ( - Valuta ( = Si
valuta ( . Valutiamo ( .. Valutate H- Non valutate H = Valutano H ■ Valutava H
•• Valutavi 1 - Valutava i = Si valutava 1 Valutavamo 1 •• Valutavate o —
Valutavano o = Valuterò 0 . Valuterai 0 .. Valuterà 1 - Valuteremo 1 -
Valuterete 1 . Valuteranno 1 .. Valutando ) - Valutato ) = Valutati ) .
Valutata ) .. Valutate -j Vampeggiare -f- = Vampeggiando •f . Vampeggiato
Vanagloriarsi Vanagloriato Vanagloriati Vanagloriata Vanagloriate P - P = P • e
.. v - v = V . v .. 0 — 0 = 0 . 0 .. / - I = I ■ I .* A - A = A • A .. T- T =
Vaneggiare Non vaneggio Vaneggia Vaneggiate Vaneggiano Vaneggiava Vaneggiavi
Vaneggiava Vaneggiavamo Vaneggiavate Vaneggiavano Vaneggiammo Vaneggiaste
Vaneggiarono Vaneggiando Vaneggiato Vangare Vango Vanghi Vanga Vanghiamo
Vangate- VERBES. ÉVALUER J'évalue Je n'évalue pas Tu évalues Il évalue On
évalue Nous évaluons Vous évaluez Vous n'évaluez pas Ils évaluent J'évaluais Tu
évaluais Il évaluait On évaluait Nous évaluions Vous évaluiez Ils évaluaient
J'évaluerai Tu évalueras Il évaluera Nous évaluerons Vous évaluerez Ils
évalueront Évaluant Évalué Évalués Évaluée Évaluées Flamboyer Flamboyant
Flamboyé Glorifier (se) Glorifié Glorifiés Glorifiée Glorifiées RÊVER Je ne
rêve pas Il rêve Vous rêvez Ils rêvent Je rêvais Tu rêvais Il rêvait Nous
rêvions Vous rêviez Ils rêvaient Nous rêvâmes Vous rêvâtes Ils rêvèrent Rêvant
Rêvé BÊCHER Je bêche Tu bêches Il bêche Nous bêchons Vous bêchez VERBS. To
appraise (value) I appraise I do not appraise Thou appraisest He appraises One
appraises We appraise You appraise You do not appraise They appraise I
appraised Thou appraisedst He appraised One appraised We appraised You
appraised They appraised I shall appraise Thou wilt appraise He will appraise
We shall appraise You will appraise They will appraise Appraising Appraised
Appraised Appraised Appraised To GLITTER Glittering Glittered TO GLORIFY
Glorified Glorified Glorified Glorified To RAVE I do not rave He raves You rave
They rave I raved Thou ravedst He raved We raved You raved They raved We raved
You raved They raved Raving Raved TO DIG WITH A SPADE I dig with a spade Thou
diggest with a sp. He digs with a spade We dig with a spade You dig with a spade
VERBI. VERBES. VERBS. 521 L - Vangano Ils bêchent They dig with a spade L =
Vangato Bêché Dug with a spade L • Vantarsi Vanter (se) TO BOAST OF ONE'S SELF
Vantarmi Me vanter To boast of myself ( Vantarvi Vous vanter To boast of
yourselves ( = Mi vanto Je me vante I boast Non mi vanto Je ne me vante pas I
do not boast myself Ti vanti Tu te vantes Thou boastest H - Si vanta Il se
vante He boasts of himself H = Ci vantiamo Nous nous vantons We boast H . Vi
vantate Vous vous vantez You boast H •• Si vantano Ils se vantent They boast 1
- Mi vantava Je me vantais I boasted 1 = Ti vantavi Tu te vantais Thou
boastedst I • Si vantava Il se vantait He boasted Ci vantavamo Nous nous
vantions We boasted o — Vi vantavate Vous vous vantiez You boasted o = Si
vantavano Ils se vantaient They boasted o . Mi vanterò Je me vanterai I shall
boast 0 .. Ti vanterai Tu te vanteras Thou wilt boast 1 - Si vanterà Il se
vantera He will boast 1 = Ci vanteremo Nous nous vanterons We shall boast 1 •
Vi vanterete Vous vous vanterez You will boast 1 .. Si vanteranno Ils se
vanteront They will boast ) - Non vi vantate Ne vous vantez pas Do not boast
yourselves ) = Vantando Se vantant Boasting ) . Vantato Vanté Boasted ) ..
Vantati Vantés Boasted + - Vantata Vantée Boasted 4- = Vantate Vantées Boasted
+ . Varcare Passer au-delà To GO BEYOND + .. Varcando Passant au-delà Going
beyond *^ — Varcato Passé au-delà Gone beyond -^ = Varcati Passés au-delà Gone
beyond ^N» Varcata Passée au-delà Gone beyond -^ . . Varcate Passées au-delà
Gone beyond p - Variare Varier TO VARY p = Varia Il varie He varies p . Variate
Vous variez You vary p .. Variano Ils varient They vary V - Varieró Je varierai
I shall vary V = Varierai Tu varieras Thou wilt vary V • Variera Il variera He
will vary V .. Varieremo Nous varierons We shall vary 0 = Varierete Vous
varierez You will vary 0 = Varieranno Ils varieront They will vary 0 • Variate
Variez Vary 0 .. Variando Variant Varying / ~ Variato Varié Varied / = Variati
Variés Varied / • Variata Variée Varied / •• Variate Variées Varied A -
Vaticinare PROPHÉTISER To PROPHECY A = Vaticinato Prophétisé Prophecied A •
Vedere Voir To SEE A •• Vedermi Me voir To see me T - Vedervi Vous voir To see
you 44 522 VERBI. VERBES. VERBS. L - Vederlo Le voir To see it L = Non vedo Je
ne vois pas I do not see L ■ Vedo Je a ois I see L •• Vi vedo Je vous vois I
see you ( — Non vi vedo Je ne vous vois pas I do not see you ( = Non lo vedo Je
ne le vois pas I do not see it ( • Vedi Tu vois Thou seest ( •• Non vedi Tu ne
vois pas Thou doest not see H - Vede Il voit He sees H = Si vede On voit One
sees it H • Vediamo Nous voyons We see H .- Non vedete Vous ne voyez pas You do
not see \ - Vedete Vous voyez You see 1 = Mi vedete Vous me voyez You see me 1
Lo vedete Vous le voyez You see it 1 .. Vedono Ils voient They see o — Vedeva
Je voyais I saw o = Vedevi Tu voyais Thou sawest 0 . Vedeva Il voyait He saw o
.. Vedevamo Nous voyions We saw 1 - Vedevate Vous voyiez You saw 1 = Vedevano
Ils voyaient They saw 1 . Viddi Je vis I have seen 1 ■■ Vedesti Tu vis Thou
hast seen ) - Vidde II vit He has seen ) = Vedemmo Nous vîmes We have seen ) .
Vedeste Vous vîtes You have seen ) .. Viddero Ils virent They have seen + —
Vedrò Je verrai I shall see + = Vi vedrò Je vous verrai I shall see you + . Non
vi vedrò Je ne vous verrai pas I will not see you + .. Vedrai Tu verras Thou
wilt see *■>. — ' Vedrà Il verra He will see -s. = Si vedrà On verra People
will see ^. Vedremo Nous verrons We shall see "V. . . Ci vedremo Nous nous
verrons We shall see each other p - Vedrete Vous verrez You will see p = Mi
vedrete Vous me verrez You shall see me p . Non mi vedrete Vous ne me verrez
pas You shall not see me p .. Vedranno Ils verront They will see V - Vedrei Je
verrais I would see V = Vedresti Tu verrais Thou wouldst see V . Vedrebbe Il
verrait He would see V •- Vedremmo Nous verrions We would see 0 — Vedreste Vous
verriez You would see 0 = Vedrebbero Ils verraient They would see 0 . Vedi Vois
See 0 .. Veda Qu'il voie Let him see / - Vediamo Voyons Let us see / = Vedete
Voyez See / • Non vedete Ne voyez- vous pas ? Do not see / .. Vedano Qu'ils
voient Let thou see A - Ch'io veda Que je voie That I may see A = Che veda Que
tu voies That thou mays see A • Che veda Qu'il voie That he may see A •• Che
vediamo Que nous voyions That we may see T - Che vediate Que vous voyiez That
you may see T = Che vedano Qu'ils voient That they may see T • Se vedessi Si je
voyais If I saw T •• Che vedessi Que je visse That I might see VERBI VERBES.
VERBS. 523 L - Vedessi Que tu visses That thou mightst see L = Vedesse Qu'il
vit That he might see L • Vedessimo Que nous vissions That we might see L ••
Vedeste Que vous vissiez That you might see ( - Vedessero Qu'ils vissent That
they might see ( = Vedendo Voyant Seeing ( • Veduto Vu Seen ( •• Veduti Vus
Seen H- Veduta Vue Seen H = Vedute Vues Seen H • Vegetare Végéter To VEGETATE H
.- Vegeto Je végète I vegetate ! - Vegeti Tu végètes Thou vegetatest 1 = Vegeta
Il végète He vegetates 1 • Vegetiamo Nous végétons We vegetate I .- Vegetate
Vous végétez You vegetate o — Vegetano Ils végètent They vegetate o = Vegetando
Végétant Vegetating 0 . Vegetato Végété Vegetated 0 .. Vegliare Veiller To SIT
UP 1 - Veglio Je veille I sit up 1 = Vegli Tu veilles Thou sittest up 1 •
Veglia Il veille He sits up 1 .. Vegliamo Nous veillons We sit up ) - Vegliate
Vous veillez You sit up ) = Vegliano Ils veillent They sit up ) . Vegliava Je
veillais I sat up ) .. Vegliavi Tu veillais Thou satst up + — Vegliava II
veillait He sat up + = Vegliavamo Nous veillions We sat up + . Vegliavate Vous
veilliez You sat up + .. Vegliavano Ils veillaient They sat up ■^ — Veglieró Je
veillerai I shall sit up ■^ = Veglierai Tu veilleras Thou wilt sit up — .
Veglierà Il veillera He will sit up *">. . . Veglieremo Nous veillerons
We shall sit up ? - Veglierete Vous veillerez You will sit up ? = Vegleranno
Ils veilleront They will sit up e • Vegliate Veillez Sit up ? Vegliando
Veillant Sitting up V — Vegliato Veillé Sitten up v = Velare Voiler To VEIL v .
Velato Voilé Veiled v .. Velati Voilés Veiled 0 — Velata Voilée Veiled 0 =
Velate Voilées Veiled 0 . Veleggiare Faire voile To SAIL 0 .. Veleggia Il fait
voile He sails / - Veleggiamo Nous faisons voile We sail / = Veleggiate Vous
faites voile You sail / . Veleggiano Ils font voile They sail / .. Veleggiava
Je faisais voile I sailed A - Veleggiavi Tu faisais voile Thou sailedst A =
Veleggiava Il faisait voile He sailed A • Veleggiavamo Nous faisions voile We
sailed A •• Veleggiavate Vous faisiez voile You sailed T — Veleggiavano Ils
faisaient voile They sailed T = Veleggiai Je lis voile I sailed 524 VERBI,
VERBES. VERBS. L - Veleggiasti Tu fis voile Thou sailedst L = Veleggiò Il fit
voile He sailed L - Veleggiammo Nous fîmes voile We sailed L .. Veleggiaste
Vous fîtes voile You sailed ( - Veleggiarono Ils firent voile They sailed ( -
Veleggerò Je ferai voile I shall sail ( • Veleggerai Tu feras voile Thou wilt
sail ( .. Veleggerà Il fera voile He will sail H- Veleggeremo Nous ferons voile
We shall sail H = Veleggerete Vous ferez voile You will sail H • Veleggeranno
Ils feront voile They will saill ^ .. Veleggiando Faisant voile Sailing 1 -
Veleggiato Fait voile Sailed ! = Vellicare Picoter To QUILT 1 • Vellicato
Picoté Quilt 1 •• Vellicati Picotés Quilt o — Vellicata Picotée Quilt o =
Vellicate Picotées Quilt 0 . Vendemmiare Vendanger TO GATHER GRAPES 0 ..
Vendemmio Je vendange I gather grapes 1 - Vendemmia Il vendange He gathers
grapes 1 = Vendemmiamo Nous vendangeons We gather grapes 1 . Vendemmiate Vous
vendangez You gather grapes 1 .. Vendemmiano Ils vendangent They gather grapes
) - Vendemmiava Je vendangeais I gathered grapes ) =r Vendemmiava Il
vendangeait He gathered grapes ) . Vendemmiavamo Nous vendangions We gathered
grapes ) .. Vendemmiavate Vous vendangiez You gathered grapeg + — Vendemmiavano
Ils vendangeaient They gathered grapes + = Vendemmiai Je vendangeai I gathered
grapes + . Vendemmia Il vendangea He gathered grapes + .. Vendemmiammo Nous
vendangeâmes We gathered grapes "-V. — Vendemmiaste Vous vendangeâtes You
gathered grapes ^ = Vendemmiarono Ils vendangèrent They gathered grapes ^ .
Vendemmieró Je vendangerai I shall gather grapes *>N .. Vendemmierai Tu
vendangeras Thou wilt gather grapes p - Vendemmierâ Il vendangera He Mill
gather grapes p = Vendemmieremo Nous vendangerons We shall gather grapes p .
Vendemmi erete Vous vendangerez You will gather grapes p .. Vendemmieranno Ils
vendangeront They will gather grapes V - Vendemmiando Vendangeant Gathering
grapes V = Vendemmiate Vendangé Gathered grapes v . Vendemmiati Vendangés Gathered
grapes v .. Vendemmiata Vendangée Gathered grapes 0 — Vendemmiate Vendangées
Gathered grapes 0 = Vendere Vendre To SELL 0 . Vendermi Me vendre To sell to me
0 .. Vendervi Vous vendre To sell to you 1 ~ Vendo Je vends I sell 1 = Non
vendo Je ne vends pas [ do not sell 1 • Vendi Tu vends Thou sellest / •• Vende
Il vend He sells A — Si vende On vend One sell A = Vendiamo Nous vendons We
sell A . Vendete Vous vendez ïou sell A •■ Mi vendete Vous me vendez Fou sell
to me T- Non vendete Vous ne vendez pas i'ou do not sell T = Vendono Lis
vendent They sell VERBI. VERBES. verbs. 5z: L - Vendeva Je vendais I sold L =
Vendevi Tu vendais; Thou soldes! L • Vendeva Il vendait He sold L •• Si vendeva
On vendait One sold ( - Vendevamo Nous vendions We sold ( = Vendevate Vous
vendiez You sold ( • Vendevano Ils vendaient They sold ( .. Vendei Je vendis
Isold H- Vendesti Tu vendis Thou soldest H = Vende 11 vendit He sold H •
Vendemmo Nous vendîmes We sold H •• Vendeste Vous vendîtes You sold 1 -
Venderono Ils vendirent They sold 1 = Venderò Je vendrai I will sell 1 ■ Vi
venderò Je vous vendrai I will sell to you 1 •• Venderai Tu vendras Thou wilt
sell o — Si venderà On vendra One will sell o = Venderà Il vendra He will sell
o . Non si venderà On ne vendra pas One will not sell o .. Venderemo Nous
vendrons We shall sell 1 - Non venderete Vous ne vendrez pas You will not sell
1 - Venderete Vous vendrez You will sell 1 . Mi venderete Vous me vendrez You
will sell to me 1 .. Venderanno Ils vendront They wilt sell ) - Venderei Je vendrais
I would sell ) = Vi venderei Je vous vendrais I would sell to you ) .
Venderesti Tu vendrais Thou wouldst sell ) .. Non si venderebbe On ne vendrait
pas One would not sell + — Venderebbe Il vendrait He would sell + = Si
venderebbe On vendrait One would sell + . Venderemmo Nous vendrions We would
sell + .. Vendereste Vous vendriez You would sell Non lo vendereste Vous ne le
vendriez pas You would not sell it "**. = Venderebbero Ils vendraient They
would sell •^ . Vendi Vends Sell ">^ . . Venda Qu'il vende Let him sell
p - Vendiamo Que nous vendions Let us sell ? = Vendete Que vous vendiez Sell,
vend p . Non vendete Ne vendez pas Do not sell p •• Vendetemi Vendez-moi Sell
me or vend me V — Vendano Qu'ils vendent Let them sell V = Ch'io venda Que je
vende That I may sell V • Che venda Que tu vendes That thou mayst sell V •• Che
venda Qu'il vende That he may sell 0 — Che vendiamo Que nous vendions That we
may sell 0 = Che vendiate Que vous vendiez That you may sell 0 . Che vendano
Qu'ils vendent That they may sell 0 .. Che vendessi Que je vendisse That 1
might sell / - Vendessi Que tu vendisses That thou mightst sell / = Vendesse
Qu'il vendit That he might sell / . Vendessimo Que nous vendissions That we
might sell / .. Vendeste Que vous vendissiez That you might sell A — Vendessero
Qu'ils vendissent Thai they might sell A = Vendendo Vendant Selling A . Venduto
Vendu Sold A •• Venduti Vendus Sold T - Venduta Vendue Sold T = Vendute Vendues
Sold T . Vendicare Venger TO TAKE REVENGE 526 VERBI. VERBES. verbs. L -
Vendicarsi Se venger To take revenge one's s. L = Vendicarmi Me venger To take
revenge myself L • Vendicarvi Vous venger To take revenge yourseh L .. Vendico
Je venge I take revenge ( - Mi vendico Je me venge I take revenge myself ( =
Vendichi Tu venges Thou takest revenge ( • Vendica Il venge He takes revenge (
•• Si vendica Tl se venge He takes revenge himself H_ Vendichiamo Nous vengeons
We take revenge H = Vendicate Vous vengez You take revenge H • Vendicano Ils
vengent They take revenge H •• Si vendicano Ils se vengent They take revenge
them- 1 - Vendicava Je vengeais I took revenge [ selves 1 = Vendicavi Tu
vengeais Thou tookest revenge 1 • Vendicava Il vengeait He took revenge 1 ••
Vendicavamo Nous vengions We took revenge o — Vendicavate Vous vengiez You took
revenge o = Vendicavano Ils vengeaient They took revenge o . Vendicai Je
vengeai I took revenge o .. Vendicasti Tu vengeas Thou tookest revenge 1 -
Vendicò Il vengea He took revenge n = Vendicammo Nous vengeâmes We took revenge
1 • Vendicaste Vous vengeâtes You took revenge 1 .. Vendicarono Ils vengèrent
They took revenge ) - Vendicherò Je vengerai I will take revenge ) = Mi
vendicherò Je me vengerai I will take revenge myself ) . Vendicherai Tu
vengeras Thou wilt take revenge ) •• Vendicherà Il vengera He will take revenge
+ — Si vendicherà Il se vengera He will take revenge him . + — Vendicheremo
Nous vengerons We will take revenge + • Vendicherete Vous vengerez You will
take revenge + •• Vi vendicherete Vous vous vengerez You will take revenge y.
*-*. — Vendicheranno Ils vengeront They will take revenge *»»« = Vendicatevi
Vengez-vous Take revenge yourselves ^ Vendicate Vengez Take revenge ^ . .
Vendicando Vengeant Taking revenge P - Vendicate Vengé Taken revenge P =
Vendicati Vengés Taken revenge P - Vendicata Vengée Taken revenge P ••
Vendicate Vengées Taken revenge V — Venerare VÉNÉRER To venerate V = Venero Je
vénère I venerate v . Vi venero Je vous vénère I venerate you v .. Veneri Tu
vénères Thou venerates! 0 — Venera Il vénère He venerates 0 == Veneriamo Nous
vénérons We venerate 0 . Venerate Vous vénérez You venerate 0 •• Venerano Ils
vénèrent They venerate / - Venerava Je vénérais I venerated / = Venerava Il
vénérait He venerated / . Veneravamo Nous vénérions We venerated / ••
Veneravate Vous vénériez You venerated A — Veneravano Ils vénéraient They
venerated A = Venerando Vénérant Venerating A • Venerato "Vénéré Venerated
A •• Venerati Vénérés Venerated T — Venerata Vénérée Venerated T = Venerate
Vénérées Venerated T • Venire Venir To COME VERBI, VERBES. VERBS, 5'2 L - Vengo
Je viens [ come L = Non vengo Je ne viens pas 1 do not come L • Se vieni Si tu
viens [f thou comest Viene Tu viens Thou comest ( — Se non vieni Si tu ne viens
pas Thou doest not come ( = Viene Il vient He comes Non viene Il ne vient pas
He does not come Venghiamo Nous venons We come H - Se non venite Si vous ne
venez pas If you do not come H = Venite Vous venez You come H • Non venite Vous
ne venez pas You do not come H •• Vengono Ils viennent They come 1 - Non vengono
Ils ne viennent pas They do not come J = Veniva Je venais I was coming 1 •
Venivi Tu venais Thou wast coming I .. Veniva Il venait He was coming o — Non
veniva Il ne venait pas He did not be coming o = Venivamo Nous venions We were
coming 0 . Venivate Vous veniez You were coming 0 .. Vennivano Ils venaient
They were coming 1 — Venni Je vins I came 1 = Venisti Tu vins Thou earnest 1 .
Venne Il vint He came 1 .. Non venne Il ne vint pas He did not come ) - Venimmo
Nous vînmes We came ) = Veniste Vous vîntes You came ) . Vennero Ils vinrent
They came ) .. Verrò Je viendrai I shall come H Non verro Je ne viendrai pas I
will not come + = Verrai Tu viendras Thou wilt come + • Verrà 11 viendra He
will come + -. Non verrà Il ne viendra pas He will not come *-*. — Verremo Nous
viendrons We shall come ^ = Non verremo Nous ne viendrons pas We will not come
^. . Se verrete Si vous venez If you will come ■^ .. Verrete Vous viendrez You
will come p _ Se non verrete Si vous ne venez pas You will not come P - Veranno
Us viendront They will come P • Verrei Je viendrais I would come P •• Verresti
Tu viendrais Thou wouldst come V - Verrebbe Il viendrait He would come V =
Verremmo Nous viendrions We would come V . Verreste Vous viendriez You would
come v .. Verrebbero Ils viendraient They would come 0 — Se venissi Si je
venais If I was coming (d = Se veniste Si vous veniez If you were coming 0 . Se
non veniste Si vous ne veniez pas If you not were comi 0 .. Venite Venez Come /
~ Venendo Venant Coming / = Venuto Venu Came / • Venati Venus Came / •• Venuta
Venue Came A — Venute Venues Came A = Venire a capo Venir a. bout To SUCCEED A
• Vengo a capo Je viens à bout I succeed A •• Vieni a capo Tu viens à bout Thou
succeedest T - Viene a capo Il vient à bout He succeeds T = Veniamo a capo Nous
venons à bout We succeed rr •• Venite a capo i Vous venez à bout You succeed
aas VERBI. VERBES. VERBS. L — Vengono a capo Is viennent â bout They succeed L
= Verrò a capo re viendrai à bout 1 shall succeed L • 7 berrai a capo ru
viendras à bout Thou wilt succeed L •• V^errd a capo \ viendra à bout ] He will
succeed ) - berremo a capo Nous viendrons à bout We shall succeed ) = Verrete a
capo Vous viendrez à bout Vou will succeed ) • Verranno a capo Ils viendront à
bout They will succeed ) • Venendo a capo Venant à bout Succeeding H - Venuto a
capo Venu à bout Succeeded H = Venuti a capo Venus à bout Succeeded H • Venuta
a capo Venue à bout Succeeded H •• Venute a capo Venues à bout Succeeded 1 -
Ventilare Flotter (un drapeau) To WAVE 1 - Ventila Il flotte [t waves 1
Ventilava Il flottait It waved 1 •• Ventilando Flottant Waving o — Ventilato
Flotté Waved o = Ventitata Flottée Waved 0 . Ventilare Ventiler To VENTILATE o
.. Ventila Il ventile He ventilates 1 - Ventilano Ils ventilent They ventilate "1
= Ventilava Il ventilait He ventilated 1 . Ventilavano Ils ventilaient They
ventilated 1 .. Ventilò Il ventila He ventilated ( - Ventilarono Ils
ventilèrent They ventilated ( = Ventilerà Il ventilera He will ventilate ( .
Ventileranno Ils ventileront They will ventilate ( .. Ventilando Ventilant
Ventilating 4- — Ventilato Ventilé Ventilated + =B Ventilati Ventilés
Ventilated + . Ventilata Ventilée Ventilated + •• Ventilate Ventilées
Ventilated -*s. — Ventolare Éventer TO VENTILATE «v^ = Venlolando Éventant Ventilated
-"«. . Ventolato Éventé Ventilated ^ .. Verdeggiare Verdoyer (verdir) TO
BECOME GREEN p - Verdeggia Il verdoie It becomes green p = Verdeggiano Ils
verdoient They become green p . Verdeggiava Il verdoyait It became green p ..
Verdeggiavano Ils verdoyaient They became green V - Verdeggiando Verdoyant
Becoming green V = Vergare Chamarrer To STREAK V . Vergato Chamarré Streaked v
.. Vergati Chamarrés Streaked 0 — Vergata Chamarrée Streaked 0 = Vergate
Chamarrées Streaked 0 . Vergare (colla penna) Écrire (ou composer) TO WRITE OT
COMPOSE 0 . Vergato Écrit Written 1 - ' Vergati Écrits Written 1 = -. Vergata
Écrite Writeen / Vergate Écrites Written / Vergognarsi Avoir honte TO BE
ASHAMED A - - Mi vergogno J'ai honte I am ashamed A = = Ti vergogni Tu as hontes
Thou art ashamed A . Si vergogna Il a honte He is ashamed A • . Ci vergogniamo
Nous avons honte We are ashamed T - -[Vi vergnognate 1 Vous avez honte You are
ashamed VERBI. VERBES. VERBS. Ol9 L - Si vergognano Ils ont honte They are
ashamed L = Mi vergognava J'avais honte [ was ashamed L • Ti vergognavi Tu
avais honte Thou wast ashamed L •• Si vergognava Il avait honte He was ashamed
( ~ Ci vergognavamo Nous avions honte We were ashamed ( = Vi vergognavate Vous
aviez honte You were ashamed i . Si vergognavano Ils avaient honte They were
ashamed ( •• Mi vergognai J'eus honte I was ashamed H- Ti vergognasti Tu eus
honte Thou wast ashamed H = Si vergognò Il eut honte He was ashamed H • Ci
vergognammo Nous eûmes honte We were ashamed H •• Vi vergognaste Vous eûtes
honte You were ashamed 1 - Si vergognarono Ils eurent honte They were ashamed î
= Mi vergognerò J'aurai honte I shall be ashamed 1 • Ti vergognerai Tu auras
honte Thou wilt be ashamed 1 • Si vergognerà Il aura honte He will be ashamed o
— Ci vergogneremo Nous aurons honte We shall be ashamed o = Vi vergognerete
Vous aurez honte You will be ashamed o . Si vergogneranno Ils auront honte They
will be ashamed o .. Mi vergognerei J'aurais honte I should be ashamed 1 - Ti
vergogneresti Tu aurais honte Thou could st be ashamed 1 = Si vergognerebbe Il
aurait honte He could be ashamed 1 . Ci vergogneremmo Nous aurions honte We
could be ashamed 1 .. Vi vergognereste. Vous auriez honte You could be ashamed
> - Si vergognerebbero Ils auraient honte They could be ashamed ) =
Vergnognati Aie honte Be ashamed ) Vergognatevi Ayez honte Be ashamed ) ..
Vergognandosi Ayant honte Being ashamed + — Vergognato Eu honte Been ashamed +
= Vergognati Eu honte Been ashamed -f . Vergognala Eu honte Been ashamed + ..
Vergognate Eu honte Been ashamed ^ — Verificare VÉRIFIER To VERIFY «^ =
Verificherò Je vérifierai I shall verify ■^ . Verificherai Tu vérifieras Thou
wilt verifiy *««. .. Verificherà Il vérifiera He will verifiy p - Verificheremo
r^ious vérifierons We shall verify p = Verificherete Vous vérifierez You will
verify p . Verificheranno Ils vérifieront They will verify p .. Verificando
Vérifiant Verifying V - Verificato Vérifié Verilied V = Verificati Vérifiés
Verified V . Verificata Vérifiée Verilied V .. Verificate Vérifiées Verified 0
— Vernare Passer l'hiver TO SPEND THE WINTER 0 = Vernato Passé l'hiver Spent
the winter 0 ■ Versare Verser To POUR OUT 0 .. Verso Je verse I pour / ~ Versi
Tu verses Thou pourest / = Versa Il verse He pours / - Versiamo Nous versons We
pour / ». Versate Vous versez You pour A - Versano Ils versent They pour A =
Versava Je versais I poured A • Versavi Tu versais Thou poureds*. A •• Versava
II versait He poured T - Versavamo Nous versions We poured T« Versavate Vous
versiez You poured 45 530 TERBI. L - 'Versa^■ano L = Versai L • Versasti L ••
Verso ( - Versammo ( = Versaste i . Versarono ( •• Verserò H — Verserai H =
Verserà H • Verseremo H •• Verserete 1 - Verseranno I = Versando i . Versato
Versati o — Versata G = Versate O . Versificare o .. Versificato 1 -
Versificati "1 = Versificata 1 . Versificate 1 .. Vessare ) - Vesso ) =
Vessi ) . Vessa > .. Mi vessa -j — Vessiamo -1- = Vessate + . Vessano + ..
Vessato ^ — Vessati ">, = Vessata *">. . Vessate ■*-« . •
Vestire P Vesto 3 = Vesti ? . Veste P- Vestiamo '/ — Vestite V = Vestono v .
Vestiva v .. Vestivi a — Vestiva 0 = Vestivamo a . Vestivate il .. Vestivano I
— Vestirò / = Vestirai / . Vestirà / •• Vestiremo A — Vestirete Vestiranno \ •
Vestitevi A .- Vestendo Vestito 4, _ Vestiti VERBES. VERBS. Ils versaient They
poured Je versai I poured Tu versas Thou pouredst Il versa He poured Nous
versâmes We poured Vous versâtes You poured Ils versèrent They poured Je
verserai I shall pour Tu verseras Thou wilt pour Il versera He will pour Nous
verserons We shall pour Vous verserez You will pour Ils verseront They will
pour Versant Pouring Versé Poured Versés Poured Versée Poured Versées Poured
Versifier (poétiser) TO WRITE POETRY Versifié Written poetry Versifiés Written
poetry Versifiée Written poetry Versifiées Written poetry Vexer To VEX Je vexe
I vex Tu vexes Thou vexest Il vexe He vexes Il me vexe He vexes me Nous vexons
We vex Vous vexez You vex Us vexent They vex Vexé Vexed Vexés Vexed Vexée Vexed
Vexées Vexed Vêtir (habiller) To CLOTHE Je vêts I clothe Tu vêts Thou clothes t
Il vèt He clothes Nous vêtons We clothe Vous vêtez You clothe Us vêtent They
clothe Je vêtais I clad Tu vêtais Thou claddest Il vêtait He clad Nous vêtions
We clad Vous vêtiez You clad Ils vêtaient They clad Je vêtirai I shall clothe
Tu vêtiras Thou wilt clothe Il vêtira He will clothe Nous vêtirons We shall
clothe Vous vêtirez You will clothe Ils vêtiront; They will clothe Vêtez-vous
Clothe Vêtant Clothing Vêtu Clad Vêtus Clad VERBI, VERBES» VERBS. Ò« L -
Vestita Vêtue Clad L = Vestite Vêtues Clad Vezzeggiare Cajoler (caresser) To
cajole ( to caress ) Vezzeggio Je cajole I cajole ( — Vezzeggi Tu cajoles Thou
cajolest ( = Vezzeggia ïl cajole He cajoles Vezzeggiamo Nous cajolons We cajole
Vezzeggiate Vous cajolez You cajole H - Vezzeggiano Ils cajolent They cajole H
= Vezzeggiato Cajolé Cajoled H • Vezzeggiati Cajolés Cajoled H •• Vezzeggiata
Cajolée Cajoled 1 - Vezzeggiate Cajolées Cajoled ! = Viaggiare Voyager TO
TRAVEL 1 . Viaggio Je voyage ■I travel \ .. Viaggi Tu voyages Thou travellest o
— Viaggia Il voyage He travels o = Viaggiamo Nous voyageons We travel 0 .
Viaggiate Vous voyagez You travel 0 .. Viaggiano Ils voyagent They travel n -
Viaggiava Je voyageais I travelled 1 = Viaggiavi Tu voyageais Thou travelledst
1 . Viaggiava Il voyageait He travelled "1 .. Viaggiavamo Nous voyagions
We travelled ) - Viaggiavate Vous voyagiez You travelled ) = Viaggiavano Ils
voyageaient They travelled ) . Viaggiai Je voyageai I travelled ) .. Viaggiasti
Tu voyageas Thou travelledst + — Viaggiò Il voyagea He travelled •f =
Viaggiammo Nous voyageâmes We travelled + . Viaggiaste Vous voyageâtes You
travelled + .. Viaggiarono Ils voyagèrent They travelled >v. Viaggerò Je
voyagerai ï shall travel •>*. = Viaggerai Tu voyageras Thou wilt travel k. .
Viaggerà Il voyagera He will travel s* . . Viaggeremo Nous voyagerons We shall
travel e - Viaggerete Vous voyagerez You will travel p = Viageranno Ils
voyageront They will travel p . Viaggiate Voyagez Travel p .. Viaggiando
Voyageant Travelling V - Viaggiato Voyagé Travelled V = Vibrare Brandir To
brandish v . Vibro Je brandis I brandish v .. Vibri Tu brandis Thou brandishest
0 — Vibra Il brandit He brandishes 0 = Vibriamo Nous brandissons We brandish 0
. Vibrate Vous brandisses You brandish 0 .. Vibrano Ils brandissent They
brandish / - Vibrò Il brandit He brandished / = Vibrarono Us brandirent They
brandished / . Vibrando Brandissant Brandishing / •• Vibrato Brandi Brandished
A - Vibrati Brandis Brandished A = Vibrata Brandie Brandished A . Vibrate Brandies
Brandished A •■ Vietare, v. Proibire Défendre To FORBID T — Vieto Je défends I
forbid T = Vieti Tu défends Thou forbideet 531 532 VERBI. VERBS. L - Vieta L =
Vietiamo L ■ Vietate Vietano ( - Vietava ( = Vietavi" ( . Vietava ( ..
Vietavamo H- Vietavate H = Vietavano H • Vieterò H •• Vieterai I - Vieterà 1 =
Vieteremo 1 • Vieterete 1 •• Vieteranno o — Vietando o = Vietato o . Vigilar r
o .. Vigilo 1 - Vigili "I = Vigila "1 . Vigiliamo 1 .. Vigilate ) —
Vigilano- ) = Vigilerò ) . Vigilerai ) .. Vigilerà + — Vigileremo + =
Vigilerete + . Vigileranno + .. Vigilando Vigilato *»^ = Vilipendere ■"■s.
. Vilipeso *^ .. Vilipesi p - Vilipesa p = Vilipese p . Villeggiare p
Villeggiato V - Vincere V = Vinco v . Vinci v .. Vince- 0 — Vinciamo 0 = Vincete
0 . Vincono 0 .. Vinceva 1 - Vincevi / = Vinceva / . Vincevamo / '■• Vincevate
A — Vincevano A = Vinsi A • Vincesti A, .. Vinse Il défend He forbids Nous
défendons We jfcrbid Vous défendez You forbid Ils défendent They forbid Je
défendais [ forbade Tu défendais Thou forbadest Il défendait He forbade Nous
défendions We forbade Vous défendiez You forbade Ils défendaient They forbade
Je défendrai I shall forbid Tu défendras Thou wilt forbid Il défendra He will
forbid Nous défendrons We shall forbid Vous défendrez You will forbid Ils
défendront Tbey will forbid Défendant Forbidding Défendu Forbidden Veiller To
WATCH Je veille I watch Tu veilles Tbou watchest Il veille He watchs Nous
veillons We watch Vous veillez You watch Ils veillent They watch Je veillerai I
shall watch Tu veilleras Tho u wilt watch Il veillera He will watch Nous
veillerons We shall watch Vous veillerez You will watch Ils veilleront They
will watch Veillant Watching Veillé Watched Vilipender To VILIFY Vilipendé
VHiiied Vilipendés Vilified Vilipendée Vilified Vilipendées Vililied Prendre le
plaisir de To enjoy one's sel LA CAMPAGNE the country Pris le pi. de la camp.
Enjoyed one's in t Vaincre To VANQUISH Je vaincs I vanquish Tu vaincs Thou
vanquishest Il vainc He vanquishes Nous vainquons We vanquish Vous vainquez You
vanquish Ils vainquent They vanquish Je vainquais I vanquished Tu vainquais
Thou vanquishedst Il vainquait He vanquished Nous vainquions We vanquished Vous
vainquiez You vanquished Ils vainquaient They vanquished Je vainquis I
vanquished Tu vainquis Thou vanquished Il vainquit He vanquished V - V = / = A
- A = VERBI. VERBES. VERBS. ól Vincemmo Nous vainquîmes We vanquished Vinceste
Vous vainquîtes You vanquished Vinsero Ils vainquirent They vanquished Vincerò
Je vaincrai I shall vanquish Vincerai Tu vaincras Thou wilt vanquish Vincerà Il
vaincra He will vanquish Vinceremo Nous vaincrons We shall vanquish Vincerete
Vous vaincrez You will vanquish Vinceranno Ils vaincront They will vanquish
Vincendo Vainquant Vanquishing Vinto Vaincu Vanquished Vinti Vaincus Vanquished
Vinta Vaincue Vanquished Vinte Vaincues Vanquished Vincolare Lier, obliger To
rind (to oblige) Vincolato Lié Bound Vincolati Liés Round Vincolata Liée Bound
Vincolate Liées Bound Violare Violer To violate Violato Violé Violated Violati
Violés Violated Violata Violée Violated Violate Violées Violated : Violentare
Violenter To FORCE Violentato Violenté Forced Violentati Violentés Forced
Violentata Violentée Forced Violentate Violentées Forced Virare dì bordo (t. d.
m.) Virer de cord. (t. d. m.) TOTACKAROLT (a Ship) Viro Je vire de bord I tack
about Viri Tu vires de bord Thou tackest about Vira Il vire de bord He tacks
about Viriamo Nous virons de bord We tack about Virate Vous virez de bord You
tack about Virano Ils virent de bord They tack about Virava Je virais de bord I
tacked about Viravi Tu virais de bord Thou tackedst about Virava Il virait de
bord He tacked about Viravamo Nous virions de bord We tacked about Viravate
Vous viriez de bord You tacked about Viravano Ils viraient de bord They tacked
about Virai Je virai de bord I tacked about Virasti Tu viras de bord Thou
tackedst about Virò Il vira de bord He tacked about Virammo Nous virâmes de
bord We tacked about Viraste Vous virâtes de bord You tacked about Virarono Ils
virèrent de bord They tacked about Virerò Je virerai de bord I shall tack about
Virerai Tu vireras de bord Thou wilt tack about Virerà Il virera de bord He
will tack about Vireremo Nous virerons de bord We shall tack about Virerete
Vous virerez de boni You will tack about Vireranno Us vireront de bord They
will tack about Virando Virant de bord Tacking about Virato Viré de bord Tacked
about Visitare Visiter To visit 45. m VERBI. VERBES. VERBS r L- Visitarmi Me
visiter To visit me L = Visitarvi Vous visiter To visit you L • Visitarlo Le
visiter To visit him, it Visito Je visite I visit ( — Non visito Je ne visite
pas I do not visit ( = Visiti Tu visites Thou visitest Visita Il visite He
visits Visitiamo Nous visitons We visit H - Visitate Vous visitez You visit H =
Visitano Ils visitent They visit H • Visitava Je visitais I visited H ••
Visitavi Tu visitais Thou visitedst 1 - Visitava Il visitait He visited I =
Visitavamo Nous visitions We visited I • Visitavate Vous visitiez You visited 1
• • Visitavano Ils visitaient They visited o — Visitai Je vi si lai I visited o
= Visitasti Tu visitas Thou visitedst o . Visitò Il visita He visited o ..
Visitammo Nous visitâmes We visited: 1 - Visitaste Vous visitâtes You visited 1
= Visitarono Us visitèrent They visited 1 . Visiterò Je visiterai I shall visit
1 .. Vi visiterò Je vous visiterai I shall visit you ) - Visiterai Tu visiteras
Thou wilt visit ) = Visiterà Il visitera He will visit ) . Visiteremo Nous
visiterons We shall visit ) .. Visiterete Vous visiterez You will visit + —
Visiteranno Ils visiteront They will visit + = Visitando Visitant Visiting + .
Visitato Visité Visited + .. Visitati Visités Visited ^ — Visitata Visitée
Visited ^x» = Visitate Visitées Visited ^ . Vituperare Décrier To DISHONOUR *^
. . Vituperato Décrié Dishonoured p - Vituperati Décriés Dishonoured p =
Vituperata Décriée Dishonoured p . Vituperate Décriées Dishonoured p .. Vivere
Vivre To LIVE V - Vivo Je vis I live V = Vivi Tu via Thou livest V • Vive Il
vit He lives V .. Viviamo Nous vivons We live 0 — Vivete Vous vivez You live
>d = Vivono Ils vivent They live 0 . Viveva Je vivais I lived 0 .. Vivevi Tu
vivais Thou livedst / — Viveva Il vivait He lived / = Vivevamo Nous vivions We
lived / . Vivevate Vous viviez You lived / •• Vivevano Ils vivaient They lived
A — Vissi Je vécus I lived A = Vivesti Tu vécus Thou livedst A • Visse Il vécut
He lived A •• Vivemmo Nous vécûmes We lived T — Viveste Vous vécûtes You lived
T = Vissero Us vécurent They lived T • Viveró Je vivrai I shall live VERBI.
VERBES. VERBS. L - Virerai Tu vivras Thou wilt live L = Viverâ Il vivra He will
live L • Viveremo Nous vivrons We shall live L -. Viverete Vous vivrez You will
live ( - Viveranno Ils vivront They will live ( = Vivete Vivez Live ( • Vivendo
Vivant Living ( •• Vissuto Vécus Lived H- Vissuti Vécus Lived H = Vissuta Vécue
Lived H • Vissute Vécues Lived H •• Vivificare Vivifier To VIVIFY 1 -
Vivificato Vivifié Vivified 1 = Vivificati Vivifiés Vivified 1 • Vivificata
Vivifiée Vivified 1 •• Vivificate Vivifiées Vivified o — Viziare Vicier To
VITIATE 0 = Viziato Vicié Vitiated 0 . Viziati Viciés Vitiated 0 .. Viziata
Viciée Vitiated 1 - Viziate Viciées Vitiated 1 = Vociferare Ébruiter (répandre
dans TO SPREAD REPORTS Si vocifera On ébruite [le public) Reports are spread 1
.. Vociferato Ébruité Spread reports ) — Vogare Voguer (ramer) To row ) = Vogo
Je vogue I row Voghi Tu vogues Thou rowest Voga Il vogue He rows + — Voghiamo
Nous voguons We row + = Vogate Vous voguez You row + • Vogano Ils voguent They
row 4- .. Vogava Je voguais I rowed *■*. — Vogavi Tu voguais Thou rowedst
>». = Vogava Il voguait He rowed *>. Vogavamo Nous voguions We rowed
"v. . . Vogavate Vous voguiez You rowed p - Vogavano Ils voguaient They
rowed p = Vogai Je voguai I rowed p . Vogasti Tu voguas Thou rowedst p .. Vogò
Il vogua He rowed V — Vogammo Nous voguâmes We rowed V = Vogaste Vous voguâtes
You rowed V . Vogarono Ils voguèrent They rowed V .. Vogando Voguant Rowing o —
Vogato Vogué Rowed J0 = Volare Voler To FLY 0 . Vola Il vole He flies 0 ..
Volano Ils volent They fly / - Volava Il volait He was flying / = Volavano Ils
volaient They were flying / . Volò Il vola He flew / .. Volarono Ils volèrent
They flew A - Volerà Il volera He will fly A == Voleranno Ils voleront They
will fly A • Volerebbe Il volerait He would fly A •• Volerebbero Us voleraient
They would fly T - Volando Volant Flying 535 536 VERBI. VERBES. VEFBS, L —
Volato Voie Flown L = Volati Volés Flown L • Volata Volée Flown L •• Volate
Volées Flown ( - VOLEGGIARE Voltiger TO FLUTTER ( = Voleggia Il voltige It
flutters ( • Voleggiano Ils voltigent They flutter ( •• Voleggiava II
voltigeait It fluttered H- Voleggiavano Ils voltigeaient They fluttered -4 =
Voleggiando Voltigeant Fluttering H • Voleggiato Voltigé Fluttered H •• Voler
bene Chérir To CHERISH ! - Vi voglio bene Je vous chéris I cherish you 1 = Mi
volete bene Vous me chérissez You cherish me 1 • Mi volete bene ? Me
chérissez-vous ? Will you cherish me ? ! •• Voluto bene Chéri Cherished o —
Voluti bene Chéris Cherished o = Voluta bene Chérie Cherished o . Volute bene
Chéries Cherished 0 .. Volere (per desiderare) Vouloir (poursouhaiter) To WISH
1 - Se volete Si vous voulez If you wish 1 = Se non volete Si vous ne voulez
pas If you do not Avish 1 . Voglio Je veux I wish n .. Vuoi Tu veux Thou
wishest ) - Vuole Il veut He wishs ) = Vogliamo Nous voulons We wish ) . Volete
Vous voulez You wish ) .- Vogliono Ils veulent They wish + — Voleva Je voulais
I wished + = Volev Tu voulais Thou wishedst + • Voleva Il voulait He wished +
-. Volevamo Nous voulions We wished -», — Volevate Vous vouliez You wished ^s =
Volevano Ils voulaient They wished -^ . Volli Je voulus I wished *-. .. volesti
Tu voulus Thou wishedst ? ~ \ Ulifc Il voulut He wished P = Volemmo Nous
voulûmes We wished P . Voleste Vous voulûtes You wished P .. Vollero Ils
voulurent They wished V — Vorrò Je voudrai I shall wish V = Vorrai Tu voudras
Thou wilt wish V . Vorrà Il voudra He will wish v .. Vorremo Nous voudrons We
shall wish 0 — Vorrete Vous voudrez You will wish 0. = Vorranno Ils voudront
They will wish 0 . Vorrei Je voudrais I should wish 0 .. Vorresti Tu voudrais
Thou wouldst wish / - Vorrebbe Il voudrait He Mould wish / = Vorremmo Nous
voudrions We should wish / . Vorreste Vous voudriez You would wish / -
Vorrebbero Ils voudraient They would wish A — Se volessi Si je voulais If I
wished A — Se volesse S'il voulait If he wished A • Se non volesse S'il ne
voulait pas If he did not wish A •• Se voleste Si vous vouliez If you wished T
— Se non voleste Si vous ne vouliez pas If you did not wish T = Volendo Voulant
Wishing VERBI. VERBES. VERBS. OôV L - Voluto Voulu | Wish ed L = Voluti Voulus
Wished L . Voluta Voulue Wished L •• Volute Voulues Wished ( - Volere Vouloir
TO WANT ( = Volermi Me vouloir To want me ( . Volerlo Le vouloir To want him (
•• Voglio Je Veux I want H- Non voglio Je ne veux pas I do not want H = Non lo
voglio Je ne le veux pas I do not want it ^ • Lo voglio Je le veux 1 want it H
•• Vuoi Tu veux Thou wantest 1 - Non vuoi Tu ne veux pas Thou doest not want 1
= Vuó Il veut He wants 1 • Non vuó Il ne veut pas He does not want 1 ..
Vogliamo Nous voulons We want o — Se volete Si vous voulez If you want o =
Volete Vous voulez You want 0 . Non volete Vous ne voulez pas You do not want 0
.. Mi volete Vous me voulez You want me 1- Non mi volete Vous ne me voulez pas
You do notwant me 1 = Vogliono Us veulent They want 1 . Se vogliono S'ils
veulent IE they want Voleva Je voulais I wanted ) — Non voleva Je ne voulais
pas I did not want ) = Volevi Tu voulais Thou wantedsf Voleva Il voulait He
wanted Non voleva Il ne voulait pas He did not want + — Volevamo Nous voulions
We wanted + = Non volevamo Nous ne voulions pas We did not want + . Volevate
Vous vouliez You wanted + .. Non volevate Vous ne vouliez pas You did not want
**. — Volevano Us voulaient They wanted *•*» e= Non volevano Us ne voulaient
pas They did not want ■s* . Volli Je voulus I wanted **«» . . Non volli Je ne
voulus pas I did not want p - Volesti Tu voulus Thou wantedst p = Volle Il
voulut He wanted p . Non volle Il ne voulut pas He did not want p .. Volemmo
Nous voulûmes' We wanted V — Voleste Vous voulûtes You wanted V = Non voleste
Vous ne voulûtes pas You did not want V • Vollero Us voulurent They wanted V ..
Non vollero Us ne voulurent pes They did not want 0 — Vorrò Je voudrai I shall
want 0 = Vorrai Tu voudras Thou wilt want 0 . Vorrà Il voudra He will want 0 ..
Non vorrà Il ne voudra pas He will not want / ~ Vorremo Nous voudrons We shall
want / = Vorrete Vous voudrez You will want / • Non vorrete Vous ne voudrez pas
You will not want / .. Vorranno Us voudront They will want A - Vorrei Je
voudrais I would want A = Non vorrei Je ne voudrais pas I would not want A •
Vorresti Tu voudrais Thou wouldst want A .. Non vorresti Tu ne voudrais pas
Thou wouldst not want T- Vorrebbe Il voudrait He would want T = Non vorrebbe Il
ne voudrait pas He would not want T • Vorremmo Nous voudrions We would want 538
VERBI. VERBES- L - Vorreste i Vous voudriez L = Non vorreste Vous ne voudriez
pas L • Vorrebbero Ils voudraient L •• Volete prender l'incom- Voulez -vous
prendre la C - Se volessi [ modo Si je voulais [peine ? ( = Se volessi Si tu
voulais ( • Se volesse S'il voulait ( •• Se non volesse S'il ne voulait pas H-
Se volessimo Si nous voulions H = Se voleste Si vous vouliez -J • Se non
voleste Si vous ne vouliez pas H •• Se volessero S'ils voulaient 1 - Se non
volessero S'ils ne voulaient pas 1 = Che volete? Que voulez- vous? 1 • Volendo
Voulant 1 •• Voluto Voulu o — Volgarizzare Traduire (en langue vi- vante ) o ==
Volgarizzato Traduit en langue viv. o . Volgarizzati Traduits en langue viv. 0
.. Volgarizzata Traduite en langue viv. 1 - Volgarizzate Traduites en langue
viv. 1 = Volgere Tourner 1 ■ Volgo Je tourne 1 •• Volgi Tu tournes ) - Volge Il
tourne ) =■ Volgiamo Nous tournons ) • Volgete Vous tournei ) - Volgono Us
tournent + — Volgeva Je tournais + = Volgevi Tu tournais + . Volgeva Il
tournait + .. Volgevamo Nous tournions ■*>. — Volgevate Vous tourniez
*>■>. = Volgevano Ils tournaient *«-s . Volsi Je tournai •». .. Volgesti
Tu tournas p - Volse Il tourna p = Volgemmo Nous tournâmes p . Volgeste Vous
tournâtes p .. Volsero Ils tournèrent V - Volgerò Je tournerai V = Volgerai Tu
tourneras V • Volgerà Il tournera v .. Volgeremo Nous tournerons 0 — Volgerete
Vous tournerez 0 = Volgeranno Ils tourneront 0 . Volgendo Tournant 0 .. Volto
Tourné / - Volti Tournés / = Volta Tournée / . Volte Tournées / .. Voltare
Tourner A - Volto Je tourne A = Volti Tu tournes A • Volta Il tourne A ••
Voltiamo Nous tournons T- Voltate Vous tournez VERBS. You would want You would
not want They would want Will you take the trou- If I wanted [ble? If *hou
wantedst If he wanted If he did not want If we wanted If you wanted If you did
not want If they wanted If they did not want What do you want? Wanting Wanted
To translate ( in a li- ving language ) Translated in a liv. lang. Translated
in a liv. lang. Translated in a liv. lang. Translated in a liv. lang. To TURN T
turn Thou turnest He turns We turn You turn They turn I turned Thou turnedst He
turned We turned You turned They turned I turned Thou turnedst He turned We
turned You turned They turned I shall turn Thou wilt turn He will turn We shall
turn You will turn They will turn Turning Turned Turned Turned Turned To TURN I
turn Thou turnest He turns We turn You turn VERB! . VERBES . VERBS. L - Voltano
Ils tournent rhey turn L = Voltava Je tournais [ turned L • Voltavi Tu tournais
rhou turnedst L ■• Voltava Il tournait ie turned ( - Voltavamo Nous tournions
We turned ( = Voltavate Vous tourniez You turned ( • Voltavano Ils tournaient
rhey turned ( •- Voltai Je tournai [ turned -1- Voltasti Tu tournas rhou
turnedst. H = Voltò Il tourna Eie turned ^ • Voltammo Nous tournâmes We turned
H •• Voltaste Vous tournâtes You turned 1 - Voltarono Ils tournèrent They turned
1 = Volterò Je tournerai [ shall turn 1 . Volterai Tu tourneras Thou wilt turn
1 .. Volterà Il tournera He will turn 0 — Volteremo Nous tournerons We shail
turn o = Volterete Vous tournerez You will turn o . Volteranno Ils tourneront
They will turn o .. Voltando Tournant Turning 1 - Voltato Tourné Turned 1 =
Voltati Tournés Turned 1 . Voltata Tournée Turned 1 .. Voltate Tournées Turned
) - Voltolare Rouler To ROLL ) = Voltolava Je roulais I rolled ) . Voltolavi Tu
roulais Thou rolledst ) •• Voltolava Il roulait He rolled + - Voltovamo Nous
roulions We rolled + = Voltolavate Vous rouliez You rolled + • Voltolavano Ils
roulaient They rolled + .. Voltolai Je roulai I rolled ^>» — Voltolasti Tu
roulas Thou rolledst -^ = Voltolò Il roula He rolled *^. . Voltolammo Nous
roulâmes We rolled ^ .. Voltolaste Vous roulâtes You rolled P - Voltolarono Ils
roulèrent They rolled ? = Voltolando Roulant Rolling P ■ Voltolato Roulé Rolled
P •• Voltolati Roulés Rolled V — Voltolata Roulée Rolled V = Voltolate Roulées
Rolled v . Vomitare Vomir TO VOMIT V •• Vomito Je vomis I vomit 0 — Vomiti Tu
vomis Thou vomittest 0 = Vomita Il vomit He vomits 0 . Vomitate Vous vomissez
You vomit 0 .. Vomitava Je vomissais I vomitted / - Vomitavano Ils vomissaient
Thou vomittedst / = Vomitò Il vomit He vomitted / . Vomitarono Ils vomirent We
vomitted / .. Vomitando Vomissant Vomitting A - Vomitato Vomi Vomitted A =
Votare (vuotare) Vider To EMPTY A • Votate Videz Empty A •• Votato Vidé Emptied
T - Votati Vidés Emptied T = Votata Vidée Emptied T Votate Vidées Emptied 539
540 L - Votare L = Voto L • Voti L •• Vota ( - Votiamo ( = Votate ( • Votano (
.. Votava H- Votavi H = Votava H - Votavamo H •• Votavate 1 - Votavano i =
Votai 1 • Votasti 1 •• "Votò o — Votammo o = Votaste 0 . Votarono o ..
Voterò 1 — Non voterò 1 = Voterai 1 . Voterà 1 .. Voteremo ) - Voterete ) =
Voteranno ) . Votate ) .. Non votate + — Votando + = Votato + . Votati -1- ..
Votata ^ — Votate VERBES. Voter (donner sa voix) Je vote Tu votes Il vote Nous
votons Vous votez Ils votent Je votais Tu votais Il votait Nous votions Vous
votiez Ils votaient Je votai Tu votas Il vota Nous votâmes Vous votâtes Ils
votèrent Je voterai Je ne voterai pas Tu voteras Il votera Nous voterons Vous
voterez Ils voteront Votez Ne votez pas Votant Voté Votés Votée Votées VERBS.
To VOTE I vote Thou votest He votes We vote You vote They vote I voted Thou
votedst He voted We voted You voted They voted I voted Thou votedst He voted We
voted You voted They voted I shall vot I shall not vote Thou wilt vote He will
vote We shall vote You will vote Tbey will vote Vote Do not vote Voting Voted
Voted Voted Voted ^ = Zaffare ->^ Zaffato --» . . Zaffati p - Zaffata p =■
Zaffate p . Zampillare p .. Zampilla A — Zampillano A = Zampillava A •
Zampillavano A .. Zampillando 0 — Zampillato 0 = Zappare 0 . Zappo 0 ... Zappi
1 ~ Zappa 1 = Zappiamo / • Zappate / •• Zappano A - Zappava A = Zappava A .
Zappavamo Tamponner TO BUNG Tamponné Bunged Tamponnés Bunged Tamponnée Bunged
Tamponnées Bunged Rejaillir TO SPURT OUT Il rejaillit It spurtst out Ils
rejaillissent They spurt out Il rejaillissait It spurted out Ils
rejaillissaient They spurted out Rejaillissant Spurting out Rejailli Spurted
out Piocher To hoe Je pioche I hoe Tu pioches Thou hoest Il pioche He hoes Nous
piochons We hoe Vous piochez You hoe Ils piochent They hoe Je piochais I hoed
Il piochait He hoed Nous piochions We hoed VERBI. VERBES. VERBS. 541 L -
Zappavate Vous piochiez You hoed L = Zappavano Ils piochaient They hoed L •
Zapperò Je piocherai I shall hoe L •• Zapperete Vous piocherez You will hoe ( -
Zappando Piochant Hoeing ( = Zappato Pioché Hoed ( • Zimbellare Piper To allure
(birds) ■». . . Adagio, av. Lentement, adv. Slowly p - Adagio, av. Aisément,
adv. Softly (easily) p = Addio, av. Adieu, adv. Farewel ? . Addizione, f.
Addition Addition ? .. Addomesticato, ag. m. Apprivoisé, adj. m. Tame V -
Addomesticate, pi. Apprivoisés, pi. Tame V = Addomesticata, ag. f. Apprivoisée,
adj. f. Tame V . Addomesticati, pi. Apprivoisées, pi. Tame v .. Aderenza, f. Adhérence,
f. Adherence 0 — Aderenze, pi. Adhérences, pi. Adhérences 0 = Adesso, av.
Maintenant, adv. Now 0 . Ad esse, pr. f. A elles, pr. f. To them 0 .. Ad essi,
pr. m. A eux, pr. m. To them 1 - Adriatico, ag. Adriatique, adj. Adriatic / =
Adulatore, m. Flatteur, m. Flatterer / • Adulatori, pi. Flatteurs, pi.
batterers; / .. Adunanza, f. Assemblée, f. assembly A - Adunanze, pi.
Assemblées, pi. assemblies A = Affabile, ag. m. f. Affable, adj. m. f. Affable
A • Affabili, ag. m. f. Affables, pi. affable A •- Affanno, m. 'nquiétude, f. l
Uneasiness T- Affanni, pi. Inquiétudes, pi. 1 Jneasiness T == Affare, m.
Affaire, f. 1 îusiness T • Affari, pi. affaires, pi. 1 business T • affari
domestici, m. pi., affaires de famille, f..pL 1 family affairs AFF— ALI 545 L -
Affatto, av. Tout-à-fait, adv. Throughly L = Affetto, m. Affection, f.
Affection L • Affetti, pi. Affections, pi. Affections L •• Affinchè, av, Afin
que, adv. That (in order that) ( - Affinità, f. Affinité, f. Affinity ( =>
Affinità, pi. Affinités, pi. Affinities ( • Africa, f. Afrique Africa ( ••
Africano, m. Africain, m. African H- Africani, pi. Africains, pi. Africans -t =
Africana, f. Africaine, f. African woman -\ ■ Africane, pi. Africaines, pi.
African women H •■ Agente di cambio, m. Agent de change, m. Stock broker 1 -
Aggettivo, m. Adjectif, m. Adjective 1 = Aggettivi, pi. Adjectifs, pi.
Adjectives 1 • Agnello, m. Agneau, m. Lamb 1 •• Agnelli, pi. Agneaux, pi. Lambs
o — Ago, m. Aiguille, f. Needle o = Aghi, pi. Aiguilles, pi. Needles 0 .
Agosto, m. Août, m. August o .. Agresto, m. Verjus, m. Verjuice 1 - Ahimè!
interj. Hélas! interj. Alas ! 1 = Ai, art. pi. m. Aux, art. pi. m. To the Agli,
art. pi. m. Aux, art. pi. m. To the Aja (citta) Haye (ville) Hague ) — Ajuto,
m. Aide, f. Aid ) == Al, art. sing. Au, art. sing. To the Ala, f. Aile, f. Wing
A la francese, av. A la française, adv. Alter the french fashion + — | le, pi.
Ailes, pi. Wings + = Alari, m. pi. Chenêis, m. pi. Hand irons + . Alato, ag. m.
Ailé, adj. m. Winged + .. Alati, pi. Ailés, pi. Winged «V. — Alata, ag. f.
Ailée, adj. f. Winged ^ =3 Alate, pi. Ailées, pi. Winged "V. . Alba, f.
Aube, f. Day break s» . . Albergatore, m. Aubergiste, m. Innkeeper p -
Albergatrice, f.Maîtresse d" auberge, f. Landlady p = Albergo, m. Auberge,
f. Inn p . Albero, m. Arbre, m. Tree p .. Alberi, pi. Arbres, pi. Trees V —
Alcuno, av. e neg. Personne, adv. et nég. Nobody V — Alcuno, ag. Quelqu'un,
adj. Some body V • Alcuni, pi. Quelques-uns, pi. Some persons v .. Alcuna, ag.
f. Quelqu'une, ad. f. Some person 0 — Alcune, pi. Quelques-unes, pi. Some
persons 0 = Alcune cose,pr. ind.pl. f. Quelques choses, pr.ind. Somethings 0 .
Alcuno (alcuna, qualche) Aucun (aueune,quelque), Any 0 .. Aldisotto (in basso,
giù), En bas (là-bas), adv. Below (beneath) / - Alei (le), pr. f. dat. [av A
elle, dat. To her / = Alemagna, f. Allemagne, f. Germany / . Alemanno (F), m.
Allemand (1'), m. German / .. Alemanno, m. Allemand, m. German A — Alemanni,
pi. Allemands, pi. Germans A = Alemanna, f. Allemande, f. German woman A .
Alemanne, pi. Allemandes, pi. German women A •• Alesandria(citta d'Egitto)
Alexandrie (ville d'E Alexandria T- Alena, f. Haleine, f. Breat T = Alfabeto,
m. Alphabet, m. Alphabet T . Algebra, f. Algèbre, f. algebra T .. Alice
(acciuga), f. 1 Anchois, m. ' ovy . 4& 546 ALI— ALT L - Alici (acciughe),
pi. Anchois, pi Anchovies L = Mia, art. f. A la, ari. f. To the L • All'azardo,
av. Au hasard, adv. At random L .. Alle, art. pi. f. Aux, art. pi. f. To the (
- Alleanza, f. Alliance, f. Alliance ( = Allegro, ag. m. Gai, adj. m. Cheerful
( . Allegri, pi. Gais, pi. Cheerful ( •• Allegra, ag. f. Gaie, adj. f. Cheerful
H- Allegre, pi. Gaies, pi. Cheerful H = Allegramente, av. Gaîment, adv.
Cheerfully H • All'improviso, av. Tout-à-coup, adv. Unawares H •- Allo, art. m.
Au, art. m. To the 1 - Alli, pi. Aux, pi. To the 1 = Alloggio, m. Logis, m.
Home I . Alloggi, m. pi., Logis, pi. Homes 1 •• Allora, av. Alors, adv. Then o
— Alloro, m. Laurier, m. Laurel o = Allori, -pi. Lauriers, pi. Laurels o .
Allusione, av. Allusion, adv. Allusion- 0 -. Almeno, av. Au moins, adv. At
least 1 - Alpiu, av. Au plus, adv. At most 1 = A loro, dat. pi. A elles, dat.
pi. To them 1 . A loro, dal pi. A eux, dat. pi. To them 1 .. Al loro, pr. p. m.
A leur, pr. p. m. To their y - Ai loro, pi. A leurs, pi. To their y = Alla
loro, pr. p. f. A leur, pr. p. f. To their y . Alle loro, pi. A leurs, pi. To
their y .. Al mio, pr. p. m. A mon, pr. p. m. To my H Ai miei, pi. A mes, pi.
To my 4- == Alla mia, pr. p. f. A ma, pr. p. f. To my + . Alle mie, pi. A mes,
pi. To my + .. Al nostro, pr. p. m. A notre, pr. p. m. To our ^* — Ai nostri,
pi. A nos, pi. To our -.= Alla nostra, pr. p. f. A notre, pr. p. f. To our Alle
nostre, pi. A nos, pi. To our Al suo, pr. p. m. A son, pr. p. m. To his P - Ai
suoi, pi. A ses, pi. To his P = Alla sua, pr. p. f. A sa, pr. p. f. To his P .
Alle sue, pi. A ses, pi. To his ? Al più tardi, av. Au plus tard, adv. At
latest V — Altare, m. Autel, m. Altar V = Altari, pi. Autels, pi. Altars V .
Altamente, av. Hautement, adv. Highly v .. Altezza, f. Hauteur, f. Height 0-
Altezza, f. Altesse, f. Highness 0 = Reale (S. Alt.) S. Altesse Royale His R.
highness 0 . Alto, ag. m. Haut, adj. m. High / 0 .. Alti, pi. Hauts, pi. High /
- Alta, ag. Haute, adj. f. High / = Alte, pi. Hautes, pi. High / . Alto(l'), m.
Haut (le), m. Top / .. Altrettanto, av. Autant, adv. As much as A- Altra volta,
av. Autrefois, adv. Oldentimes A = Altre volte (un tempo)av. Autrefois, jadis,
adv Formerly A • Altri, pron. Autre, pron. Other A •• Altri più, altri meno,
av. Qui plus, qui moins,adv. Some more, some ie. T - Altri, altre ( gli, le)
Les autres, m. f. pi. The others ! T = Altrimenti, av. Autrement, adv.
Otherwise T • Altrove, av. Ailleurs, adv. Elsewere Altrui, pron. indeter.
Autrui, pron. indét. ' Others ALT— AMI 54 L - Altura, f. Hauteur, f Height L =
Al tuo, p. p. m. A ton, pr. p. m. To thy L • Ai tuoi, pi. A tes, pi. To thy L
•• Alla tua, pr. p. f . A ta, pr. p. f. To thy ( - Alle tue, pi. A tes, pi. To
thy ( = A lui, gli A lui, pron. neut. To him ( ■ A lungo andare, av. À la
longue, adv. At long run ( •• Al vostro, pr. p. m. A votre, pr. p. m. To your
H- Ai vostri, pi. A vos, pi. To your H = Alla vostra, pr. p. f. A votre, pr. p.
f. To your H • Alle vostre, pi. A vos, pi. To your H .- Amabile, ag. m. f.
Aimable, adj. m. f. Amiable f - Amabili, pi. Aimables, pi. Amiable 1 =
Amabilità, f. Amabilité, f. Amability 1 • Amandorle, f. p 1 Amandes, f. pi.
Almonds 1 •• Amante, ag. m. Amant, m. adj. Lover o — Amanti, pi. Amants, pi.
Lovers o = Amarezza, f. Amertume, f. Bitterness 0 . Amarezze, pi. Amertumes,
pi. Bitterness 0 .. Amaro, ag. m. Amer, m. Bitter n - Amari, pi. Amers, pi.
Bitter i = Amara, ag. f. Amère, f. Bitter i . Amare, pi. Amères, pi. Bitter i
.. Ambasciata, f. Ambassade, f. Embassy ) - Ambasciatore, m. Ambassadeur, m.
Ambassader > = Ambasciatrice, f. Ambassadrice, f. Ambassadress ) . Ambedue,
ag. m. f. pi. Tous deux, adj. pi. Both > .. Ame, dat. A moi, dat. To me -i —
A meno che, av. A moins que, adv. Unless + = A meraviglia, av. A merveille,
adv. Surprisingly + . America, f Amérique, f. America + .. America meridionale,
f. Amérique méridionale,f. South america *s. — America settentrional, f.
Amérique septentrion., f. North america Americano, m. Américain, m. American ^
. Americani, pi. Américains, pi. American ^- . . Americana, f. Américaine, f.
American woman P - Americane, pi. Américaines, pi. American women P = Amicizia,
f. Amitié, f. Friendship ? • Amico, m. Ami, m. Friend P •• Amici, pi. Amis, pi.
Friends V - Amica, f. Amie, f. Female friend V = Amiche, pi. Amies, pi. Female
friends V . A mia cognata, f. A ma belle-sœur, f. To my sister in law v .. A
mio cognato, m. A mon beau-i'rère, m. To my brother in law 0 — A mia cugina, f.
A ma cousine, f. To my cousin 0 = A mio cugino, m. A mon cousin, m. To my
cousin et . A mia figlia, f. A ma lì lie, f. To my daughter V .. A mio figlio,
m. A mon iils, m. To my son 1 - A mio fratello, m. A mon frère, m . To my
brother A mio genero, m. A mon gendre, m. To my son in law I ~. A mia madre, f.
A ma mère, f. To my mother ( .. A mio marito, m. A mon mari, m. To my husband
•«. — Anime, pi. Ames, pi. -^ — Animale, m.* Animal, m. — Animali, pi. Animaux,
pi. \ . . Animo, m. Entendement (!'), m, ? - Animo ! av. Courage! av. ? =
Anitra, f. Canard, m. p Anno, m. Année, f. ? ." Anni, plu. m. Ans, m. pi.
V — Anno nuovo (1), m. Le nouvel an, m. V = Anno passato (1'), m. Année
dernière (1'), f. v . Anoi, dat. pi. A nous, dat. pi. v .. Antenato, m. Aïeul,
m. 0 — Antenati, pi. Aïeux, pi. 0 = Antichità, f. Antiquité, f. 0 . Antichità,
pi. Antiquités, pi. 0 .. Antico, m. Antique, m. / - Antichi, pi. Antiques,, pL
/ = Antica, f. Antique, f. / -1 Antipatia, f. Antipathie, f. / " Anzi, av.
piuttosto Plutôt, adv. A — Antipatica, ag. f. Antipathique, ad. f. A = Antro,
m. Antre, m. A • A parte, av. A part, adv. A •• A posta, av. Exprès, adv. T- A
posta, a bella posta, av. Exprès, adv. T = Apostolo, m. Apôtre, m. T •
Apparenza, f. Apparence, f. T • Apparenza di riuscita, f. Apparence de succès,
f. To my uncle To my aunt 111 111 Sick man Sick men Sick woman Sick women
Trustee (executor) Trustees (executors) Administration Remonstrance
Remonstrances Disturbance Amnesty Love Amorously Analysis Too Again Also Anchor
Anchors Come on ! Alley Ring Rings Angel Angels Corner Corners Soul Souls
Animal Animals Understanding Courage . Duck Year Years The new yea* Last year
To us Forefather Forefathers Antiquity Antiquities Antique Antique Antique
Antipathy Sooner Den Aside Purposely Purposely Apostle Appearance Appearance of
success r APP— AÏIR L - Appartamento, m. Appartement, m. Apartment L =
Appartamenti, pi. Appartements, pi. Appartments L • Appena, av. A peine, adv.
Hardly L •• Appendice, f. Supplément, m. Supplement ( - Appetito, m. Appétit,
m. Appetite ( = Applauso, m. Applaudissement, m. Applause ( . Applausi, pi.
Applaudissements, pi. Clapping ( •• Applicazione, f. Application, f.
Application H - Applicazioni, pi. Applications, pi. Applications H = Appoggio,
m. Appui, m. Support H - Appoggi, pi. Appuis, pi. Supports H .- Apposta, av.
Exprès, adv. On purpose 1 — Appresso, av. Auprès, adv. Close by 1 =
Appuntamento, m. Accord, m. Agreement 1 • Appuntamenti, pi. Accords, pi.
Agreements 1 •■ Appunto, av. Précisément, adv. Precisely o — Aprile, m. Avril,
m. April o = A quello che sento A ce que j'apprends As I understand 0 . Aquila,
f. Aigle, f. Eagle 0 .. Aquilone, m. Aquilon, m. North wind 1 - Arabo (P), m.
Arabe (P), m. Arabian 1 = Arabo, m. Arabe, m. Arabian 1 . Arabi, pi. Arabes,
pi. Arabians 1 .. Arabia, f. Arabie, f. Arabia ) - Arancio, m. Orange, f.
Orange ) = Aranci, pi. Oranges, pi. Oranges ) . Aratro, m. Charrue, f. Plough )
.. Aratri, pi. Charrues, pi. Ploughs H Arboscello, m. Arbrisseau, m. Shrub + =
Arboscelli, pi. Arbrisseaux, pi. Shrubs + • Archibugiata, f. Coup de feu, m.
Shot + •• Archibugiate, pi. Coups de feu, pi. Shots '>» — Arco, m. Arc, m.
Arch ^ = Arcobaleno, m. Arc-en-ciel, m. Rain-bow "*«. Arditamente, av.
Hardiment, adv. Without fear *»•« .. Ardore, m. Ardeur, f. Warmth p - Ardori,
pi. Ardeurs, pi. Heats p = Argento, m. Argent, m. Silver p . Argilla, f.
Argile, f. Clay p .. Argomento, m. Argument, m. Argument V - Argomenti, pi.
Arguments, pi. Arguments V = Aria, f. Air, m. Aii- V . Aridità, f . Aridité, f.
Barrenness v .. Arietta, f. Ariette, f. Tune 0 — Aritmetica, f. Arithmétique,
f. Arithmetic 0 = Arlecchino, m. Arlequin, m. Harlequin 0 . Armadio, m.
Armoire, f. Cupboard 0 .. Armadio a scrittojo, m. Commode, f. Chest of drawers
/ - Armamento, m. Armement, m. Armament / = Armata, f. Armée, f. Army / .
Armate, pi. Armées* pi. Armies / .. Arme, f. Arme, f. Arm A - Armi, pi. Armes,
pi. Arms] A = Armento, m. Troupeau, m. Drove, flock A • Armenti, pi. Troupeaux,
pi. Droves, flocks A .. Armonia, f. Harmonie, f. Harmony T — Aromato, m.
Aromate Spice T = Aromati, pi Aromates, pi. Spices T . Arpa, f. Harpe, f. Harp
T •• Arresto, m. Saisie, m. Seizure 549 350 ARR— ATI. L - Arrivo, m. Arrivée,
f. L = Arrosto, m. Rôti, m. L • Arsenale, m. Arsenal, m. L •• Arte, f. Art, m.
( - Arti, pi. Arts, pi. ( = Articolo, m. Article, m. ( . Articoli, pi.
Articles, pi. ( •• Artista, m. Artiste, m. H - Artisti, pi. Artistes, pi. H =
Artiiiziale, ag. m. Artificiel H • Artiflziali, pi. Artificiels, pi. H ••
Artifiziale, ag. f. Artificielle, adj. f. 1 - Artifìziali, pi. Artificielles,
pi. 1 = Asia, f. Asie, f. 1 • Asiatico, m. Asiatique, m. Asiatici, pi.
Asiatiques, pi. o — Asino, m. Ane, m. o = Asini, pi. Anes, pi. 0 . Asina, f.
Anesse, f. 0 . Aspetto, m. Aspect, m. "I - Assai, av. Assez, adv. 1 =
Assedio, m. Siège, m. 1 . Assenza, f. Absence, f. 1 .. Assettamento, m.
Ajustement, m. ) - Assortimento, m. Assortiment, m. ) - Assortimenti, pi.
Assortiments, pi. ) . Astro, m- Astre, m. ) .. Astri, pi. Astres, pi. H Astuto,
m. Rusé, m. + = Astati, pi. Rusés, pi. + . Astuta, f. Rusée, f. + .. Astute,
pi. Rusées, pi. -^ Astuzia, f. Ruse -^. = A tavola rotonda, f. A table d'hôte,
f. «^ A sua cognata, f. A sa belle-sœur, f, ^ . . A suo cognato, m. A son
beau-frère, m. ? - A sua cugina, f . A sa cousine, f. ? = A suo cugino, m. A
son cousin, m. 0 A sua figlia, f. A sa fille, f . P •' A suo figlio, m. A son
fils, m. V - A suo fratello, m. A son frère, m. V = A suo genero, m. A son
gendre, m. V • A sua madre, f. A sa mère, f. v .. A suo marito, m, A son mari,
m. 0 — A sua moglie, f. A sa femme, f. 0 = A suo nonno, m. A son grand-père, m
0 . A sua nonna, f . A sa grand'mère, f. 0 .. A sua nuora, f. A sa bru, f. / -
A suo nipote, m. A son neveu, m. / = A suo padre, m. A son père, m. / . A sua
sorella, f. A sa sœur, f. / .. A sua maestà f . A sa majesté, f. A — A sua
santità, f. A sa sainteté, f. A = A sua altezza, f. A son altesse, f. A • A sua
eccellenza, f. A son excellence, f. A •• A suo zio, m. A son oncle, m. T = A
tastoni, av. A tâtons, adv. T- A te, dat. A toi, dat. T • Atene, f. (citta)
Athènes ( ville ) T •- Atlantico, ag. m. Atlantique, adj. m. Arrivai Roasted
meat Arsenal Art Arts Article Articles Artist Artists Artificial Artificial
Artificial Artificial Asia Asiatic Asiatics Ass (she) Aspect Enough Siege Absence
Accomodation Set Sets Star Stars Cunning Cunning Cunning Cunning Cunning An
ordinary To his sister in law To his brother in law To his cousin To his cousin
To his daughter To his son To his brother To his son in law To his mother To
his husband To his wife To his grand father To his grand mother To his daughter
in law To his nephew To his father To his sister To his majesty To his holyness
To his highness To his excellency To his uncle Groping along To thee Athens
Atlantic ATO— AUS 551 L - Atomo, m. Atome, m. Atom L = Atrabiliare, m.
Atrabilaire, m. Melancholic L ■ A traverso, av. A travers, adv. Through L •• A
tradimento, av. Traîtreusement, adv. Treacherously ( - Atrio, m. Vestibule, m.
Entrv ( = Attacco, m. Prise, f. Hold" ( • Atteggiamento, m. Posture, f.
Posture ( •• Atteggiamenti, pi. Postures, pi. Postures -*- Attempato, ag. m.
Agé, adj. m. Old H = Attempati, pi. Agés, pi. Old H . Attempata, ag. f. Agée,
adj. f. Old H .. Attempate, pi. Agées, pi. Old 1 - Attenzione, f. Attention, f.
Attention 1 = Attesoché, av. Attendu que, adv. Knowing that 1 • Attestato, m.
Attestation, f. Affidavit 1 •• Attitudine, f. Adresse, f. address o — Attività,
f. Activité, f. Activity o = Atto, m. Acte, m. Act o . Attonito, ag. m. Étonné,
adj. m. Astonished 0 .. Attoniti, pi. Étonnés, pi. Astonished 1 - Attonita, ag.
f. Étonnée, adj. f. Astonished 1 = Attonite, pi. Étonnées, pi. Astonished 1 .
Attore, m. Acteur, m. Player 1 .. Attori, pi. Acteurs, pi. Players ) - Attor
tragico, m. Tragédien, m. Tragedian ) = Attorno, av. Autour, adv. About ) .
Attrazione, f. Attraction, f. Attraction ) .. Attributo, m. Attribut, m.
Attribute -f — Attributi, pi. Attributs, pi. Attributes + = Attrice, f.
Actrice, f. Actress + . Attrice di tragedia, f. Tragédienne, f. Tragedian + ..
Attuale, ag. m. f. Actuel, adj. m., actuelle f. Now -"^ — Attuali, pi.
Actuels, pi. m. actuelles, Now ^■s = Attuario, m. Greffier, m. [pi. f. Register
"Xv . Attuar j, pi. Greffiers, pi. Registers --. .. A tua cognata, f. A ta
belle-sœur To thy sister in law p - A tuo cognato, m. A ton beau-frère, m. To
thy brother in law p = A tua cugina, f. A ta cousine, f. To thy cousin p . A
tuo cugino, m. A ton cousin, m. To thy cousin p .. A tua figlia, f. A ta fille,
f. To thy daughter v - A tuo figlio, m. A ton fils, m. To thy son v - A tuo
fratello, m. A ton frère, m. To thy brother v . A tuo genero, m. A ton gendre,
m. To thy son in law v .. A tua madre, f A ta mère, f. To thy mother 0 — A tuo
marito, m. A ton mari, m. To thy husband 0 = A tua moglie, f. A ta femme, f. To
thy wife 0 . A tuo nonno, m. A ton grand-père, m. To thy grand father 0 .. A
tua nonna, f. A ta grand-mère, f. To thy grand mother / - A tua nuora, f. A ta
bru, f. To thy daughter in law / = A tuo nipote, m. A ton neveu, m. To thy
nephew / . A tua nipote, f. A ta nièce, f. To thy niece / .. A tuo padre, m. A
ton père, m. To thy father A - A tua sorella, f . A ta sœur, f. To thy sister A
- A tuo zio, m. A ton oncle, m. To thy uncle A • A tua zia, f. A ta tante, f.
To thy aunt A .. Aumentativo, m. Augmentatif, m. Augmentative T- Aumento, m.
Augmentation, f. Augmentation T = A un dipresso, av. Presque, adv. Almost T •
Aurora, f. Aurore f. Dawn T • Austria, f Autriche, f Austria Austriaco, in.
Austriaci, pi. Auna, f. Aune, pi. Autore, m. Autori, pi. Autorità, f. Autrice,
f. Autunno, ni. Avarizia, f. Avena, f. Avania, f. Avanti, av. Avanzamento, m.
avanzamenti, pi. Avanzo, m. Avanzi, pi. Avaro, ag. m. Avari, pi. Avara, ag. f.
Avare, pi. A vicenda, av. A voi, dat. pi. A vostra cognata, f. A vostro
cognato, m. A vostra cugina, f. A vostro cugino, m. A vostra figlia, f A vostro
figlio, m. A vostro fratello, m. A vostro genero, m. A vostra madre, f. A
vostro marito, m. A vostra moglie, f . A vostro nonno, m. A vostra nuora, f. A
vostro nipote, m. A vostra nipote, f. A vostro padre, m A vostra sorella, f. A
vostra maestà, f. A vostra santità, f. A vostra altezza, f. A vostra eccellenza
A vostro zio, m, A vostra zia, f. Avvenire, m. Avvedimento, m. Avventore, m.
Avventori, pi. Avventura, f. Avventure, pi. Avverbio, m. Avverbi, pi. Avversa,
f. ag. Avverso, adj. m. ' Avvisatore ( avviso Avviso, [pubblico, Avviso, m.
Azioni di grazie, f . pi AUS— AZI Autrichien, m. Autrichiens, pi. Aune, f.
Aunes, pi. Auteur, m. Auteurs, pi. Autorité, f. Auteur, f. Automne, m. Avarice,
f. (cupidité, f.) Avoine, f. Avanie, f. Avant, adv. Avancement, m. Avancements,
pi. Le reste, m. Les restes, pi. Avare, adj. m. Avares, pi. Avare, adj. f.
Avares, pi. Réciproquement, adv. A vous, dat. pi. A votre belle-sœur, f. A
votre beau-frère, m. A votre cousine, f. A votre cousin, m. A votre fille, f. A
votre fils, m. A votre frère, m. A votre gendre, m. A votre mère, f. A votre
mari, m. A votre femme, f. A votre grand-père, m. A votre grand'mère, f. A
votre neveu, m. A votre nièce, f. A votre père, m. A votre soeur, f. A votre
majesté, f. A votre sainteté, f. A votre altesse, f . A votre excellence, f. A
votre oncle, m. A votre tante, f. Avenir, m. Jugement, m. Chaland, m. Chalands^
pi. Accident, m. Accidents, pi. Adverbe, m. Adverbes, pi. Adverse, adj. f. Adverse,
adj. m. al Petites affiches, f. pi. m.) Avis, adv. Avis, m. Actions de grâces,
f. pi. Austrian Austrians Eli Elis Author Authors Authority Author (female)
Autumn Avarice Oats Oppression Before Advancement Advancements Remainder
Remains Covetous Covetous Covetous Covetous Reciprocally To you To your sister
in law To your brother in law To your cousin To your cousin To your daughter To
your son To your brother To your son in law To your mother To your husband To
your wife To your grand father To your grand mother To your nephew To your
niece To your father To your sister To your majesty To your holiness To your
highness To your excellency To your uncle To your aunt Future Judgement
Customer Customers Accident Accidents Adverb Adverbs Adverse Adverse Small announces
Notice Advice Thanksgiving BAC— BEC B 553 L - Bacino, m. Cuvette, f. L = Bacio,
m. Baiser, m. L • Baci, pi. Baisers, pi. L .. Baffi, m. pi. Moustache, f. ( -
Bagaglio, m. Bagage, m. ( = Bagatella, f. Bagatelle, f. ( • Bagno, m. Bain, m.
( •• Bagni, pi. Bains, pi. H- Baja, f. Plaisanterie, f. H = Baionnetta, f.
Baïonnette, f. H . Baïonnette, pi. Baïonnettes, pi H •• Baleno, m. (lampo, m.)
Éclair, m. 1 - Baleni (lampi), pi. Éclairs, pi. 1 = Balia, f. Nourrice, f. 1 •
Ballo, m. Bal, m. 1 •• Balli, pi. Bals, pi. o — Bambino, m. Bambin (ou petit
enfant) o = Bambini, pi. Bambins (petits enfants) o . Banca, f. Banque, f. 0 ..
Banchiere, m. Banquier, m. 1 - Bara, f. Cercueil, m. 1 = Barba, f. Barbe, f. 1
. Barbe, pi. Barbes, pi. 1 .. Barbaro, ag. m. Barbare, adj. m. ) - Barbari, pi.
Barbares, pi. ) = Barbara, ag. f. Barbare, adj. f. ) . Barbare, pi. Barbares,
pi. ) .. Barbaramente, ad. Cruellement, adv. + — Barbarie, f. Cruauté, f.
(barbarie f.) + = Barbarismo, m. Barbarisme, m. + . Barbiere, m. Barbier, m. +
.. Barcajuolo, m. Batelier, m. ^ — Barcellona, f. (citta) Barcelonne, f.
(ville) -V» = Barometro, m. Baromètre, m. -^ Barone, m. Baron, m. ^». ..
Baronnessa, f. Baronne, f. p - Basilica, f. Basilique, î. p = Basso, ag. m.
Bas, m. p . Bassi, pi. Bas, pi. p .. Bassa, ag. f Basse, adj. f. V - Basse, pi.
Basses, pi. V = Basta, ad. Assez, adv. V . Bastimento, m. Bâtiment, m. V ..
Bastimenti, pi. Bâtiments, pi. 0 — Bastone, m. Canne, f. 0 = Battaglia, f.
Bataille, f. 0 . Battaglie, pi. Batailles, pi. 0 .. Battello, m. Bateau, m. / -
Battelli, pi. Bateaux, pi. / = Batello a vapore, m. Bateau à vapeur, m. / •
Batelli a vapore, pi. Bateaux à vapeur, pi. / .- Battesimo, m. Baptême, m. A -
Baule, m. Malle, f. A = Bauli, pi. Malles, pi. A . Beccaccia, f. Bécasse, f. A
•• Beccacce, pi. Bécasses, pi. Bason Kiss Kisses Mustaches Trifle Bath Baths
Jesting Bayonet Bayonets Lightning Lightnings Nurse Ball Balls Babe Babes Bank
Banker Coffin Beard Beards Savage Savage Savage Savage Cruelly Barbarity
(cruelty) Babarism Barber Boat man Barcellona Barometer Baron Baroness Basilic
Low Low Low Low Enough Ship Ships Cane Battle Battles Boat Boats Steam boat
(steamer) Steamers (steam boa! Baptism Trunk Trunks Woodcock Woodcocks Beffa,
f. (Celia) Beffe, pi. (Celie) Belbello, av. Belgica, f. Belgio, m. Belgi, pi.
Bella, f. Belle, pi. Bello, ag. m. Belli, pi. Bella, f. Belle, pi. Bel sesso, m
Bellezza, f. Bellezze, pi. Bene, av. Benché, av Benefìcio, m. Ben fatto, ag. m.
Ben gli sta, av. Benissimo, ad. Berlino, m. (città) Berna, f. (citta) Berretta,
f. Bestia, f. Bestie, pi. Bianca, ag. f. Bianche, pi. Bianco, m. Bianchi, pi.
Bibbia, f. Biblioteca, f. Biblioteche, pi. Bibliotecario, m. Bicchiere, m.
Bicchieri, pi. Bigio, m. Biglietto, m. Biglietto amoroso Bilancia, f. Biondo,
m. ag. Biondi, pi. Bionda, f. ag. Bionde Birbante, m. Birbanti, pi. Birra, f.
Biscotto, m. Biscotti Bisogno, m. Bisogni, pi. Bocca, f. Boccetta, f. Boccette,
pi. m. Bologna, f. (città) Bologna su mare Bontà, f. Bontà, pi. Bordo, m. BEF—
BOR Raillerie, f. Railleries, pi. Doucement, ad. Belgique, f. Belge, m. Belges,
pi. Charmante, t. Charmantes, pi. Beau, adj. m. Beaux, pi. Belle, adj. f.
Belles, pi. Beau sexe, m. Beauté, f. Beautés, pi. Bien, adv. Quoique, adv.
Bienfait, m. Bien fait, adj. m. Cela lui va bien, adv. Très-bien, adv. Berlin
(ville) Berne (ville) Bonnet, m. Bête, f. Bêtes, pi. Blanche, adj. f. Blanches,
pi. Blanc, m. Blancs, pi. Bible, f. Bibliothèque, f. Bibliothèques, pi.
Bibliothécaire, m. Verre, m. Verres, pi. Gris, m. Billet, m. Billet doux
Balance, f. Blond, adj. m. Blonds, pi. Blonde, adj. f. Blondes, pi. Fripon, m.
Fripons, pi. Bière, f. Biscuit, m. Biscuits, pi. Besoin, m. Besoins, pi.
Bouche, f. Flacon, m. Flacons, pi. Bourreau, m. Bologne, f . Boulogne-sur-Mer
(ville) Bonté, f . Bontés, pi. Bord d'un vaisseau, m. Raillery Gibings Softly
Belgium Belgian Belgians Lovely (beautiful) Lovely (beautiful) Fine Fine Fine
Fine Fair sexe Beauty Beauties Well Though Favour Well shaped He deserves it
Very well Berlin Bern Cap Beast Beasts White White White White Bible Library
Libraries Librarian Drinking glass Drinking glasses Grey Ticket Love letter
Scales (pair of) Light complexion Light complexion Light complexion Light
complexion Rogue Rogues Beer Biscuit Biscuits Want Want Mouth Flagon Flagons
Hangman Bologna Bologna Goodness Goodness Side of a ship BOR— BUR 555 L -
Bordi, pi. Bords d'un vaisseau, pi. Sides of ships L = Borgo, m. Bourg, m.
Borough L • Borghi, pi. Bourgs^ pi. Boroughs L •• Borsa, f. Bourse, f. Purse (
- Borsa, f. (camhio)m. [to) Bourse, f. change [te) Exchange ( = Boschetto
(andito coper- Bocage, m. (allée couver- Grove ( • Boschetti (anditi coper-
Bocages, pi. (allées cou- Groves ( •• Bosco, m. [ti), p. Bois, m. [vertes, pi.)
Wood H- Boschi, pi. Bois, pi. Woods H = Botte, f. Tonneau, m. Tun H . Botti,
pi. Tonneaux, pi. Tuns H •• Bottega, f. Boutique, f. Shop 1 - Botteghe, pi.
Boutiques, pi. Shops I - Bottega da caffé, f. Boutique de limonadier,
Coffee-house Bottega da lavoro, f. Atelier, m. [f. Workshop ï .'■ Botteghe da
lavoro, pi. Ateliers, pi. Workshops 0 — Bottiglia, f. Bouteille, f. Bottle 0 =
Bottiglie, pi. Bouteilles, pi. Bottles o . Bottiglia da vino, f. Bouteille à
vin, f. Wine bottle o .. Bottiglie da vino, pi. Bouteilles à vin, pi. Wine
bottles 1 — Bottone, m. Bouton, m. Button 1 = Bottoni, pi. Boutons, pi. Button?
1 ■ Bove, m. (vivente) Bœuf, m. (vivant) Ox 1 .. Bovi, pi. Bœufs, pi. Oxen ) -
Braccio, m. Bras, m. Arm ) = Braccia, f. pi. Bras, pi. Arms ) • Braci uola, f.
Côtelette, f. Chop ) .. Braciuole, pi. Côtelettes, pi. Chops + — Brasile, m.
Brésil, m. Brazil + = Bravo, m. Brave, m. Brave + . Bravo, av. Bravo! adv. (à
merveille) Bravo + .. Briglia, f Bride, f. Briddle k* — Brodo, m. Bouillon, m.
Broth h** = Bruno, m. Brun, m. Brown L Bruna, f. Brune, f. Brown S- . .
Bruselles, f. (citt'ì) Bruxelles, f. (ville) Brussels p — Brutto, m. Laid, m.
Ugly P = Brutti, pi. Laids, pi. ugly P . Brutta, f. Laide, f. Ugly P •• Brutte,
pi. Laides, f. Ugly V — Buco, m. Trou, m. Hole V = Buco della chiave, m. Trou
de la serrure, m. Key hole V • Budella, pi. f. Boyaux, pi. f. Bowels V ••
Bugia, f. Menterie, f. Lying 0 — Bugie, pi. Menteries, pi. Lies 0 = Bugia, f.
(candeliere) Bougeoir, m. A flat candlesteck 0 Bujo, m. Ohscur, m. Dark,
obscure 0 .. Buona cera, f. Bonne mine, f. Fine appearance / - Buon giorno, m.
[av. Bonjour, adv. How do you do ? / = Buon grado mal grado, Bon gré mal gré,
adv. Willing / . Buonissimo, ag. m. sup. Très-bon, adj. m. superi. Very good /
■• Buonissimi, pi. Très-bons, pi. Very good A - Buonissima, ag. f. super.
Très-bonne, adj. m. sup. Very good A = Buonissime, pi. Très-bonnes, pi. Very
good A • Buono, m. Bon, m. Good A •• Buoni, pi. Bons, adj. pi. Good T - Buona,
ag. f. Bonne, adj. f. Good T = Buone, pi. Bonnes, pi. Good T . Burla, f. Niche,
f. Trick (roguish) T •• Burle, pi. Niches, pi. Tricks 55G L — ] Busto, m. L =
[Butirro, m. BUS— CAM 1 Buste, m. [Beurre, m. IBu&t 1 Botter L • [Caccia,
f. [Cacciagione, f. Cacciatore, m ( == Cacciatori, pi. Cadice, f. (citta)
Caffè, m. H- Cagna, f. -\ = Calcagno, m. H . Calcagni, pi. H •• Caldo, ag. m. 1
- Caldi, pi. 1 = Calda, ag. f. 1 • Calde, pi. 1 •• Caldamente, av. o — Calesso,
m. o = Calore, m. o . Calunnia, f. 0 .. Calunnie, pi. 1 — Calunniatore, m. 1 =
Calunniatori, pi. 1 . Calza, f. 1 .. Calze, f. pi. ) - Calzolajo, m. ) = Calzolai,
pi. ) . Calzoni, m. pi. ) .. Cambiale, f. + — Cambiali, pi. + = Camera del
senato, f. + . Camera da letto, f . 4- •• Camera, f. *■** — Camere, pi. •^ =
Camera, f. ^ . Camere, pi. •""«* . . Cameriera, f. p - Cameriere, pi.
p = Cameriere, m. p . Camerieri, pi. p .. Camicia d'uomo, f. V - Camicie
d'uomo, pi. V = Camicia da donna, f. V . Camicie da donna, pi. v .. Cammino, m.
0 — Cammino di ferro, m. 0 = Cammini di ferro, pi. 0 . Cammin facendo, av. 0 ..
Campagna, f. (t. milit.) 1 ~ Campagne, pi. 1 = Campagna, f. / • Campagne, pi. /
•• Campana, f. A - Campane, pi. A = Campanella, f. A - Cambione, m. A.J
Campioni, pi. Chasse, f. Hunting, Fowling Gibier, m. Game Chasseur, m Sportsman
Chasseurs, pi. Sportsmen Cadix, f. (ville) Cadix Café, m. Coffee Chienne, f.
Bitch Talon, m. Heel Talons, pi. Heels Chaud, adj. m. Warm Chauds, pi. Warm
Chaude, adj. f. . Warm Chaudes, pï. Warm Chaudement, adv. Warmly Calèche, f.
Calash Chaleur, f. Heat Calomnie, f. Calumny Calomnies, pi. Calumnies
Calomniateur, m. Calumniator Calomniateurs, pi. Calumniators Bas, m. Stocking
(a) Bas, m. pi. Stockings Cordonnier, m. Shoemaker Cordonnier^ m. pi Shoemakers
Hauts de chausses, m. Breeches Lettre de change, f. Bill of exchange Lettres de
changes, pi. Bills of exchange Chambre du sénat, f. Senate house Chambre à
coucher, f. Bed chamber Chambre, f. Boom Chambres, pi. Booms Chambre, f.
Chamber Chambres, pi. Chambers Femme de chambre, f. Chamber-maid Femmes de
chambres, pi. Chamber-maids Valet de chambre, m. Valet Valets de chambre, pi.
Valets Chemise d'homme, f. Shirt Chemises d'hommes, pi Shirts Chemise de femme,
f. Shift Chemises de femmes, pi. Shifts Cheminée, f. Chimney Chemin de fer, m.
Bail road (rail way) Chemins de fer, pi. Bail roads (rail ways) Chemin faisant,
adv. Going along Campagne, f. Campaign Campagnes, pi. Campaigns Campagne, f.
Country Campagnes, pi. Countries Cloche, f. Bell Cloches, pi. Bells Sonnette,
f. Small bell Échantillon, m. sample Échantillons, pi. !' Samples CAM— CAP L —
Campanile, m . Clocher, m. Steeple L = Campanili, pi. Clochers, pi. Steeples
Campo, m. (L milit.) Camp, m. (t. mil.) Camp Campo, m. Champ, m. Field ( —
Campi, pi. Champs, pi. Fields ( == Canale, m. Canal, m. Canal (channel) Canali,
pi. Canals, pi. Canals (channels) Canapa, f. Chanvre, m. Hemp H- Canapè, m.
Canapé, m. Canopy H = Canapo, m. Câble, m. Cable H • Canapi, p . Câbles, pi.
Cables H •• Canarino, m. Serin, m. Canary-bird ! - Canarini, pi. Serins, pi.
Canary-birds 1 = Canarina, f. Serine, f. Canary-hen 1 • Cancello, m. Grille, f.
Railling 1 •• Cancelli, pi. Grilles, pi. Raillings o — Candela, f. Chandelle,
f. Candle 0 = Candele, pi. Chandelles, pi. Candles 0 . Candela di cera, f.
Bougie, f. Wax-light o .. Candele di cera, pi. Bougies, pi. Wax-lights 1 -
Candeliere, m. Chandelier, m. Candlestinck 1 = Candelieri, pi. Chandeliers, pi.
Candlestincks 1 . Cane, m. Chien, m. Dog 1 .. Cani, pi. Chiens, pi. Dogs ) -
Canicola, f. Canicule, f. Dog days ) = Cannella, f. Cannelle, f. Cinnamon ) .
Cannonata, f. Coup de canon, m. Canon shot ) .. Cannonate, pi. Coups de canon,
pi. Canon shots + — Cannone, m. Canon, m. Gun + = Cannoni, pi. Canons, pi. Guns
4- . Cantatrice, f. Cantatrice, f. Singer + .. Cantatrice, f. Chanteuse, f.
Singer (songstress) ■^ — Cantatrici, pi. Chanteuses, pi. Singers «•> =
Cantatrice sonatrice, f. Musicienne, f. Musician *s. . Cantina, f. Cave, f.
Cellar ^ . . Canto, m. Chant, m. Singing P - Canti, pi. Chants, pi. Singing P =
Cantore, Sonatore, m. Musicien, m. Musician P • Cantore, m. Chanteur, m. Singer
P •• Cantori, pi. Chanteurs, pi. Singers V — Capace, ag. m. Habile, adj. m.
Able V = Capacita, f. Capacité, f. Capacity V . Capanna, f. Cabanne, f. Cabin v
.. Capello, m. Cheveu, m. Hair u — Capelli, pi. Cheveux, pi. Hairs 0 =
Capezzale, m. Traversin, ni. Bolster Capitale, m. Capital, m. Capital o ..
Capitano, m. Capitaine, m. Captain / - Capitombolo, m. Culbute, f. Tumble / =
Capo, m. Tête, f. Head / • Capo, m. (t. de geo.) Cap, m. (t. de géogr.) Cap /
•• Capo di famiglia, m. Chef de famille, m. Head of family A — Cappellajo, m.
Chapelier, m. Hatter A = Cappellaj, pi. Chapeliers, pi. Hatters A . Cappellano,
m. Chapelain, m.(aumônier) Chaplain A .. Cappello, m. Chapeau, m. Hat T -
Cappelli, pi. Chapeaux, pi. Hats T = Cappello da donna, f. Chapeau de femme, m.
Bonnet T ■• Cnppelli da donna, pi. Chapeaux de femme, pi. Bonnets T ■ Cappone,
m. Chapon, m. Capon 47. 557 558 CAR— CAT L — Cara, ag. f. Chère, adj. f. Dear L
= Care, pi. Chères, pi. Dear L • Carraffa, f. Carafe, f. Decanter L • Carbone,
m. Charbon, m. Charcoal C - Carbone di terra, m. Charbon de terre, m. Coals ( =
Carezza, f. Caresse, f. Caress ( • Carezze, pi- Caresses, pi. Caresses ( ..
Cara, ag. f. Chère, adj. f. Dear H- Care, pi. Chères, pi. Dear -1 = Caro, ag.
m. Cher, adj. m. Dear H • Caro amico, m. Cher ami, m. Dear friend H •• Cara
amica, f. Chère amie, f. Dear friend 1 - Cari, pi. Chers, pi. Dear 1 -
Caricatura, f. Caricature, f. Caricature I ■ Caricature, pi. Caricatures, pi.
Caricatures 1 .- Carissimo, ag. m. superi. Très-cher, adj. m. superi. Dearly
beloved o — Carissimi, pi. Très-chers, pi. Dearly beloved o = Carissima, ag. f.
superi. Très-chère, adj. f. sup. Dearly beloved o . Carissime, pi. Très-chères,
pi. Dearly beloved 0 .. Carità, f. Charité, f. Charity 1 - Carnagione, f.
Teint, m. Complexion 1 = Carne, f. Viande, f. Meat 1 . Carne, f. (umana) Chair,
f. (humaine) Flesh 1 •• Carnevale, m. Carnaval, m. Carnival ) - Carrozza, f.
Carrosse, m. Coach ) = Carta, f. Papier, m. Paper ) . Carretta, f. Charrette,
f. Cart ) .. Carro, m. Chariot, m. Waggon + — Carri, pi. Chariots, pi. Waggons
+ = Carta geogralica, f. Carte de géographie, f. Map -f . Carte geografiche,
pi. Cartes de géographie, pi. Maps + .. Carte da giuoco, f. pi. Cartes à jouer,
f . pi. Cards (to play with) \ — Casa, f. Maison, f. House "*■*. = Case,
pi. Maisons, pi. Houses -^ . Casa rurale, f. Maison champêtre, f. Country-house
^» . . Cascina, f. Laiterie, f. Dairy ? - Cascine, pi. Laiteries, pi. Dairies 0
= Casino, m. Maison de campagne, f. Country-house p . Caso, m. Cas, m. Case ?
.. Casi, pi. Cas, pi. Cases V — Cassa, f. Caisse, f. Chest V = Casse, pi.
Caisses, pi. Chests V - Casserola, f. Casserole, f. Sauce pan V .. Casserole,
pi. Casseroles, pi. Sauce pans 0 — Castello, m. Château, m. Castle 0 =
Castelli, pi. Châteaux, pi. Castles 0 . Castigo, m. Punition, fem. Punishment 0
.. Castità, f. Chasteté, f. Chastity / Castrato, m. Mouton, m. Sheep 7 -
Castrati pi. xMoutons, pi. Sheep / . Casuale,' ag. m. f. Casuel, adj. m. f.
Casual / •• Casuali, pi. Casuels, pi. Casual A - Catacombe, f. pi. Catacombes,
f. pi. Catacombes A = Catena, f. Chaîne, f. Chain A . Catene, pi. Chaînes, pi.
Chains A •• Cattivo, m. ag. Mauvais, m. adj. Bad T - Cattivi, pi. Mauvais, pi.
Bad T = Cattiva, f. Mauvaise, f. Bad T • Cattive, pi. Mauvaises, pi. Bad T ..]
Cattivissimo, ag. m. sup.l Très-mauvais, adj. m. Very bad CAT— CHI 559 L -
Cattivissimi, pi. Très-mauvais, pi. Very bad L = Cattivissima, ag. m. sup.
Très-mauvaise, adj. f. s. Very bad L • Cattivissime, pi. Très-mauvaises, pi.
Very bad L •• Cattivo, m. Méchant, m. Wicked ( - Cattivi, pi. Méchants, pi.
Wicked ( = Cattivi, pi. (i) Méchants (les), pi. Wicked (the) ( • Cattiva, f.
Méchante, f. Wicked ( .- Cattive, pi. Méchantes, pi. Wicked H- Cava, f. (di
pietre) Carrière, f. Quarry H = Cavaliere, m. Chevalier, m. Cavalier H •
Cavaliere, m. (t. mil.) Cavalier, m. (t. mil.) Trooper H •• Cavalieri, pi.
Cavaliers, pi. Troopers j — Cavalleria, f. Cavalerie, f. Cavalry j = Cavallo,
m. Cheval, m. Horse Cavalli, pi. Chevaux, pi. Horses Caverna, f. Caverne, f.
Cavern o — Caverne, pi. Cavernes, pi. Caverns o — Ce, pron. Nous, pron. Us
Cedro, m. Cèdre, m. Cedar-tree Cedri, pi. Cèdres, pi. Cedar-trees 1 — Celibe,
m. Célibataire, m. Single man "1 = Cena Souper Supper Cencio, m. Chiffon,
m. Ray Cenci, pi. Chiffons, pi. Rays ) _ Cenere, f. Cendre, f. Ashes ) ==
Ceneri, pi. Cendres, pi. Ashes Cera, f. Cire, f. Wax Cenno, m. Signe, m. Sign
-I-. — Certamente, av. Certainement, adv. Certainly + = Cerase, f. pi. Cerises,
f. pi. Cherries + . Cervello, m. Cerveau, m. Brain + .. Cervello, m. Cervelle,
f. Brains ">N Cesare, m. César, m. Cesar ^ = Che ? pr. interr. Quoi?pr.
inter. What? "v., Che, pr. pi. Qui, pr. rei. That ">. . . Che,
pron. Qui, que, pron. Who (whom) f — Che che ne sia, av. Quoi qu'il en soit,
adv. Be that as it may ? = Che trovate a dire? av. Que trouvez-vous à dire?
What have you to say ? P • Che, conj. Que, conj. [adv. That ? •• Che, pron.
rei. Qui, pr. rei. Which [him? V - Che c'è? pron. rei. Qu'y-a-t-il ? What is
the matter with V = Che dire di...? Que dire de...? What is to be said of ? v .
Che ora è? av. Quelle heure est-il ? What 'scloch is it? v .. Che pensare? Que
penser ? What is to be thought of? o — Che, (il quale), pr. rei. Qui, (que,
lequel), pr. r. Which (who) o = Chi, (quale, quali), pr. r. Qui, (lequel,
lesquels) Which (who) o . Chi, pron. Qui, (celui qui), pron. Who 0 .. Chi,
(quale, la quale), p. r Qui, (lequel, laquelle) Which (whom) / ~ Chi, (quali,
le quali), pi. Qui, (que, lesquelles), p. Which (whom) / = Chiave, f. Clef, f.
Key / • Chiavi, pi. Clefs, pi. Keys / •- Chiaro, m. Clair, m. Plain A —
Chiavistello, m. Verrou, m. Bolt A = Chicche, f. pl.dolci, pi. m. Bonbons, pi.
Sugar-plums A • Chierico, m. Clerc, m. Clerk A •• Chiesa, f. Église, f. Church
T - Chiese, pi. Églises, pi. Churchs T = Chiodo, m. Clou, m. Nail T • Chiodi,
pi. Clous, pi. Nails T •• Chirurgo, m. Chirurgien, m. Surgeon 560 CHI— COL L -
Chirurgi, pi. Chirurgiens, pi. Surgeons L = Ci, pron. Nous, à nous, pron. Us,
to us L • Ci, av. pr. Y, adv. pron. There L •• Ciascuno, pr. indet. Chacun, pr.
indét. Each ( - Ciascuna, pr. indet Chacune, pr. indét. Each ( = Cibo, m.
Nourriture, f.'. Food ( • Cicatrice, fc Cicatrice, f. Scar ( •• Cieco, m.
Aveugle, m. Blind person -f- Ciechi, pi. Aveugles, pi. Blind persons H = Cieca,
f. Aveugle, f. Blind woman H • Cieche, pi. Aveugles, pi.. Blind women H ••
Cielo, m. Ciel, m. Sky ! - Ciglia, f. pi. Cils, m. pi. Eye lashes 1 - Cima, f.
Sommet, m. Top 1 • Cimiterio, m. Cimetière, m. Church-yard 1 •• Cinghia, f.
Sangle, f. Girth o — Ciò, pron. rei. Ce, pron. rei. What o = Ciò che, pron. rei.
Ce que, pron. rei. What o . Ciò che, pron. Ce que, pron. Whatever o ..
Cioccolato, m. Chocolat, m. Chocolate "1 - Cioè, av. C'est-à-dire, ad.
That is to say 1 =1 Cioè a dire, av. C'est-à-dire, ad. That is to say 1 .
Circa, av. Environ, ad. About 1 .. Circuito, m. (recinto) Enceinte, f . (
circuit, m.) Inside ) - Citta, f. Ville, f. Town (city) ) = Citta, pi. Villes,
pi. Towns (cities) ) . Cittadino, m. Citoyen, m. Citizen ) .. Cittadini, pi.
Citoyens, pi. Citizens + - Civile, ag. m. Poli, adj. m. Polished 4- = Civili,
pi. Polis, pi. Polished + . Civile, adj. f. Polie, adj. f. Polished + ••
Civili, pi. Polies, pi. Polished "->. — Civiltà, f. Politesse, f.
Politeness^ •^ — Civilmente, av. Poliment, ad. Politely ^ . Civita Vecchia, f.
( citta) Civitavechia, f. ( ville ) Civita Vecchia •»* . . Clima, m. Climat, m.
Climate (region) P ~ Cocchiere, m. Cocher, m. Coachman : P = Cocchieri, pi.
Cochers, pi. Coachmen P . Coda, f. Queue, £. Tail P •• Code, pi. Queues, pi.
Tails V — Cogli, prep. ni. pi. Avec les, prép. m. pi. With the V == Cognato
Beau-frère, m. Brother-in-law v . Cognata, f. [za, f.) Belle-sœur, f.
Sister-in-law v .. Cognizione, ( conoscen- Connaissance, f. Knowledge 0 —
Cognizioni (conoscenze,) Connaissances, pi. Knowledge 0 = Cognome, m. [ pi. Nom
de famille, m. Sirname 0 ■ Coi, prep. pi. m. Avec les, prép. m. pi. With the 0
.. Col, prep. m. Avec le, prép. m. With the / - Colazione, f. Déjeuner, m.
Breakfast / = Colla, prep. f. Avec la, prép. f. With the / . Collana, t.
Collier, m. Neck lace / .. Colle, prep. pi. f. Avec les, prép. pi. f. m. With
the A — Colle, m. Colline, f. Hill A = Colli, m. Collines, pi. Hills A ■
Collega, pi. Collègue, m. Colleague A •• Colleglli, pi. Collègues, pi.
Colleagues T - Collegio, m Collège, m. College T = Collegi, pi. Collèges, pi.
Colleges T • Collera, f. Colère, f. Anger T •- Collina, f. Colline, f. Hill COL
-CON 5 L - Colline, pi. Collines, pi. Hills L = Collo, prep. pi. Avec le, prép.
m. With the L • Collo, m. Cou, m. Neck L •- Collo di cravatta, m. Col de
cravatte, m. Stock ( - Colmo, ag. m. Comble, m. Heaped up (loaded) ( = Colmi,
pi. Combles, pi. Heaped up (loaded) ( • Colma, f. ag. Comble, adj. f. Heaped up
(loaded) ( .. Colme, pi. Combles, pi. Heaped up (loaded) H- Colombaja, f.
Pigeonnière, f. Pigeon house H = Colonna, f. Colonne, f. Column H • Colonnello,
m. Colonel, m. Colonel H •• Colore, m. Couleur, f. Colour 1 - Colori, pi.
Couleurs, pi. Colours 1 = Colpa, f. Faute, f. Fault 1 ■ Colpevole, ag. m. f.
Coupable, adj. m. f. Guilty- 1 •• Colpevoli, pi. Coupables, pi. Guilty o —
Colpo, m. Coup, m. Blow 0 = Colpi/ pi. Coups, pi. Blows o . Colpo da maestro,
m. Coup de maître, m. fre? Master stroke 0 .. Come dovete fare ? Comment
devez-vous fai- As you ought to do ? 1 - Come state ? Comment vous portez- How
do you do? 1 = Cometa, f. Comète, f. [ vous ? Comet 1 . Comico, ag. m. Comique,
m. adj. Comical 1 .. Comica, ag. f. Comique, f. adj. Comical ) - Commare, f.
Marraine, f. God mother ) = Commediante, m. Comédien, m. Player ) .
Commedianti, pi. Comédiens, pi. Players ) .. Commediante, f. Comédienne, f.
Player (actrice) + — Commedianti, pi. Comédiennes, pi. Players (actrices) + =
Commedia, f. Comédie, f. Comedy + . Commerciale, ag. m. Commercial, adj. m.
Commercial + .. Continuo, ag. m. Continuel, adj. m. Continual ^-* — Continui,
pi. Continuels, pi. Continual -^ = Continua, ag. f. Continuelle, adj. f.
Continual *s. . Continue, pi. Continuelles, pi. Continual •v. .. Continuamente,
adv. Continuellement, adv. Continually P - Conto, m. Compte, m. Account P =
Contraccambio, m. Revanche, f. Revenge P • Compagnia, f. Compagnie, f. Company
P •• Compagno, m. Compagnon, m. Companion V - Compagni, pi. Compagnons, pi.
Companions V = Compagna, f. Compagne, f. Companion (female) V . Compare, m.
Parrain, m. God father V •• Compassione, f. Compassion, f. Pity (compassion) 0
— Compendio, m. Abrégé, m. Compendium 0 = Completo, ag. m. Complet, adj. m.
Complete 0 . Completi, pi. Complets, pi. Complete 0 .. Completa, ag. f.
Complète, adj. f. Complete / - Complete, pi. Complètes, pi. Complete / =
Completamente, adv. Complètement, adv. Completely / . Commune, ag. Commun, adj.
Common / •• Communemente, adv. Ordinairement, adv. Commonly A — Comunione, f.
Communion, f. Communion A = Comunioni, pi. Communions, pi. Communions A . Con,
prep. Avec, prép. With A .. Concerto, m. Accord, m. Agreement T — Condizionale,
m. Conditionnel, m. Conditional mood T = Condizione, f. Condition, f. Condition
T • Conlittura, f. Confiture, f. [tion), f. Sweet meats T •• Congiura, f.
Conjuration (conspira- Conspiracy 562 CON— COP L - Congiunto, m. (consan-
Parent, m L = Congiunti, pi. [guineo) Parents, pi. Congiunzione, f.
Conjonction, f. Coniglio, m. Lapin, m. ( — Conigli, pi. Lapins, pi. ( ==
Conjugazione, f. Conjugaison, f. Conjugazioni, pi. Conjugaisons, pi. Conoscenza,
f. Connaissance, f. H- Conquasso, m. Ébranlement, m. H = Conquista, f.
Conquête, f. H • Conseguenza, f. Conséquence, f. H •• Consigliere, m.
Conseiller, m. 1 - Consiglio, m. Conseil, m. 1 = Consigli, pi. Conseils, pi. 1
• Consolazione, f. Consolation, f. 1 •• Consonante, f. Consonne, f. o —
Consonanti, pi. Consonnes, pi. o = Consorte, m. Mari, m. 0 . Consorti, pi.
Maris, pi. o .. Consorte, f. Femme, f. 1 - Consorti, pi. Femmes, pi. 1 =
Contadino, m. Paysan, m. 1 . Contadina, f. Paysanne, f. Contadinella, f.
Villageoise, f. ) — Contadini, pi. m. Paysans, pi. m. ) = Conte, m. Comte, m.
Conti, pi. Comtes, pi. Contessa, f. Comtesse, f. + — Contento, ag. m. Content
adj. m. + = Contenti, ag. pi. Contents, adj. pi. 4- • Contenta, ag. f.
Contente, adj, f. + .. Contente, f pi. Contentes, f. pi. •n^ Contentezza, f.
Contentement, m. ^ = Contentezze, pi. Contentements, pi. v^ . Contenuto, m.
Contenu, m. *"•>. Continente, m. Continent, m. p - Contrario, adv.
Contraire, adv. P = Contrario, ag. m. Contraire, adj. m. P • Contrari, pi.
Contraires, pi, P •■ Contraria, ag. f. Contraire, ag. f. V - Contrarie, pi.
Contraires, pi. V == Contrarietà, f. Contrariété, f. V . Contro, av. Contre,
adv. v .. Contro a suo grado, av. Contre son gué,. adv. 0 — Contusione, f.
Contusion, f. 0 = Convenienza, f. Convenance, f. 0 . Conversazione, f.
Cenversation, f. 0 .. Copenaghen, f. (citta) Copenhague, f. (ville) 1 -
Coperta, f. Couverture, f. / = Copia, f . Copie, f. 1 . Coraggio, m. Courage,
m. / .. Corda, f . Corde, f. A — Corde, pi. Cordes, pi. A . — Cucchiajo, m.
Cuiller, f. Spoon ^>. = Cucchiaj, pi. [rino, m. Cuillers, pi. Spoons •>-.
. Cucchiajo da tè, cucchi a- Cuiller à thé, f. Tea spoon ^ . . Cucchiaj da tè,
cucchia- Cuillers à thé, pi. Tea spoons e - Cucchiajata, f. [rini, pi.
Cuillerée, f. Spoon full p = Cucina, f. Cuisine, f. Kitchen p . Cucitura f.
Couture, f. Seam p .. Cuciture, pi. Coutures, pi. Seams V — Cugino, m. Cousin,
m. Cousin v = Cugina, f. Cousine, f. Cousin (she) v . Culla, f. Berceau, m.
Cradle v .. Cuoco, m. Cuisinier, m. Cook 0 — Cuoca, f. Cuisinière, f. Cook 0 —
Cuore, m. Cœur, m. Heart 0 . Cuppola, f. Dôme, m. Dome 0 .. Cura, f. Soin Care
/ - Cure, pi. Soins, pi. Cares / - Curato, m. Curée, m. 0 Curate /, Curioso,
ag. m. Curieux, adj. m. Curious (inquisitive) / •• Curiosa, ag. f. Curieuse,
adj. f. Curious (inquisitive ) A - Curiosità, f. Curiosité, f. Curiosity A =
Curvo, ag. m. Courbé, adj. m. Crooked A • Curvi, pi. Courbés, pi. Crooked A .-
Cuscino, m. Coussin, m. Cushion T - - Custode, m. Gardien, m. Guardian T = =
Custodito, ag. va. Gardé, adj. m. Guarded DA— DA 565 L - Da dopo, av. Depuis,
adv. Since L = Da (con, pei*), prep. Par (de), prép. By (with) L • Da che (dopo
che), av. Depuis que, adv. Sine L - Da, prep. De, prép. From (by, with) ( -
Dagli, art. pi. m. Des, art. pi. m. From the ( = Dai, art. pi. m. Des, art. pi.
m. From the ( • Dal, art. m. s. Du, art. m. s. From the ( •• Da lei, abl.
D'elle, abl. From her H - Da loro, da esse, abl. pi. D'elles, abl. pi. From
them H = Dallo, art. ra. s. Du, art. m. s. From the H . Dalla, art. f. s. De
la, art. f. s. From the ^ -. Dalle, art. f. pi. Des, art. f. pi. From the 1 -
Dal lato, av. De coté, adv. Sidewards 1 = D'allora in poi, av. Depuis lors,
adv. Thence forward 1 • Da loro, da essi, pr. per. D'eux, abl. pi. From them J
-. D'altronde, av. [abl. pi D'ailleurs, adv. Moreover o — Dal loro, p. p. m. De
leur, pr. p. m. From their o = Dai loro, pi. De leurs, pi. From their o . Dalla
loro, pr. p. f. De leur, pr. p. f. From their o .. Dalle loro, pi. De leurs,
pi. From their 1 - Dal mio, pr. p. m. De mon, pr. p. m. From my 1 = Dai miei,
pi. De mes, pi. From my 1 . Dalla mia, pr. p. f. De ma, pr. p. f. From my 1 ■■
Dalle mie, pi. De mes, pi. From my ) - Dal nostro, pr. p. m. De notre, pr. p.
m. From our ) = Dai nostri, pi. De nos, pi. From our ) • Dalla nostra, pr. p.
f. De notre, pr. p. f. From our ) •• Dalle nostre, pi. De nos, pi. From our + —
Dal suo, pr. p. m. De son, pr. p. m. From his + = Dai suoi, pi. De ses, pi.
From his + . Dalla sua, pr. p. f. De sa, pr. p. f. From his + .. Dalle sue, pi.
De ses, pi. From his ^ _ Dal tuo, pr. p. m. De ton, pr. p. m. From thy *-~. =
Dai tuoi, pi. De tes, pi. From thy -^ . Dalla tua, pr. p. f. De ta, pr. p. f.
From thy -^ . . Dalle tue, pi. De tes, pi. From thy P - Dal vostro, De votre,
pr. p. m. From your P = Dai vostri, De vos, pi. From your ? . Dalla vostra, De
votre, pr. p. f. From your P .. Dalle vostre, De vos, pi.' From your V — Dalui,
dalei, da essa, p. n. De lui, d'elle, pr. neut. From it V = Da lui, da esso,
ahi. De lui, abl. From him V . Da me, abl. De moi, abl. From me v .. Dama, f.
Dame, f. Lady 0 — Dame, pi. Dames, pi. Ladies e = Da mia cognata, f. De ma
belle-sœur, f. From my sister in law 0 . Da mio cognato, m. De mon beau-frère,
m. From my brother in law 0 .. Da mia cugina, f. De ma cousine, f. From my
cousin / - Da mio cugino, m. De mon cousin, m. From my cousin / = Da mia
figlia, f. De ma fille, f. From my daughter / • Da mio figlio, m. De mon fils,
m. From my son / .. Da mio fratello, m. De mon frère, m. From my brother A - Da
mio genero, m. De mon gendre, m. From my son in law A = Da mia madre, f. De ma
mère, f . From my mother A • Da mio marito, m. De mon mari, m. From my husband
A .. Da mia moglie, f. De ma femme, f. From my wife 48 m DA^DÀ L - Da mio
nonno, m. De mon grand-père, m. L = Da mia nonno, f. De ma grand'mère f. L • Da
mia nuora, f. De ma bru, f. L •• Da mio padre, m. De mon père, m. ( - Da mia
sorella, f. De ma sœur ( = Damigella, f. Demoiselle, f. ( • Da molto tempo, av.
Depuis long-temps, adv ( -. Danaro, m. Argent, m. ^ - Danese, m. Danois, m. H =
Danesi, pi. Danois, pi. H . Danimarca, f. Danemarck, m. H -• Danno, m. Dommage,
m. i - Danni, pi. Dommages, pi. J = Da noi, abl. pi. De nous, abl. pi. 1 .
Danubio, m. Danube, m. Danza, f. Danse, t. o — Da parte di, av. De la part de,
adv. 0 = Da poco in qua, av. Depuis peu, adv 0 . D'appresso, av. D"après,
adv. 0 .. Da quanto tempo ? av. Depuis quand? adv. 1 - Da quel tempo in poi,av.
Depuis ce temps-là, adv -1 — - Da te, abl. De toi, abl. 1 . Da tutte le parti,
av. De tous côtés, adv. 1 .. Da voi, abl. pi. De vous, abl. pi. ) - Da suo
cognata, f. De sa belle-sœur, f. ) = Da suo cognato, m . De son beau-frère, m.
) . Da sua cugina, f. De sa cousine, f. ) .. Da suo cugino, m. De son cousin,
m. 4- — Da sua figlia, f. De sa fil re, f. + == Da suo figlio, m. De son fils,
m. Da suo fratello, m. De son frère, m. + . ■ Da suo genero, m. De son gendre,
m. -^ Da sua madre, f. De sa mère, f. \ = Da suo marito, m. De son mari, m. \
Da sua moglie, f. De sa femme, i. ■^ Da suo nonno, m. De son grand-père, m. P —
Da sua nonna, f. De sa grand'mère, f . P — Da sua nuora, f. De sa bru, f. P .
Da suo padre, m. De son père, m. P •• Da sua sorella, f. De sa sœur, f. V - Da
sua maestà, f. De sa majesté, f. V = Da sua santità, f. De sa sainteté, f. v .
Da sua altezza, f. De son altesse, f. v .. Da sua eccellenza, f. De son
excellence, f. o — Da tua cognata, f. De ta belle-sœur, f. 0 = Da tuo cognato,
m. De ton beau-frère, m. 0 . Da tua cugina, f. De ta cousine, f. 0 .. Da tuo
cugino, m. De ton cousin, m. / - / =f / • / -. Da tua figlia, f. De la fille,
f. Da tuo tìglio, m. De ton fils, m. Da tuo fratello, m. De ton frère, ih. Da
tuo genero, m. De ton gendre, m. A — Da tua madre, f. De ta mère, f. A = Da tuo
marito, m. De ton mari, m. A • Da tua moglie, f. De ta femme, f. A •• Da tuo
nonno, m. De ton grand-père, m. T — Da tua nonna, f. De ta grand'mère, f. T =
Da tua nuora, f. De ta bru, f. T • Da tuo padre, m. De ton père, m. T .. Da tua
sorella, 1'. De ta sœur, f. From my grand father From my grand mother From my
daughter in lav. From my father From my sister Young lady This long time Money
Dane Danes Danemarck Damage Damages From us Danube Dance On the part of Not
long time According How long? Ever since From thee From all parts From you From
his sister in law From his brother in law From his cousin From his cousin From
his daughter From his son From his brother From his son in law From his mother
From his husand From his wife From his grandfather From his grand mother From
his daughter in law From his father From his sister From his majesty From his
holyness From his highness From his excel lency From thy sister in law From thy
brother in law From thy cousin From thy cousin From thy daughter From thy son
From thy brother From thy son in law From thy mother From thy husband From thy
wife From thy grand father From thy grand moiher From thy daughter inlaw From
thy father From thy sister DA— DEL 567 L - Da vostra cognata, f. De votre
belle-soeur, f. From your sister in law L = Da vostro cognato, m. De votre
beau-frère, m. From your brother in law L • Da vostra cugina, f. De votre
cousine, f. From your cousin L •• Da vostro cugino, m. De votre cousin, m. From
your cousin ( - Da vostra figlia, f. De votre fille, f. From your daughter ( =
Da vostro figlio, m. De votre fils, m. From your son ( • Da vostro fratello, m.
De votre frère, m. From your brother ( •• Da vostro genero, m. De votre gendre,
m. From your son in law H- Da vostra madre, f. De votre mère, f. From your
mother H = Da vostro marito, ni. De votre mari, m. From your husband H • Da
vostra moglie f. De votre femme, f. From your wife H •• Da vostro nonno, m. De
votre grand-père, m. From your grand father J - Da vostra nonna^ f. De votre
grand'mère, f. From your grand mother I = Da vostra nuora, f. De votre bru, f.
Ft. your daughter in law 1 . Da vostro padre, m. De votre père; m. From your
father 1 •• Da vostra sorella, f. De votre sœur, f. From your sister o — Da
vostra maestà, f. De votre majesté, f. From your majesty o = Da vostra santità,
f. De votre sainteté, f. From your holyness o . Da vostra altezza, f. De votre
altesse, f. From your highness 0 .. Da votra eccellenza, f. De votre
excellence, f . From your excellency 1 - Davvero, av. Vraiment, adv. Truly 1 =
Debito, m. Dette, f. Debt 1 . Debiti, pi. Dettes, pi. Debts 1 .. Debole, ag. m.
Faible, adj. m; Weak ) - Deboli, pi. Faibles, pi. Weak ) = Debole, ag. f.
Faible, adj. f. Weak ) . Deboli, pi. Faibles, pi. Weak ) .. Debolezza, f.
Faiblesse, f. Weakness + — Décembre, m. Décembre, m. December + = Decente, ag.
m. Décent, adj. m. Decent 4- . Decenti, pi. Décents, pi. Decent + •• Decente,
ag. t Décente, adj. f. Decent ■*>. — Decenti, pi. Décentes, pi. Decent -». =
Decentemente, av. Décemment, adv. Decently ■**. Decenza, f. Décence, f. Decencv
"*. . . Decima, f. Dîme, f. Tithe P - Decime, pi. Dimes, pi. Tithes P =
Decina, f. Dizaine, f. Teh ? • Decoro, m. Décorum, m. Decorum P •• Decorazione,
f. Décoration, f. (décor, m.) Scenery V — Decorazioni, pi. Décorations, (pi.
décors,) Scene V — Degli, art. m. pi. Des, art. m. pi. [p. Of the v .
Degnamente, av. Dignement, adv. Worthily V •• Degno, ag. m. Digne, adj. m.
Worthy 0 — Degni, pi. Dignes, pi. Worthy 0 = Degna, ag. f. Digne, adj. f.
Worthy 0 . Degne, pi. Dignes, pi. Worthy 0 .. Dei, art. ni. pi. Des, art. m.
pi. Of the 1 - Del, art. m. s. Du, art. m. s. Of the / = Della, art. f. s. De
la, art. f. s. Of the / . Delle, art. f. pi. Des, art. f. pi. Of the / ..
Dello, art. m. e. Du, "art. m. s. Of the A - Del loro, pr. p. m. De leur,
pr. p. m. Of their A = Dei loro, pi. De leurs, pi. Of their A . Della loro, pr.
p. f. De leur, pr. p. f. Of their A •• Delle loro, pi. De leurs, pi. Of their
T- Del mio, pr. p. m. De mon, pr. p. m. Of my T = Dei miei, pi. De mes, pi. Of
my T • Della mia, pr. p. f. De ma, pr. p. f. Of my T •• Delle mie, pi. De mes,
pi. Of my 568 L — Del nostro, pr. p. m. L = Dei nostri, pi. L - Delia nostra,
pr. p. f. L . . Delle nostre, pi. ( — Del suo, pr. p. m. ( = Dei suoi, pi. ( .
Della sua, pr. p. f. ( . . Delle sue, pi. -J — Del suo, pr. p. n. m. 4 = Dei
suoi, pi. -\ . Della sua, pr. p. n. f. H . . Delle sue, pi. f — Del tuo, pr. p.
m. I = Dei tuoi, pi. I . Della tua, pr. p. f. 1 • • Delle tue, pi. O — Del
vostro, pr. p. m. O = Dei vostri, pi. 0 . Della vostra, pr. p. f. 0 . . Delle
vostre, pi. "I — Democrazia, f. 1 = Dente, m. I . Denti, pi. Dentro, av.
Deputato, m. Deputati, pi. Desco, m. Descrizione, f. Descrizioni, pi. Desio,
ni. Destino, m. Destini, pi. Destra, f. Destro, ag. m. Di, prep. Di, m.
Diamine! esclam. Dialetto, m. Dialetti, pi. Dialogo, m. Dialoghi, pi. Diavolo,
m. Diavoli, pi. Di buon ora, av. Di che parlate voi ? av. Di chi è questo libro
? Dico io Di cui, del quale, pr. rei. Di cui, de quali Diquali, pr. rei.
Dietro, av. Difesa, f. Difese, pi. Diflicile, ag. m. f. Difficili, pi.
Difficilmente, av. Difficolta, f. Difficolta, pi. Diffidenza, f. Diffidenze,
pi. De notre, pr. p. m. De nos, pi. De notre, pr. p. f. De nos, pi De son, pr.
p. p. m. De ses, pi. De sa, pr. p. f. De ses, pi. De son, pr. p. n. m. De ses,
pi. De sa, pr. p. n. f. De ses, pi. De ton, pr. p. m. De tes, pi. De ta, pr. p.
f. De tes, pi. De votre, pr. p. m. De vos, pi. De votre, pr. p. f. De vos, pi.
Démocratie, f. Dent, f. Dents, pi. Dedans, adv. Député, m. Députés, pi. Table,
f. Description, f. Descriptions, pi. Désir, m. Destin, m. Destins, pi. Droite»
f. Droit, adj. m. De, prép. Jour, m. Diable ! exclam. Dialecte, m. Dialectes,
pi. Dialogue, m. Dialogues, pi. Diable, m. Diables, pi. De bonne heure, adv. De
quoi parlez-vous? ad. A qui est ce livre? Dis-je Dont, pr. relat. Dont, de qui
? pr. rei. Dont, de qui, pr. rei. Derrière, adv. Défense, f. Défenses, pi.
Difficile, adj. m. f. Difficiles, pi. Difficilement, adv. Difficulté, f.
Difficultés, pi. Méfiance, f. Méfiances, pi. Of our Of our Of our Of our Of his
Of his Of his Of his Of its Of its Of their Of their Of thy Of thy Of thy Of
thy Of your Of your Of your Of your Democracy Tooth Teeth Within Deputy
Deputies Table Description Descriptions Desire Fate Fates Right Right Of Day
Devil ( the ) Dialect Dialects Dialogue Dialogues Devil Devils Early What do
you speak of ? Whose book is this? Said I Whose ( of which ) Whose (of which)
Whose (of whom) Behind Defence Defences Difficult, hard Difficult, hard With
difficulty Difficulty Difficulties Mistrust Mistrust DIF— DIP m J_ — ]Dif
finito, m. Défini, m. Definite L = : Di fronte, av. De front, adv. Abreast L •
Di giorno, av. De jour, adv. Lei dav L •• Digiuno, m. Jeun, m. Fast ( - Dignità
reale, f. Royauté, f. Royalty ( = Dignità, f. Dignité, f. Dignity ( • Dignità,
pi. Dignités, pi. Dignities ( •• Di là, da là, av. Au-delà, adv. Beyond H - Di
là, av. De là, adv. Thence H = Di lassù, av- D'en haut, adv. From above H . Di
lei, di essa, gen. f. D'elle, gen. f. s. Of her H - Diletto, m. Plaisir, m.
Pleasure I - Di loro, di essi, g s. D'eux,d'elles, gén.pl.m.f. Of them 1 = Di
lui, di esso, gen. m. s. De lui, gen. m. s. Of him 1 . Di lui, di lei, pi*, n.
De lui, d'elle, gén. pi*, n. Of it 1 •• Deluvio, m. Déluge, m. Déluge o —
Dimanda, f. Demande, f. Question o = Dimande, pi. Demandes, pi. Questions 0 .
Dimani, m. Demain, m. To morrow 0 .. Dimani mattina Demain matin, adv. To
morrow morning 1 - Dimani sera, m. Demain au soir, m. To morrow night 1 = Di
me, gen. De moi, pr. Of me 1 . Di mia cognata, !'. De ma belle-soeur, f. Of my
sister in law 1 ■■ Di mio cognato, m. De mon beau-frère, m. Of my brother in
law ) - Di mia cugina, f. De ma cousine, f. Of my cousin ) = Di mio cugino, in.
De mon cousin, m. Of my cousin ) . Di mia figlia, f. De ma lille, f. Of my daugther
) .. Di mio figlio, m. De mon fils, m. Of my son + — Di mio fratello, m. De mon
frère, m. Of my brother 4- = Di mio genero, m. De mon gendre, m. Of my son in
law + . Di mia madre, f. De ma mère, f. Of my mother + .. Di mio marito, m. De
mon mari, m. Of my husband \ — ■ Di mia moglie, f. De ma femme, f. Of my wife
>s. = Di mio nonno, m. De mon grand-père, m. Of my grand father «^ Di mia
nonna, f. De ma grand'mère Of my grand mother "v. Di mia nuora, f. De ma
bru, f. Of my daugther in law ? - Di mio padre, m. De mon père, m. Of my father
? = Di mia sorella, f. De ma sœur, f. Of my sister o Di mio zio, m. De mon
oncle, m. Of my uncle P •• Di mia zia, . De ma tante, f. Of my aunt V —
Diminutivo, m Diminutif, m. Diminutive V = Diminutivi, pi. Diminutifs, pi. Diminutive
v . Diminuzione, f. Diminution, f. Diminution v .. Dimora, f. Demeure, f.
Residence 0 — Dimore, pi. Demeures, pi. Residences 0 = Dimostrativo, ag. m.
Démonstratif, adj. m. Demonstrative 0 . Dimostrativi, pi. Démonstratifs, pi.
Demonstrative 0 .. Dimostrazione, 1*. Démonstration, f. Demonstration / -
Dimostrazioni, pi. Démonstrations, pi. Demonstrations / = Di noi, gen. pi. De
nous, gén. pi. Of us / . )i notte, av. De nuit, adv. By night / .. D'intorno,
av. Alentour, adv. et adj. About A -] D'intorni (luoghi circon- Alentours, adj.
pi. About (round about) A = di nuovo, av. [vicini) De nouveau, adv. Again A • 1
Dio, m. Dieu, m. God A .. 1 [>io buono,! interj. Bon Dieu ! interj. Lackaday
! T-l )io me ne guardi, av. Dieu m'en préserve, adv. God forbid T = l [)ionon
voglia, av. A Dieu ne plaise, adv. God forbid T • 1 Dipendente, ag. m.
Dépendant, adj. m. Depending T •• 1 Dipendenti, pi. Dépendants, pi. Depending
48, 570 DIP— DIT L — Dipendente, ag. f. Dépendante, adj. f. Depending L = =
Dipendenti, pi. Dépendantes, pi. Depending L . Dipendenza, f. Dépendance, f.
Dependency L • . Di più, av. De plus, adv. Besides ( - - Di più in più, av. De
plus en plus, adv. More and more i = = Di qua, av. En deçà, adv. On this side (
Di quando in quando, av . De temps en temps, adv Occasionaly ( • Di raro, av.
Rarement, adv. Rarely H - - Diretto, ag. m. Direct, adj. m. Direct -t = -
Diretta, ag. f. Directe, adj. f. Direct -\ Direttore, m. Directeur, m. Manager
H . Direzione, f. Direction, f. Management 1 - - Dirimpetto, av. En face, adv.
Opposite 1 = - Disagio, ni. Incommodité, f. Inconveniency I Disastro, m.
Désastre, m. Disaster I •• Discorso, m. Discours, m. Speech o — . Discorsi, pi.
Discours, pi. Speechs o = Discusione, f. Discussion, f. Discussion 0 .
Disdegno, m. Dépit, m. Spite o .. Disigno, m. Dessin, m. Drawing 1 - Disertore,
m. Déserteur, m. Deserter 1 = Disgrazia, f. (sventura, f.) Malheur, m.
Misfortune 1 . Disgrazie, pi. ( sventure, Malheurs, pi. Misfortunes 1 ..
Disgusto, m. [pi.) Déplaisir, m. Displeassure ) - Disinganno, m. Désabusement,
m. Undeceiving ) = Disopra, av. Dessus, adv. Upon ) . Disordine, m. Désordre,
m. Desorder ) .. Disotto, av. Dessous, adv. Under -1 — Dispensa, f.
Garde-manger, m. Abuttery + = Disperazione, f. Désespoir, m. Despair + . Dispetto,
m. Dépit, m. Vexation 4- .. Dispetti, pi. Dépits, pi. Vexations- ^ —
Dispiacere, m. Chagrin, m. Grief -^ = Dispiaceri, pi. Chagrins, pi. Griefs ^v.
Dispiacere, m. Désagrément, m. Disagreeableness X . . Dispiacevole, ag. ni. f.
Désagréable, adj. m. f. Disagreeable p Dispiacevoli, pi. Désagréables, pi.
Disagreeable ? = Dispiacevolmente, av. Désagréablement, adv. Disagreeably p
Distruzione, f. Destruction, f. Destruction ? Di sua cognata, f. De sa
belle-sœur, f. Of his sister in law V - DisuocognatoTm. De son beau-frère, m.
Of his brother in law V = Di sua cugina, f. De sa cousine, f. Of his cousin V .
Di suo cugino, m. De son cousin, m. Of his cousin V .. Di sua liglia, f. De sa
fille, f. Of his daughter O — Di suo figlio, m. De son fils, m. Of his son 0 =
Di suo fratello, m. De son frère, m. Of his brother 0 . Di suo genero, m. De
son gendre, m. Of his son in law 0 .. Di sua madre, f. De sa mère, f. Of his
mother 1 ~ Di suo marito, m. De son mari, m. Of his husband 1 = Di sua moglie,
f. De sa femme, f. ( 3f his wife / • J Di suo nonno, m. De son grand-père, m. •
. Di vostro padre, m. De votre père, m. Of your father p — Di vostra sorella, f
. De votre sœur, f. Of your sister p = Di vostra maestà, f. De votre majesté,
f. Of your majesty p . Di vostra santi la, f. De votre sainteté, f. Of your
holyness p .. Di vostra altezza, f. De votre altesse, f. Of your highness V —
Di vostra eccellenza, 1. De votre excellence, f. Of your excellency V =
Dizionario, m. Dictionnaire, m. Dictionary v . Dizionarj, pi. Dictionnaires,
pi. Dictionaries V .. Dogana, f. Douane, f. Custom house 0 — Dolce, ag. m.
Doux, adj. m. Sweet 0 = Dolci, pi. Doux, pi. Sweet 0 . Dolce, ag. f. Douce,
adj. f. Sweet 0 .. Dolci, pi. Douces, pi. Sweet / - Dolci, pi. m. (chicche, pi.
Bonbons, pi. m. Sugar-plums / = Dolcezza, f. [f.) Douceur, f. Sweetness / .
Dolore, m. Douleur, m. Pain / .. Dolori, pi. Douleurs, pi Pains A — Domani, av.
Demain, adv. Morrow A = Domenica, f. Dimanche, m. Sunday A . Domesticamente,
av. Familièrement, adv. Familiarly A .. Domestichezza, f. Familiarité, f.
Familiarity T — Domestico, m. Domestique, m. Servant man T = Domestica, f.
Domestique, f. Servant maid T ■ Domestico, ag. Domestique, adj. Servant T ••
Domestici, pi. m. Domestiques, pi. | Servants òli DOIS — ECC L - Donde, av.
D'où, adv. i Whence L = Donna, f. Femme, f. Woman L . Donne, pi. Femmes, pi.
Women L •• Dono, m. Don, m. Gift ( - Dopo, av. Après, adv. After ( = Dopo cena,
av. e sost. Après souper, adv.et sub. After supper ( . Dopo domani, av. e sost.
Après demain, ad. et sul). After to morrow t •• Dopo mezzo giorno, av. e Après
midi, adv. After noon -\ — Dopo pranzo, av. e sost. Après diner, adv. et sub.
After dinner H = Dosso, m. Dos, m. Bach H • Dotto, ag. m. Savant, ad. m.
Learned H •• Dotti, pi. Savants, pi. Learned 1 - Dotta, ag. f. Savante, adj. f.
Learned 1 = Dotte, pi. Savantes, pi. Learned 1 Dottore, m. Docteur, m. Doctor 1
•• Dottrina, f. Doctrine, f. Doctrine o — Douvre, m. (citta) Douvre, f. (ville)
Dover 0 = Dove, av. Où, adv. Where 0 . Dovere, m. Devoir, m. Duty o .. Dozzina,
f. Douzaine, f. Dozen 1 - Dramma, m. Drame, m. Drama (play) 1 = Drammi, pi.
Drames, pi. Plays 1 . Drappo, m. Drap, m. Cloth 1 .. Dritto, m. Droit, m. Law )
- Dritti, pi. Droits, pi. Laws ) = Dubbio, m. Doute, m. Doubt ) . Dublino, f.
(citta) Dublin, f. (ville) Dublin ) .. Duca, m. Duc, m. Duke + — Duchessa, f.
Duchesse, f. Duchess + = Ducato, m. Ducat, m. Ducat + . Due volte, av. Deux
lois, adv. Owice + .. D'un capo all' altro, av. D'un bout à l'autre, adv. From
one end to the ">«, I — ' Dunque, av. Donc, adv. Then [other] \ =
Dunque (per ciò) av. Donc (pour cela), adv. Therefore "v*. . Durante, av.
Pendant, adv. During "v. . . Durante tutto, avv. Pendant tout, adv.
Throughout ? - Durante alcun tempo, av. Pendant quelque temps, Awhile ? = Duro,
ag. m. Dur, adj. m. [adv. Hard p Duri, pi. Durs, pi. Hard p .'■ Dura, ag. f.
Dure, adj. f. Hard V — Dure, pi. Dures, pi. Hard E, Ed, cong. Ebbene! interj.
Ebrio, m. Eccetto, av. Eccettuato, av. Ecco qui, av. Ecco, av. E certo, av. E
difficile, av. E facile, av. E giusto, av. E impossible, av. E incerto, av. E
ingiusto, av. E possibile, av. Et, conj. Eh bien! interj. Ivre, m. Excepté,
adv. Excepté, adv. Voilà, adv. Voici, adv. Il est certain, adv. II est
difficile, adv. II est facile, adv. C'est juste, adv. Ce n'est pas possible,
ad. Ce n'est pas certain, adv. C'est injuste, adv. C'est possible, adv. And
Well! Drunk Except Except Here is Here is It is certain It is difficult It is
easy That is right That it not possibk It is not certain That is unjuste That
is possible EDI— ESS 573 L — Edilìzio, m. Bâtiment, m. (Édifice, m.) Building L
- Edifizii, pi. Bâtiments, pi. (Édifices, Buildings L . E finito, av. C'en est
l'ait, adv. [p.) It is all over Eda sapersi se, av. C'est à savoir si..., adv.
The quistion is whether ( _ Egitto, m. Egypte, f. Egypt ( = Egiziano, m.
Égyptien, m. Egyptian Egiziani, pi. Égyptiens, pi. Egyptians Egli, pron. m. Il,
pron. m. He -\ - Eglino, pron. m. pi. Ils, pron. pi. They H = Egli, ella, esso,
essa Il, le, elle, la, pron. neut. It ^ . Egli, lui, lei, la, pr. neut. Il, le,
elle, la, pr. n. It ^ .. Egli è perchè, av. C'est pourquoi, adv- It that is the
reason why \ - Egli non è che, av. Ce n'est pas que, adv. Not that i = Egli sa
meglio, av. [p.n. Il sait mieux, adv. He knows better i . Egli stesso, esso
stesso, Lui-même, pron. n. [n. Himself, itself i .. Egli stesso,ella
stessa.p.n. Lui-même, elle-même, p. Himself, herself, itself 0 — Eglino stessi,
esse stesse, Eux-mèmes,elles-mêmes, Themselves o = Egualianza, f. [pi. Égalité,
f. [pr. n. Eguality 0 . Eguale, ag. m. f. Égal, adj. m. Egual 0 .. Egualmente,
av. Également, adv. Equally 1 - Eh! interj. Hé! interj. Hey-ho ! 1 =
Elasticità, f. molla Ressort, m. Spring 1 . Elasticità, pi. molle Ressorts, pi.
Springs 1 .. Elegante, ag. m. Élégant, adj. m. Elegant ) - Elezione, f.
Élection, f. Election ) = Eletto, ag. m. Élu, adj. m. Elected ) . Elettore, m.
Électeur, m. Elector ) .. Elettori, pi. Électeurs, pi. Electors + — Ella,
proni, f. s. Elle, pron. f. s. She, her + = Elleno, pron. pi. Elles, pron. pi.
They + . Ella stessa, essa stessa Elle-même Herself, himself, itself + .. Ella,
se stessa, pr. rei. n. Elle-même Herself Ella, la, lo, la; egli, esso Elle, la,
il, le, pr. neut. It ^ = Ella, essa, pr. neut. Elle, la, pron. It "*■* . E
meglio tardi che mai, a. Il vaut mieux tard que Better late than never ■>. .
. Emicrania, f. Migraine, f. [jamais,'adv. Head ache p — Eminente, ag. m.
Eminent, adj. m. Eminent p = Eminenti, pi. Eminents, pi. Eminent p . Eminente,
ag. f. Eminente, adj. f. Eminent p .. Eminenti, pi. Eminentes, pi. Eminent v —
Equità, f. Equité, f. Justice v = Equivoco, m. Equivoque, m. Equivocation V •
Erba, f. Herbe, f. Grass v .. Erede, m. e f. Héritier, m. héritière, f. Heir,
m. heiress, f. / - Eredita, f. Héritage, m. Inheritance / = Errante, ag. m.
(vagante) Errant, adj. m. Wandering / . Erranti, pi. (vaganti) Errants, pi.
Wandering / •• Errante, ag. f. (vagante) Errante, adj. f. Wandering 0 —
Erranti, pi (vaganti) Errantes, pi. Wandering 0 = Erto, ag,m. (scosceso,m.) Escarpé,
adj. m. Steep 0 . Erti, pi. (scoscesi, m.) Escarpés, pi. Steep 0 .. Erta, ag.
f. (scoscesa, f.) Escarpée, adj. f. Steep A — Erte, pi. (scoscese, pi.)
Escarpées, pi. Steep A = Esame, m. Examen, m. Examination A • Esattezza, f.
Exactitude, f. Exactitude A •• Esecuzione, f. Exécution, f. Execution T • Essa,
pron. f. Elle, pron. f. She, her T •• Esse, pron. pi. Elles, pron. pi. They,
them T- Essere all'erta, av. Être sur le qui vive, adv. To be on the alert T =
Esso, lui, pron. m. Lui, pron. m. He, him :>74 ESS— FAV L — Essi loro, pi.
Eux, pi. They, them L = Esso, pron. m. 11, pron. ni. He Essi, pron. pi. Ils,
pron. pi. They Estate, f. Été, m. Summer ) — Estensione, f. Étendue, f. Extent
) = Età, f. Age, m. Age Eterno, ag. m. Éternel, adj. m. Eternal Eterna, ag. f.
Éternelle, adj. f. Eternal H- Europa, f. Europe, f. Europe H = Europea, ag. f.
