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Thursday, July 28, 2011

Portofin, Portus Delphini

Luigi Speranza

L’antico “Portus Delphini” ricordato da Plinio, ha origini molto remote, legate alla sua ubicazione che lo rendeva un sicuro approdo per le navi.

La sua posizione e la natura incantevole attrassero non solo l’attenzione di Plinio, che le descrisse nell’itinerario ligure, ma anche quella dei cartografi e dei geografi dell’antichità quali Pomponio Mela e l’Anonimo Ravennate.

L’"Itinerarium Maritimum", un portolano del III secolo D.C., considerato il più antico documento di questo genere, fa menzione di “Portus Delphini”.

Con la romanizzazione della Liguria, "Portofin" divenne colonia romana per poi passare sotto la giurisdizione degli imperatori del Sacro Romano Impero nell’Alto Medioevo.

Nel secolo X divenne proprietà dell’abbazia di San Fruttuoso, sottraendosene poi nel 1175, quando i diritti sul borgo vennero acquistati dai consoli di Rapallo per 70 lire genovesi.

Dal cronista pisano Bernardo Marangone apprendiamo che nel 1072 i suoi concittadini, armate diverse galere, andarono all’assalto del borgo, rimediando una dura sconfitta.

Nel 1425 il paese fu in possesso di Tommaso Campofregoso.

Il dominio di questa famiglia non si protrasse però a lungo.

Già nel 1430 i genovesi, alla guida di Francesco Spinola, si impossessarono di Portofino e vi rimasero per quindici anni.

Nel 1445 infatti, Giovanni Antonio Fieschi, in aperta ostilità con la Repubblica di Genova, occupò Portofin e vi esercitò il suo potere.

Questa occupazione doveva avere carattere dimostrativo perché il Fieschi, in breve tempo e volontariamente, restituì il paese a Genova.

Nel 1459 un altro Fregoso, Pietro, riprese il borgo alla Repubblica.

Ma anche stavolta il dominio fu di breve durata.

Nel 1513 gli Adorno e i Fieschi, appoggiati militarmente dal duca di Milano Francesco Sforza e da truppe svizzere, occuparono il borgo.

La Repubblica riuscì tuttavia, con un’azione affidata a 4000 fanti, fra mercenari e genovesi, a rientrare in possesso del paese, sconfiggendo anche i valorosi uomini di Andrea Doria che l’ammiraglio aveva sbarcato dalle sue galere in aiuto di Filippino Fieschi, comandante della fortezza portofinese.

Andrea Doria non dimenticò però la sconfitta, e nel 1527, tornò nelle acque del Tigullio dove dopo una lunga battaglia contro le milizie dogali, riuscì ad impadronirsi del paese.

Nel 1554, affidandosi alla direzione del milanese Gian Maria Olgiato, la Repubblica di Genova fece rimodernare il sistema difensivo di Portofin, ed in particolare la fortezza di San Giorgio.

La storia successiva di Portofin si identifica con quella di Genova.

Nel 1814 il piccolo borgo di pescatori fece da sfondo ad un duro scontro fra inglesi e truppe napoleoniche, scacciate, queste ultime, dal castello nel quale si erano asserragliate.

Le uniche conquiste che il più famoso borgo del Tigullio dovette subire, furono quelle da parte del movimento turistico internazionale che con il costante favore accordato a Portofin gli hanno fatto guadagnare l’appellativo di “Perla del mondo”.

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