Européenne, adj. f. European H • Europeo, m. Européen, m. European -1 ••
Europei, pi. Européens, pi. Europeans 1 - Evangelo, m. Évangile, m. Gospel 1 =
Eziandio, av. Même, adv. Even 1 .') Fabrica, f. Fabrique, f. Manufactory 1 ..
Fahriche, pi. Fabriques, pi. Manufactories O — Fa caldo, av. Il fait chaud,
adv. It is hot 0 — Fa cattivo tempo, av. Il fait mauvais temps, It is bad
weather o . Fa chiaro di luna, av. Il fait clair de lune, adv. The moon shines
o .. Facile, ag. m. f. Facile, adj. m. f. Easy 1 - Facili, pi. Faciles, pi.
Easy 1 = Facilita, f. Facilité, f. Facility 1 . Facilmente, av. Facilement,
adv. Easily 1 •• Fa freddo, av. Il fait froid, adv. It is cold ) - Fagiuolo, m.
Haricot, m. Kidney-bean ) = Fagiuoli, pi. Haricots, pi. Kidney-beans )
Fagioletti Haricots verts, pi. m. French beans ) .. Fa giorno, av. Il fait
jour, adv. It is day light + — Falegname, ni. Menuisier, m. Joiner + = Fallo,
m. Faute, f. Fault + . Falli, pi. Fautes, pi. Faults 4- .. Fame, f. Faim, f.
Hunger -^ Famiglia, f. Famille, f. Family •^ _ Familiare, ag. m. Familier, adj.
m. Familiar ■^ Familiari, pi. Familiers, pi. Familiar "*»» . . Familiare,
ag. f. Familière, adj. f. Familiar ? — ' Familiari, pi. Familières, pi.
Familiar ? = Fanciullo, m. Enfant, m. Child p Fanciulli, pi. Enfants, pi.
Children P Fanciullo esposto, m. Enfant trouvé, m. Foundling V — Fanciulli
esposti, pi. Enfants trouvés, pi Foundlings V = Fa nebbia, av. Il fait brouillard,
adv. It is foggy weather V . Fango, m. Boue, f. Dirt V .. Fa notte, av. Il fait
nuit, adv. It is night 0 — Fante, m. Fantassin, m. Foot-soldier 0 — Fanti, pi.
Fantassins, pi. Foot-soldiers 0 ■ Fanteria, f. Infanterie, f. Infantry 0 .. Fa'
oscuro, ad. Il fait noir, sombre, adv. It is dark / — Farina, f. Farine, f.
Flour / = Faro, m. Phare, m. Eight house / . Farsetto, m. Gilet, m. Waist coat
/ •• Farsetti, pi. Gilets, pi. Waist coats A — Fattore, m. ( porta let-
Facteur, m. Letter carrier A = Fattori, pi. [tere, m.) Facteurs, pi. Letter
carriers A Favore, m. Faveur, f. Favour A •• Fa vento, av. Il fait du vent,
adv. It is windy FAV— FIN L - Favola, f. Fable, f. Fable L = Favole, pi.
Fables, pi. Fables L • Fazzoletto, m. Mouchoir, m. Hand kerchief L •• Fazzoletti,
pi. Mouchoirs, pi. Hand kerchiefs ( - Febbre, f. Fièvre, f. Fever ( = Febbri,
pi. Fièvres, pi. Fevers ( • Febrajo, m. Février, m. February ( •• Fede, f .
Foi, f. Faith -» - Fedele, ag. m. f. Fidèle, adj. m. f. Faithful -\ = Fedeli,
pi. Fidèles, pi. Faithful -} • Fedelmente, av. Fidèlement, adv. Faithfully -\
•• Fegato, m. Foie, m. Liver 1 - Felice, ag. m. Heureux, adj. m. Happy I =
Felici, pi. Heureux, pi. Happy 1 • Fedeltà, f. Fidélité, f. Fedelity 1 •
Felice, ag. f.. Heureuse, adj. f. Happy o — Felici, pi. Heureuses, pi. Happy 0
= Felicita, f. Félicité, f. Fellicity 0 . Femmina, f. Femme, f. Woman o ..
Femmina, ag. f. (animali) Femelle, adj. f. (animaux) Female 1 - Femmina, ag. f.
(uccelli) Femelle, adj. f. (oiseaux) Hen 1 = Femminino, ag. m. Féminin, adj. m.
Feminine Fenditura, f. (fesso, m.) Fente, f. Cleft (crack) Fenditure, pi.
(fessi, pi.) Fentes, pi. Clefts (cracks) ) — Ferita, f. Blessure, f. Wound ) =:
Ferite, pi. Blessures, pi. Wounds Ferito, m. Blessé, m. Wounded Feriti, pi.
Blessés, pi. Wounded + — Ferro, m. Fer, m. Iron + = Fertilità, f.(abondanza,f.)
Fertilité, f. Fertility + . Festa, f. Fête, f. Holyday + .. Feste, pi. Fêtes,
pi. Holydays "*■"« — Festino, m. Festin, m. Festival -^ =| Festini,
pi. Festins, pi. Festivals -*■». . Feto, m. Fœtus, m. Foetus •*>. . .
Fiamma, f. Flamme, f. Flame (blaze, P - Fianco, m. Côté, m. Side P = Fiasco, m.
Bouteille, f. Bottle P . Fiato, m. Haleine, f. Breath P •• Fibbie, f. pi.
Boucles, f. pi. Buckles V - Fico, m. Figue, f. Fig V = Fichi, pi. Figues, pi.
Figs V . Fieno, m. Foin, m. Hay V .. Figliastra, f. Belle-fille, f. Daughter in
law 0 — Figliastro, m. Beau-lils, m. Son in law 0 = Figlio di famiglia, m. Fils
de famille, m. A gentlemen's son 0 . Figliuolo, m. Fils, m. Son 0 .. Figliuoli,
pi. Fils, pi. Sous / - Figliuola, f. Fille, f. Daughter / = Figura, f. Figure,
f. Face / . Filadelfia, f. (citta) Philadelphie, f. (ville; Philadelphia / ..
Filo, m. Fil, m. Thread A - Fili, pi. Fils, pi. Theads A = Filosofia, f.
Philosophie, f. Philosophy A ■ Filosofo, m. Philosophe, m. Philosopher A ••
Filosoii, pi. Philosophes, pi. Philosophers T- Fina, ag. f. Fine, adj. f. Fine
T = Fine, f. Fin, f. End T • Finestra, f. Fenêtre, f. Window T- Finestre, pi.
Fenêtres, pi. Windows 57, 576 L - I = Fino, ag. m. Fini, pi. Fino a, av. Fin
là, av. Fin qui, av. Finta, f. Finzione, f. Fio, m. Fionda, f. Fiore, m. Fiori,
pi. Firenze, f. (citta) Firma, f. Firme, pi. Fisica, f. Fiume, m. Fiumi, pi.
Flagello, m. Flagello, m. Flauto, m. Flemma, f. Flotta, f. Fodera, f. Fodero,
m. (di spada) Fodera, f. di guanciale Foggia, t Fodere, pi. Foglia, f. Foglie,
pi. Foglio di carta ( un ) m. Fogli di carta, pi. Foglietto mezzo, m.
Foglietti, pi. Folle, f. Follia, f. Fondamento, m. Fondamenti, pi. Fontana
Fontane, pi. Fonderia, f. Fonditore, m. Fonditori, pi. Fondi, m. pi. Fondi
publici, pi. Forbici, f. pi. Forchetta, f. Forchette, pi. Forestiera, f.
Forestiere, m. Forestieri, pi. Forestiera, f. Forestiere, pi. Formaggio, m.
Fornajo, m.| Fornimento di diamanti, Forno, m. [m. Forni, pi. Foro, m. Foro, m.
Forse, av. FIN— FOR Fin, adj. m. Fins, pi. Jusqu'à, adv. Jusque là, adv.
Jusqu'ici, adv. Feinte, f. Simulation, f. Peine, f. Fronde, f. Fleur, f.
Fleurs, pi. Florence, f. (ville) Signature, f. Signatures, pi. Physique, f.
Fleuve, m. Fleuves, pi. Fouet, m. Fléau, m. Flûte, f. Phlegme Flotte, f.
Doublure, f. Fourreau, m. (d'épée) Taie d'oreiller, f. Manière, f. Taies
d'oreiller, pi. Feuille, f. Feuilles, pi. Feuille dé papier, f . (une) Feuilles
de papier, pi. Feuillet, m. Feuillets, pi. Folle, f. Folie Fondement, m.
Fondements, pi. Fontaine, f. Fontaines, pi. Fonderie, f. Fondeur, m. Fondeurs,
pi. Fonds, m. pi. Fonds publics, pi. Ciseaux, pi. m. Fourchete, f. Fourchettes,
pi. Etrangère, f. Etranger, m. Étrangers, pi. Etrangère, f. Etrangères, pi. Fromage,
m. Boulanger, m. Parure de diamans, f. Four, m. Fours, pi. Trou, m. Barreau, m.
Peut-être, adv. Fine Fine Thitherto Thitherto Hitherto Feinte Simulation
Trouble Sting Flower Flowers Florence Signature Signiatures Physics River
Rivers Lash (ou whip) Scourge Flute Phlegm Fleet Linin Scabbard Pillow-case
Fashion Pillow-cases Leaf Leaves Sheet of paper (a) Sheets of paper Leaf Leaves
Madwoman Folly Foundation Foundations Fountain Fouu tains Foundry Founder
Founders Stock Public stock Cissars Fork Forks Foreigner Foreigner Foreigners
Foreigner Foreigners Cheese Ctiker Set of diamonds Oven Ovens Hole Bar Perhaps
Fortemente, av. Forte, f. ag. Forti, pi. Forte, ag. m. Forti, pi. Fortuna, f.
Forza, f. Forze, pi. Fossato, m. Fra, av. Fracasso, m. Francese, ag. m.
Francese, ag. f. Francese, m. Francesi, pi. Francese, f. Francesi, pi.
Francesi, pi. m. ( i ) Francia, f. Franco, ag. m. Franchi, pi. Franca, ag. f.
Franche, pi. Francamente, av. Franchezza, f. Francoforte, f. (città) Franco, m.
(p. di 20 soldi) Franchi, pi. Fra poco, av. Fratello, m. Fratelli, pi.
Frattanto, av. Fravola, f. Fravole, pi. Freddamente, av. Freddezza, f. Freddo,
ag. m. Freddi, pi. Fredda, ag. f. Fredde, pi. Freddo, m. Freddi, pi. Freno, m.
Fresco, ag. m. Fresco, ag. m. Fresco, ag. m. Fresca, ag. f. Fresche, pi.
Fretta, f. Frittata, f. Fritto, m. Fronte, f. Frumento, m. Frusta, f. Frutta,
pi. f. (le) Frutto, m. Frutti, pi. Fucile, m. Fucili, pi. Fuligine, f. FOR— FUL
Fort, adv. Forte, adj. f. Fortes, pi. Fort, adj. m. Forts, pi. Fortune, f. Force,
f. Forces, pi. Fossé, m. Entre, adv. Fracas, m. Français, adj. m. Français,
adj. f. Français, m. Français, pi. Française, f. Françaises, pi. Français, pi.
m. (les) France, 1* Franc, adj. m. Francs, pi. Franche, adj. f. Franches, pi.
Franchement, adv. Franchise, f. Francfort (ville) Franc, m. (pièce de 20 s.)
Francs, pi. Bientôt, adv. Frère, m. Frères, pi. Cependant, adv. Fraise, f.
Fraises, pi. Froidement, ad. Froideur, f. Froid, adj. m. Froids, pi. Froide,
adj. f. Froides, pi. Froid, m. Froids, pL Mors, m. Frais, adj. m. Frais, adj.
m. Frais, adj. m. Fraîche, adj. f. Fraîches, pi. Hâte, f. Omelette, f. Friture,
f. Front, m. Bled, m. froment Fouet, m. Dessert, m. Fruit, m. Fruits, pL Fusil,
m. I Fusils, pi. ISuie, f. 57: Very strong Strong Strong Strong Strong Fortune
Strength Strength Ditch Between Noise French French French man French men
French woman French women French (the) France Frank Frank Frank Frank Frankly
Frankness Francfort Frank Franks Soon (shortly) Brother Brothers Yet
(meanwhile) Strawberry Strawberries Coldy Coldness Cold Cold Cold Cold Cold
Colds Bit of a bridle Chilly Cool Fresh Fresh Fresh Haste Pancake Friedthings
Front Wheat Whip Dessert Fruit Fruits Gun I Guns lSoot 49 578 L - Fulmine, m. L
= Fulmini, pi. L • Fumo, m. L •• Funerale, m. ( - Fuoco, m. ( = Fuora, av. (
Futuro, ag. m. FUL— GHI Foudre, f. Foudres, pi. Fumée, f. Convoi, m. Feu, m.
Dehors, adv. Futur, adj. m. (temps) Future Thunder bolt Thunder bolts Smoke
Funeral-procession Fire Without ( .. Gabbia, f. Cage, f. Cage H- Gabbie, pi.
Cages, pi. Cages -4 = Gabella, f. Droits de douane, m. pi. Duties H .
Gabinetto, m. Cabinet, m. Closet H •• Galleria, f . Galerie, f. Gallery 1 —
Gallerie, pi. Galeries, pi. Galleries 1 = Gallina, f. Poule, f. Hen 1 •
Galline, pi. Poules, pi. Hens 1 .. Gallinaccio, m. Dindon, m. Turkey o —
Gallinacci, pi. Dindons, pi. Turkeys o = Gallo, m. Coq, m. Cock 0 . Galli, pi.
Coqs, pi. Cocks 0 .. Gamba, f. Jambe, f. Leg 1 - Gambe, pi. Jambes, pi. Legs 1
= Garofano, m. Giroflée, f. Wall flower 1 . Garofani, pi. Giroflées, pi. Wall
flowers 1 .. Garzone, m. Garçon, m. Boy ) - Gatto, m. Chat, m. Cat ) = Gatti,
pi. Chats, pi. Cats ) . Gatta, f. Chatte, f. Cat ) .. Gelo, m. Gelée, f. Frost
-f — Generale, m. Général, m. General + = Generali, pi. Généraux, pi. Generals
+ . Genere, m. Genre, m. Gender + .. Genere mascolino, m. Genre masculin, m.
Masculine gender ">>. — Genere feminino, m. Genre féminin, m.
Feminine gender ->> = Genero, m. Gendre, m. Son in law «^ . Generosità,
1. Générosité, f. Generosity ">. . . Generoso, m. Généreux, m. Generous
? - Generosa, f. Généreuse, f. Generous p = Gengive, f. pi. Gencives, pi. f.
Gums p . Genio, m. Génie,' m. Genius p .. Genj, pi. Génies, pi. Genius V —
Gennajo, m. Janvier, m. January V = Genova, f. (citta) Gênes, f. (ville) Genoa
V . Gente, f. e pi. Gens, pi. m. People v .. Gentiluomo, m. Gentilhomme, m.
Gentlemen 0 — Geografia, f. Géographie, f. Geography 0 = Geografo, m.
Géographe, m. Geographer 0 . Geografi, pi. Géographes, pi. Geographers 0 ..
Geometra, m. Géomètre, m. Geometer / - Geometri, pi. Géomètres, pi. Geometers /
= Geometria, f. Géométrie, f. Geometry / . Geometricamente, av.
Géométriquement, adv. Geometrically / .. Geometrico, ag. m. Géométrique, adj.
m. Geometrical A - Geometrica, ag. f. Géométrique, adj. f. Geometrical A =
Geometriche, pi. Géométriques, pi. Geometrical A • Ghiaccio, m. Glace, f. Ice A
.. Ghiotto, m. Gourmand, m. Glutton GHI— GLI L - Ghiotti, pi. Gourmands, pi.
Gluttons L = Ghiotta, f. Gourmande, f. Glutton L • Ghiotte, pi. Gourmandes, pi.
Gluttons L .. Ghitarra,f. Guitare, f. Guitar ( - Giâ, av. Déjà, adv. Already (
= Giallo, m. Jaune, m. Yellow colour ( • Giardino, m. Jardin, m. Garden ( ••
Giardiniere, m. Jardinier, m. Gardener H- Giberna, f. Giberne, f. Cartridge-box
H = Gibilterra, f.( citta) Gilbraltar, f. ( ville) Gibaltar H • Ginnastica, f.
Gymnastique, f. Gymnastic H .- Ginocchio, m- Genou, m. Knee 1 - Ginocchi, pi.
Genoux, pi. Knees 1 _ Giogo, m. Joug, m. Yoke ! • Giocondo, ag. m. Enjoué, adj.
m. Plavful 1 .- Gioconda, ag. f. Enjouée, adj. f. Playful o — Gioja, f. Joie,
f. Joy o = Gioja, f. Bijou, m. Jewel o . Gioje, pi. Bijoux, pi. Jewels o ..
Giornale, m. Journal, m. News-paper 1 - Giornali, pi. Journaux, pi. News-papers
1 = Giornata, f. Journée, f. Day 1 . Giorno di digiuno, m. Jour de jeune, m.
Fast day 1 .. Giorno, m. Jour, m. Day ) - Giorni, pi. Jours, pi. Days ) =
Giorno di lavoro, m. Jour ouvrable, m. Work day ) . Giorni di lavoro, pi. Jours
ouvrables, pi. Work days ) . Giorno di festa, m. Jour de fête, m. Holy day + -
Giorni di lesta, pi. Jours de fête, pi. Holy days + = Giovane, m. Jeune homme,
m. Young man + . Giovani, pi. Jeunes gens, pi. Young men + .. Giovanetta, f.
Jeune personne, f. Young lady *-«■. — Giovanette, pi. Jeunes personnes, pi.
Young ladies *•«•. = Giovane, ag. m. f. Jeune, adj. m. f. Youthful *»^ .
Giovani, pi. Jeunes, pi. Youthful "*>i .. Giovedì, m. Jeudi, m.
Thursday p - Gioventù, f. Jeunesse, î. Youth p = Giovevole, ag. m. f.
Profitable, adj. m. f. Profitable p . Giovevoli, pi. Profitables, pi. Profitable
p .. Giù, av. En bas, adv. Down V - Giudice, ni. Juge, m. Judge V = Giudici,
pi. Juges, pi. Judges V . Giudizio, m. Jugement, m. Judgment V ..
Giudiziosamente, av. Judicieusement, adv. Judiciously 0 — Giudizioso, ag. m.
Judicieux, adj. m. Sense fui 0 = Giudiziosi, pi. Judicieux, pi. Sense fui 0 .
Giudiziosa, ag. f. Judicieuse, adj. f. Sense fui 0 .. Giudiziose, pi.
Judicieuses, pi. Sense fui / - Giugno, m. Juin, m. June 1 = Giuoco, m. Jeu, m.
Game / . Giuochi, pi. Jeux, pi. Plays / .. Giusto, ag. m. Juste, adj. m. Right
A - Giusti, pi. Justes, pi. Right A = Giusta, ag. f. Juste, adj. f. Right A .
Giuste, pi. Justes, pi. Right A .. Giusto, ag. m. Juste, adj. m. Just T -
Giusta, ag. f. Juste, adj. f. Just T = Gli, art. pi. m. Les, art. pi. m. The T
• Gli, pron. m. s. Lui (à lui), pron. m. s. To him T •• Gliene, pron. m. s. Lui
en, pron. m. s. Him some oi it 579 580 GLI— GITA L - Gliene, pr. dat. Leur en,
pi. dat. Him some of them L = Globo, m. Globe, m. Globe Gloria, f. Gioire, f.
Glory Gobba, f. Bosse, f. Hump ( — Gobba, ag. f. Bossue, adj. f. Humpback woman
( = Gobbo, ag. m. Bossu, adj. m. Humpback Gobbi, pi. Bossus, pi. Humpback men
Goccia, f. Goutte, f. Drop H - Godimento, m. Jouissance, f. Enjoyment H = Gola,
f. Gorge, f. Throat H • Gole, pi. Gorges, pi. Throats H •• Gomito, m. Coude, m.
Elbow 1 — Gomiti, pi. Coudes, pi. Elbows ! == Gomma, f. Gomme, f. Gum 1 •
Gonnella, f. Jupe, f. Petticoat 1 •• Gorgo, m. Gouffre, m. Pit o — Governo, m.
Gouvernement, m. Governement o = Gradatamente, av. Successivement, adv. In
succession 0 . Grado, m. Rang, m. Rank 0 .. Gradi, pi. Rangs, pi. Ranks 1 -
Grado, m. Degré, m. Degree 1 = Gradi, pi. Degrés, pi. Degrees 1 . Grammatica,
f. Grammaire, f. Grammar 1 .. Grammatiche, pi. Grammaires, pi. Grammars ) -
Gran cammino, m. Grand chemin, m. High-way ) = Grande, ag. m. Grand, adj. m.
Big ) . Grandi, pi. Grands, pi. Big ) .. Grande, ag. f. Grande, adj. f. Big + —
Grandi, pi. Grandes, pi. Big +• = Grandine, f. Grêle, f. Hail + . Gratitudine,
f. Reconnaissance, f. Gratefulness + .. Grato, ag. m. Reconnaissant, m. adj.
Grateful ^ — Grata, ag. f. Reconnaissante, adj. f. Grateful ->«. = Grazia,
f. Grâce, f. Favour ■«■V . Grazie, pi. (le) Grâces, pi. (les) The graces — . .
. Grazie, av. (vi ringrazio) Merci (je vous remercie) Thank you p - Graziosamente,
av. Avec grâce, adv. Gracefully p = Grazioso, ag. m. Gracieux, adj. m. Graceful
p • Graziosi, pi. Gracieux, pi. Graceful p .. Graziosa, f. Gracieuse, adj. f.
Graceful V — Graziose, pi. Gracieuses, pi. Graceful V = Grazioso, ag. m.
Charmant, adj. m. Lovely v . Graziosi, pi. Charmants, pi. Lovely v .. Graziosa,
ag. f. Charmante, ad. f. Lovely 0 — Graziose, pi. Charmantes, pi. Lovely 0 =
Grecia, f. Grèce, f. Greece 0 . Greco, m. Grec, m. Greek 0 .. Greci, pi. Grecs,
pi. Greeks (the) / - Greca, f. Grecque, f. Grecian woman / = Grembiale, m.
Tablier, m. Apron / . Grembo, m. Sein, m. Womb / .. Grido, m. Cri, m. Cry A —
Gridi, pi. Cris, pi. Cries A = Grotta, f. Grotte, f. Grotto A - Grotte, pi.
Grottes, pi. Grottoes A •• Guadagno, m. Gain, m. Profit T — Guai! interj.
Malheur! interj. Woe! T = Guai a voi, av. Malheur à vous, adv. Woe to you T •
Guai a me, av. Malheur à moi ! Woe to me T •• Guancia, f. Joue, f. Che€k GUA—
IMM 581 L - Guance, pi. Joues, pi. Cheeks L = Guanciale, m. Oreiller, m. Pillow
L • Guanciali, pi. Oreillers, pi. Pillows L •• Guancialino, m. Pelote, m.
Pin-cusion ( - Guancialini, pi. Pelotes, pi. Pin-cusions ( = Guanto, m. Gant,
m. Glove ( . Guanti, pi. Gants, pi. Gloves ( .. Guardaroba, f. Garde-meuble, m.
Wardrobe H- Guarda vivande, m. Garde-manger, m. Larder H = Guardia, f. Garde,
f. Gard H - Guardie, pi. Gardes, pi. Gards H ■• Guarda boschi, m. Garde-bois,
m. A forest keeper 1 - Guardia civica, f. Garde bourgeoise, m. A citizens
guardian's ship 1 = Guardia nobile, f. Garde noble, f. A nobleman's guardian's
1 • Guerra, f. Guerre, f. War [ship 1 •• Guerre, pi. Guerres, pi. Wars o —
Guerriero, m. Guerrier, m. Warior 0 = Guerrieri, pi. Guerriers, pi. Wariors 0 .
Gusto, m. Goût, m. Taste 0 .. Gusti, pi. Goûts, pi. H J'ai l'honneur Releshes
~] — |Ho l'onore I have the honour 1 = 1 Ho l'onore d'essere J'ai l'honneur
d'être I have the honour to l>e 1 . 1, art. pi. m. I Les, art. pi. m. The 1
.. I loro, pr. p. m. pi. Leurs, pr. p. m. pi. Their ) - I miei, pr. p. m. pi.
Mes, pr. p. m. pi. My ) = I nostri, pr. p. m. pi. Nos, pr. p. m. pi. Our ) • 1
suoi, pr. p. m. pi. Ses, pr. p. m. pi. His ) •• T tuoi, pr. p. ni. pi. Tes, pr.
p. m. pi. Thv + — I vostri, pr. p. m. pi. Vos, pr. p. m. pi. Your -f = Idea, f.
Idée, f. Idea + • Idee, pi. Idées, pi. Idea + .. Il, art. m. s. Le, art. s. m.
The *^» — I loro, pr. p. m. Leur, pr. p. m. Their — = Il mio, pr. p. m. Mon,
pr. p. m. My *-*. . Il nostro, pr. p. m. Notre, pr. p. m. Our -»» . . Il suo,
pr. p. m. Son, pr. p. m. His ? - Il tuo, pr. p. m. Ton, pr. p. m. Thy P = Il
vostro, pr. p. m. \ otre, pr. p. m. [pr. rei. Your P • Il quale, la quale, i
quali Qui, laquelle, lesquels, Whom, which, that ? •• Il quale, la quale, pron.
Lequel, laquelle, pr. m. f. Whether V — Il tutto, pr. ind. [m. f. Le tout, pr.
ind. The whole V = Illusione, f. Illusion, f. Illusion v . Illusioni, pi.
Illusions, pi. Illusions V •• Imbiancatura, f. Blanchissage, m. Washing 0 —
Imbriacone, m. Ivrogne, m. Drun-kard 0 as Imbriaconi, pi. Ivrognes, pi.
Drun-kards 0 . Immediatamente, av. Immédiatement, adv. Immediately 0 ..
Immediato, ag. m. Subit, adj. m. Quick / ~ Immediati, pi. Subits, pi. Quick / =
Immediata, ag. f. Subite, adj. f. Quick / • Immediate, pi. Subites, pi. Quick /
•• Immorale, ag. m. Immoral, adj. m. Immoral A — Immorali, pi. Immoraux, pi.
Immoral A =s Immorale, ag. f. Immorale, adj. f. Immoral 49, 582 IMM— INC L -
Immorali, pi. Immorales, pi. Immoraî L = Immortale, ag. m. Immortel, adj. m.
Immortal L • Immortali, pi. Immortels, adj. m. Immortal L •• Immortale, ag. f.
Immortelle, adj. f. Immortal ( - Immortali, pi. Immortelles, pi. Immortal ( =
Immortalità, f. Immortalité, f, [adv. Immortality ( • Immortalmente, av. A
jamais, éternellement, Immortally ( •• Impaccio, m. Embarras, m. Impediment -i-
Impacci, pi. Embarras, pi. Impediments H = Imperativo, m. Impératif, m.
Imperative mood H • Imperatore, m. Empereur, m. Emperor H •• Imperatori, pi.
Empereurs, pi. Emperors ì - Imperatrice, f. Imperatrice, f. Empress 1 =
Imperfetto, m. Imparfait, m. Imperfect 1 . Imperiale, ag. m. et f. Imperial,
adj. m. Empireal 1 •• Imperio, m. Empire, m. Empire o — Impiegato, m. Employé,
m. Clerk o = Impiegati, pi. Employés, pi. Clerks 0 . Impiego, m. Emploi, m.
Employment 0 .. Imposizione, f. Impôt, m. Duty 1 - Imposizioni, pi. Impôts, pi.
Duties 1 = Impossibilita, f. Impossibilité, f. Impossibility 1 ■ Impossibile,
ag. m. f. Impossible, adj. m. f. Impossible 1 •• Impossibili, pi. Impossibles,
pi. Impossible ) - Impostura, f. Imposture, f. Imposture ) = Imposture, pi.
Impostures, pi. Impostures ) • Impostore, m. Imposteur, m. Impostor ) ••
Impostori, pi. Imposteurs, pi. Impostors + — Improvviso, ag. m. Soudain, adj.
m. Sudden + = Improvvisi, pi. Soudains, pi. Sudden + • Improvvisa, ag. f.
Soudaine, adj. f. Sudden + .. Improvvise, pi. Soudaines, pi. Sudden ■^» —
Impudentemente, av. Impudemment, adv. Shamelessly ^ = Impudente, ag. m.
Impudent, adj. m. Shameless ■^ . Impudenti, pi. Impudents, pi. Shameless ^ . .
Impudente, ag. f. Impudente, adj. f. Shameless P - Impudenti, pi. Impudentes,
pi. Shameless- P = In, prep. Dans, prép. In, into P • In, prep. En, prép. In P
•• In alto, av. En haut, adv. Up V — In avanti, av. En avant, adv. Forward V =
In avvedutamente, av. Inconsidérément, adv. Rashly v . In avvenire, av. A.
l'avenir, adv. Hence forth v .. Incanto, m. Charme, m. Charm 0 — Incanti, pi.
Charmes, pi. Charms 0 = In capo, av. Au bout, adv. At the end 0 . In casa ima,
av. Chez moi, adv. At my house 0 .. In casa nostra, av. Chez nous, adv. At our
house / - In casa sua, av. Chez lui, adv. At his house / = In casa vostra, av.
Chez vous, adv. At your house / . Inchiostro, m. Encre, s. L Ink / . Incivile,
ag. m. Impoli, adj. m. Unpolite A — Incivili, pi. Impolis, pi Unpolite A =
Incivile, ag. f. Impolie, adj. f. Unpolite A • Incivili, pi. Impolies, adj. f.
Unpolite A •• Incivilita, f. Impolitesse, f. Unpoliteness T — Incognito, ag. m.
Inconnu, adj. m. Unknown T = Incogniti, pi. Inconnus, pi. Unknown T .
Incognita, ag. f. Inconnue, adj. f. Unknown T •• Incognite, pi. Inconnues, pi.
Unknown INC— ING Incontinente, av. Aussitôt, adv. As soon as L =
Incontraccambio, av. En revanche, adv. In revenge Inconveniente, m.
Inconvénient, m. Inconveniency Inconvenienti, pi. Inconvénients, pi.
Inconveniencies ( — Incostanza, f. Inconstance, f. Inconstancy ( = Incredibile,
m. f. Incroyable, m. Incredible Incnmbenza, f. Commission, f. Errand Indarno,
av. En vain, adv. In vain H- Indecente, ag. m. Indécent, adj. m. Indecent H =
Inde °nti, pi. Indécents, pi. Indecent H ■ Indecente, ag. f. Indécente, adj. f.
Indecent H .. Indecenti, pi. Indécentes, pi. Indecent 1 — Indecenza, f.
Indécence, f. Indecency 1 = Indecentemente, av. Indécemment, adv. Indecently 1
• Indegno, ag. m. Indigne, adj. m. Unworthy I •■ Indegni, pi. Indignes, pi.
Unworthy o — Indegna, ag. f. Indigne, adj. f. Unworthy 0 = Indegne, pi.
Indignes, pi. Unworthy 0 . Indegnamente, av. Indignement, adv. Unworthily 0 ..
Indeterminato, ag. m. Indéterminé, adj. m. Indeterminate 1 - Indeterminati, pi.
Indéterminés, pi. Indeterminate 1 = Indietro, av. En arrière, adv. Backwards 1 .
Indifferentemente, av. Indifféremment, adv. Indifferently 1 .. Indifferente,
ag. m. Indifférent, adj. m. Indifferent ) - Indifferenti, pi. Indifférents, pi.
Indifferent ) = Indifferente, ag. f. Indifférente, adj. f. Indifferent ) .
Indifferenti, pi. Indifférentes, pi. Indifferent ) .. Indifferenza, f.
Indifférence, f. Indifference + — Indiflinito, ag. m. Indéfini, adj. m.
Indefinite -f = Indipendente, ag. m. Indépendant, adj. m. Independent + .
Indipendenti, pi. Indépendants, pi. Independent + .. Indipendente, ag. f.
Indépendante, adj. f. Independent **. — Indipendenti, pi. Indépendantes, pi.
Independent *>l = Indipendenza, f. Indépendance, f. Indépendance ^s .
Indiretto, ag. m. Indirect, adj. m. Indirect *»*. . . Indiretti, pi. Indirects,
pi. Indirect p - Indiretta, ag. f. Indirecte, adj. f. Indirect p = Indirette,
pi. Indirectes, pi. Indirect p . Indiscreto, ag. m. Indiscret, adj. m.
Indiscreet p .. Indiscreti, pi. Indiscrets, pi. Indiscreet V - Indiscreta, ag.
f. Indiscrète, adj. f. Indiscreet V = Indiscrete, pi. Indiscrètes, pi.
Indiscreet V . Indiscrezione, f. Indiscrétion, f. Indiscretion v .. Infedele,
ag. m. f. Infidèle, adj. m. f. Faithless tf — Infedeli, pi. Infidèles, pi.
Faithless 0 = Infedelmente, av. Infidèlement, adv. Faithlessly 0 . Infelicità,
pi. f. Malheurs, pi. m. Troubles u .. Infernale, ag. m. Infernal, adj. m.
Hellish 1 - Infernale, ag. f. Infernale, adj. f. Hellish 1 = Inferno, m. Enfer,
m. Hell / . Infine, av. Knfin, adv. In short / .. In fin dei conti, av. Au bout
du compte, adv. After all A - Infinitivo, m. Infinitif, m. Infinitive mood A =
In folla, av. En foule, adv. In a crowd A . Infreddatura, f. Rhume, m. Cold A
•• In fuori, av. En dehors, adv. Outward T - Inganno, m. Tromperie, f. Cheating
1- = Inganni, pi. Tromperies, pi. Cheatings T • Ingegno, m. Talent, m. Talent T
•• Ingegni, pi. Talents, pi. Talents Inghilterra, f. Inginocchioni, av. In
giro, av. In giù, av. Inglese, m. Inglesi, pi. Inglese, f. Inglesi, pi. Inglesi
(gli), pi. m. In mezzo, av. Innamorato, ag. m. Innamorati, pi. Innamorata, ag.
f. Innamorate, pi. Innanzi, prep. Innanzi, prep. In piedi, av. In qualche
maniera, av. Insalata, f. Insensibile, ag. m. f. Insensibili, pi.
Insensibilità, f. Insensibilmente, av. Insegna, f. Insegne, pi. Inseguito, av.
Insieme, av. In su, av. Insurrezzione, f. Intagliatore, m. Intanto che, av.
Intelletto, m. Interesse, m. Interessi, pi. Interjezzione, f. Intingolo, m.
Intingoli, pi. Intorno, av. Intrapresa, f. Introduzione, f. In una volta, av.
Inutile, ag. m. f. Inutili, pi. Inutilmente, av. Inutilità, f. In verità, av.
Inverno, m. Inverni, pi. In visita, av. Invito, m. Inviti, pi. Io, pron. Io
stesso (stessa), pi*, feci Irregolare, ag. m. [pr Irregolari, pi. Irregolare,
ag. f. Irregolari, pi. Irregolarmente, av. Irregolarità, f. Isola, f. 1NG— ISO
Angleterre, f. A. genoux, adv. Tout autour, adv. En bas, adv. Anglais, m.
Anglais, pi. Anglaise, f. Anglaises, pi. Anglais (les), pi. m. Au milieu, adv.
Amoureux, adj. m. Amoureux, pi. Amoureuse, adj. f. Amoureuses, pi. Avant, prép.
Auparavant, prép. Debout, adv. En quelque manière, adv. Salade, f. Insensible,
adj. m. f. Insensibles, pi. Insensibilité, f. Insensiblement, adv. Enseigne, f.
Enseignes, pi. Ensuite, adv. Ensemble, adv. En haut, adv. Insurrection, f.
Graveur, m. Pendant que, adv. Esprit, m. Intérêt, m. Intérêts, pi.
Interjection, f. Ragoût, m. Ragoûts, pi. Autour, adv. Entreprise, f.
Introduction, f. En une fois, adv. Inutile, adj. m. f. Inutiles, pi.
Inutilement, adv. Inutilité, f. En vérité, adv. Hiver, m. Hivers, pi. En
visite, adv. Invitation, f. Invitations, pi. Je, pron. Moi-même, pr. réfi.
Irrégulier, adj. m. Irréguliers, pi. Irrégulière, adj. f. Irrégulières, pi.
Irrégulièrement, adv. Irrégularité, f. Ile, f. England Kneeling Round about
Dawnward English man English people English woman English women English (the)
Amidst In love In love In love In love Before Before Up Some way Sallad
Insensible Insensible Insensibility Insensibly Sign Signs After Together Upward
Insurrection Engraver While Mind Interest Interests Interjection Sauce Sauces
Around Undertaking Introduction At once Useless Useless Uselesly Uselessness
Indeed Winter Winters Visiting Invitation Invitations Myself Irregular
Irregular Irregular Irregular Irregularly Irregularity Island ISO— LAV 585 L -
Isole, pi. [issime, pi. sup. Iles, pi. Islands L = Issimo, issimi, issima Très,
superi. Very L • Italia, f. Italie, f. Italy L •• Italiano, m. Italien, m.
Italian ( - Italiani, m. pi. Italiens, m. pi. Italians ( = Italiana, f.
Italienne, f. Italian woman ( • Italiane, pi. Italiennes, pi. Italian women (
•• Ivi, av. (quivi), av. Là, y, adv. Thither H- Ieri, m. Hier, m. Yesterday H =
1er l'altro, av. Avant-hier, adv. The day before yesterday H • Ieri mattina, av
Hier au matin, adv. Yesterday morning H •• Ieri sera, av. Hier au soir, adv.
Last night i — Ieri notte, av. Hier dans la nuit, adv. Last night 1 = Iugerì,
m. pi. Arpents, m. pi. Acres 1 . La, av. Là, adv. There 1 •• La, art. f. La,
art. f. The 0 — La loro, p. p. f. Leur, p. p. f, Their 0 = La mia, p. p. f. Ma,
p. p. f. My 0 . La nostra, p. p. f . Notre, p. p. f. Our o .. La sua, p. p. f.
Sa, p. p. f. His 1 - La tua, p. p. f. Ta, p. p. f. Thy 1 = La vostra, p. p. f.
Votre, p. p. f. Your 1 ■ La, pron. f. neutro La, pron. f. neutre It 1 .. Là
basso, av. Là-bas, adv. Yonder ) - Labro, m. Lèvre, f. Lip ) = Labri, pi.
Lèvres, pi. Lips ) Ladi, f. Lady, f. Lady ) .. Ladro, m. Voleur, m. Thief + —
Ladri, pi. Voleurs, pi. Thieves + = Lago, m. Lac, m. Lake + . Lagrima, f.
Larme, f. Tear + .. Lagrime, pi. Larmes, pi. Tears -v. L'altro ieri, m.
Avant-hier, m. The day before yesterday •^ = Lama, f. Lame, f. Blade ■^. .
Lampada, f. Lampe, f. Lamp -"V .. Lampo, m. Éclair, m. Lightning p - Lana,
f. Laine, f . . Wool p = Lancia, f. Lance, f. Spear p . Lance, pi. Lances, pi.
Spears p .. Lanterna, f. Lanterne, f. Lantern V — Lapide, f. Pierre, f. Stone V
= Lapis, m. (penna matita) Crayon, m. Pencil V . Larga, ag. f. Large, adj. f.
Broad v .. Larghe, pi. Larges, pi. Broad 0 — Largo, ag. m. Large, adj. m. Broad
e = Larghi, pi. Larges, pi. Broad 0 . Larghezza, f. Largeur, f. Breadth 0 ..
Latino, m. (il) (la lingua Latin, m. (la langue la- Latin tongue / - Lato, m. [
latina) Côté, m. [ tine) Side / = Latta, 1. Fer-blanc, m. Tin / - Latte, m.
Lait, m. Milk / •• Latticinio, m. Laitage, m. Milk food A — Lavandaia, f.
Blanchisseuse, f. Washer woman A = Lavandaie, pi. Blanchisseuses, pi. Washer
women A • Lavoro, m. Travail, m. Work A .. Lavori, pi. Travaux, pi. Works 586
LAV— LIB L - Lavoro all' ago, m. Travail à l'aiguille Veedle work L = Le, pron.
f. A elle, pron. f. d. To her L • Le, pron. f. pi. Les, pron. f. pi. Them L ••
Le, art. f. pi. Les, art. f. pi. The ( - Le loro, pr. p. f. pi. Leurs, pr. p.
f. pi. Their ( = Le mie, p. p. f. pi. Mes, pr. p. f. pi. My ( • Le nostre, p.
p. f. pi. Nos, pr. p. f. pi. Our ( •• Le sue, p. p. f. pi. Ses, p. p. f. pi.
His H- Le tue, p. p. f. pi. Tes, p. p. f. pi. Thy H = Le vostre, p. p. f. pi.
Vos, p. p. f. pi. Your H • Le ne, pron. f. al d. Lui en, pron. f. au d. To her
H •• Legato, rn. Légat, m. The pope's legate 1 - Lega, f. Ligue, f. Faction 1 =
Lega, f. Lien, f. Tie 1 - Leghe, pi. Lieues, pi. Leagues 1 -. Legacce, f. pi.
Jarretières, f. pi. Garters o — Legge, f. Loi, f. Law o = Leggi, pi. Lois, pi.
Laws o . Leggerezza, f. Légèreté, f. Lightness 0 .. Leggerezza, f. Légèreté
(d'esprit), f. Without thinking "1 — Leggero, ag. m. Léger, adj. m. Light
"1 = Leggeri, pi. Légers, pi. Light Leggera, ag. f. Légère, adj. f. Light
Leggere, ag. pi. Légères, pi. Light ) — Leggiadra, ag. f. Charmante, adj. f.
Charming ) = Legna, f. pi. Bois à brider, m. pi. Fire wood Legume, m. Légume,
m. Vegetable Legumi, m. pi. Légumes, m. pi. Vegetables + — Lei, pr. f. Elle,
pr. f. Her + = Lento, ag. m. Lent, adj. m. Slow 4- . Lenti, pi. Lents, pi. Slow
+ .. Lenta, ag. f. Lente, adj . f . Slow ^ — Lente, pi. Lentes, pi. Slow \ =
Lenzuolo, m. Drap, m. Sheet -> • Lenzuola, f. pi. Draps, m. pi. Sheets --».
. . Leone, m. Lion, m. Lion P - Leoni, pi. Lions, pi. Lions P = Leonessa, f.
Lionne, f. Lioness P - Leonesse, pi. Lionnes, pi. Lionesses P .. Lepre, m.
Lièvre, f. Hare V — Lepri, pi. Lièvres, pi. Hares V = Lesto, ag. m. Léger, adj.
m. Light v . Lesti, pi. Légers, pi. Light V .. Lesta, ag. f. Légère, adj. f.
Light / - Leste, pi. Légères, pi. Light / = Lettera, f. Lettre, f. Letter / •
Lettere, pi. Lettres, pi. Letters / .. Letto, m. Lit, m. Bed 0 — Letti, pi.
Lits, pi. Beds 0 = Lettura, f. Lecture, f. Reading 0 . Lezione, f. Leçon, f.
Lesson 0 .. Lezioni, pi. Leçons, pi. Lessons A - Le, pr. f. pi. Les, pr. f. pi.
Them A = Libero, ag. m. Libre, adj. m. Free A • Liberi, pi. Libres, pi. Free A
.. Libera, ag. f. Libre, adj. f. Free T - Libere, pi. Libres, pi. Free T =
Liberamente, av. Librement, adv. Freely T • Libertà, f. Liberté, f. Liberty T
•• Liberta, pi. Libertés, pi. Liberties LIB— LUG 587 L - Liberatore, m.
Sauveur, m. Deliverer Libra, f. (peso) Livre, f. ( poids ) Pound Libre, f.
Livres, pi. Punds Librajo, m. Libraire, m. Bookseller ( — Libraj, pi.
Libraires, pi. Booksellers ( = Libreria, f. Librairie, f. Bookselling Libro, m.
Livre, m. Book Libri, m. pi. Livres, pi. Books -ì- Lido, m. Rivage, m. Shore H
= Lieto, ag. Cai, adj. Cheerful H • Limite, m. Limite Limits H •• Limone, m.
Citron, m. Lemon 1 - Limoni, pi. Citrons, pi. Lemons L'indomani, m. Le
lendemain, m. The next day 1 Linea, f. Ligne, f. Line 1 •• Lingua, f. Langue,
f. Tongue o — Lingue, pi. Langues, pi. Tongues o = Lingua, f. ( linguaggio)
Langue, f. Tongue 0 . Lingua alemanna, f. ( la) Langue allemande^' . ( la )
German language ( the ) o .. Lingua francese, f. (la) Langue française, f. (la)
French tongue ( the ) 1 - Lingua greca, f. (la) Langue grecque, f. (la) Greek
tongue 1 = Lingua inglese, f. ( la) Langue anglaise, f. (la) English tongue
(the) 1 . Lingua italiana, f. ( la) Langue italienne, f. (la) Italian tongue or
Ian- 1 .. Lingua latina, f. ( la) Langue latine, f. ( la ) Latin tongue [guage
) - Lingua polacca, f. (la) Langue polonaise, f. ( la) Polish language ( the )
) = Lingua spagniuola,f. (la) Langue espagnole, f . ( la) Spanish language (
the ) ) . Lingua turca, f. (la) Langue turque, f. ( la ) Turkish language ( the
) ) .. Lino, m. Lin, m. Flax 4- — Lisbona, f. (citta) Lisbonne, f. Lisbon + =
Lite, f. Procès, m. Law suit + . Livorno, m. (citta) Livourne, m. (ville)
Leghorn 4- •• Lo, art. m. Le, art. m. The ■^ — Lo, pr. pers. ace. Le, pr. pers.
ace. Him ■*»* = Lo, pr. m. neutro Le, pr. m. neutre It -. . Locanda, f. Hôtel,
m. Hotel ^-. . . Loco, m. Lieu, m. Place P - Locuzione, f. Locution, f.
Locution e = Lode, f. Louange, f . Praise p . Lodi, pi. Louanges, f. Praises p
.. Logica, f. Logique, f. Logic v — Londra, f. (citta) Londres, f. ( ville )
London v = Longitudine, f. Longitude, f. Longitude V . Lontano, av. Loin, adv.
Far v .. Loquace, m. Babil, m. Chat 0 — Lord, m. Lord, m. Lord 0 = Loro, pr. m.
f. pi. Leur, pr. m. f. pi. To them 0 . Loro (il), pr. poss. r. m. Leur, pr.
poss. rei. m. Their 0 .. Loro ( i ), pr. pos. r. pi. Leurs, pr. poss. rei. pi.
Their / - Loro (la), pr. poss. r. f. Leur (la) pr. p. rei. i'. Theirs / = Loro
(le), pi. Leurs (les), pi. Theirs / . Loro, pr. poss. Leur, pr. poss. Their 1
Lo stesso, av. De même, adv. The same A - Lo stesso, la stessa, pr. Le même, la
même, p. The same A = Lotta, f. Lutte, f. Wrestling A . Lucchetto, m. Cadenas,
m. Padlock A •• Lucchetti, pi. Cadenas, pi. Padlocks T - Luce, f. Lumière, f.
Light T = Lucerna, f. Lumière, f. Light T • Lucerne, pi. Lumières, pi. Lights T
•• Luglio, m. Juillet, m. July 588 LUI— MAE L - Lui, ace Lui, acc. Hiui L =
Lui, lei, lo, la, neut. Elle, la, il, le, pro. neut. It L - Lume, m. Clarté, f.
Light L •• Luminaria, f. Illumination, f. Illumination ( - Luna, f. Lune, f.
Moon ( = Lunario, m. Almanach, m. Almanack ( • Lunedi, m. Lundi, m. Monday ( •
Lunghezza, f. Longueur, f. Longht H- Lungi, av. Loin, adv. Far H = Lungo, av.
Le long, adv. Along H • Lunga, ag. f. Longue, adj. f. Long H .. Lunghe, pi.
Longues, pi. Long I - Lungo, ag. m. Long, adj. m. Long 1 = Lunghi, pi. Longs,
pi. Long 1 . Lungo tempo, av. Long-temps, adv. Long time 1 .. Luogo, m.
Endroit, m. Place o — Luoghi, pi. Endroits, pi. Places o = Luoghi circonvicini,
pi. Alentours, m. pi. About, roundabout 0 . Lupa, f. [m. Louve, f. Wolf (she) 0
.. Lupe, pi. Louves, pi. Wolfs (she) 1 - Luogo comodo, m. Lieu d'aisance, m.
Privy 1 = Lupo, m. Loup, m. Volf 1 . Lupi, pi. Loups, pi. Volfs 1 .. Lusinga,
f. Flatterie, f. ' Flattery ) - Lusinghe, pi. Flatteries, pi. Flatteries ) =
Lusinghiera, ag. f. Flatteuse, adj. f. Flatterer ) . Lusinghiere, pi.
Flatteuses, pi. Flatterer ) .. Lusinghiero, m. Flatteur, m. Flatterer + —
Lusinghiera, f. Flatteuse, f. Flatterer + = Lusso, m. Luxe, m. Profuseness + .
Lustro, m. Lustre, m. Chandilier + .. Lustri, pi. Lustres, pi. Chandiliers
*"v Lutto, m. Deuil, m. Mourning M -"** = Ma, av. Mais, adv. But «^.
Macchia, f. Tache, f. Stain ""*. .. Macchie, pi. Taches, pi. Stains p
- Macchina, f. Machine, f. Machine p = Macchine, pi. Machines, pi. Machines p .
Macchina al vapore, 1. Machine à vapeur, f. Steam-engine p,. Macchine al
vapore, pi. Machines à vapeur, pi. Steam-engines V - Macchina, f. (istromento)
Machine(instrument, m.) Engine V = Macchine, pl,(istromenti, Machines, pi.
(instru- Engines v . Macellajo, m. [pi.) Boucher, m. [ments, pi.) Butcher V •••
Macello, m. Boucherie, f. Butchery 0 — Madrina, f. Marraine, f. God-mother 0 =
Madre, f. Mère, f. Mother 0 . Madri, pi. Mères, pi. Mothers 0 .. Madrid (città)
Madrid (ville) Madrid / - Maestà, f. Majesté, f. Majesty 1 *= Maestro di
musica, m. Maitre de musique, m. Music master / . Maestra di musica, f.
Maitresse de musique, f. Music mistress / ••• Maestro, m. Maître, m. Master A —
Maestri, pi. Maitres, pi. Masters A = Maestra, f. Maitresse, f. Mistress A •
Maestro di ballo, m. Maître de danse, m. Dancing master L L -- L L ( - ( ( ( H
H . — Me, pi*. Me, pron. Me "*v = Me ne, pron. Me (en) pron. Me «s^
Meccanica, f. Mécanique, f. Mechanics (science 1 **v Meccanico, ag. m.
Mécanique, adj. m Mechanical ? — Meccanici, pi. Mécaniques, pi. Mechanical p =
Meccanica, ag. f. Mécanique, adj. f. Mechanical p . Meccaniche, pi. Mécaniques,
pi. Mechanical p .. Meccanismo, m. Mécanisme, m. Mechanism V — Meco, prep. Avec
moi, prép. With me V = Medaglia, f. Médaille, f. Medal V . Medesima, ag. f.
Même, ag. f. Same v .. Medesime, pi/ Mêmes, pi. Same 0 — Medesimo, ag. m. Même,
ag. m. Same 0 = Medesimi, pi. Mêmes, pi. Same 0 . Mediante, pr. Moyennant, pr.
By means of 0 .. Medicina, f. Médecine, f. Physic 1 - Médecine, pi. Médecines,
pi. Physics / = Medico, m. Médecin, m. Physician / . Medici, pi. Médecins, pi.
Physicians / •• Mediterraneo, ag. m. Méditerranée, adj. f. Mediterranean A —
Meglio, av. Mieux, adv. Better A = Mela, f. Pomme, f, Apple A . Mele, pi.
Pommes, pi. Apples A •- Melagrano, m. Grenadier, m. Pomme grenate-ìreti T —
Melagrana, f. Grenade, f. Pomme-grenate T = Melagrane, pi Grenades, pi.
Pomme-grenates T • Melanconia, f. Mélancolie, f. Melancholy T •• Melanconico,
ag. m.. Mélancolique, adj. m. Hipish MEL— MI L - Melanconici, pi.
Mélancoliques, pi. Hipish L = Melanconica, ag. f. Mélancolique, adj. f. Hipish
L • Melanconiche, pi. Mélancoliques, pi. Hipish L •• Mele, m. Miel, m. Honey (
- Melodia, f . Mélodie, f. Melody ( = Melone, m. Melon, m. Melon ( • Meloni,
pi. Melons, pi. Melons ( •• Membrana, f. Membrane, f. Membrane -\ - Membro, m.
Membre, m. Member H = Membri, pi. Membres, pi. Members H . Memoria, f. Mémoire,
m. Memory -\ •• Memorie, pi. f. Mémoires, pi. f. Memories 1 - Memoriale, m.
Mémoire, m. Memorial i = Memoriali, pi. Mémoires, pi. Memorials 1 • Meno, av.
Moins, adv. Less i •• Mensa, f. Table à manger, f. Eating table o — Mense, pi.
Tables à manger, pi. Eating tables o = Mente, f. Esprit, m. Mind 0 . Mentitore,
m. Menteur, m. Liar 0 .. Mentitrice, f. Menteuse, f. Liar "1 - Mento, m.
Menton, m. Chin 1 = Mentre che, av. cong. Pendant que, adv. conj. While 1 .
Menzione, f. Mention, f. Mention 1 .. Menzogna, f. Mensonge, m. Lie ) - Mercante,
m. Marchand, m. Dealer ) = Mercanti, pi. Marchands, pi. Dealers ) . Mercanzia,
f. Marchandise, f. Merchandize ) .. Mercanzie, pi. Marchandises, pi. Goods + —
Mercato, m. Marché, m. Market _L — Mercede, f. Récompense, f. Reward + .
Mercoledì, m. Mercredi, m. Wedue sday -f .. Merenda, f. Goûter, m. Lunch
">s. Meridionale, ag. m. Méridional, adj. m. South v^. = Meridionali,
pi. Méridionaux, pi. South ~^ . Meridionale, ag. f. Méridionale, adj. f. South
*-> .. Meridionali, pi. Méridionales, pi. South p — Merito, m. Mérite, m.
Merit p = Meriti, pi. Mérites, pi. Merits p Merletto, m. Dentelle, f . Lace ?
•• Merletti, pi. Dentelles, pi. Laces V — Merlo, m. Merle, m. Black-bire V =
Mese, m. Mois, m. Mouth v . Mesi, pi. Mois, pi. Mouths V .. Messa, f. Messe, f.
Mass 0 — Messe, f. Moisson, f. Harvest 0 = Me stesso, pron.rccipr. Moi-même,
pron. réfi. Myself 0 . Mesto, ag. m. Chagrin, adj. m. Sorrow full 0 .. Mesti,
pi. Chagrins, pi. Sorrow full / - Mesta, ag. f. Chagrine, adj. f. Sorrow full /
= Meste, pi. Chagrines, pi. Sorrow full / • Meta, f. Moitié, f. Half / .. Meta,
f. But, m. Aim A - Mezzo, ag. m. Demi, adj. m. Half A = Mezza, f. Demie, adj.
f. Half A • Mezzo, m. Milieu, m. Middle A •• Mezzo giorno, m. Midi, m. 'Sooa T
— Mezzanino, m. Entresol, m. Enter-sole T = Mezza notte, f . Minuit, f.
Midnight T . Mezz'ora, f. Demi-heure, f. Half an hour r ■• Mi, pron. m. f. Moi,
me, pron. m. f. Me 01 592 MI— MIS L — Mi, pron. m. j. k moi, me, pron. m. f.
Tome L = Mi, me, pron. Moi, me, pr. m. f. acc Me L ■ Mia (la), pron. poss. f.
Via, pron. poss. f. My L •• Mie (le), pron. pi. f. Mes, pron. pi. f. My ( - Mia
(la), pron. poss. f. Mienne (la), pron. poss. f. Mine ( = Mie (le), pi. Miennes
(les), pt. Mine ( • Mio (il), pron. poss. m. Mon, pron. poss. m. f. s. My ( ..
Miei (i), pron. pi. Mes, pron. pi. My H - Mio (il), m. pron. p. Mien (le),
pron. poss. m. Mine ^ - Miei (i), pi. Miens (les), pi. Mine ^ • Mia cognata, f.
Ma belle-sreur, f. My sister in law H •• Mio cognato, m. Mon beau-frère, m. My
brother in law i - Mia cugina, f. Ma cousine, f. My cousin } = Mio cugino, m.
Mon cousin, m. My cousin î • Mia figlia, f. Ma fille, f. My daughter f .. Mio
figlio, m. Mon fils, m. My son o — Mio fratello, m. Mon frère, m. My brother o
= Mio genero, m. Mon gendre, m. My son in law 0 . Mia madre, f. Ma mère, f. My
mother 0 .. Mio marito, m. Mon mari, m. My husband' 1 - Mia moglie, f. Ma
femme, f. My wise 1 = Mio nonno, m. Mon grand-père, m. My grand father 1 . Mia
nonna, f. Ma grand'mère, f. My grand mother 1 •• Mia nuora, f. Ma bru, f. My
daughter in law ) - Mio padre, m. Mon père, m. My father ) = Mia sorella, f. Ma
sœur, f. My sister ) . Mio zio, m. Mon oncle, m. My uncle ) .. Mia zia, f. Ma
tante, f. My aunt + — Migliajo, m. Millier, m. Thousand + = Miglio, m. Mille,
m. Mile + • Miglia, pi. f. Milles, pi. Miles 4- >. Migliore, superi, m.
Meilleur, m. (mieux) sup. Better ^» — Migliori, pi. Meilleurs, pi. Better
*>. = Migliore (il), meglio (il), Meilleur (le), m. super. Best (,the>
-«> . Milano (citta) [m. sup. Milan (ville) Milan •>>. . . Milza, f.
Rate, f. Spleen ? - Mina, f. (t. mil.) Mine, f. (t. mil.) Mine P = Minestra, f.
Potage, m. Soup P • Minestre, pi. Potages, pi. Soups P Miniera, f. (di metalli)
Mines, f. (de métaux) Mine V — Miniere, pi. Mines, pi. Mines V = Minima, ag. f.
Moindre, adj. f. Least' v . Minimo, ag. m. Moindre, adj. m. Least V •• Minimo
(il), meno (il), m. Moindre (le plus), m. Least (the) 0 — Minima (la), f.
Moindre ( la ), f. Least (the) e = Minimi (i), m. pi. minime Moindres (les
plus), m. f. Least (the) 0 . Ministero, m. [(le), f. pi. Ministère, m. [pi.
Ministry 0 • • Ministro, m. Ministre, m. Minister / - / = / • / •• A —
Ministri, pi. Ministres, pi. Ministers Minore, ag. m. f. Moindre, adj. m. f.
Less Minori, pi. Moindres, pi. Less Minore, m. Cadet, m. The younger Minuta, f.
Minute, f. Copy A = A A • Minuto, m. Minute, f. Minute Minuti, pi. Minutes, pi.
Minutes Mi prendo la liberta Je prends la liberté. I take the liberty T = T - :
Miserabile, ag. m. f. Pitoyable, adj. m. f. Pitiful - Miserabili, pi.
Pitoyables, pi. Pitiful T T, Misericordia! esclam. Miséricorde! excl. God help
m& Misto, ag. m. Mixte, adj. m. (mêlé) Mixed Mista, ag. f. Miseria, f .
Meserie, pi. Misura, f. Moda, f. Mode, pi. Modestamente, av. Modestia, f.
Modesto, ag. in. Modesti, pi. Modesta, ag. f. Modeste, pi. Modo, m. (guisa), f.
Modi, pi. (guise), pi. Modo, m. Modi, pi. Moglie, f. Mogli, pi. Molino, m.
Molini, pi. Molino a vento, m. Molini a vento, pi. Molle, f. pi. Molto, av.
Molti, pi. Molti, parecchi, pi. m. Molte, parecchie, pi. f. Molto bene, av.
Molto tempo fa, Molto tempo, av. Momento, m. Momenti, pi. Monaco (frate), ni.
Monaci (frai), pi. Monaca, f. Monache, pi. Mondano, ag. ni. Modani, pi.
Mondana, ag. f. Mondane, pi. Mondo, m. Mondi, pi. Mondo, m. gente Montagna, f.
Montagne, pi. Monumento, m. Monumenti, pi. Morale, adj. f. Morale, f. Moralità,
f. Morbido, ag. Morbido, ag. m. dolce Morbidi, pi. dolci Morbida, ag. f. dolce
Morbide, pi. dolci Mar fie, f. pi. Morso, m. Morsi, pi. Morte, f. Morto, ag.
ni. MIS— MOR Mixte (mêlée), adj. f. Misère, f. Misères, pi. Mesure, f. Mode, f.
Modes, pi. Modestement, adv. Modestie, f. Modeste, adj. ni. Modestes, pi.
Modeste, adj. f. Modestes, pi. Manière, f. Manières, pi. Moyen, m. Moyens, pi.
Femme, f. Femmes, pi. Moulin, m. Moulins, pi. Moulin à vent, pi. Moulins à
vent, pi. Pincettes, f. pi. Beaucoup, adv. Beaucoup, pi. Plusieurs, pi. m.
Plusieurs, f. Fort bien, adv. 11 y a long-temps, adv. Long- temps, adv. Moment,
m. Moments, pi. Moine, m. Moines, pi. Religieuse, f. Religieuses, pi. Mondain,
m. adj. Mondains, pi. Mondaine, adj. f. Mondaines, pi. Monde, m. Mondes, pi.
Monde, m. gens Montagne, pi. Montagnes, pi. Monument, m. Monuments, pi. Morale,
adj. f. Morale, f. Moralité, f. Souple, adj. Mou, adj. m. souple, doux Mous,
pi. souples, doux Molle, f. souple, douce Molles, pi. souples, dou- Grimaces,
pi. [ ces Mords, m. Mords "pi. Mort, f . Mort, adj. m. 593 Mixed Poverty
Distresses Measure Fashion Fashions Modestly Modesty Modest Modest Modest
Modest Manner Manners Means Means Wife Wives Mill Mills Windmill Wind mills
Tongs Much Many Several Several We ry- well Long since Long time ( a ) Moment
Moments Munk Munks Nun Nuns Wordlv Wordly Wordly Wordly World Worlds People
Mountain Mountains Monument Monuments Moral Morality Morality Pliant Soft Soft
Soft Soft Grimace Bit (of a bridle) Bits (of a bridle) Death Dead 50. 594 MOR—
TsTAV L - Morti, pi. Morts, pi. Dead L = Mortificazione, f. Mortification, f.
Mortification L - Mosca, f . Mouche, t. Fly L •- Mosche, pi. Mouches, pi. Flies
( - Motivo, m. Motif, m. Motive ( = Motivi, pi. Motifs, pi. Motives ( - Motto,
m. Mot, m. Word ( •• Motti, pL Mots, pi. Words H - Movimento, m. motto
Mouvement, m. Motion -A = Movimenti, pi. motti Mouvements, pi. Motions -t .
Mucchio, m. Monceau, m. Heap -Ì .. Mucchi, pi. Monceaux, pi. Heaps 1 - Matta,
f. Amende, f. Fine 1 = Munizione, f. Munition, f. Munition \ ■ Muratore, m.
Maçon, m. Mason 1 •• Muratori, pi. Maçons, pi. Masons o — Muro, m. Mur, m. Wall
o = Muri, pi. Mur?, pi. Walls o . Musa, f. Muse, f. Muse 0 .. Muse, pi. Muses, pi.
Muses 1 - Musaico, m. Mosaïque, m. Mosaic 1 = Museo, m. Musée, m. Museum 1 .
Musica, £. Musique, f. Music 1 .. Mutande, f. pi. Caleçons, m. pi. Drawers 1 —
Muto, f. Muet, m. Dumb man ) = Muti, pi. Muets, pi. Dumb men ) . Muta, f.
Muette, f. Dumb woman ) .. Mute, pi. Muettes, pi. Dumb women + — Muto, ag. m.
Muet, adj. m. Dumb -J- = Muti, pi. Muets, pi. Dumb + . Muta, ag. f.
Muette," adj. f. [Muettes, pi. Dumb + .. Mute, pi. I Dumb **». — Napoli
(citta) Naples ( ville) Naples ^ = Nappo d'acqua, m-« Nappe d'eau, f. Sheet of
wate • . Narici, f. pi. Narines, f. pi. Nostrils . Narrazione, f. Narration, f.
Narrative p — Nascita, f. Naissance, f. Birth p = Nascondiglio, m. Cachette, f.
Lurking-hole p . Naso, m* Nez, m. Nose p .. Nastro, m. Ruban, m. Ribbon v — Nastri,
pi. Rubans, pi. Ribbons V = Natale, m. Noël, m. Christmas V . Natività, f.
Nativité, f. Nativity v .. Natura, f. Nature, f. Nature 0 — Naturale, ag. m.
Naturel, adj. m. Natural 0 — Naturali, pi. Naturels, pi. Natural 0 . Naturale,
ag. f. Naturelle, adj. f. Natural 0 .. Naturali, pi. Naturelles, pi. Natural /
- Naturalista, f. m. Naturaliste, f. m. Naturalist / = Naturalmente, av.
Naturellement, adv. Naturally / • Naufragio, m. Naufrage, m. Shipwreck / ..
Naufragi, pi. Naufrages, pi. Shipwrecks A — Nautica, f. Navigation, f. *
Navigation A = Navale, ag. m. Naval, adj. m. Naval A . Navale, ag. f. Navale,
adj. f. Naval A .. Nave, f. Navire, m. Ship NAV— NON 595 L - fravi, pi. I
Navires, pi. ships L = Naviglio di diporto, m. Navire de plaisance, m • Pleasure
boat Nazionale, ag. m. Xational, adj. f. National L •• Nazionali, pi.
Nationaux, pi. National ( - Nazionale, ag. f. Nationale, adj. f. National ( =
Nazionali, pi. Nationales, pi. National ( • Nazionalità, f. Nationalité, f.
Nationality ( •• Nazione, f. Nation, f. Nation H - Nazioni, pi. Nations, pi.
Nations H = Ne, pron. En, pron. Some of it, of them H • Ne, neg. Ni, nég. Nor H
.. Ne, conj, Ni, conj.' Neither fc - Ne, prep. m. pi. Dans les, prépos. m. pi.
In the 1 = Nebbia, f. Brouillard, m. Fag Ì • Necessario, agg. m. Nécessaire,
adj. m. Necessary 1 -. Necessaria, ag. f. Nécessaire, adj. f. Necessary o —
Necessari, pi. Nécessaires, pi. Necessary 0 = Necessarie, pi. Nécessaires, pi.
Necessary 0 . Necessita, f. Nécessité, f. Necessity o .. Negli, prep. ed art.
m. Dans les, prépos. et art. In the 1 - Negligenza, f. [pi. Négligence, f.
[m.pl. Negligence 1 = Negoziazione, f. Négociation, f. Negotiation 1 .
Negoziante, m. Négociant, m. Merchant 1 .. Negozio, m. Affaire, f. Business ) -
Ne, prep. ed art. m. ph Dans les, prép. et art. In the ) = Ne' "intorni,
av. Dans les environs, adv. About ) . Nei, prep. m. Dans le, prép. m. In the )
.. Nella, prep. f. Dans la, prép. f. In the 4- — Nelle, prep. pi. f. Dans les,
prép. pi. f. In the + = Nello, prep. m. Dans le, prép. m. In the 4- • Ne l'uno
né l'altro, av. Ni l'un ni l'autre, adv. Neither -f .. Nembo d'acqua, m. Ondée,
pluie soudaine, f. Shower v — Neutralità, f. Neutralité, f. Neutrality -v, =
Nembi rovesci d'acqua, Ondées (pluies soudai- Showers ~-^ . Nemico, m. [pi.
Ennemi, m. [nés, pi.) Enemy ■*». . . Nemici, pi. Ennemis, pi. Enemies P -
Nemmeno, av. Non plus, adv. Neither P = Né più né meno, av. Ni plus ni moins,
adv. Neither more nor less P • Nepote, m. Neveu, m. Nephew P •• Nepoti, pi.
Neveux, pi. Nephews V — Nepote, f. Nièce, f. Niece V = Nepote, m. Petit-Fils,
m; Crand-son V . Nepote, f. Petité-fillc, f; Grand-daughter v .. Neppure, av.
Non plus, adv. Neither o — Nero, ag. m. Noir, adj. m. Black 0 = Neri, pi.
Noirs, pi. Black 0 . Nera, ag. f. Noire, adj. f. Black 0 .. Nere, pi. Noires,
pi. Black / - Nero, m. Noir, m. Black / = Nervo, m. Nerf, m. Sinew / . Nervi,
pi. Nerfs, pi. Sinews / .. Nessuno (niuna), pr. ind. Aucun (aucune), pron. No
A. - - Nessuno, m. Personne, f. [ind Nobody A = Nessuno ch'io sappia, av.
Personne que je sache, a. Nobody that I know of A . Neve, f. Nei.ge,f. Snow A •
Nido, m. Nid, m. Nest T ~ - Niente, av. Rien, adv. Nothing T = -- Niente ch'io
sappia, av. Rien que je sache, adv. Nothing that I know of. T Nilo, m. Nil, m.
Nile T • Non, no, cong. Pas, ne pas, conj. Not 596 NO— NUM L - No ch'io sappia,
av.. Non pas que je sache, a. Not that I know of L = No, neg. Pas, ne pas, non
pas, n. No L • No, neg. Non, nég. No L •• Nobiltà, f. Noblesse, f. Nobility ( —
Nobile, m. f. Noble, m. f. Noble ( = Nobili, pi. Nobles, pi. Nobles ( Noi,
pron. Nous, pron. We ( .- Noi (ci, ce, ne), pi. Nous (nous), au pi. Us -j — Noi
stessi, pi*, recipr. pi. Nous-mêmes, pr. r. pi. Ourselves H = Noja, f. Ennui,
f. Weariness H • Nome, m. Nom, m. Name H .. Nomi, pi. Noms, pi. Names i - Nome,
m. (t. eli gram.) Nom, m. (t. de gram.) Noun ! = Nomi, pi. Noms, pi. Nouns 1 •
Non, neg. Non, adv. de nég. Not (no) ; .. Non bene, av. Pas bien, adv. Not well
o — Non ci è di che, adv. Il n'y a pas de quoi, adv. It is nothing o = Non
dimeno, av. Néanmoins, adv. Nevertheless 0 . Non è vero, av. Ce n'est pas vrai,
adv. That is not true o .. Non ne, neg. N'en, nég. None 1 — Non ne, neg. N'en,
nég. Not any "1 __ Nonno, m. Grand-père, m. Grand father 1 . Nonna, f.
Grand'mère, f. Grand mother 1 .. Non so che, m. Je ne sais quoi, m. I do not
know what ) - Non so che fare Je ne sais que faire I know not what to do ) =
Non so che dire Je ne sais que dire I know not what do say ) . Non so che
pensare Je ne sais que penser I k now not what to th i nk ) .. Nord, m. Nord,
m. North -f — Norma, f. Règle, f. Ruler + = Norvegia, f. Norvège, f. Norway - .
Nostra (la), pron. poss.f. Notre, pron. poss. f. Our + .. Nostre (le), pi. f.
Nos, pL f. Our *--. — Nostro (il), pron. poss. m. Notre, pron. poss. m. Our ^ =
Nostri (i), pi. Nos, pi. m. Our *--> . Nostro (il), nostri (i) Nôtre (le),
les nôtres, pr. Ours -»•» . . Nostra (la), p. p. Nôtre, la nôtre, p. p. Ours p
— Nota, f. Note, f. Note ? = Notajo, m. Notaire, m. Notary public p Notizia, f.
Notice, f. Notice ? Notize, pi. Notices, pi. Notices V — Notte, f. Nuit, f.
Night V = Notti, pi. Nuits, pi. Nights V • Nottola, f. Chauve-souris, f. Bat V
.. Novella, f. Nouvelle, f. New 0 — Novelle, pi. Nouvelles, pi. News 0 =
Novella, f. Conte, m. Tale Tales November 0 . Novelle, pi. Contes, pi. 0 ..
Novembre, m. Novembre, m. / — Novilunio, m. Nouvelle lune, f. Newmoon / =
Novità, f. Nouveauté, f. Novelly / • Nozze, f. pi. Noce, f. sing. Wedding / ••
Nudità, f. Nudité, f. Nakedness A — Nudo, m. Nu, m. Naked A = Nudi> pi. Nus,
pi. Naked A . Nuda, f. Nue, f. Naked A •• Nude, pi. Nues, pi. Naked T — Numero,
m. Nombre, m. Number T = Numeri, pi. Nombres, pi. Numbers T • Numeri cardinali,
m. pi. Nombres cardinaux, m. p. Cardinal numbers T •• Numeri ordinativi, m. p.
Nombres ordinaux, pi. m. Ordinal numbers NUM— OFF L - Numeroso, ag. m.
Nombreux, adj. m. Numerous L = Numerosi, pi. Nombreux, pi. Numerous L •
Numerosa, ag. f. Nombreuse, adj. f. Numerous L .- Numerose, pi. Nombreuses, pi.
Numerous ( - Nunzio, m. Messager, m. Mesenger ( = Nuora, f. Bru, f.
Daughter-in-law ( • Nuotatore, m. Nageur, m. Wimmer ( .. Nuotatori, pi.
Nageurs, pi. Wimmers H - Nuoto, m. Nage, f. Wimming H = Nuovamente (di nuovo),
De nouveau, adv. Newly H . Nutrimento, f. [av. Nourriture, f. Nourishment H ..
Nuova York (citta) New-York (ville) New-York 1 - Nuovo, ag. m. Neuf, adj. m.
New J = Nuovi, pi. Neufs, pi. New 1 • Nuova, ag, f. Neuve, f. adj. New 1 ••
Nuove, pi. Neuves, pi. New o — Nuovo, ag. m. Nouveau, adj. m. New 0 = Nuovi,
pi. Nouveaux, pi. New 0 . Nuova, ag. f. Nouvelle, adj. f. New 0 .. Nuove, pi.
Nouvelles, pi. New 1 - Nutrice, f. Nourrice, f. Nurse 1 = Nuvolo, m. Nuage, m.
Cloud 1 . Nuvoli, pi. Nuages, pi. Clouds 1 •• Nuvoloso, ag. m. Sombre, adj. m.
Cloudy > - Nuvoloso, ag. m. Nuageux, adj. m. Cloudy 597 0 ) = 0, av. cong.
Ou, adv. conj. Or ) . Obbediente, ag. m. Obéissant, adj. m. Obedien > ..
Obbediente, ag. f. Obtiùsante, adj. f. Obedient + — Obbedientissimo, sup. m.
Très-obéissant, sup. m. Very obedient 4- = Obbedientissima, sup. f. Très-obéissante,
sup. f Very obedient + • Obbediente, ag. m. Obéissant, adj. m. Dutiful + ..
Obbediente, ag. f. Obéissante, adj. f. Dutiful -^ — Obbedienti, ag. m. pi.
Obéissants, adj. m. pi. Dutiful «. = Obbedienti, ag. f. pi. Obéissantes, f.
adj. pi. Dutiful "s. Obbedienza, f. Obéissance, f. Obedience -X. . .
Obblio, m. Oubli, m. Forgelfulness p - Obbrobrio, m. Opprobre, m. Infamy p =
Oca, f. Oie, f. Goose ? . Occasione, f. Occasion, f. Occasion p .. Occasioni,
pi. Occasions, pi. Opportunities V — Occhiali, m. pi. Lunettes, f. pi.
Spectacles V = Occhialino, m. Lorgnette, f. Spying-glass v . Occhialini, pi.
Lorgnettes, pi. Spying-glasses v .. Occhiata, f. Coup-d'œil, m. Glance o —
Occhiali (diconserve),m. Lunettes (conserves), f.pl. Spectacles (preservers 0 =
Occhio, m. [pi. OEil, m. Eye 0 . Occhi, pi. Yeux, pi. Eyes 0 .. Occidente, m.
Occident, m. West / - Oceano, m. Océan, m. Ocean / = Odio, m. Haine, f. Hatred
/ . Odorato, m. Odorat, m. Smelling / .. Odore, m. Odeur, f. Smell A - Odori,
pi. Odeurs, pi. Smell A = Offesa, f. Offense, f. Offense A • Offese, pi.
Offenses, pi. Offenses A .. Officiale, m. Officier, m. Officer 508 Officiali,
pi. Officio di dogana, m. Oggetto, m. Oggetti, pi. Oggi, av. Oggi ad otto, av.
Ogni giorno (tutto il gior- Ogni, pron. ind. [no, av.) Ognora, av. Ognuno,
pron. Oibó ! interj. Oimè! interj. Olà! interj. Olanda, f. Olandese, m.
Olandesi, pi. Oligarchia, f. Olio, m. Oliva, f. Oltraggio, m. Oltramare, av.
Oltre, av. Oltremodo, av. Omaggio, m. Ombelico, m. Ombra, f. (larva) Ombra, f.
Ombrello, m. Ombrelli, pi. Ombrellino, m. Omero, m. Oncia, f. Onde, pi. Onda,
f. Onde, pi. Onde, av. Onesta, f. probità, f. Onestamente, av. Onesto, ag. m.
Onesti, pi. Onesta, ag.. f. Oneste, pi. f. Omnipotenza, f. Onore, m. (Ho Y )
Onore, m. Onori, m.'pl. Opera, f. Opere, pi. Operajo, m. Operaj, pi. Opinione,
f. Opinioni, f. pi. Oporto (e.)* Oppressione, f. Oppressionij'pl. Ora, f . (
spazio di tempo ) Ore, pi. Ora (ore d'orologio)s.pl.f. Ora'(qualche volta), av.
Ora, av. (adesso) OFF— ORA Officiers, pi. Bureau de douane, m. Objet, m.
Objets, pi. Aujourd'hui, adv. D'aujourd'hui àhuit,adv. Tous les jours, adv.
Cbaque, pron. ind. Toujours, ad. Chacun, pron. Fi, li donc! interj. Hélas!
interj. Holà! interj. Holaode, f. Hollandais, m. Hollandais, pi. Oligarchie, f.
Huile, f. Olive, f. Outrage, m. s Outre-mer, adv. Outre, adv.
E\traordinairement,adv. Hommage, m. Nombril, m. Ombre, f. (larve) Ombre, f. (
ombrage) Parapluie, m. Parapluies, pi. Parasol, m. (ombrelle), f. Épaule, f.
Once, f. Onces, pi. Onde, f. Ondes, pi. D'où, adv. Honnêteté, f. probité, f.
Honnêtement, adv. Honnête, adj. m. Honnêtes, pi. Honnête, adj. Honnêtes, pi. f.
Toute-puissance, f. J'ai l'honneur, m. Honneur, m. Honneurs, m. pi. Ouvrage, m.
Ouvrages, pi. Ouvrier, m. Ouvriers, pi. Opinion, f. Opinions, f. pi. Oporto
(v.) Oppression, f. Oppressions, pi. Heure f. ( espace de temps) Heures, pi.
Heure (heures d'horloge), Tantôt, adv. [f. A présent, adv. Officers Custom
house Object Objects To day This day se'nnight Every day Every (each) Always
Every one (every body) Fv! Alas ! Hold ! Holland Dutchman Dutchmen Oligarchy
Oil Olive Injury Beyond^the^sea Besides Extraordinary Homage Navel Shade Shadow
Umbrella Umbrellas Parasol Shoulder Ounce Ounces Wave Waves From where Honesty
Honestly Honest Honest Honest Honest Omnipotence I have the honour Honour
Dignities Work Works Workman Workmen Opinion Opinions Porto Oppression
Oppressions Hour Hours O'clock Sometimes Presentlv L - Or, ora, av. L =
Oratore, m. L • Oratori, pi. L Orazione, f. ( — Orazioni, pi. ( = Orchestra, f.
( . Ordine, ni. ( Ordini, pi. ^ — Orecchia, f. ^ = Orecchie, pi. -} .
Orecchini, m. pi. H Orefice, m. 1 — Orfano, m. 1 = Orfani, pi. Orfana, f. ! .'.
Orfane, pi. 0 — Orinale, m. o = Oriente, m. o . Orioulo, ra. o .. Oriouli, pi.
1 - Orlo, m. 1 = Orli, pi. 1 . Orologiajo, in. 1 ... Orologio, m. ) — Oro, m. )
= Orrore, m. ) . Orso, m. ) .. Orsi, pi. H Orsii, av. -f — Orto, m. + .
Ortolano, m. + .. Ortografia, f. \ — Orzo, m. ^ = Oscenità, f. •^ . Oscurità,
f. tenebre ^ . . Oscuro, ag. m. f — Oscuri, pi. P = Oscura, ag. f. ? . Oscure,
pi. ? •• Ospedale, m. V — Ospedale de matti V = Ospizio, m. V • Osso, m. V ••
Ossa, pi. f. 0 — Ospite, m. 0 = Osteria, f. 0 . Ostiere, ristoratore, m 0 ..
Ostinazione, f. / - Ottimo, >g. / = Ottobre, m. / . Ouest, m. / . Ove, av. A
- - Ovile, m. A = = Ovunque, av. A 'Ozio, m. OR— OZI 5' Tantôt, adv. By and by
Orateur, m. - Orator (speaker) Orateurs, pi. Orators Oraison, f. Prayer
Oraisons, pi. Prayers Orchestre, m. Orchestra Ordre, m. Order Ordres, pi.
Orders Oreille, f. Ear Oreilles, pi. Ears Boucles d'oreille, m. pi. Ear rings
Orfèvre, m. Goldsmith Orphelin, m. Orphan Orphelins, pi. Orphans Orpheline, f.
Orphane Orphelines, pi. Orphanes Pot-de-chambre, m. Chamber pot Orient, m. East
Montre, f. Watch Montres, f. pi. Watchs Bord m. (extrémité, f.) Edge Bords, pi.
(extrémités),pl. Edges Horloger, m. Watchmaker Horloge, m. Clock Or, m. Gold
Horreur, f. Horror Ours, m. Bear Ours, pi. Bears Allons ! adv. Come ! Jardin
potager, m. Kitchen garden Jardinier, m. Gardener Orthographe, f. Orthography
Orge, m. Barley Obscénité, f. Obscenity Obscurité, f. ténèbres, pi. Darkness
(obscurity) Obscur, adj. m. [ f. Dark Obscurs, pi. Dark Obscure, adj. f. Dark
Obscures, pi. Dark Hôpital, m. Hospital Hôpital des fous, m. Mad-house Hospice,
m. Hospital Os, m Bone Os, pi. Bones Hôte Guest Auberge, f. Inn Restaurateur,
m. Eating house Opiniâtreté, f. Obstinacy Très-bon, adj. Very good Octobre, m.
October Ouest, m. West Où, adv. Where Bergerie, f. Sheep fold Partout où, adv
Every where Oisiveté, f. Idleness 600 PAC— PAR L - Pace, f. Paix, f. Peace L =
Pacificamente, av. Pacifiquement, adv. Peacefully L • Padella, f. Poêle à
frire, f. Frying-pan L •• Padiglione, m. Pavillon, m. Pavilion ( - Padiglioni,
pi. Pavillons, pi. Pavilions ( = Padre, m. Père, m. Father ( . Padrona, f.
Maîtresse, f. Mistress ( •• Padrone, m. Maitre, m. Master H - Padroni, pi.
Maîtres, pi. Masters ^ = Paesaggio, m. Paysage, m. Landscape ^ . Paese, m.
Pays, m. Country H .- Paesi, pi. Pays, pi. Countries i — Paga, f. Paye, f. Pay
i = Paggio, m. Page, m. Page i . Paggi, pi. Pages, pi. Pages i •• Pagina, f.
Page, m. Page o — Pagine, pi. Pages, pi. Pages o = Paglia, f. Paille, f. Straw
0 . Pagliericcio, m. Paillasse, f. Straubed 0 .. Pagliericci, pi. Paillasses,
pi. Straubeds 1 - Pajo, m. Paire, f. Pair 1 = Palazzo, m. Palais, m. Palace 1 .
Palazzi, pi. Palais, pi. Palaces 1 .. Palato, m. Palais, m. Palate ) — Palco
scenico, m. [to,m.) Scène, f. Stage ) = Palco di teatro (palchet- Loge, f. Box
) . Palchi di teatro (palchet- Loges, pi. Boxes ) .. Palermo (citta) [ti, pi.)
Palerme (ville) Palermo H Paletta, f. Pelle, f. Shovel 4- = Palla, f. Balle, f.
Ball 4- . Pallido, ag. Pâle, adj. Pale + .. Pallidi, pi. Pâles, pi. Pale
Pallida, ag. f. Pale, adj. f. Pale *>* = Pallide, pi. Pâles, pî. Pale *»». .
Pallidezza, f. Pâleur, f. Paleness *>>. .. Palpebra, f. Paupière, f. Eye
lid P - Palpebre, pi. Paupières, pi. Eye lids P = Palpitazione, f. Palpitation,
f. Palpitation P . Palude, f. Marais, m. Marsh P -. Paludi, pi. Marais, pi. Marshes
V — Palo, m. Poteau, m. Pole V = Pali, pi. Poteaux, pi. Poles V . Pane, m.
Pain, m. Bread v .. Paniere, m. Panier, m. Basket 0 — Pantaloni, m. pi.
Pantalons, pi. m. Pentalons 0 = Papa, m. Papa, m. Papa 0 . Papa, m. Pape, m.
Pope 0 .. Papi, pi. Papes, pi. Popes 1 - Pappagallo, m. Perroquet, m. Parrot 1
= Pappagalli, pi. Perroquets, pi. Parrots 1 . Pappagalla, f. Perruche, f.
Parroquet 1 •• Paradiso, m. Paradis, m. Paradise A — Paradosso, m. Paradoxe, m.
Paradox A = Paragone, m. Comparaison, f. Comparison A • Paravento, m. Paravent,
m. Folding screen A .. Parecchi, pr. m. pi. Plusieurs, pron. m. pi. Several
PAR— PAZ L — Pari, ag. \ Pareil, adj. Similar L = Pari, m. Pair, m. Peer L •
Pari, ag. m. Pareil, adj. m. Like L •• Pari, ag. f. Pareille, adj. f. Like ( -
Parigi (citta) Paris (ville) Paris ( = Pariglia, f. Pareille, f. Like ( •
Parnasso, m. Parnasse, m. Parnassus ( •• Parola, f. Parole, ï. Word H- Parole,
pi. Paroles, pi. Words H = Parrocchia, f. Paroisse, f. Parish H Parrocchie, pi.
Paroisses, pi. Parishes ^ •• Parte, m. Partie, f. Part i - Parli, pi. Parties,
pi. Parts i = Parte, f. Côté, m. Side i • Parti, pi. Côtés, pi. Sides i ••
Partenza, f. Départ, m. Departure o — Participio presente, m. Participe
présent, m. Present parteciple o = Participio passato, m. Participe passé, m.
Past parteciple 0 . Participj, pi. Participes, pi. Parteciples o .. Parto, m.
Accouchement, m. Lying-in 1 - Pascolo, m. Pâturage, m. Pasture 1 = Pasqua, f.
Pâques, f. Easter 1 . Passato, m. (tempo) Passé, m. ( temps) Past 1 .. Passeggiata,
f. Promenade, f. Walk ) - Passeggiate, pi. Promenades, pi. Walks ) = Passo
passo, av. Pas à pas, adv. By step ) . Passo, m. Pas, m. Step ) .. Passi, pL
Pas, pi. Steps -f — Pasticcio, ra. Pâté, m. Pie + = Pasticci, pi. Pâtés, pi.
Pies 4- • Pasticiere, m. Pâtissier, m. Pastry-cook + .. Pasticieri, pi.
Pâtissiers, pi. Pastry-cooks ~^. — Pasto, m. Repas, m. Meal ->. = Pasti, pi.
Repas, pi. Meals -^ . Pastore, m. Berger, m. Shepherd *->. . . Pastori, pi.
Bergers, pi. Shepherds P - Patorella, f. Bergère, f. Shepherdess ? =
Pastorelle, pi. Bergères, pi. Shepherdesses ? . Patimento, m. Souffrance, f.
Suffering ? •• Patria, f. Patrie, f. Country V — Patrimonio, m. Patrimoine, m.
Patrimony V = Patrino, m. Parrain, m. God-father V . Patriotto, m. Patriote, m.
Patriot v .. Patriotti, pi. Patriotes, pi. Patriots o — Patto, m. Condition, f.
Condition 0 = Patti, pi. Conditions, pi. Conditions 0 . Paura, f. Peur, f. Fear
0 .. Paure, gì. Peurs, m. Fears / - Pavimento, m. Pavé, m. Pavement / =
Pavimenti, pi. Pavés, pi. Pavements / . Paziente, ag. m. Patient, adj. m.
Patient / •• Pazienti, pi. Patients, pi. Patient A — Paziente, ag. f. Patiente,
adj. f. Patient A «= Pazienti, pi. Patientes, pi. Patient A . Pazientemente,
av. Patiemment, adv. Patiently A .. Pazienza, f . Patience, f. Patience T -
Pazzia, f. Folie, f. Folly (madness) T = Pazzie, pi. Folies, pi. Foolish
(tricks) T Pazzo, m. Fou, m. Foolish T •• Pazzi, pi. Fous, pi. Foolish COI 51 L
- Pazza, f. Folle, f. L = Peccato! esci. C'est dommage ! adv. L • Peggio, av.
Pis, adv. L •• Peggio, (più cattivo) av. Pis (plus mal), adv. ( - Peggio (più
cattiva), av. Pis (plus mal), adv. ( = Peggiore (peggio, il, la) Pire (le, la),
m. f. ( • Peggiori (i, le), m. f. pi. Pires (les), m. f. pi. ( •• Pelo, m.
Poil, m. 4 - Pelle, f. Peau, f. H = Pelli, pi. Peaux, pi. -\ . Pelliccia, i.
Fourrière, f. -\ •• Pena, f. Peine, f. 1 - Pene, pi. Peines, pi. 1 =
Penetrazione, f. Pénétration, f. 1 . Pendolo, m. Pendule, f. 1 •• Pendoli, pi.
Pendules, pi. o — Penisola, f. Péninsule, f. 0 = Penisole, pi. Péninsules, pi.
0 . Penitenza, f . Pénitence, f. o .. Penna, f. Plume, f. 1 - Penne, pi.
Plumes, pi. 1 = Penoso, ag. ni. Fatigant, adj. m. Penosi, pi. Fatigants, pi.
Penosa, ag. f. Fatigante, adj. f. ) — Penose, pi. Fatigantes, pi. ) =
Penosamente, av. Péniblement, adv. Pensiero, m. Pensée, f. Pensieri, pi.
Pensées, pi. + - Pentimento, m. Repentir, m. + = Pentimenti, pi. Repentirs, pi.
+ . Pepajuola, f. Poivrière, f. + .. Pepe, m. Poivre, m. ->». — Per, prep.
Pour, prép. ^ __ Pera, f. Poire, f. ^. . Pere, pi. Poires, pi. -^ Perchè, cong.
Car, conj. p — Perchè? av. Pourquoi, adv. ? = Perchè, av. Parce que, adv. ? .
Perchè no? av. Pourquoi pas ? adv. ? Perciò, av. Pour cela, adv. V — Per cosi
dire, av. Pour ainsi dire, adv. v = Per esempio, av. Par exemple, adv. v .
Perfettamente, av. Parfaitement, adv. V •• Perfetto, ag. m. Parfait, adj. m. 0
— Perfetti, pi. Parfaits, pi. 0 = Perfetta, adj. f. Parfaite, adj. f. Of .
Perfette, pi. Parfaites, pi. (Ì . . Perfezione, 1. Perfection, f. 1 — Ferfidia,
f. Perfidie, i. / = Perfido, ag. m. Perfide, m. / . Perfidi, m. pi. Perfides,
pi. / -. Perfida, ag. f. Perfide, adj. f. A — Perfide, pi. Perfides, pi . A =
Pergolato, m. Berceau, m. A . Per i, prep. Pour les, prép. A •• Per il, prep.
Pour le, prép. ~r — Per lo, ni. Pour le -J- ±x Per gli, pi. Pour les T •
Pericolo, ni. Danger, m. T .. Perla . f. Perle, f. . Foolish That is a pity
Worse Worse Worse Worst ( the ) Worst (the) Hah' Skin Skins Fur Trouble
Troubles Penetration [ clock) Time-piece ( pendulum Time-pieces Peninsula
Peninsulas Penitence Pen Pens Trouble-some Trouble-some Trouble-some
Trouble-some Labouriously Thought Thoughts Repentance Repentances A pepper box
Pepper For Pear Pears For Why Because Why For that As it were For instance
Perfectly Perfect Perfect Perfect Perfect Perfection Perfidy Perfidious
Perfidious Perfidious Perfidious Bower For the For the For the For the Danger
Pearl Perle, pi. Per la, prep. Per le, pi. Per lo, prep. m. Per gli, pi. Per
mancanza di, av. Permissione, f. Però, av. Perquanto, av. Perquanti siano, av.
Perquanto ricco sia, av. Perquanto sia grande, av. Perrucca, f. Perrucche, pi.
Perrucchiere, m. Perrucchieri, pi. Persia, f. Persiano, m. Persiani, pi.
Persiana, f. Persiane, pi. Persica, f. Persiche, pi. Persona, f. Persone, pi.
Persone civili, f. pi. Personale, m. Personali, pi. Per tempo, av. Per timore
che, av. Per tutto, av. Pesca, f. Pescatore, m. Pesce, m. Pesci, pi.
Pestilenza, f. Pettine, m. Petto, m. Pezza da campagna, f. Pezze da campagna,
pi. Pezza, f. Pezze, pi. Pezzo, m. Pezzi, pi. Pezzo di ligna, m. Piacere, m.
Piaceri, pi. Piaga, f. Piaghe, pi. Piacevole, ag. m. f. Piacevoli, pi.
Piacevolmente, av. Piano, m. Piano forte, m. Piano, av. Piano terreno, m. Piano
(d'una casa) m. Piani, pi. Pianura, f. Pianure, pi. PER -PIA Perles, pi. Pour
la, prép. f. Pour les, pi. Pour le, prép. m. Pour les, pi. Faute de, adv.
Permission, f. Pourtant, adv. Quelque, adv. Quels qu'ils soient, adv Quelque
riche qu'il soit, Quelque grand qu'il soit Perruque, f. Perruques, pi.
Peurruquier, m. Perruquiers, pi. Perse, f. Persan, m. Persans, pi. Persanne, f.
Persannes, pi. Pèche, f. Pèches, pi. Personne, f. Personnes, pi. Beau monde, m.
Personnel, adj. m. Personnels, pi. De honne heure, adv. De crainte que, adv.
Partout, adv. Pêche, f. Pêcheur, m. Poisson, m. Poissons, pi. Peste, f. Peigne,
m. Poitrine, f. Pièce de campagne, f. Pièces de campagnes, pi. Pièce, f.
Pièces, pi. Morceau, m. Morceaux, pi. Bûche, f. Plaisir, m. Plaisirs, pi.
Plaie, f. Plaies, pi. Agréable, adj. m. t. Agréables, pi. Agréablement, adv.
Étage, m. Piano, m. Tout bas, adv. Rez-de-chaussée, m. Étage, m. Étages, pi.
Plaine, f. Plaines, pi. 603 Pearls For the For the For the For the For want of
Leave However Whatsoever As many as there are However rich he may be However
big he may be Wig Wigs Wig-maker Wig-makers Persia Persian Persians Persian
woman Persian women Peach Peaches Person Persons People of fashion Personal
Personal Early Lest Throughout Fishing Fisher-man Fish Fishes Pest Comb Breast
Field piece Field pieces Piece Pieces Piece Pieces Log of wood Pleasure
Pleasures Wound Wounds Agreeable (pleasant) Agreeable (pleasant,) Agreeably
Story Piano-forte Softly Ground floor Story Stories Plain Plains 004 PIA— PLU L
- Piatto, m. Plat, m. j Fiat L = Piatti, pi. Plats, pi. Fiat L • Piattino dello
smoccoìa- Porte-mouchettes, m. Snuf fiers-pan L •• Piazza, f. [tojo, m. Place,
f. Square ( - Piazze, pi. Places, pi. Squares ( = Piccione, m. Pigeon, m.
Pigeon ( • Piccioni, pi. Pigeons, pi. Pigeons ( •• Picciolezza, f. Petitesse,
f. Smallness ^ - Picciolezze, pi. Petitesses, pi. Sinai] ness H = Piccolo, ag.
m. Petit, adj. m. Small -\ Piccoli, pi. Petits, pi. Small H -. Piccola, ag. f.
Petite, adj. f. Small 1 - Piccole, pi. Petites, pi. Small 1 = Piccolo, ag. m.
Petit, adj. m. Little I - Piccoli, pi. Petits, pi. Little i • • Piccola, ag. f.
Petite, adj. f. Little o — Piccole, pi. Petites, pi. Little o = Piede, m. Pied,
m. Foot o . Piedi, pi. Pieds, pi. Feet o .. Pietà, f. Pitié, f. Pity 1 -
Pietra, L Pierre, f. Stone 1 = Pietre, pi. Pierres, pi. Stones 1 . Pietra
sepolcrale, f. Pierre tumulaire, f. Tomh stone 1 .. Pigionante, ni. Locataire,
m. Lodger ) - Pigione, f. Loyer, m. Rent ) = Pigrizia, f. Paresse, f. Idleness
) . Pigro, ag. m. Paresseux, adj. m. Idle ) .. Pigri, pi. Paresseux, pi. Idle +
- Pigra, ag. f. Paresseuse, adj. f. Idle + = Pigre, pi. Paresseuses, pi. Idle +
• Pioggia, f. Pluie, f. Rain + .. Piscelli, pi. m. Pois, m. pi. Pease \ —
Pistola, {. Pistolet, m. Pistol -^ = Pistole, pi. Pistolets, pi. Pistols ^ .
Pittore, m. Peintre,, m. Painter "-». .. Pittori, pi. Peintres, pi.
Painters ? — Pittrice, f. Peintre (femme), f. Woman painter Pittoresco, ag. m.
Pittoresque, adj. m. Pittoresque p . Pittoreschi, pi. Pittoresques, pi.
Pittoresque ? •• Pittoresca, ag. f. Pittoresque, adj. f. Pittoresque V —
Pittoresche, pi. Pittoresques, pi. Pittoresque V = Pittura, f. Peinture, f.
Paint V . Pitture, pi. Peintures, pi. Paints v .. Più, av. Plus, adv. More 0 —
Più (il, la), m. f. Plus, (le, la), m. f . Most (the) 0 = Più grande, ag. m.
Plus grand, adj. m. Larger 0 . Più grandi, pi. Plus grands, pi. Larger 0 .. Più
grande, ag. f. Plus grande, adj.f. Larger / - Più grandi, pi. Plus grandes pi.
Larger / = Più piccolo, ag. m. Plus petit, adj. m. Smaller / . Pili piccoli,
pi. Plus petits, pi. Smaller / .. Più piccola, ag. f. Plus petite, adj. f.
Smaller A - Più piccole, pi. Plus petites, pi. Smaller A = Pili spesso (il),
av. Plus souvent, adv. More frequently A • Piuttosto, av. Ptutòt, adv. Sooner A
Piuttosto, che, av. Plutôt que, adv. Rather T — Pizzicagnolo, m. Charcutier, m.
Pork-butcher T = Pizzicagnoli, pi. Charcutiers, pi. Pork-butchers T • Platea,
f. Parterre, m. Pit T Plurale, m. Pluriel, m. Plural POC— POR Poca, ag. f. Peu,
adj. et adv. Few Poche, pi. Peu, pi. Few Po, m. (fiume) Pò, m. (fleuve) Po Poco
dapo, av. Peu après, adv. Shortìyafter Poco fa, av. Tout-à-l'heure, adv. By and
by Poe anzi, av. Tantôt, adv. By and by Poco (non molto, guari), Guère, adv.
Not much Poco, av. [av. Peu, adv. Little Pochi, pi. Peu, pi. Few Poema, m.
Poème, m. Poem Poemi, pi. Poèmes, pL Poems Poesia, f. Poésie, f. Poetry Poesie,
pi. Poésies, pi. Poetries Poeta, m. Poète, m. Poet Poeti, pi. Poètes, pi. Poets
Poi, av. Après, adv. After Poiché, av. Puisque, adv. Since Polacco, m.
Polonais, m. Pole Polacchi, pi. Polonais, pi. Poles Poliglotta improvisato,
Polyglotte improvisé, m. Extempore polyglot Politica, f. [m. Politique, f.
Politicks Politico, m. Politique, m. Politician Politici, pi. Politiques, pi.
Politicians Polizia, f. Police, f. Police Pollo, m. Poulet, m. Chicken Polli,
pi. Poulets, pi. Chickens Pollice, m. Pouce, m. Thumb Pollici, pi. Pouces, pi.
Tumbs Polmone, m . Poumon, m. Lung Polmoni, pi. Poumons, pi. Lungs Polo artico,
m. Pôle arctique, m. Arctic pole Polo antartico, m. Pôle antarctique, m.
Antarctic pole Poli, pi. Pôles, pi. Poles Polonia, f. Pologne, f. Poland Polso,
f. Pouls, m. Pulse Polsi, pi. Pouls, pi. Pulses Polvere, f. Poussière, f. Dust
Polverino, m. Poudrier, m. Sand box Polverini, pi. Poudriers, pi. Sand boxes
Pompa, f . Pompe, f. Pumpt Ponente, m. Occident, m. Occident Ponte, m. Pont, m.
Bridge Ponti, pi. Ponts, pi. Bridges Popolo, m. Peuple, m. People Popoli, pi.
Peuples, pi. People Porco, m. Porc, m. Pork Porco, m. Cochon, m. Pig Porci, pi.
Cochons, pi. Pigs Porta, f. Porte, f. Door Porte, pi. Portes, pi. Doors
Portalettere, m. Facteur, m. Letters carrier Portiere, m. Portier, m. Porter
Portieri, pi. Portiers, pi. Porters Portinaja, f. Portière, f. Porter Porto di
mare Port de mer, m. Sea port Porti, pi. Ports, pi. Sea ports Porto, ra. Port,
m. Port Porti, pi. Ports, pi. Ports Portogallo, m. Portugal, m. Portugal
Portoghese, m. Portugais, m. . Portuguese 51. G05 606 POR— PRE L - Portoghesi,
pi. Portugais, pi. Portuguese L = Portoghese (il), m. Portugais, m. (le)
Portuguese (the) L • Posdomani, av. [to, m. Après-demain, adv. After-to-morrow
L Positura, f.jttteggiamen- Posture, f. Posture ( - Positure,pl. atteggi amen-
Postures, pi. Postures ( = Posata, f. [ti. Couvert, m. Cover ( • Posate, pi.
Couverts, pi. Covers ( •• Possessione, f. Ferme, f. Farm ~\ - Possessivo, m.
Possessif, m. Possessive H = Possessivi, pi. Possessifs, pi. Possessive H •
Possibile, ag. m. f. Possible, ad. m. i". Possible H •• Possibili, pi.
Possibles, pi. Possible . ! - Possibilità, f. Possibilité, f. Possibility 1 =
Possibilità, pi. Possibilités, pi. Possibilities 1 . Posta, f. Poste, f. Post 1
•• Posto, m. Place, f. Place o — Posti, pi. Places, pi. Places o = Postiglione,
m. Postillon, m. Postilion o . Postiglioni, pi. Postillons, pi. Postilions o ..
Potente, ag. m. Puissant, adj. m. Powerful (mighty) 1 - Potenti, pi. Puissants,
pi. Powerful (mighty) 1 = Potente, ag. f. Puissante, adj. f. Powerful ( mighty
) 1 • Polenti, pi. Puissantes, pi. Powerful (mighty) i .. Potere, m. Pouvoir,
m. Power ) - Poteri, pi. Pouvoirs, pi. Powers ) = Potestà, L Pouvofr, m. Power
) • Povero, ag. m. Pauvre, adj. m. Poor ) Povero uomo, m. Pauvre homme, m. Poor
man + — Poveri, pi. (i) Pauvres, pi. (les) Poor people + = Poveri, pi. m. (i)
Pauvres, pi. m. (les) Poor (the) + . Povera femmina, (.ìonna) Pauvre femme, f.
Poor woman + •• Povere donne, pi, Pauvres femmes, pi. Poor women \ — Povertà,
f. Pauvreté, f . Povertv \ = Pozzo, m. Puits, m. Well •^ . Pozzi, pi., Puits,
pi. Wells •-> . . Pranzo, m. Dîner, m. Dinner p — Pranzi, pi. Dîners, pi. Dinners
•? = Pratica, f. Pratique, f. (chaland) distornar ? • Prato, m. Pré, m. Meadow
? •• Prati, pi. Prés, pi. Meadows V — Precipizio, m. Précipice, m. Precipice V
= Precipizi, pi. Précipices, pi. Precipices v . Precisamente, av. Précisément,
adv. Just so V .. Preciso, ag. Précis, adj. Precise 0 — Precisi, pi. Précis,
pi. Precise 0 = Precisa, ag. f. Précise, adj. f. Precise 0 . Precise, pi.
Précises, pi. Precise 0 .. Preda (rapina), f. Proie, rapine, f. Prey 1 —
Predicatore, m. Prédicateur, m. Preacher 1 = Predicatori, pi. Prédicateurs, pi.
Preachers 1 . Prefazio, m. Préface, f. Preface 1 •• Preferenza, f. Préférence,
f. Preference A — Preferenze, pi. Préférences, pi. Preferences A = Preferibile,
ag. m. f. Préférable, adj. m. f. Preferable A • Preferibili, pi. Préférables,
pi. Preferable A • Prefettura, f. Préfecture, f. Prefecture T — Prefetto, m.
Préfet, m. A préfet T == Preghiera, f. Prière, f. Prayer T • Preghiere, ph
Prières, pi. Prayers T •- Premio, m. Prix, m. Prize PRE— PRO 607 L - Premio, m.
Récompense, f. Reward L = Premj, ph. Récompenses, pi. Rewards. L • Premura, f.
Empressement, m. Eagerness L •• Premuroso, ag. m. Pressant, adj. m. Urging ( -
Premurosi, pi. Pressants, pi. Urging ( = Premurosa, ag. f. Pressante, adj. f.
Urging ( • Premurose, pi. Pressantes, pi. Urging ( •• Prelato, m- Prélat, m.
Prelate H. = Prelati, pi. Prélats, pi. Prelates -Ì - Preposizione, f.
Préposition, f. Preposition H • Prerogativa, f. Prérogative, f. Prerogative H
•• Presentemente, av. Tout-à-1'heure, adv. Presently I - Presente, ag. (e
tempo) Présent, adj. (et temps) Present 1 = Pressante, ag. f. Pressante, adj.
f. Urging 1 • Pressante, ag. m. Pressant, adj. m Urging 1 •• Presso, av.
Auprès,, adv. Near o — Presso a poco, av. A peu près, adv. Nearly o =
Prestamente, av. Promptement, adv. Quickly o . Prestezza, f. Promptitude,
vitesse, f. Quickless 0 Prestigio, m. Prestige, m. Illusion 1 - Prestigj, pi.
Prestiges, pi. Illusions 1 = Presto, ag. m. Prompt, adj. m. Quick 1 . Presti,
pi. Prompts, pi. Quick 1 .. Presta, ag. f. Prompte, adj. f. Quick ) - Preste,
pi. Promptes, pi. Quick ) = Presto, av. Vite, adv. Quick (quickly i ) . Prete,
m. Prêtre, m. Priest ) .. Preti, pi. Prêtres, pi. Priests H Pretesto, m.
Prétexte, m. Pretence + = Pretesti, pi. Prétextes, pi. Pretences + . Prezzo, m.
Prix, m. Price + .- Prigione, f. Prison, f. Prison "^» — Prigioni, pi.
Prisons, pi. Prisons ^v. = Prima, av.. Avant, adv. Before >V . Primavera t
Printemps, m. Spring -*-. .. Primogenito, m. Aîné, m. Eldest son 0
Primogenitura, f. Aînesse, f. Primogeniture ? - Principale, ag. m. Principal,
ag. m. Principal e • Principali, pi. Principaux, pi. Principal ? .. Principale,
ag. f. Principale, ag. f. Principal V - Principali, pi. Principales, pi.
Principal V = Principalmente, ad. Principalement, adv. Principally v .
Principe, nu. Prince, m. Prince v .. Principi, pi.. Princes, pi. Princes 0 —
Principessa, f. Princesse, f. Princess 0 = Principesse, pi. Princesses, pi.
Princesses . 0 . Principio, m. Principe, m. Principle et .. Principj, pi.
Principes, pi. Principles / - Principio, m. Commencement, m. Beginning / =
Problema, m. Problème, m. Problem / . Problemi, pi. Problèmes, pi. Problems /
•• Proboscide, f. Trompe d'éléphant, f. Elephant's trunk A - Procelloso, ag. m.
Orageux, adj. m. Stormy A = Procellosi,pl. (burascosi) Orageux, pi. Stormy A •
Procellosa, ag. f. Orageuse, adj. f. Stormy A •• Procellose, pl.(burascose)
Orageuses, pi. Stormy T — Processo criminale, m. Procès criminel, m. Trial, P
S=3 Proclama, m. Proclamation, f. Proclamation T • Proclami, pi. Proclamations,
pi. Proclamations T •• Procura, t. Procuration, f. A power of an attorney 608
PRO— PRO L - Procuratore, m. Fondé de pouvoir, m. Attorney L = Profeta, m.
Prophète, m. Prophet L • Profeti, pi. Prophètes, pi. Prophets L •- Professione,
f. Profession, f. Profession ( - Professioni, pi. Professions, pi. Professions
( = Professore, m. Professeur, m. Professor ( . Professori, pi. Professeurs,
pi. Professors ( •• Profezia, fc Prophétie, f. Prophecy -1 - Profitto, m.
Profit, m. Profit H = Profondamente, av. Profondément, adv. Deeply H •
Profondità, f. Profondeur, f. Deepness H -. Profondo, ag. m. Profond, adj. m.
Deep 1 - Profondi, pi. Profonds, pi. Deep i = Profonda, f. ag. Profonde, adj.
f. Deep ! . Profonde, pi. Profonds, pi. Deep i •• Profumo, m. Parfum, m.
Perfume o — Profami, m. pi. Parfums, m. pi. Perfumes- 0 = Progetto, m. Projet,
m. Project 0 . Progetti, pi. Projets, pi. Projects o . . Programma, m.
Prospectus, m. Prospectus 1 - Progresso, m. Progrès, m. Progress 1 = Pronome,
m. (t. gram.) Pronom, m. (t. de gram.) Pronoun 1 • Pronomi, pi. Pronomi, pi.
Pronouns 1 .. Pronto, ag. m. Prêt, adj. m. Ready ) — Pronti, pi. Prêts, pi.
Ready ) = Pronta, ag. f. Prête, adj. f. Ready ) . Pronte, pi. Prêtes, pi. Ready
) .. Pronunzia, f. Prononciation, f. Prononciation 4- — Proposito, m. Dessein,
m. Purpose 4- = Proposizione, f. Proposition, f. Proposal 4- . Proposta, f.
Question, f. Question 4- .. Proposte, pi. Questions, pi. Questions *. —
Propriamente, av. Proprement, adv. Properly -v — Proprietà, f. pulizia, f.
Propreté, f. Property ^ . Proprietà, f. Propriété, f. Propriety . .
Proprietario, m. [m. Propriétaire, m. Landlord ? - Proprio(eonvenevole),ag.
Propre (convenable) Proper ? - Propri (convenevoli), pi. Propres (convenables)
Proper p Propria(convenevole) a.f. Propre (convenable) Proper Û
Proprie(convenevoli), pi. Propres (convenables) Proper V — Proprio accanto, av.
Tout près, adv. Quite near V = Prosa, f. Prose, f. Prose. V . Prose, pi.
Proses, pi. Prose V .. Proscritto, m. Proscrit, m. Outlaw 0 — Proscritti, pi.
Proscrits, pi. Outlaws 0 = Prosciutto, m. Jambon, m. Ham G . Prosciutti, pi.
Jambons, pi. Hams 0 .. Prosodia, f. Prosodie, f. Prosody / - Prosperità, f.
Prospérité, f. Prosperity / = Prospero, ag. m. Prospère, adj. m. Prosperous / .
Prospera, adj. f. Prospère, adj. f. Prosperous / •• Prossimo, ag. m. Prochain,
adj. m. Next A — Prossima, ag. f. Prochaine, adj. f. Next A = Prova, f. Essai,
m. Trial A . Prove, pi. Essais, pi. Trials A .. Proverbio, m. Proverbe, m.
Proverb T — 'Proverb j, pi. Proverbes, pi. Proverbs T = Providenza, f.
Providence, f. Providence T • Provincia, f. Province, f. Province T Provincie,
pi. Provinces, pi. Provinces PRO— QUA L — Provinciale, a g. m. Provincial, ag.
m. Provincial L = Provinciale, ag. f. Provinciale, ag. f. Provincial L -
Provisione, f. Provision, f. Victuals Provisioni, pi. Provisions, pi. Victuals
( — Prudente, ag. ra. Prudent, adj. m. Prudent ( = Prudenti, pi. Prudents, pi.
Prudent Prudente, ag. f. Prudente, adj. f. Prudent Prudente, pi. Prudentes, pi.
Prudent H - Prudentemente, av. Prudemment, adv. Prudently ~\ = Prudenza, f.
Prudence, f. Prudence H • Prussia, f. Prusse, f. Prussia H ., Prussiano, nu
Prussien, m. Prussian 1 - Prussiani, pi. Prussiens, pi. Prussian 1 = Publico,
m. Public, m. Public • 1 . Publico, ag. m. Public, adj. m. Public 1 •• Publici,
pi. Publics, pi. Public o — Publica, adj. f. Publique, adj. f. Public o =
Publicbe, pi. Publiques, pi. Public 0 . Pudore, m. Pudeur, f. Modesty 0 ..
Puerizia, f. Enfance, f. Enfancy 1 - Pugno, m. Poing, m. Fist 1 = Pugni, pi.
Poings, pi. Fists 1 . Pulcino, m. Poussin, m. Little chicken 1 Pulcini, pi.
Poussins, pi. Little chickens ) - Pulitezza, f. Propreté, f. Cleanliness ) =
Pulpito, m. Pupitre, m. Desk ) • Pungolo, m. Aiguillon, m. Sting ) .. Punto, m.
Point, m. Point + — Punti, pi. Points, pi. Points + •= Puntura, f. Piqûre, f.
Sting + . Pupilla, f. Prunelle de l'œil, f. Pupil (of the eye) + .. Pupille,
pi. Prunelles des yeux, pi. Pupils (of the eye) \ — Pupillo, in. Pupille, m. et
f. Pupil ^ = Purché, av. Pourvu que, ad's-. Provided that -^ . Pure, av. Aussi,
adv. Too . . . Purità, f. Pureté, f. Purity ? — Puzzo, m. Puanteur, f. Stink
609 0 = Qua, qui, av. Tei, adv. [en bas, adv. Here ? . Qua e là, su e giù, av.
Par ici, par-là, en haut et Here and there ? .. Quaderno, m. Cahier, m. A
quarter upon dice V — Quadrato, ag. m. Carré, adj. m. Square V = Quadrati, pi.
Carrés, pi. Square V . Quadrata, ag. f. Carrée, adj. f. Square V .. Quadrate,
pi. Carrées, pi. Square 0 — Quadro, m. Tableau, m. Picture o = Quadri, pi.
Tableaux, pi. Pictures a . Qualche cosa, pron. ind. Quelque chose, pro. ind.
Something Qualche, alcuno, alcuna Quelque, aucun, aucune Any 0 .. Qualche
volta, ora, av. Quelquefois, tantôt, ad. Sometimes / - Quale, pr. inter, m.
Lequel, pron. inter. Which / - Quali, pi. Lesquels, pi. m. Which / • Quale, pr.
inter, f. Laquelle, pro. inter, f. Which / .. Quali, pi. f. Lesquelles, pi.
Which A — Qualità, f. Qualité, f. Quality A = Qualità, pi. Qualités, pi.
Qualities A • Qualsisia, pron. s. Quiconque, pron. s. Whoever 610 QUA— QUE L _ì
Qualcuno, pr. indet. Quelqu'un, pron. ind. Some body L = Qualunque cosa accada,
Quoi qu'il arrive, adv. Whatever happen L • Quando, av. [av. Quand, adv. When L
Quand'anche, av. Quand même, adv. Altong s. Quella, pron. dim. f. Celle, pron.
dém. f. This ~». . . Quelle, pi. Celles, pi. These e - Quello, pron. dim. m.
Ce, pron. dém. m. That p = Quello, pron. dim. Cet, pron. dém. m. That ? •
Quelli, pi. Ces, ceux, pi. These p Quelli, pron. dim. pi. Ceux, pron. dém. pi.
Those v — Quello che, pron. rei. Ce qui, pron. rei. What V = Quercia, f. Chêne,
m. Oak V . Quercie, pi. Chênes, pi. Oaks V .. Questa, pron. dim. f. Celle-ci,
pron. dém. f. This 0 — Queste, pi. Celles-ci, pi. These 0 = Questo, pron. dim.
m. Celui-ci, pron. dém. m. This 0 . Questi, pi. Ceux-ci, pi. These 0 .. Questo
qui, pro. dim. m. Celui-ci, pron. dém. m. This / — Questi qui, pi. Ceux-ci, pi.
This Questa qui, pro. dim. f. Celle-ci, pron. dém. f. This / . Queste qui, pi.
Celles-ci, pi. This / .. Questa, pron. dim. f. Cette, pron. dém. f. This or
that A - Queste, pi. Ces, pi. These A = Questo, pron. dim. m. Ce ou Ceci, pro.
dém. m. This A • Questo, pron. dim. m. C, pron. dém. m. This A •• Questo, pron.
dim. m. Cet, pron. dém. m. This T — Questi, pi. Ces, pi. These T _ Questa notte
(sta notte), Cette nuit, adv. To night T • Questa sera, av. [ av. Ce soir, adv.
To night (this evening) T •■ Quest' è, av. C'est-à-dire, adv. That is to say
QUE— REG 611 L - Questo va da se, av. Cela va sans dire, adv. That is to he
understood L = Questo non vuol dir che, Ce n'est pas à dire que, a. It does not
follow that L • Questione, f. [av. Question, f. Question L .. Questioni, pi.
Questions, pi. Questions ( - Qui, av. Ici, adv. Here ( - Quindi, av. Après,
adv. After ( • Quindicina, f. Quinzaine, f. Fortnight ( .. Quinterno, m. (un)
Cahier de papier, m. (un) Six leaves of paper ( a ) H - Quinterni, pi. Cahiers
de papier Six leaves of paper H = Quivi, av. Là, adv. There ^ • Quotidiano, m.
Quotidien, m. Daily R H •• Raccolta, f. Récolte, f. Harvest ! - Raggazza, f.
Fille, f. Girl 1 = Raggazzina, f. Fillette, f. Young girl 1 • Ragazze, pi.
Fillettes, pi. Young girl 1 •• Raggazzo, m. Garçon, m. Boy o — Ragazzi, pi.
Garçons, pi. Boys o == Ragione, f. Raison, f. Reason 0 . Ragioni, pi. Raisons,
pi. Reasons o .. Ragioni, pi. Raisons, pi. Motives 1 - Ragionevole, ag. m.~f.
Raisonnable, adj. m. f. Raisonable 1 = Ragionevoli, pi. Raisonnables, pi.
Raisonable 1 . Ragionevolmente, av. Raisonnablement, adv. Raisonably 1 •• Rame,
m. Cuivre, m. Copper ) - Rame, m. (per intaglio) Gravure en taille-douce
Engraving ) = Rami, pi. Gravures, pi. Engraving ) . Rammarico, m. Regret, m.
Regret ) .. Rammarichi, pi. Regrets, pi. Regrets + — Ramo, m. Branche, f.
Branch + = Rami, pi. Branches, pi. Branches + . Rasojo, m. Rasoir, m. Razor +
.. Rasoj, pi. Rasoirs, pi. Razors -^ — Re, m. Roi, m. King -^ — Re, pi. Rois,
pi. Kings -v. . Reale, ag. m. Royal, adj. m. Royal *-» . . Reali, pi. Royaux,
pi. Royal p - Reale, f. Royale, f. Royal ? = Reali, pi. Royales, pi. Royal p .
Reale, ag. m. Réel, adj. m. Real ? •• Reali, pi. Réels, pi. Real V — Reale, ag.
f. Réelle, adj. f. Real V = Reale, pi. Réelles, pli Real v . Realmente, av.
Réellement, adv. Really V .. Realtà, f. Réalité, f. Reality 0 — Recamo, m.
Broderie, f. Embroidery 0 = Recami, pi. Broderies, pi. Embroideries a . Recinto
(circuii o), m. Enceinte, circuit, m. Circuit 0 .. Reciproco, ag. m.
Réciproque, adj. m. Reciprocal / - Reciproca, ag. f. Réciproque, adj. f.
Reciprocal / = Regalmente, av. Royalement, adv. Royally / . Realista, m.
Royaliste, m. Royallist / .. Realisti, pi. Royalistes, pi. Royallists A —
Regalo, m. Présent, m. Present A = Regali, pi. Présents, pi. Presents A •
Reggia, f. Maison royale, 1'. Royal house A •• Reggimento, m. Régiment, m.
Regiment G12 REG— UIC L - Reggimenti, pi. Régiments, pi. Regiments L = Regina,
f. Reine, f. Queen L • Regine, pi. Reines, pi. Queens L •• Regno, m. Royaume,
m. Kingdom ( - Regni, pi. Royaumes, pi. Kingdoms ( = Regola, f. Règle, f. Rule
( • Regole, f. pi. Règles, pi. Regular ( •• Regolare, ag. m. Régulier, adj. m.
Regular H - Regolari, pi. Réguliers, pi. Regular H = Regolare, ag. f.
Régulière, adj.î. Regular H • Regolari, pi. Régulières, pi. Regular H ••
Relativa, ag. f. Relative, adj. f. Relative I - Relative, pi. Relatives, pi.
Relative 1 = Relativo, ag. m. Relatif, adj. m. Relative i • Relativi, pi.
Relatifs, pi. Relative 1 -. Religione, f. Religion, L Religion o — Religioso,
m. Religieux, m. Religious man o = Religiosi, pi. Religieux, pi. Religious men
o . Religiosa, ag. f. Religieuse, f. Religious woman o .. Religiose, pL
Religieuses, pi. Religious women 1 - Religioso, ag. m. Religieux, adj. m.
Religious 1 = Religiosi, pi. Religieux, pi. Religious 1 . Religiosa, ag. f.
Religieuse, adj. f. Religious 1 .. Religiose, pi. Religieuses, pi. Religious )
- Rendita, f. Rente, f Rent ) = Rendite, pi. Rentes, pi. Rents ) . Reno, m.
(liumej Rhin, m. (fleuve) Rhyne ) .. Reni, m. pi. Reins, m. pi. Kidneys H
Republica, f. République, f. Republick + = Republiche, pi. Républiques, f.
R.epublicks + • Republicanismo, m. Républicanisme, m. Republicanism + ..
Republicano, ag. m. Républicain, adj. m. Republican ; — Republicana, ag. f.
Républicaine, adj. f. Republican ^ = Republicano, m. Républicain, m. Republican
^, Republicani, pi. Républicains, pi. E.epublicans •^ . . Republicana, f.
Républicaine, f. Republican P — Republicane, pi. Républicaines, pi. Republicans
? = Residenza, f. Résidence, f. Abode P . Resoluzione, f. Résolution, f.
Resolution ? •• Respiro, m. Respiration, f. Respiration V — Ribello, m. Rebelle,
m. Rebel V = Ribeili, pi. Rebelles, pi. Rebels V • Ribes, m. Groseille, f.
Currants v .. Ricamatrice, f. Brodeuse, f. Embroiderer 0 — Ricbezza, f.
Richesse, f. Richness 0 = Ricchezze, pi. Richesses, pi. Riches 0 . Ricco, m.
Riche, adj. m. Rich 0 .. Ricebi, pi. Riches, pi. Rich 1 — Ricca, ag. f. Riche,
adj. f. Rich Ricche, pi. Riches, pL Rich / . Ricercato, a g. m. Recherché, adj.
m. Sought-for A — Ricercata, ag. f. Recherchée, adj.f. Sought-for Ricerche, f.
pi. Recherches, f. pi. Inquiries A = Ricevete l'attestato del Recevez mes
très-hum- Accept my humble res- mio umile rispetto bles salutations pects A •
Riconoscente, ag. m. Reconnaissant, adj. m. Thankful A •• Riconoscenti, pi.
Reconnaissants, pi. Thankful T - Riconoscente, ag. Reconnaissante, adj. f.
Thankful T = Riconoscente, pi. Reconnaissantes, pi. Thankful T • Ricovero
(rifaggio), m. Abri, m. Shelter Ricreazione, f. Ridicolo, ag. m. Ridicoli, pi.
Ridicola, ag. f. Ridicole, pi. Riflessione, f. Riflessioni, pi. Riflusso, m.
Riforma, f. Riforme, pi. Rifugio, m. Riga, f. Rigenerazione, f. Rigore, m.
Rigori, pi. Rigorosamente, av. Rigoroso, ag. m. Rigorosi, pi. Rigorosa, f. ag.
Rigorose, pi. Riguardo, m. Riguardi, pi. Rima, f. Rime, pi. Rimembranza, f.
Rimembranze, pi. Rimessa, f. Rimesse, pi. Rimoto, ag. m. Ringraziamento, m.
Ringraziamenti, pi. Risma, f. Risme, f. Riso, m. Riso, m. Risa, pi. f.
Risoluzione, f. Risoluzioni, pi. Risoluto, ag. m. Rispetto, m. Rispetti, pi.
Rispetto a, av. Ristoratore (ostiere), m. Ristoratori (ostieri), pi Risultamento,m.
Risultamenti, pi. Rivalità, f. Rivalità, pi. Riviera, f. Riviere, pi.
Riverenza, f. Riverenze, pi. Rivolta, f. Rivoluzione, f. Rivoluzioni, pi. Roba,
f. Robustezza, f. Roma (citta) Romana, f. e ag. Romane, pi. RIC— ROM
Récréation, f. Ridicule, adj. m. Ridicules, pi. Ridicule, adj. f. Ridicules,
pi. Réflexion, f. Réflexions, pi. Reflux, m. Réforme, f. Réformes, pi. Refuge,
m. Règle, f. Régénération, f. Rigueur, f. Rigueurs, pi. A la rigueur, adv.
Rigoureux, adj. m. Rigoureux, pi. Rigoureuse, adj. f. Rigoureuses, pi. Egard,
m. Egards, pi. Rime, f. Rimes, pi. Souvenir, m. Souvenirs, pi. Remise, f.
Remises, pi. Reculé, adg. m. Remercîment, m. Remercîments, pi. Rame, f. Rames,
pi. Ris, m. Rire, m. Rires, pi. m. Résolution, f. Résolutions, pi. Décidé, adj.
m. Respect, m. Respects, pi. A l'égard de, adv. Restaurateur, m. Restaurateurs,
pi. Résultat, m. Résultats, pi. Rivalité, f. Rivalités, pi. Rivière, f.
Rivières, pi. Révérence, f. Révérences, pi. Révolte, f. Révolution, f.
Révolutions, pi. Biens, m. pi. Vigueur, f. Rome (ville) Romaine, f. et adj.
Romaines, pi. G13 Recreation Rediculous Rediculous Rediculous Rediculous
Reflexion Reflexions Light reflected Reform Reforms Refuge Rule Regeneration
Severity Severities At worst Rigorous Rigorous Rigorous Rigorous Regard
Respects Rhyme Rhymes Remembrance Remembrances Coach-house Coach-houses Distant
Thank Thanks Ream Reams Rice Laughter ( laughing ) Laughter (laughing)
Resolution Resolutions Resolved Respect Respects With regard to Eating house
Eating houses Result Results Rival ity Rivalilies River Rivers Reverence
Reverences Rebellion Revolution Revolutions Things Strictness Rome Roman Roman
614 KOM—SÀL L - Romano, m. e ag. Romain, m. et adj. Roman L = Romani, pi.
Romains, pi. Roman L . Romanzo ( nuova voce ) Roman, m. Novel L .- Romanzi, pi.
Romans, pi. Novels C - Rosa, f. Rose, f. Rose ( = Rose, pi. Roses, pi. Roses (
• Rosso, ag. m« Rouge, adj. m. Red ( -. Rossi, pi. Rouges, pi. Red H- Rossa,
ag. f. Rouge, adj. f. Red ^ = Rosse, pi. Rouges, pi. Red H . Rossore, f.
Rougeur, f. Redness -t .. Rotondo, ?.g. m. Rond, adj. m. Round i — Rotondi, pi.
Ronds, pi. Round i = Rotonda, ag. f. Ronde, adj. f. Round t . Rotonde, pi.
Rondes, pL Round } •• Rugiada, f. Rosée, f. Dew o — Rumore, m. Bruit, m. Noise
o = Rumori, pi. Bruits, pi. Noise 0 . Ruota, f. Roue, f. Wheel o .. Ruote, pi.
Roues, pi. Wheels 1 - Rupe, f. Rocher, m. Rock 1 = Rupi, pi. Rochers, pi. Rocks
1 . Ruscello, m. Ruisseau, m. Rivulet 1 .. Ruscelli, pi. Ruisseaux, pi.
Rivulets ) - Russia, f. Russie, f. Russia ) = Russo, m. Russe, m. Russian ) .
Russi, pi. Russes, pK Russians ) •• Sabato, m. Samedi, m. Saturday + — Sabbia,
£. Sable, m. Sand + = Sacco, m. Sac, m. Bag + . Sacchi, pî. Sacs, pi. Bags + ..
Sacrilìcio, m. Sacrilice, m. Sacrifice- ^ — Sacrificj, pi. Sacrifices, pi.
Sacrifices . = Sacro, ag. m. Sacré, adj. m. Sacred . Sacri, pi. Sacrés, pi.
Sacred ^*, . . Sacra, ag. f. Sacrée, adj. f. Sacred ? - Sacre, pi. Sacrées, pi.
Sacred ? = Sacrilegio, m. Sacrilège, m. Sacrilege P . Sacrilegi, pi.
Sacrilèges, pi Sacrileges P •• Saggio, ag. m. Sage, adj. m. Wise V - Saggio, m.
Essai, m. Trial V = Saggi, pi. Essais, pi. Trials v . Sala, f. Salle, f. Hall v
.. Sale, m. Sel, m. Salt 0 = Sala da teatro, f. Salle de spectacle, f. Play
house 0 — Sala da mangiare, £, Salle à manger, f. Dining room 0 . Sala da
ballo, f . Salle de bal, f. (école de Dancing room 0 .. Sala d'arme, f. Salle
d'armes, f. [danse) Fencing room 1 = Sala d'adunanza, f. Salle de réunion, f.
Meeting room 1 = Salame, m. Saucisson, m. Saussage 1 Salami, pi. Saucissons,
pi. Saussages / •• Saliera, f. Salière, f. Salt-box A - Saliscendi, m. Loquet,
m. Latch A = Saliva, f. Salive, f. Spittle A • Salone, m. Salon, m. Saloon A ••
Salsa, L Sauce, f. Sauce Salsiccia, f. Salsiccie, pi. Salto, m. Saluti, m. pi.
Salva, f. Salvadanajo, m. Salvaguardia Salvamento, m. Salvatore, m. Salvatico,
m. (selvaggio) Salvatici, pi. (selvaggi) Salvatica, f. (selvaggia) Salvatiche,
pì. (selvagge) Salvietta, f. Salviette, pi. Sangue, m. Sanguigna, f.
Sanguisuga, f. Sanguisughe, f. pi. Sanità (salute), f. Sanpietroborgo (città)
Santità, f. Santo, ag. m. Santo, m. Santi, pi. Santa, ag. f. Sapiente, m.
Sapienti, pi. (i) Sapiente, f. Sapienti, pi. Sapienza, t Sapore, m. Sardegna,
f. Sardella, f.: Sardelle, pi. Sarto, m Sarti, pi. Sartore, f. Sartori, pi.
Saviezza, f. Savio, ag. m. Savj, pi. Savia, ag. f. Savie, pi. Sazietà, f. Saz,
ag. m. Sazio, pi. Sazia, ag. f. Sazie, pi. Sbadiglio, m. Sbaglio, m. Sbagli,
pi. Seaglie di pesce, pì. f. Scala, f. Scale, pi. Scala, f. Scale, pL
Scaldaletto, m. Scalpello, m. Scalpelli, pi. SAL— SCA Saucisse, f. Saucisses,
pi. Saut, m. Salutations, f. pi. Salve, f. Tirelire, m. Sauve-garde, f. Salut,
m. Sauveur, m. Sauvage, m. Sauvages, pi. Sauvage, f. Sauvages, pi. Serviette,
f. Serviettes, pi. Sang, m. Saignée, f. Sangsue, f. Sangues, pi. f. Santé, f.
S.-Pétersbourg (ville) Sainteté, f. Saint, adj. m. Saint, m. Saints, pi.
Sainte, adj. f. Savant, m. Savants, pi. (les) Savante, f. Savantes, pi.
Science, f. Saveur, f. Sardaigne, f. Sardine, f. Sardines, t Tailleur, m.
Tailleurs, pi. Couturière, f. Couturières, pi. Sagesse, f. Sage, adj. m. Sages,
pi. Sage, adj, f. Sages, pi. Satiété, f. Rassasié, adj. m. Rassasiés, pi.
Rassasiée, adj. m. Rassasiées, pi. Bâillement, m. Erreur, f. Erreurs, pi.
Écailles de poisson, f. pi, Escalier, m. Escaliers, pi. Échelle, f. Échelles,
pi. Bassinoire, f. Ciseau, m. Ciseaux, pi. 61 Saussagea Jump Salutations Salve
Money bos Safeguard Salvation Saviour Savage Savages Savage woman Savage women
Napkin Napkins Blood Blood-letting Leeche Leeches Health St.-Petersburgb. Holy
Saint Saints Holy Learned man Learned (the) Learned woman Learned women Science
Savour Sardinia Sprat Sprat Tailor Tailors Seamstress Seamstresses Wisdom Wise
Wise Wise Wise Satiety Satiate Satiate Satiate Satiate Yawning Mistake Mistakes
Scales Stair-ease Stair-cases Ladder Ladders Wariming-pao Chisel Chisels GlG
SCA— SCU L"- Scarpa, f. Soulier, m. Shoe L = Scarpe, pi. Souliers, pi.
Shoes L • Scattola, f. Boîte, f. Box L •• Scattole, pi. Boîtes, pi. Boxes C -
Scena, f. Scène, f. Scene ( = Scene, pi. Scènes, pi. Scenes ( • Scherma, f.
Escrime, f. Fencing ( Scherzo, m. Badinage, m. Joking -i - Scherzi, pi.
Badinages, pi. Jokes -1 = Schiaccieta, f. Crèpe, f. (gàteau) Pancake H •
Schiacciate, pi. Crêpes, pi. Pancakes H •• Schiavitù, f. Esclavage, m. Slavery
1 - Schiavo, m. Esclave, m. Slave 1 = Schiavi, pi. Esclaves, pi. Slaves I •
Schiava, f. Esclave, f. Slave 1 • Schiave, pi. Esclaves, pi. Slaves o —
Sciagura, f. Malheur, m. Misfortune o = Sciagure, pi. Malheurs, pi. Misfortunes
0 . Scienza, f. Science, f. Science (learning) 0 .. Scienze, pi. Sciences, pi.
Sciences (learnings) 1 - Scintilla, f. Étincelle, f. Spark 1 = Scintille, pi.
Étincelles, pi. Sparks 1 . Scioccamente, av. Sottement, adv. Foolishly 1 ..
Sciocco, m. Sot, m. Fool ) - Sciocchi, pi. Sots, pi. Fools ) = Schiocca, f.
Sotte, f. Fool ) . Sciocche, pi. Sottes, pi. Fools ) .. Sciocco, ag. m. Sot,
adj. m. Foolish 4 Sciocchi, pi. Sots, pi. Foolish + = Sciocca, ag. f. Sotte,
adj. f. Foolish + • Sciocche, pi. Sottes, pi. Foolish + -. Sciugatojo, m.
Essuie-mains, m. Towel ^ — Scinga toj, pi. Essuie-mains, pi. Towels v-^ =
Scoglio, m. Rocher, m. Rock ^» . Scogli, pi. Rochers, pi. Rooks >*. . .
Scolare, m. Écolier, m. Scholar ? - Scolari, pi. Écoliers, pi. Scholars P =
Scolara, f. Élève, f. Pupil p . Scolare, pi. Élèves, pi. Pupils è .. Scommessa,
f. Gageure, f. Wager v - Scommesse, pi. Paris, pi. Wagers v = Sconsolato, ag.
m. Sans consolation, adj. m. Comfortless V . Sconsolati, pi. Sans consolation,
pi. Comfortless v .. Sconsolata, ag. f. Sans consolation, adj. f. Comfortless 0
— Sconsolate, pi. Sans consolation, pi. Comfortless e = Scopa, f. Balai, m.
Broom 0 . Scope, pi. Balais, pi. Brooms 0 .. Scopo, m. But, m. But / - Scopetta
da denti, f. Brosse à dents, f. Tooth-brush Scopetta, f. Brosse, f. Brush / .
Scopette, pi. Brosses, pi. Brushes / •• Scritto, m. Écrit, m. Writ A - Scritti,
pi. Écrits, pi. Writs A = Scrittojo, m. Bureau, m. Desk A • Scrittoj, pi.
Bureaux, pi. Desks A •• Scrittore, m. Ecrivain, m. Writer (an author) T-
Scrittori, pi. Écrivains, pi. Writers (authors) T = Scrittura, f. Écriture, f.
Writing T • Scritture, pi. Écritures, pi. Writings T .. Scudo, m. Bouclier, m.
Buckler S€U— SEL L - Scuderia, f. Écurie, f. Stable L = Scuderie, pi. Écuries,
pi. Stables L • Scuffia, f. Bonnet, m. Cap L •• Scuffie, pL Bonnets, pi. Caps (
- Scultore, m. Sculpteur, m. Sculptor ( = Scultori, pi. Sculpteurs, pi.
Sculptors ( . Scultura, f. Sculpture, L Sculpture ( .. Scuola, f. École, f.
School H - Scuole, pi. Ecoles, pL Schools H = Scusa, f. Excuse, t Excuse H •
Sdegno, m. Colère, f. Anger H .. Sdegni, m. Indignation, f. Indignation 1 — Se,
prep. Si, prép. If 1 = Se, pron. Se, pron. Self 1 • Sebbene, av. Quoique, adv.
Though 1 .. Secchio, m. Sceau, m. Bucket o — Secco, ag. m. Sec, adj. m. Dry o =
Secchi, pi. Secs. pi. Dry o . Secca, ag. f. Sèche, adj. f. Dry 0 .. Secche, pi.
Sèches, pi. Dry 1 - Secolo, m. Siècle, m. Age 1 = Secoli, pi. Siècles, pi. Ages
1 . Secondo, av. Selon, adv. According to 1 .. Se cosi è, av. Si cela est, adv.
If that be so ) - Secretamente, av. Secrètement, adv. Secretey ) = Secreto, m.
Secret, m. Secret ) . Secreti, pi. Secrets, pi. Secrets ) .. Secreta, ag. f.
Secrète, adj. f. Private + - Secrete, pL Secrètes, pi. Private + = Sedia, f.
Chaise, f. Chair + . Sedie, pi. Chaises, pL Chairs + .. Sedia d'appoggio, f.
Fauteuil, m. Arm-chair "^ — Sedia di posta, f. Chaise de poste, f.
Post-chaise ^>. == Sedizione, f. Émeute (sédition), f. Sedition -^
Seducente, ag. m. Séduisant, adj. m. Inviting *^. .. Seducenti, pi. Séduisants,
pi. Inviting p - Seducente, ag. f. Séduisante, adj. f. Inviting p = Seducenti,
pi. Séduisantes, pi. Inviting p . Seduttore, m. Séducteur, m. Seducer p ..
Seduttori, pi. Séducteurs, pi. Seducers V - Seduttrice, f. Séductrice, f. Seducer
V = Seduzione, f. Séduction, f. Seduction V . Seduzioni, pi. Séductions, pi.
Seductions v .. Sega, f. Scie, f. Saw 0 — Se è vero S'il est vrai If it be true
0 = Segala, f. Seigle, f. Rye 0 . Segnale, m. Signal, m. Signal 0 .. Segnali,
pi. Signaux, pi. Signals 1 ~ Segno, m. Signe, m. Sign / = Segni, pi. Signes,
pi. Signs / • Segreta, f. Cachot, m. Dungeon / •• Segretario, m. Secrétaire
Clerk A - Selciata, f. Pavé, m. Pavement A = Sella, f. Selle, f. Saddle A •
Selle, pi. Selles, pi. Saddles A •• Sellajo, m. Sellier, m. Sadler T- Sellaj,
pi. Selliers, pi. Sadlers T = Selva, f. Forêt, f. Forest T .Selve, pi. Forêts,
pi. [m. Forests T..* Selvagio (feroce), ag. m. Sauvage (farouche), adj. Wifd
€17 52. 618 SEL— SET L — iSelvagi (feroci), pi. Sauvage (farouche), pi. L =
Selvagia (feroce), ag. f. Sauvage (farouche),adj.f L • 1 Selvagie (feroci), pi.
Sauvages (farouches), pi L -. Sembianza, f. Ressemblance, f. ) - Semplice, m.
f. Simple, adj. m. f. ) = Semplici, pi. Simples, pi. ) • Semplicità, f.
Simplicité, f. ) -• Sempre, av. Toujours, adv. H- Se ne, pron. Se, en, pron.
-». — Senza dir nulla, av. Sans rien dire, adv. . = Senza dubbio, av. Sans
doute, adv. — . Senza fallo, av. Sans faute, adv. \ . . Senza pensarci, av Sans
y penser, adv. ? - Sepolcro, m. Tombeau, m. P = Sepulcri, pi. Tombeaux, m. P •
Sera, f. Soir, m. P •• Sereno, ag. m. Serein, adj. m. V — Serena, ag. f.
Sereine, adj. f. V = Sermone, m. Sermon, m. v . Serpe, m. e f. Serpent, m. v ..
Serratura, f. Serrure, f. 0 — Serva, f. Servante, f. 0 = Servile, ag. m. f.
Servile, adj. m. f. 0 . Servili, pi. Serviles, pi. 0 .. Servilità, f.
Servilité, f. / - Servilmente, av. Servilement, adv. / = Servitore, m.
Serviteur, m. / • Servitore, m. Domestique, m. / .. Servitù, f. Servitude, f. A
— Servizio, m. Service, m. A = Servizj, pi. Services, pi. A • Sesso, m. Sexe,
m. A .. Se stesso, pr. ind. Soi-même, pron. ind. T — Se stesso, pr. n.
Soi-même, pr. neut. T = Se stessa, pr. recip. ïlle-même, pron. réfi. T • Seta,
f. soie, f. T •• Sete, f. soif, f. Wild Wild Wild Likeness Plain Plain
Semplicity Always Of him (of it, of her, of Senate [them ) Senator Senators
Bressl Seine Jugment Sensation Sensations Feeling Feeling Feeling Feelingly
Sense Sensuality Verdict Decree Path Feeling Feelings Sentinel Without
Friendeless Without money Without any (thing sa- Without doubt [ving) without
fail Without thinking of it Tomb Tombs Evening Serene Serene Sermon Serpent
Lock Servant Servile (slavish) Servile (slavish) Servility Servilely Servant
Servant Slavery Service Services Sex One's self It self Itself Silk Thirst SET—
SIF L - Settembre, m. Septembre, m. September L = Settentrionale, ag. m.
Septentrional, adj. m. Northern L • Settentrionali, pi. Septentrionaux, pi.
Northern L •• Settentrionale, ag. f. Septentrionale, adj. f. Northern ( - Settentrionali,
pi. Septentrionales, pi. Northern ( = Settimana, f. Semaine, f. Week ( .
Settimane, pi. Semaines, pi. Weeks ( •• Settimana scorsa, f. (la) Semaine
dernière (la), f. Last week H - Severità, f. Sévérité, f. Severity H =
Severamente, av. Sévèrement, adv. Severely H . Severo, ag. m. Sévère, adj. m.
Severe H .. Severi, pi. Sévères, pi. Severe 1 - Severa, ag. f. Sévère, adj. f.
Severe 1 = Severe, pi. Sévères, pi. Severe 1 . Se vi pare, av. S'il vous plait,
adv. If you please 1 .. Sfarzo, m. Pompe, f. Pump o — Sfera, f. Sphère, f.
Sphere o =■- Sferza, f. Fouet, m. Whip o . Sferze, pi. Fouets, pi. Whips 0 ..
Sfogo, m. Soulagement, m. Relief 1 - Sfondo, m. Enfoncement, m. Dint 1 =
Sforzo, m. Effort, m. Endeavour 1 . Sforzi, pi. Efforts, pi. Endeavours "1
.. Sfratto, m. Bannissement, m. Bannishment ) - Sfreggio, m. Affront, m.
Affront ) = Sfregj, pi. Affronts, pi. Affronts ) . Sfrontatezza, f.
Effronterie, f. Shamelessness ) .. Sfrontatamente, av. Impudemment, adv.
Shamelessly -\ — Sfrontato, ag. m. Effronté, adj. m. Shameless + = Sfrontati,
pi. Effrontés, pi. Shameless -f . Sfrontata, ag. f. Effrontée, adj. f.
Shameless -f .. Sfrontate, pi. Effrontées, pi. Shameless *«N Sgabello, m.
Tabouret, m. Stool ^ = Sgombero, m. Déménagement, m. Removing . Sgomento, m.
Alarme, m. Alarm — .. Sguardo, m. Regard, m. Look p - Sguardi, pi. Regards, pi.
Looks p = Si, av. Oui, adv. Yes p . Si, pron. On, pron. People, they p .. Si,
pron. Se, pron. One' Self V — Sia (ovvero,) av. Soit, adv. Either V = Siate
cortese, av. Soyez assez bon, adv. Be good enough V . Siccome, av. Comme, adv.
Like V •• Sicilia, f. Sicile, f. Sicily 0 — Siciliano, m. Sicilien, m. Sicilian
0 = Siciliani, pi. Siciliens, pi. Sicilians 0 . Siciliana, f. Sicilienne, f.
Sicilian woman 0 .. Siciliane, pi. Siciliennes, pi. Sicilian women / -
Sicuramente, av. Assurément, adv. Surely / = Sicurrezza, f. Sûreté, f. Security
/ • Sicuro, ag. Sur, adj. Sure (confident) / - Sicuri, pi. Sûrs, pi. Confident
(sure) A — Sicura, ag. f. Sure, adj. f. Confident (sure) A = Sicure, pi. Sûres,
pi. Confident (sure) A . Sicurtà, f. Caution, f. Bail A •• Si dice, av. On dit,
adv. It is reported T - Si è che, av. C'est que, adv. rhat T = Siepe, f. Haie,
f. ?ence T - Siepi, pi. Haies, pi. 7ences 1" •• Si fa tardi, av. Il se fait
tard, adv. I [t grows late 619 620 SIG— SMO L - f Sigillo, m. Cachet, m. L = -
Sigilli, pi. Cachets, pL L • Signora, f . Madame, f. L .. Signore, pi.
Mesdames, pL ( - Signore (al), m. A monsieur, m. .. Sincero, ag. m. Sincère,
adj. m. -f — Sinceri, pi. Sincères, pi. 4- = Sincera, ag. f. Sincère, adj. f. +
. Sincere, pi. Sincères, pi. + .. Sinfonia, £ Symphonie, f. "^ —
Singolare, m. (il) Singulier, m. (le) *^N = Singolare, ag. f. Singulière, adj.
f. ^ . Singolare, ag. m, Singulier, adj. m. ^x. .. Singolarmente, av.
Singulièrement, adv. p - Singulto, m. Sanglot, m. p = Singulti, pi. Sanglots,
pi. p . Sinistro, ag. m. Gauche, adj. m. p .. Sinistra, ag. f. Gauche, adj. f.
[que) V - Sino, av. Jusque, adv. (jusqu'à ce V = Sinonimo, ag. m. Synouyme, ad.
m. V . Sinonimi, pi. Synonymes, pi. V .. Sintassi, f. Syntaxe, f. 0 — Sintesi,
f. Synthèse, f. Sintomo, m. Symptôme, m. 0 . Sistema, m. Système, m. 0 ..
Sistemi, pi Systèmes, pi. / - Sistematicamente, av. i Systématiquement, adv. /
- Sistematico, ag. m. systématique, adj. m. / • Sistematici, pi. systématiques,
pi. / •• Sistematica, ag. f. systématique, adj. f. A - Sistematiche, pi. {
systématiques, pi. A = Situazione, f. situation, f. A . Slitta, f. rraîneau, m.
A •• • Smoccolatelo, m. Vïouchettes, f. pi. T — Smoderatamente, av.
immodérément, adv. T = « smoderato, ag. m. Déréglé, adj. m. -r « ' Smoderati,
pi. ] Déréglés, pi. ?•' smoderata, ag. f. ! Déréglée, adj. f. Seal Seals Madam
(mylady) Ladies To my lord To my lady Of my lord Of my lady From my lord From
my lady Lord Sir (mister) Gentlemen Silence Syllable Syllables Syllogism
Similar Similar Similar Similar Symmetry Sympathy Sympathies Simulation
Sincerly Sincerity True True True True Symphony Singular (the) Singular
Singular Singularly Sobbing Sobbings Left Left Till (until!) Synonymous
Synonymous Syntaxe Synthesis Symptom System Systems Systematically Systematical
Systematical Systematical Systematical Situation Sledge Snuffers Immoderately
Irregular Irregular Irregular SMO— SOR L - Smoderate, pi. Déréglées, pi. [rregular
L = Sobborgo, m. Faubourg, m. Suburb L • Società, f. Société, f. Society L ..
Società, pi. Sociétés, pi. Societies ( - Soddisfazione, f. Satisfaction, f.
Satisfaction ( = Soffietto, m. Soufflet, m.(de cheminée) Bellows ( . Soffio di
vento, m. Souffle de vent, f. Blast ( • Soffitto, m. Plafond, m. Ceiling H -
Soffitti, pi. Plafonds, pi. Ceilings H = Sofisma, m. Sophisme, m. Sophism H •
Soggetto, m. Sujet, m. Subject H •• Soggetti, pi. Sujets, pi. Subjects 1 -
Sogghigno, m. Sourire^ m. Smile Soggiuntivo, m. Subjonctif, m. Subjunctive 1
Soggiorno, m. Séjour, m. Stay 1 Soglia, f. Seuil, m. Threshold o — Soglie, pi.
Seuils, pi. Thresholds o = Sogno, m. Songe, m. Dream 0 . Sogni, pi. Songes, pi.
Dreams o .. Solco, m. Sillon, m. Furrow 1 - Solchi, pi. Sillons, pi. Furrows 1
= Soldato, m. Soldat, m. Soldier H . Soldati, pi. Soldats, pi. Soldiers "1
.. Soldo, m. Sous, m. Penny ) — Soldi, pi. Sous, pi. Pence ) = ) . Sole, m.
Soleil, m. Sun Solennità, f. Solennité, f. Solemnity ) •• Solito, ag. m.
Habitué, adj. m. Accustomed H Soliti, pi. Habitués, pi. Accustomed 4- = Solita,
ag. f. Habituée, adj. f. Accustomed -f . Solite, pi. Habituées, pi. Accustomed
+ •• Solitudine, f. Solitude, f. Solitude ^ — Solo, ag. m. Seul, adj. m. Single
Soli, pi. Seuls, pi. Single »«•* Sola, ag. f. Seule, adj. f. Single
"»>* . . Sole, pi. Seules, pi. [ment Single p — Sollecitamente, av..
Diligemment, prompte - Diligently P = Sollecito, ag. m. Diligent, adj. m.
Diligent p . Solleciti, pi. Diligents, pi. Diligent P •• Sollecita, ag. f. Diligente,
adj. f. Diligent V — Sollecite, pi. Diligentes, pi. Diligent V = Sollecitudine,
t. Diligence, promptitude Diligence V • Solo, solamente, aY. Seulement, seul,
adv. Alone V .. 0 — Solstizio, m. Solstice, m. Solstice Sonno, m. Sommeil, m.
Sleep 0 = Sono, av. Ce sont, adv. They are 0 . Sono le....,(ore)av. Il est....
heures, adv. It is o'clock 0 .. Sontuosità, f. Somptuosité, f. Sumptuousness /
- / = / . / •• Sopra, prep. Sur, prép. On (upon) Sopracciglia, f. pi. Sourcils,
m. pi. Eye brows Soprannome, m. Surnom, m. Surname Soprappiù ( il ), m. Le
surplus, m. Overplus A — Soprascritta, f. Adresse, f. Direction A =
Soprattutto, av. Surtout, adv. Above all A • Sorbetto, m„ Sorbet, m. Sherbet A
•• Sorbetti, pi. Sorbets, pï. Sherbets T — Sorcio, m. Souris, f. Mouse T =
Sorci, pi. Souris, pL Mice T • Sordità, f. Surdité, f. Surdity T •• 1 Sordo, m.
Sourd, m. Deaf man 621 622 L - L = L • SOR— SPA Sordi, pi. Sorda, f. Sorde, pi.
Sordo, ag. m. Sordi, pi. Sorda, ag. f. Sorde, pi. Sordidezza, f. Sorella, f.
Sorelle, pi. Sorgente, f. Sorgenti, pi. Sorpresa, f. Sorta, f. Sorte, f.
Soscrittore, m. Soscrittori, pi. Soscrizione, f. Soscrizioni, pi. Sospetto, m.
Sospetti, pi. Sospetto, ag. m. Sospetti, pi. Sospetta, ag. f. Sospette, pi.
Sospettoso, ag. m. Sospettosi, pi. Sospettosa, ag. f. Sospettose, pi. Sospiro,
m. Sospiri, pi. Sostantivo, m. Sostantivi, pi. Sostegno, m. Sotto, av.
Sotto-coppa, f. Sotto-coppe, pi. Sottossopra, av Sottrazione, f . Sovente, av.
Sovrano, m. Sovrani, pi. Sozzo, ag. m. Sozza, ag. f. Spaccio, m. Spada, f.
Spade, pi. Spagna, f. Spagnuola, f. Spagnuole, pi. Spagnuolo, m. Spagnuoli, pi.
Spago, m. Spalla, f. Spalle, pi. Spasimo, m. Spaventevole, ag. m. f.
Spaventevoli, pi. Spaventevole, ag. m. f. Spaventevoli, pi. Sourds, pi. Deaf
man Sourde^ fi Deaf woman Sourdes, pL Deaf women Sourd, adj. f. Deaf Sourds,
pi. Deaf Sourde, f. Deaf Sourdes, pi. Deaf Saleté, f. Dirtiness. Sœur, f.
Sister Sœurs, pi. Sisters Source, f. Spring Sources, pi. Springs Surprise, f.
Surprise Espèce, f. Kind Sort, m. Fate Souscripteur, m. Subscriber
Souscripteurs, pu Subscribers Souscription, f. Suscription Souscriptions, pi.
Suscriptions Soupçon, m. Suspicion Soupçons, pi. Suspicions Suspect, adj. m.
Suspected Suspects, pi. Suspected Suspecte, adj. f. Suspected Suspectes, pi. Suspected
Soupçonneux, adj. m. Suspicious Soupçonneux, pi. Suspicious Soupçonneuse, adj.
f. Suspicious Soupçonneuses, pi. Suspicious Soupir, m. Sigh Soupirs, pi. Sighs
Substantif, m. Substantive Substantifs, pi. Substantives Soutien, m. Support
Sous, adv. Under Sous-coupe, f. Saucer Sous-coupe, pi. Saucers Sens dessus
dessous, adv. Topsy turvy Soustraction, f. Substraction Souvent, adv. Often
Souverain, m. Sovereign Souverains, pi. Sovereigns Sale, adj. m. Dirty Sale,
adj. f. Dirty Débit, m. Sale Épée, f. Sword Ëpées, pi. . Swords Espagne, f.
Spain Espagnole, f. Spanish woman Espagnoles, pi. Spanish women Espagnol, m.
Spaniard Espagnols, pi. Spaniards Ficelle, f. String Épaule, f. Shoulder
Épaules, pi. Shoulders Spasme, m. Spasm Épouvantable, adj. m. f. Frightful
Épouvantables, pi. Frightful Effroyable, adj. m. f. Dreadful Effroyables, pi.
Dreadful Spavento, m. Spazio, m. Spazzola, f. Specchio, m. Specie, f. Specula,
f. Spedizione f. Spera, f. Speranza, f. Spergiuro, ag. m, Sperso, ag. m. Spesa,
f. Spese, pi. Spesso ( il più), av. Spesso, av. Spettacolo, m. Spezieria, f.
Speziale, m. Speziali, pi. Spia, f. Spiaggia, f. Spiagge, pi. Spiaggia, f.
(lido, m.) Spiagge, f. pi. (lidi, pi.) Spiedo, m. Spiedi, pi. Spiegazione, f.
Spiga di grano, f. Spilla, f. Spille, pi. Spina, f. Spinaci, pi. Spirito, m.
Spiriti, pi. Spiritoso, ag. m. Spiritosi, pi. Spiritosa, ag. f. Spiritose, pi.
Splendente, ag. f. Splendenti, pi. Splendente, ag. m. Splendenti pi. Splendido,
ag. m. Splendidi, pi. Splendida, ag. f. Splendide, pi. Spoglia, f. Spoglie, pi.
Sponda, (. Sponde, pi. Sponda, f. Sponde, pi. Sponga, f. Sponghe, pi, Sposo, m.
Sposa, f. Sproposito, m. Spropositi, pi. Squadrone, m, Staffa, f. SPA— STA
Epouvante, f. Fright Espace, m. Space Vergette, Jf. Brush Miroir, m. Looking glass
Espèce, f. Species Observatoire, m. Observatory Expédition, f. Expedition
Glace, f. Looking glass Espérance, f. Hope Parjure, adj. m. Perjured Égaré,
adj. m. Wandering Dépense, f. Expence Dépenses, pi. Expence Le plus souvent,
adv. Most frequently Souvent, adv. Often Spectacle, m. Spectacle Pharmacie, f.
Pharmacy Apothicaire, m. Apothecary Apothicaires, pi. Apothecaries Espion, m.
Spy Rivage, m. Shore Rivages, pi. Shores Bord de. la mer, m. Sea-coast Bords de
la mer, pi. Sea-coasts Broche, f. Spit Broches, pi. Spits Explication, f.
Explication Épi de blé, m. Ear of corn Épingle f . Pin Épingles, pi. Pins
Épine, f. Thorn Épinards, pi. Spinage Esprit, m. Wit Esprits, pi. Wits
Spirituel, adj. m. Witty Spirituels, pi. Witty Spirituelle, adj. f. Witty
Spirituelles, pi. Witty Éclatante, adj. f. Sparkling Éclatantes, pi. Sparkling
Éclatant, ad. f. Sparkling Éclatants, pi. Sparkling Splendide, adj. m. Splendid
Splendides, pi. Splendid Splendide, adj. f. Splendid Splendides, pi. Splendid
Dépouille, f. Spoil Dépouilles Spoils Bord, m. Shore Bords, pi. Shores Bord de
la rivière, m. River-side Bords de la rivière, pi. River-sides Éponge, f.
Spunge Éponges, pi. Spunges Époux, m. Husband Épouse, f. Wife Sottise, f. Folly
Sottises, pi. Follies Escadron, m. Squadron Étrier, m. Stirrup 623 624 L - L =
L . STA— SÏR Staffe, pi. Stafetta, f. Stagno, f. Stagni, pL Stalla, f. Stampa,
f. Stamperia, f. Stamperie, pi. Stampatore, m. Stampatori, pi. Stanga, f.
Stato, m. Stati, pi. Stati uniti, pi. Statura, f. Statua, pi. Statue, f. Stella,
f. Stelle,pi. Stecco, m. Stenografia, f. Stessa, f. Stesse, pi. Stesso, m.
Stessi, pi. Stile, m. Stima, f. Stivali, m. pi. Stocolm (citta) Stoffa, f.
Stomaco, m. Stoppia, f. Stordito, m. Storditi, pi. Stordita, f. Stordite, pi.
Storia, f. Straccio, m. Strada maestra, f. Strada, f. Strade, pi. Strage, m.
Stranezza, pi. Stranezze, f. Straniero, m. Stranieri, pi. Straniera, f.
Straniere, pi. Straniero, ag. m. Stranieri, pi. Straniera, adg. f. Straniere,
pi. Strano, av. Straordinariamente, av. Straordinario, ag. m. Straordinary, ag.
f. Straordinaria, Straordinarie, pi. Strattagemma, m. Strattagemmi, pi.
Ëtriers, m. Stirrups Estafette, f. Express Étang, m. Fond Étangs, pi. Fonds
Étable, f. Stable Impression, f. Printing Imprimerie, f. Printing office Imprimeries,
pi. Printing offices Imprimeur, m. Printer Imprimeurs, pi. Printers Barre, f.
Bar État, m. State États, pi. States États-Unis, pi. m. United-states Taille,
f. Size Statue, f. Statue Statues, pi. Statues Étoile, f. Star Étoiles, pi.
Stars Plioir, m. Folding stick Sténographie, f. Short-hand writing Même, f.
Same Mêmes, pi. Same Même, m. Same Mêmes, pi. Same Style, m. Style Estime, f.
Esteem Bottes, m. pi. Boots Stockholm (ville), Stockholm Étoffe, f. Stuff
Estomac, m. Stomach Chaume, m. Stuble Étourdi, m. Blunderer Étourdis, pi.
Blunderer Étourdie, f. Blunderer Étourdies, pi. Blunderer Histoire, f. History
Haillon, m. Rag Grand'route, f. High-way Rue, f. Street Rues, pi. Streets
Massacre, m. Carnage Extravagances, pi. Strange thing Extravagance, f. Strange
things Étranger, m. Foreigner Étrangers, pi. Foreigners Étrangère, f. Foreigner
Étrangères, pi. Foreigners Étranger, adj. m. Foreign Étrangers, pi. Foreign
Étrangère, adj. f. Foreign Étrangères, pi. Foreign Etrange, adv. Strange
Extraordinairement, ad. Extraordinary Extraordinaire, adj. m. Extraordinary
Extraordinaires, pi. Extraordinary Extraordinaire, adj. f. Extraordinary
Extraordinaires, pi. Extraordinary Stratagème, m. Stratagem Stratagèmes, pi.
Stratagems STR— SUL 625 Stravaganza, f. Stretto, m. Stretto, ag. m. Stretti,
pi. Stretta, ag. f. Strette, pi. Strido, m. Stringa, f. laceinolo, m
Strozzatura, f. Strumento, m. Strumenti, pi. Studente, m. Studenti, pi. Studio,
m. Studj, pi. Studiolo, m. Studioso, ag. m. Studiosi, pi. Studiosa, ag. f.
Studiose, pi. Stufa, f. Stufe, pi. Stuoja, f. Stupidamente, av. Stupidita
(bestialità), f. Stupido, ag. m. Stupidi, pi. Stupida, ag. f. Stupide, pi.
Stupore, m. Su, sopra, prep. Su, av. Sua, pron. poss. f. Sue, pi. Subito
(immediatamente) Subito, av. [av. Successione, f. Successivamente, av.
Successivo, ag. m. Successivi, pi. Successiva, ag. f. Successive, pi. Successo,
m. Successore, m. Successori, pi. Sud, m. Suddito, m., Sudditi, pi. Sudore, m.
Sudori, pi. Suffragio, m. Suffragj, pi. Suggello, m. Sughero, m. Sul, prep. m.
s. Sullo, prep. m. s. Sugli, pi. Sui, pi. Sul tardi, av. Sulla, prop, t
Extravagance, f. Extravagance Détroit, m. Strait Étroit, adj. m. Narrow
Étroits, pi. Narrow Étroite, adj. f. Narrow Étroites, pi. Narrow Cri, m. Cry
Lacet, m. Lace Étranglement, m. Choking instrument, m. instrument Instruments;
pi. Instruments Étudiant, m. Student Étudiants, pi. Students Étude, f. Study
Etudes, pi. Studies Secrétaire, m. Secretary Studieux, adj. m. Studious
Studieux, pi. Studious Studieuse, adj. f. Studious Studieuses, pi. Studious
Poêle, m. Stove Poêles, pi. Stoves Natte, f. Mat Stupidement, adv. Stupidly
Stupidité (bêtise), f. [ad. Stupidity Stupide, ad. m. Stupid Stupides; pi.
Stupid Stupide, adj. f. Stupid Stupides, pi. Stupid Étonnement, m. Astonishment
Sur, adv. prép. Upon (on) En haut, adv. Above Sa, pron. poss. f. His Ses, pi.
His Soudain, adv. Suddenly Aussitôt, adv. Immediately Succession, f. Succession
Successivement, adv. Gradually Successif, adj, m. Successive Successifs, pi.
Successive Successive, adj. f. Successive Successives, pi, Successive Succès,
m. Success Successeur, m. Successor Successeurs, pL Successors Sud, m. South
Sujet, m. Subject Sujets, pi. Subjects Sueur, f. Sweat Sueurs, pi. Sweats Voix,
f. Vote Voix, pi. Votes Cachet, m. Seal Liège, m. Cork Sur le, prép. m. s. Upon
the (on the) Sur le, prép. m. s. Upon the (on the) Sur les, pi. Upon the (on
the) Sur les, pi. Upon the (on the) Sur le tard, adv. Late in the evening Sur
la, prop. f. Upon the (on the) 53 62*> L - Salii, pi. L = Sua cognata, f. L
. Suo cognato, m. L . . Sua cugina, f. ( _ Suo cugino, m. ( = Sua figlia, f. (
. Suo figlio, m. (,, Suo fratello, m. -j _ Suo genero, m. ^ — Sua madre, f. _4,
Suo marito, m. _^ . . Sua moglie, f. j _ Suo nipote, m. j = Sua nipote, f. j . Suo
nonno, m. j . . Sua nonna, f. O — Sua nuora, f. O = Suo padre, m. 0 . Sua
sorella, f. O . . Suo zio, m. "1 — Sua zia, f. "1 = Sua maestà, f. ~j
.Sua santità, f. ~j . . Sua altezza, f. ) — Sua eccellenza, f, ) = Suo (il),
pr. p. m. ), Suoi (i), pi. ) .. Sua (la), pr. p. _l Sue (le), pi. Suo, sua,
suoi, sue, pr. Suocero, m. [poss. imp Suocera, f. Suolo, m. Suono, m. Suoni,
pi. Superbia, f. Superbo, ag. m. Superbi, pi. Superba, ag. f. Superbe, pi.
Superficie, f. Superfluità, f. Superfluità, pi. Superiore, m. Superiori, pi.
Superiore, ag. m. Superiori, pi. Superiore, ag. f. Superiori, pi. Superiorità,
f. Superlativo, m. (il) Superstite, m. Supino, ag. m. Supina, ag. f. Su via,
av. Svedese, m. Svelto, ag. m. Svelta, ag. f. Svezia, f. SUL— SVE Sur les, pi.
Sa belle-sœur, f. Son beau-frère, m. Sa cousine, f. Son cousin, m. Sa fille, f.
Son fils, m. Son frère, m. Son gendre, m. Sa mère, f. Son mari, m. Sa femme, f.
Son neveu, m. Sa nièce, f. Son grand-pére, m. Sa grand'mère, f. Sa bru, f. Son
père, m. Sa soeur, f. Son oncle, m. Sa tante, f. Sa majesté, f. Sa sainteté, f.
Son altesse, f. Son excellence, f. Le sien, pr. p. m. Les siens, pi. La sienne,
pr. p. f. Les siennes, pi. Son, sa, ses, pron. poss. Beau-père, m. [imper.
Belle-mère f. Sol, m. Son, m. Sons, pi. Fierté, f. Fier, adj. m. Fiers, pi.
Fière, adj. f. Fières, pi. Surface, f. Superfluity, 1 Superfluités, pi.
Supérieur, m. Supérieurs, pi. Supérieur, adj. m. Supérieurs, pi. Supérieure,
adj. f. Supérieures, pi. Supériorité, f. Superlatif, m. (le) Survivant, m. Couché
sur le dos, adv. Couchée sur le dos, adv. Allons, adv. Suédois, m. oise, f.
Agile, adj. m. Agile, adj. f. Suède, f. Upon the (on the) His sister in law His
brother in law His cousin His cousin His daughter His son His brother His son
in law His mother His husband His wife His nephew His niece His grand father
His grand mother His daughter in law His father His sister His uncle His aunt
His majesty His holiness His highness His excellency His His Her Her Its Father
in law Mother in law Soil Sound Sounds Pride Proud Proud Proud Proud Surface
Superfluity Supeifiuitie» Superior Superiors Superior Superior Superior
Superior Superiority The superlative degree Outliving Laid on his back Laid on
her back Come Swede Nimble Nimble Sweden Svizzera, f. Svizzero, m. Svizzeri, m.
pi. Svizzera, f. SVI— TAZ Suisse, f. Suisse, m. Suisses, m. Suisse, L pi.
Switzerland Swiss Swiss (the) Suiss woman 627 . — Tenente, m. Lieutenant m.
Lieutenant -«» = Tenerezza, f. Tendresse, f. Tenderness ">-» Tenero,
ag. m. Tendre, adj. m. Tender . *"••. . . Teneri, pi. Tendres, pi. Tender
e — Tenera, ag. f. Tendre, adj. f. Tender p = Tenere, pi. Tendres, pi. Tender p
. Terme, f. pi. Thermes, f. pi. Thermes e •• Termine, m. Terme, m. End v —
Termometro, m. Thermomètre, m. Thermometer v = Terra, f. Terre, f. Earth (land)
V . Terre, pL Terres, pi. Earths (lands> v .. Terrapieno, m. Terre-plein, m.
Terrace 0 — Terrazzo, m. Terrasse, f. Terrace 0 = Terremuoto, m. Tremblement de
terret Earth quake 0 . Terreno, m. Terrain, m. [m. Ground 0 .. Terrore, m.
Terreur, f. Terror 1 - Tesoreria, L Trésor, m. Treasory 1 = Tesoriere, m«
Trésorier, m. Treasurer / . Tesoro, nu Trésor, m. Treasure / •• Tesori, pk
Trésors. pL Treasures A — Tessitore, m» Tisserand, m. Weaver A = Tessitura, f.
Tissure, f. Texture A • Tessuto, m. Tissu, m. Tussue A •• Testa, f. Tète, f.
Head T — Teste, pi. Têtes, pi. Heads T = Testamento, m. Testament, m. Will T •
Testamenti, pL Testaments, pi. Wills TES— TAD L - Testimonio, m. Témoin, m.
Witnes L = Testimonj, pi. Témoins, pi. Witnesses L • Tetto, m. Toit, m. Roof L
.- Tetti, pi. Toits, pi. Roofs C - Tevere, m. (fiume) Tibre, m. (fleuve) Tiber
( = Ti, pron. pers. dat. Toi, à toi, pron. $ers. To thee s. Trionfalmente, av.
En triomphe, adv. Triumphantly p - Trionfo, m. Triomphe, m. Triumph p =
Trionfi, pi. Triomphes, pi. Triumphs p . Tristamente, av. Tristement, adv.
Sorrowfully e .. Tristezza, f. Tristesse, f. Sorrow V — Tristo, ag. m. Triste,
adj. m. Sorrowful v = Tristi, pi. Tristes, pi. Sorrowful v . Trista, ag. f.
Triste, adj. f. Sorrowful v .. Triste, pi. Tristes, pi. Sorrowful 0 —
Trombetta, f. Trompette, m. (l'homme) Trumpeter 0 = Trombette, pi. Trompettes,
pi. Trumpeters 0 . Tromba, f. Trompette, f. Trumpet 0 .. Trombe, pi.
Trompettes, pi. Trumpets / - Trono, ni. Trône, m. Throne / = Troni, pi. Trônes,
pi. Thrones / • Troppo, av. Trop, adv. Too (too much) / ■• Troppo presto, av»
Trop tôt, adv. Too early A - Troppi, pi. Trop, pi. Too many A = Troppa, ag. f.
Trop, adv. et adj. f. Too (too much) A • Troppe, pi. Trop, pi. Too A .. Troppo
caro, av. Trop cher, adv. Too dear T - Troppo presto, av. Trop tôt, adv. Too
early T = Truppa, f. Troupe, f. Troop T • Truppe, pi. Troupes, pi. Troops T -.
Tua cognata, f. Ta belle-sœur, f. Thy sister in law TUO— UDÌ 6 L - Tuo cognato,
m.. Ton beau-frère, m. Thy brother in law L = Tua cugina, f. Ta cousine, f. Thy
cousin L • Tuo cugino, m. Ton cousin, m. Thy cousin L •• Tua figlia, f. Ta
fille, f. Thy daughter ( - Tuo figlio, m. Ton fils, m. Thy son ( = Tuo
fratello, m., Ton frère, m. Thy brother ( • Tuo genero, m. Ton gendre, m. Thy
son in law ( •• Tua madre, f. Ta mère, f. Thy mother H- Tuo marito, m. Ton
mari, m. Thy husband H = Tua moglie, f. Ta femme, f. Thy wife H • Tuo nipote,
m... Ton neveu, m. Thy nephew H .- Tua nipote, L Ta nièce, f. Thy niece 1 - Tuo
nonno, m. Ton grand-père, m. Thy grand father 1 = Tua nonna, f. Ta grand'mère,
t Thy grand mother 1 • Tua nuora, f. Ta bru, f. Thy daughter in law 1 -. Tuo
padre, m. Ton père, m. Thy father o — Tua sorella, f. Ta sœur, f. Thy sister o
= Tuo zio, m. Ton oncle, m. Thy uncle 0 . Tua zia, f. Ta tante, f. Thy aunt o
.. Tu, pron. Tu, pron. Thou 1 — Tu, te stesso, pr. recip. Toi-même, pron. refi.
Thyself n = Tua, (la) pron. p oss. f. Ta, pron. poss. f. Thy 1 . Tuo, (il)
pron. poss. Ton, pr. poss. m. Thy 1 .. Tuoi (i), pi. Tes, pi. Thy ) - Tue (le),
pi. Tes, pi. Thy ) = Tumulto, m. Tumulte, m. Tumult ) . Tuo, pr. posa. ni. Le
tien, pr. poss. m. Thine ) .. Tuoi, pi. Les tiens, pi. Thine + — Tua, pron.
poss. f. La tienne, pr. poss. f. Thine + = Tue, pi. Les tiennes, pi. Thine + •
Tuono, m. Tonnerre, m. Thunder + .. Tuoni, pi. Tonnerres, pL Thunders •«>. —
Turaccio, m. Bouchon, m. Cork ^s» = Turbamento, m. Trouble, m. Trouble *»». .
Turbine, m. Tourbillon, m. Whirlwind »->. .. Turbini, pi. Tourbillons, pL Whirlwinds
P - Turchia, f. Turquie, f. Turkey P = Turco, m. Turc, m. Turck P • Turchi, pi.
Turcs, pi. Turcks P •• Turchino, ag. m. Bleu, adj. m. Azure V -
Tutt'altrimenti, av. Tout autrement, adv. Ouite otherwise V = Tutta, ag. f.
Toute, adj. f. All v . Tutte, pi. Toutes, pi. All v .. Tuttavia, pero, av.
Toutefois, adv. Yet 0 — Tutto, ag. m. Tout, adj. m. All 0 = Tutti, pi. Tous,
pi. All 0 . Tutto ciò che, pr. ind. Tout ce que, pr. ind. Whatever 0 .. Tutto
insieme, av. Tout ensemble, adv. Altogether / - Tutto il giorno, av. Tous les
jours, adv. JToutauplus, adv. Every day / = Tutto al più, av. At most u / .
Ubbriachezza, f. Ivresse, f. / .. Ubbriaco, m. Ivrogne, m. A - Uccello, m.
Oiseau, m. A = Uccelli, pi. Oiseaux, pi. A • Uccisione, f. Meurtre, m. A ..
Udienza, f. Audience, f. Drunkenness Drunk Bird Birds Murder Audience 632 UDÌ—
USO L - Udito, m. Ouïe, m. L = Uditorio, m. Auditoire, m. L • Uffizio, m.
Bureau, m. L ... Ultimamente, av. Dernièrement, adv. ( - Ultimar olta (1'), av.
Dernière fois, adv. ( = Ultimo, m. Dernier, m. ( • Ultimi, pi. Derniers, pi. (
.. Ultima, f. Dernière, f. H- Ultime, pi. Dernières, pi. H = Umanità, f.
Humanité, f. H • Umano, ag. m. Humain, adj. m. H •• Umani, pi. Humains, pi. 1 -
Umana, ag. f. Humaine, pi. I = Umane, pi. Humaines, pi. 1 Umbilico, m. Nombril,
m. 1 .. Umidita, f. Humidité, f. o — Umido, ag. m. Humide, adj. m. o = Umidi,
pi. Humides, pi. o . Umida, ag. f. Humide, adj. f. 0 .. Umide, pi. Humides, pi.
"1 - Umore, m. Humeur, f. 1 = Umori, pi. Humeurs, pi. 1 . Un'altra volta,
av. Une autre fois, adv. 1 .. Una mezz' ora, av. Une demi -heure, adv. ) - Un
anno, m. Un an, m. ) = Un anno fa, av. Il y a un an, adv. ) . Una, f. Une, f. )
.. Une (le), pi. f . Unes (les), pi. f. + - Una volta, av. Une fois, àdv. + =
Uno, m. Un, m. une, f. + . Uni, pi. (gli), une (le) Uns (les), unes (les), pl.m
+ .. Un, una, m. Un, une, m. f. / - Unico, ag. m. Unique, adj. m. / = Unica,
ag. f. Unique, adj. f. / . Unicamente, av. Uniquement, adv. / .. Università, f.
Université, f. p - Un minuto, m. Une minute, f. p = Un poco tardi, av. Un peu
tard, adv. p . Uno, una, pr. Un, une, pr. p .. Un'ora, f. Une heure, f. V - Un
quarto d'ora, m. Un quart d'heure, m. V = Un secolo, m. Un siècle, m. V . Un
tantino, av. Un petit peu, adv. V .. Untempo(altre volte),av. Jadis, adv. 0 —
Unghie, f. pi. Ongles, f. pi. 0 = Unione, f. Union, f. 0 . Universo, m.
Univers, m. 0 .. Unito, ag. m. Uni, adj. m. / - Uniti, pi. Unis, adj. m. pi. /
= Unita, ag. f. Unie, adj. f. / ■ Unite, pi. Unies, pi. / •• Uomo di stato, m.
Homme d'état, m. A - Uomini di stato, pi. Hommes d'état, pi. A = Uomo, m.
Homme, m. A • Uomini, pi. Hommes, pi. A •• Uovi freschi, m. pi. OEufs frais,
pi. T- Uovo, m. OEuf, m. T = Uovi, pi. OEufs, pi. T . Uovaruolo, m. Coquetiers,
m. T •• Uso, m. Usage, m. Hearing Auditory- Office Lately Lats-time (the) Last
Last Last Last Humanity Humane Humane Humane Humane Naval Dampnes Damp Damp
Damp Damp Humour Humours Once more Half an hour A year A year ago One (a) Some
Once One Some A Only Only Only University A minute Latish An An hour A quarter
of an hour An age Little (a) Of old time Nails Union Universe United United
United United State's man State's men Man Men Fresh-egg3 Egg Eggs Egg stand Use
USI— VEN L - Usi, pi. Usages, pi. Uses L = Uso, m. Usage, m. Use L • Usi, pi. Usages,
pi. Customs. L •• Utensile, m. Outil, m. Tool ( - Utensili, pi. Outils, pi.
Tools ( = Utile, ag. m. f. Utile, adj. m. f. Useful ( • Utili, pi. m. f.
Utiles, pi. m. f. Useful ( .. Utilmente, av. Utilement, adv.., Usefully H-
Utilità, f. Utilité, f. Usefulness 633 H = Vacanze, f. Vacances, f. pi. Holy
days H • Vacca, f. Vache, f. Cow ^ •• Vacche, pi. Vaches, pi. Cows i - Vajuolo,
m. Petite vérole, f. Small-pox, i = Valle, f . Vallée, f. Valley i • Valli, pi.
Vallées, pi. Valleys Valletta, f. Vallon, m. Vale o — Vallette, pL Vallons, pi.
Vales 0 = Vantaggio, m. Avantage, m. Advantage 0 . Vantaggi, pi. Avantages, pi.
Advantages 0 .. Vapore, m. Vapeur, pi. Steam 1 - Vapori, pi. Vapeurs, pi.
Steams "Ì = Varsovia (città) Varsovie (ville) Warsaw 1 . Vasington (citta)
Wasington (ville) Washingtoa 1 .. Vaso da insalata, t m. Saladier, m.
Sallad-dish ) - Vaso, m. Pot, m. Pot ) = Vasi, pi. Pots, pi. Pots ) . Vaso da
tè, m. Théière, f. Tea-pot ) .. Vasi da tè, pi. Théières, pi. Tea-pots 4- —
Vasto (grande), ag. m. Vaste (grand), adj. m. Extensive + = Vasti (grandi), pi.
Vastes (grands), pi. Extensive + . Vasta (grande), ag. f. Vaste (grande), adj.
f. Extensive + -. Vaste (grande), pi. Vastes ( grandes) j pL Extensive •^ —
Vecchiaia, f. Vieillesse, f. Old age •^ = Vecchio, ag. m. Vieux, adj. m. Old
*»* . Vecchi, pi. Vieux, pi. Old *■««. .. Vecchia, ag. f. Vieille, adj. 1 Old p
— Vecchie, pi. Vieilles, pi. Old p = Vecchione, m. Vieillard, m. Old man p .
Vecchioni, pi... Vieillards, pi. Old men p .. Vecchiona, f. Vieille femme, f.
Old woman V — Vecchione, pi. Vieilles femmes, pi. Old women V = Vedovanza, t,
Veuvage, f. Widowhood v . Vedovo, m. Veuf, m. Widower v .. Vedova, f. Veuve, f.
Widow 0 — Vedove, pi. Veuves, pi. Widows 0 = Veemenza, f. Impétuosité, f.
Impetuosity 0 . Vela, f. (di nave) Voile, f . ( de navire) Sail 0 •• Vele, pi.
Voiles, pi. Sails / - Velo, m. Voile, m. Veil / = Veli, pi. Voiles, pi.Veils /
. Vena, f. Veine, f. Vein / .. Vene, pi. Veines, pi. Veins A - Venalità, f.
Vénalité, f. Venality A = Vendemmia, f. Vendange, f* Vindange A . Vendetta, f.
Vengeance, f. Vengence A •• Ve ne, pron. Vous en pron. You 634 VEN— VET L -
Venerabile, m. t Vénérable,- m. f. Venerable L = Venerdì, m. Vendredi, m. Fr
iday L • Venerdì santo, m. Vendredi saint, m. Good-friday L •• Venezia, f. ( e
) Venise, f. (v.) Venice ( - Ventaglio, m. Éventail, m. Fan ( = Vento, m. Vent,
m. Wind ( • Venti, pi. Vents, pi. Wind3 ( •• Ventre, m. Ventre, m. Belly H-
Veramente, av. Vraiment, adv. Truly ^ = Vera, ag. f. Vraie, adj. f. True -\ Vere,
pi. Vraies, pi. True H .. Vero, ag. m. Vrai, adj. m. True 1 - Veri, pi. Vrais,
pi. True 1 = Verbo, m. Verbe, m. Verb 1 . Verbi, pi. Verbes, pi. Verbs 1 ..
Verde, m. Vert, m. Green o — Verde, ag. m. Vert, adj. m. Green o = Verdi, pi.
Verts, pi. Green o . Verde, ag. f. Verte, adj. f. Green o .. Verdi, pi. Vertes,
pi. Green 1 - Verdura, f. Verdure, f. Verdure 1 = Verdure, pi. Verdures, pi.
Verdures 1 . Y erga, f. Verge, f. Road 1 .. Vergine, f. Vierge, f. Virgin ) -
Vergogna, f. Honte, f. Shame ) = Vergognosamente, av. Honteusement, adv.
Shamefully ) . Vergognoso, ag. m. Honteux, adj. m. Shameful ) .. Vergognosi,
pi. Honteux, pi. Shameful + — Vergognosa, ag. t Honteuse, adj. f. Shameful + =
Vergognose, pi. Honteuses, pL Shameful + . Verità, f. Vérité, f. Truth (verity)
+ .. Verità, pi. Vérités, pi. Truths (verities) 1 — — Verme, m. Ver, m. Worm
~x» = Vermi, pi. Vers, pi. Worms *»v . Vernice, f. Vernis, m. Varnish .. Verno,
m. Hiver, m. Winter p - Verso, m. Vers, m. Verse p = Versi, pi. Vers, pi.
Verses p . Verso, av. Vers, adv. Towards p .. Verso casa, av. Vers la maison,
adv. Home ward V - Vescovo, m. Évêgue, m. Bishop V = Vescovi, pi. Évêques, pi.
Bishops V . Vescovato, m. Évêché, m. Bishopric V •• Vescovati, pi. Évéchés, pi.
Bishoprics 0 — Vespa, f. Guêpe, f. Wasp 0 = Vespajo, m. Guêpier, m. Wasp's nest
0 . Vespro, m. Vèpre, m. Vespers 0 .. Vesta, f. Robe, f. Gown / - Vesti, pi.
Robes, pi. Gowns / = Vestigio, m. Vestige, m. Remains / • Vestimento, m.
Habillement, m. Suit of clothes / •• Vestito, m. Habit, m. Coat A - Vestiti,
pi. Habits, pi. Coats A = Veterinario, m. Vétérinaire, m. Horse doctor A
.Vetrajo, m. Vitrier, m. Glazier A .. Vetro, m. Vitre, m. Glass T - Vetri, pi.
Vitres, pi. Glasses T = Vetro, m. Vitre, m. Pane T • Vetri, pi. Vitres, pi.
Panes T .. Vetta, f. Cime, f. Top VET— VIO - L - Vettura, f. Voiture, f. Coach
Ljf Vetture, pi. Voitures, pi. Coachs L . Vetturale, m. Voiturier, m. Carrier L
.. Vezzoza, f. Jolie, f. Handsome ( - Vezzose, pi. Jolies, pi. Handsome ( = Vi,
pron. A vous, pron. To you ( . Vi, pron. Vous, pron. You ( .. Vi, pron. relat.
Y, pron. relatif To it, to them H- Via, f. Voie, f. Way H = Vie, pi. Voies, pi.
Ways H • Via, f. Route, f. Road -1 - Vie, pi. Routes, pi. Roads 1 — Via, av.
Allons, adv. Come 1 = Via, f. Chemin, m. Road I • Viaggiatore, m. Voyageur, m.
Traveller 1 .. Viaggiatori, pi. Voyageurs, pi. Travellers o — Viaggiatrice, f.
Voyageuse, f. Traveller o = Viaggio, m. (gran) Voyage, m. Voyage o . Viaggi,
pi. Voyages, pi. Voyages o .. Viale, m. Allée, f. Alley "1 - Viali, pi.
Allées, pi. Alleys 1 = Viandante, m. Voyageur, m. Traveller 1 . Vicario, m.
Vicaire, m. Curate 1 .. Vicenda, f. Vicissitude, f. Change ) - Vicende, pi.
Vicissitudes, pi. Changes ) = Vicendevolmente, av. Réciproquement, adv.
Reciprocally ) . Viceré, m. Vice-roi, m. Viceroy ) .. Viceversa, av. Viceversa,
adv. Viceversa + — Vicinanza, av. Voisinage, adv. Neighbourhood + = Vicinato,
m. Le voisinage, m. The neighbourhood + . Vicino, m. Voisin, m. Neighbour + ..
Vicini, pi. Voisins, pi. Neighbours *»x.~ Vicino, av. Auprès, adv. Near, by
*>. = Vicina, ag. f. Voisine, adj. f. Neighbouring »"^. . Vicine, ag.
pi. Voisines, pi. Neighbouring *». .. Vicolo, m. Ruelle, f. Lane f- Vienna, f.
(città) Vienne (ville) Vienna l: Vigilanza, f. Vigilance, f. Vigilence Vigilia;
f. Veille, f . Watching e .. Vigna, f. Vigne, f. Vineyard V- Vigne, pi. Vignes,
pi. Vineyards v = Vignajuolo, m. Vigneron, m. Young vine V . Vigore, m.
Vigueur, f. Vigour v .. Villa, f. Campagne, f. Country-villa 0 — Villano, m.
Paysan, m. Peasant 0 = Villani, pi. Paysans, pi. Peasants 0 . Villana, f.
Paysanne, f. Country woman 0 .. Villane, pi. Paysannes, pi. Country women / -
Villaggio, m. Village, m. Village / = Villaggi, pi. Villages, pi. Villages / •
Vilmente, av. Lâchement, adv. Cowardly / •• Viltà,'/. Lâcheté, f. Cowardize A —
Vincitore, m. Vainqueur, m. Conquerer A = Vinco, m. Osier, m. Sally A •
Vincolo, m. Lien, m. Chain A •• Vino, m. Vin, m. Wine T — Vini, pi. Vins, pi.
Wines T *= Vino di Porto, m. Vin de Porto, m. Port wine T • Viola, f. Violette,
f. Violet T .. Viole, pi. Violettes, pi. Violets 635 636 - ViO— VOI L -
Violazione, f. Infraction, f. Infraction L = Violenza, f. Violence, f. Violence
L Violino, m. Violon, m. Fiddle L •• Violini, pi. Violons, pi. Fiddles ( -
Violoncello, m, Violoncelle,!, m. Violencello ( = Violone, m. Basse, f. Base (
. Virgola, f. Virgule, f. Comma ( .. Virgulto, m. Rejeton, m. Bud -4- Virtù, f.
Vertu, f. Virtue H = Virtù, pi. Vertus, pi. Virtues H • Virtuoso, ag. m.
Vertueux, adj. m. Virtuous H .. Virtuosi, pi. Vertueux, pi. Virtuous 1 —
Virtuosa, ag. t Vertueuse, adj. f. Virtuous 1 = Virtuose, pi. Vertueuses, pi.
Virtuous 1 . Viscere, pi, f. Entrailles, t pi. Bowels 1 .. Visita, £. Visite,
f. Visit o — Visite, pi. Visites, pi. Visits o = Viso, m. Visage, m. Face o .
Visi, pi. Visages, pi. Faces o .. Vista, f. Vue, f. Sight 1 - Viste, pL Vues,
pi. Sights 1 = Vita, f. Vie, f. Life 1 . Vite, f. Vigne, f. (une) A vine ■1 ..
Vitello, m. Veau, m. Calf ) - Vittima, f. Victime, f. Victim ) = Vittime, pi.
Victimes, pi. Victims ) . Vitto, m. Nourriture, 1 Food ) .. Vite, m. Vis, f.
Vice •+• — Viti, pi. Vis, pi. Vices + = Vituperio, m. Déshonneur, m. Dishonour
4- . Vivace, m. f. Vivace, m. f. Lively + .. Vivacità, f. Vivacité, f. Vivacity
^>. — Vivajo, m. Vivier, m. Pond •v^ 2= Vivanda, f. Mets, m. plat Dish *-^ .
Vivande, f. pi. Mets, f. pi. Dishs *«*, .. Viva! esclam. Vive ! vivat ! exclam.
Ouzza p - Vivo, ag. m. Vif, adj. m. Quick p = Vivi, pi. Vifs, pi. Quick p .
Viva, ag. X Vive, adj. f. Quick p .. Vive, pi. Vives, pi. Quick V - Vizio, m.
Vice, m. Vice V = Vizi, pi. Vices, pi. Vices V • Vocabolario, m, Vocabulaire,
m. Vocabulary V .. Vocabolo, m. Mot, m. Word 0 - Vocale, f. Vocale, f. Oral 0 =
Vocali, pi. Vocales, pL Oral 0 . Vocale, f. Voyelle, f. Vowel 0 .. Vocali, pi.
Voyelles, pi. Vowels / ~ Vocal, ag. m. Vocal, adj. m. Vocal / = Vocale, ag. m.
Vocale, adj. f. Vocal / Vocazione, f. Vocation, f, Vocation / . Voce, t Voix,
m, Voice A - - Voci, pi. Voix, pi. Voices A = = Voga, f. Vogue, t Vogue A
Voglia, f. Envie, f. Desire A • Voglie, pi. Envies, pi. Desires T - -
Vogliosamente, av. Volontiers, adv. Villingly T = - Voi, pron. Vous, pron. You
T . Voi stesso, pr. r. m. Vous-même, pr. réf. m. Yourself T., Voi stessa, p. x.
f. Vous-même, pr. ïef . Yourself VOI— ZAM G L - Voi stessi (stesse), pi.
Vous-mêmes, pi. Your selves L = Voi (vi, ve), pr. pi. Vous, au pi. You L •
Volcano, m. Volcan, m. Volcano L •• Volontà, f. Volonté, f. Will ( - Volontà,
pi. Volontés, pi. Wills ( = Volpe, f. Renard, m. Fox ( \rolpi, pi. Renards, pi.
Foxes ( •• Volta, f. (una) Une fois, adv. Once H- Volta, f. Voûte, f. Vault H =
Volume, m. Volume, m. Volume H • Volumi, pi. Volumes, pi. Volumes H •• Voluttà,
f. Volupté, f. Voluptuousness 1 - Vostra (la), pron. poss. f. Votre, pron.
poss. f. Your 1 = Vostre (le), pi. Vos, pi. Your 1 • Vostro (il), pron. poss.
m. Votre, pron. poss. m. Your 1 •• Vostri (i), pi. Vos, pi. Your o — Vostro,
pron. poss. Vôtre (le), pron. poss. Yours o = Vostri, pi. Vôtres (les), pi.
Yours 0 . Vostra, pron. rei. Vôtre (la), f. pron. poss. Yours o .. Vostre, pi.
Vôtres (les), pi. [rei. Yours 1 - Vostra cognata, f. Votre belle-sœur, f. Your
sister in iaw 1 = Vostro cognato, m. Votre beau-frère, m. Your brother in law
Vostra cugina, f. Votre cousine, f. Your cousin Vostro cugino, m. Votre cousin,
m. Your cousin ) — Vostra figlia, f. Votre fille, f. Your daughter ) = Vostro
ligi io, m. Votre fils, m. Your son Vostro fratello, m. Votre frère, m. Your
brother Vostro genero, m. Votre gendre, m. Your son in law H- — Vostra madre,
f. Votre mère, f. Your mother + = Vostro marito, m. Votre mari, m. Your husband
+ . Vostra moglie, m. Votre femme, f. Your wife + .. Vostro nipote, m. Votre
neveu, m. Your nephew "^ — Vostra nipote, f. Votre nièce, f. Your niece
•-^ = Vostro nonno, m. Votre grand-père, m. Your grand father *•«. . Vostra
nonna, f. Votre grand' -mère, L Your grand mother •^ . . Vostra nuora, f. Votre
bru, f. Your daughter in law p - Vostro padre, m. Votre père, m. Your father p
= Vostra sorella, f. Votre sœur, f. Your sister p . Vostro zio, m. Votre oncle,
m, Your uncle p .. Vostra zia, f . Votre tante, f. Your aunt V - Vostra maestà,
f. Votre majesté, f. Your majesty V = Vostra santità, f. Votre sainteté, f.
Your holiness V . Vostra altezza, f. Votre altesse, f. Your highness v .. Vostra
eccellenza, f. Voti e excellence, f. Your excellency 0 — Voto, ag. m. Vide,
adj. m. Empty 0 = Vota, ag. f. Vide, adj. f. Empty 0 . Vote, pi. Vides, pi.
Emptv 0 .. Voto, m. Vœu, m. Vow / ~ Voti, pi. Vœux, pi. Vows / = Voto
(suffragio), m. Vote, m. Vote / • Voti (suffragi), pi. Votes, pi. Votes G37 /
.. Zacchera, 1. Crotte, f. Dirt A - Zafferano, m. Safran, m. Saffron A = Zampa,
f. Patte, f. Paw A • Zampogna, f. Chalumeau, m. Straw pip.1 A .. Zampogne, pi.
Chalumeaux, pi. Straw pipes 54 638 YEN— ZtTP L - Zanzara, f. Cousin, m. cousin
L = Zappa, f. Pioche, f. Spade L • Zecca, f. Monnaie, f» Mint L •• Zelante, m.
Zélé, m. Zealous ( - Zelante, f. Zélée, f. Zealous ( = Zelo, m. Zèle, m. Zeal (
• Zero, m. Zéro, m. Nought ( •• Zia, f. Tante, f. Aunt H- Zingara, f. Bohémienne,
S. Gipsy H = Zio, m. Oncle, m. Uncle H • Zitella, f. Demoiselle, f. Young lady
-i •• Zitelle, pi. Demoiselles, pi; Young ladies ! - Zitella, f. Fille, f. Girl
1 = Zitelle, pi. Filles, pi. Girls I • Zitto! interj. Chut ! interj. Hush! 1 ••
Zoccoli, m. pL Socques, pi. Socks o — Zodiaco, m. Zodiaque, m. Zodiac o =
Zolfanello, m. Allumette, f. Match o . Zolfo, m. Soufre, m. Sulpher o .. Zo
ppo, m. Boiteux, m. Lame man 1 - Zoppi, pi. Boiteux, pi. Lame men 1 = Zoppa, f.
Boiteuse, f. Lame woman 1 Zoppe, pi. Boiteuses, pî. Lame women 1 •• Zoppo, ag.
m. Boiteux, adj. m. Lame ) - Zoppa, ag. f. Boiteuse, adj. f. Lame ) = Zucchero,
m. Sucre, m. Sugar ) . Zuccheriera, f. Sucrier, m. Sugar bowel ) •- Zuppa, f.
Soupe, f. Soup + — Zuppe, pi. Soupes, pi» Soups A A, prép. A, prép. Abandon, m.
Abat-jour, m. Abattement, m. Abbaye, f. Abbé, m. A beaucoup près, adv. Abeille,
f. Abeilles, pi. Abîme, m. Ablatif, m. Abolition, f. Abominable, adj. m.
Abondance, f. Abondant, adj m. Abondants, pi. Abondante, adj. f. Abondantes,
pi. A bon marché, adv. Abonnement, m. Abordage, m. Aboutissant, adj. m.
Aboutissants, pi. Aboutissante, adj. t Aboutissantes, pi. Abréviation, t
Abrégé, m. Abri, m. Abricot, m. Abricots, pi. Absence, f. Absent, adj. m.
Absente, adj. f. Absolu, adj. m. Absolue, adj. f. Absolument, adv. Absurde,
adj. m. Absurde, adj. f. Absurdité, f. Abus, m. Abus, pi. Académie, f.
Académies, pi. Accablant, adj. m. Accablante, adj. f. At To Abandoning Shade
Faintnesa Abbey Abbot Much less Bee The ablative case Abolition Abominable
Abundance Plentiful Plentiful Plentiful Plentiful Cheap Subscription Boarding
Bordering upon Bordering upon Bordering upon Bordering upon Abréviation
Abridgment Shelter Apricot Apricots Absence Absent Absent Absolute Absolute
Absolutely Absurd Absurd Absurdity Abuse Abuses Academy Academies Overpowering
Overpowering A (ad), prep. A (ad), prep. Abbandono, m. Abbaino, m.
Abbattimento, m. Abbazia, f. Abbate, m. All' incirca, av. Ape, f. Api, pi.
Abisso, m. Ablativo, m. Abolizione, f. Abbominabile, ag. in. Abbondanza, f.
Abbondante, ag. m. Abbondanti, pi. Abbondante, ag. f. Abbondanti, pi. A buon
mercato, av. Soscrizione, f. Abbordo, m. Confinante, ag. m. Confinanti, pL
Confinante, ag. f. Confinanti, pi. Abreviazione, f. Compendio, m. Ricovero, m.
Albicocca, f. Albicocche, pi. Assenza, L Assente, ag. m. Assente, ag. f.
Assoluto, ag. m. Assoluta, ag. f. Assolutamente, av. Assurdo, ag. m. Assurda,
ag. f. Assurdità, f. Abuso, m. Abusi, pi. Accademia, f. Accademie, pi. Pesante,
ag, m. Pesante, ag. f. G40 ACC— AEE L - Accablement, m. The overpowering
Oppressione, f. L = Accent, m. Accent Accento, m. L Accents, pi. Accents
Accenti, pi. Accès, m. Access Accesso, m. ( — Accident, m. Accident Accidente,
m. ( = Accidents, pi. Accidents Accidenti, pi. Accommodement, m. Accomodation
Accomodamento, m. Accompagnement, m. Accompanying Accompagnamento, m. -1 -
Accord, m. Agreement Accordo, m. H = Accords, pi. Agreements Accordi, pi. H
Accueil (bon), m. Hearty welcome Buon' accoglienza, f. H •• Accueil (mauvais),
m. Cold reception Cattiva accoglienza, f. 1 - A ce qu'il paraît, adv. As it
appears A quel che pare, av. 1 = A ce que j'apprends, adv. As far as I can hear
A quel che sento, av. 1 • A ce que je vois, adv. By w hat I see A quel che
vedo, av. 1 •• A ce que vous dites, adv. By what you say- A quello che dite,
av. o — Acier, m. Steel Acciajo, m. 0 == A côté, adv. By the side of Accanto,
av. 0 . A coup sûr, adv. Certainly Certamente, m. o .. Acquisition, f.
Acquisition Acquisto, m. 1 - Acquisitions, pi. Acquisitions Acquisti, pi. 1 =
Acquit, m. Acquittance Bicevuta, f. 1 . Acteur, m. Player Attore* m. 1 ..
Acteurs, pi. Players Attori, pi. ) - Action, f. Action Azione, f. ) = Actions,
pi. Actions Azioni, pi. ) . Actions de grâces, f. pi. Giving thanks Azioni di
grazie, f. pi. > .. Actif, adj. m. Active Attivo, ag m. f- — x\.ctifs, pi.
Active Attivi, ag. + = Active, adj. f. Active Attiva, ag. f. + . Actives, pi.
Active Attive, pi. + .. Activement, adv. Actively Attivamente, av. >*. —
Actrice, f. Actress Attrice, f. -v. = Actrices, pi. Actresses Attrici, pi. -V.
. Adieu, adv. Farewel Addio, av. \ .. A Dieu ne plaise, adv. God forbid Dio non
voglia, av. p' - Addition, f. Addition Addizione, f. ? = Adjectif, m. Adjective
Aggettivo, m. p Adjectifs, pi. Adjectives Aggettivi, pi. P •■:. Administrateur,
m. Trustee Amministratore, m. V - Administrateurs, pi. Trustee Amministratori,
pi. V = Administratrice, f. An administratrix [ment Amministratrice, f. V .
Administration, f. Administration, menage- Amministrazione, f. V .. Administrations,
pi. Administrations,' mena- Amministrazioni, pi. 0 = Admirable, adj. m. f.
Admirable [gements Ammirabile, ag. m. f. 0 = Admirateur, m. An admirer
Ammiratore, m. 0 . Admiration, f. Admiration Ammirazione, f. 0 .. Adresse, f.
Direction Soprascritta, f. I - Adresse, f. Direction Indirizzo, m. 1 =
Adriatique, adj. m. Adriatic Adriatico, ag. m. / . Adroit, adj. m. Handy
Accorto, ag. m. / .. Adroits, pi. Handy Accorti, pi. A - Adroite, adj. f. Handy
Accorta, ag. f. A = Adroites, pi. Handy Accorte, pi. A • Adverse, adj. m.
Adverse Avverso, ag. m. A •• Adverse, adj. f. Adverse Avversa, ag. f. T -
Adverbe, m. Adverb Avverbio, m. T = Adverbes, pi. Adverbs Avverbi, pi. -r
Adversité, f. Adversity Avversità, f. T • • A elle (à lui,) pr. f. dat To her A
lei. le, dat, t AFF— AJU 641 L - A eux (à elles), pi. To them Aloro (ad essi,
esse), pi. 1 r= Affable, adj. m. f. Affable Affabile, m. f. ag. Affables, pi.
Affable Affabili, pi. Affaire, f, Business Negozio, m. ( Affaire, f. Business
Affare, m. ( = Affaires, pi. Business Affari, pi. Affaires de familles, f. pi.
Domestic concerns Affari domestici, m. pi. Affection, f. Affection Affetto, m.
H — Affections, pi. Affections Affetti, pi. H = Affiche, f. Bill posted up
Cartello, m. H . Affiches, pi. Bills posted up Cartelli, pi. H •• Affront, m.
Affront Sfregio, m. 1 — Affronts, pi. Affronts Sfregi, pi. 1 = Afin que, adv.
That Afinchè, av. 1 . Afrique, f. Africa Africa, f. 1 •• Africain, m. African
African, m. o — Africains, pi African Africani, pi. o = Africaine, f. African woman
Africana, f. o . Africaines, pi. African women Africane, pi. o .. Age, m. Ages
Etó,f. 1 — Agé, adj. m. Old Attempato, m. ag. "1 = Agés, pi. Old
Attempati, pi. 1 . Agée, adj. f. Old Attempata, ag. f. 1 .. Agées, pi. Old
Attempate, pi. ) - A genoux, adv. Kneeling In ginocchioni, av. ) = Agent de
change Stockbroker Agente di cambio, m ) . Agile, adj. m. Nimble Svelto, ag. m.
) .. Agile, adj. f. Nimble Svelta, ag. m. + - Agilité, f. Nimbleness Agilità,
f. -f = Agneau, m. Lamb Agnello, m. -f . Agneaux, pi. Lamb Agnelli, pi. -f ..
Aide, f Aid Ajuto, m. "^ — Aïeul, m. Grand father Antenato, m. •^» =
Aïeux, pL Fore fathers Antenati, pi. — . Aigle, f. Eagle àquila, f. ^ ..
Aiguille, f. Needle Ago, f. p - Aiguilles, pi. Needles Aghi, pi. ? = Ailé, adj.
m. Winged Alato, ag. m. e . Ailés, pi. Winged Alati, pi. e .. Ailée, adj. f.
Winged Alata, ag. f. v - Ailées, pi. Winged Alate, pi. v = Agréable, adj. m. f.
Agreeable, pleasant Piacevole, ag. m. f. v . Agréables, pi. Agreeable, pleasant
Piacevoli, pi. v .. Agréablement, adv. Agreeably Piacevolmente, av. 0 —
Agrément, m. Pleasure Piacere, m. 0 — Aile, f. Wing Ala, f. 0 . Ailes, pi.
Wings Ale, pi. 0 .. Ailleurs, adv. Elsewhere Altrove, av. / - Aimable, ag. m.
f. Amiable Amabile, ag. m. f. / = Aimables, pi. Amiable Amabili, pi. / . Aîné,
m. Elder Maggiore, m. / .. Aînée, f. Elder Maggiore, f. A - Ainsi, adv. So
Cosi, av. A = Ainsi soi t-il, adv. So be it Cosi sia, av. A . Ainsi, adv. Too
Cosi, av. A .. Ainsi, adv. Too anche (pure), av. T- Air, m. Air Aria, f. T = Aisément,
adv. Softly Adaggio, av. T • A jamais (éternellement), For ever Immortalmente,
av. T .. Ajustement, m. [adv. Accomodation Assettamento, m 54. 642 ALA— AME L -
À la bonne heure, adv. That is someting like Mancomale, av. L = k la, art. f.
To the Alia, art. f. L • A la longue, adv. At long run A lungo andare, av. L ••
A la française, adv. After the french fashion A la francese, av. ( - A la
rigueur, adv. If it went to that Rigorosamente, av. ( = A l'avenir, adv. Hence
forth In avvenire, av. ( • Alcôve, f. An alcove Alcova, f. [av. ( • Alentour,
adv About D'intorno (circonvicino), H - Alentours, pi. About, round about
Luoghi circonvicini, pi. H = A l'heure qu'il est, adv. Now A quest' ora, av. H
• A leur, pr. p. m. To their A l loro, pr. p. m. H - A leur, pi. To their Ai
loro, pi. ! - A leur, pr. p. f. To thek Alla loro, pr. p. f. ! = A leur, pi. To
then- Alle loro, pi. Alexandrie, f. (v. d'Égy.) Alexandria Alessandria (e.
d'Egi.) 1 •• Alarme, f. Alarm Allarme, m. o — Allée, f. Alley Andito, m. o = A
l'égard de, adv. With regard to Rispetto a, av. 0 . Algèbre, f. Algebra
Algebra, f. o .. Allemand (1'), m. German (the) Alemanno (l'),m. 1 - Allemagne,
f. Germany Alemagna, f. 1 = Alleman d, m. German Alemanno, m. 1 . Allemands,
pi. Germans Alemanni, pi. "1 .. Allemande, f. German woman Allemanna, f. )
- Alliance, f. Aliance Alleanza, f. ) = Allons! interj. Come on Andiamo !
interj. ) • liions! adv. Come Su via, int. ) .. Allons! adv. Come Via, int.
Allusion, f. Allusion Allusione, f. — = Alors, adv. Then Allora, av. -r
Alphal>et, m. The alphabet Alfabeto, m. -r • • A lui, dat. To Mm A lui, dat
-~. — A lui (à elle), pr. neut. Toit A lui, (a lei, gli, le), pr. n. "»».
= Altesse, f, Highness Altezza, f. •*>*. . Altesses, pi. Highnesses Altezze,
pi. -» = Arguments, pi. Arguments Argomenti, pi. *•». . Ariette, f. A little
air Arietta, f. -^ .. Aridité, f. Dryness Aridità, f. p - Arithmétique, f.
Arithmetic Aritmetica, f. p = Arlequin, m. Harlequin Arlecchino, m. p . Arme,
f. Arm Arme, f. p .. Armes, pi. lArms Armi, pi. V — Armement, m. Armament
Armamento, m. v = Armée, f. Army Armata, f. V . Armées, pi. Armies Armate, pi.
v .. Armoire, f. Press Armadio, m. 0 — Armoires, pi. Presses Armadj, pi. 0 =
Aromate, m. Spice Aromato, m. 0 . Aromates, pi. Spices Aromati, pi. 0 .. Arrêt,
m. Decree Sentenza, f. / - Arpents, m. pi. Acres Jugeri, pi. m. / = Arrivée, f.
Arrival Arrivo, m. / . Art, m. Art Arte, f. / •• Arts, pi. Arts Arti, pi. A -
Article, m. Article Articolo, m. A = Articles, pi. Articles Articoli, pi. A .
Artificiel, adj. m. Artificial Artifiziale, ag. m. A •• Artificiel, pi.
Artificial Artifiziali, pi. T — Artificielle, adj. f. Artificial Artifiziale,
ag. f. T = Artificielles, pi. Artificial Artifiziali, pi. T . Artilleur, m.
Artillery-man Artigliere, m. T-. Artillerie, f. Artillery Artiglieria, f. 646
ART— ATA L - • Artiste, m. Artist Artista, m. L = : Artistes, pi. Artists
Artisti, pi. L ■ A sa mine By his looks Alla cera che fa, av. L .. Asie, f.
Asia Asia, f. ( - Asiatique, m. Asiatic Asiatico, ag. m. ( = Asiatiques, pi.
Asiatic Asiatici, pi. ( * A son beau-frère, m. To his brother in law A suo
cognato, m. ( •• A sa belle-sœur, f. To his sister in law A sua cognata, f. H -
A sa bru, f. To his daughter in law A sua nuora, f. -» = A son cousin, m. To
his cousin A suo cugino, m. H . A sa cousine, f. To his cousin A sua cugina, f.
H .. A sa femme, f. To his wife A sua moglie, f. 1 - A son fils, m. To his son
A suo figlio, m. ! = A sa fille, f. To his daughter A sua figlia, f. ! • A son
frère, m. To his brother A suo fratello, m. 1 - A son gendre, m. To his son in
law A suo genero, m. o — A son grand-père, m. To his grand father A suo nonno,
m. o = A sa grand'mère, f. To his grand mother A sua nonna, f. 0 . A son mari,
m. To his husband A suo marito, m. o .. A sa mère, f. To his mother A sua
madre, f. 1 - A son neveu, m. To his nephew A suo nipote, m. 1 = A sa nièce, f.
To his niece A sua nipote, f. 1 . A son oncle, m. To his uncle A suo zio, m. 1
.. A son père, m. To his father A suo padre, m. ) - A sa sœur, f. To his sister
A sua sorella, f. ) = A sa tante, f . To his aunt A sua zia, f . ) . A sa
majesté, f. To his majesty A sua maestà, f. ) .. A sa sainteté, f. To his
holiness A sua santità, f. + — A son altesse, f. To his highness A sua altezza,
f. + = A son excellence, f. To his excellency A sua eccellenza, f . 4- . A son,
pr. p. m. To his Al suo, pr. p. m. + .. A ses, pi. To his Ai suoi, pi. "*v
A sa, pr. p. f. To his Alla sua, pr. p. . •-*. = A ses, pi. To his Alle sue,
pi. *>. . Aspect, m. Aspect Aspetto, m. »>. .. Assassin, m. An assassin
Assassino, m. p - Assassins, pi. Assassins Assassini, pi. p = Assemblée, f.
Assembly Adunanza, f. p . Assemblées, pL Assemblies Adunanze, pi. p .. Assez,
adv. Enough Assai, av. V - Assez, adv. Enough Basta, av. V = Assiette, f. Plate
Tondino, m. V . Assiettes, pi. Plates Tondini, pi. v .. Assortiment, m. Set
Assortimento, m. 0 — Assurément, adv. Surely Sicuramente, av. 0 = Astre, m.
Star Astro, m. 0 . Astres, pi. Stars Astri, pi. 0 .. Astronome, m. Astronomer
Astronomo, m. / ~ Astronomie, f. Astronomy Astronomia, f. / = Associé, m.
Associate Associato, m. / • Associés, pi. Associates Associati, pi. / ••
Assurance, f. Assurance Certezza, i . A - A tâtons, adv. Graping-along A
tastoni, av. A = Atelier, m. Worskshop bottega da lavoro, f. A - Ateliers, pi.
V^orskshops Botteghe da lavoro, pL A •• A. toi, dat. ro thee A te, dat. T — A
ton beau-frère, m. ["o thy brother in law A tuo cognato, m. T = A ta
belle-sœur, f. To thy sister in law A tua cognata, f. T . A ta bru, f. ?o thy
daughter in law . A tua nuora, f. T .. A. ton cousin, m. fo thy cousin i ^. tuo
cugino, m. ATO— AUS G4 L - A ta cousine, f. To thy cousin A tua cugina, f. L =
A ta femme, f. To thy wife A tua moglie, f. L • A ton fils, m. To thy son A tuo
figlio, m. L •• A ta fille, f. To thy daughter A tua figlia, f. ( - A ton
frère, m. To thy brother A tuo fratello, m. ( = A ton gendre, m. To thy son in
law A tuo genero, m. ( • A ton grand-père, m. To thy grand father A tuo nonno,
m. ( .- A ta grand'mère, f . To thy grand mother A tua nonna, f. H~ A ton mari,
m. To thy husband A tuo marito, m. H = A ta mère, f. To thy mother A tua madre,
f. H • A ton neveu, m. To thy nephew A tuo nipote, m. H •• A ta nièce, f. To
thy niece A tua nipote, f. I - A ton oncle, m. To thy uncle A tuo zio, m. 1 = A
ton père, m. To thy father A tuo padre, m. 1 . A ta sœur, f. To thy sister A
tua sorella, f. I • A ta tante, f. To thy aunt A tua zia, f. o — A ton, pr. p.
m. To thy Al tuo, pr. p. m. o = A tes, pi. To thy Ai tuoi, pi. 0 . A ta, pr. p.
t To thy Alla tua, pr. p. f. o .. A tes, pi. To thy Alle tue, pi. 1 -
Atrabilaire, m. Melancholicb Atrabiliare, m. 1 = A travers, adv. Through A
traverso, av. 1 . Athene, f. (v.) Athens Atene (e. ) 1 .. Atlantique, adj. m.
Atlantic Atlantico, ag. m. ) - Attachement, m. Attachment Attaccamento, m, ) =
Attention, f. Attention Attenzione, f. ) . Attentivement, adv. Attentively
Attentamente ) .. Au, art. m. To the Al, art. m. •f — Au, art. m. To the Allo,
art. m. 4- = Aube, f. Day break Alba, f. + . Auberge, f Inn Albergo, m. -f ..
Auberges, pL Inns Albergi, pi. «V. — Au bout, adv. At the end In capo, adv.
*>. c= Au bout du compte, adv. After all In fin dei conti, av. **. . Aucun,
m. pr. ind. None Nessuno, m. pr. ind. *«% .. Aucune, f. pr. ind. None Nessuna,
f. pr. incL p - Au-deça, adv. On this side Al di qua, av. p = Au-delà, adv.
Beyond Di la, av. p . Au-dessus, adv. Over Al disopra (al di la di), av p ..
Au-dessous, adv. Underneath Abbasso, av. V — Audience, f. Audience Udienza, f.
V = Au-devant, m. Towards Verso, pi. V . Augmentatif, m. Augmentative
Aumentativo, m. v .. Augmentation, f. Augmentation Aumento, m. 0 — Au hasard,
adv. At rendom AlPazardo, av. 0 = Aujourd'hui, m. adv. Today Oggi, m. av. 0 Au
milieu, adv. Amidst In mezzo, av. 0 .. Aumoins, adv. At least Almeno, av. / -
Aune, f. Ell Auna, f. / = Aunes, pi. Ells Aune, pi. / • Auparavant, adv. Before
Innanzi, prima, av. / -. Au plus, adv. At most Al più, av. A- Auprès, adv. Near
Appresso, av. A = Au plus tard, adv. At latest Al più tardi, av. A . Aurore, f.
Dawn Aurora, f. $- Aussi, adv. Too (also) Anche pure, av. Aussi bien, adv. As
well as Cosi bene, av. T = Aussi bon que, adv. As good as Cosi buono come, av.
T • Aussi vrai que je vis, adv. As sure as I am alive Cosi vero come io vivo, a
T .. Aussitôt, adv. Immediately Incontinente, av. 648 L — {Aussitôt que
nouspour- 1_ = Autant, adv. [rons, adv, L . Autant que, adv. L . • Autel, m. .
( — Autels, pi. ; ( = Auteur, m. ; ( . Auteurs, pi. ( . . Auteur, f. -H —
Automne, m. H = Autour, adv. H . Autour, adv. H . . Autorité, f. | — Autrefois,
adv. I = Autrefois, adv. I . Autrement, adv. I . . Autres (les), pr. m. pi. O —
Autres (les), pr. f. pi. O = Autriche, f. O . Autrichien, m. 0 . . Autrichiens,
pi. 1 — Autrui, pron. ind. H = Autre, pr. 1 . Aux, art. m. pi. ~~\ . . Aux,
art. m. pi. ) — Aux, art. m. pi. 3 = Aux, art. f. pi. ) . Avant, prép. ) . .
Avant, prép. H Avantage, m. Avantages, pi. + . Avantageusement, adv. -f . .
Avant-dernier, adj. m. Avant-dernière, f Avant-garde, f. Avant-midi, adv.
Avant-hier, m. Avare, m. Avares, pi. Avare, adj. f. Avares, pi. Avarice, f.
cupidité Avec grâce, adv. Avec moi, prép. Avec, prép. Avec toi, prép. pron.
Avec le, prép. m. Avec les, pi. Avec la, prép. f. Avec les, pi. Avec les, prép.
m. pi. Avec le, prép. m. s. Avenir, m. Avertissement, m. Aveugle, m. Aveugles,
pi. Aveugle, f. Aveugles, pi. Avidité, f. Avis, m. Avis, m. AUS— AVI As soon as
ever we can As much As well as (as much as) Altar Altars Author Authors Author
(female) Autumn About Around Authority Formerly Sometimes Otherwise Others
Others Austria Austrian Austrian people Other Other To the To the To the To the
Before Before Advantage Advantages Advantageously The last but one The last but
one Vanguard The fore-noon T. day before yesterday Covetous Covetous Covetous
Covetous Avarice Gracefully With me With With thee With the With the With the
With the With the With the Future Advertisement Blind man Blind men Blind woman
Blind women Greediness Advice Notice Subito che potremo, av. Altrettanto, av.
Tanto quanto, av. Altare, m. Altari, pi. Autore, m. Autori, pi. Autrice, f.
Autunno, m. Attorno, av. Intorno, av. Autorità, f. Altre volte (un tempo), av.
Altra volta (una volta),av. Altrimente, av. Gli altri, pr. m. Le altre, pr. f.
pi. Austria, f. Austriaco, m. Austriaci, pi. Altrui, pron. ind. Altri, pron.
Ai, art. m. pi. Agli, art. m. pi. Alli, art m. pi. Alle, art. f. pi. Innanzi,
prep. Prima, prep. Vantaggio, m. Vantaggi, pi. Vantagiosamente, av. Penultimo,
ag. m. Penultima, ag. f. Vanguardia, f. Prima di mezzodì, av. L'altrojeri, m. Avaro,
m. Avari ^pl. Avara, ag. f. Avare, pi. Avarizia, f. Graziosamente, av. Meco,
prep. Con, prep. Teco, prep. pron. Col, prep. m. Coi, pi. Colla, prep. f.
Colle, prep. pi. Cogli, prep. m. pi. Collo, prep. m. s. Avvenire, m.
Avvertimento, m. Cieco, m. Ciechi, pi. Cieca, f. Cieche, pi. Avidità, f.
Avviso, m. Avviso, m. AVO— BAN 6 L - Avocat, m. Advocate Avvocato, m. L =
Avocats, pi. Advocates Avvocati, pi. L • Avoine, f. Oats Avena, f. L - A votre
beau-frère, m. To your brother in law A vostro cognato, m. ( - A votre
belle-sœur, f. To your sister in law A vostra cognata, f. ( = A votre bru, f.
To your daughter in law A vostra nuora, f. ( • A votre cousin, m. To your
cousin A vostro cugino, m. ( .. A votre cousine, f. To your cousin A vostra
cugina, f. H - A votre femme, f. To your wife A vostra moglie, f. H = A votre
fils, m. To your son A vostro figlio, m. •A • A votre fille, f. To your
daughter A vostra figlia, f. M •• A votre frère, m. To your brother A vostro
fratello, m. 1 - A votre gendre, m. To your son in law A vostro genero, m. I =
A votre grand-père, m. To your grand father A vostro nonno, m. 1 • A votre
grand'mère, f. To your grand mother A vostra nonna, f. 1 •• A votre mari, m. To
your husband A vostro marito, m. o - A votre mère, f To your mother A vostra
madre, f. o = A votre neveu, m. To your nephew A vostro nipote, m. o . A votre
nièce, f. To your niece A vostra nipote, f 0 .. A votre oncle, m. To your uncle
A vostro zio, m. 1 - A votre père, m. To your father A vostro padre, m. "1
= A votre sœur, f. To your sister A vostra sorella, f. 1 . A votre tante, f. To
your aunt A vostra zia, f. 1 .. A votre majesté, f. To your majesty A vostra
maestà, f. ) - A votre sainteté, f. To your holiness A vostra santità, f. ) = A
votre altesse, f. To your highness A vostra altezza, f. ) A votre excellence,
f. To your excellency A vostra eccellenza, f. ) . A votre, pr. p. m. To your Al
vostro, pr. p. m. + — A vos, pi. To your Ai vostri, pi. + = A votre, pr. pos.
f. To your alla vostra, pr. p. f. + . A vos, pi. To your Alle vostre, pi. + ..
A vous, dat. pi. To you A voi, dat. pi. •"». — A vous, pron. dat. To you A
voi, pron. al dat. «->. = Avril, m. April Aprile, m. v*>. . Badinage, m.
Sport Scherzo, m. •*% . . Badinages, pi. Sports Scherzi, pi. ? - Bagage, m.
Bagage Bagaglio, m. P = Bagages, pi. Bagages Bagagli, pi. P • Bague, f. Ring
Anello, m. P •• Bagues, pi. Rings Anelli, pi. V - Baie Berry Baia, f. V =
Baiser, m. Kiss Bacio, m. v . Baisers, pi. Kisses Baci, pi. V .. Bain, m. Bath
Bagno, m. 0 — Bains, pi. Baths Bagni, pi. 0 = Bains minéraux, pi. Mineral baths
Bagni minerali, pi 0 . Baïonnette, f. Bayonet Baionetta, f. 0 .. Baïonnettes,
pi. Bayonets Baïonnette, pi. / - Bal, m. Ball Ballo, m. / = Bals, pi. Balls
Balli, pi. / . Balance, f. Scales (pair of) Bilancia, f. / .. Balai, m Broom
Scopa, f. A - Balle, f. Ball Palla, f. A = Bambin (petit enfant),m. Babe
Bambino, m A . Bambins ( petits enfans), Babes Bambini, pi. A .. Banque, f.
[pi. Bank Banca, f. 55 G50 BAN— BEL L -i Banques, pi. Bancks Banche, pi. L = Banquet,
m. A banquet Banchetto, m. L Banquier, m. Banker Banchiere, m. L •• Banquiers,
m. Bankers Banchieri, pi. ( - Baptême, m. Baptism Battesimo, m. ( = Barbare,
adj. Inhuman Barbaro, ag. ( . Barbe, f. Beard Barba, f. ( •• Barbes, pi. Beards
Barbe, pi. -1 — Barbier, m. Barber Barbiere, m. H = Barbiers, pi. Barbers
Barbieri, pi. H • Baromètre, m. Barometer Barometro, m. H .. Barcelonne, (v.)
Barcellona Barcelona (citta), I - Baron, m. Baron Barone, m. 1 = Barons, pi.
Barons Baroni, pi. 1 . Baronne, pi. Baronness Baronessa, f. ' 1 ... Baronnes,
pî. Baronnesses Baronnesse, pi. o — Barque, f. A bark Barca, f. o = Bas, adj.
m. Low Basso, ag. m. 0 . Bas, pi. Low Bassi, pi. o .. Basse, adj. f. Low Bassa,
ag. f. 1 - Basses, pi. Low Basse, pi. 1 - Bas, m. pi. Stockings Calze, f. pi. 1
. Bas-relief, m. Bass-relieve Basso-rilievo, m. 1 .. Basilique, i. Basilic
Basilica, f. ) - Basiliques, pi. Basilics Basiliche, pi. ) = Bassinoire, f.
Warming pan Scaldaletto ) . Bataille, f. Battle Battaglia, f. ) .. Batailles,
pi. Battles Battaglie, pi. H Bateau à vapeur, m. Steam-boat (steamer) Battello
al vapore, m. -f = Bateaux à vapeur, pL Steam-boats (steamers) Battelli al
vapore, pi. + . Bateau, m Boat Battello, m. + .- Bateaux, pi. Boats Battelli,
pi. ^- — Batelier, m. Man-water Barcajuolo, m. ^ = Bateliers, pi. Men-water
Barcaiuoli, pi. ^s. Bâtiment, m. Ship Bastimento, m. ^ . . Bâtiments, pi. Ships
Bastimenti, pi. p - Bâtiment (édifice), m. Building Edifizio, m. p = Bâtiments
(édifices), pi. Buildings Edilìzi, pi. p . Bavard, adj. m. Babble
Chiacchierone, ag. ra* p .. Bavarde, f. Babbler Ciarliera, f. V - Beaucoup,
adv. Much Molto, av. V = Beaucoup, pi. m. Many- Molti, pi. V . Beaucoup, f.
Much Molta, av. f. s. v .. Beaucoup, adj. pL Many Molte, pi. 0 — Beau, adj. m.
Fine Bello, ag. m o = Beaux, pi. Fine Belli, pi. o . Beau-fils, m. Son in law
Figliastro, m. 0 .. Beau-frère, m. Brother in law Cognato, m. . / - Beau monde,
m. People of fashion Persone civili, f. pi. Beau-père, m. Father in law
Suocero, ni. / . Beau sexe, m. Fair sexe Bel sesso, m. / Beau, adj. m.
Beautiful Bello, ag. m. A — Beaux, pi. Beautiful Belli, pi. A = Beauté, f.
Beauty Bellezza, f. A Beautés, pi. Beauties Bellezze, pi. A .. Bécasse, f. Wood
-cock Beccacia, f. T — Bécasses, pi Wood-cooks Beccacce, pL T = Belge, m.
Belgian Belgio, m. T • Belges, pi Belgians Belgi, pi. T •• Belge, f. Belgian
Belgia, f. L - Belgique, f. L = Belle, adj. f. L • Belles, pi. L ••
Belle-lille, f. ( - Belle-mère, f. ( - Belle-sœur, f. ( • Belle-mère, L ( •-
Bénéfice, m. H- Berceau d'enfant, m H = Berceau, m. H . Berger, m. H - Bergers,
pi. I - Bergère, f. 1 = Bergères, pi. \ . Bergerie, f. 1 • Berlin, m. (v.) o —
Berne, (v.) o = Besoin, m. o Besoins, pi. o .. Bête, L 1 - Bêtes, pi. 1 =
Bêtise, f. 1 . Bêtises, pi. 1 .. Beurre, m. ) - Bible, f. ) = Bibliothèque, f.
) . Bibliothèques, pi. ) .. Bibliothécaire, m. + - Bientôt, adv. + = Bientôt,
adv. + . Bien, adv. + .. Bien, m. *•*. — Biens, m. pi. -N* =t Bienfait, m. . .
Bienfaits, pi. *N •• Bienveillance, f. p - Bière, f. p = Bigot, adj. m. ? •
Bigote, f. p .. Bijou, m. V — Bijoux, pi. V = Billard, m. V . Billet, m. v ..
Billets, pi. 0 — Billet-doux, m. 0 = Biscuit, m. 0 . Biscuits, pi. 0 ..
Blanchisseuse, f. 1 - Blanchisseuses, pi. 1 = Blanchissage, m. / •
Blanchissages, pi. / - Blanc, adj. f. A - Blancs, pi. A = Blanche, f. adj. A .
Blanches, pi. A .. Bled, m. T- Blessé, m. T = Blessés, pi. T • Blessure, f. T
.. Blessures, pi. BEL—BLE Belgium Fine Fine Daughter in law Mother-in-law
Sister in law Mother in law Benefice Cradle Bower Shepherd Shepherds Shepherd
Shepherds Sheepfold Berlin Bern Want Wants Beast Beasts Stupidity Stupidities
Butter Bible Library Libraries Librarian Shortly (soon) Soon Well Well Riches
Favour Favours Benevolence Beer A bigot Bigot Jewel Jewels Billards Note Notes
Love letter Biscuit Biscuits Washer woman Washer women Washing Washings White
White White White Wheat Wounded Wounded Wound Wounds 651 Belgica, f. Bella,
adj. f. Belle, pi. Figliastra, f. Suocera, f. Cognata, r. Matrigna, L
Benefizio, m. Culla, f. Pergolato, m. Pastore, m. Pastori, pi. Pastorella, f.
Pastorelle, Ovile, m. Berlino, (e.) Berna, (e.) Bisogno, m. Bisogni, pL Bestia,
t. Bestie, pi. Stupidezza, f. Stupidezze, pL Butirro, m. Bibbia, f. Biblioteca,
f. Biblioteche, pi. Bibliotecario, m. Quanto prima Fra poco, av. Bene, av.
Bene, m. Roba, f. s- Beneficio, m. Benefizj, pi. Benevolenza, f. Birra, f.
Bacchettone, ag. m. Bacchettona, f. Gioja, i. Gioje, pi. Bigliardo, m.
Biglietto, m- Biglietti, pi. Biglietto amoroso, in. Biscotto, m. Biscotti, pi.
Lavandaia, L Lavandaje, pi. Imbiancatura, f. Imbiancature, pi. Bianco, ag. m.
Bianchi, pi. Bianca, f. ag. Bianche, pi. Fi-omento, m. Ferito, m Feriti, pi.
Ferita, f. Ferite, pi. U L — Blond, adj. m. Fair Biondo, ag. m. L = Blonds,
adj. pi. Fair Biondi, ag. pi. Blonde, adj. f. Fair Bionda, ag. f. L •• Blondes,
pi. [te) Fair Bionde, pi. [to) ( — Bocage, m. (allée couver- Grove Boschetto
(andito coper- C = Bocages,m.(allées couver- Groves Boschetti (anditi coperti,
Bœuf, m. (viande) [tes, pi. Beef Manzo, m. [pi.) Bœuf, m. (vivant) Ox Bove, m.
(vivente) H - Bœufs, pi. Oxen Bovi, pi. H = Bois à brûler, m. Fire wood Legna,
f. pi. H . Bois, m. Wood Bosco, m. H •• Bois, pi. Woods Boschi, pi. 1 — Boite,
f. Box Scattola, f. 1 = Boites, pi. Boxes Scattole, pi. 1 Boiteux, m. Lame man
Zoppo, m. \ Boiteux, pi. Lame men Zoppi, pi o — Boiteuse, f. Lame woman Zoppa,
f. o = Boiteuse, pi. Lame women Zoppe, pi. 0 . Boiteux, adj. m. Lame Zoppo, ag.
m. 0 Boiteuse, adj. L Lame Zoppa, ag. f. 1 - Bon, m. Good Buono, m. Bons, pi.
Goods Buoni, pi. Bonne, f. Good Buona, f. Bonnes, pi. Good Buone, pi. ) — Bon
dieu! interj. Good! God! Buon dio! interj. ) — Bonne mine, f. Fine appearence
Buona cera, f. Bonne volonté, f. Willigness Buona volontà, f. Bonjour, m. Good
day Buon giorno, m. + — Bon gré mal gré, m. Willing or unwilling Buon grado
malgrado, m. + = Bonté, f. Goodness Bontà, f. + . Bonnet, m. Cap Berretto, ro.
+ .. Bonnet, m. Cap Scuffia, f. ^ — Bonnets, pi. Caps Scuffie, pi. ->» =
Bord, m. (de la mer) Shore Sponda, f. (del mare) ^« . Bords, pi. Shoores
Sponde, pi. v^ Bord, m. (extrémité) Edge Orlo, m. (extremita, f.) p — Bords,
pi. (extrémités,pl.) Edges Orli, pi. (extremita, pi.) p = Bord de la mer, m.
Sea side Spiaggia, f. (lido, m.) p . Bords de la mer, pi. Sea sides Spiagge,
pi. (lidi, pi.) p .. Bord de la rivière, m. River side Sponda, f. V — Bords de
la rivière, pi. River sides Sponde, pi. V = Bord d'un vaisseau, m. Ship side
Bordo, m . V . Bords d'un vaisseau, pi. Ship sides Bordi, pi. V .. Bord, m.
Bank Riva (ripa), L 0 — Bords, pi. Banks Rive (ripe) 0 = Bossu, m. Humpback man
Gobbo, m. 0 . Bossus, pi. Humpback men Gobbi, pi. 0 .. Bossue, adj. f. Humpback
woman Gobba, ag. f. 1 — Bossues, pi. Humpback women Gobbe, pi. 1 = i 1 .. A - A
= Bosse, f. Hump Gobba, f. Bottes, f. pi. Boots Stivali, m. pi. Bottier, m
Boot-maker Calzolajo, m. Bouche, f. Mouth Bocca, f. Bouches, pi. Mouths Bocche,
pi. A • Bouclier, m. Boutcher Macellajo, m A •• Bouchers, pi. Boutchers
Macellaj pi. T - Boucherie, f. Boutchery Macello, m. T = Bouchon, m. Cork
Turaccio, m. T • Bouchons, pi. Corks Turacci, pi. T •• Boucles, f. pi. Buckles
Fibie, f. pJ. L - Boudoir, m. L = Boue, f. Bouffée de vent, f. Bouffon, m. r
Bouffonnerie, f. / — Bougeoir, m. Bougie, f. Bougies, pi. H - Bouillon, m. H =
Boulanger, m. H • Boulevart, m. H •• Boule varts, pi. 1 - Boulogne sur mer, f.
(v.) 1 = Bouilli, m. 1 • Bouquet, m. 1 • Bouquets, pi. o — Bouquetier, m. o =
Bourg, m. 0 . Bourse, f. o .. Bourse (échange) f. 1 - Bourreau, m. 1 =
Bouteille, f. 1 . Bouteilles, pi. 1 .. Bouteille à vin, f. ) - Bouteilles à
vin, pi. ) = Bouton, m ) . Boutons, pi. ) . Boutonnière, f. + — Boutique, f. +
= Boutiques, pi. -f . Boutique de limonad. f. + .. Boyaux, m. pi. ^ — Branche,
f. -^ = Branches, pi. *N. . Bras, m. «^ .. Bras, pi. p - Brave, m. p = Braves, pi.
p . Bravo ! ex. (à merveille) p .. Bravo! ex. V - Brebis, f. V = Bref, adj. m.
V . Brésil, m. V •• Bride, f. 0 — Brigand, m. 0 = Brigands, pi. 0 . Broche, f.
0 .. Broches, pi. 1 - Broderie, f. / = Broderies, pi. / • Brodeuse, f. / ••
Brodeuses, m, A — Brosse, f. A = Brosses, pi. A • Brosse à dents A .. Brosses à
dents T- Brouillard, m T = Brouillon, m. T • Bru, f. T -. Bruit, m. BOU— BRU 65
A boudoir Gabinetto di donna, m Dirt Fango, m. Blast Soffio di vento, m.
Buffoon Buffone, m. Buffoonery Buffoneria, f. A flat candlestick Bugia, f. Wax
light Candela di cera, f Wax lights Candele di cera, pi. Broth Brodo, m. Baker
Fornajo, m. Bulwark Baluardo, m. Bulwarks Baluardi, pi. Bologne Bologna (e) su
mare, f. Boiled meat Lesso, m. A nosegay Mazzetto di fiori, m. Nosegays
Mazzetti, pi. H flower pot Vaso da fiori, m. Borough Borgo, m. Purse Borsa, t
Exchange Borsa, f. (cambio) Hangman Soja, m. Bottle Fotti glia, f. Bottles
Bottiglie, pi. Wine bottle Bottiglie da vino, f. Wine bottles Bottiglie da
vino, pi. Button Bottone, m. Buttons Bottoni, pi. A button hole Asolo, m. Shop
Bottega, f. Shops Botteghe, pi. Coffeehouse Bottega da caffé, f. Bowel Budella,
f. pi. Branch Ramo, m. Branchs Rami, pi. Arm Braccio, in. Arms Braccia, pi.
Brave Bravo, m. Brave Bravi, pi. Well Bravo! av. esci. Well Brava! av. esci.
Sheep Pecora, f. Short Breve, ag. m. Brazil Brasile, m. Bridle Briglia, f. A
robber Ladrone, m. Robbers Ladroni, pi. Spit Spiedo, m. Spits Spiedi, pi.
Embroidery Recamo, m. Embroideries Reeami, pi. Embroiderer Ricamatrice, f.
Embroiderers Ricamatrici, pi. Brush Scopetta,f. Brushes Scopette, pi. Tooth
brush Scopetta da denti, f. Tooth brushes Scopette da denti, pi. Fog Nebbia, f.
Original Abbozzo, m Daughter in law Nuora, f. Noise Rumore, m. 55. 654 BRU— CAN
L - Brun, m. Brown Bruno, m. L = Brune, f. Brown Bruna, f. L • Brutalité, f.
Brutality Brutalità, f. L •• Bruxelles (v.) Brussels Brusselle (c.) ( - Bûche,
f.) Log of wood Pezzo di legna, in. ( = Bûches, pi. Log of woods Pezzi di
legna, pi. ( • Buffet, m. Side-board Credenza, f. ( .. Bureau de douane, m.
Custom-house Officio di doguna, m H- Bureau, m. Desk Scrittojo, m. H= Bureau de
postet m. Post-office Officio di posta H • Bureau, m Office Ufizio, m. H ••
Buste, m. Bust Busto, m. 1 — Bustes, pi Busts Busti, pi. 1 = But, m. A.im Meta,
f. 1 . But, m. Object Scopo, m. 1 •• Ça, pr. o — Cabane, f. (chaumière) o =
Cabinet, m. o . Cabinets, pi. o .. Câble, m. 1 - Cables, pi. 1 = Cabriolet, m.
1 . Cachet, m. 1 .. Cachets, pi. ) — Cachot, m. ) = Cadeau, m. ) . Cadeaux, pi.
) .. Cadet, m. (le) H Cadenas, m. Cadenas, pi. + . Cadix (vi) 4- •• Café, m *^
— Cage, m. "»>. = Cages, pi. "»>. .Cahier de papier (un), m
Caisse f. P - Caisses, pi. P = Calcul, m. P • Calculs, pi. P •• Caleçon, pi. V
- Calèche, f. V = Calomnie, f. v . Calomnies, pi. V .. Calomniateur, m. 0 —
Calomniateurs, pi. a = Camp, m. (t. mil.) 0 . Camps, pi. 0 .. Campagne, f. / -
Campagnes, pi. / = Campagne, f. (t. mil.) / • Campagnes, pi. / •• Campagne, f.
A — Canaille, f. A = Canal, m. A . Canaux, pi. A •• Canapé, m. That Questo, pr.
Cabin Capanna, f. Closet Gabinetto, m. Closets Gabinetti, pi. Cable Canapo, m.
Cables Canapi, pi. Cabriolet Carrozzino, m. Seal Sigillo, m. Seals Sigilli, pi.
Dungeon Segreta, f. Present Regalo, m. Presents Regali, pi. The younger Minore
(il) Padlock Lucchetto, m. Padlocks Lucchetti, pi. Cadix Cadice (e.) Coffee
Caffè, m. Cage Gabbia, f. Cages Gabbie, pi. Quarter of a quire of pa- Quinterno
di casta (un) Case [per (a) Cassa, f. [m Cases Casse, pi. Calculation Calcolo,
m. Calculations Calcoli, pi. Drawer Mutande Calesh Calesso, m. Calumny
Calunnia, f. Calumnies Calunnie, pi. Calumniator Calunniatore, m. Calumniators
Calunniatori, pi. Camp Campo, m. (t. mil.) Camps Campi, pi. Country Campagna,
f. Countries Campagne, pi. Campaign Campagna, f. (t. mil.) Campaigns Campagne,
pi. Country-villa Villa, f. Mob Canaglia, f. Canal Canale, m. Canals Canali,
pi. Sofa Canapé, m* CAN— CAR L - Canard, m. Duck L s. Capucin, m. Capuchin
->. =3 Capucins, pi. Capuchins *"»» Car, adj. conj. For "^ . .
Caractère, m Character P - Carafe, f. Decanter P = Carafes, pi. Decanters P •
Cardinal, m. Cardinal P •• Cardinaux, pi. Cardinals V - Carême, m. Lent V =
Caresse, f. Caress V . Caresses, pi. Caresses V •• Cargaison, f. Cargo 0 —
Caricature, f. Caricature 0 = Caricatures, pi. Caricatures 0 • Carnage, f.
Carnage 0 .. Carnaval, m. Carnival 1 - Carré, adj,m. Square / = Carrés, pi.
Square / • Carrée, adj. f. Square / .. Carrées pi. Square A- Carreau, m. Brick
A = Carreaux, pi. Bricks A • Carrière, f. Quarry A .. Carrières, pi. Quarries
T- Carrosse, m. Coach T = Carrosses, pi. Coaches T • Carrossier, m. Coach-maker
T -. Carte géographique, f. Map 655 Anitra, f. Anitre, pi. Canicula, f.
Temperino, m Temperini, pi. Cannella Bastone, m. Bastoni, pi. Cannone, m.
Cannonata, f. Cantatrice, f. Cantatrici, pi. Capo, m. (t. geo.) Capi, pi.
Capacita, f. Capitano, m. Capitani, pi. Capitale, m. Capitali Capitale, f.
Capitali, pi. Capitalista, m. Capitalisti, pi. Capitulazione, f. Caporale, m.
Capricio, m. Caprici, pi. Capriccioso, adj. m. Capriccfosa, adj. f. Cattivo,
adj. m. Cattiva, adj. f. Cattività, f. Cappuccino, m. Cappuccini, pi. Perchè,
adj. conj. Carattere, m. Carata, f. Carafe, pi. Cardinale, m. Cardinali, pi.
Quaresima, f. Carezza, f. Carezze, pi. Carico di nave, m. Caricatura, f.
Caricature, pi. Carnificina, f. Carnovale, m. Quadrato, adj. m. Quadrati, pi.
Quadrata, adj. f. Quadrate, pi. Mattone, m. Mattoni, pi. Cava, f. Cave, pi.
Carrozza, f. Carrozze, pi. Carrozziere, m. Carta geografica, f. 656 CAR— CEL L
— Cartes géographiques, pi. Maps Carte geografiche, pL. L = Cartes à jouer, f.
pi. Cards to play with Carte da giuoco, f. pi. L • Cartes, f. pi. Cards Carte,
f. pi. L •- Carton, m. Pasteboard Cartone, m. ( - Cas, m. Case Caso, m. ( =
Cas, pi. Cases Casi, pi. ( Cascade, f. Cascade Cascata, f. ( .. Casserole, f.
Sauce pan Casserola, f. H- Casseroles, pi. Sauce pans Casserole, f. H = Casuel,
adj. m. Cassuel Casuale, adj. m. H . Casuellement, adv. Casually Casualmente,
av. H .. Catalogue, m. Catalogue Catalogo, m. 1 - Cataracte, f. Cataract
Cataratta, f. 1 = Catastrophe, f. Catastrophe Catastrofe, f. 1 • Catéchisme, m.
Catechism Catechismo, m. 1 •• Catégorie, f. Category Categoria, f. o —
Catégoriquement, adv. Categorically Categoricamente, av. o = Cathédrale, f.
Cathedral Cattedrale, f. o Catholique, adj. m. Roman catholic Cattolico, adj.
m. o .. Catholiques, pi. Roman catholic Cattolici, pi. 1 - Catholique, adj. f.
Roman catholic Cattolica, adj. f. 1 = Catholicisme, m. Catholicism
Cattolicismo, m. 1 . Cause, f. Cause Causa, f. 1 .. Causes, pi. Causes Cause,
pi. ) - Caustique, adj. m. Caustic Caustico, adj. m. ) = Caution, f. Security Cauzione,
f. ) . Caution, f. Bail Sicurtà, f. ) .. Cavalerie, f. Cavalery Cavalleria, f.
+ — Cavalier, m. Trooper Cavaliere + = Cavalièrement, adv. Gallantly Da
cavaliere, av. + • Cave, f. Celloes Cantina, f + .. Caverne, f. Cavern Caverna,
f. — — Cavernes, pi Caverns Caverne, f. •. = C, pr. dém. This Questo, pron.
dem. >s . Ce, pron. What Ciò, pron. ^ .. Ce (ou ceci), pr. dém. m. This
Questo, pron. dem. m» p - Cécité, f. Blindness Gecità, f. p = Cèdre, m. Cedar
tree Cedro, m. p . Cèdres, pi. Cedar trees Cedri, pi. p .. Cédrat, m. Cedar
Cedrato, m. V - Ceinture, f. Girdle Cintola, f. V = Ce (ou cela), pr. dém. m.
That Questo, pr. dem. m. V . Cela va sans dire, loc. ad. That is to beunders
tood Questo va da se, loc adv V .. Célèbre, adj. m. Celebrated Celebre, adj. m.
0 — Célèbres, pi. Celebrated Celebri, pi. 0 = Célébrité, f. Celebrity
Celebrità, f. 0 . Célérité, f. Celerity Celerità, f. 0 .. Céleste, adj. m. f.
Celestial Celeste, adj. m. f. / — Célibat, m. Celibacy Celibato, m. / = Celle,
pr. dem. f. This Questa, pr. dem. f. / . Celles, pi. These Queste, f. /
Celle-ci, pr. dém. f. This Questa qui, pr. dem. f. A — Celles-ci, pi. This
Questa qui, pi. A = Celle-là, pr. dém. f. This Co testa, pr. dem. f. A .
Celles-là, pi. Those Coteste, pi. A •• Celle-là, pr. dém. f. That Quella, pr.
dem. f. T — Celles-là, pi. Those Quelle, pi. T = Celui-ci, pr. dém. m. This
Questo qui, pr. dem. m. T • Celui-là, pr. dém. m. This Cotesto qui, pr. dem. m.
T •• Celui, pr. n. That Quegli, pr. m. Celui-là, pr. dém. m. Cendres, f. pi. C'en
est fait, loc. adv. Ce n'est pas certain, 1. ad. Ce n'est pas que, loc. ad. Ce
n'est pas à dire que,l. Ce n'est pas vrai, lo. adv. Ce n'est pas possible, loc.
Censé, adj. m. [adv. Censée, adj. f. Censure, f. Centime, m. Centimes, pi.
Centre, m. Central, adj. m. Centrale, adj. f. Cependant, adv. Ce qui, ce que,
adv. Ce que Cérat, m. Cercle, m. Cercueil Cérébral, adj. m. Cérébrale, adj. f.
Cérémonie, f. Cérémonies, pi. Cerf, m. Cerfs, pi. Cerises, f., pi. Certain,
adj. m. Certaine, adj. f. Certificat, m. Certitude, f. Certainement, adv.
Cerveau, m. Cervelle, f. Ces, pr. dém. pi. m. Ces, pr. dém. pL f. César, m.
Ces, ceux, p. dé. pi. m. Ce sont, 1. Ce sont eux,l. Ce soir, m. C'est, adv.
C'est-à-dire, adv. C'est ainsi que, adv. C'est juste, adv. C'est injuste, adv.
C'est lui, adv. C'est moi, adj. C'est nous, adv. C'est pourquoi, adv. C'est
possible, adv. C'est que, adv. C'est toi, adv. C'est tout dire, adv. C'est un
grand coup,adv. C'est vrai, adv. C'est vous, adv. [Cet, pr. dém. m. adv. CEL—
CET That Ashes It is all over. It is not certain Not that It does not follow
that It is not true It is not possible Reputed Reputed Censure Centime Centimes
Centre Central Central Yet (mean whle) What Whatever Cerate Cercle Coffin
Cerebral Cerebral Ceremony Ceremonies Stag Stags Cherries Certain Certain
Certificate Certainty Certainly Brain Brains These These Cesar These They are
It is they To nigt (this evening) It is That is to say So it is It is right It
is unjust It is he Itisi It is we That is the reason It is possible It is that
(the reason is) It is thou It needs no explanation It is a great act It is true
It is you This 657 Quello, pr. dem. m. Generi, f. pi. É finita, locuz. av. Non
è certo, loc. av. Egli non è che, loc. av. Questo non vuol dire, lo. Non é
vero, loc. av. [av Non è possibile, loc. av. Riputato, adj. m. Riputata, adj.
f. Censura, f. Centesimo, m. Centesimi, pi. Centro, m. Centrale, adj. m.
Centrale, adj. f. Frattanto, av. Quello che, av. Ciò che, av. Unguento rosato,
m. Circolo, m. Bara, f. Cerebrale, adj. m. Cerebrale, adj. f. Ceremonia, f.
Cérémonie, pi. Cervo, m. Cervi, pi. Ciliege, f. pi. Certo, adj. m. Certa, adj.
f. Certificato, m. Certezza, f. Certamente, av. Cervello, m. Cervello, m.
Questi, pr. dem. pi. m. Queste, pr. dem. pi. f. Cesare, m. Quelli, pr. dem. pi.
m. Sono, 1. Sono essi, pr. pi. Questa sera, f. Questo è, m. (questa è, f.)
Cioè, av. Cosi è, av. Ë giusto, av. È ingiusto, av. È egli, av. Son io, av.
Siamo noi, av. Egli è perchè, av. k possibile, av. Si è che, av. Sei tu, av. È
dir tutto, av. È un gran colpo, av. È vero, av. Siete voi, av. Questo, pr. dem.
m., av. L - Cette, pr. dém. f. This (or that) L = Cette nuit, f. To night L •
Cet, pr. dem m. That L .- Ceux, pi. These ( - Ceux-ci, pr. dém. m. pi. These (
= Ceux-là, pr. dém. m. pi. Those ( • Ceux-là, pr. dém. m. pi. Those ( ••
Ceux-là, pr. dém. m. pi. Those H- Chacun, pr. m. Every one (every body) -4 =
Chacun, pr. ind. m." Each H • Chacune, pr. ind. f. Each H •• Chagrin, adj.
m. Sorrowful 1 - Chagrins, pi. Sorrowful 1 = Chagrine, adj. f. Sorrowful 1 •
Chagrines, pi. Sorrowful 1 •• Chagrin, m. Sorrow o — Chagrins, pi. Sorrows o =
Chagrin, m. Grief o . Chagrins, pi. Griefs o .. Chaîne, f. Chain 1 - Chaînes,
pi. Chains 1 = Chair, f. (humaine) Flesh 1 . Chaire, f. Pulpit 1 .. Chaise, f.
Chair ) - Chaises, pi. Chairs ) = Chaise de poste, f. Post chaise ) . Chaleur,
f. Heat ) .. Chaleurs, pi. Heat + — Chalumeau, m. Straw pipe 4- = Chalumeaux,
pi. Straw pipes + . Chambre, f. Chamber + .. Chambres, pi. Chambers -«s, —
Chambre, f. Room «^ = Chambre à coucher, f. Bed chamber *-*. . Chambres à
coucher, pi. Bed chambers *^« . . Chambre du sénat, f. Senate-house p -
Champagne (vin de), m. Champaign (vine of) p = Champêtre, adj. m. f. Rural p .
Champ, m. Field ? .. Champs, pi. Fields V - Champignons, m pi. Mushrooms V =
Champion, m. Champion v . Chance, f. Chance V •• Chancelier, m. Chancellor 0 —
Chancellerie, f . Chancellery 0 = Chandelle, f. Candle 0 . Chandelles, pi.
Candles 0 .. Chandelier, m. Candlestick 1 ~ Chandeliers, pi. Candlesticks 1 =
Change, m. Change / • Changement, m. Change / •• Chanoine, m. Canon A —
Chanson, f. Song A = Chant, m. Singing A • Chants, pi. Songs A •• Chanteur, m.
Singer T - Chanteurs, pi. Singers T = Chanteuse, f. Singer T • Chanteuses, pi.
Singers T •• Chanvre, m. Hemp Questa, pr. dem. f. Questa notte, f. Quello, pr.
dem. m. Quelli, pr. dem. m. pi. Questi qui, pr. dem. m. p. Cotesti, pr. dem. m.
pi. Quelli, pr. dem. m. pL Quei, pr. dem. m. pi. Ognuno, pr. m. Ciascuno, pr.
ind. m. Ciascuna, pr. ind. f. Mesto, adj. m. Mesti, pi. Mesta, adj. f. Meste,
pi. Cordoglio, m. Cordogli, pi. Dispiacere, m. Dispiaceri, pi. Catena, f.
Catene, pi. Carne, f. Sedia, f. Sedia, f. Sedie, pi. Sedia di posta, f. Calore,
m. Calori, pi. Zampogna, f. Zampogne, pi. Camera, f. Camere, pi. Camera, f.
Camera da letto, f. Camere da letto, pi. Camera del senato, f. Campagna ( vino
di ), m. Campestre, adj. m. f. Campo, m. Campi, pi. Faughi, m. pi. Campione, m.
Fortuna, f. Cancelliere, m. Cancelleria, f. Candela, f. Candele, pi.
Candeliere, m. Candelieri, pi. Cambio, m. Cambiamento, m. Canonico, m. Canzone,
f. Canto, m. Canti, pi. Cantore, m. Cantori, pi. Cantatrice, f. Cantatrici, pi.
Canapa, f. CHA— CHA 65 L - Chaos, m. Chaos Caos, m. L = Chapeau, m. Hat
Cappello, m. L • Chapeaux, pi. Hats Cappelli, pi. L .. Chapeau de femme, m.
Bonnet Cappello, m. ( - Chapeaux de femme, pi. Bonnets Cappelli, pi. ( =
Chapelain, m. (aumônier) Chaplain Cappellano, m. ( • Chapelier, m. Hatter
Cappellaio, m. ( •• Chapeliers, pi. Hatters Cappellaj, pi. H- Chapelle, f.
Chapel Cappella, f. H = Chapitre, m. Chapter Capitolo, m. H • Chapon, m. Capon
Cappone, m. ^ Chapons, pi. Capons Capponi, pi. i - Chaque, pr. ind. m. f. Every
Ogni, pr. ind. m. f. i = Charbon, m. Charcoal Carbone, m. i • Charbon de terre,
m. Coals Carbone di terra, m. Charbonnier Coal-porter Carbonajo 0 — Charcutier,
m. Pork-butcher Pizzicagnolo, m. 0 = Charcutiers, pi. Pork-butchers
Pizzicagnoli, pi. 0 . Chariot, m. Waggon Carro, m. o .. Chariots, pi. Waggons
Carri, pi. 1 - Charitable, adj. m. f. Charitable Caritatevole adj. m. f. 1 =
Charitables, pi. Charitable Caritatevoli, pi. 1 . Charitablement, adv.
Charitably Caritatevolmente, av. 1 .. Charité, f. Charity Carità, f. ) -
Charlatan, m. Quack Ciarlatano, m. ) = Charmant, adj. m. Lovely Grazioso, adj.
m. ) . Charmants, pi. Lovely Graziosi, 'pi. ) .. Charmante, adj. f Lovely
Graziosa, adj. f. + - Charmantes, pi. Lovely Graziose, pi. + = Charmante, adj.
f. Lovely Bella, adj. f. + . Charmantes, pi. Lovely Belli, pi. + .. Charme, m.
Charm Incanto, m. V — Charmes, pi. Charms Incanti, pi. *>» = Charnel, adj.
m. Charnel Carnale, ag. m. »^. . Charnelle, adj. f. Charnel Carnale, ag. f. *^.
. . Charrette, f. Cart Carretta, f. p - Charrettes, pi Carts Carrette, pi. p =
Charretier, m. Waggoner Carrettiere, m. p . Charretiers, pi. Waggoners
Carrettieri, pi. p .. Charrue, f. Plough Aratro, m. V — Charrues, pi. Ploughs
Aratri ^pi- V = Chasse, f. Hunting Caccia, f. V . Chasseur, m. Huntsman
Cacciatore, m. V •• Chasseurs, pi. Fowlers Cacciatori, pi. 0 — Chat, m. Cat
Gatto, m. 0 = Chats, pi. Cats Gatti, pi. 0 . Châtaigne, m. Chest nut Castagna,
f. 0 •• Châtain, adj. m. Chest nut colour Castagno, ag. m. / - Châtains, pi.
Chest nut colours Castagni, pi. / = Château, m. Castle Castello, m. / •
Châteaux, pi. Castles Castelli, pi. / •• Châtiment, m. Chatiseraent Castigo, m.
A - Chaud, adj. m. Warm Caldo, ag. m. A = Chauds, pi. Warm Caldi, pi. A -
Chaude, adj. f. Warm Calda, ag. f. A .. Chaudes, pi. Warm Calde, pi. T-
Chaudement, adv. Warm Caldamente, av. T = Chaudière, f. Boiler Caldaja, f. T •
Chaudières, pi. Boilers Caldaje, pi. T •• * Chaudron, m. Kettle Caldajo, m. 660
CHA— cm L - Chaume, m. Thacth Sioppia, f. L = Chaumière, f. Shatched-house
Capanna, f. L Chaussettes, f. pi. Short-stockings Mezze calzette, f. pi. L ••
Chauve, adj. m. f. Bald Calvo, ag. m. ( - Chaux, f. Lime Calce, f. ( = Chef, m
Chief Capo, m. ( • Chemin, m. Road Cammino, m. (strada, f.) ( -. Chemins, pi.
Roads Cammini, pi. (strade,pl.) H- Chemin de fer, m Rail road ( rail way )
Cammino di ferro, m. H = Chemins de fer, pi. Rail roads Crail ways;) Cammini di
ferro, pi. H • Chemin faisant, 1. Going along Cammino facendo, 1. H ••
Cheminée, f. Chimney Cammino, m. Cheminées, pi. Chimneys Cammini, pi. I =
Chemise d'homme, f. Shirt Camicia da uomo, f. 1 • Chemises d'hommes, pi. Shirts
Camicie da uomo, pi. 1 .- Chemise de femme, f. Shift Camicia da donna, f. o —
Chemises de femme, pi. Shifts Camicie da donna, f. pi. o = Chêne, m. Oak
Quercia, f. o . Chênes, pi. Oaks Quercie, pi. o .. Chenets, m. pi. Hand irons
Alari, m. pi. 1 - Cher, adj. m. Dear Caro, ag. m. 1 = Chers, pi. Dear Cari, pi.
■1 . Chère, adj. f. Dear Cara, ag. f. 1 .. Chères, pi. Dear Care, pi. ) -
Cheval, m. Horse Cavallo, m. ) = Chevaux, pi. Horses Cavalli, pi. ) .
Chevalerie, f. Chivalry Cavalleria, f. ) .. Chevalet, m. Rack Cavalletto, m. +
— Chevalier, m. Cavalier Cavaliere, m. + = Chevaliers, pi. Cavaliers Cavalieri,
pi -4- . Cheveu, m. Hair Capello, m. + .- Cheveux, pi. Hairs Capelli, pi.
"«s. — Chèvre, f. Goat Capra, f. *». = Chèvres, pi. Goats Capre, pi.
->. Chez, pr. At Da, prep. ^ .. Chez eux, elles, 1. At their house In casa
loro, 1. p - Chez lui, elles, 1. At his house In casa sua, 1. p = Chez moi, 1.
At my house In casa mia, 1. p . Chez mon père, 1. At my father's house Da mio
padre,!. p .. Chez nous, 1. At our house In casa nostra, 1. V — Chez toi, 1. At
thy house Da te, 1. V = Chez vous, 1. At your house In casa vostra,!. v .
Chicane, f. Chicanery Cavillo, m. v .. Chicanes, pi Chicaneries Cavilli, pi. 0
— Chicorée, f. Endive Indivia, f. 0 = Chien, m. Dog Cane, f. 0 . Chiens, pi.
Dogs Cani, pi. 0 .. Chienne, f. Bitch Cagna, f. / - Chifion, m. Rag Cencio, m.
/ = Chiffons, pi. Rags Cenci, pi. / . Chiffre, m. Figure Numero, m. / ••
Chiffres, pi. Figures Numeri, pi. A — Chimère, f. Chimera Chimera, f. A =
Chimères, pi. Chimera Chimere, f. A . Chimérique, adj. m. Chimerical C
himerico, ag. m. A •• Chimérique, adj f. Chimerical Chimerica, ag. f. T —
Chimie, f. Chemistry Chimica, f. T = Chimiste, m. Chemist Chimico, m. T •
Chinois, m. Chinese Chinese, m. T •• Chirurgien Surgeon Chirurgo, m. CHI— CLA G
L - Chirurgiens, pi. Surgeons Chirurghi, pi. L = Chocolat, m. Chocolate
Cioccolato, m. L • Chœur, m. Chorus Coro, m. L •• Chœurs, pi. Choruses Cori,
pi. ( - Choix, m. Choice Scelta, f. ( = Choquant, adj. m. Shocking Molesto, ag.
m. ( . Choquante, adj. f. Shocking Molesta, ag. m. ( •• Chose, f. Thing Cosa,
f. H- Choses, pi. Things Cose, pi. H = Choux, pi. m. Cabbage Cavoli, pi. ni. H
• Choux-fleurs, pi. m. Cauliflowers Cavoli fiori, pi. H •• Chrême, m. Unctions
Cresima, f. 1 - Chrétien, m. Christian Cristiano, m. ! = Chrétiens, pi.
Christians Cristiani, pi. 1 • Chrétienté, f. Christianity Cristianità Christ,
m. Christ Cristo, m. o — Christianisme Christianity Cristianesimo, m. o =
Chronique, f. Chronick Cronica, f. 0 . Chroniques, pi. Chronick Croniche, pi. 0
.. Chronologie, f. Cronology Cronologia, f. 1 - Chut! interject. Hush Zitto !
inter). 1 = Chute, f. Fall Caduta, f. 1 • Cicatrice, f. A scar Cicatrice, f.
Cicéron, m. Cicero Cicerone ) — Ci-devant, adv. Here to fore Qui sopra, av. ) =
Cidre, m. Cider Cidro, m. Ciel, m. Heaven Cielo, m. Cigare, m. Segar Sigaro, m.
+ - Cils, pi. m. Eye-lashes Ciglia, f. pi + = Cimetière, m. Curch-yard
Cimitero, m. + . Cirage, m. Blacking L'incerare, m + .. Circonférence, f.
Circonférence Circonferenza, f. v^ _ Circonstance, f. Circonstance Circostanza,
f. s — Circonstances, pi. Circonstances Circostanze, pi. \ . Circuit, m.
enceinte, f. Incide Circuito (recinto), m «^ Circulation, f. Circulation
Circolazione, f. p - Cire, f. Wax Cera, f. ? = Cirque, m. Circus Circo, m. p .
Ciseau, m. Chisel Scalpello, ni. p .. Ciseaux, pi. Chisels Scalpelli, pi. V —
Ciseaux, pi. m. [une paire Cissars Forbici, f. pi. V = Citadelle, f. [de
Citadel Cittadella, f. V . Citation, f. Quotation- Citazioni*, f. v .. Cité, f.
City Citta, f. 0 — Cités, pi. Cities Citta, pi. 0 = Citoyen, m. Citizen
Cittadino, m. 0 . Citoyens, pi. Citizen* Cittadini, pi. 0 .. Citron, m. Lemon
Limone, m. / - Citrons, pi. Lemons Limoni, f. / = Civil, adj. m. Civil Civile,
adj. m. / . Civilisation, f. Civilisation Civilizazione, f. / .. Civilité, f.
Civility Civilité, f. A - Civique, in. Civic Civico, ag. m. A = Civisme, m.
Civism Zelo cittadinesco, m. A • Civita-Vecchia Civita Vecchia Civita-Vecchia A
.. Clair, ad. m. Clear Chiaro, ag. m. T — Clairs, pi. Clear Chiari, pi. T =
Claire, adj. f. Clear Chiara, ag. f. T • Claires, pi. Clear Chiare, pi. T ..
Clarté, f. Light Lume, m. G61 56 662 CLA— COM L - Classe, f. Class Classe, f. L
= Clef, f. Key Chiave, f. L ■ Clefs, pi. Keys Chiavi, pi. L •• Clémence, f.
Clemency Clemenza, f. ( - Clément, adj. m. Clement Clemente, ag. m. ( = Clergé,
m. Clergy Clero, m. ( • Client, m. Client Cliente, m. ( •• Climat, m. Climate
Clima, m. H - Cicche, f. Bell Campana, f. ^ = Cloches, pi. Bells Campane, pi. H
• Clocher, m. Steeple Campanile, m. H .. Clochers, pi. Steeples Campanili, pi.
1 - Clou, m. Nail Chiodo, m. 1 = Clous, pi. Nails Chiodi, pi. 1 • Coalition, f.
Coalition Lega, f. i •• Cocarde, f. Cockade Coccarda, f. 0 — Cocher, m.
Coach-man Cocchiere, m. 0 = Cochers, pi. Coach-men Cocchieri, pi. 0 . Cochon,
m. Pig Porco, m. 0 .. Cochons, pi. Pigs Porci, pi. "1 - Cœur, m. Heart
Cuore, m. 1 - Coiffe, L Womans head dress Cuffia, f. 1 . Col de cravatte, f.
Stock Collo di cravatta, m. 1 .. Colère, f. Anger Sdegno, ni. ) - Colère, f.
Anger Collera, f. ) = Coliques, pi. f. Colic Coliche, f. pi. ) . Colisée, m.
Colyseum Colosseo, m. ) .. Colle, f. Glue Colla, f. + — Collège, m. College
Collegio, m. + = Collèges, pi. Colleges Collegj, pi. + . Collègue, m. Colleague
Collega, m. -f .. Collègues, pi. Colleagues Colleghi, pi. — Collier, m.
Neck-lace Collana, f. -*. = Colliers, pi. Neck-laces Collane, pi. ^ . Colline,
f. Hill Collina, f. s . . Collines, f. Hills Colline, pi. p — Colombe, f. Dove
Colomba, f. ? = Colonel, m. Colonel Colonnello, m. o . Colonne, f. Column
Colonna, f. ? • • Colonnes, pt. Columns Colonne, pi. V - Coloré, adj. m.
Coloured Colorito, ag. m. V = Colorée, adj. f. Coloured Colorita, ag. f. V .
Coloriste, m. Colourist Colorista, m. v .. Colosse, m. Colossus Colosso, m. 0 —
Colporteur, m. Hawker Spacciatore, m. 0 = Combat Battle Comtattimento, m. 0 .
Combien, adv. de quan. How much Quanto, av. e m. 0 .. Combien, pi. How many
Quanti, pi. 1 - Combien, s. f. How much Quanta, s. f . 1 = Combien, pi. How
many Quante, pi. 1 . Combien de fois, adv. How many Quante volte / ••
Combinaison, f. Combination Combinazione, f. A — Combinaisons, pi. Combinations
Combinazioni, pi. A = Comble, adj. m. Heaped hup Colmo, ag. ni. A • Combles,
pi. Heaped hup Colmi, pi. A •• Comble, adj. f. Heaped hup Colma, ag. f. T —
Combles, pî. Heaped hup Colme, f. pi. T =• Combustible, m. Combustible
Combustibile, m. T • Comédie, f. Comedy Commedia, f. T •' Comédies, f. Comedies
Commedie, pi. COM— COM 6C L - Comédien, m. Player Commediante, m. L =
Comédiens, pi. Players Commedianti, pi. L • Comédienne, f. Player Commediante,
m- L •• Commédiennes, pî. Players Commedianti, pi. ( - Comestible, m. Eatable
Commestibile, m. ( = Comestibles, pi. Eatables Commestibili, pi. ( • Comète, f.
Comet Cometa, f. ( .. Comètes, pi. Comets Comete, pi. H - Comique, adj. f.
Comical Comico, ag. m. H = Comique, adj. f. Comical Comica ag. f. H . Comité,
m. Commitlee Società, f. 4 .. Commandant, m. Commanding officier Commandante,
m. 1 - Commande, f, Command Comando, m. 1 = Commandement, m. Command Comando,
m. 1 • Comme, adv. As Siccome, av. 1 .. Comme il vous plaira, 1. As you please
Come vi pare, 1. o — Comme vous, adv. Like you Come voi, av. o = Comme vous
devez faire As you ought to do? Come dovete fare, I. 0 . Comme vous voudrez, 1.
As you like Come vorrete, 1. o .. Commensal, m. Mess mate Commensale, m. 1 -
Comment, adv. How Come, av. 1 = Comment vous portez- How do 37ou do Come state?
"1 . Commerce, m. [ vous ? Commerce Commercio, m. 1 .. Commerçant, m.
Merchant Commerciante, m. ) - Commerçants, pi. Merchants Commercianti, m. ) =
Commercial, adj. m. Commercial Commerciale, ag. m. ) . Commis, m. Clerk
Commesso, m. ) . Commissaire, m. Commissary Commissario, m. 4- —
Commissionnaire, m. Agent Agente, m. + = Commode, f. Chest of drawers Armadio,
m. + • Commode, adj. m. Handy Comodo, ag. m. -4- .. Commodément, adv.
Commodiously Comodamente, av. -^ — Commodité, Conveniency Comodità, f. ^ =
Commotion, f. Commotion Commozione, f. *•»* . Commun, adj. m. Common Comune,
ag. m. -^ .. Commun, pi. Common Comuni, pi. p -, Commune, adj. f. Common
Comune, ag. f. P = Communes Common Comuni, pi. P Communément, adv. Commonly
Comunemente, av. P •• Communication, f» Communication Comunicazione, f. V -
Communion, f- Communion Comunione, t V = Compagne, f. Companion (female)
Compagna, f. V . Compagnie, f. Company Compagnia, f. v .. Compagnon, m.
Companion Compagno, m. 0 — Compagnons, pi. Companions Compagni, pi. 0 =
Comparaison, f. Comparison Paragone, m. 0 . Comparaisons, pi. Comparisons Paragoni,
pi. 0 .. Compas, m. Compass Compasso, m. J - Compassion, f. Compassion
Compassione, f. / - Compatible, adj. m. Compatible Compatibile, ag. m. f. / .
Compensation, f. Compensation Compenso, in. / .. Compétence, f. Competence
Competenza, f. A - Compétent, adj. m- Competent Competente, adj. f. A =
Compétente, adj. t Competent Competente, adj. f. A • Compétiteur, m. Competitor
Competitore, m. A •• Complaisance, f. Complacency Compiacenza, f. T -
Complaisant, ad. m. Complaisant Compiacente, ag. m. T = Complaisante, adj. f.
Complaisant Compiacente, ag. f. T • Complément, m. Complement Compimento, ni. T
- [Complet, adj. m. Complete Completo, ag. m. GG4 COM— CON L — Complets, pi.
Complete Completi, pi. L = Complète, adj. f. Complete Completa, ag. m.
Completes, pi. Complete Complete, pi. Complètement, adv. Completely
Completamente, av. ) — Complexion Constitution Complessione, 1. ) = Compliment,
m. Compliment Complimento, m. Compliments, pi. Compliments Complimenti, pi.
Compositeur, m. Compositor Compositore, f. -[- Composition, f . Composition
Composizione, f. -{ = Comptant, adj. m. Ready Contante, ag. m- -1 • Compte, m.
account acconto, m. H • Comte, m. Count Conte, m. 1 - Comtes, pi. Counts Conti,
pi. Comtesse, f. Countess Contessa, f. ! ~ Conception, f. Conception
Concezione, f. 1 .. Concernant, adj. m Concerning Concernente, ag. m. o —
Concert, m. Concert Concerto, m. 0 = Concession, f. Concession Concessione, f.
0 . Concierge, m. Porter Castellano, m. 0 .. Conciliation, f. Reconciliation
Riconciliazione, f. 1 - Concitoyen, m. Fellow-citizen Concittadino, m. 1 =
Concitoyens, pi. Fellow-citizens Concittadini, pi. 1 . Conclusion, f.
Conclusion Conduzione, f. 1 •• Concorde, f. Concord Concordia, f. ) -
Concurrence Opposition Concorrenza, f. ) = Concurrent, adj. m. Concurrent
Concorrente, ag. m. ) . Concurrents, pi. Concurrent Concorrenti, pi. ) ..
Concours, m. Concurrence Concorso, m, -4- — Condescendance, f. Condescension
Condiscendenza, f. + = Condisciple, m. School-fellow Condiscepolo, m. -f- .
Condisciples, pi. School- fellows Condiscepoli, pi. + .. Condition, f.
Condition Patto, m. -N . Conditionnellement, ad. Conditionally
Condizionalmente, av. . . . Confédération, f, Confédération Confederazione, f.
P ~ Confédérés, adj. pi. Confederates Confederati, ag. pi. P = Confesseur, m.
Confessor Confessore, m. P • Confession, f. Confession Confessione, f. P ••
Confiance, f. Confidence Fiducia, f. V - Confidence,f. Confidence Confidenza,
f. V = Confident, adj. m. Confident Confidente, ag. m. v . Confidente, adj. f.
Confident Confidente, ag. f. v .. Confidentiel, adj. m. Confidential
Confidenziale, ag. m. .0 — Confidentielle, adj. f. Confidential Confidenziale,
ag. f. 0 = En confidence Confidentially Inconlidenza 0 . Confiseur, m.
Confectioner Confettiere, m. 0 .. Confiture, f. Sweetmeat Confettura, f. 1 -
Confitures, pi. Sweetmeats Confetture, pi. / = Conformité, f. Conformity
Conformità, f. I Confusion, f. Confusion Confusione, f. 1 Congé, m. Leave
Congedo, m. A - Congrès, m. Congress Congresso, m. A = Conjecture, f. Conjecture
Congettura, f. A Conjonction, f. Conjunction Congiunzione, f. A .. Conjugaison,
f. Conjugation Congiugazione, f. T- Conjugaisons, pi. Conjugations
Congiugazioni, pi. T - Conjuration, f Conspiracy Congiura, f. T • Conjuré, m.
Conspirator Congiurato, m. T •• Conjurés, pi. Conspirators J Congiurati, pi.
CCW—CON 66: L - Connaissance, f. Knowledge Conoscenza, f. L = Connaissances,
pi. Knowledges Conoscenze, pi. L • Connaisseur, m. Connaisseur Conoscitore, m.
L •• Conscience, f. Conscience Coscienza, f. ( - Consécration, f. Consecration
Consacrazione, f. ( = Consécutif, adj. m. Consecutive Consecutivo, ag. m. ( •
Consécutive, adj. f. Consecutive Consecutiva, ag. f, ( •• Conseil, m. Advice
Consiglio, m. -\ - Conseils, pi. Advices Consigli, pi. H = Conseiller, m.
Counsellor Consigliere, m. H . Conseil (assemblée) Council Consiglio, m. ^ ..
Conseillers, pi. Consellors Consiglieri, pi. 1 - Consentement, adv. Consent
Consenso, m. 1 = Conséquence, f. Consequence Consequenza, f. 1 . Conséquences,
pi. Consequences Consequenze, pi. 1 .. Conséquent, adv. m. Consequent
Conséquente, ag. m. o — Conservation, f. Preservation Conservazione, f. o =
Conservatoire, m. School for music Conservatorio, m. o . Considérable, adj. m.
f. Considérable Considerabile, ag. m. f. o .. Consistance, f. Consistence
Consistenza, f. 1 - Consolant, adj. m. Consoling Consolante, ag. m. 1 =
Consolante, adj. f. Consoling Consolante, ag. f. 1 . Consolation, f. Comfort
Consolazione, f. 1 •• Consommateur, m. Consumer Consumatore, m. ) -
Consommateurs, pi. Consumers Consumatori, pi. ) = Consommation, f. Consummation
Consumo, m. ) • Consomption, f. Consumption Consunzione, f. ) .. Consonnance,
f. Harmony Consonanza, f. + — Consonne, f. Consonant Consonante, f. -f =
Consonnes, Consonants Consonanti + . Conspiration, f. Conspiracy Congiura, f. +
•• Constamment, adv. Constantly Costantemente, av. ^ — Constance, f. Constancy
Costanza, f. ^ = Constance (avec), adv. With constancy Con costanza, av. ^v. .
Constant, adj. m. Constant Costante, ag. m. — . . Constants, pi. Constant
Costanti, pi. p - Constante, adj. f. Constant Costante, ag. f. p = Constantes,
pi. Constant Costanti, pi. p . Constantinople (v.) Constantinople
Costantinopoli (e) p .. Constitution, t. Constitution Costituzione, f. V -
Constitutions, pi. Constitutions Costituzioni, pi. V = Constitutionnel, adj. m.
Constitutional Costituzionale, ag. m. V . Constitutionnelle, adj. f.
Constitutional Costituzionale, ag. f. v .. Construction, f. Construction
Costruzione, f. 0 — Constructions, pi. Constructions Costruzioni, pi. 0 =
Consul, m. Consul Console, m. 0 . Consulat, m. Consulate Consolato, m. 0 ..
Consultation, f. Consultation Consulto, m. / - Contagion, f. Contagion
Contagione, f. / = Conte, m. Tale Conto, m. / . Contes, pi. Tales Conti, pi. /
.. Contemplation, f. Contemplation Contemplazione, f. A - Contemporain, adj. m.
Contemporary Contemporaneo, ag. m A = Contemporains, pi. Contemporaries
Contemporanei, pi. A • Contenu, adj. m. (le) Contents Contenuto, ag. m. A ••
Content, adj. m. Pleased Contento, ag. m. T- Contents, pi. Pleased Contenti,
pi. T = Contente, adj. f. Pleased Contenta, ag. f. T • Contentes, pi. Pleased
Contente, pi. 56. 066 COxN— COR L - Contentement, m. Contentment Contento, m. L
= Continent, m. Continent Continente, m. L • Continuel, adj. m. Continuai
Continuo, ag. m. L •• Continuels, pi. Continuai Continui, pi. ( - Continuelle,
adj. f. Continuai Continua, ag. f. ( = Cc nlinuelles, pi- Continuai Continue,
pi. ( • Continuellement, adv. Continually Continuamente, av. ( •• Contraire,
adv. Contrary Contrario, av. 4 - Contraire, adj. Contrary Contrario, ag. m. -\
= Contraires, pi. Contrary Contrarj, pi. ^ • Contraire, adj. f. Contrary
Contraria, ag. f. ^ .. Contraires, pi. Contrary Contrarie, pi. i - Contrariété,
f. Contrariety Contrarietà, f. i = Contrat, m. Contract Contratto, m. i .
Contravention, f. Contravention Contravenzione, f. i .. Contre, adv. Against
Contro, av. 0 — Contre-amiral, m. Rear-admiral Contro ammiraglio, m. o = Contre
son gré, adv. Againts one's will Contro a suo grado, av. 0 . Contrebande, f.
Smuggling Ccntrabando, f. 0 .. Contrebandier, m. Smuggler Contrabandiere, m. 1
- Contre-coup, m. Rebound Ribalzo, m. 1 = Contre-poids, m. Cointer poise
Contropeso, m. 1 Contre-sens, m. Wrong sense Controsenso, m. 1 .. Contre-temps,
m. Unseasonable time Controtempo, m. Ì - Contribution, f. Contribution
Contribuzione, L ) = Contusion, f. Bruise Contusione, f. ) . Contusions, pi.
Bruises Contusioni, pi. ) .. Convalescence, f. Convalescence Convalescenza, f.
+ — Convenable, adj. m. Convenient Convenevole, ag. m. 4- = Convenablement,
adv. Conveniently Convenevolmente, adv. + . Convenance, f. Convenience
Convenienza, f. • • Convenances, pi. Conveniences Convenienze, pi. \ —
Convention, f. Convention Convenzione, f. --V = Conventions, pi. Conventions
Convenzioni, pi. s . Conversation, f. Conversation Conversazione, f. \ . .
Conversations, pL Conversations Conversazioni, pi. p _ Convive, m. Guest
Convitato, m. ? = Convocation, f. Convocation Convocazione, f. P • Convoi, m.
Funeral procession Funerale, m. P .. Convulsion, 1. Convulsion Convulzione, f.
V - Convulsions, pi. Convulsions Convulzioni,; pi. V = Copenhague, (v.)
Copenhagen Copenaghen, (v.) v . Copie, f. Copy Copia, f. v .. Copiste, m.
Copier Copista, m. / - Coquetier, m. Cogg-stand Uovaruolo, m. / = Coq, m. Cock
Gallo, m. / . Coqs, pi. Cocks Galli, pi. / .. Coquet, m. Coquet Zerbino, m. 0 —
Coquette, f. Coquette Civetta, f. 0 = Coquille, f. Shell Conchiglia, f. 0 .
Coquilles, pi Shells Conchiglie, pi. 0 .. Coquin, m. Rascal Malvaggio, m. A —
Coquins, pi. Rascals Malvaggi, pi. A = Coquine, f. Rascal Malvaggia, f. A .
Coquines, pi. Rascals Malvagge, pi. A •• Coquinerie, f. Trick Furfanteria, f. T
• Corbeau, m. Raven Corvo, m. T ., Corbeille, f. Bread basked Paniere, m. T-
Cordage, m. Cordage Cordame, m. COR— COU 667 L - Corde, f. Rope Corda, f. L =
Cercles, pi. Ropes Corde, pi. L • Cordon, m. Cord Cordone, m. L Cordonnier, m.
Shoemaker Calzolajo, m. ( - Cordonniers, pL Shoemakers Calzolaj, pi. ( = Corne,
f. Horn Corno, m. ( . Cornes, pi. Horns Corni, pi. ( .. Corniche, f. Cornice
Cornice, f. -i- Corna adj. m. Cornute Cornuto, ag. m. H = Corporation, f.
Corporation Compagnia, f, H • Corps, m. Body Corpo, m. H •• Corps, pi. Bodies
Corpi, pi. 1 - Correct, adj. m. Correct Corretto, ag. m. 1 = Correcte, adj. f.
Correct Corretta, ag. f. 1 . Correctement, adv. Correctly Correttamente, av. 1
.. Correcteur, m. Corrector Correttore, m. o — Correction, f. Correction
Correzione, f. O =5 Correspondance, f. Correspondence Corrispondenza, f. 0 .
Correspondant, m. Correspondent Correspondente, m. 0 .. Correspondante, adj. f.
Correspondent Correspondente, ag. f. 1 - Corridor, m. Corridor Corridojo, m. 1
= Corrupteur, m. Corrupter Corruttore, m. 1 • Corruption, f. Corruption
Corruzione, f. 1 •• Corsaire, m. Corsair Corsa jo, m. ) - Corset, m. Corset
Busto, m. ) = Corse, f. Corsica Corsica, f. ) . Cortège, m. Train Treno, m. )
.. Côte, f. Rib Lato, m. + - Côtes, pi. Ribs Lati, pi. + — Côté, m. Side Parte,
f. -f . Côtés, pi. Sides Parti, pi. + .. Côtelette, f. Chop Braci uola, f. ^ —
Côtelettes, pi. Chops Braciuole, pi. *». = Côtelette de porc, f. Pork-chop
Costolina di porco, f. "^ . Côtelettes de porc, pi. Pork-chops Costoline
di porco, pi. •"». .. Côtelette de mouton, f. Mutton chop Costolina di
castrato, f. ? - Côtelettes de mouton, pi. Mutton chops Costoline di castrato,
pi. p = Coton, m. Cotton-tree Cottone, m. p . Cou, m. Neek Collo, m. p ..
Couchant, m. The west Occidente, ra. V - Coucher du soleil, m. Sunset Colar del
sole, m. V - Couche, f. Bed Letto, m. V . Couchette, f. Little bed Lettuccio,
m. v .. Couché sur le dos, ad. m. Laid on his back Supino, ag. m. 0 — Couchée
sur le dos, ad. f . Laid on her back Supina, ag. f. 0 = Coude Elbow Gomito, m.
0 . Coudes Elbows Gomiti, pi. 0 .. Couleur, m. Colour Colore, m. / - Couleurs,
pi. Colours Colori, pi. / = Coup, m. Stroke Colpo, m. / • Coups, pi. Strokes
Colpi, pi. / .« Coup à une porte, m. Rap Picchiare alla porta, m. A - Coup
d'arme à feu Report Botta, f. A = Coup (après), av. Too late Dopo il fatto, 1.
A . Coup d'audace A.udacious effort Colpo ardito, m. A .. Coups de bâton, m.
pi. Cudgelling Bastonate, pi. f. T- Coup de bonheur, m. Lucky blaw Colpo di
fortuna, m. T = Coup décisif, m. A decisive blow Colpo decisivo, m. T • Coup de
dent, m. Bite Dentata, f. 668 COU— COU L - Coup de désespoir, m. A desperate
attempt. Atto di disperazione, m. L = Coup d'éclat, m. Remarkable action Azione
strepitosa, f. L • Coup d'épée, m. Thrust (of a sword) Colpo di spada, m. L ••
Coup d'état, m. A piece of great policy Colpo di stato, m. ( - Coup d'étourdi,
m. A rash action Azione da sordito, f. ( = Coup de feu, m. Spot Archibugiata,
f. ( • Coups de feu, pi. Spots Archibugiate, pi. ( .. Coup de filet, m. A
casting of the net Retata, f. ^ - Coup de fortune, in. Mere chance Colpo di fortuna,
m. H = Coup de foudre, m. Clap of thunder Colpo di fulmine, m. -\ . Coup de
fouet, m. Lash (of a whip) Frustata, f. -1 •• Coup de grâce, m. (le The coup de
grace Colpo di grazia, m. 1 - Coup hardi [dernier) A hold stroke Colpo ardito,
m. 1 = Coup de hasard, m. Mere chance Colpo di azardo, m. 1 • Coup de main, m.
Sudden (soon) Colpo di mano, m. 1 •• Coup de maître, m. Master stroke Colpo da
maestro, m. o — Coup mortel, m. Mortal blow Colpo mortale, m. o = Coup (manquer
son) To miss one's aim Colpo mancato, m. 0 . Coup de malheur, m. A unlucky hit
Colpo di disgrazia, m. 0 .. Coup d'œil, m. Glance Occhiata, f. 1 - Coup de
pied, m. Kick Calcio, m. 1 = Coups de pied, pi. Kicks Calci, pi. 1 . Coup de
pinceau, m. Strok of a pencil Pennellata, f. 1 .. Coup de plume, m. Dash Tratto
di penna, m. ) - Coup de poing, m. Stroke (of the fisi) Pugno, m. ) = Coups de
poing, pi. Strokes (of the fist) Pugni, pi. ) . Coup (porter son) To strike
home Scagliare il colpo, m. } .. Coup (du premier) At the first stroke Alla prima,
av. + — Coup de sang Apoplectick fit Colpo apopletico, m. -f = Coup (sans coup
férir) Without fighting Senza ostacolo, av. 4- • Coup de sifflet, m. A whistle
Fischiata, f. 4- •• Coup de soleil, m. Sun stroke Colpo di sole, m. Coup sur
coup, adv. One offer another Una volta dopo l'altra, h ^ = Coup (à coup sûr)
Without douh Con sicurezza, av. ^. . Coup de tonnerre, m. Clap of thunder
Tuono, m. *>* .. Coups de tonnerre, pi. Claps of thunder Tuoni, pi. e -
Coups (à tous) At every turn Ad ogni colpo, av. e = Coup (tout à) Suddenly All'
impensata, av. p Coup (tout d'un) All at once All' improviso, av. P •• Coup de
vent Gale Colpo di vento, m. (ven- V - Cour, f. (la) Court Corte (la), f.
[tata) V = Cour, f. Jard Cortile, m. v . Cour royale, f. Royal court Corte
reale, f. V •- Courage, m. Courage Coraggio, m. 0 — Courage! excl. Cheer up
Animo! esci. 0 = Courageusement, adv. Courageously Coragiosamente, av. 0 .
Courant (le), m. Current Corrente (il), m. 0 .. Couronne, f. Crown Corona, f. /
- Couronnes, pi. Crown Corone, p i. 1 = Courrier, m. Courrier Corriere, pi. / .
Courriers, pi. Courriers Corrierieri, pL / .. Court, adj. m. Short Corto, ag.
m. A — Courts, pi. Short Corti, pi. A = Courte, adj. f. Short Corta, ag. f. A •
Courtes, pi. Short Corte, pi. A Courtisan, m. Courtier Cortigiano, m. T —
Courtisans, pi. Courtiers Cortigiani, pi. T = Courtisane, f. Courtezan
Cortigiana, f. T • Courtisanes, pi. Courtezans Cortigiane, pi. COU— CRU 6 L -
Cousin, m. Cousin Cugino, m. L - Cousine, f. Cousin (she) Cugina, f. L •
Coussin, m. Cushion Cuscino, m. L •• Coussins, pi Cushions Cuscini, pi. ( -
Couteau, m. Knife Coltello, m. ( = Couteaux, p. Knives Coltelli, pi. ( •
Coutume, f. Custom Costume, m. ( .. Coutumes, pi. Customs Costumi, pi. -\ -
Couture, f. Seam Cucitura, f. •4 = Coutures, pi. Seams Cuciture, f. -\ •
Couturière, f. Seamtress Sartora, f. H .. Couturières, f. Seamtressea Sartore,
pi. 1 - Couvert, m. Cover Posata, f. 1 = Couverts, pi. Covers Posate, pi. 1 •
Couvertement, adv. Covertly Copertamente, av. 1 • Couverture, f. Blanket
Coperta, f. o — Couvertures, pL Blanket* Coperte, pi- o = Crainte, f. Fear
Tema, f. (timore), m 0 . Craintes, pi. Fear Timori, m. pi. 0 .. Crâne m. Seuil
Cranio, m. 1 - Cravate, f. Cravat Cravatta, f. 1 = Cravates, pi. Cravats
Cravatte, pi. 1 . Crayon, m. Peneil Penna da matitr, f. 1 .. Créance, f. Credit
Credito ) - Créances, pi. Credits Crediti, pi. ) = Créancier, nu Creditor
Creditore, m. ) . Créanciers, pi. Creditors Creditori, pi. ) .. Créateur, m.
Creator Creatore, m. + — Créateur (le), m. Maker Creatore (il), m. + =
Création, f. Creation Creazione, f. + . Créature, f Creature Creatura, f. + ..
Crédit, m- Trust. Credito, m- ^. — Crème, f. Cream Crema, f. «^ == Crêpe, m.
Poncake Schiacciata, f. ^-* . Crêpes, pi. Poncakes Schiacciate, pi. "*N. .
. Cri, m. Cry Grido, m. p - Cris, pi. Cries Gridi, pi. p = Crime, m. Crime
Misfatto, m. p . Criminel, adj. m. Criminal Reo, ag. m. p .. Criminelle, ag. f.
Criminal Rea, ag. f. V - Criminel, m. Criminal Reo, m. V = Cristal, m. Crystal
Cristallo, m. V . Cristaux, pi. Crystal Cristalli, pi. v .. Cristiania (v.)
Cristiania ^Cristiania (e.) 0 — Critique, f. Critic Critica, f. 0 = Critique,
adj. m. Critical Critico, ag. m. 0 . Critiques, pi. Criticals Critici, pi. 0 ..
Crocodile, m. Crocodile Coccodrillo, m. / ~ Crocodiles, pi. Crocodiles
Coccodrilli, pi. / = Croisée, f. Window Fenestra, f. / • Croisées, pi. Windowes
Fenestre, pi. / •• Croissance, f. Growth Crescenza, t. A - Croix, f. Cross
Croce, f. A = Croix, pi. Crosses Croci, pi. A . Croûte, f. Crust Crosta, f. A
.. Croûtes, pi. Crusts Croste, pi. T - Croyable, adj. m. f. Credible Credibile,
ag. m. t T = Croyance, f. Faith Credenza, f. T • Croyances, pi. Beliefs
Credenze, pi. •*- 1 1 Cru, adj. m. Crude Crudo, ag. m. 669 670 CRU— DAN L -1
Crue, adj. f. Crude Cruda, ag. in- L = Crudité, f. Crudity crudita, f. L •
Cruel, adj. m. Cruel. Crudele, ag. m. L •• Cruels, pi. Cruels Crudeli, pi. ( -
Cruelle, adj. f. Cruel Crudele, ag. f. ( = Cruellement, adv. Cruelly
Crudelmente, av. ( • Cuiller, fc Spoon Cucchiajo, m. ( •• Cuillers, pi Spoons
Cucchiaj, pi. 4 - Cuiller à thé, f. Tea-spoon Cucchiajo da tè, m H = Cuillers à
thé, pi* Tea-spons Cucchiaj da tè, pi. H • Cuillerée, f. Spoon fui Cucchiajata,
f. 4 .. Cuir, m» Leather Cuojo, m. 1 - Cuirs, pi. Leathers Cuoj, pi. 1 =
Cuisine, f. Kitchen Cucina, f. 1 • Cuisinier, m. Cook Cuoco, m. 1 ..
Cuisiniers, pi. Cooks Cuoci, pi. o — Cuisinière, f. Cook (woman) Cuoca, f. o =
Cuivre, m. Copper Rame, m. o . Cuisse, f. Thigh Coscia, f. 0 .. Cuisses, pi.
Thighs Coscie, pi. 1 - Culotte, f. Small clothes (breeches) Calzoni, m. pi. 1 =
Culte, m. Worship Culto, m. 1 . Cultivateur, m. Husband-man Cultivatore, m. 1
.. Cultivateurs, pi. Husband-men Cultivatori, pi. ) - Culture, f. Cultivation
Coltura, f. ) = Cupide, adj. m. Covetous Cupido, ag. m. ) . Cupides, pi.
Covetous Cupidi, pi. ) .. Cupidité, f* Covetousness Cupidità, f. -1 Cure, f.
Cure Cura, f. + = Curé, m. Curate Curato, m. + . Curieux, adj. m. Curious
(inquisitive) Curioso, ag. m. + .. Curieuse, adj. f. Curious (inquisitive) Curiosa,
ag. f. ■N* Curiosité, f. Curiosity Curiosità, f. «^ == Cuvette, f. Bason
Bacino, m. ^^ . Cygne, m. Swan Cigno, m. ""» .. Cygnes, pi. Swans
Cigni, pi. f - D'ailleurs, adv. Mo reaver D'atronde, av. P = Dame, f. Lady
Donna, f. P . Dames, pi. Ladies Dame, pi. P •• Damné, adj. m. Damned Damnato,
ag. m. V - Damnés, pi. Damned Damnati, pi. V = Damnée, adj. f. Damned Damnata,
ag. f. v . Daneraarck, m. Danemark Danimarca, f. v .. Dangereux, adj. f.
Dangerous Pericoloso, ag. m 0 — Dangereuse, adj. m. Dangerous Pericolosa, ag. f
. 0 = Danger, m. Danger Pericolo, m. 0 . Dangers, pi. Dangers Pericoli, pi. 0
.. Danois, m. Dane Danese, m. / - Danois, pi. Danes Danesi, pi. / = Dans, prép.
In (into) In, prep. / . Danse, f. Dance Danza, f. / .. Danses, pi. Dances Danze,
pi. A - Danseur, m. Dancer Ballerino, m. A = Danseurs, pi. Dancers Ballerini,
pi. A • Danseuse, f. Dancer Ballerina, f. A • Danseuses, pi. Dancers Ballerine,
pL DAN— DEC 671 L — Dans les environs About 1 Nei d'intorni, pi. L = J Dans la,
prép. art. f . sing. ] n the 1 Velia, prep. art. f. sing. L • Dans le, prép.
art. m. s. In the Nel, prep. art. ni. sing. L •• 1 Dans le, prép. art m. s. n
the Velio, prep. art. m. sing. ( -1 Dans les, prép. art. m. pi. n the NTe',
prep. art. m. pi. ( =] Dans les, prép. art. m. pi. n the Vei, prep. art. m. pi.
( • Dans les, prép. art. m. pi. nthe Vegli, prep. art. m. pi. ( •• Dans les,
prép. art. f. pi. ] n the Velie, prep. art. f. pi. H - lanute, m. Danube
Danubio, m. H = D'après, adv. Vccording D'appresso, av. -\ • Date, f. Date Dal
a, f. H •• Datif, m. Dativa Dativo, m. 1 - D'aujourd'hui à huit, adv. ro day
week Oggi ad otto, av. I = Davantage^ adv. More Di più, av. ! • De, prép. Of
Di, prep. 1 •• De (par), prép. From (by) Da, prep. o — Débarquement, m.
Disembarking Sbarco, m. o = Débarras, m. Riddance Sbarazzo, m. o . Débat, m.
Debate Disputa, f. 0 . Débauche, f. Debauch Deboscia, f. 1 - Débauché, m.
Debauchee Debosciato, m., 1 = Débauchée, f. Debauchee Debosciata, f. 1 . Débit,
rn. Sale Vendita, f. 1 .. Débiteur, m. Debtor Debitore, m. ) - Débordement, m.
Irruption Invasione, f. ) = Déboursé, m. Money disbursed; ■ Disborso, m . ) •
De bonne heure, adv. Early Di buon ora, av. ) .. De bonne heure, ady. Early Per
tempo, av. + - Debout, adv. Up In piedi, av. + = Débris, m. Ruins Resti, m. pi.
+ . Début, m. Begining Principio, m. + .. Débuts, pi. Beginings Primi passi,
pi. m^ •^ — Deçà, prép. On this side Di qua, prep. ^-» = Décadence, f. Decay
Decadenza, f. *^. . Décembre, m. December Décembre, m. *-«. .. Décemment, adv.
Decently Decentemente, av. p - Décence, f. Decency Decenza, f. p = Décent, adj.
m. Decent Decente, ag. m. p . Décente, adj. f. Decent Decente, ag. f. p ..
Déception, f. Deceit Inganno, m. V - Déchaînement, m. Outrageous talke
Scatenamento, m. V = Décharge, f. Discharge Scaricamento, m. V • De chez, adv.
From the house Da casa di, av. V •• De chez lui, adv. From his hous? Da casa
sua, av. 0 — De chez moi, adv. From my house Da casa mia, av. 0 = De chez nous,
adv. From our house Da casa nostra, av. 0 . De chez toi, adv. From thy house Da
casa tua, av. 0 .. De chez vous, ad. From your house Da casa vostra, av. [m. /
- Déchirant, adj. m. Heart rending Che strazia il cuore, ag. / = Déchirante,
adj. f. Heart rending Che strazia il cuore, ag. / - Déchirement, m. Rending
Strazio, m. [ f. / •• Décidément, adv. Decidedly Decisamente, av. A - •
Décision, f. Decision Decisione, f. A = : Déclamation, f. Declamation
Declamazione, f. A Déclaration, f. Declaration Dechiarazione, f. A • Décoction,
f. Decoction Decozione, f. T- - Déconfiture, f. Discomliture Sconfitta, f. T =
= Décoration, f. (décor, m. ) Decoration Decorazione, f. T . Décorations, pi.
Decorations Decorazioni, pi, T . . Décorum, m. 'Decorum Decoro, m. 672 — De
côté, adv. = Découragement, m. . Décourageant, adj. m. . . Découverte, f. —
Découvertes, pi. == De crainte que, adv. . Décret, m. . . Décrotteur, m. —
Dédain, m. = Dedans, adv. . Dédicace, f. . . Dédit, m. — Dédommagement, m. =
Défaite, f. . Défaut, m. . . Défauts, pi. _ Défaveur, f. — Défavorablement, adv
. Défavorable, adj. m. Défection, f. _ Défectueux, adj. m. — Défectueuse, adj.
f. . Défense, f. . . Défensive, f. _ Déférence, f. = Défi, m. . Défiance, f. .
. Déficit, m. — Défini, adj. m. = Définitif, adj. m. . Définition, f. . .
Définitivement, adv. — De front, adv. = Dégagement, m. . Dégât, m. . . Dégel,
m. — Dégoût, m. = Dégoûts, pi. . Dégoûtant, adj. m. . . Degré, m. — Degrés, pi.
= Déguisement, ra. . Dehors, adv. . . Déjà, adv. — Déjeuner, m. — De jour, adv.
. De la, art. f. s. gen. . . De la, art. f. s. abl. — De là, adv. de 1. =
Délai, m. . De la part de, . . Délégation, f. — Délégué, m. = Délégués, pi. .
De leur, pr. p. . . De leurs, pi. — De leur, pr. pos. f. = De leurs, pi. . De
leur, pr. p. m . . De leur, pi. adv m. DEC— DEL Sidewarts Discouragement
Discouraging Discovery Discoveries Lest Decree Shoe -black Disdain Within
Dedication Contradiction Reparation of damages Defeat Defect Defects Out of
favour Unfavourably Unfavourable Defection Defective Defective Defence
Defensive Respect Challenge Distrust Deficit Definite Definitive Definition
Definitively Abreast Disengagement Devastation Thaw Disgust Disgusts Disgust
fui Degree Degrees Disguised Without Already Breakfast By day Of the From the
From tence Delay Of the port of Delegation Delegate Delegates From their From
their From their From their Of their Of their Dal latto, av. Scora ggimento, m.
Che scoragisce, ag. m. Scoperta, f. Scorperte, pi. Per timore che, av. Decreto,
m. Netta stivali, m. Disdegno, m. Dentro, av. Dedica, f. Disdetta, f. Compenso,
m. Disfatta, f. Difetto, m. Difetti, pi. Sfavore, m. Sfavorevolmente, av.
Sfavorevole, ag. m. Abbandono, m. Difettoso, ag. m. Difettosa, ag. f. Difesa,
f. Difensiva, f. Condescendenza, f. Sfida, f. Diffidenza, f. Deficit, m.
Definito, ag. m. Definitivo, ag. m. Definizione, f. Definitivamente, av. Di
fronte, av. Distaccamento, av. Guasto, m. Il dighiacciare, m. Disgusto, m.
Disgusti, pi. Disgustante, ag. m. Grado, m. Gradi, pi. Travestimento, m. Fuori,
av. Già, av. Colezione, f. Di giorno, av. Della, art. f. s. gen. Dalla, art. f.
s. abl. Di là, av. Dilazione, f. Da parte di, ad. Delegazione, f. Delegato, m.
Delegati, pi. Dal loro, pr. p. Dai loro, pi. Dalla loro, pr. p. f. Dalle loro,
pi. Del loro, pr. p. m. Del loro, pi. DEL— DEM 673 L - De leur, pr. p. f. Of
their Della loro, pr. p. f. L = De leurs, pi. Of their Delle loro, pi. L •
Délibération, f. Deliberation Deliberazione, f. L •• Délibérations, pi.
Deliberations Deliberazioni, p. ( - Délicat, adj. m. Delicate Delicato, ag. m.
( = Délicate, adj. f. Delicate Delicata, ag. f. ( • Délicatesse, £. Delicacy
Delicatezza, f. ( •• Délices Delight Delizie, f. pi. 4 - Délicieux, adj. m.
Delicious Deliciozo, ag. m. H = Délicieuse, adj. f. Delicious Delicioza, ag- f.
H • Délire, m. Delirium Delirio, m. H .. Délit, m. Fault Delitto, m. 1 -
Délivrance, f. Délivrance Liberazione, f. 1 = D'elle, pron. per. gén. f. Of her
Di lei (di essa), pr. per. 1 '• D'elles, pi. Of them Di loro (di esse), pi.
[abl.f 1 •• D'elle, pr. pers. abl. f. From her Da lei (da essa), pr. pers. o —
D'elles, pi. From them Da loro (da esse), pi. o = Délogement Removing
Sgombramento, m. o . Déloyal, adj. m. Disloyal Disleale, ag. m. o .. Déloyale,
f. Disloyal Disleale, ag. f. 1 - Déloyauté, f. Disloyalty Dislealtà, f. 1 =
Déluge, m. Deluge Diluvio, m. 1 De lui, pr. pers. gén. m. Of him Di lui (di
esso), pr. p. g. 1 .. De lui, pr. pers. abl. m. From him Da lui (da esso), p.
p. g. ) - De lui (d'elle), gén. n. Of it Di esso (di essa), n. ) = De lui
(d'elle), abl. From it Da lui (da esso), n. ) . Demain, m. To morrow Domani, m.
) .. Demain matin, m. To morrow morning Domani mattina, m. + — Demain au soir,
m. To morrow night (eve- Domani sera, m. 4- = Demande, f. Request Lnm»)
Dimanda, f. 4- • Demandes, pi. Requests Dimande, pi. 4- .. Démarche, f. Gait
Passo (portamento), m. Ni Démarches, pi. Gai Is Passi (portamenti), pi. ^ = De
même, adv. In the same Lo stesso, av. *^ . Déménagement, m. Removing Sgombero,
m ^~ - . Déménagements, pi. Removings Sgomberi, pi P - Demeure, f. Residence
Dimora, f. P = Demeures, pi. Residences Dimore, pi. P • Demi, adj. m. Half
Mezzo, ag. m. P •• Demie, adj. f. Half Mezza, ag. f. • V - Demi-heure, f. Half
an hour Mezz'ora, f. V = Demi-livre, f. Half a pound Mezza libra, f. v .
Demies, pi. f. Halves Me,ìze, pi. V •• Démission, f. Dismission Dimissione, f.
0 — Démocrate, m. Democrat Démocrate, m. 0 = Démocrates, pî. Democrats
Democrat!, pi. JL) . Démocratie, f. Democracy Democrazia, f. JO •• De moi, pr.
pers. gén. Of me Di me, pr. pers. gen. s. / ~ De moi, pr. pers. abl. From me Da
me, pr. pers. abl. s. / = Demoiselle, f. Young lady Zitella, f. / •
Demoiselles, pi. Young ladies Zitelle, pi. / •• De mon beau-frère, m. Of my
brother in law Di mio cognato, m. A - De ma belle-sœur, f. Of my sister in law
Di mia cognata, f. A = De ma bru, f. Of my daughter in law Di mia nuora, f. A •
De mon cousin, m. Of my cousin Di mio cugino, m. A •• De ma cousine, f. Of my
cousin Di mia cugina, f. T — De ma femme, f. Of my wife Di mia moglie, f. T =
De mon iils, m. Of my son Di mio figlio, m. T • De ma fille, f. Of my daughter
Di mia figlia, f. T .. De mon frère, m. Of my brother 'Di mio fratello, m. 57
G74 DEM— DEN L -! De mon gendre, m. Of my son in law L = De mon grand-père, m.
Of my grand father L De ma grand'mère Of my grand mother L •• De mon mari, m.
Of my husband ( - De ma mère, f. Of my mother ( = De mon neveu, m. Of my nephew
( • De ma nièce, f. Of my niece ( •• De mon oncle, m. Of my uncle H- De mon
père, m. Of my father H = De ma sœur, f. Of my sister -j • De ma tante, f. Of
my aunt -1 De mon beau- frère, m. From my brother in law 1 - De ma belle-soeur,
f. From my sister in law 1 = De ma bru, f. From my daughter in la w 1 . De mon
cousin, m. From my cousin 1 De ma cousine, f. From my cousin o — De ma femme,
f. From my wife 0 = De mon lils, m. Fro my son 0 . De ma Cile, f. From my
daughter o .. De mon frère, m. From my brother "1 — De mon gendre, m. From
my son in law 1 = De mon grand-père, m. From my grand father 1 . De ma
grand'mère, f. From my grand mother 1 .. De mon mari, m. From my husband ) - De
ma mère, f . From my mother ) = De mon neveu, in. From my nephew ) De ma nièce,
f. From my niece ) .. De mon oncle, m. From my uncle H De mon père, m. From my
father + == De ma soeur, f. From my sister 4- . De ma tante, f. From my aunt +
.. De mon, pr. p. m. Of my -^. — De mes, pi. Of mv ^ = De ma, pr. p. f. Of my \
. De mes, pi. Of my •*>«. . . De mon, pr. p. m. From my P - De mes, pi- From
my P = De ma, pr. pos. f. From my P . De mes, pi. From my ? De monsieur, m- Of
mylord V — De madame, f. Of mylady V = De monsieur, m. From mylord V . De
madame, f. From mylady v .. Démonstratif, adj. m. Demonstrative o —
Démonstration, f. Demonstration o = D'en haut, adv. From above o .
Dénombrement, m. Preconi ng /! . . Dénomination, f. Denomination / - Dénouement,
m. Unravelling / = Denrée, f. Provision / • Denrées, pi. Provisions / •• De
notre, pr. p. in. Of our A — De nos, pi. Of our A = De notre, pr. p. f. Of our
A • D° nos, pi. Of our A De notre, pr. pos. m. Fici.ì our T- Da uos, pi. From
our T = De notre, pr. pos. f. From our T • De nos, pi. From ou? T •• D?
nous.pr.pers.gén.pl. Oi us Di mio genero, m . Di mio nonno, m. Di mia nonna, f.
Di mio marito, m. Di mia madre, f. Di mio nipote, m. Di mia nipote, f. Di mio
zio, m. Di mio padre, m. Di mia sorella, f. Di mia zia, f. Da mio cognato, m.
Da mia cognata, f. Da mia nuora, f. Da mio cugino, m. Da mia cugina, f. Da mia
moglie, f. Da mio figlio, m. Da mia figlia, f. Da mio fratello, m. Da mio
genero, m. Da mio nonno, m. Da mia nonna, f. Da mio marito, m. Da mia madre, f.
Da mio nipote, m. Da mia nipote, f. Da mio zio, m. Da mio padre, m. Da mia
sorella, f. Da mia zia, f. Del mio, pr. p. m. Dei miei, pi. Della mia, pr. p.
f. Delle mie, pi. Dal mio, pr. pos. m. Dai miei, pi. Dalla mia, pr. pos. f.
Dalle mie, pi. Del signore, m. Della signora, f. Dal signore, m. Dalla signora,
f. Dimostrativo, ag. m. Dimostrazione, f. Di lassù, av. Enumerazione, f.
Denominazione, f. Sciogliamento, m. Derrata, f. Derrate, pi. Del nostro, pr. p,
m. Dei nostri, pi. Della nostra, pr. p. f. Delle nostre, pi. Dal nostro, pr. p.
in. Dai nostri, pi. Dalla nostra, pr. p. f. Dalle nostre, pi. Di noi, pr. pers.
gen. pi- BEN— DER 675 L - De nous,pr.pers.abl. pi. From us Da noi, pr. pers.
gen. pi. L = De nouveau, adv. kgain 3i nuovo, av. L • Dentelle, f. Lace
Merletto, m. L •• Dentelles, pi. Laces Merletti, pi. ( - Dent, f. Tooth Dente,
m. ( = Dents, pi. Teeth Denti, pi. ( • Dénûment, m. Deprivation Privazione, f.
( ... De nuit, adv. By night Di notte, av. •H- Départ, m. Departure Partenza, f.
-+ = Départs, pi. Departures Partenze, pi. H • Département, m. Département
Dipartimento, m. H .. Départements, pi. Départements Dipartimenti, pi. 1 -
Dépêche, f. Dispatch Dispaccio, m. 1 = Dépêches, pi. Dispatches Dispacci, pi. 1
• Dépendant, adj. m. Depending Dipendente, ag. f. 1 •• Dépendants, pi.
Depending Dipendenti, pi. o — Dépendante, adj. f. Depending Dipendente, ag. f.
o = Dépendantes, pi. Depending Dipendenti, pi. o . Dépendance, f. Dependency
Dipendenza, L o .. Dépense, f. Expence Spesa, L 1 - Dépenses, pL Expences
Spese, pi. 1 = Dépit, m Vexation Dispetto, m. 1 . Dépits, pi. Vexations
Dispetti, pi- 1 .. Déplacement, m. Displacing Rimovimento, m. ) - Déplaisir, m.
Disguet Disgusto, m. ) = Déplaisirs, pi. . Disguets Disgusti, pi. )
Déploiement, m. Displacing Spiegamento, m. ) .. Déplorable, adj. m. f.
Deplorable Deplorabile, ag. ni. f. + — Déplorables, pi. Deplorable Deplorabili,
pi. + = De plus, adv. Besides Di più, av. -f . De plus en plus, adv. More and
more Di più in più, av. + .. Dépôt, m. Depot Deposito, m. »» — Dépôts, pi.
Depots Depositi, pi. ^ = De près, adv. Near Da vicino, av. *>» Depuis, prép.
Since Da, dopo, av. "H .. Depuis ce temps-là, adv. Ever since Da quel
tempo in poi, av p - Depuis long-temps, adv. A great while Da molto tempo, av.
p = Depuis lors, adv. Thence then D'allora in poi, av. p . Depuis peu, adv.
Lately Da poco in qua, av. p .. Depuis quand? adv. How long? Da quanto tempo ?
av. V - Depuis que, conj. Since Da che (dopo che), av. V = Deputation, f.
Deputation Deputazione, f. v . Député, m. Deputy Diputato, m. v .. Députés, pi.
Deputies Diputati, pi. 0 — De qui, pr. rei. Of whom Da chi, av. 0 = De qui
parlez-vous ? Of whom do you speak? Di chi parlate? 1. 0 . De quoi, pr. rei. Of
what Diche? 0 .. De quoi parlez- vous? 1. What do you speak? Di che parlate?
lo. av. / - Déraisonnable, adj. m. f. Unreasonable Irragionevole, ag. m. 1. / =
Dérangement, m. Trouble Incommodo, m. / • Dérangement, m. Disorder Disordine,
m. / •• Dernièrement, adv. Lately Ultimamente, av. A - Dernier, adj. m. Last
Ultimo, ag. m. A = Derniers, pi. Last Ultimi, pi. A . Dernière, adj. f. Last
Ultima, ag. f. A •- Dernières, pi. Last Ultime, pi. T - Dernière fois (la) Last
time (the) Ultima volta, f. T = Déroute, f. Defeat Rotta, f. T . Derrière,
prép. et adv. Behind Dietro, prep. e av. T - Des, art. m. pi. gén. Of the Dei,
art. m. pi. geu. 676 DES— DES Des, art. m. pi. gén. Df the ! Of the Degli, art.
m. pi. gen. j_ = Des, art. f. pi. gén. Delle, art. f. pi. gen. Des, art. m. pi.
abl. From the Dai, art. m. pi. abl. Des, art. m. pi. abl. 7rom the Dagli, art.
m. pi. abl. ( — Des, art. f. pi. abl. ?rom the Dalle, art. f. pi. abl. ( =
Désaccord, m. Disagreement Disaccordo, m. Désagréable, adj. m. f. Disagreeable
Dispiacevole, ag. m. Désagréables, pi. Disagreeable Dispiacevoli, pi. H-
Désagréablement, adv. Disagreeably Dispiacevolmente, av -t = Désagrément, m.
Disagreeableoess Dispiacere, m. H • Désagréments, pi. Disagreeableness
Di-piaceri, pi. H •• Désappointement, m. Disappointment Disappunto, m. 1 -
Désapprobation, f. Disapprobation Disapprovazione, f. 1 = Désarmement, m.
Disarming. Disarmamento, m. Désastre, m. Disaster Disastro, m. 1 •"
Désastres, pi. Disasters Disastri, pi. o — Désastreux, adj. m. Disastrous
Disastroso, ag. m. o = Désastreuse, adj. f. Disastrous Disastrosa, ag. f. 0 .
Désavantage, m. Disadvantage Svantaggio, m. o .. Désavantages, pi.
Disadvantages Svantaggi, pi. 1 - Description, f. Description Descrizzione, f. 1
= Descriptions, pi. Descriptions Descrizzioni, pi. Désert Desert Deserto, m. Déserts
Deserts Deserti, pi. ) — Désespoir, m. Despair Disperazione, f. ) = Déshonneur,
m. Dishonour Disonore, m. Désinence, f. Termination Desinenza, f. Désinences,
pi. Terminations Desinenze, pi. H Désir, m. Desire Desio, m. + = Désirs, pi.
Desires Desideri, pi. + . Désobéissance, f. Disobedience Disubbidienza, f. + ..
Désobéissant, adj. m. Disobedient Disubbidiente, ag. m. ^ — Désobéissante, adj.
f. Disobedient Disubbidiente, ag. f» ^. = Désolant, adj. m. Grievous Doloroso,
ag. m. *v. . Désolante, adj. f. Grievous Dolorosa, f. "-N. . . Désolation,
f. Desolation Desolazione, f. p - De son beau-frère, m. Of his brother in law
Di suo cognato, m. p = De sa belle-sœur, f . Of his sister in law Di sua
cognata, f. p . De sa bru, f. Of his daughter in law Di sua nuora, f. p .. De
son cousin, m. Of his cousin Di suo cugino, m. V — De sa cousine, f. Of his
cousin Di sua cugina, f. V = De sa femme, f. Of his wife D i sua moglie, f. v .
De ?on fils, m. Of his son Di suo ìiglio, m. v .. De sa fille, f. Of his
daughter Di sua figlia, f. 0 — De son frère, m. Of his brother Di suo fraiel
lo, ni. ** = De son gendre, m. Of his son in law Di suo genero, m. 0 . De son
grand-père, m. Of his grand father Di suo nonno, m. 0 .. De sa grand'mère, f.
Of his grand mother Di sua nonna, i. / - De son mari, m. Of his husband Di suo
marito, m. / = De sa mère, f. Of his mother Di sua madre, f. / . De son neveu,
m. Of his nephew Di suo nipote, m. / - De sa nièce, f. Of his niece Di sua
nipote, f. A — De son oncle, m. Of his uncle Di suo zio, m. A = De son père, m.
Of his father Di suo padre, m. A • De sa sœur, f. Of his sister Di sua sorella,
f. A •• De sa tante, f. Of his aunt Di sua zia, f. T - De son beau-frère, m.
From his brother in law Da suo cognato, m. T = De sa belle-sœur, f . From his
sister in law Da sua cognata, f. T • De sa bru, f. From his daughter in law Da
sua nuora, f. T •- De son cousin, m. From his cousin Da suo cugino, m. DES— DET
677 L - De sa cousine, f. From his cousin Da sua cugina, f. De sa femme, f.
From his wife Da sua moglie, f. De son fils, m. From his son Da suo tìglio, m.
De sa fille, f. From his daughter Da sua figlia, f. ( — De son frère, m. From
his brother Da suo fratello, m. ( = De son gendre, m. From his son in law Da
suo genero, m. De son grand-père, m. From his grand father Da suo nonno, m. De
sa grand'mère, m. From his grand mother Da sua nonna, f. H- De son mari, m.
From his husband Da suo marito, m. H = De sa mère, f. From his mother Da sua
madre, f. H • De son neveu, m. From his nephew Da suo nipote, m. H •• De sa
nièce, f. From his niece Da sua nipote, f- I - De son oncle, m. From his uncle
Da suo zio, m. 1 = De son père, m. From his father Da suo padre, m, I • De sa
sœur, f. From his sister Da sua sorella, f. 1 • • De sa tante, f. From his aunt
Da sua zia, f. o — De sa majesté, f. Of his majesty Di sua maestà, f. o = De sa
sainteté, f. Of his holiness Di sua santità, f. 0 . De son altesse, f. Of his
highness Di sua altezza, f. o .. De son excellence, f. Of his excellency Di sua
eccellenza, L "1 - De sa majesté, f. From his majesty Da sua maestà, f. 1
= De sa sainteté, f. From his holiness Da sua santità, f. 1 . De son altesse,
f. From his highness Da sua altezza, f. 1 .. De son excellence, f. From his
excellency Da sua eccellenza, f. ) - De son, pr. p. m. Of his Del suo, pr. p.
m. ) = De ses, pi. Of his Dei suoi, pi. ) . De son, pr. p. f. Of his Della sua,
pr. p. f. ) .. De ses, pi. Of his Delle sue, pi. 4- — De son, pr. p. n. m. Of
its Del suo, pr. p. n. m. + = De ses, pi. Of its Dei suoi, pi. + . De son, pr.
p. n, f. Of their Della sua, pr. p. n. f. + .. De ses, pi. Of their Delle sue,
pi. ^v. De son, pr. p. m. From his Dal suo, pr. p. m. ^ = De ses, pi. From his
Dai suoi, pi. ^ . De sa, pr. p. f. From his Dalla sua, pr. p. f. ^>. . . De
ses, pi. From his Dalle sue, pi. p - Désordre, m. Disorder Disordine, m. p =
Désorganisation, f. Disorder Disorganisazione, f . p . Désormais, adv. Hence
forth D'ora innanzi, av. p .. Despotisme, m. Despotism Despotismo, m. V -
Dessein, m. Drawing Disegno, m. V = Desseins, pi. Drawings Disegni, pi. v .
Dessert, m. Dessert Frutta (le), f. pi- v .. Dessin, m. Drawing Disegno, m. 0 —
Dessous, adv. Under Disotto, av. 0 = Dessus, adv. Over Disopra, av. 0 . Destin,
m. Fate Destino, m. 0 .. Destins, pi. Fates Destini, pi. 1 - Destinée, f.
Destiny Destino, m. / = Destinées, pi. Destinies Destini, pi. / • Destitution,
f. Destitution Destituzione, f. 1 -. Destruction, f. Destruction Distruzzione,
f. A - Désunion, f. Disunion Disunione, f. A = De temps en temps, adv.
Occasionally Di quando in quando, av. A . Détestable, adj. m. f. (Detestable
Detestabile, ag. m. f. A .. Détestables, pi. i Detestable Detestabili, pi. T-
De toi, pr. p. gen. i Of the Di te, pr. p. gen. T = De toi, pr. pers. abl.
iFrom the Da te, pr. p. abl. T - De ton beau-frère, m. Of thy brother in law Di
tuo cognato, m. T -. De ta belle-sœur, f. |Of thy sister inlaw Di tua cognata,
f. 57. 678 DET— -DEV L — De ta bru, f. Of thy daughter in law Di tua nuora, f.
L = De ton cousin, m. Of thy cousin Di tuo cugino, m. L • De ta cousine, f. Of
thy cousin Di tua cugina, f. L •• De ta femme, f. Of thy wife Di tua moglie, f.
( - De ton fils, m. Of thy son Di tuo figlio, m. ( = De ta fille, f. Of thy
daughter Di tua figlia, f. ( • De ton frère, m. Of thy brother Di tuo fratello,
m. ( •• De ton gendre, m. Of thy son in law Di tuo genero, m. H- De ton
grand-père, m. Of thy grand father Di tuo nonno, m. H = De ta grand'mère, f. Of
thy grand mother Di tua nonna, f. H ■ De ton mari, m. Of thy husband Di tuo
marito, m. H •• De ta mère, f. Of thy mother Di tua madre, f. 1 - De ton neveu,
m. Of thy nephew Di tuo nipote, m. I = De ta nièce, f. Of thy niece Di tua
nipote, f. 1 De ton oncle, m. Of thy uncle Di tuo zio, m. 1 •• De ton père, m.
Of thy father Di tuo padre, m. o -— De ta sœur, f. Of thy sister Di tua
sorella, f. o = De ta tante, f. Of thy aunt Di tua zia, f. 0 . De ton
beau-frère, m. From thy brother in law Da tuo cognato, m. o .. De ta
belle-sœur, f. From thy sister in law Da tua cognata, f. 1 - De ta bru, f. From
thy daughter in law Da tua nuora, f. 1 = De ton cousin, m. From thy cousin Da
tuo cugino, m. 1 . De ta cousine, f. From thy cousin Da tua cugina, f. 1 .. De
ta femme, f . From thy wife Da tua moglie, f. ) - De ton fils, m. From thy son
Da tuo figlio, m. ) = De ta fille, f. From thy daughter Da tua figlia, f. ) .
De ton frère, m. From thy brother Da tuo fratello, m. ) .. De ton gendre, m.
From thy son in law Da tuo genero, m. + — De ton grand-père, m. From thy grand
father Da tuo nonno, m. + = De ta grand'mère, f. From thy grand mother Da tua
nonna, f. + . De ton mari, m. From thy husband Da tuo marito, m. + .. De ta
mère, f. From thy mother Da tua madre, f. \ — De ton neveu, m. From thy nephew
Da tua nipote, m. *-v = De ta nièce, f. From thy niece Da tua nipote, f *»N De
ton oncle, m. From thy uncle Da tuo zio, m. --» .. De ton père, m. From thy
father Da tuo padre, m. p - De ta sœur, f. From thy sister Da tua sorella, f. p
= De ta tante, f. From thy aunt Da tua zia, p . De ton, pr. p. m. Of thy Del
tuo, pr. p. m. p .. De tes, pi. Of thy Dei tuoi, pi. V - De ton, pr. p. f. Of
thy Della tua, pr. p. f. V = De tes, pi. Of thy Delle tue, pi. V . De ton, pr.
p. m. From thy Dal tuo, pr. p. in. V .. De tes, pi. From thy Dai tuoi, pi. 0 —
De ton, pr. p. From thy Dalla tua, pr. p. f. 0 = De tes, pi. From thy Dalle
tue, pi. 0 . Détour, m. Turning Giro, m. 0 .. Détours, pi. Turnings Giri, pi. 1
~ De tous côtés, adv. For and wide Da tutte le parti, av. 1 = Détroit, m.
Strait Stretto, m. 1 Détroits, pi. Straits Stretti, pi. 1 •• Dette, f. Debt Debito,
m. A - Dettes, pi. Debts Debiti, pi. A = Deuil, m. Mourning Lutto, m. [pi. m. A
• D'eux, pr. p. gén. pi. m. Of them Di loro (d'essi),'pr. p. gen, A .. D'eux,
pr. abl. pi. m. From them Da loro, da essi, pr. p. T — Deux, n. de nombre Two
Due, n. di num. [abl.pl.nit T = Deux fois Twice Due volte T • Devant, adv. et
prép. Before Davanti, av. e prep. T.J Développement, m. Unfolding Sviluppo, m.
DÉV— DEV L - Développements, pi. Unfolding L = Devoir, m. Duty L • Devoirs, pi.
Duties L -. De votre beau-frère, m. From your brother in law ( - De votre
belle-sœur,; f. From your sister in law ( = De votre bru, f. From your daugther
in ( De votre cousin, m. From your cousin [law ( •• De votre cousine, f. From
your cousin H- De votre femme, f. From your wife H = De votre fils, m. From
your son H • De votre fille, f. From your daughter H De votre frère, m. From
your brother 1 — De votre gendre, m. From your son in law 1 = De votre
grand-père, m. From your grand father 1 • De votre grand'mère, f . From your
grand mother 1 .. De votre mari, m. From your husband o — De votre mère, f.
From your mother o = De votre neveu, m. From your nephew o . De votre nièce, f.
From your niece o . De votre oncle, m. From your uncle 1 - De votre père, m.
From your father 1 = De votre sœur, f. From your sister 1 De votre tante, f.
From your aunt 1 .- De votre beau-frère, m. Of your brother in law ) - De votre
belle-sœur, f. Of your sister in law ) = De votre bru, f. Of your daughter in
law ) . De votre cousin, m. Of your cousin ) •• De votre cousine, f. Of your
cousine _i_ De votre femme, f. Of your wife + = De votre fils, m. Ot your son +
• De votre fille, m. Of your daughter 4- .. De votre frère, m. Of your brother
-^ — De votre gendre, m. Of your son in law *«>. = De votre grand-père, m.
Of your grand father De votre grand'mère, f. Of your grand mother **«. .. De
votre mari, m. Of your husband ? - De votre mère, f. Of your mother ? == De
votre neveu, m. Of your nephew û De votre nièce, f. Of your niece ? .'. De
votre oncle, m. Of your uncle V - De votre père, m. Of your father V = De votre
sœur, f. Of your sister V . De votre tante, f. Of your aunt v .. De votre
majesté, f. Of your majesty 0 — De votre sainteté, f. Of your holiness o = De
votre altesse, f. Of your highness 0 . De votre excellence, f. Of your
excellency 0 .. De votre majesté, f. From your majesty / - De votre sainteté,
f. From your holiness / = De votre altesse, f. From your highness / . De votre
excellence, f. From your excellency / .. De votre, pr. p. m. Of your A - De
vos, pi. Of your A = De votre, pr. p. f. Of your A De vos, pi. Of your A •• De
votre, pr. p. m. From your T = De vos, pi. From your T- De votre, pr. p. f.
From your f • De vos, pi. From your T .. De vous, pr. p. gén. pi. Of you 679
Sviluppi, pi. Dovere, m. Doveri, pi. Da vostro cognato, m. Da vostra cognata,
f. Da vostra nuora, f. Da vostro cugino, m. Da vostra cugina, f. Da vostra
moglie f. Da vostro figlio, m. Da vostra figlia, f. Da vostro fratello, m. Da
vostro genero, m. Da vostro nonno, m. Da vostra nonna, f. Da vostro marito, m.
Da vostra madre, f. Da vostro nipote, m. Da vostra nipote, f. Da vostro zio, m.
Da vostro padre, m. Da vostra sorella, f. Da vostra zia, f. Di vostro cognato,
m. Di vostra cognata, f. Di vostra nuora, f. Di vostro cugino, m. Di vostra
cugina, f. Di vostra moglie, f. Di vostro figlio, m. Di vostra figlia, f. Di
vostro fratello, m. Di vostro genero, m. Di vostro nonno, m. Di vostra nonna,
f. Di vostro marito, m. Di vostra madre, f. Di vostro nipote, m. Di vostra
nipote, f. Di vostro zio, m. Di vostro padre, m- Di vostra sorella, f. Di
vostra zia, f. Di vostra maestà, f. Di vostra santità, f.Di vostra altezza, f.
Di vostra eccellenza, f. Da vostra maestà, f. Da vostra santità, f. Da vostra
altezza, f. Da vostra eccellenza, f. Del vostro, pr. p. m. Dei vostri, pi.
Della vostra, pr. p. f. Delle vostre, pi. Dal vostro, pr. p. m. Dai vostri, pi.
Dalla vostra, pr. p. £ Dalle vostre, pi. Di voi, pr. p. gen. pi. 680 DEV— DIN L
- De vous, pr. p. abl, pi. From you Da voi, pr. p. abl. pi. L = Diable, m.
Devil Diavolo, m. L • Diables, pi. Devils Diavoli, pi. L •• Diadème, m. Diadem
Diadema, m. ( - Dialecte, m. Dialect Dialetto, m. ( = Dialectes, pi. Dialects
Dialetti, pi. ( • Dialectique, f. Dialectic Dialettica, f. ( .. Dialogue, m.
Dialogue Dialogo, m. H - Dialogues, pi. Dialogues Dialoghi, pi. H = Diama nt,
m. Diamand Diamante, m. H • Diamants, pi. Diamands Diamanti, pi. H .- Diantre!
excl. Devil (the) Diamine, esci. 1 - Diction, f. Diction Dizione, f. I =
Dictionnaire, m. Dictionary Dizionario, m. 1 • Dictionnaires, pi. Dictionaries
Dizionarj,pl. 1 •• Diète, f. Diet Dieta, f. o — Dieu, m. God Dio, m. o = Dieux
(les), pi. Gods Dei (gli) 0 . Dieu m'en préserve, 1. God forbid Dio mene
guardi, 1. 0 .. Diffamation, f. Difamation Diffamazione, £. 1 - Différence, f.
Difference Differenza, f. "1 = Différences, pi. Differences Differenze,
pi. 1 . Différend, m. Controversy Controversia, f. 1 .. Différent, adj. m.
Different Differente, ag. m. ) - Différents, pi. Different Differenti, pi. ) =
Différente, adj. f. Different Differente, ag. f. ) . Différentes, pi. Different
Differenti, pi. ) .. Difficile, adj. m. f. Difficult Difficile, ag. m. f. + —
Difficiles, pi. Difficult D if fichi, pi. -4- = Difficilement, adv. With
difficulty Difficilmente, av. + . Difficulté, f. Difficulty Difficoltà, f. + ..
Difficultés, pi. Difficulties Difficolta, pi. •^« — Digestion, f. Digestion
Digestione, f. — = Digne, adj. m. Worthy Degno, ag. m. *»* . Dignes, pi. Worthy
Degni, f. pi. **i .. Digne, adj. f Worthy Degna, ag. f. p - Dignes, pi. Worthy
Degne, pi. p = Dignement, adv. Worthily Degnamente, av. p . Dignité, f. Dignity
Dignità, f. p .. Dignités, pi. Dignities Dignità, pi. V - Digression, f.
Digression Digressione, f. V = Diligemment, adv. Diligently Sollecitamente, av.
V . Diligence(promptitude) f. Diligence Sollecitudine, f. V .. Diligence
(voiture), f. Stage coach Diligenza, f. 0 — Diligences, pi. Stage coachs
Diligenze, pi. 0 = Diligent, adj. m. Diligent Diligente, ag. m. 0 . Diligents,
pi. Diligent Diligenti, pi. 0 .. Diligente, adj. f. Diligent Diligente, ag. f.
1 ~ Diligentes, pi. Diligent Diligenti, pi. I = Dimanche, m. Sunday Domenica,
f. 1 • Dime, f. Tithe Decima, f. / -. Dîmes, pi. Tithes Decime, pi. A -
Diminutif, adj. m. Diminutive Diminutivo, ag. m. A = Diminutifs, pi. Diminutive
Diminutivi, pi. A • Diminution, f. Diminution Diminuzione, f. A .. Dindon, m.
Turkey Gallinaccio, m. T — Dindons, pi. Turkeys Gallinacci, pi. T = Diner, m.
Dinner Pranzo, m. T . Diner en ville, 1 To dine in town Pranzar fuori di casa,
1 T •• Direct, adj. m. Direct Diretto, ag. m. DIR— DIV L - Directe, adj. f.
Direct L = Directeur, m. Manager L • Direction, f. Management L •• Dis-je,
excl. Say-I ) - Discernement, m. Discernement ) = Disciple, m. Pupil )
Disciples, pi. Pupils ) • Discipline, f. Discipline H- Discordant, adj. m.
Discordant H = Discordants, pi. Discordant H • Discordante, adj. f. Discordant
H •• Discordantes, pi. Discordant 1 - Discours, m. Speech 1 = Discours, pi.
Speechs 1 • Discrédit, m. Discredit 1 .- Discret, m. Discreet o — Discrète,
adj. f. Discreet o = Discrètement, adv. Discreetly 0 . Discrétion, f.
Discretion 0 .. Discussion, f. Discussion 1 - Discussions, pi. Discussions 1 =
Disette, f. Scarsity 1 . Disgrâce, f. Disgrâce "1 .. Dislocation, f
Dislocation ) - Disparité, f. Disparity ) = Disparition, f. Disapearing ) .
Dispendieux, adj. m. Expensive ) .. Dispendieuse, adj. f. Expensive + -
Dispersion, f. Dispersion 4- = Disponible, adj. m. f. Disposable + .
Disponibles, pi. Disposable + .. Disposition, f. Disposition *-* — Dispositions,
pi. Dispositions *"». BS= Dispute, f. Dispute *»« . Dissemblable, adj. m.
f. Unlike "^. . . Dissemblables, pi. Unlike p - Dissemblance, f.
Unlikeness p = Dissemblances, pi. Unlikeness ? . Dissension, f. Dissention p .-
Dissensions, pi. Dissentions V - Dissentiment, m. Disagrement V = Dissertation,
f. Dissertation v . Dissertations, pi. Dissertations V .. Dissidence, f.
Difference 0 — Dissidences, pi. Differences 0 = Dissimulation, f. Dissimulation
0 . Dissipation, f. Dissipation 0 .. Dissolution Dissolution / - Distance, f.
Distance / = Distances, pi. Distances / • Distant, adj. m. Distant / ••
Distinct, adj. m. Distinct A - Distincte, adj. f. Distinct A = Distinctes, pi.
Distinct A . Distinctement, adv. Distinctly A Distraction, f. Distraction T-
Distractions, pi. Distractions T = Distribution, f. Distribution T Divergence,
f. Divergency T v Divers, adj. m. Diverse Diretta, ag. f. Direttore, m.
Direzzione, f. Dico io, esci. Discernimento, m. Discepolo, m. Discepoli, pi.
Disciplina, f. Discorde, ag. m. Discordi, pi. Discorde, ag. f. Discordi, pi.
Discorso, m. Discorsi, pi. Discredito, m. Discreto, ag. m. Discreta, ag. f*.
Discretamente, av. Discrezione, f. Discussione, f. Discussioni, pi. Carestia,
f. Disgrazia, f. Dislocazione, f. Disparita, f. Sparizione, f. Dispendioso, ag.
m. Dispendiosa, ag. f. Dispersione, f. Disponibile, ag. m. f. Disponibili, pi.
Disposizione, f. Disposizioni, pi. Disputa, f. Dissimile, ag. m. f. Dissimili,
pi. Dissomiglianza, f. Dissomiglianze, pi. Dissenzione, f. Dissenzioni, pi.
Dissentimento, m. Dissertazione, f. Dissertazioni, pi. Dissidenza, f.
Dissidenze, pi. Dissimulazione, f. Dissipazione, f. Dissoluzione, f. Distanza,
f. Distanze, pi. Distante, ag. m. Distinto, ag. m. Distinta, ag. f. Distinte,
pi. Distintamente, av. Distrazione, f. Distrazioni, pi. Distribuzione, f.
Divergenza, f. Diverso, ag. m. Divers, pi. Diverse, adj. f. Diverses, pi.
Diversement, adv. Diversion, f. Divertissant, adj. m. Divertissante, adj. f.
Divertissement, m. Divertissements, pi. Divinité, f. Divin, adj. m. Divins, pi.
Divine, adj. f. Divines, pi. Division, f. Divisions, pi. Divorce, m.
Divulgation, f. Dizaine, f. Docile, adj. m. f. Dociles, pi. Docilement, adv.
Docilité, f. Docteur, m. Docteurs, pi. Doctrine, f. Doctrines, pi. Document, m.
Documents, pi. Dogme, m. Dogmes, pi. Doigt, m. Doigts, pi. Doléances, f. pi.
Domaine, m. Domaines, pi. Dôme, m. Domestique, m. Domestique, f. Domestiques,
pi. Domicile, m. Domination, f. Domino, m. Dommage, m. Dommages, pi. Donation,
f. Donations, pi. Donc, conjonc. Don, m. Dons, pi. Dont (de qui, etc.) pr. rei
Dont(duquel), etc.pr.r. Dortoir, m. Dortoirs, pi. Dorure, f. Dos, m. Dose, f.
Doses, pi. Dot, f. Dotation, f. DIV— DOT Diverse Diverse Diverse Diversely
Diversion Diverting Diverting Recreation Recreations Divinity Divine Divine
Divine Divine Division Divisions Divorce Divulging Ten Docile Docile With
docility Docility Doctor Doctors Doctrin Doctrins Document Documents Dogma
Dogmas Finger Fingers Condolence Domain Domains Dome Servant man Servant maid
Servants Domicil Domination Domino Domage Damages Donation Donations Then Gilt
Gilts Of which Whose of Dormitory Dormitories Gilding Back Dose Doses Marriage
portion Endowment Diversi, pi. Diversa, ag. f. Diverse, pi. Diversamente, av.
Diversione, f. Divertevole, ag. m. Divertevole, ag. f. Divertimento, m.
Divertimenti, pi. Divinità, f. Divino, pi. Divini, ag. pi. Divina, ag. f.
Divine, pi. Divisione, f. Divisioni, pi. Divorzio, m. Divulgazione, f. Decina,
f. Docile, ag. m. f. Docili, pi. Docilmente, av. Docilità, f. Dottore, m.
Dottori, pi. Dottrina, f. Dottrine, pi. Documento, m. Documenti, pi. Dogma, m.
Dogmi, pL Dito, m. Diti, pi. Doglianze, pi. f. Patrimonio, m, Patrimonj, pi.
Duomo, m. Domestico, m. Domestica, f. Domestici, pi. Domicilio, m. Dominazione,
f. Domino, m. Danno, m. Danni, pi. Donazione, f. Donazioni, pi. Dunque, cong.
Dono, m. Doni, pi. Di cui, pr. relat. Di cui (del quale), pr. Dormitojo, m.
Dormitoj, pi. Indoratura, f. Dosso, m. Dose, f. Dosi, pi. Dote, f. Dotazione,
f. rei. DOU— DUR ( ;S3 L — D'où, adv. From where Donde, av. L = D'où, adv.
Whence Donde, av. L • Douane, f. Custom house Dogana, f. L •• Douanes, pi.
Custom houses Dogane, pi. ( - Double, adj. m. Duplicate Doppio, ag. m. ( =
Doubles, pi. Duplicate Doppi, pi. ( • Double, adj. i. Duplicate Doppia, ag. f.
( .. Doubles, pi. Duplicate Doppie, pi. -1- Doublement, adv. Doubly-
Doppiamente, av. H = Doublure, f. Lining Fodera, f. H • Doucement, adv. Sofly
Bel bello, av. H .. Douceur, f. Sweetness Dolcezza, f. 1 — Douceurs, pi.
Sweetness Dolcezze, pi. 1 = Douleur, f. Pain Dolore, m. 1 • Douleurs, pi. Pains
Dolori, pi. 1 •• Douloureux, adj. m. Painful Doloroso, ag. m. o — Douloureuse,
adj.f. Painful Dolorosa, ag. f. o = Douloureuses, pi. Painful Dolorose, pi. 0 .
Douloureusement, adv. Woefully Dolorosamente, av. o .. Doute, m. Doubt Dubbio,
m. 1 - Doutes, pi. Doubts Dubbj, pi. 1 = Douteux, adj. m. Doubtful Dubbioso,
ag. m. 1 . Douteux, pi. Doubtful Dubbiosi, pi. -1 .. Douteuse, adj. f. Doubtful
Dubbiosa, ag. f.' ) - Douteuses, pi. Doubtful Dubbiose, pi. ) = Douvre (ville)
Dover Douvre (citta) ) . Doux, adj. m. Sweet Dolce, ag. m. ) .. Doux, pi. Sweet
Dolci, pi. + - Douce, adj. f. Sweet Dolce, ag. f. + = Douces, pi. Sweet Dolci,
pi. 4- . Douzaine, f. Dozen Dozena, f. •f .. Drame, m. Drama Dramma, m.
">>. — Drames, pi. Dramas Drammi, pi. ">» = Drap, m. Cloth
Drappo, m. -N. . Draps, pi. Sheets Lenzuola, f. pi. -^ .. Drapeau, m. Colour
Bandiera, f. p - Drapeaux, pi. Colours Bandiere, pi. p = Droit, m. Right
Dritto, m. p . Droits, pi. Rights Dritti, pi. p .. Droits de douane, pi. Duties
Gabella, f. V — Droit, adj. m. Right Destro, ag. m. V = Droite, adj. f. Rights
Destra, ag. f . V . Du, art. m. s. gén. Of the Del, art. m. s. gen. V .. Du,
art. m. s. abl. From the Dal, art. m. s. abl. 0 — Du, art. m. s. gén. Of the
Dello, art. m. s. gen. 0 = Du, art. m. s. abl. From the Dallo, art. m. s. abl.
0 . Dubl in (ville) Dublin Dublino (citta) 0 .. Duc, m. Duke Duca, m. / - Ducs,
pi. Dukes Duchi, pi. / = Ducat, m. Ducat Ducato, m. / • Ducats, pi. Ducats Ducati,
pi. / - Duché, m. Duchy Ducato, m. A — Duchesse, f. Duchess Duchessa, f. A =
Duchesses, pi. Duchesses Duchesse, pi. A • Duel, m. Duel Duello, m. A •• D'un
bout à l'autre, adv. From beginning to end D'un capo all' altro, av. T- Dureté,
f. Hardness Durezza, f. T = Dur, adj. m. Hard Duro, ag. m. T . Durs, pi. Hard
Duri, pi. T -. Dure, adj. f. Hard Dura, ag. f. 684 L —[Dures, pi. L =]
Dynastie, f. DUR— EGL [Hard [Dynasty [Dure, pi. I Dinastia, L . Eau, f. Water
Acqua, f. L - Eaux, pi. Waters Acque, pi. ( - Eau-de-vie, f. Brandy Acqua vita,
f. ( = Ebauche, f. Rough skecth Abbozzo, m. ( • Eblouissement, m. Dazzling
Abbagliamento, m. ( •• Ecclésiastique, m. Ecclesiastic Ecclesiastico, m. H-
Echange, m. Exchange Cambio, m. H = Echauffement, m. Heating Riscaldamento, m.
H . Echec, m. Check Scacco H •• Echecs, pi. Cheeks Scacchi, pi. 1 - Echelle, f.
Scale Scala, f. 1 = Echelles, pi. Scales Scale, pi. 1 . Echo, m. Echo Eco, m. 1
.- Eclat, m. Splender Splendore, m. o — Eclair, m. Lightning Baleno, m. (lampo,
ni,) o = Eclairs, pi. Lightnings Baleni, pi. (lampi, pi.) 0 . Eclatant, adj. m.
Sparkling Splendido, ag. ra. o .. Eclatante, adj. f. Sparkling Splendida, ag.
f. 1 — Ecole, f. School Scuola, f. 1 = Ecoles, pi. Schools Scuole, pi. 1 .
Ecolier, m. Scholar Scolaro, m. 1 .. Ecoliers, pi. Scholars Scolari, pi. ) -
Econome, adj. m. Saving Economo, m. ) = Economie, f. Economy Economia, f. ) .
Economique, adj. m. Economical Economico, ag. m. ) .. Economiquement, adv.
Economically Economicamente, av. + — Ecorce, f. Bark Scorza, f. + = Ecorchure,
f. Excoriation Scorticatura, f. + . Ecrin, m. Jewel box Scrigno, m. 4- ..
Ecrit, m. Writing Scritto, m. *N. — Ecrits, pi. Writings Scritti, pi. . =
Ecriture, f. Writing Scrittura, f. . Ecritures, f. pi. Scriptures Sacre
Scritture, f.pl. •^ .. Ecrivain, m. Writing master Maestro di scrittura, m p -
Écume, f. Spume Schiuma, f. p = Ecurie, f. Stable Scuderia, f. p . Ecuries, pi.
Stables Scuderie, pi. p .. Ecuyer, m. Horse-man Scudiere, pi. V - Effet, m.
Effect Effetto, m. V = Effets, pi. Effects Effetti, pi. V • Effectivement, adv.
Effectively Effettivamente, m. v .. Effort, m. Endeavour Sforzo, m. 0 —
Efforts, pi. Endeavours Sforzi, pi. 0 = Effronterie, f. Impudence Sfrontatezza,
f. J0 . Effronté, adj. m. Shameless Sfrontato, ag. m. 0 .. Effrontée, adj. f.
Shameless Sfrontata, ag. f. / - Egalement, adv. Equally Egualmente, av. / =
Egal, adj. m. Equal Eguale, ag. m. / Egale, adj. f. Equal Eguale, ag. f. / ••
Egalité, f. Equality Eguaglianza, f. A — Egard, m. Respect Riguardo, m. A =
Egards, pi. Respects Riguardi, pi. A . Egarement, Kk Wandering Traviamento, B3-
A .. Eglise, f. J Church Chiesa, f. Eglises, pi. Egypte, f. Egyptien, m.
Egyptiens, pi. Eh bien ! interj. Électeur, m. Électeurs, pi. Élégance, f.
Élégant, adj. m. Élégaûte, adj. f. Élément, m. Éléments, pi. Élève, f. m.
Élèves, pi. Élevé, adj. m. Élevés, pi. Elle, pr. f. s. Elle, pr. f. s. Elle, f.
au, pr. p. n. Elle, la, le, pr. neut. Elle-même, pr. rei. Elles, pr. f. pi.
Elles, pr. f. pi. Éloignement, m. Élu, adj. m. Élysées (Champs-), m. pi
Embarras, m. Embellissement, m. Embellissements, pi. Embrassement, m. Émeute,
f. Émeutes, pi. Émigration, f. Eminent, adj. m. Éminents, pi. Eminente, adj. f.
Éminentes, pi. Empereur, m. Empereurs, pi. Empire, m. Emploi, m. Employé, m.
Employés, pi. Empressement, m. En arrière, adv. En avant, adv. En, prép. En,
pron. En bas, adv. En bas (là-bas), adv. En bas, adv. Enceinte, f. circuit, m.
Encre, f. Encrier, m. Encombrement, m. Encore, adv. Encouragement, m. En deçà,
adv. En dehors, adv. Endroit, m. EGL— END Curcchs Egypt Egyptian Egyptians Weil
Elector Electors Elegance Elegant Elegant Element Elements Pupil Pupils Eminent
Eminent She (her) She (her) Her It Her self, it self They They (them) Distance
Elected Elysian lields Impediment Embellishment Embellishments Embracing
Commotion Commotions Emigration Eminent Eminent Eminent Eminent Emperor
Emperors Empire Employment Person employed Persons employed Eagernesss
Backwards Forward In Some of it (of them) Down Below Dawnward The inside Ink
Ink-stand Encumbering Again Encouragement On this side Outward Place 685
Chiese, pi. Egitto, m. Egizziano, m. Egizziani, pi. Ebbene ! interj. Elettore,
m. Elettori, pi. Eleganza, f. Elegante, ag. m. Elegante, ag. f. Elemento, m.
Elementi, pi. Scolara, f. Scolare, pi. Elevato, ag. m. Elevati, pi. Ella, pr.
p. f. s. Essa, pr. f. s. Lei, pr. p. f. au, pr. n. Lei, lo, la, esso, essa, n.
Ella stessa, essa stessa, n. Elleno, p. f. Esse, pr. f. pi. Allontanamento, ni.
Eletto, ag. m. Campi Elisei, m. pi impaccio, in. Abbellimento, m. Abbellimenti,
pi. Abbraccio, m. Ammutinamento, m. Ammutinamenti, pi. Emigrazione, f.
Eminente, ag. m. Eminenti, pi. Eminente, ag. f. Eminenti, pi. Imperatore, m.
Imperatori, pi. Imperio, m. Impiego, m. Impiegato, m. Impiegati, pi. Premura,
f. Indietro, av. In avanti, av. In, prep. Ne, pron. Giù, av. Al di sotto (in
basso), av. In giù, av. Circuito (recinto), m Inchiostro, m. Calamajo, ni.
Incombro, m. Anche, av. Incoragimento, m. Di qua, av. In fuori, av. Luogo, m.
58 688 L - Endroits, pL L = En face, adv. L • Enfance, f. L •• Enfant, m. ( -
Enfants, pi. ( = Enfant trouvé, m. ( Enfants trouvés, pi. ( •• En revanche H-
En rond, adv. H = Enseigne, f. H Enseignes, pi. -1 •• Enseignement, m. 1 -
Enseignes déployées, adv. 1 = Enfer, m. 1 - Enfin j adv. 1 • En foule, adv. o —
Engagement, m. o = En haut, adv. 0 . En haut, adv. 0 .. En haut, adv. 1 -
Enjoué, adj. m. 1 = Enjouée, adj. f. 1 . Ennemi, m. 1 Ennemis, pi. ) - Ennui,
f. ) = Ennui, f. ) . Ennuyeux, adj. m. ) .. Ennuyeuse, adj. f. -Ì En quelqu e
manière, adv. -r = Ensemble, adv. 4- . Ensuite, adv. 4- .. Ensuite, adv. ^v. —
En tant que, adv. \ = Entendement (F), m. ^. Entêté, adj. m. *•«. . . Entêtée,
adj. m. P - Entêtement, adv. P = Enthousiasme, m. c Entier, adj. f. P ••'
Entière, adj. f. V — Entièrement, adv. V = Entrailles, f. pi. v . Entraves, f.
pi. V .. Entre, adv. 0 — Entrée, f. 6 = Entreprise, f. o . Entresol, m. 0 ..
Entrevue, f. / - En triomphe, adv. / = En une fois, adv. / . En vérité, adv. /
.. En vain, adv. A — Envi (à F), adv. A = Envie, f. A • Envies, pi. A ••
Environ, prép. T — environs, pi. T = En visite, adv. T • Épaule, f. T ..!
Épaules, pU Places Luoghi, pi. Opposite Dirimpetto, av. Infancy Infanzia, f.
Child Fanciullo, m. Children Fanciulli, pi. Foundling Fanciullo esposto, m.
Foundlings Fanciulli esposti, pi. In return In contracambio, av. Around In
circolo, av. Sign Insegna, f. Signs Insegne, pi. Instruction Insegnamento, m.
Colours flying Bandiere spiegate, av. Hell Inferno, m. In short In line, av. In
a crowd In folla, av. Engagement Impegno, m. Up In alto, av. Upward In su, av.
Above Su, av. Playful Giocondo, ag. m. Playful Gioconda, ag. f. Enemy Nemico,
m. Enemies Nemici, pi. Lowness of spirits Noja, f. Lowness of spirits Tedio, m.
Wearisome Nojoso, ag. m. Wearisome Nojosa, ag. f. Some way, or other In qualche
maniera, av» Together Insieme, av. Next In seguito, av. After Poi (in seguito),
av. is In tanto che, av. Intellects Intelletto, m. Obstinate Caparbio, ag. m.
Obstinate Caparbia, ag. f. Obstinacy Ostinazione, f. Enthousiasm Entusiasmo,
ni. Entire Intiero, ag. m. Entire Intiera, ag. f. Entirely Intieramente, av.
Bowels Viscere, f. pi. Shackles Intralci, m. pi. Between Fra, av. Entered
Entrata, f. Undertaking Intrapresa, f. Enter-sole Mezzanino, m. Interview
Abboccamento, nh Triumphant? In trionfo, av. At once In una volta, av. Indeed
In verità, av. In vain In vano, av. A mind A gara, av. A mind Voglia, f.
Desires Voglie, pi. Near Circa, prep. The environs Contorni, m. pi. Visiting In
visita Shoulder' Spalla, f. Shoulders Spalle, pi." ' ÉPÉ— ÉTA 687 L -
Ëpée, f. Sword Spada, f. L = Épées, pi. Swords Spade, pi. L • Épi, f. Ear of
corn Spiga di grano, pi. L •• Épis, pi. Ears of corn Spighe di grano, pi. ( -
Épinards, m. pi. Spinage Spinaci, m. pi. ( = Épingle, f. Pin Spilla, f. ( •
Épingles, pi. Pins Spille, pi. ( •• Éponge, f. Spunge Sponga, f. H- Éponges,
pi. SpuDges Sponghe, pi. H = Épouse, f. Wife Sposa, f. H • Époux, m. Husband
Sposo, f. H - Épouvantable, adj. m. f. Frightful Spaventevole, ag. m. f. 1 -
Épouvantables, pi. Frightful Spaventevoli, pi. 1 = Épouvante, f. Fright
Spavento, m. 1 . Épreuve, f. Trial Prova, f.' 1 •• Épreuves, pi. Trials Prove,
pi. o — Épuisement, m. Exhaustion Rifinimento, m. o = Équipage, m. Equipage
Equipaggio, m. o . Équité, f. Equity Equità, f. o .. Errant, adj. m, Wandering
Vagante, ag. m. "1 - Errants, pi. Wandering Vaganti, pi. 1 = Errante, adj.
f. Wandering Vagante, ag. m. 1 . Errantes, pi. Wandering Vaganti, pi. 1 ..
Erreur, f. Mistake Sbaglio, m. ) - Erreurs, pi. Mistakes Sbagli, pi. ) = Érudition,
f. Erudition Erudizione, f. ) . Escalier, m. Stair-case Scala, f. ) ..
Escaliers, pi. Stair-cases Scale, pi. + - Escarpé, adj. m. Steep Scosceso, ag.
m. + = Escarpés, pi. Steep Scoscesi, pi. + . Escarpée, adj. f- Steep Scoscesa,
ag. f. + .. Escarpées, pi. Steep .Scoscese, pi. ^-» — Esclavage, m. Slavery
Schiavitù, f. *^. == Esclave, m. Slave Schiavo, m. -^ Esclaves, pi. Slaves
Schiavi, pi. *»^ .. Esclave, f. Slave Schiava, f. 9 - Esclaves, »L Escrime, t.
Slaves Schiave, pi. ? = Fencing Scherma, f. p . Espagne, f. Spain Spagna, f. ?
.. Espagnol, m. Spaniard Spagnuolo, m. V - Espagnols, pi. Spaniards Spagnuoli,
pi. V = Espagnole, f. Spanish woman Spagnuola, f. v . Espagnoles, pi. Spanish
women Spagnuole, pi. V .. Espèce, f. Kind Sorta, f. 0 — Espèce, f. Species
Specie, f. 0 = Espérance, f, Hope Speranza, f. 0 . Espoir, m- Hope Speranza, f.
0 .. Esprit, m. Mind Intelletto, m. 1 - Esprit, m. Mind Mente, m. / = Esprit,
m, Wit Spirito, m. / • Essai, m. Trial Prova, f. / •* Essais, pi, Trials Prove,
pi. A - Essai, m. Trial Saggio, m. A = Essais, pj. Trials Saggi, pi. A •
Essuie-mains, m. Towel Sciugatojo, m. A •• Essuie-mains, pi. Towels Sciugatoj,
pi. T — Estime, f. Esteem Stima, f. T = Estomac, m. Stomach Stomaco, m. T • Et,
conj. And E (ed), cong. r •• Établissement, m. Establishment Stabilimento, m.
Etage, m. Story Piano, m. Étages, pi. Stories Piani, pi. Étoffe, f. Stuff
Stoffa, f. Étoffes, pi. Stuffs Stoffe, pi. Étang, m. Pond Stagno, m. Étangs,
pi. Ponds Stagni, pi. État, m. State Stato, m. États, pi. States Stati, pi.
États-Unis, pi. United-States Stati-Uniti, pi. Été, m. Summer Estate, f.
Étendue, f. Extent Estenzione, f. Éternel, adj. m. Eternal Eterno, ag. m.
Éternelle, adj. f. Eternal Eterna, ag. f. Étincelle, f. Spark Scintilla, f.
Étincelles, pi. Sparks Scintille, pi. Étiquette, f. Label Eticìietta, f.
Étoile, f. Star Stella, f. Étoiles, pi. Stars Stelle, pi. Étourdi, adj. m.
Blunderer Stordito, ag. m. Étourdis, pi. Blunderer Storditi, pi. Étourdie, adj.
f. Blunderer Stordita, ag. f. Étourdies, pi. Blunderer Stordite, pi.
Étonnement, m. Astonishment Stupore, m. Étranger, m. Foreigner Forastiero, m.
Étrangers, pi. Foreigners Forastieri, pi. Étrangère, f. Foreigner Forastiera,
f. Étrangères, pi. Foreigners Forastiere, pi. Étranger, adj. m. Foreign
Straniero, ag. m. Étrangère, adj. f. Foreign Straniera, ag. f. Étranglement, m.
Strangling Strozzatura, f. Étrennes, f. pi. A new year's gifts Mancia, f. Être
sur le qui vive, 1. To be on the alert Esser sul chi viva, 1. Étrier, m.
Stirrup Staffa, f. Et ri ers, pi. Stirrups Staffe, pi. Étroit, adj. m. Narrow
Stretto, ag. ni. Étroits, pi. Narrow Stretti, pi. Étroite, adj. f. Narrow
Stretta, ag. f. Étroites, pi. Narrow Strette, pi. Étroitement, adv. Narrowly
Strettamente, av. Étude, f. Study Studio, m. Études, pi. Studies Studj, pi.
Studieux, adj. m. Studious Studioso, ag. m. Studieux, pi. Studious Studiosi,
pi. Studieuse, adj. f. Studious Studiosa, ag. f. Studieuses, pi. Studious
Studiose, pi. Europe, f. Europe Europa, f. Européen, m. European Europeo, m.
Européens, pi. Europeans Europei, pi. Européenne, f. adj. European Europea, ag.
f. Eux, pr. m. pi. They, them Essi, loro, pr. m. pi. Eux-mêmes, pr. réfl. et n.
Themselves Eglino essi, pr. ree. e n. ! Elles-mêmes, f. Themselves Esse stesse,
f. Évangile, m. Gospel Evangelo, m. Évèché, m. Bishopric Vescovato, rq.
Éventail, m. Fan Ventaglio, m. Événement, m. Event Evento, m. - Évêque, m.
Bishop Vescovo, m. = |Évêques, pi. Bishops Vescovi, pi. j Évidemment, adv.
Evidently Evidentemente, av. i Évidence, f. Evidence Evidenza, f. ÉVI— EXT L -
Évident, adj. m. Evident L = Exact, adj. m. Exact L • Exacte, adj. f. Exact L
•• Exactement, adv. Exactly ( - Examen, m. Examination { = Excellence, f.
Excellence ( • Excellent, adj. m. Excellent ( .. Excellents, pi. Excellent H-
Excellente, adj. f. Excellent H = Excellentes, pi. Excellent H • Excepté, adv,
Except H •• Excès, m. Excès 1 - Excès, pi. Excesses i = Excessivement, adv.
Excessively 1 . Exclamation, f. Exclamation ) •• Exclusivement, adv.
Exclusively o — Excuse, f. Excuse o = Excuses, pi. Excuses 0 . Exécution, f.
Execution o .. Exécutions, pi. Ezecutions 1 - Exemplaire, Copy 1 = Exemplaires,
pi. Copies 1 . Exemple, m. Example Exemples, pi. Examples ) — Exercice, m.
Exercise ) = Exercices, pi. Exercises Existence, f. Existence Expédient, m.
Expedient + — Expédients, pi. Expedients + == Expédition, f. Expedition + .
Expérience, f. Experience + .. Expert, adj. m. Expert — — Explication, f.
Explanation -^ = Explications, pi. Explanations -%. . Exposition, f. Exposition
> . . Farine, f. Flour Farina, f. ? - Fatigant, adj. m. Troublesome Penoso,
ag. m. ? = Fatigants, pi. Troublesome Penosi, pi. P • Fatigante, adj. f.
Troublesome Penosa, ag. f. ? •• Fatigantes, pi. Troublesome Penose, pi. V —
Faux, adj. m. False Falso, ag. m. V = Fausse, adj. f. False Falsa, ag. f. V .
Faute, f. Fault Colpa, f. v .. Fautes, pi. Faults Colpe, pi. e — Faute de, ad.
For want of Per mancanza di, av. 0 = Fauteuil, m. Arm-chair Sedia d'appoggio,
f. G . Fauteuils, pi. Arm-chairs Sedie d'appogio, pi. 0 .. Faute, f. Fault
Fallo, m. / - Fautes, pi. Faults Falli, pi. / = Faveur, f. Favour Favore, m. /
. Faveurs, pi. Favours Favori, pi. / .. Felicitation, f. Congratulation
Congratulazione, f. A - Félicitations, pi. Congratulations Congratulazioni, pi.
A = Feinte, f. Pretention Finta, f. A . Félicité, f. Felicity Felicita, f. A ..
Femme, f. Wife 1 Moglie, f. FEM— FIL 691 L - Femmes, pi. Wifes Mogli, pi. L =
Femme, f. (mariée) Wife Consorte, f. L • Femme, pi. Woman Femmina, f. L ••
Femmes, pi. Women Femminp., pi. ( - Femelle, adj. f. (animaux) Female (she)
Femmina, f. ag. ( =» Femelle, adj. f. (oiseaux) Hen Femmina, f. ag. ( • Femme
de chambre, f. Chamber maid Cameriera, f. ( •• Femmes de chambre, pi. Chamber
maids Cameriere, pi. H- Féminin, adj. m. Feminine Femminino, ag. m. H =
Fenêtre, f. Window Finestra, f. H • Fenêtres, pi- Windowes Finestre, pj. H ..
Fente, f. Cleft Fenditura, f. (fesso), m, 1 - Fentes, pi. Clefts Fenditure, pi.
(fessi), pi. 1 = Fer, m. Iron Ferro, m. 1 • Ferme, f. Farm Possessione, f. 1 -
Fertilité, t Fertility Fertilità (abondanza), f. o — Festin, m. Feast Festino,
m. o == Festins, pli Feasts Festini, pi. 0 . Fermeté, f. Firmness Fermezza, f.
0 .. Fertile, adj. m. f. Fruitful Fertile, ag. m. f. 1 — Fertiles, pi. Fruitful
Fertili, pi. 1 = Fertilité, f. Fertility Fertilità, f, "1 . Fête, f. Feast
Festa, f. 1 .. Fêtes, pi. Feasts Feste, pi. ) - Fœtus, m. Fœtus Feto, m. ) -
Feu, m. Fire Fuoco, m. ) . Feux, pi. Fires Fuoci, pi. ) . Feuille, f, Leaf
Foglia, f. •f — Feuilles, pi. Leaves Foglie, pi. + - Feuille de papier (une)
Sheet of paper (a) Foglio di carta, m. (un) 4- . Feuilles de papier, pi. Sheets
of paper Fogli di carta, pi. + .. Feuillet, m. Leaf Foglietto, f. •>>. —
Feuillets, pi. Leaves Foglietti, pi. •V. = Février, m. February Febrajo, m. "^
. Fi! (fidoncl)interj. Fy! (fy upon it) Oibò! interj. ""S. ..
Ficelle, f. String Spago, m. ? - Fidèle, adj. m. f, Faithful (trusty) Fedele,
ag. m. f. p = Fidèles, pi. Faithful (trusty) Fedeli, pi. p . Fidèlement, ady.
Faithfully (trustify) Fedelmente, av. p .. Fidélité, f. Trustiness Fedeltà, f.
V - Fier, adj. m. Proud Superbo, ag. m. V = Fiers, pi. Proud Superbi, pi. V .
Fière, adj. f. Proud Superba, ag. f. v .. Fières, pi. Proud Superbe, pi. / -
Fierté, f. Pride Superbia, f. / = Fièvre, f. Fever Febre, f. / • Figue, f. Fig
Fico, m. / •• Figues, pi. Figs Fichi, pi. 0 — Figure, f, Face Figura, f. 0 =
Fils, ni. Fil, ni. Thread Filo, m. 0 . Threads Fili, pi. 0 .. Fille, f. Single
woman Zitella, f. A - Filles, pi. Single women Zitelle, pi. A = Fille, f. Girl
Ragazza, f. A . Fillette, f. Young girl Ragazzina, f. A .. Fillettes, pi. Young
girls Ragazze, pi. T - Fille, f. Daughter Figliuola, f. T = Fils, m. Son
Figliuolo, m. T Fils de famille, m. A gentlemen's son Figlio di famiglia, m. T
.. Fils, pi. Sons Figliuoli, pi. 692 FIN— FOU L — Finance, f, Finance Publico
tesoro, m. L = Fin, f. End Fine, m. L • Fin, adj. m. Fine Fino, ag. m. L ..
Fins, pi. Fine Fini, pi. ( - Fine, adj. f. Fine Fina, ag. f. ( = Fines, pi.
Fine Fine, pi. ( • Flacon, m. Flacon (smelling bottle) Boccetta, f. ( .
Flacons, pi. Flacons (smelling bottles) Boccette, pi. H- Flamme, f. Flame
(blaze) Fiamma, f. H = Flammes, pi. Flames (blazes) Fiamme, pi. H • Flatterie,
f. Flattery Lusinga, f. -1 • Flatteries, pi. Flatteries Lusinghe, pi. 1 -
Flatteur, adj. m. Flatterer Adulatore, ag. m. 1 = Flatteurs, pi. Flatterer
Adulatori, pi. j Flatteuse, adj. f. Flatterer Lusinghiera, ag. f. 1 >•
Flatteuses, pi. Flatterer Lusinghiere, pi. o — Fleur, f. Flower Fiore, m. o =
Fleurs, pi. Flowers Fiori, pi o . Fleuve, m. River Fiume, m. o .. Fleuves, pi.
Rivers Fiumi, pi. 1 - Florence (ville) Florence Firenze (città) 1 = Flotte, f,
Fleet Flotta, l 1 . Flottes, pi, Fleets Flotte, pi. 1 •• Flûte, f. Flute
Flauto, m. ) - Foi, f. Faith Fede, f. ) = Foie, m. Liver Fegato, m. ) . Foin,
m. Hay Fieno, m. ) .. Folie, f. Folly (madness) Pazzia, f. + — Folies, pi.
Foolish tricks Pazzie, pi. + = Folle, f. Madwamen Folle, f. + . Folle, f.
Foolish Pazza, f. + .. Folle, adj. f. Mad Matta (pazza), f. •**. — Folles, pi.
Mad Matte (pazze), pi. ■>*». = Fondation, f. Foundation Fondazione, f.
^>. Fondateur, m, Founder Fondatore, m. *•» .. Fonds, pi. Stock Fondo, m. p
- Fonds publics, pi. Public funds Fondi publici, pi. p = Fondement, m. Ground
Fondamento, m. p . Fondements, pi. Grounds Fondamenti, pL p .. Fondeur, m.
Founder Fonditore, m. V - Fondé de pouyoir, m. Attorney Procuratore, m. V =
Fonderie, f. ' Foundery Fonderia, f. V . Fonderies, pi. Founderies Fonderie,
pi. V •• Fontaine, f. Fontain Fontana, f. 0 — Fontaines, pi. Fontains Fontane,
pi. 0 = Force, f. Strenght Forza, f. 0 . Forces, pi. Strenght Forze, pi. 0 ..
Forcément, adv. Forcibly Forzatamente, av. 1 ~ Forêt, f. Forest Selva
(foresta), f. 1 = Forêts, pi. Forests Selve (foreste), pi. 1 • Fort bien, adv.
Very well Molto bene, av. / - Fort, adv. Yery much Fortemente, av. A - Fort,
adj. m. Strong Forte, ag. m. A = Forts, pi. Strong Forti, pi. A • Forte, adj.
f. Strong Forte, ag. f. A •• Fortes, pi. Strong Forti, pi. T — Fortune, f.
Fortune Fortuna, f. T = Fossé, m. Ditch Fossato, m. T • Fossés, pi. Ditches
Fossati, pi. T - Foudre, f. Thunder Fulmine, m. L - Foudres, pi. L = Fouet, m.
L • Fouets, pi. L • Fourchette, f. ( - Fourchettes, pi. ( = Fourneau, m.- (
Four, m. ( •• Fours, pi. H- Fourreau (d'épée), m. H = Fou, adj. m. H . Fous,
pi. H •• Fou, m. 1 - Fous, pi. 1 = Foyer, m. 1 • Fracas, m. 1 - Frais, m. o —
Frais, adj. m. o = Frais, pi. 0 . Fraîche, adj. f. 0 .. Fraiches, pi. 1 -
Fraise, f. 1 = Fraises, pi. 1 . France, f. 1 .. Franc, adj. m. ) - Francs, pi.
) = Franche, adj. f. ) . Franches, pi. ) .. Franchement, adv. + - Franchise, f.
+ = Français, adj. m. + . Française, adj. f. + .. Français, m. »s. — Français
(les), pi. Vi = Française, f. **"., Françaises, pi. "«s. ..
Francfort, (v.) p - Franc, m. (p. de 20 sous) ? = Francs, pi. p . Fraternel,
adj. m. p .. Fraternité, f. V - Fréquemment, adv. V = Fréquence, f. V •
Fréquent, adj, m. v .. Fréquente, adj. 1". 0 — Fréquentes, pi. 0 =>
Frémissement, m. 0 . Frémissements, pi. 0 .. Frère, m. / ^ Frères, pi. / =
Fripon, m. / • Fripons, pi. / •• Frisson, m. A - Frissons, pi. A = Friture, f.
A . Friture, f. A .. Froid, m, T - Froid, adj. m. T = Froids, pi. T • Froide,
adj. f. T •• Froides, pi. FOU— FRO Thunder-bolts Whip Whips Fork Forks Furcace
Oven Ovens Scabbard Mad Mad Madman Madmen Hearth Noise (crack) Cool Fresh Fresh
Fresh Fresh Strawberry- Strawberries France Frank Frank Frank Frank Frankly
Frankness French French French man French (the) Frenoh woman French women
Francfort Frank Franks Fraternal Fraternity Frequently Frequency Frequent Frequent
Frequent Skuddering Skuddering Brother Brothers Rogue Rogues Shivering
Shivering Frying Frying Cold Cold Cold Cold Cold 693 Fulmini, pi. Frusta
(sferza), f. Fruste (sferze), pi. Forchetta, f. Forchette, pi. Fornello, m.
Forno, m. Forni, pi. Fodero (di spada) Matto, ag. m. Matti, pi. Pazzo, ag. m.
Pazzi, pi. Focolajo, m. Fracasso, m. Fresco, m. Fresco, ag. m. Freschi, pi.
Fresca, ag. f. Fresche, pi. Fravola, f. Fra voi e, pi. Francia, f. Franco, ag.
tn. Franchi, pi. Franca, ag. f. Franche, pi. Francamente, av. Franchezza, f.
Francese, ag. m. Francese, ag. f. Francese, m. Francesi (i), pi. Francese, f.
Francesi, pi. Francoforte, (e) Franco, m.'(p.di 20soldi) Franchi, pi. Fraterno,
ag. m. Fraternità, f. Frequentemente, av. Frequenza, f. Frequente, ag. mv
Frequente, ag. f. Frequenti, pi. Fremito, m. Fremiti, pi. Fratello, m.
Fratelli, pi, Birbante, m. Birbanti, pi. Brivido, m. Brividi, pi. Fritto, ni.
Fritture, f. Freddo, m, Freddo, ag. m. Freddi, pi. Fredda, ag. f, Fredde, pi.
694 FRO— GEN L - Froidement, adv. Coldly Freddamente, av. L = Froideur, f.
Coldness Freddezza, f. L • Fromage, m. Cheese Formaggio, m. L •• Froment, m.
Wheat Frumento, m. ( - Front, m. Front Fronte, f. ( = Fruit, m. Fruit Frutto,
m- ( • Fruits, m. pi. Fruits Frutti, m. pi. ( •• Fuite, f. Flight Fuga, f. H-
Fusil, m. Firelock Fucile, m. H = Fusils, pi. Firelocks Fucili, pi. H • Fumée,
f. Smoke Fumo, m. H •• Funérailles, f. pi. Funeral Funerali, m. pi. I - Fureur,
f. Fury Furore, m. f = Fureurs, pi. Furies Furori, pi. 1 • Furieux, adj. m.
Furious Furioso, ag. m. I .. Furieuse, adj. f. Furious Furiosa, ag. f. o —
Futur, adj. m. (temps) Future tence Futuro, ag. m. (tempo) O = Gageure, f.
Wager Scommessa, f. O . Gageures, pi. Wagers Scommesse, pi. o .. Gai, adj. m.
Cheerful Lieto, ag. m. 1 - Gai, adj. m. Cheerful Allegro, ag . m. 1 = Gais, pi.
Cheerful Allegri, pi. -\ . Gaie, adj. f. Cheerful Allegra, ag. f. 1 .. Gaies,
pi. Cheerful Allegre, pi. ) - Gaiement, adv. Cheerfully Allegramenti, av. ) =
Gain, m. Profit Guadagno, m. ) . Gains, pi. Profits Guadagni, pi. ) . Galant,
adj. m. Genteel Galante, ag. m. 4- — Galanterie, f. Politeness Galanteria, f,
4- = Galerie, f. Galery Galleria, f. 4- • Galeries, pi. Galeries Gallerie, pi.
4- .. Gant, m. Glove Guanto, m. •%» — Gants, pi. Gloves Guanti, pi. -%. =
Garçon, m. - Boy Maschio, m. •^ Garçons, pi. Boys Maschi, pi. *>» .. Garçon,
m. Boy Ragazzo, m. ? - Garçons, pi. Boys Ragazzi, pi. P = Garçon, m. Boy
Garzone, m. P • Garde, f. Guard Guardia, f. P •• Gardes, pi. Guards Guardie,
pi. V - Garde-bois, m. A forest-keeper Guarda boschi, m. V == Garde-bourgeoise,
f. A citizen's guardianship Guardia civica, f. V . Garde-noble, f. A noble
man's guardian Guardia nobile, f. v .. Garde-manger, m. A larder Guarda
vivande, m 0 — Garde de nuit, m. Watchman Guardia di notte, f. 0 = Gardé, adj.
m. Guarded Custodito, m. ag. 0 . Gardien, m. Guardian Custode, m. 0 ..
Garde-meuble, f. Wardrobe Guardaroba, f. / - Gasconnade, f. Gasconade
Gasconata, f. / = Gâteau, m. Cake Shiacciata, f. / . Gâteaux, pi. Cakes
Shiacciate, pi. / .. Gauche, adj. m. Left Sinistro, ag. m. A - Gauche, adj. f.
Left Sinistra, ag. L A = Gelée, f. Frost Gelo, m. A • Gelée blanche, f. Hoar
frost. Brinata, f. A •• Gencives, pi. f. Gums Gengive, f. pi. GEN— GRA 6£ L -
Gendre, m. Son in law Genero, m. L = Gêne, f. Rack Incomodo L • Général, m.
General Generale, m. L •• Généralement, adv. Generally Generalmente, adv. ( -
Généreux, m. Generous Generoso, m. ( = Généreuse, f. Generous Generosa, f. ( •
Générosité, f. Generosity Generosità, I* ( •• Gênes (v.) Genoa Genova, f. (e.)
H- Génie, m. Genius Genio, m. ^ = Genou, m. Knee Ginocchio, m. H • Genoux, pi.
Knees Ginocchi, pi. H .- Genre, m. Gender Genere, m. 1 - Genre masculin, m*
Masculine gender Genere mascolino, m. 1 = Genre féminin, m. Feminine gender
Genere femminino, m, 1 . Gens, pi. m. f. People Gente, f. genti, pi. 1 •
Gentil, adj. m. Genteel Gentile, ag. m. o — Gentille, adj. f. Genteel Gentile,
ag. f. o = Gentilhomme, m* Gentleman Gentiluomo, m. o . Gentilshommes, pi.
Gentlemen Gentiluomini, pi- o .. Géographie, f. Geography Geografia, f. 1 -
Géographe, m. Geographer Geografo, m. 1 = Géographes, pi. Geographers,
Geografi, pi. 1 . Géométrie, f. Geometry Geometria, f. 1 -. Géomètre, m.
Geometer Geometra, in. ) - Géomètres, pi. Geometers Geometri, pi. ) = Géométriquement,
adv. Geometrically Geometricamente, av, ) • Géométrique, adj, m. Geometrical
Geometrico, ag. m. ) -. Géométrique, adj. f. Geometrical Geometrica, ag. f, + -
Géométriques, pi. Geometrical Geometriche, pi. 4- = Gibier, m. Game
Cacciagione, f. + . Gibraltar (ville) Gibraltar Gibilterra (citta) + •• Gilet,
m. Waistcoat Farsetto, m. *»* — Gilets, pi. Waistcoat Farsetti, pi. ^ =
Giroflée, f. Wall flower Garofano, m. ^ Giroflées, pi. Wall flowers Garofani,
pi. ^ .. Glace (pour eau glacée) Ice Ghiaccio, m. P - Glace, f. Looking-glass
Spera, f. P = Globe, m. Globe Globo, m. P . Gloire, f. Glory Gloria, f. P ..
Glorieux, adj. m. Glorified Glorioso, ag. m. V — Glorieuse, adj. f. Glorified
Gloriosa, ag. f. V = Gorge, f. Throat Gola, f. V . Gomme, f. Gum Gomma, f. v ..
Gourmand, m. Glutton Ghiotto, m. 0 — Gourmands, pi. Gluttons Ghiotti, pi. 0 =
Gourmande, pi. Glutton Ghiotta, f. 0 . Gourmandes, pi. Gluttons Ghiotte, pi. 0
.. Gourmandise, f. Gluttony Ghiottoneria, f. 1 - Goutte, f. Drop Goccia, f. / =
Gouttes, pi. Drops Gocce, pi. / . Goûter, m. To taste Merènda, f. / .. Goût, m.
Taste Gusto, m. A - Goûts, pi. Relishes Gusti, pi. A = Gouvernement, m,
Government Governo, m. À • Grâce, f. Grace (favour) Grazia, f. A •• Grâces, pi.
Graces Grazie, pi. T — Gracieux, m. Graceful Grazioso, m. T = Gracieux, pi.
Graceful Graziosi, pi. T • Gracieuse, f. Graceful Graziosa, f. T •• Gracieuses,
pi. Graceful Graziose, pi. 696 GRA— HAB L -, Grade, m. Grade Grado, m. L =
Grades, pi. Grades Gradi, pi. L • Graduellement, adv. Gradually Gradualmente,
av. L •• Grammaire, f. Grammar Grammatica, f. ( - Grammaires, pi. Grammars
Grammatiche, pi. ( = Grammairien, m. Grammarian Grammatico, m. ( .
Grammairiens, pi. Grammarians Grammatici, pi. ( .-. Grammatical, adj. m.
Grammatical Grammaticale, ag. m. H- Gramaticaux, pi. Grammaticals Grammaticali,
pi. H = Grand-chemin, m. High way Gran cammino, m. H . Grand'route, f. High way
Strada maestra, f. H Grand, adj. m. Great, large Grande, ag. m. 1 - Grands, pi.
Great, large Grandi, pi. 1 = Grande, adj. f. Great, large Grande, m. 1 .
Grandes, pi. Great, large Grandi, pi. 1 .. Grand-père, m. Grand' father Nonno,
m. o — Grande plaine, f. Lawn Grande pianura, f. o = Grand'mère, f. Grand
mother Nonna, f. 0 . Grandeur, f. Greatness Grandezza, f. o .. Graveur, m.
Engraver Intagliatore, m. 1 ~ Graveurs, pi. Engravers Intagliatori, pi. 1 =
Gravure, f. Engraving Rame (per intaglio), m. 1 . Gravures, pi. Engravings
Rami, pi. 1 .. Grèce, f. Grece Grec, f. ) - Grec, m. Greek Greco, m. ) = Grecs,
pi. Greeks (the) Greci, pi. ) . Grecque, f. Grecian woman Greca, f. ) .. Grêle,
f. Hail Grandine, f. + - Grenade, f. Pomme granate Melagrana, f. + = Grenades,
pi. Pommes granate Melagrane, pi. + . Grenadier, m. Pomme granate tree
Melagrano, m. + .. Grenadiers, pi. Pomme granate trees Melagrani, pi. *ss —
Griffe, f. Claw Artiglio, m. ^, = Griffes, pi. Claws Artigli, pi. - *«^ .
Grille, f. Railling Cancello, m. n. "^ .. Grilles, pL Raillings Cancelli,
pi. n. p - Gril, m. Grey Bigio, m. [pi.) p = Grimaces, f. pi. Grimaces Morfie,
f.pl. (versacci, m. p . Groseille, f. Norrant Ribes, m. pi. p .. Gros, adj. m.
Big Grosso, ag. m. V - Grossier, adj. m. Vulgar Grossolano, ag. m. V =
Grossiers, pi. Vulgar Grossolani, pi. V . Grossière, adj. pi. Thick Grossolana,
ag. f. V .. Grossières, pi. Thick Grossolane, pi. 0 — Grossièrement, adv.
Coarsely Grossolanamente, av. 0 = Grotte, f. Grotto Grotta, f. 0 . Grottes, pi.
Grottoes Grotte, pi. 0 .. Guère, adv. Not much Non molto, av. / ~ Guerre, f.
War Guerra, f. / = Guerres, pi. Wars Guerre, pi. / • Guerrier, m. Warrior . .
Illégitime, adj. m. Illegitimate Illegìttimo, ag. m. "^. . . Illumination,
f. Illumination Illuminazione,^. p - Illusion, f. Illusion Illusione, f. p =
Illusions, pi. Illusions Illusioni, pi. p . Illustration, f. Celebrity
Illustrazione, f. p .. Illustrations, pi. Celebrities Illustrazioni, pi. V —
Illustre, adj. m. Illustrious Illustre, ag. m. V = Illustres, pi. Illustrious
Illustri, pi. V • Ils, pr. m. pi. They Eglino, pr. m. pi. V .. Ils, pr. m. pi.
They Essi, pr. m. pi. 0 — Il n'y a pas de quoi, 1. It is nothing Non v'è di
che, 1. 0 = Il n'est pas trop tard, adv. It is not too late Non è troppo tardi,
av. 0 . Il vaut mieux tard que j a- Better late than never È meglio tardi che
mai,av mais, adv. 0 .. Il sait mieux, 1. He kows better Egli sa meglio, 1. / ~
Il se fait tard, adv. It grows late Si fa tardi, av. / = Il y a long-temps,
adv. Long since, long ago Mr-1 to tempo fa, av. / • Il y a un an, adv. A. year
ago Un anno fa, av. / •• Image, f. Image Immagine, f. A - Imaginable, adj. m.
Imaginable Immaginabile, ag. m. A = Imaginaire, adj. m. Imaginary Immaginario,
ag. m. '00 Imagination, f. Imaginative, f. Imbecille, agj. m. Imbécilles, pi.
Imbécillité, f. Imi tateur, m. Imitateurs, pi. Imitation, f. Immanquable, adj.
m. Immédiat, adj. m. Immédiate, adj. f. Immédiatement, adv. Immense, adj. m.
Immense, adj. f. Immensité, f. immobile, adj. m. Immobilité, f. Immoral, adj.
m. Immorale, adj. f. Immoralité, f. immortalité, f. Immortel, adj. m.
Immortels, pi. Immortelle, adj. f. Immortelles, pi. Imparfait, adj. m
Imparfaite, adj. f. Imparfaitement, adv. Impatience, f. Impatient, adj. m.
Impatiente, adj. f. Impératif, adj. m. Impérial, adj. m. Impériale, adj. f.
Imperatrice, f. Impertinence, f. Impertinent, adj. m. Impertinente, adj. f.
Impétuosité, f. Impitoyablement, adv. Impitoyable, adj. m. f. ImpitoyabSs, pi.
Implacable, adj. m. Impoli, adj. m. Impolis, pi. Impolie, adj. f. Impolies, pi.
Impolitesse, f. Importun, adj. m. ïmportanité, f. Impossible, adj. m.
impossibilité, f. Imposture, f. Impostures, pi. Imposteur, m. Imposteurs, pi.
Impôt, m. Impôts, pi. Impression, f. . Impression, pi. IMA— IMP Imagination
Imaginative Silly Silly Silliness Imitator Imitators Imitation Infallible
Immediate Immediate Immediately Immense Immense Immensity Immovable Immobility
Immoral Immoral Immorality Immortality Immortal Immortal Immortal Immortal
Imperfect Imperfect Imperfectly Impatience Impatient Impatient Imperative mood
Imperial Imperial Empress Impertinence Impertinent Impertinent Impetuosity
Unmercifully Unmerciful Unmerciful Inplacable Unpolite Unpolite Unpolite
Unpolite Unpoliteness Importunate Importunity Impossible Impossibility
Imposture Impostures Impostor Impostors Impost Impost Impression Printing
Immaginazione, f. Immaginazione, f. Imbecille, ag. m. Imbecilli, pi.
Imbecillità, f . Imitatore, m. Imitatori, pi. Imitazione, f. Infallibile, ag.
m. Immediato, ag. m. Immediata, ag. f. Immediatamente, av. Immenso, ag. m.
Immensa, ag. f. Immensità, f. Immobile, ag. m. Immobilita, f. Immorale, ag. m.
Immorale, ag. f. Immoralità, f. Immortalità, f. Immortale, ag. m. Immortali,
pi. Immortale, ag. f. Immortali, pi. Imperfetto, ag. m. Imperfetta, ag. f.
Imperfettamente, av. Impazienza, f. Impaziente, ag. m. Impaziente, ag. f.
Imperativo, ag. m. Imperiale, ag. m. Imperiale, ag. f. Imperatrice, f.
Impertinenza, f. Impertinente, ag. m. Impertinente, ag. f. Impetuosità, f.
Spietatamente, av. Atroce, ag. m. f. Atroci, pi. Implacabile, ag m. Incivile,
ag. m. Incivili, pi. Incivile, ag. f. Incivili, pi. Inciviltà, f. Importuno,
ag. m. Importunità, f. Impossibile, ag. m. Impossibilità, f. Impostura, f.
Imposture, pi. Impostore, m. Impostori, pi. Imposizione, f. Imposizioni, pi.
Impressione, f. Stampa, f. Imprévoyance, f. Imprévoyant, adj. m. Imprévoyante,
ad. t. Imprimerie, f. Imprimeries, pi. Imprimeur, m. Imprimeurs, pi.
Imprudemment, adv. Imprudence, f. Imprudent, adj. m. Imprudente, adj. f.
Impudemment, adv. Impudent, adj. m. Impudente, adj. f. Impuissance, f.
Impuissant, adj. m. Impuissante, adj. f. Impulsion, f. Impulsions, pi.
Impunité, f. Incapable, adj. m. f. Incapables, pi. Incendie, m. Incertain, adj.
m- Incertaine, adj f. Incertaines, pi. Incertitude, f. Incessamment, adv.
Incident, m. Incidents, pi. Incommode, adj. m. Incommodes, pi. Incommode, adj.
f. Incommodes, pi. Incommodité, f. Incomparable, adj. m. Incompatibilité, f.
Incompatible, adj. m. f. Incompatibles, pi. Incompétent, adj. m. Incompétente,
adj. f. Incomplet, adj. m. Incomplète, adj. f. Incomplètes, pi. Inconcevable,
adj. m. Inconnu, adj. m. Inconnus, pi. Inconnue, adj. f. Inconnues, pi.
Inconséquence, f. Inconséquent, adj. m. Inconséquente, adj f. Inconsidérément,
adj. Inconsolable, adj. m. f. Inconsolables, pi. Inconstance, f. Inconstant,
adj. m. Inconstants, pi, Inconstante, adj. f. Inconstantes, pi. IMP— H\TC
Improvidence Improvident Improvident Printing-office Printing-offices Printer
Printers Imprudently Imprudence Inconsiderate Inconsiderate Shamelessly
Shameless Shameless Impotence Impotent Impotent Impulse Impulses Impunity Incapable
Incapable A house on fire Uncertain Uncertain Uncertain Uncertainty Immediately
Evcnt Events Troublesome Troublesome Troublesome Troublesome Inconveniency
Incomparable Incompatibility Incompatibl e Incompatible Incompetent Incompetent
Incomplete Incomplete Incomplete Inconceivable Unknown Unknown Unknown Unknown
Inconsequence Inconsequent Inconsequent Unawares Inconsolable Inconsolable
Inconstancy Inconstant Inconstant Inconstant Inconstant 701 Improvidenza, f.
Improvvido, ag. m. Improvvida, ag. f. Stamperia, f. Stamperie, pi. Stampatore,
m. Stampatori, pi. Imprudentemente Imprudenza, f. Imprudente, ag. av.
Imprudente, ag. f. Impudentemente, m. Impudente, ag. m. Impudente, ag. f.
Impotenza, f. Impotente, ag. m. Impotente, ag. f. Impulso, m. Impulsi, pi.
Impunità, f. Incapace, ag. in. f. Incapaci, pi. Incendio, m. Incerto, ag. m.
Incerta, ag. f. Incerte, pi. Incertezza, f. Senza indugio, av. Avvenimento, m.
Avvenimenti, pi. Incomodo, ag. m. Incomodi, pi. Incomoda, ag. f. Incomode, pi.
Disagio, ni. Senza pari, ag. m. Incompatibilità, f. Incompatibile, ag. m. f.
Incompatibili, pi. Incompetente, ag. m. Incompetente, ag. f. Incompleto, ag. m.
Incompleta, ag. f. Incomplete, pi. Inconcepibile, ag. m. Incognito, ag. ni.
Incogniti, pi. Incognita, ag. f. Incognite, pi. Inconsequenza, f.
Inconséquente, ag. m. Inconséquente, ag. f. Inavvedutamente, av. Inconsolabile,
ag. m. f. Inconsolabili, pi. Incostanza, f. Incostante, ag. m. Incostanti, pi.
Incostante, ag. f. Incostanti, pi. Incontestable, adj. m. Incontestables, pi.
Incontestable, adj. f. Incontestables, pi. Incontestablement, ad\ Inconvénient,
m. Inconvénients, pi. Incorruptible, adj. m. Incrédule, adj. m. Incrédules, pi.
Incroyable, adj. m. f. Incroyables, pi. Indécence, f. Indécemment, adv.
Indécent, adj. m. Indécents, pi. Indécente, adj. f. Indécentes, pi. Indéfinie,
adj. f. Indéfini adj. m. Indéfinis, pi. Indemnité, f. Indemnités, pi.
Indépendance f. Indépendant, adj. m. Indépendants, pi. Indépendante, adj.f.
Indépendantes, pi. Indéterminé, adj. m. Indéterminés, pi. Indéterminée, adj. f.
Indifféremment, adv. Indifférence, f. Indifférent, adj. m. Indifférents, pi.
Indifférente, adj. f. Indifférentes, pi. Indigence, f. Indigent, adj. m.
Indigents, pi. Indigente, adj. f. indigestion, f. Indignation, f. Indignement,
adv. Indigne, adj. m. Indignes, pi. Indigne, adj. f. Indignes, pi. Indirect,
adj. m. n directs, pi. Indirecte, adj. f. Indirectes, pi. Indirectement
Indiscret, adj. m. Indiscrets, pi. Indiscrète, adj. f. Indiscrètes, pi.
Indiscrétion, f. Indispensable, adj. m. f. Indispensables, pi. INC— IND
Incontestable Incontestable Incontestable Incontestable Incontestably
Inconveniency Inconveniencies Incorruptible Incredulous Incredulous Incredible
Incredible Indecency Indecently Indecent Indecent Indecent Indecent Indefinite
Indefinite Indefinite Indemnity Indemnities Indipendence Indipendent
Indipendent Indipendent Indipendent Indeterminate Indeterminate Indeterminate
Indifferently Indifference Indifferent Indifferent Indifferent Indifferent
Indigence Poor Poor Poor Indigestion Indignation Unworthily Unworthy Unworthy
Unworthy Unworthy Indirect Indirect Indirect Indirect Indirectly Indiscreet
Indiscreet Indiscreet Indiscreet Indiscretion Indispensable Indispensable
Indubitato, ag. m. Indubitati, pi. Indubitata, ag. f. Indubitate, pi.
Indubitatemente, av. Inconveniente, m. Inconvenienti, pi. Incorruttibile, ag.
m. Incredulo, ag. m. Increduli, pi. Incredibile, ag. ni. f. Incredibili, pi.
Indecenza, f. Indecentemente, av. Indecente, ag. m. Indecenti, pi. Indecente,
ag. f. Indecenti, pi. Indefinita, ag. f. Indefinito ag. m. Indefiniti, pi.
Indennità, f. Indennità, pi. Indipendenza, f. Indipendente, ag. m.
Indipendente, pi. Indipendente, ag. f. Indipendenti, pi. Indeterminato, ag. ni.
Indeterminati, pi. Indeterminata, ag. f. Indifferentemente, av. Indifferenza,
f. Indifferente, ag. m. Indifferenti, pi. Indi [ferente, ag. f. Indifferenti,
pi. Indigenza, f. Indigente, ag. m. Indigenti, pi. Indigente, ag. f.
Indigestione, f . Sdegno, m. Indegnamente, av. Indegno, ag. m. Indegni, pi.
Indegna, ag. f. Indegne, pi. Indiretto, ag. m. Indiretti, pi Indiretta, ag. f.
Indirette, pi. Indirettamente, ad. Indiscreto, ag. m. Indiscreti, pi.
Indiscreta, ag. f. Indiscrete, pi. Indiscrezione, f. Indispensabile, ag. m. f.
Indispensabili, pi. IND— INS 70 L - Indisposition, f. Indisposition
Indisposizione, f. L = Indistinctement, adv. Indistinctly Indistintamente, av.
L • Individuel, adj. m. Individual Individuale, ag. m. Individuelle, adj. f.
Individual Individuale, ag. 1". ( — Individuellement, adv. Individually
Individualmente, av. ( = Indivisible, adj. m. f. Indivisible Indivisibile, ag.
m. f. Indivisibles, pi. Indivisible Indivisibili, pi. Indivisiblement, adv.
Indivisibly Indivisibilmente, av. H - Indocile, adj. m. f. Unteachable Indocile,
ag. m. f. H = Indociles, pi. Unteachable Indocili, pi. H • Indocilité, f.
Unteachableness Indocilita, f. H .. Indolence, f. Indolence Indolenza, f. 1 -
Indolent, adj. m. Indolent Indolente, ag. m. 1 = Indolente, adj. f. Indolent
Indolente, ag. f. 1 • Indubitable, adj. m. Indubitable Certissimo, ag. m. 1 ••
Indubitablement, adv. Undubitably Sensa dubbio, ab. o — Indulgence, f.
Indulgence Indulgenza, f. o = Indulgent, adj. m. Indulgent Indulgente, ag. m. 0
. Indulgent, adj. f. Indulgent Indulgente, ag. f. 0 .. Industrie, f. Industry
Industria, f. 1 - Industrieuse, adj. f. Industrious Industriosa, ag. f. 1 =
Industrieux, adj. m. Industrious Industrioso, ag. ni. 1 . Inébranlable, adj. m.
Firm Immoto, ag. m. 1 .. Inédit, adj. m. Unpubliched Inedito, ag. m. ) - Inédite,
adj. f. Unpubliched Inedita, ag. f. ) = Inédites, pi. Unpubliched Inedite, pi.
) . Inégal, adj. m. Unequal Disuguale, ag. m. ) .. Inégale, adj. f. Unequal
Disuguale, ag. f. -1 — Inépuisable, adj. m. Inexaustible Inesausto, ag. ni. + =
Inépuisable, adj. f. Inexaustible Inesausta, ag. f. + . Inestimable, adj. m. f.
Inestimable Inestimabile, adj. m. f. + .. Inertie, f. Inertia Inerzia, f. «^ _
Inévitablement, adv. Inevitably Inevitabilmente, av. ->. = Inévitable, adj.
m. f. Inevitable inevitabile, adj. m. ^s . Inévitables, pi. Inevitable
Inevitabili, pi. •»*. . . Infernal, adj. m. Hellish Infernale, ag. ni. p -
Infernale, adj. f. Hellish Infernale, ag, L p = Infidèle, abj. m. f. Unfaithful
Infidèle, ag. m. f. p . Infidèles, pi. Unfaithful Inlideli, pi. p ..
Infidèlement, adv. Unfaithfully Infedelmente, av. V — infiniment, adv.
Infinitely Infinitamente, av. V = Infini, adj. m. Infinite Infinito, ag. m. V .
Infinitif, adj. m. Infinitive mood infinitivo, ag. ni. V .. Inflammation, f.
Inflammation Infiammazione, f. 0 — Ingénuité, f. Ingenuity Ingenuità, f. 0 =
Inhumain, adj. m. Inhuman Inumano, ag. m. 0 . Inhumains, pi. Inhuman Inumani,
pi. 0 .. Inhumaine, adj. f. Inhuman Inumana, ag. f. / ~ Inhumanité, f.
Inhumanity Inumanità, f. / = Inquiet, adj. m. Unquiet Inquieto, ag. m. / •
Inquiète, adj.f. Unquiet Inquieta, ag. f. / •• Inquiétude, f. Uneasiness
Affanno, m. A - inquiétudes, pi. Uneasiness Affanni, pi. A = Insociable, adj.
m. f. Unsociable Insociabile, ag. m. f. A . [nsociables, pi. Unsociable
Insociabili, pi. A •• Insociabili té, f. Unsociableness Insociabilità, f. T —
Insolemment, adv. Unsolently Insolentemente, av. T== Insolence, f. Insolence
Insolenza, f. T • Insolent, adj. m. Insolent Insolente, ag. m. T ..I Insolente,
adj, f. Insolent Insolente, ag. f. - Insouciance, f. Carelessness L =
Insouciant, adj. m. Careless L • Insouciante, adj. f. Careless L ••
Inspiration, f. Inspiration ( - Instabilité, f. Instability ( = Instamment,
adv. Instantly ( • Instance, f. Instance ( •• Instant, m. Instant H - Instants,
pi. Instants H = Instrument, m. Instrument ^ . Instruments, pi. Instruments H
.. Insulte, m. Insult 1 - Insultes, pi. Insults 1 = Insurrection, f.
Insurrection 1 • Intelligence, f. Intelligence 1 .- Intelligences, pi.
Intelligences o — Intelligent, adj. m. Intelligent o = Intelligente, adj. f.
Intelligent o . Intention, f. Intention 0 .. Intéressant, adi. m. Interesting 1
- Intéressante, adj. f. Interesting 1 = Intérêt, m. Interest 1 . Intérêts, pi.
Interests 1 .. Interjection, f. Interjection ) - Intérieur, adj. m. In side ) =
Intérieure, adj. f. In side ) . Intérieurement, adv. Internally ) ..
Interprète, m. Interpreter 4- — Interruption, f. Interruption 4- = Intervalle,
m. Interval 4- • Intime, m. Intimate 4- .. Intimement, adv. Intimately ••*. — Intolérance,
f. Intolerance *»» = Intonation, f. Intonation •«s. . Intrépide, adj. m.
Intrepid — . . Intrépidité, f. Intrepidity ? - Intrigue, f. Intrigue ? =
Intrigues, pi. Intrigues p . Introduction, f. Introduction p .. Inutile, adj.
m. f. Useless V - Inutiles, pi. Useless V = Inutilement, adv. Uselessly V .
Inutilité, f. Uselesness v .. Invariable, adj. m. Invariable 0 — Invention, f.
Invention 0 = Inventif, adj. m. Inventive 0 . Invincible, adj. m. Invincible 0
.. Invisible, adj. m. Invisible / — Invitation, t'. Invitation / = Invitations,
pi. Invitations / . Irrégularité, f. Irregularity / .. Irrégularités, pi.
Irregularities A — Irrégulier; adj. m. Irregular A = Irréguliers, pi. Irregular
A • Irrégulière, adj. f. Irregular A •• Irrégulières, pi. Irregular T _
Irrégulièrement, adv. Irregularly T - Italie, f. Italy T • Italien, m. Italian
T •• Italiens, pi. 1 Italians Noncuranza, f. Noncurante, ag. m. Noncurante, ag.
f. Inspirazione, f. Instabilità, f. Istantemente, av. Istanza, f. Istante, m.
Istanti, pi. Istrumento, m. Strumenti, pi. Insulto, m. Insulti, pi.
Insurrezione, f. Intelligenza, f. Intelligenze, pi. Intelligente, ag. m.
Intelligente, ag. f. Intenzione, f. Interessante, ag. Interessante, ag. f.
Interesse, ag. m. Interessi, pi. Interjezione, f. Interiore, ag. m. Interiore,
ag. f. Interiormente, av. Interprete, m. Interruzione, f. Intervallo, m.
Intimo, ag. m. Intimamente, av. Intolleranza, f. Intonazione, f. Intrepido, ag.
m. Intiepidita, f. Intrigo, m. Intrighi, pi. Introduzione, f. Inutile, ag. m. f.
Inutili, pi. Inutilmente, a^ Inutilità, f. Invariabile, ag. m. Invenzione, f.
Inventivo, ag. a*. Invincibile, agn. Invisibile, ag. m. Invito, m. Inviti, pi.
Irregolarità, f. Irregolarità, pi. Irregolare, ag. ra. Irregolari, pi.
Irregolare, ag. f. Irregolari, pi. Irregolarmente, av. Italia, i*. Italiano, m.
Italiani, pi. 7 L —.Italienne, f. Italian woman Italiana, f- L = Italiennes,
pi. Italian women Italiane, pi. L ■ Italienne, adj. f. Italian Italiana, ag. f.
L -. Italiennes, pi. Italian Italiane, pi. ( - Ivre, adj. m. Drunk Ebrio, ag.
m. ( = Ivrogne, m. Drunkard Imbriacone, m. ( • Ivrognes, pi. Drunkards
Imbriaconi, pi. ( •• Ivrognesse, f. Drunkard J Formerly Imbriacona, f. H-
Jadis, adv. Un tempo, av. -t = J'ai l'honneur 1 have the honour Ho l'onore H •
J'ai l'honneur d'être I have the honour to be Ho l'onore d'essere H •• Jalouse,
adj. f. Envious Gelosa, ag. f. 1 - Jalouses, pi. Envious .Gelose, pi. 1 =
Jalousie, f. Jealousy Gelosia, f. 1 • Jaloux, adj. m. Envious Geloso, ag. m. 1
•• Jaloux, pi. Envious Gelosi, pi. o — Jamais, adv. Never Mai, av. o = Jamhe,
f. Leg Gamba, f. 0 . Jambes, pi. Legs Gambe, pi. 0 .. Jambon, m Ham Prosciutto,
m. 1 - Jambons, pL Hams Prosciutti, pi. 1 = Janvier, m. January Gmnajo, m. 1 .
Jardin, m. Garden Giardino, m. 1 .. Jardins, pi. Gardens Giardini, pi. ) -
Jardin-potager, m. Kitchen-garden Orto, m. ) = Jardins-potagers, pi.
Kitchen-gardens Orti, pi. ) . Jardinier, m. Gardner Giardiniere, m. ) ..
Jarnioiers, pi. Gardners Giardinieri, pi. + — Jarretière, f. Garter Legaccia, f.
4- = Jarretières, f. pi. Garters Legacce, pi. f. + . Jaune, m. Yellow Giallo,
m. .+ .. Jeunesse, f. Youth Gioventù, f. *»>. — Je, pron. pers. I Io, pr.
pers. *^. = Je ne sais quoi, adv. I do not know what Non so che, av. *»* . Je
ne sais que faire, 1. I know not what to do Non so che fare, 1. *^» .. Je ne
sais que dire, 1. I know not what do say Non so che dire, 1. p - Je ne sais que
penser, 1. T know not what to think Non so che pensare, 1. p = Jésus, m. Jesus
Gesù Cristo, m. p . Jeudi, m. Thursday Giovedì, m. p .. Jeu, m Play Giuoco, m.
V - Jeux, pi. Plays- Giuochi, pi. V = Jeûne, m. Fast Digiuno, m. V . Jeune
garçon, m. Youth Giovanetto, m. v .. Jeunes garçons, pi. Youths Giovanetti, pi.
0 — Jeune, adj.'m. fc Youthful Giovane, ag. m. f. 0 = Jeunes, pi. Youthful
Giovani, pi. 0 . Jeune homme, m. Young man Giovane, m. 0 .. Jeunes gens, pi.
Young men Giovani, pi. 1 ~ Jeune personne, f. Young lady Giovanetta, f. / =
Jeunes personnes» pi. Young ladies Giovanette, pi. / • Joie, f. Ioy Gioja, f. /
.. Jolie, f. Pretty Vezzosa, f. A - Jolies, pi. Handsome Vezzose, pi. A = Joue,
f. Cheek Guancia, f. gota, f. A • Joues, pi. Cheeks Guance^ pi. gote, pi. A ..
Joug, m.. Yoke Giogo,, m. T- Jour, m., Day Di, m. 706 JOU— LAI L - Jour de
jeûne, m. Past day- L = Journée, f. Day L • Journées, pi. Days L •• Jour, m.
Day ( - Jours, pi. Days ( = Jour fie fête, m. Holy day ( • Jours de fête, pi.
Holy days ( .. Jour ouvrable, m. Work day H - Jours ouvrables, pi. Work days H
= Journal, m. News paper H • Journaux, pi News papers H •• Judicieux adj. m.
Judicious 1 - Judicieux, pi. Judicious 1 = Judicieuse, adj. f. Judicious 1 •
Judicieuses, pi. Judicious 1 -• Judicieusement, adv. Judiciously o — Juge, m.
Judge o = Juges, pi. Judges 0 . Jugement, m. Judgment o .. Jugement, m.
Judgment 1 - Juin, m. June 1 - Juillet, m. July 1 . Jupe, f. Petticoat 1 ..
Jupes, pi. Petticoats ) - Juré, m. Juryman ) = Jurés, pi. Jurymen ) . Jusque,
adv. (jusqu'à ce Till*, untili ) .. Jusqu'à, adv. [que, adv.) Untili + —
Jusqu'ici, adv. Untili now + = Jusque là, adv. Untili then 4- . Juste, adj. m.
Right (just) + .. Justes, pi. Right (just) •*«, — Juste, adj.f. Right (just)
*>. = Justes, pi. Right (just) ^ . Justement, adv. Justly ^» .. Justice, f.
Justice Giorno di digiuno, m. Giornata, f. Giornate, pi. Giorno, m. Giorni, pi.
Giorno di festa, m. Giorni di festa, pi. Giorno di lavoro, m. Giorni di lavoro,
pi. Giornale, m. Giornali, pi. Giudizioso, ag. m. Giudiziosi, pi. Giudiziosa,
ag. f. Giudiziose, pi. Giudiziosamente, av. Giudice, m. Giudici, pi. Giudizio,
m. Senno, m. Giugno, m. Luglio, m. Gonnella, f. Gonnelle, pi. Giurato, m.
Giurati, f. Sino, av. (sino a che, av.) Fino a, av. Fin qui, av. Fin la, av.
Giusto, ag. m. Giusti, pi. Giusta, ag. f. Giuste, pi. Giustamente, av.
Giustizia, f. p - Là, adv. There Cosèt, av. p = Là, adv. There Là, av. p . La,
art. f. The La, art. f. p .. La, pron. f. n. It La, pron. f. n. V — Là, adv.
There Quivi, av. V = Là, y, adv. Thither Ivi, quivi, av. V . Là-bas, adv.
Yonder Là basso, av. v .. Lacet, m. Lace Stringa, f. (lacciuolo, m.) 0 — Lacets
pi. Laces Stringhe, pi. 0 = Lac, m. Lake Lago, m. 0 . Lacs, pi. Lakes Laghi,
pi. 0 .. Lâche, adj. m. Cowardly Vigliacco, m. / - Lâchement, adv. In a
cowardly manner Vigliaccamente, av. / = Lâcheté, f. Cowardize Vigliaccheria, f.
/ . Lady, f. Lady Ladi, f. / •• Lait, m. Milk Latte, m. A — Laiterie, f. Dairy
Cascina, f. A = Laiteries, pi. Dairies Cascine, pi. A • Laid, adj. m. Ugly
Rrutto, m. A .. Laids, pi. ugty Brutti, pl« L - Laide, f. L = Laides, pi- L •
Laine, f. L .. Laine filée, f. ( - Lampe, f. ( = Lampes, pi. ( • Lampe, f. ( ••
Lampes, pi. H - Langue, f. H = Langues, pi- H • Lance f. H .. Lances, pi. 1 -
Langue, f. (langage, m.) 1 = Langue allemande, f. (la) I • Langue polonaise, f.
(la) Langue italienne, f. (la) o — Langue française, f. (la) o = Langue
anglaise, f. (la) 0 . Langue espagnole, f. [la) 0 .. Langue grecque, f. (la) 1
- Langue turque, f. (la) 1 = Lanterne, f. 1 . Lapin, m. 1 .. Lapins, pi. ) -
Large, adj. m. ) = Larges, pi. ) . Large, adj. f» ) .. Larges, pi. + - Largeur,
f. + = Larme, f. + . Larmes, pi. + .. Latin, m. (le) (la langue V - Laurier, m.
[latine, f.) V = Lauriers, pi. V . Larynx V .. Las, adj. m. P - Lasse, adj. f.
P = Lassitude, f. P . Lazaret, m. P •• Le, art. m. s. V - Le, art. m. s. V =
Le, pr. neut. v . Le, pr. pers. ac v .. Lecteur, m. 0 — Lecture, f. 0 =
Lectures, pi. 0 . Leçon, f. 0 .. Leçons, pi. / - Légalement, adv. / = Légalité,
f. / . Léger, adj. m. / .. Légère, adj. f. A - Légèrement, adv. A « Légèreté,
f. A . Légume, m. A •• Légumes, m. pi. T — Le lendemain, adv. T = Le long, adv.
T • Le même, la même, pr. T.. Le même, la môme, pr. LAI— LE ugry ugly Wool
Woolen thread Lamp Lamps Lamp Lamps Tongue Tongues Spear Spears Language
(tongue) German tongue (the) Polish language (the) Italian tongue (the) French
tongue (the) English tongue (the) Spanish language (the) Greek tongue (the)
Turkish language (the) Lantern Rabbit Rabbits Broad Broad Broad Broad Breadth
Tear Tears Latin (or latine tongue) Laurel Laurels Larynx Weary Weary Weariness
Lazarette The The It Him Reader Reading Readings Lesson Lessons Legally
Legality Light Light Lightly Lightness Vegetable Vegetables The next day Along
The same The same 707 Brutta, f. Brutte, pi. Lana, f. Lana filata, f. .
Lucerna, f. Lucerne, pi. Lampada, L Lampade, pi. Lingua, f. Lingue, pi. Lancia,
f. Lancie, pi. Lingua, f. (linguaggio) Lingua tedesca, f. (la) Lingua polacca,
f. (la) Lingua italiana, f. (la) Lingua francese, f. (la) Lingua inglese, L
(la) Lingua spagnuola, f. (la) Lingua greca, f. (la) Lingua turca, f. (la).
Lanterna, f. Coniglio, m- Conigli Largo, ag. m» Larghi, pi. Larga, ag. f.
Larghe, pi. Larghezza, f. Lagrima, f. Lagrime, pi. Latino, m..(il> Alloro,
m. Allori, pi, Laringe Stanco, ag. mi Stanca, ag. f. Stanchezza, f. Lazaretto,
m. Il, art. m- s. Lo, art. m. s. Lo, pr. neut. Lo, pr. pers. acc. Lettore, m.
Lettura, f. Letture, pi. Lezione, f. Lezioni, pi. Legalmente, av. Legalità, f.
Leggero, ag. m. Leggera, ag. f. Leggermente, av. Leggerezza, f. Legume, m.
Legumi, m. pi. L'indomani, av. Lungo, av. Lo stesso, la stessa[ma,pr. Il
medissimo, la medesi» 708 LIN— LIS L -1 Lent, adj. m. Slow Lento, ag. m. L =
Lents, pi. Slow Lenti, pi. L • Lente, adj. f. Slow Lenta, ag. f. L •• Lentes,
pi. Slow Lente, pi. ( - Lentement, adv. Slowly Adagio, av. ( = Lenteur, f.
Slowness Lentezza, f. ( • Lenteurs, pi. Slowness Lentezze, pi. ( «• Lequel,
Laquelle, pr. Whether Il quale, la quale, pr. 4 - Les, art. m. pi. The Gli,
art. m. pi. H = Les, art. m. pi. The 1, art. m. pi. H • Les, art. f. pi. The
Le, art. f. pi. H •• Les, pr. f. pi. Them Le, pr. f. pi. ! - Les, pr. m. pi.
(eux) Them Li, pr. m. pi. (essi) 1 = Lestement, adv. Neatly Agilmente, av. ! •
Le tout, pr. indét. The whole Il tutto, pr. indet. 1 .- Lettre, f. Letter
Lettera, f. o — Lettres, pi. Letters Lettere, pi. o = Lettre de change, f. Bill
of exchange Cambiale, f . o . Lettres de change, pi. Bills of exchange
Cambiali, pi. o .. Leur, pr. m. f. pi. To them Loro, pr. m. f. pi. 1 - Leur,
pr. poss. s. Their Il loro, pr. poss. s. 1 = Leurs, pi. Theirs I loro, pi. 1 .
Leur (le), pr. poss. Theirs Loro (il), pr. poss. Leur (la), pron. poss. f.
Theirs Loro (la), pr. poss. f. ) — Leurs (les), pi. m. f. Theirs Loro (i, le),
pr. pi. m. f. ) = Leur (en), pron. pi. Of him, of them Gliene, pr. pi. m. et f.
Levant, m. The levant Levante, m. Lever du soleil, m. Sun rise Spuntar del
sole, m. + — Lèvre, f. Lip Labro, m. + = Lèvres, pi. Lips Labri, pi. + .
Liaison, f. Fastening Unione, f. + .. Liberté, f. Liberty Liberta, f. >. —
Libertés, pi. Liberties Liberta, pi. *-^ = Liberté (je prends la), 1. 1 take
the liberty Mi prendo la liberta, I. *»•» Libraire, m. Bookseller Librajo, m.
**» . . Libraires, pi. Booksellers Libraj, pi. ? - Librairie, f. Bookselling
Libreria, f. p = Libre, adj. m. Free Libero, ag. m. p . Libres, pi. Free Liberi,
pi. p .. Libre, adj. f. Free Libera, ag. f. V — Libres, pi. Free Libere, pi. V
= Librement, adv. Freely Liberamente, av. V • Liège, m. Cork Suchero, m. V ..
Lieu, m. Place Loco (luogo), m. 0 — Lieux, pi. Places Lochi (luoghi), pi. 0 =
Lieu d'aisance, m. Privy Luogo commodo, m. 0 . Lieue, f. League Lega, f. 0 ..
Lieues, pi. Leagues Leghe, pi. / ~ Lieutenant, m. Lieutenant Tenente, m. / =
Lièvre, m. Hare Lepre, m. / • Ligne, f. Line Linea, f. / .- Ligue, f. Factioa
Lega, f. A - Linge, m. Linen Biancheria, f. A = Lin, m. Flax Lino, m. A • Lion,
m. Lion Leone, m. A •• Lions, pi. Lions Leoni, pi. T — Lionne, f. Lioness
Leonessa, f. T = Liqueur, f. Liquor Liquore, m. T • Liqueurs, pi. Liquors
Liquori, pi. T • « Lisi o me (v.) [Lisbon Lisbona (e.) Lit, m. L = Lits, pi. L
. Lithographie, f. L •• Littérature, f. ( — Littéraire, adj. m. ( =
Littéralement, adv. Livoarne (v.) Livre, f. (poids) H- Livres, pi. H = Livre,
m. H • Livres, pi. H - Locataire, m. 1 - Loge, f. 1 = Loges, pi. 1 • Logique,
f. 1 •• Logis, m. o — Logis, pi. o = Loin, adv., o . Loin, adv. 0 .. Loi, f. 1
— Lois, m. 1 = Londres (v.) 1 . Longitude, f. 1 .. Longueur, f. ) - Long, adj.
m. ) = Longs, pi. ) . Longue, adj. f. ) .. Longues, pi. 4- — Long, adv. + =
Long-temps, adv. + . Loquet, m. + .. Lord, m. ^~ Lords, pi. ^ = Lorgnette, f. ^
. Lorgnettes, pi. •>*. . . Lorsque, adv. P - Louange, f. P = Louanges, pi. P
• Loup, m. ? •• Loups, pi. V — Louve, f. V = Lourd, adj. m. V . Lourde, adj. f.
v .. Loyauté, f. 0 — Lui, pr. pers. ace. 0 = Lui, à lui, pr. m. s. 0 . Lui en,
pr. m. s. 0 .. Lui en (à elle), pr. f. s. / - Lui, le, ìa, pr. n. / = Lui-même,
elle-même, pr. / . Lumière, f. rei. / .. Lundi, m. A - Lunettes, f. pi. A =
Lune, f. A . Lustre, m. A .. Lustres, pi. LIT— LUS Bed Letto, m. Beds Letti, pi.
Lithography- Litografia, f. Literature Letteratura, f. Literary Letterario, ag.
m. Literally Letteralmente, av. Leghorn Livorno (v.) Pound Libra, f. Bounds
Libre, pi. Book Libro, m. Books Libri, pi. Tenant Pigionante, m. [to), m Box
Palco di teatro (palchet Boxes Palchi (palchetti), pi. Logic Logica, f . Home
Alloggio, m. Homes Alloggi, pi. Far Lontano, av. Far Lungi, av. Law Legge, f
Laws Leggi, pi. London Londra, f. (e.) Longitude Longitudine, f. Lenght
Lunghezza, f. Long Lungo, ag. m. Long Lunghi, pi. Long Lunga, ag. f. Long
Lunghe, pi. Long Longo tempo, av. Long-time (a) Molto tempo, adv. Latch
Saliscendi, m. Lord Lord, m. Lords Signori, pi. Spying-glass Occhialino, m.
Spying-glasses Occhialini, pi. When Quando, av. Praise Lode, f. Praises Lodi,
pi. Wolf Lupo, m. Wolfs Lupi, pi. She wolf Lupa, f . Heavy Pesante, ag. m.
Heavy Pesante, ag. f. Lovalty Lealtà, f. Him Lui, pr. pers. acc To him Gli, pr.
m. s. Him some, of it Gliene, pr. m. s. To her Lene, pr. f. s. It Lui, la, pr.
neut. Himself, herself, itself Egli stesso, ella essa, se Light Luce, f.
[stessa, p. r. Monday Lunedi, m. Spectacles Occhiali, m. pi. Moon Luna, f.
Chandelier Lustro, m. .Chandeliers u Lustri, pi. M L- Ma, pr. poss. f. My Mia
(la), pr. poss. f. L = Machinalement, adv. Mechanically Macchinalmente, av. L •
Machine, f. Machine Macchina, f. Machines, pi. Machines Macchine, pi. ( -
Machine à vapeur, f. Steam-engine Macchina al vapore, f. ( = Machines à vapeur,
pi. Stream-engines Macchine al vapore, pi ( • Mâchoire, f. Jaw Mascella, f. (
•• Mâchoires, pi. Jaws Mascelle.pl. H - Maçon, m. Mason Muratore, m. H =
Maçons, pi. Masons Muratori, pi. H • Madame, f. Madam (mistres) La signora, f.
H •• Madame Milady Signora 1 - Mesdames, pi. Madams (mistress) Le signore, pi.
1 = Mademoiselle, f. Miss Madamigella, f. 1 • Mesdemoiselles, pi. Misses
Madamigelle, pi. i •• Madrid (v.) Madrid Madrid (e.) o — Magasin, m Store,
store house Magazino, m. 0 = Magasins, pi. Stores, store-houses Magazini, pi. 0
. Magnifique, adj. m. Magnificent Magnifico, ag. m. 0 .. Magnifique, âdj. f.
Magnilicent Magnifica, ag. f. 1 - Mai, m. May Maggio, m. 1 - Maigre, adj. m. f,
Lean Magro, ag. m. 1 . Main, f. Hand Mano, f. 1 .. Mains, pi. Hands Mani, pi. )
- Main de papier, f. Quire of paper Mano di carta, f. ) = Mains de papier, pi. Quires
of paper Mani di carta, pi. ) . Maintenant, adv. Now Adesso, av. > .. Mais,
adv. But Ma, av. + - Maison, f. House Casa, f. + = Maisons, pi. Houses Case,
pi. -1- Maison champêtre, f. Country house Casa rurale, f. + .. Maison de
campagne, f. Country house Casino, m. *>>» — Maison royale, f. Royal hous
Reggia, f. ^ — Maitre, m. Master Maestro, m. -^ . Maîtres, pi. Masters Maestri,
pL ^ . . Maître, m. Master Padrone, m. p _ Maîtres, pi. Masters Padroni, pi. ?
= Maîtresse, f. Mistress Padrona, f. p . Maître d'hôtel, m. Steward Mastro di
casa, m. ? .. Maître de langue, m. Master of tongues Maestro di lingua, m. V -
Maître de musique, m. Music-master Maestro di musica, m. v — Maîtresse de
musique, f. Music-mistress Maestra di musica, f. v . Maître de danse, m.
Dancing-master Maestro di ballo, m. V •• Maîtresse, f. Mistress Maestra, f. o =
Majesté (votre) Your majesty Vostra maestà, 1. 0 = Majesté (sa) His majesty Sua
maestà, f. 0 . Majesté, f. Majesty Maestà, f. 0 .. Majorité, f. Majority
Maggiorità, f. / - Malade, m. Sick person Ammalato, m. / = Malades, pi. Sick
persons Ammalati, pi. / . Malade, f. Sick woman Ammalata, f. / •• Malades, pi.
Sick women Ammalate, pi. A — Malade, adj. m. Sick Malato, ag. m. A = Malades,
pi. Sick Malati, pi. A Malade, adj. f. ! Sick Malati, ag. f Malades, pi.
Maladie, f. Maladies, pi. Maladresse, f. Maladroit, adj. m. Maladroite, adj. f.
Maladroitement, adv. Malaise, f. Malaisé, adj. m. Mal, m. Maux, pi. Mal de
dents, m. Mal, adv. Mal de gorge, m. Mal de tète, m. Malgré, adv. Malheur, m.
Malheurs, pi. Malheur, m. Malheurs, pi. Malheur! interj. Malheur à vous, adv.
Malheur à moi, adv. Malheurs, m. pi. Malheureux, adj. m. Malheureuse, ad. f.
Malheureusement, adv. Malhonnête, adj. m. Malhonnêtement, adv. Malhonnêteté, f.
Mâle, adj m. Mâles, pi. Malice, f. Malicieusement, adv. Malle, f. Malles, pi.
Manche, f Manchon, m. Manière, f. Manières, pi. Manie, f. Manœuvre, f. Manque,
m. Manteau, m. Manufacture, f. Manufactures, pi. Manuscrit, m. Manuscrits, pi.
Mappemonde, f. Marais, m. Marais, pi. Marbre, m. Marbrier, m. Marchand, m.
Marchands, pi. Marchandise, f. Marchandises, pi. Marche, f. Marché, m. Marchés,
pi. MAL— MAR Sick Sickness Sicknesses Unhandiness Unhandy Unhandy Awkwardly
Uneasiness Difficult 111 Ills Tooth ache 111 Sore throat Head ache In spite of
Misfortune Misfortunes Misfortune Misfortunes Woe! Woe to you ! Woe to me Woes
Unhappy Unhappy Unluckily Dishonest Uncivilly Uncivility Male Males Malice
Maliciously Trunk Trunks Sleeve Meest Manner Manners Madness Manœuvre Want
Cloak Manufactury Manufactures Manuscript Manuscripts Generalmap Marsh Marshes
Marble Stone cutter Dealer Dealers Merchandize Merchandizes March Market
Markets 711 Malate, pi. Malattia, f. Malattie, pi. Goffaggine, f. Goffo, ag. m.
Goffa, ag. f. Sconciamente, av. Noja, f. Malagevole, ag. m. Male, m. Mali, pi.
Mal di denti, m. Male, av. Mal di gola, m. Mal di capo, m. Malgrado, av.
Disgrazia (sventura), f. Disgrazie (sventure), pi Sciagura, f. Sciagure, pi.
Guai ! interj. Guai a voi, av. Guai a me, av. Infelicità, f. pi. Infelice, ag.
m. Infelice, ag. f. Disgraziatamente, av. Disdicevole, ag. m. Yillanamente, av.
Malacreanza, f. Maschio, ag. m. Maschi, pi. Malizia, f. Maliziosamente, av.
Baule, m. Bauli, pL. Manica, f. Manicotto, m. Modo, m. (guisa), f. Modi, pi.
(guise;, pi. Mania, f. Manovre, f. Difetto, m. Mantello, m. Manifattura, f.
Manifatture, pi. Manuscritto, m. Manuscritti, pi. Mappamondo, m. Palude, 1.
Paludi, pi. Marmo, m. Marmorario, m. Mercante, m. Mercanti, pi. Mercanzia, pi.
Mercanzie, pi. Marcia, f. Mercato, m. Mercati, m. 712 MAR— MED L - -Mardi, m.
Tuesday Martedì, m. L = = Mardi-gras, m. Shrovetuesday Martedì grasso, m L
Maréchal, m. Farrier Maniscalco, m. L • Marée, f. Tide Marea, f. ( - - Mariage,
m. Marriage Matrimonio, m. ( = = Marine Navy Marina, f. ( Mari (époux), m.
Husband Consorte, m. ( • Mari, m. Husband Marito, m. H - - Maris, pi. Husbands
Mariti, pi. H = : Marque, f. Mark ïmprenta, f. H . Marquis, m. Marquis
Marchese, m. H .. Marquise, f. Marchioness Marchesa, f. 1 - Marraine, f. God
mother Commare (madrina) 1 = Mars, m. March Marzo, m. 1 . Marseille (ville), f.
Marseilles Marsiglia (citta), f. 1 •• Marteau, m. Hammer Martello, m. o —
Masque, m. Mask Maschera, f. o = Masques, pi. Masks Maschere, pi. 0 . Masculin,
m. Masculine Mascolino, m. 0 .. Masse, f. Mass Massa, f. 1 - Mât, m. Mast
Albero di nave, m. 1 = Matelot, m. Sailor Marinajo, m. 1 . Matelots, pi.
Sailors Marinaj, pi. 1 .. Matelas, m. Mattrass Materasso, m. ) -
Matériellement, adv. Materially Materialmente, av. ) = Matin, m. Morning
Mattino, m. ) . Mathématiques, pi. f. Mathematics Mattematiche, pi. ) ..
Mauvais, adj. m. Bad Cattivo, ag. m. H Mauvais, pi. Bad Cattivi, pi. f ==
Mauvaise, adj. f. Bad Cattiva, ag. f. + • Mauvaises, pi. Bad Cattive, pi. + ..
Mécanique, f. Mechanics (science) Meccanica, f. ^v. Mécanique, adj. m. Mechanic
Meccanico, ag. m **. = Mécaniques, pi. Mechanic Meccanici, pi. ^ . Mécanique,
adj. f. Mechanic Meccanica, ag. f. V. .. Mécaniques, pi. Mechanic Meccaniche,
pi. p - Mécanicien, m. Mechanist Meccanico, pi. p = Méchant, m. Wicked Cattivo,
m. p . Méchants, pi. Wicked Cattivi, pi. p .. Méchants (les), pi. m. Wicked
(the) Cattivi ( i ), m. pi. V - Méchante, f. Wicked Cattiva, pi. V = Méchantes,
pi. Wicked Cattive, pi. V . Mécontent, adj. m. Dissatisfied Malcontento, ag. m.
v .. Mécontents, pi. Dissatisfied Malcontenti, pi. 0 — Mécontente, adj. f.
Dissatisfied Malcontenta, ag. f. 0 = Mécontentes, pi. Dissatisfied Malcontente,
pi. 0 . Me, pron. pers. Me Mi, me, pron. pers. 0 .. Me, pron. réfi. Myself Me,
pr. recipr. / - Me, en, pron. Me Me, ne, pron. pers. / == Médaille, f. Medal
Medaglia, f. / . Médecine, f. Physic Medicina, f. / •• Médecines, pi. Physics
Medicine, pi. A — Médecin, m. Physician Medico, m. A = Médecins, pi. Physicians
Medici, pi. A • Médiateur, m. Mediator Mediatore, m. A •• Vlédiation, f.
Mediation Mediazione, f. Médical, adj. Physical Medicale, ag. m. T =
Médicament, m. Medicine ] Medicamento, m. Médicaments Medicines Medicamenti,
pi. T •'.. Médiocre, adj. m. Midliûg 3 Moderato MÉD— MES 713 L - Médiocrement,
adv. Moderately Mediocremente!, av. L = Médiocrité, f. Mediocrity Mediocrità,
f. L • Médisance, f. Slander Maldicenza, f. L .. Médisant, adj. m. Slanderous
Maldicente, ag. m. ( - Médisante, adj. f. Slanderous Maldicente, ag. f. ( =
Méditation, f. Meditation Meditazione, f. ( • Méditerranée, f. Mediterranean
Mediterraneo, m. ( •• Méfiance, f. Mistrust Diffidenza, f. H - Meilleur (le),
m. Best (the) Migliore (il meglio), m. -» = Meilleur (mieux), super. Better
Migliore (meglio), super. H • Meilleurs, pi. Betters Migliori, pi. H ••
Mélancolique, adj. m. Melancholic Melanconico, ag. m. 1 - Mélancolique, adj. f.
Melancholic Melanconica, ag. f 1 = Mélancolie, f. Spleen Melanconia, f. 1 •
Mélancolies, pi. Spleen Melanconie, pi. 1 .- Mélodie, f. Melody Melodia, f . o
— Melon, m. Melon Melone, m. 0 = Melons, pi. Melons Meloni, pi. 0 . Membre, m.
Member Membro, m. 0 .. Membres, pi. Members Membri, pi. "1- Même, pron. f.
Same Stessa, f. (medesima, p. f.) 1 = Mêmes, pi. Same Stesse, pi. (medesime,
pi.) 1 . Même, pron. m. Same Stesso (medesimo), pr. m. 1 .. Mêmes, pi. Same
Stessi, pi. (medesimi, pi. ) - Même, aâv. Ever Eziandio, av. ) = Mémoire (la),
f. Memory (the) Memoria ( la ), f. ) . Mémoire, m. Bill Memoriale, m. ) ..
Mémoires, pi. Memoirs Memorie, f. pi. + - Mensonge, m. Lie Mensogna, f. + =
Mensonges, pi. Lies Mensogne, pi. «- . Menterie, f. Lying Bugia, f. + ..
Menteries, pi. Lies Bugie, pi. ^ — Menton, m. Chin Mento, m. ^ = Menace, f.
Threat Minaccia, f. ^ . Menaces, pi. Threats Minacce, pi. *•»» .. Ménage, m.
Household-stuff Masserizie, f. pi. p - Menuisier, m. Carpenter Falegname, m. p
= Mer, f. Sea Mare, m. p . Mers, pi. Seas Mari, pi. p .. Merci, adv. (Je
vousre- Thank you Grazie, av. (vi ringrazio; V — Mercredi, m. [mercie)
Wednesday Mercoledì, m. V = Mère, f. Mother Madre, f. v . Mères, pi. Mothers
Madri, pi. v .. Méridional, adj. m. Southern Meridionale, ag. m. 0 —
Méridionaux, pi. Southern Meridionali, pi. 0 = Méridionale, adj. f. Southern
Meridionale, ag. f. 0 . Méridionales, pi. Southern Meridionali, pi. 0 ..
Mérite, m. Merit Merito, m. / - Mérites, pi. Merits Meriti, pi. / - Merveille,
f. Wonder Maraviglia, f. / • Merveilles, pi. Wonders Maraviglie, pi. / - Mes,
pr. poss. f. pi. Mv Mie (le), pr. pos. f. pi. A - Mes, pr. poss. m. pi. My Miei
(i), pr. pos. m. pi. A = Mesdames, f. pi. Ladies Le signore, f. pi. A •
Mesquin, adj. m. Niggardly Meschino, ag. m. A .. Messieurs, pi. m. Gentlemen
(sirs) I signori, pi. m. T — Messe, f. Mass Messa, f. T = Messes, pi. Masses
Messe, pi. T . Mesure, f. Measure Misura, f. T . Mesures, pi. Measures Misure,
pi. 60. 714 MET— MOI L - Méthode, f. Metbod Metodo^ m. L = Méthodes, pi.
Methods Metodi, pi. L Métier, m. Trade Mestiere, m. L •• Métropole, f.
Metropolis Metropoli, f. ( - Mets, m., (plat) Plate Vivanda, f. ( = Mets, pi.
Different meats Vivande, pi. ( • Meuble, m. Piece of furniture Mobile, m. ( ••
Meubles, pi. Furniture Mobili, pi. H — Meurtre, m. Murder Omicidio, m. H =
Microscope, m. Microscope Microscopio, m. H . Midi, m. Noon Mezzo giorno, m. -!
•• Miel, m. Honey- Mele, m. 1 _ Mien (le), pr. poss. Mine Mio, pr. poss. m. 1 =
Miens (les), pi. Mine Miei, pi. 1 Mienne (la), pr. poss. f. Mine Mia, pr. poss.
f. 1 •• Miennes (les), pi. Mine Mie, pi. o — Mieux, adv. Better Meglio, m. o =
Migraine, f. Head ache Emicrania, f. 0 . Milan (v.) Milan Milano (e.) o ..
Milieu, m. Middle Mezzo, m. 1 — Militaire, m. Soldier Militare, ro. 1 =
Militaires, pi. Soldiers Militari, pi. 1 . Militairement, adv. Like a soldier
Militarmente, av. 1 .. Mille, m. Mile Miglio, m. ) - Milles, pi. Miles Miglia,
pi. f. ) = Millier, m. Thousand Migliajo, m. ) . Milord, m. My lord Signore, m.
) .. Mince, adj. m. Thin Sottile, ag. m. 4- — Ministère, m. Ministry Ministero,
m. 4- = Ministre, m. Minister Ministro, m. + • Ministres, pi. Ministers Ministri,
pi. .. Mine, f. (de métal) Mine Miniera, f. (di metallo) » — Mines, pi. Mines
Miniere, pi. >^ = Mine, (t. milit.) Mine Mina, f. (t. milit.) •^» . Minuit,
f. Midnight Mezza notte, f. "^ . . Minute, f. Minute Minuto, m. P" -
Minutes, pi. Minutes Minuti, pi. ? = Minute, f. Particulars Minuta, f. ? .
Miroir, m. Cooking-glass Specchio, m. o .. Misère, f. Poverty Miseria, f. V -
Misères, pi. Distresses Miserie, pi. V = Miséricorde ! excl. God help me I
Misericordia! esci. V . Modèle, m. Model Modello, m. V .. Modération, f.
Moderation Moderazione, f. 0 — Mode, f. Fashion Moda, f. 0 = Modes, pi.
Fashions Mode, pi. 0 . Moderne, adj. m. Modern Moderno, ag. m. 0 .. Modernes,
pi. Modern Moderna, ag. f. / - Modeste, adj. m. Modest Modesto, ag, m. / =
Modestes, pi. Modest Modesti, pi. / - Modeste, adj. f. Modest Modesta, ag. f. /
•• Modestes, pi. Modest Modeste, pi. A — Modestie, f. Modesty Modestia, f. A =
Modestement, adv. Modestly Modestamente, av. A . Modification, f. Modification
Modifica, f. A .. Mœurs, m. pi. Manners Costumi, m. pi. T — Mœurs, m. pi.
Morals Costumi, m. pl.(morale) T = Moi, pr. pers. Me Me, pr. pers. T • Moi, me,
pr. m. s. au dat. Me Mi, pr. m. f. au. dat. T •• Moi-même, pr. rei. m. Myself
Io stesso(me stesso),pr.m. Moi-méme, pr. rei. m. f. Myself Me stesso (me
stessa), p. r. Moi, me, pr. pers. ac. Me Mi, me, pr. pers. ac» Moins, adv. Less
Meno, av. Moindre, adj. m. Less Minore, ag. m. 3Ioindre, adj. m. Less Minimo,
ag. m. Moindres, pi. Less Minori, pi. Moindre, adj. f. Less Minima, ag. f. Moindre,
m. (le) Least (the) Minimo (il), m. (il meno Moindres, pi. (les) Least (the)
Minimi (i), pi. [m.) Moindre (la), f. Least (the) Minima (la), f. Moindres
(les), pi. Least (the) Minime (le più), pi. Moine, m. Monk Monaco (frate), m.
Moines, pi. Monks Monaci (frati), pi. Mois, m. Month Mese, m. Mois, pi. Months
Mesi, pi. Moissonneur, m. Reaper Mietitore, m. Moisson, f. Harvest Messe, f.
Moissons, pi. Harvest S Messi, pi. Moitié, f. Half Meta, f. Molle, adj. f.
(douce) Soli Molle, ag. f. (morbida) Molles, pi. (douces) Soft Molli, pi.
(morbide) MoDesse, f. Softness Mollezza, f. Moment, m. Moment Momento, m.
Moments, pi. Moments Momenti, pi. Mon beau-frère, m. My brother in law Mio
cognato, m. Ma belle-sœur, f. My sister in law Mia cognata, f. Ma bru, f. My daughter
in law Mia nuora, f. Mon cousin, m. My cousin Mio cugino, m. Ma cousine, f. My
cousin Mia cugina, f. Ma femme, f. My wife Mia moglie, f. Mon fils, m. My son
Mio tiglio, m. Ma tille, f. Mv daughter Mia figlia, f. Mon frère, m. My brother
Mio fratello, ra. Mon gendre, m. My son in law Mio genero, m. Mon grand-père,
m. My grand father Mio nonno, m. Ma grand'mère, f. My grand mot lie? Mia nonna,
f. Mon mari, m. -Myimshand_ Mio marito, m. Ma mère, f. My mother Mia madre, f.
Mon neveu, m. My nephew Mio nipote, m. Ma nièce, f. My niece Mia nipote, f. •
Mon oncle, m. My uncle Mio zio, m. : Mon père, m. My father Mio padre, m. Ma
sœur, f. My sister Mia sorella, f. Ma tante, f. My aunt Mia zia, f. - Monceau,
m. Heap Munchio, m. : Monceaux, pi. Heaps Munchi, pi. Mon cher ami, m. My
beloved friend Mio caro amico, m. Ma chère amie, f. My beloved friend Mia cara
amica, f. - Mon cher parrain, m. My dear God father Mio caro patrino, m. = Mon
cher, adj. m. My dear Mio caro, ag. m. Ma chère, adj. f. My dear Mia cara, ag.
f. Monde, m. World Mondo, m. - Mondes, pi. Worlds Mondi, pi. = Monde, m. People
Mondo (popolo), m. . Mondain, adj. m. Wordly Mondano, ag. m. . Mondains, pi.
Wordly Mondani, pi. - Mondaine, adjr f Wordly Mondana, ag. f. = Mondaines, pi.
Wordly Mondane, f. . Mon, pr. pos. m. My Il mio, pr. pos. m. . Monnaie, f. Mint
Zecca, f . 716 MON— MUS L - Monopole, m. Monopoly Monopolio, m. L = Mon (mes,
ma, mes), pr. Mine Mio (miei, mia, mie) pr. L • Monsieur, m. [pos. rei. Sir
(mister) lì signore, m. [pos. rei. L •• Montagne, f Mountain Montagna, f. ( —
Montagnes, pi. Mountains Montagne, pi. ( = Montre, f. Watch Oriuolo, m. ( •
Montres, pi. Watches Oriuoli, pi. ( .- Monument, m. Monument Monumento, m. -i-
Monuments, p. Monuments Monumenti, pi. H = Moral, adj. m. Moral Morale, ag. m.
H - Morale, adj. f. Moral Morale, ag. f. H •• Morale, f. Morality Morale, f. i
- Morceau, m. Piece Pezzo, m. \ = Morceaux, pi. Pieces Pezzi, pi. I . Mors, m.
Bit (of a bridle) Freno, m. 1 •• Mors, m. Bit (of a bridle) Morso, m. o —
Mortadelle, f. Bologna Sausage Mortadella, f. o — Mortel, adj. m. Mortal
Mortale, ag. m. 0 . Mortels, pi. Mortal Mortali, pi. 0 .. Mortelle, adj. f.
Mortal Mortale, ag. 1 1 - Mort, adj. m. Dead Morto, ag. m. 1 == Morts, pi. The
dead Morti, pi. 1 . Mort, f. Death Morte, f. 1 .. Mortellement, adv. Mortally
Mortalmente, av. } — Mortification, f. Mortification Mortificazione, f. ) =
Mot, m. Word Motto, m. ) Mots, m. Words Motti, pi. ) .. Motif, m. Motive
Motivo, m. H Motifs, pi. Motives Motivi, pi. -f = Mouche, f. Fly Mosca, f. -f .
Mouches, pi. Flies Mosche, pi. -f .. Mouchoir, m. Handkerchief Fazzoletto, m.
Mouchoirs, pi. Handkerchiefs Fazzoletti, pi. ^ = Mouchettes, f. pi. Snuffers
Smoccolatojo, m. ^ Moulin, m. Mill Molino, m. ~>N. .. Moulins, pi. Mill
Moliui, pi. ? - p = Moulin à vent, m. Wind mill Molino a vento, m. Moulins à
vent, pi. Wind mill Molini a vento, pi. p . Mou, ad. m. (doux) Soft Morbido
(molle), ag. m» p .. Mous, pi. (doux) Soft Morbidi (molli), pi. V — Mouton, m.
Sheep Castrato, m. V = Moutons, pi. Sheeps Castrati, pi. V • Mouvement, m.
Motion Movimento, m. V .. Mouvements, pi. Motions Movimenti, pi. 0 — Moyen, m.
Way Modo, m. 0 = Moyens, pi. Ways Modi, pi. 0 . Muet, m. Dump man Muto, m. 0 ..
Muets, pi. Dump men Muti, pi. '/t Muette, f. Dump woman Muta, f. Muettes, pi.
Dump women Mute, pi- I . Muet, adj. m. Dump Muto, ag. m. 1 •• Muets, pi. Dump
Muti, pi. A - Muette, adj. f. Dump Muta, ag. f. A = Muettes, pi. Dump Mute, pi.
A • Multiplicité, f. Multiplicity Molliplicitâ, f. A •• Multiplication, f. Multiplication
Moltiplica, f. T~ Multitude, f. Multitude Moltitudine, f. T = Mur, m.
(muraille, f.) Wall Muro, m. (muraglia, f.) T . Murs (murailles), pi. Walls
Muri (muraglie), pi. T .. Muse, f. Muse Musa, f. MUS— ]\TEG 717 Muses, pi.
Muses Muse, pi. Musée, m. Museum Museo, m. Musicien, m. Musician Cantore
(suonatore), m. Musiciens, pL Musicians Cantori (suonatori), pi. Musicienne, f.
Musician Cantatrice(suonatrice), f. Musiciennes, pi. Musicians Cantatrici
(suonatrici),pL Musique, f. Music Musica, f. Mutuel, adj. ni. Mutual
Scambievole, ag, m. Mutuelle, adj. f. Mutual Scambievole, ag. f. Mutuellement,
adv. Mutually Scambievolmente, av. Nageur, m. Nageurs, pi. Nage, f. Naissance,
f. Naples (ville) Nappe d'eau, f. Nappe, f. Nappes, pi. Narines, pi. f. Nation,
f. Nations, pi. Nationalité, f. National, adj. m. Nationaux, pi. Nationale,
adj-. f. Nationales, pi. Naturellement, adv. Naturel, adj. m. Naturels, pi.
Naturelle, adj. f. Naturelles, pi Nature, f. Naturaliste, m. Naufrage, m.
Naufrages, pi. Navale, adj. f. Naval, adj. m. Navigation, f. Navire, m.
Navires, pi. Navire de plaisance, m. Ne (ne pas), nég. Négligence, f.
Négligences, pi. Nécessaire, adj. m. Nécessaires, pi. Nécessaire, adj. f.
Nécessaires, pi. Nécessité, f. Néanmoins, adv. Négation, f. Négativement, adv.
Négligemment, adv. Négligence, f. Négligent, ag. m. Négligente, adj. i. Swimmer
Swimmers Swimming Birth Naples Sheet of water Table-cloth Table-cloths Nostrils
Nation Nations Nationality National National National National Naturally
Natural Natural Natural Natural Nature Naturalist Shipwreck Shipwrecks Naval
Naval Navigation Ship Ships Yatch Not (no) Negligence Negligences Necessary
Necessary Necessary Necessary Necessity Nevertheless Negation Negatively
Negligently Negligence Negligent Negligent Nuotatore, m. Nuotatori, pL Nuoto,
m. Nascita, f. Napoli, (citta) Nappo d'acqua, m. Tovaglia, f. Tovaglie, pi.
Narici, pi. f. Nazione, f. Nazioni, pi. Nazionalità, f. Nazionale, ag. m.
Nazionali, pi. Nazionale, ag. f. Nazionali, pi. Naturalmente, p.v. Naturale,
ag. m. Naturali, pi. Naturale, ag. L Naturali, pi. Natura, f. Naturalista, m.
Naufragio, m. Naufragi, pi. Navale, ag. f Navale, ag. m. Nautica, f. Nave, f.
Navi, pi. Naviglio di diporto, m. Non, neg. [ ( Iachetto,)m. Negligenza, f.
Negligenze, pi. Necessario, ag. m. N ecessar j, pi. Necessaria, ag. f.
Necessarie, pi. Necessita, f. Non dimeno, av. Negazione, f.. Negativamente, av.
Negligentemente, av- Negligenza, f. Negligente, ag. m. Negligente, ag. f.
Négoce, m. Négociant, m. Négociants, pi. Neige, f. Neiges, pi. N'en, nég. Nerf,
m. Nerfs, pi. Neuf, adj. m. Neufs, pi. Neuve, adj. f. Neuves, pi. Neveu, m.
Neveux, pi. New- York (v.) Nez, m. Nez, pi. Ni, conj. et nég. Ni, nég. Niche,
f. Niches, pi. Nid, m. Nids, pi. Nièce, f. Nièces, pi. Nil, m. (fleuve) Ni l'un
ni l'autre, adv. Ni plus ni moins, adv. Noble, adj. m. Nobles, pi. Noblement,
adv. Noblesse, f. Noce, f. s. Noël, m. Nocturne, adj. m. Noir, m. Noir, adj. m.
Noirs, pi. Noire, adj. f. Noires, pi. Noirceur, f. Noix, f. Noix, pi. Nom, m.
Noms, pi. Nombre, m. Nombres, pi. Nombres ordinaux, pi. m. Nombres cardinaux,
m. Nombreux, adj. m. [pi. Nombreux, pi. Nombreuse, adj. f. Nombreuse, pi. Nom,
m. (t. de gram.) Noms, pi. Non, nég. non pas Non, adv. Non pas que je sache,
adv. Non plus, adv. nég. Nord, m. NÉG— NOR Trafic Trafico, m. ^ Negoziante, m.
Merchant Merchants Negozianti, pi. Snow Neve, f. Snowes Nevi, pi. None (not
any) Non ne, nég. Sinew Nervo, m. Sinews Nervi, pi New Nuovo, ag. m. New Nuovi,
pi. New Nuova, ag. m. New Nuove, pi. Nephew Nipote, m. Nephews Nipoti, pi. New-
York Nuova-Iork (e.) Nose Naso, m. Noses Nasi, pi. Neither Né, conj. n?g. Nor
Né, neg. Trick Burla, f, Tricks Burle, pi. Nest Nido, m. Nests Nidi, pi. Niece
Nipote, f. Nieces Nipoti, pi. Nile Nilo (fiume), m. Neither Né l'uno uè l'altro,
av. Neither more nor less Né più né meno, av. Noble Nobile, ag. m. Noble
Nobili, pi. Nobly Nobilmente, av. Nobility Nobilita, f. Wedding Nozze, f. pi.
Christmas Natale, m. Nocturnal Notturno, ag. m. Elack Nero, m Black Nero, ag.
m. Black Neri, pi. Black Nera, ag. f. Black Nere, pi. Blackness Oscurità, f.
Walnut Noce, f. Walnuts Noci, pi. Name Nome, m. Names Nomi, pi. Number Numero,
m. Numbers Numeri, pi. Ordinal numbers Numeri ordinativi, m. pi. Numeral
numbers Numeri cardinali, pi. Numerous Numeroso, ag. Numerous Numerosi, pi.
Numerosa, ag. f. Numerous Numerous Numerose, pi. Noun Nome, m. (t. di gram.)
Nouns Nomi, pi. Not (not) Non, neg. No No, av. Not that I know of No, eh' io
sappia, av. Neither Neppure (nemmeno), av. North Nord, m. NOR— OBJ 719 L — J
Norvège, f. Norway Norvegia, f. L = .Nos, pr. poss. m. pî. Our I nostri, pr.
poss. m. pi. L • Nos, pr. poss. f. pi. Our Le nostre, pr. poss. f. pi. L ..
Notaire, m. Notary- Notajo, m. ( —'Notice, f. Notice Notizia, f. ( = ; Notices,
pL Notices Notizie, pi. ( • Note,f. Note Nota, f. ( •• Notes, pi. Notes Note,
pi. H- Notre, pr. pos. f. Our La nostra, pr. pos. f. H = Nôtre, pr. pos, m. Our
Il nostro, pr. poss. m. H • Nôtres, nos, m. f. pr. pos. Ours Nostro, nostri, p.
p. rei. H •• Note, f. [rei. Note Nola, f. [pi. 1 - Notion, f. Notion Nozione,
f. 1 = Nourrice, f. Nurse Balia, f. (nutrice, f.) 1 • Numéro, m. Number Numero,
m. 1 •• Nourriture, f. Food Vitto, m. (cibo, m.) o — Nous, pron. ace. Us Ci o
noi, pron. acc o = Nous, pron. dat. Us Ci, pron. dat. o . Nous, pron. pers. We
Noi, pr. pers. o .. Nous en, pron. s. Us some (of it) Ce ne, pron. s 1 - Nous
en, pr. pi. Us some (of them) Ce ne, pi. 1 = Nous nous, pr. pers. Us Noi ci, o
ce, pr. pers. 1 . Nous-mêmes, pr. refi. Our selves Noi stessi, pron. recipr. Nouvel
an (le), m. New year (the) L'anno nuovo, m. ) — Nouveau, adj. m. New Nuovo, ag.
m. ) = Nouveaux, pi. New Nuovi, pi. ) Nouvelle, adj. f. New Nuova, ag. f.
Nouvelles, pi. New Nuove, pi. + - Nouvellement, (de nou- Newly Nuovamente (di
nuovo), + = Nouvelle, f. [veau), adv. New Novella, f. [av. + . Nouvelles, pi.
News Novelle, pi. + .. Nouvelliste, gazetier, m. Intelligencer Novellista
(gazettiere),m. "^ — Novembre,, m. November Novembre, m. *». = Nu, m.
Naked Nudo, m. •V. . Nus, pi. Naked Nudi, pi. *v» .. Nue, adj. f. Naked Nuda,
ag. f. p - Nues, pi. Naked Nude, pi. p = Nudité, f. Nakedness Nudità, f. p .
Nuance, f. Shade Gradazione de' colo, i, f. p .. Nuage, m. Cloud Nuvolo, m. V -
Nuages, pi. Clouds Nuvoli, pi. V = Nuageux, adj. m. Cloudy Nuvoloso, ag. m. V .
Nuit, f. Night Notte, f. V .. Nuits, pi. Nights Notti, pi. J0 — Nul, adj. m.
Void Nullo, ag. m. a = Nulle, adj. f. Void Nulla, ag. f. 0 . Nuptiale, adj. f.
Nuptial Nuzziale, ag. f. : Obéissance, t j Obéissant, adj. m. :j Obéissants,
pi. j Obéissante, adj. f. ; Obéissantes, pi. j Obéissant, adj. m, =,
Obéissante, adj. f. I Objet, m. • Objets.pl. Obedience Obedienza, f. Dutiful
Obediente, ag. m. Dutiful Obedienti, pi. Dutiful Obediente, ag. f. Dutiful
Obedienti, pi. Obedient Obediente, ag. m. Obedient Obediente, ag. f. Object
Oggetto, m. Objects Oggetti, pi. 720 L — Obligation, f. L = Obligations, pi. L
• Obligeance, f. L • • Obligeant, adj. m. ( — Obligeante, adj. f. ( = Obscur,
adj. m. ( • Obscurs, pi. ( •• Obscure, adj. f. H — Obscures, pi. M = Obscurité,
f. H • Occasion, f. H • Occasions, pi. I — Occident, m. I = Occupation, f. ! •
Occupations, pi. I • • Océan, m. O — Octobre, m. 0 = Odeur, f. O . Odeurs, pi.
0 . . Odorat, m. 1 — OEuf, m. 1 = OEufs, pi. I • OEufs frais, m. "î • •
OEil, m. ) — OEuvre, f. ) = OEuvres, pi. ) • Offense, f. ) • • Offenses, pi. H
Offensive, adj. f. + = Office, m. + • Officielle, adj. f. + •• Officiellement,
adv. Officier, m. Officiers, pi. Oh ! int. Oie, f. Oiseau, m. Oiseaux, pi.
Oisivement, adv. Oisiveté, f. Oisif, adj. m. Oisive, adj. f. Ombre, f. (larve)
Ombres, pi. Ombre, f. (ombrage) Omelette, f. On, pron. On, pron. On, pron.
Once, f. Onc2s, pi. On dit, adv.. Oncle, m. Onde, f. Ondes, pi. Ondée (pluie
soudaiae),f. Ondées (pluies soud), pi. Ongles, pi. Opéra, m. Opéra, m. (th.)
Obligation Obligo, m. Obligations Oblighi, pi. Obligation Cortesia, f. Obliging
Cortese, a g. ni. Obliging Cortese, ag. f. Dark Bujo, ag. m. Dark Oscuri, pi.
Dark Oscura, ag. f. Dark Oscure, pi. Darkness Oscurità, f. Occasion Occasione,
f. Opportunities Occasioni, pi. West Ponente, m. (occidente,) Occupation
Occupazione, f. [m Occupations Occupazioni, pi. Ocean Oceano, m. October
Ottobre, m. Smell Odore, m. Smell Odori, pi. Smelling Odorato, m. Egg Uovo, m,
Eggs Uovi, pi. New-laid eggs Uovi freschi, m. pi. Eye Occhio, m. Work Opera, f.
Works Opere, plv Offense Offesa, f. Offenses Offese, pi. Attack Offensiva, f.
Office Officio, m. Official Officiale, ag. f. Officially In modo officiale,
adv. Officer Ufficiale, m. Officers Ufficiali, pi. Oh! Oh! inter. Goose Oca, f.
Bird (fowl) Uccello, m. Birds (fowls) Uccelli, pi. Idly Oziosamente, av.
Idleness Ozio, m. Idle Ozioso, m. Idle Oziosa, f. Shade Ombra, f. (larva)
Shades Ombre, pi. Shadows Ombra, f. Pancake Frittata, f. They Si, pron. One Si,
pron. People Si, pron. Ounce Oncia, f. Ounces Once, pi. It is reported Si dice
Un cle Zio, m. Wave Onda, f. Waves Onde, pi. [qua), m. Shower Nembo, (rovesco
d'ac- Showers Nembi (rovesci d'acqua,) Nails Unghie, pi. f. [pi» Opera Opera,
f. Opera house Opera, f. (teatro) • OPΗ OS 72 L L - Opinion,!. Opinion
Opinione, f. L = 'Opinions, pi. Opinions Opinioni, "pL L • Oporto (v.)
Porto Oporto . = Oreille, f. Ear Orecchia, f. ^ Oreilles, pi. Ears Orecchie,
pi. "«. . . Oreiller, m. Pillow Guanciale, m. p — Oreillers, pi. Pillows
Guanciali, pi. e = Orfèvre, m. Goldsmith Orefice, m. Orgaue, m. Organ Organo,
m. ì •• Organes, pi. Organs Organi, pi. v - v = Organisation, f. Organization
Organizazione, f. Orge, m. Barley Orzo, m. v . Orient, m. East Oriente, m. v ..
Oriental, adj. m. Oriental Orientale, ag. m. o — Orientale, adj. f. Oriental
Orientale, ag. f. 0 = Orientaux (les), pi. m. The Orientals Gli Orientali, m.
pi. 0 . Original, adj. m. Original Originale, ag. m. 0 .. Originale, adj. f.
Original Originale, ag. f. / - Originaux, m. pi. Originals Originali, m. pi. /
= Origine, f. Origin Origine, L / . Originel, adj. m. Primitive Oriundo, ag. m.
/ .. Originelle, adj. f. Primitive Oriunda, ag. f. A — Ornement, m. Ornament
Ornamento, m. A = Ornements, pi. Ornameuts Ornamenti, pi. A . Orphelin, m.
Orphan Orfano, m. A •• Orphelins, pi. Orphans Orfani, pi. T - Orpheline, f.
Orphan Orfana, f. T = Orphelines, pi. Orphans Orfane, pi. T • Orthographe, f.
Orthography Ortografia, f. T -. Os, m. Bone Osso, in. 61 722 OS— PAN L - Os,
pi. Bones Ossa, f. pi. L = Où, adv. Where Dove, av. L . Où, adv. Where Ove, av.
L .. Ou, conj. Or 0, cong. ( — Oubli, m. Forgetfulness Oblio, m. i = Ouest, m.
West Ovest, m. ( • Oui, adv. Yes Si, av. ( .-. Ouïe, f. Hearing Udito, m. -4 -
Ours, m. Bear Orso, m. H = Ours, pi. Bears Orsi, pi. -\ • Ourse, f. Bear Orsa,
f. H .. Outil, m. Tool Utensile, m. 1 - Outils, pi. Tools Utensili, pi. I =
Outrage, m. Outrage Oltraggio, m. 1 • Outrage, m. Injury Oltraggio, m. 1 ••
Outrages, pi. Injuries Oltraggi, pi. o — Outrageant, adj. m. Outrageous
Oltraggiante, ag. m o = Outrageante, adj. f. Outrageous Oltraggiale, ag. f. o .
Outrance (à), adv. To the utmost Fuor di modo, av. o .. Outre, adv. Besides
Oltre, av. 1 - Ouvrage, m. Work Opera, f. 1 = Ouvrages, pi. Works Opere, pi. 1
. Ouvrier, m. Workman Operajo, m. 1 .. Ouvriers, pi. Workmen Operaj, pi. ) —
Pacification, f. Pacification Pacificamento, m. Paganisme, m. Paganism
Paganesimo, m. ) . Page, m. Page Paggio, m. ) • Pages, pi. Pages Paggi, pi. H
Page, f Page Pagina, f. + = Pages, pi. Pages Pagine, pi. + • Paillasse, f.
Strawbed Pagliericcio, m. + • • Paillasses, pi. Strawbeds Pagliericci, pi. •
Paresseuse, adj. f. Idle Pigra, ag. L ) .. Parfait, adj. m. Perfect Perfetto,
ag. nu + — Parfaite, adj. î. Perfect Perfetta, ag. f. + = Parfaitement, adv.
Perfectly Perfettamente, av. + - Parfum, m. Parfume Profumo, m. + .. Parfums,
pi. Parfumes Profumi, pL *•«. — Paris (v.) Paris Parigi (c.) ^ = Par le temps
qui court, At the present time Al tempo che è, av. "•>. . Parnasse, m.
[ady. Parnassus Parnasio, m. **^ .. Paroisse, f. Parish Parrocchia, f. P -
Paroisses, pL. Parishes Parrocchie, pi. P = Parole, f. Word Parola, f. P •
Paroles, pL Words Parole, pL P .. Parquet, m. The bar Barra, f. V - Parrain, m.
Cod father Patriae, m. V = Parrain, m. God father Compare, m. V . Parricide, m.
Parricide Parricida, m. V .. Parterre, m. Pit Platea, f. 0 — Partialité, f.
Partiality Parzialità, f. 0 = Participe présent, m. Present participle
Participio presente, m. 0 . Participe passé, m. Past participle Participio
passato, m. 0 .. Participes, pL Participles Participi, pi. I - Parti, m. Party
Partito, m. / = Particulier, adj. Particular Particolare, ag. m. / .
Particulière, adj. L Particular Particolare, ag. f. / .. Particulières, pi.
Particular Particolari, pi. A- Particulièrement, adv. Particularly
Particolarmente, av. A = Partie, f. Part Parte, £ A . Parties, pi. Part Parti,
pi. A .. Partout, adv. Throughout Per tutto, av. T — Partout où, adv. Every
where Ovunque, av. T = Parure, f. Dress Acconciamento, m. T • Parure de
diamants, f. Set of diamonds Fornimento di diamanti T -. Pas, m. Step Passo, m.
[ni 724 PAS— PAY L ~ [Pas, pi. Steps Passi, pL L = Pas, nég. No Non, neg. L •
Pas (ne), adv. nég. Not Non, neg. L •• Pas bien, adv. Amiss Non bene, av. ( -
Passage, m. Passage Passaggio, m. ( = Passages» pL Passages Passaggi, pi. ( -
Passager, adj. m. Passing Passagero, ag. m. ( •• Passagère, adj. f. Passing
Passagera, ag. f. H- Pas à pas, adv. Step-by step Passo passo, av. H = Passé
(temps), m. Past Passato (tempo), m. H • Passé, adj. m. Past Passato, ag. m. H»
Pass-ion, f. Passion Passione, f. Passions, pi. Passions Passioni, pi. 1 =
Passionné, adj. m. Passionate Appassionato, ag. m, i Passionnée, adj. f.
Passionate Appassionata, ag. f. 1 •• Passionnément, adv. Passionately
Appassionatamente, av o — Pastille, f. Lozenge Pastiglia, f. o = Pastilles, pi.
Lozenges Pastiglie, pi. 0 . Pastoral, m. Pastoral Pastorale, m. 0 .. Pataraffe,
m. Scrawl . Scarabocchio, m. 1 - Pàté, m. Pie Pasticcio, m. 1 = Pâtés, pi. Pies
Pasticci, pi. 1 . Pâtissier, m. Pastry-cook Pasticciere, m. 1 .. Pâtissiers,
pi. Pastry-cooks Pasticcieri, pL ) - Patience, f. Patience Pazienza, f. ) =
Patient, adj. m. Patient Paziente, ag. m. ) . Patients, pi. Patient Pazienti,
pi. ) .. Patiente, adj. t Patient Paziente, ag. f. -f — Patientes, pi. Patient
Pazienti, pi. + = Patiemment, adv. Patiently Pazientemente, av. + . Patrie, f.
Country Patria, f. + .. Patrimoine, m. Patrimony Patrimonio, m. *"*. —
Patriote, m. Patriot Patriotto, m. ^ == Patriotes, pi. Patriots Patriotti, pi.
V. . Patriotique, adj. m. Patriotic Patriottico, ag. m. **«. . . Patriotiques,
pi. Patriotic Patriottici, pi. p - Patriotique, adj. f. Patriotic Patriottica,
ag. f. p = Patriotisme, m. Patriotism Patriottismo, m. p . Patte, f. Paw Zampa,
f. p .. Pattes, pi. Paws Zampe, pi. V — Pâturage, m. Pasture Pascolo, m. V =
Pâturages, pi. Pastures Pascoli, pi. V . Paupière, f. Aye-lid Palpebra, f. V ..
Paupières, pi. Aye-lids Palpebre, pi. 0 — Pauvre, adj. m. Poor Povero, m. ag. 0
= Pauvres, pi. Poor Poveri, pi. 0 . Pauvres (les), m. pi. Poor (the) Poveri
(i), m. pi. 0 .. Pauvres (les), m. pi. Poor people Poveri (i), pi. / - Pauvre
homme, m. Poor man Poveruomo, na. / = Pauvre femme, f. Poor woman Povera donna,
f. / . Pauvres femmes, pi. Poor women Povere donne, pi. / .. Pauvreté, f.
Poverty Povertà, f. A — Pavé, m. Pavemen Pavimento, m. A = Pavés, pi. Pavements
Pavimenti, pi. A • Pavillon, m. Pavilion Padiglione, m. A • Pavillons, pi.
Pavilions Padiglioni, pi. T — Payement, m. Payment Pagamento, m. T = Pavemei.ts
pi. Payments Pagamenti, pi. T . Pavable, adj. m. f. Payable Pagabile, ag. m. T
J Payables, pi. Payable Pagabili, pi. Payante, adj. f. Payantes, pi. Pa yant,
adj. m. Pays, m. Pays, pi. Paysan, m. Paysans, pi. Paysanne, f. Paysan, m.
Paysans, pi. Paysanne, f. Pavsannes, pi. Peau, f. Peaux, pi. Pèche, f. Pécheur,
m. Pècheur,^m. Pèche, f." Pèches, pi. Peigne, m. Peine, f. Peines, pi.
Peine, f. Peintre, m. Peintres, pi. Peintre (femme), f. Peinture, f. Peintures,
pi. Pelle, f. Pelote, f. Pelotes, pi. Penchant, m. Penchant, m. Pendants
d'oreilles, m. pi. Pendant quelque temps Pendant que, adv. [adv. Pendant, adv.
Pendant que, adv. Pendant tout, adv. Pendule, f. Pendules, f. Péniblement, adv.
Pénible, adj. m. Pénibles, pi. Pénible, adj. f. Pénibles, pi. Péninsule, f.
Péninsules, pi. Pénitencer f . Pensée, f. Pensées, pi. Pension, f. Pensions,
pi. Pensionnat, m. Pensionnats, pi. Pensionnaire, f. Pensionnaires, pi.
Pensionnaire, f. Pensionnaires, pL. Perception, f. PAY— PER Paying Paying
Paying Country Countries Country man Country men Country woman Peasant Peasants
Country woman Country women Skin Skins Fishing Fisher Sinner Peach Peaches Comb
Trouble Troubles Trouble Painter Painters Female painter Paint Paints Shovet
Pin-cushion Pin-cushions Inclining Inclining Ear rings Awhile While During
While Throughout Time piece Time pieces Laboriously Laborious Laborious
Laborious Uneasy (laborious) Peninsula Peninsulas Penitence Thought Thoughts
Boarding-house Boarding-houses Boarding-school Boarding-schools Boarder
Boarders Boarder Boarders Perception 725 Pagante, ag. f. Paganti, pi. Pagante,
ag. m. Paese, m. Paesi, pi. Contadino, m. Contadini, pL Contadina, f. Villano,
m- Villani, pL Villana, f. Villane, pi. Pelle, f. Pelli, pi- Pesca, t
Pescatore, m. Peccatore, m. Persica, f. Persiche, pL Pettine, m. Pena, I. Pene,
pL Incomodo, m. Pittore, m. Pittori, pL Pittrice, f. Pittura, f. Pitture, pi.
Palette, f. Guancialino, m. Guancialini, pi. Pendio, m. Inclinazione, f.
Orecchini, m. pi. Durante alcun tempo, av. Mentrechè, av. Durante, av.
Duranteche, av. Duranteche, av. Pendolo, m. Pendoli, pi. Penosamente, av.
Tormentoso, ag. m. Tormentosi, pi. Tormentosa, ag. f. Tormentose, pi. Penisola,
f. Penisole, pi. Penitenza, f. Pensiero, m. Pensieri, pi. Casa d'educazione, m.
Case d'educazione, pi. Casa d'educazione, f. Case d'educazione, pi. Pensionano,
m. Pensiouari, pi. Pensionaria, f. Pensionane, pi. Percezione, f. 61. 726 L -,
Père, m. L = Perfection, f. L • Perfectionnement, adv. L .. Perfide, adj. m. .
— Persan, m. "»-> = Persans, pi. V. . Persanne, f. *»» . . Persannes,
pi. p — Personnellement, adv. p = Personnel, adj. m. p . Personnelle, adj. f. p
.. Personnelles, pi. V — Personne, f. V = Personnes, pi. V . Personne, adv.
nég. V .. Personne que je sache 0 — Perspective, f. [1 0 = .Persuasion, f. 0 .
Perte, f. 0 .. Perturbation, f. / = ' Pesamment, adv. Peste, f. / • / ••
Petit-tils, m. Petite-fille, f. A — Petitesse, f. A — Petitesses, pi. A •
Petit, adj. m. A .. Petits, pi. T — Petite, adj. f. T = Petites, pi- T 1 Petit,
adj. m. T •• 1 Petits, pi. PÈR— PET Father Padre, m. Perfection Perfezione, f.
Improvement Perfezionamento, m. Perfidious Perfido, ag. m. Perfidious Perfidi,
pi. Perfidious Perfida, ag. f. Perfidy Perfidia, f. Peril Pericolo, m. Perils
Pericoli, pi. Period Periodo, m. Periods Periodi, pi. Periodical Periodico, ag.
m. Periodical Periodici, pi. Periodical Periodica, ag. f. Periodically
Periodicamente, av. Pearl Perla, f. Pearls Perle, pi. Leave Permesso, m.
Perpetually Perpetuamente, av. Perpetual Perpetuo, ag. m. Perpetual Perpetui,
pi. Perpetual Perpetua, ag. f. Perpetual Perpetue, pi. Perpetuity Perpetuità,
f. Parrot Pappagallo, m. Parrots Pappagalli, pi. Hen parrot Pappagalla, f. Wig
Perrucca, f. Wigs Perrucche, pi. Wig maker Perrucchiere, m. Wig makers
Perrucchieri, pi. Persia Persia, f. Persian Persiano, m. Persians Persiani, pi.
Persian woman Persiana, f. Persian women Persiane, pi. Personally In persona,
av. Personal Personale, ag. m. Personal Personale, ag. f. Personal Personali,
pi. Person Persona, f. Persons Persone, pi. Nobody Nessuno, av. neg. Nobody
that I know of Nessuno eh' io sappia, 1 Prospect Prospettiva, f . Persuasion
Persuasione, f. Loss Perdita, f. Perturbation Perturbazione, f. Heavily
Pesantemente, av- Plague Peste, f. Grand son Nipote, m. Grand daughter Nipote,
f. Littleness Picciolezza, f. Littlenesses Picciolezze, pi. Small Piccolo, ag.
m. Small Piccoli, pi. Small Piccola, ag. f. Small Piccole, pi. Little Picciolo,
ag. m. Little Piccioli, pi. PET— PIT 727 L - Petite, adj. f. Little Picciola,
ag. f. L = Petites, pi. Little Picciole, pi. L • Petites aftiches, f. pi. Small
announces Avvisatore (awiso al pu- L •• Petite table, f. Little table Tavolino,
m. [blico), m. ( - Petite-vérole, f. Small-pox Vajuolo, m. ( = Peu, adv. Little
Poco, av. ( • Peu, m. pi. Few Pochi, m. pi. ( .. Peu à peu, adv. By little and
little A poco Insieme, av. H — Peu à peu, adv. By degrees A poco a poco, av. -Ì
= Peu après, adv. A short time after Poco dopo, av. -» ■ Peut-être, adv.
Perhaps Forse, av. H •• Peuple, m. People Popolo, m. 1 - Peuples, pi. People
Popoli, pi. 1 = Peur, f. Fear Paura, f. 1 • Pharmacie, f. Pharmacy Spezieria,
f. i -. Phare, m. Light house Faro, m. o — Philadelphie, f. (v.) Philadelphia
Filadeliia (e.) g = Philosophie, f. Philosophy Filosofia, f. o . Philosophe, m.
Philosopher Filosofo, m. o .. Philosophes, pi. Philosophers Filosofi, pi. 1 -
Philosophiquement, adv. Philosophically Filosoficamente, av. 1 = Philosophique,
adj. m. Philosophical Filosofico, ag. m. 1 • Philosophiques, pi. Philosophical
Filosofici, pi. "1 •• Philosophique, adj. f. Philosophical Filosofica, ag.
f. ) - Philosophiques, pi. Philosophical Filosofiche, pi. ) = Physionomie, f.
Physiognomy Fisionomia, f. ) • Physique, f. The natural constitution Fisico, m.
) •• Physiquement, adv. Physically Fisicamente, av. + — Physique, f. Physics
Fisica, f. -f = Piano, m. Piano forte Piano forte, m. + '• Pièce de campagne,
f. Field piece Pezza da campagna, f. + •• Pièces de campagne, pi. Field pieces
Pezze da campagna, pi. •^ — Pièce, pi. Piece Pezza, f. «^ = Pièces, pi. Pieces
Pezze, pi. "v. . Pied, m. Foot Piede, m. "S . . Pieds, pi. Feet
Piedi, pi. p — Pierre, f. Stone Pietra, f. Pierres, pi. Stones Pietre, pi. p .
Pierre tumulaire, f. Tomb stone Pietra sepolcrale, f. p .- Piété, f. Piety
Pietà, f. V — Pigeonnier, m. Pigeon-house Colombaja, f. V = Pigeon, m. Pigeon
Piccione, m. v . Pigeons, pi. Pigeons Piccioni, pi. v .. Pincettes, f. pi.
Tongs Molle, f. pi. o — Pipe, f. Pipe Pipa, f. 0 = Piquant, adj. m. Prickling
Pungente, ag. m. 0 . Piquante, adj. f. Prickling Pungente, ag. f. 0 .. Pire,
adj. comp. m. f. Worse Peggio, ag. compar. m. f. / - Pire, le pire (plus mal),
Worse Peggio (più cattivo), av. / = Pire, la pire (plus mal), Worse Peggio (più
cattiva), f. / . Pis, adv. [adj. comp. f . Worse Peggio, av. 1 .. Pistolet, m.
[adj. comp. Pistol Pistola, f. A — Pistolets, pi. Pistols Pistole, -:. A =
Pitié, f. Pity Pietà, f. A . Pitoyable, adj. m. f. Pitiful ' Miserabile, ag. m.
f. A • Pitoyables, pi. Pitiful Miserabili, pi. T — Pittoresque, adj. m.
Picturesque Pittoresco, ag. m. T = Pittoresques, pi. Picturesque Pittoreschi,
pi. T • Pittoresque, adj. f. Picturesque Pittoresca, ag. f. T .. Pittoresques,
pL Picturesque Pittoresche, pi. 728 — .Place, f. = ! Places, pi. . Place, f. ..
Places, pi. (Plafond, m. _l Plafonds, pi. T •■ Plaie, Plaies, pi. Plaine, f.
Plaines, pi. Plainte, f. Plaintes, pi. Plaisanterie, f. Plaisanteries, pi.
Plaisir, m. Plaisirs, pi. Plait-il? Plan, m. Plans, pi. Planche, f. Planches,
pi. Planchéié, adj. m. Plante, f. Plantes, pi. Plantes (jardin des ), m. Plat,
m. Plats, pi. Plein, adj. m. Pleine, adj. f. Plomb, m. [m. Plein de bonne
volonté, Pleine de bonne volonté,f. Plioir, m. Pluie, f. Plume, f. Plumes, pi.
Pluriel, m. Plusieurs, av. (beaucoup) Plus grand, adj. m. Plus grands, pi. Plus
grande, adj. f. Plus grandes, pi. Plus petit, adj. m. Plus petits, pi. Plus
petite, adj. f. Plus petites, pi. Plupart (la), f. Pire (le, la), m. f. Pires
(les), pi. m. f. Plus (,1e, la, les), m. f. s. Plusieurs, pron. pi. Plutôt que,
adv. Plus, adv. Plus souvent, adv. Plutôt, adv. Pô, m. (fl.) Poêle, m. Poêles,
pi. Poêle à frire, f. Poème, m. PLA— POE Office Offices Square Squares Ceiling
Ceilings Wound Wounds Plain Plains Groan Groans Jest Jests Pleasure Pleasures
What do you say? Plan Plans Board Boards Boardedfloat Plant Plants Garden of
plants Flat Flat Full Full Lead Willing Willing Ivary knife Rain Pen Pens
Plural Many Larger, higher(élévation) Larger, higber(élévation) Larger Larger
Less Less Less Less Most Worst (the) Worst (the) Worst (the) Several Rather
(than) More Often Sooner Po Stove Stoves Frying pan Poem Posto, m. Posti, pi.
Piazza, f. Piazze, pi. Soffitto, m . Soffitti, pi. Piaga, f. Piaghe, pi.
Pianura, f. Pianure, pi. Lagnanza, f. Lagnanze, f. Baja, f. Baje, pi. Piacere
(diletto), m. Piaceri (diletti), pi. Che comandate? Piano (di segno), m. Piani,
pi. Tavola, f. Tavole Tavolato, ag. m. Pianta, f. Piante, pi. Giardino
bottanico, m. Piatto, m. Piatti, pi. Pieno, ag. m. Piena, ag. f. Piombo, m.
Piendi buona volonta,m. Piena di buona volontà, f. Stecco, m. Pioggia, f.
Penna, f. Penne, pi. Plurale, m. Molti (parecchi), m, -Maggiore, ag. f.
Maggiori, pi. Più grande, ag. f. Più grandi, pi. Più piccolo (minimo), ag. Più
piccoli, pi. Più piccola, ag. f. Più piccole, pi. La maggior parte, f. Peggio
(il, la), m. f. Peggiori(i), m.pl. (le),f.pl. Più (il, la, le), m. f. superi.
Parecchi, pron. pi. Piuttostochè, av. Più, av. Più spesso, av. Piuttosto, av.
Po, m. (fiume) Stufa, f. Stufe, pi. Padella, f. Poema, m. POE— POR 729 L —i Poèmes,
pi. Poems Poemi, pi. L = Poésie, f. Poetry Poesia, f. L • Poésies, pi. Poetries
Poesie, pi. L .. Poète, m. Poet Poeta, m. ( - Poètes, pi. Poets Poeti, pi. ( =
Poids, m. Weight Peso, m. ( • Poignard, m. Poniard Pugnale, m. ( .. Poing, m.
Fist Pugno, m. H - Poings, pi. Fists Pugni, pi. H = Point, adv. nég. Nothing
Niente, av. neg. H • Point, m. Point Punto, m. H .- Points, pi. Points Punti,
pi. 1 - Pointe, f. Point Punta, f. 1 = Poire, f. Pear Pera, f. 1 • Poires, pi.
Pears Pere, pi. 1 .. Pois, m. Pease Piselli, m. pi. o — Poisson, m. Fish Pesce,
m. o = Poissons, pi. Fishes Pesci, pi. o . Poitrine, f. Breast Petto, m. 0 ..
Poitrines, pi. Breasts Petti, m. 1 - Poivre, m. Pepper Pepe, m. 1 = Poivrière,
f. Pepper Pepajuola, f. 1 . Pôle arctique, m. Arctic pole Polo artico, m. 1 ..
Pôle antarctique, m. Antarctic pole Polo antartico, m. ) - Pôles, pi. Poles
Poli, pi. ) = Police, f. Police Polizia, f. ) . Poli, adj. m. Polished Civile,
ag. m. ) .. Polis, pi. Polished Civili, pi. + — Polie, adv. f . Polished Civile,
ag. f. + = Polies, pi. Polished Civili, pi. + . Poliment, adv. Politely
Politamente, av + .. Politesse, f. Politeness Cortesia, f. ^* — Politique, f.
Politick Politica, f. ^ = Politique, m. Politician Politico, m. -*«, .
Politiques, pi. Politicians Politici, pi. »•» .. Politesse, f. Politeness
Civiltà, f. p - Pologne, f. Poland Polonia, f. e = Polonais, m. Pole Polacco,
m. p . Polonais, pi. Poles Polacchi, pi. p .. Polyglotte (improvisé), Polyglot
(extempore) Poliglotta ( improvvisa- V - Polyglotte, m. [m. Polyglot
Poliglotta,m. [to),m. V = Pomme, f. Apple Mela, f. V . Pommes, pi. Apples Mele,
pi. v .. Pompe, f. Pump Pompa, f. 0 — Pompes, pi. Pumps Pompe, pi. 0 = Pont, m.
Bridge Ponte, m. 0 . Ponts, pi. Bridges Ponti, pi. 0 .. Porc, m. Swine Porco,
m. / - Porcs, pi. Swines Porci, pi. / = Port, m. Port Porto, m. / . Ports, pi.
Ports Porti, pi. / .. Port de mer, m. Sea-port Porto di mare, m. A - Ports de
mer, pi. Sea-ports Porti di mare, pi. A = Porte-feuilles, m. Pocket-book Porta
fogli, m. A • Porte-mouchettes, m. Snufiers-pan Piattino dello smoccola- A ••
Porte, f. Door Porta, f . [tojo, m. T — Portes, pi. Doors Porte, pi. T =
Portier, m. Porter Portiere, m. T . Portière, f. Porter Portinaja, f. T..
Portrait, m. Portrait Ritratto, m. 730 POR— PRA L - Portraits, pi. Portraits
Ritratti, pi. L = Portugais, m. (le) Portuguese (the) Portoghese (il), m. L •
Portugais, m. Portuguese Portoghese, m. L •• Portugais, pi. Portuguese
Portoghesi, pi. ( - Portugal, m. Portugal Portogallo, m. ( = Possessif, m. pr.
Possessive Possessivo, pr. m. ( • Possessifs, pi. Possessive Possessivi, pi. (
•• Possible, adj. m. f. Possible Possibile, ag. m. f. H - Possibles, pi.
Possible Possibili, pi. H = Possibilité, f. Possibility Possibilità, f. H •
Possibilités, pi. Possibilities Possibilità, pi. H •• Poste, f . Post Posta, f.
1 - Postes, pi. Posts Poste, pi. 1 = Postillon, f. Postilion Postiglione, m. 1
• Postillons, pi. Postilions Postiglioni, pi. 1 .. Posture, f. Posture
Positura, f. o — Postures, pi. Postures Positure, pi. o = Pot, m. Pot Vaso, m.
0 . Pots, pi. Pots Vasi, pi. 0 .. Potage, m. Soup Minestra, f. 1 - Potages, pi.
Soups Minestre, pi. 1 = Pot de chambre, m. Chamber pot Orinale, m. 1 . Pots de
chambre, pi. Chamber pots Orinali, pi. 1 .. Poteau, m. Post Palo, m. ) - Poteaux,
pi. Posts Pali, pi. ) = Poudre, f. Powder Polvere, f. ) . Poudrier, m. Land box
Polverino, m. ) .. Pouce, m. Thumb Pollice, m. + — Pouces, pi. Thumbs Pollici,
pi. + = Poule, f. Hen Gallina, f. + . Poulet, m. Chiken Pollo, m. + .. Poulets,
pi. Chikens Polli, pi. . — Pouls, m. Poulse Polso, m. *>. = Pouls, pi.
Pulses Polsi, pi. *-» . Poumon, m. Lung Polmone, m. . . . Poumons, pi. Lungs
Polmoni, pi. p - Poupée, f. Doll Pupa, f. ? = Pour, prép. For Per, prep. p .
Pour cela, adv. For that Perciò, av. p .. Pour ainsi dire, adv. As it were Per
cosi dire, av. V - Pour le coup, adv. Now Per ora, av. V = Pour le, prép. m. s.
For the Per il, prep. m. s. V . Pour les, pi. For the Per i, pi. V .. Pour la,
prép. f. s. For the Per la, pr. f. s. 0 — Pour les, pi. For the Per le, pi. 0 =
Pour le, prép. m. s. For the Per lo, prep. m. s. 0 . Pour les, pi. For the Per
gli, pi. 0 .. Pour moi, adv. For me Per me, av. / - Pourquoi, adv. Why Perchè,
av. / = Pourquoi pas ? adv. Why not ? Perchè no? av. / . Pourtant, adv. However
Però, av. / •• Pourvu que, adv. Provided Purché, av. A — Poussière, f. Dust
Polvere, f. A = Poussin, m. Lit le chicken Pulcino, m. A • Poussins, pi. Litle
chickens Dulcini, pi. A •• Pouvoir, m. Power Potere, m. T — Pouvoirs, pi.
Powers Joteri, pi. T = Praticable, adj. m. feasible Praticabile, ag. m. T •
Pratique, adj. f. Practice ] Pratica, ag. f. T •• Pratique, f. Practice J
Pratica, f. PRÉ— PRE 73i L - Préalable, adj.m.f. Previous Anteriore, ag. m. f.
L = Préambule, m. Preamble Preambolo, m. L • Précaire, adj. m. Precarious
Precario, m. L •• Précaution, f. Precaution Precauzione, f. ( - Précédemment,
adv. Precedently Precedentemente, av ( = Précédent, adj. m. Precedent
Precedente, ag. m. ( . Précédents, m. pi. Precedents Precedenti, m. pi. ( ••
Précédente, adj. f. Precedent Precedente, ag. f. H- Précepte, m. Precept
Precetto, m. H = Préceptes, pi. Precepts Precetti, pi. H • Précepteur, m.
Preceptor Precettore, m. •A - Précepteurs, pi. Preceptors Precettori, pi. 1 -
Précieusement, adv. Very carefully Preziosamente, av. 1 = Précieuse, adj. f.
Precious Preziosa, ag. f. 1 • Précieux, adj. m. Precious Prezioso, ag. m. 1 ••
Précipice, m. Precipice Precipizio, m. o — Précipices, pi. Precipices
Precipizj, pi. o = Précipitamment, adv. Precipitantly Precipitosamente, av. 0 .
Précipitation, f. Precipitation Precipitazione, f. 0 .. Précisément, adv. Just
so Precisamente, av. 1 - Précisément, adv. Precisely Appunto, av. 1 = Précis,
adj. m. Precise Preciso, ag. m. 1 . Précis, pi. Precise Precisi, pi. 1 ..
Précise, adj. f. Precise Precisa, ag. f. ) - Précises, pi. Precise Precise, pi.
) = Prédicateur, m. Preacher Predicatore, m. ) . Prédicateurs, pi. Preachers
Predicatori, pi. ) .. Préface, f. Preface Prefazione, f. + — Préférable, adj.
m. f. Preferable Preferibile, ag. m. f. + = Préférables, pi. Preferable
Preferibili, pi. + . Préférence, f. Preference Preferenza, f. + .. Préférences,
pi. Preferences Preferenze, pi. «^ — Préfecture, f. Prefecture Prefettura, f. ^
= Préfet, m. Préfet Prefetto, m. - V. . Préfets, pi. Préfets Prefetti, pi.
•"-» .. Préjudice, m. Detriment Pregiudizio, m. p - Prélat, m. Prelate
Prelato, m. p = Prélats, pi. Prelates Prelati, pi. p . Préméditation, f.
Premeditation Premeditazione, f. [m. ? .. Premier jour de l'an, m. New year's
day Primo giorno dell'anno, V - Premièrement, adv. First Primieramente, av. V =
Préoccupation, f. Preoccupation Preoccupazione, f. V . Préposition, f.
Preposition Preposizione, f. v .. Prépositions, pi. Prepositions Preposizioni,
pi. 0 — Pré, m. Meadow Prato, m. 0 = Prés, pi. Meadows Prati, pi. 0 .
Prescription, f. Prescription Prescrizione, f. 0 .. Prescriptions, pi.
Prescriptions Prescrizioni, pi. / ~ Présence, f. Presence Presenza, f. / =
Près, adv. Near Vicino, av. / • Présent (temps), m. Present Presente (tempo),
m. / .- Présent, m. Present Regalo, m. A — Présents, pi. Presents Regali, pi. A
= Présent, adj. m. Present Presente, ag. m. A • Présente, adj. f. Present
Presente, ag. f. A •• Présidence, f. Presidency Presidenza, f. T- Président, m.
President Presidente, m. T== Presque, adv. Almost Quasi, av. T • Presque, adv.
Almost A un dipresso, av. T ■• Pressant, adj. m. Urging Urgente, ag. m.
Pressante, adj.f. Pressant, adj. m. Pressants, pi. Pressante, adj. f.
Pressantes, pi. Prestige, m. Prestiges, pi. Prétention, f. Prétentions, pi.
Prétexte, m. Prétextes, pi. Prêtre, m. Prêtres, pi. Prêt, adj. m. Prêts, pi.
Prête, adj. f. Prêtes, pi. Preuve, f. Preuves, pi. Prévenant, adj. m.
Prévenante, adj. f. Prière, f. Prières, pi. Prince, m. Princes, pi. Princesse
Princesses Principal, adj. m. Principaux, pi. Principale, adj. f. Principales,
pi. Principalement, adv. Principe, m. Principes, pi. Printemps, m. Prise, f.
Prise de tabac (une), f. Priseur, m. Prison, f. Prisons, pi. Privation, f.
Privations, pi. Privativi ment, adv. Privilège, m. Privilèges, pi. Privilégié,
adj. m. Privilégiés, pi. Privilégiée, adj. f. Privilégiées, pi. Prix, m. Prix
(ou récompense), m. Prix, pi. Probabilité, f. Probabilités, pi. Probable, adj.
m. f. Probables, pi. Probablement, adv. Probe, adj . m. Probité, f. Problème,
m. PRE— PRÔ Urging Urging Urging Urging Urging Illusion Illusions Pretention
Pretentions Pretence Pretences Priest Priests Ready Ready Ready Ready Proof
Proofs Obliging Obliging Prayer Prayers Prince Princes Princess Princesses
Principal Principal Principal Principal Principally Principle Principles Spring
Capture Pinch of snuff Snuff-taker Prison Prisons Privation Privations
Exclusively Advantage Advantages Privileged Privileged Privileged Privileged
Price Prize Prizes Probability Probabilities Probable Probable Probably Honest
Probity Urgente, ag. f. Premuroso, ag. Premurosi, pi. Premurosa, ag. f.
Premurose, pi. Prestigio, m. Prestigj, pi. Pretensione, f. Pretensioni, pi.
Pretesto, m. Pretesti, pi. Prete, m. Preti, pi. Pronto, ag. m. Pronti, pi. Pronta,
ag. f. Pronte, pi. Prova, f. Prove, pi. Garbato, ag. m. Garbata, ag. f.
Preghiera, f. Preghiere, pi. " Principe, m. Principi, pi. Principessa, ag.
f. Principesse, pi. Principale, ag. m. Principali, pi. Principale, ag. f.
Principali, pi. Principalmente, av. Principio, m. Principj, pi. Primavera, f.
Presa, f. Una pressa di tabacco, f. Prenditor di tabacco, m. Prigione, f.
Prigioni, pi. Pri a azione, f. Privazioni, pi. In privato, av. Privilegio, m.
Privilegi, pi. Privilegiato, ag. m. Privilegiati, pi. Privilegiata, ag. f.
Privilegiate, pi. Prezzo, m. Premio, m. Premj, pi. Probabilità, f. Probabilità,
pi. Probabile, ag. m. f. Probabili, pi. Probabilmente, av. Probo, m. Probità,
f. Problema, m. Problèmes, pi. Procès (crim.), m. Procès, pL Procès, m. Procès,
pi. Prochain, adj. m. Prochains, pi. Prochaine, adj. f. Prochainement, adv.
Proclamation, adj. f. Proclamations, pi. Procuration, f. Prodigalité, f.
Prodiges, m. Prodiges Prodigieusement, adv. Prodigieuse, adj. f. Prodigieux,
adj. m. Prodigue, adj. m. Prodigue, adj. f. Production, f. Productions, pi.
Productions de l'esp. hu- Professeur,m. [main,f.p. Professeurs, pi. Profession,
f. Professions, pi. Profit, m. Profitahle, adj. m. f. Profitables, pi.
Profondeur, f. Profondément, adv. Profond, adj. m. Profonds, pi. Profonde, adj.
f. Profondes, pi. Proie, f. Projet, m. Projets, pi. Promenade, f. Promenades,
pi. Promesse, f. Promesses, pi. Promptement, adv. Prompt Prompts Prompte
Promptes Promptitude Prononciation, f. Pronom, m. Pronoms, pi. Prophète, m. Prophètes,
pi. Prophétie, f. Propos (à), adv. Proposition, f. Propositions, pi. Propre,
adj. m. Propres, pi. PRO— PRO Problems Trial Trials Lawsuit Lawsuits Next Next
Next Soon Proclamation Proclamations A. power of attorney Prodigality Prodigy
Prodigies P rodigiously Prodigious Prodigious Prodical Prodical Production
Productions Productions of the mind Professor Professors Profession Professions
Profit Profitable Profitable Deepness Profoundly Deep Deep Deep Deep Prey
Project Projects Walk Walks Convention Conventions Quickly Quick Quick Quick
Quick Quickness Pronounciation Pronoun Pronouns Prophet Prophets Prophecy To
the purpose Proposal Proposals Proper Proper 733 Problemi, pi. Processo, m
Processi, pi. Lite, f. Liti, pi. Prossimo, ag, m. Prossimi, pi. Prossima, ag.
f. Prossimamente, av. Proclama, m. Proclami, pi. Procura, f. Prodigalità, f.
Prodigio, m. Prodigj, pi. Prodigiosamente, av. Prodigiosa, ag. f. Prodigioso,
ag. m. Prodigo, ag. m. Prodiga, ag. f. Produzione, f. Produzioni, pi.
Produzioni dell'intelletto Professore, m. Professori, pi. Professione, f.
Professioni, pi. Profitto, m. Giovevole, ag. m. f. Giovevoli, pi. Profondità,
f. Profondamente, av. Profondo, ag. m. Profondi, pi. Profonda, ag. f. Profonde,
pi. Preda, f. Progetto, m. Progetti, pi. Passeggiata, f. Passeggiate, pi.
Promessa, f. Promesse, pi. Prestamente, av. Presto, ag. m. Presti, pi. Preste,
pi. Prestezza, f. Pronunzia, f. Pronome, m. Pronomi, pi. Profeta, f. Profeti,
pi. Profezia, f. A proposito, av. Proposizione, f. Proposizioni, pi. Proprio,
ag. ni. Proprj, pì- 62 734 PRO— PUI L - Propre, adj. f. Proper Propria, ag. f.
L = Propres, pi. Properly Proprie, pi. L • Proprement, adv. Proper
Propriamente, av. L •• Propreté, f. Properly Proprietà, f. ( - Propriétaire, m.
Landlord Proprietario, m. ( = Propriétaires, pi. Landlords Proprietarj,pl. ( •
Proscrit, m. Out-eaw Proscritto, m. ( •• Proscrits, pi. Out-eaw Proscritti, pi.
-1- Proscrit, adj. m. Out-eaw Proscritto, ag. m. -4 = Proscrite, adj. f.
Out-eaw Proscritta, ag. U H - Proscrites, pi. Out-eaw Proscritte, pi. H ..
Prose, f. Prose Prosa, f. 1 - Prosodie, f. Prosody Prosodia, f. 1 = Prospectus,
m. Prospectus Programma, m. I • Prospérité, f. Prosperity Prosperità, f. 1 ••
Prospère, adj. m. Prosperous Prospero, ag. m. o — Prospère, adj. f. Prosperous
Prospera, ag. f. o = Proverbe, m. Proverrà Proverbio, m. o . Proverbes, pi.
Proverbs Proverbj, pi. 0 .. Providence, f. Providence Provi denza, f. 1 —
Province, f. Province Provincia, f. 1 = Provinces, pi. Provinces Provincie, pi.
1 . Provincial, adj. m. Provincial Provinciale, ag. m. "1 .. Provinciale,
adj. f. Provincial Provinciale, ag. f. ) - Provision, f. Provision Provisione,
f. ) = Provisions, f. Provisions Provisioni, pi. ) . Provisoire, adj. m.
Provisional Provisorio, ag. m. ) .. Provisoire, adj. f. Provisional Pro
visoria, ag. f. -\ — Provisoires, pi. Provisional Provisorie, pi. + =
Provisoirement, adv. Provisionally Provisoriamente, av. + . Provocation, f.
Provocation Provocazione, f. + .. Prudemment, adv. Prudently Prudentemente, av.
•^. — Prudence, f. Prudence Prudenza, f. *x^ = Prudent, adj. m. Prudent
Prudente, ag. m '->-« . Prudents, pL Prudent Prudenti, pi. ^ . . Prudente,
adj. f. Prudent Prudente, ag. f. ? — Prudentes, pi. Prudent Prudenti, pi. ? =
Prunelle de l'œil, f. Pupil (of the eye) Pupilla, f. p . Prunelles des yeux,
pi. Pupils Pupille, pi. ? •• Prusse, f. Prussia Prussia, f. V — Prussien, m.
Prussian Prussiano, m. V = Prussiens, pi. Prussians Prussiani, pi. V .
Puanteur, f. Stink Puzzo, m. V .. Publication, f. Publication Pubblicazione, L
et — Publicité, f. Publicity Pubblicità, f. 0 = Public, adj. m. Public
Pubblico, ag. 0 . Pub lics, m. Public Pubblici, pi. 0 . . Public (le), m.
Public (the) Pubblico (il), m. / — Publiquement, adv. Publicly Pubblicamente,
av. / = Publique, adj. f. Public Pubblica, ag. f. Publiques, pi. Public
Pubbliche, pL / •• Pudeur, L Pudicity Pudore, m. A — Pudicité, f. Pudicity
Pudicità, f. A = Puisque, adv. Since Poiché, av. A • Puissance, f. Power
Potenza, f. A •• T — T = T • T • = Quarts d'heure, pi. Quarters of an hour
Quarti d'ora, pi. > . Quartier, m. Quarter Quartiere, m. ) .. Quand même,
adv. Although Quand'anche, av. + - Que, conjonc. That Che, cong. + = Que, pr.
rei. Whom (which, that) Che, pr. relat. 4- . Que dire de? adv. What is to be
said of? Che dire di ? av. + .. Que faire de? adv. What is to he done with? Che
fare di? av. •^ — Quel, pron. inter, m/ What Quale, pr. inter, m. «» = Quelle,
pr. inter, f. What Quale, pr. inter, f. *N. . Quelle heure est-il? What o'clock
is it Che ora è? *•«. . . Quelque, adv. Whatsoever Per quanto, m. p - Quelque
(aucun, aucune) Any Qualche (alcuno, alcuna) p = Quelque chose, pr. ind. f.
Something Qualche cosa, pr. ind. f. p . Quelques choses, pL Somethings Alcune
cose, pL p .. Quelquefois (tantôt,ad v.) Sometimes Qualche volta (ora), av. V -
Quels qu'ils soient, adv. As many as there are Per quanti siano, av. V =
Quelques, pi. Some Alcuni (aleune), pi. m. f. V . Quelque riche qu'il soit. As
rich as he is Per quanto ricco si, al. V •• Quelque grand qu'il soit As big as
it is Per quanto sia grande, 1. 0 = Quelqu'un, adj. m. pron. Some body Alcuno,
ag. m. pr. qual- 0 — Quelques-uns, pi. Some Alcuni, pi. [cuno, 1. e .
Quelqu'une, pr. ad. f. Some body Alcuna (qualcheduna),pr. 0 .. Quelques-unes,
pi. Some Alcune, pi. [ag. f. / - Que penser de ? 1. What is to be thought of ?
Che pensare di? 1. / = Que prétendez-vous? 1. What do you mean? Che pretendete?
1. / • Question, f. Question Questione, f. / - Questions, pi. Queries
Questioni, pi. A - Question, f. Question Proposta, f. A = Questions, pi.
Questions Proposte, pi. A . Que trouvez-vous à dire? What do you blame? Che
trovate a dire? f. A -. Queue, f. Tail Coda, t 749 QUE— RAN L - Queues, pi.
Tails Code, pi. L = Qui, pr. rei. That Che, pr. rei. [r. L • Qui, que, pr. rei.
[pi. Who (whom) Che (il quale, la quale), p. Qui, lesquels, lesquelles, Which
(which) Quali, le quali, pr. rei. ( — Qui, pr. Who Chi, pr. ( = Qui plus, qui
moins, adv. Some more, some less Chi più, chi meno, av. Qui que ce soit, 1.
Whoever Chi ches sia, 1. Quiconque, pr. indéf. Whoever Qualsisia, pr. indef. H
— Qui, que, lequel, pr. int. Which, whom Chi, che, il quale, pr. H = Lesquels,
lesquelles, p. Which, whom Quali, pi. H • Qui (que, laquelle), pr. r. Whom,
which, that 11 quale ( la quale, i qua- -\ .. Quinzaine, f. Fortnight
Quindicena, f. [li), pr. r. 1 - Quoi ? pr*. inter. What Che?pr. inter. 1 =
Quoique, adv. Through Quantunque, av. 1 • Quoique, adv. Through Ben che
(sebbene), av. 1. 1 -. Quoi qu'il arrive, 1. Whatever happen Qualunque cosa
accada o — Quoi qu'il en soit, 1. Be that as it may Che che ne sia, 1. o =
Quotidien, adj. m. Daily Quotidiano, ag. m. 1. o . Quotidiens, pi. Dailies
Quotidiani, pi. 0 .. Quotidienne, adj. f. Daily Quotidiana, ag. f. 1 -
Qu'ya-t-il?l. What is the matter Che c'è? 1. R -J = Race, f. Race Races, pi.
Races Racine, f. Root ) _ Racines, pi. Roots ) — Rade, f. Road Radical, adj. m.
Radical Radicaux, pi. Radicals -f — Radoteur, m. Dotard + = Ra (finement, m.
Refining + . Rafraîchissant, adj. m. Refreshing 4- .. Rafraîchissante, adj. f.
Refreshing ^ — Rafraîchissement, m. Refreshment -«v. = Rafraîchissements, pi.
Refreshments \ . Ragoût, m. Stew *>- . . Ragoûts, pi. Stews e - Raide, adj.
m. Stift e =r Raideur, f. Stillness e . Raillerie, f. Raillery p .. Railleries,
pi. Railleries v — Raison, f. Reason v = Raisons, pi. Reasons v . Raisonnable,
adj. m. f. Reasonable V •• Raisonnables, pi. Reasonable 0 — Raisonnablement,
adv. Reasonably 0 = Raisonnement, m. Reasoning 0 . Raisonnements, pi.
Reasonings 0 .. Ralliement, m. Rallying 1 - Ramas, m. Collection / = Rame (la),
f. Oar (the) / . Rames (les), pi. Oars (the) / • Rame, f. Ream A - Rames, pi.
Reams A = Rameau, m. Bough A . R.ameaux, pi. Boughs A •• Rang, m. Rank Razza,
f. Razze, pi. Radice, f. Radici, pi. Rada, f. Radicale, m. Radicali, pi.
Rimbambito, m. Raffinamento, m. Rinfrescante, ag. m. Rinfrescante, ag. f.
Rinfresco, m. Rinfreschi, pi. Intingolo, m. Intingoli, pi. Duro, ag. m.
Durezza, f. Celia, f. Celie, pi. Ragione, f. Ragioni, pi. Ragionevole, ag. m.
f. Ragionevoli, pi. Ragionevolmente, av. Raziocinio, m. Raziocini, pi.
Rannodamelo, m. Cumulo, m. Remo (il), m. Remi (i), pi. Risma, f. Risme, pi.
Ramoscello, m. Ramoscelli, pi. Rango, m. &AN— RËC 737 L - Rangs, pi. Ranks
Ranghi, pi. L «= Rapacité, f. Rapacity Rapacità, f. L • Rapide, adj. m. Rapid
Rapido, ag. m. L .- Rapide, adj. f. Rapid Rapida, ag. f. ) - Rapidement, -adv.
Rapidly Rapidamente, av. ) = Rapidité, f. Rapidity Rapidità, f. ) • Rappel, m.
Recall Richiamo, m. ) • Rapport, m. Relation Relazione, f. H- Rapporteur, m.
Reporter Referendario, m. H = Rapprochement, m. Drawing Ravvicinamento, m. H •
Rapt, m. Rape Ratto, m. H ... Rare, adj. m. Rare Raro, ag. m. i - Rares, pi»
Rare Rari, pi. 1 = Rare, adj . f. Rare Rara, ag. f. 1 . Rares, pi. Rare Rare,
pi. i •• Rarement, adv. Rarely Di rado, av. o — Rasoir, m. Razor Rasojo, m. o =
Rasoirs, pi. Razors Rasoj, pi. o . Rassemblement, m. Meeting Adunanza, ì. o ..
Rassemblements, pi. Meetings Adunanze, pi. 1 — Rassasié, adj. m. Satiate Sazio,
ag. m. 1 = Rassasiée, adj. f. Satiate Sazia, ag. f. 1 . Rat, m. Rat Sorcio, m.
1 .. Rate, f. Spleen Milza, f. . — Rébellions, pi. Rebellions Ribellioni, pi.
*s» ==s Rebondissement, m. Rebound Rimbalzo, m. s* . Rebours, m. Wrong side
Rovescio, m. •** . . Rebut, m. Outeast Ripulsa, f. p - Recapitulation, f.
Recapitulation Epilogo, m. p = Récemment, adv. Recently Recentemente, av. p .
Récent, adj. m. Recent Recente, ag. m. p .. Récente, adj. f. Recent Recente,
adj. f. V - Récentes, pi. Recent Recenti, pi. V = Réception, f. Reception
Ricevimento, m. V . Réceptions, pi. Receptions Ricevimenti, pi. V .. Recette,
f. Receip Entrata, f. 0 — Recevable, adj. m. Receivable Ricevibile, ag. m. 0 =3
Receveur, m. Receiver Ricevitore, m. 0 . Recevez mes très -hum- Receive my most
humble Ricevete l'attestato de bles salutations salutations mio umile rispetto
0 .. Recherche, f. Search Ricerca, f. / ~ Recherches, pi. Searches Ricerche,
pi. / = Réciproque, adj. m. Reciprocal Reciproco, ag. m. / • Réciproque, adj.
f. Reciprocal Reciproca, ag. f. / •• Réciproquement, adv. Reciprocally
Reciprocamente, av. A — Réclamation, f. Claiming Richiamo, m. A = Récolte, f.
Harvest Raccolta, f. A • Recommandation, f. Recommendation Raccomandazione, f.
A .. Recommandations, pi. Recommendations Raccomandazioni, pi. T — Récompense, f.
Reward Premio, m. T = Récompenses, pi. Rewards Ricompense, f. pi. T •
Réconciliation, f. Reconciliation Riconciliazione, f. Reconnaissance, f.
Reconnaissant, adj. m. Reconnaissans, pi. Reconnaissante, adj. f.
Reconnaissantes, pi. Recours, m. Recouvrement, m. Récréation, f. Récréations,
pi. Rectilication, f. Recueillement, m. Reculé, adj. m. Reculée, adj. f.
Reculons (à), adv. Rédacteur, m. Rédacteurs, pi. Rédaction, f. Redoublement, m.
Redoutable, adj. m. f. Redoutables, pi. Réduction, f. Réel, adj. m. Réelle,
adj. f. Réelles, pi. Réellement, adv. Réfléchissement, m. Réflexion, f.
Réflexions, pi. Réforme, f. Réformes, pi. Refroidissement, m. Refuge, m.
Réfugié, m. et adj. m. Réfugiés, pi. Refus, m. Réfutation, f. Regard, m.
Regards, pi. Regardant, adj. m. Regardante, adj. f. Régence, f. Régénération,
f. Régente, f. Régent, m. Régime, m. Réciment, m. Régiments, pi. Région, f.
Régions, pi. Registre, m. Registres, pi. Règle, f. Règles, pi. Règle, f.
Règlement, m. Règlements, pi. Régnant, adj. m. Régnante, adj. f. Régne, m.
Règnes, pi. REC— RÈG Gratefulness Grateful Grateful Grateful Grateful Recourse
Recovery Recreation Recreations Rectification Contemplation Distant Distant
Backwards Compiler Compilers Compiling Increase Formidable Formidable Reduction
Real Real Real Really Reflection of light Reflexion Reflexions Reform Reforms
Cooling; Refuge Refugee Refugees Refusal Refutation Look Looks Too saving Too
saving Regency Regeneration A female regent Regent Regimen Regiment Regiments
Region Regions Register Registers Rule Rules Rule Regulation Statutes Reigning
Reigning Reign Reigns Gratitudine, f. Grato, ag. m. Grati, pi. Grata, ag. f.
Grate, pi. Ricorso, m. Ricovero, m. Ricreazione, f. Ricreazioni, pi.
Rettificazione Raccoglimento, m. Rimoto, ag. m. Rimota, ag. f. All'indietro,
av. Compilatore, m. Compilatori, pi. Compilazione, f. Raddoppiamento, m.
Formidabile, ag. m. Formidabili, pi. Riduzione, f. Reale, ag. m. Reale, ag. f.
Reali, pi. Realmente, av. Riflesso, m. Riflessione, f. Riflessioni, pi.
Riforma, f. Riforme, pi. Raffreddamento, m. Rifugio, m. Rifugito, m. e ag. m.
Rifugiti, pi. Ricusa, f. Confutazione Sguardo, m. Sguardi, pi. Riguardante, ag.
m. Riguardante, ag. f. Reggenza, f. Rigenerazione, f. Reggente, f. Reggente, m.
Dieta, f. Reggimento, m. Reggimenti, pi. Regione, f. Regioni, pi. Registro, m.
Registri, pi. Regola, f. Regole, pi. Riga, f. Regolamento, m. Regolamenti, pi.
Regnante, ag. m. Regnante, ag. f. Regno, m. Regni, pi. . Regret, m. Regrets,
pi. Régulièrement, adv. Régulier, adj. m. Réguliers, pi. Régulière, adj. f.
Régulières, pi. Reine, f. Reines, pi. Reins m. pi. Réintégration, f.
Réjouissance, f. Réjouissances, pi. Relâchement, adv. Relais (chevaux de), in.
Relais, m. Relativement, adv. Relatif, adj. m. Relatifs, pi. Relative, adj. f.
Relatives, pi. Religieusement, adv. Religion, f. Religieux, m. Religieux, pi.
Religieuse, f. Religieuses, pi. Religieuse, f. Religieuses, pi. Religieux, adj.
m. Religieux, pi. Religieuse, adj. f. Religieuses, pi. Remarquable, adj. m. f.
Remarquables, pi. Remarque, f. Remarques, pi. Remboursement, m. Remède, m.
Remercîment, m, Remerciments, pi. Remise, f. Remplacement, m. Rémunération, f.
Renaissance, f. Rendez-vous, m. Renard, m. Renom, m. Renommée, f. Renonciation,
f. Renouvellement, m. Rente, f. Rentes, pi. Renversement, m. Réparation, f.
Repas, m. Repas, pi. Repasseuse, f. Repentir, m. Répétition, f. REG— RÉP Regret
Regrets Regularly Regular Regular Regular Regular Queen Queens Kidneys
Restoring Rejoicing Rejoicings Slackening Changing horses Relay Relatively Relative
Relative Relative Relative Religiously Religion Religious man Religious men
Religious woman Religious women Nun Nuns Religious Religious Religious
Religious Remarkable Remarkable Observation Observations Reimboursement Remedy
Thanks Thanks Coach-house Replacing Remuneration New birth Rendez-vous Fox Fame
Fame Renunciation Renewal Income Incomes Ruin Repairing Meal Meals Ironer of
linen Repentance Repetition 739 Rammarcio, m. Rammarichi, pi. Regolarmente, av.
Regolare, ag. m. Regolari, pi. Regolare, ag. f. Regolari, pi. Regina, f.
Regine, pi. Reni, m. pi. Reintegrazione, f. Allegrezza, f. Allegrezze, pi.
Allentamento, m. Cavalli freschi, m. pi. Cambio di cavalli, m. Relativamente,
av. Relativo, ag. m. Relativi, pi. Relativa, ag. f. Relative, pi. Religiosamente,
av. Religione, f. Religioso, in. Religiosi, pi. Religiosa, f. Religiose, pi.
Monaca, f. Monache, pi. Religioso, ag. m. Religiosi, pi. Religiosa, ag. f.
Religiose, pi. Notabile, ag. m. f. Notabili, pi. Osservazione, f. Osservazioni,
pi. Rimborso, m. Rimedio, m. Ringraziamento, m. Ringraziamenti, pi. Rimessa, f.
Rimpiazzo, m. Rimunerazione, f. Rinascimento, m. Appuntamente, m. Volpe, f.
Riputazione, f. Fama, f. Rinunzia, f. Rinnovamento, m, Rendita, f. Rendite, pi,
Rovescio, m, Riparazione, f. Pasto, m. Pasti, pi. Stiratrice, f. Pentimento, m.
Ripetizione, f, 740 ÏŒP— RES L - Réplique, f. Reply Replica, L L = Réponse, f.
Réponse Risposta, f. L • Repos, m. Repose Riposo, m. L •• Représailles, f. pi.
Reprisais Rappresaglia, f. ( - Représentant, adj. m. Representative
Rappresentante, ag. m. ( = Représentante, adj. f. Representative
Rappresentante, ag. f. ( . Représentation, f. Representation Rappresentazione,
f. ( • Représentations, pi. Representations Rappresentazioni, pK H -
Répression, f. Repression Ripressione, f. H = Réprimande, f. Reprimand
Riprensione, f. H • Réprobation, f. Reprobation Riprobazione, f. H •• Reproche,
f. Reproach Rimprovero, m. 1 - Reproches, pi. Reproachs Rimproveri, pi. 1 =
Reproduction, f. Reproduction Riproduzzione, f. 1 . Républicain, adj. m.
Republican Republicano, ag. m- 1 .. Républicains, pi. Republican Republicani,
pi. o — Républicaine, adj. f. Republican Republicana, ag. f. o ==
Républicaines, pi. Republican Republicane, pi. o . République, f. Republick
Republica, f. 0 .. Républiques, pi. Republicks Republiche, pi. 1 — Répugnance,
f. Repugnance Ripugnanza, f. 1 = Répugnances, pi. Repugnances Ripugnanze, pi. 1
Répulsion, f. Repulsion Ripulsione, f. 1 .. Réputation, f. Fame Riputazione, f.
) - Requérant, adj. m. Requiring Richiedente, ag. m. ) = Requête, f. Request
Supplica, f. ) . Réquisition, f. Petition Istanza, f. ) .. Rescrit, m. Rescript
Rescritto, m. + - Réserve, f. Reserve Riserva, f. + = Résidence, f. Abode
Residenza, f. + . Résidences, pi. Abodes Residenze, pi. + .. Résident, adj. m.
Dwelling Residente, ag. m. ^v. — Résidente, adj. f. Dwelling Residente, ag. f.
^N. = Résignation, f. Resignation Rassegnazione, f. •^ . Résiliation, f.
Annulling Annullazione, f.. •s. . . Résistance, f. Resistance Resistenza, f. e
- Résolument, adv. Resolutely Risolutamente, av. e = Résolution, f. Resolution
Risoluzione, f. ? . Résolutions, pi. Resolution Risoluzioni, pi. ? ..
Résonnement, m. Sounding Rimbombo, m. V - Respect, m. Respect Rispetto, m. V =
Respects, pi. Respects Rispetti, pi. V . Respectable, adj. m. f. Respectable
Ragguardevole, ag. m. f. V .. Respectables, pi. Respectable Ragguardevoli, pi.
0 — Respectif, adj. m. Respective Rispettivo, ag. m. 0 = Respective, adj. f.
Respective Rispettiva, ag. f. 0 . Respectivement, adv. Respectively
Rispettivamente, av. 0 .. Respectueusement, adv. Respectfully Rispettosamente,
av. / - Respiration, f. Breathing Respiro, m. / = Resplendissant, adj. m.
Resplendent Risplendente, ag. m. / . Resplendissante, adj. f. Resplendent
Risplendente, a g. f. / ..- Responsabilité, f. Responsibility Responsabilité,
f. A - Responsable, adj. m. f. Responsible Responsabile, ag. m. f. A =
Responsables, pi. Responsible Responsabili, pi. A • Ressemblance, f. Likeness
Sembianza, f. A .. Ressemblant, adj. m. Resembling Somigliante, ag. m. T —
Ressemblante, adj. f. Resembling Somigliante, ag. L T = Ressentiment, m.
Ressentiment Risentimento, m. T • Ressort, m. Spring Molla, f. T -. Ressorts,
pi. Springs Molle, pi. RES— RID 741 L - Ressource, f. Resource Mezzo, m. L = Ressouvenir,
m. Remembrance Ricordo, m. L • Ressouvenirs, pi. Remembrances Ricordi, pi. L ..
Restant, adj. m. Remaining Rimanente, ag. m. c - Restante, adj. f. Remaining
Rimanente, ag. f. ( = Restaurateur, m. Restorer Ostiere, m. ( Restauration, f.
Restoration Ristabilimento, m. ( .. Reste, m. Rest Residuo, m. H- Restes, pi.
Rests Residui, pi. H = Reste (du), adv. As for the rest Del resto, av. H •
Restitution, f. Restoring Restituzione, f. H .. Restriction, f. Restriction
Ristrizione, f. 1 - Résultant, adj. m. Resulting Risultante, ag. m. 1 =
Résultante, adj. f. Resulting Risultante, ag. f. 1 • Résultat, m. Result
Conchiusione, f. 1 .- Résultats, pi. Results Conchiusioni, pi. o — Résumé, m.
Summary Compendio, m. ♦ o = Rétablissement, m. Repairing Ristabilimento, m. 0 .
Retard, m. Delay Indugio, m. 0 .. Retards, pL Delays Indugi, pi- 1 - Retour, m.
Return Ritorno, m. 1 = Rétractation, f. Retractation Ritrattazione, f. 1 .
Retraite, f. Retreat Ritirata, f. 1 .. Retranchement, m. Retrenchment
Trincieramento, m. ) - Retranchements, pi. Retrenchments Trincieramenti, pi. )
= Rétrécissement, m. Making narrow Strignimento, m. ) . Rétribution, f.
Retribution Retribuzione, f. ) .. Rétrograde, adj. m. Retrograde Retrogrado,
ag. ni. + _ Réussite, f. Success Successo, m. + = Revanche, f. Revenge
Riscatto, m. + • Revanche, f. Return Pariglia, f. + .. Revanche, f. Return
Contracambk), m. "x». Rêve, m. Dream Sogno, in. ^» = Révélation, f.
Revealing Rivelazione, f. X-, . Réveil, m. Excitation Risvegliamento, m. ^ ..
Revenu, m. Income Rendita, f. p - Révérence, f. Riverence Riverenza, f p =
Révérences, pi. Riverences Riverenze, pi. p . Revers, m. Backwards Rovescio,,
m. p .. Revers, pi. Backwards Rovesci, pi. V - Révolte, f. Revolt, rebellion
Rivolta, f. rivoltamento, V = Révolution, f. Revolution Rivoluzione, f. [m. v .
Révolutions, pi. Revolutions Rivoluzioni, pi. v .. Revue, f. Review Rivista, f.
0 — Rez-de-chaussée, m. Ground floor Piano terreno, m. 0 = Rhin, m. Rhyne Reno,
m. 0 . Rhume, m. Cold Infreddatura, f. 0 .. Riant, adj. m. Agreeable Ridente,
ag. m. / - Riante, adj. f. Agreeable Ridente, ag. f. / = Riantes, pi. Agreeable
Ridenti, pi. / . Riche, adj. m. Rich Ricco, ag. m. / .. Riches, pi. Rich
Ricchi, pi. A - Riche, adj. £. Rich Ricca, ag. f. A = Riches, pi. Rich Ricche,
pi. A . Richesse, f. Riches Ricchezza, pi. A .. Richesses, pi. Riches
Ricchezze, pi. T~ Rideaux, m. pi. Courtai ns Cortine, f. pi. T = Ridicule, adj.
m. Ridiculous Ridicolo, ag. m. T • Ridicules, pi. Ridiculous Ridicoli, pi. T ..
Ridicule, adj. f. Ridiculous Ridicola, ag. f. Ridicules, pi. Ridiculous Rien,
adv. Nothing Rien que je sache, 1. Nothing that I know of Rigoureusement, adv.
Rigorously Rigoureux, adj. m. Rigorous Rigoureux, pi. Rigorous Rigoureuse, adj.
f. Rigorous Rigoureuses, pi. Rigorous Rigueur, f. Severity- Rigueurs, pi.
Severities Rime, f. Rhyme Rimes, pi. Rhymes Rire, m. Laughter Rires, pi.
Laughter Risible, adj. m. Laughable Risque, m. Risck Risques, pi. Riscks
Rivage, m. Shore Rivages, pi. Shores Rivalité, f. Rivality Rivalités, pi. Rivalities
Rivière, f. River Rivières, pi. Rivers Riz, m. Rice Robe, f. Gown Robes, pi.
Gowns Robuste, adj. m. Robust Rocher, m. Rock Rochers, pi. Rocks Rocher, m.
Rock Rochers, pi. Rocks Roi, m. King Rois, pi. Kings Rome, f. (v.) Rome Romain,
m. et adj. m. Romain Romains, pi. Romain Romaine, f. et adj. f. Romain
Romaines, pi. Roman Roman, m. Novel Romans, pi. Novels Romantique, adj. m.
Romantick Ronde, adj. f. Round Rondes, pi. Round Rond, adj. m. Round Ronds, pi.
Round Rose, f. Rose Roses, pi. Roses Rosée, f. Dew Rossignol, m. Nightingale
Rôti, m. et adj. Roasted meat Rôtis, pi. adj. Roasted meats Rotonde, adj. f.
Rotunda Rouge, adj. m. Red Rouges, pi. Red Rouges, adj. f. Red Rougeole, f.
Measles Rougeur, f. Redness Roue, f. Wheel Roues, pi. Wheels Route, f. Road
Ridicole, pi. Niente, av. Niente ch'io sappia, 1. Rigorosamente, av. Rigoroso
(rigido), ag. m. Rigorosi (rigidi), pi. Rigorosa, ag. f. (rigida) Rigorose, pi.
(rigide) Rigore, m. Rigori, pi. Rima, f. Rime, pi. Riso, m. Risa, f. pi.
Faceto, ag. m. Rischio, m. Rischi, pi. Spiaggia, f. Spiaggie, pi. Rivalità, f.
Rivalità, pi. Riviera, f. Riviere, pi. Riso, m. Veste, f. Vesti, pi. Robusto,
ag. m. Rupe, f. Rupi, pi. Scoglio, m. Scogli, pi. Re, m. Re, pi. Roma, f. (e.)
Romano, f. e ag. m. Romani, pi. Romana, f . e ag. f. Romane, pi. Romanzo, m.
Romanzi, pi. Romantico, ag. m. Rotonda, ag. f. Rotonde, pi. Rotondo, ag. m.
Rotondi, pi. Rosa, f. Rose, pi. Rugiada, f. Rossignuolo, m. Arrosto, m. e ag.
Arrosti, pi. ag. Rotonda, ag. f. Rosso, ag. m. Rossi, pi. Rossa, ag. f.
Rosolia, f. Rossore, m. Ruota, f. Ruote, pi. Via, f. ROU— SAG 74 L - Routes,
pi. Roads Vie, pi. L = Roulage, m. Landcarriage Trasporto di merci, m. L •
Royal, adj. m. Royal Reale, ag. m. L •• Royaux, pi. Royal Reali, pi. ( -
Royale, adj. f. Royal Reale, ag. f. ( = Royales, pi. Royal Reali, pi. ( •
Royalement, adv. Royally Da re, av. ( -. Royaliste, m. Royalist Regalista, m.
H- Royalistes, pi. Royalists Regalisti, pi. H = Royauté, f. Royalty Dignità
reale, f. H • Royaume, m. Kingdom Regno, m. ^ .. Royaumes, pi. Kingdoms Regni,
pi. 1 - Ruban, m. Ri bon Nastro, m. 1 = Rubans, pi. Ribons Nastri, pi. I .
Rude, adj. Rough Ruvido, ag. m. ! •• Rue, f. Street Strada, f. o — Rues, pi.
Streets Strade, pi. o = Rugissement, m. Roaring Rugito, m. 0 . Rugissements, pi.
Roarings Rugiti, pi. o .. Ruine, f. Ruin Ruina, f. 1 - Ruines, pi. Ruins Ruine,
pi. 1 = Ruineux, adj. m. Ruinous Ruinoso, ag. m. 1 . Ruineuse, adj. f. Ruinous
Ruinosa, ag. f. 1 .. Ruisseau, m. Brook Ruscello, m. ) - Ruisseaux, pi. Brooks
Ruscelli, pi. ) = Ruisseau, m. Rivulet (stream) Ruscello, m. ) . Ruisseaux, pi.
Rivulets (streams) Ruscelli, pi. ) .. Rupture, f. Rupture Rottura, L + - Ruse,
f. Ruses, pi. Cunning Astuzia, f. + = Cunning Astuzie, pi. + • Rusé, m. Cunning
Astuto, m. + .. Rusés, pL Cunning Astuti, pi. — Rusée, f. Cunning Astuta, f.
-*. = Rusées, pi. Cunning Astute, pi. V. . Russie, f. Russia Russia, f. "^
.. Russe, m. Russian Russo, m. ? - Russes, pi. Russians Russi, pi. ? = Sa, pr.
pos. f. s. Hep Sua (la) pr. pos. f. s. P • Sa, pr. pos. rei. Its Sua, pr. pos.
rei. P •• Sabine, f. Sabina Sabina, prov. d'lt. f. V - Sable, m. Sand Sabbia,
f. V * . . Se, pron. Him self, her self, them- Se, pron. P - Se, pron. Him
self, her self [selves Si, pron. P = Se, pron. It self, themselves Se, pron. P
• Se, en, pron. Of him, of her, of it, of Se, ne, pron. P •• Seau, m. Bucket
[them Secchio, m. V - Sec, adj. m. Dry Secco, ag. m. V = Secs, pi. Dry Secchi,
pi. V . Sèche, adj. f. Dry Secca, ag. f. v .. Sèches, pi. Dry Secche, pi. 0 —
Secours, m. Succour Soccorso, m. 0 = Secours, pi. Succours Soccorsi, pi, 0 .
Secret, m. Secret Secreto, ni. 0 .. Secrets, pi. Secrets Secreti, pi. 1 -
Secret, adj. m. Private Secreto, ag. m. 1 = Secrets, pi. Private Secreti, pi. 1
. Secrète, adj. f. Private Secreta, ag. f. / .. Secrètes, pi. Private Secrete,
pi. A - Secrétaire, m. Secretary Studiolo, m. A = Secrétaire, m. Clerk
Segretario, m. A • Secrètement, adv. Secretly Secretamente, av. A •• Secte, f.
Sect Setta, f. T- Sécurité, f. Security Sicurezza, f. T = Sédentaire, adj. m. Sedentary
Sedentario, ag. m. T • Sédentaire, ad. f. Sedentary Sedentaria,#ag. f. T ••
Sédition, f. Sedition Sedizione, f. 63 746 SÉD— SER L - Séducteur, rtr- Seducer
Seduttore, m. L = Séductrice, f. Seducer Seduttrice, f. L • Séduction, f.
Seduction Seduzione, f. L •• Séduisant, adj. m. Seducing Seducente, ag. m. ( -
Séduisant, pi. Seducing Seducenti, pi. ( = Séduisante, adj. f. Seducing
Seducente, ag. f. ( • Séduisantes, pi. Seducing Seducenti, pi. ( •• Seigle, m.
Rye Segala, f. -1- Seigneur, m. Lord Il signore, m. H = Seigneurie, f.
Seigniority Signoria, f. H • Sein, m. Breast Seno, m. -{ •• Seine, f. (riv.)
Seine Senna, f. (fiume) 1 - Séjour, m. Stay ' Soggiorno, m. 1 = Sel, m. Salt
Sale, m. 1 Selle, f. Saddle Sella, f. [ •• Selles, pi. Saddles Selle, pi. o —
Sellier, m. Saddler Sellajo, m. 0 = Selon, adv. According to Secondo, av. 0 .
Semaine, f. Week Settimana, f. 0 .. Semaines, pi. Weeks Settimane, pi. 1 -
Semaine dernière, f. Last weei Settimana scorsa, f, 1 = Semblant, m. Appearance
Sembiante, m. 1 . Semestre, m. Six months Semestre, m. "1 .. Séminaire, m.
Seminary Seminario, m. ) - Séminaires, pi. Seminaries Seminarj, pi. ) =
Séminariste, m. Seminarist Seminarista, m. ) . Séminaristes, pi. Seminarist
Seminaristi, pi- ) . Sénat, m. Senate Senato, m. H Sénateur, m. Senator
Senatore, m. + = Sénateurs, pi. Senators Senatori, pi. + • Sens, m. Sense
Senso, m. + .. Sens, pi. Senses Sensi, pi. "» — Sens dessus dessous, adv.
Topsy turv|r Sossopra, av. •^ — Sensation, f. Sensation Sensazione, f. •»N .
Sensations, pi. Sensations Sensazioni, pi. *"•». .. Sensibilité, f.
Sensibility Sensibilità, f. p - Sensiblement, adv. Sensibly Sensibilmente, av.
p = Sensible, ad. m. t. Sensible Sensibile, adj. m. f. p . Sensibles, pi.
Sensibles Sensibili, pi. p •• Sentence, f. Verdict Sentenza, f. v — Sentier, m.
Path Sentiero, m. v = Sentiment, m. Feeling Sentimento, m. V . Sentiments, pi.
Feelings Sentimenti, pi. V •• Sentimental, adj. m. Sentimental Sentimentale,
ag. m- 0 — Sentimentale, adj. f. Sentimental Sentimentale, ag. f. 0 =
Séparation, f. Disjunction Separazione, f. 0 . Séparément, adv. Separetely
Separatamente, av. 0 .. Septembre, m. September Settembre, m. 1 -
Septentrional, adj. m. Northern Settentrionale, ag. m / = Septentrionaux, pi.
Northern Settentrionali, pi. / . Septentrionale, adj. f. Northern
Settentrionale, ag. f. r •• Septentrionales, pi. Northern Settentrionali, pi. A
— Sépulture, f. Sepulture Seppoltura, f. A = Serein, adj. m. Sirene Sereno, ag.
m. A . Sereine, adj. f. Sirene Serena, ag. f. A •• Sérieux, adj. m. Serious
Serio, ag. m. T - Sérieuse, f. Serious Seria, ag. f. T = Serin, m. Canary-bird
Canarino, m. T • Serins, pi. Carnary-birds Canarini, pi. -r .. Serine, f.
Canary-hen Canarina, f. L - Serment, m L = Sermon, m. L • Serrement, m. L ..
Serrure, f. ( - Serrurier, m. ( = Service, m. ( • Services, pi. ( •• Serviette,
f. H - Serviettes, pi. H = Servilité, f. H • Senile, adj. m. f. H •• Serviles,
pi. 1 — Servilement, adv. i = Serviteur, m. 1 • Servitude, f. ! .. Ses, pr.
pos. neut. o — Ses, pr. pos. m. pi. o = Ses, pr. pos. f. pi. o . Seuil, m. 0 ..
Seuils, pi. 1 - Seulement, adv. (seul) 1 = Seul, adj. m. 1 . Seuls, pi. Seule,
adj. f. ) — Seules, pi. ) = Sévère, adj. m. Sévères, pi. Sévère, adj. f. 4- —
Sévères, pi. + = Sévèrement, adv. + . Sévérité, f. + .. Sévérités, pi. •v^
Sexe, m. *-v. = Si cela est, adv. ^ . Sicile, f. ^ . . Sicilien, m. p - Si,
prép. p = Siècle, m. p . Siècles, pi. p .. Siège, m. [pos. sing V — Sien (le),
sienne (la), pro V = Siens (les), siennes (les) V . Signature, f. [pr. po. pi v
.. Signatures, pi. 0 — Signal, m. 0 = Signaux, pi. 0 . Signe, m. 0 .. Signes,
pi. / ~ S'il est vrai, adv. / = Silence, m. / • Silencieux, adj. m. / .-
Silencieuse, adj. f. A - Sillon, m. A = Sillons, pi. A . Simple, adj. m. t A ••
Simples, pi. T- S'il vous plaît, adv, T = Similitude, t T • Simple, adj. m. f.
T .- Simples, pi. SER— SÎM Oath Sermon Pressing Lock Lock smith Service
Services Napkin Napkins Servility- Servile (slavish) Servile (slavish)
Servilely Servant Slavery Their His His Threshold Thresholds Alone Single
Single Single Single Severe Severe Severe Severe Severely Severity Severities
Sex If it be so Sicily Sicilian If Age Ages Siege Hers Hers Signature
Signatures Signal Signals Sign Signs If it be true Silence Silent Silent Furrow
Furrows Plain Plain As you please Similitude Simple Simple 747 Giuramento, m.
Sermone, m. Stringimento, m. Serratura, f. Magnano, m. Servigio, m. Servigi,
pi. Salvietta, f. Salviette, pi. Servilità, f. Servile, ag. m. f. Servili, pi.
Servilmente, av. Servitore, m. Servitù, f. Sue, suoi, pron. pos. rei. Suoi (i),
pr. pos. m. pi. Sue (le), pr. pos. f. pi. Soglia, f. Soglie, pi. Solo, av.
Solo, ag. m. Soli, pi. Sola, ag. f. Sole, pi. Severo, ag. m. Severi, pi.
Severa, ag. f. Severe, pi. Severamente, av. Severità, f. Severità, pi. Sesso,
m. Se è questo, av. Sicilia, f. Siciliano, m. Se, prep. Secolo, m. Secoli, pi.
Assedio, m. Suo, sua, pr. pos. sing. Suoi, sue, pr. pos. pi. Firma, f. Firme,
pi. Segnale, m. Segnali, pi. Segno, m. Segni, pi. Se è vero, av. Silenzio, m. Taciturno,
ag. m. Taciturna, ag. f. Solco, m. Solchi, pi. Semplice, ag. m. f. Semplici,
pi. Se vi pare, av. Similitudine, f. Semplice, ag. m. £, Semplici, pi. 748 SIM—
SOL 1_ — : Simplement, adv. Simply Semplicemente, av. L = Simplicité, f.
Simplicity Semplicità, f. Simulation, f. Simulation Simulazione, f.
Simultanément, adv. Simultaneously Simultaneamente, av. ( — Sincère, adj. m.
Sincere Sincero, ag. m. ( = Sincères, pi. Sincere Sinceri, pi. Sincère, adj. f.
Sincere Sincera, adj. f. Sincères, pi. Sincere Sincere, pi. H - Sincèrement,
adv. Sincerely Sinceramente, av. H = Sincérité, f. Sincerity Sincerità, f, H •
Singerie, f. Grimace Buffoneria, f. H ... Singe, m. Ope Scimmia, f. i —
Singularité, f. Singularity Singolarità, f. 1 = Singulier, adj. m. Singular Singolare,
ag. m. Singulière, adj. f. Singular Singolare, ag. f. Singulières, pi. Singular
Singolari, pi. o — Singulièrement, adv. Singularly Singolarmente, av. o =
Sinistre, m. Sinister Sinistro, m. o . Sinistrement, adv. Sinistrously
Sinistramente, av. 0 .. Si non, adv. Else Se non, av. 1 - Si non que, adv.
Except tbat Caso che no, av. 1 = Sire, m. Sire Sire, m. Sirop, m. Sirop
Sciroppo, m. Sitôt, adv. So soon Tosto, av. ) — Sitôt que, adv. As soon as
Tosto che, av. ) = Situation, f. Situatio Situazione, f. Sobre, adj. m. Sober
Sobro, ag. m. Sobrement, adv. Soberly Sobriamente, av. -f — Sociabilité f.
Sociableness Socialità, f. + = Sociable, adj. m. f. Sociabile Sociabile, ag. m.
L -f . Sociables, pi. Sociable Sociabili, pi. + .. Société, f. Society Società,
f. \ — Sociétés, pi. Societies Società, pi. = Sœur, f. Sister Sorella, f. ~^ .
Sœurs, m. Sisters Sorelle, pi. », . Soi (ou lui-même) pro. It self Se stesso,
pr. ree. ? - Soi-disant, adj. m. [réc Pretending Preteso, adj. m. p = Soie, f.
Silk Seta, f. p . Soif, f. Tbirst Sete, f. ? .. Soigneusement, adv. Carefully
Attentamente, av. V - Soi-même, pron. n. It self Se stesso, pr. m. V ==
Soi-même, pron. f. Hem self Se stessa, pr.. £ V . Soi-même, pro. ind. One's
self- Se stesso r pr. ind. V .. Soi-même, pr. ind. Him self Se stesso, pr. ind.
0 — Soin, m. Care Cura, f. 0 = Soins, pi. Cares Cure, pi. 0 . Soir, m. Evening
Sera, f. 0 .. Soirée, f. The whole evening Serata, f. 1 - Soit, adv. Whether
Overo, av. / = Soit, adv. Let it be so Sia pure, av . / . Sol, m. Ground Suolo,
m. / .. Solaire, adj. m. Solar Solare, ag. m. A — Soldat, m. Soldier Soldato,
m. A = Soldats, pL Soldiers Soldati, pi. A • Solde, f. Solder's-pay Paga, f. A
•• Soleil, m. Sun Sole, m. T — Solennel, adj. m. Solemn Solenne, ag. m» T =
Solennelle, adj. f. Solemn Solenne, ag. f . T • Solennellement» adv. Solemnly
Solennemente,, av. T •• Solennité, f. Solemnity Solennità,, f. Solennités, pi.
Solidaire, adj. m. Solidairement, adv. Solide, adj. m. Solidement, adv.
Solidité, f. Solitaire, adj. m. Solitude, f. Sollicitation, f. Sollicitations,
pi. Sollicitude, f. Solstice, m. Solution, f. Solvable, m. Sombre, adj. m.
Sombre, adj. m. Sommaire, m. Somme, f. Sommeil, m. Sommeils, pi. Sommet, m.
Somnambule, f. Somnambule, m. Somptueusement, adv. Son Altesse Royale, f. Son,
m. Son, pr. poss. n. Son beau-frère, m. Sa belle-sœur, f. Sa bru, f. Son
cousin, m. Sa cousine, f. Sa femme, f. Son fils, m. Sa fille, f. Son frère, m.
Son gendre, m. Son grand-père, m. Sa grand'mère, f. Son mari, m. Sa mère, f.
Son neveu, m. Sa nièce, f. Son oncle, m. Son père, m. Sa sœur, f. Sa tante, f.
Sa Majesté, f. Sa Sainteté, f. Son Altesse, f. Son Excellence, f. Sonate, f.
Songe, m. Songes, pi. Sonnette, f. Sorbet, m. Sorbets, pi. Sorcier, m.
Sorcière, f. Sordide, adj. m. SOL— SOR Solemnities Contract In solido Solid
Solidly Solidity Solitary Solitude Solicitation Solicitations Solicitude
Solstice Solution Solvent Dark Cloudy Summary Sum Sleep Sleeps Summit
Sleep-walker Sleep-walker Sumptuously His royal highness Sound Its His brother
in law His sister in law His daughter in law His cousin His cousin His wife His
son His daughter His brother His son in law His grand father His grand mother
His husband His mother His nephew His niece His uncle His father His sister His
aunt His majesty His holiness His higness His excellency Sonet (sonata) Dream
Dreams Little bell Sherbet Sherbets Sorcerer Sorcerer Sordid 749 Solennità, pi.
Solidario, ag. m. In solido, av. Solido, ag. m. Solidamente, av. Solidità, f.
Solitario, ag. m. Solitudine, f. Sollecitazione, f. Sollecitazioni, pi.
Sollecitudine, f. Solstizio, m. Soluzione, f. Abile a pagare, ni. Oscuro, ag.
m. Nuvoloso, ag. m. Sommario, m. Somma, f. Sonno, m. Sonni, pi. Sommità, f.
Sonnambula, f. Sonnambulo, m. Sontuosamente, av. Sua altezza reale, f. Suono,
m. Il suo,pr. poss. n. Suo cognato, m. Sua cognata, f. Sua nuora, f. Suo
cugino, m. Sua cugina, f. Sua moglie, f. Suo figlio, m. Sua figlia, f. Suo
fratello, m. Suo genero, m. Suo nonno, m. Sua nonna, f. Suo marito, m. Sua
madre, f. Suo nipote, m. Sua nipote, f. Suo zio, m. Suo padre, m. Sua sorella,
f. Sua zia, f. Sua maestà, f. Sua santità, f . Sua altezza, f. Sua excellenza,
1. Sonata, f. Sogno, m. Sogni, pi. Campanella, f. Sorbetto, m. Sorbetti, pi.
Stregone, m. Strega, f. Sordido, ag. m. G3. 750 SOR— SOU L - Sort, m. Fate
Sorte, Ù L = Sottement, adV. Poolischly Stoltamente, adv. L • Sot, m. Fool S
ciocco, m. L •• Sots, pi. Fools Sciocchi, pi. ( - Sotte, f. Fool Sciocca ( =
Sottes, pi. Fools Sciocche, pi. ( . Sot, adj. m. Foolish Sciocco, ag. m. ( ••
Sots, pi. Foolish Sciocchi, pi. H - Sotte, adj. f. Foolish Sciocca, ag. f. -\ =
Sottes, pi. Foolish Sciocche, pi. H • Sottement, adv. Foolischly Scioccamente,
av. M •• Sottise, f. Folly Sproposito, m. 1 - Sottises, pi. Folies Spropositi,
pi. 1 = Soudain, adv. Suddenly immantinente, av 1 • Soudain, adj. m. Sudden
Improviso, ag. m. Soudains, pi. Sudden Improvisf, pi. o — Soudaine, adj. f.
Sudden Improvisa, ag. f. o = Soudaines, pi. Sudden Improvise, pi. o . Souffle,
m. Pust Soffio, m. 0 .. Soufflet (de cheminée), m. Bellows Soffietto, ça. 1 -
Souffrance, f. Suffering Pena, f. 1 = Souffrances, pi. Sufferings Pene, pi. 1 .
Soulagement, m. Relief Sfogo, m. 1 .. Soulier, m. Shoe Scarpa, f. ) - Souliers,
pi. Shoes Scarpe, pi. ) = Soumission, f. Submission Sommessione, f. ) . Soupe,
f. Soup Zuppa, f. ) .. Soupes, pi. Soups Zuppe, pi. + — Souper, m. Supper Cena,
f. + = Souple, adj. m. Pliant Morbido, ag. m. -4- . Souples, pi. Pliant
Morbida, pi. + .. Souple, ?.dj. f. Pliant Morbida, ag. f. ^ — Souples, pi. Pliant
Morbide, pi. ->. = Souplement, m. Submissively Supplemento, m. ^ .
Souplesse, f. Suppleness Morbidezza, f. Soupçon, m. Suspicion Sospetto, m. P -
Soupçons, pi. Suspicious Sospetti, pi. p = Soupçonneux, ag. m. Suspicio
Sospettoso, ag. m. ? • Soupçonneux, pi. Suspicious Sospettosi, p e ..
Soupçonneuse, adj. f. Suspicious Sospettosa, ag. f. v - Soupçonneuses, pi.
Suspicious Sospettose, pi. v = Source, f. Spring Sorgente, f. v . Sourcils, m.
pi. Aye-brows Sopraciglia, f. pi. V .. Source, f. Spring Sorgente, f. 0 —
Sources, pi. Spring Sorgenti, pi. 0 = Sourd, m. Deaf man Sordo, m. 0 . Sourds,
pi. Deaf men Sordi, pi. 0 .. Sourde, f. Deaf woman Sorda, f. / - Sourdes, pi.
Deaf women Sorde, pi. / = Sourd, adj. m. Deaf Sordo, ag. rn. / . Sourds, pi.
Deaf Sorde, pi. / .. Sourde, adj. f. Deaf Sorda, ag. f. A — Sourdes, pi. Deaf
Sorde, pi. A = Sourire, m. Smile Sorriso, ra. A • Souris, f. Mouse Sorcio, m. A
.. Souris, pi. Mice Sorci, pi. T- Sou, m. Penny Soldo, m. T = Sous, pi. Pennies
Soldi, pi. T • Sous, adv. Under Sotto, av. T •• Souscripteur, m. Subscriber
Soscrittore, m. SOU— SUB L - Souscripteurs, pi. ] Subscribers Soscrittori, pi.
L = Souscription, f. Subscription Soscrizione, f. L • Souscriptions, pi.
Subscriptions Soscrizioni, pi. L •• Sous-maitresse, f. Under-teacher Sotto
maestra, f. ( - Sous-secrétaire, m. Under-secretary Sotto secretarlo, m. ( -
Soustraction, f. Substruction Sottrazione, f. ( • Soutien, m. Support Sostegno,
m. ( •• Souvenir, m. Remembrance Rimembranza, f . ^ - Souvenirs, pi.
Remembrances Rimembranze, pi. H = Souvent, adv. Often Spesso, av. H • Souvent
(le plus), adv. Most frequently Il più spesso, av. H ■- Souverain, m. Sovereign
Sovrano, m. 1 - Souveraineté, f. Sovereignty Sovranità, f. 1 = Spécial, adj. m.
Special Particolare, ag. m. ! • Spéciale, adj. f. Special Particolare, ag. f. 1
•• Spécialement, adv. Specially Specialmente, av. 0 — Spécialité, f. Speciality
Specialità, f. o = Spectacle, m. Spectacle Spettacolo, m. 0 . Spectacles, pi.
Spectacles Spettacoli, pi. o .. Spectateur, m. Spectator Spettatore, m. 1 -
Spectateurs, pi. Spectators Spettatori, pi. "1 = Spéculation Speculation
Specolazione, f. 1 . Spéculations Speculations Specolazioni, pi. 1 •• Sphère,
f. Sphere Sfera, f. ) - Spirituel, adj. m. Spiritual Spiritoso, ag. m. ) =
Spirituels, pi. Spiritual Spiritosi, pi. ) . Spirituelle, adj. f. Spiritual
Spiritosa, ag. f. ) .. Spirituelles, pi. Spiritual Spiritose, pi. ~r —
Splendide, adj. m. Splendid Splendido, ag. m. + = Splendide, adj. f. Splendid
Splendida, ag. f. + • Spontanément, adv. Spontaneously Spontaneamente, av + • •
Stabilité, f. Stability Stabilita, f. ">>» — Station, f. Station
Stazione, f. --» = Statistique, f- Statistics Statistica, f. -^ Statue, f.
Statue Statua, f. ^. Statues, pi. Statues Statue, pi. e — Statut, m. Statute
Statuto, m. 0 = Statuts, pi. Statutes Statuti, pi. j> Sténographie, f.
Stenography Stenografia, f. p Stérile, adj. m. f. Sterile Sterile, ag. m. f. V
- Stériles, pi. Stériles Sterili, pi. V = Stérilité, f. Sterility Sterilita, f.
V . Stokholm (v.) Stokholm Stocolm (e.) v .. Stratagème, m. Stratagem
Strattagemma, m. 0 — Strictement, adv. Strictly Strettamente, av. 0 = Strophe,
f. Stanza Stanza, f. (y . Stupeur, f. Stupor Stupore, m. 0 .. Stupide, adj. m.
Stupid Stupido, ag. m. / - Stupide, adj. f. Stupid Stupida, ag. f. / =
Stupidement, adv. Stupidly Stupidamente, av. / • Stupidité, f. Stupidity
Stupidita, f. / ... Style, m. Style Stile, m. A - Subit, adj. m. Immediate
Immediato, ag. ni. A = Subite, adj. f. Immediate Immediata, ag. f. A .
Subjonctif, m. Subjunctive Suggiontivo, m. A .. Sublime, adj. m. High Sublime,
ag. m. T - Subordination, f. Subordination Subbordinazione, f. T = Subside, m.
Subsidy Sussidio, m. T K Subsides, pi. Subsidies Sussidj, pi. T .. Subsistance,
f. Subsistence Sussistenza Substance, f. Substances, pi. SubstaDtif, m.
Substantifs, pi. Substitution, f. Subvention, f. Succès, m. Successif, adj. m.
Successifs, pi. Successive, adj. f. Successives, pi. Successivement, adv.
Succession, f. Successeur, m. Successeurs, pi. Sucre, m. Sucrier, m. Sud, m.
Suède, f. Suédois, m- Suédoise, f. Sueur, f. Suffisamment, adv. Suffisance, f.
Suffisant, adj. m. Suffisante, adj. f. Suffrage, m. Suffrages, pi. Suggestion,
f. Suicide, m. Suie, f. Suisse, f. Suisse, m. Suisses, pi. Suissesse, f.
Suivant, adv. Sujet, m. Sujets, pi. Sujétion, f. Sultan, m. Superbe, adj. m.
Superbes; pi. Superbe, adj. f. Superbes, pi. Supercherie, f. Superficie, f.
Superficiel, adj. m. Superficielle, adj. f. Superficiellement, adv, Superflu,
adj. m. Superfluité, f. Supérieur, m. Supérieurs, pi. Supérieur, adj. m.
Supérieurs, pi. Supérieure, adj. f. Supérieures, pi. Supérieurement, adv.
Supériorité, f. Superlatif (le), m. SUB— SUP Substance Substances Substantive
Substantives Entail Subsidy Success Successive Successive Successive Successive
By degrees Succession Successor Successors Sugar Sugar-bowl South Sweden Swede
Swede Perspiration Enough Sufficien Sufficient Sufficient Vote Votes Suggestion
Suicide Soot Switzerland Swiss Swisses Swiss-woman According Subject Subjects
Subjection Sultan Superb Superb Superb Superb Cheatery Superficies Superficial
Superficial Superficially Unnecessary Superfluity Superior Superiors Superior
Superior Superior Superior Wonderfully Superiority The superlative Sostanza, f.
Sostanze, pi. Sostantivo, m. Sostantivi, pi. Sostituzione, f. Sovvenzione, f.
Successo, m- Successivo, ag. ra. Successivi, pi. Successiva, ag. f. Successive,
pi. Gradatamente, av. Successione, f. Successore, m. Successori, pi. Zucchero,
m. Zuccheriera, f. Sud, m. Svezia, f. Svedese, m. Svedese, f. Sudore, m.
Bastantemente, av. Sufficenza, f. Suffìcente, ag. m. Suffìcente, ag. f. Voto,
m. Voti, pi. Suggestione, f. Suicidio, m. Fuligine, f. Svizzera, f. Svizzero,
m. Svizzeri, pi. Svizzera, f. Secondo, av. Soggetto, m. Soggetti, pi. Soggezione,
f. Sultano, m. Superbo, ag. m. Superbi, pi. Superba, ag. f. Superbe, pi.
Soperchieria, f. Superficie, f. Superficiale, ag. m. Superficiale, ag. f.
Superficialmente, av. Superfluo, ag. m. Superfluità, f. Superiore, m.
Superiori, pi. Superiore, ag m. Superiori, pi. Superiore, ag. f. Superiori, pi.
Superiormente, av. Superiorità, f. Superlativo, m. SUP— SYS 7 L -
Superstitieuse, adj. f. Superstitious Superstiziosa, ag. f. L =
Superstitieuses, pi.! Superstitious Superstiziose, pi. L • Superstitieux, adj.
m. Superstitious Superstizioso, ag. m. L •• Superstitieux, pi. Superstitious
Superstiziosi, pi. ( - Superstition, f. Superstition Superstizione, f. ( =
Supplément, m. Complemen Appendice, f. ( • Supplice Torment Supplizio, m. ( ••
Supplices Torments Supplì zj, pi. H - Supportable, adj. m. Tolerable
Tollerabile, ag. m. H = Supposition, f. Supposition Supposizione, £. H •
Suppression, f . Suppression Soppressione, f. H • Suprématie, f. Supremacy
Supremazia, f. 1 — Suprême, adj. m. Supreme Supremo, ag. m. 1 = Sûr, adv. Sure
Sicuro, av. Sur, prép. On (upon) Sopra, prep. Sur, adj. m. Sure Sicuro, ag. m.
o — Sûrs, pi. • Sure Sicuri, pi. o = Sûre, adj. f. Sure Sicura, ag. f. 0 .
Sures, pi. Sure Sicure, pi. 0 .. Sur le tard, adv. Late in the evening Sul
tardi, av. 1 - Sur le, pr. m. s. Upon the (on the) Sul, prep. m. s. "1 =
Sur les, pi. Upon the (on the) Sui, pi. "1 . Sur le, prép. m. s. Upon the
(on the) Sullo, prep. m. s. 1 .. Sur les, pi. Upon the (on the) Sugli, pi. ) -
Sur la, prép. f. s. Upon the (on the) Sulla, prep. f. s. ) = Sur les, pi. Upon
the (on the) Sulle, pi. ) . Surnaturel, adj. m. Supernatural Sopranaturale, ag.
m. ) .. Surnaturelle, adj. f. Supernatural Sopranaturale, ag. f. + -
Surnaturelles, pi. Supernatural Sopranaturali, pi. + = Surprenant, adj. m.
Surprising Sorprendente, ag. m. + . Surprise, f. Surprise Sorpresa, f. + ..
Surprises, pi. Surprises Sorprese, pi. -^ — Surtout, adv. Above all Sopratutto,
av. *»«. = Suspect, adj. m. Suspected Sospetto, ag. m. >« . Suspects, pi.
Suspected Sospetti, pi. ^N . . Suspecte, adj. f. Suspected Sospetta, ag. f. p -
Suspectes, pi. Suspected Sospette, pi. p = Sus, adv. Upon Sopra, av. p . Sus,
int. Come on Su dunque, int. p .. Susceptibilité, f. Susceptibility
Suscettibilità, f. V - Susceptible, adj. m. f. Susceptible Suscettibile, ag. m.
V = Susceptibles, pi. Susceptible Suscettibili, pi. V . Suspect, adj. m.
Suspect Sospetto, ag. m. V .. Suspecte, adj f. Suspect Sospetta, ag. f. 0 —
Suspectes, pi. Suspect Sospette, pi. 0 = Suspens, adj. m. Suspended Sospeso,
ag. m. 0 . Svelte, adj. m. Sight Svelto, ag. m. 0 .. Syllabe, f. Syllable
Sillaba, f. / - Syllabes, pi. Syllables Sillabe, pi. / = Sympathie, f. Sympathy
Simpatia, f. / • Sympathies, pi. Sympathies Simpatie, pi. / •• Synonyme, adj.
m. Synonymous Sinonimo, ag. m. A - Synonymes, pi. Synonymous Sinonimi, pi. A =
Syntaxe, f. Syntax Sintassi, f . A . Synthèse, f. Synthesis Sintesi, f. A ••
Système, m. System Sistema, m. T- Systèmes, pi. Systems Sistemi, pi. T =
Systématique, adj. m. Systematical Sistematico, ag. m. T • Systématiques, pi.
Systematical Sistematici, pi. T •• Systématique, adj. f. Systematical
Sistematica, ag. f. 753 754 L — I Systématiques, pi. SYS— TAR 1 Systematical L
^Systématiquement, adv. [Systematically | Sistematiche, pi. | Sistematicamente,
av. L • Ta, pr. pos. f. s. Thy Tua (la), pr. poss. f. s. Tabac, m. Tobacco
Tabacco, m. ( — Tabac en poudre, m. Snuff Tabacco in polvere, av ( ==
Tabatière, f. Snuff box Tabacchiera, f. Table, f. Table Desco, m. Table d'hôte
(à), f . Ordinary A tavola rotonda, f. H- Table, f . Table Tavola, f. H =
Tables, pi. Tables Tavole, pi. H • Table à manger, f. Dining table Mensa, f. H
•• Tables à manger, pi. Dining tables Mense, pi. 1 - Tableau, m. Picture
Quadro, m. 1 = Tableaux, pi. Pictures Quadri, pi. 1 . Tablier, m. Apron
Grembiale, m. 1 •• Tâche, f. Stain Macchia, f. o — Taches, pi. Stains Macchie,
pi. o = Tacitement, adv. Tacitly Tacitamente, av. 0 . Taciturne, ad|. m. Silent
Taciturno, ag. m. o .. Tact, m. Feeling Tatto, m. 1 - Tactique, f. Tactic
Tattica, f. 1 = Taffetas, m. Taffetas Taffetà, m. 1 . Taie d'oreiller, f.
Pillow case Fodera di granciale, f. 1 .. Taille, f. Size Statura, f. ) —
Tailleur, m. Tailor Sarto, m. ) = Tailleurs, pi. Tailors Sarti, pi. ) . Talent,
m. Talent Ingegno, m. ) .. Talents, pi. Talents Ingegni, pi. + — Talon, m. Heel
Calcagno, m. + = Talon, pi. Heels Calcagni, pi. + . Tambour (homme), m. Drummer
Tamburino (uomo), m. + .. Tambours, pi. Drummers Tamburini, pi. -^ — Tambour
(instrum.), m. Drum Tamburo, m. — Tambours, pi. Drums Tamburi, pi. "»>.
. Tamise, f. Thames Tamigi, m. •^ . . Tandis que, adv. Whilst Mentre che, av. p
- Tante, f. Aunt Zia, f. p = Tant, adj. m. adv. So much Tanto, ag. m. p . Tant,
pi. So many Tanti, pi. p .. Tant, adj. f. adv. So much Tanta, ag. f. V — Tant,
pi. So many Tante, pi. V = Tant, aussi, ad. So much Cotanto (tanto), av. V .
Tant mieux, adv. So much the better Tanto meglio, av. v .. Tant pis, adv. So
much the worse Tanto peggio, av. 0 — Tant que, adv. As long as Tanto che, av. 0
= Tantôt, adv. By and by Or ora, av. (fra poco) 0 . Tapage, m. Racket Fracasso,
m. 0 .. Tapis, m. Carpet Tappeto, m. / - Tapis, pi. Carpets Tappeti, pi. / =
Tapissier, m. Upholsterer Tappezziere, m. / • Tapissiers, pi. Upholsterers
Tappezziere, pi. / .. Tapisserie, f. Tapestry Tappezeria, f. A — Tapisseries,
pi. Tapestries Tappezzerie, pi. A = Tard, adv. Late Tardi, av. A • Tardif, adj.
m. Slow Tardivo, ag. m. A .. Tardive, adj. L Slow Tardiva, ag. f. TAS— TET 755
L - Tas, m. Heap Mucchio, m. L = Tasse, f. Cup Tazza, f. L • Tasses, pi. Cups
Tazze, pi. L .. Tasse à thé, f. Tea cup Tazza da tè, f. ( - Tasses à thé, pi.
Tea cups Tazze da tè, pi. ( = Tâtons (à), adv. Groping Tastone, av. C . Taux,
m. Prises Tassa, f. ( .. Te, pr. pers. ace. Thee Te, pr. pers. acc. H- Te en,
pron. Of him (of ther, of it) Te ne, pron. H = Teint, m. Complexion Carnagione,
f. H . Teinturier, m. Dyer Tintore, m. H .. Tel, pron. ind. m. Such Tale, pr.
ind. m. 1 - Tels, pi. Such Tali, pi. 1 = Telle, pr. ind. f. Such Tale, pr. ind.
f. 1 • Telles, pi. Such Tali, pi. 1 •• Télégraphe, m. Telegraph Telegrafo, m. o
— Télégraphique, adj. m. Telegraphic Telegrafico, ag. m. o = Télégraphiques,
pi. Telegraphic Telegrafici, pi. o . Télégraphique, adj. f. Telegraphic
Telegrafica, ag. f. 0 .. Télégraphiques, pi. Telegraphic Telegrafiche, pi. 1 -
Témérité, f. Rashness Temerità, f. 1 = Témoignage, m. Testimony Testimonianza,
f. 1 . Témoin, m. Witness Testimonio, m. 1 .. Témoins, pi. Witnesses Testimonj,
pi. ) - Tempe, f. Temple Tempia, f. ) = Tempes, pi. Temples Tempie, f. pi. ) .
Température, f. Temperature Temperatura, f. ) .. Tempérament, m. Constitution
Temperamento, m. H Tempête, f. Tempest Tempesta, ì. (procella, f.) + =
Tempêtes, pi. Tempests Tempeste, pi. (procelle, + . Temple, m. Temple Tempio,
m. [pi.) + .. Temples, pi. Temples Tempj, pi. ->>. — Temps, m. Time
Tempo, m. *•«* = Temps, pi. Times Tempi, pi. ^v. Tendance, f. Tendency
Tendenza, f. *-». . . Tendant, adj. m. Tending Tendente, ag. m. P - Tendante,
adj. f. Tending Tendente, ag. f. P = Ten^-?, adj. m. Tender Tenero, ag. m. P •
Tendres, pi. Tender Teneri, pi. P •• Tendre, adj. f. Tender Tenera, ag. f. V -
Tendres, pi. Tender Tenere, pi. V = Ténèbres, f. pi. Darkness Tenebre, f. pi. v
. Tentation, f. Temptation Tentazione, f. v .. Tentative, f. Attempt Tentativa,
f. 0 — Tente, f. Tent Tenda, f. 0 = Tentes, pi. Tents Tende, pi. 0 . Terme, m.
Term Termine, m. 0 .. Terrain, m. Ground Terreno, ro. 1 - Terrasse, f. Terrace
Terrazzo, m. 1 = Terre, f. (monde) Earth Terra, f. 1 • Terre, f. Ground Terra,
f. 1 .. Terrible, adj. m. f. Terrible Terribile, ag. m. f. A - Terribles, pi.
Terrible Terribili, pi. A = Territoire, m. Territory Territorio, m. A • Tes,
pr. pos. f. pi. Thy Le tue, pr. pos. f. pi. A •• Tes, pr. pos. m. pi. Thy I
tuoi, pr. pos. m. pi- T- Testament, m. Will Testamento, m. T = Tète, f. Head
Capo, m. T • Tète, f. Head Testa, f. T •• Tètes, pi. [Heads Teste, pi. 756 TEX—
TON L - Texte, pi. Text Testo, m. L = Théâtre, m. Play house Teatro, m. L •
Théâtres, pi. Play houses Teatri, pi. L •• Théière, f. Tea pot Taso da tè, ni.
( - Théières, pi. Tea pots Vasi da tè, pi. ( = Thé, m. Tea Tè, m. ( • Thème, m.
Exercise Tema, m. ( .- Théologie, f. Theology Teologia, f. H - Théoricien, m. A
mere theorist Teorico, m. H = Théorie, f . Theory Teoria, f. H ■ Termes, m. pi.
Thermes Terme, f. pi. H •• Thermomètre, m. Thermometer Termometro, m. 1 — Tibre
(fleuve), m. Tiber Tevere (fiume), m. 1 = Tien (le), pr. poss. m. Thine Tuo,
pr. poss. m. 1 • Tiens (les), pi. Thine Tuoi (i), pi. 1 .- Tienne (la), pr.
poss. f. Thine Tua (la), pr. poss. f. o — Tiennes (les), pi. Thine Tue (le;,
pi. o = Timbre, m. Stamp Bollo, m. o . Timide, adj. m. Timorous Timido, ag. m.
o .. Timides, pi. Timorous Timidi, pi. 1 - Timide, adj. f. Timorous Timida, ag.
f. 1 = Timides, pi. Timorous Timide, pi. Timidement, adv. Timorously
Timidamente, av. Timidité, f. Timidity Timidezza, f. ) — Tiroir, m. Drawer
Tiratojo, m. ) = Tiroirs, pi. Drawers Tiratoj-, pi. Tisane, f. Ptisan Tisana,
1. Titre, m. Title Titolo, m. -1 Titres, pi. Titless Titoli, pi. — = Tocsin, m.
Alarm bell Campana a martello, f. + . Toi (à toi), pron. To thee Te (a te),
pron. + .. Toi, pr. Thee Te, pron. ^, — Toi-même, pr. réfi. Thy self Tu (te
stesso), pr. recipr. ^-. = Toi, te, ace. Thee Te, ti, acc. ~*. . Toile, £.
Lumen cloth Tela, f. ^ Toile, f. Cloth Tela, f. p — Toilette, f. Toilet
Toletta. 1. ? = Toit, m. Roof Tetto, m. F . Toits, pi. Roofs Tetti, pi. P ..
Tolérance, f. Toleration Tolleranza, f. V — Tolérant, adj. m. Friend to
toleration Tollerante, ag. m. V = Tolérance, adj. f. Friend to toleration
Tollerante, ag. f. v . Tombeau, m. Torn!) Tomba, f. v .. Tombeaux, pi. Tombs
Tombe, pi. 0 — Tome, m. Volume Tomo, ni. 0 = Ton, pr. poss. m. Thy Il tuo, pr.
poss. m. 0 . Ton, pr. poss. m. Thiiie Tuo, pr. poss. m. s. 0 .. Ton beau-frère,
m. Thy brother in law Tuo cognato, ni. / — Ta belle-sœur, f. Thy sister in law
Tua cognata, f. / = Ta bru, f. Thy daughter in law Tua nuora, f. / . Ton
cousin, m. Thy cousin Tuo cugino, m. / •• A — Ta cousine, f. Thy cousin Tua
cugina, f. Ta femme, f. Thy wife Tua moglie, f. A = A • Ton fils, m. Thy son
Tuo figlio, m. Ta fille, f. Thy daughter Tua figlia, f. A •• Ton frère, m. Thy
brother Tuo fratello, m. T — Ton gendre, m. Thy son in law Tuo genero, m. T =
Ton grand-père, m. Thy grand father Tuo nonno, ni. T • Ta grand'mère, f. Thy
grand mother Tua nonna, f. T •• Ton mari, m. Thj nusband Tuo marito, m. Ta
mère, f. Ton neveu, m. Ta nièce, f . Ton oncle, m. Ton père, m. Ta sœur, f. Ta
tante, f. Tonneau, m. Tonneaux, pi. Tonnerre, m. Tonnerres, pi. Torchon, m.
Torchons, pi. Torrent, m. Torse, m, Tort, m. Torts, pi. Tort (à), adv. Total,
adj. m. Totale, adj. f. Total (tout entier), a. m. Toucher, m. Toujours, adv.
Tour à tour, adv. Tour, f. Tours, pi. Tourbillon, m. Tourbillons, pi. Tourment,
m. Tourments, pi. Tournure, f. Tourte, f. Tout ensemble, adv. Tous deux, adj.
pi. Tous les jours, adv. Tous, adj. pi. m. Tout, adj. m. Toute, adj. f. Toutes,
pi. Tout de suite, adv. Tout bas, adv. Tout-à-fait, adv. Tout ce que (qui), pr.
ind Tout-à-1'heure, adv. Tout-à-1'heure, adv. Tout autour, adv. Tout^à-coup,
adv. Tout au plus, adv. Tout autrement, adv. Toutefois, adv. Tout de suite,
adv. Tout doux, adv. Tout-puissant, adj. m. Toux, f. Tracas, m. Trace, f.
Traces, pi. Tradition, f. Traduction, f. Traductions, pi. TAM— TRU Thy mother Thy
nephew Thy niece Thy uncle Thy father Thy sister Thy aunt Tun Tuns Thunder
Thunders Dish clout Dish clouts Torrent Statue without a Injury Injuries
Wrongfully Total Total Whole Feeling Always By turns Tower Towers Whirlwind
Whirlwinds Torment Torments Manner Pie Altogether Both Every day All All All
All Immediately Softly Thoroughly Whatever By and by Presently Round about
Suddenly At most Quite otherwise Yet Immediately Softly Omnipotent Cough Bustle
Mark Marks Tradition Version Versions /o/ Tua madre, f. Tuo nipote, m. Tua
nipote, f. Tuo zio, m. Tuo padre, m. Tua sorella, f« Tua zia, f. Botte, f.
Botti, pi» Tuono, m. Tuoni, pi. Strofinacele, m. Strofinacci, pi. Torrente, m.
head Torso, m. Torto, m. Torti, pi. A torto, av. Totale, ag. m. Totale, ag. f.
[ni. Totale (tutto intero), ag. Tatto, m. Sempre, av. A vicenda, av. Torre, f.
Torri, pi. Turbine, m. Turbini, pi. Tormento, ni. Tormenti, pi. Portamento, m.
Torta, f. Tutt'insieme, av. Ambedue, ag. pi. Aqui giorno, av. Tutti, ag. m. pi.
Tutto, ag. m. Tutta, ag, f. Tutte, pi. Tosto, av. (subito) Piano, av. Affatto,
av. Tuttocio che, pr. ind. Poco fa, av. Presentemente, av. In giro, av.
All'improviso, av. Tutto al pili, av. Tutto altrimenti, av. Tuttavia, av.
Subito, av. Pian' piano, av. Omnipotente, ag. m Tosse, f. Imbarazzo, m.
Traccia, f. Tracce, pi. Tradizione, f. Traduzione, f. Traduzioni, pi. Trafic,
m. Tragédie, f. Tragédies, pi. Tragédien, m. Tragédienne, f. Tragique, adj. m.
Tragique, adj. t". Tragiquement, adv. Trahison, f. Trahisons, pi. Train,
m. Trait, m. Traits, pi. Traitement, m. Traitements, pi. Traité, m. Traités,
pi. Traite des Nègres, f. Traître, adj. m. Traîtres, pi. Traîtresse, adj. f.
Traîtresses, pi. Traîtreusement, adv. Tranchant, adj. m. Tranchante, adj. f.
Tranquille, adj. m. Tranquilles, pi. Tranquille, adj. f. Tranquilles, pi.
Tranquillement, adv. Tranquillité, f. Transaction, f. Transcendant, adj. m.
Transformation, f . Transgression, f. Transmission, f. Transparent, adj. m.
Transparente, adj. f. Transpiration, f. Transport, m. Travail, m. Travaux, pi.
Travail à l'aiguille, m. Travers (à), prép. Travers (de), prép. Traverse, f.
Traversée, f. Traversin, m. Tremblement de terre,m Tremblement, m. Trépas, m.
Très, superi. Très-agréable, adj, m. Très-agréable, adj. f. Très-aimable, adj. m.
Très-aimable, adj. f. Très-beau, adj. m. Très-beau, adj. m. Très-belle, adj. m.
Très-bien, adj. m. TRA— TRÉ Traffic Tragedy Tragedies Tragedian Tragedian
Tragical Tragical Tragically Treachery Treacheries Train Deed Deeds Treatment
Treatments Treaty Treaties Slave trade Treacherous Treacherous Treacherous
woman Treacherous women Treacherously Sharp Sharp Quiet Quiet Quiet Quiet
Quietly Tranquillity Agreement Transcendant Transformation Transgression
Transmission Transparent Transparent Perspiration Transport Work Works Needle
work Through A cross Traverse Passage Bolster Earth quake Trembling Death Very
Very agreeable Very agreeably Very lovely Very lovely Very fine Very graceful
Very graceful Very well Traffico, m. Tragedia, f. Tragedie, pL Attor tragico, m.
Attrice di tragedia, f. Tragico, ag. m. Tragica, ag. f. Tragicamente, av.
Tradimento, m. Tradimenti, pi. Treno, m. Tratto, m. (buon'azzione | Tratti, pi.
Trattamento, m. Trattamenti, pi. Trattato, m. Trattati, pi. Tratta de' Mori, f.
Traditore, ag. m. Traditori, pi. Traditrice, ag. f. Traditrici, pi. A
tradimento, av. Tagliente, ag. m. Tagliente, ag. f. Tranquillo, ag. m.
Tranquilli, pi. Tranquilla, ag. f. Tranquille, pi. Tranquillamente, av.
Tranquillità, f. Transazione, f» Trascendente, ag. m. Trasformazione, f.
Trasgressione, t Trasmissione, f.Trasparente, ag. m. Trasparente, ag. f.
Traspirazione, f. Trasporto, m. Lavoro, m. Lavori, pi. Lavoro d'ago, m. A
traverso, prep. Di traverso, prep. Traversa, f. Tragitto, m. Capezzale, m.
Terremuoto, m. Tremore, m. Morte, f. Issimo, i, a, e, superi, m. f .
Piacevolissimo, ag. m. Piacevolissima, ag. f. Amabilissimo, ag. m.
Amabilissima, ag. f. Bellissimo, ag. m. Graziosissimo, ag. m. Graziosissima,
ag. f. Benissimo, ag. m. TRÉ— TRI 759 L - Très-bon, adj. m. Very good
Buonissimo, ag. m. L = Très-bons, pi. Very good Buonissimi, pi. L . Très-bonne,
adj. t. Very good Buonissima, ag. f. L •• Très-bonnes, pi. Very good
Buonissime, pi. ( - Très-bon, adj. m. Very good Ottimo, adj. m. ( = Très-cher,
adj. m. Very beloved Carissimo, ag. m. ( . Très-chers, pi. Very beloved
Carissimi, pi. ( .. Très-chère, adj . f. Very beloved Carissima, ag. f. H-
Très-chères, pi. Very beloved Carissime, pi. H = Très-cher ami, m. Very beloved
friend Carissimo amico, m. H • Très-chère amie, f. Very beloved frieniC
Carissima amica, f. M -. Très-dévoué, adj. m. Very devoted Devotissimo, ag. m.
1 - Très-dévoué serviteur, Very devoted servant Devotissimo servo, ni. 1 =
Très-dévouée, adj. f. [m. Very devoted Devotissima, ag. f. 1 Très-joli, adj. m.
Very pretty Leggiadro, ag. m. 1 .- Très-jolie, adj. f. Very pretty- Leggiadra,
ag. m. o — Très-mauvais, adj. m. Very bad Cattivissimo, ag. ni. o =
Très-mauvais, pi. Very bad Cattivissimi, pi. o . Très-mauvaise, adj. f. Very
bad Cattivissima, ag. 1 o .. Très-mauvaises, pi. Very bad Cattivissime, pi. 1 -
Très-obligé, adj. m. Very obliged Obbligatissimo, ag. m. "1 =
Très-obligée, adj. f, Very obliged Obbligatissima, ag. f. 1 . Très-obéissant,
adj. m. Very obedient Obbedientissimo, ag. m. 1 .. Très-obéissante, adj. f.
Very obedient Obbedientissima, ag. f. ) - Très-obéissant serviteur, Very
obedient servant Obbedientissimo servo, ) = Trésor (public), m. [m. Treasury
Tesoreria, f. [m. ) . Trésor, m. Treasure Tesoro, m. ) .. Trésors, pi,
Treasures Tesori, pi. + — Trésorier, m. Treasurer Tesoriere, m. + = Tresse, f.
Plaited Treccia, f. + • Trêve, f. Truce (intermission) Tregua, f . + .. Trêve,
f. Cessation of arms Tregua, f. "^. — Tribulation, f. Tribulation
Tribolazione, f. *»* = Tribun, m. Tribune Tribuno, m. -^ . Tribunal, m. Court
of justice Tribunale, m. *•>. . . Tribunaux, pi. Courts of justice
Tribunali, pi. p - Tribune, f. Rostrum Tribuna, f. e = Tribut, m. Tribute
Tributo, m. p . Tributs, pi. Tributes Tributi, pi. p .. Tributaire, adj. m.
Tributary Tributario, ag. m. v - Tributaires, pi. Tributaries Tributarj, pi. v
= Tricherie, f. Cheat Truffa, f. v . Tricolore, adj. f. Of three colours
Tricolore, ag. f. v .. Tricolore, adj. m. Of three colours Tricolore, ag. ni. e
— Trimestre, m. Of three months Trimestre, m. 0 = Trinité, f. Trinity Trinità,
f. 0 Triomphant, adj. m. Triumphant Trionfante, ag. m. 0 .. Triomphante, adj.
f. Triumphant Trionfante, ag.X / ~ Triomphe, m. Triumph Trionfo, m. / =
Triomphes, pi. Triumph Trionlì, pi. / • Triomphal, adj. m. Triumphal Trionfale,
ag. ni. / - Triomphale, adj. f. Triumphal Trionfale, ag. f. A - Tripotage, m.
Medley Guazzabuglio, ni. A = Triste, adj. m. Sorrowful Mesto, ag. ni. A
Tristes, pi. Sorrowful Mesti, pi. A •• Triste, adj. f. Sorrowful Mesta, ag. f.
T - Tristes, pi. Sorrowful Meste, ag. pi. T = Tristement, adv. Sorrowfully
Mestamente, av. T • Tristesse, f. Sorrow Mestizia, f. T •• Trivial, adj. m.
Trivial Triviale, adj. m. 760 TRI— TYR L - Triviale, adj. f. Trivial Triviale,
ag. f. L = Triviales, pi. Trivial, Triviali, pi. L • Trivialité, L Trivialness
Trivialità, f. L • Trois fois, adv. Three times Tre volte, av. ( - Trompe, f.
Trumpet Tromba, f. ( = Trompette, f. Trumpet Tromba, f. ( . Trompettes, pi-
Trumpets Trombe, pi. ( •• Trompette, m. (homme) Trumpeter Trombetta (uomo), m.
H - Trompe d'éléphant, f. Proboscis- Proboscide, f. H = Trompeur, m. Deceitful
Ingannatore, m. H • Trompeuse, f. Deceitful Ingannatrice, t H •• Tromperie, f .
Cheating Inganno, m. 1 — Tromperies, pi. Cheatings Inganni, pi. r = Trône, m.
Throne Trono, m. i • Trônes, pi. Thrones Troni, pi. i .. Trop, adv. et adj. m.
Too much Troppo, ag. m. 0 — Trop, pi. Too many Troppi, pi. 0 = Trop, adv. et
adj. f. Too much Troppa, av. e ag. f. 0 . Trop, pL Too many Troppe, pi. o ..
Trop cher, adj. m. Too dear Troppo caro, ag. m. 1 - Trop chers, pi. Too dear
Troppo cari, pi. "I = Trop chère, adj. f. Too dear Troppo cara, ag. f.
Trop chères, pi. Too dear Troppo care, pi. Trot, Trot Trotto, m. ) — Trottoir,
m. Foot-path Marciapiede, m. ) = Trottoirs, pi. Foot-paths Marciapiedi, pi.
Trouble, m. Uneasiness Turbamento, m. Troubles, pL Uneasinesses Turbamenti, pi.
+ — Troupeau, m. Drove (herd) Armento, m. (greggia, f.) + = Troupeaux, pi.
Droves Armenti, pl.(greggie,pl.) + . Troupe, f. Troop Truppa, f. + • • Troupes,
pi. Troops Truppe, pi. *»*. — Trou de la serrure, m. Key hole Buco della
chiave, m. >v = Trou, m. Hole Buco, m. ""», . Trous, pi. Holes
Buchi, pi. ""«N . . Trousseau, m. Drove Corredo, m. p — Truite, f.
Trout Trotta, f. p - Truites, pi. Trout Trotte, pi. p . Tu, pron. pers. Thou Tu,
pr. pers. p .. Tudesque, adj. m. Old teutonic Tedesco, ag. m. v — Tuileries
(les), f- pi. Tuileries Le Tuilerie, f. pi. V = Tulipe, f. Tulip Tulipano, m. V
. Tulipes, pi. Tulips Tulipani, pi. v .. Tulle, m. Tulle Merletto, m. 0 —
Tumulte, m. Tumult Tumulto, m. id = Tunique, f. Tunic Tonaca, f. 0 . Turban, m.
Turban Turbante, nu 0 .. Turc, m. Turck Turco, m. 1 ~ Turcs, pi. Turcks Turchi,
pi. 1 - Turin (v.), m. Turin Torino (e), m . / • Turquie, f. Turkey Turchia, f.
/ •• Turc (le), m. Turkish language Turco (il), m. A — Turpitude, f. Turpitude
Turpitudine, f. A = Tutelle, f. Guardianship Tutela, f. A • Tuteur, m. Guardian
Tutore, m. A •• Tuyau, m. Tube Tubo, m. T- Type Type Tipo, m. T = Tyran, m.
Tyrant Tiranno, m. T . Tyrans, pi. Tyrants Tiranni, pi. T .. Tyrannie, f.^
Tyranny Tirannia, l »» L — iTyrannìque, adj. m. TYR— UTI [Tyrannical 61 I
Tirannico, ag. m. U L = Un, m. L . Un, m. L •• Unanimité, f. ( — Un an, m. ( =
Une, f. ( . Une, f. ( •• Une autre fois, adv. H- Une fois, adv. -\ = Une
demi-heure, f. H • Une heure, f. H .. Une minute, f. 1 — Un, m. 1 = Une, f. I •
Uns (les), pi. m. 1 •• Une, f. o — Unes ( les ), pi. 0 = Union, f. o . Uni,
adj. m. o .. Unis, pi. 1 - Unie, adj. f. 1 = Unies, pi. -] . Uniforme, adj. m.
f. 1 .. Uniformes, pi. ) — Uniforme, m. ) = TJnif ormes, pi. ) . Uniformité, f.
) .. Uniment, adv. H Union, L + = Unique, adj. m. + . Unique, adj. f. + •*
Uniquement, adv. •«>. — Unité, f. •^ = Univers, m. ^ . Universel, adj. m.
•v. .. Universelle, adj. f. p - Université, f. p = Universités, pi. p . Un
petit peu, adv. ? .. Un peu tard, adv. V — Un quart d'heure, m V = Un siècle,
m. v . Urgent, adj. m. v .. Urgente, adj. f. 0 — Usage, m. 0 — Usages, pi. 0 .
Usité, adj. m. 0 .. Usités, pi. / - Usitée, adj. f. / = Usitées, pi. / . Usuel,
adj. m. / .. Usuelle, adj. f. A ~ Usurpateur, m. A = Usurpation, f. A •
Utilement, adv. A .. Utile, adj. m. A An Unanimety A year A An Once more Once
Half an hour An hour A minute One One Some One Some Union United United United
United Uniforme Uniforme Regimental Regimentals Uniformity Smoothly Union Only
Only Only Unity Universe Universal Universal University Universities Ever so
little Latish A quarter of an hour An age Urgent Urgent Custom (use) Customs
(uses) Used Used Used Used Usual Usual Usurper Usurpatioa Usefully Useful Uno,
m. Uno, m. Unanimità, f. Un anno, m. Una, f. Una, f. Un' altra volta, av. Una
volta, av. Una mezz'ora, f. Un' ora, f. Uà minuto, m. Uno, m. Una, f. Uni
(gli), pi. m. Una, f. Une (le), pi. Unione, f. Unito, ag. ni. Uniti, pi. Unita,
ag. f. Unite, pi. Uniforme, ag. f. Uniformi, pi. Uniforme, m. Uniformi, pi.
Uniformità, t Unitamente, av. Unione, f. Unico, ag. m. Unica, ag. f.
Unicamente, av. Unita, f. Universo, f. Universale, ag. m. Universale, ag. f.
Università, f. Università, pL Un tantino, av. Un poco tardi, av. Un quarto
d'ora, m. Un secolo, m. Urgente, ag. m. Urgente, ag. f. Uso, m. Usi, pi. in
uso, ag. m. In uso, pi. in uso, ag. f. In uso, pi. Usuale, ag. m. Usuale, ag.
f. Usurpatore, m. Usurpazione, f. Utilmente, av. Utile, ag. m. 64. L —[Utiles,
pb L = I Utilité, f. Ufi— VAP ] Useful Usefulness lutili, pi. [Utilità, f. L .
Vacances, f: pi. Holydays L •- Vacant, adj. m. Vacant ( - Vacante, adj. f.-
Vacant ( = Vacarme, m. Noise ( • Vache, f. Cow ( • • Vaches, pi: Cows H -
Vacherie, f. A cow-house H = Vacillant, adj. ni. Reeling H . Vacillante, adj.
f. Reeling H .- Vagabondage, m. Vagrancy 1 - V gabond, adj, m. Wandering \ =
Vagabonds, pi. Wandering 1 . Vagabonde, adj. f. Wandering i Vague, adj. m.
Vague o — Vague, f. Wave o = Vagues, pi. Waves 0 Vaillamment, adv. Valiantly 0
.. Vaillance, f. Bravery 1 - Taillant, adj. m. Valiant 1 = Vaillante, adj. L
Valiant 1, Vain, adj. m. Vain 1 Vaine, adj. f. Vain ) — Vain (en), adv. Vainly
Vainement, adv. Vainly ) . Vainqueur, m. Conqueror ) .. Vainqueurs, pi.
Conquerors -r — Vaisseau, m. Ship - = Vaisseau, pi. Ships + . Vaisselle, f.
Plate + .. ^aisselle d'argent, f. Silver plate -. — Valet de chambre, m. Valet
^ = Valeur, f. Valour \ Valeureusement, adv. Valiantly "-*. . . Valeureux,
adj. m. Valiant ? — Valeureuse, ad. f. Aaliant ? = Validement, adv. Validly ? .
Validité, f. Validity 9 • • Valise, f. Valise V - Vallée, f. Valley Vallées,
pi. Valleys v • Vallon, m. Little" valley V •• Vallons, pi. Little valley
0 — Valse, f. Waltz .0 == Vanille, f. Vanella 0 . Vanité, f. Vanity 0 ..
Vaniteux, adj. m. Childishly / ~ Vaniteuse, adj. m. Childishly / = Vanterie, f.
Boasting / • Va nteries, pi. Boasting / .. Vanteur, m. Boaster A — Vanteuse, f
Boaster A = Vapeur, f. Vapour A . Vapeurs, pi. Vapours A •• Variabilité, f. Variableness
Vacanze, f. pi. Vacante, ag. m* Vacante, ag. f. Chiasso, m. Vacca, f. Vacche,
pi. Stalla di vacche,, f. Vaccinante, ag. ni. Vaccinante, agi f. Vagabondila,
f. Vagabondo, ag. m. Vagabondi, pi. Vagabonda, ag. f. Vago, ag. m. Flutto, m.
Flutti, pi. Valorosamente, av, Prodezza, f. Valoroso, ag. ra. Valorosa, ag. f.
Vano, ag. m. Vana, ag. ì. In vano, av. Vanamente, av. Vincitore, m. Vincitori,
pi. Vascello, m. Vascelli, pi. Vasellame, m. Vasellame d'argento, m. Cameriere,
m. Valore, m. Valorosamente, av. Valoroso, ag. m. Valorosa, ag. f. Validamente,
av. Validità, f. Valigia, f. Valle, f. Valli, pi. Valletta, f. Vallette, pi.
Valzo, m. Vaniglia, f. Vanita, f. Vanitoso, ag. m. Vanitosa, ag. f.
Millanteria, f. Millanterie, pi. Millantatore, m. Millantatrice, f. Vapore, m.
Vapori, pi. Variabilità, f. VAR— VER L - Variable, adj. m. f. Variable L =
Variables, pL Variable L • Variant, adj. m* Variable L •• Variante, adj. i
Variable ( - Variation, f. Variation ( = Variations, pi. Variations ( •
Variété, f. Variety ( •• Varsovie (v.) Warsaw H- Vase, m. Vase H = Vases, pi.
Vases H Vasinghton (v.) Washington- H •• Vassal, m. Vassal 1 — Vassaux, pi.
Vassals 1 = Vaste, adj. m. Extensive 1 . Vaste, adj. f. Extensive 1 •• Vatican,
m. Vatican o — Vaudeville, m. Ballad o = Vautour, m. Vulture 0 . Veau, m. Calf
o .. Veau, m. Heifer 1 - Vegetable, adj. m. Vegetative 1 = Végétal, m.
Vegetable 1 . Végétation, f. Vegetation 1 .. Végétaux, m. pi. Vegetables ) —
Véhémence, f. Vehemence ) = Veille, f. Waking up ) . Veille, f. Eve ) . Veine,
f. Vein + — Veines, pi. Teins + = Velin, m. (riv.) Velin + . Velléité, f.
Velleity 4- .. Vélocifère, m. Light-coach » — Vélocité, f. Velocity
""»N = Velours, m. Velvet •^ Velouté, adj. m. Velvet "«>. ..
Vénal, adj. m. Venal P - Vénale, adj. f. Venal P = Vénalité, f. Venality P •
Vejndange, f. Vintage P •• Vendredi, m. Friday V — Vendredi saint, m.
Good-friday V = Vénérable, ad. m. Venerable v . Vénération, f. Veneration V ..
Vengeance, f. Revenge 0 — Venise, f. (v.) Venice 0 = Vent du nord, m.
North-wind 0 . Vente, f. Sale 0 .. Vent, m. Wind / - Vents, pi. Winds / =
Ventilation, f. Ventilation / . Ventre, m. Belly / .. Vêpres, f. pi. Vespers A
— Verbal, adj. m. Verbal A = Verbalement, adv. Verbally A • Verbe, m. Verb A ••
Verbes, pi. Verbs T - Verdure, f. Verdure T = Verdures, pi. Verdures T •
Vergettes, f. pi. Brush T •• Véridique, adj. m. Veridical 763 Volubile, ag. m.
f. Volubili, pi. Variabile, ag. m. Variabile, ag. f. Variazione, f. Variazioni,
pi. Varietà, f. Varsovia (c.) Vaso, m. Vasi, pi- Vasington (e.) Vasallo, m.
Vasalli, pi. Vasto, ag. m. Vasta, ag. f. Vaticano, m. Canzonetta, f. Avvoltojo,
m. Vitello, m. Vitella, f. Vegetabile, ag. m. Vegetale, m. Vegetazione, f. .
Vegetali, pi. m. Veemenza, f. Veglia, f. Vigilia, f. Vena, f. Vene, pi. Velino,
m. (fiume) Velleità, f. Velocifero, m. Velocita, f. Velluto, m. Vellutato, ag.
m. Venale, ag. m. Venale, ag. f. Venalità, f. Vindemmia, f. Venerdì, m. Venerdì
santo, m. Venerabile, ag. m. Venerazione, f. Vendetta, f. Venezia, f. ( e. )
Tramontana, f. Vendita, . Vento, m. Venti, pi. Ventilazione, f. Ventre, m.
Vespero, m. Verbale, ag. m, Verbalmente, av. Verbo, m. Verbi, pi. Verdura, f.
Verdure, pi. Spazzola, f. Veridico, ag. m . 764 VÈR— VID L - Vérification, f.
Verification Véritable, adj. m. True L Véritablement, adv. Truly L • • Vérité,
f. Truth ( — Vérités, pi. Truths ( = Vermicelle, m. Vermicelli Vermoulu, adj. m
Worm-eaten Vermoulus, pi. Worm-eaten H- Vermoulue, adj. f. Worm-eaten H =
Vermoulues, pi. Worm-eaten H - Vernis, m. Varnish H •• Vérole (petite), f.
Small-pox 1 - Verre, m. Glass 1 = Verres, pi. Glasses 1 • Verre à boire, m.
Drinking-glass 1 .. Verres, pi. Drinking-glasses o — Verrou, m. Bolt o = Ver,
m. Worm 0 . Vers, pi. Worms 0 .. Vers, adv. Towards 1 - Vers, m. Verse "ì
= Vers, pi. Verses 1 . Vers la maison, adv. Home ward 1 .. Vert, m. Green ) -
Vert, adj. m. Green ) = Verts, pi. Green ) . Verte, adj. f. Green ) .. Vertes,,
pi. Green + — Vertical, adj. m. Vertical + — Vertu, f. Virtue + . Vertus, pi.
Virtues + .. Vertueux, adj. m. Virtuous "^ — Vertueux, pi. Virtuous
"^ = Vertueuse, adj. f. Virtuous. ^» . Vertueuses, pi. Virtuous . ..
Verve, f. Poetical rapture p - Veste, L Waistcoat p = Vestige, m. Vestige p .
Vestiges, pi. Vestiges. p .. Vestibule, m. Entry V - Vêtement, m. Vestment V =
Vétusté, f. Ancientness V . Veuf, m. Widower V .. Veufs, pi. Widowers 0 —
Veuve, f . Widow 0 = Veuves, pi. Widows 0 . Veuvage, m. Widowhood 0 .. Viande,
f. Meat 1 ~ Vibration, . Vibration 1 = Vice, m. Vice / • Vices, pi. Vices / .-
Viceversa, adv. Vice versa A — Vicieux, adj". m. Vicious A = Vicieuse,
adj. f. Vicious A . Vicissitude, f. Change A .. Vicissitudes, pi. Changea T-
Victime, f. Victim T = Victimes, pi. Victims T • Victoire, f. Victory T ..
Vide, adj. m. Empty Verifica, f. Vero, ag. m. Veramente, av. Verità, f. Verità,
pi. Vermicelli, pi. m. Tarlato, ag. m. Tarlati, pi. Tarlata, ag. f. Tarlate,
pi. Vernice, f. Vajuolo, m. Vetro, m. Vetri, pi. Bicchiere, m. Bicchieri, pi.
Chiavistello, m. Verme, m. Vermi, pi. Verso, av. Verso, m. Versi, pi. Verso
casa, av. Verde, m. Verde, ag. m. Verdi, pi. Verde, ag. f. Verdi, pi.
Verticale, ag. m. Virtù, f. Virtù, pi. Virtuoso, ag. m. Virtuosi, pi. Virtuosa,
ag. £. Virtuose, pi. Estro poetico, ni. Veste, f. Vestigio, m. Vestigj, pi.
Atrio, m. Vestimento, m. Vetusta, f. Vedovo, m. Vedovi, pi. Vedova, f. Vedove,
pi. Vedovanza, f. Carne, f. Vibrazione, f. Vìzio, m. Vizj, pi. Viceversa, av.
Vizioso, ag. m. Viziosa, ag. L Vicenda, f. Vicende, pi. Vittima, f. Vittime,
pi. Vittoria, f. Voto, ag. m VID— VIS L - Vide, adj. f. Empty Vota, ag/f.- L =
Vides, prl. Empty Vote, pi. L • Vie,.f. Life Vita, f. L •• Vieillard, m. Old
man Vecchione, m. ( - Vieillards, pi. Old men Vecchioni, pi. ( = Vieille femme,
f. Old woman Vecchiona, f. ( • Vieilles femmes, pi. Old women Vecchione, pi. (
• Vieillesse, f. Old age Vecchiaja, f. H- Vieille, adj. f. Old Vecchia, ag. f.
H = Vieilles, pi. Old Vecchie, pi. H ■ Vienne, (v.) Vienna Vienna (v.) H -.
Vierge, f. Maiden Vergine, f. 1 - Vieux, adj. m. Old Vecchio, a g. m. 1 =
Vieux, pi. Old Vecchi, pi. 1 • Vif-argent, m. Quick silver Argento vivo, m. 1
•• Vif, adj, m. Quick Vivo, ag. m. o — Vifs, pi. Quick Vivi, pi. o = Vigilance,
f. Vigilancy Vigilanza, f. 0 . Vigilant, adj. m. Vigilant Vigilante, ag. m. o
.. Vigilante, adj. f. Vigilant Vigilante, ag. f. 1 - Vigne, f. Vine-yard Vigna,
f. 1 = Vignes, pi. Vine-yards Vigne, pi. 1 . Vigne (cep), f. Vine Vite, f.
(ceppo) 1 .. Vignes, pi. Vines Viti, pi. ) - Vignoble, m. Vineyard-lot Vigneto,
m. ) = Vigoureusement, adv. Vigorously Vigorosamente, av ) . Vigoureux, adj.
Vigorous Vigoroso, ag. io. ) .. Vigoureuse, adj. f. Vigorous Vigorosa, ag. f. +
— Vil, adj. m. Vile Vile, ag. m. + => Vile, adj. f. Vile Vile, ag. f. -4- .
Vilain, adj. m. Ugly Brutto, ag. m. + •• Vilaine, adj. f. Ugly Brutta, ag. f.
-»» — Vigueur, f. Vigour Vigore, m. ->. = Villageoise, f. Country-girl
Contadinella, f. ^. Village, m. Village Villaggio, m. v« .. Villages, pi.
Villages Villagi, pi. P - Ville, f. Town Citta, f. P = Villes, pi. Towns Citta,
pi. P • Vin, m. Wine Vino, m. P -. Vins, pi. Wine Vini, pi- V — Vin de Porto,
m. Port-wine Vino di Porto, m . V = Vinaigre, m. Vinagar Aceto, m. v .
Violemment, adv. Violently Violentemente, av. v .. Violence, t, Violence
Violenza, f. 0 — Violent, adj. m. Violent Violento, ag. m. 0 = Violente, ag. f.
Violent Violenta, adj. t 0 . Violette, f. Violet Viola, f. 0 .. Violettes, pi.
Violets Viole, pi. 1 - Violon, m. Fiddle Violino, m. / = Violons, pi. Fiddles
Violini, pi. / . Virginité, f,. Virginity. Verginità, f. / .. Virginal, adj. m.
Virginal Virgineo, ag. m. A - Virgule, f. Comma Virgola, f. A = Virile, adj. f.
Male Virile, ag. f. A • Viriles, pi. Male Virili, pi. A -. Virilement, adv.
Manly Virilmente, av. T- Virilité, f. Virility Virilità, f. T = Visage, m. Face
Viso, m. T • Visible, adj. m. f. Visible Visibile, ag. m. f. T .- Visiblement,
adv. Visibly Visibilmente, av. 765 766 VIS— VOL L - Visite, f. Visit Visita, f.
L = Visites, pi. Visits Visite, pi. L • Visiteur, m. Visiter Visitatore, m. L
•• Vis, f. Vice Vite, f. ( - Vis, pi. Vices Viti, pi. ( = Vite, adv. Quick
Presto, av. ( • Vitesse, f. (promptitude) Quickless Prestezza (prontezza), f. (
•• Vitre, m. Pane of glass Vetro, m. H- Vitres, pi. Panes of glass Vetri, pi. H
= Vitrier, m. Glazier Vetrajo, m. H . Vitriers, pi. Glaziers Vetraj, pi. H .-
Vivacité, f. Vivacity- Vivacità, f. 1 — Vive ! vivai) ! exclam. Huzza ! Viva !
esclam. 1 = Vive, adj. f. Quick Viva, ag. f. 1 • Vives, pi. Quick Vive, pi. 1
•• Vivement, adv. Briskly Vivamente, av. o — Vocabulaire, m. Vocabulary
Vocabolario, m. o = Vocabulaires, pi. Vocabularies Vocabolari, pi. 0 . Vocale,
f. Oral Vocale, f. o .. Vocales, pi. Oral Vocali, pi. 1 - Vocal, adj. m. Vocal
Vocale, ag. m. 1 = Vocale, adj. f. Vocal Vocale, ag. f. 1 . Vocation, f.
Vocation Vocazione, f. 1 .. Vœu, m. Vow Voto, m. ) - Vœux, pi. Vows Voti, pi. )
= Voici, adv. Here is Ecco, av. ) . Voie, f. Way Via, f. ) .. Voies, pi. Ways
Vie, pi. -f — Voile (de navire), f. Sail Vela (di nave), f. + = Voiles, pi.
Sails Vele, pi. + . Voisinage, m. Vicinity Vicinanza, f. + .. Voisin, m.
Neighbour Vicino, m. ""»*. — Voisins, pi. Neighbours Vicini, pi. •*^
= Voisine, f. Neighbouring Vicina, f. -«^ . Voisines, pi. Neighbouring Vicine,
pi. "-* . . Voiture, f. Coach Vettura, f. p - Voilures, pi. Coaches
Vetture, pi. p = Vol, m. Robbery Furto, m. p . Voix, f. Voice Voce, f. p ..
Voix, pi. Voices Voci, pi. V — Voix, f. (vote, m.) Vote Suffragio (voto), m. V
= Voix, pi. (votes, pi.) Votes Suffraggi (voti), pi. v . Volaille, f. Poultry
Pollame, m. v .. Volant, adj. m. Flying Volante, ag. m. 0 — Volant, m.
Shuttlecock Volante, m. 0 = Volcan, m. Volcano Volcano, m. 0 . Volcans, pi.
Volcanos Volcani, pi. 0 .. Volcanique, adj. m. Volcanic Volcanico, ag. m / -
Volcanique, adj. f. Volcanic Vulcanica, ag. f. / = Voleur, m. Thief Ladro, m. /
. Voleurs, pi. Thieves Ladri, pi. / .. Volonté, f. Will Volontà, f. A —
Volontés, pi. Wills Volontà, pi. A = Volontaire, adj. m. Voluntary Volontario,
ag. m. A • Volontaires, pi. Voluntaries Volontarj, pi. A •• Volontairement,
adv. Voluntarly Volontariamente, av. T — Volontiers, adv. Willingly Volentieri,
av. T = Volubilité, f. Volubility Volubilità, f. T . Volume, m. Volume Volume,
m. T •- Volumes, pi. I Volumes Volumi, pi. Volupté, f. Voracité, f. Vos, pron.
pos. m. pi. Vos, pron. pos- f. pi. Vote, m. Votes, pi. Votre altesse royale, f.
Votre très-humble et très- obéissant serviteur Votre, pr. pos. m. Votre, pr.
pos. f. s. Vôtre (la), pr. pos. rei. Vôtres (les), pi. Vôtres (les) Votre
beau-frère, m. Votre belle-sœur, f. Votre bru, f. Votre cousin, m. Votre
cousine, f. Votre femme, f. Votre lils, 4D. Votre fille, f. Votre frère, m.
Votre gendre, m. Votre grand-père, m. Votre grand'mère, f. Votre mari, m. Votre
mère, f. Votre neveu, m. Votre nièce, f. Votre oncle, m. Votre père, m. Votre
sœur, f. Votre tante, f. Votre majesté, f. Votre sainteté, f. Votre altesse, f.
Votre excellence, £. Vouloir, m. Voulu (mal), adj. m. Voulu (bien), adj. m.
Vous, pron. Vous, pron. dat. Vous, ace pi. Vous en, pron. dat. ace Vous,
vous-même, sing. Vous, vous-mêmes, pi. Voûte, f. Voyage, m. Voyage (long), m.
Voyages, pi. Voyageur, m. Voyageurs, pi. Voyageuse, f . Voyelle, i. Voyelles,
pi. Vrai (au), adv. Vrai, adj. m Vrais, pi. Vraie, adj. f. VOR— VRA Pleasure
Greediness * Your Your Vote Votes Your royal highness Your very humble and
devoted servant Your Your Yours Yours Yours Your brother in law Your sister in
law Your daughter in law Your cousin Your cousin Your wife Your son Your
daughter Your brother Your son in law Your grand father Your grand mother Your
husband Your mother Your nephew Your niece Your uncle Your father Your sister
Your aunt Your majesty Your holiness Your highness Your excellency Will Hated
Lo\ed You You You You Yourself Yourselves Vault Journey Voyage Travels
Travellor Travel lprs Travellor Vowel Vowe Truly True True iTrue 767 Voluttà,
f. Voracità, f. I vostri, pr. pos. m. pi. Le vostre, pr. pos. f. pi. Voto,
suffragio, m. Voti, suff raggi, pi. Vostra altezza reale, f . Vostro umilissimo
e de- votissimo servo II vostro, pr. pos. m. La vostra, pr. poss. f. La vostra,
pr. poss. Le vostre, pi. I vostri, pi. Vostro cognato, m. Vostra cognata, f.
Vostra nuora, f. Vostro cugino, m. Vostra cugina, f. Vostra moglie, f. Vostro
tiglio, m. Vostra figlia, f. Vostro fratello, m. Vostro genero, m. Vostro
nonno, m. Vostra nonna, f. Vostro marito, m. Vostra madre, f. Vostro nipote, m.
Vostra nipote, f. Vostro zio, m. Vostro padre, m. Vostra sorella, f. Vostra
zia, f. Vostra maestà, f. Vostra santità, f . Vostra altezza, f. Vostra
eccellenza, f. Volere, m. Voluto male, m. Voluto bene, m. Voi, pron. Vi, ve,
pr. dat. Vi, ve, acc. pi. Ve ne, pron. dat. acc. Voi stesso, stessa, sing- Voi
stessi, stesse, pi. Volta, f. Viaggio, m. Viaggio, m. Viaggi, pi. Viaggiatore,
m. Viaggiatori, pi. Viaggiatrice, f. Vocale, f. Vocali, pi. in vero, av. Vero,
ag. m. Veri, pi. Vera, ag. f. 768 L - L = L • L .. K - ( = ( • ( •• Vraies, pi.
Vraiment, adv. Vue, f. Vues, pi. Vulgaire, adj. m. Vulgaires, pi. Vulgaire,
adj. f. Vulgairement, adv. VRA— ZON True Truly Sight Sights Vulgar Vulgar
Vulgar Vulgarly Vere, pi. Davvero, av. Vista, f. Viste, pi. Volgare, ag. m.
Volgari, pi. Volgare, ag. f. Volgarmente, av. ^ - Y, adv. et pr. Y a-t-il
long-temps, adv. Y, pron. rei. Yeux, m. pi. Zèle, m. Zélé, adj. m. Zéphir, m. .
Zéphirs, pi. Zéro (néant), m. Zizanie, f. Zodiaque, m. Zone, f. There Ci, av. e
pron. How long-since Quanto tempo fa, av To it (to them) Vi, pr. rei. Eyes
Occhi, m. pi. z Zeal Zelo, m. Zealous Zelante, ag. m. Zephir Zeffiro, m Zephirs
Zenìri, pi. Cypher (nought) Zero (nulla), m. Discord Zizania, f. Zodiac Zodiaco,
ni. Zone Zona, f. L - L = L • L^ ) - )I= ) • ) •• H = An An Abacus Abandonment
Abasement Abatement Abbev Abbot Abbreviation Abbreviation Abdication Abborrence
Abiting (dwelling) Ability Abject Abjection Ablative Ableness (capability) Able
(skilful) Alile Abnegation Abode Abolisbment Abominable Abominables Abomination
About About (round about) About About Above Above all Abreast Abroad Abrupt
Absence Absent Absent Absolute Absolute Absolutely Absolution — j Abstinence =
Absurd .Absurd Uno, art. m. Una, art. f. Uno, art. m. Una, art. i". Abaco,
m. Abbandono, m. Abbassamento, m. Abbatimento, m. Badia, f. Abate, m.
Abbreviazione, f. Abbreviatura, f. Abdicazione, L Abbonamento, m. Abitazione,
f. Abilita, f. Vile, ag. m. Villa, f. Ablativo, m. Vigore, m. Abile, ag. m.
Capace, ag. m. Rinunzia, f. Residenza, L Abolizione, f. Abbominevole, ag. m. f.
Abbominevoli, pi. Abbominio, m. [av. Dintorno (circonvicino), Luogbi
circonvicini, pi. Attorno, av. Dintorni, av. Su, av. Sopratutto, av. Di fronte,
av. Fuori, av. Subitaneo, ag. m- Assenza, f. Assente, ag. m. Assente, ag. f.
Assoluto, ag. m. Assoluta, ag. f. Assolutamente, av. Assoluzione, f. Astinenza,
f. Assurdo, ag. m. Assurda, ag. f. Un, une, m. Une, art./. Un, art. m. Une,
art. f. Abaque, m. Abandon, m. Abaissement, nt Abattement, m. Abbaye, f. Abbé,
m. Abréviation, L Marque d'abréviation, f. Abdication, f. Horreur, f. Demeure,
f. Habileté, f. Méprisable, adj. 'm. Lâcheté, f. Ablatif, m. Pouvoir, m.
Habile, adj. m. Capable, adj. m. Abnégation, f. Résidence, f. Abolition, f.
Abominable, adj. m. f. Abominables, pi. Abomination, f. Alentour, adv.
Alentours, pL m. Autour, adv. Dans les environs, adv. En haut, adv. Surtout,
adv. De front, adv. Au dehors, adv. Brusque, adj. m. Absence, f. Absent, adj.
m. Absente, adj. f. Absolu, adj. m. Absolue, adj. f. Absolument, adv.
Absolution, f. Abstinence, f. Absurde, adj. m. Absurde, adj. 65 770 ABS— ADM L
— Absurd Assurde, pi. L = Abundance Abbondanza, f. L • Abundant Abbondante, ag.
m. L • Abundant Abbondante, ag. f. ( - Abuse Abuso, m. ( = Abuses Abusi, pi.
[sa), m. ( • Larder Guarda vivande (dispen- - Abyss Abisso, m. H - Academy
Accademia, f. 4 = Academies Accademie, pi. ^ • Academical Accademico, m. H ..
Accent Accento, m. 1 - Accents Accenti, pi. 1 = Accept my humble res- Ricevete
l'attestato del pect mio umile rispetto 1 . Acceptance Accettazione, f. 1
Access Ingresso, m. o — Accident Accidente, m. o = Accidents Accidenti, pi. o .
Acclamation Acclamazione, f. o .. Accommodation Assettamento, m. 1 -
Accompaniment Accompagnamento, m. 1 = Accomplice Complice, ag. m. "1 •
Agreement Accordo, m. 1 •• According to Secondo, av. ) - Account Acconto, m. )
= Accurate Esatto, ag. m. ) • Accurate Esatta, ag. f. ) •• Accurately
Esattamente, av. H Accusation Accusazione, f. + = Accusative Accusativo, m. + .
A citizen's guardian ship Guardia civica, f. + .. Acquisition Acquisto, m.
>»*. — Acres Jugeri, m. pi. ^s. = Action Atteggiamento, m. •»«, . Actions
Atteggiamenti, pi. — . . Act Atto, m. p - Actionary (share holder) Azionario,
m. p = Actionaries Azionar j, pi. p . Active Attivo, ag. m. p .. Active Attivi,
pi. V - Active Attiva, ag. f. V = Active Attive, pi. V . Actively Attivamente,
av. v .. Actor Attore, m. 0 — Actors Attori, pi. 0 = Actress Attrice, f. X) .
Actresses Attrici, pi. 0 .. Addice Mannaja, f. J — Addition Addizione, f. «* =
Afflicting Affiggente, ag. m. Affligeant, adj. m. **>. Afflicting
Affiggenti, ag. f. Affligeante, adj. f. "^ . . Affluence Soprabbondanza,
f. Affluence, f. p - Affront Sfregio, m. Affront, m. ? = Affronts Sfregi, pi.
Affronts, pi. p . A forest ranger Guarda bosehi, m. Garde-bois, m. p .. Africa
Africa, f. Afrique, f. V - African Africano, m. Africain, m. V = Africans
Africani, pi. Africains, pi. V . African-woman Africana, f. Africaine, f. v ..
African-women Africane, pL Africaines, pi. 0 — After Poi, av. Après, adv. 0 =
After Dopo, av. Après, adv. 0 . After Quindi, av. Après, adv. 0 .. After all In
fin dei conti, av. Au bout du compte, adv / - After dinner Dopo pranzo, av.
Après-diner, adv. / = After noon Dopo mezzo giorno, av. Après-midi, f. / •
After supper Dopo cena, a\ . Après-souper, adv. / •• After-to-morrow Posdomani,
av. Après-demain, adv. A - After the French fashion A la francese, av. A la
française, adv. A = Again Di nuovo, av. De nouveau, adv. A . Against Contro,
av. Contre, adv. A •• Against one's will Contro a suo grado, av. Contre son
gré, adv. T - Age Secolo, m. Siècle, m. T = Ages Secoli, pi. Siècles, pi. T •
Age Età, f. Age, m. T •• Agency Azienda, f. Agence, f. AGE— AME L — Agent
Agente, m. Agent, m. L = Aggression Assalto, m. Agression, f. L • Aggressor
Assalitore, m. Agresseur, m. L. .. Aggrievance AXflizzione, f. Affliction, f. (
- Agitation Agitazione, f. Agitation, f. ( = Agreeable Piacevole, ag. m. f.
Agréable, adj. m. f. ( • Agreeable Piacevoli, pi. Agréables» pi. ( •• Agreeably
Piacevolmente, av. Agréablement, adv. H- Agriculture Agricoltura, f.
Agriculture, f. H = Agreement Accordo, m. Accord, m. H • agreements Accordi,
pi. Accords, pi. H - Ague Febbre, f. Fièvre intermittente, . 1 — Aguish
Febbricitante, ag. m. Fébricitant, adj. m. 1 = Aid Ajuto, m. Aide 1 Aid of camp
Ajutante di campo, m. Aide-de-camp, m. 1 •• AS Male, m. Mal, m. o — Aim Meta,
f. But, m. o = Air Aria, f. Air, m. 0 . Alack!, int. Ohimè ! Hélas ! ini. 0 ..
Alacrity Allegrezza, f. Allégresse, f. 1 - Alarm Allarme, m. Alarme 1 = Alas
Ohimè ! interj. Héias ! inter. 1 • Alas Oimè! interj. Hélas, inter. Alexandria
Alessandria (e. d'Eg.) Alexandrie (ville) ) — Algebra Algebra, f. Algèbre, f. )
= Aliment Alimento, m. Aliment, m. All Tutto, ag. m. Tout, adj. m. All Tutti,
pi. Tous, pi. + — All Tutta, ag. f. Toute, adj. f. + = All Tutte, pi. Toutes,
adj. f. pi. + . Allegation Allegazione, f. Allégation, f. + .. Allegorie
Allegoria, f. Allégorie, f . •x^. — Alley Andito, m. Allée, f. *•*. =
Alleviating Alleviamento, m. Soulagement, m. -^ . Alliance Alleanza, f.
Alliance, f. ^ All that Tuttoció che, av. Tout ce que, adv. p — Allusion
Allusione, f. Allusion, f. p = Almanack Almanacco, m. Almanach, m. p . Hospital
Ospedale, m. Hôpital, m. p .. Almond Amandorle, f. pL Amandes, f. pi. V —
Almost Quasi, av. Presque, adv. V = Alone Solo, av. Seulement, adv. (seul) V •
Along Lungo, av. Le long, adv. V •• Already Già, av. Déjà, adv. 0 — Also Anche
(pure), av. Aussi, adv. 0 = Altar Altare, m. Autel, m. 0 . Altars Altari, pi.
Autels, pi. 0 .. Alteration Cambiamento, m. Altération, f. / - Alternation
Vicenda, f. Alternation, f. / = Alternative Alternativo, ag. m. Alternative,
adj. f. / • Alternative Alternativa, ag. f. Alternative, adj. f. / Although
Quand'anche, av. Quand même, adv. A — Altogether- Tutto insieme, av. Tout
ensemble, adv. A = Always Sempre, av. Toujours, adv. A • Amaranth Amaranto, m.
Amaranthe, m. A .- Amability Amabilità, f. Amabilité, f. T — Ambassador
Ambasciatore, m. Ambassadeur, m. T = Ambassadres Ambasciatrice, f.
Ambassadrice, f. T • Amenity Amenità, f. Aménité, f. T •• America 1 America, f.
Amérique, f. AME— ANO = An hour Un' ora, f. Une heure, f. v^ . Analysis
Analisi, m. Analyse, m. ^ . . Anchor Ancora, Ï. Ancre, f. p - Anchors Ancore,
pi. Ancres, pi. ? = Anchovy Acciuga, f. Anchois, m. p . Anchovies Acciughe, pi.
Anchois, pi. p .. Ancient Antico, m. Ancien, m. V — Ancients Antichi, pi.
Anciens (les), pi. V = And E (ed), conj. Et, conj. V • Hand irons Alari, pi. m.
Chenets, m. pi. V •• Anecdote Aneddoto, m. Anecdote, L 0 — Angeli Angelo, m.
Ange, m. 0 = Angels Angeli, pi. Anges, pi. 0 . Anger Sdegno, m. Colère, f. 0 ..
Anger Collera, f. Colère, f. / ~ Angle Angolo, m. Angle, m. / = Animal Animale,
m. Animal, m. / • Animals [ship Animali, pi. Animaux, pi. / •• A nobleman's
guardian- Guardia nobile, f. Garde-noble, f. A - Animosity Animosità, f.
Animosité, f. A = Annals Annali, m. pi. Annales, f. pi. A . Anniversary
Anniversario, m. Anniversaire, m. A •• Annotation Annotazione, f. Annotation,
f. T - Annual Annuale, ag. m. Annuel, adj. m. T = Anon . Adesso, av. A présent,
adv. T • Anon (everand) Ad ogni momento, av. A tout moment, adv T •• Anonymous
Anonimo, ag. m. Anonyme, adj. m. 65.. ANO— ARC L - Another Un altro, ag. m. Autre,
adj. m. Answer Risposta, f. Réponse, f. L • Answerable Responsabile, ag. m.
Responsable, adj. m. ! .. Antagonist Antagonista, m. Antagoniste, m. ( -
Antarctic Antartico, ag. m. Antarctique, adj. m. ( = Antecedent Antecedente,
ag. m. Antécédent, adj m. ( • Antecedent Antecedenti, pi. Antécédents, pi. ( •■
Antecedently Antecedentemente, av. Antécédemment, adv. H - Antichamber
Anticamera, f. Antichambre, f. -i = Anterior Anteriore, ag. m. Antérieur, adj.
m. H • Anteriority Anteriorità, f. Antériorité, f. H •• Antic Anticaglia, f.
Antiquaille, f. I - Anticipation Anticipazione, f. Anticipation, f. 1 =
Antipathy Antipatia, f. Antipathie, f. 1 • Antipodes Antipodi, m. pi.
Antipodes, pi. m. 1 •• Antiquary Antiquario, m. Antiquaire, m. o — An ique
Antico, ag. m. Antique, adj. m. o = Antique Antichi, pi. Antiques, adj. pi. 0 .
Antique Antica, ag. f. Antique, adj. f. o .. Antique Antiche, pi. Antiques, pî.
1 - Antiquity Antichità, f. Antiquité, f. 1 = Antiquities. Antichità, pi.
Antiquités, pi. 1 . Anvil Incudine, f. Enclume, f. 1 •• Any Qualche, av. pron.
Quelque, adv. pr. ) - Any Qualcuno, av. pron. Quelqu'un, adv. pr. ) = Any
Alcuno, av. Aucun, adv. ) Any Alcuna, av. Aucune, adv. ) •• Any where Ovunque,
av. N'importe où, adv. -f — Any thing Che che sia, av. N'importe quoi, adv. + =
Any more Di più, av. De plus, adv. + . Any farther Più oltre, av. Plus loin,
adv. + .. Apart Da parte, av. A part, adv. \ — Apartment Appartamento, m.
Appartement, m. *"»« = Apartments Appartamenti, pi. Appartements, pi. ^
Apology Apologia, f. Apologie, f. •x. . . Apostle Apostolo, m. Apôtre, m. ? -
Apostles Apostoli, pi. Apôtres, pi. p — Apoth ecary Speziale, m. Apothicaire,
m. ? . A power of attorney Procura, f. Procuration, f. ? • • Appeareance
Apparenza, f. Apparence, f. V — Appeareances Apparenze, pi. Apparences, pi. V =
Appetite Appetito, m. Appétit, m. V - Apple of the eye Pupilla dell1 occhio
Prunelle de l'œil, f. V •• Apple Mela, f. Pomme, f. 0 — Apples Mele, pi.
Pommes, pî. 0 = Application Applicazione, f. Application, f. 0 . Approbation
Approvazione, f. Approbation, t. 0 .. April Aprile, m. Avril, m. 1 - Apron
Grembiale, m. Tablier, m. / = A quarter of an hour Un quarto d'ora, m. Un quart
d'heure, m / Arabie Arabia, f. Arabie, f. 1 Arabian Arabo, m. Arabe, m. A -
Arabians Arabi, pi. Arabes, pi. A = Arbitrarily Arbitrariamente, av.
Arbitrairement, adv. A • Arbitrary Arbitrario, ag. m. Arbitraire, adj. m. A ••
Arch Arco, m. Arc, m. T - Archduke Arciduca, m. Archiduc, m. T = Architect
Architetto, m. Architecte, m. T I Architecture Architettura, f. Architecture,
f. T .- Arctic pole Polo artico, m. Pôle arctique, m. ARG— ASM 775 L —j Argil
(clay) Argilla, f. Argile, f. L = Argument Argomento, m. Argument, m. L •
Arguments Argomenti, pi Arguments, pi. L •• Aridity Aridità, f. Aridité, f. ( -
Aristocracy Aristocrazia, f. Aristocratie, f. ( = Aristocratical Aristocratico,
ag. m. Aristocratique, adj. m. ( • Aristocratical Aristocratici, pi
Aristocratiques, pi. ( •• Aristocratical Aristocratica, ag. f. Aristocratique,
adj. f. H - Aristocratical Aristocratiche, pi. Aristocratiques, pi. ^ =
Arithmetic Aritmetica, f. Arithmétique, f. H • Arietta Arietta, f. Ariette, f.
-J .. Arm Braccio, m. Bras, m. 1 - Arms Braccia, pi. Bras, pi. 1 = Arm Arma, f.
Arme, f. 1 . Arms Armi, pi. Armes, pi. I .. Arm-chair Sedia d'appoggio, f.
Fauteuil, m. o — Armament Armamento, m. Armement, m. o = Armaments Armamenti,
pi. Armements, pi. o . Army Armata, f. Armée, f. o .. Armies Armate, pi.
Armées, pi. 1 - Around Intorno, av. Autour, adv. 1 = Arrival Arrivo, m. Arrivée,
f. Arrogance Arroganza, f. Arrogance, f. Arsenal Arsenale, m. Arsenal, m. ) —
Art Arte, f. Art, m. ) = Arts Arti, pi. Arts, pi. Artery Arteria, f. Artère, f.
Article' Articolo, m. Article, m. -f — Articles Articoli, pi. Articles, pi. + =
Artifice Artifizio, m. Artifice, m. + . Artificial Artifiziale, ag. m.
Artificiel, adj. m. + .. Artificial Artitìziali, pi. Artificiels, pi. -«s
Artificial Artifiziale, ag. f. Artificielle, adj. f. *-*. = Artificial
Artifiziali, pi. Artificielles, pi. "^s. . Artillery Artiglieria, f.
Artillerie, f. *»» . . Artist Artista, m. Artiste, m. P - Artists Artisti, pi.
Artistes, pL P = As Come, av. Comme, adv. P • As hi g as Tanto grande"
come, av. Aussi grand que, adv. ? •• Ascension Ascensione, f„ Ascension, f. V -
Ascent Salita, f. Montée, f. V = As far as I hear A quello che sento, av. A ce
que j'apprends, adv v . As for me Per me, av. Pour moi (quant à moi), v .. As
for example Per esempio, av. Par exemple, adv. [adv. 0 — As to Quanto a, av.
Quant à, adv. 0 — As to me Quanto a me, av. Quant à moi, adv. 0 * As good as
Cosi buono come, av. Aussi bon que, adv. 0 .. Ashamed Vergognoso, ag. m.
Honteux, adj. m. 1 - Ashamed Vergognosa, ag. f.. Honteuse, adj. f. 1 = Ashes
Cenere, f. Cendre, f. 1 . Ashore Al lido, m. A terre, f. / Asia Asia, f. Asie,
f. A - Asiatic Asiatico, ag. m. Asiatique, m. A = Asiatics Asiatici, pi.
Asiatiques, pi. A . Aside Da parte, av. A part, adv. A •• As it were Per cosi
dire, av. Pour ainsi dire, adv. T — Aslant Obliquamente, adv. Obliquement, adv.
T = As like Siccome, av. Comme, adv. T • As long as Tantoché, av. Tant que,
adv. T • j As many as there are Per quanti siano, av.. Quels qu'ils soient, adv
776 ASM—ATT L - As much again Il doppio, av. Une fois autant, adv. L = Aspect
Aspetto, m. Aspect, m. L • As rich as Così ricco come, av. Aussi riche que,
adv. L •• Assembly Adunanza, f. Assemblée, f . ( - Assemblies Adunanze, pi.
Assemblées, pi. ( = Ass Asino, m. Ane, m. ( • Asses Asini, pi. Anes, pi. ( ••
Ass (she) Asina, f. Anesse, f. H - Assassin Assassino, m. Assassin, m. H =
Assassins Assassini, pi. Assassins, pi. H • Assassination Assasinio, m.
Assassinat, m. H -• Assault Assalto, m. Assaut, m. 1 — Assaults Assalti, pi.
Assauts, pi. 1 = Assemblage Raccolta, f. Assemblage, m, Assembly Adunanza, f.
Assemblée, f. Assemblies Adunanze, pi. Assemblées, pi. o — Assent Consenso, m.
Assentiment, m. o = Assertion Asserzione, f. Assertion, f. Assiduity Assiduita,
f. Assiduité, f. Assiduous Assiduo, ag. m. Assidu, adj. m. 1 — Assiduous
Assidua, ag. f. Assidue, adj. f. 1 = Assimilation Paragone, m. Comparaison, f.
Assistance Assistenza, f. Assistance, f. Associate Associato, ag. m. Associé,
adj. m. ) — Associate Associati, pi. Associés, pi. ) = Associate Associata, ag.
f. Associée, adj. f. Assumption Assunzione, L Assomption, f. Assurance
Arditezza, f. Hardiesse, f. + — Assuredly Sicuramente, av. Assurément, adv. + =
As sure as I am alive Cosi vero come io vivo,av. Aussi vrai que je vis, adv. +
. Astonishement Stupore, m. Étonnement, m. + .. Astrological Astrologico, ag.
m. Astrologique, adj. m. "-v. Astrology Astrologia, f. Astrologie, f. ^ =
Astronomical Astronomico, ag. va. Astronomique, adj. m. \ . Astronomy
Astronomia, f. Astronomie, f. -X . . As well as Tanto bene come, av. Aussi bien
que, adv. f — As well as well can be Benissimo, av. Très-bien, adv. ? = Asylum
Asilo, m. Asile, m. [1. ? . As you ought Come dovete fare, 1. Comme vous devez
faire, ? • • As vou pleases Come vi pare, av. Comme il vous plaira, v - At! A,
prep. A, prép. [adv. V = At an ordinarv A tavola rotonda, av. A table
d"hote, adv. V . At latest Al più tardi, av. Au plus tard, adv. v .. At
least Al meno, av. Au moins, adv. 0 — At long run A lungo andare A la longue,
adv. o = Atmosphere Atmosfera, f. Atmosphère, f. 1>dv. 0 . At most Ai più
(tutto al più), av. Au plus ( tout au plus), 0 .. At random All' azzardo, av.
Au hasard, adv. / - Atrocity Atrocità, f. Atrocité, f. / = At once In una
volta, av. En une fois, adv. / . Athens Atene (e.) Athènes (v.) / .. Atlantic
Atlantico, ag. m. Atlantique, adj. m. A — At the end In capo, av. Au bout, adv.
A = Attempt Tentativa, f. Atteinte, f- A . Attention Attenzione, f. Attention,
f. A •• Attitude Attitudine, f. Attitude, f. T- Attorney Procuratore, m. Fondé
de pouvoir,m. T = Attract iva Attrattivo, ag. m. Attractif, adj. m. T Attrihute
Attributo, m. Attribut, m. T •• Attributes Attributi, pi. Attributs, pi. L -
Attribution L = Attributions Audience Augmentation ( — Augmentative ( =
Augmentative August Aunt H - Aurora H = Auspicious -\ . Austere -1 •• Austere 1
- Austri 1 = Austrian 1 • Austrian 1 •• Austrians o — Austrian people o =
Authentic 0 . Author 0 .. Authors 1 - Authority 1 = Autumn 1 . Avarice "1
.. Averse ) - Averse ) = A while ) . Aw ) .. Axe 4- - A year + = A year ago
ATT— BAL Attribuzione, f. Attribuzioni, pi. Udienza Aumento, m. Aumentativo, m.
Aumentativi, pi. Agosto, m. Zia, f. Aurora, f. Favorevole, ag. m. Auslero, ag.
m. Austera, ag. f. Austria, f. Austriaco, m. Tedesco, m. Austriaci, pi.
Tedeschi, pi. Autentico, adj. m. Autore, m. Autori, pi. Autorità, f. Autunno,
m. Avarizia, f. Antipatico, ag. m. Antipatica, ag. f. Durante alcun tempo, av
Timore, m. Accetta, f. Un anno, m. Un anno fa, av. 777 Attribution, f.
Attributions, pi. Audience, f. Augmentation, f. Augmentatif, adj. m.
Augmentatifs, pi. Août, m. Tante, f. Aurore, f. Favorable, adj. m. Austère,
adj. m. Austère, adj. f. Autriche, f. Autrichien, m. Autrichien, m.
Autrichiens, pi. Autrichiens, pi. Authentique, adj. m. Auteur, m. Auteurs, pi.
Autorité, f. Automne, m. Avarice, f. cupidité, f. Antipathique, adj. m.
Antipathique, adj. f. [ad. Pendant quelque temps, Crainte respectueuse, f.
Hache, f. Un an, m. et art. Il y a un an, adv. B + . Babe Bambino, m. Petit
enfant (bambin), m + .. Babes Bambini, pi. Petits enfants (bambins) ^» —
Bachelor Baccelli ero, m. Bachelier, m. [pi "^ = Back Dosso, m. Dos, m. *^
. Backwards Indietro, av. En arrière,"adv. *v. . . Bad Cattivo, ag. m.
Mauvais, adj. m. p - Bad Cattivi, pi. Mauvais, adj. pi. p = Bad Cattivo, ag.
ni. Méchant, adj. m. p . Bad Cattiva, f. Méchante, f. 0 Bad Cattiva, adj. f.
Mauvaise, adj. f. v — Bad Cattive, pi. Mauvaises, pi. V = Badly Male, av. Mal,
adv. V • Bag Sacco, m. Sac, m. V •• Bags Sacchi, pi. Sacs, pi. 0 — Bagatelle
Bagatella, f. Bagatelle, f. 0 = Baggage Bagaglio, m. Bagage, m. 0 . Bail
Sicurtà, f. Caution, f. 0 .. Bait Esca, f. Appât, m. / - Baker Fornajo, m.
Boulanger, m. / = Bakers Fornaj, pi. Boulangers, pi. / • Bald Calvo, ag. m.
Chauve, a g. m. / •• Ball Ballo, m. Bal, m. A — Balls Balli, pi. Bals, pi. A =
Ball Balla, f. Balle, f. A • Ballance Bilancia, f Balance, f. A •• Ballet
Balletto, m. Ballet, m. 778 BAL— BEF 1 —.Balloon Pallone, m. Ballon, m. L =
Ballot Voto, m. Bulletin, m. L • Balm Balzamo, m. Baume, m. L •• Bank Banca, f.
Banque, f. ( - Banker Banchiere, m. Banquier, m. ( = Bankers Banchieri, pi.
Banquiers, pi. ( • Bank Secca, f. Bord, m. ( •• Banks Secche, pi. Bords, pi. H-
Banquet Banchetto, m. Banquet, m. -\ = Baptism Battesimo, m. Baptême, m. H •
Barbarity Barbarie, f. Cruauté (barbarie), f. H ■• Barbarism Barbarismo, m.
Barbarisme, m. 1 - Barbarous Barbaro, ag. m. Barbare, adj. m. 1 = Barbarous
Barbara, ag. f. Barbare, adj. f. 1 . Barber Barbiere, m. Barbier, m. 1 ..
Barbers Barbieri, pi. Barbiers, pi. o — Barcellona Barcellona (c.) Barcelonne
(v. ) o = Barley Orzo, m. Orge, m. 0 . Barometer Barometro, m. Baromètre, m. o
.. Baron Barone, m. Baron, m. 1 - Barons Baroni, pi. Barons, pi. 1 = Baroness
Baronessa, f. Baronne, f. 1 . Barren Arido, ag. m. Aride, adj. m. 1 .. Barren
Arida, ag. f. Aride, adj. f. ) - Barren Aride, pi. Arides, pi. ) = Barrier
Bardera, f. Barrière, f. ) . Basilic Basilica, f. Basilique, f. ) .- Basilics
Basiliche, pi. Basiliques, pi. H Basket Paniere, m. Panier, m. + = Baskets
Panieri, pi. Paniers, pi. + . Bason Bacino, m. Cuvette, f. + .- Basset Basset
te, f. Bassette, f. — — Bath Bagno, m. Bain, m. >. = Baths Bagni, pi. Bains,
pi. — . Battle Battaglia, et Bataille, f. •- Boy Ragazzo, ni. Garçon, m. ^s. .
. Boys Ragazzi, pi. Garçons, pi. P - Boy Maschio, m. Garçon, ni. ? = Boys
Maschi, pi- Garçons, pi. P ■ Brain Cervello, m. Cervelle, m. P •• Brains
Cervello, m. Cerveau, f. V - Branch Ramo, m. Branche, f. V = Branches Rami, m.
Branches, pi. V . Brandy Acquavite, f. Eau-de-vie, f. V •• Brave Bravo, ag. ni.
Brave, adj. m. 0 — Brave Bravi, pi. Braves, pi. 0 = Brave Brava, ag. f. Brave,
adj. f. 0 . Brave Brave, pi. Braves, pi. 0 .. Bravely Con coraggio, av. Avec
courage, adv. / - Brazil Brasile, ni. Brésil, m. / = Bread Pane, m. Pain, m. /
. Breath Larghezza, f. Largeur, f. / .. Breakfast Colezione, 1'. Déjeuner, m. A
- Breast Petto, ni. Poitrine, f. A *= Breasts Petti, pi. Poitrines, pi. A •
Breast Seno, m. Sein, m. A •• Breath Fiato, m. Haleine, f. T — Breathing
Respiro, Hi. Respiration, f. T = Breeches Calzoni, pi. ni. Culotte, f. T •
Breeze Venticello, ni. Vent frais, m. T •• Breviary Breviario, m. Bréviaire, m.
66 782 L - Brevity L = Bridal" L ■ Bridge L • Bridges ( - Bridle ( = Brief
i . Brief ( •• Brink H — Brittle H = Broad H • Broad H ■• Broad Broad ì = Brook
1 • Brooks » •■ Broker G — Broom 0 = Broth 0 . Brother fì . . Brothers 1 ~
Brown 1 = Brown 1 • Bruise 1 Brush ) - Brutal ) = Brutal ) • Brutally ) •-
Brutality- + — Bucket 4- = Budget + . Buffet • • Buffoon -v. — Buffoonery -^ =
Building -^ . Buildings — > . Bulkiness P - Bulwark ? — Bulwarks- J>
Bunch P .. Bungle V — Bunter V = Busily V .. Business v .. Business ë —
Business Q — Bust 0 . Busts 0 .. Busy / - Butt / = But / • But / •• Butcher A —
Butter A = Button A • Buttons A •• By T - By and hy T = By and by T ■ By steps
By the side of BRE—BYT Brevità, f. Nuziale, ag. ra. Ponte, m. Ponti, pi.
Briglia, f. Corto, ag. m. Corta, f. Orlo, m. Fragile, ag. m. f. Largo, ag. m.
Larghi, pi. Larga, ag. f. Larghe, pi. Ruscello, m. Ruscelli, pi. Rigattiere, m.
Scopa, f. Brodo, m. Fratello, m. Fratelli, pi. Bruno, m. Bruna, f. Contusione,
f. Scopetta, f. Brutale, ag. m. Brutale, ag. f. Brutalmente, av. Brutalità, f.
Secchio, m. Bolgia, f. Credenza, f. Buffone, f. Buffoneria, f. Edilizio, m.
Edifizj, pi. Larghezza, f. Baluardo, m. Baluardi, pi. Gobba, f. Marrone, m.
Birbone, m. Ardentemente, av. Negozio, m. Affare, m. Affari, pi. Busto Busti,
pi. Occupato, ag. ra. Scopo, m. Ma, av. Eccettuato, av. Macellajo Butirro, m.
Bottone, m. Bottoni, pi. Da (con, per), prep. Or ora ( fra poco, poc' Poco fa,
av. [anzi),av. Passo a passo, av. Accanto, av. Brièveté, f. Nuptial, adj. m.
Pont, m. Ponts, pi. Bride, f. Court, adj. m. Courte, adj. f. Bord Fragile, adj.
m. f. Large, adj. m. Larges, pi. Large, adj f. Larges, pi. Ruisseau, m.
Ruisseaux, pi. Vendeur de vieux meu- Balai, m. Ibles, m. Bouillon, m. Frère, m.
Frères, pi. Brun, m. Brune, f. Contusion, f. Brosse, f. Brutal, adj. m.
Brutale, adj. f. Brutalement, adv. Brutalité, f. Seau, m. Budget, m. Buffet, m.
Bouffon, m. Bouffonnerie, f. Bâtiment, m. Bâtiments, pi. Largeur, f. Boulevard,
m. Boulevards, pi. Bosse, f. Bévue, f. Gueux, m. Ardemment, adv. Affaire, f.
Affaire, f. Affaires, pi. Buste, m. Bustes, pi. Occupé, adj. m. But, m Mais,
conj. Excepté (hormis), adv Boucher, m. Beurre, f. Bouton, m. Boutons, pi. Par
(de), prép. Tantôt, adv. Tout à l'heure, adv. Pas à pas, adv. A côté, adv. L -
L = L • L By turns By degrees By day By night BYT—-CAR A vicenda, av.
Gradatamente, av. Di giorno, av. Di notte, av. 783 Réciproquement j tour à
Successivement,adv. [tour De jour, adv. De nuit, adv. C Cabinet Cable Cables
Cadiz Cage Calamity Calculator Caldron Calf Call Calm Calumny Calumnies
Calumniator Calumniators Camp Camps Campaign Campaigns Canal Candle Candles
Canary-bird Canary-birds Canary-hen Cane Canon Canopy (couch) Candlestick Candlesticks
- Cap Caps Cap Caps Capacity Capacities Cape Capes Capital Capon Capons Captain
Captivity Cards Card-table Cards (to play with) Cardinal Card-maker Care Cares
Careful Careful Gabinetto, m. Canapo, m. Canapi, pi. Cadice (e.) Gabbia, f.
Calamita, f. Computista, f. Caldajo, m. Vitello, m. Chiamata, f. Calma, f.
Calunnia, f. Calunnie, pi Calunniatore, m. Calunniatori, pi. Campo, m. (t.
mil.) Campi, pi. Campagna, f. (t. mil.) Campagne, pi. Canale, m. Candela, f.
Candele, pi. Canarino, m. Canarj, pi. Canarina, f. Bastone, m. Canonico, m.
Canapè, m. Candeliere, m. Candelieri, pi. Berretto, m. Berretti, pi. Scuffia,
f. Scuffie, pi. Capacita, f. Capacita, pi. Capo, m. (t. geo.) Capi, pi.
Capitale, ag. m. Cappone, m. Capponi, pi. Capitano, m. Cattività, f. Carte, f.
pi. Tavola da giuoco, f. Carte da giuoco, f. pi. Cardinale, m. Cartajo, m.
Cura, f. Cure, pi. Sollecito, ag. m. Sollecita, ag. f. Cabinet, m. Cable, m.
Câbles, pi. Cadix (v.) Cage, f. Calamite, f. Calculateur, m . Chaudron, m.
Veau, m. Demande, f. Calme, m. Calomnie, f. Calomnies, pi. Calomniateur, m.
Calomniateurs, pi. Camp, m. (t. mil.) Camps, pi. Campagne, f. (t. mil.)
Campagnes, pi. Canal, m. Chandelle, f. Chandelles, pi. Serin, m. Serins, pi.
Serine, f. Canne, f. Chanoine, m. Canapé, m. Chandelier, m. Chandeliers, pi.
Bonnet, m. Bonnets, pi. Bonnet, m. Bonnets, pi. Capacité, f. Capacités, pi.
Cap, m. (t. géogr.) Caps, pi. Capital, adj. m. Chapon, m. Chapons, pi.
Capitaine, m. Captivité, f. Cartes, f. pi. Table de jeu, f. Cartes à jouer, f.
pj. Cardinal, m. Cartier, m. Soin, m. Soins, pi. Soigneux, adj. m. Soigneuse,
adj, f. 784 CAR— CHA L - Carefully Accuratamente, av. Soigneusement, adv. L =
Caress Carezza, f. Caresse, f. L • Caresses Carezze, pi. Caresses, pi. L -
Caricature Caricatura, f. Caricature, f. ( - Caricatures Caricature, pi.
Caricatures, pi. ( = Carnage Strage, f. Massacre, m. ( • Carnival Carnevale, m.
Carnaval, m. i Carpet Tappeto, m Tapis, m. H - Carpets Tappeti, pi. Tapis, pi.
H = Carriage Vettura, f. Voiture, f. H . Cart Carretta, f. Charrette, f. H ••
Carts Carrette, pi. Charrettes, pL 1 - Case Caso, m. Cas, m. i = Cases Casi,
pi. Cas, pï. ! • Cask Barile, m. Baril, m. 1 Casket Cassetta., f. Boite, f. o —
Cast Colpo, m. Coup, m. o = Casteng-honse Fonderia, f, Fonderie, f. 0 . Castle
Castello, rn- Château, m. 0 .. Castles Castelli, pi. Châteaux, pl- 1 -
Catalogue Catalogo, m. Catalogue, ra- 1 = Cat Gatto, m. chat, m. 1 . Cats
Gatti, pi. ChatsT pi. "1 .. Catechism Catechismo, m. Catéchisme, m. ) -
Categorical Categorico, ag. m. Catégorique, adj- m. ) = Category Categoria, f.
Catégorie, f. ) . Categories, Categorie, pi. Catégories, pi. ) ..
Cathedral,church Chiesa cattedrale, f. Eglise cathédrale, f. + — Cathol ic
Cattolico, ag. m. Catholique, adj. m. + = CathoMc Cattolici, pi. Catholiques,
pi. + . Catholic Cattolica, ag. f. Catholique, adj. f. + .. Catholicism
Cattolicismo, ni. Catholicisme, m. *>^ — Cavalier Cavaliere, m. Cavalier, m.
»v. = Cavaliers Cavalieri, pi. Cavaliers, pi. "»v . Cavalry Cavalleria, f.
Cavalerie, f. "X. . . Cavern Caverna, f. Caverne, f. p - Caverns Caverns,
pL Cavernes, pi. p = Cavity Cavità, f. Cavité, f. p . Cedar-tree Cedro, m.
Cèdre, m. p .. Cedar-treee Cedri, pi. Cèdres, pî. V - Ceiling Soffitto, m.
Plafond, m. V = Ceiling Soffitti, pi. Plafonds, pi. V . Celebrity Celebrità, f.
Célébrité, f. v .. Célébrions-. Celebre, ag. m. f. Célèbre, ag. m., f. 0 —
Celebrious- Celebri pi. Célèbres, pi. 0 = Celerity Celerità, f. Célérité, f. 0
. Celibagy Celibato, ni. Célibat, m. 0 .. Cellar Cantina, f. Cave, f. / - Censure
Censura, f. Censure, f. / - Ceremony Cerimonia, f* Cérémonie, f. / - Ceremonies
Cerimonie, pi- Cérémonies, pL / Certain Certo, ag. m. Certain, adj. m. A —
Certain Certa, ag. f. Certaine, adj. f. A = Certainly. Certamente, av.
Certainement, adv. A • Chain Catena, f. Chaîne, f. A Chains Catene, pi.
Chaînes, pi. T - Chair Sedia, f. Chaise, f. T = Chairs Sedie, pi. Chaises, pi.
T • Chamber Camera, f. Chambre, f. T •* Chambers Camere, pL 1 Chambres, pL CHA—
CHY 785' L - Chamber-maid Cameriera, f. Femme de chambre, f. L = Chamber-maicfe
Cameriere, pi. Femmes de chambre, pi. L • Chamber-pot Orinale, m. Pot de
chambre, m. L -• Chance Sorte, m. Hasard, m. ) - Change Vicenda, f.
Vicissitude, f. ) = Changes Vicende, f. Vicissitudes, pi. ) Changing
Cambiamento, m. Changement, m. ) . Chapel Cappella, f. Chapelle, f. [m.) H -
Chaplain Cappellano, m. Aumônier, m. (chapelain, H = Chapter Capitolo, m.
Chapitre, m. H • Charity Carità, f. Charité, f. H .-. Charm Incanto, m. Charme,
m. 1 - Charms Incanti, pi. Charmes, pi. 1 = Charming Leggiadra, ag. f.
Charmante, adj. f. 1 • Charming Leggiadre, pi. Charmantes, pi. 1 •• Cheap A
buon mercato, av. A bon marché, adv. o — Cheating Inganno, m. Tromperie, f. o =
Cheating Inganni, pi. Tromperies, pi. 0 . Cfeee- Guancia, f. Joue, f. 0 ..
Cheeks Guance, pL Joues, pi. 1 - Cheerful Lieto, ag. m. Gai, adj. m. "1 =
Cheerful Allegro, ag. m. Gai, adj. m. 1 . Cheerful Allegri, pi. Gais, pi. 1 ..
Cheerful Allegra, ag. f. Garé, adj. f. ) - Cheerful Allegre, pi. Gaies, ph ) =
Cheerfully Allegramente, av. Gaiement, adv. ) Cheer up Animo, inter. Courage,
interj. ) .. Cheese Formaggio Fromage, m. + - Cherry Ciriegia, f. Cerise, f. +
= Cherries Ciriege, pi. Cerises, pi. -f . Chest Cassa, f. Caisse, f. (boîte) +
.. Chests Casse, pi. Caisses, pi. (boites: «^ Chest o- drawers Armadio a
scrittojo, m. Commode, f. "•», = Chests of drawers Armadj a scrittojo, pi.
Commodes, pi. Chicken Pollastro, m. Poulet, m. "•«. . . Chickens
Pollastri, pi. Poulets, pi. p - Child Fanciullo, m. Enfant, m. p = Children
Fanciulli, pi. Enfants, pi. p Chimney Cammino, m. Cheminée, f. p •• Chin Mento,
m. Menton, m. V — Chirograph er Maestro di scrittura, m. Maitre d'écriture, m..
V = Chisel Scalpello, m. Ciseau, m. v . Chisels Scalpelli, pi. Ciseaux, pi. V
•• Chocolate Cioccolato, m. Chocolat, m. 0 — Choking Strozzatura, f.
Etranglement, m. o = Chop Braciuola, f. Côtelette, f. 0 . Chops Bvaciuole, pi..
Côtelettes, pi. o .. Chorus Coro, m. Chorus, m. / - Christ Cristo, m. Christ,
m. / = Christian Cristiano, m. Chrétien, m. / • Christians Cristiani, pi.
Chrétiens, pi. / .. Christiania Cristiania ( e. ) Christiania ( v. ) A -
Christmas Natale, m. Noël, m. A - Chronicle Cronica, f. Chronique, f. A •
Chronological Cronologico, ag. m. Chronologique, adj. m. A •• Chronology
Cronologia, f. Chronologie, f. T- Church Chiesa, f. Église, f. T = Churches
Chiese, pi. Églises, pi. T • Church-yard Cimitero, m. Cimetière, m. T •
Chymical Chimico, ag. m. Chimique, adj. m. 66. :S6 Chymisi Chymistry Cinnamon
Cipher Ciphers Circle Circuit Circumference Circulation Circus Citadel Circuit
Citizen Citizens Citizen City Cities Civility Civil Civil Civilly Civ ita-
Vecchi a Clay Clear Clear Clear Clear Cleafly Ciearness Cleft Clefts Clemencv
Clerk Clerk Clerk Climate (region) Cloak Cloaks Clock Close Closet Closets
Cloth Clothes Cloud Clouds Cloud y Coach Coaches Coach Coaches Coach-house.
Coach man Coach men Coal Coat Coats Cock Cocks Coffee CRY— COF Chimico, m.
Chimica, f. Cannella, f. Zero, m. Zeri, pL Circolo, m. Circuito, m.
Circonferenza, f. Circolazione, f- Circo, m. Cittadella, f. Circuito (recinto),
m. Cittadino, m. Cittadini, pi. Cittadina, f. Città, L Citta, pi. Cortesia, f.
Civile, ag. m. Civile, ag. f. Civilmente, av. Ci vita- Vecchia (e.) Argilla, f.
Chiaro, ag. m. Chiari, pi. Chiara, ag. f. Chiare, pi. Chiaramente, av. Lume, m.
Fenditura, f. Fenditure, pi. Clemenza, f. Segretario, m. Impiegato, m.
Impiegati, pi. Clima, m. Mantello, m. Mantelli, pi- Orologio, ni. Accanto, av.
Gabinetto, m. Gabinetti, pi. Drappo, ni. Abiti, pi. Nuvolo, m. Nuvoli, pi.
Nuvoloso, ag. m. Vettura, f. Vetture, pi. Carrozza, f. Carrozze, pi. Rimessa,
f. Cocchiere, m. Cocchieri, pi. Carbone, m. Vestito, ni. Vestiti, pi. Gallo, m.
Galli, pi. Caffè, ni. Chimiste, hì- Chimie, f. Cannelle, ï. Chiffre, m.
Chiffres, pL Cercle, m. Circuit, m. Circonférence, f. Circulation, f. Cirque,
m. Citadelle, f. Circuit, m. (enceinte, f.) Citoyen, m. Citoyens, pi.
Citoyenne, f. Ville, f. Villes, ph Honnêteté, f. Civil, adj. m. Civile, adj. f.
Civilement, adv, Civita- Vecchia (v.) Argile, f. Clair, adj. Clairs, pi.
Claire, adj. f. Claires, pi. Clairement, adv. Clarté, f. Fente, f. Fentes, pi.
Clémence, f. Clerc, m. Employé, m. Employés, pi. Climat, m. Manteau, m.
Manteaux,, pi. Horloge, f. Tout près, adv. Cabinet, m. Cabinets, pi. Drap, m.
Habits, m. Nuage, m. Nuages, pi. Nuageux, adj. m. Voiture, f. Voitures, pi.
Carrosse, m. Carrosses, pi Remise, f. Cocher, m. Cochers, pi. Charbon, m.
Habit, m. Habits, pi. Coq, m. Coqs, pi. Café, m. L - Coffe-house L = Coffin L •
Cold L •• Cold ( - Cold ( = Cold ( • Cold ( •• Cold H - Coldly H = Coldness H •
Cold reception H •• College . 1 - College 1 = Colonel 1 • Colony 1 •• Coloss 0
— Colour 0 = Colours 0 . Column 0 .. Columns 1 - Comb- 1 = Combat 1 .
Combination 1 .. Combinations ) - Come (come on) ) = Comedian ) . Comedian ) ..
Comedy + — Comedies + = Comet + . Comets + .. Comfort "*^ — Comfortable \
= Comfortably \ . Comfortless "^ . . Comical p - Comical p = Comical p .
Comical p .. Comma V — Command V = Commerce V . Commercial v .. Commendation 0
— Commentary 0 = Commiseration 0 . Commissary o .. Commission / - Commixtion /
= Commodious / . Commodious / .. Commodiously A - Commodity A «= Common A •
Common A Common T - Common T = Commotion T • Commotions T ••( Companion CGF—
COM Bottega da caffè, f. Bara, f. Freddo, m. Infreddatura, f. Freddo, ag. m.
Freddi, pi. Fredda, ag. f. Fredde, pi. Freddamente, av. Freddezza, f. Cattiva
accoglienza, f. Collegio, m. Colleggi,. pi. . Colonnello, m. Colonia, f.
Colosso, m. Colore, m. Colori, pi. Colonna,.!'. Colonne, pi. Pettine, m.
Combattimento, m. Combinazione, f. Combinazioni, pi. Su via, inter.
Commediante, m. Commedianti, pi. Commedia, f. Commedie, pi. Cometa, f. Comete,
pi. Consolazione, f. Confortante, ag. m. Piacevolmente, av. Inconsolabile, ag.
m. f. Comico, ag. m. Comici, pi. Comica, ag. f. Comicbe, pi. Virgola, f.
Comando, m Commercio, m. Di commercio, ag. m. Raccomandazione, f. Commento, m.
Compassione, f. Commissario, m. Commissione, f. Mescolanza, f. Comodo, ag. m.
Comoda, ag. f. Comodamente, av. Comodità, f. Comune, ag. m. Comuni, pi. Comune,
ag. f. Comuni, pi. Ammutinamento, m. Ammutinamenti, pi. Compagno, ni. Boutique
de limonad., f. Cercueil, m. Froid, m. Rliume, m. Froid, adj. m. Froids, pi.
Froide, adj. f. Froides, pi. Froidement, adv. Froideur,,f.. Mauvais accueil, nu
Collège, m. Collèges, pi. Colonel, m. Colonie, f. Colosse, m. Couleur, f.
Couleurs, pi. Colonne, f. Colonnes, pi. Peigne, m. Combat, m. Combinaison, f.
Combinaisons, pi. Allons, interj. Comédien, m. Comédiens, pi. Comédie, f.
Comédies, pi. Comète, f. . Comètes, pi. Consolation, f. Confortable, adj. m.
Confortablement, adv. Inconsolable, adj. m. L Comique, adj. m. Comiques, pi.
Comique, adj. f. Comiques, pi. Virgule, f. Ordre, m.; Commerce, m-. Commercial,
adj. m.. Recommandation, f. Commentaire, m. Pitié, f. Commissaire, m.
Commission, f. Mélange, m. Commode, adj. m, Commode, adj. f. Commodément, adv.
Commodité, f. Commun, adj. m. Communs, pi. Commune, adj. f. Communes, pi.
Tumulte, m. Tumultes, pi. Compagnon, m. COM—CON L - Companions Compagni, pi.
Compagnons, pi. L = Companion (female) Compagna, f. Compagne, f. L • Company
Compagnia, f. Compagnie, f. L •• Comparison Paragone, m. Comparaison, f. ( -
Comparisons Paragoni, pi. Comparaisons, pi. ( = Compasses Compasso, m. Compas,
m. ( • Compendium Compendio, m. Abrégé, m. ( •• Compassion Compassione, f.
Compassion, f. ^ - Compassionate Compassionevole, ag. m. Compatissant, adj. m.
M = Compassionate Compassionevole, ag. f. Compatissante, adj. f. -\ Complement
Colmo (compimento), m. Complément, m H •• Complete Completo, ag. m. Complet, m.
1 - Complete Completi, pi. Complets, pi. 1 = Complete Completa, ag. f.
Complète, adj. f. 1 • Complete Complete, pi. Complètes, pi. \ •• Gompletely
Completamente, av. Complètement, adv. o — Complexion Carnagione, f. Teint, m. o
= Complication Complicazione, f. Complication, f. 0 . Compliment Complimento,
m. Compliment, m. o .. Compliments Complimenti, pi. Compliments, pi. 1 -
Composition Composizione, f. Composition, f. 1 = Compositor Compositore, f.
Compositeur, m. l 1 - Comprehensible Comprensibile, ag. m. f. Compréhensible,
adj. m 1 .. Compression Compressione, f. Compression, f. ) - Computation
Computo, m. Calcul, m. ) = Conceit Concetto, m. Idée, f. ) . Conception
Concezione, f. Conception, f. ) .. Concern Affare, m. Affaire, f. + — Concerns
Affari, pi. Affaires, pi. + = Concerning Concernente, ag. m. Concernant, adj.
m. + . Concert Concerto, m. Concert, m. + .. Concession Concessione, f.
Concession, f. *•». — Conciliation Conciliazione, f. Conciliation, f. "V,
= Conclusion Conclusione, f. Conclusion, f.. *•>. . Concord Concordia, f.
Concorde, f *^ - . Concurrence Concorrenza, f. Concurrence, f. p - Concurrent
Concorrente, ag. m. Concurrent, adj. m-. p = Concurrent Concorrenti, pi.
Concurrents, pi. ? . Condemnation Condanna, f. Condamnation, f. p •• Condition
Condizione, £ Condition, f. V — Conditions Condizioni, pi. Conditions, pi. V =
Condition Patto, m. Condition, f. v . Conditions Patti, pi. Conditions, pî. v
.. Conduct Condotta, f. Conduite, f. 0 — Confédération Confederazione, f.
Confédération, f. 0 = Conference Conferenza, f. Conférence, f. 0 . Confident
Sicuro, ag. m. Assuré (sûr), adj. m. 0 .. Confident Sicuri, pi. Assuiés (sûrs),
pi. 1 - Confident Sicura, ag. f. Assurée (sûre), adj. f. 1 = Confident Sicure,
pi. Assurées (sûres), pi. / . Conjugation Congiugazione, f. Conjugaison, f. /
.. Conjugations Congiugazioni, pi. Conjugaisons, pi. A — Conjunction
Congiunzione, f. Conjonction, f. A = Conquest Conquista, f. Conquête, f. A •
Conscience Conscienza, f. Conscience, f. A • Consent Consenso, m. Consentement,
m. T - Consequence Consequenza, f. Conséquence, f. T = Conservation
Conservazione, f. Conservation, f. T • Conservator Conservatore, m.
Conservateur, m. T Conservators Conservatori, pi. Conservateurs, pi. CON— CON
789 L - Conserving Conservameli to, m. Conservation, f. L = Considerable
Considerabile, ag. m. f. Considerable, adj. m. f. L • Considerable
Considerabili, pi. Considerables, pi. L •• Considerately Prudentemente, av.
Prudemment, adv. ( - Consideration Considerazione, f. Considération, f. ( -
Consistence Consistenza, f. Consistance, f. ( - Consistory Consistono, m.
Consistoire, m. ( .. Consolation Consolazione, f. Consolation, f. H -
Consolidation Consolidazione, f. Consolidation, f. ^ *= Consonance Consonanza,
f. Consonnance, f. H . Consonant Consonante, f. Consonne, f. H •• Consonants
Consonanti, pi. Consonnes, pi. 1 - Conspiracy Congiura, f. Conspiration, f.
(conjura- 1 = Conspiracies Congiure, pi. Conspiralions, pi. [tion) 1 .
Constable Commissario del quar- Officier de police, m. 1 •• Constancy Costanza,
f. [tiere, m. Constance, f. o — Constant Costante, ag. m. Constant, adj. m. o =
Constant Costanti, pi. Constants, pi. 0 . Constant Costante, ag. f. Constante,
adj. f. o .. Constant Costanti, pi. Constantes, pi. 1 — Constantly
Costantemente, av. Constamment, adv. "1 = Constantinople Costantinopoli
(citta) Constantinople (ville) 1 . Constellation Costellazione, f.
Constellation, f. 1 .. Consternation Costernazione, f. Consternation, f. ) - Constitution
Costituzione, . Constitution, i'. ) = Constitutions Costituzioni, pi.
Constitutions, pi. ) . Constraint Costringimento, m. Contrainte, f. ) ..
Construction Costruzione, f. Construction, f. + — Consul Console, m. Consul, m.
4- = Consultation Consulta, f. Consultation, f. + . Consummate Terminato, ag.
m. Consommé, adj. m. + .. Consummate Terminata, ag. f. Consommée, f. *.=
Cunning Astuzia, f. Ruse, f. \ . Cunning Astuto, ag. ni. Rusé, adj. m. *»«. ..
Cunning Astuti, pi. Rusés, pi. ? - Cunning Astuta, ag. f. Rusée, adj. f. ? =
Cunning Astute, pi. Rusées, pi. p Cup Tazza, f. Tasse, f. P ." Cups Tazze,
pi. Tasses, pi. V - Cupidity Cupidigia, f. Cupidité, f. V = Curate Curato, m.
Curé, m. v . Curates Curati, pi. Curés, pi. v .. Curb Freno, m. Gourmette, f. 0
- Curing Cura,f. Traitement, m. 0 = Curious (inquisitive) Curioso, ag. m.
Curieux, adj. m. 0 . Curious (inquisitive) Curiosi, pi. Curieux, pi. 0 ..
Curious (inquisitive) Curiosa, ag. f. Curieuse, adj. f / - Curious
(inquisitive) Curiose, pi. Curieuses, pi. / = Curiosity Curiosità, f.
Curiosité', f. / . Currants Ribes, m. Groseille, f. / .. Curtain Cortina, f.
Rideau, m. A - Curtains Cortine, pi. Rideaux, pi. A = Cushion Cuscino, m.
Coussin, m, A • Cushions Cuscini, pL Coussins, pi. A •• Custody Custodia, t Garde,
f. T = Custom Uso, m. Usage, m. T- Customs Usi, pi. Usages, pi. T • Custom
Costume, m. Coutume, f. T • Customs Costumi, pi. Coutumes, pi. L — Custom-house
L = Cutlets Cylinder Cipher Cypress-tree Cêar CUS— DEA Officio di dogana, m.
Braci uole, f. pi. Cilindro, m. Ciffre, f. Cipresso, m. Il czar, m. 793 Bureau
de douane, m. Côtelettes, pi. Cylindre, m. Chiffre, m. Cyprès, m. Le czar, m. (
. Daily ( .. Dairy H- Dairies H = Damage ^ . Damages H - Damp 1 — Damp 1 = Damp
i . Damp 1 .. Damps 0 — Dampness o = Dance o . Dancing-school o ..
Dancing-master 1 - Dane 1 = Danes 1 Danger 1 .. Dangers ) - Danube ) = Dark ) •
Dark ) .. Dark + — Dark + = Darkness + . Daughter -f .. Daughter-in-law S —
Daughter-in-law . = Dawn ^ . Day is. .. Day p - Day p = Days p . Days p ..
Daybreak V — Dead V = Dead V . Deadly v .. Deadly 0 — Deaf 0 = Deaf man 0 .
Deaf men 0 .. Deaf woman / - Deaf women / = Dear / • Dear / •• Dear A - Dear A
= Dear friend A • Dear friend A .. Dearly Quotidiano, m. Cascina, f. Cascine,
pi. Danno, m. Danni, pi. Umido, ag. m. Umidi, pi. Umida, ag. ?. Umide, pi.
Miasmi d'una inina,m. p. Umidita, f. Danza, f. Sala di ballo, f. Maestro di
ballo, m. Danese, m. Danesi, pi. Pericolo, m. Pericoli, pi. Danubbio, m. Buio,
ag. m. Oscuri, pi. Oscura, ag. f. Oscure, pi. Tenebre, f .pi. (oscurita,f.)
Figliuola, f. Nuora, f. Figliastra, f. Aurora, f. Giornata, f. Giornate, pi.
Giorno, m. Giorni, pi. Tempo, m. Lo spuntar del sole, av. Morto, ag. m. Morti,
pi. Mortale, ag. m. Mortale, adj. f. Sordo, ag. m. Sordo, m. Sordi, pi. Sorda,
f. Sorde, pi. Caro, ag. m. Cari, pi. Cara, ag. f. Care, pi. Caro amico, m. Cara
amica, f. Caramente, av. Quotidien, m, Laiterie, f. Laiteries, pi. Dommage, m.
Dommages, pi. Humide, adj. m. Humides, adj. pi. Humide, adj. f. Humides, pi.
Miasmes d'une mine, m- Humidité, f. [ pi- Danse, f. École de danse, f. Maitre
de danse, m. Danois, m. Danois, pi. Danger, m. Dangers, pi. Danube, m. Obscur,
adj. m. Obscurs, pi. Obscure, adj. f. Obscures, pi. Ténèbres, f. pi. Fille, f.
Bru, f. Belle-fille, f. Aurore, f. Journée, f. Journées, pi. Jour, m. Jours,
pi. Temps, m. Lever du soleil, av. Mort, adj. m. Morts, pi. Mortel, adj. m.
Mortelle, adj. f. Sourd, adj. m. Sourd, m. Sourds, pi. Sourde, f. Sourdes, pi.
Cher, adj. m. Chers, pi. Chère, adj. f. Chères, pi. Cher ami, m. Chère amie, f.
Chèrement, adv. 67 94 L - Dearness L = Death L • Debate L .- Debile ( -
Debilitv ( = Debt ( • Debts ( . Debtor H- Decadency H = December H • Decency H
-. Decent 1 - Decent 1 = Decent 1 • Decent \ •• Decently o — Decision o = Declamation
0 . Declaration 0 .. Decoration 1 - Decorum 1 = Decree 1 . Decree 1 ..
Dedication ) - Deed ) = Deeds ) . Deep ) .. Deep H Deep + = Deep 4- . Deeppess
(depth) + -. Defalcation ^v. Default . . Defences \ .. Defensive p - Deference
p = Deferences p . Defile p .. Definite V - Definition V = Deformity V .
Degeneration V .. Degradation 0 — Degree 0 = Degrees 0 . Delectable 0 ..
Deliberation 1 - Delicacy / = Delicate / . Delicate / .. Delicious A — Déluge A
= Demerit A • Democracy A .. Democratica! T — Democratical T = Demonstration T
• Demonstrations T .. Demonstrative DEA— DEM Tenerezza, f. Morte, f. Contesa,
f. Debole, ag. m. f. Debolezza, f. Debito, m. Debiti, pi. Debitore, m.
Decadenza, f. Décembre, m. Decenza, f. Decente, ag. m. Decenti, pi. Decente, ag.
f. Decenti, pi. Decentemente, av. Decisione, f. Declamazione, f. Dechiarazione,
f, Decorazione, f. Decoro, m. Sentenza, f. Sentenze, pi. Dedica, f. Fatto, m.
Fatti, pi. Profondo, ag. m. Profondi, pi. Profonda, ag. f. Profonde, f.
Profondità, f. Difalcazione, f. Vizio, m. Difesa, f. Difese, pi. Difensiva, f.
Riguardo, m. Riguardi, pi. Passaggio, m. Definito, m. Definizione, pi.
Deformità, f. Depravazione, f. Degradazione, f. Grado, m. Gradi, pi.
Dilettevole, ag. m. Deliberazione, f. Delicatezza, f. Delicato, ag. m.
Delicata, ag. f. Delizioso, ag. m. Diluvio, m. Demerito, m. Democrazia, f.
Democratico, ag. m. Democratica, ag. f. Dimostrazione, f. Dimostrazioni, pi.
Dimonstrativo, ag. m. Tendresse, f- Mort Débat, m. Fail)le, adj. m. f.
Faiblesse, f. Dette, f. Dettes, pi. Débiteur, m. Décadence, m. Décembre, m.
Décence, f. Décent, adj. m. Décents, pi. Décente, adj. f. Décentes, pi.
Décemment, av. Décision, f. Déclamation, f. Déclaration, f. Décoration, f.
Décorum, m. Arrêt, m. Arrêts, pi. Dédicace, f. Action, f. Actions, pi. Profond,
adj. m. Profonds, pi. Profonde, adj. f. Profondes, pi. Profondeur, f.
Défalcation, f . Défaut, m. Défense, f. Défenses, pi. Défensive, f. Égard, m.
Égards, pi. Défilé, m. Défini, m. Définition, f. Déformité, f. Dégénération, f.
Dégradation, f. Degré, m, Degrés, pi. Délicieux, adj. m. Délibération, f.
Délicatesse, f. Délicat, adj. m. Délicates, adj. f. Délicieux, adj. m. Déluge,
m. Démérite, m. Démocratie, f. Démocratique, adj. m. Démocratique, adj. f.
Démonstration, f. Démonstrations, f. pi. Démonstratif, adj. m. DEM— DIM 795 L —
Demonstrative Demonstrativi, pi. Démonstratifs, pi. L = Den àntro, m . Antre,
f. L • Dens Antri, pi. Antres, pi. L •• Denmark Danimarca, f. Danemarck, m. ( -
Departure Partenza, f. Départ, m. ( = Depending Dipendente, ag. ni. Dépendant,
adj. m. ( • Depending Dipendenti, pi. Dépendants, pi. ( •• Depending
Dipendente, ag. f. Dépendante, adj. f. H - Depending Dipendenti, pi.
Dépendantes, pi. H = Dependeoce(dependency) Dipendenza, f. Dépendance, f. H •
Deplorable Deplorabile, ag. m. Déplorable, adj. m. -1 •• Deposite Deposito, m.
Dépôt, m. 1 - Deposition Deposizione. £. Déposition, f. J = Deputy Deputato, m.
Député, m. 1 • Deputies Deputati, pi. Députés, pi. 1 Derivation Derivazione, f.
Dérivation, f. o — Description Descrizione, f. Description, f. o = Descriptions
Descrizioni, pi. Descriptions, pi. o . Design Disegno, m. Dessin, m. o ..
Desire Desio, m. Désir, m. 1 - Desk Scriltojo, m. Pupitre, m. 1 =3 Desolation
Desolazione, f. Désolation, f. 1 . Despair Disperazione, f. Désespoir, m. 1 ..
Despite Dispetto, m. Dépit, m. ) - Dessert Frutta (le), f. pi. Dessert, m. ) =
Destitution Destituzione, f. Destitution, f. ) . Determination Determinazione,
f. Détermination, f. ) .. Detestable Detestabile, ag. m. f. Détestable, adj. m.
f. + — Devil Diavolo, m. Diable, m. + = Devils Diavoli, pi. Diables, pi. + .
Devil (the) Diavolo (diamine), esci. Diable, excl. + •• Devil Diabolico, ag. m.
Diabolique, adj. m. -«s. Devotion Devozione, f. Dévotion, f. •x». = Devotee
Devoto, ag. m. Dévot, adj. m. --*. . Devotee Devota, ag. f. Dévote, adj. f.
-> . . Devotee Bacchettone, adj. m. Bigot, adj. m. ? - Devotee Bacchettona,
adj. f. Bigote, adj . f . p = Devoutly Devotamente, av. Dévotement, adv. p .
Dialecte Dialetto, m. Dialecte, m. ? Dialectes Dialetti, pi. Dialectes, pi. V -
Dialogue Dialogo, m. Dialogue, m. V = Dialogues Dialoghi, pi. Dialogues, pi. V
. Dictionary Dizionario, m. Dictionnaire, m. V .. Dictionaries Dizionarj, pi.
Dictionnaires, pi. 0 — Difference Differenza, f. Différence, f. 0 == Différent
Differente, ag. m. Différent, adj. m. 0 . Difiicult (hard) Difficile, ag. m. f.
Difficile, adj. m. et t. 0 .. Difficult (hard) Difficili, pi. Difficiles, pi. /
- Difficulty Difficolta, f. Difficulté, f. / = Difficulties Difficolta, pi.
Difficultés, pi. / • Difident Diffidente, ag. m. Défiant, adj. m. / •• Dignity
Dignità, f. Dignité, f. A - Dignities Dignità, pi. [m. Dignités, pi. A =
Diligent Sollecito (diligente), ag. Diligent, adj. m. A • Diligent Solleciti
(diligenti), pi. Diligents, pi. A •• Diligent Sollecita (diligente), ag. f.
Diligente, adj. f. T - Diligent Sollecite (diligenti), pi. Diligentes, pi.
"T = Diligently Sollecitamente, av. Diligemment, adv. [f. T • Diligence
Sollecitudine, f. Diligence (promptitude), T • Diminution Diminuzione, f.
Diminution, f. DIM— DOU L — Diminutive, f, Diminutivo, m. Diminutiï, adj. m. |_
= Diminutive Diminutivi, pi. Diminutifs, pi. Dining-room Sala da mangiare, f.
Salle à manger, f. Dinner Pranzo, m. Diner, m. ( — Dinners Pranzi, plv Diners,
pi. ( = Direct Diretto, ag. m. Direct, adj. m. Direct Diretta, ag. f. Directe,
adj. f. Direction Sopra Scritta, f. Adresse, f. H- Directions Sopra scritte,
pi. Adresses, pi. H = Dirt Fango, m. Boue, f. H • Dirty Sozzo, ag. m. Sale,
adj. m. H •• Dirty Sozza r ag. f. Sale, adj. f. 1 - Disaggreeable Dispiacevole,
ag. m. f. Désagréable, adj. m. f. 1 = Disaggreeable Dispiacevoli, pi.
Désagréables, pi. ] Disaggreeably Dispiacevolmente, av. Désagréablement, adv. 1
.. Disaggreeableness Dispiacere, ra. Désagrément, m. o — Disaggreeablenesses
Dispiaceri, pi. Désagréments, pi. o = Discipline Disciplina, f- Discipline, f.
0 . Discontent Scontento, ag. m. Mécontent, adj. m. 0 .. Discontent Scontenta,
ag, f. Mécontente, adj. f. "1 - Discourse Discorso, m. Discours, m. -1 =
Discretion Discrezione, f. Discrétion, f. 1 . Discussion Discussione, f.
Discussion, f. ^ .. Disdain Sdegna, m. Dédain, m. ) - Dish Pietanza, f. Plat,
m. ) = Dish Pietanze, pi. Mets, m. ) . Dishonest Disonesto, ag. m. Malhonnête,
adj. m. ) .. Dishonest Disonesta, ag. f. Malhonnête, adj. f. + — Dishonesty
Disonesta, f. Malhonnêteté, f. + = Dishonestly Disonestamente^ av.
Malhonnêtement, adv. + . Disorder Disordine, m. Désordre, m. + .. Disorders
Disordini, pi. Désordres, pi. «> Dispute Disputa, f. Dispute, f. -^ =
Dishonour Disonore, m. Déshonneur, m. -•^ Dissatisfied Malcontento, ag. m.
Mécontent, adj. m. --^ Dissatisfied Malcontenti, pi. Mécontents, pi. ? -
Dissatisfied Malcontenta, ag. f. Mécontente, adj. t p = Dissatisfied
Malcontente, pi. Mécontentes, pU p . Dissolution Dissoluzione, f. Dissolution,
f. p .. Distant Lontano, ag. m. Éloigné, adj. m. V — Distinct Distinto, ag. m.
Distinction, m^ V = Distinct Distinta, ag. f. Distincte, adj. f. v . Distress
Miseria, f. Misère, f. v .. Distresses Disgrazie (morale), pi. f. Malheurs, m.
ph 0 — Distrust Diffidenza, f. Méfiance, f. 0 = Ditch Fossato, m. Fossé, m. 0 -
Ditches Fossati, pi. Fossés, pi. 0 .. Divine Divino, ag. m. Divin, adj. m. 1 -
Divine Divina, ag. t Divine, adj. f. I = Divorce Divorzio, m. Divorce, m. / .
Doctor Dottore, m. Docteur, m. / .. Doctors Dottori, pi. Docteurs, pi. A — Dog
Cane, m* Chien, m. A = Dogs Cani, pi. Chiens, pL A • Doge Doge, m. Doge, m. A
•• Dog-days Canicola, f. Canicule, f. T — Door Porta, f. Porte, f. T = Doors
Porte, pi. Portes, pi. T • Domestic concerns Affari domestici» m. pi. Affaires
de famille, f. pL T-. Doubby Doppiamente, av. Doublement, adv. BOU— DUT 797 L —
Doubt Dubbio, m. Doute, m. L = Dover D uvre (citta) Douvres (ville) L • Down
Giù, av. En bas, adv. L -. Downward In giù, av. En bas, adv. ( - Dozen Dozzena,
f. Douzaine, f. ( = Dozens Dozzene, pi. Douzaines, pi. ( • Drama (plays)
Dramma, m. Drame, m. ( .. Dramas (plays) Drammi, pi. Drames, pi. H - Drake
Anitra, f. Canard, m. H = Drakes Anitre, pi. Canards, pi. H • Drawer Tiratojo,
m. Tiroir, m. H •• Drawers Tiratoj, pi. Tiroirs, pi. 1 - Drawing Disegno, m.
Dessin, m. 1 = Drawing Disegni, pi. Dessins, pi. 1 • Dread Spavento, m. Effroi,
m. 1 •• Dreadful Spaventevole, ag. m. f. Effroyable, adj. ni. f. o — Dreadful
Spaventevoli, pi. Effroyables, pi. o = Dream Sogno, m. Songe, m. 0 . Dreams
Sogni, pi. Songes, pi. 0 .. Dress Vestimento, m. Habillement, m. 1 - Drink
Bevanda, f. Boisson, f. 1 = Drinking glass Bicchiere, m. Verre à boire, m. 1 .
Drinking glasses Bicchieri, pi. Verres a boire, pi. 1 .. Drop Goccia, f.
Goutte, f. ) - Drops Goccie, pi. Gouttes, pi. ) = Drove Armento, m. (greggia,
f.) Troupeau, m. ) . Droves Armenti, pi. (greggie, pi.) Troupeaux, pi. ) ..
Drum Tamburo, m. (istrom). Tambour (instrum.), m + — Drums Tamburi, pi.
Tambours, pi. + = Drummer Tamburo (uomo), m. Tambour (homme), ru. + . Drummers
Tamburini, pi. Tambours, pi. + .. Dru nek Ebrio, ag. m. Ivre, adj. m. >^ —
Drunck Ebria, ag. f. Ivre, adj. f. \ = Drunkard Imbriacone, m. Ivrogne, m. \ .
Drunkards Tmbriaconi, pi. Ivrognes, pi. !*>•» . . Dry Secco, ag. m. Sec,
adj. m. P - Dry Secchi, pi. Secs, pi. P = Dry Secca, ag. f. Sèche, adj. f. P •
Dry Secche, pi. Sèches, pi. P •• Dryness • Aridità, f. Aridité, f. V - Dublin
Dublino (citta) Dublin (ville) V = Ducat Ducato, m. Ducat, m. V . Ducats
Ducati, pi. Ducats, pi. v .. Duck Anitra, f. Canard, m. 0 — Ducks Anitre, pi.
Canards, pi. 0 = Duchess Duchessa, f. Duchesse, f. 0 . Duke Duca, m. Duc, m. 0
.. Dumb Muto, ag. m. Muet, adj. m. / - Dumb Aluta, ag. f. Muette, adj. f. / =
Dumb man Muto, m. Muet, m. / • Dumb men Muti, pi. Muets, pi. / •• Dumb woman
Muta, f. Muette, f. A - Dungeon Segreta, f. Cachot, m. A = Dungeons Segrete,
pi. Cachots, pi. A • During Durante, av. Pendant, adv. A •• During Durante che,
av. Pendant que, adv. T- Dust Polvere, f. Poussière, f. T == Dutchman Olandese,
m. Hollandais, m. Dutchmen Olandesi, pi. Hollandais, pi. T .. Dutiful
Obediente, ag. m. Obéissant, adj. m. Dutifuls Obedienti, pi. Obéissants, pi. L
= Dutiful Obediente, ag. f. Obéissante, adj. f. L • Dutiful Obedienti, pi.
Obéissantes, pi. L •• Duty Dovere, ni. Devoir, m. > . Ever since
•">. .. Ever so little ? - Every day P = Every P • Every body (ev P ••
Every where V — Evidence V = Evident v . Exactly v .. Exact 0 — Excellency 0 =
Exchange 0 . Exemplar 0 .. Exemplars 1 - Exercise / = Expense / . Expenses / ..
Experience A — Experiment A = Extensive A • Extensive A •• Extensive 1
Extensive T = Extent T . Extraordinary T • • Extraordinary ery one) ( uncom-
ENO— EXT Assai, av. Abbastanza, av. Enormità, f. Intrapresa, f. Epidemia, f.
Epigramma, m. Epistola, f. Eguale, ag. m. Eguali, pi. Eguale, ag. f . Eguali,
pi. Equatore, m. Equinozio, m. Equità, f. Incumbenza, f. Incumbenze, pi.
Errore, m. Saggio, m. Essenza, f. Stima, f. Eterno, ag. m. Eterni, pi. Eterna,
ag. f. Eterne, pi. Eternità, f. Europa, f. Europea, ag. f. Europeo, m. Europei,
pi. Eziandio (pure), av. Vigilia, f. Sera, m. Sempre, av. Eternamente, av.
Daquel tempo in poi,av. Un tantino, av. Tutto il giorno, (ogni Ogni, pr. ind.
fgiorno,a.) Ognuno, pron. ind. Ovunque, av. Evidenza, f. Evidente, ag. m.
Esattamente, av. Esatto, ag. m. Excellenza, f. Borsa, f. (cambio, m.)
Esemplare, ag. m. Esemplari, pi. Tema, m. Spesa, f. Spese, pi. Sperienza, f.
Sperimento, m. Vasto, ag. m. Vasti, pi. Vasta, ag. f. Vaste, pi. Estinzione, f.
Straordinario, ag. m. [mon)JStraordinarj, pi. Assez, adv. Suffisamment, adv.
Énormité, f. Entreprise, f. Épidémie, f. Ëpigramme, f. Ëpitre, f. Égal, adj. m.
Egaux, pi. Égale, adj. f. Égales, pi. Equateur, m. Équinoxe, m. Équité, f.
Commission, f. Commissions, d1. Erreur, f. Essai, m. Essence, f. Estime, f.
Éternel, adj. m. Éternels, pi. Éternelle, adj. f. Éternelles, pi. Éternité, f.
Europe, f. Européenne, adj. f. Européen, m. Européens, pi. Même, adv, Veille,
f. Soir, m. Toujours, adv* Éternellement, adv. Depuis ce temps là, adv. Tant
soit peu, adv. Tousles jours, adv. Chaque (tout, toute), p. i. Chacun, pron.
ind. Partout, adv. Évidence, f. Évident, adj. in. Exactement, adv^ Exact, adj.
m. Excellence, f . Bourse, f. (change, m.) Exemplaire, adj. m. Exemplaires, pi.
Thème, m. Dépense, f. Dépenses, pi. Expérience, f. Essai, m. Vaste (grand),
adj. m. Vastes (grands), pi. Vaste (grande), adj. f. Vastes (grandes), pi.
Étendue, f. Extraordinaire, adj. m. Extraordinaires, pi. Extraordinary
Straordinaria, ag. f. Extraordinaire, adj. f. L = Extraordinary Straordinarie,
pi. Extraordinaires, pi. L • Extraordinarily Straordinariamente, av.
Extraordinairement, a. L -. Express Staffetta, f. Exprès, m. ( - Expression
Espressione, f. Expression, f. ( = Expressions Espressioni, pi. Expressions,
pi. ( . Expulsion Espulsione, f. Expulsion, f. ( . Extension Estensione, f.
Extension, f. H- Extract [monly) Estratto, m. Extrait, m. [adv H =
Extraordinarily (uncom- Straordinariamente, av. Extraordinairement, H •
Extraordinary (uncomm . ) Straordinario, ag. m. Extraordinaire, adj. m. H .-
Extraordinary (uncom- Straordinaria, ag. f. Extraordinaire, adj. f. 1 -
Extravagance [mon.) Stravaganza, f. Extravagance, i. 1 = Extravagances
Stravaganze, pi. Extravagances, pi. 1 • Extravagant Stravagante, ag. m.
Extravagant, adj. m. I .. Extravagant Stravagante, ag. f. Extravagante, adj. f.
o — Eye Occhio, m. OEil, m. o = Eyes Occhi, pi. Yeux, pi. 0 . Eye-ball Pupilla,
f. Globe de l'œil, m. o .. Eye balls Pupille, pi. Globes de l'œil, pi. 1 -
Eye-brows Sopracciglia, f. pi. Sourcils, pi. f. 1 = Eye-lashes Ciglia, f. Cils,
pi. 1 . Eye-lid Palpebra, f. Paupière, f. 1 .. Eye-lids Palpebre, pi.
Paupières, pi. ) - Fable Favola, f. Fable, f. ) = Fabrication Fabricazione, f.
Fabrication ) • Fabric Fabrica, f. Bâtiment, m. ) .. Face Figura, f. Figure, f.
+ — Face Viso, m. Visage, m. -+- = Facile Facile, ag. m. f. Facile, adj. m. f.
+ . Facility Facilita, f. Facilité, f. + .. Facilities Facilita, pi. Facilités,
pi. ^s. — Faction Lega, f. Ligue, f. ""-V = Factory Residenza del
fattore, f. Fabrique, f. "V. . Fail Fallo, m. Défaut, m. "^ .. Fair
Biondo, ag. m- Blond, adj. m. P ~ Fair Biondi, pi. Blonds, pi. P = Fair Bionda,
ag. f. Blonde, adj. f. P • Fair Bionde, pi. Blondes, pi. P -. Fairness Onesta,
f. Probité, f. V - Fair sex Bel sesso, m. Beau sexe, m. V = Faith Fede, f. Foi,
f. v . Faithful Fedele, ag. m. f. Fidèle, adj. m. f. v .. Faithful Fedeli, pi.
Fidèles, pi. 0 — Faithfully Fedelmente, av. Fidèlement, adv. 0 = Fall Cascata,
f. Chute, f. 0 . Fame Fama, f, Renommée, f. 0 .. Familiar Familiare, ag. m.
Familier, adj. m. / - Familiar Familiari, pi. Familiers, pi. / = Familiar
Familiare, ag. f. Familière, adj. f. / . Familiar Familiari, pi. Familières,
pi. / .. Familiarity Domestichezza, f. Familiarité, f. A - Familiarly
Domesticamente, av. Familièrement, adv. A = Family Famiglia, f. Famille, f. A .
Families Famiglie, pi. Familles, pi. A •• Famous Famoso, ag. m. Fameux, adj. m.
Famous Famosa, ag. f. L = Fanaticism Fanatismo, m. L • Fanatic Fanatico, ag. m.
L •• Fanatic Fanatici, pi. ( - Fanciful Capriccioso, ag. m. ( = Fanciful
Capricciosa, ag. f. ( • Fancy Fantasia, f. ( •• Fane Tempio H- Fantastical
Fantastico, ag. m. H = Fan Ventaglio, m. H • Fans Ventagli, pi. H •• Far Lungi,
av. 1 - Far and wide Da tutte le parti, av. 1 = Far be it from me Dio non
voglia, av. 1 • Farce Farsa, f. 1 •. Farewell Addio, av. [trimenti), av. 0 —
Far otherwise Molto differente (ben ai- O = Farm Possessione, f. 0 . Farrier
Maniscalco, m. 0 .. Far-sought Ricercato, m. 1 - Far-sought Ricercata, ag. f. 1
= Ferthing Mezzo soldo inglese, m. "1 • Farthest Il più distante, av. 1 .-
Fashion Moda, f. ) - Fashions Mode, pi. ) = Fast Digiuno, m. ) . Fast day
Giorno di digiuno, m. ) .- Fat Grasso, ag. m. + - Fat Grasse, adj. f. + = Fatal
Fatale, ag. m. + . Fatal Fatale, ag. f. + .. Fatality Fatalità, f. •^ — Fatally
Fatalmente, av. -^ = Fate Destino, m. •% ^ . Fates Destino, m. ^ . . Father
Padre, m. P - Father Papa P = Father-in-law Suocero, m. P • Father less Senza
padre, ag. m. P •• Fatherly Paterno, ag. m. V — Fatherly Paterna, ag. f. V =
Fault Colpa, f. v . Fault Fallo, m. V .. Faults Falli, pi. 0 — Faulty
Colpevole, ag. m. f. 0 = Favour Favore, m. 0 . Favours Favori, pi. 0 .. Favour
Beneficio, m. 1 - Favours Benelicj, pi. / = Fear Paura, f. / . Fear Tema, f. /
.. Fears Timori, m. pi. A - Feast Festa, f. A = Feats Feste, pi. A • Feast
Festino, m. A .- Feather Piuma, f. T- Featherbed Letto di piuma, m. T =
February Febbrajo, m. T • Feeling Sensibile, ag. m. f. T •• Feeling Sensibili,
pi. Fameuse, adj. f. Fanatisme, m. Fanatique, adj. m. Fanatiques, pi.
Capricieux, adj. m. Capricieuse, adj. f. Fantaisie, f. Temple, m. •
Fantastique, adj. m. Eventail, m. Eventails, pi. Loin, adv. De tous côtés, adv.
A Dieu ne plaise, adv. Farce, f. Adieu, m. Bien autrement, adv. Ferme, f.
Maréchal ferrant, m. Recherché, adj. m. Recherchée, adj. f. Demi-sou anglais,
m. Le plus éloigné, adv. Mode, f. Modes, pi. Jeûne, m. Jour de jeûne, m. Gras,
adj. m. Grasse, adj. f. Fatal, adj. m. Fatale, adj. f. Fatalité, f.' Par
fatalité, adv. Destin, m. Destinée, f. (sort, m.) Père, m. Papa, m. Beau-père,
m. Sans père, adj. m. Paternel, adj. m. Paternelle, adj. f. Faute, f. Faute, f.
Fautes, pi. Coupable, adj. m. f. Faveur, f. Faveurs, pi. Bienfait, m.
Bienfaits, pi. Peur, f. Crainte, f. Craintes, pi. m. Fête, f. Fêtes, pi.
Festin, m. Plume, f. Lit de plumes, m. Février, m. Sensible, adj. m. f.
Sensibles, pi. L - Feelingly L = Feeling L • Feeling L •• Feelings ( - Feet ( =
Feint ( Felicity ( •• Fellow H - Fellow-citizen H = Fellow-creature H •
Fellow-labourer H .- Fellow-ship 1 - Fellow-soldier I = Fellow-student 1 .
Fellow-traveller 1 •• Female o — Feminine o = Feminine o . Feminine gender 0 ..
Fen 1 - Fencing 1 = Fencing-school 1 . Fencing-master 1 .. Ferryman ) -
Ferrymen ) = Fertility ) . Fever ) .. Few + — Fiction + == Fiddle + . Fiddles +
.. Fidelity »*. Field ^, — Fields -^ . Field-piece N« . . Field-pieces p Fig p
= Figs p . Filth p .. Fine V - Fine V = Fine v . Fine v .. Fine 0 — Fine 0 =
Fine 0 . Fine complexion 0 .. Finery 1 - Finger / = Fingers / • Fire / ••
Fire-lock A — Fire-locks A = First A • Fish-day A .. Fish T- Fishes T = Fisher
man T • Fisher men T •• Fish market FEE— FIS Sensibilmente, av. Tatto, m.
Sentimento, m. Sentimenti, pi. Piedi, pi. Finta, f. Felicita, f. Uguale, ag. m.
f. Concittadino, m. Creatura umana, f. Coìlaboratore, m. Società, f. Compagno
d'armi, m. Condiscepolo, m. Compagno di viaggio,m. Femmina, ag. f. (anim.)
Femminino, ag. m. Femminina, ag. f. Genere femminino, m. Palude, 1'. Scherma,
f. Sala d'armi, f. Maestro di scherma, m. Barcajuolo, m. Barcajuoli, pi.
Fertilità, f. Febre, f. Pochi, av. pi. Fizione, f. Violino, m. Violini, pi.
Fedeltà, f. Campo, m. Campi, pi. Pezza da campagna, f. Pezze da campagna;, pi.
Fico, ni. Fichi, pi. Porcheria, f. Fino, ag. m. Fini, pi. Fina, ag. f. Fine,
pi. Bello, ag. m. Beila, ag. f. Multa, f. Buona cera, f. Ornamento, m. Dito, m.
Dita, pi. f. Fuoco, m. Fucile, m. Fucili, pi. Primo, ag. m. Giorno di magro, m.
Pesce, m. Pesci, pi. Pescatore Pescatori, pi. Pescheria, f. 803 Sensiblement,
adv. Tact, m. Sentiment, m. Sentiments, pi. Pieds, pi. Feinte, f. Félicité, f.
Égal, adj. m. Concitoyen, m. Créature humaine, f. Camarade de travail, m.
Société, f. Compagnon d'armes, m. Condisciple, m. Compagnon devoyage,m.
Femelle, adj. f. (animal) Féminin, adj. m. Féminine, adj. f. Genre féminin, m.
Marais, m. Escrime, f. École d'escrime, f. Maître d'escrime, m. Batelier, m^
Bateliers, pi. Fertilité, f. Fièvre, f. Peu, adv. pi. Fiction, f. Violon, m.
Violons, pi. Fidélité, f. Champ, m. Champs, pi. Pièce de campagne, f . Pièces
de campagne, pi. Figue, f. Figues, pi. Saleté, f. Fin, adj. f. Fins, pi. Fine,
ad . f. Fines, pi. Beau, adj. m. Belle, adj. f. Amende, f. Joli teint, f.
Parure, m. Doigt, m. Doigts, pi. Feu, m. Fusil, m. Fusils, pi. Premier, adj. m.
Jour maigre, m. Poisson, m- Poissons, pi. Pécheur, m. Pêcheurs, pi.
Poissonnerie, f. 804 FIS— FOO L - Fist Pugno, m. Poing, m. L = Fists Pugni, pi.
Poings, pi. L Flagon Boccetta, f. Flacon, m. L - Flake Scintilla, f. Étincelle,
f. ( - Flake Fiocco, m. Flocon, m. ( = Flame (blaze) Fiamma Flamme, f. ( •
Flank Fianco, m. Flanc, m. ( .. Flap Percossa, f. Coup, m. H- Flask Fiasco, m.
Bouteille, f. H = Flat Piatta, ag. f. Plate, adj. f. H • Flat Piatte, f.
Plates, pi. H - Flat Piatto, ag. m. Plat, adj. m. 1 - Flat Piatti, pi. Plats,
pi. 1 = Flatterer Adulatore, m. Flatteur, m. 1 . Flatterers Adulatori, pi.
Flatteurs, pi. 1 -• Flatterer Lusinghiera, f. Flatteuse, f. o — Flattery
Lusinga, f.(adulazione,f.) Flatterie, f. o = Flatteries Lusinghe,
pl.(adulazioni) Flatteries, pi. 0 . Flaw Difetto, m. Défaut, m. 0 .. Flaws
Difetti, pi. Défauts, pi. 1 - Flax Lino, m. Lin, m. 1 = Fleet Flotta, pi.
Flotte, f. 1 • Fleets Flotte, pi. Flottes, pi. Flesh Carne, f. Chair, f. ) —
Flight Stormo d'uccelli, m. Compagnie d'oiseaux ) = Flight Fuga, f. Fuite, f.
Flight Truppa, f. Bande, f. Florence Firenze (citta) Florence (v.) + — Florist
Fiorista, m. f. Fleuriste, m. f. + — Flour Farina, f. Farine, f. 4- . Flower
Fiore, m. Fleur, f. + .. Flowers Fiori, pi. Fleurs, f. » — Flower-garden
Platea, f. Parterre, f. ^ = Flute Flauto, m. Flûte, f. . Fly Mosca, f. Mouche,
f. ^ .. Flies Mosche, pi. Mouches, pi. p Foetus Feto, m. Fœtus, m. P = Fog
Nebbia, f. Brouillard, m. P . Fold Piega, f. Pli, m. P .. Folds Pieghe, pi.
Plis, pi. V — Folding-screen Paravento, m. Paravent, m. V = Folding-stick
Stecco, m. Plioir, m. v . Folding Piegatura, f. Pliage, m. v .. Folks Gente, f.
Gens, m. 0 — Folly (madness) Pazzia, f. Folie, f. 0 = Folly Sproposito, m.
Sottise, f. 0 . Follies Spropositi, pi. Sottises, pî. 0 .. Food Vitto, m.
Nourriture, f. / - Food Cibo, m. Nourriture, f. / = Fool Sciocco, m. Sot, m. /
. Fools Sciocchi, ph Sots, pi. / .. Fool Sciocca, f. Sotte, f. A - Fools
Sciocche, pi. Sottes, pi. A = Foolish Sciocco, ag. m. Sot, adj. m. A • Foolish
Sciocchi, pi. Sots, pi. A .. Foolish Sciocca, ag. Sotte, adj. f. T- Foolish
Sciocche, pi. Sottes, pi. "f = Foolishness Semplicità, f. Simplicité, f. T
Foolishly Scioccamente, av. I Sottement, adv. T ..1 Foolish-trick Pazzia, f. 1
Folie, f. L - Foolish-tricks L = Foot L • Foot-path L •• Foot-paths ( -
Foot-soldier ( = Foot-soldiers ( • For ( .. For H - For that H = For the H •
For the H • For the 1 — For the 1 = For the 1 . For the 1 •• Force o — For want
of o = Fore o . Fore fathers 0 .. Foreign 1 - Foreign "1 = Foreign 1 .
Foreign "1 .. Foreigner ) - Foreigners ) = Foreigner ) . Foreigners ) ..
Forest + — Forgetfulness + = Fork + . Forks + .. Form — — Formal ^ = Formation
"^ Formerly »~s. .. Fortification p - Fortnight p = Fortune ? .
Fortunately p .. Forward V - Founder V = Founders V • Foundery V .. Foundling 0
— Foundlings 0 = Fountain 0 . Fountains 0 .. Four 1 ~ Fourth 1 = Fox 1 • Foxes
/ .. France A - Frank A = Franks A . Frank A .. Frank T- Frank T = Frank T •
Frankness T •• Frankfort POO— FRA Pazzie, pi. f. Piede, m. Marciapiede, m.
Marciapiedi, pi. Fante (t. mil.) Fanti, pi. Perchè, av. cong. Per (o da), prep.
Perciò, prep. Per il, prep. m. s. Per lo, prep. m. s. Per la, prep. f. s. Per
i, prep. m. pi. Per gli, prep. m. pi. Per le, prep. f. pi. Forza, f. Per
mancanza di, av. Anteriore, ag. m. Antenati, pi. m. Straniero, ag. m.
Stranieri, pi. Straniera, ag. f. Straniere, pi. Forestiero, m. Forestieri, pi.
Forestiera, f. Forestiere, pi. Foresta, f. Oblio, m. Forchetta, f. Forchette,
pi. Forma, f. Formale, ag. m. Formazione, f. Altrevolte, av. Fortificazione, f
Quindicina, f. Fortuna, f. Fortunatamente, av. Inavanti, av. Fonditore, m.
Fonditori, pi. Fonderia, f. Fanciullo esposto, m. Fanciulli esposti, pi.
Fontana, f. Fontane, pi. Quattro, num. Quarto, n. de num. Volpe, . Volpi, pi.
Francia, f. Franco, m. (p. di20s.) Franchi, pi. Franco, ag. m. Franchi, pi.
Franca, ag. f. Franche, pi. Franchezza, f. Francoforte (e.) 805 Folies, pi.
Pied, m. Sentier, m. (trottoir) Sentiers, pi. (trottoirs) Fantassin, m.
Fantassins, pi. Car, conj. Pour (ou par), prép. Pour cela, prép. Pour le, prép.
m. s. Pour le, prép. m. s. Pour la, prép. f. Pour les, prép. m. pi. Pour les,
prép. m. pi. Pour les, prép. f. pi. Force, f. Faute de, adv. Antérieur, adj. m.
Ancêtres (aïeux), pL m. Étranger, adj. m. Étrangers, pi. Étrangère, adj. f.
Étrangères, pi. Étranger, m. Étrangers, pi. Étrangère, f. Étrangères, pi.
Forêt, f. Oubli, m. Fourchette, f. Fourchettes, pi. Forme, f. Formel, adj. m.
Formation, f. Autrefois, adv. Fortification, f. Quinzaine, f. Fortune, f. Par
bonheur, adv. En avant, adv. Fondeur, m. Fondeurs, pi. Fonderie, f.
Enfant-trouvé, m. Enfants-trouvés, pi. Fontaine, f. Fontaines, pi. Quatre,
nomb. Quatrième, n. de nomb. Renard, m. Renards, pi. France, f. Franc (20 sous)
m. Francs, pi. Franc, adj. m. Francs, pi. Franche, adj. f. Franches, pi.
Franchise, f. Francfort (v.) Frankly Free Free Free Free Freely French-beans
French French French (the) Frenchman French woman French women French tongue
(the) Frequence Frequent Friday Friend Friends Friend (female) Friends (female)
Friendless Friendly Friendship Fright Frightful Frightful From above From
beginning to end From From her From him From it From me From lord From lady
From his aunt From his brother From his brother in law From his cousin From his
cousin From his daughter From his daught. in law From bis husband From his
father From his grand father From his grand mother From his mother From his
nephew From his niece From his sister From his sister in law From his son From
his son in law From his uncle From his wife From his majesty From his holiness
From his bigness From his excellency FRA— FRO Francamente, av. Libero, ag. m.
Liberi, pi. Libera, ag. f. Libere, pi. Liberamente, av. Fagioletti, m. pi.
Francese, ag. m. Francese, ag. f. Francesi (i), m. pi. Francese, m. Francese,
f. Francesi, pi. Lingua francese (la), f. Frequenza, f. Frequente, ag. m.
Venerdì, m. Amico, m. Amici, pi. Amica, f. Amiche, pi. Senza amici, av.
Amichevole, ag. m. Amicizia, f. Spavento, m. Spaventevole, ag. m. f.
Spaventevoli, pi. Di lassù, av. D'un capo ali altro, av. Da, prep. Da lei, da
essa, abl. Da lui, da esso, abl. Da lui, da lei, da esso Da me, pr. pers. abl.
Dal signor, m. Dalla signora, f. Da sua zia, f. Da suo fratello, m. Da suo
cognato, m. Da suo cugino, m. Da sua cugina, f. Da sua figlia, f. Da sua nuora,
f. Da suo marito, m. Da suo padre, m. Da suo nonno, m. Da sua nonna, f. Da sua
madre, f. Da suo nipote, m. Da sua nipote, f. Da sua sorella, f. Da sua
cognata, f. Da suo figlio, m. Da suo genero» m. Da suo zio, m. Da sua moglie,
f. Da sua maestà, f. Da sua santità, f. Da sua altezza, f. Da sua eccellenza,
f. Franchement, adv. Libre, adj. m. Libres, pi. Lihre, adj. f. Libres, pi. Librement,
adv. Haricots verts, m. pi. Français, adj. m. Française, adj. f. Français
(les), pi. Français, m. Française, f. Françaises, pi. Langue française (la), f
Fréquence, f. Fréquent, adj. m. Vendredi, m. Ami, m. Amis, pi. Amie, f. Amies,
pi. Sans amis, adv. En ami, adj. m. Amitié, f. Épouvante, f. Épouvantable, adj.
m. Épouvantables, pi. D'en haut, adv. D'un bout à l'autre, adv, De, par, prép.
D'elle, abl. De lui, ab. De lui, d'elle, pr. n. abl. De moi, pr. pers. abl. De
monsieur, m. De madame, f. De sa tante, f. De son frère, m. De son beau-frère,
m. De son cousin, m. De sa cousine, f. De sa fille, f. De sa bru, f. De son
mari, m. De son père, m. De son grand-père, m. De sa grand'mère, f. De sa mère,
f. De son neveu, m. De sa nièce, f. De sa sœur, f. De sa belle-sœur, f . De son
fils, m. De son gendre, m. De son oncle, m. De sa femme, f. De sa majesté, f.
De sa sainteté, f. De son altesse, f . De son excellence, f. From his From his
From his From his From my auat From my brother From my brother in law From my
cousin From my cousin From my daughter From my daught. in law From my husband
From my father From my grand father From my grand mother From my mother From my
nephew From my niece From my sister From my sister in law From my son From my
son in law From my uncle From my wife From my From my From my From my From our
From our From our From our From their From their From their From their From thy
From thy From thy From thy From thy aunt From thy brother From thy brother in
law From thy cousin From thy cousin From thy daughter From thy daught. in law
From thy husband From thy father From thy grand father From thy grand mother
From thy mother From thy nephew From thy niece From thy sister From thy sister
in law From thy son From thy son in law From thy uncle From thy wife FRO— FRO
Dal suo, pr. pos. m. Dai suoi, pi. Dalla sua, pr. poss. Dalle sue, pi. Da mia
zia, f. Da mio fratello, m. Da mio cognato, m. Da mio cugino, ni. Da mia
cugina, f. Da mia figlia, f. Da mia nuora, f. Da mio marito, m. Da mio padre Da
mio nonno, m. Da mia nonna, f . Da mia madre, f. Da mio nipote, m. Da mia
nipote, f. Da mia sorella, f. Da mia cognata, f. Da mio figlio, m. Da mio
genero, m. Da mio zio, m. Da mia moglie, f. Dal mio, pr. pos. m. Dai miei, pi.
Dalla mia, pr. pos. f. Dalle mie, pi. Dal nostro, pr. pos. m. Dai nostri, pi.
Dalla nostra, pr. pos. f. Dalle nostre, pi. Dal loro, pr. pos. m. Dai loro, pi.
Dalla loro, pr. pos. f. Dalle loro, pi. Dal tuo, pr. p. m. Dai tuoi, pi. Dalla
tua, pr. poss. f. Dalle tue, pi. Da tua zia, i. Da tuo fratello, f. Da tuo
cognato, m. Da tuo cugino, m. Da tua cugina, f. Da tua figlia, f. Da tua nuora,
f. Da tuo marito, m. Da tuo padre, m. Da tuo nonno, m. Da tua nonna, f. Da tua
madre, f. Da tuo nipote, m. Da tua nipote, f. Da tua sorella, f. Da tua cognata,
f. Da tuo figlio, m. Da tuo genero, m. Da tuo zio, m. Da tua moglie, f. 807 De
son, pr. pos. m. De ses, pi. De sa, pr. pos. f. De ses, pi. De ma tante, f. De
mon frère, m. De mon beau-frère, m. De mon cousin, m. De ma cousine, f. De ma
fille, f. De ma bru, f. De mon mari, m. De mon père, m. De mon grand-père, m.
De ma grand'mère, f. De ma mère, f. De mon neveu, m. De ma nièce, f. De ma
sœur, f. De ma belle-sœur, f. De mon fils, m. De mon gendre, m. De mon oncle,
m. De ma femme, f. Demon, pr. pos. m. De mes, pt. De ma, pr. p. f. De mes, pi.
De notre, pr. p. m. De nos, pi. De notre, pr. pos. m. De nos, pi. De leur, pr.
pos. m. De leurs, pi. De leur, pr. pos. f. De leurs, pi. De ton, pr. pos. m. De
tes, pi. De ta, pr. pos. f. De tes, pi. De ta tante, f. De ton frère, m. De ton
beau-frère, m. De ton cousin, m. De ta cousine, f. De ta lille, f. De ta bru,
i. De ton mari, m. De ton père, m. De ton grand-père, m. De ta grand-mère, f.
De ta mère, f. De ton neveu; m. De ta nièce, f. De ta sœur, f. De ta belle-sœur,
f. De ton fils, m. De ton gendre, m. De ton oncle, m. xxx De ta femme, f. r 808
FRO— FUR L - From your aunt Da vostra zia, f. De votre tante, f. L = From your
brother Da vostro fratello, m. De votre frère, m. L • From yourbrother in law
Da vostro cognato, m De votre beau-frère, m L -. From your cousin Da vostro
cugino, m. De votre cousin, m. ( - From your cousin Da vostra cugina, f. De
votre cousine, f. ( = From your daughter Da vostra figlia, f. De votre fille,
m. ( . From your daugh. inlaw Da vostra nuora, f. De votre bru, f. ( .. From
your husband Da vostro marito, m. De votre mari, m. H - From your father Da
vostro padre, m. De votre père, m. -} = From your grand father Da vostro nonno,
m. De votre grand-père, m -\ . From your grandmother Da vostra nonna, f De
votre grand'mère, f. -\ .. From your mother Da vostra madre, f. De votre mère,
f. 1 - From your nephew Da vostro nipote, m. De votre neveu, m. 1 = From your
niece Da vostra nipote, f. De votre nièce, f. ! • From your sister Da vostra
sorella, f. De votre soeur, f. 1 •- From your sister in law Da vostra cognata,
f. De votre belle-soeur, f. o — From your son Da vostro figlio, m. De votre
fils, m. o == From your son in law Da vostro genero, m. De votre gendre, m. 0 .
From your uncle Da vostro zio, m. De votre oncle, m. 0 .. From your wife Da
vostra moglie, f. De votre femme, f. 1 — From your majesty Da vostra maestà, f
. De votre majesté, f. "1 = From your hoiiness Da vostra santità, f. De
votre sainteté, f. From your highness Da vostra altezza, f. De votre altesse,
f. From your excellency Da vostra eccellenza, f. De votre excellence, f. ) —
From your Dal vostro, pr. pos. m. De votre, pr. p. m. ) = From your Dai vostri,
pi. De vos, pi. From your Dalla vostra, pr. pos. f. De votre, pr. p. f. ) • •
From your Dalle vostre^ pi. De vos, pi. H From the Dal, art. m. s. abl. Du,
art. m. s. abl. + = From the Dallo, art. m. s. abl. Du, art. m. s. abl. 4- .
From the Dagli, art. m. pi. abl. Des, art. m. pi. abl. -1- .. From the Dalla,
art. f. s. abl. De la, art. f. s. V - From the Dalle, art. f. pi. abl. Des,
art. f. pi. abl. V = From the Dai, art. m. pi. abl. Des, art. m. pi, abl. V .
From thee Da te, pron. pers. abl. De toi, pr. pers. abl. V .. From thence Di
là, av. De là, adv. ? - From them Da loro (da essi), abl. D'eux, abl. p = From
them Da loro (da esse), abl. D'elles, abl. p . From us Da noi, abl. De nous,
abl. p .. From where Onde, av. D'oU, adv. V — From you Da voi, abl. De vous,
abl. V = Front Fronte, f. Front, m. V . Frost Gelo, m. Gelée (glace), f. V ..
Fruit Frutto, m. Fruit, m. 0 — Fruits Frutti, pi. Fruits, pi. 0 = Fried
(things) Fritto, m. Friture, f. 0 . Fried (things) Frittura, f. Friture, f. 0
.. Frying-pan Padella, f. Poêle à frire, f. / — Fugitive Fugitive, ag. m.
Fugitif, adj. m. / = Fulgent Risplendente, ag. m. Resplendissant, adj. m. / .
Fui Pieno, ag. m. Plein, adj. m. / Fui Piena, ag. f. Pleine, adj. f. A — Fully
Pienamente, av. Pleinement, adv. A == Fund Fondo, m. Fond, m. A . Funeral
Funerale, m. Enterrement, m. A .. Furious Furioso, ag. m. Furieux, adj. m. T —
Furious Furiosa, ag. f. Furieuse, adj. f. T = Furiously Furiosamente, av.
Furieusement, adv» T • Furrow Solco, m. Sillon, m. T ... Furrows Solchi, pi.
Sillons, pL L - L = L • L •• Fury Future Future tense Fy ! (fy upon it!) FUR— GIB
Furia, f. Avvenire, m. Futuro, ag. m. (tempo) Oìból interj. 809 Furie, f.
Avenir, m. Futur (temps), m. Fi (fi donc) ! int. ( — Gage Pegno, m. ( = Gaiety
Allegria, f. ( Gale Vento fresco, m. ( .. Gallant Galante, ag. m. H — Gallant
Amante, m. -\ = Gallantly Galantemente, av. H . Gallantry Galanteria, f. H ••
Gallery Galleria, f. 1 — Galleries Gallerie, pi. 1 = Game Giuoco, m. 1 . Games
Giuochi, pi. 1 •• Game Cacciagione, f. o — Gamekeeper Guardiano di cacciagione
o = Guard Guardia, f. o . Guards Guardie, pi. o .. Garden Giardino, m. 1 -
Gardens Giardini, pi. 1 = Gardener Giardiniere, m. 1 . Gardeners Giardinieri,
pi. 1 .. Garters Legacce, pi. f. ) - Gem Gemma, f. ) = Gender Genero, m. ) .
General Generale, m. ) .. Generals Generali, pi. + — General map Mappamondo, m.
+ = Generosity Generosità, f. + . Generous Generoso, ag. m. + .. Generous
Generosi, pi. V. — Generous Generosa, ag. f. -»» = Generous Generose, pi. -^ .
Genius Genio, m. •^ .. Genius Genj, pi. p — Genoa Genova, f. (e.) p = Gentleman
Gentiluomo, m. p . Gentlemen Signori, pi. p .. Gentlemans son Figlio di
famiglia, m. V — Geographer Geografo, m. V = Geographers Geografi, pi. V .
Geography Geografia, f. v .. Geometer Geometra, m. 0 — Geometers Geometri, pi.
0 = Geometrical Geometrico, ag. m. 0 . Geometrical Geometrica, ag. f. 0 ..
Geometrical Geometriche, pi. / - Geometrically Geometricamente, av. / -
Geometry Geometria, f. / • German Alemanno (tedesco), m. / •• Germans Alemanni
(tedeschi), pi. A - German woman Alemanna (tedesca), f. A = Germany Alemagna,
f. A • Gibbet Forca, f. A • Gibraltar Gibilterra, f. (e.) Gage, m. Gaieté, f.
Coup de vent, m. Brave, adj. m. Amoureux, m. Galamment, adv. Galanterie, f.
Galerie, f. Galeries, pi. Jeu, m. Jeux, pi. Gibier, m. Garde-chasse, m. Garde,
f. Gardes, pi. Jardin, m. Jardins, pi. Jardinier, m. Jardiniers, pi.
Jarretières, f. pi- Gemmes, f. Genre, m. Général, m. Généraux, pi. Mappe-monde,
f. Générosité, f. Généreux, adj. m. Généreux, pi. Généreuse, adj. f.
Généreuses, pi. Génie, m. Génies, pi. Gènes (v.) Gentilhonv ne, m. Messieurs,
pi. Fils de famille, m. Géographe, m. Géographes, pi. Géographie, f. Géomètre,
m. Géomètres, pi. Géométrique, adj. m. Géométrique, adj. f. Géométriques, pi.
Géométriquement, adr. Géométrie, f. Allemand, m. Allemands, pi. Allemande, f.
Allemagne, f. Gibet, m. Gibraltar (v.) 68. 810 GIF— GRA L - Gift Dono, m. Don,
m. L = Gifts Doni, pi. Dons, pi. L • Girl Ragazza, f. Fille, f. L -. Girth
Cinghia, f. Sangle,?f. ( - Glance Occhiata, f. Coup-d'oeil, m. ( = Glass Vetro,
m. Verre, m. ( . Glasses Vetri, pi. Verres, pi. Glazier Vetrajo, m. Vitrier, m.
^ — Globe Globo, m. Globe, m. ^ = Glory Gloria, f. Gloire, m. H . Glove Guanto,
m. Gant, m. H ., Gloves Guanti, pi. Gants, pi. i — Glutton Ghiotto, m.
Gourmand, m. i = Gluttons Ghiotti, pi. Gourmands, pi. i Glutton Ghiotta, f.
Gourmande, f. i .. Gluttons Ghiotte, f. Gourmandes, pi. o — Goal Prigione, f.
Prison, f. 0 = God Dio, m. Dieu, m. 0 . God head Divinità, f. Divinité, f. o ..
God-father Patrino, m. Parrain, m. 1 - God-father Compare, m. Parrain, m. 1 =
God forbid Dio mene guardi, av. Dieu m'en préserve, adv. 1, Godliness Santità
(pietà), f. Sainteté (piété), f. 1 .. God-mother Commare, f. Marraine, f. ) -
God-mother Madrina, f. Marraine, f. ) = God forbid Dio non voglia, av. A Dieu
ne plaise, adv- ) . God help me Misericordia, esci. Miséricorde, int. ) .. Gold
Oro, m. Or, m. -1 — Goldsmith Orefice, m. Orfèvre, m. -f = Good Buono, ag. m.
Bon, adj. m. + . Good Buoni, pi. Bons, pi. + .. Good Buona, ag1. f. Bonne, ad.
f. Good Buone, pi. Bonnes, pi. = Goods Mercanzie, pi. f. Marchandises, pi, f.
-•»- . Good friday Venerei santo, m. Vendredi-Saint, m. ^ . . Goodness Bontà,
f. Bonté, f. p - Gospel Evangelio, m. Évangile, m. ? = Government Governo, m.
Gouvernement, m. ? . Gown Veste, f. Robe, f. ? • • Gowns Vesti, pi. Robes, pi.
V — Grace (favour) Grazia, f. Grâce, f. V = Graces Grazie, pi. Grâces, pi. v .
Gracefully Graziosamente, av. Avec grâce, adv. v .. Graceful Grazioso, ag. m.
Gracieux, adj. m. 0 — Graceful Graziosi, pi. Gracieux, pi. 0 = Graceful Graziosa,
ag. f. Gracieuse,~adj.'f. 0 . Graceful Graziose, pi. Gracieuses, pï. 0 ..
Graceless Senza grazia, av. Sans grâce, adv. / - Graciously Con grazia, av.
Avec grâce, adv. Gradual Graduale, ag. m. Graduel, adj. m. / . Gradually
Gradualmente, av. Graduellement, adv. / •■ Graduate Un graduato, m. Un gradué,
m. A — Graft Innesto, m. Greffe, m. Grain Seme, m. Grain, m. A • Grammar
Grammatica, f. Grammaire, f. A •• Grammars Grammatiche, pi. Grammaires, pi. T —
Grammatical Grammaticale, ag. m. Grammatical, adj. m. T = Granary Granajo, m.
Grenier, m. T • Granate Un granito, m. Marbre semblable au gra- T ■• Grand
Grande, ag. m. Grand, adj m. [nil, m. GRA— GUN L - Grand-father Nonno, m. L =
Grand-mother Nonna, f. L • Grand-child Nipotino, m. L •• Grand-daughter Nipotina,
f. ( - Grand-son Nipote, m. ( = Grass Erba, f. ( . Grateful Grata, ag. f. ( ..
Grateful Grato, ag. m. H - Gratefully Con riconoscenza, av. -1 = Gratefulness
Gratitudine, f. ^ . Gratification Gratificazione, f. H .. Gratingly
Acerbamente, av. 1 - Gratis Gratis, av. 1 = Gratitude Gratitudine, f. 1 .
Gratulation Congratulazione, f. 1 .. Gratulations Congratulazioni, pi. o —
Graver Intagliatore, m. o = Gravity Gravita, f. o . Gray Grigio, ag. m. o ..
Great (large) Grande, ag. m. 1 - Great (large) Grandi, pi. 1 = Great (large)
Grande, ag. f. "1 • Great (large) Grandi, pi. 1 •• Greatly Grandemente,
av. ) - Greek Greco, m. ) = Greeks (the) Greci, pi. ) • Grecian-woman Greca, f.
) -, Greece Grecia, f. + — Greedily Avidamente, av. + = Greediness Avidità, f.
+ . Greedy Avido, ag/m. + .. Greedy Avida, ag. f. \ — Greek tongue (the) Lingua
greca (la), f, «^ = Green Verde, ag. m. ^ . Green Verdi, pi. .. Green Verde,
ag. f. P - Green Verdi, pi. P = Greenness Verdura, f. ? • Grief Dispiacere, m.
P ... Griefs Dispiaceri, pi. V - Grimaces Morfie, f. p. (versacci,m.) V =
Grocer Droghiero, m. V . Groom Mozzo dislalia, m. v .. Gross Grosso, ag. m. 0 —
Grotto Grotta, f. 0 = Grottos Grotte, pi. 0 . Ground Terra, f. 0 ..
Ground-floor Piano-terreno, m. / - Group Gruppo, m. [to), m. / = Grove
Boschetto (andito coper- / Groves Boschetti(anditi coperti), / .. Guest
Sospite, m. [pi. A - Guilt Colpa, f. A = Guiltless Innocente, ag. m. A • Guilty
Colpevole, ag. m. f. A •• Guilty Colpevoli, pi. T- Guitar Chitarra, f. T = Gum
Gomma, f. T • Gums Gengive, f. pi. T •• Gun Fucile, m. 811 Grand-père, m.
Grand'mère, f. Petit-fils, m. Petite-fille, f. Petit-fils, m. Herbe, f.
Reconnaissante, adj. f. Reconnaissant, adj. m. Avec reconnaissance, ad.
Reconnaissance, f. Gratification, f. Désagréablement, adv. Gratis, adv.
Gratitude, f. Congratulation, f. Congratulations, pi. Graveur, m. Gravité, f.
Gris, adj. m. Grand, adj. m. Grands, adj. pi. Grande, adj. f. Grandes, pL
Grandement, adv. Grec, m. Grecs (les), pi. Grecque, f. Grèce, f. Avec avidité,
adv. Avidité, f. Avide, adj. m. Avide, adj. f. Langue grecque ( la ),f. Vert,
adj. m. Verts, pi. Verte, adj. f. Vertes, pi. Verdure, f. Chagrin, m. Chagrins,
pi. Grimaces, f. pi- Épicier, m. Garçon d'écurie, m. Gros, adj. m- Grotte, f .
Grottes, pi. Terre, f. Rez-de-chaussée, m. Groupe, m. [te, f.) Bocage, m.
(allée couver- Bocages, pi. (allées cou- Hôte, m. [vertes, pia Crime, m.
Innocent, adj. m. Coupable, adj. m. f- Coupables, pi. Guitare, f. Gomme, f.
Gencives, f- pi. Fusil, m. 812 L - Guns L = Gunner L • Gymnastics L •• Gyves
GUN— HAS Fucili, pi. Cannoniere, m. Ginnastica, f. Ceppi di ferro, m. pi.
Fusils, pi. Cannonier, m. Gymnastique, f. [m. pi. Fers qu'on met aux pied s, H
( - Habitation ( = Habitations ( . Hack ( .. Hague H - Hail H = Hair -1 . Hak- 4
•• Half 1 — Half-an-hour 1 = Half 1 . Hall 1 •• Halls o — Ham o = Hammer 0 .
Hamper o .. Hand "1 — Hands 1 =r Handkerchief 1 . Handkerchiefs "1 •
Handsome ) — Handsome ) = Handsomely ) . Handy ) •• Handy + — Handy -f- = Handy
+ Hangman + • Hapless -v. Hapless •^N = Happily "««S Happiness ^ .. Happy
C — Happy ? = Happy p . Happy 9 Hard V — Hard V = Hard V • Hard v .. Hardily 0
— Hardly 0 = Hardly 0 . Hare 0 .. Hares 1 - Harlequin 1 = Harp / . Harsh / ..
Harvest A — Harvest A = Harte A • Hastiness A •• Hastily Abitazione, f.
Abitazioni, pi. Carrozza d'aflilto, m. Aja(c) Grandine, f. Capello, m. Capelli,
pi. Mezzo, ag. m. Mezz'ora, f. Mezza, ag. f. Sala, f. Sale, pi. Prosciutto, m.
Martello, m. Paniere, m. Mano, f. Mani, pi. Fazzoletto, m. Fazzoletti, pi. Bello,
ag. m. Bella, ag. f. Con grazia, av. Accorto, ag. m. Accorti, pi. Accorta, ag.
f. Accorte, pi. Boja, m. Sfortunato, ag. m. Sfortunata, ag. f. Felicemente, av.
Felicita, f. Felice, ag. m. Felici, pi. Felice, ag. f. Felici, pi. Duro, ag. m.
Duri, pi. Dura, ag. f. Dure, pi. Arditamente, av. A pena, av. Difficilmente,
av. Lepre, m. Lepri, pi. Arlecchino, m. Arpa, f. Rozzo, ag. m. Messe, f.
Raccolta, f. Fretta, f. Prestezza, f. In fretta, av. Habitation, f.
Habitations, pi. Voiture de remise, f. La Haye (v.) Grêle, f. Cheveu, m.
Cheveux, pi. Demi, adj. m. Une demi-heure, f. Demie, adj. f. Salle, f. Salles,
pi. Jambon, m. Marteau, m. Panier, m. Main, f. Mains, pi. Mouchoir, m.
Mouchoirs, pi. Beau, adj. m. Belle, adj. f. Avec grâce, adv. Adroit, adj. m.
Adroits, pi. Adroite, adj. f. Adroites, pi. Bourreau, m. Malheureux, adj. m.
Malheureuse, adj. f. Heureusement, adv. Félicité, f. Heureux, adj. m. Heureux,
pi. Heureuse, adj. Heureuses, pi. Dur, adj. m. Durs, pi. Dure, adj. f. Dures,
pi. Hardiment, adv. A peine, adv. Difficilement, adv. Lièvre, m. Lièvres, pi.
Arlequin, m. Harpe, f. Rude, adj. m. Moisson, f. Récolte, f. Hâte, f. Vitesse,
f. A la hâte, adv. f. HAT— HEN 81 L - - Hat Cappello, m. Chapeau, m. L = = Hats
Cappelli, pi. Chapeaux, pi. L Hateful Odioso, ag. m. Odieux, adj. m. L .
Hateful Odiosa, ag. f. Odieuse, adj. f. ( - • Hatred Odio, m. Haine, f. ( =
Hatreds Odj, pi. Haines, pi. ( • Hatter Cappellajo, m. Chapelier, m. ( ..
Hatters Cappellaj, pi. Chapeliers, pi. H - Haughtily Fieramente, av. Hautainement,
adv. H = Haughtiness Fierezza, f. Hauteur, f. ^ • Haughty Altiero, ag. m.
Hautain, adj. m. H .. Haughty Altiera, ag. f. Hautaine, adj. f. 1 - Haven Un
porto, m. Un port, m. 1 = Hay Fieno, m. Foin, m. 1 . Hazard Pericolo, m.
Danger, m. 1 .. Haze Nebbia, f. Brouillard, m. 0 — He Egli, pr. m. s. 11, pr.
m. s. o = He Esso, pr. m. s. Il, pr. m. s. o . He knows better Egli sa meglio,
av. Il sait mieux, adv. o .. Head Testa, f. Tête, f. 1 - Heads Teste, pi.
Tètes, pi. 1 = Head Capo, m. Tête, f. 1 Head of family Capo di famiglia, m.
Chef de famille, m. 1 •• Head-ache Emicrania, f. Migraine, f. ) - Healt
(sanity) Sanità (salute), f. Santé, f. ) = Heap Mucchio, m. Monceau, m. ) .
Heaps Mucchi, pi. Monceaux, pi. ) •• Heaped up Colmo, ag. m. Comble, adj. m. H
Heaped up Colmi, pi. Combles, pi. + = Heaped up Colma, ag. f. Comble, adj. f. +
. Heaped up Colme, pi. Combles, pi. + .. Hearing Udito, m. Ouïe, f. ->* —
Heart Cuore, m. Cœur, m. ->* = Hearty welcome Buona accoglienza, f. Bon
accueil^m. •«*. -. Heat Calore, m. Chaleur, f. *v. .. Heat Ardore, m.
Ardeur,.f. p - Heaven Cielo, m. Ciel, m p = Heavy Pesante, ag. m. Pesant, adj.
m. p . Hedge Siepe, f. Haie, f. p .. Hedges Siepi, pi. Haies, pi. V — Heedful
Attento, ag. m. Attentif, adj. m. V = Heedfully Attentamente, av. Attentivement,
adv. V . Heedless Negligente, ag. m. Négligent, adj. m. v .. Heedlessly
Negligentemente, av. Négligemment, adv. 0 — Heel Calcagno, m. Talon, m. 0 =
Heels Calcagni, pi. Talons, pi. 0 . Height Altezza, f. Hauteur, f. 0 .. Heir
Erede, m. Séritier, m. / - Heirs Eredi, pi. ïéritiers, pi. / = Heiress Erede,
f. ïéritière,:^. / . Hell Inferno, m. infer, m. / .. Hellish Infernale, ag. m.
nfernal, adj. m. A- Hellish Infernale, ag. f. nfernale, adj. f. A = ïem Orlo,
m. Bord, m. A • ïemp Canapa, f. Chanvre, m. r\ A .. ïen Gallina, f. 1 Poule, f.
T = Hens Galline, pi. 1 toules, pi. T-] Hen Femmina, ag. f. (per uc- 1 ?emelle
(pour oiseau), t. T • 1 lence Da qui, av. [cello) '. 3'ici, adv. T .. ]
Henceforth 1 D'ora innanzi, av. ] Désormais, adv. Henceforth Hereabouts Her Her
Her Hers Hers Here Hereditary Heretofore Heritage Here is Herself Herself
Hesitation Hest Hiccough High High High High Highly High wat er High way High
way Hill Hills Hillock Him Him Him Him Self Himself Himself, herself, itself
Himself His His His (her) His His Historian Historical Historical History His
aunt His brother His brother in law His cousin His cousin His daughter His
daughter in law His husband His father His grand father His grand mother His
mother His nephew His niece His sister HEN— HIS In avvenire, av. Di qui
intorno, av. Lei, aoc. pr. per. f. s. Il suo, pr. pos. m. La sua (le sue), pr.
pos. f . I suoi, pr. pos. m. pi. Le sue, pr. pos. f. pi. Qui (quâ), av.
Ereditario, ag. m. Per l'addietro, av. Eredita, f. Ecco, av. Ella stessa, pr.
rei. Essa stessa, pr. rei. f. Esitazione, f. Commando, m. Singhiozzo, m. Alto,
ag. m. Alti, pi. Alla, ag. f. Alte, pi. Altamente, av. Altamarea, f * Strada
maestra, f. Gran cammino, m. Collina, f. Colline, pi. Monticello, m. Lui, pron.
per. ace. s. Lo, pron. pers. ace. s. Gliene, pron. m. s. Gliene, pron. m. f.
pi. Se, pron. recipr. Si, pron. recipr. Esso stesso, pron. recip. Essa stessa,
pron. recip. II suo, pron. poss. m. s. suoi, pi. La sua, pr. pos. f. s. Le sue,
pi. Sue (il) suoi (i) pr. p. re. Isterico scrittore, m. Istorico, ag. m.
Istorici, pi. Istoria, f. Sua zia, f. Suo fratello, m. Suo cognato, m. Suo
cugino, m. Sua cugina, f. Sua figlia, f. Sua nuora, f. Suo marito, m. Suo
padre, m. Suo nonno, m. Sua nonna, f. Sua madre, f. Suo nipote, m. Sua nipote,
f. Sua sorella, f. A l'avenir, adv. Ici autour, adv. Elle, ace. pr. pers. f. s.
Son, pr. pos. m. Sa, ses, pr. pos. f . Les siens, m. pi. Ses, pr. pos. f. pi.
Ici, adv. Héréditaire, adj. m. Anciennement, adv. Héritage, m. Voici, adv.
Elle-même, pr. rei. f. Elle-même, pr. rei. i. Hésitation, f. Commandement, m.
Hoquet, m. Haut, adj. m. Hauts, pi. Haute, adj. f . Hautes, adj. pi. Hautement,
adv. Haute-marée, f. Grand'route, f. Grand chemin, m. Colline, f. Collines, pi.
Petite colline, f. Lui, pron. pers. ace. s. Le, pron. pers. ace, s. Lui, en,
pr. pers. s. Leur, en, pi. Se, pron. réfi. Se, pron. réfi. Lui-même, pr. réfi.
Elle-même, pr. réfi. Son, pr. pos. m. s. Ses, pi. Sa, pron. pos. f. s. Ses, pi.
Son (ses), pron. pos. Historien, m. Historique, adj. m. Historiques, pi.
Histoire, f. Sa tante, f. Son frère, m. Son beau-frère, m. Son cousin, m. Sa
cousine, f. Sa fdle, f. Sa bru, f. Son mari, m. Son père, m. Son grand-père, m.
Sa grand'mère, f. Sa mère, f. Son neveu, m. Sa nièce, f. Sa soeur, f. HIS—HOW
815 L -1 flis sister in law | sua cognata, f. Sa belle-sœur, f. L =1 Elis son
Suo figlio, m. Son fils, m. L • 1 Elis son in law Suo genero, m. Son gendre, m.
L • • Bis uncle Suo zio, m. Son oncle, m. ( - His wife Sua moglie, f. Sa femme,
f. ( = His excellency Sua eccellenza, f. Son excellence, f. ( • ïis highness
Sua altezza, f. Son altesse, f. ( •• His holiness Sua santità, f. Sa sainteté,
f. H - His majesty Sua maestà, f. Sa majesté, f. H = Hither Qua, av. [ci, adv.
-\ • Hither Qui, av. [ci, adv. ^ .. Hithesto Finqui, av. Jusqu'ici, adv. i -
Hold Ola, inter. Arrêtez, interj. i = Hole Buco, m. Trou, m. i . Holy Santo,
ag. m. Saint, adv. m. i •• Holy Santa, ag. f. Sainte, adj. f. o — Holy day
Giorno di festa, m. Jour de fête, m. 0 = Holy days Giorni di festa, pi. Jours
de fête, pi. o . Holy days Vacanze, pi. f. Vacances, pi. o .. Home Alloggio,
ni. Logis, m. 1 - Homeward Verso casa, av. Vers la maison, adv. 1 = Honestly
Onestamente, av. Honnêtement, adv. 1 . Honest Onesto, ag. m. Honnête, adj. m. 1
.. Honest Onesti, pi. Honnêtes, pi. 1 — Honest Onesta, ag. f. Honnête, adj. f.
) = Honest Oneste, pi. Honnêtes, adj. pi. ) . Honest man Uomo dabbene, m. Homme
de bien, m. ) .. Honesty Onesta (probità), f. Honnêteté (probité), f, + — Honey
Miele, m. Miel, m. JL = Honour (I have the) Ho l'onore, m. J'ai l'bonneur, m. +
. Honour Onore, m. Honneur, m. + .. Honours Onori, pi. Honneurs, pi. "^ —
Honourable Onorevole, ag. m. Honorable, adj. m> ^v. = Honourably
Onorevolmente, av. Honorablement, adv. *-, . Hope Speranza, f. Espérance, f. ^
. . Hopes Speranze, pi. Espérances, pi. p - Hopeful Di grande speranza, av. De
grande espérance, ad. p = Hopeless Disperato, ag. m. Désespéré, adj. m. p .
Hopeless Disperata, ag. f. Désespérée, adj. f. p .. Horizon Orizzonte, m.
Horizon, m. V - Horizontal Orizzontale, ag. m. Horizontal, adj. m. V =
Horizontal Orizzontale, ag. f. Horizontale, adj. f. V . Horn Corno, m. Corne,
f. V •• Horse Cavallo, m. Cheval, m. 0 — Horses Cavalli, pi. Chevaux, pi. 0 =
Hospitable Ospitale, adj. m. Hospitalier, adj. m. 0 . Hospitable Ospitale, adj.
f. Hospitalière, adj. f. 0 -. Hospital Ospedale, m. Hôpital, m. / - Hospitality
Ospitalità, f. Hospitalité, f. / = Host Albergatore, m. Hôtel lier, m. /
Hostess Albergatrice, f. Hôlellière, f. / . Hour Ora (spazio di tempo), f
Heure(espace de temps),f. A - - Hours Ore pi. Heures, pi. A = = Hourly Ad ogni
momento, av. A toute heure, adv. A House Casa, f. Maison, f. A • . Houses Case,
pi. Maisons, pi. T = = How Come, av. Comment, adv. T - - Howerer Nulladimeno,
av. Néanmoins, adv. T . However Però, av. Pourtant, adv. [adv T • . How do you
do Icome state, av. Comment vous portez-v 816 HOW— IHA L - How long since Da
quanto tempo ? av. Depuis quand? adv. L = How mach Quanto, av. Combien, adv.
How many Quanti, pi. Combien, pi. How mach Quanta, av. Combien, adv. How many
Quante, pi. Combien, pi. How often Quante volte, av. Combien de fois, adv. How
long since Quanto tempo fa ? Y a-t-il long-temps, adv. Human Umano, ag. m.
Humain, adj. m. ^ - Humane Affabile (buono), ag. m. Humain, adj. m. H = Humane
Affabili (buoni), pi. Humains, pi. H • Humane Affabile (buona), adj. f.
Humaine, adj. f. H .. Humane Affabili (buone), pi. Humaines, pi. 1 — Humanity
Umanità, f. Humanité, f. 1 = Humbly Umilmente, av. Humblement, adv. 1 . Humid Umido,
ag. m. Humide, m. 1 .- Humidity Umidità, f. Humidité, f. o — Humility Umil â,
f. Humilité, f. o = Humour Umore, m. Humeur, f. o . Humours Umori, pi. Humeurs,
pi. o .. Hunger Fame, f. Faim, f. 1 — Hunting La caccia, f. La chasse, f. 1 =
Hurl Tumulto, m. Tapage, m. 1 . Husband man Sposo, m. Époux, m. 1 .. Husband
Sposa, f. Épouse, f. ) - Husband man Consorte, f. Mari, m. ) = Husband man
Marito, m. Mari, m. ) . Husband Economo, ag. m. Ménager, adj. m. ) .. Husband
Agricoltore, m. Laboureur, m. 4- — Hush Zitto, inter. Chut, interj. ~r = Hut
Una capanna, f. Hutte, f. + • Huzza Viva ! esci. I Jo, pron. pers. Vivat, vive,
exclam. 4- .. J Je, pron. pers. -^ — Ice Ghiaccio, m. Glace (eau glacée), f.
~>» = Idea Idea, f. Idée, f. -v. Ideas Idee, pi. Idées, pi. -^ .. Identity
Identità, f. Identité, f. 9 — Idiom Idioma, m. Idiome, m. 0 = Idiot Idiota, m.
Idiot, m. ? . J don't know what Non so che, av. Je ne sais quoi, adv. ? •• Idle
Pigro, ag. m. Paresseux, adj. m- V — Idle Pigri, pi. Paresseux, pi. V == Idle
Pigra, ag. f. Paresseuse, adj. f. v . Idle Pigre, pi. Paresseuses, pi. v ..
Idleness Pigrizia, f. Paresse, f. 0 — Idly Scioccamente, av. Sottement, adv. 0
= If Se, prep. Si, prép. 0 . If you please Se vi pare, 1. S'il vous plait, 1. 0
.. Ignoble [gnobile, ag. m. f. Ignoble, adj. m. f. / - Ignobles [gnobili, pi.
[gnobles, pi. / = Ignobly [gnobilmente, av. [gnoblement, adv. / . Ignominious
[gnominiosa, ag. m. Ignominieux, ag. m. / .. [gnominy [gnominia, f. [gnominie,
f. a — [gnorance Ignoranza, f. [gnorance, f. A = [gnorant [gnorante, ag. m.
Ignorant, adj. m. A • [gnorant [gnoranti, pi. Ignorants, pi. A .. I have the
honour to be ao l'onore d'essere Fai l'honneur d'ê! re [teur T- Four very
devoted serv. Mostro devoti s . servo Votre très-dévoué servi- IKN— IN 817 L -
I know not what to do Non so che fare Je ne sais que faire L = I know not what
to say Non so che dire Je ne sais que dire L • I know not what to think Non so
che pensare Je ne sais que penser. L •• 111 Male, av. Mal, adv. ( — 111
Ammalato, ag. m. Malade, adj. ( = III Male, m. Mal, m. ( . Illness Malattia, f.
Maladie, f. ( •• Illegal Illecito, ag. m. Illégal, adj. m. H - Illegality-
Illegalità, f. Illégalité, f. H = Illusion Illuzione, f. Illusion, f. H •
Imagination Imaginazione, f. Imagination, f. H •• Immediate Immediato, ag. m.
Subit, adj. m. 1 - Immediate Immediati, pi. Subits, pi. 1 = Immediate
Immediata, ag. f. Subite, adj. f. 1 • Immediate Immediate, pi. Subites, pi. 1
.. Immediately Immediatamente, av. Immédiatement, adv. o — Immediately Subito,
av. Tout de suite, adv. o = Immoderately Immoderatamente, av. Immodérément,
adv. 0 . Immoral Immorale, ag. m. Immoral, adj. m. o .. Immoral Immorali, pi.
Immoraux, pi. 1 - Immoral Immorale, ag. f. Immorale, adj. f. 1 = Immoral
Immorali, pi. Immorales, pi. 1 . Immorality Immoralità, f. Immoralité, f.
"1 .. Immortal Immortale, ag. m. Immortel, adj. m. ) - Immortal Immortali,
pi. Immortels, pi. ) = Immortal Immortale, ag. f. Immortelle, adj. f. ) .
Immortal Immortali, pi. Immortelles, pi. Immortality Immortalità, f.
Immortalité, f. [adv. + - Immortally Immortalmente, av. A. jamais,
(éternellement i + = Impatience Impazienza, f. Impatience, f. + . Impatient
Impaziente, ag. m. Impatient, adj. m. + .. Impediment Impaccio, m. Empêchement,
m. . Language Languicf Linguaggio, m.(lingua,f.) Langage, m. (langue'f. ; ^ ==
Languido, ag. m. Languissant, adj. m. Languid Languida, ag. f. Languissante,
adj. f. *^ . . Lantern Lanterna, f. Lanterne, f. P » Large Grande, ag. m.
Grand, adj. m. P = Large Grandi, pi. Grands, pi. P • Larger Più grande, ag. m.
(mag- Plus grand, adj. m. P Larger Piu grandi, pi. [giore) Plus grands, pi. V -
Larger Più grande, ag. f. Plus grande, adj. f. V = Larger Più grandi, pi. Plus
grandes, pi. V . Larynx Larince, f. Larynx, m. v .. Last Ultimo, m. Dernier,
adj. m. 0 — Last Ultimi, pi. Derniers, pi. 0 = Last Ultima, ag. f. Dernière,
adj. f. 0 . Last Ultime, pi. Dernières, pi. 0 .. Last time (the* Ultima volta
(la), av. Dernière fois (la), adv. / - Last night Jeri sera, m. (jeri notte)
Hier soir, adv. / = Last week Settimana scorsa (la), f. La semaine dernière, f.
/ . Last year Anno passato (1'), m. L'année dernière, f - / .. Latch
Saliscendi, m. Loquet, m. A — Late Tardi, av. Tard, adv. A = Late in the
evening Sul tardi, av. Sur le tard, adv. A • Lately Ultimamente, av.
Dernièrement, adv. A •• Latin (or latin tongue) Latino (il), m. Langue latine
da), f- L ~ Latish ±jA1 LiLD Un poco tardi, av. L — Laughter (laughing) Riso,
m. L • Laughter (laughing) Risa, pi. f. L - Laurel Alloro, m. ( - Laurels Allori,
pi. ( = Law Dritto, m. (legge, f.) ( - Laws Dritti (leggi), pi. ( .. Lawsuit
Lite, f. H- Leaf Foglia, f. H = Leaves Foglie, pi. H • Leaf Foglietto, m. (
mezzo di H .. Leaves Foglietti, pi. [caria) 1 - League Lega, f. 1 => Leagues
Leghe, pi. 1 . Learned Dotto, ag. m. 1 •• Learned man Sapiente, m. o — Learned
(the) Sapienti (i), pi. o = Learned woman Sapiente, f. 0 . Learned women
Sapienti, pi. o .. Learning Scienza, f. 1 - Learning Scienze, pi. 1 = Least
(the) Minimo(ii),m.meno(i]),m 1 . Least (the) Minima (la), f. 1 .. Least (the)
Minime (le più), pi. ) - Leave Permissione,f.(permesso) ) = Leech Sanguisuga,
f. ) - Leeches Sanguisughe, pi. ) .. Left Sinistro, ag. m. H Left Sinistra, ag.
f. + = Leg Gamba, f. + - Legs Gambe, pi. + .- Leghorn Livorno (e.) Legion
Legione, f. \ = Legions Legioni, pi. , . Legitimacy Legittimità, f. -^ Lemon
Limone, m. P - Lemons Limoni, pi. Length Lunghezza, f. P . Lens Lente, f. ? -.
Lent Quaresima, f. V — Less Meno, av. V = Less Più piccolo, ag. m. v . Less Più
piccoli, pi. v .. Less Più piccola, ag. f. 0 — Less Più piccole, pi. 0 = Less
Minimo, ag. m. 0 . Less Minima, ag. f. 0 .. Less Minore, ag. m. f. / - Less
Minori, pi., / = Lesson Lezione, f. / . Lessons Lezioni, pi. / .. Lest Per
timore che, ar. A — Letter Lettera, f. A = Letters Lettere, pi. A • Libel
Libello, m. A .. Liberal Liberale, ag. m. T — Liberal Liberale, ag. f. T =
Liberality Liberalità, f. T . Liberally Liberalmente, av. T .. Liberty Liberta,
f. 823 Un peu tard, adv. Rire, m. Rires, pi. Laurier, m. Lauriers, pi. Droit,
m. (loi, f.) Droits (lois), pi. Procès, m. Feuille, f. Feuilles, pi. Feuillet,
m. Feuillets, pi. Lieue, f. Lieues, pi. Savant, adj. m. Savant, m. Savants
(les), pi. Savante, f. Savantes, pi. Science, f. Sciences, pi. Moindre (.le;,
m. Moindre (la), adj. f. Moindres (les), pi. Permission, f. Sangsue, f.
Sangsues, pi. Gauche, adj. m. Gauche, adj. f. Jambe, f. Jambes, pi. Livourne
(v.) Légion, f. Légions, pi. Légitimité, f. Citron, m. Citrons, pi. Longueur,
f. Lentille, f. Carême, m. Moins, adv. Plus petit, adj. m. Plus petits, pi.
Plus petite, adj. f. Plus petites, pi. Moindre, adj. m. Moindre, adj. f.
Moindre, adj. m. f. Moindres, pi. Leçon, f. Leçons, pi. De crainte que, adv.
Lettre, f. Lettres, pi. Libelle, m. Libéral, adj. m. Libérale, adj. f. Libéralité,
f. Libéralement Liberté, f. 824 LIB— LON L - Liberties Liberta, pi. Libertés,
pi. L = Librarian Bibliotecario, m. Bibliothécaire, m. L • Librarians
Bibliotecarj, pi. Bibliothécaires, pi. L •• Library Biblioteca, f.
Bibliothèque, f. ( - Libraries Biblioteche, pi. Bibliothèques, pi. ( = Licence
Licenza, f. Licence, f. ( • Lie Mensogna, f. Mensonge, m. ( .. Lies Bugie, f.
pi. Menteries, f. pi. H - Lieutenant Tenente, m. Lieutenant, m. H = Life Vita,
f. Vie, f. H • Lives Vite, pi. Vies, pi. H •• Light Lesto, ag. m. Léger, adj.
m. 1 - Light Lesta, ag. f. Légère, adj. f. 1 = Light Luce, f. Lumière, f. 1 •
Light-house Faro, m. Phare, m. 1 •• Lightning Baleno (lampo), m. Éclair, m. o —
Lightning Baleni (lampi), pi. Éclairs, pi. o = Like Siccome, av. Comme, adv. 0
. Like Pari, ag. m. Pareil, adj. m. o .. Like Pari, ag. f. Pareille, adj. f. 1
- Like Pariglia, f. Pareille, f. 1 = Likeness Sembianza, f. Ressemblance, f. 1
. Likenesses Sembianze, pi. Ressemblances, pi. 1 .. Limit Limite, m. Limite, f.
) - Line Linea, f. Ligne, f. ) - Lines Linee, pi. Lignes, pi. ) . Linen-cloth
Tela, f. Toile, f. ) .. Linen Di tela, ag. m. f. De toile, adj. m. f. H Lining
Fodera, f. Doublure, f. + = Lion Leone, m. Lion, m. -4- • Lions Leoni, pi.
Lions, pi. + .. Lioness Leonessa, f. Lionne, f. \ — Lip Labro, m. Lèvre, f. ^ =
Lips Labri, pi. Lèvres, pi. "Ni . Lisbon Lisbona (e.) Lisbonne (v.)
"N . . Littéral Letterale, ag. m. Littéral, adj. m. P ~ Laterally
Letteralmente, av. Littéralement, adv. P = Little Poco, av. Peu, adv. P •
Little Piccolo, adj. m. Petit, adj. m. P .. Little Piccoli, pi. Petits, pi. V —
Little Picciola, ag. f. Petite, adj. f. V = Little Picciole, pi. Petites, pL V
. Little chichen Pulcino, m. Poussin, m. V .. Little chichens Pulcini, pi.
Poussins, pi. o — Little bell Campanella, f. Sonnette, f. o = Littleness
Picciolezza, f. Petitesse, f. 0 . Little table Tavolino, m. Petite table, f. 0
.. Little tables Tavolini, pi. Petites tables, pi. / - Liver Fegato, m. Foie,
m. / = Living Vivente, ag. m. Vivant, adj, m. / . Living Vivente, ag. f.
Vivante, adj. f. / .. Lock Serratura, f. Serrure, f. A — Locks Serrature, pi.
Serrures, pi. A = Lock-smith Magnano, m. Serrurier, m. A . Log of wood Pezzo di
legna, m. Bûche, f. A ... Logic Logica, f. Logique, f. T - Logical Logico, ag.
m. Logique, adj. m. T = Logically Logicamente, av. Logiquement, adv. T • Long
Lungo, ag. m. Long, adj. T •• Long Lunghi, pi. Longs, pi. LON— MAK s: L - Long
Lunga, ag. f. Longue, adj. f. L = Long Lunghe, pi. Longues, pi. L • Long Lungo
tempo, av. Long-temps, adv. L -. Long lime (a) Molto tempo, av. Long-temps,
adv. ( - Long since (long ago) Molto tempo fa, av. Il y a long-temps, adv ( =
Longitude Longitudine, f. Longitude, f. ( • London Londra (c.) Londres (v.) (
•• Look Sguardo, m. Regard, m. H - Looks Sguardi, pi. Regards, pi. H =
Looking-glass Specchio, m. Miroir, m. H • Looking-glasses Specchi, pi. Miroirs,
pi. H •• Looking-glass Spera, f. Glace, f. 1 - Looking-glasses Spere, pi.
Glaces, pi. 1 = Lord Lord, m. Lord, m. 1 • Lord Signore, m. Seigneur, m. 1 ..
Love Amore, m. Amour, m. o — Loves Amori, pi. Amours, pi. o = Lovely Bella, ag.
f. Charmante, adj. f. 0 . Lovely Belle, pi. Charmantes, pi. 0 .. Lovely Bello,
ag. ni. Charmant, adj. m. "1 - Lovely Belli, pi. Charmants, pi. n = Lovely
Grazioso, ag. m. Charmant, adj. m. T • Lovely Graziosi, pi. Charmants, pi. 1 ••
Lovely Leggiadra, ag. f. (grazio- Charmante, adj. f. ) - Lovely Graziose, pi.
[sa, f.) Charmantes,fpl. ) = Lover Amante, m. Amant, m. ) . Lovers Amanti, pi.
Amants, pk ) •• Loving Innamorato, ag. m. Amoureux, adj. m. + — Loving
Innamorati, pi. Amoureux, pi. 4- = Loving Innamorata, ag. f. Amoureuse, adj. f.
+ . Loving Innamorate, pi. Amoureuses, pi. + .. Low Basso, ag. m. Bas, adj. m.
v. — Low Bassi, pi. Bas, pi. •v» = Low Bassa, ag. f. Basse, adj. f. •>^ .
Low Basse, pi. Basses, pi. *~v. .. Luggage Bagaglio, m. Bagage, m. p — Lunch
Merenda, f. Goûter, m. p = Lungs Polmone, m. Poumon, m. p . Lungs Polmoni, pi.
Poumons, pi. p .. Lyre Lira, f- Lyre, f. M V — Machine Macchina, f. Machine, f.
V = Machines Macchine, pi. Machines, pi. V . Mad Matto, ag. m. Fou, adj. m. v
.. Madman Pazzo, m. Fou, m. 0 — Madmen Pazzi, pi. Fous, pi. 0 = Madwoman Pazza,
f. Folle, f. 0 . Madwomen Folle, pi. Folles, pi. 0 .. Mad-house Ospedale de'
matti, m. Hôpital des fous, m. / - Mad-houses Ospedali de matti, pi. Hôpitaux
de fous, pi / = Madam (my lady) Signora, f, Madame, f. / • Madly Pazzamente,
av. Follement, adv. / .. Madness Collera, f. Colère, f. A - Madrid Madrid (e.)
Madrid (v.) A = Magnanimous Magnanimo, ag. m. Magnanime, adj. m. A • Maker
Creatore, m. Créateur (le), m. A Maker Autore, m. Auteur, m. MAK-MEA L - Maker
Autore, m. Faiseur, m. |_ = Male Maschio, ag. m. Male, adj. m. [re) Manufactory
Fabrica, f. Fabrique, f. (manufactu- Manufactories Fabriche, pi. Fabriques, pi.
(manufac • ( — Manufacture Manifattura, f. Manufacture, f. [tures) ( = Man
Uomo, m. Homme, m. Men Uomini, pi. Hommes, pi. Manager Direttore, m. Directeur,
m. H - Managers Direttori, pi. Directeurs, pi. H = Management Direzzione, f.
Direction, f. H . Manifest Manifesto, m. Manifeste, m. M .. Manner Modo, m.
(guisa, f. ) Manière, i*. 1 - Manners Modi, pi. Manières, pi. Manners Costumi,
pi. m. Mœurs, pi. 1 • Many- Molti, parecchi, m. pi. Plusieurs, pi. 1 •• Many
Molte, parecchie, pi. f. Plusieurs, pi. o — Map j Carta geografica, f. Carte
géographique, f. o = Maps Carte geografiche, pi. Cartes géographiques, o .
March Marzo, m. Mars, m. [pi. 0 .. Marchioness Marchesa, f. Marquise, f.
"1 - Market Mercato, m. Marché, m. 1 = Markets Mercati, pi. Marchés, pi. 1
. Marquis Marchese, m. Marquis, m. 1 .. Marriage Matrimonio, m. Mariage, m. ) -
Marseilles Marsiglia (e.) Marseille (v.) ) = Marsh Palude, f. Marais, m. ) •
Marshess Paludi, pi. Marais, pi. ) .. Martial Marziale, ag. m. Martial, adj. m.
+ — Masculine Mascolino, ag. m. Masculin, adj. m. + = Masculine gender Genere
mascolino, m. Genre masculin, m. + . Mask Maschera, f. Masque, m. + .. Masks
Maschere, pi. Masques, pi. -v — Mason Muratore, m. Maçon, pi. ^ = Masons
Muratori, pi. Maçons, pi. «^ Mass Messa, f. Messe, f. "**. . .
Master-stroke Colpo da maestro, m. Coup de maître, m. P - Master Padrone, m.
Maître, m. ? = Masters Padroni, pi. Maîtres, pi. P . Master Maestro, m. Maître,
m. P •• Masters Maestri, pi. Maîtres, pi. V — Material Materiale, ag. m. Matériel,
adj. m. V = Materially Materialmente, av Matériellement, adv. v . Mathematical
Matematico, ag. m. Mathématique, adj. m. v .. Mathematician Matematico, m.
Mathématicien, m. 0 — Mathematicians Matematici, pi. Mathématiciens, pi. 0 =
Mathematics Matematiche, f. pi. Mathématiques, f. pi. 0 . Mattrass Materasso,
m. Matelas, m. 0 .. Maxim Massima, f. Maxime, f. 1 - Maxims Massime, pi.
Maximes, pi. 1 = May Maggio, m. Mai, m. / . Me Me, pr. per. Me, pr. per. [dat.
1 .. Me Mi, pr. m. f. acc. e dat. Moi, me, pr. m. f. acc. A — Me Me, pr. per.
Moi, pr. per. A = Me Mi, pr. pers. acc. Moi, me, pr. p. A . Me Me, ne, pron.
Me, pron. A •• Meadow Prato, m. Pré, m. T — Meadows Prati, pi. Prés, pi. T =
Meal Pasto, m. Repas, m. T . Meals Pasti, pi. Repas, pi. T -.1 Meanwhile Frattanto,
av. Cependant, adv. MEA— MIN L - Measure Misura, f. Mesure, f. L = Measures
Misure, pi. Mesures, pi. L • Meat Carne, f. Viande, f. L - Meats Vivande, pi.
f. Méts, pi. m. ( - Mechanics (science) Meccanica, f. Mécanique, f. ( =
Mechanic Meccanico, m. Mécanicien (ouvrier), m. ( • Mechanics Meccanici, pi.
Mécaniciens (ouvriers), ( •• Mechanical Meccanico, ag. m. Mécanique, adj. m.
[pi. H- Mechanical Meccanica, ag. f. Mécanique, adj. f. H = Mecanically
Meccanicamente, av. Mécaniquement, adv. H Medicine Medicamento, m. Médicament,
m. H •• Medicinal Medicinale, ag. m. Médicinal, adj. m. Mediocrity Mediocrità,
f. Médiocrité, f . 1 = Mediterranean Mediterraneo, m. Méditerranée, f. 1 -
Melancholic Melanconico, ag. m. Mélancolique, adj. m. 1 .- Melancholic Melanconica,
ag. f. Mélancolique, ad. f. o — Melancholy Melanconia, f. Mélancolie, 1. o =
Melody Melodia, f. Mélodie, f. 0 . Melon Melone, m Melon, m. 0 .. Melons
Meloni, pi. Melons, pi. 1 - Member Membro, m. Membre, m. 1 = Members Membri,
pi. Membres, pi. 1 . Memoirs Memorie, pi. f. Mémoires, m. pi. 1 .. Memory
Memoria (la), f. Mémoire (la), f. ) - Mendicity Mendicità, f. Mendicité, f. ) =
Merchandize Mercanzia, f. Mai'chandise, f. ) . Merchandizes Mercanzie, pi-
Marchandises, pi. ) .. Merchant Negoziante, m. Négociant, m. + — Merchants
Negozianti, pi. Négociants, pi. + = Merely Solamente, av. Seulement, adv. + .
Meridian Meridiano, m. Méridien, m. + .. Merit Merito, m. Mérite, m. ^. —
Merits Meriti, pi. Mérites, pi. — 1= Merrily Allegramente, av. Gaîment, adv.
*>. . Merry Allegro, ag. m. Gai, adj. m. *•"•. . . Merry Allegri, pi.
Gais, pi. p - Merry Allegra, ag. f. Gaie, adj. f. p = Merry Allegre, pi. Gaies,
pi. p . Messenger Messagère, m. Messager, m. p .. Method Metodo, m. Méthode, f.
V — Methodical Metodico, ag. m. Méthodique, adj. m. V = Methodically
Metodicamente, av. Méthodiquement, adv. v . Metropolis Metropoli, f. Métropole,
f. v .. Metropolitan Metropolitano, ag. m. Métropolitain, adj. m. 0 — Mice
Sorcio, m. Souris, f. 0 = Middle Mezzo, m. Milieu, m. 0 . Midnight Mezzanotte,
f. Minuit, f. 0 .. Midway Mezza strada, f. Moitié chemin, f. 1 - Mighty
Potente, ag. m. Puissant, adj. m. 1 = Mighty Potenti, pi. Puissants, pï. 1
Mighty Potente, ag. f. Puissante, adj. f. 1 .. Mighty Potenti, pi. Puissantes,
pi. A - Milan Milano (e.) Milan (v.) A = Mile Miglio, m. (misura) Mille, m.
(mesure) A . Miles Miglia, pi. f. Milles, pi. A •• Military Militare, ag. m.
Militaire, adj. m. T- Milk Latte, m. Lait, m. T = Mill Molino, m. Moulin, m. T
• Mills Molini, pi. Moulins, pi. T •• Mind Intelletto, m. Esprit, m. 828 L -
Mind L = Mine L • Mines L •• Mine ( - Mine ( = Mine ( • Mine ( .. Mine H- Mines
H = Minim H • Minister H •• Ministers 1 - Ministry 1 = Minority 1 • Mint 1 ••
Minute o — Minutes o = Misconjecture 0 . Misfortune o .. Misfortunes "1 -
Misfortune 1 = Misfortunes 1 . Miss Mission ) — Mistress ) = Mistress Mistake
Mistakes H Mistrust + = Mittens + . Moderately + .. Moderation ">» —
Modesti v -^ = Modest *>. . Modest ^ . . Modest P - Modest P = Modesty P .
Modification P .. Modulation V — Moment V = Moments V . Monarch v .. Monarchy 0
— Monarchical 0 = Monastery 0 . Monday 0 .. Money / - Monk / = Monks / .
Monument / .. Monuments A - Month A = Months A • Moon A -. Moral T — Moral T =
Morals Morality More MIN— MOR Mente, f. Mina, f. (t. mil.) Mine, pi. Mio (il),
pr. pos. m. Miei (i), pi. Mia (la), pr. pos. f. Mie (le), pi. Miniera, f.
Miniere, pi. Minima, ag. f. Ministro, m. Ministri, pi. Ministero, m. Minorità,
f. Zecca, f. Minuto, m. Minuti, pi. Falsa congettura, f. Disgrazia, f.
Disgrazie, pi. Sciagura, f. Sciagure, pi. Signorina, f. Missione, f. Padrona,
f. Maestra, f. Sbaglio, m. Sbagli, pi. Diffidenza, f. Guanti senza dita, m. pi
Moderatamente, av. Moderazione, f. Modestamente, av. Modesto, ag. m. Modesti,
pi. Modesta, ag. f. Modeste, pi. Modestia, f. Modificazione, f. Modulazione, f.
Momento, in. Momenti, pi. Monarca, m. Monarchia, f. Monarchico, ag. m.
Monastero, ro. Lunedi, m. Danaro, m. Monaco (frate), m. Monaci (frati), pi.
Monumento, m. Monumenti, pi. Mese, m. Mesi, pi. Luna, f. Morale, ag. m. Morale,
ag. f. Costumi, pi. (per morale) Morale, f. Di più, av. Esprit, m. Mine, f. (t.
mil.) Mines, pi. Mien (le), pr. pos. m. Miens (les), pi* Mienne (la), pr. pos.
f. Miennes (les), pi. Mine, f. Mines, pi. La moindre', adj. f. Ministre, m.
Ministres, pi. Ministère, m. Minorité, f. Monnaie, m. Minute, f. Minutes, pi.
Fausse conjecture, f. Malheur, m. Malheurs, pi. Malheur, ni. Malheurs, pi.
Mademoiselle, f. Mission, f. Maitresse, f. Maitresse, f. Erreur, f. Erreurs,
pi. 31éfiance, f. Mitaines, f. pi. Modérément, adv. Modération, f. Modestement,
adv. Modeste, adj. m. Modestes, pi. Modeste, adj. f. Modestes, pi. Modestie, f.
Modification, f. Modulation, f. Moment, m. Moments, pi. Monarque, m. Monarchie,
f. Monarchique, adj. m. Monastère, m. Lundi, m. Argent (monnaie), m Moine, m.
Moines, pi. Monument, m. Monuments, pi. Mois, m. Mois, pi. Lune, f. Moral, adj.
m. Morale, adj. f. Mœurs, pi. Morale, f. Davantage, adv. L L L L ( ( ( More
More, and more Moreover Morning Mortal Mortality Mortally Mortification Mosaic
Most (the) Most frequently Mother Mother in law Motion Motions Motive Motives
Mount Mountain Mountains Mourning Mouse Mouth Much Muff Multiplicity Mummy
Munificens Munition Murder Murderer Murmur Muse Muses Museum Museums Music
Music-master Music mistress Musician Musician Mutinous Mutinous Mutiny Mutton
Mutual Mutually My Mv My My My aunt My brother My brother in law My cousin My
cousin My daughter My daughter in law My husband My father MOR— MYF Più, av. Di
più in più, av. Oltre a ciò, av. Mattino, m. Mortale, ag. m. Mortalità, f.
Mortalmente, av. Mortificazione, f. Mosaico, m. Più (il, i, la, le) m. f. is-
Phi spesso, av. [simo Madre, f. Suocera, f. Movimento (moto), m. Movimenti, pi.
Motivo, m. Motivi, pi. Monte, m. Montagna, f. Montagne, pi. Lutto, m. Sorcio,
m. Bocca, f. Molto, av. Manicotto, av. Moltiplieitó, f. Mummia, f. Liberale,
ag. f. Munizione, t Omicidio, m. Omicida, m. Mormorio, m. Musa, f. Muse, pi.
Museo, m. Musei, pi. Musica, f. Maestro di musica, m. Maestra di musica, f.
Cantore (suonatore), m- Cantatrice ( suonatrice ) Sedizioso, ag. m. [f
Sediziosi, pi. Sedizione, f. Castrato, m. Mutuale, ag. m. Mutualmente, av. Il
mio, pr. pos. La mia, pr. pos. f. Le mie, pr. poss. f. pi. I miei, pr. poss. m.
pi. Mia zia, f. Mio fratello, m. Mio cognato, m. Mio cugino, m. Mia cugina, f.
Mia figlia, f. Mia nuora, f. Mio marito, m. Mio padre, m. 829 Plus, adv. De
plus en plus, adr. En outre, adv. Matin, m. Mortel, adj. m. Mortalité, f.
Mortellement, adv. Mortification, f. Mosaïque, f. [f. très Plus (le, la, les)
super, m. Le plus souvent, adv. Mère, f. Belle-mère, f. Mouvement, m.
Mouvements, pi. Motif, m. Motifs, pi. Mont, m. Montagne, f. Montagnes, pi.
Deuil, m. Souris, f. Bouche, f. Beaucoup, adv. Manchon, m. Multiplicité, f.
Momie, f. Libéral, adj. m Munition, f. Meurtre, m. Meurtrier, m. Murmure, m.
Muse, f. Muses, pi. Musée, m. Musées, pi. Musique, f. Maitre de musique, m.
Maitresse de musique, t. Musicien, m. Musicienne, f. Séditieux, ag. m.
Séditieux, pi. Sédition, f. Mouton, m. Mutuel, adj. m. Mutuellement, adr. Mon,
pron. poss. Ma, pron. poss. Mes, pron. poss. f. pi. Mes, pron. poss. m*, pi. Ma
tante, f. Mon frère, m. Mon beau-frère, m. Mon cousin, m. Ma cousine, f. Ma
lille, f. Ma bru, f. Mon mari, m. Mon père, m. 70 830 MYG— INEC L - My grand
father Mio nonno, m. Mon grand-père, m L = My grand mother Mia nonna, f. Ma
grand'mère, f. L • My mother Mia madre, f. Ma mère, f. L •• My nephew Mio
nipote, m. Mon neveu, m- ( - My niece Mia nipote, f. Ma nièce, f. ( = My sister
Mia sorella, f. Ma sœur, f. ( . My sister in law Mia cognata, f. Ma belle-sœur,
f. ( .. My son Mio figlio, m. Mon fils, m. H - My son in law Mio genero, m. Mon
gendre, m. H = My uncle Mio zio, m. Mon oncle, m. H . My wife Mia moglie, f. Ma
femme, f. H •• Myrtle Mirto, m. [rei. m. Myrthe, m. 1 - Myself Io stesso, (me
stesso) pr. Moi-même, pr. réf. î — Myself Me stesso, m. (stessa), f. Moi-même,
pr. réf. 1 • Myself Me, pr. recipr. [pr. rei. Me, pr. réf. N Nails Nail Nails
Naked Naked Naked Naked Nakedness Nakedness Name Names Napkin Napkins Naples
Narration Nation Nations National National National National Natural Natural
Natural Natural Naturally Nature Naturalist Naval Naval Navigation Navy Near
Nearly Nearly Necessaries Necessarily Necessary Necessary Necessary Necessary
Unghie, pi. f. Chiodo, m. Chiodi, pi. Nudo, ag. m. Nudi, pi. Nuda, ag. f. Nude,
pi. Nudità, f. Nudità, f. Nome, m. Nomi pi. [m.) Salvietta, f. (tovagliuolo,
Salviette, pi. (tovagliuoli, Napoli (e.) [pi.) Narrazione, f. Nazione, f. Nazioni,
pi. Nazionale, ag. m. Nazionali, pi. Nazionale, ag. f. Nazionali, pi. Naturale,
ag. m. Naturali, pi. Naturale, ag. f Naturali, pi. Naturalmente, av. Natura, f.
Naturalista, m. Navale, ag. m. Navale, ag. f. Nautica, f. Marine, f. Presso,
av. Vicino, av. Presso a poco, av. Cose necessarie, f. pi. Necessariamente, av.
Necessario, ag. m. Necessarj, pi. Necessaria, ag. f. Necessarie, pi. Ongles,
pi. Clou, m. Clous, pi. Nu, adj. m. Nus, pi. Nue, adj. f. Nues, pi. Nudité, f.
Nudité, f. Nom, m. Noms, pi. Serviette, f. Serviettes, pi. Naples (ville)
Narration, f. Nation, f. Nations, pi. National, adj. m. Nationaux, pi.
Nationale, adj. f. Nationales, pi. Naturel, adj. m. Naturels, pi. Naturelle,
adj. f. Naturelles, pi. Naturellement, adr. Nature, f. Naturaliste, m. Naval,
adj. m. Navale, adj. f. Navigation, f. Marine, f. Auprès, adv. Près, adv.
A-peu-près, adv. Choses nécessaires, f. pi Nécessairement, adv. Nécessaire,
adj. m. Nécessaires, pi. Nécessaire, adj. f. Nécessaires, pi. NEC— NO 831 L -
Necessity Necessita, L Nécessité, f. L = Neck Collo, m. Cou, m. L • Neck hand
kerchief Cravatta, f. Cravate, f. L •• Neck hand kerchief Cravatte, pi.
Cravates, pi. ( - Necklace Collana, f. Collier, m. ( = Need Bisogno, m. Besoin,
m. ( . Needle Ago, f. Aiguille, f. ( .. Needles Aghi, pi. Aiguilles, pi. H-
Needle-work Lavoro all'ago, ra. Travail à l'aiguille, m. H = Neglecter Un
negligente, m. Un négligent, m. H • Neglecter Una negligente, f. Une
négligente, f. H •• Neglectful Negligente, ag. m. Négligente, adj. m. 1 -
Neglectful Negligente, ag. f. Négligente, adj. f. 1 = Neglectfully
Negligentemente, av. Négligemment, adv. 1 • Negligence (neglect) Negligenza, f.
Négligence, f. 1 •• Neighbour Vicino, m. Voisin, m. o — Neighbours Vicini, pi.
Voisins, pi. o = Neighbourhood Vicinanza, f. Voisinage, m o . Neighbouring
Vicino, ag. m. Voisin, adj. m. o .. Neighbouring Vicini, pi. Voisins, pi. 1 -
Neighbouring Vicina, adj. f. Voisine, adj. f. 1 = Neighbouring Vicine, pi.
Voisines, pi. Neither Neppure, av. Non plus, adv. Neither Nemmeno, av. Non
plus, adv. ) — Neither Né, adv. e cong. Ni, adv. et conj. ) = Neither Né l'uno
né l'altro, av. Ni l'un ni l'autre, adv. Neither more nor less Né più né meno,
av. Ni plus ni moins, adv. Nephew Nipote, m. Neveu, m + — Nephews Nipoti, pi.
Neveux, pi. + = Nest Nido, m. Nid, m. + . Nests Nidi, pi. Nids, pi. + ..
Netherlands Paesi Bassi, m. pi. Pays-Bas, m. pi. "s* — Nettle Ortica, f.
Ortie, f. ->. = Never Mai, av. Jamais, adv. •^ . Nevertheless Nondimeno, av.
Néanmoins, adv. \ .. New Nuovo, ag. m. Neuf, adj. m. p - New Nuovi, pi. Neufs,
pi. p = New Nuova, ag. f. Neuve, adj. f. p . New Nuove pi. Neuves, pi. p .. New
Nuovo, ag. m. Nouveau, adj. m. V — New Nuovi, pi. Nouveaux, pi. V = New Nuova,
ag. f. Nouvelle, adj. f. v . New Nuove, pi. Nouvelles, pi. v .. News Novella,
f. Nouvelle, f. 0 — Nfcws Novelle, pi. Nouvelles, pi. [veau), ad. 0 = Newly
Nuovamente(di nuoYo),a. Nouvellement (de nou- 0 . New year Anno nuovo (1'), m.
Nouvel an (le), m. 0 .. New year's day Primo giorno cieli' anno, Premier jour
de Pan, in. / - New year's gift Mancia, f.(regalo,m.) [m. Élrennes, f. pi. / =
News paper Giornale, m. Journal, m. / . News papers Giornali, pi. Journaux, pi.
/ •• New- York Nuova Jork (e.) New-York (v.) X — New laid eggs Uovi freschi,
pi. m. OEufs frais, pi. A = Next Inseguito, av. Ensuite, adv. A • Nextday 11
giorno sequente, m. Le jour suivant, ra. A •• Niece Nipote, f. Nièce, f. T -
Night Notte, f. Nuit, f. T = Nights Notti, pi. Nuits, pi. T • Nile Nilo, m.
(liume) Nil, m. (fleuve) T •• No No, neg. Non, nég. 832 ISO— OTR L - No Non,
av. neg. Ne, ne pas, nég. ar. L = Noble Nobile ag. m. f. Noble, adj. m. f. L •
Nobility Nobiltà, f. Noblesse, f. L •• Nobly Nobilmente, av. Noblement, adv. (
- Nobody Almeno, av. neg. Personne, adv. nég. ( = Nobody tbat I know Nessuno
ch'io sappia, av. Personne que je sache,ad. ( • \oise Rumore, m. Bruit, m. ( No
matter Non importa, av. N'importe, adv. H - None Nessuno, pr. ind. m. Aucun,
pr. ind. m. H = None Nessuna, pr. ind. f. Aucune, pr. ind. f. 4 • No more Non
più, av. Nonplus, adv. ^ •• Noon Mezzo giorno, m. Midi (12 heures), m. i — Nor
Ne, av. cong. Ni, adv. conj. i = North Nord (settentrione), m. Nord,
septentrion, m. i North America- America settentrionale, f. Amérique
septentrion, f. i .. Northern Settentrionale, ag. m. f. Septentrional, adj. m.
o — Northern Settentrionali, pi. Septentrionaux, pi. o = Northern
Settentrionale, ag. f. Septentrionale, adj. f. 0 . Northern Settentrionali, pi.
Septentrionales, pi. o .. North wind Tramontana, f. Vent du nord, m- 1 — Norway
Norvegia, f. Norvège, f. 1 = Nose Naso, m. Nez, m. 1 • Nosegay Mazzetto, m.
Bouquet, m. "1 .. Nosegays Mazzetti, pi. Bouquets, pi. ) — Nostrils
Narici, f. pi. Narines, f. pi. ) = Not Non, neg. Ne pas, nég. ) • Not No, neg.
Ne pas, nég. ) •• Not Non, neg. Pas, nég. -j Not at all Niente affatto, av.
Point da tout, adv. + = Not that I know No ch'io sappia, av. Non pas que je
sache, adv. + . Note Nola, f. Note, f. + .. Note Biglietto, m Billet, m. ->s
Nothing Niente, av. Rien, adv. "^ = Nothing that I know Niente ch'io
sappia, av. Rien que je sache, adrv — . Notably Notabilmente, av. Notablement,
adv. -^. . . Notary Notaro, m. Notaire, m. ? — Notice Notizia, f. Notice, f. p
= Notices Notizie, pi. Notices, pi. ? . Notice Avviso, m. Avis, m. p .. Notices
Avvisi, pi. Avis, pi. V — Notification Notificazione, f. Notification, f. V =
Notion Nozione, f. Notion, f. v . Not long sinee Da poco in qua, av. Depuis
peu, adv. v .. Nought Niente, av. Rien, adv 0 — Noun Nome, m. Nom, m. (t.
gram.) 0 = Nouns Nomi, pi. Noms, pi. 0 . Novelist Novellista, m. Nouvelliste,
m. 0 .. November Novembre, m. Novembre, m. / - Now Adesso, av. Maintenant, adv.
/ = No where In nessun luogo, av. Nulle part, adv. / . Number Numero, m.
Nombre, m. / .. Numbers Numeri, pi. Nombres, pi. A - Numerous Numeroso, ag. m.
Nombreux, adj. m. A *= Numerous Numerosi, pJ. Nombreux, pi. A • Numerous
Numerosa, ag. f. Nombreuse, adj. f. A •• Numerous Numerose, pi. Nombreuses, pi.
T- Nun Monaca, f. Religieuse, î T = Nuns Monache, pi. Religieuses, pi. T •
Nunnery Convento dimonache,m. Couvent de religieuses, T .. Nurse Nutrice, f.
Nourrice, f. [m. L —I Nurse NUR— OFH ! Balia, f. | Nourrice, f. 833 L = Oak
Quercia, f. Chêne, m. L • Oaken Di quercia, ag. in. f. De chêne, adj. m. f. L
Oar Remo, m. Rame, f. ( - Oats Avena, f. Avoine, f. ( = Oatmeal Farina di
grano, f. Gruau, m. Obedience Ubbidienza, f. Obéissance, f. ( •• Obedient
Obbediente, ag. m. Obéissant, adj. m. H - Obedient Obbedienti, pi. Obéissants,
pi. H = Obedient Obediente, ag. f. Obéissante, adj. f. H • Obedient Obbedienti,
pi. Obéissantes, pi. H .. Observation Osservazione, f. Observation, f. . 1 -
Obelisk Obelisco, m. Obélisque, m. 1 = Object Oggetto, m. Objet, m. J • Objects
Oggetti, pi. Objets, pi. 1 •• Objection Objezione, f. Objection, f. o —
Objections Objezioni, pi. Objections, pi. 0 = Obligation Obligazione, f.
Obligation, f. 0 . Obligations Obbigazioni, pi. Obligations, pi. o .. Obliging
Cortese, ag. m. Obligeant, adj. m. 1 - Obliging Cortese, ag. f. Obligeante,
adj. f. 1 = Occasion Occasione, f. Occasion, f. 1 . Occasions Occasioni, pi.
Occasions, pi. 1 .. Occasionally Di quando in quando, av. De temps en temps,
adv. ) - Ocean Oceano, m. Océan, m. ) = O'clock Ora ( ore ) d'orologio, f .
Heure (heures) d'horlo- ) . October Ottobre, m. Octobre, m. [ge, f- ) .. Oculist
Oculista, m. Oculiste, m. + - Odour Odore, m. Odeur, f. + = Of Di, prep. De,
prép. 4- . Offensive Offesiva, f. Offensive, f. H- .. Of him ( of her, of it,
of Se ne, pron. Se, en, pron. "v. — Offence [them Offesa, f. Offense, f. ^
= Offences Offese, pi. Offenses, pi. ^ Office Ulizio, m. Bureau, m. **^ . .
Office Posto, m. Place, f. P - Officer Ufficiale, m. Officier, m. P = Officers
Ufficiali, pi. Officiers, pi. P • Of his Del suo, pr. p. m. De son, pr. p. m. ?
• • Of his Dei suoi, pi. De ses, pi. V — Of his Della sua, pr. p. f. De sa, pr.
p. f. V = Of his Delle sue, pi. De ses, pi. V . Of his aunt Di sua zia, f. De
sa tante, f. v .. Of his brother Di suo fratello, m. De son frère, m. 0 — Of
his brother in law Di suo cognato, m. De son beau-frère, m. 0 = Of his consin
Di suo cugino, m. De son cousin, m. 0 .. Of his cousin Di sua cugina, f. De sa
cousine, f. 0 .. Of his daughter Di sua figlia, f. De sa fille, f. / - Of his
daughter in law Di sua nuora, f. De sa bru, L / - Of his husband Di suo marito,
m, De son mari, m. / • Of his father Di suo padre, m. De son père, m. / •• Of
his grand father Di suo nonno, m. De son grand-père, .m A — Of his grand mother
Di sua nonna, f. De sa grand'mère, f. A = Of his mother Di sua madre, f. De sa
mère, f. A • Of his nephew Di suo nipote, m. De son neveu, m. A Of his niece Di
sua nipote, f. De sa nièce, f. 70. 834 OFH— OFT L — Of his sister Di sua
sorella, f. De sa sœur, f. L « Of his sister in law Di sua cognata, f. De sa
belle-sœur, f. L Of his son Di suo figlio, m. De son fils, m. L •• Of his son
in law Di suo genero, m. De son gendre, m. ( - Of his uncle Di suo zio, m. De
son oncle, m. ( = Of his wife Di sua moglie, f. De sa femme, f. ( Of his
majesty Di sua maestà, f. De sa majesté, f. ( •• Of his holiness Di sua santità,
f. De sa sainteté, f. H — Of his highness Di sua altezza, f. De son altesse, f.
^ = Of his excellency Di sua eccellenza, f. De son excellence, i. -\ . Of my
aunt Di mia zia, f. De ma tante, f. H •• Of my brother Di mio fratello, m. De
mon frère, m. 1 - Of my brother in law Di mio cognato, m. De mon beau-frère, m
1 = Of my cousin Di mio cugino, m. De mon cousin, m. I . Of my cousin Di mia
cugina, f. De ma cousine, f. 1 •• Of my daughter Di mia figlia, f. De ma fille,
f. o — Of my daughter in law Di mia nuora, f. De ma bru, f. o = Of my husband
Di mio marito, m. De mon mari, m. 0 . Of my father Di mio padre, m. De mon
père, m. o .. Of my grand father Di mio nonno, m. De mon grand-père, m. 1 - Of
my grand mother Di mia nonna, f De ma grand'mère, f, 1 = Of my mother Di mia
madre, f. De ma mère, f. 1 . Of my nephew Di mio nipote, m. De mon neveu, m. 1
•• Of my niece Di mia nipote De ma nièce, f. ) - Of my sister Di mia sorella,
f. De ma sœur, f. ) = Of my sister in law Di mia cognata, f. De ma belle-sœur,
f. ) . Of my son Di mio figlio, m. De mon fils, m. ) .. Of my son in law Di mio
genero, m. De mon gendre, m. H Of my uncle Di mio zio, m. De mon oncle, m. 4- =
Of my wife Di mia moglie De ma femme, f. -f . Of my Del mio, pr. p. m. De mon,
pr. p. m. + .. Of my Dei miei, pi. De mes, pi. ^. — Of my Della mia, pr. p. f.
De ma, pr. p. f. = Of my Delle mie, pi. De mes, pi. ^». Of our Del nostro, pr.
p. m. De notre, pr. p. m. *St . . Of lady Della signora, f. p - Of the Del,
art. m. s. gen. p = Of the Dello, art. m. s. gen. ? . Of the Dei, art. m. pL
gen. p .. Of the Degli, art. m. pi. gen. V — Of the Delle, art. f. pi. gen. V
*= Of the Della, art. f. s. gen. v . Of which Di cui, pr. rei. v .. Of which
Del quale, pr. o — Of which Della quale, p. r. 0 = Of which Dei quali, p. r. m.
pi. 0 . Of which Delle quali, p. r. f. pi. 0 ... Of whom Di cui, pron. rei. / -
Of me Dime, pr. pers. gen. s. Of old times Un tempo (altre volte)av / . Of thee
Di te, gen. s. / .. Of us Di noi, gen. pi. A — Often Sovente, m. A = Often
Spesso, av. A . Oil Oglio, m. A .. Of you Di voi, gen. pi. T — Of him Di lui,
di esso, gen. m. s. T = Or her Di lei, di essa, gen. f. s. T • Of it Di lui, di
lei, di esso, g T .. Of its Del suo, pr. poss. 835 De ta sœur, f. De ta
belle-sœur, f. De ton fils, m. De ton gendre, m. De ton oncle, m. De ta femme,
f. De votre, pr. p. m. De vos, pi. De votre, pr. p. f. De vos, pi. De votre
majesté, f. De votre sainteté, f. De votre altesse, f. De votre excellence, f.
De votre tante, f. De votre frère, m. De votre beau-frère, m. De votre cousin,
m. De votre cousine, f. De votre fille, f. De votre bru, f. De votre mari, m.
De votre père, m. De votre grand-père, m. De votre grand'mère, f. De votre
mère, f. De votre neveu, m. De votre nièce, f. De votre sœur, f. De votre belle-sœur,
f. De votre fils, m. De votre gendre, m. De votre oncle, m. De votre femme, f.
De monsieur, m. De madame, f. Du, art. m. s. gén. Du, art. m. s. gén. Des, art
m. pi. gén. Des, art. m. pi. gén. Des, art, f. pi. gén. Delà, art f. s. gén.
Dont, pr. rei. Duquel, pr. rei. De laquelle, pr. rei. Desquels, pr. rei. m. pi.
Desquelles, pr. rei. f. pi. Dont, pron. rei. De moi, pr. pers. gén. s. Jadis
(autrefois), adv. De toi, gén. s. De nous, gén. s. Souvent, adv. Souvent, adv.
Huile, f. De vous, gén. pi. De lui, gén. m. s. D'elle, gén. f. s. De lui,
d'elle, gén. s. n. De son, pr. poss. 836 OFI— ORD L - Of its De' suoi, pr. p.
m. pi. De ses, pr. pos. m. pi. L = Of its Delia sua, pr. p. f. De sa, pr. pos.
f. L • Of its Delle sue, pi. De ses, pi. L •• Of them Di loro,d'essi, d'esse,
g. p D'eux, gén. pi. ( - Oil-cruet Utello (ampollina da olio' Huilier, m. ( =
Old Attempato, ag. m. Agé, adj. m. ( • Old Attempati, pi. Agés, pi. ( •• Old
Attempata, ag. f. Agée, adj. f. H - Old Attempate, pi. Agées, pi. -» = Old Vecchio,
ag. m. Vieux, adj. m. 4 • Old Vecchi, pi. Vieux, pi. -1 Old Vecchia, ag. f.
Vieille, adj. f. 1 - Old Vecchie, pi. Vieilles, pi. 1 = Old-man Vecchione, m.
Vieillard, m. 1 Old-men Vecchioni, pi. Vieillards, pi. i •• Old-woman
Vecchiona, f. Vieille femme, f. o — Old-women Vecchione, pi. Vieilles femmes,
pi. 0 = Old age Vecchiaia, f. Vieillesse, f. 0. . Only Unico, ag. m. Unique,
adj. m. o .. Only Unici, pi. Uniques, pi. 1 - Only Unica, ag. f. Unique, adj.
f. 1 = Only Uniche, pi. Uniques, pi. 1 . Only Unicamente, av. Uniquement, adv.
1 .. On (upon) Sopra, av. Sur, adv. ) - On the Sul, prep. Sur le, prép. ) = On
the Sui, pi. Sur les, pi. ) . On the Sulla, prep. f. Sur la, prép. f. ) .. On
the Sulle, pi. Sur les, pi. + — One Uno, m. Un, m. + = One Una, f. Une, f. + .
One Qualcuno, pr. ind. Quelqu'un, pr. indéf. + .. One's self Se stesso, pr.
ind. recip. Soi-même, pr. ind. réfl *-> — One's self Se stessa, pr. ind.
recip. Soi-même, pr. ind. réfi **». == Once Una volta, av. Une fois, adv.
"v. . Once more Un'altra volta, av. Une autre fois, adr. "*•». . .
Only Solamente, av. Seulement, adv. p - On this side Di qua, av. En deçà de,
adv. F = Open Aperto, ag. m. Ouvert, adj. m. ? . Open Aperta, f. Ouverte, adj.
f. ? Openly Apertamente, av. Ouvertement, adv. V - Opera Opera, f. Opéra, m. V
= Opinion Opinione, f. Opinion, f. V . Opinions Opinioni, pi. Opinions, pi. V
.. Opportunity Occasione, f. Occasion, f. 0 — Opportunities Occasioni, pi.
Occasions, pi. 0 = Opposite Dirimpetto, av. En face, adv. 0 . Opposition Opposizione,
f. Opposition, f. 0 .. Oppression Oppressione, f. Oppression, f. / - Oppressor
Oppressore, m. Oppresseur, m. / = Or 0, cong. e av. Ou, conj. et adv. 1 . Oral
Vocale, ag. m. Oral, adj. m. 1 .. Oral Vocali, pi. Oraux, pi. A - Orange
Arancio, m. Orange, f. A = Oranges aranci, pi. Oranges, pi. A . Orator Oratore,
m. Orateur, m. A • Orators Oratori, pi. Orateurs, pi. T - Oratory •*. = Outlaw
•^ . Outlaws ^s . . Outward p — Oven ? = Ovens p • Over p .. Over against V —
Ox V = Oxen ORD— PAI Numeri ordinativi, pi. m A tavola rotonda, f.
Ordinariamente, av. Originale, ag. m. Originali, pi. Originale, ag. f.
Originalmente, av. Originalità, f. Orfano, m. Orfani, pi. Orfana, f. Orfane,
pi. Ortografia, f. Altro, pr. m. Altri, pi. Altra, pr. f. Altre, pL Altrui, pr.
ind. (gli altri) Altrimenti, av. Oncia, f. Once, pi. Il nostro, pr. pos . m. I
nostri, pi. La nostra, pr. pos. f. Le nostre, pi Nostro (il), pr. pos. m Nostri
(i), pi. Nostra (la), pr. pos. f. Nostre (le), pi. Ci, pr. pers. acc. Ci, pr.
pers. dat. Noi stessi, pr. rei. Fuora, av. Proscritto, m. Proscritti, pi. In
fuori, av. Forno, m. Forni, pi. Al di sopra (al di la di),av. Dirimpetto, prep.
Bove (vivente), m. Bovi, pi. 837 Nombres ordinaux, p. m. A table d'hôte, f.
Ordinairement, adv. Original, adj. m. Originaux, pi. Originale, adj. f.
Originairement, adv. Originalité, f. Orphelin, m. Orphelins, pi. Orpheline, f.
Orphelines, pi. Orthographe, f. Autre, pr. m. Autres, pi. Autre, pr. f. Autres,
pi. Autrui, pr. ind. (les au- Autrement, adv. [très) Once, f. Onces, pi. Notre,
pr. pos. m. Nos, pi. Notre, pr. pos. f. Nos, pi. Le nôtre, pr. pos. m. Les
nôtres, pi. La nôtre, pr. pos. f. Les nôtres, pi. Nous, pr. per. acc. Nous (à
nous), pr. pers. Nous-mêmes, pr. pers. Dehors, adv. Proscrit, m. Proscrits, pi.
En dehors, adv. Four, m. Fours, pi. Au-dessus, adv. Vis-à-vis de, prép. Bœuf,
m. Bœufs, pi. V • Packet Fardello, m. Paquet, m. v .. Padlock Lucchetto, m.
Cadenas, m. 0 — Padlocks Lucchetti, pi. Cadenas, pi. 0 = Page Pagina (d'un
libro), f. Page (d'un livre), f 0 . Pages Pagine, pi. Pages, pi. 0 .. Page
Paggio, m. Page, m. / - Pages Paggi, pi. Pages, pi. / = Pain Dolore, m.
Douleur, f. / • Pains Dolori, pi. Douleurs, pi. / •• Paint Pittura, f.
Peinture, f. A — Paints Pitture, pi. Peintures, pi. A = Painter Pittore, m. Peintre,
m. A . Painters Pittori, pi. Peintres, pL A •• Painter-woman Pittrice, m.
Peintre (femme), m 838 PAI— PAV L - Pair Pajo, m. Paire, f. L == Pairs Paja,
pi. f. Paires, pi. L • Palace Palazzo, m. Palais, m. L •• Palaces Palazzi, pi.
Palais, pi. ( — Palate Palato, m. Palais (de la bouche), m. ( = Pale Pallido,
ag. m, Pale, adj. m. ( . Pale Pallidi, pi. Pâles, pi. ( •• Pale Pallida, ag. f.
Pale, adj. f. Pâles, pi. H — Pale Pallide, pi. 4 = Paleness Pallidezza, f.
Pâleur, f. -1 Palermo Palermo (e.) Palerme (v.) -i •• Pancake Schiacciata, f.
Crêpe, f. (gâteau) ! — Pancakes Schiacciate, pi. Crêpes, pi. (gâteau*) Pane
Vetro, m. Vitre, f. | . Panes Vetri, pi. Vitres, pi. ! •• Pantaloons Pantaloni,
pi. m. Pantalons, m. pi. o — Pantheon Panteone, m. Panthéon, m. 0 = Paper
Parliament Carta, f. Papier, m. 0 . Parlamento, m. Parlement, m. o .. Paradise
Paradiso, m. Paradis, m. Parasol Ombrellino, m. Parasol, m. (ombrelle, f.) 1 =
Paris Parigi (e.) Paris (v.) 1 . "I .. Parish Parrocchia, f. Paroisse, f.
Parishes Parrocchie, pi. Paroisses, pi. ) - ) = Park Parco, m. Parc, m. Parlour
Salone, m. Salon, m. ^ — Parnassus Parnasso, m. Parnasse, m. Parricide
Parricida, m. Parricide, m. Parrot Pappagallo, m. Perroquet, m. 4- == Parrots
Pappagalli, pi. Perroquets, pi. + . Parroquet Pappagalla, f . Perruche, f.
Frugalité, f. Partie, f. Parties, pi. + .. Parsimony Part Parts Frugalità, f.
Parte, f. Parti, pi. *«, Participles Particular Participj, pi. Particolare, ag.
m. Participes, pi. Particulier, adj. m. 0 Particular Particolare, ag. f.
Particulière, adj. f. p = p . p .. V — V = Particular friend Amico stretto, m.
Ami intime, m. Particularly Particolarmente, av. Particulièrement, a d v .
Passport Past Passaporto, m. Passato, ag. m. Passeport, m. Passé, adj. m. Past
participle Participio passato, m. Participe passé, m. v . v .. 0 — Pastry
Pasticcieria, f. Pâtisserie, f. Pastry-cook Pasticciere, m. Pâtissier, m.
Pastry-cooks Pasticcieri, pi. Pâtissiers, pi. Patience Patient Pazienza, f.
Paziente, ag. m. Patience, f. Patient, adj. Patient Pazienti, pi. Patients, pi.
Patient Patient Paziente, ag. f. Pazienti, pi. Patiente, adj. f. Patientes, pi.
Patiently Pazientemente, av. Patiemment, adv. Patrician Patrizio, m. Patricien,
m. . Patricians Patrizj, pi. Patriciens, pi. : Patrimony Patrimonio, m.
Patrimoine, m. Patriot Patriotto, m. Patriote, m. Patriots Patriotti, pi.
Patriotes, pi. . Patriotism Patriottismo, m. Patriotisme, m. : Patriotic
Patriottico, ag. m. Patriotique, adj. m. T = T T • Patriotic Patriottica, ag.
f. ! Patriotique, adj. f. 1 Pavement Pavimento, m. 'Pavé, m. PAV— PER 8 L -
Pavements Pavimenti, pi. Pavés, pi. L = Pavilion Padiglione, m. Pavillon, m. L
. Pavilions Padiglioni, pi. Pavillons, pi. L .. Payment Pagamento, m. Payement,
m. ( - Peace Pace, f. Paix, f. ( = Peaceful Tranquillo, ag. m. Tranquille, adj.
m. ( • Peaceful Tranquilla, ag. f. Tranquille, adj. f. ( .. Peacefully
Tranquillamente, av. Tranquillement, adv. H - Peach Persica, f. Pêche, f. H =
Peaches Persiche, pi. Pêches, pi. H Pear Pera, f. Poire, f. H •• Pears Pere,
pi. Poires, pi- j — Pearl Perla, f. Perle, f. 1 = Pearls Perle, pi. Perles, pi.
1 • Peasant Villano, m. Paysan, m. 1 •• Peasants Villani, pi. Paysans, pi. o —
Pease Piselli, pi. m. Pois, pi. o = Pedant Un pedante, m. Pédant, m 0 .
Pedigree Genealogia, f. Généalogie, f. o .. Peer Pari, m. Pairs, m. 1 - Pen
Penna, f. Plume ( à écrire), f. 1 = Pens Penne, pi. Plumes, pi. 1 . Pen -knife
Temperino, m. Canif, m. 1 .. Pen-knives Temperini, pi. Canifs, pï. ) —
Peninsula Penisola, f. Péninsule, f. ) = Peninsulas Penisole, pi. Péninsule,
pi. ) . Penny Soldo, m. Sou anglais, m. ) .. Pence Soldi, pi. Sous, pi. + —
Pension Pensione, f. Pension, f. + = Pensioner Salariato, m. Pensionnaire, m. +
. People of fashion Persone civili, pi. f. Beau monde, m. + .. People (one,
they, we) Si, pron. ind. On, pron. indé. "«v. People Gente, f. Monde, m.
-^ = People Genti, pi. f. Gens, pi. m. *% . People Popolo, m. Peuple, m. «s. ..
Pepper Pepe, m. Poivre, m. p _ Pepper-box Pepajuola, f. Poivrière, f. p =
Perception Percezione, f. Perception, f. ? . Perch Pertica, f. Perche, f. p ..
Perfection Perfezzione, f. Perfection, f. V — Perfect Perfetto, ag. m. Parfait,
adj. m. V = Perfect Perfetti, pi. Parfait, pi. v . Perfect Perfetta, ag. f.
Parfaite, adj. f. v .. P erfect Perfette, pi. Parfaites, pi. 0 — Perfectly
Perfettamente, av. Parfaitement, adv. 0 = Perfidious Perfido, ag. m. Perfide,
adj. m. 0 . Perfidious Perfidi, pi. Perfides, pi. 0 .. Perfidious Perfida, ag.
f. Perfide, adj. j". / — Perfidious Perfide, pi. Perfides, pi. / = Perfidy
Perfidia, f. Perfidie, f. / . Perfume Profumo, m. Parfum, m. Perfumes Profumi,
pi. Parfums, pi. A — Perhaps Forse, av. Peut-être, adv. A = Periphrasis
Perifrasi, f. Périphrase, f. A • Persia Persia, f. Perse, f. A •• Persian
Persiano, m. Persan, m. T — Persians Persiani, pi. Persans, pi. T =
Persian-woman Persiana, f. Persanne, f. T • Persian-women Persiane, pi.
Persannes, pi. T Person Persona, f. Personne, f. 840 PER— PLÂ L - Persons
Persone, pi. Personnes, pi. L = Personally Personalmente, av. Personnellement,
adv. L • Personal Personale, ag. m. Personnel, adj. m. L •• Personal Personali,
pi. Personnels, pi. ( - Perspective Prospettiva, f. Perspective, f. ( =
Persuasion Persuasione, f. Persuasion, f. ( • Perturbation Perturbazione, f.
Perturbation, f. ( •• Perturbator Perturbatore, m. Perturbateur, m. H- Petition
Supplica, f. Pétition, f. H = Pbarmacy Farmacia, f. Pharmacie, f. H .
Philadelphia Filadelfia (e.) Philadelphie (v.) H •• Philantrophy Umanità, f.
Philanlropie, f. 1 - Philosopher Filosofo, m. Philosophe, m. 1 = Philosophers
Filosofi, pi. Philosophes, pi. 1 • Philosophy Filosofia, f. Philosophie, f. 1
.. Physical Fisico, ag. m. Physique, adj. m. o — Physician Medico, m. Médecin,
m. o == Physicians Medici, pi. Médecins, pi. 0 . Physic Medicina, f. Médecine,
f. 0 .. Physics Fisica, f. Physique, f. 1 - Physiology Fisiologia, f.
Physiologie, f. 1 = Piano-forte Piano, m. Piano, m. 1 . Pie Pasticcio, m. Pàté,
m. 1 .. Pies Pasticci, pi. Pâtés, pi. ) - Piece Pezza, f . Pièce, pi. ) =
Pieces Pezze, pi. Pièces, f. ) . Piece Pezzo, m. Morceau, m. ) .. Pieces Pezzi,
pi. Morceaux, pi. + — Picture Quadro, m. Tableau, m. + = Pictures Quadri, pi.
Tableaux, pi. + . Picturesque Pittoresco, ag. m. Pittoresque, adj. m.
Pittoresques, pi. + .. Picturesque Pittoreschi, pi. •>*. — Picturesque
Pittoresca, ag. f. Pittoresque, adj. f. -^ = Picturesque Pittoresche, pi.
Pittoresque, pi. *-s . Pig Porco, m. Cochon, m. "N. . . Pigs Porci, pi.
Cochons, pi. p - Pigeon Piccione, m. Pigeon, m. p = Pigeons Piccioni, pi. Pigeons,
pi. p . Pigeon-house Colombaja, f. Pigeonnier, m. p .. Pillow Guanciale, m.
Oreiller, m. V — Pillows Guanciali, pi. Oreillers, pi. v = Pilow-case Fodera di
guanciale, f. Taie d'oreiller, f. v Pillow-cases Fodere di guanciali, pi. Taies
d'oreillers, pi. v .. Pin Spilla, f. Épingle, f. 0 — Pins Spille, pi. Épingles,
pi. 0 = Pin-cushion Guancialino, m. Pelotte, f. 0 Pin-cushions Guancialini, pi.
Pelotes, pi. 0 .. Pique Picca, f. Pique, f. / - Pistol Pistola, f. Pistolet, m.
Pistolets, pi. / = Pistols Pistole, pi. / • Pit Fossa, f. Fosse, f. / •• Pit
Platea, f. Parterre (de théâtre), m. A - Pitcher Brocca, f. Cruche, f. A «=
Pit- coal Carbone di terra, m. Charbon de terre, m. A • Pitiful Miserabile, ag.
ni. f. Pitoyable, adj. m. f. A • Pitiful Miserabili, pi. Pitovables, pi. T -
Pity Pietà, f. Pitié, f. T = Place Piazza, f. Place, f. T • Place Luogo, m.
Endroit, m. T • Place» Luoghi, pi. Endroits, pi. PLA— POL L - Plague Peste, f.
L = Plain Semplice, ag. m. t L • Plain Semplici, pi. L Plain Pianura, f. ( -
Plains Pianure, ph ( = Planet Pianeta, m. ( Planets Pianeti, pi. ( .. Plant
Pianta, f. h- Plate Tondino, m. H = Plates Tondini, pi. H • Play Giuoco, m. H
.» — Prelates Prelati, pi. Prélats, pi. *v, = Preposition Preposizione, f.
Préposition, f. ^ • Present Presente, ag. e m. (temps) Présent, m. ^-» . .
Present Presente, ag. m. Présent, adj. m. ? - Present Presenti, pi. Présents,
pi. ? = Present Presente, ag. L Présente, adj. f. p . Present Presenti, pi.
Présentes, pi. p .. Present Regalo, m. Présent, m. V - Presents Regali, pi.
Présents, f. V = Present participle Participio presente, m. Participe présent,
m v . Presently Presentemente, av. Tout-à-1'heure, adv. v .. Pretence Pretesto,
m. Prétexte, m. 0 — Pretences Pretesti, pi. Prétextes, pi. 0 = Pretension Pretensione,
f. Prétention, f. 0 . Pretensions Pretensioni, pi. Prétentions, pi. 0 .. Pretty
Vezzosa, ag. f. Jolie (gentille), adj. f. / - Pretty Vezzose, pi. Jolies
(gentilles), adj. pi 1 = Prey Preda (rapina), f. Proie (rapine), f. 1 . Price
Prezzo, m. Prix, m. 1 .. Prices Prezzi, pi. Prix, pi. A — Priest Prete, m.
Prêtre, m. A = Priests Preti, pi. Prêtres, pi. A • Prince Principe, rn. Prince,
m. A .. Princes Principi, pi. Princes, pi. T - Princess Principessa, f.
Princesse, f. T = Princesses Principesse, pi. Princesses, pi. T • Principal
Principale, ag. m. Principal, adj. m. T •• Principal I Principali, pi.
Principaux, pi Principal Principal Principally Principle Principles Printer
Printers Printing Printings Printing-office Printing-offices Prison Prisons
Private Private Privately Private Private Privy Prize Prizes Procession
Proclamation Procuration Procurator Prodigal Prodigal Prodi gality Producing
Production- Profession Professions Professor Professors Profit Profitable
Profitable Progress Project Projets Promontory Pronoun Pronouns Pronounciation
Proper Proper Proper Proper Properly Properness Property Prophecy Prophet
Prophets Proposal Proposals Proscription — Prose Prosody Prospect PRI— PRO
Principale, ag. f. Principali, pi. Principalmente, av. Principio, m. Principi,
pi. Stampatore, m. Stampatori, pi. Stampa, i Stampe, pi. Stamperìa, f.
Stamperie, pi, Prigione, f. Prigioni, pi. Secreto, ag. m. Secreti, pi.
Privatamente, av. Secreta, ag. f. Secrete, pi. Luogo commodo, m. Premio, ni.
Premj,pl. Processione, f. Proclama, m. Procura, f. Procuratore, m. Prodigo, ag.
m. Prodiga, ag. f. Prodigalità, f. Produciniento, m. Produzione, f.
Professione, f. Professioni, pi. Professore, m. Professori, pi. Profitto, m.
Giovevole, ag. m. f. Giovevoli, pi. Progresso, m. Progetto, m. Progetti, pi.
Promontorio, m. Pronome, ni. Pronomi, pi. Pronunzia, f. Proprio (convenevole),
m . Propri (convenevoli), pi. Propria (convenevole), f. Proprie (convenevoli),
pi. Convenevolmente, av. Pulitezza, f. Proprietà, f. Profezia, f. Profeta, m.
Profeti, pi. Proposizione, f. Proposizioni, pi. Proscrizione, £ Prosa, f.
Prosodìa, f. Prospettiva, L Principale, adj. £ Principales, pi. Principalement,
adv. Principe, m. Principes, pi. Imprimeur, m. Imprimeurs, pt. Impression, f.
Impressions, pî. Imprimerie, f. Imprimeries, pL Prison, f. Prisons, pi. Secret,
adj. m. Secrets, pi. En secret, adv. Secrète, adj. f. Secrètes, pi.
Lieux-d'aisance, m. pi. Prix, m. (récompense, f Prix, f. Procession, f.
Proclamation, pi. Procuration, f. Homme d'affaires, m. Prodigue, adj. m.
Prodigue, adj. L Prodigalité, f. Production, f. Production, f. Profession, f.
Professions, pi. Professeur, m. Professeurs, pi. Profit, m. Profitable, adj. m.
L Profitables, pi. Progrès, m. Projet, m. Projets, pî. Promontoire, m. Pronom,
m. Pronoms, pi. Prononciation, f. Propre (convenahle), m-
Propres(convenabIes),pL Propre (convenable), f. Propres (convenables),pL
Proprement, adv. Propreté, f. Propriété, f. Prophétie, £. Prophète, m.
Prophètes, pi. Proposition, f. Propositions, pi. Proscription, f. Prose, f.
Prosodie, f. Perspective, f. Prospectus (the) Prosperous Prosperous Prosperity
Proverb Proverbs Provided Providence Province Provinces Provincial Provincial
Provincial Provincial Proud Proud Proud Proud Proud ness Provision Prudence
Prudently Prudent Prudent Prudent Prudent Prussia Prussian Prussians Public
Public Public Public Public Punition Pupil Pupils Purgatory Purpose Purposes
Purpose (on) Purposely Pygmy Pyramid Pyramids PRO— QUE Programma, m. Prospero,
ag. m. Prospero, ag. f. Prosperità, f. Proverbio, m. Proverbj, pi. Purché, av.
Providenza, f. Provincia, f. Provincie, pi. Provinciale, ag. m. Provinciali,
pi. Provinciale, ag. f. Provinciali, pi. Superbo, ag. m. Superbi, pi. Superba,
ag. f. Superbe, pi. Superbia, f. Provisione, f. Prudenza, f. Prudentemente, av.
Prudente, ag. m. Prudenti, pi. Prudente, ag. f. Prudenti, pi. Prussia, f.
Prussiano, m. Prussiani, pi. Publico, m. Publico, ag. m. Publici, pi. Publica,
ag. f. Publiche, pi. Punizione, f. Scolara, f. Scolare, pi. Purgatorio, m.
Proponimento, m. Proponimenti, pi. Aposta, av. A bella posta, av. Nano, m.
Piramide, f. Piramidi, pi. S4S Prospectus, m. Prospère, adj. m. Prospère, adj.
f. Prospérité, f. Proverbe, m. Proverbes, pi. Pourvu que, adv. Providence, f.
Province, f. Provinces, pi. Provincial, adj. m. Provinciaux, pi. Provinciale,
adj. f. Provinciales, pi. Fier, adj. m. Fiers, pi. Fière, adj. f. Fières, pi.
Fierté, f. Provision, f. Prudence, f. Prudemment, adv. Prudent, adj. m.
Prudents, pi. Prudente, adj. f. Prudentes, pi. Prusse, f. Prussien, m.
Prussiens, pi. Public, m. Public, adj. m. Publics, pi. Publique, adj. f.
Publiques, pi. Punition, t. Élève, m. Élèves, pi. Purgatoire, m. Dessein, m.
Desseins, pi. Exprès, adv. Tout exprès (à dessein), Pygmée, m. [adv. Pyramide,
f." Pyramides, pi. 0 = Quality Qualità, f. Qualité, f. 0 . Qualities
Qualità, pi. Qualités, pi. 0 .. Quantity Quantità, f. Quantité, f. / -
Quarantine Quarantina, f. Quarantaine, f. / = Quarry Cava (di pietre), f.
Carrière (à pierres\ f. / • Quarrel Querela, f. .„ Querelle, f. y •• Quarter
Quarto, m. Quart, m. A - Quarters Quarti, pi. Quarts, pi. A = Quarter of an
hour Quarto d'ora, m. Quart d'heure, m. A • Quarters of an hour Quarti d'ora,
pi. Quarts d'heure, pi. A •• Queen Regina, f. Reine, f. 71, 84G L — ! Queens L
= | Question L j Questions L • j Quick ) — JQuiek ) =JQuiek ) • « Quiek ) • j
Quick H — Quickly -1 = Quiet H j Ouiet H --(Quiet I — Quiet I =. Quietly
Quinquina I • Quire of paper 0 — ! Quires of paper 0 = Quitting O . ! Quotidian
QUE—REA Regine, pi. Proposta, f. Proposte, pi. Presto, av. Vivo (presto), ag.
m. Vivi (presti), pi. Viva, ag. f. (presta) Vive, pi. preste [tei, ad.
Prontamente (prestamen- Trauquillo, ag. m. Tranquilli, pi. Tranquilla, ag. f.
Tranquille, pi. Tranquillamente, av. La china, f. Mano di carta, f. Mani di
carta, pi. Abbandono, m. Quotidiano, ag. ni. R Reines, pL Question, f.
Questions, pi. Vite, adv, Vif (prompt), adj. m. Vifs, adj. pi. (prompts) Vive,
adj. f. (prompte) Vives, adj. pi. (promptes,. Promptement, adv. Tranquille, adj.
m. Tranquilles, pi. Tranquille, adj. f. Trancjuilles, pi. Tranquillement, adv.
Quinquina, m. }ïain de papier, f. Mains de papier, pi. Abandon, m. Quotidien,
adj.. m. o .. 1 Rabbit Coniglio, m. Lapin, m. -\ — Rabbits Conigli, pi. Lapins,
pi. 1 = Radical Radicale, ag. m. s. Radical, adj. m. s. 1 . Pvadicals Radicali,
pi. Radicaux, pi. 1 .. Radically Radicalmente, av. Radicalement, adv ( - Rail
road (rail way) Cammino di ferro, m. Chemin de fer, m. ( = Rail roads (rail
ways) Cammini di ferro, pi. Chemins de fer, pi ( . Raillery Beffa (celia), f.
Raillerie, f. ( .. Railleries Beffe (celie), pi. Railleries, pi. + — Raiding
Cancello, m. Grille, f. + = Raiding Cancelli, pi. Grilles, pi. + . Rain
Pioggia, f. Pluie, f. + .. Rain-bow Arco baleno, m. Arc-en-ciel, m. "V. —
Rank Grado, m. (condizione, f.) Rang, m. = Ranks Gradi, pi. Rangs, pi. \ .
Ransom Riscatto, m. Rançon, f. "-«* . . Rarely Di rado, av. Rarement, adv.
? - Ravage Strage, f. Ravage, m. ? = Raving Delirio, m. Délire, m. ? . Ray
Raggio, m. Rayon, m. ? .. Rays Raggi, pi. Rayons, pi. V — Razor Rasojo, m.
Rasoir, m. V = Razors Rasoj, pi. Rasoirs, pi. v . Ratber than Piuttoto che, av.
Plutôt que, adv. v .. Reading Lettura, f. Lecture, f. 0 — Readings Letture, pi.
Lectures, pi. 0 = Ready- Pronto, ag. m. Prêt, adj. m. 0 . Ready Pronti, pi.
Prêts, adj. pi. 0 .. Ready Pronta, ag. f. Prête, adj. f. 1 - Ready Pronte, pi.
Prêtes, pi. 1 = Real Reale, ag. m. Réel, adj. m. 1 . Real Reali, pi. Réels, pi.
1 .. Real Reale, ag. f. Réelle, adj. f. A — Real Reali, pi. Réelles, pi. A =
Reality Realtà, f. Réalité, f. A • Really Realmente, av. Réellement, adv. A ..
Ream Risma, f. Rame, f. T - Reams Risme, pi. Rames, pi. Reason Reasons
Reasonable Reasonable Reasonably Rebellion Rebel Rebels Reception Reciprocal
Reciprocal Reciprocal Reciprocal Reciprocally Recreation Red Reel Red Red
Reddition Redness Reflection Reflections Reform Reforms Regard Regiment
Regiments Region Regret Regrets Regress Regular Regular Regular Regular
Relative Relative Relative Relative Relatives Relav (changing horses) Relief
Religion Religious Religious Religious Religious Religious man Religious men
Religious woman Religious women Relishes Remembrance Remembrances Removing
Rencounter Repast Repentance Report REA— REP Ragione, f. Ragioni, pi.
Ragionevole, ag. m. f. Ragionevoli, pi. Ragionevolmente, av. Ribellione, f.
Ribello, m. Ribelli, pi. Accoglienza, f. Reciproco, ag. m. Reciproci, pi.
Reciproca, ag. f. Reciproche, pi. A icendevolmente, av. Ricreazione, f. Rosso,
ag. m. Rossi, pi. Rossa, ag. f. Rosse, pi. Restituzione, f. Rossore, f.
Riflessione, f. Riflessioni, pi. Riforma, f. Riforme, pi. Riguardo, m.
Regimento, m. Regimenti, pi. Regione, f. Rammarico, ra. Rammarichi, pi.
Ritorno, m. Regolare, ag. m. Regolari, pi. Regolare, ag. f. Regolari, pi.
Relativo, ag. m. Relativi, pi. Relativa, ag. f. Relative, pi. [pi. m
Congiunti(consanguinei) Cavalli freschi, m. pi. Sfogo, m. Religione, f.
Religioso, ag. m. Religiosi, pi. Religiosa, ag. f. Religiose, pi. Religioso, m.
Religiosi, pi. Religiosa, f. Religiose, pi. Gusti, pi. Rimembranza, f.
Rimembranze, pi. Sgombero, m. Rincontro, m. Pasto, m. Pentinento, m.
Ragguaglio, m. mi Raison, f. Raisons, pi. Raisonnable, adj. m. f. Raisonnables,
pi. Raisonnablement, adr. Rébellion, f. Rebelle, m. Rebelles, pi. Réception, f.
Réciproque, adj. m. Réciproques, pi. Réciproque, adj. f. Réciproques, pi.
Réciproquement, adv. Récréation, f. Rouge, adj. m. Rouges, pi. Rouge, adj. f.
Rouges, pi. Restitution, f. Rougeur, f. Réflexion, f. Réflexions, pi. Réforme,
f. Réformes, pi. Égard, m. Régiment, m. Régiments, pi. Région, f. Regret, m.
Regrets, pi. Retour, m. Régulier, adj. m. Réguliers, pi. Régulière, adj. f.
Régulières, pi. Relatif, adj. m. Relatifs, pi. Relative, adj. L Relatives, pi.
Parents, pi. Changement de clievnu* Soulagement, m. Religion, f. Religieux,
adj. m. Religieux, pi. Religieuse, adj. f. Religieuses, pi. Religieux, m.
Religieux, pi. Religieuse, t Religieuses, pi- Goûts, pi. Souvenir, m.
Souvenirs, pi. Déménagement, m. Rencontre, f. Repas, m. Repentir, m. Rapport m.
848 REP— RIG L - Reproduction Riproduzione, f. L = Republic Republics, f. L •
Republics Republiche, pi. L •• Republican Republicano, m. ( - Republicans
Republicani, pi. ( = Republican Republicana, f. ( Republicans Republicane, pi.
( .. Request Dimanda, f. -i- Requests Dimande, pi. -1 = Residence Dimora, f. H
• Residences Dimore, pi. H •• Resolution Risoluzione! f. 1 - Resolutions
Risoluzioni, pi. 1 = Resolute Risoluto, ag. m. 1 • Respect Rispetto, m. 1
Respects Rispetti, pi. o — Respect Riguardo, m. o = Respects Riguardi, pi. 0 .
Resolred Risoluto, ag. m. 0 .. Restorer Ristoratore (trattore) 1 - Result Ris
ultamente, m. 1 = Results Risultamenti, pi. 1 . Resuming Il resumere, m. 1 ..
Retinue Treno, m. ) - Return Contracambio, m. ) = Revenge Riscatto, f. ) . Reverence
Riverenza, f. ) .. Reverences Riverenze, pi. H Revolt (rebellion) Rivolta, f. +
= Révolution Rivoluzione, f. + Révolutions Rivoluzioni, pi. + •• Reward Premio,
m. ->-v — Rewards Premj, pi. *-s. = Rbine Reno, m. (fiume) ^» . Rhyme Rima,
f. *»» .. Rhymes Rime, pi. P - Ribbon Nastro, m. P = Ribbons Nastri, pi. ? .
Ribs Coste, f. pi. P •• Rice Riso, m. V - Rich Ricco, ag. m. V = Rich Ricchi,
pi. v . Rich Ricea, ag. f. v .. Rich Ricche, pi. 0 — Riches Ricchezza, f. 0 =
Richness Ricchezze, pi. 0 . Riddle (enigma) Indovinello, m. 0 .. Ridiculous
Ridicolo, ag. m. / - Ridiculous Ridicoli, pi. / = Ridiculous Ridicola, ag. f. /
. Ridiculous Ridicole, pi. / .. Right Destro, ag. m. A - Right Destra, ag. f. A
= Right Giusto, ag. m. A . Right Giusti, pi. A .. Right Giusta, ag. f. T- Right
Giuste, pi. T = Rigorous Rigoroso, ag. m. T Ri gorous Rigorosi, pi. T.J
Rigorous Rigorosa, ag. f. Reproduction, f. République, f. Républiques, pi.
Républicain, m. Républicains, pi. Républicaine, f. Républicaines, pi. Demande,
f. Demandes, pi. Demeure, f. Demeures, pi. Résolution, f. Résolutions, pi.
Résolu, adj., m. Respect, m. Respects, pi. Égard, m. Égards, pi. Décidé, adj.
m. Restaurateur, m. Résultat, m. Résultats, pi. Le résumé, m. Train (suite), m.
Retour, m. Revanche, f. Révérence, f. Révérences, pi. Révolte, f. Révolution,
f. Révolutions, pi. Récompense, f. Récompenses, pi. Rhin, m. (fleuve) Rime, f .
Rimes, pi. Ruban, m. Rubans, pL Côtes (du corps), pi. Riz, m. Riche, adj. m.
Riches, pi. Riche, adj. f. Riches, pi. Richesse, f. Richesses, pi. Énigme, f.
Ridicule, adj. m. Ridicules, pi. Ridicule, adj. f. Ridicules, pi. Droit, adj.
m. Droite, adj . f. Juste, adj. m. Justes, pi. Juste, adj. f. Justes, pi.
Rigoureux, adj. m. Rigoureux, pi. Rigoureuse, adj. f. RIG— RUL L - Rigorous Rigorose,
pi. L = Rigorously Rigorosamente, a\ L • Ring Anello, m. L -. Rings Anelli, pi.
( - Rivality Rivalità, f. ( = Rivalities Rivalità, pi. ( • River Riviera, f. (
•• Rivers Riviere, pi. H - River-side Sponda, f. H = River-sides Sponde, pi. ^
• Rivulet Ruscello, m. H •• Rivulets Ruscelli, pi. J — Road Via, f. 1 = Roads
Vie, pi. 1 • Roast meat Arrosto, m. 1 .. Roast meats Arrosti, pi. o — Rock
Rupe, f. o = Rocks Rupi, pi. 0 . Rock Scoglio, m. 0 .. Rocks Scogli, pi. 1 -
Rogue Malvaggio, m. 1 = Rogues. Maìvaggi, pi. 1 . Rogue Malvaggia, f. Rogues
Malvagge, pi. ) — Roguery Furberia, f. ) = Rogue Birbante, m. Rogues Birbanti,
pi. Roguish Da furbo, ag. m. + - Roman Romano, m. + =! Romans Romani, pi. +
Roman Romano, ag. m. + .. Roman Romani, pi. \ — Roman Romana, ag. f. » = Roman
Romane, pi. ^ . Romance Romanzo, m. \ . . Romances Romanzi, pi. p - Romancer
Romanziere, ni. "? = Romantic Romantico, ag. m. ? . Rome Roma (e) p ..
Roof Tetto, m. V - Roofs Tetti, pi. V = Room Camera, f. V Rooms Camere, pi. V
.. Rope Corda, f. 0 — Ropes Corde, pi. 0 = Rose Rosa, f. 0 . Roses Rose, pi. (Y
.. Rough draught (a sketch) Abbozzo, m. / - Round Rotondo, ag. m. / = Round
Rotondi, pi. / • Round Rotonda, ag. }'. / •• Round Rotonde, pi. A - Round ahout
In giro, av. A = Royal Reale, ag. m. A • Royal Reale, ag. f. A •• Royal court
Corte reale, f. T- Royalist Regalista, m. T = Royalists Rega listi, pi. T •
Royalty Dignità reale, f. T •• Rule Rega, f. 849 Rigoureuses, pi.
Rigoureusement, adv. Bague, f- Bagues, pi. Rivalité, f. Rivalités, pi. Rivière,
f. Rivières, pi. Bord de la rivière, ni. Bords de la rivière, pi. Ruisseau, m.
Ruisseaux, pi. Route, f. Routes, pi. Rôti, m. Rôtis, pi. Rocher, m. Rochers,
p!. Rocher, m. Rochers, pi. Coquin, m. Coquins, pi. Coquine, f. Coquines, pi.
Friponnerie, f. Fripon, m. Fripons, pi. De fripon, adj. m. Romain, m. Romains,
pi. Romain, adj. m. Romains, pi. Romaine, adj. f. Romaines, pi. Roman, m.
Romans, pi. Romancier, m. Romantique, adj. m. Rome(v.) Toit, m. Toits, pi.
Chambre, f. Chambres, pi. Corde, f. Cordes, pi. Rose, f. Roses, pi. Ébauche, f.
Rond, adj. m. Ronds, pt. Ronde, adj. f. Rondes, pi. Tout autour, adv. Royal,
adj. m. Royale, adj. f. Cour royale, f. Royaliste, m. Royalistes, pi. Royauté,
f. Règle, f. 850 RUL— SAT L - Rule Regola, f. Règie, f. L = Rules Regole, pi.
Règles, pi. L • Ruler Norma, f. Règie, f. L ... Russia Russia, f. Russie, f. (
— j Russian Russo, m. Russe, m. ( - Russians Russi, pi. Russes, pi. ( • Rye
Segala, f. Seigle, m. ( •• 1 Rye bread Pane di segala, m. S Sabina, f. (pr. in
Italia) Pain de seigle, m. H - Sabine Sabine, f. (pr. en Italie) H = Sacred
Sacro, ag. m. Sacré, adj. m. H • Sacred Sacri, pi. Sacrés, pi. H •• Sacred
Sacra, ag. f. Sacrée, adj. f. 1 - Sacred Sacre, pi. Sacrées, pi. 1 = Sacri lice
Sacrificio, m. Sacrifice, m. 1 . Sacrifices Sacrifici, pi. Sacrifices, pi. 1 -.
Sacrilege Sacrilegio, m. Sacrilège, m. o — Sacrileges Sacrilegj, pi.
Sacrilèges, pi. 0 = Sad Tristo, ag. ni. Triste, adj. m. 0 . Sad Tristi, pi.
Tristes, pi. 0 .. Sad Trista, ag. f. Triste, adj. f. 1 - Sad Triste, pi.
Tristes, pi. 1 = Saddle Sella, f. Selle, f. 1 . Sadie Selle, pi. Selles, pi. 1
.. Saddler Sellajo, m. Sellier, m. ) - Sadlers Sellaj, pi. Selliers, pi. ) =
Saffron Zafferano, m. Safran, m. ) . Sail Vela (di nave), f. Voile (de navire),
f. ) .. Sails Vele, pi. Voiles, pi. + - Sailor Marinajo, m. Matelot, m.
Matelots, pi. Saint, m. + = Sailors Marinaj, pi. + . Saint Santo, m. + ..
Saints Santi, pi. Saints, pi. "*v — Saint Petersburg San Pietroburgo (e.)
Saint-Pétersbourg (v.) -^ — Sake Amore, m. Amour, m. •"-> . Sake (for
God's) Per l'amor di Dio, av. Pour l'amour de Dieu, a. "* == Serene
Sereno, ag. m. Serein, adj. m. ~v» Serene Serena, ag. f. Sereine, adj . f. . .
. Servant Servitore, m. Serviteur, m. ? - Servant Domestico, m. Domestique, m.
? = Servants Domestici, pi. Domestiques, pi. p . Servant (man) Domestico, m.
Domestique, m. p -. Servant (maid) Domestica, f. Domestique, f. V - Service
Servizio, m. Service, m. V = Services Servizj, pi. Services, pi. V • Servile
(slavish') Servile, ag. m. f. Servile, adj. m. f. v .. Servile (slavish)
Servili, pi. Serviles, pi. 0 — Servility Servilmente, av. Servilement, adv. 0 =
Servility Servilità, f. Servilité, f. 0 . Set Assortimento, m. Assortiment, m.
0 .. Set of diamonds Fornimento di diamanti, Parure de diamants, f. 1 ~ Several
Parecchi, pr. pi. [m. Plusieurs, adv. 1 = Severe Severo, ag. m. Sévère, adj. m.
/ - Severe Severi, pi. Sévères, pi. / •• Severe Severa, ag. f. Sévère, adj. f.
A — Severe Severe, pi. Sévères, pi. A = Severely Severamente, av. Sévèrement,
adv. A • Severity Severità, f. Sévérité, f. A •• Severities Severità, pi.
Sévérités, pi. T — Sex Sesso, m. Sexe, m. T = Shade Ombra (larva), f. Ombre
(larve), i. T • Shades Ombre, pi. Ombres (larves), pi. T Shadon Ombra, f.
Ombre, f. (ombrage), m. Shall shalt Shame Shameful Shameful Shameful Shameful
Shamefully Shamelessly Shameless Shameless Shameless Shameless She She Shepherd
Shepherds Shepherdess Shepherdesses Sheep Sheepfold Sheet of paper Sheets of
paper Sheet of water Sheet (bed) Sheets Shelf Shelves Shelter Sherbet Sherbets
Show Shift Shifts Shilling Shillings Ship Ships Shipwreck Shipwrecks Shirt
Shirts Shoe Shoes Shoeblack Shoemaker Shoemakers Shop Shops Shopkeeper
Shopkeepers Shore Shores Shore Shores Short Short Short Short Short hand
writing Shortest SHA— SHO Da l'idea del fut. Vergogna, f. Vergognoso, ag. m.
Vergognosi, pi. Vergognosa, ag. f. Vergognose, pi. Vergognosamente, av.
Impudentemente, av. impudente, ag. m. Impudenti, pi. Impudente, ag. f.
Impudenti, pi. Ella, pr. f. s. Essa, pr. f. s. Pastore, m. Pastori, pi.
Pastorella, f . Pastorelle, pi. Castrato, m. Ovile, m. Foglio di carta, m.
Fogli di carta, pi. Nappo d'acqua, m. Lenzuolo, m. Lenzuola, f. pi. Tavola, f.
Tavole, pi. Ricovero (rifugio), m. Sorbetto, m. Sorbetti, pi. Apparenza, f.
Camicia da donna, f. Camicie da donna, pi. Scellino, m. Scellini, pi. Nave, f.
Navi, pi. Naufragio, m. Naufragj, pi. Camicia d'uomo, f. Camicie d'uomo, pi.
Scarpa, f. Scarpe, pi. Netta stivali, m. Calzolajo, m. Calzolai, pi. Bottega,
f. Botteghe, pi. Bottegajo, m. Bottegaj, pi. Spiaggia, f. Spiagge, pi. Sponda,
f. Sponde, pi. Corto, ag. m. Corti, f. Corta, f. Corte, pi. Stenografia, f. Il
più corto, av . 853 Donne l'idée du fut, Honte, f. Honteux, adj. m. Honteux,
pi. Honteuse, adj. f. Honteuses, pi. Honteusement, adv. Impudemment, adv.
Impudent, adj. m. Impudents, pi. Impudente, adj. f. Impudentes, pi. Elle, pr.
f. s. Elle, pr. f. s. Berger, m. Bergers, pi. Bergère, f. Bergères, pi. Brebis,
f. Bergerie, f. Feuille de papier, f. Feuilles de papier, pi. Nappe d'eau, f.
Drap de lit, m. Draps de lit, pi. Planche, f. Planches, pi. Abri, m. Sorbet, m.
Sorbets, pi. Apparence, f. Chemise de femme, f. Chemises de femme, pi.
Schelling, m. Schellings, pi. Navire, m. Navires, pi. Naufrage, m. Naufrages,
pi. Chemise d'homme, f. Chemises d'homme, pi. Soulier, m. Souliers, pi.
Décrotteur, m Cordonnier, m. Cordonniers, pi. Boutique, f. Boutiques, pi.
Boutiquier, m. Boutiquiers, pi. Rivage, m. Rivages, pi. Bord, m. Bords, pi.
Court, adj. m. Courts, pi. Courte, adj. f. Courtes, pi. Sténographie, f. Le
plus court, adv. 72 854 SOR— SIN L - Sortly after Poco dopo, av. Peu après,
adv. L = Sortly (soon) Quanto prima (fra poco) Bientôt, adv. L • Shot
Àrchibugiata, f. Coup de feu, m. L •• Shots Archibugiate, pi. Coups de l'eu,
pi. ( - Shoulder Spalla, f. Épaule, f. ( = Shoulders Spalle, pi. Épaules, pi. (
• Shovel Paletta, f. Pelle, f. ( •• Show Spettacolo, m. Spectacle, m. H- Shower
Pioggia dirotta, f . [qua) Ondée, f. H = Showers Nembo ( rovescio d'ac- Ondée
(pluie soudaine), f. H • Showers Nembi (rovesci d'acqua) Ondées(pluies
soudaines), H .. Shrove tuesday Martedì grasso, m. Mardi gras, m. [pi. 1 -Shrub
Arboscello, m. Arbrisseau, m. 1 = Shrubs Arboscelli, pi. Arbrisseaux, pi. I
Sicily Sicilia, f. Sicile, f. 1 •• Sicilian Siciliano, m. Sicilien, m. o —
Sicilians Siciliani, pi. Siciliens, pi. €> = Sicilian woman Siciliana, f.
Sicilienne, f. o . Sicilian women Siciliane, pi. Siciliennes, pi. o .. Sick
Malato, ag. m. Malade, adj. m. 1 - Sick Malati, pi- Malades, adj.pL 1 = Sick
Malata, ag. f. Malade, adj. f. 1 . Sick Malate, pi. Malades, pi. 1 .. Sickness
Malattia, f. Maladie, f. ) - Sick-man Ammalato, m. Malade, m. ) = Sick-men
Ammalati, pi. Malades, pi. ) . Sick-woman Ammalata, f . Malade, f. ) .. Sick-
women Ammalate, pi. Malades, pi. + — Side Lato, m. Côté, m. + = Sides Lati, pi.
Côtés, pi. + . Side Parte, f. Côté, m. + .. Sides Parti, pi. Côtés, pi. — . —
Side-board Credenza, £. Buffet, m. = Sidewards Dal lato, av. De côté, adv. -^ .
Siege Assedio, m. Siège, m. *»*. . . Sight Vista, f. Vue, f. p - Sights Viste
(vedute), pi. Vues, pi. p = Sign Segno, m. Signe, m. p • Signs Segni, pi.
Signes, pi. p •• Sign Insegna, f. Enseigne, f. v - Signs Insegne, pi.
Enseignes, pi. V = Signal Segnale, m. Signal, m. V . Signals Segnali, pi.
Signaux, pi. V •• Signature Firma, f. Signature, f. 0 — Signatures Firme, pi.
Signatures, pi. 0 = Silence Silenzio, m. Silence, m. 0 . Silent Taciturno, ag.
m. Silencieux, adj. m, 0 .. Silent Taciturni, pi. Silencieux, pi. 1 - Silent
Taciturna, ag. f. Silencieuse, adj. f. / = Silent Taciturne, pi. Silencieuses,
pi. / . Silly Sciocco, ag. m. Sot, adj. m. / .-. Silly Sciocca, ag. f. Sotte,
adj . f. A - Silk Seta, f. Soie, f. A = Silver Argento, m. Argent blanc, m. A •
Similar Pari, ag. m. Pareil, adj. m. A .. Similar Simile, ag. m. Pareil, adj.
m. T - Similar Simili, pi. Pareils, pi. T = Similar Simile, ag. f. Pareille,
adj. f. T Similar Simili, pi. Pareilles, pi. T •• [Sincerity Sincerità, f.
Sincérité, f. SIN— SME S L - Sincerely Sinceramente, av. Sincèrement, adv. L =
Since Da dopo, av. Depuis, adv. L • Since Da che (dopo che), av. Depuis que,
adv. L •• Simple Semplice, ag. m. f. Simple, adj. m. f. ( - Simple Semplici,
pi. Simples, pi. ( = Sin Peccato, m. Péché, m. ( • Sins Peccati, pi. Péchés,
pi. ( Sinew Nervo, m. Nerf, m. H- Sinews Nervi, pi. Nerfs, pi. H = Singer
Cantore, m. Chanteur, m. H • Singers Cantori, pi. Chanteurs, pi. H ... Singer
Cantatrice, f. Chanteuse, f. ! - Singer Cantatrice, f. Cantatrice, f. 1 =
Singers Cantatrici, pi. Cantatrices, pî. 1 Singing Canto, m. Chant, m. 1 ••
Singings Canti, pi. Chants, pi. o — Single Solo, ag. m. Seul, adj. m. o =
Single Soli, pi. Seuls, pi. 0 . Single Sola, ag. f. Seule, adj. f. o .. Single
Sole, pi. Seules, pL 1 - Single man Celibe, m. Célibataire, t 1 = Single woman
Zitella, f. Fille, f. 1 . Single women Zitelle, pi. Filles, pi. Singular
Singolare, ag. m. Singulier, adj. m. ) — Singular (the) Singolare (il), m.
Singulier (le), m. ) = Singular Singolare, ag. f. Singulière, adj. f. Sinner
Peccatore, m. Pécheur, m. Sir (mister) Signore, m. Monsieur, m. + — Sir Sire,
m. Sire, m. + = Sister Sorella, f. Sœur, L + . Sisters Sorelle, pi. Sœurs, pi.
+ .. Sister in law Cognata, f. Belle-sœur, f. •"^ — Situation Situazione,
f. Situation, L "^ = Size Statura, f. Taille, f. ^v. . Skilful Accorto,
ag. m. Adroit, adj. ra. —, . . Skin Pelle, f. Peau, m. p - Skins Pelli, pi.
Peaux, pi. p = Slave Schiavo, m. Esclave, m. p . Slaves Schiavi, pi. Esclaves,
pi. p .. Slave Schiava, f. Esclave, f. V — Slaves Schiave, pi. Esclaves, pi. V
= Slavery Schiavitù, f. Esclavage, f. v . Slave-trade Tratta di Mori, f. Traite
des Nègres, f. V •• Sleep Sonno, m. Sommeil, m. 0 — Slip Scivolata, f.
Glissade, f. 0 = Slow Lento, ag. m. Lent, adj. m. 0 . Slow Lenti, pi. Lents,
pi. 0 .. Slow Lenta, ag. f. Lente, adj. f. / - Slow Lente, pi. Lentes, pi. / =
Slowly Adagio, av. Lentement, adv. / • Small Piccolo, ag. m. Petit, adj. m. /
•• Small Piccoli, pi. Petits, pi. A - Small Piccola, ag. f. Petite, adj. f. A =
Small Piccole, pi. Petites, pi. A • Small-pox Vajuolo, m. Petite vérole, f. A
•• Smell Odore, m.' Odeur, i. T — Smells Odori, pi. Odeurs, pi. T = Smelling
Odorato, m. Odorat, m. T • Smelling-bottle Boccetta, f. Flacon, m. T ••
Smelling-bottles 1 Boccette, pi. Flacons, pi. ss: 856 SMO— SOO L - Smoke Fumo,
m. L = Snow Neve, f. L • Snuff Tabacco in polvere, m. Snuff-box Tabacchiera, f.
Snuff-taker Tabacchista (tabaccoso), ( = Snuffers Smoccolatojo, m. [m.
Snuffers-pan Piattino dello smoccola- So Cosi, av. [tojo, m. -1 - So be it Cosi
sia, av. -1 = Sociable Sociabile, ag. m. f. H • Sociable Sociabili, pi. H ..
Sociability- Sociabilità, f. 1 - Society Società, f. 1 = Societies Società, pi.
1 • Soft Morbido, ag. m. (molle) 1 • Soft Morbidi, pi. (molli) o — Soft
Morbida, ag. f. (molle) o = Soft Morbide, pi. (molli) 0 . Softeness Morbidezza,
f. 0 .. Softly Piano, av. 1 - Softly Bel bello, av. 1 = Soil Suolo, m. 1 . So
it is Cosi è, av. Soldier Soldato, m. ) _ Soldiers Soldati, pi. ) = Solely
Solamente, av. Solemn Solenne, ag. f. Solemnity Solennità, f. H So many Tanto,
av. -f- = Some Uni (gli), pr. m. pi. + . Some Une(le), pr. f. pi. + .. Some
Altri (gli), pr. m. pi. ^ — Some Altre (le), pr. f. pi. *»». = Some In (ne,
del, della, dei, dei- ^. . Some Alcuni, ag. m. pi. [le),pr. ^-, .. Some Alcune,
ag. f. pi. P - Some of it (of them) Ne, pr. P = Some body Alcuno, pi. m. P Some
body Alcuni, pi. P •• Some body Qualcuno, pr. m. V Some body Qualcuna, pr. f. V
= Something Qualche cosa, pr. ind. f. V . Something Alcune cose, pi. V ..
Sometimes Qualche volta, av. 0 — Some way or other In qualche maniera, av. 0 =
So much Tanto, av. 0 . So much Tanto, ag. m. 0 .. So many Tanti, pi. / - So
much Tanta, ag. f. / = So many Tante, pi. / . So much the better Tanto meglio,
av. / •• So much the worse Tanto peggio, av. A - Son Figliuolo, m. A = Sons
Figliuoli, pi. A • Son in law Figliastro, m. A •• Son in law Genero, m. T -
Soon Quanto prima, av. T = Soon Fra poco, av. T • Sooner Piuttosto, av. T ••
Soot Fuligine, f. Fumée, f. Neige, f. Tabac en poudre, m. Tabatière, f . P
riseur, m. Mouchettes, pi. Porte-mouchettes, m. Ainsi, adv. Ainsi soit-il, adv.
Sociable, adj. m. f. Sociables, pi. Sociabilité, f. Société, f. Sociétés, pi.
Mou, adj. m. (souple) Mous, pi. (souples) Molle, adj. f. (souple) Molles, pi.
(souples) Mollesse, f. (souplesse) Tout bas, adv. Doucement, adv. Sol, m. C'est
ainsi, adv. Soldat, m. Soldats, pi. Seulement, adv. Solennelle, adj. f. Solennité,
f. Tant, adv. Uns (les), pr. m. pi. Unes (les), pr. f. pi. Autres (les), pr. m.
pi. Autres (les), pr. f. pi. En (du, de la, des), pr. Quelques-uns, adj. m. pî.
Quelques-unes, adj. f.pl. En, pr. Quelqu'un, pr. m. Quelques-uns, pt.
Quelqu'un, pr. m. Quelqu'une, pr. f. Quelque chose, pr. ind. Quelques choses,
pi. Quelquefois, adv. En quelque manière, adv. Tant, adv. Tant, adj. m. Tant,
pi. Tant, adj. f. Tant, pi. Tant mieux, adv. Tant pis, adv. Fils, m. Fils, pi.
Beau-fits (gendre), m. Gendre, m. Bientôt, adv. Bientôt, adv. Plutôt, adv.
Suie, f. SOR— SPO 855 L - Sore Piaga, f. Plaie, f. L = Sore Doloroso, ag. m.
Douloureux, adj. m. L • Sore throat Mal di gola, m. Mal de gorge, m. L ••
Sorrow Cordoglio, m. Chagrin, m. ( - Sorrows Cordogli, pi. Chagrins, pi. ( =
Sorrowful Mesto, ag. m. Triste, adj. m. ( • So that Di modo che, av. De sorte
que, adv. ( •• Soul Anima, f. Ame, f. H - Souls Anime, pi. Ames, pi. H = Sound
Suono, m. Son, m. H • Sounds Suoni, pi. Sons, pi. ^ .. Soup Minestra, f.
Potage, m. 1 — Soups Minestre, pi. Potages, pi. 1 = Soup Zuppa, f. Soupe, f. 1
Soups Zuppe, pi. Soupes, pi. 1 •• South Sud, m. (mezzodì, m.) Sud, midi, m. o —
Southern Meridionale, adj. f. Méridionale, adj. f. o = Southern Meridionali,
pi. Méridionales, pL 0 . Southern Meridionale, ag. m. Méridional, adj. m. o ..
Southern Meridionali, pi. Méridionaux, pi. 1 — South America America
meridionale, f. Amérique méridionale, f. "I = Spain Spagna, f. Espagne, f.
1 . Spaniard Spagnuolo, m. Espagnol, m. 1 .. Spaniards Spagnuoli, pi.
Espagnols, pi. ) — Spanish-woman Spagnuola, f. Espagnole, f. ) = Spanish-women
Spagnuole, pi. Espagnoles, pi. ) Spanish language (the) Lingua spagnuola (la),
f. Langue espagnole (la), f. ) -. Spark Scintilla, f. Étincelle, f. + — Sparks
Scintille, pi. Étincelles, pi. 4- = Sparkling Splendido, ag. m. Étincelant,
adj. m. + • Sparkling Splendidi, pi. Étincelants, pi. + .. Sparkling Splendida,
ag. f. Étincelante, adj. f. "^ — Sparkling Splendide, pi. Étincelantes,
pi. . = Sparrow Passero, m. Moineau, m. . Spear Lancia, f. Lance, f. •^. . .
Spears Lancie, pi. Lances, pi. P - Species Specie, f. Espèce, f. P = Spectacles
Occhiali, pi. m. Lunettes, pi. f. P • Speech Discorso, m. Discours, m. P ••
Speechs Discorsi, pi. Discours, pi. V — Spice Aromato, m. Aromate, m. V = Spices
Aromati, pi. Aromates, pi. V . Spi nage Spinaci, pi. Épinards, m. pi. v .. Spit
Spiedo, m. Broche, f. / - Spit, spittle Saliva, f. Salive, f. / = Spleen Milza,
f. Rate, f. / . Spleen Melanconia, f. Mélancolie, f. / .. Splendid Splendido,
ag. m. Splendide, adj. m. 0 — Splendid Splendidi, pi. Splendid es, pi. 0 =
Splendid Splendida, ag. f. Splendide, adj. f. 0 . Splendid Splendide, pi.
Splendides, pi. 0 .. Splendour Splendore, m. Splendeur, f. A — Spokesman
Oratore, m. Orateur, m. A = Spoon Cucchiajo, m. Cuiller, f. A • Spoons
Cucchiaj, pi. Cuillers, pi. A •• Spoonful Cucchiaiata, f. Cuillerée, f. T-
Sport Scherzo, m. Badinage, m. T = Sports Scherzi, pL Badinages, pL T •
Sporting Caccia, f . Chasse, f. T -. Sportsman Cacciatore, m. Chasseur, m.
Sportsmen Sportful Sportful Sportful Sportful Spot Spots Spot Spots Spring
Spring Springs Spring Springs Spunge Spunges Spungy Spungy Spying-glass
Spying-glasses Square Squares Square Square Square Square Square Stable Stables
Stage Stage Stair-case Stair-cases Standard Star Stars Star Stars State States
Statesman Statesmen Statue Statues Statute Statutes Stay Steamer (steam-boat)
Steamers ^steam-boats ) Steam Steam-engine Steam-engines Steel Steep Steep
Steep Steep Steeple Steebles Step SPG—STE Cacciatori, pi. Giocondo, ag. m.
Giocondi, pi. Gioconda, ag. I. Gioconde, pi. Macchia, f. Macchie, pi. Luogo, m.
Luoghi, pi. Primavera, f. Sorgente, f. Sorgenti, pì. Elasticità (molla), f.
Elasticità (molle), pi. Spugna, f. Spugne, pi. Spugnoso, ag. m. Spugnosa, ag.
f. Occhialino, m. Occhialini, pi. Piazza, f. Piazze, pi. Quadrato, ag. m,
Quadrati, pi. Quadrata, ag. f. Quadrate, pi. Piazza, f. Scuderia, f. Scuderie,
pi. Palco scenico, m. Teatro, m. Scala, f . Scale, pi. Stendardo, m. Stella, f.
Stelle, pi. Astro, m. Astri, pi. Stato, m. Stati, pi. Uomo di stato m. Uomini
di stato, pi. Statua, f. Statue, pi. Statuto, m. Statuti, pi. Soggiorno, m.
Battello a vapore, m. Battelli a vapore, pi. Vapore, m. Macchina al vapore, f.
Macchine al vapore, pi. Acciajo, m. Erto (scosceso), ag. m. Erti (scoscesi),
pi. Erta (scoscesa), ag. f. Erte (scoscese), pi. Campanile, m. Campanili, pi.
Passo, m. Chasseurs, pi. Enjoué, adj. m. Enjoués, pi. Enjouée, adj. f.
Enjouées, pi. Tache, f. Taches, pi, Lieu, m. Lieux, pi. Printemps, m. Source,
f. Sources, pi. Ressort, m. Ressorts, pi. Éponge, f. Éponges, pi. Spongieux,
adj. m. Spongieuse, adj. f. Lorgnette, f. Lorgnettes, pi. Place, f. Places, pi.
Carré, adj . m. Carrés, pi. ; Carrée, adj. f. Carrées, pi. Place, f. Écurie, f.
Écuries, pi. Scène (théâtre), f. Théâtre, m. Escalier, m. Escaliers, pi.
Étendard, m. Étoile, f. Étoiles, pi. Astre, m. Astres, pi. Éfat,m. États, pi.
Homme d'état, m. Hommes d'état, pi. Statue, f. Statues, pi. Statut, m. Statuts,
pi. Séjour, m. Bateau à vapeur, m. Bateaux à vapeur, pi. Vapeur, f. Machine à
vapeur, f. Machines à vapeur, pi. Acier, m. Escarpé, adj. m. Escarpés, pi.
Escarpée, adj. f. Escarpées, pi Clocher, m. Clochers, pi Pas, m. STE— STU É L -
Steps Passi, pi. Pas, pi. L = Sterling Sterlina, ag. f. Sterling, adj. f. L .
Stew Intingolo, m. Ragoût, m. L •• Stews Intingoli, pi. Ragoûts, pi. ( -
Steward Maestro di casa, m. Maitre-d'hôtel, m„ ( = Stirrup (a) Staffa, f.
Étrier, m. Stirrups Staffe, pi. f. Étriers, pi. ( -. Stink Puzzo, m. Puanteur,
f. H - Stok Fondi, m. pi. Fonds, m. pi. H =é Stok Collo di cravata, m.
Col-cravate, m. H • Stockholm Stocolm (e.) Stockholm (v.) H •• Stockbroker
Agente di cambio, m. Agent de change, m. Stocks Fondi publici, m. pi. Fonds
publics, m. pi | = Stocking (a) Calza, f. Bas, m. 1 Stockings Calze, pi. Bas,
pi. 1 • • Stomach Stomaco, m. Estomac, m. o — Stone Pietra, f. Pierre, f. o =
Stones Pietre, pi. Pierres, pi. o . Stony Pietroso, ag. m. Rocailleux, adj. m.
0 .. Store (store house) Magazeno, m. Magasin, m. "1 - Stores (store
houses) Magazeni, pi. Magasins, pi. 1 = Storm Temporale, m. Orage, m. 1 .
Storms Temporali, pi. Orages, pi. 1 Stormy Procelloso (burascoso), Orageux,
adj. m. ) - Stormy Procellosi, pi. [ag. m. Orageux, pi. ) = Stormy Procellosa,
ag. f. Orageuse, adj. f. ) . Stormy Procellose, pi. Orageuses, pi. ) .. Story
Piano, m. Étage, m. -F - Stories Piani, pi. Étages, pi. + = Story Storia, f.
Histoire, f. 4- . Stories Storie, pi. Histoires, pi. + •• Stove Stufa, f.
Poêle, m. ^ — Stoves Stufe, pi. Poêles, pi. — = Strait (narrow) Stretto, ag. m.
Étroit, adj. m. -v. . Strait (narrow) Stretti, pi. Étroits, pi. "->. ..
Strait (narrow) Stretta, ag. f. Étroite, adj. f. p - Strait (narrow) Strette,
pi. Étroites, pi. ? = Stratagem Strattagemma, m. Stratagème, m. p . Stratagems
Strattagemmi, pi. Stratagèmes, pi. p .. òtraw Paglia, f. Paille, f. V - Straws
Paglie, pi. Pailles, pi. V = Straw-bed Pagliericcio, m. Paillasse, f. v . Straw
-beds Pagliericci, pi. Paillasses, pi. v .. Strawberry Fravola, f. Fraise, f. 0
— Strawberries Fravole, pi. Fraises, pi. 0 = Stream Ruscello, m. Ruisseau, m. 0
. Streams Ruscelli, pi. Ruisseaux, pi. 0 .. Stream (the) Corrente (il), m.
Courant (le), m. / - Street Strada, f. Rue, f. / = Streets Strade, pi. Rues,
pi. / . Strength Forza, f. Force, f. / .. Strengths Forze, pi. Forces, pi. A -
String Cordone (cordoncino),m. Cordon, m. A = Strings Cordoni (cordoncini), pi.
Cordons, pi. A . Strong Forte, ag. m. Fort, adj. m. A •• Strong Forti, pi.
Forts, pi. T - Strong Forte, ag. f. Forte, adj. f. T = Strong Forti, pi. Fortes,
pi. T . Strongly Con forza, av. Avec force, adv. T •• Study Studio, va- Étude,
f. 859 860 - Studies = Studious . Studious . Studious - Studious = Stupid .
Stupid . Stupid H — Stupid H = Stupidity -\ . Stupidly H .. Stvle ! — Subject I
= Subjects J . Subjunctive? I . . Submission O — Subscriber O = Subscribers O .
Subscription O . . Subscriptions ~] — Substantive "I == Substantives, pL 7
. Success "1 .. Succession ) — Successful ) = Successful ) . Succession )
.. Successive H Successive -f- = Successive -f . Successive + . . Successively
*s — Successor >^ = Successors ^ . Sucb -«•* .. Such p — Suddenly p = Sunden
P . Sudden P . . Sudden V — Sudden V = Sugar V . Sugar-bason V • • Sugar-basons
0 — Suit (of clothes) j0 == Suits (of clothes) 0 . Summer 0 .. Sun / — Sun-rise
/ = Sunset / . Sunset / .. Sunday A — Superfluity A = Superfluities A •
Superiority A • • Superior T — Superior T = Superior ", Superior T .. I
Superior STU— SUP Studj, pi. Studioso, ag. m. Studiosi, pi. Studiosa, ag. f.
Studiose, ph Stupido, ag. m. Stupidi, pi. Stupida, ag. f. Stupide, pi.
Stupidità (bestialità), f, Stupidamente ( bestial Stile, m. [mente), av
Soggetto, m. Soggetti, pi. Suggiuntivo, m. Sommissione, f. Soscrittore, m.
Soscriltori, pi. Sottoscrizione, f. Sottoscrizioni, pi. Sostantivo, m.
Sostantivi, pi. Successo, m. Successione, f. Felice, ag. m. Felice, ag. f.
Successione, f. Successivo, ag. m. Successivi, pi. Successiva, ag. f.
Successive, pi. Successivamente, av. Successore, m. Successori, pi. Tale, pr.
ind. m. f. Tali, pi. Subito (immantinente), fmproviso, ag. m. [av Improvisi,
pi. Improvisa, ag. f. Improvise, pi. Zucchero, m. Zuccheriera, f. Zuccheriere,
pi. Abbigliamento, m. Abbigliamenti, pi. Estate, f. Sole, m. Spuntar del sole,
m. Tramontar del sole, m. Calar del sole, m. Domenica, f. Superfluità, f.
Superfluità, pi. Superiorità, f. Superiore, ag. m. Superiori, pi. Superiore,
ag. f. Superiori, pi. Superiore, m. Études, pi. Studieux, adj. m. Studieux, pi.
Studieuse, adj. f. Studieuses, pi. Stupide, adj. m. Stupides, pi. Stupide,
adj.f. Stupides, pi. Stupidité (bêtise), f. Stupidement (bêtement), Style, m.
[adv. Sujet, m. Sujets, pi. Subjonctif, m. Soumission, f. Souscripteur, m.
Souscripteurs, pL Souscription, f. Souscriptions, pi. Substantif, m.
Substantifs, pi. Succès, m. Succession, f. Heureux, adj. m. Heureuse, adj. f.
Succession, f. Successif, adj. m. Successifs, pi. Successive, adj. f.
Successives, pi. Successivement, adv. Successeur, m. Successeurs, pi. [indéf.
s. Tel, m., ( telle, f. ) pr. Tels, pi. ( telles, pi.), pr. Soudain, adv.
[indéf. pi. Soudain, adj. m. Soudains, pi. Soudaine, adj. f. Soudaines, pi.
Sucre, m. Sucrier, m. Sucriers, pi. Habillement, m. Habillements, pi. Été, m.
Soleil, m. Lever du soleil, m. Coucher du soleil, m. Coucher du soleil, m. Dimanche,
m. Superfluité, f. Superflui tés, pi. Supériorité, f. Supérieur, adj. m.
Supérieurs, pi. Supérieure, adj. f. Supérieures, pi. Supérieur m. SUP— SYS L -
Superiors Superiori, pi. L = Superlative Superlativo, adj. m. L •
Superscription Soprascritta, f. L •• Superstition Superstizione, f. ( -
Supposition Supposizione, f. ( = Supper Cena, f. ( • Sure Sicura, ag. f. ( ..
Sure Sicure, pi. H - Sure Sicuro, ag. m. 4 = Sure Sicuri, pï. H • Surety
Sicurezza, f. H •• Sureness Certezza, f. 1 - S uretiship Sicurtà, î. 1 =
Surface Superficie, f. 1 • Surely Sicuramente, av 1 •• Surgeon Chirurgo, m. o —
Surgeons Chirurghi, pi. o = Suspected Sospetto, ag. m. 0 . Suspected Sospetti,
pi. o .. Suspected Sospetta, ag. f. "1 - Suspected Sospette, pi. 1 =
Suspicion Sospetto, m. 1 . Suspicions Sospetti, pi. 1 - Suspicious Sospettoso,
ag. m. ) - Suspicious Sospettosi, pi. ) = Suspicious Sospettosa, ag. f. ) .
Suspicious Sospettose, pi. ) .. Swede Svedese, m. f. + — Sweden Svezia, f. 4- =
Sweet meats Confettura, f. + -. Sweat Sudore, m. -f .. Sweet heart Amante, ag.
m. ^s-. ' Sweet Dolce, ag. m. ^ = Sweet Dolci, pi. ^> . Sweet Dolce, ag. f.
^>. . . Sweet Dolci, pi. p - Sweetness Dolcezza, f. p = Sweetmeats Chicche
(dolci), f. pi. p . Swimming Nuoto, m. p .. Swimmer Nuotatore, m. V - Swimmers
Nuotatori, pi. V = Swiss Svizzero, m. V • Swiss (the) Svizzeri (gli), pi. V ..
Swiss-woman Svizzera, f. 0 — Switzerland Svizzera (la), f. 0 = Swoon
Svenimento, m. 0 . Sword Spada, f. 0 .. Swords Spade, pi. / - Syllable Sillaba,
f. / = Syllables Sillabe, pi. / • Symmetry Simmetria, f. / •• Sympathy
Simpatia, f. A - Sympathies Simpatie, pi. A = Synonymous Sinonimo, ag. m. A
Synonymous Sinonimi, pi. A •• Syntax Sintassi, f. T - Synthesis Sintesi, f. T =
System Sistema, m. T - Systems Sistemi, pi. T .. Systematical Sistematico, ag.
m. 861 Supérieurs, pi. Superlatif, adj. ni. Adresse, h Superstition, f.
Supposition, f. Souper, m. Sûre, adj. f. Sûres, pi. Sûr, adj. m. Sûrs, pi.
Sûreté, f. Assurance, f. Cautionnement, m. Surface, f. Assurément, adv. Chirurgien,
m. Chirurgiens, pi. Suspect, adj. m. Suspects, pi. Suspecte, adj. f. Suspectes,
pi. Soupçon, m. Soupçons, pi. Soupçonneux, adj. m. Soupçonneux, pi.
Soupçonneuse, adj. f. Soupçonneuses, pi. Suédois, m. Suédoise, f. Suède, f.
Confiture (bonbons), f. Sueur, f. Amant, adj. m. Doux, adj. m. Doux, pi. Douce,
adj. f. Douces, pi. Douceur, f. Confitures, f. pi- Nage, f. Nageur, m. Nageurs,
pi. Suisse, m. Suisses (les), pi. Suisse, f. Suisse (la), f. Évanouissement, m.
Épée, f. Ëpées, pi. Syllabe, f. Syllabes, pi. Symétrie, f. Sympathie, f.
Sympathies, pi. Synonyme, adj. m. Synonymes, pi. Syntaxe,, f. Synthèse, f.
Système, m. Systèmes, pi. Systématique, adj. m. 862 L — [Systematical L =
Systematical L • 'Systematical L ..'Systematically SYS— TEN Sistematici, pi.
Sistematica, ag. f. Sistematiche, pi. Sistematicamente, Systématiques, pi.
Systématique, adj. f. Systématiques, pi. Systématiquement, adv. ( - Table
Desco, m. Table (à manger), f. ( = Table Mensa, f. Table (préparée), f. ( .
Tables Mense, pi. Tables (préparées), pi. ( .. Table Tavola, f. Table, f. H -
Tables Tavole, pi. Tables, pi. H = Table-cloth Tovaglia, f. Nappe, f. H •
Table-coths Tovaglie, pi. Nappes, pi. H .. Taffeta Taffettà, ni. Taffetas, m. 1
- Tail Coda, f. Queue, f. 1 = Tails Code, pi. Queues, pi. 1 . Tailor Sarto, m.
Tailleur, m. 1 •• Tailors Sarti, pi. Tailleurs, pi. o — Tale Novella, f. Conte,
m. o = Tales Novelle, pi. Contes, pi. o . Talent Ingegno, m. Talent, m. o ..
Talents Ingegni, pi. Talents, pi. 1 - Tame Addomesticato, ag. m. Apprivoisé,
adj. m. 1 = Tame Addomesticati, pi. Apprivoisés, pi. 1 . Tame Addomesticata,
ag. f. Apprivoisée, adj. f. 1 .. Tame Addomesticate, pi. Apprivoisées, pi. ) -
Tapestry Tappezzeria, f. Tapisserie, f. ) = Tapestries Tappezzerie, pi.
Tapisseries, pi. ) . Taste Gusto, m. Goût, m. ) . Tastes Gusti, pi. Goûts, pi.
4- — Tawny Bruno, ag. m. Basané, adj. m. -f = Tea Tè, m. Thé, m. -f . Tea-cup
Tazza da tè, f. Tasse à thé, f. + .. Tea-cups Tazze da tè, pi. Tasses à thé,
pi. •^ — Tea-pot Vaso da tè, m. Théière, f. -"•s. = Tea-pots Vasi da tè,
pi. Théières, pi. -^ . Tea-spoon Cucchiajo da tè, m. Cuiller à thé, f. ^ ..
Tea-spoons Cucchi aj da tè, pi. Cuillers à thé, pi. p - Tear Lagrima, t. Larme,
f. p = Tears Lagrime, pi. Larmes, pi. p . Teeth Denti, m. pi. Dents, f. pi. p
.. Telegraph Telegrafo, m. Télégraphe, m. V — Telegraph ical Telegrafico, ag.
m. Télégraphique, adj. m V = Telegraphical Telegrafica, ag. f. Télégraphique,
adj. f. V • Telegraphical Telegrafiche, pi. Télégraphiques, pi. V •• Telescope
Telescopio, m. Télescope, m. 0 — Tempest Tempesta (procella), f. Tempête, f. 0
= Tempests Tempeste (procelle), pi. Tempêtes, pi. 0 . Temple Tempio, m. Temple,
m. 0 .. Temples Tempj,pl. Temples, pi. / ~ Temples Tempie, f. pi. Tempes, pi. /
= Ten Dieci, m. Dix, m. / • Tendency Tendenza, f. Tendance, f. / •• Tender
Tenero, ag. m. Tendre, adj. m. A - Tender Teneri, pi. Tendres, pi. A = Tender
Tenera, ag. f. Tendre, adj. f. A • Tender Tenere, pi. Tendres, pi. TEN— THE 863
L -| Tenor Tenore, m. Ténor, m. L = Tenuity Tenuità, f. Ténuité, f. L • Term
Termine, m. Terme, m. L •• Territory Territorio, m. Territoire, m. ( - Testator
Testatore, m. Testateur, m. ( = Testimony Testimonianza, f. Témoignage, m. ( •
Text Testo, m. Texte, m. ( •• Thames Tamigi (fiume), m. Tamise (fleuve), f. H-
Than Di (che), parag. Que, conj. compar. H = Thanks Ringraziamenti, m. pi.
Remerciments, m. pi. H • Thankful Riconoscente, ag. m. Reconnaissant, adj. m. H
."- Thankful Riconoscenti, pi. Reconnaissants, pi. 1 - Thankful
Riconoscente, ag. f. Reconnaissante, adj. f. 1 = Thankful Riconoscenti, pi.
Reconnaissantes, pi. 1 • Thankfully Con riconoscenza, av. Avec reconnaissance,
ad. 1 ■• Thankfulness Riconoscenza, f. Reconnaissance, f. o — Thankless
Ingrato, ag. m. Ingrat, adj. m. o = Thankless Ingrata, ag. f. Ingrate, adj. f.
0 . Thanksgiving Azzioni di grazie, f. pi. Actions de grâces, f. pi. o .. Tanks
Grazie, f. pi. Grâces, f. pi. "1 - Thank you Grazie (vi ringrazio), av.
Merci, adv. (je vous re- 1 = That Che, pr. relat. Qui, pron. relat. [mercie) 1
That Che, cong. Que, conj. 1 •• That Quello, pr. dem. m. Ce, cela, pron. dém.
m. ) - That Quello, pr. dem. m. Cet, pron. dém. m. ) = That (or this) Questa,
pr. dem. f. Cette, pron. dém. f. ) . That Quegli, pr. dem. m. Celui, pron. dém.
m. ) •• That Quello, pr. dem. m. Celui-là, pron. dém. m. -j_ _ That Quella, pr.
dem. f. Celle-là, pron. dém. f. 4- = That Affinchè, cong. Afin que, conj. + •
That is understood Questo va da se, av. Cela va sans dire, adv. + .. That is to
say Cioè, av. C'est-à-dire, adv. *^. — Thatch Stoppia, f. Chaume, m. *^ =
Theatrical Teatrale, ag. m. Théâtral, adj. m. *-» Theatre Teatro, m. Théâtre,
m. **». .. The Il, art. in. Le, art. déf. m. P - The I,pl. Les, pi. e = The Lo,
art. m. Le, art. déf. m. ? The Gli, pi. Les, pi. ? .. The La, art. f. La, art.
déf. f. v - The Le, pi. Les, pi. v - The day before yesterday L'altrojeri, m.
Avant-hier, adv. V • The day after to morrow Dopo domani av. Après demain, adv.
V •• Thee Te, pr. per. ac. Te, pr. per. acc. 0 — Thee Te, ti, acc. Te, toi, pr.
acc. 0 = Thee Te, ti, acc. Toi, te, pr. acc. 0 . Their Le, pr. f. pi. Les, pr.
f. pi. (leur) 0 .. Their La loro, pr. pos. f. Leur, pr. pos. f. 1 - Their Le
loro, pi. Leurs, pi. / = Theirs Il loro, pr. pos. m. Leur, pr. pos. m. / .
Theirs I loro, pi. Leurs, pi. / .. Theirs Loro (la), pr. f. s. La leur, pr. f.
A - Theirs Loro (le), pr. f. pi. Les leurs, pr. f. pi. A = Theme Tema, m.
Thème, m. A • There Costi, av. Là, adv. A •• There Quivi, av. Là, adv. T- There
La, av. Là, adv. T = There Ci, av. e pr. Y, adv. et pron. T • Therefore Dunque
(perciò), av. Donc(c'est pourquoi), ad. T .. (Therms Terme, f. pi. Thermes, m.
pi. 864 THE— THO L - Thermometer Termometro, m. Thermomètre, m. L = The same Lo
stesso, m. Le même, pi. L • These Questi, pr. dem. m. pi. Ces, pr. dém. m. pi.
L .. These Queste, pr. dem. f. pi. Ces, pr. dém. f. pi. ( - These Cotesti, pr.
dem. m. pi. Ceux, pr. dém. m. pi. ( = These Coleste, pr. dem. f. pi. Celles,
pr. dém. f. pi. ( • These Questi qui, pr. d. m. pi. Ceux-ci, pr. dém. m. pi. (
.. These Queste qui, pr. d. f. pi. Celles-ci, pron. dém. f. p. H- These
Cotesti, pr. dem. m. pi. Ceux-là, pr. dém. m. pi. -1 = These Coteste, pr. dem.
f. pi. Celles-là, pr. dém. f. pi. H • Thesis Tesi, f. Thèse, f. H .- The
superlative depree Il superlativo, m. Le superlatif, m. 1 - They Eglino, pr. m.
pi. Ils, pr. m. pi. 1 - They Essi, pr. m. pi. Ils, pr. m. pi. I • They Elleno,
pr. f. pi. Elles, pr. f. pi. 1 .. They, them Essi, loro, pr. m. pi. Eux, pr. m.
pi. o — The moon shines Fa chiaro di luna, 1. Il fait clair de lune, 1. o =
Them Li, pr. m. pi. (loro) Les, eux, pr. m. pi. 0 . Them Loro, pr. m. pi. Leur,
pr. m. pi. 0 .. Themselves Loro stessi, m. pi. Eux-mêmes, m. pi. 1 - Themselves
Esse stesse, pr. n. pi. Elles-mêmes, f. pi. 1 = Then Dunque, av. Donc, adv.
"1 . Then Allora, av. Alors, adv. Thence Inseguito, av. Ensuite, adv. ) —
Thenceforward D'allora in poi, av. Depuis lors, adv. ) = The next day
L'indomani, av. Le lendemain, adv. The question È da sapersi se, av. C'est à
savoir si, adv. They, them Esse, pron. f. pi. Elles, pron. f. pi. + — They are
Sono Ce sont + = The whole Il tutto, av. Le tout + . Thief Ladro, m. Voleur, m.
+ .. Thieves Ladri, pi. Voleurs, pi. v^ _ Thigh Coscia, f. Cuisse, f. •^ =
Thighs Coscie, pi. Cuisses, pi. •^ Thin Sottile, adj. m. Mince, adj. m. — ..
Thine Tuo (il), pr. poss. m. s. Tien (le), pron. pos m. s. p - Thine Tua (la),
pr. poss. f. s. Tienne (la), pron. pos. f. s. p = Thine Tuoi (i), pr. poss. m.
pi. Tiens (les), pron. p. m. pi. p . Thine Tue (le), pr. poss. f. pi. Tiennes
(les), pron. per. p .. Thing Cosa, f. Chose, f. [f. pi. V - Things Cose, pi.
Choses, pi. V = This Cotesto, pr. dem. m. s. Celui-là, pr. dém. m. s. V • This
Cotesta, pr. dem. f. s. Celle-là, pr. dém. f. s. V •• This Questo, pr. dem. m.
s. Ce, ceci, pron. dém. m.s. 0 — This Questo, pr. dem. m. s. C\ pron. dém. m.
s. 0 = This Questo, pr. dem. m. s. Cet, pron. dém. m. s. 0 • This Questa, pr.
dem. f. s. Cette, pron. dém. f. s. 0 .. This Questo qui, pr. dem. m.s.
Celui-ci, pron. dém. m. s. / - This Questa qui, pr. dem. f. s. Celle-ci, pron.
dém. f. s. / = This evening Questa sera, av. Ce soir, adv. / • This night
Questa notte, av. Cette nuit, adv. / •• This great while Da molto tempo, av.
Depuis long-temps, adv. A - Thither La, quivi, av. Là, y, adv. A = Thitherto
Fin là, av. Jusque là, adv. A • Thitherto Fino a, av. Jusqu'à, adv. A -.
Thoroughly Affatto, av. Tout-à-fait, adv. T — Those Qelli,pron. dem. m. pi.
Ceux, pron. dém. m. pi. T = Those Quelli la, pr. dem. m. pi. Ceux-là, pron.
dém.m.pl. T • Those Quei, pr. dem. m. pi. Ceux-là, pron. dém. m. p. T •• Those
Quelle, pr. dem. f. p. Celles-là, pron. dém. f. p. — Thou = Though • | Though
.. I Though — iThought = Thoughts . Thousand .. I Thread Threads Threshold
Thresholds Three times Throat Throats Throne Thrones Through Throughout
Throughout Thunder Thunder-bolts Thunder Thunder-bolts Thursday Thy aunt Thy
brother Thy brother in law Thy cousin Thy cousin Thy daugther Thy daughter in
law Thy husband Thy father Thy grand father Thy grand mother Thy mother — Thy
nephew =» Thy niece Thy sister Thy sister in law Thy son Thy son in law Thy
uncle Thy wife Thy Thy Thy Thy Thyself Tiber Tide Tiger Tigress Till (until)
Time Times Timorous Timorous Timorous - Timorous THO— TIM Tu, pr. pers.
Quantunque, av» Sebbene, av. Benché, av. Pensiero, m. Pensieri, pi. Mille, m.
Filo, m. Fili, pi. Soglia, m. Soglie, pi. Tre volte, av. Gola, f. Gole, pi.
Trono, m» Troni, pi. A traverso, av. Pertutto, av. Durante tutto, av. Tuono, m.
Tuoni, pi. Fulmine, m. Fulmini, pi. Giovedì, m. Tua zia, f. Tuo fratello, m„
Tuo cognato, m. Tuo cugino, m. Tua cugina, f. Tua figlia, f. Tua nuora, f. Tuo
marito, m. Tuo padre, m. Tuo nonno, m. Tua nonna, f. Tua madre, f. Tuo nipote,
m. Tua nipote, f. Tua sorella, f. Tua cognata, f. Tuo figlio, m. Tao genero, m.
Tuo zio, m. Tua moglie, f. (il) tuo, pron. poss. m. (La) tua pron. poss. f. s.
(I) tuoi, pr. pos. m. pi. (Le) tue, pr. pos. f. pi. Tu (te) stesso, pr. recip.
Tevere, m. (fiume) Marea, f. Tigre, m. Tigre, f. Sino, (sino a che), av. Tempo,
m. Tempi, pi. Timido, ag. m. Timidi, pi. Timida, ag. f. Timide, pi. 865 Tu,
pron. pers. Quoique, adv. Quoique, adv. Quoique, adv. Pensée, f. Pensées, pi.
Mille, m. Fil, m. Fils, pi. Seuil, m. Seuils, pi. Trois fois, adv. Gorge, f.
Gorges, pî. Trône, m~ Trônes, pï. A travers, adv. Partout, adv. Pendant tout,
adv. Tonnerre, m. Tonnerres, pi. Foudre, f. Foudres, pî. Jeudi, m. Ta tante, f.
Ton frère, m. Ton beau-frère, m. Ton cousin, m. Ta cousine, f. Ta fille, f. Ta
bru, f. Ton mari, m. Ton père, m. Ton grand-père, m. Ta grand'mère, f. Ta mère,
f. Ton neveu, m Ta nièce, f. Ta sœur, f. Ta belle-sœur, f. Ton fils, m. Ton
gendre, m. Ton oncle, m. Ta femme, f. Ton, pron. pos. m. s. Ta, pron. pos. f.
s. Tes, pron. pos. pi. Tes, pron. pos. pi. Toi-même, pr. réfi. Tibre, m.
(îieuve> Marée, f. Tigre, m. Tigresse, f. Jusqu'à (jusqu'à ce), adv. Temps,
m. Temps, pi. Timide, adj. m. Timides, pi. Timide, adj. f. Timides, pi. TIT—
TOM L —.Tithe Decima, f. Dîme, t L = Tithes Decime, pi. Dîmes, pi. L .Title
Titolo, m. Titre, m. L ..| Titles Titoli, pi. Titres, pi.1 ( — ;To and fro Qua
e la, su e giù, av. Par ci, par là, adv. ( = To (at) A, prep. A, prép. ( •
robacco Tabacco, m. Tabac, m. ( •• To be on the alert Esser sul ehi viva, av.
Être sur le qui vive, adv. H- To day Oggi, av. Aujourd'hui, adv. H = To day
week Oggi ad otto, av. D'aujourd'hui en huit,adv H • To dine in town Pranzar
fuori di casa, av. Diner en ville, adv. H •• Together Insieme, av. Ensemble,
adv. 1 - To her A lei, dat. s. f. A elle, dat. s. f. 1 = To her Le, ne, pr. dat
f. s. Lui en, à elle, dat. f. I • To her Le, a lei, dat. f. s. A elle, dat. f.
s. 1 •• To him A lui, pr. dat. m. s. A lui, dat. m. s. o — To him Gli, pr. m.
s. A lui, lui, dat. m. s. o = Toit A lui, gli, pr. neut. A lui, dat. pr. imp.
n. 0 . To it (to them) A lei, pr. rei. (a loro) A elle, à elles, pr. rei. o ..
To his Al suo, pr. p. m. A son, pr. p. m. 1 - To his Ai suoi, pi. A ses, pi. 1
= To his Alla sua, pr. pos. f. A sa, pr- pos. f. 1 . To his Alle sue, pi. A
ses, pi. n .. To his majesty A sua maestà, f. A sa majesté, f. ) - To his
holiness A sua santità, f. A sa sainteté, f. ) = To his highness A sua altezza,
f. A son altesse, f. ) . To his excellency A sua eccellenza, L A son
excellence, f. A sa tante, f. ) •• To his aunt A sua zia, $. 4- — To his
brother A suo fratello, m. A son frère, m. + = To his brother in law A suo
cognato, m. A son beau-frère, m. + . To his cousin A suo cugino, m. A son
cousin, m. + .. To his cousin A sua cugina, f. A sa cousine, f. ">* —
To his daughter A sua figlia, f. A sa fille, f. -*». == To his daughter in law
A sua nuora, f. A sa bru, f. ^. To his husband A suo marito, m. A son mari, f.
^ . . To his father A suo padre, m. A son père, m. ? - To his grand father A
suo nonno, m. A son grand-père, m. 9 = To his grand mother A sua nonna, f. A sa
grand'mère, f. 0 To his mother A sua madre, f. A sa mère, f. ? .. To his nephew
A suo nipote, m. A son neveu, m. V — To his niece A sua nipote, f. A sa nièce,
f. V = To his sister A sua sorella, f. A sa sœur, f. V • To his sister in law A
sua cognata, f. A sa belle-sœur, f. V •• To his son A suo tiglio, m. A son
fils, m. 0 — To his son in law A suo genero, m. A son gendre, m. 0 = To his
uncle A suo zio, m. A son oncle, m. 0 . To his wife A sua moglie, f. A sa
femme, f. 0 .. To my Al mio, pr. p. m. A mon, pr. p. m. / - To my Ai miei, pi.
A mes, pi. / = To my Alla mia, pr. p. f. A ma, pr. p. f. / . To my Alle mie,
pi. A mes, pi. / •• To my aunt A mia zia, f. A ma tante, f. A — To my brother A
mio fratello, m. A mon frère, m. A = To my brother in law A mio cognato, m. A
mon beau-frère, m. A • To my cousin A mio cugino, m. A mon cousin, m. A -•• To
my cousin A mia cugina, f. A ma cousine, f. T- To my daughter A mia figlia, f.
A ma fille, f. T - To my daughter in law A mia nuora, f. A ma bru, f. T • To my
husband [A mio marito, m. 'A mio padre, m. A mon mari, m. T •• To my lather A
mon père, m. TOM— TOY 86 L - To my grand father A mio nonno, m. A mon
grand-père, m. L = To my grand mother A mia nonna, f. A ma grand'mère, f. L •
To my mother A mia madre, f. A ma mère, f. L -. To my nephew A mio nipote, m. A
mon neveu, m. ( - To my niece A mia nipote, f. A ma nièce, f. . True ) ..JTrue
H jTrue -f = Truly -f- . Trumpet + .. Trumpets Trumpeter Trumpeters Trunk
Trunks p —{Trunk (of an elephant) P = ! Trunks (of elephant) p . j Trust p .. |
Trusts V — Trusty V = Trusty V . Trustee V .. Trustees 0 — Trustily 0 = Truth 0
. Truths 0 .. Tuesday / ~ Tumble / = Tumult / • Tun / -. Tuns A — Turin A =
Turk A • Turks A •• Turkey ~\- Turkey T = Turkey T • Turkish language (the) T
•• Turning TRI— TUR Triniti, f. Trionfo, m. Trionfi, pi. [fo, av Trionfalmente,
in trion- Trionfale, ag, m. Trionfali, pi. Trionfale, ag. f. Trionfali, pi.
Truppa, f. Truppe, pL Cavaliere (t. mil.), m. Cavalieri, pi. Trofeo, m. Onori,
pi. Tropici, m. pi, Pena, f. Pene, pi. Penoso, ag. m. Penosi, pi. Penosa, ag.
f. Penose, pi. Sincero, ag. m. Sinceri, pi. Sincera, ag. f. Sincere, pi. Vero,
ag. m. Veri, pi. Vera, ag. f. Vere, pi. Davvero, av. Tromba, f. Trombe, pi.
Trombetta, f. Trombette, pi. Baule, m. Bauli, pi. Proboscide, f. Proboscidi,
pi. Credito, m. Crediti, f. Fedele, ag. m. f. Fedeli, pi. Amministratore, m.
Amministratori, pi. Fedelmente, av. Verità, f. Verità, pi. Martedì, m.
Capitombolo, m. Tumulto, m. Botte, f. Botti, pi. Torino (e.) Turco, m. Turchi,
pi. Turchia, f. Gallinaccio, m. Gallinacci, pi. Lingua turca (la), f. Giro, m.
Trinité, f. Triomphe, m» Triomphes, pi. En triomphe, adv. Triomphal, adj. m.
Triomphaux, pi. Triomphale, adj. f. Triomphales, pi. Troupe, f. Troupes, pi.
Cavalier, m. Cavaliers, pi. Trophée, m. Honneurs, pi. m. Tropiques, m. pi.
Peine, f. Peines, pi. Fatigant, adj. m. Fatigants, pi. Fatigante, adj. f.
Fatigantes, pi. Sincère, adj. m. Sincères, pi. Sincère, adj. f. Sincères, pi.
Vrai, adj. m. Vrais, pi. Vraie, adj. f. Vraies, pi. Vraiment, adv. Trompette,
f. Trompettes, pi. Trompette, m. Trompettes, pi. Malle, f. Malles, pi. Trompe
d'éléphant, f. Trompes d'éléphant, pi Crédit, m. Crédits, pi. Fidèle, adj. m.
f. Fidèles, pi. Administrateur, m. Administrateurs, pi. Fidèlement, adv. Vérité,
f. Vérités, pL Mardi, m. Culbute, f. Tumulte, m. Tonneau, m. Tonneaux, pL Turin
(v.) Turc, m. Turcs, pi. Turquie, f. Dindon, m. Dindons, pi. Langue turque
(la), f. Tour, m. L - L = L • L •• Twice Tyrannical Tyrannically Tyranny TWI—
TJNW Due volte, av. Tirannico, ag. m. Tirannicamente, av. Tirannia, f. u 871
Deux fois, adv. Tyrannique, adj. m. Tyranniquement, adv. Tyrannie, f. ( - ugiy
( = Ugly ( . ugly ( .. ugly H- Umbrella H- Umbrellas H • Unanimity H ..
Unawares 1 - Unawares 1 = Uncle 1 Uneasy 1 •• Uneasy o — Uneasiness o =
Uneasiness o . Under o .. Under "Ì - Underneath 1 = Undertaking 1 .
Undividable "1 .. Undoubted ) - Undoubtedly ) = Unfaithful ) Unfaithful )
.. Unfaithfully + — Ungrateful + = Ungrateful + . Ungrateful + .. Ungratefulness
^. — Union ^. = United . United *-s . . United p — United p = United-states p .
Universe p .. University V — Universities V = Unjust V . Unknown v .. Unknown 0
— Unknown 0 = Unknown 0 . Unlawful 0 .. Unless / ~ Unpolite / = Unpolite / •
Unpolite / •• Unpolite A — Unpoliteness A = Unnecessarily A . Unworthy A-
Unworthy [doubt) (without Brutto, ag. m. Brutti, pi. Brutta, ag. f. Brutte, pi.
Ombrella, f. Ombrelle, pi. Unanimità, f. All' improvviso, av. Inavvedutamente,
av. Zio, m. Tormentoso, ag. m. Incomodo, ag. m. Affanno, m. Affanni, pi. Sotto,
av. Disotto, av. Abbasso, av. Intrapresa, f. Indivisibile, ag. m. Indubitato,
ag. m. Senza dubbio, av. Infedele, ag. m f. Infedeli, pi. Infedelmente, av.
Ingrato, ag. m. Ingrati, pi. Ingrata, ag. f. Ingratitudine, f. Unione, f.
Unito, ag. m. Uniti, pi. Unita, ag. f. Unite, pi. Stati uniti, pi. m. Universo,
m. Università, f. Université, pi. Ingiusto, ag. m. Incognito, ag. m. Incogniti,
pi. Incognita, ag. f. Incognite, pi. Illecito, ag. m. Ameno, cong. Incivile,
ag. m. Incivili, pi. Incivile, ag. f. Incivili, pi. Inciviltà, f. Senza veruna
necessita, Indegno, ag. m. [av. Indegni, pi. Laid, adj. m. Laids, pi. Laide,
adj. f. Laides, pi. Parapluie, m. Parapluies, pi. Unanimité, f. A l'improviste,
adv. Inconsidérément, adv. Oncle, m. Mal à l'aise, adj. m. Incommode, adj. m.
Inquiétude, f. Inquiétudes, pi. Sous, adv. Dessous, adv. Au-dessous, adv.
Entreprise, f. Indivisible, adj. m. Indubitable, adj. m. Sans doute, adv.
Infidèle, adj . m. f. Infidèles, pi. Infidèlement, adv. ingrat, adj. m.
Ingrats, pi. Ingrate, adj. f. Ingratitude, f. Union, f. Uni, adj. m. Unis, pi.
Unie, adj. f. Unies, pi. États-Unis, pi. Univers, m. Université, f.
Universités, pi. injuste, adj. m. Inconnu, adj. m. Inconnus, pi. Inconnue, adj.
f. Inconnues, pi. Illicite, adj. m. A moins, conj. Impoli, adj. m. Impolis, pi.
Impolie, adj. f. Impolies, pi. Impolitesse, f. Sans aucune nécessité, Indigne,
adj. m. [adv. Indignes, pi. 872 UNW— UTI L - Unworthy Indegna, ag. f. Indigne,
adj. f L - Unworthy Indegne, pi. Indignes, pi. L • Unworthily Indegnamente, av.
Indignement, adv. L •• Up In alto, av. En haut, adv. ( - Up In piedi, av. De
bout, adv. ( = Upholsterer Tapezziere, m. Tapissier, m. ( • Upholsterers
Tapezzieri, pi. Tapissiers, pi. ( .. Upon, on Su, sopra, av. prep. Sur, adv.
prép. H - Upon Sopra, av. prep. Dessus, adv. prép. H = Upon the (on the) Sul,
prep. Sur le, prép. m. H • Upon the (on the) Sulla, prep. f. s. Sur la, prép.
f. s. H .- Upon the (on the) Sullo, prep. m. s. Sur le, prép. m. s. 1 - Upon
the (on the) Sugli, prep. m. pi. Sur les, prép. m. pi. 1 = Upon the (on the)
Sui, prep. m. pi. Sur les, prép. m. pi. 1 • Upon the (on the) Sulle, prep. f.
pi. Sur les, prép. f. pi. 1 .. Upper Superiore, adj. m. Supérieur, adj. m. o —
Upside-down Sotto sopra, av. Sens dessus dessous, adv. o = Upwards In su, av.
En haut, adv. 0 . Urging Pressante, ag. m. Pressant, adj. m. o .. Urging
Pressanti, pi. Pressants, pi. 1 - Urging Premuroso, ag. m. Pressant, adj. m. 1
= Urging Premurosi, pi. Pressants, pi. 1 . Urging Premurosa, ag. f. Pressante,
adj.f. 1 .. Urging Premurose, pi. Pressantes, pi. ) - Us Ci, o noi, pr. acc.
pi. Nous, pron. acc. pi. ) = Us Noi ci, o ce, pr. pi. Nous nous, pr. pers. pi.
) . Us Ce, pr. pers. Nous, pron. acc. pi. ) .. Us Noi, pr. pers. ac. nom. Nous,
pr. acc. nom. + — Us some of it Ce ne, pron. s. Nous en, pr. s. + = Us some of
them Ce ne, pron. pi. Nous en, pr. pi. -4- . Use Uso, m. Usage, m. + .. Uses
Usi, pi. Usages, pi. — — Use Abitudine, f. Habitude, f. -v. = Uses Abitudini,
pi. Habitudes, pi. ^ Use Utilità, f. Utilité, f. ^ .. Uses Utilità, pi.
Utilités, pi. p - Used Solito, ag. m. Habitué, adj. m. p = Used Soliti, pi.
Habitués, adj. pi. p . Used Solita, ag. f. Habituée, adj. f. p .. Used Solite,
pi. Habituées, pi. V - Useful Utile, ag. m. f. Utile, adj. m. f. V = Useful
Utili, pi. Utiles, pi. v . Usefully Utilmente, av. Utilement, adv. v ..
Usefulness Utilità, f. Utilité, f. 0 — Useless Inutile, ag. m. f. Inutile, adj.
m. f. 0 = Useless Inutili, pi. Inutiles, pi. 0 . Uselessly Inutilmente, av. Inutilement,
adv. 0 .. Uselessness Inutilità, f. Inutilité, f. 1 - Usual Solito, ag. m.
Ordinaire, adj. m. / = Usual Soliti, pi. Ordinaires, pi. 1 . Usual Solita, ag.
f. Ordinaire, adj. f. 1 V Usual Solite, pi. Ordinaires, pi. A - Usually
Comunemente, av. Ordinairement ( d'ordi- A = Usurpation Usurpazione, f.
Usurpation,f. [naire),ad. A • Usury Usura, f Usure, f. A •• Utility Utilità, f.
Utilité, f. VAI— VER 873 L - Vail Velo, m. Voile, m. L = Vale Valletta, f.
Vallon, m. L • Vales Vallette, pi. Vallons, pi. L .. Valet Cameriere, m. Valet
de chambre, m. ( - Valets Camerieri, pi. Valets de chambre, pi. ( = Valley
Valle, f. Vallee, f. ( • Valleys Valli, pi. Vallées, pi. ( .. Vapour Vapore, m.
Vapeur, f. H - Variable Variabile, ag. m. Variable, adj. m. M = Variety
Varietà, f. Variété, f. H • Varnish Vernice, f. Vernis, pi. H •• Vegetable
Legume, m. Légume, m. 1 - Vegetables Legumi, pi. Légumes, pi. 1 = Vegetation
Vegetazione, f. Végétation, f. 1 • VeiD Vena, f. Veine, f. 1 •• Veins Vene, pi.
Veines, pi. o — Venerable Venerabile, ag. m. Vénérable, adj. m o = Veneration
Venerazione, f. Vénération, f. o . Venice Venezia (e) Venise (v.) o .. Verb
Verbo, m. Verbe, m. 1 - Verbs Verbi, pi. Verbes, pi. 1 = Verdict Sentenza, f.
Sentence, f. 1 . Verdicts Sentenze, pi. Sentence, pi. 1 .. Verdure Verdura, f.
Verdure, f. ) - Verdures Verdure, pi. Verdures, pi. ) = Verity Verità, f.
Vérité, f. ) . Verse Verso, m. Vers, m. ) .. Verses Versi, pi. Vers, pi. + -
Very lssimo, a, issimi, me, sup. Très, adv. superi. 4- = Very bad Cattivissimo,
superi, m. Très-mauvais, sup. m. + . Very bad Cattivissimi, pi. Très-mauvais,
pi. + .. Very bad Cattivissima, sup. f. Très-mauvaise, sup. f. *-N. Very bad
Cattivissime, pi. Très-mauvaises, pi. ~>» = Very beloved Carissimo, superi,
m. Très-cher, m. — . Very beloved Carissimi, pi. Très-chers, pi. *>. .. Very
beloved Carissima, sup. f. Très-chère, sup. f. p - Very beloved Carissime, pi.
Très-chères, pi. p = Very good Buonissimo, superi, m. Très-bon, superi, m. p .
Very good Buonissimi, pi. Très-bons, pi. p .. Very good Buonissima, sup. f.
Très-bonne, superi, f. V - Very good Buonissime, pi. Très-bonnes, pi. V = Very
much Fortemente, av. Beaucoup, adv. V . Very well Benissimo, av. Très-bien,
adv. v .. Very obedient Obbedientissimo, sup.m. Très-obéissant, s. m. 0 — Very
obedient Obbedientissìma, sup. pi. Très-obéissante, s. f. 0 = Very fine
Bellissima, ag. f. Très-belle, adj. f. 0 . Very fine Bellissimo, ag. m.
Très-beau, adj. m. 0 .. Very fine Bellissimi, pi. Très-beaux, pi. 1 ~ Very
graceful Graziosissimo, ag. m. Très-gracieux, adj. m. 1 = Very greceful
Graziosissima, ag. f. Très-gracieuse, adj. f. / Very devoted Devotissimo, ag.
m. Très-dévoué, adj. m. / •• Very devoted Devotissima, ag. f. Très-dévouée,
adj. f. A - Very devoted servant Devotissimo servo, a. m. Très-dévoué
serviteur, a. A = Very devoted servant Devotissima serva, ag. f. Très-dévouée
servante, f. A • Very obedient servant I Obbedientissimo servo,a.
[Obbedientissima serva, f. Très-obéissant serviteur A •• Very obedient servant
Très-obéissante servante VER— WAG L - Very beloved friend Carissimo amico, m.
Très-cher ami, m. L = Very beloved friend Carissima amica, f. Très-chère amie,
f. L • Very handsome Leggiadro, ag. m. Très-joli, adj. m. L •• Very handsome
Leggiadra, ag. f. Très-jolie, adv. f. ( - Vexation Dispetto, m. Dépit, m. ( =
Vexations Dispetti, pi. Dépits, pi. ( • Vice Vizio, m. Vice, m. C .. Vices
Vizj, pi. Vices, pi. 4 - Vice Vite, f. Vis, f. H = Vices Viti, pi. Vis, pi. 4 .
Vice- versa Vice versa, av. Vice versa, adv. 4 .. Victuals Provisione, f.
Provision, f. 1 - Vcituals Provisioni, pi. Provisions, pi. I = Vienna Vienne
(e.) Vienne (v.) 1 • Village Villaggio, m. Village, m. 1 • • Villages Villaggi,
pi. Villages, pi. o — Vine Vite, f. (ceppo di vigna) Vigne, f. (cep de vigne;.
o = Vines Viti, pi. Vignes, pi. 0 . Vineyard Vigna, f. Vigne, f. vignoble, m. 0
.. Vineyards Vigne, pi. Vignes, pi. vignobles, pi. 1 - Vinegar Aceto, m.
Vinaigre, m. 1 = Vintage Vendemmia, f. s. Vendanges, f. pi. 1 . Violation
Violazione, f. Violation, f. 1 .. Violent Violento, ag. m. Violent, adj. m. ) -
Violet Viola, f. Violette, f. ) = Violets Viole, pi. Violettes, pi. ) . Virtue
Virtù, f. Vertu, f. ) .. Virtues Virtù, pi. Vertus, pi. -\ — Virtuous Virtuoso,
ag. m. Vertueux, adj. m. + = Virtuous Virtuosi, pi. Vertueux, pi. + . Virtuous
Virtuosa, ag. f. Vertueuse, adj. f. -f .. Virtuous^ Virtuose, pi. Vertueuses,
pi. — Virtuoso Virtuoso, m. Virtuose, m. v. = Visit Visita, f. Visite, f. *-*,
. Visits Visite, f. Visites, pi. ^ .. Visiting In visita, av. En visite, adv. p
- Victim Vittima, f. Victime, f. p = Victims Vittime, pi. Victimes, pi. p .
Vocal Vocale, ag. m. Vocal, adj. m. p .. Vocal Vocali, pi. Vocaux, pi. V -
Vocal Vocale, ag. f. Vocale, adj. f. V = Vogue Voga, f. Vogue, f. V . Voice
Voce, f. Voix, f. V •• Voices Voci, pi. Voix, pi. 0 — Volume Volume, m. Volume,
m. 0 = Volumes Volumi, pi. Volumes, pi. 0 . Vote Suffragio (voto), m. Voix, f.
(vote, m.) 0 .. Votes Suffragi (voti), pi. Voix (votes), pi. / - Vow Voto, m.
Vœu, m. / = Vows Voti, pi. Vœux, pi. / • Vowel Vocale, f. Voyelle, f. / ••
Vowels Vocali, pi. Voyelles, pi. A — Vulture Avvoltojo, m. Vautour, m. A =?
Wager Scommessa, f. Gageure, f. A • Wagers Scomesse, pi. Gageures, pi. A ••
Waggery Scherzo, m. Badinage malin, m. T - Waggon Carro, m. Chariot, m. T =
Waggons Carri, pi. Chariots, pi. T • Waggoner Carrettiere, m. Charretier, m. T
•• Waggoners Carrettieri, pi. Charretiers, pi. WAL— WEA. S L - Walk
Passeggiata, f. Promenade, f. L = Walks Passeggiate, pi. Promenades, pi. L •
Wall Muro, m. Mur, m. (muraille, f.) L •• Walls Muri, pi. Murs (murailles), pi.
( - Wall-flower Carolano, m. Giroflée, f. ( = Wall-flowers Garofani, pi.
Giroflées, pi. ( • Want Bisogno, m. Besoin, m. ( •• Wants Bisogni, pi. Besoins,
pi. H- Wandering Errante (vagante), ag.m. Errant, adj. m. H = Wandering Erranti
(vaganti), pi. Errants, pi. H • Wandering Errante (vagante), ag. f. Errante,
adj. f. H •• Wandering Erranti (vaganti), pi. Errantes, pi. 1 — War Guerra, f.
Guerre, f. 1 = Wars Guerre, pi. Guerres, pi. 1 . Warrior Guerriero, m.
Guerrier, m. 1 •• Warriors Guerrieri, pi. Guerriers, pi. o — Wardrobe
Guardaroba, f. Garde-meuble, m. o = Warm Caldo, ag. m. Chaud, adj. m. 0 . Warm
Caldi, pi. Chauds, pi. o .. Warm Calda, ag. f. Chaude, adj. f. 1 - Warm Calde,
pi. Chaudes, pi. 1 = Warmly Caldamente, av. Chaudement, adv. 1 . Warming-pan
Scaldaletto, m. Bassinoire, f. 1 .. Warming-pans Scaldaletti, pi. Bassinoires,
pi. ) - Warsaw Varsovia (e.) Varsovie (v.) ) = Was Era Etait ) . Watherwoman
Lavandaja, f Blanchisseuse, f. ) •• Watherwomen Lavandaje, pi. Blanchisseuses,
pL + — Washing Imbiancatura, f. Blanchissage, m. + = Washings Imbiancature, pi.
Blanchissages, pi. + . Washington Yasington (e.) Washington (v.) -4- .. Wasp
Vespa, f. Guêpe, f. •^ — Watch Oriuolo, m. Montre, f. ^-s == Watches Oriuoli,
pi. Montres, pi. ^ . Watchmaker Orlogiajo, m. Horloger, m. ^ .. Watchmakers
Orlogiaj, pi. Horlogers, pi. p - Watched Sorvegliato, ag. m. Surveillé, adj. m.
p = Wachtman Guardia di notte, f. Garde de nuit, f. p . Wacthmen Guardie di
notte, pi. Gardes de nuit, pi» p .. Water Acqua, f. Eau, f. V - Waters Acque,
pk Eaux, pi. V = Wave Onda, f. Onde, f. V . Waves Onde, pi. Ondes, pi. V •• Wax
Cera, f. Cire, f. 0 — Wax-light Candela di cera, f. Bougie, f. 0 = Wax-lights
Candele di cera, pi. Bougies, pi. 0 . Way Via, f. Chemin, m. 0 .. Ways Vie, pi.
Chemins, pi. / ~ Way Modo, m. Moyen, m. / = Ways Modi, pi. Moyens, pi. / • We
Noi, pr. pers. Nous, pron. pers. / •• Weakening Indebolimento, m.
Affaiblissement, m. A — Weak Debole, ag. m. Faible, adj. m. A = Weak Deboli,
pi. Faibles, pi. A Weak Debole, ag. f. Faible, adj. f. A .. Weak Deboli, pi.
Faibles, pi. T- Weakness Debolezza, f. Faiblesse, f. T = Weaknessess Debolezze,
pi. Faiblesses, pi. T • Wearinoss Noja, f. Ennui, m. T •• Weariness Stanchezza,
f. Fatigue, f. 876 WEA— WHO L - Weary Fatigato (annojato), m Fatigué, adj. m. L
= Weather Tempo, m. Temps, m. L • Wedding Nozze, pi. f. Noce, f. L •• Wedge
Conio, m. Coin, m. ( - Wednesday Mercoledì, m. Mercredi, m. ( = Week Settimana,
f. Semaine, f. ( • Weeks Settimane, pi. Semaines, pi. ( •• Weight Peso, m.
Poids, m. H- Welcome Ben venuto, ag. m. Bien venu, adj. m. -1 = Welcome Ben
venuta, ag. f. Bien venue, adj. f. H • Well Bene, av. Bien, adv. H .. Well
Ebbene, interj. Eh bien! interj. 1 - Well A meraviglia, av. A merveille, adv. 1
= Well Pozzo, m. Puits, m. Wells Pozzi, pi. Puits, pi. 1 •• West Ouest
(occidente), m. Ouest (occident), m. o — West Occidente (ouest), m. Occident,
m. o = What Ciò che, pr. rei. Ce qui, pron. rei. o . What Quello che, pr. rei.
Ce que, pron. rei. o .. What Che, pr. inter. Quoi, pron. inter. ~\ — What
Quale, pr. inter, m. Quel, pron. inter, m. "1 = What Quale, pr. inter, f.
Quelle, pron. inter, f. What do you blame Che trovate a dire, 1. Que
trouvez-vous à dire, What o'clock is it Che ora è, 1. Qu'elle heure est-il? l.[
1. ) — What is the matter Che v'é ? av. Qu'y a-t-il ? adv. ) = What's your
pleasure Come comandate? av. Plait-il?adv. Wheat Frumento, m. Froment, m. What
is the use of that A che giova, av. A quoi bon, adv. -1- — What is the use of
that A che serve ciò, av. A quoi sert cela, adv. + = What is to be said of Che
dire di ? av. Que dire de? adv. + . What is to be done with Chetare di? av. Que
faire de? adv. + .. What is to be trought of Che pensare di ? av. Que penser
de? adv. ^ — Whatever Tutto ciò che, av. Tout ce que (tout ce qui), *-*. =
Whatsoever Perquante... av. Quelque... adv. [adv. . Wheel Ruota, f. Roue, f.
*-» .. Wheels Ruote, pi. Roues, pi. p - When Quando, av. Quand (lorsque), adv.
p = Whence D'onde, av. D'où, adv. p . Where Dove, av. Où, adv. p .. Where Ove,
av. Où, adv. V - Which (whom) Che (il quale), pr. rei. Qui (lequel), pron. rei.
V = Which (whom) Che (i quali), pr. rei. Qui (lesquels) pron. rei. V . Which
(whom) Chi (la quale), pr. rei. Que (laquelle), pron. rei V .. Which (whom) Chi
(le quali), pi. Que (lesquelles), pi. 0 — While Mentre che, cong. Pendant que,
conj. 0 = While Tempo, m. Temps, m. 0 Whip Sferza, f. Fouet, m. 0 .. Whips
Sferze, pi. Fouets, pi. 1 ~ Whip Frusta, f. Fouet, m. / = Whips Fruste, pi.
Fouets, pi. / • Wirlwind Turbine, m. Tourbillon, m. / -. Wirl winds Turbini,
pi. Tourbillons, pi. A - While Bianco, m. Blanc, m. A = White Bianco, ag. m.
Blanc, adj. m. A • White Bianchi, pi. Blancs, pi. A • White Bianca, ag. f.
Blanche, adj. f. T — White Bianche, pi. Blanches, pi. T = Who Che ? pr. rei.
Que, pron. rei. T Who (what, whith) Chi?pr. interrog. Qui ? pron. rei. et int.
T •• Who (whom) Chi, pr. rei. Qui (que), pron. rei. WHO— WIS 877 L - Whoever
Qualsisia, pr. indef. i Quiconque, pron. indéf. L = Whole- Totale (tutto
intiero), ag. Tout, entier, adj. m. L • Whom (which, that) Che (a chi), pr.
rei. Que (à qui), pron. rei. L • Whose book is this Di chi è questo libro, av.
A qui est ce livre? adv. ( - Whose (of which) Di cui, pr. rei. Dont, de qui, pron.
rei. ( = Wicked Cattivo, ag. m. Méchant, adj. m. ( • Wicked Cattivi, pi.
Méchants, pi. ( •• Wicked Cattiva, ag. f. Méchante, adj. f. H - Wicked Cattive,
pi. Méchantes, pi. H = Wicked (the) Cattivi (i), m. pi. Méchants (les), m. pî.
H • Widow Vedova, f. Veuve, f. H .. Widows Vedove, pi. Veuves, pi. 1 - Widower
Vedovo, m. Veuf, m. 1 = Widowers Vedovi, pi. Veufs, pi. 1 - Widowhood Vedvanza,
f. Veuvage, m. 1 .. Wife Consorte, f. Épouse, f. o — Wifes Consorti, pi.
Épouses, pi. 0 = Wife Moglie, f. Femme, f. o . Wifes Mogli, pi. Femmes, pi. o
.. Wig Perrucca, f. Perruque, f. 1 - Wigs Perrucche, pi. Perruques, pi. 1 =
Wlgmaker Perruccbiere, m. Perruquier, m. 1 . Wigmakers Perrucchieri, pi.
Perruquiers, pi. Wild Selvaggio (feroce), ag. m. Sauvage (farouche), ad.m. Wild
Selvaggi (feroci), pi. Sauvages (farouches), pi. ) == Wild Selvaggia (feroce),
ag. f. Sauvage (farouche), adj. f. Wild Selvagge (feroci)^!. Sauvages
(farouches), pi. Wilderness Deserto, m. Désert, m. -\ — Will Volontà, f.
Volonté, f. + = Wills Volontà, pi. Volontés, pi. + . Will Testamento, m.
Testament, m. + •• Wills Testamenti, pi. Testaments, pi. Wily Fino, ag. m. Fin,
adj. m. -x» = Wind Vento, m. Vent, m. fx. . Winds Venti, pi. Vents, pi. fv.
Windmill Molino a vento, m. Moulin à vent, m. ? - Windmills Molini a vento, pi.
Moulins à vent, pi. p = Window Finestra, f. Fenêtre, f. ? . Windows Finestre,
pi. Fenêtres, pi. p .. Wine Vino, m. Vin, m. V - Wines Vini, pi. Vins, pi. V =
Wine bottle Bottiglia da vino, f. Bouteille à vin, f. V . Wine bottles Bottiglie
da vino, pi. Bouteilles à vin, pi. V •• Wing Ala, f. Ailes, f. 0 — Wings Ale,
pi. Ailes, pi. 0 = Winged Alato, ag. m. Ailé, adj. m. 0 . Winged Alati, pi.
Ailés, pi. 0 .. Winged Alata, ag. f. Ailée, adj. f. / - Winged Alate, pi.
Ailées, pi. / - Winter Verno, m. Hiver, m. / • Winters Verni, pi. Hivers, pi. /
•• Winter Inverno, in. Hiver, m. A — Wisdom Saviezza, f. Sagesse, f. A = Wise
Saggio, ag. m. Sage, adj. m. A • Wise Savio, ag. m. Sage, adj. m. A .. Wise
Savj, pi. Sages, pi. T - Wise Savia, ag. f. Sage, adj. f. T = Wise Savie, pi.
Sages, pi. T • Wish Voto, m. Souhait, m. T .. Wishes Voti, pi. Souhaits, pi. 74
878 WIT— WOR L - Wit Spirito, m. Esprit, m. L = Witty Spiritoso, ag. m.
Spirituel, adj. m. L - Witty Spiritosi, pi. Spirituels, pi. L .- Witty
Spiritosa, ag. f. Spirituelle, adj. f. ( - Witty Spiritose, pi. Spirituelles,
pi. ( = With Con, prep. Avec, prép. ( • With Con, prep. Avec, prép. ( .. With
Da, prep. Par, de, prép. H - With me Meco, prep. pron. Avec moi, prép. pron, H
= With the Collo, prep. m. s. Avec le, prép. m. s. H • With the Col, prep. m.
s. Avec le, prép. m. s. H .. With the Colla, prep. f. s. Avec la, prép. f. s. 1
- With the Coi, prep. m. pi. Avec les, prép. m. pi. 1 = With the Cogli, prep.
m. pL Avec les, prép. m. pi. \ With the Colle, prep. f. pi. Avec les, prép. f.
pi. 1 •• With thee Teco, prep. pron. Avec toi, prép. pron. o — With regard to
Rispetto a, av. A l'égard de, adv. o = Within Dentro, av. Dedans, adv. 0 .
Without Senza, av. Sans, adv. 0 .. Without Fuora, av. Dehors, adv» 1 - Without
fail Senza fallo, av. Sans faute, adv. 1 = Without money [dless Senza danaro,
av. Sans argent, adv. 1 . Without friends, frien- Senz'amici, av. Sans amis,
adv. 1 .. Without saying anything Senza dir nulla, av. Sans rien dire, adv. ) -
Without thinking of it Senza pensarci, àv. Sans y penser, adv. ) = Witness
Testimonio, m. Témoin, m. ) . Witnesses Testimonj, pi. Témoins, pi. ) .. Wo!
Guai! inter. Malheur! interj. + — Woe! Guai ! inter. Malheur! interj. + = Woe
to you ! Guaì a voi ! av. Malheur à vous, adv. + . Woes Infelicità (sventure),
f. pi. Malheurs, m. pi. 4- .. Wolf Lupo, m. Loup, m. --». — Wolfs Lupi, pi.
Loups, pi. *v« = Wolf (she) Lupa, f. Louve, f. "V. . Wolfs (she) Lupe, pi.
Louves, pi. ^- • . Woman Femmina, f. Femme, 1 p - Women Femmine, pi. Femmes,
pi. p - Woman Donna, f. Femme, f. p . Women Donne, pi. Femmes, pi. 9 .. Wood
(for burning) Legna, f. pi. Bois à brûler, m. V — Wood Bosco, m. Bois, m. V =
Woods Boschi, pi. Bois, pi. V . Wood-cock Beccaccia, f. Bécasse, t v .. Wood-cocks
Beccacce, pi. Bécasses, pi. 0 — Wool Lana, f. Laine, f. 0 = Word Motto, m. Mot,
m. 0 . Words Motti, pi. Mots, pi. 0 .. Word Parola, f. Parole, f. / - Words
Parole, pi. Paroles, pi. / = Work Lavoro, m. Travail, m. / . Works Lavori, pi.
Travaux, pi. / .. Work Opera, f. Ouvrage, m. A - Works Opere, pi. Ouvrages, pi.
A = Workman Operajo, m. Ouvrier, m. A • Workmen Operaj, pi. Ouvriers, pi. A ..
Workshop , Bottega da lavoro, f. Atelier, m. T- Workshops Botteghe da lavoro,
pi. Ateliers, pi. T = Work-day Giorno di lavoro, m. Jour ouvrable, m. T .
Work-days Giorni di lavoro, pi. Jours ouvrables, pi. T.J World Mondo, m. Monde,
m. WOR— YOU 8 Worlds Mondi, pi. Mondes, pi. Worldly Mondano, ag. m. Mondain,
adj. m. Worldly Mondani, pi. Mondains, pi. Worldly Mondana, ag. f. Mondaine,
adj. f. Worldly Mondane, pi. Mondaines, pi. Worm Verme, m. Ver, m. Worms Vermi,
pi. Vers, pi. Worm-eaten Tarlato, ag. m. Vermoulu, adj. m. Worm-eaten Tarlati,
pL Vermoulus, pL Worm-eaten Tarlata, ag. L Vermoulue, adj.f. Worm-eaten Tarlate,
pi. Vermoulues, pi. Worse Peggio, av. [m. Pis, adv. Worse Peggio (più cattivo),
av. Pis (plus mal), adv. m Worse Peggio (più catti va), av.f. Pis (plus mal),
adv. f. Worst (the) Peggiore ( il, la), m. f. Pire (le, la), m.f. Worst (the)
Peggiori (i, le), p. m. f. Pires (les), pi. Worthy Degno, ag. m. [compar.
Digne, adj. m. Worthy Degni, pi. Dignes, pL Worthy Degna, ag. f. Digne, adj. f.
Worthy Degne, pi. Dignes, pi. Worthily Degnamente, av. Dignement, adv. Wound
Ferita, f. Blessure, f. Wounds Ferite, pi. Blessures, pi. Wounded Ferito, ag.
m. Blessé, adj. m. Wounded Feriti, pi. Blessés, pi. Writ Scritto, m. Écrit, m.
Writs Scritti, pi. Écrits, pL Writing Scrittura, S, Écriture, f. Writings
Scritture, pL Écritures, pi. + = Yard Cortile, m. Cour, f. + • Yards Cortili,
pL Cours, pL + .. Yarn Lana filata, f. Laine filée, L [yacth, m. / - Yacth
Naviglio di diporto, m. Navire de plaisance, / = Year Anno, m. [Jachetto, m.
An, m. (année, 1.) / • Years Anni, pi. Ans, pL (années, pi.) / -. Yearly
Annuale^ ag. m, Annuel, adj. m. P - Yellow Giallo, m. Jaune, m. P = Yellow
Giallo, ag. m. Jaune, adj. m. P . Yellow Gialla, ag. f. Jaune, adj. f. P -. Yes
Si, av. Oui, adv. V - Yesterday Jeri, m, av. Hier, adv. m. V =
Yesterday-morning Jeri mattina, av. Hier au matin, adv. V . Yet Anche, av.
Encore, adv. v .. Yet Frattanto, av. Cependant, adv. 0 — Yet Tuttavia (però),
av. Toutefois, adv. 0 = Yoke Giogo, m. Joug, m. 0 . Yonder Là basso, av.
Là-bas, adv. 0 .. You Voi, pron. Vous, pron. / - You Vi, pron. Vous, pron. / =
You Ve, ve ne, pr. Vous, vous en, pron. / - Youngest lipid giovane, ag. m. Le
plus jeune, adj. m. Youngest La più giovane, ag. f. La plus jeune, adj. f. A -
Young Giovane, ag. m. f. Jeune, adj. m. f. A => Young man Giovanetto, m.
Jeune homme, m. A • Young men Giovani, pi. Jeunes gens, pi. A •• Young girl
Ragazzina, f. Fillette, L Young girls Young lady Young lady Young ladies Young
lady Young ladies Young people Your YOUL' Your Your Your excellency Your
highness Your holiness Your majesty Your aunt Your brother Your brother in law
Your cousin Your cousin Your daughter Your daughter in law Your husband Your
father Your grand father Your grand mother Your mother Your nephew Your niece
Your sister Your sister in law Your son Your son in law Your uncle Your wife
Yours Yours Yours Yours Yourself Yourselves Youth Youth Youths Youthful
Youthful YOU—YOU Ragazzine, pi. Damigella, f. Giovanetta, f. Giovanette, pi.
Signorina, f. Signorine, pi. Giovanotti, m. pi. La vostra, pr. pos. f. s. Le
vostre, pi. Il vostro, pr. poss m. I vostri, pi. Vostra eccellenza, f. Yostra
altezza, f. Vostra santità, f. Vostra maestà, f. Vostra zia, f. Vostro
fratello, m. Vostro cognato, m. Vostro cugino, m. Vostra cugina, f. Vostra
figlia, f. Vostra nuora, f. Vostro marito, m. Vostro padre, m. Vostro nonno, m.
Vostra nonna, f. Vostra madre, f. Vostro nipote, m. Vostra nipote, f. Vostra
sorella, f. Vostra cognata, f. Vostro figlio, m. Vostro genero, m. Vostro zio,
m . Vostra moglie, f. Vostro (il), pr. poss. m. Vostri (i), pi. Vostra (la),
pr. poss. f. Vostre (le), pi. Voi stesso(voi stessa),pr.s Voi stessi (voi
stesse), pi, Gioventù, f. Giovanetto, m. Giovanetti, pi. Giovane, ag. m. f.
Giovani, pi. Fillettes, pi. Demoiselle, f. Jeune personne, f. Jeunes personnes,
pi. Demoiselle, f. Demoiselles, pi. Jeunes gens, m. pi. Votre, pr. pos. f. s.
Vos, pi. Votre, pron. m. s. Vos, pi. Votre excellence, f. Votre Altesse, f.
Votre Sainteté, f. Votre Majesté, f. Votre tante, f. Votre frère, m. Votre
beau-frère, m. Votre cousin, m. Votre cousine, f. Votre fille, f. Votre bru, f.
Votre mari, m. Votre père, m. Votre grand-père, m. Votre grand'mère, f . Votre
mère, f. Votre neveu, m. Votre nièce, f. Votre sœur, f. Votre belle-sœur, f.
Votre fils, m- Votre gendre, m. Votre oncle, m. Votre femme, f. Le vôtre, pr.
poss. m. Les vôtres, pi. La vôtre, pr. pos. f. Les vôtres, pi. Vous-même, pr.r.
s. Vous-mêmes, pi. Jeunesse, f. Jeune garçon, m. Jeunes garçons, pi. Jeune,
adj. m. f. Jeunes, pi. SUPPLEMENT AU DICTIONNAIRE ARMEE DE TERRE. Aile droite,
f. Ala destra, f. Right Aving Aile gauche, f. Ala sinistra, f. Left wing
Alarme, f. Allarme, f. Alarm Alliance défensive, f. Alleanza diffensiva, f.
Defensive alliance Alliance offensive, f. Alleanza offensiva, f. Offensive
alliance Armistice, m. Armistizio, m. Armistice Arrière-garde, f .
Retroguardia, f. Rear guard Avant-garde, f. Vanguardia, f. Vanguard Bataille
rangée, f. Battaglia schierata, f. Pitch batle Bataille navale, f. Battaglia
navale, f. Sea-fight Bataillon, m. Battaglione, m. Bataillon Compagnie, f.
Compagnia, f. Company Conseil de guerre, m. Consiglio di guerra, f .
Courtmartial Contre-marche, f. Contra marcia, f. Countermarch Contre-mine, f.
Contramina, f. Countermine Corps de bataille, m. Corpo di battaglia, m. Body
Corps de réservé, m. Corpo di riserva, m. Body of reserve Corps de garde, m.
Corpo di diguardia, m. Guard-house Détachement, m. Distaecamento, m. Detachment
Escalade, f. Scalata, f. Scalade Escarmouche, f. Scaramuccia, f. Skirmish
Files, f. pi. File, f. pi. Files Flanc, m. Fianco, lato, m. Flank Mot de guet,
m. La tassera militare, f. Watch- Word Patrouille, f. Pattruglia, f. Patrol
Peloton, m. Plotone, m. Platoon Qui va là, m. Chi è la, m. Whosthere Ronde, f.
Ronda, f. Round Sac d'une ville, m. Sacco d'una citta, m . Sacking of a town
Sape, f. Scavamento, m. Sap Sauve-garde, f. Salva guardia, f. Safe-guard
Stratégie, f. Strategia, f. Strategy Affût, m. Carretta di cannone, f. Carriage
Coulevrine, f. Colubrina, f. Culverin Cotte d'armes, f. Giaco di maglia, m.
Coat of arms Garde d'une épée, f. Elsa d'una spoda, f. Hilt of a sword
Gantelet, m. Manopola, f. Guantlet Grenade, f. Granata, f. Grenade Guérite, f.
Casotto, m. Centry-box Mitraille, f. Metraglia, f. Case-shot Mortier, f.
Mortalo, m. Mortar Mousqueterie, f. Mousquetteria, f. Volley of musket shot
Ponton, m. MONTURE Pontone, m. D'UNE ARME A Pontoon l FEU. Baguette, f.
Bacchetta, f. Ramrod Bassinet, m. Scodellino, m. Pan Batterie, f. Batteria, f.
Battery Bourre, f. Stoppaccio, m. Wod Calibre, m. Calibro, m. Bore Détente, f.
Grilletto, m. [f. Trigger Fourniment, m. Fiaschetta della polvere, Flask of
pouder Guidon, m. Mira, f. Sight Lumière, f. Focone, m. Touch- hole Platine, f.
Piastra, f. Lock OFFICIERS ET HOMMES DE GUERRE. Généralissime, m.
Adjudant-major, m. Aide-de-camp, m. Brigadier, m. Carabiniers, m. pi. Chef de
bataillon, m. Chef d'escadron, m. Chef de file, m. Chasseurs, m. pi. [m.
Commissaire des guerres, Cornette, m. Cuirassiers, m. pi. Dragons, m. pi.
Enseigne, m. Etat-major, m. Factionnaire, m. Fourrier, m. Garde-du-corps, m.
Grenadiers, m. pi. Lanciers, m. pi. Maraudeur, m. Porte-étendard, m. Recrue, m.
Sous-lieutenant, m. Tambour-major, m. Vedette, f. Voltigeurs, m. pi.
Generalissimo, m. Ajutante maggiorenni. Ajutante di campo, m. Brigadiere, m.
Carabinieri, m. Capo bataglione, m. Capo squadrone, m. Capo fila, m.
Cacciatori, m. pi. [m. Commissario di guerra, Cornetta, m. Corazzieri, m. pi.
Dragoni, m. pi. Alfiere, m. Stato-maggiore, m. Sentinella, m. Foriere, m.
Guardia del corpo, m. Granatieri, m. pi. Lancieri, m. pi. Soldato predatore,
ni. Porta-stendardo, m. Recluta, f. Tenente, m. Capo tamburino, m. Vedetta, f.
Volteggiatori, m. pi. Generalissimo Adjudant Aide de camp Brigadier Carabiniers
Commander of bataillon Commander of bataillon File-leades Light-horsemen
Muster-master Cornet of horse Cuirassiers Dragons Ensign Staff Sentinel Quarter
master Life-guardsman Grenadiers Lancers Marauder Standard-bearer Recruit Under
lieutenant Drum major Sentry on horseback Light-horse-man ARMEE DE MER ET
MARINE. Amirauté, f. Ammiragliato, m. Admiralty H Brûlot, m. Brulotto, m.
Fire-ship + = Canot, m. Canoa, f. Canoe + • Chaloupe, f. Scialuppa, f.
Lough-boat + .. Corvette, f. Palischermo, m. Sloop \ — Frégate, f. Fregata, f.
Frigate ^ = Garde-côte, m. Guarda-coste, m. Guard-ship "- • Paquebot, m.
Nave corriera, fi . Packet-boat *»». . . Abord, m. Arrivo, m. Landing P -
Abordage, m. Abbordo, m. Boarding P ~ Action d'amener, f. Ammainare, m.
Striking P • Affrètement, m. Nolo, m. Freighting P •• Agrès, m. pi. Attrezzi
(arredi), m. pi. Rigging V - Amarrage, m. Armeggi, m. pi. Anchoring V =
Amarres, f. pi. Marre, f. pi. Cheeks V . Avarie, f. Avaria, f. [f. Average v ..
Bâbord, m. Parte sinistra della nave, Larboard 0 — Beaupré, m. Bompresso, m.
Bowsprit 0 = Bordée, f. Bordata, f. Broadside 0 . Branle, m. Branda, f. [brande,
m. Hammock 0 .. Branlebas, m. Ordine di metter giù le Up all hammock / -
Cabestan, m. Arganco, m. Cabstan / = Carène, f. Carena, 1. Keel / . Échouement,
m. A frenamento, m. Stranding L — Écouttes, f. pi. Scotte, f. pi. Sheets L =
Embargo, m. Chiusa di porti, f. Embargo L • Gaillard d'avant, m. Castello di
prua, m. Fore-castle L •• Gaillard d'arrière, m. Castello di poppa, m. Quarter
deck ( - Grappin, m. Grappino, m. Grapplingiron ( = Gouvernail, m. Timone, m.
Helm or rudder ( . Gréement, m. Attrazzi, m. pi. Rigging ( •• Haubans, m. pi.
Sarchie, f. pi. Shronds H- Hune, f. Coffa,' gabbia, f. Round top H = Hunier
(grand), m. Vela maestra, f. Main top sail ^ . Lest, m. Zavorra, f. Ballast H
.. Lof, m. Sopravento, m. Loof 1 - Mât de misaine, m. Albero di trinchetto, m.
Fore-mast 1 = Mat d'artimon; m. Albero di mezzana, m. Mizen-mast 1 . Pavillon,
m. Bandiera, f. Flag 1 .. Perroquet, m. Perrocchetto, m. Top-gallant-mast 0 —
Pont, m. Ponte d'una nave, m. Deck o = Porte- voix, m. Tromba marina, f.
Speaking-trumpet o . Poulaine, f. Polena, f. Head of a ship 0 .. Poupe, f.
Poppa, f. Prow "1 — Proue, f. Prora, f. Pit 1 Quille, f. Chiglia, f.
[nave, m. Keel Radoub, m. Racconciamento d'una Repair Rafale, f. Gran vento di
terra, m. Squall ) — Remorque, m. Rimorchio, m. Tow rope ) = Roulis, m.
Tempellamento, m. Rolling motion Sabord, m. Cannoniera, f. Port-hole
Sainte-Barbe, f. Santa-Barbara, f. Gun-room Sentine, f. Fogna, f. Well 4- =
Sillage, m. Solco, m. Wake, way + - Tillac, m. Tolda, f. Deck + .. Timon, m.
Timone, m. Tiller \ — Tirant d'eau, m. Fondo, m. Draught of water . . Tonnage,
m. Dazio sii tonnellate, m. Tonage *>» . . Touage, m. TI rimorchiare, m.
Warping, or towing P — Tourmente, f. Tempesta, f. Stormy weather P = ci Vergue,
f. Antenna, f. Yard, sail-yard Voie d'eau, f. Sdrucitura, f. Leak OFFICIERS I
;t personnes i )E MER. P •• Gbef d'escadre, m. Capo squadra* m. Commodore v -
Amiral, m. Ammiraglio, m. Admiral v = Contre-amiral, f. Contramiraglio, m.
Rear-admiral V . Chiourme, f. Ciurma, f. Crew v ... Mousse,' m. Mozzo, m.
Cabin-boy 0 — Quartier- maitre, m. Sotto'padrone, m. Second mate 0 .= Timonier,
m. Timoniere, m. Timoneer COMMERCE. 0 Acquit, m. Quietanza, f. Discharge 0 ..
Acquit de douane, m. Bolletta di transito, f. Clearance / ~ Actions, f. pi. Azioni,
f. pi. Stocks / = Agiotage, m. Tralieo illecito,rm. Stock-jobbing / • Agioteur,
m. Bagarino, m. Stock-jobber / •• Annuité, f. Annualità, f. Annuity SUPPLEMENT
AU DICTIONNAIRE. L - Arbitrage, m. Arbitrio, m. Arbitration L>= Assignat, m.
Assegnamento, m. Bank note L • Assignation, f. Assegnazione, f. Assignment L ••
Assurance, f. Assicuranza, f. Insurance ( - Assureur, m. Assicuratore, m.
Insurer ( *= Avance, f. Anticipata, f. Advance-money ( • Bailleur, m.
Affittatore, m. Bail ( .- Ballot^m. Balla, f. Bale, pack -^ - Bilan, m.
Bilancio, m. Acount-book H =» Blanc-seing, m. Bianco segno, m. Blank H • Bon,
m. Buono, m. Bond H •• Bordereau, m. Nota, f. ' Note f - Bourse, f. Borsa, f.
Exchange | = Cédule, L Polizza, f. Bill, bond 1 . Chaland, m. Compratore, m.
Customer 1 •• Change, m. Cambio, m. Exchange o — Changeur, m. Cambiatore, m.
Money-changer o = Compromis, m. Compromesso, m. Compromise 0 . Consignation, f.
Consegnazione, f. Consignment o .. Courtage, m. Senseria, f. Brokerage 1 —
Courtier, m. Sensale, m. Broker 1 = Déboursement, m. Sborso, m. Disbursment 1 .
Détaillant, m. Ritagliatore, m. Retailer 1 •• Douaire, m. Assegnamento, m,
Jointure ) — Effets, m. pi. Effetti, m. pi. Effects ) = Encaissement, m.
Incassamento, m. Packing up ) . Enchère, f. Rincarare, m. Enhaucement ) ..
Enregistrement, m. Registrazione, f. Registering Entrée, f. Gabella, f. Duty +
= Facture, f. Fattura, f. Invoice + . Inventaire, m. Inventario, m. Inventory +
•• Lettre de change, f. Littera di cambio, f. Bill of exchange ~^ — Mandat, m.
Tratta, f. Draught \ = Monopole, m. Monopolio, m. Monopoly >^ Pacotille, f.
Fardellino di merci, m. Small quantity of good *>. . . Police d'assurance,
f. Polizza di assicuranza, f. Policy of insurance P — Port de lettre, m. Porto,
m. Postage ? = Port franc, m. Porto franco, m, Free port P . Prime d'assurance,
f. Prima di assicuranza, f. Premium of insurance P -. Prise de corps, f.
Cattura, f. Warrant V — Prorogation, f. Proroga, f. Prorogation V = Protêt, m.
Protesto, m. Protest v . Quincaillerie, f. Chincaglieria, f. Iron-ware v ..
Quincailler, m. Chincagliere, m. Iron-monger 0 — Rapport, m. Entrata, f.
Revenue 0 = Récépissé, m. Ricevuta, f. Receipt 0 , Recours, m. Ricorso, m.
Relief 0 .. Registre, m. Registro, m. Register-book 1 - Règlement de comptes,m
. Regolamento di conti, m. Settlement of accounts 1 =* Remboursement, m.
Rimborso, m. Reimbursement / • Roulage, m. Vettura, f. Rolling / ..
Solvabilité, f. Facoltà di poter pagare, f . Solvency A — Sous-locataire, m.
Sublocatore, m. Under-tenant A *=* Souscripteur, m. Sottoscrittore, m.
Subscriber A, Taxe, f. Tassa, f. Assize A •• Transit, m, Transito, m. Transit
NOMBRES ORDINAUX ET CARDINAUX Uno una Un une One Due Deux Two Tre Trois Three
Quattro Quatre Four Cinque Cinq Five Sei Six Six-Sette Sept Seven Otto Huit
Eight Nove Neuf Nine H = 10 Dieci Dix Ten H • 11 Undici Onze Eleven H •• 12
Dodici Douze r Twelve 1 - 13 Tredici Treize Thirteen 14 Quattordici Quatorze
Fourteen i "7 15 Quindici Quinze Fifteen i .. 16 Sedici Seize Sixteen 0 —
17 Diecisette Dix-sept Seventeen 0 = 18 Dieci otto Dix-huit Eighteen 0 . 19
Diecinove Dix-neuf Nineteen 0 . 20 Venti Vingt Twenty 1 - 21 Ventuno Vingt-un
Twenty-one 1 = 22 Ventidue Vingt-deux Twenty-two 1 . 30 Trenta Trente Thirty
Quaranta Quarante Forty ) - 50 Cinquanta Cinquante Fifty ) = 60 Sessanta
Soixante Sixty ) . 70 Settanta Soixante-dix Seventy ) .. 80 Ottanta
Quatre-vingts Eighty Novanta Quatre-vingt-dix Ninety + = 100 Cento Cent A
hundred + . 1000 Mille Mille A. thousand + .. 2000 Mila Deux mille Two thousand
"•*» — Un milione Un million A million «^. =5 Due milioni Deux millions
Two millions ^*. . I Primo Premier First Secondo Deuxième Second p — HI Terzo'
Troisième Third p = IV Quarto Quatrième Fourth Quinto Cinquième Fifth Sesto
Sixième Sixth v — VII Settimo Septième Seventh v = Vili Ottavo Huitième Eighth
v * IX Nono Neuvième Ninth v .. X Decimo Dixième Tenth 0 — XI Undecimo Onzième
Eleventh a = XII Duodecimo Douzième Twelfth Decimoterzo Treizième Thirteenth
Decimo quarto Quatorzième Fourteenth Decimo quinto Quinzième Fifteenth 1 = XVI
Decimo sesto Seizième Sixteenth 1 . XVII Decimo settimo Dix-septième
Seventeenth 1 •• X"VIII Decimo ottavo Dix-huitième Eighteenth A — XIX
Decimo nono Dix-neuvième Nineteenth A = XX Ventesimo Vingtième Tvventhieth A •
XXI Ventesimo primo Vingt-unième Twenty-first A •• XXII Ventesimo secondo
Vingt-deuxième Twenty-second Ventesimo terzo XXX Trentesimo XL Quarantesimo L
Cinquantesimo LX Sessantesimo LXX Settantesimo LXXX Ottantesimo XC Novantesimo
G Centesimo CI Centesimo primo CXX Centesimo vente- CC Dugentesimo (simo M
Millesimo Vingt-troisième Trentième Quarantième Cinquantième Soixantième
Soixante-dixième Quatre-vingtième Quatre-vingt-dixième Centième Cent unième
Cent vingtième Deux centième Millième Twenty-thirth Thirtieth Forthieth
Fiftieth Sixtiet Seventieth Eightieth Ninetieth Hundredth Hundred-and-first
Hundred-and-twentieth Two hundredth Thousandth MONNAIES DE TOUS LES PAYS ET
LEUR VALEUR. fr. c. I = Aigle des États-Unis Aquila 1 . Carlin de Piémont
Carlino 1 .. Centime Centesimo 0 —i Chelin anglais Scellimo o = Couronne de
Belgique Corona 0 . Dollar des États-Unis Tallero Q .. Doublon d'Espagne
Doppione 1 - Ducat d'Autriche Ducato 1 = Ducat de Bavière Ducato Ducat de
Naples Ducato T •- Ducat de Suisse Ducato ) — Ecu de Piémont Scudo ) == Écu de
Rome Scudo ) . Florin d'Autriche Fiorino ) -. Franc Franco •f - Guinée Ghinea +
= Livre Lira 4- . Livre sterling Lira sterlina + .. Louis d'or Luigi d'oro •»»«
— Marenghino de Milan Marenghino »*. c= Napoléon Napoleone •^ . Paoli Paolo
">% .. Piastre d'Espagne Piastra ? - Pistole de Venise Doppia 9 =
Pistole de Suisse Una doppia P . Pistole de Rome Doppia p .. Pistole de Piémont
Doppia V — Sequin de Venise Zecchino V = Sequin de Rome Zecchino V . Sequin de
Turquie Zecchino V .. Sequin de Milan Zecchino Eagle 27 30 Carlin 141 80 A
hundredth, ceri - time » 01 Shilling 125 Crown 5 60 Dollar 5 30 Doubloon 20 70
Ducat 11 67 Ducat 11 67 Ducat 5 05 Ducat 1170 Crown 6 95 Crown 5 27 Florin 253
Franc 1 00 Guinea 26 25 Livre 1 00 Pound sterling 25 « Louis d'or 23 55
Marenghino 20 00 Napoleon 20 00 Paolo » 56 Piaster 5 30 Pistole 21 00 A pistole
23 45 Pistole 16 87 Pistole 28 23 Sequin 11 82 Sequin 11 63 Sequin 6 45 Sequin
l\ Abaisser 2 Abandonner I Abattre 2 Abattre 357 Abattre 59 Abdiquer 8 Abîmer 480
Abolir 9 Abolir 85 Abonder 5 Aborder 5 Aborder 46 Aboucher (s') 4 Aboutir 493
Aboyer I Abréger 7 Abreuver 3 Absenter (s') 55 Absorber 57 Absoudre 57 Abstenir
(s') 58 Abuser 9 Accéder 12 Accentuer 13 Accepter 13 Accommoder 16 Accompagner
16 Accomplir 24 Accomplir 99 Accomplir (achever) 229 Accorder 18 Accorder 10 1
Accoucher 287 Accoupler 17 Accourcir 17 Accourcir 413 Accourir 103 Accourir 19
Accoutumer 20 Accoutumer (s') 58 Accoutumer (s') 8 Accréditer 20 Accrocher 32
Accrocher 516 Accroître 353 Accueillir (gracieuse- ment) 15 Accumuler 21
Accuser 21 Accuser ( porter ses Pages. plaintes en justice) 327 Acharner 10
Acheminer 67 Acheminer (s') 209 Acheter 99 Achever 515 Acquérir 21 Acquitter
(sT) 149 Activer 61 Adhérer 25 Adjuger 31 Admettre 39 Administrer 39
Administrer les sa- crements 392 Admirer 40 Adopter 26 Adorer 26 Adoucir 330
Adoucir 23 Adresser 216 Adresser 347 Affaiblir 215 Affaiblir 128 Affamer 26
Affecter 28 Affermir 436 Affiler 53 Affirmer 27 Affliger 509 Affliger (s7) 29
Affranchir 30 Affronter 30 Agenouiller (&*) 223 Aggraver 32 Agir 33 Agiter
33 Agrafer 28 Agrandir 32 Agréer I9ï Agréer 32 Agréger 33 Aguérir 33 Aider 33
Aigrir (irriter) 208 Aigrir (s') 208 Aiguillonner 474 Aiguiser 47 Aimer 37
Ajourner 31 Ajouter 438 Pages. Ajouter 32 Aliéner 34 Alimenter 449 Allaiter 34
Alléger 34 Alléger 428 Alléguer 34 Aller 41 Aller 188 Aller 237 Aller en
pèlerinage 294 Allonger 36 Allonger 431 Allumer 12 Altérer 36 Altérer (avoir
soif) 56 Amasser 62 Ambitionner 38 Améliorer 255 Amollir 40 Amonceler 40 Amplilier
41 Amuser (s') 153 Amuser (s') 454 Analyser 41 Ancrer (t. mar.) 279 Ancrer
(mouiller) 41 Anéantir 43 Anéantir 43 Animer 42 Annoncer 43 Annoncer auparavant
444 Annoblir (ennoblir) 266 Anticiper 44 Apaiser 327 Apaiser 419 Apaiser 14
Apercevoir 4l3 Apercevoir (s') 18 Aplanir 460 Apostiller 304 Apparaître 44
Apparaître III Appartenir 44 Appartenir (regarder) 459 Appauvrir (s') 207
Appeler 45 Appeler 90 Applaudir 45 Appliquer 22 Appliquer Apporter 24 Attester
59 Barrer 470 Apporter 338 Attirer 60 ' Barricader 472 Appréhendée (saisir) 85
Attirer 60 Bâtir 170 Appréhender 325 Attirer Bàtonner 71 Apprendre 46 Attiser
Battre le tambour 71 Apprendre 202 Attiser le feu Battre 71 Apprivoiser 38
Attraper Battre des mains 71 Apprivoiser 142 Attraper (tromper) 501 Battre (se)
68 Approcher 67 Attribuer Battre(se) à coups de j .176 Approcher 19 Attribuer
(s') Battre en grange 508 Approprier 22 Attrister Bavarder 92 Approprier (s')
47 Avaler Bêcher 520 Approuver 47 Avaler Bêler 72 Appuyer 46 Avaler goulûment
501 Bénir 72 Arhorer 34 Avancer Bercer 73 Armer 49 Avancer Bercer 125 Arracher
84 Avancer (faire des Bitter (t. mar.) 4 Arracher 475 progrès) Blâmer 73
Arranger 56 Avancer (saillir en Blanchir 199 Arrêter 51 dehors ) Blanchir de
vieillesse 209 Arrêter T77 Aventurer 66 Blasphémer 73 Arrêter (décréter) 130
Avertir Blesser 176 Arrher (donner des Aveugler II Boire 73 arrhes) 209
Aveugler Boiter 541 Arriver 9 Augmenter Bombarder 74 Arriver 52 Augmenter
Bondir 70 Arriver 83 Avilir Borner (limiter) 244 61 Arriver 66 Avoir Boucher
Arrondir 391 Avoir compassion(pit.)97 Boucher 512 Arrondir 496 Avoir coutume
439 Boucher avec du plà Arroser 22 Avoir des convul- tre ou du stuc 478 Arroser
120 sions Bouillir 35 Asperger 54 Avoir du regret Bouillir Aspirer Avoir été
Bouleverser Assaillir Avoir faim Bouleverser (mettre Assaisonner Avoir honte
sens dessus dessous) 508 Assassiner 55 Avorter Bourdonner 390 Assembler 20
Autoriser Boutonner 5 Asseoir 419 Braire 331 Assiéger 55 B Brandir 75 Assigner
55 Brandir 531 Assister 56 Babiller Branler 492 Associer 57 Badiner Braver 75
Assommer 17 Baigner Brider 182 Assommer 511 Bâiller Brider 199 Assourdir 58
Baiser Briller 463 Assujettir 481 Baisser Briller (éclater) 76 Assurer 13
Balafrer Briser .182 Assurer 56 Balancer Briser 459 Attacher 28 Balancer (chanceler)
498 Brouiller 137 Attacher 45 Balayer Brouter 287 Attacher 58 Balayer
(nettoyer) 455 Broyer 510 Attaquer (quelqu'un) 58 Balbutier Broyer,47.7
Attaquer en flanc 177 Bander Broyer 510 Attendre 58 Bander (les yeux) 72 Bruire
391 Attendre 54 Bander ( mettre en Brûler 7 Attendrir 2 bandes) Brûler 48
Attendrir (s') 230 Baptiser Brûler 66 Atténuer 59 Barbouiller Brûler 415
Attester 475 Barrer Brunir Cabrer (se) Cacher Cacher Cacher Cacheter Cacheter
Cajoler, caresser Calculer Calmer Calmer Calomnier Camper Camper Camper
(dresser les tentes) Canoniser Canonner Cantonner (se) Capituler Capter
Captiver Caractériser Carder Caresser Carreler Casser Causer Causer
(occasioner) Céder Ceindre Célébrer Censurer Certifier Cesser Chagriner
Chagriner (se) Chamarrer Chanceler Chanceler Changer Changer Changer Changer de
pays Chanter Charger Charger Charger (se) Charmer Chasser Chasser Chasser
Châtier Chatouiller Châtrer Chauffer Chausser Chavirer Chercher Chercher Chérir
536 Conformer 105 205 Chicaner 86 Conforter 105 270 Choisir 405 Confronter 105
87 Chuchoter 74 Congédier 15 262 Cicatriser 92 Conjecturer 106 429 Circonscrire
93 Conjuguer 106 4SI Circonvenir 93 Conjurer 106 531 Circuler 93 Conjurer 411
79 Cirer 210 Connaître 106 4 Ciseler 404 Conquérir 107 79 Citer 93 Consacrer
107 80 Claquer des mains 71 Conseiller Ï09 9 Clouer 211 Consentir T08 281
Collationner 94 Conserver 108 Coller 211 Conserver 108 58 Colorer 95 Considérer
109 82 Combattre 71 Consigner 107 81 Combattre 96 Consister 110 83 Combattre
326 Consoler 110 84 Combiner 96 Consolider 110 85 Combler 94 Conspirer III 85
Combler 349 Conspirer 133 84 Commander 95 Constiper 121 84 Commencer 96
Constituer III 10 Commencer 315 Construire (bâtir) III 251 Commuer 501
Consulter III 85 Communiquer 101 Consumer 112 78 Comparaître 97 Contempler 112
85 Comparer 283 Contenir 83 87 Compenser 98 Contenir 113 93 Complaire 98
Contenter 113 87 Composer 99 Conter 262 88 Comprendre 83 Contester 112 89
Comprendre 100 Contester 114 89 Comprimer 101 Continuer 113 17 Compromettre 101
Continuer 420 27 Compter 112 Contracter 114 528 Compter 43 Contraindre 121 494
Concentrer 102 Contrarier 114 70 Concentrer 350 Contredire 114 70 Concerner 102
Contrefaire 114 80 Concerter 102 Contribuer 115 261 Concevoir 102 Convaincre
116 503 Concilier 102 Convenir 115 82 Conclure 102 Convertir 116 84 Condamner
103 Convier 116 192 Condamner à une Coopérer 117 210 amende 261 Corriger 118
235 Condescendre 103 Corriger 160 425 Conduire 103 Corroborer (fortifier) 1 1 9
78 Conduire (se) 99 Corrompre 119 183 Confédérer (se) 104 Côtoyer 120 184
Conférer 104 Coucher (se) 117 441 Confesser 104 Coucher (se)(du soleil 85
Confier 28 ou de la lune) 501 401 Confiner 105 Coudre 124 80 Confirmer 104
Couler 94 508 Confirmer 124 Couler (à fond) 30 89 Confisquer 105 Couper 487 77
| Confondre 105 1 Couper (trancher) 339 75 890 TABLE DES VERBES FRANÇAIS.
Couper les veines 485 Courber 126 85 Paraître 284 Monnoyer 237 0 Paraphraser
283 Monter 53 Pardonner 293 Monter 257 Obéir 270 Parer 16 Monter 893 Obéir 513
Parer 284 Monter à cheval 85 Objecter 274 Parer (se) avec affec Monter en épi
462 Obliger 270 taticn 60 Montre* 259 Obscurcir 279 Parfumer 318 Moraliser 258
Observer 280 Parier 410 Mordre 258 Obstiner (s') 281 Parjurer (se) 458
Mortifier 259 Obtenir 107 Parlementer 284 Motiver 260 Obtenir 281 Parler 284
Moucher (une chan Obtenir (par des priè- Parler 176 delle 433 res) 205 Parsemer
de fleurs 220 Moudre 246 Occuper 271 Partager 453 Mouiller ( en rade) Occuper
(s") 26 Participer 286 (t. m.) 445 Offenser 273 Partir 286 Mouiller (se)
69 Officier (célébrer To f- Parvenir 297 Mourir 258 fice divin) 515 Passer 288
Mouvoir 261 Offrir 273 Passer à gué 5l9 Mugir 260 Offusquer 274 Passer au-delà
521 Multiplier 257 Oindre 515 Passer avant 500 Murer 261 Oiseler 513 Passer la
nuit 295 Mûrir 251 Ombrager 25 Passer les bornes 501 Mûrir 469 Ombrager 275
Passer Thiver 529 Murmurer 258 Opérer 276 Passer par le scrutii ì 468 Murmurer
484 Opposer 276 Passer par les armes 288 Mutiler 262 Opprimer 277 Passionner
(se) 45 Mutiler 434 Opter 281 Patienter 290 Mutiner 41 Ordonner 277 Pâtir 473 N
Organiser 278 Paver 290 Orienter (s') (t. g.) 278 Payer 282 Nager 269 Orner 3
Payer le tribut 509 Naître 262 Orner (embellir) 279 Pêcher 298 Naturaliser 263
Oser 49 Pécher 290 Naviguer 263 Oser 279 Peigner 298 Négliger 264 Oter 495
Peindre 143 Négliger 502 Oter les noyaux 435 Peiner 291 Négocier 114 Oublier
141 Peler 457 Négocier 265 Oublier 413 Peler 291 Neiger 179 Ouïr 515 Pencher
211 Neiger 266 Ourdir 278 Pencher 91 Ne pas agréer 428 Ourler (border) 279
Pendre 205 Nettoyer 265 Outrager ^offenser) 274 Pendre 291 Nettoyer 326
Outrepasser 275 Pendre 45 Nier 264 Ouvrir 48 Pénétrer 291 Niveler 244 Ouvrir
407 Penser 292 Noircir 31 Ouvrir à demi (v. er i- Percer (à jour) 500 Noliser
(fréter) 266 trouvrir) 435 Perdre 293 Nombrer 268 Ouvrir de toute sa Perdre le
souvenir 432 Nommer 266 largeur 451 Perfectionner 294 Noter (prendre note 267
Ouvrir une vis 486 Périphraser 182 Notifier 267 P Périr 294 Nouer 43 Permettre
295 Nourrir 92 Pacifier 282 Perpétuer 296 Nourrir 266 Paître 287 Persécuter 296
Nourrir 269 Pâlir 202 Persévérer 296 Noyer 42 Pallier (déguiser) 283 Persuader
83 Nuire 268 Palper 283 Persuader 297 Nuire 309 Palpiter 283 Pervertir 297
TABLE DES VERBES FRANÇAIS. 897 Peser 297 Précipiter 39B Proportionner 321 Pétrir
203 Prédire Proposer 321 Pétrir de nouveau 364 Préférer 44 Proroger 321 Peupler
301 Préférer Proscrire 322 Philosopher 178 Prémunir Prospérer 322 Picoter 524
Prendre Prosterner (se) 323 Piler 298 Prendre la revanche 3l0 Prostituer 322
Pincer 301 Prendre (saisir) Protéger 323 Piocher 540 Prendre saveur Protéger
452 Piper 541 Prendre ses aises Protester 323 Piquer 199 Prendre le plaisir de
Prouver 324 Piquer 300 la campagne Provenir 325 Piquer 326 Préoccuper(prévenir)
3l0 Provoquer 102 Piquer 479 Préparer 44 Provoquer 325 Pirater (écurner les
Préparer (la table) 197 Publier ( v. divul mers) 119 Préparer slo guer) 453
Placer 35 Prescrire ail Publier 325 Placer 302 Présenter Publier 320 Placer
derrière 59 Préserver Puiser 60 Plaider 244 Présider Pulluler 326 Plaindre 98
Pressentir Punir 326 Plaindre (se) 155 Presser Purger 3^7 Plaindre (se) 238
Presser Purifier 327 Plaire 298 Presser (hâter) Putréfier (pourrir) 327
Plaisanter 76 Presser (tirer le suc) 466 Q Plaisanter 260 Presser (se)
Plaisanter 87 Présumer Qualifier 327 Plaisanter 406 Prétendre 3l3 Questionner
175 Planter 299 Prêter 207 Quitter 500- Pleurer 299 Prévaloir Pleuvoir 300
Prévariquer Pleuvoir à verse 141 Prévenir Rabattre 138 Plier 300 Prévoir
Raccommoder 328 Plisser 214 Prier Raccorder (réconcir- Plonger 202 Prier 308
lier) 335 Plonger 512 Priver 315 Raccourcir 414 Plonger (tremper) 201
Privilégier Racheter 340 Plumer 457 Procéder (dériver) 3l5 Racheter 350 Plumer
457 Proclamer 15 Racheter (payer ran Poivrer 205 Procurer 316 çon) 377 Polir
(se), v. devenir Produire 183 Racler 336 civil 211 Produire 31 6 Raconter 329
Porte? 302 Profaner 317 Radoter 503 Porter les armes (miL) 255 Proférer Radoter
(tomber en Porter bien (se) 471 Professer 3I7 enfance) 361 Poser 303 Profiter
3I7 Raffermir 368 Poudrer 211 Prohiber 224 Raffiner 330 Pourrir 221 Projeter 31
8 Raffiner (subtiliser) 450 Pourrir 208 Prolonger l4l Rafraîchir 368 Poursuivre
( conti- Prolonger Raidir 213 nuer) 322 Promener (se> Railler 117 Poursuivre
de près Promener (se) 288 Railler 72 (v. talonner) 209 Promettre 3l9 Railler
255 Pourvoir 325 Promettre de nouv. 376 Raisonner 49 Pousser 462 Promouvoir 320
Raisonner 332 Pouvoir 304 Promulguer(publier) 320 Rajeunir 368 Pratiquer
(exercer) 306 Prononcer Rajuster 371 Précautionner (se) 85 Pronostiquer Ralinguer
(t. de m.) 332 Précéder 306 Propager 32l Rallonger 333 Prêcher 307 Prophétiser
521 Rallumer Ramasser (recueillir) 328 Recouvrer 352 Réjouir (se) 332 Ramener
350 Recouvrer 340 Relâcher 359 Ramener 363 Recouvrer 353 Relâcher 333 Ramer
(vaouer) 342 Recouvrer 377 Relâcher 342 Ramifier 333 Recouvrir 351 Reléguer 360
Ramener 455 Récréer (amuser) 440 Reléguer 342 Ramper 476 Recruter (faire des re
Relever 360 Ranger en escadrons 468 crues) 340 Relever (se) 379 Ranger en ordre
d( Rectifier 346 Relier 360 bataille 407 Recueillir 349 Relinguer (couper le
Ranimer 338 Recuire 353 vent pour qu'i l Pianimer 357 Reculer 346 ne donne dans
les Râper 336 Reculer 367 voiles) 332 Rapetisser 364 Redemander 349 Relire 360
Rapiécer 329 Redire 354 Reluire 360 Rappeler 348 Redonner 354 Remanier 360
Rappeler 335 Redoubler 330 Remarquer 280 Rappeler le souvenir 351 Redouter 290
Rembarquer (se) 361 Rappeler (se) 351 Redresser 329 Rembourser 361 Rappeler 334
Redresser 337 Remédier 362 Rappeler (se) 450 Réduire 855 Remèler 363 Rapporter
374 Refaire 356 Remercier 369 Rapporter 356 Refaire à la mode 363 Remettre à sa
place 373 Rapprocher 337 Refermer 361 Remettre 363 Raréfier 330 Réfléchir 357
Remettre (reconnaî Raréfier 336 Réfléchir 357 tre) 330 Raser (se) 330 Refondre
357 Remonter 376 Raser 460 Réformer 358 Remonter 364 Rassasier 398 Refraichir
340 Remontrer 364 Rassembler 329 Refrapper 373 Remorquer 365 Rassurer 337
Refroidir 146 Remplacer 364 Ratatiner 334 Refroidir (et se) 330 Remplir 160
Ratifier 337 Réfugier (se) 358 Remplir 355 Rattraper (rejoindre) 331 Refuser
353 Remplumer 364 Ravager 132 Refuser 357 Remuer 365 Ravoir (avoir de nou
Réfuter 106 Remuer 442 veau) 347 Régaler 340 Rémunérer ( récom Rayonner 331
Regarder 194 penser) 365 Rebander (t. demar. ) 347 Regarder 359 Renaître 366
Rebâtir 356 Regarder fixement 255 Rencontrer 212 Rebondir 347 Regarder (se)
dans Rencontrer 366 Rebuter 347 le miroir 455 Rendre 343* Rebuter (v, dégoûter
486 Regimber 347 Rendre la pareille 343 Recevoir 348 Régir 341 Rendre amoureux
225 Réchauffer 366 Régler 341 Rendre en cendres 210 Réchauffer 377 Régler
(tirer des li Rendre (se) 50 Rechercher 348 gnes) 358 Rendre (se) maitre 202
Rechercher avec soin 215 Régner 341 Renfermer 371 Réciter 339 Regreffer 369
Renfermer 366 Réclamer contre 339 Regretter 98 Renforcer 358 Recommander 328
Regretter 333 Renforcer 368 Recommencer 375 Rehausser 369 Renier 369
Récompenser 309 Réimprimer 382 Renommer 370 Récompenser 349 Réintégrer 342
Renoncer 370 Réconcilier 350 Réitérer 342 Renouer 335 Reconnaître 350 Réjaillir
540 Renouveler 370 Recoucher 352 Rejeter 358 Rentrer 355 Recoudre 353 Rejoindre
358 Rentrer en soi-même 337 Recouper 383 Réjouir 35 Renverser 391 Recouvrir 352
Réjouir 140 Renverser VERBES FRANÇAIS Renverser 451 Rester 471 Ronger 390
Renverser 347 Rester 360 Ronger peu à peu 391 Renverser 390 Restituer (rendre)
346 Rôtir 53 Renvoyer 371 Restreindre 346 Rougir 53 Renvoyer 360 Restreindre (
réser- Rouler 391 Répandre 139 ver) 382 Rouler 539 Répandre 452 Résulter 382
Rouler (balancement Répandre dans le pu- Résumer 161 d'un vaisseau) 392 blic
(ébruiter) 535 Ressusciter 383 Rouler les yeux 475 Reparaître 349 Retarder 217
R'ouvrir 347 Réparer 371 Retarder 383 Ruminer 392 Réparer 371 Retenir 337
Ruminer (rêver) 477 Réparer 382 Retenir 384 S Répartir (diviser) 372 Retenir un
carrosse 204 Repasser 372 Retentir (résonner) 361 Saccager 392 Repasser 474
Retirer 348 Sacrifier 392 Repêcher 373 Retirer 384 Saigner 85 Repentir (se) 292
Retirer 386 Saigner (se) 86 Repentir (se) 372 Retirer de la douane 418 Saisir
300 Repeser 373 Retomber 347 Salarier 393 Replier 373 Retordre 385 Saler 393
Répliquer 343 Retoucher ( un poi Salir 465 Répondre 381 trait ) 385 Salir 199
Reposer (se) 374 Retoucher un ouvrage 376 Salir (souiller) 229 Repousser 344
Retourner 385 Saluer 395 Reprendre 385 Retourner 389 Sanctifier 396 Reprendre
(rattraper) 375 Retourner dans Se i Sangloter 430 Reprendre, répriman- patrie
372 Satiriser 398 der 375 Retrancher (se) (faire Satisfaire 44 Reprendre
courage 367 des retranchemens) 509 Satisfaire 436 Représenter 335 Rétribuer 346
Saturer 398 Réprimander 373 Rétrograder 346 Sauter 394 Réprimer 344 Retrouver
371 Sautiller 395 Réprimer 375 Retrouver 388 Sauver 395 Reprocher 364 Réunir
387 Savoir 396 Reprocher 368 Réussir 387 Savoir par ouï-dire 377 Reproduire 376
Réveiller 383 Scandaliser 402 Réprouver 376 Réveiller 354 Sceller 74 Répudier
376 Révéler 388 Scier 419 Répugner 376 Revenir 388 Sculpter 409 Réputer 376
Revenir 497 Sécher 53 Réserver 378 Rêver 438 Sécher 419 Résigner 377 Rêver 520
Seconder 419 Résigner (se) 336 Réverbérer 389 Secouer 399 Résister 344 Reverdir
371 Secouer 416 Résonner 468 Révérer 280 Secouer (agiter) 416 Résoudre 378
Révérer 389 Secourir 450 Respecter 380 Revoir 88 Secourir 435 Respirer 34
Révoquer 389 Séduire 419 Respirer 345 Rhabiller 389 Séjourner 438 Ressembler
378 Rimer 361 Seller 420 Ressembler 57 Rire 354 Sembler 420 Ressembler 441
Risquer (être en dan Semer 421 Ressemeler 378 ger) 294 Sentir 421 Ressentir
(se) 378 Risquer 377 Sentir bon 272 Ressouvenir (se) 379 Roder avec l'armée 81
Sentir mauvais 327 Ressouvenir (se) 362 Rogner les ailes 489 Séparer 453
Ressusciter 383 Rompre 390 Séquestrer 422 Restaurer 346 R.ompre (casser) 405
Serper (lever l'ancrt ) 394 Rester 345 Ronger 119 Serrer 476 yoo TA] BLE DES
VERBES FRANÇAIS. Servir 423 Subroger 483 Tendre 490 Sévir 215 Subsister 484
Tenir 490 Sevrer 431 Substituer 484 Tenir en bride 531 Siffler 180 Subtiliser
450 Tenter 92 Signer 180 Succéder 480 Tenter 491 Signifier 429 Sucer 480
Tergiverser 492 Sillonner 439 Succomber 437 Terminer 492 Simplifier 430 Sucrer
237 Terrasser 493 Situer 430 Suer 480 Tester 493 Situer 94 Suffoquer 437 Téter
301 Soigner 21 Suffire 71 Tinter (résonner) 493 Soigner 125 Suggérer 481 Tirer
494 Solder 393 Suivre 420 Tirer 86 Solenniser 439 Soupçonner 228 Tirer de doute
( v Solfier 439 Supplanter 443 éclaircir) ' 137 Solliciter 440 Suppléer 481
Tisser 493 Sommeiller 443 Supplier 481 Titrer 494 Sommer 93 Supporter 443
Tolérer 496 Sonder 402 Supposer 482 Tomber 78 Sonner 442 Supprimer 483 Tomber
85 Sophistiquer 437 Supputer 483 Tomber à plomb 300 Sortir 447 Suppurer 483
Tomber en enfance Sortir 517 Surabonder 443 (v. radoter) 361 Sortir avec
violence 321 Surabonder 498 Tomber en ruines 391 Sortir d'un trou 400
Surcharger 443 Tomber goutte à Soucier (se) 125 Surfaire 444 goutte(v.
dégoutter) 193 Souder avec de l'étain 3! Surmonter 445 Tomber malade 38 Souder
393 Surnager 444 Tondre 498 Soudoyer 439 Surpasser 481 Tonner 496 Souffler 177
Surpasser 445 Tonsurer 496 Souffler 436 Surpasser 446 Tordre 496 Souffrir 289
Surprendre 446 Toucher 97 Souffrir 437 Surprendre 443 Toucher 494 Souhaiter 61
Surseoir 444 Tourmenter 496 Souiller 112 Survenir 444 Tourmenter 38 Souiller
(v. salir) 229 Survenir 445 Tourmenter 289 Soulager 424 Survenir à 'impro-
Tourmenter 497 Soulever 441 viste 444 Tourner 187 Soulever (révolter) 347
Survivre 445 Tourner 538 Soumettre (subjugu.) 450 Susciter 483 Tourner 538
Soumettre 441 Suspendre 448 Tourner à mal 246 Soupçonner 448 Sympathiser 430
Tourner de travers 474 Souper 88 T Tousser 498 Soupirer 448 Tracer 131 Sourire
446 Taire (se) 487 Traduire 499 Souscrire (signer) 447 Talonner 209 Traduire en
langue Soustraire 450 Tamponner 540 vivante 538 Soutenir 449 Tapisser 488
Trafiquer 500 Souvenir (se) v. rap- Tarder 488 Trahir 499 peler le souvenir 351
Tàter 489 Traire 260 Spécifier 456 Taxer 487 Traîner 502 Spéculer, 456 Teindre
493 Traiter 505 Statuer 472 Teindre de nouveau 384 Tramer 500 Stipendier 474
Témoigner 493 Trancher 510 Stipuler 474 Tempérer 490 Trancher (v. couper"
339 Subdiviser 481 Tempêter (faire tapa- Tranquilliser 501 Subjuguer 437 ge)
490 Transcrire 502 Submerger 441 Temporiser 490 Transférer 503 Subordonner 480
Temporiser 498 Transférer 503 Suborner 480 Tendre 301 Transférer (se)
Transfigurer Transformer 503 503 Transgresser 115 Trangresser 503 Transmettre
503 Transmuer 503 Transpercer Transpirer Transplanter Transporter Transposer
Transvaser Transvaser 501 Travailler 241 Travailler 240 Travailler 506
Travailler à 75 Traverser (croiser) 507 Traverser, 507 j Travestir 508
Trébucher 211 Trébucher 498 Trembler 508 I Tremper 233 Tremper 234 I Tremper 40
Tremper (imbiber) 237 ' Trépasser (expirer) 501 ' 535 Voiler 523 Voir 52l Voir
de mauvais œil 246 Voir de travers 507 Voler 535 Voler 392 Voltiger 486
Voltiger 536 Vomir 539 Voter (donner sa voix) 540 Vouloir 537 Vouloir
(souhaiter) 536 Voyager Abandon (forsake) 1 Abate 2 Abjure 369 Abolish 9
Abolish 85 Abound 5 Abridge 7 Absent one's self 55 Absolve 57 Absorb 57 Abstain
58 Abuse 9 Accelerate 30 Accede 12 Accent 13 Accept 13 Accomodate 16 Accompany
16 Accomplish ^4 Accomplish 99 Accumulate 2l Accumulate 125 Accuse 21 Accuse
(to indicte) 327 Accustom one's self 8 Accustom 20 Accustom 67 Acquire 2l
Acquit 149 Act 33 Add 438 Address 2l6 Add water to wine 224 Adhere 25 Adjourn
31 Adjust 371 Adjuge 31 Administer 39 Administer the sa- crement 392 Admire 40
Admit into a society 33 Admit 39 Adopt 26 Adorn 3 Adorn 279 Adorn 16 Adorn 26
Adorn 284 Adorn 279 Pages. Advance 63 Advise 109 Affect 28 Affect 28 Affirm 27
Afflict 61 Afflict 509 Aggravate 32 Agitate 33 Agree (suit) 115 Agree 191 Aim
at 301 Alienate 34 Alight from hoi se back 405 Allege 34 Allow 295 Allude 36
Allure (bird) 541 Ailure 60 Amplify 41 Amuse, one's self 153 Amuse 440 Amuse
one's self 454 Amuse (divert) 505 Analyse 41 Anchor 279 Animate lo Animate 42
Animate (v. to excite) 2l8 Annihilate 43 Annihilate 43 Announce 43 Anoint 515
Answer 381 Anticipate 44 Apostatize 425 Appear 44 Appear 97 Appear 111 Appear
284 Appease 327 Appease 419 Append 45 Applaud 45 Apply 22 Apply one's self 26
Apply 46 Appoint 128 Apportion 321 Appraise (value) 520 Pages. Apprehend 325
Approach 67 Appropriate 22 Appropriate to one's self 47 Approve 47 Approve of
275 Arm 49 Array (draw up an . army) 407 Array in squadrons 468 Arrest i3o
Arrive 911 Arrive (happen) 52 Arrive 83 Ask 90 Ask 155 Ask again 349 Ask too
much 444 Aspire to 38 Assassinate 55 Assault 55 Assault 58 Assemble 20 Assign
55 Assist 56 Associate 57 Assume 52 Assure 13 Assure 50 Astonish (stupify) 478
Attach (hang up) 45 Attach in flank 177 Attempt 92 Attest 59 Attract 60 Attract
60 Attribute 61 Authorize 62 Avoid no Avoid 425 Awake i35 Awake 383 Awake 484 B
Balance an account 393 Ealance 180 Banish 399 Baptize 72 Bar 399 Bar 470 Bark 1
Barricade 472 Baste 361 Bathe 69 Be 165 Be able 304 Be affected in one's ways
418 Be afflicted 29 Be afflicted 121 Be afraid 226 Be angry 119 Be angry 474 Be
ashamed 528 Be astonished 478 Beat 71 Be born 262 Be brilliant 381 Be brought
to bed 287 Beckon 12 Beclose at one's heels 209 Be cloudy 44 Become 153 Become
enemies 224 Become green again 371 Become gray headed 209 Become master 202
Become unmannerly 199 Be cured of love 434 Be delirious 131 Be empty 518 Be
equivalent to 161 Be frolicksome 83 Beg 252 Beget 185 Begin 96 Begin a law suit
230 Begin a tune 233 Begin 315 Begin again 375 Begin again 335 Behave one's
self 99 Behead 130 Behove 459 Be inattentive 484 Be in bed 187 Be in debted 215
Be infatuated 218 Be ignorant of 196 Be in the habit 439 Believe 122 Bellow 260
Belong 44 Be mistaken 162 Be moved 230 Bend 3 Bend 215 Bend a sail 208 Be
necessary Be necessary 270 Benumb 233 Be over head and hears in love 454 Be
possessed with the devil 463 Bereave 132 Be repugnant 376 Be resigned 336 Be
rival (of) 160 Beseech 308 Beseech 481 Be shot 288 Besiege 55 Be silent 487 Be
smitten 210 Bespeak a coach 204 Besprinkle with holy water 54 Be surprised 249
Be tired 475 Betray 498 Be transparent 504 Be uneasy 399 Be hungry 66 Be useful
187 Be well 471 Be worth 519 Bewitch 476 Be wreked 263 Bend 126 Bend 215 Bind
241 Bind 360 Bind (oblige) 533 Bind up 218 Bit (t. m.) 4 Bite 258 Blacken 31
Blame 73 Bleat 72 Blaspheme 73 Bleed 85 Bleed one's self S6 Bless 72 Blind 11
Blind fold 72 Blind 87 Bloom 179 Blow 177 Blow 436 Blunt 467 Blush 53 Bluster
490 Boast of one's self 521 Boil 35 Boil 74 Bombard 74 Borrow 11 Bore through
500 903 Bound 70 Bottle up 219 Bow down 91 Box 176 Branch out 333 Brandish 75
Brandish 531 Bray 331 Bray (crumble) 477 Break 85 Break 182 Breakfast 174 Break
390 Break 405 Break the corners of a thing 414 Breathe 34 Breathe 345 Bribe 480
Bridle 199 Bridle 182 Bring 24 Bring up 35 Bring 338 Bring back 350 Bring back
363 Bring back ( carry back 374 Brisle up 327 Broil 8 Brood 122 Browse 287
Build 170 Build HI Bung 540 Burn 48 Burn 7 Burn 66 Burn 220 Burn 415 Burst 123
Burst 412 Burst your sides with laughing 432 Bury 422 Bury 449 Button up 5 Buzz
390 Buy 99 Cajole (to caress) 531 Call 45 Call 90 Call back 348 Calm 4
Calumniate 80 Cannonade 81 Canonize 82 Capitulate 84 994 Captivate 85 Card 84
Care 125 Caress 10 Carry 302 Carry away 446 Cast 186 Cast anchor 445 Cast
anchor 41 Castrate 85 Catch 14 Catch birds 513 Catch a cold 221 Catch (deceive)
501 Catch 375 Cause 78 Caw 191 Cease 89 Celebrate 87 Censure 88 Certify 89
Chain 101 Chain down 210 Challenge (to darò) 423 Change 36 Change 70 Change 80
Change 261 Change countries (transmigrate) Characterize 8^ Charge 84 Charm 235
Chase (engrave) 404 Chastize 184 Chat 90 Chat 92 Chatter 184 Cheat 511 Cherish
536 Chew 251 Chide 375 Chip 146 Choke 437 Choose 281 Choose 405 Cicatrize 92
Circulate 93 Circumscribe 93 Circumvent 93 Cite 93 Clarify 407 Clasp 28 Clap 71
Clean 265 Clean 326 Cleanse 257 Clear 151 Clear up 137 Clear up Climb 334 Clip
the wings 489 Clothe 530 Coin 257 Collate 94 Collect 329 Colour 95 Comb 298
Come back again 372 Combine 96 Come in 160 Come from 325 Come unexpectedly 444
Come up again 376 Come 444 Come 256 Come out of the egg 467 Comfort 110 Comfort
105 Command 95 Command 430 Commute 501 Compare 283 Compensate 98 Complain 238
Complain 155 Comply 98 Compose 99 Compress 101 Compromise 101 Compute 483
Communicate 101 Complete 229 Conceal 270 Conceive 102 Concentrate 102
Concentrate 350 Concern 102 Concern 206 Concert 102 Conciliate 102 Conclude 102
Condemn 103 Condense 103 Condescend 131 Condescend 102 Confederate 104 Confer
104 Confess 104 Coniide 178 Conline 105 Contine 371 Confirm 104 Confirm $a4
Conhscate 105 Conform 105 Confound 105 Confront 105 Congratulate one's selfl06
Conjecture 106 Conjugate Conjure Conjure Conquer Consecrate Concentrate Consent
Consider Consign Consist Consolidate Consolidate Conspire Constipate Constitute
Constrain Consume Consult Contain Contain Contaminate Contemn Contemn
Contemplate Contend Contest Contest Continue Continue Contract Contradict
Contradict Contribute Contrive Convert Convince Cook Cook again Cooperate
Correct a work Correct Correct Correspond with Corroborate fortifiy Corrupt
Cost Cough Counterfeit Count Couple Court 119 Court 519 Cover again 351 Cover
with a lid 117 Cover 117 Cover with dirt 237 Crack 416 Create 122 Creep 476
Creep into 20 Criminate 212 Criticize 124 Cross one another 214 Cross over 507
Crown 214 Crucify 124 Cruise Crush Crush Cry Cry down Cry out Cudgel Cultivate
Cure Cure Cure Curse Cut Cut off Cut again Cut off Cut Cut the veins 485 Cut up
a fowl 401 Cypher 79 D Dally 392 Damage 126 Damo one's self 126 Dance 69 Dance
126 Dance and stamp 510 Dare 49 Dare 279 Darken 279 Dart 393 Daub 205 Dazzle 1
Deafen 58 Decamp 128 Decant 501 Decant 507 Deceive 221 Deceive 450 Deceive 331
Decide 128 Decimate 129 Declaim 129 Declare 137 Declare previously 444 Decline
(delay) 401 Decline 129 Decorate 130 Dedicate 130 Deduct 130 Deduct 136 Deduct
138 Defame 138 INDEX OF ENGLISH VERBS. Defame 425 Defend 138 Define 139 Deflour
485 Defraud 130 Defray 459 Defy 75 Degenerate 130 Degrade 67 Delay 217 Delay
383 Delay 488 Delegate 131 Deliver 81 Deliver (to free) 243 Deliver 141 Deliver
(save) 402 Delude one's self 196 Demolish 131 Demolish (pull down) 434
Demonstrate 142 Denounce 143 Deny 148 Deny 264 Depart 286 Depend 443 Deplore
132 Deposit 132 Deposit 132 Deprave 132 Deprive 315 Deprive 467 Depute 133
Derange 479 Derive 133 Derogate 133 Descend 406 Describe 133 Desert 148 Deserve
252 Design 135 Design 131 Desire 133 Desire 75 Desolate 134 Despair 149 Despise
76 Destroy 152 Detach 468 Determine 136 Determine 308 Detest 5 Detest 136
Devote 107 Devour 154 Dictate 136 Die 258 Die 493 Die again 384 Difame 138 905
Differ 138 Dig 405 Digest 140 Dig with a spade 520 Dilate 140 Diminish 142
Diminish 255 Diminish 406 Diminish a swelling 427 Dine 134 Dine 305 Dip 201 Dip
233 Dip 234 Direct 145 Direct (a letter) 347 Direct a letter (super- scribe)
444 Dirty 245 Dirty 229 Dirty 465 Disable 475 Disaccustom 154 Disappear 453
Disapprove 146 Disarm 146 Disband 243 Disband 400 Discern 406 Discharge 403
Discharge 400 Discipline 147 Disclose 485 Discolour 409 Discolour 409
Disconcert 411 Discount 412 Discover 283 Discover 412 Discredit 415 Disculpate
147 Disculpate 430 Disdain 418 Disdain 466 Disfigure 140 Disfigure 425
Disgarnish 452 Disguise 508 Disguise 508 Disgust 474 Disgust (tire) 478 Disgust
485 Dishearten 146 Dishearten 412 Dishevel 403 Dishonour 149 Dishonour 485
Dishonour 534 Disjoin 148 Dislodge Dismantle 432 Draw back 346 Enchant 20Ô
Dismember 432 Draw back 367 Encounter 30 Dismiss 15 Draw from the custom
Encourage 213 Disobey 153 house 418 Encumber 223 Dispatch 456 Draw near 19
Endeavour 222 Dispense 149 Draw near again 337 Endure 436 Disperse 150 Draw out
86 Enervate 352 Disperse 399 Draw out 384 Enervate 434 Disperse 458 Draw out
886 Engage 204 Disperse. 402 Draw (the sword) 199 Engrave 211 Dispiace 431 Draw
(the sword) 428 Engrave 229 Dispiace 410 Draw up a deed 390 Enjoin 97 Display
486 Draw up an army ( v. Enjoy 190 Displease 150 array) 407 Enjoy one's self in
Displease 367 Draw water 60 the country 532 Displease 460 Dream 438 Enlarge 32
Dispose 150 Dress 3 Enlighten 407 Dispossess 467 Dress again 389 Enlist
soldiers 53 Dispute 36 Dress extravagantly 60 Enlist 57 Dispute 327 Drink 73
Ennoble 266 Dispute 98 Drip 409 Enrich 51 Dispute 151 Drive in 28 Enter 161 Disrespect
411 Drop 190 Entertain 232 Dissemble 151 Drop 193 Entertain 506 Dissipate 151
Drop 175 Enthrone 234 Dissipate 458 Drown 42 Entitle 233 Dissolve 147 Drum 71
Envelop 238 Dissuade 151 Dry 53 Envelop 237 Dissuade 411 Dry 419 Envy 236
Distil 152 Dry up 434 Equal 24 Distinguish 152 Dry up 208 Equal 284 Distribute
152 * Dulcify 158 Equal 331 Distrust 139 Dust 412 Equal 515 Disturb 226 Dust
465 Equip 50 Dive 202 Dwel 8 Equip 161 Dive into 291 E Equivocate 162 Diversify
153 Erase 402 Divert the attention 152 Eat 248 Erect 146 Divide 372 Eclipse 159
Erect 162 Divide 154 Edify 159 Err (mistake) 398 Divine (v. guess) 217 Educate
159 Escape 170 Divulge 453 Efface 81 Escape 403 Do 171 Effect 159 Escort 414 Do
amiss 131 Elect 159 Esteem 473 Doat (dream) 503 Elect 70 Evaporate 484 Do good
73 Embalm 197 Esagerate 163 Do ill 446 Embark 198 Exalt 163 Do or say nonsense
467 Embellish 23 Examine 163 Dote 361 Embellish 185 Exceed 159 Double 23
Embellish 199 Exceed 502 Double 158 Embowel 485 Excel 481 Double 180 Embrace 6
Except 159 Doubt 157 Employ 25 Exchange 402 Drag 502 Employ 205 Excite 218 Draw
(haul) 87 Empty 539 Exclaim 408 Draw 131 Enact 472 Excommunicate 410 Draw 148
Enamel 431 Excuse 417 Draw 494 Encamp 9 . Execute 164 Draw 435 Encamp 58 Exempt
164 Draw 348 Encamp 281 Exercise 164 Exhale 484 Exhaust 466 Exile 70 Exile 360
Exile 164 Exile 342 Exist 164 Expect 58 Expel 425 Experiment 458 Expiate 165
Expire 463 Expire 501 Explain 461 Explain one's reasons 260 Express 165
Extemporize 207 Exterminate 473 Extinguish 169 Extinguish; 456 Extirpate 474
Eye 25 F Facilitate 31 Fade 40 Faint 485 Fall a sleep 23 Fall ill 38 Fall 78
Fall 85 Fall 128 Fall into a passion 221 Fall into a snare 209 Fail in love (v.
be smitten) 2l0 Fali in love 225 Fall into ruins 391 Fail again 347 Fail
perpendicularly 300 Falsify 170 Famish 26 Fan 485 Fast 140 Fatten 224 Favour
176 Fear 290 Feat- 489 Feed 92 Feed 266 Feed 449 Feel sorry 214 Feel 421 Feel
489 Feel 378 Feign 178 Felicitate 176 Fence 406 Ferment 243 Fertilize Fiddle
443 Fight 68 Fight 71 Fight 96 Fight (oppose) 326 Figure 178 File 243 Fill 160
Fill 355 Find 511 Find again 371 Find again 386 Find out 327 Fine 261 Finish
179 Finish 515 Fish 298 Fish up again 373 Fix 180 Flank 177 Flatter 245 Flatter
one's self 245 Flay 414 Float 275 Float 184 Float 444 Flow 94 Flow over 475
Flutter 486 Flutter 536 Fly into a passion 25 Fly 183 Fly into a passion 431
Fly 535 Fold 300 Fold again 373 Follow the army 81 Follow 420 Foment 180 Forbid
319 Forbid 531 Force 165 Force 181 Force 533 Ford 519 Foresee 44 Foresee 313
Forget 141 Forget . 413 Forget 432 Form 180 Form the grains 462 Forsake («.
abandon.) 1 Fortify one's self in a place 83 Fortify 181 Found 180 Frame 214
Free 149 Free 30 0G? Free 243 Freeze 187 Freeze 185 Freeze 31 Freight 266
Frequent 182 Frighten (despond) 400 Frighten 427 Frighten 455 Frighten 59 Frown
14 Frown 33 Fry 182 Furnish 118 Furnish 196 Furnish 256 Furnish 441 Furrow 439
G Gain 193 Gallop 184 Garrison 312 Gather 94 Gather (v. to pick up) 328 Gather
grapes 524 Gather 349 Generalize 185 Gesticulate 186 Get again 347 Get aground
208 Get a woman with child 224 Get drunk 199 Get drunk 217 Get forward 225 Get
out 434 Get on 318 Get out of a hole Get up 243 Gibe 255 Gild 216 Gird 93 Give
127 Give a salary 393 Give a tille 494 Give authority 20 Give back 343 Give
back 346 Give again 354 Give earnest 209 Give medicine 251 Give the lie 432
Give up 87 Glitter 520 Glorify 520 Glue 211 Gnaw 119 Gnaw 390 Gnaw little by
little S91 Go 41 cos Go Go Go before Go beyond Go beyond Go down Go down Go forward
Go on board Go up again Go oat furiously Go out Go out Gorge one's self Gorge
Go to bed again Go too far Go up Go up Go up Govern Govern Graduate Graft Graft
again Grant Grant Grant Grant a privilege Grasp Grasp Grasp Gratify Graze
Grease Grieve Grieve Grind Grind one's teeth Grind Gripe Grope along in dark
Grow Grow big Grow bold Grow brown Grow civil Grow cold Grow cold Grow dumb
Grow familiar Grow insolent Grow lean Grow lean Grow mad Grow mouldy Grow numb
Grow old Grow pale the Grow poor Grow stiff Grow up Grow worse Grow yellow Grow
young Guard one's self Guess Guide H 207 213 290 195 217 196 Honour Hook Hope
Howl Hum Hum Humble Hunt Hurry Hurl Hack 14 Hurt 309 Hail 192 . Half-open 435 1
Halt 541 Idolize 196 Hammer 250 Illtreat 246 Handle 248 Illtreat 475 Handle
again 360 Illude one's self 196 Handle gently 283 Illuminate (v. light) 197
Hang 205 111 use (v. vex) 476 Hang (tapestry) 488 Illustrate 197 Hang up 291
Imagine 201 Hang upon a hook 32 Imitate 200 Happen 66 Immortalize 202 Happen
445 Immortalize 170 Harangua 52 Impale 202 Harangue 296 Impart 286 Harden 208
Implore 206 Harden 217 Importunate 207 Hash 433 Impress 207 Hasten 12 Impress
207 Hasten 460 Imprison 84 Hasten to 18 Imprison 207 Hasten to 103 Improve 255
Hate 272 Impute 208 Haul 87 Inaugurate 208 Have 63 Incense 210 Have an
interview 4 Incite 211 Have been 168 Incite 228 Have fits 454 Incline 210 Have
recourse to 352 Incorporate 214 Hazard 52 Increase 20 Hazard 68 Increase 353
Heap up 62 Increase 61 Heap 94 Incrust 214 Heap up 40 Inculcate 215 Heap up 349
Incur 214 Heap up 366 Indemnify 377 Hear 229 Indemnify 215 Hear 514 Indicate
215 Hear 515 Induce 217 Help 33 Infect 219 Help 450 In feoff 219 Hem 279 Infer
218 Hide 87 Infest 219 Hide 262 Inflame 219 Hiss 180 Influence 220 Hoe 540
Inform 220 Hoi>t up 34 Infuse 220 Hold 190 Inhabit (v. dwell) ENGLISH VERBS.
S09 Inoculate 225 Knead 203 Lick 241 Innovale 225 Knead again 364 Lie 252
Insert 227 Kneel 223 Lie down 117 Inspire 228 Knock head over heels496 Lift 36
Institute 228 Knock 77 Lift 243 Instruct 228 Knock against (to hit) 517 Light m
Instruct 38 Knock down 17 Light (illuminate) 197 Insult 223 Knock down 146
Light up again 328 Insult 229 Knock down 511 Lighten m Insult (offend) 274
Knock in 178 Lighten 239 Intercede 230 Know 106 Lighten 428 Interdict 231 Know
badly 411 Lighten 34 Interest 231 Know 396 Limit (to bound 244 Intermix 501
Know again 350 Liquidate(one's debts) 244 Interpose 232 Know by hearsay 377
Listen 53 Interpose goo Live 81 Interpose 500 L Live 534 Interpret 231 Labour
241 Live in dfunkness 122 Interrupt 232 Lace 34 Live in idleness 301 Intervene
233 Lament 185 Load 192 Intimidate 233 Lament 239 Loath©* 148 Intrench 509 Land
5 Lock 210 Introduce 234 Land 46 Lodge 35 Intrust 178 Land 399 Long 5&
Inundate 225 Languish 239 Look 194 Inure to war 33 Last 158 Look 359 Invade 234
Laugh 354 Look in the glass 455 Invent (teach) 235 Launch 66 Look like 37S
Invest 235 Lay 303 Look out at a win Invite 116 Lay a wager 410 dow 26 Invite
236 Lay snares 227 Lose 293 Invoke 237 Lead 103 Lose Its colour 473 Involve 208
Lead 252 Lose one's w ay 432 Irritate 208 Lead a miserable life 488 Lose one's
way 137 Irritate 237 Lead to pasture 289 Love 37 Iron (linen) 474 Lean 211
Lower 2 J Leap 394 Lower 78 Learn 46 Join 188 Learn 202 M Joke 76 Lease 44 Machinate
245 Joke 87 Leave 239 Maintain 249 Joke 260 Legalise 62 Make (a hole) 76 Joke
406 Legitimate 243 Make * 173 Judge 188 Lend 207 Make again 356 Judge (arrest)
421 Lengthen 36 Make a present 156 Jump 375 Lengthen 431 Make a show 281
Justify 190 Lengthen 333 Make a show 301 K Lessen 364 Make a terrace wïth Let
the sheets of a earth 493 Keep 108 sail 332 Make a tumult 512 Keep 128 Let 29
Make bloody 226 Keep 337 Let a person know Make dry 56 Keep 422 before hand 314
Make fall in love 225 Keep In check 331 Let fai one's shead 498 Make famous 279
Keep under pay 474 Let go 426 Make haste 409 Keep In pay 439 Let the sheets of
e t Make haste 440 Kick 347 sail loose to the Make haste 309 Kill 39 wind 332
Make merry 429 Kill 514 Level 244 Make one lose one's Kiss 68 Level 460
equilibrium 400 910 Make one's will 493 Make round 391 Make slicky with gum 223
Make straight 329 Make straight 337 Make white with meal 218 Manifest 249
Manipulate 249 Manoevre 249 Mark 250 Mark 419 Marry 40 Marry 250 Marry 465
Martyr (to mak one suffer martyrdom) 251 Mask (disguise) 251 Master 444 Mat 234
Matriculate 251 Measure 255 Meddle 205 Meditate 251 Meet 493 Meet 212 Meet 366
Meet again 358 Melt 468 Melt (dissolve) 477 Melt again 357 Mend 328 Mend a
picture 385 Mention 252 Milk 260 Mince 433 Miscarry 9 Mislay 432 Miss 247 Miss
the mark 398 Mistake 222 Mitigate 256 Mix 253 Mix again 363 Model 356 Moderate
182 Modify 256 Moisten 515 Molest 257 Mollify ( v. be mo- ved ) 230 Moralize
258 Mortgage 237 Mortify 259 Move 261 Move 434 Mow 170 Multiply 257 Mundify
Murder Murmur Murmur Mutilate Mutilate Mutilate Mutiny 511 258 484 262 434 510
41 H 211 264 502 114 265 266 363 378 Nail Name Naturalize Navigate Neglect
Neglect Negociate Negociate Neigh New-fashion New-sole Note down 267 Notify 267
Not accept (displease)428 Nourrish 269 Number 268 Number the pages 85 Obey 513
Obey 270 Object 274 Object to 339 Oblige 270 Obscure Observe 280 Obtain 107
Obtain 281 Obtain by intreaties 205 Obtain something Occasion 85 Occupy 271
Offend 273 Offer 273 Officiate 515 Open 48 Open 407 Open a screw 485 Open one's
breat 459 Open wide 451 Operate 276 Oppose 276 Oppress 277 Order 277 Order to
come 68 Organize 278 Outlaw 322 Ouslive 445 Overflow 34 Overflow 427 Overload
443 Overtake Overthrow Overthrow Overthrow Overthrow Overturn Owe Pacify Pacify
Pacify Pack up Pack up goods in cases Paint Palliate Pant Pant Paraphrase
Pardon Pardon Pardon Pare Parley Participate Pass Pass Pass by ballot Pass over
Pass the night Patch up Pave Pave with tiles Pay Pay attention Pay tribute Peel
Peel People Pepper Perceive (discern) Perceive Perfect Perfume Périphrase
Perish Perjure one's self Perpetuate Perplex Perplex Persecute Persevere
Persist in Perspire Persuade Persuade Pervert Philosophize Pick (chuse) Pick of
flesh 465 Pick up (to gather) 328 Pickle 250 Pierce 500 Pillage 392 Pinch 301
Pirate 119 Pity 97 Pity 98 Place 35 Place 94 Place 302 Place after 303 Place
behind 59 Plague 496 Plait 214 Plant 299 Play 189 Play the devil 215 Play upon
the harp 50 Play ( upon an ins- trument ) 442 Play the flute 541 Plead 244
Please 32 Please 298 Plot 500 Plot 278 Plough 48 Pluck a fowl 457 Pluck up 169
Plunge 512 Pluck up 84 Poison 66 Poison 498 Poke 60 Poke the fire 337 Portion
157 Pound 298 Pour 453 Pour of rain 141 Pour out 529 Powder 211 Praise 244
Prance 205 Practice 306 Pray 308 Preach 307 Precede 306 Predict 307 Prefer 307
Prefer 44 Prepare 44 Prepare 197 Prepare 310 Prepossess 310 Prescribe 206
Prescribe 311 Present arms 255 Present 311 Preserve 108 Preserve 312 Preside
312 Press 78 Press 312 Press (to extract the juice) 466 Presume 312 Pretend
(mean) 313 Prevail 313 Prevaricate 313 Prevent 204 Price 252 Prick 300 Prick
199 Prick 326 Prick 479 Print 469 Proclaim 15 Proceed (derive) 315 Procure 316
Produce 183 Produce 316 Profane 317 Profess 317 Profit 317 Prognosticate 320
Prohibit 224 Project 465 Project 318 Prolong 319 Prolong 141 Promise 319
Promise again 376 Promote 320 Promulgate (publish) 320 Pronounce 320 Prop 327
Propagate 321 Prophecy 521 Propose 229 Propose 321 Prorogue 321 Prosper 322
Prostitute 322 Prostrate one's self 323 Protect 323 Protect 452 Protest 323
Prove 324 Provide 325 Provide 85 Provide against 309 Provoke 325 Provoke 102
Publish (v. promul- gate) 320 Publish 325 Pull down 357 Pullulate 326 9Î1
Punish 326 Punish 215 Purge 327 Purify 327 Pursue (prosecute) 322 Push 462 Put
253 Put back 363 Put back 373 Put a trick upon one 131 Put into a hole 200 Put
oft 444 Put on one's boots 80 Put out of the way 152 Put out of form 424 Put
out 434 Put out of one's way 486 Putrify (to rot) 327 Put to death 190 Put
topsy turvy 426 Put under 450 Put upon 444 Puzzle 197 Qualify 327 Quarrel 382
Quarter 468 Question 232 Quiet 501 Quiet one's fears 337 Quilt 324 Quit 500 R
Rack one's brains 238 Radiate 331 Rage 50 Rail 117 Rail at 72 Rain 300 Raise
224 Raise 360 Raise again 369 Raise 441 Raise from the dead 383 Raise up 483
Rake 336 Rarefy 330 Rarefy 336 Rasp 336 Ratify 337 Ravage 132 Rave 520 Read 241
Read over again 360 Reanimate 357 Reanimate 338 Reap 255 Reappear Reason 332
Relate 262 Reason 49 Relate 329 Rebound 347 Relax 333 Rebuild 356 Remain 360
Recall 335 Remark 280 Recapitulate 161 Remedy 362 Receive kindly 15 Remember
330 Receive 348 Remember 450 Recite 339 Remember 362 Reckon 43 Remind 351
Recollect 334 Remix 363 Recollect 379 Remonstrate 364 Recollect 351 Remove 36
Recommend 318 Remove 140 Reconcile 335 Remove 404 Reconcile 350 Remove 414
Recover 340 Remove 426 Recover 352 Remove numbness 402 Recover 353 Remunerate
365 Recover 377 Renew 370 Recruit 340 Renounce 370 Rectify 346 Re-open 347
Redeem 350 Repair 371 Redeem 340 Repair 371 Redeem 377 Repair 382 Redouble 330
Repeat 354 Reduce to ashes 210 Repent 292 Reduce 355 Repent 372 Reel 494
Replace 364 Reel 498 Reply 343 Reembark 361 Represent 335 Reenter 355 Repress
344 Refer 356 Repress 375 Renne 330 Reprimand 373 Reììne 450 Reprint 382
Reflect seriously on Reproach 364 one's self 337 Reproach with 368 Reflect 357
Reprobate 376 Reflect 389 Reproduce 376 Reform 358 Repudiate 376 Refresh 340
Repulse 344 Refresh 368 Repute 376 Refuse 353 Resemble 57 Refuse 347 Resemble
441 Refuse 357 Reserve 378 Refute 106 Resign 8 Register 341 Resign 377 Regret
98 Risk 377 Regret 333 Resist 344 Regulate 341 Resolve 378 Reign 341 Resound
361 Reimburse 361 Respect 380 Rei n forse 358 Rest 352 Rein forse 368 Rest (to
repose) 374 Reinstate 342 Restore 346 Reiterate 342 Restrain 346 Reject 358
Restrain 382 Rejoice 35 Result 382 Rejoice 140 Retain 384 Rejoice 332 Retaliate
343 Retrieve one's losses 364 346 383 497 Retrograde Return Return Return
(revolve) Return Return to one's coun- try 372 Reunite 387 Reveal 388 Revere
*280 Revere 389 Revive 366 Revoke 389 Revolt Reward Reward Reward Rhyme Rid
Ride Ring Ripen Ripen Rip up Rise Rise Risk Risk (to be in peril) Roast Rob Rob
Rob Rock Rock Roll Roll Roll Roll one's eges about 475 Rot 208 Rot Round Rouse
Rove (about) Row 347 309 34Ô Row Rub Rub softly Rule Rule Ruminate Ruminate Run
Run aground Run away with Run away with Rustle Sacrifice Sadie 420 Sail 523
Sail along the coast 120 Sail 342 Salt 393 Salute 395 Sanctify 3g6 Satiate 398
Satirize 398 Satisfy 44 Satisfy 113 Satisfy 436 Saturate 398 Save 379 Save 395
Saw 419 Say 144 Scale 401 Scandalize 402 Scold 362 Scold 334 Scold (rebuke) 428
Scorch 7 Scrape up 329 Scratch 192 Scratch 192 Scratch 428 Sculpture 409 Scum
467 Seal 74 Seal 429 Seal 481 Search 348 Search 365 Search with difficulty 215
Season 103 Second 419 Secure 253 Seduce 419 See 521 See again 388 Seek 89 Seek
77 Seem 420 See things in a wrong way 507 Se with an evil eye 246 Sell 431 Sell
524 Send 235 Send 247 Send away 183 Send away 371 Send back 360 Separate 151
Separate 453 Sequester 422 Serve 423 Set forward Set in order Set on fire 210
Set out on a pilgri- mage 294 Set towards the east 278 Set ( the sun or the
moon ) 501 Set up 390 Set up 468 Set up a house 11 Sew 124 Sew again 353 Shade
25 Shade 275 Shake 124 Shake 416 Shake 416 Shake 492 Shake down 466 Shake off
399 Sham 219 Share 453 Sharpen 47 Shatter 181 Shatter 411 Shave 330 Shave one's
crow 496 Shear 498 Shed tears 238 Sheer again 385 Shelter 348 Shelter one's
self 254 Shine 76 Shine 360 Shine 463 Shiver 7 Shoe 177 Shoot 452 Shoot 259
Shorten 17 Shorten 413 Shorten 414 Show 259 Shrink 334 Shudder 10 Shudder 182
Sufflè é92 Shut 91 Shut (to close) 422 Shut again 361 Shut up 366 Sift 124 Sigh
448 Sign 180 Signify 429 Simplify 430 Sin 290 Sing 82 Sing the garnet 439 Sink
30 Sink 223 913 Sink 231 Sink 318 Sit down 419 Situate 430 Sit up 523 Sketch 6
Skim 407 Skirmish 403 Slander 131 Slander 218 Slander 453 Slaughter 403
Slaughter 428 Slay 202 Sleep 156 Slip 408 Slip 414 Slip 418 Slip 429 Slip off
407 Slumber 443 Smash 459 Smell 272 Smile 446 Smoke 184 Smoke a pipe 301 Smooth
Smooth 460 Smuggle 182 Snatch 475 Sneeze 472 Snow 179 Snow 266 Snuff a candle
433 Soak 237 Soak Sob 430 Soften 257 Soil 199 Solder 382 Solder 393 Solemnize
439 Solicit 440 Sophisticate 437 Sound 402 Sound 468 Sow 421 Sparkle 177
Sparkle 407 Speak 147 Speak 284 Specify 456 Speculate 456 Spend Spend the
winter Spike ( a piece of ca- non) Spill Spill Spin Spit 467 Strip 268 Spit upon
133 Strip 464 Splash 218 Strip 429 Splash 407 Study 478 Split 176 Stumble 498
Split 451 Stumble 211 Spoil 135 Stun 474 Spoil 195 Subdivide 481 Spoil 480
Subdue 450 Spout out 405 Subject 481 Spout out 407 Subjoin 32 Spread 472
Subjugate 437 Spread reports 535 Submerge 441 Spring out 186 Submit Spur 466
Subordinate 480 Spurt out 540 Subscribe 447 Squander 407 Subsist 484 Square 467
Substitute 483 Squeeze 476 Substitute 484 Stagger 70 Subtilize 450 Stagnate 469
Succeed (to arrive) 297 Stammer 69 Succeed 387 Starch 208 Succeed 480 Stare 255
Succeed Startle 463 Suck 301 Stave in 424 Suck Stay Suckle 34 Stay 345 Succour
435 Stay 438 Succumb 437 Stay 471 Suffer 289 Steer 347 Suffer 437 Stifle 30
Suffer (to want) 473 Sting 474 Suffice 71 Stink 327 Sugar 237 Stipulate 474
Suggest 227 Stir 365 Suggest 481 Stir up 442 Summon 93 Stone 239 Superabound
443 Stop at 342 Superabound Stop 51 Superscribe (v. to à i- Stop 61 rect a
letter) 444 Stop 177 Supplant 443 Stop up 512 Supply 481 Stop ut with plaster
478 Support 46 Storm 180 Support 443 Storm 183 Support 449 Streak 528 Suppose
482 Strangle 475 Suppress 483 Strangle 477 Suppurate 483 Strenghten 426
Surmount 445 Stretch 455 Surpass Strew with flowers 220 Surpass 446 Strike 95
Surprise 446 Strike 122 Surprise 443 Strike 293 Surrender 50 Strike 122
Surround 60 Strike again 373 Surround L92 Strike down 59 Surround 93 Strike
down the fla 200 1 = Fourre Fourrer Parvernir Parvenir ERRATA DANS LES VERBES
ANGLAIS It do not arrives If it arrive I not aspire to I shall do not go To
devoted I shall not tire Clack Must Dilated Grosse Encrease Drap Indolen Grow
Lath Endeavour Leat Prev Swell Bast It does not arrive If it arrived I do not
aspire to I shall not go To devote I shall not tire you Clap Be necessary
Dilate Grope Increase Drop Insolent Grow proud Sruggle Maculate Lead Pirate
Swell again ERRATA Warm Warm again Buz Buzz Exchanged Exchange Yearn Be
affected Disloge Dislodge Hapen Happen Estirpare Extirpate Tro Trot Appoint
Appoint a place to meet Sheer again Twist again Moreaver MoreoverPour mieux
donner une idée des sentiments qui animaient cette première réunion et des
motifs que chacun y apporta, nous ne pouvons mieux faire que d'emprunter les
paroles du président lui-mènie, l'illustre Michaud: \J Institut Histoi'iqiie
n'est point une académie où les rangs soient marqués. Tous ceux qui se plaisent
à l'étude de l'histoire sont admis à nos réunions. Nous n'avons pas seulement
appelé parmi nous les hommes éclairés de la capitale; mais tous ceux qui
cultivent la science de l'histoire, en quelque lieu qu'ils se trouvent; nous
avons fait un appel à tous les pays, car chaque pays a ses monuments et ses
traditions historiques. Dans un tenips où tous les bons esprits semblent se
diriger vers l'amélioration des sociétés, il est a remarquer qu'on s'adonne
avec plus d'ardeur à l'étude de l'histoire, et nous devons nous en applaudir.
L'histoire, n'est -elle paslachaine quilie les générations et qui nous transmet
comme un héritage la sagesse de ceux qui nous ont précédés? Un avantage des
études historiques, c'est qu'elles finiront par donner à chaque société
européenne une histoire qui deviendra un monument. Voyez ce qu'ont fait pour
les chefs-d'oeuvres de la littérature francaise ces laborieuses recherches,
cette prodigieuse érudition du XVP siècle! Les travaux historiques du siècle
présent ne doivent-ils pas réveiller de méme, un jour, la muse eloquente de
l'histoire, et préparer les chefs-d'oeuvre des grands historiens qui viendront
après nous? Telles furent les idées qui présidèrent a la création de V
Instittit Historique: elles furent le principe de l'institution; elles en
déterminèrent les tendances. Dès ce moment les travaux de cette Société se
succèdent sans interruption V. V Investigateiir V. "L'Investigateur, et
avec une regularité digne d'éloges. Elle tient plusieurs congrès et quantìté de
mémoires historiques, scìentifiques, littéraires, archéologiques, artistiques
et linguistiques paraissent dans son Journal. Des médailles en or et en argent
sont décernées aux auteurs des meilleurs mémoires admis aux difìférents
concours; une desquelles en or de la valeur de 200 francs est assignée aussi a
Caxtu, dans la séance d'ouverture du Congrès tenu à l'Hotel-de-Ville, pour son
mémoire sur cette question posée par l' Institut mème: Determiner le caractère
de la littérature italienne aux XIIP et XIV siècles, epoque de Dante et de
Pétrarque. Les Revues d'ouvrages deviennent toujours plus nombreuses et la
correspondance et les échanges avec les autres corps savants francais et
étrangers, prennent un notable accroissement. Et bien à raison E. de Monglave,
secrétaire perpétuel de X Institut, pouvait s'exclamer dans le Congrès
historique: Toutes les sociétés historiques de l'univers ont contraete des
alliances avec notre Société. Nous accueillons et reproduisons les travaux de
celles de Washington (Smithsonian Institution), de Palenque au Mexique, de
Liège, de la Suisse romande, des Commissions royales de Londres, de Bruxelles
et de celle de Turin. Il faut ajouter, la Société des Antiquaires du Nord
siégeant à Copenhague, les Académies d'histoire de Barcellone, de Madrid et de
Lisbonne; l'Institut Historique de Westphalie; l'Institut historique de
Rio-Janeiro; l'Archivio storico italiano de Florence; la Société des Ouirites
de Rome; la Société des Antiquaires de Zurich; l'Académie royale des sciences
de Munich; les Académies de Berlin, de Goettingue et de Vienne et enfin
l'Académie Imperiale des Sciences de Russie. Farmi les approbations nombreuses
que l'Institut historique recut alors de toutes parts, on doit signaler celles
de deux célèbres historiens MM. Thiers et Guizot. Ce dernier, ministre de
l'Instruction publique à cette epoque, s'exprimait ainsi dans le Monitetir
J'espère que cette Société n'aura V. l^'InvesHgateur ; V. \J Investigateiir
(Procès -verbaux: Cantu niembre correspondant de la i.re classe. Sont nommès
commissaires pour l'examen de cette candidature M. M. Carise. Nolte et R.; V.
\J Investigateiir (Procès-verbaux Cantu, de Milan, propose à la dernière sèance
comme membre correspondant, est admis sur le rapport de M. Nolte. A propos du
mémoire ci-dessus, voilà comment s'exprimait le rapporteur M. Breton: Les
membfes de la commission ont ètè 'ètonnés d'y trouver un emploi vraiment
remarquable des idiotismes et des finesses de la langue francaise. Ce qui les a
frappés encore davantage, c'est, la connaissance de beaucoup d'anciens auteurs
francais, qui dans notre pays mème ne sont guère connus que des personnes
spècialement versèes dans les ètudes littéraires. L'auteur appuie ses
assertions de citations qui dènotent des études sèrieuses et un savoir réel. V.
IJ lìivestigateur Voir en oùtre l'aperru que R. donne sur ce mémoire, où la
juste et savante critique, égale la profondeur de son raisonnement. V. \J
Iiivestigateiir V. Journal de l'Institut historiqìie T. Vllme pas fait un vaìn
appel aux amis de la science: je mlassocie à ses efforts. Et plus tard, un
autre ministre de l'Instruction, publique M. Salvpndy, non seulement approuvait
tous les changements apportés aux status et adoptés dans les séances mais; dans
une lettre adressée à M. le baron Taylor, président de \ Instihtt, il écrivait:
Je viens de mettre à la disposition de V Instiint Historique la somme de quinze
cents francs, Je désire que vos savants collègues trouvent dans cette décision
un témoignage de ma vive sympathie pour X Institut Historiqìie et les travaux
importants qu'il poursuit. Dans le mème temps, plusieurs souverains et princes
de l'Europe acceptaient le titre de membres et protecteurs de cette nouvelle
institution. Le roi de Sardaigne, le roi de Wurtemberg, le roi des Belges, le
prince royal de Bavière, le prince de Prusse, le prince de Saundershausen, le
prince de Schaumbourg-Lippe, les princes Louis et Jerome Bonaparte, l'empereur
du Brésil, le grand-duc de Toscane, le comte de Syracuse et enfin le Sultan de
Turquie qui, en se déclarant protecteur de l'Institut, lui faisait don de vingt
mille piastres pour donner à cette Société une marque de son intérèt. Tout cela
se doit surtout à l'initiative de l'infatigable R., qui n'épargnait aucun moyen
pour faire toujours plus avancer cette noble institution. Farmi les hommes
éminents qui ont fait partie de V Instihit Historique, il faut ajouter, à ceux
que nous avons nommés et qui en furent en quelque sort les fondateurs, les
suivants: Destut-DE-Tracy; Lemercier, de l'Académie Francaise; le comte De
Lasteyrie, député; le due de Doudeauville; le duc de Choiseul; le baron Notret
de Saint-Lys; M. de Salvandv, de l'Académie Francaise; Carnot, Merlin, Siméon;
Reinhard, de l'Académie des Sciences morales et politiques; Cherubini, de
l'Académie des beaux-arts; Chateaubriand, Lenoir, Martinez de la Rosa, le
prince de la Moskowa, Villemain, Paschal- Stanislas Mancini, Augustin Thierry
et d'autres. Cependat les événements politiques, semblaient ménacer l'existance
de la Société et ce fait produisit dans ses membres une vive préoccupation. Les
démissions du citoyen Lamartine des fonctions de président et de MM. Frissart
et abbé Auger de vice-président, ajoutèrent de l'embarras. Mais R., au
contraire, ne se decouragea pas et se hàta, dans ces entrefaites, de sauver
rinstitut. En effet, dans la première séance de l'assemblée generale, il rendit
compte d'une démarche qu'il avait faite avec le secrétaire general V. \J
Investigateur V. U bivestigateur V. U Investigateiir; lettre de Rifat, ministre
du Sultan, à R. et plusìeurs membres du Conseil, auprès du nouveau ministre de
l'Instruction publique. Le citoyen Carnot accueillit la Commission avec
bienvfeillance et déclara qu'il aurait fait tout son possible pour se rendre
utile à l'Institiit Historique, dont il était membre depuis l'epoque de sa
fondation. Et dans cette mème séance, après une longue discussion, R. fit
décider qu'une assemblée extraordinaire aurait eu lieu à l'effet. de renouveler
le grand bureau. Après la visite à M. le ministre Carnot, une autre Commission,
composée de huit membres du Conseil, de l'administrateur R. et du secrétaire
general, sur la proposition de R., se rendit à l'Hotel-de-Ville pour faire acte
d'adhésion à la République, M, Buchez, maire adjoint, recut cette Commission.
Un de ses membres, E. Deschamps, prit la parole en ces termes: Citoyens
gouvernants; \ Institut Histo^dque, par la voix de sa Commission speciale,
s'empresse d'offrir au gouvernement provisoire de la République son adhésion la
plus complète, son concours le plus dévoué. Cette mème députation demandait en
outre qu'on l'autorisàt à prendre le titre à' Institut Historique National. M.
Buchez, au nom du Gouvernement provisoire, repondit ainsi: Je vous remercie de
l'acte d'adhésion que vous faites, et qui certainement devait ètre à l'avance
dans vos intentions. Vous ne pouvez pas douter que la République ne s'occupe très-sérieusement
des études historiques. Ces études ont pour résultat d'éclairer l'avenir par le
passe, de donner le véritable cachet à chaque nationalité. L'histoire est un
élément précieux de la politique; elle a fait des progrès immenses dans ces
derniers temps. La France a répandu la civilisation par l'enseignemet et vous
ètes destinés à co-opérer à cette oeuvre en choisissant des hommes capables
d'enseigner les traditions du passe, pour montrer les devoirs du temps présent.
Quant à la demande que vous nous faites de vous autoriser à prendre le tttre
ài! Institut Historique National, nous ne sommes que gouvernement provisoire,
et comme tei nous n'avons a^une autorisation de ce genre à donner. En
attendant, la séance extraordinaire venait d'avoir lieu. On renouvela le grand
bureau. M. Buchez en fut élu président et \ Institut Historique conserva son
titre ancien. Mais son état financier avait beaucoup souffert dans ceLte année.
L'on proposa d'ouvrir une souscription et non seulement tous les membres qui étaient
présents à l'assemblée generale s'empressèrent d'y faire inserire leurs noms;
mais mème des étrangers firent preuve de dévouement envers 1'Institut V. \J
Investigateur Séances de V Institut Historique V. \J Investigateur. V. 1.'
Investigateur et Le Moniteur V. \J' Investigateur. Par ce moyen on put faire
face aux besoins les plus pressants, et la Société flit mise en condition de
continuer librement sa marche glorieuse. A partir de ce moment des
amélìorations et surtout dans la rédaction du journal de la Société, deviennent
nécessaires et c'est toujous de la part de R. qu'elles sont proposées. En
effet. dans l'assemblée generale, il a la parole pour exposer son projet arrèté
dans le Conseil, qui consiste dans la distribution des sujets de mémoires et
des rapports à faire, pendant 1'année, par les membres de V Instittd, et dans
la lecture de tous les travaux que l'on s'est engagé à rediger. Cette
proposition, qui amenait de grands avantages fut sur-le-champ adoptée, de mème
que celle de donner plus d'étendue aux travaux et aux publications de la
Société. Nous voilà, en attendant, à la Séance publique, c'est-à-dire au
25'" anniversaire de la fondation de l’Instihit, dans laquelle M. de
Berty, vice-président, pouvait justement affimer que depuis un quart de siècle
l'Institut poursuit avec persévérance, au milieu des bouleversements politiques
et des changements de tonte nature, le but utile que ses fondateurs se sont
propose; mais en jetant un regard rétrospectif sur la carrière qu'il a
parcourue, il n'a pu oublier tout ce qu'il doit aux hommes éminents qui l'ont
créé, aux souverains et aux princes qui l'ont honoré de leur protection, aux
savants de la France et de l'étranger et aux zélés collaborateurs qui l'ont
soutenu de leur concours éclairé. Et pendant que M. Poujoulat écrivait à R.
J'ai vu l’Instihit à son humble berceau. il se recommandera au respect et à
l'estime de la postérité; M. DE PoNGERViLLE, de l'Académie Francaise, président
de l'Instittit Historique affìrmait: L’Institut, encouragé par le succès,
achèvera religieusement la tàche qu' il s'est imposée. Cette prophétie devait,
en effet, s'effectuer car, dèsormais, l'existence de la Société, qui venait de
prendre le nouveau nom de Société des études historiqties, était assurée. Elle
était reconnue d'utilité publique et le beau songe de R. devenait une pure et
durable réalité. V. \J Investigateiir V. 'L'Investigateiir lettre de M.
Poujoulat à R. V. UInvestigateiir. Je regrette de n'avoir pu consulter ce que
M. O. Gigli, redacteur du journal Il Tiberino écrivait à propos des premières
années de l’Institut historique. L'oeuvre de R. comprend des mémoires
historiques et linguistiques; des rapports archéologiques; des articles
d'histoire littéraire et quelques entrefilets de différents sujets. A la première
et à la seconde espèce appartiennent: La guerre de Spartac7is en trois
campagites; la Vie politique et littéraire de Salfi; les Mémoires sur les
Archives historiques italiennes; les Cotzgrès scientifiqties des italiens;
Pierre i^w^/^zW (necrologie), Le General José de San-Martin (biographie); V
Histoire des Basques; M. de Vanderbach (biographie); Les Bohémiens; L^ Comte
Des Fossez (biographie); La Républiqtie de Saint-Marin; V Abandon des enfants
en Chine; Jeanne Dare; la Panification anciemie et moderne; Denis Foyatier
(biographie); Salfi (biographie): Le fleuve des Afnazones; V Histoire de
Florence (par Jacopo Pitti); La Mer Morte (par Lynch); Le Royans; LJle de
Sainte-Croix; La Signora di Monza et son procès; Le camp de Cesar dans le pays
des Andes; La langue des Otcolofs; Les Incas et la langue Aymara-Quichua; Les
langties des Indiens du nord de l’Amérique (90 idiomes); le Dictionnaire
general italien-francais; LE POLYGLOTE IMPROVISÉ (Dìctionnaire
italien-francais-anglais); une Recension sur le Dictionnaire Arménien-Francais
de Calfa. A la troisième: Peuples primitifs de l’Italie (par Poletti); La
grotte de Collepardo; Momiments de tous Ics peuples (par E. Breton);. Fouilles
de la mie Appienne; Confession sozcterraine de la Basilique de Saint-Marc de Rome
(par Mgr. Bartolini); Les fotiilles de Cumes. A la quatrième: Histoire de la
poesie fraìigàise à Vépogiie imperiale et LES PRINCIPALES PHASES DE LA LANGUE
ITALIANNE. A la cinquième: Aiialyse dti congrès d' Ediiìibourg, le Percement de
r isthme de Suez et la Description d'une petite machine géocyclique. De ces
écrits, qui parurent la plupart dans V Investigatetir, nous irons en donner une
sobre analyse, des principaux du moins:La G^ierre de Spartactis, publiée par
l'éditeur Fayolle, fut sugérée à R. par la belle statue de Foyatier, que l'on
admire, mème aujourd'hui, aux Tuileries. L'importance de cette guerre, qui fut
une des jdIus mémorables dans les annales de Rome, les souvenirs de ce héros
extraordinaire, de cet homme opprime, enchainé, n'ayant pour lui dans son néant
que l'aide de ses propres forces et son talent pour les diriger, lui ont fait
puiser, dans les ouvrages les plus célèbres de Salluste, Plutarque et d'autres,
tous les faits isolés les plus authentiques et leur donner la forme d'un récit
historique, avec l'ordre et l'esprit qui leur appartient. Ce titre: U art
d'écrire les lajigties sans les apprendre, m'avait frappé, écrit E. Garay de
Monglave, dans son analyse du POLYGLOTTE IMPROVISÉ. Il me rappelait
involontairement ceux de beaucoup de livres de science qui suivirent
l'invention de l'imprimerle; titres prétentieux, entachés mème quelque peu de
charlatanisme, bien que les ouvrages auxquels ils servent d'étiquettes
renferment souvent d'excellentes choses. Je voyais avec peine ce retour à un passe
déjà loin de nous, car, je l'avouerai franchement, j'ai peine à me faire a
cette reconstruction systématique d'un monde qui n'est plus, tentée
journellement par de jeunes esprits qui rougiraient d'ètre de leur siècle.
Cependant la connaissance que j'ai depuis longtemps de là personne et des
travaux de M. R., ce que je sais de sa consciencieuse et opiniàtre éruditioìi,
l'amitié qui le lie à notre grave Foyatier, à cet artiste tout d'une pièce,
dont il fut le premier à saluer, par un écrit parfumé d'antiquité, le
Spartacus, cet événement des temps modernes; tout s'unissait pour me rassurer
sur cette première impression, et pourtant, malgré moi, toujours je me
surprenais à me dire: L’art d'écrire les langues sans les apprendre! Ohi cela
ne se petit pas. Tandis que mon esprit se révoltait de la sorte contre une idée
brute qu'il ne se donnait pas la peine de creuser, l'envie me prit de
feuilleter la préface du livre. Il en est tant qui ne disent rien! celle-ci,
peut-ètre, me révélera quelque chose. L'auteur tient à son titre. Tant mieux:
j'aime les hommes qui ont le courage de leur opinion. Ce titre - dit R. -
exprime parfaitemént le caractère et LE PLYGLOTTE IMPROVISÉ (langue des signes)
dictionnaire italien-français-anglais par R.. Un gros volume in -12 de 1000
pages. A Paris, chez Baudry; à Florence, Molini; à Turin, Bocca; à Rome, Merle;
à Bruxelles, Jomar; à Londre, Rolandi; à Genève, Cherlubiez; à Lyon, Dourtier,
et à Milan, Vienne, Moscou, le but de mon ouvrage. Sa forme inusitée était
corrrmandée par l'usage auqiiel je le destine. Il n'y a personne qui n'ait
senti la nécessité de posseder un moyen quelconque; mais prompt, immédiat, de
communiquer ses idées, d'exprimer ses besoins dans une langue qu'il n'a pas le
temps d'étudier – That was the reason we dedicated each Saturday morning,
during Hilary, to Eskimo – Grice. Etudier à fond une langue come l’Eskimo,
c'est se préparer bìen des ennuis, bien des dégoùts, pour un succès fort
incertain – Austin said he was trying to refute the Americans like Bloomfield!
– Grice. L'exercice pratique et journalier par lequel ON APPREND PASSABLEMENT
SA LANGUE MATERNELLE, n'est point applicable aux langues étrangères come
l’Eskimo. Et puis, comment espérer de soumettre au joug uniforme de l'étude
cette multitude que la dissipation ou l'intérèt agglomère pour si peu
d'instants, et qui se disperse ensuite sans espoir de retour? Ce qu'il faudrait
dans le monde, ce serait comprendre au premier aspect un idiome inconnu, et
traduire ses pensées dans cet idiome, sur-le-champ et sans étude. Voilà le
grand problème que R. – et plus tard, J. L. Austin e H. P. Grice -- a entrepris
de résoudre avec l’Eskimo; et déjà la franchise, la netteté, la modestie mème
de son titre sauté aux yeux des plus incrédules. On peut au moyen de sa langue,
dit-il, COMPRENDRE – si non pas parler – mais peut-etre écrire une langue
étrangère come l'Eskimo sans l’avoir apprise sur-le-champ. L'exécution *est*
possible par la disposition des mots et des rapports qu'on établit entre la
langue d’Oxford (BOVIS VADUM) e de l’Alaska, l’Eskimo. L'auteur n'est pas
partisan des dictionnaires que nous possédons. Suivant lui, il n'y a pas
d'homme qui se soit adonné à l'étude de la langue des Eskimos sans avoir acquis
la certitude de la parfaite inutilité de ces dictionnaires avant de savoir une
seule langue étrangère. Une pensée a toujours domine les auteurs dans la
classification de leurs matériaux; ils ont toujours voulu faire passer la
théorie avant la pratique. R. procède en sens inverse. Il veut que tout le
monde puisse se servir de son dictionnaire avant d'avoir appris, c'est-à-dire,
pour apprendre et pour se faire comprendre À L’INSTANT. La richesse,
l'abondance des mots – For snow, we were flabbergasted – Grice -- n'est,
suivant lui, utile qu'aux savants. Ce qu'il faut au vulgaire c'est la
traduction fidèle de la langue usuelle, de la langue parlée sur tous les degrés
de l'échelle sociale, dans un peuple come ce des Eskimos. L'auteur reconnait la
difficulté de COMPRENDRE une langue étrangère come l’Eskimo selon son genie
qu'on n'arrive, ajoute-t-il, à bien posseder qu'à condition d'oublier celui de
sa propre langue – GRICE : AUSTIN WAS DISAPPOINTED AT THE SO FEW WORDS OXONIANS
HAVE TO REFER TO ‘SNOW’. Aussi, n'est-ce pas sans raison qu'on a dit qu'autant
de fois un homme parlait une langue, autant de fois il était homme. GRICE :
THIS HAPPENED TO ME WHEN I INVENTED DEUTERO-ESPERANTO. I BECAME ANOTHER MAN! Un
grammairien habile, N. Boussi – pas JESPERSON OR CHOMSKY -- GRICE, résumé ainsi
le livre de R. Il est évident que l'auteur ne prétend enseigner, ni à parler,
ni à écrire littérairement une langue étrangère, puisqu'il pense qu' 071
fi'arrive à cn posseder le genie qu’à conditioìi doiiblier celni de sa propre
langue. L'art qu'il nous présente, est celui d'écrire une langue sans le
apprendre. Ce n'est point aux savants – come J. L. Austin, professeur de
philosophie morale a Oxford, o H. P. Grice, son collaborateur -- qu' il
s'adresse, ce n'est pas mème à ceux qui se proposeraient de le devenir; c'est à
ceux qui n'en ont ni la volonté, ni le loisir. Il dit à celui qui voyage à
l'étranger, a l’ALASKA, à celui qui a besoin d'y correspondre: ouvrez LE
POLYGLOTTE IMPROVISÉ, et vous y trouverez la traduction tonte faite de votre
pensée. Il ne s'agit pas d'écrire plus ou moins élégamment, plus ou moins
correctement mème, en italien, en anglais, en francais – et dans l’appendix di
J. L. Austin et H. P. Grice, en eskimo --; mais tout simplement d'écrire de
facon à se faire comprendre, à peu près, comme font tous les étrangers quand ils
se trouvent dans un pays qui n'est pas le leur, et qu'ils se figurent en parler
la langue. A y regarder de près, ce résultat, réduit à sa plus simple
expression, pourrait bien ètre de majeure importance. Il suffit de le
considérer du point de vue utilitaire. Mais, ne paraitra-1-il pas étrange que
ce soit précisément un professeur de la langue ESKIMO qui vienne dire qu'on
n'apprend jamais qu'imparfaitement une langue, étrangère ou propre; qui,
mettant de coté tonte sa science, le fruit des travaux, des mombreuses
recherches de toute une vie, déclare, sans plus de facon, que, du moins dans
les circostances habituelles de la vie, il suffit de s'exprimer tout juste,
assez bien pour se faire comprendre? C'est qu'il y a deux manières de s'occuper
de l'étude d’une langue come l’ESKIMO: l'une, pour le approfondir et le
perfectionner; l'autre pour le vulgariser. Il est quelque savant qu'une active
passion du bien public conduit de la première à la seconde; ce ne sont pas les
plus mombreux, mais ce sont les plus dévoués, les plus désintéressés de gioire
personnelle. De tous les mérites c'est le plus difficile et le plus estimable.
Il est juste et utile de le reconnaìtre et de le proclamer. Voici le relevé des
divisions qu'embrasse le dictionnaire de R.: Tableau de phrases élémentaires
composées avec des verbes, des pronoms et des négations; Conjugaison des verbs
en italien, en francais et en anglais; Dizionario italiano-francese-inglese;
Dictionnaire francais-anglais-italien; Dictionary english-italian-french;
Supplément au dictionnaire: armée de terre, monture d'une arme à feu, hommes de
guerre, marine, hommes de mer, commerce, noms de nombre, monnaies de tous les
pays avec leur valeur; Table des verbes francais; Index of english verbs. La
méthode de l'auteur, écrit Joèl Cherbuliez dans la Rezme critigue des livres
7iGnveatix consiste, on le devine sans peine, à donner, sous forme de
dictionnaire, la conjugaison de tous les verbes, avec les locutions usuelles
qui s'y rapportent; puis, un vocabulaire contenant tous les mots dont on a le
plus fréquemment besoin. Son livre fournit ainsi tous les éléments de la
phrase. On y trouve un tableau comparatif, une espèce de concordance
perpétuelle qui vous initie aux trois langues mises en présence, bien mieux que
ne le feraient toutes les grammaires. Ce procede ne saurait sans doute
s'adapter à des langues dont la construction phraséologique différerait
essentiellement; mais aux trois idiomes que M. R. compare, on pourrait ajouter
l'espagnol et le portugais. Un autre dictionnaire du mème genre serait consacré
aux langues germaniques; un troisième aux langues slaves, et, de cette manière,
la connaissance de trois langues suffirait Journal de la lanigue frangaise et
des langues en getterai; pour donner la clef de toutes celles qu'on parie en
Europe. En se livrant à ce travail, l'auteur, entrainé par le désir de
simplifier encore les rapports des diverses parties de son livre, et de
rapprocher toutes les langues par un interprete commun, a essayé de créer une
langue des SIGNES qui fùt intelligible pour tous. Ce n'est pas le premier essai
de ce genre qui ait été tenté; mais celui-ci n'est pas le moins ingénieux. M.
R. ne prétend pas représenter les idées par des SIGNES, à la mimique seule, à
la langue des sourds-muéts, au langage de la nature, le monopole de ce
privilege et la solution du problème d'une langue universelle, si long-temps
cherché par les savant du dernier siecle! Le but plus modeste de notre auteur
est d'employer seulement ces SIGNES comme une espèce d'index qui conduit dans
son livre aux mots et aux phrases qu'ils remplacent. Ils sont inscrits en marge
et répétés, dans le mème ordre, à chaque page, de telle sorte que CHAQUE SIGNE,
surmonté du chiffre de la page, suffit, pour indiquer ce qu'on veut exprimer,
et devient facilement intelligible pour le lecteur qui possedè LE POLYGLOTTE
IMPROVISÉ. Ces SIGNES ne s'élèvent pas au-dessus de dix-neuf, dont quatre
seulement sont répétés quinze fois devant les soixante lignes qui composent la
page; mais ces quatre SIGNES, toutes les fois qu'on les répète, sont précédés
d'un autre SIGNE bien distinct et il en résulte autant de combinaisons
différentes de SIGNES qu'il y a de lignes dans la page. Cette disposition de
SIGNES se trouve reproduite à toutes les pages du livre; il n'y a de changé que
le numero de la page. L'emploi de ces SIGNES m'a semblé clair, prompt, facile.
C'est un accessoire fort utile du livre de M. R. Quant au principal,
c'est-à-dire au manuel lexique, il m'a paru s'approprier parfaitement à l'usage
de ceux qui veulent apprendre sans maitre – NOT OUR CASE WITH ESKIMO :WE HAD
AUSTIN ! -- GRICE. Sous ce rapport, LE POLYGLOTTE IMPROVISÉ offre de grands
avantages, et nous ne doutons pas que l'xpérience ne confirme l'espoir qui a
soutenu l'auteur dans son rude et minutieux travail. Pour le mener a bonne fin,
il a fallu autant de patience, d'ordre et de goùt, que d'érudition et de
science. L'article sur Le fletive des Amazones a pour but l'entreprise de la
navigation du plus grand fleuve du monde. D'abord il décrit le cours du
Maragnan appelé Fleuve des Amazones par le capitaine espagnol Orellano, qui le
descendit au XV' siede et de ses afifluents tels que VAcayale, le Beni, le
Mcwioré et Vltenès. Ensuite il parie de ses principaux explorateurs: Haénke,
Malaspina et d'Orbigny; de la richesse et de la fertilité du sol baigné par
cette immense rivière et donne des détails historiques à l'égard du
gouvernement Portugais et Espagnol qui, à cause de leurs jalousies, suscitèrent
la revolution et la guerre civile, en privant de toute relation extérieure et
de tout rapport avec la civilisation, le bassin de \ Amazone. Et après avoir
mis en évidence, V. \: Investigateur Analyse du POLYGLOTTE IMPROVISÉ par Eug.
Garay de Monglave. avec de justes reflexions, tous les avantages qui pourraient
resultar de Temploi de la navigation à la vapeur dans les larges bras de ce
vaste bassin, il conclut: Outre les richesses nouvelles que le commerce, qui
est éminemment civilisateur, puiserait dans ces Communications, nous ne devons
pas passer sous silence les avantages qui en résulteraient pour la science
historique, pour la linguistique, pour les sciences et pour les arts. On
approfondirait avec succès les idiomes des nombreuses peuplades qui habitent
les bords de l'Amazone; on étudierait tous ces monuments qui les entourent, et
dont les ruines attestent, chez les nations indigènes retombées dans la
barbarie, une civilisation d'une haute antiquité. Et pour accomplir une de ces
hautes missions civilisatrices il s'adresse à la France qui sait répandre ses
bien-faits partout où son contact se fait sentir. \J Histoire de la poesie
frangaise à Vépoqiie imperiale, c'est un exposé par ordre de genres de ce que
les poétes francais ont produit de plus remarquable depuis la fin du XVIIP
siècle, jusqu' aux premières années de la Restauration par Jullien et dont le
nótre en a fait le resumé. Voilà comment il s'exprime: Jullien, écrit-il, a
fait l'analyse critique de six cents ouvrages, par là ont peut se faire une
idée de la quantité de notions qu'il a ressemblées dans son histoire. Tout
l'ouvrage est fait dans le mème esprit et avec une analyse cosciencieuse de
tous les ouvrages importants dont il parie. Non content d'en faire connaitre
exactement le pian et les principales divisions, il en cite des passages
choisis et ce n'est qu'après avoir donne au lecteur tout ce qui lui est
nécessaire pour se faire une opinion sur l'oeuvre analysée, qu'il prononce
lui-mème son jugement, laissant ainsi à chacun le droit de le casser, s'il
n'est pas convaincu de sa justesse. Ainsi, ces jugements mèmes fussent-ils
controversés, on a toujours, dans ces deux volumes, le reievé de ce que la
poesie a produit de meilleur en France pendant les quinze ou les dix-huit
premières années de ce siècle. C'est donc, au point de vue historique, un ouvrage
tout à fait important. Nous aurions clos ici ce rapport si nous n'avions pas
jugé à propos de soumettre aux lecteurs une réflexion qui nous a paru de
quelque importance en un tei sujet. Et, après avoir considéré que l'Empire est
une epoque toute brillante de gioire et de renom pour la nation francaise il se
demande comment se fait-il que, panni tant de poètes, il n'y en ait pas un seul
qui ait essayé de chanter la gloire de la France. Le récit de tant de faits
héroiques, ajoute-1-il, aurait du suffire pour échauffer l'imagination la plus
glaciale et reportant alors son esprit au delà des Alpes, où il semble que ce
róle ait été réservé aux poètes italiens, il parie des chants, pleins de beauté
et d'energie, sur la bataille de Mareno-o et le siège de Gènes par Gianni,
poète attaché a la cour imperiale, et après avoir touché V. l^'Invesiigateur à
la Mascheroniana de Monti, qui a chanté sur une lyre sublime les lauriers
cueillis par les Francais il examine un chant de ce sublime poète intitulé
VEpée de Frédéric le grand, qu'il dedia à la Grande-Armée. De cela il conclut
que les poètes italiens, tout en puisant dans les mouvements guerriers de cette
nation des sujets capables d'exciter et de nourrir leur imagination ardente,
ont élevé la littérature italienne au plus haut degré de sa splendeur. Il fait
des éloges à Jullien pour tant de matériaux arrachés à l'oubli où ils allaient
se perdre; pour le talent qu'il a mis dans ce livre et surtout pour son
infatigable persévérance. Dans La confession souterraine de la Basilique de S.
Marc de Rome, le nótre, après avoir illustre l'ouvrage de Bartolini par des
notices empruntées à l'histoire religieuse sur la signifìcation de certains
emblèmes et de quelques symboles existants dans l'Église primitive et conservés
dans l'Église moderne, mais avec une signifìcation tout autre; après avoir
donne en peu de mots, mais dans une forme simple et assurée, des renseignements
pleins d'érudition artistique, historique et archéologique sur l'oeuvre du
savant Mgr., il se félicite avec lui de sa découverte et l'encourage à
poursuivre dans ses études si utiles à l'histoire sacrée et profane. Le livre
de Breton, Momiments de totLs les petiples est un classement chronologique des
monuments de tous les peuples, c'est-à-dire une histoire abrégée de
l'architecture chez les différentes nations anciennes et modernes. Le nótre,
après avoir relevé que l'auteur, pour atteindre son but, a mis à contribution
les nombreuses monographies qui ont paru en France, en Angleterre et en
Allemagne, rend compte, dans une manière vraiment consciencieuse et savante, de
cet ouvrage, traduit déjà en italien, en allemand et en russe. Et pour ne pas
citer tout ce qu'il à écrit sur cet argument, nous nous bornérons à reproduire
ses conclusions, bien surs qu'elles sufftront à faire juger et apprécier toutes
les idées qu'il a exposées dans ce compte rendu. L'auteur, dit-il, par une
analyse serrée et bien faite, a rendu son ouvrage fort intéressant. D'ailleurs
les nombreuses gravures ajoutées au texte, et si agréables à l'oeil, viennfent
au secours du lecteur intelligent. Les monuments des Indous, quelque grands,
quelque magnifiques qu'ils soient, ne sont pas entourés de ce prestige du beau,
de l'idéal, attaché aux MONUMENTS grecs et ROMAINS; pour les noms de la
mythologie, Jupiter ou Mars.Jtmon ou Véms, la tonte-puissance du pére des
dieux, la force, la sagesse, la beante, représentées dans la statuaire par le
genie des Grecs, sont tout à fait C'est à ces monuments que R. s'est interesse
le plus. io-norées des Indous, Leurs idoles sont ce qu'il y a de plus laid dans
l'art et de plus choquant au milieu des temples magnifiques élevés en leur
honneur. Ce qui frappe surtout dans l'examen des monuments de l'Inde, c'est
cette profiision de temples et de richesses, cette grandeur colossale des
proportions sans que rien indique clairement la cause qui a produit tout cela.
Elle tient assurément au sentiment religieux et a l'organisation sociale des
Indous. Il parait que ces peuples, avant de subir la domination des
conquérants, ont embrassé l'esprit contemplatif qui a détruit leur activité,
source première de tant de misères et de servitude. Il faut étudier la
mythologie des Indous pour comprendre leur architecture. Leurs livres sacrés,
où tout est gigantesque, où la terre se confond avec le ciel, ressemblent, pour
ainsi dire, a leurs monuments et en sont la meilleure explication. La Grotte de
Collepardo est plutót qu'une notice, un résumé que le nótre fait des lettres de
Santucci sur ce sujet. Ce qu'il faut remarquer, écrit-il, dans la description
de cette grotte admirable formée de stalactites et de stalagmites aux contours
les plus bizarres, c'est la vivacité et la nettété du style qui ont permis à
l'auteur de reproduire, avec une vivace fidélité, les impressions que donnent à
la fantaisie ces objets pétrifìés semblables à des forèts de (^rès, de
palmiers; à des bustes et à des statues de l'aspect le plus varie et de décrire
au vif tant de monuments que la nature étale avec profusion par son travail
lent et merveilleux. A cela, on doit ajouter le but scientifique toujours
soutenu par le nòtre dans tous ses écrits. Et après avoir parie de la
découverte d'une mine d'or qui parait ètre très-riche, faite non loin de
Collepardo; mais restée oubliée, et de l'exhumation de corps humains au-dessus
de la grandeur ordinaire complètement pétrifìés, il s'adresse aux hommes de la
science pour qu'ils veuillent étudier ces phénomènes dont la connaissance peut
ètre d'uhe grande utilité. L'article sur Les congrès scientifiques des italiens
c'est un mémoire dans lequel le nòtre fait, en abrégé, l'histoire des congrès
qui ont eu lieu en Italie depuis celui de Pise, qui fut le premier, à celui de
Naples qui allait se devolopper pendant que l'auteur écrivait ces impressions.
Après avoir pkrlé de l'utilité de cette noble institution, il examine l'oeuvre
de ces réunions de savants, de ce nouveau pouvoir tout pacifique qui, né
d'hier, fait tomber déjà les barrières de la politique, et devient, du
consentement de tous, le centre et le foyer de la vie intellectuelle de
l'Italie. Pendant qu'il fait des éloges à Lynch, à ce marin bardi, pour son
exploration de la Mer Morte, il regrette que les Francais n'aient réalisé cette
entreprise à cause surtout de la faveur peu généreuse du gouvernement vers la
Société de Géographie et vers toute expédition scientifique. Après il touche à
l'expédition presque simultanee du malheureux lieutenant anglais Molyneux. Il
résumé, en nous donnant un récit plein de vivacité, la relation de Lynch; le
rapport de Maury, directeur de l'Observatoire de Washington et celui de JoMARD
à la Société de Géographie et conclut, dans l'intérèt de la science, avec une
digne appréciation sur l'importance des travaux auxquels se livre cette
Société. Un préjugé qu'on ne s'avoue pas; mais qui n'en est pas moins general,
fait regarder la composition d'un Dictionnaire comme une spéculation, et il est
rare qu'on donne à son auteur d'autre mérite que celui du dévouement et de la
patience. Ouelque commune que soit cette injustice, il se trouve, néanmoins,
des hommes sérieux et capables, qui se montrent moins ingrats et plus
équitables, qui savent apprécier ce qu'un bon dictionnaire SL,coùté de temps de
recherches, de discernement; ce qu'il suppose d'érudition, de tact, de
littérature et mème de connaissance dans les sciences et les arts. Un bon
dictionnaire non seulement est un moyen et un instrument de progrès; mais il
est un progrès lui- mème et une phase dans l'histoire des lettres. Un des
meilleurs livres de ce genre est, sans contredit, le Didionìiaire General Italien-Français
de Buttura entièrement refait par R. Dans une savante préface, le nótre
présente d'abord comme un tableau synoptique de la langue et de la littérature
italiennes, de leur développement en general et de leur état actuel en France.
C'est une transition à la nomenclature ou plutòt à une simple indication des
ouvrages qui en ont été les principaux éléments, c'est-à-dire des dictionnaires
les plus connus et les plus remarquables. Pour faire apprécier un ouvrage de ce
genre, le moyen le plus court et le plus sur, est d'en faire connaitre le
contenu et la disposition. Voici, d'abord, ce que contient ce vocabulaire: Plus
de trente-neuf mille mots littéraires et usuels indiqués par des signes
particuliers. Cinq cents mots-des classiques et particulièrement du Dante. Les
termes de sciences, d'arts, etc, presqu'entièrement omis par tous les
lexicographes. Les participes, les augmentatifs, diminutifs et superlatifs. Le
genre de tous les substantifs. Les terminaisons irrégulières des substantifs et
des adjectifs des langues italienne et francaise. La conjugaison des verbes
irréguliers. Quinze mille exemples avec citations des auteurs. Gros voi. in S»
de 1279 pages à 3 colonnes chez Baudry à Paris. Les locutions proverbiales
communes aux deux langues. Les termes de géographie. Voici l'ordre suivi dans
la rédaction des articles: on trouve d'abord LE SENS PROPRE (toujours seulement
un), puis le sens figure et métaphorique, suivis chacun d'exemples
justificatifs; ensuite les locutions spéciales et les idiotismes; enfin les
acceptions qui sont consacrées à quelque usage particulier. Ainsi à l'adjectif
manesco, qui ne peut se traduire directement en francais, on trouve
successivement LE SENS PROPRE qui est tout ce qui concerne l'action de la main,
puis les sens étendus – GRICE SOUS-ETENDU IMPLICATURA, NON SENSO PROPRIO O
SENSO --: prompt ou léger de la niaiìi; adroit de ses mains; qui est à la
portée de la main, ou sous la main. – GRICE GRASS LAWN MATERIAL MARIJUANA.
METAFORA COME IMPLICATURA -- Ainsi au mot lupo on trouve d'abord la traduction
littérale, puis les diverses d^ceptions ACEPTIONS, NON SENSO -- du mot loup,
nombreuses en italien comme en francais. Ony volt, ensuite, l'expression
proverbiale: A carne di lupo, zanne di cane; traduite non pas littéralement à
chair de lotip, deiits de chien; mais le proverbe correspondant en francais:
Telle viande, tei couteati et le reste de l'article, qui ne comprend pas moins
de vingt-quatre lignes, est rempli par des citations propres aux acceptions
variées. Dans sa préface, le nòtre s'excuse de ce qu'il va nous dire en
protestant qu'il ne veut point faire incursion dans le domaine de la
littérature: or, cette préface est un intéressant morceau de littérature, dont
nous ne pouvons nous passer d'en citer les meilleurs points: Vers la fin du
XVIIP siècle, écrit-il, la littérature francaise exerca une influence notable
sur la langue italienne et plusieurs écrivains comme Baretti, Beccaria,
Filangieri, Bettinelli, Cesarotti, et peu après Gioia, y transportèrent non
seulement l'esprit philosophique, mais encore la logique et la clarté des
écrivains francais de cette epoque. Venons maintenant à l'étude de la langue et
de la littérature italiennes en France. Cette langue, étudiée pour le besoin
des Communications par les nombreux Francais répandus en Italie au temps de
l'Empire, restait étrangère au reste de la nation. Cependant les rapports
continuels entre les deux peuples ne laissèrent pas de préparer un terrain
favorable et qui, cultivé par quelques hommes habiles, produisit bientót
d'excellents fruits. L'étude de l'italien en France commenca aussitót après la
chute de l'Empire. Très-bornée d'abord, elle prit peu à peu un développement
considérable. Ouelles en furent les causes? Nous croyons les retrouver dans ce
mouvement general qui porta les esprits vers l'étude des littératures
étrangères sous la Restauration; dans l'enseignement du professeur Biagioli;
dans ses travaux sur Z), Pétrarque, JosAPHAT Biagioli, philologue renommé, né à
Vezzano près de Sarzana. Il était professeur de littérature grecque et latine à
l'Université d'Urbin. Lors de la Republique Romaine, il fut nommé Préfet; mais
il abandonna l'Italie pour suivre l'Armée francaise. A Paris, il fut nommé
professeur de langue italienne au Prytanée et lorsqu'on supprima sa chaire, il
donna des lecons privées qui lui procurèrent un grand succès. Il mourut à
Paris. Il composa une Grammaire raisonnée de la langue italienne, smW\&
d'un traite sur la poesie italienne. Il publia en outre quelques oeuvres
classiques italiennes enrichies de gloses comme les Lettres de Bentivoglio, 1e
OD BOCACCIO etc; enfin dans la publication des meilleurs auteurs des différents
siècles par BuTTURA. Mais le goùt pour cette langue n'est devenu general
qu'après la publication des Fiancés, I promessi sposi, de Manzoni et de Mes
Prisons, Le mie prigioni, de Pellico. Ces deux ouvrages, dont les éditions sans
nombre se sont répandues dans presque toutes les classes de la société, ont
exercé une influence merveilleuse et singulièrement développé la connaissance
de la langue italienne. Cependant on n'avait pour répondre à ces heureuses
dispositions que des dictionnaires abrégés et grossièrement imparfaits. Parmi
les dictionnaires, celui de BùTTURA était regardé comme le moins imparfait;
mais bien loin de satisfaire aux besoins nouveaux, il suffisait encore moins à
donner l'intelligence des auteurs classiques publiés par l'auteur. C'est pour
combler ce vide que nous avons entrepris de le refaire complétement sur un pian
nouveau. Il donne en outre une liste des principaux verbes qui n'ont point de
correspondants en francais et cette liste est très nombreuse, surtout à
certaines lettres. Nous nous sommes efforcé, ajoute -1-il, de traduire toujours
le mot italien par le mot propre francais; mais il n'était pas en notre pouvoir
d'INVENTER des correspondants pour plus de mille verbes et pour presque autant
de participes et d'adjectifs qui en derivent. Nous avons dù les traduire par
des PÉRIPHRASES – shagy, hairy-coated. Ainsi le dictionnaire de Buttqra a été
enrichi par le nótre de 38,902 mots et ce livre a lui coùté six années d'un
travail assidu et consciencieux. Le Royaìis ou Pont-en-Royans c'est une brève
analyse d'un livre de M. l'abbé A. Vincent qui a pour titre: Lettres
historiques stir le Royans. Dans cette pièce R. complète l'histoire de ce pays
qui eut l'honneur de posseder, pendant le moyen-àge, un chàteau dont il en
reste des ruines et où fut enfermé le prince Zizim, frère de Bajazet, lorsqu'il
vint demander son secours au roi Charles Vili, pour revendiquer ses droits au
tròne de l'empire ottoman. Il nous parie de la vie politique et civile des
Royannais depuis le XI siècle, epoque la Trinuzia de Firenzuola, Les vers et
les proses de Buonarroti. Ses écrits les plus importants sont les commentaires
de Dante et de Petrarque, publiés à Paris et insérès par Silvestri dans sa
Bibliothèque choisie des ouvrages italiens. V. Nouvelle Encyclop. Popul. Ital.,
Turin, Union Typ. Edit. Antoine Buttura, littérateur italien, mort à Paris. Il
se rendit à Paris après le traité de Campo Formio; devint plus tard archiviste
au ministère des relations extérieures du royaume d'Italie, puis consul en
lUyrie. De retour à Paris, il fut attaché au bureau des traductions au
ministère des affaires étrangères et occupa une chaire à l'Athénée. On lui
doit, outre des Poésies; Essai sur l'histoire de Venise; Tableau de la
littérature italienne; un Poème sur la Grece; un Dictionnaire francais-italien
et italien-francais très-estimé; etc. Il a publié, en outre, la Bibliothèque
des poètes et des prosateurs italiens. V. Nouveau Larousse illustre Nuova
Enciclopedia Popolare Italiana Garollo, Diz. Biog. Univer., Hoepli Milano,
Préface au Dictionnaire General dans laquelle, pour la première foi, le pays de
Royans recut de l'évèque de Grenoble, Artand, une Charte, Charta de Royano. Il
décrit le caractère de ces habitants, leurs sentiments de patriotisme et de
liberté et après avoir soumis à l'appréciation des archéologues bien des
matériaux importants (débris de mosaique, des tuiles, des nombreuses médailles,
des inscriptions qui viennent confirmer l'opinion que les Romains ont domine
dans ce lieu) il fait à M. Vincent la remarque suivante: Nous aurions désiré
plus de méthode dans l'exposé des faits dont il est question; mais, du reste,
il confirme que le style est simple et sans prétention et qu'il a tout le
mérite d'un style épistolaire: correct, élégant, et facile dans les
descriptions il est net et pittoresque comme les sites qu'il décrit. Dans U
Album (journal de Rome) Jacobini, avait donne des détails fort étendus sur les
fouilles que le gouvernement de Rome avait entreprises sur la voie Appienne.
R., saisissant cette occasion, donne dans L'Investigateur une courte analyse de
ce rapport, dans l'intérèt de l'art et de l'archeologie et après des considérations,
certainement très-importantes, à l'égard de l'art des Romains, voici comment il
conclut: La restauration des monuments élevés sur la voie. Appienne dans une si
grande étendue, formerà une espèce de musée qui pourra ètre utile aux études
des beaux-arts, de l'histoire et de l'archeologie; études qui auront pour base
trois époques bien distinctes qui se seront succede dans la période de dix
siècles. On pourra apprécier l'art dans ses formes modestes au commencement de
la République; son développement et sa grandeur entre la fin de la République
et le règne d'Auguste; sa décadence, a la fin de l'empire d'occident. Cette
dernière epoque fournira des enseignements qui ne seront pas perdus. A propos
de la recension du Dictionnaire Arménien-Francais par A. Calfa, nous nous
bornerons à reproduire les mots de R. lui-mème: Depuis plus de vingt ans cet
ouvrage manquait aux traducteurs comme aux Arméniens qui se livraient à l'étude
du francais. Il était donc aussi impatiemment attendu par Ics Orientaux eux-mèmes.
Tous, jusqu'a ce jour, avaient reculé devant les difficultés que leur
présentait l'accomplissement d'un semblable travail et c'est à des
solicitations pressan'ucs et qui lui furent adressées de tous còtés que Calfa
dut céder en se mettant courageusement à l'oeuvre. Ce n'est pas une oeuvre
ordinaire, en effet, que ce Dictionnaire arménien-francais. Prive de tout
secours étranger, prive mème de celui dont les auteurs de ce genre d'ouvrages
usent et abusent, mème ordinaìrement, avec si peu de réserve, c'est-à-dire de
dictionnaires analogues faits par des devanciers, Calfa a du reprendre en
sous-oeuvre les vocabulaires si défectueux et si incomplets de Petit-Delacroix
et de F. Aucher; redresser la plupart des explications; compléter les
significations; compulser les principaux auteurs arméniens poiir éviter les
omissions ou les fausses interprétations, etc. Plusieurs années devaient ètre
entièrement consacrées à cet immense travail et Calfa s'est acquité de cette
tàche avec une persévérance, un courage digne d’eloge et avec un talent dont il
avait, du reste, donne d'incontestables preuves dans ses travaux antérieurs. La
Signoì'a de Monza et son Procès, n'est qu'un recit bien ordonné, resumé dans 43
chapitres, du procès qui avait été instruit par le tribunal criminel de
l'archevèché de Milan, à l'égard de Soetcr Virginie Marie de Leyva. On sait
qu'à la fin du XVI siècle, un monastère célèbre servait d'asile à des filles
appartenant aux plus grandes familles italiennes: c'était celui des religieuses
de Sainte-Marguerite de Monza, dites Bénédictines humiliées. Il avait survecu à
l'abolition, prononcée par Pie V, de l'ordre régulier des Frères Jmmiliés et il
avait dù ce privilège à la bienveillante protection de Saint Charles Borromée,
La ville de Monza, située à quelques lieues de Milan, avait été érigée en fief,
par une convention passée entre Charles V et Francois II, huitième due de
Milan, au profit de dom Antonio de Leyva qui, dès l'année 1502 et en récompense
de brillants faits d'armes, avait été nommé prince d'Ascoli et de Monza. Son
fils, dom Martin de Leyva, eut une fille, nommée Virginie qu'il destina, avant
mème qu'elle vint au monde, à passer sa vie dans le couvent de
Saint-Marguerite. En effet, Virginie-Marie de Leyva, (dans Les Fiancés de
Manzoni, Gertrude) sXox's, agée de vingt ans, resplendissante de jeunesse et de
beante, prononca ses voeux et s'enferma dans le monastère de Sainte-Marguerite
de Monza. Toutefois, son rang et sa fortune lui assuraient, mème dans
l'interieur du couvent, une situation privilégiée. Investie par son pére de
tous les droits qui lui appartenaient sur son fief, ayant le titre et les
prérogatives de princesse de Monza, Virginie, ou plutót la Signora, car c'est
sous cette désignation qu'elle était connue, semblait une reine au milieu de
ses compagnes, et la supérieure avait mème cru devoir attacher deux dames
d'honneur à sa personne. Cependant, au bout de quelques années, des bruits
confus se répandirent dans la ville et signalèrent d'étranges événements, oi^i
le romanesque se mèlait au criminel, et dont l'interieur du monastère aurait
été le théàtre. On parlait de relations coupables entre la Signora et un jeune
seigneur de la ville nommé Jean Pani Osio; (dans Manzoni, Egidio) de naissances
mystérieuses, et de la disparition plus mystérieuse encore d'une religieuse,
Catherine de Meda, dont les indiscretions pouvaient ètre redoutées.Un procès
fut instruit, dans l'ombre, par le tribunal criminel de l'archevèché de Milan,
d'après les ordres et sous la direction du cardinal Frédéric Borromée. C'est de
ce procès que le nòtre a donne une relation francaise. Au moment oij
s'instruisit cette mémorable procedure, elle avait d'autant plus frappé les
esprits, qu'on avalt pris plus de soins pour la tenir secrète, et
Tima-o-ination s'était exercée sur ce déplorable texte: le drame mystérieux
accompli dans le cloitre de Sainte-Marguerite. L'historien contemporain
Ripamonti avait, le premier, signalé les désordres survenus dans ce monastère;
mais il avait ignoré les véritables détails. Il n'avait indiqué que des faits
vagues et souvent erronés; il n'avait mème pas connu la personnalité réelle des
principaux acteurs engagés dans ces tristes événements. Depuis, Manzoni a
touché épisodiquement dans ses Fiancés à la sombre legende de la Signora de
Monza; mais il ne pouvait que s'entenir à des conjectures et accepter de
confiance ce que racontait la tradition. En effet il ne s'occupe que de narrare
birevemente la storia antecedente di questa infelice. Après, Cantù a fait
connaitre la vérité tout entière sur cet intéressant sujet. Plus récemment
encore, le comte Tìdlio Dandolo a public les mèmes documents en entier, dans
leur texte latin et en langue italienne. Enfin, le nótre, voulant mettre à la
portée des lecteurs francais ce récit, qui à tout l'intérèt du roman et de plus
le mérite de l'histoire, fit paraìtre, en s'appuyant sur les pièces
officielles, une relation complète du procès de la Signora de Monza et de ses
coaccusés. Voici comment Barbier s 'exprime dans son rapport à l'égard de cette
pièce: Une publication de cette nature n'etait pas sans danger et l'écrivain
qui n'eùt poursuivi qu'un succès de scandale, en sacrifiant les moeurs et
l'honnèteté publique, était certain d'atteindre son but. Tel n'est pas le
caractère de la publication de R., nous avons à peine besoin de le dire. Son
volume dispose, écrit dans Uxi but sérieux et historique, met en lumière, il
faut le reconnaitre, tous les faits regrettables dont les murailles du couvent
de Sainte-Marguerite ont si longtemps dérobé le mystère à tous les yeux; mais
le récit de ces faits eux-mémes a été adouci autant que l'exigeait le respect
du lecteur et que le permettali la véracité de l'histoire. Le propre des récits
judiciaires, c'est l' intérèt dramatique doublé par le réalisme, si nous
pouvons employer une expression toute moderne. C'est là ce qui explique le goùt
du public pour ces sortes de lectures; on a toutes les émotions du roman ou du
drame et l'on ajoute à part soi: totd cela est vrai. On se le repète avec une
satisfaction singulière, jusqu'au moment où vient la réflexion, qui apporte a
l'esprit un salutaire enseignement et qui lui montre l'enchainement inflexible
et logique des passions humaines: le désordre d'abord et le crime ensuite. e.
Cantù, Storie minori; Torino, Unione Tip. Edit. V. YJ Investigateur. Le nótre a
su donner un véritable intérét à sa relation. Ce n'est pas une sèche et
monotone, lecture de pièces. En présentant avec méthode et dans leur ordre
logique tous les documents épars que la procedure avait mis à sa disposition,
il en a compose un récit des plus attachants. Une amitié de longue main lui
imposait l'obligation de remplir ce devoir, c'est-à dire de tracer quelques
ligiles sur la vie et l'oeuvre de son ami Denis FoYATER. En effet, après avoir
parie de son humble naissance dans un hameau de Bussière, il le suit à travers
le développement de sa vocation pour la sculpture. Il nous le fait connaitre
étudiant à l'école des Beaux-Arts de Lyon et de Paris, essuyant une vie
pénible; mais toujours occupé à son art et à ses vastes projets qui lui
devaient assurer, plus tard, une belle réputation panni les artistes
statuaires. Ensuite, il donne une ampie illustration des travaux que Foyatier
exécuta avant son départ pour l'Italie, ceux qu'il fit en Italie, et des belles
statues qu'il modela après son retour. Ce court récit, mais plein de vérité,
est le témoignage d'une sincère amitié. Le Camp de Cesar da^is le pays des
Andes, c'est une courte description du Heu que Jules Cesar avait choisi pour
tenir en respect les peuples qui environnaient la Civitas Audium, comme il
l'appelait, et qui prit en suite, le nom de JidiomagtLs et plus tard celui
Abandon des enlants en Chine. Jeanne Dare. L'histìime de Suez. De la
panification ancienne et moderne. Recension sur le Dictionnaire Arménien-francais
de Calfa. La Signora di Monza et son procès. Denis Foyatier. Le camp de Cesar.
Description d'une petite niachiiie géocyclicque. Francois Salti. Stalistiqiic
des travaux de l'Institut historique pendant 25 ans. ^nvrsfio^a 'tevr PREZZO L.
2.50. Angelo Maria Renzi. Angelo Renzi. Renzi. Keywords: il deutero-esperanto
di Grice. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Renzi”. Renzi.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Ressibio: la ragione
conversazionale della diaspora di Crotone – Roma – filosofia basilicata -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Metaponto).
Filosofo italiano. Metaponto, Basilicata. A Pythagorean cited by Gamblico.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Resta:
la ragione conversazionale e le masserizie della mutua fiducia conversazionale –
la scuola di Bari -- filosofia pugliese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Bari). Filosofo pugliese. Filosofo italiano. Bari,
Taranto, Puglia. Grice: “I like Resta; I was reading a book on golf that the
Italians define, as I would cricket, as the game of ‘fiducia,’ so it is nice to
see that Resta has tried to formulate some ‘rules,’ as we would call them, for
trust. The cover of the essay is especially fascinating, as it depicts two
acrobats on a circus ring. Where ‘fiducia’ becomes a matter of life and death –
or a vital evolutionary tract, if often ‘ciecco,’ as Resta puts it. His
research reminds me of Warnock on ‘trust’ in “The object of morality.” Essential Italian philosopher. Filosofo. Nominato
Alfiere del Lavoro. Studia a Bari. Insegna a Bari e Roma. Dirige un seminario sulla
cultura giuridica alla fondazione Basso-Issoco. Colabora a "Sociologia del
Diritto" e "Politica del Diritto". Spazia dai temi classici della filosofia dfino a temi
di particolare attualità quali quelli riguardanti l'infanzia, i diritti dei
minori e il bio-diritto. Particolarmente interessanti sono i saggi nei quali
indaga sul significato e sui risvolti giuridici del concetto di
"farmaco" come anti-doto necessario alla violenza. Saggi: “Conflitto
e giustizia” (Bari, De Donato); “Diritto e sistema politico” (Torino, Loescher);
“L' ambiguo diritto” (Milano, Angeli); “Poteri e diritti, Torino, Giappichelli);
“La certezza e la speranza: diritto e violenza” (Roma, Laterza). Le stelle e le
masserizie: paradigmi dell'osservatore” (Roma, Laterza); “L'infanzia ferita” (Bari,
Laterza); “Il diritto fraterno” (Bari, Laterza); “Diritto vivente” (Bari, Laterza);
“Le regole della fiducia” (Bari, Laterza); bio-diritto. Eligio Resta. Resta.
Keywords: della fiducia, le stelle e le masserizie. Refs.: Luigi Speranza,
“Grice e Resta” – The Swimming-Pool Library.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Restaino:
all’isola -- la ragione conversazionale ed Antonino e compagnia – la scuola di
Alghero -- filosofia sarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Alghero). Abstract. Keywords: Antonino. Filosofo
Italiano. Alghero, Sassari, Sardegna. Grice: “Only in Italy, a philosopher philosophises
about cartoons!” Filosofo. Studia e insegna a Cagliari e Roma. Studia la storia
della filosofia e dell'estetica. Il suo
saggio forse più noto è una “Storia del fumetto: da Yellow Kid ai manga” (POMBA,
Torino) che non ha mancato anche di suscitare alcune polemiche, fino al punto
che un gruppo di appassionati di fumetti lancia una petizione chiedendo alla
casa editrice il ritiro del saggio, accusato di contenere gravi lacune ed
errori. Gabrielli, Petizione contro l’POMBA per la Storia del Fumetto, Lo
Spazio Bianco, Plazzi, Il fantasma del fumetto, in il Mulino, Bologna, Mulino. La
fortuna di Comte, Comte sansimoniano, in Rivista critica di storia della
filosofia, Comte scienziato, Comte filosofo, Mill e la cultura filosofica, La
Nuova Italia, Firenze, Mill: Scritti scelti, Principato, Milano, “Scetticismo e
senso comune” (Laterza, Bari); Hume, Riuniti, Roma, Filosofia e post-filosofia”
(Angeli, Milano); Storia dell'estetica” (Pomba, Torino); “Storia della
filosofia, fondata d’Abbagnano, in collaborazione con Fornero e Antiseri, La
filosofia contemporanea (Pomba, Torino); La filosofia inglese, in La Filosofia;
Paganini, Piccin-Vallardi, Padova, Storia della filosofia, Pomba Libreria,
Torino, La Rivoluzione Moderna. Vicende della cultura (Salerno, Roma); Giovanni
Franco Restaino. Restaino. Keywords: Antonino e compagnia. Refs.: Luigi
Speranza, “Grice e Restaino” – The Swimming-Pool Library.


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